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INDICE
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1 LA SITUAZIONE
1.1 Un anno buono: oltre i 100 milioni di spettatori!
1.2 I cineforum, luoghi di aggregazione avanzata
1.3 Il ruolo della Federazione Italiana Cineforum
pag. 2
pag. 8
pag. 16
pag. 21
2 ATTIVITÀ EDITORIALI
2.1 Rivista “Cineforum”
2.2 Edizioni di CINEFORUM
João giullare di Dio
André Téchiné
Declinazioni del vero – Il cinema di Davide Ferrario,
Daniele Luchetti e Daniele Vicari
Asian Film Festival 5
2.3 Annuario del Cinema – quattordicesima edizione
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag. 36
pag. 37
pag. 37
3 INIZIATIVE A FAVORE DEI CINEFORUM
3.1 Lavori degli organismi centrali
3.2 Segreteria generale
3.3 Servizi ai cineforum
3.4 Bollettino FIC e siti in rete
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
39
39
41
41
42
4 ATTIVITÀ CULTURALI
4.1 Convegno “Vedere e studiare cinema”, XVIII edizione
4.2 Incontro sul fare critica
4.3 LV Consiglio Federale
4.4 Distribuzione di film - AVANTI! e Billy Wilder
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
44
44
47
47
48
5 PARTECIPAZIONE A INIZIATIVE DI ALTRI ORGANISMI
pag. 54
6 CONCLUSIONI
pag. 55
1
29
29
34
35
35
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LA SITUAZIONE
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A conclusione di ogni anno, la Federazione Italiana Cineforum, FIC, stende
questa relazione, da presentare al Ministero, sulle proprie attività: sul lavoro dei
cineforum sparsi in tutta Italia, sugli interventi degli organismi centrali
dell'associazione, sulle linee di azione della FIC all'interno del mondo del cinema
italiano, dentro l'offerta e l'uso del cinema nel nostro paese.
È nostra consuetudine analizzare su queste pagine il quadro complessivo, lo
stato delle cose cinematografiche nel nostro paese: e individuare, all'interno del
panorama più generale, la posizione di quella parte di offerta di cinema che
abbiamo sempre chiamato “circuito culturale”, intendendo con questa espressione
tutto il settore che lavora e si impegna, con modalità non commerciali, nel campo
dell'offerta cinematografica, senza scopi di lucro e con lo scopo di incrementare gli
spazi culturali.
I cineforum, i circoli del cinema, i cineclub, le sale delle cineteche e di molti
enti pubblici svolgono un lavoro immenso, lavoro che si va sempre più allargando
proprio in relazione con i cambiamenti e anche con gli stravolgimenti del mercato
commerciale. Per anticipare qui un ragionamento che poi svilupperemo più
approfonditamente nelle prossime pagine, possiamo dire che con l'avvento dei
multiplex, quindi a partire da un decina d'anni in qua, e con la successiva entrata in
crisi delle sale con un solo schermo, di solito ubicate nel centro delle città, il ruolo
di diffusione del cinema di qualità e d'autore, del cinema firmato da registi
importanti, del cinema che in una sola parola possiamo chiamare “culturale” è
passato, in misura notevole, al circuito dei cineforum. Ormai, se non ci fossero i
cineforum, si verificherebbe in quasi tutto il territorio nazionale un salto
(all'indietro) fortissimo: ci sarebbe un abisso tra la visione in sala e i dvd, non ci
sarebbe più la possibilità di vedere, fuori dalle città, nessun buon film, anche
italiano, proiettato in sala e gli spettatori dovrebbero aspettare di vederseli in casa
con i dvd.
Questa è una prima e fondamentale constatazione: che vale, sottolineiamolo
subito, per la quasi totalità del territorio nazionale. L'offerta di cinema di qualità è
presente esclusivamente nelle grandi città, nelle sale d'essai, ma già in cittadine di
media grandezza, diciamo intorno ai 50-100.000 abitanti, è molto difficile trovare
2
delle sale in cui questi film vengano presentati. Non parliamo poi dei centri minori,
dove le sale rimaste aperte fanno, quasi tutte, la sola programmazione del fine
settimana, esclusivamente riservata ai film di maggior richiamo commerciale.
Basta dare un occhio, in internet, alle programmazioni delle sale e si può
facilmente constatare come la circolazione dei film migliori non vada al di là delle
città maggiori, non ne oltrepassi, se non molto raramente e solo in qualche caso
isolato, i confini.
Dunque, la prima constatazione che vogliamo qui fare, e sulla quale
torneremo, è che se non ci fossero i cineforum, se non esistesse quel circuito
culturale di sale, di visioni e di pubblico che fa girare i buoni film, questi stessi
buoni film avrebbero una circolazione limitata ai grossi centri e basta. Nel resto del
territorio nazionale proprio non si vedrebbero.
La seconda constatazione che facciamo in apertura di discorso, e che
vogliamo combinare con la precedente di carattere cinematografico, è di tipo
economico e tocca direttamente la vita e la sopravvivenza della nostra Federazione,
così come anche delle altre associazioni del pubblico. Nel giro di due anni, dal
2005 al 2007, la FIC ha visto diminuire del 40% e quasi all'improvviso il
contributo ministeriale, che è passato dai 275.000 euro del 2005, ai 183.000 del
2006, infine ai 163.500 del 2007. Ora, è chiaro che una simile diminuzione del
contributo attribuito alla FIC sulla base della legge sul cinema ha portato a un
drastico ridimensionamento delle nostre attività, ridimensionamento che è ancora
in atto e che continuerà fino a quando non si verificasse una risalita del contributo
verso le cifre del 2005 e degli anni precedenti.
Non vogliamo qui cominciare con le lamentazioni: ma ci sembra ovvio che
trovarsi a disporre, nel giro di due anni, di una cifra pressoché dimezzata per
svolgere tutte le attività che da anni la FIC porta avanti con costanza e con cura,
non è una situazione che si possa affrontare con tranquillità. L'unica maniera per
affrontarla, una maniera obbligata, è semplicemente stata quella di tagliare,
purtroppo, molti interventi.
Con il risultato paradossale che, proprio quando il ruolo dei cineforum è
diventato, come abbiamo detto sopra, fondamentale per la circolazione del buon
cinema in Italia, proprio adesso i cineforum e le loro associazioni, tra le quali la
FIC occupa un posto di rilievo, si ritrovano privati dei fondi necessari per sostenere
questo sviluppo, per favorirne il radicamento, per allargarne il raggio d'azione.
L'anno trascorso, il 2007, è stato dunque un anno difficile. Se già nel 2006
avevamo dovuto limitare di parecchio le nostre attività, a causa del taglio del 30%
del contributo ministeriale, nel 2007 le cose sono proseguite con una fatica ancora
3
maggiore. E questo anche se il FUS ha visto aumentare la cifra complessiva; e
questo anche se la cifra per le associazioni del pubblico è rimasta pressoché
invariata. Purtroppo, però, per la Federazione Italiana dei Cineforum il contributo è
stato invece ulteriormente decurtato di circa 20.000 euro. Le ragioni di questo
ulteriore taglio ci sfuggono, non le conosciamo e non vogliamo metterle in
discussione qui. Sta di fatto che anche nel 2007, quando si sperava almeno in un
parziale recupero dopo il 30% in meno dell'anno precedente, la sovvenzione è
diminuita (pur avendo la FIC continuato a lavorare sulle linee degli anni
precedenti).
Le conseguenze di questa diminuzione dei fondi a disposizione della FIC
negli ultimi due anni ha evidentemente portato a una limitazione pesante dei nostri
interventi e, oggi, mette in pericolo anche alcune delle tradizionali e importanti
forme di presenza della FIC nel panorama culturale italiano, come la rivista
“CINEFORUM”, o la distribuzione di film, classici e recenti, nel circuito culturale.
Nella relazione dello scorso anno, esprimevamo la speranza che nel 2007 il
contributo potesse ritornare, se non alla quota del 2005 (di 275.000 euri), almeno a
un livello intorno ai 230-240.000. Il che ci avrebbe permesso di procedere
certamente con cautela ma anche di continuare a svolgere il nostro lavoro di
supporto ai cineforum e a tutto il circuito culturale. Questo non è successo; anzi, il
contributo, come abbiamo detto, è diminuito ulteriormente. Ora, dato che la
speranza è sempre l'ultima a morire e dato che il Fondo Unico per lo Spettacolo è
stato aumentato nell'ultima finanziaria, possiamo qui rinnovare l'auspicio per il
2008.
Speriamo insomma che, sia per la FIC come anche per tutte le altre
associazioni del pubblico riconosciute dalla legge sul cinema, sia possibile
riprendere il percorso che da molti anni, ormai da più di cinquanta per la FIC!, ci
vede lavorare a sostegno del cinema di qualità. La FIC ha individuato, nel corso
dei decenni, una serie di livelli e di settori verso i quali indirizzare, con
ragionevolezza e razionalità, i propri sforzi. Si tratta: del sostegno ai cineforum; di
alcune iniziative editoriali di rilievo, come la rivista “CINEFORUM”, tra le più
importanti in Italia, e come i volumi pubblicati nelle nostre collane; della
distribuzione di film classici e attuali; della più recente e significativa attività di
distribuzione di lavori italiani di corto e medio metraggio su supporto dvd,
iniziativa che abbiamo voluto chiamare, con un augurale acronimo, AVANTI!,
ovverosia Agenzia Valorizzazione Autori Nuovi Tutti Italiani.
È proprio per questo stretto legame che il lavoro della FIC ha sempre messo
in atto tra la situazione generale del cinema nel nostro paese e la situazione dei
cineforum e dei punti di offerta culturale che ci spiace di non poter disporre dei
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mezzi che ci permetterebbero di insistere nella nostra direzione tradizionale di
intervento. Ed è questo che qui, nell'introduzione, vogliamo sottolineare: che,
appunto, gli interventi della FIC non si sono mai limitati a quello che potrebbe
essere il proprio ambito, diciamo così, “istituzionale”, quello cioè dei cineforum
affiliati alla FIC. Abbiamo sempre pensato invece – e crediamo di aver pensato
bene – di rivolgere i nostri sforzi a tutti quei soggetti che “usano” il buon cinema e
lo diffondono. Abbiamo sempre pensato che nostro compito fosse quello, oltre
naturalmente di sostenere i cineforum, anche di sviluppare tutto il circuito
culturale, di offrire dei supporti (critici e cinematografici, rivista “CINEFORUM” e
film in distribuzione) che potessero rafforzare la rete del buon cinema. Non
vorremmo sembrare troppo presuntuosi: ma ci pare che la situazione generale ci
dia ragione. Se l'offerta di cinema è, nel nostro paese, oggi, divisa in settori molto
ben delineati, quello dei multiplex e delle sale a più schermi, poi quello delle sale
d'essai cittadine, e infine quello, nostro, dei cineforum che assicurano la diffusione
in profondità del buon cinema, allora l'avere noi, come FIC, puntato proprio allo
sviluppo di questo terzo settore, quello chiaramente basato su di un volontariato
culturale diffuso, è stata la scelta giusta da fare. Scelta che vorremmo poter
continuare a mantenere anche per i prossimi anni, come abbiamo fatto da tanti anni
in qua.
Ecco allora che questa nostra relazione presenta i lavori svolti dalla FIC nel
corso del 2007 e, questi interventi, li posiziona nel panorama complessivo del
mercato cinematografico in Italia: questo perché siamo del tutto convinti che ormai
il circuito culturale, quello dei cineforum, faccia parte in maniera stabile e
significativa dell'offerta di cinema in tutto il paese. Queste pagine vengono allora
pensate e scritte non solo come testo da presentare agli uffici ministeriali, ma anche
come una relazione che possa essere letta dai responsabili di ogni cineforum, così
da dar loro la sensazione e il senso della validità del nostro intervento. Nostro, cioè
di ogni singolo cineforum; e nostro, cioè di noi che abbiamo la responsabilità di
dirigere la FIC.
È nell'ormai vasto quadro, anno dopo anno sempre più vasto, dell'offerta di
cinema che il lavoro dei cineforum e della FIC viene ad assumere il giusto profilo e
la giusta importanza. È verificando quali siano i cambiamenti in atto nel mercato
delle sale commerciali, in quello della rete d'essai e infine nel grande mondo
dell'home video, dei dvd e delle offerte in rete, che viene ad assumere il giusto
peso la presenza dei cineforum. Che non sono un'anticaglia del passato ma
rappresentano oggi la più diffusa rete di offerta del cinema di qualità in Italia.
Un'affermazione come questa, così netta e chiara, è suffragata dai dati: nella
recentissima
pubblicazione
dell'AICA (l'Associazione
per
Iniziative
Cinematografiche e Audiovisive, cui aderiscono tutte le associazioni del pubblico,
FIC compresa), intitolata I Circoli del cinema, Una rete per la cultura, vengono
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censiti, nel 2007, ben 1.094 punti di offerta di buon cinema, tra cineforum, circoli
del cinema e cineclub, tutti aderenti alle nove associazioni nazionali (ANCCI,
CGS, CINIT, CSC, FEDIC, FIC, FICC, UCCA, UICC).
Che esistano 1.094 cineforum e circoli del cinema in tutta Italia è fenomeno
rilevante e che fa una certa impressione. Fenomeno che significa una cosa molto
semplice: che la voglia di buon cinema è diffusissima e che questa voglia non è
soddisfatta dalle sale commerciali. È a tutta questa rete, profonda, diffusa e ben
radicata, che si rivolgono gli sforzi e le iniziative della FIC. Qui dentro nuotiamo,
questa è la nostra acqua: e non è poca. E sta anche aumentando: nella precedente
pubblicazione della guida dell'AICA, pubblicata nel 2004, venivano segnalati 853
punti di cineforum e di offerta culturale. Nel 2007, questi punti sono diventati
1.094. Quasi il 30% in più. Sembra proprio che, da un lato, la profonda
ristrutturazione del mercato cinematografico commerciale lasci aperti molti spazi
al fiorire dei cineforum, e che, dall'altro, il lavoro delle associazioni, e anche della
FIC che a tutta questa rete si rivolge, abbiano dato e continuino a dare buoni frutti.
I cineforum si allargano perché il mercato commerciale di qualità non arriva
dappertutto, anzi quasi non esce dalle città più grandi. E la FIC ha lavorato per
sostenere, come anche queste pagine dimostrano, questo allargamento.
