Care ragazze e ragazzi, cari docenti e voi tutti del Liceo Majorana, è con grande piacere che saluto questo primo numero de "Il Grillo Parlante" giornale d'istituto, nato grazie alla bella idea progettuale della nostra Prof.ssa Lucia Guarneri validamente collaborata dal collega Patrizio Nicolosi, docente di diritto ed economia presso questo Liceo oltre che giornalista pubblicista, unitamente al quale coordina i ragazzi della vivace redazione che avrete modo di apprezzare da oggi e per i prossimi mesi. In primis desidero quindi ringraziare i suddetti per aver dato vita a questa redazione telematica della testata d'Istituto i cui lavori stanno animando splendidamente. Rivolgo inoltre un appello alle migliori "penne di Istituto" (ho contezza che siano tante) affinché si aggiungano a questa valente redazione in modo da esprimere la pluralità di voci e di idee che provengono dalle diverse classi e dai diversi indirizzi liceali presenti nel nostro Istituto come già emerse nella parallela iniziativa del giornale delle rappresentanze studentesche che continuerà a coesistere armonicamente con la presente iniziativa. Infine, desidero porgere un augurio che sintetizza lo spirito col quale il nome del personaggio collodiano è stato imprestato per battezzare la testata del Liceo Majorana: che l'eleganza del grillo con abito da gentiluomo, cappello a cilindro e ombrello, che rappresenta la coscienza di Pinocchio, concretizzi, parimenti, il risveglio delle coscienze che si interrogano e indagano sulla realtà circostante con spirito critico ma sempre costruttivo. BUON LAVORO DUNQUE E AD MAIORA SEMPER ALLA REDAZIONE DE IL GRILLO PARLANTE Il Dirigente Scolastico Dott.ssa Carmela Maccarrone Anche il nostro istituto si è aggiornato e finalmente avremo una redazione con uno spazio sul nostro sito del Giornalino Online. Il titolo “Il Grillo Parlante Online” dice abbastanza. Vogliamo raccontare, riflettere confrontarci con le iniziative della nostra scuola, fare proposte e scrivere… scrivere abbastanza per dimostrare la nostra passione per il mondo che ci circonda. I nostri “giornalisti in erba” ci proveranno e speriamo di diffondere tanto… tanto impegno. La Redazione Come un normale giorno scolastico, sabato 30 gennaio alle 8.00 del mattino, il “ Majorana” era attivo. Chi sistemava le aule, chi girovagava nei corridoi alla ricerca disperata di una macchinetta del caffè,chi preparava i power point per le lezioni di presentazione. sentazione. Alle 8.30 non si capiva più nulla, lo spazio antistante all'aula azzurra era invaso da un centinaio di studenti che hanno deciso di sacrificare il loro amato sabato libero per mettersi a disposizione di tutti i ragazzini e le mamme che sarebbero bbero venuti a visitare la loro futura scuola. Dopo mezz'ora la conferenza d'apertura era iniziata, la prof.ssa Lo Brutto dopo aver dato,come di rito, un caloroso benvenuto a tutti i ragazzi delle scuole medie e ai loro genitori, con l'aiuto dei “tutor “ ha invitato tutti a recarsi nelle varie aule,adibite appositamente per far conoscere i vari indirizzi che il liceo offre. Tutti dimostravano tanta voglia di provare anche solo per un giorno ad essere un liceale. Impossibile negarlo: le facce dei futuri liceali, che a breve dovranno affrontare il primo piccolo esame della loro vita, erano gioiose, emozionate, sbalordite, esterrefatte dalle semplici lezioni tenute dai professori. Alcuni erano così emozionati che non riuscivano a parlare… forse pensavano come mai in un normale sabato si sono catapultati in una scuola che sembra un labirinto: i corridoi tutti uguali, con quasi 40 classi, dove vedevano fare avanti e indietro i loro tutor che cercavano di ricordare se la lezione di tedesco si teneva in 5C C linguistico o in una classe di scienze umane. Intanto in aula azzurra la conferenza continua, i genitori dei futuri alunni continuano ininterrottamente a fare domande alla professoressa responsabile che con tanta passione e dedizione presenta con dovizia doviz di particolari, tutti gli indirizzi che il liceo offre: scientifico tradizionale, scientifico con potenziamento linguistico o sportivo,classico, linguistico, scienze umane; inoltre la prof.ssa, con soddisfazione informa sul le novità dell'anno scol. 2016/2017 assisteremo finalmente l'inaugurazione del nuovo indirizzo economicoeconomico sociale che abbandona il tanto temuto latino per lo studio di nuove materie d'indirizzo quali psicologia e diritto, invece le matricole del linguistico, che hanno studiato francese alle scuole secondarie di primo grado, avranno la possibilità di entrare in un programma di gemellaggio Francia-Italia chiamato EsaBac che permette di ricevere alla fine del quinquennio un doppio diploma. Alla conferenza si aggiungono, il dirigente scolastico Carmela Maccarone e la vice preside Maria Teresa Rizzo ,che dopo essersi presentate insieme ad altri docenti e agli studenti tutor portano i genitori a far conoscere la scuola, fanno visitare le aule, i laboratori ed espongono il POFT nel liceo. Nel frattempo i ragazzi continuano a seguire le “ lezioni”, occasione per cominciare a conoscere la scuola, interessati della situazione pongono anche alcune domande e cercano di scoprire quante più cose possibili del nuovo mondo in cui ,per adesso si sentono un po’ spaesati ,non sanno che tra pochi mesi diventerà la normalità, e forse una realtà anche un po’ monotona. A mezzogiorno le lezioni sono finite i "piccoli" liceali e le loro famiglie ritornano a casa. Tutti gli animatori, preside, professori e studenti, molto soddisfatti, si riuniscono in Aula docenti dove tutti insieme brindano felicemente al lavoro, all'amicizia, alla passione e allo studio, sostantivi che raggruppati si possono identificare in un unico nome collettivo "Liceo Majorana". Ketty Ragonese VB Come ogni anno, la nostra scuola ha organizzato, in occasione delle date 18 dicembre 2015 e 14 gennaio 2016, due giornate dedicate all’OpenDay. L’iniziativa è nata al fine di esporre l’offerta formativa, cioè presentare e informare i genitori degli studenti di terza media sui vari indirizzi scolastici del nostro istituto oltre a fargli visitare la nostra ricca e attrezzata struttura scolastica. Per tali occasioni, gli alunni delle varie classi del liceo hanno organizzato, come da consuetudine, moltissime esposizioni e dimostrazioni pratiche del lavoro svolto durante le lezioni e i corsi pomeridiani. Primi tra tutti gli alunni del professor Andrea Cosentino ci hanno mostrato interessanti esempi di reazioni chimiche, e non sol, sono stati utilizzati gli strumenti che il nostro laboratorio di chimica mette a disposizione degli studenti. Seguono gli alunni della professoressa Cassarino, Aspettiamo con ansia l’Open-Day del prossimo 10 febbraio 2016 per assaggiare anche i piatti proposti dagli studenti di francese della che nel laboratorio di fisica hanno esposto progetti davvero impressionanti e innovativi tra cui molti validi esempi di alimentazione elettrica sulla base di energie rinnovabili quali quelle solare e idroelettrica. Tuttavia, oltre alle tradizionali dimostrazioni scientifiche, quest’anno è stato avviato un nuovo progetto a cura delle classi del liceo linguistico