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INDICE
DESCRIZIONE GENERALE ............................................................................................................................. 4
OPERE EDILI ............................................................................................................................................... 5
Scavi, reinterri e sgomberi.......................................................................................................................... 5
Conglomerati, casserature, opere in c.a. ed intonaci................................................................................. 5
Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso ................................................................................................... 5
Isolamenti termoacustici e controsoffittature.............................................................................................. 5
Pavimenti e rivestimenti ............................................................................................................................. 5
Opere in pietra naturale.............................................................................................................................. 6
Opere da falegname – Serramenti interni ed esterni ................................................................................. 7
Opere da fabbro – Serramenti interni ed esterni........................................................................................ 7
Opere da decoratore .................................................................................................................................. 9
Impianti ascensore ..................................................................................................................................... 9
IMPIANTO TERMOIDRAULICI .................................................................................................................. 10
Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione fluidi............................................................................... 11
Installazione dei ventilconvettori per la Biblioteca Canna e per i Depositi libri ........................................ 11
Cetrali di trattamento aria e collegamento alle reti di distribuzione.......................................................... 11
Rete di distribuzione aria a servizio della sala lettura-consultazione della Biblioteca Civica Canna ....... 12
Impianto idraulico ..................................................................................................................................... 13
IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI ............................................................................................................ 13
Impianti elettrici......................................................................................................................................... 13
Impianti speciali ........................................................................................................................................ 14
ALLEGATO 1 – Manuale d’Uso
ALLEGATO 2 – Manuale di Manutenzione
ALLEGATO 3 – Programma di Manutenzione – Sottoprogramma delle Prestazioni
ALLEGATO 4 – Programma di Manutenzione – Sottoprogramma dei Controlli
ALLEGATO 5 – Programma di Manutenzione – Sottoprogramma degli Interventi
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PREMESSA GENERALE
Il seguente piano di manutenzione ha lo scopo di fornire le specifiche generali per la corretta
conduzione e manutenzione delle opere edili ed impiantistiche per ristrutturazione di parte del
Castello di Casale Monferrato.
Il piano di manutenzione si compone di tre elaborati:
•
il manuale d'uso;
•
il manuale di manutenzione;
•
il programma di manutenzione.
Il manuale d'uso è finalizzato, in primo luogo, ad evitare o a limitare modi d'uso impropri o ad
individuare segni di anomalia e di guasto da segnalare ai tecnici, nonché a descrivere semplici
interventi di conduzione e piccole operazioni manutentive che possono essere eseguite
direttamente dagli utenti.
Il manuale di manutenzione è uno strumento di supporto all'esecuzione delle attività di
manutenzione programmata ed è essenzialmente finalizzato a fornire le informazioni occorrenti a
rendere funzionale, economica ed efficiente, la manutenzione dei beni edilizi.
Il manuale viene inteso come uno strumento che deve fornire agli operatori tecnici del servizio di
manutenzione le indicazioni necessarie per l'esecuzione di una corretta manutenzione edili ed
impiantistica.
Gli obiettivi che si vogliono perseguire con l'adozione di questo sistema di verifica sono di diversa
natura:
•
obiettivi di natura tecnico-funzionale: si intende istituire un sistema di raccolta delle
informazioni di base e di aggiornamento con le informazioni di ritorno a seguito di interventi,
che consenta, attraverso il costante aggiornamento del sistema informativo, di conoscere e
mantenere correttamente l'immobile e le sue parti;
•
obiettivi di natura economica: si vuole ottimizzare l'utilizzo dell'immobile e prolungare il ciclo
di vita utile con interventi manutentivi programmati ed in coerenza con le caratteristiche
dell'immobile.
Il programma di manutenzione ha come scopo quello di garantire che gli interventi manutentivi
vengano realizzati con la massima economia e che il lavoro eseguito risponda a criteri di
produttività ed efficienza.
L'obiettivo fondamentale del programma di manutenzione è pertanto quello di realizzare un
equilibrio economico e tecnico tra due sistemi complementari e interconnessi:
•
il sistema di manutenzione preventiva;
•
il sistema di manutenzione a guasto.
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DESCRIZIONE GENERALE
La zona oggetto dell’intervento, adibita a “centro di produzione culturale”, è inserita nel corpo
centrale del Castello e comprenderà le seguenti funzioni:
•
Biblioteca Ragazzi
•
Biblioteca Civica Canna
•
Depositi libri a servizio della Biblioteca Civica
Le opere oggetto dell’intervento sono definibili come ‘opere di completamento’ di un lotto
precedente (II lotto).
Le opere in oggetto costituiscono parte integrante di un più generale piano di recupero e riuso
che – per successivi lotti di intervento – è in corso nel Castello di Casale Monferrato, Fortezza
medievale del XIV secolo.
L’intero piano di recupero prevede:
il trasferimento del Castello di una serie di attività che formeranno nel loro insieme il sistema
•
Bibliotecario del Monferrato Casalese (Biblioteca Civica, Biblioteca ragazzi, Archivio Storico
Civico, Centro di Produzione Multimediale per i giovani);
•
la sistemazione nel Castello del costituendo Museo del Po;
•
la realizzazione di una sala convegni ed alcune sale per mostre temporanee;
•
la sistemazione di una serie di spazi di accoglienza.
Una parte del Castello (spalti, cortili, mastio, sotterranei) sarà infine destinata a museo di se
stesso, come oggetto di percorso liberamente fruibile dai visitatori.
Le opere da eseguire possono essere suddivise secondo le seguenti categorie principali:
•
Opere edili
•
Impianti termoidraulici;
•
Impianti elettrici e speciali.
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OPERE EDILI
Le opere di completamento previste nel presente intervento, opportunamente localizzate nei vari
ambienti possono essere sinteticamente elencate come in appresso:
Scavi, reinterri e sgomberi
Scavo di sbancamento ed in sezione obbligata eseguito a mano e con escavatore meccanico per
la formazione delle reti di urbanizzazione nel cortile interno verso Ovest e successivo reinterro dei
cunicoli tecnologici con materiali inerti ghiaio-sabbiosi.
Conglomerati, casserature, opere in c.a. ed intonaci
Fornitura e posa di conglomerati cementizi per ridotte opere di fondazioni armate a supporto e
basamento delle apparecchiature da installare negli ambienti tecnologici.
Formazione di intonaco completo a civile eseguito con malta a base di calce naturale, per piccole
quantità su superfici interne ed esterne a completamento della posa di infissi o apparecchiature
tecnologiche.
Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso
Formazione di piccole porzioni in tavolato di mattoni per realizzazione tamponamenti negli
ambienti oggetto di intervento.
Formazione di parete di fondo e quinta in cartongesso nella sala lettura
Formazione di bussola di ingresso in corrispondenza dell’arrivo al secondo livello dello scalone
principale.
Formazione di compartimentazioni in cartongesso REI 120, a mascheramento delle parti a vista
degli impianti aeraulici.
Isolamenti termoacustici e controsoffittature
Fornitura e posa di controsoffittature in lastre di cartongesso di tipo normale e idrofugo nei locali
oggetto di intervento. Compartimentazioni, rivestimento di strutture portanti, sezionamenti
orizzontali con controsoffittature in cartongesso avente resistenza al fuoco REI 120.
Pavimenti e rivestimenti
Fornitura e posa di pavimento in legno industriale tipo “Stepping Floor”, spess. mm 14, in rovere
nero, con bindello decorativo in legno di Rovere chiaro, negli ambienti della “Biblioteca ragazzi” e
nei saloni della Biblioteca centrale al secondo livello.
Fornitura e posa di zoccolino battiscopa in legno di ugual essenza negli stessi ambienti.
Fornitura e posa di pavimentazione in tavole di legno lamellare di larice, preimpregnate di
sostanze preservanti, costituenti i piani di calpestio delle rampe e dei soppalchi.
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Rifinitura di pavimentazione in calcestruzzo eseguita nei lotti precedenti. Successiva levigatura
delle superfici con apposita apparecchiatura meccanica, lucidatura a piombo con macchina a
disco, eseguita ai piani terreno e primo negli ambienti destinati a deposito libri.
Fornitura e posa di pavimento in grés fine porcellanato posato nei locali magazzini ai piani terreno
e secondo.
Fornitura e posa di pavimento in tozzetti di grés porcellanato, dimensioni cm 10x10, a superficie
ruvida “antisdrucciolo” da posarsi nei servizi igienici ai piani terreno e secondo.
Fornitura e posa di rivestimento in tozzetti di grés porcellanato smaltato, dimensioni cm 10x10,
nei vari colori, da posarsi nei servizi igienici ai piani terreno e secondo.
Fornitura e posa di zerbino in fibra di cocco, posato in corrispondenza degli accessi principali.
Fornitura e posa di listello di ottone disposto verticalmente a separazione di pavimentazioni di
diversa tipologia.
Opere in pietra naturale
Fornitura e posa di pavimentazione in smolleri in pietra di Luserna nell’androne principale fra il
cortile Ovest ed il cortile Est, nell’androne al mastio ed all’interno del mastio stesso, disposti a file
rettilinee perpendicolarmente al piano di cava.
Fornitura e posa di lastre di Beola bianca bocciardata nei vari spessori per realizzazione di inserti
decorativi nella pavimentazione in smolleri di cui al punto precedente.
Fornitura e posa di pavimentazione a scacchiera con piastrelle in pietra di Luserna fiammata e
Beola bianca lavorata alla martellina nel salone principale e nel foyer al piano secondo.
Fornitura e posa di fascia decorativa in granito bianco di Cusio fiammato a decorazione del
campo centrale nella pavimentazione di cui al punto precedente.
Fornitura e posa di pedate di scala in pietra di Luserna fiammata, con coste a vista lavorate a
toro.
Fornitura e posa di pavimentazione in pietra di Luserna fiammata, con piastrelle di varia
dimensione, posata sulle passerelle interne al mastio.
Fornitura e posa di stipiti, architravi e copertine in pietra di Luserna fiammata, con coste a vista a
toro per la realizzazione di architravi e spallette di accesso ai vani ascensori nei vari piani.
Fornitura e posa di soglie interne in pietra di Luserna fiammata, posate ai vari livelli dell’immobile.
Fornitura e posa di piano incasso lavabi in marmo bianco di Carrara lucido, con sottostante
alzatina verticale, nei blocchi di servizi igienici ai vari piani.
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Opere da falegname – Serramenti interni ed esterni
Fornitura e posa di porte interne, eseguite a disegno, in legno di rovere nazionale, con
specchiature piene, modanature, decorazioni, complete di maniglieria pesante in ottone, collocate
nei saloni principali e nel foyer al secondo livello.
Fornitura e posa di porte interne tamburate, ad uno o più battenti, ad anta o a scomparsa, con
superfici rifinite a laccatura, poste in opera nei blocchi di servizi igienici ai vari piani.
Fornitura e posa di scuri interni in legno lamellare di Pino, a doppio battente, con decorazioni
eseguite a pantografo e a riporto, da porre in opera nei saloni al piano secondo, laddove già
presenti.
Fornitura e posa di maniglioni antipanico con apertura a scatto, comprensivi di barre orizzontali in
acciaio satinato, da porre in opera sulle uscite di sicurezza.
Fornitura e posa di apparecchio attuatore per evacuzione di fumi e calori collegato alle ante delle
aperture finestrate del vano scala principale, comandato dall'impianto di rilevazione fumi.
Opere da fabbro – Serramenti interni ed esterni
Fornitura e posa di rampa interna per superamento dislivelli nel salone principale e nel foyer
costituita da orditura portante in telaio, longheroni, traversi, piedini, in tubolare di ferro, piano di
calpestio in lastre di acciaio COR-TEN, con superficie superiore antisdrucciolo, piantoni verticali,
controventi e mancorrente superiore sagomati e piegati a caldo in tondo di ferro pieno, ossidati
artificialmente, con ceratura finale di protezione.
Fornitura, lavorazione e posa di strutture metalliche, passerelle, soppalchi, scale, strutture portanti
semplici e complesse, costituite da profilati in ferro commerciali, piatti, quadri, tubolari, trafilati,
IPE, HEA, da porre in opera a corredo delle passerelle realizzate nei lotti precedenti.
Fornitura e posa di mancorrenti in quadro pieno di ferro, su supporti in ferro pieno lavorato e
battuto a caldo, da posarsi nel vano scala principale, nel vano scala di accesso ai depositi
dall’androne e nelle rampe di collegamento ai vari livelli.
Fornitura e posa di rampa scala interna per superamento dislivelli fra il foyer ed i saloni principali,
realizzata a disegno in lamiera pressopiegata di acciaio COR-TEN, compreso mancorrente
laterale sagomato e piegato a caldo in tondo di ferro pieno, ossidazioni artificiali con ceratura
finale di protezione.
Fornitura e posa di porte tagliafuoco ed antifumo tipo REI
120, nelle varie dimensioni, con
tinteggiatura di sottofondo e finitura a forno, complete di serratura antincendio ed apparecchiature
di sincronizzazione delle chiusure.
Fornitura e posa di serramenti interni ad anta ad uno o più battenti, con o senza sopraluce,
realizzati con profilati in acciaio decappato tipo "SECCO SISTEMI - SISTEMACCIAIO",
guarnizioni di tenuta in gomma elastomerica, telai fissi e mobili in profilato di acciaio estruso,
pannellature in cristallo antisfondamento ed antiferite traslucido, fodrinature parziali esterne in
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lastre di acciaio COR-TEN preossidate artificialmente, maniglie eseguite con tubolari di ferro,
serrature con doppia chiave, elementi ossidati artificialmente e patinati con ceratura di protezione
da posarsi a divisione degli ambienti nella “Biblioteca ragazzi” al piano terreno e nella Biblioteca
Centrale al piano secondo.
Fornitura e posa di serramenti ad anta cieca eseguiti con profilati in acciaio decappato tipo
"SECCO SISTEMI - SISTEMACCIAIO", guarnizioni di tenuta in gomma elastomerica, telaio fisso
in profilato di acciaio, telaio mobile in profilati metallici e fodrinatura esterna in lastra di acciaio
COR-TEN preossidata artificialmente e protetta con ceratura finale, da posarsi all’interno del vano
scala di sicurezza accanto al mastio.
Fornitura e posa di porta di ingresso a "vai e vieni", con montanti verticali e traversa superiore
orizzontale in profilati di acciaio decappato, ante mobili con apertura a "vai e vieni" in cristallo
temperato a filo lucido molato da mm 11, carter inferiore di battuta costituito da doppia lama di
ferro a U, fodrinatura parziale dell'anta in doppia lastra di acciaio COR-TEN preossidata
artificialmente, con ceratura finale di protezione da porre in opera sugli ingressi principali al piano
secondo.
Fornitura e posa di bussola di ingresso, realizzata con profilati in scatolato di ferro, parti fisse
laterali e superiori (cielino), ante mobili con apertura a "vai e vieni" eseguite con lastre di cristallo
temperato antisfondamento ed antiferite, fodrinature parziali in lastre di acciaio COR-TEN,
meccanismo di regolazione dell'apertura a scomparsa con molla di chiusura a pavimento e sulla
traversa superiore tipo "MAB", ossidazione artificiale e patinatura a cera di tutte le parti metalliche
a vista, da posarsi all’ingresso principale della “Biblioteca Ragazzi”.
Fornitura e posa di vetrata strutturale con fissaggio puntuale, realizzata al piano secondo a
divisione fra il foyer e la sala lettura principale, completa di crociere in microfusione e rotules in
acciaio inox satinato, cristallo trasparente stratificato e temperato.
La struttura sarà montata su paleria metallica verticale in acciaio inox satinato di opportuno
diametro e spessore, fissata all'estremità (pavimento, soffitto) con attacchi a forcella, su piastre di
acciaio e contropiastre di registrazione. La vetrata avrà apertura interna a doppia anta con
cerniere fissate alle lastre di cristallo, regolazione del meccanismo di apertura con elemento a
pompa incernierato a pavimento, maniglieria in tubolare in acciaio inox satinato.
Le lastre di cristallo saranno molate a filo lucido sul perimetro, avranno fori svasati, e saranno
sigillate fra loro con silicone ad elevato modulo elastico.
Fornitura e posa di vetrata fissa a tutto campo, senza montanti verticali divisori, fissata con telaio
perimetrale in ferro ossidato artificialmente, completa di lastre di cristallo antisfondamento, molate
a filo lucido sul perimetro e sigillate fra loro con silicone strutturale. L’infisso andrà posato sul
disimpegno centrale al primo livello che affaccia sull’androne principale.
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Opere da decoratore
Applicazione di primer di sottofondo per prodotti a base di calce naturale con funzione di prodotto
"ponte", da applicarsi sui supporti intonacati delle pareti interne nei locali ai piani terra, primo e
secondo, sui prospetti esterni della facciata Ovest ed Est, sulle pareti interne al mastio ed al suo
portico di accesso, su tutte le superfici del portico principale.
Applicazione di pittura muraria opaca minerale costituita da grassello di calce e pigmenti alle terre
coloranti naturali, non filmogena ma permeabile all’acqua ed al vapore acqueo, perfettamente
reagente con il supporto trattato con fissativo, applicata con una mano di fondo diluita al 30 % e
due riprese successive diluite al 10% e al 25%, su tutte le superfici intonacate di cui al punto
precedente.
Verniciatura di manufatti in legno con smalto oleosintetico a due riprese o con laccatura ad acqua
eseguita in laboratorio sui serramenti interni ai piani terra, primo e secondo.
Impregnante di fondo per superfici in legno funghicida e battericida tipo “ADLER – AQUAWOOD”
sulle parti in legno da mantenere a vista.
Successiva pitturazione protettiva di finitura per superfici in legno da mantenere a vista con
materiale traslucido opaco.
Coloritura con una ripresa di vernice antiruggine oleosintetica, sulle tutte le superfici metalliche.
Verniciatura di finitura eseguita in due riprese con smalto oleosintetico tipo ferromicaceo su tutte
le superfici metalliche.
Impianti ascensore
Fornitura e posa di impianto ascensore Nord, collocato all’interno del Mastio, con trazione
oleodinamica in taglia, a norma D.P.R. 162/99 (Dir. 95/16/CE), D.M. 236 (Legge 13) e D.P.R.
503/96 - Superamento barriere architettoniche
Fornitura e posa di impianto ascensore collocato nell’androne principale con trazione
oleodinamica in taglia, a norma D.P.R. 162/99 (Dir. 95/16/CE), D.M. 236 (Legge 13) e D.P.R.
503/96 - Superamento barriere architettoniche
Fornitura e posa di impianto ascensore Sud, collocato all’interno degli ambienti destinati a
deposito libri, con trazione oleodinamica in taglia, a norma D.P.R. 162/99 (Dir. 95/16/CE), D.M.
236 (Legge 13) e D.P.R. 503/96 - Superamento barriere architettoniche
Fornitura e posa di impianto piattaforma elevatrice, collocata sul disimpegno dei locali deposito
libri al primo livello, conforme alla Direttiva macchine 98/37/CEE, D.P.R. 459 del 24/07/1996 e
Norma UNI 9801
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IMPIANTO TERMOIDRAULICI
L’impianto termico – che comprende gli impianti per il controllo delle condizioni
termoigrometriche e la qualità dell’aria degli ambienti nei periodi estivi ed invernali – è
alimentato dalle centrali di produzione dell’energia termica e frigorifera comprese nel lotto 1,
ed è costituito dalla sottocentrale di distribuzione dell’acqua e dalle reti di distribuzione.
Gli impianti di distribuzione, che si differenziano in relazione alle zone servite (biblioteca
ragazzi, Biblioteca Civica Canna, Depositi Libri), sono stati quasi interamente realizzati nel II
lotto di intervento, e sono costituiti da:
-
collegamenti all’anello di distribuzione realizzato nel I lotto,
-
sottocentrale di distribuzione fluidi nel sottotetto,
-
reti di distribuzione acqua e aria a servizio delle utenze di piano (pannelli radianti, radiatori,
e ventilconvettori),
-
rete di raccolta condense,
-
rete di distribuzione acqua fredda e calda sanitaria,
-
rete di raccolta acque usate,
-
rete di distribuzione antincendio e idranti.
Restano da realizzare, e sono oggetto del presente lotto di intervento:
-
le unità di trattamento aria a servizio delle diverse zone (in tutto tre), da installare nel
sottotetto
-
i collegamenti idraulici tra le unità di trattamento aria e la sottocentrale di distribuzione fluidi,
-
i collegamenti aeraulici tra le unità di trattamento aria e le colonne montanti dell’impianto di
distribuzione ai piani,
-
la rete di distribuzione aria a servizio della sala consultazione al secondo piano (Biblioteca
Civica Canna),
-
i collegamenti degli scarichi condensa delle UTA con le colonne di scarico già realizzate,
-
i dispositivi di regolazione a servizio delle unità di trattamento dell’aria,
-
i ventilconvettori e il loro collegamento alla rete di distribuzione fluidi e scarico condense già
realizzate,
-
gli apparecchi sanitari, le rubinetterie e il loro collegamento alle reti di adduzione e scarico
già realizzate,
-
i boiler elettrici e il loro collegamento alle reti di adduzione già realizzate
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Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione fluidi
Nella sottocentrale sono presenti i collettori di distribuzione dell’acqua calda e dell’acqua
refrigerata e le pompe di circolazione a servizio delle unità di trattamento aria di ogni singola
zona. Oggetto del presente appalto è la realizzazione delle reti idrauliche di collegamento tra i
gruppi di pompaggio esistenti e le batterie delle unità di trattamento aria. Sono altresì
comprese le reti di adduzione dell’acqua addolcita agli umidificatori adiabatici delle unità di
trattamento aria e la rete di scarico (condensa e umidificazione) dalle unità stesse alle colonne
di scarico più vicine mediante apposito sifone.
Installazione dei ventilconvettori per la Biblioteca Canna e per i Depositi libri
All’interno della Biblioteca Canna e dei depositi sono presenti le predisposizioni idrauliche per
il collegamento dei ventilconvettori oggetto dell’appalto: essi saranno del tipo per impianto a
due tubi con mobile verticale a parete e griglia di aspirazione inferiore estraibile. I
ventilconvettori da installare dovranno essere dimensionati alla velocità media sulla base delle
potenze indicate negli elaborati grafici e sulla base degli spazi disponibili, puntualmente
verificati in opera.
Cetrali di trattamento aria e collegamento alle reti di distribuzione
Le tre unità di trattamento aria saranno posizionate nel sottotetto per mezzo di apposite
aperture realizzate nel II lotto di intervento. Esse dovrano essere del tipo a a sezioni
componibili, costruite con telaio in profilato d'alluminio e pannelli di tamponamento a doppia
pannellatura irrigidita con schiumatura di poliuretano espanso, con portine apribili per
ispezione e basamento in profilato di acciaio zincato per conferire rigidità alla struttura.
Le UTA saranno costituite da:
-
sezione filtrante con filtri piani con efficienza 80% (a monte e a valle dei filtri dovranno
essere previsti gli attacchi per un manometro differenziale di controllo);
-
sezione ventilante di ripresa con ventilatore centrifugo a doppia aspirazione supportato da
tamponi in gomma per assicurare lo smorzamento delle vibrazioni
-
camera combinata di miscela comprensiva di serranda di presa aria esterna, espulsione e
miscela con alette a moto contrapposto ed asta di comando riportata all'esterno per il
collegamento al servomotore;
-
sezione filtrante con filtri piani con efficienza 80% e a tasche rigide con efficienza 95% (a
monte e a valle dei filtri dovranno essere previsti gli attacchi per un manometro differenziale
di controllo);
sezione con batteria di preriscaldamento costruita con tubi in rame mandrinati
meccanicamente
su
alette
continue
in
alluminio,
dotate
di
collarino
imbutito
autodistanziante;
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sezione con batteria di raffreddamento costruita con tubi in rame mandrinati
meccanicamente
su
alette
continue
in
alluminio,
dotate
di
collarino
imbutito
autodistanziante;
-
umidificatore a pacco evaporante a perdere, con separatore di gocce;
sezione con batteria di postriscaldamento costruita con tubi in rame mandrinati
meccanicamente
su
alette
continue
in
alluminio,
dotate
di
collarino
imbutito
autodistanziante;
-
sezione ventilante di mandata con ventilatore centrifugo a doppia aspirazione supportato da
tamponi in gomma per assicurare lo smorzamento delle vibrazioni.
Le UTA dovranno essere completate con tutte le apparecchiature per la regolazione
automatica, necessaria a garantire le condizioni termoigrometriche previste.
Ogni UTA alimenta una rete di distribuzione dell’aria, la cui configurazione dipende dagli
ambienti/zone servite. Il lotto in oggetto prevede la realizzazione dei soli tratti di canalizzazione
utili al collegamento tra le unità di trattamento aria e i terminali delle reti di distrubuzione già
realizzate nel secondo lotto (come risulta dagli elaborati grafici allegati al progetto).
Dette canalizzazioni saranno realizzate in lamiera zincata e installate a vista nel sottotetto.
Le canalizzazioni di mandata saranno dotate di isolamento termico rifinito con fasciatura in
laminato plastico di PVC, così come quelli di ripresa laddove è presente un ricircolo parziale
dell’aria estratta (Depositi libri e Biblioteca ragazzi), mentre non avranno alcun isolamento
quelli di sola espulsione (ripresa Biblioteca Civica Canna e servizi igienici).
In uscita e in ingresso alle UTA (reti di mandata e ripresa dagli/agli ambienti trattati) sono
previsti silenziatori da canale del tipo a setti assorbenti, per attenuare il rumore trasmesso
negli ambienti stessi.
Nell’attraversamento di strutture REI dovranno essere installate serrande tagliafuoco REI120.
Le prese aria esterna avvengono con apposite griglie sulle facciate dell’edificio, mentre
l’espulsione avviene direttamente nel sottotetto per le UTA e all’esterno (mendiante camini o
griglie a parete) per quanto riguarda l’estrazione dai servizi igienici.
I due estrattori a servizio dei bagni sono del tipo cassonato canalizzabile e sono entrambi
dotati di un regolatore elettronico della velocità.
Rete di distribuzione aria a servizio della sala lettura-consultazione della Biblioteca Civica Canna
All’interno della sala di lettura e consultazione i canali di distribuzione dell’aria saranno del tipo
in acciaio zincato circolare spiroidale, con bocchette di mandata e ripresa per canale circolare,
con alette orientabili.
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Impianto idraulico
L’impianto idraulico oggetto del III lotto prevede la fornitura e la posa di tutti gli apparecchi
sanitari, quali lavabi e vasi in vitreous-china con relative rubinetterie e accessori per il
collegamento alle rete esistenti.
Gli apparecchi saranno del tipo sospeso per consentire la migliore e più agile pulizia dei
pavimenti dei locali e saranno dotati di rubinetteria in ottone cromato monocomando.
Analogamente, sono presenti anche vasi e lavabi speciali per disabili con idonea rubinetteria a
leva lunga, maniglioni ribaltabili e corrimano di appoggio perimetrali conformi alla normativa
vigente. Ogni locale destinato a bagno per disabile è dotato di una doccetta con miscelatore
termostatico.
Il terzo lotto prevede, infine, l’installazione dei bollitori elettrici istantanei per la produzione di
acqua calda sanitaria a servizio dei bagni.
IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI
Per quanto riguarda gli impianti elettrici e speciali si precisa che:
- il Primo Lotto, già appaltato, interessava i locali ubicati al piano terreno dell’ala Est del
Castello, le centrali e sottocentrali tecnologiche site ai piani terreno ed interrato nonché la
nuova cabina di trasformazione a servizio dell’intero Castello, oltre ad alcune predisposizioni
impiantistiche (cavidotti) per i lotti successivi;
- il Secondo Lotto, già appaltato, riguardava i locali siti ai piani terreno, primo secondo e
sottotetto del corpo centrale compreso fra i due cortili, e prevedeva:
-
la realizzazione di una parte degli impianti speciali;
-
la predisposizione delle tubazioni incassate e delle cassette per gli impianti di
illuminazione e FM;
-
il presente Terzo lotto riguarda il completamento degli impianti già predisposti nei
locali che sono stati oggetto del secondo lotto.
L'appaltatore dovrà coordinare l'esecuzione degli impianti elettrici e speciali con l'esecuzione
dei lavori edili e degli impianti idrotermosanitari, descritti negli altri Documenti speciali del
presente progetto e compresi nell'appalto.
Impianti elettrici
E' prevista la realizzazione dei seguenti quadri elettrici secondari e per utenze tecnologiche:
-
quadro elettrico piano terra zona biblioteca QPT/B
-
quadro elettrico piano primo zona biblioteca QPP/B
Piano di Manutenzione – CMFO3
Settembre 2006
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H:\M&S_2004\CMFO3\_ESE\Rev-0\Cons\Documenti\MAN\Premessa.doc
METEC & SAGGESE Engineering S.r.l
-
quadro elettrico piano secondo zona biblioteca QPS/B
-
quadro elettrico piano sottotetto zona biblioteca QPST/B
-
quadretto unita' trattamento aria "QUTA1"
-
quadretto unita' trattamento aria "QUTA2"
-
quadretto unità trattamento aria "QUTA3"
I quadri suddetti dovranno essere collegati alle linee di alimentazione provenienti dal quadro
generale di bassa tensione QGBT o dal quadro sottocentrale termica QSCT, già predisposte
nel secondo Lotto.
Le linee, gli apparecchi e quant'altro necessario per completare l'impianto d'illuminazione
normale garantendo un livello di “base” che dovrà essere integrato con altri corpi illuminanti
(già predisposti in questo appalto) che saranno approvigionati nell’ambito dei completamenti di
arredo ed architettonici;
I comandi verranno prevalentemente centralizzati, nei locali ove non è prevista la
centralizzazione saranno realizzati con apparecchi disposti localmente.
Verranno utilizzate speciali plafoniere con tubi fluorescenti provviste di gruppo per
l'alimentazione autonoma formato da batterie al Ni-Cd ed inverter.
L’impianto di forza motrice può essere suddiviso in:
-
Impianto delle prese a spina e di utenze specifiche (compresi i ventilconvettori);
-
Impianto a servizio impianti meccanici.
Impianto forza motrice a servizio delle prese a spina, dei ventiloconvettori e di utenze
specifiche
Le tubazioni, le cassette e le scatole frutto sono state già predisposte nel corso del Secondo
Lotto.
Il presente appalto del Terzo Lotto comprende le linee, gli apparecchi e quant'altro necessario
per completare l'impianto FM per le prese a spina, per i ventiloconvettori e per le utenze
specifiche come elettroestrattori e boiler elettrici.
Le alimentazioni saranno sottese agli appositi interruttori previsti sui quadri secondari.
Impianto forza motrice a servizio degli impianti termomeccanici
Nell’ambito della realizzazione degli impianti elettrici a servizio degli impianti tecnologici, si
dovranno prevedere, a titolo indicativo e non esaustivo, impianti di sottencentrale, a partire dai
quadri di cui sopra, per UTA, batterie, umidificatori e estrattori.
Impianti speciali
E’ prevista la realizzazione di:
Piano di Manutenzione – CMFO3
Settembre 2006
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H:\M&S_2004\CMFO3\_ESE\Rev-0\Cons\Documenti\MAN\Premessa.doc
METEC & SAGGESE Engineering S.r.l
- sistema di comando per accensione luci centralizzata e la gestione delle segnalazioni di
allarme;
Le apparecchiatrure di base del sistema sono già state previste nel Lotto Primo.
Nel presente Lotto dovranno essere installate le apparecchiature in campo necessarie per
completare l'impianto di supervisione nei locali in oggetto; il tutto dovrà ovviamente essere
perfettamente compatibile con le parti già previste nel Lotto Primo.
- magneti per comando e quadro di segnalazione intervento serrande tagliafuoco.
Ad integrazione dell’impianto rivelazione fumi e allarme incendio, già realizzato nel corso del
lotto precedente, è prevista l’installazione di magneti per controllo delle porte tagliafuoco e di
un quadretto sinottico per segnalazione dell’avvenuto intervento delle serrande tagliafuoco
previste nell’impianto meccanico.
L’appalto comprende tutte le linee di collegamento, i cablaggi e tutti gli accessori per rendere
l’impianto completo e funzionante.
Piano di Manutenzione – CMFO3
Settembre 2006
Pag. 1
H:\M&S_2004\CMFO3\_ESE\Rev-0\Cons\Documenti\MAN\PP_Allegato_1.doc
METEC & SAGGESE EngineeringS.r.l
ALLEGATO 1
Manuale d’Uso
Articolo 40 D.P.R. 554/99
Piano di Manutenzione – ALLEGATO 1 – CMFO3
Settembre 2006
Manuale d'Uso
Comune di CASALE MONFERRATO
Provincia di ALESSANDRIA
Oggetto: RECUPER, RIUSO E RIQUALIFICAZIONE FUNZIONALE DEL CASTELLO DI CASALE MONFERRATO (AL) – 3° LOTTO DI INTERVENTO
Elenco dei Corpi d'Opera:
° 01 OPERE EDILI
° 02 IMPIANTO TERMOIDRAULICI
° 03 IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI SPECIALI
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Manuale d'Uso
Corpo d'Opera: 01
OPERE EDILI
Unità Tecnologiche:
° 01.01 Conglomerati, casserature, opere in c.a. ed intonaci
° 01.02 Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso
° 01.03 Isolamenti termoacustici e controsoffittatture
° 01.04 Pavimenti e rivestimenti
° 01.05 Opere in pietra naturale
° 01.06 Infissi interni
° 01.07 Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni
° 01.08 Scale e rampe
° 01.09 Opere da decoratore
° 01.10 Impianti ascensore
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Manuale d'Uso
Unità Tecnologica: 01.01
Conglomerati, casserature, opere in c.a. ed intonaci
Insieme degli elementi tecnici orizzontali del sistema edilizio avente funzione di separare gli spazi interni del sistema edilizio dal terreno sottostante e trasmetterne ad esso il peso della struttura e delle altre forze esterne.
L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:
° 01.01.01 Strutture di fondazione
° 01.01.02 Intonaco
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Manuale d'Uso
Elemento Manutenibile: 01.01.01
Strutture di fondazione
Unità Tecnologica: 01.01
Conglomerati, casserature, opere in c.a. ed intonaci
Insieme degli elementi tecnici orizzontali del sistema edilizio avente funzione di trasmettere al terreno il peso della struttura e delle altre forze esterne.
Modalità di uso corretto:
L'utente dovrà soltanto accertarsi della comparsa di eventuali anomalie che possano anticipare l'insorgenza di fenomeni di dissesto e/o cedimenti strutturali.
Elemento Manutenibile: 01.01.02
Intonaco
Unità Tecnologica: 01.01
Conglomerati, casserature, opere in c.a. ed intonaci
Si tratta di un sottile strato di malta la cui funzione è quella di rivestimento nelle strutture edilizie. Svolge inoltre la funzione di protezione dai fattori ambientali è allo stesso tempo protettiva e decorativa. Il rivestimento a intonaco è comunque
una superficie che va rinnovata periodicamente e in condizioni normali esso fornisce prestazioni accettabili per 20 - 30 anni. La malta per intonaco è costituita da leganti (cemento, calce idraulica, calce aerea, gesso) e da un inerte (sabbia) e
da acqua nelle giuste proporzioni a secondo del tipo di intonaco; vengono, in alcuni casi, inoltre aggiunti all'impasto additivi che restituiscono all'intonaco particolari qualità a secondo del tipo d'impiego. Nell'intonaco tradizionale a tre strati il
primo, detto rinzaffo, svolge la funzione di aggrappo al supporto e di grossolano livellamento; il secondo, detto arriccio, costituisce il corpo dell'intonaco la cui funzione è di resistenza meccanica e di tenuta all'acqua; il terzo strato, detto
finitura, rappresenta la finitura superficiale e contribuisce a creare una prima barriera la cui funzione è quella di opporsi alla penetrazione dell'acqua e delle sostanze aggressive. Gli intonaci per interni possono suddividersi in intonaci ordinari
e intonaci speciali. A loro volta i primi possono ulteriormente suddividersi in intonaci miscelati in cantiere ed in intonaci premiscelati; i secondi invece in intonaci additivati, intonaci a stucco o lucidi, intonaci plastici o rivestimenti plastici
continui ed infine intonaci monostrato.
Modalità di uso corretto:
Controllare periodicamente l'integrità delle superfici del rivestimento attraverso valutazioni visive mirate a riscontrare anomalie evidenti (presenza di bolle e screpolature, macchie da umidità, ecc.). Comunque affinché tali controlli risultino
efficaci affidarsi a personale tecnico con esperienza.
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Manuale d'Uso
Unità Tecnologica: 01.02
Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso
Insieme degli elementi tecnici verticali del sistema edilizio aventi funzione di dividere, conformare ed articolare gli spazi interni dell'organismo edilizio.
L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:
° 01.02.01 Pareti in tavelle di gesso
° 01.02.02 Tramezzi in laterizio
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Manuale d'Uso
Elemento Manutenibile: 01.02.01
Pareti in tavelle di gesso
Unità Tecnologica: 01.02
Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso
Si tratta di pareti costituenti le partizioni interne verticali costituite da tavelle di gesso di spessore variabile (in genere 8 cm). I blocchi di gesso sono legati con adesivi a base di gesso mediante corsi regolari con spessore non superiore ai 2
mm. Le murature sono eseguite con elementi interi, posati a livello, e con giunti sfalsati rispetto ai sottostanti.
Modalità di uso corretto:
Non compromettere l'integrità delle pareti
Elemento Manutenibile: 01.02.02
Tramezzi in laterizio
Unità Tecnologica: 01.02
Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso
Si tratta di pareti costituenti le partizioni interne verticali, realizzate mediante elementi forati di laterizio di spessore variabile ( 8-12 cm) legati con malta idraulica per muratura con giunti con andamento regolare con uno spessore di circa 6
mm. Le murature sono eseguite con elementi interi, posati a livello, e con giunti sfalsati rispetto ai sottostanti.
Modalità di uso corretto:
Non compromettere l'integrità delle pareti
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Manuale d'Uso
Unità Tecnologica: 01.03
Isolamenti termoacustici e controsoffittatture
I controsoffitti sono sistemi di finiture tecniche in elementi modulari leggeri. Essi possono essere direttamente fissati al solaio o appesi ad esso tramite elementi di sostegno. Essi hanno inoltre la funzione di controllare la definizione
morfologica degli ambienti attraverso la possibilità di progettare altezze e volumi e talvolta di nascondere la distribuzione di impianti tecnologici nonché da contribuire all'isolamento acustico degli ambienti. Gli strati funzionali dei controsoffitti
possono essere composti da vari elementi i materiali diversi quali:
- pannelli (fibra - fibra a matrice cementizia - fibra minerale ceramizzato - fibra rinforzato - gesso - gesso fibrorinforzato - gesso rivestito - profilati in lamierino d'acciaio - stampati in alluminio - legno - PVC);
- doghe (PVC - altre materie plastiche - profilati in lamierino d'acciaio - profilati in lamierino di alluminio);
- lamellari (PVC - altre materie plastiche - profilati in lamierino d'acciaio - profilati in lamierino di alluminio - lastre metalliche);
- grigliati (elementi di acciaio - elementi di alluminio - elementi di legno - stampati di resine plastiche e simili); cassettoni (legno).
Inoltre essi possono essere chiusi non ispezionabili; chiusi ispezionabili e aperti.
L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:
° 01.03.01 Doghe
° 01.03.02 Pannelli
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Manuale d'Uso
Elemento Manutenibile: 01.03.01
Doghe
Unità Tecnologica: 01.03
Isolamenti termoacustici e controsoffittatture
Si tratta di controsoffitti con elementi di tamponamento discontinui a giacitura orizzontale.
Modalità di uso corretto:
Il montaggio deve essere effettuato da personale specializzato. Nella rimozione degli elementi bisogna fare attenzione a non deteriorare le parti delle giunzioni. Si consiglia, nel caso di smontaggio di una zona di controsoffitto, di numerare gli
elementi smontati per un corretto riassemblaggio degli stessi. Periodicamente andrebbe verificato lo stato di complanarità degli elementi dei controsoffitti, attraverso la registrazione dei pendini e delle molle di regolazione. Quando
necessario sostituire gli elementi degradati.
Elemento Manutenibile: 01.03.02
Pannelli
Unità Tecnologica: 01.03
Isolamenti termoacustici e controsoffittatture
Si tratta di controsoffitti con elementi di tamponamento continui a giacitura orizzontale.
Modalità di uso corretto:
Il montaggio deve essere effettuato da personale specializzato. Nella rimozione degli elementi bisogna fare attenzione a non deteriorare le parti delle giunzioni. Si consiglia, nel caso di smontaggio di una zona di controsoffitto, di numerare gli
elementi smontati per un corretto riassemblaggio degli stessi. Periodicamente andrebbe verificato lo stato di complanarità degli elementi dei controsoffitti, attraverso la registrazione dei pendini e delle molle di regolazione. Quando
necessario sostituire gli elementi degradati.
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Manuale d'Uso
Unità Tecnologica: 01.04
Pavimenti e rivestimenti
Le pavimentazioni fanno parte delle partizioni interne orizzontali e ne costituiscono l'ultimo strato funzionale. In base alla morfologia del rivestimento possono suddividersi in continue (se non sono nel loro complesso determinabili sia
morfologicamente che dimensionalmente) e discontinue (quelle costituite da elementi con dimensioni e morfologia ben precise). La loro funzione, oltre a quella protettiva, è quella di permettere il transito ai fruitori dell'organismo edilizio e la
relativa resistenza ai carichi. Importante è che la superficie finale dovrà risultare perfettamente piana con tolleranze diverse a secondo del tipo di rivestimento e della destinazione d'uso degli ambienti. Gli spessori variano in funzione al
traffico previsto in superficie. La scelta degli elementi, il materiale, la posa, il giunto, le fughe, gli spessori, l'isolamento, le malte, i collanti, gli impasti ed i fissaggi variano in funzione degli ambienti e del loro impiego. Le pavimentazioni
interne possono essere di tipo: cementizio, lapideo, resinoso, resiliente, tessile, ceramico, lapideo di cava, lapideo in conglomerato, ligneo, ecc..
L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:
° 01.04.01 Pavimenti ceramici
° 01.04.02 Rivestimenti lignei a parquet
° 01.04.03 Rivestimenti cementizi
° 01.04.04 Rivestimenti e prodotti ceramici
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Manuale d'Uso
Elemento Manutenibile: 01.04.01
Pavimenti ceramici
Unità Tecnologica: 01.04
Pavimenti e rivestimenti
Si tratta di rivestimenti che trovano il loro impiego nell'edilizia residenziale, ospedaliera, scolastica, industriale, ecc.. Le varie tipologie si differenziano per aspetti quali: materie prime e composizione dell'impasto; caratteristiche tecniche
prestazionali; tipo di finitura superficiale; ciclo tecnologico di produzione; tipo di formatura; colore. Tra i tipi più diffusi di rivestimenti ceramici presenti sul mercato troviamo: cotto; cottoforte; monocottura rossa; monocottura chiara;
monocotture speciali; gres rosso; gres ceramico; klinker, tutti di formati, dimensioni, spessori vari e con giunti aperti o chiusi e con o meno fughe. La posa può essere eseguita mediante l'utilizzo di malte o di colle.
Modalità di uso corretto:
Per i rivestimenti ceramici la scelta del prodotto va fatta in funzione dell'ambiente di destinazione. Inoltre altrettanto rilevante risulta la posa in opera che è preferibile affidare ad imprese specializzate del settore. La manutenzione quindi varia
a secondo del prodotto. In genere la pulibilità delle piastrelle è maggiore se maggiore è la compattezza e l'impermeabilità. Allo stesso modo le piastrelle smaltate a differenza di quelle non smaltate saranno più pulibili. Con il tempo l'usura
tende alla formazione di microporosità superficiali compromettendo le caratteristiche di pulibilità. Per ambienti pubblici ed industriale è consigliabile l'impiego di rivestimenti ceramici non smaltati, a basso assorbimento d'acqua, antisdrucciolo
e con superfici con rilievi. Importante è che dalla posa trascorrino almeno 30 giorni prima di sottoporre la pavimentazione a sollecitazioni. I controlli in genere si limitano ad ispezioni visive sullo stato superficiale dei rivestimenti, in particolare
del grado di usura e di eventuali rotture o distacchi dalle superfici di posa.
Elemento Manutenibile: 01.04.02
Rivestimenti lignei a parquet
Unità Tecnologica: 01.04
Pavimenti e rivestimenti
Si tratta di rivestimenti che trovano il loro impiego nell'edilizia residenziale, scolastica, terziaria, ecc.. Le pavimentazioni in legno possono essere classificate in base alla morfologia e al tipo di elementi. I prodotti più diffusi sul mercato
vengono denominati: lamellari o mosaici; lamparquet; listoni; listoncini; parquet ad intarsio; parquet prefiniti; precolorati; ad alta resistenza. Le dimensioni (spessore, larghezza, lunghezza) variano a secondo dei prodotti. I pavimenti potranno
essere posati già lucidati o lucidati successivamente mediante lamatura. Di notevole importanza è la misurazione del tasso di umidità al momento della posa del rivestimento. Il massetto di posa è in genere realizzato in cls. idraulico o
cementi a presa rapida con spessore almeno di cm 5. Per spessori superiori è consigliabile predisporre una guaina impermeabile che possa anche impedire la risalita di eventuale umidità, in particolare in caso di supporti a diretto contatto
con vespai o altri strati non ventilati. I rivestimenti vanno posati con collanti speciali (collanti poliuretanici bicomponenti) fino a lunghezze limite di 60 cm circa, oltre le quali è consigliabile l'utilizzo di magatelli annegati negli strati di
compensazione con orditura ortogonale rispetto a quella degli elementi lignei e ad interasse intorno ai 30-35 cm; oppure mediante chiodatura o semplicemente mediante sovrapposizione. Nel caso di posa su pavimentazioni preesistenti si
procederà mediante sgrassatura delle superfici, loro irruvidimento e successivo incollaggio. Inoltre, preferibilmente, la posa dei rivestimenti lignei dovrà avvenire ad almeno 5 mm dalle pareti perimetrali.
Modalità di uso corretto:
I pavimenti in legno richiedono interventi di manutenzione diversi a secondo del tipo di finitura superficiale. Per le finiture a vernice consistono principalmente nella pulizia con aspirapolveri ed applicazione a panno morbido o lucidatrice di
speciali polish autolucidanti con funzione detergente-protettiva. Per le macchie è preferibile usare un panno umido con detergenti appropriati. La verniciatura invece avviene previa levigatura del rivestimento, a base di vernici epossidiche,
formofenoliche o poliuretaniche. Le frequenze manutentive variano a secondo delle sollecitazioni a cui i pavimenti sono sottoposti. Lo strato di vernice va rinnovato comunque almeno ogni 10 anni circa. Per le finiture a cera si effettua la
lucidatura con panno morbido o lucidatrice. L'applicazione di cere liquide per il mantenimento della protezione superficiale avviene periodicamente. In caso di rinnovo dello strato protettivo di cera, bisogna rimuovere i vecchi strati di cera ed
applicare un nuovo strato di cera liquida (applicazione a caldo) o di cera solida (applicazione a freddo). Per le finiture ad olio la manutenzione avviene a secco con spazzola a disco (del tipo morbido). Si può comunque applicare una mano di
cera autolucidante. In particolare per i rivestimenti prefiniti evitare di applicare cere ma prodotti lucidanti specifici.
Elemento Manutenibile: 01.04.03
Rivestimenti cementizi
Unità Tecnologica: 01.04
Pavimenti e rivestimenti
Si tratta di pavimentazioni che trovano generalmente il loro impiego in locali di servizio, se il rivestimento cementizio è del tipo semplice; in edilizia industriale, impianti sportivi, ecc. se il rivestimento cementizio è del tipo additivato. Tra le
tipologie di rivestimenti cementizi per interni si hanno: il battuto comune di cemento; il rivestimento a spolvero; rivestimenti a strato incorporato antiusura; rivestimento a strato riportato antiusura; rivestimenti con additivi bituminosi;
rivestimenti con additivi resinosi. A secondo delle geometrie delle pavimentazioni da realizzare, si possono eseguire rivestimenti in elementi in strisce di larghezza variabile.
Modalità di uso corretto:
Controllare periodicamente l'integrità delle superfici del rivestimento attraverso valutazioni visive mirate a riscontrare anomalie evidenti. Comunque affinché tali controlli risultino efficaci affidarsi a personale tecnico con esperienza.
Elemento Manutenibile: 01.04.04
Rivestimenti e prodotti ceramici
Unità Tecnologica: 01.04
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Manuale d'Uso
Pavimenti e rivestimenti
Impiegati come rivestimenti di pareti con elementi in lastre o piastrelle ceramiche prodotte con argille, silice, fondenti, coloranti e altre materie prime minerali. Tra i materiali ceramici utilizzati come rivestimenti ricordiamo le maioliche, le
terraglie, i grès naturale o rosso, i klinker. Gli elementi in lastre o piastrelle ceramiche hanno caratteristiche di assorbimento, resistenza e spessore diverso.
Modalità di uso corretto:
Controllare periodicamente l'integrità delle superfici del rivestimento attraverso valutazioni visive mirate a riscontrare anomalie evidenti. Comunque affinché tali controlli risultino efficaci affidarsi a personale tecnico con esperienza.
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Manuale d'Uso
Unità Tecnologica: 01.05
Opere in pietra naturale
Le pavimentazioni fanno parte delle partizioni interne orizzontali e ne costituiscono l'ultimo strato funzionale. In base alla morfologia del rivestimento possono suddividersi in continue (se non sono nel loro complesso determinabili sia
morfologicamente che dimensionalmente) e discontinue (quelle costituite da elementi con dimensioni e morfologia ben precise). La loro funzione, oltre a quella protettiva, è quella di permettere il transito ai fruitori dell'organismo edilizio e la
relativa resistenza ai carichi. Importante è che la superficie finale dovrà risultare perfettamente piana con tolleranze diverse a secondo del tipo di rivestimento e della destinazione d'uso degli ambienti. Gli spessori variano in funzione al
traffico previsto in superficie. La scelta degli elementi, il materiale, la posa, il giunto, le fughe, gli spessori, l'isolamento, le malte, i collanti, gli impasti ed i fissaggi variano in funzione degli ambienti e del loro impiego. Le pavimentazioni
interne possono essere di tipo: cementizio, lapideo, resinoso, resiliente, tessile, ceramico, lapideo di cava, lapideo in conglomerato, ligneo, ecc..
L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:
° 01.05.01 Pavimenti lapidei
° 01.05.02 Rivestimenti lapidei
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Manuale d'Uso
Elemento Manutenibile: 01.05.01
Pavimenti lapidei
Unità Tecnologica: 01.05
Opere in pietra naturale
Per le pavimentazioni interne sono adatti la maggior parte dei materiali lapidei. In genere la scelta su questi tipi di materiale cade oltre che per fattori estetici per la elevata resistenza all'usura. La scelta dei materiali va fatta in funzione dei
luoghi e dei tipi di applicazione a cui essi sono destinati. La lavorazione superficiale degli elementi, lo spessore, le dimensioni, ecc. variano anch'essi in funzione degli ambienti d'impiego. Trovano utilizzo nella fattispecie tutti i tipi di marmo
(lucidati in opera o prelucidati); i graniti; i travertini; le pietre; i marmi-cemento; le marmette e marmettoni; i graniti ricomposti. La tecnica di posa è abbastanza semplice ed avviene per i rivestimenti continui ad impasto mentre per quelli
discontinui a malta o a colla.
Modalità di uso corretto:
Controllare periodicamente l'integrità delle superfici del rivestimento attraverso valutazioni visive mirate a riscontrare anomalie evidenti. Comunque affinché tali controlli risultino efficaci affidarsi a personale tecnico con esperienza.
Elemento Manutenibile: 01.05.02
Rivestimenti lapidei
Unità Tecnologica: 01.05
Opere in pietra naturale
Per il rivestimento interno delle pareti sono adatti tutti i materiali lapidei. In genere vengono utilizzati lastre a spessori sottili (6-10 mm) lucidate in cantiere. L'applicazione sulle superfici murarie avviene mediante collanti, mastici o malte il cui
spessore non supera 1 cm e a giunto chiuso. In alcuni casi si ricorre a fissaggi mediante zanche metalliche murate alla struttura. Per la perfetta esecuzione le superfici degli elementi hanno il retro scanalato La scelta dei materiali è bene che
tenga conto degli ambienti (cucine, bagni) di destinazione e delle aggressioni chimico-fisico alle quali saranno sottoposti.
Modalità di uso corretto:
Controllare periodicamente l'integrità delle superfici del rivestimento attraverso valutazioni visive mirate a riscontrare anomalie evidenti. Comunque affinché tali controlli risultino efficaci affidarsi a personale tecnico con esperienza.
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Manuale d'Uso
Unità Tecnologica: 01.06
Infissi interni
Gli infissi interni hanno per scopo quello di permettere il controllo della comunicazione tra gli spazi interni dell'organismo edilizio. In particolare l'utilizzazione dei vari ambienti in modo da permettere o meno il passaggio di persone, cose, luce
naturale ed aria tra i vari ambienti interni.
L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:
° 01.06.01 Porte antipanico
° 01.06.02 Porte
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Manuale d'Uso
Elemento Manutenibile: 01.06.01
Porte antipanico
Unità Tecnologica: 01.06
Infissi interni
Le porte antipanico hanno la funzione di agevolare la fuga verso le porte esterne e/o comunque verso spazi sicuri in casi di eventi particolari (incendi, terremoti, emergenze, ecc.). Le dimensioni ed i materiali sono normati secondo le
prescrizioni in materia di sicurezza. Esse sono dotate di elemento di manovra che regola lo sblocco delle ante definito "maniglione antipanico".
Il dispositivo antipanico deve essere realizzato in modo da consentire lo sganciamento della porta nel momento in cui viene azionata la barra posta orizzontalmente sulla parte interna di essa. Tra i diversi dispositivi in produzione vi sono:
- dispositivi antipanico con barra a spinta (push-bar);
- dispositivi antipanico con barra a contatto (touch-bar).
Rappresentazione grafica e descrizione
Denominazione dei componenti della porta antipanico
Modalità di uso corretto:
Controllare il perfetto funzionamento del dispositivo antipanico. Verificare che le controbocchette a pavimento non siano ostruite in nessun modo. Controllare periodicamente il perfetto funzionamento delle porte e degli elementi di manovra.
Verificare che non vi siano ostacoli in prossimità di esse. Provvedere alla lubrificazione di cerniere, dispositivi di comando, dei maniglioni. Qualora sia previsto, controllare l'individuazione degli accessi rispetto ai piani di evacuazione e di
sicurezza.
Elemento Manutenibile: 01.06.02
Porte
Unità Tecnologica: 01.06
Infissi interni
Le porte hanno funzione di razionalizzare l'utilizzazione dei vari spazi in modo da regolare il passaggio di persone, cose, luce naturale ed aria fra ambienti adiacenti, oltre che funzioni di ordine estetico e architettonico. La presenza delle
porte a secondo della posizione e delle dimensioni determina lo svolgimento delle varie attività previste negli spazi di destinazione. In commercio esiste un'ampia gamma di tipologie diverse sia per materiale (legno, metallo, plastica, vetro,
ecc.) che per tipo di apertura (a rotazione, a ventola, scorrevole, a tamburo, ripiegabile, a fisarmonica, basculante, a scomparsa). Le porte interne sono costituite da: Anta o battente (l'elemento apribile); Telaio fisso (l'elemento fissato al
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Manuale d'Uso
controtelaio che contorna la porta e la sostiene per mezzo di cerniere); Battuta (la superficie di contatto tra telaio fisso e anta mobile); Cerniera (l'elemento che sostiene l'anta e ne permette la rotazione rispetto al telaio fisso); Controtelaio
(formato da due montanti ed una traversa è l'elemento fissato alla parete che consente l'alloggio al telaio); Montante (l'elemento verticale del telaio o del controtelaio); Traversa (l'elemento orizzontale del telaio o del controtelaio).
Modalità di uso corretto:
E' necessario provvedere alla manutenzione periodica delle porte in particolare al rinnovo degli strati protettivi (qualora il tipo di rivestimento lo preveda) con prodotti idonei al tipo di materiale ed alla pulizia e rimozione di residui che possono
compromettere l'uso e quindi le manovre di apertura e chiusura. Controllare inoltre l'efficienza delle maniglie, delle serrature, delle cerniere e delle guarnizioni; provvedere alla loro lubrificazione periodicamente. Per le operazioni più
specifiche rivolgersi a personale tecnico specializzato.
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Manuale d'Uso
Unità Tecnologica: 01.07
Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni
Gli infissi esterni fanno parte del sistema chiusura del sistema tecnologico. Il loro scopo è quello di soddisfare i requisiti di benessere quindi di permettere l'illuminazione e la ventilazione naturale degli ambienti, garantendo inoltre le
prestazioni di isolamento termico-acustico. Gli infissi offrono un'ampia gamma di tipologie diverse sia per materiale che per tipo di apertura.
L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:
° 01.07.01 Serramenti in legno
° 01.07.02 Strutture in acciaio
° 01.07.03 Porte tagliafuoco
° 01.07.04 Serramenti in alluminio
° 01.07.05 Serramenti in profilati di acciaio
° 01.07.06 Serramenti misti legno/alluminio
° 01.07.07 Portoni basculanti
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Manuale d'Uso
Elemento Manutenibile: 01.07.01
Serramenti in legno
Unità Tecnologica: 01.07
Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni
I serramenti in legno sono distinti in base alla realizzazione dei telai in legno di elevata qualità con struttura interna priva di difetti, piccoli nodi, fibra diritta. Le specie legnose più utilizzate sono l'abete, il pino, il douglas, il pitch-pine, ecc..
Rappresentazione grafica e descrizione
Denominazione dei componenti dei serramenti
CA SSON ET T O
G IU N T O F IS S O
T E L A IO M O B IL E : T R A V E R S A SU P E R IO R E D E L L ’A N T A
T E L A IO F IS S O : T R A V E R S A
S U P E R IO R E D E L T E L A IO F IS S O
FERM A VETRO
S P E C C H IA T U R A V E T R A Z IO N E
T A M P O N A M E N T O T R A SP A R E N T E O O P A C O
G IU N T O A P R IB IL E
T A S S E L L O A P P O G G IO V E T R O
FERM A VETRO
G O C C IO L A T O IO D E L L ’A N T A
T E L A IO M O B IL E : T R A V E R S A IN F E R IO R E D E L L ’A N T A
T E L A IO F IS S O : T R A V E R S A
IN F E R IO R E D E L T E L A IO F IS S O
P R O F IL O R A C C O G L I C O N D E N S A
S O G L IA
LUCE N ETTA
G U A R N IZ IO N E
C E R N IE R A
S G U IN C IO
C O N T R O T E L A IO
T E L A IO M O B IL E :
M O N T A N T E D E L L ’A N T A
G U A R N IZ IO N E
T E L A IO M O B IL E :
M O N T A N T E D E L L ’A N T A
C O M A N D O S IS T E M A
C H IU S U R A
T E L A IO F IS S O :
M O N T A N T E D E L T E L A IO F IS S O
Modalità di uso corretto:
E' necessario provvedere alla manutenzione periodica degli infissi in particolare al rinnovo degli strati protettivi con prodotti idonei al tipo di legno ed alla rimozione di residui che possono compromettere guarnizioni e sigillature. Per le
operazioni più specifiche rivolgersi a personale tecnico specializzato.
Elemento Manutenibile: 01.07.02
Strutture in acciaio
Unità Tecnologica: 01.07
Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni
Le scale in acciaio possono essere realizzate con molteplici conformazioni strutturali impiegando profilati, sezioni scatolari, tubolari o profili piatti assemblati mediante saldature e/o collegamenti tramite chiodatura, bullonatura, ecc.. I gradini
vengono generalmente realizzati con lamiere metalliche traforate o con lamiere ad elementi in rilievo oppure con elementi grigliati.
Modalità di uso corretto:
Pagina 19
Manuale d'Uso
Controllo periodico delle parti in vista finalizzato alla ricerca di anomalie (fenomeni di corrosione, disgregazioni, ecc.). Interventi mirati al mantenimento dell'efficienza degli elementi costituenti quali: rivestimenti di pedate e alzate, frontalini,
balaustre, corrimano, sigillature, vernici protettive, saldature, connessioni, bullonature ecc. e/o eventualmente alla loro sostituzione.
Elemento Manutenibile: 01.07.03
Porte tagliafuoco
Unità Tecnologica: 01.07
Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni
Le porte tagliafuoco (o porte REI) hanno la funzione di proteggere quegli spazi o luoghi sicuri, ai quali ne consentono l'ingresso, dalle azioni provocate da eventuali incendi. Nelle zone di maggiore afflusso di persone le porte tagliafuoco
devono essere anche porte antipanico. Le dimensioni ed i materiali sono normati secondo le prescrizioni in materia di sicurezza. In genere vengono impiegati materiali di rivestimento metallici con all'interno materiali isolanti stabili alle alte
temperature. Il dispositivo di emergenza deve essere realizzato in modo da consentire lo sganciamento della porta dall'interno in meno di 1 secondo. Tra i diversi dispositivi in produzione vi sono:
-dispositivi di emergenza con azionamento mediante maniglia a leva;
-dispositivi di emergenza con azionamento mediante piastra a spinta.
Modalità di uso corretto:
Controllare il perfetto funzionamento del dispositivo di emergenza. Verificare che le controbocchette a pavimento non siano ostruite in nessun modo. Controllare periodicamente il perfetto funzionamento delle porte e degli elementi di
manovra. Qualora ne siano munite controllare l'efficienza dei maniglioni antipanico. Verificare che non vi siano ostacoli in prossimità di esse. Provvedere alla lubrificazione di cerniere, dispositivi di comando, dei maniglioni. Verificare
l'individuazione delle porte tagliafuoco rispetto ai progetti ed ai piani di evacuazione e di sicurezza. Controllare le certificazioni di omologazione, la scheda tecnica del fornitore o altra documentazione da conservare in apposito archivio.
Elemento Manutenibile: 01.07.04
Serramenti in alluminio
Unità Tecnologica: 01.07
Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni
Si tratta di serramenti i cui profili sono ottenuti per estrusione. L'unione dei profili avviene meccanicamente con squadrette interne in alluminio o acciaio zincato. Le colorazioni diverse avvengono per elettrocolorazione. Particolare attenzione
va posta nell'accostamento fra i diversi materiali; infatti il contatto fra diversi metalli può creare potenziali elettrici in occasione di agenti atmosferici con conseguente corrosione galvanica del metallo a potenziale elettrico minore. Rispetto agli
infissi in legno hanno una minore manutenzione.
Rappresentazione grafica e descrizione
Denominazione dei componenti dei serramenti
Modalità di uso corretto:
E' necessario provvedere alla manutenzione periodica degli infissi in particolare alla rimozione di residui che possono compromettere guarnizioni e sigillature e alla regolazione degli organi di manovra. Per le operazioni più specifiche
rivolgersi a personale tecnico specializzato.
Elemento Manutenibile: 01.07.05
Pagina 20
Manuale d'Uso
Serramenti in profilati di acciaio
Unità Tecnologica: 01.07
Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni
Per i serramenti in profilati di acciaio piegati a freddo viene impiegato come materiale la lamiera di acciaio di spessore di circa 1 mm. La lamiera viene rivestita di zinco e piegata a freddo fino a raggiungere la sagoma desiderata. I profili
vengono generalmente assemblati meccanicamente con squadrette in acciaio zincato e viti. Questi tipi di serramento possono essere facilmente soggetti a corrosione in particolare in corrispondenza delle testate dei profili dove il
rivestimento a zinco non risulta presente. Inoltre hanno una scarsa capacità isolante, che può facilitare la formazione di condensa sugli elementi del telaio, ed un'elevata dispersione termica attraverso il telaio. Vi sono comunque serramenti
in acciaio con coibentazione a cappotto dei profili con buone prestazioni di isolamento termico.
Rappresentazione grafica e descrizione
Denominazione dei componenti dei serramenti
Modalità di uso corretto:
E' necessario provvedere alla manutenzione periodica degli infissi in particolare alla rimozione di residui che possono compromettere guarnizioni e sigillature e alla regolazione degli organi di manovra. Per le operazioni più specifiche
rivolgersi a personale tecnico specializzato.
Elemento Manutenibile: 01.07.06
Serramenti misti legno/alluminio
Unità Tecnologica: 01.07
Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni
I Serramenti misti legno/alluminio sono costituiti da un telaio in legno, collocato all'interno sul quale vengono fissati profili in alluminio all'esterno. La protezione con profilo di alluminio è rivolta al traverso inferiore, il più esposto agli agenti
atmosferici come la pioggia, con funzione di protezione, di raccolta e scarico delle acque. La combinazione legno-alluminio garantisce per il primo buone caratteristiche di coibenza e pregio estetico, per il secondo resistenza agli agenti
atmosferici e minore manutenzione.
Rappresentazione grafica e descrizione
Denominazione dei componenti dei serramenti
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Manuale d'Uso
Modalità di uso corretto:
E' necessario provvedere alla manutenzione periodica degli infissi in particolare al rinnovo degli strati protettivi, per la parte in legno, con prodotti idonei al tipo di legno ed alla rimozione di residui che possono compromettere guarnizioni e
sigillature. Per le operazioni più specifiche rivolgersi a personale tecnico specializzato.
Elemento Manutenibile: 01.07.07
Portoni basculanti
Unità Tecnologica: 01.07
Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni
Si tratta di portoni snodati con reazione a molla o contrappeso il cui peso viene bilanciato durante la fase di apertura-chiusura. Possono essere costituiti da materiali diversi o accoppiati tra di loro (legno, alluminio, lamiera zincata, PVC,vetro,
ecc.). Si possono distinguere:
-tipo snodato; -con contrappeso; -basculante; ecc..
Sono particolarmente utilizzati per autorimesse e simili.
Modalità di uso corretto:
E' necessario provvedere alla manutenzione periodica dei portoni in particolare al rinnovo degli strati protettivi (qualora il tipo di rivestimento lo preveda) con prodotti idonei al tipo di materiale ed alla pulizia e rimozione di residui che possono
compromettere l'uso e quindi le manovre di apertura e chiusura. Controllare inoltre l'efficienza delle maniglie, delle serrature, delle cerniere e delle guarnizioni; provvedere alla loro lubrificazione periodicamente. Per le operazioni più
specifiche rivolgersi a personale tecnico specializzato. Le serrature e gli elementi di manovra possono essere semplici o complesse, a comando e/o collegate ai sistemi di antifurto.
Pagina 22
Manuale d'Uso
Unità Tecnologica: 01.08
Scale e rampe
Si tratta di strutture di collegamento inclinate costituite da strutture a piano inclinato e da strutture gradonate o a gradini la cui funzione è quella di raggiungere piani posti a quote diverse. Le strutture inclinate si possono dividere in: rampe a
piano inclinato (con una pendenza fino all'8%); rampe gradonate, costituite da elementi a gradoni (con una pendenza fino a 20°); scale, formate da gradini con pendenze varie in rapporto alla loro funzione (scale esterne, scale di servizio,
scale di sicurezza, ecc.). Le scale possono assumere morfologie diverse: ad una o più rampe; scale curve; scale ellittiche a pozzo; scale circolari a pozzo; scale a chiocciola. Le scale e rampe possono essere realizzate secondo molteplici
conformazioni strutturali e in materiali diversi. Si possono avere strutture in acciaio; strutture in legno; strutture in murature; strutture in c.a.; strutture prefabbricate, ecc.
L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:
° 01.08.01 Strutture in acciaio
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Manuale d'Uso
Elemento Manutenibile: 01.08.01
Strutture in acciaio
Unità Tecnologica: 01.08
Scale e rampe
Le scale in acciaio possono essere realizzate con molteplici conformazioni strutturali impiegando profilati, sezioni scatolari, tubolari o profili piatti assemblati mediante saldature e/o collegamenti tramite chiodatura, bullonatura, ecc.. I gradini
vengono generalmente realizzati con lamiere metalliche traforate o con lamiere ad elementi in rilievo oppure con elementi grigliati.
Modalità di uso corretto:
Controllo periodico delle parti in vista finalizzato alla ricerca di anomalie (fenomeni di corrosione, disgregazioni, ecc.). Interventi mirati al mantenimento dell'efficienza degli elementi costituenti quali: rivestimenti di pedate e alzate, frontalini,
balaustre, corrimano, sigillature, vernici protettive, saldature, connessioni, bullonature ecc. e/o eventualmente alla loro sostituzione.
Pagina 24
Manuale d'Uso
Unità Tecnologica: 01.09
Opere da decoratore
Si tratta di strati funzionali, facenti parte delle chiusure verticali, la cui funzione principale è quella di proteggere il sistema di chiusura dalle sollecitazioni esterne degli edifici e dagli agenti atmosferici nonché di assicurargli un aspetto
uniforme ed ornamentale.
L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:
° 01.09.01 Intonaco
° 01.09.02 Rivestimenti lapidei
° 01.09.03 Rivestimento a cappotto
° 01.09.04 Tinteggiature e decorazioni
Pagina 25
Manuale d'Uso
Elemento Manutenibile: 01.09.01
Intonaco
Unità Tecnologica: 01.09
Opere da decoratore
Si tratta di un sottile strato di malta la cui funzione è quella di rivestimento nelle strutture edilizie. Svolge inoltre la funzione di protezione, delle strutture, dall'azione degradante degli agenti atmosferici e dei fattori ambientali è allo stesso
tempo protettiva e decorativa. Il rivestimento a intonaco è comunque una superficie che va rinnovata periodicamente e in condizioni normali esso fornisce prestazioni accettabili per 20 - 30 anni.
La malta per intonaco è costituita da leganti (cemento, calce idraulica, calce aerea, gesso) e da un inerte (sabbia) e da acqua nelle giuste proporzioni a secondo del tipo di intonaco; vengono, in alcuni casi, inoltre aggiunti all'impasto additivi
che restituiscono all'intonaco particolari qualità a secondo del tipo d'impiego. Nell'intonaco tradizionale a tre strati il primo, detto rinzaffo, svolge la funzione di aggrappo al supporto e di grossolano livellamento; il secondo, detto arriccio,
costituisce il corpo dell'intonaco la cui funzione è di resistenza meccanica e di tenuta all'acqua; il terzo strato, detto finitura, rappresenta la finitura superficiale e contribuisce a creare una prima barriera la cui funzione è quella di opporsi alla
penetrazione dell'acqua e delle sostanze aggressive.
Gli intonaci per esterni possono suddividersi in intonaci ordinari e intonaci speciali. A loro volta i primi possono ulteriormente suddividersi in intonaci miscelati in cantiere ed in intonaci premiscelati; i secondi invece in intonaci additivati,
intonaci a stucco o lucidi, intonaci plastici ed infine intonaci monostrato.
Rappresentazione grafica e descrizione
Utensili per la stesura dell'intonaco
UTENSILI IMPIEGATI NELLA PREPARAZIONE
E STESURA DELL’INTONACO
SECCHIO
FERRO DA STUCCO
CAZZUOLA DA
INTONACO
CAZZUOLA DA MURO
O COMUNE
CAZZUOLA
DA STUCCO
FRATTAZZINO
FRATTAZZO
CAZZUOLA METALLICA
PER LISCIATURA
E RASATURA
SPARVIERE
O TAVOLETTA
PORTA MALTA
SPARVIERE
O PALETTA
PORTA MALTA
REGOLO
Modalità di uso corretto:
Controllare periodicamente l'integrità delle superfici del rivestimento attraverso valutazioni visive mirate a riscontrare anomalie evidenti (presenza di bolle e screpolature, macchie da umidità, ecc.). Comunque affinché tali controlli risultino
efficaci affidarsi a personale tecnico con esperienza.
Elemento Manutenibile: 01.09.02
Rivestimenti lapidei
Unità Tecnologica: 01.09
Opere da decoratore
Quelli tradizionali possono essere costituiti da lastre singole la cui posa avviene in modo indipendente l'una dall'altra e risultano essere autonome ma compatibili rispetto alle stratificazioni interne. Quelli più innovativi sono costituiti da
pannelli formati da uno o più elementi lapidei a loro volta indipendenti o assemblati in opera. Per il rivestimento di pareti esterne è preferibile utilizzare materiali che oltre a fattori estetici diano garanzia di resistenza meccanica all'usura e agli
attacchi derivanti da fattori inquinanti (tra questi i marmi come il bianco di Carrara, i graniti, i travertini, ecc.).
Modalità di uso corretto:
Controllare periodicamente l'integrità delle superfici del rivestimento attraverso valutazioni visive mirate a riscontrare anomalie evidenti. Comunque affinché tali controlli risultino efficaci affidarsi a personale tecnico con esperienza.
Elemento Manutenibile: 01.09.03
Pagina 26
Manuale d'Uso
Rivestimento a cappotto
Unità Tecnologica: 01.09
Opere da decoratore
E' un tipo di rivestimento che prevede l'utilizzo di pannelli o lastre di materiale isolante fissate meccanicamente al supporto murario e protette da uno strato sottile di intonaco.
Rappresentazione grafica e descrizione
Esempio di isolamento a cappotto
Modalità di uso corretto:
Controllare periodicamente l'integrità delle superfici del rivestimento attraverso valutazioni visive mirate a riscontrare anomalie evidenti (presenza di bolle e screpolature, macchie da umidità, rotture, ecc.). Comunque affinché tali controlli
risultino efficaci affidarsi a personale tecnico con esperienza.
Elemento Manutenibile: 01.09.04
Tinteggiature e decorazioni
Unità Tecnologica: 01.09
Opere da decoratore
La vasta gamma delle tinteggiature o pitture varia a secondo delle superficie e degli ambienti dove trovano utilizzazione. Per gli ambienti esterni di tipo rurale si possono distinguere le pitture a calce, le pitture a colla, le idropitture, le pitture
ad olio; per gli ambienti di tipo urbano si possono distinguere le pitture alchidiche, le idropitture acrilviniliche (tempere); per le tipologie industriali si hanno le idropitture acriliche, le pitture siliconiche, le pitture epossidiche, le pitture viniliche,
ecc.
Le decorazioni trovano il loro impiego particolarmente per gli elementi di facciata o comunque a vista. La vasta gamma di materiali e di forme varia a secondo dell'utilizzo e degli ambienti d'impiego. Possono essere elementi prefabbricati o
gettati in opera, lapidei, gessi, laterizi, ecc.. Talvolta gli stessi casseri utilizzati per il getto di cls ne assumono forme e tipologie diverse tali da raggiungere aspetti decorativi nelle finiture.
Rappresentazione grafica e descrizione
Simboli pericoli prodotti vernicianti
Pagina 27
Manuale d'Uso
Modalità di uso corretto:
Controllare periodicamente l'integrità delle superfici del rivestimento attraverso valutazioni visive mirate a riscontrare anomalie evidenti (macchie, disgregazioni superficiali, rigonfiamenti, distacco, ecc.).
Pagina 28
Manuale d'Uso
Unità Tecnologica: 01.10
Impianti ascensore
L'impianto di trasporto verticale è l'insieme degli elementi tecnici aventi la funzione di trasportare persone e/o cose. Generalmente è costituito da un apparecchio elevatore, da una cabina (le cui dimensioni consentono il passaggio delle
persone) che scorre lungo delle guide verticali o inclinate al massimo di 15° rispetto alla verticale. Gli ascensori sono classificati in classi:
CLASSE I: adibiti al trasporto di persone;
CLASSE II: adibiti al trasporto di persone ma che possono trasportare anche merci;
CLASSE III: adibiti al trasporto di letti detti anche montalettighe;
CLASSE IV: adibiti al trasporto di merci accompagnate da persone;
CLASSE V: adibiti al trasporto esclusivo di cose.
Il manutentore (ai sensi del D.P.R. 162/99) è l'unico responsabile dell'impianto e pertanto deve effettuare le seguenti verifiche, annotandone i risultati sull'apposito libretto dell'impianto:
- integrità ed efficienza di tutti i dispositivi dell'impianto quali limitatori, paracadute, ecc.;
- elementi portanti quali funi e catene;
- isolamento dell'impianto elettrico ed efficienza dei collegamenti di terra.
Gli ascensori e montacarichi vanno sottoposti a verifiche periodiche da parte di uno dei seguenti soggetti:
- azienda Sanitaria Locale competente per territorio;
- ispettorati del Ministero del Lavoro;
- organismi abilitati dalla legge.
L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:
° 01.10.01 Ammortizzatori della cabina
° 01.10.02 Cabina
° 01.10.03 Contrappeso
° 01.10.04 Funi
° 01.10.05 Guide cabina
° 01.10.06 Interruttore di extracorsa
° 01.10.07 Limitatore di velocità
° 01.10.08 Macchinari elettromeccanici
° 01.10.09 Macchinari oleodinamici
° 01.10.10 Montacarichi
° 01.10.11 Vani corsa
° 01.10.12 Montascale o servoscale
° 01.10.13 Nastri trasportatori
° 01.10.14 Paracadute
° 01.10.15 Porte di piano
° 01.10.16 Pulsantiera
° 01.10.17 Quadro di manovra
Pagina 29
Manuale d'Uso
Elemento Manutenibile: 01.10.01
Ammortizzatori della cabina
Unità Tecnologica: 01.10
Impianti ascensore
Gli ammortizzatori sono installati all'estremità inferiore del vano corsa al fine di ammortizzare il movimento della cabina che non si fosse fermata regolarmente. Possono essere di vari tipi:
- ammortizzatori ad accumulo di energia;
- ammortizzatori con movimento di ritorno ammortizzato;
- ammortizzatori a dissipazione di energia.
Modalità di uso corretto:
Gli ascensori ad argano agganciato devono essere muniti di ammortizzatori sul tetto della cabina, che funzionino all'estremità superiore della corsa. Gli ammortizzatori ad accumulo di energia, con caratteristica lineare e non lineare, devono
essere usati solo se la velocità dell'ascensore è non superiore a 1 m/s. Gli ammortizzatori ad accumulo di energia, con movimento di ritorno ammortizzato, devono essere usati solo se la velocità dell'ascensore è non superiore a 1,6 m/s. Gli
ammortizzatori a dissipazione di energia possono essere usati per qualsiasi velocità nominale dell'ascensore.
Elemento Manutenibile: 01.10.02
Cabina
Unità Tecnologica: 01.10
Impianti ascensore
La cabina dell'impianto di ascensore è quella parte dell'impianto che è adibita al trasporto di persone e/o cose a secondo della classe dell'ascensore.
Modalità di uso corretto:
Per evitare un sovraccarico della cabina da parte di persone, la superficie utile della cabina deve essere limitata. Pertanto devono essere rispettate le corrispondenze tra portata e superficie utile massima della cabina indicate dalle norme
vigenti. Nella cabina deve essere apposta l’indicazione della portata dell’ascensore espressa in chilogrammi e del numero di persone. Deve essere apposto il nome del venditore e il suo numero di identificazione dell’ascensore. Evitare l'uso
improprio dei comandi della cabina per evitare arresti indesiderati. L’altezza libera interna della cabina non deve essere inferiore a 2 m.
Elemento Manutenibile: 01.10.03
Contrappeso
Unità Tecnologica: 01.10
Impianti ascensore
Il contrappeso consente alla fune, che sostiene la cabina, di aderire alla puleggia di trazione.
Generalmente il contrappeso è costituito da da una arcata metallica sui quali sono agganciati i blocchi che possono essere realizzati in metallo o in acciaio o misti.
Modalità di uso corretto:
I contrappesi devono essere utilizzati esclusivamente per ascensori elettrici.
Se il contrappeso è costituito da blocchi devono essere prese le misure necessarie per evitare il loro spostamento utlizzando un telaio entro il quale siano contenuti i blocchi, oppure, se i blocchi sono metallici e la velocità nominale
dell’ascensore non supera 1 m/s, almeno due tiranti ai quali sono assicurati i blocchi.
Elemento Manutenibile: 01.10.04
Funi
Unità Tecnologica: 01.10
Impianti ascensore
Le funi (in acciaio o con catene di acciaio) hanno il compito di sostenere le cabine, i contrappesi o le masse di bilanciamento.
Pagina 30
Manuale d'Uso
Modalità di uso corretto:
Il numero delle funi (o catene) deve essere minimo di due. Le funi (o catene) devono essere indipendenti. Il coefficiente di sicurezza delle funi di sospensione deve essere non minore di quello minimo previsto dalle norme. Le estremità delle
funi devono essere fissate alla cabina, al contrappeso o alla massa di bilanciamento ed ai punti fissi mediante testa fusa, autoserraggio, capicorda a cavallotto, con almeno tre morsetti appropriati, capicorda a cuneo, manicotto pressato o
altro sistema che presenti sicurezza equivalente. Quando i fili rotti abbiano una sezione maggiore del 10% della sezione metallica totale della fune, indipendentemente dal numero dei trefoli costituenti la fune stessa, le funi debbono essere
sostituite.
Elemento Manutenibile: 01.10.05
Guide cabina
Unità Tecnologica: 01.10
Impianti ascensore
Le guide della cabina vengono normalmente realizzate in barre di acciaio trafilato a freddo con sezione a T che vengono installate verticalmente lungo il vano ascensore. Lungo queste guide scorre l'arcata che è la struttura alla quale è
fissata direttamente la cabina; l'arcata per mezzo di pattini (che possono essere del tipo strisciante o a ruota) scorre sulle guide.
Modalità di uso corretto:
Pulire da depositi di grasso, polvere o altro materiale le guide per consentire il corretto scorrimento della cabina ascensore. Nel caso si verificassero movimenti bruschi della cabina contattare il responsabile della manutenzione dell'impianto.
Elemento Manutenibile: 01.10.06
Interruttore di extracorsa
Unità Tecnologica: 01.10
Impianti ascensore
L’interruttore di extracorsa è un dispositivo elettrico di sicurezza che, quando azionato, deve fermare il macchinario e tenerlo fermo. L’interruttore di extracorsa deve richiudersi automaticamente quando la cabina abbandona la zona di
azionamento.
Modalità di uso corretto:
Dopo l'azionamento dell'interruttore di extracorsa non devono essere più possibili movimenti della cabina che invece possono avvenire solo a seguito di chiamate dalla cabina stessa o dai piani, anche nel caso in cui la cabina abbia
abbandonato la zona di azionamento a causa di perdite lente di fluido. Il ritorno in servizio dell'ascensore non deve avvenire automaticamente.
Elemento Manutenibile: 01.10.07
Limitatore di velocità
Unità Tecnologica: 01.10
Impianti ascensore
Il limitatore di velocità è un dispositivo di sicurezza che comanda il sistema di blocco paracadute della cabina in caso di eccesso di velocità. Generalmente il limitatore è connesso all'arcata della cabina mediante una fune; nel caso di
eccesso di velocità il limitatore viene bloccato da un gancio azionato dall'azione della forza centrifuga ed un contatto elettrico provvede a togliere l'alimentazione all'impianto.
Modalità di uso corretto:
Le estremità delle funi devono essere fissate mediante testa fusa, autoserraggio, capicorda a cavallotto, con almeno tre morsetti appropriati, capicorda a cuneo, manicotto pressato o altro sistema che presenti sicurezza equivalente. Quando
i fili rotti abbiano una sezione maggiore del 10% della sezione metallica totale della fune, indipendentemente dal numero dei trefoli costituenti la fune stessa, le funi debbono essere sostituite. Durante l'ispezione o durante le prove deve
essere possibile provocare la presa del paracadute in una maniera sicura.
Elemento Manutenibile: 01.10.08
Macchinari elettromeccanici
Unità Tecnologica: 01.10
Impianti ascensore
Pagina 31
Manuale d'Uso
Sono gli organi motori che assicurano il movimento e l’arresto dell’ascensore.
Generalmente sono costituiti da una serie di elementi che consentono il corretto funzionamento dell'impianto elevatore quali la massa di bilanciamento, il paracadute (che può essere del tipo a presa istantanea, a presa istantanea con effetto
ammortizzato, a presa progressiva).
Modalità di uso corretto:
I macchinari elettromeccanici possono funzionare a frizione (con l'impiego di pulegge di frizione e di funi) oppure ad argano agganciato (o con tamburo e funi o con pignoni e catene). La velocità nominale deve essere non superiore a 0,63
m/s. Non devono essere usati contrappesi. È ammesso usare una massa di bilanciamento. L’ascensore deve essere munito di un sistema di frenatura che agisca automaticamente in caso di mancanza dell’alimentazione elettrica principale
o in caso di mancanza dell’alimentazione del circuito di manovra.
Elemento Manutenibile: 01.10.09
Macchinari oleodinamici
Unità Tecnologica: 01.10
Impianti ascensore
Sono gli organi motori che assicurano il movimento e l’arresto dell’ascensore. I macchinari oleodinamici basano il loro funzionamento su due metodi di azionamento ad azione diretta o ad azione indiretta. Se, per sollevare la cabina, si
usano più gruppi cilindro-pistone, essi devono essere interconnessi idraulicamente per assicurare la parità delle pressioni.
Modalità di uso corretto:
L’ascensore deve essere corredato di un libretto o un fascicolo sul quale siano riportate una parte tecnica in cui figurano la data della messa in servizio dell’ascensore, le caratteristiche principali dell’ascensore e di quei componenti per le
quali è richiesta la verifica della conformità. Inoltre il libretto d'ascensore deve contenere i grafici che indicano la posizione dell'ascensore nell’edificio, gli schemi elettrici e gli schemi idraulici redatti con le opportune simbologie, la pressione
statica massima, le caratteristiche o il tipo del fluido idraulico.
Sul fascicolo, che deve essere messo a disposizione delle persone che hanno l’incarico della manutenzione, vanno annotate le copie dei verbali dei controlli e delle visite con tutte le osservazioni. L'ascensore deve essere corredato di un
manuale di istruzioni contenente tutte le informazioni per l’uso normale dell’ascensore e per le operazioni di soccorso in caso di guasti o anomalie nonché le precauzioni da prendere in caso di ascensori con vano di corsa chiuso
parzialmente Tutte le targhe, avvisi, marcature e istruzioni per la manovra devono essere leggibili e facilmente comprensibili sia con il testo che con l’aiuto di segnali o segni grafici. Devono essere non lacerabili, di materiale durevole,
disposti bene in vista, redatti nella lingua del Paese in cui si trova l’ascensore (o, se necessario, in più lingue).
Elemento Manutenibile: 01.10.10
Montacarichi
Unità Tecnologica: 01.10
Impianti ascensore
Sono impianti non utilizzabili da persone, adibiti al solo trasporto di cose (montavivande, montacarte, ecc. ). In alcuni casi sono dotati di cabine di dimensioni più ampie che consentono l'accesso alle persone limitatamente, però, alle fasi di
carico e scarico.
Modalità di uso corretto:
Mentre in un ascensore comune è il venditore (ascensorista) che lo installa, lo mette in servizio e si occupa della marcatura e della dichiarazione CE, in un montacarichi, soggetto alla direttiva macchine, la marcatura CE è posta dal
costruttore che ha progettato l'impianto e redatto il fascicolo tecnico ma che non ha installato e messo in servizio l'impianto.
I montacarichi non sono soggetti alla direttiva ascensori, ma a quella macchine 89/392/Cee, devono, quindi, essere realizzati in accordo con un documentato fascicolo tecnico conservato in azienda, devono essere marcati CE, dotati di
dichiarazione di conformità e di istruzioni di manutenzione e uso, non devono essere sottoposti né ad esame di tipo, né a collaudo. In Italia i montacarichi con corsa maggiore o uguale ai 2 m, che servano piani definiti e che abbiano una
portata di almeno 25 kg, sono regolati dalla circolare del Ministero dell'Industria 14/4/1997 n. 157296 che prevede che devono essere dotati di una licenza di esercizio, obbligatoriamente manutenuti da una azienda qualificata e che, ogni due
anni, siano sottoposti a verifica da un organismo notificato "italiano".
Elemento Manutenibile: 01.10.11
Vani corsa
Unità Tecnologica: 01.10
Impianti ascensore
Il vano corsa è il volume entro il quale si spostano la cabina, il contrappeso o la massa di bilanciamento. Questo volume di norma è materialmente delimitato dal fondo della fossa, dalle pareti e dal soffitto del vano.
Modalità di uso corretto:
Nelle parti di edificio ove il vano di corsa deve contribuire contro il propagarsi degli incendi, il vano di corsa deve essere completamente chiuso da pareti, pavimento e soffitto ciechi. Sono ammesse solo le seguenti aperture:
a) accessi delle porte di piano;
b) accessi delle porte di ispezione o di soccorso del vano e degli sportelli di ispezione;
c) aperture di uscita di gas e fumi in caso di incendio;
d) aperture di ventilazione;
e) aperture necessarie per il funzionamento tra il vano di corsa ed il locale del macchinario o delle pulegge di rinvio;
f) aperture nella difesa di separazione tra ascensori.
Quando il vano di corsa non deve partecipare alla protezione dell’edificio contro il propagarsi di un incendio, per esempio nel caso di ascensori panoramici, non è necessario che il vano di corsa sia completamente chiuso purché sia garantita
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Manuale d'Uso
la sicurezza delle persone. Il vano di corsa deve essere adibito solo al servizio dell’ascensore e pertanto non deve contenere cavi o dispositivi, ecc. estranei al servizio dell’ascensore.
Il vano di corsa deve essere munito di illuminazione elettrica installata stabilmente che assicuri un’intensità di illuminazione di almeno 50 lux all’altezza di 1 m sopra il tetto della cabina e sopra il pavimento della fossa del vano, anche quando
tutte le porte sono chiuse. Questa illuminazione deve comprendere una lampada ad una distanza non maggiore di 0,50 m dal punto più alto e più basso del vano con lampade intermedie.
Elemento Manutenibile: 01.10.12
Montascale o servoscale
Unità Tecnologica: 01.10
Impianti ascensore
Sono pedane, sedili o piattaforme reclinabili o meno, dotati di comandi a bordo che si muovono su una guida inclinata lungo una o più rampe di scale.
Modalità di uso corretto:
Questi impianti sono regolamentati dal D.M. 14/6/1989 n. 236, dalla Direttiva Macchine 89/392/Cee e successive modificazioni. Se il pericolo di caduta supera i 3 metri necessitano di certificazione di tipo da parte di organismo notificato. Il
montascale o il servoscale deve essere munito di un sistema di frenatura che agisca automaticamente in caso di mancanza dell'alimentazione elettrica principale o in caso di mancanza dell'alimentazione del circuito di manovra.
Elemento Manutenibile: 01.10.13
Nastri trasportatori
Unità Tecnologica: 01.10
Impianti ascensore
Il nastro trasportatore è un'installazione azionata da motore, provvista di superficie in movimento senza fine quali segmenti, tappeto, ecc. per il trasporto di cose fra due punti allo stesso o diverso livello.
Modalità di uso corretto:
Pulire periodicamente dalla sporcizia la parte inferiore della scala mobile o del marciapiede mobile dall'accumulo di materiale (quale grasso, olio, polvere, carta). Tutte le parti mosse meccanicamente del nastro devono essere
completamente protette ad eccezione della parte accessibile dei segmenti accessibile agli utenti per le normali operazioni di carico e scarico.
Elemento Manutenibile: 01.10.14
Paracadute
Unità Tecnologica: 01.10
Impianti ascensore
Il paracadute è un dispositivo di sicurezza che interviene quando la cabina non si arresta per un malfunzionamento; in questi casi interviene il paracadute (nel senso della discesa) che deve essere capace di arrestarla con carico eguale alla
portata, alla velocità di intervento del limitatore di velocità, anche in caso di rottura degli organi di sospensione, bloccandola sulle guide e di mantenerla in tale posizione. I paracadute possono essere dei seguenti tipi:
a) a presa progressiva;
b) a presa istantanea con effetto ammortizzato;
c) per la cabina, a presa istantanea, se la velocità nominale in discesa Vd è non superiore a 0,63 m/s;
d) per la massa di bilanciamento, a presa istantanea se la velocità nominale di salita Vm è non superiore a 0,63 m/s.