Il ruolo dei cineforum è quindi, oggi, ancora più importante di un tempo.
Perché se, negli anni Cinquanta e Sessanta, la rete delle sale commerciali si
estendeva praticamente ovunque, e se poi i film restavano in circolazione per
lunghi periodi e venivano anche ripresi con le riedizioni, oggi, le condizioni di
sfruttamento dei film sono del tutto cambiate. I film restano nelle sale per un
periodo breve, anche brevissimo se la risposta del pubblico non è quella attesa.
Dopo di che, spariscono in quanto pellicole e passano sui dvd. Chi fa “resistere” i
film è la rete dei 1.094 cineforum e punti di offerta culturale. Grazie ai cineforum,
possono continuare ad esistere i film di qualità. Nelle periferie urbane, in
provincia, nelle medie e piccole città, nei paesi. Se il buon cinema continua ad
essere visto nell'Italia diffusa è grazie ai cineforum.
C'è stata, negli anni Ottanta e Novanta, una forte sottovalutazione del
fenomeno dei cineforum. È sembrato a molti che la formula fosse ormai vecchia e
sepolta. Che la visione comune di buoni film, magari con una introduzione critica e
addirittura con una discussione dopo il film (ricordiamo tutti il “No, il dibattito
no!”, di morettiana memoria...), fosse un modo vecchio e tramontato di usare i
film. La realtà delle cose ha dimostrato il contrario. Certo, i cineforum sono molto
cambiati, certo l'atmosfera non è più quella didascalica, didattica e ideologica di
decenni lontani: ma l'idea del cineforum è rimasta in piedi; anzi, come dimostrano i
1.094 circoli, essa si è rafforzata e ha preso ancora più piede. E questo
semplicemente perché, se non esistessero i cineforum, i film non si vedrebbero. La
6
constatazione è ovvia: sono i cineforum ad assicurare la circolazione in profondità
dei film di buon livello. Le sale commerciali non assolvono più a questo compito.
Così, quella che per alcuni era una presenza ormai da archiviare è invece diventata
una realtà in espansione. I cineforum sono, nell'Italia del 2007 e sicuramente anche
degli anni futuri, i punti in cui si perpetua la visione collettiva, sociale, comune, dei
film di qualità. In sala. Su grande schermo. Per un pubblico che sa quello che
vuole. Secondo i modi di un uso partecipato del film.
Chi l'avrebbe mai detto che, invece di scomparire come preconizzavano in
tanti, i cineforum si sarebbero rafforzati e diffusi? E chi avrebbe mai pensato che
questo potesse avvenire proprio grazie alle trasformazioni del mercato, alla
invasione dei potenti multiplex, alla scomparsa delle sale cittadine monoschermo,
alla dissoluzione del circuito di profondità? Cioè: come conseguenza della
formidabile rivoluzione nell'uso del cinema cui abbiamo assistito negli ultimi
vent'anni. Basta conoscere un po' la realtà del mercato e dell'offerta di cinema nel
nostro paese – e chi scrive la conosce fin dall'inizio degli anni Sessanta – per
sapere che una sala di provincia o di periferia, oggi, può restare aperta solo se
lavora su più livelli. Se cioè riesce a fare buoni incassi con il cinema commerciale
nei fine settimana; se poi offre a un diverso pubblico, quello del cineforum, dei
buoni film durante la settimana; se si collega con le scuole e con gli enti locali per
fare non solo cinema ma anche teatro, musica, incontri... Insomma e in
conclusione: o pensiamo che il patrimonio di sale, di socialità e di civiltà, debba
essere lasciato andare alla deriva, oppure vediamo questo patrimonio come una
risorsa importante, da custodire e rafforzare. Allora, in questa seconda prospettiva,
la presenza anche dei cineforum, dentro una sala che ha le forze per restare aperta
e per migliorarsi (con il digitale, per esempio), assume un ruolo fondamentale.
Certo, la sala non è più l'unico luogo della fruizione di cinema. Sono venuti
prima i canali televisivi, poi i canali satellitari, le videocassette, i dvd e da ultimo
internet. L'offerta di cinema si è moltiplicata e i luoghi delle visioni si sono
allargati a dismisura. Ma sta di fatto che la visione comunitaria, sociale, del film in
sala esercita ancora un'attrazione e un fascino che non sembrano voler scomparire.
E sta di fatto che anche la visione di buoni film, di film da cineforum, continua ad
essere richiesta da molti spettatori. Così, volere o no, i cineforum sono ancora qui.
Nelle pagine seguenti si può leggere una descrizione della situazione
dell’offerta di cinema nel nostro paese. Ad essa aggiungeremo l’illustrazione delle
attività messe in atto dalla Federazione Italiana Cineforum nel corso del 2007.
7
1.1 UN ANNO BUONO: OLTRE I 100 MILIONI DI SPETTATORI!
L'anno cinematografico 2007 può essere considerato, stando alle cifre, l'anno
della riscossa. L'anno in cui l'andamento delle frequenze nelle sale ha ripreso ad
aumentare e ha raggiunto di nuovo dei livelli che sembravano dimenticati e
impossibili da riguadagnare. “Tutti i dati in crescita”, titolava il “Giornale dello
Spettacolo” del 23 novembre 2007. E sul numero del 7 dicembre, si poteva leggere
quest'altro titolo: “Si rafforzano il segnali positivi sull'andamento del 2007 –
Cinetel: 100 milioni di biglietti nell'anno”. Numeri positivi, sorpasso dei 100
milioni di spettatori, un'offerta di film differenziata ed evidentemente gradita al
pubblico. Un'ottima annata, insomma.
Segno che la ristrutturazione del mercato è ormai definitivamente avvenuta.
Segno che la rivoluzione dei multiplex si è stabilizzata. Che la trasformazione
nell'uso del cinema è acquisita. Che la concorrenza delle televisioni è stata superata
ed è sotto controllo. Segno che quel fenomeno di divisione in tre strati e settori
dell'offerta cinematografica di cui abbiamo parlato nelle pagine precedenti
(multiplex + essai + cineforum) si è stabilizzato.
Se si confrontano le dichiarazioni di fine 2007 dei responsabili delle
associazioni dei produttori e dei distributori con le dichiarazioni da loro stessi
rilasciate a fine 2006, la differenza è notevolissima.
Un anno fa, Paolo Protti, presidente dell’Anec, l’associazione che riunisce
gli esercenti italiani, dichiarava, al “Giornale dello Spettacolo”, che la situazione
era «preoccupante, con una contrazione pesante di presenze in questo periodo della
stagione», mancavano i titoli capaci di attirare il pubblico, mancavano soprattutto
all’appello i film italiani, tanto che, diceva ancora Protti con un esempio lampante
e piuttosto crudele, un solo film, il sequel Pirati dei Caraibi: la maledizione del
forziere fantasma di Gore Verbinski, aveva realizzato in undici settimane quasi 20
milioni di euri a fronte di un incasso complessivo di 16 milioni di euri di tutti i 16
film italiani in programmazione nello stesso periodo nelle sale.
La sconsolata conclusione di Protti era: «Il problema è che noi continuiamo
a lavorare sullo stesso pubblico, la sfida è quella di conquistare nuovi spettatori.
L’Italia è particolarmente in difficoltà rispetto a Francia e Gran Bretagna, perché
mancano i giovani dai 15 ai 24 anni che sono i maggiori frequentatori di cinema.
Nel nostro Paese, infatti, sono solo 3 milioni e mezzo contro i 6 milioni della Gran
Bretagna e i 5 della Francia».
A fine 2006, dunque, le cose andavano male e il futuro sembrava piuttosto
nero. Un anno dopo, a fine 2007, il sorriso è tornato sui volti di produttori,
distributori ed esercenti italiani. È sempre Paolo Protti ad affermare, adesso, che il
2007 «è un'ottima annata». Con numeri che parlano chiaro: gli spettatori sono
8
aumentati dell'11,7% rispetto al 2006, con un forte incremento del cinema italiano
che ha nettamente staccato il cinema americano, raggiungendo – il dato è del
novembre 2007 – il 47% degli spettatori contro il 37,5 del cinema Usa. E il dato
italiano è addirittura in controtendenza rispetto a paesi come la Francia e la
Spagna, che vedono rispettivamente una diminuzione degli spettatori del 3% e del
10%.
Secondo i dati Cinetel, che monitorizza 486 città italiane per un totale di
3036 schermi, e che copre quindi il 90% circa dell'intero mercato cinematografico
italiano, nel periodo 1 gennaio – 30 novembre 2007, gli spettatori sono stati 89
milioni e mezzo, per un incasso complessivo di quasi 531 milioni di euri, con un
prezzo medio del biglietto di 5,93 euri. L'estrapolazione fino alla fine di dicembre
porta il dato vicino ai 120 milioni di spettatori nell'intero 2007, cifra che non
veniva raggiunta dal 1986. A confronto con l'anno precedente, il 2006, l'aumento
degli spettatori è stato, come già abbiamo detto, dell'11,6% e l'aumento degli
incassi del 12,1%.
Risultati come questi del 2007, con quei più di 100 milioni di spettatori,
forse addirittura 120, non si vedevano da una ventina d'anni. E la cifra potrebbe
aumentare nelle prossime stagioni, visto che si ascoltano adesso dichiarazioni che
fanno sensazione: Paolo Pozzi, presidente dei distributori dell'ANICA, prevede un
aumento degli schermi in zone poco servite e auspica che i multiplex programmino
anche film di qualità.
Paolo Ferrari, presidente dell'ANICA, arriva a dire: «Dobbiamo cercare di
tenere i film più a lungo in sala. Molti titoli, soprattutto di qualità, non hanno il
tempo per essere visti. I film vanno curati e i cinema devono avere la loro
specializzazione». Paolo Protti aggiunge: «Va valorizzato il singolo prodotto e va
aiutato a rimanere in sala, non solo nei multiplex. Esistono strumenti di incentivo
per le sale che già si sono dimostrati efficaci, a sostegno del cinema italiano ed
europeo, come il progetto “Schermi di qualità”». (Le dichiarazioni vengono dal
“Giornale dello Spettacolo” del 7 dicembre 2007.)
A sentire queste affermazioni, che insistono tutte sul fatto che le sale in
sostanza non riescono ancora a ottenere i migliori risultati possibili con i buoni
film, non riescono a valorizzarli come meriterebbero, non riescono a tirarne fuori il
massimo delle loro potenzialità anche commerciali – a sentire questi discorsi, viene
appunto da pensare al lavoro dei cineforum: che riescono invece, meglio di quanto
non lo facciano le sale commerciali, a utilizzare i buoni film, a proporli al loro
pubblico naturale, a valorizzarli come si deve e come si dovrebbe (che è il discorso
che abbiamo sviluppato sopra).
Lasciamo per un momento la positiva situazione italiana del 2007 e diamo
9
qualche dato anche sulla situazione europea, dati che si riferiscono però al 2006
(quelli del 2007 usciranno nel febbraio 2008) e che prendiamo dall'Annuario
statistico europeo, lo “European Cinema Yearbook”, la cui ultima edizione, nel
momento in cui scriviamo queste note, riguarda appunto il 2006.
Nel 2006, anno difficile per l'Italia, in Europa le cose erano andate meglio:
gli spettatori erano risultati in crescita del 3,4%, passando da 877,7 a 907,6 milioni.
La Francia era andata benissimo nel 2006 (ma abbiamo già segnalato che invece
nel 2007 ha fatto un passo indietro) con oltre 188 milioni di spettatori (+8,2% sul
2005), secondo miglior risultato dal 1984. Dopo la Francia, veniva la Germania
con un +7,4% e 136,7 milioni di spettatori. Al terzo posto c'era l'Italia con un
incremento minimo dell'1,7%, dopo che il primo semestre dell'anno aveva fatto
registrare un ottimo balzo di oltre il 10%, ridimensionato e praticamente quasi
annullato nella seconda parte dell'anno (come testimoniano le dichiarazioni dei
dirigenti delle associazioni di categoria sopra riportate). Tra i maggiori cinque
mercati cinematografici europei, a segnare le perdite più vistose sono stati nel 2006
il Regno Unito e la Spagna, entrambi con un decremento del 4,9% sul 2005.
Possiamo aggiungere, sempre nel panorama europeo, alcuni altri dati
significativi, anche ai fini del discorso complessivo che stiamo sviluppando. I
multiplex, definendo come tali i complessi con più di otto schermi, sono passati, in
Europa, dall'ottobre 2005 all'ottobre 2006, da 1.013 a 1.060, per un totale
rispettivamente di 10.918 e di 11.393 sale, con un aumento in percentuale del
4,4%. Si tratta di una crescita che continua, sulla scia dei forti aumenti a partire
dalla metà degli anni Novanta, ma che non è più impetuosa come negli anni
precedenti.
Non si aprono più molti multiplex e l'Annuario Europeo registra un altro
fenomeno riguardo a questa fascia del mercato commerciale: c'è un forte
dinamismo per quanto riguarda i passaggi di proprietà dei multiplex che, oggi, non
vengono più costruiti ma vengono piuttosto “scambiati” e passano di mano con un
ritmo molto accentuato, a segnalare sì la vivacità di questo settore ma anche la sua
ormai quasi completa entrata a regime e stabilizzazione. Non si aprono più molti
nuovi multiplex: adesso si comprano e si vendono quelli che ci sono.
L'altro fenomeno di rilievo, segnalato nell'Annuario Europeo, è la fortissima
crescita, un vero e proprio boom lo definiscono i curatori del volume, degli
schermi digitali in tutto il mondo (e questo è un fenomeno che, anche in Italia,
comincia a riguardare le sale dove operano i cineforum: ritorneremo su questo
argomento). Il totale mondiale delle sale e degli schermi dotati di tecnologie
digitali, in soli dodici mesi, è quadruplicato, passando da 595 a 2.866, con un
aumento medio del 382%, aumento che diventa del 1.031% (!), con 1.957
installazioni nel Nord America, e in Europa del 168% con 531 installazioni. Chiaro
che i dati della diffusione dei proiettori digitali e delle sale dotate di questi
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proiettori indicano una tendenza che si accentuerà nei prossimi anni: quella del
passaggio dalla tradizionale pellicola alle tecnologie più avanzate, grazie alle quali
i film e tante altre forme di spettacolo (teatro, musica, lirica, sport...) sono molto
più facilmente “trasportabili” (via banda larga o via satellite), con una notevole
riduzione dei costi relativi alle pellicole (in via di estinzione), dei costi di stampa
delle copie (inutili) e di trasporto (eliminati). In più, elemento fondamentale per il
lavoro dei cineforum, una volta che la proiezione digitale avrà preso piede,
diventeranno facilmente raggiungibili archivi e biblioteche di film, permettendo
così di poter vedere vecchi film, classici e popolari, tutti disponibili e facilmente
utilizzabili in forma digitale.
