Pag. 2 H:\M&S_2004\CMFO3\_ESE\Rev-0\Cons\Documenti\MAN\Premessa.doc METEC & SAGGESE Engineering S.r.l INDICE DESCRIZIONE GENERALE ............................................................................................................................. 4 OPERE EDILI ............................................................................................................................................... 5 Scavi, reinterri e sgomberi.......................................................................................................................... 5 Conglomerati, casserature, opere in c.a. ed intonaci................................................................................. 5 Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso ................................................................................................... 5 Isolamenti termoacustici e controsoffittature.............................................................................................. 5 Pavimenti e rivestimenti ............................................................................................................................. 5 Opere in pietra naturale.............................................................................................................................. 6 Opere da falegname – Serramenti interni ed esterni ................................................................................. 7 Opere da fabbro – Serramenti interni ed esterni........................................................................................ 7 Opere da decoratore .................................................................................................................................. 9 Impianti ascensore ..................................................................................................................................... 9 IMPIANTO TERMOIDRAULICI .................................................................................................................. 10 Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione fluidi............................................................................... 11 Installazione dei ventilconvettori per la Biblioteca Canna e per i Depositi libri ........................................ 11 Cetrali di trattamento aria e collegamento alle reti di distribuzione.......................................................... 11 Rete di distribuzione aria a servizio della sala lettura-consultazione della Biblioteca Civica Canna ....... 12 Impianto idraulico ..................................................................................................................................... 13 IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI ............................................................................................................ 13 Impianti elettrici......................................................................................................................................... 13 Impianti speciali ........................................................................................................................................ 14 ALLEGATO 1 – Manuale d’Uso ALLEGATO 2 – Manuale di Manutenzione ALLEGATO 3 – Programma di Manutenzione – Sottoprogramma delle Prestazioni ALLEGATO 4 – Programma di Manutenzione – Sottoprogramma dei Controlli ALLEGATO 5 – Programma di Manutenzione – Sottoprogramma degli Interventi Piano di Manutenzione – CMFO3 Settembre 2006 Pag. 3 H:\M&S_2004\CMFO3\_ESE\Rev-0\Cons\Documenti\MAN\Premessa.doc METEC & SAGGESE Engineering S.r.l PREMESSA GENERALE Il seguente piano di manutenzione ha lo scopo di fornire le specifiche generali per la corretta conduzione e manutenzione delle opere edili ed impiantistiche per ristrutturazione di parte del Castello di Casale Monferrato. Il piano di manutenzione si compone di tre elaborati: • il manuale d'uso; • il manuale di manutenzione; • il programma di manutenzione. Il manuale d'uso è finalizzato, in primo luogo, ad evitare o a limitare modi d'uso impropri o ad individuare segni di anomalia e di guasto da segnalare ai tecnici, nonché a descrivere semplici interventi di conduzione e piccole operazioni manutentive che possono essere eseguite direttamente dagli utenti. Il manuale di manutenzione è uno strumento di supporto all'esecuzione delle attività di manutenzione programmata ed è essenzialmente finalizzato a fornire le informazioni occorrenti a rendere funzionale, economica ed efficiente, la manutenzione dei beni edilizi. Il manuale viene inteso come uno strumento che deve fornire agli operatori tecnici del servizio di manutenzione le indicazioni necessarie per l'esecuzione di una corretta manutenzione edili ed impiantistica. Gli obiettivi che si vogliono perseguire con l'adozione di questo sistema di verifica sono di diversa natura: • obiettivi di natura tecnico-funzionale: si intende istituire un sistema di raccolta delle informazioni di base e di aggiornamento con le informazioni di ritorno a seguito di interventi, che consenta, attraverso il costante aggiornamento del sistema informativo, di conoscere e mantenere correttamente l'immobile e le sue parti; • obiettivi di natura economica: si vuole ottimizzare l'utilizzo dell'immobile e prolungare il ciclo di vita utile con interventi manutentivi programmati ed in coerenza con le caratteristiche dell'immobile. Il programma di manutenzione ha come scopo quello di garantire che gli interventi manutentivi vengano realizzati con la massima economia e che il lavoro eseguito risponda a criteri di produttività ed efficienza. L'obiettivo fondamentale del programma di manutenzione è pertanto quello di realizzare un equilibrio economico e tecnico tra due sistemi complementari e interconnessi: • il sistema di manutenzione preventiva; • il sistema di manutenzione a guasto. Piano di Manutenzione – CMFO3 Settembre 2006 Pag. 4 H:\M&S_2004\CMFO3\_ESE\Rev-0\Cons\Documenti\MAN\Premessa.doc METEC & SAGGESE Engineering S.r.l DESCRIZIONE GENERALE La zona oggetto dell’intervento, adibita a “centro di produzione culturale”, è inserita nel corpo centrale del Castello e comprenderà le seguenti funzioni: • Biblioteca Ragazzi • Biblioteca Civica Canna • Depositi libri a servizio della Biblioteca Civica Le opere oggetto dell’intervento sono definibili come ‘opere di completamento’ di un lotto precedente (II lotto). Le opere in oggetto costituiscono parte integrante di un più generale piano di recupero e riuso che – per successivi lotti di intervento – è in corso nel Castello di Casale Monferrato, Fortezza medievale del XIV secolo. L’intero piano di recupero prevede: il trasferimento del Castello di una serie di attività che formeranno nel loro insieme il sistema • Bibliotecario del Monferrato Casalese (Biblioteca Civica, Biblioteca ragazzi, Archivio Storico Civico, Centro di Produzione Multimediale per i giovani); • la sistemazione nel Castello del costituendo Museo del Po; • la realizzazione di una sala convegni ed alcune sale per mostre temporanee; • la sistemazione di una serie di spazi di accoglienza. Una parte del Castello (spalti, cortili, mastio, sotterranei) sarà infine destinata a museo di se stesso, come oggetto di percorso liberamente fruibile dai visitatori. Le opere da eseguire possono essere suddivise secondo le seguenti categorie principali: • Opere edili • Impianti termoidraulici; • Impianti elettrici e speciali. Piano di Manutenzione – CMFO3 Settembre 2006 Pag. 5 H:\M&S_2004\CMFO3\_ESE\Rev-0\Cons\Documenti\MAN\Premessa.doc METEC & SAGGESE Engineering S.r.l OPERE EDILI Le opere di completamento previste nel presente intervento, opportunamente localizzate nei vari ambienti possono essere sinteticamente elencate come in appresso: Scavi, reinterri e sgomberi Scavo di sbancamento ed in sezione obbligata eseguito a mano e con escavatore meccanico per la formazione delle reti di urbanizzazione nel cortile interno verso Ovest e successivo reinterro dei cunicoli tecnologici con materiali inerti ghiaio-sabbiosi. Conglomerati, casserature, opere in c.a. ed intonaci Fornitura e posa di conglomerati cementizi per ridotte opere di fondazioni armate a supporto e basamento delle apparecchiature da installare negli ambienti tecnologici. Formazione di intonaco completo a civile eseguito con malta a base di calce naturale, per piccole quantità su superfici interne ed esterne a completamento della posa di infissi o apparecchiature tecnologiche. Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso Formazione di piccole porzioni in tavolato di mattoni per realizzazione tamponamenti negli ambienti oggetto di intervento. Formazione di parete di fondo e quinta in cartongesso nella sala lettura Formazione di bussola di ingresso in corrispondenza dell’arrivo al secondo livello dello scalone principale. Formazione di compartimentazioni in cartongesso REI 120, a mascheramento delle parti a vista degli impianti aeraulici. Isolamenti termoacustici e controsoffittature Fornitura e posa di controsoffittature in lastre di cartongesso di tipo normale e idrofugo nei locali oggetto di intervento. Compartimentazioni, rivestimento di strutture portanti, sezionamenti orizzontali con controsoffittature in cartongesso avente resistenza al fuoco REI 120. Pavimenti e rivestimenti Fornitura e posa di pavimento in legno industriale tipo “Stepping Floor”, spess. mm 14, in rovere nero, con bindello decorativo in legno di Rovere chiaro, negli ambienti della “Biblioteca ragazzi” e nei saloni della Biblioteca centrale al secondo livello. Fornitura e posa di zoccolino battiscopa in legno di ugual essenza negli stessi ambienti. Fornitura e posa di pavimentazione in tavole di legno lamellare di larice, preimpregnate di sostanze preservanti, costituenti i piani di calpestio delle rampe e dei soppalchi. Piano di Manutenzione – CMFO3 Settembre 2006 Pag. 6 H:\M&S_2004\CMFO3\_ESE\Rev-0\Cons\Documenti\MAN\Premessa.doc METEC & SAGGESE Engineering S.r.l Rifinitura di pavimentazione in calcestruzzo eseguita nei lotti precedenti. Successiva levigatura delle superfici con apposita apparecchiatura meccanica, lucidatura a piombo con macchina a disco, eseguita ai piani terreno e primo negli ambienti destinati a deposito libri. Fornitura e posa di pavimento in grés fine porcellanato posato nei locali magazzini ai piani terreno e secondo. Fornitura e posa di pavimento in tozzetti di grés porcellanato, dimensioni cm 10x10, a superficie ruvida “antisdrucciolo” da posarsi nei servizi igienici ai piani terreno e secondo. Fornitura e posa di rivestimento in tozzetti di grés porcellanato smaltato, dimensioni cm 10x10, nei vari colori, da posarsi nei servizi igienici ai piani terreno e secondo. Fornitura e posa di zerbino in fibra di cocco, posato in corrispondenza degli accessi principali. Fornitura e posa di listello di ottone disposto verticalmente a separazione di pavimentazioni di diversa tipologia. Opere in pietra naturale Fornitura e posa di pavimentazione in smolleri in pietra di Luserna nell’androne principale fra il cortile Ovest ed il cortile Est, nell’androne al mastio ed all’interno del mastio stesso, disposti a file rettilinee perpendicolarmente al piano di cava. Fornitura e posa di lastre di Beola bianca bocciardata nei vari spessori per realizzazione di inserti decorativi nella pavimentazione in smolleri di cui al punto precedente. Fornitura e posa di pavimentazione a scacchiera con piastrelle in pietra di Luserna fiammata e Beola bianca lavorata alla martellina nel salone principale e nel foyer al piano secondo. Fornitura e posa di fascia decorativa in granito bianco di Cusio fiammato a decorazione del campo centrale nella pavimentazione di cui al punto precedente. Fornitura e posa di pedate di scala in pietra di Luserna fiammata, con coste a vista lavorate a toro. Fornitura e posa di pavimentazione in pietra di Luserna fiammata, con piastrelle di varia dimensione, posata sulle passerelle interne al mastio. Fornitura e posa di stipiti, architravi e copertine in pietra di Luserna fiammata, con coste a vista a toro per la realizzazione di architravi e spallette di accesso ai vani ascensori nei vari piani. Fornitura e posa di soglie interne in pietra di Luserna fiammata, posate ai vari livelli dell’immobile. Fornitura e posa di piano incasso lavabi in marmo bianco di Carrara lucido, con sottostante alzatina verticale, nei blocchi di servizi igienici ai vari piani. Piano di Manutenzione – CMFO3 Settembre 2006 Pag. 7 H:\M&S_2004\CMFO3\_ESE\Rev-0\Cons\Documenti\MAN\Premessa.doc METEC & SAGGESE Engineering S.r.l Opere da falegname – Serramenti interni ed esterni Fornitura e posa di porte interne, eseguite a disegno, in legno di rovere nazionale, con specchiature piene, modanature, decorazioni, complete di maniglieria pesante in ottone, collocate nei saloni principali e nel foyer al secondo livello. Fornitura e posa di porte interne tamburate, ad uno o più battenti, ad anta o a scomparsa, con superfici rifinite a laccatura, poste in opera nei blocchi di servizi igienici ai vari piani. Fornitura e posa di scuri interni in legno lamellare di Pino, a doppio battente, con decorazioni eseguite a pantografo e a riporto, da porre in opera nei saloni al piano secondo, laddove già presenti. Fornitura e posa di maniglioni antipanico con apertura a scatto, comprensivi di barre orizzontali in acciaio satinato, da porre in opera sulle uscite di sicurezza. Fornitura e posa di apparecchio attuatore per evacuzione di fumi e calori collegato alle ante delle aperture finestrate del vano scala principale, comandato dall'impianto di rilevazione fumi. Opere da fabbro – Serramenti interni ed esterni Fornitura e posa di rampa interna per superamento dislivelli nel salone principale e nel foyer costituita da orditura portante in telaio, longheroni, traversi, piedini, in tubolare di ferro, piano di calpestio in lastre di acciaio COR-TEN, con superficie superiore antisdrucciolo, piantoni verticali, controventi e mancorrente superiore sagomati e piegati a caldo in tondo di ferro pieno, ossidati artificialmente, con ceratura finale di protezione. Fornitura, lavorazione e posa di strutture metalliche, passerelle, soppalchi, scale, strutture portanti semplici e complesse, costituite da profilati in ferro commerciali, piatti, quadri, tubolari, trafilati, IPE, HEA, da porre in opera a corredo delle passerelle realizzate nei lotti precedenti. Fornitura e posa di mancorrenti in quadro pieno di ferro, su supporti in ferro pieno lavorato e battuto a caldo, da posarsi nel vano scala principale, nel vano scala di accesso ai depositi dall’androne e nelle rampe di collegamento ai vari livelli. Fornitura e posa di rampa scala interna per superamento dislivelli fra il foyer ed i saloni principali, realizzata a disegno in lamiera pressopiegata di acciaio COR-TEN, compreso mancorrente laterale sagomato e piegato a caldo in tondo di ferro pieno, ossidazioni artificiali con ceratura finale di protezione. Fornitura e posa di porte tagliafuoco ed antifumo tipo REI 120, nelle varie dimensioni, con tinteggiatura di sottofondo e finitura a forno, complete di serratura antincendio ed apparecchiature di sincronizzazione delle chiusure. Fornitura e posa di serramenti interni ad anta ad uno o più battenti, con o senza sopraluce, realizzati con profilati in acciaio decappato tipo "SECCO SISTEMI - SISTEMACCIAIO", guarnizioni di tenuta in gomma elastomerica, telai fissi e mobili in profilato di acciaio estruso, pannellature in cristallo antisfondamento ed antiferite traslucido, fodrinature parziali esterne in Piano di Manutenzione – CMFO3 Settembre 2006 Pag. 8 H:\M&S_2004\CMFO3\_ESE\Rev-0\Cons\Documenti\MAN\Premessa.doc METEC & SAGGESE Engineering S.r.l lastre di acciaio COR-TEN preossidate artificialmente, maniglie eseguite con tubolari di ferro, serrature con doppia chiave, elementi ossidati artificialmente e patinati con ceratura di protezione da posarsi a divisione degli ambienti nella “Biblioteca ragazzi” al piano terreno e nella Biblioteca Centrale al piano secondo. Fornitura e posa di serramenti ad anta cieca eseguiti con profilati in acciaio decappato tipo "SECCO SISTEMI - SISTEMACCIAIO", guarnizioni di tenuta in gomma elastomerica, telaio fisso in profilato di acciaio, telaio mobile in profilati metallici e fodrinatura esterna in lastra di acciaio COR-TEN preossidata artificialmente e protetta con ceratura finale, da posarsi all’interno del vano scala di sicurezza accanto al mastio. Fornitura e posa di porta di ingresso a "vai e vieni", con montanti verticali e traversa superiore orizzontale in profilati di acciaio decappato, ante mobili con apertura a "vai e vieni" in cristallo temperato a filo lucido molato da mm 11, carter inferiore di battuta costituito da doppia lama di ferro a U, fodrinatura parziale dell'anta in doppia lastra di acciaio COR-TEN preossidata artificialmente, con ceratura finale di protezione da porre in opera sugli ingressi principali al piano secondo. Fornitura e posa di bussola di ingresso, realizzata con profilati in scatolato di ferro, parti fisse laterali e superiori (cielino), ante mobili con apertura a "vai e vieni" eseguite con lastre di cristallo temperato antisfondamento ed antiferite, fodrinature parziali in lastre di acciaio COR-TEN, meccanismo di regolazione dell'apertura a scomparsa con molla di chiusura a pavimento e sulla traversa superiore tipo "MAB", ossidazione artificiale e patinatura a cera di tutte le parti metalliche a vista, da posarsi all’ingresso principale della “Biblioteca Ragazzi”. Fornitura e posa di vetrata strutturale con fissaggio puntuale, realizzata al piano secondo a divisione fra il foyer e la sala lettura principale, completa di crociere in microfusione e rotules in acciaio inox satinato, cristallo trasparente stratificato e temperato. La struttura sarà montata su paleria metallica verticale in acciaio inox satinato di opportuno diametro e spessore, fissata all'estremità (pavimento, soffitto) con attacchi a forcella, su piastre di acciaio e contropiastre di registrazione. La vetrata avrà apertura interna a doppia anta con cerniere fissate alle lastre di cristallo, regolazione del meccanismo di apertura con elemento a pompa incernierato a pavimento, maniglieria in tubolare in acciaio inox satinato. Le lastre di cristallo saranno molate a filo lucido sul perimetro, avranno fori svasati, e saranno sigillate fra loro con silicone ad elevato modulo elastico. Fornitura e posa di vetrata fissa a tutto campo, senza montanti verticali divisori, fissata con telaio perimetrale in ferro ossidato artificialmente, completa di lastre di cristallo antisfondamento, molate a filo lucido sul perimetro e sigillate fra loro con silicone strutturale. L’infisso andrà posato sul disimpegno centrale al primo livello che affaccia sull’androne principale. Piano di Manutenzione – CMFO3 Settembre 2006 Pag. 9 H:\M&S_2004\CMFO3\_ESE\Rev-0\Cons\Documenti\MAN\Premessa.doc METEC & SAGGESE Engineering S.r.l Opere da decoratore Applicazione di primer di sottofondo per prodotti a base di calce naturale con funzione di prodotto "ponte", da applicarsi sui supporti intonacati delle pareti interne nei locali ai piani terra, primo e secondo, sui prospetti esterni della facciata Ovest ed Est, sulle pareti interne al mastio ed al suo portico di accesso, su tutte le superfici del portico principale. Applicazione di pittura muraria opaca minerale costituita da grassello di calce e pigmenti alle terre coloranti naturali, non filmogena ma permeabile all’acqua ed al vapore acqueo, perfettamente reagente con il supporto trattato con fissativo, applicata con una mano di fondo diluita al 30 % e due riprese successive diluite al 10% e al 25%, su tutte le superfici intonacate di cui al punto precedente. Verniciatura di manufatti in legno con smalto oleosintetico a due riprese o con laccatura ad acqua eseguita in laboratorio sui serramenti interni ai piani terra, primo e secondo. Impregnante di fondo per superfici in legno funghicida e battericida tipo “ADLER – AQUAWOOD” sulle parti in legno da mantenere a vista. Successiva pitturazione protettiva di finitura per superfici in legno da mantenere a vista con materiale traslucido opaco. Coloritura con una ripresa di vernice antiruggine oleosintetica, sulle tutte le superfici metalliche. Verniciatura di finitura eseguita in due riprese con smalto oleosintetico tipo ferromicaceo su tutte le superfici metalliche. Impianti ascensore Fornitura e posa di impianto ascensore Nord, collocato all’interno del Mastio, con trazione oleodinamica in taglia, a norma D.P.R. 162/99 (Dir. 95/16/CE), D.M. 236 (Legge 13) e D.P.R. 503/96 - Superamento barriere architettoniche Fornitura e posa di impianto ascensore collocato nell’androne principale con trazione oleodinamica in taglia, a norma D.P.R. 162/99 (Dir. 95/16/CE), D.M. 236 (Legge 13) e D.P.R. 503/96 - Superamento barriere architettoniche Fornitura e posa di impianto ascensore Sud, collocato all’interno degli ambienti destinati a deposito libri, con trazione oleodinamica in taglia, a norma D.P.R. 162/99 (Dir. 95/16/CE), D.M. 236 (Legge 13) e D.P.R. 503/96 - Superamento barriere architettoniche Fornitura e posa di impianto piattaforma elevatrice, collocata sul disimpegno dei locali deposito libri al primo livello, conforme alla Direttiva macchine 98/37/CEE, D.P.R. 459 del 24/07/1996 e Norma UNI 9801 Piano di Manutenzione – CMFO3 Settembre 2006 Pag. 10 H:\M&S_2004\CMFO3\_ESE\Rev-0\Cons\Documenti\MAN\Premessa.doc METEC & SAGGESE Engineering S.r.l IMPIANTO TERMOIDRAULICI L’impianto termico – che comprende gli impianti per il controllo delle condizioni termoigrometriche e la qualità dell’aria degli ambienti nei periodi estivi ed invernali – è alimentato dalle centrali di produzione dell’energia termica e frigorifera comprese nel lotto 1, ed è costituito dalla sottocentrale di distribuzione dell’acqua e dalle reti di distribuzione. Gli impianti di distribuzione, che si differenziano in relazione alle zone servite (biblioteca ragazzi, Biblioteca Civica Canna, Depositi Libri), sono stati quasi interamente realizzati nel II lotto di intervento, e sono costituiti da: - collegamenti all’anello di distribuzione realizzato nel I lotto, - sottocentrale di distribuzione fluidi nel sottotetto, - reti di distribuzione acqua e aria a servizio delle utenze di piano (pannelli radianti, radiatori, e ventilconvettori), - rete di raccolta condense, - rete di distribuzione acqua fredda e calda sanitaria, - rete di raccolta acque usate, - rete di distribuzione antincendio e idranti. Restano da realizzare, e sono oggetto del presente lotto di intervento: - le unità di trattamento aria a servizio delle diverse zone (in tutto tre), da installare nel sottotetto - i collegamenti idraulici tra le unità di trattamento aria e la sottocentrale di distribuzione fluidi, - i collegamenti aeraulici tra le unità di trattamento aria e le colonne montanti dell’impianto di distribuzione ai piani, - la rete di distribuzione aria a servizio della sala consultazione al secondo piano (Biblioteca Civica Canna), - i collegamenti degli scarichi condensa delle UTA con le colonne di scarico già realizzate, - i dispositivi di regolazione a servizio delle unità di trattamento dell’aria, - i ventilconvettori e il loro collegamento alla rete di distribuzione fluidi e scarico condense già realizzate, - gli apparecchi sanitari, le rubinetterie e il loro collegamento alle reti di adduzione e scarico già realizzate, - i boiler elettrici e il loro collegamento alle reti di adduzione già realizzate Piano di Manutenzione – CMFO3 Settembre 2006 Pag. 11 H:\M&S_2004\CMFO3\_ESE\Rev-0\Cons\Documenti\MAN\Premessa.doc METEC & SAGGESE Engineering S.r.l Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione fluidi Nella sottocentrale sono presenti i collettori di distribuzione dell’acqua calda e dell’acqua refrigerata e le pompe di circolazione a servizio delle unità di trattamento aria di ogni singola zona. Oggetto del presente appalto è la realizzazione delle reti idrauliche di collegamento tra i gruppi di pompaggio esistenti e le batterie delle unità di trattamento aria. Sono altresì comprese le reti di adduzione dell’acqua addolcita agli umidificatori adiabatici delle unità di trattamento aria e la rete di scarico (condensa e umidificazione) dalle unità stesse alle colonne di scarico più vicine mediante apposito sifone. Installazione dei ventilconvettori per la Biblioteca Canna e per i Depositi libri All’interno della Biblioteca Canna e dei depositi sono presenti le predisposizioni idrauliche per il collegamento dei ventilconvettori oggetto dell’appalto: essi saranno del tipo per impianto a due tubi con mobile verticale a parete e griglia di aspirazione inferiore estraibile. I ventilconvettori da installare dovranno essere dimensionati alla velocità media sulla base delle potenze indicate negli elaborati grafici e sulla base degli spazi disponibili, puntualmente verificati in opera. Cetrali di trattamento aria e collegamento alle reti di distribuzione Le tre unità di trattamento aria saranno posizionate nel sottotetto per mezzo di apposite aperture realizzate nel II lotto di intervento. Esse dovrano essere del tipo a a sezioni componibili, costruite con telaio in profilato d'alluminio e pannelli di tamponamento a doppia pannellatura irrigidita con schiumatura di poliuretano espanso, con portine apribili per ispezione e basamento in profilato di acciaio zincato per conferire rigidità alla struttura. Le UTA saranno costituite da: - sezione filtrante con filtri piani con efficienza 80% (a monte e a valle dei filtri dovranno essere previsti gli attacchi per un manometro differenziale di controllo); - sezione ventilante di ripresa con ventilatore centrifugo a doppia aspirazione supportato da tamponi in gomma per assicurare lo smorzamento delle vibrazioni - camera combinata di miscela comprensiva di serranda di presa aria esterna, espulsione e miscela con alette a moto contrapposto ed asta di comando riportata all'esterno per il collegamento al servomotore; - sezione filtrante con filtri piani con efficienza 80% e a tasche rigide con efficienza 95% (a monte e a valle dei filtri dovranno essere previsti gli attacchi per un manometro differenziale di controllo); sezione con batteria di preriscaldamento costruita con tubi in rame mandrinati meccanicamente su alette continue in alluminio, dotate di collarino imbutito autodistanziante; Piano di Manutenzione – CMFO3 Settembre 2006 Pag. 12 H:\M&S_2004\CMFO3\_ESE\Rev-0\Cons\Documenti\MAN\Premessa.doc METEC & SAGGESE Engineering S.r.l sezione con batteria di raffreddamento costruita con tubi in rame mandrinati meccanicamente su alette continue in alluminio, dotate di collarino imbutito autodistanziante; - umidificatore a pacco evaporante a perdere, con separatore di gocce; sezione con batteria di postriscaldamento costruita con tubi in rame mandrinati meccanicamente su alette continue in alluminio, dotate di collarino imbutito autodistanziante; - sezione ventilante di mandata con ventilatore centrifugo a doppia aspirazione supportato da tamponi in gomma per assicurare lo smorzamento delle vibrazioni. Le UTA dovranno essere completate con tutte le apparecchiature per la regolazione automatica, necessaria a garantire le condizioni termoigrometriche previste. Ogni UTA alimenta una rete di distribuzione dell’aria, la cui configurazione dipende dagli ambienti/zone servite. Il lotto in oggetto prevede la realizzazione dei soli tratti di canalizzazione utili al collegamento tra le unità di trattamento aria e i terminali delle reti di distrubuzione già realizzate nel secondo lotto (come risulta dagli elaborati grafici allegati al progetto). Dette canalizzazioni saranno realizzate in lamiera zincata e installate a vista nel sottotetto. Le canalizzazioni di mandata saranno dotate di isolamento termico rifinito con fasciatura in laminato plastico di PVC, così come quelli di ripresa laddove è presente un ricircolo parziale dell’aria estratta (Depositi libri e Biblioteca ragazzi), mentre non avranno alcun isolamento quelli di sola espulsione (ripresa Biblioteca Civica Canna e servizi igienici). In uscita e in ingresso alle UTA (reti di mandata e ripresa dagli/agli ambienti trattati) sono previsti silenziatori da canale del tipo a setti assorbenti, per attenuare il rumore trasmesso negli ambienti stessi. Nell’attraversamento di strutture REI dovranno essere installate serrande tagliafuoco REI120. Le prese aria esterna avvengono con apposite griglie sulle facciate dell’edificio, mentre l’espulsione avviene direttamente nel sottotetto per le UTA e all’esterno (mendiante camini o griglie a parete) per quanto riguarda l’estrazione dai servizi igienici. I due estrattori a servizio dei bagni sono del tipo cassonato canalizzabile e sono entrambi dotati di un regolatore elettronico della velocità. Rete di distribuzione aria a servizio della sala lettura-consultazione della Biblioteca Civica Canna All’interno della sala di lettura e consultazione i canali di distribuzione dell’aria saranno del tipo in acciaio zincato circolare spiroidale, con bocchette di mandata e ripresa per canale circolare, con alette orientabili. Piano di Manutenzione – CMFO3 Settembre 2006 Pag. 13 H:\M&S_2004\CMFO3\_ESE\Rev-0\Cons\Documenti\MAN\Premessa.doc METEC & SAGGESE Engineering S.r.l Impianto idraulico L’impianto idraulico oggetto del III lotto prevede la fornitura e la posa di tutti gli apparecchi sanitari, quali lavabi e vasi in vitreous-china con relative rubinetterie e accessori per il collegamento alle rete esistenti. Gli apparecchi saranno del tipo sospeso per consentire la migliore e più agile pulizia dei pavimenti dei locali e saranno dotati di rubinetteria in ottone cromato monocomando. Analogamente, sono presenti anche vasi e lavabi speciali per disabili con idonea rubinetteria a leva lunga, maniglioni ribaltabili e corrimano di appoggio perimetrali conformi alla normativa vigente. Ogni locale destinato a bagno per disabile è dotato di una doccetta con miscelatore termostatico. Il terzo lotto prevede, infine, l’installazione dei bollitori elettrici istantanei per la produzione di acqua calda sanitaria a servizio dei bagni. IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI Per quanto riguarda gli impianti elettrici e speciali si precisa che: - il Primo Lotto, già appaltato, interessava i locali ubicati al piano terreno dell’ala Est del Castello, le centrali e sottocentrali tecnologiche site ai piani terreno ed interrato nonché la nuova cabina di trasformazione a servizio dell’intero Castello, oltre ad alcune predisposizioni impiantistiche (cavidotti) per i lotti successivi; - il Secondo Lotto, già appaltato, riguardava i locali siti ai piani terreno, primo secondo e sottotetto del corpo centrale compreso fra i due cortili, e prevedeva: - la realizzazione di una parte degli impianti speciali; - la predisposizione delle tubazioni incassate e delle cassette per gli impianti di illuminazione e FM; - il presente Terzo lotto riguarda il completamento degli impianti già predisposti nei locali che sono stati oggetto del secondo lotto. L'appaltatore dovrà coordinare l'esecuzione degli impianti elettrici e speciali con l'esecuzione dei lavori edili e degli impianti idrotermosanitari, descritti negli altri Documenti speciali del presente progetto e compresi nell'appalto. Impianti elettrici E' prevista la realizzazione dei seguenti quadri elettrici secondari e per utenze tecnologiche: - quadro elettrico piano terra zona biblioteca QPT/B - quadro elettrico piano primo zona biblioteca QPP/B Piano di Manutenzione – CMFO3 Settembre 2006 Pag. 14 H:\M&S_2004\CMFO3\_ESE\Rev-0\Cons\Documenti\MAN\Premessa.doc METEC & SAGGESE Engineering S.r.l - quadro elettrico piano secondo zona biblioteca QPS/B - quadro elettrico piano sottotetto zona biblioteca QPST/B - quadretto unita' trattamento aria "QUTA1" - quadretto unita' trattamento aria "QUTA2" - quadretto unità trattamento aria "QUTA3" I quadri suddetti dovranno essere collegati alle linee di alimentazione provenienti dal quadro generale di bassa tensione QGBT o dal quadro sottocentrale termica QSCT, già predisposte nel secondo Lotto. Le linee, gli apparecchi e quant'altro necessario per completare l'impianto d'illuminazione normale garantendo un livello di “base” che dovrà essere integrato con altri corpi illuminanti (già predisposti in questo appalto) che saranno approvigionati nell’ambito dei completamenti di arredo ed architettonici; I comandi verranno prevalentemente centralizzati, nei locali ove non è prevista la centralizzazione saranno realizzati con apparecchi disposti localmente. Verranno utilizzate speciali plafoniere con tubi fluorescenti provviste di gruppo per l'alimentazione autonoma formato da batterie al Ni-Cd ed inverter. L’impianto di forza motrice può essere suddiviso in: - Impianto delle prese a spina e di utenze specifiche (compresi i ventilconvettori); - Impianto a servizio impianti meccanici. Impianto forza motrice a servizio delle prese a spina, dei ventiloconvettori e di utenze specifiche Le tubazioni, le cassette e le scatole frutto sono state già predisposte nel corso del Secondo Lotto. Il presente appalto del Terzo Lotto comprende le linee, gli apparecchi e quant'altro necessario per completare l'impianto FM per le prese a spina, per i ventiloconvettori e per le utenze specifiche come elettroestrattori e boiler elettrici. Le alimentazioni saranno sottese agli appositi interruttori previsti sui quadri secondari. Impianto forza motrice a servizio degli impianti termomeccanici Nell’ambito della realizzazione degli impianti elettrici a servizio degli impianti tecnologici, si dovranno prevedere, a titolo indicativo e non esaustivo, impianti di sottencentrale, a partire dai quadri di cui sopra, per UTA, batterie, umidificatori e estrattori. Impianti speciali E’ prevista la realizzazione di: Piano di Manutenzione – CMFO3 Settembre 2006 Pag. 15 H:\M&S_2004\CMFO3\_ESE\Rev-0\Cons\Documenti\MAN\Premessa.doc METEC & SAGGESE Engineering S.r.l - sistema di comando per accensione luci centralizzata e la gestione delle segnalazioni di allarme; Le apparecchiatrure di base del sistema sono già state previste nel Lotto Primo. Nel presente Lotto dovranno essere installate le apparecchiature in campo necessarie per completare l'impianto di supervisione nei locali in oggetto; il tutto dovrà ovviamente essere perfettamente compatibile con le parti già previste nel Lotto Primo. - magneti per comando e quadro di segnalazione intervento serrande tagliafuoco. Ad integrazione dell’impianto rivelazione fumi e allarme incendio, già realizzato nel corso del lotto precedente, è prevista l’installazione di magneti per controllo delle porte tagliafuoco e di un quadretto sinottico per segnalazione dell’avvenuto intervento delle serrande tagliafuoco previste nell’impianto meccanico. L’appalto comprende tutte le linee di collegamento, i cablaggi e tutti gli accessori per rendere l’impianto completo e funzionante. Piano di Manutenzione – CMFO3 Settembre 2006 Pag. 1 H:\M&S_2004\CMFO3\_ESE\Rev-0\Cons\Documenti\MAN\PP_Allegato_1.doc METEC & SAGGESE EngineeringS.r.l ALLEGATO 1 Manuale d’Uso Articolo 40 D.P.R. 554/99 Piano di Manutenzione – ALLEGATO 1 – CMFO3 Settembre 2006 Manuale d'Uso Comune di CASALE MONFERRATO Provincia di ALESSANDRIA Oggetto: RECUPER, RIUSO E RIQUALIFICAZIONE FUNZIONALE DEL CASTELLO DI CASALE MONFERRATO (AL) – 3° LOTTO DI INTERVENTO Elenco dei Corpi d'Opera: ° 01 OPERE EDILI ° 02 IMPIANTO TERMOIDRAULICI ° 03 IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI SPECIALI Pagina 2 Manuale d'Uso Corpo d'Opera: 01 OPERE EDILI Unità Tecnologiche: ° 01.01 Conglomerati, casserature, opere in c.a. ed intonaci ° 01.02 Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso ° 01.03 Isolamenti termoacustici e controsoffittatture ° 01.04 Pavimenti e rivestimenti ° 01.05 Opere in pietra naturale ° 01.06 Infissi interni ° 01.07 Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni ° 01.08 Scale e rampe ° 01.09 Opere da decoratore ° 01.10 Impianti ascensore Pagina 3 Manuale d'Uso Unità Tecnologica: 01.01 Conglomerati, casserature, opere in c.a. ed intonaci Insieme degli elementi tecnici orizzontali del sistema edilizio avente funzione di separare gli spazi interni del sistema edilizio dal terreno sottostante e trasmetterne ad esso il peso della struttura e delle altre forze esterne. L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili: ° 01.01.01 Strutture di fondazione ° 01.01.02 Intonaco Pagina 4 Manuale d'Uso Elemento Manutenibile: 01.01.01 Strutture di fondazione Unità Tecnologica: 01.01 Conglomerati, casserature, opere in c.a. ed intonaci Insieme degli elementi tecnici orizzontali del sistema edilizio avente funzione di trasmettere al terreno il peso della struttura e delle altre forze esterne. Modalità di uso corretto: L'utente dovrà soltanto accertarsi della comparsa di eventuali anomalie che possano anticipare l'insorgenza di fenomeni di dissesto e/o cedimenti strutturali. Elemento Manutenibile: 01.01.02 Intonaco Unità Tecnologica: 01.01 Conglomerati, casserature, opere in c.a. ed intonaci Si tratta di un sottile strato di malta la cui funzione è quella di rivestimento nelle strutture edilizie. Svolge inoltre la funzione di protezione dai fattori ambientali è allo stesso tempo protettiva e decorativa. Il rivestimento a intonaco è comunque una superficie che va rinnovata periodicamente e in condizioni normali esso fornisce prestazioni accettabili per 20 - 30 anni. La malta per intonaco è costituita da leganti (cemento, calce idraulica, calce aerea, gesso) e da un inerte (sabbia) e da acqua nelle giuste proporzioni a secondo del tipo di intonaco; vengono, in alcuni casi, inoltre aggiunti all'impasto additivi che restituiscono all'intonaco particolari qualità a secondo del tipo d'impiego. Nell'intonaco tradizionale a tre strati il primo, detto rinzaffo, svolge la funzione di aggrappo al supporto e di grossolano livellamento; il secondo, detto arriccio, costituisce il corpo dell'intonaco la cui funzione è di resistenza meccanica e di tenuta all'acqua; il terzo strato, detto finitura, rappresenta la finitura superficiale e contribuisce a creare una prima barriera la cui funzione è quella di opporsi alla penetrazione dell'acqua e delle sostanze aggressive. Gli intonaci per interni possono suddividersi in intonaci ordinari e intonaci speciali. A loro volta i primi possono ulteriormente suddividersi in intonaci miscelati in cantiere ed in intonaci premiscelati; i secondi invece in intonaci additivati, intonaci a stucco o lucidi, intonaci plastici o rivestimenti plastici continui ed infine intonaci monostrato. Modalità di uso corretto: Controllare periodicamente l'integrità delle superfici del rivestimento attraverso valutazioni visive mirate a riscontrare anomalie evidenti (presenza di bolle e screpolature, macchie da umidità, ecc.). Comunque affinché tali controlli risultino efficaci affidarsi a personale tecnico con esperienza. Pagina 5 Manuale d'Uso Unità Tecnologica: 01.02 Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso Insieme degli elementi tecnici verticali del sistema edilizio aventi funzione di dividere, conformare ed articolare gli spazi interni dell'organismo edilizio. L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili: ° 01.02.01 Pareti in tavelle di gesso ° 01.02.02 Tramezzi in laterizio Pagina 6 Manuale d'Uso Elemento Manutenibile: 01.02.01 Pareti in tavelle di gesso Unità Tecnologica: 01.02 Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso Si tratta di pareti costituenti le partizioni interne verticali costituite da tavelle di gesso di spessore variabile (in genere 8 cm). I blocchi di gesso sono legati con adesivi a base di gesso mediante corsi regolari con spessore non superiore ai 2 mm. Le murature sono eseguite con elementi interi, posati a livello, e con giunti sfalsati rispetto ai sottostanti. Modalità di uso corretto: Non compromettere l'integrità delle pareti Elemento Manutenibile: 01.02.02 Tramezzi in laterizio Unità Tecnologica: 01.02 Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso Si tratta di pareti costituenti le partizioni interne verticali, realizzate mediante elementi forati di laterizio di spessore variabile ( 8-12 cm) legati con malta idraulica per muratura con giunti con andamento regolare con uno spessore di circa 6 mm. Le murature sono eseguite con elementi interi, posati a livello, e con giunti sfalsati rispetto ai sottostanti. Modalità di uso corretto: Non compromettere l'integrità delle pareti Pagina 7 Manuale d'Uso Unità Tecnologica: 01.03 Isolamenti termoacustici e controsoffittatture I controsoffitti sono sistemi di finiture tecniche in elementi modulari leggeri. Essi possono essere direttamente fissati al solaio o appesi ad esso tramite elementi di sostegno. Essi hanno inoltre la funzione di controllare la definizione morfologica degli ambienti attraverso la possibilità di progettare altezze e volumi e talvolta di nascondere la distribuzione di impianti tecnologici nonché da contribuire all'isolamento acustico degli ambienti. Gli strati funzionali dei controsoffitti possono essere composti da vari elementi i materiali diversi quali: - pannelli (fibra - fibra a matrice cementizia - fibra minerale ceramizzato - fibra rinforzato - gesso - gesso fibrorinforzato - gesso rivestito - profilati in lamierino d'acciaio - stampati in alluminio - legno - PVC); - doghe (PVC - altre materie plastiche - profilati in lamierino d'acciaio - profilati in lamierino di alluminio); - lamellari (PVC - altre materie plastiche - profilati in lamierino d'acciaio - profilati in lamierino di alluminio - lastre metalliche); - grigliati (elementi di acciaio - elementi di alluminio - elementi di legno - stampati di resine plastiche e simili); cassettoni (legno). Inoltre essi possono essere chiusi non ispezionabili; chiusi ispezionabili e aperti. L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili: ° 01.03.01 Doghe ° 01.03.02 Pannelli Pagina 8 Manuale d'Uso Elemento Manutenibile: 01.03.01 Doghe Unità Tecnologica: 01.03 Isolamenti termoacustici e controsoffittatture Si tratta di controsoffitti con elementi di tamponamento discontinui a giacitura orizzontale. Modalità di uso corretto: Il montaggio deve essere effettuato da personale specializzato. Nella rimozione degli elementi bisogna fare attenzione a non deteriorare le parti delle giunzioni. Si consiglia, nel caso di smontaggio di una zona di controsoffitto, di numerare gli elementi smontati per un corretto riassemblaggio degli stessi. Periodicamente andrebbe verificato lo stato di complanarità degli elementi dei controsoffitti, attraverso la registrazione dei pendini e delle molle di regolazione. Quando necessario sostituire gli elementi degradati. Elemento Manutenibile: 01.03.02 Pannelli Unità Tecnologica: 01.03 Isolamenti termoacustici e controsoffittatture Si tratta di controsoffitti con elementi di tamponamento continui a giacitura orizzontale. Modalità di uso corretto: Il montaggio deve essere effettuato da personale specializzato. Nella rimozione degli elementi bisogna fare attenzione a non deteriorare le parti delle giunzioni. Si consiglia, nel caso di smontaggio di una zona di controsoffitto, di numerare gli elementi smontati per un corretto riassemblaggio degli stessi. Periodicamente andrebbe verificato lo stato di complanarità degli elementi dei controsoffitti, attraverso la registrazione dei pendini e delle molle di regolazione. Quando necessario sostituire gli elementi degradati. Pagina 9 Manuale d'Uso Unità Tecnologica: 01.04 Pavimenti e rivestimenti Le pavimentazioni fanno parte delle partizioni interne orizzontali e ne costituiscono l'ultimo strato funzionale. In base alla morfologia del rivestimento possono suddividersi in continue (se non sono nel loro complesso determinabili sia morfologicamente che dimensionalmente) e discontinue (quelle costituite da elementi con dimensioni e morfologia ben precise). La loro funzione, oltre a quella protettiva, è quella di permettere il transito ai fruitori dell'organismo edilizio e la relativa resistenza ai carichi. Importante è che la superficie finale dovrà risultare perfettamente piana con tolleranze diverse a secondo del tipo di rivestimento e della destinazione d'uso degli ambienti. Gli spessori variano in funzione al traffico previsto in superficie. La scelta degli elementi, il materiale, la posa, il giunto, le fughe, gli spessori, l'isolamento, le malte, i collanti, gli impasti ed i fissaggi variano in funzione degli ambienti e del loro impiego. Le pavimentazioni interne possono essere di tipo: cementizio, lapideo, resinoso, resiliente, tessile, ceramico, lapideo di cava, lapideo in conglomerato, ligneo, ecc.. L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili: ° 01.04.01 Pavimenti ceramici ° 01.04.02 Rivestimenti lignei a parquet ° 01.04.03 Rivestimenti cementizi ° 01.04.04 Rivestimenti e prodotti ceramici Pagina 10 Manuale d'Uso Elemento Manutenibile: 01.04.01 Pavimenti ceramici Unità Tecnologica: 01.04 Pavimenti e rivestimenti Si tratta di rivestimenti che trovano il loro impiego nell'edilizia residenziale, ospedaliera, scolastica, industriale, ecc.. Le varie tipologie si differenziano per aspetti quali: materie prime e composizione dell'impasto; caratteristiche tecniche prestazionali; tipo di finitura superficiale; ciclo tecnologico di produzione; tipo di formatura; colore. Tra i tipi più diffusi di rivestimenti ceramici presenti sul mercato troviamo: cotto; cottoforte; monocottura rossa; monocottura chiara; monocotture speciali; gres rosso; gres ceramico; klinker, tutti di formati, dimensioni, spessori vari e con giunti aperti o chiusi e con o meno fughe. La posa può essere eseguita mediante l'utilizzo di malte o di colle. Modalità di uso corretto: Per i rivestimenti ceramici la scelta del prodotto va fatta in funzione dell'ambiente di destinazione. Inoltre altrettanto rilevante risulta la posa in opera che è preferibile affidare ad imprese specializzate del settore. La manutenzione quindi varia a secondo del prodotto. In genere la pulibilità delle piastrelle è maggiore se maggiore è la compattezza e l'impermeabilità. Allo stesso modo le piastrelle smaltate a differenza di quelle non smaltate saranno più pulibili. Con il tempo l'usura tende alla formazione di microporosità superficiali compromettendo le caratteristiche di pulibilità. Per ambienti pubblici ed industriale è consigliabile l'impiego di rivestimenti ceramici non smaltati, a basso assorbimento d'acqua, antisdrucciolo e con superfici con rilievi. Importante è che dalla posa trascorrino almeno 30 giorni prima di sottoporre la pavimentazione a sollecitazioni. I controlli in genere si limitano ad ispezioni visive sullo stato superficiale dei rivestimenti, in particolare del grado di usura e di eventuali rotture o distacchi dalle superfici di posa. Elemento Manutenibile: 01.04.02 Rivestimenti lignei a parquet Unità Tecnologica: 01.04 Pavimenti e rivestimenti Si tratta di rivestimenti che trovano il loro impiego nell'edilizia residenziale, scolastica, terziaria, ecc.. Le pavimentazioni in legno possono essere classificate in base alla morfologia e al tipo di elementi. I prodotti più diffusi sul mercato vengono denominati: lamellari o mosaici; lamparquet; listoni; listoncini; parquet ad intarsio; parquet prefiniti; precolorati; ad alta resistenza. Le dimensioni (spessore, larghezza, lunghezza) variano a secondo dei prodotti. I pavimenti potranno essere posati già lucidati o lucidati successivamente mediante lamatura. Di notevole importanza è la misurazione del tasso di umidità al momento della posa del rivestimento. Il massetto di posa è in genere realizzato in cls. idraulico o cementi a presa rapida con spessore almeno di cm 5. Per spessori superiori è consigliabile predisporre una guaina impermeabile che possa anche impedire la risalita di eventuale umidità, in particolare in caso di supporti a diretto contatto con vespai o altri strati non ventilati. I rivestimenti vanno posati con collanti speciali (collanti poliuretanici bicomponenti) fino a lunghezze limite di 60 cm circa, oltre le quali è consigliabile l'utilizzo di magatelli annegati negli strati di compensazione con orditura ortogonale rispetto a quella degli elementi lignei e ad interasse intorno ai 30-35 cm; oppure mediante chiodatura o semplicemente mediante sovrapposizione. Nel caso di posa su pavimentazioni preesistenti si procederà mediante sgrassatura delle superfici, loro irruvidimento e successivo incollaggio. Inoltre, preferibilmente, la posa dei rivestimenti lignei dovrà avvenire ad almeno 5 mm dalle pareti perimetrali. Modalità di uso corretto: I pavimenti in legno richiedono interventi di manutenzione diversi a secondo del tipo di finitura superficiale. Per le finiture a vernice consistono principalmente nella pulizia con aspirapolveri ed applicazione a panno morbido o lucidatrice di speciali polish autolucidanti con funzione detergente-protettiva. Per le macchie è preferibile usare un panno umido con detergenti appropriati. La verniciatura invece avviene previa levigatura del rivestimento, a base di vernici epossidiche, formofenoliche o poliuretaniche. Le frequenze manutentive variano a secondo delle sollecitazioni a cui i pavimenti sono sottoposti. Lo strato di vernice va rinnovato comunque almeno ogni 10 anni circa. Per le finiture a cera si effettua la lucidatura con panno morbido o lucidatrice. L'applicazione di cere liquide per il mantenimento della protezione superficiale avviene periodicamente. In caso di rinnovo dello strato protettivo di cera, bisogna rimuovere i vecchi strati di cera ed applicare un nuovo strato di cera liquida (applicazione a caldo) o di cera solida (applicazione a freddo). Per le finiture ad olio la manutenzione avviene a secco con spazzola a disco (del tipo morbido). Si può comunque applicare una mano di cera autolucidante. In particolare per i rivestimenti prefiniti evitare di applicare cere ma prodotti lucidanti specifici. Elemento Manutenibile: 01.04.03 Rivestimenti cementizi Unità Tecnologica: 01.04 Pavimenti e rivestimenti Si tratta di pavimentazioni che trovano generalmente il loro impiego in locali di servizio, se il rivestimento cementizio è del tipo semplice; in edilizia industriale, impianti sportivi, ecc. se il rivestimento cementizio è del tipo additivato. Tra le tipologie di rivestimenti cementizi per interni si hanno: il battuto comune di cemento; il rivestimento a spolvero; rivestimenti a strato incorporato antiusura; rivestimento a strato riportato antiusura; rivestimenti con additivi bituminosi; rivestimenti con additivi resinosi. A secondo delle geometrie delle pavimentazioni da realizzare, si possono eseguire rivestimenti in elementi in strisce di larghezza variabile. Modalità di uso corretto: Controllare periodicamente l'integrità delle superfici del rivestimento attraverso valutazioni visive mirate a riscontrare anomalie evidenti. Comunque affinché tali controlli risultino efficaci affidarsi a personale tecnico con esperienza. Elemento Manutenibile: 01.04.04 Rivestimenti e prodotti ceramici Unità Tecnologica: 01.04 Pagina 11 Manuale d'Uso Pavimenti e rivestimenti Impiegati come rivestimenti di pareti con elementi in lastre o piastrelle ceramiche prodotte con argille, silice, fondenti, coloranti e altre materie prime minerali. Tra i materiali ceramici utilizzati come rivestimenti ricordiamo le maioliche, le terraglie, i grès naturale o rosso, i klinker. Gli elementi in lastre o piastrelle ceramiche hanno caratteristiche di assorbimento, resistenza e spessore diverso. Modalità di uso corretto: Controllare periodicamente l'integrità delle superfici del rivestimento attraverso valutazioni visive mirate a riscontrare anomalie evidenti. Comunque affinché tali controlli risultino efficaci affidarsi a personale tecnico con esperienza. Pagina 12 Manuale d'Uso Unità Tecnologica: 01.05 Opere in pietra naturale Le pavimentazioni fanno parte delle partizioni interne orizzontali e ne costituiscono l'ultimo strato funzionale. In base alla morfologia del rivestimento possono suddividersi in continue (se non sono nel loro complesso determinabili sia morfologicamente che dimensionalmente) e discontinue (quelle costituite da elementi con dimensioni e morfologia ben precise). La loro funzione, oltre a quella protettiva, è quella di permettere il transito ai fruitori dell'organismo edilizio e la relativa resistenza ai carichi. Importante è che la superficie finale dovrà risultare perfettamente piana con tolleranze diverse a secondo del tipo di rivestimento e della destinazione d'uso degli ambienti. Gli spessori variano in funzione al traffico previsto in superficie. La scelta degli elementi, il materiale, la posa, il giunto, le fughe, gli spessori, l'isolamento, le malte, i collanti, gli impasti ed i fissaggi variano in funzione degli ambienti e del loro impiego. Le pavimentazioni interne possono essere di tipo: cementizio, lapideo, resinoso, resiliente, tessile, ceramico, lapideo di cava, lapideo in conglomerato, ligneo, ecc.. L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili: ° 01.05.01 Pavimenti lapidei ° 01.05.02 Rivestimenti lapidei Pagina 13 Manuale d'Uso Elemento Manutenibile: 01.05.01 Pavimenti lapidei Unità Tecnologica: 01.05 Opere in pietra naturale Per le pavimentazioni interne sono adatti la maggior parte dei materiali lapidei. In genere la scelta su questi tipi di materiale cade oltre che per fattori estetici per la elevata resistenza all'usura. La scelta dei materiali va fatta in funzione dei luoghi e dei tipi di applicazione a cui essi sono destinati. La lavorazione superficiale degli elementi, lo spessore, le dimensioni, ecc. variano anch'essi in funzione degli ambienti d'impiego. Trovano utilizzo nella fattispecie tutti i tipi di marmo (lucidati in opera o prelucidati); i graniti; i travertini; le pietre; i marmi-cemento; le marmette e marmettoni; i graniti ricomposti. La tecnica di posa è abbastanza semplice ed avviene per i rivestimenti continui ad impasto mentre per quelli discontinui a malta o a colla. Modalità di uso corretto: Controllare periodicamente l'integrità delle superfici del rivestimento attraverso valutazioni visive mirate a riscontrare anomalie evidenti. Comunque affinché tali controlli risultino efficaci affidarsi a personale tecnico con esperienza. Elemento Manutenibile: 01.05.02 Rivestimenti lapidei Unità Tecnologica: 01.05 Opere in pietra naturale Per il rivestimento interno delle pareti sono adatti tutti i materiali lapidei. In genere vengono utilizzati lastre a spessori sottili (6-10 mm) lucidate in cantiere. L'applicazione sulle superfici murarie avviene mediante collanti, mastici o malte il cui spessore non supera 1 cm e a giunto chiuso. In alcuni casi si ricorre a fissaggi mediante zanche metalliche murate alla struttura. Per la perfetta esecuzione le superfici degli elementi hanno il retro scanalato La scelta dei materiali è bene che tenga conto degli ambienti (cucine, bagni) di destinazione e delle aggressioni chimico-fisico alle quali saranno sottoposti. Modalità di uso corretto: Controllare periodicamente l'integrità delle superfici del rivestimento attraverso valutazioni visive mirate a riscontrare anomalie evidenti. Comunque affinché tali controlli risultino efficaci affidarsi a personale tecnico con esperienza. Pagina 14 Manuale d'Uso Unità Tecnologica: 01.06 Infissi interni Gli infissi interni hanno per scopo quello di permettere il controllo della comunicazione tra gli spazi interni dell'organismo edilizio. In particolare l'utilizzazione dei vari ambienti in modo da permettere o meno il passaggio di persone, cose, luce naturale ed aria tra i vari ambienti interni. L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili: ° 01.06.01 Porte antipanico ° 01.06.02 Porte Pagina 15 Manuale d'Uso Elemento Manutenibile: 01.06.01 Porte antipanico Unità Tecnologica: 01.06 Infissi interni Le porte antipanico hanno la funzione di agevolare la fuga verso le porte esterne e/o comunque verso spazi sicuri in casi di eventi particolari (incendi, terremoti, emergenze, ecc.). Le dimensioni ed i materiali sono normati secondo le prescrizioni in materia di sicurezza. Esse sono dotate di elemento di manovra che regola lo sblocco delle ante definito "maniglione antipanico". Il dispositivo antipanico deve essere realizzato in modo da consentire lo sganciamento della porta nel momento in cui viene azionata la barra posta orizzontalmente sulla parte interna di essa. Tra i diversi dispositivi in produzione vi sono: - dispositivi antipanico con barra a spinta (push-bar); - dispositivi antipanico con barra a contatto (touch-bar). Rappresentazione grafica e descrizione Denominazione dei componenti della porta antipanico Modalità di uso corretto: Controllare il perfetto funzionamento del dispositivo antipanico. Verificare che le controbocchette a pavimento non siano ostruite in nessun modo. Controllare periodicamente il perfetto funzionamento delle porte e degli elementi di manovra. Verificare che non vi siano ostacoli in prossimità di esse. Provvedere alla lubrificazione di cerniere, dispositivi di comando, dei maniglioni. Qualora sia previsto, controllare l'individuazione degli accessi rispetto ai piani di evacuazione e di sicurezza. Elemento Manutenibile: 01.06.02 Porte Unità Tecnologica: 01.06 Infissi interni Le porte hanno funzione di razionalizzare l'utilizzazione dei vari spazi in modo da regolare il passaggio di persone, cose, luce naturale ed aria fra ambienti adiacenti, oltre che funzioni di ordine estetico e architettonico. La presenza delle porte a secondo della posizione e delle dimensioni determina lo svolgimento delle varie attività previste negli spazi di destinazione. In commercio esiste un'ampia gamma di tipologie diverse sia per materiale (legno, metallo, plastica, vetro, ecc.) che per tipo di apertura (a rotazione, a ventola, scorrevole, a tamburo, ripiegabile, a fisarmonica, basculante, a scomparsa). Le porte interne sono costituite da: Anta o battente (l'elemento apribile); Telaio fisso (l'elemento fissato al Pagina 16 Manuale d'Uso controtelaio che contorna la porta e la sostiene per mezzo di cerniere); Battuta (la superficie di contatto tra telaio fisso e anta mobile); Cerniera (l'elemento che sostiene l'anta e ne permette la rotazione rispetto al telaio fisso); Controtelaio (formato da due montanti ed una traversa è l'elemento fissato alla parete che consente l'alloggio al telaio); Montante (l'elemento verticale del telaio o del controtelaio); Traversa (l'elemento orizzontale del telaio o del controtelaio). Modalità di uso corretto: E' necessario provvedere alla manutenzione periodica delle porte in particolare al rinnovo degli strati protettivi (qualora il tipo di rivestimento lo preveda) con prodotti idonei al tipo di materiale ed alla pulizia e rimozione di residui che possono compromettere l'uso e quindi le manovre di apertura e chiusura. Controllare inoltre l'efficienza delle maniglie, delle serrature, delle cerniere e delle guarnizioni; provvedere alla loro lubrificazione periodicamente. Per le operazioni più specifiche rivolgersi a personale tecnico specializzato. Pagina 17 Manuale d'Uso Unità Tecnologica: 01.07 Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni Gli infissi esterni fanno parte del sistema chiusura del sistema tecnologico. Il loro scopo è quello di soddisfare i requisiti di benessere quindi di permettere l'illuminazione e la ventilazione naturale degli ambienti, garantendo inoltre le prestazioni di isolamento termico-acustico. Gli infissi offrono un'ampia gamma di tipologie diverse sia per materiale che per tipo di apertura. L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili: ° 01.07.01 Serramenti in legno ° 01.07.02 Strutture in acciaio ° 01.07.03 Porte tagliafuoco ° 01.07.04 Serramenti in alluminio ° 01.07.05 Serramenti in profilati di acciaio ° 01.07.06 Serramenti misti legno/alluminio ° 01.07.07 Portoni basculanti Pagina 18 Manuale d'Uso Elemento Manutenibile: 01.07.01 Serramenti in legno Unità Tecnologica: 01.07 Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni I serramenti in legno sono distinti in base alla realizzazione dei telai in legno di elevata qualità con struttura interna priva di difetti, piccoli nodi, fibra diritta. Le specie legnose più utilizzate sono l'abete, il pino, il douglas, il pitch-pine, ecc.. Rappresentazione grafica e descrizione Denominazione dei componenti dei serramenti CA SSON ET T O G IU N T O F IS S O T E L A IO M O B IL E : T R A V E R S A SU P E R IO R E D E L L ’A N T A T E L A IO F IS S O : T R A V E R S A S U P E R IO R E D E L T E L A IO F IS S O FERM A VETRO S P E C C H IA T U R A V E T R A Z IO N E T A M P O N A M E N T O T R A SP A R E N T E O O P A C O G IU N T O A P R IB IL E T A S S E L L O A P P O G G IO V E T R O FERM A VETRO G O C C IO L A T O IO D E L L ’A N T A T E L A IO M O B IL E : T R A V E R S A IN F E R IO R E D E L L ’A N T A T E L A IO F IS S O : T R A V E R S A IN F E R IO R E D E L T E L A IO F IS S O P R O F IL O R A C C O G L I C O N D E N S A S O G L IA LUCE N ETTA G U A R N IZ IO N E C E R N IE R A S G U IN C IO C O N T R O T E L A IO T E L A IO M O B IL E : M O N T A N T E D E L L ’A N T A G U A R N IZ IO N E T E L A IO M O B IL E : M O N T A N T E D E L L ’A N T A C O M A N D O S IS T E M A C H IU S U R A T E L A IO F IS S O : M O N T A N T E D E L T E L A IO F IS S O Modalità di uso corretto: E' necessario provvedere alla manutenzione periodica degli infissi in particolare al rinnovo degli strati protettivi con prodotti idonei al tipo di legno ed alla rimozione di residui che possono compromettere guarnizioni e sigillature. Per le operazioni più specifiche rivolgersi a personale tecnico specializzato. Elemento Manutenibile: 01.07.02 Strutture in acciaio Unità Tecnologica: 01.07 Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni Le scale in acciaio possono essere realizzate con molteplici conformazioni strutturali impiegando profilati, sezioni scatolari, tubolari o profili piatti assemblati mediante saldature e/o collegamenti tramite chiodatura, bullonatura, ecc.. I gradini vengono generalmente realizzati con lamiere metalliche traforate o con lamiere ad elementi in rilievo oppure con elementi grigliati. Modalità di uso corretto: Pagina 19 Manuale d'Uso Controllo periodico delle parti in vista finalizzato alla ricerca di anomalie (fenomeni di corrosione, disgregazioni, ecc.). Interventi mirati al mantenimento dell'efficienza degli elementi costituenti quali: rivestimenti di pedate e alzate, frontalini, balaustre, corrimano, sigillature, vernici protettive, saldature, connessioni, bullonature ecc. e/o eventualmente alla loro sostituzione. Elemento Manutenibile: 01.07.03 Porte tagliafuoco Unità Tecnologica: 01.07 Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni Le porte tagliafuoco (o porte REI) hanno la funzione di proteggere quegli spazi o luoghi sicuri, ai quali ne consentono l'ingresso, dalle azioni provocate da eventuali incendi. Nelle zone di maggiore afflusso di persone le porte tagliafuoco devono essere anche porte antipanico. Le dimensioni ed i materiali sono normati secondo le prescrizioni in materia di sicurezza. In genere vengono impiegati materiali di rivestimento metallici con all'interno materiali isolanti stabili alle alte temperature. Il dispositivo di emergenza deve essere realizzato in modo da consentire lo sganciamento della porta dall'interno in meno di 1 secondo. Tra i diversi dispositivi in produzione vi sono: -dispositivi di emergenza con azionamento mediante maniglia a leva; -dispositivi di emergenza con azionamento mediante piastra a spinta. Modalità di uso corretto: Controllare il perfetto funzionamento del dispositivo di emergenza. Verificare che le controbocchette a pavimento non siano ostruite in nessun modo. Controllare periodicamente il perfetto funzionamento delle porte e degli elementi di manovra. Qualora ne siano munite controllare l'efficienza dei maniglioni antipanico. Verificare che non vi siano ostacoli in prossimità di esse. Provvedere alla lubrificazione di cerniere, dispositivi di comando, dei maniglioni. Verificare l'individuazione delle porte tagliafuoco rispetto ai progetti ed ai piani di evacuazione e di sicurezza. Controllare le certificazioni di omologazione, la scheda tecnica del fornitore o altra documentazione da conservare in apposito archivio. Elemento Manutenibile: 01.07.04 Serramenti in alluminio Unità Tecnologica: 01.07 Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni Si tratta di serramenti i cui profili sono ottenuti per estrusione. L'unione dei profili avviene meccanicamente con squadrette interne in alluminio o acciaio zincato. Le colorazioni diverse avvengono per elettrocolorazione. Particolare attenzione va posta nell'accostamento fra i diversi materiali; infatti il contatto fra diversi metalli può creare potenziali elettrici in occasione di agenti atmosferici con conseguente corrosione galvanica del metallo a potenziale elettrico minore. Rispetto agli infissi in legno hanno una minore manutenzione. Rappresentazione grafica e descrizione Denominazione dei componenti dei serramenti Modalità di uso corretto: E' necessario provvedere alla manutenzione periodica degli infissi in particolare alla rimozione di residui che possono compromettere guarnizioni e sigillature e alla regolazione degli organi di manovra. Per le operazioni più specifiche rivolgersi a personale tecnico specializzato. Elemento Manutenibile: 01.07.05 Pagina 20 Manuale d'Uso Serramenti in profilati di acciaio Unità Tecnologica: 01.07 Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni Per i serramenti in profilati di acciaio piegati a freddo viene impiegato come materiale la lamiera di acciaio di spessore di circa 1 mm. La lamiera viene rivestita di zinco e piegata a freddo fino a raggiungere la sagoma desiderata. I profili vengono generalmente assemblati meccanicamente con squadrette in acciaio zincato e viti. Questi tipi di serramento possono essere facilmente soggetti a corrosione in particolare in corrispondenza delle testate dei profili dove il rivestimento a zinco non risulta presente. Inoltre hanno una scarsa capacità isolante, che può facilitare la formazione di condensa sugli elementi del telaio, ed un'elevata dispersione termica attraverso il telaio. Vi sono comunque serramenti in acciaio con coibentazione a cappotto dei profili con buone prestazioni di isolamento termico. Rappresentazione grafica e descrizione Denominazione dei componenti dei serramenti Modalità di uso corretto: E' necessario provvedere alla manutenzione periodica degli infissi in particolare alla rimozione di residui che possono compromettere guarnizioni e sigillature e alla regolazione degli organi di manovra. Per le operazioni più specifiche rivolgersi a personale tecnico specializzato. Elemento Manutenibile: 01.07.06 Serramenti misti legno/alluminio Unità Tecnologica: 01.07 Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni I Serramenti misti legno/alluminio sono costituiti da un telaio in legno, collocato all'interno sul quale vengono fissati profili in alluminio all'esterno. La protezione con profilo di alluminio è rivolta al traverso inferiore, il più esposto agli agenti atmosferici come la pioggia, con funzione di protezione, di raccolta e scarico delle acque. La combinazione legno-alluminio garantisce per il primo buone caratteristiche di coibenza e pregio estetico, per il secondo resistenza agli agenti atmosferici e minore manutenzione. Rappresentazione grafica e descrizione Denominazione dei componenti dei serramenti Pagina 21 Manuale d'Uso Modalità di uso corretto: E' necessario provvedere alla manutenzione periodica degli infissi in particolare al rinnovo degli strati protettivi, per la parte in legno, con prodotti idonei al tipo di legno ed alla rimozione di residui che possono compromettere guarnizioni e sigillature. Per le operazioni più specifiche rivolgersi a personale tecnico specializzato. Elemento Manutenibile: 01.07.07 Portoni basculanti Unità Tecnologica: 01.07 Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni Si tratta di portoni snodati con reazione a molla o contrappeso il cui peso viene bilanciato durante la fase di apertura-chiusura. Possono essere costituiti da materiali diversi o accoppiati tra di loro (legno, alluminio, lamiera zincata, PVC,vetro, ecc.). Si possono distinguere: -tipo snodato; -con contrappeso; -basculante; ecc.. Sono particolarmente utilizzati per autorimesse e simili. Modalità di uso corretto: E' necessario provvedere alla manutenzione periodica dei portoni in particolare al rinnovo degli strati protettivi (qualora il tipo di rivestimento lo preveda) con prodotti idonei al tipo di materiale ed alla pulizia e rimozione di residui che possono compromettere l'uso e quindi le manovre di apertura e chiusura. Controllare inoltre l'efficienza delle maniglie, delle serrature, delle cerniere e delle guarnizioni; provvedere alla loro lubrificazione periodicamente. Per le operazioni più specifiche rivolgersi a personale tecnico specializzato. Le serrature e gli elementi di manovra possono essere semplici o complesse, a comando e/o collegate ai sistemi di antifurto. Pagina 22 Manuale d'Uso Unità Tecnologica: 01.08 Scale e rampe Si tratta di strutture di collegamento inclinate costituite da strutture a piano inclinato e da strutture gradonate o a gradini la cui funzione è quella di raggiungere piani posti a quote diverse. Le strutture inclinate si possono dividere in: rampe a piano inclinato (con una pendenza fino all'8%); rampe gradonate, costituite da elementi a gradoni (con una pendenza fino a 20°); scale, formate da gradini con pendenze varie in rapporto alla loro funzione (scale esterne, scale di servizio, scale di sicurezza, ecc.). Le scale possono assumere morfologie diverse: ad una o più rampe; scale curve; scale ellittiche a pozzo; scale circolari a pozzo; scale a chiocciola. Le scale e rampe possono essere realizzate secondo molteplici conformazioni strutturali e in materiali diversi. Si possono avere strutture in acciaio; strutture in legno; strutture in murature; strutture in c.a.; strutture prefabbricate, ecc. L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili: ° 01.08.01 Strutture in acciaio Pagina 23 Manuale d'Uso Elemento Manutenibile: 01.08.01 Strutture in acciaio Unità Tecnologica: 01.08 Scale e rampe Le scale in acciaio possono essere realizzate con molteplici conformazioni strutturali impiegando profilati, sezioni scatolari, tubolari o profili piatti assemblati mediante saldature e/o collegamenti tramite chiodatura, bullonatura, ecc.. I gradini vengono generalmente realizzati con lamiere metalliche traforate o con lamiere ad elementi in rilievo oppure con elementi grigliati. Modalità di uso corretto: Controllo periodico delle parti in vista finalizzato alla ricerca di anomalie (fenomeni di corrosione, disgregazioni, ecc.). Interventi mirati al mantenimento dell'efficienza degli elementi costituenti quali: rivestimenti di pedate e alzate, frontalini, balaustre, corrimano, sigillature, vernici protettive, saldature, connessioni, bullonature ecc. e/o eventualmente alla loro sostituzione. Pagina 24 Manuale d'Uso Unità Tecnologica: 01.09 Opere da decoratore Si tratta di strati funzionali, facenti parte delle chiusure verticali, la cui funzione principale è quella di proteggere il sistema di chiusura dalle sollecitazioni esterne degli edifici e dagli agenti atmosferici nonché di assicurargli un aspetto uniforme ed ornamentale. L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili: ° 01.09.01 Intonaco ° 01.09.02 Rivestimenti lapidei ° 01.09.03 Rivestimento a cappotto ° 01.09.04 Tinteggiature e decorazioni Pagina 25 Manuale d'Uso Elemento Manutenibile: 01.09.01 Intonaco Unità Tecnologica: 01.09 Opere da decoratore Si tratta di un sottile strato di malta la cui funzione è quella di rivestimento nelle strutture edilizie. Svolge inoltre la funzione di protezione, delle strutture, dall'azione degradante degli agenti atmosferici e dei fattori ambientali è allo stesso tempo protettiva e decorativa. Il rivestimento a intonaco è comunque una superficie che va rinnovata periodicamente e in condizioni normali esso fornisce prestazioni accettabili per 20 - 30 anni. La malta per intonaco è costituita da leganti (cemento, calce idraulica, calce aerea, gesso) e da un inerte (sabbia) e da acqua nelle giuste proporzioni a secondo del tipo di intonaco; vengono, in alcuni casi, inoltre aggiunti all'impasto additivi che restituiscono all'intonaco particolari qualità a secondo del tipo d'impiego. Nell'intonaco tradizionale a tre strati il primo, detto rinzaffo, svolge la funzione di aggrappo al supporto e di grossolano livellamento; il secondo, detto arriccio, costituisce il corpo dell'intonaco la cui funzione è di resistenza meccanica e di tenuta all'acqua; il terzo strato, detto finitura, rappresenta la finitura superficiale e contribuisce a creare una prima barriera la cui funzione è quella di opporsi alla penetrazione dell'acqua e delle sostanze aggressive. Gli intonaci per esterni possono suddividersi in intonaci ordinari e intonaci speciali. A loro volta i primi possono ulteriormente suddividersi in intonaci miscelati in cantiere ed in intonaci premiscelati; i secondi invece in intonaci additivati, intonaci a stucco o lucidi, intonaci plastici ed infine intonaci monostrato. Rappresentazione grafica e descrizione Utensili per la stesura dell'intonaco UTENSILI IMPIEGATI NELLA PREPARAZIONE E STESURA DELL’INTONACO SECCHIO FERRO DA STUCCO CAZZUOLA DA INTONACO CAZZUOLA DA MURO O COMUNE CAZZUOLA DA STUCCO FRATTAZZINO FRATTAZZO CAZZUOLA METALLICA PER LISCIATURA E RASATURA SPARVIERE O TAVOLETTA PORTA MALTA SPARVIERE O PALETTA PORTA MALTA REGOLO Modalità di uso corretto: Controllare periodicamente l'integrità delle superfici del rivestimento attraverso valutazioni visive mirate a riscontrare anomalie evidenti (presenza di bolle e screpolature, macchie da umidità, ecc.). Comunque affinché tali controlli risultino efficaci affidarsi a personale tecnico con esperienza. Elemento Manutenibile: 01.09.02 Rivestimenti lapidei Unità Tecnologica: 01.09 Opere da decoratore Quelli tradizionali possono essere costituiti da lastre singole la cui posa avviene in modo indipendente l'una dall'altra e risultano essere autonome ma compatibili rispetto alle stratificazioni interne. Quelli più innovativi sono costituiti da pannelli formati da uno o più elementi lapidei a loro volta indipendenti o assemblati in opera. Per il rivestimento di pareti esterne è preferibile utilizzare materiali che oltre a fattori estetici diano garanzia di resistenza meccanica all'usura e agli attacchi derivanti da fattori inquinanti (tra questi i marmi come il bianco di Carrara, i graniti, i travertini, ecc.). Modalità di uso corretto: Controllare periodicamente l'integrità delle superfici del rivestimento attraverso valutazioni visive mirate a riscontrare anomalie evidenti. Comunque affinché tali controlli risultino efficaci affidarsi a personale tecnico con esperienza. Elemento Manutenibile: 01.09.03 Pagina 26 Manuale d'Uso Rivestimento a cappotto Unità Tecnologica: 01.09 Opere da decoratore E' un tipo di rivestimento che prevede l'utilizzo di pannelli o lastre di materiale isolante fissate meccanicamente al supporto murario e protette da uno strato sottile di intonaco. Rappresentazione grafica e descrizione Esempio di isolamento a cappotto Modalità di uso corretto: Controllare periodicamente l'integrità delle superfici del rivestimento attraverso valutazioni visive mirate a riscontrare anomalie evidenti (presenza di bolle e screpolature, macchie da umidità, rotture, ecc.). Comunque affinché tali controlli risultino efficaci affidarsi a personale tecnico con esperienza. Elemento Manutenibile: 01.09.04 Tinteggiature e decorazioni Unità Tecnologica: 01.09 Opere da decoratore La vasta gamma delle tinteggiature o pitture varia a secondo delle superficie e degli ambienti dove trovano utilizzazione. Per gli ambienti esterni di tipo rurale si possono distinguere le pitture a calce, le pitture a colla, le idropitture, le pitture ad olio; per gli ambienti di tipo urbano si possono distinguere le pitture alchidiche, le idropitture acrilviniliche (tempere); per le tipologie industriali si hanno le idropitture acriliche, le pitture siliconiche, le pitture epossidiche, le pitture viniliche, ecc. Le decorazioni trovano il loro impiego particolarmente per gli elementi di facciata o comunque a vista. La vasta gamma di materiali e di forme varia a secondo dell'utilizzo e degli ambienti d'impiego. Possono essere elementi prefabbricati o gettati in opera, lapidei, gessi, laterizi, ecc.. Talvolta gli stessi casseri utilizzati per il getto di cls ne assumono forme e tipologie diverse tali da raggiungere aspetti decorativi nelle finiture. Rappresentazione grafica e descrizione Simboli pericoli prodotti vernicianti Pagina 27 Manuale d'Uso Modalità di uso corretto: Controllare periodicamente l'integrità delle superfici del rivestimento attraverso valutazioni visive mirate a riscontrare anomalie evidenti (macchie, disgregazioni superficiali, rigonfiamenti, distacco, ecc.). Pagina 28 Manuale d'Uso Unità Tecnologica: 01.10 Impianti ascensore L'impianto di trasporto verticale è l'insieme degli elementi tecnici aventi la funzione di trasportare persone e/o cose. Generalmente è costituito da un apparecchio elevatore, da una cabina (le cui dimensioni consentono il passaggio delle persone) che scorre lungo delle guide verticali o inclinate al massimo di 15° rispetto alla verticale. Gli ascensori sono classificati in classi: CLASSE I: adibiti al trasporto di persone; CLASSE II: adibiti al trasporto di persone ma che possono trasportare anche merci; CLASSE III: adibiti al trasporto di letti detti anche montalettighe; CLASSE IV: adibiti al trasporto di merci accompagnate da persone; CLASSE V: adibiti al trasporto esclusivo di cose. Il manutentore (ai sensi del D.P.R. 162/99) è l'unico responsabile dell'impianto e pertanto deve effettuare le seguenti verifiche, annotandone i risultati sull'apposito libretto dell'impianto: - integrità ed efficienza di tutti i dispositivi dell'impianto quali limitatori, paracadute, ecc.; - elementi portanti quali funi e catene; - isolamento dell'impianto elettrico ed efficienza dei collegamenti di terra. Gli ascensori e montacarichi vanno sottoposti a verifiche periodiche da parte di uno dei seguenti soggetti: - azienda Sanitaria Locale competente per territorio; - ispettorati del Ministero del Lavoro; - organismi abilitati dalla legge. L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili: ° 01.10.01 Ammortizzatori della cabina ° 01.10.02 Cabina ° 01.10.03 Contrappeso ° 01.10.04 Funi ° 01.10.05 Guide cabina ° 01.10.06 Interruttore di extracorsa ° 01.10.07 Limitatore di velocità ° 01.10.08 Macchinari elettromeccanici ° 01.10.09 Macchinari oleodinamici ° 01.10.10 Montacarichi ° 01.10.11 Vani corsa ° 01.10.12 Montascale o servoscale ° 01.10.13 Nastri trasportatori ° 01.10.14 Paracadute ° 01.10.15 Porte di piano ° 01.10.16 Pulsantiera ° 01.10.17 Quadro di manovra Pagina 29 Manuale d'Uso Elemento Manutenibile: 01.10.01 Ammortizzatori della cabina Unità Tecnologica: 01.10 Impianti ascensore Gli ammortizzatori sono installati all'estremità inferiore del vano corsa al fine di ammortizzare il movimento della cabina che non si fosse fermata regolarmente. Possono essere di vari tipi: - ammortizzatori ad accumulo di energia; - ammortizzatori con movimento di ritorno ammortizzato; - ammortizzatori a dissipazione di energia. Modalità di uso corretto: Gli ascensori ad argano agganciato devono essere muniti di ammortizzatori sul tetto della cabina, che funzionino all'estremità superiore della corsa. Gli ammortizzatori ad accumulo di energia, con caratteristica lineare e non lineare, devono essere usati solo se la velocità dell'ascensore è non superiore a 1 m/s. Gli ammortizzatori ad accumulo di energia, con movimento di ritorno ammortizzato, devono essere usati solo se la velocità dell'ascensore è non superiore a 1,6 m/s. Gli ammortizzatori a dissipazione di energia possono essere usati per qualsiasi velocità nominale dell'ascensore. Elemento Manutenibile: 01.10.02 Cabina Unità Tecnologica: 01.10 Impianti ascensore La cabina dell'impianto di ascensore è quella parte dell'impianto che è adibita al trasporto di persone e/o cose a secondo della classe dell'ascensore. Modalità di uso corretto: Per evitare un sovraccarico della cabina da parte di persone, la superficie utile della cabina deve essere limitata. Pertanto devono essere rispettate le corrispondenze tra portata e superficie utile massima della cabina indicate dalle norme vigenti. Nella cabina deve essere apposta l’indicazione della portata dell’ascensore espressa in chilogrammi e del numero di persone. Deve essere apposto il nome del venditore e il suo numero di identificazione dell’ascensore. Evitare l'uso improprio dei comandi della cabina per evitare arresti indesiderati. L’altezza libera interna della cabina non deve essere inferiore a 2 m. Elemento Manutenibile: 01.10.03 Contrappeso Unità Tecnologica: 01.10 Impianti ascensore Il contrappeso consente alla fune, che sostiene la cabina, di aderire alla puleggia di trazione. Generalmente il contrappeso è costituito da da una arcata metallica sui quali sono agganciati i blocchi che possono essere realizzati in metallo o in acciaio o misti. Modalità di uso corretto: I contrappesi devono essere utilizzati esclusivamente per ascensori elettrici. Se il contrappeso è costituito da blocchi devono essere prese le misure necessarie per evitare il loro spostamento utlizzando un telaio entro il quale siano contenuti i blocchi, oppure, se i blocchi sono metallici e la velocità nominale dell’ascensore non supera 1 m/s, almeno due tiranti ai quali sono assicurati i blocchi. Elemento Manutenibile: 01.10.04 Funi Unità Tecnologica: 01.10 Impianti ascensore Le funi (in acciaio o con catene di acciaio) hanno il compito di sostenere le cabine, i contrappesi o le masse di bilanciamento. Pagina 30 Manuale d'Uso Modalità di uso corretto: Il numero delle funi (o catene) deve essere minimo di due. Le funi (o catene) devono essere indipendenti. Il coefficiente di sicurezza delle funi di sospensione deve essere non minore di quello minimo previsto dalle norme. Le estremità delle funi devono essere fissate alla cabina, al contrappeso o alla massa di bilanciamento ed ai punti fissi mediante testa fusa, autoserraggio, capicorda a cavallotto, con almeno tre morsetti appropriati, capicorda a cuneo, manicotto pressato o altro sistema che presenti sicurezza equivalente. Quando i fili rotti abbiano una sezione maggiore del 10% della sezione metallica totale della fune, indipendentemente dal numero dei trefoli costituenti la fune stessa, le funi debbono essere sostituite. Elemento Manutenibile: 01.10.05 Guide cabina Unità Tecnologica: 01.10 Impianti ascensore Le guide della cabina vengono normalmente realizzate in barre di acciaio trafilato a freddo con sezione a T che vengono installate verticalmente lungo il vano ascensore. Lungo queste guide scorre l'arcata che è la struttura alla quale è fissata direttamente la cabina; l'arcata per mezzo di pattini (che possono essere del tipo strisciante o a ruota) scorre sulle guide. Modalità di uso corretto: Pulire da depositi di grasso, polvere o altro materiale le guide per consentire il corretto scorrimento della cabina ascensore. Nel caso si verificassero movimenti bruschi della cabina contattare il responsabile della manutenzione dell'impianto. Elemento Manutenibile: 01.10.06 Interruttore di extracorsa Unità Tecnologica: 01.10 Impianti ascensore L’interruttore di extracorsa è un dispositivo elettrico di sicurezza che, quando azionato, deve fermare il macchinario e tenerlo fermo. L’interruttore di extracorsa deve richiudersi automaticamente quando la cabina abbandona la zona di azionamento. Modalità di uso corretto: Dopo l'azionamento dell'interruttore di extracorsa non devono essere più possibili movimenti della cabina che invece possono avvenire solo a seguito di chiamate dalla cabina stessa o dai piani, anche nel caso in cui la cabina abbia abbandonato la zona di azionamento a causa di perdite lente di fluido. Il ritorno in servizio dell'ascensore non deve avvenire automaticamente. Elemento Manutenibile: 01.10.07 Limitatore di velocità Unità Tecnologica: 01.10 Impianti ascensore Il limitatore di velocità è un dispositivo di sicurezza che comanda il sistema di blocco paracadute della cabina in caso di eccesso di velocità. Generalmente il limitatore è connesso all'arcata della cabina mediante una fune; nel caso di eccesso di velocità il limitatore viene bloccato da un gancio azionato dall'azione della forza centrifuga ed un contatto elettrico provvede a togliere l'alimentazione all'impianto. Modalità di uso corretto: Le estremità delle funi devono essere fissate mediante testa fusa, autoserraggio, capicorda a cavallotto, con almeno tre morsetti appropriati, capicorda a cuneo, manicotto pressato o altro sistema che presenti sicurezza equivalente. Quando i fili rotti abbiano una sezione maggiore del 10% della sezione metallica totale della fune, indipendentemente dal numero dei trefoli costituenti la fune stessa, le funi debbono essere sostituite. Durante l'ispezione o durante le prove deve essere possibile provocare la presa del paracadute in una maniera sicura. Elemento Manutenibile: 01.10.08 Macchinari elettromeccanici Unità Tecnologica: 01.10 Impianti ascensore Pagina 31 Manuale d'Uso Sono gli organi motori che assicurano il movimento e l’arresto dell’ascensore. Generalmente sono costituiti da una serie di elementi che consentono il corretto funzionamento dell'impianto elevatore quali la massa di bilanciamento, il paracadute (che può essere del tipo a presa istantanea, a presa istantanea con effetto ammortizzato, a presa progressiva). Modalità di uso corretto: I macchinari elettromeccanici possono funzionare a frizione (con l'impiego di pulegge di frizione e di funi) oppure ad argano agganciato (o con tamburo e funi o con pignoni e catene). La velocità nominale deve essere non superiore a 0,63 m/s. Non devono essere usati contrappesi. È ammesso usare una massa di bilanciamento. L’ascensore deve essere munito di un sistema di frenatura che agisca automaticamente in caso di mancanza dell’alimentazione elettrica principale o in caso di mancanza dell’alimentazione del circuito di manovra. Elemento Manutenibile: 01.10.09 Macchinari oleodinamici Unità Tecnologica: 01.10 Impianti ascensore Sono gli organi motori che assicurano il movimento e l’arresto dell’ascensore. I macchinari oleodinamici basano il loro funzionamento su due metodi di azionamento ad azione diretta o ad azione indiretta. Se, per sollevare la cabina, si usano più gruppi cilindro-pistone, essi devono essere interconnessi idraulicamente per assicurare la parità delle pressioni. Modalità di uso corretto: L’ascensore deve essere corredato di un libretto o un fascicolo sul quale siano riportate una parte tecnica in cui figurano la data della messa in servizio dell’ascensore, le caratteristiche principali dell’ascensore e di quei componenti per le quali è richiesta la verifica della conformità. Inoltre il libretto d'ascensore deve contenere i grafici che indicano la posizione dell'ascensore nell’edificio, gli schemi elettrici e gli schemi idraulici redatti con le opportune simbologie, la pressione statica massima, le caratteristiche o il tipo del fluido idraulico. Sul fascicolo, che deve essere messo a disposizione delle persone che hanno l’incarico della manutenzione, vanno annotate le copie dei verbali dei controlli e delle visite con tutte le osservazioni. L'ascensore deve essere corredato di un manuale di istruzioni contenente tutte le informazioni per l’uso normale dell’ascensore e per le operazioni di soccorso in caso di guasti o anomalie nonché le precauzioni da prendere in caso di ascensori con vano di corsa chiuso parzialmente Tutte le targhe, avvisi, marcature e istruzioni per la manovra devono essere leggibili e facilmente comprensibili sia con il testo che con l’aiuto di segnali o segni grafici. Devono essere non lacerabili, di materiale durevole, disposti bene in vista, redatti nella lingua del Paese in cui si trova l’ascensore (o, se necessario, in più lingue). Elemento Manutenibile: 01.10.10 Montacarichi Unità Tecnologica: 01.10 Impianti ascensore Sono impianti non utilizzabili da persone, adibiti al solo trasporto di cose (montavivande, montacarte, ecc. ). In alcuni casi sono dotati di cabine di dimensioni più ampie che consentono l'accesso alle persone limitatamente, però, alle fasi di carico e scarico. Modalità di uso corretto: Mentre in un ascensore comune è il venditore (ascensorista) che lo installa, lo mette in servizio e si occupa della marcatura e della dichiarazione CE, in un montacarichi, soggetto alla direttiva macchine, la marcatura CE è posta dal costruttore che ha progettato l'impianto e redatto il fascicolo tecnico ma che non ha installato e messo in servizio l'impianto. I montacarichi non sono soggetti alla direttiva ascensori, ma a quella macchine 89/392/Cee, devono, quindi, essere realizzati in accordo con un documentato fascicolo tecnico conservato in azienda, devono essere marcati CE, dotati di dichiarazione di conformità e di istruzioni di manutenzione e uso, non devono essere sottoposti né ad esame di tipo, né a collaudo. In Italia i montacarichi con corsa maggiore o uguale ai 2 m, che servano piani definiti e che abbiano una portata di almeno 25 kg, sono regolati dalla circolare del Ministero dell'Industria 14/4/1997 n. 157296 che prevede che devono essere dotati di una licenza di esercizio, obbligatoriamente manutenuti da una azienda qualificata e che, ogni due anni, siano sottoposti a verifica da un organismo notificato "italiano". Elemento Manutenibile: 01.10.11 Vani corsa Unità Tecnologica: 01.10 Impianti ascensore Il vano corsa è il volume entro il quale si spostano la cabina, il contrappeso o la massa di bilanciamento. Questo volume di norma è materialmente delimitato dal fondo della fossa, dalle pareti e dal soffitto del vano. Modalità di uso corretto: Nelle parti di edificio ove il vano di corsa deve contribuire contro il propagarsi degli incendi, il vano di corsa deve essere completamente chiuso da pareti, pavimento e soffitto ciechi. Sono ammesse solo le seguenti aperture: a) accessi delle porte di piano; b) accessi delle porte di ispezione o di soccorso del vano e degli sportelli di ispezione; c) aperture di uscita di gas e fumi in caso di incendio; d) aperture di ventilazione; e) aperture necessarie per il funzionamento tra il vano di corsa ed il locale del macchinario o delle pulegge di rinvio; f) aperture nella difesa di separazione tra ascensori. Quando il vano di corsa non deve partecipare alla protezione dell’edificio contro il propagarsi di un incendio, per esempio nel caso di ascensori panoramici, non è necessario che il vano di corsa sia completamente chiuso purché sia garantita Pagina 32 Manuale d'Uso la sicurezza delle persone. Il vano di corsa deve essere adibito solo al servizio dell’ascensore e pertanto non deve contenere cavi o dispositivi, ecc. estranei al servizio dell’ascensore. Il vano di corsa deve essere munito di illuminazione elettrica installata stabilmente che assicuri un’intensità di illuminazione di almeno 50 lux all’altezza di 1 m sopra il tetto della cabina e sopra il pavimento della fossa del vano, anche quando tutte le porte sono chiuse. Questa illuminazione deve comprendere una lampada ad una distanza non maggiore di 0,50 m dal punto più alto e più basso del vano con lampade intermedie. Elemento Manutenibile: 01.10.12 Montascale o servoscale Unità Tecnologica: 01.10 Impianti ascensore Sono pedane, sedili o piattaforme reclinabili o meno, dotati di comandi a bordo che si muovono su una guida inclinata lungo una o più rampe di scale. Modalità di uso corretto: Questi impianti sono regolamentati dal D.M. 14/6/1989 n. 236, dalla Direttiva Macchine 89/392/Cee e successive modificazioni. Se il pericolo di caduta supera i 3 metri necessitano di certificazione