Modalità di uso corretto:
Gli elementi di presa dei dispositivi paracadute devono essere preferibilmente posti nella parte bassa della cabina. I paracadute a presa istantanea (diversi da quelli a rulli che non sono azionati da un limitatore di velocità) sono consentiti
soltanto se la velocità di intervento della valvola di blocco o la massima velocità permessa dalla valvola limitatrice di flusso è non superiore a 0,80 m/s.
Il paracadute della cabina di un ascensore ad azione indiretta e quello di una massa di bilanciamento devono intervenire solo nel movimento di discesa della cabina.
Lo sblocco del paracadute (dopo che lo stesso è intervenuto) deve richiedere l'intervento di una persona competente; il ritorno automatico in posizione normale del paracadute (della cabina o della massa di bilanciamento) deve potersi
effettuare soltanto spostando la cabina o la massa di bilanciamento verso l'alto.
Elemento Manutenibile: 01.10.15
Porte di piano
Unità Tecnologica: 01.10
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Manuale d'Uso
Impianti ascensore
Le porte di piano consentono ai passeggeri di entrare in cabina e sono gli elementi essenziali per la funzionalità e la sicurezza dell'impianto ascensore. Negli impianti moderni le porte di piano sono collegate a quelle della cabina (vengono
azionate da un motore installato sul tetto della cabina).
Modalità di uso corretto:
Evitare l'uso improprio dei comandi delle porte per evitare arresti indesiderati della cabina. Le porte di piano devono avere dimensioni minime di 80 cm di larghezza e di 200 cm di altezza per consentire l'ingresso all'interno della cabina (che
deve avere un'altezza minima non inferiore a 2 m.).
Elemento Manutenibile: 01.10.16
Pulsantiera
Unità Tecnologica: 01.10
Impianti ascensore
La pulsantiera (o quadro dei bottoni di comando) della cabina e dei vari piani sono quei dispositivi per mezzo dei quali gli utenti danno i comandi all'ascensore. Il funzionamento di detti dispositivi è basato su un circuito che viene chiuso
quando viene premuto un pulsante e questo comando viene trasmesso al sistema di manovra dell'ascensore.
Modalità di uso corretto:
Gli utenti devono evitare urti o manovre violente sulle pulsantiere per evitare malfunzionamenti. In caso di cattivo funzionamenti dei comandi evitare di aprire la pulsantiera e rivolgersi al personale addetto alla manutenzione; inoltre gli utenti
devono segnalare eventuali anomalie delle spie di segnalazione presenti sulle pulsantiere della cabina o di quelle di piano.
Elemento Manutenibile: 01.10.17
Quadro di manovra
Unità Tecnologica: 01.10
Impianti ascensore
Il quadro di manovra riceve i comandi degli utenti, espressi mediante le pulsantiere di piano e della cabina, e consente il funzionamento dell'ascensore. Generalmente questo dispositivo è installato nel locale dove sono alloggiate le
macchine dell'ascensore ed alimenta il motore dell'impianto nella direzione voluta e fino al piano desiderato dopo aver verificato che tutte le porte di piano siano chiuse. I quadri di manovra sono nella maggior parte dei casi composti da:
- una morsettiera degli ingressi e delle uscite dei vari collegamenti;
- almeno due contattori (teleruttori) di manovra;
- un gruppo di relais;
- un trasformatore.
Modalità di uso corretto:
Nel caso di cattivo funzionamento evitare di aprire la morsettiera dove entrano ed escono i conduttori elettrici che consentono il collegamento tra il quadro e tutte le altre apparecchiature per evitare pericoli di folgorazione. Tutte le eventuali
operazioni, dopo aver tolto la tensione, devono essere effettuate da personale qualificato e dotato di idonei dispositivi di protezione individuali quali guanti e scarpe isolanti. Nel locale dove è installato il quadro deve essere presente un
cartello sul quale sono riportate le funzioni degli interruttori, le azioni da compiere in caso di emergenza su persone colpite da folgorazione.
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Manuale d'Uso
Corpo d'Opera: 02
IMPIANTO TERMOIDRAULICI
Unità Tecnologiche:
° 02.01 Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione
° 02.02 Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri
° 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione
° 02.04 Rete di distribuzione aria sala lettura-consultazione Biblioteca Civica Canna
° 02.05 Impianto idraulico
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Manuale d'Uso
Unità Tecnologica: 02.01
Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione
L'impianto di climatizzazione è l'insieme degli elementi tecnici aventi funzione di creare e mantenere nel sistema edilizio determinate condizioni termiche, di umidità e di ventilazione. L'unità tecnologica Impianto di climatizzazione è
generalmente costituita da:
-alimentazione, avente la funzione di trasportare il combustibile dai serbatoi e/o dalla rete di distribuzione fino ai gruppi termici;
-gruppi termici, che trasformano l'energia chimica dei combustibili di alimentazione in energia termica;
-centrali di trattamento fluidi, che hanno la funzione di trasferire l'energia termica prodotta (direttamente o utilizzando gruppi termici) ai fluidi termovettori;
-reti di distribuzione e terminali, che trasportano i fluidi termovettori ai vari terminali di scambio termico facenti parte dell'impianto;
-canne di esalazione, aventi la funzione di allontanare i fumi di combustione prodotti dai gruppi termici.
L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:
° 02.01.01 Tubi in acciaio
° 02.01.02 Strato coibente
° 02.01.03 Tubazioni in polietilene
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Manuale d'Uso
Elemento Manutenibile: 02.01.01
Tubi in acciaio
Unità Tecnologica: 02.01
Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione
Le reti di distribuzione hanno la funzione di trasportare i fluidi termovettori fino ai terminali di scambio termico con l'ambiente. Vengono usate tubazioni in acciaio nero senza saldatura (del tipo Mannessman), in rame o in rame
opportunamente isolate.
Modalità di uso corretto:
I materiali utilizzati per la realizzazione delle reti di distribuzione dei fluidi devono possedere caratteristiche tecniche rispondenti alle normative vigenti (art.7 della Legge 5.3.1990 n.46) nonché alle prescrizioni delle norme UNI e del CEI ma in
ogni caso rispondenti alla regola dell'arte. Tutte le tubazioni saranno installate in vista o in appositi cavedi, con giunzioni realizzate mediante pezzi speciali ; in ogni caso saranno coibentate, senza discontinuità, con rivestimento isolante di
spessore, conduttività e reazione conformi alle normative vigenti.
Elemento Manutenibile: 02.01.02
Strato coibente
Unità Tecnologica: 02.01
Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione
Le tubazioni adibite al trasporto dei fluidi termovettori devono essere opportunamente protette con uno strato di coibente. Questo viene generalmente realizzato con lana di vetro, materiali sintetico ed altro.
Modalità di uso corretto:
L'utente deve verificare che lo strato di coibente sia efficiente e non presenti strappi o mancanze tali da pregiudicare la temperatura dei fluidi trasportati.
Elemento Manutenibile: 02.01.03
Tubazioni in polietilene
Unità Tecnologica: 02.01
Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione
Le tubazioni dell'impianto di smaltimento delle acque provvedono allo sversamento dell'acqua nei collettori fognari o nelle vasche di accumulo, se presenti. Possono essere realizzate in polietilene.
Il polietilene si forma dalla polimerizzazione dell'etilene e per gli acquedotti e le fognature se ne usa il tipo ad alta densità. Grazie alla sua perfetta impermeabilità si adopera nelle condutture subacquee e per la sua flessibilità si utilizza nei
sifoni. Di solito l'aggiunta di nerofumo e di stabilizzatori preserva i materiali in PE dall'invecchiamento e dalle alterazioni provocate dalla luce e dal calore. Per i tubi a pressione le giunzioni sono fatte o con raccordi mobili a vite in PE, ottone,
alluminio, ghisa malleabile, o attraverso saldatura a 200° C con termoelementi e successiva pressione a 1,5-2 kg/cm^2 della superficie da saldare, o con manicotti pressati con filettatura interna a denti di sega.
Modalità di uso corretto:
I tubi in materiale plastico devono rispondere alle seguenti norme:
- tubi di PVC per condotte all'interno dei fabbricati: UNI 7443 e suo FA 178-87;
- tubi di PVC per condotte interrate: norme UNI applicabili;
- tubi di polietilene ad alta densità (PEad) per condotte interrate: UNI 7613;
- tubi di polipropilene (PP): UNI 8319 e suo FA 1-91;
- tubi di polietilene ad alta densità (PEad) per condotte all'interno dei fabbricati: UNI 8451.
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Manuale d'Uso
Unità Tecnologica: 02.02
Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri
L'impianto di climatizzazione è l'insieme degli elementi tecnici aventi funzione di creare e mantenere nel sistema edilizio determinate condizioni termiche, di umidità e di ventilazione. L'unità tecnologica Impianto di climatizzazione è
generalmente costituita da:
-alimentazione, avente la funzione di trasportare il combustibile dai serbatoi e/o dalla rete di distribuzione fino ai gruppi termici;
-gruppi termici, che trasformano l'energia chimica dei combustibili di alimentazione in energia termica;
-centrali di trattamento fluidi, che hanno la funzione di trasferire l'energia termica prodotta (direttamente o utilizzando gruppi termici) ai fluidi termovettori;
-reti di distribuzione e terminali, che trasportano i fluidi termovettori ai vari terminali di scambio termico facenti parte dell'impianto;
-canne di esalazione, aventi la funzione di allontanare i fumi di combustione prodotti dai gruppi termici.
L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:
° 02.02.01 Ventilconvettori e termovettori
° 02.02.02 Tubi in rame
° 02.02.03 Tubi in acciaio
° 02.02.04 Strato coibente
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Manuale d'Uso
Elemento Manutenibile: 02.02.01
Ventilconvettori e termovettori
Unità Tecnologica: 02.02
Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri
I termovettori ed i ventilconvettori sono costituiti da uno scambiatore di calore realizzato in rame ed a forma di serpentina posizionato all'interno di un involucro di lamiera metallica dotato di due aperture, una nella parte bassa per la ripresa
dell'aria ed una nella parte alta per la mandata dell'aria. A differenza dei termovettori il ventilconvettore è dotato anche di un ventilatore del tipo assiale ed a motore che consente lo scambio del fluido primario, proveniente dalla serpentina,
con l'aria dell'ambiente dove è posizionato il ventilconvettore.
Modalità di uso corretto:
L'impianto con ventilconvettori è formato dai seguenti componenti:
a) Un gruppo condizionatore centralizzato per il trattamento e il movimento dell'aria di rinnovo degli ambienti (aria primaria) formato a sua volta da:
- presa d'aria esterna con serrande di regolazione;
- sezione filtrante;
- batteria a tubi alettati per il riscaldamento dell'aria;
- sezione di umidificazione;
- batteria a tubi alettati di raffredamento;
- batteria a tubi alettati di post-riscaldamento;
- ventilatore accoppiato a motore elettrico per il movimento dell'aria.
b) Un sistema di canalizzazioni che fanno capo al gruppo centralizzato per l'adduzione a bassa o ad alta velocità e l'immissione dell'aria primaria negli ambienti mediante bocchette o diffusori.
c) Un insieme di apparecchi di condizionamento, operanti localmente, dislocati nei singoli ambienti (ventilconvettori).
Il ventilconvettore è più diffuso del termovettore anche perché utilizza acqua a temperature basse ed è quindi utilizzabile anche con impianti a pannelli solari. La resa termica, nel caso del ventilconvettore, dipende dalla temperatura di
mandata e dalla portata dell'aria e deve essere certificata dal costruttore. Ad inizio della stagione occorre eseguire una serie di verifiche e di controlli ed in particolare:
- pulizia del filtro dell'aria;
- controllo e pulizia delle batterie con particolare attenzione alla posizione delle alette;
- controllo dell'isolamento del motore elettrico;
- controllo del corretto senso di rotazione dell'elettro ventilatore.
Elemento Manutenibile: 02.02.02
Tubi in rame
Unità Tecnologica: 02.02
Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri
Le reti di distribuzione hanno la funzione di trasportare i fluidi termovettori fino ai terminali di scambio termico con l'ambiente. Per la realizzazione di tali reti vengono utilizzate tubazioni in rame opportunamente coibentate con isolanti per
impedire ai fluidi trasportati di perdere il calore.
Modalità di uso corretto:
I materiali utilizzati per la realizzazione delle reti di distribuzione dei fluidi devono possedere caratteristiche tecniche rispondenti alle normative vigenti (art.7 della Legge 5.3.1990 n.46) nonché alle prescrizioni delle norme UNI e del CEI ma
in ogni caso rispondenti alla regola dell'arte. Tutte le tubazioni saranno installate in vista o in appositi cavedi, con giunzioni realizzate mediante pezzi speciali evitando l'impiego di curve a gomito; in ogni caso saranno coibentate, senza
discontinuità, con rivestimento isolante di spessore, conduttività e reazione conformi alle normative vigenti.
Elemento Manutenibile: 02.02.03
Tubi in acciaio
Unità Tecnologica: 02.02
Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri
Le reti di distribuzione hanno la funzione di trasportare i fluidi termovettori fino ai terminali di scambio termico con l'ambiente. Vengono usate tubazioni in acciaio nero senza saldatura (del tipo Mannessman), in rame o in rame
opportunamente isolate.
Modalità di uso corretto:
I materiali utilizzati per la realizzazione delle reti di distribuzione dei fluidi devono possedere caratteristiche tecniche rispondenti alle normative vigenti (art.7 della Legge 5.3.1990 n.46) nonché alle prescrizioni delle norme UNI e del CEI ma in
ogni caso rispondenti alla regola dell'arte. Tutte le tubazioni saranno installate in vista o in appositi cavedi, con giunzioni realizzate mediante pezzi speciali ; in ogni caso saranno coibentate, senza discontinuità, con rivestimento isolante di
spessore, conduttività e reazione conformi alle normative vigenti.
Elemento Manutenibile: 02.02.04
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Manuale d'Uso
Strato coibente
Unità Tecnologica: 02.02
Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri
Le tubazioni adibite al trasporto dei fluidi termovettori devono essere opportunamente protette con uno strato di coibente. Questo viene generalmente realizzato con lana di vetro, materiali sintetico ed altro.
Modalità di uso corretto:
L'utente deve verificare che lo strato di coibente sia efficiente e non presenti strappi o mancanze tali da pregiudicare la temperatura dei fluidi trasportati.
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Manuale d'Uso
Unità Tecnologica: 02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di
distribuzione
L'impianto di climatizzazione è l'insieme degli elementi tecnici aventi funzione di creare e mantenere nel sistema edilizio determinate condizioni termiche, di umidità e di ventilazione. L'unità tecnologica Impianto di climatizzazione è
generalmente costituita da:
-alimentazione, avente la funzione di trasportare il combustibile dai serbatoi e/o dalla rete di distribuzione fino ai gruppi termici;
-gruppi termici, che trasformano l'energia chimica dei combustibili di alimentazione in energia termica;
-centrali di trattamento fluidi, che hanno la funzione di trasferire l'energia termica prodotta (direttamente o utilizzando gruppi termici) ai fluidi termovettori;
-reti di distribuzione e terminali, che trasportano i fluidi termovettori ai vari terminali di scambio termico facenti parte dell'impianto;
-canne di esalazione, aventi la funzione di allontanare i fumi di combustione prodotti dai gruppi termici.
L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:
° 02.03.01 Centrali di trattamento aria (U.T.A.)
° 02.03.02 Filtri fini a tasche flosce
° 02.03.03 Filtri multidiedri (a tasche rigide)
° 02.03.04 Estrattori d'aria
° 02.03.05 Canali in lamiera
° 02.03.06 Serrande tagliafuoco
° 02.03.07 Strato coibente
° 02.03.08 Tubi in acciaio
° 02.03.09 Tubi in rame
° 02.03.10 Umidificatori ad acqua
° 02.03.11 Dispositivi di controllo e regolazione
° 02.03.12 Servocomandi
° 02.03.13 Termostati
° 02.03.14 Valvole motorizzate
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Manuale d'Uso
Elemento Manutenibile: 02.03.01
Centrali di trattamento aria (U.T.A.)
Unità Tecnologica: 02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di
distribuzione
Le centrali di trattamento dell'aria, dette U.T.A. (acronimo di Unità Trattamento Aria), dell'impianto di climatizzazione sono destinate al trattamento sia dell'aria primaria che di tutta quella necessaria alla climatizzazione. Generalmente una
U.T.A. è composta dai seguenti elementi:
- ventilatore di ripresa dell'aria;
- sezione di miscela, espulsione e ripresa dell'aria esterna;
- sezione filtrante;
- batteria di preriscaldamento;
- sezione umidificante con separatore di gocce;
- batteria di raffreddamento;
- batteria di post riscaldamento;
- ventilatore di mandata.
Modalità di uso corretto:
Le centrali di trattamento dell'aria dell'impianto di climatizzazione, generalmente denominate unità di trattamento aria, sono apparecchi caratterizzati da elevate dimensioni. Ad esse fanno capo i canali di mandata e di ripresa dell'aria. Date le
notevoli dimensioni generalmente le U.T.A. sono collocate in ambienti interrati ma possono essere collocate anche in copertura o nei sottotetti prevedendo idonei dispositivi di isolamento acustico. Verificare lo stato generale accertando che:
- non ci siano vibrazioni;
- che lo strato coibente e di materiale fonoassorbente siano sufficienti a garantire livelli di isolamento acustico non inferiori a quelli imposti dalla normativa vigente;
- che i bulloni siano ben serrati;
- che lo strato di vernice protettiva siano efficiente;
- verificare l'efficienza dei filtri e delle celle filtranti.
Elemento Manutenibile: 02.03.02
Filtri fini a tasche flosce
Unità Tecnologica: 02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di
distribuzione
I filtri a tasche flosce sono costituiti da vere e proprie tasche di materassini in materiali diversi realizzati con differenti densità delle fibre; per questi tipi di filtro vengono utilizzate fibre sintetiche e fibre di vetro (con spessore delle fibre
compreso tra 3 e 10 micron e con uno spessore medio del materassino di 5-20 mm). I tipi di filtri comunemente reperibili sul mercato sotto forma di pannelli con dimensioni nominali di 610x610 mm o 305x610 mm; i pannelli filtranti vengono
montati su telai metallici (generalmente in acciaio zincato per prevenire la corrosione) mediante aggancio metallico e sigillatura con guarnizioni.
Modalità di uso corretto:
L'utente deve effettuare un controllo generale della tenuta dei filtri, verificando che non vi siano perdite o fughe di sostanze e verificando i valori della pressione di esercizio a monte e a valle dei filtri. Verificare il ciclo di vita indicato dai
produttori per sostituire questi tipi di filtri che non sono rigenerabili.
Elemento Manutenibile: 02.03.03
Filtri multidiedri (a tasche rigide)
Unità Tecnologica: 02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di
distribuzione
I filtri multidiedri detti comunemente a tasche rigide sfruttano il principio delle piccole pieghe del setto filtrante in microfibra di vetro con separatori in filotermoplastico. Il telaio della tasca in materiale plastico ne conferisce robustezza e
resistenza e la rende totalmente inceneribile senza rilascio di gas pericolosi. Sono adatti ad operare in condizioni quali volumi di aria variabili, frequenti fermate del ventilatore ed alta resistenza all'umidità. Rispetto ai filtri a tasche flosce
questi filtri presentano alcuni vantaggi:
-maggior perdita di carico ammessa; -costruzione di tipo rigido che agevola la posa in opera; -dimensioni ridotte; -distribuzione uniforme dell'aria.
Modalità di uso corretto:
L'utente deve effettuare un controllo generale della tenuta dei filtri, verificando che non vi siano perdite o fughe di sostanze e verificando i valori della pressione di esercizio a monte e a valle dei filtri.
Elemento Manutenibile: 02.03.04
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Manuale d'Uso
Estrattori d'aria
Unità Tecnologica: 02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di
distribuzione
Gli estrattori d'aria devono essere posizionati in modo da garantire il ricambio d'aria previsto in fase di progetto. Devono essere liberi da ostacoli in modo da funzionare liberamente.
Modalità di uso corretto:
L'utente deve verificare le caratteristiche principali degli estrattori con particolare riguardo a:
-tenuta dell'aria (le fughe sono visibili con parti annerite in prossimità delle fughe); -giunti per verificare la presenza di lesioni o di sconnessioni; -funzionalità dei ventilatori; -la stabilità dei sostegni dei canali.
Elemento Manutenibile: 02.03.05
Canali in lamiera
Unità Tecnologica: 02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di
distribuzione
Le centrali di trattamento dell'aria dell'impianto di climatizzazione sono destinate al trattamento sia dell'aria primaria che di tutta quella necessaria alla climatizzazione. Il trasporto dei fluidi trattati (sia di mandata che di ripresa) avviene in
canalizzazioni in acciaio zincato rivestite con idonei materiali coibenti. Nel caso di canali rettangolari con un lato di dimensioni superiori a 450 mm prevedere delle croci trasversali di rinforzo.
Modalità di uso corretto:
Verificare le caratteristiche principali delle canalizzazioni con particolare riguardo a:
-tenuta dell'aria (le fughe sono visibili con parti annerite in prossimità delle fughe); -giunti per verificare la presenza di lesioni o di sconnessioni; -la stabilità dei sostegni dei canali; -vibrazioni; -presenza di acqua di condensa; -griglie di ripresa
e transito aria esterna; -serrande e meccanismi di comando; -coibentazione dei canali.
Elemento Manutenibile: 02.03.06
Serrande tagliafuoco
Unità Tecnologica: 02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di
distribuzione
Le serrande tagliafuoco sono dei dispositivi a chiusura mobile, all'interno di una condotta, progettate per prevenire il passaggio del fuoco. Possono essere del tipo "isolata" o del tipo "non isolata". La serranda tagliafuoco isolata è una
serranda che soddisfa entrambi i requisiti di integrità ed isolamento per il periodo di resistenza al fuoco previsto. La serranda tagliafuoco non isolata è una serranda che soddisfa il requisito di integrità per il periodo di resistenza al fuoco
previsto e non oltre 5 min di isolamento. Le serrande tagliafuoco possono essere azionate da un meccanismo integrato direttamente con la serranda o da un meccanismo termico di rilascio. Il meccanismo integrato o direttamente associato
con la serranda tagliafuoco causa la chiusura del componente mobile della serranda stessa cambiando la posizione da "aperta" a "chiusa". Il meccanismo termico di rilascio progettato per rispondere ad un innalzamento di temperatura
dell'aria circostante, in grado di sganciare la lama della serranda ad una determinata temperatura. Esso può interfacciarsi con un meccanismo operante meccanicamente, elettricamente, elettronicamente o pneumaticamente, integrato
oppure posizionato lontano dal meccanismo stesso.
Modalità di uso corretto:
Il costruttore deve fornire con le serrande le istruzioni relative all'accoppiamento con la serranda, all'uso, alle verifiche periodiche ed alla manutenzione. Le parti che necessitano di lubrificazione devono essere protette dalla polvere. Il
semplice allentamento di una vite o di un dado non deve comprendere la trasmissione di una forza o di una coppia. I dispositivi di controllo delle posizioni di un dispositivo di azionamento di sicurezza (DAS) devono dare indicazioni in
maniera sicura e duratura; in particolare la posizione di chiusura deve essere segnalata dal DAS quando è effettivamente raggiunta.
Elemento Manutenibile: 02.03.07
Strato coibente
Unità Tecnologica: 02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di
distribuzione
Le tubazioni adibite al trasporto dei fluidi termovettori devono essere opportunamente protette con uno strato di coibente. Questo viene generalmente realizzato con lana di vetro, materiali sintetico ed altro.
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Manuale d'Uso
Modalità di uso corretto:
L'utente deve verificare che lo strato di coibente sia efficiente e non presenti strappi o mancanze tali da pregiudicare la temperatura dei fluidi trasportati.
Elemento Manutenibile: 02.03.08
Tubi in acciaio
Unità Tecnologica: 02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di
distribuzione
Le reti di distribuzione hanno la funzione di trasportare i fluidi termovettori fino ai terminali di scambio termico con l'ambiente. Vengono usate tubazioni in acciaio nero senza saldatura (del tipo Mannessman), in rame o in rame
opportunamente isolate.
Modalità di uso corretto:
I materiali utilizzati per la realizzazione delle reti di distribuzione dei fluidi devono possedere caratteristiche tecniche rispondenti alle normative vigenti (art.7 della Legge 5.3.1990 n.46) nonché alle prescrizioni delle norme UNI e del CEI ma in
ogni caso rispondenti alla regola dell'arte. Tutte le tubazioni saranno installate in vista o in appositi cavedi, con giunzioni realizzate mediante pezzi speciali ; in ogni caso saranno coibentate, senza discontinuità, con rivestimento isolante di
spessore, conduttività e reazione conformi alle normative vigenti.
Elemento Manutenibile: 02.03.09
Tubi in rame
Unità Tecnologica: 02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di
distribuzione
Le reti di distribuzione hanno la funzione di trasportare i fluidi termovettori fino ai terminali di scambio termico con l'ambiente. Per la realizzazione di tali reti vengono utilizzate tubazioni in rame opportunamente coibentate con isolanti per
impedire ai fluidi trasportati di perdere il calore.
Modalità di uso corretto:
I materiali utilizzati per la realizzazione delle reti di distribuzione dei fluidi devono possedere caratteristiche tecniche rispondenti alle normative vigenti (art.7 della Legge 5.3.1990 n.46) nonché alle prescrizioni delle norme UNI e del CEI ma
in ogni caso rispondenti alla regola dell'arte. Tutte le tubazioni saranno installate in vista o in appositi cavedi, con giunzioni realizzate mediante pezzi speciali evitando l'impiego di curve a gomito; in ogni caso saranno coibentate, senza
discontinuità, con rivestimento isolante di spessore, conduttività e reazione conformi alle normative vigenti.
Elemento Manutenibile: 02.03.10
Umidificatori ad acqua
Unità Tecnologica: 02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di
distribuzione
Le apparecchiature che consentono l'umidificazione con acqua sono:
-Evaporatori per impiego in ambiente - E' indispensabile che siano in grado di assimilare una superficie evaporante di una certa entità e di imprimere all'aria una velocità adeguata per mezzo del ventilatore incorporato. Attraverso cinghie o
cilindri rotanti rivestiti opportunamente (il rivestimento superficiale si pulisce dai sali depositati usando una soluzione detergente) incorporano la superficie evaporante. L'evaporatore ad acqua tipo è dotato di un filtro grossolano, di un filtro ad
alta efficienza e di uno a carboni attivi. Il serbatoio d'acqua - asportabile per evitare di collegare l'intero apparecchio alla rete idrica - è predisposto in modo da provvedere alla centrifuga soltanto la quantità d'acqua necessaria. Le particelle
d'acqua che fuoriescono dalla centrifuga sono private di eventuali gas nocivi nella camera di lavaggio aria. L'aria aspirata passa prima attraverso i filtri, poi viene mescolata e lavata dall'acqua vaporizzata e l'aerosol formatosi viene immesso
in ambiente dal ventilatore. Il potere umidificante è di circa 400 g/h.
- Umidificatori ad evaporazione per installazione a canale - Sono installati nelle canalizzazioni di mandata a valle della batteria di riscaldamento e del ventilatore. La superficie di umidificazione è formata da dischi in filo o materiale sintetico
fatti ruotare da un motore elettrico asservito da umidostato. Una valvola a galleggiante assicura l'alimentazione dell'acqua di umidificazione. In base alla differente temperatura e velocità dell'aria nel canale la potenzialità di umidificazione
varia tra 2 e 5 kg/h; le temperature tollerabili vanno da 10° ad 80°, le velocità fino a 10 m/s con una pressione interna fino a 4 mmbar.
Modalità di uso corretto:
Gli umidificatori per impiego in ambiente non necessitano di regolazione perché all'aumentare dell'umidità nell'ambiente la portata d'acqua evaporata diminuisce, presentano, però, lo svantaggio di dover essere puliti a fondo almeno 2-3 volte
la settimana perché la polvere dell'aria si deposita nei serbatoi d'acqua e sulle superfici di scambio formando una fanghiglia in cui batteri e funghi si riproducono rapidamente. Gli umidificatori ad evaporazione non necessitano di nessun
trattamento per l'acqua di alimentazione, se ci fosse troppa formazione di calcare può essere conveniente prelevare l'acqua di umidificazione a valle di un dosatore di polifosfati installato nella rete. È opportuno rammentarsi che
l'umidificazione è un processo adiabatico, il calore necessario all'evaporazione è sottratto all'aria dell'ambiente e deve, quindi, essere fornito dall'impianto termico opportunamente dimensionato. Ad inizio della stagione occorre eseguire una
serie di verifiche e di controlli ed in particolare:
-pulizia del filtro dell'acqua; -controllo e pulizia delle batterie degli ugelli; -verifica del livello dell'acqua nella vaschetta; -controllo dell'isolamento del motore elettrico; -controllo del corretto senso di rotazione dell'elettro ventilatore.
Elemento Manutenibile: 02.03.11
Pagina 44
Manuale d'Uso
Dispositivi di controllo e regolazione
Unità Tecnologica: 02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di
distribuzione
I dispositivi di controllo e regolazione consentono di monitorare il corretto funzionamento dell'impianto di riscaldamento segnalando eventuali anomalie e/o perdite del circuito. Sono generalmente costituiti da una centralina di regolazione, da
dispositivi di termoregolazione che possono essere del tipo a due posizioni o del tipo con valvole a movimento rettilineo. Sono anche dotati di dispositivi di contabilizzazione.
Modalità di uso corretto:
Prima dell'avvio dell'impianto ed verificare che le valvole servocomandate siano funzionanti e che il senso di rotazione sia corretto. Verificare che non ci siano incrostazioni che impediscano il normale funzionamento delle valvole e che non ci
siano segni di degrado intorno agli organi di tenuta delle valvole.
Elemento Manutenibile: 02.03.12
Servocomandi
Unità Tecnologica: 02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di
distribuzione
I servocomandi sono dei dispositivi elettrici che consentono di regolare le valvole destinate alla regolazione della temperatura dei fluidi termovettori degli impianti di riscaldamento.
Modalità di uso corretto:
Evitare di aprire i dispositivi in caso di malfunzionamenti; in ogni caso togliere l'alimentazione elettrica e chiamare un tecnico specializzato. Controllare che sul dispositivo ci sia il cartello contenente tutte le indicazioni necessarie al corretto
funzionamento quali:
-tensione e frequenza di alimentazione; -temperatura di funzionamento (deve essere compresa tra 2 e 45°C); -potenza assorbita; -coppia nominale.
Elemento Manutenibile: 02.03.13
Termostati
Unità Tecnologica: 02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di
distribuzione
Il termostato di ambiente è un dispositivo sensibile alla temperatura dell'aria che ha la funzione di mantenere, entro determinati parametri, la temperatura dell'ambiente nel quale è installato. Il funzionamento del termostato avviene tramite
l'apertura e la chiusura di un dispositivo collegato ad un circuito elettrico.
Modalità di uso corretto:
Evitare di forzare i dispositivi di comando nel caso di difficoltà di apertura e chiusura; prima di effettuare qualsiasi intervento togliere l'alimentazione elettrica per evitare danni derivanti da folgorazione. Nel caso di usura delle batterie di
alimentazione secondaria queste vanno sostituite con altre dello stesso tipo per evitare malfunzionamenti del termostato.
Elemento Manutenibile: 02.03.14
Valvole motorizzate
Unità Tecnologica: 02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di
distribuzione
Le valvole motorizzate vengono utilizzate negli impianti di riscaldamento per l'intercettazione ed il controllo della portata dell'acqua ma possono essere utilizzate anche negli impianti di ventilazione e di condizionamento. Generalmente sono
azionate da un servocomando che viene applicato sulla testa della valvola che può essere montata sia in posizione verticale che in posizione orizzontale.
Modalità di uso corretto:
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Manuale d'Uso
Verificare la corretta posizione dei servocomandi prima di azionare le valvole; controllare che le guarnizioni siano ben serrate.
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Manuale d'Uso
Unità Tecnologica: 02.04
Rete di distribuzione aria sala lettura-consultazione Biblioteca
Civica Canna
L'impianto di climatizzazione è l'insieme degli elementi tecnici aventi funzione di creare e mantenere nel sistema edilizio determinate condizioni termiche, di umidità e di ventilazione. L'unità tecnologica Impianto di climatizzazione è
generalmente costituita da:
-alimentazione, avente la funzione di trasportare il combustibile dai serbatoi e/o dalla rete di distribuzione fino ai gruppi termici;
-gruppi termici, che trasformano l'energia chimica dei combustibili di alimentazione in energia termica;
-centrali di trattamento fluidi, che hanno la funzione di trasferire l'energia termica prodotta (direttamente o utilizzando gruppi termici) ai fluidi termovettori;
-reti di distribuzione e terminali, che trasportano i fluidi termovettori ai vari terminali di scambio termico facenti parte dell'impianto;
-canne di esalazione, aventi la funzione di allontanare i fumi di combustione prodotti dai gruppi termici.
L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:
° 02.04.01 Canali in lamiera
° 02.04.02 Bocchette di ventilazione
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Manuale d'Uso
Elemento Manutenibile: 02.04.01
Canali in lamiera
Unità Tecnologica: 02.04
Rete di distribuzione aria sala lettura-consultazione Biblioteca
Civica Canna
Le centrali di trattamento dell'aria dell'impianto di climatizzazione sono destinate al trattamento sia dell'aria primaria che di tutta quella necessaria alla climatizzazione. Il trasporto dei fluidi trattati (sia di mandata che di ripresa) avviene in
canalizzazioni in acciaio zincato rivestite con idonei materiali coibenti. Nel caso di canali rettangolari con un lato di dimensioni superiori a 450 mm prevedere delle croci trasversali di rinforzo.
Modalità di uso corretto:
Verificare le caratteristiche principali delle canalizzazioni con particolare riguardo a:
-tenuta dell'aria (le fughe sono visibili con parti annerite in prossimità delle fughe); -giunti per verificare la presenza di lesioni o di sconnessioni; -la stabilità dei sostegni dei canali; -vibrazioni; -presenza di acqua di condensa; -griglie di ripresa
e transito aria esterna; -serrande e meccanismi di comando; -coibentazione dei canali.
Elemento Manutenibile: 02.04.02
Bocchette di ventilazione
Unità Tecnologica: 02.04
Rete di distribuzione aria sala lettura-consultazione Biblioteca
Civica Canna
Le bocchette di ventilazione sono destinate alla distribuzione e alla ripresa dell'aria; sono realizzate generalmente in acciaio zincato e vengono rivestite con idonei materiali fonoassorbenti e sono montate negli impianti di tipo medio.
Modalità di uso corretto:
Particolare cura deve essere posta nel collegamento delle cassette con i canali. L'utente deve verificare le caratteristiche principali delle canalizzazioni e delle bocchette con particolare riguardo a:
-tenuta dell'aria (le fughe sono visibili con parti annerite in prossimità delle fughe); -giunti per verificare la presenza di lesioni o di sconnessioni; -presenza di acqua di condensa; -griglie di ripresa e transito aria esterna; -strato di coibente dei
canali d'aria.
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Manuale d'Uso
Unità Tecnologica: 02.05
Impianto idraulico
L'impianto di distribuzione dell'acqua fredda e calda consente l'utilizzazione di acqua nell'ambito degli spazi interni del sistema edilizio o degli spazi esterni connessi. L'impianto è generalmente costituito dai seguenti elementi tecnici:
- allacciamenti, che hanno la funzione di collegare la rete principale (acquedotto) alle reti idriche d'utenza;
- macchine idrauliche, che hanno la funzione di controllare sia le caratteristiche fisico-chimiche, microbiologiche, ecc. dell'acqua da erogare sia le condizioni di pressione per la distribuzione in rete;
- accumuli, che assicurano una riserva idrica adeguata alle necessità degli utenti consentendo il corretto funzionamento delle macchine idrauliche e/o dei riscaldatori;
- riscaldatori, che hanno la funzione di elevare la temperatura dell'acqua fredda per consentire di soddisfare le necessità degli utenti;
- reti di distribuzione acqua fredda e/o calda, aventi la funzione di trasportare l'acqua fino ai terminali di erogazione;
- reti di ricircolo dell'acqua calda, che hanno la funzione di mantenere in costante circolazione l'acqua calda in modo da assicurarne l'erogazione alla temperatura desiderata;
- apparecchi sanitari che consentono agli utenti di utilizzare acqua calda e/o fredda per soddisfare le proprie esigenze.
L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:
° 02.05.01 Apparecchi sanitari e rubinetteria
° 02.05.02 Cassette di scarico a zaino
° 02.05.03 Miscelatori termostatici
° 02.05.04 Scaldacqua elettrici ad accumulo
° 02.05.05 Tubazioni in rame
° 02.05.06 Tubazioni multistrato
° 02.05.07 Tubi in acciaio zincato
° 02.05.08 Vasi igienici a sedile
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Manuale d'Uso
Elemento Manutenibile: 02.05.01
Apparecchi sanitari e rubinetteria
Unità Tecnologica: 02.05
Impianto idraulico
Gli apparecchi sanitari sono quegli elementi dell'impianto idrico che consentono agli utenti lo svolgimento delle operazioni connesse agli usi igienici e sanitari utilizzando acqua calda e/o fredda. Per utilizzare l'acqua vengono utilizzati rubinetti
che mediante idonei dispositivi di apertura e chiusura consentono di stabilire la quantità di acqua da utilizzare. Tali dispositivi possono essere del tipo semplice cioè dotati di due manopole differenti per l'acqua fredda e per l'acqua calda
oppure dotati di miscelatori che consentono di regolare con un unico comando la temperatura dell'acqua.
Modalità di uso corretto:
Gli apparecchi sanitari vanno installati nel rispetto di quanto previsto dalle normative vigenti ed in particolare si deve avere che:
- i vasi igienici saranno fissati al pavimento in modo tale da essere facilmente rimossi senza demolire l'intero apparato sanitario; inoltre dovrà essere posizionato a 10 cm dalla vasca e dal lavabo, a 15 cm dalla parete, a 20 cm dal bidet e
dovrà avere uno spazio frontale libero da ostacoli di almeno 55 cm. Nel caso che il vaso debba essere utilizzato da persone con ridotte capacità motorie il locale deve avere una superficie in pianta di almeno 180 x 180 cm ed il vaso sarà
posizionato ad almeno 40 cm dalla parete laterale, con il bordo superiore a non più di 50 cm dal pavimento e con il bordo anteriore ad almeno 75 cm dalla parete posteriore; il vaso sarà collegato alla cassetta di risciacquo ed alla colonna di
scarico delle acque reflue; infine sarà dotato di sedile coprivaso (realizzato in materiale a bassa conduttività termica);
- i bidet saranno posizionati secondo le stesse prescrizioni indicate per i vasi igienici; saranno dotati di idonea rubinetteria, sifone e tubazione di scarico acque;
- i lavabi saranno posizionati a 5 cm dalla vasca, a 10 cm dal vaso, dal bidet, a 15 cm dalla parete e dovrà avere uno spazio frontale libero da ostacoli di almeno 55 cm; nel caso che il lavabo debba essere utilizzato da persone con ridotte
capacità motorie il lavabo sarà posizionato con il bordo superiore a non più di 80 cm dal pavimento e con uno spazio frontale libero da ostacoli di almeno 80 cm;
- il piatto doccia sarà installato in maniera da evitare qualsiasi ristagno d'acqua a scarico aperto al suo interno e rendere agevole la pulizia di tutte le parti. Prima del montaggio bisognerà impermeabilizzare il pavimento con una guaina
bituminosa armata sistemata aderente al massetto del solaio e verticalmente lungo le pareti perimetrali. Il lato di accesso al piatto doccia deve avere uno spazio libero di almeno 55 cm da qualsiasi ostacolo fisso;
-la vasca da bagno sarà installata in maniera tale da evitare infiltrazioni d'acqua lungo le pareti cui è addossata, evitare qualsiasi ristagno d'acqua a scarico aperto al suo interno e rendere agevole la pulizia di tutte le parti. Prima del
montaggio bisognerà impermeabilizzare il pavimento con una guaina bituminosa armata sistemata aderente al massetto del solaio e verticalmente lungo le pareti perimetrali. Dovrà, inoltre, essere posizionata rispettando le seguenti distanze
minime: -spazi laterali: 5 cm dal lavabo, 10 cm dal vaso, 20 cm dal bidet; -spazi di accesso: 55 cm da qualsiasi ostacolo fisso;
- la vasca idromassaggio sarà installata in maniera tale da evitare infiltrazioni d'acqua lungo le pareti cui è addossata, evitare qualsiasi ristagno d'acqua a scarico aperto al suo interno e rendere agevole la pulizia di tutte le parti. Prima del
montaggio bisognerà impermeabilizzare il pavimento con una guaina bituminosa armata sistemata aderente al massetto del solaio e verticalmente lungo le pareti perimetrali. Dovrà, inoltre, essere posizionata rispettando le seguenti distanze
minime: spazi laterali - 5 cm dal lavabo, 10 cm dal vaso, 20 cm dal bidet; spazi di accesso - 55 cm da qualsiasi ostacolo fisso;
- il lavello dovrà essere collocato su mensole di sostegno fissate a parete verificando prima l'idoneità della stessa a resistere all'azione dei carichi sospesi. Frontalmente dovrà avere uno spazio libero di almeno 100 cm da qualsiasi ostacolo
fisso;
- il lavatoio dovrà essere collocato su mensole di sostegno fissate a parete verificando prima l'idoneità della stessa a resistere all'azione dei carichi sospesi. Frontalmente dovrà avere uno spazio libero di almeno 55 cm da qualsiasi ostacolo
fisso;
- il lavabo reclinabile per disabili dovrà essere collocato su mensole pneumatiche di sostegno fissate a parete verificando prima l'idoneità della stessa a resistere all'azione dei carichi sospesi. Dovrà inoltre essere posizionato in maniera da
assicurare gli spazi di manovra e accostamento all'apparecchio sanitario prescritti dal D.M. 14.6.1989 n.236 e cioè: un minimo di 80 cm dal bordo anteriore del lavabo, piano superiore ad un massimo di 80 cm dal pavimento, sifone
incassato o accostato a parete;
- la vasca da bagno a sedile per disabili dovrà essere installata in modo da evitare infiltrazioni d'acqua lungo le pareti a cui è addossata, impedire ristagni d'acqua al suo interno a scarico aperto e rendere agevole la pulizia di tutte le sue
parti. Prima del montaggio bisognerà impermeabilizzare il pavimento con una guaina bituminosa armata sistemata aderente al massetto del solaio e verticalmente lungo le pareti perimetrali. La vasca da bagno a sedile dovrà essere
collocata in una posizione tale da consentire l'avvicinamento su tre lati per agevolare interventi di assistenza alla persona che utilizza la vasca e in maniera da assicurare gli spazi di manovra e accostamento all'apparecchio sanitario
prescritti dal D.M. 14.6.1989 n.236 e cioè: un minimo di 140 cm misurati dal bordo vasca lato accesso per una lunghezza di almeno 80 cm;
- la cassetta di scarico tipo zaino sarà fissata al vaso con viti regolabili idonee e sarà equipaggiata con rubinetto a galleggiante e tubazione di scarico per il risciacquo del vaso cui è collegata;
- la cassetta di scarico tipo alto sarà fissata a parete previa verifica dell'idoneità di questa a resistere all'azione dei carichi sospesi e sarà equipaggiata con rubinetto a galleggiante e tubazione di scarico per il risciacquo del vaso cui è
collegata;
- la cassetta di scarico tipo ad incasso sarà incassata a parete accertandone la possibilità di accesso per le operazioni di pulizia e manutenzione. Sarà inoltre equipaggiata con rubinetto a galleggiante e tubazione di scarico per il risciacquo
del vaso cui è collegata.
Elemento Manutenibile: 02.05.02
Cassette di scarico a zaino
Unità Tecnologica: 02.05
Impianto idraulico
Possono essere realizzate nei seguenti materiali:
-Porcellana sanitaria (vitreus china): mistura di argilla bianca, caolino, quarzo e feldspato. L'articolo viene smaltato a crudo e sottoposto a monocottura in forno fino a 1250°C. Lo smalto è composto da caolino, quarzo, feldspato, calcare ed è
opacizzato con silicato di zirconio o con ossido di stagno. Il materiale ottenuto ha una buona resistenza agli urti e consente un bassissimo assorbimento dell'acqua.
-Grès fine porcellanato (fire clay): mistura di argilla cotta, argilla refrattaria e quarzo. L'articolo viene smaltato a crudo e sottoposto a monocottura in forno fino a 1250°C. Il materiale è caratterizzato da un assorbimento dell'acqua
relativamente alto.
-Resina metacrilica: amalgama sintetico che si ricava dalla polimerizzazione del metacrilicato con derivati degli acidi acrilico e metacrilico con altre quantità minime di copolimeri. La resina ha il vantaggio di assorbire minimamente l'acqua, di
avere bassa conducibilità al calore e, quindi, capacità di trattenerlo. Gli apparecchi sanitari realizzati in resina risultano di peso molto ridotto.
Modalità di uso corretto:
Evitare manovre false e violente per evitare danneggiamenti. Non forzare o tentare di ruotare in senso inverso i dispositivi di comando quali rubinetti e/o valvole. Controllare lo stato della tenuta dei flessibili e verificare l'integrità delle parti a
vista.
Elemento Manutenibile: 02.05.03
Miscelatori termostatici
Unità Tecnologica: 02.05
Impianto idraulico
I miscelatori termostatici consentono di mantenere la temperatura del fluido alla temperatura impostata. Il funzionamento di questi dispositivi avviene per mezzo di un bulbo o cartuccia termostatica che può funzionare secondo due principi
differenti:
-dilatazione per mezzo di dischi metallici; -dilatazione per mezzo di un liquido.
Generalmente i miscelatori termostatici sono dotati di un compensatore di pressione che garantisce il funzionamento se le pressioni dell'acqua fredda e calda sono differenti. I miscelatori termostatici possono essere:
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Manuale d'Uso
- Monocomando: dotati di un unico dispositivo di regolazione della portata di erogazione e della temperatura;
- Bicomando: dotati di due dispositivi separati per la regolazione della portata di erogazione e della temperatura;
- Comando sequenziale unico: dotati di un unico dispositivo di regolazione che funziona attraverso una sequenza predeterminata di portata di erogazione e temperatura;
- Miscelatori termostatici senza dispositivo di regolazione della portata di erogazione.
Modalità di uso corretto:
Evitare manovre brusche e violente sui dispositivi di comando. Non forzare il senso di movimento del rubinetto. Tutti i rubinetti devono essere identificati sia nel corpo apparente sia nel corpo nascosto; inoltre devono essere identificati gli
organi di comando (con il blu l'acqua fredda e con il rosso l'acqua calda); nel caso in cui gli organi siano separati l'acqua fredda deve essere posizionata a destra e quella calda a sinistra.
Elemento Manutenibile: 02.05.04
Scaldacqua elettrici ad accumulo
Unità Tecnologica: 02.05
Impianto idraulico
Gli scaldacqua elettrici ad accumulo sono tra i più semplici apparecchi impiegati per la produzione di acqua calda sanitaria. La capacità del serbatoio di accumulo varia da 50 a 100 litri e l'acqua è riscaldata a mezzo di una resistenza
elettrica immersa, della potenza di 1 o 1,5 kW, comandata da un termostato di regolazione della temperatura.
Particolare cura viene impiegata per la protezione del serbatoio (detto caldaia) realizzata con zincatura a caldo e resine termoindurenti oppure con successive smaltature; in entrambi i casi sono unite all'ulteriore protezione di un anodo di
magnesio, particolarmente efficace contro fenomeni di corrosione galvanica. Per ridurre le dispersioni passive l'apparecchio è coibentato interamente con un rivestimento di materiale isolante (normalmente poliuretano) protetto da una
scocca esterna di acciaio smaltato.
Modalità di uso corretto:
Tutte le eventuali operazioni, dopo aver tolto la tensione, devono essere effettuate con personale qualificato e dotato di idonei dispositivi di protezione individuali quali guanti e scarpe isolanti. Le prese e le spine devono essere posizionate
in modo da essere facilmente individuabili e quindi di facile utilizzo; la distanza dal pavimento di calpestio deve essere di 17,5 cm se la presa è a parete, di 7 cm se è in canalina, 4 cm se da torretta, 100-120 cm nei locali di lavoro. I comandi
luce sono posizionati in genere a livello maniglie porte.
Se la temperatura dell'acqua viene mantenuta tra i 45°C e i 50°C i consumi di energia elettrica risultano abbastanza contenuti mentre a temperature superiori possono diventare rilevanti.
Elemento Manutenibile: 02.05.05
Tubazioni in rame
Unità Tecnologica: 02.05
Impianto idraulico
Le tubazioni in rame hanno la funzione di trasportare i fluidi termovettori alla rubinetteria degli apparecchi sanitari.
Modalità di uso corretto:
I materiali utilizzati per la realizzazione dei tubi in rame devono possedere caratteristiche tecniche rispondenti alle normative vigenti (art.7 della Legge 5.3.1990 n.46) nonché alle prescrizioni delle norme UNI. Tutte le tubazioni saranno
installate in vista o in appositi cavedi, con giunzioni realizzate mediante pezzi speciali evitando l'impiego di curve a gomito; in ogni caso saranno coibentate, senza discontinuità, con rivestimento isolante di spessore, conduttività e reazione
conformi alle normative vigenti.
Elemento Manutenibile: 02.05.06
Tubazioni multistrato
Unità Tecnologica: 02.05
Impianto idraulico
Le tubazioni multistrato sono quei tubi la cui parete è costituita da almeno due strati di materiale plastico legati ad uno strato di alluminio o leghe di alluminio, tra di loro interposto. I materiali plastici utilizzati per la realizzazione degli specifici
strati costituenti la parete del tubo multistrato sono delle poliolefine adatte all'impiego per il convogliamento di acqua in pressione e possono essere di:
-Polietilene PE; -Polietilene reticolato PE-Xa / PE-Xb / PE-Xc; -Polipropilene PP; -Polibutilene PB.
Allo scopo di assicurare l'integrità dello strato interno lo spessore di tale strato non deve essere minore di 0,5 mm.
Modalità di uso corretto:
Evitare di introdurre all'interno delle tubazioni oggetti che possano comprometterne il buon funzionamento. Non immettere fluidi con pressione superiore a quella consentita per il tipo di tubazione utilizzata.
Elemento Manutenibile: 02.05.07
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Manuale d'Uso
Tubi in acciaio zincato
Unità Tecnologica: 02.05
Impianto idraulico
Le tubazioni generalmente utilizzate per l'impianto idrico sanitario sono in acciaio zincato e provvedono all'adduzione e alla successiva erogazione dell'acqua destinata ad alimentare l'impianto.
Modalità di uso corretto:
Non sono ammesse tubazioni in piombo per le sue caratteristiche di tossicità; con i tubi zincati non sono ammesse saldature. Bisogna evitare di utilizzare contemporaneamente tubazioni di ferro zincato e di rame per evitare fenomeni
elettrolitici indesiderati. Le tubazioni di adduzione dalla rete principale al fabbricato (in ghisa o in acciaio) devono essere opportunamente protette per consentire l'interramento. (es. protezione con rivestimento di catrame)
Elemento Manutenibile: 02.05.08
Vasi igienici a sedile
Unità Tecnologica: 02.05
Impianto idraulico
I vasi igienici a sedile possono essere installati a parete e anche al pavimento. Il vaso, se dotato di flussostato o cassetta interna, misura generalmente 36 x 50 cm mentre la profondità può aumentare fino a 70 cm (misura massima anche
per i tipi sospesi) se dotato di cassetta esterna; è alto mediamente 36 cm da terra. Nel caso di installazione del vaso in un vano apposito, la larghezza del vano non può essere inferiore a 80 cm e la sua profondità non può essere inferiore a
1,3 m. Sono disponibili di recente dei vasi particolari dotati di doccetta e ventilatore ad aria calda per l'igiene intima. Questi vasi sostituiscono contemporaneamente anche il bidet e quindi sono consigliabili (oltre che per motivi igienici) anche
in tutti quei casi in cui, per motivi di spazio, non sia possibile installare il bidet. I vasi devono rispondere alla Norma UNI EN 997, se di porcellana sanitaria, oppure alla Norma UNI 8196 se di resina metacrilica.
La cassetta può essere collocata appoggiata o staccata e la sezione del foro di scarico può essere orizzontale o verticale. Comunemente si realizzano nei seguenti materiali:
- Porcellana sanitaria (vitreus china): mistura di argilla bianca, caolino, quarzo e feldspato. L'articolo viene smaltato a crudo e sottoposto a monocottura in forno fino a 1250°C. Lo smalto è composto da caolino, quarzo, feldspato, calcare ed
è opacizzato con silicato di zirconio o con ossido di stagno. Il materiale ottenuto ha una buona resistenza agli urti e consente un bassissimo assorbimento dell'acqua.
- Grès fine porcellanato (fire clay): mistura di argilla cotta, argilla refrattaria e quarzo. L'articolo viene smaltato a crudo e sottoposto a monocottura in forno fino a 1250°C. Il materiale è caratterizzato da un assorbimento dell'acqua
relativamente alto.
- Resina metacrilica: amalgama sintetico che si ricava dalla polimerizzazione del metacrilicato con derivati degli acidi acrilico e metacrilico con altre quantità minime di copolimeri. La resina ha il vantaggio di assorbire minimamente l'acqua,
di avere bassa conducibilità al calore e, quindi, capacità di trattenerlo. Gli apparecchi sanitari realizzati in resina risultano di peso molto ridotto.
- Acciaio e acciaio smaltato: gli apparecchi sanitari realizzati in questo materiale non assorbono acqua, hanno alta conducibilità termica (necessitano, quindi, di isolamento termico) e buona resistenza agli urti.
Modalità di uso corretto:
Gli apparecchi sanitari vanno installati nel rispetto di quanto previsto dalle normative vigenti ed in particolare si deve avere che:
- i vasi igienici saranno fissati al pavimento in modo tale da essere facilmente rimossi senza demolire l'intero apparato sanitario; inoltre dovrà essere posizionato a 10 cm dalla vasca e dal lavabo, a 15 cm dalla parete, a 20 cm dal bidet e
dovrà avere uno spazio frontale libero da ostacoli di almeno 55 cm. Nel caso che il vaso debba essere utilizzato da persone con ridotte capacità motorie il locale deve avere una superficie in pianta di almeno 180 x 180 cm ed il vaso sarà
posizionato ad almeno 40 cm dalla parete laterale, con il bordo superiore a non più di 50 cm dal pavimento e con il bordo anteriore ad almeno 75 cm dalla parete posteriore; il vaso sarà collegato alla cassetta di risciacquo ed alla colonna di
scarico delle acque reflue; infine sarà dotato di sedile coprivaso (realizzato in materiale a bassa conduttività termica).
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Manuale d'Uso
Corpo d'Opera: 03
IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI
SPECIALI
Unità Tecnologiche:
° 03.01 Impianto elettrico
° 03.02 Impianti speciali
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Manuale d'Uso
Unità Tecnologica: 03.01
Impianto elettrico
L'impianto elettrico, nel caso di edifici per civili abitazioni, ha la funzione di addurre, distribuire ed erogare energia elettrica.
Per potenze non superiori a 50 kW l'ente erogatore fornisce l'energia in bassa tensione mediante un gruppo di misura; da quest'ultimo parte una linea primaria che alimenta i vari quadri delle singole utenze.
Dal quadro di zona parte la linea secondaria che deve essere sezionata (nel caso di edifici per civili abitazioni) in modo da avere una linea per le utenze di illuminazione e l'altra per le utenze a maggiore assorbimento ed evitare così che
salti tutto l'impianto in caso di corti circuiti. La distribuzione principale dell'energia avviene con cavi posizionati in apposite canalette; la distribuzione secondaria avviene con conduttori inseriti in apposite guaine di protezione (di diverso
colore: il giallo-verde per la messa a terra, il blu per il neutro, il marrone-grigio per la fase).
L'impianto deve essere progettato secondo le norme CEI vigenti per assicurare una adeguata protezione.
L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:
° 03.01.01 Canalizzazioni in PVC
° 03.01.02 Fusibili
° 03.01.03 Interruttori
° 03.01.04 Motori
° 03.01.05 Prese e spine
° 03.01.06 Quadri di bassa tensione
° 03.01.07 Relè termici
° 03.01.08 Sezionatore
° 03.01.09 Lampade fluorescenti
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Manuale d'Uso
Elemento Manutenibile: 03.01.01
Canalizzazioni in PVC
Unità Tecnologica: 03.01
Impianto elettrico
Le "canalette" sono tra gli elementi più semplici per il passaggio dei cavi elettrici.
Le canalizzazioni dell'impianto elettrico sono generalmente realizzate in PVC e devono essere conformi alle prescrizioni di sicurezza delle norme CEI; dovranno essere dotati di marchio di qualità o certificati secondo le disposizioni di legge.
Modalità di uso corretto:
Generalmente le canalizzazioni utilizzate sono in PVC e possono essere facilmente distinguibili;infatti i tubi protettivi sono realizzati in:
- serie pesante (colore nero): impiegati in pavimenti e in tutte quelle applicazioni nelle quali è richiesta una particolare resistenza meccanica;
- serie leggera (colore cenere): impiegati in tutte le applicazioni nelle quali non è richiesta una particolare resistenza meccanica.
Elemento Manutenibile: 03.01.02
Fusibili
Unità Tecnologica: 03.01
Impianto elettrico
I fusibili realizzano una protezione fase per fase con un grande potere di interruzione a basso volume e possono essere installati o su appositi supporti (porta-fusibili) o in sezionatori porta-fusibili al posto di manicotti o barrette. Si
classificano in due categorie:
-Fusibili "distribuzione" tipo gG - Proteggono sia contro i corto-circuiti sia contro i sovraccarichi i circuiti che non hanno picchi di corrente elevati, come i circuiti resistivi. Devono avere un carico immediatamente superiore alla corrente di
pieno carico del circuito protetto.
-Fusibili "motore" tipo aM - Proteggono contro i corto-circuiti i circuiti sottoposti ad elevati picchi di corrente. Sono fatti in maniera tale che permettono ai fusibili aM di far passare queste sovracorrenti rendendoli non adatti alla protezione
contro i sovraccarichi. Una protezione come questa deve essere fornita di un altro dispositivo quale il relè termico. Devono avere un carico immediatamente superiore alla corrente di pieno carico del circuito protetto.
Modalità di uso corretto:
L'utente deve verificare che i fusibili installati siano idonei rispetto all'impianto. Verificare che i fusibili siano installati correttamente in modo da evitare guasti all'impianto.
Elemento Manutenibile: 03.01.03
Interruttori
Unità Tecnologica: 03.01
Impianto elettrico
Gli interruttori generalmente utilizzati sono del tipo ad interruzione in esafluoruro di zolfo con pressione relativa del SF6 di primo riempimento a 20 °C uguale a 0,5 bar. Gli interruttori possono essere dotati dei seguenti accessori:
-comando a motore carica molle; -sganciatore di apertura; -sganciatore di chiusura; -contamanovre meccanico; -contatti ausiliari per la segnalazione di aperto - chiuso dell'interruttore.
Modalità di uso corretto:
Tutte le eventuali operazioni, dopo aver tolto la tensione, devono essere effettuate con personale qualificato e dotato di idonei dispositivi di protezione individuali quali guanti e scarpe isolanti. Gli interruttori devono essere posizionati in modo
da essere facilmente individuabili e quindi di facile utilizzo; la distanza dal pavimento di calpestio deve essere di 17,5 cm se la presa è a parete, di 7 cm se è in canalina, 4 cm se da torretta, 100-120 cm nei locali di lavoro. I comandi luce
sono posizionati in genere a livello maniglie porte. Il comando meccanico dell'interruttore dovrà essere garantito per almeno 10.000 manovre.
Elemento Manutenibile: 03.01.04
Motori
Unità Tecnologica: 03.01
Impianto elettrico
Le parti principali di un motore sono lo statore (induttore) e il rotore (indotto).
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Manuale d'Uso
Lo statore è la parte fissa del motore formata da un'armatura in ghisa che contiene una corona di lamierini molto sottili in acciaio al silicio isolati tra loro da ossidazione o vernice isolante. Gli avvolgimenti dello statore che devono innescare il
campo rotante (tre in caso di motore trifase) sono collocati negli appositi incastri di cui sono forniti i lamierini. Ognuno degli avvolgimenti è fatto di varie bobine che si accoppiano tra loro definendo il numero di coppie di poli del motore e, di
conseguenza, la velocità di rotazione.
Il rotore è la parte mobile del motore formata da un impilaggio di lamierini sottili isolati tra loro e che compongono un cilindro inchiavettato sull'albero del motore. Il rotore può essere di vari tipi:
-a gabbia di scoiattolo: Sulla parte esterna del cilindro sono posizionati degli incastri su cui si dispongono dei conduttori collegati ad ognuna delle estremità da una corona metallica e su cui si esercita la coppia motore generata dal campo
rotante. I conduttori sono inclinati di poco verso l'esterno per fare in modo che la coppia sia regolare, questo conferisce al rotore il tipico aspetto di una gabbia di scoiattolo. Nei motori di piccole dimensioni la gabbia è un pezzo unico fatta di
alluminio iniettato sotto pressione; anche le alette di raffreddamento sono colate in questo modo e formano un corpo unico con il rotore. La coppia di avviamento di questi motori è bassa e la corrente assorbita alla messa sotto tensione è
molto maggiore rispetto alla corrente nominale.
-a doppia gabbia : È il rotore più diffuso; è formato da due gabbie concentriche: una esterna con resistenza maggiore e una interna con resistenza minore. All'inizio dell'avviamento, le correnti indotte si oppongono alla penetrazione del flusso
nella gabbia interna perché questo ha una frequenza elevata. La coppia prodotta dalla gabbia esterna resistente è elevata e lo spunto di corrente ridotto. A fine avviamento si ha una diminuzione della frequenza del rotore e, di conseguenza,
è più agevole il passaggio del flusso attraverso la gabbia interna. Il motore, quindi, agisce come se fosse formato da una sola gabbia poco resistente. In regime stabilito la velocità è inferiore solo di poco a quella del motore a gabbia singola.
-a gabbia resistente: Sono molto diffusi, soprattutto in gabbia singola. Di solito la gabbia è racchiusa tra due anelli in inox resistente. Questi motori, alcuni dei quali sono moto-ventilati, hanno un rendimento meno buono e la variazione di
velocità si può ottenere soltanto agendo sulla tensione. Hanno, però, una buona coppia di avviamento.
-sbobinato (rotore ad anelli): Degli avvolgimenti uguali a quelli dello statore sono collocati negli incastri alla periferia del rotore che, di solito, è trifase. L'estremità di ogni avvolgimento è collegata ad un punto comune (accoppiamento a stella).
Le estremità libere o si collegano ad un'interfaccia centrifuga o a tre anelli in rame, isolati e integrati al rotore. Su questi anelli si muovono delle spazzole in grafite collegate direttamente al dispositivo di avviamento. In base al valore delle
resistenze inserite nel circuito rotorico, questo tipo di motore può sviluppare una coppia di avviamento che può arrivare fino ad oltre 2,5 volte la coppia nominale. Il picco di corrente all'avviamento è uguale a quello della coppia.
Modalità di uso corretto:
Evitare di aprire i dispositivi dei motori in caso di malfunzionamenti. Rivolgersi a personale specializzato e togliere l'alimentazione per evitare folgorazioni. Evitare inoltre di posizionare i motori in prossimità di possibili contatti con liquidi.
Elemento Manutenibile: 03.01.05
Prese e spine
Unità Tecnologica: 03.01
Impianto elettrico
Le prese e le spine dell'impianto elettrico hanno il compito di distribuire alle varie apparecchiature alle quali sono collegati l'energia elettrica proveniente dalla linea principale di adduzione. Sono generalmente sistemate in appositi spazi
ricavati nelle pareti o a pavimento (cassette).
Modalità di uso corretto:
Tutte le eventuali operazioni, dopo aver tolto la tensione, devono essere effettuate con personale qualificato e dotato di idonei dispositivi di protezione individuali quali guanti e scarpe isolanti. Nel locale dove è installato il quadro deve essere
presente un cartello sul quale sono riportate le funzioni degli interruttori, le azioni da compiere in caso di emergenza su persone colpite da folgorazione. Le prese e le spine devono essere posizionate in modo da essere facilmente
individuabili e quindi di facile utilizzo; la distanza dal pavimento di calpestio deve essere di 17,5 cm se la presa è a parete, di 7 cm se è in canalina, 4 cm se da torretta, 100-120 cm nei locali di lavoro. I comandi luce sono posizionati in
genere a livello maniglie porte.
Elemento Manutenibile: 03.01.06
Quadri di bassa tensione
Unità Tecnologica: 03.01
Impianto elettrico
Le strutture più elementari sono centralini da incasso, in materiale termoplastico autoestinguente, con indice di protezione IP40, fori asolati e guida per l'assemblaggio degli interruttori e delle morsette. Questi centralini si installano all'interno
delle abitazioni e possono essere anche a parete. Esistono, inoltre, centralini stagni in materiale termoplastico con grado di protezione IP55 adatti per officine e industrie.
Modalità di uso corretto:
Tutte le eventuali operazioni, dopo aver tolto la tensione, devono essere effettuate da personale qualificato e dotato di idonei dispositivi di protezione individuali quali guanti e scarpe isolanti. Nel locale dove è installato il quadro deve essere
presente un cartello sul quale sono riportate le funzioni degli interruttori, le azioni da compiere in caso di emergenza su persone colpite da folgorazione. Inoltre devono essere presenti oltre alla documentazione dell'impianto anche i
dispositivi di protezione individuale e i dispositivi di estinzione incendi.
Elemento Manutenibile: 03.01.07
Relè termici
Unità Tecnologica: 03.01
Impianto elettrico
Sono i dispositivi più adoperati per la protezione dei motori contro i sovraccarichi deboli e prolungati. Possono essere utilizzati a corrente alternata e continua e possono essere:
-Tripolari; -Compensati (non sensibili alle modificazioni della temperatura ambiente); -Sensibili ad una mancanza di fase, evitando la marcia del motore in monofase; -A riarmo manuale o automatico; -Graduati in "Ampere motore":
impostazione sul relè della corrente segnata sulla piastra segnaletica del motore.
Un relè termico tripolare è formato da tre lamine bimetalliche fatte da due metalli uniti da una laminazione e con coefficienti di dilatazione molto diversi. Ogni lamina è dotata di un avvolgimento riscaldante ed ogni avvolgimento è collegato in
serie ad una fase del motore. La deformazione delle lamine è causata dal riscaldamento delle lamine a causa della corrente assorbita dal motore; a seconda dell'intensità della corrente la deformazione è più o meno accentuata.
Modalità di uso corretto:
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Manuale d'Uso
Le lamine, nel deformarsi, attivano la rotazione della camma o del dispositivo di sganciamento. Nel caso in cui la corrente assorbita dall'utenza sia maggiore del valore di regolazione del relè la deformazione è tale da consentire al pezzo su
cui sono ancorate le parti mobili dei contatti di liberarsi da una protezione di mantenimento. Ciò provoca la repentina apertura del contatto del relè inserito nel circuito della bobina del contattore e la chiusura del contatto di segnalazione.
Soltanto quando le lamine bimetalliche si saranno adeguatamente raffreddate sarà possibile effettuare il riarmo.
Elemento Manutenibile: 03.01.08
Sezionatore
Unità Tecnologica: 03.01
Impianto elettrico
Il sezionatore è un apparecchio meccanico di connessione che risponde, in posizione di apertura, alle prescrizioni specificate per la funzione di sezionamento. È formato da un blocco tribolare o tetrapolare, da uno o due contatti ausiliari di
preinterruzione e da un dispositivo di comando che determina l'apertura e la chiusura dei poli.
Modalità di uso corretto:
La velocità di intervento dell'operatore (manovra dipendente manuale) determina la rapidità di apertura e chiusura dei poli. Il sezionatore è un congegno a "rottura lenta" che non deve essere maneggiato sotto carico: deve essere prima
interrotta la corrente nel circuito d'impiego attraverso l'apparecchio di commutazione. Il contatto ausiliario di preinterruzione si collega in serie con la bobina del contattore; quindi, in caso di manovra in carico, interrompe l'alimentazione della
bobina prima dell'apertura dei poli. Nonostante questo il contatto ausiliario di preinterruzione non può e non deve essere considerato un dispositivo di comando del contattore che deve essere dotato del comando Marcia/Arresto. La
posizione del dispositivo di comando, l'indicatore meccanico separato (interruzione completamente apparente) o contatti visibili (interruzione visibile) devono segnalare in modo chiaro e sicuro lo stato dei contatti. Non deve mai essere
possibile la chiusura a lucchetto del sezionatore in posizione di chiuso o se i suoi contatti sono saldati in conseguenza di un incidente. I fusibili possono sostituire nei sezionatori i tubi o le barrette di sezionamento.
Elemento Manutenibile: 03.01.09
Lampade fluorescenti
Unità Tecnologica: 03.01
Impianto elettrico
Durano mediamente più di quelle a incandescenza e, adoperando alimentatori adatti, hanno un’ottima efficienza luminosa fino a 100 lumen/watt. L’interno della lampada è ricoperto da uno strato di polvere fluorescente cui viene aggiunto
mercurio a bassa pressione. La radiazione visibile è determinata dall’emissione di radiazioni ultraviolette del mercurio (emesse appena la lampada è inserita in rete)che reagiscono con lo strato fluorescente.
Modalità di uso corretto:
Tutte le eventuali operazioni, dopo aver tolto la tensione, devono essere effettuate con personale qualificato e dotato di idonei dispositivi di protezione individuali quali guanti e scarpe isolanti. Evitare di smontare le lampade quando sono
ancora calde; una volta smontate le lampade esaurite queste vanno smaltite seguendo le prescrizioni fornite dalla normativa vigente e conservate in luoghi sicuri per evitare danni alle persone in caso di rottura del bulbo di vetro.
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Manuale d'Uso
Unità Tecnologica: 03.02
Impianti speciali
L'impianto antintrusione e controlli accessi è l'insieme degli elementi tecnici del sistema edilizio con funzione di prevenire, eliminare o segnalare l'intrusione di persone non desiderate all'interno degli edifici. L'impianto generalmente si
compone di una centralina elettronica, che può avere sirena incorporata o esterna e punto centrale per i diversi sensori, ripartita in zone che corrispondono alle zone protette. I sensori per interno possono essere:
-rilevatori radar che coprono zone di circa 90° (non devono essere installati su pareti soggette a vibrazioni né orientati su pareti riflettenti); -rilevatori radar a microonde che coprono zone di oltre 100° ottenendo il massimo rendimento
dall'effetto Doppler; -rilevatori a infrarossi passivi che si servono delle radiazioni termiche dei corpi animati e sono corredati di lente Fresnel per orientare in maniera corretta il sensore con portate fina a 10 metri.
I sensori perimetrali possono essere:
-contatto magnetico di superficie o da incasso; - interruttore magnetico; -sensore inerziale per protezione di muri e recinzioni elettriche; -sonda a vibrazione; -barriere a raggi infrarossi e a microonde per esterno.
Gli impianti di allarme dovranno essere realizzati a regola d'arte in rispondenza alla Legge 1 marzo 1968 n.186. Tutti i dispositivi di rivelazione, concentrazione, segnalazione locale/remota (teletrasmissione), nonché di controllo (accessi,
televisione a circuito chiuso), dovranno rispondere alle norme CEI 79-2, 79-3 e 79-4 ai sensi dell'art. 2 della Legge 18 ottobre 1977 n. 791 che richiede l'utilizzo di materiale costruito a regola d'arte. Pertanto dette apparecchiature dovranno
riportare il previsto marchio di conformità o in alternativa di dichiarazione di conformità rilasciata dal costruttore; in ogni caso dovrà essere garantita la sicurezza d'uso. A tal riguardo tutte le apparecchiature elettriche collegate alle linee di
alimentazione in bassa tensione (trasformatori, interruttori, fusibili, ecc.), dovranno essere conformi alle norme CEI 12-13; tale rispondenza dovrà essere certificata da apposito attestato di conformità rilasciato da parte degli organismi
competenti oppure da dichiarazione di conformità rilasciata dal costruttore. Tutte le apparecchiature dovranno essere esenti da difetti qualitativi e di lavorazione. Le verifiche da effettuare anche sulla base della documentazione fornita sono:
a) controllo dei materiali installati e delle relative caratteristiche tecniche; b) controllo a vista del posizionamento, fissaggio ed accessibilità della centrale di gestione, dei singoli rivelatori e ogni altro dispositivo del sistema, con verifica della
conformità a livello di prestazione richiesta; c) controllo dello schema di localizzazione dei cavi e degli schemi dei collegamenti, verifica della completezza della documentazione tecnica e dei manuali d'uso e tecnici; d) calcolo teorico
dell'autonomia di funzionamento dell'impianto sulla base degli assorbimenti, del tipo delle batterie e del dimensionamento degli alimentatori installati; e) controllo operativo delle funzioni quali: -risposta dell'impianto ad eventi di allarme;
-risposta dell'impianto ad eventi temporali; -risposta dell'impianto ad interventi manuali.
L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:
° 03.02.01 Contatti magnetici
° 03.02.02 Pannello degli allarmi
° 03.02.03 Sensore volumetrico a doppia tecnologia
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Manuale d'Uso
Elemento Manutenibile: 03.02.01
Contatti magnetici
Unità Tecnologica: 03.02
Impianti speciali
I contatti magnetici sono composti da due scatoline, una provvista di interruttore e una da un piccolo magnete. Di questi contatti ne esistono di due tipi, quelli che si "aprono" avvicinando il magnete e quelli che invece si "chiudono".
La scatolina provvista dell'interruttore verrà applicata sullo stipite della porta o della finestra, e collegata agli altri interruttori con due sottili fili isolati in plastica. La scatolina del magnete dovrà trovarsi in corrispondenza dell'interruttore quando
la porta o la finestra risulterà chiusa.
Modalità di uso corretto:
I contatti magnetici devono essere rivestiti di rodio o rutenio e devono essere sigillati ermeticamente in azoto secco.
In tal modo viene offerta un’ottima protezione contro l’incollamento e si fornisce un ambiente privo di umidità che impedisce la formazione di corrosione. Inoltre i contatti magnetici devono essere incapsulati in una miscela isolante che
garantisce il corretto funzionamento e elevata capacità di tenuta.
Nel caso in cui il materiale di supporto si espanda o si contragga a causa di un aumento dell’umidità o dell’essiccazione, la miscela consente al contenitore del contatto di flettersi e curvarsi impedendo al reed di incrinarsi.
Inoltre rimane resistente agli aumenti di temperatura, mentre alcune miscele possono ammorbidirsi, determinando uno spostamento del reed con conseguenti falsi allarmi in quanto il contatto viene allontanata dal magnete.
I contatti magnetici devono garantire una serie di 10.000.000 cicli di apertura e chiusura.
Elemento Manutenibile: 03.02.02
Pannello degli allarmi
Unità Tecnologica: 03.02
Impianti speciali
I segnali inviati dai rivelatori, attraverso la centrale di controllo e segnalazione a cui sono collegati, vengono visualizzati sotto forma di segnale di allarme sui pannelli detti appunto degli allarmi.
Modalità di uso corretto:
I dispositivi di segnalazione degli allarmi devono essere posizionati in modo da essere facilmente percettibili dagli addetti alla sorveglianza e al personale addetto alla manutenzione e riparazione dell'impianto. Nei quadri di controllo e
segnalazione sono installati anche i gruppi trasformatore-raddrizzatore che garantiscono il mantenimento costante della carica delle batterie di accumulatori che devono alimentare l'impianto in caso di mancanza di energia elettrica. Gli
impianti d rivelazione incendi devono poter servirsi di due fonti di alimentazione di origine diversa in grado di garantire la totale alimentazione: una delle fonti è, abitualmente, procurata dalla rete elettrica pubblica, l'altra da batterie ricaricabili
mantenute sotto carica costante attraverso la tensione in rete.
Elemento Manutenibile: 03.02.03
Sensore volumetrico a doppia tecnologia
Unità Tecnologica: 03.02
Impianti speciali
Il sensore è costituito da due elementi basati su diversa tecnologia di rivelazione contenuti in un medesimo involucro, in grado di rilevare il calore del corpo umano ed il movimento. La correlazione tra i segnali provenienti dai due diversi
elementi di rivelazione dovrà essere tale che la segnalazione d'allarme sia generata solo al persistere o al ripresentarsi della condizione di perturbazione dello stato di normalità, ad entrambe le componenti del sensore. Il sensore dovrà
possedere led di immediata rappresentazione del funzionamento dello stesso apparato. Dovrà essere possibile variarne sensibilità (portata), integrazione e orientamento sia in senso orizzontale che verticale, in modo da adattare il sensore
al campo di protezione voluto o in relazione alle caratteristiche particolari dell'ambiente protetto. Il sensore dovrà essere dotato di un dispositivo antiaccecamento per prevenire ogni tentativo di mascheramento. Inoltre, dovrà essere dotato di
circuito di supervisione del segnale a microonda che, in caso di non funzionamento di questa sezione, predisporrà il sensore a funzionare automaticamente con la sola parte ad infrarossi, emettendo in uscita un segnale di guasto verso il
concentratore. Il sensore, inoltre, avrà un filtro di luce per eliminare eventuali disturbi generati da sorgenti luminose fluorescenti. Le sue caratteristiche dovranno essere conformi alla Norma CEI 79-2 al II° Livello di prestazioni.
Modalità di uso corretto:
I sensori volumetrici vanno installati negli angoli degli ambienti a circa 2,5 m di altezza evitando di collocarli davanti a tende, piante alte e sopra i caloriferi. Per i collegamenti elettrici tra le parti del sistema occorre utilizzare un cavo
schermato. Preferite centrali a tastiera, gestite da microprocessore e dotate di memoria degli eventi. Così è possibile sapere in quale momento è stato attivato l'allarme, a che ora è scattato, dove e quando è stato disattivato. Questo evita
confusione in caso di necessità di assistenza. Il sistema deve essere protetto da un filtro contro le sovratensioni causate, per esempio, dai fulmini. In caso di mancato funzionamento evitare di smontare il coperchio posto sulla parte anteriore
del dispositivo per evitare di causare danni allo stampato e ai microinterruttori contenuti all'interno. Per un corretto funzionamento posizionare i sensori in posizione tale da non essere manomessi o facilmente accessibili quali pareti o angoli
dei vari ambienti da controllare. La portata tipica dovrà essere di 15 metri e con copertura orizzontale di 100°.
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Manuale d'Uso
INDICE
01 OPERE EDILI
01.01
Conglomerati, casserature, opere in c.a. ed intonaci
pag.
3
4
01.01.01
Strutture di fondazione
5
01.01.02
Intonaco
5
01.02
Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso
6
01.02.01
Pareti in tavelle di gesso
7
01.02.02
Tramezzi in laterizio
7
01.03
01.03.01
01.03.02
01.04
Isolamenti termoacustici e controsoffittatture
Doghe
Pannelli
Pavimenti e rivestimenti
8
9
9
10
01.04.01
Pavimenti ceramici
11
01.04.02
Rivestimenti lignei a parquet
11
01.04.03
Rivestimenti cementizi
11
01.04.04
Rivestimenti e prodotti ceramici
11
01.05
Opere in pietra naturale
13
01.05.01
Pavimenti lapidei
14
01.05.02
Rivestimenti lapidei
14
01.06
01.06.01
01.06.02
01.07
Infissi interni
15
Porte antipanico
16
Porte
16
Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni
18
01.07.01
Serramenti in legno
19
01.07.02
Strutture in acciaio
19
01.07.03
Porte tagliafuoco
20
01.07.04
Serramenti in alluminio
20
01.07.05
Serramenti in profilati di acciaio
20
01.07.06
Serramenti misti legno/alluminio
21
01.07.07
Portoni basculanti
22
01.08
01.08.01
01.09
Scale e rampe
Strutture in acciaio
Opere da decoratore
23
24
25
01.09.01
Intonaco
26
01.09.02
Rivestimenti lapidei
26
01.09.03
Rivestimento a cappotto
26
01.09.04
Tinteggiature e decorazioni
27
01.10
Impianti ascensore
29
01.10.01
Ammortizzatori della cabina
30
01.10.02
Cabina
30
01.10.03
Contrappeso
30
01.10.04
Funi
30
01.10.05
Guide cabina
31
01.10.06
Interruttore di extracorsa
31
01.10.07
Limitatore di velocità
31
01.10.08
Macchinari elettromeccanici
31
01.10.09
Macchinari oleodinamici
32
01.10.10
Montacarichi
32
01.10.11
Vani corsa
32
01.10.12
Montascale o servoscale
33
01.10.13
Nastri trasportatori
33
01.10.14
Paracadute
33
01.10.15
Porte di piano
33
Pagina 60
Manuale d'Uso
01.10.16
Pulsantiera
34
01.10.17
Quadro di manovra
34
02 IMPIANTO TERMOIDRAULICI
02.01
pag.
Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione
35
36
02.01.01
Tubi in acciaio
37
02.01.02
Strato coibente
37
Tubazioni in polietilene
37
02.01.03
02.02
Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri
38
02.02.01
Ventilconvettori e termovettori
39
02.02.02
Tubi in rame
39
02.02.03
Tubi in acciaio
39
02.02.04
Strato coibente
39
02.03
41
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione
02.03.01
Centrali di trattamento aria (U.T.A.)
42
02.03.02
Filtri fini a tasche flosce
42
02.03.03
Filtri multidiedri (a tasche rigide)
42
02.03.04
Estrattori d'aria
42
02.03.05
Canali in lamiera
43
02.03.06
Serrande tagliafuoco
43
02.03.07
Strato coibente
43
02.03.08
Tubi in acciaio
44
02.03.09
Tubi in rame
44
02.03.10
Umidificatori ad acqua
44
02.03.11
Dispositivi di controllo e regolazione
44
02.03.12
Servocomandi
45
02.03.13
Termostati
45
Valvole motorizzate
45
02.03.14
02.04
Rete di distribuzione aria sala lettura-consultazione Biblioteca Civica Canna
47
02.04.01
Canali in lamiera
48
02.04.02
Bocchette di ventilazione
48
02.05
Impianto idraulico
49
02.05.01
Apparecchi sanitari e rubinetteria
50
02.05.02
Cassette di scarico a zaino
50
02.05.03
Miscelatori termostatici
50
02.05.04
Scaldacqua elettrici ad accumulo
51
02.05.05
Tubazioni in rame
51
02.05.06
Tubazioni multistrato
51
02.05.07
Tubi in acciaio zincato
51
02.05.08
Vasi igienici a sedile
52
03 IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI SPECIALI
03.01
Impianto elettrico
pag.
53
54
03.01.01
Canalizzazioni in PVC
55
03.01.02
Fusibili
55
03.01.03
Interruttori
55
03.01.04
Motori
55
03.01.05
Prese e spine
56
03.01.06
Quadri di bassa tensione
56
03.01.07
Relè termici
56
03.01.08
Sezionatore
57
03.01.09
Lampade fluorescenti
57
03.02
Impianti speciali
58
Pagina 61
Manuale d'Uso
03.02.01
Contatti magnetici
59
03.02.02
Pannello degli allarmi
59
03.02.03
Sensore volumetrico a doppia tecnologia
59
Pagina 62
Pag. 1
H:\M&S_2004\CMFO3\_ESE\Rev-0\Cons\Documenti\MAN\PP_Allegato_2.doc
METEC & SAGGESE EngineeringS.r.l
ALLEGATO 2
Manuale di Manutenzione
Articolo 40 D.P.R. 554/99
Piano di Manutenzione – ALLEGATO 2 – CMFO3
Settembre 2006
Manuale di Manutenzione
Comune di CASALE MONFERRATO
Provincia di ALESSANDRIA
Oggetto: RECUPER, RIUSO E RIQUALIFICAZIONE FUNZIONALE DEL CASTELLO DI CASALE MONFERRATO (AL) – 3° LOTTO DI INTERVENTO
Elenco dei Corpi d'Opera:
° 01 OPERE EDILI
° 02 IMPIANTO TERMOIDRAULICI
° 03 IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI SPECIALI
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Manuale di Manutenzione
Corpo d'Opera: 01
OPERE EDILI
Unità Tecnologiche:
° 01.01 Conglomerati, casserature, opere in c.a. ed intonaci
° 01.02 Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso
° 01.03 Isolamenti termoacustici e controsoffittatture
° 01.04 Pavimenti e rivestimenti
° 01.05 Opere in pietra naturale
° 01.06 Infissi interni
° 01.07 Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni
° 01.08 Scale e rampe
° 01.09 Opere da decoratore
° 01.10 Impianti ascensore
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Manuale di Manutenzione
Unità Tecnologica: 01.01
Conglomerati, casserature, opere in c.a. ed intonaci
Insieme degli elementi tecnici orizzontali del sistema edilizio avente funzione di separare gli spazi interni del sistema edilizio dal terreno sottostante e trasmetterne ad esso il peso della struttura e delle altre forze esterne.
REQUISITI E PRESTAZIONI (UT)
01.01.R01 Resistenza meccanica
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le strutture in sottosuolo dovranno essere in grado di contrastare le eventuali manifestazioni di deformazioni e cedimenti rilevanti dovuti all'azione di determinate sollecitazioni (carichi, forze sismiche, ecc.).
Livello minimo della prestazione:
Per i livelli minimi si rimanda alle prescrizioni di legge e di normative vigenti in materia.
01.01.R02 Regolarità delle finiture
Classe di Requisiti: Visivi
Classe di Esigenza: Aspetto
I rivestimenti debbono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, fessurazioni, scagliature o screpolature superficiali e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere difficile la lettura formale.
Livello minimo della prestazione:
I livelli minimi variano in funzione delle varie esigenze di aspetto come: la planarità; l'assenza di difetti superficiali; l'omogeneità di colore; l'omogeneità di brillantezza; l'omogeneità di insudiciamento, ecc..
L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:
° 01.01.01 Strutture di fondazione
° 01.01.02 Intonaco
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Manuale di Manutenzione
Elemento Manutenibile: 01.01.01
Strutture di fondazione
Unità Tecnologica: 01.01
Conglomerati, casserature, opere in c.a. ed intonaci
Insieme degli elementi tecnici orizzontali del sistema edilizio avente funzione di trasmettere al terreno il peso della struttura e delle altre forze esterne.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.01.01.A01 Cedimenti
01.01.01.A02 Distacchi murari
01.01.01.A03 Fessurazioni
01.01.01.A04 Lesioni
01.01.01.A05 Non perpendicolarità del fabbricato
01.01.01.A06 Umidità
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.01.01.I01 Interventi sulle strutture
Cadenza: quando occorre
In seguito alla comparsa di segni di cedimenti strutturali (lesioni, fessurazioni, rotture), effettuare accurati accertamenti per la diagnosi e la verifica delle strutture , da parte di tecnici qualificati, che possano individuare la causa/effetto del
dissesto ed evidenziare eventuali modificazioni strutturali tali da compromettere la stabilità delle strutture, in particolare verificare la perpendicolarità del fabbricato. Procedere quindi al consolidamento delle stesse a secondo del tipo di dissesti
riscontrati.
Elemento Manutenibile: 01.01.02
Intonaco
Unità Tecnologica: 01.01
Conglomerati, casserature, opere in c.a. ed intonaci
Si tratta di un sottile strato di malta la cui funzione è quella di rivestimento nelle strutture edilizie. Svolge inoltre la funzione di protezione dai fattori ambientali è allo stesso tempo protettiva e decorativa. Il rivestimento a intonaco è comunque
una superficie che va rinnovata periodicamente e in condizioni normali esso fornisce prestazioni accettabili per 20 - 30 anni. La malta per intonaco è costituita da leganti (cemento, calce idraulica, calce aerea, gesso) e da un inerte (sabbia) e
da acqua nelle giuste proporzioni a secondo del tipo di intonaco; vengono, in alcuni casi, inoltre aggiunti all'impasto additivi che restituiscono all'intonaco particolari qualità a secondo del tipo d'impiego. Nell'intonaco tradizionale a tre strati il
primo, detto rinzaffo, svolge la funzione di aggrappo al supporto e di grossolano livellamento; il secondo, detto arriccio, costituisce il corpo dell'intonaco la cui funzione è di resistenza meccanica e di tenuta all'acqua; il terzo strato, detto
finitura, rappresenta la finitura superficiale e contribuisce a creare una prima barriera la cui funzione è quella di opporsi alla penetrazione dell'acqua e delle sostanze aggressive. Gli intonaci per interni possono suddividersi in intonaci ordinari
e intonaci speciali. A loro volta i primi possono ulteriormente suddividersi in intonaci miscelati in cantiere ed in intonaci premiscelati; i secondi invece in intonaci additivati, intonaci a stucco o lucidi, intonaci plastici o rivestimenti plastici continui
ed infine intonaci monostrato.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.01.02.A01 Bolle d'aria
01.01.02.A02 Decolorazione
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Manuale di Manutenzione
01.01.02.A03 Deposito superficiale
01.01.02.A04 Disgregazione
01.01.02.A05 Distacco
01.01.02.A06 Efflorescenze
01.01.02.A07 Erosione superficiale
01.01.02.A08 Esfoliazione
01.01.02.A09 Fessurazioni
01.01.02.A10 Macchie e graffiti
01.01.02.A11 Mancanza
01.01.02.A12 Penetrazione di umidità
01.01.02.A13 Polverizzazione
01.01.02.A14 Rigonfiamento
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.01.02.I01 Pulizia delle superfici
Cadenza: quando occorre
Pulizia delle superfici mediante lavaggio ad acqua e detergenti adatti al tipo di intonaco. Rimozioni di macchie, o depositi superficiali mediante spazzolatura o mezzi meccanici.
01.01.02.I02 Sostituzione delle parti più soggette ad usura
Cadenza: quando occorre
Sostituzione delle parti più soggette ad usura o altre forme di degrado mediante l'asportazione delle aree più degradate, pulizia delle parti sottostanti mediante spazzolatura e preparazione della base di sottofondo previo lavaggio. Ripresa
dell'area con materiali adeguati e/o comunque simili all'intonaco originario ponendo particolare attenzione a non alterare l'aspetto visivo cromatico delle superfici.
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Manuale di Manutenzione
Unità Tecnologica: 01.02
Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso
Insieme degli elementi tecnici verticali del sistema edilizio aventi funzione di dividere, conformare ed articolare gli spazi interni dell'organismo edilizio.
REQUISITI E PRESTAZIONI (UT)
01.02.R01 (Attitudine al) controllo della condensazione superficiale
Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici
Classe di Esigenza: Benessere
Le pareti debbono essere realizzate in modo da evitare la formazione di condensazione sulla superficie interna.
Livello minimo della prestazione:
Per i locali considerati nelle condizioni di progetto, con temperatura dell'aria interna di valore Ti=20°C ed umidità relativa interna di valore U.R. <= 70%, la temperatura superficiale interna Tsi riferita alle pareti perimetrali verticali esterne, in
considerazione di una temperatura esterna pari a quella di progetto, dovrà risultare con valore non inferiore ai 14°C.
01.02.R02 Assenza di emissioni di sostanze nocive
Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le pareti non debbono in condizioni normali di esercizio emettere sostanze tossiche, polveri, gas o altri odori fastidiosi per gli utenti.
Livello minimo della prestazione:
Dovranno essere rispettati i seguenti limiti:
- concentrazione limite di formaldeide non superiore a 0,1 p.p.m. (0,15 mg/m^3);
- per la soglia olfattiva valori non superiori a 0,09 p.p.m. (0,135 mg/m^3);
- per la soglia di irritazione occhi-naso-gola non superiore 0,66 p.p.m. (1 mg/m^3).
01.02.R03 Attrezzabilità
Classe di Requisiti: Facilità d'intervento
Classe di Esigenza: Funzionalità
Le pareti debbono consentire l'installazione di arredi e attrezzature.
Livello minimo della prestazione:
I livelli minimi variano in funzione alle diverse tecnologie utilizzate. E' opportuno comunque che si verifichi la stabilità dei mobili appesi, in particolare per le sollecitazioni dal basso verso l'alto a tutela dell'incolumità dell'utente. Per le altre
sollecitazioni si devono applicare le norme previste per i mobili.