Se, come prevedono molte fonti e molti studi, l'avvento del digitale
procederà con questa accelerazione, nel 2014, più del 65% delle sale, cioè i due
terzi, avrà sostituito il vecchio 35 mm con un proiettore digitale; e nel 2020 tutte le
sale useranno il nuovo sistema di proiezione. Ecco dunque, per grandi linee, il
quadro della situazione come si è andata evolvendo in questi ultimi anni:
1. i multiplex, dopo essersi imposti e affermati, sembrano essere giunti, se
non al massimo del loro sviluppo e diffusione, a un punto di
stabilizzazione;
2. il sistema di proiezione digitale sta facendo passi avanti e sembra
destinato ad espandersi sempre più;
3. le sale che più hanno risentito dell'avvento dei multiplex sono le sale
cittadine a un solo schermo, sale che o si rinnovano radicalmente (si
digitalizzano, diversificano la loro offerta, diventano dei punti di
aggregazione...) o sono destinate inesorabilmente a scomparire (processo
già molto avanzato in questi ultimi anni);
4. insieme ai multiplex, viene a consolidarsi una seconda zona del mercato,
quella delle sale d'essai, delle sale a forte caratterizzazione legata al
cinema di qualità, sale che hanno un pubblico molto diverso da quello dei
multiplex e che, proprio per questo, risentono molto meno della loro
presenza;
5. insieme ai multiplex e alle sale d'essai, si consolida il circuito culturale
vero e proprio, il circuito di profondità dei cineforum, che sono ormai il
solo, ramificato e radicato veicolo di diffusione del buon cinema non solo
nelle zone tradizionalmente più sfavorite e dimenticate dal mercato
commerciale, ma ormai in tutte le zone che non siano le città grandi e
medie.
Questo è, stando ai dati, alle cifre e alla conoscenza diretta della realtà, il
quadro della situazione. Sono molte le indagini che confermano questo quadro, che
qui abbiamo dato nelle sue linee essenziali.
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E sono ugualmente molti i suggerimenti che varie indagini, commissionate
dall'AGIS e dall'ANEC, hanno proposto in questi anni a produttori, distributori ed
esercenti per cercare soluzioni che portassero il cinema italiano e le sale fuori dalla
lunga crisi. Ora, non è detto che la crisi sia finita, non è detto che le rassicuranti
cifre del 2007 migliorino o almeno si ripetano nel 2008. Se però alcuni segnali
confortanti ci sono, allora vuol dire che tutto il grande rivolgimento cominciato
parecchi anni fa nel mercato cinematografico sta oggi assestandosi e si può,
speriamo!, cominciare a guardare al futuro se non con tranquillità almeno con
minori paure.
Dicevamo dei suggerimenti offerti soprattutto agli esercenti dalle molte
indagini svolte. Suggerimenti rivolti agli esercenti perché da molti anni a questa
parte è proprio stata la sala il punto debole e barcollante della catena, prima, negli
anni Ottanta, a causa dell'esplosione dei canali televisivi, poi per l'arrivo delle
videocassette, quindi dei dvd, dei multiplex e infine di internet. I suggerimenti
vanno sempre nella direzione del trasformare la sala in un luogo di aggregazione e
non di semplice e veloce consumo. Intendiamo qui sala nel senso della sala
tradizionale. I multiplex, al contrario, devono essere per loro natura luoghi del
consumo veloce (e del consumo non solo di cinema: non a caso sono spesso
inseriti in grandi centri commerciali).
Le sale invece, se vogliono cercare di resistere, dovrebbero, stando ai
risultati delle ricerche di mercato, diventare diverse, inventarsi nuovi modi di
essere: dovrebbero, e riportiamo alcuni dei suggerimenti, favorire l’incremento
della visibilità dei film «attraverso originali strategie promozionali pensate ad hoc
per ogni singolo prodotto»; dovrebbero allungare la stagione ai dodici mesi di cui è
composto l’anno solare (cosa che finora non è riuscita al meglio, con le estati
sempre scarse di film attraenti dal punto di vista commerciale…); creare degli
«eventi culturali» intorno ai film; connotare il carattere della sala; «usare
un’accoglienza amichevole»; «abbandonare la sindrome di “difesa del fortino” e
cercare di conquistare nuovi territori»...
Tutti consigli molto “normali”. Quasi ovvi. E tutti consigli che sembrano
ricopiati su quella che è sempre stata la strategia dei cineforum: che hanno un forte
rapporto con il loro pubblico, che usano strategie di sostegno del “prodotto” cioè
del film (schede, materiali critici, introduzioni, discussioni, corsi, lezioni, incontri
con i registi, dibattiti...), che non difendono il fortino ma si avventurano in più
direzioni (cinema classico, cicli su autori e generi, rassegne particolari,
cortometraggi...).
Sembra allora che questo spazio occupato una volta dalle sale tradizionali a
un solo schermo, prima della rivoluzione dei multiplex e prima dell'esplosione del
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cinema al di fuori delle sale (nelle tv, in dvd, in rete), debba oggi progressivamente
venire occupato da un nuovo tipo di sala. Una sala che deve riuscire a instaurare un
rapporto diverso con il pubblico. Una sala in cui passano sì i film commerciali (e
questi incassi hanno una importante funzione nel regime economico della sala: è
ovvio che se non si incassa abbastanza, la sala non riesce a restare aperta...), ma
anche una sala in cui c'è spazio, soprattutto nei giorni feriali, per altre attività.
Per il cineforum certo, ma non solo: per teatro, musica, spettacoli di vario
genere, incontri, film per le scuole e così via. Potremmo chiamare questo nuovo
tipo di sala una sala sociale: aperta al mondo esterno, pronta a diventare luogo di
aggregazione. Il mondo cattolico, queste sale che una volta erano dette
parrocchiali, le definisce oggi sale della comunità. E non è un caso che, sia nella
rete delle sale della comunità come anche nelle sale legate al mondo operaio,
quelle che si chiamano spesso “Cinema Sociale”, vicine alle Società Operaie e al
mondo sindacale e di sinistra, oggi si assista proprio a questo fenomeno di
trasformazione della sala da luogo quasi esclusivamente cinematografico a luogo
anche ma non soltanto cinematografico.
La trasformazione in atto in questo settore può avvenire oggi grazie all'arrivo
delle tecnologie digitali. Sembra paradossale che una mano per superare le
difficoltà delle sale a un solo schermo, quelle più minacciate dai multiplex e dalle
tante, troppe rivoluzioni in atto, venga proprio dall'ultima novità, anch'essa
rivoluzionaria, la proiezione in digitale. Eppure è proprio così.
Negli ultimi tre anni si è infatti assistito alla nascita di due circuiti di sale
digitali, circuiti che stanno prendendo piede soprattutto in provincia e che mettono
in collegamento proprio le sale monoschermo, situate nei centri medi e piccoli (ma
non solo queste sale dei centri piccoli: anche le sale di città che vogliono
distinguersi dalle altre). I due circuiti in veloce formazione e crescita, quello di
Microcinema, legato all'ACEC, l'associazione cattolica degli esercenti, e l'altro di
Digima, permettono alle sale di ottenere sia film in digitale, sia altri spettacoli,
attraverso un collegamento via banda larga o via satellite. La sala diventa così
luogo di offerta diversificata e vede allargarsi il suo pubblico anche ad altre fasce
di spettatori che non sono più soltanto quelli che seguono il cinema ma anche
spettatori che cercano altri tipi di spettacoli.
Sul quotidiano milanese “Italia Oggi” è apparso, il primo maggio 2007, un
articolo con questo titolo: “Il futuro del grande schermo è multimediale e on
demand”. Nell'articolo si parla del circuito Microcinema e della trasmissione via
satellite della Traviata, regia di Zeffirelli, dall'Opera di Roma, «avvenuta in 20
delle 25 sale di Microcinema».
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Questa sembra oggi la strada buona per permettere alle sale monoschermo di
resistere all'urto dei multiplex e diventare sale sociali con un'offerta diversificata,
offerta dentro la quale c'è posto per molti tipi di spettacolo e c'è posto anche per i
cineforum. Il rafforzamento delle sale a un solo schermo su tutto il territorio
nazionale passa da qui. È trasformando la sala in punto di offerta multipla che essa
può diventare di nuovo, come è stato fino agli anni Sessanta grazie al solo cinema,
un luogo di circolazione di idee e di pubblico: di pubblici diversi fra loro. Le
prospettive sembrano fin troppo rosee (poi bisognerà verificare la risposta del
pubblico e dei pubblici...): si parla di offrire spettacoli ed eventi teatrali, musicali e
sportivi, arrivando persino ai film di qualità che non hanno una distribuzione nelle
sale commerciali. L'ACEC può contare su 750 sale che salgono fino a 1.000
contando anche le più piccole.
E ugualmente il circuito Digima vuole allargarsi a un numero altrettanto alto
di sale. Vedremo nei prossimi anni quanto i due circuiti riusciranno a “sfondare”,
ma di una cosa si può essere sicuri: che o si va in questa direzione, o per le sale dei
piccoli e medi centri sarà ben difficile riuscire a sopravvivere in qualche altra
maniera.
Chi scrive queste note conosce bene questa situazione, quella del cinema che
una volta si chiamava “di profondità”. Conosce bene i problemi delle sale situate
nei piccoli e medi centri di provincia, visto che si trova a operare da più di
quarant'anni in una cittadina di 15.000 abitanti, dove negli anni Cinquanta c'erano
cinque sale cinematografiche, ridottesi via via a quattro, tre e infine alle due
superstiti che, guarda caso, sono proprio la sala del ”Cinema Oratorio”, legata al
mondo cattolico, e la sala del “Cinema Teatro Sociale”, legata al mondo operaio (le
altre tre sale, quelle con un proprietario privato, sono chiuse da molti anni). La
zona in cui lavorano le due sale non è né isolata, né periferica e non è neppure
lontana dalle grandi città. Milano è a 100 chilometri. Torino a 150. Siamo nel Nord
del Piemonte, in una zona ricca di industrie e turisticamente forte, nella provincia
che fino a qualche anno fa era quella di Novara e che da alcuni anni si è sdoppiata
in due con la creazione della nuova Provincia del Verbano Cusio Ossola.
Verbania, che adesso è il capoluogo, ha circa 35.000 abitanti e, dal punto di
vista dell'offerta cinematografica, dopo aver avuto sempre cinque sale, è ridotta
oggi molto male visto che ne ha una sola, a due schermi che fa soltanto film
commerciali per il grande pubblico. Le altre cittadine, Omegna (dove opera il
nostro cineforum), Domodossola, Stresa, più gli altri centri vicini, in provincia di
Novara, come Arona, Borgomanero, Novara stessa, non hanno nessuna sala che
faccia una esclusiva programmazione d'essai. Le sale rimaste aperte vivono
esclusivamente, con l'eccezione parziale di Novara, di film commerciali.
I buoni film, i film di qualità, oggi arrivano a Novara e Verbania, i due
capoluoghi di provincia, a Omegna, Borgomanero, Stresa, Arona, Oleggio,
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Domodossola, tutti centri intorno ai 10-15.000 abitanti, esclusivamente nei
cineforum. Non ci fossero i cineforum, nella nostra zona, ricca, industriale,
turistica, non esisterebbe nessuna possibilità per il pubblico di poter vedere nessun
film di qualità lungo tutto l'anno, ripetiamo nessun film di qualità.
Quando sentiamo dire, in molti convegni, anche da parte di persone che
ricoprono importanti cariche nel mondo del cinema, che i cineforum sono
sorpassati e che, tutt'al più dovrebbero sopravvivere nelle zone marginali, montane,
isolate, ignorate dal mercato cinematografico, noi restiamo allibiti: ormai, oggi, il
mercato cinematografico, per i film di qualità, ignora praticamente tutto il territorio
nazionale, ad eccezione delle grandi città. Il resto dell'Italia, quella ricca e quella
povera, al Nord come al Sud, è tutta marginale per il buon cinema (e per fortuna
che ci sono un po' dappertutto i cineforum...).
Ora, proprio la sala del “Cinema Teatro Sociale” di Omegna, dove opera il
cineforum del cui direttivo fa parte chi stende queste note ed è anche presidente
della FIC, proprio questa sala è stata la prima in Italia a installare un proiettore
digitale e a diventare la sala pilota del circuito Digima. Al “Sociale” sono state
fatte le prove di trasmissione, ricezione e proiezione; in sala sono venuti in molti
da altre città a vedere come funzionasse la proiezione digitale, a verificare quanto
le immagini fossero perfette, ad alta definizione, in nulla inferiori (anzi!) a quelle
della pellicola. L'esperimento è partito da due anni e, nel 2006 e nel 2007, ci sono
state, al “Sociale”, sia proiezioni di film in digitale, sia collegamenti in diretta per
alcuni spettacoli di balletto e di opere liriche, per esempio dal Comunale di
Bologna per il Simon Boccanegra e con la Scala di Milano per il Tristano e Isotta
che ha aperto la stagione milanese il 7 dicembre 2007. I risultati, in termini di
pubblico, sono stati buoni: e soprattutto si nota via via una progressiva crescita del
numero di spettatori. La voce circola, gli spettatori aumentano, la sala si qualifica
come punto di visioni non più soltanto cinematografiche.
Abbiamo voluto introdurre in questa nostra relazione una situazione
specifica, legata alle trasformazioni in atto, prendendo spunto da un esempio che
conosciamo bene. E l'abbiamo fatto per dimostrare come ormai non si possa e non
si debba più distinguere, nel territorio italiano, tra aree favorite e altre meno
favorite nella diffusione del buon cinema.