di tipo da parte di organismo notificato. Il montascale o il servoscale deve essere munito di un sistema di frenatura che agisca automaticamente in caso di mancanza dell'alimentazione elettrica principale o in caso di mancanza dell'alimentazione del circuito di manovra. Elemento Manutenibile: 01.10.13 Nastri trasportatori Unità Tecnologica: 01.10 Impianti ascensore Il nastro trasportatore è un'installazione azionata da motore, provvista di superficie in movimento senza fine quali segmenti, tappeto, ecc. per il trasporto di cose fra due punti allo stesso o diverso livello. Modalità di uso corretto: Pulire periodicamente dalla sporcizia la parte inferiore della scala mobile o del marciapiede mobile dall'accumulo di materiale (quale grasso, olio, polvere, carta). Tutte le parti mosse meccanicamente del nastro devono essere completamente protette ad eccezione della parte accessibile dei segmenti accessibile agli utenti per le normali operazioni di carico e scarico. Elemento Manutenibile: 01.10.14 Paracadute Unità Tecnologica: 01.10 Impianti ascensore Il paracadute è un dispositivo di sicurezza che interviene quando la cabina non si arresta per un malfunzionamento; in questi casi interviene il paracadute (nel senso della discesa) che deve essere capace di arrestarla con carico eguale alla portata, alla velocità di intervento del limitatore di velocità, anche in caso di rottura degli organi di sospensione, bloccandola sulle guide e di mantenerla in tale posizione. I paracadute possono essere dei seguenti tipi: a) a presa progressiva; b) a presa istantanea con effetto ammortizzato; c) per la cabina, a presa istantanea, se la velocità nominale in discesa Vd è non superiore a 0,63 m/s; d) per la massa di bilanciamento, a presa istantanea se la velocità nominale di salita Vm è non superiore a 0,63 m/s. Modalità di uso corretto: Gli elementi di presa dei dispositivi paracadute devono essere preferibilmente posti nella parte bassa della cabina. I paracadute a presa istantanea (diversi da quelli a rulli che non sono azionati da un limitatore di velocità) sono consentiti soltanto se la velocità di intervento della valvola di blocco o la massima velocità permessa dalla valvola limitatrice di flusso è non superiore a 0,80 m/s. Il paracadute della cabina di un ascensore ad azione indiretta e quello di una massa di bilanciamento devono intervenire solo nel movimento di discesa della cabina. Lo sblocco del paracadute (dopo che lo stesso è intervenuto) deve richiedere l'intervento di una persona competente; il ritorno automatico in posizione normale del paracadute (della cabina o della massa di bilanciamento) deve potersi effettuare soltanto spostando la cabina o la massa di bilanciamento verso l'alto. Elemento Manutenibile: 01.10.15 Porte di piano Unità Tecnologica: 01.10 Pagina 33 Manuale d'Uso Impianti ascensore Le porte di piano consentono ai passeggeri di entrare in cabina e sono gli elementi essenziali per la funzionalità e la sicurezza dell'impianto ascensore. Negli impianti moderni le porte di piano sono collegate a quelle della cabina (vengono azionate da un motore installato sul tetto della cabina). Modalità di uso corretto: Evitare l'uso improprio dei comandi delle porte per evitare arresti indesiderati della cabina. Le porte di piano devono avere dimensioni minime di 80 cm di larghezza e di 200 cm di altezza per consentire l'ingresso all'interno della cabina (che deve avere un'altezza minima non inferiore a 2 m.). Elemento Manutenibile: 01.10.16 Pulsantiera Unità Tecnologica: 01.10 Impianti ascensore La pulsantiera (o quadro dei bottoni di comando) della cabina e dei vari piani sono quei dispositivi per mezzo dei quali gli utenti danno i comandi all'ascensore. Il funzionamento di detti dispositivi è basato su un circuito che viene chiuso quando viene premuto un pulsante e questo comando viene trasmesso al sistema di manovra dell'ascensore. Modalità di uso corretto: Gli utenti devono evitare urti o manovre violente sulle pulsantiere per evitare malfunzionamenti. In caso di cattivo funzionamenti dei comandi evitare di aprire la pulsantiera e rivolgersi al personale addetto alla manutenzione; inoltre gli utenti devono segnalare eventuali anomalie delle spie di segnalazione presenti sulle pulsantiere della cabina o di quelle di piano. Elemento Manutenibile: 01.10.17 Quadro di manovra Unità Tecnologica: 01.10 Impianti ascensore Il quadro di manovra riceve i comandi degli utenti, espressi mediante le pulsantiere di piano e della cabina, e consente il funzionamento dell'ascensore. Generalmente questo dispositivo è installato nel locale dove sono alloggiate le macchine dell'ascensore ed alimenta il motore dell'impianto nella direzione voluta e fino al piano desiderato dopo aver verificato che tutte le porte di piano siano chiuse. I quadri di manovra sono nella maggior parte dei casi composti da: - una morsettiera degli ingressi e delle uscite dei vari collegamenti; - almeno due contattori (teleruttori) di manovra; - un gruppo di relais; - un trasformatore. Modalità di uso corretto: Nel caso di cattivo funzionamento evitare di aprire la morsettiera dove entrano ed escono i conduttori elettrici che consentono il collegamento tra il quadro e tutte le altre apparecchiature per evitare pericoli di folgorazione. Tutte le eventuali operazioni, dopo aver tolto la tensione, devono essere effettuate da personale qualificato e dotato di idonei dispositivi di protezione individuali quali guanti e scarpe isolanti. Nel locale dove è installato il quadro deve essere presente un cartello sul quale sono riportate le funzioni degli interruttori, le azioni da compiere in caso di emergenza su persone colpite da folgorazione. Pagina 34 Manuale d'Uso Corpo d'Opera: 02 IMPIANTO TERMOIDRAULICI Unità Tecnologiche: ° 02.01 Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione ° 02.02 Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri ° 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione ° 02.04 Rete di distribuzione aria sala lettura-consultazione Biblioteca Civica Canna ° 02.05 Impianto idraulico Pagina 35 Manuale d'Uso Unità Tecnologica: 02.01 Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione L'impianto di climatizzazione è l'insieme degli elementi tecnici aventi funzione di creare e mantenere nel sistema edilizio determinate condizioni termiche, di umidità e di ventilazione. L'unità tecnologica Impianto di climatizzazione è generalmente costituita da: -alimentazione, avente la funzione di trasportare il combustibile dai serbatoi e/o dalla rete di distribuzione fino ai gruppi termici; -gruppi termici, che trasformano l'energia chimica dei combustibili di alimentazione in energia termica; -centrali di trattamento fluidi, che hanno la funzione di trasferire l'energia termica prodotta (direttamente o utilizzando gruppi termici) ai fluidi termovettori; -reti di distribuzione e terminali, che trasportano i fluidi termovettori ai vari terminali di scambio termico facenti parte dell'impianto; -canne di esalazione, aventi la funzione di allontanare i fumi di combustione prodotti dai gruppi termici. L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili: ° 02.01.01 Tubi in acciaio ° 02.01.02 Strato coibente ° 02.01.03 Tubazioni in polietilene Pagina 36 Manuale d'Uso Elemento Manutenibile: 02.01.01 Tubi in acciaio Unità Tecnologica: 02.01 Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione Le reti di distribuzione hanno la funzione di trasportare i fluidi termovettori fino ai terminali di scambio termico con l'ambiente. Vengono usate tubazioni in acciaio nero senza saldatura (del tipo Mannessman), in rame o in rame opportunamente isolate. Modalità di uso corretto: I materiali utilizzati per la realizzazione delle reti di distribuzione dei fluidi devono possedere caratteristiche tecniche rispondenti alle normative vigenti (art.7 della Legge 5.3.1990 n.46) nonché alle prescrizioni delle norme UNI e del CEI ma in ogni caso rispondenti alla regola dell'arte. Tutte le tubazioni saranno installate in vista o in appositi cavedi, con giunzioni realizzate mediante pezzi speciali ; in ogni caso saranno coibentate, senza discontinuità, con rivestimento isolante di spessore, conduttività e reazione conformi alle normative vigenti. Elemento Manutenibile: 02.01.02 Strato coibente Unità Tecnologica: 02.01 Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione Le tubazioni adibite al trasporto dei fluidi termovettori devono essere opportunamente protette con uno strato di coibente. Questo viene generalmente realizzato con lana di vetro, materiali sintetico ed altro. Modalità di uso corretto: L'utente deve verificare che lo strato di coibente sia efficiente e non presenti strappi o mancanze tali da pregiudicare la temperatura dei fluidi trasportati. Elemento Manutenibile: 02.01.03 Tubazioni in polietilene Unità Tecnologica: 02.01 Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione Le tubazioni dell'impianto di smaltimento delle acque provvedono allo sversamento dell'acqua nei collettori fognari o nelle vasche di accumulo, se presenti. Possono essere realizzate in polietilene. Il polietilene si forma dalla polimerizzazione dell'etilene e per gli acquedotti e le fognature se ne usa il tipo ad alta densità. Grazie alla sua perfetta impermeabilità si adopera nelle condutture subacquee e per la sua flessibilità si utilizza nei sifoni. Di solito l'aggiunta di nerofumo e di stabilizzatori preserva i materiali in PE dall'invecchiamento e dalle alterazioni provocate dalla luce e dal calore. Per i tubi a pressione le giunzioni sono fatte o con raccordi mobili a vite in PE, ottone, alluminio, ghisa malleabile, o attraverso saldatura a 200° C con termoelementi e successiva pressione a 1,5-2 kg/cm^2 della superficie da saldare, o con manicotti pressati con filettatura interna a denti di sega. Modalità di uso corretto: I tubi in materiale plastico devono rispondere alle seguenti norme: - tubi di PVC per condotte all'interno dei fabbricati: UNI 7443 e suo FA 178-87; - tubi di PVC per condotte interrate: norme UNI applicabili; - tubi di polietilene ad alta densità (PEad) per condotte interrate: UNI 7613; - tubi di polipropilene (PP): UNI 8319 e suo FA 1-91; - tubi di polietilene ad alta densità (PEad) per condotte all'interno dei fabbricati: UNI 8451. Pagina 37 Manuale d'Uso Unità Tecnologica: 02.02 Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri L'impianto di climatizzazione è l'insieme degli elementi tecnici aventi funzione di creare e mantenere nel sistema edilizio determinate condizioni termiche, di umidità e di ventilazione. L'unità tecnologica Impianto di climatizzazione è generalmente costituita da: -alimentazione, avente la funzione di trasportare il combustibile dai serbatoi e/o dalla rete di distribuzione fino ai gruppi termici; -gruppi termici, che trasformano l'energia chimica dei combustibili di alimentazione in energia termica; -centrali di trattamento fluidi, che hanno la funzione di trasferire l'energia termica prodotta (direttamente o utilizzando gruppi termici) ai fluidi termovettori; -reti di distribuzione e terminali, che trasportano i fluidi termovettori ai vari terminali di scambio termico facenti parte dell'impianto; -canne di esalazione, aventi la funzione di allontanare i fumi di combustione prodotti dai gruppi termici. L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili: ° 02.02.01 Ventilconvettori e termovettori ° 02.02.02 Tubi in rame ° 02.02.03 Tubi in acciaio ° 02.02.04 Strato coibente Pagina 38 Manuale d'Uso Elemento Manutenibile: 02.02.01 Ventilconvettori e termovettori Unità Tecnologica: 02.02 Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri I termovettori ed i ventilconvettori sono costituiti da uno scambiatore di calore realizzato in rame ed a forma di serpentina posizionato all'interno di un involucro di lamiera metallica dotato di due aperture, una nella parte bassa per la ripresa dell'aria ed una nella parte alta per la mandata dell'aria. A differenza dei termovettori il ventilconvettore è dotato anche di un ventilatore del tipo assiale ed a motore che consente lo scambio del fluido primario, proveniente dalla serpentina, con l'aria dell'ambiente dove è posizionato il ventilconvettore. Modalità di uso corretto: L'impianto con ventilconvettori è formato dai seguenti componenti: a) Un gruppo condizionatore centralizzato per il trattamento e il movimento dell'aria di rinnovo degli ambienti (aria primaria) formato a sua volta da: - presa d'aria esterna con serrande di regolazione; - sezione filtrante; - batteria a tubi alettati per il riscaldamento dell'aria; - sezione di umidificazione; - batteria a tubi alettati di raffredamento; - batteria a tubi alettati di post-riscaldamento; - ventilatore accoppiato a motore elettrico per il movimento dell'aria. b) Un sistema di canalizzazioni che fanno capo al gruppo centralizzato per l'adduzione a bassa o ad alta velocità e l'immissione dell'aria primaria negli ambienti mediante bocchette o diffusori. c) Un insieme di apparecchi di condizionamento, operanti localmente, dislocati nei singoli ambienti (ventilconvettori). Il ventilconvettore è più diffuso del termovettore anche perché utilizza acqua a temperature basse ed è quindi utilizzabile anche con impianti a pannelli solari. La resa termica, nel caso del ventilconvettore, dipende dalla temperatura di mandata e dalla portata dell'aria e deve essere certificata dal costruttore. Ad inizio della stagione occorre eseguire una serie di verifiche e di controlli ed in particolare: - pulizia del filtro dell'aria; - controllo e pulizia delle batterie con particolare attenzione alla posizione delle alette; - controllo dell'isolamento del motore elettrico; - controllo del corretto senso di rotazione dell'elettro ventilatore. Elemento Manutenibile: 02.02.02 Tubi in rame Unità Tecnologica: 02.02 Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri Le reti di distribuzione hanno la funzione di trasportare i fluidi termovettori fino ai terminali di scambio termico con l'ambiente. Per la realizzazione di tali reti vengono utilizzate tubazioni in rame opportunamente coibentate con isolanti per impedire ai fluidi trasportati di perdere il calore. Modalità di uso corretto: I materiali utilizzati per la realizzazione delle reti di distribuzione dei fluidi devono possedere caratteristiche tecniche rispondenti alle normative vigenti (art.7 della Legge 5.3.1990 n.46) nonché alle prescrizioni delle norme UNI e del CEI ma in ogni caso rispondenti alla regola dell'arte. Tutte le tubazioni saranno installate in vista o in appositi cavedi, con giunzioni realizzate mediante pezzi speciali evitando l'impiego di curve a gomito; in ogni caso saranno coibentate, senza discontinuità, con rivestimento isolante di spessore, conduttività e reazione conformi alle normative vigenti. Elemento Manutenibile: 02.02.03 Tubi in acciaio Unità Tecnologica: 02.02 Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri Le reti di distribuzione hanno la funzione di trasportare i fluidi termovettori fino ai terminali di scambio termico con l'ambiente. Vengono usate tubazioni in acciaio nero senza saldatura (del tipo Mannessman), in rame o in rame opportunamente isolate. Modalità di uso corretto: I materiali utilizzati per la realizzazione delle reti di distribuzione dei fluidi devono possedere caratteristiche tecniche rispondenti alle normative vigenti (art.7 della Legge 5.3.1990 n.46) nonché alle prescrizioni delle norme UNI e del CEI ma in ogni caso rispondenti alla regola dell'arte. Tutte le tubazioni saranno installate in vista o in appositi cavedi, con giunzioni realizzate mediante pezzi speciali ; in ogni caso saranno coibentate, senza discontinuità, con rivestimento isolante di spessore, conduttività e reazione conformi alle normative vigenti. Elemento Manutenibile: 02.02.04 Pagina 39 Manuale d'Uso Strato coibente Unità Tecnologica: 02.02 Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri Le tubazioni adibite al trasporto dei fluidi termovettori devono essere opportunamente protette con uno strato di coibente. Questo viene generalmente realizzato con lana di vetro, materiali sintetico ed altro. Modalità di uso corretto: L'utente deve verificare che lo strato di coibente sia efficiente e non presenti strappi o mancanze tali da pregiudicare la temperatura dei fluidi trasportati. Pagina 40 Manuale d'Uso Unità Tecnologica: 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione L'impianto di climatizzazione è l'insieme degli elementi tecnici aventi funzione di creare e mantenere nel sistema edilizio determinate condizioni termiche, di umidità e di ventilazione. L'unità tecnologica Impianto di climatizzazione è generalmente costituita da: -alimentazione, avente la funzione di trasportare il combustibile dai serbatoi e/o dalla rete di distribuzione fino ai gruppi termici; -gruppi termici, che trasformano l'energia chimica dei combustibili di alimentazione in energia termica; -centrali di trattamento fluidi, che hanno la funzione di trasferire l'energia termica prodotta (direttamente o utilizzando gruppi termici) ai fluidi termovettori; -reti di distribuzione e terminali, che trasportano i fluidi termovettori ai vari terminali di scambio termico facenti parte dell'impianto; -canne di esalazione, aventi la funzione di allontanare i fumi di combustione prodotti dai gruppi termici. L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili: ° 02.03.01 Centrali di trattamento aria (U.T.A.) ° 02.03.02 Filtri fini a tasche flosce ° 02.03.03 Filtri multidiedri (a tasche rigide) ° 02.03.04 Estrattori d'aria ° 02.03.05 Canali in lamiera ° 02.03.06 Serrande tagliafuoco ° 02.03.07 Strato coibente ° 02.03.08 Tubi in acciaio ° 02.03.09 Tubi in rame ° 02.03.10 Umidificatori ad acqua ° 02.03.11 Dispositivi di controllo e regolazione ° 02.03.12 Servocomandi ° 02.03.13 Termostati ° 02.03.14 Valvole motorizzate Pagina 41 Manuale d'Uso Elemento Manutenibile: 02.03.01 Centrali di trattamento aria (U.T.A.) Unità Tecnologica: 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione Le centrali di trattamento dell'aria, dette U.T.A. (acronimo di Unità Trattamento Aria), dell'impianto di climatizzazione sono destinate al trattamento sia dell'aria primaria che di tutta quella necessaria alla climatizzazione. Generalmente una U.T.A. è composta dai seguenti elementi: - ventilatore di ripresa dell'aria; - sezione di miscela, espulsione e ripresa dell'aria esterna; - sezione filtrante; - batteria di preriscaldamento; - sezione umidificante con separatore di gocce; - batteria di raffreddamento; - batteria di post riscaldamento; - ventilatore di mandata. Modalità di uso corretto: Le centrali di trattamento dell'aria dell'impianto di climatizzazione, generalmente denominate unità di trattamento aria, sono apparecchi caratterizzati da elevate dimensioni. Ad esse fanno capo i canali di mandata e di ripresa dell'aria. Date le notevoli dimensioni generalmente le U.T.A. sono collocate in ambienti interrati ma possono essere collocate anche in copertura o nei sottotetti prevedendo idonei dispositivi di isolamento acustico. Verificare lo stato generale accertando che: - non ci siano vibrazioni; - che lo strato coibente e di materiale fonoassorbente siano sufficienti a garantire livelli di isolamento acustico non inferiori a quelli imposti dalla normativa vigente; - che i bulloni siano ben serrati; - che lo strato di vernice protettiva siano efficiente; - verificare l'efficienza dei filtri e delle celle filtranti. Elemento Manutenibile: 02.03.02 Filtri fini a tasche flosce Unità Tecnologica: 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione I filtri a tasche flosce sono costituiti da vere e proprie tasche di materassini in materiali diversi realizzati con differenti densità delle fibre; per questi tipi di filtro vengono utilizzate fibre sintetiche e fibre di vetro (con spessore delle fibre compreso tra 3 e 10 micron e con uno spessore medio del materassino di 5-20 mm). I tipi di filtri comunemente reperibili sul mercato sotto forma di pannelli con dimensioni nominali di 610x610 mm o 305x610 mm; i pannelli filtranti vengono montati su telai metallici (generalmente in acciaio zincato per prevenire la corrosione) mediante aggancio metallico e sigillatura con guarnizioni. Modalità di uso corretto: L'utente deve effettuare un controllo generale della tenuta dei filtri, verificando che non vi siano perdite o fughe di sostanze e verificando i valori della pressione di esercizio a monte e a valle dei filtri. Verificare il ciclo di vita indicato dai produttori per sostituire questi tipi di filtri che non sono rigenerabili. Elemento Manutenibile: 02.03.03 Filtri multidiedri (a tasche rigide) Unità Tecnologica: 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione I filtri multidiedri detti comunemente a tasche rigide sfruttano il principio delle piccole pieghe del setto filtrante in microfibra di vetro con separatori in filotermoplastico. Il telaio della tasca in materiale plastico ne conferisce robustezza e resistenza e la rende totalmente inceneribile senza rilascio di gas pericolosi. Sono adatti ad operare in condizioni quali volumi di aria variabili, frequenti fermate del ventilatore ed alta resistenza all'umidità. Rispetto ai filtri a tasche flosce questi filtri presentano alcuni vantaggi: -maggior perdita di carico ammessa; -costruzione di tipo rigido che agevola la posa in opera; -dimensioni ridotte; -distribuzione uniforme dell'aria. Modalità di uso corretto: L'utente deve effettuare un controllo generale della tenuta dei filtri, verificando che non vi siano perdite o fughe di sostanze e verificando i valori della pressione di esercizio a monte e a valle dei filtri. Elemento Manutenibile: 02.03.04 Pagina 42 Manuale d'Uso Estrattori d'aria Unità Tecnologica: 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione Gli estrattori d'aria devono essere posizionati in modo da garantire il ricambio d'aria previsto in fase di progetto. Devono essere liberi da ostacoli in modo da funzionare liberamente. Modalità di uso corretto: L'utente deve verificare le caratteristiche principali degli estrattori con particolare riguardo a: -tenuta dell'aria (le fughe sono visibili con parti annerite in prossimità delle fughe); -giunti per verificare la presenza di lesioni o di sconnessioni; -funzionalità dei ventilatori; -la stabilità dei sostegni dei canali. Elemento Manutenibile: 02.03.05 Canali in lamiera Unità Tecnologica: 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione Le centrali di trattamento dell'aria dell'impianto di climatizzazione sono destinate al trattamento sia dell'aria primaria che di tutta quella necessaria alla climatizzazione. Il trasporto dei fluidi trattati (sia di mandata che di ripresa) avviene in canalizzazioni in acciaio zincato rivestite con idonei materiali coibenti. Nel caso di canali rettangolari con un lato di dimensioni superiori a 450 mm prevedere delle croci trasversali di rinforzo. Modalità di uso corretto: Verificare le caratteristiche principali delle canalizzazioni con particolare riguardo a: -tenuta dell'aria (le fughe sono visibili con parti annerite in prossimità delle fughe); -giunti per verificare la presenza di lesioni o di sconnessioni; -la stabilità dei sostegni dei canali; -vibrazioni; -presenza di acqua di condensa; -griglie di ripresa e transito aria esterna; -serrande e meccanismi di comando; -coibentazione dei canali. Elemento Manutenibile: 02.03.06 Serrande tagliafuoco Unità Tecnologica: 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione Le serrande tagliafuoco sono dei dispositivi a chiusura mobile, all'interno di una condotta, progettate per prevenire il passaggio del fuoco. Possono essere del tipo "isolata" o del tipo "non isolata". La serranda tagliafuoco isolata è una serranda che soddisfa entrambi i requisiti di integrità ed isolamento per il periodo di resistenza al fuoco previsto. La serranda tagliafuoco non isolata è una serranda che soddisfa il requisito di integrità per il periodo di resistenza al fuoco previsto e non oltre 5 min di isolamento. Le serrande tagliafuoco possono essere azionate da un meccanismo integrato direttamente con la serranda o da un meccanismo termico di rilascio. Il meccanismo integrato o direttamente associato con la serranda tagliafuoco causa la chiusura del componente mobile della serranda stessa cambiando la posizione da "aperta" a "chiusa". Il meccanismo termico di rilascio progettato per rispondere ad un innalzamento di temperatura dell'aria circostante, in grado di sganciare la lama della serranda ad una determinata temperatura. Esso può interfacciarsi con un meccanismo operante meccanicamente, elettricamente, elettronicamente o pneumaticamente, integrato oppure posizionato lontano dal meccanismo stesso. Modalità di uso corretto: Il costruttore deve fornire con le serrande le istruzioni relative all'accoppiamento con la serranda, all'uso, alle verifiche periodiche ed alla manutenzione. Le parti che necessitano di lubrificazione devono essere protette dalla polvere. Il semplice allentamento di una vite o di un dado non deve comprendere la trasmissione di una forza o di una coppia. I dispositivi di controllo delle posizioni di un dispositivo di azionamento di sicurezza (DAS) devono dare indicazioni in maniera sicura e duratura; in particolare la posizione di chiusura deve essere segnalata dal DAS quando è effettivamente raggiunta. Elemento Manutenibile: 02.03.07 Strato coibente Unità Tecnologica: 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione Le tubazioni adibite al trasporto dei fluidi termovettori devono essere opportunamente protette con uno strato di coibente. Questo viene generalmente realizzato con lana di vetro, materiali sintetico ed altro. Pagina 43 Manuale d'Uso Modalità di uso corretto: L'utente deve verificare che lo strato di coibente sia efficiente e non presenti strappi o mancanze tali da pregiudicare la temperatura dei fluidi trasportati. Elemento Manutenibile: 02.03.08 Tubi in acciaio Unità Tecnologica: 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione Le reti di distribuzione hanno la funzione di trasportare i fluidi termovettori fino ai terminali di scambio termico con l'ambiente. Vengono usate tubazioni in acciaio nero senza saldatura (del tipo Mannessman), in rame o in rame opportunamente isolate. Modalità di uso corretto: I materiali utilizzati per la realizzazione delle reti di distribuzione dei fluidi devono possedere caratteristiche tecniche rispondenti alle normative vigenti (art.7 della Legge 5.3.1990 n.46) nonché alle prescrizioni delle norme UNI e del CEI ma in ogni caso rispondenti alla regola dell'arte. Tutte le tubazioni saranno installate in vista o in appositi cavedi, con giunzioni realizzate mediante pezzi speciali ; in ogni caso saranno coibentate, senza discontinuità, con rivestimento isolante di spessore, conduttività e reazione conformi alle normative vigenti. Elemento Manutenibile: 02.03.09 Tubi in rame Unità Tecnologica: 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione Le reti di distribuzione hanno la funzione di trasportare i fluidi termovettori fino ai terminali di scambio termico con l'ambiente. Per la realizzazione di tali reti vengono utilizzate tubazioni in rame opportunamente coibentate con isolanti per impedire ai fluidi trasportati di perdere il calore. Modalità di uso corretto: I materiali utilizzati per la realizzazione delle reti di distribuzione dei fluidi devono possedere caratteristiche tecniche rispondenti alle normative vigenti (art.7 della Legge 5.3.1990 n.46) nonché alle prescrizioni delle norme UNI e del CEI ma in ogni caso rispondenti alla regola dell'arte. Tutte le tubazioni saranno installate in vista o in appositi cavedi, con giunzioni realizzate mediante pezzi speciali evitando l'impiego di curve a gomito; in ogni caso saranno coibentate, senza discontinuità, con rivestimento isolante di spessore, conduttività e reazione conformi alle normative vigenti. Elemento Manutenibile: 02.03.10 Umidificatori ad acqua Unità Tecnologica: 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione Le apparecchiature che consentono l'umidificazione con acqua sono: -Evaporatori per impiego in ambiente - E' indispensabile che siano in grado di assimilare una superficie evaporante di una certa entità e di imprimere all'aria una velocità adeguata per mezzo del ventilatore incorporato. Attraverso cinghie o cilindri rotanti rivestiti opportunamente (il rivestimento superficiale si pulisce dai sali depositati usando una soluzione detergente) incorporano la superficie evaporante. L'evaporatore ad acqua tipo è dotato di un filtro grossolano, di un filtro ad alta efficienza e di uno a carboni attivi. Il serbatoio d'acqua - asportabile per evitare di collegare l'intero apparecchio alla rete idrica - è predisposto in modo da provvedere alla centrifuga soltanto la quantità d'acqua necessaria. Le particelle d'acqua che fuoriescono dalla centrifuga sono private di eventuali gas nocivi nella camera di lavaggio aria. L'aria aspirata passa prima attraverso i filtri, poi viene mescolata e lavata dall'acqua vaporizzata e l'aerosol formatosi viene immesso in ambiente dal ventilatore. Il potere umidificante è di circa 400 g/h. - Umidificatori ad evaporazione per installazione a canale - Sono installati nelle canalizzazioni di mandata a valle della batteria di riscaldamento e del ventilatore. La superficie di umidificazione è formata da dischi in filo o materiale sintetico fatti ruotare da un motore elettrico asservito da umidostato. Una valvola a galleggiante assicura l'alimentazione dell'acqua di umidificazione. In base alla differente temperatura e velocità dell'aria nel canale la potenzialità di umidificazione varia tra 2 e 5 kg/h; le temperature tollerabili vanno da 10° ad 80°, le velocità fino a 10 m/s con una pressione interna fino a 4 mmbar. Modalità di uso corretto: Gli umidificatori per impiego in ambiente non necessitano di regolazione perché all'aumentare dell'umidità nell'ambiente la portata d'acqua evaporata diminuisce, presentano, però, lo svantaggio di dover essere puliti a fondo almeno 2-3 volte la settimana perché la polvere dell'aria si deposita nei serbatoi d'acqua e sulle superfici di scambio formando una fanghiglia in cui batteri e funghi si riproducono rapidamente. Gli umidificatori ad evaporazione non necessitano di nessun trattamento per l'acqua di alimentazione, se ci fosse troppa formazione di calcare può essere conveniente prelevare l'acqua di umidificazione a valle di un dosatore di polifosfati installato nella rete. È opportuno rammentarsi che l'umidificazione è un processo adiabatico, il calore necessario all'evaporazione è sottratto all'aria dell'ambiente e deve, quindi, essere fornito dall'impianto termico opportunamente dimensionato. Ad inizio della stagione occorre eseguire una serie di verifiche e di controlli ed in particolare: -pulizia del filtro dell'acqua; -controllo e pulizia delle batterie degli ugelli; -verifica del livello dell'acqua nella vaschetta; -controllo dell'isolamento del motore elettrico; -controllo del corretto senso di rotazione dell'elettro ventilatore. Elemento Manutenibile: 02.03.11 Pagina 44 Manuale d'Uso Dispositivi di controllo e regolazione Unità Tecnologica: 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione I dispositivi di controllo e regolazione consentono di monitorare il corretto funzionamento dell'impianto di riscaldamento segnalando eventuali anomalie e/o perdite del circuito. Sono generalmente costituiti da una centralina di regolazione, da dispositivi di termoregolazione che possono essere del tipo a due posizioni o del tipo con valvole a movimento rettilineo. Sono anche dotati di dispositivi di contabilizzazione. Modalità di uso corretto: Prima dell'avvio dell'impianto ed verificare che le valvole servocomandate siano funzionanti e che il senso di rotazione sia corretto. Verificare che non ci siano incrostazioni che impediscano il normale funzionamento delle valvole e che non ci siano segni di degrado intorno agli organi di tenuta delle valvole. Elemento Manutenibile: 02.03.12 Servocomandi Unità Tecnologica: 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione I servocomandi sono dei dispositivi elettrici che consentono di regolare le valvole destinate alla regolazione della temperatura dei fluidi termovettori degli impianti di riscaldamento. Modalità di uso corretto: Evitare di aprire i dispositivi in caso di malfunzionamenti; in ogni caso togliere l'alimentazione elettrica e chiamare un tecnico specializzato. Controllare che sul dispositivo ci sia il cartello contenente tutte le indicazioni necessarie al corretto funzionamento quali: -tensione e frequenza di alimentazione; -temperatura di funzionamento (deve essere compresa tra 2 e 45°C); -potenza assorbita; -coppia nominale. Elemento Manutenibile: 02.03.13 Termostati Unità Tecnologica: 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione Il termostato di ambiente è un dispositivo sensibile alla temperatura dell'aria che ha la funzione di mantenere, entro determinati parametri, la temperatura dell'ambiente nel quale è installato. Il funzionamento del termostato avviene tramite l'apertura e la chiusura di un dispositivo collegato ad un circuito elettrico. Modalità di uso corretto: Evitare di forzare i dispositivi di comando nel caso di difficoltà di apertura e chiusura; prima di effettuare qualsiasi intervento togliere l'alimentazione elettrica per evitare danni derivanti da folgorazione. Nel caso di usura delle batterie di alimentazione secondaria queste vanno sostituite con altre dello stesso tipo per evitare malfunzionamenti del termostato. Elemento Manutenibile: 02.03.14 Valvole motorizzate Unità Tecnologica: 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione Le valvole motorizzate vengono utilizzate negli impianti di riscaldamento per l'intercettazione ed il controllo della portata dell'acqua ma possono essere utilizzate anche negli impianti di ventilazione e di condizionamento. Generalmente sono azionate da un servocomando che viene applicato sulla testa della valvola che può essere montata sia in posizione verticale che in posizione orizzontale. Modalità di uso corretto: Pagina 45 Manuale d'Uso Verificare la corretta posizione dei servocomandi prima di azionare le valvole; controllare che le guarnizioni siano ben serrate. Pagina 46 Manuale d'Uso Unità Tecnologica: 02.04 Rete di distribuzione aria sala lettura-consultazione Biblioteca Civica Canna L'impianto di climatizzazione è l'insieme degli elementi tecnici aventi funzione di creare e mantenere nel sistema edilizio determinate condizioni termiche, di umidità e di ventilazione. L'unità tecnologica Impianto di climatizzazione è generalmente costituita da: -alimentazione, avente la funzione di trasportare il combustibile dai serbatoi e/o dalla rete di distribuzione fino ai gruppi termici; -gruppi termici, che trasformano l'energia chimica dei combustibili di alimentazione in energia termica; -centrali di trattamento fluidi, che hanno la funzione di trasferire l'energia termica prodotta (direttamente o utilizzando gruppi termici) ai fluidi termovettori; -reti di distribuzione e terminali, che trasportano i fluidi termovettori ai vari terminali di scambio termico facenti parte dell'impianto; -canne di esalazione, aventi la funzione di allontanare i fumi di combustione prodotti dai gruppi termici. L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili: ° 02.04.01 Canali in lamiera ° 02.04.02 Bocchette di ventilazione Pagina 47 Manuale d'Uso Elemento Manutenibile: 02.04.01 Canali in lamiera Unità Tecnologica: 02.04 Rete di distribuzione aria sala lettura-consultazione Biblioteca Civica Canna Le centrali di trattamento dell'aria dell'impianto di climatizzazione sono destinate al trattamento sia dell'aria primaria che di tutta quella necessaria alla climatizzazione. Il trasporto dei fluidi trattati (sia di mandata che di ripresa) avviene in canalizzazioni in acciaio zincato rivestite con idonei materiali coibenti. Nel caso di canali rettangolari con un lato di dimensioni superiori a 450 mm prevedere delle croci trasversali di rinforzo. Modalità di uso corretto: Verificare le caratteristiche principali delle canalizzazioni con particolare riguardo a: -tenuta dell'aria (le fughe sono visibili con parti annerite in prossimità delle fughe); -giunti per verificare la presenza di lesioni o di sconnessioni; -la stabilità dei sostegni dei canali; -vibrazioni; -presenza di acqua di condensa; -griglie di ripresa e transito aria esterna; -serrande e meccanismi di comando; -coibentazione dei canali. Elemento Manutenibile: 02.04.02 Bocchette di ventilazione Unità Tecnologica: 02.04 Rete di distribuzione aria sala lettura-consultazione Biblioteca Civica Canna Le bocchette di ventilazione sono destinate alla distribuzione e alla ripresa dell'aria; sono realizzate generalmente in acciaio zincato e vengono rivestite con idonei materiali fonoassorbenti e sono montate negli impianti di tipo medio. Modalità di uso corretto: Particolare cura deve essere posta nel collegamento delle cassette con i canali. L'utente deve verificare le caratteristiche principali delle canalizzazioni e delle bocchette con particolare riguardo a: -tenuta dell'aria (le fughe sono visibili con parti annerite in prossimità delle fughe); -giunti per verificare la presenza di lesioni o di sconnessioni; -presenza di acqua di condensa; -griglie di ripresa e transito aria esterna; -strato di coibente dei canali d'aria. Pagina 48 Manuale d'Uso Unità Tecnologica: 02.05 Impianto idraulico L'impianto di distribuzione dell'acqua fredda e calda consente l'utilizzazione di acqua nell'ambito degli spazi interni del sistema edilizio o degli spazi esterni connessi. L'impianto è generalmente costituito dai seguenti elementi tecnici: - allacciamenti, che hanno la funzione di collegare la rete principale (acquedotto) alle reti idriche d'utenza; - macchine idrauliche, che hanno la funzione di controllare sia le caratteristiche fisico-chimiche, microbiologiche, ecc. dell'acqua da erogare sia le condizioni di pressione per la distribuzione in rete; - accumuli, che assicurano una riserva idrica adeguata alle necessità degli utenti consentendo il corretto funzionamento delle macchine idrauliche e/o dei riscaldatori; - riscaldatori, che hanno la funzione di elevare la temperatura dell'acqua fredda per consentire di soddisfare le necessità degli utenti; - reti di distribuzione acqua fredda e/o calda, aventi la funzione di trasportare l'acqua fino ai terminali di erogazione; - reti di ricircolo dell'acqua calda, che hanno la funzione di mantenere in costante circolazione l'acqua calda in modo da assicurarne l'erogazione alla temperatura desiderata; - apparecchi sanitari che consentono agli utenti di utilizzare acqua calda e/o fredda per soddisfare le proprie esigenze. L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili: ° 02.05.01 Apparecchi sanitari e rubinetteria ° 02.05.02 Cassette di scarico a zaino ° 02.05.03 Miscelatori termostatici ° 02.05.04 Scaldacqua elettrici ad accumulo ° 02.05.05 Tubazioni in rame ° 02.05.06 Tubazioni multistrato ° 02.05.07 Tubi in acciaio zincato ° 02.05.08 Vasi igienici a sedile Pagina 49 Manuale d'Uso Elemento Manutenibile: 02.05.01 Apparecchi sanitari e rubinetteria Unità Tecnologica: 02.05 Impianto idraulico Gli apparecchi sanitari sono quegli elementi dell'impianto idrico che consentono agli utenti lo svolgimento delle operazioni connesse agli usi igienici e sanitari utilizzando acqua calda e/o fredda. Per utilizzare l'acqua vengono utilizzati rubinetti che mediante idonei dispositivi di apertura e chiusura consentono di stabilire la quantità di acqua da utilizzare. Tali dispositivi possono essere del tipo semplice cioè dotati di due manopole differenti per l'acqua fredda e per l'acqua calda oppure dotati di miscelatori che consentono di regolare con un unico comando la temperatura dell'acqua. Modalità di uso corretto: Gli apparecchi sanitari vanno installati nel rispetto di quanto previsto dalle normative vigenti ed in particolare si deve avere che: - i vasi igienici saranno fissati al pavimento in modo tale da essere facilmente rimossi senza demolire l'intero apparato sanitario; inoltre dovrà essere posizionato a 10 cm dalla vasca e dal lavabo, a 15 cm dalla parete, a 20 cm dal bidet e dovrà avere uno spazio frontale libero da ostacoli di almeno 55 cm. Nel caso che il vaso debba essere utilizzato da persone con ridotte capacità motorie il locale deve avere una superficie in pianta di almeno 180 x 180 cm ed il vaso sarà posizionato ad almeno 40 cm dalla parete laterale, con il bordo superiore a non più di 50 cm dal pavimento e con il bordo anteriore ad almeno 75 cm dalla parete posteriore; il vaso sarà collegato alla cassetta di risciacquo ed alla colonna di scarico delle acque reflue; infine sarà dotato di sedile coprivaso (realizzato in materiale a bassa conduttività termica); - i bidet saranno posizionati secondo le stesse prescrizioni indicate per i vasi igienici; saranno dotati di idonea rubinetteria, sifone e tubazione di scarico acque; - i lavabi saranno posizionati a 5 cm dalla vasca, a 10 cm dal vaso, dal bidet, a 15 cm dalla parete e dovrà avere uno spazio frontale libero da ostacoli di almeno 55 cm; nel caso che il lavabo debba essere utilizzato da persone con ridotte capacità motorie il lavabo sarà posizionato con il bordo superiore a non più di 80 cm dal pavimento e con uno spazio frontale libero da ostacoli di almeno 80 cm; - il piatto doccia sarà installato in maniera da evitare qualsiasi ristagno d'acqua a scarico aperto al suo interno e rendere agevole la pulizia di tutte le parti. Prima del montaggio bisognerà impermeabilizzare il pavimento con una guaina bituminosa armata sistemata aderente al massetto del solaio e verticalmente lungo le pareti perimetrali. Il lato di accesso al piatto doccia deve avere uno spazio libero di almeno 55 cm da qualsiasi ostacolo fisso; -la vasca da bagno sarà installata in maniera tale da evitare infiltrazioni d'acqua lungo le pareti cui è addossata, evitare qualsiasi ristagno d'acqua a scarico aperto al suo interno e rendere agevole la pulizia di tutte le parti. Prima del montaggio bisognerà impermeabilizzare il pavimento con una guaina bituminosa armata sistemata aderente al massetto del solaio e verticalmente lungo le pareti perimetrali. Dovrà, inoltre, essere posizionata rispettando le seguenti distanze minime: -spazi laterali: 5 cm dal lavabo, 10 cm dal vaso, 20 cm dal bidet; -spazi di accesso: 55 cm da qualsiasi ostacolo fisso; - la vasca idromassaggio sarà installata in maniera tale da evitare infiltrazioni d'acqua lungo le pareti cui è addossata, evitare qualsiasi ristagno d'acqua a scarico aperto al suo interno e rendere agevole la pulizia di tutte le parti. Prima del montaggio bisognerà impermeabilizzare il pavimento con una guaina bituminosa armata sistemata aderente al massetto del solaio e verticalmente lungo le pareti perimetrali. Dovrà, inoltre, essere posizionata rispettando le seguenti distanze minime: spazi laterali - 5 cm dal lavabo, 10 cm dal vaso, 20 cm dal bidet; spazi di accesso - 55 cm da qualsiasi ostacolo fisso; - il lavello dovrà essere collocato su mensole di sostegno fissate a parete verificando prima l'idoneità della stessa a resistere all'azione dei carichi sospesi. Frontalmente dovrà avere uno spazio libero di almeno 100 cm da qualsiasi ostacolo fisso; - il lavatoio dovrà essere collocato su mensole di sostegno fissate a parete verificando prima l'idoneità della stessa a resistere all'azione dei carichi sospesi. Frontalmente dovrà avere uno spazio libero di almeno 55 cm da qualsiasi ostacolo fisso; - il lavabo reclinabile per disabili dovrà essere collocato su mensole pneumatiche di sostegno fissate a parete verificando prima l'idoneità della stessa a resistere all'azione dei carichi sospesi. Dovrà inoltre essere posizionato in maniera da assicurare gli spazi di manovra e accostamento all'apparecchio sanitario prescritti dal D.M. 14.6.1989 n.236 e cioè: un minimo di 80 cm dal bordo anteriore del lavabo, piano superiore ad un massimo di 80 cm dal pavimento, sifone incassato o accostato a parete; - la vasca da bagno a sedile per disabili dovrà essere installata in modo da evitare infiltrazioni d'acqua lungo le pareti a cui è addossata, impedire ristagni d'acqua al suo interno a scarico aperto e rendere agevole la pulizia di tutte le sue parti. Prima del montaggio bisognerà impermeabilizzare il pavimento con una guaina bituminosa armata sistemata aderente al massetto del solaio e verticalmente lungo le pareti perimetrali. La vasca da bagno a sedile dovrà essere collocata in una posizione tale da consentire l'avvicinamento su tre lati per agevolare interventi di assistenza alla persona che utilizza la vasca e in maniera da assicurare gli spazi di manovra e accostamento all'apparecchio sanitario prescritti dal D.M. 14.6.1989 n.236 e cioè: un minimo di 140 cm misurati dal bordo vasca lato accesso per una lunghezza di almeno 80 cm; - la cassetta di scarico tipo zaino sarà fissata al vaso con viti regolabili idonee e sarà equipaggiata con rubinetto a galleggiante e tubazione di scarico per il risciacquo del vaso cui è collegata; - la cassetta di scarico tipo alto sarà fissata a parete previa verifica dell'idoneità di questa a resistere all'azione dei carichi sospesi e sarà equipaggiata con rubinetto a galleggiante e tubazione di scarico per il risciacquo del vaso cui è collegata; - la cassetta di scarico tipo ad incasso sarà incassata a parete accertandone la possibilità di accesso per le operazioni di pulizia e manutenzione. Sarà inoltre equipaggiata con rubinetto a galleggiante e tubazione di scarico per il risciacquo del vaso cui è collegata. Elemento Manutenibile: 02.05.02 Cassette di scarico a zaino Unità Tecnologica: 02.05 Impianto idraulico Possono essere realizzate nei seguenti materiali: -Porcellana sanitaria (vitreus china): mistura di argilla bianca, caolino, quarzo e feldspato. L'articolo viene smaltato a crudo e sottoposto a monocottura in forno fino a 1250°C. Lo smalto è composto da caolino, quarzo, feldspato, calcare ed è opacizzato con silicato di zirconio o con ossido di stagno. Il materiale ottenuto ha una buona resistenza agli urti e consente un bassissimo assorbimento dell'acqua. -Grès fine porcellanato (fire clay): mistura di argilla cotta, argilla refrattaria e quarzo. L'articolo viene smaltato a crudo e sottoposto a monocottura in forno fino a 1250°C. Il materiale è caratterizzato da un assorbimento dell'acqua relativamente alto. -Resina metacrilica: amalgama sintetico che si ricava dalla polimerizzazione del metacrilicato con derivati degli acidi acrilico e metacrilico con altre quantità minime di copolimeri. La resina ha il vantaggio di assorbire minimamente l'acqua, di avere bassa conducibilità al calore e, quindi, capacità di trattenerlo. Gli apparecchi sanitari realizzati in resina risultano di peso molto ridotto. Modalità di uso corretto: Evitare manovre false e violente per evitare danneggiamenti. Non forzare o tentare di ruotare in senso inverso i dispositivi di comando quali rubinetti e/o valvole. Controllare lo stato della tenuta dei flessibili e verificare l'integrità delle parti a vista. Elemento Manutenibile: 02.05.03 Miscelatori termostatici Unità Tecnologica: 02.05 Impianto idraulico I miscelatori termostatici consentono di mantenere la temperatura del fluido alla temperatura impostata. Il funzionamento di questi dispositivi avviene per mezzo di un bulbo o cartuccia termostatica che può funzionare secondo due principi differenti: -dilatazione per mezzo di dischi metallici; -dilatazione per mezzo di un liquido. Generalmente i miscelatori termostatici sono dotati di un compensatore di pressione che garantisce il funzionamento se le pressioni dell'acqua fredda e calda sono differenti. I miscelatori termostatici possono essere: Pagina 50 Manuale d'Uso - Monocomando: dotati di un unico dispositivo di regolazione della portata di erogazione e della temperatura; - Bicomando: dotati di due dispositivi separati per la regolazione della portata di erogazione e della temperatura; - Comando sequenziale unico: dotati di un unico dispositivo di regolazione che funziona attraverso una sequenza predeterminata di portata di erogazione e temperatura; - Miscelatori termostatici senza dispositivo di regolazione della portata di erogazione. Modalità di uso corretto: Evitare manovre brusche e violente sui dispositivi di comando. Non forzare il senso di movimento del rubinetto. Tutti i rubinetti devono essere identificati sia nel corpo apparente sia nel corpo nascosto; inoltre devono essere identificati gli organi di comando (con il blu l'acqua fredda e con il rosso l'acqua calda); nel caso in cui gli organi siano separati l'acqua fredda deve essere posizionata a destra e quella calda a sinistra. Elemento Manutenibile: 02.05.04 Scaldacqua elettrici ad accumulo Unità Tecnologica: 02.05 Impianto idraulico Gli scaldacqua elettrici ad accumulo sono tra i più semplici apparecchi impiegati per la produzione di acqua calda sanitaria. La capacità del serbatoio di accumulo varia da 50 a 100 litri e l'acqua è riscaldata a mezzo di una resistenza elettrica immersa, della potenza di 1 o 1,5 kW, comandata da un termostato di regolazione della temperatura. Particolare cura viene impiegata per la protezione del serbatoio (detto caldaia) realizzata con zincatura a caldo e resine termoindurenti oppure con successive smaltature; in entrambi i casi sono unite all'ulteriore protezione di un anodo di magnesio, particolarmente efficace contro fenomeni di corrosione galvanica. Per ridurre le dispersioni passive l'apparecchio è coibentato interamente con un rivestimento di materiale isolante (normalmente poliuretano) protetto da una scocca esterna di acciaio smaltato. Modalità di uso corretto: Tutte le eventuali operazioni, dopo aver tolto la tensione, devono essere effettuate con personale qualificato e dotato di idonei dispositivi di protezione individuali quali guanti e scarpe isolanti. Le prese e le spine devono essere posizionate in modo da essere facilmente individuabili e quindi di facile utilizzo; la distanza dal pavimento di calpestio deve essere di 17,5 cm se la presa è a parete, di 7 cm se è in canalina, 4 cm se da torretta, 100-120 cm nei locali di lavoro. I comandi luce sono posizionati in genere a livello maniglie porte. Se la temperatura dell'acqua viene mantenuta tra i 45°C e i 50°C i consumi di energia elettrica risultano abbastanza contenuti mentre a temperature superiori possono diventare rilevanti. Elemento Manutenibile: 02.05.05 Tubazioni in rame Unità Tecnologica: 02.05 Impianto idraulico Le tubazioni in rame hanno la funzione di trasportare i fluidi termovettori alla rubinetteria degli apparecchi sanitari. Modalità di uso corretto: I materiali utilizzati per la realizzazione dei tubi in rame devono possedere caratteristiche tecniche rispondenti alle normative vigenti (art.7 della Legge 5.3.1990 n.46) nonché alle prescrizioni delle norme UNI. Tutte le tubazioni saranno installate in vista o in appositi cavedi, con giunzioni realizzate mediante pezzi speciali evitando l'impiego di curve a gomito; in ogni caso saranno coibentate, senza discontinuità, con rivestimento isolante di spessore, conduttività e reazione conformi alle normative vigenti. Elemento Manutenibile: 02.05.06 Tubazioni multistrato Unità Tecnologica: 02.05 Impianto idraulico Le tubazioni multistrato sono quei tubi la cui parete è costituita da almeno due strati di materiale plastico legati ad uno strato di alluminio o leghe di alluminio, tra di loro interposto. I materiali plastici utilizzati per la realizzazione degli specifici strati costituenti la parete del tubo multistrato sono delle poliolefine adatte all'impiego per il convogliamento di acqua in pressione e possono essere di: -Polietilene PE; -Polietilene reticolato PE-Xa / PE-Xb / PE-Xc; -Polipropilene PP; -Polibutilene PB. Allo scopo di assicurare l'integrità dello strato interno lo spessore di tale strato non deve essere minore di 0,5 mm. Modalità di uso corretto: Evitare di introdurre all'interno delle tubazioni oggetti che possano comprometterne il buon funzionamento. Non immettere fluidi con pressione superiore a quella consentita per il tipo di tubazione utilizzata. Elemento Manutenibile: 02.05.07 Pagina 51 Manuale d'Uso Tubi in acciaio zincato Unità Tecnologica: 02.05 Impianto idraulico Le tubazioni generalmente utilizzate per l'impianto idrico sanitario sono in acciaio zincato e provvedono all'adduzione e alla successiva erogazione dell'acqua destinata ad alimentare l'impianto. Modalità di uso corretto: Non sono ammesse tubazioni in piombo per le sue caratteristiche di tossicità; con i tubi zincati non sono ammesse saldature. Bisogna evitare di utilizzare contemporaneamente tubazioni di ferro zincato e di rame per evitare fenomeni elettrolitici indesiderati. Le tubazioni di adduzione dalla rete principale al fabbricato (in ghisa o in acciaio) devono essere opportunamente protette per consentire l'interramento. (es. protezione con rivestimento di catrame) Elemento Manutenibile: 02.05.08 Vasi igienici a sedile Unità Tecnologica: 02.05 Impianto idraulico I vasi igienici a sedile possono essere installati a parete e anche al pavimento. Il vaso, se dotato di flussostato o cassetta interna, misura generalmente 36 x 50 cm mentre la profondità può aumentare fino a 70 cm (misura massima anche per i tipi sospesi) se dotato di cassetta esterna; è alto mediamente 36 cm da terra. Nel caso di installazione del vaso in un vano apposito, la larghezza del vano non può essere inferiore a 80 cm e la sua profondità non può essere inferiore a 1,3 m. Sono disponibili di recente dei vasi particolari dotati di doccetta e ventilatore ad aria calda per l'igiene intima. Questi vasi sostituiscono contemporaneamente anche il bidet e quindi sono consigliabili (oltre che per motivi igienici) anche in tutti quei casi in cui, per motivi di spazio, non sia possibile installare il bidet. I vasi devono rispondere alla Norma UNI EN 997, se di porcellana sanitaria, oppure alla Norma UNI 8196 se di resina metacrilica. La cassetta può essere collocata appoggiata o staccata e la sezione del foro di scarico può essere orizzontale o verticale. Comunemente si realizzano nei seguenti materiali: - Porcellana sanitaria (vitreus china): mistura di argilla bianca, caolino, quarzo e feldspato. L'articolo viene smaltato a crudo e sottoposto a monocottura in forno fino a 1250°C. Lo smalto è composto da caolino, quarzo, feldspato, calcare ed è opacizzato con silicato di zirconio o con ossido di stagno. Il materiale ottenuto ha una buona resistenza agli urti e consente un bassissimo assorbimento dell'acqua. - Grès fine porcellanato (fire clay): mistura di argilla cotta, argilla refrattaria e quarzo. L'articolo viene smaltato a crudo e sottoposto a monocottura in forno fino a 1250°C. Il materiale è caratterizzato da un assorbimento dell'acqua relativamente alto. - Resina metacrilica: amalgama sintetico che si ricava dalla polimerizzazione del metacrilicato con derivati degli acidi acrilico e metacrilico con altre quantità minime di copolimeri. La resina ha il vantaggio di assorbire minimamente l'acqua, di avere bassa conducibilità al calore e, quindi, capacità di trattenerlo. Gli apparecchi sanitari realizzati in resina risultano di peso molto ridotto. - Acciaio e acciaio smaltato: gli apparecchi sanitari realizzati in questo materiale non assorbono acqua, hanno alta conducibilità termica (necessitano, quindi, di isolamento termico) e buona resistenza agli urti. Modalità di uso corretto: Gli apparecchi sanitari vanno installati nel rispetto di quanto previsto dalle normative vigenti ed in particolare si deve avere che: - i vasi igienici saranno fissati al pavimento in modo tale da essere facilmente rimossi senza demolire l'intero apparato sanitario; inoltre dovrà essere posizionato a 10 cm dalla vasca e dal lavabo, a 15 cm dalla parete, a 20 cm dal bidet e dovrà avere uno spazio frontale libero da ostacoli di almeno 55 cm. Nel caso che il vaso debba essere utilizzato da persone con ridotte capacità motorie il locale deve avere una superficie in pianta di almeno 180 x 180 cm ed il vaso sarà posizionato ad almeno 40 cm dalla parete laterale, con il bordo superiore a non più di 50 cm dal pavimento e con il bordo anteriore ad almeno 75 cm dalla parete posteriore; il vaso sarà collegato alla cassetta di risciacquo ed alla colonna di scarico delle acque reflue; infine sarà dotato di sedile coprivaso (realizzato in materiale a bassa conduttività termica). Pagina 52 Manuale d'Uso Corpo d'Opera: 03 IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI SPECIALI Unità Tecnologiche: ° 03.01 Impianto elettrico ° 03.02 Impianti speciali Pagina 53 Manuale d'Uso Unità Tecnologica: 03.01 Impianto elettrico L'impianto elettrico, nel caso di edifici per civili abitazioni, ha la funzione di addurre, distribuire ed erogare energia elettrica. Per potenze non superiori a 50 kW l'ente erogatore fornisce l'energia in bassa tensione mediante un gruppo di misura; da quest'ultimo parte una linea primaria che alimenta i vari quadri delle singole utenze. Dal quadro di zona parte la linea secondaria che deve essere sezionata (nel caso di edifici per civili abitazioni) in modo da avere una linea per le utenze di illuminazione e l'altra per le utenze a maggiore assorbimento ed evitare così che salti tutto l'impianto in caso di corti circuiti. La distribuzione principale dell'energia avviene con cavi posizionati in apposite canalette; la distribuzione secondaria avviene con conduttori inseriti in apposite guaine di protezione (di diverso colore: il giallo-verde per la messa a terra, il blu per il neutro, il marrone-grigio per la fase). L'impianto deve essere progettato secondo le norme CEI vigenti per assicurare una adeguata protezione. L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili: ° 03.01.01 Canalizzazioni in PVC ° 03.01.02 Fusibili ° 03.01.03 Interruttori ° 03.01.04 Motori ° 03.01.05 Prese e spine ° 03.01.06 Quadri di bassa tensione ° 03.01.07 Relè termici ° 03.01.08 Sezionatore ° 03.01.09 Lampade fluorescenti Pagina 54 Manuale d'Uso Elemento Manutenibile: 03.01.01 Canalizzazioni in PVC Unità Tecnologica: 03.01 Impianto elettrico Le "canalette" sono tra gli elementi più semplici per il passaggio dei cavi elettrici. Le canalizzazioni dell'impianto elettrico sono generalmente realizzate in PVC e devono essere conformi alle prescrizioni di sicurezza delle norme CEI; dovranno essere dotati di marchio di qualità o certificati secondo le disposizioni di legge. Modalità di uso corretto: Generalmente le canalizzazioni utilizzate sono in PVC e possono essere facilmente distinguibili;infatti i tubi protettivi sono realizzati in: - serie pesante (colore nero): impiegati in pavimenti e in tutte quelle applicazioni nelle quali è richiesta una particolare resistenza meccanica; - serie leggera (colore cenere): impiegati in tutte le applicazioni nelle quali non è richiesta una particolare resistenza meccanica. Elemento Manutenibile: 03.01.02 Fusibili Unità Tecnologica: 03.01 Impianto elettrico I fusibili realizzano una protezione fase per fase con un grande potere di interruzione a basso volume e possono essere installati o su appositi supporti (porta-fusibili) o in sezionatori porta-fusibili al posto di manicotti o barrette. Si classificano in due categorie: -Fusibili "distribuzione" tipo gG - Proteggono sia contro i corto-circuiti sia contro i sovraccarichi i circuiti che non hanno picchi di corrente elevati, come i circuiti resistivi. Devono avere un carico immediatamente superiore alla corrente di pieno carico del circuito protetto. -Fusibili "motore" tipo aM - Proteggono contro i corto-circuiti i circuiti sottoposti ad elevati picchi di corrente. Sono fatti in maniera tale che permettono ai fusibili aM di far passare queste sovracorrenti rendendoli non adatti alla protezione contro i sovraccarichi. Una protezione come questa deve essere fornita di un altro dispositivo quale il relè termico. Devono avere un carico immediatamente superiore alla corrente di pieno carico del circuito protetto. Modalità di uso corretto: L'utente deve verificare che i fusibili installati siano idonei rispetto all'impianto. Verificare che i fusibili siano installati correttamente in modo da evitare guasti all'impianto. Elemento Manutenibile: 03.01.03 Interruttori Unità Tecnologica: 03.01 Impianto elettrico Gli interruttori generalmente utilizzati sono del tipo ad interruzione in esafluoruro di zolfo con pressione relativa del SF6 di primo riempimento a 20 °C uguale a 0,5 bar. Gli interruttori possono essere dotati dei seguenti accessori: -comando a motore carica molle; -sganciatore di apertura; -sganciatore di chiusura; -contamanovre meccanico; -contatti ausiliari per la segnalazione di aperto - chiuso dell'interruttore. Modalità di uso corretto: Tutte le eventuali operazioni, dopo aver tolto la tensione, devono essere effettuate con personale qualificato e dotato di idonei dispositivi di protezione individuali quali guanti e scarpe isolanti. Gli interruttori devono essere posizionati in modo da essere facilmente individuabili e quindi di facile utilizzo; la distanza dal pavimento di calpestio deve essere di 17,5 cm se la presa è a parete, di 7 cm se è in canalina, 4 cm se da torretta, 100-120 cm nei locali di lavoro. I comandi luce sono posizionati in genere a livello maniglie porte. Il comando meccanico dell'interruttore dovrà essere garantito per almeno 10.000 manovre. Elemento Manutenibile: 03.01.04 Motori Unità Tecnologica: 03.01 Impianto elettrico Le parti principali di un motore sono lo statore (induttore) e il rotore (indotto). Pagina 55 Manuale d'Uso Lo statore è la parte fissa del motore formata da un'armatura in ghisa che contiene una corona di lamierini molto sottili in acciaio al silicio isolati tra loro da ossidazione o vernice isolante. Gli avvolgimenti dello statore che devono innescare il campo rotante (tre in caso di motore trifase) sono collocati negli appositi incastri di cui sono forniti i lamierini. Ognuno degli avvolgimenti è fatto di varie bobine che si accoppiano tra loro definendo il numero di coppie di poli del motore e, di conseguenza, la velocità di rotazione. Il rotore è la parte mobile del motore formata da un impilaggio di lamierini sottili isolati tra loro e che compongono un cilindro inchiavettato sull'albero del motore. Il rotore può essere di vari tipi: -a gabbia di scoiattolo: Sulla parte esterna del cilindro sono posizionati degli incastri su cui si dispongono dei conduttori collegati ad ognuna delle estremità da una corona metallica e su cui si esercita la coppia motore generata dal campo rotante. I conduttori sono inclinati di poco verso l'esterno per fare in modo che la coppia sia regolare, questo conferisce al rotore il tipico aspetto di una gabbia di scoiattolo. Nei motori di piccole dimensioni la gabbia è un pezzo unico fatta di alluminio iniettato sotto pressione; anche le alette di raffreddamento sono colate in questo modo e formano un corpo unico con il rotore. La coppia di avviamento di questi motori è bassa e la corrente assorbita alla messa sotto tensione è molto maggiore rispetto alla corrente nominale. -a doppia gabbia : È il rotore più diffuso; è formato da due gabbie concentriche: una esterna con resistenza maggiore e una interna con resistenza minore. All'inizio dell'avviamento, le correnti indotte si oppongono alla penetrazione del flusso nella gabbia interna perché questo ha una frequenza elevata. La coppia prodotta dalla gabbia esterna resistente è elevata e lo spunto di corrente ridotto. A fine avviamento si ha una diminuzione della frequenza del rotore e, di conseguenza, è più agevole il passaggio del flusso attraverso la gabbia interna. Il motore, quindi, agisce come se fosse formato da una sola gabbia poco resistente. In regime stabilito la velocità è inferiore solo di poco a quella del motore a gabbia singola. -a gabbia resistente: Sono molto diffusi, soprattutto in gabbia singola. Di solito la gabbia è racchiusa tra due anelli in inox resistente. Questi motori, alcuni dei quali sono moto-ventilati, hanno un rendimento meno buono e la variazione di velocità si può ottenere soltanto agendo sulla tensione. Hanno, però, una buona coppia di avviamento. -sbobinato (rotore ad anelli): Degli avvolgimenti uguali a quelli dello statore sono collocati negli incastri alla periferia del rotore che, di solito, è trifase. L'estremità di ogni avvolgimento è collegata ad un punto comune (accoppiamento a stella). Le estremità libere o si collegano ad un'interfaccia centrifuga o a tre anelli in rame, isolati e integrati al rotore. Su questi anelli si muovono delle spazzole in grafite collegate direttamente al dispositivo di avviamento. In base al valore delle resistenze inserite nel circuito rotorico, questo tipo di motore può sviluppare una coppia di avviamento che può arrivare fino ad oltre 2,5 volte la coppia nominale. Il picco di corrente all'avviamento è uguale a quello della coppia. Modalità di uso corretto: Evitare di aprire i dispositivi dei motori in caso di malfunzionamenti. Rivolgersi a personale specializzato e togliere l'alimentazione per evitare folgorazioni. Evitare inoltre di posizionare i motori in prossimità di possibili contatti con liquidi. Elemento Manutenibile: 03.01.05 Prese e spine Unità Tecnologica: 03.01 Impianto elettrico Le prese e le spine dell'impianto elettrico hanno il compito di distribuire alle varie apparecchiature alle quali sono collegati l'energia elettrica proveniente dalla linea principale di adduzione. Sono generalmente sistemate in appositi spazi ricavati nelle pareti o a pavimento (cassette). Modalità di uso corretto: Tutte le eventuali operazioni, dopo aver tolto la tensione, devono essere effettuate con personale qualificato e dotato di idonei dispositivi di protezione individuali quali guanti e scarpe isolanti. Nel locale dove è installato il quadro deve essere presente un cartello sul quale sono riportate le funzioni degli interruttori, le azioni da compiere in caso di emergenza su persone colpite da folgorazione. Le prese e le spine devono essere posizionate in modo da essere facilmente individuabili e quindi di facile utilizzo; la distanza dal pavimento di calpestio deve essere di 17,5 cm se la presa è a parete, di 7 cm se è in canalina, 4 cm se da torretta, 100-120 cm nei locali di lavoro. I comandi luce sono posizionati in genere a livello maniglie porte. Elemento Manutenibile: 03.01.06 Quadri di bassa tensione Unità Tecnologica: 03.01 Impianto elettrico Le strutture più elementari sono centralini da incasso, in materiale termoplastico autoestinguente, con indice di protezione IP40, fori asolati e guida per l'assemblaggio degli interruttori e delle morsette. Questi centralini si installano all'interno delle abitazioni e possono essere anche a parete. Esistono, inoltre, centralini stagni in materiale termoplastico con grado di protezione IP55 adatti per officine e industrie. Modalità di uso corretto: Tutte le eventuali operazioni, dopo aver tolto la tensione, devono essere effettuate da personale qualificato e dotato di idonei dispositivi di protezione individuali quali guanti e scarpe isolanti. Nel locale dove è installato il quadro deve essere presente un cartello sul quale sono riportate le funzioni degli interruttori, le azioni da compiere in caso di emergenza su persone colpite da folgorazione. Inoltre devono essere presenti oltre alla documentazione dell'impianto anche i dispositivi di protezione individuale e i dispositivi di estinzione incendi. Elemento Manutenibile: 03.01.07 Relè termici Unità Tecnologica: 03.01 Impianto elettrico Sono i dispositivi più adoperati per la protezione dei motori contro i sovraccarichi deboli e prolungati. Possono essere utilizzati a corrente alternata e continua e possono essere: -Tripolari; -Compensati (non sensibili alle modificazioni della temperatura ambiente); -Sensibili ad una mancanza di fase, evitando la marcia del motore in monofase; -A riarmo manuale o automatico; -Graduati in "Ampere motore": impostazione sul relè della corrente segnata sulla piastra segnaletica del motore. Un relè termico tripolare è formato da tre lamine bimetalliche fatte da due metalli uniti da una laminazione e con coefficienti di dilatazione molto diversi. Ogni lamina è dotata di un avvolgimento riscaldante ed ogni avvolgimento è collegato in serie ad una fase del motore. La deformazione delle lamine è causata dal riscaldamento delle lamine a causa della corrente assorbita dal motore; a seconda dell'intensità della corrente la deformazione è più o meno accentuata. Modalità di uso corretto: Pagina 56 Manuale d'Uso Le lamine, nel deformarsi, attivano la rotazione della camma o del dispositivo di sganciamento. Nel caso in cui la corrente assorbita dall'utenza sia maggiore del valore di regolazione del relè la deformazione è tale da consentire al pezzo su cui sono ancorate le parti mobili dei contatti di liberarsi da una protezione di mantenimento. Ciò provoca la repentina apertura del contatto del relè inserito nel circuito della bobina del contattore e la chiusura del contatto di segnalazione. Soltanto quando le lamine bimetalliche si saranno adeguatamente raffreddate sarà possibile effettuare il riarmo. Elemento Manutenibile: 03.01.08 Sezionatore Unità Tecnologica: 03.01 Impianto elettrico Il sezionatore è un apparecchio meccanico di connessione che risponde, in posizione di apertura, alle prescrizioni specificate per la funzione di sezionamento. È formato da un blocco tribolare o tetrapolare, da uno o due contatti ausiliari di preinterruzione e da un dispositivo di comando che determina l'apertura e la chiusura dei poli. Modalità di uso corretto: La velocità di intervento dell'operatore (manovra dipendente manuale) determina la rapidità di apertura e chiusura dei poli. Il sezionatore è un congegno a "rottura lenta" che non deve essere maneggiato sotto carico: deve essere prima interrotta la corrente nel circuito d'impiego attraverso l'apparecchio di commutazione. Il contatto ausiliario di preinterruzione si collega in serie con la bobina del contattore; quindi, in caso di manovra in carico, interrompe l'alimentazione della bobina prima dell'apertura dei poli. Nonostante questo il contatto ausiliario di preinterruzione non può e non deve essere considerato un dispositivo di comando del contattore che deve essere dotato del comando Marcia/Arresto. La posizione del dispositivo di comando, l'indicatore meccanico separato (interruzione completamente apparente) o contatti visibili (interruzione visibile) devono segnalare in modo chiaro e sicuro lo stato dei contatti. Non deve mai essere possibile la chiusura a lucchetto del sezionatore in posizione di chiuso o se i suoi contatti sono saldati in conseguenza di un incidente. I fusibili possono sostituire nei sezionatori i tubi o le barrette di sezionamento. Elemento Manutenibile: 03.01.09 Lampade fluorescenti Unità Tecnologica: 03.01 Impianto elettrico Durano mediamente più di quelle a incandescenza e, adoperando alimentatori adatti, hanno un’ottima efficienza luminosa fino a 100 lumen/watt. L’interno della lampada è ricoperto da uno strato di polvere fluorescente cui viene aggiunto mercurio a bassa pressione. La radiazione visibile è determinata dall’emissione di radiazioni ultraviolette del mercurio (emesse appena la lampada è inserita in rete)che reagiscono con lo strato fluorescente. Modalità di uso corretto: Tutte le eventuali operazioni, dopo aver tolto la tensione, devono essere effettuate con personale qualificato e dotato di idonei dispositivi di protezione individuali quali guanti e scarpe isolanti. Evitare di smontare le lampade quando sono ancora calde; una volta smontate le lampade esaurite queste vanno smaltite seguendo le prescrizioni fornite dalla normativa vigente e conservate in luoghi sicuri per evitare danni alle persone in caso di rottura del bulbo di vetro. Pagina 57 Manuale d'Uso Unità Tecnologica: 03.02 Impianti speciali L'impianto antintrusione e controlli accessi è l'insieme degli elementi tecnici del sistema edilizio con funzione di prevenire, eliminare o segnalare l'intrusione di persone non desiderate all'interno degli edifici. L'impianto generalmente si compone di una centralina elettronica, che può avere sirena incorporata o esterna e punto centrale per i diversi sensori, ripartita in zone che corrispondono alle zone protette. I sensori per interno possono essere: -rilevatori radar che coprono zone di circa 90° (non devono essere installati su pareti soggette a vibrazioni né orientati su pareti riflettenti); -rilevatori radar a microonde che coprono zone di oltre 100° ottenendo il massimo rendimento dall'effetto Doppler; -rilevatori a infrarossi passivi che si servono delle radiazioni termiche dei corpi animati e sono corredati di lente Fresnel per orientare in maniera corretta il sensore con portate fina a 10 metri. I sensori perimetrali possono essere: -contatto magnetico di superficie o da incasso; - interruttore magnetico; -sensore inerziale per protezione di muri e recinzioni elettriche; -sonda a vibrazione; -barriere a raggi infrarossi e a microonde per esterno. Gli impianti di allarme dovranno essere realizzati a regola d'arte in rispondenza alla Legge 1 marzo 1968 n.186. Tutti i dispositivi di rivelazione, concentrazione, segnalazione locale/remota (teletrasmissione), nonché di controllo (accessi, televisione a circuito chiuso), dovranno rispondere alle norme CEI 79-2, 79-3 e 79-4 ai sensi dell'art. 2 della Legge 18 ottobre 1977 n. 791 che richiede l'utilizzo di materiale costruito a regola d'arte. Pertanto dette apparecchiature dovranno riportare il previsto marchio di conformità o in alternativa di dichiarazione di conformità rilasciata dal costruttore; in ogni caso dovrà essere garantita la sicurezza d'uso. A tal riguardo tutte le apparecchiature elettriche collegate alle linee di alimentazione in bassa tensione (trasformatori, interruttori, fusibili, ecc.), dovranno essere conformi alle norme CEI 12-13; tale rispondenza dovrà essere certificata da apposito attestato di conformità rilasciato da parte degli organismi competenti oppure da dichiarazione di conformità rilasciata dal costruttore. Tutte le apparecchiature dovranno essere esenti da difetti qualitativi e di lavorazione. Le verifiche da effettuare anche sulla base della documentazione fornita sono: a) controllo dei materiali installati e delle relative caratteristiche tecniche; b) controllo a vista del posizionamento, fissaggio ed accessibilità della centrale di gestione, dei singoli rivelatori e ogni altro dispositivo del sistema, con verifica della conformità a livello di prestazione richiesta; c) controllo dello schema di localizzazione dei cavi e degli schemi dei collegamenti, verifica della completezza della documentazione tecnica e dei manuali d'uso e tecnici; d) calcolo teorico dell'autonomia di funzionamento dell'impianto sulla base degli assorbimenti, del tipo delle batterie e del dimensionamento degli alimentatori installati; e) controllo operativo delle funzioni quali: -risposta dell'impianto ad eventi di allarme; -risposta dell'impianto ad eventi temporali; -risposta dell'impianto ad interventi manuali. L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili: ° 03.02.01 Contatti magnetici ° 03.02.02 Pannello degli allarmi ° 03.02.03 Sensore volumetrico a doppia tecnologia Pagina 58 Manuale d'Uso Elemento Manutenibile: 03.02.01 Contatti magnetici Unità Tecnologica: 03.02 Impianti speciali I contatti magnetici sono composti da due scatoline, una provvista di interruttore e una da un piccolo magnete. Di questi contatti ne esistono di due tipi, quelli che si "aprono" avvicinando il magnete e quelli che invece si "chiudono". La scatolina provvista dell'interruttore verrà applicata sullo stipite della porta o della finestra, e collegata agli altri interruttori con due sottili fili isolati in plastica. La scatolina del magnete dovrà trovarsi in corrispondenza dell'interruttore quando la porta o la finestra risulterà chiusa. Modalità di uso corretto: I contatti magnetici devono essere rivestiti di rodio o rutenio e devono essere sigillati ermeticamente in azoto secco. In tal modo viene offerta un’ottima protezione contro l’incollamento e si fornisce un ambiente privo di umidità che impedisce la formazione di corrosione. Inoltre i contatti magnetici devono essere incapsulati in una miscela isolante che garantisce il corretto funzionamento e elevata capacità di tenuta. Nel caso in cui il materiale di supporto si espanda o si contragga a causa di un aumento dell’umidità o dell’essiccazione, la miscela consente al contenitore del contatto di flettersi e curvarsi impedendo al reed di incrinarsi. Inoltre rimane resistente agli aumenti di temperatura, mentre alcune miscele possono ammorbidirsi, determinando uno spostamento del reed con conseguenti falsi allarmi in quanto il contatto viene allontanata dal magnete. I contatti magnetici devono garantire una serie di 10.000.000 cicli di apertura e chiusura. Elemento Manutenibile: 03.02.02 Pannello degli allarmi Unità Tecnologica: 03.02 Impianti speciali I segnali inviati dai rivelatori, attraverso la centrale di controllo e segnalazione a cui sono collegati, vengono visualizzati sotto forma di segnale di allarme sui pannelli detti appunto degli allarmi. Modalità di uso corretto: I dispositivi di segnalazione degli allarmi devono essere posizionati in modo da essere facilmente percettibili dagli addetti alla sorveglianza e al personale addetto alla manutenzione e riparazione dell'impianto. Nei quadri di controllo e segnalazione sono installati anche i gruppi trasformatore-raddrizzatore che garantiscono il mantenimento costante della carica delle batterie di accumulatori che devono alimentare l'impianto in caso di mancanza di energia elettrica. Gli impianti d rivelazione incendi devono poter servirsi di due fonti di alimentazione di origine diversa in grado di garantire la totale alimentazione: una delle fonti è, abitualmente, procurata dalla rete elettrica pubblica, l'altra da batterie ricaricabili mantenute sotto carica costante attraverso la tensione in rete. Elemento Manutenibile: 03.02.03 Sensore volumetrico a doppia tecnologia Unità Tecnologica: 03.02 Impianti speciali Il sensore è costituito da due elementi basati su diversa tecnologia di rivelazione contenuti in un medesimo involucro, in grado di rilevare il calore del corpo umano ed il movimento. La correlazione tra i segnali provenienti dai due diversi elementi di rivelazione dovrà essere tale che la segnalazione d'allarme sia generata solo al persistere o al ripresentarsi della condizione di perturbazione dello stato di normalità, ad entrambe le componenti del sensore. Il sensore dovrà possedere led di immediata rappresentazione del funzionamento dello stesso apparato. Dovrà essere possibile variarne sensibilità (portata), integrazione e orientamento sia in senso orizzontale che verticale, in modo da adattare il sensore al campo di protezione voluto o in relazione alle caratteristiche particolari dell'ambiente protetto. Il sensore dovrà essere dotato di un dispositivo antiaccecamento per prevenire ogni tentativo di mascheramento. Inoltre, dovrà essere dotato di circuito di supervisione del segnale a microonda che, in caso di non funzionamento di questa sezione, predisporrà il sensore a funzionare automaticamente con la sola parte ad infrarossi, emettendo in uscita un segnale di guasto verso il concentratore. Il sensore, inoltre, avrà un filtro di luce per eliminare eventuali disturbi generati da sorgenti luminose fluorescenti. Le sue caratteristiche dovranno essere conformi alla Norma CEI 79-2 al II° Livello di prestazioni. Modalità di uso corretto: I sensori volumetrici vanno installati negli angoli degli ambienti a circa 2,5 m di altezza evitando di collocarli davanti a tende, piante alte e sopra i caloriferi. Per i collegamenti elettrici tra le parti del sistema occorre utilizzare un cavo schermato. Preferite centrali a tastiera, gestite da microprocessore e dotate di memoria degli eventi. Così è possibile sapere in quale momento è stato attivato l'allarme, a che ora è scattato, dove e quando è stato disattivato. Questo evita confusione in caso di necessità di assistenza. Il sistema deve essere protetto da un filtro contro le sovratensioni causate, per esempio, dai fulmini. In caso di mancato funzionamento evitare di smontare il coperchio posto sulla parte anteriore del dispositivo per evitare di causare danni allo stampato e ai microinterruttori contenuti all'interno. Per un corretto funzionamento posizionare i sensori in posizione tale da non essere manomessi o facilmente accessibili quali pareti o angoli dei vari ambienti da controllare. La portata tipica dovrà essere di 15 metri e con copertura orizzontale di 100°. Pagina 59 Manuale d'Uso INDICE 01 OPERE EDILI 01.01 Conglomerati, casserature, opere in c.a. ed intonaci pag. 3 4 01.01.01 Strutture di fondazione 5 01.01.02 Intonaco 5 01.02 Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso 6 01.02.01 Pareti in tavelle di gesso 7 01.02.02 Tramezzi in laterizio 7 01.03 01.03.01 01.03.02 01.04 Isolamenti termoacustici e controsoffittatture Doghe Pannelli Pavimenti e rivestimenti 8 9 9 10 01.04.01 Pavimenti ceramici 11 01.04.02 Rivestimenti lignei a parquet 11 01.04.03 Rivestimenti cementizi 11 01.04.04 Rivestimenti e prodotti ceramici 11 01.05 Opere in pietra naturale 13 01.05.01 Pavimenti lapidei 14 01.05.02 Rivestimenti lapidei 14 01.06 01.06.01 01.06.02 01.07 Infissi interni 15 Porte antipanico 16 Porte 16 Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni 18 01.07.01 Serramenti in legno 19 01.07.02 Strutture in acciaio 19 01.07.03 Porte tagliafuoco 20 01.07.04 Serramenti in alluminio 20 01.07.05 Serramenti in profilati di acciaio 20 01.07.06 Serramenti misti legno/alluminio 21 01.07.07 Portoni basculanti 22 01.08 01.08.01 01.09 Scale e rampe Strutture in acciaio Opere da decoratore 23 24 25 01.09.01 Intonaco 26 01.09.02 Rivestimenti lapidei 26 01.09.03 Rivestimento a cappotto 26 01.09.04 Tinteggiature e decorazioni 27 01.10 Impianti ascensore 29 01.10.01 Ammortizzatori della cabina 30 01.10.02 Cabina 30 01.10.03 Contrappeso 30 01.10.04 Funi 30 01.10.05 Guide cabina 31 01.10.06 Interruttore di extracorsa 31 01.10.07 Limitatore di velocità 31 01.10.08 Macchinari elettromeccanici 31 01.10.09 Macchinari oleodinamici 32 01.10.10 Montacarichi 32 01.10.11 Vani corsa 32 01.10.12 Montascale o servoscale 33 01.10.13 Nastri trasportatori 33 01.10.14 Paracadute 33 01.10.15 Porte di piano 33 Pagina 60 Manuale d'Uso 01.10.16 Pulsantiera 34 01.10.17 Quadro di manovra 34 02 IMPIANTO TERMOIDRAULICI 02.01 pag. Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione 35 36 02.01.01 Tubi in acciaio 37 02.01.02 Strato coibente 37 Tubazioni in polietilene 37 02.01.03 02.02 Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri 38 02.02.01 Ventilconvettori e termovettori 39 02.02.02 Tubi in rame 39 02.02.03 Tubi in acciaio 39 02.02.04 Strato coibente 39 02.03 41 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione 02.03.01 Centrali di trattamento aria (U.T.A.) 42 02.03.02 Filtri fini a tasche flosce 42 02.03.03 Filtri multidiedri (a tasche rigide) 42 02.03.04 Estrattori d'aria 42 02.03.05 Canali in lamiera 43 02.03.06 Serrande tagliafuoco 43 02.03.07 Strato coibente 43 02.03.08 Tubi in acciaio 44 02.03.09 Tubi in rame 44 02.03.10 Umidificatori ad acqua 44 02.03.11 Dispositivi di controllo e regolazione 44 02.03.12 Servocomandi 45 02.03.13 Termostati 45 Valvole motorizzate 45 02.03.14 02.04 Rete di distribuzione aria sala lettura-consultazione Biblioteca Civica Canna 47 02.04.01 Canali in lamiera 48 02.04.02 Bocchette di ventilazione 48 02.05 Impianto idraulico 49 02.05.01 Apparecchi sanitari e rubinetteria 50 02.05.02 Cassette di scarico a zaino 50 02.05.03 Miscelatori termostatici 50 02.05.04 Scaldacqua elettrici ad accumulo 51 02.05.05 Tubazioni in rame 51 02.05.06 Tubazioni multistrato 51 02.05.07 Tubi in acciaio zincato 51 02.05.08 Vasi igienici a sedile 52 03 IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI SPECIALI 03.01 Impianto elettrico pag. 53 54 03.01.01 Canalizzazioni in PVC 55 03.01.02 Fusibili 55 03.01.03 Interruttori 55 03.01.04 Motori 55 03.01.05 Prese e spine 56 03.01.06 Quadri di bassa tensione 56 03.01.07 Relè termici 56 03.01.08 Sezionatore 57 03.01.09 Lampade fluorescenti 57 03.02 Impianti speciali 58 Pagina 61 Manuale d'Uso 03.02.01 Contatti magnetici 59 03.02.02 Pannello degli allarmi 59 03.02.03 Sensore volumetrico a doppia tecnologia 59 Pagina 62 Pag. 1 H:\M&S_2004\CMFO3\_ESE\Rev-0\Cons\Documenti\MAN\PP_Allegato_2.doc METEC & SAGGESE EngineeringS.r.l ALLEGATO 2 Manuale di Manutenzione Articolo 40 D.P.R. 554/99 Piano di Manutenzione – ALLEGATO 2 – CMFO3 Settembre 2006 Manuale di Manutenzione Comune di CASALE MONFERRATO Provincia di ALESSANDRIA Oggetto: RECUPER, RIUSO E RIQUALIFICAZIONE FUNZIONALE DEL CASTELLO DI CASALE MONFERRATO (AL) – 3° LOTTO DI INTERVENTO Elenco dei Corpi d'Opera: ° 01 OPERE EDILI ° 02 IMPIANTO TERMOIDRAULICI ° 03 IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI SPECIALI Pagina 2 Manuale di Manutenzione Corpo d'Opera: 01 OPERE EDILI Unità Tecnologiche: ° 01.01 Conglomerati, casserature, opere in c.a. ed intonaci ° 01.02 Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso ° 01.03 Isolamenti termoacustici e controsoffittatture ° 01.04 Pavimenti e rivestimenti ° 01.05 Opere in pietra naturale ° 01.06 Infissi interni ° 01.07 Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni ° 01.08 Scale e rampe ° 01.09 Opere da decoratore ° 01.10 Impianti ascensore Pagina 3 Manuale di Manutenzione Unità Tecnologica: 01.01 Conglomerati, casserature, opere in c.a. ed intonaci Insieme degli elementi tecnici orizzontali del sistema edilizio avente funzione di separare gli spazi interni del sistema edilizio dal terreno sottostante e trasmetterne ad esso il peso della struttura e delle altre forze esterne. REQUISITI E PRESTAZIONI (UT) 01.01.R01 Resistenza meccanica Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Le strutture in sottosuolo dovranno essere in grado di contrastare le eventuali manifestazioni di deformazioni e cedimenti rilevanti dovuti all'azione di determinate sollecitazioni (carichi, forze sismiche, ecc.). Livello minimo della prestazione: Per i livelli minimi si rimanda alle prescrizioni di legge e di normative vigenti in materia. 01.01.R02 Regolarità delle finiture Classe di Requisiti: Visivi Classe di Esigenza: Aspetto I rivestimenti debbono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, fessurazioni, scagliature o screpolature superficiali e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere difficile la lettura formale. Livello minimo della prestazione: I livelli minimi variano in funzione delle varie esigenze di aspetto come: la planarità; l'assenza di difetti superficiali; l'omogeneità di colore; l'omogeneità di brillantezza; l'omogeneità di insudiciamento, ecc.. L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili: ° 01.01.01 Strutture di fondazione ° 01.01.02 Intonaco Pagina 4 Manuale di Manutenzione Elemento Manutenibile: 01.01.01 Strutture di fondazione Unità Tecnologica: 01.01 Conglomerati, casserature, opere in c.a. ed intonaci Insieme degli elementi tecnici orizzontali del sistema edilizio avente funzione di trasmettere al terreno il peso della struttura e delle altre forze esterne. ANOMALIE RISCONTRABILI 01.01.01.A01 Cedimenti 01.01.01.A02 Distacchi murari 01.01.01.A03 Fessurazioni 01.01.01.A04 Lesioni 01.01.01.A05 Non perpendicolarità del fabbricato 01.01.01.A06 Umidità MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.01.01.I01 Interventi sulle strutture Cadenza: quando occorre In seguito alla comparsa di segni di cedimenti strutturali (lesioni, fessurazioni, rotture), effettuare accurati accertamenti per la diagnosi e la verifica delle strutture , da parte di tecnici qualificati, che possano individuare la causa/effetto del dissesto ed evidenziare eventuali modificazioni strutturali tali da compromettere la stabilità delle strutture, in particolare verificare la perpendicolarità del fabbricato. Procedere quindi al consolidamento delle stesse a secondo del tipo di dissesti riscontrati. Elemento Manutenibile: 01.01.02 Intonaco Unità Tecnologica: 01.01 Conglomerati, casserature, opere in c.a. ed intonaci Si tratta di un sottile strato di malta la cui funzione è quella di rivestimento nelle strutture edilizie. Svolge inoltre la funzione di protezione dai fattori ambientali è allo stesso tempo protettiva e decorativa. Il rivestimento a intonaco è comunque una superficie che va rinnovata periodicamente e in condizioni normali esso fornisce prestazioni accettabili per 20 - 30 anni. La malta per intonaco è costituita da leganti (cemento, calce idraulica, calce aerea, gesso) e da un inerte (sabbia) e da acqua nelle giuste proporzioni a secondo del tipo di intonaco; vengono, in alcuni casi, inoltre aggiunti all'impasto additivi che restituiscono all'intonaco particolari qualità a secondo del tipo d'impiego. Nell'intonaco tradizionale a tre strati il primo, detto rinzaffo, svolge la funzione di aggrappo al supporto e di grossolano livellamento; il secondo, detto arriccio, costituisce il corpo dell'intonaco la cui funzione è di resistenza meccanica e di tenuta all'acqua; il terzo strato, detto finitura, rappresenta la finitura superficiale e contribuisce a creare una prima barriera la cui funzione è quella di opporsi alla penetrazione dell'acqua e delle sostanze aggressive. Gli intonaci per interni possono suddividersi in intonaci ordinari e intonaci speciali. A loro volta i primi possono ulteriormente suddividersi in intonaci miscelati in cantiere ed in intonaci premiscelati; i secondi invece in intonaci additivati, intonaci a stucco o lucidi, intonaci plastici o rivestimenti plastici continui ed infine intonaci monostrato. ANOMALIE RISCONTRABILI 01.01.02.A01 Bolle d'aria 01.01.02.A02 Decolorazione Pagina 5 Manuale di Manutenzione 01.01.02.A03 Deposito superficiale 01.01.02.A04 Disgregazione 01.01.02.A05 Distacco 01.01.02.A06 Efflorescenze 01.01.02.A07 Erosione superficiale 01.01.02.A08 Esfoliazione 01.01.02.A09 Fessurazioni 01.01.02.A10 Macchie e graffiti 01.01.02.A11 Mancanza 01.01.02.A12 Penetrazione di umidità 01.01.02.A13 Polverizzazione 01.01.02.A14 Rigonfiamento MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.01.02.I01 Pulizia delle superfici Cadenza: quando occorre Pulizia delle superfici mediante lavaggio ad acqua e detergenti adatti al tipo di intonaco. Rimozioni di macchie, o depositi superficiali mediante spazzolatura o mezzi meccanici. 01.01.02.I02 Sostituzione delle parti più soggette ad usura Cadenza: quando occorre Sostituzione delle parti più soggette ad usura o altre forme di degrado mediante l'asportazione delle aree più degradate, pulizia delle parti sottostanti mediante spazzolatura e preparazione della base di sottofondo previo lavaggio. Ripresa dell'area con materiali adeguati e/o comunque simili all'intonaco originario ponendo particolare attenzione a non alterare l'aspetto visivo cromatico delle superfici. Pagina 6 Manuale di Manutenzione Unità Tecnologica: 01.02 Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso Insieme degli elementi tecnici verticali del sistema edilizio aventi funzione di dividere, conformare ed articolare gli spazi interni dell'organismo edilizio. REQUISITI E PRESTAZIONI (UT) 01.02.R01 (Attitudine al) controllo della condensazione superficiale Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici Classe di Esigenza: Benessere Le pareti debbono essere realizzate in modo da evitare la formazione di condensazione sulla superficie interna. Livello minimo della prestazione: Per i locali considerati nelle condizioni di progetto, con temperatura dell'aria interna di valore Ti=20°C ed umidità relativa interna di valore U.R. <= 70%, la temperatura superficiale interna Tsi riferita alle pareti perimetrali verticali esterne, in considerazione di una temperatura esterna pari a quella di progetto, dovrà risultare con valore non inferiore ai 14°C. 01.02.R02 Assenza di emissioni di sostanze nocive Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici Classe di Esigenza: Sicurezza Le pareti non debbono in condizioni normali di esercizio emettere sostanze tossiche, polveri, gas o altri odori fastidiosi per gli utenti. Livello minimo della prestazione: Dovranno essere rispettati i seguenti limiti: - concentrazione limite di formaldeide non superiore a 0,1 p.p.m. (0,15 mg/m^3); - per la soglia olfattiva valori non superiori a 0,09 p.p.m. (0,135 mg/m^3); - per la soglia di irritazione occhi-naso-gola non superiore 0,66 p.p.m. (1 mg/m^3). 