AERONAUTICA MILITARE
COMANDO OPERAZIONI AEREE
FERRARA
ASILO NIDO AZIENDALE
AQUILONE AZZURRO
PROGETTO PEDAGOGICO
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PROGETTO PEDAGOGICO “Aquilone Azzurro”
PREMESSA
Il Nido Aquilone Azzurro rappresenta un elemento distintivo nel ricco panorama dei servizi per la prima
infanzia della provincia di Ferrara. È situato all’interno della base logistica dell’Aeronautica Militare, in
via Wagner 60.
Attivo dall’anno scolastico 2009/2010, rappresenta infatti il primo esempio di Nido Aziendale,
fortemente richiesto dall’ Aeronautica Militare di Ferrara, realizzato a favore dei propri dipendenti e –
grazie ad una convenzione stipulata con il Comune di Ferrara – a favore della cittadinanza. Può
rappresentare, inoltre, il primo esempio di “nido di quartiere”, esperienza, in qualche modo, capace di
consentire e promuovere un recupero della dimensione familiare.
Nel corso degli ultimi anni di attività il nido Aquilone Azzurro è stato oggetto di visite da parte dei
principali referenti pedagogici della provincia di Ferrara, di delegazioni provenienti da altre realtà
educative e dai membri del Consiglio Comunale di Ferrara, che ne hanno esaltato le caratteristiche
innovative, le moderne pratiche pedagogiche e la qualità nella gestione.
Si sono sperimentate nuove metodologie educative nella gestione dei rapporti con le famiglie, nuove
ed assolutamente esclusive modalità di documentazione, nuove strumentazioni tecnologiche per il
personale e i bambini, differenziazioni significative nell’utilizzo degli spazi interni ed esterni.
Il Nido ha inoltre adottato con successo la documentazione prevista dal sistema di Certificazione di
qualità ISO9001 e ISO11034 della cooperativa sociale le pagine che gli ha permesso di superare
brillantemente tre visite ispettive dell’Ente Certificatore UNITER.
L’Associazione Temporanea d’Impresa, che si occupa della gestione dell’asilo nido Aziendale Aquilone
Azzurro, è costituito da Cooperative che hanno maturato importanti esperienze nella gestione di servizi
educativi rivolti all’infanzia, la cooperativa sociale Le Pagine e la cooperativa Il Germoglio. Queste
due cooperative da diversi anni gestiscono servizi pubblici e privati per la prima infanzia (asili nido,
spazi bambini, centri per bambini e genitori, piccoli gruppi educativi, servizi di educatore domiciliare,
sezioni primavera, scuole dell’infanzia) e hanno, inoltre, una lunga tradizione anche nella gestione di
servizi socio-culturali rivolti all’infanzia.
La struttura organizzativa e direzionale che propone l’Ati prevede un coordinamento sia pedagogico
che gestionale unitario, improntato sulle medesime linee guida e criteri direzionali, condivisi anche con
l’Istituzione per i Servizi Educativi, Scolastici e per le Famiglie del Comune di Ferrara.
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FINALITÀ
Il presente Progetto Pedagogico ha come costante riferimento la L.R. Emilia Romagna 10 gennaio 2000
n. 1, così come modificata dalla L.R. 14 aprile 2004 n. 8 e successive direttive, la L.R. n. 6 del 22 Giugno
2012 (norme in materia di servizi educativi per la prima infanzia) e il regolamento di gestione e
funzionamento dell’Asilo Nido “Aquilone Azzurro”.
Le cooperative sociali Le Pagine e Il Germoglio, sostengono e promuovono i seguenti
principi/orientamenti psicopedagogici:
 attività educativa in continuità con l’intervento educativo della famiglia, quale prosecuzione e
arricchimento;
 necessaria personalizzazione del rapporto nido-famiglia e rispetto dei tempi individuali di ogni
bambino;
 sostegno alla genitorialità e promozione della cultura dell’infanzia;
 nido quale dispensatore di molteplici “esperienze di vita” ai bambini;
 nido pensato “a misura di bambino”;
 importanza della regia educativa, della predisposizione di un contesto educante e della costante
documentazione del lavoro;
 continuità delle figure educative.
Il nido rappresenta un’occasione per avviare legami di affetto, di amicizia e di scambio, presentandosi
non solo come ambiente ricco dal punto di vista sociale, ma anche come luogo di gioco e di attività
mirate, di preziose opportunità di scambio comunicativo e di conoscenza.
Il bambino è pensato dentro una trama di relazioni che, se dapprima sono eminentemente di aiuto a
diventare autonomo, con il tempo conducono verso la reciprocità, l’impegno e la presenza fattiva nei
propri contesti di vita. Il bambino viene aiutato a diventare sempre più partecipe nel vivere con
intenzionalità, consapevolezza e progettualità la propria vita quotidiana.
Per questo motivo l’intervento educativo, con una progressiva gradualità e specificità in base all’età dei
bambini, compresi fra i dodici e i trentasei mesi, punterà:
 allo sviluppo dell’autonomia corporea, affettiva, sociale, cognitiva;
 al sostegno del loro desiderio e della loro tensione a voler esplorare, scoprire e a indagare il
proprio mondo e ciò che va accadendo attorno a loro;
 ad un primo accompagnamento verso la complessità del mondo ma anche alla costruzione di
relazioni significative.
L’autonomia è la capacità di far da sé, potendo sempre meglio governare se stessi e il contesto di vita,
rispondendo ai problemi, alle questioni e alle novità che ogni giorno si incontrano. La conquista di ampi
margini di autonomia è fondamentale per una sempre maggiore capacità di scegliere, muoversi,
prendere iniziativa e seguire percorsi personali di scoperta e apprendimento. Pertanto sarà cura dare
innanzitutto una specifica attenzione al bambino affinché possa raggiungere le capacità di base rispetto
al tenersi pulito, al cibarsi, al camminare e infine al comunicare e al parlare.
L’intervento educativo concreto e quotidiano è caratterizzato da un ruolo educativo declinato in
termini di regia educativa. Per regia educativa si intende la capacità di configurare un contesto di
esperienze, gioco e impegno per i bambini, le cui variabili siano gestite consapevolmente
dall’educatore che coordina e fa evolvere “il fare” del bambino, con particolare attenzione alle relazioni
fra bambini, modulando il proprio intervento a seconda dei momenti e delle specifiche situazioni.
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Il progetto educativo dell’Asilo Nido Aziendale “Aquilone Azzurro” del C.O.A. di Ferrara traduce in
scelte di carattere operativo, metodologico e strumentale gli orientamenti psico-pedagogici sopra
descritti, promuovendo il Nido quale parte integrante delle risorse educative che l’Amministrazione
Difesa e il territorio rendono fruibili ai bambini e alle loro famiglie.
STRUTTURA ORGANIZZATIVA DEL SERVIZIO
L’Asilo Nido Aziendale Aquilone Azzurro è aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 7,00 alle ore 18,00.
L’apertura e la chiusura del Nido segue il calendario scolastico, approvato dall’istituzione dei servizi
scolastici e per le famiglie del Comune di Ferrara che, di norma, prevede l’inizio dell’anno scolastico il
primo lunedì di settembre (le educatrici sono comunque in servizio a partire da fine agosto per le
operazioni di sistemazione degli spazi e programmazione delle attività) e il termine l’ultima settimana
di luglio (circa 44 settimane di attività).
È prevista la chiusura nel mese di Agosto e nelle giornate di festività.
L’Asilo Nido l’Aquilone, sito in apposito locale costruito all’interno della base logistica del C.O.A. di
Ferrara, può accogliere fino a 28 bambini di età compresa tra 12 e 36 mesi, , le cui attività pedagogicoeducative vengono svolte in spazi appositamente organizzati per un unico gruppo sezione.