01.02.R04 Reazione al fuoco
Classe di Requisiti: Protezione antincendio
Classe di Esigenza: Sicurezza
Livello di partecipazione al fuoco dei materiali combustibili costituenti le pareti.
Livello minimo della prestazione:
I livelli minimi vengono valutati attraverso prove distruttive in laboratorio dei materiali, in particolare:
- attraverso la prova di non combustibilità (UNI ISO 1182);
- attraverso la reazione al fuoco dei materiali sospesi che possono essere investiti da una piccola fiamma su entrambe le facce (UNI 8456);
- attraverso la reazione al fuoco dei materiali che possono essere investiti da una piccola fiamma solamente su una faccia (UNI 8457);
- attraverso la reazione al fuoco dei materiali sottoposti all'azione di una fiamma d'innesco in presenza di calore radiante (UNI 9174).
01.02.R05 Regolarità delle finiture
Classe di Requisiti: Visivi
Classe di Esigenza: Aspetto
Le pareti debbono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, fessurazioni, scagliature o screpolature superficiali e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere difficile la lettura formale.
Livello minimo della prestazione:
I livelli minimi variano in funzione delle varie esigenze di aspetto come: la planarità; l'assenza di difetti superficiali; l'omogeneità di colore; l'omogeneità di brillantezza; l'omogeneità di insudiciamento, ecc..
01.02.R06 Resistenza agli agenti aggressivi
Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le pareti non debbono subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto a causa dell'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo della prestazione:
I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati e del loro impiego. Per i rivestimenti in prossimità di apparecchi sanitari, lavabi e lavelli, questi devono avere una resistenza alle macchie secondo i livelli richiesti dalla classe C2 della
classificazione UPEC per i rivestimenti da pavimentazione.
01.02.R07 Resistenza agli attacchi biologici
Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le pareti a seguito della presenza di organismi viventi (animali, vegetali, microrganismi) non dovranno subire riduzioni di
Livello minimo della prestazione:
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Manuale di Manutenzione
I valori minimi di resistenza agli attacchi biologici variano in funzione dei materiali, dei prodotti utilizzati, delle classi di rischio, delle situazioni generali di servizio, dell'esposizione a umidificazione e del tipo di agente biologico.
DISTRIBUZIONE DEGLI AGENTI BIOLOGICI PER CLASSI DI RISCHIO (UNI EN 335-1)
CLASSE DI RISCHIO: 1;
Situazione generale di servizio: non a contatto con terreno, al coperto (secco);
Descrizione dell’esposizione a umidificazione in servizio: nessuna;
Distribuzione degli agenti biologici: a)funghi: -; b)*insetti: U; c)termiti: L; d)organismi marini: -.
CLASSE DI RISCHIO: 2;
Situazione generale di servizio: non a contatto con terreno, al coperto (rischio di umidificazione);
Descrizione dell’esposizione a umidificazione in servizio: occasionale;
Distribuzione degli agenti biologici: a)funghi: U; b)*insetti: U; c)termiti: L; d)organismi marini: -.
CLASSE DI RISCHIO: 3;
Situazione generale di servizio: non a contatto con terreno, non al coperto;
Descrizione dell’esposizione a umidificazione in servizio: frequente;
Distribuzione degli agenti biologici: a)funghi: U; b)*insetti: U; c)termiti: L; d)organismi marini: -;
CLASSE DI RISCHIO: 4;
Situazione generale di servizio: a contatto con terreno o acqua dolce;
Descrizione dell’esposizione a umidificazione in servizio: permanente;
Distribuzione degli agenti biologici: a)funghi: U; b)*insetti: U; c)termiti: L; d)organismi marini: -.
CLASSE DI RISCHIO: 5;
Situazione generale di servizio: in acqua salata;
Descrizione dell’esposizione a umidificazione in servizio: permanente;
Distribuzione degli agenti biologici: a)funghi: U; b)*insetti: U; c)termiti: L; d)organismi marini: U.
DOVE:
U = universalmente presente in Europa
L = localmente presente in Europa
* il rischio di attacco può essere non significativo a seconda delle particolari situazioni di servizio.
01.02.R08 Resistenza agli urti
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le pareti debbono essere in grado di sopportare urti (definiti dall'energia cinetica di urti-tipo o convenzionali di corpi duri, come di oggetti scagliati, o molli, come il peso di un corpo che cade) che non debbono compromettere la stabilità della
parete, né provocare il distacco di elementi o frammenti pericolosi a carico degli utenti.
Livello minimo della prestazione:
Le pareti devono resistere all'azione di urti sulla faccia interna, prodotti secondo le modalità riportate di seguito che corrispondono a quelle previste dalla norma UNI 9269 P:
TIPO DI PROVA: Urto con corpo duro;
Massa del corpo [Kg] = 0.5;
Energia d’urto applicata [J] = 3;
Note: - ;
TIPO DI PROVA: Urto con corpo molle di grandi dimensioni;
Massa del corpo [Kg] = 50;
Energia d’urto applicata [J] = 300;
Note: Non necessario, per la faccia esterna, oltre il piano terra;
TIPO DI PROVA: Urto con corpo molle di piccole dimensioni;
Massa del corpo [Kg] = 3;
Energia d’urto applicata [J] = 60 - 10 - 30;
Note: Superficie esterna, al piano terra.
01.02.R09 Resistenza ai carichi sospesi
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le pareti debbono essere in grado di sopportare il peso di carichi appesi minori (ad esempio quadri, insegne, ecc.) o altri di maggiore entità (mensole, arredi, ecc.)
Livello minimo della prestazione:
Le pareti devono essere in grado di garantire la stabilità sotto l'azione di carichi sospesi, in particolare se sottoposte a:
- carico eccentrico di almeno 5 N, applicato a 30 cm dalla superficie tramite una mensola;
- sforzi di strappo, fino a valori di 100 N, del fissaggio per effetto della trazione eseguita perpendicolare alla superficie della parete;
- sforzi verticali di flessione del sistema di fissaggio fino a valori di 400 N.
01.02.R10 Resistenza al fuoco
Classe di Requisiti: Protezione antincendio
Classe di Esigenza: Sicurezza
I materiali costituenti le pareti sottoposti all'azione del fuoco non devono subire trasformazioni chimico-fisiche.
Livello minimo della prestazione:
In particolare gli elementi costruttivi delle pareti interne devono avere la resistenza al fuoco indicata di seguito, espressa in termini di tempo entro i quali essi conservano stabilità, tenuta alla fiamma e ai fumi e isolamento termico:
Altezza antincendio (m): da 12 a 32 - Classe REI (min): 60;
Altezza antincendio (m): da oltre 32 a 80 - Classe REI (min): 90;
Altezza antincendio (m): oltre 80 - Classe REI (min): 120.
01.02.R11 Resistenza meccanica
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le pareti devono contrastare in modo efficace la manifestazione di eventuali rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni.
Livello minimo della prestazione:
Per una analisi più approfondita dei livelli minimi rispetto ai vari componenti e materiali costituenti le pareti si rimanda comunque alle prescrizioni di legge e di normative vigenti in materia.
L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:
° 01.02.01 Pareti in tavelle di gesso
° 01.02.02 Tramezzi in laterizio
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Manuale di Manutenzione
Elemento Manutenibile: 01.02.01
Pareti in tavelle di gesso
Unità Tecnologica: 01.02
Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso
Si tratta di pareti costituenti le partizioni interne verticali costituite da tavelle di gesso di spessore variabile (in genere 8 cm). I blocchi di gesso sono legati con adesivi a base di gesso mediante corsi regolari con spessore non superiore ai 2
mm. Le murature sono eseguite con elementi interi, posati a livello, e con giunti sfalsati rispetto ai sottostanti.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.02.01.A01 Decolorazione
01.02.01.A02 Disgregazione
01.02.01.A03 Distacco
01.02.01.A04 Efflorescenze
01.02.01.A05 Erosione superficiale
01.02.01.A06 Esfoliazione
01.02.01.A07 Fessurazioni
01.02.01.A08 Macchie e graffiti
01.02.01.A09 Mancanza
01.02.01.A10 Penetrazione di umidità
01.02.01.A11 Polverizzazione
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DALL'UTENTE
01.02.01.I01 Pulizia
Cadenza: quando occorre
Pulizia delle superfici e rimozione di sporcizia e macchie mediante ritocchi di pittura e/o ripristino dei rivestimenti.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.02.01.I02 Riparazione
Cadenza: quando occorre
Riparazione di eventuali fessurazioni o crepe mediante la chiusura delle stesse con gesso. Riparazione e rifacimento dei rivestimenti.
Elemento Manutenibile: 01.02.02
Tramezzi in laterizio
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Manuale di Manutenzione
Unità Tecnologica: 01.02
Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso
Si tratta di pareti costituenti le partizioni interne verticali, realizzate mediante elementi forati di laterizio di spessore variabile ( 8-12 cm) legati con malta idraulica per muratura con giunti con andamento regolare con uno spessore di circa 6
mm. Le murature sono eseguite con elementi interi, posati a livello, e con giunti sfalsati rispetto ai sottostanti.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.02.02.R01 Resistenza meccanica per tramezzi in laterizio
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le pareti devono contrastare in modo efficace la manifestazione di eventuali rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni.
Livello minimo della prestazione:
La resistenza caratteristica a compressione, riferita alla sezione netta delle pareti e delle costolature deve risultare non minore di:
- 30 N/mm^2 nella direzione dei fori;
- 15 N/mm^2 nella direzione trasversale ai fori;
per i blocchi di cui alla categoria a2), e di:
- 15 N/mm^2 nella direzione dei fori;
- 5 N/mm^2 nella direzione trasversale ai fori; per i blocchi di cui alla categoria a1).
La resistenza caratteristica a trazione per flessione dovrà essere non minore di:
- 10 N/mm^2 per i blocchi di tipo a2);
- 7 N/mm^2 per i blocchi di tipo a1).
Per una analisi più approfondita dei livelli minimi rispetto ai vari componenti e materiali costituenti le pareti interne si rimanda comunque alle prescrizioni di legge e di normative vigenti in materia.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.02.02.A01 Decolorazione
01.02.02.A02 Disgregazione
01.02.02.A03 Distacco
01.02.02.A04 Efflorescenze
01.02.02.A05 Erosione superficiale
01.02.02.A06 Esfoliazione
01.02.02.A07 Fessurazioni
01.02.02.A08 Macchie e graffiti
01.02.02.A09 Mancanza
01.02.02.A10 Penetrazione di umidità
01.02.02.A11 Polverizzazione
01.02.02.A12 Rigonfiamento
01.02.02.A13 Scheggiature
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DALL'UTENTE
01.02.02.I01 Pulizia
Cadenza: quando occorre
Pulizia delle superfici e rimozione di sporcizia e macchie mediante ritocchi di pittura e/o ripristino dei rivestimenti.
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Manuale di Manutenzione
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.02.02.I02 Riparazione
Cadenza: quando occorre
Riparazione di eventuali fessurazioni o crepe mediante la chiusura delle stesse con malta. Riparazione e rifacimento dei rivestimenti.
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Manuale di Manutenzione
Unità Tecnologica: 01.03
Isolamenti termoacustici e controsoffittatture
I controsoffitti sono sistemi di finiture tecniche in elementi modulari leggeri. Essi possono essere direttamente fissati al solaio o appesi ad esso tramite elementi di sostegno. Essi hanno inoltre la funzione di controllare la definizione
morfologica degli ambienti attraverso la possibilità di progettare altezze e volumi e talvolta di nascondere la distribuzione di impianti tecnologici nonché da contribuire all'isolamento acustico degli ambienti. Gli strati funzionali dei controsoffitti
possono essere composti da vari elementi i materiali diversi quali:
- pannelli (fibra - fibra a matrice cementizia - fibra minerale ceramizzato - fibra rinforzato - gesso - gesso fibrorinforzato - gesso rivestito - profilati in lamierino d'acciaio - stampati in alluminio - legno - PVC);
- doghe (PVC - altre materie plastiche - profilati in lamierino d'acciaio - profilati in lamierino di alluminio);
- lamellari (PVC - altre materie plastiche - profilati in lamierino d'acciaio - profilati in lamierino di alluminio - lastre metalliche);
- grigliati (elementi di acciaio - elementi di alluminio - elementi di legno - stampati di resine plastiche e simili); cassettoni (legno).
Inoltre essi possono essere chiusi non ispezionabili; chiusi ispezionabili e aperti.
REQUISITI E PRESTAZIONI (UT)
01.03.R01 Isolamento acustico
Classe di Requisiti: Acustici
Classe di Esigenza: Benessere
I controsoffitti dovranno contribuire a fornire una adeguata resistenza al passaggio dei rumori.
Livello minimo della prestazione:
E' possibile assegnare ad un certo solaio finito il requisito di isolamento acustico attraverso l'indice di valutazione del potere fonoisolante calcolato di volta in volta in laboratorio:
- potere fonoisolante 25 - 30 dB(A);
- potere fonoassorbente 0,60 - 0,80 (per frequenze tra i 500 e 1000 Hz).
01.03.R02 Isolamento termico
Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici
Classe di Esigenza: Benessere
I controsoffitti in particolari circostanze potranno assicurare un'opportuna resistenza al passaggio del calore in funzione delle condizioni climatiche.
Livello minimo della prestazione:
Le prestazioni relative all'isolamento termico dei controsoffitti variano, oltre che dalle condizioni ambientali, in funzione dei tipi di rivestimenti, e degli spessori dei materiali. Si prendono in considerazione tipi di controsoffitti con una resistenza
termica che varia da 0,50 - a 1,55 m^2 K/W.
01.03.R03 Ispezionabilità
Classe di Requisiti: Facilità d'intervento
Classe di Esigenza: Funzionalità
I controsoffitti dovranno consentire (in particolare per i tipi chiusi ispezionabili e aperti) la loro ispezionabilità e l'accesso agli impianti ove previsti.
Livello minimo della prestazione:
I controsoffitti dovranno essere ispezionabili, almeno in parte, nella misura min del 10% della superficie utilizzata. In particolare essere sempre ispezionabili lungo gli attraversamenti di impianti tecnologici.
01.03.R04 Reazione al fuoco
Classe di Requisiti: Protezione antincendio
Classe di Esigenza: Sicurezza
Livello di partecipazione al fuoco dei materiali combustibili costituenti i controsoffitti.
Livello minimo della prestazione:
I livelli prestazionali sono stabiliti da prove di laboratorio disciplinate dalle normative vigenti.
01.03.R05 Regolarità delle finiture
Classe di Requisiti: Visivi
Classe di Esigenza: Aspetto
I controsoffitti devono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti ( alterazione cromatica, non planarità, macchie, ecc.) e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere difficile la lettura formale.
Livello minimo della prestazione:
Sono ammessi piccoli difetti entro il 5% della superficie controsoffittata.
01.03.R06 Resistenza al fuoco
Classe di Requisiti: Protezione antincendio
Classe di Esigenza: Sicurezza
I materiali costituenti i controsoffitti, sottoposti all'azione del fuoco non devono subire trasformazioni chimico-fisiche.
Livello minimo della prestazione:
In particolare gli elementi costituenti i controsoffitti, sia dei vani scala o ascensore che dei ridativi filtri a prova di fumo, devono avere la resistenza al fuoco indicata di seguito, espressa in termini di tempo entro il quale la copertura conserva
stabilità, tenuta alla fiamma e ai fumi e isolamento termico:
Altezza antincendio [m]: da 12 a 32 - Classe REI [min.]: 60
Altezza antincendio [m]: da oltre 32 a 80 - Classe REI [min.]: 90
Altezza antincendio [m]: oltre 80 - Classe REI [min.]: 120.
L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:
° 01.03.01 Doghe
° 01.03.02 Pannelli
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Manuale di Manutenzione
Elemento Manutenibile: 01.03.01
Doghe
Unità Tecnologica: 01.03
Isolamenti termoacustici e controsoffittatture
Si tratta di controsoffitti con elementi di tamponamento discontinui a giacitura orizzontale.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.03.01.A01 Alterazione cromatica
01.03.01.A02 Bolla
01.03.01.A03 Corrosione
01.03.01.A04 Deformazione
01.03.01.A05 Deposito superficiale
01.03.01.A06 Distacco
01.03.01.A07 Fessurazione
01.03.01.A08 Fratturazione
01.03.01.A09 Incrostazione
01.03.01.A10 Lesione
01.03.01.A11 Macchie
01.03.01.A12 Non planarità
01.03.01.A13 Perdita di lucentezza
01.03.01.A14 Perdita di materiale
01.03.01.A15 Scagliatura, screpolatura
01.03.01.A16 Scollaggi della pellicola
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DALL'UTENTE
01.03.01.I01 Pulizia
Cadenza: quando occorre
Pulizia delle superfici mediante prodotti idonei al tipo di materiale.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
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Manuale di Manutenzione
01.03.01.I02 Regolazione planarità
Cadenza: ogni 3 anni
Verifica dello stato di complanarità degli elementi dei controsoffitti attraverso la registrazione dei pendini e delle molle di regolazione.
01.03.01.I03 Sostituzione elementi
Cadenza: quando occorre
Sostituzione degli elementi degradati, rotti e/o mancanti con elementi analoghi.
Elemento Manutenibile: 01.03.02
Pannelli
Unità Tecnologica: 01.03
Isolamenti termoacustici e controsoffittatture
Si tratta di controsoffitti con elementi di tamponamento continui a giacitura orizzontale.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.03.02.A01 Alterazione cromatica
01.03.02.A02 Bolla
01.03.02.A03 Corrosione
01.03.02.A04 Deformazione
01.03.02.A05 Deposito superficiale
01.03.02.A06 Distacco
01.03.02.A07 Fessurazione
01.03.02.A08 Fratturazione
01.03.02.A09 Incrostazione
01.03.02.A10 Lesione
01.03.02.A11 Macchie
01.03.02.A12 Non planarità
01.03.02.A13 Perdita di lucentezza
01.03.02.A14 Perdita di materiale
01.03.02.A15 Scagliatura, screpolatura
01.03.02.A16 Scollaggi della pellicola
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Manuale di Manutenzione
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DALL'UTENTE
01.03.02.I01 Pulizia
Cadenza: quando occorre
Pulizia delle superfici mediante prodotti idonei al tipo di materiale.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.03.02.I02 Regolazione planarità
Cadenza: ogni 3 anni
Verifica dello stato di complanarità degli elementi dei controsoffitti attraverso la registrazione dei pendini e delle molle di regolazione.
01.03.02.I03 Sostituzione elementi
Cadenza: quando occorre
Sostituzione degli elementi degradati, rotti e/o mancanti con elementi analoghi.
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Manuale di Manutenzione
Unità Tecnologica: 01.04
Pavimenti e rivestimenti
Le pavimentazioni fanno parte delle partizioni interne orizzontali e ne costituiscono l'ultimo strato funzionale. In base alla morfologia del rivestimento possono suddividersi in continue (se non sono nel loro complesso determinabili sia
morfologicamente che dimensionalmente) e discontinue (quelle costituite da elementi con dimensioni e morfologia ben precise). La loro funzione, oltre a quella protettiva, è quella di permettere il transito ai fruitori dell'organismo edilizio e la
relativa resistenza ai carichi. Importante è che la superficie finale dovrà risultare perfettamente piana con tolleranze diverse a secondo del tipo di rivestimento e della destinazione d'uso degli ambienti. Gli spessori variano in funzione al
traffico previsto in superficie. La scelta degli elementi, il materiale, la posa, il giunto, le fughe, gli spessori, l'isolamento, le malte, i collanti, gli impasti ed i fissaggi variano in funzione degli ambienti e del loro impiego. Le pavimentazioni
interne possono essere di tipo: cementizio, lapideo, resinoso, resiliente, tessile, ceramico, lapideo di cava, lapideo in conglomerato, ligneo, ecc..
REQUISITI E PRESTAZIONI (UT)
01.04.R01 Regolarità delle finiture
Classe di Requisiti: Visivi
Classe di Esigenza: Aspetto
Le pavimentazioni debbono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, fessurazioni, scagliature o screpolature superficiali e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere difficile la lettura formale.
Livello minimo della prestazione:
I livelli minimi variano in funzione delle varie esigenze di aspetto come: la planarità; l'assenza di difetti superficiali; l'omogeneità di colore; l'omogeneità di brillantezza; l'omogeneità di insudiciamento, ecc..
L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:
° 01.04.01 Pavimenti ceramici
° 01.04.02 Rivestimenti lignei a parquet
° 01.04.03 Rivestimenti cementizi
° 01.04.04 Rivestimenti e prodotti ceramici
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Manuale di Manutenzione
Elemento Manutenibile: 01.04.01
Pavimenti ceramici
Unità Tecnologica: 01.04
Pavimenti e rivestimenti
Si tratta di rivestimenti che trovano il loro impiego nell'edilizia residenziale, ospedaliera, scolastica, industriale, ecc.. Le varie tipologie si differenziano per aspetti quali: materie prime e composizione dell'impasto; caratteristiche tecniche
prestazionali; tipo di finitura superficiale; ciclo tecnologico di produzione; tipo di formatura; colore. Tra i tipi più diffusi di rivestimenti ceramici presenti sul mercato troviamo: cotto; cottoforte; monocottura rossa; monocottura chiara;
monocotture speciali; gres rosso; gres ceramico; klinker, tutti di formati, dimensioni, spessori vari e con giunti aperti o chiusi e con o meno fughe. La posa può essere eseguita mediante l'utilizzo di malte o di colle.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.04.01.R01 Resistenza agli agenti aggressivi
Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici
Classe di Esigenza: Sicurezza
I rivestimenti non debbono subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto a causa dell'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo della prestazione:
I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati e del loro impiego.
01.04.01.R02 Resistenza meccanica
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le pavimentazioni devono contrastare in modo efficace la manifestazione di eventuali rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni.
Livello minimo della prestazione:
I livelli variano in funzione delle prove di laboratorio eseguite sui campioni:
- Piastrelle di ceramica - Determinazione della resistenza a flessione e della forza di rottura (UNI EN ISO 10545-4);
- Piastrelle di ceramica - Determinazione della resistenza all'urto mediante misurazione del coefficiente di restituzione (UNI EN ISO 10545-5);
- Piastrelle di ceramica - Determinazione della resistenza all'abrasione profonda per piastrelle non smaltate (UNI EN ISO 10545-6);
- Piastrelle di ceramica - Determinazione della resistenza all'abrasione superficiale per piastrelle smaltate (UNI EN ISO 10545-7).
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.04.01.A01 Alterazione cromatica
01.04.01.A02 Degrado sigillante
01.04.01.A03 Deposito superficiale
01.04.01.A04 Disgregazione
01.04.01.A05 Distacco
01.04.01.A06 Erosione superficiale
01.04.01.A07 Fessurazioni
01.04.01.A08 Macchie e graffiti
01.04.01.A09 Mancanza
01.04.01.A10 Perdita di elementi
01.04.01.A11 Scheggiature
01.04.01.A12 Sollevamento e distacco dal supporto
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Manuale di Manutenzione
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.04.01.I01 Pulizia delle superfici
Cadenza: quando occorre
Pulizia e rimozione dello sporco superficiale mediante lavaggio, ed eventualmente spazzolatura, degli elementi con detergenti adatti al tipo di rivestimento.
01.04.01.I02 Pulizia e reintegro giunti
Cadenza: quando occorre
Pulizia dei giunti mediante spazzolatura manuale. Reintegro dei giunti degradati mediante nuova listellatura.
01.04.01.I03 Sostituzione degli elementi degradati
Cadenza: quando occorre
Sostituzione degli elementi usurati, rotti, sollevati o scollati con altri analoghi previa preparazione del sottostante piano di posa. Reintegro dei giunti degradati mediante nuova listellatura.
Elemento Manutenibile: 01.04.02
Rivestimenti lignei a parquet
Unità Tecnologica: 01.04
Pavimenti e rivestimenti
Si tratta di rivestimenti che trovano il loro impiego nell'edilizia residenziale, scolastica, terziaria, ecc.. Le pavimentazioni in legno possono essere classificate in base alla morfologia e al tipo di elementi. I prodotti più diffusi sul mercato
vengono denominati: lamellari o mosaici; lamparquet; listoni; listoncini; parquet ad intarsio; parquet prefiniti; precolorati; ad alta resistenza. Le dimensioni (spessore, larghezza, lunghezza) variano a secondo dei prodotti. I pavimenti potranno
essere posati già lucidati o lucidati successivamente mediante lamatura. Di notevole importanza è la misurazione del tasso di umidità al momento della posa del rivestimento. Il massetto di posa è in genere realizzato in cls. idraulico o
cementi a presa rapida con spessore almeno di cm 5. Per spessori superiori è consigliabile predisporre una guaina impermeabile che possa anche impedire la risalita di eventuale umidità, in particolare in caso di supporti a diretto contatto
con vespai o altri strati non ventilati. I rivestimenti vanno posati con collanti speciali (collanti poliuretanici bicomponenti) fino a lunghezze limite di 60 cm circa, oltre le quali è consigliabile l'utilizzo di magatelli annegati negli strati di
compensazione con orditura ortogonale rispetto a quella degli elementi lignei e ad interasse intorno ai 30-35 cm; oppure mediante chiodatura o semplicemente mediante sovrapposizione. Nel caso di posa su pavimentazioni preesistenti si
procederà mediante sgrassatura delle superfici, loro irruvidimento e successivo incollaggio. Inoltre, preferibilmente, la posa dei rivestimenti lignei dovrà avvenire ad almeno 5 mm dalle pareti perimetrali.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.04.02.R01 Regolarità delle finiture per rivestimenti lignei a parquet
Classe di Requisiti: Visivi
Classe di Esigenza: Aspetto
I rivestimenti debbono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, fessurazioni, scagliature o screpolature superficiali e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere difficile la lettura formale.
Livello minimo della prestazione:
I livelli minimi variano in funzione delle varie esigenze di aspetto come: la planarità; l'assenza di difetti superficiali; l'omogeneità di colore; l'omogeneità di brillantezza; l'omogeneità di insudiciamento, ecc.. Sono ammessi i seguenti difetti
visibili sulle facce in vista:
QUALITA’ I:
- piccoli nodi sani con diametro minore di 2 mm se del colore della specie (minore di 1 mm se di colore diverso) purché' presenti su meno del 10% degli elementi del lotto;
- imperfezioni di lavorazione con profondità' minore di 1 mm e purché' presenti su meno del 10% degli elementi;
QUALITA’ II:
- piccoli nodi sani con diametro minore di 5 mm se del colore della specie (minore di 2 mm se di colore diverso) purché presenti su meno del 20% degli elementi del lotto;
- imperfezioni di lavorazione come per la classe I;
- piccole fenditure;
- alburno senza limitazioni ma immune da qualsiasi manifesto attacco di insetti.
QUALITA’ III:
- esenti da difetti che possono compromettere l'impiego (in caso di dubbio valgono le prove di resistenza meccanica);
- alburno senza limitazioni ma immune da qualsiasi manifesto attacco di insetti.
Inoltre, sono ammesse le seguenti tolleranze sulle dimensioni e finitura:
- listoni: 1 mm sullo spessore; 2 mm sulla larghezza; 5 mm sulla lunghezza;
- tavolette: 0,5 mm sullo spessore; 1,5% sulla larghezza e lunghezza;
- mosaico, quadrotti, ecc.: 0,5 mm sullo spessore; 1,5% sulla larghezza e lunghezza.
01.04.02.R02 Resistenza agli agenti aggressivi
Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici
Classe di Esigenza: Sicurezza
I rivestimenti non debbono subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto a causa dell'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo della prestazione:
I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati e del loro impiego.
01.04.02.R03 Resistenza agli attacchi biologici per rivestimenti lignei a parquet
Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici
Classe di Esigenza: Sicurezza
I rivestimenti a seguito della presenza di organismi viventi (animali, vegetali, microrganismi) non dovranno subire riduzioni di
Livello minimo della prestazione:
I valori minimi di resistenza agli attacchi biologici variano in funzione dei materiali, dei prodotti utilizzati, delle classi di rischio, delle situazioni generali di servizio, dell'esposizione a umidificazione e del tipo di agente biologico. In ogni caso i
rivestimenti lignei devono avere contenuto di umidità tra il 10 ed il 15%.
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Manuale di Manutenzione
01.04.02.R04 Resistenza meccanica
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le pavimentazioni devono contrastare in modo efficace la manifestazione di eventuali rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni.
Livello minimo della prestazione:
I livelli minimi variano in funzione delle prove effettuate in laboratorio secondo le norme vigenti:
- resistenza alle sollecitazioni parallele al piano di posa (UNI 10827);
- prova d'impronta sul legno per pavimentazione (UNI 4712);
- determinazione della stabilità dimensionale (UNI EN 1910).
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.04.02.A01 Alterazione cromatica
01.04.02.A02 Affezione da funghi
01.04.02.A03 Apertura di giunti
01.04.02.A04 Attacco da insetti xilofagi
01.04.02.A05 Azzurratura
01.04.02.A06 Crosta
01.04.02.A07 Decolorazione
01.04.02.A08 Deposito superficiale
01.04.02.A09 Disgregazione
01.04.02.A10 Distacco
01.04.02.A11 Fessurazioni
01.04.02.A12 Inarcamento e sollevamento
01.04.02.A13 Macchie e graffiti
01.04.02.A14 Muffa
01.04.02.A15 Penetrazione di umidità
01.04.02.A16 Polverizzazione
01.04.02.A17 Rigonfiamento
01.04.02.A18 Scheggiature
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DALL'UTENTE
01.04.02.I01 Pulizia
Cadenza: quando occorre
Pulizia con aspirapolveri ed applicazione a panno morbido o lucidatrice di speciali polish autolucidanti con funzione detergente-protettiva. Per le macchie è preferibile usare un panno umido con detergenti appropriati.
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Manuale di Manutenzione
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.04.02.I02 Ripristino cera
Cadenza: quando occorre
Per le finiture a cera si effettua la lucidatura con panno morbido o lucidatrice. L'applicazione di cere liquide per il mantenimento della protezione superficiale avviene periodicamente. In caso di rinnovo dello strato protettivo di cera, bisogna
rimuovere i vecchi strati di cera ed applicare un nuovo strato di cera liquida (applicazione a caldo) o di cera solida (applicazione a freddo).
01.04.02.I03 Ripristino protezione ad olio
Cadenza: quando occorre
Per le finiture ad olio la manutenzione avviene a secco con spazzola a disco (del tipo morbido). Si può comunque applicare una mano di cera autolucidante. In particolare per i rivestimenti prefiniti evitare di applicare cere ma prodotti lucidanti
specifici.
01.04.02.I04 Ripristino verniciatura
Cadenza: ogni 5 anni
Dapprima si esegue la levigatura del rivestimenti con mezzi idonei. Successivamente si esegue la verniciatura a base di vernici epossidiche, formofenoliche o poliuretaniche a pennello o a spruzzo con l'impiego di prodotti idonei al tipo di
legno. Le frequenze manutentive variano a secondo delle sollecitazioni a cui i pavimenti sono sottoposti. Lo strato di vernice va rinnovato comunque almeno ogni 10 anni circa.
01.04.02.I05 Sostituzione degli elementi degradati
Cadenza: quando occorre
Sostituzione degli elementi in legno, dei prodotti derivati e degli accessori degradati con materiali adeguati e/o comunque simili a quelli originari ponendo particolare attenzione ai fissaggi relativi agli elementi sostituiti. Tali operazioni non
debbono alterare l'aspetto visivo geometrico-cromatico delle superfici.
Elemento Manutenibile: 01.04.03
Rivestimenti cementizi
Unità Tecnologica: 01.04
Pavimenti e rivestimenti
Si tratta di pavimentazioni che trovano generalmente il loro impiego in locali di servizio, se il rivestimento cementizio è del tipo semplice; in edilizia industriale, impianti sportivi, ecc. se il rivestimento cementizio è del tipo additivato. Tra le
tipologie di rivestimenti cementizi per interni si hanno: il battuto comune di cemento; il rivestimento a spolvero; rivestimenti a strato incorporato antiusura; rivestimento a strato riportato antiusura; rivestimenti con additivi bituminosi;
rivestimenti con additivi resinosi. A secondo delle geometrie delle pavimentazioni da realizzare, si possono eseguire rivestimenti in elementi in strisce di larghezza variabile.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.04.03.R01 Regolarità delle finiture per rivestimenti cementizi
Classe di Requisiti: Visivi
Classe di Esigenza: Aspetto
I rivestimenti debbono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, fessurazioni, scagliature o screpolature superficiali e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere difficile la lettura formale.
Livello minimo della prestazione:
Sulle dimensioni nominali e' ammessa la tolleranza di 3 mm per un singolo elemento e 2 mm quale media delle misure sul campione prelevato; le facce di usura e di appoggio devono essere parallele tra loro con tolleranza +/-15% per il
singolo massello e +/-10% sulle medie.
01.04.03.R02 Resistenza agli agenti aggressivi
Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici
Classe di Esigenza: Sicurezza
I rivestimenti non debbono subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto a causa dell'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo della prestazione:
I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati e del loro impiego.
01.04.03.R03 Resistenza meccanica
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le pavimentazioni devono contrastare in modo efficace la manifestazione di eventuali rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni.
Livello minimo della prestazione:
la resistenza convenzionale alla compressione deve essere maggiore di 50 N/mm^2 per il singolo elemento e maggiore di 60 N/mm^2 per la media.
ANOMALIE RISCONTRABILI
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Manuale di Manutenzione
01.04.03.A01 Alterazione cromatica
01.04.03.A02 Degrado sigillante
01.04.03.A03 Deposito superficiale
01.04.03.A04 Disgregazione
01.04.03.A05 Distacco
01.04.03.A06 Erosione superficiale
01.04.03.A07 Fessurazioni
01.04.03.A08 Macchie e graffiti
01.04.03.A09 Mancanza
01.04.03.A10 Perdita di elementi
01.04.03.A11 Scheggiature
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.04.03.I01 Pulizia delle superfici
Cadenza: ogni 5 anni
Pulizia e rimozione dello sporco superficiale mediante spazzolatura manuale degli elementi o con tecniche di rimozione dei depositi, adatte al tipo di rivestimento, e con detergenti appropriati.
01.04.03.I02 Ripristino degli strati protettivi
Cadenza: ogni 5 anni
Ripristino degli strati protettivi, previa accurata pulizia delle superfici, con soluzioni chimiche appropriate antimacchia, qualora il tipo di elemento lo preveda, che non alterino le caratteristiche fisico-chimiche dei materiale ed in particolare di
quelle visive cromatiche.
01.04.03.I03 Sostituzione degli elementi degradati
Cadenza: quando occorre
Sostituzione di elementi, lastre, listelli di cornice o accessori usurati o rotti con altri analoghi.
Elemento Manutenibile: 01.04.04
Rivestimenti e prodotti ceramici
Unità Tecnologica: 01.04
Pavimenti e rivestimenti
Impiegati come rivestimenti di pareti con elementi in lastre o piastrelle ceramiche prodotte con argille, silice, fondenti, coloranti e altre materie prime minerali. Tra i materiali ceramici utilizzati come rivestimenti ricordiamo le maioliche, le
terraglie, i grès naturale o rosso, i klinker. Gli elementi in lastre o piastrelle ceramiche hanno caratteristiche di assorbimento, resistenza e spessore diverso.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.04.04.A01 Decolorazione
01.04.04.A02 Deposito superficiale
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Manuale di Manutenzione
01.04.04.A03 Disgregazione
01.04.04.A04 Distacco
01.04.04.A05 Efflorescenze
01.04.04.A06 Erosione superficiale
01.04.04.A07 Esfoliazione
01.04.04.A08 Fessurazioni
01.04.04.A09 Macchie e graffiti
01.04.04.A10 Mancanza
01.04.04.A11 Penetrazione di umidità
01.04.04.A12 Polverizzazione
01.04.04.A13 Rigonfiamento
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.04.04.I01 Pulizia delle superfici
Cadenza: quando occorre
Pulizia e rimozione dello sporco superficiale mediante lavaggio, ed eventualmente spazzolatura, degli elementi con detergenti adatti al tipo di rivestimento.
01.04.04.I02 Pulizia e reintegro giunti
Cadenza: quando occorre
Pulizia dei giunti mediante spazzolatura manuale. Reintegro dei giunti degradati mediante nuova listellatura.
01.04.04.I03 Sostituzione degli elementi degradati
Cadenza: quando occorre
Sostituzione degli elementi usurati, rotti, sollevati o scollati con altri analoghi previa preparazione del sottostante piano di posa. Reintegro dei giunti degradati mediante nuova listellatura. Ripristino delle sigillature deteriorate mediante
rimozione delle vecchie e sostituzione con sigillanti idonei.
Pagina 22
Manuale di Manutenzione
Unità Tecnologica: 01.05
Opere in pietra naturale
Le pavimentazioni fanno parte delle partizioni interne orizzontali e ne costituiscono l'ultimo strato funzionale. In base alla morfologia del rivestimento possono suddividersi in continue (se non sono nel loro complesso determinabili sia
morfologicamente che dimensionalmente) e discontinue (quelle costituite da elementi con dimensioni e morfologia ben precise). La loro funzione, oltre a quella protettiva, è quella di permettere il transito ai fruitori dell'organismo edilizio e la
relativa resistenza ai carichi. Importante è che la superficie finale dovrà risultare perfettamente piana con tolleranze diverse a secondo del tipo di rivestimento e della destinazione d'uso degli ambienti. Gli spessori variano in funzione al
traffico previsto in superficie. La scelta degli elementi, il materiale, la posa, il giunto, le fughe, gli spessori, l'isolamento, le malte, i collanti, gli impasti ed i fissaggi variano in funzione degli ambienti e del loro impiego. Le pavimentazioni
interne possono essere di tipo: cementizio, lapideo, resinoso, resiliente, tessile, ceramico, lapideo di cava, lapideo in conglomerato, ligneo, ecc..
REQUISITI E PRESTAZIONI (UT)
01.05.R01 Regolarità delle finiture
Classe di Requisiti: Visivi
Classe di Esigenza: Aspetto
Le pavimentazioni debbono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, fessurazioni, scagliature o screpolature superficiali e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere difficile la lettura formale.
Livello minimo della prestazione:
I livelli minimi variano in funzione delle varie esigenze di aspetto come: la planarità; l'assenza di difetti superficiali; l'omogeneità di colore; l'omogeneità di brillantezza; l'omogeneità di insudiciamento, ecc..
L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:
° 01.05.01 Pavimenti lapidei
° 01.05.02 Rivestimenti lapidei
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Manuale di Manutenzione
Elemento Manutenibile: 01.05.01
Pavimenti lapidei
Unità Tecnologica: 01.05
Opere in pietra naturale
Per le pavimentazioni interne sono adatti la maggior parte dei materiali lapidei. In genere la scelta su questi tipi di materiale cade oltre che per fattori estetici per la elevata resistenza all'usura. La scelta dei materiali va fatta in funzione dei
luoghi e dei tipi di applicazione a cui essi sono destinati. La lavorazione superficiale degli elementi, lo spessore, le dimensioni, ecc. variano anch'essi in funzione degli ambienti d'impiego. Trovano utilizzo nella fattispecie tutti i tipi di marmo
(lucidati in opera o prelucidati); i graniti; i travertini; le pietre; i marmi-cemento; le marmette e marmettoni; i graniti ricomposti. La tecnica di posa è abbastanza semplice ed avviene per i rivestimenti continui ad impasto mentre per quelli
discontinui a malta o a colla.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.05.01.R01 Resistenza agli agenti aggressivi
Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici
Classe di Esigenza: Sicurezza
I rivestimenti non debbono subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto a causa dell'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo della prestazione:
I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati e del loro impiego.
01.05.01.R02 Resistenza meccanica
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le pavimentazioni devono contrastare in modo efficace la manifestazione di eventuali rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni.
Livello minimo della prestazione:
Per una analisi più approfondita dei livelli minimi rispetto ai vari componenti e materiali costituenti i rivestimenti si rimanda alle prescrizioni di legge e di normative vigenti in materia.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.05.01.A01 Alterazione cromatica
01.05.01.A02 Degrado sigillante
01.05.01.A03 Deposito superficiale
01.05.01.A04 Disgregazione
01.05.01.A05 Distacco
01.05.01.A06 Erosione superficiale
01.05.01.A07 Fessurazioni
01.05.01.A08 Macchie e graffiti
01.05.01.A09 Mancanza
01.05.01.A10 Perdita di elementi
01.05.01.A11 Scheggiature
01.05.01.A12 Sgretolamento
01.05.01.A13 Sollevamento e distacco dal supporto
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Manuale di Manutenzione
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.05.01.I01 Lucidatura superfici
Cadenza: quando occorre
Ripristino degli strati superficiali previa levigatura e rinnovo della lucidatura a piombo (in particolare per marmi, graniti e marmette). Impregnazione a base di cere per i materiali lapidei usurati.
01.05.01.I02 Pulizia delle superfici
Cadenza: quando occorre
Pulizia delle parti superficiali, rimozione di macchie, depositi e sporco mediante spazzolatura e lavaggio con acqua e soluzioni adatte al tipo di rivestimento.
01.05.01.I03 Ripristino degli strati protettivi
Cadenza: quando occorre
Ripristino degli strati protettivi, previa accurata pulizia delle superfici, con soluzioni chimiche appropriate che non alterino le caratteristiche fisico-chimiche dei materiale ed in particolare di quelle visive cromatiche.
01.05.01.I04 Sostituzione degli elementi degradati
Cadenza: quando occorre
Sostituzione degli elementi usurati o rotti con altri analoghi previa rimozione delle parti deteriorati e relativa preparazione del fondo.
Elemento Manutenibile: 01.05.02
Rivestimenti lapidei
Unità Tecnologica: 01.05
Opere in pietra naturale
Per il rivestimento interno delle pareti sono adatti tutti i materiali lapidei. In genere vengono utilizzati lastre a spessori sottili (6-10 mm) lucidate in cantiere. L'applicazione sulle superfici murarie avviene mediante collanti, mastici o malte il cui
spessore non supera 1 cm e a giunto chiuso. In alcuni casi si ricorre a fissaggi mediante zanche metalliche murate alla struttura. Per la perfetta esecuzione le superfici degli elementi hanno il retro scanalato La scelta dei materiali è bene che
tenga conto degli ambienti (cucine, bagni) di destinazione e delle aggressioni chimico-fisico alle quali saranno sottoposti.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.05.02.A01 Alterazione cromatica
01.05.02.A02 Degrado sigillante
01.05.02.A03 Deposito superficiale
01.05.02.A04 Disgregazione
01.05.02.A05 Distacco
01.05.02.A06 Erosione superficiale
01.05.02.A07 Fessurazioni
01.05.02.A08 Macchie e graffiti
01.05.02.A09 Mancanza
01.05.02.A10 Penetrazione di umidità
01.05.02.A11 Perdita di elementi
01.05.02.A12 Polverizzazione
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Manuale di Manutenzione
01.05.02.A13 Scheggiature
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.05.02.I01 Pulizia delle superfici
Cadenza: ogni 5 anni
Pulizia delle parti superficiali, rimozione di macchie, depositi e sporco mediante spazzolatura e lavaggio con acqua e soluzioni adatte al tipo di rivestimento.
01.05.02.I02 Ripristino degli strati protettivi
Cadenza: ogni 5 anni
Ripristino degli strati protettivi, previa accurata pulizia delle superfici, con soluzioni chimiche appropriate che non alterino le caratteristiche fisico-chimiche dei materiale ed in particolare di quelle visive cromatiche.
01.05.02.I03 Sostituzione degli elementi degradati
Cadenza: quando occorre
Sostituzione degli elementi usurati o rotti con altri analoghi. Sostituzione e verifica dei relativi ancoraggi.
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Manuale di Manutenzione
Unità Tecnologica: 01.06
Infissi interni
Gli infissi interni hanno per scopo quello di permettere il controllo della comunicazione tra gli spazi interni dell'organismo edilizio. In particolare l'utilizzazione dei vari ambienti in modo da permettere o meno il passaggio di persone, cose, luce
naturale ed aria tra i vari ambienti interni.
REQUISITI E PRESTAZIONI (UT)
01.06.R01 Pulibilità
Classe di Requisiti: Facilità d'intervento
Classe di Esigenza: Funzionalità
Gli infissi devono consentire la rimozione di sporcizia, depositi, macchie, ecc.
Livello minimo della prestazione:
Gli infissi devono essere accessibili e dimensionati in modo da consentire le operazioni di pulizia.
01.06.R02 Riparabilità
Classe di Requisiti: Facilità d'intervento
Classe di Esigenza: Funzionalità
Gli infissi dovranno essere collocati in modo da consentire il ripristino dell'integrità, la funzionalità e l'efficienza di parti ed elementi soggetti a guasti.
Livello minimo della prestazione:
Gli infissi devono essere accessibili in modo da consentire agevolmente le operazioni di riparazione. La loro collocazione dovrà rispettare le norme UNI 7864, UNI 7866, UNI 7961, UNI 7962, UNI 8861 e UNI 8975.
01.06.R03 Oscurabilità
Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica
Classe di Esigenza: Funzionalità
Gli infissi devono, attraverso opportuni schermi e/o dispositivi di oscuramento, provvedere alla regolazione della luce naturale immessa.
Livello minimo della prestazione:
I dispositivi di schermatura esterna di cui sono dotati gli infissi interni verticali devono consentire una regolazione del livello di illuminamento negli spazi chiusi degli alloggi fino ad un valore non superiore a 0,2 lux.
01.06.R04 Sostituibilità
Classe di Requisiti: Facilità d'intervento
Classe di Esigenza: Funzionalità
Gli infissi dovranno essere realizzati e collocati in modo da consentire la loro sostituibilità, e/o la collocazione di parti ed elementi essi soggetti a guasti.
Livello minimo della prestazione:
Onde facilitare la sostituzione di intere parti (ante, telai, ecc.), è inoltre opportuno che l'altezza e la larghezza di coordinazione degli infissi siano modulari e corrispondenti a quelle previste dalle norme UNI 7864, UNI 7866, UNI 7961, UNI
7962, UNI 8861 e UNI 8975.
01.06.R05 Permeabilità all'aria
Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici
Classe di Esigenza: Benessere
Gli infissi devono controllare il passaggio dell'aria a protezione degli ambienti interni e permettere la giusta ventilazione.
Livello minimo della prestazione:
I livelli prestazionali variano in funzione delle classi, della permeabilità all’aria di riferimento a 100 Pa misurata in m^3/hm^3 e della pressione massima di prova misurata in Pa.
01.06.R06 Regolarità delle finiture
Classe di Requisiti: Visivi
Classe di Esigenza: Aspetto
Gli infissi devono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere difficile la lettura formale. Inoltre gli elementi dovranno combaciare tra di loro in modo idoneo senza comprometterne la
loro funzionalità.
Livello minimo della prestazione:
Gli infissi non devono presentare finiture superficiali eccessivamente rugose, spigolose, cedevoli né tanto meno fessurazioni o screpolature superiore al 10% delle superfici totali.
L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:
° 01.06.01 Porte antipanico
° 01.06.02 Porte
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Manuale di Manutenzione
Elemento Manutenibile: 01.06.01
Porte antipanico
Unità Tecnologica: 01.06
Infissi interni
Le porte antipanico hanno la funzione di agevolare la fuga verso le porte esterne e/o comunque verso spazi sicuri in casi di eventi particolari (incendi, terremoti, emergenze, ecc.). Le dimensioni ed i materiali sono normati secondo le
prescrizioni in materia di sicurezza. Esse sono dotate di elemento di manovra che regola lo sblocco delle ante definito "maniglione antipanico".
Il dispositivo antipanico deve essere realizzato in modo da consentire lo sganciamento della porta nel momento in cui viene azionata la barra posta orizzontalmente sulla parte interna di essa. Tra i diversi dispositivi in produzione vi sono:
- dispositivi antipanico con barra a spinta (push-bar);
- dispositivi antipanico con barra a contatto (touch-bar).
Rappresentazione grafica e descrizione
Denominazione dei componenti della porta antipanico
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.06.01.R01 Regolarità delle finiture per porte antipanico
Classe di Requisiti: Visivi
Classe di Esigenza: Aspetto
Le porte antipanico devono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti.
Livello minimo della prestazione:
Il dispositivo antipanico dovrà essere progettato e realizzato in modo che tutti gli spigoli e gli angoli esposti che potrebbero provocare lesioni agli utenti che si servono dell'uscita di sicurezza, siano arrotondati con un raggio >= 0,5 mm (UNI
EN 1125).
01.06.01.R02 Resistenza agli agenti aggressivi per porte antipanico
Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le porte antipanico non dovranno subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto a causa dell'azione di agenti aggressivi chimici
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Manuale di Manutenzione
Livello minimo della prestazione:
Le porte antipanico dovranno avere una resistenza alla corrosione pari ad almeno al grado 3, in base a quanto previsto dal prEN 1670 (UNI EN 1125).
01.06.01.R03 Resistenza agli urti per porte antipanico
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le porte antipanico dovranno essere in grado di sopportare urti che non debbono compromettere la stabilità degli stessi; né provocare il distacco di elementi o frammenti pericolosi a carico degli utenti.
Livello minimo della prestazione:
Gli infissi devono resistere all'azione di urti esterni ed interni realizzati con le modalità indicate nelle norme UNI EN 179, UNI EN 1125, UNI EN 1158.
01.06.01.R04 Resistenza al fuoco per porte antipanico
Classe di Requisiti: Protezione antincendio
Classe di Esigenza: Sicurezza
I materiali costituenti le porte antipanico, sottoposti all'azione del fuoco non devono subire trasformazioni chimico-fisiche.
Livello minimo della prestazione:
I serramenti dovranno essere scelti in base alla individuazione della classe di resistenza al fuoco REI in funzione dell'altezza dell'edificio e rispettare i seguenti valori:
Altezza antincendio (m): da 12 a 32 - Classe REI (min): 60;
Altezza antincendio (m): da oltre 32 a 80 - Classe REI (min): 90;
Altezza antincendio (m): oltre 80 - Classe REI (min): 120.
Inoltre il materiale previsto per la realizzazione del dispositivo antipanico dovrà consentire il funzionamento a temperature comprese tra i -20°C e i +100°C (UNI EN 1125).
01.06.01.R05 Sostituibilità per porte antipanico
Classe di Requisiti: Facilità d'intervento
Classe di Esigenza: Funzionalità
Le porte antipanico dovranno essere realizzate e collocate in modo da consentire la loro sostituibilità, e/o la collocazione di parti ed elementi essi soggetti a guasti.
Livello minimo della prestazione:
Onde facilitare la sostituzione è fondamentale che i componenti ed i dispositivi antipanico siano corrispondenti a quelle previste dalle norme UNI EN 179, UNI EN 1125, UNI EN 1158.
01.06.01.R06 Stabilità chimico reattiva per porte antipanico
Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le porte antipanico e i materiali costituenti sotto l'azione di sostanze chimiche con le quali possono venire in contatto non dovranno produrre reazioni chimiche.
Livello minimo della prestazione:
Le porte antipanico dovranno avere una resistenza alla corrosione pari ad almeno al grado 3, in base a quanto previsto dal prEN 1670 (UNI EN 1125).
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.06.01.A01 Alterazione cromatica
01.06.01.A02 Bolla
01.06.01.A03 Corrosione
01.06.01.A04 Deformazione
01.06.01.A05 Deposito superficiale
01.06.01.A06 Distacco
01.06.01.A07 Fessurazione
01.06.01.A08 Frantumazione
01.06.01.A09 Fratturazione
01.06.01.A10 Incrostazione
01.06.01.A11 Infracidamento
01.06.01.A12 Lesione
01.06.01.A13 Macchie
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Manuale di Manutenzione
01.06.01.A14 Non ortogonalità
01.06.01.A15 Patina
01.06.01.A16 Perdita di lucentezza
01.06.01.A17 Perdita di materiale
01.06.01.A18 Perdita di trasparenza
01.06.01.A19 Scagliatura, screpolatura
01.06.01.A20 Scollaggi della pellicola
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DALL'UTENTE
01.06.01.I01 Lubrificazione serrature, cerniere
Cadenza: ogni 6 mesi
Lubrificazione ed ingrassaggio delle serrature e cerniere con prodotti siliconici, verifica del corretto funzionamento.
01.06.01.I02 Pulizia ante
Cadenza: quando occorre
Pulizia delle ante con prodotti detergenti non aggressivi idonei al tipo di materiale.
01.06.01.I03 Pulizia organi di movimentazione
Cadenza: quando occorre
Pulizia degli organi di movimentazone tramite detergenti comuni.
01.06.01.I04 Pulizia telai
Cadenza: ogni 6 mesi
Pulizia del telaio con prodotti detergenti non aggressivi idonei al tipo di materiale.
01.06.01.I05 Pulizia vetri
Cadenza: quando occorre
Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei.
01.06.01.I06 Registrazione maniglione
Cadenza: ogni 6 mesi
Registrazione maniglione antipanico e lubrificazione degli accessori di manovra apertura-chiusura.
01.06.01.I09 Rimozione ostacoli spazi
Cadenza: quando occorre
Rimozione di eventuali ostacoli in prossimità degli spazi interessati dalle porte antipanico o in prossimità di esse.
01.06.01.I10 Verifica funzionamento
Cadenza: ogni 6 mesi
Verifica del corretto funzionamento di apertura-chiusura mediante prova manuale.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.06.01.I07 Regolazione controtelai
Cadenza: ogni 12 mesi
Regolazione del fissaggio dei controtelai alle pareti.
01.06.01.I08 Regolazione telai
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Manuale di Manutenzione
Cadenza: ogni 12 mesi
Regolazione del fissaggio dei telai ai controtelai.
Elemento Manutenibile: 01.06.02
Porte
Unità Tecnologica: 01.06
Infissi interni
Le porte hanno funzione di razionalizzare l'utilizzazione dei vari spazi in modo da regolare il passaggio di persone, cose, luce naturale ed aria fra ambienti adiacenti, oltre che funzioni di ordine estetico e architettonico. La presenza delle porte
a secondo della posizione e delle dimensioni determina lo svolgimento delle varie attività previste negli spazi di destinazione. In commercio esiste un'ampia gamma di tipologie diverse sia per materiale (legno, metallo, plastica, vetro, ecc.)
che per tipo di apertura (a rotazione, a ventola, scorrevole, a tamburo, ripiegabile, a fisarmonica, basculante, a scomparsa). Le porte interne sono costituite da: Anta o battente (l'elemento apribile); Telaio fisso (l'elemento fissato al
controtelaio che contorna la porta e la sostiene per mezzo di cerniere); Battuta (la superficie di contatto tra telaio fisso e anta mobile); Cerniera (l'elemento che sostiene l'anta e ne permette la rotazione rispetto al telaio fisso); Controtelaio
(formato da due montanti ed una traversa è l'elemento fissato alla parete che consente l'alloggio al telaio); Montante (l'elemento verticale del telaio o del controtelaio); Traversa (l'elemento orizzontale del telaio o del controtelaio).
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.06.02.A01 Alterazione cromatica
01.06.02.A02 Bolla
01.06.02.A03 Corrosione
01.06.02.A04 Deformazione
01.06.02.A05 Deposito superficiale
01.06.02.A06 Distacco
01.06.02.A07 Fessurazione
01.06.02.A08 Frantumazione
01.06.02.A09 Fratturazione
01.06.02.A10 Incrostazione
01.06.02.A11 Infracidamento
01.06.02.A12 Lesione
01.06.02.A13 Macchie
01.06.02.A14 Non ortogonalità
01.06.02.A15 Patina
01.06.02.A16 Perdita di lucentezza
01.06.02.A17 Perdita di materiale
01.06.02.A18 Perdita di trasparenza
01.06.02.A19 Scagliatura, screpolatura
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Manuale di Manutenzione
01.06.02.A20 Scollaggi della pellicola
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DALL'UTENTE
01.06.02.I01 Lubrificazione serrature, cerniere
Cadenza: ogni 6 mesi
Lubrificazione ed ingrassaggio delle serrature e cerniere con prodotti siliconici, verifica del corretto funzionamento.
01.06.02.I02 Pulizia ante
Cadenza: quando occorre
Pulizia delle ante con prodotti detergenti non aggressivi idonei al tipo di materiale.
01.06.02.I03 Pulizia delle guide di scorrimento
Cadenza: ogni 6 mesi
Pulizia dei residui organici che possono compromettere la funzionalità delle guide di scorrimento.
01.06.02.I04 Pulizia organi di movimentazione
Cadenza: quando occorre
Pulizia degli organi di movimentazone tramite detergenti comuni.
01.06.02.I05 Pulizia telai
Cadenza: ogni 6 mesi
Pulizia del telaio con prodotti detergenti non aggressivi idonei al tipo di materiale.
01.06.02.I06 Pulizia vetri
Cadenza: quando occorre
Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei.
01.06.02.I07 Registrazione maniglia
Cadenza: ogni 6 mesi
Registrazione e lubrificazione della maniglia, delle viti e degli accessori di manovra apertura-chiusura.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.06.02.I08 Regolazione controtelai
Cadenza: ogni 12 mesi
Regolazione del fissaggio dei controtelai alle pareti.
01.06.02.I09 Ripristino protezione verniciatura parti in legno
Cadenza: ogni 2 anni
Ripristino della protezione di verniciatura previa asportazione del vecchio strato per mezzo di carte abrasive leggere ed otturazione con stucco per legno di eventuali fessurazioni. Applicazione di uno strato impregnante e rinnovo, a pennello,
dello strato protettivo con l'impiego di prodotti idonei al tipo di legno.
01.06.02.I10 Regolazione telai
Cadenza: ogni 12 mesi
Regolazione del fissaggio dei telai ai controtelai.
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Manuale di Manutenzione
Unità Tecnologica: 01.07
Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni
Gli infissi esterni fanno parte del sistema chiusura del sistema tecnologico. Il loro scopo è quello di soddisfare i requisiti di benessere quindi di permettere l'illuminazione e la ventilazione naturale degli ambienti, garantendo inoltre le
prestazioni di isolamento termico-acustico. Gli infissi offrono un'ampia gamma di tipologie diverse sia per materiale che per tipo di apertura.
REQUISITI E PRESTAZIONI (UT)
01.07.R01 Permeabilità all'aria
Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici
Classe di Esigenza: Benessere
Gli infissi devono controllare il passaggio dell'aria a protezione degli ambienti interni e permettere la giusta ventilazione.
Livello minimo della prestazione:
I livelli prestazionali variano in funzione delle classi, della permeabilità all’aria di riferimento a 100 Pa misurata in m^3/hm^2 e della pressione massima di prova misurata in Pa. Qualora siano impiegati infissi esterni verticali dotati di
tamponamento trasparente isolante (con trasmittanza termica unitaria U < = 3,5 W/m°C), la classe di permeabilità all'aria non deve essere inferiore ad A2 secondo le norme UNI EN 1026, prEN 12519 e UNI EN 12207.
01.07.R02 Regolarità delle finiture
Classe di Requisiti: Visivi
Classe di Esigenza: Aspetto
Gli infissi devono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere difficile la lettura formale. Inoltre gli elementi dovranno combaciare tra di loro in modo idoneo senza comprometterne la
loro funzionalità.
Livello minimo della prestazione:
Gli infissi esterni verticali non devono presentare finiture superficiali eccessivamente rugose, spigolose, cedevoli né tanto meno fessurazioni o screpolature superiore al 10% delle superfici totali.
01.07.R03 Resistenza agli agenti aggressivi
Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici
Classe di Esigenza: Sicurezza
Gli infissi non dovranno subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto a causa dell'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo della prestazione:
In particolare, tutti gli infissi esterni realizzati con materiale metallico come l'alluminio, leghe d'alluminio, acciaio, ecc., devono essere protetti con sistemi di verniciatura resistenti a processi di corrosione in nebbia salina, se ne sia previsto
l'impiego in atmosfere aggressive (urbane, marine, ecc.) per tempo di 1000 ore, e per un tempo di almeno 500 ore, nel caso ne sia previsto l'impiego in atmosfere poco aggressive. L'ossidazione anodica, di spessore diverso, degli infissi in
alluminio o delle leghe d'alluminio deve corrispondere ai valori riportati di seguito:
- Ambiente interno - Spessore di ossido: S > = 5 micron;
- Ambiente rurale o urbano - Spessore di ossido: S > 10 micron;
- Ambiente industriale o marino - Spessore di ossido: S > = 15 micron;
- Ambiente marino o inquinato - Spessore di ossido: S > = 20 micron.
01.07.R04 Resistenza all'acqua
Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici
Classe di Esigenza: Sicurezza
Gli infissi a contatto con l'acqua, dovranno mantenere inalterate le proprie caratteristiche chimico-fisiche.
Livello minimo della prestazione:
Sugli infissi campione vanno eseguite delle prove atte alla verifica dei seguenti limiti prestazionali secondo la norma UNI EN 12208:
- Differenza di Pressione [Pa] = 0 - Durata della prova [minuti] 15
- Differenza di Pressione [Pa] = 50 - Durata della prova [minuti] 5
- Differenza di Pressione [Pa] = 100 - Durata della prova [minuti] 5
- Differenza di Pressione [Pa] = 150 - Durata della prova [minuti] 5
- Differenza di Pressione [Pa] = 200 - Durata della prova [minuti] 5
- Differenza di Pressione [Pa] = 300 - Durata della prova [minuti] 5
- Differenza di Pressione [Pa] = 500 - Durata della prova [minuti] 5
01.07.R05 Tenuta all'acqua
Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici
Classe di Esigenza: Benessere
Gli infissi devono essere realizzati in modo da impedire, o comunque limitare, alle acque meteoriche o di altra origine di penetrare negli ambienti interni.
Livello minimo della prestazione:
I livelli minimi sono individuabili attraverso l'identificazione della classe di tenuta all'acqua in funzione della norma UNI EN 12208.
CLASSIFICAZIONE SECONDO LA NORMA UNI EN 12208
Note = Il metodo A è indicato per prodotti pienamente esposti; il metodo B è adatto per prodotti parzialmente protetti.
PRESSIONE DI PROVA (Pmax in Pa*)= -;
Classificazione: Metodo di prova A=0 - Metodo di prova B=0;
Specifiche: Nessun requisito;
PRESSIONE DI PROVA (Pmax in Pa*)= 0;
Classificazione: Metodo di prova A= 1A - Metodo di prova B= 1B;
Specifiche: Irrorazione per 15 min;
PRESSIONE DI PROVA (Pmax in Pa*)= 50;
Classificazione: Metodo di prova A= 2A - Metodo di prova B= 2B;
Specifiche: Come classe 1 ÷ 5 min;
PRESSIONE DI PROVA (Pmax in Pa*)= 100;
Classificazione: Metodo di prova A= 3A - Metodo di prova B= 3B;
Specifiche: Come classe 2 ÷ 5 min;
PRESSIONE DI PROVA (Pmax in Pa*)= 150;
Classificazione: Metodo di prova A= 4A - Metodo di prova B= 4B;
Specifiche: Come classe 3 ÷ 5 min;
PRESSIONE DI PROVA (Pmax in Pa*)= 200;
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Manuale di Manutenzione
Classificazione: Metodo di prova A= 5A - Metodo di prova B= 5B;
Specifiche: Come classe 4 ÷ 5 min;
PRESSIONE DI PROVA (Pmax in Pa*)= 250;
Classificazione: Metodo di prova A= 6A - Metodo di prova B= 6B;
Specifiche: Come classe 5 ÷ 5 min;
PRESSIONE DI PROVA (Pmax in Pa*)= 300;
Classificazione: Metodo di prova A= 7A - Metodo di prova B= 7B;
Specifiche: Come classe 6 ÷ 5 min;
PRESSIONE DI PROVA (Pmax in Pa*)= 450;
Classificazione: Metodo di prova A= 8A - Metodo di prova B= -;
Specifiche: Come classe 7 ÷ 5 min;
PRESSIONE DI PROVA (Pmax in Pa*)= 600;
Classificazione: Metodo di prova A= 9A - Metodo di prova B= -;
Specifiche: Come classe 8 ÷ 5 min;
PRESSIONE DI PROVA (Pmax in Pa*) > 600;
Classificazione: Metodo di prova A= Exxx - Metodo di prova B= -;
Specifiche: Al di sopra di 600 Pa, con cadenza di 150 Pa, la durata di ciascuna fase deve essere di 50 min;
* dopo 15 min a pressione zero e 5 min alle fasi susseguenti.
01.07.R06 Pulibilità
Classe di Requisiti: Facilità d'intervento
Classe di Esigenza: Funzionalità
Gli infissi devono consentire la rimozione di sporcizia, depositi, macchie, ecc.
Livello minimo della prestazione:
Gli infissi devono essere accessibili ed inoltre è necessario che la loro altezza da terra sia inferiore a 200 cm e la larghezza delle ante non superiore ai 60 cm in modo da consentire le operazioni di pulizia rimanendo dall'interno.
01.07.R07 Isolamento acustico
Classe di Requisiti: Acustici
Classe di Esigenza: Benessere
E’ l'attitudine a fornire un'idonea resistenza al passaggio dei rumori. Il livello di isolamento richiesto varia in funzione della tipologia e del tipo di attività svolta e in funzione della classe di destinazione d'uso del territorio.
Livello minimo della prestazione:
In relazione alla destinazione degli ambienti e alla rumorosità della zona di ubicazione i serramenti esterni sono classificati secondo la UNI 8204:
di classe R1 se 20 <= Rw <= 27 db(A);
di classe R2 se 27 <= Rw <= 35 dB(A);
di classe R3 se Rw > 35 dB(A).
01.07.R08 Isolamento termico
Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici
Classe di Esigenza: Benessere
Gli infissi dovranno avere la capacità di limitare le perdite di calore. Al requisito concorrono tutti gli elementi che ne fanno parte.
Livello minimo della prestazione:
Pur non stabilendo specifici limiti prestazionali per i singoli infissi ai fini del contenimento delle dispersioni, è opportuno comunque che i valori della trasmittanza termica unitaria U siano tali da contribuire al contenimento del coefficiente
volumico di dispersione Cd riferito all'intero edificio e quello dei singoli locali nei limiti previsti dalle leggi e normative vigenti.
01.07.R09 Resistenza agli urti
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Gli infissi dovranno essere in grado di sopportare urti (definiti dall'energia cinetica di urti-tipo o convenzionali di corpi duri, come di oggetti scagliati, o molli, come il peso di un corpo che cade) che non debbono compromettere la stabilità degli
stessi; né provocare il distacco di elementi o frammenti pericolosi a carico degli utenti.
Livello minimo della prestazione:
Gli infissi esterni verticali, ad esclusione degli elementi di tamponamento, devono resistere all'azione di urti esterni ed interni realizzati secondo con le modalità indicate di seguito:
TIPO DI INFISSO: Porta esterna;
Corpo d’urto: duro - Massa del corpo [Kg]: 0,5;
Energia d’urto applicata [J]: faccia esterna=3,75 - faccia interna=3,75
Corpo d’urto: molle - Massa del corpo [Kg]: 30;
Energia d’urto applicata [J]: faccia esterna=240 - faccia interna=240
TIPO DI INFISSO: Finestra;
Corpo d’urto: molle - Massa del corpo [Kg]: 50;
Energia d’urto applicata [J]: faccia esterna=900 - faccia interna=900
TIPO DI INFISSO: Portafinestra;
Corpo d’urto: molle - Massa del corpo [Kg]: 50;
Energia d’urto applicata [J]: faccia esterna=700 - faccia interna=700
TIPO DI INFISSO: Facciata continua;
Corpo d’urto: duro - Massa del corpo [Kg]: 1;
Energia d’urto applicata [J]: faccia esterna=6 - faccia interna= TIPO DI INFISSO: Elementi pieni;
Corpo d’urto: molle - Massa del corpo [Kg]: 50;
Energia d’urto applicata [J]: faccia esterna=700 - faccia interna= -
01.07.R10 Resistenza al vento
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Gli infissi debbono resistere alle azioni e depressioni del vento in modo da garantire la sicurezza degli utenti e assicurare la durata e la funzionalità nel tempo. Inoltre essi devono sopportare l'azione del vento senza compromettere la
funzionalità degli elementi che li costituiscono.
Livello minimo della prestazione:
I livelli minimi variano in funzione di prove di laboratorio basate nella misurazione della differenza di pressioni, riprodotte convenzionalmente in condizioni di sovrappressione e in depressione secondo la UNI EN 12210 e UNI EN 12211.
01.07.R11 Resistenza a manovre false e violente
Classe di Requisiti: Sicurezza d'uso
Classe di Esigenza: Sicurezza
L'attitudine a contrastare efficacemente il prodursi di rotture o deformazioni sotto l'azione di sollecitazioni derivanti da manovre false e violente.
Livello minimo della prestazione:
Pagina 34
Manuale di Manutenzione
Gli sforzi per le manovra di apertura e chiusura degli infissi e dei relativi organi di manovra devono essere contenuti entro i limiti descritti:
A. INFISSI CON ANTE RUOTANTI INTORNO AD UN ASSE VERTICALE O ORIZZONTALE.
a.1) - Sforzi per le operazioni di chiusura ed apertura degli organi di manovra.
Le grandezze applicate sugli organi di manovra per le operazioni di chiusura e apertura identificate nella forza F e il momento M devono essere contenute entro i limiti:
F < = 100 N
M < = 10 Nm
a.2) - Sforzi per le operazioni movimentazione delle ante.
La forza F utile al movimento di un'anta chiusa, con organo di manovra non bloccato, deve essere contenuta entro limiti:
- anta con asse di rotazione laterale con apertura a vasistas: F < = 80 N;
- anta con asse di rotazione verticale con apertura girevole: 30 N < = F < = 80 N;
- anta, con una maniglia, con asse di rotazione orizzontale con apertura a bilico: F < = 80 N;
- anta, con due maniglie, con asse di rotazione orizzontale con apertura a bilico: F < = 130 N;
B. INFISSI CON ANTE APRIBILI PER TRASLAZIONE CON MOVIMENTO VERTICALE OD ORIZZONTALE.
b.1) - Sforzi per le operazioni di chiusura ed apertura degli organi di manovra.
La forza F da applicarsi sull'organo di manovra per le operazioni di chiusura e di apertura, deve essere contenuta entro i 50 N.
b.2) - Sforzi per le operazioni di spostamento delle ante.
La forza F utile al movimento di un'anta chiusa, con organo di manovra non bloccato, deve essere contenuta entro limiti:
- anta di finestra con movimento a traslazione orizzontale ed apertura scorrevole: F < = 60 N;
- anta di porta o di portafinestra a traslazione orizzontale ed apertura scorrevole: F < = 100 N;
- anta a traslazione verticale ed apertura a saliscendi: F < = 100 N;
C. INFISSI CON APERTURA BASCULANTE
c.1) - Sforzi per le operazioni di chiusura e di apertura degli organi di manovra.
Le grandezze applicate sugli organi di manovra per le operazioni di chiusura e apertura identificate nella forza F e il momento M devono essere contenute entro i limiti:
F < = 100 N
M < = 10 Nm
c.2) - Sforzi per le operazioni di messa in movimento delle ante.
Nelle condizioni con anta chiusa ed organo di manovra non bloccato, la caduta da un'altezza 20 cm di una massa di 5 kg a sua volta collegata all'organo di manovra deve mettere in movimento l'anta stessa.
c.3) - Sforzi per le operazioni di spostamento delle ante.
La forza F da applicarsi sull'organo di manovra per le operazioni di chiusura e di apertura, deve essere contenuta entro i 60 N.
D. INFISSI CON APERTURA A PANTOGRAFO
d.1) - Sforzi per le operazioni di chiusura e di apertura degli organi di manovra.
Le grandezze applicate sugli organi di manovra per le operazioni di chiusura e apertura identificate nella forza F e il momento M devono essere contenute entro i limiti:
F< = 100 N
M < = 10Nm
d.2) - Sforzi per le operazioni di messa in movimento delle ante.
La forza F utile al movimento di un'anta chiusa, con organo di manovra non bloccato, deve essere contenuta entro limiti:
F < = 150 N
d.3) - Sforzi per le operazioni di spostamento delle ante.
La forza F utile al movimento di un'anta dalla posizione di chiusura a quella di apertura e viceversa, con organo di manovra non bloccato, deve essere contenuta entro limiti:
F < = 100 N
E. INFISSI CON APERTURA A FISARMONICA
e.1) - Sforzi per le operazioni di chiusura e di apertura degli organi di manovra.
Le grandezze applicate sugli organi di manovra per le operazioni di chiusura e apertura identificate nella forza F e il momento M devono essere contenute entro i limiti:
F< = 100 N
M < = 10Nm
e.2) - Sforzi per le operazioni di messa in movimento delle ante.
La forza F, da applicare con azione parallela al piano dell'infisso, utile al movimento di un'anta chiusa, con organo di manovra non bloccato, deve essere contenuta entro limiti:
F < = 80 N
e.3) - Sforzi per le operazioni di spostamento delle ante.
La forza F utile al movimento di un'anta dalla posizione di chiusura a quella di apertura e viceversa, con organo di manovra non bloccato, deve essere contenuta entro limiti:
- anta di finestra: F< = 80 N;
- anta di porta o portafinestra: F < = 120 N.
F. DISPOSITIVI DI SOLLEVAMENTO
I dispositivi di movimentazione e sollevamento di persiane o avvolgibili devono essere realizzati in modo da assicurare che la forza manuale necessaria per il sollevamento degli stessi tramite corde e/o cinghie, non vada oltre il valore di 150
N.
01.07.R12 (Attitudine al) controllo della condensazione superficiale
Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici
Classe di Esigenza: Benessere
Gli infissi devono essere realizzati in modo da evitare la formazione di condensazione sulla superficie degli elementi.
Livello minimo della prestazione:
Gli infissi esterni verticali se provvisti di sistema di raccolta e smaltimento di acqua da condensa, dovranno conservare una temperatura superficiale Tsi, su tutte le parti interne, sia esse opache che trasparenti, non inferiore ai valori riportati
di seguito, nelle condizioni che la temperatura dell'aria esterna sia pari a quella di progetto riferita al luogo di ubicazione dell'alloggio:
S < 1.25 - Tsi = 1
1.25 <= S < 1.35 - Tsi = 2
1.35 <= S < 1.50 - Tsi = 3
1.50 <= S < 1.60 - Tsi = 4
1.60 <= S < 1.80 - Tsi = 5
1.80 <= S < 2.10 - Tsi = 6
2.10 <= S < 2.40 - Tsi = 7
2.40 <= S < 2.80 - Tsi = 8
2.80 <= S < 3.50 - Tsi = 9
3.50 <= S < 4.50 - Tsi = 10
4.50 <= S < 6.00 - Tsi = 11
6.00 <= S < 9.00 - Tsi = 12
9.00 <= S < 12.00 - Tsi = 13
S >= 12.00 - Tsi = 14
Dove:
S = Superficie dell’infisso in m^2
Tsi = Temperatura superficiale in °C
01.07.R13 Resistenza all'usura
Classe di Requisiti: Durabilità tecnologica
Classe di Esigenza: Durabilità
I materiali di rivestimento di gradini e pianerottoli dovranno presentare caratteristiche di resistenza all'usura.
Livello minimo della prestazione:
I rivestimenti dovranno possedere una resistenza all'usura corrispondente alla classe U3 (ossia di resistenza all'usura per un tempo non inferiore ai 10 anni) della classificazione UPEC.
01.07.R14 Resistenza meccanica
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Gli elementi strutturali costituenti le scale devono contrastare in modo efficace la manifestazione di eventuali rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni.
Livello minimo della prestazione:
Per una analisi più approfondita dei livelli minimi rispetto ai vari componenti e materiali costituenti i rivestimenti si rimanda alle prescrizioni di legge e di normative vigenti in materia.
01.07.R15 Riparabilità
Classe di Requisiti: Facilità d'intervento
Classe di Esigenza: Funzionalità
Pagina 35
Manuale di Manutenzione
Gli infissi dovranno essere collocati in modo da consentire il ripristino dell'integrità, la funzionalità e l'efficienza di parti ed elementi soggetti a guasti.
Livello minimo della prestazione:
Gli infissi devono essere accessibili in modo da consentire agevolmente le operazioni di riparazione. La loro collocazione dovrà rispettare le norme UNI 7864, UNI 7866, UNI 7961, UNI 7962, UNI 8861 e UNI 8975.
01.07.R16 Oscurabilità
Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica
Classe di Esigenza: Funzionalità
Gli infissi devono, attraverso opportuni schermi e/o dispositivi di oscuramento, provvedere alla regolazione della luce naturale immessa.
Livello minimo della prestazione:
I dispositivi di schermatura esterna di cui sono dotati gli infissi interni verticali devono consentire una regolazione del livello di illuminamento negli spazi chiusi degli alloggi fino ad un valore non superiore a 0,2 lux.
01.07.R17 (Attitudine al) controllo del fattore solare
Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici
Classe di Esigenza: Benessere
Gli infissi dovranno consentire un adeguato ingresso di energia termica raggiante attraverso le superfici trasparenti (vetri) in funzione delle condizioni climatiche.
Livello minimo della prestazione:
Il fattore solare dell'infisso non dovrà superare, con insolazione diretta, il valore di 0,3 con i dispositivi di oscuramento in posizione di chiusura.
01.07.R18 (Attitudine al) controllo del flusso luminoso
Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica
Classe di Esigenza: Funzionalità
Gli infissi dovranno consentire una adeguata immissione di luce naturale all'interno, in quantità sufficiente per lo svolgimento delle attività previste e permetterne la regolazione.
Livello minimo della prestazione:
La superficie trasparente delle finestre e delle portefinestre deve essere dimensionata in modo da assicurare all'ambiente servito un valore del fattore medio di luce diurna nell'ambiente non inferiore al 2%. In ogni caso la superficie finestrata
apribile non deve essere inferiore ad 1/8 della superficie del pavimento del locale.
L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:
° 01.07.01 Serramenti in legno
° 01.07.02 Strutture in acciaio
° 01.07.03 Porte tagliafuoco
° 01.07.04 Serramenti in alluminio
° 01.07.05 Serramenti in profilati di acciaio
° 01.07.06 Serramenti misti legno/alluminio
° 01.07.07 Portoni basculanti
Pagina 36
Manuale di Manutenzione
Elemento Manutenibile: 01.07.01
Serramenti in legno
Unità Tecnologica: 01.07
Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni
I serramenti in legno sono distinti in base alla realizzazione dei telai in legno di elevata qualità con struttura interna priva di difetti, piccoli nodi, fibra diritta. Le specie legnose più utilizzate sono l'abete, il pino, il douglas, il pitch-pine, ecc..
Rappresentazione grafica e descrizione
Denominazione dei componenti dei serramenti
CA SSON ET T O
G IU N T O F IS S O
T E L A IO M O B IL E : T R A V E R S A SU P E R IO R E D E L L ’A N T A
T E L A IO F IS S O : T R A V E R S A
S U P E R IO R E D E L T E L A IO F IS S O
FERM A VETRO
S P E C C H IA T U R A V E T R A Z IO N E
T A M P O N A M E N T O T R A SP A R E N T E O O P A C O
G IU N T O A P R IB IL E
T A S S E L L O A P P O G G IO V E T R O
FERM A VETRO
G O C C IO L A T O IO D E L L ’A N T A
T E L A IO M O B IL E : T R A V E R S A IN F E R IO R E D E L L ’A N T A
T E L A IO F IS S O : T R A V E R S A
IN F E R IO R E D E L T E L A IO F IS S O
P R O F IL O R A C C O G L I C O N D E N S A
S O G L IA
LUCE N ETTA
G U A R N IZ IO N E
C E R N IE R A
S G U IN C IO
C O N T R O T E L A IO
T E L A IO M O B IL E :
M O N T A N T E D E L L ’A N T A
G U A R N IZ IO N E
T E L A IO M O B IL E :
M O N T A N T E D E L L ’A N T A
C O M A N D O S IS T E M A
C H IU S U R A
T E L A IO F IS S O :
M O N T A N T E D E L T E L A IO F IS S O
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.07.01.R01 Resistenza agli attacchi biologici
Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici
Classe di Esigenza: Sicurezza
Gli infissi a seguito della presenza di organismi viventi (animali, vegetali, microrganismi) non dovranno subire riduzioni di prestazioni.
Livello minimo della prestazione:
I preservanti con i quali vengono trattati i materiali in legno devono avere una soglia di efficacia non inferiore al 40% di quella iniziale.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.07.01.A01 Alterazione cromatica
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Manuale di Manutenzione
01.07.01.A02 Alveolizzazione
01.07.01.A03 Attacco biologico
01.07.01.A04 Attacco da insetti xilofagi
01.07.01.A05 Bolla
01.07.01.A06 Condensa superficiale
01.07.01.A07 Corrosione
01.07.01.A08 Deformazione
01.07.01.A09 Degrado degli organi di manovra
01.07.01.A10 Degrado dei sigillanti
01.07.01.A11 Degrado delle guarnizioni
01.07.01.A12 Deposito superficiale
01.07.01.A13 Distacco
01.07.01.A14 Fessurazioni
01.07.01.A15 Frantumazione
01.07.01.A16 Fratturazione
01.07.01.A17 Incrostazione
01.07.01.A18 Infracidamento
01.07.01.A19 Lesione
01.07.01.A20 Macchie
01.07.01.A21 Non ortogonalità
01.07.01.A22 Patina
01.07.01.A23 Perdita di lucentezza
01.07.01.A24 Perdita di materiale
01.07.01.A25 Perdita trasparenza
01.07.01.A26 Rottura degli organi di manovra
01.07.01.A27 Scagliatura, screpolatura
01.07.01.A28 Scollaggi della pellicola
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DALL'UTENTE
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Manuale di Manutenzione
01.07.01.I01 Lubrificazione serrature e cerniere
Cadenza: ogni 6 anni
Lubrificazione ed ingrassaggio delle serrature e cerniere con prodotti siliconici, verifica del corretto funzionamento.
01.07.01.I02 Pulizia delle guide di scorrimento
Cadenza: ogni 6 mesi
Pulizia dei residui organici che possono compromettere la funzionalità delle guide di scorrimento.
01.07.01.I03 Pulizia frangisole
Cadenza: quando occorre
Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei.
01.07.01.I04 Pulizia guarnizioni di tenuta
Cadenza: ogni 12 mesi
Pulizia dei residui e depositi che ne possono pregiudicare il buon funzionamento con detergenti non aggressivi.
01.07.01.I05 Pulizia organi di movimentazione
Cadenza: quando occorre
Pulizia degli organi di movimentazione tramite detergenti comuni.
01.07.01.I06 Pulizia telai fissi
Cadenza: ogni 6 mesi
Pulizia dei residui organici che possono provocare l'otturazione delle asole, dei canali di drenaggio, dei fori, delle battute. Pulizia del telaio fisso con detergenti non aggressivi.
01.07.01.I07 Pulizia telai mobili
Cadenza: ogni 12 mesi
Pulizia dei telai mobili con detergenti non aggressivi.
01.07.01.I08 Pulizia telai persiane
Cadenza: quando occorre
Pulizia dei telai con detergenti non aggressivi.
01.07.01.I09 Pulizia vetri
Cadenza: quando occorre
Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei.
01.07.01.I10 Registrazione maniglia
Cadenza: ogni 6 mesi
Registrazione e lubrificazione della maniglia, delle viti e degli accessori di manovra apertura-chiusura.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.07.01.I11 Regolazione guarnizioni di tenuta
Cadenza: ogni 3 anni
Regolazione e riposizionamento delle guarnizioni di tenuta.
01.07.01.I12 Regolazione organi di movimentazione
Cadenza: ogni 3 anni
Regolazione delle cerniere e della perfetta chiusura dell'anta col telaio fisso. Riposizionamento tramite scorrimento nelle apposite sedi delle cerniere.
01.07.01.I13 Regolazione telai fissi
Cadenza: ogni 3 anni
Regolazione di ortogonalità del telaio fisso tramite cacciavite sui blocchetti di regolazione e relativo fissaggio. La verifica dell'ortogonalità sarà effettuata mediante l'impiego di livella torica.
01.07.01.I14 Ripristino fissaggi telai fissi
Cadenza: ogni 3 anni
Ripristino fissaggi dei telai al vano e al controtelaio al muro e riattivazione del fissaggio dei blocchetti di regolazione e fissaggio tramite cacciavite.
Pagina 39
Manuale di Manutenzione
01.07.01.I15 Ripristino ortogonalità telai mobili
Cadenza: ogni 12 mesi
Ripristino dell'ortogonalità delle ante e fissaggio dei cavallotti di unione dei profilati dell'anta.
01.07.01.I16 Ripristino protezione verniciatura infissi
Cadenza: ogni 2 anni
Ripristino della protezione di verniciatura previa asportazione del vecchio strato per mezzo di carte abrasive leggere ed otturazione con stucco per legno di eventuali fessurazioni. Applicazione di uno strato impregnante e rinnovo, a pennello,
dello strato protettivo con l'impiego di prodotti idonei al tipo di legno.
01.07.01.I17 Ripristino protezione verniciatura persiane
Cadenza: ogni 2 anni
Ripristino della protezione di verniciatura previa asportazione del vecchio strato per mezzo di carte abrasive leggere ed otturazione con stucco per legno di eventuali fessurazioni. Applicazione di uno strato impregnante e rinnovo, a pennello,
dello strato protettivo con l'impiego di prodotti idonei al tipo di legno.
01.07.01.I18 Sostituzione cinghie avvolgibili
Cadenza: quando occorre
Sostituzione delle cinghie avvolgibili, verifica dei meccanismi di funzionamento quali rulli avvolgitori e lubrificazione degli snodi.
01.07.01.I19 Sostituzione frangisole
Cadenza: quando occorre
Sostituzione dei frangisole impacchettabili con elementi analoghi.
01.07.01.I20 Sostituzione infisso
Cadenza: ogni 30 anni
Sostituzione dell'infisso mediante smontaggio e rinnovo della protezione del controtelaio o sua sostituzione, posa del nuovo serramento mediante l'impiego di tecniche di fissaggio, di regolazione e sigillature specifiche al tipo di infisso.
Elemento Manutenibile: 01.07.02
Strutture in acciaio
Unità Tecnologica: 01.07
Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni
Le scale in acciaio possono essere realizzate con molteplici conformazioni strutturali impiegando profilati, sezioni scatolari, tubolari o profili piatti assemblati mediante saldature e/o collegamenti tramite chiodatura, bullonatura, ecc.. I gradini
vengono generalmente realizzati con lamiere metalliche traforate o con lamiere ad elementi in rilievo oppure con elementi grigliati.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.07.02.A01 Corrosione
01.07.02.A02 Deformazione
01.07.02.A03 Lesioni
01.07.02.A04 Mancanza
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.07.02.I01 Ripresa coloritura
Cadenza: quando occorre
Ritinteggiature delle parti previa rimozione delle parti deteriorate mediante preparazione del fondo. Le modalità di ritinteggiatura, i prodotti, le attrezzature variano comunque in funzione delle superfici e dei materiali costituenti.
01.07.02.I02 Ripristino puntuale pedate e alzate
Pagina 40
Manuale di Manutenzione
Cadenza: quando occorre
Ripristino e/o sostituzione degli elementi rotti delle pedate e delle alzate con elementi analoghi.
01.07.02.I03 Ripristino stabilità corrimano e balaustre
Cadenza: quando occorre
Ripristino e/o sostituzione degli elementi di connessione dei corrimano e delle balaustre e verifica del corretto serraggio degli stessi e sostituzioni di eventuali parti mancanti. Riparazione della protezione antiruggine degli elementi metallici
mediante rimozione della ruggine ed applicazione di vernici protettive. Riparazione di eventuali corrosioni o fessurazioni mediante saldature in loco con elementi di raccordo.
01.07.02.I04 Sostituzione degli elementi degradati
Cadenza: quando occorre
Sostituzione degli elementi usurati o rotti con altri analoghi. Sostituzione e verifica dei relativi ancoraggi.
01.07.02.I05 Ripristino serraggi bulloni e connessioni metalliche
Cadenza: ogni 2 anni
Ripristino e/o sostituzione degli elementi di connessione e verifica del corretto serraggio degli stessi e sostituzioni di quelli mancanti. Riparazione della protezione antiruggine degli elementi metallici mediante rimozione della ruggine ed
applicazione di vernici protettive. Riparazione di eventuali corrosioni o fessurazioni mediante saldature in loco con elementi di raccordo.
Elemento Manutenibile: 01.07.03
Porte tagliafuoco
Unità Tecnologica: 01.07
Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni
Le porte tagliafuoco (o porte REI) hanno la funzione di proteggere quegli spazi o luoghi sicuri, ai quali ne consentono l'ingresso, dalle azioni provocate da eventuali incendi. Nelle zone di maggiore afflusso di persone le porte tagliafuoco
devono essere anche porte antipanico. Le dimensioni ed i materiali sono normati secondo le prescrizioni in materia di sicurezza. In genere vengono impiegati materiali di rivestimento metallici con all'interno materiali isolanti stabili alle alte
temperature. Il dispositivo di emergenza deve essere realizzato in modo da consentire lo sganciamento della porta dall'interno in meno di 1 secondo. Tra i diversi dispositivi in produzione vi sono:
-dispositivi di emergenza con azionamento mediante maniglia a leva;
-dispositivi di emergenza con azionamento mediante piastra a spinta.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.07.03.R01 Regolarità delle finiture per porte tagliafuoco
Classe di Requisiti: Visivi
Classe di Esigenza: Aspetto
Le porte tagliafuoco devono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti.
Livello minimo della prestazione:
Il dispositivo antipanico dovrà essere progettato e realizzato in modo che tutti gli spigoli e gli angoli esposti che potrebbero provocare lesioni agli utenti che si servono dell'uscita di sicurezza, siano arrotondati con un raggio >= 0,5 mm (UNI
EN 1125).
01.07.03.R02 Resistenza agli agenti aggressivi per porte tagliafuoco
Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le porte tagliafuoco non dovranno subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto a causa dell'azione di agenti aggressivi chimici
Livello minimo della prestazione:
Le porte tagliafuoco dovranno avere una resistenza alla corrosione pari ad almeno al grado 3, in base a quanto previsto dal prEN 1670 (UNI EN 1125).
01.07.03.R03 Resistenza agli urti per porte tagliafuoco
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le porte tagliafuoco dovranno essere in grado di sopportare urti che non debbono compromettere la stabilità degli stessi; né provocare il distacco di elementi o frammenti pericolosi a carico degli utenti.
Livello minimo della prestazione:
Gli infissi devono resistere all'azione di urti esterni ed interni realizzati con le modalità indicate nelle norme UNI EN 179, UNI EN 1125, UNI EN 1158.
01.07.03.R04 Resistenza al fuoco per porte tagliafuoco
Classe di Requisiti: Protezione antincendio
Classe di Esigenza: Sicurezza
I materiali costituenti le porte tagliafuoco, sottoposti all'azione del fuoco non devono subire trasformazioni chimico-fisiche.
Livello minimo della prestazione:
I serramenti dovranno essere scelti in base alla individuazione della classe di resistenza al fuoco REI in funzione dell'altezza dell'edificio e rispettare i seguenti valori:
Altezza antincendio (m): da 12 a 32 - Classe REI (min): 60;
Altezza antincendio (m): da oltre 32 a 80 - Classe REI (min): 90;
Altezza antincendio (m): oltre 80 - Classe REI (min): 120.
Inoltre il materiale previsto per la realizzazione del dispositivo antipanico dovrà consentire il funzionamento a temperature comprese tra i -20°C e i +100°C (UNI EN 1125).
Pagina 41
Manuale di Manutenzione
01.07.03.R05 Sostituibilità per porte tagliafuoco
Classe di Requisiti: Facilità d'intervento
Classe di Esigenza: Funzionalità
Le porte tagliafuoco dovranno essere realizzate e collocate in modo da consentire la loro sostituibilità, e/o la collocazione di parti ed elementi essi soggetti a guasti.
Livello minimo della prestazione:
Onde facilitare la sostituzione è fondamentale che i componenti ed i dispositivi antipanico siano corrispondenti a quelle previste dalle norme UNI EN 179, UNI EN 1125, UNI EN 1158.