01.02.R03 Attrezzabilità Classe di Requisiti: Facilità d'intervento Classe di Esigenza: Funzionalità Le pareti debbono consentire l'installazione di arredi e attrezzature. Livello minimo della prestazione: I livelli minimi variano in funzione alle diverse tecnologie utilizzate. E' opportuno comunque che si verifichi la stabilità dei mobili appesi, in particolare per le sollecitazioni dal basso verso l'alto a tutela dell'incolumità dell'utente. Per le altre sollecitazioni si devono applicare le norme previste per i mobili. 01.02.R04 Reazione al fuoco Classe di Requisiti: Protezione antincendio Classe di Esigenza: Sicurezza Livello di partecipazione al fuoco dei materiali combustibili costituenti le pareti. Livello minimo della prestazione: I livelli minimi vengono valutati attraverso prove distruttive in laboratorio dei materiali, in particolare: - attraverso la prova di non combustibilità (UNI ISO 1182); - attraverso la reazione al fuoco dei materiali sospesi che possono essere investiti da una piccola fiamma su entrambe le facce (UNI 8456); - attraverso la reazione al fuoco dei materiali che possono essere investiti da una piccola fiamma solamente su una faccia (UNI 8457); - attraverso la reazione al fuoco dei materiali sottoposti all'azione di una fiamma d'innesco in presenza di calore radiante (UNI 9174). 01.02.R05 Regolarità delle finiture Classe di Requisiti: Visivi Classe di Esigenza: Aspetto Le pareti debbono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, fessurazioni, scagliature o screpolature superficiali e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere difficile la lettura formale. Livello minimo della prestazione: I livelli minimi variano in funzione delle varie esigenze di aspetto come: la planarità; l'assenza di difetti superficiali; l'omogeneità di colore; l'omogeneità di brillantezza; l'omogeneità di insudiciamento, ecc.. 01.02.R06 Resistenza agli agenti aggressivi Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici Classe di Esigenza: Sicurezza Le pareti non debbono subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto a causa dell'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo della prestazione: I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati e del loro impiego. Per i rivestimenti in prossimità di apparecchi sanitari, lavabi e lavelli, questi devono avere una resistenza alle macchie secondo i livelli richiesti dalla classe C2 della classificazione UPEC per i rivestimenti da pavimentazione. 01.02.R07 Resistenza agli attacchi biologici Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici Classe di Esigenza: Sicurezza Le pareti a seguito della presenza di organismi viventi (animali, vegetali, microrganismi) non dovranno subire riduzioni di Livello minimo della prestazione: Pagina 7 Manuale di Manutenzione I valori minimi di resistenza agli attacchi biologici variano in funzione dei materiali, dei prodotti utilizzati, delle classi di rischio, delle situazioni generali di servizio, dell'esposizione a umidificazione e del tipo di agente biologico. DISTRIBUZIONE DEGLI AGENTI BIOLOGICI PER CLASSI DI RISCHIO (UNI EN 335-1) CLASSE DI RISCHIO: 1; Situazione generale di servizio: non a contatto con terreno, al coperto (secco); Descrizione dell’esposizione a umidificazione in servizio: nessuna; Distribuzione degli agenti biologici: a)funghi: -; b)*insetti: U; c)termiti: L; d)organismi marini: -. CLASSE DI RISCHIO: 2; Situazione generale di servizio: non a contatto con terreno, al coperto (rischio di umidificazione); Descrizione dell’esposizione a umidificazione in servizio: occasionale; Distribuzione degli agenti biologici: a)funghi: U; b)*insetti: U; c)termiti: L; d)organismi marini: -. CLASSE DI RISCHIO: 3; Situazione generale di servizio: non a contatto con terreno, non al coperto; Descrizione dell’esposizione a umidificazione in servizio: frequente; Distribuzione degli agenti biologici: a)funghi: U; b)*insetti: U; c)termiti: L; d)organismi marini: -; CLASSE DI RISCHIO: 4; Situazione generale di servizio: a contatto con terreno o acqua dolce; Descrizione dell’esposizione a umidificazione in servizio: permanente; Distribuzione degli agenti biologici: a)funghi: U; b)*insetti: U; c)termiti: L; d)organismi marini: -. CLASSE DI RISCHIO: 5; Situazione generale di servizio: in acqua salata; Descrizione dell’esposizione a umidificazione in servizio: permanente; Distribuzione degli agenti biologici: a)funghi: U; b)*insetti: U; c)termiti: L; d)organismi marini: U. DOVE: U = universalmente presente in Europa L = localmente presente in Europa * il rischio di attacco può essere non significativo a seconda delle particolari situazioni di servizio. 01.02.R08 Resistenza agli urti Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Le pareti debbono essere in grado di sopportare urti (definiti dall'energia cinetica di urti-tipo o convenzionali di corpi duri, come di oggetti scagliati, o molli, come il peso di un corpo che cade) che non debbono compromettere la stabilità della parete, né provocare il distacco di elementi o frammenti pericolosi a carico degli utenti. Livello minimo della prestazione: Le pareti devono resistere all'azione di urti sulla faccia interna, prodotti secondo le modalità riportate di seguito che corrispondono a quelle previste dalla norma UNI 9269 P: TIPO DI PROVA: Urto con corpo duro; Massa del corpo [Kg] = 0.5; Energia d’urto applicata [J] = 3; Note: - ; TIPO DI PROVA: Urto con corpo molle di grandi dimensioni; Massa del corpo [Kg] = 50; Energia d’urto applicata [J] = 300; Note: Non necessario, per la faccia esterna, oltre il piano terra; TIPO DI PROVA: Urto con corpo molle di piccole dimensioni; Massa del corpo [Kg] = 3; Energia d’urto applicata [J] = 60 - 10 - 30; Note: Superficie esterna, al piano terra. 01.02.R09 Resistenza ai carichi sospesi Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Le pareti debbono essere in grado di sopportare il peso di carichi appesi minori (ad esempio quadri, insegne, ecc.) o altri di maggiore entità (mensole, arredi, ecc.) Livello minimo della prestazione: Le pareti devono essere in grado di garantire la stabilità sotto l'azione di carichi sospesi, in particolare se sottoposte a: - carico eccentrico di almeno 5 N, applicato a 30 cm dalla superficie tramite una mensola; - sforzi di strappo, fino a valori di 100 N, del fissaggio per effetto della trazione eseguita perpendicolare alla superficie della parete; - sforzi verticali di flessione del sistema di fissaggio fino a valori di 400 N. 01.02.R10 Resistenza al fuoco Classe di Requisiti: Protezione antincendio Classe di Esigenza: Sicurezza I materiali costituenti le pareti sottoposti all'azione del fuoco non devono subire trasformazioni chimico-fisiche. Livello minimo della prestazione: In particolare gli elementi costruttivi delle pareti interne devono avere la resistenza al fuoco indicata di seguito, espressa in termini di tempo entro i quali essi conservano stabilità, tenuta alla fiamma e ai fumi e isolamento termico: Altezza antincendio (m): da 12 a 32 - Classe REI (min): 60; Altezza antincendio (m): da oltre 32 a 80 - Classe REI (min): 90; Altezza antincendio (m): oltre 80 - Classe REI (min): 120. 01.02.R11 Resistenza meccanica Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Le pareti devono contrastare in modo efficace la manifestazione di eventuali rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni. Livello minimo della prestazione: Per una analisi più approfondita dei livelli minimi rispetto ai vari componenti e materiali costituenti le pareti si rimanda comunque alle prescrizioni di legge e di normative vigenti in materia. L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili: ° 01.02.01 Pareti in tavelle di gesso ° 01.02.02 Tramezzi in laterizio Pagina 8 Manuale di Manutenzione Elemento Manutenibile: 01.02.01 Pareti in tavelle di gesso Unità Tecnologica: 01.02 Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso Si tratta di pareti costituenti le partizioni interne verticali costituite da tavelle di gesso di spessore variabile (in genere 8 cm). I blocchi di gesso sono legati con adesivi a base di gesso mediante corsi regolari con spessore non superiore ai 2 mm. Le murature sono eseguite con elementi interi, posati a livello, e con giunti sfalsati rispetto ai sottostanti. ANOMALIE RISCONTRABILI 01.02.01.A01 Decolorazione 01.02.01.A02 Disgregazione 01.02.01.A03 Distacco 01.02.01.A04 Efflorescenze 01.02.01.A05 Erosione superficiale 01.02.01.A06 Esfoliazione 01.02.01.A07 Fessurazioni 01.02.01.A08 Macchie e graffiti 01.02.01.A09 Mancanza 01.02.01.A10 Penetrazione di umidità 01.02.01.A11 Polverizzazione MANUTENZIONI ESEGUIBILI DALL'UTENTE 01.02.01.I01 Pulizia Cadenza: quando occorre Pulizia delle superfici e rimozione di sporcizia e macchie mediante ritocchi di pittura e/o ripristino dei rivestimenti. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.02.01.I02 Riparazione Cadenza: quando occorre Riparazione di eventuali fessurazioni o crepe mediante la chiusura delle stesse con gesso. Riparazione e rifacimento dei rivestimenti. Elemento Manutenibile: 01.02.02 Tramezzi in laterizio Pagina 9 Manuale di Manutenzione Unità Tecnologica: 01.02 Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso Si tratta di pareti costituenti le partizioni interne verticali, realizzate mediante elementi forati di laterizio di spessore variabile ( 8-12 cm) legati con malta idraulica per muratura con giunti con andamento regolare con uno spessore di circa 6 mm. Le murature sono eseguite con elementi interi, posati a livello, e con giunti sfalsati rispetto ai sottostanti. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 01.02.02.R01 Resistenza meccanica per tramezzi in laterizio Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Le pareti devono contrastare in modo efficace la manifestazione di eventuali rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni. Livello minimo della prestazione: La resistenza caratteristica a compressione, riferita alla sezione netta delle pareti e delle costolature deve risultare non minore di: - 30 N/mm^2 nella direzione dei fori; - 15 N/mm^2 nella direzione trasversale ai fori; per i blocchi di cui alla categoria a2), e di: - 15 N/mm^2 nella direzione dei fori; - 5 N/mm^2 nella direzione trasversale ai fori; per i blocchi di cui alla categoria a1). La resistenza caratteristica a trazione per flessione dovrà essere non minore di: - 10 N/mm^2 per i blocchi di tipo a2); - 7 N/mm^2 per i blocchi di tipo a1). Per una analisi più approfondita dei livelli minimi rispetto ai vari componenti e materiali costituenti le pareti interne si rimanda comunque alle prescrizioni di legge e di normative vigenti in materia. ANOMALIE RISCONTRABILI 01.02.02.A01 Decolorazione 01.02.02.A02 Disgregazione 01.02.02.A03 Distacco 01.02.02.A04 Efflorescenze 01.02.02.A05 Erosione superficiale 01.02.02.A06 Esfoliazione 01.02.02.A07 Fessurazioni 01.02.02.A08 Macchie e graffiti 01.02.02.A09 Mancanza 01.02.02.A10 Penetrazione di umidità 01.02.02.A11 Polverizzazione 01.02.02.A12 Rigonfiamento 01.02.02.A13 Scheggiature MANUTENZIONI ESEGUIBILI DALL'UTENTE 01.02.02.I01 Pulizia Cadenza: quando occorre Pulizia delle superfici e rimozione di sporcizia e macchie mediante ritocchi di pittura e/o ripristino dei rivestimenti. Pagina 10 Manuale di Manutenzione MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.02.02.I02 Riparazione Cadenza: quando occorre Riparazione di eventuali fessurazioni o crepe mediante la chiusura delle stesse con malta. Riparazione e rifacimento dei rivestimenti. Pagina 11 Manuale di Manutenzione Unità Tecnologica: 01.03 Isolamenti termoacustici e controsoffittatture I controsoffitti sono sistemi di finiture tecniche in elementi modulari leggeri. Essi possono essere direttamente fissati al solaio o appesi ad esso tramite elementi di sostegno. Essi hanno inoltre la funzione di controllare la definizione morfologica degli ambienti attraverso la possibilità di progettare altezze e volumi e talvolta di nascondere la distribuzione di impianti tecnologici nonché da contribuire all'isolamento acustico degli ambienti. Gli strati funzionali dei controsoffitti possono essere composti da vari elementi i materiali diversi quali: - pannelli (fibra - fibra a matrice cementizia - fibra minerale ceramizzato - fibra rinforzato - gesso - gesso fibrorinforzato - gesso rivestito - profilati in lamierino d'acciaio - stampati in alluminio - legno - PVC); - doghe (PVC - altre materie plastiche - profilati in lamierino d'acciaio - profilati in lamierino di alluminio); - lamellari (PVC - altre materie plastiche - profilati in lamierino d'acciaio - profilati in lamierino di alluminio - lastre metalliche); - grigliati (elementi di acciaio - elementi di alluminio - elementi di legno - stampati di resine plastiche e simili); cassettoni (legno). Inoltre essi possono essere chiusi non ispezionabili; chiusi ispezionabili e aperti. REQUISITI E PRESTAZIONI (UT) 01.03.R01 Isolamento acustico Classe di Requisiti: Acustici Classe di Esigenza: Benessere I controsoffitti dovranno contribuire a fornire una adeguata resistenza al passaggio dei rumori. Livello minimo della prestazione: E' possibile assegnare ad un certo solaio finito il requisito di isolamento acustico attraverso l'indice di valutazione del potere fonoisolante calcolato di volta in volta in laboratorio: - potere fonoisolante 25 - 30 dB(A); - potere fonoassorbente 0,60 - 0,80 (per frequenze tra i 500 e 1000 Hz). 01.03.R02 Isolamento termico Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici Classe di Esigenza: Benessere I controsoffitti in particolari circostanze potranno assicurare un'opportuna resistenza al passaggio del calore in funzione delle condizioni climatiche. Livello minimo della prestazione: Le prestazioni relative all'isolamento termico dei controsoffitti variano, oltre che dalle condizioni ambientali, in funzione dei tipi di rivestimenti, e degli spessori dei materiali. Si prendono in considerazione tipi di controsoffitti con una resistenza termica che varia da 0,50 - a 1,55 m^2 K/W. 01.03.R03 Ispezionabilità Classe di Requisiti: Facilità d'intervento Classe di Esigenza: Funzionalità I controsoffitti dovranno consentire (in particolare per i tipi chiusi ispezionabili e aperti) la loro ispezionabilità e l'accesso agli impianti ove previsti. Livello minimo della prestazione: I controsoffitti dovranno essere ispezionabili, almeno in parte, nella misura min del 10% della superficie utilizzata. In particolare essere sempre ispezionabili lungo gli attraversamenti di impianti tecnologici. 01.03.R04 Reazione al fuoco Classe di Requisiti: Protezione antincendio Classe di Esigenza: Sicurezza Livello di partecipazione al fuoco dei materiali combustibili costituenti i controsoffitti. Livello minimo della prestazione: I livelli prestazionali sono stabiliti da prove di laboratorio disciplinate dalle normative vigenti. 01.03.R05 Regolarità delle finiture Classe di Requisiti: Visivi Classe di Esigenza: Aspetto I controsoffitti devono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti ( alterazione cromatica, non planarità, macchie, ecc.) e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere difficile la lettura formale. Livello minimo della prestazione: Sono ammessi piccoli difetti entro il 5% della superficie controsoffittata. 01.03.R06 Resistenza al fuoco Classe di Requisiti: Protezione antincendio Classe di Esigenza: Sicurezza I materiali costituenti i controsoffitti, sottoposti all'azione del fuoco non devono subire trasformazioni chimico-fisiche. Livello minimo della prestazione: In particolare gli elementi costituenti i controsoffitti, sia dei vani scala o ascensore che dei ridativi filtri a prova di fumo, devono avere la resistenza al fuoco indicata di seguito, espressa in termini di tempo entro il quale la copertura conserva stabilità, tenuta alla fiamma e ai fumi e isolamento termico: Altezza antincendio [m]: da 12 a 32 - Classe REI [min.]: 60 Altezza antincendio [m]: da oltre 32 a 80 - Classe REI [min.]: 90 Altezza antincendio [m]: oltre 80 - Classe REI [min.]: 120. L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili: ° 01.03.01 Doghe ° 01.03.02 Pannelli Pagina 12 Manuale di Manutenzione Elemento Manutenibile: 01.03.01 Doghe Unità Tecnologica: 01.03 Isolamenti termoacustici e controsoffittatture Si tratta di controsoffitti con elementi di tamponamento discontinui a giacitura orizzontale. ANOMALIE RISCONTRABILI 01.03.01.A01 Alterazione cromatica 01.03.01.A02 Bolla 01.03.01.A03 Corrosione 01.03.01.A04 Deformazione 01.03.01.A05 Deposito superficiale 01.03.01.A06 Distacco 01.03.01.A07 Fessurazione 01.03.01.A08 Fratturazione 01.03.01.A09 Incrostazione 01.03.01.A10 Lesione 01.03.01.A11 Macchie 01.03.01.A12 Non planarità 01.03.01.A13 Perdita di lucentezza 01.03.01.A14 Perdita di materiale 01.03.01.A15 Scagliatura, screpolatura 01.03.01.A16 Scollaggi della pellicola MANUTENZIONI ESEGUIBILI DALL'UTENTE 01.03.01.I01 Pulizia Cadenza: quando occorre Pulizia delle superfici mediante prodotti idonei al tipo di materiale. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO Pagina 13 Manuale di Manutenzione 01.03.01.I02 Regolazione planarità Cadenza: ogni 3 anni Verifica dello stato di complanarità degli elementi dei controsoffitti attraverso la registrazione dei pendini e delle molle di regolazione. 01.03.01.I03 Sostituzione elementi Cadenza: quando occorre Sostituzione degli elementi degradati, rotti e/o mancanti con elementi analoghi. Elemento Manutenibile: 01.03.02 Pannelli Unità Tecnologica: 01.03 Isolamenti termoacustici e controsoffittatture Si tratta di controsoffitti con elementi di tamponamento continui a giacitura orizzontale. ANOMALIE RISCONTRABILI 01.03.02.A01 Alterazione cromatica 01.03.02.A02 Bolla 01.03.02.A03 Corrosione 01.03.02.A04 Deformazione 01.03.02.A05 Deposito superficiale 01.03.02.A06 Distacco 01.03.02.A07 Fessurazione 01.03.02.A08 Fratturazione 01.03.02.A09 Incrostazione 01.03.02.A10 Lesione 01.03.02.A11 Macchie 01.03.02.A12 Non planarità 01.03.02.A13 Perdita di lucentezza 01.03.02.A14 Perdita di materiale 01.03.02.A15 Scagliatura, screpolatura 01.03.02.A16 Scollaggi della pellicola Pagina 14 Manuale di Manutenzione MANUTENZIONI ESEGUIBILI DALL'UTENTE 01.03.02.I01 Pulizia Cadenza: quando occorre Pulizia delle superfici mediante prodotti idonei al tipo di materiale. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.03.02.I02 Regolazione planarità Cadenza: ogni 3 anni Verifica dello stato di complanarità degli elementi dei controsoffitti attraverso la registrazione dei pendini e delle molle di regolazione. 01.03.02.I03 Sostituzione elementi Cadenza: quando occorre Sostituzione degli elementi degradati, rotti e/o mancanti con elementi analoghi. Pagina 15 Manuale di Manutenzione Unità Tecnologica: 01.04 Pavimenti e rivestimenti Le pavimentazioni fanno parte delle partizioni interne orizzontali e ne costituiscono l'ultimo strato funzionale. In base alla morfologia del rivestimento possono suddividersi in continue (se non sono nel loro complesso determinabili sia morfologicamente che dimensionalmente) e discontinue (quelle costituite da elementi con dimensioni e morfologia ben precise). La loro funzione, oltre a quella protettiva, è quella di permettere il transito ai fruitori dell'organismo edilizio e la relativa resistenza ai carichi. Importante è che la superficie finale dovrà risultare perfettamente piana con tolleranze diverse a secondo del tipo di rivestimento e della destinazione d'uso degli ambienti. Gli spessori variano in funzione al traffico previsto in superficie. La scelta degli elementi, il materiale, la posa, il giunto, le fughe, gli spessori, l'isolamento, le malte, i collanti, gli impasti ed i fissaggi variano in funzione degli ambienti e del loro impiego. Le pavimentazioni interne possono essere di tipo: cementizio, lapideo, resinoso, resiliente, tessile, ceramico, lapideo di cava, lapideo in conglomerato, ligneo, ecc.. REQUISITI E PRESTAZIONI (UT) 01.04.R01 Regolarità delle finiture Classe di Requisiti: Visivi Classe di Esigenza: Aspetto Le pavimentazioni debbono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, fessurazioni, scagliature o screpolature superficiali e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere difficile la lettura formale. Livello minimo della prestazione: I livelli minimi variano in funzione delle varie esigenze di aspetto come: la planarità; l'assenza di difetti superficiali; l'omogeneità di colore; l'omogeneità di brillantezza; l'omogeneità di insudiciamento, ecc.. L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili: ° 01.04.01 Pavimenti ceramici ° 01.04.02 Rivestimenti lignei a parquet ° 01.04.03 Rivestimenti cementizi ° 01.04.04 Rivestimenti e prodotti ceramici Pagina 16 Manuale di Manutenzione Elemento Manutenibile: 01.04.01 Pavimenti ceramici Unità Tecnologica: 01.04 Pavimenti e rivestimenti Si tratta di rivestimenti che trovano il loro impiego nell'edilizia residenziale, ospedaliera, scolastica, industriale, ecc.. Le varie tipologie si differenziano per aspetti quali: materie prime e composizione dell'impasto; caratteristiche tecniche prestazionali; tipo di finitura superficiale; ciclo tecnologico di produzione; tipo di formatura; colore. Tra i tipi più diffusi di rivestimenti ceramici presenti sul mercato troviamo: cotto; cottoforte; monocottura rossa; monocottura chiara; monocotture speciali; gres rosso; gres ceramico; klinker, tutti di formati, dimensioni, spessori vari e con giunti aperti o chiusi e con o meno fughe. La posa può essere eseguita mediante l'utilizzo di malte o di colle. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 01.04.01.R01 Resistenza agli agenti aggressivi Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici Classe di Esigenza: Sicurezza I rivestimenti non debbono subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto a causa dell'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo della prestazione: I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati e del loro impiego. 01.04.01.R02 Resistenza meccanica Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Le pavimentazioni devono contrastare in modo efficace la manifestazione di eventuali rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni. Livello minimo della prestazione: I livelli variano in funzione delle prove di laboratorio eseguite sui campioni: - Piastrelle di ceramica - Determinazione della resistenza a flessione e della forza di rottura (UNI EN ISO 10545-4); - Piastrelle di ceramica - Determinazione della resistenza all'urto mediante misurazione del coefficiente di restituzione (UNI EN ISO 10545-5); - Piastrelle di ceramica - Determinazione della resistenza all'abrasione profonda per piastrelle non smaltate (UNI EN ISO 10545-6); - Piastrelle di ceramica - Determinazione della resistenza all'abrasione superficiale per piastrelle smaltate (UNI EN ISO 10545-7). ANOMALIE RISCONTRABILI 01.04.01.A01 Alterazione cromatica 01.04.01.A02 Degrado sigillante 01.04.01.A03 Deposito superficiale 01.04.01.A04 Disgregazione 01.04.01.A05 Distacco 01.04.01.A06 Erosione superficiale 01.04.01.A07 Fessurazioni 01.04.01.A08 Macchie e graffiti 01.04.01.A09 Mancanza 01.04.01.A10 Perdita di elementi 01.04.01.A11 Scheggiature 01.04.01.A12 Sollevamento e distacco dal supporto Pagina 17 Manuale di Manutenzione MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.04.01.I01 Pulizia delle superfici Cadenza: quando occorre Pulizia e rimozione dello sporco superficiale mediante lavaggio, ed eventualmente spazzolatura, degli elementi con detergenti adatti al tipo di rivestimento. 01.04.01.I02 Pulizia e reintegro giunti Cadenza: quando occorre Pulizia dei giunti mediante spazzolatura manuale. Reintegro dei giunti degradati mediante nuova listellatura. 01.04.01.I03 Sostituzione degli elementi degradati Cadenza: quando occorre Sostituzione degli elementi usurati, rotti, sollevati o scollati con altri analoghi previa preparazione del sottostante piano di posa. Reintegro dei giunti degradati mediante nuova listellatura. Elemento Manutenibile: 01.04.02 Rivestimenti lignei a parquet Unità Tecnologica: 01.04 Pavimenti e rivestimenti Si tratta di rivestimenti che trovano il loro impiego nell'edilizia residenziale, scolastica, terziaria, ecc.. Le pavimentazioni in legno possono essere classificate in base alla morfologia e al tipo di elementi. I prodotti più diffusi sul mercato vengono denominati: lamellari o mosaici; lamparquet; listoni; listoncini; parquet ad intarsio; parquet prefiniti; precolorati; ad alta resistenza. Le dimensioni (spessore, larghezza, lunghezza) variano a secondo dei prodotti. I pavimenti potranno essere posati già lucidati o lucidati successivamente mediante lamatura. Di notevole importanza è la misurazione del tasso di umidità al momento della posa del rivestimento. Il massetto di posa è in genere realizzato in cls. idraulico o cementi a presa rapida con spessore almeno di cm 5. Per spessori superiori è consigliabile predisporre una guaina impermeabile che possa anche impedire la risalita di eventuale umidità, in particolare in caso di supporti a diretto contatto con vespai o altri strati non ventilati. I rivestimenti vanno posati con collanti speciali (collanti poliuretanici bicomponenti) fino a lunghezze limite di 60 cm circa, oltre le quali è consigliabile l'utilizzo di magatelli annegati negli strati di compensazione con orditura ortogonale rispetto a quella degli elementi lignei e ad interasse intorno ai 30-35 cm; oppure mediante chiodatura o semplicemente mediante sovrapposizione. Nel caso di posa su pavimentazioni preesistenti si procederà mediante sgrassatura delle superfici, loro irruvidimento e successivo incollaggio. Inoltre, preferibilmente, la posa dei rivestimenti lignei dovrà avvenire ad almeno 5 mm dalle pareti perimetrali. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 01.04.02.R01 Regolarità delle finiture per rivestimenti lignei a parquet Classe di Requisiti: Visivi Classe di Esigenza: Aspetto I rivestimenti debbono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, fessurazioni, scagliature o screpolature superficiali e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere difficile la lettura formale. Livello minimo della prestazione: I livelli minimi variano in funzione delle varie esigenze di aspetto come: la planarità; l'assenza di difetti superficiali; l'omogeneità di colore; l'omogeneità di brillantezza; l'omogeneità di insudiciamento, ecc.. Sono ammessi i seguenti difetti visibili sulle facce in vista: QUALITA’ I: - piccoli nodi sani con diametro minore di 2 mm se del colore della specie (minore di 1 mm se di colore diverso) purché' presenti su meno del 10% degli elementi del lotto; - imperfezioni di lavorazione con profondità' minore di 1 mm e purché' presenti su meno del 10% degli elementi; QUALITA’ II: - piccoli nodi sani con diametro minore di 5 mm se del colore della specie (minore di 2 mm se di colore diverso) purché presenti su meno del 20% degli elementi del lotto; - imperfezioni di lavorazione come per la classe I; - piccole fenditure; - alburno senza limitazioni ma immune da qualsiasi manifesto attacco di insetti. QUALITA’ III: - esenti da difetti che possono compromettere l'impiego (in caso di dubbio valgono le prove di resistenza meccanica); - alburno senza limitazioni ma immune da qualsiasi manifesto attacco di insetti. Inoltre, sono ammesse le seguenti tolleranze sulle dimensioni e finitura: - listoni: 1 mm sullo spessore; 2 mm sulla larghezza; 5 mm sulla lunghezza; - tavolette: 0,5 mm sullo spessore; 1,5% sulla larghezza e lunghezza; - mosaico, quadrotti, ecc.: 0,5 mm sullo spessore; 1,5% sulla larghezza e lunghezza. 01.04.02.R02 Resistenza agli agenti aggressivi Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici Classe di Esigenza: Sicurezza I rivestimenti non debbono subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto a causa dell'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo della prestazione: I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati e del loro impiego. 01.04.02.R03 Resistenza agli attacchi biologici per rivestimenti lignei a parquet Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici Classe di Esigenza: Sicurezza I rivestimenti a seguito della presenza di organismi viventi (animali, vegetali, microrganismi) non dovranno subire riduzioni di Livello minimo della prestazione: I valori minimi di resistenza agli attacchi biologici variano in funzione dei materiali, dei prodotti utilizzati, delle classi di rischio, delle situazioni generali di servizio, dell'esposizione a umidificazione e del tipo di agente biologico. In ogni caso i rivestimenti lignei devono avere contenuto di umidità tra il 10 ed il 15%. Pagina 18 Manuale di Manutenzione 01.04.02.R04 Resistenza meccanica Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Le pavimentazioni devono contrastare in modo efficace la manifestazione di eventuali rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni. Livello minimo della prestazione: I livelli minimi variano in funzione delle prove effettuate in laboratorio secondo le norme vigenti: - resistenza alle sollecitazioni parallele al piano di posa (UNI 10827); - prova d'impronta sul legno per pavimentazione (UNI 4712); - determinazione della stabilità dimensionale (UNI EN 1910). ANOMALIE RISCONTRABILI 01.04.02.A01 Alterazione cromatica 01.04.02.A02 Affezione da funghi 01.04.02.A03 Apertura di giunti 01.04.02.A04 Attacco da insetti xilofagi 01.04.02.A05 Azzurratura 01.04.02.A06 Crosta 01.04.02.A07 Decolorazione 01.04.02.A08 Deposito superficiale 01.04.02.A09 Disgregazione 01.04.02.A10 Distacco 01.04.02.A11 Fessurazioni 01.04.02.A12 Inarcamento e sollevamento 01.04.02.A13 Macchie e graffiti 01.04.02.A14 Muffa 01.04.02.A15 Penetrazione di umidità 01.04.02.A16 Polverizzazione 01.04.02.A17 Rigonfiamento 01.04.02.A18 Scheggiature MANUTENZIONI ESEGUIBILI DALL'UTENTE 01.04.02.I01 Pulizia Cadenza: quando occorre Pulizia con aspirapolveri ed applicazione a panno morbido o lucidatrice di speciali polish autolucidanti con funzione detergente-protettiva. Per le macchie è preferibile usare un panno umido con detergenti appropriati. Pagina 19 Manuale di Manutenzione MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.04.02.I02 Ripristino cera Cadenza: quando occorre Per le finiture a cera si effettua la lucidatura con panno morbido o lucidatrice. L'applicazione di cere liquide per il mantenimento della protezione superficiale avviene periodicamente. In caso di rinnovo dello strato protettivo di cera, bisogna rimuovere i vecchi strati di cera ed applicare un nuovo strato di cera liquida (applicazione a caldo) o di cera solida (applicazione a freddo). 01.04.02.I03 Ripristino protezione ad olio Cadenza: quando occorre Per le finiture ad olio la manutenzione avviene a secco con spazzola a disco (del tipo morbido). Si può comunque applicare una mano di cera autolucidante. In particolare per i rivestimenti prefiniti evitare di applicare cere ma prodotti lucidanti specifici. 01.04.02.I04 Ripristino verniciatura Cadenza: ogni 5 anni Dapprima si esegue la levigatura del rivestimenti con mezzi idonei. Successivamente si esegue la verniciatura a base di vernici epossidiche, formofenoliche o poliuretaniche a pennello o a spruzzo con l'impiego di prodotti idonei al tipo di legno. Le frequenze manutentive variano a secondo delle sollecitazioni a cui i pavimenti sono sottoposti. Lo strato di vernice va rinnovato comunque almeno ogni 10 anni circa. 01.04.02.I05 Sostituzione degli elementi degradati Cadenza: quando occorre Sostituzione degli elementi in legno, dei prodotti derivati e degli accessori degradati con materiali adeguati e/o comunque simili a quelli originari ponendo particolare attenzione ai fissaggi relativi agli elementi sostituiti. Tali operazioni non debbono alterare l'aspetto visivo geometrico-cromatico delle superfici. Elemento Manutenibile: 01.04.03 Rivestimenti cementizi Unità Tecnologica: 01.04 Pavimenti e rivestimenti Si tratta di pavimentazioni che trovano generalmente il loro impiego in locali di servizio, se il rivestimento cementizio è del tipo semplice; in edilizia industriale, impianti sportivi, ecc. se il rivestimento cementizio è del tipo additivato. Tra le tipologie di rivestimenti cementizi per interni si hanno: il battuto comune di cemento; il rivestimento a spolvero; rivestimenti a strato incorporato antiusura; rivestimento a strato riportato antiusura; rivestimenti con additivi bituminosi; rivestimenti con additivi resinosi. A secondo delle geometrie delle pavimentazioni da realizzare, si possono eseguire rivestimenti in elementi in strisce di larghezza variabile. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 01.04.03.R01 Regolarità delle finiture per rivestimenti cementizi Classe di Requisiti: Visivi Classe di Esigenza: Aspetto I rivestimenti debbono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, fessurazioni, scagliature o screpolature superficiali e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere difficile la lettura formale. Livello minimo della prestazione: Sulle dimensioni nominali e' ammessa la tolleranza di 3 mm per un singolo elemento e 2 mm quale media delle misure sul campione prelevato; le facce di usura e di appoggio devono essere parallele tra loro con tolleranza +/-15% per il singolo massello e +/-10% sulle medie. 01.04.03.R02 Resistenza agli agenti aggressivi Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici Classe di Esigenza: Sicurezza I rivestimenti non debbono subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto a causa dell'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo della prestazione: I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati e del loro impiego. 01.04.03.R03 Resistenza meccanica Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Le pavimentazioni devono contrastare in modo efficace la manifestazione di eventuali rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni. Livello minimo della prestazione: la resistenza convenzionale alla compressione deve essere maggiore di 50 N/mm^2 per il singolo elemento e maggiore di 60 N/mm^2 per la media. ANOMALIE RISCONTRABILI Pagina 20 Manuale di Manutenzione 01.04.03.A01 Alterazione cromatica 01.04.03.A02 Degrado sigillante 01.04.03.A03 Deposito superficiale 01.04.03.A04 Disgregazione 01.04.03.A05 Distacco 01.04.03.A06 Erosione superficiale 01.04.03.A07 Fessurazioni 01.04.03.A08 Macchie e graffiti 01.04.03.A09 Mancanza 01.04.03.A10 Perdita di elementi 01.04.03.A11 Scheggiature MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.04.03.I01 Pulizia delle superfici Cadenza: ogni 5 anni Pulizia e rimozione dello sporco superficiale mediante spazzolatura manuale degli elementi o con tecniche di rimozione dei depositi, adatte al tipo di rivestimento, e con detergenti appropriati. 01.04.03.I02 Ripristino degli strati protettivi Cadenza: ogni 5 anni Ripristino degli strati protettivi, previa accurata pulizia delle superfici, con soluzioni chimiche appropriate antimacchia, qualora il tipo di elemento lo preveda, che non alterino le caratteristiche fisico-chimiche dei materiale ed in particolare di quelle visive cromatiche. 01.04.03.I03 Sostituzione degli elementi degradati Cadenza: quando occorre Sostituzione di elementi, lastre, listelli di cornice o accessori usurati o rotti con altri analoghi. Elemento Manutenibile: 01.04.04 Rivestimenti e prodotti ceramici Unità Tecnologica: 01.04 Pavimenti e rivestimenti Impiegati come rivestimenti di pareti con elementi in lastre o piastrelle ceramiche prodotte con argille, silice, fondenti, coloranti e altre materie prime minerali. Tra i materiali ceramici utilizzati come rivestimenti ricordiamo le maioliche, le terraglie, i grès naturale o rosso, i klinker. Gli elementi in lastre o piastrelle ceramiche hanno caratteristiche di assorbimento, resistenza e spessore diverso. ANOMALIE RISCONTRABILI 01.04.04.A01 Decolorazione 01.04.04.A02 Deposito superficiale Pagina 21 Manuale di Manutenzione 01.04.04.A03 Disgregazione 01.04.04.A04 Distacco 01.04.04.A05 Efflorescenze 01.04.04.A06 Erosione superficiale 01.04.04.A07 Esfoliazione 01.04.04.A08 Fessurazioni 01.04.04.A09 Macchie e graffiti 01.04.04.A10 Mancanza 01.04.04.A11 Penetrazione di umidità 01.04.04.A12 Polverizzazione 01.04.04.A13 Rigonfiamento MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.04.04.I01 Pulizia delle superfici Cadenza: quando occorre Pulizia e rimozione dello sporco superficiale mediante lavaggio, ed eventualmente spazzolatura, degli elementi con detergenti adatti al tipo di rivestimento. 01.04.04.I02 Pulizia e reintegro giunti Cadenza: quando occorre Pulizia dei giunti mediante spazzolatura manuale. Reintegro dei giunti degradati mediante nuova listellatura. 01.04.04.I03 Sostituzione degli elementi degradati Cadenza: quando occorre Sostituzione degli elementi usurati, rotti, sollevati o scollati con altri analoghi previa preparazione del sottostante piano di posa. Reintegro dei giunti degradati mediante nuova listellatura. Ripristino delle sigillature deteriorate mediante rimozione delle vecchie e sostituzione con sigillanti idonei. Pagina 22 Manuale di Manutenzione Unità Tecnologica: 01.05 Opere in pietra naturale Le pavimentazioni fanno parte delle partizioni interne orizzontali e ne costituiscono l'ultimo strato funzionale. In base alla morfologia del rivestimento possono suddividersi in continue (se non sono nel loro complesso determinabili sia morfologicamente che dimensionalmente) e discontinue (quelle costituite da elementi con dimensioni e morfologia ben precise). La loro funzione, oltre a quella protettiva, è quella di permettere il transito ai fruitori dell'organismo edilizio e la relativa resistenza ai carichi. Importante è che la superficie finale dovrà risultare perfettamente piana con tolleranze diverse a secondo del tipo di rivestimento e della destinazione d'uso degli ambienti. Gli spessori variano in funzione al traffico previsto in superficie. La scelta degli elementi, il materiale, la posa, il giunto, le fughe, gli spessori, l'isolamento, le malte, i collanti, gli impasti ed i fissaggi variano in funzione degli ambienti e del loro impiego. Le pavimentazioni interne possono essere di tipo: cementizio, lapideo, resinoso, resiliente, tessile, ceramico, lapideo di cava, lapideo in conglomerato, ligneo, ecc.. REQUISITI E PRESTAZIONI (UT) 01.05.R01 Regolarità delle finiture Classe di Requisiti: Visivi Classe di Esigenza: Aspetto Le pavimentazioni debbono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, fessurazioni, scagliature o screpolature superficiali e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere difficile la lettura formale. Livello minimo della prestazione: I livelli minimi variano in funzione delle varie esigenze di aspetto come: la planarità; l'assenza di difetti superficiali; l'omogeneità di colore; l'omogeneità di brillantezza; l'omogeneità di insudiciamento, ecc.. L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili: ° 01.05.01 Pavimenti lapidei ° 01.05.02 Rivestimenti lapidei Pagina 23 Manuale di Manutenzione Elemento Manutenibile: 01.05.01 Pavimenti lapidei Unità Tecnologica: 01.05 Opere in pietra naturale Per le pavimentazioni interne sono adatti la maggior parte dei materiali lapidei. In genere la scelta su questi tipi di materiale cade oltre che per fattori estetici per la elevata resistenza all'usura. La scelta dei materiali va fatta in funzione dei luoghi e dei tipi di applicazione a cui essi sono destinati. La lavorazione superficiale degli elementi, lo spessore, le dimensioni, ecc. variano anch'essi in funzione degli ambienti d'impiego. Trovano utilizzo nella fattispecie tutti i tipi di marmo (lucidati in opera o prelucidati); i graniti; i travertini; le pietre; i marmi-cemento; le marmette e marmettoni; i graniti ricomposti. La tecnica di posa è abbastanza semplice ed avviene per i rivestimenti continui ad impasto mentre per quelli discontinui a malta o a colla. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 01.05.01.R01 Resistenza agli agenti aggressivi Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici Classe di Esigenza: Sicurezza I rivestimenti non debbono subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto a causa dell'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo della prestazione: I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati e del loro impiego. 01.05.01.R02 Resistenza meccanica Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Le pavimentazioni devono contrastare in modo efficace la manifestazione di eventuali rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni. Livello minimo della prestazione: Per una analisi più approfondita dei livelli minimi rispetto ai vari componenti e materiali costituenti i rivestimenti si rimanda alle prescrizioni di legge e di normative vigenti in materia. ANOMALIE RISCONTRABILI 01.05.01.A01 Alterazione cromatica 01.05.01.A02 Degrado sigillante 01.05.01.A03 Deposito superficiale 01.05.01.A04 Disgregazione 01.05.01.A05 Distacco 01.05.01.A06 Erosione superficiale 01.05.01.A07 Fessurazioni 01.05.01.A08 Macchie e graffiti 01.05.01.A09 Mancanza 01.05.01.A10 Perdita di elementi 01.05.01.A11 Scheggiature 01.05.01.A12 Sgretolamento 01.05.01.A13 Sollevamento e distacco dal supporto Pagina 24 Manuale di Manutenzione MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.05.01.I01 Lucidatura superfici Cadenza: quando occorre Ripristino degli strati superficiali previa levigatura e rinnovo della lucidatura a piombo (in particolare per marmi, graniti e marmette). Impregnazione a base di cere per i materiali lapidei usurati. 01.05.01.I02 Pulizia delle superfici Cadenza: quando occorre Pulizia delle parti superficiali, rimozione di macchie, depositi e sporco mediante spazzolatura e lavaggio con acqua e soluzioni adatte al tipo di rivestimento. 01.05.01.I03 Ripristino degli strati protettivi Cadenza: quando occorre Ripristino degli strati protettivi, previa accurata pulizia delle superfici, con soluzioni chimiche appropriate che non alterino le caratteristiche fisico-chimiche dei materiale ed in particolare di quelle visive cromatiche. 01.05.01.I04 Sostituzione degli elementi degradati Cadenza: quando occorre Sostituzione degli elementi usurati o rotti con altri analoghi previa rimozione delle parti deteriorati e relativa preparazione del fondo. Elemento Manutenibile: 01.05.02 Rivestimenti lapidei Unità Tecnologica: 01.05 Opere in pietra naturale Per il rivestimento interno delle pareti sono adatti tutti i materiali lapidei. In genere vengono utilizzati lastre a spessori sottili (6-10 mm) lucidate in cantiere. L'applicazione sulle superfici murarie avviene mediante collanti, mastici o malte il cui spessore non supera 1 cm e a giunto chiuso. In alcuni casi si ricorre a fissaggi mediante zanche metalliche murate alla struttura. Per la perfetta esecuzione le superfici degli elementi hanno il retro scanalato La scelta dei materiali è bene che tenga conto degli ambienti (cucine, bagni) di destinazione e delle aggressioni chimico-fisico alle quali saranno sottoposti. ANOMALIE RISCONTRABILI 01.05.02.A01 Alterazione cromatica 01.05.02.A02 Degrado sigillante 01.05.02.A03 Deposito superficiale 01.05.02.A04 Disgregazione 01.05.02.A05 Distacco 01.05.02.A06 Erosione superficiale 01.05.02.A07 Fessurazioni 01.05.02.A08 Macchie e graffiti 01.05.02.A09 Mancanza 01.05.02.A10 Penetrazione di umidità 01.05.02.A11 Perdita di elementi 01.05.02.A12 Polverizzazione Pagina 25 Manuale di Manutenzione 01.05.02.A13 Scheggiature MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.05.02.I01 Pulizia delle superfici Cadenza: ogni 5 anni Pulizia delle parti superficiali, rimozione di macchie, depositi e sporco mediante spazzolatura e lavaggio con acqua e soluzioni adatte al tipo di rivestimento. 01.05.02.I02 Ripristino degli strati protettivi Cadenza: ogni 5 anni Ripristino degli strati protettivi, previa accurata pulizia delle superfici, con soluzioni chimiche appropriate che non alterino le caratteristiche fisico-chimiche dei materiale ed in particolare di quelle visive cromatiche. 01.05.02.I03 Sostituzione degli elementi degradati Cadenza: quando occorre Sostituzione degli elementi usurati o rotti con altri analoghi. Sostituzione e verifica dei relativi ancoraggi. Pagina 26 Manuale di Manutenzione Unità Tecnologica: 01.06 Infissi interni Gli infissi interni hanno per scopo quello di permettere il controllo della comunicazione tra gli spazi interni dell'organismo edilizio. In particolare l'utilizzazione dei vari ambienti in modo da permettere o meno il passaggio di persone, cose, luce naturale ed aria tra i vari ambienti interni. REQUISITI E PRESTAZIONI (UT) 01.06.R01 Pulibilità Classe di Requisiti: Facilità d'intervento Classe di Esigenza: Funzionalità Gli infissi devono consentire la rimozione di sporcizia, depositi, macchie, ecc. Livello minimo della prestazione: Gli infissi devono essere accessibili e dimensionati in modo da consentire le operazioni di pulizia. 01.06.R02 Riparabilità Classe di Requisiti: Facilità d'intervento Classe di Esigenza: Funzionalità Gli infissi dovranno essere collocati in modo da consentire il ripristino dell'integrità, la funzionalità e l'efficienza di parti ed elementi soggetti a guasti. Livello minimo della prestazione: Gli infissi devono essere accessibili in modo da consentire agevolmente le operazioni di riparazione. La loro collocazione dovrà rispettare le norme UNI 7864, UNI 7866, UNI 7961, UNI 7962, UNI 8861 e UNI 8975. 01.06.R03 Oscurabilità Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica Classe di Esigenza: Funzionalità Gli infissi devono, attraverso opportuni schermi e/o dispositivi di oscuramento, provvedere alla regolazione della luce naturale immessa. Livello minimo della prestazione: I dispositivi di schermatura esterna di cui sono dotati gli infissi interni verticali devono consentire una regolazione del livello di illuminamento negli spazi chiusi degli alloggi fino ad un valore non superiore a 0,2 lux. 01.06.R04 Sostituibilità Classe di Requisiti: Facilità d'intervento Classe di Esigenza: Funzionalità Gli infissi dovranno essere realizzati e collocati in modo da consentire la loro sostituibilità, e/o la collocazione di parti ed elementi essi soggetti a guasti. Livello minimo della prestazione: Onde facilitare la sostituzione di intere parti (ante, telai, ecc.), è inoltre opportuno che l'altezza e la larghezza di coordinazione degli infissi siano modulari e corrispondenti a quelle previste dalle norme UNI 7864, UNI 7866, UNI 7961, UNI 7962, UNI 8861 e UNI 8975. 01.06.R05 Permeabilità all'aria Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici Classe di Esigenza: Benessere Gli infissi devono controllare il passaggio dell'aria a protezione degli ambienti interni e permettere la giusta ventilazione. Livello minimo della prestazione: I livelli prestazionali variano in funzione delle classi, della permeabilità all’aria di riferimento a 100 Pa misurata in m^3/hm^3 e della pressione massima di prova misurata in Pa. 01.06.R06 Regolarità delle finiture Classe di Requisiti: Visivi Classe di Esigenza: Aspetto Gli infissi devono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere difficile la lettura formale. Inoltre gli elementi dovranno combaciare tra di loro in modo idoneo senza comprometterne la loro funzionalità. Livello minimo della prestazione: Gli infissi non devono presentare finiture superficiali eccessivamente rugose, spigolose, cedevoli né tanto meno fessurazioni o screpolature superiore al 10% delle superfici totali. L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili: ° 01.06.01 Porte antipanico ° 01.06.02 Porte Pagina 27 Manuale di Manutenzione Elemento Manutenibile: 01.06.01 Porte antipanico Unità Tecnologica: 01.06 Infissi interni Le porte antipanico hanno la funzione di agevolare la fuga verso le porte esterne e/o comunque verso spazi sicuri in casi di eventi particolari (incendi, terremoti, emergenze, ecc.). Le dimensioni ed i materiali sono normati secondo le prescrizioni in materia di sicurezza. Esse sono dotate di elemento di manovra che regola lo sblocco delle ante definito "maniglione antipanico". Il dispositivo antipanico deve essere realizzato in modo da consentire lo sganciamento della porta nel momento in cui viene azionata la barra posta orizzontalmente sulla parte interna di essa. Tra i diversi dispositivi in produzione vi sono: - dispositivi antipanico con barra a spinta (push-bar); - dispositivi antipanico con barra a contatto (touch-bar). Rappresentazione grafica e descrizione Denominazione dei componenti della porta antipanico REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 01.06.01.R01 Regolarità delle finiture per porte antipanico Classe di Requisiti: Visivi Classe di Esigenza: Aspetto Le porte antipanico devono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti. Livello minimo della prestazione: Il dispositivo antipanico dovrà essere progettato e realizzato in modo che tutti gli spigoli e gli angoli esposti che potrebbero provocare lesioni agli utenti che si servono dell'uscita di sicurezza, siano arrotondati con un raggio >= 0,5 mm (UNI EN 1125). 01.06.01.R02 Resistenza agli agenti aggressivi per porte antipanico Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici Classe di Esigenza: Sicurezza Le porte antipanico non dovranno subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto a causa dell'azione di agenti aggressivi chimici Pagina 28 Manuale di Manutenzione Livello minimo della prestazione: Le porte antipanico dovranno avere una resistenza alla corrosione pari ad almeno al grado 3, in base a quanto previsto dal prEN 1670 (UNI EN 1125). 01.06.01.R03 Resistenza agli urti per porte antipanico Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Le porte antipanico dovranno essere in grado di sopportare urti che non debbono compromettere la stabilità degli stessi; né provocare il distacco di elementi o frammenti pericolosi a carico degli utenti. Livello minimo della prestazione: Gli infissi devono resistere all'azione di urti esterni ed interni realizzati con le modalità indicate nelle norme UNI EN 179, UNI EN 1125, UNI EN 1158. 01.06.01.R04 Resistenza al fuoco per porte antipanico Classe di Requisiti: Protezione antincendio Classe di Esigenza: Sicurezza I materiali costituenti le porte antipanico, sottoposti all'azione del fuoco non devono subire trasformazioni chimico-fisiche. Livello minimo della prestazione: I serramenti dovranno essere scelti in base alla individuazione della classe di resistenza al fuoco REI in funzione dell'altezza dell'edificio e rispettare i seguenti valori: Altezza antincendio (m): da 12 a 32 - Classe REI (min): 60; Altezza antincendio (m): da oltre 32 a 80 - Classe REI (min): 90; Altezza antincendio (m): oltre 80 - Classe REI (min): 120. Inoltre il materiale previsto per la realizzazione del dispositivo antipanico dovrà consentire il funzionamento a temperature comprese tra i -20°C e i +100°C (UNI EN 1125). 01.06.01.R05 Sostituibilità per porte antipanico Classe di Requisiti: Facilità d'intervento Classe di Esigenza: Funzionalità Le porte antipanico dovranno essere realizzate e collocate in modo da consentire la loro sostituibilità, e/o la collocazione di parti ed elementi essi soggetti a guasti. Livello minimo della prestazione: Onde facilitare la sostituzione è fondamentale che i componenti ed i dispositivi antipanico siano corrispondenti a quelle previste dalle norme UNI EN 179, UNI EN 1125, UNI EN 1158. 01.06.01.R06 Stabilità chimico reattiva per porte antipanico Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici Classe di Esigenza: Sicurezza Le porte antipanico e i materiali costituenti sotto l'azione di sostanze chimiche con le quali possono venire in contatto non dovranno produrre reazioni chimiche. Livello minimo della prestazione: Le porte antipanico dovranno avere una resistenza alla corrosione pari ad almeno al grado 3, in base a quanto previsto dal prEN 1670 (UNI EN 1125). ANOMALIE RISCONTRABILI 01.06.01.A01 Alterazione cromatica 01.06.01.A02 Bolla 01.06.01.A03 Corrosione 01.06.01.A04 Deformazione 01.06.01.A05 Deposito superficiale 01.06.01.A06 Distacco 01.06.01.A07 Fessurazione 01.06.01.A08 Frantumazione 01.06.01.A09 Fratturazione 01.06.01.A10 Incrostazione 01.06.01.A11 Infracidamento 01.06.01.A12 Lesione 01.06.01.A13 Macchie Pagina 29 Manuale di Manutenzione 01.06.01.A14 Non ortogonalità 01.06.01.A15 Patina 01.06.01.A16 Perdita di lucentezza 01.06.01.A17 Perdita di materiale 01.06.01.A18 Perdita di trasparenza 01.06.01.A19 Scagliatura, screpolatura 01.06.01.A20 Scollaggi della pellicola MANUTENZIONI ESEGUIBILI DALL'UTENTE 01.06.01.I01 Lubrificazione serrature, cerniere Cadenza: ogni 6 mesi Lubrificazione ed ingrassaggio delle serrature e cerniere con prodotti siliconici, verifica del corretto funzionamento. 01.06.01.I02 Pulizia ante Cadenza: quando occorre Pulizia delle ante con prodotti detergenti non aggressivi idonei al tipo di materiale. 01.06.01.I03 Pulizia organi di movimentazione Cadenza: quando occorre Pulizia degli organi di movimentazone tramite detergenti comuni. 01.06.01.I04 Pulizia telai Cadenza: ogni 6 mesi Pulizia del telaio con prodotti detergenti non aggressivi idonei al tipo di materiale. 01.06.01.I05 Pulizia vetri Cadenza: quando occorre Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei. 01.06.01.I06 Registrazione maniglione Cadenza: ogni 6 mesi Registrazione maniglione antipanico e lubrificazione degli accessori di manovra apertura-chiusura. 01.06.01.I09 Rimozione ostacoli spazi Cadenza: quando occorre Rimozione di eventuali ostacoli in prossimità degli spazi interessati dalle porte antipanico o in prossimità di esse. 01.06.01.I10 Verifica funzionamento Cadenza: ogni 6 mesi Verifica del corretto funzionamento di apertura-chiusura mediante prova manuale. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.06.01.I07 Regolazione controtelai Cadenza: ogni 12 mesi Regolazione del fissaggio dei controtelai alle pareti. 01.06.01.I08 Regolazione telai Pagina 30 Manuale di Manutenzione Cadenza: ogni 12 mesi Regolazione del fissaggio dei telai ai controtelai. Elemento Manutenibile: 01.06.02 Porte Unità Tecnologica: 01.06 Infissi interni Le porte hanno funzione di razionalizzare l'utilizzazione dei vari spazi in modo da regolare il passaggio di persone, cose, luce naturale ed aria fra ambienti adiacenti, oltre che funzioni di ordine estetico e architettonico. La presenza delle porte a secondo della posizione e delle dimensioni determina lo svolgimento delle varie attività previste negli spazi di destinazione. In commercio esiste un'ampia gamma di tipologie diverse sia per materiale (legno, metallo, plastica, vetro, ecc.) che per tipo di apertura (a rotazione, a ventola, scorrevole, a tamburo, ripiegabile, a fisarmonica, basculante, a scomparsa). Le porte interne sono costituite da: Anta o battente (l'elemento apribile); Telaio fisso (l'elemento fissato al controtelaio che contorna la porta e la sostiene per mezzo di cerniere); Battuta (la superficie di contatto tra telaio fisso e anta mobile); Cerniera (l'elemento che sostiene l'anta e ne permette la rotazione rispetto al telaio fisso); Controtelaio (formato da due montanti ed una traversa è l'elemento fissato alla parete che consente l'alloggio al telaio); Montante (l'elemento verticale del telaio o del controtelaio); Traversa (l'elemento orizzontale del telaio o del controtelaio). ANOMALIE RISCONTRABILI 01.06.02.A01 Alterazione cromatica 01.06.02.A02 Bolla 01.06.02.A03 Corrosione 01.06.02.A04 Deformazione 01.06.02.A05 Deposito superficiale 01.06.02.A06 Distacco 01.06.02.A07 Fessurazione 01.06.02.A08 Frantumazione 01.06.02.A09 Fratturazione 01.06.02.A10 Incrostazione 01.06.02.A11 Infracidamento 01.06.02.A12 Lesione 01.06.02.A13 Macchie 01.06.02.A14 Non ortogonalità 01.06.02.A15 Patina 01.06.02.A16 Perdita di lucentezza 01.06.02.A17 Perdita di materiale 01.06.02.A18 Perdita di trasparenza 01.06.02.A19 Scagliatura, screpolatura Pagina 31 Manuale di Manutenzione 01.06.02.A20 Scollaggi della pellicola MANUTENZIONI ESEGUIBILI DALL'UTENTE 01.06.02.I01 Lubrificazione serrature, cerniere Cadenza: ogni 6 mesi Lubrificazione ed ingrassaggio delle serrature e cerniere con prodotti siliconici, verifica del corretto funzionamento. 01.06.02.I02 Pulizia ante Cadenza: quando occorre Pulizia delle ante con prodotti detergenti non aggressivi idonei al tipo di materiale. 01.06.02.I03 Pulizia delle guide di scorrimento Cadenza: ogni 6 mesi Pulizia dei residui organici che possono compromettere la funzionalità delle guide di scorrimento. 01.06.02.I04 Pulizia organi di movimentazione Cadenza: quando occorre Pulizia degli organi di movimentazone tramite detergenti comuni. 01.06.02.I05 Pulizia telai Cadenza: ogni 6 mesi Pulizia del telaio con prodotti detergenti non aggressivi idonei al tipo di materiale. 01.06.02.I06 Pulizia vetri Cadenza: quando occorre Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei. 01.06.02.I07 Registrazione maniglia Cadenza: ogni 6 mesi Registrazione e lubrificazione della maniglia, delle viti e degli accessori di manovra apertura-chiusura. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.06.02.I08 Regolazione controtelai Cadenza: ogni 12 mesi Regolazione del fissaggio dei controtelai alle pareti. 01.06.02.I09 Ripristino protezione verniciatura parti in legno Cadenza: ogni 2 anni Ripristino della protezione di verniciatura previa asportazione del vecchio strato per mezzo di carte abrasive leggere ed otturazione con stucco per legno di eventuali fessurazioni. Applicazione di uno strato impregnante e rinnovo, a pennello, dello strato protettivo con l'impiego di prodotti idonei al tipo di legno. 01.06.02.I10 Regolazione telai Cadenza: ogni 12 mesi Regolazione del fissaggio dei telai ai controtelai. Pagina 32 Manuale di Manutenzione Unità Tecnologica: 01.07 Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni Gli infissi esterni fanno parte del sistema chiusura del sistema tecnologico. Il loro scopo è quello di soddisfare i requisiti di benessere quindi di permettere l'illuminazione e la ventilazione naturale degli ambienti, garantendo inoltre le prestazioni di isolamento termico-acustico. Gli infissi offrono un'ampia gamma di tipologie diverse sia per materiale che per tipo di apertura. REQUISITI E PRESTAZIONI (UT) 01.07.R01 Permeabilità all'aria Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici Classe di Esigenza: Benessere Gli infissi devono controllare il passaggio dell'aria a protezione degli ambienti interni e permettere la giusta ventilazione. Livello minimo della prestazione: I livelli prestazionali variano in funzione delle classi, della permeabilità all’aria di riferimento a 100 Pa misurata in m^3/hm^2 e della pressione massima di prova misurata in Pa. Qualora siano impiegati infissi esterni verticali dotati di tamponamento trasparente isolante (con trasmittanza termica unitaria U < = 3,5 W/m°C), la classe di permeabilità all'aria non deve essere inferiore ad A2 secondo le norme UNI EN 1026, prEN 12519 e UNI EN 12207. 01.07.R02 Regolarità delle finiture Classe di Requisiti: Visivi Classe di Esigenza: Aspetto Gli infissi devono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere difficile la lettura formale. Inoltre gli elementi dovranno combaciare tra di loro in modo idoneo senza comprometterne la loro funzionalità. Livello minimo della prestazione: Gli infissi esterni verticali non devono presentare finiture superficiali eccessivamente rugose, spigolose, cedevoli né tanto meno fessurazioni o screpolature superiore al 10% delle superfici totali. 01.07.R03 Resistenza agli agenti aggressivi Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici Classe di Esigenza: Sicurezza Gli infissi non dovranno subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto a causa dell'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo della prestazione: In particolare, tutti gli infissi esterni realizzati con materiale metallico come l'alluminio, leghe d'alluminio, acciaio, ecc., devono essere protetti con sistemi di verniciatura resistenti a processi di corrosione in nebbia salina, se ne sia previsto l'impiego in atmosfere aggressive (urbane, marine, ecc.) per tempo di 1000 ore, e per un tempo di almeno 500 ore, nel caso ne sia previsto l'impiego in atmosfere poco aggressive. L'ossidazione anodica, di spessore diverso, degli infissi in alluminio o delle leghe d'alluminio deve corrispondere ai valori riportati di seguito: - Ambiente interno - Spessore di ossido: S > = 5 micron; - Ambiente rurale o urbano - Spessore di ossido: S > 10 micron; - Ambiente industriale o marino - Spessore di ossido: S > = 15 micron; - Ambiente marino o inquinato - Spessore di ossido: S > = 20 micron. 01.07.R04 Resistenza all'acqua Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici Classe di Esigenza: Sicurezza Gli infissi a contatto con l'acqua, dovranno mantenere inalterate le proprie caratteristiche chimico-fisiche. Livello minimo della prestazione: Sugli infissi campione vanno eseguite delle prove atte alla verifica dei seguenti limiti prestazionali secondo la norma UNI EN 12208: - Differenza di Pressione [Pa] = 0 - Durata della prova [minuti] 15 - Differenza di Pressione [Pa] = 50 - Durata della prova [minuti] 5 - Differenza di Pressione [Pa] = 100 - Durata della prova [minuti] 5 - Differenza di Pressione [Pa] = 150 - Durata della prova [minuti] 5 - Differenza di Pressione [Pa] = 200 - Durata della prova [minuti] 5 - Differenza di Pressione [Pa] = 300 - Durata della prova [minuti] 5 - Differenza di Pressione [Pa] = 500 - Durata della prova [minuti] 5 01.07.R05 Tenuta all'acqua Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici Classe di Esigenza: Benessere Gli infissi devono essere realizzati in modo da impedire, o comunque limitare, alle acque meteoriche o di altra origine di penetrare negli ambienti interni. Livello minimo della prestazione: I livelli minimi sono individuabili attraverso l'identificazione della classe di tenuta all'acqua in funzione della norma UNI EN 12208. CLASSIFICAZIONE SECONDO LA NORMA UNI EN 12208 Note = Il metodo A è indicato per prodotti pienamente esposti; il metodo B è adatto per prodotti parzialmente protetti. PRESSIONE DI PROVA (Pmax in Pa*)= -; Classificazione: Metodo di prova A=0 - Metodo di prova B=0; Specifiche: Nessun requisito; PRESSIONE DI PROVA (Pmax in Pa*)= 0; Classificazione: Metodo di prova A= 1A - Metodo di prova B= 1B; Specifiche: Irrorazione per 15 min; PRESSIONE DI PROVA (Pmax in Pa*)= 50; Classificazione: Metodo di prova A= 2A - Metodo di prova B= 2B; Specifiche: Come classe 1 ÷ 5 min; PRESSIONE DI PROVA (Pmax in Pa*)= 100; Classificazione: Metodo di prova A= 3A - Metodo di prova B= 3B; Specifiche: Come classe 2 ÷ 5 min; PRESSIONE DI PROVA (Pmax in Pa*)= 150; Classificazione: Metodo di prova A= 4A - Metodo di prova B= 4B; Specifiche: Come classe 3 ÷ 5 min; PRESSIONE DI PROVA (Pmax in Pa*)= 200; Pagina 33 Manuale di Manutenzione Classificazione: Metodo di prova A= 5A - Metodo di prova B= 5B; Specifiche: Come classe 4 ÷ 5 min; PRESSIONE DI PROVA (Pmax in Pa*)= 250; Classificazione: Metodo di prova A= 6A - Metodo di prova B= 6B; Specifiche: Come classe 5 ÷ 5 min; PRESSIONE DI PROVA (Pmax in Pa*)= 300; Classificazione: Metodo di prova A= 7A - Metodo di prova B= 7B; Specifiche: Come classe 6 ÷ 5 min; PRESSIONE DI PROVA (Pmax in Pa*)= 450; Classificazione: Metodo di prova A= 8A - Metodo di prova B= -; Specifiche: Come classe 7 ÷ 5 min; PRESSIONE DI PROVA (Pmax in Pa*)= 600; Classificazione: Metodo di prova A= 9A - Metodo di prova B= -; Specifiche: Come classe 8 ÷ 5 min; PRESSIONE DI PROVA (Pmax in Pa*) > 600; Classificazione: Metodo di prova A= Exxx - Metodo di prova B= -; Specifiche: Al di sopra di 600 Pa, con cadenza di 150 Pa, la durata di ciascuna fase deve essere di 50 min; * dopo 15 min a pressione zero e 5 min alle fasi susseguenti. 01.07.R06 Pulibilità Classe di Requisiti: Facilità d'intervento Classe di Esigenza: Funzionalità Gli infissi devono consentire la rimozione di sporcizia, depositi, macchie, ecc. Livello minimo della prestazione: Gli infissi devono essere accessibili ed inoltre è necessario che la loro altezza da terra sia inferiore a 200 cm e la larghezza delle ante non superiore ai 60 cm in modo da consentire le operazioni di pulizia rimanendo dall'interno. 01.07.R07 Isolamento acustico Classe di Requisiti: Acustici Classe di Esigenza: Benessere E’ l'attitudine a fornire un'idonea resistenza al passaggio dei rumori. Il livello di isolamento richiesto varia in funzione della tipologia e del tipo di attività svolta e in funzione della classe di destinazione d'uso del territorio. Livello minimo della prestazione: In relazione alla destinazione degli ambienti e alla rumorosità della zona di ubicazione i serramenti esterni sono classificati secondo la UNI 8204: di classe R1 se 20 <= Rw <= 27 db(A); di classe R2 se 27 <= Rw <= 35 dB(A); di classe R3 se Rw > 35 dB(A). 01.07.R08 Isolamento termico Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici Classe di Esigenza: Benessere Gli infissi dovranno avere la capacità di limitare le perdite di calore. Al requisito concorrono tutti gli elementi che ne fanno parte. Livello minimo della prestazione: Pur non stabilendo specifici limiti prestazionali per i singoli infissi ai fini del contenimento delle dispersioni, è opportuno comunque che i valori della trasmittanza termica unitaria U siano tali da contribuire al contenimento del coefficiente volumico di dispersione Cd riferito all'intero edificio e quello dei singoli locali nei limiti previsti dalle leggi e normative vigenti. 01.07.R09 Resistenza agli urti Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Gli infissi dovranno essere in grado di sopportare urti (definiti dall'energia cinetica di urti-tipo o convenzionali di corpi duri, come di oggetti scagliati, o molli, come il peso di un corpo che cade) che non debbono compromettere la stabilità degli stessi; né provocare il distacco di elementi o frammenti pericolosi a carico degli utenti. Livello minimo della prestazione: Gli infissi esterni verticali, ad esclusione degli elementi di tamponamento, devono resistere all'azione di urti esterni ed interni realizzati secondo con le modalità indicate di seguito: TIPO DI INFISSO: Porta esterna; Corpo d’urto: duro - Massa del corpo [Kg]: 0,5; Energia d’urto applicata [J]: faccia esterna=3,75 - faccia interna=3,75 Corpo d’urto: molle - Massa del corpo [Kg]: 30; Energia d’urto applicata [J]: faccia esterna=240 - faccia interna=240 TIPO DI INFISSO: Finestra; Corpo d’urto: molle - Massa del corpo [Kg]: 50; Energia d’urto applicata [J]: faccia esterna=900 - faccia interna=900 TIPO DI INFISSO: Portafinestra; Corpo d’urto: molle - Massa del corpo [Kg]: 50; Energia d’urto applicata [J]: faccia esterna=700 - faccia interna=700 TIPO DI INFISSO: Facciata continua; Corpo d’urto: duro - Massa del corpo [Kg]: 1; Energia d’urto applicata [J]: faccia esterna=6 - faccia interna= TIPO DI INFISSO: Elementi pieni; Corpo d’urto: molle - Massa del corpo [Kg]: 50; Energia d’urto applicata [J]: faccia esterna=700 - faccia interna= - 01.07.R10 Resistenza al vento Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Gli infissi debbono resistere alle azioni e depressioni del vento in modo da garantire la sicurezza degli utenti e assicurare la durata e la funzionalità nel tempo. Inoltre essi devono sopportare l'azione del vento senza compromettere la funzionalità degli elementi che li costituiscono. Livello minimo della prestazione: I livelli minimi variano in funzione di prove di laboratorio basate nella misurazione della differenza di pressioni, riprodotte convenzionalmente in condizioni di sovrappressione e in depressione secondo la UNI EN 12210 e UNI EN 12211. 01.07.R11 Resistenza a manovre false e violente Classe di Requisiti: Sicurezza d'uso Classe di Esigenza: Sicurezza L'attitudine a contrastare efficacemente il prodursi di rotture o deformazioni sotto l'azione di sollecitazioni derivanti da manovre false e violente. Livello minimo della prestazione: Pagina 34 Manuale di Manutenzione Gli sforzi per le manovra di apertura e chiusura degli infissi e dei relativi organi di manovra devono essere contenuti entro i limiti descritti: A. INFISSI CON ANTE RUOTANTI INTORNO AD UN ASSE VERTICALE O ORIZZONTALE. a.1) - Sforzi per le operazioni di chiusura ed apertura degli organi di manovra. Le grandezze applicate sugli organi di manovra per le operazioni di chiusura e apertura identificate nella forza F e il momento M devono essere contenute entro i limiti: F < = 100 N M < = 10 Nm a.2) - Sforzi per le operazioni movimentazione delle ante. La forza F utile al movimento di un'anta chiusa, con organo di manovra non bloccato, deve essere contenuta entro limiti: - anta con asse di rotazione laterale con apertura a vasistas: F < = 80 N; - anta con asse di rotazione verticale con apertura girevole: 30 N < = F < = 80 N; - anta, con una maniglia, con asse di rotazione orizzontale con apertura a bilico: F < = 80 N; - anta, con due maniglie, con asse di rotazione orizzontale con apertura a bilico: F < = 130 N; B. INFISSI CON ANTE APRIBILI PER TRASLAZIONE CON MOVIMENTO VERTICALE OD ORIZZONTALE. b.1) - Sforzi per le operazioni di chiusura ed apertura degli organi di manovra. La forza F da applicarsi sull'organo di manovra per le operazioni di chiusura e di apertura, deve essere contenuta entro i 50 N. b.2) - Sforzi per le operazioni di spostamento delle ante. La forza F utile al movimento di un'anta chiusa, con organo di manovra non bloccato, deve essere contenuta entro limiti: - anta di finestra con movimento a traslazione orizzontale ed apertura scorrevole: F < = 60 N; - anta di porta o di portafinestra a traslazione orizzontale ed apertura scorrevole: F < = 100 N; - anta a traslazione verticale ed apertura a saliscendi: F < = 100 N; C. INFISSI CON APERTURA BASCULANTE c.1) - Sforzi per le operazioni di chiusura e di apertura degli organi di manovra. Le grandezze applicate sugli organi di manovra per le operazioni di chiusura e apertura identificate nella forza F e il momento M devono essere contenute entro i limiti: F < = 100 N M < = 10 Nm c.2) - Sforzi per le operazioni di messa in movimento delle ante. Nelle condizioni con anta chiusa ed organo di manovra non bloccato, la caduta da un'altezza 20 cm di una massa di 5 kg a sua volta collegata all'organo di manovra deve mettere in movimento l'anta stessa. c.3) - Sforzi per le operazioni di spostamento delle ante. La forza F da applicarsi sull'organo di manovra per le operazioni di chiusura e di apertura, deve essere contenuta entro i 60 N. D. INFISSI CON APERTURA A PANTOGRAFO d.1) - Sforzi per le operazioni di chiusura e di apertura degli organi di manovra. Le grandezze applicate sugli organi di manovra per le operazioni di chiusura e apertura identificate nella forza F e il momento M devono essere contenute entro i limiti: F< = 100 N M < = 10Nm d.2) - Sforzi per le operazioni di messa in movimento delle ante. La forza F utile al movimento di un'anta chiusa, con organo di manovra non bloccato, deve essere contenuta entro limiti: F < = 150 N d.3) - Sforzi per le operazioni di spostamento delle ante. La forza F utile al movimento di un'anta dalla posizione di chiusura a quella di apertura e viceversa, con organo di manovra non bloccato, deve essere contenuta entro limiti: F < = 100 N E. INFISSI CON APERTURA A FISARMONICA e.1) - Sforzi per le operazioni di chiusura e di apertura degli organi di manovra. Le grandezze applicate sugli organi di manovra per le operazioni di chiusura e apertura identificate nella forza F e il momento M devono essere contenute entro i limiti: F< = 100 N M < = 10Nm e.2) - Sforzi per le operazioni di messa in movimento delle ante. La forza F, da applicare con azione parallela al piano dell'infisso, utile al movimento di un'anta chiusa, con organo di manovra non bloccato, deve essere contenuta entro limiti: F < = 80 N e.3) - Sforzi per le operazioni di spostamento delle ante. La forza F utile al movimento di un'anta dalla posizione di chiusura a quella di apertura e viceversa, con organo di manovra non bloccato, deve essere contenuta entro limiti: - anta di finestra: F< = 80 N; - anta di porta o portafinestra: F < = 120 N. F. DISPOSITIVI DI SOLLEVAMENTO I dispositivi di movimentazione e sollevamento di persiane o avvolgibili devono essere realizzati in modo da assicurare che la forza manuale necessaria per il sollevamento degli stessi tramite corde e/o cinghie, non vada oltre il valore di 150 N. 01.07.R12 (Attitudine al) controllo della condensazione superficiale Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici Classe di Esigenza: Benessere Gli infissi devono essere realizzati in modo da evitare la formazione di condensazione sulla superficie degli elementi. Livello minimo della prestazione: Gli infissi esterni verticali se provvisti di sistema di raccolta e smaltimento di acqua da condensa, dovranno conservare una temperatura superficiale Tsi, su tutte le parti interne, sia esse opache che trasparenti, non inferiore ai valori riportati di seguito, nelle condizioni che la temperatura dell'aria esterna sia pari a quella di progetto riferita al luogo di ubicazione dell'alloggio: S < 1.25 - Tsi = 1 1.25 <= S < 1.35 - Tsi = 2 1.35 <= S < 1.50 - Tsi = 3 1.50 <= S < 1.60 - Tsi = 4 1.60 <= S < 1.80 - Tsi = 5 1.80 <= S < 2.10 - Tsi = 6 2.10 <= S < 2.40 - Tsi = 7 2.40 <= S < 2.80 - Tsi = 8 2.80 <= S < 3.50 - Tsi = 9 3.50 <= S < 4.50 - Tsi = 10 4.50 <= S < 6.00 - Tsi = 11 6.00 <= S < 9.00 - Tsi = 12 9.00 <= S < 12.00 - Tsi = 13 S >= 12.00 - Tsi = 14 Dove: S = Superficie dell’infisso in m^2 Tsi = Temperatura superficiale in °C 01.07.R13 Resistenza all'usura Classe di Requisiti: Durabilità tecnologica Classe di Esigenza: Durabilità I materiali di rivestimento di gradini e pianerottoli dovranno presentare caratteristiche di resistenza all'usura. Livello minimo della prestazione: I rivestimenti dovranno possedere una resistenza all'usura corrispondente alla classe U3 (ossia di resistenza all'usura per un tempo non inferiore ai 10 anni) della classificazione UPEC. 01.07.R14 Resistenza meccanica Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Gli elementi strutturali costituenti le scale devono contrastare in modo efficace la manifestazione di eventuali rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni. Livello minimo della prestazione: Per una analisi più approfondita dei livelli minimi rispetto ai vari componenti e materiali costituenti i rivestimenti si rimanda alle prescrizioni di legge e di normative vigenti in materia. 01.07.R15 Riparabilità Classe di Requisiti: Facilità d'intervento Classe di Esigenza: Funzionalità Pagina 35 Manuale di Manutenzione Gli infissi dovranno essere collocati in modo da consentire il ripristino dell'integrità, la funzionalità e l'efficienza di parti ed elementi soggetti a guasti. Livello minimo della prestazione: Gli infissi devono essere accessibili in modo da consentire agevolmente le operazioni di riparazione. La loro collocazione dovrà rispettare le norme UNI 7864, UNI 7866, UNI 7961, UNI 7962, UNI 8861 e UNI 8975. 01.07.R16 Oscurabilità Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica Classe di Esigenza: Funzionalità Gli infissi devono, attraverso opportuni schermi e/o dispositivi di oscuramento, provvedere alla regolazione della luce naturale immessa. Livello minimo della prestazione: I dispositivi di schermatura esterna di cui sono dotati gli infissi interni verticali devono consentire una regolazione del livello di illuminamento negli spazi chiusi degli alloggi fino ad un valore non superiore a 0,2 lux. 01.07.R17 (Attitudine al) controllo del fattore solare Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici Classe di Esigenza: Benessere Gli infissi dovranno consentire un adeguato ingresso di energia termica raggiante attraverso le superfici trasparenti (vetri) in funzione delle condizioni climatiche. Livello minimo della prestazione: Il fattore solare dell'infisso non dovrà superare, con insolazione diretta, il valore di 0,3 con i dispositivi di oscuramento in posizione di chiusura. 01.07.R18 (Attitudine al) controllo del flusso luminoso Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica Classe di Esigenza: Funzionalità Gli infissi dovranno consentire una adeguata immissione di luce naturale all'interno, in quantità sufficiente per lo svolgimento delle attività previste e permetterne la regolazione. Livello minimo della prestazione: La superficie trasparente delle finestre e delle portefinestre deve essere dimensionata in modo da assicurare all'ambiente servito un valore del fattore medio di luce diurna nell'ambiente non inferiore al 2%. In ogni caso la superficie finestrata apribile non deve essere inferiore ad 1/8 della superficie del pavimento del locale. L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili: ° 01.07.01 Serramenti in legno ° 01.07.02 Strutture in acciaio ° 01.07.03 Porte tagliafuoco ° 01.07.04 Serramenti in alluminio ° 01.07.05 Serramenti in profilati di acciaio ° 01.07.06 Serramenti misti legno/alluminio ° 01.07.07 Portoni basculanti Pagina 36 Manuale di Manutenzione Elemento Manutenibile: 01.07.01 Serramenti in legno Unità Tecnologica: 01.07 Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni I serramenti in legno sono distinti in base alla realizzazione dei telai in legno di elevata qualità con struttura interna priva di difetti, piccoli nodi, fibra diritta. Le specie legnose più utilizzate sono l'abete, il pino, il douglas, il pitch-pine, ecc.. Rappresentazione grafica e descrizione Denominazione dei componenti dei serramenti CA SSON ET T O G IU N T O F IS S O T E L A IO M O B IL E : T R A V E R S A SU P E R IO R E D E L L ’A N T A T E L A IO F IS S O : T R A V E R S A S U P E R IO R E D E L T E L A IO F IS S O FERM A VETRO S P E C C H IA T U R A V E T R A Z IO N E T A M P O N A M E N T O T R A SP A R E N T E O O P A C O G IU N T O A P R IB IL E T A S S E L L O A P P O G G IO V E T R O FERM A VETRO G O C C IO L A T O IO D E L L ’A N T A T E L A IO M O B IL E : T R A V E R S A IN F E R IO R E D E L L ’A N T A T E L A IO F IS S O : T R A V E R S A IN F E R IO R E D E L T E L A IO F IS S O P R O F IL O R A C C O G L I C O N D E N S A S O G L IA LUCE N ETTA G U A R N IZ IO N E C E R N IE R A S G U IN C IO C O N T R O T E L A IO T E L A IO M O B IL E : M O N T A N T E D E L L ’A N T A G U A R N IZ IO N E T E L A IO M O B IL E : M O N T A N T E D E L L ’A N T A C O M A N D O S IS T E M A C H IU S U R A T E L A IO F IS S O : M O N T A N T E D E L T E L A IO F IS S O REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 01.07.01.R01 Resistenza agli attacchi biologici Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici Classe di Esigenza: Sicurezza Gli infissi a seguito della presenza di organismi viventi (animali, vegetali, microrganismi) non dovranno subire riduzioni di prestazioni. Livello minimo della prestazione: I preservanti con i quali vengono trattati i materiali in legno devono avere una soglia di efficacia non inferiore al 40% di quella iniziale. ANOMALIE RISCONTRABILI 01.07.01.A01 Alterazione cromatica Pagina 37 Manuale di Manutenzione 01.07.01.A02 Alveolizzazione 01.07.01.A03 Attacco biologico 01.07.01.A04 Attacco da insetti xilofagi 01.07.01.A05 Bolla 01.07.01.A06 Condensa superficiale 01.07.01.A07 Corrosione 01.07.01.A08 Deformazione 01.07.01.A09 Degrado degli organi di manovra 01.07.01.A10 Degrado dei sigillanti 01.07.01.A11 Degrado delle guarnizioni 01.07.01.A12 Deposito superficiale 01.07.01.A13 Distacco 01.07.01.A14 Fessurazioni 01.07.01.A15 Frantumazione 01.07.01.A16 Fratturazione 01.07.01.A17 Incrostazione 01.07.01.A18 Infracidamento 01.07.01.A19 Lesione 01.07.01.A20 Macchie 01.07.01.A21 Non ortogonalità 01.07.01.A22 Patina 01.07.01.A23 Perdita di lucentezza 01.07.01.A24 Perdita di materiale 01.07.01.A25 Perdita trasparenza 01.07.01.A26 Rottura degli organi di manovra 01.07.01.A27 Scagliatura, screpolatura 01.07.01.A28 Scollaggi della pellicola MANUTENZIONI ESEGUIBILI DALL'UTENTE Pagina 38 Manuale di Manutenzione 01.07.01.I01 Lubrificazione serrature e cerniere Cadenza: ogni 6 anni Lubrificazione ed ingrassaggio delle serrature e cerniere con prodotti siliconici, verifica del corretto funzionamento. 01.07.01.I02 Pulizia delle guide di scorrimento Cadenza: ogni 6 mesi Pulizia dei residui organici che possono compromettere la funzionalità delle guide di scorrimento. 01.07.01.I03 Pulizia frangisole Cadenza: quando occorre Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei. 01.07.01.I04 Pulizia guarnizioni di tenuta Cadenza: ogni 12 mesi Pulizia dei residui e depositi che ne possono pregiudicare il buon funzionamento con detergenti non aggressivi. 01.07.01.I05 Pulizia organi di movimentazione Cadenza: quando occorre Pulizia degli organi di movimentazione tramite detergenti comuni. 01.07.01.I06 Pulizia telai fissi Cadenza: ogni 6 mesi Pulizia dei residui organici che possono provocare l'otturazione delle asole, dei canali di drenaggio, dei fori, delle battute. Pulizia del telaio fisso con detergenti non aggressivi. 01.07.01.I07 Pulizia telai mobili Cadenza: ogni 12 mesi Pulizia dei telai mobili con detergenti non aggressivi. 01.07.01.I08 Pulizia telai persiane Cadenza: quando occorre Pulizia dei telai con detergenti non aggressivi. 01.07.01.I09 Pulizia vetri Cadenza: quando occorre Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei. 01.07.01.I10 Registrazione maniglia Cadenza: ogni 6 mesi Registrazione e lubrificazione della maniglia, delle viti e degli accessori di manovra apertura-chiusura. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.07.01.I11 Regolazione guarnizioni di tenuta Cadenza: ogni 3 anni Regolazione e riposizionamento delle guarnizioni di tenuta. 01.07.01.I12 Regolazione organi di movimentazione Cadenza: ogni 3 anni Regolazione delle cerniere e della perfetta chiusura dell'anta col telaio fisso. Riposizionamento tramite scorrimento nelle apposite sedi delle cerniere. 01.07.01.I13 Regolazione telai fissi Cadenza: ogni 3 anni Regolazione di ortogonalità del telaio fisso tramite cacciavite sui blocchetti di regolazione e relativo fissaggio. La verifica dell'ortogonalità sarà effettuata mediante l'impiego di livella torica. 01.07.01.I14 Ripristino fissaggi telai fissi Cadenza: ogni 3 anni Ripristino fissaggi dei telai al vano e al controtelaio al muro e riattivazione del fissaggio dei blocchetti di regolazione e fissaggio tramite cacciavite. Pagina 39 Manuale di Manutenzione 01.07.01.I15 Ripristino ortogonalità telai mobili Cadenza: ogni 12 mesi Ripristino dell'ortogonalità delle ante e fissaggio dei cavallotti di unione dei profilati dell'anta. 01.07.01.I16 Ripristino protezione verniciatura infissi Cadenza: ogni 2 anni Ripristino della protezione di verniciatura previa asportazione del vecchio strato per mezzo di carte abrasive leggere ed otturazione con stucco per legno di eventuali fessurazioni. Applicazione di uno strato impregnante e rinnovo, a pennello, dello strato protettivo con l'impiego di prodotti idonei al tipo di legno. 01.07.01.I17 Ripristino protezione verniciatura persiane Cadenza: ogni 2 anni Ripristino della protezione di verniciatura previa asportazione del vecchio strato per mezzo di carte abrasive leggere ed otturazione con stucco per legno di eventuali fessurazioni. Applicazione di uno strato impregnante e rinnovo, a pennello, dello strato protettivo con l'impiego di prodotti idonei al tipo di legno. 01.07.01.I18 Sostituzione cinghie avvolgibili Cadenza: quando occorre Sostituzione delle cinghie avvolgibili, verifica dei meccanismi di funzionamento quali rulli avvolgitori e lubrificazione degli snodi. 01.07.01.I19 Sostituzione frangisole Cadenza: quando occorre Sostituzione dei frangisole impacchettabili con elementi analoghi. 01.07.01.I20 Sostituzione infisso Cadenza: ogni 30 anni Sostituzione dell'infisso mediante smontaggio e rinnovo della protezione del controtelaio o sua sostituzione, posa del nuovo serramento mediante l'impiego di tecniche di fissaggio, di regolazione e sigillature specifiche al tipo di infisso. Elemento Manutenibile: 01.07.02 Strutture in acciaio Unità Tecnologica: 01.07 Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni Le scale in acciaio possono essere realizzate con molteplici conformazioni strutturali impiegando profilati, sezioni scatolari, tubolari o profili piatti assemblati mediante saldature e/o collegamenti tramite chiodatura, bullonatura, ecc.. I gradini vengono generalmente realizzati con lamiere metalliche traforate o con lamiere ad elementi in rilievo oppure con elementi grigliati. ANOMALIE RISCONTRABILI 01.07.02.A01 Corrosione 01.07.02.A02 Deformazione 01.07.02.A03 Lesioni 01.07.02.A04 Mancanza MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.07.02.I01 Ripresa coloritura Cadenza: quando occorre Ritinteggiature delle parti previa rimozione delle parti deteriorate mediante preparazione del fondo. Le modalità di ritinteggiatura, i prodotti, le attrezzature variano comunque in funzione delle superfici e dei materiali costituenti. 01.07.02.I02 Ripristino puntuale pedate e alzate Pagina 40 Manuale di Manutenzione Cadenza: quando occorre Ripristino e/o sostituzione degli elementi rotti delle pedate e delle alzate con elementi analoghi. 01.07.02.I03 Ripristino stabilità corrimano e balaustre Cadenza: quando occorre Ripristino e/o sostituzione degli elementi di connessione dei corrimano e delle balaustre e verifica del corretto serraggio degli stessi e sostituzioni di eventuali parti mancanti. Riparazione della protezione antiruggine degli elementi metallici mediante rimozione della ruggine ed applicazione di vernici protettive. Riparazione di eventuali corrosioni o fessurazioni mediante saldature in loco con elementi di raccordo. 01.07.02.I04 Sostituzione degli elementi degradati Cadenza: quando occorre Sostituzione degli elementi usurati o rotti con altri analoghi. Sostituzione e verifica dei relativi ancoraggi. 01.07.02.I05 Ripristino serraggi bulloni e connessioni metalliche Cadenza: ogni 2 anni Ripristino e/o sostituzione degli elementi di connessione e verifica del corretto serraggio degli stessi e sostituzioni di quelli mancanti. Riparazione della protezione antiruggine degli elementi metallici mediante rimozione della ruggine ed applicazione di vernici protettive. Riparazione di eventuali corrosioni o fessurazioni mediante saldature in loco con elementi di raccordo. Elemento Manutenibile: 01.07.03 Porte tagliafuoco Unità Tecnologica: 01.07 Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni Le porte tagliafuoco (o porte REI) hanno la funzione di proteggere quegli spazi o luoghi sicuri, ai quali ne consentono l'ingresso, dalle azioni provocate da eventuali incendi. Nelle zone di maggiore afflusso di persone le porte tagliafuoco devono essere anche porte antipanico. Le dimensioni ed i materiali sono normati secondo le prescrizioni in materia di sicurezza. In genere vengono impiegati materiali di rivestimento metallici con all'interno materiali isolanti stabili alle alte temperature. Il dispositivo di emergenza deve essere realizzato in modo da consentire lo sganciamento della porta dall'interno in meno di 1 secondo. Tra i diversi dispositivi in produzione vi sono: -dispositivi di emergenza con azionamento mediante maniglia a leva; -dispositivi di emergenza con azionamento mediante piastra a spinta. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 01.07.03.R01 Regolarità delle finiture per porte tagliafuoco Classe di Requisiti: Visivi Classe di Esigenza: Aspetto Le porte tagliafuoco devono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti. Livello minimo della prestazione: Il dispositivo antipanico dovrà essere progettato e realizzato in modo che tutti gli spigoli e gli angoli esposti che potrebbero provocare lesioni agli utenti che si servono dell'uscita di sicurezza, siano arrotondati con un raggio >= 0,5 mm (UNI EN 1125). 01.07.03.R02 Resistenza agli agenti aggressivi per porte tagliafuoco Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici Classe di Esigenza: Sicurezza Le porte tagliafuoco non dovranno subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto a causa dell'azione di agenti aggressivi chimici Livello minimo della prestazione: Le porte tagliafuoco dovranno avere una resistenza alla corrosione pari ad almeno al grado 3, in base a quanto previsto dal prEN 1670 (UNI EN 1125). 01.07.03.R03 Resistenza agli urti per porte tagliafuoco Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Le porte tagliafuoco dovranno essere in grado di sopportare urti che non debbono compromettere la stabilità degli stessi; né provocare il distacco di elementi o frammenti pericolosi a carico degli utenti. Livello minimo della prestazione: Gli infissi devono resistere all'azione di urti esterni ed interni realizzati con le modalità indicate nelle norme UNI EN 179, UNI EN 1125, UNI EN 1158. 01.07.03.R04 Resistenza al fuoco per porte tagliafuoco Classe di Requisiti: Protezione antincendio Classe di Esigenza: Sicurezza I materiali costituenti le porte tagliafuoco, sottoposti all'azione del fuoco non devono subire trasformazioni chimico-fisiche. Livello minimo della prestazione: I serramenti dovranno essere scelti in base alla individuazione della classe di resistenza al fuoco REI in funzione dell'altezza dell'edificio e rispettare i seguenti valori: Altezza antincendio (m): da 12 a 32 - Classe REI (min): 60; Altezza antincendio (m): da oltre 32 a 80 - Classe REI (min): 90; Altezza antincendio (m): oltre 80 - Classe REI (min): 120. Inoltre il materiale previsto per la realizzazione del dispositivo antipanico dovrà consentire il funzionamento a temperature comprese tra i -20°C e i +100°C (UNI EN 1125). Pagina 41 Manuale di Manutenzione 01.07.03.R05 Sostituibilità per porte tagliafuoco Classe di Requisiti: Facilità d'intervento Classe di Esigenza: Funzionalità Le porte tagliafuoco dovranno essere realizzate e collocate in modo da consentire la loro sostituibilità, e/o la collocazione di parti ed elementi essi soggetti a guasti. Livello minimo della prestazione: Onde facilitare la sostituzione è fondamentale che i componenti ed i dispositivi antipanico siano corrispondenti a quelle previste dalle norme UNI EN 179, UNI EN 1125, UNI EN 1158. 01.07.03.R06 Stabilità chimico reattiva per porte tagliafuoco Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici Classe di Esigenza: Sicurezza Le porte tagliafuoco e i materiali costituenti sotto l'azione di sostanze chimiche con le quali possono venire in contatto non dovranno produrre reazioni chimiche. Livello minimo della prestazione: Le porte tagliafuoco dovranno avere una resistenza alla corrosione pari ad almeno al grado 3, in base a quanto previsto dal prEN 1670 (UNI EN 1125). ANOMALIE RISCONTRABILI 01.07.03.A01 Alterazione cromatica 01.07.03.A02 Bolla 01.07.03.A03 Corrosione 01.07.03.A04 Deformazione 01.07.03.A05 Deposito superficiale 01.07.03.A06 Distacco 01.07.03.A07 Fessurazione 01.07.03.A08 Frantumazione 01.07.03.A09 Fratturazione 01.07.03.A10 Incrostazione 01.07.03.A11 Lesione 01.07.03.A12 Macchie 01.07.03.A13 Non ortogonalità 01.07.03.A14 Patina 01.07.03.A15 Perdita di lucentezza 01.07.03.A16 Perdita di materiale 01.07.03.A17 Perdita di trasparenza 01.07.03.A18 Scagliatura, screpolatura 01.07.03.A19 Scollaggi della pellicola MANUTENZIONI ESEGUIBILI DALL'UTENTE Pagina 42 Manuale di Manutenzione 01.07.03.I01 Lubrificazione serrature, cerniere Cadenza: ogni 6 mesi Lubrificazione ed ingrassaggio delle serrature e cerniere con prodotti siliconici, verifica del corretto funzionamento. 