di lingua tedesca e spagnola, guidate dalle professoresse Giusy Failla, Aurelia Greco e Maria Graciela Graci. Tale iniziativa ha visto i ragazzi cimentarsi nella preparazione di ricette tipiche tradizionali spagnole e tedesche, quali Paella, Sangria, Sacher Torte e Frankfurter Kranz, con grandissimo apprezzamento del pubblico, degli insegnanti e dei ragazzi stessi. professoressa Agata Coniglione e dagli studenti di inglese della professoressa Carmela Di Stefano. Un’altra dimostrazione di talento da parte dei nostri ragazzi, è stata quella della produzione e del montaggio di un video con lo scopo di presentare la lingua tedesca agli studenti di terza media e ai loro genitori. Dopo molti sacrifici scolastici e non, le due registe di II Dl hanno realizzato un cortometraggio tanto breve quanto interessante, che oltre a mostrare la scuola e le sue attività, valorizza le capacità linguistiche dei ragazzi di I Al I Cl e II Dl. Grande merito nella concretizzazione di tale progetto è dato alle professoresse di tedesco Failla e Greco e alla nostra Preside che ha permesso di realizzarlo. Chiara Ferlito 2DL I l nostro liceo si interessa da anni alle iniziative di volontariato riguardo la legalità, infatti qualche anno fa è stato presidio di un’associazione dal nome molto significativo “LIBERA”. Questa associazione è stata formata da Don Ciotti che dal 1995 promuove una cultura della legalità, della giustizia e della cittadinanza. La parola “legalità” può sembrare un termine astratto, distante dalla realtà di tutti i giorni. Invece è più semplice di quanto si possa credere. Credere nel valore di legalità non vuol dire soltanto rispettare le norme imposte dallo Stato, perché lo Stato siamo noi, come sosteneva il giudice Giovanni Falcone. Per averne una prova basta leggere i primi 12 articoli della Costituzione (quelli che enunciano i diritti fondamentali dell’individuo), infatti tutti abbiamo il diritto di contribuire al benessere della Nazione e tutti abbiamo dei doveri “inderogabili”. La precedente definizione può sembrare semplice, ma la legalità è un valore che non è mai stato pienamente condiviso e continua anche oggi a non esserlo. La legalità così come la giustizia – ha sottolineato il direttore generale della Rai – sono valori fondativi per il nostro convivere civile ma trovano significato nella loro attuazione. La prolungata violazione della legalità, ovvero delle leggi, si è realizzata nella grande criminalità organizzata, nella delinquenza armata, nella corruzione all'interno delle strutture dello Stato, nell'evasione fiscale e nella microcriminalità; secondo alcune statistiche, inoltre, nei ragazzi dell’ultimo ventennio il valore della legalità sembra non avere alcuna importanza, essi sembrano invece preferire comportamenti devianti, come per esempio viaggiare in autobus senza biglietto. Antonino Calvagno VB Butera Olga VB S erafino Famà, nato nel 1938 Misterbianco in provincia di Catania, era un noto penalista catanese che credeva nella giustizia, nel diritto di ogni uomo ad essere difeso, nella necessità di applicare e far rispettare la legge. Nel 1993 Giuseppe Maria di Giacomo, capo del clan dei Laudani, venne arrestato e il legale a cui si era affidato, l'Avv. Tommaso Bonfiglio, ottenne vari milioni di lire per garantire la scarcerazione del suo assistito, fiducioso in una "giusta" deposizione dell'ex amante, Stella Corrado, che avrebbe potuto far crollare le accuse. L'Avv. Serafino Fama, legale di Corrado, consigliò alla donna di astenersi dal fare qualunque dichiarazione e così fece. L'Avv. Tommaso Bonfiglio, non riuscendo a mantenere la premessa, scaricò la colpa del fallimento all'Avv. Famà, "colpevole" di aver mantenuto la sua integrità professionale, di non essersi piegato ad un uomo pericoloso e di aver curato l'interesse della sua cliente. Il 9 novembre 1995 alle ore 21:00 Famà, insieme ad un collega, uscì dallo studio per dirigersi verso la macchina posteggiata per tornare a casa. All'angolo tra viale Raffaello Sanzio e via Olivetto Scammacca l'Avv. Serafino Famà rimase ferito in una sparatoria, si accasciò a terra, ed ancora vivo venne soccorso da un'ambulanza nella quale egli morì prima dell'arrivo all'ospedale Garibaldi. Come recita l'art. 24 della nostra costituzione "La difesa è un diritto inviolabile e tutti possono agire in giudizio per la tutela dei proprio diritti", Flavia Famà ricorda il padre con la frase che le diceva sempre: l'importante è fare il proprio mestiere con coraggio ed onestà. Antonino Calvagno VB Butera Olga VB Concorso letterario di racconti, saggi, disegni e fumetti inediti per gli studenti delle scuole secondarie di 1° e 2° grado. II Edizione – anno scolastico 2015-2016. L’anno scorso una studentessa del nostro liceo , è stata premiata, vincendo il secondo premio e avendo la possibilità di pubblicare la propria storia. Nel sito della nostra scuola potete trovarvi il bando di concorso che vi permetterà di partecipare. Penso che questa sia una magnifica occasione che ci permette di esprimere la nostra creatività e di dare pieno sfogo alle nostre passioni. La competizione sarà l’occasione per valorizzare il talento dei ragazzi, quel talento che sovente resta inespresso a causa dell’indifferenza del mondo degli adulti. “Allo scopo di recuperare e mantenere vive le radici culturali delle nostre comunità locali e preso atto del grande successo riscontrato nella prima edizione (oltre mille partecipanti), Giuseppe Maimone Editore indìce la II edizione del concorso letterario “Storie Sotto il Vulcano. I ragazzi raccontano” con la partecipazione e il sostegno delle comunità scolastiche e il coinvolgimento diretto delle studentesse e degli studenti la cui partecipazione è a titolo gratuito. L’obiettivo del concorso è quello di mettere al centro dell’attenzione la conoscenza e il rispetto del territorio etneo, attraverso la valorizzazione della cultura e delle specificità locali, e promuovere, al contempo, tra i ragazzi. l’amore per il libro e la lettura. I premi saranno disegni/illustrazioni assegnati a racconti e Claudia Mirabella IICL La nostra scuola si impegna attivamente a portare avanti progetti a favore dell’orientamento formativo di noi studenti in un confronto diretto con il mondo scientifico e lavorativo. Uno di questi esempi di collaborazione con gli istituti scientifici del territorio è il protocollo d’intesa stipulato tra il nostro liceo e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. L’iniziativa ha permesso alle classi quinte del nostro liceo Ettore Majorana, su interessamento della prf.ssa Antonella Cassarino, di essere coinvolte in una visita guidata all’interno dei Laboratori Nazionali del Sud (LSN) di Catania che vanta titoli a carattere nazionale. L'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) offre ogni anno la possibilità, agli studenti delle scuole superiori, di visitare i propri laboratori in occasione della"settimana scientifica e tecnologica". L’Infn è l’ente pubblico nazionale di ricerca, vigilato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), dedicato allo studio dei costituenti fondamentali della materia e delle leggi che li governano. E’ impegnato nell’ attività