01.07.03.R06 Stabilità chimico reattiva per porte tagliafuoco
Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le porte tagliafuoco e i materiali costituenti sotto l'azione di sostanze chimiche con le quali possono venire in contatto non dovranno produrre reazioni chimiche.
Livello minimo della prestazione:
Le porte tagliafuoco dovranno avere una resistenza alla corrosione pari ad almeno al grado 3, in base a quanto previsto dal prEN 1670 (UNI EN 1125).
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.07.03.A01 Alterazione cromatica
01.07.03.A02 Bolla
01.07.03.A03 Corrosione
01.07.03.A04 Deformazione
01.07.03.A05 Deposito superficiale
01.07.03.A06 Distacco
01.07.03.A07 Fessurazione
01.07.03.A08 Frantumazione
01.07.03.A09 Fratturazione
01.07.03.A10 Incrostazione
01.07.03.A11 Lesione
01.07.03.A12 Macchie
01.07.03.A13 Non ortogonalità
01.07.03.A14 Patina
01.07.03.A15 Perdita di lucentezza
01.07.03.A16 Perdita di materiale
01.07.03.A17 Perdita di trasparenza
01.07.03.A18 Scagliatura, screpolatura
01.07.03.A19 Scollaggi della pellicola
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DALL'UTENTE
Pagina 42
Manuale di Manutenzione
01.07.03.I01 Lubrificazione serrature, cerniere
Cadenza: ogni 6 mesi
Lubrificazione ed ingrassaggio delle serrature e cerniere con prodotti siliconici, verifica del corretto funzionamento.
01.07.03.I02 Pulizia ante
Cadenza: quando occorre
Pulizia delle ante con prodotti detergenti non aggressivi idonei al tipo di materiale.
01.07.03.I03 Pulizia organi di movimentazione
Cadenza: quando occorre
Pulizia degli organi di movimentazone tramite detergenti comuni.
01.07.03.I04 Pulizia telai
Cadenza: ogni 6 mesi
Pulizia del telaio con prodotti detergenti non aggressivi idonei al tipo di materiale.
01.07.03.I05 Pulizia vetri
Cadenza: quando occorre
Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei.
01.07.03.I06 Registrazione maniglione
Cadenza: ogni 6 mesi
Registrazione maniglione antipanico e lubrificazione degli accessori di manovra apertura-chiusura.
01.07.03.I09 Rimozione ostacoli
Cadenza: ogni 2 anni
Rimozione di eventuali ostacoli in prossimità degli spazi interessati dalle porte antipanico o in prossimità di esse.
01.07.03.I10 Verifica funzionamento
Cadenza: ogni 6 mesi
Verifica del corretto funzionamento di apertura-chiusura mediante prova manuale.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.07.03.I07 Regolazione controtelai
Cadenza: ogni 12 mesi
Regolazione del fissaggio dei controtelai alle pareti.
01.07.03.I08 Regolazione telai
Cadenza: ogni 12 mesi
Regolazione del fissaggio dei telai ai controtelai.
Elemento Manutenibile: 01.07.04
Serramenti in alluminio
Unità Tecnologica: 01.07
Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni
Si tratta di serramenti i cui profili sono ottenuti per estrusione. L'unione dei profili avviene meccanicamente con squadrette interne in alluminio o acciaio zincato. Le colorazioni diverse avvengono per elettrocolorazione. Particolare attenzione
va posta nell'accostamento fra i diversi materiali; infatti il contatto fra diversi metalli può creare potenziali elettrici in occasione di agenti atmosferici con conseguente corrosione galvanica del metallo a potenziale elettrico minore. Rispetto agli
infissi in legno hanno una minore manutenzione.
Rappresentazione grafica e descrizione
Pagina 43
Manuale di Manutenzione
Denominazione dei componenti dei serramenti
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.07.04.A01 Alterazione cromatica
01.07.04.A02 Bolla
01.07.04.A03 Condensa superficiale
01.07.04.A04 Corrosione
01.07.04.A05 Deformazione
01.07.04.A06 Degrado degli organi di manovra
01.07.04.A07 Degrado delle guarnizioni
01.07.04.A08 Deposito superficiale
01.07.04.A09 Frantumazione
01.07.04.A10 Macchie
01.07.04.A11 Non ortogonalità
01.07.04.A12 Perdita di materiale
01.07.04.A13 Perdita trasparenza
01.07.04.A14 Rottura degli organi di manovra
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DALL'UTENTE
01.07.04.I01 Lubrificazione serrature e cerniere
Pagina 44
Manuale di Manutenzione
Cadenza: ogni 6 anni
Lubrificazione ed ingrassaggio delle serrature e cerniere con prodotti siliconici, verifica del corretto funzionamento.
01.07.04.I02 Pulizia delle guide di scorrimento
Cadenza: ogni 6 mesi
Pulizia dei residui organici che possono compromettere la funzionalità delle guide di scorrimento.
01.07.04.I03 Pulizia frangisole
Cadenza: quando occorre
Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei.
01.07.04.I04 Pulizia guarnizioni di tenuta
Cadenza: ogni 12 mesi
Pulizia dei residui e depositi che ne possono pregiudicare il buon funzionamento con detergenti non aggressivi.
01.07.04.I05 Pulizia organi di movimentazione
Cadenza: quando occorre
Pulizia degli organi di movimentazione tramite detergenti comuni.
01.07.04.I06 Pulizia telai fissi
Cadenza: ogni 6 mesi
Pulizia dei residui organici che possono provocare l'otturazione delle asole, dei canali di drenaggio, dei fori, delle battute. Pulizia del telaio fisso con detergenti non aggressivi. In particolare per i profili elettrocolorati la pulizia va effettuata con
prodotti sgrassanti ed olio di vaselina per la protezione superficiale; per i profili verniciati a forno, la pulizia dei profili va effettuata con paste abrasive con base di cere.
01.07.04.I07 Pulizia telai mobili
Cadenza: ogni 12 mesi
Pulizia dei telai mobili con detergenti non aggressivi.
01.07.04.I08 Pulizia telai persiane
Cadenza: quando occorre
Pulizia dei telai con detergenti non aggressivi.
01.07.04.I09 Pulizia vetri
Cadenza: quando occorre
Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei.
01.07.04.I10 Registrazione maniglia
Cadenza: ogni 6 mesi
Registrazione e lubrificazione della maniglia, delle viti e degli accessori di manovra apertura-chiusura.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.07.04.I11 Regolazione guarnizioni di tenuta
Cadenza: ogni 3 anni
Regolazione e riposizionamento delle guarnizioni di tenuta.
01.07.04.I12 Regolazione organi di movimentazione
Cadenza: ogni 3 anni
Regolazione delle cerniere e della perfetta chiusura dell'anta col telaio fisso. Riposizionamento tramite scorrimento nelle apposite sedi delle cerniere.
01.07.04.I13 Regolazione telai fissi
Cadenza: ogni 3 anni
Regolazione di ortogonalità del telaio fisso tramite cacciavite sui blocchetti di regolazione e relativo fissaggio. La verifica dell'ortogonalità sarà effettuata mediante l'impiego di livella torica.
01.07.04.I14 Ripristino fissaggi telai fissi
Cadenza: ogni 3 anni
Ripristino fissaggi dei telai al vano e al controtelaio al muro e riattivazione del fissaggio dei blocchetti di regolazione e fissaggio tramite cacciavite.
01.07.04.I15 Ripristino ortogonalità telai mobili
Pagina 45
Manuale di Manutenzione
Cadenza: ogni 12 mesi
Ripristino dell'ortogonalità delle ante e fissaggio dei cavallotti di unione dei profilati dell'anta.
01.07.04.I16 Sostituzione cinghie avvolgibili
Cadenza: quando occorre
Sostituzione delle cinghie avvolgibili, verifica dei meccanismi di funzionamento quali rulli avvolgitori e lubrificazione degli snodi.
01.07.04.I17 Sostituzione frangisole
Cadenza: quando occorre
Sostituzione dei frangisole impacchettabili con elementi analoghi.
01.07.04.I18 Sostituzione infisso
Cadenza: ogni 30 anni
Sostituzione dell'infisso e del controtelaio mediante smontaggio e posa del nuovo serramento mediante l'impiego di tecniche di fissaggio, di regolazione e sigillature specifiche al tipo di infisso.
Elemento Manutenibile: 01.07.05
Serramenti in profilati di acciaio
Unità Tecnologica: 01.07
Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni
Per i serramenti in profilati di acciaio piegati a freddo viene impiegato come materiale la lamiera di acciaio di spessore di circa 1 mm. La lamiera viene rivestita di zinco e piegata a freddo fino a raggiungere la sagoma desiderata. I profili
vengono generalmente assemblati meccanicamente con squadrette in acciaio zincato e viti. Questi tipi di serramento possono essere facilmente soggetti a corrosione in particolare in corrispondenza delle testate dei profili dove il rivestimento
a zinco non risulta presente. Inoltre hanno una scarsa capacità isolante, che può facilitare la formazione di condensa sugli elementi del telaio, ed un'elevata dispersione termica attraverso il telaio. Vi sono comunque serramenti in acciaio con
coibentazione a cappotto dei profili con buone prestazioni di isolamento termico.
Rappresentazione grafica e descrizione
Denominazione dei componenti dei serramenti
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.07.05.A01 Alterazione cromatica
Pagina 46
Manuale di Manutenzione
01.07.05.A02 Bolla
01.07.05.A03 Condensa superficiale
01.07.05.A04 Corrosione
01.07.05.A05 Deformazione
01.07.05.A06 Degrado degli organi di manovra
01.07.05.A07 Degrado delle guarnizioni
01.07.05.A08 Deposito superficiale
01.07.05.A09 Frantumazione
01.07.05.A10 Macchie
01.07.05.A11 Non ortogonalità
01.07.05.A12 Perdita di materiale
01.07.05.A13 Perdita trasparenza
01.07.05.A14 Rottura degli organi di manovra
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DALL'UTENTE
01.07.05.I01 Lubrificazione serrature e cerniere
Cadenza: ogni 6 anni
Lubrificazione ed ingrassaggio delle serrature e cerniere con prodotti siliconici, verifica del corretto funzionamento.
01.07.05.I02 Pulizia delle guide di scorrimento
Cadenza: ogni 6 mesi
Pulizia dei residui organici che possono compromettere la funzionalità delle guide di scorrimento.
01.07.05.I03 Pulizia frangisole
Cadenza: quando occorre
Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei.
01.07.05.I04 Pulizia guarnizioni di tenuta
Cadenza: ogni 12 mesi
Pulizia dei residui e depositi che ne possono pregiudicare il buon funzionamento con detergenti non aggressivi.
01.07.05.I05 Pulizia organi di movimentazione
Cadenza: quando occorre
Pulizia degli organi di movimentazione tramite detergenti comuni.
01.07.05.I06 Pulizia telai fissi
Cadenza: ogni 6 mesi
Pulizia dei residui organici che possono provocare l'otturazione delle asole, dei canali di drenaggio, dei fori, delle battute. Pulizia del telaio fisso con detergenti non aggressivi che possano deteriorare la vernice di protezone e facilitare la
corrosione.
01.07.05.I07 Pulizia telai mobili
Cadenza: ogni 12 mesi
Pulizia dei telai mobili con detergenti non aggressivi che possano deteriorare la vernice di protezone e facilitare la corrosione.
Pagina 47
Manuale di Manutenzione
01.07.05.I08 Pulizia telai persiane
Cadenza: quando occorre
Pulizia dei telai con detergenti non aggressivi.
01.07.05.I09 Pulizia vetri
Cadenza: quando occorre
Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei.
01.07.05.I10 Registrazione maniglia
Cadenza: ogni 6 mesi
Registrazione e lubrificazione della maniglia, delle viti e degli accessori di manovra apertura-chiusura.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.07.05.I11 Regolazione guarnizioni di tenuta
Cadenza: ogni 3 anni
Regolazione e riposizionamento delle guarnizioni di tenuta.
01.07.05.I12 Regolazione organi di movimentazione
Cadenza: ogni 3 anni
Regolazione delle cerniere e della perfetta chiusura dell'anta col telaio fisso. Riposizionamento tramite scorrimento nelle apposite sedi delle cerniere.
01.07.05.I13 Regolazione telai fissi
Cadenza: ogni 3 anni
Regolazione di ortogonalità del telaio fisso tramite cacciavite sui blocchetti di regolazione e relativo fissaggio. La verifica dell'ortogonalità sarà effettuata mediante l'impiego di livella torica.
01.07.05.I14 Ripristino fissaggi telai fissi
Cadenza: ogni 3 anni
Ripristino fissaggi dei telai al vano e al controtelaio al muro e riattivazione del fissaggio dei blocchetti di regolazione e fissaggio tramite cacciavite.
01.07.05.I15 Ripristino ortogonalità telai mobili
Cadenza: ogni 12 mesi
Ripristino dell'ortogonalità delle ante e fissaggio dei cavallotti di unione dei profilati dell'anta.
01.07.05.I16 Sostituzione cinghie avvolgibili
Cadenza: quando occorre
Sostituzione delle cinghie avvolgibili, verifica dei meccanismi di funzionamento quali rulli avvolgitori e lubrificazione degli snodi.
01.07.05.I17 Sostituzione frangisole
Cadenza: quando occorre
Sostituzione dei frangisole impacchettabili con elementi analoghi.
01.07.05.I18 Sostituzione infisso
Cadenza: ogni 30 anni
Sostituzione dell'infisso e del controtelaio mediante smontaggio e posa del nuovo serramento mediante l'impiego di tecniche di fissaggio, di regolazione e sigillature specifiche al tipo di infisso.
Elemento Manutenibile: 01.07.06
Serramenti misti legno/alluminio
Unità Tecnologica: 01.07
Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni
I Serramenti misti legno/alluminio sono costituiti da un telaio in legno, collocato all'interno sul quale vengono fissati profili in alluminio all'esterno. La protezione con profilo di alluminio è rivolta al traverso inferiore, il più esposto agli agenti
atmosferici come la pioggia, con funzione di protezione, di raccolta e scarico delle acque. La combinazione legno-alluminio garantisce per il primo buone caratteristiche di coibenza e pregio estetico, per il secondo resistenza agli agenti
atmosferici e minore manutenzione.
Pagina 48
Manuale di Manutenzione
Rappresentazione grafica e descrizione
Denominazione dei componenti dei serramenti
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.07.06.A01 Alterazione cromatica
01.07.06.A02 Alveolizzazione
01.07.06.A03 Bolla
01.07.06.A04 Condensa superficiale
01.07.06.A05 Corrosione
01.07.06.A06 Deformazione
01.07.06.A07 Degrado degli organi di manovra
01.07.06.A08 Degrado delle guarnizioni
01.07.06.A09 Deposito superficiale
01.07.06.A10 Distacco
01.07.06.A11 Fessurazioni
01.07.06.A12 Frantumazione
01.07.06.A13 Fratturazione
01.07.06.A14 Incrostazione
01.07.06.A15 Infracidamento
01.07.06.A16 Lesione
Pagina 49
Manuale di Manutenzione
01.07.06.A17 Macchie
01.07.06.A18 Non ortogonalità
01.07.06.A19 Patina
01.07.06.A20 Perdita di lucentezza
01.07.06.A21 Perdita di materiale
01.07.06.A22 Perdita trasparenza
01.07.06.A23 Rottura degli organi di manovra
01.07.06.A24 Scagliatura, screpolatura
01.07.06.A25 Scollaggi della pellicola
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DALL'UTENTE
01.07.06.I01 Lubrificazione serrature e cerniere
Cadenza: ogni 6 anni
Lubrificazione ed ingrassaggio delle serrature e cerniere con prodotti siliconici, verifica del corretto funzionamento.
01.07.06.I02 Pulizia delle guide di scorrimento
Cadenza: ogni 6 mesi
Pulizia dei residui organici che possono compromettere la funzionalità delle guide di scorrimento.
01.07.06.I03 Pulizia frangisole
Cadenza: quando occorre
Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei.
01.07.06.I04 Pulizia guarnizioni di tenuta
Cadenza: ogni 12 mesi
Pulizia dei residui e depositi che ne possono pregiudicare il buon funzionamento con detergenti non aggressivi.
01.07.06.I05 Pulizia organi di movimentazione
Cadenza: quando occorre
Pulizia degli organi di movimentazione tramite detergenti comuni.
01.07.06.I06 Pulizia telai fissi
Cadenza: ogni 6 mesi
Pulizia dei residui organici che possono provocare l'otturazione delle asole, dei canali di drenaggio, dei fori, delle battute. Pulizia del telaio fisso con detergenti non aggressivi. In particolare, per le parti in alluminio, per i profili elettrocolorati la
pulizia va effettuata con prodotti sgrassanti ed olio di vaselina per la protezione superficiale; per i profili verniciati a forno, la pulizia dei profili va effettuata con paste abrasive con base di cere.
01.07.06.I07 Pulizia telai mobili
Cadenza: ogni 12 mesi
Pulizia dei telai mobili con detergenti non aggressivi.
01.07.06.I08 Pulizia telai persiane
Cadenza: quando occorre
Pulizia dei telai con detergenti non aggressivi.
01.07.06.I09 Pulizia vetri
Cadenza: quando occorre
Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei.
01.07.06.I10 Registrazione maniglia
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Manuale di Manutenzione
Cadenza: ogni 6 mesi
Registrazione e lubrificazione della maniglia, delle viti e degli accessori di manovra apertura-chiusura.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.07.06.I11 Regolazione guarnizioni di tenuta
Cadenza: ogni 3 anni
Regolazione e riposizionamento delle guarnizioni di tenuta.
01.07.06.I12 Regolazione organi di movimentazione
Cadenza: ogni 3 anni
Regolazione delle cerniere e della perfetta chiusura dell'anta col telaio fisso. Riposizionamento tramite scorrimento nelle apposite sedi delle cerniere.
01.07.06.I13 Regolazione telai fissi
Cadenza: ogni 3 anni
Regolazione di ortogonalità del telaio fisso tramite cacciavite sui blocchetti di regolazione e relativo fissaggio. La verifica dell'ortogonalità sarà effettuata mediante l'impiego di livella torica.
01.07.06.I14 Ripristino fissaggi telai fissi
Cadenza: ogni 3 anni
Ripristino fissaggi dei telai al vano e al controtelaio al muro e riattivazione del fissaggio dei blocchetti di regolazione e fissaggio tramite cacciavite.
01.07.06.I15 Ripristino ortogonalità telai mobili
Cadenza: ogni 12 mesi
Ripristino dell'ortogonalità delle ante e fissaggio dei cavallotti di unione dei profilati dell'anta.
01.07.06.I16 Ripristino protezione verniciatura infissi
Cadenza: ogni 2 anni
Ripristino della protezione di verniciatura previa asportazione del vecchio strato per mezzo di carte abrasive leggere ed otturazione con stucco per legno di eventuali fessurazioni. Applicazione di uno strato impregnante e rinnovo, a pennello,
dello strato protettivo con l'impiego di prodotti idonei al tipo di legno.
01.07.06.I17 Ripristino protezione verniciatura persiane
Cadenza: ogni 2 anni
Ripristino della protezione di verniciatura previa asportazione del vecchio strato per mezzo di carte abrasive leggere ed otturazione con stucco per legno di eventuali fessurazioni. Applicazione di uno strato impregnante e rinnovo, a pennello,
dello strato protettivo con l'impiego di prodotti idonei al tipo di legno.
01.07.06.I18 Sostituzione cinghie avvolgibili
Cadenza: quando occorre
Sostituzione delle cinghie avvolgibili, verifica dei meccanismi di funzionamento quali rulli avvolgitori e lubrificazione degli snodi.
01.07.06.I19 Sostituzione frangisole
Cadenza: quando occorre
Sostituzione dei frangisole impacchettabili con elementi analoghi.
01.07.06.I20 Sostituzione infisso
Cadenza: ogni 30 anni
Sostituzione dell'infisso mediante smontaggio e rinnovo della protezione del controtelaio o sua sostituzione, posa del nuovo serramento mediante l'impiego di tecniche di fissaggio, di regolazione e sigillature specifiche al tipo di infisso.
Elemento Manutenibile: 01.07.07
Portoni basculanti
Unità Tecnologica: 01.07
Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni
Si tratta di portoni snodati con reazione a molla o contrappeso il cui peso viene bilanciato durante la fase di apertura-chiusura. Possono essere costituiti da materiali diversi o accoppiati tra di loro (legno, alluminio, lamiera zincata, PVC,vetro,
ecc.). Si possono distinguere:
-tipo snodato; -con contrappeso; -basculante; ecc..
Pagina 51
Manuale di Manutenzione
Sono particolarmente utilizzati per autorimesse e simili.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.07.07.A01 Alterazione cromatica
01.07.07.A02 Corrosione
01.07.07.A03 Deformazione
01.07.07.A04 Inefficacia reazione contrappeso o molla
01.07.07.A05 Non ortogonalità
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.07.07.I01 Ingrassaggio degli elementi di manovra
Cadenza: ogni 3 mesi
Pulizia ed ingrassaggio-grafitaggio degli elementi di manovra (cerniere, guide, superfici di scorrimento) con prodotti idonei e non residuosi.
01.07.07.I02 Revisione automatismi a distanza
Cadenza: ogni 6 mesi
Sostituzione delle batterie energetiche dai telecomandi. Pulizia schermi barriere fotoelettriche (proiettori e ricevitori). Sostituzione di parti ed automatismi usurati e/o difettosi.
01.07.07.I03 Ripresa protezione elementi
Cadenza: ogni 2 anni
Ripresa delle protezioni e delle coloriture mediante rimozione dei vecchi strati, pulizia delle superfici ed applicazioni di prodotti idonei (anticorrosivi, protettivi) al tipo di materiale ed alle condizioni ambientali.
01.07.07.I04 Sostituzione elementi usurati
Cadenza: quando occorre
Sostituzione degli elementi in vista, di parti meccaniche ed organi di manovra usurati e/o rotti con altri analoghi e con le stesse caratteristiche.
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Manuale di Manutenzione
Unità Tecnologica: 01.08
Scale e rampe
Si tratta di strutture di collegamento inclinate costituite da strutture a piano inclinato e da strutture gradonate o a gradini la cui funzione è quella di raggiungere piani posti a quote diverse. Le strutture inclinate si possono dividere in: rampe a
piano inclinato (con una pendenza fino all'8%); rampe gradonate, costituite da elementi a gradoni (con una pendenza fino a 20°); scale, formate da gradini con pendenze varie in rapporto alla loro funzione (scale esterne, scale di servizio,
scale di sicurezza, ecc.). Le scale possono assumere morfologie diverse: ad una o più rampe; scale curve; scale ellittiche a pozzo; scale circolari a pozzo; scale a chiocciola. Le scale e rampe possono essere realizzate secondo molteplici
conformazioni strutturali e in materiali diversi. Si possono avere strutture in acciaio; strutture in legno; strutture in murature; strutture in c.a.; strutture prefabbricate, ecc.
REQUISITI E PRESTAZIONI (UT)
01.08.R01 Resistenza all'usura
Classe di Requisiti: Durabilità tecnologica
Classe di Esigenza: Durabilità
I materiali di rivestimento di gradini e pianerottoli dovranno presentare caratteristiche di resistenza all'usura.
Livello minimo della prestazione:
I rivestimenti dovranno possedere una resistenza all'usura corrispondente alla classe U3 (ossia di resistenza all'usura per un tempo non inferiore ai 10 anni) della classificazione UPEC.
01.08.R02 Resistenza meccanica
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Gli elementi strutturali costituenti le scale devono contrastare in modo efficace la manifestazione di eventuali rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni.
Livello minimo della prestazione:
Per una analisi più approfondita dei livelli minimi rispetto ai vari componenti e materiali costituenti i rivestimenti si rimanda alle prescrizioni di legge e di normative vigenti in materia.
L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:
° 01.08.01 Strutture in acciaio
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Manuale di Manutenzione
Elemento Manutenibile: 01.08.01
Strutture in acciaio
Unità Tecnologica: 01.08
Scale e rampe
Le scale in acciaio possono essere realizzate con molteplici conformazioni strutturali impiegando profilati, sezioni scatolari, tubolari o profili piatti assemblati mediante saldature e/o collegamenti tramite chiodatura, bullonatura, ecc.. I gradini
vengono generalmente realizzati con lamiere metalliche traforate o con lamiere ad elementi in rilievo oppure con elementi grigliati.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.08.01.A01 Corrosione
01.08.01.A02 Deformazione
01.08.01.A03 Lesioni
01.08.01.A04 Mancanza
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.08.01.I01 Ripresa coloritura
Cadenza: quando occorre
Ritinteggiature delle parti previa rimozione delle parti deteriorate mediante preparazione del fondo. Le modalità di ritinteggiatura, i prodotti, le attrezzature variano comunque in funzione delle superfici e dei materiali costituenti.
01.08.01.I02 Ripristino puntuale pedate e alzate
Cadenza: quando occorre
Ripristino e/o sostituzione degli elementi rotti delle pedate e delle alzate con elementi analoghi.
01.08.01.I03 Ripristino stabilità corrimano e balaustre
Cadenza: quando occorre
Ripristino e/o sostituzione degli elementi di connessione dei corrimano e delle balaustre e verifica del corretto serraggio degli stessi e sostituzioni di eventuali parti mancanti. Riparazione della protezione antiruggine degli elementi metallici
mediante rimozione della ruggine ed applicazione di vernici protettive. Riparazione di eventuali corrosioni o fessurazioni mediante saldature in loco con elementi di raccordo.
01.08.01.I04 Sostituzione degli elementi degradati
Cadenza: quando occorre
Sostituzione degli elementi usurati o rotti con altri analoghi. Sostituzione e verifica dei relativi ancoraggi.
01.08.01.I05 Ripristino serraggi bulloni e connessioni metalliche
Cadenza: ogni 2 anni
Ripristino e/o sostituzione degli elementi di connessione e verifica del corretto serraggio degli stessi e sostituzioni di quelli mancanti. Riparazione della protezione antiruggine degli elementi metallici mediante rimozione della ruggine ed
applicazione di vernici protettive. Riparazione di eventuali corrosioni o fessurazioni mediante saldature in loco con elementi di raccordo.
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Manuale di Manutenzione
Unità Tecnologica: 01.09
Opere da decoratore
Si tratta di strati funzionali, facenti parte delle chiusure verticali, la cui funzione principale è quella di proteggere il sistema di chiusura dalle sollecitazioni esterne degli edifici e dagli agenti atmosferici nonché di assicurargli un aspetto
uniforme ed ornamentale.
REQUISITI E PRESTAZIONI (UT)
01.09.R01 (Attitudine al) controllo della condensazione interstiziale
Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici
Classe di Esigenza: Benessere
I rvestimenti esterni dovranno essere realizzati in modo da evitare la formazione di condensazione nella propria massa.
Livello minimo della prestazione:
I valori minimi variano in funzione dei materiali e del loro impiego. Si prende in considerazione la norma UNI 10350.
01.09.R02 (Attitudine al) controllo della condensazione superficiale
Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici
Classe di Esigenza: Benessere
I rivestimenti esterni dovranno essere realizzati in modo da evitare la formazione di condensazione sulla superficie interna.
Livello minimo della prestazione:
I valori minimi variano in funzione dei materiali e del loro impiego. Si prende in considerazione la norma UNI 10350.
01.09.R03 (Attitudine al) controllo dell'inerzia termica
Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici
Classe di Esigenza: Benessere
Contribuisce, con l'accumulo di calore, ad assicurare il benessere termico. Un'inerzia più elevata può evitare il veloce abbassamento della temperatura dei locali con riscaldamento ad attenuazione notturna, o la dispersione di calore in locali
soggetti a frequenti ricambi d'aria e privi di dispositivi per il recupero del calore.
Livello minimo della prestazione:
Da tale punto di vista perciò non si attribuiscono specifici limiti prestazionali ai singoli elementi ma solo all'edificio nel suo complesso.
01.09.R04 Assenza di emissioni di sostanze nocive
Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici
Classe di Esigenza: Sicurezza
I rivestimenti non debbono in condizioni normali di esercizio emettere sostanze tossiche, polveri, gas o altri odori fastidiosi per gli utenti.
Livello minimo della prestazione:
Dovranno essere rispettati i seguenti limiti:
- concentrazione limite di formaldeide non superiore a 0,1 p.p.m. (0,15 mg/m^3);
- per la soglia olfattiva valori non superiori a 0,09 p.p.m. (0,135 mg/m^3);
- per la soglia di irritazione occhi-naso-gola non superiore 0,66 p.p.m. (1 mg/m^3).
01.09.R05 Attrezzabilità
Classe di Requisiti: Facilità d'intervento
Classe di Esigenza: Funzionalità
Le pareti ed i rivestimenti debbono consentire l'installazione di attrezzature.
Livello minimo della prestazione:
Non vi sono livelli minimi prestazionali specifici.
01.09.R06 Isolamento acustico
Classe di Requisiti: Acustici
Classe di Esigenza: Benessere
I rivestimenti dovranno fornire una adeguata resistenza al passaggio dei rumori.
Livello minimo della prestazione:
Sono ammesse soltanto chiusure in grado di assicurare un valore di Rw >=40 dB come da tabella.
TABELLA A - CLASSIFICAZIONE DEGLI AMBIENTI ABITATIVI (art.2)
- categoria A: edifici adibiti a residenza o assimilabili;
- categoria B: edifici adibiti ad uffici e assimilabili;
- categoria C: edifici adibiti ad alberghi, pensioni ed attività assimilabili;
- categoria D: edifici adibiti ad ospedali, cliniche, case di cura e assimilabili;
- categoria E: edifici adibiti ad attività scolastiche a tutti i livelli e assimilabili;
- categoria F: edifici adibiti ad attività ricreative o di culto o assimilabili;
- categoria G: edifici adibiti ad attività commerciali o assimilabili.
TABELLA B - REQUISITI ACUSTICI PASSIVI DEGLI EDIFICI, DEI LORO COMPONENTI E DEGLI IMPIANTI TECNOLOGICI
CATEGORIA DI CUI ALLA “Tabella A”: D;
Parametri: Rw(*)=55; D 2m,nT,w=45; Lnw=58; L ASmax=35; L Aeq=25.
CATEGORIA DI CUI ALLA “Tabella A”: A,C;
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Manuale di Manutenzione
Parametri: Rw(*)=50; D 2m,nT,w=40; Lnw=63; L ASmax=35; L Aeq=35.
CATEGORIA DI CUI ALLA “Tabella A”: E;
Parametri: Rw(*)=50; D 2m,nT,w=48; Lnw=58; L ASmax=35; L Aeq=25.
CATEGORIA DI CUI ALLA “Tabella A”: B,F,G;
Parametri: Rw(*)=50; D 2m,nT,w=42; Lnw=55; L ASmax=35; L Aeq=35.
(*) Valori di Rw riferiti a elementi di separazione tra due distinte unità immobiliari.
01.09.R07 Isolamento termico
Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici
Classe di Esigenza: Benessere
I rivestimenti dovranno conservare la superficie interna a temperature vicine a quelle dell'aria ambiente tale da evitare che vi siano pareti fredde e comunque fenomeni di condensazione superficiale.
Livello minimo della prestazione:
Pur non stabilendo specifici limiti prestazionali per le singole chiusure ai fini del contenimento delle dispersioni, tuttavia i valori di U e kl devono essere tali da concorrere a contenere il coefficiente volumico di dispersione Cd dell'intero edificio
e quello dei singoli locali nei limiti previsti dalle leggi e normative vigenti.
01.09.R08 Permeabilità all'aria
Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici
Classe di Esigenza: Benessere
I Rivestimenti dovranno controllare il passaggio dell'aria a protezione degli ambienti interni e permettere la giusta ventilazione attraverso delle aperture.
Livello minimo della prestazione:
I livelli prestazionali variano in funzione delle classi, della permeabilità all’aria di riferimento a 100 Pa misurata in m^3 / hm^2 e della pressione massima di prova misurata in Pa.
01.09.R09 Reazione al fuoco
Classe di Requisiti: Protezione antincendio
Classe di Esigenza: Sicurezza
Livello di partecipazione al fuoco dei materiali combustibili costituenti i rivestimenti.
Livello minimo della prestazione:
I livelli minimi vengono valutati attraverso prove distruttive in laboratorio dei materiali, in particolare:
- attraverso la prova di non combustibilità (UNI ISO 1182);
- attraverso la reazione al fuoco dei materiali sospesi che possono essere investiti da una piccola fiamma su entrambe le facce (UNI 8456);
- attraverso la reazione al fuoco dei materiali che possono essere investiti da una piccola fiamma solamente su una faccia (UNI 8457);
- attraverso la reazione al fuoco dei materiali sottoposti all'azione di una fiamma d'innesco in presenza di calore radiante (UNI 9174).
01.09.R10 Regolarità delle finiture
Classe di Requisiti: Visivi
Classe di Esigenza: Aspetto
I rivestimenti debbono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, fessurazioni, scagliature o screpolature superficiali e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere difficile la lettura formale.
Livello minimo della prestazione:
I livelli minimi variano in funzione delle varie esigenze di aspetto come: la planarità, l'assenza di difetti superficiali, l'omogeneità di colore, l'omogeneità di brillantezza, l'omogeneità di insudiciamento, ecc..
01.09.R11 Resistenza agli agenti aggressivi
Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici
Classe di Esigenza: Sicurezza
I rivestimenti non dovranno subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto a causa dell'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo della prestazione:
I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati e del loro impiego.
01.09.R12 Resistenza agli attacchi biologici
Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici
Classe di Esigenza: Sicurezza
I rivestimenti a seguito della presenza di organismi viventi (animali, vegetali, microrganismi) non dovranno subire riduzioni di
Livello minimo della prestazione:
I valori minimi di resistenza agli attacchi biologici variano in funzione dei materiali, dei prodotti utilizzati, delle classi di rischio, delle situazioni generali di servizio, dell'esposizione a umidificazione e del tipo di agente biologico.
DISTRIBUZIONE DEGLI AGENTI BIOLOGICI PER CLASSI DI RISCHIO (UNI EN 335-1)
CLASSE DI RISCHIO: 1;
Situazione generale di servizio: non a contatto con terreno, al coperto (secco);
Descrizione dell’esposizione a umidificazione in servizio: nessuna;
Distribuzione degli agenti biologici: a)funghi: -; b)*insetti: U; c)termiti: L; d)organismi marini: -.
CLASSE DI RISCHIO: 2;
Situazione generale di servizio: non a contatto con terreno, al coperto (rischio di umidificazione);
Descrizione dell’esposizione a umidificazione in servizio: occasionale;
Distribuzione degli agenti biologici: a)funghi: U; b)*insetti: U; c)termiti: L; d)organismi marini: -.
CLASSE DI RISCHIO: 3;
Situazione generale di servizio: non a contatto con terreno, non al coperto;
Descrizione dell’esposizione a umidificazione in servizio: frequente;
Distribuzione degli agenti biologici: a)funghi: U; b)*insetti: U; c)termiti: L; d)organismi marini: -;
CLASSE DI RISCHIO: 4;
Situazione generale di servizio: a contatto con terreno o acqua dolce;
Descrizione dell’esposizione a umidificazione in servizio: permanente;
Distribuzione degli agenti biologici: a)funghi: U; b)*insetti: U; c)termiti: L; d)organismi marini: -.
CLASSE DI RISCHIO: 5;
Situazione generale di servizio: in acqua salata;
Descrizione dell’esposizione a umidificazione in servizio: permanente;
Distribuzione degli agenti biologici: a)funghi: U; b)*insetti: U; c)termiti: L; d)organismi marini: U.
DOVE:
U = universalmente presente in Europa
L = localmente presente in Europa
* il rischio di attacco può essere non significativo a seconda delle particolari situazioni di servizio.
01.09.R13 Resistenza agli urti
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Manuale di Manutenzione
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
I rivestimenti unitamente alle pareti dovranno essere in grado di sopportare urti (definiti dall'energia cinetica di urti-tipo o convenzionali di corpi duri, come di oggetti scagliati, o molli, come il peso di un corpo che cade) che non debbono
compromettere la stabilità della parete, né provocare il distacco di elementi o frammenti pericolosi a carico degli utenti.
Livello minimo della prestazione:
I rivestimenti unitamente alle pareti dovranno resistere all'azione di urti sulla faccia esterna ed interna, prodotti secondo le modalità riportate di seguito che corrispondono a quelle previste dalla norma UNI 9269 P:
TIPO DI PROVA: Urto con corpo duro;
Massa del corpo [Kg] = 0.5;
Energia d’urto applicata [J] = 3;
Note: - ;
TIPO DI PROVA: Urto con corpo molle di grandi dimensioni;
Massa del corpo [Kg] = 50;
Energia d’urto applicata [J] = 300;
Note: Non necessario, per la faccia esterna, oltre il piano terra;
TIPO DI PROVA: Urto con corpo molle di piccole dimensioni;
Massa del corpo [Kg] = 3;
Energia d’urto applicata [J] = 60 - 10 - 30;
Note: Superficie esterna, al piano terra.
01.09.R14 Resistenza al fuoco
Classe di Requisiti: Protezione antincendio
Classe di Esigenza: Sicurezza
I materiali costituenti i rivestimenti, sottoposti all'azione del fuoco non devono subire trasformazioni chimico-fisiche.
Livello minimo della prestazione:
In particolare i rivestimenti unitamente agli elementi costruttivi delle pareti devono avere la resistenza al fuoco indicata di seguito, espressa in termini di tempo entro il quale conservano stabilità, tenuta alla fiamma e ai fumi e isolamento
termico:
Altezza antincendio (m): da 12 a 32 - Classe REI (min): 60;
Altezza antincendio (m): da oltre 32 a 80 - Classe REI (min): 90;
Altezza antincendio (m): oltre 80 - Classe REI (min): 120.
01.09.R15 Resistenza al gelo
Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici
Classe di Esigenza: Sicurezza
I rivestimenti non dovranno subire disgregazioni e variazioni dimensionali e di aspetto in conseguenza della formazione di ghiaccio.
Livello minimo della prestazione:
I valori minimi variano in funzione del materiale impiegato. La resistenza al gelo viene determinata secondo prove di laboratorio su provini sottoposti a cicli alternati di gelo (in aria raffreddata) e disgelo (in acqua termostatizzata). Le
misurazioni della variazione del modulo elastico, della massa e della lunghezza ne determinano la resistenza al gelo.
01.09.R16 Resistenza al vento
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
I rivestimenti unitamente alle pareti dovranno resistere alle azioni e depressioni del vento tale da non compromettere la stabilità e la funzionalità degli strati che le costituiscono.
Livello minimo della prestazione:
I livelli minimi variano in funzione di prove di laboratorio basate nella misurazione della differenza di pressione in condizioni di sovrappressione e in depressione, con cassoni d'aria o cuscini d'aria, di una sezione di parete secondo la ISO
7895.
01.09.R17 Resistenza all'acqua
Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici
Classe di Esigenza: Sicurezza
I rivestimenti costituenti le pareti, a contatto con l'acqua, dovranno mantenere inalterate le proprie caratteristiche chimico-fisiche.
Livello minimo della prestazione:
In presenza di acqua, non devono verificarsi variazioni dimensionali né tantomeno deformazioni permanenti nell'ordine dei 4 - 5 mm rispetto al piano di riferimento della parete.
01.09.R18 Resistenza meccanica
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
I rivestimenti unitamente alle pareti dovranno limitare la manifestazione di eventuali rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni.
Livello minimo della prestazione:
Per una analisi più approfondita dei livelli minimi rispetto ai vari componenti e materiali costituenti i rivestimenti si rimanda alle prescrizioni di legge e di normative vigenti in materia.
01.09.R19 Tenuta all'acqua
Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici
Classe di Esigenza: Benessere
La stratificazione dei rivestimenti unitamente alle pareti dovrà essere realizzata in modo da impedire alle acque meteoriche di penetrare negli ambienti interni provocando macchie di umidità e/o altro ai rivestimenti interni.
Livello minimo della prestazione:
I livelli prestazionali variano in funzione delle classi, della permeabilità all’aria di riferimento a 100 Pa misurata in m^3 / hm ^2 e della pressione massima di prova misurata in Pa.
L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:
° 01.09.01 Intonaco
° 01.09.02 Rivestimenti lapidei
° 01.09.03 Rivestimento a cappotto
° 01.09.04 Tinteggiature e decorazioni
Pagina 57
Manuale di Manutenzione
Elemento Manutenibile: 01.09.01
Intonaco
Unità Tecnologica: 01.09
Opere da decoratore
Si tratta di un sottile strato di malta la cui funzione è quella di rivestimento nelle strutture edilizie. Svolge inoltre la funzione di protezione, delle strutture, dall'azione degradante degli agenti atmosferici e dei fattori ambientali è allo stesso
tempo protettiva e decorativa. Il rivestimento a intonaco è comunque una superficie che va rinnovata periodicamente e in condizioni normali esso fornisce prestazioni accettabili per 20 - 30 anni.
La malta per intonaco è costituita da leganti (cemento, calce idraulica, calce aerea, gesso) e da un inerte (sabbia) e da acqua nelle giuste proporzioni a secondo del tipo di intonaco; vengono, in alcuni casi, inoltre aggiunti all'impasto additivi
che restituiscono all'intonaco particolari qualità a secondo del tipo d'impiego. Nell'intonaco tradizionale a tre strati il primo, detto rinzaffo, svolge la funzione di aggrappo al supporto e di grossolano livellamento; il secondo, detto arriccio,
costituisce il corpo dell'intonaco la cui funzione è di resistenza meccanica e di tenuta all'acqua; il terzo strato, detto finitura, rappresenta la finitura superficiale e contribuisce a creare una prima barriera la cui funzione è quella di opporsi alla
penetrazione dell'acqua e delle sostanze aggressive.
Gli intonaci per esterni possono suddividersi in intonaci ordinari e intonaci speciali. A loro volta i primi possono ulteriormente suddividersi in intonaci miscelati in cantiere ed in intonaci premiscelati; i secondi invece in intonaci additivati,
intonaci a stucco o lucidi, intonaci plastici ed infine intonaci monostrato.
Rappresentazione grafica e descrizione
Utensili per la stesura dell'intonaco
UTENSILI IMPIEGATI NELLA PREPARAZIONE
E STESURA DELL’INTONACO
SECCHIO
FERRO DA STUCCO
CAZZUOLA DA
INTONACO
CAZZUOLA DA MURO
O COMUNE
CAZZUOLA
DA STUCCO
FRATTAZZINO
FRATTAZZO
CAZZUOLA METALLICA
PER LISCIATURA
E RASATURA
SPARVIERE
O TAVOLETTA
PORTA MALTA
SPARVIERE
O PALETTA
PORTA MALTA
REGOLO
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.09.01.A01 Alveolizzazione
01.09.01.A02 Attacco biologico
01.09.01.A03 Bolle d'aria
01.09.01.A04 Cavillature superficiali
01.09.01.A05 Crosta
01.09.01.A06 Decolorazione
01.09.01.A07 Deposito superficiale
01.09.01.A08 Disgregazione
01.09.01.A09 Distacco
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Manuale di Manutenzione
01.09.01.A10 Efflorescenze
01.09.01.A11 Erosione superficiale
01.09.01.A12 Esfoliazione
01.09.01.A13 Fessurazioni
01.09.01.A14 Macchie e graffiti
01.09.01.A15 Mancanza
01.09.01.A16 Patina biologica
01.09.01.A17 Penetrazione di umidità
01.09.01.A18 Pitting
01.09.01.A19 Polverizzazione
01.09.01.A20 Presenza di vegetazione
01.09.01.A21 Rigonfiamento
01.09.01.A22 Scheggiature
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.09.01.I01 Pulizia delle superfici
Cadenza: quando occorre
Pulizia della patina superficiale degradata dell'intonaco mediante lavaggio ad acqua con soluzioni adatte al tipo di rivestimento. Rimozioni di macchie, graffiti o depositi superficiali mediante l'impiego di tecniche con getto d'acqua a pressione
e/o con soluzioni chimiche appropriate.
01.09.01.I02 Sostituzione delle parti più soggette ad usura
Cadenza: quando occorre
Sostituzione delle parti più soggette ad usura o altre forme di degrado mediante l'asportazione delle aree più degradate, pulizia delle parti sottostanti mediante spazzolatura e preparazione della base di sottofondo previo lavaggio. Ripresa
dell'area con materiali adeguati e/o comunque simili all'intonaco originario ponendo particolare attenzione a non alterare l'aspetto visivo cromatico delle superfici.
Elemento Manutenibile: 01.09.02
Rivestimenti lapidei
Unità Tecnologica: 01.09
Opere da decoratore
Quelli tradizionali possono essere costituiti da lastre singole la cui posa avviene in modo indipendente l'una dall'altra e risultano essere autonome ma compatibili rispetto alle stratificazioni interne. Quelli più innovativi sono costituiti da pannelli
formati da uno o più elementi lapidei a loro volta indipendenti o assemblati in opera. Per il rivestimento di pareti esterne è preferibile utilizzare materiali che oltre a fattori estetici diano garanzia di resistenza meccanica all'usura e agli attacchi
derivanti da fattori inquinanti (tra questi i marmi come il bianco di Carrara, i graniti, i travertini, ecc.).
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.09.02.A01 Alterazione cromatica
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Manuale di Manutenzione
01.09.02.A02 Alveolizzazione
01.09.02.A03 Crosta
01.09.02.A04 Degrado sigillante
01.09.02.A05 Deposito superficiale
01.09.02.A06 Disgregazione
01.09.02.A07 Distacco
01.09.02.A08 Efflorescenze
01.09.02.A09 Erosione superficiale
01.09.02.A10 Esfoliazione
01.09.02.A11 Fessurazioni
01.09.02.A12 Macchie e graffiti
01.09.02.A13 Mancanza
01.09.02.A14 Patina biologica
01.09.02.A15 Penetrazione di umidità
01.09.02.A16 Perdita di elementi
01.09.02.A17 Pitting
01.09.02.A18 Polverizzazione
01.09.02.A19 Presenza di vegetazione
01.09.02.A20 Rigonfiamento
01.09.02.A21 Scheggiature
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.09.02.I01 Pulizia delle superfici
Cadenza: ogni 5 anni
Pulizia della patina superficiale degradata del rivestimento lapideo mediante lavaggio ad acqua ed impacchi con soluzioni adatte al tipo di rivestimento. Rimozioni di macchie, graffiti o depositi superficiali mediante l'impiego di tecniche con
getto d'acqua calda a vapore e soluzioni chimiche appropriate.
01.09.02.I02 Pulizia e reintegro giunti
Cadenza: ogni 10 anni
Rimozione dei pannelli lapidei di facciata, pulizia degli alloggiamenti, reintegro degli giunti strutturali e rifacimento delle sigillature di tenuta degradate.
01.09.02.I03 Ripristino strati protettivi
Cadenza: ogni 5 anni
Ripristino degli strati protettivi, previa accurata pulizia delle superfici, con soluzioni chimiche appropriate che non alterino le caratteristiche fisico-chimiche dei materiale ed in particolare di quelle visive cromatiche.
01.09.02.I04 Sostituzione degli elementi degradati
Pagina 60
Manuale di Manutenzione
Cadenza: quando occorre
Sostituzione degli elementi usurati o rotti con altri analoghi. Sostituzione e verifica dei relativi ancoraggi.
Elemento Manutenibile: 01.09.03
Rivestimento a cappotto
Unità Tecnologica: 01.09
Opere da decoratore
E' un tipo di rivestimento che prevede l'utilizzo di pannelli o lastre di materiale isolante fissate meccanicamente al supporto murario e protette da uno strato sottile di intonaco.
Rappresentazione grafica e descrizione
Esempio di isolamento a cappotto
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.09.03.A01 Alveolizzazione
01.09.03.A02 Attacco biologico
01.09.03.A03 Bolle d'aria
01.09.03.A04 Cavillature superficiali
01.09.03.A05 Crosta
01.09.03.A06 Decolorazione
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Manuale di Manutenzione
01.09.03.A07 Deposito superficiale
01.09.03.A08 Disgregazione
01.09.03.A09 Distacco
01.09.03.A10 Efflorescenze
01.09.03.A11 Erosione superficiale
01.09.03.A12 Esfoliazione
01.09.03.A13 Fessurazioni
01.09.03.A14 Macchie e graffiti
01.09.03.A15 Mancanza
01.09.03.A16 Patina biologica
01.09.03.A17 Penetrazione di umidità
01.09.03.A18 Pitting
01.09.03.A19 Polverizzazione
01.09.03.A20 Presenza di vegetazione
01.09.03.A21 Rigonfiamento
01.09.03.A22 Scheggiature
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.09.03.I01 Pulizia delle superfici
Cadenza: quando occorre
Pulizia della patina superficiale degradata dell'intonaco mediante lavaggio ad acqua con soluzioni adatte al tipo di rivestimento. Rimozioni di macchie, graffiti o depositi superficiali mediante l'impiego di soluzioni chimiche appropriate e
comunque con tecniche idonee.
01.09.03.I02 Sostituzione di parti usurate
Cadenza: quando occorre
Sostituzione delle parti più soggette ad usura o altre forme di degrado mediante l'asportazione dei pannelli o lastre danneggiate. Rifacimento dell'intonaco di protezione o altro rivestimento con materiali adeguati e/o comunque simili a quelli
originari ponendo particolare attenzione a non alterare l'aspetto visivo cromatico delle superfici.
Elemento Manutenibile: 01.09.04
Tinteggiature e decorazioni
Unità Tecnologica: 01.09
Opere da decoratore
La vasta gamma delle tinteggiature o pitture varia a secondo delle superficie e degli ambienti dove trovano utilizzazione. Per gli ambienti esterni di tipo rurale si possono distinguere le pitture a calce, le pitture a colla, le idropitture, le pitture
ad olio; per gli ambienti di tipo urbano si possono distinguere le pitture alchidiche, le idropitture acrilviniliche (tempere); per le tipologie industriali si hanno le idropitture acriliche, le pitture siliconiche, le pitture epossidiche, le pitture viniliche,
ecc.
Le decorazioni trovano il loro impiego particolarmente per gli elementi di facciata o comunque a vista. La vasta gamma di materiali e di forme varia a secondo dell'utilizzo e degli ambienti d'impiego. Possono essere elementi prefabbricati o
gettati in opera, lapidei, gessi, laterizi, ecc.. Talvolta gli stessi casseri utilizzati per il getto di cls ne assumono forme e tipologie diverse tali da raggiungere aspetti decorativi nelle finiture.
Pagina 62
Manuale di Manutenzione
Rappresentazione grafica e descrizione
Simboli pericoli prodotti vernicianti
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.09.04.A01 Alveolizzazione
01.09.04.A02 Bolle d'aria
01.09.04.A03 Cavillature superficiali
01.09.04.A04 Crosta
01.09.04.A05 Decolorazione
01.09.04.A06 Deposito superficiale
Pagina 63
Manuale di Manutenzione
01.09.04.A07 Disgregazione
01.09.04.A08 Distacco
01.09.04.A09 Efflorescenze
01.09.04.A10 Erosione superficiale
01.09.04.A11 Esfoliazione
01.09.04.A12 Fessurazioni
01.09.04.A13 Macchie e graffiti
01.09.04.A14 Mancanza
01.09.04.A15 Patina biologica
01.09.04.A16 Penetrazione di umidità
01.09.04.A17 Pitting
01.09.04.A18 Polverizzazione
01.09.04.A19 Presenza di vegetazione
01.09.04.A20 Rigonfiamento
01.09.04.A21 Scheggiature
01.09.04.A22 Sfogliatura
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.09.04.I01 Ritinteggiatura e coloritura
Cadenza: quando occorre
Ritinteggiature delle superfici con nuove pitture previa carteggiatura e sverniciatura, stuccatura dei paramenti e preparazione del fondo mediante applicazione, se necessario, di prevernici fissanti. Le modalità di ritinteggiatura, i prodottii, le
attrezzature variano comunque in funzione delle superfici e dei materiali costituenti.
01.09.04.I02 Sostituzione elementi decorativi degradati
Cadenza: quando occorre
Sostituzione degli elementi decorativi usurati o rotti con altri analoghi o se non possibile riparazione dei medesimi con tecniche appropriate tali da non alterare gli aspetti geometrici-cromatici delle superfici di facciata. Sostituzione e verifica dei
relativi ancoraggi.
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Manuale di Manutenzione
Unità Tecnologica: 01.10
Impianti ascensore
L'impianto di trasporto verticale è l'insieme degli elementi tecnici aventi la funzione di trasportare persone e/o cose. Generalmente è costituito da un apparecchio elevatore, da una cabina (le cui dimensioni consentono il passaggio delle
persone) che scorre lungo delle guide verticali o inclinate al massimo di 15° rispetto alla verticale. Gli ascensori sono classificati in classi:
CLASSE I: adibiti al trasporto di persone;
CLASSE II: adibiti al trasporto di persone ma che possono trasportare anche merci;
CLASSE III: adibiti al trasporto di letti detti anche montalettighe;
CLASSE IV: adibiti al trasporto di merci accompagnate da persone;
CLASSE V: adibiti al trasporto esclusivo di cose.
Il manutentore (ai sensi del D.P.R. 162/99) è l'unico responsabile dell'impianto e pertanto deve effettuare le seguenti verifiche, annotandone i risultati sull'apposito libretto dell'impianto:
- integrità ed efficienza di tutti i dispositivi dell'impianto quali limitatori, paracadute, ecc.;
- elementi portanti quali funi e catene;
- isolamento dell'impianto elettrico ed efficienza dei collegamenti di terra.
Gli ascensori e montacarichi vanno sottoposti a verifiche periodiche da parte di uno dei seguenti soggetti:
- azienda Sanitaria Locale competente per territorio;
- ispettorati del Ministero del Lavoro;
- organismi abilitati dalla legge.
REQUISITI E PRESTAZIONI (UT)
01.10.R01 Affidabilità
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
Gli elementi dell'impianto di trasporto verticale devono funzionare senza causare pericoli sia in condizioni normali sia in caso di emergenza.
Livello minimo della prestazione:
In caso di mancanza dell’alimentazione elettrica principale o in caso di mancanza dell’alimentazione del circuito di manovra la decelerazione della cabina non deve superare quella che si ha per intervento del paracadute o per urto sugli
ammortizzatori. Devono essere installati due esemplari di elementi meccanici del freno in modo da garantire l'azione frenante di almeno un freno qualora uno di detti elementi non agisca.
01.10.R02 Isolamento elettrico
Classe di Requisiti: Protezione elettrica
Classe di Esigenza: Sicurezza
Gli elementi costituenti i conduttori dell'impianto elettrico posto a servizio dell'impianto ascensore devono essere in grado resistere al passaggio di cariche elettriche.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere garantiti i livelli minimi richiesti dalla normativa di settore.
L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:
° 01.10.01 Ammortizzatori della cabina
° 01.10.02 Cabina
° 01.10.03 Contrappeso
° 01.10.04 Funi
° 01.10.05 Guide cabina
° 01.10.06 Interruttore di extracorsa
° 01.10.07 Limitatore di velocità
° 01.10.08 Macchinari elettromeccanici
° 01.10.09 Macchinari oleodinamici
° 01.10.10 Montacarichi
° 01.10.11 Vani corsa
° 01.10.12 Montascale o servoscale
° 01.10.13 Nastri trasportatori
° 01.10.14 Paracadute
° 01.10.15 Porte di piano
° 01.10.16 Pulsantiera
° 01.10.17 Quadro di manovra
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Manuale di Manutenzione
Elemento Manutenibile: 01.10.01
Ammortizzatori della cabina
Unità Tecnologica: 01.10
Impianti ascensore
Gli ammortizzatori sono installati all'estremità inferiore del vano corsa al fine di ammortizzare il movimento della cabina che non si fosse fermata regolarmente. Possono essere di vari tipi:
- ammortizzatori ad accumulo di energia;
- ammortizzatori con movimento di ritorno ammortizzato;
- ammortizzatori a dissipazione di energia.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.10.01.R01 Efficienza
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
Gli ammortizzatori delle cabine ascensore devono funzionare correttamente senza causare pericoli per l'utilizzo della cabina.
Livello minimo della prestazione:
Gli ammortizzatori devono essere tali da essere compressi sotto un carico statico compreso tra 2,5 e 4 volte la massa della cabina più la portata (o la massa del contrappeso).
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.10.01.A01 Difetti di compressione
01.10.01.A02 Difetti di lubrificazione
01.10.01.A03 Disallineamento
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.10.01.I01 Sostituzione
Cadenza: quando occorre
Sostituire gli ammortizzatori quando scarichi e non più rispondenti alla normativa.
Elemento Manutenibile: 01.10.02
Cabina
Unità Tecnologica: 01.10
Impianti ascensore
La cabina dell'impianto di ascensore è quella parte dell'impianto che è adibita al trasporto di persone e/o cose a secondo della classe dell'ascensore.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.10.02.R01 Comodità di uso e manovra
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
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Manuale di Manutenzione
Le aperture del vano che consentono l’accesso alla cabina devono presentare caratteristiche di facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità.
Livello minimo della prestazione:
Le porte di piano devono avere altezza libera di accesso non inferiore a 2 m. La larghezza libera di accesso delle porte di piano non deve superare per più di 50 mm, su ciascun lato, la larghezza libera dell’accesso della cabina. Ogni
accesso di piano deve avere una soglia con resistenza sufficiente a sopportare il passaggio dei carichi che possono essere introdotti nella cabina.
01.10.02.R02 Resistenza meccanica
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le porte, con i loro dispositivi di blocco, devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di determinate sollecitazioni.
Livello minimo della prestazione:
La resistenza meccanica delle porte e dei relativi dispositivi di blocco viene determinata eseguendo una prova di resistenza secondo le modalità indicate dalle norme. Tale prova prevede che applicando una forza di 300 N, perpendicolare
all’anta, le porte:
a) resistano senza manifestare alcuna deformazione permanente;
b) resistano senza subire una deformazione elastica maggiore di 15 mm.
Particolari accorgimenti devono essere adoperati se le ante delle porte sono costituite da vetro in modo che le forze possono essere applicate senza danneggiare il vetro.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.10.02.A01 Difetti ai meccanismi di leveraggio
01.10.02.A02 Difetti di lubrificazione
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.10.02.I01 Lubrificazione meccanismi di leveraggio
Cadenza: ogni mese
Effettuare una lubrificazione delle serrature, dei sistemi di bloccaggio e leveraggio delle porte, degli interruttori di fine corsa e di piano.
01.10.02.I02 Pulizia pavimento e pareti della cabina
Cadenza: ogni mese
Effettuare una pulizia del pavimento, delle pareti, degli specchi se presenti utilizzando idonei prodotti.
01.10.02.I03 Sostituzione elementi della cabina
Cadenza: quando occorre
Sostituire i tappetini, i pavimenti e i rivestimenti quando necessario.
Elemento Manutenibile: 01.10.03
Contrappeso
Unità Tecnologica: 01.10
Impianti ascensore
Il contrappeso consente alla fune, che sostiene la cabina, di aderire alla puleggia di trazione.
Generalmente il contrappeso è costituito da da una arcata metallica sui quali sono agganciati i blocchi che possono essere realizzati in metallo o in acciaio o misti.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.10.03.R01 Resistenza allo snervamento
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le funi o catene che sostengono i contrappesi o le masse di bilanciamento devono essere in grado di sostenerli senza causare pericoli.
Livello minimo della prestazione:
Le funi devono avere un diametro nominale non minore di 8 mm ed una classe di resistenza dei fili di 1570 N/mm2 o 1770 N/mm2 per le funi ad una classe di resistenza; oppure di 1370 N/mm2 per i fili esterni e 1770 N/mm2 per i fili interni
nelle funi a doppia classe di resistenza. Il coefficiente di sicurezza (che è il rapporto tra il carico di rottura minimo di una fune e la tensione massima nella stessa fune quando la cabina si trova alla fermata più bassa) delle funi di sospensione
deve essere non inferiore a:
- 12, nel caso di argani a frizione con tre o più funi;
- 16, nel caso di argani a frizione con due funi portanti;
- 12, nel caso di argani a tamburo.
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Manuale di Manutenzione
Le estremità di ogni catena devono essere fissate alla cabina, al contrappeso o alla massa di bilanciamento ed ai punti fissi mediante idonei attacchi. Il collegamento tra catene e attacco deve essere verificato e si deve avere una resistenza
non inferiore all’80% del carico di rottura minimo della catena. Il collegamento tra fune e attacco deve avere resistenza non inferiore all’80% del carico di rottura minimo della fune. Il coefficiente di sicurezza delle catene di sospensione non
deve essere inferiore a 10.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.10.03.A01 Anomalie delle guide
01.10.03.A02 Difetti delle pulegge
01.10.03.A03 Mancanza di lubrificazione
01.10.03.A04 Snervamento delle funi
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.10.03.I01 Eguagliamento funi e catene
Cadenza: ogni mese
Eseguire l'eguagliamento delle funi e delle catene.
01.10.03.I02 Lubrificazione
Cadenza: ogni 2 mesi
Effettuare una lubrificazione delle pulegge e/o dei pignoni.
01.10.03.I03 Sostituzione delle funi
Cadenza: quando occorre
Sostituire le funi quando i fili rotti che le costituiscono hanno raggiunto una sezione valutabile nel 10% della sezione metallica totale della fune.
Elemento Manutenibile: 01.10.04
Funi
Unità Tecnologica: 01.10
Impianti ascensore
Le funi (in acciaio o con catene di acciaio) hanno il compito di sostenere le cabine, i contrappesi o le masse di bilanciamento.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.10.04.R01 Resistenza meccanica
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le funi o catene devono essere in grado di sostenere senza causare pericoli le cabine, i contrappesi o le masse di bilanciamento.
Livello minimo della prestazione:
Le funi devono avere un diametro nominale non minore di 8 mm ed una classe di resistenza dei fili di 1570 N/mm2 o 1770 N/mm2 per le funi ad una classe di resistenza; oppure di 1370 N/mm2 per i fili esterni e 1770 N/mm2 per i fili interni
nelle funi a doppia classe di resistenza. Il coefficiente di sicurezza (che è il rapporto tra il carico di rottura minimo di una fune e la tensione massima nella stessa fune quando la cabina si trova alla fermata più bassa) delle funi di sospensione
deve essere non inferiore a:
- 12, nel caso di argani a frizione con tre o più funi;
- 16, nel caso di argani a frizione con due funi portanti;
- 12, nel caso di argani a tamburo.
Le estremità di ogni catena devono essere fissate alla cabina, al contrappeso o alla massa di bilanciamento ed ai punti fissi mediante idonei attacchi. Il collegamento tra catene e attacco deve essere verificato e si deve avere una resistenza
non inferiore all’80% del carico di rottura minimo della catena. Il collegamento tra fune e attacco deve avere resistenza non inferiore all’80% del carico di rottura minimo della fune. Il coefficiente di sicurezza delle catene di sospensione non
deve essere inferiore a 10.
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Manuale di Manutenzione
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.10.04.A01 Snervamento delle funi
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.10.04.I01 Eguagliamento funi e catene
Cadenza: ogni mese
Eseguire l'eguagliamento delle funi e delle catene.
01.10.04.I02 Sostituzione delle funi
Cadenza: quando occorre
Sostituire le funi quando i fili rotti che le costituiscono hanno raggiunto una sezione valutabile nel 10% della sezione metallica totale della fune.
Elemento Manutenibile: 01.10.05
Guide cabina
Unità Tecnologica: 01.10
Impianti ascensore
Le guide della cabina vengono normalmente realizzate in barre di acciaio trafilato a freddo con sezione a T che vengono installate verticalmente lungo il vano ascensore. Lungo queste guide scorre l'arcata che è la struttura alla quale è
fissata direttamente la cabina; l'arcata per mezzo di pattini (che possono essere del tipo strisciante o a ruota) scorre sulle guide.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.10.05.R01 Regolarità delle finiture
Classe di Requisiti: Visivi
Classe di Esigenza: Aspetto
Le guide della cabina debbono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, fessurazioni, scagliature o screpolature superficiali.
Livello minimo della prestazione:
I livelli minimi variano in funzione delle varie esigenze di aspetto come: la planarità; l'assenza di difetti superficiali; l'omogeneità di colore; l'omogeneità di brillantezza; l'omogeneità di insudiciamento, ecc..
01.10.05.R02 Resistenza meccanica
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le guide della cabina unitamente alle pareti sulle quali sono agganciate dovranno limitare la manifestazione di eventuali rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni.
Livello minimo della prestazione:
Per una analisi più approfondita dei livelli minimi rispetto ai vari componenti e materiali costituenti le guide della cabina si rimanda alle prescrizioni di legge e di normative vigenti in materia.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.10.05.A01 Anomalie delle guide
01.10.05.A02 Difetti di serraggio
01.10.05.A03 Disallineamento guide
01.10.05.A04 Usura dei pattini
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Manuale di Manutenzione
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.10.05.I01 Lubrificazione
Cadenza: ogni 3 mesi
Eseguire una lubrificazione con prodotti specifici delle guide di scorrimento della cabina.
Elemento Manutenibile: 01.10.06
Interruttore di extracorsa
Unità Tecnologica: 01.10
Impianti ascensore
L’interruttore di extracorsa è un dispositivo elettrico di sicurezza che, quando azionato, deve fermare il macchinario e tenerlo fermo. L’interruttore di extracorsa deve richiudersi automaticamente quando la cabina abbandona la zona di
azionamento.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.10.06.R01 (Attitudine al) controllo delle dispersioni elettriche
Classe di Requisiti: Protezione elettrica
Classe di Esigenza: Sicurezza
I quadri di manovra devono essere protetti da un morsetto di terra (contro la formazione di cariche positive) che deve essere collegato direttamente ad un conduttore di terra.
Livello minimo della prestazione:
L’apparecchiatura elettrica deve funzionare in modo sicuro nell’ambiente e nelle condizioni di lavoro specificate ed alle caratteristiche e tolleranze di alimentazione elettrica dichiarate, tenendo conto delle disfunzioni prevedibili.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.10.06.A01 Corto circuiti
01.10.06.A02 Difetti agli interruttori
01.10.06.A03 Difetti di taratura
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.10.06.I01 Pulizia generale
Cadenza: ogni 3 mesi
Pulizia generale degli interruttori di manovra, dei sezionatori di messa a terra, delle lame e delle pinze dei sezionatori di linea.
01.10.06.I02 Sostituzione
Cadenza: quando occorre
Sostituire gli interruttori di extracorsa non più funzionanti.
Elemento Manutenibile: 01.10.07
Limitatore di velocità
Unità Tecnologica: 01.10
Impianti ascensore
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Manuale di Manutenzione
Il limitatore di velocità è un dispositivo di sicurezza che comanda il sistema di blocco paracadute della cabina in caso di eccesso di velocità. Generalmente il limitatore è connesso all'arcata della cabina mediante una fune; nel caso di eccesso
di velocità il limitatore viene bloccato da un gancio azionato dall'azione della forza centrifuga ed un contatto elettrico provvede a togliere l'alimentazione all'impianto.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.10.07.R01 Efficienza
Classe di Requisiti: Funzionalità in emergenza
Classe di Esigenza: Funzionalità
Il limitatore di velocità delle cabine ascensore deve entrare in funzione nel più breve tempo possibile.
Livello minimo della prestazione:
In ogni caso l'intervento del limitatore di velocità che aziona il paracadute della cabina deve avvenire prima che la velocità nominale raggiunga:
a) 0,80 m/s per i paracadute a presa istantanea diversi da quelli a rulli;
b) 1 m/s per i paracadute a presa istantanea del tipo a rulli;
c) 1,5 m/s per i paracadute a presa istantanea con effetto ammortizzato e per paracadute a presa progressiva usati per velocità nominale non maggiore di 1,0 m/s;
d) (1,25v + 0,25/v) m/s per i paracadute a presa progressiva usati per velocità nominale maggiore di 1,0 m/s. (dove v è la velocità nominale).
01.10.07.R02 Resistenza meccanica
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Il limitatore di velocità deve essere mosso da una fune metallica capace di resistere agli sforzi che si verificano durante il funzionamento.
Livello minimo della prestazione:
Il carico di rottura minimo della fune deve essere almeno 8 volte superiore alla forza di trazione che si genera nella fune stessa all’atto dell’intervento del limitatore di velocità.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.10.07.A01 Anomalie della puleggia
01.10.07.A02 Difetti ai leverismi
01.10.07.A03 Difetti di serraggio
01.10.07.A04 Snervamento delle funi
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.10.07.I01 Eguagliamento fune
Cadenza: ogni mese
Eseguire l'eguagliamento della fune del limitatore.
01.10.07.I02 Sostituzione della fune
Cadenza: quando occorre
Sostituire la fune metallica del limitatore quando, dei fili che la compongono, se ne presentano rotti una percentuale valutabile intorno al 10% della sezione totale della fune metallica stessa.
Elemento Manutenibile: 01.10.08
Macchinari elettromeccanici
Unità Tecnologica: 01.10
Impianti ascensore
Sono gli organi motori che assicurano il movimento e l’arresto dell’ascensore.
Generalmente sono costituiti da una serie di elementi che consentono il corretto funzionamento dell'impianto elevatore quali la massa di bilanciamento, il paracadute (che può essere del tipo a presa istantanea, a presa istantanea con effetto
ammortizzato, a presa progressiva).
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Manuale di Manutenzione
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.10.08.R01 (Attitudine al) controllo della velocità
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
I macchinari e gli elementi che li costituiscono devono essere in grado di controllare i valori della velocità di discesa della cabina, sia nel normale funzionamento sia in caso di emergenza.
Livello minimo della prestazione:
La velocità della cabina deve essere misurata nella zona mediana del vano corsa e non deve superare velocità nominale di oltre il 5%.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.10.08.A01 Difetti degli ammortizzatori
01.10.08.A02 Difetti dei contatti
01.10.08.A03 Difetti dei dispositivi di blocco
01.10.08.A04 Difetti del limitatore di velocità
01.10.08.A05 Difetti del paracadute
01.10.08.A06 Difetti di alimentazione di energia elettrica
01.10.08.A07 Difetti di isolamento
01.10.08.A08 Diminuzione di tensione
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.10.08.I01 Lubrificazione
Cadenza: ogni mese
Effettuare una lubrificazione del paracadute e del limitatore di velocità.
01.10.08.I02 Sostituzione
Cadenza: quando occorre
Sostituire quando usurate le apparecchiature elettromeccaniche.
Elemento Manutenibile: 01.10.09
Macchinari oleodinamici
Unità Tecnologica: 01.10
Impianti ascensore
Sono gli organi motori che assicurano il movimento e l’arresto dell’ascensore. I macchinari oleodinamici basano il loro funzionamento su due metodi di azionamento ad azione diretta o ad azione indiretta. Se, per sollevare la cabina, si usano
più gruppi cilindro-pistone, essi devono essere interconnessi idraulicamente per assicurare la parità delle pressioni.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.10.09.R01 (Attitudine al) controllo della tenuta
Classe di Requisiti: Di stabilità
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Manuale di Manutenzione
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le tubazioni ed i relativi accessori del sistema idraulico di un ascensore devono essere adatti al fluido idraulico utilizzato ed essere progettati ed installati in modo da evitare ogni sollecitazione anormale.
Livello minimo della prestazione:
Le tubazioni rigide ed i loro accessori devono essere progettati in modo che sotto la pressione pari a 2,3 volte la pressione statica massima, sia assicurato un coefficiente di sicurezza di almeno 1,7 rispetto al limite convenzionale di elasticità
R p0,2.
Nel caso di gruppi cilindro-pistone telescopici che utilizzano dispositivi di sincronizzazione idraulica, si deve adottare un coefficiente di sicurezza addizionale di 1,3 per il calcolo delle tubazioni. La tubazione flessibile fra il cilindro e la valvola
di non ritorno o la valvola di discesa deve essere scelta con un coefficiente di sicurezza di almeno 8 tra la pressione statica massima e la pressione di scoppio. La tubazione flessibile ed i suoi raccordi, tra il cilindro e la valvola di non ritorno
o la valvola di discesa, devono resistere senza danni ad una pressione pari a 5 volte la pressione statica massima; questa prova deve essere effettuata da parte del fabbricante dell’insieme tubazione-raccordi.
01.10.09.R02 (Attitudine al) controllo della velocità
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
I macchinari e gli elementi che li costituiscono devono essere in grado di controllare i valori della velocità di discesa della cabina, sia nel normale funzionamento sia in caso di emergenza.
Livello minimo della prestazione:
La velocità della cabina deve essere misurata nella zona mediana del vano corsa e non deve superare velocità nominale di oltre il 5%.
01.10.09.R03 Resistenza a compressione
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
I macchinari e gli elementi che li costituiscono devono essere in grado di resistere a sforzi di compressione senza causare pericoli sia durante il normale funzionamento sia in caso di emergenza.
Livello minimo della prestazione:
Per i calcoli degli elementi dei gruppi cilindro-pistone telescopici, con sistema idraulico di sincronizzazione, si deve assumere il valore più alto della pressione che si può riscontrare in un elemento. Per determinare lo spessore degli elementi
si deve aggiungere 1,0 mm per le pareti e per il fondello del cilindro e 0,5 mm per le pareti dei pistoni cavi di gruppi cilindro-pistone semplici e telescopici. I calcoli devono essere condotti in conformità a quanto previsto dalle norme.
01.10.09.R04 Resistenza a trazione
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
I macchinari e gli elementi che li costituiscono devono essere in grado di resistere a trazione senza causare pericoli sia durante il normale funzionamento sia in caso di emergenza.
Livello minimo della prestazione:
I gruppi cilindro-pistone sollecitati a trazione devono essere costruiti in modo che risulti un coefficiente di sicurezza non minore di 2 tra le forze che si determinano per una pressione uguale a 1,4 volte la pressione statica massima e il limite
convenzionale di elasticità R p0,2.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.10.09.A01 Cadute di pressione
01.10.09.A02 Difetti degli ammortizzatori
01.10.09.A03 Difetti dei contatti
01.10.09.A04 Difetti dei dispositivi di blocco
01.10.09.A05 Difetti del limitatore di velocità
01.10.09.A06 Difetti del paracadute
01.10.09.A07 Difetti di isolamento
01.10.09.A08 Diminuzione di tensione
01.10.09.A09 Mancanza di energia elettrica
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.10.09.I01 Lubrificazione
Cadenza: ogni mese
Lubrificazione del paracadute e del limitatore di velocità.
Elemento Manutenibile: 01.10.10
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Manuale di Manutenzione
Montacarichi
Unità Tecnologica: 01.10
Impianti ascensore
Sono impianti non utilizzabili da persone, adibiti al solo trasporto di cose (montavivande, montacarte, ecc. ). In alcuni casi sono dotati di cabine di dimensioni più ampie che consentono l'accesso alle persone limitatamente, però, alle fasi di
carico e scarico.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.10.10.R01 (Attitudine al) controllo della velocità
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
I montacarichi devono essere in grado di controllare i valori della velocità sia nel normale funzionamento sia in caso di emergenza.
Livello minimo della prestazione:
La velocità di esercizio non deve superare la velocità nominale di oltre il 5%.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.10.10.A01 Anomalie degli sportelli
01.10.10.A02 Difetti degli ammortizzatori
01.10.10.A03 Difetti dei dispositivi di blocco
01.10.10.A04 Difetti del limitatore di velocità
01.10.10.A05 Difetti di isolamento
01.10.10.A06 Difetti di lubrificazione
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.10.10.I01 Lubrificazione
Cadenza: ogni mese
Effettuare una lubrificazione del paracadute e del limitatore di velocità.
01.10.10.I02 Sostituzione
Cadenza: quando occorre
Sostituire quando usurate le apparecchiature elettromeccaniche.
Elemento Manutenibile: 01.10.11
Vani corsa
Unità Tecnologica: 01.10
Impianti ascensore
Il vano corsa è il volume entro il quale si spostano la cabina, il contrappeso o la massa di bilanciamento. Questo volume di norma è materialmente delimitato dal fondo della fossa, dalle pareti e dal soffitto del vano.
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Manuale di Manutenzione
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.10.11.R01 Regolarità delle finiture
Classe di Requisiti: Adattabilità delle finiture
Classe di Esigenza: Fruibilità
Le aperture del vano che consentono l’accesso alla cabina devono essere realizzati nel rispetto della regola d'arte ed in modo da evitare pericoli per l'accesso alla cabina stessa.
Livello minimo della prestazione:
La superficie definita dalle pareti della cabina del vano corsa deve essere continua e composta da elementi in grado da assicurare una resistenza meccanica tale che, applicando sulla stessa una forza di 300 N, essa resista senza
deformazione permanente e senza deformazione elastica maggiore di 10 mm.
01.10.11.R02 Resistenza meccanica
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
La struttura del vano di corsa deve essere realizzata in modo da sopportare tutte le forze che possono verificarsi durante il funzionamento dell'impianto.
Livello minimo della prestazione:
La resistenza meccanica viene determinata applicando alle pareti una forza di 300 N e verificando che al termine della prova le pareti non presentino alcuna deformazione permanente o al più presentino una deformazione elastica inferiore
ai 15 mm. Il pavimento della fossa del vano di corsa deve sopportare la forza data dalla massa in kg delle guide (maggiorata delle reazioni all’atto dell’intervento del paracadute) e la forza data dagli ammortizzatori della cabina risultante
dalla formula:
4 · gn · (P + Q), dove:
P = somma delle masse della cabina vuota e dei componenti sostenuti da essa, e cioè parte dei cavi flessibili, funi/catene di compensazione (se esistono) ecc., in chilogrammi;
Q = portata (massa) in chilogrammi;
gn = accelerazione di gravità [9,81 m/s2].
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.10.11.A01 Difetti ai meccanismi di leveraggio
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.10.11.I01 Lubrificazione
Cadenza: ogni 6 mesi
Effettuare una lubrificazione di tutti organi di scorrimento (guide, pattini ecc.).
Elemento Manutenibile: 01.10.12
Montascale o servoscale
Unità Tecnologica: 01.10
Impianti ascensore
Sono pedane, sedili o piattaforme reclinabili o meno, dotati di comandi a bordo che si muovono su una guida inclinata lungo una o più rampe di scale.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.10.12.R01 (Attitudine al) controllo della velocità
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
I macchinari dei montascale devono essere in grado di controllare i valori della velocità di discesa sia nel normale funzionamento sia in caso di emergenza.
Livello minimo della prestazione:
La velocità del montascale misurata non deve superare velocità nominale di oltre il 5%.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.10.12.A01 Anomalie della puleggia
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Manuale di Manutenzione
01.10.12.A02 Blocco del paracadute
01.10.12.A03 Difetti di compressione
01.10.12.A04 Difetti di lubrificazione
01.10.12.A05 Usura delle ganasce
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.10.12.I01 Lubrificazione
Cadenza: ogni 2 mesi
Eseguire la pulizia delle guide di scorrimento ed eseguire una lubrificazione delle guide e dei pignoni.
Elemento Manutenibile: 01.10.13
Nastri trasportatori
Unità Tecnologica: 01.10
Impianti ascensore
Il nastro trasportatore è un'installazione azionata da motore, provvista di superficie in movimento senza fine quali segmenti, tappeto, ecc. per il trasporto di cose fra due punti allo stesso o diverso livello.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.10.13.R01 (Attitudine al) controllo della velocità
Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica
Classe di Esigenza: Funzionalità
I macchinari che muovono le scale ed i marciapiedi mobili devono essere in grado di controllare i valori della velocità.
Livello minimo della prestazione:
La velocità nominale dei nastri trasportatori non deve essere maggiore di 0,75 m/s.
01.10.13.R02 (Attitudine al) controllo del rumore prodotto
Classe di Requisiti: Acustici
Classe di Esigenza: Benessere
I nastri trasportatori non devono emettere un livello di rumore superiore a quello consentito dalla norma.
Livello minimo della prestazione:
Le misurazioni del rumore devono essere effettuate in conformità al prEN 12639.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.10.13.A01 Anomalie delle catene
01.10.13.A02 Anomalie ai segmenti dei nastri
01.10.13.A03 Anomalie tamburi
01.10.13.A04 Depositi vari
01.10.13.A05 Difetti di lubrificazione
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Manuale di Manutenzione
01.10.13.A06 Rumorosità
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.10.13.I01 Ingrassaggio
Cadenza: ogni 2 mesi
Effettuare una pulizia con successivo ingrassaggio con sostanze lubrificanti delle parti soggette ad usura quali motori e cuscinetti.
Elemento Manutenibile: 01.10.14
Paracadute
Unità Tecnologica: 01.10
Impianti ascensore
Il paracadute è un dispositivo di sicurezza che interviene quando la cabina non si arresta per un malfunzionamento; in questi casi interviene il paracadute (nel senso della discesa) che deve essere capace di arrestarla con carico eguale alla
portata, alla velocità di intervento del limitatore di velocità, anche in caso di rottura degli organi di sospensione, bloccandola sulle guide e di mantenerla in tale posizione. I paracadute possono essere dei seguenti tipi:
a) a presa progressiva;
b) a presa istantanea con effetto ammortizzato;
c) per la cabina, a presa istantanea, se la velocità nominale in discesa Vd è non superiore a 0,63 m/s;
d) per la massa di bilanciamento, a presa istantanea se la velocità nominale di salita Vm è non superiore a 0,63 m/s.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.10.14.R01 Efficienza
Classe di Requisiti: Funzionalità in emergenza
Classe di Esigenza: Funzionalità
Il paracadute della cabina di un ascensore deve intervenire soltanto nel movimento di discesa della cabina.
Livello minimo della prestazione:
Il paracadute deve intervenire nel più breve tempo possibile sia quando azionato da limitatore di velocità sia quando azionato dalla rottura della sospensione o da fune di sicurezza.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.10.14.A01 Anomalie dei rulli
01.10.14.A02 Anomalie delle valvole
01.10.14.A03 Anomalie delle molle
01.10.14.A04 Blocco del paracadute
01.10.14.A05 Usura delle ganasce
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.10.14.I01 Regolazione
Cadenza: ogni 6 mesi
Registrare i dispositivi del paracadute.
01.10.14.I02 Sostituzione ganasce
Cadenza: quando occorre
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Manuale di Manutenzione
Sostituire le ganasce quando usurate e non più efficienti.
Elemento Manutenibile: 01.10.15
Porte di piano
Unità Tecnologica: 01.10
Impianti ascensore
Le porte di piano consentono ai passeggeri di entrare in cabina e sono gli elementi essenziali per la funzionalità e la sicurezza dell'impianto ascensore. Negli impianti moderni le porte di piano sono collegate a quelle della cabina (vengono
azionate da un motore installato sul tetto della cabina).
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.10.15.R01 Comodità di uso e manovra
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
Le porte di piano che consentono l’accesso dai pianerottoli alla cabina devono presentare caratteristiche di facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità.
Livello minimo della prestazione:
Le porte di piano devono avere altezza libera di accesso non inferiore a 2 m. La larghezza libera di accesso delle porte di piano deve essere di almeno 80 cm e non deve superare per più di 50 mm, su ciascun lato, la larghezza libera
dell'accesso della cabina.
01.10.15.R02 Resistenza meccanica
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le porte, con i loro dispositivi di blocco, devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di determinate sollecitazioni.
Livello minimo della prestazione:
La resistenza meccanica delle porte e dei relativi dispositivi di blocco viene determinata eseguendo una prova di resistenza secondo le modalità indicate dalle norme. Tale prova prevede che applicando una forza di 300 N, perpendicolare
all’anta, le porte:
a) resistano senza manifestare alcuna deformazione permanente;
b) resistano senza subire una deformazione elastica maggiore di 15 mm.
Particolari accorgimenti devono essere adoperati se le ante delle porte sono costituite da vetro in modo che le forze possono essere applicate senza danneggiare il vetro.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.10.15.A01 Corrosione
01.10.15.A02 Deformabilità porte
01.10.15.A03 Difetti di chiusura
01.10.15.A04 Difetti di lubrificazione
01.10.15.A05 Non ortogonalità
01.10.15.A06 Scollaggi dei rivestimenti
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.10.15.I01 Lubrificazione serrature, cerniere
Cadenza: ogni 6 mesi
Lubrificazione ed ingrassaggio delle serrature e cerniere con prodotti siliconici, verifica del corretto funzionamento.
01.10.15.I02 Pulizia ante
Cadenza: quando occorre
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Manuale di Manutenzione
Pulizia delle ante con prodotti detergenti non aggressivi idonei al tipo di materiale.
01.10.15.I03 Pulizia vetri
Cadenza: quando occorre
Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei.
Elemento Manutenibile: 01.10.16
Pulsantiera
Unità Tecnologica: 01.10
Impianti ascensore
La pulsantiera (o quadro dei bottoni di comando) della cabina e dei vari piani sono quei dispositivi per mezzo dei quali gli utenti danno i comandi all'ascensore. Il funzionamento di detti dispositivi è basato su un circuito che viene chiuso
quando viene premuto un pulsante e questo comando viene trasmesso al sistema di manovra dell'ascensore.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.10.16.R01 Comodità d'uso e manovra
Classe di Requisiti: Di funzionamento
Classe di Esigenza: Gestione
Per consentire utilizzo da parte degli utenti le pulsantiere della cabina ascensore e quelle di piano devono essere disposte in modo da essere facilmente utilizzabili.
Livello minimo della prestazione:
In particolare l’altezza di installazione delle pulsantiere dal piano di calpestio deve essere compresa fra 0.40 e 1.40 m.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.10.16.A01 Anomalie dei pulsanti
01.10.16.A02 Difetti delle spie
01.10.16.A03 Difetti di serraggio
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.10.16.I01 Pulizia
Cadenza: ogni 2 mesi
Effettuare la pulizia delle pulsantiere per eliminare polvere, accumuli vari.
01.10.16.I02 Serraggio
Cadenza: ogni 2 mesi
Effettuare il serraggio dei dispositivi di tenuta delle pulsantiere.
Elemento Manutenibile: 01.10.17
Quadro di manovra
Unità Tecnologica: 01.10
Impianti ascensore
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Manuale di Manutenzione
Il quadro di manovra riceve i comandi degli utenti, espressi mediante le pulsantiere di piano e della cabina, e consente il funzionamento dell'ascensore. Generalmente questo dispositivo è installato nel locale dove sono alloggiate le macchine
dell'ascensore ed alimenta il motore dell'impianto nella direzione voluta e fino al piano desiderato dopo aver verificato che tutte le porte di piano siano chiuse. I quadri di manovra sono nella maggior parte dei casi composti da:
- una morsettiera degli ingressi e delle uscite dei vari collegamenti;
- almeno due contattori (teleruttori) di manovra;
- un gruppo di relais;
- un trasformatore.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.10.17.R01 (Attitudine al) controllo delle dispersioni elettriche
Classe di Requisiti: Protezione elettrica
Classe di Esigenza: Sicurezza
I quadri di manovrai devono essere protetti da un morsetto di terra (contro la formazione di cariche positive) che deve essere collegato direttamente ad un conduttore di terra.
Livello minimo della prestazione:
L’apparecchiatura elettrica deve funzionare in modo sicuro nell’ambiente e nelle condizioni di lavoro specificate ed alle caratteristiche e tolleranze di alimentazione elettrica dichiarate, tenendo conto delle disfunzioni prevedibili.
01.10.17.R02 Accessibilità
Classe di Requisiti: Facilità d'intervento
Classe di Esigenza: Funzionalità
I quadri di manovra degli ascensori devono essere facilmente accessibili per consentire un facile utilizzo sia nel normale funzionamento sia in caso di guasti.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
01.10.17.R03 Identificabilità
Classe di Requisiti: Facilità d'intervento
Classe di Esigenza: Funzionalità
I quadri e le cabine elettriche devono essere facilmente identificabili per consentire un facile utilizzo. Deve essere presente un cartello sul quale sono riportate le funzioni degli interruttori nonché le azioni da compiere in caso di emergenza su
persone colpite da folgorazione.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.10.17.A01 Anomalie dei trasformatori
01.10.17.A02 Anomalie della morsettiera
01.10.17.A03 Corto circuiti
01.10.17.A04 Difetti agli interruttori
01.10.17.A05 Difetti di taratura
01.10.17.A06 Surriscaldamento
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.10.17.I01 Lubrificazione ingranaggi e contatti
Cadenza: ogni 6 mesi
Lubrificare con vaselina pura i contatti, le pinze e le lame dei sezionatori di linea, gli interruttori di manovra, i sezionatori di messa a terra. Lubrificare con olio grafitato tutti gli ingranaggi e gli apparecchi di manovra.
01.10.17.I02 Pulizia generale
Cadenza: ogni 6 mesi
Pulizia generale degli interruttori di manovra, dei sezionatori di messa a terra, delle lame e delle pinze dei sezionatori di linea.
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Manuale di Manutenzione
Corpo d'Opera: 02
IMPIANTO TERMOIDRAULICI
Unità Tecnologiche:
° 02.01 Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione
° 02.02 Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri
° 02.03 Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione
° 02.04 Rete di distribuzione aria sala lettura-consultazione Biblioteca Civica Canna
° 02.05 Impianto idraulico
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Manuale di Manutenzione
Unità Tecnologica: 02.01
Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione
L'impianto di climatizzazione è l'insieme degli elementi tecnici aventi funzione di creare e mantenere nel sistema edilizio determinate condizioni termiche, di umidità e di ventilazione. L'unità tecnologica Impianto di climatizzazione è
generalmente costituita da:
-alimentazione, avente la funzione di trasportare il combustibile dai serbatoi e/o dalla rete di distribuzione fino ai gruppi termici;
-gruppi termici, che trasformano l'energia chimica dei combustibili di alimentazione in energia termica;
-centrali di trattamento fluidi, che hanno la funzione di trasferire l'energia termica prodotta (direttamente o utilizzando gruppi termici) ai fluidi termovettori;
-reti di distribuzione e terminali, che trasportano i fluidi termovettori ai vari terminali di scambio termico facenti parte dell'impianto;
-canne di esalazione, aventi la funzione di allontanare i fumi di combustione prodotti dai gruppi termici.
REQUISITI E PRESTAZIONI (UT)
02.01.R01 (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere in grado di garantire valori minimi di portata dei fluidi circolanti.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
02.01.R02 Sostituibilità
Classe di Requisiti: Facilità d'intervento
Classe di Esigenza: Funzionalità
Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere atti a consentire la collocazione in opera di altri elementi in caso di necessità.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:
° 02.01.01 Tubi in acciaio
° 02.01.02 Strato coibente
° 02.01.03 Tubazioni in polietilene
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Manuale di Manutenzione
Elemento Manutenibile: 02.01.01
Tubi in acciaio
Unità Tecnologica: 02.01
Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione
Le reti di distribuzione hanno la funzione di trasportare i fluidi termovettori fino ai terminali di scambio termico con l'ambiente. Vengono usate tubazioni in acciaio nero senza saldatura (del tipo Mannessman), in rame o in rame
opportunamente isolate.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
02.01.01.R01 (Attitudine al) controllo dell'aggressività dei fluidi
Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica
Classe di Esigenza: Funzionalità
Le tubazioni dell'impianto di climatizzazione devono assicurare che i fluidi possano circolare in modo da evitare fenomeni di incrostazioni, corrosioni e depositi che possano compromettere il regolare funzionamento degli impianti stessi e la
sicurezza degli utenti.
Livello minimo della prestazione:
Possono essere previsti specifici trattamenti dell’acqua dei circuiti di riscaldamento, raffreddamento e umidificazione in modo assicurare in ogni momento i requisiti minimi richiesti.
02.01.01.R02 Resistenza alle temperature e a sbalzi di temperature
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le tubazioni dell'impianto di climatizzazione devono essere realizzate con materiali in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di temperature elevate o sbalzi improvvisi delle stesse.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
ANOMALIE RISCONTRABILI
02.01.01.A01 Difetti di coibentazione
02.01.01.A02 Difetti di regolazione e controllo
02.01.01.A03 Difetti di tenuta
02.01.01.A04 Incrostazioni
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
02.01.01.I01 Ripristino coibentazione
Cadenza: quando occorre
Effettuare un ripristino dello strato di coibentazione delle tubazioni quando sono evidenti i segni di degradamento.