01.07.03.I02 Pulizia ante Cadenza: quando occorre Pulizia delle ante con prodotti detergenti non aggressivi idonei al tipo di materiale. 01.07.03.I03 Pulizia organi di movimentazione Cadenza: quando occorre Pulizia degli organi di movimentazone tramite detergenti comuni. 01.07.03.I04 Pulizia telai Cadenza: ogni 6 mesi Pulizia del telaio con prodotti detergenti non aggressivi idonei al tipo di materiale. 01.07.03.I05 Pulizia vetri Cadenza: quando occorre Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei. 01.07.03.I06 Registrazione maniglione Cadenza: ogni 6 mesi Registrazione maniglione antipanico e lubrificazione degli accessori di manovra apertura-chiusura. 01.07.03.I09 Rimozione ostacoli Cadenza: ogni 2 anni Rimozione di eventuali ostacoli in prossimità degli spazi interessati dalle porte antipanico o in prossimità di esse. 01.07.03.I10 Verifica funzionamento Cadenza: ogni 6 mesi Verifica del corretto funzionamento di apertura-chiusura mediante prova manuale. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.07.03.I07 Regolazione controtelai Cadenza: ogni 12 mesi Regolazione del fissaggio dei controtelai alle pareti. 01.07.03.I08 Regolazione telai Cadenza: ogni 12 mesi Regolazione del fissaggio dei telai ai controtelai. Elemento Manutenibile: 01.07.04 Serramenti in alluminio Unità Tecnologica: 01.07 Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni Si tratta di serramenti i cui profili sono ottenuti per estrusione. L'unione dei profili avviene meccanicamente con squadrette interne in alluminio o acciaio zincato. Le colorazioni diverse avvengono per elettrocolorazione. Particolare attenzione va posta nell'accostamento fra i diversi materiali; infatti il contatto fra diversi metalli può creare potenziali elettrici in occasione di agenti atmosferici con conseguente corrosione galvanica del metallo a potenziale elettrico minore. Rispetto agli infissi in legno hanno una minore manutenzione. Rappresentazione grafica e descrizione Pagina 43 Manuale di Manutenzione Denominazione dei componenti dei serramenti ANOMALIE RISCONTRABILI 01.07.04.A01 Alterazione cromatica 01.07.04.A02 Bolla 01.07.04.A03 Condensa superficiale 01.07.04.A04 Corrosione 01.07.04.A05 Deformazione 01.07.04.A06 Degrado degli organi di manovra 01.07.04.A07 Degrado delle guarnizioni 01.07.04.A08 Deposito superficiale 01.07.04.A09 Frantumazione 01.07.04.A10 Macchie 01.07.04.A11 Non ortogonalità 01.07.04.A12 Perdita di materiale 01.07.04.A13 Perdita trasparenza 01.07.04.A14 Rottura degli organi di manovra MANUTENZIONI ESEGUIBILI DALL'UTENTE 01.07.04.I01 Lubrificazione serrature e cerniere Pagina 44 Manuale di Manutenzione Cadenza: ogni 6 anni Lubrificazione ed ingrassaggio delle serrature e cerniere con prodotti siliconici, verifica del corretto funzionamento. 01.07.04.I02 Pulizia delle guide di scorrimento Cadenza: ogni 6 mesi Pulizia dei residui organici che possono compromettere la funzionalità delle guide di scorrimento. 01.07.04.I03 Pulizia frangisole Cadenza: quando occorre Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei. 01.07.04.I04 Pulizia guarnizioni di tenuta Cadenza: ogni 12 mesi Pulizia dei residui e depositi che ne possono pregiudicare il buon funzionamento con detergenti non aggressivi. 01.07.04.I05 Pulizia organi di movimentazione Cadenza: quando occorre Pulizia degli organi di movimentazione tramite detergenti comuni. 01.07.04.I06 Pulizia telai fissi Cadenza: ogni 6 mesi Pulizia dei residui organici che possono provocare l'otturazione delle asole, dei canali di drenaggio, dei fori, delle battute. Pulizia del telaio fisso con detergenti non aggressivi. In particolare per i profili elettrocolorati la pulizia va effettuata con prodotti sgrassanti ed olio di vaselina per la protezione superficiale; per i profili verniciati a forno, la pulizia dei profili va effettuata con paste abrasive con base di cere. 01.07.04.I07 Pulizia telai mobili Cadenza: ogni 12 mesi Pulizia dei telai mobili con detergenti non aggressivi. 01.07.04.I08 Pulizia telai persiane Cadenza: quando occorre Pulizia dei telai con detergenti non aggressivi. 01.07.04.I09 Pulizia vetri Cadenza: quando occorre Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei. 01.07.04.I10 Registrazione maniglia Cadenza: ogni 6 mesi Registrazione e lubrificazione della maniglia, delle viti e degli accessori di manovra apertura-chiusura. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.07.04.I11 Regolazione guarnizioni di tenuta Cadenza: ogni 3 anni Regolazione e riposizionamento delle guarnizioni di tenuta. 01.07.04.I12 Regolazione organi di movimentazione Cadenza: ogni 3 anni Regolazione delle cerniere e della perfetta chiusura dell'anta col telaio fisso. Riposizionamento tramite scorrimento nelle apposite sedi delle cerniere. 01.07.04.I13 Regolazione telai fissi Cadenza: ogni 3 anni Regolazione di ortogonalità del telaio fisso tramite cacciavite sui blocchetti di regolazione e relativo fissaggio. La verifica dell'ortogonalità sarà effettuata mediante l'impiego di livella torica. 01.07.04.I14 Ripristino fissaggi telai fissi Cadenza: ogni 3 anni Ripristino fissaggi dei telai al vano e al controtelaio al muro e riattivazione del fissaggio dei blocchetti di regolazione e fissaggio tramite cacciavite. 01.07.04.I15 Ripristino ortogonalità telai mobili Pagina 45 Manuale di Manutenzione Cadenza: ogni 12 mesi Ripristino dell'ortogonalità delle ante e fissaggio dei cavallotti di unione dei profilati dell'anta. 01.07.04.I16 Sostituzione cinghie avvolgibili Cadenza: quando occorre Sostituzione delle cinghie avvolgibili, verifica dei meccanismi di funzionamento quali rulli avvolgitori e lubrificazione degli snodi. 01.07.04.I17 Sostituzione frangisole Cadenza: quando occorre Sostituzione dei frangisole impacchettabili con elementi analoghi. 01.07.04.I18 Sostituzione infisso Cadenza: ogni 30 anni Sostituzione dell'infisso e del controtelaio mediante smontaggio e posa del nuovo serramento mediante l'impiego di tecniche di fissaggio, di regolazione e sigillature specifiche al tipo di infisso. Elemento Manutenibile: 01.07.05 Serramenti in profilati di acciaio Unità Tecnologica: 01.07 Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni Per i serramenti in profilati di acciaio piegati a freddo viene impiegato come materiale la lamiera di acciaio di spessore di circa 1 mm. La lamiera viene rivestita di zinco e piegata a freddo fino a raggiungere la sagoma desiderata. I profili vengono generalmente assemblati meccanicamente con squadrette in acciaio zincato e viti. Questi tipi di serramento possono essere facilmente soggetti a corrosione in particolare in corrispondenza delle testate dei profili dove il rivestimento a zinco non risulta presente. Inoltre hanno una scarsa capacità isolante, che può facilitare la formazione di condensa sugli elementi del telaio, ed un'elevata dispersione termica attraverso il telaio. Vi sono comunque serramenti in acciaio con coibentazione a cappotto dei profili con buone prestazioni di isolamento termico. Rappresentazione grafica e descrizione Denominazione dei componenti dei serramenti ANOMALIE RISCONTRABILI 01.07.05.A01 Alterazione cromatica Pagina 46 Manuale di Manutenzione 01.07.05.A02 Bolla 01.07.05.A03 Condensa superficiale 01.07.05.A04 Corrosione 01.07.05.A05 Deformazione 01.07.05.A06 Degrado degli organi di manovra 01.07.05.A07 Degrado delle guarnizioni 01.07.05.A08 Deposito superficiale 01.07.05.A09 Frantumazione 01.07.05.A10 Macchie 01.07.05.A11 Non ortogonalità 01.07.05.A12 Perdita di materiale 01.07.05.A13 Perdita trasparenza 01.07.05.A14 Rottura degli organi di manovra MANUTENZIONI ESEGUIBILI DALL'UTENTE 01.07.05.I01 Lubrificazione serrature e cerniere Cadenza: ogni 6 anni Lubrificazione ed ingrassaggio delle serrature e cerniere con prodotti siliconici, verifica del corretto funzionamento. 01.07.05.I02 Pulizia delle guide di scorrimento Cadenza: ogni 6 mesi Pulizia dei residui organici che possono compromettere la funzionalità delle guide di scorrimento. 01.07.05.I03 Pulizia frangisole Cadenza: quando occorre Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei. 01.07.05.I04 Pulizia guarnizioni di tenuta Cadenza: ogni 12 mesi Pulizia dei residui e depositi che ne possono pregiudicare il buon funzionamento con detergenti non aggressivi. 01.07.05.I05 Pulizia organi di movimentazione Cadenza: quando occorre Pulizia degli organi di movimentazione tramite detergenti comuni. 01.07.05.I06 Pulizia telai fissi Cadenza: ogni 6 mesi Pulizia dei residui organici che possono provocare l'otturazione delle asole, dei canali di drenaggio, dei fori, delle battute. Pulizia del telaio fisso con detergenti non aggressivi che possano deteriorare la vernice di protezone e facilitare la corrosione. 01.07.05.I07 Pulizia telai mobili Cadenza: ogni 12 mesi Pulizia dei telai mobili con detergenti non aggressivi che possano deteriorare la vernice di protezone e facilitare la corrosione. Pagina 47 Manuale di Manutenzione 01.07.05.I08 Pulizia telai persiane Cadenza: quando occorre Pulizia dei telai con detergenti non aggressivi. 01.07.05.I09 Pulizia vetri Cadenza: quando occorre Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei. 01.07.05.I10 Registrazione maniglia Cadenza: ogni 6 mesi Registrazione e lubrificazione della maniglia, delle viti e degli accessori di manovra apertura-chiusura. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.07.05.I11 Regolazione guarnizioni di tenuta Cadenza: ogni 3 anni Regolazione e riposizionamento delle guarnizioni di tenuta. 01.07.05.I12 Regolazione organi di movimentazione Cadenza: ogni 3 anni Regolazione delle cerniere e della perfetta chiusura dell'anta col telaio fisso. Riposizionamento tramite scorrimento nelle apposite sedi delle cerniere. 01.07.05.I13 Regolazione telai fissi Cadenza: ogni 3 anni Regolazione di ortogonalità del telaio fisso tramite cacciavite sui blocchetti di regolazione e relativo fissaggio. La verifica dell'ortogonalità sarà effettuata mediante l'impiego di livella torica. 01.07.05.I14 Ripristino fissaggi telai fissi Cadenza: ogni 3 anni Ripristino fissaggi dei telai al vano e al controtelaio al muro e riattivazione del fissaggio dei blocchetti di regolazione e fissaggio tramite cacciavite. 01.07.05.I15 Ripristino ortogonalità telai mobili Cadenza: ogni 12 mesi Ripristino dell'ortogonalità delle ante e fissaggio dei cavallotti di unione dei profilati dell'anta. 01.07.05.I16 Sostituzione cinghie avvolgibili Cadenza: quando occorre Sostituzione delle cinghie avvolgibili, verifica dei meccanismi di funzionamento quali rulli avvolgitori e lubrificazione degli snodi. 01.07.05.I17 Sostituzione frangisole Cadenza: quando occorre Sostituzione dei frangisole impacchettabili con elementi analoghi. 01.07.05.I18 Sostituzione infisso Cadenza: ogni 30 anni Sostituzione dell'infisso e del controtelaio mediante smontaggio e posa del nuovo serramento mediante l'impiego di tecniche di fissaggio, di regolazione e sigillature specifiche al tipo di infisso. Elemento Manutenibile: 01.07.06 Serramenti misti legno/alluminio Unità Tecnologica: 01.07 Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni I Serramenti misti legno/alluminio sono costituiti da un telaio in legno, collocato all'interno sul quale vengono fissati profili in alluminio all'esterno. La protezione con profilo di alluminio è rivolta al traverso inferiore, il più esposto agli agenti atmosferici come la pioggia, con funzione di protezione, di raccolta e scarico delle acque. La combinazione legno-alluminio garantisce per il primo buone caratteristiche di coibenza e pregio estetico, per il secondo resistenza agli agenti atmosferici e minore manutenzione. Pagina 48 Manuale di Manutenzione Rappresentazione grafica e descrizione Denominazione dei componenti dei serramenti ANOMALIE RISCONTRABILI 01.07.06.A01 Alterazione cromatica 01.07.06.A02 Alveolizzazione 01.07.06.A03 Bolla 01.07.06.A04 Condensa superficiale 01.07.06.A05 Corrosione 01.07.06.A06 Deformazione 01.07.06.A07 Degrado degli organi di manovra 01.07.06.A08 Degrado delle guarnizioni 01.07.06.A09 Deposito superficiale 01.07.06.A10 Distacco 01.07.06.A11 Fessurazioni 01.07.06.A12 Frantumazione 01.07.06.A13 Fratturazione 01.07.06.A14 Incrostazione 01.07.06.A15 Infracidamento 01.07.06.A16 Lesione Pagina 49 Manuale di Manutenzione 01.07.06.A17 Macchie 01.07.06.A18 Non ortogonalità 01.07.06.A19 Patina 01.07.06.A20 Perdita di lucentezza 01.07.06.A21 Perdita di materiale 01.07.06.A22 Perdita trasparenza 01.07.06.A23 Rottura degli organi di manovra 01.07.06.A24 Scagliatura, screpolatura 01.07.06.A25 Scollaggi della pellicola MANUTENZIONI ESEGUIBILI DALL'UTENTE 01.07.06.I01 Lubrificazione serrature e cerniere Cadenza: ogni 6 anni Lubrificazione ed ingrassaggio delle serrature e cerniere con prodotti siliconici, verifica del corretto funzionamento. 01.07.06.I02 Pulizia delle guide di scorrimento Cadenza: ogni 6 mesi Pulizia dei residui organici che possono compromettere la funzionalità delle guide di scorrimento. 01.07.06.I03 Pulizia frangisole Cadenza: quando occorre Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei. 01.07.06.I04 Pulizia guarnizioni di tenuta Cadenza: ogni 12 mesi Pulizia dei residui e depositi che ne possono pregiudicare il buon funzionamento con detergenti non aggressivi. 01.07.06.I05 Pulizia organi di movimentazione Cadenza: quando occorre Pulizia degli organi di movimentazione tramite detergenti comuni. 01.07.06.I06 Pulizia telai fissi Cadenza: ogni 6 mesi Pulizia dei residui organici che possono provocare l'otturazione delle asole, dei canali di drenaggio, dei fori, delle battute. Pulizia del telaio fisso con detergenti non aggressivi. In particolare, per le parti in alluminio, per i profili elettrocolorati la pulizia va effettuata con prodotti sgrassanti ed olio di vaselina per la protezione superficiale; per i profili verniciati a forno, la pulizia dei profili va effettuata con paste abrasive con base di cere. 01.07.06.I07 Pulizia telai mobili Cadenza: ogni 12 mesi Pulizia dei telai mobili con detergenti non aggressivi. 01.07.06.I08 Pulizia telai persiane Cadenza: quando occorre Pulizia dei telai con detergenti non aggressivi. 01.07.06.I09 Pulizia vetri Cadenza: quando occorre Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei. 01.07.06.I10 Registrazione maniglia Pagina 50 Manuale di Manutenzione Cadenza: ogni 6 mesi Registrazione e lubrificazione della maniglia, delle viti e degli accessori di manovra apertura-chiusura. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.07.06.I11 Regolazione guarnizioni di tenuta Cadenza: ogni 3 anni Regolazione e riposizionamento delle guarnizioni di tenuta. 01.07.06.I12 Regolazione organi di movimentazione Cadenza: ogni 3 anni Regolazione delle cerniere e della perfetta chiusura dell'anta col telaio fisso. Riposizionamento tramite scorrimento nelle apposite sedi delle cerniere. 01.07.06.I13 Regolazione telai fissi Cadenza: ogni 3 anni Regolazione di ortogonalità del telaio fisso tramite cacciavite sui blocchetti di regolazione e relativo fissaggio. La verifica dell'ortogonalità sarà effettuata mediante l'impiego di livella torica. 01.07.06.I14 Ripristino fissaggi telai fissi Cadenza: ogni 3 anni Ripristino fissaggi dei telai al vano e al controtelaio al muro e riattivazione del fissaggio dei blocchetti di regolazione e fissaggio tramite cacciavite. 01.07.06.I15 Ripristino ortogonalità telai mobili Cadenza: ogni 12 mesi Ripristino dell'ortogonalità delle ante e fissaggio dei cavallotti di unione dei profilati dell'anta. 01.07.06.I16 Ripristino protezione verniciatura infissi Cadenza: ogni 2 anni Ripristino della protezione di verniciatura previa asportazione del vecchio strato per mezzo di carte abrasive leggere ed otturazione con stucco per legno di eventuali fessurazioni. Applicazione di uno strato impregnante e rinnovo, a pennello, dello strato protettivo con l'impiego di prodotti idonei al tipo di legno. 01.07.06.I17 Ripristino protezione verniciatura persiane Cadenza: ogni 2 anni Ripristino della protezione di verniciatura previa asportazione del vecchio strato per mezzo di carte abrasive leggere ed otturazione con stucco per legno di eventuali fessurazioni. Applicazione di uno strato impregnante e rinnovo, a pennello, dello strato protettivo con l'impiego di prodotti idonei al tipo di legno. 01.07.06.I18 Sostituzione cinghie avvolgibili Cadenza: quando occorre Sostituzione delle cinghie avvolgibili, verifica dei meccanismi di funzionamento quali rulli avvolgitori e lubrificazione degli snodi. 01.07.06.I19 Sostituzione frangisole Cadenza: quando occorre Sostituzione dei frangisole impacchettabili con elementi analoghi. 01.07.06.I20 Sostituzione infisso Cadenza: ogni 30 anni Sostituzione dell'infisso mediante smontaggio e rinnovo della protezione del controtelaio o sua sostituzione, posa del nuovo serramento mediante l'impiego di tecniche di fissaggio, di regolazione e sigillature specifiche al tipo di infisso. Elemento Manutenibile: 01.07.07 Portoni basculanti Unità Tecnologica: 01.07 Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni Si tratta di portoni snodati con reazione a molla o contrappeso il cui peso viene bilanciato durante la fase di apertura-chiusura. Possono essere costituiti da materiali diversi o accoppiati tra di loro (legno, alluminio, lamiera zincata, PVC,vetro, ecc.). Si possono distinguere: -tipo snodato; -con contrappeso; -basculante; ecc.. Pagina 51 Manuale di Manutenzione Sono particolarmente utilizzati per autorimesse e simili. ANOMALIE RISCONTRABILI 01.07.07.A01 Alterazione cromatica 01.07.07.A02 Corrosione 01.07.07.A03 Deformazione 01.07.07.A04 Inefficacia reazione contrappeso o molla 01.07.07.A05 Non ortogonalità MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.07.07.I01 Ingrassaggio degli elementi di manovra Cadenza: ogni 3 mesi Pulizia ed ingrassaggio-grafitaggio degli elementi di manovra (cerniere, guide, superfici di scorrimento) con prodotti idonei e non residuosi. 01.07.07.I02 Revisione automatismi a distanza Cadenza: ogni 6 mesi Sostituzione delle batterie energetiche dai telecomandi. Pulizia schermi barriere fotoelettriche (proiettori e ricevitori). Sostituzione di parti ed automatismi usurati e/o difettosi. 01.07.07.I03 Ripresa protezione elementi Cadenza: ogni 2 anni Ripresa delle protezioni e delle coloriture mediante rimozione dei vecchi strati, pulizia delle superfici ed applicazioni di prodotti idonei (anticorrosivi, protettivi) al tipo di materiale ed alle condizioni ambientali. 01.07.07.I04 Sostituzione elementi usurati Cadenza: quando occorre Sostituzione degli elementi in vista, di parti meccaniche ed organi di manovra usurati e/o rotti con altri analoghi e con le stesse caratteristiche. Pagina 52 Manuale di Manutenzione Unità Tecnologica: 01.08 Scale e rampe Si tratta di strutture di collegamento inclinate costituite da strutture a piano inclinato e da strutture gradonate o a gradini la cui funzione è quella di raggiungere piani posti a quote diverse. Le strutture inclinate si possono dividere in: rampe a piano inclinato (con una pendenza fino all'8%); rampe gradonate, costituite da elementi a gradoni (con una pendenza fino a 20°); scale, formate da gradini con pendenze varie in rapporto alla loro funzione (scale esterne, scale di servizio, scale di sicurezza, ecc.). Le scale possono assumere morfologie diverse: ad una o più rampe; scale curve; scale ellittiche a pozzo; scale circolari a pozzo; scale a chiocciola. Le scale e rampe possono essere realizzate secondo molteplici conformazioni strutturali e in materiali diversi. Si possono avere strutture in acciaio; strutture in legno; strutture in murature; strutture in c.a.; strutture prefabbricate, ecc. REQUISITI E PRESTAZIONI (UT) 01.08.R01 Resistenza all'usura Classe di Requisiti: Durabilità tecnologica Classe di Esigenza: Durabilità I materiali di rivestimento di gradini e pianerottoli dovranno presentare caratteristiche di resistenza all'usura. Livello minimo della prestazione: I rivestimenti dovranno possedere una resistenza all'usura corrispondente alla classe U3 (ossia di resistenza all'usura per un tempo non inferiore ai 10 anni) della classificazione UPEC. 01.08.R02 Resistenza meccanica Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Gli elementi strutturali costituenti le scale devono contrastare in modo efficace la manifestazione di eventuali rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni. Livello minimo della prestazione: Per una analisi più approfondita dei livelli minimi rispetto ai vari componenti e materiali costituenti i rivestimenti si rimanda alle prescrizioni di legge e di normative vigenti in materia. L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili: ° 01.08.01 Strutture in acciaio Pagina 53 Manuale di Manutenzione Elemento Manutenibile: 01.08.01 Strutture in acciaio Unità Tecnologica: 01.08 Scale e rampe Le scale in acciaio possono essere realizzate con molteplici conformazioni strutturali impiegando profilati, sezioni scatolari, tubolari o profili piatti assemblati mediante saldature e/o collegamenti tramite chiodatura, bullonatura, ecc.. I gradini vengono generalmente realizzati con lamiere metalliche traforate o con lamiere ad elementi in rilievo oppure con elementi grigliati. ANOMALIE RISCONTRABILI 01.08.01.A01 Corrosione 01.08.01.A02 Deformazione 01.08.01.A03 Lesioni 01.08.01.A04 Mancanza MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.08.01.I01 Ripresa coloritura Cadenza: quando occorre Ritinteggiature delle parti previa rimozione delle parti deteriorate mediante preparazione del fondo. Le modalità di ritinteggiatura, i prodotti, le attrezzature variano comunque in funzione delle superfici e dei materiali costituenti. 01.08.01.I02 Ripristino puntuale pedate e alzate Cadenza: quando occorre Ripristino e/o sostituzione degli elementi rotti delle pedate e delle alzate con elementi analoghi. 01.08.01.I03 Ripristino stabilità corrimano e balaustre Cadenza: quando occorre Ripristino e/o sostituzione degli elementi di connessione dei corrimano e delle balaustre e verifica del corretto serraggio degli stessi e sostituzioni di eventuali parti mancanti. Riparazione della protezione antiruggine degli elementi metallici mediante rimozione della ruggine ed applicazione di vernici protettive. Riparazione di eventuali corrosioni o fessurazioni mediante saldature in loco con elementi di raccordo. 01.08.01.I04 Sostituzione degli elementi degradati Cadenza: quando occorre Sostituzione degli elementi usurati o rotti con altri analoghi. Sostituzione e verifica dei relativi ancoraggi. 01.08.01.I05 Ripristino serraggi bulloni e connessioni metalliche Cadenza: ogni 2 anni Ripristino e/o sostituzione degli elementi di connessione e verifica del corretto serraggio degli stessi e sostituzioni di quelli mancanti. Riparazione della protezione antiruggine degli elementi metallici mediante rimozione della ruggine ed applicazione di vernici protettive. Riparazione di eventuali corrosioni o fessurazioni mediante saldature in loco con elementi di raccordo. Pagina 54 Manuale di Manutenzione Unità Tecnologica: 01.09 Opere da decoratore Si tratta di strati funzionali, facenti parte delle chiusure verticali, la cui funzione principale è quella di proteggere il sistema di chiusura dalle sollecitazioni esterne degli edifici e dagli agenti atmosferici nonché di assicurargli un aspetto uniforme ed ornamentale. REQUISITI E PRESTAZIONI (UT) 01.09.R01 (Attitudine al) controllo della condensazione interstiziale Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici Classe di Esigenza: Benessere I rvestimenti esterni dovranno essere realizzati in modo da evitare la formazione di condensazione nella propria massa. Livello minimo della prestazione: I valori minimi variano in funzione dei materiali e del loro impiego. Si prende in considerazione la norma UNI 10350. 01.09.R02 (Attitudine al) controllo della condensazione superficiale Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici Classe di Esigenza: Benessere I rivestimenti esterni dovranno essere realizzati in modo da evitare la formazione di condensazione sulla superficie interna. Livello minimo della prestazione: I valori minimi variano in funzione dei materiali e del loro impiego. Si prende in considerazione la norma UNI 10350. 01.09.R03 (Attitudine al) controllo dell'inerzia termica Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici Classe di Esigenza: Benessere Contribuisce, con l'accumulo di calore, ad assicurare il benessere termico. Un'inerzia più elevata può evitare il veloce abbassamento della temperatura dei locali con riscaldamento ad attenuazione notturna, o la dispersione di calore in locali soggetti a frequenti ricambi d'aria e privi di dispositivi per il recupero del calore. Livello minimo della prestazione: Da tale punto di vista perciò non si attribuiscono specifici limiti prestazionali ai singoli elementi ma solo all'edificio nel suo complesso. 01.09.R04 Assenza di emissioni di sostanze nocive Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici Classe di Esigenza: Sicurezza I rivestimenti non debbono in condizioni normali di esercizio emettere sostanze tossiche, polveri, gas o altri odori fastidiosi per gli utenti. Livello minimo della prestazione: Dovranno essere rispettati i seguenti limiti: - concentrazione limite di formaldeide non superiore a 0,1 p.p.m. (0,15 mg/m^3); - per la soglia olfattiva valori non superiori a 0,09 p.p.m. (0,135 mg/m^3); - per la soglia di irritazione occhi-naso-gola non superiore 0,66 p.p.m. (1 mg/m^3). 01.09.R05 Attrezzabilità Classe di Requisiti: Facilità d'intervento Classe di Esigenza: Funzionalità Le pareti ed i rivestimenti debbono consentire l'installazione di attrezzature. Livello minimo della prestazione: Non vi sono livelli minimi prestazionali specifici. 01.09.R06 Isolamento acustico Classe di Requisiti: Acustici Classe di Esigenza: Benessere I rivestimenti dovranno fornire una adeguata resistenza al passaggio dei rumori. Livello minimo della prestazione: Sono ammesse soltanto chiusure in grado di assicurare un valore di Rw >=40 dB come da tabella. TABELLA A - CLASSIFICAZIONE DEGLI AMBIENTI ABITATIVI (art.2) - categoria A: edifici adibiti a residenza o assimilabili; - categoria B: edifici adibiti ad uffici e assimilabili; - categoria C: edifici adibiti ad alberghi, pensioni ed attività assimilabili; - categoria D: edifici adibiti ad ospedali, cliniche, case di cura e assimilabili; - categoria E: edifici adibiti ad attività scolastiche a tutti i livelli e assimilabili; - categoria F: edifici adibiti ad attività ricreative o di culto o assimilabili; - categoria G: edifici adibiti ad attività commerciali o assimilabili. TABELLA B - REQUISITI ACUSTICI PASSIVI DEGLI EDIFICI, DEI LORO COMPONENTI E DEGLI IMPIANTI TECNOLOGICI CATEGORIA DI CUI ALLA “Tabella A”: D; Parametri: Rw(*)=55; D 2m,nT,w=45; Lnw=58; L ASmax=35; L Aeq=25. CATEGORIA DI CUI ALLA “Tabella A”: A,C; Pagina 55 Manuale di Manutenzione Parametri: Rw(*)=50; D 2m,nT,w=40; Lnw=63; L ASmax=35; L Aeq=35. CATEGORIA DI CUI ALLA “Tabella A”: E; Parametri: Rw(*)=50; D 2m,nT,w=48; Lnw=58; L ASmax=35; L Aeq=25. CATEGORIA DI CUI ALLA “Tabella A”: B,F,G; Parametri: Rw(*)=50; D 2m,nT,w=42; Lnw=55; L ASmax=35; L Aeq=35. (*) Valori di Rw riferiti a elementi di separazione tra due distinte unità immobiliari. 01.09.R07 Isolamento termico Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici Classe di Esigenza: Benessere I rivestimenti dovranno conservare la superficie interna a temperature vicine a quelle dell'aria ambiente tale da evitare che vi siano pareti fredde e comunque fenomeni di condensazione superficiale. Livello minimo della prestazione: Pur non stabilendo specifici limiti prestazionali per le singole chiusure ai fini del contenimento delle dispersioni, tuttavia i valori di U e kl devono essere tali da concorrere a contenere il coefficiente volumico di dispersione Cd dell'intero edificio e quello dei singoli locali nei limiti previsti dalle leggi e normative vigenti. 01.09.R08 Permeabilità all'aria Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici Classe di Esigenza: Benessere I Rivestimenti dovranno controllare il passaggio dell'aria a protezione degli ambienti interni e permettere la giusta ventilazione attraverso delle aperture. Livello minimo della prestazione: I livelli prestazionali variano in funzione delle classi, della permeabilità all’aria di riferimento a 100 Pa misurata in m^3 / hm^2 e della pressione massima di prova misurata in Pa. 01.09.R09 Reazione al fuoco Classe di Requisiti: Protezione antincendio Classe di Esigenza: Sicurezza Livello di partecipazione al fuoco dei materiali combustibili costituenti i rivestimenti. Livello minimo della prestazione: I livelli minimi vengono valutati attraverso prove distruttive in laboratorio dei materiali, in particolare: - attraverso la prova di non combustibilità (UNI ISO 1182); - attraverso la reazione al fuoco dei materiali sospesi che possono essere investiti da una piccola fiamma su entrambe le facce (UNI 8456); - attraverso la reazione al fuoco dei materiali che possono essere investiti da una piccola fiamma solamente su una faccia (UNI 8457); - attraverso la reazione al fuoco dei materiali sottoposti all'azione di una fiamma d'innesco in presenza di calore radiante (UNI 9174). 01.09.R10 Regolarità delle finiture Classe di Requisiti: Visivi Classe di Esigenza: Aspetto I rivestimenti debbono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, fessurazioni, scagliature o screpolature superficiali e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere difficile la lettura formale. Livello minimo della prestazione: I livelli minimi variano in funzione delle varie esigenze di aspetto come: la planarità, l'assenza di difetti superficiali, l'omogeneità di colore, l'omogeneità di brillantezza, l'omogeneità di insudiciamento, ecc.. 01.09.R11 Resistenza agli agenti aggressivi Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici Classe di Esigenza: Sicurezza I rivestimenti non dovranno subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto a causa dell'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo della prestazione: I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati e del loro impiego. 01.09.R12 Resistenza agli attacchi biologici Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici Classe di Esigenza: Sicurezza I rivestimenti a seguito della presenza di organismi viventi (animali, vegetali, microrganismi) non dovranno subire riduzioni di Livello minimo della prestazione: I valori minimi di resistenza agli attacchi biologici variano in funzione dei materiali, dei prodotti utilizzati, delle classi di rischio, delle situazioni generali di servizio, dell'esposizione a umidificazione e del tipo di agente biologico. DISTRIBUZIONE DEGLI AGENTI BIOLOGICI PER CLASSI DI RISCHIO (UNI EN 335-1) CLASSE DI RISCHIO: 1; Situazione generale di servizio: non a contatto con terreno, al coperto (secco); Descrizione dell’esposizione a umidificazione in servizio: nessuna; Distribuzione degli agenti biologici: a)funghi: -; b)*insetti: U; c)termiti: L; d)organismi marini: -. CLASSE DI RISCHIO: 2; Situazione generale di servizio: non a contatto con terreno, al coperto (rischio di umidificazione); Descrizione dell’esposizione a umidificazione in servizio: occasionale; Distribuzione degli agenti biologici: a)funghi: U; b)*insetti: U; c)termiti: L; d)organismi marini: -. CLASSE DI RISCHIO: 3; Situazione generale di servizio: non a contatto con terreno, non al coperto; Descrizione dell’esposizione a umidificazione in servizio: frequente; Distribuzione degli agenti biologici: a)funghi: U; b)*insetti: U; c)termiti: L; d)organismi marini: -; CLASSE DI RISCHIO: 4; Situazione generale di servizio: a contatto con terreno o acqua dolce; Descrizione dell’esposizione a umidificazione in servizio: permanente; Distribuzione degli agenti biologici: a)funghi: U; b)*insetti: U; c)termiti: L; d)organismi marini: -. CLASSE DI RISCHIO: 5; Situazione generale di servizio: in acqua salata; Descrizione dell’esposizione a umidificazione in servizio: permanente; Distribuzione degli agenti biologici: a)funghi: U; b)*insetti: U; c)termiti: L; d)organismi marini: U. DOVE: U = universalmente presente in Europa L = localmente presente in Europa * il rischio di attacco può essere non significativo a seconda delle particolari situazioni di servizio. 01.09.R13 Resistenza agli urti Pagina 56 Manuale di Manutenzione Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza I rivestimenti unitamente alle pareti dovranno essere in grado di sopportare urti (definiti dall'energia cinetica di urti-tipo o convenzionali di corpi duri, come di oggetti scagliati, o molli, come il peso di un corpo che cade) che non debbono compromettere la stabilità della parete, né provocare il distacco di elementi o frammenti pericolosi a carico degli utenti. Livello minimo della prestazione: I rivestimenti unitamente alle pareti dovranno resistere all'azione di urti sulla faccia esterna ed interna, prodotti secondo le modalità riportate di seguito che corrispondono a quelle previste dalla norma UNI 9269 P: TIPO DI PROVA: Urto con corpo duro; Massa del corpo [Kg] = 0.5; Energia d’urto applicata [J] = 3; Note: - ; TIPO DI PROVA: Urto con corpo molle di grandi dimensioni; Massa del corpo [Kg] = 50; Energia d’urto applicata [J] = 300; Note: Non necessario, per la faccia esterna, oltre il piano terra; TIPO DI PROVA: Urto con corpo molle di piccole dimensioni; Massa del corpo [Kg] = 3; Energia d’urto applicata [J] = 60 - 10 - 30; Note: Superficie esterna, al piano terra. 01.09.R14 Resistenza al fuoco Classe di Requisiti: Protezione antincendio Classe di Esigenza: Sicurezza I materiali costituenti i rivestimenti, sottoposti all'azione del fuoco non devono subire trasformazioni chimico-fisiche. Livello minimo della prestazione: In particolare i rivestimenti unitamente agli elementi costruttivi delle pareti devono avere la resistenza al fuoco indicata di seguito, espressa in termini di tempo entro il quale conservano stabilità, tenuta alla fiamma e ai fumi e isolamento termico: Altezza antincendio (m): da 12 a 32 - Classe REI (min): 60; Altezza antincendio (m): da oltre 32 a 80 - Classe REI (min): 90; Altezza antincendio (m): oltre 80 - Classe REI (min): 120. 01.09.R15 Resistenza al gelo Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici Classe di Esigenza: Sicurezza I rivestimenti non dovranno subire disgregazioni e variazioni dimensionali e di aspetto in conseguenza della formazione di ghiaccio. Livello minimo della prestazione: I valori minimi variano in funzione del materiale impiegato. La resistenza al gelo viene determinata secondo prove di laboratorio su provini sottoposti a cicli alternati di gelo (in aria raffreddata) e disgelo (in acqua termostatizzata). Le misurazioni della variazione del modulo elastico, della massa e della lunghezza ne determinano la resistenza al gelo. 01.09.R16 Resistenza al vento Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza I rivestimenti unitamente alle pareti dovranno resistere alle azioni e depressioni del vento tale da non compromettere la stabilità e la funzionalità degli strati che le costituiscono. Livello minimo della prestazione: I livelli minimi variano in funzione di prove di laboratorio basate nella misurazione della differenza di pressione in condizioni di sovrappressione e in depressione, con cassoni d'aria o cuscini d'aria, di una sezione di parete secondo la ISO 7895. 01.09.R17 Resistenza all'acqua Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici Classe di Esigenza: Sicurezza I rivestimenti costituenti le pareti, a contatto con l'acqua, dovranno mantenere inalterate le proprie caratteristiche chimico-fisiche. Livello minimo della prestazione: In presenza di acqua, non devono verificarsi variazioni dimensionali né tantomeno deformazioni permanenti nell'ordine dei 4 - 5 mm rispetto al piano di riferimento della parete. 01.09.R18 Resistenza meccanica Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza I rivestimenti unitamente alle pareti dovranno limitare la manifestazione di eventuali rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni. Livello minimo della prestazione: Per una analisi più approfondita dei livelli minimi rispetto ai vari componenti e materiali costituenti i rivestimenti si rimanda alle prescrizioni di legge e di normative vigenti in materia. 01.09.R19 Tenuta all'acqua Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici Classe di Esigenza: Benessere La stratificazione dei rivestimenti unitamente alle pareti dovrà essere realizzata in modo da impedire alle acque meteoriche di penetrare negli ambienti interni provocando macchie di umidità e/o altro ai rivestimenti interni. Livello minimo della prestazione: I livelli prestazionali variano in funzione delle classi, della permeabilità all’aria di riferimento a 100 Pa misurata in m^3 / hm ^2 e della pressione massima di prova misurata in Pa. L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili: ° 01.09.01 Intonaco ° 01.09.02 Rivestimenti lapidei ° 01.09.03 Rivestimento a cappotto ° 01.09.04 Tinteggiature e decorazioni Pagina 57 Manuale di Manutenzione Elemento Manutenibile: 01.09.01 Intonaco Unità Tecnologica: 01.09 Opere da decoratore Si tratta di un sottile strato di malta la cui funzione è quella di rivestimento nelle strutture edilizie. Svolge inoltre la funzione di protezione, delle strutture, dall'azione degradante degli agenti atmosferici e dei fattori ambientali è allo stesso tempo protettiva e decorativa. Il rivestimento a intonaco è comunque una superficie che va rinnovata periodicamente e in condizioni normali esso fornisce prestazioni accettabili per 20 - 30 anni. La malta per intonaco è costituita da leganti (cemento, calce idraulica, calce aerea, gesso) e da un inerte (sabbia) e da acqua nelle giuste proporzioni a secondo del tipo di intonaco; vengono, in alcuni casi, inoltre aggiunti all'impasto additivi che restituiscono all'intonaco particolari qualità a secondo del tipo d'impiego. Nell'intonaco tradizionale a tre strati il primo, detto rinzaffo, svolge la funzione di aggrappo al supporto e di grossolano livellamento; il secondo, detto arriccio, costituisce il corpo dell'intonaco la cui funzione è di resistenza meccanica e di tenuta all'acqua; il terzo strato, detto finitura, rappresenta la finitura superficiale e contribuisce a creare una prima barriera la cui funzione è quella di opporsi alla penetrazione dell'acqua e delle sostanze aggressive. Gli intonaci per esterni possono suddividersi in intonaci ordinari e intonaci speciali. A loro volta i primi possono ulteriormente suddividersi in intonaci miscelati in cantiere ed in intonaci premiscelati; i secondi invece in intonaci additivati, intonaci a stucco o lucidi, intonaci plastici ed infine intonaci monostrato. Rappresentazione grafica e descrizione Utensili per la stesura dell'intonaco UTENSILI IMPIEGATI NELLA PREPARAZIONE E STESURA DELL’INTONACO SECCHIO FERRO DA STUCCO CAZZUOLA DA INTONACO CAZZUOLA DA MURO O COMUNE CAZZUOLA DA STUCCO FRATTAZZINO FRATTAZZO CAZZUOLA METALLICA PER LISCIATURA E RASATURA SPARVIERE O TAVOLETTA PORTA MALTA SPARVIERE O PALETTA PORTA MALTA REGOLO ANOMALIE RISCONTRABILI 01.09.01.A01 Alveolizzazione 01.09.01.A02 Attacco biologico 01.09.01.A03 Bolle d'aria 01.09.01.A04 Cavillature superficiali 01.09.01.A05 Crosta 01.09.01.A06 Decolorazione 01.09.01.A07 Deposito superficiale 01.09.01.A08 Disgregazione 01.09.01.A09 Distacco Pagina 58 Manuale di Manutenzione 01.09.01.A10 Efflorescenze 01.09.01.A11 Erosione superficiale 01.09.01.A12 Esfoliazione 01.09.01.A13 Fessurazioni 01.09.01.A14 Macchie e graffiti 01.09.01.A15 Mancanza 01.09.01.A16 Patina biologica 01.09.01.A17 Penetrazione di umidità 01.09.01.A18 Pitting 01.09.01.A19 Polverizzazione 01.09.01.A20 Presenza di vegetazione 01.09.01.A21 Rigonfiamento 01.09.01.A22 Scheggiature MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.09.01.I01 Pulizia delle superfici Cadenza: quando occorre Pulizia della patina superficiale degradata dell'intonaco mediante lavaggio ad acqua con soluzioni adatte al tipo di rivestimento. Rimozioni di macchie, graffiti o depositi superficiali mediante l'impiego di tecniche con getto d'acqua a pressione e/o con soluzioni chimiche appropriate. 01.09.01.I02 Sostituzione delle parti più soggette ad usura Cadenza: quando occorre Sostituzione delle parti più soggette ad usura o altre forme di degrado mediante l'asportazione delle aree più degradate, pulizia delle parti sottostanti mediante spazzolatura e preparazione della base di sottofondo previo lavaggio. Ripresa dell'area con materiali adeguati e/o comunque simili all'intonaco originario ponendo particolare attenzione a non alterare l'aspetto visivo cromatico delle superfici. Elemento Manutenibile: 01.09.02 Rivestimenti lapidei Unità Tecnologica: 01.09 Opere da decoratore Quelli tradizionali possono essere costituiti da lastre singole la cui posa avviene in modo indipendente l'una dall'altra e risultano essere autonome ma compatibili rispetto alle stratificazioni interne. Quelli più innovativi sono costituiti da pannelli formati da uno o più elementi lapidei a loro volta indipendenti o assemblati in opera. Per il rivestimento di pareti esterne è preferibile utilizzare materiali che oltre a fattori estetici diano garanzia di resistenza meccanica all'usura e agli attacchi derivanti da fattori inquinanti (tra questi i marmi come il bianco di Carrara, i graniti, i travertini, ecc.). ANOMALIE RISCONTRABILI 01.09.02.A01 Alterazione cromatica Pagina 59 Manuale di Manutenzione 01.09.02.A02 Alveolizzazione 01.09.02.A03 Crosta 01.09.02.A04 Degrado sigillante 01.09.02.A05 Deposito superficiale 01.09.02.A06 Disgregazione 01.09.02.A07 Distacco 01.09.02.A08 Efflorescenze 01.09.02.A09 Erosione superficiale 01.09.02.A10 Esfoliazione 01.09.02.A11 Fessurazioni 01.09.02.A12 Macchie e graffiti 01.09.02.A13 Mancanza 01.09.02.A14 Patina biologica 01.09.02.A15 Penetrazione di umidità 01.09.02.A16 Perdita di elementi 01.09.02.A17 Pitting 01.09.02.A18 Polverizzazione 01.09.02.A19 Presenza di vegetazione 01.09.02.A20 Rigonfiamento 01.09.02.A21 Scheggiature MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.09.02.I01 Pulizia delle superfici Cadenza: ogni 5 anni Pulizia della patina superficiale degradata del rivestimento lapideo mediante lavaggio ad acqua ed impacchi con soluzioni adatte al tipo di rivestimento. Rimozioni di macchie, graffiti o depositi superficiali mediante l'impiego di tecniche con getto d'acqua calda a vapore e soluzioni chimiche appropriate. 01.09.02.I02 Pulizia e reintegro giunti Cadenza: ogni 10 anni Rimozione dei pannelli lapidei di facciata, pulizia degli alloggiamenti, reintegro degli giunti strutturali e rifacimento delle sigillature di tenuta degradate. 01.09.02.I03 Ripristino strati protettivi Cadenza: ogni 5 anni Ripristino degli strati protettivi, previa accurata pulizia delle superfici, con soluzioni chimiche appropriate che non alterino le caratteristiche fisico-chimiche dei materiale ed in particolare di quelle visive cromatiche. 01.09.02.I04 Sostituzione degli elementi degradati Pagina 60 Manuale di Manutenzione Cadenza: quando occorre Sostituzione degli elementi usurati o rotti con altri analoghi. Sostituzione e verifica dei relativi ancoraggi. Elemento Manutenibile: 01.09.03 Rivestimento a cappotto Unità Tecnologica: 01.09 Opere da decoratore E' un tipo di rivestimento che prevede l'utilizzo di pannelli o lastre di materiale isolante fissate meccanicamente al supporto murario e protette da uno strato sottile di intonaco. Rappresentazione grafica e descrizione Esempio di isolamento a cappotto ANOMALIE RISCONTRABILI 01.09.03.A01 Alveolizzazione 01.09.03.A02 Attacco biologico 01.09.03.A03 Bolle d'aria 01.09.03.A04 Cavillature superficiali 01.09.03.A05 Crosta 01.09.03.A06 Decolorazione Pagina 61 Manuale di Manutenzione 01.09.03.A07 Deposito superficiale 01.09.03.A08 Disgregazione 01.09.03.A09 Distacco 01.09.03.A10 Efflorescenze 01.09.03.A11 Erosione superficiale 01.09.03.A12 Esfoliazione 01.09.03.A13 Fessurazioni 01.09.03.A14 Macchie e graffiti 01.09.03.A15 Mancanza 01.09.03.A16 Patina biologica 01.09.03.A17 Penetrazione di umidità 01.09.03.A18 Pitting 01.09.03.A19 Polverizzazione 01.09.03.A20 Presenza di vegetazione 01.09.03.A21 Rigonfiamento 01.09.03.A22 Scheggiature MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.09.03.I01 Pulizia delle superfici Cadenza: quando occorre Pulizia della patina superficiale degradata dell'intonaco mediante lavaggio ad acqua con soluzioni adatte al tipo di rivestimento. Rimozioni di macchie, graffiti o depositi superficiali mediante l'impiego di soluzioni chimiche appropriate e comunque con tecniche idonee. 01.09.03.I02 Sostituzione di parti usurate Cadenza: quando occorre Sostituzione delle parti più soggette ad usura o altre forme di degrado mediante l'asportazione dei pannelli o lastre danneggiate. Rifacimento dell'intonaco di protezione o altro rivestimento con materiali adeguati e/o comunque simili a quelli originari ponendo particolare attenzione a non alterare l'aspetto visivo cromatico delle superfici. Elemento Manutenibile: 01.09.04 Tinteggiature e decorazioni Unità Tecnologica: 01.09 Opere da decoratore La vasta gamma delle tinteggiature o pitture varia a secondo delle superficie e degli ambienti dove trovano utilizzazione. Per gli ambienti esterni di tipo rurale si possono distinguere le pitture a calce, le pitture a colla, le idropitture, le pitture ad olio; per gli ambienti di tipo urbano si possono distinguere le pitture alchidiche, le idropitture acrilviniliche (tempere); per le tipologie industriali si hanno le idropitture acriliche, le pitture siliconiche, le pitture epossidiche, le pitture viniliche, ecc. Le decorazioni trovano il loro impiego particolarmente per gli elementi di facciata o comunque a vista. La vasta gamma di materiali e di forme varia a secondo dell'utilizzo e degli ambienti d'impiego. Possono essere elementi prefabbricati o gettati in opera, lapidei, gessi, laterizi, ecc.. Talvolta gli stessi casseri utilizzati per il getto di cls ne assumono forme e tipologie diverse tali da raggiungere aspetti decorativi nelle finiture. Pagina 62 Manuale di Manutenzione Rappresentazione grafica e descrizione Simboli pericoli prodotti vernicianti ANOMALIE RISCONTRABILI 01.09.04.A01 Alveolizzazione 01.09.04.A02 Bolle d'aria 01.09.04.A03 Cavillature superficiali 01.09.04.A04 Crosta 01.09.04.A05 Decolorazione 01.09.04.A06 Deposito superficiale Pagina 63 Manuale di Manutenzione 01.09.04.A07 Disgregazione 01.09.04.A08 Distacco 01.09.04.A09 Efflorescenze 01.09.04.A10 Erosione superficiale 01.09.04.A11 Esfoliazione 01.09.04.A12 Fessurazioni 01.09.04.A13 Macchie e graffiti 01.09.04.A14 Mancanza 01.09.04.A15 Patina biologica 01.09.04.A16 Penetrazione di umidità 01.09.04.A17 Pitting 01.09.04.A18 Polverizzazione 01.09.04.A19 Presenza di vegetazione 01.09.04.A20 Rigonfiamento 01.09.04.A21 Scheggiature 01.09.04.A22 Sfogliatura MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.09.04.I01 Ritinteggiatura e coloritura Cadenza: quando occorre Ritinteggiature delle superfici con nuove pitture previa carteggiatura e sverniciatura, stuccatura dei paramenti e preparazione del fondo mediante applicazione, se necessario, di prevernici fissanti. Le modalità di ritinteggiatura, i prodottii, le attrezzature variano comunque in funzione delle superfici e dei materiali costituenti. 01.09.04.I02 Sostituzione elementi decorativi degradati Cadenza: quando occorre Sostituzione degli elementi decorativi usurati o rotti con altri analoghi o se non possibile riparazione dei medesimi con tecniche appropriate tali da non alterare gli aspetti geometrici-cromatici delle superfici di facciata. Sostituzione e verifica dei relativi ancoraggi. Pagina 64 Manuale di Manutenzione Unità Tecnologica: 01.10 Impianti ascensore L'impianto di trasporto verticale è l'insieme degli elementi tecnici aventi la funzione di trasportare persone e/o cose. Generalmente è costituito da un apparecchio elevatore, da una cabina (le cui dimensioni consentono il passaggio delle persone) che scorre lungo delle guide verticali o inclinate al massimo di 15° rispetto alla verticale. Gli ascensori sono classificati in classi: CLASSE I: adibiti al trasporto di persone; CLASSE II: adibiti al trasporto di persone ma che possono trasportare anche merci; CLASSE III: adibiti al trasporto di letti detti anche montalettighe; CLASSE IV: adibiti al trasporto di merci accompagnate da persone; CLASSE V: adibiti al trasporto esclusivo di cose. Il manutentore (ai sensi del D.P.R. 162/99) è l'unico responsabile dell'impianto e pertanto deve effettuare le seguenti verifiche, annotandone i risultati sull'apposito libretto dell'impianto: - integrità ed efficienza di tutti i dispositivi dell'impianto quali limitatori, paracadute, ecc.; - elementi portanti quali funi e catene; - isolamento dell'impianto elettrico ed efficienza dei collegamenti di terra. Gli ascensori e montacarichi vanno sottoposti a verifiche periodiche da parte di uno dei seguenti soggetti: - azienda Sanitaria Locale competente per territorio; - ispettorati del Ministero del Lavoro; - organismi abilitati dalla legge. REQUISITI E PRESTAZIONI (UT) 01.10.R01 Affidabilità Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso Classe di Esigenza: Funzionalità Gli elementi dell'impianto di trasporto verticale devono funzionare senza causare pericoli sia in condizioni normali sia in caso di emergenza. Livello minimo della prestazione: In caso di mancanza dell’alimentazione elettrica principale o in caso di mancanza dell’alimentazione del circuito di manovra la decelerazione della cabina non deve superare quella che si ha per intervento del paracadute o per urto sugli ammortizzatori. Devono essere installati due esemplari di elementi meccanici del freno in modo da garantire l'azione frenante di almeno un freno qualora uno di detti elementi non agisca. 01.10.R02 Isolamento elettrico Classe di Requisiti: Protezione elettrica Classe di Esigenza: Sicurezza Gli elementi costituenti i conduttori dell'impianto elettrico posto a servizio dell'impianto ascensore devono essere in grado resistere al passaggio di cariche elettriche. Livello minimo della prestazione: Devono essere garantiti i livelli minimi richiesti dalla normativa di settore. L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili: ° 01.10.01 Ammortizzatori della cabina ° 01.10.02 Cabina ° 01.10.03 Contrappeso ° 01.10.04 Funi ° 01.10.05 Guide cabina ° 01.10.06 Interruttore di extracorsa ° 01.10.07 Limitatore di velocità ° 01.10.08 Macchinari elettromeccanici ° 01.10.09 Macchinari oleodinamici ° 01.10.10 Montacarichi ° 01.10.11 Vani corsa ° 01.10.12 Montascale o servoscale ° 01.10.13 Nastri trasportatori ° 01.10.14 Paracadute ° 01.10.15 Porte di piano ° 01.10.16 Pulsantiera ° 01.10.17 Quadro di manovra Pagina 65 Manuale di Manutenzione Elemento Manutenibile: 01.10.01 Ammortizzatori della cabina Unità Tecnologica: 01.10 Impianti ascensore Gli ammortizzatori sono installati all'estremità inferiore del vano corsa al fine di ammortizzare il movimento della cabina che non si fosse fermata regolarmente. Possono essere di vari tipi: - ammortizzatori ad accumulo di energia; - ammortizzatori con movimento di ritorno ammortizzato; - ammortizzatori a dissipazione di energia. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 01.10.01.R01 Efficienza Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso Classe di Esigenza: Funzionalità Gli ammortizzatori delle cabine ascensore devono funzionare correttamente senza causare pericoli per l'utilizzo della cabina. Livello minimo della prestazione: Gli ammortizzatori devono essere tali da essere compressi sotto un carico statico compreso tra 2,5 e 4 volte la massa della cabina più la portata (o la massa del contrappeso). ANOMALIE RISCONTRABILI 01.10.01.A01 Difetti di compressione 01.10.01.A02 Difetti di lubrificazione 01.10.01.A03 Disallineamento MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.10.01.I01 Sostituzione Cadenza: quando occorre Sostituire gli ammortizzatori quando scarichi e non più rispondenti alla normativa. Elemento Manutenibile: 01.10.02 Cabina Unità Tecnologica: 01.10 Impianti ascensore La cabina dell'impianto di ascensore è quella parte dell'impianto che è adibita al trasporto di persone e/o cose a secondo della classe dell'ascensore. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 01.10.02.R01 Comodità di uso e manovra Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso Classe di Esigenza: Funzionalità Pagina 66 Manuale di Manutenzione Le aperture del vano che consentono l’accesso alla cabina devono presentare caratteristiche di facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità. Livello minimo della prestazione: Le porte di piano devono avere altezza libera di accesso non inferiore a 2 m. La larghezza libera di accesso delle porte di piano non deve superare per più di 50 mm, su ciascun lato, la larghezza libera dell’accesso della cabina. Ogni accesso di piano deve avere una soglia con resistenza sufficiente a sopportare il passaggio dei carichi che possono essere introdotti nella cabina. 01.10.02.R02 Resistenza meccanica Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Le porte, con i loro dispositivi di blocco, devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di determinate sollecitazioni. Livello minimo della prestazione: La resistenza meccanica delle porte e dei relativi dispositivi di blocco viene determinata eseguendo una prova di resistenza secondo le modalità indicate dalle norme. Tale prova prevede che applicando una forza di 300 N, perpendicolare all’anta, le porte: a) resistano senza manifestare alcuna deformazione permanente; b) resistano senza subire una deformazione elastica maggiore di 15 mm. Particolari accorgimenti devono essere adoperati se le ante delle porte sono costituite da vetro in modo che le forze possono essere applicate senza danneggiare il vetro. ANOMALIE RISCONTRABILI 01.10.02.A01 Difetti ai meccanismi di leveraggio 01.10.02.A02 Difetti di lubrificazione MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.10.02.I01 Lubrificazione meccanismi di leveraggio Cadenza: ogni mese Effettuare una lubrificazione delle serrature, dei sistemi di bloccaggio e leveraggio delle porte, degli interruttori di fine corsa e di piano. 01.10.02.I02 Pulizia pavimento e pareti della cabina Cadenza: ogni mese Effettuare una pulizia del pavimento, delle pareti, degli specchi se presenti utilizzando idonei prodotti. 01.10.02.I03 Sostituzione elementi della cabina Cadenza: quando occorre Sostituire i tappetini, i pavimenti e i rivestimenti quando necessario. Elemento Manutenibile: 01.10.03 Contrappeso Unità Tecnologica: 01.10 Impianti ascensore Il contrappeso consente alla fune, che sostiene la cabina, di aderire alla puleggia di trazione. Generalmente il contrappeso è costituito da da una arcata metallica sui quali sono agganciati i blocchi che possono essere realizzati in metallo o in acciaio o misti. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 01.10.03.R01 Resistenza allo snervamento Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Le funi o catene che sostengono i contrappesi o le masse di bilanciamento devono essere in grado di sostenerli senza causare pericoli. Livello minimo della prestazione: Le funi devono avere un diametro nominale non minore di 8 mm ed una classe di resistenza dei fili di 1570 N/mm2 o 1770 N/mm2 per le funi ad una classe di resistenza; oppure di 1370 N/mm2 per i fili esterni e 1770 N/mm2 per i fili interni nelle funi a doppia classe di resistenza. Il coefficiente di sicurezza (che è il rapporto tra il carico di rottura minimo di una fune e la tensione massima nella stessa fune quando la cabina si trova alla fermata più bassa) delle funi di sospensione deve essere non inferiore a: - 12, nel caso di argani a frizione con tre o più funi; - 16, nel caso di argani a frizione con due funi portanti; - 12, nel caso di argani a tamburo. Pagina 67 Manuale di Manutenzione Le estremità di ogni catena devono essere fissate alla cabina, al contrappeso o alla massa di bilanciamento ed ai punti fissi mediante idonei attacchi. Il collegamento tra catene e attacco deve essere verificato e si deve avere una resistenza non inferiore all’80% del carico di rottura minimo della catena. Il collegamento tra fune e attacco deve avere resistenza non inferiore all’80% del carico di rottura minimo della fune. Il coefficiente di sicurezza delle catene di sospensione non deve essere inferiore a 10. ANOMALIE RISCONTRABILI 01.10.03.A01 Anomalie delle guide 01.10.03.A02 Difetti delle pulegge 01.10.03.A03 Mancanza di lubrificazione 01.10.03.A04 Snervamento delle funi MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.10.03.I01 Eguagliamento funi e catene Cadenza: ogni mese Eseguire l'eguagliamento delle funi e delle catene. 01.10.03.I02 Lubrificazione Cadenza: ogni 2 mesi Effettuare una lubrificazione delle pulegge e/o dei pignoni. 01.10.03.I03 Sostituzione delle funi Cadenza: quando occorre Sostituire le funi quando i fili rotti che le costituiscono hanno raggiunto una sezione valutabile nel 10% della sezione metallica totale della fune. Elemento Manutenibile: 01.10.04 Funi Unità Tecnologica: 01.10 Impianti ascensore Le funi (in acciaio o con catene di acciaio) hanno il compito di sostenere le cabine, i contrappesi o le masse di bilanciamento. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 01.10.04.R01 Resistenza meccanica Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Le funi o catene devono essere in grado di sostenere senza causare pericoli le cabine, i contrappesi o le masse di bilanciamento. Livello minimo della prestazione: Le funi devono avere un diametro nominale non minore di 8 mm ed una classe di resistenza dei fili di 1570 N/mm2 o 1770 N/mm2 per le funi ad una classe di resistenza; oppure di 1370 N/mm2 per i fili esterni e 1770 N/mm2 per i fili interni nelle funi a doppia classe di resistenza. Il coefficiente di sicurezza (che è il rapporto tra il carico di rottura minimo di una fune e la tensione massima nella stessa fune quando la cabina si trova alla fermata più bassa) delle funi di sospensione deve essere non inferiore a: - 12, nel caso di argani a frizione con tre o più funi; - 16, nel caso di argani a frizione con due funi portanti; - 12, nel caso di argani a tamburo. Le estremità di ogni catena devono essere fissate alla cabina, al contrappeso o alla massa di bilanciamento ed ai punti fissi mediante idonei attacchi. Il collegamento tra catene e attacco deve essere verificato e si deve avere una resistenza non inferiore all’80% del carico di rottura minimo della catena. Il collegamento tra fune e attacco deve avere resistenza non inferiore all’80% del carico di rottura minimo della fune. Il coefficiente di sicurezza delle catene di sospensione non deve essere inferiore a 10. Pagina 68 Manuale di Manutenzione ANOMALIE RISCONTRABILI 01.10.04.A01 Snervamento delle funi MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.10.04.I01 Eguagliamento funi e catene Cadenza: ogni mese Eseguire l'eguagliamento delle funi e delle catene. 01.10.04.I02 Sostituzione delle funi Cadenza: quando occorre Sostituire le funi quando i fili rotti che le costituiscono hanno raggiunto una sezione valutabile nel 10% della sezione metallica totale della fune. Elemento Manutenibile: 01.10.05 Guide cabina Unità Tecnologica: 01.10 Impianti ascensore Le guide della cabina vengono normalmente realizzate in barre di acciaio trafilato a freddo con sezione a T che vengono installate verticalmente lungo il vano ascensore. Lungo queste guide scorre l'arcata che è la struttura alla quale è fissata direttamente la cabina; l'arcata per mezzo di pattini (che possono essere del tipo strisciante o a ruota) scorre sulle guide. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 01.10.05.R01 Regolarità delle finiture Classe di Requisiti: Visivi Classe di Esigenza: Aspetto Le guide della cabina debbono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, fessurazioni, scagliature o screpolature superficiali. Livello minimo della prestazione: I livelli minimi variano in funzione delle varie esigenze di aspetto come: la planarità; l'assenza di difetti superficiali; l'omogeneità di colore; l'omogeneità di brillantezza; l'omogeneità di insudiciamento, ecc.. 01.10.05.R02 Resistenza meccanica Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Le guide della cabina unitamente alle pareti sulle quali sono agganciate dovranno limitare la manifestazione di eventuali rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni. Livello minimo della prestazione: Per una analisi più approfondita dei livelli minimi rispetto ai vari componenti e materiali costituenti le guide della cabina si rimanda alle prescrizioni di legge e di normative vigenti in materia. ANOMALIE RISCONTRABILI 01.10.05.A01 Anomalie delle guide 01.10.05.A02 Difetti di serraggio 01.10.05.A03 Disallineamento guide 01.10.05.A04 Usura dei pattini Pagina 69 Manuale di Manutenzione MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.10.05.I01 Lubrificazione Cadenza: ogni 3 mesi Eseguire una lubrificazione con prodotti specifici delle guide di scorrimento della cabina. Elemento Manutenibile: 01.10.06 Interruttore di extracorsa Unità Tecnologica: 01.10 Impianti ascensore L’interruttore di extracorsa è un dispositivo elettrico di sicurezza che, quando azionato, deve fermare il macchinario e tenerlo fermo. L’interruttore di extracorsa deve richiudersi automaticamente quando la cabina abbandona la zona di azionamento. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 01.10.06.R01 (Attitudine al) controllo delle dispersioni elettriche Classe di Requisiti: Protezione elettrica Classe di Esigenza: Sicurezza I quadri di manovra devono essere protetti da un morsetto di terra (contro la formazione di cariche positive) che deve essere collegato direttamente ad un conduttore di terra. Livello minimo della prestazione: L’apparecchiatura elettrica deve funzionare in modo sicuro nell’ambiente e nelle condizioni di lavoro specificate ed alle caratteristiche e tolleranze di alimentazione elettrica dichiarate, tenendo conto delle disfunzioni prevedibili. ANOMALIE RISCONTRABILI 01.10.06.A01 Corto circuiti 01.10.06.A02 Difetti agli interruttori 01.10.06.A03 Difetti di taratura MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.10.06.I01 Pulizia generale Cadenza: ogni 3 mesi Pulizia generale degli interruttori di manovra, dei sezionatori di messa a terra, delle lame e delle pinze dei sezionatori di linea. 01.10.06.I02 Sostituzione Cadenza: quando occorre Sostituire gli interruttori di extracorsa non più funzionanti. Elemento Manutenibile: 01.10.07 Limitatore di velocità Unità Tecnologica: 01.10 Impianti ascensore Pagina 70 Manuale di Manutenzione Il limitatore di velocità è un dispositivo di sicurezza che comanda il sistema di blocco paracadute della cabina in caso di eccesso di velocità. Generalmente il limitatore è connesso all'arcata della cabina mediante una fune; nel caso di eccesso di velocità il limitatore viene bloccato da un gancio azionato dall'azione della forza centrifuga ed un contatto elettrico provvede a togliere l'alimentazione all'impianto. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 01.10.07.R01 Efficienza Classe di Requisiti: Funzionalità in emergenza Classe di Esigenza: Funzionalità Il limitatore di velocità delle cabine ascensore deve entrare in funzione nel più breve tempo possibile. Livello minimo della prestazione: In ogni caso l'intervento del limitatore di velocità che aziona il paracadute della cabina deve avvenire prima che la velocità nominale raggiunga: a) 0,80 m/s per i paracadute a presa istantanea diversi da quelli a rulli; b) 1 m/s per i paracadute a presa istantanea del tipo a rulli; c) 1,5 m/s per i paracadute a presa istantanea con effetto ammortizzato e per paracadute a presa progressiva usati per velocità nominale non maggiore di 1,0 m/s; d) (1,25v + 0,25/v) m/s per i paracadute a presa progressiva usati per velocità nominale maggiore di 1,0 m/s. (dove v è la velocità nominale). 01.10.07.R02 Resistenza meccanica Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Il limitatore di velocità deve essere mosso da una fune metallica capace di resistere agli sforzi che si verificano durante il funzionamento. Livello minimo della prestazione: Il carico di rottura minimo della fune deve essere almeno 8 volte superiore alla forza di trazione che si genera nella fune stessa all’atto dell’intervento del limitatore di velocità. ANOMALIE RISCONTRABILI 01.10.07.A01 Anomalie della puleggia 01.10.07.A02 Difetti ai leverismi 01.10.07.A03 Difetti di serraggio 01.10.07.A04 Snervamento delle funi MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.10.07.I01 Eguagliamento fune Cadenza: ogni mese Eseguire l'eguagliamento della fune del limitatore. 01.10.07.I02 Sostituzione della fune Cadenza: quando occorre Sostituire la fune metallica del limitatore quando, dei fili che la compongono, se ne presentano rotti una percentuale valutabile intorno al 10% della sezione totale della fune metallica stessa. Elemento Manutenibile: 01.10.08 Macchinari elettromeccanici Unità Tecnologica: 01.10 Impianti ascensore Sono gli organi motori che assicurano il movimento e l’arresto dell’ascensore. Generalmente sono costituiti da una serie di elementi che consentono il corretto funzionamento dell'impianto elevatore quali la massa di bilanciamento, il paracadute (che può essere del tipo a presa istantanea, a presa istantanea con effetto ammortizzato, a presa progressiva). Pagina 71 Manuale di Manutenzione REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 01.10.08.R01 (Attitudine al) controllo della velocità Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso Classe di Esigenza: Funzionalità I macchinari e gli elementi che li costituiscono devono essere in grado di controllare i valori della velocità di discesa della cabina, sia nel normale funzionamento sia in caso di emergenza. Livello minimo della prestazione: La velocità della cabina deve essere misurata nella zona mediana del vano corsa e non deve superare velocità nominale di oltre il 5%. ANOMALIE RISCONTRABILI 01.10.08.A01 Difetti degli ammortizzatori 01.10.08.A02 Difetti dei contatti 01.10.08.A03 Difetti dei dispositivi di blocco 01.10.08.A04 Difetti del limitatore di velocità 01.10.08.A05 Difetti del paracadute 01.10.08.A06 Difetti di alimentazione di energia elettrica 01.10.08.A07 Difetti di isolamento 01.10.08.A08 Diminuzione di tensione MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.10.08.I01 Lubrificazione Cadenza: ogni mese Effettuare una lubrificazione del paracadute e del limitatore di velocità. 01.10.08.I02 Sostituzione Cadenza: quando occorre Sostituire quando usurate le apparecchiature elettromeccaniche. Elemento Manutenibile: 01.10.09 Macchinari oleodinamici Unità Tecnologica: 01.10 Impianti ascensore Sono gli organi motori che assicurano il movimento e l’arresto dell’ascensore. I macchinari oleodinamici basano il loro funzionamento su due metodi di azionamento ad azione diretta o ad azione indiretta. Se, per sollevare la cabina, si usano più gruppi cilindro-pistone, essi devono essere interconnessi idraulicamente per assicurare la parità delle pressioni. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 01.10.09.R01 (Attitudine al) controllo della tenuta Classe di Requisiti: Di stabilità Pagina 72 Manuale di Manutenzione Classe di Esigenza: Sicurezza Le tubazioni ed i relativi accessori del sistema idraulico di un ascensore devono essere adatti al fluido idraulico utilizzato ed essere progettati ed installati in modo da evitare ogni sollecitazione anormale. Livello minimo della prestazione: Le tubazioni rigide ed i loro accessori devono essere progettati in modo che sotto la pressione pari a 2,3 volte la pressione statica massima, sia assicurato un coefficiente di sicurezza di almeno 1,7 rispetto al limite convenzionale di elasticità R p0,2. Nel caso di gruppi cilindro-pistone telescopici che utilizzano dispositivi di sincronizzazione idraulica, si deve adottare un coefficiente di sicurezza addizionale di 1,3 per il calcolo delle tubazioni. La tubazione flessibile fra il cilindro e la valvola di non ritorno o la valvola di discesa deve essere scelta con un coefficiente di sicurezza di almeno 8 tra la pressione statica massima e la pressione di scoppio. La tubazione flessibile ed i suoi raccordi, tra il cilindro e la valvola di non ritorno o la valvola di discesa, devono resistere senza danni ad una pressione pari a 5 volte la pressione statica massima; questa prova deve essere effettuata da parte del fabbricante dell’insieme tubazione-raccordi. 01.10.09.R02 (Attitudine al) controllo della velocità Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso Classe di Esigenza: Funzionalità I macchinari e gli elementi che li costituiscono devono essere in grado di controllare i valori della velocità di discesa della cabina, sia nel normale funzionamento sia in caso di emergenza. Livello minimo della prestazione: La velocità della cabina deve essere misurata nella zona mediana del vano corsa e non deve superare velocità nominale di oltre il 5%. 01.10.09.R03 Resistenza a compressione Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza I macchinari e gli elementi che li costituiscono devono essere in grado di resistere a sforzi di compressione senza causare pericoli sia durante il normale funzionamento sia in caso di emergenza. Livello minimo della prestazione: Per i calcoli degli elementi dei gruppi cilindro-pistone telescopici, con sistema idraulico di sincronizzazione, si deve assumere il valore più alto della pressione che si può riscontrare in un elemento. Per determinare lo spessore degli elementi si deve aggiungere 1,0 mm per le pareti e per il fondello del cilindro e 0,5 mm per le pareti dei pistoni cavi di gruppi cilindro-pistone semplici e telescopici. I calcoli devono essere condotti in conformità a quanto previsto dalle norme. 01.10.09.R04 Resistenza a trazione Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza I macchinari e gli elementi che li costituiscono devono essere in grado di resistere a trazione senza causare pericoli sia durante il normale funzionamento sia in caso di emergenza. Livello minimo della prestazione: I gruppi cilindro-pistone sollecitati a trazione devono essere costruiti in modo che risulti un coefficiente di sicurezza non minore di 2 tra le forze che si determinano per una pressione uguale a 1,4 volte la pressione statica massima e il limite convenzionale di elasticità R p0,2. ANOMALIE RISCONTRABILI 01.10.09.A01 Cadute di pressione 01.10.09.A02 Difetti degli ammortizzatori 01.10.09.A03 Difetti dei contatti 01.10.09.A04 Difetti dei dispositivi di blocco 01.10.09.A05 Difetti del limitatore di velocità 01.10.09.A06 Difetti del paracadute 01.10.09.A07 Difetti di isolamento 01.10.09.A08 Diminuzione di tensione 01.10.09.A09 Mancanza di energia elettrica MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.10.09.I01 Lubrificazione Cadenza: ogni mese Lubrificazione del paracadute e del limitatore di velocità. Elemento Manutenibile: 01.10.10 Pagina 73 Manuale di Manutenzione Montacarichi Unità Tecnologica: 01.10 Impianti ascensore Sono impianti non utilizzabili da persone, adibiti al solo trasporto di cose (montavivande, montacarte, ecc. ). In alcuni casi sono dotati di cabine di dimensioni più ampie che consentono l'accesso alle persone limitatamente, però, alle fasi di carico e scarico. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 01.10.10.R01 (Attitudine al) controllo della velocità Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso Classe di Esigenza: Funzionalità I montacarichi devono essere in grado di controllare i valori della velocità sia nel normale funzionamento sia in caso di emergenza. Livello minimo della prestazione: La velocità di esercizio non deve superare la velocità nominale di oltre il 5%. ANOMALIE RISCONTRABILI 01.10.10.A01 Anomalie degli sportelli 01.10.10.A02 Difetti degli ammortizzatori 01.10.10.A03 Difetti dei dispositivi di blocco 01.10.10.A04 Difetti del limitatore di velocità 01.10.10.A05 Difetti di isolamento 01.10.10.A06 Difetti di lubrificazione MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.10.10.I01 Lubrificazione Cadenza: ogni mese Effettuare una lubrificazione del paracadute e del limitatore di velocità. 01.10.10.I02 Sostituzione Cadenza: quando occorre Sostituire quando usurate le apparecchiature elettromeccaniche. Elemento Manutenibile: 01.10.11 Vani corsa Unità Tecnologica: 01.10 Impianti ascensore Il vano corsa è il volume entro il quale si spostano la cabina, il contrappeso o la massa di bilanciamento. Questo volume di norma è materialmente delimitato dal fondo della fossa, dalle pareti e dal soffitto del vano. Pagina 74 Manuale di Manutenzione REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 01.10.11.R01 Regolarità delle finiture Classe di Requisiti: Adattabilità delle finiture Classe di Esigenza: Fruibilità Le aperture del vano che consentono l’accesso alla cabina devono essere realizzati nel rispetto della regola d'arte ed in modo da evitare pericoli per l'accesso alla cabina stessa. Livello minimo della prestazione: La superficie definita dalle pareti della cabina del vano corsa deve essere continua e composta da elementi in grado da assicurare una resistenza meccanica tale che, applicando sulla stessa una forza di 300 N, essa resista senza deformazione permanente e senza deformazione elastica maggiore di 10 mm. 01.10.11.R02 Resistenza meccanica Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza La struttura del vano di corsa deve essere realizzata in modo da sopportare tutte le forze che possono verificarsi durante il funzionamento dell'impianto. Livello minimo della prestazione: La resistenza meccanica viene determinata applicando alle pareti una forza di 300 N e verificando che al termine della prova le pareti non presentino alcuna deformazione permanente o al più presentino una deformazione elastica inferiore ai 15 mm. Il pavimento della fossa del vano di corsa deve sopportare la forza data dalla massa in kg delle guide (maggiorata delle reazioni all’atto dell’intervento del paracadute) e la forza data dagli ammortizzatori della cabina risultante dalla formula: 4 · gn · (P + Q), dove: P = somma delle masse della cabina vuota e dei componenti sostenuti da essa, e cioè parte dei cavi flessibili, funi/catene di compensazione (se esistono) ecc., in chilogrammi; Q = portata (massa) in chilogrammi; gn = accelerazione di gravità [9,81 m/s2]. ANOMALIE RISCONTRABILI 01.10.11.A01 Difetti ai meccanismi di leveraggio MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.10.11.I01 Lubrificazione Cadenza: ogni 6 mesi Effettuare una lubrificazione di tutti organi di scorrimento (guide, pattini ecc.). Elemento Manutenibile: 01.10.12 Montascale o servoscale Unità Tecnologica: 01.10 Impianti ascensore Sono pedane, sedili o piattaforme reclinabili o meno, dotati di comandi a bordo che si muovono su una guida inclinata lungo una o più rampe di scale. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 01.10.12.R01 (Attitudine al) controllo della velocità Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso Classe di Esigenza: Funzionalità I macchinari dei montascale devono essere in grado di controllare i valori della velocità di discesa sia nel normale funzionamento sia in caso di emergenza. Livello minimo della prestazione: La velocità del montascale misurata non deve superare velocità nominale di oltre il 5%. ANOMALIE RISCONTRABILI 01.10.12.A01 Anomalie della puleggia Pagina 75 Manuale di Manutenzione 01.10.12.A02 Blocco del paracadute 01.10.12.A03 Difetti di compressione 01.10.12.A04 Difetti di lubrificazione 01.10.12.A05 Usura delle ganasce MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.10.12.I01 Lubrificazione Cadenza: ogni 2 mesi Eseguire la pulizia delle guide di scorrimento ed eseguire una lubrificazione delle guide e dei pignoni. Elemento Manutenibile: 01.10.13 Nastri trasportatori Unità Tecnologica: 01.10 Impianti ascensore Il nastro trasportatore è un'installazione azionata da motore, provvista di superficie in movimento senza fine quali segmenti, tappeto, ecc. per il trasporto di cose fra due punti allo stesso o diverso livello. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 01.10.13.R01 (Attitudine al) controllo della velocità Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica Classe di Esigenza: Funzionalità I macchinari che muovono le scale ed i marciapiedi mobili devono essere in grado di controllare i valori della velocità. Livello minimo della prestazione: La velocità nominale dei nastri trasportatori non deve essere maggiore di 0,75 m/s. 01.10.13.R02 (Attitudine al) controllo del rumore prodotto Classe di Requisiti: Acustici Classe di Esigenza: Benessere I nastri trasportatori non devono emettere un livello di rumore superiore a quello consentito dalla norma. Livello minimo della prestazione: Le misurazioni del rumore devono essere effettuate in conformità al prEN 12639. ANOMALIE RISCONTRABILI 01.10.13.A01 Anomalie delle catene 01.10.13.A02 Anomalie ai segmenti dei nastri 01.10.13.A03 Anomalie tamburi 01.10.13.A04 Depositi vari 01.10.13.A05 Difetti di lubrificazione Pagina 76 Manuale di Manutenzione 01.10.13.A06 Rumorosità MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.10.13.I01 Ingrassaggio Cadenza: ogni 2 mesi Effettuare una pulizia con successivo ingrassaggio con sostanze lubrificanti delle parti soggette ad usura quali motori e cuscinetti. Elemento Manutenibile: 01.10.14 Paracadute Unità Tecnologica: 01.10 Impianti ascensore Il paracadute è un dispositivo di sicurezza che interviene quando la cabina non si arresta per un malfunzionamento; in questi casi interviene il paracadute (nel senso della discesa) che deve essere capace di arrestarla con carico eguale alla portata, alla velocità di intervento del limitatore di velocità, anche in caso di rottura degli organi di sospensione, bloccandola sulle guide e di mantenerla in tale posizione. I paracadute possono essere dei seguenti tipi: a) a presa progressiva; b) a presa istantanea con effetto ammortizzato; c) per la cabina, a presa istantanea, se la velocità nominale in discesa Vd è non superiore a 0,63 m/s; d) per la massa di bilanciamento, a presa istantanea se la velocità nominale di salita Vm è non superiore a 0,63 m/s. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 01.10.14.R01 Efficienza Classe di Requisiti: Funzionalità in emergenza Classe di Esigenza: Funzionalità Il paracadute della cabina di un ascensore deve intervenire soltanto nel movimento di discesa della cabina. Livello minimo della prestazione: Il paracadute deve intervenire nel più breve tempo possibile sia quando azionato da limitatore di velocità sia quando azionato dalla rottura della sospensione o da fune di sicurezza. ANOMALIE RISCONTRABILI 01.10.14.A01 Anomalie dei rulli 01.10.14.A02 Anomalie delle valvole 01.10.14.A03 Anomalie delle molle 01.10.14.A04 Blocco del paracadute 01.10.14.A05 Usura delle ganasce MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.10.14.I01 Regolazione Cadenza: ogni 6 mesi Registrare i dispositivi del paracadute. 01.10.14.I02 Sostituzione ganasce Cadenza: quando occorre Pagina 77 Manuale di Manutenzione Sostituire le ganasce quando usurate e non più efficienti. Elemento Manutenibile: 01.10.15 Porte di piano Unità Tecnologica: 01.10 Impianti ascensore Le porte di piano consentono ai passeggeri di entrare in cabina e sono gli elementi essenziali per la funzionalità e la sicurezza dell'impianto ascensore. Negli impianti moderni le porte di piano sono collegate a quelle della cabina (vengono azionate da un motore installato sul tetto della cabina). REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 01.10.15.R01 Comodità di uso e manovra Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso Classe di Esigenza: Funzionalità Le porte di piano che consentono l’accesso dai pianerottoli alla cabina devono presentare caratteristiche di facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità. Livello minimo della prestazione: Le porte di piano devono avere altezza libera di accesso non inferiore a 2 m. La larghezza libera di accesso delle porte di piano deve essere di almeno 80 cm e non deve superare per più di 50 mm, su ciascun lato, la larghezza libera dell'accesso della cabina. 01.10.15.R02 Resistenza meccanica Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Le porte, con i loro dispositivi di blocco, devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di determinate sollecitazioni. Livello minimo della prestazione: La resistenza meccanica delle porte e dei relativi dispositivi di blocco viene determinata eseguendo una prova di resistenza secondo le modalità indicate dalle norme. Tale prova prevede che applicando una forza di 300 N, perpendicolare all’anta, le porte: a) resistano senza manifestare alcuna deformazione permanente; b) resistano senza subire una deformazione elastica maggiore di 15 mm. Particolari accorgimenti devono essere adoperati se le ante delle porte sono costituite da vetro in modo che le forze possono essere applicate senza danneggiare il vetro. ANOMALIE RISCONTRABILI 01.10.15.A01 Corrosione 01.10.15.A02 Deformabilità porte 01.10.15.A03 Difetti di chiusura 01.10.15.A04 Difetti di lubrificazione 01.10.15.A05 Non ortogonalità 01.10.15.A06 Scollaggi dei rivestimenti MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.10.15.I01 Lubrificazione serrature, cerniere Cadenza: ogni 6 mesi Lubrificazione ed ingrassaggio delle serrature e cerniere con prodotti siliconici, verifica del corretto funzionamento. 01.10.15.I02 Pulizia ante Cadenza: quando occorre Pagina 78 Manuale di Manutenzione Pulizia delle ante con prodotti detergenti non aggressivi idonei al tipo di materiale. 01.10.15.I03 Pulizia vetri Cadenza: quando occorre Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei. Elemento Manutenibile: 01.10.16 Pulsantiera Unità Tecnologica: 01.10 Impianti ascensore La pulsantiera (o quadro dei bottoni di comando) della cabina e dei vari piani sono quei dispositivi per mezzo dei quali gli utenti danno i comandi all'ascensore. Il funzionamento di detti dispositivi è basato su un circuito che viene chiuso quando viene premuto un pulsante e questo comando viene trasmesso al sistema di manovra dell'ascensore. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 01.10.16.R01 Comodità d'uso e manovra Classe di Requisiti: Di funzionamento Classe di Esigenza: Gestione Per consentire utilizzo da parte degli utenti le pulsantiere della cabina ascensore e quelle di piano devono essere disposte in modo da essere facilmente utilizzabili. Livello minimo della prestazione: In particolare l’altezza di installazione delle pulsantiere dal piano di calpestio deve essere compresa fra 0.40 e 1.40 m. ANOMALIE RISCONTRABILI 01.10.16.A01 Anomalie dei pulsanti 01.10.16.A02 Difetti delle spie 01.10.16.A03 Difetti di serraggio MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.10.16.I01 Pulizia Cadenza: ogni 2 mesi Effettuare la pulizia delle pulsantiere per eliminare polvere, accumuli vari. 01.10.16.I02 Serraggio Cadenza: ogni 2 mesi Effettuare il serraggio dei dispositivi di tenuta delle pulsantiere. Elemento Manutenibile: 01.10.17 Quadro di manovra Unità Tecnologica: 01.10 Impianti ascensore Pagina 79 Manuale di Manutenzione Il quadro di manovra riceve i comandi degli utenti, espressi mediante le pulsantiere di piano e della cabina, e consente il funzionamento dell'ascensore. Generalmente questo dispositivo è installato nel locale dove sono alloggiate le macchine dell'ascensore ed alimenta il motore dell'impianto nella direzione voluta e fino al piano desiderato dopo aver verificato che tutte le porte di piano siano chiuse. I quadri di manovra sono nella maggior parte dei casi composti da: - una morsettiera degli ingressi e delle uscite dei vari collegamenti; - almeno due contattori (teleruttori) di manovra; - un gruppo di relais; - un trasformatore. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 01.10.17.R01 (Attitudine al) controllo delle dispersioni elettriche Classe di Requisiti: Protezione elettrica Classe di Esigenza: Sicurezza I quadri di manovrai devono essere protetti da un morsetto di terra (contro la formazione di cariche positive) che deve essere collegato direttamente ad un conduttore di terra. Livello minimo della prestazione: L’apparecchiatura elettrica deve funzionare in modo sicuro nell’ambiente e nelle condizioni di lavoro specificate ed alle caratteristiche e tolleranze di alimentazione elettrica dichiarate, tenendo conto delle disfunzioni prevedibili. 01.10.17.R02 Accessibilità Classe di Requisiti: Facilità d'intervento Classe di Esigenza: Funzionalità I quadri di manovra degli ascensori devono essere facilmente accessibili per consentire un facile utilizzo sia nel normale funzionamento sia in caso di guasti. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. 01.10.17.R03 Identificabilità Classe di Requisiti: Facilità d'intervento Classe di Esigenza: Funzionalità I quadri e le cabine elettriche devono essere facilmente identificabili per consentire un facile utilizzo. Deve essere presente un cartello sul quale sono riportate le funzioni degli interruttori nonché le azioni da compiere in caso di emergenza su persone colpite da folgorazione. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. ANOMALIE RISCONTRABILI 01.10.17.A01 Anomalie dei trasformatori 01.10.17.A02 Anomalie della morsettiera 01.10.17.A03 Corto circuiti 01.10.17.A04 Difetti agli interruttori 01.10.17.A05 Difetti di taratura 01.10.17.A06 Surriscaldamento MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 01.10.17.I01 Lubrificazione ingranaggi e contatti Cadenza: ogni 6 mesi Lubrificare con vaselina pura i contatti, le pinze e le lame dei sezionatori di linea, gli interruttori di manovra, i sezionatori di messa a terra. Lubrificare con olio grafitato tutti gli ingranaggi e gli apparecchi di manovra. 01.10.17.I02 Pulizia generale Cadenza: ogni 6 mesi Pulizia generale degli interruttori di manovra, dei sezionatori di messa a terra, delle lame e delle pinze dei sezionatori di linea. Pagina 80 Manuale di Manutenzione Corpo d'Opera: 02 IMPIANTO TERMOIDRAULICI Unità Tecnologiche: ° 02.01 Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione ° 02.02 Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri ° 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione ° 02.04 Rete di distribuzione aria sala lettura-consultazione Biblioteca Civica Canna ° 02.05 Impianto idraulico Pagina 81 Manuale di Manutenzione Unità Tecnologica: 02.01 Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione L'impianto di climatizzazione è l'insieme degli elementi tecnici aventi funzione di creare e mantenere nel sistema edilizio determinate condizioni termiche, di umidità e di ventilazione. L'unità tecnologica Impianto di climatizzazione è generalmente costituita da: -alimentazione, avente la funzione di trasportare il combustibile dai serbatoi e/o dalla rete di distribuzione fino ai gruppi termici; -gruppi termici, che trasformano l'energia chimica dei combustibili di alimentazione in energia termica; -centrali di trattamento fluidi, che hanno la funzione di trasferire l'energia termica prodotta (direttamente o utilizzando gruppi termici) ai fluidi termovettori; -reti di distribuzione e terminali, che trasportano i fluidi termovettori ai vari terminali di scambio termico facenti parte dell'impianto; -canne di esalazione, aventi la funzione di allontanare i fumi di combustione prodotti dai gruppi termici. REQUISITI E PRESTAZIONI (UT) 02.01.R01 (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso Classe di Esigenza: Funzionalità Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere in grado di garantire valori minimi di portata dei fluidi circolanti. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. 02.01.R02 Sostituibilità Classe di Requisiti: Facilità d'intervento Classe di Esigenza: Funzionalità Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere atti a consentire la collocazione in opera di altri elementi in caso di necessità. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili: ° 02.01.01 Tubi in acciaio ° 02.01.02 Strato coibente ° 02.01.03 Tubazioni in polietilene Pagina 82 Manuale di Manutenzione Elemento Manutenibile: 02.01.01 Tubi in acciaio Unità Tecnologica: 02.01 Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione Le reti di distribuzione hanno la funzione di trasportare i fluidi termovettori fino ai terminali di scambio termico con l'ambiente. Vengono usate tubazioni in acciaio nero senza saldatura (del tipo Mannessman), in rame o in rame opportunamente isolate. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 02.01.01.R01 (Attitudine al) controllo dell'aggressività dei fluidi Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica Classe di Esigenza: Funzionalità Le tubazioni dell'impianto di climatizzazione devono assicurare che i fluidi possano circolare in modo da evitare fenomeni di incrostazioni, corrosioni e depositi che possano compromettere il regolare funzionamento degli impianti stessi e la sicurezza degli utenti. Livello minimo della prestazione: Possono essere previsti specifici trattamenti dell’acqua dei circuiti di riscaldamento, raffreddamento e umidificazione in modo assicurare in ogni momento i requisiti minimi richiesti. 02.01.01.R02 Resistenza alle temperature e a sbalzi di temperature Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Le tubazioni dell'impianto di climatizzazione devono essere realizzate con materiali in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di temperature elevate o sbalzi improvvisi delle stesse. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. ANOMALIE RISCONTRABILI 02.01.01.A01 Difetti di coibentazione 02.01.01.A02 Difetti di regolazione e controllo 02.01.01.A03 Difetti di tenuta 02.01.01.A04 Incrostazioni MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 02.01.01.I01 Ripristino coibentazione Cadenza: quando occorre Effettuare un ripristino dello strato di coibentazione delle tubazioni quando sono evidenti i segni di degradamento. Elemento Manutenibile: 02.01.02 Strato coibente Unità Tecnologica: 02.01 Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione Le tubazioni adibite al trasporto dei fluidi termovettori devono essere opportunamente protette con uno strato di coibente. Questo viene generalmente realizzato con lana di vetro, materiali sintetico ed altro. Pagina 83 Manuale di Manutenzione REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 02.01.02.R01 Resistenza meccanica Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza I materiali coibenti devono essere in grado di non subire disgregazioni sotto l'azione dei carichi che si verificano durante il funzionamento. Livello minimo della prestazione: I livelli minimi dipendono dal tipo di materiale coibente utilizzato. ANOMALIE RISCONTRABILI 02.01.02.A01 Anomalie del coibente 02.01.02.A02 Difetti di tenuta 02.01.02.A03 Mancanze MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 02.01.02.I01 Rifacimenti Cadenza: ogni 2 anni Eseguire il rifacimento degli strati di coibente deteriorati o mancanti. 02.01.02.I02 Sostituzione coibente Cadenza: ogni 15 anni Eseguire la sostituzione dello strato coibente quando deteriorato. Elemento Manutenibile: 02.01.03 Tubazioni in polietilene Unità Tecnologica: 02.01 Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione Le tubazioni dell'impianto di smaltimento delle acque provvedono allo sversamento dell'acqua nei collettori fognari o nelle vasche di accumulo, se presenti. Possono essere realizzate in polietilene. Il polietilene si forma dalla polimerizzazione dell'etilene e per gli acquedotti e le fognature se ne usa il tipo ad alta densità. Grazie alla sua perfetta impermeabilità si adopera nelle condutture subacquee e per la sua flessibilità si utilizza nei sifoni. Di solito l'aggiunta di nerofumo e di stabilizzatori preserva i materiali in PE dall'invecchiamento e dalle alterazioni provocate dalla luce e dal calore. Per i tubi a pressione le giunzioni sono fatte o con raccordi mobili a vite in PE, ottone, alluminio, ghisa malleabile, o attraverso saldatura a 200° C con termoelementi e successiva pressione a 1,5-2 kg/cm^2 della superficie da saldare, o con manicotti pressati con filettatura interna a denti di sega. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 02.01.03.R01 (Attitudine al) controllo della tenuta Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica Classe di Esigenza: Funzionalità Le tubazioni devono essere in grado di garantire in ogni momento la tenuta e la pressione richiesti dall'impianto. Livello minimo della prestazione: Il valore della pressione da mantenere è di 0,05 MPa per il tipo 303, di 1,5 volte il valore normale della pressione per il tipo 312 e di 1,5 la pressione per i tipi P, Q e R, e deve essere raggiunto entro 30 s e mantenuto per circa 2 minuti. Al termine della prova non devono manifestarsi perdite, deformazioni o altri eventuali irregolarità. 02.01.03.R02 Regolarità delle finiture Classe di Requisiti: Visivi Classe di Esigenza: Aspetto Le tubazioni in polietilene devono essere realizzate con materiali privi di impurità. Livello minimo della prestazione: Le misurazioni dei parametri caratteristici delle tubazioni devono essere effettuate con strumenti di precisione in grado di garantire una precisione di: Pagina 84 Manuale di Manutenzione - 5 mm per la misura della lunghezza; - 0,05 per la misura dei diametri; - 0,01 per la misura degli spessori. ANOMALIE RISCONTRABILI 02.01.03.A01 Accumulo di grasso 02.01.03.A02 Difetti ai raccordi o alle connessioni 02.01.03.A03 Erosione 02.01.03.A04 Incrostazioni 02.01.03.A05 Odori sgradevoli 02.01.03.A06 Penetrazione di radici 02.01.03.A07 Sedimentazione MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 02.01.03.I01 Pulizia Cadenza: ogni 6 mesi Eseguire una pulizia dei sedimenti formatisi e che provocano ostruzioni diminuendo la capacità di trasporto dei fluidi. Pagina 85 Manuale di Manutenzione Unità Tecnologica: 02.02 Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri L'impianto di climatizzazione è l'insieme degli elementi tecnici aventi funzione di creare e mantenere nel sistema edilizio determinate condizioni termiche, di umidità e di ventilazione. L'unità tecnologica Impianto di climatizzazione è generalmente costituita da: -alimentazione, avente la funzione di trasportare il combustibile dai serbatoi e/o dalla rete di distribuzione fino ai gruppi termici; -gruppi termici, che trasformano l'energia chimica dei combustibili di alimentazione in energia termica; -centrali di trattamento fluidi, che hanno la funzione di trasferire l'energia termica prodotta (direttamente o utilizzando gruppi termici) ai fluidi termovettori; -reti di distribuzione e terminali, che trasportano i fluidi termovettori ai vari terminali di scambio termico facenti parte dell'impianto; -canne di esalazione, aventi la funzione di allontanare i fumi di combustione prodotti dai gruppi termici. REQUISITI E PRESTAZIONI (UT) 02.02.R01 (Attitudine al) controllo del rumore prodotto Classe di Requisiti: Acustici Classe di Esigenza: Benessere Gli impianti di climatizzazione devono garantire un livello di rumore nell’ambiente esterno e in quelli abitativi entro i limiti prescritti dal D.P.C.M. 1.3.1991. Livello minimo della prestazione: Le dimensioni delle tubazioni di trasporto dei fluidi termovettori e quelle dei canali d’aria devono essere tali che la velocità di tali fluidi non superi i limiti imposti dalla normativa. I valori di emissione acustica possono essere verificati “in situ”, procedendo alle verifiche previste dalle norme UNI (in particolare UNI EN 27574), oppure verificando che i valori dichiarati dal produttore di elementi facenti parte dell'impianto siano conformi alla normativa. 02.02.R02 (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso Classe di Esigenza: Funzionalità Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere in grado di garantire valori minimi di portata dei fluidi circolanti. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. 02.02.R03 Affidabilità Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica Classe di Esigenza: Funzionalità Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere realizzati con materiali idonei a garantire nel tempo le proprie qualità così da garantire la funzionalità dell'impianto. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. 02.02.R04 Sostituibilità Classe di Requisiti: Facilità d'intervento Classe di Esigenza: Funzionalità Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere atti a consentire la collocazione in opera di altri elementi in caso di necessità. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili: ° 02.02.01 Ventilconvettori e termovettori ° 02.02.02 Tubi in rame ° 02.02.03 Tubi in acciaio ° 02.02.04 Strato coibente Pagina 86 Manuale di Manutenzione Elemento Manutenibile: 02.02.01 Ventilconvettori e termovettori Unità Tecnologica: 02.02 Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri I termovettori ed i ventilconvettori sono costituiti da uno scambiatore di calore realizzato in rame ed a forma di serpentina posizionato all'interno di un involucro di lamiera metallica dotato di due aperture, una nella parte bassa per la ripresa dell'aria ed una nella parte alta per la mandata dell'aria. A differenza dei termovettori il ventilconvettore è dotato anche di un ventilatore del tipo assiale ed a motore che consente lo scambio del fluido primario, proveniente dalla serpentina, con l'aria dell'ambiente dove è posizionato il ventilconvettore. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 02.02.01.R01 (Attitudine al) controllo della temperatura dell'aria ambiente Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici Classe di Esigenza: Benessere I venticonvettori e termovettori devono essere realizzati in modo da garantire i valori di progetto della temperatura dell’aria nei locali serviti indipendentemente dalle condizioni climatiche esterne ed interne. Livello minimo della prestazione: La temperatura dei fluidi termovettori deve essere verificata nella parte centrale dei locali serviti e ad un’altezza dal pavimento di 1.5 m. I valori ottenuti devono essere confrontati con quelli di progetto ed è ammessa una tolleranza di +/0.5°C nel periodo invernale e +/- 1°C nel periodo estivo. 02.02.01.R02 (Attitudine al) controllo della velocità dell'aria ambiente Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici Classe di Esigenza: Benessere I venticonvettori e termovettori devono funzionare in modo da non creare movimenti d’aria che possano dare fastidio alle persone. Livello minimo della prestazione: Per non creare fastidiosi movimenti dell'aria occorre che la velocità della stessa non superi i 0,15 m/s. E' comunque ammessa una velocità superiore (nelle immediate vicinanze di bocchette di estrazione o di mandata dell’aria) fino a 0,7 m/s sempre ché siano evitati disturbi diretti alle persone. 02.02.01.R03 (Attitudine al) controllo dell'umidità dell'aria ambiente Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici Classe di Esigenza: Benessere I venticonvettori e termovettori devono essere realizzati in modo da garantire i valori di progetto della umidità dell’aria nei locali serviti indipendentemente dalle condizioni climatiche esterne ed interne. Livello minimo della prestazione: I valori dell’umidità relativa dell’aria devono essere verificati e misurati nella parte centrale dei locali, ad un’altezza dal pavimento di 1.5 m, utilizzando idonei strumenti di misurazione (es. psicrometro ventilato): rispetto ai valori di progetto è ammessa una tolleranza di +/- 5%. ANOMALIE RISCONTRABILI 02.02.01.A01 Accumuli d'aria nei circuiti 02.02.01.A02 Difetti di filtraggio 02.02.01.A03 Difetti di funzionamento dei motori elettrici 02.02.01.A04 Difetti di lubrificazione 02.02.01.A05 Difetti di taratura dei sistemi di regolazione 02.02.01.A06 Difetti di tenuta 02.02.01.A07 Fughe di fluidi nei circuiti 02.02.01.A08 Rumorosità MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO Pagina 87 Manuale di Manutenzione 02.02.01.I01 Pulizia bacinelle di raccolta condense dei ventilconvettori Cadenza: ogni mese Effettuare una pulizia delle bacinelle di raccolta condense e del relativo scarico utilizzando idonei disinfettanti. 02.02.01.I02 Pulizia batterie di scambio dei ventilconvettori Cadenza: ogni 12 mesi Effettuare una pulizia delle batterie mediante aspiratore d'aria e spazzolatura delle alette. 02.02.01.I03 Pulizia filtri dei ventilconvettori Cadenza: ogni 3 mesi Effettuare una pulizia dei filtri mediante aspiratore d'aria ed un lavaggio dei filtri con acqua e solventi. Asciugare i filtri alla fine di ogni intervento. 02.02.01.I04 Pulizia griglie dei canali Cadenza: ogni 12 mesi Eseguire un lavaggio chimico per effettuare una disincrostazione degli eventuali depositi di polvere o altro. 02.02.01.I05 Pulizia griglie e filtri dei ventilconvettori Cadenza: ogni 12 mesi Effettuare una pulizia dei filtri aria utilizzando aspiratori. Effettuare inoltre una pulizia delle bocchette di mandata e di ripresa, delle griglie e delle cassette miscelatrici. 02.02.01.I06 Sostituzione filtri dei ventilconvettori Cadenza: quando occorre Sostituire i filtri quando sono usurati seguendo le indicazione fornite dal costruttore. Elemento Manutenibile: 02.02.02 Tubi in rame Unità Tecnologica: 02.02 Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri Le reti di distribuzione hanno la funzione di trasportare i fluidi termovettori fino ai terminali di scambio termico con l'ambiente. Per la realizzazione di tali reti vengono utilizzate tubazioni in rame opportunamente coibentate con isolanti per impedire ai fluidi trasportati di perdere il calore. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 02.02.02.R01 (Attitudine al) controllo dell'aggressività dei fluidi Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica Classe di Esigenza: Funzionalità Le tubazioni in rame devono garantire la circolazione dei fluidi termovettori evitando fenomeni di incrostazioni, corrosioni e depositi che possano compromettere il regolare funzionamento degli impianti stessi e la sicurezza degli utenti. Livello minimo della prestazione: Le caratteristiche del rame e delle sua leghe utilizzate devono rispondere alle prescrizioni riportate dalla norma UNI EN 12449. 02.02.02.R02 Resistenza alle temperature e a sbalzi di temperature Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Le tubazioni in rame devono contrastare il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di temperature elevate o sbalzi improvvisi delle stesse. Livello minimo della prestazione: Possono essere utilizzati idonei rivestimenti per consentire il rispetto dei livelli previsti dalla norma UNI EN 12449. ANOMALIE RISCONTRABILI 02.02.02.A01 Difetti di coibentazione Pagina 88 Manuale di Manutenzione 02.02.02.A02 Difetti di regolazione e controllo 02.02.02.A03 Difetti di tenuta 02.02.02.A04 Incrostazioni MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 02.02.02.I01 Ripristino coibentazione Cadenza: quando occorre Effettuare un ripristino dello strato di coibentazione delle tubazioni quando sono evidenti i segni di degradamento. Elemento Manutenibile: 02.02.03 Tubi in acciaio Unità Tecnologica: 02.02 Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri Le reti di distribuzione hanno la funzione di trasportare i fluidi termovettori fino ai terminali di scambio termico con l'ambiente. Vengono usate tubazioni in acciaio nero senza saldatura (del tipo Mannessman), in rame o in rame opportunamente isolate. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 02.02.03.R01 (Attitudine al) controllo dell'aggressività dei fluidi Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica Classe di Esigenza: Funzionalità Le tubazioni dell'impianto di climatizzazione devono assicurare che i fluidi possano circolare in modo da evitare fenomeni di incrostazioni, corrosioni e depositi che possano compromettere il regolare funzionamento degli impianti stessi e la sicurezza degli utenti. Livello minimo della prestazione: Possono essere previsti specifici trattamenti dell’acqua dei circuiti di riscaldamento, raffreddamento e umidificazione in modo assicurare in ogni momento i requisiti minimi richiesti. 02.02.03.R02 Resistenza alle temperature e a sbalzi di temperature Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Le tubazioni dell'impianto di climatizzazione devono essere realizzate con materiali in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di temperature elevate o sbalzi improvvisi delle stesse. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. ANOMALIE RISCONTRABILI 02.02.03.A01 Difetti di coibentazione 02.02.03.A02 Difetti di regolazione e controllo 02.02.03.A03 Difetti di tenuta 02.02.03.A04 Incrostazioni MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO Pagina 89 Manuale di Manutenzione 02.02.03.I01 Ripristino coibentazione Cadenza: quando occorre Effettuare un ripristino dello strato di coibentazione delle tubazioni quando sono evidenti i segni di degradamento. Elemento Manutenibile: 02.02.04 Strato coibente Unità Tecnologica: 02.02 Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri Le tubazioni adibite al trasporto dei fluidi termovettori devono essere opportunamente protette con uno strato di coibente. Questo viene generalmente realizzato con lana di vetro, materiali sintetico ed altro. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 02.02.04.R01 Resistenza meccanica Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza I materiali coibenti devono essere in grado di non subire disgregazioni sotto l'azione dei carichi che si verificano durante il funzionamento. Livello minimo della prestazione: I livelli minimi dipendono dal tipo di materiale coibente utilizzato. ANOMALIE RISCONTRABILI 02.02.04.A01 Anomalie del coibente 02.02.04.A02 Difetti di tenuta 02.02.04.A03 Mancanze MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 02.02.04.I01 Rifacimenti Cadenza: ogni 2 anni Eseguire il rifacimento degli strati di coibente deteriorati o mancanti. 02.02.04.I02 Sostituzione coibente Cadenza: ogni 15 anni Eseguire la sostituzione dello strato coibente quando deteriorato. Pagina 90 Manuale di Manutenzione Unità Tecnologica: 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione L'impianto di climatizzazione è l'insieme degli elementi tecnici aventi funzione di creare e mantenere nel sistema edilizio determinate condizioni termiche, di umidità e di ventilazione. L'unità tecnologica Impianto di climatizzazione è generalmente costituita da: -alimentazione, avente la funzione di trasportare il combustibile dai serbatoi e/o dalla rete di distribuzione fino ai gruppi termici; -gruppi termici, che trasformano l'energia chimica dei combustibili di alimentazione in energia termica; -centrali di trattamento fluidi, che hanno la funzione di trasferire l'energia termica prodotta (direttamente o utilizzando gruppi termici) ai fluidi termovettori; -reti di distribuzione e terminali, che trasportano i fluidi termovettori ai vari terminali di scambio termico facenti parte dell'impianto; -canne di esalazione, aventi la funzione di allontanare i fumi di combustione prodotti dai gruppi termici. REQUISITI E PRESTAZIONI (UT) 02.03.R01 (Attitudine al) controllo del rumore prodotto Classe di Requisiti: Acustici Classe di Esigenza: Benessere Gli impianti di climatizzazione devono garantire un livello di rumore nell’ambiente esterno e in quelli abitativi entro i limiti prescritti dal D.P.C.M. 1.3.1991. Livello minimo della prestazione: Le dimensioni delle tubazioni di trasporto dei fluidi termovettori e quelle dei canali d’aria devono essere tali che la velocità di tali fluidi non superi i limiti imposti dalla normativa. I valori di emissione acustica possono essere verificati “in situ”, procedendo alle verifiche previste dalle norme UNI (in particolare UNI EN 27574), oppure verificando che i valori dichiarati dal produttore di elementi facenti parte dell'impianto siano conformi alla normativa. 02.03.R02 (Attitudine al) controllo della combustione Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso Classe di Esigenza: Funzionalità I gruppi termici degli impianti di climatizzazione devono garantire processi di combustione a massimo rendimento e nello stesso tempo produrre quantità minime di scorie e di sostanze inquinanti. Livello minimo della prestazione: In particolare, nel caso di generatori di calore con potenza nominale del focolare superiore a 34,8 kW si deve avere che la percentuale di aria comburente necessaria per la combustione deve essere: - per combustibile solido > dell'80%; - per combustibile liquido 15-20%; - per combustibile gassoso 10-15%; - il contenuto di ossido di carbonio (CO) nei fumi di combustione non deve superare lo 0.1% del volume dei fumi secchi e senza aria; - l’indice di fumosità Bacharach deve rispettare i limiti di legge. Verificare che i locali dove sono alloggiati i generatori di calore siano permanentemente ventilati mediante idonee aperture di aerazione di dimensioni non inferiori a quelle riportate dalle vigenti norme di sicurezza e prevenzione incendi. 02.03.R03 (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso Classe di Esigenza: Funzionalità Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere in grado di garantire valori minimi di portata dei fluidi circolanti. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. 02.03.R04 (Attitudine al) controllo della pressione di erogazione Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica Classe di Esigenza: Funzionalità Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere in grado di assicurare un'opportuna pressione di emissione per consentire ai fluidi di raggiungere i terminali. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. 02.03.R05 (Attitudine al) controllo della temperatura dei fluidi Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici Classe di Esigenza: Benessere I fluidi termovettori dell'impianto di climatizzazione devono avere temperatura idonea per assicurare il corretto funzionamento dell'impianto assicurando nello stesso momento un benessere ambientale oltre che un contenimento dei consumi energetici. Livello minimo della prestazione: La temperatura dei fluidi viene verificata mediante termometri che devono essere sottoposti alle prove di laboratorio previste dalle vigenti norme sul risparmio energetico. I valori della temperatura del fluido termovettore rilevati devono essere paragonati ai valori della temperatura prevista in base al diagramma di esercizio dell’impianto così come prescritto dalla normativa UNI vigente. 02.03.R06 (Attitudine al) controllo delle dispersioni elettriche Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso Classe di Esigenza: Funzionalità Per evitare qualsiasi pericolo di folgorazione alle persone, causato da un contatto diretto, i componenti degli impianti di climatizzazione, capaci di condurre elettricità, devono essere dotati di collegamenti equipotenziali con l’impianto di terra dell’edificio. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e nell’ambito della dichiarazione di conformità prevista dall’art.7 del regolamento di attuazione della Legge 5.3.1990 n.46. Pagina 91 Manuale di Manutenzione 02.03.R07 Affidabilità Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica Classe di Esigenza: Funzionalità Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere realizzati con materiali idonei a garantire nel tempo le proprie qualità così da garantire la funzionalità dell'impianto. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. 02.03.R08 Attitudine a limitare i rischi di esplosione Classe di Requisiti: Protezione elettrica Classe di Esigenza: Sicurezza Gli impianti di climatizzazione devono garantire processi di combustione con il massimo del rendimento evitando i rischi di esplosione. Livello minimo della prestazione: Verificare che i locali dove sono alloggiati i generatori di calore siano permanentemente ventilati mediante idonee aperture di aerazione di dimensioni non inferiori a quelle riportate dalle vigenti norme di sicurezza e prevenzione incendi. 02.03.R09 Attitudine a limitare le temperature superficiali Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici Classe di Esigenza: Benessere I componenti direttamente accessibili dagli utenti devono essere in grado di contrastare in modo efficace le variazioni di temperatura superficiali. Livello minimo della prestazione: La temperatura superficiale dei componenti degli impianti di climatizzazione non coibentati deve essere controllata per accertare che non superi i 75°C. 02.03.R10 Comodità di uso e manovra Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso Classe di Esigenza: Funzionalità Gli impianti di climatizzazione devono essere realizzati con materiali e componenti aventi caratteristiche di facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità. Livello minimo della prestazione: In particolare l’altezza di installazione dal piano di calpestio dei componenti deve essere compresa fra 0.40 e 1.40 m, ad eccezione di quei componenti il cui azionamento avviene mediante comando a distanza (ad. es. telecomando a raggi infrarossi). 02.03.R11 Reazione al fuoco Classe di Requisiti: Protezione antincendio Classe di Esigenza: Sicurezza I materiali degli impianti di climatizzazione suscettibili di essere sottoposti all’azione del fuoco devono essere classificati secondo quanto previsto dalla normativa vigente; la reazione al fuoco deve essere documentata da “marchio di conformità” o “dichiarazione di conformità”. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. 02.03.R12 Resistenza agli agenti aggressivi chimici Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici Classe di Esigenza: Sicurezza L'impianto di climatizzazione deve essere realizzato con materiali e componenti idonei a non subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto se sottoposti all'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo della prestazione: Per la valutazione della resistenza agli agenti chimici presenti nell’aria si fa riferimento ai metodi di prova indicati dalle norme UNI. Per garantire i livelli minimi possono essere utilizzati eventuali rivestimenti di protezione esterna (smalti, prodotti vernicianti, ecc.) che devono essere compatibili con i supporti su cui vengono applicati. 02.03.R13 Resistenza al vento Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione sottoposti all'azione del vento devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture. Livello minimo della prestazione: Sono da effettuare le verifiche prescritte dalla normativa vigente seguendo i metodi di calcolo da essa previsti. 02.03.R14 Resistenza meccanica Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Gli impianti di climatizzazione devono essere realizzati con materiali in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di determinate sollecitazioni. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. 02.03.R15 Sostituibilità Classe di Requisiti: Facilità d'intervento Classe di Esigenza: Funzionalità Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere atti a consentire la collocazione in opera di altri elementi in caso di necessità. Livello minimo della prestazione: Pagina 92 Manuale di Manutenzione Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. 02.03.R16 (Attitudine al) controllo della tenuta Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Gli impianti di riscaldamento devono essere realizzati con materiali e componenti idonei ad impedire fughe dei fluidi termovettori nonché dei combustibili di alimentazione. Livello minimo della prestazione: I componenti degli impianti di riscaldamento possono essere verificati per accertarne la capacità al controllo della tenuta secondo le prove indicate dalla normativa UNI vigente. 02.03.R17 Assenza dell'emissione di sostanze nocive Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici Classe di Esigenza: Sicurezza Gli elementi degli impianti di riscaldamento devono limitare la emissione di sostanze inquinanti o comunque nocive alla salute degli utenti. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. 02.03.R18 Efficienza Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica Classe di Esigenza: Funzionalità Gli elementi costituenti l'impianto di riscaldamento devono essere realizzati con materiali idonei a garantire nel tempo le proprie capacità di rendimento così da garantire la funzionalità dell'impianto. Livello minimo della prestazione: L'efficienza degli elementi costituenti l'impianto viene verificata misurando alcuni parametri quali: - i generatori di calore di potenza termica utile nominale Pn superiore a 4 kW, devono possedere un rendimento termico utile non inferiore al 90%; - il rendimento dei gruppi elettropompe non deve essere interiore al 70%; - il coefficiente di prestazione (COP) delle pompe di calore non deve essere inferiore a 2,65; - il rendimento di elettropompe ed elettroventilatori non deve essere interiore al 70%. 02.03.R19 (Attitudine al) controllo della velocità dell'aria ambiente Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici Classe di Esigenza: Benessere Gli impianti di riscaldamento devono funzionare in modo da non creare movimenti d’aria che possano dare fastidio alle persone. Livello minimo della prestazione: Per non creare fastidiosi movimenti dell'aria occorre che la velocità della stessa non superi i 0,15 m/s. E' comunque ammessa una velocità superiore (nelle immediate vicinanze di bocchette di estrazione o di mandata dell’aria) fino a 0,7 m/s sempre ché siano evitati disturbi diretti alle persone. 02.03.R20 Pulibilità Classe di Requisiti: Facilità d'intervento Classe di Esigenza: Funzionalità Gli impianti di riscaldamento devono essere realizzati con materiali e componenti tali da consentire la rimozione di sporcizia e sostanze di accumulo. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. 02.03.R21 (Attitudine al) controllo delle dispersioni di calore Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici Classe di Esigenza: Benessere Gli elementi costituenti l'impianto di riscaldamento devono essere realizzati e posti in opera in modo da evitare perdite di calore che possono verificarsi durante il normale funzionamento e dovute a fenomeni di conduzione, convezione o irraggiamento. Livello minimo della prestazione: I generatori di calore devono essere verificati effettuando misurazioni delle temperature dei fumi e dell’aria comburente unitamente alla percentuale di anidride carbonica presente nei fumi di combustione; inoltre le tubazioni di trasporto dei fluidi termovettori devono essere isolate termicamente con materiali isolanti idonei. 02.03.R22 (Attitudine al) controllo dell'umidità dell'aria ambiente Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici Classe di Esigenza: Benessere Gli impianti di riscaldamento devono essere realizzati in modo da garantire i valori di progetto della umidità dell’aria nei locali serviti indipendentemente dalle condizioni climatiche esterne ed interne. Livello minimo della prestazione: I valori dell’umidità relativa dell’aria devono essere verificati e misurati nella parte centrale dei locali, ad un’altezza dal pavimento di 1.5 m, utilizzando idonei strumenti di misurazione (es. psicrometro ventilato): rispetto ai valori di progetto è ammessa una tolleranza di +/- 5%. L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili: ° 02.03.01 Centrali di trattamento aria (U.T.A.) ° 02.03.02 Filtri fini a tasche flosce ° 02.03.03 Filtri multidiedri (a tasche rigide) ° 02.03.04 Estrattori d'aria ° 02.03.05 Canali in lamiera ° 02.03.06 Serrande tagliafuoco Pagina 93 Manuale di Manutenzione ° 02.03.07 Strato coibente ° 02.03.08 Tubi in acciaio ° 02.03.09 Tubi in rame ° 02.03.10 Umidificatori ad acqua ° 02.03.11 Dispositivi di controllo e regolazione ° 02.03.12 Servocomandi ° 02.03.13 Termostati ° 02.03.14 Valvole motorizzate Pagina 94 Manuale di Manutenzione Elemento Manutenibile: 02.03.01 Centrali di trattamento aria (U.T.A.) Unità Tecnologica: 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione Le centrali di trattamento dell'aria, dette U.T.A. (acronimo di Unità Trattamento Aria), dell'impianto di climatizzazione sono destinate al trattamento sia dell'aria primaria che di tutta quella necessaria alla climatizzazione. Generalmente una U.T.A. è composta dai seguenti elementi: - ventilatore di ripresa dell'aria; - sezione di miscela, espulsione e ripresa dell'aria esterna; - sezione filtrante; - batteria di preriscaldamento; - sezione umidificante con separatore di gocce; - batteria di raffreddamento; - batteria di post riscaldamento; - ventilatore di mandata. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 02.03.01.R01 (Attitudine al) controllo del trafilamento Classe di Requisiti: Di funzionamento Classe di Esigenza: Gestione Le unità di trattamento devono essere realizzate con materiali idonei ad impedire trafilamenti dei fluidi. Livello minimo della prestazione: Per accertare il trafilamento dell’aria dall’involucro dell’unità di trattamento assemblata questa viene sottoposta a prova ad una pressione negativa di 400 Pa. I valori del trafilamento risultanti al termine della prova non devono superare i valori forniti nel prospetto 2 della norma UNI EN 1886. ANOMALIE RISCONTRABILI 02.03.01.A01 Difetti di filtraggio 02.03.01.A02 Difetti di funzionamento motori 02.03.01.A03 Difetti di lubrificazione 02.03.01.A04 Difetti di taratura 02.03.01.A05 Difetti di tenuta 02.03.01.A06 Fughe ai circuiti 02.03.01.A07 Incrostazioni 02.03.01.A08 Perdita di tensione delle cinghie 02.03.01.A09 Rumorosità MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 02.03.01.I01 Pulizia bacinella raccolta condensa degli umidificatori ad acqua Cadenza: ogni 15 giorni Effettuare una pulizia delle bacinelle di raccolta condense, e del relativo scarico, degli umidificatori ad acqua delle U.T.A., utilizzando idonei disinfettanti. 02.03.01.I02 Pulizia bacinella raccolta condensa delle sezioni di scambio Cadenza: ogni 15 giorni Effettuare una pulizia delle bacinelle di raccolta condense, e del relativo scarico, delle sezioni di scambio U.T.A., utilizzando idonei disinfettanti. Pagina 95 Manuale di Manutenzione 02.03.01.I03 Pulizia batterie di condensazione Cadenza: ogni 3 mesi Pulizia delle batterie di condensazione ad aria mediante spazzolatura con spazzole metalliche o trattamento chimico biodegradabile delle alette lato aria. 02.03.01.I04 Pulizia e sostituzione motoventilatori Cadenza: ogni 12 mesi Eseguire una serie di verifiche e controlli generali su alcuni elementi dei motoventilatori quali girante, cuscinetti, trasmissione. Effettuare una lubrificazione dei cuscinetti o una sostituzione se usurati. 02.03.01.I05 Pulizia filtro acqua degli umidificatori ad acqua Cadenza: ogni 3 mesi Effettuare una pulizia del filtro dell'acqua degli umidificatori ad acqua dell’U.T.A. 02.03.01.I06 Pulizia sezioni di ripresa Cadenza: ogni 6 mesi Effettuare una pulizia e disincrostazione delle griglie delle sezioni di ripresa delle macchine U.T.A. con mezzi meccanici. 02.03.01.I07 Pulizia sezioni di scambio Cadenza: ogni 3 mesi Effettuare una pulizia meccanica o con trattamento chimico biodegradabile dei circuiti lato aria ed acqua delle sezioni di scambio delle macchine U.T.A.. 02.03.01.I08 Pulizia umidificatori a vapore Cadenza: ogni 15 giorni Effettuare una pulizia meccanica, o con trattamento chimico biodegradabile, dei circuiti degli umidificatori a vapore delle macchine U.T.A. 02.03.01.I09 Sostituzione celle filtranti Cadenza: quando occorre Sostituire le celle filtranti a perdere delle macchine U.T.A., secondo le scadenze fornite dal produttore. 02.03.01.I10 Sostituzione cinghie delle sezioni ventilanti Cadenza: quando occorre Sostituire le cinghie delle sezioni ventilanti e dei cuscinetti delle macchine U.T.A. quando occorre. Elemento Manutenibile: 02.03.02 Filtri fini a tasche flosce Unità Tecnologica: 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione I filtri a tasche flosce sono costituiti da vere e proprie tasche di materassini in materiali diversi realizzati con differenti densità delle fibre; per questi tipi di filtro vengono utilizzate fibre sintetiche e fibre di vetro (con spessore delle fibre compreso tra 3 e 10 micron e con uno spessore medio del materassino di 5-20 mm). I tipi di filtri comunemente reperibili sul mercato sotto forma di pannelli con dimensioni nominali di 610x610 mm o 305x610 mm; i pannelli filtranti vengono montati su telai metallici (generalmente in acciaio zincato per prevenire la corrosione) mediante aggancio metallico e sigillatura con guarnizioni. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 02.03.02.R01 (Attitudine al) controllo della purezza dell'aria ambiente Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici Classe di Esigenza: Sicurezza I filtri devono garantire durante il loro funzionamento condizioni di purezza ed igienicità dell'aria ambiente indipendentemente dalle condizioni di affollamento. Livello minimo della prestazione: La percentuale di ossido di carbonio (CO) presente nell'aria ambiente deve essere rilevata ad un'altezza di 0.5 m dal pavimento; la percentuale di anidride carbonica (CO^2) deve essere rilevata ad una distanza di 0,5 m dal soffitto. Entrambi le percentuali vanno rilevate con impianto di climatizzazione funzionante, con porte e finestre chiuse ed essere eseguite ad intervalli regolari, nell'arco di un'ora, di 10 minuti. La portata d'aria esterna di rinnovo e le caratteristiche di efficienza dei filtri d'aria non devono essere inferiori a quelle indicate dalla normativa. 02.03.02.R02 Asetticità Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici Pagina 96 Manuale di Manutenzione Classe di Esigenza: Sicurezza I filtri devono essere realizzati con materiali idonei e posti in opera in modo da evitare lo sviluppo di sostanze nocive per la salute degli utenti. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. 02.03.02.R03 Assenza dell'emissione di sostanze nocive Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici Classe di Esigenza: Sicurezza I filtri devono limitare la emissione di sostanze inquinanti o comunque nocive alla salute degli utenti. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. ANOMALIE RISCONTRABILI 02.03.02.A01 Corrosione dei telai 02.03.02.A02 Depositi di materiale 02.03.02.A03 Difetti alle guarnizioni 02.03.02.A04 Difetti dei controtelai 02.03.02.A05 Difetti di filtraggio 02.03.02.A06 Difetti di montaggio 02.03.02.A07 Difetti di tenuta 02.03.02.A08 Perdita di carico MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 02.03.02.I01 Sistemazione controtelai Cadenza: quando occorre Eseguire la sistemazione dei controtelai di supporto dei filtri nel caso di intervento sui filtri. 02.03.02.I02 Sostituzione filtri Cadenza: quando occorre Sostituire i filtri quando sono usurati, seguendo le indicazioni fornite dal costruttore, o quando lo spessore dello strato filtrante si è ridotto del 20% rispetto al valore di integrità iniziale. Elemento Manutenibile: 02.03.03 Filtri multidiedri (a tasche rigide) Unità Tecnologica: 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione I filtri multidiedri detti comunemente a tasche rigide sfruttano il principio delle piccole pieghe del setto filtrante in microfibra di vetro con separatori in filotermoplastico. Il telaio della tasca in materiale plastico ne conferisce robustezza e resistenza e la rende totalmente inceneribile senza rilascio di gas pericolosi. Sono adatti ad operare in condizioni quali volumi di aria variabili, frequenti fermate del ventilatore ed alta resistenza all'umidità. Rispetto ai filtri a tasche flosce questi filtri presentano alcuni vantaggi: -maggior perdita di carico ammessa; -costruzione di tipo rigido che agevola la posa in opera; -dimensioni ridotte; -distribuzione uniforme dell'aria. Pagina 97 Manuale di Manutenzione REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 02.03.03.R01 (Attitudine al) controllo della purezza dell'aria ambiente Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici Classe di Esigenza: Sicurezza I filtri devono garantire durante il loro funzionamento condizioni di purezza ed igienicità dell'aria ambiente indipendentemente dalle condizioni di affollamento. Livello minimo della prestazione: La percentuale di ossido di carbonio (CO) presente nell’aria ambiente deve essere rilevata ad un’altezza di 0.5 m dal pavimento; la percentuale di anidride carbonica (CO^2) deve essere rilevata ad una distanza di 0,5 m dal soffitto. Entrambi le percentuali vanno rilevate con impianto di climatizzazione funzionante, con porte e finestre chiuse ed essere eseguite ad intervalli regolari, nell'arco di un'ora, di 10 minuti. La portata d’aria esterna di rinnovo e le caratteristiche di efficienza dei filtri d’aria non devono essere inferiori a quelle indicate dalla normativa. 02.03.03.R02 Asetticità Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici Classe di Esigenza: Sicurezza I filtri devono essere realizzati con materiali idonei e posti in opera in modo da evitare lo sviluppo di sostanze nocive per la salute degli utenti. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. 02.03.03.R03 Assenza dell'emissione di sostanze nocive Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici Classe di Esigenza: Sicurezza I filtri devono limitare la emissione di sostanze inquinanti o comunque nocive alla salute degli utenti. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. ANOMALIE RISCONTRABILI 02.03.03.A01 Corrosione dei telai 02.03.03.A02 Depositi di materiale 02.03.03.A03 Difetti alle guarnizioni 02.03.03.A04 Difetti dei controtelai 02.03.03.A05 Difetti di filtraggio 02.03.03.A06 Difetti di montaggio 02.03.03.A07 Difetti di tenuta 02.03.03.A08 Perdita di carico MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 02.03.03.I01 Pulizia filtri Cadenza: ogni 3 mesi Effettuare una pulizia dei filtri mediante aspiratore d'aria ed un lavaggio dei filtri con acqua e solventi. Asciugare i filtri alla fine di ogni intervento. 02.03.03.I02 Sistemazione controtelai Cadenza: quando occorre Eseguire la sistemazione dei controtelai di supporto dei filtri nel caso di intervento sui filtri. 02.03.03.I03 Sostituzione filtri Cadenza: quando occorre Sostituire i filtri quando sono usurati, seguendo le indicazioni fornite dal costruttore, o quando lo spessore dello strato filtrante si è ridotto del 20% rispetto al valore di integrità iniziale. Elemento Manutenibile: 02.03.04 Pagina 98 Manuale di Manutenzione Estrattori d'aria Unità Tecnologica: 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione Gli estrattori d'aria devono essere posizionati in modo da garantire il ricambio d'aria previsto in fase di progetto. Devono essere liberi da ostacoli in modo da funzionare liberamente. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 02.03.04.R01 Efficienza Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica Classe di Esigenza: Funzionalità Gli estrattori devono essere realizzati con materiali idonei a garantire nel tempo le proprie capacità di rendimento così da garantire la funzionalità dell'impianto. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. ANOMALIE RISCONTRABILI 02.03.04.A01 Disallineamento delle pulegge 02.03.04.A02 Usura della cinghia 02.03.04.A03 Usura dei cuscineti MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 02.03.04.I01 Sostituzione delle cinghie Cadenza: quando occorre Sostituire le cinghie di trasmissione quando usurate. Elemento Manutenibile: 02.03.05 Canali in lamiera Unità Tecnologica: 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione Le centrali di trattamento dell'aria dell'impianto di climatizzazione sono destinate al trattamento sia dell'aria primaria che di tutta quella necessaria alla climatizzazione. Il trasporto dei fluidi trattati (sia di mandata che di ripresa) avviene in canalizzazioni in acciaio zincato rivestite con idonei materiali coibenti. Nel caso di canali rettangolari con un lato di dimensioni superiori a 450 mm prevedere delle croci trasversali di rinforzo. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 02.03.05.R01 (Attitudine al) controllo della tenuta Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Le canalizzazioni dell'impianto di climatizzazione devono essere realizzate con materiali e componenti idonei ad impedire fughe dei fluidi termovettori nonché dei combustibili di alimentazione. Livello minimo della prestazione: I componenti degli impianti di climatizzazione possono essere verificati per accertarne la capacità al controllo della tenuta secondo le prove indicate dalla normativa UNI vigente. Pagina 99 Manuale di Manutenzione 02.03.05.R02 Stabilità chimico reattiva Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici Classe di Esigenza: Sicurezza Le canalizzazioni dell'impianto di climatizzazione devono essere realizzate con materiali in grado di mantenere inalterate nel tempo le proprie caratteristiche chimico-fisiche. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. ANOMALIE RISCONTRABILI 02.03.05.A01 Anomalie delle coibentazioni 02.03.05.A02 Difetti di regolazione e controllo 02.03.05.A03 Difetti di tenuta 02.03.05.A04 Difetti di tenuta giunti 02.03.05.A05 Incrostazioni MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 02.03.05.I01 Pulizia canali Cadenza: ogni anno Effettuare una pulizia dei canali utilizzando aspiratori. Effettuare inoltre una pulizia delle bocchette di mandata e di ripresa, delle griglie e delle cassette miscelatrici. 02.03.05.I02 Ripristino coibentazione Cadenza: quando occorre Effettuare il ripristino dello strato coibente quando deteriorato. 02.03.05.I03 Ripristino serraggi Cadenza: quando occorre Eseguire il ripristino dei dadi di serraggio dei vari tratti di canale. Elemento Manutenibile: 02.03.06 Serrande tagliafuoco Unità Tecnologica: 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione Le serrande tagliafuoco sono dei dispositivi a chiusura mobile, all'interno di una condotta, progettate per prevenire il passaggio del fuoco. Possono essere del tipo "isolata" o del tipo "non isolata". La serranda tagliafuoco isolata è una serranda che soddisfa entrambi i requisiti di integrità ed isolamento per il periodo di resistenza al fuoco previsto. La serranda tagliafuoco non isolata è una serranda che soddisfa il requisito di integrità per il periodo di resistenza al fuoco previsto e non oltre 5 min di isolamento. Le serrande tagliafuoco possono essere azionate da un meccanismo integrato direttamente con la serranda o da un meccanismo termico di rilascio. Il meccanismo integrato o direttamente associato con la serranda tagliafuoco causa la chiusura del componente mobile della serranda stessa cambiando la posizione da "aperta" a "chiusa". Il meccanismo termico di rilascio progettato per rispondere ad un innalzamento di temperatura dell'aria circostante, in grado di sganciare la lama della serranda ad una determinata temperatura. Esso può interfacciarsi con un meccanismo operante meccanicamente, elettricamente, elettronicamente o pneumaticamente, integrato oppure posizionato lontano dal meccanismo stesso. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 02.03.06.R01 Efficienza Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso Classe di Esigenza: Funzionalità La serranda ed il relativo dispositivo di azionamento di sicurezza devono garantire la massima efficienza di funzionamento. Pagina 100 Manuale di Manutenzione Livello minimo della prestazione: Il DAS deve essere sottoposto a prova in modo da simulare le condizioni di accoppiamento. La prova deve essere eseguita in ambiente a temperatura di (25 + / - 5)°C, ed al termine si deve avere che: -al comando di chiusura il DAS si metta in posizione di chiusura in non più di 25 s; questa operazione deve essere ripetuta minimo 50 volte; -dopo avere sottoposto il DAS a 2 000 cicli di funzionamento, il tempo di cui al punto precedente non sia incrementato di oltre il 10%. 02.03.06.R02 Isolamento elettrico Classe di Requisiti: Protezione elettrica Classe di Esigenza: Sicurezza Gli elementi costituenti la serranda tagliafuoco devono essere realizzati con materiali in grado di resistere al passaggio di cariche elettriche senza causare malfunzionamenti. Livello minimo della prestazione: ll grado di protezione delle parti elettriche deve essere minimo IP 42 (CEI EN 60529) a meno che le condizioni di utilizzo non richiedano un grado di protezione superiore. ANOMALIE RISCONTRABILI 02.03.06.A01 Anomalie dei fusibili 02.03.06.A02 Corrosione 02.03.06.A03 Difetti dei DAS 02.03.06.A04 Difetti di serraggio 02.03.06.A05 Incrostazioni 02.03.06.A06 Vibrazioni MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 02.03.06.I01 Lubrificazione Cadenza: ogni anno Eseguire la lubrificazione dei meccanismi di leverismo della serranda quali pistoni e perni. 02.03.06.I02 Pulizia Cadenza: ogni anno Eseguire una pulizia della polvere e dei depositi sulle serrande e sui DAS. Elemento Manutenibile: 02.03.07 Strato coibente Unità Tecnologica: 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione Le tubazioni adibite al trasporto dei fluidi termovettori devono essere opportunamente protette con uno strato di coibente. Questo viene generalmente realizzato con lana di vetro, materiali sintetico ed altro. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 02.03.07.R01 Resistenza meccanica Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza I materiali coibenti devono essere in grado di non subire disgregazioni sotto l'azione dei carichi che si verificano durante il funzionamento. Livello minimo della prestazione: Pagina 101 Manuale di Manutenzione I livelli minimi dipendono dal tipo di materiale coibente utilizzato. ANOMALIE RISCONTRABILI 02.03.07.A01 Anomalie del coibente 02.03.07.A02 Difetti di tenuta 02.03.07.A03 Mancanze MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 02.03.07.I01 Rifacimenti Cadenza: ogni 2 anni Eseguire il rifacimento degli strati di coibente deteriorati o mancanti. 02.03.07.I02 Sostituzione coibente Cadenza: ogni 15 anni Eseguire la sostituzione dello strato coibente quando deteriorato. Elemento Manutenibile: 02.03.08 Tubi in acciaio Unità Tecnologica: 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione Le reti di distribuzione hanno la funzione di trasportare i fluidi termovettori fino ai terminali di scambio termico con l'ambiente. Vengono usate tubazioni in acciaio nero senza saldatura (del tipo Mannessman), in rame o in rame opportunamente isolate. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 02.03.08.R01 (Attitudine al) controllo dell'aggressività dei fluidi Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica Classe di Esigenza: Funzionalità Le tubazioni dell'impianto di climatizzazione devono assicurare che i fluidi possano circolare in modo da evitare fenomeni di incrostazioni, corrosioni e depositi che possano compromettere il regolare funzionamento degli impianti stessi e la sicurezza degli utenti. Livello minimo della prestazione: Possono essere previsti specifici trattamenti dell’acqua dei circuiti di riscaldamento, raffreddamento e umidificazione in modo assicurare in ogni momento i requisiti minimi richiesti. 02.03.08.R02 Resistenza alle temperature e a sbalzi di temperature Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Le tubazioni dell'impianto di climatizzazione devono essere realizzate con materiali in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di temperature elevate o sbalzi improvvisi delle stesse. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. ANOMALIE RISCONTRABILI 02.03.08.A01 Difetti di coibentazione Pagina 102 Manuale di Manutenzione 02.03.08.A02 Difetti di regolazione e controllo 02.03.08.A03 Difetti di tenuta 02.03.08.A04 Incrostazioni MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 02.03.08.I01 Ripristino coibentazione Cadenza: quando occorre Effettuare un ripristino dello strato di coibentazione delle tubazioni quando sono evidenti i segni di degradamento. Elemento Manutenibile: 02.03.09 Tubi in rame Unità Tecnologica: 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione Le reti di distribuzione hanno la funzione di trasportare i fluidi termovettori fino ai terminali di scambio termico con l'ambiente. Per la realizzazione di tali reti vengono utilizzate tubazioni in rame opportunamente coibentate con isolanti per impedire ai fluidi trasportati di perdere il calore. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 02.03.09.R01 (Attitudine al) controllo dell'aggressività dei fluidi Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica Classe di Esigenza: Funzionalità Le tubazioni in rame devono garantire la circolazione dei fluidi termovettori evitando fenomeni di incrostazioni, corrosioni e depositi che possano compromettere il regolare funzionamento degli impianti stessi e la sicurezza degli utenti. Livello minimo della prestazione: Le caratteristiche del rame e delle sua leghe utilizzate devono rispondere alle prescrizioni riportate dalla norma UNI EN 12449. 02.03.09.R02 Resistenza alle temperature e a sbalzi di temperature Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Le tubazioni in rame devono contrastare il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di temperature elevate o sbalzi improvvisi delle stesse. Livello minimo della prestazione: Possono essere utilizzati idonei rivestimenti per consentire il rispetto dei livelli previsti dalla norma UNI EN 12449. ANOMALIE RISCONTRABILI 02.03.09.A01 Difetti di coibentazione 02.03.09.A02 Difetti di regolazione e controllo 02.03.09.A03 Difetti di tenuta 02.03.09.A04 Incrostazioni MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO Pagina 103 Manuale di Manutenzione 02.03.09.I01 Ripristino coibentazione Cadenza: quando occorre Effettuare un ripristino dello strato di coibentazione delle tubazioni quando sono evidenti i segni di degradamento. Elemento Manutenibile: 02.03.10 Umidificatori ad acqua Unità Tecnologica: 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione Le apparecchiature che consentono l'umidificazione con acqua sono: -Evaporatori per impiego in ambiente - E' indispensabile che siano in grado di assimilare una superficie evaporante di una certa entità e di imprimere all'aria una velocità adeguata per mezzo del ventilatore incorporato. Attraverso cinghie o cilindri rotanti rivestiti opportunamente (il rivestimento superficiale si pulisce dai sali depositati usando una soluzione detergente) incorporano la superficie evaporante. L'evaporatore ad acqua tipo è dotato di un filtro grossolano, di un filtro ad alta efficienza e di uno a carboni attivi. Il serbatoio d'acqua - asportabile per evitare di collegare l'intero apparecchio alla rete idrica - è predisposto in modo da provvedere alla centrifuga soltanto la quantità d'acqua necessaria. Le particelle d'acqua che fuoriescono dalla centrifuga sono private di eventuali gas nocivi nella camera di lavaggio aria. L'aria aspirata passa prima attraverso i filtri, poi viene mescolata e lavata dall'acqua vaporizzata e l'aerosol formatosi viene immesso in ambiente dal ventilatore. Il potere umidificante è di circa 400 g/h. - Umidificatori ad evaporazione per installazione a canale - Sono installati nelle canalizzazioni di mandata a valle della batteria di riscaldamento e del ventilatore. La superficie di umidificazione è formata da dischi in filo o materiale sintetico fatti ruotare da un motore elettrico asservito da umidostato. Una valvola a galleggiante assicura l'alimentazione dell'acqua di umidificazione. In base alla differente temperatura e velocità dell'aria nel canale la potenzialità di umidificazione varia tra 2 e 5 kg/h; le temperature tollerabili vanno da 10° ad 80°, le velocità fino a 10 m/s con una pressione interna fino a 4 mmbar. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 02.03.10.R01 (Attitudine al) controllo della velocità dell'aria ambiente Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici Classe di Esigenza: Benessere Gli umidificatori devono funzionare in modo da non creare movimenti d’aria che possano dare fastidio alle persone. Livello minimo della prestazione: Per non creare fastidiosi movimenti dell'aria occorre che la velocità della stessa non superi i 0,15 m/s. E' comunque ammessa una velocità superiore (nelle immediate vicinanze di bocchette di estrazione o di mandata dell’aria) fino a 0,7 m/s sempre ché siano evitati disturbi diretti alle persone. 02.03.10.R02 (Attitudine al) controllo dell'umidità dell'aria ambiente Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici Classe di Esigenza: Benessere Gli umidificatori devono essere realizzati in modo da garantire i valori di progetto della umidità dell’aria nei locali serviti indipendentemente dalle condizioni climatiche esterne ed interne. Livello minimo della prestazione: I valori dell’umidità relativa dell’aria devono essere verificati e misurati nella parte centrale dei locali, ad un’altezza dal pavimento di 1.5 m, utilizzando idonei strumenti di misurazione (es. psicrometro ventilato): rispetto ai valori di progetto è ammessa una tolleranza di +/- 5%. ANOMALIE RISCONTRABILI 02.03.10.A01 Anomalie degli ugelli 02.03.10.A02 Difetti dei riscaldatori 02.03.10.A03 Difetti dei ventilatori 02.03.10.A04 Difetti del galleggiante 02.03.10.A05 Difetti della pompa 02.03.10.A06 Mancanza di acqua 02.03.10.A07 Rumorosità MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO Pagina 104 Manuale di Manutenzione 02.03.10.I01 Pulizia bacinelle di umidificazione Cadenza: ogni 2 settimane Effettuare una pulizia delle bacinelle di umidificazione e del relativo scarico utilizzando idonei disinfettanti per rimuovere il calcare presente 02.03.10.I02 Pulizia separatore di gocce Cadenza: ogni 3 mesi Effettuare una pulizia del separatore di gocce. 02.03.10.I03 Pulizia filtro acqua Cadenza: ogni 3 mesi Effettuare una pulizia del filtro dell'acqua provvedendo alla sostituzione della cartuccia filtrante. 02.03.10.I04 Pulizia ugelli umidificatori Cadenza: ogni mese Eseguire la pulizia della rete degli ugelli umidificatori. Elemento Manutenibile: 02.03.11 Dispositivi di controllo e regolazione Unità Tecnologica: 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione I dispositivi di controllo e regolazione consentono di monitorare il corretto funzionamento dell'impianto di riscaldamento segnalando eventuali anomalie e/o perdite del circuito. Sono generalmente costituiti da una centralina di regolazione, da dispositivi di termoregolazione che possono essere del tipo a due posizioni o del tipo con valvole a movimento rettilineo. Sono anche dotati di dispositivi di contabilizzazione. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 02.03.11.R01 Comodità di uso e manovra Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso Classe di Esigenza: Funzionalità I dispositivi di regolazione e controllo degli impianti di riscaldamento devono essere realizzati con materiali e componenti aventi caratteristiche di facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità. Livello minimo della prestazione: In particolare l’altezza di installazione dal piano di calpestio dei componenti deve essere compresa fra 0.40 e 1.40 m, ad eccezione di quei componenti il cui azionamento avviene mediante comando a distanza (ad. es. telecomando a raggi infrarossi). ANOMALIE RISCONTRABILI 02.03.11.A01 Difetti di taratura 02.03.11.A02 Incrostazioni 02.03.11.A03 Perdite di acqua 02.03.11.A04 Sbalzi di temperatura MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 02.03.11.I01 Ingrassaggio valvole Cadenza: ogni 6 mesi Effettuare una pulizia con ingrassaggio delle valvole. Pagina 105 Manuale di Manutenzione 02.03.11.I02 Sostituzione valvole Cadenza: ogni 15 anni Sostituire le valvole seguendo le scadenze indicate dal produttore (periodo ottimale 15 anni). Elemento Manutenibile: 02.03.12 Servocomandi Unità Tecnologica: 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione I servocomandi sono dei dispositivi elettrici che consentono di regolare le valvole destinate alla regolazione della temperatura dei fluidi termovettori degli impianti di riscaldamento. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 02.03.12.R01 Resistenza a manovre e sforzi d'uso Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza I servocomandi devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture in seguito ad operazioni di manovra o di utilizzo. Livello minimo della prestazione: La coppia o spinta nominale dovrà essere maggiore o uguale a 0,8 il valore dichiarato dal costruttore che deve essere indicato nella documentazione tecnica di corredo del servocomando. ANOMALIE RISCONTRABILI 02.03.12.A01 Anomalie degli interruttori di fine corsa 02.03.12.A02 Anomalie dei potenziometri 02.03.12.A03 Difetti delle molle 02.03.12.A04 Difetti di serraggio 02.03.12.A05 Difetti di tenuta 02.03.12.A06 Incrostazioni MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 02.03.12.I01 Registrazione Cadenza: quando occorre Eseguire una registrazione dei servocomandi quando si riscontrano differenze tra i valori della temperatura erogati e quelli di esercizio. Elemento Manutenibile: 02.03.13 Termostati Unità Tecnologica: 02.03 Pagina 106 Manuale di Manutenzione Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione Il termostato di ambiente è un dispositivo sensibile alla temperatura dell'aria che ha la funzione di mantenere, entro determinati parametri, la temperatura dell'ambiente nel quale è installato. Il funzionamento del termostato avviene tramite l'apertura e la chiusura di un dispositivo collegato ad un circuito elettrico. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 02.03.13.R01 Resistenza meccanica Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso Classe di Esigenza: Funzionalità I termostati d'ambiente devono essere costruiti in modo da sopportare le condizioni prevedibili nelle normali condizioni di impiego. Livello minimo della prestazione: Per accertare la resistenza meccanica il termostato può essere sottoposto ad almeno 10000 manovre in accordo a quanto stabilito dalla norma CEI 61. Al termine della prova deve essere rispettato quanto previsto dalla norma UNI 9577. ANOMALIE RISCONTRABILI 02.03.13.A01 Anomalie delle batterie 02.03.13.A02 Difetti di funzionamento 02.03.13.A03 Difetti di regolazione 02.03.13.A04 Sbalzi di temperatura MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 02.03.13.I01 Registrazione Cadenza: quando occorre Eseguire una registrazione dei parametri del termostato quando si riscontrano valori della temperatura diversi da quelli di progetto. 02.03.13.I02 Sostituzione dei termostati Cadenza: ogni 10 anni Eseguire la sostituzione dei termostati quando non più efficienti. Elemento Manutenibile: 02.03.14 Valvole motorizzate Unità Tecnologica: 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione Le valvole motorizzate vengono utilizzate negli impianti di riscaldamento per l'intercettazione ed il controllo della portata dell'acqua ma possono essere utilizzate anche negli impianti di ventilazione e di condizionamento. Generalmente sono azionate da un servocomando che viene applicato sulla testa della valvola che può essere montata sia in posizione verticale che in posizione orizzontale. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 02.03.14.R01 (Attitudine al) controllo della tenuta Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso Classe di Esigenza: Funzionalità Le valvole devono garantire la tenuta ad una pressione d’acqua interna uguale al maggiore dei due valori: la pressione di prova ammissibile (PEA) o 1,5 volte la pressione di esercizio ammissibile (PFA). Pagina 107 Manuale di Manutenzione Livello minimo della prestazione: Per verificare questo requisito una valvola finita viene sottoposta a prova con pressione d'acqua secondo quanto indicato dalla norma UNI EN 1074 o ad una prova con pressione d'aria a 6 bar secondo il prEN 12266. Al termine della prova non deve esserci alcuna perdita rilevabile visibilmente. ANOMALIE RISCONTRABILI 02.03.14.A01 Anomalie dei motori 02.03.14.A02 Difetti delle molle 02.03.14.A03 Difetti di connessione 02.03.14.A04 Difetti di tenuta 02.03.14.A05 Difetti del raccoglitore impurità 02.03.14.A06 Mancanza di lubrificazione 02.03.14.A07 Strozzatura della valvola MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 02.03.14.I01 Lubrificazione valvole Cadenza: ogni anno Effettuare lo smontaggio della valvole ed eseguire una lubrificazione delle cerniere e delle molle che regolano le valvole. 02.03.14.I02 Pulizia raccoglitore impurità Cadenza: ogni 6 mesi Svuotare il raccoglitore dalle impurità trasportate dalla corrente per evitare problemi di strozzatura della valvola. 02.03.14.I03 Serraggio dei bulloni Cadenza: ogni anno Eseguire il serraggio dei bulloni di fissaggio del motore. 02.03.14.I04 Sostituzione valvole Cadenza: ogni 15 anni Sostituire le valvole quando non più rispondenti alle normative. Pagina 108 Manuale di Manutenzione Unità Tecnologica: 02.04 Rete di distribuzione aria sala lettura-consultazione Biblioteca Civica Canna L'impianto di climatizzazione è l'insieme degli elementi tecnici aventi funzione di creare e mantenere nel sistema edilizio determinate condizioni termiche, di umidità e di ventilazione. L'unità tecnologica Impianto di climatizzazione è generalmente costituita da: -alimentazione, avente la funzione di trasportare il combustibile dai serbatoi e/o dalla rete di distribuzione fino ai gruppi termici; -gruppi termici, che trasformano l'energia chimica dei combustibili di alimentazione in energia termica; -centrali di trattamento fluidi, che hanno la funzione di trasferire l'energia termica prodotta (direttamente o utilizzando gruppi termici) ai fluidi termovettori; -reti di distribuzione e terminali, che trasportano i fluidi termovettori ai vari terminali di scambio termico facenti parte dell'impianto; -canne di esalazione, aventi la funzione di allontanare i fumi di combustione prodotti dai gruppi termici. REQUISITI E PRESTAZIONI (UT) 02.04.R01 (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso Classe di Esigenza: Funzionalità Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere in grado di garantire valori minimi di portata dei fluidi circolanti. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. 02.04.R02 Sostituibilità Classe di Requisiti: Facilità d'intervento Classe di Esigenza: Funzionalità Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere atti a consentire la collocazione in opera di altri elementi in caso di necessità. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. 02.04.R03 (Attitudine al) controllo della tenuta Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Gli impianti di riscaldamento devono essere realizzati con materiali e componenti idonei ad impedire fughe dei fluidi termovettori nonché dei combustibili di alimentazione. Livello minimo della prestazione: I componenti degli impianti di riscaldamento possono essere verificati per accertarne la capacità al controllo della tenuta secondo le prove indicate dalla normativa UNI vigente. L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili: ° 02.04.01 Canali in lamiera ° 02.04.02 Bocchette di ventilazione Pagina 109 Manuale di Manutenzione Elemento Manutenibile: 02.04.01 Canali in lamiera Unità Tecnologica: 02.04 Rete di distribuzione aria sala lettura-consultazione Biblioteca Civica Canna Le centrali di trattamento dell'aria dell'impianto di climatizzazione sono destinate al trattamento sia dell'aria primaria che di tutta quella necessaria alla climatizzazione. Il trasporto dei fluidi trattati (sia di mandata che di ripresa) avviene in canalizzazioni in acciaio zincato rivestite con idonei materiali coibenti. Nel caso di canali rettangolari con un lato di dimensioni superiori a 450 mm prevedere delle croci trasversali di rinforzo. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 02.04.01.R01 (Attitudine al) controllo della tenuta Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Le canalizzazioni dell'impianto di climatizzazione devono essere realizzate con materiali e componenti idonei ad impedire fughe dei fluidi termovettori nonché dei combustibili di alimentazione. Livello minimo della prestazione: I componenti degli impianti di climatizzazione possono essere verificati per accertarne la capacità al controllo della tenuta secondo le prove indicate dalla normativa UNI vigente. 02.04.01.R02 Stabilità chimico reattiva Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici Classe di Esigenza: Sicurezza Le canalizzazioni dell'impianto di climatizzazione devono essere realizzate con materiali in grado di mantenere inalterate nel tempo le proprie caratteristiche chimico-fisiche. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. ANOMALIE RISCONTRABILI 02.04.01.A01 Anomalie delle coibentazioni 02.04.01.A02 Difetti di regolazione e controllo 02.04.01.A03 Difetti di tenuta 02.04.01.A04 Difetti di tenuta giunti 02.04.01.A05 Incrostazioni MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 02.04.01.I01 Pulizia canali Cadenza: ogni anno Effettuare una pulizia dei canali utilizzando aspiratori. Effettuare inoltre una pulizia delle bocchette di mandata e di ripresa, delle griglie e delle cassette miscelatrici. 02.04.01.I02 Ripristino coibentazione Cadenza: quando occorre Effettuare il ripristino dello strato coibente quando deteriorato. 02.04.01.I03 Ripristino serraggi Cadenza: quando occorre Eseguire il ripristino dei dadi di serraggio dei vari tratti di canale. Elemento Manutenibile: 02.04.02 Pagina 110 Manuale di Manutenzione Bocchette di ventilazione Unità Tecnologica: 02.04 Rete di distribuzione aria sala lettura-consultazione Biblioteca Civica Canna Le bocchette di ventilazione sono destinate alla distribuzione e alla ripresa dell'aria; sono realizzate generalmente in acciaio zincato e vengono rivestite con idonei materiali fonoassorbenti e sono montate negli impianti di tipo medio. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 02.04.02.R01 (Attitudine al) controllo della tenuta Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Le bocchette di ventilazione devono essere realizzate con materiali e componenti idonei ad impedire fughe dei fluidi termovettori . Livello minimo della prestazione: La capacità al controllo della tenuta viene verificata secondo le prove indicate dalla normativa UNI vigente. ANOMALIE RISCONTRABILI 02.04.02.A01 Anomalie delle coibentazioni 02.04.02.A02 Difetti di regolazione e controllo 02.04.02.A03 Difetti di tenuta giunti 02.04.02.A04 Difetti di tenuta 02.04.02.A05 Incrostazioni MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 02.04.02.I01 Pulizia Cadenza: ogni anno Effettuare una pulizia delle bocchette utilizzando aspiratori. Pagina 111 Manuale di Manutenzione Unità Tecnologica: 02.05 Impianto idraulico L'impianto di distribuzione dell'acqua fredda e calda consente l'utilizzazione di acqua nell'ambito degli spazi interni del sistema edilizio o degli spazi esterni connessi. L'impianto è generalmente costituito dai seguenti elementi tecnici: - allacciamenti, che hanno la funzione di collegare la rete principale (acquedotto) alle reti idriche d'utenza; - macchine idrauliche, che hanno la funzione di controllare sia le caratteristiche fisico-chimiche, microbiologiche, ecc. dell'acqua da erogare sia le condizioni di pressione per la distribuzione in rete; - accumuli, che assicurano una riserva idrica adeguata alle necessità degli utenti consentendo il corretto funzionamento delle macchine idrauliche e/o dei riscaldatori; - riscaldatori, che hanno la funzione di elevare la temperatura dell'acqua fredda per consentire di soddisfare le necessità degli utenti; - reti di distribuzione acqua fredda e/o calda, aventi la funzione di trasportare l'acqua fino ai terminali di erogazione; - reti di ricircolo dell'acqua calda, che hanno la funzione di mantenere in costante circolazione l'acqua calda in modo da assicurarne l'erogazione alla temperatura desiderata; - apparecchi sanitari che consentono agli utenti di utilizzare acqua calda e/o fredda per soddisfare le proprie esigenze. REQUISITI E PRESTAZIONI (UT) 02.05.R01 Regolarità delle finiture Classe di Requisiti: Adattabilità delle finiture Classe di Esigenza: Fruibilità Gli elementi dell'impianto idrico sanitario devono essere realizzati nel rispetto della regola d'arte e devono presentare finiture superficiali integre. Livello minimo della prestazione: Tutte le superfici devono avere caratteristiche di uniformità e continuità di rivestimento e non devono presentare tracce di riprese o aggiunte di materiale visibili. Possono essere richieste prove di collaudo prima della posa in opera per la verifica della regolarità dei materiali e delle finiture secondo quanto indicato dalla norma UNI EN 997. 02.05.R02 (Attitudine al) controllo della tenuta Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Gli elementi dell'impianto idrico sanitario devono essere idonei ad impedire fughe dei fluidi in circolazione per garantire la funzionalità dell'impianto. Livello minimo della prestazione: La capacità di tenuta viene verificata mediante la prova indicata dalla norma UNI di settore. Al termine della prova si deve verificare la assenza di difetti o segni di cedimento. 02.05.R03 (Attitudine al) controllo dell'aggressività dei fluidi Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica Classe di Esigenza: Funzionalità Le tubazioni dell'impianto idrico non devono dar luogo a fenomeni di incrostazioni, corrosioni, depositi che possano compromettere il regolare funzionamento degli impianti stessi. Livello minimo della prestazione: L’analisi delle caratteristiche dell'acqua deve essere ripetuta con frequenza annuale e comunque ogni volta che si verifichi un cambiamento delle stesse. Devono essere previsti specifici trattamenti dell’acqua in modo che le caratteristiche chimico-fisiche (aspetto, pH, conduttività elettrica, durezza totale, cloruri, ecc.) corrispondano a quelle riportate dalla normativa. In particolare le acque destinate al consumo umano che siano state sottoposte ad un trattamento di addolcimento o dissalazione devono presentare le seguenti concentrazioni minime: durezza totale 60 mg/l Ca, alcalinità >= 30 mg/l HCO3. L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili: ° 02.05.01 Apparecchi sanitari e rubinetteria ° 02.05.02 Cassette di scarico a zaino ° 02.05.03 Miscelatori termostatici ° 02.05.04 Scaldacqua elettrici ad accumulo ° 02.05.05 Tubazioni in rame ° 02.05.06 Tubazioni multistrato ° 02.05.07 Tubi in acciaio zincato ° 02.05.08 Vasi igienici a sedile Pagina 112 Manuale di Manutenzione Elemento Manutenibile: 02.05.01 Apparecchi sanitari e rubinetteria Unità Tecnologica: 02.05 Impianto idraulico Gli apparecchi sanitari sono quegli elementi dell'impianto idrico che consentono agli utenti lo svolgimento delle operazioni connesse agli usi igienici e sanitari utilizzando acqua calda e/o fredda. Per utilizzare l'acqua vengono utilizzati rubinetti che mediante idonei dispositivi di apertura e chiusura consentono di stabilire la quantità di acqua da utilizzare. Tali dispositivi possono essere del tipo semplice cioè dotati di due manopole differenti per l'acqua fredda e per l'acqua calda oppure dotati di miscelatori che consentono di regolare con un unico comando la temperatura dell'acqua. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 02.05.01.R01 (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso Classe di Esigenza: Funzionalità Gli apparecchi sanitari e la relativa rubinetteria devono essere in grado di garantire valori minimi di portata dei fluidi. Livello minimo della prestazione: Bisogna accertare che facendo funzionare contemporaneamente tutte le bocche di erogazione dell’acqua fredda previste in fase di calcolo per almeno 30 minuti consecutivi, la portata di ogni bocca rimanga invariata e pari a quella di progetto (con una tolleranza del 10%). 02.05.01.R02 Comodità di uso e manovra Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso Classe di Esigenza: Funzionalità Gli apparecchi sanitari e la relativa rubinetteria devono presentare caratteristiche di facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità. Livello minimo della prestazione: I vasi igienici ed i bidet devono essere fissati al pavimento in modo tale da essere facilmente rimossi senza demolire l'intero apparato sanitario; inoltre dovranno essere posizionati a 10 cm dalla vasca e dal lavabo, a 15 cm dalla parete, a 20 cm dal bidet o dal vaso e dovranno avere uno spazio frontale libero da ostacoli di almeno 55 cm. I lavabi saranno posizionati a 5 cm dalla vasca, a 10 cm dal vaso e dal bidet, a 15 cm dalla parete e dovranno avere uno spazio frontale libero da ostacoli di almeno 55 cm; nel caso che il lavabo debba essere utilizzato da persone con ridotte capacità motorie il lavabo sarà posizionato con il bordo superiore a non più di 80 cm dal pavimento e con uno spazio frontale libero da ostacoli di almeno 80 cm. 02.05.01.R03 Resistenza a manovre e sforzi d'uso Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Gli apparecchi sanitari e la rubinetteria devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture in seguito ad operazioni di manovra o di utilizzo. Livello minimo della prestazione: In particolare tutte le parti in ottone o bronzo dei terminali di erogazione sottoposti a manovre e/o sforzi meccanici in genere devono essere protetti mediante processo galvanico di cromatura o procedimenti equivalenti (laccatura, zincatura, bagno galvanico ecc.) per eliminare l’incrudimento e migliorare le relative caratteristiche meccaniche, seguendo le prescrizioni riportate nelle specifiche norme UNI di riferimento. I rubinetti di erogazione, i miscelatori termostatici ed i terminali di erogazione in genere dotati di parti mobili utilizzate dagli utenti per usufruire dei relativi servizi igienici possono essere sottoposti a cicli di apertura/chiusura, realizzati secondo le modalità indicate dalle norme controllando al termine di tali prove il mantenimento dei livelli prestazionali richiesti dalla normativa. La pressione esercitata per azionare i rubinetti di erogazione, i miscelatori e le valvole non deve superare i 10 Nm. ANOMALIE RISCONTRABILI 02.05.01.A01 Cedimenti 02.05.01.A02 Corrosione 02.05.01.A03 Difetti ai flessibili 02.05.01.A04 Difetti ai raccordi o alle connessioni 02.05.01.A05 Difetti alle valvole 02.05.01.A06 Incrostazioni 02.05.01.A07 Interruzione del fluido di alimentazione 02.05.01.A08 Scheggiature Pagina 113 Manuale di Manutenzione MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 02.05.01.I01 Disostruzione degli scarichi Cadenza: quando occorre Disostruzione meccanica degli scarichi senza rimozione degli apparecchi, mediante lo smontaggio dei sifoni, l'uso di aria in pressione o sonde flessibili. 02.05.01.I02 Rimozione calcare Cadenza: ogni 6 mesi Rimozione di eventuale calcare sugli apparecchi sanitari con l'utilizzo di prodotti chimici. Elemento Manutenibile: 02.05.02 Cassette di scarico a zaino Unità Tecnologica: 02.05 Impianto idraulico Possono essere realizzate nei seguenti materiali: -Porcellana sanitaria (vitreus china): mistura di argilla bianca, caolino, quarzo e feldspato. L'articolo viene smaltato a crudo e sottoposto a monocottura in forno fino a 1250°C. Lo smalto è composto da caolino, quarzo, feldspato, calcare ed è opacizzato con silicato di zirconio o con ossido di stagno. Il materiale ottenuto ha una buona resistenza agli urti e consente un bassissimo assorbimento dell'acqua. -Grès fine porcellanato (fire clay): mistura di argilla cotta, argilla refrattaria e quarzo. L'articolo viene smaltato a crudo e sottoposto a monocottura in forno fino a 1250°C. Il materiale è caratterizzato da un assorbimento dell'acqua relativamente alto. -Resina metacrilica: amalgama sintetico che si ricava dalla polimerizzazione del metacrilicato con derivati degli acidi acrilico e metacrilico con altre quantità minime di copolimeri. La resina ha il vantaggio di assorbire minimamente l'acqua, di avere bassa conducibilità al calore e, quindi, capacità di trattenerlo. Gli apparecchi sanitari realizzati in resina risultano di peso molto ridotto. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 02.05.02.R01 (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso Classe di Esigenza: Funzionalità Le cassette di scarico devono garantire valori minimi di portata dei fluidi per un corretto funzionemento dell'impianto. Livello minimo della prestazione: Facendo funzionare contemporaneamente tutte le bocche di erogazione dell'acqua fredda previste in fase di calcolo per almeno 30 minuti consecutivi, la portata di ogni bocca deve rimanere invariata e pari a quella di progetto (con una tolleranza del 10%). ANOMALIE RISCONTRABILI 02.05.02.A01 Anomalie del galleggiante 02.05.02.A02 Corrosione 02.05.02.A03 Difetti ai flessibili 02.05.02.A04 Difetti dei comandi 02.05.02.A05 Interruzione del fluido di alimentazione 02.05.02.A06 Scheggiature MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 02.05.02.I01 Rimozione calcare Cadenza: ogni 6 mesi Rimozione del calcare eventualmente depositato sugli apparecchi sanitari, mediante l'utilizzazione di prodotti chimici. Pagina 114 Manuale di Manutenzione 02.05.02.I02 Ripristino ancoraggio Cadenza: quando occorre Ripristinare l'ancoraggio delle cassette con eventuale sigillatura con silicone. 02.05.02.I03 Sostituzione cassette Cadenza: ogni 30 anni Effettuare la sostituzione delle cassette di scarico quando sono lesionate, rotte o macchiate. Elemento Manutenibile: 02.05.03 Miscelatori termostatici Unità Tecnologica: 02.05 Impianto idraulico I miscelatori termostatici consentono di mantenere la temperatura del fluido alla temperatura impostata. Il funzionamento di questi dispositivi avviene per mezzo di un bulbo o cartuccia termostatica che può funzionare secondo due principi differenti: -dilatazione per mezzo di dischi metallici; -dilatazione per mezzo di un liquido. Generalmente i miscelatori termostatici sono dotati di un compensatore di pressione che garantisce il funzionamento se le pressioni dell'acqua fredda e calda sono differenti. I miscelatori termostatici possono essere: - Monocomando: dotati di un unico dispositivo di regolazione della portata di erogazione e della temperatura; - Bicomando: dotati di due dispositivi separati per la regolazione della portata di erogazione e della temperatura; - Comando sequenziale unico: dotati di un unico dispositivo di regolazione che funziona attraverso una sequenza predeterminata di portata di erogazione e temperatura; - Miscelatori termostatici senza dispositivo di regolazione della portata di erogazione. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 02.05.03.R01 (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso Classe di Esigenza: Funzionalità I miscelatori termostatici devono essere in grado di garantire valori minimi di portata dei fluidi. Livello minimo della prestazione: A seconda del tipo di apparecchio al quale il miscelatore termostatico è destinato, la portata misurata a (0,3 + 0,02/0) MPa [(3 + 0,02/0) bar] deve essere almeno uguale a: - 0,33 l/s (20 l/min) per vasca da bagno; - 0,20 l/s (12 l/min) per lavabo, bidet, lavelli e docce. 02.05.03.R02 (Attitudine al) controllo della tenuta Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Gli elementi del miscelatore (otturatore, se previsto, deviatore a comando manuale o automatico) devono essere idonei ad impedire fughe dei fluidi per garantire la funzionalità dell'impianto. Livello minimo della prestazione: Durante la prova non si devono produrre né perdite né trasudazioni attraverso le pareti né si devono produrre perdite dall'otturatore. 02.05.03.R03 Stabilità chimico reattiva Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici Classe di Esigenza: Sicurezza I materiali costituenti i miscelatori non devono subire alcuna alterazione che potrebbe compromettere il funzionamento del miscelatore termostatico. Livello minimo della prestazione: Le superfici apparenti cromate e i rivestimenti Ni-Cr devono rispondere ai requisiti della EN 248. ANOMALIE RISCONTRABILI 02.05.03.A01 Corrosione 02.05.03.A02 Difetti ai flessibili 02.05.03.A03 Difetti agli attacchi 02.05.03.A04 Difetti alle guarnizioni Pagina 115 Manuale di Manutenzione 02.05.03.A05 Incrostazioni 02.05.03.A06 Perdite MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 02.05.03.I01 Pulizia Cadenza: ogni 3 mesi Eseguire la pulizia della cartuccia termostatica controllando l'integrità dei dischi metallici di dilatazione. 02.05.03.I02 Sostituzione Cadenza: quando occorre Sostituire i miscelatori quando usurati e non più rispondenti alla normativa di settore. Elemento Manutenibile: 02.05.04 Scaldacqua elettrici ad accumulo Unità Tecnologica: 02.05 Impianto idraulico Gli scaldacqua elettrici ad accumulo sono tra i più semplici apparecchi impiegati per la produzione di acqua calda sanitaria. La capacità del serbatoio di accumulo varia da 50 a 100 litri e l'acqua è riscaldata a mezzo di una resistenza elettrica immersa, della potenza di 1 o 1,5 kW, comandata da un termostato di regolazione della temperatura. Particolare cura viene impiegata per la protezione del serbatoio (detto caldaia) realizzata con zincatura a caldo e resine termoindurenti oppure con successive smaltature; in entrambi i casi sono unite all'ulteriore protezione di un anodo di magnesio, particolarmente efficace contro fenomeni di corrosione galvanica. Per ridurre le dispersioni passive l'apparecchio è coibentato interamente con un rivestimento di materiale isolante (normalmente poliuretano) protetto da una scocca esterna di acciaio smaltato. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 02.05.04.R01 (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi Classe di Requisiti: Di funzionamento Classe di Esigenza: Gestione Gli scaldacqua elettrici devono essere in grado di garantire valori minimi di portata dei fluidi. Livello minimo della prestazione: La quantità di acqua erogata durante la prova deve essere raccolta in apposita vasca; i valori dei volumi registrati non devono essere inferiori a quelli riportati nella norma UNI 8064. 02.05.04.R02 (Attitudine al) controllo delle dispersioni elettriche Classe di Requisiti: Protezione elettrica Classe di Esigenza: Sicurezza Gli scaldacqua elettrici devono essere protetti da un morsetto di terra (contro la formazione di cariche positive) che deve essere collegato direttamente ad un conduttore di terra. Livello minimo della prestazione: L’apparecchiatura elettrica deve funzionare in modo sicuro nell’ambiente e nelle condizioni di lavoro specificate ed alle caratteristiche e tolleranze di alimentazione elettrica dichiarate, tenendo conto delle disfunzioni prevedibili. ANOMALIE RISCONTRABILI 02.05.04.A01 Anomalie del termometro 02.05.04.A02 Corrosione 02.05.04.A03 Corto circuiti 02.05.04.A04 Difetti agli interruttori Pagina 116 Manuale di Manutenzione 02.05.04.A05 Difetti della coibentazione 02.05.04.A06 Difetti di tenuta 02.05.04.A07 Surriscaldamento MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 02.05.04.I01 Ripristino coibentazione Cadenza: ogni 10 anni Effettuare il ripristino della coibentazione dello scaldacqua. 02.05.04.I02 Sostituzione scalda acqua Cadenza: ogni 15 anni Sostituire lo scaldacqua secondo le specifiche indicate dai produttori. Elemento Manutenibile: 02.05.05 Tubazioni in rame Unità Tecnologica: 02.05 Impianto idraulico Le tubazioni in rame hanno la funzione di trasportare i fluidi termovettori alla rubinetteria degli apparecchi sanitari. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 02.05.05.R01 (Attitudine al) controllo dell'aggressività dei fluidi Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica Classe di Esigenza: Funzionalità I fluidi termovettori dell'impianto idrico sanitario non devono dar luogo a fenomeni di incrostazioni. corrosioni, depositi che possano compromettere il regolare funzionamento degli impianti stessi. Livello minimo della prestazione: L’analisi deve essere ripetuta periodicamente possibilmente con frequenza settimanale o mensile e comunque ogni volta che si verifichi o si sospetti un cambiamento delle caratteristiche dell’acqua secondo quanto indicato dalla norma UNI EN 12449. ANOMALIE RISCONTRABILI 02.05.05.A01 Difetti di coibentazione 02.05.05.A02 Difetti di regolazione e controllo 02.05.05.A03 Difetti di tenuta 02.05.05.A04 Deformazione 02.05.05.A05 Errori di pendenza 02.05.05.A06 Incrostazioni Pagina 117 Manuale di Manutenzione MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 02.05.05.I01 Ripristino coibentazione Cadenza: quando occorre Effettuare un ripristino dello strato di coibentazione delle tubazioni quando sono evidenti i segni di degradamento. Elemento Manutenibile: 02.05.06 Tubazioni multistrato Unità Tecnologica: 02.05 Impianto idraulico Le tubazioni multistrato sono quei tubi la cui parete è costituita da almeno due strati di materiale plastico legati ad uno strato di alluminio o leghe di alluminio, tra di loro interposto. I materiali plastici utilizzati per la realizzazione degli specifici strati costituenti la parete del tubo multistrato sono delle poliolefine adatte all'impiego per il convogliamento di acqua in pressione e possono essere di: -Polietilene PE; -Polietilene reticolato PE-Xa / PE-Xb / PE-Xc; -Polipropilene PP; -Polibutilene PB. Allo scopo di assicurare l'integrità dello strato interno lo spessore di tale strato non deve essere minore di 0,5 mm. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 02.05.06.R01 Resistenza allo scollamento Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Gli strati intermedi della tubazione devono resistere allo scollamento per evitari problemi di tenuta. Livello minimo della prestazione: Lo strato, costituito da quello esterno di materiale plastico e da quello intermedio in alluminio, vengono congiuntamente tirati con una velocità di (50 ± 10) mm al minuto e alla temperatura di (23 + / - 2) °C. La resistenza minima opposta alla separazione deve rispettare le specifiche di produzione fissate dal fabbricante. ANOMALIE RISCONTRABILI 02.05.06.A01 Alterazioni cromatiche 02.05.06.A02 Deformazione 02.05.06.A03 Difetti ai raccordi o alle connessioni 02.05.06.A04 Distacchi 02.05.06.A05 Errori di pendenza MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 02.05.06.I01 Pulizia Cadenza: ogni 6 mesi Pulizia o eventuale sostituzione dei filtri dell'impianto. Elemento Manutenibile: 02.05.07 Tubi in acciaio zincato Unità Tecnologica: 02.05 Pagina 118 Manuale di Manutenzione Impianto idraulico Le tubazioni generalmente utilizzate per l'impianto idrico sanitario sono in acciaio zincato e provvedono all'adduzione e alla successiva erogazione dell'acqua destinata ad alimentare l'impianto. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 02.05.07.R01 (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso Classe di Esigenza: Funzionalità Le tubazioni devono essere in grado di garantire in ogni momento la portata e la pressione richiesti dall'impianto. Livello minimo della prestazione: Per la verifica idrostatica effettuare una prova di tutte le tubazioni con una pressione pari ai valori indicati dalla norma UNI 6363 derivanti dalla formula P= 20 ds/D e per un periodo minimo di 10 secondi, dove d è la sollecitazione unitaria pari al 60% del carico unitario di snervamento (N/mm2); s è lo spessore nominale del tubo espresso in mm; D è il diametro esterno della tubazione. Per i tubi aventi diametro esterno maggiore di 219,1 mm i risultati della prova idraulica devono essere forniti dal fabbricante. 02.05.07.R02 Assenza di emissioni di sostanze nocive Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici Classe di Esigenza: Sicurezza I materiali costituenti le tubazioni non devono produrre o riemettere sostanze tossiche, irritanti o corrosive per la salute degli utenti. Livello minimo della prestazione: In particolare le reti di distribuzione dell'acqua potabile all'interno delle abitazioni devono essere realizzate in: - acciaio zincato, ai sensi del Regolamento sanitario approvato con R.D. 3.2.1901 n.45 e modificato con R.D. 23.6.1904 n.369; - rame, con titolo di purezza non inferiore al 99.90% e con fosforo non superiore a 0,04%, ai sensi del D.P.R. 3.8.1968 n.1095; - materiale plastico (polietilene ad alta densità, PVC, ecc.) purché corredato di certificato di atossicità rilasciato da laboratori autorizzati, ai sensi della C.M. della Sanità 2.12.1978 n.102. E' comunque vietato l'uso di tubi in piombo. Accertare che le tubazioni, i raccordi ed i pezzi speciali in genere di cui si prevede l'utilizzazione siano rispondenti alle specifiche prestazionali richieste, verificando la loro marchiatura e/o certificazione di accompagnamento. 02.05.07.R03 Resistenza alle temperature e a sbalzi di temperature Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Le tubazioni e gli elementi accessori devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di temperature elevate o a sbalzi delle stesse. Per tale scopo possono essere dotati di adeguati rivestimenti. Livello minimo della prestazione: I rivestimenti che possono essere utilizzati per le tubazioni sono: cemento, smalto bituminoso, vernice bituminosa, resine epossidiche, materie plastiche ecc.. Per le caratteristiche dei rivestimenti valgono le prescrizioni riportate dalla norma UNI 6363 all'appendice B. 02.05.07.R04 Resistenza meccanica Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Le tubazioni e gli elementi accessori quali valvole e rubinetti devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di determinate sollecitazioni. Livello minimo della prestazione: La prova a trazione a temperatura ambiente deve essere effettuata secondo le modalità indicate dalla norma UNI 5465 per determinare il carico di rottura Rm, lo snervamento Re e l'allungamento percentuale A. Tali valori così determinati vanno poi verificati con quelli riportati nel prospetto III della norma UNI 6363. La prova a trazione a caldo deve essere effettuata secondo le modalità indicate dalla norma UNI 3918 ed i risultati ottenuti vanno poi verificati con quelli riportati nel prospetto IV della norma UNI 6363. La prova a schiacciamento va eseguita secondo le modalità indicate dalla norma UNI 5468. La prova a curvatura va eseguita secondo le modalità indicate dalla norma UNI 5469. 02.05.07.R05 Stabilità chimico reattiva Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Le tubazioni e gli elementi accessori quali valvole e rubinetti devono essere in grado di mantenere inalterate nel tempo le proprie caratteristiche chimico-fisiche. Livello minimo della prestazione: Verificare che la composizione chimica degli acciai utilizzati per realizzare tubazioni per la condotta dell'acqua non superi le tolleranze ammissibili indicate dal prospetto II della norma UNI 6363. Per il prelievo di campioni da sottoporre ad analisi chimico fisiche seguire le modalità indicate dalla norma UNI EU 18. ANOMALIE RISCONTRABILI 02.05.07.A01 Corrosione 02.05.07.A02 Difetti ai raccordi o alle connessioni 02.05.07.A03 Difetti alle valvole 02.05.07.A04 Incrostazioni MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO Pagina 119 Manuale di Manutenzione 02.05.07.I01 Pulizia Cadenza: ogni 6 mesi Pulizia o eventuale sostituzione dei filtri dell'impianto. 