Ormai, tutte le aree, non solo quelle meno favorite economicamente, ma
anche quelle economicamente più sviluppate e più “ricche” in termini di benessere
economico e sociale (come ad esempio questo Nord Ovest alto-piemontese), sono
dal punto di vista cinematografico aree di esclusiva offerta commerciale, dove non
arriva nessun buon film nelle sale commerciali, dove per vedere i buoni film
bisogna andare ai cineforum (che ci sono, lavorano bene, hanno un seguito
notevole e sono diffusi in tutti i centri medi e piccoli), dove le sale in cui lavorano
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anche i cineforum devono cominciare, come ha fatto il “Sociale” di Omegna, ad
attrezzarsi per continuare a esistere (ed esistere in maniera economicamente sana)
adottando i nuovi sistemi di proiezione digitale che non riguardano solo il cinema
ma che permettono di offrire anche altri spettacoli.
Altro che cineforum vecchi e sorpassati! I cineforum stanno dentro la
profondissima ristrutturazione del mercato cinematografico, ci stanno talmente
dentro che vivono portando il buon cinema dove non arriverebbe mai, ci stanno
talmente dentro che si spostano verso il digitale che è la nuovissima possibilità di
sopravvivenza soprattutto per le sale delle piccole cittadine che dal punto di vista
commerciale sono l'estrema frontiera del cinema in tutta l'Italia di provincia. In
concreto: i cineforum rappresentano la rete di diffusione profonda del buon cinema
di qualità e guardano avanti, verso le nuove tecnologie.
Nell'era dei multiplex, la rete dei cineforum e dei circoli del cinema si sta
attrezzando per posizionarsi non alla retroguardia ma sugli avamposti della
rivoluzione tecnologica. Ed è questa rivoluzione tecnologica a permettere di
abbattere le distinzioni tra aree culturalmente più “avanzate” e aree culturalmente
“sfavorite”: il digitale arriva ovunque con facilità. E siccome ormai i buoni film
arrivano invece con difficoltà dappertutto, ecco che questa soluzione può
permettere in tutte le zone del territorio italiano una diffusione capillare sia dei film
che di altri spettacoli.
1.2 I CINEFORUM, LUOGHI DI AGGREGAZIONE AVANZATA
Si sa bene che il mercato cinematografico ha una struttura fortemente
piramidale. Con pochi film, quelli più seguiti, in cima alla piramide e con alla base
tantissimi film poco o niente visti. Tanti spettatori per pochi film e pochi spettatori
per la maggior parte dei film.
È partendo da questa situazione, di cui sono ben consapevoli i dirigenti delle
associazioni del circuito commerciale (abbiamo riportato sopra le loro
dichiarazioni che sottolineano come troppi film non vengano sfruttati in sala
quanto dovrebbero) – è partendo da qui che i cineforum possono giocare la loro
partita. Se molti film che potrebbero avere un pubblico non riescono a trovarlo
nelle sale commerciali, è chiaro che quelli “buoni”, e tra questi ci sono tantissimi
film abbandonati troppo presto dal mercato, possono essere recuperati dai
cineforum, tanto più che sicuramente non saranno mai arrivati nelle zone in cui i
cineforum lavorano.
Dato che, oggi, il buon cinema non circola in profondità nelle sale
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commerciali, è chiaro che per i cineforum si aprono molti spazi e molte possibilità.
E dato, ancora, che praticamente tutto il territorio nazionale è zona assolutamente
non servita dal mercato cinematografico per quel che riguarda i buoni film, ecco
che le opportunità dei cineforum aumentano. Quindi, se in zona esiste ancora una
sala e se addirittura la si riesce a salvare dotandola di nuovissime tecnologie, ecco
che per il cineforum si aprono strade da percorrere, non diciamo con facilità ma
sicuramente con una certa sicurezza.
Basta guardare le classifiche dei film più visti nelle sale commerciali per
notare, anche in questo 2007, come non solo ai primissimi posti ma per una lunga
serie di posizioni si piazzino film che hanno tutte le caratteristiche del prodotto
commerciale, e soltanto queste. (Contro il quale prodotto commerciale, sia chiaro,
non abbiamo proprio niente da obiettare, anche se li riteniamo di bassissimo
livello.
Non obiettiamo niente contro i film commerciali perché, come abbiamo già
affermato, essi sono fondamentali per una buona gestione anche delle sale in cui si
fa cineforum: senza buoni film commerciali le sale chiudono e anche i cineforum
finiscono...) Ai primi posti della classifica, questa stagione, dopo le consolidate e
tradizionali presenze del terzo Shreck, dell'ennesimo Harry Potter e del terzo
Spider-Man (la serialità funziona sempre benissimo per fidelizzare il pubblico...),
ci sono il film d'animazione Ratatouille, il seriale Pirati dei Caraibi, ancora un
film d'animazione e di derivazione televisiva come I Simpson, un gruppetto di film
italiani, giovanilisti o caciaroni, come Natale in crociera, La ricerca della felicità,
Ho voglia di te, La notte prima degli esami, Una moglie bellissima, Matrimonio
alle Bahamas... Tutti film, eccetto forse Ratatouille, che non finiranno sicuramente
nei programmi dei cineforum.
I film tipicamente da cineforum vanno cercati più in basso nelle classifiche.
Non hanno incassato milioni di euri ma, quando va bene, qualche centinaio di
migliaia di euri, e, quando va meno bene o va proprio male, poche decine di
migliaia. Tanto per fare qualche esempio: uno dei migliori film italiani della
stagione, Il vento fa il suo giro, film sorprendente, che è riuscito ad affermarsi
grazie a un passaparola da spettatore a spettatore, film che è in programmazione a
Milano da più di sei mesi!, ha incassato in tutto intorno ai 250.000 euri: ed è già un
ottimo risultato per un film che non ha alle spalle una forte distribuzione e un
altrettanto forte sostegno pubblicitario.
Lo stesso dicasi per altri bei film: come, per esempio, Ai confini del paradiso
di Fatih Akin, premiato a Cannes, che arriva intorno ai 250.000 euro. Oppure come
Gli amori di Astrea e Celadon di Eric Rohmer, che è sui 150.000, dopo aver avuto
ottime critiche alla Mostra di Venezia. Molti altri film, poi, finiscono molto più in
basso: Edmond di Stuart Gordon, 65.000 euri; You the Living di Roy Andersson,
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35.000; Daratt di Mahamat-Saleh Haroun, premiato a Venezia, 20.000; Lo
specchio magico di Manoel de Oliveira, uscito Milano, Roma e Bologna, non
arriva neppure (possibile?!) ai 2.000 euro...
Come certificano tutte le indagini sugli incassi, la percentuale di film che
non raggiungono i 100.000 euro è quasi del 50% dei film usciti in sala. E a questo
dato va aggiunto l'altro: che ormai in termini percentuali gli incassi nelle sale
arrivano oggi a circa un terzo dell'incasso totale che il film fa lungo tutto il suo
percorso di sfruttamento, con l'home video e i passaggi televisivi a cascata.
È chiaro che il mercato del cinema è un mercato molto squilibrato, con
un'offerta notevole di prodotti che, però, in moltissimi casi sono “piazzati” male e
non riescono a trovare il loro pubblico. Tra questi “prodotti” che non trovano, nelle
sale commerciali, il loro spettatore ideale, ci sono spesso i film di qualità: che
dunque vengono “salvati” dai cineforum. È per questo (e per tutti gli altri motivi
che abbiamo esposto sopra) che i cineforum non soltanto sopravvivono ma vivono
piuttosto bene. È perché si trovano a operare là dove i buoni film non arrivano, ed
è perché molti di questi buoni film non riescono, anche nelle situazioni
commerciali in cui vengono mostrati, a trovare il loro spettatore. Così, fare
cineforum vuol dire anche, tra le tante cose, salvare dal naufragio e dall'oblio molto
cinema di qualità, molti film d'autore, molti bei film.
Certo, non tutto è rose e fiori nel lavoro dei cineforum. Il problema più
assillante per molti circoli è senza dubbio quello della sala. Senza una sala aperta e
ben funzionante, non si fa cineforum. Ecco perché abbiamo tanto insistito nelle
pagine precedenti sul fatto che o le sale, nei piccoli centri, si attrezzano con le
tecnologie più avanzate, oppure facilmente non resistono e con la loro chiusura
viene messa in forse anche l'esperienza del cineforum. Anche se non è detto che
essa finisca. O meglio: finisce l'esperienza del cineforum in sala, se la sala ha
chiuso; ma può anche darsi che il cineforum continui sotto un'altra forma. Una
forma che si è molto diffusa negli ultimi anni: quella delle proiezioni in dvd.
Sappiamo di toccare un tasto delicato. Le proiezioni con i dvd sono state –
almeno fino a pochi mesi fa – irregolari e non regolamentate da nessuna forma e
norma legislativa. Erano semplicemente proibite: e come spesso succede nel nostro
paese, se una cosa è proibita ma vista come necessaria, utile e desiderabile, tutti si
mettono, zitti zitti, a farla.
Su tutti i dvd in circolazione c'è, all'inizio, la didascalia che avverte come
non si possa usare il dvd al di fuori dell'ambito domestico e delle proiezioni
familiari.
Non lo si può usare nelle scuole: e tutte le scuole lo usano da anni. Non lo si
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può usare nelle biblioteche: e moltissime biblioteche usano il dvd. Non lo si può
usare per proiezioni pubbliche ma sono in molti a usarlo. Tipica situazione italiana.
Una cosa non si può fare, in molti però la fanno e tutti sanno che la si fa.
Per i cineforum che hanno problemi con la sala da proiezione, per tutti i
cineforum che si formano in posti in cui la sala è chiusa da tempo, o indisponibile,
o non è mai esistita, la proiezione in dvd è un'ancora di salvezza. È l'unica maniera
per poter continuare a vedere film insieme (o, se la sala non c'è mai stata, per poter
cominciare con poca spesa a vederli).
Bene: il dvd sarebbe dunque, anzi: è di fatto la soluzione ideale per i
problemi anche dei cineforum che hanno difficoltà a disporre di una sala. E non
solo per questi cineforum in difficoltà: il dvd è l'ideale anche per tutti i cineforum
che una sala ce l'hanno e vorrebbero proiettarvi film classici di cui è difficile o
impossibile reperire una copia. Ormai, nelle case, a fianco dei libri e dei cd, c'è lo
scaffale dei dvd; ormai, siamo in molti ad avere in casa la storia del cinema su
dvd, in splendide edizioni; ormai, ci sono festival che premiano i dvd migliori, sia
italiani, sia stranieri (ci riferiamo in particolare al Festival del “Cinema Ritrovato”
di Bologna, che appunto premia i più bei dvd usciti ogni anno, con una giuria
internazionale di esperti e di critici; e molti di questi dvd sono pubblicati e curati
da cineteche ed archivi...). Eppure, nonostante che il dvd permetta di avere a
disposizione (quasi) tutto il cinema italiano e straniero, la proiezione di film in dvd
resta ancora, se non proibita, estremamente difficoltosa.
Quest'anno, infatti, sembrava che le cose, anche su questo punto (della
possibilità di fare proiezioni pubbliche in dvd), si avviassero a un cambiamento
decisivo. Citiamo dal supplemento “Affari & Finanza” di “Repubblica” del 2 luglio
2007. Titolo: “Cade il veto SIAE e rinascono i cineclub”. Sottotitolo: “Siglato il
sofferto accordo con l'ANICA per la gestione dei diritti sui dvd proiettati nelle sale
private, nei circoli culturali, anche nelle piazze dei paesi: il mercato ripartirà e con
esso un mezzo fondamentale per la diffusione della cultura”. C'è di che esultare.
Peccato che le cose non siano così splendide come sembrerebbe.
Nell'articolo di Franco Montini, un giornalista e critico sempre molto attento
alle questioni economiche e legislative, dopo aver sottolineato il fatto che oggi è
molto complicato se non impossibile organizzare delle personali su un regista o
delle rassegne con film classici perché le copie diventano sempre più difficili da
reperire, si afferma poi: «Qualcosa però è finalmente cambiato: nei giorni scorsi la
SIAE e l'ANICA hanno siglato un protocollo d'intesa per regolare sul mercato la
proiezione di film con il sistema Commercial Video. In poche parole i distributori
cinematografici consentono di utilizzare anche il dvd per eventi pubblici in sala e
per proiezioni in luoghi privati destinati alla collettività, quali scuole, feste in
piazza, centri anziani, nonché spettacoli di intrattenimento su navi, aerei ed altri
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mezzi di trasporto».
Sembra tutto perfetto, tutto risolto. E invece no: perché le complicazioni
arrivano subito dopo: «I supporti Commercial Video saranno resi disponibili dai
distributori cinematografici contemporaneamente all'uscita homevideo,
comunicando alla SIAE i cataloghi dei film disponibili, le condizioni di noleggio e
i luoghi in cui è possibile recuperare i supporti». Sarà la SIAE a dare i permessi per
le proiezioni e a incassare i diritti di noleggio. Ecco fatto: un passo in avanti e
parecchi all'indietro. L'accordo è stato fatto in giugno: finora, e siamo in dicembre,
non si ha nessuna notizia né dei supporti Commercial Video, cioè di appositi dvd
(che sembrerebbero diversi da quelli in normale circolazione) riservati alle
proiezioni pubbliche, né di cataloghi con l'elenco dei film disponibili (tutti?, quali?,
solo film recenti?, anche film classici?...), né dei luoghi in cui sia possibile trovare
questi fantomatici dvd Commercial Video...
C'è da pensare, visto come sono state impostate le cose, che le proiezioni
illegali di dvd continueranno ad aver luogo nelle scuole, nelle biblioteche e in tutti
gli altri posti, anche in molti circoli, in cui sono avvenute fino a oggi. Invece di
permettere la visione dei dvd già esistenti e in circolazione, quindi di facile
reperimento, la SIAE e l'ANICA mettono in piedi un circuito parallelo, con dvd
appositi, di difficoltosa reperibilità (li si chiederà ai distributori regionali?,
arriveranno per posta e per corriere come le pellicole?, si dovranno poi rispedire
indietro?...). Invece di facilitare l'uso del dvd, almeno nelle situazioni dove i dvd
sono davvero necessari e utili, come succede nei cineforum per i film classici o
comunque per tutti i film di difficile reperibilità in pellicola, lo si complica ancora
di più. Il risultato, c'è da scommetterci, sarà il fallimento di tutta l'operazione e la
continuazione delle tante visioni illegali un po' ovunque.