Elemento Manutenibile: 02.01.02
Strato coibente
Unità Tecnologica: 02.01
Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione
Le tubazioni adibite al trasporto dei fluidi termovettori devono essere opportunamente protette con uno strato di coibente. Questo viene generalmente realizzato con lana di vetro, materiali sintetico ed altro.
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Manuale di Manutenzione
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
02.01.02.R01 Resistenza meccanica
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
I materiali coibenti devono essere in grado di non subire disgregazioni sotto l'azione dei carichi che si verificano durante il funzionamento.
Livello minimo della prestazione:
I livelli minimi dipendono dal tipo di materiale coibente utilizzato.
ANOMALIE RISCONTRABILI
02.01.02.A01 Anomalie del coibente
02.01.02.A02 Difetti di tenuta
02.01.02.A03 Mancanze
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
02.01.02.I01 Rifacimenti
Cadenza: ogni 2 anni
Eseguire il rifacimento degli strati di coibente deteriorati o mancanti.
02.01.02.I02 Sostituzione coibente
Cadenza: ogni 15 anni
Eseguire la sostituzione dello strato coibente quando deteriorato.
Elemento Manutenibile: 02.01.03
Tubazioni in polietilene
Unità Tecnologica: 02.01
Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione
Le tubazioni dell'impianto di smaltimento delle acque provvedono allo sversamento dell'acqua nei collettori fognari o nelle vasche di accumulo, se presenti. Possono essere realizzate in polietilene.
Il polietilene si forma dalla polimerizzazione dell'etilene e per gli acquedotti e le fognature se ne usa il tipo ad alta densità. Grazie alla sua perfetta impermeabilità si adopera nelle condutture subacquee e per la sua flessibilità si utilizza nei
sifoni. Di solito l'aggiunta di nerofumo e di stabilizzatori preserva i materiali in PE dall'invecchiamento e dalle alterazioni provocate dalla luce e dal calore. Per i tubi a pressione le giunzioni sono fatte o con raccordi mobili a vite in PE, ottone,
alluminio, ghisa malleabile, o attraverso saldatura a 200° C con termoelementi e successiva pressione a 1,5-2 kg/cm^2 della superficie da saldare, o con manicotti pressati con filettatura interna a denti di sega.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
02.01.03.R01 (Attitudine al) controllo della tenuta
Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica
Classe di Esigenza: Funzionalità
Le tubazioni devono essere in grado di garantire in ogni momento la tenuta e la pressione richiesti dall'impianto.
Livello minimo della prestazione:
Il valore della pressione da mantenere è di 0,05 MPa per il tipo 303, di 1,5 volte il valore normale della pressione per il tipo 312 e di 1,5 la pressione per i tipi P, Q e R, e deve essere raggiunto entro 30 s e mantenuto per circa 2 minuti. Al
termine della prova non devono manifestarsi perdite, deformazioni o altri eventuali irregolarità.
02.01.03.R02 Regolarità delle finiture
Classe di Requisiti: Visivi
Classe di Esigenza: Aspetto
Le tubazioni in polietilene devono essere realizzate con materiali privi di impurità.
Livello minimo della prestazione:
Le misurazioni dei parametri caratteristici delle tubazioni devono essere effettuate con strumenti di precisione in grado di garantire una precisione di:
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Manuale di Manutenzione
- 5 mm per la misura della lunghezza;
- 0,05 per la misura dei diametri;
- 0,01 per la misura degli spessori.
ANOMALIE RISCONTRABILI
02.01.03.A01 Accumulo di grasso
02.01.03.A02 Difetti ai raccordi o alle connessioni
02.01.03.A03 Erosione
02.01.03.A04 Incrostazioni
02.01.03.A05 Odori sgradevoli
02.01.03.A06 Penetrazione di radici
02.01.03.A07 Sedimentazione
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
02.01.03.I01 Pulizia
Cadenza: ogni 6 mesi
Eseguire una pulizia dei sedimenti formatisi e che provocano ostruzioni diminuendo la capacità di trasporto dei fluidi.
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Manuale di Manutenzione
Unità Tecnologica: 02.02
Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri
L'impianto di climatizzazione è l'insieme degli elementi tecnici aventi funzione di creare e mantenere nel sistema edilizio determinate condizioni termiche, di umidità e di ventilazione. L'unità tecnologica Impianto di climatizzazione è
generalmente costituita da:
-alimentazione, avente la funzione di trasportare il combustibile dai serbatoi e/o dalla rete di distribuzione fino ai gruppi termici;
-gruppi termici, che trasformano l'energia chimica dei combustibili di alimentazione in energia termica;
-centrali di trattamento fluidi, che hanno la funzione di trasferire l'energia termica prodotta (direttamente o utilizzando gruppi termici) ai fluidi termovettori;
-reti di distribuzione e terminali, che trasportano i fluidi termovettori ai vari terminali di scambio termico facenti parte dell'impianto;
-canne di esalazione, aventi la funzione di allontanare i fumi di combustione prodotti dai gruppi termici.
REQUISITI E PRESTAZIONI (UT)
02.02.R01 (Attitudine al) controllo del rumore prodotto
Classe di Requisiti: Acustici
Classe di Esigenza: Benessere
Gli impianti di climatizzazione devono garantire un livello di rumore nell’ambiente esterno e in quelli abitativi entro i limiti prescritti dal D.P.C.M. 1.3.1991.
Livello minimo della prestazione:
Le dimensioni delle tubazioni di trasporto dei fluidi termovettori e quelle dei canali d’aria devono essere tali che la velocità di tali fluidi non superi i limiti imposti dalla normativa. I valori di emissione acustica possono essere verificati “in situ”,
procedendo alle verifiche previste dalle norme UNI (in particolare UNI EN 27574), oppure verificando che i valori dichiarati dal produttore di elementi facenti parte dell'impianto siano conformi alla normativa.
02.02.R02 (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere in grado di garantire valori minimi di portata dei fluidi circolanti.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
02.02.R03 Affidabilità
Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica
Classe di Esigenza: Funzionalità
Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere realizzati con materiali idonei a garantire nel tempo le proprie qualità così da garantire la funzionalità dell'impianto.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
02.02.R04 Sostituibilità
Classe di Requisiti: Facilità d'intervento
Classe di Esigenza: Funzionalità
Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere atti a consentire la collocazione in opera di altri elementi in caso di necessità.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:
° 02.02.01 Ventilconvettori e termovettori
° 02.02.02 Tubi in rame
° 02.02.03 Tubi in acciaio
° 02.02.04 Strato coibente
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Manuale di Manutenzione
Elemento Manutenibile: 02.02.01
Ventilconvettori e termovettori
Unità Tecnologica: 02.02
Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri
I termovettori ed i ventilconvettori sono costituiti da uno scambiatore di calore realizzato in rame ed a forma di serpentina posizionato all'interno di un involucro di lamiera metallica dotato di due aperture, una nella parte bassa per la ripresa
dell'aria ed una nella parte alta per la mandata dell'aria. A differenza dei termovettori il ventilconvettore è dotato anche di un ventilatore del tipo assiale ed a motore che consente lo scambio del fluido primario, proveniente dalla serpentina,
con l'aria dell'ambiente dove è posizionato il ventilconvettore.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
02.02.01.R01 (Attitudine al) controllo della temperatura dell'aria ambiente
Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici
Classe di Esigenza: Benessere
I venticonvettori e termovettori devono essere realizzati in modo da garantire i valori di progetto della temperatura dell’aria nei locali serviti indipendentemente dalle condizioni climatiche esterne ed interne.
Livello minimo della prestazione:
La temperatura dei fluidi termovettori deve essere verificata nella parte centrale dei locali serviti e ad un’altezza dal pavimento di 1.5 m. I valori ottenuti devono essere confrontati con quelli di progetto ed è ammessa una tolleranza di +/0.5°C nel periodo invernale e +/- 1°C nel periodo estivo.
02.02.01.R02 (Attitudine al) controllo della velocità dell'aria ambiente
Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici
Classe di Esigenza: Benessere
I venticonvettori e termovettori devono funzionare in modo da non creare movimenti d’aria che possano dare fastidio alle persone.
Livello minimo della prestazione:
Per non creare fastidiosi movimenti dell'aria occorre che la velocità della stessa non superi i 0,15 m/s. E' comunque ammessa una velocità superiore (nelle immediate vicinanze di bocchette di estrazione o di mandata dell’aria) fino a 0,7 m/s
sempre ché siano evitati disturbi diretti alle persone.
02.02.01.R03 (Attitudine al) controllo dell'umidità dell'aria ambiente
Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici
Classe di Esigenza: Benessere
I venticonvettori e termovettori devono essere realizzati in modo da garantire i valori di progetto della umidità dell’aria nei locali serviti indipendentemente dalle condizioni climatiche esterne ed interne.
Livello minimo della prestazione:
I valori dell’umidità relativa dell’aria devono essere verificati e misurati nella parte centrale dei locali, ad un’altezza dal pavimento di 1.5 m, utilizzando idonei strumenti di misurazione (es. psicrometro ventilato): rispetto ai valori di progetto è
ammessa una tolleranza di +/- 5%.
ANOMALIE RISCONTRABILI
02.02.01.A01 Accumuli d'aria nei circuiti
02.02.01.A02 Difetti di filtraggio
02.02.01.A03 Difetti di funzionamento dei motori elettrici
02.02.01.A04 Difetti di lubrificazione
02.02.01.A05 Difetti di taratura dei sistemi di regolazione
02.02.01.A06 Difetti di tenuta
02.02.01.A07 Fughe di fluidi nei circuiti
02.02.01.A08 Rumorosità
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
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Manuale di Manutenzione
02.02.01.I01 Pulizia bacinelle di raccolta condense dei ventilconvettori
Cadenza: ogni mese
Effettuare una pulizia delle bacinelle di raccolta condense e del relativo scarico utilizzando idonei disinfettanti.
02.02.01.I02 Pulizia batterie di scambio dei ventilconvettori
Cadenza: ogni 12 mesi
Effettuare una pulizia delle batterie mediante aspiratore d'aria e spazzolatura delle alette.
02.02.01.I03 Pulizia filtri dei ventilconvettori
Cadenza: ogni 3 mesi
Effettuare una pulizia dei filtri mediante aspiratore d'aria ed un lavaggio dei filtri con acqua e solventi. Asciugare i filtri alla fine di ogni intervento.
02.02.01.I04 Pulizia griglie dei canali
Cadenza: ogni 12 mesi
Eseguire un lavaggio chimico per effettuare una disincrostazione degli eventuali depositi di polvere o altro.
02.02.01.I05 Pulizia griglie e filtri dei ventilconvettori
Cadenza: ogni 12 mesi
Effettuare una pulizia dei filtri aria utilizzando aspiratori. Effettuare inoltre una pulizia delle bocchette di mandata e di ripresa, delle griglie e delle cassette miscelatrici.
02.02.01.I06 Sostituzione filtri dei ventilconvettori
Cadenza: quando occorre
Sostituire i filtri quando sono usurati seguendo le indicazione fornite dal costruttore.
Elemento Manutenibile: 02.02.02
Tubi in rame
Unità Tecnologica: 02.02
Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri
Le reti di distribuzione hanno la funzione di trasportare i fluidi termovettori fino ai terminali di scambio termico con l'ambiente. Per la realizzazione di tali reti vengono utilizzate tubazioni in rame opportunamente coibentate con isolanti per
impedire ai fluidi trasportati di perdere il calore.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
02.02.02.R01 (Attitudine al) controllo dell'aggressività dei fluidi
Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica
Classe di Esigenza: Funzionalità
Le tubazioni in rame devono garantire la circolazione dei fluidi termovettori evitando fenomeni di incrostazioni, corrosioni e depositi che possano compromettere il regolare funzionamento degli impianti stessi e la sicurezza degli utenti.
Livello minimo della prestazione:
Le caratteristiche del rame e delle sua leghe utilizzate devono rispondere alle prescrizioni riportate dalla norma UNI EN 12449.
02.02.02.R02 Resistenza alle temperature e a sbalzi di temperature
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le tubazioni in rame devono contrastare il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di temperature elevate o sbalzi improvvisi delle stesse.
Livello minimo della prestazione:
Possono essere utilizzati idonei rivestimenti per consentire il rispetto dei livelli previsti dalla norma UNI EN 12449.
ANOMALIE RISCONTRABILI
02.02.02.A01 Difetti di coibentazione
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Manuale di Manutenzione
02.02.02.A02 Difetti di regolazione e controllo
02.02.02.A03 Difetti di tenuta
02.02.02.A04 Incrostazioni
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
02.02.02.I01 Ripristino coibentazione
Cadenza: quando occorre
Effettuare un ripristino dello strato di coibentazione delle tubazioni quando sono evidenti i segni di degradamento.
Elemento Manutenibile: 02.02.03
Tubi in acciaio
Unità Tecnologica: 02.02
Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri
Le reti di distribuzione hanno la funzione di trasportare i fluidi termovettori fino ai terminali di scambio termico con l'ambiente. Vengono usate tubazioni in acciaio nero senza saldatura (del tipo Mannessman), in rame o in rame
opportunamente isolate.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
02.02.03.R01 (Attitudine al) controllo dell'aggressività dei fluidi
Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica
Classe di Esigenza: Funzionalità
Le tubazioni dell'impianto di climatizzazione devono assicurare che i fluidi possano circolare in modo da evitare fenomeni di incrostazioni, corrosioni e depositi che possano compromettere il regolare funzionamento degli impianti stessi e la
sicurezza degli utenti.
Livello minimo della prestazione:
Possono essere previsti specifici trattamenti dell’acqua dei circuiti di riscaldamento, raffreddamento e umidificazione in modo assicurare in ogni momento i requisiti minimi richiesti.
02.02.03.R02 Resistenza alle temperature e a sbalzi di temperature
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le tubazioni dell'impianto di climatizzazione devono essere realizzate con materiali in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di temperature elevate o sbalzi improvvisi delle stesse.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
ANOMALIE RISCONTRABILI
02.02.03.A01 Difetti di coibentazione
02.02.03.A02 Difetti di regolazione e controllo
02.02.03.A03 Difetti di tenuta
02.02.03.A04 Incrostazioni
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
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Manuale di Manutenzione
02.02.03.I01 Ripristino coibentazione
Cadenza: quando occorre
Effettuare un ripristino dello strato di coibentazione delle tubazioni quando sono evidenti i segni di degradamento.
Elemento Manutenibile: 02.02.04
Strato coibente
Unità Tecnologica: 02.02
Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri
Le tubazioni adibite al trasporto dei fluidi termovettori devono essere opportunamente protette con uno strato di coibente. Questo viene generalmente realizzato con lana di vetro, materiali sintetico ed altro.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
02.02.04.R01 Resistenza meccanica
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
I materiali coibenti devono essere in grado di non subire disgregazioni sotto l'azione dei carichi che si verificano durante il funzionamento.
Livello minimo della prestazione:
I livelli minimi dipendono dal tipo di materiale coibente utilizzato.
ANOMALIE RISCONTRABILI
02.02.04.A01 Anomalie del coibente
02.02.04.A02 Difetti di tenuta
02.02.04.A03 Mancanze
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
02.02.04.I01 Rifacimenti
Cadenza: ogni 2 anni
Eseguire il rifacimento degli strati di coibente deteriorati o mancanti.
02.02.04.I02 Sostituzione coibente
Cadenza: ogni 15 anni
Eseguire la sostituzione dello strato coibente quando deteriorato.
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Manuale di Manutenzione
Unità Tecnologica: 02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di
distribuzione
L'impianto di climatizzazione è l'insieme degli elementi tecnici aventi funzione di creare e mantenere nel sistema edilizio determinate condizioni termiche, di umidità e di ventilazione. L'unità tecnologica Impianto di climatizzazione è
generalmente costituita da:
-alimentazione, avente la funzione di trasportare il combustibile dai serbatoi e/o dalla rete di distribuzione fino ai gruppi termici;
-gruppi termici, che trasformano l'energia chimica dei combustibili di alimentazione in energia termica;
-centrali di trattamento fluidi, che hanno la funzione di trasferire l'energia termica prodotta (direttamente o utilizzando gruppi termici) ai fluidi termovettori;
-reti di distribuzione e terminali, che trasportano i fluidi termovettori ai vari terminali di scambio termico facenti parte dell'impianto;
-canne di esalazione, aventi la funzione di allontanare i fumi di combustione prodotti dai gruppi termici.
REQUISITI E PRESTAZIONI (UT)
02.03.R01 (Attitudine al) controllo del rumore prodotto
Classe di Requisiti: Acustici
Classe di Esigenza: Benessere
Gli impianti di climatizzazione devono garantire un livello di rumore nell’ambiente esterno e in quelli abitativi entro i limiti prescritti dal D.P.C.M. 1.3.1991.
Livello minimo della prestazione:
Le dimensioni delle tubazioni di trasporto dei fluidi termovettori e quelle dei canali d’aria devono essere tali che la velocità di tali fluidi non superi i limiti imposti dalla normativa. I valori di emissione acustica possono essere verificati “in situ”,
procedendo alle verifiche previste dalle norme UNI (in particolare UNI EN 27574), oppure verificando che i valori dichiarati dal produttore di elementi facenti parte dell'impianto siano conformi alla normativa.
02.03.R02 (Attitudine al) controllo della combustione
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
I gruppi termici degli impianti di climatizzazione devono garantire processi di combustione a massimo rendimento e nello stesso tempo produrre quantità minime di scorie e di sostanze inquinanti.
Livello minimo della prestazione:
In particolare, nel caso di generatori di calore con potenza nominale del focolare superiore a 34,8 kW si deve avere che la percentuale di aria comburente necessaria per la combustione deve essere:
- per combustibile solido > dell'80%;
- per combustibile liquido 15-20%;
- per combustibile gassoso 10-15%;
- il contenuto di ossido di carbonio (CO) nei fumi di combustione non deve superare lo 0.1% del volume dei fumi secchi e senza aria;
- l’indice di fumosità Bacharach deve rispettare i limiti di legge.
Verificare che i locali dove sono alloggiati i generatori di calore siano permanentemente ventilati mediante idonee aperture di aerazione di dimensioni non inferiori a quelle riportate dalle vigenti norme di sicurezza e prevenzione incendi.
02.03.R03 (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere in grado di garantire valori minimi di portata dei fluidi circolanti.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
02.03.R04 (Attitudine al) controllo della pressione di erogazione
Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica
Classe di Esigenza: Funzionalità
Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere in grado di assicurare un'opportuna pressione di emissione per consentire ai fluidi di raggiungere i terminali.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
02.03.R05 (Attitudine al) controllo della temperatura dei fluidi
Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici
Classe di Esigenza: Benessere
I fluidi termovettori dell'impianto di climatizzazione devono avere temperatura idonea per assicurare il corretto funzionamento dell'impianto assicurando nello stesso momento un benessere ambientale oltre che un contenimento dei consumi
energetici.
Livello minimo della prestazione:
La temperatura dei fluidi viene verificata mediante termometri che devono essere sottoposti alle prove di laboratorio previste dalle vigenti norme sul risparmio energetico. I valori della temperatura del fluido termovettore rilevati devono
essere paragonati ai valori della temperatura prevista in base al diagramma di esercizio dell’impianto così come prescritto dalla normativa UNI vigente.
02.03.R06 (Attitudine al) controllo delle dispersioni elettriche
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
Per evitare qualsiasi pericolo di folgorazione alle persone, causato da un contatto diretto, i componenti degli impianti di climatizzazione, capaci di condurre elettricità, devono essere dotati di collegamenti equipotenziali con l’impianto di terra
dell’edificio.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e nell’ambito della dichiarazione di conformità prevista dall’art.7 del regolamento di attuazione della Legge 5.3.1990 n.46.
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Manuale di Manutenzione
02.03.R07 Affidabilità
Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica
Classe di Esigenza: Funzionalità
Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere realizzati con materiali idonei a garantire nel tempo le proprie qualità così da garantire la funzionalità dell'impianto.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
02.03.R08 Attitudine a limitare i rischi di esplosione
Classe di Requisiti: Protezione elettrica
Classe di Esigenza: Sicurezza
Gli impianti di climatizzazione devono garantire processi di combustione con il massimo del rendimento evitando i rischi di esplosione.
Livello minimo della prestazione:
Verificare che i locali dove sono alloggiati i generatori di calore siano permanentemente ventilati mediante idonee aperture di aerazione di dimensioni non inferiori a quelle riportate dalle vigenti norme di sicurezza e prevenzione incendi.
02.03.R09 Attitudine a limitare le temperature superficiali
Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici
Classe di Esigenza: Benessere
I componenti direttamente accessibili dagli utenti devono essere in grado di contrastare in modo efficace le variazioni di temperatura superficiali.
Livello minimo della prestazione:
La temperatura superficiale dei componenti degli impianti di climatizzazione non coibentati deve essere controllata per accertare che non superi i 75°C.
02.03.R10 Comodità di uso e manovra
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
Gli impianti di climatizzazione devono essere realizzati con materiali e componenti aventi caratteristiche di facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità.
Livello minimo della prestazione:
In particolare l’altezza di installazione dal piano di calpestio dei componenti deve essere compresa fra 0.40 e 1.40 m, ad eccezione di quei componenti il cui azionamento avviene mediante comando a distanza (ad. es. telecomando a raggi
infrarossi).
02.03.R11 Reazione al fuoco
Classe di Requisiti: Protezione antincendio
Classe di Esigenza: Sicurezza
I materiali degli impianti di climatizzazione suscettibili di essere sottoposti all’azione del fuoco devono essere classificati secondo quanto previsto dalla normativa vigente; la reazione al fuoco deve essere documentata da “marchio di
conformità” o “dichiarazione di conformità”.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
02.03.R12 Resistenza agli agenti aggressivi chimici
Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici
Classe di Esigenza: Sicurezza
L'impianto di climatizzazione deve essere realizzato con materiali e componenti idonei a non subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto se sottoposti all'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo della prestazione:
Per la valutazione della resistenza agli agenti chimici presenti nell’aria si fa riferimento ai metodi di prova indicati dalle norme UNI. Per garantire i livelli minimi possono essere utilizzati eventuali rivestimenti di protezione esterna (smalti,
prodotti vernicianti, ecc.) che devono essere compatibili con i supporti su cui vengono applicati.
02.03.R13 Resistenza al vento
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione sottoposti all'azione del vento devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture.
Livello minimo della prestazione:
Sono da effettuare le verifiche prescritte dalla normativa vigente seguendo i metodi di calcolo da essa previsti.
02.03.R14 Resistenza meccanica
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Gli impianti di climatizzazione devono essere realizzati con materiali in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di determinate sollecitazioni.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
02.03.R15 Sostituibilità
Classe di Requisiti: Facilità d'intervento
Classe di Esigenza: Funzionalità
Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere atti a consentire la collocazione in opera di altri elementi in caso di necessità.
Livello minimo della prestazione:
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Manuale di Manutenzione
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
02.03.R16 (Attitudine al) controllo della tenuta
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Gli impianti di riscaldamento devono essere realizzati con materiali e componenti idonei ad impedire fughe dei fluidi termovettori nonché dei combustibili di alimentazione.
Livello minimo della prestazione:
I componenti degli impianti di riscaldamento possono essere verificati per accertarne la capacità al controllo della tenuta secondo le prove indicate dalla normativa UNI vigente.
02.03.R17 Assenza dell'emissione di sostanze nocive
Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici
Classe di Esigenza: Sicurezza
Gli elementi degli impianti di riscaldamento devono limitare la emissione di sostanze inquinanti o comunque nocive alla salute degli utenti.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
02.03.R18 Efficienza
Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica
Classe di Esigenza: Funzionalità
Gli elementi costituenti l'impianto di riscaldamento devono essere realizzati con materiali idonei a garantire nel tempo le proprie capacità di rendimento così da garantire la funzionalità dell'impianto.
Livello minimo della prestazione:
L'efficienza degli elementi costituenti l'impianto viene verificata misurando alcuni parametri quali:
- i generatori di calore di potenza termica utile nominale Pn superiore a 4 kW, devono possedere un rendimento termico utile non inferiore al 90%;
- il rendimento dei gruppi elettropompe non deve essere interiore al 70%;
- il coefficiente di prestazione (COP) delle pompe di calore non deve essere inferiore a 2,65;
- il rendimento di elettropompe ed elettroventilatori non deve essere interiore al 70%.
02.03.R19 (Attitudine al) controllo della velocità dell'aria ambiente
Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici
Classe di Esigenza: Benessere
Gli impianti di riscaldamento devono funzionare in modo da non creare movimenti d’aria che possano dare fastidio alle persone.
Livello minimo della prestazione:
Per non creare fastidiosi movimenti dell'aria occorre che la velocità della stessa non superi i 0,15 m/s. E' comunque ammessa una velocità superiore (nelle immediate vicinanze di bocchette di estrazione o di mandata dell’aria) fino a 0,7 m/s
sempre ché siano evitati disturbi diretti alle persone.
02.03.R20 Pulibilità
Classe di Requisiti: Facilità d'intervento
Classe di Esigenza: Funzionalità
Gli impianti di riscaldamento devono essere realizzati con materiali e componenti tali da consentire la rimozione di sporcizia e sostanze di accumulo.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
02.03.R21 (Attitudine al) controllo delle dispersioni di calore
Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici
Classe di Esigenza: Benessere
Gli elementi costituenti l'impianto di riscaldamento devono essere realizzati e posti in opera in modo da evitare perdite di calore che possono verificarsi durante il normale funzionamento e dovute a fenomeni di conduzione, convezione o
irraggiamento.
Livello minimo della prestazione:
I generatori di calore devono essere verificati effettuando misurazioni delle temperature dei fumi e dell’aria comburente unitamente alla percentuale di anidride carbonica presente nei fumi di combustione; inoltre le tubazioni di trasporto dei
fluidi termovettori devono essere isolate termicamente con materiali isolanti idonei.
02.03.R22 (Attitudine al) controllo dell'umidità dell'aria ambiente
Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici
Classe di Esigenza: Benessere
Gli impianti di riscaldamento devono essere realizzati in modo da garantire i valori di progetto della umidità dell’aria nei locali serviti indipendentemente dalle condizioni climatiche esterne ed interne.
Livello minimo della prestazione:
I valori dell’umidità relativa dell’aria devono essere verificati e misurati nella parte centrale dei locali, ad un’altezza dal pavimento di 1.5 m, utilizzando idonei strumenti di misurazione (es. psicrometro ventilato): rispetto ai valori di progetto è
ammessa una tolleranza di +/- 5%.
L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:
° 02.03.01 Centrali di trattamento aria (U.T.A.)
° 02.03.02 Filtri fini a tasche flosce
° 02.03.03 Filtri multidiedri (a tasche rigide)
° 02.03.04 Estrattori d'aria
° 02.03.05 Canali in lamiera
° 02.03.06 Serrande tagliafuoco
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Manuale di Manutenzione
° 02.03.07 Strato coibente
° 02.03.08 Tubi in acciaio
° 02.03.09 Tubi in rame
° 02.03.10 Umidificatori ad acqua
° 02.03.11 Dispositivi di controllo e regolazione
° 02.03.12 Servocomandi
° 02.03.13 Termostati
° 02.03.14 Valvole motorizzate
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Manuale di Manutenzione
Elemento Manutenibile: 02.03.01
Centrali di trattamento aria (U.T.A.)
Unità Tecnologica: 02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di
distribuzione
Le centrali di trattamento dell'aria, dette U.T.A. (acronimo di Unità Trattamento Aria), dell'impianto di climatizzazione sono destinate al trattamento sia dell'aria primaria che di tutta quella necessaria alla climatizzazione. Generalmente una
U.T.A. è composta dai seguenti elementi:
- ventilatore di ripresa dell'aria;
- sezione di miscela, espulsione e ripresa dell'aria esterna;
- sezione filtrante;
- batteria di preriscaldamento;
- sezione umidificante con separatore di gocce;
- batteria di raffreddamento;
- batteria di post riscaldamento;
- ventilatore di mandata.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
02.03.01.R01 (Attitudine al) controllo del trafilamento
Classe di Requisiti: Di funzionamento
Classe di Esigenza: Gestione
Le unità di trattamento devono essere realizzate con materiali idonei ad impedire trafilamenti dei fluidi.
Livello minimo della prestazione:
Per accertare il trafilamento dell’aria dall’involucro dell’unità di trattamento assemblata questa viene sottoposta a prova ad una pressione negativa di 400 Pa.
I valori del trafilamento risultanti al termine della prova non devono superare i valori forniti nel prospetto 2 della norma UNI EN 1886.
ANOMALIE RISCONTRABILI
02.03.01.A01 Difetti di filtraggio
02.03.01.A02 Difetti di funzionamento motori
02.03.01.A03 Difetti di lubrificazione
02.03.01.A04 Difetti di taratura
02.03.01.A05 Difetti di tenuta
02.03.01.A06 Fughe ai circuiti
02.03.01.A07 Incrostazioni
02.03.01.A08 Perdita di tensione delle cinghie
02.03.01.A09 Rumorosità
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
02.03.01.I01 Pulizia bacinella raccolta condensa degli umidificatori ad acqua
Cadenza: ogni 15 giorni
Effettuare una pulizia delle bacinelle di raccolta condense, e del relativo scarico, degli umidificatori ad acqua delle U.T.A., utilizzando idonei disinfettanti.
02.03.01.I02 Pulizia bacinella raccolta condensa delle sezioni di scambio
Cadenza: ogni 15 giorni
Effettuare una pulizia delle bacinelle di raccolta condense, e del relativo scarico, delle sezioni di scambio U.T.A., utilizzando idonei disinfettanti.
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Manuale di Manutenzione
02.03.01.I03 Pulizia batterie di condensazione
Cadenza: ogni 3 mesi
Pulizia delle batterie di condensazione ad aria mediante spazzolatura con spazzole metalliche o trattamento chimico biodegradabile delle alette lato aria.
02.03.01.I04 Pulizia e sostituzione motoventilatori
Cadenza: ogni 12 mesi
Eseguire una serie di verifiche e controlli generali su alcuni elementi dei motoventilatori quali girante, cuscinetti, trasmissione. Effettuare una lubrificazione dei cuscinetti o una sostituzione se usurati.
02.03.01.I05 Pulizia filtro acqua degli umidificatori ad acqua
Cadenza: ogni 3 mesi
Effettuare una pulizia del filtro dell'acqua degli umidificatori ad acqua dell’U.T.A.
02.03.01.I06 Pulizia sezioni di ripresa
Cadenza: ogni 6 mesi
Effettuare una pulizia e disincrostazione delle griglie delle sezioni di ripresa delle macchine U.T.A. con mezzi meccanici.
02.03.01.I07 Pulizia sezioni di scambio
Cadenza: ogni 3 mesi
Effettuare una pulizia meccanica o con trattamento chimico biodegradabile dei circuiti lato aria ed acqua delle sezioni di scambio delle macchine U.T.A..
02.03.01.I08 Pulizia umidificatori a vapore
Cadenza: ogni 15 giorni
Effettuare una pulizia meccanica, o con trattamento chimico biodegradabile, dei circuiti degli umidificatori a vapore delle macchine U.T.A.
02.03.01.I09 Sostituzione celle filtranti
Cadenza: quando occorre
Sostituire le celle filtranti a perdere delle macchine U.T.A., secondo le scadenze fornite dal produttore.
02.03.01.I10 Sostituzione cinghie delle sezioni ventilanti
Cadenza: quando occorre
Sostituire le cinghie delle sezioni ventilanti e dei cuscinetti delle macchine U.T.A. quando occorre.
Elemento Manutenibile: 02.03.02
Filtri fini a tasche flosce
Unità Tecnologica: 02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di
distribuzione
I filtri a tasche flosce sono costituiti da vere e proprie tasche di materassini in materiali diversi realizzati con differenti densità delle fibre; per questi tipi di filtro vengono utilizzate fibre sintetiche e fibre di vetro (con spessore delle fibre
compreso tra 3 e 10 micron e con uno spessore medio del materassino di 5-20 mm). I tipi di filtri comunemente reperibili sul mercato sotto forma di pannelli con dimensioni nominali di 610x610 mm o 305x610 mm; i pannelli filtranti vengono
montati su telai metallici (generalmente in acciaio zincato per prevenire la corrosione) mediante aggancio metallico e sigillatura con guarnizioni.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
02.03.02.R01 (Attitudine al) controllo della purezza dell'aria ambiente
Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici
Classe di Esigenza: Sicurezza
I filtri devono garantire durante il loro funzionamento condizioni di purezza ed igienicità dell'aria ambiente indipendentemente dalle condizioni di affollamento.
Livello minimo della prestazione:
La percentuale di ossido di carbonio (CO) presente nell'aria ambiente deve essere rilevata ad un'altezza di 0.5 m dal pavimento; la percentuale di anidride carbonica (CO^2) deve essere rilevata ad una distanza di 0,5 m dal soffitto. Entrambi
le percentuali vanno rilevate con impianto di climatizzazione funzionante, con porte e finestre chiuse ed essere eseguite ad intervalli regolari, nell'arco di un'ora, di 10 minuti. La portata d'aria esterna di rinnovo e le caratteristiche di efficienza
dei filtri d'aria non devono essere inferiori a quelle indicate dalla normativa.
02.03.02.R02 Asetticità
Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici
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Manuale di Manutenzione
Classe di Esigenza: Sicurezza
I filtri devono essere realizzati con materiali idonei e posti in opera in modo da evitare lo sviluppo di sostanze nocive per la salute degli utenti.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
02.03.02.R03 Assenza dell'emissione di sostanze nocive
Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici
Classe di Esigenza: Sicurezza
I filtri devono limitare la emissione di sostanze inquinanti o comunque nocive alla salute degli utenti.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
ANOMALIE RISCONTRABILI
02.03.02.A01 Corrosione dei telai
02.03.02.A02 Depositi di materiale
02.03.02.A03 Difetti alle guarnizioni
02.03.02.A04 Difetti dei controtelai
02.03.02.A05 Difetti di filtraggio
02.03.02.A06 Difetti di montaggio
02.03.02.A07 Difetti di tenuta
02.03.02.A08 Perdita di carico
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
02.03.02.I01 Sistemazione controtelai
Cadenza: quando occorre
Eseguire la sistemazione dei controtelai di supporto dei filtri nel caso di intervento sui filtri.
02.03.02.I02 Sostituzione filtri
Cadenza: quando occorre
Sostituire i filtri quando sono usurati, seguendo le indicazioni fornite dal costruttore, o quando lo spessore dello strato filtrante si è ridotto del 20% rispetto al valore di integrità iniziale.
Elemento Manutenibile: 02.03.03
Filtri multidiedri (a tasche rigide)
Unità Tecnologica: 02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di
distribuzione
I filtri multidiedri detti comunemente a tasche rigide sfruttano il principio delle piccole pieghe del setto filtrante in microfibra di vetro con separatori in filotermoplastico. Il telaio della tasca in materiale plastico ne conferisce robustezza e
resistenza e la rende totalmente inceneribile senza rilascio di gas pericolosi. Sono adatti ad operare in condizioni quali volumi di aria variabili, frequenti fermate del ventilatore ed alta resistenza all'umidità. Rispetto ai filtri a tasche flosce
questi filtri presentano alcuni vantaggi:
-maggior perdita di carico ammessa; -costruzione di tipo rigido che agevola la posa in opera; -dimensioni ridotte; -distribuzione uniforme dell'aria.
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Manuale di Manutenzione
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
02.03.03.R01 (Attitudine al) controllo della purezza dell'aria ambiente
Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici
Classe di Esigenza: Sicurezza
I filtri devono garantire durante il loro funzionamento condizioni di purezza ed igienicità dell'aria ambiente indipendentemente dalle condizioni di affollamento.
Livello minimo della prestazione:
La percentuale di ossido di carbonio (CO) presente nell’aria ambiente deve essere rilevata ad un’altezza di 0.5 m dal pavimento; la percentuale di anidride carbonica (CO^2) deve essere rilevata ad una distanza di 0,5 m dal soffitto.
Entrambi le percentuali vanno rilevate con impianto di climatizzazione funzionante, con porte e finestre chiuse ed essere eseguite ad intervalli regolari, nell'arco di un'ora, di 10 minuti. La portata d’aria esterna di rinnovo e le caratteristiche di
efficienza dei filtri d’aria non devono essere inferiori a quelle indicate dalla normativa.
02.03.03.R02 Asetticità
Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici
Classe di Esigenza: Sicurezza
I filtri devono essere realizzati con materiali idonei e posti in opera in modo da evitare lo sviluppo di sostanze nocive per la salute degli utenti.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
02.03.03.R03 Assenza dell'emissione di sostanze nocive
Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici
Classe di Esigenza: Sicurezza
I filtri devono limitare la emissione di sostanze inquinanti o comunque nocive alla salute degli utenti.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
ANOMALIE RISCONTRABILI
02.03.03.A01 Corrosione dei telai
02.03.03.A02 Depositi di materiale
02.03.03.A03 Difetti alle guarnizioni
02.03.03.A04 Difetti dei controtelai
02.03.03.A05 Difetti di filtraggio
02.03.03.A06 Difetti di montaggio
02.03.03.A07 Difetti di tenuta
02.03.03.A08 Perdita di carico
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
02.03.03.I01 Pulizia filtri
Cadenza: ogni 3 mesi
Effettuare una pulizia dei filtri mediante aspiratore d'aria ed un lavaggio dei filtri con acqua e solventi. Asciugare i filtri alla fine di ogni intervento.
02.03.03.I02 Sistemazione controtelai
Cadenza: quando occorre
Eseguire la sistemazione dei controtelai di supporto dei filtri nel caso di intervento sui filtri.
02.03.03.I03 Sostituzione filtri
Cadenza: quando occorre
Sostituire i filtri quando sono usurati, seguendo le indicazioni fornite dal costruttore, o quando lo spessore dello strato filtrante si è ridotto del 20% rispetto al valore di integrità iniziale.
Elemento Manutenibile: 02.03.04
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Manuale di Manutenzione
Estrattori d'aria
Unità Tecnologica: 02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di
distribuzione
Gli estrattori d'aria devono essere posizionati in modo da garantire il ricambio d'aria previsto in fase di progetto. Devono essere liberi da ostacoli in modo da funzionare liberamente.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
02.03.04.R01 Efficienza
Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica
Classe di Esigenza: Funzionalità
Gli estrattori devono essere realizzati con materiali idonei a garantire nel tempo le proprie capacità di rendimento così da garantire la funzionalità dell'impianto.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
ANOMALIE RISCONTRABILI
02.03.04.A01 Disallineamento delle pulegge
02.03.04.A02 Usura della cinghia
02.03.04.A03 Usura dei cuscineti
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
02.03.04.I01 Sostituzione delle cinghie
Cadenza: quando occorre
Sostituire le cinghie di trasmissione quando usurate.
Elemento Manutenibile: 02.03.05
Canali in lamiera
Unità Tecnologica: 02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di
distribuzione
Le centrali di trattamento dell'aria dell'impianto di climatizzazione sono destinate al trattamento sia dell'aria primaria che di tutta quella necessaria alla climatizzazione. Il trasporto dei fluidi trattati (sia di mandata che di ripresa) avviene in
canalizzazioni in acciaio zincato rivestite con idonei materiali coibenti. Nel caso di canali rettangolari con un lato di dimensioni superiori a 450 mm prevedere delle croci trasversali di rinforzo.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
02.03.05.R01 (Attitudine al) controllo della tenuta
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le canalizzazioni dell'impianto di climatizzazione devono essere realizzate con materiali e componenti idonei ad impedire fughe dei fluidi termovettori nonché dei combustibili di alimentazione.
Livello minimo della prestazione:
I componenti degli impianti di climatizzazione possono essere verificati per accertarne la capacità al controllo della tenuta secondo le prove indicate dalla normativa UNI vigente.
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Manuale di Manutenzione
02.03.05.R02 Stabilità chimico reattiva
Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le canalizzazioni dell'impianto di climatizzazione devono essere realizzate con materiali in grado di mantenere inalterate nel tempo le proprie caratteristiche chimico-fisiche.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
ANOMALIE RISCONTRABILI
02.03.05.A01 Anomalie delle coibentazioni
02.03.05.A02 Difetti di regolazione e controllo
02.03.05.A03 Difetti di tenuta
02.03.05.A04 Difetti di tenuta giunti
02.03.05.A05 Incrostazioni
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
02.03.05.I01 Pulizia canali
Cadenza: ogni anno
Effettuare una pulizia dei canali utilizzando aspiratori. Effettuare inoltre una pulizia delle bocchette di mandata e di ripresa, delle griglie e delle cassette miscelatrici.
02.03.05.I02 Ripristino coibentazione
Cadenza: quando occorre
Effettuare il ripristino dello strato coibente quando deteriorato.
02.03.05.I03 Ripristino serraggi
Cadenza: quando occorre
Eseguire il ripristino dei dadi di serraggio dei vari tratti di canale.
Elemento Manutenibile: 02.03.06
Serrande tagliafuoco
Unità Tecnologica: 02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di
distribuzione
Le serrande tagliafuoco sono dei dispositivi a chiusura mobile, all'interno di una condotta, progettate per prevenire il passaggio del fuoco. Possono essere del tipo "isolata" o del tipo "non isolata". La serranda tagliafuoco isolata è una
serranda che soddisfa entrambi i requisiti di integrità ed isolamento per il periodo di resistenza al fuoco previsto. La serranda tagliafuoco non isolata è una serranda che soddisfa il requisito di integrità per il periodo di resistenza al fuoco
previsto e non oltre 5 min di isolamento. Le serrande tagliafuoco possono essere azionate da un meccanismo integrato direttamente con la serranda o da un meccanismo termico di rilascio. Il meccanismo integrato o direttamente associato
con la serranda tagliafuoco causa la chiusura del componente mobile della serranda stessa cambiando la posizione da "aperta" a "chiusa". Il meccanismo termico di rilascio progettato per rispondere ad un innalzamento di temperatura
dell'aria circostante, in grado di sganciare la lama della serranda ad una determinata temperatura. Esso può interfacciarsi con un meccanismo operante meccanicamente, elettricamente, elettronicamente o pneumaticamente, integrato
oppure posizionato lontano dal meccanismo stesso.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
02.03.06.R01 Efficienza
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
La serranda ed il relativo dispositivo di azionamento di sicurezza devono garantire la massima efficienza di funzionamento.
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Manuale di Manutenzione
Livello minimo della prestazione:
Il DAS deve essere sottoposto a prova in modo da simulare le condizioni di accoppiamento. La prova deve essere eseguita in ambiente a temperatura di (25 + / - 5)°C, ed al termine si deve avere che:
-al comando di chiusura il DAS si metta in posizione di chiusura in non più di 25 s; questa operazione deve essere ripetuta minimo 50 volte; -dopo avere sottoposto il DAS a 2 000 cicli di funzionamento, il tempo di cui al punto precedente
non sia incrementato di oltre il 10%.
02.03.06.R02 Isolamento elettrico
Classe di Requisiti: Protezione elettrica
Classe di Esigenza: Sicurezza
Gli elementi costituenti la serranda tagliafuoco devono essere realizzati con materiali in grado di resistere al passaggio di cariche elettriche senza causare malfunzionamenti.
Livello minimo della prestazione:
ll grado di protezione delle parti elettriche deve essere minimo IP 42 (CEI EN 60529) a meno che le condizioni di utilizzo non richiedano un grado di protezione superiore.
ANOMALIE RISCONTRABILI
02.03.06.A01 Anomalie dei fusibili
02.03.06.A02 Corrosione
02.03.06.A03 Difetti dei DAS
02.03.06.A04 Difetti di serraggio
02.03.06.A05 Incrostazioni
02.03.06.A06 Vibrazioni
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
02.03.06.I01 Lubrificazione
Cadenza: ogni anno
Eseguire la lubrificazione dei meccanismi di leverismo della serranda quali pistoni e perni.
02.03.06.I02 Pulizia
Cadenza: ogni anno
Eseguire una pulizia della polvere e dei depositi sulle serrande e sui DAS.
Elemento Manutenibile: 02.03.07
Strato coibente
Unità Tecnologica: 02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di
distribuzione
Le tubazioni adibite al trasporto dei fluidi termovettori devono essere opportunamente protette con uno strato di coibente. Questo viene generalmente realizzato con lana di vetro, materiali sintetico ed altro.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
02.03.07.R01 Resistenza meccanica
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
I materiali coibenti devono essere in grado di non subire disgregazioni sotto l'azione dei carichi che si verificano durante il funzionamento.
Livello minimo della prestazione:
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Manuale di Manutenzione
I livelli minimi dipendono dal tipo di materiale coibente utilizzato.
ANOMALIE RISCONTRABILI
02.03.07.A01 Anomalie del coibente
02.03.07.A02 Difetti di tenuta
02.03.07.A03 Mancanze
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
02.03.07.I01 Rifacimenti
Cadenza: ogni 2 anni
Eseguire il rifacimento degli strati di coibente deteriorati o mancanti.
02.03.07.I02 Sostituzione coibente
Cadenza: ogni 15 anni
Eseguire la sostituzione dello strato coibente quando deteriorato.
Elemento Manutenibile: 02.03.08
Tubi in acciaio
Unità Tecnologica: 02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di
distribuzione
Le reti di distribuzione hanno la funzione di trasportare i fluidi termovettori fino ai terminali di scambio termico con l'ambiente. Vengono usate tubazioni in acciaio nero senza saldatura (del tipo Mannessman), in rame o in rame
opportunamente isolate.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
02.03.08.R01 (Attitudine al) controllo dell'aggressività dei fluidi
Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica
Classe di Esigenza: Funzionalità
Le tubazioni dell'impianto di climatizzazione devono assicurare che i fluidi possano circolare in modo da evitare fenomeni di incrostazioni, corrosioni e depositi che possano compromettere il regolare funzionamento degli impianti stessi e la
sicurezza degli utenti.
Livello minimo della prestazione:
Possono essere previsti specifici trattamenti dell’acqua dei circuiti di riscaldamento, raffreddamento e umidificazione in modo assicurare in ogni momento i requisiti minimi richiesti.
02.03.08.R02 Resistenza alle temperature e a sbalzi di temperature
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le tubazioni dell'impianto di climatizzazione devono essere realizzate con materiali in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di temperature elevate o sbalzi improvvisi delle stesse.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
ANOMALIE RISCONTRABILI
02.03.08.A01 Difetti di coibentazione
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Manuale di Manutenzione
02.03.08.A02 Difetti di regolazione e controllo
02.03.08.A03 Difetti di tenuta
02.03.08.A04 Incrostazioni
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
02.03.08.I01 Ripristino coibentazione
Cadenza: quando occorre
Effettuare un ripristino dello strato di coibentazione delle tubazioni quando sono evidenti i segni di degradamento.
Elemento Manutenibile: 02.03.09
Tubi in rame
Unità Tecnologica: 02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di
distribuzione
Le reti di distribuzione hanno la funzione di trasportare i fluidi termovettori fino ai terminali di scambio termico con l'ambiente. Per la realizzazione di tali reti vengono utilizzate tubazioni in rame opportunamente coibentate con isolanti per
impedire ai fluidi trasportati di perdere il calore.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
02.03.09.R01 (Attitudine al) controllo dell'aggressività dei fluidi
Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica
Classe di Esigenza: Funzionalità
Le tubazioni in rame devono garantire la circolazione dei fluidi termovettori evitando fenomeni di incrostazioni, corrosioni e depositi che possano compromettere il regolare funzionamento degli impianti stessi e la sicurezza degli utenti.
Livello minimo della prestazione:
Le caratteristiche del rame e delle sua leghe utilizzate devono rispondere alle prescrizioni riportate dalla norma UNI EN 12449.
02.03.09.R02 Resistenza alle temperature e a sbalzi di temperature
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le tubazioni in rame devono contrastare il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di temperature elevate o sbalzi improvvisi delle stesse.
Livello minimo della prestazione:
Possono essere utilizzati idonei rivestimenti per consentire il rispetto dei livelli previsti dalla norma UNI EN 12449.
ANOMALIE RISCONTRABILI
02.03.09.A01 Difetti di coibentazione
02.03.09.A02 Difetti di regolazione e controllo
02.03.09.A03 Difetti di tenuta
02.03.09.A04 Incrostazioni
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
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Manuale di Manutenzione
02.03.09.I01 Ripristino coibentazione
Cadenza: quando occorre
Effettuare un ripristino dello strato di coibentazione delle tubazioni quando sono evidenti i segni di degradamento.
Elemento Manutenibile: 02.03.10
Umidificatori ad acqua
Unità Tecnologica: 02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di
distribuzione
Le apparecchiature che consentono l'umidificazione con acqua sono:
-Evaporatori per impiego in ambiente - E' indispensabile che siano in grado di assimilare una superficie evaporante di una certa entità e di imprimere all'aria una velocità adeguata per mezzo del ventilatore incorporato. Attraverso cinghie o
cilindri rotanti rivestiti opportunamente (il rivestimento superficiale si pulisce dai sali depositati usando una soluzione detergente) incorporano la superficie evaporante. L'evaporatore ad acqua tipo è dotato di un filtro grossolano, di un filtro ad
alta efficienza e di uno a carboni attivi. Il serbatoio d'acqua - asportabile per evitare di collegare l'intero apparecchio alla rete idrica - è predisposto in modo da provvedere alla centrifuga soltanto la quantità d'acqua necessaria. Le particelle
d'acqua che fuoriescono dalla centrifuga sono private di eventuali gas nocivi nella camera di lavaggio aria. L'aria aspirata passa prima attraverso i filtri, poi viene mescolata e lavata dall'acqua vaporizzata e l'aerosol formatosi viene immesso
in ambiente dal ventilatore. Il potere umidificante è di circa 400 g/h.
- Umidificatori ad evaporazione per installazione a canale - Sono installati nelle canalizzazioni di mandata a valle della batteria di riscaldamento e del ventilatore. La superficie di umidificazione è formata da dischi in filo o materiale sintetico
fatti ruotare da un motore elettrico asservito da umidostato. Una valvola a galleggiante assicura l'alimentazione dell'acqua di umidificazione. In base alla differente temperatura e velocità dell'aria nel canale la potenzialità di umidificazione
varia tra 2 e 5 kg/h; le temperature tollerabili vanno da 10° ad 80°, le velocità fino a 10 m/s con una pressione interna fino a 4 mmbar.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
02.03.10.R01 (Attitudine al) controllo della velocità dell'aria ambiente
Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici
Classe di Esigenza: Benessere
Gli umidificatori devono funzionare in modo da non creare movimenti d’aria che possano dare fastidio alle persone.
Livello minimo della prestazione:
Per non creare fastidiosi movimenti dell'aria occorre che la velocità della stessa non superi i 0,15 m/s. E' comunque ammessa una velocità superiore (nelle immediate vicinanze di bocchette di estrazione o di mandata dell’aria) fino a 0,7 m/s
sempre ché siano evitati disturbi diretti alle persone.
02.03.10.R02 (Attitudine al) controllo dell'umidità dell'aria ambiente
Classe di Requisiti: Termici ed igrotermici
Classe di Esigenza: Benessere
Gli umidificatori devono essere realizzati in modo da garantire i valori di progetto della umidità dell’aria nei locali serviti indipendentemente dalle condizioni climatiche esterne ed interne.
Livello minimo della prestazione:
I valori dell’umidità relativa dell’aria devono essere verificati e misurati nella parte centrale dei locali, ad un’altezza dal pavimento di 1.5 m, utilizzando idonei strumenti di misurazione (es. psicrometro ventilato): rispetto ai valori di progetto è
ammessa una tolleranza di +/- 5%.
ANOMALIE RISCONTRABILI
02.03.10.A01 Anomalie degli ugelli
02.03.10.A02 Difetti dei riscaldatori
02.03.10.A03 Difetti dei ventilatori
02.03.10.A04 Difetti del galleggiante
02.03.10.A05 Difetti della pompa
02.03.10.A06 Mancanza di acqua
02.03.10.A07 Rumorosità
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
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Manuale di Manutenzione
02.03.10.I01 Pulizia bacinelle di umidificazione
Cadenza: ogni 2 settimane
Effettuare una pulizia delle bacinelle di umidificazione e del relativo scarico utilizzando idonei disinfettanti per rimuovere il calcare presente
02.03.10.I02 Pulizia separatore di gocce
Cadenza: ogni 3 mesi
Effettuare una pulizia del separatore di gocce.
02.03.10.I03 Pulizia filtro acqua
Cadenza: ogni 3 mesi
Effettuare una pulizia del filtro dell'acqua provvedendo alla sostituzione della cartuccia filtrante.
02.03.10.I04 Pulizia ugelli umidificatori
Cadenza: ogni mese
Eseguire la pulizia della rete degli ugelli umidificatori.
Elemento Manutenibile: 02.03.11
Dispositivi di controllo e regolazione
Unità Tecnologica: 02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di
distribuzione
I dispositivi di controllo e regolazione consentono di monitorare il corretto funzionamento dell'impianto di riscaldamento segnalando eventuali anomalie e/o perdite del circuito. Sono generalmente costituiti da una centralina di regolazione, da
dispositivi di termoregolazione che possono essere del tipo a due posizioni o del tipo con valvole a movimento rettilineo. Sono anche dotati di dispositivi di contabilizzazione.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
02.03.11.R01 Comodità di uso e manovra
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
I dispositivi di regolazione e controllo degli impianti di riscaldamento devono essere realizzati con materiali e componenti aventi caratteristiche di facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità.
Livello minimo della prestazione:
In particolare l’altezza di installazione dal piano di calpestio dei componenti deve essere compresa fra 0.40 e 1.40 m, ad eccezione di quei componenti il cui azionamento avviene mediante comando a distanza (ad. es. telecomando a raggi
infrarossi).
ANOMALIE RISCONTRABILI
02.03.11.A01 Difetti di taratura
02.03.11.A02 Incrostazioni
02.03.11.A03 Perdite di acqua
02.03.11.A04 Sbalzi di temperatura
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
02.03.11.I01 Ingrassaggio valvole
Cadenza: ogni 6 mesi
Effettuare una pulizia con ingrassaggio delle valvole.
Pagina 105
Manuale di Manutenzione
02.03.11.I02 Sostituzione valvole
Cadenza: ogni 15 anni
Sostituire le valvole seguendo le scadenze indicate dal produttore (periodo ottimale 15 anni).
Elemento Manutenibile: 02.03.12
Servocomandi
Unità Tecnologica: 02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di
distribuzione
I servocomandi sono dei dispositivi elettrici che consentono di regolare le valvole destinate alla regolazione della temperatura dei fluidi termovettori degli impianti di riscaldamento.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
02.03.12.R01 Resistenza a manovre e sforzi d'uso
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
I servocomandi devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture in seguito ad operazioni di manovra o di utilizzo.
Livello minimo della prestazione:
La coppia o spinta nominale dovrà essere maggiore o uguale a 0,8 il valore dichiarato dal costruttore che deve essere indicato nella documentazione tecnica di corredo del servocomando.
ANOMALIE RISCONTRABILI
02.03.12.A01 Anomalie degli interruttori di fine corsa
02.03.12.A02 Anomalie dei potenziometri
02.03.12.A03 Difetti delle molle
02.03.12.A04 Difetti di serraggio
02.03.12.A05 Difetti di tenuta
02.03.12.A06 Incrostazioni
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
02.03.12.I01 Registrazione
Cadenza: quando occorre
Eseguire una registrazione dei servocomandi quando si riscontrano differenze tra i valori della temperatura erogati e quelli di esercizio.
Elemento Manutenibile: 02.03.13
Termostati
Unità Tecnologica: 02.03
Pagina 106
Manuale di Manutenzione
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di
distribuzione
Il termostato di ambiente è un dispositivo sensibile alla temperatura dell'aria che ha la funzione di mantenere, entro determinati parametri, la temperatura dell'ambiente nel quale è installato. Il funzionamento del termostato avviene tramite
l'apertura e la chiusura di un dispositivo collegato ad un circuito elettrico.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
02.03.13.R01 Resistenza meccanica
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
I termostati d'ambiente devono essere costruiti in modo da sopportare le condizioni prevedibili nelle normali condizioni di impiego.
Livello minimo della prestazione:
Per accertare la resistenza meccanica il termostato può essere sottoposto ad almeno 10000 manovre in accordo a quanto stabilito dalla norma CEI 61. Al termine della prova deve essere rispettato quanto previsto dalla norma UNI 9577.
ANOMALIE RISCONTRABILI
02.03.13.A01 Anomalie delle batterie
02.03.13.A02 Difetti di funzionamento
02.03.13.A03 Difetti di regolazione
02.03.13.A04 Sbalzi di temperatura
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
02.03.13.I01 Registrazione
Cadenza: quando occorre
Eseguire una registrazione dei parametri del termostato quando si riscontrano valori della temperatura diversi da quelli di progetto.
02.03.13.I02 Sostituzione dei termostati
Cadenza: ogni 10 anni
Eseguire la sostituzione dei termostati quando non più efficienti.
Elemento Manutenibile: 02.03.14
Valvole motorizzate
Unità Tecnologica: 02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di
distribuzione
Le valvole motorizzate vengono utilizzate negli impianti di riscaldamento per l'intercettazione ed il controllo della portata dell'acqua ma possono essere utilizzate anche negli impianti di ventilazione e di condizionamento. Generalmente sono
azionate da un servocomando che viene applicato sulla testa della valvola che può essere montata sia in posizione verticale che in posizione orizzontale.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
02.03.14.R01 (Attitudine al) controllo della tenuta
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
Le valvole devono garantire la tenuta ad una pressione d’acqua interna uguale al maggiore dei due valori: la pressione di prova ammissibile (PEA) o 1,5 volte la pressione di esercizio ammissibile (PFA).
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Manuale di Manutenzione
Livello minimo della prestazione:
Per verificare questo requisito una valvola finita viene sottoposta a prova con pressione d'acqua secondo quanto indicato dalla norma UNI EN 1074 o ad una prova con pressione d'aria a 6 bar secondo il prEN 12266. Al termine della prova
non deve esserci alcuna perdita rilevabile visibilmente.
ANOMALIE RISCONTRABILI
02.03.14.A01 Anomalie dei motori
02.03.14.A02 Difetti delle molle
02.03.14.A03 Difetti di connessione
02.03.14.A04 Difetti di tenuta
02.03.14.A05 Difetti del raccoglitore impurità
02.03.14.A06 Mancanza di lubrificazione
02.03.14.A07 Strozzatura della valvola
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
02.03.14.I01 Lubrificazione valvole
Cadenza: ogni anno
Effettuare lo smontaggio della valvole ed eseguire una lubrificazione delle cerniere e delle molle che regolano le valvole.
02.03.14.I02 Pulizia raccoglitore impurità
Cadenza: ogni 6 mesi
Svuotare il raccoglitore dalle impurità trasportate dalla corrente per evitare problemi di strozzatura della valvola.
02.03.14.I03 Serraggio dei bulloni
Cadenza: ogni anno
Eseguire il serraggio dei bulloni di fissaggio del motore.
02.03.14.I04 Sostituzione valvole
Cadenza: ogni 15 anni
Sostituire le valvole quando non più rispondenti alle normative.
Pagina 108
Manuale di Manutenzione
Unità Tecnologica: 02.04
Rete di distribuzione aria sala lettura-consultazione Biblioteca
Civica Canna
L'impianto di climatizzazione è l'insieme degli elementi tecnici aventi funzione di creare e mantenere nel sistema edilizio determinate condizioni termiche, di umidità e di ventilazione. L'unità tecnologica Impianto di climatizzazione è
generalmente costituita da:
-alimentazione, avente la funzione di trasportare il combustibile dai serbatoi e/o dalla rete di distribuzione fino ai gruppi termici;
-gruppi termici, che trasformano l'energia chimica dei combustibili di alimentazione in energia termica;
-centrali di trattamento fluidi, che hanno la funzione di trasferire l'energia termica prodotta (direttamente o utilizzando gruppi termici) ai fluidi termovettori;
-reti di distribuzione e terminali, che trasportano i fluidi termovettori ai vari terminali di scambio termico facenti parte dell'impianto;
-canne di esalazione, aventi la funzione di allontanare i fumi di combustione prodotti dai gruppi termici.
REQUISITI E PRESTAZIONI (UT)
02.04.R01 (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere in grado di garantire valori minimi di portata dei fluidi circolanti.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
02.04.R02 Sostituibilità
Classe di Requisiti: Facilità d'intervento
Classe di Esigenza: Funzionalità
Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere atti a consentire la collocazione in opera di altri elementi in caso di necessità.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
02.04.R03 (Attitudine al) controllo della tenuta
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Gli impianti di riscaldamento devono essere realizzati con materiali e componenti idonei ad impedire fughe dei fluidi termovettori nonché dei combustibili di alimentazione.
Livello minimo della prestazione:
I componenti degli impianti di riscaldamento possono essere verificati per accertarne la capacità al controllo della tenuta secondo le prove indicate dalla normativa UNI vigente.
L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:
° 02.04.01 Canali in lamiera
° 02.04.02 Bocchette di ventilazione
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Manuale di Manutenzione
Elemento Manutenibile: 02.04.01
Canali in lamiera
Unità Tecnologica: 02.04
Rete di distribuzione aria sala lettura-consultazione Biblioteca
Civica Canna
Le centrali di trattamento dell'aria dell'impianto di climatizzazione sono destinate al trattamento sia dell'aria primaria che di tutta quella necessaria alla climatizzazione. Il trasporto dei fluidi trattati (sia di mandata che di ripresa) avviene in
canalizzazioni in acciaio zincato rivestite con idonei materiali coibenti. Nel caso di canali rettangolari con un lato di dimensioni superiori a 450 mm prevedere delle croci trasversali di rinforzo.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
02.04.01.R01 (Attitudine al) controllo della tenuta
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le canalizzazioni dell'impianto di climatizzazione devono essere realizzate con materiali e componenti idonei ad impedire fughe dei fluidi termovettori nonché dei combustibili di alimentazione.
Livello minimo della prestazione:
I componenti degli impianti di climatizzazione possono essere verificati per accertarne la capacità al controllo della tenuta secondo le prove indicate dalla normativa UNI vigente.
02.04.01.R02 Stabilità chimico reattiva
Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le canalizzazioni dell'impianto di climatizzazione devono essere realizzate con materiali in grado di mantenere inalterate nel tempo le proprie caratteristiche chimico-fisiche.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
ANOMALIE RISCONTRABILI
02.04.01.A01 Anomalie delle coibentazioni
02.04.01.A02 Difetti di regolazione e controllo
02.04.01.A03 Difetti di tenuta
02.04.01.A04 Difetti di tenuta giunti
02.04.01.A05 Incrostazioni
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
02.04.01.I01 Pulizia canali
Cadenza: ogni anno
Effettuare una pulizia dei canali utilizzando aspiratori. Effettuare inoltre una pulizia delle bocchette di mandata e di ripresa, delle griglie e delle cassette miscelatrici.
02.04.01.I02 Ripristino coibentazione
Cadenza: quando occorre
Effettuare il ripristino dello strato coibente quando deteriorato.
02.04.01.I03 Ripristino serraggi
Cadenza: quando occorre
Eseguire il ripristino dei dadi di serraggio dei vari tratti di canale.
Elemento Manutenibile: 02.04.02
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Manuale di Manutenzione
Bocchette di ventilazione
Unità Tecnologica: 02.04
Rete di distribuzione aria sala lettura-consultazione Biblioteca
Civica Canna
Le bocchette di ventilazione sono destinate alla distribuzione e alla ripresa dell'aria; sono realizzate generalmente in acciaio zincato e vengono rivestite con idonei materiali fonoassorbenti e sono montate negli impianti di tipo medio.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
02.04.02.R01 (Attitudine al) controllo della tenuta
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le bocchette di ventilazione devono essere realizzate con materiali e componenti idonei ad impedire fughe dei fluidi termovettori .
Livello minimo della prestazione:
La capacità al controllo della tenuta viene verificata secondo le prove indicate dalla normativa UNI vigente.
ANOMALIE RISCONTRABILI
02.04.02.A01 Anomalie delle coibentazioni
02.04.02.A02 Difetti di regolazione e controllo
02.04.02.A03 Difetti di tenuta giunti
02.04.02.A04 Difetti di tenuta
02.04.02.A05 Incrostazioni
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
02.04.02.I01 Pulizia
Cadenza: ogni anno
Effettuare una pulizia delle bocchette utilizzando aspiratori.
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Manuale di Manutenzione
Unità Tecnologica: 02.05
Impianto idraulico
L'impianto di distribuzione dell'acqua fredda e calda consente l'utilizzazione di acqua nell'ambito degli spazi interni del sistema edilizio o degli spazi esterni connessi. L'impianto è generalmente costituito dai seguenti elementi tecnici:
- allacciamenti, che hanno la funzione di collegare la rete principale (acquedotto) alle reti idriche d'utenza;
- macchine idrauliche, che hanno la funzione di controllare sia le caratteristiche fisico-chimiche, microbiologiche, ecc. dell'acqua da erogare sia le condizioni di pressione per la distribuzione in rete;
- accumuli, che assicurano una riserva idrica adeguata alle necessità degli utenti consentendo il corretto funzionamento delle macchine idrauliche e/o dei riscaldatori;
- riscaldatori, che hanno la funzione di elevare la temperatura dell'acqua fredda per consentire di soddisfare le necessità degli utenti;
- reti di distribuzione acqua fredda e/o calda, aventi la funzione di trasportare l'acqua fino ai terminali di erogazione;
- reti di ricircolo dell'acqua calda, che hanno la funzione di mantenere in costante circolazione l'acqua calda in modo da assicurarne l'erogazione alla temperatura desiderata;
- apparecchi sanitari che consentono agli utenti di utilizzare acqua calda e/o fredda per soddisfare le proprie esigenze.
REQUISITI E PRESTAZIONI (UT)
02.05.R01 Regolarità delle finiture
Classe di Requisiti: Adattabilità delle finiture
Classe di Esigenza: Fruibilità
Gli elementi dell'impianto idrico sanitario devono essere realizzati nel rispetto della regola d'arte e devono presentare finiture superficiali integre.
Livello minimo della prestazione:
Tutte le superfici devono avere caratteristiche di uniformità e continuità di rivestimento e non devono presentare tracce di riprese o aggiunte di materiale visibili. Possono essere richieste prove di collaudo prima della posa in opera per la
verifica della regolarità dei materiali e delle finiture secondo quanto indicato dalla norma UNI EN 997.
02.05.R02 (Attitudine al) controllo della tenuta
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Gli elementi dell'impianto idrico sanitario devono essere idonei ad impedire fughe dei fluidi in circolazione per garantire la funzionalità dell'impianto.
Livello minimo della prestazione:
La capacità di tenuta viene verificata mediante la prova indicata dalla norma UNI di settore. Al termine della prova si deve verificare la assenza di difetti o segni di cedimento.
02.05.R03 (Attitudine al) controllo dell'aggressività dei fluidi
Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica
Classe di Esigenza: Funzionalità
Le tubazioni dell'impianto idrico non devono dar luogo a fenomeni di incrostazioni, corrosioni, depositi che possano compromettere il regolare funzionamento degli impianti stessi.
Livello minimo della prestazione:
L’analisi delle caratteristiche dell'acqua deve essere ripetuta con frequenza annuale e comunque ogni volta che si verifichi un cambiamento delle stesse. Devono essere previsti specifici trattamenti dell’acqua in modo che le caratteristiche
chimico-fisiche (aspetto, pH, conduttività elettrica, durezza totale, cloruri, ecc.) corrispondano a quelle riportate dalla normativa. In particolare le acque destinate al consumo umano che siano state sottoposte ad un trattamento di
addolcimento o dissalazione devono presentare le seguenti concentrazioni minime: durezza totale 60 mg/l Ca, alcalinità >= 30 mg/l HCO3.
L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:
° 02.05.01 Apparecchi sanitari e rubinetteria
° 02.05.02 Cassette di scarico a zaino
° 02.05.03 Miscelatori termostatici
° 02.05.04 Scaldacqua elettrici ad accumulo
° 02.05.05 Tubazioni in rame
° 02.05.06 Tubazioni multistrato
° 02.05.07 Tubi in acciaio zincato
° 02.05.08 Vasi igienici a sedile
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Manuale di Manutenzione
Elemento Manutenibile: 02.05.01
Apparecchi sanitari e rubinetteria
Unità Tecnologica: 02.05
Impianto idraulico
Gli apparecchi sanitari sono quegli elementi dell'impianto idrico che consentono agli utenti lo svolgimento delle operazioni connesse agli usi igienici e sanitari utilizzando acqua calda e/o fredda. Per utilizzare l'acqua vengono utilizzati rubinetti
che mediante idonei dispositivi di apertura e chiusura consentono di stabilire la quantità di acqua da utilizzare. Tali dispositivi possono essere del tipo semplice cioè dotati di due manopole differenti per l'acqua fredda e per l'acqua calda
oppure dotati di miscelatori che consentono di regolare con un unico comando la temperatura dell'acqua.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
02.05.01.R01 (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
Gli apparecchi sanitari e la relativa rubinetteria devono essere in grado di garantire valori minimi di portata dei fluidi.
Livello minimo della prestazione:
Bisogna accertare che facendo funzionare contemporaneamente tutte le bocche di erogazione dell’acqua fredda previste in fase di calcolo per almeno 30 minuti consecutivi, la portata di ogni bocca rimanga invariata e pari a quella di
progetto (con una tolleranza del 10%).
02.05.01.R02 Comodità di uso e manovra
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
Gli apparecchi sanitari e la relativa rubinetteria devono presentare caratteristiche di facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità.
Livello minimo della prestazione:
I vasi igienici ed i bidet devono essere fissati al pavimento in modo tale da essere facilmente rimossi senza demolire l'intero apparato sanitario; inoltre dovranno essere posizionati a 10 cm dalla vasca e dal lavabo, a 15 cm dalla parete, a 20
cm dal bidet o dal vaso e dovranno avere uno spazio frontale libero da ostacoli di almeno 55 cm. I lavabi saranno posizionati a 5 cm dalla vasca, a 10 cm dal vaso e dal bidet, a 15 cm dalla parete e dovranno avere uno spazio frontale libero
da ostacoli di almeno 55 cm; nel caso che il lavabo debba essere utilizzato da persone con ridotte capacità motorie il lavabo sarà posizionato con il bordo superiore a non più di 80 cm dal pavimento e con uno spazio frontale libero da
ostacoli di almeno 80 cm.
02.05.01.R03 Resistenza a manovre e sforzi d'uso
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Gli apparecchi sanitari e la rubinetteria devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture in seguito ad operazioni di manovra o di utilizzo.
Livello minimo della prestazione:
In particolare tutte le parti in ottone o bronzo dei terminali di erogazione sottoposti a manovre e/o sforzi meccanici in genere devono essere protetti mediante processo galvanico di cromatura o procedimenti equivalenti (laccatura, zincatura,
bagno galvanico ecc.) per eliminare l’incrudimento e migliorare le relative caratteristiche meccaniche, seguendo le prescrizioni riportate nelle specifiche norme UNI di riferimento. I rubinetti di erogazione, i miscelatori termostatici ed i terminali
di erogazione in genere dotati di parti mobili utilizzate dagli utenti per usufruire dei relativi servizi igienici possono essere sottoposti a cicli di apertura/chiusura, realizzati secondo le modalità indicate dalle norme controllando al termine di tali
prove il mantenimento dei livelli prestazionali richiesti dalla normativa. La pressione esercitata per azionare i rubinetti di erogazione, i miscelatori e le valvole non deve superare i 10 Nm.
ANOMALIE RISCONTRABILI
02.05.01.A01 Cedimenti
02.05.01.A02 Corrosione
02.05.01.A03 Difetti ai flessibili
02.05.01.A04 Difetti ai raccordi o alle connessioni
02.05.01.A05 Difetti alle valvole
02.05.01.A06 Incrostazioni
02.05.01.A07 Interruzione del fluido di alimentazione
02.05.01.A08 Scheggiature
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Manuale di Manutenzione
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
02.05.01.I01 Disostruzione degli scarichi
Cadenza: quando occorre
Disostruzione meccanica degli scarichi senza rimozione degli apparecchi, mediante lo smontaggio dei sifoni, l'uso di aria in pressione o sonde flessibili.
02.05.01.I02 Rimozione calcare
Cadenza: ogni 6 mesi
Rimozione di eventuale calcare sugli apparecchi sanitari con l'utilizzo di prodotti chimici.
Elemento Manutenibile: 02.05.02
Cassette di scarico a zaino
Unità Tecnologica: 02.05
Impianto idraulico
Possono essere realizzate nei seguenti materiali:
-Porcellana sanitaria (vitreus china): mistura di argilla bianca, caolino, quarzo e feldspato. L'articolo viene smaltato a crudo e sottoposto a monocottura in forno fino a 1250°C. Lo smalto è composto da caolino, quarzo, feldspato, calcare ed è
opacizzato con silicato di zirconio o con ossido di stagno. Il materiale ottenuto ha una buona resistenza agli urti e consente un bassissimo assorbimento dell'acqua.
-Grès fine porcellanato (fire clay): mistura di argilla cotta, argilla refrattaria e quarzo. L'articolo viene smaltato a crudo e sottoposto a monocottura in forno fino a 1250°C. Il materiale è caratterizzato da un assorbimento dell'acqua
relativamente alto.
-Resina metacrilica: amalgama sintetico che si ricava dalla polimerizzazione del metacrilicato con derivati degli acidi acrilico e metacrilico con altre quantità minime di copolimeri. La resina ha il vantaggio di assorbire minimamente l'acqua, di
avere bassa conducibilità al calore e, quindi, capacità di trattenerlo. Gli apparecchi sanitari realizzati in resina risultano di peso molto ridotto.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
02.05.02.R01 (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
Le cassette di scarico devono garantire valori minimi di portata dei fluidi per un corretto funzionemento dell'impianto.
Livello minimo della prestazione:
Facendo funzionare contemporaneamente tutte le bocche di erogazione dell'acqua fredda previste in fase di calcolo per almeno 30 minuti consecutivi, la portata di ogni bocca deve rimanere invariata e pari a quella di progetto (con una
tolleranza del 10%).
ANOMALIE RISCONTRABILI
02.05.02.A01 Anomalie del galleggiante
02.05.02.A02 Corrosione
02.05.02.A03 Difetti ai flessibili
02.05.02.A04 Difetti dei comandi
02.05.02.A05 Interruzione del fluido di alimentazione
02.05.02.A06 Scheggiature
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
02.05.02.I01 Rimozione calcare
Cadenza: ogni 6 mesi
Rimozione del calcare eventualmente depositato sugli apparecchi sanitari, mediante l'utilizzazione di prodotti chimici.
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Manuale di Manutenzione
02.05.02.I02 Ripristino ancoraggio
Cadenza: quando occorre
Ripristinare l'ancoraggio delle cassette con eventuale sigillatura con silicone.
02.05.02.I03 Sostituzione cassette
Cadenza: ogni 30 anni
Effettuare la sostituzione delle cassette di scarico quando sono lesionate, rotte o macchiate.
Elemento Manutenibile: 02.05.03
Miscelatori termostatici
Unità Tecnologica: 02.05
Impianto idraulico
I miscelatori termostatici consentono di mantenere la temperatura del fluido alla temperatura impostata. Il funzionamento di questi dispositivi avviene per mezzo di un bulbo o cartuccia termostatica che può funzionare secondo due principi
differenti:
-dilatazione per mezzo di dischi metallici; -dilatazione per mezzo di un liquido.
Generalmente i miscelatori termostatici sono dotati di un compensatore di pressione che garantisce il funzionamento se le pressioni dell'acqua fredda e calda sono differenti. I miscelatori termostatici possono essere:
- Monocomando: dotati di un unico dispositivo di regolazione della portata di erogazione e della temperatura;
- Bicomando: dotati di due dispositivi separati per la regolazione della portata di erogazione e della temperatura;
- Comando sequenziale unico: dotati di un unico dispositivo di regolazione che funziona attraverso una sequenza predeterminata di portata di erogazione e temperatura;
- Miscelatori termostatici senza dispositivo di regolazione della portata di erogazione.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
02.05.03.R01 (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
I miscelatori termostatici devono essere in grado di garantire valori minimi di portata dei fluidi.
Livello minimo della prestazione:
A seconda del tipo di apparecchio al quale il miscelatore termostatico è destinato, la portata
misurata a (0,3 + 0,02/0) MPa [(3 + 0,02/0) bar] deve essere almeno uguale a:
- 0,33 l/s (20 l/min) per vasca da bagno;
- 0,20 l/s (12 l/min) per lavabo, bidet, lavelli e docce.
02.05.03.R02 (Attitudine al) controllo della tenuta
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Gli elementi del miscelatore (otturatore, se previsto, deviatore a comando manuale o automatico) devono essere idonei ad impedire fughe dei fluidi per garantire la funzionalità dell'impianto.
Livello minimo della prestazione:
Durante la prova non si devono produrre né perdite né trasudazioni attraverso le pareti né si devono produrre perdite dall'otturatore.
02.05.03.R03 Stabilità chimico reattiva
Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici
Classe di Esigenza: Sicurezza
I materiali costituenti i miscelatori non devono subire alcuna alterazione che potrebbe compromettere il funzionamento del miscelatore termostatico.
Livello minimo della prestazione:
Le superfici apparenti cromate e i rivestimenti Ni-Cr devono rispondere ai requisiti della EN 248.
ANOMALIE RISCONTRABILI
02.05.03.A01 Corrosione
02.05.03.A02 Difetti ai flessibili
02.05.03.A03 Difetti agli attacchi
02.05.03.A04 Difetti alle guarnizioni
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Manuale di Manutenzione
02.05.03.A05 Incrostazioni
02.05.03.A06 Perdite
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
02.05.03.I01 Pulizia
Cadenza: ogni 3 mesi
Eseguire la pulizia della cartuccia termostatica controllando l'integrità dei dischi metallici di dilatazione.
02.05.03.I02 Sostituzione
Cadenza: quando occorre
Sostituire i miscelatori quando usurati e non più rispondenti alla normativa di settore.
Elemento Manutenibile: 02.05.04
Scaldacqua elettrici ad accumulo
Unità Tecnologica: 02.05
Impianto idraulico
Gli scaldacqua elettrici ad accumulo sono tra i più semplici apparecchi impiegati per la produzione di acqua calda sanitaria. La capacità del serbatoio di accumulo varia da 50 a 100 litri e l'acqua è riscaldata a mezzo di una resistenza elettrica
immersa, della potenza di 1 o 1,5 kW, comandata da un termostato di regolazione della temperatura.
Particolare cura viene impiegata per la protezione del serbatoio (detto caldaia) realizzata con zincatura a caldo e resine termoindurenti oppure con successive smaltature; in entrambi i casi sono unite all'ulteriore protezione di un anodo di
magnesio, particolarmente efficace contro fenomeni di corrosione galvanica. Per ridurre le dispersioni passive l'apparecchio è coibentato interamente con un rivestimento di materiale isolante (normalmente poliuretano) protetto da una
scocca esterna di acciaio smaltato.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
02.05.04.R01 (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi
Classe di Requisiti: Di funzionamento
Classe di Esigenza: Gestione
Gli scaldacqua elettrici devono essere in grado di garantire valori minimi di portata dei fluidi.
Livello minimo della prestazione:
La quantità di acqua erogata durante la prova deve essere raccolta in apposita vasca; i valori dei volumi registrati non devono essere inferiori a quelli riportati nella norma UNI 8064.
02.05.04.R02 (Attitudine al) controllo delle dispersioni elettriche
Classe di Requisiti: Protezione elettrica
Classe di Esigenza: Sicurezza
Gli scaldacqua elettrici devono essere protetti da un morsetto di terra (contro la formazione di cariche positive) che deve essere collegato direttamente ad un conduttore di terra.
Livello minimo della prestazione:
L’apparecchiatura elettrica deve funzionare in modo sicuro nell’ambiente e nelle condizioni di lavoro specificate ed alle caratteristiche e tolleranze di alimentazione elettrica dichiarate, tenendo conto delle disfunzioni prevedibili.
ANOMALIE RISCONTRABILI
02.05.04.A01 Anomalie del termometro
02.05.04.A02 Corrosione
02.05.04.A03 Corto circuiti
02.05.04.A04 Difetti agli interruttori
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Manuale di Manutenzione
02.05.04.A05 Difetti della coibentazione
02.05.04.A06 Difetti di tenuta
02.05.04.A07 Surriscaldamento
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
02.05.04.I01 Ripristino coibentazione
Cadenza: ogni 10 anni
Effettuare il ripristino della coibentazione dello scaldacqua.
02.05.04.I02 Sostituzione scalda acqua
Cadenza: ogni 15 anni
Sostituire lo scaldacqua secondo le specifiche indicate dai produttori.
Elemento Manutenibile: 02.05.05
Tubazioni in rame
Unità Tecnologica: 02.05
Impianto idraulico
Le tubazioni in rame hanno la funzione di trasportare i fluidi termovettori alla rubinetteria degli apparecchi sanitari.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
02.05.05.R01 (Attitudine al) controllo dell'aggressività dei fluidi
Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica
Classe di Esigenza: Funzionalità
I fluidi termovettori dell'impianto idrico sanitario non devono dar luogo a fenomeni di incrostazioni. corrosioni, depositi che possano compromettere il regolare funzionamento degli impianti stessi.
Livello minimo della prestazione:
L’analisi deve essere ripetuta periodicamente possibilmente con frequenza settimanale o mensile e comunque ogni volta che si verifichi o si sospetti un cambiamento delle caratteristiche dell’acqua secondo quanto indicato dalla norma UNI
EN 12449.
ANOMALIE RISCONTRABILI
02.05.05.A01 Difetti di coibentazione
02.05.05.A02 Difetti di regolazione e controllo
02.05.05.A03 Difetti di tenuta
02.05.05.A04 Deformazione
02.05.05.A05 Errori di pendenza
02.05.05.A06 Incrostazioni
Pagina 117
Manuale di Manutenzione
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
02.05.05.I01 Ripristino coibentazione
Cadenza: quando occorre
Effettuare un ripristino dello strato di coibentazione delle tubazioni quando sono evidenti i segni di degradamento.
Elemento Manutenibile: 02.05.06
Tubazioni multistrato
Unità Tecnologica: 02.05
Impianto idraulico
Le tubazioni multistrato sono quei tubi la cui parete è costituita da almeno due strati di materiale plastico legati ad uno strato di alluminio o leghe di alluminio, tra di loro interposto. I materiali plastici utilizzati per la realizzazione degli specifici
strati costituenti la parete del tubo multistrato sono delle poliolefine adatte all'impiego per il convogliamento di acqua in pressione e possono essere di:
-Polietilene PE; -Polietilene reticolato PE-Xa / PE-Xb / PE-Xc; -Polipropilene PP; -Polibutilene PB.
Allo scopo di assicurare l'integrità dello strato interno lo spessore di tale strato non deve essere minore di 0,5 mm.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
02.05.06.R01 Resistenza allo scollamento
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Gli strati intermedi della tubazione devono resistere allo scollamento per evitari problemi di tenuta.
Livello minimo della prestazione:
Lo strato, costituito da quello esterno di materiale plastico e da quello intermedio in alluminio, vengono congiuntamente tirati con una velocità di (50 ± 10) mm al minuto e alla temperatura di (23 + / - 2) °C. La resistenza minima opposta alla
separazione deve rispettare le specifiche di produzione fissate dal fabbricante.
ANOMALIE RISCONTRABILI
02.05.06.A01 Alterazioni cromatiche
02.05.06.A02 Deformazione
02.05.06.A03 Difetti ai raccordi o alle connessioni
02.05.06.A04 Distacchi
02.05.06.A05 Errori di pendenza
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
02.05.06.I01 Pulizia
Cadenza: ogni 6 mesi
Pulizia o eventuale sostituzione dei filtri dell'impianto.
Elemento Manutenibile: 02.05.07
Tubi in acciaio zincato
Unità Tecnologica: 02.05
Pagina 118
Manuale di Manutenzione
Impianto idraulico
Le tubazioni generalmente utilizzate per l'impianto idrico sanitario sono in acciaio zincato e provvedono all'adduzione e alla successiva erogazione dell'acqua destinata ad alimentare l'impianto.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
02.05.07.R01 (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
Le tubazioni devono essere in grado di garantire in ogni momento la portata e la pressione richiesti dall'impianto.
Livello minimo della prestazione:
Per la verifica idrostatica effettuare una prova di tutte le tubazioni con una pressione pari ai valori indicati dalla norma UNI 6363 derivanti dalla formula P= 20 ds/D e per un periodo minimo di 10 secondi, dove d è la sollecitazione unitaria pari
al 60% del carico unitario di snervamento (N/mm2); s è lo spessore nominale del tubo espresso in mm; D è il diametro esterno della tubazione. Per i tubi aventi diametro esterno maggiore di 219,1 mm i risultati della prova idraulica devono
essere forniti dal fabbricante.
02.05.07.R02 Assenza di emissioni di sostanze nocive
Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici
Classe di Esigenza: Sicurezza
I materiali costituenti le tubazioni non devono produrre o riemettere sostanze tossiche, irritanti o corrosive per la salute degli utenti.
Livello minimo della prestazione:
In particolare le reti di distribuzione dell'acqua potabile all'interno delle abitazioni devono essere realizzate in:
- acciaio zincato, ai sensi del Regolamento sanitario approvato con R.D. 3.2.1901 n.45 e modificato con R.D. 23.6.1904 n.369;
- rame, con titolo di purezza non inferiore al 99.90% e con fosforo non superiore a 0,04%, ai sensi del D.P.R. 3.8.1968 n.1095;
- materiale plastico (polietilene ad alta densità, PVC, ecc.) purché corredato di certificato di atossicità rilasciato da laboratori autorizzati, ai sensi della C.M. della Sanità 2.12.1978 n.102.
E' comunque vietato l'uso di tubi in piombo. Accertare che le tubazioni, i raccordi ed i pezzi speciali in genere di cui si prevede l'utilizzazione siano rispondenti alle specifiche prestazionali richieste, verificando la loro marchiatura e/o
certificazione di accompagnamento.
02.05.07.R03 Resistenza alle temperature e a sbalzi di temperature
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le tubazioni e gli elementi accessori devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di temperature elevate o a sbalzi delle stesse. Per tale scopo possono essere dotati di adeguati
rivestimenti.
Livello minimo della prestazione:
I rivestimenti che possono essere utilizzati per le tubazioni sono: cemento, smalto bituminoso, vernice bituminosa, resine epossidiche, materie plastiche ecc.. Per le caratteristiche dei rivestimenti valgono le prescrizioni riportate dalla norma
UNI 6363 all'appendice B.
02.05.07.R04 Resistenza meccanica
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le tubazioni e gli elementi accessori quali valvole e rubinetti devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di determinate sollecitazioni.
Livello minimo della prestazione:
La prova a trazione a temperatura ambiente deve essere effettuata secondo le modalità indicate dalla norma UNI 5465 per determinare il carico di rottura Rm, lo snervamento Re e l'allungamento percentuale A. Tali valori così determinati
vanno poi verificati con quelli riportati nel prospetto III della norma UNI 6363.
La prova a trazione a caldo deve essere effettuata secondo le modalità indicate dalla norma UNI 3918 ed i risultati ottenuti vanno poi verificati con quelli riportati nel prospetto IV della norma UNI 6363.
La prova a schiacciamento va eseguita secondo le modalità indicate dalla norma UNI 5468. La prova a curvatura va eseguita secondo le modalità indicate dalla norma UNI 5469.
02.05.07.R05 Stabilità chimico reattiva
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le tubazioni e gli elementi accessori quali valvole e rubinetti devono essere in grado di mantenere inalterate nel tempo le proprie caratteristiche chimico-fisiche.
Livello minimo della prestazione:
Verificare che la composizione chimica degli acciai utilizzati per realizzare tubazioni per la condotta dell'acqua non superi le tolleranze ammissibili indicate dal prospetto II della norma UNI 6363. Per il prelievo di campioni da sottoporre ad
analisi chimico fisiche seguire le modalità indicate dalla norma UNI EU 18.
ANOMALIE RISCONTRABILI
02.05.07.A01 Corrosione
02.05.07.A02 Difetti ai raccordi o alle connessioni
02.05.07.A03 Difetti alle valvole
02.05.07.A04 Incrostazioni
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
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Manuale di Manutenzione
02.05.07.I01 Pulizia
Cadenza: ogni 6 mesi
Pulizia o eventuale sostituzione dei filtri dell'impianto.
02.05.07.I02 Pulizia otturatore
Cadenza: quando occorre
Pulizia o eventuale sostituzione dell'otturatore nel caso si verifichi il passaggio del fluido ad otturatore chiuso.
Elemento Manutenibile: 02.05.08
Vasi igienici a sedile
Unità Tecnologica: 02.05
Impianto idraulico
I vasi igienici a sedile possono essere installati a parete e anche al pavimento. Il vaso, se dotato di flussostato o cassetta interna, misura generalmente 36 x 50 cm mentre la profondità può aumentare fino a 70 cm (misura massima anche
per i tipi sospesi) se dotato di cassetta esterna; è alto mediamente 36 cm da terra. Nel caso di installazione del vaso in un vano apposito, la larghezza del vano non può essere inferiore a 80 cm e la sua profondità non può essere inferiore a
1,3 m. Sono disponibili di recente dei vasi particolari dotati di doccetta e ventilatore ad aria calda per l'igiene intima. Questi vasi sostituiscono contemporaneamente anche il bidet e quindi sono consigliabili (oltre che per motivi igienici) anche
in tutti quei casi in cui, per motivi di spazio, non sia possibile installare il bidet. I vasi devono rispondere alla Norma UNI EN 997, se di porcellana sanitaria, oppure alla Norma UNI 8196 se di resina metacrilica.
La cassetta può essere collocata appoggiata o staccata e la sezione del foro di scarico può essere orizzontale o verticale. Comunemente si realizzano nei seguenti materiali:
- Porcellana sanitaria (vitreus china): mistura di argilla bianca, caolino, quarzo e feldspato. L'articolo viene smaltato a crudo e sottoposto a monocottura in forno fino a 1250°C. Lo smalto è composto da caolino, quarzo, feldspato, calcare ed è
opacizzato con silicato di zirconio o con ossido di stagno. Il materiale ottenuto ha una buona resistenza agli urti e consente un bassissimo assorbimento dell'acqua.
- Grès fine porcellanato (fire clay): mistura di argilla cotta, argilla refrattaria e quarzo. L'articolo viene smaltato a crudo e sottoposto a monocottura in forno fino a 1250°C. Il materiale è caratterizzato da un assorbimento dell'acqua
relativamente alto.
- Resina metacrilica: amalgama sintetico che si ricava dalla polimerizzazione del metacrilicato con derivati degli acidi acrilico e metacrilico con altre quantità minime di copolimeri. La resina ha il vantaggio di assorbire minimamente l'acqua, di
avere bassa conducibilità al calore e, quindi, capacità di trattenerlo. Gli apparecchi sanitari realizzati in resina risultano di peso molto ridotto.
- Acciaio e acciaio smaltato: gli apparecchi sanitari realizzati in questo materiale non assorbono acqua, hanno alta conducibilità termica (necessitano, quindi, di isolamento termico) e buona resistenza agli urti.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
02.05.08.R01 (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
I vasi igienici dell'impianto idrico sanitario devono essere in grado di garantire valori minimi di portata dei fluidi.
Livello minimo della prestazione:
Bisogna accertare che facendo funzionare contemporaneamente tutte le bocche di erogazione dell’acqua fredda previste in fase di calcolo per almeno 30 minuti consecutivi, la portata di ogni bocca rimanga invariata e pari a quella di
progetto (con una tolleranza del 10%).
02.05.08.R02 Comodità di uso e manovra
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
I vasi igienici devono presentare caratteristiche di facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità.
Livello minimo della prestazione:
I vasi igienici devono essere fissati al pavimento o alla parete in modo tale da essere facilmente rimossi senza demolire l'intero apparato sanitario; inoltre dovranno essere posizionati a 10 cm dalla vasca e dal lavabo, a 15 cm dalla parete, a
20 cm dal bidet e dovranno avere uno spazio frontale libero da ostacoli di almeno 55 cm.