02.05.07.I02 Pulizia otturatore Cadenza: quando occorre Pulizia o eventuale sostituzione dell'otturatore nel caso si verifichi il passaggio del fluido ad otturatore chiuso. Elemento Manutenibile: 02.05.08 Vasi igienici a sedile Unità Tecnologica: 02.05 Impianto idraulico I vasi igienici a sedile possono essere installati a parete e anche al pavimento. Il vaso, se dotato di flussostato o cassetta interna, misura generalmente 36 x 50 cm mentre la profondità può aumentare fino a 70 cm (misura massima anche per i tipi sospesi) se dotato di cassetta esterna; è alto mediamente 36 cm da terra. Nel caso di installazione del vaso in un vano apposito, la larghezza del vano non può essere inferiore a 80 cm e la sua profondità non può essere inferiore a 1,3 m. Sono disponibili di recente dei vasi particolari dotati di doccetta e ventilatore ad aria calda per l'igiene intima. Questi vasi sostituiscono contemporaneamente anche il bidet e quindi sono consigliabili (oltre che per motivi igienici) anche in tutti quei casi in cui, per motivi di spazio, non sia possibile installare il bidet. I vasi devono rispondere alla Norma UNI EN 997, se di porcellana sanitaria, oppure alla Norma UNI 8196 se di resina metacrilica. La cassetta può essere collocata appoggiata o staccata e la sezione del foro di scarico può essere orizzontale o verticale. Comunemente si realizzano nei seguenti materiali: - Porcellana sanitaria (vitreus china): mistura di argilla bianca, caolino, quarzo e feldspato. L'articolo viene smaltato a crudo e sottoposto a monocottura in forno fino a 1250°C. Lo smalto è composto da caolino, quarzo, feldspato, calcare ed è opacizzato con silicato di zirconio o con ossido di stagno. Il materiale ottenuto ha una buona resistenza agli urti e consente un bassissimo assorbimento dell'acqua. - Grès fine porcellanato (fire clay): mistura di argilla cotta, argilla refrattaria e quarzo. L'articolo viene smaltato a crudo e sottoposto a monocottura in forno fino a 1250°C. Il materiale è caratterizzato da un assorbimento dell'acqua relativamente alto. - Resina metacrilica: amalgama sintetico che si ricava dalla polimerizzazione del metacrilicato con derivati degli acidi acrilico e metacrilico con altre quantità minime di copolimeri. La resina ha il vantaggio di assorbire minimamente l'acqua, di avere bassa conducibilità al calore e, quindi, capacità di trattenerlo. Gli apparecchi sanitari realizzati in resina risultano di peso molto ridotto. - Acciaio e acciaio smaltato: gli apparecchi sanitari realizzati in questo materiale non assorbono acqua, hanno alta conducibilità termica (necessitano, quindi, di isolamento termico) e buona resistenza agli urti. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 02.05.08.R01 (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso Classe di Esigenza: Funzionalità I vasi igienici dell'impianto idrico sanitario devono essere in grado di garantire valori minimi di portata dei fluidi. Livello minimo della prestazione: Bisogna accertare che facendo funzionare contemporaneamente tutte le bocche di erogazione dell’acqua fredda previste in fase di calcolo per almeno 30 minuti consecutivi, la portata di ogni bocca rimanga invariata e pari a quella di progetto (con una tolleranza del 10%). 02.05.08.R02 Comodità di uso e manovra Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso Classe di Esigenza: Funzionalità I vasi igienici devono presentare caratteristiche di facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità. Livello minimo della prestazione: I vasi igienici devono essere fissati al pavimento o alla parete in modo tale da essere facilmente rimossi senza demolire l'intero apparato sanitario; inoltre dovranno essere posizionati a 10 cm dalla vasca e dal lavabo, a 15 cm dalla parete, a 20 cm dal bidet e dovranno avere uno spazio frontale libero da ostacoli di almeno 55 cm. ANOMALIE RISCONTRABILI 02.05.08.A01 Corrosione 02.05.08.A02 Difetti degli ancoraggi 02.05.08.A03 Difetti dei flessibili 02.05.08.A04 Ostruzioni 02.05.08.A05 Rottura del sedile 02.05.08.A06 Scheggiature Pagina 120 Manuale di Manutenzione MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 02.05.08.I01 Disostruzione degli scarichi Cadenza: quando occorre Disostruzione meccanica degli scarichi senza rimozione degli apparecchi, mediante lo smontaggio dei sifoni, l'uso di aria in pressione o sonde flessibili. 02.05.08.I02 Rimozione calcare Cadenza: ogni 6 mesi Rimozione del calcare eventualmente depositato sugli apparecchi sanitari, mediante l'utilizzazione di prodotti chimici. 02.05.08.I03 Sostituzione vasi Cadenza: ogni 30 anni Effettuare la sostituzione dei vasi rotti, macchiati o gravemente danneggiati. Pagina 121 Manuale di Manutenzione Corpo d'Opera: 03 IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI SPECIALI Unità Tecnologiche: ° 03.01 Impianto elettrico ° 03.02 Impianti speciali Pagina 122 Manuale di Manutenzione Unità Tecnologica: 03.01 Impianto elettrico L'impianto elettrico, nel caso di edifici per civili abitazioni, ha la funzione di addurre, distribuire ed erogare energia elettrica. Per potenze non superiori a 50 kW l'ente erogatore fornisce l'energia in bassa tensione mediante un gruppo di misura; da quest'ultimo parte una linea primaria che alimenta i vari quadri delle singole utenze. Dal quadro di zona parte la linea secondaria che deve essere sezionata (nel caso di edifici per civili abitazioni) in modo da avere una linea per le utenze di illuminazione e l'altra per le utenze a maggiore assorbimento ed evitare così che salti tutto l'impianto in caso di corti circuiti. La distribuzione principale dell'energia avviene con cavi posizionati in apposite canalette; la distribuzione secondaria avviene con conduttori inseriti in apposite guaine di protezione (di diverso colore: il giallo-verde per la messa a terra, il blu per il neutro, il marrone-grigio per la fase). L'impianto deve essere progettato secondo le norme CEI vigenti per assicurare una adeguata protezione. REQUISITI E PRESTAZIONI (UT) 03.01.R01 (Attitudine al) controllo della condensazione interstiziale Classe di Requisiti: Sicurezza d'intervento Classe di Esigenza: Sicurezza I componenti degli impianti elettrici capaci di condurre elettricità devono essere in grado di evitare la formazione di acqua di condensa per evitare alle persone qualsiasi pericolo di folgorazioni per contatto diretto secondo quanto prescritto dalla norma CEI 64-8. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. 03.01.R02 (Attitudine al) controllo delle dispersioni elettriche Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso Classe di Esigenza: Funzionalità Per evitare qualsiasi pericolo di folgorazione alle persone, causato da un contatto diretto, i componenti degli impianti elettrici devono essere dotati di collegamenti equipotenziali con l’impianto di terra dell’edificio. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e nell’ambito della dichiarazione di conformità prevista dall’art.7 del regolamento di attuazione della Legge 5.3.1990 n.46. 03.01.R03 Attitudine a limitare i rischi di incendio Classe di Requisiti: Protezione antincendio Classe di Esigenza: Sicurezza I componenti dell'impianto elettrico devono essere realizzati ed installati in modo da limitare i rischi di probabili incendi. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. 03.01.R04 Impermeabilità ai liquidi Classe di Requisiti: Sicurezza d'intervento Classe di Esigenza: Sicurezza I componenti degli impianti elettrici devono essere in grado di evitare il passaggio di fluidi liquidi per evitare alle persone qualsiasi pericolo di folgorazione per contatto diretto secondo quanto prescritto dalla normativa. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. 03.01.R05 Isolamento elettrico Classe di Requisiti: Protezione elettrica Classe di Esigenza: Sicurezza Gli elementi costituenti l'impianto elettrico devono essere in grado di resistere al passaggio di cariche elettriche senza perdere le proprie caratteristiche. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. 03.01.R06 Limitazione dei rischi di intervento Classe di Requisiti: Protezione dai rischi d'intervento Classe di Esigenza: Sicurezza Gli elementi costituenti l'impianto elettrico devono essere in grado di consentire ispezioni, manutenzioni e sostituzioni in modo agevole ed in ogni caso senza arrecare danno a persone o cose. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. 03.01.R07 Montabilità / Smontabilità Classe di Requisiti: Facilità d'intervento Classe di Esigenza: Funzionalità Gli elementi costituenti l'impianto elettrico devono essere atti a consentire la collocazione in opera di altri elementi in caso di necessità. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. Pagina 123 Manuale di Manutenzione 03.01.R08 Resistenza meccanica Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza Gli impianti elettrici devono essere realizzati con materiali in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di determinate sollecitazioni. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. 03.01.R09 (Attitudine al) controllo del flusso luminoso Classe di Requisiti: Visivi Classe di Esigenza: Aspetto I componenti degli impianti di illuminazione devono essere montati in modo da controllare il flusso luminoso emesso al fine di evitare che i fasci luminosi possano colpire direttamente gli apparati visivi delle persone. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. 03.01.R10 Accessibilità Classe di Requisiti: Facilità d'intervento Classe di Esigenza: Funzionalità Gli elementi costituenti l'impianto di illuminazione devono essere facilmente accessibili per consentire un facile utilizzo sia nel normale funzionamento sia in caso di guasti. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. 03.01.R11 Comodità di uso e manovra Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso Classe di Esigenza: Funzionalità Gli impianti di illuminazione devono essere realizzati con materiali e componenti aventi caratteristiche di facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità. Livello minimo della prestazione: In particolare l’altezza di installazione dal piano di calpestio dei componenti deve essere compresa fra 0.40 e 1.40 m, ad eccezione di quei componenti il cui azionamento avviene mediante comando a distanza (ad. es. telecomando a raggi infrarossi). 03.01.R12 Efficienza luminosa Classe di Requisiti: Visivi Classe di Esigenza: Aspetto I componenti che sviluppano un flusso luminoso devono garantire una efficienza luminosa non inferiore a quella stabilita dai costruttori delle lampade. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. 03.01.R13 Identificabilità Classe di Requisiti: Facilità d'intervento Classe di Esigenza: Funzionalità Gli elementi costituenti l'impianto di illuminazione devono essere facilmente identificabili per consentire un facile utilizzo. Deve essere presente un cartello sul quale sono riportate le funzioni degli interruttori nonché le azioni da compiere in caso di emergenza su persone colpite da folgorazione. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. 03.01.R14 Regolabilità Classe di Requisiti: Funzionalità in emergenza Classe di Esigenza: Funzionalità I componenti degli impianti di illuminazione devono essere in grado di consentire adeguamenti funzionali da parte di operatori specializzati. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. 03.01.R15 Stabilità chimico reattiva Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici Classe di Esigenza: Sicurezza L'impianto di illuminazione deve essere realizzato con materiali in grado di mantenere inalterate nel tempo le proprie caratteristiche chimico-fisiche. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili: ° 03.01.01 Canalizzazioni in PVC ° 03.01.02 Fusibili ° 03.01.03 Interruttori ° 03.01.04 Motori Pagina 124 Manuale di Manutenzione ° 03.01.05 Prese e spine ° 03.01.06 Quadri di bassa tensione ° 03.01.07 Relè termici ° 03.01.08 Sezionatore ° 03.01.09 Lampade fluorescenti Pagina 125 Manuale di Manutenzione Elemento Manutenibile: 03.01.01 Canalizzazioni in PVC Unità Tecnologica: 03.01 Impianto elettrico Le "canalette" sono tra gli elementi più semplici per il passaggio dei cavi elettrici. Le canalizzazioni dell'impianto elettrico sono generalmente realizzate in PVC e devono essere conformi alle prescrizioni di sicurezza delle norme CEI; dovranno essere dotati di marchio di qualità o certificati secondo le disposizioni di legge. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 03.01.01.R01 Resistenza al fuoco Classe di Requisiti: Protezione antincendio Classe di Esigenza: Sicurezza Le canalizzazioni degli impianti elettrici suscettibili di essere sottoposti all’azione del fuoco devono essere classificati secondo quanto previsto dalla normativa vigente; la resistenza al fuoco deve essere documentata da “marchio di conformità” o “dichiarazione di conformità”. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. 03.01.01.R02 Stabilità chimico reattiva Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici Classe di Esigenza: Sicurezza Le canalizzazioni degli impianti elettrici devono essere realizzate con materiali in grado di mantenere inalterate nel tempo le proprie caratteristiche chimico-fisiche. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. ANOMALIE RISCONTRABILI 03.01.01.A01 Corto circuiti 03.01.01.A02 Difetti agli interruttori 03.01.01.A03 Difetti di taratura 03.01.01.A04 Disconnessione dell'alimentazione 03.01.01.A05 Interruzione dell'alimentazione principale 03.01.01.A06 Interruzione dell'alimentazione secondaria 03.01.01.A07 Surriscaldamento MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 03.01.01.I01 Ripristino grado di protezione Cadenza: quando occorre Ripristinare il previsto grado di protezione che non deve mai essere inferiore a quello previsto dalla normativa vigente. Elemento Manutenibile: 03.01.02 Fusibili Pagina 126 Manuale di Manutenzione Unità Tecnologica: 03.01 Impianto elettrico I fusibili realizzano una protezione fase per fase con un grande potere di interruzione a basso volume e possono essere installati o su appositi supporti (porta-fusibili) o in sezionatori porta-fusibili al posto di manicotti o barrette. Si classificano in due categorie: -Fusibili "distribuzione" tipo gG - Proteggono sia contro i corto-circuiti sia contro i sovraccarichi i circuiti che non hanno picchi di corrente elevati, come i circuiti resistivi. Devono avere un carico immediatamente superiore alla corrente di pieno carico del circuito protetto. -Fusibili "motore" tipo aM - Proteggono contro i corto-circuiti i circuiti sottoposti ad elevati picchi di corrente. Sono fatti in maniera tale che permettono ai fusibili aM di far passare queste sovracorrenti rendendoli non adatti alla protezione contro i sovraccarichi. Una protezione come questa deve essere fornita di un altro dispositivo quale il relè termico. Devono avere un carico immediatamente superiore alla corrente di pieno carico del circuito protetto. ANOMALIE RISCONTRABILI 03.01.02.A01 Depositi vari 03.01.02.A02 Difetti di funzionamento 03.01.02.A03 Umidità MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 03.01.02.I01 Pulizia Cadenza: ogni 6 mesi Eseguire la pulizia delle connessioni dei fusibili sui porta fusibili eliminando polvere, umidità e depositi vari. 03.01.02.I02 Sostituzione dei fusibili Cadenza: quando occorre Eseguire la sostituzione dei fusibili quando usurati. Elemento Manutenibile: 03.01.03 Interruttori Unità Tecnologica: 03.01 Impianto elettrico Gli interruttori generalmente utilizzati sono del tipo ad interruzione in esafluoruro di zolfo con pressione relativa del SF6 di primo riempimento a 20 °C uguale a 0,5 bar. Gli interruttori possono essere dotati dei seguenti accessori: -comando a motore carica molle; -sganciatore di apertura; -sganciatore di chiusura; -contamanovre meccanico; -contatti ausiliari per la segnalazione di aperto - chiuso dell'interruttore. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 03.01.03.R01 Comodità di uso e manovra Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso Classe di Esigenza: Funzionalità Gli interruttori devono essere realizzati con materiali e componenti aventi caratteristiche di facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità. Livello minimo della prestazione: In particolare l’altezza di installazione dal piano di calpestio dei componenti deve essere compresa fra 0.40 e 1.40 m, ad eccezione di quei componenti il cui azionamento avviene mediante comando a distanza (ad. es. telecomando a raggi infrarossi). ANOMALIE RISCONTRABILI 03.01.03.A01 Anomalie dei contatti ausiliari 03.01.03.A02 Anomalie delle molle Pagina 127 Manuale di Manutenzione 03.01.03.A03 Anomalie degli sganciatori 03.01.03.A04 Corto circuiti 03.01.03.A05 Difetti agli interruttori 03.01.03.A06 Difetti di taratura 03.01.03.A07 Disconnessione dell'alimentazione 03.01.03.A08 Surriscaldamento MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 03.01.03.I01 Sostituzioni Cadenza: quando occorre Sostituire, quando usurate o non più rispondenti alle norme, parti degli interruttori quali placchette, coperchi, telai porta frutti, apparecchi di protezione e di comando. Elemento Manutenibile: 03.01.04 Motori Unità Tecnologica: 03.01 Impianto elettrico Le parti principali di un motore sono lo statore (induttore) e il rotore (indotto). Lo statore è la parte fissa del motore formata da un'armatura in ghisa che contiene una corona di lamierini molto sottili in acciaio al silicio isolati tra loro da ossidazione o vernice isolante. Gli avvolgimenti dello statore che devono innescare il campo rotante (tre in caso di motore trifase) sono collocati negli appositi incastri di cui sono forniti i lamierini. Ognuno degli avvolgimenti è fatto di varie bobine che si accoppiano tra loro definendo il numero di coppie di poli del motore e, di conseguenza, la velocità di rotazione. Il rotore è la parte mobile del motore formata da un impilaggio di lamierini sottili isolati tra loro e che compongono un cilindro inchiavettato sull'albero del motore. Il rotore può essere di vari tipi: -a gabbia di scoiattolo: Sulla parte esterna del cilindro sono posizionati degli incastri su cui si dispongono dei conduttori collegati ad ognuna delle estremità da una corona metallica e su cui si esercita la coppia motore generata dal campo rotante. I conduttori sono inclinati di poco verso l'esterno per fare in modo che la coppia sia regolare, questo conferisce al rotore il tipico aspetto di una gabbia di scoiattolo. Nei motori di piccole dimensioni la gabbia è un pezzo unico fatta di alluminio iniettato sotto pressione; anche le alette di raffreddamento sono colate in questo modo e formano un corpo unico con il rotore. La coppia di avviamento di questi motori è bassa e la corrente assorbita alla messa sotto tensione è molto maggiore rispetto alla corrente nominale. -a doppia gabbia : È il rotore più diffuso; è formato da due gabbie concentriche: una esterna con resistenza maggiore e una interna con resistenza minore. All'inizio dell'avviamento, le correnti indotte si oppongono alla penetrazione del flusso nella gabbia interna perché questo ha una frequenza elevata. La coppia prodotta dalla gabbia esterna resistente è elevata e lo spunto di corrente ridotto. A fine avviamento si ha una diminuzione della frequenza del rotore e, di conseguenza, è più agevole il passaggio del flusso attraverso la gabbia interna. Il motore, quindi, agisce come se fosse formato da una sola gabbia poco resistente. In regime stabilito la velocità è inferiore solo di poco a quella del motore a gabbia singola. -a gabbia resistente: Sono molto diffusi, soprattutto in gabbia singola. Di solito la gabbia è racchiusa tra due anelli in inox resistente. Questi motori, alcuni dei quali sono moto-ventilati, hanno un rendimento meno buono e la variazione di velocità si può ottenere soltanto agendo sulla tensione. Hanno, però, una buona coppia di avviamento. -sbobinato (rotore ad anelli): Degli avvolgimenti uguali a quelli dello statore sono collocati negli incastri alla periferia del rotore che, di solito, è trifase. L'estremità di ogni avvolgimento è collegata ad un punto comune (accoppiamento a stella). Le estremità libere o si collegano ad un'interfaccia centrifuga o a tre anelli in rame, isolati e integrati al rotore. Su questi anelli si muovono delle spazzole in grafite collegate direttamente al dispositivo di avviamento. In base al valore delle resistenze inserite nel circuito rotorico, questo tipo di motore può sviluppare una coppia di avviamento che può arrivare fino ad oltre 2,5 volte la coppia nominale. Il picco di corrente all'avviamento è uguale a quello della coppia. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 03.01.04.R01 (Attitudine al) controllo del rumore prodotto Classe di Requisiti: Acustici Classe di Esigenza: Benessere I motori devono essere realizzati con materiali e componenti tali da garantire un livello di rumore nell’ambiente esterno entro i limiti prescritti dalla normativa. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i valori minimi indicati dalla norma. ANOMALIE RISCONTRABILI 03.01.04.A01 Anomalie del rotore 03.01.04.A02 Aumento della temperatura 03.01.04.A03 Difetti del circuito di ventilazione Pagina 128 Manuale di Manutenzione 03.01.04.A04 Difetti delle guarnizioni 03.01.04.A05 Difetti di marcia 03.01.04.A06 Difetti di serraggio 03.01.04.A07 Difetti dello statore 03.01.04.A08 Rumorosità 03.01.04.A09 Sovraccarico MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 03.01.04.I01 Revisione Cadenza: quando occorre Eseguire lo smontaggio completo del motore per eseguirne la revisione. 03.01.04.I02 Serraggio bulloni Cadenza: ogni 6 mesi Eseguire il serraggio di tutti i bulloni per evitare giochi e malfunzionamenti. Elemento Manutenibile: 03.01.05 Prese e spine Unità Tecnologica: 03.01 Impianto elettrico Le prese e le spine dell'impianto elettrico hanno il compito di distribuire alle varie apparecchiature alle quali sono collegati l'energia elettrica proveniente dalla linea principale di adduzione. Sono generalmente sistemate in appositi spazi ricavati nelle pareti o a pavimento (cassette). REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 03.01.05.R01 Comodità di uso e manovra Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso Classe di Esigenza: Funzionalità Le prese e spine devono essere realizzate con materiali e componenti aventi caratteristiche di facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità. Livello minimo della prestazione: In particolare l’altezza di installazione dal piano di calpestio dei componenti deve essere compresa fra 0.40 e 1.40 m, ad eccezione di quei componenti il cui azionamento avviene mediante comando a distanza (ad. es. telecomando a raggi infrarossi). ANOMALIE RISCONTRABILI 03.01.05.A01 Corto circuiti 03.01.05.A02 Difetti agli interruttori 03.01.05.A03 Difetti di taratura 03.01.05.A04 Disconnessione dell'alimentazione Pagina 129 Manuale di Manutenzione 03.01.05.A05 Surriscaldamento MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 03.01.05.I01 Sostituzioni Cadenza: quando occorre Sostituire, quando usurate o non più rispondenti alle norme, parti di prese e spine quali placchette, coperchi, telai porta frutti, apparecchi di protezione e di comando. Elemento Manutenibile: 03.01.06 Quadri di bassa tensione Unità Tecnologica: 03.01 Impianto elettrico Le strutture più elementari sono centralini da incasso, in materiale termoplastico autoestinguente, con indice di protezione IP40, fori asolati e guida per l'assemblaggio degli interruttori e delle morsette. Questi centralini si installano all'interno delle abitazioni e possono essere anche a parete. Esistono, inoltre, centralini stagni in materiale termoplastico con grado di protezione IP55 adatti per officine e industrie. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 03.01.06.R01 Accessibilità Classe di Requisiti: Facilità d'intervento Classe di Esigenza: Funzionalità I quadri devono essere facilmente accessibili per consentire un facile utilizzo sia nel normale funzionamento sia in caso di guasti. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. 03.01.06.R02 Identificabilità Classe di Requisiti: Facilità d'intervento Classe di Esigenza: Funzionalità I quadri devono essere facilmente identificabili per consentire un facile utilizzo. Deve essere presente un cartello sul quale sono riportate le funzioni degli interruttori nonché le azioni da compiere in caso di emergenza su persone colpite da folgorazione. Livello minimo della prestazione: Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. ANOMALIE RISCONTRABILI 03.01.06.A01 Anomalie dei contattori 03.01.06.A02 Anomalie dei fusibili 03.01.06.A03 Anomalie dell'impianto di rifasamento 03.01.06.A04 Anomalie dei magnetotermici 03.01.06.A05 Anomalie dei relè 03.01.06.A06 Anomalie della resistenza 03.01.06.A07 Anomalie delle spie di segnalazione 03.01.06.A08 Anomalie dei termostati Pagina 130 Manuale di Manutenzione 03.01.06.A09 Depositi di materiale 03.01.06.A10 Difetti agli interruttori MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 03.01.06.I01 Pulizia generale Cadenza: ogni 6 mesi Pulizia generale utilizzando aria secca a bassa pressione. 03.01.06.I02 Serraggio Cadenza: ogni anno Eseguire il serraggio di tutti i bulloni, dei morsetti e degli interruttori. 03.01.06.I03 Sostituzione centralina rifasamento Cadenza: quando occorre Eseguire la sostituzione della centralina elettronica di rifasamento con altra dello stesso tipo. 03.01.06.I04 Sostituzione quadro Cadenza: ogni 20 anni Eseguire la sostituzione del quadro quando usurato o per un adeguamento alla normativa. Elemento Manutenibile: 03.01.07 Relè termici Unità Tecnologica: 03.01 Impianto elettrico Sono i dispositivi più adoperati per la protezione dei motori contro i sovraccarichi deboli e prolungati. Possono essere utilizzati a corrente alternata e continua e possono essere: -Tripolari; -Compensati (non sensibili alle modificazioni della temperatura ambiente); -Sensibili ad una mancanza di fase, evitando la marcia del motore in monofase; -A riarmo manuale o automatico; -Graduati in "Ampere motore": impostazione sul relè della corrente segnata sulla piastra segnaletica del motore. Un relè termico tripolare è formato da tre lamine bimetalliche fatte da due metalli uniti da una laminazione e con coefficienti di dilatazione molto diversi. Ogni lamina è dotata di un avvolgimento riscaldante ed ogni avvolgimento è collegato in serie ad una fase del motore. La deformazione delle lamine è causata dal riscaldamento delle lamine a causa della corrente assorbita dal motore; a seconda dell'intensità della corrente la deformazione è più o meno accentuata. ANOMALIE RISCONTRABILI 03.01.07.A01 Anomalie dei dispositivi di comando 03.01.07.A02 Anomalie della lamina 03.01.07.A03 Difetti di regolazione 03.01.07.A04 Difetti di serraggio 03.01.07.A05 Difetti dell'oscillatore MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 03.01.07.I01 Serraggio fili Cadenza: ogni 6 mesi Eseguire il serraggio di tutti i fili in entrata ed in uscita dal relè. Pagina 131 Manuale di Manutenzione 03.01.07.I02 Sostituzione Cadenza: quando occorre Eseguire la sostituzione dei relè deteriorati quando necessario. Elemento Manutenibile: 03.01.08 Sezionatore Unità Tecnologica: 03.01 Impianto elettrico Il sezionatore è un apparecchio meccanico di connessione che risponde, in posizione di apertura, alle prescrizioni specificate per la funzione di sezionamento. È formato da un blocco tribolare o tetrapolare, da uno o due contatti ausiliari di preinterruzione e da un dispositivo di comando che determina l'apertura e la chiusura dei poli. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 03.01.08.R01 Comodità di uso e manovra Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso Classe di Esigenza: Funzionalità I sezionatori devono essere realizzati con materiali e componenti aventi caratteristiche di facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità. Livello minimo della prestazione: In particolare l’altezza di installazione dal piano di calpestio dei componenti deve essere compresa fra 0.40 e 1.40 m. ANOMALIE RISCONTRABILI 03.01.08.A01 Anomalie dei contatti ausiliari 03.01.08.A02 Anomalie delle molle 03.01.08.A03 Anomalie degli sganciatori 03.01.08.A04 Corto circuiti 03.01.08.A05 Difetti delle connessioni 03.01.08.A06 Difetti ai dispositivi di manovra 03.01.08.A07 Difetti di taratura 03.01.08.A08 Surriscaldamento MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 03.01.08.I01 Sostituzioni Cadenza: quando occorre Sostituire, quando usurate o non più rispondenti alle norme, le parti dei sezionatori quali placchette, coperchi, telai porta frutti, apparecchi di protezione e di comando. Elemento Manutenibile: 03.01.09 Pagina 132 Manuale di Manutenzione Lampade fluorescenti Unità Tecnologica: 03.01 Impianto elettrico Durano mediamente più di quelle a incandescenza e, adoperando alimentatori adatti, hanno un’ottima efficienza luminosa fino a 100 lumen/watt. L’interno della lampada è ricoperto da uno strato di polvere fluorescente cui viene aggiunto mercurio a bassa pressione. La radiazione visibile è determinata dall’emissione di radiazioni ultraviolette del mercurio (emesse appena la lampada è inserita in rete)che reagiscono con lo strato fluorescente. ANOMALIE RISCONTRABILI 03.01.09.A01 Abbassamento livello di illuminazione 03.01.09.A02 Avarie 03.01.09.A03 Difetti agli interruttori MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 03.01.09.I01 Sostituzione delle lampade Cadenza: ogni 40 mesi Sostituzione delle lampade e dei relativi elementi accessori secondo la durata di vita media delle lampade fornite dal produttore. Nel caso delle lampade fluorescenti si prevede una durata di vita media pari a 7500 h sottoposta a tre ore consecutive di accensione. (Ipotizzando, pertanto, un uso giornaliero di 6 ore, dovrà prevedersi la sostituzione della lampada circa ogni 40 mesi) Pagina 133 Manuale di Manutenzione Unità Tecnologica: 03.02 Impianti speciali L'impianto antintrusione e controlli accessi è l'insieme degli elementi tecnici del sistema edilizio con funzione di prevenire, eliminare o segnalare l'intrusione di persone non desiderate all'interno degli edifici. L'impianto generalmente si compone di una centralina elettronica, che può avere sirena incorporata o esterna e punto centrale per i diversi sensori, ripartita in zone che corrispondono alle zone protette. I sensori per interno possono essere: -rilevatori radar che coprono zone di circa 90° (non devono essere installati su pareti soggette a vibrazioni né orientati su pareti riflettenti); -rilevatori radar a microonde che coprono zone di oltre 100° ottenendo il massimo rendimento dall'effetto Doppler; -rilevatori a infrarossi passivi che si servono delle radiazioni termiche dei corpi animati e sono corredati di lente Fresnel per orientare in maniera corretta il sensore con portate fina a 10 metri. I sensori perimetrali possono essere: -contatto magnetico di superficie o da incasso; - interruttore magnetico; -sensore inerziale per protezione di muri e recinzioni elettriche; -sonda a vibrazione; -barriere a raggi infrarossi e a microonde per esterno. Gli impianti di allarme dovranno essere realizzati a regola d'arte in rispondenza alla Legge 1 marzo 1968 n.186. Tutti i dispositivi di rivelazione, concentrazione, segnalazione locale/remota (teletrasmissione), nonché di controllo (accessi, televisione a circuito chiuso), dovranno rispondere alle norme CEI 79-2, 79-3 e 79-4 ai sensi dell'art. 2 della Legge 18 ottobre 1977 n. 791 che richiede l'utilizzo di materiale costruito a regola d'arte. Pertanto dette apparecchiature dovranno riportare il previsto marchio di conformità o in alternativa di dichiarazione di conformità rilasciata dal costruttore; in ogni caso dovrà essere garantita la sicurezza d'uso. A tal riguardo tutte le apparecchiature elettriche collegate alle linee di alimentazione in bassa tensione (trasformatori, interruttori, fusibili, ecc.), dovranno essere conformi alle norme CEI 12-13; tale rispondenza dovrà essere certificata da apposito attestato di conformità rilasciato da parte degli organismi competenti oppure da dichiarazione di conformità rilasciata dal costruttore. Tutte le apparecchiature dovranno essere esenti da difetti qualitativi e di lavorazione. Le verifiche da effettuare anche sulla base della documentazione fornita sono: a) controllo dei materiali installati e delle relative caratteristiche tecniche; b) controllo a vista del posizionamento, fissaggio ed accessibilità della centrale di gestione, dei singoli rivelatori e ogni altro dispositivo del sistema, con verifica della conformità a livello di prestazione richiesta; c) controllo dello schema di localizzazione dei cavi e degli schemi dei collegamenti, verifica della completezza della documentazione tecnica e dei manuali d'uso e tecnici; d) calcolo teorico dell'autonomia di funzionamento dell'impianto sulla base degli assorbimenti, del tipo delle batterie e del dimensionamento degli alimentatori installati; e) controllo operativo delle funzioni quali: -risposta dell'impianto ad eventi di allarme; -risposta dell'impianto ad eventi temporali; -risposta dell'impianto ad interventi manuali. REQUISITI E PRESTAZIONI (UT) 03.02.R01 Resistenza alla vibrazione Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso Classe di Esigenza: Funzionalità Gli elementi dell'impianto antintrusione devono essere idonei e posti in opera in modo da resistere alle vibrazioni che dovessero insorgere nell'ambiente di impiego senza compromettere il regolare funzionamento. Livello minimo della prestazione: Alla fine della prova il campione deve essere controllato al fine di evidenziare che le tensioni in uscita siano entro le specifiche dettate dalle norme. L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili: ° 03.02.01 Contatti magnetici ° 03.02.02 Pannello degli allarmi ° 03.02.03 Sensore volumetrico a doppia tecnologia Pagina 134 Manuale di Manutenzione Elemento Manutenibile: 03.02.01 Contatti magnetici Unità Tecnologica: 03.02 Impianti speciali I contatti magnetici sono composti da due scatoline, una provvista di interruttore e una da un piccolo magnete. Di questi contatti ne esistono di due tipi, quelli che si "aprono" avvicinando il magnete e quelli che invece si "chiudono". La scatolina provvista dell'interruttore verrà applicata sullo stipite della porta o della finestra, e collegata agli altri interruttori con due sottili fili isolati in plastica. La scatolina del magnete dovrà trovarsi in corrispondenza dell'interruttore quando la porta o la finestra risulterà chiusa. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 03.02.01.R01 Resistenza alla corrosione Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza I contatti magnetici devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di fenomeni di corrosione. Livello minimo della prestazione: Deve essere garantito un funzionamento per almeno un ciclo di 10.000.000 di apertura e chiusura. 03.02.01.R02 Resistenza a sbalzi di temperatura Classe di Requisiti: Controllabilità tecnologica Classe di Esigenza: Controllabilità I contatti magnetici devono essere in grado di resistere a sbalzi della temperatura ambiente senza compromettere il loro funzionamento. Livello minimo della prestazione: I contatti magnetici non devono generare falsi allarmi se operanti nell'intervallo di temperatura e umidità indicato dai produttori. ANOMALIE RISCONTRABILI 03.02.01.A01 Corrosione 03.02.01.A02 Difetti del magnete 03.02.01.A03 Difetti di posizionamento MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 03.02.01.I01 Registrazione dispositivi Cadenza: ogni 3 mesi Eseguire una prova per verificare l'allineamento del magnete sull'interruttore ed eventualmente eseguire una registrazione di detti dispositivi. 03.02.01.I02 Sostituzione magneti Cadenza: ogni 10 anni Sostituire i contatti magnetici ed i relativi interruttori quando usurati. Elemento Manutenibile: 03.02.02 Pannello degli allarmi Unità Tecnologica: 03.02 Impianti speciali Pagina 135 Manuale di Manutenzione I segnali inviati dai rivelatori, attraverso la centrale di controllo e segnalazione a cui sono collegati, vengono visualizzati sotto forma di segnale di allarme sui pannelli detti appunto degli allarmi. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) 03.02.02.R01 Efficienza Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso Classe di Esigenza: Funzionalità Il pannello degli allarmi deve entrare nella condizione di allarme incendio a seguito della ricezione dei segnali e dopo che gli stessi siano stati elaborati ed interpretati come allarme incendio dalla centrale. Livello minimo della prestazione: La condizione di allarme incendio deve essere indicata senza alcun intervento manuale e viene attuata con una segnalazione luminosa ed una segnalazione visiva delle zone in allarme. ANOMALIE RISCONTRABILI 03.02.02.A01 Difetti di segnalazione 03.02.02.A02 Difetti di tenuta morsetti 03.02.02.A03 Incrostazioni 03.02.02.A04 Perdita di carica della batteria 03.02.02.A05 Perdite di tensione MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 03.02.02.I01 Registrazione connessioni Cadenza: ogni 3 mesi Registrare e regolare tutti i morsetti delle connessioni e/o dei fissaggi. 03.02.02.I02 Sostituzione batteria Cadenza: ogni 6 mesi Sostituire la batteria di alimentazione ausiliaria quando occorre (preferibilmente ogni 6 mesi). 03.02.02.I03 Sostituzione pannello Cadenza: ogni 15 anni Eseguire la sostituzione del pannello degli allarmi quando non rispondente alla normativa. Elemento Manutenibile: 03.02.03 Sensore volumetrico a doppia tecnologia Unità Tecnologica: 03.02 Impianti speciali Il sensore è costituito da due elementi basati su diversa tecnologia di rivelazione contenuti in un medesimo involucro, in grado di rilevare il calore del corpo umano ed il movimento. La correlazione tra i segnali provenienti dai due diversi elementi di rivelazione dovrà essere tale che la segnalazione d'allarme sia generata solo al persistere o al ripresentarsi della condizione di perturbazione dello stato di normalità, ad entrambe le componenti del sensore. Il sensore dovrà possedere led di immediata rappresentazione del funzionamento dello stesso apparato. Dovrà essere possibile variarne sensibilità (portata), integrazione e orientamento sia in senso orizzontale che verticale, in modo da adattare il sensore al campo di protezione voluto o in relazione alle caratteristiche particolari dell'ambiente protetto. Il sensore dovrà essere dotato di un dispositivo antiaccecamento per prevenire ogni tentativo di mascheramento. Inoltre, dovrà essere dotato di circuito di supervisione del segnale a microonda che, in caso di non funzionamento di questa sezione, predisporrà il sensore a funzionare automaticamente con la sola parte ad infrarossi, emettendo in uscita un segnale di guasto verso il concentratore. Il sensore, inoltre, avrà un filtro di luce per eliminare eventuali disturbi generati da sorgenti luminose fluorescenti. Le sue caratteristiche dovranno essere conformi alla Norma CEI 79-2 al II° Livello di prestazioni. REQUISITI E PRESTAZIONI (EM) Pagina 136 Manuale di Manutenzione 03.02.03.R01 Resistenza a sbalzi di temperatura Classe di Requisiti: Di stabilità Classe di Esigenza: Sicurezza I sensori volumetrici a doppia tecnologia devono essere in grado di resistere a sbalzi della temperatura ambiente. Livello minimo della prestazione: La temperatura di funzionamento, con eventuali tolleranze, viene indicata dal produttore. 03.02.03.R02 Sensibilità alla luce Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso Classe di Esigenza: Funzionalità I sensori volumetrici devono essere realizzati con materiali tali che per determinati valori della luce non si inneschino i meccanismi di allarme. Livello minimo della prestazione: Per evitare falsi allarmi generalmente i rivelatori sono dotati di un circuito di integrazione. ANOMALIE RISCONTRABILI 03.02.03.A01 Calo di tensione 03.02.03.A02 Difetti di regolazione 03.02.03.A03 Incrostazioni MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO 03.02.03.I01 Regolazione dispositivi Cadenza: ogni 6 mesi Regolare le soglie di assorbimento e delle tensioni del ricevente e dell'emittente. 03.02.03.I02 Sostituzione lente del rivelatore Cadenza: quando occorre Sostituire la lente del rivelatore quando si vuole incrementare la portata. 03.02.03.I03 Sostituzione rivelatori Cadenza: ogni 10 anni Sostituire i rivelatori quando deteriorati o quando non in grado di svolgere la propria funzione. Pagina 137 Manuale di Manutenzione INDICE 01 OPERE EDILI 01.01 01.01.01 01.01.02 01.02 01.02.01 01.02.02 01.03 01.03.01 01.03.02 01.04 Conglomerati, casserature, opere in c.a. ed intonaci Strutture di fondazione Intonaco Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso Pareti in tavelle di gesso Tramezzi in laterizio Isolamenti termoacustici e controsoffittatture Doghe Pannelli Pavimenti e rivestimenti pag. 3 4 5 5 7 9 9 12 13 14 16 01.04.01 Pavimenti ceramici 17 01.04.02 Rivestimenti lignei a parquet 18 01.04.03 Rivestimenti cementizi 20 01.04.04 01.05 01.05.01 01.05.02 01.06 01.06.01 01.06.02 01.07 Rivestimenti e prodotti ceramici Opere in pietra naturale Pavimenti lapidei Rivestimenti lapidei Infissi interni Porte antipanico Porte Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni 21 23 24 25 27 28 31 33 01.07.01 Serramenti in legno 37 01.07.02 Strutture in acciaio 40 01.07.03 Porte tagliafuoco 41 01.07.04 Serramenti in alluminio 43 01.07.05 Serramenti in profilati di acciaio 46 01.07.06 Serramenti misti legno/alluminio 48 01.07.07 01.08 01.08.01 01.09 Portoni basculanti Scale e rampe Strutture in acciaio Opere da decoratore 51 53 54 55 01.09.01 Intonaco 58 01.09.02 Rivestimenti lapidei 59 01.09.03 Rivestimento a cappotto 61 01.09.04 Tinteggiature e decorazioni 01.10 Impianti ascensore 62 65 01.10.01 Ammortizzatori della cabina 66 01.10.02 Cabina 66 01.10.03 Contrappeso 67 01.10.04 Funi 68 01.10.05 Guide cabina 69 01.10.06 Interruttore di extracorsa 70 01.10.07 Limitatore di velocità 70 01.10.08 Macchinari elettromeccanici 71 01.10.09 Macchinari oleodinamici 72 01.10.10 Montacarichi 73 01.10.11 Vani corsa 74 01.10.12 Montascale o servoscale 75 01.10.13 Nastri trasportatori 76 01.10.14 Paracadute 77 01.10.15 Porte di piano 78 Pagina 138 Manuale di Manutenzione 01.10.16 Pulsantiera 79 01.10.17 Quadro di manovra 79 02 IMPIANTO TERMOIDRAULICI 02.01 pag. Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione 81 82 02.01.01 Tubi in acciaio 83 02.01.02 Strato coibente 83 02.01.03 Tubazioni in polietilene 84 02.02 Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri 86 02.02.01 Ventilconvettori e termovettori 87 02.02.02 Tubi in rame 88 02.02.03 Tubi in acciaio 89 02.02.04 Strato coibente 02.03 90 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione 91 02.03.01 Centrali di trattamento aria (U.T.A.) 95 02.03.02 Filtri fini a tasche flosce 96 02.03.03 Filtri multidiedri (a tasche rigide) 97 02.03.04 Estrattori d'aria 98 02.03.05 Canali in lamiera 99 02.03.06 Serrande tagliafuoco 100 02.03.07 Strato coibente 101 02.03.08 Tubi in acciaio 102 02.03.09 Tubi in rame 103 02.03.10 Umidificatori ad acqua 104 02.03.11 Dispositivi di controllo e regolazione 105 02.03.12 Servocomandi 106 02.03.13 Termostati 106 02.03.14 02.04 02.04.01 02.04.02 02.05 Valvole motorizzate 107 Rete di distribuzione aria sala lettura-consultazione Biblioteca Civica Canna 109 Canali in lamiera 110 Bocchette di ventilazione 110 Impianto idraulico 112 02.05.01 Apparecchi sanitari e rubinetteria 113 02.05.02 Cassette di scarico a zaino 114 02.05.03 Miscelatori termostatici 115 02.05.04 Scaldacqua elettrici ad accumulo 116 02.05.05 Tubazioni in rame 117 02.05.06 Tubazioni multistrato 118 02.05.07 Tubi in acciaio zincato 118 02.05.08 Vasi igienici a sedile 120 03 IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI SPECIALI 03.01 Impianto elettrico pag. 122 123 03.01.01 Canalizzazioni in PVC 126 03.01.02 Fusibili 126 03.01.03 Interruttori 127 03.01.04 Motori 128 03.01.05 Prese e spine 129 03.01.06 Quadri di bassa tensione 130 03.01.07 Relè termici 131 03.01.08 Sezionatore 132 03.01.09 Lampade fluorescenti 132 03.02 03.02.01 Impianti speciali Contatti magnetici 134 135 Pagina 139 Manuale di Manutenzione 03.02.02 Pannello degli allarmi 135 03.02.03 Sensore volumetrico a doppia tecnologia 136 Pagina 140 Pag. 1 H:\M&S_2004\CMFO3\_ESE\Rev-0\Cons\Documenti\MAN\PP_Allegato_3.doc METEC & SAGGESE EngineeringS.r.l ALLEGATO 3 Programma di manutenzione – Sottoprogramma delle prestazioni Articolo 40 D.P.R. 554/99 Piano di Manutenzione – ALLEGATO 3 – CMFO3 Settembre 2006 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni Classe Requisiti Acustici 01 - OPERE EDILI 01.03 - Isolamenti termoacustici e controsoffittatture Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.03 Isolamenti termoacustici e controsoffittatture 01.03.R01 Requisito: Isolamento acustico Tipologia Frequenza I controsoffitti dovranno contribuire a fornire una adeguata resistenza al passaggio dei rumori. 01.07 - Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.07 Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni 01.07.R07 Requisito: Isolamento acustico Tipologia Frequenza Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi E’ l'attitudine a fornire un'idonea resistenza al passaggio dei rumori. Il livello di isolamento richiesto varia in funzione della tipologia e del tipo di attività svolta e in funzione della classe di destinazione d'uso del territorio. 01.07.06.C13 01.07.05.C12 01.07.04.C12 01.07.01.C14 01.07.06.C03 01.07.05.C03 01.07.04.C03 01.07.01.C04 Controllo: Controllo vetri Controllo: Controllo vetri Controllo: Controllo vetri Controllo: Controllo vetri Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta 01.09 - Opere da decoratore Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.09 Opere da decoratore 01.09.R06 Requisito: Isolamento acustico Tipologia Frequenza I rivestimenti dovranno fornire una adeguata resistenza al passaggio dei rumori. 01.10 - Impianti ascensore Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.10.13 Nastri trasportatori 01.10.13.R02 Requisito: (Attitudine al) controllo del rumore prodotto I nastri trasportatori non devono emettere un livello di rumore superiore a quello consentito dalla norma. Tipologia Frequenza 02 - IMPIANTO TERMOIDRAULICI 02.02 - Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 02.02 Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri 02.02.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo del rumore prodotto Gli impianti di climatizzazione devono garantire un livello di rumore nell’ambiente esterno e in quelli abitativi entro i limiti prescritti dal D.P.C.M. 1.3.1991. Tipologia Frequenza Pagina 2 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni 02.02.01.C01 Controllo: Controllo generale dei ventilconvettori Ispezione a vista ogni 12 mesi 02.03 - Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione 02.03.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo del rumore prodotto 02.03.01.C02 02.03.01.C10 02.03.01.C09 02.03.10.C01 02.03.01.C05 02.03.01.C01 Gli impianti di climatizzazione devono garantire un livello di rumore nell’ambiente esterno e in quelli abitativi entro i limiti prescritti dal D.P.C.M. 1.3.1991. Controllo: Controllo generale U.T.A. Controllo: Taratura apparecchiature di sicurezza Controllo: Taratura apparecchiature di regolazione Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo sezione ventilante Controllo: Controllo carpenteria sezione ventilante Tipologia Frequenza Ispezione a vista Registrazione Registrazione Ispezione a vista Ispezione a vista Ispezione a vista ogni 15 giorni ogni mese ogni 3 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni anno 03 - IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI SPECIALI 03.01 - Impianto elettrico Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 03.01.04 Motori 03.01.04.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo del rumore prodotto Tipologia Frequenza I motori devono essere realizzati con materiali e componenti tali da garantire un livello di rumore nell’ambiente esterno entro i limiti prescritti dalla normativa. Pagina 3 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni Classe Requisiti Adattabilità delle finiture 01 - OPERE EDILI 01.10 - Impianti ascensore Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.10.11 Vani corsa 01.10.11.R01 Requisito: Regolarità delle finiture Tipologia Frequenza Le aperture del vano che consentono l’accesso alla cabina devono essere realizzati nel rispetto della regola d'arte ed in modo da evitare pericoli per l'accesso alla cabina stessa. 02 - IMPIANTO TERMOIDRAULICI 02.05 - Impianto idraulico Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 02.05 Impianto idraulico 02.05.R01 Requisito: Regolarità delle finiture 02.05.01.C03 02.05.01.C01 Gli elementi dell'impianto idrico sanitario devono essere realizzati nel rispetto della regola d'arte e devono presentare finiture superficiali integre. Controllo: Verifica dei flessibili Controllo: Verifica ancoraggio Tipologia Frequenza Revisione Controllo a vista quando occorre ogni mese Pagina 4 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni Classe Requisiti Controllabilità tecnologica 03 - IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI SPECIALI 03.02 - Impianti speciali Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 03.02.01 Contatti magnetici 03.02.01.R02 Requisito: Resistenza a sbalzi di temperatura 03.02.03.C01 I contatti magnetici devono essere in grado di resistere a sbalzi della temperatura ambiente senza compromettere il loro funzionamento. Controllo: Controllo generale Tipologia Frequenza Ispezione a vista ogni 6 mesi Pagina 5 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni Classe Requisiti Di funzionamento 01 - OPERE EDILI 01.10 - Impianti ascensore Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.10.16 Pulsantiera 01.10.16.R01 Requisito: Comodità d'uso e manovra Tipologia Frequenza Controllo a vista ogni 2 mesi Per consentire utilizzo da parte degli utenti le pulsantiere della cabina ascensore e quelle di piano devono essere disposte in modo da essere facilmente utilizzabili. 01.10.16.C01 Controllo: Controllo generale 02 - IMPIANTO TERMOIDRAULICI 02.03 - Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli Tipologia 02.03.01 Centrali di trattamento aria (U.T.A.) 02.03.01.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo del trafilamento Le unità di trattamento devono essere realizzate con materiali idonei ad impedire trafilamenti dei fluidi. Frequenza 02.05 - Impianto idraulico Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 02.05.04 Scaldacqua elettrici ad accumulo 02.05.04.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi Tipologia Frequenza Gli scaldacqua elettrici devono essere in grado di garantire valori minimi di portata dei fluidi. Pagina 6 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni Classe Requisiti Di stabilità 01 - OPERE EDILI 01.01 - Conglomerati, casserature, opere in c.a. ed intonaci Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.01 Conglomerati, casserature, opere in c.a. ed intonaci 01.01.R01 Requisito: Resistenza meccanica 01.01.01.C01 Le strutture in sottosuolo dovranno essere in grado di contrastare le eventuali manifestazioni di deformazioni e cedimenti rilevanti dovuti all'azione di determinate sollecitazioni (carichi, forze sismiche, ecc.). Controllo: Controllo struttura Tipologia Frequenza Controllo a vista ogni 12 mesi 01.02 - Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.02 Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso 01.02.R08 Requisito: Resistenza agli urti Tipologia Frequenza Controllo a vista Controllo a vista quando occorre ogni 12 mesi Controllo a vista quando occorre Controllo a vista ogni 12 mesi Le pareti debbono essere in grado di sopportare urti (definiti dall'energia cinetica di urti-tipo o convenzionali di corpi duri, come di oggetti scagliati, o molli, come il peso di un corpo che cade) che non debbono compromettere la stabilità della parete, né provocare il distacco di elementi o frammenti pericolosi a carico degli utenti. 01.02.01.C01 01.02.02.C01 Controllo: Controllo generale delle parti a vista Controllo: Controllo generale delle parti a vista 01.02.R09 Requisito: Resistenza ai carichi sospesi Le pareti debbono essere in grado di sopportare il peso di carichi appesi minori (ad esempio quadri, insegne, ecc.) o altri di maggiore entità (mensole, arredi, ecc.) 01.02.R11 Requisito: Resistenza meccanica Le pareti devono contrastare in modo efficace la manifestazione di eventuali rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni. 01.02.01.C01 Controllo: Controllo generale delle parti a vista 01.02.02 Tramezzi in laterizio 01.02.02.R01 Requisito: Resistenza meccanica per tramezzi in laterizio 01.02.02.C01 Le pareti devono contrastare in modo efficace la manifestazione di eventuali rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni. Controllo: Controllo generale delle parti a vista 01.04 - Pavimenti e rivestimenti Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.04.01 Pavimenti ceramici 01.04.01.R02 Requisito: Resistenza meccanica Tipologia Frequenza Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi Le pavimentazioni devono contrastare in modo efficace la manifestazione di eventuali rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni. 01.04.03.C01 01.04.02.C01 01.04.01.C01 Controllo: Controllo generale delle parti a vista Controllo: Controllo generale delle parti a vista Controllo: Controllo generale delle parti a vista 01.04.02 Rivestimenti lignei a parquet 01.04.02.R04 Requisito: Resistenza meccanica Le pavimentazioni devono contrastare in modo efficace la manifestazione di eventuali rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni. 01.04.03 Rivestimenti cementizi Pagina 7 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni 01.04.03.R03 Requisito: Resistenza meccanica Le pavimentazioni devono contrastare in modo efficace la manifestazione di eventuali rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni. 01.05 - Opere in pietra naturale Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.05.01 Pavimenti lapidei 01.05.01.R02 Requisito: Resistenza meccanica 01.05.01.C01 Le pavimentazioni devono contrastare in modo efficace la manifestazione di eventuali rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni. Controllo: Controllo generale delle parti a vista Tipologia Frequenza Controllo a vista ogni 12 mesi 01.06 - Infissi interni Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.06.01 Porte antipanico 01.06.01.R03 Requisito: Resistenza agli urti per porte antipanico Tipologia Frequenza Controllo Controllo a vista ogni mese ogni 12 mesi Le porte antipanico dovranno essere in grado di sopportare urti che non debbono compromettere la stabilità degli stessi; né provocare il distacco di elementi o frammenti pericolosi a carico degli utenti. 01.06.01.C05 01.06.01.C06 Controllo: Controllo maniglione Controllo: Controllo parti in vista 01.07 - Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.07 Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni 01.07.R09 Requisito: Resistenza agli urti 01.07.06.C13 01.07.05.C12 01.07.04.C12 01.07.01.C14 01.07.06.C03 01.07.05.C03 01.07.04.C03 01.07.01.C04 Gli infissi dovranno essere in grado di sopportare urti (definiti dall'energia cinetica di urti-tipo o convenzionali di corpi duri, come di oggetti scagliati, o molli, come il peso di un corpo che cade) che non debbono compromettere la stabilità degli stessi; né provocare il distacco di elementi o frammenti pericolosi a carico degli utenti. Controllo: Controllo vetri Controllo: Controllo vetri Controllo: Controllo vetri Controllo: Controllo vetri Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta 01.07.R10 Requisito: Resistenza al vento 01.07.06.C13 01.07.05.C12 01.07.04.C12 01.07.01.C14 01.07.06.C03 01.07.05.C03 01.07.04.C03 01.07.01.C04 Gli infissi debbono resistere alle azioni e depressioni del vento in modo da garantire la sicurezza degli utenti e assicurare la durata e la funzionalità nel tempo. Inoltre essi devono sopportare l'azione del vento senza compromettere la funzionalità degli elementi che li costituiscono. Controllo: Controllo vetri Controllo: Controllo vetri Controllo: Controllo vetri Controllo: Controllo vetri Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta 01.07.R14 Requisito: Resistenza meccanica 01.07.02.C03 01.07.02.C02 01.07.02.C01 Gli elementi strutturali costituenti le scale devono contrastare in modo efficace la manifestazione di eventuali rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni. Controllo: Controllo rivestimenti pedate e alzate Controllo: Controllo strutture Controllo: Controllo balaustre e corrimano Tipologia Frequenza Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi Pagina 8 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni 01.07.03 Porte tagliafuoco 01.07.03.R03 Requisito: Resistenza agli urti per porte tagliafuoco 01.07.03.C05 01.07.03.C06 Le porte tagliafuoco dovranno essere in grado di sopportare urti che non debbono compromettere la stabilità degli stessi; né provocare il distacco di elementi o frammenti pericolosi a carico degli utenti. Controllo: Controllo maniglione Controllo: Controllo parti in vista Controllo Controllo a vista ogni mese ogni 12 mesi 01.08 - Scale e rampe Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.08 Scale e rampe 01.08.R02 Requisito: Resistenza meccanica 01.08.01.C03 01.08.01.C02 01.08.01.C01 Gli elementi strutturali costituenti le scale devono contrastare in modo efficace la manifestazione di eventuali rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni. Controllo: Controllo rivestimenti pedate e alzate Controllo: Controllo strutture Controllo: Controllo balaustre e corrimano Tipologia Frequenza Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi 01.09 - Opere da decoratore Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.09 Opere da decoratore 01.09.R13 Requisito: Resistenza agli urti 01.09.03.C01 I rivestimenti unitamente alle pareti dovranno essere in grado di sopportare urti (definiti dall'energia cinetica di urti-tipo o convenzionali di corpi duri, come di oggetti scagliati, o molli, come il peso di un corpo che cade) che non debbono compromettere la stabilità della parete, né provocare il distacco di elementi o frammenti pericolosi a carico degli utenti. Controllo: Controllo generale delle parti a vista 01.09.R16 Requisito: Resistenza al vento Tipologia Frequenza Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista Aggiornamento ogni 12 mesi ogni 3 anni I rivestimenti unitamente alle pareti dovranno resistere alle azioni e depressioni del vento tale da non compromettere la stabilità e la funzionalità degli strati che le costituiscono. 01.09.R18 01.09.03.C01 01.09.02.C01 Requisito: Resistenza meccanica I rivestimenti unitamente alle pareti dovranno limitare la manifestazione di eventuali rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni. Controllo: Controllo generale delle parti a vista Controllo: Controllo funzionalità 01.10 - Impianti ascensore Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.10.02 Cabina 01.10.02.R02 Requisito: Resistenza meccanica 01.10.04.C01 Le porte, con i loro dispositivi di blocco, devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di determinate sollecitazioni. Controllo: Controllo generale 01.10.03 Contrappeso 01.10.03.R01 Requisito: Resistenza allo snervamento 01.10.03.C01 Le funi o catene che sostengono i contrappesi o le masse di bilanciamento devono essere in grado di sostenerli senza causare pericoli. Controllo: Controllo generale 01.10.04 Funi 01.10.04.R01 Requisito: Resistenza meccanica Tipologia Frequenza Ispezione a vista ogni mese Ispezione a vista ogni mese Le funi o catene devono essere in grado di sostenere senza causare pericoli le cabine, i contrappesi o le masse di bilanciamento. 01.10.05 Guide cabina o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni. Pagina 9 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni 01.10.05.R02 Requisito: Resistenza meccanica Le guide della cabina unitamente alle pareti sulle quali sono agganciate dovranno limitare la manifestazione di eventuali rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni. 01.10.07 Limitatore di velocità 01.10.07.R02 Requisito: Resistenza meccanica Il limitatore di velocità deve essere mosso da una fune metallica capace di resistere agli sforzi che si verificano durante il funzionamento. 01.10.09 Macchinari oleodinamici 01.10.09.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo della tenuta Le tubazioni ed i relativi accessori del sistema idraulico di un ascensore devono essere adatti al fluido idraulico utilizzato ed essere progettati ed installati in modo da evitare ogni sollecitazione anormale. 01.10.09.R03 Requisito: Resistenza a compressione I macchinari e gli elementi che li costituiscono devono essere in grado di resistere a sforzi di compressione senza causare pericoli sia durante il normale funzionamento sia in caso di emergenza. 01.10.09.R04 Requisito: Resistenza a trazione I macchinari e gli elementi che li costituiscono devono essere in grado di resistere a trazione senza causare pericoli sia durante il normale funzionamento sia in caso di emergenza. 01.10.11 Vani corsa 01.10.11.R02 Requisito: Resistenza meccanica La struttura del vano di corsa deve essere realizzata in modo da sopportare tutte le forze che possono verificarsi durante il funzionamento dell'impianto. 01.10.15 Porte di piano 01.10.15.R02 Requisito: Resistenza meccanica Le porte, con i loro dispositivi di blocco, devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di determinate sollecitazioni. 02 - IMPIANTO TERMOIDRAULICI 02.01 - Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 02.01.01 Tubi in acciaio 02.01.01.R02 Requisito: Resistenza alle temperature e a sbalzi di temperature 02.01.01.C01 Le tubazioni dell'impianto di climatizzazione devono essere realizzate con materiali in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di temperature elevate o sbalzi improvvisi delle stesse. Controllo: Controllo generale tubazioni 02.01.02 Strato coibente 02.01.02.R01 Requisito: Resistenza meccanica I materiali coibenti devono essere in grado di non subire disgregazioni sotto l'azione dei carichi che si verificano durante il funzionamento. 02.01.02.C01 Controllo: Controllo generale Tipologia Frequenza Ispezione a vista ogni anno Controllo a vista ogni 6 mesi 02.02 - Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 02.02.02 Tubi in rame 02.02.02.R02 Requisito: Resistenza alle temperature e a sbalzi di temperature 02.02.03.C01 Le tubazioni in rame devono contrastare il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di temperature elevate o sbalzi improvvisi delle stesse. Controllo: Controllo generale tubazioni Tipologia Frequenza Ispezione a vista ogni anno Pagina 10 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni 02.02.02.C01 Controllo: Controllo generale tubazioni 02.02.03 Tubi in acciaio 02.02.03.R02 Requisito: Resistenza alle temperature e a sbalzi di temperature Ispezione a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 6 mesi Le tubazioni dell'impianto di climatizzazione devono essere realizzate con materiali in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di temperature elevate o sbalzi improvvisi delle stesse. 02.02.04 Strato coibente 02.02.04.R01 Requisito: Resistenza meccanica 02.02.04.C01 I materiali coibenti devono essere in grado di non subire disgregazioni sotto l'azione dei carichi che si verificano durante il funzionamento. Controllo: Controllo generale 02.03 - Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione 02.03.R13 Requisito: Resistenza al vento 02.03.01.C02 Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione sottoposti all'azione del vento devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture. Controllo: Controllo generale U.T.A. 02.03.R14 Requisito: Resistenza meccanica 02.03.01.C02 02.03.01.C10 Gli impianti di climatizzazione devono essere realizzati con materiali in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di determinate sollecitazioni. Controllo: Controllo generale U.T.A. Controllo: Taratura apparecchiature di sicurezza 02.03.R16 Requisito: (Attitudine al) controllo della tenuta 02.03.11.C01 Gli impianti di riscaldamento devono essere realizzati con materiali e componenti idonei ad impedire fughe dei fluidi termovettori nonché dei combustibili di alimentazione. Controllo: Controllo generale valvole 02.03.05 Canali in lamiera 02.03.05.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo della tenuta 02.03.14.C02 02.03.14.C01 Le canalizzazioni dell'impianto di climatizzazione devono essere realizzate con materiali e componenti idonei ad impedire fughe dei fluidi termovettori nonché dei combustibili di alimentazione. Controllo: Controllo raccoglitore di impurità Controllo: Controllo generale 02.03.07 Strato coibente 02.03.07.R01 Requisito: Resistenza meccanica Tipologia Frequenza Ispezione a vista ogni 15 giorni Ispezione a vista Registrazione ogni 15 giorni ogni mese Ispezione a vista ogni 12 mesi Ispezione Aggiornamento ogni 6 mesi ogni anno Ispezione a vista Controllo a vista ogni 6 mesi ogni 6 mesi Ispezione a vista Ispezione a vista ogni 12 mesi ogni anno I materiali coibenti devono essere in grado di non subire disgregazioni sotto l'azione dei carichi che si verificano durante il funzionamento. 02.03.13.C01 02.03.07.C01 Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo generale 02.03.08 Tubi in acciaio 02.03.08.R02 Requisito: Resistenza alle temperature e a sbalzi di temperature 02.03.09.C01 02.03.08.C01 Le tubazioni dell'impianto di climatizzazione devono essere realizzate con materiali in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di temperature elevate o sbalzi improvvisi delle stesse. Controllo: Controllo generale tubazioni Controllo: Controllo generale tubazioni 02.03.09 Tubi in rame 02.03.09.R02 Requisito: Resistenza alle temperature e a sbalzi di temperature Le tubazioni in rame devono contrastare il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di temperature elevate o sbalzi improvvisi delle stesse. 02.03.12 Servocomandi Pagina 11 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni 02.03.12.R01 Requisito: Resistenza a manovre e sforzi d'uso I servocomandi devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture in seguito ad operazioni di manovra o di utilizzo. 02.03.12.C01 Controllo: Controllo generale Controllo a vista ogni 6 mesi 02.04 - Rete di distribuzione aria sala lettura-consultazione Biblioteca Civica Canna Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 02.04 Rete di distribuzione aria sala lettura-consultazione Biblioteca Civica Canna 02.04.R03 Requisito: (Attitudine al) controllo della tenuta 02.04.02.C01 Gli impianti di riscaldamento devono essere realizzati con materiali e componenti idonei ad impedire fughe dei fluidi termovettori nonché dei combustibili di alimentazione. Controllo: Controllo generale 02.04.01 Canali in lamiera 02.04.01.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo della tenuta Tipologia Frequenza Ispezione a vista ogni 6 mesi Le canalizzazioni dell'impianto di climatizzazione devono essere realizzate con materiali e componenti idonei ad impedire fughe dei fluidi termovettori nonché dei combustibili di alimentazione. 02.04.02 Bocchette di ventilazione 02.04.02.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo della tenuta Le bocchette di ventilazione devono essere realizzate con materiali e componenti idonei ad impedire fughe dei fluidi termovettori . 02.05 - Impianto idraulico Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 02.05 Impianto idraulico 02.05.R02 Requisito: (Attitudine al) controllo della tenuta 02.05.07.C04 02.05.07.C03 02.05.07.C02 02.05.06.C02 02.05.05.C01 Gli elementi dell'impianto idrico sanitario devono essere idonei ad impedire fughe dei fluidi in circolazione per garantire la funzionalità dell'impianto. Controllo: Controllo tenuta valvole Controllo: Controllo tenuta Controllo: Controllo manovrabilità delle valvole Controllo: Controllo tubazioni Controllo: Controllo generale tubazioni 02.05.01 Apparecchi sanitari e rubinetteria 02.05.01.R03 Requisito: Resistenza a manovre e sforzi d'uso 02.05.01.C01 Gli apparecchi sanitari e la rubinetteria devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture in seguito ad operazioni di manovra o di utilizzo. Controllo: Verifica ancoraggio 02.05.03 Miscelatori termostatici 02.05.03.R02 Requisito: (Attitudine al) controllo della tenuta Tipologia Frequenza Registrazione Controllo a vista Controllo Controllo a vista Ispezione a vista ogni anno ogni anno ogni 12 mesi ogni anno ogni 12 mesi Controllo a vista ogni mese Ispezione a vista ogni 3 mesi Registrazione ogni anno Gli elementi del miscelatore (otturatore, se previsto, deviatore a comando manuale o automatico) devono essere idonei ad impedire fughe dei fluidi per garantire la funzionalità dell'impianto. 02.05.03.C01 Controllo: Controllo generale 02.05.06 Tubazioni multistrato 02.05.06.R01 Requisito: Resistenza allo scollamento Gli strati intermedi della tubazione devono resistere allo scollamento per evitari problemi di tenuta. 02.05.06.C01 Controllo: Controllo tenuta strati 02.05.07 Tubi in acciaio zincato 02.05.07.R03 Requisito: Resistenza alle temperature e a sbalzi di temperature Le tubazioni e gli elementi accessori devono essere in grado di contrastare in modo efficace Pagina 12 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di temperature elevate o a sbalzi delle stesse. Per tale scopo possono essere dotati di adeguati rivestimenti. 02.05.07.R04 Requisito: Resistenza meccanica 02.05.07.C04 02.05.07.C02 02.05.07.C01 Le tubazioni e gli elementi accessori quali valvole e rubinetti devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di determinate sollecitazioni. Controllo: Controllo tenuta valvole Controllo: Controllo manovrabilità delle valvole Controllo: Controllo coibentazione 02.05.07.R05 Requisito: Stabilità chimico reattiva Registrazione Controllo Controllo a vista ogni anno ogni 12 mesi ogni 12 mesi Le tubazioni e gli elementi accessori quali valvole e rubinetti devono essere in grado di mantenere inalterate nel tempo le proprie caratteristiche chimico-fisiche. 03 - IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI SPECIALI 03.01 - Impianto elettrico Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 03.01 Impianto elettrico 03.01.R08 Requisito: Resistenza meccanica 03.01.09.C01 03.01.08.C01 03.01.05.C01 03.01.03.C01 03.01.06.C03 03.01.01.C01 Gli impianti elettrici devono essere realizzati con materiali in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di determinate sollecitazioni. Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo generale Controllo: Verifica messa a terra Controllo: Controllo generale Tipologia Frequenza Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo Controllo a vista ogni mese ogni mese ogni mese ogni mese ogni 2 mesi ogni 6 mesi 03.02 - Impianti speciali Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 03.02.01 Contatti magnetici 03.02.01.R01 03.02.01.C01 Requisito: Resistenza alla corrosione I contatti magnetici devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di fenomeni di corrosione. Controllo: Controllo dispositivi 03.02.03 Sensore volumetrico a doppia tecnologia 03.02.03.R01 Requisito: Resistenza a sbalzi di temperatura I sensori volumetrici a doppia tecnologia devono essere in grado di resistere a sbalzi della temperatura ambiente. Tipologia Frequenza Ispezione a vista ogni 3 mesi Pagina 13 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni Classe Requisiti Durabilità tecnologica 01 - OPERE EDILI 01.07 - Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.07 Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni 01.07.R13 Requisito: Resistenza all'usura 01.07.02.C03 01.07.02.C01 I materiali di rivestimento di gradini e pianerottoli dovranno presentare caratteristiche di resistenza all'usura. Controllo: Controllo rivestimenti pedate e alzate Controllo: Controllo balaustre e corrimano Tipologia Frequenza Controllo a vista Controllo a vista ogni 12 mesi ogni 12 mesi 01.08 - Scale e rampe Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.08 Scale e rampe 01.08.R01 Requisito: Resistenza all'usura I materiali di rivestimento di gradini e pianerottoli dovranno presentare caratteristiche di resistenza all'usura. Controllo: Controllo rivestimenti pedate e alzate Controllo: Controllo balaustre e corrimano 01.08.01.C03 01.08.01.C01 Tipologia Frequenza Controllo a vista Controllo a vista ogni 12 mesi ogni 12 mesi Pagina 14 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni Classe Requisiti Facilità d'intervento 01 - OPERE EDILI 01.02 - Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.02 Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso 01.02.R03 Requisito: Attrezzabilità Tipologia Frequenza Le pareti debbono consentire l'installazione di arredi e attrezzature. 01.03 - Isolamenti termoacustici e controsoffittatture Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.03 Isolamenti termoacustici e controsoffittatture 01.03.R03 Requisito: Ispezionabilità Tipologia Frequenza I controsoffitti dovranno consentire (in particolare per i tipi chiusi ispezionabili e aperti) la loro ispezionabilità e l'accesso agli impianti ove previsti. 01.06 - Infissi interni Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.06 Infissi interni 01.06.R01 Requisito: Pulibilità 01.06.01.C02 01.06.02.C05 01.06.02.C02 01.06.01.C08 01.06.02.C04 Gli infissi devono consentire la rimozione di sporcizia, depositi, macchie, ecc. Controllo: Controllo controbocchette Controllo: Controllo vetri Controllo: Controllo guide di scorrimento Controllo: Controllo vetri Controllo: Controllo parti in vista 01.06.R02 Requisito: Riparabilità 01.06.02.C03 01.06.02.C02 01.06.02.C01 01.06.01.C04 Gli infissi dovranno essere collocati in modo da consentire il ripristino dell'integrità, la funzionalità e l'efficienza di parti ed elementi soggetti a guasti. Controllo: Controllo maniglia Controllo: Controllo guide di scorrimento Controllo: Controllo delle serrature Controllo: Controllo delle serrature 01.06.R04 Requisito: Sostituibilità 01.06.02.C05 01.06.02.C03 Gli infissi dovranno essere realizzati e collocati in modo da consentire la loro sostituibilità, e/o la collocazione di parti ed elementi essi soggetti a guasti. Controllo: Controllo vetri Controllo: Controllo maniglia 01.06.01 Porte antipanico 01.06.01.R05 Requisito: Sostituibilità per porte antipanico 01.06.01.C08 Le porte antipanico dovranno essere realizzate e collocate in modo da consentire la loro sostituibilità, e/o la collocazione di parti ed elementi essi soggetti a guasti. Controllo: Controllo vetri Tipologia Frequenza Aggiornamento Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista ogni mese ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 12 mesi Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi Controllo a vista Controllo a vista ogni 6 mesi ogni 6 mesi Controllo a vista ogni 6 mesi 01.07 - Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni Codice 01.07 Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli Tipologia Frequenza Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni Pagina 15 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni 01.07.R06 Requisito: Pulibilità Gli infissi devono consentire la rimozione di sporcizia, depositi, macchie, ecc. 01.07.03.C02 01.07.04.C12 01.07.01.C14 01.07.05.C12 01.07.03.C08 01.07.06.C13 01.07.01.C05 01.07.01.C09 01.07.01.C10 01.07.04.C02 01.07.01.C03 01.07.04.C08 01.07.05.C02 01.07.05.C04 01.07.05.C08 01.07.06.C02 01.07.06.C04 01.07.06.C08 01.07.06.C09 01.07.04.C04 Controllo: Controllo controbocchette Controllo: Controllo vetri Controllo: Controllo vetri Controllo: Controllo vetri Controllo: Controllo vetri Controllo: Controllo vetri Controllo: Controllo guide di scorrimento Controllo: Controllo persiane avvolgibili di legno Controllo: Controllo persiane avvolgibili in plastica Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo persiane avvolgibili in plastica Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo guide di scorrimento Controllo: Controllo persiane avvolgibili in plastica Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo guide di scorrimento Controllo: Controllo persiane avvolgibili di legno Controllo: Controllo persiane avvolgibili in plastica Controllo: Controllo guide di scorrimento 01.07.R15 Requisito: Riparabilità 01.07.03.C04 Gli infissi dovranno essere collocati in modo da consentire il ripristino dell'integrità, la funzionalità e l'efficienza di parti ed elementi soggetti a guasti. Controllo: Controllo delle serrature 01.07.03 Porte tagliafuoco 01.07.03.R05 Requisito: Sostituibilità per porte tagliafuoco Controllo Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista ogni mese ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 6 mesi Le porte tagliafuoco dovranno essere realizzate e collocate in modo da consentire la loro sostituibilità, e/o la collocazione di parti ed elementi essi soggetti a guasti. 01.07.03.C08 Controllo: Controllo vetri 01.09 - Opere da decoratore Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.09 Opere da decoratore 01.09.R05 Requisito: Attrezzabilità Le pareti ed i rivestimenti debbono consentire l'installazione di attrezzature. Tipologia Frequenza 01.10 - Impianti ascensore Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.10.17 Quadro di manovra 01.10.17.R02 Requisito: Accessibilità Tipologia Frequenza Aggiornamento ogni 6 mesi Aggiornamento ogni 6 mesi I quadri di manovra degli ascensori devono essere facilmente accessibili per consentire un facile utilizzo sia nel normale funzionamento sia in caso di guasti. 01.10.17.C01 Controllo: Controllo generale 01.10.17.R03 Requisito: Identificabilità I quadri e le cabine elettriche devono essere facilmente identificabili per consentire un facile utilizzo. Deve essere presente un cartello sul quale sono riportate le funzioni degli interruttori nonché le azioni da compiere in caso di emergenza su persone colpite da folgorazione. 01.10.17.C02 Controllo: Verifica apparecchiature di taratura e controllo 02 - IMPIANTO TERMOIDRAULICI 02.01 - Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione Codice 02.01 Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli Tipologia Frequenza Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione Pagina 16 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni 02.01.R02 Requisito: Sostituibilità Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere atti a consentire la collocazione in opera di altri elementi in caso di necessità. 02.01.01.C01 Controllo: Controllo generale tubazioni Ispezione a vista ogni anno 02.02 - Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 02.02 Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri 02.02.R04 Requisito: Sostituibilità Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere atti a consentire la collocazione in opera di altri elementi in caso di necessità. Controllo: Controllo generale tubazioni Controllo: Controllo generale tubazioni 02.02.03.C01 02.02.02.C01 Tipologia Frequenza Ispezione a vista Ispezione a vista ogni anno ogni 12 mesi 02.03 - Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione 02.03.R15 Requisito: Sostituibilità Tipologia Frequenza Ispezione a vista Registrazione Ispezione a vista Ispezione a vista Ispezione a vista Ispezione a vista Ispezione strumentale ogni 15 giorni ogni mese ogni 12 mesi ogni anno ogni anno ogni anno ogni 2 anni Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere atti a consentire la collocazione in opera di altri elementi in caso di necessità. 02.03.01.C02 02.03.01.C10 02.03.09.C01 02.03.08.C01 02.03.05.C01 02.03.01.C01 02.03.05.C02 Controllo: Controllo generale U.T.A. Controllo: Taratura apparecchiature di sicurezza Controllo: Controllo generale tubazioni Controllo: Controllo generale tubazioni Controllo: Controllo generale canali Controllo: Controllo carpenteria sezione ventilante Controllo: Controllo strumentale canali 02.03.R20 Requisito: Pulibilità Gli impianti di riscaldamento devono essere realizzati con materiali e componenti tali da consentire la rimozione di sporcizia e sostanze di accumulo. 02.04 - Rete di distribuzione aria sala lettura-consultazione Biblioteca Civica Canna Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 02.04 Rete di distribuzione aria sala lettura-consultazione Biblioteca Civica Canna 02.04.R02 Requisito: Sostituibilità 02.04.01.C01 02.04.01.C02 Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere atti a consentire la collocazione in opera di altri elementi in caso di necessità. Controllo: Controllo generale canali Controllo: Controllo strumentale canali Tipologia Frequenza Ispezione a vista Ispezione strumentale ogni anno ogni 2 anni 03 - IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI SPECIALI 03.01 - Impianto elettrico Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 03.01 Impianto elettrico 03.01.R07 Requisito: Montabilità / Smontabilità Tipologia Frequenza Gli elementi costituenti l'impianto elettrico devono essere atti a consentire la collocazione in Pagina 17 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni 03.01.09.C01 03.01.08.C01 03.01.05.C01 03.01.03.C01 opera di altri elementi in caso di necessità. Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo generale 03.01.R10 Requisito: Accessibilità Gli elementi costituenti l'impianto di illuminazione devono essere facilmente accessibili per consentire un facile utilizzo sia nel normale funzionamento sia in caso di guasti. 03.01.09.C01 Controllo: Controllo generale 03.01.R13 Requisito: Identificabilità Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista ogni mese ogni mese ogni mese ogni mese Controllo a vista ogni mese Controllo a vista ogni mese Gli elementi costituenti l'impianto di illuminazione devono essere facilmente identificabili per consentire un facile utilizzo. Deve essere presente un cartello sul quale sono riportate le funzioni degli interruttori nonché le azioni da compiere in caso di emergenza su persone colpite da folgorazione. 03.01.09.C01 Controllo: Controllo generale 03.01.06 Quadri di bassa tensione 03.01.06.R01 Requisito: Accessibilità I quadri devono essere facilmente accessibili per consentire un facile utilizzo sia nel normale funzionamento sia in caso di guasti. 03.01.06.R02 Requisito: Identificabilità I quadri devono essere facilmente identificabili per consentire un facile utilizzo. Deve essere presente un cartello sul quale sono riportate le funzioni degli interruttori nonché le azioni da compiere in caso di emergenza su persone colpite da folgorazione. Pagina 18 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni Classe Requisiti Funzionalità d'uso 01 - OPERE EDILI 01.10 - Impianti ascensore Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.10 Impianti ascensore 01.10.R01 Requisito: Affidabilità Tipologia Frequenza Ispezione Ispezione a vista Ispezione a vista Ispezione a vista Ispezione a vista Ispezione a vista Ispezione a vista Ispezione ogni mese ogni mese ogni mese ogni mese ogni mese ogni mese ogni mese ogni mese Ispezione Controllo Ispezione ogni 3 mesi ogni 3 mesi ogni 6 mesi Ispezione Ispezione Aggiornamento Aggiornamento ogni mese ogni mese ogni 6 mesi ogni 6 mesi Ispezione a vista Ispezione a vista Ispezione a vista ogni mese ogni 2 mesi ogni 2 mesi Gli elementi dell'impianto di trasporto verticale devono funzionare senza causare pericoli sia in condizioni normali sia in caso di emergenza. 01.10.15.C02 01.10.09.C05 01.10.09.C04 01.10.09.C03 01.10.09.C02 01.10.09.C01 01.10.08.C01 01.10.02.C01 Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo limitatore di velocità Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo del paracadute Controllo: Controllo dei dispositivi di blocco Controllo: Controllo degli ammortizzatori Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo generale 01.10.01 Ammortizzatori della cabina 01.10.01.R01 Requisito: Efficienza 01.10.14.C02 01.10.14.C01 01.10.01.C01 Gli ammortizzatori delle cabine ascensore devono funzionare correttamente senza causare pericoli per l'utilizzo della cabina. Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo dispositivi di freno Controllo: Controllo generale 01.10.02 Cabina 01.10.02.R01 01.10.15.C02 01.10.02.C01 01.10.15.C03 01.10.15.C01 Requisito: Comodità di uso e manovra Le aperture del vano che consentono l’accesso alla cabina devono presentare caratteristiche di facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità. Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo maniglia Controllo: Controllo delle serrature 01.10.08 Macchinari elettromeccanici 01.10.08.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo della velocità 01.10.10.C01 01.10.13.C01 01.10.12.C01 I macchinari e gli elementi che li costituiscono devono essere in grado di controllare i valori della velocità di discesa della cabina, sia nel normale funzionamento sia in caso di emergenza. Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo generale 01.10.09 Macchinari oleodinamici 01.10.09.R02 Requisito: (Attitudine al) controllo della velocità I macchinari e gli elementi che li costituiscono devono essere in grado di controllare i valori della velocità di discesa della cabina, sia nel normale funzionamento sia in caso di emergenza. 01.10.10 Montacarichi 01.10.10.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo della velocità I montacarichi devono essere in grado di controllare i valori della velocità sia nel normale funzionamento sia in caso di emergenza. 01.10.12 Montascale o servoscale 01.10.12.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo della velocità I macchinari dei montascale devono essere in grado di controllare i valori della velocità di discesa sia nel normale funzionamento sia in caso di emergenza. 01.10.15 Porte di piano 01.10.15.R01 Requisito: Comodità di uso e manovra Pagina 19 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni Le porte di piano che consentono l’accesso dai pianerottoli alla cabina devono presentare caratteristiche di facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità. 02 - IMPIANTO TERMOIDRAULICI 02.01 - Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 02.01 Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione 02.01.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere in grado di garantire valori minimi di portata dei fluidi circolanti. 02.01.01.C01 Controllo: Controllo generale tubazioni Tipologia Frequenza Ispezione a vista ogni anno 02.02 - Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 02.02 Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri 02.02.R02 Requisito: (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi 02.02.01.C03 02.02.03.C01 02.02.02.C01 02.02.01.C02 Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere in grado di garantire valori minimi di portata dei fluidi circolanti. Controllo: Controllo tenuta acqua dei ventilconvettori Controllo: Controllo generale tubazioni Controllo: Controllo generale tubazioni Controllo: Controllo dispositivi dei ventilconvettori Tipologia Frequenza Ispezione a vista Ispezione a vista Ispezione a vista Ispezione a vista ogni 6 mesi ogni anno ogni 12 mesi ogni 12 mesi 02.03 - Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione 02.03.R02 Requisito: (Attitudine al) controllo della combustione 02.03.01.C10 I gruppi termici degli impianti di climatizzazione devono garantire processi di combustione a massimo rendimento e nello stesso tempo produrre quantità minime di scorie e di sostanze inquinanti. Controllo: Taratura apparecchiature di sicurezza 02.03.R03 Requisito: (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere in grado di garantire valori minimi di portata dei fluidi circolanti. 02.03.01.C02 02.03.01.C10 02.03.01.C09 02.03.01.C07 02.03.01.C03 02.03.11.C01 02.03.09.C01 02.03.08.C01 02.03.05.C01 02.03.01.C04 Controllo: Controllo generale U.T.A. Controllo: Taratura apparecchiature di sicurezza Controllo: Taratura apparecchiature di regolazione Controllo: Controllo umidificatori ad acqua Controllo: Controllo motoventilatori Controllo: Controllo generale valvole Controllo: Controllo generale tubazioni Controllo: Controllo generale tubazioni Controllo: Controllo generale canali Controllo: Controllo sezioni di scambio 02.03.05.C02 Controllo: Controllo strumentale canali 02.03.R06 Requisito: (Attitudine al) controllo delle dispersioni elettriche Tipologia Frequenza Registrazione ogni mese Ispezione a vista Registrazione Registrazione Ispezione a vista Ispezione a vista Ispezione a vista Ispezione a vista Ispezione a vista Ispezione a vista Ispezione strumentale Ispezione strumentale ogni 15 giorni ogni mese ogni 3 mesi ogni 3 mesi ogni 6 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni anno ogni anno ogni 12 mesi Ispezione a vista Registrazione Registrazione ogni 15 giorni ogni mese ogni 3 mesi ogni 2 anni Per evitare qualsiasi pericolo di folgorazione alle persone, causato da un contatto diretto, i componenti degli impianti di climatizzazione, capaci di condurre elettricità, devono essere dotati di collegamenti equipotenziali con l’impianto di terra dell’edificio. 02.03.01.C02 02.03.01.C10 02.03.01.C09 Controllo: Controllo generale U.T.A. Controllo: Taratura apparecchiature di sicurezza Controllo: Taratura apparecchiature di regolazione Pagina 20 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni 02.03.R10 Requisito: Comodità di uso e manovra Gli impianti di climatizzazione devono essere realizzati con materiali e componenti aventi caratteristiche di facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità. 02.03.01.C02 02.03.01.C10 02.03.01.C03 Controllo: Controllo generale U.T.A. Controllo: Taratura apparecchiature di sicurezza Controllo: Controllo motoventilatori 02.03.06 Serrande tagliafuoco 02.03.06.R01 Requisito: Efficienza Ispezione a vista Registrazione Ispezione a vista ogni 15 giorni ogni mese ogni 6 mesi La serranda ed il relativo dispositivo di azionamento di sicurezza devono garantire la massima efficienza di funzionamento. 02.03.11 Dispositivi di controllo e regolazione 02.03.11.R01 Requisito: Comodità di uso e manovra I dispositivi di regolazione e controllo degli impianti di riscaldamento devono essere realizzati con materiali e componenti aventi caratteristiche di facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità. 02.03.13 Termostati 02.03.13.R01 Requisito: Resistenza meccanica I termostati d'ambiente devono essere costruiti in modo da sopportare le condizioni prevedibili nelle normali condizioni di impiego. 02.03.14 Valvole motorizzate 02.03.14.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo della tenuta Le valvole devono garantire la tenuta ad una pressione d’acqua interna uguale al maggiore dei due valori: la pressione di prova ammissibile (PEA) o 1,5 volte la pressione di esercizio ammissibile (PFA). 02.04 - Rete di distribuzione aria sala lettura-consultazione Biblioteca Civica Canna Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 02.04 Rete di distribuzione aria sala lettura-consultazione Biblioteca Civica Canna 02.04.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere in grado di garantire valori minimi di portata dei fluidi circolanti. Controllo: Controllo generale canali Controllo: Controllo strumentale canali 02.04.01.C01 02.04.01.C02 Tipologia Frequenza Ispezione a vista Ispezione strumentale ogni anno ogni 2 anni 02.05 - Impianto idraulico Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 02.05.01 Apparecchi sanitari e rubinetteria 02.05.01.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi Tipologia Frequenza Revisione Controllo a vista Controllo a vista Ispezione a vista Controllo a vista Controllo a vista quando occorre ogni mese ogni mese ogni 3 mesi ogni 6 mesi ogni anno Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista ogni mese ogni mese ogni mese Gli apparecchi sanitari e la relativa rubinetteria devono essere in grado di garantire valori minimi di portata dei fluidi. 02.05.08.C03 02.05.01.C04 02.05.01.C02 02.05.03.C01 02.05.04.C01 02.05.07.C03 Controllo: Verifica dei flessibili Controllo: Verifica di tenuta degli scarichi Controllo: Verifica degli scarichi dei vasi Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo tenuta 02.05.01.R02 Requisito: Comodità di uso e manovra Gli apparecchi sanitari e la relativa rubinetteria devono presentare caratteristiche di facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità. 02.05.08.C05 02.05.08.C01 02.05.01.C05 Controllo: Verifica sedile coprivaso Controllo: Verifica ancoraggio Controllo: Verifica sedile coprivaso 02.05.02 Cassette di scarico a zaino Pagina 21 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni 02.05.02.