La concreta organizzazione del Servizio tiene conto della reale presenza dei bambini nelle diverse fasce
orarie in modo tale da garantire sempre il rapporto numerico educatori/bambini previsto dalla
normativa vigente. La normativa regionale (Delibera del Consiglio Regionale n. 646/2005), richiede,
infatti, un rapporto educatore/bambini full time di 1:7 ed educatore/bambini part time di 1:8. Per il
personale ausiliario il rapporto richiesto è sempre il medesimo ed è pari a 1:21.
L’organico di servizio soddisfa pienamente i parametri fissati dalla normativa regionale e, al contempo,
garantisce la necessaria flessibilità e adattabilità alla possibile diversa composizione che il gruppo dei
bambini può assumere nel corso della gestione, in ragione delle differenti fasce di presenza scelte dalle
famiglie (servizio full time con pranzo, servizio part time con pranzo, servizio part time senza pranzo).
PROFESSIONALITÀ
Coordinatore
Pedagogico
Educatori
N°
1
MONTE ORE
5 ore settimanali
4
33 ore settimanali
Collaboratori
2
Pediatra
1
27.5 ore settimanali
25 ore settimanali
4 ore mensili
SUDDIVISIONE MONTE ORE SETTIMANALE
5 ore settimanali
presente comunque al bisogno
30 ore a diretto contatto con i bambini
3 ore non frontali
Presenza in servizio per n. 4 ore mensili / e
per emergenze
Ruoli e compiti del personale educatore
L’educatore dispone di competenze multiformi e diversificate quali, conoscenze psicologiche, sociali e
pedagogiche relative all’età evolutiva del bambino, capacità di osservare, programmare e verificare gli
interventi educativi, capacità di scegliere strumenti e metodologie funzionali al raggiungimento degli
obiettivi, capacità di interagire con le famiglie e la comunità sociale in modo da farsi interprete
primario dei bisogni dei bambini e capacità di promuovere e gestire innovazioni, per quanto riguarda
sia l’aspetto metodologico-educativo che quello delle competenze professionali. L’educatore, inoltre,
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amplia ed approfondisce le proprie competenze e conoscenze attraverso un’attività di aggiornamento
permanente.
“I bambini costruiscono la propria intelligenza. Gli
adulti devono fornir loro le attività ed il contesto.”
Loris Malaguzzi
Ruoli e compiti del personale ausiliario
Il personale ausiliario non esaurisce i propri compiti nella pulizia, nel riassetto dei locali per lo
svolgimento di tutte le attività e nelle attività di lavanderia, ma è parte integrante del team di lavoro
che, assieme, pur nella differenza di ruoli e mansioni, concorre allo sviluppo di tutte le potenzialità dei
bambini. L’approccio del personale ausiliario verso i bambini è, pertanto, il medesimo delle educatrici.
E’ per questo motivo che il personale ausiliario, attivamente coinvolto nella vita del Nido, viene
invitato a partecipare a determinati momenti di collettivo e ad alcune proposte di formazione.
Le collaboratrici contribuiscono alla gestione delle principali routines della giornata al Nido quali
l’ingresso, il pasto (preparazione tavoli, merende, sporzionamento e assistenza durante i pasti,
riassetto delle sezioni) e il momento dell’uscita.
Il programma orario giornaliero e settimanale
L’organizzazione, suscettibile di modifiche o variazioni in ragione delle reali esigenze del servizio, è la
seguente:
Educatore 1
Educatore 2
Educatore 3
Educatore 4
Ausiliario 1
Ausiliario 2
Lunedì
Martedì
7.00 / 13.00 8.00 / 14.00
8.00 / 14.00 9.30 / 16.00
9.30 / 16.00 11.30 / 18.00
11.30 / 18.00 7.00 / 13.00
7.30 / 13.00 7.30 / 13.00
13.00/18.00 13.00/18.00
Mercoledì
Giovedì
Venerdì
9.30 / 16.00 11.30 / 18.00 7.00 / 13.00
11.30 / 18.00 7.00 / 13.00 8.00 / 14.00
7.00 / 13.00 8.00 / 14.00 9.30 / 16.00
8.00 / 14.00 9.30 / 16.00 11.30 / 18.00
7.30 / 13.00 7.30 / 13.00 7.30 / 13.00
13.00/18.00 13.00/18.00 13.00/18.00
PROGETTAZIONE E ORGANIZZAZIONE EDUCATIVA DEL SERVIZIO
 SPAZI E MATERIALI
La progettazione cura l’intreccio tra gli elementi di natura organizzativa e relazionale e connota il
contesto come luogo di relazioni significative, di apprendimenti e di scambi sociali.
Ogni ambiente che si rivolge in modo specifico all’infanzia deve tener conto dei bisogni e delle
competenze dei bambini e offrire elementi ad essi adeguati. I bambini hanno con lo spazio un legame
affettivo ed emotivo molto più intenso rispetto agli adulti e possiedono sensibilità e competenze
percettive molto elevate, perché vivono lo spazio con tutto il corpo e gli attribuiscono un senso
attraverso gli odori, i suoni, gli stimoli visivi. Per questo l’organizzazione degli spazi di un asilo nido ha
un rapporto stretto con la qualità del progetto educativo. Il modo in cui lo spazio è organizzato, le
caratteristiche dei materiali e degli arredi influenzano i comportamenti sociali e cognitivi dei bambini e
hanno grande rilevanza per il loro benessere.
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Lo spazio parla, comunica: nel caso del nido dobbiamo fare in modo che parli del valore dell’infanzia e
delle sensibilità educative che il servizio costruisce intorno ai bambini. Ogni spazio, ambiente,
materiale, attività deve essere pensata come potenziale fonte di apprendimento.
La struttura che ospita l’asilo nido Aquilone Azzurro si sviluppa su un unico livello nel quale sono
collocati anche i servizi complementari (cucina, dispensa, lavanderia, ripostiglio, spogliatoi del
personale, bagni del personale e ufficio) e gli ampi spazi dedicati ai bambini.
Il nido Aquilone Azzurro è stato concepito e realizzato per accogliere n. 28 bambini di età compresa tra
i 12 e i 36 mesi. Sono presenti, infatti, due stanze per il sonno e due bagni attrezzati ad accogliere
differenti esigenze legate alla particolare fase di crescita, oltre a spazi comuni per il gioco libero e per il
gioco strutturato.
L’attività di piccolo gruppo – indispensabile per restituire ai bambini una dimensione di intimità e di
esclusività nel rapporto educativo – viene favorita e promossa costantemente attraverso la
differenziazione delle proposte.
Non vi sono quindi, secondo questa impostazione pedagogica, proposte e spazi “per i più piccoli” o
giochi e aree “per i grandi” ma ogni bambino ha la possibilità, in piccolo gruppo, di sperimentare
diverse proposte di attività. Questa scelta non preclude l’utilizzo di spazi, arredi e materiali di gioco a
nessun bambino e consente al tempo stesso alle educatrici di sperimentare attività cosiddette di
intersezione, che coinvolgono, cioè, bambini che appartengono a fasce d’età differenti.
Un altro aspetto importante dello spazio nido è la presenza di luoghi fissi, facilmente individuabili dai
bambini, come alcuni degli angoli destinati alle routines (camera da letto, bagno, spazio dedicato al
pranzo), che assumono un’identità spazio-temporale ferma e rassicurante.
Al nido Aquilone Azzurro i bambini pranzano tutti assieme nell’attrezzata zona pranzo, adiacente la
cucina: vengono suddivisi in tavoli – in risposta alle differenti esigenze – e sostenuti nelle loro
autonomie da un’educatrice.
Lo spazio al Nido deve dare risposta non solo ai bisogni dei bambini, ma anche a quelli degli adulti, sia
operatori che genitori. Anche il gruppo educativo ha la necessità di vivere in un ambiente accogliente.