di ricerca, teorica e sperimentale, nei campi della fisica subnucleare, nucleare e astroparticellare. La ricerca fondamentale in questi settori richiede l’uso di tecnologie e strumenti di ricerca d’avanguardia che l’INFN sviluppa sia nei propri laboratori sia in collaborazione con il mondo dell’industria. Dopo un introduttivo seminario sulla storia dell'Infn e le attività dell' Lsn, gli studenti guidati da esperti hanno seguito un ampio percorso scientifico- didattico: dalle prime tecnologie rivoluzionarie ai nuovi progetti dei nostri giorni. Gli alunni hanno avuto modo così di osservare l'acceleratore Tandem Van de Graaff in funzione dal 1980; il "ciclotrone superconduttore", un acceleratore di particelle per la produzione di adroni con i quali si ha la possibilità di curare alcuni tipi di tumore attraverso cliniche di adroterapia ed infine il progetto KM3NET, impiegato nella rivelazione di nutrini cosmici attraverso rivelatori posizionati al largo del nostro mare di Portopalo. Il mondo della fisica risulta strettamente legato con quello di tutti i giorni, come applicazioni in ambito medico per esempio la dosimetria oppure la radiobiologia e i sistemi di calcolo e simulazione. L'Università di Catania è stata una tra le strutture più attive nella cura del tumore oculare grazie all'uso di nanoparticelle ricavate dagli acceleratori situati nei Laboratori Nazionali del Sud. Iniziative di tale genere permettono alle future generazioni di prendere coscienza e valorizzare gli strumenti e le innovazioni scientifiche presenti nel nostro territorio. Andrea Giannoccaro VB Papa Vittoria VB I n questi giorni si è sentito ripetutamente parlare degli accordi di Schengen, della loro messa in discussione e della polemica scaturita dalle diverse posizioni delle varie nazioni che vi hanno aderito. Vista la sua importanza, ci chiediamo, cos’è il trattato di Schengen? Quando si parla dello spazio Schengen si fa riferimento ad una zona di libera circolazione in cui i controlli alle frontiere sono stati aboliti per tutti i viaggiatori, tranne che per circostanze specifiche. L’area Schengen, in vigore dal 1985, è composta da 26 paesi di cui 22 membri dell’Ue, mentre gli altri 4 sono Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. Sei paesi di cui cinque dell’Ue, per diverse motivazioni hanno chiesto di sospendere il trattato di Schengen ripristinando i controlli alle frontiere. purtroppo - il loro bisogno di interromperlo "m o m e n t a n e a m e n t e". Ecco le motivazioni degli Stati che hanno deciso di mettere in stand by gli accordi di Schengen: Tali paesi sono l’Austria, la Francia, la Germania, la Svezia, la Norvegia e la Danimarca. Essi hanno fatto appello all’articolo 26 del trattato, una emendamento inserito nel patto nel 2013, dopo le Primavere Arabe e le divergenze di opinione tra Berlusconi e Sarkozy. Tale richiesta nata dall’esigenza da parte della Francia di bloccare il flusso di migranti, rischia adesso di essere applicata a maggio 2016, con la conseguenza da parte dei singoli stati del controllo alle frontiere interne per due anni. Ma, se esiste l’Unione europea e se da tempo abbiamo una costituzione ed un Parlamento europeo, sarebbe assurdo bloccare le frontiere; infatti tutti gli stati sottolineano la necessità di non far fallire Schengen, ma evidenziano altresì – La Francia sceglie di chiudersi dentro i suoi confini perché deve “barricarsi” contro le minacce del terrorismo; La Germania perché vive scontri politici interni causati dalle opposizioni; La Svezia perché deve riorganizzarsi a causa delle migrazioni effettuate; L’Austria perché sostiene di non avere le risorse per poterli accogliere; Anche gli Stati dell’Est si attaccano al blocco alzando i muri. Ciò ci fa capire che presto il trattato di Schengen potrebbe essere addirittura sospeso, se non eliminato. La domanda nasce dunque spontanea: a quali rischi si incorre se si procede con la sospensione del trattato? Innanzitutto ciò appare chiaramente come una limitazione della libera circolazione. A chi sostiene che la libertà di circolazione è una follia ed è necessario tutelare la sicurezza del proprio Paese decidendo chi entra e chi esce così da prevenire gli attacchi terroristici (prevenire è meglio che curare), la Francia risponde che non sempre il terrorismo viene da fuori. Noi potremmo infatti non avere la possibilità di viaggiare liberamente (studiare fuori, lavorare in paesi stranieri), come hanno fatto i nostri genitori anni fa, e il rischio è che i nostri diritti vengano violati. Infatti cosa ci dice che la sospensione di Schengen non si tramuti in una vera e propria eliminazione del trattato? Il passo è davvero piccolissimo e non è da escludere in queste situazioni, soprattutto quando la paura e la minaccia del terrorismo si fanno sentire preponderanti e insistenti sul territorio. E’ da notare anche un altro fattore: eliminare Schengen implica cedere ad un ricatto di oppressori, cedere alla violenza; chiudersi dentro le proprie mura significa lasciarli agire indisturbati all’esterno dei confini, permettere che fuori il resto del mondo si distrugga. Naturalmente il rischio di innalzare le barriere potrebbe sfociare anche in una crescita esponenziale dei sentimenti nazionalisti dei singoli stati, alla ricerca di una sovranità perduta. I nazionalismi più estremi generano diffidenza, ostilità, senso di prevaricazione nei confronti dell’altro stato: ciò è accaduto nel ‘900 e si è risolto con l’integrazione europea che, così facendo, rischia di essere disgregata anziché consolidarsi. stato è disposto a sborsare ingenti fondi per i rifugiati? Abolire il trattato potrebbe anche essere la radice di problemi per la circolazione dei giovani. Un altro problema riscontrabile è il danno economico apportato dalle continue migrazioni. Vale a dire, gli stati sottolineano il fatto che si tratti di una questione di sicurezza, ma quale Senza dubbio questi problemi influiscono su quelli politici: laddove i capi di stato vorrebbero da un lato mantenersi in linea con l’Europa, dall’altro devono fare anche i conti con l’elettorato che rischia di non supportarli più alle elezioni. Per quanto riguarda l’Italia, un problema potrebbe essere quello di gestire gli sbarchi che diventeranno più massicci e frequenti. Tutto sommato, appare oggi chiaro che la libera circolazione rappresenta un diritto fondamentale dei cittadini dell’unione del trattato e un vero caposaldo nel processo d’integrazione. Il trattato garantisce la cooperazione poliziesca per combattere la criminalità organizzata o il terrorismo e l’inseguimento transfrontaliero che consiste nel potere “inseguire” un criminale al di fuori della nazione e con la propria polizia. Pertanto eliminare Schengen, oltre che ledere l’unità e la sicurezza degli stati, equivale a fare un passo indietro e uccidere lo spirito che tiene salda ed in piedi l’Unione europea. Chiara Alaimo VB talmente radicata in noi che non può essere né schematizzata nè standardizzata con dei canoni ben definiti e limitati. Al riguardo sarebbe il caso di scomodare Kant,il quale sosteneva che il piacere è il risultato di una ‘’inclinazione individuale’’,ma per raggiungere il massimo, sostiene