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi Le cassette di scarico devono garantire valori minimi di portata dei fluidi per un corretto funzionemento dell'impianto. 02.05.03 Miscelatori termostatici 02.05.03.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi I miscelatori termostatici devono essere in grado di garantire valori minimi di portata dei fluidi. 02.05.07 Tubi in acciaio zincato 02.05.07.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi Le tubazioni devono essere in grado di garantire in ogni momento la portata e la pressione richiesti dall'impianto. 02.05.08 Vasi igienici a sedile 02.05.08.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi I vasi igienici dell'impianto idrico sanitario devono essere in grado di garantire valori minimi di portata dei fluidi. 02.05.08.R02 Requisito: Comodità di uso e manovra I vasi igienici devono presentare caratteristiche di facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità. 03 - IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI SPECIALI 03.01 - Impianto elettrico Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 03.01 Impianto elettrico 03.01.R02 Requisito: (Attitudine al) controllo delle dispersioni elettriche 03.01.09.C01 03.01.08.C01 03.01.05.C01 03.01.03.C01 03.01.06.C01 03.01.07.C01 03.01.06.C04 03.01.04.C01 Per evitare qualsiasi pericolo di folgorazione alle persone, causato da un contatto diretto, i componenti degli impianti elettrici devono essere dotati di collegamenti equipotenziali con l’impianto di terra dell’edificio. Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo centralina di rifasamento Controllo: Controllo generale Controllo: Verifica protezioni Controllo: Controllo della tensione 03.01.R11 Requisito: Comodità di uso e manovra 03.01.09.C01 Gli impianti di illuminazione devono essere realizzati con materiali e componenti aventi caratteristiche di facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità. Controllo: Controllo generale 03.01.03 Interruttori 03.01.03.R01 03.01.08.C01 03.01.05.C01 03.01.03.C01 Requisito: Comodità di uso e manovra Gli interruttori devono essere realizzati con materiali e componenti aventi caratteristiche di facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità. Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo generale 03.01.05 Prese e spine 03.01.05.R01 Requisito: Comodità di uso e manovra Tipologia Frequenza Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Ispezione a vista Ispezione a vista Ispezione strumentale ogni mese ogni mese ogni mese ogni mese ogni 2 mesi ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 6 mesi Controllo a vista ogni mese Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista ogni mese ogni mese ogni mese Le prese e spine devono essere realizzate con materiali e componenti aventi caratteristiche di facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità. 03.01.08 Sezionatore 03.01.08.R01 Requisito: Comodità di uso e manovra I sezionatori devono essere realizzati con materiali e componenti aventi caratteristiche di facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità. Pagina 22 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni 03.02 - Impianti speciali Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 03.02 Impianti speciali 03.02.R01 Requisito: Resistenza alla vibrazione 03.02.03.C01 Gli elementi dell'impianto antintrusione devono essere idonei e posti in opera in modo da resistere alle vibrazioni che dovessero insorgere nell'ambiente di impiego senza compromettere il regolare funzionamento. Controllo: Controllo generale 03.02.02 Pannello degli allarmi 03.02.02.R01 Requisito: Efficienza 03.02.02.C01 Il pannello degli allarmi deve entrare nella condizione di allarme incendio a seguito della ricezione dei segnali e dopo che gli stessi siano stati elaborati ed interpretati come allarme incendio dalla centrale. Controllo: Controllo generale 03.02.03 Sensore volumetrico a doppia tecnologia 03.02.03.R02 Requisito: Sensibilità alla luce 03.02.03.C01 I sensori volumetrici devono essere realizzati con materiali tali che per determinati valori della luce non si inneschino i meccanismi di allarme. Controllo: Controllo generale Tipologia Frequenza Ispezione a vista ogni 6 mesi Ispezione a vista ogni 2 settimane Ispezione a vista ogni 6 mesi Pagina 23 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni Classe Requisiti Funzionalità in emergenza 01 - OPERE EDILI 01.10 - Impianti ascensore Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.10.07 Limitatore di velocità 01.10.07.R01 Requisito: Efficienza Tipologia Frequenza Il limitatore di velocità delle cabine ascensore deve entrare in funzione nel più breve tempo possibile. 01.10.14 Paracadute 01.10.14.R01 Requisito: Efficienza Il paracadute della cabina di un ascensore deve intervenire soltanto nel movimento di discesa della cabina. 03 - IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI SPECIALI 03.01 - Impianto elettrico Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 03.01 Impianto elettrico 03.01.R14 Requisito: Regolabilità Tipologia Frequenza Controllo a vista ogni mese I componenti degli impianti di illuminazione devono essere in grado di consentire adeguamenti funzionali da parte di operatori specializzati. 03.01.09.C01 Controllo: Controllo generale Pagina 24 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni Classe Requisiti Funzionalità tecnologica 01 - OPERE EDILI 01.06 - Infissi interni Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.06 Infissi interni 01.06.R03 Requisito: Oscurabilità Tipologia Frequenza Controllo a vista Controllo a vista ogni 6 mesi ogni 6 mesi Gli infissi devono, attraverso opportuni schermi e/o dispositivi di oscuramento, provvedere alla regolazione della luce naturale immessa. 01.06.02.C05 01.06.01.C08 Controllo: Controllo vetri Controllo: Controllo vetri 01.07 - Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.07 Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni 01.07.R16 Requisito: Oscurabilità Gli infissi devono, attraverso opportuni schermi e/o dispositivi di oscuramento, provvedere alla regolazione della luce naturale immessa. 01.07.03.C08 Controllo: Controllo vetri 01.07.R18 Requisito: (Attitudine al) controllo del flusso luminoso Tipologia Frequenza Controllo a vista ogni 6 mesi Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni anno Gli infissi dovranno consentire una adeguata immissione di luce naturale all'interno, in quantità sufficiente per lo svolgimento delle attività previste e permetterne la regolazione. 01.07.06.C01 01.07.05.C01 01.07.04.C01 Controllo: Controllo frangisole Controllo: Controllo frangisole Controllo: Controllo frangisole 01.10 - Impianti ascensore Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.10.13 Nastri trasportatori 01.10.13.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo della velocità Tipologia Frequenza I macchinari che muovono le scale ed i marciapiedi mobili devono essere in grado di controllare i valori della velocità. 02 - IMPIANTO TERMOIDRAULICI 02.01 - Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 02.01.01 Tubi in acciaio 02.01.01.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo dell'aggressività dei fluidi 02.01.01.C01 Le tubazioni dell'impianto di climatizzazione devono assicurare che i fluidi possano circolare in modo da evitare fenomeni di incrostazioni, corrosioni e depositi che possano compromettere il regolare funzionamento degli impianti stessi e la sicurezza degli utenti. Controllo: Controllo generale tubazioni 02.01.03 Tubazioni in polietilene 02.01.03.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo della tenuta Tipologia Frequenza Ispezione a vista ogni anno Controllo a vista Controllo a vista ogni 12 mesi ogni 12 mesi Le tubazioni devono essere in grado di garantire in ogni momento la tenuta e la pressione richiesti dall'impianto. 02.01.03.C03 02.01.03.C02 Controllo: Controllo tenuta Controllo: Controllo generale Pagina 25 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni 02.01.03.C01 Controllo: Controllo della manovrabilità valvole Controllo ogni 12 mesi 02.02 - Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 02.02 Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri 02.02.R03 Requisito: Affidabilità 02.02.01.C02 Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere realizzati con materiali idonei a garantire nel tempo le proprie qualità così da garantire la funzionalità dell'impianto. Controllo: Controllo dispositivi dei ventilconvettori 02.02.02 Tubi in rame 02.02.02.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo dell'aggressività dei fluidi Tipologia Frequenza Ispezione a vista ogni 12 mesi Ispezione a vista Ispezione a vista ogni anno ogni 12 mesi Le tubazioni in rame devono garantire la circolazione dei fluidi termovettori evitando fenomeni di incrostazioni, corrosioni e depositi che possano compromettere il regolare funzionamento degli impianti stessi e la sicurezza degli utenti. 02.02.03.C01 02.02.02.C01 Controllo: Controllo generale tubazioni Controllo: Controllo generale tubazioni 02.02.03 Tubi in acciaio 02.02.03.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo dell'aggressività dei fluidi Le tubazioni dell'impianto di climatizzazione devono assicurare che i fluidi possano circolare in modo da evitare fenomeni di incrostazioni, corrosioni e depositi che possano compromettere il regolare funzionamento degli impianti stessi e la sicurezza degli utenti. 02.03 - Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione 02.03.R04 Requisito: (Attitudine al) controllo della pressione di erogazione Tipologia Frequenza Registrazione Registrazione Ispezione a vista Ispezione a vista Ispezione a vista Ispezione a vista Ispezione a vista Ispezione a vista ogni mese ogni 3 mesi ogni 3 mesi ogni 3 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni anno Ispezione a vista ogni 12 mesi Ispezione a vista ogni 12 mesi Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere in grado di assicurare un'opportuna pressione di emissione per consentire ai fluidi di raggiungere i terminali. 02.03.R07 Requisito: Affidabilità Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere realizzati con materiali idonei a garantire nel tempo le proprie qualità così da garantire la funzionalità dell'impianto. 02.03.01.C10 02.03.01.C09 02.03.01.C08 02.03.01.C07 02.03.11.C01 02.03.01.C06 02.03.01.C05 02.03.01.C01 Controllo: Taratura apparecchiature di sicurezza Controllo: Taratura apparecchiature di regolazione Controllo: Controllo umidificatore a vapore Controllo: Controllo umidificatori ad acqua Controllo: Controllo generale valvole Controllo: Controllo ugelli umidificatore Controllo: Controllo sezione ventilante Controllo: Controllo carpenteria sezione ventilante 02.03.R18 Requisito: Efficienza 02.03.11.C01 Gli elementi costituenti l'impianto di riscaldamento devono essere realizzati con materiali idonei a garantire nel tempo le proprie capacità di rendimento così da garantire la funzionalità dell'impianto. Controllo: Controllo generale valvole 02.03.04 Estrattori d'aria 02.03.04.R01 Requisito: Efficienza Gli estrattori devono essere realizzati con materiali idonei a garantire nel tempo le proprie capacità di rendimento così da garantire la funzionalità dell'impianto. 02.03.08 Tubi in acciaio 02.03.08.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo dell'aggressività dei fluidi Le tubazioni dell'impianto di climatizzazione devono assicurare che i fluidi possano circolare in modo da evitare fenomeni di incrostazioni, corrosioni e depositi che possano compromettere il regolare funzionamento degli impianti stessi e la sicurezza degli utenti. 02.03.09.C01 Pagina 26 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni 02.03.08.C01 Controllo: Controllo generale tubazioni Controllo: Controllo generale tubazioni 02.03.09 Tubi in rame 02.03.09.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo dell'aggressività dei fluidi Ispezione a vista ogni anno Le tubazioni in rame devono garantire la circolazione dei fluidi termovettori evitando fenomeni di incrostazioni, corrosioni e depositi che possano compromettere il regolare funzionamento degli impianti stessi e la sicurezza degli utenti. 02.05 - Impianto idraulico Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 02.05 Impianto idraulico 02.05.R03 Requisito: (Attitudine al) controllo dell'aggressività dei fluidi Tipologia Frequenza Ispezione a vista ogni 12 mesi Le tubazioni dell'impianto idrico non devono dar luogo a fenomeni di incrostazioni, corrosioni, depositi che possano compromettere il regolare funzionamento degli impianti stessi. 02.05.05.C01 Controllo: Controllo generale tubazioni 02.05.05 Tubazioni in rame 02.05.05.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo dell'aggressività dei fluidi I fluidi termovettori dell'impianto idrico sanitario non devono dar luogo a fenomeni di incrostazioni. corrosioni, depositi che possano compromettere il regolare funzionamento degli impianti stessi. Pagina 27 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni Classe Requisiti Protezione antincendio 01 - OPERE EDILI 01.02 - Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.02 Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso 01.02.R04 Requisito: Reazione al fuoco Tipologia Frequenza Livello di partecipazione al fuoco dei materiali combustibili costituenti le pareti. 01.02.R10 Requisito: Resistenza al fuoco I materiali costituenti le pareti sottoposti all'azione del fuoco non devono subire trasformazioni chimico-fisiche. 01.03 - Isolamenti termoacustici e controsoffittatture Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.03 Isolamenti termoacustici e controsoffittatture 01.03.R04 Requisito: Reazione al fuoco Tipologia Frequenza Livello di partecipazione al fuoco dei materiali combustibili costituenti i controsoffitti. 01.03.R06 Requisito: Resistenza al fuoco I materiali costituenti i controsoffitti, sottoposti all'azione del fuoco non devono subire trasformazioni chimico-fisiche. 01.06 - Infissi interni Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.06.01 Porte antipanico 01.06.01.R04 Requisito: Resistenza al fuoco per porte antipanico Tipologia Frequenza I materiali costituenti le porte antipanico, sottoposti all'azione del fuoco non devono subire trasformazioni chimico-fisiche. 01.07 - Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.07.03 Porte tagliafuoco 01.07.03.R04 Requisito: Resistenza al fuoco per porte tagliafuoco I materiali costituenti le porte tagliafuoco, sottoposti all'azione del fuoco non devono subire trasformazioni chimico-fisiche. 01.07.03.C06 Controllo: Controllo parti in vista Tipologia Frequenza Controllo a vista ogni 12 mesi 01.09 - Opere da decoratore Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.09 Opere da decoratore 01.09.R09 Requisito: Reazione al fuoco Tipologia Frequenza Livello di partecipazione al fuoco dei materiali combustibili costituenti i rivestimenti. 01.09.R14 Requisito: Resistenza al fuoco I materiali costituenti i rivestimenti, sottoposti all'azione del fuoco non devono subire trasformazioni chimico-fisiche. Pagina 28 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni 02 - IMPIANTO TERMOIDRAULICI 02.03 - Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione 02.03.R11 Requisito: Reazione al fuoco Tipologia Frequenza Ispezione a vista ogni 15 giorni I materiali degli impianti di climatizzazione suscettibili di essere sottoposti all’azione del fuoco devono essere classificati secondo quanto previsto dalla normativa vigente; la reazione al fuoco deve essere documentata da “marchio di conformità” o “dichiarazione di conformità”. 02.03.01.C02 Controllo: Controllo generale U.T.A. 03 - IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI SPECIALI 03.01 - Impianto elettrico Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 03.01 Impianto elettrico 03.01.R03 Requisito: Attitudine a limitare i rischi di incendio I componenti dell'impianto elettrico devono essere realizzati ed installati in modo da limitare i rischi di probabili incendi. 03.01.01 Canalizzazioni in PVC 03.01.01.R01 Requisito: Resistenza al fuoco Tipologia Frequenza Le canalizzazioni degli impianti elettrici suscettibili di essere sottoposti all’azione del fuoco devono essere classificati secondo quanto previsto dalla normativa vigente; la resistenza al fuoco deve essere documentata da “marchio di conformità” o “dichiarazione di conformità”. Pagina 29 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni Classe Requisiti Protezione dagli agenti chimici ed organici 01 - OPERE EDILI 01.02 - Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.02 Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso 01.02.R02 Requisito: Assenza di emissioni di sostanze nocive Tipologia Frequenza Le pareti non debbono in condizioni normali di esercizio emettere sostanze tossiche, polveri, gas o altri odori fastidiosi per gli utenti. 01.02.R06 Requisito: Resistenza agli agenti aggressivi Le pareti non debbono subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto a causa dell'azione di agenti aggressivi chimici. 01.02.R07 Requisito: Resistenza agli attacchi biologici Le pareti a seguito della presenza di organismi viventi (animali, vegetali, microrganismi) non dovranno subire riduzioni di 01.04 - Pavimenti e rivestimenti Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.04.01 Pavimenti ceramici 01.04.01.R01 Requisito: Resistenza agli agenti aggressivi Tipologia Frequenza Controllo a vista Controllo a vista Ispezione strumentale Ispezione strumentale ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 2 anni Controllo a vista Ispezione strumentale Ispezione strumentale ogni 12 mesi ogni 2 anni I rivestimenti non debbono subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto a causa dell'azione di agenti aggressivi chimici. 01.04.03.C01 01.04.01.C01 01.04.02.C03 Controllo: Controllo generale delle parti a vista Controllo: Controllo generale delle parti a vista Controllo: Controllo presenza attacco biologico 01.04.02.C02 Controllo: Controllo del grado di umidità 01.04.02 Rivestimenti lignei a parquet 01.04.02.R02 Requisito: Resistenza agli agenti aggressivi ogni 2 anni I rivestimenti non debbono subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto a causa dell'azione di agenti aggressivi chimici. 01.04.02.R03 Requisito: Resistenza agli attacchi biologici per rivestimenti lignei a parquet 01.04.02.C01 01.04.02.C03 I rivestimenti a seguito della presenza di organismi viventi (animali, vegetali, microrganismi) non dovranno subire riduzioni di Controllo: Controllo generale delle parti a vista Controllo: Controllo presenza attacco biologico 01.04.02.C02 Controllo: Controllo del grado di umidità 01.04.03 Rivestimenti cementizi 01.04.03.R02 Requisito: Resistenza agli agenti aggressivi ogni 2 anni I rivestimenti non debbono subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto a causa dell'azione di agenti aggressivi chimici. 01.05 - Opere in pietra naturale Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.05.01 Pavimenti lapidei 01.05.01.R01 Requisito: Resistenza agli agenti aggressivi Tipologia Frequenza Controllo a vista ogni 12 mesi I rivestimenti non debbono subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto a causa dell'azione di agenti aggressivi chimici. 01.05.01.C01 Controllo: Controllo generale delle parti a vista Pagina 30 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni 01.06 - Infissi interni Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.06.01 Porte antipanico 01.06.01.R02 Requisito: Resistenza agli agenti aggressivi per porte antipanico Tipologia Frequenza Le porte antipanico non dovranno subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto a causa dell'azione di agenti aggressivi chimici 01.06.01.R06 Requisito: Stabilità chimico reattiva per porte antipanico Le porte antipanico e i materiali costituenti sotto l'azione di sostanze chimiche con le quali possono venire in contatto non dovranno produrre reazioni chimiche. 01.07 - Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.07 Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni 01.07.R03 Requisito: Resistenza agli agenti aggressivi Tipologia Frequenza Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 6 anni Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 6 anni Controllo a vista Controllo a vista ogni 6 mesi ogni 6 anni Gli infissi non dovranno subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto a causa dell'azione di agenti aggressivi chimici. 01.07.06.C07 01.07.01.C01 01.07.01.C08 Controllo: Controllo persiane Controllo: Controllo deterioramento legno Controllo: Controllo persiane 01.07.R04 Requisito: Resistenza all'acqua 01.07.06.C07 01.07.05.C07 01.07.04.C07 01.07.01.C01 01.07.01.C08 Gli infissi a contatto con l'acqua, dovranno mantenere inalterate le proprie caratteristiche chimico-fisiche. Controllo: Controllo persiane Controllo: Controllo persiane Controllo: Controllo persiane Controllo: Controllo deterioramento legno Controllo: Controllo persiane 01.07.01 Serramenti in legno 01.07.01.R01 01.07.01.C01 01.07.01.C08 Requisito: Resistenza agli attacchi biologici Gli infissi a seguito della presenza di organismi viventi (animali, vegetali, microrganismi) non dovranno subire riduzioni di prestazioni. Controllo: Controllo deterioramento legno Controllo: Controllo persiane 01.07.03 Porte tagliafuoco 01.07.03.R02 Requisito: Resistenza agli agenti aggressivi per porte tagliafuoco Le porte tagliafuoco non dovranno subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto a causa dell'azione di agenti aggressivi chimici 01.07.03.R06 Requisito: Stabilità chimico reattiva per porte tagliafuoco Le porte tagliafuoco e i materiali costituenti sotto l'azione di sostanze chimiche con le quali possono venire in contatto non dovranno produrre reazioni chimiche. 01.09 - Opere da decoratore Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.09 Opere da decoratore 01.09.R04 Requisito: Assenza di emissioni di sostanze nocive 01.09.04.C01 I rivestimenti non debbono in condizioni normali di esercizio emettere sostanze tossiche, polveri, gas o altri odori fastidiosi per gli utenti. Controllo: Controllo generale delle parti a vista 01.09.R11 Requisito: Resistenza agli agenti aggressivi Tipologia Frequenza Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi I rivestimenti non dovranno subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto a causa dell'azione di agenti aggressivi chimici. 01.09.04.C01 Pagina 31 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni Controllo: Controllo generale delle parti a vista 01.09.R12 Requisito: Resistenza agli attacchi biologici I rivestimenti a seguito della presenza di organismi viventi (animali, vegetali, microrganismi) non dovranno subire riduzioni di 01.09.01.C01 01.09.04.C01 Controllo: Controllo funzionalità Controllo: Controllo generale delle parti a vista 01.09.R15 Requisito: Resistenza al gelo Controllo a vista Controllo a vista quando occorre ogni 12 mesi I rivestimenti non dovranno subire disgregazioni e variazioni dimensionali e di aspetto in conseguenza della formazione di ghiaccio. 01.09.R17 Requisito: Resistenza all'acqua I rivestimenti costituenti le pareti, a contatto con l'acqua, dovranno mantenere inalterate le proprie caratteristiche chimico-fisiche. 02 - IMPIANTO TERMOIDRAULICI 02.03 - Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione 02.03.R12 Requisito: Resistenza agli agenti aggressivi chimici Tipologia Frequenza Ispezione a vista Registrazione ogni 15 giorni ogni mese Ispezione a vista Ispezione a vista Ispezione strumentale ogni 3 mesi ogni 3 mesi ogni 3 mesi Ispezione a vista Ispezione a vista Ispezione strumentale ogni 3 mesi ogni 3 mesi ogni 3 mesi Ispezione a vista Ispezione a vista Ispezione strumentale ogni 3 mesi ogni 3 mesi ogni 3 mesi L'impianto di climatizzazione deve essere realizzato con materiali e componenti idonei a non subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto se sottoposti all'azione di agenti aggressivi chimici. 02.03.01.C02 02.03.01.C10 Controllo: Controllo generale U.T.A. Controllo: Taratura apparecchiature di sicurezza 02.03.R17 Requisito: Assenza dell'emissione di sostanze nocive Gli elementi degli impianti di riscaldamento devono limitare la emissione di sostanze inquinanti o comunque nocive alla salute degli utenti. 02.03.02 Filtri fini a tasche flosce 02.03.02.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo della purezza dell'aria ambiente 02.03.02.C03 02.03.02.C02 02.03.02.C01 I filtri devono garantire durante il loro funzionamento condizioni di purezza ed igienicità dell'aria ambiente indipendentemente dalle condizioni di affollamento. Controllo: Controllo tenuta dei filtri Controllo: Controllo stato dei filtri Controllo: Controllo pressione nei filtri 02.03.02.R02 Requisito: Asetticità I filtri devono essere realizzati con materiali idonei e posti in opera in modo da evitare lo sviluppo di sostanze nocive per la salute degli utenti. 02.03.02.C03 02.03.02.C02 02.03.02.C01 Controllo: Controllo tenuta dei filtri Controllo: Controllo stato dei filtri Controllo: Controllo pressione nei filtri 02.03.02.R03 Requisito: Assenza dell'emissione di sostanze nocive I filtri devono limitare la emissione di sostanze inquinanti o comunque nocive alla salute degli utenti. 02.03.02.C03 02.03.02.C02 02.03.02.C01 Controllo: Controllo tenuta dei filtri Controllo: Controllo stato dei filtri Controllo: Controllo pressione nei filtri 02.03.03 Filtri multidiedri (a tasche rigide) 02.03.03.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo della purezza dell'aria ambiente I filtri devono garantire durante il loro funzionamento condizioni di purezza ed igienicità dell'aria ambiente indipendentemente dalle condizioni di affollamento. 02.03.03.R02 Requisito: Asetticità I filtri devono essere realizzati con materiali idonei e posti in opera in modo da evitare lo sviluppo di sostanze nocive per la salute degli utenti. 02.03.03.R03 Requisito: Assenza dell'emissione di sostanze nocive Pagina 32 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni I filtri devono limitare la emissione di sostanze inquinanti o comunque nocive alla salute degli utenti. 02.03.05 Canali in lamiera 02.03.05.R02 Requisito: Stabilità chimico reattiva Le canalizzazioni dell'impianto di climatizzazione devono essere realizzate con materiali in grado di mantenere inalterate nel tempo le proprie caratteristiche chimico-fisiche. 02.04 - Rete di distribuzione aria sala lettura-consultazione Biblioteca Civica Canna Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 02.04.01 Canali in lamiera 02.04.01.R02 Requisito: Stabilità chimico reattiva 02.04.01.C01 02.04.01.C02 Le canalizzazioni dell'impianto di climatizzazione devono essere realizzate con materiali in grado di mantenere inalterate nel tempo le proprie caratteristiche chimico-fisiche. Controllo: Controllo generale canali Controllo: Controllo strumentale canali Tipologia Frequenza Ispezione a vista Ispezione strumentale ogni anno ogni 2 anni 02.05 - Impianto idraulico Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 02.05.03 Miscelatori termostatici 02.05.03.R03 Requisito: Stabilità chimico reattiva Tipologia Frequenza I materiali costituenti i miscelatori non devono subire alcuna alterazione che potrebbe compromettere il funzionamento del miscelatore termostatico. 02.05.07 Tubi in acciaio zincato 02.05.07.R02 Requisito: Assenza di emissioni di sostanze nocive I materiali costituenti le tubazioni non devono produrre o riemettere sostanze tossiche, irritanti o corrosive per la salute degli utenti. 03 - IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI SPECIALI 03.01 - Impianto elettrico Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 03.01 Impianto elettrico 03.01.R15 Requisito: Stabilità chimico reattiva Tipologia Frequenza Controllo a vista ogni mese Controllo a vista ogni 6 mesi L'impianto di illuminazione deve essere realizzato con materiali in grado di mantenere inalterate nel tempo le proprie caratteristiche chimico-fisiche. 03.01.09.C01 Controllo: Controllo generale 03.01.01 Canalizzazioni in PVC 03.01.01.R02 Requisito: Stabilità chimico reattiva Le canalizzazioni degli impianti elettrici devono essere realizzate con materiali in grado di mantenere inalterate nel tempo le proprie caratteristiche chimico-fisiche. 03.01.01.C01 Controllo: Controllo generale Pagina 33 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni Classe Requisiti Protezione dai rischi d'intervento 03 - IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI SPECIALI 03.01 - Impianto elettrico Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 03.01 Impianto elettrico 03.01.R06 Requisito: Limitazione dei rischi di intervento 03.01.09.C01 03.01.08.C01 03.01.05.C01 03.01.03.C01 03.01.06.C03 Gli elementi costituenti l'impianto elettrico devono essere in grado di consentire ispezioni, manutenzioni e sostituzioni in modo agevole ed in ogni caso senza arrecare danno a persone o cose. Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo generale Controllo: Verifica messa a terra Tipologia Frequenza Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo ogni mese ogni mese ogni mese ogni mese ogni 2 mesi Pagina 34 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni Classe Requisiti Protezione elettrica 01 - OPERE EDILI 01.10 - Impianti ascensore Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.10 Impianti ascensore 01.10.R02 Requisito: Isolamento elettrico Tipologia Frequenza Ispezione a vista Ispezione ogni mese ogni 3 mesi Aggiornamento ogni 6 mesi Gli elementi costituenti i conduttori dell'impianto elettrico posto a servizio dell'impianto ascensore devono essere in grado resistere al passaggio di cariche elettriche. 01.10.08.C01 01.10.06.C01 Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo generale 01.10.06 Interruttore di extracorsa 01.10.06.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo delle dispersioni elettriche I quadri di manovra devono essere protetti da un morsetto di terra (contro la formazione di cariche positive) che deve essere collegato direttamente ad un conduttore di terra. 01.10.17.C01 Controllo: Controllo generale 01.10.17 Quadro di manovra 01.10.17.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo delle dispersioni elettriche I quadri di manovrai devono essere protetti da un morsetto di terra (contro la formazione di cariche positive) che deve essere collegato direttamente ad un conduttore di terra. 02 - IMPIANTO TERMOIDRAULICI 02.03 - Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione 02.03.R08 02.03.01.C10 Requisito: Attitudine a limitare i rischi di esplosione Gli impianti di climatizzazione devono garantire processi di combustione con il massimo del rendimento evitando i rischi di esplosione. Controllo: Taratura apparecchiature di sicurezza 02.03.06 Serrande tagliafuoco 02.03.06.R02 Requisito: Isolamento elettrico Gli elementi costituenti la serranda tagliafuoco devono essere realizzati con materiali in grado di resistere al passaggio di cariche elettriche senza causare malfunzionamenti. Tipologia Frequenza Registrazione ogni mese 02.05 - Impianto idraulico Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 02.05.04 Scaldacqua elettrici ad accumulo 02.05.04.R02 Requisito: (Attitudine al) controllo delle dispersioni elettriche 02.05.04.C02 02.05.04.C01 Gli scaldacqua elettrici devono essere protetti da un morsetto di terra (contro la formazione di cariche positive) che deve essere collegato direttamente ad un conduttore di terra. Controllo: Controllo gruppo di sicurezza Controllo: Controllo generale Tipologia Frequenza Ispezione a vista Controllo a vista ogni 6 mesi ogni 6 mesi Pagina 35 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni 03 - IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI SPECIALI 03.01 - Impianto elettrico Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 03.01 Impianto elettrico 03.01.R05 Requisito: Isolamento elettrico 03.01.09.C01 03.01.08.C01 03.01.05.C01 03.01.03.C01 03.01.06.C02 03.01.01.C01 Gli elementi costituenti l'impianto elettrico devono essere in grado di resistere al passaggio di cariche elettriche senza perdere le proprie caratteristiche. Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo generale Controllo: Verifica dei condensatori Controllo: Controllo generale Tipologia Frequenza Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Ispezione a vista Controllo a vista ogni mese ogni mese ogni mese ogni mese ogni 6 mesi ogni 6 mesi Pagina 36 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni Classe Requisiti Sicurezza d'intervento 03 - IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI SPECIALI 03.01 - Impianto elettrico Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 03.01 Impianto elettrico 03.01.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo della condensazione interstiziale 03.01.09.C01 03.01.08.C01 03.01.05.C01 03.01.03.C01 I componenti degli impianti elettrici capaci di condurre elettricità devono essere in grado di evitare la formazione di acqua di condensa per evitare alle persone qualsiasi pericolo di folgorazioni per contatto diretto secondo quanto prescritto dalla norma CEI 64-8. Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo generale 03.01.R04 Requisito: Impermeabilità ai liquidi 03.01.09.C01 03.01.08.C01 03.01.05.C01 03.01.03.C01 I componenti degli impianti elettrici devono essere in grado di evitare il passaggio di fluidi liquidi per evitare alle persone qualsiasi pericolo di folgorazione per contatto diretto secondo quanto prescritto dalla normativa. Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo generale Tipologia Frequenza Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista ogni mese ogni mese ogni mese ogni mese Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista ogni mese ogni mese ogni mese ogni mese Pagina 37 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni Classe Requisiti Sicurezza d'uso 01 - OPERE EDILI 01.07 - Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.07 Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni 01.07.R11 Requisito: Resistenza a manovre false e violente 01.07.06.C10 01.07.06.C09 01.07.06.C08 01.07.06.C05 01.07.05.C09 01.07.05.C08 01.07.05.C05 01.07.04.C09 01.07.04.C08 01.07.04.C06 01.07.01.C11 01.07.01.C10 01.07.01.C09 01.07.01.C06 L'attitudine a contrastare efficacemente il prodursi di rotture o deformazioni sotto l'azione di sollecitazioni derivanti da manovre false e violente. Controllo: Controllo serrature Controllo: Controllo persiane avvolgibili in plastica Controllo: Controllo persiane avvolgibili di legno Controllo: Controllo maniglia Controllo: Controllo serrature Controllo: Controllo persiane avvolgibili in plastica Controllo: Controllo maniglia Controllo: Controllo serrature Controllo: Controllo persiane avvolgibili in plastica Controllo: Controllo maniglia Controllo: Controllo serrature Controllo: Controllo persiane avvolgibili in plastica Controllo: Controllo persiane avvolgibili di legno Controllo: Controllo maniglia Tipologia Frequenza Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni anno ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi Pagina 38 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni Classe Requisiti Termici ed igrotermici 01 - OPERE EDILI 01.02 - Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.02 Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso 01.02.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo della condensazione superficiale Tipologia Frequenza Le pareti debbono essere realizzate in modo da evitare la formazione di condensazione sulla superficie interna. 01.03 - Isolamenti termoacustici e controsoffittatture Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.03 Isolamenti termoacustici e controsoffittatture 01.03.R02 Requisito: Isolamento termico Tipologia Frequenza I controsoffitti in particolari circostanze potranno assicurare un'opportuna resistenza al passaggio del calore in funzione delle condizioni climatiche. 01.06 - Infissi interni Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.06 Infissi interni 01.06.R05 Requisito: Permeabilità all'aria Tipologia Frequenza Controllo a vista ogni 12 mesi Gli infissi devono controllare il passaggio dell'aria a protezione degli ambienti interni e permettere la giusta ventilazione. 01.06.02.C04 Controllo: Controllo parti in vista 01.07 - Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.07 Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni 01.07.R01 Requisito: Permeabilità all'aria Tipologia Frequenza Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi Gli infissi devono controllare il passaggio dell'aria a protezione degli ambienti interni e permettere la giusta ventilazione. 01.07.05.C12 01.07.04.C07 01.07.06.C13 01.07.05.C07 01.07.01.C01 01.07.01.C14 01.07.04.C12 01.07.06.C07 01.07.01.C13 01.07.01.C12 01.07.01.C07 01.07.01.C05 01.07.04.C03 01.07.04.C04 01.07.04.C05 01.07.01.C04 01.07.01.C03 01.07.04.C02 01.07.04.C10 01.07.05.C02 Controllo: Controllo vetri Controllo: Controllo persiane Controllo: Controllo vetri Controllo: Controllo persiane Controllo: Controllo deterioramento legno Controllo: Controllo vetri Controllo: Controllo vetri Controllo: Controllo persiane Controllo: Controllo telai mobili Controllo: Controllo telai fissi Controllo: Controllo organi di movimentazione Controllo: Controllo guide di scorrimento Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta Controllo: Controllo guide di scorrimento Controllo: Controllo organi di movimentazione Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo telai fissi Controllo: Controllo generale Pagina 39 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni 01.07.05.C03 01.07.05.C04 01.07.05.C06 01.07.05.C10 01.07.05.C11 01.07.06.C02 01.07.06.C03 01.07.06.C04 01.07.06.C06 01.07.06.C11 01.07.06.C12 01.07.04.C11 01.07.01.C08 Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta Controllo: Controllo guide di scorrimento Controllo: Controllo organi di movimentazione Controllo: Controllo telai fissi Controllo: Controllo telai mobili Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta Controllo: Controllo guide di scorrimento Controllo: Controllo organi di movimentazione Controllo: Controllo telai fissi Controllo: Controllo telai mobili Controllo: Controllo telai mobili Controllo: Controllo persiane Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 6 anni 01.07.R05 01.07.05.C12 01.07.04.C07 01.07.06.C13 01.07.05.C07 01.07.01.C01 01.07.01.C14 01.07.04.C12 01.07.06.C07 01.07.01.C13 01.07.01.C12 01.07.01.C07 01.07.01.C05 01.07.04.C03 01.07.04.C04 01.07.04.C05 01.07.01.C04 01.07.01.C03 01.07.04.C02 01.07.04.C10 01.07.05.C02 01.07.05.C03 01.07.05.C04 01.07.05.C06 01.07.05.C10 01.07.05.C11 01.07.06.C02 01.07.06.C03 01.07.06.C04 01.07.06.C06 01.07.06.C11 01.07.06.C12 01.07.04.C11 01.07.01.C08 Requisito: Tenuta all'acqua Gli infissi devono essere realizzati in modo da impedire, o comunque limitare, alle acque meteoriche o di altra origine di penetrare negli ambienti interni. Controllo: Controllo vetri Controllo: Controllo persiane Controllo: Controllo vetri Controllo: Controllo persiane Controllo: Controllo deterioramento legno Controllo: Controllo vetri Controllo: Controllo vetri Controllo: Controllo persiane Controllo: Controllo telai mobili Controllo: Controllo telai fissi Controllo: Controllo organi di movimentazione Controllo: Controllo guide di scorrimento Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta Controllo: Controllo guide di scorrimento Controllo: Controllo organi di movimentazione Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo telai fissi Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta Controllo: Controllo guide di scorrimento Controllo: Controllo organi di movimentazione Controllo: Controllo telai fissi Controllo: Controllo telai mobili Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta Controllo: Controllo guide di scorrimento Controllo: Controllo organi di movimentazione Controllo: Controllo telai fissi Controllo: Controllo telai mobili Controllo: Controllo telai mobili Controllo: Controllo persiane Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 6 anni 01.07.R08 Requisito: Isolamento termico 01.07.06.C13 01.07.05.C12 01.07.04.C12 01.07.01.C14 01.07.06.C03 01.07.05.C03 01.07.04.C03 01.07.01.C04 Gli infissi dovranno avere la capacità di limitare le perdite di calore. Al requisito concorrono tutti gli elementi che ne fanno parte. Controllo: Controllo vetri Controllo: Controllo vetri Controllo: Controllo vetri Controllo: Controllo vetri Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi 01.07.R12 Requisito: (Attitudine al) controllo della condensazione superficiale 01.07.01.C12 Gli infissi devono essere realizzati in modo da evitare la formazione di condensazione sulla superficie degli elementi. Controllo: Controllo telai fissi Controllo a vista ogni 12 mesi 01.07.R17 Requisito: (Attitudine al) controllo del fattore solare Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni anno Gli infissi dovranno consentire un adeguato ingresso di energia termica raggiante attraverso le superfici trasparenti (vetri) in funzione delle condizioni climatiche. 01.07.06.C01 01.07.05.C01 01.07.04.C01 Controllo: Controllo frangisole Controllo: Controllo frangisole Controllo: Controllo frangisole Pagina 40 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni 01.09 - Opere da decoratore Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.09 Opere da decoratore 01.09.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo della condensazione interstiziale Tipologia Frequenza Controllo a vista Aggiornamento ogni 12 mesi ogni 3 anni I rvestimenti esterni dovranno essere realizzati in modo da evitare la formazione di condensazione nella propria massa. 01.09.R02 Requisito: (Attitudine al) controllo della condensazione superficiale I rivestimenti esterni dovranno essere realizzati in modo da evitare la formazione di condensazione sulla superficie interna. 01.09.R03 Requisito: (Attitudine al) controllo dell'inerzia termica Contribuisce, con l'accumulo di calore, ad assicurare il benessere termico. Un'inerzia più elevata può evitare il veloce abbassamento della temperatura dei locali con riscaldamento ad attenuazione notturna, o la dispersione di calore in locali soggetti a frequenti ricambi d'aria e privi di dispositivi per il recupero del calore. 01.09.R07 Requisito: Isolamento termico I rivestimenti dovranno conservare la superficie interna a temperature vicine a quelle dell'aria ambiente tale da evitare che vi siano pareti fredde e comunque fenomeni di condensazione superficiale. 01.09.R08 Requisito: Permeabilità all'aria I Rivestimenti dovranno controllare il passaggio dell'aria a protezione degli ambienti interni e permettere la giusta ventilazione attraverso delle aperture. 01.09.R19 Requisito: Tenuta all'acqua La stratificazione dei rivestimenti unitamente alle pareti dovrà essere realizzata in modo da impedire alle acque meteoriche di penetrare negli ambienti interni provocando macchie di umidità e/o altro ai rivestimenti interni. 01.09.03.C01 01.09.02.C01 Controllo: Controllo generale delle parti a vista Controllo: Controllo funzionalità 02 - IMPIANTO TERMOIDRAULICI 02.02 - Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 02.02.01 Ventilconvettori e termovettori 02.02.01.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo della temperatura dell'aria ambiente Tipologia Frequenza I venticonvettori e termovettori devono essere realizzati in modo da garantire i valori di progetto della temperatura dell’aria nei locali serviti indipendentemente dalle condizioni climatiche esterne ed interne. 02.02.01.R02 Requisito: (Attitudine al) controllo della velocità dell'aria ambiente I venticonvettori e termovettori devono funzionare in modo da non creare movimenti d’aria che possano dare fastidio alle persone. 02.02.01.R03 Requisito: (Attitudine al) controllo dell'umidità dell'aria ambiente I venticonvettori e termovettori devono essere realizzati in modo da garantire i valori di progetto della umidità dell’aria nei locali serviti indipendentemente dalle condizioni climatiche esterne ed interne. 02.03 - Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione 02.03.R05 Requisito: (Attitudine al) controllo della temperatura dei fluidi Tipologia Frequenza I fluidi termovettori dell'impianto di climatizzazione devono avere temperatura idonea per assicurare il corretto funzionamento dell'impianto assicurando nello stesso momento un benessere ambientale oltre che un contenimento dei consumi energetici. Pagina 41 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni 02.03.01.C02 02.03.01.C09 02.03.01.C04 Controllo: Controllo generale U.T.A. Controllo: Taratura apparecchiature di regolazione Controllo: Controllo sezioni di scambio 02.03.R09 Requisito: Attitudine a limitare le temperature superficiali 02.03.01.C02 I componenti direttamente accessibili dagli utenti devono essere in grado di contrastare in modo efficace le variazioni di temperatura superficiali. Controllo: Controllo generale U.T.A. 02.03.R19 Requisito: (Attitudine al) controllo della velocità dell'aria ambiente Ispezione a vista Registrazione Ispezione strumentale ogni 15 giorni ogni 3 mesi ogni 12 mesi Ispezione a vista ogni 15 giorni Gli impianti di riscaldamento devono funzionare in modo da non creare movimenti d’aria che possano dare fastidio alle persone. 02.03.R21 Requisito: (Attitudine al) controllo delle dispersioni di calore Gli elementi costituenti l'impianto di riscaldamento devono essere realizzati e posti in opera in modo da evitare perdite di calore che possono verificarsi durante il normale funzionamento e dovute a fenomeni di conduzione, convezione o irraggiamento. 02.03.R22 Requisito: (Attitudine al) controllo dell'umidità dell'aria ambiente Gli impianti di riscaldamento devono essere realizzati in modo da garantire i valori di progetto della umidità dell’aria nei locali serviti indipendentemente dalle condizioni climatiche esterne ed interne. 02.03.10 Umidificatori ad acqua 02.03.10.R01 Requisito: (Attitudine al) controllo della velocità dell'aria ambiente Gli umidificatori devono funzionare in modo da non creare movimenti d’aria che possano dare fastidio alle persone. 02.03.10.R02 Requisito: (Attitudine al) controllo dell'umidità dell'aria ambiente Gli umidificatori devono essere realizzati in modo da garantire i valori di progetto della umidità dell’aria nei locali serviti indipendentemente dalle condizioni climatiche esterne ed interne. Pagina 42 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni Classe Requisiti Visivi 01 - OPERE EDILI 01.01 - Conglomerati, casserature, opere in c.a. ed intonaci Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.01 Conglomerati, casserature, opere in c.a. ed intonaci 01.01.R02 Requisito: Regolarità delle finiture 01.01.02.C01 I rivestimenti debbono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, fessurazioni, scagliature o screpolature superficiali e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere difficile la lettura formale. Controllo: Controllo generale delle parti a vista Tipologia Frequenza Controllo a vista ogni mese 01.02 - Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.02 Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso 01.02.R05 Requisito: Regolarità delle finiture 01.02.01.C01 01.02.02.C01 Le pareti debbono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, fessurazioni, scagliature o screpolature superficiali e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere difficile la lettura formale. Controllo: Controllo generale delle parti a vista Controllo: Controllo generale delle parti a vista Tipologia Frequenza Controllo a vista Controllo a vista quando occorre ogni 12 mesi 01.03 - Isolamenti termoacustici e controsoffittatture Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.03 Isolamenti termoacustici e controsoffittatture 01.03.R05 Requisito: Regolarità delle finiture Tipologia Frequenza Controllo a vista Controllo a vista ogni 12 mesi ogni anno I controsoffitti devono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti ( alterazione cromatica, non planarità, macchie, ecc.) e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere difficile la lettura formale. 01.03.02.C01 01.03.01.C01 Controllo: Controllo generale delle parti a vista Controllo: Controllo generale delle parti a vista 01.04 - Pavimenti e rivestimenti Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.04 Pavimenti e rivestimenti 01.04.R01 Requisito: Regolarità delle finiture Tipologia Frequenza Controllo a vista Controllo a vista ogni 12 mesi ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Le pavimentazioni debbono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, fessurazioni, scagliature o screpolature superficiali e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere difficile la lettura formale. 01.04.04.C01 01.04.01.C01 Controllo: Controllo generale delle parti a vista Controllo: Controllo generale delle parti a vista 01.04.02 Rivestimenti lignei a parquet 01.04.02.R01 Requisito: Regolarità delle finiture per rivestimenti lignei a parquet 01.04.02.C01 I rivestimenti debbono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, fessurazioni, scagliature o screpolature superficiali e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere difficile la lettura formale. Controllo: Controllo generale delle parti a vista 01.04.03 Rivestimenti cementizi Pagina 43 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni 01.04.03.R01 Requisito: Regolarità delle finiture per rivestimenti cementizi I rivestimenti debbono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, fessurazioni, scagliature o screpolature superficiali e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere difficile la lettura formale. 01.04.03.C01 Controllo: Controllo generale delle parti a vista Controllo a vista ogni 12 mesi 01.05 - Opere in pietra naturale Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.05 Opere in pietra naturale 01.05.R01 Requisito: Regolarità delle finiture Le pavimentazioni debbono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, fessurazioni, scagliature o screpolature superficiali e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere difficile la lettura formale. 01.05.02.C01 01.05.01.C01 Controllo: Controllo generale delle parti a vista Controllo: Controllo generale delle parti a vista Tipologia Frequenza Controllo a vista Controllo a vista ogni 12 mesi ogni 12 mesi 01.06 - Infissi interni Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.06 Infissi interni 01.06.R06 Requisito: Regolarità delle finiture Gli infissi devono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere difficile la lettura formale. Inoltre gli elementi dovranno combaciare tra di loro in modo idoneo senza comprometterne la loro funzionalità. 01.06.02.C04 Controllo: Controllo parti in vista 01.06.01 Porte antipanico 01.06.01.R01 Requisito: Regolarità delle finiture per porte antipanico Tipologia Frequenza Controllo a vista ogni 12 mesi Le porte antipanico devono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti. 01.07 - Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.07 Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni 01.07.R02 Requisito: Regolarità delle finiture 01.07.04.C07 01.07.06.C07 01.07.05.C07 01.07.01.C01 01.07.01.C12 01.07.04.C08 01.07.04.C05 01.07.04.C03 01.07.01.C13 01.07.05.C02 01.07.01.C10 01.07.01.C09 01.07.01.C07 01.07.01.C04 01.07.01.C03 01.07.04.C02 01.07.04.C11 01.07.06.C12 01.07.05.C03 01.07.05.C06 01.07.05.C08 01.07.05.C10 01.07.05.C11 01.07.06.C02 Gli infissi devono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere difficile la lettura formale. Inoltre gli elementi dovranno combaciare tra di loro in modo idoneo senza comprometterne la loro funzionalità. Controllo: Controllo persiane Controllo: Controllo persiane Controllo: Controllo persiane Controllo: Controllo deterioramento legno Controllo: Controllo telai fissi Controllo: Controllo persiane avvolgibili in plastica Controllo: Controllo organi di movimentazione Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta Controllo: Controllo telai mobili Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo persiane avvolgibili in plastica Controllo: Controllo persiane avvolgibili di legno Controllo: Controllo organi di movimentazione Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo telai mobili Controllo: Controllo telai mobili Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta Controllo: Controllo organi di movimentazione Controllo: Controllo persiane avvolgibili in plastica Controllo: Controllo telai fissi Controllo: Controllo telai mobili Tipologia Frequenza Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 6 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi Pagina 44 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni 01.07.06.C03 01.07.06.C06 01.07.06.C08 01.07.06.C09 01.07.06.C11 01.07.04.C10 01.07.01.C08 Controllo: Controllo generale Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta Controllo: Controllo organi di movimentazione Controllo: Controllo persiane avvolgibili di legno Controllo: Controllo persiane avvolgibili in plastica Controllo: Controllo telai fissi Controllo: Controllo telai fissi Controllo: Controllo persiane 01.07.03 Porte tagliafuoco 01.07.03.R01 Requisito: Regolarità delle finiture per porte tagliafuoco Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 6 anni Le porte tagliafuoco devono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti. 01.09 - Opere da decoratore Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.09 Opere da decoratore 01.09.R10 Requisito: Regolarità delle finiture I rivestimenti debbono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, fessurazioni, scagliature o screpolature superficiali e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere difficile la lettura formale. 01.09.01.C01 01.09.04.C01 01.09.03.C01 01.09.02.C02 01.09.01.C02 Controllo: Controllo funzionalità Controllo: Controllo generale delle parti a vista Controllo: Controllo generale delle parti a vista Controllo: Controllo generale delle parti a vista Controllo: Controllo generale delle parti a vista Tipologia Frequenza Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista Controllo a vista quando occorre ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi ogni 12 mesi 01.10 - Impianti ascensore Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 01.10.05 Guide cabina 01.10.05.R01 Requisito: Regolarità delle finiture Tipologia Frequenza Ispezione ogni 6 mesi Le guide della cabina debbono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, fessurazioni, scagliature o screpolature superficiali. 01.10.11.C01 Controllo: Controllo generale 02 - IMPIANTO TERMOIDRAULICI 02.01 - Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 02.01.03 Tubazioni in polietilene 02.01.03.R02 Requisito: Regolarità delle finiture Tipologia Frequenza Controllo a vista ogni 12 mesi Le tubazioni in polietilene devono essere realizzate con materiali privi di impurità. 02.01.03.C02 Controllo: Controllo generale 03 - IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI SPECIALI 03.01 - Impianto elettrico Codice Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli 03.01 Impianto elettrico 03.01.R09 Requisito: (Attitudine al) controllo del flusso luminoso 03.01.09.C01 I componenti degli impianti di illuminazione devono essere montati in modo da controllare il flusso luminoso emesso al fine di evitare che i fasci luminosi possano colpire direttamente gli apparati visivi delle persone. Controllo: Controllo generale Tipologia Frequenza Controllo a vista ogni mese Pagina 45 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni 03.01.R12 Requisito: Efficienza luminosa I componenti che sviluppano un flusso luminoso devono garantire una efficienza luminosa non inferiore a quella stabilita dai costruttori delle lampade. 03.01.09.C01 Controllo: Controllo generale Controllo a vista ogni mese Pagina 46 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni INDICE Elenco Classe di Requisiti: Acustici pag. 2 Adattabilità delle finiture pag. 4 Controllabilità tecnologica pag. 5 Di funzionamento pag. 6 Di stabilità pag. 7 Durabilità tecnologica pag. 14 Facilità d'intervento pag. 15 Funzionalità d'uso pag. 19 Funzionalità in emergenza pag. 24 Funzionalità tecnologica pag. 25 Protezione antincendio pag. 28 Protezione dagli agenti chimici ed organici pag. 30 Protezione dai rischi d'intervento pag. 34 Protezione elettrica pag. 35 Sicurezza d'intervento pag. 37 Sicurezza d'uso pag. 38 Termici ed igrotermici pag. 39 Visivi pag. 43 Pagina 47 Pag. 1 H:\M&S_2004\CMFO3\_ESE\Rev-0\Cons\Documenti\MAN\PP_Allegato_4.doc METEC & SAGGESE EngineeringS.r.l ALLEGATO 4 Programma di manutenzione – Sottoprogramma dei controlli Articolo 40 D.P.R. 554/99 Piano di Manutenzione – ALLEGATO 4 – CMFO3 Settembre 2006 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli 01 - OPERE EDILI 01.01 - Conglomerati, casserature, opere in c.a. ed intonaci Codice Elementi Manutenibili / Controlli 01.01.01 Strutture di fondazione 01.01.01.C01 Controllo: Controllo struttura Tipologia Frequenza Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni mese Controllare l'integrità delle pareti e dei pilastri verificando l'assenza di eventuali lesioni e/o fessurazioni. Controllare eventuali smottamenti del terreno circostante alla struttura che possano essere indicatori di cedimenti strutturali. Effettuare verifiche e controlli approfonditi particolarmente in corrispondenza di manifestazioni a calamità naturali (sisma, nubifragi, ecc.). 01.01.02 Intonaco 01.01.02.C01 Controllo: Controllo generale delle parti a vista Controllo dello stato di conservazione delle finiture e verifica del grado di usura delle parti in vista. Controllare l'uniformità dell'aspetto cromatico delle superfici. Riscontro di eventuali anomalie (bolle, screpolature, depositi, efflorescenze, microfessurazioni, ecc.) e/o difetti di esecuzione. 01.02 - Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso Codice Elementi Manutenibili / Controlli 01.02.01 Pareti in tavelle di gesso 01.02.01.C01 Controllo: Controllo generale delle parti a vista Tipologia Frequenza Controllo a vista quando occorre Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo del grado di usura delle parti in vista e di eventuali anomalie (distacchi, fessurazioni, rotture, rigonfiamenti, ecc.). 01.02.02 Tramezzi in laterizio 01.02.02.C01 Controllo: Controllo generale delle parti a vista Controllo del grado di usura delle parti in vista e di eventuali anomalie (distacchi, fessurazioni, rotture, rigonfiamenti, ecc.). 01.03 - Isolamenti termoacustici e controsoffittatture Codice Elementi Manutenibili / Controlli 01.03.01 Doghe 01.03.01.C01 Controllo: Controllo generale delle parti a vista Tipologia Frequenza Controllo a vista ogni anno Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo dello stato di complanarità degli elementi dei controsoffitti e del grado di usura delle parti in vista. Controllo dell'integrità dei giunti tra gli elementi. 01.03.02 Pannelli 01.03.02.C01 Controllo: Controllo generale delle parti a vista Controllo dello stato di complanarità degli elementi dei controsoffitti e del grado di usura delle parti in vista. Controllo dell'integrità dei giunti tra gli elementi. 01.04 - Pavimenti e rivestimenti Codice Elementi Manutenibili / Controlli 01.04.01 Pavimenti ceramici 01.04.01.C01 Controllo: Controllo generale delle parti a vista Tipologia Frequenza Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo dello stato di conservazione delle finiture e verifica del grado di usura, di erosione e di brillantezza delle parti in vista ed in particolare dei giunti. Controllare l'uniformità dell'aspetto cromatico delle superfici e verifica della planarità generale. Riscontro di eventuali anomalie (depositi, macchie, graffiti, abrasioni, efflorescenze, microfessurazioni, ecc.). Pagina 2 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli 01.04.02 Rivestimenti lignei a parquet 01.04.02.C01 Controllo: Controllo generale delle parti a vista Controllo a vista ogni 12 mesi Ispezione strumentale ogni 2 anni Ispezione strumentale ogni 2 anni Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo dello stato di conservazione delle finiture e verifica del grado di usura, di brillantezza delle finiture. Controllare l'uniformità dell'aspetto cromatico delle superfici e della loro planarità. Riscontro di eventuali anomalie (abrasioni, presenza di rigonfiamenti e sfaldature, macchie, rotture, perdita di elementi ecc.) e/o difetti di esecuzione. 01.04.02.C02 Controllo: Controllo del grado di umidità Controllo del grado di umidità ambientale e del pavimento con strumentazione idonea (igrometro). 01.04.02.C03 Controllo: Controllo presenza attacco biologico Controllo e rilievo di eventuale presenza di attacco biologico (insetti, funghi, batteri). 01.04.03 Rivestimenti cementizi 01.04.03.C01 Controllo: Controllo generale delle parti a vista Controllo dello stato di conservazione delle finiture e verifica del grado di usura o di erosione delle parti in vista ed in particolare dei giunti. Controllare l'uniformità dell'aspetto cromatico delle superfici. Riscontro di eventuali anomalie (depositi, macchie, graffiti, presenza di vegetazione, efflorescenze, microfessurazioni, ecc.). 01.04.04 Rivestimenti e prodotti ceramici 01.04.04.C01 Controllo: Controllo generale delle parti a vista Controllo dello stato di conservazione delle finiture e verifica del grado di usura o di erosione delle parti in vista ed in particolare dei giunti. Controllare l'uniformità dell'aspetto cromatico delle superfici. Riscontro di eventuali anomalie (depositi, macchie, graffiti, efflorescenze, microfessurazioni, ecc.). 01.05 - Opere in pietra naturale Codice Elementi Manutenibili / Controlli 01.05.01 Pavimenti lapidei 01.05.01.C01 Controllo: Controllo generale delle parti a vista Tipologia Frequenza Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo dello stato di conservazione delle finiture e verifica del grado di usura, di erosione, di brillantezza delle parti in vista. Controllare l'uniformità dell'aspetto cromatico delle superfici. Riscontro di eventuali anomalie (depositi, macchie, graffi, efflorescenze, lesioni, microfessurazioni, ecc.). 01.05.02 Rivestimenti lapidei 01.05.02.C01 Controllo: Controllo generale delle parti a vista Controllo dello stato di conservazione delle finiture e verifica del grado di usura o di erosione delle parti in vista ed in particolare dei sistemi di ancoraggio. Controllare l'uniformità dell'aspetto cromatico delle superfici. Riscontro di eventuali anomalie (depositi, macchie, graffiti, efflorescenze, microfessurazioni, ecc.). 01.06 - Infissi interni Codice Elementi Manutenibili / Controlli 01.06.01 Porte antipanico 01.06.01.C01 Controllo: Controllo certificazioni Tipologia Frequenza Controllo a vista quando occorre Aggiornamento ogni mese Controllo a vista ogni mese Controllo ogni mese Controllare le certificazioni di omologazione, la scheda tecnica del fornitore o altra documentazione da conservare in apposito archivio. 01.06.01.C02 Controllo: Controllo controbocchette Verificare il posizionamento delle controbocchette a pavimento rispetto al filo del pavimento, assicurandosi che l'altezza superiore non sia maggiore di 15 mm. Verificare inoltre l'assenza di polvere e sporcizia. 01.06.01.C03 Controllo: Controllo degli spazi Controllare che non vi siano ostacoli in prossimità degli spazi interessati dalle porte antipanico o in prossimità di esse. 01.06.01.C05 Controllo: Controllo maniglione Controllo del corretto funzionamento dei maniglioni e degli elementi di manovra che regolano lo sblocco delle ante. ezza. Pagina 3 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli 01.06.01.C07 Controllo: Controllo ubicazione porte Controllo a vista ogni 6 mesi Controllo a vista ogni 6 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 6 mesi Controllare l'individuazione delle porte antipanico rispetto ai progetti ed ai piani di evacuazione e di sicurezza. 01.06.01.C08 Controllo: Controllo vetri Controllo uniformità dei vetri e delle sigillature vetro-telaio. Controllare la presenza di depositi o sporco. Verifica di assenza di anomalie e/o difetti (rottura, depositi, macchie, ecc.). 01.06.01.C04 Controllo: Controllo delle serrature Controllo della loro funzionalità. 01.06.01.C06 Controllo: Controllo parti in vista Controllo delle parti in vista, delle finiture e dello strato di protezione superficiale (qualora il tipo di rivestimento lo preveda). Controllo dei fissaggi del telaio al controtelaio. 01.06.02 Porte 01.06.02.C02 Controllo: Controllo guide di scorrimento Controllo della loro funzionalità e dell'assenza di depositi nei binari di scorrimento (per porte scorrevoli). 01.06.02.C03 Controllo: Controllo maniglia Controllo del corretto funzionamento. Controllo a vista ogni 6 mesi 01.06.02.C05 Controllo: Controllo vetri Controllo a vista ogni 6 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo uniformità dei vetri e delle sigillature vetro-telaio. Controllare la presenza di depositi o sporco. Verifica di assenza di anomalie e/o difetti (rottura, depositi, macchie, ecc.). 01.06.02.C01 Controllo: Controllo delle serrature Controllo della loro funzionalità. 01.06.02.C04 Controllo: Controllo parti in vista Controllo delle parti in vista, delle finiture e dello strato di protezione superficiale (qualora il tipo di rivestimento lo preveda). Controllo dei fissaggi del telaio al controtelaio. 01.07 - Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni Codice Elementi Manutenibili / Controlli Tipologia Frequenza 01.07.01 Serramenti in legno 01.07.01.C01 Controllo: Controllo deterioramento legno Controllo dello stato di deterioramento del legno relativo a controtelai, telai e sportelli e ricerca delle cause possibili quali presenza di umidità, attacco biologico, presenza di insetti. Controllo grado di usura delle parti in vista. Controllo a vista ogni 6 mesi 01.07.01.C14 Controllo: Controllo vetri Controllo a vista ogni 6 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo uniformità dei vetri e delle sigillature vetro-telaio. Controllare la presenza di depositi o sporco. Verifica di assenza di anomalie e/o difetti (rottura, depositi, macchie, ecc.). 01.07.01.C02 Controllo: Controllo frangisole Controllo funzionalità degli organi di manovra e delle parti in vista. 01.07.01.C03 Controllo: Controllo generale Controllo delle finiture e dello strato di protezione superficiale, controllo dei giochi e planarità delle parti. 01.07.01.C04 Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta Controllo dell'efficacia delle guarnizioni. Controllo dell'adesione delle guarnizioni ai profili di contatto dei telai. Controllo del corretto inserimento nelle proprie sedi delle guarnizioni. Controllo dell'elasticità delle guarnizioni. 01.07.01.C05 Controllo: Controllo guide di scorrimento Controllo della loro funzionalità. 01.07.01.C06 Controllo: Controllo maniglia Controllo del corretto funzionamento. 01.07.01.C07 Controllo: Controllo organi di movimentazione Controllo dell'efficacia delle cerniere e della perfetta chiusura dell'anta col telaio fisso. Controllo degli organi di serraggio con finestra aperta e controllo dei movimenti delle aste di chiusure. 01.07.01.C09 Controllo: Controllo persiane avvolgibili di legno Pagina 4 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli Controllo funzionalità degli organi di manovra e delle parti in vista. Controllo degli strati protettivi superficiali. 01.07.01.C10 Controllo: Controllo persiane avvolgibili in plastica Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo funzionalità degli organi di manovra e delle parti in vista. 01.07.01.C11 Controllo: Controllo serrature Controllo della loro funzionalità. Controllo a vista ogni 12 mesi 01.07.01.C12 Controllo: Controllo telai fissi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo delle asole di drenaggio e del sistema di drenaggio. Controllo dell'ortogonalità dei telai. Controllo del fissaggio del telaio al vano ed al controtelaio al muro e dei blocchetti di regolazione. 01.07.01.C13 Controllo: Controllo telai mobili Controllo dell'ortogonalità dell'anta e dei cavallotti di unione dei profilati dell'anta. Controllo a vista ogni 12 mesi 01.07.01.C08 Controllo: Controllo persiane Controllo a vista ogni 6 anni Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista quando occorre Controllo ogni mese Controllo a vista ogni mese Controllo ogni mese Controllo a vista ogni 6 mesi Controllo a vista ogni 6 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 6 mesi Controllo dello stato di conservazione e di deterioramento del legno e ricerca delle cause possibili quali presenza di umidità, attacco biologico, presenza di insetti e comunque del grado di usura delle parti in vista. Controllo delle cerniere e dei fissaggi alla parete. 01.07.02 Strutture in acciaio 01.07.02.C01 Controllo: Controllo balaustre e corrimano Controllo periodico delle condizioni estetiche delle superfici delle balaustre e dei corrimano (macchie, sporco, abrasioni, ecc.). Verifica della loro stabilità e del corretto serraggio. 01.07.02.C02 Controllo: Controllo strutture Controllo periodico delle parti in vista finalizzato alla ricerca di anomalie (fenomeni di disgregazioni, scaglionature, fessurazioni, distacchi, esposizione dei ferri d'armatura, processi di carbonatazione del cls, ecc.). 01.07.02.C03 Controllo: Controllo rivestimenti pedate e alzate Controllo periodico delle condizioni estetiche delle superfici dei rivestimenti costituenti pedate ed alzate. Verifica di eventuale presenza di macchie, sporco, efflorescenze, abrasioni, ecc.. 01.07.03 Porte tagliafuoco 01.07.03.C01 Controllo: Controllo certificazioni Controllare le certificazioni di omologazione, la scheda tecnica del fornitore o altra documentazione da conservare in apposito archivio. 01.07.03.C02 Controllo: Controllo controbocchette Verificare il posizionamento delle controbocchette a pavimento rispetto al filo del pavimento, assicurandosi che l'altezza superiore non sia maggiore di 15 mm. Verificare inoltre l'assenza di polvere e sporcizia. 01.07.03.C03 Controllo: Controllo degli spazi Controllare che non vi siano ostacoli in prossimità degli spazi interessati dalle porte antipanico o in prossimità di esse. 01.07.03.C05 Controllo: Controllo maniglione Controllo del corretto funzionamento dei maniglioni e degli elementi di manovra che regolano lo sblocco delle ante. 01.07.03.C07 Controllo: Controllo ubicazione porte Controllare l'individuazione delle porte antipanico rispetto ai progetti ed ai piani di evacuazione e di sicurezza. 01.07.03.C08 Controllo: Controllo vetri Controllo uniformità dei vetri e delle sigillature vetro-telaio. Controllare la presenza di depositi o sporco. Verifica di assenza di anomalie e/o difetti (rottura, depositi, macchie, ecc.). 01.07.03.C04 Controllo: Controllo delle serrature Controllo della loro funzionalità. 01.07.03.C06 Controllo: Controllo parti in vista Controllo delle parti in vista, delle finiture e dello strato di protezione superficiale (qualora il tipo di rivestimento lo preveda). Controllo dei fissaggi del telaio al controtelaio. 01.07.04 Serramenti in alluminio 01.07.04.C07 Controllo: Controllo persiane Controllo dello stato di conservazione e comunque del grado di usura delle parti in vista. Controllo delle cerniere e dei fissaggi alla parete. difetti (rottura, depositi, macchie, ecc.). Pagina 5 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli 01.07.04.C12 Controllo: Controllo vetri Controllo a vista ogni 6 mesi Controllo a vista ogni anno Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni anno Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo uniformità dei vetri e delle sigillature vetro-telaio. Controllare la presenza di depositi o sporco. Verifica di assenza di anomalie e/o difetti (rottura, depositi, macchie, ecc.). 01.07.04.C01 Controllo: Controllo frangisole Controllo della funzionalità degli organi di manovra e delle parti in vista. 01.07.04.C02 Controllo: Controllo generale Controllo delle finiture e dello strato di protezione superficiale, controllo dei giochi e planarità delle parti. 01.07.04.C03 Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta Controllo dell'efficacia delle guarnizioni. Controllo dell'adesione delle guarnizioni ai profili di contatto dei telai. Controllo del corretto inserimento nelle proprie sedi delle guarnizioni. Controllo dell'elasticità delle guarnizioni. 01.07.04.C04 Controllo: Controllo guide di scorrimento Controllo della funzionalità delle guide di scorrimento. 01.07.04.C05 Controllo: Controllo organi di movimentazione Controllo dell'efficacia delle cerniere e della perfetta chiusura dell'anta col telaio fisso. Controllo degli organi di serraggio con finestra aperta e controllo dei movimenti delle aste di chiusure. 01.07.04.C06 Controllo: Controllo maniglia Controllo del corretto funzionamento della maniglia. 01.07.04.C08 Controllo: Controllo persiane avvolgibili in plastica Controllo funzionalità degli organi di manovra e delle parti in vista. 01.07.04.C09 Controllo: Controllo serrature Controllo della loro funzionalità. 01.07.04.C10 Controllo: Controllo telai fissi Controllo delle asole di drenaggio e del sistema di drenaggio. Controllo dell'ortogonalità dei telai. Controllo del fissaggio del telaio al vano ed al controtelaio al muro e dei blocchetti di regolazione. 01.07.04.C11 Controllo: Controllo telai mobili Controllo dell'ortogonalità dell'anta e dei cavallotti di unione dei profilati dell'anta. 01.07.05 Serramenti in profilati di acciaio 01.07.05.C07 Controllo: Controllo persiane Controllo dello stato di conservazione e comunque del grado di usura delle parti in vista. Controllo delle cerniere e dei fissaggi alla parete. Controllo a vista ogni 6 mesi 01.07.05.C12 Controllo: Controllo vetri Controllo a vista ogni 6 mesi Controllo uniformità dei vetri e delle sigillature vetro-telaio. Controllare la presenza di depositi o sporco. Verifica di assenza di anomalie e/o difetti (rottura, depositi, macchie, ecc.). 01.07.05.C01 Controllo: Controllo frangisole Controllo funzionalità degli organi di manovra e delle parti in vista. Controllo a vista ogni 12 mesi 01.07.05.C02 Controllo: Controllo generale Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo delle finiture e dello strato di protezione superficiale, controllo dei giochi e planarità delle parti. 01.07.05.C03 Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta Controllo dell'efficacia delle guarnizioni. Controllo dell'adesione delle guarnizioni ai profili di contatto dei telai. Controllo del corretto inserimento nelle proprie sedi delle guarnizioni. Controllo dell'elasticità delle guarnizioni. Controllo a vista ogni 12 mesi 01.07.05.C04 Controllo: Controllo guide di scorrimento Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo della funzionalità delle guide di scorrimento. 01.07.05.C05 Controllo: Controllo maniglia Controllo del corretto funzionamento. Controllo a vista ogni 12 mesi 01.07.05.C06 Controllo: Controllo organi di movimentazione Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo dell'efficacia delle cerniere e della perfetta chiusura dell'anta col telaio fisso. Controllo degli organi di serraggio con finestra aperta e controllo dei movimenti delle aste di chiusure. 01.07.05.C08 Controllo: Controllo persiane avvolgibili in plastica Controllo funzionalità degli organi di manovra e delle parti in vista. Pagina 6 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli 01.07.05.C09 Controllo: Controllo serrature Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo della loro funzionalità. 01.07.05.C10 Controllo: Controllo telai fissi Controllo delle asole di drenaggio e del sistema di drenaggio. Controllo dell'ortogonalità dei telai. Controllo del fissaggio del telaio al vano ed al controtelaio al muro e dei blocchetti di regolazione. 01.07.05.C11 Controllo: Controllo telai mobili Controllo dell'ortogonalità dell'anta e dei cavallotti di unione dei profilati dell'anta. 01.07.06 Serramenti misti legno/alluminio 01.07.06.C07 Controllo: Controllo persiane Controllo dello stato di conservazione e di deterioramento del legno e ricerca delle cause possibili quali presenza di umidità, attacco biologico, presenza di insetti e comunque del grado di usura delle parti in vista. Controllo delle cerniere e dei fissaggi alla parete. Controllo a vista ogni 6 mesi 01.07.06.C13 Controllo: Controllo vetri Controllo a vista ogni 6 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo uniformità dei vetri e delle sigillature vetro-telaio. Controllare la presenza di depositi o sporco. Verifica di assenza di anomalie e/o difetti (rottura, depositi, macchie, ecc.). 01.07.06.C01 Controllo: Controllo frangisole Controllo funzionalità degli organi di manovra e delle parti in vista. 01.07.06.C02 Controllo: Controllo generale Controllo delle finiture e dello strato di protezione superficiale, controllo dei giochi e planarità delle parti. 01.07.06.C03 Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta Controllo dell'efficacia delle guarnizioni. Controllo dell'adesione delle guarnizioni ai profili di contatto dei telai. Controllo del corretto inserimento nelle proprie sedi delle guarnizioni. Controllo dell'elasticità delle guarnizioni. Controllo a vista ogni 12 mesi 01.07.06.C04 Controllo: Controllo guide di scorrimento Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Verifica ogni 6 mesi Verifica ogni 6 mesi Verifica ogni 6 mesi Controllo della loro funzionalità. 01.07.06.C05 Controllo: Controllo maniglia Controllo del corretto funzionamento. 01.07.06.C06 Controllo: Controllo organi di movimentazione Controllo dell'efficacia delle cerniere e della perfetta chiusura dell'anta col telaio fisso. Controllo degli organi di serraggio con finestra aperta e controllo dei movimenti delle aste di chiusure. 01.07.06.C08 Controllo: Controllo persiane avvolgibili di legno Controllo funzionalità degli organi di manovra e delle parti in vista. Controllo degli strati protettivi superficiali. 01.07.06.C09 Controllo: Controllo persiane avvolgibili in plastica Controllo funzionalità degli organi di manovra e delle parti in vista. 01.07.06.C10 Controllo: Controllo serrature Controllo della loro funzionalità. 01.07.06.C11 Controllo: Controllo telai fissi Controllo delle asole di drenaggio e del sistema di drenaggio. Controllo dell'ortogonalità dei telai. Controllo del fissaggio del telaio al vano ed al controtelaio al muro e dei blocchetti di regolazione. 01.07.06.C12 Controllo: Controllo telai mobili Controllo dell'ortogonalità dell'anta e dei cavallotti di unione dei profilati dell'anta. 01.07.07 Portoni basculanti 01.07.07.C01 Controllo: Controllo automatismi Controllo periodico delle fasi di apertura-chiusura. Verifica dell'efficienza dei motori elettrici in relazione ai sistemi di comando a chiave. 01.07.07.C02 Controllo: Controllo cerniere e guide di scorrimento Controllo dell'efficienza di cerniere e guide di scorrimento con verifica durante le fasi di movimentazione delle parti. Controllare l'assenza di depositi o detriti lungo le guide di scorrimento, in grado di ostacolare e/o impedire le normali movimentazioni. 01.07.07.C04 Controllo: Controllo organi apertura-chiusura Controllo periodico degli organi di apertura e chiusura con verifica delle fasi di movimentazione e di perfetta aderenza delle parti fisse con quelle mobili. Controllo dei Pagina 7 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli dispositivi di arresto e/o fermo delle parti al cessare dell'alimentazione del motore. Controllo dell'arresto automatico del gruppo di azionamento nelle posizioni finali di apertura-chiusura. Verifica dell'efficienza d'integrazione con gli automatismi a distanza. 01.07.07.C03 Controllo: Controllo elementi a vista Controllo a vista ogni anno Controllo periodico del grado di finitura e di integrità degli elementi in vista. Ricerca di eventuali anomalie possibili causa di usura. 01.08 - Scale e rampe Codice Elementi Manutenibili / Controlli 01.08.01 Strutture in acciaio 01.08.01.C01 Controllo: Controllo balaustre e corrimano Tipologia Frequenza Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo periodico delle condizioni estetiche delle superfici delle balaustre e dei corrimano (macchie, sporco, abrasioni, ecc.). Verifica della loro stabilità e del corretto serraggio. 01.08.01.C02 Controllo: Controllo strutture Controllo periodico delle parti in vista finalizzato alla ricerca di anomalie (fenomeni di disgregazioni, scaglionature, fessurazioni, distacchi, esposizione dei ferri d'armatura, processi di carbonatazione del cls, ecc.). 01.08.01.C03 Controllo: Controllo rivestimenti pedate e alzate Controllo periodico delle condizioni estetiche delle superfici dei rivestimenti costituenti pedate ed alzate. Verifica di eventuale presenza di macchie, sporco, efflorescenze, abrasioni, ecc.. 01.09 - Opere da decoratore Codice Elementi Manutenibili / Controlli Tipologia Frequenza 01.09.01 Intonaco 01.09.01.C01 Controllo: Controllo funzionalità Controllare la funzionalità dell'intonaco attraverso l'uso di strumenti il cui impiego è da definire in relazione all'oggetto specifico del controllo e dal tipo di intonaco (analisi fisicochimiche su campioni, analisi stratigrafiche, sistemi di rilevamento umidità, carotaggi per controllo aderenza, prove sclerometriche per la valutazione delle caratteristiche di omogeneità, monitoraggi per verificare la presenza di sali, indagini endoscopiche, ecc.). Controllo a vista quando occorre 01.09.01.C02 Controllo: Controllo generale delle parti a vista Controllo dello stato di conservazione delle finiture e verifica del grado di usura delle parti in vista. Controllare l'uniformità dell'aspetto cromatico delle superfici. Riscontro di eventuali anomalie (bolle, screpolature, depositi, efflorescenze, microfessurazioni, ecc.) e/o difetti di esecuzione. Controllo a vista ogni 12 mesi 01.09.02 Rivestimenti lapidei 01.09.02.C02 Controllo: Controllo generale delle parti a vista Controllo dello stato di conservazione delle finiture e verifica del grado di usura o di erosione delle parti in vista ed in particolare dei sistemi di ancoraggio. Controllare l'uniformità dell'aspetto cromatico delle superfici. Riscontro di eventuali anomalie (depositi, macchie, graffiti, presenza di vegetazione, efflorescenze, microfessurazioni, ecc.). Controllo a vista ogni 12 mesi 01.09.02.C01 Controllo: Controllo funzionalità Aggiornamento ogni 3 anni Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllare la funzionalità del rivestimento lapideo e l'integrità delle superfici e dei giunti. Verificare anche mediante l'utilizzo di strumenti, il cui impiego è da definire in relazione all'oggetto specifico del controllo, eventuali degradi dovuti a corrosioni superficiali, distacchi di porzioni superficiali, fessurazioni, perdita di colore, penetrazione di umidità in particolare in prossimità degli ancoraggi. 01.09.03 Rivestimento a cappotto 01.09.03.C01 Controllo: Controllo generale delle parti a vista Controllo dello stato di conservazione delle finiture e verifica del grado di usura delle parti in vista. Controllare l'uniformità dell'aspetto cromatico delle superfici e della loro planarità. Riscontro di eventuali anomalie (bolle, screpolature, depositi, efflorescenze, microfessurazioni, ecc.) e/o difetti di esecuzione. 01.09.04 Tinteggiature e decorazioni 01.09.04.C01 Controllo: Controllo generale delle parti a vista Controllo dello stato di conservazione delle finiture e verifica del grado di usura delle parti in vista in particolare di depositi sugli aggetti, cornicioni, davanzali, ecc.. Controllare l'uniformità dell'aspetto cromatico delle superfici. Riscontro di eventuali anomalie (macchie, Pagina 8 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli disgregazioni superficiali, rigonfiamenti, distacco, ecc.) e/o difetti di esecuzione. 01.10 - Impianti ascensore Codice Elementi Manutenibili / Controlli 01.10.01 Ammortizzatori della cabina 01.10.01.C01 Controllo: Controllo generale Tipologia Frequenza Ispezione ogni 6 mesi Ispezione ogni mese Ispezione a vista ogni mese Ispezione a vista ogni mese Controllo a vista ogni 6 mesi Ispezione ogni 3 mesi Ispezione a vista ogni mese Ispezione a vista ogni mese Ispezione a vista ogni mese Verificare che il punto di battuta degli ammortizzatori sia allineato alla cabina. Controllare che gli ammortizzatori in seguito alla battuta della cabina ritornino in posizione. 01.10.02 Cabina 01.10.02.C01 Controllo: Controllo generale Verificare lo stato generale della cabina ed in particolare le serrature, i sistemi di bloccaggio ed i leveraggi delle porte. Controllare che gli interruttori di fine corsa e di piano siano perfettamente funzionanti. 01.10.03 Contrappeso 01.10.03.C01 Controllo: Controllo generale Verificare le condizioni generali e lo stato di usura delle funi controllando anche il normale scorrimento delle stesse. Verificare che i blocchi che costituiscono i contrappesi scorrino dentro le guide. 01.10.04 Funi 01.10.04.C01 Controllo: Controllo generale Verificare le condizioni generali e lo stato di usura delle funi controllando anche il normale scorrimento delle stesse. 01.10.05 Guide cabina 01.10.05.C01 Controllo: Controllo dei pattini Accertare che le guarnizioni dei pattini del tipo strisciante siano in buone condizioni o, nel caso di pattini a ruote, che le stesse girino correttamente. 01.10.06 Interruttore di extracorsa 01.10.06.C01 Controllo: Controllo generale Verificare lo stato degli interblocchi elettrici con prova delle manovre di apertura e chiusura. Verificare la corretta pressione di serraggio delle lame dei sezionatori e delle bobine dei circuiti di sgancio degli interruttori di manovra sezionatori. Controllare che nessun apparecchio elettrico sia collegato in parallelo all'interruttore di extracorsa. 01.10.07 Limitatore di velocità 01.10.07.C01 Controllo: Controllo generale Verificare le condizioni generali e lo stato di usura delle funi controllando anche il normale scorrimento delle stesse. Controllare che le puleggie ed i dispositivi di leverismo siano perfettamente funzionanti. 01.10.08 Macchinari elettromeccanici 01.10.08.C01 Controllo: Controllo generale Verificare il corretto funzionamento di tutte le apparecchiature elettromeccaniche, delle cinghie e delle pulegge. Verificare l'efficienza del paracadute, del limitatore di velocità e degli apparati di sicurezza. 01.10.09 Macchinari oleodinamici 01.10.09.C01 Controllo: Controllo degli ammortizzatori Verificare che non si sia verificato alcun guasto che possa compromettere la normale utilizzazione dell’ascensore. 01.10.09.C02 Controllo: Controllo dei dispositivi di blocco Verificare la funzionalità e l'efficienza dei dispositivi di blocco. Ispezione a vista ogni mese 01.10.09.C03 Controllo: Controllo del paracadute Ispezione a vista ogni mese Ispezione a vista ogni mese Ispezione a vista ogni mese Verificare la regolarità della posa in opera dell’insieme comprendente cabina, paracadute, guide ed i relativi ancoraggi all’edificio. 01.10.09.C04 Controllo: Controllo generale Controllare il funzionamento di tutte le apparecchiature di pompaggio oleodinamico. 01.10.09.C05 Controllo: Controllo limitatore di velocità Pagina 9 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli Verificare la velocità di intervento del limitatore di velocità nel senso di discesa della cabina o della massa di bilanciamento. 01.10.10 Montacarichi 01.10.10.C01 Controllo: Controllo generale Ispezione a vista ogni mese Ispezione ogni 6 mesi Ispezione a vista ogni 2 mesi Ispezione a vista ogni 2 mesi Controllo ogni 3 mesi Ispezione ogni 3 mesi Ispezione ogni mese Verificare il corretto funzionamento di tutte le apparecchiature elettromeccaniche, delle cinghie e delle pulegge. Verificare l'efficienza del paracadute, del limitatore di velocità e degli apparati di sicurezza. 01.10.11 Vani corsa 01.10.11.C01 Controllo: Controllo generale Verificare l'integrità delle guide, dei pattini e degli organi di scorrimento presenti nel vano corsa. Accertare la presenza dei cartelli di segnalazioni e indicatori delle caratteristiche dell'impianto. Verificare che la fossa ascensore sia libera da materiale di risulta. 01.10.12 Montascale o servoscale 01.10.12.C01 Controllo: Controllo generale Verificare il corretto funzionamento di tutte le apparecchiature elettromeccaniche, verificare lo stato di usura delle catene. Controllare lo stato di conservazione delle guide e la stabilità degli ancoraggi. 01.10.13 Nastri trasportatori 01.10.13.C01 Controllo: Controllo generale Effettuare un controllo di tutte le parti a vista; verificare che i segmenti del nastro scorrano senza causare rumore eccessivo. Verificare inoltre che i segmenti si muovano all'interno della guida di scorrimento e che non ci siano impedimenti o ostacoli al movimento. 01.10.14 Paracadute 01.10.14.C01 Controllo: Controllo dispositivi di freno Verificare lo stato di usura dei rulli, delle molle e delle ganasce. 01.10.14.C02 Controllo: Controllo generale Verificare il corretto funzionamento della valvola limitatrice di flusso o della valvola di blocco. 01.10.15 Porte di piano 01.10.15.C02 Controllo: Controllo generale Verificare lo stato generale delle porte ed in particolare le serrature, i sistemi di bloccaggio ed i leveraggi delle porte. 01.10.15.C01 Controllo: Controllo delle serrature Controllo della funzionalità delle serrature. Aggiornamento ogni 6 mesi 01.10.15.C03 Controllo: Controllo maniglia Aggiornamento ogni 6 mesi Controllo a vista ogni 2 mesi Controllo del corretto funzionamento delle maniglie. 01.10.16 Pulsantiera 01.10.16.C01 Controllo: Controllo generale Verificare il corretto funzionamento delle pulsantiere sia della cabina sia di quelle di piano; controllare che tutte le spie di segnalazione siano funzionanti. Verificare inoltre il corretto serraggio di viti e bulloni. 01.10.17 Quadro di manovra 01.10.17.C01 Controllo: Controllo generale Verificare lo stato degli interblocchi elettrici con prova delle manovre di apertura e chiusura. Verificare la corretta pressione di serraggio delle lame dei sezionatori e delle bobine dei circuiti di sgancio degli interruttori di manovra sezionatori. Aggiornamento ogni 6 mesi 01.10.17.C02 Controllo: Verifica apparecchiature di taratura e controllo Aggiornamento ogni 6 mesi Verificare l'efficienza delle lampade di segnalazione, delle spie di segnalazione dei sezionatori di linea. Pagina 10 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli 02 - IMPIANTO TERMOIDRAULICI 02.01 - Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione Codice Elementi Manutenibili / Controlli 02.01.01 Tubi in acciaio 02.01.01.C01 Controllo: Controllo generale tubazioni Tipologia Frequenza Ispezione a vista ogni anno Controllo a vista ogni 6 mesi Controllo ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 12 mesi Verificare le caratteristiche principali delle tubazioni con particolare riguardo a: - tenuta delle congiunzioni a flangia; - giunti per verificare la presenza di lesioni o di sconnessioni; - la stabilità de sostegni dei tubi; - vibrazioni; - presenza di acqua di condensa; - serrande e meccanismi di comando; - coibentazione dei tubi. 02.01.02 Strato coibente 02.01.02.C01 Controllo: Controllo generale Verificare lo stato di tenuta del coibente delle tubazioni in occasione dei fermi degli impianti o ad inizio stagione. 02.01.03 Tubazioni in polietilene 02.01.03.C01 Controllo: Controllo della manovrabilità valvole Effettuare una manovra di tutti gli organi di intercettazione per evitare che si blocchino. 02.01.03.C02 Controllo: Controllo generale Verificare lo stato degli eventuali dilatatori e giunti elastici, la tenuta delle congiunzioni a flangia, la stabilità dei sostegni e degli eventuali giunti fissi. Verificare inoltre l'assenza di odori sgradevoli e di inflessioni nelle tubazioni. 