La disponibilità dei dvd, di quelli normali intendiamo, è oggi altissima. Sono
facilmente acquistabili sia nei negozi, sia sui siti internet italiani e stranieri. La
cosa più semplice per permettere ai cineforum e alle scuole di usarli in situazioni
controllate, cioè per i soci e per gli alunni, era quella di poter pagare alla SIAE una
quota di noleggio (sperabilmente piuttosto bassa: perché se no nessuno va alla
SIAE a pagare...) per l'utilizzo dei dvd normali e già in circolazione per le visioni
private. Così invece, con l'invenzione di un circuito particolare e con la creazione
di questi dvd Commercial Video le cose si complicano e di molto: c'è da
scommettere che le cose resteranno come sono. Quindi: un'occasione mancata e, in
un paese dalle tantissime complicazioni burocratiche, eccone una in più che non
risolverà nessun problema legato alle visioni pubbliche dei dvd.
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1.3 IL RUOLO DELLA FEDERAZIONE ITALIANA CINEFORUM
Da quando esiste, cioè fin dagli anni Cinquanta, la Federazione Italiana
Cineforum ha sempre lavorato per la diffusione del buon cinema. Naturalmente, da
allora, molte cose sono cambiate. Nata dentro il mondo cattolico, la FIC ha poi
abbandonato, alla fine degli anni Sessanta, una collocazione dichiaratamente
confessionale ed è venuta assumendo un ruolo di aperto sostegno per tutte quelle
situazioni in cui lo strumento cinema avesse una utilizzazione dichiaratamente
culturale. Così i cineforum affiliati alla FIC si trovano oggi a operare sia in sale
legate al mondo cattolico e alle parrocchie, come anche in sale vicine alla
tradizione e alla storia del mondo operaio, o in sale che non hanno una
collocazione così evidente ma che semplicemente credono nel buon cinema e lo
offrono al loro pubblico.
La FIC nel corso dei decenni ha operato alcune scelte di fondo. Anzitutto la
scelta di sostenere i cineforum e fornire ai circoli i supporti necessari, con corsi,
convegni e incontri, perché il loro lavoro possa svolgersi nelle forme e nei modi
migliori e più adeguati. Una seconda direzione di lavoro della FIC è stata quella di
costruire, offrire e far circolare degli strumenti critici: e in questo settore la rivista
“CINEFORUM” ha svolto e continua a svolgere un ruolo fondamentale, insieme a
tutte le altre pubblicazioni edite dalla Federazione, a partire dall'”Annuario del
Cinema” fino ai volumi delle collane “Platea” e “Galleria”. Infine, la FIC ha scelto
di impegnarsi nella distribuzione di film, sia classici che recenti, insieme alla
cooperativa Lab80 Film: e in questo campo ormai la FIC e la Lab80 si sono
guadagnate una assoluta reputazione (e ammirazione) da parte, non solo dei
cineforum della Fic, ma di tutti i punti di offerta di cinema di qualità.
Abbiamo ricordato all'inizio di questa relazione il volumetto, pubblicato
dall'AICA, in cui vengono riportati tutti i 1094 circoli del cinema e cineforum
presenti in Italia nel 2007.
Sulla rivista “Segnocinema” (che, tra parentesi, è una rivista legata al mondo
dei cineforum, pubblicata dal Cineforum di Vicenza), il critico Morando
Morandini, decano della critica italiana e da sempre attento anche al mondo dei
cineforum, scrive un articolo molto interessante e pieno di cifre e notazioni,
articolo costruito proprio sulla base delle notizie contenute nel libretto-guida
dell'AICA. Morandini fa un censimento dei 1094 circoli, li raggruppa per regioni e
città, si diletta a censire i nomi dei cineforum (intitolati, via via, a film, registi,
papi, beati, santi, profeti, attori e attrici, musicisti, uomini politici, scrittori,
personaggi famosi...); poi conclude con una considerazione e due domande:
«Rimangono senza risposte due domande. Alla prima si potrebbe anche rispondere,
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ma in un altro momento perché ho già occupato troppo spazio: che differenza c'è
tra un circolo del cinema e un cinema d'essai? [...] Alla seconda domanda non sono
in grado di rispondere anche perché è piuttosto articolata e complessa: quanti dei
1094 circoli schedati svolgono un'effettiva e continua attività di cultura
cinematografica? che tipo di programmazione hanno? quanti film proiettano in
media ogni anno? quanti soci hanno in totale? Nel titolo del libro dell'AICA più
volte citato si legge: Una rete per la cultura. Che cosa s'intende per rete? Si può
equiparare “rete” a “circuito alternativo” com'è lecito fare per i cinema d'essai?
come e da chi sono finanziati? quanti dei 1094 circoli sono finanziariamente
autosufficienti? Come si vede, più che una domanda, è una raffica».
Possiamo proporre qui qualche risposta alle domande di Morandini e,
rispondendo, potremo anche chiarire ulteriormente il ruolo e il tipo di lavoro svolto
dalla FIC e dai suoi cineforum (che da parecchi anni sono intorno ai 120-130,
diffusi in tutta Italia). La prima domanda chiede quale sia la differenza, se c'è, tra
un cinema d'essai e un cineforum, o circolo del cinema. La risposta è che un
cinema d'essai ha di solito una programmazione continuativa, è una sala
commerciale e fa film tutta la settimana; un cineforum di solito non gestisce la sala
in cui presenta i film (ma ce ne sono anche che gestiscono una sala), non ha scopo
di lucro, si avvale del lavoro volontario e della passione dei suoi dirigenti, fa
proiezioni solo una o due sere la settimana, presenta oltre che film della stagione in
corso anche film classici, fa attività didattiche con le scuole, tiene corsi per gli
spettatori, cerca insomma di allargare le proprie attività anche al di fuori
dell'ambito della sala.
La seconda domanda è più sfaccettata..
1. Quanti dei 1094 circoli svolgono un'effettiva e continua attività di
cultura cinematografica? Risposta: si può presumere che circa il dieci
per cento dei circoli segnalati nella guida dell'AICA siano esistenti ma
non in attività; questo soprattutto perché hanno problemi con la sala e
fanno perciò una vita catacombale (magari usando i dvd) in attesa che
il problema della sala si risolva. Spesso il problema non si risolve e il
circolo chiude definitivamente o continua a esistere solo sulla carta;
qualche volta il problema si risolve, soprattutto per l'intervento
dell'ente locale che riapre o apre una sala, e il cineforum torna a
funzionare.
2. Che tipo di programmazione hanno? Risposta: i cineforum usano
generalmente quelli che vengono chiamati film di qualità, e in questo
pescano nella stessa acqua delle sale d'essai, ma a differenza delle sale
d'essai programmano anche film della storia del cinema, o
22
documentari, o cortometraggi. Per quel che riguarda la FIC, nel
secondo fascicolo che accompagna questa relazioni, si possono
leggere i programmi dei nostri cineforum con i titoli dei film (almeno
per i cineforum che ce li hanno comunicati per tempo).
3. Quanti film proiettano in media ogni anno? Risposta: in generale la
programmazione dei cineforum va dall'autunno alla primavera
inoltrata. Quindi il numero medio dei film presentati sta tra le venti e
le trenta pellicole. Ma ci sono anche circoli, soprattutto quelli che
hanno una sala in gestione, che ne programmano moltissimi, anche
centinaia, e al contrario cineforum che fanno soltanto pochi film,
anche soltanto una piccola rassegna ogni anno.
4. Quanti soci hanno in totale? Risposta: possiamo indicare una cifra per
i 120-130 cineforum della FIC; la media degli iscritti è intorno alle
400 persone, con piccoli cineforum di paese che non arrivano ai cento
soci e grandi cineforum di città medie o grandi che raggiungono anche
alcune migliaia di soci; in totale, il numero dei soci di tutti i cineforum
della FIC arriva intorno alle 50-60.000 persone, che se moltiplicate
per il numero medio delle proiezioni fa una bella cifra di spettatori, e
se si tiene conto di tutti i 1094 cineforum la cifra aumenta ancora e di
parecchio... Il pubblico dei cineforum, anche dal punto di vista
numerico oltre che da quello della qualità, è molto consistente, è un
bacino di utenza, come si dice, di una notevole portata.
5. Nel titolo del libro dell'AICA più volte citato si legge: Una rete per la
cultura. Che cosa s'intende per rete? Si può equiparare “rete” a
“circuito alternativo” com'è lecito fare per i cinema d'essai? Risposta:
l'abbiamo scritto nelle pagine precedenti: la rete dei cineforum è oggi
il vero circuito cinematografico di profondità nel nostro paese; visto
che le sale esistenti nei centri medi e piccoli, fin nei paesi, non
presenta (salvo lodevoli ma rare eccezioni) se non i film commerciali,
sono i cineforum a funzionare da circuito culturale, forse non
alternativo come si intendeva un tempo, ma culturale sicuramente sì.
6. Come e da chi sono finanziati? Quanti dei 1094 circoli sono
finanziariamente autosufficienti? Risposta: i cineforum sono
regolarmente finanziati dai soci, dalle tessere, dai biglietti. La maggior
parte dei cineforum fa una tessera annuale per tutta la stagione. Alcuni
cineforum fanno sia la tessera annuale che il biglietto. Alcuni, ma solo
alcuni, ricevono dei contributi dagli enti locali. Di norma i cineforum
si finanziano con le entrate delle tessere e, se ci sono, dei biglietti.
23
Vogliamo aggiungere qualche considerazione sulla domanda finale, la sesta,
quella sul finanziamento dei cineforum. Abbiamo risposto che i cineforum si
autofinanziano con il tesseramento. Ci possono essere delle forme di aiuto, non
economiche, ma importanti da parte degli enti locali.
Facciamo un esempio che conosciamo bene e da vicino, e che riguarda i
cineforum piemontesi. Più di dieci anni fa, la Regione Piemonte ha messo in atto,
con una legge regionale, una forma di aiuto e sostegno alla diffusione del cinema.
L'iniziativa si chiama “Piemonte al cinema. Il cinema diffuso” ed è realizzata in
collaborazione con l'AIACE, l'AGIS e l'ANICA. Non si tratta di finanziamenti in
denaro ma di aiuti in film. E questa ci sembra un'ottima scelta: e spieghiamo il
perché rifacendoci a un'altra iniziativa che fu tentata qualche anno fa sull'intero
territorio nazionale.
In questo caso, veniva dato un contributo alle sale che programmavano
alcuni film compresi in un elenco compilato centralmente. Le sale chiedevano i
film e ricevevano un contributo forfettario a copertura delle spese. Cosa succedeva:
che il gestore della sala programmava il film e i soldi gli arrivavano comunque sia
che alla proiezione ci fosse un pubblico oppure ci fossero pochi spettatori o anche
nessuno. L'iniziativa era ottima sulla carta: favorire la circolazione di film poco
visti; ma i risultati erano buoni solo per il gestore della sala, che si prendeva
comunque dei soldi, non per i film che potevano anche non essere visti da nessuno.
L'iniziativa della Regione Piemonte, curata sul piano operativo dall'AIACE
(che in Piemonte ha un'esperienza pluridecennale ed è ormai un'istituzione-pilastro
in campo cinematografico), è invece diversa. Anzitutto si rivolge alle sale e ai
cineforum aperti in cittadine piccole, che non siano capoluoghi di provincia; poi,
non dà dei soldi ma dei film, il che sposta completamente l'asse dell'intervento, nel
senso che nessun gestore di sala fa arrivare un film e lo proietta tanto per
proiettarlo (perché deve accollarsi tutti gli i costi dell'apertura della sala, del
riscaldamento, della luce...); i film vengono quindi richiesti soprattutto da
cineforum o circoli del cinema che operano già tranquillamente nella cittadina e
che hanno già un forte radicamento e molti soci; così lo scopo è raggiunto: portare
dei buoni film in giro per il Piemonte, anche in situazioni molto trascurate dal
mercato commerciale, e offrire ai cineforum un sostegno notevole, visto che i film
che si possono avere sono otto ogni anno, film che si scelgono in una lista di una
ventina di proposte, fatte dall'AIACE (e ovviamente sono tutti buoni film d'autore).
I cineforum non pagano, grazie a questo intervento della Regione, otto film
il cui noleggio viene loro offerto gratuitamente; non c'è quel trucchetto del fare
comunque il film e prendere dei soldi; i cineforum stanno meglio, le sale anche e il
pubblico si vede dei buoni film. Pensiamo che una iniziativa come questa, se fosse
24
allargata anche ad altre situazioni e regioni, assicurerebbe una “tenuta”
dell'esperienza dei cineforum e porterebbe, come succede in Piemonte, a un
rafforzamento della “rete” di punti di offerta di buon cinema.
Ma, si sa, il Piemonte, per quel che riguarda il cinema (e non solo), è
un'eccezione. Lo si trova certificato in un supplemento del “Sole - 24 Ore” del 30
novembre 2007, supplemento tutto dedicato appunto al Piemonte. Alcuni articoli
parlano del “sistema cinema” piemontese, parlano del Torino Film Festival e del
successo dell'ultima edizione, parlano dei fondi che vengono destinati al cinema in
tutta la Regione. Si dice a questo proposito: «Museo e Torino Film Festival. Film
Commission e laboratori nelle scuole, sostegno ai cineforum e sale
tecnologicamente all'avanguardia. In Piemonte il cinema è un vero e proprio
sistema. sia culturalmente sia economicamente: produrre cinema è una attività che
porta lavoro e che deve essere gestita in modo efficiente, senza sprechi e con un
accesso ai finanziamenti limpido».
Giusto: e vengono citati non a caso anche i cineforum. E le sale con
tecnologie d'avanguardia. Sarà un'eccezione il Piemonte, con i suoi tanti festival,
con il Museo del Cinema alla Mole che attira centinaia di migliaia di spettatori
ogni anno, con la sua efficiente ed efficace Film Commission che accoglie e
sostiene decine di produzioni: e anche con i suoi cineforum, alcuni dei quali
operano in sale perfettamente attrezzate anche per il digitale. Cineforum che
portano il buon cinema là dove altrimenti non arriverebbe proprio. Sarà
un'eccezione il Piemonte: ma sarebbe bene che molte altre regioni facessero le
stesse cose, ricopiassero quello che qui si fa.
Eccolo, in una situazione certamente all'avanguardia, il ruolo dei cineforum
e della FIC: stare dentro un sistema cinema che lavora su molti piani, dai festival
alle sale, dalla produzione alla diffusione dei film su tutto il territorio, fino ai
piccoli centri. Se dappertutto le cose cinematografiche stessero come stanno in
Piemonte, per il buon cinema non ci sarebbero grosse difficoltà a raggiungere il
suo pubblico.