Uno spazio con una precisa identità dove l’educatore si riconosca come attore e fruitore allo stesso
tempo (spazio destinato al personale).
L’ufficio del personale
Attrezzato con computer portatile, stampante/fax e collegamento internet è attrezzato per rispondere
a tutte le esigenze di programmazione del servizio che, dallo scorso anno opera anche attraverso un
sito internet proprio.
Per i genitori
L’ambiente del nido deve delinearsi ai genitori come sereno e rassicurante e insieme deve raccontare la
presenza attiva dei loro figli. Un luogo dove il rapporto con la famiglia sia incoraggiato attraverso spazi
funzionali da condividere e dove la relazione sia rispettosa dei tempi comunicativi del singolo. Grande
importanza viene attribuita anche alla comunicazione scritta, che deve avere propri luoghi scelti per
rendere efficace il passaggio di informazioni tra operatori e utenti (bacheca avvisi, “angolo delle
comunicazioni nido-famiglia” e cornice digitale affissi nello spazio ingresso/accoglienza).
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I bagni
I bagni della sezione sono differenziati in modo tale da garantire un approccio individualizzato e
conforme alle diverse esigenze espresse dai bambini: il bagno dei più piccoli è dotato di fasciatoio e
vaschetta lavabimbi oltre a utili mensole e ripiani per riporvi i materiali necessari quali ad esempio la
crema personale; nel bagno destinato ai bambini più grandi, sono presenti diversi lavandini ad altezza
bambino e water per promuovere, stimolare e rinforzare le prime conquiste sfinteriche.
Stanze del sonno
Sono presenti due stanze del sonno, per favorire differenti modalità di approccio al sonno da parte di
bambini in età e con esigenze differenti. In ognuna di queste sono presenti, generalmente, gli oggetti
transizionali (quali ad esempio pupazzi, copertine, ciucci, ecc, si confronti D.W.Winncot) che i bambini
portano con sé per addormentarsi; vi sono luci soffuse e musica dolce per invogliare al sonno.
Queste due stanze, a seconda delle necessità, vengono adibite allo svolgimento di diverse attività: in
quella che ospita i bambini più piccoli – arredata con lettini a “cassetto” in legno – è stata allestita “la
zona monitor/tv”; in quella che ospita i bambini più grandi – arredata con comode brandine facilmente
impilabili – è stato allestito l’angolo del gioco euristico o di scoperta.
Il nido ha come compito principale quello di promuovere lo sviluppo dei bambini attraverso la
sperimentazione di modalità pedagogico/educative differenti, momenti di gioco libero e strutturato,
attività a tavolino e giochi motori.
Lo spazio psico-motorio
E’ stato allestito grazie alla disponibilità di un ambiente adiacente all’asilo nido. Qui, un piccolo gruppo
di bambini può sperimentare ed esercitare le proprie competenze motorie liberamente o seguendo
precisi percorsi motori strutturati dalle educatrici.
Lo spazio motorio rappresenta un luogo divertente e coinvolgente in grado di soddisfare il desiderio dei
bambini di giocare insieme; un ambiente nel quale stimolare l’innato interesse dei bambini per la
motricità: saltare, tuffarsi, correre, calciare, lanciare, prendere, rotolare, strappare, appallottolare,
avvolgere, soffiare, tirare, spingere, colpire, trasportare, sbattere, schiacciare, impilare, abbattere,
centrare, dondolare, strisciare, pestare, toccare, prendere, sventolare; uno spazio nel quale stimolare
la curiosità, la capacità di inventare esplorando materiali diversi.
L’organizzazione dello spazio educativo è legata alla necessità di coniugare il bisogno di
intimità/sicurezza emotiva del bambino con l’esigenza di esplorazione/scoperta.
In questo senso lo spazio si qualifica come luogo intenzionalmente connotato (fotografie o immagini
che identificano i diversi angoli di interesse), accogliente (spazio luminoso, aerato e riparato dai rumori
esterni), accessibile (delimitando gli spazi solamente durante le attività strutturate) e leggibile (i
contenuti dei cassetti porta-giochi sono riconoscibili tramite una fotografia posta su ciascuno che ritrae
gli oggetti in esso racchiusi). L’organizzazione dello spazio deve favorire e sostenere la molteplicità e la
qualità delle relazioni, valorizzare la dimensione del piccolo gruppo e attribuire un’attenzione
particolare alla possibilità che il bambino possa ricostruirvi una sua sfera privata e personale,
attraverso l’utilizzo degli album casa-nido e di fotografie poste sugli armadietti personali, sia in bagno
che in sezione.
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Il giardino
E’ inteso come un laboratorio all’aria aperta, da utilizzarsi durante tutto l’anno scolastico. Vivere
“fuori” è un fattore che nella nostra organizzazione sociale viene spesso messo in secondo piano a
favore di un vivere “dentro”, in locali più o meno confortevoli. Il Nido deve caratterizzarsi come
ambiente “di rottura” di tutti i pericolosi stereotipi legati all’infanzia, dei quali la necessità di fruire del
giardino solamente con la bella stagione è uno degli esempi.
 TEMPI
L’Asilo Nido è aperto cinque giorni alla settimana, dal lunedì al venerdì, dalle ore 7,00 alle ore 18,00,
con possibilità, per i genitori che ne faranno richiesta, di frequentare il Nido per mezza giornata
usufruendo del pasto – fino alle ore 14,00 – o senza il pasto – uscita prevista alle ore 12,00 - secondo il
calendario scolastico in vigore presso il Comune di Ferrara, consegnato ogni anno alle famiglie. I tempi
della quotidianità hanno un’importanza particolare in relazione a bambini in età da 12 a 36 mesi,
costituendo una sorta di “telaio” su cui costruire molteplici intrecci.
Riteniamo fondamentale realizzare una precisa organizzazione dei tempi della giornata, consapevoli
che il bambino ha bisogno di avvenimenti che si ripetono regolarmente, di routines che diventano
situazioni conosciute, che danno sicurezza e benessere, che permettono di collocare accadimenti,
episodi, attese, secondo sequenze spazio-temporali prevedibili.
“La capacità di provare ancora stupore è
essenziale nel processo della creatività.”
Donald W. Winnicot
Nello stesso tempo, ha bisogno di novità, di situazioni diverse che generino stupore e curiosità: il
bambino stesso è portatore di cambiamento, che è connaturato alla crescita, ma anche al suo continuo
interrogare e scoprire la realtà. E’ molto importante superare la dicotomia tra attività strutturate e
momenti di cura, perché le cosiddette routines rappresentano per i bambini nella fascia di età
interessata fondamentali occasioni di relazione, apprendimento e progressiva conquista di autonomie.
L’articolazione dei tempi della frequenza è discussa e ridefinita insieme al Coordinatore Pedagogico e
agli educatori che compongono il gruppo-collettivo di riferimento, al fine di giungere a modalità
condivise e unificate di organizzazione dei servizi, compatibilmente con la diversa natura e funzioni che
li caratterizzano.
Le scansioni temporali che sono di seguito delineate devono essere pertanto considerate come non
date una volta per tutte, se non nelle linee essenziali. Le modalità organizzative dovranno, infatti,
essere oggetto di continue rielaborazioni e riflessioni per individuare le strategie più efficaci da
utilizzare in base alle età e alle esigenze del gruppo dei bambini e delle famiglie-utenti, al fine di
garantirne la massima tranquillità e il benessere dei piccoli.
La progettazione della giornata è da intendersi come movimento ricorsivo continuo connesso alle
pratiche dell’osservazione e della documentazione.