sempre il nostro filosofo, bisogna arrivare a un ‘’piacere estetico’’ che ci accomuna universalmente. Perché abbiamo tanto bisogno del piacere,e perché lo proviamo? Cosa ci rende appagati? Sembrerebbero delle domande un po’ difficili a cui rispondere ma tuttavia è possibile trovare delle risposte,anche se più o meno fittizie. Il piacere ci accompagna quotidianamente, si manifesta come una sensazione semplice e usuale in forme sempre diverse,che può nascere o dall’incrocio di sguardi, da scambi di sorrisi o semplicemente dalle attività quotidiane che noi svolgiamo solitamente con gioia. Infatti,si tratta di una sensazione puramente soggettiva che varia da persona a persona e che dunque non può essere spiegata,in quanto fuori da qualsiasi scala di misurazione e da qualsiasi logica dominante. E’ irrazionalità allo stato puro,di cui ognuno ne è un singolo ed unico esponente, è una sensazione In realtà siamo così condizionati dalla pubblicità e dai luoghi comuni che non possiamo raggiungere la grande finalità kantiana. Ci estasiamo per la bellezza di un quadro,o di un sorriso di un bambino,ma se ci chiedono perché,difficilmente sappiamo rispondere. Come afferma appunto un altro pensatore A.Emo ‘’ Il piacere è veramente tale quando non si rende conto né delle proprie cause,né dei propri effetti. (E’ immediato,irrazionale)’’ Non vogliamo condividere, invece,il concetto del piacere leopardiano, sappiamo che,probabilmente colto da improvvisa solitudine e insoddisfazione, ha attribuito al vero piacere una momentanea assenza di dolore, considerato come una sola essenza negativa che consiste o nel sollievo al cessare del dolore o nell'aspettativa di qualcosa dal futuro. ‘’ E di piacer quel tanto che per mostro e miracolo talvolta nasce d’affanno,è gran guadagno’’ Quindi,in fondo, sosteniamo e ribadiamo che, anche nel semplice concentrarsi su se stessi,nel mettersi in discussione, nel ragionare o pensare,l’uomo può provare piacere ed entrare in un universo globale di sensazioni positive che lo accomunano al resto della popolazione, perchè ogni uomo,donna,bambino che appartiene a qualsiasi razza,o ceto che sia,riesce a provare piacere senza limitazioni e restrizioni. Simona Pagana VB Ludovica Leone VB Nel ricercare le fondamenta che portarono al consolidamento della figura del cittadino e correlati parametri di vita nella collettività, ci si riferisce indubbiamente al popolo che trovò gli albori presso le rive del Tevere, il quale, a discapito delle umili origini, fu caratterizzato da singolari abilità in ambito espansionistico e consolidamento di una burocrazia di efficienza tale da essere per secoli fonte di emulazione ; in parallelo esisteva, in altre realtà sociali, una realtà molto lontana dagli esiti raggiunti. Ma il settore in cui la politica romana segnò una profonda scissione con le popolazioni esistenti fu il consolidamento di un ordinamento giuridico funzionale al mantenimento della pace e al rispetto dell’ Ius naturale di origini greche, acquisito tramite l’inglobamento territoriale ed il successivo conseguimento del loro patrimonio culturale. Esponenti di tale modalità di pensiero, nonché principali divulgatori dei primi bozzi civili, furono denominati “iusperitus” riconducibile ai giuristi di oggi, tra i quali spicca per una maggiore attività oltre che perchè promotore di principi che contraddistinguerà il nuovo orientamento politico romano dalla controparte della poleis: Ulpiano, vissuto nel quarto secolo a.C, fu iniziatore del principio di individualità e della legge naturale del “vivere onestamente nel rispetto degli interessi e dare a ciascuno il suo”; pilastro ideologico del futuro morem (norme) focalizzata sulla libertà civile, regolata da norme e vincoli della vita dell’individuo nella collettività. Malauguratamente, si vede una parallela affermazione di valenza della divisione in caste su basi censitarie, criterio di divisione del popoli permaso nei secoli successivi e causa della privatizzazione nella emanazione di leggi, di prerogativa nobiliare e sfruttata da quest’ultimi nella salvaguardia dei propri interessi tramite sopraffazione ed emancipazione dei popoli conquistati dai diritti di dominio romano (Ius civile Quirintum), rilegato all’uniformità religiosa. L’inizio del V secolo a.C. coincide con la redazione delle prime normative scritte, le leggi delle XII Tavole ed un occasione di rivalsa per le caste marginali, che intervennero direttamente sulla trascrizione di tali leggi, evitandone lo sfruttamento arbitrario da parte degli enti politici tramite la scelta di 15 tra i maggiori esponenti dei dotti dell’impero (potere conferitogli su base gnoseologica di stampo aristotelico) ; ciò che ne scaturì, sebbene non fornisse un sistema completo e coerente di tutte le norme applicabili, fu una fonte di un nuovo assetto delle leggi da secoli accumulate senza criteri e la concessione di nuovi privilegi ai tribuni della plebe tramite lo Iusauxilii, che conferiva il diritto di interporsi alle figure politiche; successivamente sfruttato dalla borghesia inglese per sovrapporsi all’egemonia monarchica e l’ascesa del common law. Nel passaggio dalla Repubblica al principato si vede un ascesa dei valori sociali che interessarono l’emanazione di norme nella salvaguardia della libertà individuale, tra i provvedimenti maggiormente proficui si vede la separazione della proprietà dovuta al diritto legale alla manipolazione del prossimo su base arbitraria ed elaborarono anche la distinzione tra contratto e colpa come fonti delle obbligazioni legali, tale armonizzazione dei rapporti sociali fu usufruita da numerosi stati per l’abolizione del contratto feudale ed una apertura delle caste rispetto al conservatorismo dell’ancième regime: in Francia con l’emanazione napoleonico. del codice Tale flessibilità rispetto ai criteri prefissati trovò il suo culmine nella redazione delle leggi romane nel codice Teodosiano nei territori bizantini (438 d.C) che accantonarono il rigoroso patria potestas, ed un parallelo rifiorire del iusgentilium, che esaltava il giudizio personale e i diritti di ogni uomo, senza differenziazioni di alcun tipo e base per movimenti rivoluzionari dove tali principi furono piattaforma ideologica per la realizzazione della società contemporanea; dimostrando che il diritto romano, memoria storica dell’elevazione umana risulta anche l’artefice del nostro futuro e dei diritti di ciascun uomo dotato della ragione tanto lodata fin dall’antichità Francesco Gulisano IV BL Tre parole prima di lanciarsi dal secondo piano della sua casa: "Adesso sarete contenti". Questo messaggio era diretto ai compagni di scuola della ragazzina di 12 anni di Pordenone che voleva mettere fine alla sua vita, gettandosi da un balcone. La giovane, ferita fortunatamente in modo non grave, è stata prima trasportata all'ospedale della città e poi trasferita all'ospedale di Udine per traumi agli arti inferiori. Prima di lanciarsi dal balcone, la ragazzina ha scritto due lettere: una indirizzata ai genitori, in cui si scusava per il gesto. L'altra diretta ai compagni di scuola, con l'emblematica frase: "Adesso sarete contenti". Il suo volo è stato fermato dalla tapparella