ANOMALIE RISCONTRABILI
02.05.08.A01 Corrosione
02.05.08.A02 Difetti degli ancoraggi
02.05.08.A03 Difetti dei flessibili
02.05.08.A04 Ostruzioni
02.05.08.A05 Rottura del sedile
02.05.08.A06 Scheggiature
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Manuale di Manutenzione
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
02.05.08.I01 Disostruzione degli scarichi
Cadenza: quando occorre
Disostruzione meccanica degli scarichi senza rimozione degli apparecchi, mediante lo smontaggio dei sifoni, l'uso di aria in pressione o sonde flessibili.
02.05.08.I02 Rimozione calcare
Cadenza: ogni 6 mesi
Rimozione del calcare eventualmente depositato sugli apparecchi sanitari, mediante l'utilizzazione di prodotti chimici.
02.05.08.I03 Sostituzione vasi
Cadenza: ogni 30 anni
Effettuare la sostituzione dei vasi rotti, macchiati o gravemente danneggiati.
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Manuale di Manutenzione
Corpo d'Opera: 03
IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI
SPECIALI
Unità Tecnologiche:
° 03.01 Impianto elettrico
° 03.02 Impianti speciali
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Manuale di Manutenzione
Unità Tecnologica: 03.01
Impianto elettrico
L'impianto elettrico, nel caso di edifici per civili abitazioni, ha la funzione di addurre, distribuire ed erogare energia elettrica.
Per potenze non superiori a 50 kW l'ente erogatore fornisce l'energia in bassa tensione mediante un gruppo di misura; da quest'ultimo parte una linea primaria che alimenta i vari quadri delle singole utenze.
Dal quadro di zona parte la linea secondaria che deve essere sezionata (nel caso di edifici per civili abitazioni) in modo da avere una linea per le utenze di illuminazione e l'altra per le utenze a maggiore assorbimento ed evitare così che
salti tutto l'impianto in caso di corti circuiti. La distribuzione principale dell'energia avviene con cavi posizionati in apposite canalette; la distribuzione secondaria avviene con conduttori inseriti in apposite guaine di protezione (di diverso
colore: il giallo-verde per la messa a terra, il blu per il neutro, il marrone-grigio per la fase).
L'impianto deve essere progettato secondo le norme CEI vigenti per assicurare una adeguata protezione.
REQUISITI E PRESTAZIONI (UT)
03.01.R01 (Attitudine al) controllo della condensazione interstiziale
Classe di Requisiti: Sicurezza d'intervento
Classe di Esigenza: Sicurezza
I componenti degli impianti elettrici capaci di condurre elettricità devono essere in grado di evitare la formazione di acqua di condensa per evitare alle persone qualsiasi pericolo di folgorazioni per contatto diretto secondo quanto prescritto
dalla norma CEI 64-8.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
03.01.R02 (Attitudine al) controllo delle dispersioni elettriche
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
Per evitare qualsiasi pericolo di folgorazione alle persone, causato da un contatto diretto, i componenti degli impianti elettrici devono essere dotati di collegamenti equipotenziali con l’impianto di terra dell’edificio.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e nell’ambito della dichiarazione di conformità prevista dall’art.7 del regolamento di attuazione della Legge 5.3.1990 n.46.
03.01.R03 Attitudine a limitare i rischi di incendio
Classe di Requisiti: Protezione antincendio
Classe di Esigenza: Sicurezza
I componenti dell'impianto elettrico devono essere realizzati ed installati in modo da limitare i rischi di probabili incendi.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
03.01.R04 Impermeabilità ai liquidi
Classe di Requisiti: Sicurezza d'intervento
Classe di Esigenza: Sicurezza
I componenti degli impianti elettrici devono essere in grado di evitare il passaggio di fluidi liquidi per evitare alle persone qualsiasi pericolo di folgorazione per contatto diretto secondo quanto prescritto dalla normativa.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
03.01.R05 Isolamento elettrico
Classe di Requisiti: Protezione elettrica
Classe di Esigenza: Sicurezza
Gli elementi costituenti l'impianto elettrico devono essere in grado di resistere al passaggio di cariche elettriche senza perdere le proprie caratteristiche.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
03.01.R06 Limitazione dei rischi di intervento
Classe di Requisiti: Protezione dai rischi d'intervento
Classe di Esigenza: Sicurezza
Gli elementi costituenti l'impianto elettrico devono essere in grado di consentire ispezioni, manutenzioni e sostituzioni in modo agevole ed in ogni caso senza arrecare danno a persone o cose.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
03.01.R07 Montabilità / Smontabilità
Classe di Requisiti: Facilità d'intervento
Classe di Esigenza: Funzionalità
Gli elementi costituenti l'impianto elettrico devono essere atti a consentire la collocazione in opera di altri elementi in caso di necessità.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
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Manuale di Manutenzione
03.01.R08 Resistenza meccanica
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
Gli impianti elettrici devono essere realizzati con materiali in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di determinate sollecitazioni.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
03.01.R09 (Attitudine al) controllo del flusso luminoso
Classe di Requisiti: Visivi
Classe di Esigenza: Aspetto
I componenti degli impianti di illuminazione devono essere montati in modo da controllare il flusso luminoso emesso al fine di evitare che i fasci luminosi possano colpire direttamente gli apparati visivi delle persone.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
03.01.R10 Accessibilità
Classe di Requisiti: Facilità d'intervento
Classe di Esigenza: Funzionalità
Gli elementi costituenti l'impianto di illuminazione devono essere facilmente accessibili per consentire un facile utilizzo sia nel normale funzionamento sia in caso di guasti.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
03.01.R11 Comodità di uso e manovra
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
Gli impianti di illuminazione devono essere realizzati con materiali e componenti aventi caratteristiche di facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità.
Livello minimo della prestazione:
In particolare l’altezza di installazione dal piano di calpestio dei componenti deve essere compresa fra 0.40 e 1.40 m, ad eccezione di quei componenti il cui azionamento avviene mediante comando a distanza (ad. es. telecomando a raggi
infrarossi).
03.01.R12 Efficienza luminosa
Classe di Requisiti: Visivi
Classe di Esigenza: Aspetto
I componenti che sviluppano un flusso luminoso devono garantire una efficienza luminosa non inferiore a quella stabilita dai costruttori delle lampade.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
03.01.R13 Identificabilità
Classe di Requisiti: Facilità d'intervento
Classe di Esigenza: Funzionalità
Gli elementi costituenti l'impianto di illuminazione devono essere facilmente identificabili per consentire un facile utilizzo. Deve essere presente un cartello sul quale sono riportate le funzioni degli interruttori nonché le azioni da compiere in
caso di emergenza su persone colpite da folgorazione.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
03.01.R14 Regolabilità
Classe di Requisiti: Funzionalità in emergenza
Classe di Esigenza: Funzionalità
I componenti degli impianti di illuminazione devono essere in grado di consentire adeguamenti funzionali da parte di operatori specializzati.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
03.01.R15 Stabilità chimico reattiva
Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici
Classe di Esigenza: Sicurezza
L'impianto di illuminazione deve essere realizzato con materiali in grado di mantenere inalterate nel tempo le proprie caratteristiche chimico-fisiche.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:
° 03.01.01 Canalizzazioni in PVC
° 03.01.02 Fusibili
° 03.01.03 Interruttori
° 03.01.04 Motori
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Manuale di Manutenzione
° 03.01.05 Prese e spine
° 03.01.06 Quadri di bassa tensione
° 03.01.07 Relè termici
° 03.01.08 Sezionatore
° 03.01.09 Lampade fluorescenti
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Manuale di Manutenzione
Elemento Manutenibile: 03.01.01
Canalizzazioni in PVC
Unità Tecnologica: 03.01
Impianto elettrico
Le "canalette" sono tra gli elementi più semplici per il passaggio dei cavi elettrici.
Le canalizzazioni dell'impianto elettrico sono generalmente realizzate in PVC e devono essere conformi alle prescrizioni di sicurezza delle norme CEI; dovranno essere dotati di marchio di qualità o certificati secondo le disposizioni di legge.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
03.01.01.R01 Resistenza al fuoco
Classe di Requisiti: Protezione antincendio
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le canalizzazioni degli impianti elettrici suscettibili di essere sottoposti all’azione del fuoco devono essere classificati secondo quanto previsto dalla normativa vigente; la resistenza al fuoco deve essere documentata da “marchio di
conformità” o “dichiarazione di conformità”.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
03.01.01.R02 Stabilità chimico reattiva
Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le canalizzazioni degli impianti elettrici devono essere realizzate con materiali in grado di mantenere inalterate nel tempo le proprie caratteristiche chimico-fisiche.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
ANOMALIE RISCONTRABILI
03.01.01.A01 Corto circuiti
03.01.01.A02 Difetti agli interruttori
03.01.01.A03 Difetti di taratura
03.01.01.A04 Disconnessione dell'alimentazione
03.01.01.A05 Interruzione dell'alimentazione principale
03.01.01.A06 Interruzione dell'alimentazione secondaria
03.01.01.A07 Surriscaldamento
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
03.01.01.I01 Ripristino grado di protezione
Cadenza: quando occorre
Ripristinare il previsto grado di protezione che non deve mai essere inferiore a quello previsto dalla normativa vigente.
Elemento Manutenibile: 03.01.02
Fusibili
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Manuale di Manutenzione
Unità Tecnologica: 03.01
Impianto elettrico
I fusibili realizzano una protezione fase per fase con un grande potere di interruzione a basso volume e possono essere installati o su appositi supporti (porta-fusibili) o in sezionatori porta-fusibili al posto di manicotti o barrette. Si classificano
in due categorie:
-Fusibili "distribuzione" tipo gG - Proteggono sia contro i corto-circuiti sia contro i sovraccarichi i circuiti che non hanno picchi di corrente elevati, come i circuiti resistivi. Devono avere un carico immediatamente superiore alla corrente di pieno
carico del circuito protetto.
-Fusibili "motore" tipo aM - Proteggono contro i corto-circuiti i circuiti sottoposti ad elevati picchi di corrente. Sono fatti in maniera tale che permettono ai fusibili aM di far passare queste sovracorrenti rendendoli non adatti alla protezione
contro i sovraccarichi. Una protezione come questa deve essere fornita di un altro dispositivo quale il relè termico. Devono avere un carico immediatamente superiore alla corrente di pieno carico del circuito protetto.
ANOMALIE RISCONTRABILI
03.01.02.A01 Depositi vari
03.01.02.A02 Difetti di funzionamento
03.01.02.A03 Umidità
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
03.01.02.I01 Pulizia
Cadenza: ogni 6 mesi
Eseguire la pulizia delle connessioni dei fusibili sui porta fusibili eliminando polvere, umidità e depositi vari.
03.01.02.I02 Sostituzione dei fusibili
Cadenza: quando occorre
Eseguire la sostituzione dei fusibili quando usurati.
Elemento Manutenibile: 03.01.03
Interruttori
Unità Tecnologica: 03.01
Impianto elettrico
Gli interruttori generalmente utilizzati sono del tipo ad interruzione in esafluoruro di zolfo con pressione relativa del SF6 di primo riempimento a 20 °C uguale a 0,5 bar. Gli interruttori possono essere dotati dei seguenti accessori:
-comando a motore carica molle; -sganciatore di apertura; -sganciatore di chiusura; -contamanovre meccanico; -contatti ausiliari per la segnalazione di aperto - chiuso dell'interruttore.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
03.01.03.R01 Comodità di uso e manovra
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
Gli interruttori devono essere realizzati con materiali e componenti aventi caratteristiche di facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità.
Livello minimo della prestazione:
In particolare l’altezza di installazione dal piano di calpestio dei componenti deve essere compresa fra 0.40 e 1.40 m, ad eccezione di quei componenti il cui azionamento avviene mediante comando a distanza (ad. es. telecomando a raggi
infrarossi).
ANOMALIE RISCONTRABILI
03.01.03.A01 Anomalie dei contatti ausiliari
03.01.03.A02 Anomalie delle molle
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Manuale di Manutenzione
03.01.03.A03 Anomalie degli sganciatori
03.01.03.A04 Corto circuiti
03.01.03.A05 Difetti agli interruttori
03.01.03.A06 Difetti di taratura
03.01.03.A07 Disconnessione dell'alimentazione
03.01.03.A08 Surriscaldamento
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
03.01.03.I01 Sostituzioni
Cadenza: quando occorre
Sostituire, quando usurate o non più rispondenti alle norme, parti degli interruttori quali placchette, coperchi, telai porta frutti, apparecchi di protezione e di comando.
Elemento Manutenibile: 03.01.04
Motori
Unità Tecnologica: 03.01
Impianto elettrico
Le parti principali di un motore sono lo statore (induttore) e il rotore (indotto).
Lo statore è la parte fissa del motore formata da un'armatura in ghisa che contiene una corona di lamierini molto sottili in acciaio al silicio isolati tra loro da ossidazione o vernice isolante. Gli avvolgimenti dello statore che devono innescare il
campo rotante (tre in caso di motore trifase) sono collocati negli appositi incastri di cui sono forniti i lamierini. Ognuno degli avvolgimenti è fatto di varie bobine che si accoppiano tra loro definendo il numero di coppie di poli del motore e, di
conseguenza, la velocità di rotazione.
Il rotore è la parte mobile del motore formata da un impilaggio di lamierini sottili isolati tra loro e che compongono un cilindro inchiavettato sull'albero del motore. Il rotore può essere di vari tipi:
-a gabbia di scoiattolo: Sulla parte esterna del cilindro sono posizionati degli incastri su cui si dispongono dei conduttori collegati ad ognuna delle estremità da una corona metallica e su cui si esercita la coppia motore generata dal campo
rotante. I conduttori sono inclinati di poco verso l'esterno per fare in modo che la coppia sia regolare, questo conferisce al rotore il tipico aspetto di una gabbia di scoiattolo. Nei motori di piccole dimensioni la gabbia è un pezzo unico fatta di
alluminio iniettato sotto pressione; anche le alette di raffreddamento sono colate in questo modo e formano un corpo unico con il rotore. La coppia di avviamento di questi motori è bassa e la corrente assorbita alla messa sotto tensione è
molto maggiore rispetto alla corrente nominale.
-a doppia gabbia : È il rotore più diffuso; è formato da due gabbie concentriche: una esterna con resistenza maggiore e una interna con resistenza minore. All'inizio dell'avviamento, le correnti indotte si oppongono alla penetrazione del flusso
nella gabbia interna perché questo ha una frequenza elevata. La coppia prodotta dalla gabbia esterna resistente è elevata e lo spunto di corrente ridotto. A fine avviamento si ha una diminuzione della frequenza del rotore e, di conseguenza,
è più agevole il passaggio del flusso attraverso la gabbia interna. Il motore, quindi, agisce come se fosse formato da una sola gabbia poco resistente. In regime stabilito la velocità è inferiore solo di poco a quella del motore a gabbia singola.
-a gabbia resistente: Sono molto diffusi, soprattutto in gabbia singola. Di solito la gabbia è racchiusa tra due anelli in inox resistente. Questi motori, alcuni dei quali sono moto-ventilati, hanno un rendimento meno buono e la variazione di
velocità si può ottenere soltanto agendo sulla tensione. Hanno, però, una buona coppia di avviamento.
-sbobinato (rotore ad anelli): Degli avvolgimenti uguali a quelli dello statore sono collocati negli incastri alla periferia del rotore che, di solito, è trifase. L'estremità di ogni avvolgimento è collegata ad un punto comune (accoppiamento a stella).
Le estremità libere o si collegano ad un'interfaccia centrifuga o a tre anelli in rame, isolati e integrati al rotore. Su questi anelli si muovono delle spazzole in grafite collegate direttamente al dispositivo di avviamento. In base al valore delle
resistenze inserite nel circuito rotorico, questo tipo di motore può sviluppare una coppia di avviamento che può arrivare fino ad oltre 2,5 volte la coppia nominale. Il picco di corrente all'avviamento è uguale a quello della coppia.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
03.01.04.R01 (Attitudine al) controllo del rumore prodotto
Classe di Requisiti: Acustici
Classe di Esigenza: Benessere
I motori devono essere realizzati con materiali e componenti tali da garantire un livello di rumore nell’ambiente esterno entro i limiti prescritti dalla normativa.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i valori minimi indicati dalla norma.
ANOMALIE RISCONTRABILI
03.01.04.A01 Anomalie del rotore
03.01.04.A02 Aumento della temperatura
03.01.04.A03 Difetti del circuito di ventilazione
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Manuale di Manutenzione
03.01.04.A04 Difetti delle guarnizioni
03.01.04.A05 Difetti di marcia
03.01.04.A06 Difetti di serraggio
03.01.04.A07 Difetti dello statore
03.01.04.A08 Rumorosità
03.01.04.A09 Sovraccarico
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
03.01.04.I01 Revisione
Cadenza: quando occorre
Eseguire lo smontaggio completo del motore per eseguirne la revisione.
03.01.04.I02 Serraggio bulloni
Cadenza: ogni 6 mesi
Eseguire il serraggio di tutti i bulloni per evitare giochi e malfunzionamenti.
Elemento Manutenibile: 03.01.05
Prese e spine
Unità Tecnologica: 03.01
Impianto elettrico
Le prese e le spine dell'impianto elettrico hanno il compito di distribuire alle varie apparecchiature alle quali sono collegati l'energia elettrica proveniente dalla linea principale di adduzione. Sono generalmente sistemate in appositi spazi
ricavati nelle pareti o a pavimento (cassette).
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
03.01.05.R01 Comodità di uso e manovra
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
Le prese e spine devono essere realizzate con materiali e componenti aventi caratteristiche di facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità.
Livello minimo della prestazione:
In particolare l’altezza di installazione dal piano di calpestio dei componenti deve essere compresa fra 0.40 e 1.40 m, ad eccezione di quei componenti il cui azionamento avviene mediante comando a distanza (ad. es. telecomando a raggi
infrarossi).
ANOMALIE RISCONTRABILI
03.01.05.A01 Corto circuiti
03.01.05.A02 Difetti agli interruttori
03.01.05.A03 Difetti di taratura
03.01.05.A04 Disconnessione dell'alimentazione
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Manuale di Manutenzione
03.01.05.A05 Surriscaldamento
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
03.01.05.I01 Sostituzioni
Cadenza: quando occorre
Sostituire, quando usurate o non più rispondenti alle norme, parti di prese e spine quali placchette, coperchi, telai porta frutti, apparecchi di protezione e di comando.
Elemento Manutenibile: 03.01.06
Quadri di bassa tensione
Unità Tecnologica: 03.01
Impianto elettrico
Le strutture più elementari sono centralini da incasso, in materiale termoplastico autoestinguente, con indice di protezione IP40, fori asolati e guida per l'assemblaggio degli interruttori e delle morsette. Questi centralini si installano all'interno
delle abitazioni e possono essere anche a parete. Esistono, inoltre, centralini stagni in materiale termoplastico con grado di protezione IP55 adatti per officine e industrie.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
03.01.06.R01 Accessibilità
Classe di Requisiti: Facilità d'intervento
Classe di Esigenza: Funzionalità
I quadri devono essere facilmente accessibili per consentire un facile utilizzo sia nel normale funzionamento sia in caso di guasti.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
03.01.06.R02 Identificabilità
Classe di Requisiti: Facilità d'intervento
Classe di Esigenza: Funzionalità
I quadri devono essere facilmente identificabili per consentire un facile utilizzo. Deve essere presente un cartello sul quale sono riportate le funzioni degli interruttori nonché le azioni da compiere in caso di emergenza su persone colpite da
folgorazione.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
ANOMALIE RISCONTRABILI
03.01.06.A01 Anomalie dei contattori
03.01.06.A02 Anomalie dei fusibili
03.01.06.A03 Anomalie dell'impianto di rifasamento
03.01.06.A04 Anomalie dei magnetotermici
03.01.06.A05 Anomalie dei relè
03.01.06.A06 Anomalie della resistenza
03.01.06.A07 Anomalie delle spie di segnalazione
03.01.06.A08 Anomalie dei termostati
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Manuale di Manutenzione
03.01.06.A09 Depositi di materiale
03.01.06.A10 Difetti agli interruttori
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
03.01.06.I01 Pulizia generale
Cadenza: ogni 6 mesi
Pulizia generale utilizzando aria secca a bassa pressione.
03.01.06.I02 Serraggio
Cadenza: ogni anno
Eseguire il serraggio di tutti i bulloni, dei morsetti e degli interruttori.
03.01.06.I03 Sostituzione centralina rifasamento
Cadenza: quando occorre
Eseguire la sostituzione della centralina elettronica di rifasamento con altra dello stesso tipo.
03.01.06.I04 Sostituzione quadro
Cadenza: ogni 20 anni
Eseguire la sostituzione del quadro quando usurato o per un adeguamento alla normativa.
Elemento Manutenibile: 03.01.07
Relè termici
Unità Tecnologica: 03.01
Impianto elettrico
Sono i dispositivi più adoperati per la protezione dei motori contro i sovraccarichi deboli e prolungati. Possono essere utilizzati a corrente alternata e continua e possono essere:
-Tripolari; -Compensati (non sensibili alle modificazioni della temperatura ambiente); -Sensibili ad una mancanza di fase, evitando la marcia del motore in monofase; -A riarmo manuale o automatico; -Graduati in "Ampere motore":
impostazione sul relè della corrente segnata sulla piastra segnaletica del motore.
Un relè termico tripolare è formato da tre lamine bimetalliche fatte da due metalli uniti da una laminazione e con coefficienti di dilatazione molto diversi. Ogni lamina è dotata di un avvolgimento riscaldante ed ogni avvolgimento è collegato in
serie ad una fase del motore. La deformazione delle lamine è causata dal riscaldamento delle lamine a causa della corrente assorbita dal motore; a seconda dell'intensità della corrente la deformazione è più o meno accentuata.
ANOMALIE RISCONTRABILI
03.01.07.A01 Anomalie dei dispositivi di comando
03.01.07.A02 Anomalie della lamina
03.01.07.A03 Difetti di regolazione
03.01.07.A04 Difetti di serraggio
03.01.07.A05 Difetti dell'oscillatore
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
03.01.07.I01 Serraggio fili
Cadenza: ogni 6 mesi
Eseguire il serraggio di tutti i fili in entrata ed in uscita dal relè.
Pagina 131
Manuale di Manutenzione
03.01.07.I02 Sostituzione
Cadenza: quando occorre
Eseguire la sostituzione dei relè deteriorati quando necessario.
Elemento Manutenibile: 03.01.08
Sezionatore
Unità Tecnologica: 03.01
Impianto elettrico
Il sezionatore è un apparecchio meccanico di connessione che risponde, in posizione di apertura, alle prescrizioni specificate per la funzione di sezionamento. È formato da un blocco tribolare o tetrapolare, da uno o due contatti ausiliari di
preinterruzione e da un dispositivo di comando che determina l'apertura e la chiusura dei poli.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
03.01.08.R01 Comodità di uso e manovra
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
I sezionatori devono essere realizzati con materiali e componenti aventi caratteristiche di facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità.
Livello minimo della prestazione:
In particolare l’altezza di installazione dal piano di calpestio dei componenti deve essere compresa fra 0.40 e 1.40 m.
ANOMALIE RISCONTRABILI
03.01.08.A01 Anomalie dei contatti ausiliari
03.01.08.A02 Anomalie delle molle
03.01.08.A03 Anomalie degli sganciatori
03.01.08.A04 Corto circuiti
03.01.08.A05 Difetti delle connessioni
03.01.08.A06 Difetti ai dispositivi di manovra
03.01.08.A07 Difetti di taratura
03.01.08.A08 Surriscaldamento
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
03.01.08.I01 Sostituzioni
Cadenza: quando occorre
Sostituire, quando usurate o non più rispondenti alle norme, le parti dei sezionatori quali placchette, coperchi, telai porta frutti, apparecchi di protezione e di comando.
Elemento Manutenibile: 03.01.09
Pagina 132
Manuale di Manutenzione
Lampade fluorescenti
Unità Tecnologica: 03.01
Impianto elettrico
Durano mediamente più di quelle a incandescenza e, adoperando alimentatori adatti, hanno un’ottima efficienza luminosa fino a 100 lumen/watt. L’interno della lampada è ricoperto da uno strato di polvere fluorescente cui viene aggiunto
mercurio a bassa pressione. La radiazione visibile è determinata dall’emissione di radiazioni ultraviolette del mercurio (emesse appena la lampada è inserita in rete)che reagiscono con lo strato fluorescente.
ANOMALIE RISCONTRABILI
03.01.09.A01 Abbassamento livello di illuminazione
03.01.09.A02 Avarie
03.01.09.A03 Difetti agli interruttori
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
03.01.09.I01 Sostituzione delle lampade
Cadenza: ogni 40 mesi
Sostituzione delle lampade e dei relativi elementi accessori secondo la durata di vita media delle lampade fornite dal produttore. Nel caso delle lampade fluorescenti si prevede una durata di vita media pari a 7500 h sottoposta a tre ore
consecutive di accensione. (Ipotizzando, pertanto, un uso giornaliero di 6 ore, dovrà prevedersi la sostituzione della lampada circa ogni 40 mesi)
Pagina 133
Manuale di Manutenzione
Unità Tecnologica: 03.02
Impianti speciali
L'impianto antintrusione e controlli accessi è l'insieme degli elementi tecnici del sistema edilizio con funzione di prevenire, eliminare o segnalare l'intrusione di persone non desiderate all'interno degli edifici. L'impianto generalmente si
compone di una centralina elettronica, che può avere sirena incorporata o esterna e punto centrale per i diversi sensori, ripartita in zone che corrispondono alle zone protette. I sensori per interno possono essere:
-rilevatori radar che coprono zone di circa 90° (non devono essere installati su pareti soggette a vibrazioni né orientati su pareti riflettenti); -rilevatori radar a microonde che coprono zone di oltre 100° ottenendo il massimo rendimento
dall'effetto Doppler; -rilevatori a infrarossi passivi che si servono delle radiazioni termiche dei corpi animati e sono corredati di lente Fresnel per orientare in maniera corretta il sensore con portate fina a 10 metri.
I sensori perimetrali possono essere:
-contatto magnetico di superficie o da incasso; - interruttore magnetico; -sensore inerziale per protezione di muri e recinzioni elettriche; -sonda a vibrazione; -barriere a raggi infrarossi e a microonde per esterno.
Gli impianti di allarme dovranno essere realizzati a regola d'arte in rispondenza alla Legge 1 marzo 1968 n.186. Tutti i dispositivi di rivelazione, concentrazione, segnalazione locale/remota (teletrasmissione), nonché di controllo (accessi,
televisione a circuito chiuso), dovranno rispondere alle norme CEI 79-2, 79-3 e 79-4 ai sensi dell'art. 2 della Legge 18 ottobre 1977 n. 791 che richiede l'utilizzo di materiale costruito a regola d'arte. Pertanto dette apparecchiature dovranno
riportare il previsto marchio di conformità o in alternativa di dichiarazione di conformità rilasciata dal costruttore; in ogni caso dovrà essere garantita la sicurezza d'uso. A tal riguardo tutte le apparecchiature elettriche collegate alle linee di
alimentazione in bassa tensione (trasformatori, interruttori, fusibili, ecc.), dovranno essere conformi alle norme CEI 12-13; tale rispondenza dovrà essere certificata da apposito attestato di conformità rilasciato da parte degli organismi
competenti oppure da dichiarazione di conformità rilasciata dal costruttore. Tutte le apparecchiature dovranno essere esenti da difetti qualitativi e di lavorazione. Le verifiche da effettuare anche sulla base della documentazione fornita sono:
a) controllo dei materiali installati e delle relative caratteristiche tecniche; b) controllo a vista del posizionamento, fissaggio ed accessibilità della centrale di gestione, dei singoli rivelatori e ogni altro dispositivo del sistema, con verifica della
conformità a livello di prestazione richiesta; c) controllo dello schema di localizzazione dei cavi e degli schemi dei collegamenti, verifica della completezza della documentazione tecnica e dei manuali d'uso e tecnici; d) calcolo teorico
dell'autonomia di funzionamento dell'impianto sulla base degli assorbimenti, del tipo delle batterie e del dimensionamento degli alimentatori installati; e) controllo operativo delle funzioni quali: -risposta dell'impianto ad eventi di allarme;
-risposta dell'impianto ad eventi temporali; -risposta dell'impianto ad interventi manuali.
REQUISITI E PRESTAZIONI (UT)
03.02.R01 Resistenza alla vibrazione
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
Gli elementi dell'impianto antintrusione devono essere idonei e posti in opera in modo da resistere alle vibrazioni che dovessero insorgere nell'ambiente di impiego senza compromettere il regolare funzionamento.
Livello minimo della prestazione:
Alla fine della prova il campione deve essere controllato al fine di evidenziare che le tensioni in uscita siano entro le specifiche dettate dalle norme.
L'Unità Tecnologica è composta dai seguenti Elementi Manutenibili:
° 03.02.01 Contatti magnetici
° 03.02.02 Pannello degli allarmi
° 03.02.03 Sensore volumetrico a doppia tecnologia
Pagina 134
Manuale di Manutenzione
Elemento Manutenibile: 03.02.01
Contatti magnetici
Unità Tecnologica: 03.02
Impianti speciali
I contatti magnetici sono composti da due scatoline, una provvista di interruttore e una da un piccolo magnete. Di questi contatti ne esistono di due tipi, quelli che si "aprono" avvicinando il magnete e quelli che invece si "chiudono".
La scatolina provvista dell'interruttore verrà applicata sullo stipite della porta o della finestra, e collegata agli altri interruttori con due sottili fili isolati in plastica. La scatolina del magnete dovrà trovarsi in corrispondenza dell'interruttore quando
la porta o la finestra risulterà chiusa.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
03.02.01.R01 Resistenza alla corrosione
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
I contatti magnetici devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di fenomeni di corrosione.
Livello minimo della prestazione:
Deve essere garantito un funzionamento per almeno un ciclo di 10.000.000 di apertura e chiusura.
03.02.01.R02 Resistenza a sbalzi di temperatura
Classe di Requisiti: Controllabilità tecnologica
Classe di Esigenza: Controllabilità
I contatti magnetici devono essere in grado di resistere a sbalzi della temperatura ambiente senza compromettere il loro funzionamento.
Livello minimo della prestazione:
I contatti magnetici non devono generare falsi allarmi se operanti nell'intervallo di temperatura e umidità indicato dai produttori.
ANOMALIE RISCONTRABILI
03.02.01.A01 Corrosione
03.02.01.A02 Difetti del magnete
03.02.01.A03 Difetti di posizionamento
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
03.02.01.I01 Registrazione dispositivi
Cadenza: ogni 3 mesi
Eseguire una prova per verificare l'allineamento del magnete sull'interruttore ed eventualmente eseguire una registrazione di detti dispositivi.
03.02.01.I02 Sostituzione magneti
Cadenza: ogni 10 anni
Sostituire i contatti magnetici ed i relativi interruttori quando usurati.
Elemento Manutenibile: 03.02.02
Pannello degli allarmi
Unità Tecnologica: 03.02
Impianti speciali
Pagina 135
Manuale di Manutenzione
I segnali inviati dai rivelatori, attraverso la centrale di controllo e segnalazione a cui sono collegati, vengono visualizzati sotto forma di segnale di allarme sui pannelli detti appunto degli allarmi.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
03.02.02.R01 Efficienza
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
Il pannello degli allarmi deve entrare nella condizione di allarme incendio a seguito della ricezione dei segnali e dopo che gli stessi siano stati elaborati ed interpretati come allarme incendio dalla centrale.
Livello minimo della prestazione:
La condizione di allarme incendio deve essere indicata senza alcun intervento manuale e viene attuata con una segnalazione luminosa ed una segnalazione visiva delle zone in allarme.
ANOMALIE RISCONTRABILI
03.02.02.A01 Difetti di segnalazione
03.02.02.A02 Difetti di tenuta morsetti
03.02.02.A03 Incrostazioni
03.02.02.A04 Perdita di carica della batteria
03.02.02.A05 Perdite di tensione
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
03.02.02.I01 Registrazione connessioni
Cadenza: ogni 3 mesi
Registrare e regolare tutti i morsetti delle connessioni e/o dei fissaggi.
03.02.02.I02 Sostituzione batteria
Cadenza: ogni 6 mesi
Sostituire la batteria di alimentazione ausiliaria quando occorre (preferibilmente ogni 6 mesi).
03.02.02.I03 Sostituzione pannello
Cadenza: ogni 15 anni
Eseguire la sostituzione del pannello degli allarmi quando non rispondente alla normativa.
Elemento Manutenibile: 03.02.03
Sensore volumetrico a doppia tecnologia
Unità Tecnologica: 03.02
Impianti speciali
Il sensore è costituito da due elementi basati su diversa tecnologia di rivelazione contenuti in un medesimo involucro, in grado di rilevare il calore del corpo umano ed il movimento. La correlazione tra i segnali provenienti dai due diversi
elementi di rivelazione dovrà essere tale che la segnalazione d'allarme sia generata solo al persistere o al ripresentarsi della condizione di perturbazione dello stato di normalità, ad entrambe le componenti del sensore. Il sensore dovrà
possedere led di immediata rappresentazione del funzionamento dello stesso apparato. Dovrà essere possibile variarne sensibilità (portata), integrazione e orientamento sia in senso orizzontale che verticale, in modo da adattare il sensore al
campo di protezione voluto o in relazione alle caratteristiche particolari dell'ambiente protetto. Il sensore dovrà essere dotato di un dispositivo antiaccecamento per prevenire ogni tentativo di mascheramento. Inoltre, dovrà essere dotato di
circuito di supervisione del segnale a microonda che, in caso di non funzionamento di questa sezione, predisporrà il sensore a funzionare automaticamente con la sola parte ad infrarossi, emettendo in uscita un segnale di guasto verso il
concentratore. Il sensore, inoltre, avrà un filtro di luce per eliminare eventuali disturbi generati da sorgenti luminose fluorescenti. Le sue caratteristiche dovranno essere conformi alla Norma CEI 79-2 al II° Livello di prestazioni.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
Pagina 136
Manuale di Manutenzione
03.02.03.R01 Resistenza a sbalzi di temperatura
Classe di Requisiti: Di stabilità
Classe di Esigenza: Sicurezza
I sensori volumetrici a doppia tecnologia devono essere in grado di resistere a sbalzi della temperatura ambiente.
Livello minimo della prestazione:
La temperatura di funzionamento, con eventuali tolleranze, viene indicata dal produttore.
03.02.03.R02 Sensibilità alla luce
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
I sensori volumetrici devono essere realizzati con materiali tali che per determinati valori della luce non si inneschino i meccanismi di allarme.
Livello minimo della prestazione:
Per evitare falsi allarmi generalmente i rivelatori sono dotati di un circuito di integrazione.
ANOMALIE RISCONTRABILI
03.02.03.A01 Calo di tensione
03.02.03.A02 Difetti di regolazione
03.02.03.A03 Incrostazioni
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
03.02.03.I01 Regolazione dispositivi
Cadenza: ogni 6 mesi
Regolare le soglie di assorbimento e delle tensioni del ricevente e dell'emittente.
03.02.03.I02 Sostituzione lente del rivelatore
Cadenza: quando occorre
Sostituire la lente del rivelatore quando si vuole incrementare la portata.
03.02.03.I03 Sostituzione rivelatori
Cadenza: ogni 10 anni
Sostituire i rivelatori quando deteriorati o quando non in grado di svolgere la propria funzione.
Pagina 137
Manuale di Manutenzione
INDICE
01 OPERE EDILI
01.01
01.01.01
01.01.02
01.02
01.02.01
01.02.02
01.03
01.03.01
01.03.02
01.04
Conglomerati, casserature, opere in c.a. ed intonaci
Strutture di fondazione
Intonaco
Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso
Pareti in tavelle di gesso
Tramezzi in laterizio
Isolamenti termoacustici e controsoffittatture
Doghe
Pannelli
Pavimenti e rivestimenti
pag.
3
4
5
5
7
9
9
12
13
14
16
01.04.01
Pavimenti ceramici
17
01.04.02
Rivestimenti lignei a parquet
18
01.04.03
Rivestimenti cementizi
20
01.04.04
01.05
01.05.01
01.05.02
01.06
01.06.01
01.06.02
01.07
Rivestimenti e prodotti ceramici
Opere in pietra naturale
Pavimenti lapidei
Rivestimenti lapidei
Infissi interni
Porte antipanico
Porte
Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni
21
23
24
25
27
28
31
33
01.07.01
Serramenti in legno
37
01.07.02
Strutture in acciaio
40
01.07.03
Porte tagliafuoco
41
01.07.04
Serramenti in alluminio
43
01.07.05
Serramenti in profilati di acciaio
46
01.07.06
Serramenti misti legno/alluminio
48
01.07.07
01.08
01.08.01
01.09
Portoni basculanti
Scale e rampe
Strutture in acciaio
Opere da decoratore
51
53
54
55
01.09.01
Intonaco
58
01.09.02
Rivestimenti lapidei
59
01.09.03
Rivestimento a cappotto
61
01.09.04
Tinteggiature e decorazioni
01.10
Impianti ascensore
62
65
01.10.01
Ammortizzatori della cabina
66
01.10.02
Cabina
66
01.10.03
Contrappeso
67
01.10.04
Funi
68
01.10.05
Guide cabina
69
01.10.06
Interruttore di extracorsa
70
01.10.07
Limitatore di velocità
70
01.10.08
Macchinari elettromeccanici
71
01.10.09
Macchinari oleodinamici
72
01.10.10
Montacarichi
73
01.10.11
Vani corsa
74
01.10.12
Montascale o servoscale
75
01.10.13
Nastri trasportatori
76
01.10.14
Paracadute
77
01.10.15
Porte di piano
78
Pagina 138
Manuale di Manutenzione
01.10.16
Pulsantiera
79
01.10.17
Quadro di manovra
79
02 IMPIANTO TERMOIDRAULICI
02.01
pag.
Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione
81
82
02.01.01
Tubi in acciaio
83
02.01.02
Strato coibente
83
02.01.03
Tubazioni in polietilene
84
02.02
Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri
86
02.02.01
Ventilconvettori e termovettori
87
02.02.02
Tubi in rame
88
02.02.03
Tubi in acciaio
89
02.02.04
Strato coibente
02.03
90
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione
91
02.03.01
Centrali di trattamento aria (U.T.A.)
95
02.03.02
Filtri fini a tasche flosce
96
02.03.03
Filtri multidiedri (a tasche rigide)
97
02.03.04
Estrattori d'aria
98
02.03.05
Canali in lamiera
99
02.03.06
Serrande tagliafuoco
100
02.03.07
Strato coibente
101
02.03.08
Tubi in acciaio
102
02.03.09
Tubi in rame
103
02.03.10
Umidificatori ad acqua
104
02.03.11
Dispositivi di controllo e regolazione
105
02.03.12
Servocomandi
106
02.03.13
Termostati
106
02.03.14
02.04
02.04.01
02.04.02
02.05
Valvole motorizzate
107
Rete di distribuzione aria sala lettura-consultazione Biblioteca Civica Canna
109
Canali in lamiera
110
Bocchette di ventilazione
110
Impianto idraulico
112
02.05.01
Apparecchi sanitari e rubinetteria
113
02.05.02
Cassette di scarico a zaino
114
02.05.03
Miscelatori termostatici
115
02.05.04
Scaldacqua elettrici ad accumulo
116
02.05.05
Tubazioni in rame
117
02.05.06
Tubazioni multistrato
118
02.05.07
Tubi in acciaio zincato
118
02.05.08
Vasi igienici a sedile
120
03 IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI SPECIALI
03.01
Impianto elettrico
pag.
122
123
03.01.01
Canalizzazioni in PVC
126
03.01.02
Fusibili
126
03.01.03
Interruttori
127
03.01.04
Motori
128
03.01.05
Prese e spine
129
03.01.06
Quadri di bassa tensione
130
03.01.07
Relè termici
131
03.01.08
Sezionatore
132
03.01.09
Lampade fluorescenti
132
03.02
03.02.01
Impianti speciali
Contatti magnetici
134
135
Pagina 139
Manuale di Manutenzione
03.02.02
Pannello degli allarmi
135
03.02.03
Sensore volumetrico a doppia tecnologia
136
Pagina 140
Pag. 1
H:\M&S_2004\CMFO3\_ESE\Rev-0\Cons\Documenti\MAN\PP_Allegato_3.doc
METEC & SAGGESE EngineeringS.r.l
ALLEGATO 3
Programma di manutenzione – Sottoprogramma delle prestazioni
Articolo 40 D.P.R. 554/99
Piano di Manutenzione – ALLEGATO 3 – CMFO3
Settembre 2006
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
Classe Requisiti
Acustici
01 - OPERE EDILI
01.03 - Isolamenti termoacustici e
controsoffittatture
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.03
Isolamenti termoacustici e controsoffittatture
01.03.R01
Requisito: Isolamento acustico
Tipologia
Frequenza
I controsoffitti dovranno contribuire a fornire una adeguata resistenza al passaggio dei
rumori.
01.07 - Opere da fabbro - serramenti interni
ed esterni
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.07
Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni
01.07.R07
Requisito: Isolamento acustico
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
E’ l'attitudine a fornire un'idonea resistenza al passaggio dei rumori. Il livello di isolamento
richiesto varia in funzione della tipologia e del tipo di attività svolta e in funzione della classe
di destinazione d'uso del territorio.
01.07.06.C13
01.07.05.C12
01.07.04.C12
01.07.01.C14
01.07.06.C03
01.07.05.C03
01.07.04.C03
01.07.01.C04
Controllo: Controllo vetri
Controllo: Controllo vetri
Controllo: Controllo vetri
Controllo: Controllo vetri
Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta
Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta
Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta
Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta
01.09 - Opere da decoratore
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.09
Opere da decoratore
01.09.R06
Requisito: Isolamento acustico
Tipologia
Frequenza
I rivestimenti dovranno fornire una adeguata resistenza al passaggio dei rumori.
01.10 - Impianti ascensore
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.10.13
Nastri trasportatori
01.10.13.R02
Requisito: (Attitudine al) controllo del rumore prodotto
I nastri trasportatori non devono emettere un livello di rumore superiore a quello consentito
dalla norma.
Tipologia
Frequenza
02 - IMPIANTO TERMOIDRAULICI
02.02 - Ventilconvettori Biblioteca Canna e
Deposito libri
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
02.02
Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri
02.02.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo del rumore prodotto
Gli impianti di climatizzazione devono garantire un livello di rumore nell’ambiente esterno e in
quelli abitativi entro i limiti prescritti dal D.P.C.M. 1.3.1991.
Tipologia
Frequenza
Pagina 2
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
02.02.01.C01
Controllo: Controllo generale dei ventilconvettori
Ispezione a vista
ogni 12 mesi
02.03 - Centrali di trattamento aria e
collegamento alla reti di distribuzione
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione
02.03.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo del rumore prodotto
02.03.01.C02
02.03.01.C10
02.03.01.C09
02.03.10.C01
02.03.01.C05
02.03.01.C01
Gli impianti di climatizzazione devono garantire un livello di rumore nell’ambiente esterno e in
quelli abitativi entro i limiti prescritti dal D.P.C.M. 1.3.1991.
Controllo: Controllo generale U.T.A.
Controllo: Taratura apparecchiature di sicurezza
Controllo: Taratura apparecchiature di regolazione
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo sezione ventilante
Controllo: Controllo carpenteria sezione ventilante
Tipologia
Frequenza
Ispezione a vista
Registrazione
Registrazione
Ispezione a vista
Ispezione a vista
Ispezione a vista
ogni 15 giorni
ogni mese
ogni 3 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni anno
03 - IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI
SPECIALI
03.01 - Impianto elettrico
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
03.01.04
Motori
03.01.04.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo del rumore prodotto
Tipologia
Frequenza
I motori devono essere realizzati con materiali e componenti tali da garantire un livello di
rumore nell’ambiente esterno entro i limiti prescritti dalla normativa.
Pagina 3
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
Classe Requisiti
Adattabilità delle finiture
01 - OPERE EDILI
01.10 - Impianti ascensore
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.10.11
Vani corsa
01.10.11.R01
Requisito: Regolarità delle finiture
Tipologia
Frequenza
Le aperture del vano che consentono l’accesso alla cabina devono essere realizzati nel
rispetto della regola d'arte ed in modo da evitare pericoli per l'accesso alla cabina stessa.
02 - IMPIANTO TERMOIDRAULICI
02.05 - Impianto idraulico
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
02.05
Impianto idraulico
02.05.R01
Requisito: Regolarità delle finiture
02.05.01.C03
02.05.01.C01
Gli elementi dell'impianto idrico sanitario devono essere realizzati nel rispetto della regola
d'arte e devono presentare finiture superficiali integre.
Controllo: Verifica dei flessibili
Controllo: Verifica ancoraggio
Tipologia
Frequenza
Revisione
Controllo a vista
quando occorre
ogni mese
Pagina 4
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
Classe Requisiti
Controllabilità tecnologica
03 - IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI
SPECIALI
03.02 - Impianti speciali
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
03.02.01
Contatti magnetici
03.02.01.R02
Requisito: Resistenza a sbalzi di temperatura
03.02.03.C01
I contatti magnetici devono essere in grado di resistere a sbalzi della temperatura ambiente
senza compromettere il loro funzionamento.
Controllo: Controllo generale
Tipologia
Frequenza
Ispezione a vista
ogni 6 mesi
Pagina 5
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
Classe Requisiti
Di funzionamento
01 - OPERE EDILI
01.10 - Impianti ascensore
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.10.16
Pulsantiera
01.10.16.R01
Requisito: Comodità d'uso e manovra
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
ogni 2 mesi
Per consentire utilizzo da parte degli utenti le pulsantiere della cabina ascensore e quelle di
piano devono essere disposte in modo da essere facilmente utilizzabili.
01.10.16.C01
Controllo: Controllo generale
02 - IMPIANTO TERMOIDRAULICI
02.03 - Centrali di trattamento aria e
collegamento alla reti di distribuzione
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
Tipologia
02.03.01
Centrali di trattamento aria (U.T.A.)
02.03.01.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo del trafilamento
Le unità di trattamento devono essere realizzate con materiali idonei ad impedire trafilamenti
dei fluidi.
Frequenza
02.05 - Impianto idraulico
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
02.05.04
Scaldacqua elettrici ad accumulo
02.05.04.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi
Tipologia
Frequenza
Gli scaldacqua elettrici devono essere in grado di garantire valori minimi di portata dei fluidi.
Pagina 6
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
Classe Requisiti
Di stabilità
01 - OPERE EDILI
01.01 - Conglomerati, casserature, opere in
c.a. ed intonaci
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.01
Conglomerati, casserature, opere in c.a. ed intonaci
01.01.R01
Requisito: Resistenza meccanica
01.01.01.C01
Le strutture in sottosuolo dovranno essere in grado di contrastare le eventuali manifestazioni
di deformazioni e cedimenti rilevanti dovuti all'azione di determinate sollecitazioni (carichi,
forze sismiche, ecc.).
Controllo: Controllo struttura
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
ogni 12 mesi
01.02 - Tramezzi, pareti divisorie in
cartongesso
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.02
Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso
01.02.R08
Requisito: Resistenza agli urti
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
Controllo a vista
quando occorre
ogni 12 mesi
Controllo a vista
quando occorre
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Le pareti debbono essere in grado di sopportare urti (definiti dall'energia cinetica di urti-tipo o
convenzionali di corpi duri, come di oggetti scagliati, o molli, come il peso di un corpo che
cade) che non debbono compromettere la stabilità della parete, né provocare il distacco di
elementi o frammenti pericolosi a carico degli utenti.
01.02.01.C01
01.02.02.C01
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
01.02.R09
Requisito: Resistenza ai carichi sospesi
Le pareti debbono essere in grado di sopportare il peso di carichi appesi minori (ad esempio
quadri, insegne, ecc.) o altri di maggiore entità (mensole, arredi, ecc.)
01.02.R11
Requisito: Resistenza meccanica
Le pareti devono contrastare in modo efficace la manifestazione di eventuali rotture, o
deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni.
01.02.01.C01
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
01.02.02
Tramezzi in laterizio
01.02.02.R01
Requisito: Resistenza meccanica per tramezzi in laterizio
01.02.02.C01
Le pareti devono contrastare in modo efficace la manifestazione di eventuali rotture, o
deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni.
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
01.04 - Pavimenti e rivestimenti
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.04.01
Pavimenti ceramici
01.04.01.R02
Requisito: Resistenza meccanica
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
Le pavimentazioni devono contrastare in modo efficace la manifestazione di eventuali
rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni.
01.04.03.C01
01.04.02.C01
01.04.01.C01
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
01.04.02
Rivestimenti lignei a parquet
01.04.02.R04
Requisito: Resistenza meccanica
Le pavimentazioni devono contrastare in modo efficace la manifestazione di eventuali
rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni.
01.04.03
Rivestimenti cementizi
Pagina 7
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
01.04.03.R03
Requisito: Resistenza meccanica
Le pavimentazioni devono contrastare in modo efficace la manifestazione di eventuali
rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni.
01.05 - Opere in pietra naturale
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.05.01
Pavimenti lapidei
01.05.01.R02
Requisito: Resistenza meccanica
01.05.01.C01
Le pavimentazioni devono contrastare in modo efficace la manifestazione di eventuali
rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni.
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
ogni 12 mesi
01.06 - Infissi interni
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.06.01
Porte antipanico
01.06.01.R03
Requisito: Resistenza agli urti per porte antipanico
Tipologia
Frequenza
Controllo
Controllo a vista
ogni mese
ogni 12 mesi
Le porte antipanico dovranno essere in grado di sopportare urti che non debbono
compromettere la stabilità degli stessi; né provocare il distacco di elementi o frammenti
pericolosi a carico degli utenti.
01.06.01.C05
01.06.01.C06
Controllo: Controllo maniglione
Controllo: Controllo parti in vista
01.07 - Opere da fabbro - serramenti interni
ed esterni
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.07
Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni
01.07.R09
Requisito: Resistenza agli urti
01.07.06.C13
01.07.05.C12
01.07.04.C12
01.07.01.C14
01.07.06.C03
01.07.05.C03
01.07.04.C03
01.07.01.C04
Gli infissi dovranno essere in grado di sopportare urti (definiti dall'energia cinetica di urti-tipo
o convenzionali di corpi duri, come di oggetti scagliati, o molli, come il peso di un corpo che
cade) che non debbono compromettere la stabilità degli stessi; né provocare il distacco di
elementi o frammenti pericolosi a carico degli utenti.
Controllo: Controllo vetri
Controllo: Controllo vetri
Controllo: Controllo vetri
Controllo: Controllo vetri
Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta
Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta
Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta
Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta
01.07.R10
Requisito: Resistenza al vento
01.07.06.C13
01.07.05.C12
01.07.04.C12
01.07.01.C14
01.07.06.C03
01.07.05.C03
01.07.04.C03
01.07.01.C04
Gli infissi debbono resistere alle azioni e depressioni del vento in modo da garantire la
sicurezza degli utenti e assicurare la durata e la funzionalità nel tempo. Inoltre essi devono
sopportare l'azione del vento senza compromettere la funzionalità degli elementi che li
costituiscono.
Controllo: Controllo vetri
Controllo: Controllo vetri
Controllo: Controllo vetri
Controllo: Controllo vetri
Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta
Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta
Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta
Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta
01.07.R14
Requisito: Resistenza meccanica
01.07.02.C03
01.07.02.C02
01.07.02.C01
Gli elementi strutturali costituenti le scale devono contrastare in modo efficace la
manifestazione di eventuali rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili
sollecitazioni.
Controllo: Controllo rivestimenti pedate e alzate
Controllo: Controllo strutture
Controllo: Controllo balaustre e corrimano
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
Pagina 8
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
01.07.03
Porte tagliafuoco
01.07.03.R03
Requisito: Resistenza agli urti per porte tagliafuoco
01.07.03.C05
01.07.03.C06
Le porte tagliafuoco dovranno essere in grado di sopportare urti che non debbono
compromettere la stabilità degli stessi; né provocare il distacco di elementi o frammenti
pericolosi a carico degli utenti.
Controllo: Controllo maniglione
Controllo: Controllo parti in vista
Controllo
Controllo a vista
ogni mese
ogni 12 mesi
01.08 - Scale e rampe
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.08
Scale e rampe
01.08.R02
Requisito: Resistenza meccanica
01.08.01.C03
01.08.01.C02
01.08.01.C01
Gli elementi strutturali costituenti le scale devono contrastare in modo efficace la
manifestazione di eventuali rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili
sollecitazioni.
Controllo: Controllo rivestimenti pedate e alzate
Controllo: Controllo strutture
Controllo: Controllo balaustre e corrimano
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
01.09 - Opere da decoratore
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.09
Opere da decoratore
01.09.R13
Requisito: Resistenza agli urti
01.09.03.C01
I rivestimenti unitamente alle pareti dovranno essere in grado di sopportare urti (definiti
dall'energia cinetica di urti-tipo o convenzionali di corpi duri, come di oggetti scagliati, o molli,
come il peso di un corpo che cade) che non debbono compromettere la stabilità della parete,
né provocare il distacco di elementi o frammenti pericolosi a carico degli utenti.
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
01.09.R16
Requisito: Resistenza al vento
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
Aggiornamento
ogni 12 mesi
ogni 3 anni
I rivestimenti unitamente alle pareti dovranno resistere alle azioni e depressioni del vento tale
da non compromettere la stabilità e la funzionalità degli strati che le costituiscono.
01.09.R18
01.09.03.C01
01.09.02.C01
Requisito: Resistenza meccanica
I rivestimenti unitamente alle pareti dovranno limitare la manifestazione di eventuali rotture, o
deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni.
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Controllo: Controllo funzionalità
01.10 - Impianti ascensore
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.10.02
Cabina
01.10.02.R02
Requisito: Resistenza meccanica
01.10.04.C01
Le porte, con i loro dispositivi di blocco, devono essere in grado di contrastare in modo
efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di determinate sollecitazioni.
Controllo: Controllo generale
01.10.03
Contrappeso
01.10.03.R01
Requisito: Resistenza allo snervamento
01.10.03.C01
Le funi o catene che sostengono i contrappesi o le masse di bilanciamento devono essere in
grado di sostenerli senza causare pericoli.
Controllo: Controllo generale
01.10.04
Funi
01.10.04.R01
Requisito: Resistenza meccanica
Tipologia
Frequenza
Ispezione a vista
ogni mese
Ispezione a vista
ogni mese
Le funi o catene devono essere in grado di sostenere senza causare pericoli le cabine, i
contrappesi o le masse di bilanciamento.
01.10.05
Guide cabina
o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni.
Pagina 9
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
01.10.05.R02
Requisito: Resistenza meccanica
Le guide della cabina unitamente alle pareti sulle quali sono agganciate dovranno limitare la
manifestazione di eventuali rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili
sollecitazioni.
01.10.07
Limitatore di velocità
01.10.07.R02
Requisito: Resistenza meccanica
Il limitatore di velocità deve essere mosso da una fune metallica capace di resistere agli
sforzi che si verificano durante il funzionamento.
01.10.09
Macchinari oleodinamici
01.10.09.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo della tenuta
Le tubazioni ed i relativi accessori del sistema idraulico di un ascensore devono essere adatti
al fluido idraulico utilizzato ed essere progettati ed installati in modo da evitare ogni
sollecitazione anormale.
01.10.09.R03
Requisito: Resistenza a compressione
I macchinari e gli elementi che li costituiscono devono essere in grado di resistere a sforzi di
compressione senza causare pericoli sia durante il normale funzionamento sia in caso di
emergenza.
01.10.09.R04
Requisito: Resistenza a trazione
I macchinari e gli elementi che li costituiscono devono essere in grado di resistere a trazione
senza causare pericoli sia durante il normale funzionamento sia in caso di emergenza.
01.10.11
Vani corsa
01.10.11.R02
Requisito: Resistenza meccanica
La struttura del vano di corsa deve essere realizzata in modo da sopportare tutte le forze che
possono verificarsi durante il funzionamento dell'impianto.
01.10.15
Porte di piano
01.10.15.R02
Requisito: Resistenza meccanica
Le porte, con i loro dispositivi di blocco, devono essere in grado di contrastare in modo
efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di determinate sollecitazioni.
02 - IMPIANTO TERMOIDRAULICI
02.01 - Collegamenti alla sottocentrale di
distribuzione
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
02.01.01
Tubi in acciaio
02.01.01.R02
Requisito: Resistenza alle temperature e a sbalzi di temperature
02.01.01.C01
Le tubazioni dell'impianto di climatizzazione devono essere realizzate con materiali in grado
di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di
temperature elevate o sbalzi improvvisi delle stesse.
Controllo: Controllo generale tubazioni
02.01.02
Strato coibente
02.01.02.R01
Requisito: Resistenza meccanica
I materiali coibenti devono essere in grado di non subire disgregazioni sotto l'azione dei
carichi che si verificano durante il funzionamento.
02.01.02.C01
Controllo: Controllo generale
Tipologia
Frequenza
Ispezione a vista
ogni anno
Controllo a vista
ogni 6 mesi
02.02 - Ventilconvettori Biblioteca Canna e
Deposito libri
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
02.02.02
Tubi in rame
02.02.02.R02
Requisito: Resistenza alle temperature e a sbalzi di temperature
02.02.03.C01
Le tubazioni in rame devono contrastare il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di
temperature elevate o sbalzi improvvisi delle stesse.
Controllo: Controllo generale tubazioni
Tipologia
Frequenza
Ispezione a vista
ogni anno
Pagina 10
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
02.02.02.C01
Controllo: Controllo generale tubazioni
02.02.03
Tubi in acciaio
02.02.03.R02
Requisito: Resistenza alle temperature e a sbalzi di temperature
Ispezione a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 6 mesi
Le tubazioni dell'impianto di climatizzazione devono essere realizzate con materiali in grado
di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di
temperature elevate o sbalzi improvvisi delle stesse.
02.02.04
Strato coibente
02.02.04.R01
Requisito: Resistenza meccanica
02.02.04.C01
I materiali coibenti devono essere in grado di non subire disgregazioni sotto l'azione dei
carichi che si verificano durante il funzionamento.
Controllo: Controllo generale
02.03 - Centrali di trattamento aria e
collegamento alla reti di distribuzione
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione
02.03.R13
Requisito: Resistenza al vento
02.03.01.C02
Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione sottoposti all'azione del vento devono
essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture.
Controllo: Controllo generale U.T.A.
02.03.R14
Requisito: Resistenza meccanica
02.03.01.C02
02.03.01.C10
Gli impianti di climatizzazione devono essere realizzati con materiali in grado di contrastare
in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di determinate
sollecitazioni.
Controllo: Controllo generale U.T.A.
Controllo: Taratura apparecchiature di sicurezza
02.03.R16
Requisito: (Attitudine al) controllo della tenuta
02.03.11.C01
Gli impianti di riscaldamento devono essere realizzati con materiali e componenti idonei ad
impedire fughe dei fluidi termovettori nonché dei combustibili di alimentazione.
Controllo: Controllo generale valvole
02.03.05
Canali in lamiera
02.03.05.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo della tenuta
02.03.14.C02
02.03.14.C01
Le canalizzazioni dell'impianto di climatizzazione devono essere realizzate con materiali e
componenti idonei ad impedire fughe dei fluidi termovettori nonché dei combustibili di
alimentazione.
Controllo: Controllo raccoglitore di impurità
Controllo: Controllo generale
02.03.07
Strato coibente
02.03.07.R01
Requisito: Resistenza meccanica
Tipologia
Frequenza
Ispezione a vista
ogni 15 giorni
Ispezione a vista
Registrazione
ogni 15 giorni
ogni mese
Ispezione a vista
ogni 12 mesi
Ispezione
Aggiornamento
ogni 6 mesi
ogni anno
Ispezione a vista
Controllo a vista
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
Ispezione a vista
Ispezione a vista
ogni 12 mesi
ogni anno
I materiali coibenti devono essere in grado di non subire disgregazioni sotto l'azione dei
carichi che si verificano durante il funzionamento.
02.03.13.C01
02.03.07.C01
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo generale
02.03.08
Tubi in acciaio
02.03.08.R02
Requisito: Resistenza alle temperature e a sbalzi di temperature
02.03.09.C01
02.03.08.C01
Le tubazioni dell'impianto di climatizzazione devono essere realizzate con materiali in grado
di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di
temperature elevate o sbalzi improvvisi delle stesse.
Controllo: Controllo generale tubazioni
Controllo: Controllo generale tubazioni
02.03.09
Tubi in rame
02.03.09.R02
Requisito: Resistenza alle temperature e a sbalzi di temperature
Le tubazioni in rame devono contrastare il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di
temperature elevate o sbalzi improvvisi delle stesse.
02.03.12
Servocomandi
Pagina 11
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
02.03.12.R01
Requisito: Resistenza a manovre e sforzi d'uso
I servocomandi devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di
deformazioni o rotture in seguito ad operazioni di manovra o di utilizzo.
02.03.12.C01
Controllo: Controllo generale
Controllo a vista
ogni 6 mesi
02.04 - Rete di distribuzione aria sala
lettura-consultazione Biblioteca Civica
Canna
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
02.04
Rete di distribuzione aria sala lettura-consultazione Biblioteca Civica Canna
02.04.R03
Requisito: (Attitudine al) controllo della tenuta
02.04.02.C01
Gli impianti di riscaldamento devono essere realizzati con materiali e componenti idonei ad
impedire fughe dei fluidi termovettori nonché dei combustibili di alimentazione.
Controllo: Controllo generale
02.04.01
Canali in lamiera
02.04.01.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo della tenuta
Tipologia
Frequenza
Ispezione a vista
ogni 6 mesi
Le canalizzazioni dell'impianto di climatizzazione devono essere realizzate con materiali e
componenti idonei ad impedire fughe dei fluidi termovettori nonché dei combustibili di
alimentazione.
02.04.02
Bocchette di ventilazione
02.04.02.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo della tenuta
Le bocchette di ventilazione devono essere realizzate con materiali e componenti idonei ad
impedire fughe dei fluidi termovettori .
02.05 - Impianto idraulico
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
02.05
Impianto idraulico
02.05.R02
Requisito: (Attitudine al) controllo della tenuta
02.05.07.C04
02.05.07.C03
02.05.07.C02
02.05.06.C02
02.05.05.C01
Gli elementi dell'impianto idrico sanitario devono essere idonei ad impedire fughe dei fluidi in
circolazione per garantire la funzionalità dell'impianto.
Controllo: Controllo tenuta valvole
Controllo: Controllo tenuta
Controllo: Controllo manovrabilità delle valvole
Controllo: Controllo tubazioni
Controllo: Controllo generale tubazioni
02.05.01
Apparecchi sanitari e rubinetteria
02.05.01.R03
Requisito: Resistenza a manovre e sforzi d'uso
02.05.01.C01
Gli apparecchi sanitari e la rubinetteria devono essere in grado di contrastare in modo
efficace il prodursi di deformazioni o rotture in seguito ad operazioni di manovra o di utilizzo.
Controllo: Verifica ancoraggio
02.05.03
Miscelatori termostatici
02.05.03.R02
Requisito: (Attitudine al) controllo della tenuta
Tipologia
Frequenza
Registrazione
Controllo a vista
Controllo
Controllo a vista
Ispezione a vista
ogni anno
ogni anno
ogni 12 mesi
ogni anno
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni mese
Ispezione a vista
ogni 3 mesi
Registrazione
ogni anno
Gli elementi del miscelatore (otturatore, se previsto, deviatore a comando manuale o
automatico) devono essere idonei ad impedire fughe dei fluidi per garantire la funzionalità
dell'impianto.
02.05.03.C01
Controllo: Controllo generale
02.05.06
Tubazioni multistrato
02.05.06.R01
Requisito: Resistenza allo scollamento
Gli strati intermedi della tubazione devono resistere allo scollamento per evitari problemi di
tenuta.
02.05.06.C01
Controllo: Controllo tenuta strati
02.05.07
Tubi in acciaio zincato
02.05.07.R03
Requisito: Resistenza alle temperature e a sbalzi di temperature
Le tubazioni e gli elementi accessori devono essere in grado di contrastare in modo efficace
Pagina 12
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di temperature elevate o a sbalzi delle
stesse. Per tale scopo possono essere dotati di adeguati rivestimenti.
02.05.07.R04
Requisito: Resistenza meccanica
02.05.07.C04
02.05.07.C02
02.05.07.C01
Le tubazioni e gli elementi accessori quali valvole e rubinetti devono essere in grado di
contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di determinate
sollecitazioni.
Controllo: Controllo tenuta valvole
Controllo: Controllo manovrabilità delle valvole
Controllo: Controllo coibentazione
02.05.07.R05
Requisito: Stabilità chimico reattiva
Registrazione
Controllo
Controllo a vista
ogni anno
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
Le tubazioni e gli elementi accessori quali valvole e rubinetti devono essere in grado di
mantenere inalterate nel tempo le proprie caratteristiche chimico-fisiche.
03 - IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI
SPECIALI
03.01 - Impianto elettrico
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
03.01
Impianto elettrico
03.01.R08
Requisito: Resistenza meccanica
03.01.09.C01
03.01.08.C01
03.01.05.C01
03.01.03.C01
03.01.06.C03
03.01.01.C01
Gli impianti elettrici devono essere realizzati con materiali in grado di contrastare in modo
efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di determinate sollecitazioni.
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo generale
Controllo: Verifica messa a terra
Controllo: Controllo generale
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo
Controllo a vista
ogni mese
ogni mese
ogni mese
ogni mese
ogni 2 mesi
ogni 6 mesi
03.02 - Impianti speciali
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
03.02.01
Contatti magnetici
03.02.01.R01
03.02.01.C01
Requisito: Resistenza alla corrosione
I contatti magnetici devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di
fenomeni di corrosione.
Controllo: Controllo dispositivi
03.02.03
Sensore volumetrico a doppia tecnologia
03.02.03.R01
Requisito: Resistenza a sbalzi di temperatura
I sensori volumetrici a doppia tecnologia devono essere in grado di resistere a sbalzi della
temperatura ambiente.
Tipologia
Frequenza
Ispezione a vista
ogni 3 mesi
Pagina 13
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
Classe Requisiti
Durabilità tecnologica
01 - OPERE EDILI
01.07 - Opere da fabbro - serramenti interni
ed esterni
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.07
Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni
01.07.R13
Requisito: Resistenza all'usura
01.07.02.C03
01.07.02.C01
I materiali di rivestimento di gradini e pianerottoli dovranno presentare caratteristiche di
resistenza all'usura.
Controllo: Controllo rivestimenti pedate e alzate
Controllo: Controllo balaustre e corrimano
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
Controllo a vista
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
01.08 - Scale e rampe
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.08
Scale e rampe
01.08.R01
Requisito: Resistenza all'usura
I materiali di rivestimento di gradini e pianerottoli dovranno presentare caratteristiche di
resistenza all'usura.
Controllo: Controllo rivestimenti pedate e alzate
Controllo: Controllo balaustre e corrimano
01.08.01.C03
01.08.01.C01
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
Controllo a vista
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
Pagina 14
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
Classe Requisiti
Facilità d'intervento
01 - OPERE EDILI
01.02 - Tramezzi, pareti divisorie in
cartongesso
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.02
Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso
01.02.R03
Requisito: Attrezzabilità
Tipologia
Frequenza
Le pareti debbono consentire l'installazione di arredi e attrezzature.
01.03 - Isolamenti termoacustici e
controsoffittatture
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.03
Isolamenti termoacustici e controsoffittatture
01.03.R03
Requisito: Ispezionabilità
Tipologia
Frequenza
I controsoffitti dovranno consentire (in particolare per i tipi chiusi ispezionabili e aperti) la loro
ispezionabilità e l'accesso agli impianti ove previsti.
01.06 - Infissi interni
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.06
Infissi interni
01.06.R01
Requisito: Pulibilità
01.06.01.C02
01.06.02.C05
01.06.02.C02
01.06.01.C08
01.06.02.C04
Gli infissi devono consentire la rimozione di sporcizia, depositi, macchie, ecc.
Controllo: Controllo controbocchette
Controllo: Controllo vetri
Controllo: Controllo guide di scorrimento
Controllo: Controllo vetri
Controllo: Controllo parti in vista
01.06.R02
Requisito: Riparabilità
01.06.02.C03
01.06.02.C02
01.06.02.C01
01.06.01.C04
Gli infissi dovranno essere collocati in modo da consentire il ripristino dell'integrità, la
funzionalità e l'efficienza di parti ed elementi soggetti a guasti.
Controllo: Controllo maniglia
Controllo: Controllo guide di scorrimento
Controllo: Controllo delle serrature
Controllo: Controllo delle serrature
01.06.R04
Requisito: Sostituibilità
01.06.02.C05
01.06.02.C03
Gli infissi dovranno essere realizzati e collocati in modo da consentire la loro sostituibilità, e/o
la collocazione di parti ed elementi essi soggetti a guasti.
Controllo: Controllo vetri
Controllo: Controllo maniglia
01.06.01
Porte antipanico
01.06.01.R05
Requisito: Sostituibilità per porte antipanico
01.06.01.C08
Le porte antipanico dovranno essere realizzate e collocate in modo da consentire la loro
sostituibilità, e/o la collocazione di parti ed elementi essi soggetti a guasti.
Controllo: Controllo vetri
Tipologia
Frequenza
Aggiornamento
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
ogni mese
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 12 mesi
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
Controllo a vista
Controllo a vista
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
Controllo a vista
ogni 6 mesi
01.07 - Opere da fabbro - serramenti interni
ed esterni
Codice
01.07
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
Tipologia
Frequenza
Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni
Pagina 15
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
01.07.R06
Requisito: Pulibilità
Gli infissi devono consentire la rimozione di sporcizia, depositi, macchie, ecc.
01.07.03.C02
01.07.04.C12
01.07.01.C14
01.07.05.C12
01.07.03.C08
01.07.06.C13
01.07.01.C05
01.07.01.C09
01.07.01.C10
01.07.04.C02
01.07.01.C03
01.07.04.C08
01.07.05.C02
01.07.05.C04
01.07.05.C08
01.07.06.C02
01.07.06.C04
01.07.06.C08
01.07.06.C09
01.07.04.C04
Controllo: Controllo controbocchette
Controllo: Controllo vetri
Controllo: Controllo vetri
Controllo: Controllo vetri
Controllo: Controllo vetri
Controllo: Controllo vetri
Controllo: Controllo guide di scorrimento
Controllo: Controllo persiane avvolgibili di legno
Controllo: Controllo persiane avvolgibili in plastica
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo persiane avvolgibili in plastica
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo guide di scorrimento
Controllo: Controllo persiane avvolgibili in plastica
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo guide di scorrimento
Controllo: Controllo persiane avvolgibili di legno
Controllo: Controllo persiane avvolgibili in plastica
Controllo: Controllo guide di scorrimento
01.07.R15
Requisito: Riparabilità
01.07.03.C04
Gli infissi dovranno essere collocati in modo da consentire il ripristino dell'integrità, la
funzionalità e l'efficienza di parti ed elementi soggetti a guasti.
Controllo: Controllo delle serrature
01.07.03
Porte tagliafuoco
01.07.03.R05
Requisito: Sostituibilità per porte tagliafuoco
Controllo
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
ogni mese
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 6 mesi
Le porte tagliafuoco dovranno essere realizzate e collocate in modo da consentire la loro
sostituibilità, e/o la collocazione di parti ed elementi essi soggetti a guasti.
01.07.03.C08
Controllo: Controllo vetri
01.09 - Opere da decoratore
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.09
Opere da decoratore
01.09.R05
Requisito: Attrezzabilità
Le pareti ed i rivestimenti debbono consentire l'installazione di attrezzature.
Tipologia
Frequenza
01.10 - Impianti ascensore
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.10.17
Quadro di manovra
01.10.17.R02
Requisito: Accessibilità
Tipologia
Frequenza
Aggiornamento
ogni 6 mesi
Aggiornamento
ogni 6 mesi
I quadri di manovra degli ascensori devono essere facilmente accessibili per consentire un
facile utilizzo sia nel normale funzionamento sia in caso di guasti.
01.10.17.C01
Controllo: Controllo generale
01.10.17.R03
Requisito: Identificabilità
I quadri e le cabine elettriche devono essere facilmente identificabili per consentire un facile
utilizzo. Deve essere presente un cartello sul quale sono riportate le funzioni degli interruttori
nonché le azioni da compiere in caso di emergenza su persone colpite da folgorazione.
01.10.17.C02
Controllo: Verifica apparecchiature di taratura e controllo
02 - IMPIANTO TERMOIDRAULICI
02.01 - Collegamenti alla sottocentrale di
distribuzione
Codice
02.01
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
Tipologia
Frequenza
Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione
Pagina 16
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
02.01.R02
Requisito: Sostituibilità
Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere atti a consentire la
collocazione in opera di altri elementi in caso di necessità.
02.01.01.C01
Controllo: Controllo generale tubazioni
Ispezione a vista
ogni anno
02.02 - Ventilconvettori Biblioteca Canna e
Deposito libri
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
02.02
Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri
02.02.R04
Requisito: Sostituibilità
Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere atti a consentire la
collocazione in opera di altri elementi in caso di necessità.
Controllo: Controllo generale tubazioni
Controllo: Controllo generale tubazioni
02.02.03.C01
02.02.02.C01
Tipologia
Frequenza
Ispezione a vista
Ispezione a vista
ogni anno
ogni 12 mesi
02.03 - Centrali di trattamento aria e
collegamento alla reti di distribuzione
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione
02.03.R15
Requisito: Sostituibilità
Tipologia
Frequenza
Ispezione a vista
Registrazione
Ispezione a vista
Ispezione a vista
Ispezione a vista
Ispezione a vista
Ispezione
strumentale
ogni 15 giorni
ogni mese
ogni 12 mesi
ogni anno
ogni anno
ogni anno
ogni 2 anni
Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere atti a consentire la
collocazione in opera di altri elementi in caso di necessità.
02.03.01.C02
02.03.01.C10
02.03.09.C01
02.03.08.C01
02.03.05.C01
02.03.01.C01
02.03.05.C02
Controllo: Controllo generale U.T.A.
Controllo: Taratura apparecchiature di sicurezza
Controllo: Controllo generale tubazioni
Controllo: Controllo generale tubazioni
Controllo: Controllo generale canali
Controllo: Controllo carpenteria sezione ventilante
Controllo: Controllo strumentale canali
02.03.R20
Requisito: Pulibilità
Gli impianti di riscaldamento devono essere realizzati con materiali e componenti tali da
consentire la rimozione di sporcizia e sostanze di accumulo.
02.04 - Rete di distribuzione aria sala
lettura-consultazione Biblioteca Civica
Canna
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
02.04
Rete di distribuzione aria sala lettura-consultazione Biblioteca Civica Canna
02.04.R02
Requisito: Sostituibilità
02.04.01.C01
02.04.01.C02
Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere atti a consentire la
collocazione in opera di altri elementi in caso di necessità.
Controllo: Controllo generale canali
Controllo: Controllo strumentale canali
Tipologia
Frequenza
Ispezione a vista
Ispezione
strumentale
ogni anno
ogni 2 anni
03 - IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI
SPECIALI
03.01 - Impianto elettrico
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
03.01
Impianto elettrico
03.01.R07
Requisito: Montabilità / Smontabilità
Tipologia
Frequenza
Gli elementi costituenti l'impianto elettrico devono essere atti a consentire la collocazione in
Pagina 17
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
03.01.09.C01
03.01.08.C01
03.01.05.C01
03.01.03.C01
opera di altri elementi in caso di necessità.
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo generale
03.01.R10
Requisito: Accessibilità
Gli elementi costituenti l'impianto di illuminazione devono essere facilmente accessibili per
consentire un facile utilizzo sia nel normale funzionamento sia in caso di guasti.
03.01.09.C01
Controllo: Controllo generale
03.01.R13
Requisito: Identificabilità
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
ogni mese
ogni mese
ogni mese
ogni mese
Controllo a vista
ogni mese
Controllo a vista
ogni mese
Gli elementi costituenti l'impianto di illuminazione devono essere facilmente identificabili per
consentire un facile utilizzo. Deve essere presente un cartello sul quale sono riportate le
funzioni degli interruttori nonché le azioni da compiere in caso di emergenza su persone
colpite da folgorazione.
03.01.09.C01
Controllo: Controllo generale
03.01.06
Quadri di bassa tensione
03.01.06.R01
Requisito: Accessibilità
I quadri devono essere facilmente accessibili per consentire un facile utilizzo sia nel normale
funzionamento sia in caso di guasti.
03.01.06.R02
Requisito: Identificabilità
I quadri devono essere facilmente identificabili per consentire un facile utilizzo. Deve essere
presente un cartello sul quale sono riportate le funzioni degli interruttori nonché le azioni da
compiere in caso di emergenza su persone colpite da folgorazione.
Pagina 18
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
Classe Requisiti
Funzionalità d'uso
01 - OPERE EDILI
01.10 - Impianti ascensore
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.10
Impianti ascensore
01.10.R01
Requisito: Affidabilità
Tipologia
Frequenza
Ispezione
Ispezione a vista
Ispezione a vista
Ispezione a vista
Ispezione a vista
Ispezione a vista
Ispezione a vista
Ispezione
ogni mese
ogni mese
ogni mese
ogni mese
ogni mese
ogni mese
ogni mese
ogni mese
Ispezione
Controllo
Ispezione
ogni 3 mesi
ogni 3 mesi
ogni 6 mesi
Ispezione
Ispezione
Aggiornamento
Aggiornamento
ogni mese
ogni mese
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
Ispezione a vista
Ispezione a vista
Ispezione a vista
ogni mese
ogni 2 mesi
ogni 2 mesi
Gli elementi dell'impianto di trasporto verticale devono funzionare senza causare pericoli sia
in condizioni normali sia in caso di emergenza.
01.10.15.C02
01.10.09.C05
01.10.09.C04
01.10.09.C03
01.10.09.C02
01.10.09.C01
01.10.08.C01
01.10.02.C01
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo limitatore di velocità
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo del paracadute
Controllo: Controllo dei dispositivi di blocco
Controllo: Controllo degli ammortizzatori
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo generale
01.10.01
Ammortizzatori della cabina
01.10.01.R01
Requisito: Efficienza
01.10.14.C02
01.10.14.C01
01.10.01.C01
Gli ammortizzatori delle cabine ascensore devono funzionare correttamente senza causare
pericoli per l'utilizzo della cabina.
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo dispositivi di freno
Controllo: Controllo generale
01.10.02
Cabina
01.10.02.R01
01.10.15.C02
01.10.02.C01
01.10.15.C03
01.10.15.C01
Requisito: Comodità di uso e manovra
Le aperture del vano che consentono l’accesso alla cabina devono presentare caratteristiche
di facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità.
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo maniglia
Controllo: Controllo delle serrature
01.10.08
Macchinari elettromeccanici
01.10.08.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo della velocità
01.10.10.C01
01.10.13.C01
01.10.12.C01
I macchinari e gli elementi che li costituiscono devono essere in grado di controllare i valori
della velocità di discesa della cabina, sia nel normale funzionamento sia in caso di
emergenza.
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo generale
01.10.09
Macchinari oleodinamici
01.10.09.R02
Requisito: (Attitudine al) controllo della velocità
I macchinari e gli elementi che li costituiscono devono essere in grado di controllare i valori
della velocità di discesa della cabina, sia nel normale funzionamento sia in caso di
emergenza.
01.10.10
Montacarichi
01.10.10.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo della velocità
I montacarichi devono essere in grado di controllare i valori della velocità sia nel normale
funzionamento sia in caso di emergenza.
01.10.12
Montascale o servoscale
01.10.12.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo della velocità
I macchinari dei montascale devono essere in grado di controllare i valori della velocità di
discesa sia nel normale funzionamento sia in caso di emergenza.
01.10.15
Porte di piano
01.10.15.R01
Requisito: Comodità di uso e manovra
Pagina 19
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
Le porte di piano che consentono l’accesso dai pianerottoli alla cabina devono presentare
caratteristiche di facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità.
02 - IMPIANTO TERMOIDRAULICI
02.01 - Collegamenti alla sottocentrale di
distribuzione
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
02.01
Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione
02.01.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi
Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere in grado di garantire
valori minimi di portata dei fluidi circolanti.
02.01.01.C01
Controllo: Controllo generale tubazioni
Tipologia
Frequenza
Ispezione a vista
ogni anno
02.02 - Ventilconvettori Biblioteca Canna e
Deposito libri
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
02.02
Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri
02.02.R02
Requisito: (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi
02.02.01.C03
02.02.03.C01
02.02.02.C01
02.02.01.C02
Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere in grado di garantire
valori minimi di portata dei fluidi circolanti.
Controllo: Controllo tenuta acqua dei ventilconvettori
Controllo: Controllo generale tubazioni
Controllo: Controllo generale tubazioni
Controllo: Controllo dispositivi dei ventilconvettori
Tipologia
Frequenza
Ispezione a vista
Ispezione a vista
Ispezione a vista
Ispezione a vista
ogni 6 mesi
ogni anno
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
02.03 - Centrali di trattamento aria e
collegamento alla reti di distribuzione
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione
02.03.R02
Requisito: (Attitudine al) controllo della combustione
02.03.01.C10
I gruppi termici degli impianti di climatizzazione devono garantire processi di combustione a
massimo rendimento e nello stesso tempo produrre quantità minime di scorie e di sostanze
inquinanti.
Controllo: Taratura apparecchiature di sicurezza
02.03.R03
Requisito: (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi
Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere in grado di garantire
valori minimi di portata dei fluidi circolanti.
02.03.01.C02
02.03.01.C10
02.03.01.C09
02.03.01.C07
02.03.01.C03
02.03.11.C01
02.03.09.C01
02.03.08.C01
02.03.05.C01
02.03.01.C04
Controllo: Controllo generale U.T.A.
Controllo: Taratura apparecchiature di sicurezza
Controllo: Taratura apparecchiature di regolazione
Controllo: Controllo umidificatori ad acqua
Controllo: Controllo motoventilatori
Controllo: Controllo generale valvole
Controllo: Controllo generale tubazioni
Controllo: Controllo generale tubazioni
Controllo: Controllo generale canali
Controllo: Controllo sezioni di scambio
02.03.05.C02
Controllo: Controllo strumentale canali
02.03.R06
Requisito: (Attitudine al) controllo delle dispersioni elettriche
Tipologia
Frequenza
Registrazione
ogni mese
Ispezione a vista
Registrazione
Registrazione
Ispezione a vista
Ispezione a vista
Ispezione a vista
Ispezione a vista
Ispezione a vista
Ispezione a vista
Ispezione
strumentale
Ispezione
strumentale
ogni 15 giorni
ogni mese
ogni 3 mesi
ogni 3 mesi
ogni 6 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni anno
ogni anno
ogni 12 mesi
Ispezione a vista
Registrazione
Registrazione
ogni 15 giorni
ogni mese
ogni 3 mesi
ogni 2 anni
Per evitare qualsiasi pericolo di folgorazione alle persone, causato da un contatto diretto, i
componenti degli impianti di climatizzazione, capaci di condurre elettricità, devono essere
dotati di collegamenti equipotenziali con l’impianto di terra dell’edificio.
02.03.01.C02
02.03.01.C10
02.03.01.C09
Controllo: Controllo generale U.T.A.
Controllo: Taratura apparecchiature di sicurezza
Controllo: Taratura apparecchiature di regolazione
Pagina 20
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
02.03.R10
Requisito: Comodità di uso e manovra
Gli impianti di climatizzazione devono essere realizzati con materiali e componenti aventi
caratteristiche di facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità.
02.03.01.C02
02.03.01.C10
02.03.01.C03
Controllo: Controllo generale U.T.A.
Controllo: Taratura apparecchiature di sicurezza
Controllo: Controllo motoventilatori
02.03.06
Serrande tagliafuoco
02.03.06.R01
Requisito: Efficienza
Ispezione a vista
Registrazione
Ispezione a vista
ogni 15 giorni
ogni mese
ogni 6 mesi
La serranda ed il relativo dispositivo di azionamento di sicurezza devono garantire la
massima efficienza di funzionamento.
02.03.11
Dispositivi di controllo e regolazione
02.03.11.R01
Requisito: Comodità di uso e manovra
I dispositivi di regolazione e controllo degli impianti di riscaldamento devono essere realizzati
con materiali e componenti aventi caratteristiche di facilità di uso, di funzionalità e di
manovrabilità.
02.03.13
Termostati
02.03.13.R01
Requisito: Resistenza meccanica
I termostati d'ambiente devono essere costruiti in modo da sopportare le condizioni
prevedibili nelle normali condizioni di impiego.
02.03.14
Valvole motorizzate
02.03.14.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo della tenuta
Le valvole devono garantire la tenuta ad una pressione d’acqua interna uguale al maggiore
dei due valori: la pressione di prova ammissibile (PEA) o 1,5 volte la pressione di esercizio
ammissibile (PFA).
02.04 - Rete di distribuzione aria sala
lettura-consultazione Biblioteca Civica
Canna
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
02.04
Rete di distribuzione aria sala lettura-consultazione Biblioteca Civica Canna
02.04.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi
Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere in grado di garantire
valori minimi di portata dei fluidi circolanti.
Controllo: Controllo generale canali
Controllo: Controllo strumentale canali
02.04.01.C01
02.04.01.C02
Tipologia
Frequenza
Ispezione a vista
Ispezione
strumentale
ogni anno
ogni 2 anni
02.05 - Impianto idraulico
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
02.05.01
Apparecchi sanitari e rubinetteria
02.05.01.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi
Tipologia
Frequenza
Revisione
Controllo a vista
Controllo a vista
Ispezione a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
quando occorre
ogni mese
ogni mese
ogni 3 mesi
ogni 6 mesi
ogni anno
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
ogni mese
ogni mese
ogni mese
Gli apparecchi sanitari e la relativa rubinetteria devono essere in grado di garantire valori
minimi di portata dei fluidi.
02.05.08.C03
02.05.01.C04
02.05.01.C02
02.05.03.C01
02.05.04.C01
02.05.07.C03
Controllo: Verifica dei flessibili
Controllo: Verifica di tenuta degli scarichi
Controllo: Verifica degli scarichi dei vasi
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo tenuta
02.05.01.R02
Requisito: Comodità di uso e manovra
Gli apparecchi sanitari e la relativa rubinetteria devono presentare caratteristiche di facilità di
uso, di funzionalità e di manovrabilità.
02.05.08.C05
02.05.08.C01
02.05.01.C05
Controllo: Verifica sedile coprivaso
Controllo: Verifica ancoraggio
Controllo: Verifica sedile coprivaso
02.05.02
Cassette di scarico a zaino
Pagina 21
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
02.05.02.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi
Le cassette di scarico devono garantire valori minimi di portata dei fluidi per un corretto
funzionemento dell'impianto.
02.05.03
Miscelatori termostatici
02.05.03.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi
I miscelatori termostatici devono essere in grado di garantire valori minimi di portata dei
fluidi.
02.05.07
Tubi in acciaio zincato
02.05.07.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi
Le tubazioni devono essere in grado di garantire in ogni momento la portata e la pressione
richiesti dall'impianto.
02.05.08
Vasi igienici a sedile
02.05.08.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi
I vasi igienici dell'impianto idrico sanitario devono essere in grado di garantire valori minimi di
portata dei fluidi.
02.05.08.R02
Requisito: Comodità di uso e manovra
I vasi igienici devono presentare caratteristiche di facilità di uso, di funzionalità e di
manovrabilità.
03 - IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI
SPECIALI
03.01 - Impianto elettrico
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
03.01
Impianto elettrico
03.01.R02
Requisito: (Attitudine al) controllo delle dispersioni elettriche
03.01.09.C01
03.01.08.C01
03.01.05.C01
03.01.03.C01
03.01.06.C01
03.01.07.C01
03.01.06.C04
03.01.04.C01
Per evitare qualsiasi pericolo di folgorazione alle persone, causato da un contatto diretto, i
componenti degli impianti elettrici devono essere dotati di collegamenti equipotenziali con
l’impianto di terra dell’edificio.
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo centralina di rifasamento
Controllo: Controllo generale
Controllo: Verifica protezioni
Controllo: Controllo della tensione
03.01.R11
Requisito: Comodità di uso e manovra
03.01.09.C01
Gli impianti di illuminazione devono essere realizzati con materiali e componenti aventi
caratteristiche di facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità.
Controllo: Controllo generale
03.01.03
Interruttori
03.01.03.R01
03.01.08.C01
03.01.05.C01
03.01.03.C01
Requisito: Comodità di uso e manovra
Gli interruttori devono essere realizzati con materiali e componenti aventi caratteristiche di
facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità.
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo generale
03.01.05
Prese e spine
03.01.05.R01
Requisito: Comodità di uso e manovra
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Ispezione a vista
Ispezione a vista
Ispezione
strumentale
ogni mese
ogni mese
ogni mese
ogni mese
ogni 2 mesi
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
Controllo a vista
ogni mese
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
ogni mese
ogni mese
ogni mese
Le prese e spine devono essere realizzate con materiali e componenti aventi caratteristiche
di facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità.
03.01.08
Sezionatore
03.01.08.R01
Requisito: Comodità di uso e manovra
I sezionatori devono essere realizzati con materiali e componenti aventi caratteristiche di
facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità.
Pagina 22
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
03.02 - Impianti speciali
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
03.02
Impianti speciali
03.02.R01
Requisito: Resistenza alla vibrazione
03.02.03.C01
Gli elementi dell'impianto antintrusione devono essere idonei e posti in opera in modo da
resistere alle vibrazioni che dovessero insorgere nell'ambiente di impiego senza
compromettere il regolare funzionamento.
Controllo: Controllo generale
03.02.02
Pannello degli allarmi
03.02.02.R01
Requisito: Efficienza
03.02.02.C01
Il pannello degli allarmi deve entrare nella condizione di allarme incendio a seguito della
ricezione dei segnali e dopo che gli stessi siano stati elaborati ed interpretati come allarme
incendio dalla centrale.
Controllo: Controllo generale
03.02.03
Sensore volumetrico a doppia tecnologia
03.02.03.R02
Requisito: Sensibilità alla luce
03.02.03.C01
I sensori volumetrici devono essere realizzati con materiali tali che per determinati valori
della luce non si inneschino i meccanismi di allarme.
Controllo: Controllo generale
Tipologia
Frequenza
Ispezione a vista
ogni 6 mesi
Ispezione a vista
ogni 2 settimane
Ispezione a vista
ogni 6 mesi
Pagina 23
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
Classe Requisiti
Funzionalità in emergenza
01 - OPERE EDILI
01.10 - Impianti ascensore
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.10.07
Limitatore di velocità
01.10.07.R01
Requisito: Efficienza
Tipologia
Frequenza
Il limitatore di velocità delle cabine ascensore deve entrare in funzione nel più breve tempo
possibile.
01.10.14
Paracadute
01.10.14.R01
Requisito: Efficienza
Il paracadute della cabina di un ascensore deve intervenire soltanto nel movimento di
discesa della cabina.
03 - IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI
SPECIALI
03.01 - Impianto elettrico
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
03.01
Impianto elettrico
03.01.R14
Requisito: Regolabilità
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
ogni mese
I componenti degli impianti di illuminazione devono essere in grado di consentire
adeguamenti funzionali da parte di operatori specializzati.
03.01.09.C01
Controllo: Controllo generale
Pagina 24
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
Classe Requisiti
Funzionalità tecnologica
01 - OPERE EDILI
01.06 - Infissi interni
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.06
Infissi interni
01.06.R03
Requisito: Oscurabilità
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
Controllo a vista
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
Gli infissi devono, attraverso opportuni schermi e/o dispositivi di oscuramento, provvedere
alla regolazione della luce naturale immessa.