L’articolazione della giornata dal punto di vista pedagogico, prevede le seguenti scadenze:
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Ingresso e Accoglienza
bambini e delle famiglie
dei 7:00/9:00
La colazione
9:00/9:30
L’appello/Assemblea
9:30 circa
Le cure del corpo
al bisogno
Sonno antimeridiano
Il gioco strutturato
al bisogno
9:30/11:00
12:30/13:00
16:00/uscita
9:00/9:30
11:30/12:30
15:45/16:00
L’alimentazione
Il sonno pomeridiano
13:30/15:30
L’uscita
ore 12:00
12:30/14:00
16:00/18:00
Alla coppia genitore-bambino viene dedicata
grande attenzione in relazione al momento della
separazione. I tempi del distacco e del successivo
riavvicinamento dovranno essere il più possibile
adeguati alle modalità utili ad ogni coppia
secondo criteri di personalizzazione e senza rigidi
limiti temporali prestabiliti. Questa è anche
un’occasione importante per lo scambio di notizie
con le famiglie.
E’ un momento in cui i bambini si ritrovano tutti
insieme per consumare una colazione con frutta,
biscotti o pane tostato.
E’ un’occasione di condivisione e al tempo stesso
un’occasione per conoscersi e riconoscersi e
scandisce l’inizio della giornata.
Ogni qualvolta se ne registri la necessità e non
solamente in tempi prestabiliti dall’adulto: i
bambini vengono accompagnati al bagno per il
lavaggio delle mani e del cambio. I bambini più
grandi, privi di pannolino, vengono fatti
accomodare
sul
water.
L’attenzione
individualizzata espressa da ogni bambino
favorirà l’acquisizione progressiva di autonomia
nella cura della propria igiene personale.
Per i più piccoli il cambio del pannolino, realizzato
in modo non frettoloso, diventa un momento di
scambio relazionale e di tenerezze.
Per i bambini che lo necessitano.
Le attività proposte sono differenziate in rapporto
alla specifica fase di sviluppo raggiunta.
Il pranzo è un momento che rappresenta
un’esperienza emotiva pregnante e significativa,
che viene curata con grande attenzione e
sensibilità, alle esigenze di ciascun bambino, in un
contesto che è allo stesso tempo intimo e
socializzante. Inoltre è un momento privilegiato
della relazione adulto-bambino.
Prima di entrare in dormitorio, i bambini vengono
fatti rilassare con luci soffuse e musiche
concilianti il sonno; vengono distribuiti i ciucci e
gli oggetti personali. Questo per far sentire loro
che si trovano in un ambiente sicuro, fidato,
accogliente, al riparo da rumori ma anche che
possa essere sentito come rassicurante e proprio.
Part time senza pasto.
Part time con pasto.
Full time.
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Il commiato è un momento privilegiato di dialogo
con i genitori sul trascorso della giornata e
pertanto
occasione
fondamentale
nella
costruzione di una stabile e solida relazione con le
famiglie.
 RELAZIONI
Benessere
La cura educativa si esprime nell’ascolto e nell’attenzione per il bambino, nella capacità di
riconoscerne e bisogni di dipendenza e di autonomia e di fornirgli aiuto e incoraggiamento. Il
benessere del bambino è legato alla qualità delle relazioni tra le persone adulte e tra i bambini che
vivono il servizio, relazioni che devono essere oggetto costante di riflessione all’interno del gruppo
educativo. Importanti sono: i toni di voce (che devono essere calmi e pacati); i gesti affettuosi ( nel
momento del cambio in modo che imparino ad avere l’abitudine al contato fisico); L’attenzione alla
cura dell’aspetto dei bambini; le interazioni tra gli operatori che se positive creano un’atmosfera di
calore.
“Il bambino si costruisce un modello interno di sé
stesso in base a come ci si è preso cura di lui.”
John Bwolby
Personalizzazione
L’ambientamento è “un’avventura” che coinvolge soprattutto a livello emotivo poiché richiede una
separazione temporanea dalla famiglia, ma rappresenta per il bambino un’occasione per fare nuove
esperienze e per vivere nuove emozioni. Il percorso di ambientamento deve essere concepito in modo
tale da restituire al bambino la percezione di continuità tra due ambienti - casa e Nido – differenti, ma
entrambi significativi ed educativi. Questo vuol dire assicurare una adeguata e attenta
personalizzazione del percorso. Vi sono, infatti, bambini che hanno già fatto esperienze di separazione
e sono pronti alla socializzazione secondaria, altri che hanno invece tempi più rallentati. E’
indispensabile, quindi, tener conto delle età e delle caratteristiche individuali e occorre raccogliere il
maggior numero di informazioni nei colloqui individuali con la famiglia che precedono
l’ambientamento. Il periodo dell’ambientamento coinvolge tutta la famiglia: al genitore viene chiesto
di partecipare per un periodo alla nuova esperienza del bambino in modo tale da acquisire fiducia nelle
educatrici e conoscere l’ambiente nel quale il bambino vivrà durante la sua assenza. Non si può parlare
di “buon ambientamento” del bambino se il genitore che lo accompagna non mostra completa fiducia
nel personale educativo e tale rapporto non si può costruire apponendo limiti temporali precisi alla
delicata fase dell’ambientamento.
L’ambientamento a piccoli gruppi di bambini
I nuovi bambini iscritti vengono inseriti a piccoli gruppi, il cui numero va definito in base alle richieste
pervenute
secondo
un
calendario
precisato
nel
modulo
“Programmazione
ambientamenti/inserimenti” - con la presenza di un genitore o di un familiare, compresenza resa
obbligatoria almeno per la prima fase dell’ambientamento. E’ facilmente intuibile quanto questa scelta
organizzativa sia estremamente positiva per tutti; innanzitutto significa la possibilità di avere un
educatore attento e disponibile al rapporto con i nuovi bambini e perciò in grado di conoscere e
soddisfare i bisogni di ognuno. Così come vengono favorite la disponibilità dell’educatore, la possibilità
di poter realmente comunicare con i genitori, approfondendo ulteriormente la reciproca conoscenza,
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l’opportunità di instaurare un rapporto più personalizzato con il bambino, in un momento in cui è
orientato principalmente al rapporto con l’adulto, piuttosto che con i coetanei. Il genitore può, dalla
presenza di altri adulti che come lui stanno vivendo la medesima esperienza, trarre conforto e
condividere stati d’animo, impressioni, risorse e fatiche.
La presenza di un genitore o di una figura familiare durante l’ambientamento
Il bambino dipende completamente dagli adulti che si occupano di lui e i suoi primi contatti con la
realtà sono mediati e resi possibili dai genitori. La figura familiare rappresenta la “base sicura” da cui il
bambino parte per l’esplorazione del nuovo ambiente, rappresenta il sostegno che gli comunica quella
sicurezza emotiva necessaria alla voglia di conoscere e di accettare nuovi rapporti. Ed è per questo che
la presenza del genitore o della figura familiare è obbligatoria almeno per la prima settimana di
frequenza al nido. I tempi della permanenza della figura familiare sono da concordare con l’educatore,
così come si stabiliranno assieme l’inizio del consumo del pasto e le possibili brevi assenze della
mamma.
Lavorare in piccolo gruppo
Le esperienze di piccolo gruppo rappresentano un’opportunità significativa per i bambini. Il piccolo
gruppo rappresenta una situazione intima, capace di favorire i contributi dei bambini e di valorizzare le
individualità di ciascuno. Nello stesso tempo è una condizione favorevole che permette ai bambini di
relazionarsi tra di loro attraverso forme dl collaborazione, imitazione, che lascia spazio al confronto tra
punti di vista diversi. La stessa diversa età dei bambini, che partecipano ad un’esperienza di piccolo
gruppo, facilita e sollecita l’acquisizione di competenze sempre più alte e le relazioni si fanno più ricche
e costruttive.