sottostante che ne ha frenato la caduta, prima dell'atterraggio nel cortile. Rimasta sempre cosciente, la ragazzina è stata prontamente soccorsa. Durante la corsa in ospedale, la 12enne ha ripetuto agli addetti del 118 e a sua madre il proprio disagio per i difficili rapporti con amici e coetanei della scuola. La decisione della ragazzina non è stata presa all'improvviso. Le lettere lasciate sulla scrivania infatti erano state scritte una settimana prima dell’inizio delle assenze a scuola giustificate da un'infiammazione alle vie respiratorie. Adesso la polizia di Stato sta indagando di concerto con la polizia postale, per scoprire se la ragazzina era stata vittima di cyber bullismo da parte di alcuni suoi compagni di scuola. Ecco il messaggio scritto da un professore della ragazzina di Pordenone che ha tentato di suicidarsi qualche giorno fa. ‘’Oggi una ragazza della mia città ha cercato di uccidersi. Ha preso e si è buttata dal secondo piano. No, non è morta. Ma la botta che ha preso ha rischiato di prenderle la spina dorsale. Per poco non le succedeva qualcosa di forse peggiore della morte: la condanna a restare tutta la vita immobile e senza poter comunicare con gli altri normalmente. “Adesso sarete contenti”, ha scritto. Parlava ai suoi compagni. Allora io adesso vi dico una cosa. E sarò un po’ duro, vi avverto. Ma c’ho ‘sta cosa dentro ed è difficile lasciarla lì. Quando la finirete? Quando finirete di mettervi in due, in tre, in cinque, in dieci contro uno? Quando finirete di far finta che le parole non siano importanti, che siano “solo parole”, che non abbiano conseguenze, e poi di mettervi lì a scrivere quei messaggi – li ho letti, sì, i messaggi che siete capaci di scrivere – tutte le vostre “troia di merda”, i vostri “figlio di puttana”, i vostri “devi morire”. Quando la finirete di dire “Ma sì, io scherzavo” dopo essere stati capaci di scrivere “non meriti di esistere”? Quando la finirete di ridere, e di ridere così forte, quando passa la ragazza grassa, quando la finirete di indicare col dito il ragazzo “che ha il professore di sostegno”, quando la finirete di dividere il mondo in fighi e sfigati? Che cosa deve ancora succedere, perché la finiate? Che cosa aspettate? Che tocchi al vostro compagno, alla vostra amica, a vostra sorella, a voi? E poi voi. Voi genitori, sì. Voi che i vostri figli sono quelli capaci di scrivere certi messaggi. O quelli che ridono così forte. Quando la finirete di chiudere un occhio? Quando la finirete di dire “Ma sì, ragazzate”? Quando la finirete di non avere idea di che diavolo ci fanno 8 ore al giorno i vostri figli con quel telefono? Quando la finirete di non leggere neanche le note e le comunicazioni che scriviamo sul libretto personale? Quando la finirete di venire da noi insegnanti una volta l’anno (se va bene)? Quando inizierete a spiegare ai vostri figli che la diversità non è una malattia, o un fatto da deridere, quando inizierete a non essere voi i primi a farlo, perché da sempre non sono le parole ma gli esempi, gli insegnamenti migliori? Perché quando una ragazzina di dodici anni prova a buttarsi di sotto, non è solo una ragazzina di dodici anni che lo sta facendo: siamo tutti noi. E se una ragazzina di quell’età decide di buttarsi, non lo sta facendo da sola: una piccola spinta arriva da tutti quelli che erano lì non hanno visto, non hanno fatto, non hanno detto. E tutti noi, proprio tutti, siamo quelli che quando succedono cose come questa devono vedere, fare, dire. Anzi urlare. Una parola, una sola, che è: “Basta”.’’ Prof Enrico Galliano di PN. Il racconto del Professore invita ad una riflessione. Diciamoci la verità, smettiamola di non dire le cose. Smettiamola di distruggere le persone e smettiamo di fingere che nulla accada, perché l'indifferenza è la peggiore colpa. Ancora peggio è l’omertà, una bestia che sta uccidendo il nostro mondo. Non bisogna per forza seguire la massa, puoi amare anche ciò che altri non amerebbero, ciò che non sempre si ama , si può amare. Semplicemente non siate indifferenti e accettate le differenze. Claudia Mirabella II CL Il 25 Gennaio di quest'anno sparisce Giulio Regeni,giovane studente di 28 anni, amato da parenti amici che insospettiti della sua scomparsa improvvisa diffondono dei manifesti nei social network'His friend and family cannot reach him''. Purtroppo il cadavere del giovane è stato ritrovato in un fossato,ucciso in Egitto,dopo una settimana di ricerche. Ma che colpa aveva? Forse si è trovato nel posto sbagliato nel momento sbagliato con persone sbagliate? La vittima era un ricercatore di Cambridge,originario del Friuli, stava lavorando a una tesi sul ruolo dei sindacati nell'economia egiziana e per motivi di studio aveva cominciato ad intrattenere contatti con alcuni esponenti dell’opposizione egiziana. Regeni collaborava anche con il Manifesto, i suoi articoli erano molto taglienti e critici nei confronti del governo di al-Sisa e affrontava spesso il modo con il quale il Governo soffocava le rivendicazioni sindacali dei lavoratori. Per non correre rischi Regeni scriveva sotto uno pseudonimo, ciò che scriveva data fastidio al potere ed è molto probabile che sia stato rapito, torturato ed ucciso da apparati para militari che operano per conto del regime di al – Sisa.. Ci troviamo di fronte ad un altra vittima, fratello della nostra stessa patria ingiustamente ucciso e scambiato per spia senza nessuna prova, senza nessuna accusa. Le recenti indagini svolte in Egitto ci informano che le autorità statali in un primo momento sono del tutto estranee all'omicidio e che Regeni sia stato vittima della criminalità comune, ma si tratta di “una verità di comodo” a cui lo stesso ministro Gentiloni afferma di non credere. Inoltre ci sono alcuni elementi che già dall’inizio della scomparsa del ricercatore italiano propendono per il rapimento e l’assassinio politico, a cominciare dalla sparizione del cellulare di Regeni, sganciato immediatamente dalla rete per ostacolare le ricerche, sembrerebbe che qualcuno non si sia fatto scrupoli nell'eliminare qualsiasi oggetto che potesse contenere prove o potesse essere rintracciato. In Italia la Costituzione dice che nessuno può essere ucciso se professa idee politiche diverse invece in Egitto qualsiasi forma di critica finisce con l’essere immediatamente bollata come “terrorismo”. Il corpo è stato trovato senza passaporto,orecchie smozzate, molti tagli sul corpo e numerose ossa rotte, due unghia strappate. Infatti non è lui ad essersi trovato nel posto sbagliato ma sono le persone che si trovano li ad essere sbagliate e che ancora si discute su chi fossero. Il ritrovo della salma di Giulio,gli oggetti spariti,il corpo in condizioni pessime e disumane è indice non solo di un mistero ma anche dell’arretratezza culturale di chi non accetta il dialogo ed il confronto civile. L'Italia attraverso la Farnesima ha inviato numerose richieste alle autorità egiziane chiedendo l'avvio di un'indagine con la partecipazione di esperti italiani. Il giorno in cui sparì Giulio era l'anniversario dell'inizio della rivolta studentesca. Tale rivolta ha offerto all'Egitto una delle prime forme di democrazia del paese. Quel giorno infatti