Detto questo, e risposto alle domande di Morando Morandini, possiamo
adesso passare all'illustrazione, punto per punto, delle attività svolte dalla FIC nel
2007, non prima di aver ricordato che il contributo ministeriale si è ulteriormente
ristretto fino a 163.500 euri, con il risultato che il programma di interventi della
FIC ha necessariamente dovuto subire dei tagli notevoli; e non prima di aver
avanzato anche qualche dubbio su una serie di punti, tre in particolare, contenuti
nella circolare ministeriale con cui la Direzione Generale per il Cinema del
Ministero stesso ha comunicato, sia alla FIC come alle altre otto associazioni del
pubblico, la cifra del contributo per il 2007.
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Nella circolare del 26 luglio 2007, prot. n. 8813, 430400-13, avente per
oggetto: “Associazioni Nazionali di Cultura Cinematografica – art. 18 del D.L.vo
22.1.2004 n. 28. D.M. 03/10/2005 – Contributo 2007”, a un certo punto si scrive
che la Commissione «formula e condivide inoltre l'auspicio che l'attività dei
Circoli, sia a livello associativo nazionale che a livello territoriale, sia
precipuamente finalizzata a:
1) coprire aree del paese meno servite rispetto alle altre in termini di offerta
cinematografica;
2) aumentare l'offerta di servizi on-line, diminuendo al contempo l'attività
realizzata su supporti editoriali/cartacei;
3) eliminare l'istituzione di premi, esistendone già molti a livello nazionale,
ed utilizzare le risorse finanziarie disponibili destinandole in particolare alla
realizzazione di attività formative volte alla fruizione del prodotto cinematografico
da parte dei giovani, con specifico riferimento al “recupero” della memoria
cinematografica nazionale, a partire dal dopoguerra sino ai giorni nostri, non con
prodotti meramente editoriali ma attraverso la visione e il commento critico dei
film adeguato all'età dei ragazzi».
Vorremmo qui brevemente discutere e avanzare qualche rilievo su queste tre
indicazioni, verso le quali dovrebbe venire indirizzata “precipuamente” l'attività
delle associazioni di cultura cinematografica, e quindi anche della FIC.
Relativamente alla prima, quella che ci invita a coprire le aree del paese meno
servite rispetto alle altre, abbiamo già detto fin troppo: oggi le aree del paese meno
servite dal punto di vista del cinema di qualità sono praticamente tutte, salvo le
città più grandi. Sono proprio i cineforum a svolgere questo servizio sociale e
culturale, di presentare film che da quelle parti proprio non arriverebbero; e se
esistono dei cineforum, e spesso con un gran numero di iscritti, anche nelle grandi
città vuol dire che anche lì i cineforum riescono ad attrarre molti soci, sarà perché
la tessera costa poco, sarà perché i programmi sono buoni, sarà perché l'atmosfera
del cineforum è migliore di quella di una sala...
Quanto alla seconda indicazione della Commissione, quella secondo cui le
associazioni del pubblico, quindi anche la FIC, dovrebbero, nel 2008, «aumentare
l'offerta di servizi on-line, diminuendo al contempo l'attività realizzata su supporti
editoriali/cartacei», beh, questa davvero ci suona molto strana, visto che la FIC
pubblica da 48 anni “CINEFORUM”, una delle più conosciute e diffuse riviste di
critica cinematografica del nostro paese. E questo invito a passare dalle riviste
cartacee, forse giudicate un po' troppo in fretta obsolete, a quelle ritenute più attuali
e moderne on-line non va certo nella direzione da noi auspicata. Anche perché non
ci sembra che on-line si assista a una così entusiasmante fioritura di riviste e di siti
di critica cinematografica: nella totalità dei casi, i siti on-line di cinema riportano,
quando va bene, le critiche apparse sui giornali quotidiani (e l'utilizzo che si fa di
26
questi siti è quello, con un taglia-incolla, di usare queste recensioni per costruire le
schede per i propri soci: aggiungendoci comunque una qualche buona critica da
riviste cartacee come la vecchia “CINEFORUM”...). Quando poi va male, i siti online sono pieni di pettegolezzi, e sfoghi, e “recinzioni” velocissime. Gli
approfondimenti critici ci piacerebbe sapere dove si possono trovare (almeno nei
siti italiani).
Ora, consigliare alle associazioni, e alla FIC, di smettere un servizio critico
come quello svolto da “CINEFORUM”, rivista che va, oltre che nelle case degli
abbonati, anche in moltissime biblioteche, in moltissime scuole e università, non ci
sembra un suggerimento molto valido. Tanto più che, se ci mettessimo a fare una
rivista on-line non ci caveremmo un centesimo, mentre con gli abbonamenti e le
vendite in libreria di “CINEFORUM” una certa sommetta la portiamo a casa. E,
mettendoci on-line secondo una certa moda attuale, dove troveremmo i soldini per
pagare il lavoro di chi dovrebbe curare “CINEFORUM” in rete?
Infine, riguardo al terzo punto, quando si chiede di «eliminare l'istituzione di
premi, esistendone già molti a livello nazionale», siamo perfettamente d'accordo,
tanto che la FIC non ha mai istituito nessun premio; e quando poi, sempre al terzo
punto, si chiede di «utilizzare le risorse finanziarie disponibili destinandole in
particolare alla realizzazione di attività formative volte alla fruizione del prodotto
cinematografico da parte dei giovani, con specifico riferimento al “recupero” della
memoria cinematografica nazionale, a partire dal dopoguerra sino ai giorni nostri,
non con prodotti meramente editoriali ma attraverso la visione e il commento
critico dei film adeguato all'età dei ragazzi», qui invece qualcosa da dire e obiettare
ce l'abbiamo. Va benissimo realizzare attività formative per portare i giovani ad
avvicinarsi più che al «prodotto cinematografico» al buon cinema. Va benissimo
recuperare la memoria cinematografica nazionale (ma perché solo quella dal
dopoguerra a oggi?, prima no?).
Ma perché mai contrapporre questa benemerita attività, che tra l'altro
moltissimi cineforum portano avanti da anni facendo cineforum con le scuole e
corsi di aggiornamento per insegnanti e alunni, e dibattiti, e incontri e un sacco di
quelle iniziative con i giovani – perché mai contrapporre il lavoro con le scuole e
con i giovani a quei poveri «prodotti meramente editoriali» che sono le riviste o i
libri? Come se il fare una rivista o un libro fosse in contrapposizione con il lavoro
nelle scuole? Ancora una volta, vorremmo qui sottolineare che un'alta percentuale
di cineforum lavora nelle scuole, in stretta collaborazione con gli insegnanti,
spesso anche, come dicevamo prima, grazie ai dvd e a visioni non più illegali ma
tuttora impossibili: sarebbe meglio allora se si riuscisse finalmente, anche con un
intervento legislativo, a sbloccare sul serio questa questione dell'uso culturale dei
dvd, anche nelle scuole, dove si usano sovente i prodotti meramente editoriali,
come “CINEFORUM”, e si vorrebbe poter usare con uguale tranquillità anche i
27
film, soprattutto i grandi classici, anche quelli italiani, sia dal dopoguerra a oggi
che anche quelli di prima del dopoguerra (per esempio, qui in Piemonte siamo
piuttosto affezionati a un film come Cabiria, recentemente restaurato in modo
splendido dal nostro Museo Nazionale del Cinema di Torino).
Sempre chi scrive, poi, cioè il presidente della FIC, ha un'ottima conoscenza
sia delle scuole che dell'uso del cinema nelle scuole, visto che ci lavora da più di
quarant'anni. Un piccolo rimando ed esempio: è appena stato pubblicato un
notevole e corposo volume, La bella immagine. Percorsi di visione, processi di
spettacolarità tra cinema e scuola, a cura di Angela Gregorini. Il prezioso volume
è stato pubblicato con il contributo e concorso del Ministero della Pubblica
Istruzione e dell'Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell'Autonomia Scolastica, ex
IRRE Marche. In esso si dà conto di un lungo e intenso lavoro proprio sul punto
dell'uso del cinema nella scuola. Il volume, al quale ha collaborato con un saggio
anche chi scrive, può essere letto con profitto e vi si può trovare la conferma di
quanto il lavoro dei cineforum e in generale della critica (quella cartacea) sia
confluito in moltissime esperienze scolastiche. Finora, almeno stando a quanto è a
nostra conoscenza, non ci sembra che dalla rete siano venute sollecitazioni di
uguale intensità e portata.
Per tornare alla FIC e alle sue iniziative, possiamo brevemente ricordare
come la Federazione, associazione culturale senza scopo di lucro, anche nel 2007,
nonostante le grosse difficoltà finanziarie abbia portato a termine una notevole
mole di lavoro, nel campo critico come in quello della distribuzione dei film,
come nel lavoro di sostegno ai cineforum affiliati. E vorremmo anche sottolineare,
come facciamo tutti gli anni, che le entrate della FIC possono contare – oltre che
sul contributo ministeriale, assolutamente fondamentale per il nostro lavoro e che
speriamo nel 2008, grazie all'aumento complessivo del FUS, possa tornare ai livelli
degli anni precedenti ai tagli – anche su entrate proprie che vengono dagli
abbonamenti e dalla vendita della rivista “CINEFORUM”, dell'”Annuario del
Cinema”, delle altre pubblicazioni e dal tesseramento dei circoli aderenti. Detto
questo, possiamo passare a illustrare il lavoro della FIC, nel 2007, per lo sviluppo
dei cineforum, della diffusione del buon cinema, dei buoni film in tutte le zone del
nostro paese e persino della critica cinematografica cartacea.
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ATTIVITA’ EDITORIALI
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2.1 - Rivista “CINEFORUM”
La rivista “CINEFORUM” è uno dei fiori all'occhiello della Federazione
Italiana Cineforum, insieme all'altro fiorellino che è la distribuzione dei film
classici. Anche nel 2007 è continuato il lavoro di ideazione e di edizione della
rivista che viene interamente curata dalla redazione della FIC. La rivista si avvale
di molte prestigiose firme della critica italiana, di contributi di studiosi, storici e
docenti di molte università italiane. Con il numero 471 del gennaio 2008, la rivista
entra nel suo 48° anno di pubblicazione e di esistenza, lunga esistenza.
Nonostante le molte difficoltà finanziarie, la FIC, per il 2007, ha deciso di
lasciare immutata la veste tipografica della rivista (i tagli sono stati effettuati in
altri settori, soprattutto, come diremo, nelle collane editoriali). Nel corso dell'anno
sono usciti i previsti dieci numeri di “CINEFORUM”, dal 461 al 470.
La rivista è edita direttamente dalla FIC, è ideata, curata, redatta, scritta e
impaginata dalla direzione, da un gruppo di coordinamento redazionale, da alcuni
redattori e da molti collaboratori. “CINEFORUM” conserva, dopo 47 anni di
pubblicazione, un ruolo di primissimo piano nel panorama delle riviste italiane di
critica cinematografica.
La rivista occupa questo posto di rilievo da molti anni grazie alla
autorevolezza dei suoi interventi e alla solidità dei suoi approcci critici.
“CINEFORUM” è seguita dagli specialisti, dai molti studenti che seguono i corsi
dei Dams, dagli appassionati di cinema e dai soci dei cineforum. “CINEFORUM”
è molto diffusa nelle biblioteche e nelle scuole, nei circoli del cinema e nei
cineforum, è presente in tutte le librerie specializzate, è diventata, grazie al suo
lavoro puntuale di informazione e di approfondimento, un punto di riferimento per
gli studi sul cinema, la si trova citata molto frequentemente in ricerche e in lavori
universitari: è una voce fondamentale nel panorama critico italiano.
Fin dal 1961, quando è apparso il primo numero, “CINEFORUM” è sempre
stata pubblicata e curata direttamente dalla Federazione Italiana Cineforum. La
redazione, inizialmente a Venezia, è poi passata a Bergamo alla fine degli anni
Sessanta e ancora oggi è a Bergamo, alla periferia della città, a Torre Boldone,
dove si trovano gli uffici, la redazione e l'archivio fotografico. Nella stessa sede
29
della redazione di “CINEFORUM” si trova la sede centrale della FIC. Tutto il
lavoro di redazione, organizzazione, composizione e correzione dei testi viene fatto
in sede, soltanto la stampa è esterna.
Nel panorama delle riviste italiane di critica cinematografica,
“CINEFORUM” si pone in una posizione di forte attenzione per l'analisi dei film,
per lo studio della storia del cinema e per la difesa del cinema di qualità e d'autore.
Studio e analisi sono i due punti di riferimento della rivista. Per questo,
“CINEFORUM” ha cercato di evitare (e quasi sempre ci è riuscita) tutti quegli
atteggiamenti di fastidiosa autoreferenzialità che hanno caratterizzato fino ad anni
recentissimi (e talvolta ancora caratterizzano) molte riviste parallele. Se c'è una
caratteristica specifica delle pagine di “CINEFORUM” è quella di volersi rivolgere
a un pubblico non certo indifferenziato ma neppure estremamente elitario e di clan.
Non è al cinefilo ipercilioso e iperspecializzato, o all'appassionato di un piccolo
settore del cinema (quello che va in visibilio per il gore, o il trash, o l'horror, o
chissà cos'altro...) che la rivista si rivolge.
“CINEFORUM” ha un obiettivo al tempo stesso più modesto e più serio:
vuole essere una rivista mensile che fa il punto sui film che escono nelle sale (e in
questo dà un fondamentale aiuto ai cineforum e a tutti i punti del circuito culturale
italiano che usano testi critici da distribuire ai soci e agli spettatori come materiale
di approfondimento) e vuole poi sviluppare dei discorsi critici nella direzione della
storia del cinema e delle figure dei registi che oggi e ieri hanno fatto il cinema e
continuano a farne la storia. Abbiamo sempre detto su queste pagine che
“CINEFORUM” non insegue le mode critiche ma cerca di vederne gli spunti utili e
di lasciarne cadere gli effetti più effimeri. Così, “CINEFORUM” tende a essere un
buon osservatorio su quello che nel cinema succede e su quello che, di buono, la
critica viene facendo.