Figura adulta di attaccamento plurimo
La modalità di riferimento più adeguata e funzionale al servizio comporta una figura adulta di
attaccamento plurima, secondo la quale i bambini non vengono affidati esclusivamente alle cure di un
educatore che diventa riferimento unico per lui e la sua famiglia; questo consente al bambino di
sperimentare differenti modalità di cura e diversi livelli di attaccamento con i diversi educatori. Questo
sistema facilita il bambino nella gestione dei rapporti con i diversi “estranei” che può incontrare nel
servizio: colleghi sostituti dei titolari, coordinatore, responsabili del committente o della cooperativa,
operatori. Tali adulti non diventano così fonte di angoscia ogni qualvolta varcano la porta della
sezione.
Sono fattori di qualità, da parte degli operatori, nella ricerca della costruzione di una relazione con i
bambini sicura e attenta: la postura corporea, che consenta loro di rapportarsi in maniera “paritaria” ai
bambini; il tono di voce, adeguato alla necessità di creare un ambiente allo stesso tempo intimo e
socializzante che promuove scambi comunicativi anche orizzontali tra bambino e bambino;
l’abbigliamento adeguato allo stare con i bambini. Tutta l’organizzazione del servizio sarà monitorata,
verificata e valutata affinché ogni momento della vita dello stesso non scada nella banale ripetizione
meccanica e automatica di pratiche educative date per scontate e ovvie una volta messe in campo.
LE ATTIVITA’
Al nido Aquilone Azzurro i bambini potranno condividere ampi spazi per il gioco comune, adibiti anche
all’accoglienza di bambini e genitori al momento dell’ingresso mattutino e del congedo pomeridiano.
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La creazione di molteplici e differenziati angoli di interesse consente ai bambini la libera scelta delle
attività e favorisce l’acquisizione autonoma di competenze motorie, simboliche e linguistiche.
“Il più grande segno di successo per un
insegnante è poter dire: i bambini stanno
lavorando come se io non esistessi.”
Maria Montessori
Il gioco simbolico
Attraverso il quale, nello spazio appositamente attrezzato, i bambini possono far finta di preparare la
pappa, vendere e acquistare al mercato, fare la spesa, fare la lavatrice, mettere a letto la bambola o
portarla in giro col passeggino, vestirla, cambiarla, giocare con il tavolo degli attrezzi, insomma,
giocare ad imitare la vita di mamma e papà. Al Nido Aquilone Azzurro un angolo di interesse è adibito
a piccola abitazione con un tavolo sempre apparecchiato, una cucina con alimenti e stoviglie, uno
stendibiancheria con relativo asse e ferro da stiro. Questo spazio, molto frequentato dai bambini,
consente ai bambini di riprodurre attraverso il gioco le azioni che quotidianamente vedono svolgere
dalla mamma e dal papà e questo contribuisce a farli sentire più vicini.
Il gioco dei travestimenti
Prevede l’utilizzo di vestiti, scarpe e cappelli con i quali far finta di essere principesse o vigili del fuoco,
la mamma e il papà. Al Nido Aquilone Azzurro verrà allestito uno spazio all’interno del quale i bambini
potranno giocare ad essere qualcun altro travestendosi. I bambini devono avere la possibilità di fare
esperienze estetiche; occorre sollecitare il senso del bello e il gusto per l’arte da vedere e creare. Al
momento la difficoltà maggiore (abbiamo già molti indumenti da poter adibire allo scopo) è
individuare una zona sufficientemente intima dove i bambini possano giocare senza essere disturbati.
Il gioco dei travasi
Con materiali naturali come farine, pasta, ecc., ma anche sabbiere nelle quali, con l’aiuto delle
educatrici, si possono manipolare sabbia ed acqua. La predisposizione di un attrezzato
atelier/laboratorio ha consentito alle educatrici di disporre di uno spazio chiuso dove poter realizzare
attività cosiddette “sporchevoli”, tra le quali quella dei travasi è sicuramente una delle principali.
Fondamentali per sviluppare nei bambini la manualità fine, la precisione dell’oggetto nello spazio, la
collocazione del loro schema corporeo nello spazio e nel tempo, sono la manipolazione di piccoli
oggetti e la trasformazione di materiali. La manipolazione è una delle opportunità di conoscenza per il
bambino nei confronti del mondo circostante; sollecita curiosità e disponibilità alla scoperta,
introducendo il bambino alle prime operazioni di concettualizzazione. Attraverso i giochi del riempire
e del travasare, il bambino consolida la capacità di equilibrio, sperimentando altresì nozioni
topologiche e matematiche (sopra/sotto, pesante/leggero, dentro/fuori…).
Il gioco euristico
Con l’utilizzo di diversi materiali (come tappi, conchiglie, spazzole ecc., oggetti di ferro o di legno,
contenitori grandi e piccoli). Il contributo dell’educatrice in questo gioco è nella selezione attenta e
curata degli oggetti. Come sostiene la Goldschmied:
“Uno degli aspetti più attraenti e creativi sta
nell’infinita possibilità di combinazione che va
ben oltre quanto ci si possa immaginare”.
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Il gioco euristico (evoluzione del Cestino dei Tesori, adatto a bambini che ancora non camminano)
consiste in una serie di cassetti trasparenti, chiaramente identificabili dai bambini, contenenti
materiali – tra i quali sono banditi plastica e materiali sintetici – adatti a molteplici esperienze di gioco
ed esplorazione autonoma da parte dei bambini.
A questo scopo nei cassetti sono presenti:
 oggetti di origine naturale: pigne, castagne;
 oggetti di materiali naturali quali gomitoli di lana/cotone, sottopentola in paglia, pennelli da
barba, pettini in legno, spazzole in setole naturali;
 oggetti di legno quali mollette da bucato, anelli delle tende, cucchiai;
 oggetti di metallo quali mazzi di chiavi, catenelle, pentolini, coperchi dei vasetti di marmellata,
formine per biscotti;
 oggetti di vari tessuti e stoffe.
Il gioco euristico ha quindi lo scopo di favorire l'esplorazione tattile di vari materiali, che stimola la
concentrazione e l'immaginazione del bambino, per consentirgli di inventare un suo utilizzo sempre
diverso e originale.
Attività musicale
I bambini, anche molto piccoli, amano la musica e possono essere educati all’ascolto di musica colta ed
avviati alla discriminazione sonora, attraverso l’utilizzo di un carrello musicale contenente diversi
istrumenti musicali, semplici da manipolare come i tamburelli e le maracas, i sonagli, lo xilofono e il
piatto della batteria.
Attività motoria
Percorsi strutturati e non, sperimentati nell’ambiente adibito a palestra adiacente al nido. I bambini
devono avere la possibilità di muoversi per acquisire specifiche abilità corporee. Compito delle
educatrici è quello di proporre attività che sviluppino il senso motorio, che promuovano la motricità
dei bambini e che li aiutino a considerare il proprio corpo come un vero e proprio canale comunicativo
ed espressivo.
Biblioteca interna al Nido
Grazie alla collaborazione delle famiglie frequentanti, alle quali è stato chiesto di portare al nido
qualche libro amato dai propri figli, abbiamo attivato un servizio di prestito tra famiglie, gestito dal
personale educatore. I bambini, ogni 15 giorni, vengono condotti a piccoli gruppi negli spazi
“biblioteca”, allestiti all’interno di uno dei due dormitori, per la lettura, la scelta e la presa in prestito
dei libri, da riconsegnare nel corso delle due settimane successive. Accompagnati da un’educatrice
referente per il progetto, i bambini hanno la possibilità di sfogliare i libri, leggerli con l’educatrice,
guardarli assieme agli altri bambini e scegliere quelli da portare a casa, dove potranno leggerli con
calma insieme a mamma e papà.
“Vi sono persone che, vedendo un bel posto,
dicono: qui leggerei bene un intero pomeriggio.
Luogo e libro intrattengono fra loro uno scambio
di specchi paralleli, un circolo virtuoso di
benessere: si rendono belli a vicenda.”