01.06.02.C05
01.06.01.C08
Controllo: Controllo vetri
Controllo: Controllo vetri
01.07 - Opere da fabbro - serramenti interni
ed esterni
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.07
Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni
01.07.R16
Requisito: Oscurabilità
Gli infissi devono, attraverso opportuni schermi e/o dispositivi di oscuramento, provvedere
alla regolazione della luce naturale immessa.
01.07.03.C08
Controllo: Controllo vetri
01.07.R18
Requisito: (Attitudine al) controllo del flusso luminoso
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
ogni 6 mesi
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni anno
Gli infissi dovranno consentire una adeguata immissione di luce naturale all'interno, in
quantità sufficiente per lo svolgimento delle attività previste e permetterne la regolazione.
01.07.06.C01
01.07.05.C01
01.07.04.C01
Controllo: Controllo frangisole
Controllo: Controllo frangisole
Controllo: Controllo frangisole
01.10 - Impianti ascensore
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.10.13
Nastri trasportatori
01.10.13.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo della velocità
Tipologia
Frequenza
I macchinari che muovono le scale ed i marciapiedi mobili devono essere in grado di
controllare i valori della velocità.
02 - IMPIANTO TERMOIDRAULICI
02.01 - Collegamenti alla sottocentrale di
distribuzione
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
02.01.01
Tubi in acciaio
02.01.01.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo dell'aggressività dei fluidi
02.01.01.C01
Le tubazioni dell'impianto di climatizzazione devono assicurare che i fluidi possano circolare
in modo da evitare fenomeni di incrostazioni, corrosioni e depositi che possano
compromettere il regolare funzionamento degli impianti stessi e la sicurezza degli utenti.
Controllo: Controllo generale tubazioni
02.01.03
Tubazioni in polietilene
02.01.03.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo della tenuta
Tipologia
Frequenza
Ispezione a vista
ogni anno
Controllo a vista
Controllo a vista
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
Le tubazioni devono essere in grado di garantire in ogni momento la tenuta e la pressione
richiesti dall'impianto.
02.01.03.C03
02.01.03.C02
Controllo: Controllo tenuta
Controllo: Controllo generale
Pagina 25
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
02.01.03.C01
Controllo: Controllo della manovrabilità valvole
Controllo
ogni 12 mesi
02.02 - Ventilconvettori Biblioteca Canna e
Deposito libri
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
02.02
Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri
02.02.R03
Requisito: Affidabilità
02.02.01.C02
Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere realizzati con materiali
idonei a garantire nel tempo le proprie qualità così da garantire la funzionalità dell'impianto.
Controllo: Controllo dispositivi dei ventilconvettori
02.02.02
Tubi in rame
02.02.02.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo dell'aggressività dei fluidi
Tipologia
Frequenza
Ispezione a vista
ogni 12 mesi
Ispezione a vista
Ispezione a vista
ogni anno
ogni 12 mesi
Le tubazioni in rame devono garantire la circolazione dei fluidi termovettori evitando
fenomeni di incrostazioni, corrosioni e depositi che possano compromettere il regolare
funzionamento degli impianti stessi e la sicurezza degli utenti.
02.02.03.C01
02.02.02.C01
Controllo: Controllo generale tubazioni
Controllo: Controllo generale tubazioni
02.02.03
Tubi in acciaio
02.02.03.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo dell'aggressività dei fluidi
Le tubazioni dell'impianto di climatizzazione devono assicurare che i fluidi possano circolare
in modo da evitare fenomeni di incrostazioni, corrosioni e depositi che possano
compromettere il regolare funzionamento degli impianti stessi e la sicurezza degli utenti.
02.03 - Centrali di trattamento aria e
collegamento alla reti di distribuzione
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione
02.03.R04
Requisito: (Attitudine al) controllo della pressione di erogazione
Tipologia
Frequenza
Registrazione
Registrazione
Ispezione a vista
Ispezione a vista
Ispezione a vista
Ispezione a vista
Ispezione a vista
Ispezione a vista
ogni mese
ogni 3 mesi
ogni 3 mesi
ogni 3 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni anno
Ispezione a vista
ogni 12 mesi
Ispezione a vista
ogni 12 mesi
Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere in grado di assicurare
un'opportuna pressione di emissione per consentire ai fluidi di raggiungere i terminali.
02.03.R07
Requisito: Affidabilità
Gli elementi costituenti l'impianto di climatizzazione devono essere realizzati con materiali
idonei a garantire nel tempo le proprie qualità così da garantire la funzionalità dell'impianto.
02.03.01.C10
02.03.01.C09
02.03.01.C08
02.03.01.C07
02.03.11.C01
02.03.01.C06
02.03.01.C05
02.03.01.C01
Controllo: Taratura apparecchiature di sicurezza
Controllo: Taratura apparecchiature di regolazione
Controllo: Controllo umidificatore a vapore
Controllo: Controllo umidificatori ad acqua
Controllo: Controllo generale valvole
Controllo: Controllo ugelli umidificatore
Controllo: Controllo sezione ventilante
Controllo: Controllo carpenteria sezione ventilante
02.03.R18
Requisito: Efficienza
02.03.11.C01
Gli elementi costituenti l'impianto di riscaldamento devono essere realizzati con materiali
idonei a garantire nel tempo le proprie capacità di rendimento così da garantire la funzionalità
dell'impianto.
Controllo: Controllo generale valvole
02.03.04
Estrattori d'aria
02.03.04.R01
Requisito: Efficienza
Gli estrattori devono essere realizzati con materiali idonei a garantire nel tempo le proprie
capacità di rendimento così da garantire la funzionalità dell'impianto.
02.03.08
Tubi in acciaio
02.03.08.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo dell'aggressività dei fluidi
Le tubazioni dell'impianto di climatizzazione devono assicurare che i fluidi possano circolare
in modo da evitare fenomeni di incrostazioni, corrosioni e depositi che possano
compromettere il regolare funzionamento degli impianti stessi e la sicurezza degli utenti.
02.03.09.C01
Pagina 26
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
02.03.08.C01
Controllo: Controllo generale tubazioni
Controllo: Controllo generale tubazioni
02.03.09
Tubi in rame
02.03.09.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo dell'aggressività dei fluidi
Ispezione a vista
ogni anno
Le tubazioni in rame devono garantire la circolazione dei fluidi termovettori evitando
fenomeni di incrostazioni, corrosioni e depositi che possano compromettere il regolare
funzionamento degli impianti stessi e la sicurezza degli utenti.
02.05 - Impianto idraulico
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
02.05
Impianto idraulico
02.05.R03
Requisito: (Attitudine al) controllo dell'aggressività dei fluidi
Tipologia
Frequenza
Ispezione a vista
ogni 12 mesi
Le tubazioni dell'impianto idrico non devono dar luogo a fenomeni di incrostazioni, corrosioni,
depositi che possano compromettere il regolare funzionamento degli impianti stessi.
02.05.05.C01
Controllo: Controllo generale tubazioni
02.05.05
Tubazioni in rame
02.05.05.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo dell'aggressività dei fluidi
I fluidi termovettori dell'impianto idrico sanitario non devono dar luogo a fenomeni di
incrostazioni. corrosioni, depositi che possano compromettere il regolare funzionamento
degli impianti stessi.
Pagina 27
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
Classe Requisiti
Protezione antincendio
01 - OPERE EDILI
01.02 - Tramezzi, pareti divisorie in
cartongesso
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.02
Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso
01.02.R04
Requisito: Reazione al fuoco
Tipologia
Frequenza
Livello di partecipazione al fuoco dei materiali combustibili costituenti le pareti.
01.02.R10
Requisito: Resistenza al fuoco
I materiali costituenti le pareti sottoposti all'azione del fuoco non devono subire
trasformazioni chimico-fisiche.
01.03 - Isolamenti termoacustici e
controsoffittatture
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.03
Isolamenti termoacustici e controsoffittatture
01.03.R04
Requisito: Reazione al fuoco
Tipologia
Frequenza
Livello di partecipazione al fuoco dei materiali combustibili costituenti i controsoffitti.
01.03.R06
Requisito: Resistenza al fuoco
I materiali costituenti i controsoffitti, sottoposti all'azione del fuoco non devono subire
trasformazioni chimico-fisiche.
01.06 - Infissi interni
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.06.01
Porte antipanico
01.06.01.R04
Requisito: Resistenza al fuoco per porte antipanico
Tipologia
Frequenza
I materiali costituenti le porte antipanico, sottoposti all'azione del fuoco non devono subire
trasformazioni chimico-fisiche.
01.07 - Opere da fabbro - serramenti interni
ed esterni
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.07.03
Porte tagliafuoco
01.07.03.R04
Requisito: Resistenza al fuoco per porte tagliafuoco
I materiali costituenti le porte tagliafuoco, sottoposti all'azione del fuoco non devono subire
trasformazioni chimico-fisiche.
01.07.03.C06
Controllo: Controllo parti in vista
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
ogni 12 mesi
01.09 - Opere da decoratore
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.09
Opere da decoratore
01.09.R09
Requisito: Reazione al fuoco
Tipologia
Frequenza
Livello di partecipazione al fuoco dei materiali combustibili costituenti i rivestimenti.
01.09.R14
Requisito: Resistenza al fuoco
I materiali costituenti i rivestimenti, sottoposti all'azione del fuoco non devono subire
trasformazioni chimico-fisiche.
Pagina 28
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
02 - IMPIANTO TERMOIDRAULICI
02.03 - Centrali di trattamento aria e
collegamento alla reti di distribuzione
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione
02.03.R11
Requisito: Reazione al fuoco
Tipologia
Frequenza
Ispezione a vista
ogni 15 giorni
I materiali degli impianti di climatizzazione suscettibili di essere sottoposti all’azione del fuoco
devono essere classificati secondo quanto previsto dalla normativa vigente; la reazione al
fuoco deve essere documentata da “marchio di conformità” o “dichiarazione di conformità”.
02.03.01.C02
Controllo: Controllo generale U.T.A.
03 - IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI
SPECIALI
03.01 - Impianto elettrico
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
03.01
Impianto elettrico
03.01.R03
Requisito: Attitudine a limitare i rischi di incendio
I componenti dell'impianto elettrico devono essere realizzati ed installati in modo da limitare i
rischi di probabili incendi.
03.01.01
Canalizzazioni in PVC
03.01.01.R01
Requisito: Resistenza al fuoco
Tipologia
Frequenza
Le canalizzazioni degli impianti elettrici suscettibili di essere sottoposti all’azione del fuoco
devono essere classificati secondo quanto previsto dalla normativa vigente; la resistenza al
fuoco deve essere documentata da “marchio di conformità” o “dichiarazione di conformità”.
Pagina 29
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
Classe Requisiti
Protezione dagli agenti chimici ed organici
01 - OPERE EDILI
01.02 - Tramezzi, pareti divisorie in
cartongesso
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.02
Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso
01.02.R02
Requisito: Assenza di emissioni di sostanze nocive
Tipologia
Frequenza
Le pareti non debbono in condizioni normali di esercizio emettere sostanze tossiche, polveri,
gas o altri odori fastidiosi per gli utenti.
01.02.R06
Requisito: Resistenza agli agenti aggressivi
Le pareti non debbono subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto a causa
dell'azione di agenti aggressivi chimici.
01.02.R07
Requisito: Resistenza agli attacchi biologici
Le pareti a seguito della presenza di organismi viventi (animali, vegetali, microrganismi) non
dovranno subire riduzioni di
01.04 - Pavimenti e rivestimenti
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.04.01
Pavimenti ceramici
01.04.01.R01
Requisito: Resistenza agli agenti aggressivi
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
Controllo a vista
Ispezione
strumentale
Ispezione
strumentale
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 2 anni
Controllo a vista
Ispezione
strumentale
Ispezione
strumentale
ogni 12 mesi
ogni 2 anni
I rivestimenti non debbono subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto a
causa dell'azione di agenti aggressivi chimici.
01.04.03.C01
01.04.01.C01
01.04.02.C03
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Controllo: Controllo presenza attacco biologico
01.04.02.C02
Controllo: Controllo del grado di umidità
01.04.02
Rivestimenti lignei a parquet
01.04.02.R02
Requisito: Resistenza agli agenti aggressivi
ogni 2 anni
I rivestimenti non debbono subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto a
causa dell'azione di agenti aggressivi chimici.
01.04.02.R03
Requisito: Resistenza agli attacchi biologici per rivestimenti lignei a parquet
01.04.02.C01
01.04.02.C03
I rivestimenti a seguito della presenza di organismi viventi (animali, vegetali, microrganismi)
non dovranno subire riduzioni di
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Controllo: Controllo presenza attacco biologico
01.04.02.C02
Controllo: Controllo del grado di umidità
01.04.03
Rivestimenti cementizi
01.04.03.R02
Requisito: Resistenza agli agenti aggressivi
ogni 2 anni
I rivestimenti non debbono subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto a
causa dell'azione di agenti aggressivi chimici.
01.05 - Opere in pietra naturale
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.05.01
Pavimenti lapidei
01.05.01.R01
Requisito: Resistenza agli agenti aggressivi
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
ogni 12 mesi
I rivestimenti non debbono subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto a
causa dell'azione di agenti aggressivi chimici.
01.05.01.C01
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Pagina 30
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
01.06 - Infissi interni
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.06.01
Porte antipanico
01.06.01.R02
Requisito: Resistenza agli agenti aggressivi per porte antipanico
Tipologia
Frequenza
Le porte antipanico non dovranno subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto
a causa dell'azione di agenti aggressivi chimici
01.06.01.R06
Requisito: Stabilità chimico reattiva per porte antipanico
Le porte antipanico e i materiali costituenti sotto l'azione di sostanze chimiche con le quali
possono venire in contatto non dovranno produrre reazioni chimiche.
01.07 - Opere da fabbro - serramenti interni
ed esterni
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.07
Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni
01.07.R03
Requisito: Resistenza agli agenti aggressivi
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 6 anni
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 6 anni
Controllo a vista
Controllo a vista
ogni 6 mesi
ogni 6 anni
Gli infissi non dovranno subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto a causa
dell'azione di agenti aggressivi chimici.
01.07.06.C07
01.07.01.C01
01.07.01.C08
Controllo: Controllo persiane
Controllo: Controllo deterioramento legno
Controllo: Controllo persiane
01.07.R04
Requisito: Resistenza all'acqua
01.07.06.C07
01.07.05.C07
01.07.04.C07
01.07.01.C01
01.07.01.C08
Gli infissi a contatto con l'acqua, dovranno mantenere inalterate le proprie caratteristiche
chimico-fisiche.
Controllo: Controllo persiane
Controllo: Controllo persiane
Controllo: Controllo persiane
Controllo: Controllo deterioramento legno
Controllo: Controllo persiane
01.07.01
Serramenti in legno
01.07.01.R01
01.07.01.C01
01.07.01.C08
Requisito: Resistenza agli attacchi biologici
Gli infissi a seguito della presenza di organismi viventi (animali, vegetali, microrganismi) non
dovranno subire riduzioni di prestazioni.
Controllo: Controllo deterioramento legno
Controllo: Controllo persiane
01.07.03
Porte tagliafuoco
01.07.03.R02
Requisito: Resistenza agli agenti aggressivi per porte tagliafuoco
Le porte tagliafuoco non dovranno subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto
a causa dell'azione di agenti aggressivi chimici
01.07.03.R06
Requisito: Stabilità chimico reattiva per porte tagliafuoco
Le porte tagliafuoco e i materiali costituenti sotto l'azione di sostanze chimiche con le quali
possono venire in contatto non dovranno produrre reazioni chimiche.
01.09 - Opere da decoratore
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.09
Opere da decoratore
01.09.R04
Requisito: Assenza di emissioni di sostanze nocive
01.09.04.C01
I rivestimenti non debbono in condizioni normali di esercizio emettere sostanze tossiche,
polveri, gas o altri odori fastidiosi per gli utenti.
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
01.09.R11
Requisito: Resistenza agli agenti aggressivi
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
I rivestimenti non dovranno subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto a
causa dell'azione di agenti aggressivi chimici.
01.09.04.C01
Pagina 31
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
01.09.R12
Requisito: Resistenza agli attacchi biologici
I rivestimenti a seguito della presenza di organismi viventi (animali, vegetali, microrganismi)
non dovranno subire riduzioni di
01.09.01.C01
01.09.04.C01
Controllo: Controllo funzionalità
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
01.09.R15
Requisito: Resistenza al gelo
Controllo a vista
Controllo a vista
quando occorre
ogni 12 mesi
I rivestimenti non dovranno subire disgregazioni e variazioni dimensionali e di aspetto in
conseguenza della formazione di ghiaccio.
01.09.R17
Requisito: Resistenza all'acqua
I rivestimenti costituenti le pareti, a contatto con l'acqua, dovranno mantenere inalterate le
proprie caratteristiche chimico-fisiche.
02 - IMPIANTO TERMOIDRAULICI
02.03 - Centrali di trattamento aria e
collegamento alla reti di distribuzione
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione
02.03.R12
Requisito: Resistenza agli agenti aggressivi chimici
Tipologia
Frequenza
Ispezione a vista
Registrazione
ogni 15 giorni
ogni mese
Ispezione a vista
Ispezione a vista
Ispezione
strumentale
ogni 3 mesi
ogni 3 mesi
ogni 3 mesi
Ispezione a vista
Ispezione a vista
Ispezione
strumentale
ogni 3 mesi
ogni 3 mesi
ogni 3 mesi
Ispezione a vista
Ispezione a vista
Ispezione
strumentale
ogni 3 mesi
ogni 3 mesi
ogni 3 mesi
L'impianto di climatizzazione deve essere realizzato con materiali e componenti idonei a non
subire dissoluzioni o disgregazioni e mutamenti di aspetto se sottoposti all'azione di agenti
aggressivi chimici.
02.03.01.C02
02.03.01.C10
Controllo: Controllo generale U.T.A.
Controllo: Taratura apparecchiature di sicurezza
02.03.R17
Requisito: Assenza dell'emissione di sostanze nocive
Gli elementi degli impianti di riscaldamento devono limitare la emissione di sostanze
inquinanti o comunque nocive alla salute degli utenti.
02.03.02
Filtri fini a tasche flosce
02.03.02.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo della purezza dell'aria ambiente
02.03.02.C03
02.03.02.C02
02.03.02.C01
I filtri devono garantire durante il loro funzionamento condizioni di purezza ed igienicità
dell'aria ambiente indipendentemente dalle condizioni di affollamento.
Controllo: Controllo tenuta dei filtri
Controllo: Controllo stato dei filtri
Controllo: Controllo pressione nei filtri
02.03.02.R02
Requisito: Asetticità
I filtri devono essere realizzati con materiali idonei e posti in opera in modo da evitare lo
sviluppo di sostanze nocive per la salute degli utenti.
02.03.02.C03
02.03.02.C02
02.03.02.C01
Controllo: Controllo tenuta dei filtri
Controllo: Controllo stato dei filtri
Controllo: Controllo pressione nei filtri
02.03.02.R03
Requisito: Assenza dell'emissione di sostanze nocive
I filtri devono limitare la emissione di sostanze inquinanti o comunque nocive alla salute degli
utenti.
02.03.02.C03
02.03.02.C02
02.03.02.C01
Controllo: Controllo tenuta dei filtri
Controllo: Controllo stato dei filtri
Controllo: Controllo pressione nei filtri
02.03.03
Filtri multidiedri (a tasche rigide)
02.03.03.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo della purezza dell'aria ambiente
I filtri devono garantire durante il loro funzionamento condizioni di purezza ed igienicità
dell'aria ambiente indipendentemente dalle condizioni di affollamento.
02.03.03.R02
Requisito: Asetticità
I filtri devono essere realizzati con materiali idonei e posti in opera in modo da evitare lo
sviluppo di sostanze nocive per la salute degli utenti.
02.03.03.R03
Requisito: Assenza dell'emissione di sostanze nocive
Pagina 32
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
I filtri devono limitare la emissione di sostanze inquinanti o comunque nocive alla salute
degli utenti.
02.03.05
Canali in lamiera
02.03.05.R02
Requisito: Stabilità chimico reattiva
Le canalizzazioni dell'impianto di climatizzazione devono essere realizzate con materiali in
grado di mantenere inalterate nel tempo le proprie caratteristiche chimico-fisiche.
02.04 - Rete di distribuzione aria sala
lettura-consultazione Biblioteca Civica
Canna
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
02.04.01
Canali in lamiera
02.04.01.R02
Requisito: Stabilità chimico reattiva
02.04.01.C01
02.04.01.C02
Le canalizzazioni dell'impianto di climatizzazione devono essere realizzate con materiali in
grado di mantenere inalterate nel tempo le proprie caratteristiche chimico-fisiche.
Controllo: Controllo generale canali
Controllo: Controllo strumentale canali
Tipologia
Frequenza
Ispezione a vista
Ispezione
strumentale
ogni anno
ogni 2 anni
02.05 - Impianto idraulico
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
02.05.03
Miscelatori termostatici
02.05.03.R03
Requisito: Stabilità chimico reattiva
Tipologia
Frequenza
I materiali costituenti i miscelatori non devono subire alcuna alterazione che potrebbe
compromettere il funzionamento del miscelatore termostatico.
02.05.07
Tubi in acciaio zincato
02.05.07.R02
Requisito: Assenza di emissioni di sostanze nocive
I materiali costituenti le tubazioni non devono produrre o riemettere sostanze tossiche,
irritanti o corrosive per la salute degli utenti.
03 - IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI
SPECIALI
03.01 - Impianto elettrico
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
03.01
Impianto elettrico
03.01.R15
Requisito: Stabilità chimico reattiva
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
ogni mese
Controllo a vista
ogni 6 mesi
L'impianto di illuminazione deve essere realizzato con materiali in grado di mantenere
inalterate nel tempo le proprie caratteristiche chimico-fisiche.
03.01.09.C01
Controllo: Controllo generale
03.01.01
Canalizzazioni in PVC
03.01.01.R02
Requisito: Stabilità chimico reattiva
Le canalizzazioni degli impianti elettrici devono essere realizzate con materiali in grado di
mantenere inalterate nel tempo le proprie caratteristiche chimico-fisiche.
03.01.01.C01
Controllo: Controllo generale
Pagina 33
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
Classe Requisiti
Protezione dai rischi d'intervento
03 - IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI
SPECIALI
03.01 - Impianto elettrico
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
03.01
Impianto elettrico
03.01.R06
Requisito: Limitazione dei rischi di intervento
03.01.09.C01
03.01.08.C01
03.01.05.C01
03.01.03.C01
03.01.06.C03
Gli elementi costituenti l'impianto elettrico devono essere in grado di consentire ispezioni,
manutenzioni e sostituzioni in modo agevole ed in ogni caso senza arrecare danno a
persone o cose.
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo generale
Controllo: Verifica messa a terra
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo
ogni mese
ogni mese
ogni mese
ogni mese
ogni 2 mesi
Pagina 34
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
Classe Requisiti
Protezione elettrica
01 - OPERE EDILI
01.10 - Impianti ascensore
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.10
Impianti ascensore
01.10.R02
Requisito: Isolamento elettrico
Tipologia
Frequenza
Ispezione a vista
Ispezione
ogni mese
ogni 3 mesi
Aggiornamento
ogni 6 mesi
Gli elementi costituenti i conduttori dell'impianto elettrico posto a servizio dell'impianto
ascensore devono essere in grado resistere al passaggio di cariche elettriche.
01.10.08.C01
01.10.06.C01
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo generale
01.10.06
Interruttore di extracorsa
01.10.06.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo delle dispersioni elettriche
I quadri di manovra devono essere protetti da un morsetto di terra (contro la formazione di
cariche positive) che deve essere collegato direttamente ad un conduttore di terra.
01.10.17.C01
Controllo: Controllo generale
01.10.17
Quadro di manovra
01.10.17.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo delle dispersioni elettriche
I quadri di manovrai devono essere protetti da un morsetto di terra (contro la formazione di
cariche positive) che deve essere collegato direttamente ad un conduttore di terra.
02 - IMPIANTO TERMOIDRAULICI
02.03 - Centrali di trattamento aria e
collegamento alla reti di distribuzione
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione
02.03.R08
02.03.01.C10
Requisito: Attitudine a limitare i rischi di esplosione
Gli impianti di climatizzazione devono garantire processi di combustione con il massimo del
rendimento evitando i rischi di esplosione.
Controllo: Taratura apparecchiature di sicurezza
02.03.06
Serrande tagliafuoco
02.03.06.R02
Requisito: Isolamento elettrico
Gli elementi costituenti la serranda tagliafuoco devono essere realizzati con materiali in
grado di resistere al passaggio di cariche elettriche senza causare malfunzionamenti.
Tipologia
Frequenza
Registrazione
ogni mese
02.05 - Impianto idraulico
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
02.05.04
Scaldacqua elettrici ad accumulo
02.05.04.R02
Requisito: (Attitudine al) controllo delle dispersioni elettriche
02.05.04.C02
02.05.04.C01
Gli scaldacqua elettrici devono essere protetti da un morsetto di terra (contro la formazione di
cariche positive) che deve essere collegato direttamente ad un conduttore di terra.
Controllo: Controllo gruppo di sicurezza
Controllo: Controllo generale
Tipologia
Frequenza
Ispezione a vista
Controllo a vista
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
Pagina 35
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
03 - IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI
SPECIALI
03.01 - Impianto elettrico
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
03.01
Impianto elettrico
03.01.R05
Requisito: Isolamento elettrico
03.01.09.C01
03.01.08.C01
03.01.05.C01
03.01.03.C01
03.01.06.C02
03.01.01.C01
Gli elementi costituenti l'impianto elettrico devono essere in grado di resistere al passaggio di
cariche elettriche senza perdere le proprie caratteristiche.
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo generale
Controllo: Verifica dei condensatori
Controllo: Controllo generale
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Ispezione a vista
Controllo a vista
ogni mese
ogni mese
ogni mese
ogni mese
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
Pagina 36
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
Classe Requisiti
Sicurezza d'intervento
03 - IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI
SPECIALI
03.01 - Impianto elettrico
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
03.01
Impianto elettrico
03.01.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo della condensazione interstiziale
03.01.09.C01
03.01.08.C01
03.01.05.C01
03.01.03.C01
I componenti degli impianti elettrici capaci di condurre elettricità devono essere in grado di
evitare la formazione di acqua di condensa per evitare alle persone qualsiasi pericolo di
folgorazioni per contatto diretto secondo quanto prescritto dalla norma CEI 64-8.
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo generale
03.01.R04
Requisito: Impermeabilità ai liquidi
03.01.09.C01
03.01.08.C01
03.01.05.C01
03.01.03.C01
I componenti degli impianti elettrici devono essere in grado di evitare il passaggio di fluidi
liquidi per evitare alle persone qualsiasi pericolo di folgorazione per contatto diretto secondo
quanto prescritto dalla normativa.
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo generale
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
ogni mese
ogni mese
ogni mese
ogni mese
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
ogni mese
ogni mese
ogni mese
ogni mese
Pagina 37
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
Classe Requisiti
Sicurezza d'uso
01 - OPERE EDILI
01.07 - Opere da fabbro - serramenti interni
ed esterni
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.07
Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni
01.07.R11
Requisito: Resistenza a manovre false e violente
01.07.06.C10
01.07.06.C09
01.07.06.C08
01.07.06.C05
01.07.05.C09
01.07.05.C08
01.07.05.C05
01.07.04.C09
01.07.04.C08
01.07.04.C06
01.07.01.C11
01.07.01.C10
01.07.01.C09
01.07.01.C06
L'attitudine a contrastare efficacemente il prodursi di rotture o deformazioni sotto l'azione di
sollecitazioni derivanti da manovre false e violente.
Controllo: Controllo serrature
Controllo: Controllo persiane avvolgibili in plastica
Controllo: Controllo persiane avvolgibili di legno
Controllo: Controllo maniglia
Controllo: Controllo serrature
Controllo: Controllo persiane avvolgibili in plastica
Controllo: Controllo maniglia
Controllo: Controllo serrature
Controllo: Controllo persiane avvolgibili in plastica
Controllo: Controllo maniglia
Controllo: Controllo serrature
Controllo: Controllo persiane avvolgibili in plastica
Controllo: Controllo persiane avvolgibili di legno
Controllo: Controllo maniglia
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni anno
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
Pagina 38
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
Classe Requisiti
Termici ed igrotermici
01 - OPERE EDILI
01.02 - Tramezzi, pareti divisorie in
cartongesso
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.02
Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso
01.02.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo della condensazione superficiale
Tipologia
Frequenza
Le pareti debbono essere realizzate in modo da evitare la formazione di condensazione sulla
superficie interna.
01.03 - Isolamenti termoacustici e
controsoffittatture
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.03
Isolamenti termoacustici e controsoffittatture
01.03.R02
Requisito: Isolamento termico
Tipologia
Frequenza
I controsoffitti in particolari circostanze potranno assicurare un'opportuna resistenza al
passaggio del calore in funzione delle condizioni climatiche.
01.06 - Infissi interni
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.06
Infissi interni
01.06.R05
Requisito: Permeabilità all'aria
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Gli infissi devono controllare il passaggio dell'aria a protezione degli ambienti interni e
permettere la giusta ventilazione.
01.06.02.C04
Controllo: Controllo parti in vista
01.07 - Opere da fabbro - serramenti interni
ed esterni
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.07
Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni
01.07.R01
Requisito: Permeabilità all'aria
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
Gli infissi devono controllare il passaggio dell'aria a protezione degli ambienti interni e
permettere la giusta ventilazione.
01.07.05.C12
01.07.04.C07
01.07.06.C13
01.07.05.C07
01.07.01.C01
01.07.01.C14
01.07.04.C12
01.07.06.C07
01.07.01.C13
01.07.01.C12
01.07.01.C07
01.07.01.C05
01.07.04.C03
01.07.04.C04
01.07.04.C05
01.07.01.C04
01.07.01.C03
01.07.04.C02
01.07.04.C10
01.07.05.C02
Controllo: Controllo vetri
Controllo: Controllo persiane
Controllo: Controllo vetri
Controllo: Controllo persiane
Controllo: Controllo deterioramento legno
Controllo: Controllo vetri
Controllo: Controllo vetri
Controllo: Controllo persiane
Controllo: Controllo telai mobili
Controllo: Controllo telai fissi
Controllo: Controllo organi di movimentazione
Controllo: Controllo guide di scorrimento
Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta
Controllo: Controllo guide di scorrimento
Controllo: Controllo organi di movimentazione
Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo telai fissi
Controllo: Controllo generale
Pagina 39
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
01.07.05.C03
01.07.05.C04
01.07.05.C06
01.07.05.C10
01.07.05.C11
01.07.06.C02
01.07.06.C03
01.07.06.C04
01.07.06.C06
01.07.06.C11
01.07.06.C12
01.07.04.C11
01.07.01.C08
Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta
Controllo: Controllo guide di scorrimento
Controllo: Controllo organi di movimentazione
Controllo: Controllo telai fissi
Controllo: Controllo telai mobili
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta
Controllo: Controllo guide di scorrimento
Controllo: Controllo organi di movimentazione
Controllo: Controllo telai fissi
Controllo: Controllo telai mobili
Controllo: Controllo telai mobili
Controllo: Controllo persiane
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 6 anni
01.07.R05
01.07.05.C12
01.07.04.C07
01.07.06.C13
01.07.05.C07
01.07.01.C01
01.07.01.C14
01.07.04.C12
01.07.06.C07
01.07.01.C13
01.07.01.C12
01.07.01.C07
01.07.01.C05
01.07.04.C03
01.07.04.C04
01.07.04.C05
01.07.01.C04
01.07.01.C03
01.07.04.C02
01.07.04.C10
01.07.05.C02
01.07.05.C03
01.07.05.C04
01.07.05.C06
01.07.05.C10
01.07.05.C11
01.07.06.C02
01.07.06.C03
01.07.06.C04
01.07.06.C06
01.07.06.C11
01.07.06.C12
01.07.04.C11
01.07.01.C08
Requisito: Tenuta all'acqua
Gli infissi devono essere realizzati in modo da impedire, o comunque limitare, alle acque
meteoriche o di altra origine di penetrare negli ambienti interni.
Controllo: Controllo vetri
Controllo: Controllo persiane
Controllo: Controllo vetri
Controllo: Controllo persiane
Controllo: Controllo deterioramento legno
Controllo: Controllo vetri
Controllo: Controllo vetri
Controllo: Controllo persiane
Controllo: Controllo telai mobili
Controllo: Controllo telai fissi
Controllo: Controllo organi di movimentazione
Controllo: Controllo guide di scorrimento
Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta
Controllo: Controllo guide di scorrimento
Controllo: Controllo organi di movimentazione
Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo telai fissi
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta
Controllo: Controllo guide di scorrimento
Controllo: Controllo organi di movimentazione
Controllo: Controllo telai fissi
Controllo: Controllo telai mobili
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta
Controllo: Controllo guide di scorrimento
Controllo: Controllo organi di movimentazione
Controllo: Controllo telai fissi
Controllo: Controllo telai mobili
Controllo: Controllo telai mobili
Controllo: Controllo persiane
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 6 anni
01.07.R08
Requisito: Isolamento termico
01.07.06.C13
01.07.05.C12
01.07.04.C12
01.07.01.C14
01.07.06.C03
01.07.05.C03
01.07.04.C03
01.07.01.C04
Gli infissi dovranno avere la capacità di limitare le perdite di calore. Al requisito concorrono
tutti gli elementi che ne fanno parte.
Controllo: Controllo vetri
Controllo: Controllo vetri
Controllo: Controllo vetri
Controllo: Controllo vetri
Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta
Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta
Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta
Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
01.07.R12
Requisito: (Attitudine al) controllo della condensazione superficiale
01.07.01.C12
Gli infissi devono essere realizzati in modo da evitare la formazione di condensazione sulla
superficie degli elementi.
Controllo: Controllo telai fissi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
01.07.R17
Requisito: (Attitudine al) controllo del fattore solare
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni anno
Gli infissi dovranno consentire un adeguato ingresso di energia termica raggiante attraverso
le superfici trasparenti (vetri) in funzione delle condizioni climatiche.
01.07.06.C01
01.07.05.C01
01.07.04.C01
Controllo: Controllo frangisole
Controllo: Controllo frangisole
Controllo: Controllo frangisole
Pagina 40
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
01.09 - Opere da decoratore
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.09
Opere da decoratore
01.09.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo della condensazione interstiziale
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
Aggiornamento
ogni 12 mesi
ogni 3 anni
I rvestimenti esterni dovranno essere realizzati in modo da evitare la formazione di
condensazione nella propria massa.
01.09.R02
Requisito: (Attitudine al) controllo della condensazione superficiale
I rivestimenti esterni dovranno essere realizzati in modo da evitare la formazione di
condensazione sulla superficie interna.
01.09.R03
Requisito: (Attitudine al) controllo dell'inerzia termica
Contribuisce, con l'accumulo di calore, ad assicurare il benessere termico. Un'inerzia più
elevata può evitare il veloce abbassamento della temperatura dei locali con riscaldamento ad
attenuazione notturna, o la dispersione di calore in locali soggetti a frequenti ricambi d'aria e
privi di dispositivi per il recupero del calore.
01.09.R07
Requisito: Isolamento termico
I rivestimenti dovranno conservare la superficie interna a temperature vicine a quelle dell'aria
ambiente tale da evitare che vi siano pareti fredde e comunque fenomeni di condensazione
superficiale.
01.09.R08
Requisito: Permeabilità all'aria
I Rivestimenti dovranno controllare il passaggio dell'aria a protezione degli ambienti interni e
permettere la giusta ventilazione attraverso delle aperture.
01.09.R19
Requisito: Tenuta all'acqua
La stratificazione dei rivestimenti unitamente alle pareti dovrà essere realizzata in modo da
impedire alle acque meteoriche di penetrare negli ambienti interni provocando macchie di
umidità e/o altro ai rivestimenti interni.
01.09.03.C01
01.09.02.C01
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Controllo: Controllo funzionalità
02 - IMPIANTO TERMOIDRAULICI
02.02 - Ventilconvettori Biblioteca Canna e
Deposito libri
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
02.02.01
Ventilconvettori e termovettori
02.02.01.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo della temperatura dell'aria ambiente
Tipologia
Frequenza
I venticonvettori e termovettori devono essere realizzati in modo da garantire i valori di
progetto della temperatura dell’aria nei locali serviti indipendentemente dalle condizioni
climatiche esterne ed interne.
02.02.01.R02
Requisito: (Attitudine al) controllo della velocità dell'aria ambiente
I venticonvettori e termovettori devono funzionare in modo da non creare movimenti d’aria
che possano dare fastidio alle persone.
02.02.01.R03
Requisito: (Attitudine al) controllo dell'umidità dell'aria ambiente
I venticonvettori e termovettori devono essere realizzati in modo da garantire i valori di
progetto della umidità dell’aria nei locali serviti indipendentemente dalle condizioni climatiche
esterne ed interne.
02.03 - Centrali di trattamento aria e
collegamento alla reti di distribuzione
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione
02.03.R05
Requisito: (Attitudine al) controllo della temperatura dei fluidi
Tipologia
Frequenza
I fluidi termovettori dell'impianto di climatizzazione devono avere temperatura idonea per
assicurare il corretto funzionamento dell'impianto assicurando nello stesso momento un
benessere ambientale oltre che un contenimento dei consumi energetici.
Pagina 41
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
02.03.01.C02
02.03.01.C09
02.03.01.C04
Controllo: Controllo generale U.T.A.
Controllo: Taratura apparecchiature di regolazione
Controllo: Controllo sezioni di scambio
02.03.R09
Requisito: Attitudine a limitare le temperature superficiali
02.03.01.C02
I componenti direttamente accessibili dagli utenti devono essere in grado di contrastare in
modo efficace le variazioni di temperatura superficiali.
Controllo: Controllo generale U.T.A.
02.03.R19
Requisito: (Attitudine al) controllo della velocità dell'aria ambiente
Ispezione a vista
Registrazione
Ispezione
strumentale
ogni 15 giorni
ogni 3 mesi
ogni 12 mesi
Ispezione a vista
ogni 15 giorni
Gli impianti di riscaldamento devono funzionare in modo da non creare movimenti d’aria che
possano dare fastidio alle persone.
02.03.R21
Requisito: (Attitudine al) controllo delle dispersioni di calore
Gli elementi costituenti l'impianto di riscaldamento devono essere realizzati e posti in opera
in modo da evitare perdite di calore che possono verificarsi durante il normale funzionamento
e dovute a fenomeni di conduzione, convezione o irraggiamento.
02.03.R22
Requisito: (Attitudine al) controllo dell'umidità dell'aria ambiente
Gli impianti di riscaldamento devono essere realizzati in modo da garantire i valori di progetto
della umidità dell’aria nei locali serviti indipendentemente dalle condizioni climatiche esterne
ed interne.
02.03.10
Umidificatori ad acqua
02.03.10.R01
Requisito: (Attitudine al) controllo della velocità dell'aria ambiente
Gli umidificatori devono funzionare in modo da non creare movimenti d’aria che possano
dare fastidio alle persone.
02.03.10.R02
Requisito: (Attitudine al) controllo dell'umidità dell'aria ambiente
Gli umidificatori devono essere realizzati in modo da garantire i valori di progetto della
umidità dell’aria nei locali serviti indipendentemente dalle condizioni climatiche esterne ed
interne.
Pagina 42
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
Classe Requisiti
Visivi
01 - OPERE EDILI
01.01 - Conglomerati, casserature, opere in
c.a. ed intonaci
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.01
Conglomerati, casserature, opere in c.a. ed intonaci
01.01.R02
Requisito: Regolarità delle finiture
01.01.02.C01
I rivestimenti debbono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, fessurazioni,
scagliature o screpolature superficiali e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere
difficile la lettura formale.
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
ogni mese
01.02 - Tramezzi, pareti divisorie in
cartongesso
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.02
Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso
01.02.R05
Requisito: Regolarità delle finiture
01.02.01.C01
01.02.02.C01
Le pareti debbono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, fessurazioni, scagliature o
screpolature superficiali e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere difficile la
lettura formale.
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
Controllo a vista
quando occorre
ogni 12 mesi
01.03 - Isolamenti termoacustici e
controsoffittatture
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.03
Isolamenti termoacustici e controsoffittatture
01.03.R05
Requisito: Regolarità delle finiture
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
Controllo a vista
ogni 12 mesi
ogni anno
I controsoffitti devono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti ( alterazione cromatica,
non planarità, macchie, ecc.) e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere difficile
la lettura formale.
01.03.02.C01
01.03.01.C01
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
01.04 - Pavimenti e rivestimenti
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.04
Pavimenti e rivestimenti
01.04.R01
Requisito: Regolarità delle finiture
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
Controllo a vista
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Le pavimentazioni debbono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, fessurazioni,
scagliature o screpolature superficiali e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere
difficile la lettura formale.
01.04.04.C01
01.04.01.C01
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
01.04.02
Rivestimenti lignei a parquet
01.04.02.R01
Requisito: Regolarità delle finiture per rivestimenti lignei a parquet
01.04.02.C01
I rivestimenti debbono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, fessurazioni,
scagliature o screpolature superficiali e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere
difficile la lettura formale.
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
01.04.03
Rivestimenti cementizi
Pagina 43
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
01.04.03.R01
Requisito: Regolarità delle finiture per rivestimenti cementizi
I rivestimenti debbono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, fessurazioni,
scagliature o screpolature superficiali e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere
difficile la lettura formale.
01.04.03.C01
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Controllo a vista
ogni 12 mesi
01.05 - Opere in pietra naturale
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.05
Opere in pietra naturale
01.05.R01
Requisito: Regolarità delle finiture
Le pavimentazioni debbono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, fessurazioni,
scagliature o screpolature superficiali e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere
difficile la lettura formale.
01.05.02.C01
01.05.01.C01
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
Controllo a vista
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
01.06 - Infissi interni
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.06
Infissi interni
01.06.R06
Requisito: Regolarità delle finiture
Gli infissi devono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, e/o comunque esenti da
caratteri che possano rendere difficile la lettura formale. Inoltre gli elementi dovranno
combaciare tra di loro in modo idoneo senza comprometterne la loro funzionalità.
01.06.02.C04
Controllo: Controllo parti in vista
01.06.01
Porte antipanico
01.06.01.R01
Requisito: Regolarità delle finiture per porte antipanico
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Le porte antipanico devono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti.
01.07 - Opere da fabbro - serramenti interni
ed esterni
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.07
Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni
01.07.R02
Requisito: Regolarità delle finiture
01.07.04.C07
01.07.06.C07
01.07.05.C07
01.07.01.C01
01.07.01.C12
01.07.04.C08
01.07.04.C05
01.07.04.C03
01.07.01.C13
01.07.05.C02
01.07.01.C10
01.07.01.C09
01.07.01.C07
01.07.01.C04
01.07.01.C03
01.07.04.C02
01.07.04.C11
01.07.06.C12
01.07.05.C03
01.07.05.C06
01.07.05.C08
01.07.05.C10
01.07.05.C11
01.07.06.C02
Gli infissi devono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, e/o comunque esenti da
caratteri che possano rendere difficile la lettura formale. Inoltre gli elementi dovranno
combaciare tra di loro in modo idoneo senza comprometterne la loro funzionalità.
Controllo: Controllo persiane
Controllo: Controllo persiane
Controllo: Controllo persiane
Controllo: Controllo deterioramento legno
Controllo: Controllo telai fissi
Controllo: Controllo persiane avvolgibili in plastica
Controllo: Controllo organi di movimentazione
Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta
Controllo: Controllo telai mobili
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo persiane avvolgibili in plastica
Controllo: Controllo persiane avvolgibili di legno
Controllo: Controllo organi di movimentazione
Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo telai mobili
Controllo: Controllo telai mobili
Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta
Controllo: Controllo organi di movimentazione
Controllo: Controllo persiane avvolgibili in plastica
Controllo: Controllo telai fissi
Controllo: Controllo telai mobili
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 6 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
Pagina 44
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
01.07.06.C03
01.07.06.C06
01.07.06.C08
01.07.06.C09
01.07.06.C11
01.07.04.C10
01.07.01.C08
Controllo: Controllo generale
Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta
Controllo: Controllo organi di movimentazione
Controllo: Controllo persiane avvolgibili di legno
Controllo: Controllo persiane avvolgibili in plastica
Controllo: Controllo telai fissi
Controllo: Controllo telai fissi
Controllo: Controllo persiane
01.07.03
Porte tagliafuoco
01.07.03.R01
Requisito: Regolarità delle finiture per porte tagliafuoco
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 6 anni
Le porte tagliafuoco devono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti.
01.09 - Opere da decoratore
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.09
Opere da decoratore
01.09.R10
Requisito: Regolarità delle finiture
I rivestimenti debbono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, fessurazioni,
scagliature o screpolature superficiali e/o comunque esenti da caratteri che possano rendere
difficile la lettura formale.
01.09.01.C01
01.09.04.C01
01.09.03.C01
01.09.02.C02
01.09.01.C02
Controllo: Controllo funzionalità
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
Controllo a vista
quando occorre
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
ogni 12 mesi
01.10 - Impianti ascensore
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
01.10.05
Guide cabina
01.10.05.R01
Requisito: Regolarità delle finiture
Tipologia
Frequenza
Ispezione
ogni 6 mesi
Le guide della cabina debbono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, fessurazioni,
scagliature o screpolature superficiali.
01.10.11.C01
Controllo: Controllo generale
02 - IMPIANTO TERMOIDRAULICI
02.01 - Collegamenti alla sottocentrale di
distribuzione
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
02.01.03
Tubazioni in polietilene
02.01.03.R02
Requisito: Regolarità delle finiture
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Le tubazioni in polietilene devono essere realizzate con materiali privi di impurità.
02.01.03.C02
Controllo: Controllo generale
03 - IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI
SPECIALI
03.01 - Impianto elettrico
Codice
Elementi Manutenibili / Requisiti e Prestazioni / Controlli
03.01
Impianto elettrico
03.01.R09
Requisito: (Attitudine al) controllo del flusso luminoso
03.01.09.C01
I componenti degli impianti di illuminazione devono essere montati in modo da controllare il
flusso luminoso emesso al fine di evitare che i fasci luminosi possano colpire direttamente gli
apparati visivi delle persone.
Controllo: Controllo generale
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
ogni mese
Pagina 45
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
03.01.R12
Requisito: Efficienza luminosa
I componenti che sviluppano un flusso luminoso devono garantire una efficienza luminosa
non inferiore a quella stabilita dai costruttori delle lampade.
03.01.09.C01
Controllo: Controllo generale
Controllo a vista
ogni mese
Pagina 46
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma delle Prestazioni
INDICE
Elenco Classe di Requisiti:
Acustici
pag.
2
Adattabilità delle finiture
pag.
4
Controllabilità tecnologica
pag.
5
Di funzionamento
pag.
6
Di stabilità
pag.
7
Durabilità tecnologica
pag.
14
Facilità d'intervento
pag.
15
Funzionalità d'uso
pag.
19
Funzionalità in emergenza
pag.
24
Funzionalità tecnologica
pag.
25
Protezione antincendio
pag.
28
Protezione dagli agenti chimici ed organici
pag.
30
Protezione dai rischi d'intervento
pag.
34
Protezione elettrica
pag.
35
Sicurezza d'intervento
pag.
37
Sicurezza d'uso
pag.
38
Termici ed igrotermici
pag.
39
Visivi
pag.
43
Pagina 47
Pag. 1
H:\M&S_2004\CMFO3\_ESE\Rev-0\Cons\Documenti\MAN\PP_Allegato_4.doc
METEC & SAGGESE EngineeringS.r.l
ALLEGATO 4
Programma di manutenzione – Sottoprogramma dei controlli
Articolo 40 D.P.R. 554/99
Piano di Manutenzione – ALLEGATO 4 – CMFO3
Settembre 2006
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli
01 - OPERE EDILI
01.01 - Conglomerati, casserature, opere in
c.a. ed intonaci
Codice
Elementi Manutenibili / Controlli
01.01.01
Strutture di fondazione
01.01.01.C01
Controllo: Controllo struttura
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni mese
Controllare l'integrità delle pareti e dei pilastri verificando l'assenza di eventuali lesioni e/o
fessurazioni. Controllare eventuali smottamenti del terreno circostante alla struttura che
possano essere indicatori di cedimenti strutturali. Effettuare verifiche e controlli approfonditi
particolarmente in corrispondenza di manifestazioni a calamità naturali (sisma, nubifragi,
ecc.).
01.01.02
Intonaco
01.01.02.C01
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Controllo dello stato di conservazione delle finiture e verifica del grado di usura delle parti in
vista. Controllare l'uniformità dell'aspetto cromatico delle superfici. Riscontro di eventuali
anomalie (bolle, screpolature, depositi, efflorescenze, microfessurazioni, ecc.) e/o difetti di
esecuzione.
01.02 - Tramezzi, pareti divisorie in
cartongesso
Codice
Elementi Manutenibili / Controlli
01.02.01
Pareti in tavelle di gesso
01.02.01.C01
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
quando occorre
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo del grado di usura delle parti in vista e di eventuali anomalie (distacchi,
fessurazioni, rotture, rigonfiamenti, ecc.).
01.02.02
Tramezzi in laterizio
01.02.02.C01
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Controllo del grado di usura delle parti in vista e di eventuali anomalie (distacchi,
fessurazioni, rotture, rigonfiamenti, ecc.).
01.03 - Isolamenti termoacustici e
controsoffittatture
Codice
Elementi Manutenibili / Controlli
01.03.01
Doghe
01.03.01.C01
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
ogni anno
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo dello stato di complanarità degli elementi dei controsoffitti e del grado di usura delle
parti in vista. Controllo dell'integrità dei giunti tra gli elementi.
01.03.02
Pannelli
01.03.02.C01
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Controllo dello stato di complanarità degli elementi dei controsoffitti e del grado di usura delle
parti in vista. Controllo dell'integrità dei giunti tra gli elementi.
01.04 - Pavimenti e rivestimenti
Codice
Elementi Manutenibili / Controlli
01.04.01
Pavimenti ceramici
01.04.01.C01
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo dello stato di conservazione delle finiture e verifica del grado di usura, di erosione e
di brillantezza delle parti in vista ed in particolare dei giunti. Controllare l'uniformità
dell'aspetto cromatico delle superfici e verifica della planarità generale. Riscontro di eventuali
anomalie (depositi, macchie, graffiti, abrasioni, efflorescenze, microfessurazioni, ecc.).
Pagina 2
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli
01.04.02
Rivestimenti lignei a parquet
01.04.02.C01
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Ispezione
strumentale
ogni 2 anni
Ispezione
strumentale
ogni 2 anni
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo dello stato di conservazione delle finiture e verifica del grado di usura, di
brillantezza delle finiture. Controllare l'uniformità dell'aspetto cromatico delle superfici e della
loro planarità. Riscontro di eventuali anomalie (abrasioni, presenza di rigonfiamenti e
sfaldature, macchie, rotture, perdita di elementi ecc.) e/o difetti di esecuzione.
01.04.02.C02
Controllo: Controllo del grado di umidità
Controllo del grado di umidità ambientale e del pavimento con strumentazione idonea
(igrometro).
01.04.02.C03
Controllo: Controllo presenza attacco biologico
Controllo e rilievo di eventuale presenza di attacco biologico (insetti, funghi, batteri).
01.04.03
Rivestimenti cementizi
01.04.03.C01
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Controllo dello stato di conservazione delle finiture e verifica del grado di usura o di erosione
delle parti in vista ed in particolare dei giunti. Controllare l'uniformità dell'aspetto cromatico
delle superfici. Riscontro di eventuali anomalie (depositi, macchie, graffiti, presenza di
vegetazione, efflorescenze, microfessurazioni, ecc.).
01.04.04
Rivestimenti e prodotti ceramici
01.04.04.C01
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Controllo dello stato di conservazione delle finiture e verifica del grado di usura o di erosione
delle parti in vista ed in particolare dei giunti. Controllare l'uniformità dell'aspetto cromatico
delle superfici. Riscontro di eventuali anomalie (depositi, macchie, graffiti, efflorescenze,
microfessurazioni, ecc.).
01.05 - Opere in pietra naturale
Codice
Elementi Manutenibili / Controlli
01.05.01
Pavimenti lapidei
01.05.01.C01
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo dello stato di conservazione delle finiture e verifica del grado di usura, di erosione,
di brillantezza delle parti in vista. Controllare l'uniformità dell'aspetto cromatico delle superfici.
Riscontro di eventuali anomalie (depositi, macchie, graffi, efflorescenze, lesioni,
microfessurazioni, ecc.).
01.05.02
Rivestimenti lapidei
01.05.02.C01
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Controllo dello stato di conservazione delle finiture e verifica del grado di usura o di erosione
delle parti in vista ed in particolare dei sistemi di ancoraggio. Controllare l'uniformità
dell'aspetto cromatico delle superfici. Riscontro di eventuali anomalie (depositi, macchie,
graffiti, efflorescenze, microfessurazioni, ecc.).
01.06 - Infissi interni
Codice
Elementi Manutenibili / Controlli
01.06.01
Porte antipanico
01.06.01.C01
Controllo: Controllo certificazioni
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
quando occorre
Aggiornamento
ogni mese
Controllo a vista
ogni mese
Controllo
ogni mese
Controllare le certificazioni di omologazione, la scheda tecnica del fornitore o altra
documentazione da conservare in apposito archivio.
01.06.01.C02
Controllo: Controllo controbocchette
Verificare il posizionamento delle controbocchette a pavimento rispetto al filo del pavimento,
assicurandosi che l'altezza superiore non sia maggiore di 15 mm. Verificare inoltre l'assenza
di polvere e sporcizia.
01.06.01.C03
Controllo: Controllo degli spazi
Controllare che non vi siano ostacoli in prossimità degli spazi interessati dalle porte
antipanico o in prossimità di esse.
01.06.01.C05
Controllo: Controllo maniglione
Controllo del corretto funzionamento dei maniglioni e degli elementi di manovra che regolano
lo sblocco delle ante.
ezza.
Pagina 3
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli
01.06.01.C07
Controllo: Controllo ubicazione porte
Controllo a vista
ogni 6 mesi
Controllo a vista
ogni 6 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 6 mesi
Controllare l'individuazione delle porte antipanico rispetto ai progetti ed ai piani di
evacuazione e di sicurezza.
01.06.01.C08
Controllo: Controllo vetri
Controllo uniformità dei vetri e delle sigillature vetro-telaio. Controllare la presenza di depositi
o sporco. Verifica di assenza di anomalie e/o difetti (rottura, depositi, macchie, ecc.).
01.06.01.C04
Controllo: Controllo delle serrature
Controllo della loro funzionalità.
01.06.01.C06
Controllo: Controllo parti in vista
Controllo delle parti in vista, delle finiture e dello strato di protezione superficiale (qualora il
tipo di rivestimento lo preveda). Controllo dei fissaggi del telaio al controtelaio.
01.06.02
Porte
01.06.02.C02
Controllo: Controllo guide di scorrimento
Controllo della loro funzionalità e dell'assenza di depositi nei binari di scorrimento (per porte
scorrevoli).
01.06.02.C03
Controllo: Controllo maniglia
Controllo del corretto funzionamento.
Controllo a vista
ogni 6 mesi
01.06.02.C05
Controllo: Controllo vetri
Controllo a vista
ogni 6 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo uniformità dei vetri e delle sigillature vetro-telaio. Controllare la presenza di depositi
o sporco. Verifica di assenza di anomalie e/o difetti (rottura, depositi, macchie, ecc.).
01.06.02.C01
Controllo: Controllo delle serrature
Controllo della loro funzionalità.
01.06.02.C04
Controllo: Controllo parti in vista
Controllo delle parti in vista, delle finiture e dello strato di protezione superficiale (qualora il
tipo di rivestimento lo preveda). Controllo dei fissaggi del telaio al controtelaio.
01.07 - Opere da fabbro - serramenti interni
ed esterni
Codice
Elementi Manutenibili / Controlli
Tipologia
Frequenza
01.07.01
Serramenti in legno
01.07.01.C01
Controllo: Controllo deterioramento legno
Controllo dello stato di deterioramento del legno relativo a controtelai, telai e sportelli e
ricerca delle cause possibili quali presenza di umidità, attacco biologico, presenza di insetti.
Controllo grado di usura delle parti in vista.
Controllo a vista
ogni 6 mesi
01.07.01.C14
Controllo: Controllo vetri
Controllo a vista
ogni 6 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo uniformità dei vetri e delle sigillature vetro-telaio. Controllare la presenza di depositi
o sporco. Verifica di assenza di anomalie e/o difetti (rottura, depositi, macchie, ecc.).
01.07.01.C02
Controllo: Controllo frangisole
Controllo funzionalità degli organi di manovra e delle parti in vista.
01.07.01.C03
Controllo: Controllo generale
Controllo delle finiture e dello strato di protezione superficiale, controllo dei giochi e planarità
delle parti.
01.07.01.C04
Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta
Controllo dell'efficacia delle guarnizioni. Controllo dell'adesione delle guarnizioni ai profili di
contatto dei telai. Controllo del corretto inserimento nelle proprie sedi delle guarnizioni.
Controllo dell'elasticità delle guarnizioni.
01.07.01.C05
Controllo: Controllo guide di scorrimento
Controllo della loro funzionalità.
01.07.01.C06
Controllo: Controllo maniglia
Controllo del corretto funzionamento.
01.07.01.C07
Controllo: Controllo organi di movimentazione
Controllo dell'efficacia delle cerniere e della perfetta chiusura dell'anta col telaio fisso.
Controllo degli organi di serraggio con finestra aperta e controllo dei movimenti delle aste di
chiusure.
01.07.01.C09
Controllo: Controllo persiane avvolgibili di legno
Pagina 4
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli
Controllo funzionalità degli organi di manovra e delle parti in vista. Controllo degli strati
protettivi superficiali.
01.07.01.C10
Controllo: Controllo persiane avvolgibili in plastica
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo funzionalità degli organi di manovra e delle parti in vista.
01.07.01.C11
Controllo: Controllo serrature
Controllo della loro funzionalità.
Controllo a vista
ogni 12 mesi
01.07.01.C12
Controllo: Controllo telai fissi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo delle asole di drenaggio e del sistema di drenaggio. Controllo dell'ortogonalità dei
telai. Controllo del fissaggio del telaio al vano ed al controtelaio al muro e dei blocchetti di
regolazione.
01.07.01.C13
Controllo: Controllo telai mobili
Controllo dell'ortogonalità dell'anta e dei cavallotti di unione dei profilati dell'anta.
Controllo a vista
ogni 12 mesi
01.07.01.C08
Controllo: Controllo persiane
Controllo a vista
ogni 6 anni
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
quando occorre
Controllo
ogni mese
Controllo a vista
ogni mese
Controllo
ogni mese
Controllo a vista
ogni 6 mesi
Controllo a vista
ogni 6 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 6 mesi
Controllo dello stato di conservazione e di deterioramento del legno e ricerca delle cause
possibili quali presenza di umidità, attacco biologico, presenza di insetti e comunque del
grado di usura delle parti in vista. Controllo delle cerniere e dei fissaggi alla parete.
01.07.02
Strutture in acciaio
01.07.02.C01
Controllo: Controllo balaustre e corrimano
Controllo periodico delle condizioni estetiche delle superfici delle balaustre e dei corrimano
(macchie, sporco, abrasioni, ecc.). Verifica della loro stabilità e del corretto serraggio.
01.07.02.C02
Controllo: Controllo strutture
Controllo periodico delle parti in vista finalizzato alla ricerca di anomalie (fenomeni di
disgregazioni, scaglionature, fessurazioni, distacchi, esposizione dei ferri d'armatura,
processi di carbonatazione del cls, ecc.).
01.07.02.C03
Controllo: Controllo rivestimenti pedate e alzate
Controllo periodico delle condizioni estetiche delle superfici dei rivestimenti costituenti pedate
ed alzate. Verifica di eventuale presenza di macchie, sporco, efflorescenze, abrasioni, ecc..
01.07.03
Porte tagliafuoco
01.07.03.C01
Controllo: Controllo certificazioni
Controllare le certificazioni di omologazione, la scheda tecnica del fornitore o altra
documentazione da conservare in apposito archivio.
01.07.03.C02
Controllo: Controllo controbocchette
Verificare il posizionamento delle controbocchette a pavimento rispetto al filo del pavimento,
assicurandosi che l'altezza superiore non sia maggiore di 15 mm. Verificare inoltre l'assenza
di polvere e sporcizia.
01.07.03.C03
Controllo: Controllo degli spazi
Controllare che non vi siano ostacoli in prossimità degli spazi interessati dalle porte
antipanico o in prossimità di esse.
01.07.03.C05
Controllo: Controllo maniglione
Controllo del corretto funzionamento dei maniglioni e degli elementi di manovra che regolano
lo sblocco delle ante.
01.07.03.C07
Controllo: Controllo ubicazione porte
Controllare l'individuazione delle porte antipanico rispetto ai progetti ed ai piani di
evacuazione e di sicurezza.
01.07.03.C08
Controllo: Controllo vetri
Controllo uniformità dei vetri e delle sigillature vetro-telaio. Controllare la presenza di depositi
o sporco. Verifica di assenza di anomalie e/o difetti (rottura, depositi, macchie, ecc.).
01.07.03.C04
Controllo: Controllo delle serrature
Controllo della loro funzionalità.
01.07.03.C06
Controllo: Controllo parti in vista
Controllo delle parti in vista, delle finiture e dello strato di protezione superficiale (qualora il
tipo di rivestimento lo preveda). Controllo dei fissaggi del telaio al controtelaio.
01.07.04
Serramenti in alluminio
01.07.04.C07
Controllo: Controllo persiane
Controllo dello stato di conservazione e comunque del grado di usura delle parti in vista.
Controllo delle cerniere e dei fissaggi alla parete.
difetti (rottura, depositi, macchie, ecc.).
Pagina 5
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli
01.07.04.C12
Controllo: Controllo vetri
Controllo a vista
ogni 6 mesi
Controllo a vista
ogni anno
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni anno
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo uniformità dei vetri e delle sigillature vetro-telaio. Controllare la presenza di depositi
o sporco. Verifica di assenza di anomalie e/o difetti (rottura, depositi, macchie, ecc.).
01.07.04.C01
Controllo: Controllo frangisole
Controllo della funzionalità degli organi di manovra e delle parti in vista.
01.07.04.C02
Controllo: Controllo generale
Controllo delle finiture e dello strato di protezione superficiale, controllo dei giochi e planarità
delle parti.
01.07.04.C03
Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta
Controllo dell'efficacia delle guarnizioni. Controllo dell'adesione delle guarnizioni ai profili di
contatto dei telai. Controllo del corretto inserimento nelle proprie sedi delle guarnizioni.
Controllo dell'elasticità delle guarnizioni.
01.07.04.C04
Controllo: Controllo guide di scorrimento
Controllo della funzionalità delle guide di scorrimento.
01.07.04.C05
Controllo: Controllo organi di movimentazione
Controllo dell'efficacia delle cerniere e della perfetta chiusura dell'anta col telaio fisso.
Controllo degli organi di serraggio con finestra aperta e controllo dei movimenti delle aste di
chiusure.
01.07.04.C06
Controllo: Controllo maniglia
Controllo del corretto funzionamento della maniglia.
01.07.04.C08
Controllo: Controllo persiane avvolgibili in plastica
Controllo funzionalità degli organi di manovra e delle parti in vista.
01.07.04.C09
Controllo: Controllo serrature
Controllo della loro funzionalità.
01.07.04.C10
Controllo: Controllo telai fissi
Controllo delle asole di drenaggio e del sistema di drenaggio. Controllo dell'ortogonalità dei
telai. Controllo del fissaggio del telaio al vano ed al controtelaio al muro e dei blocchetti di
regolazione.
01.07.04.C11
Controllo: Controllo telai mobili
Controllo dell'ortogonalità dell'anta e dei cavallotti di unione dei profilati dell'anta.
01.07.05
Serramenti in profilati di acciaio
01.07.05.C07
Controllo: Controllo persiane
Controllo dello stato di conservazione e comunque del grado di usura delle parti in vista.
Controllo delle cerniere e dei fissaggi alla parete.
Controllo a vista
ogni 6 mesi
01.07.05.C12
Controllo: Controllo vetri
Controllo a vista
ogni 6 mesi
Controllo uniformità dei vetri e delle sigillature vetro-telaio. Controllare la presenza di depositi
o sporco. Verifica di assenza di anomalie e/o difetti (rottura, depositi, macchie, ecc.).
01.07.05.C01
Controllo: Controllo frangisole
Controllo funzionalità degli organi di manovra e delle parti in vista.
Controllo a vista
ogni 12 mesi
01.07.05.C02
Controllo: Controllo generale
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo delle finiture e dello strato di protezione superficiale, controllo dei giochi e planarità
delle parti.
01.07.05.C03
Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta
Controllo dell'efficacia delle guarnizioni. Controllo dell'adesione delle guarnizioni ai profili di
contatto dei telai. Controllo del corretto inserimento nelle proprie sedi delle guarnizioni.
Controllo dell'elasticità delle guarnizioni.
Controllo a vista
ogni 12 mesi
01.07.05.C04
Controllo: Controllo guide di scorrimento
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo della funzionalità delle guide di scorrimento.
01.07.05.C05
Controllo: Controllo maniglia
Controllo del corretto funzionamento.
Controllo a vista
ogni 12 mesi
01.07.05.C06
Controllo: Controllo organi di movimentazione
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo dell'efficacia delle cerniere e della perfetta chiusura dell'anta col telaio fisso.
Controllo degli organi di serraggio con finestra aperta e controllo dei movimenti delle aste di
chiusure.
01.07.05.C08
Controllo: Controllo persiane avvolgibili in plastica
Controllo funzionalità degli organi di manovra e delle parti in vista.
Pagina 6
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli
01.07.05.C09
Controllo: Controllo serrature
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo della loro funzionalità.
01.07.05.C10
Controllo: Controllo telai fissi
Controllo delle asole di drenaggio e del sistema di drenaggio. Controllo dell'ortogonalità dei
telai. Controllo del fissaggio del telaio al vano ed al controtelaio al muro e dei blocchetti di
regolazione.
01.07.05.C11
Controllo: Controllo telai mobili
Controllo dell'ortogonalità dell'anta e dei cavallotti di unione dei profilati dell'anta.
01.07.06
Serramenti misti legno/alluminio
01.07.06.C07
Controllo: Controllo persiane
Controllo dello stato di conservazione e di deterioramento del legno e ricerca delle cause
possibili quali presenza di umidità, attacco biologico, presenza di insetti e comunque del
grado di usura delle parti in vista. Controllo delle cerniere e dei fissaggi alla parete.
Controllo a vista
ogni 6 mesi
01.07.06.C13
Controllo: Controllo vetri
Controllo a vista
ogni 6 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo uniformità dei vetri e delle sigillature vetro-telaio. Controllare la presenza di depositi
o sporco. Verifica di assenza di anomalie e/o difetti (rottura, depositi, macchie, ecc.).
01.07.06.C01
Controllo: Controllo frangisole
Controllo funzionalità degli organi di manovra e delle parti in vista.
01.07.06.C02
Controllo: Controllo generale
Controllo delle finiture e dello strato di protezione superficiale, controllo dei giochi e planarità
delle parti.
01.07.06.C03
Controllo: Controllo guarnizioni di tenuta
Controllo dell'efficacia delle guarnizioni. Controllo dell'adesione delle guarnizioni ai profili di
contatto dei telai. Controllo del corretto inserimento nelle proprie sedi delle guarnizioni.
Controllo dell'elasticità delle guarnizioni.
Controllo a vista
ogni 12 mesi
01.07.06.C04
Controllo: Controllo guide di scorrimento
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Verifica
ogni 6 mesi
Verifica
ogni 6 mesi
Verifica
ogni 6 mesi
Controllo della loro funzionalità.
01.07.06.C05
Controllo: Controllo maniglia
Controllo del corretto funzionamento.
01.07.06.C06
Controllo: Controllo organi di movimentazione
Controllo dell'efficacia delle cerniere e della perfetta chiusura dell'anta col telaio fisso.
Controllo degli organi di serraggio con finestra aperta e controllo dei movimenti delle aste di
chiusure.
01.07.06.C08
Controllo: Controllo persiane avvolgibili di legno
Controllo funzionalità degli organi di manovra e delle parti in vista. Controllo degli strati
protettivi superficiali.
01.07.06.C09
Controllo: Controllo persiane avvolgibili in plastica
Controllo funzionalità degli organi di manovra e delle parti in vista.
01.07.06.C10
Controllo: Controllo serrature
Controllo della loro funzionalità.
01.07.06.C11
Controllo: Controllo telai fissi
Controllo delle asole di drenaggio e del sistema di drenaggio. Controllo dell'ortogonalità dei
telai. Controllo del fissaggio del telaio al vano ed al controtelaio al muro e dei blocchetti di
regolazione.
01.07.06.C12
Controllo: Controllo telai mobili
Controllo dell'ortogonalità dell'anta e dei cavallotti di unione dei profilati dell'anta.
01.07.07
Portoni basculanti
01.07.07.C01
Controllo: Controllo automatismi
Controllo periodico delle fasi di apertura-chiusura. Verifica dell'efficienza dei motori elettrici in
relazione ai sistemi di comando a chiave.
01.07.07.C02
Controllo: Controllo cerniere e guide di scorrimento
Controllo dell'efficienza di cerniere e guide di scorrimento con verifica durante le fasi di
movimentazione delle parti. Controllare l'assenza di depositi o detriti lungo le guide di
scorrimento, in grado di ostacolare e/o impedire le normali movimentazioni.
01.07.07.C04
Controllo: Controllo organi apertura-chiusura
Controllo periodico degli organi di apertura e chiusura con verifica delle fasi di
movimentazione e di perfetta aderenza delle parti fisse con quelle mobili. Controllo dei
Pagina 7
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli
dispositivi di arresto e/o fermo delle parti al cessare dell'alimentazione del motore. Controllo
dell'arresto automatico del gruppo di azionamento nelle posizioni finali di apertura-chiusura.
Verifica dell'efficienza d'integrazione con gli automatismi a distanza.
01.07.07.C03
Controllo: Controllo elementi a vista
Controllo a vista
ogni anno
Controllo periodico del grado di finitura e di integrità degli elementi in vista. Ricerca di
eventuali anomalie possibili causa di usura.
01.08 - Scale e rampe
Codice
Elementi Manutenibili / Controlli
01.08.01
Strutture in acciaio
01.08.01.C01
Controllo: Controllo balaustre e corrimano
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo periodico delle condizioni estetiche delle superfici delle balaustre e dei corrimano
(macchie, sporco, abrasioni, ecc.). Verifica della loro stabilità e del corretto serraggio.
01.08.01.C02
Controllo: Controllo strutture
Controllo periodico delle parti in vista finalizzato alla ricerca di anomalie (fenomeni di
disgregazioni, scaglionature, fessurazioni, distacchi, esposizione dei ferri d'armatura,
processi di carbonatazione del cls, ecc.).
01.08.01.C03
Controllo: Controllo rivestimenti pedate e alzate
Controllo periodico delle condizioni estetiche delle superfici dei rivestimenti costituenti pedate
ed alzate. Verifica di eventuale presenza di macchie, sporco, efflorescenze, abrasioni, ecc..
01.09 - Opere da decoratore
Codice
Elementi Manutenibili / Controlli
Tipologia
Frequenza
01.09.01
Intonaco
01.09.01.C01
Controllo: Controllo funzionalità
Controllare la funzionalità dell'intonaco attraverso l'uso di strumenti il cui impiego è da
definire in relazione all'oggetto specifico del controllo e dal tipo di intonaco (analisi fisicochimiche su campioni, analisi stratigrafiche, sistemi di rilevamento umidità, carotaggi per
controllo aderenza, prove sclerometriche per la valutazione delle caratteristiche di
omogeneità, monitoraggi per verificare la presenza di sali, indagini endoscopiche, ecc.).
Controllo a vista
quando occorre
01.09.01.C02
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Controllo dello stato di conservazione delle finiture e verifica del grado di usura delle parti in
vista. Controllare l'uniformità dell'aspetto cromatico delle superfici. Riscontro di eventuali
anomalie (bolle, screpolature, depositi, efflorescenze, microfessurazioni, ecc.) e/o difetti di
esecuzione.
Controllo a vista
ogni 12 mesi
01.09.02
Rivestimenti lapidei
01.09.02.C02
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Controllo dello stato di conservazione delle finiture e verifica del grado di usura o di erosione
delle parti in vista ed in particolare dei sistemi di ancoraggio. Controllare l'uniformità
dell'aspetto cromatico delle superfici. Riscontro di eventuali anomalie (depositi, macchie,
graffiti, presenza di vegetazione, efflorescenze, microfessurazioni, ecc.).
Controllo a vista
ogni 12 mesi
01.09.02.C01
Controllo: Controllo funzionalità
Aggiornamento
ogni 3 anni
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllare la funzionalità del rivestimento lapideo e l'integrità delle superfici e dei giunti.
Verificare anche mediante l'utilizzo di strumenti, il cui impiego è da definire in relazione
all'oggetto specifico del controllo, eventuali degradi dovuti a corrosioni superficiali, distacchi
di porzioni superficiali, fessurazioni, perdita di colore, penetrazione di umidità in particolare in
prossimità degli ancoraggi.
01.09.03
Rivestimento a cappotto
01.09.03.C01
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Controllo dello stato di conservazione delle finiture e verifica del grado di usura delle parti in
vista. Controllare l'uniformità dell'aspetto cromatico delle superfici e della loro planarità.
Riscontro di eventuali anomalie (bolle, screpolature, depositi, efflorescenze,
microfessurazioni, ecc.) e/o difetti di esecuzione.
01.09.04
Tinteggiature e decorazioni
01.09.04.C01
Controllo: Controllo generale delle parti a vista
Controllo dello stato di conservazione delle finiture e verifica del grado di usura delle parti in
vista in particolare di depositi sugli aggetti, cornicioni, davanzali, ecc.. Controllare l'uniformità
dell'aspetto cromatico delle superfici. Riscontro di eventuali anomalie (macchie,
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Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli
disgregazioni superficiali, rigonfiamenti, distacco, ecc.) e/o difetti di esecuzione.
01.10 - Impianti ascensore
Codice
Elementi Manutenibili / Controlli
01.10.01
Ammortizzatori della cabina
01.10.01.C01
Controllo: Controllo generale
Tipologia
Frequenza
Ispezione
ogni 6 mesi
Ispezione
ogni mese
Ispezione a vista
ogni mese
Ispezione a vista
ogni mese
Controllo a vista
ogni 6 mesi
Ispezione
ogni 3 mesi
Ispezione a vista
ogni mese
Ispezione a vista
ogni mese
Ispezione a vista
ogni mese
Verificare che il punto di battuta degli ammortizzatori sia allineato alla cabina. Controllare che
gli ammortizzatori in seguito alla battuta della cabina ritornino in posizione.
01.10.02
Cabina
01.10.02.C01
Controllo: Controllo generale
Verificare lo stato generale della cabina ed in particolare le serrature, i sistemi di bloccaggio
ed i leveraggi delle porte. Controllare che gli interruttori di fine corsa e di piano siano
perfettamente funzionanti.
01.10.03
Contrappeso
01.10.03.C01
Controllo: Controllo generale
Verificare le condizioni generali e lo stato di usura delle funi controllando anche il normale
scorrimento delle stesse. Verificare che i blocchi che costituiscono i contrappesi scorrino
dentro le guide.
01.10.04
Funi
01.10.04.C01
Controllo: Controllo generale
Verificare le condizioni generali e lo stato di usura delle funi controllando anche il normale
scorrimento delle stesse.
01.10.05
Guide cabina
01.10.05.C01
Controllo: Controllo dei pattini
Accertare che le guarnizioni dei pattini del tipo strisciante siano in buone condizioni o, nel
caso di pattini a ruote, che le stesse girino correttamente.
01.10.06
Interruttore di extracorsa
01.10.06.C01
Controllo: Controllo generale
Verificare lo stato degli interblocchi elettrici con prova delle manovre di apertura e chiusura.
Verificare la corretta pressione di serraggio delle lame dei sezionatori e delle bobine dei
circuiti di sgancio degli interruttori di manovra sezionatori. Controllare che nessun
apparecchio elettrico sia collegato in parallelo all'interruttore di extracorsa.
01.10.07
Limitatore di velocità
01.10.07.C01
Controllo: Controllo generale
Verificare le condizioni generali e lo stato di usura delle funi controllando anche il normale
scorrimento delle stesse. Controllare che le puleggie ed i dispositivi di leverismo siano
perfettamente funzionanti.
01.10.08
Macchinari elettromeccanici
01.10.08.C01
Controllo: Controllo generale
Verificare il corretto funzionamento di tutte le apparecchiature elettromeccaniche, delle
cinghie e delle pulegge. Verificare l'efficienza del paracadute, del limitatore di velocità e degli
apparati di sicurezza.
01.10.09
Macchinari oleodinamici
01.10.09.C01
Controllo: Controllo degli ammortizzatori
Verificare che non si sia verificato alcun guasto che possa compromettere la normale
utilizzazione dell’ascensore.
01.10.09.C02
Controllo: Controllo dei dispositivi di blocco
Verificare la funzionalità e l'efficienza dei dispositivi di blocco.
Ispezione a vista
ogni mese
01.10.09.C03
Controllo: Controllo del paracadute
Ispezione a vista
ogni mese
Ispezione a vista
ogni mese
Ispezione a vista
ogni mese
Verificare la regolarità della posa in opera dell’insieme comprendente cabina, paracadute,
guide ed i relativi ancoraggi all’edificio.
01.10.09.C04
Controllo: Controllo generale
Controllare il funzionamento di tutte le apparecchiature di pompaggio oleodinamico.
01.10.09.C05
Controllo: Controllo limitatore di velocità
Pagina 9
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli
Verificare la velocità di intervento del limitatore di velocità nel senso di discesa della cabina
o della massa di bilanciamento.
01.10.10
Montacarichi
01.10.10.C01
Controllo: Controllo generale
Ispezione a vista
ogni mese
Ispezione
ogni 6 mesi
Ispezione a vista
ogni 2 mesi
Ispezione a vista
ogni 2 mesi
Controllo
ogni 3 mesi
Ispezione
ogni 3 mesi
Ispezione
ogni mese
Verificare il corretto funzionamento di tutte le apparecchiature elettromeccaniche, delle
cinghie e delle pulegge. Verificare l'efficienza del paracadute, del limitatore di velocità e degli
apparati di sicurezza.
01.10.11
Vani corsa
01.10.11.C01
Controllo: Controllo generale
Verificare l'integrità delle guide, dei pattini e degli organi di scorrimento presenti nel vano
corsa. Accertare la presenza dei cartelli di segnalazioni e indicatori delle caratteristiche
dell'impianto. Verificare che la fossa ascensore sia libera da materiale di risulta.
01.10.12
Montascale o servoscale
01.10.12.C01
Controllo: Controllo generale
Verificare il corretto funzionamento di tutte le apparecchiature elettromeccaniche, verificare lo
stato di usura delle catene. Controllare lo stato di conservazione delle guide e la stabilità
degli ancoraggi.
01.10.13
Nastri trasportatori
01.10.13.C01
Controllo: Controllo generale
Effettuare un controllo di tutte le parti a vista; verificare che i segmenti del nastro scorrano
senza causare rumore eccessivo. Verificare inoltre che i segmenti si muovano all'interno
della guida di scorrimento e che non ci siano impedimenti o ostacoli al movimento.
01.10.14
Paracadute
01.10.14.C01
Controllo: Controllo dispositivi di freno
Verificare lo stato di usura dei rulli, delle molle e delle ganasce.
01.10.14.C02
Controllo: Controllo generale
Verificare il corretto funzionamento della valvola limitatrice di flusso o della valvola di blocco.
01.10.15
Porte di piano
01.10.15.C02
Controllo: Controllo generale
Verificare lo stato generale delle porte ed in particolare le serrature, i sistemi di bloccaggio ed
i leveraggi delle porte.
01.10.15.C01
Controllo: Controllo delle serrature
Controllo della funzionalità delle serrature.
Aggiornamento
ogni 6 mesi
01.10.15.C03
Controllo: Controllo maniglia
Aggiornamento
ogni 6 mesi
Controllo a vista
ogni 2 mesi
Controllo del corretto funzionamento delle maniglie.
01.10.16
Pulsantiera
01.10.16.C01
Controllo: Controllo generale
Verificare il corretto funzionamento delle pulsantiere sia della cabina sia di quelle di piano;
controllare che tutte le spie di segnalazione siano funzionanti. Verificare inoltre il corretto
serraggio di viti e bulloni.
01.10.17
Quadro di manovra
01.10.17.C01
Controllo: Controllo generale
Verificare lo stato degli interblocchi elettrici con prova delle manovre di apertura e chiusura.
Verificare la corretta pressione di serraggio delle lame dei sezionatori e delle bobine dei
circuiti di sgancio degli interruttori di manovra sezionatori.
Aggiornamento
ogni 6 mesi
01.10.17.C02
Controllo: Verifica apparecchiature di taratura e controllo
Aggiornamento
ogni 6 mesi
Verificare l'efficienza delle lampade di segnalazione, delle spie di segnalazione dei
sezionatori di linea.
Pagina 10
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli
02 - IMPIANTO TERMOIDRAULICI
02.01 - Collegamenti alla sottocentrale di
distribuzione
Codice
Elementi Manutenibili / Controlli
02.01.01
Tubi in acciaio
02.01.01.C01
Controllo: Controllo generale tubazioni
Tipologia
Frequenza
Ispezione a vista
ogni anno
Controllo a vista
ogni 6 mesi
Controllo
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Verificare le caratteristiche principali delle tubazioni con particolare riguardo a:
- tenuta delle congiunzioni a flangia;
- giunti per verificare la presenza di lesioni o di sconnessioni;
- la stabilità de sostegni dei tubi;
- vibrazioni;
- presenza di acqua di condensa;
- serrande e meccanismi di comando;
- coibentazione dei tubi.
02.01.02
Strato coibente
02.01.02.C01
Controllo: Controllo generale
Verificare lo stato di tenuta del coibente delle tubazioni in occasione dei fermi degli impianti o
ad inizio stagione.
02.01.03
Tubazioni in polietilene
02.01.03.C01
Controllo: Controllo della manovrabilità valvole
Effettuare una manovra di tutti gli organi di intercettazione per evitare che si blocchino.
02.01.03.C02
Controllo: Controllo generale
Verificare lo stato degli eventuali dilatatori e giunti elastici, la tenuta delle congiunzioni a
flangia, la stabilità dei sostegni e degli eventuali giunti fissi. Verificare inoltre l'assenza di
odori sgradevoli e di inflessioni nelle tubazioni.
02.01.03.C03
Controllo: Controllo tenuta
Verificare l'integrità delle tubazioni con particolare attenzione ai raccordi tra tronchi di tubo.
02.02 - Ventilconvettori Biblioteca Canna e
Deposito libri
Codice
Elementi Manutenibili / Controlli
02.02.01
Ventilconvettori e termovettori
02.02.01.C03
Controllo: Controllo tenuta acqua dei ventilconvettori
Tipologia
Frequenza
Ispezione a vista
ogni 6 mesi
Ispezione a vista
ogni 12 mesi
Ispezione a vista
ogni 12 mesi
Ispezione a vista
ogni 12 mesi
Ispezione a vista
ogni anno
Controllo e verifica della tenuta all'acqua dei ventilconvettori. In particolare, verificare che le
valvole ed i rubinetti non consentano perdite di acqua (in caso contrario far spurgare l'acqua
in eccesso).
02.02.01.C01
Controllo: Controllo generale dei ventilconvettori
Verificare lo stato degli elettroventilatori con particolare riferimento al controllo della
rumorosità dei cuscinetti e del senso di rotazione dei motori degli elettroventilatori.
02.02.01.C02
Controllo: Controllo dispositivi dei ventilconvettori
Effettuare un controllo generale dei dispositivi di comando dei ventilconvettori; in particolare
verificare:
-il corretto funzionamento dei dispositivi di comando quali termostato, interruttore,
commutatore di velocità; -l'integrità delle batterie di scambio, delle griglie di ripresa e di
mandata.
02.02.02
Tubi in rame
02.02.02.C01
Controllo: Controllo generale tubazioni
Verificare le caratteristiche principali delle tubazioni con particolare riguardo a:
-tenuta delle congiunzioni a flangia; -giunti per verificare la presenza di lesioni o di
sconnessioni; -la stabilità de sostegni dei tubi; -vibrazioni; -presenza di acqua di condensa; serrande e meccanismi di comando; -coibentazione dei tubi.
02.02.03
Tubi in acciaio
02.02.03.C01
Controllo: Controllo generale tubazioni
Verificare le caratteristiche principali delle tubazioni con particolare riguardo a:
- tenuta delle congiunzioni a flangia;
- giunti per verificare la presenza di lesioni o di sconnessioni;
Pagina 11
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli
- la stabilità de sostegni dei tubi;
- vibrazioni;
- presenza di acqua di condensa;
- serrande e meccanismi di comando;
- coibentazione dei tubi.
02.02.04
Strato coibente
02.02.04.C01
Controllo: Controllo generale
Controllo a vista
ogni 6 mesi
Verificare lo stato di tenuta del coibente delle tubazioni in occasione dei fermi degli impianti o
ad inizio stagione.
02.03 - Centrali di trattamento aria e
collegamento alla reti di distribuzione
Codice
Elementi Manutenibili / Controlli
02.03.01
Centrali di trattamento aria (U.T.A.)
02.03.01.C02
Controllo: Controllo generale U.T.A.
Verificare l'efficienza dei filtri e delle celle filtranti a perdere valutando lo spessore dello stato
filtrante. Se la riduzione di spessore supera il 20% dello spessore integro allora si deve
sostituire il filtro.
02.03.01.C10
Controllo: Taratura apparecchiature di sicurezza
Tipologia
Frequenza
Ispezione a vista
ogni 15 giorni
Registrazione
ogni mese
Ispezione a vista
ogni 3 mesi
Ispezione a vista
ogni 3 mesi
Registrazione
ogni 3 mesi
Verificare, ed eventualmente tarare, il regolare funzionamento delle principali
apparecchiature di controllo e sicurezza, quali pressostato olio, termostato antigelo, etc.
02.03.01.C07
Controllo: Controllo umidificatori ad acqua
Effettuare un controllo generale degli umidificatori ad acqua dell’U.T.A.; in particolare,
verificare la funzionalità del galleggiante, del filtro dell'acqua, della valvola di intercettazione a
solenoide, degli apparati di tenuta della pompa.
02.03.01.C08
Controllo: Controllo umidificatore a vapore
Effettuare un controllo generale degli umidificatori a vapore delle macchine U.T.A.; in
particolare, verificare la funzionalità e l'efficienza del cilindro o della vaschetta vapore, della
valvola di intercettazione a solenoide.
02.03.01.C09
Controllo: Taratura apparecchiature di regolazione
Verificare che negli ambienti climatizzati vengano mantenuti i valori di umidità e temperatura
prestabiliti, regolando le apparecchiature di controllo e regolazione.
02.03.01.C03
Controllo: Controllo motoventilatori
Eseguire una serie di verifiche e controlli generali su alcuni elementi dei motoventilatori quali
girante, cuscinetti, trasmissione. Verificare, in particolare, che i cuscinetti non producano
rumore, che le pulegge siano allineate e lo stato di usura della cinghia di trasmissione.
Ispezione a vista
ogni 6 mesi
02.03.01.C01
Controllo: Controllo carpenteria sezione ventilante
Ispezione a vista
ogni anno
Ispezione
strumentale
ogni 12 mesi
Ispezione a vista
ogni 12 mesi
Ispezione a vista
ogni 12 mesi
Ispezione
strumentale
ogni 3 mesi
Ispezione a vista
ogni 3 mesi
Verificare lo stato generale della carpenteria accertando che:
- non ci siano vibrazioni;
- che lo strato coibente e di materiale fonoassorbente siano sufficienti a garantire livelli di
isolamento acustico non inferiori a quelli imposti dalla normativa vigente;
- che i bulloni siano ben serrati;
- che lo strato di vernice protettiva siano efficiente.
02.03.01.C04
Controllo: Controllo sezioni di scambio
Verificare che nelle sezioni di scambio termico delle U.T.A., la differenza tra la temperatura di
ingresso e quella di uscita non superi il valore stabilito dal costruttore.
02.03.01.C05
Controllo: Controllo sezione ventilante
Verificare il corretto funzionamento degli elementi della sezione ventilante; in particolare:
- pulegge e cinghie (controllare l'allineamento delle pulegge, se esistenti, e controllare la
tesatura e lo stato di usura delle cinghie);
- cuscinetti (controllare la rumorosità e la temperatura);
- molle ammortizzatori (controllare che le molle siano ben salde alla base del gruppo
motoventilante, che siano flessibili e che non subiscano vibrazioni eccessive).
02.03.01.C06
Controllo: Controllo ugelli umidificatore
Verificare l'efficienza della rete degli ugelli di distribuzione dell’umidificatore dell’U.T.A..
02.03.02
Filtri fini a tasche flosce
02.03.02.C01
Controllo: Controllo pressione nei filtri
Controllare la pressione a valle e a monte dei filtri
02.03.02.C02
Controllo: Controllo stato dei filtri
Pagina 12
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli
Effettuare un controllo generale dello stato dei filtri, verificando che non vi siano perdite di
materiale. Verificare che i filtri siano ben agganciati sui telai di supporto e che le guarnizioni
siano efficienti.
02.03.02.C03
Controllo: Controllo tenuta dei filtri
Ispezione a vista
ogni 3 mesi
Ispezione
strumentale
ogni 3 mesi
Ispezione a vista
ogni 3 mesi
Ispezione a vista
ogni 3 mesi
Ispezione a vista
ogni 3 mesi
Ispezione a vista
ogni 6 mesi
Ispezione a vista
ogni anno
Ispezione
strumentale
ogni 2 anni
Prova
ogni anno
Ispezione a vista
ogni anno
Controllo a vista
ogni 6 mesi
Ispezione a vista
ogni anno
Ispezione a vista
ogni 12 mesi
Effettuare un controllo generale della tenuta dei filtri, verificando che non vi siano perdite o
fughe di sostanze.
02.03.03
Filtri multidiedri (a tasche rigide)
02.03.03.C01
Controllo: Controllo pressione nei filtri
Controllare la pressione a valle e a monte dei filtri.
02.03.03.C02
Controllo: Controllo stato dei filtri
Effettuare un controllo generale dello stato dei filtri, verificando che non vi siano perdite di
materiale. Verificare che i filtri siano ben agganciati sui telai di supporto e che le guarnizioni
siano efficienti.
02.03.03.C03
Controllo: Controllo tenuta dei filtri
Effettuare un controllo generale della tenuta dei filtri, verificando che non vi siano perdite o
fughe di sostanze.
02.03.04
Estrattori d'aria
02.03.04.C01
Controllo: Controllo cuscinetti
Controllo dello stato di usura dei cuscinetti.
02.03.04.C02
Controllo: Controllo generale
Verificare il corretto funzionamento degli estrattori controllando che la girante ruoti
liberamente e che le pulegge sia allineate.
02.03.05
Canali in lamiera
02.03.05.C01
Controllo: Controllo generale canali
Verificare le caratteristiche principali delle canalizzazioni con particolare riguardo a:
-tenuta dell'aria (le fughe sono visibili con parti annerite in prossimità delle fughe); -giunti per
verificare la presenza di lesioni o di sconnessioni; -la stabilità dei sostegni dei canali; vibrazioni; -presenza di acqua di condensa; -griglie di ripresa e transito aria esterna; serrande e meccanismi di comando; -coibentazione dei canali.
02.03.05.C02
Controllo: Controllo strumentale canali
Controllare l'interno dei canali con apparecchiature speciali quali endoscopio, telecamere per
la verifica dello stato di pulizia ed igiene.
02.03.06
Serrande tagliafuoco
02.03.06.C01
Controllo: Controllo DAS
Verificare che i DAS (dispositivi di azionamento di sicurezza) siano ben serrati e che siano
funzionanti. Effettuare una prova manuale di apertura e chiusura di detti dispositivi.