In questo senso, se c'è un motivo di soddisfazione per chi lavora a
“CINEFORUM” e per chi ci scrive, esso sta nel fatto che la battaglia linguistica e
non solo linguistica ma di idee, contro un uso artefatto e vuoto del linguaggio
(pseudo)critico, battaglia che “CINEFORUM” ha intrapreso da parecchi anni, oggi
si può considerare se non vinta definitivamente (c'è sempre chi va usando un
linguaggio misteriosofico, densamente oscuro e fatalmente vuoto) almeno avviata
alla vittoria. Anche su “CINEFORUM” si leggono talvolta testi di questo tipo: ma
sono in forte diminuzione: non siamo più nell'epoca della cinefilia ipertrofica e
della critica esercitata senza pensare al lettore.
Nel 2007 ha continuato a operare il nuovo gruppo redazionale: e pensiamo
che alcuni risultati si vedano sulle pagine della rivista. Ormai non si possono più
considerare delle novità i nutriti inserti chiamati “book”, o la rubrica delle
recensioni di film in dvd, o le scelte di promuovere alcuni film in quella zona che
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viene chiamata “lo speciale” e che è un'analisi con interventi a più voci. Il lavoro
del gruppo di redazione va avanti e la rivista cerca di rinnovarsi di numero in
numero.
Per quel che riguarda i “book”, sono apparsi nel corso dell'anno quelli
dedicati a Werner Herzog e Robert Aldrich, poi uno su un tema singolare: “Cinema
e moda”, un altro su Tim Burton e infine quello su Joseph Losey. Come si vede, si
è passati da registi attualissimi e sulla cresta dell'onda come Werner Herzog e Tim
Burton a nomi importanti della storia del cinema come Robert Aldrich e Joseph
Losey, fino ad affrontare un tema poco toccato dagli studi critici come quello della
moda vista dal cinema.
“CINEFORUM” resta fedele alla sua vocazione di rivista di studio e di
approfondimento: è soprattutto per questo che non ci pare utile pensarla come una
rivista on-line. “CINEFORUM” vive sulla carta, entra nelle case, viene letta nelle
biblioteche, è consultata e utilizzata negli istituti universitari: è una rivista che,
finché ce la farà ad uscire, resterà affezionata alla carta.
Per chi ha l'intera collezione di 470 numeri, “CINEFORUM” vuol dire
parecchi metri di libreria. Perché smettere di andare avanti? Perché farla
scomparire dentro l'indistinto oceano dell'impalpabile rete? “CINEFORUM”, la
sua redazione, i suoi collaboratori e i suoi lettori la vogliono così: una rivista di
cinema e di film, di analisi critica, di studio e di approfondimento. Questa è la
nostra strada.
Nel 2007, sono usciti i tradizionali dieci fascicoli, ciascuno di 96 pagine, con
un notevole apparato fotografico. La direzione è sempre affidata a Sandro
Zambetti. Il coordinatore della redazione è Adriano Piccardi.
“CINEFORUM” viene distribuita nelle librerie specializzate di tutta Italia e
spedita agli abbonati. I cineforum della FIC ne ricevono una copia in omaggio. I
cineforum di nuova costituzione, durante il primo anno di affiliazione alla
Federazione, ricevono gratuitamente cinque copie della rivista.
“CINEFORUM” è presente negli istituti di cultura, anche all’estero, nelle
biblioteche scolastiche, universitarie e pubbliche. È significativo il fatto che molti
interventi apparsi su “CINEFORUM” vengano utilizzati per tesi di laurea, libri,
saggi sul cinema. Alla fine del 2007, il prezzo dell’abbonamento annuo a dieci
numeri è stato portato a 57,00 euro per l’Italia e a 70,00 per l’estero, mentre è
rimasto a 95,00 euro per le spedizioni extraeuropee con posta aerea. C’è anche la
possibilità di abbonarsi alla rivista e di ricevere anche l’Annuario del cinema per
69,90 euro. Il costo di un singolo fascicolo per il lettore che lo acquista in libreria è
di 7,60 euro. Gli abbonati ottengono a prezzi speciali anche le altre pubblicazioni
edite dalla Federazione e i libri delle collane “Platea” e “Galleria”. È possibile
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sottoscrivere l’abbonamento con pagamento su carta di credito. Si possono
ordinare numeri arretrati, anche in fotocopia se esauriti. La redazione cura il sito
www.cineforum.it: dove si possono leggere alcuni articoli, consultare i sommari
dei numeri arretrati e dove si può scaricare la rivista.
Ecco un sommario elenco degli articoli e dei saggi apparsi su
“CINEFORUM” nel 2007.
Sono stati dedicati degli “speciali” a più voci e con più articoli ai film:
Le luci della sera di Aki Kaurismäki, Inland Empire di David Lynch, Lettere da
Iwo Jima di Clint Eastwood, Centochiodi di Ermanno Olmi, Grindhouse, A prova
di morte di Quentin Tarantino, Lupin III di Hayao Miyazaki, La duchessa di
Langeais di Jacques Rivette, Tideland di Terry Gilliam e Ratatouille di Brad Bird e
Jan Pinkava. Come si vede, anche in questo caso, come per i “book”, il ventaglio
delle scelte e delle proposte è ampio e tocca differenti e distanti modi di fare
cinema.
Sono apparsi molti articoli di approfondimento, chiamati “schede”, per i film
ritenuti più importanti e tali da formare il gruppo dei migliori della stagione
cinematografica.
Solo a titolo di esempio e tralasciando molti film di cui è apparsa la
“scheda”, si va da Bobby di Emilio Estevez a Il grande capo di Lars von Trier, a La
strada di Levi di Davide Ferrario, poi a Still Life di Jia Zhang-ke, Sorelle di Marco
Bellocchio, Frank Gehry, creatore di sogni di Sidney Pollack, Il piacere e l'amore
di Nuri Bilge Ceylan, Le ferie di Licu di Vittorio Moroni, L'estate di mio fratello di
Pietro Reggiani, Il matrimonio di Tuya di Wang Quan An, 4 mesi, 3 settimane, 2
giorni di Christian Mungiu, Sicko di Michael Moore, Gli amori di Astrea e
Celadon di Eric Rohmer, Io non sono qui di Todd Haynes, In questo mondo libero
di Ken Loach, La ragazza del lago di Andrea Molaioli, Un'altra giovinezza di
Francis Ford Coppola, Giorni e nuvole di Silvio Soldini, La giusta distanza di
Carlo Mazzacurati, Ai confini del paradiso di Fatih Akin, Meduse di Etgar Keret e
Shita Geffen, You, the Living di Roy Andersson... Anche qui si può notare come
l'arco di interessi sia molto vasto e riguardi film di varia provenienza e fattura. In
totale le “schede” apparse nell'anno sono state una settantina.
Un altro settore della rivista si occupa di film ritenuti meno importanti ma
pur sempre in qualche modo interessanti. Le recensioni in questo caso sono più
brevi e appaiono nella sezione “Filmese”. I “filmese” presentati sono stati una
ottantina. Su “CINEFORUM” sono apparsi anche molti interventi, di solito
corposi, dedicati alla storia del cinema e a registi che questa storia hanno
contribuito a tracciarla: per esempio, Fritz Lang, Claude Chabrol, Bruno Bozzetto,
Fredi M. Murer, Aleksandr Petrovic Dovzenko, Roberto Rossellini, Pier Paolo
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Pasolini, Jean-Luc Godard, Antony Mann, Alain Resnais...
La rivista ha pubblicato anche il saggio e la recensione che hanno vinto il
“Premio Adelio Ferrero” per giovani aspiranti critici: con il “Premio Ferrero”, il
più importante nel suo genere in Italia, “CINEFORUM” ha una lunga
consuetudine; da molti anni alcuni collaboratori della rivista sono nella giuria del
Premio, molti vincitori sono poi diventati critici e scrivono sulla rivista, ogni anno
“CINEFORUM” pubblica i lavori premiati e anche altri testi ritenuti meritevoli di
apparire sulla rivista.
“CINEFORUM” ospita su ogni numero una serie di rubriche. In quella
dedicata alle segnalazioni dei dvd in uscita e in vendita vengono privilegiati i titoli
di film classici o poco conosciuti. Sono stati recensiti, tanto per fare qualche
esempio, Scandalo e L'idiota di Akira Kurosawa, La felicità di Alexandr
Medvedkin, Le Tombeau d'Alexandre di Chris Marker, l'integrale dei film di
Norman McLaren, Il prigioniero del terrore di Fritz Lang, Il mistero Picasso di
Georges Clouzot, La vendetta dei 47 ronin e Cinque donne intorno a Utamaro di
Mizoguchi Kenji, molti film di Roberto Rossellini, l'integrale dei film di Joao
César Monteiro, Desideri nel sole di Jacques Rozier, alcuni film di Evgenji Bauer,
Radiazione BX distruzione uomo di Frank Arnold, Tempo massimo di Mario
Mattoli, L'ottava moglie di Barbablù di Ernst Lubitsch, i film del ciclo del Dottor
Quatermass, I sette assassini di Budd Boetticher, alcuni film di Alfred Hitchcock,
French Cancan di Jean Renoir...
Anche in questo caso si può osservare quanto vasto sia il campo di interessi
e quali e quanti bei nomi della storia del cinema vengano presi in esame, grazie
alla riedizione dei loro film in dvd.
Su ogni numero di “CINEFORUM” appaiono anche altre rubriche fisse e
tradizionali: Tivutargets di Giorgio Cremonini, sulla televisione; Le Lune del
cinema di Lorenzo Pellizzari e Libri e Soundtracks di Ermanno Comuzio.
Come ogni anno, i collaboratori di “CINEFORUM” hanno seguito (a loro
spese!) molte manifestazioni e molti importanti festival, sia italiani che stranieri.
Ne diamo un elenco, anche in questo caso parziale: il nuovo e morettiano Torino
Film Festival, le storiche Giornate del Cinema Muto di Pordenone, Alpe Adria di
Trieste, i festival di Setubal, Salonicco, Antalya e del Cairo, Sottodiciotto di
Torino, quel grande crocevia di culture che è il festival di Rotterdam, il festival di
Berlino, Bergamo Film Meeting, il fondamentale festival di Cannes, Budapest, il
Cinema Ritrovato di Bologna, il festival del cinema africano e latino-americano di
Milano, il festival coreano di Pusan, il Mitreo Film Festival di Santa Maria Capua
Vetere, Asian Film Festival di Roma, Udine Far East, Infinity di Alba, il festival
del cinema europeo di Lecce, il festival di Trento, Bellaria, Pesaro, un altro
appuntamento fondamentale come la Mostra di Venezia, France Cinéma di Firenze,
33
il festival del Cinema Mediterraneo di Montpellier, il festival del cortometraggio di
Clermont Ferrand e molti altri. La rivista ha riservato uno spazio particolare per le
due manifestazioni maggiori nell'anno, Cannes e Venezia, con recensioni di tutti i
film presentati.
Pensiamo che questo elenco sommario di articoli, interventi e studi apparsi
su “CINEFORUM” possa dare bene l'idea di quanto la rivista faccia per fornire ai
lettori strumenti critici, informazioni e approfondimenti che tracciano un panorama
quanto mai vasto del cinema attuale e del passato.
2.2 – EDIZIONI DI CINEFORUM
L'attività editoriale della FIC ha visto negli ultimi anni la nascita di due
collane di libri, chiamate “Galleria” e “Platea”, la prima dedicata a saggi e testi di
teoria, storia del cinema, autori e generi, la seconda con cataloghi e volumi
pubblicati in occasioni di manifestazioni e di festival. La collana “Galleria” è
diretta da Bruno Fornara e Adriano Piccardi. La cura editoriale dei volumi è
affidata ad Adriano Piccardi. La collana “Galleria” ha pubblicato, dal 2003 a oggi,
questi volumi: 1) Chiara Poli, L'ammazzavampiri – 2) Giorgio Cremonini, Viaggio
attraverso l'impossibile – 3) Antonio Termenini, Gus Vans Sant – 4) Sergio Arecco,
Anche il tempo sogna – 5) AA.VV., Carta pellicola. Scrittori e scritture nel cinema
di François Truffaut – 6) Francesco Cattaneo, Terrence Malick – 7) Jacques
Rancière, La favola cinematografica – 8) Francesco Giarrusso, Pierpaolo Loffreda,
Alberto Morsiani (a cura di), João giullare di Dio.
È stato questo il settore che più di tutti ha subito le obbligate restrizioni in
seguito alla diminuzione del contributo ministeriale. Nelle due collane infatti,
durante il 2007, sono stati pubblicati solo i volumi editi in collaborazione con altri
enti o manifestazioni, così da non incidere sul bilancio della Federazione. Nella
collana “Galleria”, quindi, è apparso un solo volume, dedicato al grande regista
portoghese João César Monteiro; mentre nella collana “Platea” sono apparsi due
volumi, uno sul regista francese André Téchiné e l'altro sui registi italiani Davide
Ferrario, Daniele Lucchetti e Daniele Vicari.
Tutti i volumi finora usciti della collana “Galleria” sono stati pubblicati in
collaborazione con le Edizioni ETS di Pisa.
La casa editrice ETS lavora soprattutto in ambito universitario, con un
catalogo importante ed esteso di testi di alto livello culturale. Non ci sembra vada
taciuto il fatto che una casa editrice di alto livello si faccia compartecipe della
realizzazione di una collana con la FIC. Segno della considerazione che, nel
panorama degli studi cinematografici, si ha della nostra Federazione e delle sue
attività editoriali cartacee.
34
Oltre ai volumi già citati, nel 2007, le “Edizioni di Cineforum” hanno curato
e pubblicato il tradizionale, atteso e molto diffuso Annuario del Cinema 2007,
curato da Chiara Borroni, Arturo Invernici, Daniela Vincenzi e Matteo Zambetti. Il
volume, che porta il numero 14, esce dal 1994 e segnala annualmente tutti i film
usciti nelle sale italiane, è entrato stabilmente nelle biblioteche degli appassionati
di cinema. Quella che segue è una breve descrizione di ciascuno dei libri pubblicati
nell’anno.