02.01.03.C03 Controllo: Controllo tenuta Verificare l'integrità delle tubazioni con particolare attenzione ai raccordi tra tronchi di tubo. 02.02 - Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri Codice Elementi Manutenibili / Controlli 02.02.01 Ventilconvettori e termovettori 02.02.01.C03 Controllo: Controllo tenuta acqua dei ventilconvettori Tipologia Frequenza Ispezione a vista ogni 6 mesi Ispezione a vista ogni 12 mesi Ispezione a vista ogni 12 mesi Ispezione a vista ogni 12 mesi Ispezione a vista ogni anno Controllo e verifica della tenuta all'acqua dei ventilconvettori. In particolare, verificare che le valvole ed i rubinetti non consentano perdite di acqua (in caso contrario far spurgare l'acqua in eccesso). 02.02.01.C01 Controllo: Controllo generale dei ventilconvettori Verificare lo stato degli elettroventilatori con particolare riferimento al controllo della rumorosità dei cuscinetti e del senso di rotazione dei motori degli elettroventilatori. 02.02.01.C02 Controllo: Controllo dispositivi dei ventilconvettori Effettuare un controllo generale dei dispositivi di comando dei ventilconvettori; in particolare verificare: -il corretto funzionamento dei dispositivi di comando quali termostato, interruttore, commutatore di velocità; -l'integrità delle batterie di scambio, delle griglie di ripresa e di mandata. 02.02.02 Tubi in rame 02.02.02.C01 Controllo: Controllo generale tubazioni Verificare le caratteristiche principali delle tubazioni con particolare riguardo a: -tenuta delle congiunzioni a flangia; -giunti per verificare la presenza di lesioni o di sconnessioni; -la stabilità de sostegni dei tubi; -vibrazioni; -presenza di acqua di condensa; serrande e meccanismi di comando; -coibentazione dei tubi. 02.02.03 Tubi in acciaio 02.02.03.C01 Controllo: Controllo generale tubazioni Verificare le caratteristiche principali delle tubazioni con particolare riguardo a: - tenuta delle congiunzioni a flangia; - giunti per verificare la presenza di lesioni o di sconnessioni; Pagina 11 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli - la stabilità de sostegni dei tubi; - vibrazioni; - presenza di acqua di condensa; - serrande e meccanismi di comando; - coibentazione dei tubi. 02.02.04 Strato coibente 02.02.04.C01 Controllo: Controllo generale Controllo a vista ogni 6 mesi Verificare lo stato di tenuta del coibente delle tubazioni in occasione dei fermi degli impianti o ad inizio stagione. 02.03 - Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione Codice Elementi Manutenibili / Controlli 02.03.01 Centrali di trattamento aria (U.T.A.) 02.03.01.C02 Controllo: Controllo generale U.T.A. Verificare l'efficienza dei filtri e delle celle filtranti a perdere valutando lo spessore dello stato filtrante. Se la riduzione di spessore supera il 20% dello spessore integro allora si deve sostituire il filtro. 02.03.01.C10 Controllo: Taratura apparecchiature di sicurezza Tipologia Frequenza Ispezione a vista ogni 15 giorni Registrazione ogni mese Ispezione a vista ogni 3 mesi Ispezione a vista ogni 3 mesi Registrazione ogni 3 mesi Verificare, ed eventualmente tarare, il regolare funzionamento delle principali apparecchiature di controllo e sicurezza, quali pressostato olio, termostato antigelo, etc. 02.03.01.C07 Controllo: Controllo umidificatori ad acqua Effettuare un controllo generale degli umidificatori ad acqua dell’U.T.A.; in particolare, verificare la funzionalità del galleggiante, del filtro dell'acqua, della valvola di intercettazione a solenoide, degli apparati di tenuta della pompa. 02.03.01.C08 Controllo: Controllo umidificatore a vapore Effettuare un controllo generale degli umidificatori a vapore delle macchine U.T.A.; in particolare, verificare la funzionalità e l'efficienza del cilindro o della vaschetta vapore, della valvola di intercettazione a solenoide. 02.03.01.C09 Controllo: Taratura apparecchiature di regolazione Verificare che negli ambienti climatizzati vengano mantenuti i valori di umidità e temperatura prestabiliti, regolando le apparecchiature di controllo e regolazione. 02.03.01.C03 Controllo: Controllo motoventilatori Eseguire una serie di verifiche e controlli generali su alcuni elementi dei motoventilatori quali girante, cuscinetti, trasmissione. Verificare, in particolare, che i cuscinetti non producano rumore, che le pulegge siano allineate e lo stato di usura della cinghia di trasmissione. Ispezione a vista ogni 6 mesi 02.03.01.C01 Controllo: Controllo carpenteria sezione ventilante Ispezione a vista ogni anno Ispezione strumentale ogni 12 mesi Ispezione a vista ogni 12 mesi Ispezione a vista ogni 12 mesi Ispezione strumentale ogni 3 mesi Ispezione a vista ogni 3 mesi Verificare lo stato generale della carpenteria accertando che: - non ci siano vibrazioni; - che lo strato coibente e di materiale fonoassorbente siano sufficienti a garantire livelli di isolamento acustico non inferiori a quelli imposti dalla normativa vigente; - che i bulloni siano ben serrati; - che lo strato di vernice protettiva siano efficiente. 02.03.01.C04 Controllo: Controllo sezioni di scambio Verificare che nelle sezioni di scambio termico delle U.T.A., la differenza tra la temperatura di ingresso e quella di uscita non superi il valore stabilito dal costruttore. 02.03.01.C05 Controllo: Controllo sezione ventilante Verificare il corretto funzionamento degli elementi della sezione ventilante; in particolare: - pulegge e cinghie (controllare l'allineamento delle pulegge, se esistenti, e controllare la tesatura e lo stato di usura delle cinghie); - cuscinetti (controllare la rumorosità e la temperatura); - molle ammortizzatori (controllare che le molle siano ben salde alla base del gruppo motoventilante, che siano flessibili e che non subiscano vibrazioni eccessive). 02.03.01.C06 Controllo: Controllo ugelli umidificatore Verificare l'efficienza della rete degli ugelli di distribuzione dell’umidificatore dell’U.T.A.. 02.03.02 Filtri fini a tasche flosce 02.03.02.C01 Controllo: Controllo pressione nei filtri Controllare la pressione a valle e a monte dei filtri 02.03.02.C02 Controllo: Controllo stato dei filtri Pagina 12 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli Effettuare un controllo generale dello stato dei filtri, verificando che non vi siano perdite di materiale. Verificare che i filtri siano ben agganciati sui telai di supporto e che le guarnizioni siano efficienti. 02.03.02.C03 Controllo: Controllo tenuta dei filtri Ispezione a vista ogni 3 mesi Ispezione strumentale ogni 3 mesi Ispezione a vista ogni 3 mesi Ispezione a vista ogni 3 mesi Ispezione a vista ogni 3 mesi Ispezione a vista ogni 6 mesi Ispezione a vista ogni anno Ispezione strumentale ogni 2 anni Prova ogni anno Ispezione a vista ogni anno Controllo a vista ogni 6 mesi Ispezione a vista ogni anno Ispezione a vista ogni 12 mesi Effettuare un controllo generale della tenuta dei filtri, verificando che non vi siano perdite o fughe di sostanze. 02.03.03 Filtri multidiedri (a tasche rigide) 02.03.03.C01 Controllo: Controllo pressione nei filtri Controllare la pressione a valle e a monte dei filtri. 02.03.03.C02 Controllo: Controllo stato dei filtri Effettuare un controllo generale dello stato dei filtri, verificando che non vi siano perdite di materiale. Verificare che i filtri siano ben agganciati sui telai di supporto e che le guarnizioni siano efficienti. 02.03.03.C03 Controllo: Controllo tenuta dei filtri Effettuare un controllo generale della tenuta dei filtri, verificando che non vi siano perdite o fughe di sostanze. 02.03.04 Estrattori d'aria 02.03.04.C01 Controllo: Controllo cuscinetti Controllo dello stato di usura dei cuscinetti. 02.03.04.C02 Controllo: Controllo generale Verificare il corretto funzionamento degli estrattori controllando che la girante ruoti liberamente e che le pulegge sia allineate. 02.03.05 Canali in lamiera 02.03.05.C01 Controllo: Controllo generale canali Verificare le caratteristiche principali delle canalizzazioni con particolare riguardo a: -tenuta dell'aria (le fughe sono visibili con parti annerite in prossimità delle fughe); -giunti per verificare la presenza di lesioni o di sconnessioni; -la stabilità dei sostegni dei canali; vibrazioni; -presenza di acqua di condensa; -griglie di ripresa e transito aria esterna; serrande e meccanismi di comando; -coibentazione dei canali. 02.03.05.C02 Controllo: Controllo strumentale canali Controllare l'interno dei canali con apparecchiature speciali quali endoscopio, telecamere per la verifica dello stato di pulizia ed igiene. 02.03.06 Serrande tagliafuoco 02.03.06.C01 Controllo: Controllo DAS Verificare che i DAS (dispositivi di azionamento di sicurezza) siano ben serrati e che siano funzionanti. Effettuare una prova manuale di apertura e chiusura di detti dispositivi. 02.03.06.C02 Controllo: Controllo generale Verificare lo stato generale delle serrande accertando che siano nella corretta posizione di progetto e che non ci siano fenomeni di corrosione. 02.03.07 Strato coibente 02.03.07.C01 Controllo: Controllo generale Verificare lo stato di tenuta del coibente delle tubazioni in occasione dei fermi degli impianti o ad inizio stagione. 02.03.08 Tubi in acciaio 02.03.08.C01 Controllo: Controllo generale tubazioni Verificare le caratteristiche principali delle tubazioni con particolare riguardo a: - tenuta delle congiunzioni a flangia; - giunti per verificare la presenza di lesioni o di sconnessioni; - la stabilità de sostegni dei tubi; - vibrazioni; - presenza di acqua di condensa; - serrande e meccanismi di comando; - coibentazione dei tubi. 02.03.09 Tubi in rame 02.03.09.C01 Controllo: Controllo generale tubazioni Verificare le caratteristiche principali delle tubazioni con particolare riguardo a: -tenuta delle congiunzioni a flangia; -giunti per verificare la presenza di lesioni o di sconnessioni; -la stabilità de sostegni dei tubi; -vibrazioni; -presenza di acqua di condensa; serrande e meccanismi di comando; -coibentazione dei tubi. Pagina 13 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli 02.03.10 Umidificatori ad acqua 02.03.10.C01 Controllo: Controllo generale Ispezione a vista ogni 12 mesi Ispezione a vista ogni 12 mesi Controllo a vista ogni 6 mesi Ispezione a vista ogni 6 mesi Ispezione ogni 6 mesi Aggiornamento ogni anno Verificare lo stato degli umidificatori con particolare riferimento al controllo della rumorosità dei cuscinetti e del senso di rotazione dei motori degli elettroventilatori. Controllare il livello ed il galleggiante della vaschetta di accumulo acqua di umidificazione. 02.03.11 Dispositivi di controllo e regolazione 02.03.11.C01 Controllo: Controllo generale valvole Verificare che la valvola servocomandata funzioni correttamente. Verificare che non ci siano segni di degrado intorno agli organi di tenuta delle valvole. 02.03.12 Servocomandi 02.03.12.C01 Controllo: Controllo generale Verificare la funzionalità dei servocoamndi effettuando una serie di manovre di apertura e chiusura. 02.03.13 Termostati 02.03.13.C01 Controllo: Controllo generale Effettuare un controllo dello stato del termostato verificando che le manopole funzionino correttamente. Controllare lo stato della carica della batteria. 02.03.14 Valvole motorizzate 02.03.14.C02 Controllo: Controllo raccoglitore di impurità Verificare il livello delle impurità accumulatesi. 02.03.14.C01 Controllo: Controllo generale Eseguire un controllo generale delle valvole verificando il buon funzionamento delle guarnizioni, delle cerniere e delle molle. Verificare che i serraggi del motore sulle valvole siano efficienti e che non ci siano giochi. 02.04 - Rete di distribuzione aria sala lettura-consultazione Biblioteca Civica Canna Codice Elementi Manutenibili / Controlli 02.04.01 Canali in lamiera 02.04.01.C01 Controllo: Controllo generale canali Tipologia Frequenza Ispezione a vista ogni anno Ispezione strumentale ogni 2 anni Ispezione a vista ogni 6 mesi Verificare le caratteristiche principali delle canalizzazioni con particolare riguardo a: -tenuta dell'aria (le fughe sono visibili con parti annerite in prossimità delle fughe); -giunti per verificare la presenza di lesioni o di sconnessioni; -la stabilità dei sostegni dei canali; vibrazioni; -presenza di acqua di condensa; -griglie di ripresa e transito aria esterna; serrande e meccanismi di comando; -coibentazione dei canali. 02.04.01.C02 Controllo: Controllo strumentale canali Controllare l'interno dei canali con apparecchiature speciali quali endoscopio, telecamere per la verifica dello stato di pulizia ed igiene. 02.04.02 Bocchette di ventilazione 02.04.02.C01 Controllo: Controllo generale Verificare la tenuta dell'aria (le fughe sono visibili con parti annerite in prossimità delle fughe). Verificare che i giunti non presentino lesioni o sconnessioni. 02.05 - Impianto idraulico Codice Elementi Manutenibili / Controlli 02.05.01 Apparecchi sanitari e rubinetteria 02.05.01.C03 Controllo: Verifica dei flessibili Tipologia Frequenza Revisione quando occorre Controllo a vista ogni mese Verifica della tenuta ed eventuale sostituzione dei flessibili di alimentazione. 02.05.01.C01 Controllo: Verifica ancoraggio Verifica e sistemazione dell'ancoraggio dei sanitari e delle cassette a muro con eventuale sigillatura con silicone. mente funzionanti con sostituzione delle parti non riparabili. Pagina 14 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli 02.05.01.C02 Controllo: Verifica degli scarichi dei vasi Controllo a vista ogni mese Controllo a vista ogni mese Controllo a vista ogni mese Revisione quando occorre Controllo a vista ogni mese Ispezione a vista ogni 3 mesi Controllo a vista ogni 6 mesi Ispezione a vista ogni 6 mesi Ispezione a vista ogni 12 mesi Registrazione ogni anno Controllo a vista ogni anno Controllo a vista ogni 12 mesi Controllo ogni 12 mesi Controllo a vista ogni anno Registrazione ogni anno Revisione quando occorre Controllo a vista ogni mese Verifica della funzionalità di tutti gli scarichi ed eventuale sistemazione dei dispositivi non perfettamente funzionanti con sostituzione delle parti non riparabili. 02.05.01.C04 Controllo: Verifica di tenuta degli scarichi Verifica della tenuta di tutti gli scarichi effettuando delle sigillature o sostituendo le guarnizioni. 02.05.01.C05 Controllo: Verifica sedile coprivaso Verifica, fissaggio, sistemazione ed eventuale sostituzione dei sedili coprivaso con altri simili e della stessa qualità. 02.05.02 Cassette di scarico a zaino 02.05.02.C01 Controllo: Verifica dei flessibili Verifica della tenuta ed eventuale sostituzione dei flessibili di alimentazione. 02.05.02.C02 Controllo: Verifica rubinetteria Eseguire un controllo della rubinetteria effettuando una serie di apertura e chiusura. 02.05.03 Miscelatori termostatici 02.05.03.C01 Controllo: Controllo generale Effettuare un controllo della funzionalità del miscelatore eseguendo una serie di aperture e chiusure. Verificare l'integrità dei dischi metallici di dilatazione. 02.05.04 Scaldacqua elettrici ad accumulo 02.05.04.C01 Controllo: Controllo generale Verifica della pressione dell'acqua, della temperatura dell'acqua di accumulo e delle valvole di sicurezza. 02.05.04.C02 Controllo: Controllo gruppo di sicurezza Verifica del gruppo di sicurezza e controllo del corretto funzionamento del termostato e del dispositivo di surriscaldamento. 02.05.05 Tubazioni in rame 02.05.05.C01 Controllo: Controllo generale tubazioni Verificare le caratteristiche principali delle tubazioni con particolare riguardo a: -tenuta delle congiunzioni a flangia; -giunti per verificare la presenza di lesioni o di sconnessioni; -la stabilità de sostegni dei tubi; -vibrazioni; -presenza di acqua di condensa; serrande e meccanismi di comando; -coibentazione dei tubi. 02.05.06 Tubazioni multistrato 02.05.06.C01 Controllo: Controllo tenuta strati Controllare l'aderenza dei vari strati di materiale che costituiscono la tubazione. 02.05.06.C02 Controllo: Controllo tubazioni Verificare l'integrità delle tubazioni con particolare attenzione ai raccordi tra tronchi di tubo e tra tubi ed apparecchi utilizzatori. 02.05.07 Tubi in acciaio zincato 02.05.07.C01 Controllo: Controllo coibentazione Verificare l'integrità delle coibentazioni con eventuale ripristino. 02.05.07.C02 Controllo: Controllo manovrabilità delle valvole Eseguire una manovra di prova di tutti gli organi di intercettazione per evitare che si blocchino. 02.05.07.C03 Controllo: Controllo tenuta Verificare l'integrità delle tubazioni con particolare attenzione ai raccordi tra tronchi di tubo e tra tubi ed apparecchi utilizzatori. 02.05.07.C04 Controllo: Controllo tenuta valvole Regolazione del serraggio dei premistoppa sugli steli ed eventuale sostituzione degli organi di tenuta. 02.05.08 Vasi igienici a sedile 02.05.08.C03 Controllo: Verifica dei flessibili Verifica della tenuta ed eventuale sostituzione dei flessibili di alimentazione. 02.05.08.C01 Controllo: Verifica ancoraggio Verifica e sistemazione dell'ancoraggio dei sanitari e delle cassette a muro, ed eventuale loro sigillatura con silicone. Pagina 15 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli 02.05.08.C02 Controllo: Verifica degli scarichi Controllo a vista ogni mese Controllo a vista ogni mese Controllo a vista ogni mese Verifica della funzionalità di tutti gli scarichi ed eventuale sistemazione dei dispositivi non perfettamente funzionanti con sostituzione delle parti non riparabili. 02.05.08.C04 Controllo: Verifica di tenuta degli scarichi Verifica della tenuta di tutti gli scarichi ed eventuale ripristino delle sigillature o sostituzione delle guarnizioni. 02.05.08.C05 Controllo: Verifica sedile coprivaso Verifica, fissaggio, sistemazione ed eventuale sostituzione dei sedili coprivaso con altri simili e della stessa qualità. Pagina 16 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli 03 - IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI SPECIALI 03.01 - Impianto elettrico Codice Elementi Manutenibili / Controlli 03.01.01 Canalizzazioni in PVC 03.01.01.C01 Controllo: Controllo generale Tipologia Frequenza Controllo a vista ogni 6 mesi Ispezione a vista ogni 6 mesi Controllo a vista ogni mese Ispezione strumentale ogni 6 mesi Ispezione a vista ogni 6 mesi Controllo a vista ogni mese Controllo a vista ogni 2 mesi Controllo ogni 2 mesi Controllo dello stato generale e dell'integrità dei contenitori a vista, dei coperchi delle cassette e delle scatole di passaggio. Verificare inoltre la presenza delle targhette nelle morsetterie. 03.01.02 Fusibili 03.01.02.C01 Controllo: Controllo generale Verificare la corretta posizione ed il tipo di fusibile installato. Controllare che le connessioni siano efficienti e pulite. 03.01.03 Interruttori 03.01.03.C01 Controllo: Controllo generale Verificare la corretta pressione di serraggio delle viti e delle placchette, e dei coperchi delle cassette. Verificare che ci sia un buon livello di isolamento e di protezione (livello minimo di protezione da assicurare è IP54) onde evitare corto circuiti. 03.01.04 Motori 03.01.04.C01 Controllo: Controllo della tensione Effettuare una verifica dei valori della tensione di alimentazione per evitare sovraccarichi. 03.01.04.C02 Controllo: Controllo generale Verificare che il motore giri correttamente e che il livello del rumore prodotto non sia eccessivo. Controllare che non si verifichino giochi o cigolii. 03.01.05 Prese e spine 03.01.05.C01 Controllo: Controllo generale Verificare la corretta pressione di serraggio delle viti e delle placchette, e dei coperchi delle cassette. Verificare che ci sia un buon livello di isolamento e di protezione (livello minimo di protezione da assicurare è IP54) onde evitare corto circuiti. 03.01.06 Quadri di bassa tensione 03.01.06.C01 Controllo: Controllo centralina di rifasamento Verificare il corretto funzionamento della centralina di rifasamento. 03.01.06.C03 Controllo: Verifica messa a terra Verificare l'efficienza dell'impianto di messa a terra dei quadri. 03.01.06.C02 Controllo: Verifica dei condensatori Verificare l'integrità dei condensatori di rifasamento e dei contattori. Ispezione a vista ogni 6 mesi 03.01.06.C04 Controllo: Verifica protezioni Ispezione a vista ogni 6 mesi Ispezione a vista ogni 6 mesi Controllo a vista ogni mese Controllo a vista ogni mese Verificare il corretto funzionamento dei fusibili, degli interruttori automatici e dei relè termici. 03.01.07 Relè termici 03.01.07.C01 Controllo: Controllo generale Verificare il corretto serraggio dei fili nei rispettivi serrafili. Controllare che tutti i dispositivi di regolazione e comando siano funzionanti. 03.01.08 Sezionatore 03.01.08.C01 Controllo: Controllo generale Verificare la funzionalità dei dispositivi di manovra dei sezionatori. Verificare che ci sia un buon livello di isolamento e di protezione (livello minimo di protezione da assicurare è IP54) onde evitare corto circuiti. 03.01.09 Lampade fluorescenti 03.01.09.C01 Controllo: Controllo generale Controllo dello stato generale e dell'integrità delle lampadine. Pagina 17 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli 03.02 - Impianti speciali Codice Elementi Manutenibili / Controlli Tipologia Frequenza 03.02.01 Contatti magnetici 03.02.01.C01 Controllo: Controllo dispositivi Verificare la corretta posizione dei contatti magnetici sulle porte e/o sulle finestre e che non ci siano fenomeni di corrosione. Verificare che il magnete coincida perfettamente sull'interruttore. Ispezione a vista ogni 3 mesi 03.02.02 Pannello degli allarmi 03.02.02.C01 Controllo: Controllo generale Verificare le connessioni del pannello allarme alla centrale. Verificare inoltre la carica della batteria ausiliaria e la funzionalità delle spie luminose del pannello. Ispezione a vista ogni 2 settimane 03.02.03 Sensore volumetrico a doppia tecnologia 03.02.03.C01 Controllo: Controllo generale Ispezione a vista ogni 6 mesi Verificare che il led luminoso, indicatore di funzionamento, sia efficiente. Verificare che l'emittente, il ricevente e la fascia infrarossa siano funzionanti. Pagina 18 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli INDICE 01 OPERE EDILI 01.01 01.01.01 01.01.02 01.02 01.02.01 01.02.02 01.03 01.03.01 01.03.02 01.04 Conglomerati, casserature, opere in c.a. ed intonaci pag. 2 2 Strutture di fondazione 2 Intonaco 2 Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso 2 Pareti in tavelle di gesso 2 Tramezzi in laterizio 2 Isolamenti termoacustici e controsoffittatture 2 Doghe 2 Pannelli 2 Pavimenti e rivestimenti 2 01.04.01 Pavimenti ceramici 2 01.04.02 Rivestimenti lignei a parquet 3 01.04.03 Rivestimenti cementizi 3 Rivestimenti e prodotti ceramici 3 01.04.04 01.05 01.05.01 01.05.02 01.06 01.06.01 01.06.02 01.07 Opere in pietra naturale 3 Pavimenti lapidei 3 Rivestimenti lapidei 3 Infissi interni 3 Porte antipanico 3 Porte 4 Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni 4 01.07.01 Serramenti in legno 4 01.07.02 Strutture in acciaio 5 01.07.03 Porte tagliafuoco 5 01.07.04 Serramenti in alluminio 5 01.07.05 Serramenti in profilati di acciaio 6 01.07.06 Serramenti misti legno/alluminio 7 Portoni basculanti 7 01.07.07 01.08 01.08.01 01.09 Scale e rampe Strutture in acciaio Opere da decoratore 8 8 8 01.09.01 Intonaco 8 01.09.02 Rivestimenti lapidei 8 01.09.03 Rivestimento a cappotto 8 01.09.04 Tinteggiature e decorazioni 8 01.10 Impianti ascensore 9 01.10.01 Ammortizzatori della cabina 9 01.10.02 Cabina 9 01.10.03 Contrappeso 9 01.10.04 Funi 9 01.10.05 Guide cabina 9 01.10.06 Interruttore di extracorsa 9 01.10.07 Limitatore di velocità 9 01.10.08 Macchinari elettromeccanici 9 01.10.09 Macchinari oleodinamici 01.10.10 Montacarichi 10 01.10.11 Vani corsa 10 01.10.12 Montascale o servoscale 10 01.10.13 Nastri trasportatori 10 01.10.14 Paracadute 10 01.10.15 Porte di piano 10 9 Pagina 19 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli 01.10.16 Pulsantiera 10 01.10.17 Quadro di manovra 10 02 IMPIANTO TERMOIDRAULICI 02.01 pag. Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione 11 11 02.01.01 Tubi in acciaio 11 02.01.02 Strato coibente 11 Tubazioni in polietilene 11 02.01.03 02.02 11 Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri 02.02.01 Ventilconvettori e termovettori 11 02.02.02 Tubi in rame 11 02.02.03 Tubi in acciaio 11 Strato coibente 12 02.02.04 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione 12 02.03.01 Centrali di trattamento aria (U.T.A.) 12 02.03.02 Filtri fini a tasche flosce 12 02.03.03 Filtri multidiedri (a tasche rigide) 13 02.03.04 Estrattori d'aria 13 02.03.05 Canali in lamiera 13 02.03.06 Serrande tagliafuoco 13 02.03.07 Strato coibente 13 02.03.08 Tubi in acciaio 13 02.03.09 Tubi in rame 13 02.03.10 Umidificatori ad acqua 14 02.03.11 Dispositivi di controllo e regolazione 14 02.03.12 Servocomandi 14 02.03.13 Termostati 14 02.03.14 Valvole motorizzate 14 02.04 14 Rete di distribuzione aria sala lettura-consultazione Biblioteca Civica Canna 02.04.01 Canali in lamiera 14 02.04.02 Bocchette di ventilazione 14 02.05 Impianto idraulico 14 02.05.01 Apparecchi sanitari e rubinetteria 14 02.05.02 Cassette di scarico a zaino 15 02.05.03 Miscelatori termostatici 15 02.05.04 Scaldacqua elettrici ad accumulo 15 02.05.05 Tubazioni in rame 15 02.05.06 Tubazioni multistrato 15 02.05.07 Tubi in acciaio zincato 15 02.05.08 Vasi igienici a sedile 15 03 IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI SPECIALI 03.01 Impianto elettrico pag. 17 17 03.01.01 Canalizzazioni in PVC 17 03.01.02 Fusibili 17 03.01.03 Interruttori 17 03.01.04 Motori 17 03.01.05 Prese e spine 17 03.01.06 Quadri di bassa tensione 17 03.01.07 Relè termici 17 03.01.08 Sezionatore 17 03.01.09 Lampade fluorescenti 17 03.02 Impianti speciali 18 Pagina 20 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli 03.02.01 Contatti magnetici 18 03.02.02 Pannello degli allarmi 18 03.02.03 Sensore volumetrico a doppia tecnologia 18 Pagina 21 Pag. 1 H:\M&S_2004\CMFO3\_ESE\Rev-0\Cons\Documenti\MAN\PP_Allegato_5.doc METEC & SAGGESE EngineeringS.r.l ALLEGATO 5 Programma di manutenzione – Sottoprogramma degli interventi Articolo 40 D.P.R. 554/99 Piano di Manutenzione – ALLEGATO 5 – CMFO3 Settembre 2006 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi 01 - OPERE EDILI 01.01 - Conglomerati, casserature, opere in c.a. ed intonaci Codice Elementi Manutenibili / Interventi 01.01.01 Strutture di fondazione 01.01.01.I01 Intervento: Interventi sulle strutture Frequenza quando occorre In seguito alla comparsa di segni di cedimenti strutturali (lesioni, fessurazioni, rotture), effettuare accurati accertamenti per la diagnosi e la verifica delle strutture , da parte di tecnici qualificati, che possano individuare la causa/effetto del dissesto ed evidenziare eventuali modificazioni strutturali tali da compromettere la stabilità delle strutture, in particolare verificare la perpendicolarità del fabbricato. Procedere quindi al consolidamento delle stesse a secondo del tipo di dissesti riscontrati. 01.01.02 Intonaco 01.01.02.I01 Intervento: Pulizia delle superfici quando occorre Pulizia delle superfici mediante lavaggio ad acqua e detergenti adatti al tipo di intonaco. Rimozioni di macchie, o depositi superficiali mediante spazzolatura o mezzi meccanici. 01.01.02.I02 Intervento: Sostituzione delle parti più soggette ad usura quando occorre Sostituzione delle parti più soggette ad usura o altre forme di degrado mediante l'asportazione delle aree più degradate, pulizia delle parti sottostanti mediante spazzolatura e preparazione della base di sottofondo previo lavaggio. Ripresa dell'area con materiali adeguati e/o comunque simili all'intonaco originario ponendo particolare attenzione a non alterare l'aspetto visivo cromatico delle superfici. 01.02 - Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso Codice Elementi Manutenibili / Interventi 01.02.01 Pareti in tavelle di gesso 01.02.01.I01 Intervento: Pulizia Frequenza quando occorre Pulizia delle superfici e rimozione di sporcizia e macchie mediante ritocchi di pittura e/o ripristino dei rivestimenti. 01.02.01.I02 Intervento: Riparazione Riparazione di eventuali fessurazioni o crepe mediante la chiusura delle stesse con gesso. Riparazione e rifacimento dei rivestimenti. 01.02.02 Tramezzi in laterizio 01.02.02.I01 Intervento: Pulizia quando occorre quando occorre Pulizia delle superfici e rimozione di sporcizia e macchie mediante ritocchi di pittura e/o ripristino dei rivestimenti. 01.02.02.I02 Intervento: Riparazione quando occorre Riparazione di eventuali fessurazioni o crepe mediante la chiusura delle stesse con malta. Riparazione e rifacimento dei rivestimenti. 01.03 - Isolamenti termoacustici e controsoffittatture Codice Elementi Manutenibili / Interventi 01.03.01 Doghe 01.03.01.I01 Intervento: Pulizia Frequenza quando occorre Pulizia delle superfici mediante prodotti idonei al tipo di materiale. 01.03.01.I03 Intervento: Sostituzione elementi quando occorre Sostituzione degli elementi degradati, rotti e/o mancanti con elementi analoghi. 01.03.01.I02 Intervento: Regolazione planarità Verifica dello stato di complanarità degli elementi dei controsoffitti attraverso la registrazione dei pendini e delle molle di regolazione. ogni 3 anni Pagina 2 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi 01.03.02 Pannelli 01.03.02.I01 Intervento: Pulizia quando occorre Pulizia delle superfici mediante prodotti idonei al tipo di materiale. 01.03.02.I03 Intervento: Sostituzione elementi Sostituzione degli elementi degradati, rotti e/o mancanti con elementi analoghi. 01.03.02.I02 Intervento: Regolazione planarità quando occorre ogni 3 anni Verifica dello stato di complanarità degli elementi dei controsoffitti attraverso la registrazione dei pendini e delle molle di regolazione. 01.04 - Pavimenti e rivestimenti Codice Elementi Manutenibili / Interventi Frequenza 01.04.01 Pavimenti ceramici 01.04.01.I01 Intervento: Pulizia delle superfici Pulizia e rimozione dello sporco superficiale mediante lavaggio, ed eventualmente spazzolatura, degli elementi con detergenti adatti al tipo di rivestimento. quando occorre 01.04.01.I02 Intervento: Pulizia e reintegro giunti quando occorre Pulizia dei giunti mediante spazzolatura manuale. Reintegro dei giunti degradati mediante nuova listellatura. 01.04.01.I03 Intervento: Sostituzione degli elementi degradati Sostituzione degli elementi usurati, rotti, sollevati o scollati con altri analoghi previa preparazione del sottostante piano di posa. Reintegro dei giunti degradati mediante nuova listellatura. 01.04.02 Rivestimenti lignei a parquet 01.04.02.I01 Intervento: Pulizia quando occorre quando occorre Pulizia con aspirapolveri ed applicazione a panno morbido o lucidatrice di speciali polish autolucidanti con funzione detergente-protettiva. Per le macchie è preferibile usare un panno umido con detergenti appropriati. 01.04.02.I02 Intervento: Ripristino cera quando occorre Per le finiture a cera si effettua la lucidatura con panno morbido o lucidatrice. L'applicazione di cere liquide per il mantenimento della protezione superficiale avviene periodicamente. In caso di rinnovo dello strato protettivo di cera, bisogna rimuovere i vecchi strati di cera ed applicare un nuovo strato di cera liquida (applicazione a caldo) o di cera solida (applicazione a freddo). 01.04.02.I03 Intervento: Ripristino protezione ad olio quando occorre Per le finiture ad olio la manutenzione avviene a secco con spazzola a disco (del tipo morbido). Si può comunque applicare una mano di cera autolucidante. In particolare per i rivestimenti prefiniti evitare di applicare cere ma prodotti lucidanti specifici. 01.04.02.I05 Intervento: Sostituzione degli elementi degradati quando occorre Sostituzione degli elementi in legno, dei prodotti derivati e degli accessori degradati con materiali adeguati e/o comunque simili a quelli originari ponendo particolare attenzione ai fissaggi relativi agli elementi sostituiti. Tali operazioni non debbono alterare l'aspetto visivo geometrico-cromatico delle superfici. 01.04.02.I04 Intervento: Ripristino verniciatura ogni 5 anni Dapprima si esegue la levigatura del rivestimenti con mezzi idonei. Successivamente si esegue la verniciatura a base di vernici epossidiche, formofenoliche o poliuretaniche a pennello o a spruzzo con l'impiego di prodotti idonei al tipo di legno. Le frequenze manutentive variano a secondo delle sollecitazioni a cui i pavimenti sono sottoposti. Lo strato di vernice va rinnovato comunque almeno ogni 10 anni circa. 01.04.03 Rivestimenti cementizi 01.04.03.I03 Intervento: Sostituzione degli elementi degradati quando occorre Sostituzione di elementi, lastre, listelli di cornice o accessori usurati o rotti con altri analoghi. 01.04.03.I01 Intervento: Pulizia delle superfici ogni 5 anni Pulizia e rimozione dello sporco superficiale mediante spazzolatura manuale degli elementi o con tecniche di rimozione dei depositi, adatte al tipo di rivestimento, e con detergenti appropriati. 01.04.03.I02 Intervento: Ripristino degli strati protettivi ogni 5 anni Ripristino degli strati protettivi, previa accurata pulizia delle superfici, con soluzioni chimiche appropriate antimacchia, qualora il tipo di elemento lo preveda, che non alterino le caratteristiche fisico-chimiche dei materiale ed in particolare di quelle visive cromatiche. 01.04.04 Pagina 3 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi Rivestimenti e prodotti ceramici 01.04.04.I01 Intervento: Pulizia delle superfici quando occorre Pulizia e rimozione dello sporco superficiale mediante lavaggio, ed eventualmente spazzolatura, degli elementi con detergenti adatti al tipo di rivestimento. 01.04.04.I02 Intervento: Pulizia e reintegro giunti Pulizia dei giunti mediante spazzolatura manuale. Reintegro dei giunti degradati mediante nuova listellatura. quando occorre 01.04.04.I03 Intervento: Sostituzione degli elementi degradati quando occorre Sostituzione degli elementi usurati, rotti, sollevati o scollati con altri analoghi previa preparazione del sottostante piano di posa. Reintegro dei giunti degradati mediante nuova listellatura. Ripristino delle sigillature deteriorate mediante rimozione delle vecchie e sostituzione con sigillanti idonei. 01.05 - Opere in pietra naturale Codice Elementi Manutenibili / Interventi 01.05.01 Pavimenti lapidei 01.05.01.I01 Intervento: Lucidatura superfici Frequenza quando occorre Ripristino degli strati superficiali previa levigatura e rinnovo della lucidatura a piombo (in particolare per marmi, graniti e marmette). Impregnazione a base di cere per i materiali lapidei usurati. 01.05.01.I02 Intervento: Pulizia delle superfici quando occorre Pulizia delle parti superficiali, rimozione di macchie, depositi e sporco mediante spazzolatura e lavaggio con acqua e soluzioni adatte al tipo di rivestimento. 01.05.01.I03 Intervento: Ripristino degli strati protettivi quando occorre Ripristino degli strati protettivi, previa accurata pulizia delle superfici, con soluzioni chimiche appropriate che non alterino le caratteristiche fisico-chimiche dei materiale ed in particolare di quelle visive cromatiche. 01.05.01.I04 Intervento: Sostituzione degli elementi degradati quando occorre Sostituzione degli elementi usurati o rotti con altri analoghi previa rimozione delle parti deteriorati e relativa preparazione del fondo. 01.05.02 Rivestimenti lapidei 01.05.02.I03 Intervento: Sostituzione degli elementi degradati quando occorre Sostituzione degli elementi usurati o rotti con altri analoghi. Sostituzione e verifica dei relativi ancoraggi. 01.05.02.I01 Intervento: Pulizia delle superfici ogni 5 anni Pulizia delle parti superficiali, rimozione di macchie, depositi e sporco mediante spazzolatura e lavaggio con acqua e soluzioni adatte al tipo di rivestimento. 01.05.02.I02 Intervento: Ripristino degli strati protettivi ogni 5 anni Ripristino degli strati protettivi, previa accurata pulizia delle superfici, con soluzioni chimiche appropriate che non alterino le caratteristiche fisico-chimiche dei materiale ed in particolare di quelle visive cromatiche. 01.06 - Infissi interni Codice Elementi Manutenibili / Interventi 01.06.01 Porte antipanico 01.06.01.I02 Intervento: Pulizia ante Frequenza quando occorre Pulizia delle ante con prodotti detergenti non aggressivi idonei al tipo di materiale. 01.06.01.I03 Intervento: Pulizia organi di movimentazione quando occorre Pulizia degli organi di movimentazone tramite detergenti comuni. 01.06.01.I05 Intervento: Pulizia vetri quando occorre Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei. 01.06.01.I09 Intervento: Rimozione ostacoli spazi quando occorre Rimozione di eventuali ostacoli in prossimità degli spazi interessati dalle porte antipanico o in prossimità di esse. 01.06.01.I01 Intervento: Lubrificazione serrature, cerniere ogni 6 mesi Lubrificazione ed ingrassaggio delle serrature e cerniere con prodotti siliconici, verifica del corretto Pagina 4 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi funzionamento. 01.06.01.I04 Intervento: Pulizia telai ogni 6 mesi Pulizia del telaio con prodotti detergenti non aggressivi idonei al tipo di materiale. 01.06.01.I06 Intervento: Registrazione maniglione ogni 6 mesi Registrazione maniglione antipanico e lubrificazione degli accessori di manovra apertura-chiusura. 01.06.01.I10 Intervento: Verifica funzionamento ogni 6 mesi Verifica del corretto funzionamento di apertura-chiusura mediante prova manuale. 01.06.01.I07 Intervento: Regolazione controtelai ogni 12 mesi Regolazione del fissaggio dei controtelai alle pareti. 01.06.01.I08 Intervento: Regolazione telai ogni 12 mesi Regolazione del fissaggio dei telai ai controtelai. 01.06.02 Porte 01.06.02.I02 Intervento: Pulizia ante quando occorre Pulizia delle ante con prodotti detergenti non aggressivi idonei al tipo di materiale. 01.06.02.I04 Intervento: Pulizia organi di movimentazione quando occorre Pulizia degli organi di movimentazone tramite detergenti comuni. 01.06.02.I06 Intervento: Pulizia vetri quando occorre Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei. 01.06.02.I01 Intervento: Lubrificazione serrature, cerniere ogni 6 mesi Lubrificazione ed ingrassaggio delle serrature e cerniere con prodotti siliconici, verifica del corretto funzionamento. 01.06.02.I03 Intervento: Pulizia delle guide di scorrimento ogni 6 mesi Pulizia dei residui organici che possono compromettere la funzionalità delle guide di scorrimento. 01.06.02.I05 Intervento: Pulizia telai ogni 6 mesi Pulizia del telaio con prodotti detergenti non aggressivi idonei al tipo di materiale. 01.06.02.I07 Intervento: Registrazione maniglia ogni 6 mesi Registrazione e lubrificazione della maniglia, delle viti e degli accessori di manovra apertura-chiusura. 01.06.02.I08 Intervento: Regolazione controtelai Regolazione del fissaggio dei controtelai alle pareti. ogni 12 mesi 01.06.02.I10 Intervento: Regolazione telai ogni 12 mesi Regolazione del fissaggio dei telai ai controtelai. 01.06.02.I09 Intervento: Ripristino protezione verniciatura parti in legno Ripristino della protezione di verniciatura previa asportazione del vecchio strato per mezzo di carte abrasive leggere ed otturazione con stucco per legno di eventuali fessurazioni. Applicazione di uno strato impregnante e rinnovo, a pennello, dello strato protettivo con l'impiego di prodotti idonei al tipo di legno. ogni 2 anni 01.07 - Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni Codice Elementi Manutenibili / Interventi 01.07.01 Serramenti in legno 01.07.01.I03 Intervento: Pulizia frangisole Frequenza quando occorre Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei. 01.07.01.I05 Intervento: Pulizia organi di movimentazione quando occorre Pulizia degli organi di movimentazione tramite detergenti comuni. 01.07.01.I08 Intervento: Pulizia telai persiane quando occorre Pulizia dei telai con detergenti non aggressivi. 01.07.01.I09 Intervento: Pulizia vetri quando occorre Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei. Pagina 5 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi 01.07.01.I18 Intervento: Sostituzione cinghie avvolgibili quando occorre Sostituzione delle cinghie avvolgibili, verifica dei meccanismi di funzionamento quali rulli avvolgitori e lubrificazione degli snodi. 01.07.01.I19 Intervento: Sostituzione frangisole quando occorre Sostituzione dei frangisole impacchettabili con elementi analoghi. 01.07.01.I02 Intervento: Pulizia delle guide di scorrimento ogni 6 mesi Pulizia dei residui organici che possono compromettere la funzionalità delle guide di scorrimento. 01.07.01.I06 Intervento: Pulizia telai fissi ogni 6 mesi Pulizia dei residui organici che possono provocare l'otturazione delle asole, dei canali di drenaggio, dei fori, delle battute. Pulizia del telaio fisso con detergenti non aggressivi. 01.07.01.I10 Intervento: Registrazione maniglia ogni 6 mesi Registrazione e lubrificazione della maniglia, delle viti e degli accessori di manovra apertura-chiusura. 01.07.01.I04 Intervento: Pulizia guarnizioni di tenuta ogni 12 mesi Pulizia dei residui e depositi che ne possono pregiudicare il buon funzionamento con detergenti non aggressivi. 01.07.01.I07 Intervento: Pulizia telai mobili ogni 12 mesi Pulizia dei telai mobili con detergenti non aggressivi. 01.07.01.I15 Intervento: Ripristino ortogonalità telai mobili ogni 12 mesi Ripristino dell'ortogonalità delle ante e fissaggio dei cavallotti di unione dei profilati dell'anta. 01.07.01.I16 Intervento: Ripristino protezione verniciatura infissi Ripristino della protezione di verniciatura previa asportazione del vecchio strato per mezzo di carte abrasive leggere ed otturazione con stucco per legno di eventuali fessurazioni. Applicazione di uno strato impregnante e rinnovo, a pennello, dello strato protettivo con l'impiego di prodotti idonei al tipo di legno. ogni 2 anni 01.07.01.I17 Intervento: Ripristino protezione verniciatura persiane ogni 2 anni Ripristino della protezione di verniciatura previa asportazione del vecchio strato per mezzo di carte abrasive leggere ed otturazione con stucco per legno di eventuali fessurazioni. Applicazione di uno strato impregnante e rinnovo, a pennello, dello strato protettivo con l'impiego di prodotti idonei al tipo di legno. 01.07.01.I11 Intervento: Regolazione guarnizioni di tenuta ogni 3 anni Regolazione e riposizionamento delle guarnizioni di tenuta. 01.07.01.I12 Intervento: Regolazione organi di movimentazione ogni 3 anni Regolazione delle cerniere e della perfetta chiusura dell'anta col telaio fisso. Riposizionamento tramite scorrimento nelle apposite sedi delle cerniere. 01.07.01.I13 Intervento: Regolazione telai fissi ogni 3 anni Regolazione di ortogonalità del telaio fisso tramite cacciavite sui blocchetti di regolazione e relativo fissaggio. La verifica dell'ortogonalità sarà effettuata mediante l'impiego di livella torica. 01.07.01.I14 Intervento: Ripristino fissaggi telai fissi Ripristino fissaggi dei telai al vano e al controtelaio al muro e riattivazione del fissaggio dei blocchetti di regolazione e fissaggio tramite cacciavite. ogni 3 anni 01.07.01.I01 Intervento: Lubrificazione serrature e cerniere ogni 6 anni Lubrificazione ed ingrassaggio delle serrature e cerniere con prodotti siliconici, verifica del corretto funzionamento. 01.07.01.I20 Intervento: Sostituzione infisso Sostituzione dell'infisso mediante smontaggio e rinnovo della protezione del controtelaio o sua sostituzione, posa del nuovo serramento mediante l'impiego di tecniche di fissaggio, di regolazione e sigillature specifiche al tipo di infisso. ogni 30 anni 01.07.02 Strutture in acciaio 01.07.02.I01 Intervento: Ripresa coloritura Ritinteggiature delle parti previa rimozione delle parti deteriorate mediante preparazione del fondo. Le modalità di ritinteggiatura, i prodotti, le attrezzature variano comunque in funzione delle superfici e dei materiali costituenti. quando occorre 01.07.02.I02 Intervento: Ripristino puntuale pedate e alzate quando occorre Ripristino e/o sostituzione degli elementi rotti delle pedate e delle alzate con elementi analoghi. 01.07.02.I03 Intervento: Ripristino stabilità corrimano e balaustre quando occorre Ripristino e/o sostituzione degli elementi di connessione dei corrimano e delle balaustre e verifica del corretto Pagina 6 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi serraggio degli stessi e sostituzioni di eventuali parti mancanti. Riparazione della protezione antiruggine degli elementi metallici mediante rimozione della ruggine ed applicazione di vernici protettive. Riparazione di eventuali corrosioni o fessurazioni mediante saldature in loco con elementi di raccordo. 01.07.02.I04 Intervento: Sostituzione degli elementi degradati quando occorre Sostituzione degli elementi usurati o rotti con altri analoghi. Sostituzione e verifica dei relativi ancoraggi. 01.07.02.I05 Intervento: Ripristino serraggi bulloni e connessioni metalliche ogni 2 anni Ripristino e/o sostituzione degli elementi di connessione e verifica del corretto serraggio degli stessi e sostituzioni di quelli mancanti. Riparazione della protezione antiruggine degli elementi metallici mediante rimozione della ruggine ed applicazione di vernici protettive. Riparazione di eventuali corrosioni o fessurazioni mediante saldature in loco con elementi di raccordo. 01.07.03 Porte tagliafuoco 01.07.03.I02 Intervento: Pulizia ante quando occorre Pulizia delle ante con prodotti detergenti non aggressivi idonei al tipo di materiale. 01.07.03.I03 Intervento: Pulizia organi di movimentazione quando occorre Pulizia degli organi di movimentazone tramite detergenti comuni. 01.07.03.I05 Intervento: Pulizia vetri Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei. 01.07.03.I01 Intervento: Lubrificazione serrature, cerniere quando occorre ogni 6 mesi Lubrificazione ed ingrassaggio delle serrature e cerniere con prodotti siliconici, verifica del corretto funzionamento. 01.07.03.I04 Intervento: Pulizia telai Pulizia del telaio con prodotti detergenti non aggressivi idonei al tipo di materiale. ogni 6 mesi 01.07.03.I06 Intervento: Registrazione maniglione ogni 6 mesi Registrazione maniglione antipanico e lubrificazione degli accessori di manovra apertura-chiusura. 01.07.03.I10 Intervento: Verifica funzionamento Verifica del corretto funzionamento di apertura-chiusura mediante prova manuale. ogni 6 mesi 01.07.03.I07 Intervento: Regolazione controtelai ogni 12 mesi Regolazione del fissaggio dei controtelai alle pareti. 01.07.03.I08 Intervento: Regolazione telai ogni 12 mesi Regolazione del fissaggio dei telai ai controtelai. 01.07.03.I09 Intervento: Rimozione ostacoli ogni 2 anni Rimozione di eventuali ostacoli in prossimità degli spazi interessati dalle porte antipanico o in prossimità di esse. 01.07.04 Serramenti in alluminio 01.07.04.I03 Intervento: Pulizia frangisole quando occorre Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei. 01.07.04.I05 Intervento: Pulizia organi di movimentazione quando occorre Pulizia degli organi di movimentazione tramite detergenti comuni. 01.07.04.I08 Intervento: Pulizia telai persiane Pulizia dei telai con detergenti non aggressivi. quando occorre 01.07.04.I09 Intervento: Pulizia vetri quando occorre Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei. 01.07.04.I16 Intervento: Sostituzione cinghie avvolgibili quando occorre Sostituzione delle cinghie avvolgibili, verifica dei meccanismi di funzionamento quali rulli avvolgitori e lubrificazione degli snodi. 01.07.04.I17 Intervento: Sostituzione frangisole quando occorre Sostituzione dei frangisole impacchettabili con elementi analoghi. 01.07.04.I02 Intervento: Pulizia delle guide di scorrimento ogni 6 mesi Pulizia dei residui organici che possono compromettere la funzionalità delle guide di scorrimento. 01.07.04.I06 Intervento: Pulizia telai fissi ogni 6 mesi Pagina 7 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi Pulizia dei residui organici che possono provocare l'otturazione delle asole, dei canali di drenaggio, dei fori, delle battute. Pulizia del telaio fisso con detergenti non aggressivi. In particolare per i profili elettrocolorati la pulizia va effettuata con prodotti sgrassanti ed olio di vaselina per la protezione superficiale; per i profili verniciati a forno, la pulizia dei profili va effettuata con paste abrasive con base di cere. 01.07.04.I10 Intervento: Registrazione maniglia ogni 6 mesi Registrazione e lubrificazione della maniglia, delle viti e degli accessori di manovra apertura-chiusura. 01.07.04.I04 Intervento: Pulizia guarnizioni di tenuta ogni 12 mesi Pulizia dei residui e depositi che ne possono pregiudicare il buon funzionamento con detergenti non aggressivi. 01.07.04.I07 Intervento: Pulizia telai mobili ogni 12 mesi Pulizia dei telai mobili con detergenti non aggressivi. 01.07.04.I15 Intervento: Ripristino ortogonalità telai mobili ogni 12 mesi Ripristino dell'ortogonalità delle ante e fissaggio dei cavallotti di unione dei profilati dell'anta. 01.07.04.I11 Intervento: Regolazione guarnizioni di tenuta ogni 3 anni Regolazione e riposizionamento delle guarnizioni di tenuta. 01.07.04.I12 Intervento: Regolazione organi di movimentazione Regolazione delle cerniere e della perfetta chiusura dell'anta col telaio fisso. Riposizionamento tramite scorrimento nelle apposite sedi delle cerniere. ogni 3 anni 01.07.04.I13 Intervento: Regolazione telai fissi ogni 3 anni Regolazione di ortogonalità del telaio fisso tramite cacciavite sui blocchetti di regolazione e relativo fissaggio. La verifica dell'ortogonalità sarà effettuata mediante l'impiego di livella torica. 01.07.04.I14 Intervento: Ripristino fissaggi telai fissi ogni 3 anni Ripristino fissaggi dei telai al vano e al controtelaio al muro e riattivazione del fissaggio dei blocchetti di regolazione e fissaggio tramite cacciavite. 01.07.04.I01 Intervento: Lubrificazione serrature e cerniere ogni 6 anni Lubrificazione ed ingrassaggio delle serrature e cerniere con prodotti siliconici, verifica del corretto funzionamento. 01.07.04.I18 Intervento: Sostituzione infisso ogni 30 anni Sostituzione dell'infisso e del controtelaio mediante smontaggio e posa del nuovo serramento mediante l'impiego di tecniche di fissaggio, di regolazione e sigillature specifiche al tipo di infisso. 01.07.05 Serramenti in profilati di acciaio 01.07.05.I03 Intervento: Pulizia frangisole quando occorre Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei. 01.07.05.I05 Intervento: Pulizia organi di movimentazione quando occorre Pulizia degli organi di movimentazione tramite detergenti comuni. 01.07.05.I08 Intervento: Pulizia telai persiane Pulizia dei telai con detergenti non aggressivi. quando occorre 01.07.05.I09 Intervento: Pulizia vetri quando occorre Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei. 01.07.05.I16 Intervento: Sostituzione cinghie avvolgibili Sostituzione delle cinghie avvolgibili, verifica dei meccanismi di funzionamento quali rulli avvolgitori e lubrificazione degli snodi. quando occorre 01.07.05.I17 Intervento: Sostituzione frangisole quando occorre Sostituzione dei frangisole impacchettabili con elementi analoghi. 01.07.05.I02 Intervento: Pulizia delle guide di scorrimento Pulizia dei residui organici che possono compromettere la funzionalità delle guide di scorrimento. ogni 6 mesi 01.07.05.I06 Intervento: Pulizia telai fissi ogni 6 mesi Pulizia dei residui organici che possono provocare l'otturazione delle asole, dei canali di drenaggio, dei fori, delle battute. Pulizia del telaio fisso con detergenti non aggressivi che possano deteriorare la vernice di protezone e facilitare la corrosione. 01.07.05.I10 Intervento: Registrazione maniglia ogni 6 mesi Registrazione e lubrificazione della maniglia, delle viti e degli accessori di manovra apertura-chiusura. Pagina 8 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi 01.07.05.I04 Intervento: Pulizia guarnizioni di tenuta ogni 12 mesi Pulizia dei residui e depositi che ne possono pregiudicare il buon funzionamento con detergenti non aggressivi. 01.07.05.I07 Intervento: Pulizia telai mobili ogni 12 mesi Pulizia dei telai mobili con detergenti non aggressivi che possano deteriorare la vernice di protezone e facilitare la corrosione. 01.07.05.I15 Intervento: Ripristino ortogonalità telai mobili ogni 12 mesi Ripristino dell'ortogonalità delle ante e fissaggio dei cavallotti di unione dei profilati dell'anta. 01.07.05.I11 Intervento: Regolazione guarnizioni di tenuta ogni 3 anni Regolazione e riposizionamento delle guarnizioni di tenuta. 01.07.05.I12 Intervento: Regolazione organi di movimentazione Regolazione delle cerniere e della perfetta chiusura dell'anta col telaio fisso. Riposizionamento tramite scorrimento nelle apposite sedi delle cerniere. ogni 3 anni 01.07.05.I13 Intervento: Regolazione telai fissi ogni 3 anni Regolazione di ortogonalità del telaio fisso tramite cacciavite sui blocchetti di regolazione e relativo fissaggio. La verifica dell'ortogonalità sarà effettuata mediante l'impiego di livella torica. 01.07.05.I14 Intervento: Ripristino fissaggi telai fissi ogni 3 anni Ripristino fissaggi dei telai al vano e al controtelaio al muro e riattivazione del fissaggio dei blocchetti di regolazione e fissaggio tramite cacciavite. 01.07.05.I01 Intervento: Lubrificazione serrature e cerniere ogni 6 anni Lubrificazione ed ingrassaggio delle serrature e cerniere con prodotti siliconici, verifica del corretto funzionamento. 01.07.05.I18 Intervento: Sostituzione infisso ogni 30 anni Sostituzione dell'infisso e del controtelaio mediante smontaggio e posa del nuovo serramento mediante l'impiego di tecniche di fissaggio, di regolazione e sigillature specifiche al tipo di infisso. 01.07.06 Serramenti misti legno/alluminio 01.07.06.I03 Intervento: Pulizia frangisole quando occorre Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei. 01.07.06.I05 Intervento: Pulizia organi di movimentazione quando occorre Pulizia degli organi di movimentazione tramite detergenti comuni. 01.07.06.I08 Intervento: Pulizia telai persiane Pulizia dei telai con detergenti non aggressivi. quando occorre 01.07.06.I09 Intervento: Pulizia vetri quando occorre Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei. 01.07.06.I18 Intervento: Sostituzione cinghie avvolgibili quando occorre Sostituzione delle cinghie avvolgibili, verifica dei meccanismi di funzionamento quali rulli avvolgitori e lubrificazione degli snodi. 01.07.06.I19 Intervento: Sostituzione frangisole quando occorre Sostituzione dei frangisole impacchettabili con elementi analoghi. 01.07.06.I02 Intervento: Pulizia delle guide di scorrimento Pulizia dei residui organici che possono compromettere la funzionalità delle guide di scorrimento. ogni 6 mesi 01.07.06.I06 Intervento: Pulizia telai fissi ogni 6 mesi Pulizia dei residui organici che possono provocare l'otturazione delle asole, dei canali di drenaggio, dei fori, delle battute. Pulizia del telaio fisso con detergenti non aggressivi. In particolare, per le parti in alluminio, per i profili elettrocolorati la pulizia va effettuata con prodotti sgrassanti ed olio di vaselina per la protezione superficiale; per i profili verniciati a forno, la pulizia dei profili va effettuata con paste abrasive con base di cere. 01.07.06.I10 Intervento: Registrazione maniglia ogni 6 mesi Registrazione e lubrificazione della maniglia, delle viti e degli accessori di manovra apertura-chiusura. 01.07.06.I04 Intervento: Pulizia guarnizioni di tenuta ogni 12 mesi Pulizia dei residui e depositi che ne possono pregiudicare il buon funzionamento con detergenti non aggressivi. 01.07.06.I07 Intervento: Pulizia telai mobili Pulizia dei telai mobili con detergenti non aggressivi. ogni 12 mesi e fissaggio dei cavallotti di unione dei profilati dell'anta. Pagina 9 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi 01.07.06.I15 ogni 12 mesi Intervento: Ripristino ortogonalità telai mobili Ripristino dell'ortogonalità delle ante e fissaggio dei cavallotti di unione dei profilati dell'anta. 01.07.06.I16 Intervento: Ripristino protezione verniciatura infissi ogni 2 anni Ripristino della protezione di verniciatura previa asportazione del vecchio strato per mezzo di carte abrasive leggere ed otturazione con stucco per legno di eventuali fessurazioni. Applicazione di uno strato impregnante e rinnovo, a pennello, dello strato protettivo con l'impiego di prodotti idonei al tipo di legno. 01.07.06.I17 Intervento: Ripristino protezione verniciatura persiane ogni 2 anni Ripristino della protezione di verniciatura previa asportazione del vecchio strato per mezzo di carte abrasive leggere ed otturazione con stucco per legno di eventuali fessurazioni. Applicazione di uno strato impregnante e rinnovo, a pennello, dello strato protettivo con l'impiego di prodotti idonei al tipo di legno. 01.07.06.I11 Intervento: Regolazione guarnizioni di tenuta Regolazione e riposizionamento delle guarnizioni di tenuta. ogni 3 anni 01.07.06.I12 Intervento: Regolazione organi di movimentazione ogni 3 anni Regolazione delle cerniere e della perfetta chiusura dell'anta col telaio fisso. Riposizionamento tramite scorrimento nelle apposite sedi delle cerniere. 01.07.06.I13 Intervento: Regolazione telai fissi Regolazione di ortogonalità del telaio fisso tramite cacciavite sui blocchetti di regolazione e relativo fissaggio. La verifica dell'ortogonalità sarà effettuata mediante l'impiego di livella torica. ogni 3 anni 01.07.06.I14 Intervento: Ripristino fissaggi telai fissi ogni 3 anni Ripristino fissaggi dei telai al vano e al controtelaio al muro e riattivazione del fissaggio dei blocchetti di regolazione e fissaggio tramite cacciavite. 01.07.06.I01 Intervento: Lubrificazione serrature e cerniere Lubrificazione ed ingrassaggio delle serrature e cerniere con prodotti siliconici, verifica del corretto funzionamento. ogni 6 anni 01.07.06.I20 Intervento: Sostituzione infisso ogni 30 anni Sostituzione dell'infisso mediante smontaggio e rinnovo della protezione del controtelaio o sua sostituzione, posa del nuovo serramento mediante l'impiego di tecniche di fissaggio, di regolazione e sigillature specifiche al tipo di infisso. 01.07.07 Portoni basculanti 01.07.07.I04 Intervento: Sostituzione elementi usurati quando occorre Sostituzione degli elementi in vista, di parti meccaniche ed organi di manovra usurati e/o rotti con altri analoghi e con le stesse caratteristiche. 01.07.07.I01 Intervento: Ingrassaggio degli elementi di manovra ogni 3 mesi Pulizia ed ingrassaggio-grafitaggio degli elementi di manovra (cerniere, guide, superfici di scorrimento) con prodotti idonei e non residuosi. 01.07.07.I02 Intervento: Revisione automatismi a distanza ogni 6 mesi Sostituzione delle batterie energetiche dai telecomandi. Pulizia schermi barriere fotoelettriche (proiettori e ricevitori). Sostituzione di parti ed automatismi usurati e/o difettosi. 01.07.07.I03 Intervento: Ripresa protezione elementi ogni 2 anni Ripresa delle protezioni e delle coloriture mediante rimozione dei vecchi strati, pulizia delle superfici ed applicazioni di prodotti idonei (anticorrosivi, protettivi) al tipo di materiale ed alle condizioni ambientali. 01.08 - Scale e rampe Codice Elementi Manutenibili / Interventi 01.08.01 Strutture in acciaio 01.08.01.I01 Intervento: Ripresa coloritura Frequenza quando occorre Ritinteggiature delle parti previa rimozione delle parti deteriorate mediante preparazione del fondo. Le modalità di ritinteggiatura, i prodotti, le attrezzature variano comunque in funzione delle superfici e dei materiali costituenti. 01.08.01.I02 Intervento: Ripristino puntuale pedate e alzate quando occorre Ripristino e/o sostituzione degli elementi rotti delle pedate e delle alzate con elementi analoghi. 01.08.01.I03 Intervento: Ripristino stabilità corrimano e balaustre Ripristino e/o sostituzione degli elementi di connessione dei corrimano e delle balaustre e verifica del corretto serraggio degli stessi e sostituzioni di eventuali parti mancanti. Riparazione della protezione antiruggine degli quando occorre Pagina 10 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi elementi metallici mediante rimozione della ruggine ed applicazione di vernici protettive. Riparazione di eventuali corrosioni o fessurazioni mediante saldature in loco con elementi di raccordo. 01.08.01.I04 Intervento: Sostituzione degli elementi degradati quando occorre Sostituzione degli elementi usurati o rotti con altri analoghi. Sostituzione e verifica dei relativi ancoraggi. 01.08.01.I05 Intervento: Ripristino serraggi bulloni e connessioni metalliche Ripristino e/o sostituzione degli elementi di connessione e verifica del corretto serraggio degli stessi e sostituzioni di quelli mancanti. Riparazione della protezione antiruggine degli elementi metallici mediante rimozione della ruggine ed applicazione di vernici protettive. Riparazione di eventuali corrosioni o fessurazioni mediante saldature in loco con elementi di raccordo. ogni 2 anni 01.09 - Opere da decoratore Codice Elementi Manutenibili / Interventi 01.09.01 Intonaco 01.09.01.I01 Intervento: Pulizia delle superfici Frequenza quando occorre Pulizia della patina superficiale degradata dell'intonaco mediante lavaggio ad acqua con soluzioni adatte al tipo di rivestimento. Rimozioni di macchie, graffiti o depositi superficiali mediante l'impiego di tecniche con getto d'acqua a pressione e/o con soluzioni chimiche appropriate. 01.09.01.I02 Intervento: Sostituzione delle parti più soggette ad usura quando occorre Sostituzione delle parti più soggette ad usura o altre forme di degrado mediante l'asportazione delle aree più degradate, pulizia delle parti sottostanti mediante spazzolatura e preparazione della base di sottofondo previo lavaggio. Ripresa dell'area con materiali adeguati e/o comunque simili all'intonaco originario ponendo particolare attenzione a non alterare l'aspetto visivo cromatico delle superfici. 01.09.02 Rivestimenti lapidei 01.09.02.I04 Intervento: Sostituzione degli elementi degradati quando occorre Sostituzione degli elementi usurati o rotti con altri analoghi. Sostituzione e verifica dei relativi ancoraggi. 01.09.02.I01 Intervento: Pulizia delle superfici Pulizia della patina superficiale degradata del rivestimento lapideo mediante lavaggio ad acqua ed impacchi con soluzioni adatte al tipo di rivestimento. Rimozioni di macchie, graffiti o depositi superficiali mediante l'impiego di tecniche con getto d'acqua calda a vapore e soluzioni chimiche appropriate. ogni 5 anni 01.09.02.I03 Intervento: Ripristino strati protettivi ogni 5 anni Ripristino degli strati protettivi, previa accurata pulizia delle superfici, con soluzioni chimiche appropriate che non alterino le caratteristiche fisico-chimiche dei materiale ed in particolare di quelle visive cromatiche. 01.09.02.I02 Intervento: Pulizia e reintegro giunti ogni 10 anni Rimozione dei pannelli lapidei di facciata, pulizia degli alloggiamenti, reintegro degli giunti strutturali e rifacimento delle sigillature di tenuta degradate. 01.09.03 Rivestimento a cappotto 01.09.03.I01 Intervento: Pulizia delle superfici quando occorre Pulizia della patina superficiale degradata dell'intonaco mediante lavaggio ad acqua con soluzioni adatte al tipo di rivestimento. Rimozioni di macchie, graffiti o depositi superficiali mediante l'impiego di soluzioni chimiche appropriate e comunque con tecniche idonee. 01.09.03.I02 Intervento: Sostituzione di parti usurate quando occorre Sostituzione delle parti più soggette ad usura o altre forme di degrado mediante l'asportazione dei pannelli o lastre danneggiate. Rifacimento dell'intonaco di protezione o altro rivestimento con materiali adeguati e/o comunque simili a quelli originari ponendo particolare attenzione a non alterare l'aspetto visivo cromatico delle superfici. 01.09.04 Tinteggiature e decorazioni 01.09.04.I01 Intervento: Ritinteggiatura e coloritura Ritinteggiature delle superfici con nuove pitture previa carteggiatura e sverniciatura, stuccatura dei paramenti e preparazione del fondo mediante applicazione, se necessario, di prevernici fissanti. Le modalità di ritinteggiatura, i prodottii, le attrezzature variano comunque in funzione delle superfici e dei materiali costituenti. quando occorre 01.09.04.I02 Intervento: Sostituzione elementi decorativi degradati quando occorre Sostituzione degli elementi decorativi usurati o rotti con altri analoghi o se non possibile riparazione dei medesimi con tecniche appropriate tali da non alterare gli aspetti geometrici-cromatici delle superfici di facciata. Sostituzione e verifica dei relativi ancoraggi. Pagina 11 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi 01.10 - Impianti ascensore Codice Elementi Manutenibili / Interventi 01.10.01 Ammortizzatori della cabina 01.10.01.I01 Intervento: Sostituzione Sostituire gli ammortizzatori quando scarichi e non più rispondenti alla normativa. 01.10.02 Cabina 01.10.02.I03 Intervento: Sostituzione elementi della cabina Frequenza quando occorre quando occorre Sostituire i tappetini, i pavimenti e i rivestimenti quando necessario. 01.10.02.I01 Intervento: Lubrificazione meccanismi di leveraggio ogni mese Effettuare una lubrificazione delle serrature, dei sistemi di bloccaggio e leveraggio delle porte, degli interruttori di fine corsa e di piano. 01.10.02.I02 Intervento: Pulizia pavimento e pareti della cabina ogni mese Effettuare una pulizia del pavimento, delle pareti, degli specchi se presenti utilizzando idonei prodotti. 01.10.03 Contrappeso 01.10.03.I03 Intervento: Sostituzione delle funi quando occorre Sostituire le funi quando i fili rotti che le costituiscono hanno raggiunto una sezione valutabile nel 10% della sezione metallica totale della fune. 01.10.03.I01 Intervento: Eguagliamento funi e catene Eseguire l'eguagliamento delle funi e delle catene. ogni mese 01.10.03.I02 Intervento: Lubrificazione ogni 2 mesi Effettuare una lubrificazione delle pulegge e/o dei pignoni. 01.10.04 Funi 01.10.04.I02 Intervento: Sostituzione delle funi quando occorre Sostituire le funi quando i fili rotti che le costituiscono hanno raggiunto una sezione valutabile nel 10% della sezione metallica totale della fune. 01.10.04.I01 Intervento: Eguagliamento funi e catene ogni mese Eseguire l'eguagliamento delle funi e delle catene. 01.10.05 Guide cabina 01.10.05.I01 Intervento: Lubrificazione ogni 3 mesi Eseguire una lubrificazione con prodotti specifici delle guide di scorrimento della cabina. 01.10.06 Interruttore di extracorsa 01.10.06.I02 Intervento: Sostituzione quando occorre Sostituire gli interruttori di extracorsa non più funzionanti. 01.10.06.I01 Intervento: Pulizia generale ogni 3 mesi Pulizia generale degli interruttori di manovra, dei sezionatori di messa a terra, delle lame e delle pinze dei sezionatori di linea. 01.10.07 Limitatore di velocità 01.10.07.I02 Intervento: Sostituzione della fune quando occorre Sostituire la fune metallica del limitatore quando, dei fili che la compongono, se ne presentano rotti una percentuale valutabile intorno al 10% della sezione totale della fune metallica stessa. 01.10.07.I01 Intervento: Eguagliamento fune ogni mese Eseguire l'eguagliamento della fune del limitatore. 01.10.08 Macchinari elettromeccanici 01.10.08.I02 Intervento: Sostituzione quando occorre Sostituire quando usurate le apparecchiature elettromeccaniche. 01.10.08.I01 Intervento: Lubrificazione ogni mese Pagina 12 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi Effettuare una lubrificazione del paracadute e del limitatore di velocità. 01.10.09 Macchinari oleodinamici 01.10.09.I01 Intervento: Lubrificazione ogni mese Lubrificazione del paracadute e del limitatore di velocità. 01.10.10 Montacarichi 01.10.10.I02 Intervento: Sostituzione quando occorre Sostituire quando usurate le apparecchiature elettromeccaniche. 01.10.10.I01 Intervento: Lubrificazione ogni mese Effettuare una lubrificazione del paracadute e del limitatore di velocità. 01.10.11 Vani corsa 01.10.11.I01 Intervento: Lubrificazione ogni 6 mesi Effettuare una lubrificazione di tutti organi di scorrimento (guide, pattini ecc.). 01.10.12 Montascale o servoscale 01.10.12.I01 Intervento: Lubrificazione ogni 2 mesi Eseguire la pulizia delle guide di scorrimento ed eseguire una lubrificazione delle guide e dei pignoni. 01.10.13 Nastri trasportatori 01.10.13.I01 Intervento: Ingrassaggio Effettuare una pulizia con successivo ingrassaggio con sostanze lubrificanti delle parti soggette ad usura quali motori e cuscinetti. 01.10.14 Paracadute 01.10.14.I02 Intervento: Sostituzione ganasce ogni 2 mesi quando occorre Sostituire le ganasce quando usurate e non più efficienti. 01.10.14.I01 Intervento: Regolazione ogni 6 mesi Registrare i dispositivi del paracadute. 01.10.15 Porte di piano 01.10.15.I02 Intervento: Pulizia ante Pulizia delle ante con prodotti detergenti non aggressivi idonei al tipo di materiale. quando occorre 01.10.15.I03 Intervento: Pulizia vetri quando occorre Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei. 01.10.15.I01 Intervento: Lubrificazione serrature, cerniere Lubrificazione ed ingrassaggio delle serrature e cerniere con prodotti siliconici, verifica del corretto funzionamento. 01.10.16 Pulsantiera 01.10.16.I01 Intervento: Pulizia ogni 6 mesi ogni 2 mesi Effettuare la pulizia delle pulsantiere per eliminare polvere, accumuli vari. 01.10.16.I02 Intervento: Serraggio ogni 2 mesi Effettuare il serraggio dei dispositivi di tenuta delle pulsantiere. 01.10.17 Quadro di manovra 01.10.17.I01 Intervento: Lubrificazione ingranaggi e contatti ogni 6 mesi Lubrificare con vaselina pura i contatti, le pinze e le lame dei sezionatori di linea, gli interruttori di manovra, i sezionatori di messa a terra. Lubrificare con olio grafitato tutti gli ingranaggi e gli apparecchi di manovra. 01.10.17.I02 Intervento: Pulizia generale ogni 6 mesi Pulizia generale degli interruttori di manovra, dei sezionatori di messa a terra, delle lame e delle pinze dei sezionatori di linea. Pagina 13 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi 02 - IMPIANTO TERMOIDRAULICI 02.01 - Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione Codice Elementi Manutenibili / Interventi 02.01.01 Tubi in acciaio 02.01.01.I01 Intervento: Ripristino coibentazione Frequenza quando occorre Effettuare un ripristino dello strato di coibentazione delle tubazioni quando sono evidenti i segni di degradamento. 02.01.02 Strato coibente 02.01.02.I01 Intervento: Rifacimenti ogni 2 anni Eseguire il rifacimento degli strati di coibente deteriorati o mancanti. 02.01.02.I02 Intervento: Sostituzione coibente ogni 15 anni Eseguire la sostituzione dello strato coibente quando deteriorato. 02.01.03 Tubazioni in polietilene 02.01.03.I01 Intervento: Pulizia ogni 6 mesi Eseguire una pulizia dei sedimenti formatisi e che provocano ostruzioni diminuendo la capacità di trasporto dei fluidi. 02.02 - Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri Codice Elementi Manutenibili / Interventi 02.02.01 Ventilconvettori e termovettori 02.02.01.I06 Intervento: Sostituzione filtri dei ventilconvettori Frequenza quando occorre Sostituire i filtri quando sono usurati seguendo le indicazione fornite dal costruttore. 02.02.01.I01 Intervento: Pulizia bacinelle di raccolta condense dei ventilconvettori ogni mese Effettuare una pulizia delle bacinelle di raccolta condense e del relativo scarico utilizzando idonei disinfettanti. 02.02.01.I03 Intervento: Pulizia filtri dei ventilconvettori ogni 3 mesi Effettuare una pulizia dei filtri mediante aspiratore d'aria ed un lavaggio dei filtri con acqua e solventi. Asciugare i filtri alla fine di ogni intervento. 02.02.01.I02 Intervento: Pulizia batterie di scambio dei ventilconvettori ogni 12 mesi Effettuare una pulizia delle batterie mediante aspiratore d'aria e spazzolatura delle alette. 02.02.01.I04 Intervento: Pulizia griglie dei canali ogni 12 mesi Eseguire un lavaggio chimico per effettuare una disincrostazione degli eventuali depositi di polvere o altro. 02.02.01.I05 Intervento: Pulizia griglie e filtri dei ventilconvettori ogni 12 mesi Effettuare una pulizia dei filtri aria utilizzando aspiratori. Effettuare inoltre una pulizia delle bocchette di mandata e di ripresa, delle griglie e delle cassette miscelatrici. 02.02.02 Tubi in rame 02.02.02.I01 Intervento: Ripristino coibentazione quando occorre Effettuare un ripristino dello strato di coibentazione delle tubazioni quando sono evidenti i segni di degradamento. 02.02.03 Tubi in acciaio 02.02.03.I01 Intervento: Ripristino coibentazione quando occorre Effettuare un ripristino dello strato di coibentazione delle tubazioni quando sono evidenti i segni di degradamento. 02.02.04 Strato coibente 02.02.04.I01 Intervento: Rifacimenti ogni 2 anni Eseguire il rifacimento degli strati di coibente deteriorati o mancanti. Pagina 14 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi 02.02.04.I02 Intervento: Sostituzione coibente ogni 15 anni Eseguire la sostituzione dello strato coibente quando deteriorato. 02.03 - Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione Codice Elementi Manutenibili / Interventi Frequenza 02.03.01 Centrali di trattamento aria (U.T.A.) 02.03.01.I09 Intervento: Sostituzione celle filtranti Sostituire le celle filtranti a perdere delle macchine U.T.A., secondo le scadenze fornite dal produttore. quando occorre 02.03.01.I10 Intervento: Sostituzione cinghie delle sezioni ventilanti quando occorre Sostituire le cinghie delle sezioni ventilanti e dei cuscinetti delle macchine U.T.A. quando occorre. 02.03.01.I01 Intervento: Pulizia bacinella raccolta condensa degli umidificatori ad acqua ogni 15 giorni Effettuare una pulizia delle bacinelle di raccolta condense, e del relativo scarico, degli umidificatori ad acqua delle U.T.A., utilizzando idonei disinfettanti. 02.03.01.I02 Intervento: Pulizia bacinella raccolta condensa delle sezioni di scambio ogni 15 giorni Effettuare una pulizia delle bacinelle di raccolta condense, e del relativo scarico, delle sezioni di scambio U.T.A., utilizzando idonei disinfettanti. 02.03.01.I08 Intervento: Pulizia umidificatori a vapore Effettuare una pulizia meccanica, o con trattamento chimico biodegradabile, dei circuiti degli umidificatori a vapore delle macchine U.T.A. 02.03.01.I03 Intervento: Pulizia batterie di condensazione ogni 15 giorni ogni 3 mesi Pulizia delle batterie di condensazione ad aria mediante spazzolatura con spazzole metalliche o trattamento chimico biodegradabile delle alette lato aria. 02.03.01.I05 Intervento: Pulizia filtro acqua degli umidificatori ad acqua Effettuare una pulizia del filtro dell'acqua degli umidificatori ad acqua dell’U.T.A. ogni 3 mesi 02.03.01.I07 Intervento: Pulizia sezioni di scambio ogni 3 mesi Effettuare una pulizia meccanica o con trattamento chimico biodegradabile dei circuiti lato aria ed acqua delle sezioni di scambio delle macchine U.T.A.. 02.03.01.I06 Intervento: Pulizia sezioni di ripresa Effettuare una pulizia e disincrostazione delle griglie delle sezioni di ripresa delle macchine U.T.A. con mezzi meccanici. ogni 6 mesi 02.03.01.I04 Intervento: Pulizia e sostituzione motoventilatori ogni 12 mesi Eseguire una serie di verifiche e controlli generali su alcuni elementi dei motoventilatori quali girante, cuscinetti, trasmissione. Effettuare una lubrificazione dei cuscinetti o una sostituzione se usurati. 02.03.02 Filtri fini a tasche flosce 02.03.02.I01 Intervento: Sistemazione controtelai quando occorre Eseguire la sistemazione dei controtelai di supporto dei filtri nel caso di intervento sui filtri. 02.03.02.I02 Intervento: Sostituzione filtri quando occorre Sostituire i filtri quando sono usurati, seguendo le indicazioni fornite dal costruttore, o quando lo spessore dello strato filtrante si è ridotto del 20% rispetto al valore di integrità iniziale. 02.03.03 Filtri multidiedri (a tasche rigide) 02.03.03.I02 Intervento: Sistemazione controtelai quando occorre Eseguire la sistemazione dei controtelai di supporto dei filtri nel caso di intervento sui filtri. 02.03.03.I03 Intervento: Sostituzione filtri quando occorre Sostituire i filtri quando sono usurati, seguendo le indicazioni fornite dal costruttore, o quando lo spessore dello strato filtrante si è ridotto del 20% rispetto al valore di integrità iniziale. 02.03.03.I01 Intervento: Pulizia filtri ogni 3 mesi Effettuare una pulizia dei filtri mediante aspiratore d'aria ed un lavaggio dei filtri con acqua e solventi. Asciugare i filtri alla fine di ogni intervento. 02.03.04 Estrattori d'aria Pagina 15 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi 02.03.04.I01 Intervento: Sostituzione delle cinghie quando occorre Sostituire le cinghie di trasmissione quando usurate. 02.03.05 Canali in lamiera 02.03.05.I02 Intervento: Ripristino coibentazione quando occorre Effettuare il ripristino dello strato coibente quando deteriorato. 02.03.05.I03 Intervento: Ripristino serraggi quando occorre Eseguire il ripristino dei dadi di serraggio dei vari tratti di canale. 02.03.05.I01 Intervento: Pulizia canali ogni anno Effettuare una pulizia dei canali utilizzando aspiratori. Effettuare inoltre una pulizia delle bocchette di mandata e di ripresa, delle griglie e delle cassette miscelatrici. 02.03.06 Serrande tagliafuoco 02.03.06.I01 Intervento: Lubrificazione ogni anno Eseguire la lubrificazione dei meccanismi di leverismo della serranda quali pistoni e perni. 02.03.06.I02 Intervento: Pulizia ogni anno Eseguire una pulizia della polvere e dei depositi sulle serrande e sui DAS. 02.03.07 Strato coibente 02.03.07.I01 Intervento: Rifacimenti ogni 2 anni Eseguire il rifacimento degli strati di coibente deteriorati o mancanti. 02.03.07.I02 Intervento: Sostituzione coibente ogni 15 anni Eseguire la sostituzione dello strato coibente quando deteriorato. 02.03.08 Tubi in acciaio 02.03.08.I01 Intervento: Ripristino coibentazione Effettuare un ripristino dello strato di coibentazione delle tubazioni quando sono evidenti i segni di degradamento. 02.03.09 Tubi in rame 02.03.09.I01 Intervento: Ripristino coibentazione quando occorre quando occorre Effettuare un ripristino dello strato di coibentazione delle tubazioni quando sono evidenti i segni di degradamento. 02.03.10 Umidificatori ad acqua 02.03.10.I01 Intervento: Pulizia bacinelle di umidificazione ogni 2 settimane Effettuare una pulizia delle bacinelle di umidificazione e del relativo scarico utilizzando idonei disinfettanti per rimuovere il calcare presente 02.03.10.I04 Intervento: Pulizia ugelli umidificatori ogni mese Eseguire la pulizia della rete degli ugelli umidificatori. 02.03.10.I02 Intervento: Pulizia separatore di gocce ogni 3 mesi Effettuare una pulizia del separatore di gocce. 02.03.10.I03 Intervento: Pulizia filtro acqua ogni 3 mesi Effettuare una pulizia del filtro dell'acqua provvedendo alla sostituzione della cartuccia filtrante. 02.03.11 Dispositivi di controllo e regolazione 02.03.11.I01 Intervento: Ingrassaggio valvole ogni 6 mesi Effettuare una pulizia con ingrassaggio delle valvole. 02.03.11.I02 Intervento: Sostituzione valvole ogni 15 anni Sostituire le valvole seguendo le scadenze indicate dal produttore (periodo ottimale 15 anni). 02.03.12 Servocomandi 02.03.12.I01 Intervento: Registrazione Eseguire una registrazione dei servocomandi quando si riscontrano differenze tra i valori della temperatura erogati e quelli di esercizio. quando occorre Pagina 16 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi 02.03.13 Termostati 02.03.13.I01 Intervento: Registrazione quando occorre Eseguire una registrazione dei parametri del termostato quando si riscontrano valori della temperatura diversi da quelli di progetto. 02.03.13.I02 Intervento: Sostituzione dei termostati ogni 10 anni Eseguire la sostituzione dei termostati quando non più efficienti. 02.03.14 Valvole motorizzate 02.03.14.I02 Intervento: Pulizia raccoglitore impurità ogni 6 mesi Svuotare il raccoglitore dalle impurità trasportate dalla corrente per evitare problemi di strozzatura della valvola. 02.03.14.I01 Intervento: Lubrificazione valvole ogni anno Effettuare lo smontaggio della valvole ed eseguire una lubrificazione delle cerniere e delle molle che regolano le valvole. 02.03.14.I03 Intervento: Serraggio dei bulloni ogni anno Eseguire il serraggio dei bulloni di fissaggio del motore. 02.03.14.I04 Intervento: Sostituzione valvole ogni 15 anni Sostituire le valvole quando non più rispondenti alle normative. 02.04 - Rete di distribuzione aria sala lettura-consultazione Biblioteca Civica Canna Codice Elementi Manutenibili / Interventi 02.04.01 Canali in lamiera 02.04.01.I02 Intervento: Ripristino coibentazione Frequenza quando occorre Effettuare il ripristino dello strato coibente quando deteriorato. 02.04.01.I03 Intervento: Ripristino serraggi quando occorre Eseguire il ripristino dei dadi di serraggio dei vari tratti di canale. 02.04.01.I01 Intervento: Pulizia canali Effettuare una pulizia dei canali utilizzando aspiratori. Effettuare inoltre una pulizia delle bocchette di mandata e di ripresa, delle griglie e delle cassette miscelatrici. 02.04.02 Bocchette di ventilazione 02.04.02.I01 Intervento: Pulizia ogni anno ogni anno Effettuare una pulizia delle bocchette utilizzando aspiratori. 02.05 - Impianto idraulico Codice Elementi Manutenibili / Interventi 02.05.01 Apparecchi sanitari e rubinetteria 02.05.01.I01 Intervento: Disostruzione degli scarichi Frequenza quando occorre Disostruzione meccanica degli scarichi senza rimozione degli apparecchi, mediante lo smontaggio dei sifoni, l'uso di aria in pressione o sonde flessibili. 02.05.01.I02 Intervento: Rimozione calcare ogni 6 mesi Rimozione di eventuale calcare sugli apparecchi sanitari con l'utilizzo di prodotti chimici. 02.05.02 Cassette di scarico a zaino 02.05.02.I02 Intervento: Ripristino ancoraggio quando occorre Ripristinare l'ancoraggio delle cassette con eventuale sigillatura con silicone. 02.05.02.I01 Intervento: Rimozione calcare Rimozione del calcare eventualmente depositato sugli apparecchi sanitari, mediante l'utilizzazione di prodotti chimici. ogni 6 mesi Pagina 17 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi 02.05.02.I03 Intervento: Sostituzione cassette ogni 30 anni Effettuare la sostituzione delle cassette di scarico quando sono lesionate, rotte o macchiate. 02.05.03 Miscelatori termostatici 02.05.03.I02 Intervento: Sostituzione Sostituire i miscelatori quando usurati e non più rispondenti alla normativa di settore. 02.05.03.I01 Intervento: Pulizia quando occorre ogni 3 mesi Eseguire la pulizia della cartuccia termostatica controllando l'integrità dei dischi metallici di dilatazione. 02.05.04 Scaldacqua elettrici ad accumulo 02.05.04.I01 Intervento: Ripristino coibentazione ogni 10 anni Effettuare il ripristino della coibentazione dello scaldacqua. 02.05.04.I02 Intervento: Sostituzione scalda acqua ogni 15 anni Sostituire lo scaldacqua secondo le specifiche indicate dai produttori. 02.05.05 Tubazioni in rame 02.05.05.I01 Intervento: Ripristino coibentazione quando occorre Effettuare un ripristino dello strato di coibentazione delle tubazioni quando sono evidenti i segni di degradamento. 02.05.06 Tubazioni multistrato 02.05.06.I01 Intervento: Pulizia ogni 6 mesi Pulizia o eventuale sostituzione dei filtri dell'impianto. 02.05.07 Tubi in acciaio zincato 02.05.07.I02 Intervento: Pulizia otturatore quando occorre Pulizia o eventuale sostituzione dell'otturatore nel caso si verifichi il passaggio del fluido ad otturatore chiuso. 02.05.07.I01 Intervento: Pulizia ogni 6 mesi Pulizia o eventuale sostituzione dei filtri dell'impianto. 02.05.08 Vasi igienici a sedile 02.05.08.I01 Intervento: Disostruzione degli scarichi Disostruzione meccanica degli scarichi senza rimozione degli apparecchi, mediante lo smontaggio dei sifoni, l'uso di aria in pressione o sonde flessibili. 02.05.08.I02 Intervento: Rimozione calcare quando occorre ogni 6 mesi Rimozione del calcare eventualmente depositato sugli apparecchi sanitari, mediante l'utilizzazione di prodotti chimici. 02.05.08.I03 Intervento: Sostituzione vasi ogni 30 anni Effettuare la sostituzione dei vasi rotti, macchiati o gravemente danneggiati. Pagina 18 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi 03 - IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI SPECIALI 03.01 - Impianto elettrico Codice Elementi Manutenibili / Interventi 03.01.01 Canalizzazioni in PVC 03.01.01.I01 Intervento: Ripristino grado di protezione Frequenza quando occorre Ripristinare il previsto grado di protezione che non deve mai essere inferiore a quello previsto dalla normativa vigente. 03.01.02 Fusibili 03.01.02.I02 Intervento: Sostituzione dei fusibili quando occorre Eseguire la sostituzione dei fusibili quando usurati. 03.01.02.I01 Intervento: Pulizia ogni 6 mesi Eseguire la pulizia delle connessioni dei fusibili sui porta fusibili eliminando polvere, umidità e depositi vari. 03.01.03 Interruttori 03.01.03.I01 Intervento: Sostituzioni quando occorre Sostituire, quando usurate o non più rispondenti alle norme, parti degli interruttori quali placchette, coperchi, telai porta frutti, apparecchi di protezione e di comando. 03.01.04 Motori 03.01.04.I01 Intervento: Revisione quando occorre Eseguire lo smontaggio completo del motore per eseguirne la revisione. 03.01.04.I02 Intervento: Serraggio bulloni ogni 6 mesi Eseguire il serraggio di tutti i bulloni per evitare giochi e malfunzionamenti. 03.01.05 Prese e spine 03.01.05.I01 Intervento: Sostituzioni quando occorre Sostituire, quando usurate o non più rispondenti alle norme, parti di prese e spine quali placchette, coperchi, telai porta frutti, apparecchi di protezione e di comando. 03.01.06 Quadri di bassa tensione 03.01.06.I03 Intervento: Sostituzione centralina rifasamento quando occorre Eseguire la sostituzione della centralina elettronica di rifasamento con altra dello stesso tipo. 03.01.06.I01 Intervento: Pulizia generale ogni 6 mesi Pulizia generale utilizzando aria secca a bassa pressione. 03.01.06.I02 Intervento: Serraggio ogni anno Eseguire il serraggio di tutti i bulloni, dei morsetti e degli interruttori. 03.01.06.I04 Intervento: Sostituzione quadro ogni 20 anni Eseguire la sostituzione del quadro quando usurato o per un adeguamento alla normativa. 03.01.07 Relè termici 03.01.07.I02 Intervento: Sostituzione quando occorre Eseguire la sostituzione dei relè deteriorati quando necessario. 03.01.07.I01 Intervento: Serraggio fili Eseguire il serraggio di tutti i fili in entrata ed in uscita dal relè. 03.01.08 Sezionatore 03.01.08.I01 Intervento: Sostituzioni ogni 6 mesi quando occorre Sostituire, quando usurate o non più rispondenti alle norme, le parti dei sezionatori quali placchette, coperchi, telai porta frutti, apparecchi di protezione e di comando. 03.01.09 Lampade fluorescenti escenti si prevede una durata di vita media pari a 7500 h sottoposta a tre ore consecutive di accensione. Pagina 19 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi 03.01.09.I01 (Ipotizzando, pertanto, un uso giornaliero di 6 ore, dovrà prevedersi la sostituzione della lampada circa ogni 40 mesi) ogni 40 mesi 03.02 - Impianti speciali Codice Elementi Manutenibili / Interventi 03.02.01 Contatti magnetici 03.02.01.I01 Intervento: Registrazione dispositivi Frequenza ogni 3 mesi Eseguire una prova per verificare l'allineamento del magnete sull'interruttore ed eventualmente eseguire una registrazione di detti dispositivi. 03.02.01.I02 Intervento: Sostituzione magneti ogni 10 anni Sostituire i contatti magnetici ed i relativi interruttori quando usurati. 03.02.02 Pannello degli allarmi 03.02.02.I01 Intervento: Registrazione connessioni ogni 3 mesi Registrare e regolare tutti i morsetti delle connessioni e/o dei fissaggi. 03.02.02.I02 Intervento: Sostituzione batteria ogni 6 mesi Sostituire la batteria di alimentazione ausiliaria quando occorre (preferibilmente ogni 6 mesi). 03.02.02.I03 Intervento: Sostituzione pannello ogni 15 anni Eseguire la sostituzione del pannello degli allarmi quando non rispondente alla normativa. 03.02.03 Sensore volumetrico a doppia tecnologia 03.02.03.I02 Intervento: Sostituzione lente del rivelatore quando occorre Sostituire la lente del rivelatore quando si vuole incrementare la portata. 03.02.03.I01 Intervento: Regolazione dispositivi ogni 6 mesi Regolare le soglie di assorbimento e delle tensioni del ricevente e dell'emittente. 03.02.03.I03 Intervento: Sostituzione rivelatori ogni 10 anni Sostituire i rivelatori quando deteriorati o quando non in grado di svolgere la propria funzione. Pagina 20 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi INDICE 01 OPERE EDILI 01.01 01.01.01 01.01.02 01.02 01.02.01 01.02.02 01.03 01.03.01 01.03.02 01.04 Conglomerati, casserature, opere in c.a. ed intonaci pag. 2 2 Strutture di fondazione 2 Intonaco 2 Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso 2 Pareti in tavelle di gesso 2 Tramezzi in laterizio 2 Isolamenti termoacustici e controsoffittatture 2 Doghe 2 Pannelli 3 Pavimenti e rivestimenti 3 01.04.01 Pavimenti ceramici 3 01.04.02 Rivestimenti lignei a parquet 3 01.04.03 Rivestimenti cementizi 3 Rivestimenti e prodotti ceramici 3 01.04.04 01.05 01.05.01 01.05.02 01.06 01.06.01 01.06.02 01.07 Opere in pietra naturale 4 Pavimenti lapidei 4 Rivestimenti lapidei 4 Infissi interni 4 Porte antipanico 4 Porte 5 Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni 5 01.07.01 Serramenti in legno 5 01.07.02 Strutture in acciaio 6 01.07.03 Porte tagliafuoco 7 01.07.04 Serramenti in alluminio 7 01.07.05 Serramenti in profilati di acciaio 8 01.07.06 Serramenti misti legno/alluminio 9 01.07.07 01.08 01.08.01 01.09 Portoni basculanti Scale e rampe Strutture in acciaio Opere da decoratore 10 10 10 11 01.09.01 Intonaco 11 01.09.02 Rivestimenti lapidei 11 01.09.03 Rivestimento a cappotto 11 01.09.04 Tinteggiature e decorazioni 11 01.10 Impianti ascensore 12 01.10.01 Ammortizzatori della cabina 12 01.10.02 Cabina 12 01.10.03 Contrappeso 12 01.10.04 Funi 12 01.10.05 Guide cabina 12 01.10.06 Interruttore di extracorsa 12 01.10.07 Limitatore di velocità 12 01.10.08 Macchinari elettromeccanici 12 01.10.09 Macchinari oleodinamici 13 01.10.10 Montacarichi 13 01.10.11 Vani corsa 13 01.10.12 Montascale o servoscale 13 01.10.13 Nastri trasportatori 13 01.10.14 Paracadute 13 01.10.15 Porte di piano 13 Pagina 21 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi 01.10.16 Pulsantiera 13 01.10.17 Quadro di manovra 13 02 IMPIANTO TERMOIDRAULICI 02.01 pag. Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione 14 14 02.01.01 Tubi in acciaio 14 02.01.02 Strato coibente 14 Tubazioni in polietilene 14 02.01.03 02.02 14 Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri 02.02.01 Ventilconvettori e termovettori 14 02.02.02 Tubi in rame 14 02.02.03 Tubi in acciaio 14 Strato coibente 14 02.02.04 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione 15 02.03.01 Centrali di trattamento aria (U.T.A.) 15 02.03.02 Filtri fini a tasche flosce 15 02.03.03 Filtri multidiedri (a tasche rigide) 15 02.03.04 Estrattori d'aria 15 02.03.05 Canali in lamiera 16 02.03.06 Serrande tagliafuoco 16 02.03.07 Strato coibente 16 02.03.08 Tubi in acciaio 16 02.03.09 Tubi in rame 16 02.03.10 Umidificatori ad acqua 16 02.03.11 Dispositivi di controllo e regolazione 16 02.03.12 Servocomandi 16 02.03.13 Termostati 17 02.03.14 Valvole motorizzate 17 02.04 17 Rete di distribuzione aria sala lettura-consultazione Biblioteca Civica Canna 02.04.01 Canali in lamiera 17 02.04.02 Bocchette di ventilazione 17 02.05 Impianto idraulico 17 02.05.01 Apparecchi sanitari e rubinetteria 17 02.05.02 Cassette di scarico a zaino 17 02.05.03 Miscelatori termostatici 18 02.05.04 Scaldacqua elettrici ad accumulo 18 02.05.05 Tubazioni in rame 18 02.05.06 Tubazioni multistrato 18 02.05.07 Tubi in acciaio zincato 18 02.05.08 Vasi igienici a sedile 18 03 IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI SPECIALI 03.01 Impianto elettrico pag. 19 19 03.01.01 Canalizzazioni in PVC 19 03.01.02 Fusibili 19 03.01.03 Interruttori 19 03.01.04 Motori 19 03.01.05 Prese e spine 19 03.01.06 Quadri di bassa tensione 19 03.01.07 Relè termici 19 03.01.08 Sezionatore 19 03.01.09 Lampade fluorescenti 19 03.02 Impianti speciali 20 Pagina 22 Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi 03.02.01 Contatti magnetici 20 03.02.02 Pannello degli allarmi 20 03.02.03 Sensore volumetrico a doppia tecnologia 20 Pagina 23