Giulio avrebbe inviato un messaggio a un amico egiziano dandogli appuntamento in piazza Tahir però a quell'appuntamento non si è mai presentato. Inoltre giorno 12 febbraio a Fiumicello si è tenuto il funerale di Regeni. Non ci sono state passerelle per volontà della famiglia. Per volontà dei genitori. Non sono state ammesse né telecamere, né fotografi e dirette televisive e Repubblica Tv . Un rito intimo, strettamente privato, al quale insieme a parenti ed amici hanno partecipato oltre 3.000 persone. Nei prossimi giorni Renzi deve fare un incontro con al-Sisi al Cairo sperando che questo incontro non sia solo un interscambio commerciale e geopolitico ma che esca fuori l'argomento ''Giulio Regeni''. Naomi Sciacca VB La musica rappresenta fin dai tempi preistorici la prima forma di libertà di espressione, in quanto gli uomini dovevano servirsi di suoni e rumori ritmici per potersi identificare e comunicare le proprie emozioni. In seguito, con l’evolversi della civiltà umana, essa divenne anche una forma di intrattenimento sotto ogni punto di vista, così da essere associata ad una vera e propria forma d’arte che si sviluppa con linguaggi diversi attraverso ogni epoca. Infatti, con lo sviluppo delle civiltà e i fenomeni di inurbamento, la musica comincia a diventare privilegio delle classi colte ed aristocratiche come nel caso della musica classica; fra i principali compositori di questo genere figurano nomi come Mozart, Verdi, Schubert, i quali componevano le loro opere per trasformare in musica il pensiero dominante delle varie epoche, dal periodo illuminista al Romanticismo fino al Decadentismo. Le loro composizioni erano rivolte prevalentemente ad un pubblico aristocratico, molte opere sono nate per ottenere il favore delle corti o per compiacere qualche sovrano, ma non sempre è stato così: molti musicisti hanno fatto della propria indipendenza un fatto di orgoglio e non sempre il rapporto tra il potere e grandi musicisti del passato era idilliaco. Mozart si scontrò spesso con i magnati dell’arte austriaca, Ludwing Van Beethoven cancellò l’intitolazione della terza Sinfonia a Napoleone dopo aver appreso che questi si era autoproclamato imperatore. La musica oggi si suddivide in diversi generi per assecondare i gusti di tutti: il Jazz, il Blues, il Country, il Gospel, il Rock, fino ad arrivare a quelli più moderni quali il Pop, il Rap, il Punk e il Metal. I generi migliori, secondo me, sono il rock inglese e il pop italiano. I miei cantanti preferiti sono i Linkin Park e Tiziano Ferro, in quanto sono l’esempio di come la musica debba rappresentare la vita, ovvero che ognuno di noi debba servirsene per far parte di un mondo nel quale possa essere libero di esprimere tutto ciò che sente. tramite qualcosa che a loro piace, attraverso i vari Social Network e programmi televisivi. Amo tanto il grande artista italiano Tiziano Ferro, cantautore e discografico laziale di fama internazionale. Egli ha partecipato a numerosi festival televisivi, e questa estate ha anche eseguito un tour internazionale, al quale ho avuto la fortuna di partecipare. In Italia, ogni anno si celebra l’innocuo rito della sintonia nazionale, ovvero il grande e famoso Festival di Sanremo, dove si sfidano i grandi e i nuovi esordi del momento. Come afferma A. Grasso, nel “Corriere della Sera” che risale al 27 febbraio 2001: Un anno Sanremo è lo specchio del Paese, l’anno dopo è lo specchio di se stesso, di tutto il baraccone televisivo. Questo programma è necessario e fondamentale poiché “negli altri canali non c’è mai nulla da guardare”. E’ stata un’esperienza incredibile, che ha tirato fuori tutta la mia gioia. Finalmente, dopo 7 anni, ho realizzato il sogno di incontrare un uomo che stimo tanto e che mi “stravolge il cuore”. Tuttavia, ormai la musica è diventata, per molti versi,un alibi per ottenere pubblicità e quindi comprare le persone Per quanto mi riguarda, la musica costituisce il mio universo. Cantare e suonare mi fa sentire parte di qualcosa di grande, soprattutto quando posso comunicare con il pubblico e interagire con la gente attraverso suoni e armonie. La musica ormai è la protagonista delle mie giornate. Mi piace molto stare su un palco ma anche imparare dagli altri e fare esperienze di vario genere; ho partecipato a diversi eventi televisivi insieme al mio gruppo, “4 no reason” e a manifestazioni canore anche nazionali. Ma per fare ciò ho dovuto impegnarmi molto e ho dovuto sacrificare sacrifi molto del mio tempo libero ma ne è sempre e comunque valsa la pena, perché le esperienze che ho fatto in questi anni mi hanno aiutata a crescere e a migliorarmi non solo come cantante ma anche come persona. Da qualche anno sto cercando di specializzarmi specializzar nel genere musical, che a mio parere è tra le più belle forme d’arte che siano mai state inventate. Quando recito e canto riesco a divertirmi, a comunicare con chi condivide il palco con me e a trasmettere le mie emozioni e quelle del personaggio che interpreto terpreto al pubblico. Presto prenderò parte ad uno stage il cui tema centrale sarà proprio il musical e spero, un giorno, di potermi affermare proprio in questo campo e mi piacerebbe anche che questo mestiere che sogno da quando ero bambina mi dia la possibilità bilità di viaggiare per conoscere tanti artisti famosi e soprattutto cantare anche in altre parti del mondo. E’ proprio questo che la musica dovrebbe comportare: la realizzazione di un sogno, l’occasione per crescere e imparare da se stessi e dagli altri, impegnarsi a rendere il mondo più vario e a conferirgli diverse sfumature dell’animo e della mente umana. L’arte, a mio modesto parere, è ciò che enfatizza i più profondi meandri della mente e le permette di scaturire qualcosa di straordinario che “colora” la propria esistenza e quella altrui altrimenti grigia. Il lato più bello dell’arte è il fatto che si distingua in tantissime branche: la pittura, la scultura, la recitazione, il canto, il ballo e anche le animazioni digitali al computer, sono tutti modi diversi di emancipare la libertà individuale per quanto riguarda l’inconscio, cioè manifestare se stessi, e soprattutto consente a chiunque di essere come desidera e di essere speciale. Per questo ognuno è speciale, perché siamo tutti diversi, e tutti possiamo rappresentare la nostra diversità in una maniera particolare, attraverso ciò che più ci piace.In particolare, la musica è forse la parte più importante dell’arte, oltre che la più apprezzata, perché a sua volta si differenzia in base alla personalità e al modo di pensare. Del resto, se tutti ascoltassimo lo stesso tipo di musica o avessimo tutti uno stesso sogno non riusciremmo ad accettarci o ad accettare gli altri. Per questo la musica fa parte di noi, perché è umana, parte dal pensiero e dalle abilità umane, Tuttavia, con il tempo e specialmente con l’avidità di guadagno, la musica è diventata una scusa per attrarre sempre più pubblico e, di conseguenza, generare più soldi. A dispetto di tutti i grandi artisti che sono riusciti a realizzare i loro sogni e a cantare per soddisfare se stessi e rendere felici i loro spettatori, molti oramai si esibiscono perché così vengono Pagati e, per