Bruno Tognolini
(da “Leggimi forte”, Salani)
“Il verbo leggere non sopporta l’imperativo.”
Daniel Pennac
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Progetto “da casa al nido”
Il progetto intende accogliere il bisogno di ogni singolo bambino di continuare a coltivare la propria
“identità privata” all’interno della vita di gruppo. Ogni bambino, infatti, arriva al nido con la propria
storia che va valorizzata per costruire una reale continuità educativa. Attraverso la creazione, da parte
delle nuove famiglie al momento dell’inserimento e da tutte le altre durante il corso dell’anno
scolastico, di un piccolo, semplice album con le foto di casa (genitori, nonni, cane/gatto, stanza da
letto, giocattolo preferito e altre foto che i genitori ritengono significative per il bambino) i bambini
hanno la possibilità di trattenere al nido (e guardare quando preferiscono) un pezzetto di casa loro.
Questo semplice “libretto” funge da ponte affettivo tra casa e nido e consente alle educatrici di
“raccontare” la storia di ogni bambino al bambino stesso e a tutti i suoi compagni.
PROPOSTE EDUCATIVE
La qualità delle proposte educative è legata all’organizzazione ed articolazione dell’ambiente, ai tempi
con cui si succedono le attività e ai modi con cui vengono promosse e gestite dall’adulto. La varietà, la
coerenza, la continuità e la significatività delle esperienze educative devono essere garantire
nell’ambito di una progettazione delle proposte volte a promuovere autonomia e sviluppo del
bambino e ad arricchirne il bagaglio esperienziale.
Nel progettare le attività da svolgersi all’interno di un nido non si può fare a meno di affrontare la
relazione con il gioco: il gioco, fondamentale per l’evoluzione psicologica della persona, è un potente
strumento di maturazione e di adattamento che ha origine con le prime modalità di interazione
realizzate con il mondo esterno. Gli educatori utilizzano il gioco come strumento privilegiato per
indirizzare l’attività educativa, per conoscere e arricchire il mondo affettivo e relazionale di ciascun
bambino, il suo mondo fantastico e creativo, ed infine per verificarne il grado di sviluppo e
maturazione psicofisica.
La centralità del gioco, come matrice di percorsi culturalmente sempre più definiti, troverà evidenza
nell’allestimento degli spazi e nelle modalità di intervento degli educatori, che andranno dal sostegno
dell’iniziativa individuale, alla costituzione di piccoli gruppi. La conquista del saper giocare, sapere che
rimanda alla coltivazione della fantasia, dell’immaginazione e della creatività nell’ambito dello
sviluppo della funzione simbolica e costruttiva di “nuovi mondi”, trova il suo inizio nel sostegno
all’esplorazione; sostegno che procede poi verso la manipolazione e quindi alla costruzione e al gioco
di finzione fino alle prime forme di narrazione, drammatizzazione e ricostruzione del mondo andando
ad interessare tutti gli ambiti di sviluppo delle competenze dei bambini.
La centralità del gioco e dell’approccio laboratoriale non può che rimandare alla centralità del corpo e
delle mani per una pedagogia che sostenga l’intelligenza sensoriale, sociale, affettiva e conoscitiva del
corpo e delle mani, tramiti insostituibili e fondamentali nel processo di costruzione dell’identità
personale e di incontro con la realtà. L’osservazione dei bambini, la cura del corpo, l’attenzione alle
differenze, la precisa mentalizzazione di ogni bambino da parte degli educatori e infine gli ampi
margini di iniziativa dei bambini sono a sostegno dello sviluppo e consolidamento della fiducia di base,
della sicurezza di sé del bambino, fiducia e sicurezza sostenute anche dall’incontro fattivo con gli altri
bambini. Il bambino impara a crescere grazie alle relazioni con l’ambiente in cui vive, fatto di persone,
oggetti e situazioni.
E’ in questo orizzonte di consapevolezza dell’intervento educativo adulto che si collocheranno le
proposte di attività, la cui offerta sarà ampia, diversificata e significativa, al fine di incoraggiare le
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capacità individuali di scelta.
Il Nido Aquilone Azzurro rappresenta l’unico esempio provinciale di nido dotato di monitor touch
screen per attività con i bambini. Oltre ad essere utilizzato per la visione – con bambini e famiglie – di
foto/dvd, collegandolo al computer portatile in dotazione alla struttura funge da monitor per la
realizzazione di giochi adatti a bambini di età 12/36 mesi, in particolare:
 giochi di narrazione per sequenze e di costruzione storie;
 giochi motori e di conoscenza dello schema corporeo;
 giochi di imitazione;
 giochi musicali.
La disponibilità di uno spazio attrezzato e la collaborazione con esperti psicomotricisti, favorirà la
realizzazione di un percorso di psicomotricità.
La psicomotricità fa si che il bambino riesca attraverso il gioco, il movimento, la relazione di gruppo e
con il conduttore, a potenziare le proprie risorse psico-fisiche. Durante l’attività di psicomotricità, il
bambino ha la possibilità di giocare, muoversi ed esprimersi liberamente utilizzando una serie di
materiali semplici e poco strutturati che favoriscono le tre tipologie di attività ludica caratteristiche del
gioco psicomotorio:
 gioco senso motorio, quando è prevalente il piacere di muoversi (correre, saltare, rotolare ecc)
sperimentando e affinando le proprie abilità motorie;
 gioco simbolico, quando è prevalente l’interesse per il gioco con gli oggetti, il “fare finta di”
stimolando l’attività di rappresentazione cognitiva attraverso la costruzione e la manipolazione di
simboli;
 gioco di socializzazione. quando il gioco è tra bambini, di confronto e di collaborazione.
Al nido Aquilone Azzurro verranno proposti, a piccoli gruppi nella stanza psicomotoria, giochi e attività
psicomotorie con l’utilizzo di materiali destrutturati (cerchi, palle, corde, stoffe, bastoni morbidi, ecc)
che consentano ai bambini la libera espressione delle proprie capacità in fieri, rendendoli sempre più
“abili conduttori di se stessi”.
Sotto la guida esperta di una psicomotricista i bambini sperimenteranno se stessi in rapporto a
movimenti sempre più complessi (salto, caduta, equilibrio) e concetti logico-matematici di crescente
complessità: dentro/fuori, sopra/sotto, pesante/leggero, vicino/lontano, ecc.
Un ulteriore progetto innovativo che il coordinamento pedagogico delle Ditte hanno proposto è
relativo ad un percorso di Zooantropologia Didattica, con la consulenza scientifica dell’Associazione
Culturale “Sirio, lupo celeste”.
Il progetto ha avuto come obiettivo principale la conoscenza del cane da parte dei bambini.
Per i bambini del nido il contatto con animali addestrati alla Pet Therapy, gestiti da un’esperta
comportamentalista – referee pet operator – rappresenta un’esperienza formativa di straordinaria
importanza. Garantire al bambino un contatto precoce con il mondo animale ne favorisce lo sviluppo
psicosociale, e ne fa un individuo flessibile, aperto alle diversità e completo.
Il progetto si è sviluppato attraverso diversi incontri che hanno portato i bambini a conoscere prima un
cane di peluche (che impareranno a gestire, ad amare come fosse un cane vero e che potranno
portare a casa) per poi entrare in contatto con due splendidi e perfettamente addestrati cani di piccola
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taglia (con pedigree e certificazioni sanitarie) da conoscere e con i quali giocare.