02.03.06.C02
Controllo: Controllo generale
Verificare lo stato generale delle serrande accertando che siano nella corretta posizione di
progetto e che non ci siano fenomeni di corrosione.
02.03.07
Strato coibente
02.03.07.C01
Controllo: Controllo generale
Verificare lo stato di tenuta del coibente delle tubazioni in occasione dei fermi degli impianti o
ad inizio stagione.
02.03.08
Tubi in acciaio
02.03.08.C01
Controllo: Controllo generale tubazioni
Verificare le caratteristiche principali delle tubazioni con particolare riguardo a:
- tenuta delle congiunzioni a flangia;
- giunti per verificare la presenza di lesioni o di sconnessioni;
- la stabilità de sostegni dei tubi;
- vibrazioni;
- presenza di acqua di condensa;
- serrande e meccanismi di comando;
- coibentazione dei tubi.
02.03.09
Tubi in rame
02.03.09.C01
Controllo: Controllo generale tubazioni
Verificare le caratteristiche principali delle tubazioni con particolare riguardo a:
-tenuta delle congiunzioni a flangia; -giunti per verificare la presenza di lesioni o di
sconnessioni; -la stabilità de sostegni dei tubi; -vibrazioni; -presenza di acqua di condensa; serrande e meccanismi di comando; -coibentazione dei tubi.
Pagina 13
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli
02.03.10
Umidificatori ad acqua
02.03.10.C01
Controllo: Controllo generale
Ispezione a vista
ogni 12 mesi
Ispezione a vista
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni 6 mesi
Ispezione a vista
ogni 6 mesi
Ispezione
ogni 6 mesi
Aggiornamento
ogni anno
Verificare lo stato degli umidificatori con particolare riferimento al controllo della rumorosità
dei cuscinetti e del senso di rotazione dei motori degli elettroventilatori.
Controllare il livello ed il galleggiante della vaschetta di accumulo acqua di umidificazione.
02.03.11
Dispositivi di controllo e regolazione
02.03.11.C01
Controllo: Controllo generale valvole
Verificare che la valvola servocomandata funzioni correttamente. Verificare che non ci siano
segni di degrado intorno agli organi di tenuta delle valvole.
02.03.12
Servocomandi
02.03.12.C01
Controllo: Controllo generale
Verificare la funzionalità dei servocoamndi effettuando una serie di manovre di apertura e
chiusura.
02.03.13
Termostati
02.03.13.C01
Controllo: Controllo generale
Effettuare un controllo dello stato del termostato verificando che le manopole funzionino
correttamente. Controllare lo stato della carica della batteria.
02.03.14
Valvole motorizzate
02.03.14.C02
Controllo: Controllo raccoglitore di impurità
Verificare il livello delle impurità accumulatesi.
02.03.14.C01
Controllo: Controllo generale
Eseguire un controllo generale delle valvole verificando il buon funzionamento delle
guarnizioni, delle cerniere e delle molle. Verificare che i serraggi del motore sulle valvole
siano efficienti e che non ci siano giochi.
02.04 - Rete di distribuzione aria sala
lettura-consultazione Biblioteca Civica
Canna
Codice
Elementi Manutenibili / Controlli
02.04.01
Canali in lamiera
02.04.01.C01
Controllo: Controllo generale canali
Tipologia
Frequenza
Ispezione a vista
ogni anno
Ispezione
strumentale
ogni 2 anni
Ispezione a vista
ogni 6 mesi
Verificare le caratteristiche principali delle canalizzazioni con particolare riguardo a:
-tenuta dell'aria (le fughe sono visibili con parti annerite in prossimità delle fughe); -giunti per
verificare la presenza di lesioni o di sconnessioni; -la stabilità dei sostegni dei canali; vibrazioni; -presenza di acqua di condensa; -griglie di ripresa e transito aria esterna; serrande e meccanismi di comando; -coibentazione dei canali.
02.04.01.C02
Controllo: Controllo strumentale canali
Controllare l'interno dei canali con apparecchiature speciali quali endoscopio, telecamere per
la verifica dello stato di pulizia ed igiene.
02.04.02
Bocchette di ventilazione
02.04.02.C01
Controllo: Controllo generale
Verificare la tenuta dell'aria (le fughe sono visibili con parti annerite in prossimità delle
fughe). Verificare che i giunti non presentino lesioni o sconnessioni.
02.05 - Impianto idraulico
Codice
Elementi Manutenibili / Controlli
02.05.01
Apparecchi sanitari e rubinetteria
02.05.01.C03
Controllo: Verifica dei flessibili
Tipologia
Frequenza
Revisione
quando occorre
Controllo a vista
ogni mese
Verifica della tenuta ed eventuale sostituzione dei flessibili di alimentazione.
02.05.01.C01
Controllo: Verifica ancoraggio
Verifica e sistemazione dell'ancoraggio dei sanitari e delle cassette a muro con eventuale
sigillatura con silicone.
mente funzionanti con sostituzione delle parti non riparabili.
Pagina 14
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli
02.05.01.C02
Controllo: Verifica degli scarichi dei vasi
Controllo a vista
ogni mese
Controllo a vista
ogni mese
Controllo a vista
ogni mese
Revisione
quando occorre
Controllo a vista
ogni mese
Ispezione a vista
ogni 3 mesi
Controllo a vista
ogni 6 mesi
Ispezione a vista
ogni 6 mesi
Ispezione a vista
ogni 12 mesi
Registrazione
ogni anno
Controllo a vista
ogni anno
Controllo a vista
ogni 12 mesi
Controllo
ogni 12 mesi
Controllo a vista
ogni anno
Registrazione
ogni anno
Revisione
quando occorre
Controllo a vista
ogni mese
Verifica della funzionalità di tutti gli scarichi ed eventuale sistemazione dei dispositivi non
perfettamente funzionanti con sostituzione delle parti non riparabili.
02.05.01.C04
Controllo: Verifica di tenuta degli scarichi
Verifica della tenuta di tutti gli scarichi effettuando delle sigillature o sostituendo le
guarnizioni.
02.05.01.C05
Controllo: Verifica sedile coprivaso
Verifica, fissaggio, sistemazione ed eventuale sostituzione dei sedili coprivaso con altri simili
e della stessa qualità.
02.05.02
Cassette di scarico a zaino
02.05.02.C01
Controllo: Verifica dei flessibili
Verifica della tenuta ed eventuale sostituzione dei flessibili di alimentazione.
02.05.02.C02
Controllo: Verifica rubinetteria
Eseguire un controllo della rubinetteria effettuando una serie di apertura e chiusura.
02.05.03
Miscelatori termostatici
02.05.03.C01
Controllo: Controllo generale
Effettuare un controllo della funzionalità del miscelatore eseguendo una serie di aperture e
chiusure. Verificare l'integrità dei dischi metallici di dilatazione.
02.05.04
Scaldacqua elettrici ad accumulo
02.05.04.C01
Controllo: Controllo generale
Verifica della pressione dell'acqua, della temperatura dell'acqua di accumulo e delle valvole
di sicurezza.
02.05.04.C02
Controllo: Controllo gruppo di sicurezza
Verifica del gruppo di sicurezza e controllo del corretto funzionamento del termostato e del
dispositivo di surriscaldamento.
02.05.05
Tubazioni in rame
02.05.05.C01
Controllo: Controllo generale tubazioni
Verificare le caratteristiche principali delle tubazioni con particolare riguardo a:
-tenuta delle congiunzioni a flangia; -giunti per verificare la presenza di lesioni o di
sconnessioni; -la stabilità de sostegni dei tubi; -vibrazioni; -presenza di acqua di condensa; serrande e meccanismi di comando; -coibentazione dei tubi.
02.05.06
Tubazioni multistrato
02.05.06.C01
Controllo: Controllo tenuta strati
Controllare l'aderenza dei vari strati di materiale che costituiscono la tubazione.
02.05.06.C02
Controllo: Controllo tubazioni
Verificare l'integrità delle tubazioni con particolare attenzione ai raccordi tra tronchi di tubo e
tra tubi ed apparecchi utilizzatori.
02.05.07
Tubi in acciaio zincato
02.05.07.C01
Controllo: Controllo coibentazione
Verificare l'integrità delle coibentazioni con eventuale ripristino.
02.05.07.C02
Controllo: Controllo manovrabilità delle valvole
Eseguire una manovra di prova di tutti gli organi di intercettazione per evitare che si
blocchino.
02.05.07.C03
Controllo: Controllo tenuta
Verificare l'integrità delle tubazioni con particolare attenzione ai raccordi tra tronchi di tubo e
tra tubi ed apparecchi utilizzatori.
02.05.07.C04
Controllo: Controllo tenuta valvole
Regolazione del serraggio dei premistoppa sugli steli ed eventuale sostituzione degli organi
di tenuta.
02.05.08
Vasi igienici a sedile
02.05.08.C03
Controllo: Verifica dei flessibili
Verifica della tenuta ed eventuale sostituzione dei flessibili di alimentazione.
02.05.08.C01
Controllo: Verifica ancoraggio
Verifica e sistemazione dell'ancoraggio dei sanitari e delle cassette a muro, ed eventuale loro
sigillatura con silicone.
Pagina 15
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli
02.05.08.C02
Controllo: Verifica degli scarichi
Controllo a vista
ogni mese
Controllo a vista
ogni mese
Controllo a vista
ogni mese
Verifica della funzionalità di tutti gli scarichi ed eventuale sistemazione dei dispositivi non
perfettamente funzionanti con sostituzione delle parti non riparabili.
02.05.08.C04
Controllo: Verifica di tenuta degli scarichi
Verifica della tenuta di tutti gli scarichi ed eventuale ripristino delle sigillature o sostituzione
delle guarnizioni.
02.05.08.C05
Controllo: Verifica sedile coprivaso
Verifica, fissaggio, sistemazione ed eventuale sostituzione dei sedili coprivaso con altri simili
e della stessa qualità.
Pagina 16
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli
03 - IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI
SPECIALI
03.01 - Impianto elettrico
Codice
Elementi Manutenibili / Controlli
03.01.01
Canalizzazioni in PVC
03.01.01.C01
Controllo: Controllo generale
Tipologia
Frequenza
Controllo a vista
ogni 6 mesi
Ispezione a vista
ogni 6 mesi
Controllo a vista
ogni mese
Ispezione
strumentale
ogni 6 mesi
Ispezione a vista
ogni 6 mesi
Controllo a vista
ogni mese
Controllo a vista
ogni 2 mesi
Controllo
ogni 2 mesi
Controllo dello stato generale e dell'integrità dei contenitori a vista, dei coperchi delle
cassette e delle scatole di passaggio. Verificare inoltre la presenza delle targhette nelle
morsetterie.
03.01.02
Fusibili
03.01.02.C01
Controllo: Controllo generale
Verificare la corretta posizione ed il tipo di fusibile installato. Controllare che le connessioni
siano efficienti e pulite.
03.01.03
Interruttori
03.01.03.C01
Controllo: Controllo generale
Verificare la corretta pressione di serraggio delle viti e delle placchette, e dei coperchi delle
cassette. Verificare che ci sia un buon livello di isolamento e di protezione (livello minimo di
protezione da assicurare è IP54) onde evitare corto circuiti.
03.01.04
Motori
03.01.04.C01
Controllo: Controllo della tensione
Effettuare una verifica dei valori della tensione di alimentazione per evitare sovraccarichi.
03.01.04.C02
Controllo: Controllo generale
Verificare che il motore giri correttamente e che il livello del rumore prodotto non sia
eccessivo. Controllare che non si verifichino giochi o cigolii.
03.01.05
Prese e spine
03.01.05.C01
Controllo: Controllo generale
Verificare la corretta pressione di serraggio delle viti e delle placchette, e dei coperchi delle
cassette. Verificare che ci sia un buon livello di isolamento e di protezione (livello minimo di
protezione da assicurare è IP54) onde evitare corto circuiti.
03.01.06
Quadri di bassa tensione
03.01.06.C01
Controllo: Controllo centralina di rifasamento
Verificare il corretto funzionamento della centralina di rifasamento.
03.01.06.C03
Controllo: Verifica messa a terra
Verificare l'efficienza dell'impianto di messa a terra dei quadri.
03.01.06.C02
Controllo: Verifica dei condensatori
Verificare l'integrità dei condensatori di rifasamento e dei contattori.
Ispezione a vista
ogni 6 mesi
03.01.06.C04
Controllo: Verifica protezioni
Ispezione a vista
ogni 6 mesi
Ispezione a vista
ogni 6 mesi
Controllo a vista
ogni mese
Controllo a vista
ogni mese
Verificare il corretto funzionamento dei fusibili, degli interruttori automatici e dei relè termici.
03.01.07
Relè termici
03.01.07.C01
Controllo: Controllo generale
Verificare il corretto serraggio dei fili nei rispettivi serrafili. Controllare che tutti i dispositivi di
regolazione e comando siano funzionanti.
03.01.08
Sezionatore
03.01.08.C01
Controllo: Controllo generale
Verificare la funzionalità dei dispositivi di manovra dei sezionatori. Verificare che ci sia un
buon livello di isolamento e di protezione (livello minimo di protezione da assicurare è IP54)
onde evitare corto circuiti.
03.01.09
Lampade fluorescenti
03.01.09.C01
Controllo: Controllo generale
Controllo dello stato generale e dell'integrità delle lampadine.
Pagina 17
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli
03.02 - Impianti speciali
Codice
Elementi Manutenibili / Controlli
Tipologia
Frequenza
03.02.01
Contatti magnetici
03.02.01.C01
Controllo: Controllo dispositivi
Verificare la corretta posizione dei contatti magnetici sulle porte e/o sulle finestre e che non ci
siano fenomeni di corrosione. Verificare che il magnete coincida perfettamente
sull'interruttore.
Ispezione a vista
ogni 3 mesi
03.02.02
Pannello degli allarmi
03.02.02.C01
Controllo: Controllo generale
Verificare le connessioni del pannello allarme alla centrale. Verificare inoltre la carica della
batteria ausiliaria e la funzionalità delle spie luminose del pannello.
Ispezione a vista
ogni 2 settimane
03.02.03
Sensore volumetrico a doppia tecnologia
03.02.03.C01
Controllo: Controllo generale
Ispezione a vista
ogni 6 mesi
Verificare che il led luminoso, indicatore di funzionamento, sia efficiente. Verificare che
l'emittente, il ricevente e la fascia infrarossa siano funzionanti.
Pagina 18
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli
INDICE
01 OPERE EDILI
01.01
01.01.01
01.01.02
01.02
01.02.01
01.02.02
01.03
01.03.01
01.03.02
01.04
Conglomerati, casserature, opere in c.a. ed intonaci
pag.
2
2
Strutture di fondazione
2
Intonaco
2
Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso
2
Pareti in tavelle di gesso
2
Tramezzi in laterizio
2
Isolamenti termoacustici e controsoffittatture
2
Doghe
2
Pannelli
2
Pavimenti e rivestimenti
2
01.04.01
Pavimenti ceramici
2
01.04.02
Rivestimenti lignei a parquet
3
01.04.03
Rivestimenti cementizi
3
Rivestimenti e prodotti ceramici
3
01.04.04
01.05
01.05.01
01.05.02
01.06
01.06.01
01.06.02
01.07
Opere in pietra naturale
3
Pavimenti lapidei
3
Rivestimenti lapidei
3
Infissi interni
3
Porte antipanico
3
Porte
4
Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni
4
01.07.01
Serramenti in legno
4
01.07.02
Strutture in acciaio
5
01.07.03
Porte tagliafuoco
5
01.07.04
Serramenti in alluminio
5
01.07.05
Serramenti in profilati di acciaio
6
01.07.06
Serramenti misti legno/alluminio
7
Portoni basculanti
7
01.07.07
01.08
01.08.01
01.09
Scale e rampe
Strutture in acciaio
Opere da decoratore
8
8
8
01.09.01
Intonaco
8
01.09.02
Rivestimenti lapidei
8
01.09.03
Rivestimento a cappotto
8
01.09.04
Tinteggiature e decorazioni
8
01.10
Impianti ascensore
9
01.10.01
Ammortizzatori della cabina
9
01.10.02
Cabina
9
01.10.03
Contrappeso
9
01.10.04
Funi
9
01.10.05
Guide cabina
9
01.10.06
Interruttore di extracorsa
9
01.10.07
Limitatore di velocità
9
01.10.08
Macchinari elettromeccanici
9
01.10.09
Macchinari oleodinamici
01.10.10
Montacarichi
10
01.10.11
Vani corsa
10
01.10.12
Montascale o servoscale
10
01.10.13
Nastri trasportatori
10
01.10.14
Paracadute
10
01.10.15
Porte di piano
10
9
Pagina 19
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli
01.10.16
Pulsantiera
10
01.10.17
Quadro di manovra
10
02 IMPIANTO TERMOIDRAULICI
02.01
pag.
Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione
11
11
02.01.01
Tubi in acciaio
11
02.01.02
Strato coibente
11
Tubazioni in polietilene
11
02.01.03
02.02
11
Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri
02.02.01
Ventilconvettori e termovettori
11
02.02.02
Tubi in rame
11
02.02.03
Tubi in acciaio
11
Strato coibente
12
02.02.04
02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione
12
02.03.01
Centrali di trattamento aria (U.T.A.)
12
02.03.02
Filtri fini a tasche flosce
12
02.03.03
Filtri multidiedri (a tasche rigide)
13
02.03.04
Estrattori d'aria
13
02.03.05
Canali in lamiera
13
02.03.06
Serrande tagliafuoco
13
02.03.07
Strato coibente
13
02.03.08
Tubi in acciaio
13
02.03.09
Tubi in rame
13
02.03.10
Umidificatori ad acqua
14
02.03.11
Dispositivi di controllo e regolazione
14
02.03.12
Servocomandi
14
02.03.13
Termostati
14
02.03.14
Valvole motorizzate
14
02.04
14
Rete di distribuzione aria sala lettura-consultazione Biblioteca Civica Canna
02.04.01
Canali in lamiera
14
02.04.02
Bocchette di ventilazione
14
02.05
Impianto idraulico
14
02.05.01
Apparecchi sanitari e rubinetteria
14
02.05.02
Cassette di scarico a zaino
15
02.05.03
Miscelatori termostatici
15
02.05.04
Scaldacqua elettrici ad accumulo
15
02.05.05
Tubazioni in rame
15
02.05.06
Tubazioni multistrato
15
02.05.07
Tubi in acciaio zincato
15
02.05.08
Vasi igienici a sedile
15
03 IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI SPECIALI
03.01
Impianto elettrico
pag.
17
17
03.01.01
Canalizzazioni in PVC
17
03.01.02
Fusibili
17
03.01.03
Interruttori
17
03.01.04
Motori
17
03.01.05
Prese e spine
17
03.01.06
Quadri di bassa tensione
17
03.01.07
Relè termici
17
03.01.08
Sezionatore
17
03.01.09
Lampade fluorescenti
17
03.02
Impianti speciali
18
Pagina 20
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma dei Controlli
03.02.01
Contatti magnetici
18
03.02.02
Pannello degli allarmi
18
03.02.03
Sensore volumetrico a doppia tecnologia
18
Pagina 21
Pag. 1
H:\M&S_2004\CMFO3\_ESE\Rev-0\Cons\Documenti\MAN\PP_Allegato_5.doc
METEC & SAGGESE EngineeringS.r.l
ALLEGATO 5
Programma di manutenzione – Sottoprogramma degli interventi
Articolo 40 D.P.R. 554/99
Piano di Manutenzione – ALLEGATO 5 – CMFO3
Settembre 2006
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi
01 - OPERE EDILI
01.01 - Conglomerati, casserature, opere in
c.a. ed intonaci
Codice
Elementi Manutenibili / Interventi
01.01.01
Strutture di fondazione
01.01.01.I01
Intervento: Interventi sulle strutture
Frequenza
quando occorre
In seguito alla comparsa di segni di cedimenti strutturali (lesioni, fessurazioni, rotture), effettuare accurati
accertamenti per la diagnosi e la verifica delle strutture , da parte di tecnici qualificati, che possano individuare la
causa/effetto del dissesto ed evidenziare eventuali modificazioni strutturali tali da compromettere la stabilità delle
strutture, in particolare verificare la perpendicolarità del fabbricato. Procedere quindi al consolidamento delle
stesse a secondo del tipo di dissesti riscontrati.
01.01.02
Intonaco
01.01.02.I01
Intervento: Pulizia delle superfici
quando occorre
Pulizia delle superfici mediante lavaggio ad acqua e detergenti adatti al tipo di intonaco. Rimozioni di macchie, o
depositi superficiali mediante spazzolatura o mezzi meccanici.
01.01.02.I02
Intervento: Sostituzione delle parti più soggette ad usura
quando occorre
Sostituzione delle parti più soggette ad usura o altre forme di degrado mediante l'asportazione delle aree più
degradate, pulizia delle parti sottostanti mediante spazzolatura e preparazione della base di sottofondo previo
lavaggio. Ripresa dell'area con materiali adeguati e/o comunque simili all'intonaco originario ponendo particolare
attenzione a non alterare l'aspetto visivo cromatico delle superfici.
01.02 - Tramezzi, pareti divisorie in
cartongesso
Codice
Elementi Manutenibili / Interventi
01.02.01
Pareti in tavelle di gesso
01.02.01.I01
Intervento: Pulizia
Frequenza
quando occorre
Pulizia delle superfici e rimozione di sporcizia e macchie mediante ritocchi di pittura e/o ripristino dei rivestimenti.
01.02.01.I02
Intervento: Riparazione
Riparazione di eventuali fessurazioni o crepe mediante la chiusura delle stesse con gesso. Riparazione e
rifacimento dei rivestimenti.
01.02.02
Tramezzi in laterizio
01.02.02.I01
Intervento: Pulizia
quando occorre
quando occorre
Pulizia delle superfici e rimozione di sporcizia e macchie mediante ritocchi di pittura e/o ripristino dei rivestimenti.
01.02.02.I02
Intervento: Riparazione
quando occorre
Riparazione di eventuali fessurazioni o crepe mediante la chiusura delle stesse con malta. Riparazione e
rifacimento dei rivestimenti.
01.03 - Isolamenti termoacustici e
controsoffittatture
Codice
Elementi Manutenibili / Interventi
01.03.01
Doghe
01.03.01.I01
Intervento: Pulizia
Frequenza
quando occorre
Pulizia delle superfici mediante prodotti idonei al tipo di materiale.
01.03.01.I03
Intervento: Sostituzione elementi
quando occorre
Sostituzione degli elementi degradati, rotti e/o mancanti con elementi analoghi.
01.03.01.I02
Intervento: Regolazione planarità
Verifica dello stato di complanarità degli elementi dei controsoffitti attraverso la registrazione dei pendini e delle
molle di regolazione.
ogni 3 anni
Pagina 2
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi
01.03.02
Pannelli
01.03.02.I01
Intervento: Pulizia
quando occorre
Pulizia delle superfici mediante prodotti idonei al tipo di materiale.
01.03.02.I03
Intervento: Sostituzione elementi
Sostituzione degli elementi degradati, rotti e/o mancanti con elementi analoghi.
01.03.02.I02
Intervento: Regolazione planarità
quando occorre
ogni 3 anni
Verifica dello stato di complanarità degli elementi dei controsoffitti attraverso la registrazione dei pendini e delle
molle di regolazione.
01.04 - Pavimenti e rivestimenti
Codice
Elementi Manutenibili / Interventi
Frequenza
01.04.01
Pavimenti ceramici
01.04.01.I01
Intervento: Pulizia delle superfici
Pulizia e rimozione dello sporco superficiale mediante lavaggio, ed eventualmente spazzolatura, degli elementi
con detergenti adatti al tipo di rivestimento.
quando occorre
01.04.01.I02
Intervento: Pulizia e reintegro giunti
quando occorre
Pulizia dei giunti mediante spazzolatura manuale. Reintegro dei giunti degradati mediante nuova listellatura.
01.04.01.I03
Intervento: Sostituzione degli elementi degradati
Sostituzione degli elementi usurati, rotti, sollevati o scollati con altri analoghi previa preparazione del sottostante
piano di posa. Reintegro dei giunti degradati mediante nuova listellatura.
01.04.02
Rivestimenti lignei a parquet
01.04.02.I01
Intervento: Pulizia
quando occorre
quando occorre
Pulizia con aspirapolveri ed applicazione a panno morbido o lucidatrice di speciali polish autolucidanti con
funzione detergente-protettiva. Per le macchie è preferibile usare un panno umido con detergenti appropriati.
01.04.02.I02
Intervento: Ripristino cera
quando occorre
Per le finiture a cera si effettua la lucidatura con panno morbido o lucidatrice. L'applicazione di cere liquide per il
mantenimento della protezione superficiale avviene periodicamente. In caso di rinnovo dello strato protettivo di
cera, bisogna rimuovere i vecchi strati di cera ed applicare un nuovo strato di cera liquida (applicazione a caldo)
o di cera solida (applicazione a freddo).
01.04.02.I03
Intervento: Ripristino protezione ad olio
quando occorre
Per le finiture ad olio la manutenzione avviene a secco con spazzola a disco (del tipo morbido). Si può
comunque applicare una mano di cera autolucidante. In particolare per i rivestimenti prefiniti evitare di applicare
cere ma prodotti lucidanti specifici.
01.04.02.I05
Intervento: Sostituzione degli elementi degradati
quando occorre
Sostituzione degli elementi in legno, dei prodotti derivati e degli accessori degradati con materiali adeguati e/o
comunque simili a quelli originari ponendo particolare attenzione ai fissaggi relativi agli elementi sostituiti. Tali
operazioni non debbono alterare l'aspetto visivo geometrico-cromatico delle superfici.
01.04.02.I04
Intervento: Ripristino verniciatura
ogni 5 anni
Dapprima si esegue la levigatura del rivestimenti con mezzi idonei. Successivamente si esegue la verniciatura a
base di vernici epossidiche, formofenoliche o poliuretaniche a pennello o a spruzzo con l'impiego di prodotti
idonei al tipo di legno. Le frequenze manutentive variano a secondo delle sollecitazioni a cui i pavimenti sono
sottoposti. Lo strato di vernice va rinnovato comunque almeno ogni 10 anni circa.
01.04.03
Rivestimenti cementizi
01.04.03.I03
Intervento: Sostituzione degli elementi degradati
quando occorre
Sostituzione di elementi, lastre, listelli di cornice o accessori usurati o rotti con altri analoghi.
01.04.03.I01
Intervento: Pulizia delle superfici
ogni 5 anni
Pulizia e rimozione dello sporco superficiale mediante spazzolatura manuale degli elementi o con tecniche di
rimozione dei depositi, adatte al tipo di rivestimento, e con detergenti appropriati.
01.04.03.I02
Intervento: Ripristino degli strati protettivi
ogni 5 anni
Ripristino degli strati protettivi, previa accurata pulizia delle superfici, con soluzioni chimiche appropriate
antimacchia, qualora il tipo di elemento lo preveda, che non alterino le caratteristiche fisico-chimiche dei
materiale ed in particolare di quelle visive cromatiche.
01.04.04
Pagina 3
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi
Rivestimenti e prodotti ceramici
01.04.04.I01
Intervento: Pulizia delle superfici
quando occorre
Pulizia e rimozione dello sporco superficiale mediante lavaggio, ed eventualmente spazzolatura, degli elementi
con detergenti adatti al tipo di rivestimento.
01.04.04.I02
Intervento: Pulizia e reintegro giunti
Pulizia dei giunti mediante spazzolatura manuale. Reintegro dei giunti degradati mediante nuova listellatura.
quando occorre
01.04.04.I03
Intervento: Sostituzione degli elementi degradati
quando occorre
Sostituzione degli elementi usurati, rotti, sollevati o scollati con altri analoghi previa preparazione del sottostante
piano di posa. Reintegro dei giunti degradati mediante nuova listellatura. Ripristino delle sigillature deteriorate
mediante rimozione delle vecchie e sostituzione con sigillanti idonei.
01.05 - Opere in pietra naturale
Codice
Elementi Manutenibili / Interventi
01.05.01
Pavimenti lapidei
01.05.01.I01
Intervento: Lucidatura superfici
Frequenza
quando occorre
Ripristino degli strati superficiali previa levigatura e rinnovo della lucidatura a piombo (in particolare per marmi,
graniti e marmette). Impregnazione a base di cere per i materiali lapidei usurati.
01.05.01.I02
Intervento: Pulizia delle superfici
quando occorre
Pulizia delle parti superficiali, rimozione di macchie, depositi e sporco mediante spazzolatura e lavaggio con
acqua e soluzioni adatte al tipo di rivestimento.
01.05.01.I03
Intervento: Ripristino degli strati protettivi
quando occorre
Ripristino degli strati protettivi, previa accurata pulizia delle superfici, con soluzioni chimiche appropriate che non
alterino le caratteristiche fisico-chimiche dei materiale ed in particolare di quelle visive cromatiche.
01.05.01.I04
Intervento: Sostituzione degli elementi degradati
quando occorre
Sostituzione degli elementi usurati o rotti con altri analoghi previa rimozione delle parti deteriorati e relativa
preparazione del fondo.
01.05.02
Rivestimenti lapidei
01.05.02.I03
Intervento: Sostituzione degli elementi degradati
quando occorre
Sostituzione degli elementi usurati o rotti con altri analoghi. Sostituzione e verifica dei relativi ancoraggi.
01.05.02.I01
Intervento: Pulizia delle superfici
ogni 5 anni
Pulizia delle parti superficiali, rimozione di macchie, depositi e sporco mediante spazzolatura e lavaggio con
acqua e soluzioni adatte al tipo di rivestimento.
01.05.02.I02
Intervento: Ripristino degli strati protettivi
ogni 5 anni
Ripristino degli strati protettivi, previa accurata pulizia delle superfici, con soluzioni chimiche appropriate che non
alterino le caratteristiche fisico-chimiche dei materiale ed in particolare di quelle visive cromatiche.
01.06 - Infissi interni
Codice
Elementi Manutenibili / Interventi
01.06.01
Porte antipanico
01.06.01.I02
Intervento: Pulizia ante
Frequenza
quando occorre
Pulizia delle ante con prodotti detergenti non aggressivi idonei al tipo di materiale.
01.06.01.I03
Intervento: Pulizia organi di movimentazione
quando occorre
Pulizia degli organi di movimentazone tramite detergenti comuni.
01.06.01.I05
Intervento: Pulizia vetri
quando occorre
Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei.
01.06.01.I09
Intervento: Rimozione ostacoli spazi
quando occorre
Rimozione di eventuali ostacoli in prossimità degli spazi interessati dalle porte antipanico o in prossimità di esse.
01.06.01.I01
Intervento: Lubrificazione serrature, cerniere
ogni 6 mesi
Lubrificazione ed ingrassaggio delle serrature e cerniere con prodotti siliconici, verifica del corretto
Pagina 4
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi
funzionamento.
01.06.01.I04
Intervento: Pulizia telai
ogni 6 mesi
Pulizia del telaio con prodotti detergenti non aggressivi idonei al tipo di materiale.
01.06.01.I06
Intervento: Registrazione maniglione
ogni 6 mesi
Registrazione maniglione antipanico e lubrificazione degli accessori di manovra apertura-chiusura.
01.06.01.I10
Intervento: Verifica funzionamento
ogni 6 mesi
Verifica del corretto funzionamento di apertura-chiusura mediante prova manuale.
01.06.01.I07
Intervento: Regolazione controtelai
ogni 12 mesi
Regolazione del fissaggio dei controtelai alle pareti.
01.06.01.I08
Intervento: Regolazione telai
ogni 12 mesi
Regolazione del fissaggio dei telai ai controtelai.
01.06.02
Porte
01.06.02.I02
Intervento: Pulizia ante
quando occorre
Pulizia delle ante con prodotti detergenti non aggressivi idonei al tipo di materiale.
01.06.02.I04
Intervento: Pulizia organi di movimentazione
quando occorre
Pulizia degli organi di movimentazone tramite detergenti comuni.
01.06.02.I06
Intervento: Pulizia vetri
quando occorre
Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei.
01.06.02.I01
Intervento: Lubrificazione serrature, cerniere
ogni 6 mesi
Lubrificazione ed ingrassaggio delle serrature e cerniere con prodotti siliconici, verifica del corretto
funzionamento.
01.06.02.I03
Intervento: Pulizia delle guide di scorrimento
ogni 6 mesi
Pulizia dei residui organici che possono compromettere la funzionalità delle guide di scorrimento.
01.06.02.I05
Intervento: Pulizia telai
ogni 6 mesi
Pulizia del telaio con prodotti detergenti non aggressivi idonei al tipo di materiale.
01.06.02.I07
Intervento: Registrazione maniglia
ogni 6 mesi
Registrazione e lubrificazione della maniglia, delle viti e degli accessori di manovra apertura-chiusura.
01.06.02.I08
Intervento: Regolazione controtelai
Regolazione del fissaggio dei controtelai alle pareti.
ogni 12 mesi
01.06.02.I10
Intervento: Regolazione telai
ogni 12 mesi
Regolazione del fissaggio dei telai ai controtelai.
01.06.02.I09
Intervento: Ripristino protezione verniciatura parti in legno
Ripristino della protezione di verniciatura previa asportazione del vecchio strato per mezzo di carte abrasive
leggere ed otturazione con stucco per legno di eventuali fessurazioni. Applicazione di uno strato impregnante e
rinnovo, a pennello, dello strato protettivo con l'impiego di prodotti idonei al tipo di legno.
ogni 2 anni
01.07 - Opere da fabbro - serramenti interni
ed esterni
Codice
Elementi Manutenibili / Interventi
01.07.01
Serramenti in legno
01.07.01.I03
Intervento: Pulizia frangisole
Frequenza
quando occorre
Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei.
01.07.01.I05
Intervento: Pulizia organi di movimentazione
quando occorre
Pulizia degli organi di movimentazione tramite detergenti comuni.
01.07.01.I08
Intervento: Pulizia telai persiane
quando occorre
Pulizia dei telai con detergenti non aggressivi.
01.07.01.I09
Intervento: Pulizia vetri
quando occorre
Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei.
Pagina 5
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi
01.07.01.I18
Intervento: Sostituzione cinghie avvolgibili
quando occorre
Sostituzione delle cinghie avvolgibili, verifica dei meccanismi di funzionamento quali rulli avvolgitori e
lubrificazione degli snodi.
01.07.01.I19
Intervento: Sostituzione frangisole
quando occorre
Sostituzione dei frangisole impacchettabili con elementi analoghi.
01.07.01.I02
Intervento: Pulizia delle guide di scorrimento
ogni 6 mesi
Pulizia dei residui organici che possono compromettere la funzionalità delle guide di scorrimento.
01.07.01.I06
Intervento: Pulizia telai fissi
ogni 6 mesi
Pulizia dei residui organici che possono provocare l'otturazione delle asole, dei canali di drenaggio, dei fori, delle
battute. Pulizia del telaio fisso con detergenti non aggressivi.
01.07.01.I10
Intervento: Registrazione maniglia
ogni 6 mesi
Registrazione e lubrificazione della maniglia, delle viti e degli accessori di manovra apertura-chiusura.
01.07.01.I04
Intervento: Pulizia guarnizioni di tenuta
ogni 12 mesi
Pulizia dei residui e depositi che ne possono pregiudicare il buon funzionamento con detergenti non aggressivi.
01.07.01.I07
Intervento: Pulizia telai mobili
ogni 12 mesi
Pulizia dei telai mobili con detergenti non aggressivi.
01.07.01.I15
Intervento: Ripristino ortogonalità telai mobili
ogni 12 mesi
Ripristino dell'ortogonalità delle ante e fissaggio dei cavallotti di unione dei profilati dell'anta.
01.07.01.I16
Intervento: Ripristino protezione verniciatura infissi
Ripristino della protezione di verniciatura previa asportazione del vecchio strato per mezzo di carte abrasive
leggere ed otturazione con stucco per legno di eventuali fessurazioni. Applicazione di uno strato impregnante e
rinnovo, a pennello, dello strato protettivo con l'impiego di prodotti idonei al tipo di legno.
ogni 2 anni
01.07.01.I17
Intervento: Ripristino protezione verniciatura persiane
ogni 2 anni
Ripristino della protezione di verniciatura previa asportazione del vecchio strato per mezzo di carte abrasive
leggere ed otturazione con stucco per legno di eventuali fessurazioni. Applicazione di uno strato impregnante e
rinnovo, a pennello, dello strato protettivo con l'impiego di prodotti idonei al tipo di legno.
01.07.01.I11
Intervento: Regolazione guarnizioni di tenuta
ogni 3 anni
Regolazione e riposizionamento delle guarnizioni di tenuta.
01.07.01.I12
Intervento: Regolazione organi di movimentazione
ogni 3 anni
Regolazione delle cerniere e della perfetta chiusura dell'anta col telaio fisso. Riposizionamento tramite
scorrimento nelle apposite sedi delle cerniere.
01.07.01.I13
Intervento: Regolazione telai fissi
ogni 3 anni
Regolazione di ortogonalità del telaio fisso tramite cacciavite sui blocchetti di regolazione e relativo fissaggio. La
verifica dell'ortogonalità sarà effettuata mediante l'impiego di livella torica.
01.07.01.I14
Intervento: Ripristino fissaggi telai fissi
Ripristino fissaggi dei telai al vano e al controtelaio al muro e riattivazione del fissaggio dei blocchetti di
regolazione e fissaggio tramite cacciavite.
ogni 3 anni
01.07.01.I01
Intervento: Lubrificazione serrature e cerniere
ogni 6 anni
Lubrificazione ed ingrassaggio delle serrature e cerniere con prodotti siliconici, verifica del corretto
funzionamento.
01.07.01.I20
Intervento: Sostituzione infisso
Sostituzione dell'infisso mediante smontaggio e rinnovo della protezione del controtelaio o sua sostituzione,
posa del nuovo serramento mediante l'impiego di tecniche di fissaggio, di regolazione e sigillature specifiche al
tipo di infisso.
ogni 30 anni
01.07.02
Strutture in acciaio
01.07.02.I01
Intervento: Ripresa coloritura
Ritinteggiature delle parti previa rimozione delle parti deteriorate mediante preparazione del fondo. Le modalità
di ritinteggiatura, i prodotti, le attrezzature variano comunque in funzione delle superfici e dei materiali
costituenti.
quando occorre
01.07.02.I02
Intervento: Ripristino puntuale pedate e alzate
quando occorre
Ripristino e/o sostituzione degli elementi rotti delle pedate e delle alzate con elementi analoghi.
01.07.02.I03
Intervento: Ripristino stabilità corrimano e balaustre
quando occorre
Ripristino e/o sostituzione degli elementi di connessione dei corrimano e delle balaustre e verifica del corretto
Pagina 6
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi
serraggio degli stessi e sostituzioni di eventuali parti mancanti. Riparazione della protezione antiruggine degli
elementi metallici mediante rimozione della ruggine ed applicazione di vernici protettive. Riparazione di eventuali
corrosioni o fessurazioni mediante saldature in loco con elementi di raccordo.
01.07.02.I04
Intervento: Sostituzione degli elementi degradati
quando occorre
Sostituzione degli elementi usurati o rotti con altri analoghi. Sostituzione e verifica dei relativi ancoraggi.
01.07.02.I05
Intervento: Ripristino serraggi bulloni e connessioni metalliche
ogni 2 anni
Ripristino e/o sostituzione degli elementi di connessione e verifica del corretto serraggio degli stessi e
sostituzioni di quelli mancanti. Riparazione della protezione antiruggine degli elementi metallici mediante
rimozione della ruggine ed applicazione di vernici protettive. Riparazione di eventuali corrosioni o fessurazioni
mediante saldature in loco con elementi di raccordo.
01.07.03
Porte tagliafuoco
01.07.03.I02
Intervento: Pulizia ante
quando occorre
Pulizia delle ante con prodotti detergenti non aggressivi idonei al tipo di materiale.
01.07.03.I03
Intervento: Pulizia organi di movimentazione
quando occorre
Pulizia degli organi di movimentazone tramite detergenti comuni.
01.07.03.I05
Intervento: Pulizia vetri
Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei.
01.07.03.I01
Intervento: Lubrificazione serrature, cerniere
quando occorre
ogni 6 mesi
Lubrificazione ed ingrassaggio delle serrature e cerniere con prodotti siliconici, verifica del corretto
funzionamento.
01.07.03.I04
Intervento: Pulizia telai
Pulizia del telaio con prodotti detergenti non aggressivi idonei al tipo di materiale.
ogni 6 mesi
01.07.03.I06
Intervento: Registrazione maniglione
ogni 6 mesi
Registrazione maniglione antipanico e lubrificazione degli accessori di manovra apertura-chiusura.
01.07.03.I10
Intervento: Verifica funzionamento
Verifica del corretto funzionamento di apertura-chiusura mediante prova manuale.
ogni 6 mesi
01.07.03.I07
Intervento: Regolazione controtelai
ogni 12 mesi
Regolazione del fissaggio dei controtelai alle pareti.
01.07.03.I08
Intervento: Regolazione telai
ogni 12 mesi
Regolazione del fissaggio dei telai ai controtelai.
01.07.03.I09
Intervento: Rimozione ostacoli
ogni 2 anni
Rimozione di eventuali ostacoli in prossimità degli spazi interessati dalle porte antipanico o in prossimità di esse.
01.07.04
Serramenti in alluminio
01.07.04.I03
Intervento: Pulizia frangisole
quando occorre
Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei.
01.07.04.I05
Intervento: Pulizia organi di movimentazione
quando occorre
Pulizia degli organi di movimentazione tramite detergenti comuni.
01.07.04.I08
Intervento: Pulizia telai persiane
Pulizia dei telai con detergenti non aggressivi.
quando occorre
01.07.04.I09
Intervento: Pulizia vetri
quando occorre
Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei.
01.07.04.I16
Intervento: Sostituzione cinghie avvolgibili
quando occorre
Sostituzione delle cinghie avvolgibili, verifica dei meccanismi di funzionamento quali rulli avvolgitori e
lubrificazione degli snodi.
01.07.04.I17
Intervento: Sostituzione frangisole
quando occorre
Sostituzione dei frangisole impacchettabili con elementi analoghi.
01.07.04.I02
Intervento: Pulizia delle guide di scorrimento
ogni 6 mesi
Pulizia dei residui organici che possono compromettere la funzionalità delle guide di scorrimento.
01.07.04.I06
Intervento: Pulizia telai fissi
ogni 6 mesi
Pagina 7
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi
Pulizia dei residui organici che possono provocare l'otturazione delle asole, dei canali di drenaggio, dei fori, delle
battute. Pulizia del telaio fisso con detergenti non aggressivi. In particolare per i profili elettrocolorati la pulizia va
effettuata con prodotti sgrassanti ed olio di vaselina per la protezione superficiale; per i profili verniciati a forno,
la pulizia dei profili va effettuata con paste abrasive con base di cere.
01.07.04.I10
Intervento: Registrazione maniglia
ogni 6 mesi
Registrazione e lubrificazione della maniglia, delle viti e degli accessori di manovra apertura-chiusura.
01.07.04.I04
Intervento: Pulizia guarnizioni di tenuta
ogni 12 mesi
Pulizia dei residui e depositi che ne possono pregiudicare il buon funzionamento con detergenti non aggressivi.
01.07.04.I07
Intervento: Pulizia telai mobili
ogni 12 mesi
Pulizia dei telai mobili con detergenti non aggressivi.
01.07.04.I15
Intervento: Ripristino ortogonalità telai mobili
ogni 12 mesi
Ripristino dell'ortogonalità delle ante e fissaggio dei cavallotti di unione dei profilati dell'anta.
01.07.04.I11
Intervento: Regolazione guarnizioni di tenuta
ogni 3 anni
Regolazione e riposizionamento delle guarnizioni di tenuta.
01.07.04.I12
Intervento: Regolazione organi di movimentazione
Regolazione delle cerniere e della perfetta chiusura dell'anta col telaio fisso. Riposizionamento tramite
scorrimento nelle apposite sedi delle cerniere.
ogni 3 anni
01.07.04.I13
Intervento: Regolazione telai fissi
ogni 3 anni
Regolazione di ortogonalità del telaio fisso tramite cacciavite sui blocchetti di regolazione e relativo fissaggio. La
verifica dell'ortogonalità sarà effettuata mediante l'impiego di livella torica.
01.07.04.I14
Intervento: Ripristino fissaggi telai fissi
ogni 3 anni
Ripristino fissaggi dei telai al vano e al controtelaio al muro e riattivazione del fissaggio dei blocchetti di
regolazione e fissaggio tramite cacciavite.
01.07.04.I01
Intervento: Lubrificazione serrature e cerniere
ogni 6 anni
Lubrificazione ed ingrassaggio delle serrature e cerniere con prodotti siliconici, verifica del corretto
funzionamento.
01.07.04.I18
Intervento: Sostituzione infisso
ogni 30 anni
Sostituzione dell'infisso e del controtelaio mediante smontaggio e posa del nuovo serramento mediante l'impiego
di tecniche di fissaggio, di regolazione e sigillature specifiche al tipo di infisso.
01.07.05
Serramenti in profilati di acciaio
01.07.05.I03
Intervento: Pulizia frangisole
quando occorre
Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei.
01.07.05.I05
Intervento: Pulizia organi di movimentazione
quando occorre
Pulizia degli organi di movimentazione tramite detergenti comuni.
01.07.05.I08
Intervento: Pulizia telai persiane
Pulizia dei telai con detergenti non aggressivi.
quando occorre
01.07.05.I09
Intervento: Pulizia vetri
quando occorre
Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei.
01.07.05.I16
Intervento: Sostituzione cinghie avvolgibili
Sostituzione delle cinghie avvolgibili, verifica dei meccanismi di funzionamento quali rulli avvolgitori e
lubrificazione degli snodi.
quando occorre
01.07.05.I17
Intervento: Sostituzione frangisole
quando occorre
Sostituzione dei frangisole impacchettabili con elementi analoghi.
01.07.05.I02
Intervento: Pulizia delle guide di scorrimento
Pulizia dei residui organici che possono compromettere la funzionalità delle guide di scorrimento.
ogni 6 mesi
01.07.05.I06
Intervento: Pulizia telai fissi
ogni 6 mesi
Pulizia dei residui organici che possono provocare l'otturazione delle asole, dei canali di drenaggio, dei fori, delle
battute. Pulizia del telaio fisso con detergenti non aggressivi che possano deteriorare la vernice di protezone e
facilitare la corrosione.
01.07.05.I10
Intervento: Registrazione maniglia
ogni 6 mesi
Registrazione e lubrificazione della maniglia, delle viti e degli accessori di manovra apertura-chiusura.
Pagina 8
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi
01.07.05.I04
Intervento: Pulizia guarnizioni di tenuta
ogni 12 mesi
Pulizia dei residui e depositi che ne possono pregiudicare il buon funzionamento con detergenti non aggressivi.
01.07.05.I07
Intervento: Pulizia telai mobili
ogni 12 mesi
Pulizia dei telai mobili con detergenti non aggressivi che possano deteriorare la vernice di protezone e facilitare
la corrosione.
01.07.05.I15
Intervento: Ripristino ortogonalità telai mobili
ogni 12 mesi
Ripristino dell'ortogonalità delle ante e fissaggio dei cavallotti di unione dei profilati dell'anta.
01.07.05.I11
Intervento: Regolazione guarnizioni di tenuta
ogni 3 anni
Regolazione e riposizionamento delle guarnizioni di tenuta.
01.07.05.I12
Intervento: Regolazione organi di movimentazione
Regolazione delle cerniere e della perfetta chiusura dell'anta col telaio fisso. Riposizionamento tramite
scorrimento nelle apposite sedi delle cerniere.
ogni 3 anni
01.07.05.I13
Intervento: Regolazione telai fissi
ogni 3 anni
Regolazione di ortogonalità del telaio fisso tramite cacciavite sui blocchetti di regolazione e relativo fissaggio. La
verifica dell'ortogonalità sarà effettuata mediante l'impiego di livella torica.
01.07.05.I14
Intervento: Ripristino fissaggi telai fissi
ogni 3 anni
Ripristino fissaggi dei telai al vano e al controtelaio al muro e riattivazione del fissaggio dei blocchetti di
regolazione e fissaggio tramite cacciavite.
01.07.05.I01
Intervento: Lubrificazione serrature e cerniere
ogni 6 anni
Lubrificazione ed ingrassaggio delle serrature e cerniere con prodotti siliconici, verifica del corretto
funzionamento.
01.07.05.I18
Intervento: Sostituzione infisso
ogni 30 anni
Sostituzione dell'infisso e del controtelaio mediante smontaggio e posa del nuovo serramento mediante l'impiego
di tecniche di fissaggio, di regolazione e sigillature specifiche al tipo di infisso.
01.07.06
Serramenti misti legno/alluminio
01.07.06.I03
Intervento: Pulizia frangisole
quando occorre
Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei.
01.07.06.I05
Intervento: Pulizia organi di movimentazione
quando occorre
Pulizia degli organi di movimentazione tramite detergenti comuni.
01.07.06.I08
Intervento: Pulizia telai persiane
Pulizia dei telai con detergenti non aggressivi.
quando occorre
01.07.06.I09
Intervento: Pulizia vetri
quando occorre
Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei.
01.07.06.I18
Intervento: Sostituzione cinghie avvolgibili
quando occorre
Sostituzione delle cinghie avvolgibili, verifica dei meccanismi di funzionamento quali rulli avvolgitori e
lubrificazione degli snodi.
01.07.06.I19
Intervento: Sostituzione frangisole
quando occorre
Sostituzione dei frangisole impacchettabili con elementi analoghi.
01.07.06.I02
Intervento: Pulizia delle guide di scorrimento
Pulizia dei residui organici che possono compromettere la funzionalità delle guide di scorrimento.
ogni 6 mesi
01.07.06.I06
Intervento: Pulizia telai fissi
ogni 6 mesi
Pulizia dei residui organici che possono provocare l'otturazione delle asole, dei canali di drenaggio, dei fori, delle
battute. Pulizia del telaio fisso con detergenti non aggressivi. In particolare, per le parti in alluminio, per i profili
elettrocolorati la pulizia va effettuata con prodotti sgrassanti ed olio di vaselina per la protezione superficiale; per
i profili verniciati a forno, la pulizia dei profili va effettuata con paste abrasive con base di cere.
01.07.06.I10
Intervento: Registrazione maniglia
ogni 6 mesi
Registrazione e lubrificazione della maniglia, delle viti e degli accessori di manovra apertura-chiusura.
01.07.06.I04
Intervento: Pulizia guarnizioni di tenuta
ogni 12 mesi
Pulizia dei residui e depositi che ne possono pregiudicare il buon funzionamento con detergenti non aggressivi.
01.07.06.I07
Intervento: Pulizia telai mobili
Pulizia dei telai mobili con detergenti non aggressivi.
ogni 12 mesi
e fissaggio dei cavallotti di unione dei profilati dell'anta.
Pagina 9
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi
01.07.06.I15
ogni 12 mesi
Intervento: Ripristino ortogonalità telai mobili
Ripristino dell'ortogonalità delle ante e fissaggio dei cavallotti di unione dei profilati dell'anta.
01.07.06.I16
Intervento: Ripristino protezione verniciatura infissi
ogni 2 anni
Ripristino della protezione di verniciatura previa asportazione del vecchio strato per mezzo di carte abrasive
leggere ed otturazione con stucco per legno di eventuali fessurazioni. Applicazione di uno strato impregnante e
rinnovo, a pennello, dello strato protettivo con l'impiego di prodotti idonei al tipo di legno.
01.07.06.I17
Intervento: Ripristino protezione verniciatura persiane
ogni 2 anni
Ripristino della protezione di verniciatura previa asportazione del vecchio strato per mezzo di carte abrasive
leggere ed otturazione con stucco per legno di eventuali fessurazioni. Applicazione di uno strato impregnante e
rinnovo, a pennello, dello strato protettivo con l'impiego di prodotti idonei al tipo di legno.
01.07.06.I11
Intervento: Regolazione guarnizioni di tenuta
Regolazione e riposizionamento delle guarnizioni di tenuta.
ogni 3 anni
01.07.06.I12
Intervento: Regolazione organi di movimentazione
ogni 3 anni
Regolazione delle cerniere e della perfetta chiusura dell'anta col telaio fisso. Riposizionamento tramite
scorrimento nelle apposite sedi delle cerniere.
01.07.06.I13
Intervento: Regolazione telai fissi
Regolazione di ortogonalità del telaio fisso tramite cacciavite sui blocchetti di regolazione e relativo fissaggio. La
verifica dell'ortogonalità sarà effettuata mediante l'impiego di livella torica.
ogni 3 anni
01.07.06.I14
Intervento: Ripristino fissaggi telai fissi
ogni 3 anni
Ripristino fissaggi dei telai al vano e al controtelaio al muro e riattivazione del fissaggio dei blocchetti di
regolazione e fissaggio tramite cacciavite.
01.07.06.I01
Intervento: Lubrificazione serrature e cerniere
Lubrificazione ed ingrassaggio delle serrature e cerniere con prodotti siliconici, verifica del corretto
funzionamento.
ogni 6 anni
01.07.06.I20
Intervento: Sostituzione infisso
ogni 30 anni
Sostituzione dell'infisso mediante smontaggio e rinnovo della protezione del controtelaio o sua sostituzione,
posa del nuovo serramento mediante l'impiego di tecniche di fissaggio, di regolazione e sigillature specifiche al
tipo di infisso.
01.07.07
Portoni basculanti
01.07.07.I04
Intervento: Sostituzione elementi usurati
quando occorre
Sostituzione degli elementi in vista, di parti meccaniche ed organi di manovra usurati e/o rotti con altri analoghi e
con le stesse caratteristiche.
01.07.07.I01
Intervento: Ingrassaggio degli elementi di manovra
ogni 3 mesi
Pulizia ed ingrassaggio-grafitaggio degli elementi di manovra (cerniere, guide, superfici di scorrimento) con
prodotti idonei e non residuosi.
01.07.07.I02
Intervento: Revisione automatismi a distanza
ogni 6 mesi
Sostituzione delle batterie energetiche dai telecomandi. Pulizia schermi barriere fotoelettriche (proiettori e
ricevitori). Sostituzione di parti ed automatismi usurati e/o difettosi.
01.07.07.I03
Intervento: Ripresa protezione elementi
ogni 2 anni
Ripresa delle protezioni e delle coloriture mediante rimozione dei vecchi strati, pulizia delle superfici ed
applicazioni di prodotti idonei (anticorrosivi, protettivi) al tipo di materiale ed alle condizioni ambientali.
01.08 - Scale e rampe
Codice
Elementi Manutenibili / Interventi
01.08.01
Strutture in acciaio
01.08.01.I01
Intervento: Ripresa coloritura
Frequenza
quando occorre
Ritinteggiature delle parti previa rimozione delle parti deteriorate mediante preparazione del fondo. Le modalità
di ritinteggiatura, i prodotti, le attrezzature variano comunque in funzione delle superfici e dei materiali
costituenti.
01.08.01.I02
Intervento: Ripristino puntuale pedate e alzate
quando occorre
Ripristino e/o sostituzione degli elementi rotti delle pedate e delle alzate con elementi analoghi.
01.08.01.I03
Intervento: Ripristino stabilità corrimano e balaustre
Ripristino e/o sostituzione degli elementi di connessione dei corrimano e delle balaustre e verifica del corretto
serraggio degli stessi e sostituzioni di eventuali parti mancanti. Riparazione della protezione antiruggine degli
quando occorre
Pagina 10
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi
elementi metallici mediante rimozione della ruggine ed applicazione di vernici protettive. Riparazione di eventuali
corrosioni o fessurazioni mediante saldature in loco con elementi di raccordo.
01.08.01.I04
Intervento: Sostituzione degli elementi degradati
quando occorre
Sostituzione degli elementi usurati o rotti con altri analoghi. Sostituzione e verifica dei relativi ancoraggi.
01.08.01.I05
Intervento: Ripristino serraggi bulloni e connessioni metalliche
Ripristino e/o sostituzione degli elementi di connessione e verifica del corretto serraggio degli stessi e
sostituzioni di quelli mancanti. Riparazione della protezione antiruggine degli elementi metallici mediante
rimozione della ruggine ed applicazione di vernici protettive. Riparazione di eventuali corrosioni o fessurazioni
mediante saldature in loco con elementi di raccordo.
ogni 2 anni
01.09 - Opere da decoratore
Codice
Elementi Manutenibili / Interventi
01.09.01
Intonaco
01.09.01.I01
Intervento: Pulizia delle superfici
Frequenza
quando occorre
Pulizia della patina superficiale degradata dell'intonaco mediante lavaggio ad acqua con soluzioni adatte al tipo
di rivestimento. Rimozioni di macchie, graffiti o depositi superficiali mediante l'impiego di tecniche con getto
d'acqua a pressione e/o con soluzioni chimiche appropriate.
01.09.01.I02
Intervento: Sostituzione delle parti più soggette ad usura
quando occorre
Sostituzione delle parti più soggette ad usura o altre forme di degrado mediante l'asportazione delle aree più
degradate, pulizia delle parti sottostanti mediante spazzolatura e preparazione della base di sottofondo previo
lavaggio. Ripresa dell'area con materiali adeguati e/o comunque simili all'intonaco originario ponendo particolare
attenzione a non alterare l'aspetto visivo cromatico delle superfici.
01.09.02
Rivestimenti lapidei
01.09.02.I04
Intervento: Sostituzione degli elementi degradati
quando occorre
Sostituzione degli elementi usurati o rotti con altri analoghi. Sostituzione e verifica dei relativi ancoraggi.
01.09.02.I01
Intervento: Pulizia delle superfici
Pulizia della patina superficiale degradata del rivestimento lapideo mediante lavaggio ad acqua ed impacchi con
soluzioni adatte al tipo di rivestimento. Rimozioni di macchie, graffiti o depositi superficiali mediante l'impiego di
tecniche con getto d'acqua calda a vapore e soluzioni chimiche appropriate.
ogni 5 anni
01.09.02.I03
Intervento: Ripristino strati protettivi
ogni 5 anni
Ripristino degli strati protettivi, previa accurata pulizia delle superfici, con soluzioni chimiche appropriate che non
alterino le caratteristiche fisico-chimiche dei materiale ed in particolare di quelle visive cromatiche.
01.09.02.I02
Intervento: Pulizia e reintegro giunti
ogni 10 anni
Rimozione dei pannelli lapidei di facciata, pulizia degli alloggiamenti, reintegro degli giunti strutturali e rifacimento
delle sigillature di tenuta degradate.
01.09.03
Rivestimento a cappotto
01.09.03.I01
Intervento: Pulizia delle superfici
quando occorre
Pulizia della patina superficiale degradata dell'intonaco mediante lavaggio ad acqua con soluzioni adatte al tipo
di rivestimento. Rimozioni di macchie, graffiti o depositi superficiali mediante l'impiego di soluzioni chimiche
appropriate e comunque con tecniche idonee.
01.09.03.I02
Intervento: Sostituzione di parti usurate
quando occorre
Sostituzione delle parti più soggette ad usura o altre forme di degrado mediante l'asportazione dei pannelli o
lastre danneggiate. Rifacimento dell'intonaco di protezione o altro rivestimento con materiali adeguati e/o
comunque simili a quelli originari ponendo particolare attenzione a non alterare l'aspetto visivo cromatico delle
superfici.
01.09.04
Tinteggiature e decorazioni
01.09.04.I01
Intervento: Ritinteggiatura e coloritura
Ritinteggiature delle superfici con nuove pitture previa carteggiatura e sverniciatura, stuccatura dei paramenti e
preparazione del fondo mediante applicazione, se necessario, di prevernici fissanti. Le modalità di ritinteggiatura,
i prodottii, le attrezzature variano comunque in funzione delle superfici e dei materiali costituenti.
quando occorre
01.09.04.I02
Intervento: Sostituzione elementi decorativi degradati
quando occorre
Sostituzione degli elementi decorativi usurati o rotti con altri analoghi o se non possibile riparazione dei
medesimi con tecniche appropriate tali da non alterare gli aspetti geometrici-cromatici delle superfici di facciata.
Sostituzione e verifica dei relativi ancoraggi.
Pagina 11
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi
01.10 - Impianti ascensore
Codice
Elementi Manutenibili / Interventi
01.10.01
Ammortizzatori della cabina
01.10.01.I01
Intervento: Sostituzione
Sostituire gli ammortizzatori quando scarichi e non più rispondenti alla normativa.
01.10.02
Cabina
01.10.02.I03
Intervento: Sostituzione elementi della cabina
Frequenza
quando occorre
quando occorre
Sostituire i tappetini, i pavimenti e i rivestimenti quando necessario.
01.10.02.I01
Intervento: Lubrificazione meccanismi di leveraggio
ogni mese
Effettuare una lubrificazione delle serrature, dei sistemi di bloccaggio e leveraggio delle porte, degli interruttori di
fine corsa e di piano.
01.10.02.I02
Intervento: Pulizia pavimento e pareti della cabina
ogni mese
Effettuare una pulizia del pavimento, delle pareti, degli specchi se presenti utilizzando idonei prodotti.
01.10.03
Contrappeso
01.10.03.I03
Intervento: Sostituzione delle funi
quando occorre
Sostituire le funi quando i fili rotti che le costituiscono hanno raggiunto una sezione valutabile nel 10% della
sezione metallica totale della fune.
01.10.03.I01
Intervento: Eguagliamento funi e catene
Eseguire l'eguagliamento delle funi e delle catene.
ogni mese
01.10.03.I02
Intervento: Lubrificazione
ogni 2 mesi
Effettuare una lubrificazione delle pulegge e/o dei pignoni.
01.10.04
Funi
01.10.04.I02
Intervento: Sostituzione delle funi
quando occorre
Sostituire le funi quando i fili rotti che le costituiscono hanno raggiunto una sezione valutabile nel 10% della
sezione metallica totale della fune.
01.10.04.I01
Intervento: Eguagliamento funi e catene
ogni mese
Eseguire l'eguagliamento delle funi e delle catene.
01.10.05
Guide cabina
01.10.05.I01
Intervento: Lubrificazione
ogni 3 mesi
Eseguire una lubrificazione con prodotti specifici delle guide di scorrimento della cabina.
01.10.06
Interruttore di extracorsa
01.10.06.I02
Intervento: Sostituzione
quando occorre
Sostituire gli interruttori di extracorsa non più funzionanti.
01.10.06.I01
Intervento: Pulizia generale
ogni 3 mesi
Pulizia generale degli interruttori di manovra, dei sezionatori di messa a terra, delle lame e delle pinze dei
sezionatori di linea.
01.10.07
Limitatore di velocità
01.10.07.I02
Intervento: Sostituzione della fune
quando occorre
Sostituire la fune metallica del limitatore quando, dei fili che la compongono, se ne presentano rotti una
percentuale valutabile intorno al 10% della sezione totale della fune metallica stessa.
01.10.07.I01
Intervento: Eguagliamento fune
ogni mese
Eseguire l'eguagliamento della fune del limitatore.
01.10.08
Macchinari elettromeccanici
01.10.08.I02
Intervento: Sostituzione
quando occorre
Sostituire quando usurate le apparecchiature elettromeccaniche.
01.10.08.I01
Intervento: Lubrificazione
ogni mese
Pagina 12
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi
Effettuare una lubrificazione del paracadute e del limitatore di velocità.
01.10.09
Macchinari oleodinamici
01.10.09.I01
Intervento: Lubrificazione
ogni mese
Lubrificazione del paracadute e del limitatore di velocità.
01.10.10
Montacarichi
01.10.10.I02
Intervento: Sostituzione
quando occorre
Sostituire quando usurate le apparecchiature elettromeccaniche.
01.10.10.I01
Intervento: Lubrificazione
ogni mese
Effettuare una lubrificazione del paracadute e del limitatore di velocità.
01.10.11
Vani corsa
01.10.11.I01
Intervento: Lubrificazione
ogni 6 mesi
Effettuare una lubrificazione di tutti organi di scorrimento (guide, pattini ecc.).
01.10.12
Montascale o servoscale
01.10.12.I01
Intervento: Lubrificazione
ogni 2 mesi
Eseguire la pulizia delle guide di scorrimento ed eseguire una lubrificazione delle guide e dei pignoni.
01.10.13
Nastri trasportatori
01.10.13.I01
Intervento: Ingrassaggio
Effettuare una pulizia con successivo ingrassaggio con sostanze lubrificanti delle parti soggette ad usura quali
motori e cuscinetti.
01.10.14
Paracadute
01.10.14.I02
Intervento: Sostituzione ganasce
ogni 2 mesi
quando occorre
Sostituire le ganasce quando usurate e non più efficienti.
01.10.14.I01
Intervento: Regolazione
ogni 6 mesi
Registrare i dispositivi del paracadute.
01.10.15
Porte di piano
01.10.15.I02
Intervento: Pulizia ante
Pulizia delle ante con prodotti detergenti non aggressivi idonei al tipo di materiale.
quando occorre
01.10.15.I03
Intervento: Pulizia vetri
quando occorre
Pulizia e rimozione dello sporco e dei depositi superficiali con detergenti idonei.
01.10.15.I01
Intervento: Lubrificazione serrature, cerniere
Lubrificazione ed ingrassaggio delle serrature e cerniere con prodotti siliconici, verifica del corretto
funzionamento.
01.10.16
Pulsantiera
01.10.16.I01
Intervento: Pulizia
ogni 6 mesi
ogni 2 mesi
Effettuare la pulizia delle pulsantiere per eliminare polvere, accumuli vari.
01.10.16.I02
Intervento: Serraggio
ogni 2 mesi
Effettuare il serraggio dei dispositivi di tenuta delle pulsantiere.
01.10.17
Quadro di manovra
01.10.17.I01
Intervento: Lubrificazione ingranaggi e contatti
ogni 6 mesi
Lubrificare con vaselina pura i contatti, le pinze e le lame dei sezionatori di linea, gli interruttori di manovra, i
sezionatori di messa a terra. Lubrificare con olio grafitato tutti gli ingranaggi e gli apparecchi di manovra.
01.10.17.I02
Intervento: Pulizia generale
ogni 6 mesi
Pulizia generale degli interruttori di manovra, dei sezionatori di messa a terra, delle lame e delle pinze dei
sezionatori di linea.
Pagina 13
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi
02 - IMPIANTO TERMOIDRAULICI
02.01 - Collegamenti alla sottocentrale di
distribuzione
Codice
Elementi Manutenibili / Interventi
02.01.01
Tubi in acciaio
02.01.01.I01
Intervento: Ripristino coibentazione
Frequenza
quando occorre
Effettuare un ripristino dello strato di coibentazione delle tubazioni quando sono evidenti i segni di
degradamento.
02.01.02
Strato coibente
02.01.02.I01
Intervento: Rifacimenti
ogni 2 anni
Eseguire il rifacimento degli strati di coibente deteriorati o mancanti.
02.01.02.I02
Intervento: Sostituzione coibente
ogni 15 anni
Eseguire la sostituzione dello strato coibente quando deteriorato.
02.01.03
Tubazioni in polietilene
02.01.03.I01
Intervento: Pulizia
ogni 6 mesi
Eseguire una pulizia dei sedimenti formatisi e che provocano ostruzioni diminuendo la capacità di trasporto dei
fluidi.
02.02 - Ventilconvettori Biblioteca Canna e
Deposito libri
Codice
Elementi Manutenibili / Interventi
02.02.01
Ventilconvettori e termovettori
02.02.01.I06
Intervento: Sostituzione filtri dei ventilconvettori
Frequenza
quando occorre
Sostituire i filtri quando sono usurati seguendo le indicazione fornite dal costruttore.
02.02.01.I01
Intervento: Pulizia bacinelle di raccolta condense dei ventilconvettori
ogni mese
Effettuare una pulizia delle bacinelle di raccolta condense e del relativo scarico utilizzando idonei disinfettanti.
02.02.01.I03
Intervento: Pulizia filtri dei ventilconvettori
ogni 3 mesi
Effettuare una pulizia dei filtri mediante aspiratore d'aria ed un lavaggio dei filtri con acqua e solventi. Asciugare i
filtri alla fine di ogni intervento.
02.02.01.I02
Intervento: Pulizia batterie di scambio dei ventilconvettori
ogni 12 mesi
Effettuare una pulizia delle batterie mediante aspiratore d'aria e spazzolatura delle alette.
02.02.01.I04
Intervento: Pulizia griglie dei canali
ogni 12 mesi
Eseguire un lavaggio chimico per effettuare una disincrostazione degli eventuali depositi di polvere o altro.
02.02.01.I05
Intervento: Pulizia griglie e filtri dei ventilconvettori
ogni 12 mesi
Effettuare una pulizia dei filtri aria utilizzando aspiratori. Effettuare inoltre una pulizia delle bocchette di mandata
e di ripresa, delle griglie e delle cassette miscelatrici.
02.02.02
Tubi in rame
02.02.02.I01
Intervento: Ripristino coibentazione
quando occorre
Effettuare un ripristino dello strato di coibentazione delle tubazioni quando sono evidenti i segni di
degradamento.
02.02.03
Tubi in acciaio
02.02.03.I01
Intervento: Ripristino coibentazione
quando occorre
Effettuare un ripristino dello strato di coibentazione delle tubazioni quando sono evidenti i segni di
degradamento.
02.02.04
Strato coibente
02.02.04.I01
Intervento: Rifacimenti
ogni 2 anni
Eseguire il rifacimento degli strati di coibente deteriorati o mancanti.
Pagina 14
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi
02.02.04.I02
Intervento: Sostituzione coibente
ogni 15 anni
Eseguire la sostituzione dello strato coibente quando deteriorato.
02.03 - Centrali di trattamento aria e
collegamento alla reti di distribuzione
Codice
Elementi Manutenibili / Interventi
Frequenza
02.03.01
Centrali di trattamento aria (U.T.A.)
02.03.01.I09
Intervento: Sostituzione celle filtranti
Sostituire le celle filtranti a perdere delle macchine U.T.A., secondo le scadenze fornite dal produttore.
quando occorre
02.03.01.I10
Intervento: Sostituzione cinghie delle sezioni ventilanti
quando occorre
Sostituire le cinghie delle sezioni ventilanti e dei cuscinetti delle macchine U.T.A. quando occorre.
02.03.01.I01
Intervento: Pulizia bacinella raccolta condensa degli umidificatori ad acqua
ogni 15 giorni
Effettuare una pulizia delle bacinelle di raccolta condense, e del relativo scarico, degli umidificatori ad acqua
delle U.T.A., utilizzando idonei disinfettanti.
02.03.01.I02
Intervento: Pulizia bacinella raccolta condensa delle sezioni di scambio
ogni 15 giorni
Effettuare una pulizia delle bacinelle di raccolta condense, e del relativo scarico, delle sezioni di scambio U.T.A.,
utilizzando idonei disinfettanti.
02.03.01.I08
Intervento: Pulizia umidificatori a vapore
Effettuare una pulizia meccanica, o con trattamento chimico biodegradabile, dei circuiti degli umidificatori a
vapore delle macchine U.T.A.
02.03.01.I03
Intervento: Pulizia batterie di condensazione
ogni 15 giorni
ogni 3 mesi
Pulizia delle batterie di condensazione ad aria mediante spazzolatura con spazzole metalliche o trattamento
chimico biodegradabile delle alette lato aria.
02.03.01.I05
Intervento: Pulizia filtro acqua degli umidificatori ad acqua
Effettuare una pulizia del filtro dell'acqua degli umidificatori ad acqua dell’U.T.A.
ogni 3 mesi
02.03.01.I07
Intervento: Pulizia sezioni di scambio
ogni 3 mesi
Effettuare una pulizia meccanica o con trattamento chimico biodegradabile dei circuiti lato aria ed acqua delle
sezioni di scambio delle macchine U.T.A..
02.03.01.I06
Intervento: Pulizia sezioni di ripresa
Effettuare una pulizia e disincrostazione delle griglie delle sezioni di ripresa delle macchine U.T.A. con mezzi
meccanici.
ogni 6 mesi
02.03.01.I04
Intervento: Pulizia e sostituzione motoventilatori
ogni 12 mesi
Eseguire una serie di verifiche e controlli generali su alcuni elementi dei motoventilatori quali girante, cuscinetti,
trasmissione. Effettuare una lubrificazione dei cuscinetti o una sostituzione se usurati.
02.03.02
Filtri fini a tasche flosce
02.03.02.I01
Intervento: Sistemazione controtelai
quando occorre
Eseguire la sistemazione dei controtelai di supporto dei filtri nel caso di intervento sui filtri.
02.03.02.I02
Intervento: Sostituzione filtri
quando occorre
Sostituire i filtri quando sono usurati, seguendo le indicazioni fornite dal costruttore, o quando lo spessore dello
strato filtrante si è ridotto del 20% rispetto al valore di integrità iniziale.
02.03.03
Filtri multidiedri (a tasche rigide)
02.03.03.I02
Intervento: Sistemazione controtelai
quando occorre
Eseguire la sistemazione dei controtelai di supporto dei filtri nel caso di intervento sui filtri.
02.03.03.I03
Intervento: Sostituzione filtri
quando occorre
Sostituire i filtri quando sono usurati, seguendo le indicazioni fornite dal costruttore, o quando lo spessore dello
strato filtrante si è ridotto del 20% rispetto al valore di integrità iniziale.
02.03.03.I01
Intervento: Pulizia filtri
ogni 3 mesi
Effettuare una pulizia dei filtri mediante aspiratore d'aria ed un lavaggio dei filtri con acqua e solventi. Asciugare i
filtri alla fine di ogni intervento.
02.03.04
Estrattori d'aria
Pagina 15
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi
02.03.04.I01
Intervento: Sostituzione delle cinghie
quando occorre
Sostituire le cinghie di trasmissione quando usurate.
02.03.05
Canali in lamiera
02.03.05.I02
Intervento: Ripristino coibentazione
quando occorre
Effettuare il ripristino dello strato coibente quando deteriorato.
02.03.05.I03
Intervento: Ripristino serraggi
quando occorre
Eseguire il ripristino dei dadi di serraggio dei vari tratti di canale.
02.03.05.I01
Intervento: Pulizia canali
ogni anno
Effettuare una pulizia dei canali utilizzando aspiratori. Effettuare inoltre una pulizia delle bocchette di mandata e
di ripresa, delle griglie e delle cassette miscelatrici.
02.03.06
Serrande tagliafuoco
02.03.06.I01
Intervento: Lubrificazione
ogni anno
Eseguire la lubrificazione dei meccanismi di leverismo della serranda quali pistoni e perni.
02.03.06.I02
Intervento: Pulizia
ogni anno
Eseguire una pulizia della polvere e dei depositi sulle serrande e sui DAS.
02.03.07
Strato coibente
02.03.07.I01
Intervento: Rifacimenti
ogni 2 anni
Eseguire il rifacimento degli strati di coibente deteriorati o mancanti.
02.03.07.I02
Intervento: Sostituzione coibente
ogni 15 anni
Eseguire la sostituzione dello strato coibente quando deteriorato.
02.03.08
Tubi in acciaio
02.03.08.I01
Intervento: Ripristino coibentazione
Effettuare un ripristino dello strato di coibentazione delle tubazioni quando sono evidenti i segni di
degradamento.
02.03.09
Tubi in rame
02.03.09.I01
Intervento: Ripristino coibentazione
quando occorre
quando occorre
Effettuare un ripristino dello strato di coibentazione delle tubazioni quando sono evidenti i segni di
degradamento.
02.03.10
Umidificatori ad acqua
02.03.10.I01
Intervento: Pulizia bacinelle di umidificazione
ogni 2 settimane
Effettuare una pulizia delle bacinelle di umidificazione e del relativo scarico utilizzando idonei disinfettanti per
rimuovere il calcare presente
02.03.10.I04
Intervento: Pulizia ugelli umidificatori
ogni mese
Eseguire la pulizia della rete degli ugelli umidificatori.
02.03.10.I02
Intervento: Pulizia separatore di gocce
ogni 3 mesi
Effettuare una pulizia del separatore di gocce.
02.03.10.I03
Intervento: Pulizia filtro acqua
ogni 3 mesi
Effettuare una pulizia del filtro dell'acqua provvedendo alla sostituzione della cartuccia filtrante.
02.03.11
Dispositivi di controllo e regolazione
02.03.11.I01
Intervento: Ingrassaggio valvole
ogni 6 mesi
Effettuare una pulizia con ingrassaggio delle valvole.
02.03.11.I02
Intervento: Sostituzione valvole
ogni 15 anni
Sostituire le valvole seguendo le scadenze indicate dal produttore (periodo ottimale 15 anni).
02.03.12
Servocomandi
02.03.12.I01
Intervento: Registrazione
Eseguire una registrazione dei servocomandi quando si riscontrano differenze tra i valori della temperatura
erogati e quelli di esercizio.
quando occorre
Pagina 16
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi
02.03.13
Termostati
02.03.13.I01
Intervento: Registrazione
quando occorre
Eseguire una registrazione dei parametri del termostato quando si riscontrano valori della temperatura diversi da
quelli di progetto.
02.03.13.I02
Intervento: Sostituzione dei termostati
ogni 10 anni
Eseguire la sostituzione dei termostati quando non più efficienti.
02.03.14
Valvole motorizzate
02.03.14.I02
Intervento: Pulizia raccoglitore impurità
ogni 6 mesi
Svuotare il raccoglitore dalle impurità trasportate dalla corrente per evitare problemi di strozzatura della valvola.
02.03.14.I01
Intervento: Lubrificazione valvole
ogni anno
Effettuare lo smontaggio della valvole ed eseguire una lubrificazione delle cerniere e delle molle che regolano le
valvole.
02.03.14.I03
Intervento: Serraggio dei bulloni
ogni anno
Eseguire il serraggio dei bulloni di fissaggio del motore.
02.03.14.I04
Intervento: Sostituzione valvole
ogni 15 anni
Sostituire le valvole quando non più rispondenti alle normative.
02.04 - Rete di distribuzione aria sala
lettura-consultazione Biblioteca Civica
Canna
Codice
Elementi Manutenibili / Interventi
02.04.01
Canali in lamiera
02.04.01.I02
Intervento: Ripristino coibentazione
Frequenza
quando occorre
Effettuare il ripristino dello strato coibente quando deteriorato.
02.04.01.I03
Intervento: Ripristino serraggi
quando occorre
Eseguire il ripristino dei dadi di serraggio dei vari tratti di canale.
02.04.01.I01
Intervento: Pulizia canali
Effettuare una pulizia dei canali utilizzando aspiratori. Effettuare inoltre una pulizia delle bocchette di mandata e
di ripresa, delle griglie e delle cassette miscelatrici.
02.04.02
Bocchette di ventilazione
02.04.02.I01
Intervento: Pulizia
ogni anno
ogni anno
Effettuare una pulizia delle bocchette utilizzando aspiratori.
02.05 - Impianto idraulico
Codice
Elementi Manutenibili / Interventi
02.05.01
Apparecchi sanitari e rubinetteria
02.05.01.I01
Intervento: Disostruzione degli scarichi
Frequenza
quando occorre
Disostruzione meccanica degli scarichi senza rimozione degli apparecchi, mediante lo smontaggio dei sifoni,
l'uso di aria in pressione o sonde flessibili.
02.05.01.I02
Intervento: Rimozione calcare
ogni 6 mesi
Rimozione di eventuale calcare sugli apparecchi sanitari con l'utilizzo di prodotti chimici.
02.05.02
Cassette di scarico a zaino
02.05.02.I02
Intervento: Ripristino ancoraggio
quando occorre
Ripristinare l'ancoraggio delle cassette con eventuale sigillatura con silicone.
02.05.02.I01
Intervento: Rimozione calcare
Rimozione del calcare eventualmente depositato sugli apparecchi sanitari, mediante l'utilizzazione di prodotti
chimici.
ogni 6 mesi
Pagina 17
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi
02.05.02.I03
Intervento: Sostituzione cassette
ogni 30 anni
Effettuare la sostituzione delle cassette di scarico quando sono lesionate, rotte o macchiate.
02.05.03
Miscelatori termostatici
02.05.03.I02
Intervento: Sostituzione
Sostituire i miscelatori quando usurati e non più rispondenti alla normativa di settore.
02.05.03.I01
Intervento: Pulizia
quando occorre
ogni 3 mesi
Eseguire la pulizia della cartuccia termostatica controllando l'integrità dei dischi metallici di dilatazione.
02.05.04
Scaldacqua elettrici ad accumulo
02.05.04.I01
Intervento: Ripristino coibentazione
ogni 10 anni
Effettuare il ripristino della coibentazione dello scaldacqua.
02.05.04.I02
Intervento: Sostituzione scalda acqua
ogni 15 anni
Sostituire lo scaldacqua secondo le specifiche indicate dai produttori.
02.05.05
Tubazioni in rame
02.05.05.I01
Intervento: Ripristino coibentazione
quando occorre
Effettuare un ripristino dello strato di coibentazione delle tubazioni quando sono evidenti i segni di
degradamento.
02.05.06
Tubazioni multistrato
02.05.06.I01
Intervento: Pulizia
ogni 6 mesi
Pulizia o eventuale sostituzione dei filtri dell'impianto.
02.05.07
Tubi in acciaio zincato
02.05.07.I02
Intervento: Pulizia otturatore
quando occorre
Pulizia o eventuale sostituzione dell'otturatore nel caso si verifichi il passaggio del fluido ad otturatore chiuso.
02.05.07.I01
Intervento: Pulizia
ogni 6 mesi
Pulizia o eventuale sostituzione dei filtri dell'impianto.
02.05.08
Vasi igienici a sedile
02.05.08.I01
Intervento: Disostruzione degli scarichi
Disostruzione meccanica degli scarichi senza rimozione degli apparecchi, mediante lo smontaggio dei sifoni,
l'uso di aria in pressione o sonde flessibili.
02.05.08.I02
Intervento: Rimozione calcare
quando occorre
ogni 6 mesi
Rimozione del calcare eventualmente depositato sugli apparecchi sanitari, mediante l'utilizzazione di prodotti
chimici.
02.05.08.I03
Intervento: Sostituzione vasi
ogni 30 anni
Effettuare la sostituzione dei vasi rotti, macchiati o gravemente danneggiati.
Pagina 18
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi
03 - IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI
SPECIALI
03.01 - Impianto elettrico
Codice
Elementi Manutenibili / Interventi
03.01.01
Canalizzazioni in PVC
03.01.01.I01
Intervento: Ripristino grado di protezione
Frequenza
quando occorre
Ripristinare il previsto grado di protezione che non deve mai essere inferiore a quello previsto dalla normativa
vigente.
03.01.02
Fusibili
03.01.02.I02
Intervento: Sostituzione dei fusibili
quando occorre
Eseguire la sostituzione dei fusibili quando usurati.
03.01.02.I01
Intervento: Pulizia
ogni 6 mesi
Eseguire la pulizia delle connessioni dei fusibili sui porta fusibili eliminando polvere, umidità e depositi vari.
03.01.03
Interruttori
03.01.03.I01
Intervento: Sostituzioni
quando occorre
Sostituire, quando usurate o non più rispondenti alle norme, parti degli interruttori quali placchette, coperchi, telai
porta frutti, apparecchi di protezione e di comando.
03.01.04
Motori
03.01.04.I01
Intervento: Revisione
quando occorre
Eseguire lo smontaggio completo del motore per eseguirne la revisione.
03.01.04.I02
Intervento: Serraggio bulloni
ogni 6 mesi
Eseguire il serraggio di tutti i bulloni per evitare giochi e malfunzionamenti.
03.01.05
Prese e spine
03.01.05.I01
Intervento: Sostituzioni
quando occorre
Sostituire, quando usurate o non più rispondenti alle norme, parti di prese e spine quali placchette, coperchi,
telai porta frutti, apparecchi di protezione e di comando.
03.01.06
Quadri di bassa tensione
03.01.06.I03
Intervento: Sostituzione centralina rifasamento
quando occorre
Eseguire la sostituzione della centralina elettronica di rifasamento con altra dello stesso tipo.
03.01.06.I01
Intervento: Pulizia generale
ogni 6 mesi
Pulizia generale utilizzando aria secca a bassa pressione.
03.01.06.I02
Intervento: Serraggio
ogni anno
Eseguire il serraggio di tutti i bulloni, dei morsetti e degli interruttori.
03.01.06.I04
Intervento: Sostituzione quadro
ogni 20 anni
Eseguire la sostituzione del quadro quando usurato o per un adeguamento alla normativa.
03.01.07
Relè termici
03.01.07.I02
Intervento: Sostituzione
quando occorre
Eseguire la sostituzione dei relè deteriorati quando necessario.
03.01.07.I01
Intervento: Serraggio fili
Eseguire il serraggio di tutti i fili in entrata ed in uscita dal relè.
03.01.08
Sezionatore
03.01.08.I01
Intervento: Sostituzioni
ogni 6 mesi
quando occorre
Sostituire, quando usurate o non più rispondenti alle norme, le parti dei sezionatori quali placchette, coperchi,
telai porta frutti, apparecchi di protezione e di comando.
03.01.09
Lampade fluorescenti
escenti si prevede una durata di vita media pari a 7500 h sottoposta a tre ore consecutive di accensione.
Pagina 19
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi
03.01.09.I01
(Ipotizzando, pertanto, un uso giornaliero di 6 ore, dovrà prevedersi la sostituzione della lampada circa ogni 40
mesi)
ogni 40 mesi
03.02 - Impianti speciali
Codice
Elementi Manutenibili / Interventi
03.02.01
Contatti magnetici
03.02.01.I01
Intervento: Registrazione dispositivi
Frequenza
ogni 3 mesi
Eseguire una prova per verificare l'allineamento del magnete sull'interruttore ed eventualmente eseguire una
registrazione di detti dispositivi.
03.02.01.I02
Intervento: Sostituzione magneti
ogni 10 anni
Sostituire i contatti magnetici ed i relativi interruttori quando usurati.
03.02.02
Pannello degli allarmi
03.02.02.I01
Intervento: Registrazione connessioni
ogni 3 mesi
Registrare e regolare tutti i morsetti delle connessioni e/o dei fissaggi.
03.02.02.I02
Intervento: Sostituzione batteria
ogni 6 mesi
Sostituire la batteria di alimentazione ausiliaria quando occorre (preferibilmente ogni 6 mesi).
03.02.02.I03
Intervento: Sostituzione pannello
ogni 15 anni
Eseguire la sostituzione del pannello degli allarmi quando non rispondente alla normativa.
03.02.03
Sensore volumetrico a doppia tecnologia
03.02.03.I02
Intervento: Sostituzione lente del rivelatore
quando occorre
Sostituire la lente del rivelatore quando si vuole incrementare la portata.
03.02.03.I01
Intervento: Regolazione dispositivi
ogni 6 mesi
Regolare le soglie di assorbimento e delle tensioni del ricevente e dell'emittente.
03.02.03.I03
Intervento: Sostituzione rivelatori
ogni 10 anni
Sostituire i rivelatori quando deteriorati o quando non in grado di svolgere la propria funzione.
Pagina 20
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi
INDICE
01 OPERE EDILI
01.01
01.01.01
01.01.02
01.02
01.02.01
01.02.02
01.03
01.03.01
01.03.02
01.04
Conglomerati, casserature, opere in c.a. ed intonaci
pag.
2
2
Strutture di fondazione
2
Intonaco
2
Tramezzi, pareti divisorie in cartongesso
2
Pareti in tavelle di gesso
2
Tramezzi in laterizio
2
Isolamenti termoacustici e controsoffittatture
2
Doghe
2
Pannelli
3
Pavimenti e rivestimenti
3
01.04.01
Pavimenti ceramici
3
01.04.02
Rivestimenti lignei a parquet
3
01.04.03
Rivestimenti cementizi
3
Rivestimenti e prodotti ceramici
3
01.04.04
01.05
01.05.01
01.05.02
01.06
01.06.01
01.06.02
01.07
Opere in pietra naturale
4
Pavimenti lapidei
4
Rivestimenti lapidei
4
Infissi interni
4
Porte antipanico
4
Porte
5
Opere da fabbro - serramenti interni ed esterni
5
01.07.01
Serramenti in legno
5
01.07.02
Strutture in acciaio
6
01.07.03
Porte tagliafuoco
7
01.07.04
Serramenti in alluminio
7
01.07.05
Serramenti in profilati di acciaio
8
01.07.06
Serramenti misti legno/alluminio
9
01.07.07
01.08
01.08.01
01.09
Portoni basculanti
Scale e rampe
Strutture in acciaio
Opere da decoratore
10
10
10
11
01.09.01
Intonaco
11
01.09.02
Rivestimenti lapidei
11
01.09.03
Rivestimento a cappotto
11
01.09.04
Tinteggiature e decorazioni
11
01.10
Impianti ascensore
12
01.10.01
Ammortizzatori della cabina
12
01.10.02
Cabina
12
01.10.03
Contrappeso
12
01.10.04
Funi
12
01.10.05
Guide cabina
12
01.10.06
Interruttore di extracorsa
12
01.10.07
Limitatore di velocità
12
01.10.08
Macchinari elettromeccanici
12
01.10.09
Macchinari oleodinamici
13
01.10.10
Montacarichi
13
01.10.11
Vani corsa
13
01.10.12
Montascale o servoscale
13
01.10.13
Nastri trasportatori
13
01.10.14
Paracadute
13
01.10.15
Porte di piano
13
Pagina 21
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi
01.10.16
Pulsantiera
13
01.10.17
Quadro di manovra
13
02 IMPIANTO TERMOIDRAULICI
02.01
pag.
Collegamenti alla sottocentrale di distribuzione
14
14
02.01.01
Tubi in acciaio
14
02.01.02
Strato coibente
14
Tubazioni in polietilene
14
02.01.03
02.02
14
Ventilconvettori Biblioteca Canna e Deposito libri
02.02.01
Ventilconvettori e termovettori
14
02.02.02
Tubi in rame
14
02.02.03
Tubi in acciaio
14
Strato coibente
14
02.02.04
02.03
Centrali di trattamento aria e collegamento alla reti di distribuzione
15
02.03.01
Centrali di trattamento aria (U.T.A.)
15
02.03.02
Filtri fini a tasche flosce
15
02.03.03
Filtri multidiedri (a tasche rigide)
15
02.03.04
Estrattori d'aria
15
02.03.05
Canali in lamiera
16
02.03.06
Serrande tagliafuoco
16
02.03.07
Strato coibente
16
02.03.08
Tubi in acciaio
16
02.03.09
Tubi in rame
16
02.03.10
Umidificatori ad acqua
16
02.03.11
Dispositivi di controllo e regolazione
16
02.03.12
Servocomandi
16
02.03.13
Termostati
17
02.03.14
Valvole motorizzate
17
02.04
17
Rete di distribuzione aria sala lettura-consultazione Biblioteca Civica Canna
02.04.01
Canali in lamiera
17
02.04.02
Bocchette di ventilazione
17
02.05
Impianto idraulico
17
02.05.01
Apparecchi sanitari e rubinetteria
17
02.05.02
Cassette di scarico a zaino
17
02.05.03
Miscelatori termostatici
18
02.05.04
Scaldacqua elettrici ad accumulo
18
02.05.05
Tubazioni in rame
18
02.05.06
Tubazioni multistrato
18
02.05.07
Tubi in acciaio zincato
18
02.05.08
Vasi igienici a sedile
18
03 IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRICI SPECIALI
03.01
Impianto elettrico
pag.
19
19
03.01.01
Canalizzazioni in PVC
19
03.01.02
Fusibili
19
03.01.03
Interruttori
19
03.01.04
Motori
19
03.01.05
Prese e spine
19
03.01.06
Quadri di bassa tensione
19
03.01.07
Relè termici
19
03.01.08
Sezionatore
19
03.01.09
Lampade fluorescenti
19
03.02
Impianti speciali
20
Pagina 22
Programma di Manutenzione: Sottoprogramma degli Interventi
03.02.01
Contatti magnetici
20
03.02.02
Pannello degli allarmi
20
03.02.03
Sensore volumetrico a doppia tecnologia
20
Pagina 23
Scarica

Elemento Manutenibile: 01.10.01 - Sito ufficiale del comune di