mezzo dell’assonanza orecchiabile della loro canzone e a seconda della moda del momento alla quale ci si attiene (eh, sì, la moda riguarda anche la musica), acquisiscono una massa più grande di spettatori e riescono a diventare più famosi, ed è un guadagno anche per le loro case discografiche, oltre che per gli shows televisivi, che vengono seguiti dalle tv di ogni parte del pianeta. Per me, la musica non deve ricoprire un ruolo industriale, il suo scopo non è quello di pubblicizzare o di vendere. Trovo che sia fantastico coltivare un sogno, realizzarlo e farne un lavoro, non c’è nulla di male, ma c’è anche un limite da rispettare. Se la musica diventa esclusivamente un’occasione di guadagno rischia di perdere il suo significato, e anche noi lo perdiamo. E’ parte di noi, è una parte umana. Vendere la musica è come vendere l’arte, e vendere l’arte è come vendere una parte di noi. Gaia Coco IV BL Alice Di Benedetto IV BL Die Internationalen Filmfestspiele Berlin (kurz: Berlinale), 1950 entstanden, gehören zu den bedeutendsten Kultur-Events Events der Stadt. Sie sind weltweit eines der bedeutendsten Ereignisse der Filmbranche. (Il Festival Internazionale del Cinema di Berlino (in breve: Berlinale), nato nel 1950, è la manifestazione più prestigiosa degli ev eventi culturali della città. Il festival appartiene a livello mondiale ad uno degli eventi più importanti del settore cinematografico.) Auch 2016 hat das Festival etliche Unterkategorien, darunter der offizielle Wettbewerb für den Goldenen und Silbernen Bären beherbergt. (Anche per il 2016 il Festival ha ospitato diverse sottocategorie, tra le quali la Competizione ufficiale per l'Orso d'Oro e l'Orso d'Argento.) Die US-amerikanische amerikanische Schauspielerin, dreifache Oscar-Preisträgerin Preisträgerin und Goldener Ehrenbär 2012 Meryl Streep wurde Jury-Präsident Jury in der 66. Internationalen Filmfestspiele Berlin. Streep hat damit erstmalig in ihrer Karriere die Jurorenaufgabe bei einem Filmfestival übernommen. (L’attrice statunitense, premio Oscar per ben tre volte e Orso d’Oro alla a carriera nel 2012, Meryl Streep, è diventata presidente del 66° Festival Internazionale del Film di Berlino. Per la prima volta nella sua carriera alla Streep è stato affidato il compito di presiedere in una giuria cinematografica.) Die internationale Jury für die Berlinale 2016 unter dem Vorsitz von Meryl Streep setzte setzt sich wie folgt zusammen: Lars Eidinger, Nick James, Brigitte Lacombe, Clive Owen, Alba Rohrwacher, MałgorzataSzumowska. Die Jury hat insgesamt acht Preise, darunter den goldenen Bären für den Besten Film und den silbernen Bären für die beste Darstellerin und den besten Darsteller. (Oltre alla Presidente Meryl Streep, la giuria internazionale della Berlinale 2016 era composta nel seguente modo: Lars Eidinger, Nick James, Brigitte Lacombe, Clive Owen, Alba Rohrwacher, MalgorzataSzumowska. La giuria ha assegnato otto premi, tra cui l’Orso d’Oro per il miglior film, e l’Orso d’Argento per il/la migliore interprete.) Die Oscar-Preisträger Joel und Ethan Coen eröffneten mit ihrem neuen Film «Hail, Caesar!» die 66. Internationalen Filmfestspiele Berlin. Die Brüder holten Stars wie George Clooney, Scarlett Johansson und Channing Tatum vor die Kamera. (I premi Oscar Joel e Ethan Coen hanno inaugurato con il loro nuovo film “Ave, Cesare!” il 66° Festival Internazionale del Film di Berlino. I fratelli hanno chiamato star come George Clooney, Scarlett Johansson e ChanningTatum davanti alla cinepresa.) Das Schaulaufen am Roten Teppich fand am 11. Februar 2016 statt. (La sfilata sul tappeto rosso ha avuto inizio l’ 11 febbraio 2016.) Dem einzigen italienischen Film, der am 66. Wettbewerb der Filmfestspiele Berlin teilgenommen hat, ist der höchste Preis verliehen worden. Der Dokumentarfilm, „Fuocoammare”, der den Migrantenstrom in Richtung unseres Landes erzählt, ist von Gianfranco Rosi auf der Insel Lampedusa gedreht worden. Rosi auf der Bühne: „Meine Gedanken gehen an all diejenigen, die gestorben sind.” (L’unico film italiano in corsa alla 66esima edizione del Festival di Berlino si è aggiudicato il massimo premio. Il documentario, “Fuocoammare”, che racconta il flusso dei migranti verso il nostro Paese, è stato girato da Gianfranco Rosi nell’isola di Lampedusa. Rosi sul palco: “Il mio pensiero più profondo va a tutti coloro che non sono mai arrivati a Lampedusa, a coloro che sono morti.”) Carola Trovato II DL A proposito di letture, qualcuno per caso conosce il romanzo di Haruki Murakami “Norwegian Wood”? Dobbiamo dire che è un bellissimo romanzo sull'adolescenza, sul conflitto tra il desiderio di integrarci nel mondo degli "altri”, per entrare vittoriosi nella fase adulta, e il bisogno irrinunciabile di essere se stessi, costi quel costi. Il giovane Toru, protagonista che rappresenta la realtà e le tensioni adolescenziali, è continuamente assalito dal dubbio di aver sbagliato o poter sbagliare nelle sue scelte di vita e di amore (diviso tra due ragazze, Naoko e Midori, una l’antitesi dell’altra, che lo attirano entrambe con forza irresistibile), ma è anche guidato da un ostinato e personale senso della morale provando avversione per tutto ciò che sa di finto e costruito. L’autore attraverso questo affascinante personaggio, ci coinvolge nella storia non solo come lettori ma soprattutto dal punto di vista sentimentale delineando gli aspetti dell’animo umano da diverse prospettive. “Se io provassi a rilassarmi, andrei a pezzi…se una sola volta mi lasciassi andare, non potrei più tornare indietro. E se andassi a pezzi, il vento mi spazzerebbe via…” Murakami attraverso la sua opera vuole trasmettere la certezza che si deve cercare di vivere la vita fino in fondo, cogliendo ogni occasione, non lasciando perdere nessun attimo, senza rimorsi e pentimenti. “Per quanto una situazione possa sembrare disperata, c’è sempre una possibilità di soluzione. Quando tutto attorno è buio non c’è altro da fare che aspettare tranquilli che gli occhi si abituino all’oscurità.” Benedetta Aidala IV BL Juliana Charry IV BL Tutti sicuramente ricorderemo la dolce e umile Biancaneve, simbolo dell’innocenza femminile e tipico modello di donna della società degli anni ’30. E come dimenticare Cenerentola e la sua infinita purezza di cuore e bontà? Le loro storie hanno segnato la nostra infanzia e continuano ancora oggi ad emozionarci e coinvolgerci in un mondo fiabesco. Ma come è cambiato il ruolo e la personalità dei personaggi femminili nel corso degli anni? Infatti,mentre le donne di tutto il mondo si facevano avanti per far valere i propri diritti sin dal ‘700, realizzando in tal modo un’evoluzione della società e degli ideali al suo interno, allo stesso modo le eroine Disney, se viste da una indagine più profonda, si facevano specchio di quest’importante cambiamento. Biancaneve è una fanciulla impaurita e sottomessa il cui unico interesse non è quello di riscattarsi o far valere i propri diritti ma quello di trovare il suo principe azzurro e vivere per sempre felice e contenta, anche Cenerentola ha molto in comune con Biancaneve, buona, gentile, timida e accondiscendente anche se è tuttavia già possibile individuare alcuni