PARTECIPAZIONE DELLE FAMIGLIE E RAPPORTI CON IL TERRITORIO
La prassi consolidata delle tradizionali strutture per la prima infanzia non incoraggia la permanenza dei
genitori nei servizi al di fuori dell’orario di ingresso e uscita dei bambini. Il Nido Aziendale l’Aquilone
Azzurro – in ragione della particolare ubicazione e della contiguità rispetto all’esperienza di lavoro di
almeno uno dei familiari - promuove, al contrario, forme di relazione attiva con le famiglie che
prevedano, tra l’altro, la loro presenza nonché la partecipazione ad alcuni momenti di organizzazione
e gestione delle attività. Ciò in funzione non solo di un reciproco arricchimento esperienziale
famiglia/servizio, ma anche – aspetto innovativo - per consentire ai genitori inedite opportunità di
coinvolgimento e conoscenza diretta di momenti importanti di questa fase di crescita del proprio
bambino, altrimenti vissuti in modo solo “indiretto”, attraverso la documentazione e l’informazione
ricevuta dal personale educativo dei servizi.
Il Nido l’Aquilone Azzurro viene concepito come luogo d’incontro tra figure allevanti, genitori ed
educatori. Elementi cardine nell’organizzazione della “giornata educativa” devono divenire il concetto
di flessibilità e di adattabilità alle esigenze delle singole famiglie frequentanti, le quali devono poter
trovare, all’interno del Nido, risposte adeguate alle proprie necessità organizzative. Le occasioni di
incontro che si propongono si delineano in quanto segue.
Incontro di inizio anno
L’assemblea con i nuovi genitori permette una prima conoscenza reciproca ed è finalizzata alla
presentazione alle famiglie delle linee organizzative e progettuali del Nido, del suo personale, del
regolamento di frequenza e delle strategie di ambientamento.
Colloqui individuali preliminari all’ambientamento
Il colloquio coi genitori prima dell’inizio della frequenza del bambino è finalizzato non solo alla
raccolta di informazioni sul bambino e le sue abitudini e alla presentazione degli obiettivi e delle
modalità più idonee a realizzare un buon ambientamento, ma anche ad instaurare un primo rapporto
di fiducia tra educatori e genitori che potrà in seguito approfondirsi. Il colloquio individuale può
ripetersi nel corso dell’anno sia per affrontare problematiche particolari che per offrire un’occasione
di dialogo più corposo e ravvicinato attorno allo sviluppo della personalità del bambino.
Incontri quotidiani di entrata/uscita
Gli incontri quotidiani all’entrata o all’uscita del bambino sono il momento dello scambio delle
informazioni su come è trascorsa la giornata, sulle attività svolte, sull’alimentazione ed il sonno del
bambino ed in generale sulle esperienze vissute al Nido.
Allegati al piano di lavoro
La programmazione delle attività viene presentata in una serie di allegati che saranno consegnati ai
genitori in corso d’anno; si tratta di piccoli fascicoli con i quali verrà affrontato un tema ogni volta
diverso, entrando così nello specifico delle attività e degli obiettivi educativi prefissati.
Assemblee di sezione
Gli incontri di sezione hanno come contenuto privilegiato le vicende del gruppo dei bambini e delle
educatrici, le linee progettuali da seguire, la presentazione delle attività educative svolte, ma anche le
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curiosità dei genitori, i loro dubbi e ansie al fine di soddisfare il loro bisogno di dialogo e confronto.
Questi incontri, generalmente coordinati dal Coordinatore Pedagogico, possono essere svolti con
cadenze fisse (ad es. mensile) e/o in occasione di problematiche particolari. In ragione degli argomenti
da affrontare, può essere presente anche il Responsabile referente.
Comitato di Gestione
Vi partecipano i rappresentanti dei genitori, del personale educativo e ausiliario, dell’Amministrazione
oltre al Coordinatore Pedagogico ed ha come scopi istituzionali quelli di favorire la presenza attiva
delle famiglie creando occasioni di dibattito sulla qualificazione alla vita nell’asilo nido, di
collegamento con altri servizi del territorio, di sensibilizzazione alle problematiche educative.
Consulenze individuali
Incontri richiesti dai genitori o su richiesta delle educatrici su problematiche specifiche del bambino
all’interno del servizio o in famiglia.
Le feste
Sono sempre un momento di grande partecipazione, dove genitori, nonni, fratellini e amici
festeggiano tutti insieme al personale e ai bambini dell’Asilo Nido in occasione di eventi particolari
quali il Natale o la fine dell’anno scolastico.
Laboratori per i genitori
Sono occasioni in cui i genitori contribuiscono concretamente ad allestire, costruire, preparare
decorazioni, oggetti, o altro per arricchire gli spazi del Nido in occasione di feste o avvenimenti
particolari. Di solito sono un pretesto per conoscersi meglio e per passare piacevoli momenti insieme
aggregati dall’obiettivo del fare in comune.
Le uscite con i bambini a grande gruppo
Nel caso di uscite a grande gruppo con i bambini si potrà richiedere la collaborazione dei genitori, che
potranno essere coinvolti nella proposizione e nella progettazione dell’esperienza. Le uscite
didattiche, aventi la finalità di esplorare il territorio circostante al Nido, diventa occasione di
conoscenza e apprendimento significativo in funzione della costruzione del senso di appartenenza al
contesto sociale da parte del Servizio educativo ma anche da parte degli interlocutori esterni.
“Per far crescere un bambino ci vuole un intero
villaggio.”
Proverbio africano
Dall’anno educativo 2012-13 si è sperimentato un innovativo strumento di comunicazione quotidiana
con le famiglie.
E’ stato realizzato il sito internet del Nido Aziendale Aquilone Azzurro, con un area riservata agli
iscritti – protetta da username e password personale e riservata – nella quale inserire fotografie delle
attività, progettazioni, documenti audio/video, regolamento del servizio, regolamento pediatrico,
comunicazioni alle famiglie ma anche uno spazio riservato al cerco/offro gestito dalle famiglie e uno
spazio per le domande al coordinatore pedagogico.
Un servizio per l’infanzia si propone anche come luogo per attivare scambi, confronti e riflessioni sulle
questioni tematiche educative che coinvolgono i genitori e i loro figli. Promuovere una “cultura della
genitorialità”, anche nel contesto delle problematiche che appartengono ad una comunità, significa
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quindi agire per favorire il superamento dell’isolamento sociale e psicologico di molte famiglie ed
alimentare le occasioni di confronto sulle pratiche educative tra i genitori, tra i genitori e gli operatori
e con esperti esterni nei vari campi.
In quest’ottica, il nido Aquilone Azzurro promuove diverse iniziative:
 Progetto: Confronto diretto con le famiglie. Consulenze educative gratuite per le famiglie iscritte al
Nido l’Aquilone a cura del Coordinatore Pedagogico
 Incontri a tema con esperti quali dietisti, pedagogisti, psicologi, educatori, pediatri
 La pediatra utilizzata dalle Ditte – a disposizione del servizio per n. 4 ore mensili così come
richiesto da capitolato di gara – oltre ad essere referente primario per ogni dubbio/necessità in
merito a questioni sanitarie delle educatrici gestirà n. 3 incontri formativi/informativi con le
famiglie sui seguenti temi: le malattie stagionali e i loro effetti sui bambini; piccoli e grandi traumi
domestici; gestione delle emergenze
 La Dietista incaricata dalle Ditte organizzerà e gestirà n. 1 incontro formativo/informativo per le
famiglie sul tema: alimentazione nella prima infanzia
 Implementazione della dotazione di giocattoli e arredi di materiale povero, in risposta alle
mutevoli esigenze dei bambini frequentanti e delle loro famiglie.
Continuità con la Scuola dell’Infanzia
Un progetto educativo che contribuisce alla costruzione di una cultura per l’infanzia non può
prescindere dal concetto di continuità tra il nido e scuola dell’infanzia. Per rispondere a questa
esigenza, si possono prevedere percorsi finalizzati ad agevolare la conoscenza della scuola
dell’infanzia da parte delle famiglie dei bambini che frequentano l’ultimo anno di nido. In tal modo, la
famiglia potrà assumere scelte consapevoli e vivere come interessante la fase di passaggio; il
bambino potrà essere facilitato nel cambiamento.