timidi segni di audacia primo fra tutti la sua decisione di andare al ballo di nascosto e di disubbidire in tal modo alla sua matrigna. Nonostante questo Biancaneve e Cenerentola restano ancora delle donne idealizzate, perfette, eteree, incantevoli e dunque lontane dalla vita reale simbolo di una figura femminile ancora sottomessa. Ma come è avvenuto nel percorso dell’ emancipazione femminile, assistiamo ad un vero cambiamento verso una personalità più attiva e coraggiosa con la principessa Ariel. Un’ audace sirenetta che nonostante gli innumerevoli problemi di fronte ai quali viene posta, si impegna con passione e determinazione per raggiungere il suo scopo; lei con tutti i suoi pregi e difetti finisce con l’incarnare una donna non più ideale ma vera e reale. Eppure secondo un recente studio di due linguisti americani, nonostante questi numerosi passi in avanti e progressiva conquista di una parità dei sessi, le eroine delle storie Disney rappresentate dopo la morte di Walt Disney avrebbero perso la parola a causa di un calo della percentuale delle battute femminili rispetto a quelle maschili; si passa da un 50 in Cenerentola o addirittura un 71 nella Bella Addormentata ad un 32 nella Sirenetta o un 23 in Mulan. La situazione cambia radicalmente nei film più recenti come Rapunzel o Ribelle- the Brave, eppure il paradosso resta. Tuttavia è giusto considerare esclusivamente il numero di battute oppure sarebbe più corretto considerare il contenuto dei loro discorsi e il ruolo che svolgono all’ interno della vicenda? La Sirenetta infatti, per gran parte del film perde la sua voce, Mulan invece passa gran parte del suo tempo con un gruppo di soli uomini. Biancaneve, Cenerentola, la Bella Addormentata infatti nonostante il loro fascino intramontabile, appaiono oggi ai nostri occhi come dei modelli lontani dall’odierna quotidianità. Per capire l’enorme differenza che divide questi modelli del passato a quelli odierni basti pensare al personaggio di Merida, la giovane protagonista del film Ribelle- The Brave vero emblema dell’ indipendenza femminile che al contrario delle altre principesse, vede nel matrimonio un insopportabile vincolo e che ci dimostra per la prima volta che non esiste solo l’amore romantico ma anche quello tra una madre ed una figlia e che soprattutto non è necessario un uomo per avere il lieto fine. L’equilibrio fra dialoghi maschili e femminili rimane dunque solo un dato puramente tecnico che non pregiudica in alcun modo il ruolo fondamentale ed indispensabile della donna all’interno della vicenda. Beatrice Ranno VB Siamo quello che mangiamo? Certamente sì. L’alimentazione è un aspetto fondamentale della nostra vita e, in un certo senso, quello che mangiamo determina chi siamo. In base al tipo di alimentazione che seguiamo, infatti, possiamo avere (o non avere) problemi importanti per la salute. La giusta alimentazione può incidere molto sulla nostra vita e determinare il nostro futuro. Per questo quello che mangiamo rappresenta il nostro stile di vita ed il nostro modo di proporci all’esterno. Una vita sedentaria ed un’ alimentazione eccessiva possono creare notevoli problemi. La giusta alimentazione aiuta a vivere meglio. Offre quindi l'opportunità al nostro corpo di sfruttare le proprie potenzialità nel migliore dei modi. Per questo l'espressione "Siamo quello che mangiamo" rappresenta correttamente il nostro essere. Siamo come una casa: ognuno può arredarla nel migliore dei modi, ma qualsiasi eccesso (nel bene e nel male) può diventare negativo. Allo stesso modo, eccedendo nell'alimentazione, mangiando troppo o troppo poco, potremo avere molti problemi. Non sempre, però, si dà il giusto peso all'alimentazione. Mangiare viene visto come qualcosa di necessario, ovviamente, ma allo stesso tempo non si fa attenzione a quello che si mangia. Non si vive infatti per mangiare ma si mangia per vivere. Bisogna quindi mangiare sano, evitando cibi che ci fanno accumulare grasso e che possono nuocere alla nostra salute. Senza diventare schiavi delle diete, ma imparando a mangiare. La dieta non dev’essere una ‘’punizione’’ o un ‘’non mangiare’’, perchè la dieta (dal greco dìaìta, ovvero modo di vivere) è un sano stile di vita che dobbiamo imparare a seguire. Purtroppo I giovani d’oggi rischiano di cadere in delle trappole che si presentano come un’occasione per arrivare a raggiungere il tanto ambito modello di perfezione. Tali trappole da cui poi è difficile uscire sono la bulimia e l’anoressia. Al centro del disordine alimentare, che si manifesta come malattia complessa, risultante dall’interazione di molteplici fattori ambientali, sociali, psicologici e psichiatrici, c’è comunque da parte del giovane una ossessiva sopravvalutazione dell’importanza della propria forma fisica, del proprio peso e corpo e una necessità di stabilire un controllo su di esso. Si cerca appunto qualcosa su cui riuscire ad avere il controllo, tra le infinite perplessità che quest’età ci mette davanti. Quindi il problema, più che fisico, è psichico, quindi non bisogna cercare l’aiuto di un dietologo, ma di uno psicologo competente, ma anche di una buona e sana compagnia, insieme anche ad un sano contesto familiare. Un altro disturbo alimentare molto frequente tra I giovani e da non sottovalutare, è l’obesità. Sovrappeso e obesità sono causa di disabilità fisica, di ridotta capacità lavorativa e predispongono l’insorgenza di numerose patologie croniche tra le quali i disturbi cardiovascolari ed endocrino metabolici- che riducono notevolmente l’aspettativa di vita. imparare a trattare bene questo nostro amico perchè è colui con cui passeremo tutta la vita. Claudia Mirabella II 2DL Possiamo quindi dedurre che l’eccesso in entrambi I sensi è notevolmente sbagliato e che si rischia di compromettere la nostra stessa salute. Bisogna imparare a convivere con il proprio corpo, come se fosse un nostro amico, a cui dobbiamo imparare a volere bene. Insisto, dobbiamo - Antonino Calvagno V B - Chiara Alaimo V B - Simona Pagana V B - Benedetta Aidala IV BL - Francesco Gulisano IV BL - Claudia Mirabella II CL - Ketty Ragonese V B - Andrea Giannoccaro V B - Gaia Coco IV BL - Juliana Charry IV BL - Carola Trovato II DL - Ketty Ragonese V B: Una giornata da liceale - Chiara Ferlito II DL: Welcome to Majorana - Antonino Calvagno V B: A scuola di legalità - Olga Butera V B: La storia del legale famà - Andrea Giannoccaro V B, Vittoria Papa V B: In viaggio tra scienza e futuro - Chiara Alaimo: Perchè mantenere il trattato di Schengen - Simona Pagana V B, Ludovica Leone V B: L'essenza del piacere - Francesco Gulisano IV BL: Genesi del diritto universale - Claudia Mirabella II CL: Storie sotto il vulcano - A proposito del caso della dodicenne di Pordenone Siamo quello che mangiamo? - Naomi Sciacca V B: Il caso Regeni. "Vogliamo la verità" - Gaia Coco IV BL, Alice di Benedetto IV BL: Il grande potere della musica - Carola Trovato II DL: Berlinale - Benedetta Aidala IV BL, Juliana Charry IV BL: Norwegian Wood - Beatrice Ranno V B: Principesse e eroine Disney. - Prof.ssa Lucia Guarneri - Prof. Patrizio Nicolosi - Giusy Failla (Docente di lingua tedesca) - Aurelia Greco (Docente di lingua tedesca)