Di seguito si illustrano le modalità operative che le cooperative utilizzano nei nidi gestiti:
 definizione di protocolli condivisi tra Nido e scuola dell’Infanzia relativi alla fase di passaggio
 incontri tra il personale educativo dei due servizi per affrontare eventuali problematiche o
approfondire aspetti specifici del passaggio
 trasmissione di documentazione relativa all’ultimo anno di asilo nido del bambino, ad es.
utilizzando la scheda di passaggio Nido/Scuola dell’Infanzia in cui vengono riportate le
informazioni sul bambino e sul suo percorso esperienziale al nido
 incontri tra genitori, bambini, educatori e insegnanti delle scuole coinvolte, ecc.
 momenti di conoscenza per bambini e genitori come visite guidate nella scuola, partecipazione a
feste e attività comuni, ecc.
Purtroppo, però, anche i progetti più ambiziosi si scontrano con la scarsa disponibilità riscontrata da
parte delle scuole dell’infanzia del territorio. Se a questo aggiungiamo la particolarità dell’utenza del
nido Aquilone Azzurro, che in quanto non inserita in graduatoria comunale spesso non riesce a
trovare posto alla scuola dell’infanzia comunale (o conosce la definita destinazione solo a settembre)
diventa chiara la difficoltà che le ditte incontrano nella realizzazione di un progetto di passaggio
nido/scuola dell’infanzia secondo le aspettative.
Per i suddetti motivi è intenzione delle scriventi elaborare, nel corso degli anni educativi, un progetto
di passaggio nido/materna da realizzarsi con diverse scuole dell’infanzia di gestione privata. Le
educatrici dei plessi coinvolti collaboreranno fin dall’inizio dell’anno scolastico per realizzare assieme
un protocollo di passaggio che consenta ai bambini del nido Aquilone Azzurro, indipendentemente
dalla reale destinazione per l’anno successivo, di conosce e vivere momenti di scambio con bambini di
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età differenti, ambienti diversi ed educatrici nuove.
Durante il corso dell’anno, il nido Aquilone Azzurro si apre al territorio facendosi conoscere e
attivando iniziative educative che coinvolgono anche cittadini che non utilizzano il servizio; prima fra
tutte sono le giornate di Nido Aperto, durante le quali i genitori interessati possono visitare la
struttura e confrontarsi con le educatrici sulle metodologie utilizzate.
E’ inoltre presente in struttura una bacheca adibita allo scambio di informazioni tra i genitori sulle
iniziative presenti sul territorio riguardanti l’infanzia.
PROGRAMMAZIONE, OSSERVAZIONE E DOCUMENTAZIONE
La progettazione educativa rappresenta lo strumento attraverso il quale si dichiarano gli intenti
pedagogici volti a promuovere processi cognitivi, affettivo relazionali e di socializzazione dei bambini.
L’elaborazione del Progetto Educativo viene compiuta, all’inizio dell’anno scolastico, dal coordinatore
Pedagogico dell’Asilo Nido. Vi si esplicitano gli orientamenti e le finalità del servizio, le modalità di
inserimento dei bambini, l’organizzazione delle routines e delle altre attività, degli spazi e dei tempi, la
giornata al nido.
Il progetto educativo viene illustrato all’inizio dell’anno scolastico alle famiglie. Dal Progetto Educativo
si passa, dopo la fase degli inserimenti, ovvero quando risulta più completa la visione del gruppo dei
bambini e della bambine del Nido, alla definizione della Programmazione Annuale o Piano di Lavoro
che sarà attuato nel corso dell’anno e presentato alle famiglie frequentanti.
Per il passaggio dal Progetto Educativo al Piano di lavoro si utilizzano, quali principali metodologie di
lavoro, l’osservazione e la documentazione, applicate poi costantemente nel corso di tutto l’anno
scolastico.
Il metodo osservativo
Attraverso l’osservazione l’educatore acquisisce la conoscenza della realtà di ogni bambino, i sui
tempi, bisogni e comportamenti. L’osservazione è un elemento propulsore della conoscenza che
permette di verificare l’organizzazione dei tempi e degli spazi, l’adeguatezza delle proposte di attività,
la puntualità degli interventi, in un’ottica di continua tensione educativa.
Gli obiettivi dell’osservazione sono quelli di conoscere, comprendere, programmare, documentare e
consentire così di evitare l’improvvisazione educativa, favorire scelte educative contestuali, costruire
un primo archivio-dati di ogni bambino in grado di segnalarne le tappe evolutive e delineare la storia
della sezione e del Nido.
L’osservazione deve essere guidata da schemi interpretativi (non si può osservare se non si sa cosa
osservare). Di seguito si incidano alcuni strumenti e metodi di osservazione:
 griglie di osservazione: devono condurre a descrizioni organizzate, dettagliate e precise; in una
scala di misurazione le risposte non chiuse (si/no);
 strumenti meccanici: macchina fotografica, registratore, videocamera, ecc.
La documentazione
La documentazione è parte integrante del progetto e pratica educativa fondamentale attraverso la
quale è possibile raccontare, rendere visibile e trasmissibile il percorso didattico, generare maggiore
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consapevolezza professionale nel personale, dare un significato alle esperienze e arricchire la memoria
per continuare ad apprendere dalle esperienze.
La documentazione può essere pensata per i bambini, per i genitori, per il personale e, quindi, può
essere realizzata con linguaggi e codici diversi, ma anche con strumenti e supporti diversi (cartacei,
informatici, ecc…
Le procedure e gli strumenti documentativi, devono garantire la costante adesione alle finalità e agli
obiettivi delineati dal progetto e l’adattamento dell’intervento educativo alle esigenze del bambino e
della sua famiglia. E’ importante avere ben presente che “cosa” si vuol far capire e “come”; esistono
molti modi di dire le cose, ma ciascun modo può illuminare dei particolari.
Fondamentale è la documentazione che testimonia il percorso di crescita del bambino e delle
esperienze che ha condotto all’Asilo Nido, le sue relazioni con le educatrici, il personale ausiliario, il
gruppo dei bambini, così da contribuire alla consapevolezza e alla valorizzazione dei suoi cambiamenti
e delle sue conquiste in un processo di costruzione della sua identità.
Di seguito si riporta sinteticamente la documentazione utilizzata dalla Cooperativa sociale le pagine,
parte integrante delle procedure esplicitate nel Sistema di Certificazione di Qualità UNI EN IS0
9001:2008 e UNI 11034:2003 da questa adottata, messa a disposizione del servizio.
La sotto descritta documentazione è già stata adottata con evidenti risultati nel corso degli anni
educativi appena trascorsi e ha prodotto, nel gruppo di lavoro, abitudine alla registrazione puntuale e
“competente” di quanto accade nel servizio. La presenza di documentazione sempre aggiornata
consente, inoltre, all'Amministrazione Militare, di avere quotidianamente a disposizione dati
aggiornati sull'andamento delle attività del Nido.
La documentazione attualmente in uso presso il Nido Aquilone Azzurro è la seguente:
 Scheda dati anagrafici e riferimenti
 Diario del bambino
 Scheda colloquio per l’inserimento
 Schede di monitoraggio delle routines
 Programmazione
 Consegne di nido / Scheda di informazione
ambientamenti/inserimenti
quotidiana
 Calendario ambientamento individuale
 Verbali
 Scheda verifica inserimenti
 Questionario di soddisfazione delle famiglie
 Scheda di osservazione delle criticità
 Questionario
di
soddisfazione
del
evolutive
committente
DURATA
Il Progetto Pedagogico ha durata triennale. Occorre che alla fine di tale periodo il progetto sia rivisto
all’ interno del gruppo di lavoro, condiviso con le famiglie utenti del servizio ed eventualmente
aggiornato.
Settembre 2014
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progetto pedagogico