João giullare di Dio
Il volume, uscito nella collana “Galleria” e pubblicato in coedizione con la
casa editrice ETS, è stato curato da Francesco Giarrusso, studioso di cinema
portoghese, e dai critici cinematografici Pier Paolo Loffreda e Alberto Morsiani. Il
libro rappresenta nel quadro della saggistica italiana un momento importante,
perché il primo dedicato alla figura e all'opera di un regista come João César
Monteiro, scomparso pochi anni or sono, uno dei maggiori esponenti a livello
mondiale del cinema della modernità. Il volume di 176 pagine è stato pubblicato in
occasione della personale completa dedicata a Monteiro e tenutasi a Modena nel
novembre e dicembre del 2007. Il libro e la personale sono stati realizzati grazie al
contributo e alla collaborazione del Comune di Modena, della Fondazione Cassa di
Risparmio di Modena, dell'Associazione Circuito Cinema, della Sala Truffaut di
Modena, oltre che dell'Instituto Camões Portugal di Lisbona e della Cinemateca
Portuguesa.
Il libro, che presenta contributi di assoluto rilievo, si apre con alcuni testi,
inediti in Italia, dello stesso Monteiro, seguiti da una serie di saggi di critici italiani
e portoghesi: Giovinezza, formazione e primi film di João César Monteiro,
istruttore lusitano di Pier Paolo Loffreda, Il corpo di Dio di Francesco Giarrusso, Il
fauno triste di Alberto Morsiani, La luce delle acque e i film dell'acqua di João
Bénard da Costa, Il cinema idiosincretico di João César Monteiro di Paulo Filipe
Monteiro. Chiudono il libro una bibliografia e una filmografia.
André Téchiné
Il volume di 80 pagine è uscito nella collana “Platea” in occasione della
personale dedicata al regista francese André Téchiné, nell'ambito del Festival
Sottodiciotto di Torino, organizzato all'inizio di dicembre 2007 dall'AIACE del
capoluogo piemontese, in collaborazione con la Regione Piemonte, la Provincia e
la Città di Torino, il Museo Nazionale del Cinema e il Centre Culturel Français de
Turin. Citiamo con un certo compiacimento tutti questi “enti”, pubblici e culturali,
tanto per sottolineare, per chi ci legge, come la FIC sia da anni in stretto contatto
35
con manifestazioni cinematografiche di forte radicamento e di alto livello, dal
Bergamo Film Meeting ai tanti festival piemontesi, il Torino Film Festival,
Sottodiciotto, l'Alba International Film Festival, il festival della critica
cinematografica Ring! di Alessandria... (il Piemonte è la Regione che ama e
sostiene il cinema più di tutte...), a tanti altri punti di lavoro sul cinema e di offerta
di cinema.
“André Téchiné è senza ombra di dubbio uno dei più significativi cineasti
contemporanei», così si dice in apertura del volume. E i saggi che lo compongono
dimostrano la giustezza di questa affermazione. Il volume si apre con una lunga
intervista a Téchiné, condotta da Jean-Michel Frodon, caporedattore dei “Cahiers
du Cinéma”, seguita da questi saggi: Il presente come storia di Goffredo Fofi, La
forza dei sentimenti di Michele Marangi, Corpi, personaggi, luoghi di Carlo
Chatrian, Nessuna abitazione è abitabile di Giuseppe Gariazzo e Il romanzo
dell'adolescenza di Gianni Volpi. Il volume è chiuso dalle note biografiche e dalla
filmografia.
Declinazioni del vero – Il cinema di Davide Ferrario, Daniele Lucchetti e
Daniele Vicari
Il volume di 80 pagine è stato curato dai critici Luisa Ceretto e Alberto
Morsiani in occasione di una rassegna dedicata al cinema di tre registi italiani di
valore, Ferrario, Lucchetti e Vicari. La rassegna e il volume sono stati fatti
circolare a Cesena, a Faenza, a Forlì, a Misano Adriatico, a Parma, a Piacenza, a
Puianello e a Reggio Emilia, grazie all'intervento del Ministero per i Beni e le
Attività Culturali, direzione Generale per il Cinema, dalla Regione EmiliaRomagna, dalla FICE, Federazione Italiana Cinema d'Essai, dal SNCCI, Sindacato
Nazionale Critici Cinematografici Italiani, tutti enti e associazioni, anche in questo
caso, di fondamentale rilievo e importanza nel panorama italiano del cinema di
qualità.
Nel volume sono compresi i seguenti testi: Davide Ferrario, le forme del
cinema di Antonio Maraldi, Sempre in viaggio di Tullio Masoni, Dal libro al film.
Considerazioni sullo spazio ne La strada di Levi di Luigi Virgolin, «Sporcarsi le
mani con la vita vera». Conversazione con Davide Ferrario a cura di Luisa
Ceretto; Daniele Luchetti. «Perché si danza quando si ha voglia di baci?» di
Giuseppe Ghigi, Daniele Luchetti. Foto di famiglia in un interno di Roy Menarini,
«Riconquistare il mestiere perduto del narratore». Conversazione con Daniele
Luchetti a cura di Luisa Ceretto; Daniele Vicari. Trucchi e sacrifici di Alberto
Morsiani, Tra finzione e documentario: L'orizzonte degli eventi di Daniele Vicari
di Simone Emiliani, L'utopia sconfitta e il carnevale: Non mi basta mai di Guido
Chiesa e Daniele Vicari di Roberto Chiesi, Lavorare con Davide e Daniele.
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Conversazione con Massimo Zamboni a cura di Paolo Vecchi. Il volume si chiude
con le schede dei film della rassegna e con una bibliografia.
Asian Film Festival 5
Il catalogo della quinta edizione dell’Asian Film Festival, tenutosi a Roma
all’inizio di ottobre 2007, nelle sale dell'Accademia di Francia e del Filmstudio,
presenta una serie di saggi: Le molte canzoni dell'esilio: il cinema in transito di
Ann Hui di Stefano Locati, Thailandia: contro la censura, col sorriso di Stefano
Locati, L'industria cantonese muore, rinasce il cinema di Hong Kong di Matteo Di
Giulio, Corea: incertezze e conferme tra maestri e giovani emergenti di Massimo
Causo, Il Giappone visto dall'Europa di Carlo Chatrian, Il cinema di Singapore di
Kenneth Tan, Cina: alla ricerca dell'equilibrio di Simone Emiliani, Documentari
vietmaniti: la serie-tv «The Memories of the Mekong River» di Lorenzo Leone. Il
catalogo presenta quindi le schede di tutti i film presentati al Festival in concorso e
nel fuori concorso, dei documentari e della retrospettiva dedicata alla regista Ann
Hui.
2.3 ANNUARIO DEL CINEMA, QUATTORDICESIMA EDIZIONE
L'Annuario del Cinema è la più “vecchia” pubblicazione in volume delle
Edizioni di Cineforum. Appare regolarmente dal 1994, è giunto alla sua
quattordicesima edizione e con regolarità, ogni anno, dà conto di tutti i film usciti
in Italia. Questo quattordicesimo volume, di 200 pagine, contiene cast e credits,
trama, testo critico, indicazioni per il reperimento di recensioni e saggi sulle più
importanti riviste di critica cinematografica pubblicate in Europa e negli Stati
Uniti, vale a dire le francesi Cahiers du Cinéma e Positif, l'inglese Sight & Sound,
la spagnola Dirigido Por, l'americana Variety e le italiane Cineforum,
Segnocinema, Duellanti.
Questa completa schedatura dei film usciti in Italia nell'arco di dodici mesi
con l'indicazione anche dei numeri delle riviste italiane e straniere su cui trovare
dei testi relativi ai film fa dell'Annuario uno strumento fondamentale sia per gli
appassionati di cinema come anche per tutti gli operatori culturali e per tutti coloro
che si occupano, anche dal punto di vista economico, di organizzare rassegne, cicli
di film, cineforum e così via.
I film presi in esame sono quelli usciti tra il primo settembre del 2006 e il 31
agosto 2007. L’Annuario è stato curato dal gruppo redazionale della nostra rivista
“Cineforum”, gruppo che si occupa della raccolta dei dati e dell'edizione del
volume da parecchi anni e che è formato da Chiara Borroni, Arturo Invernici,
Daniela Vincenzi e Matteo Zambetti. Dopo la prima parte, in cui sono schedati i
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film, l'Annuario presenta una seconda parte, chiamata Dizionario, in cui
compaiono 64 voci dedicate a registi, attori, attrici, tecnici, manifestazioni e
curiosità del mondo del cinema. Il volume è chiuso da una serie di indici con
l'elenco dei titoli originali, dei registi, degli sceneggiatori, direttori della fotografia,
montatori e compositori della colonna sonora. I testi sia delle schede critiche come
anche delle voci del Dizionario sono curati da ben 62 collaboratori: e un numero
così alto si spiega con le difficoltà di raccogliere le notizie su tutti i film usciti,
oltre che di trovare qualcuno che sia riuscito a vedere anche quelli presentati per
pochi giorni, in una sola città, magari in luglio o in agosto...
L’Annuario del cinema è oggi la sola pubblicazione italiana in volume che
raccolga i dati sulla intera stagione cinematografica. Il volume è molto apprezzato
sia dagli abbonati di “Cineforum”, sia anche dai lettori che lo possono trovare
nelle librerie specializzate. Il prezzo del volume, rimasto anche nel 2007 invariato
rispetto ai due anni precedenti, è di 19,50 euri. L'Annuario viene offerto a un
prezzo speciale agli abbonati di “Cineforum”. Il numero di abbonati alla rivista che
richiede l’Annuario resta alto, anno dopo anno, il che dimostra quale sia il livello
di interesse del lettore di “Cineforum” verso questo volume oggi unico nel suo
genere in Italia. L'ormai notevole corpus dei quattordici volumi pubblicati permette
di disporre di una grande massa di dati, ordinati e facilmente rintracciabili.
38
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INIZIATIVE A FAVORE DEI CINEFORUM
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I cineforum affiliati alla FIC sono presenti su tutto il territorio nazionale e
raggiungono, da ormai molti anni, un numero compreso tra le 120 e le 130 unità.
Nel secondo fascicolo di cui si compone questa relazione, i cineforum FIC
vengono elencati in modo completo. La mappa dei cineforum li vede presenti sia
nelle grandi città come e soprattutto nelle città di medie e di piccole dimensioni,
oltre che in paesi e località in cui, come abbiamo sottolineato, i film di qualità non
arrivano proprio (ed è già tanto che ci arrivino i film commerciali e che una sala
rimanga aperta...).
Nel citato secondo fascicolo di questa relazione, vengono date le
informazioni su ogni cineforum con l'elenco delle loro attività. Questo secondo
volume è curato dalla segreteria della FIC che tiene i contatti con i circoli iscritti.
Vi si possono trovare l'elenco dei film presentati, il tipo di rapporto con il pubblico,
l'indicazione dei materiali critici usati, i rapporti dei cineforum con le scuole, le
biblioteche, le associazioni presenti nelle loro zone.
Qui presentiamo invece le attività messe in atto direttamente dalla
Federazione e dai suoi organismi centrali in favore e a sostegno dei cineforum
aderenti. Anche durante il 2007 la FIC ha offerto a tutti i cineforum una serie di
servizi utili per il loro lavoro, insieme ad alcune possibilità di incontro e di studio
che hanno riunito i responsabili, i delegati e i dirigenti dei circoli. Hanno
continuato a funzionare, anche nel 2007, altri servizi specifici curati sia dagli
organismi centrali della Federazione, sia da alcuni circoli particolarmente attivi e
importanti.
3.1 - LAVORI DEGLI ORGANISMI CENTRALI
L'organo direttivo della FIC, il Comitato Centrale, si è riunito cinque volte, a
norma di statuto, nel corso dell'anno. Gli incontri si sono tenuti nella sede centrale
della Federazione, che è anche la sede della redazione di “CINEFORUM”, a Torre
Boldone, alla periferia di Bergamo, salvo che in occasione della riunione di
ottobre, tenutasi a Rimini in occasione del Consiglio Federale. Facciamo notare
anche quest'anno il fatto che a tutte le riunioni del Comitato Centrale ha partecipato
39
la quasi totalità dei componenti il Comitato stesso. Fatto questo che indica un forte
coinvolgimento di tutti i membri del direttivo della FIC. Ad alcune riunioni hanno
partecipato anche alcuni rappresentanti di cineforum e i membri del comitato di
redazione della rivista. Nelle riunioni del Comitato Centrale si sono impostati i
lavori della FIC, le varie attività, si sono prese le decisioni sui bilanci e sulla
ripartizione dei fondi, sono stati discussi i piani di lavoro annuali e pluriennali.
Queste le cinque riunioni nel corso dell'anno. Nella riunione di domenica 11
febbraio 2007, sono stati approvati all’unanimità i bilanci, consuntivo del 2006, e
preventivo per il 2007; si è predisposto il piano di lavoro per il 2007; si è discusso
delle decisioni da prendere rispetto a molte iniziative in relazione alla diminuita
entità del contributo ministeriale; si è verificata la realizzabilità delle tradizionali
attività editoriali e di distribuzione dei film in 35 mm e dei dvd della collana
AVANTI!
Nella seconda riunione del 22 aprile 2007 è stato discusso e definito il
programma del Convegno e del Consiglio Federale, con la partecipazione dei
delegati dei cineforum, da tenersi a Rimini in autunno. Si è deciso che saranno
presentati al convegno i risultati dei lavori e degli interventi della FIC, saranno
mostrati i film in distribuzione e alcuni dei corti di AVANTI!, si terranno dibattiti e
discussioni sui libri pubblicati. Si è anche verificata la possibilità di acquisire e far
circolare un pacchetto di film di Billy Wilder.
Nella terza riunione del 10 giugno 2007 si è definito nei particolari il
programma del Convegno e del Consiglio Federale di Rimini, dal 27 al 30
settembre. Si è quindi discusso della situazione finanziaria, in relazione alla
decisione ministeriale di un ulteriore taglio al contributo assegnato alla FIC.
Nella quarta riunione del 29 settembre, tenutasi a Rimini durante il
Convegno e il Consiglio Federale, si è discusso della situazione finanziaria e delle
sue ricadute sulle attività della FIC, si è presa in esame la situazione della rivista
“CINEFORUM”, si è verificato il piano di lavoro per gli ultimi mesi dell'anno e si
è cominciato a impostare il piano per il 2008.
Nella quinta e ultima riunione annuale dell'8 dicembre 2007, si è discusso
delle prospettive di lavoro per il 2008 e della gestione economica, si sono date
indicazioni di lavoro per il 2008, si sono esaminati i rapporti con il Ministero e le
altre associazioni, si è discusso della situazione dei cineforum in relazione alle
possibilità di un auspicabile uso legale del dvd.
Oltre alle riunioni qui ricordate del Comitato Centrale, nel corso dell'anno si
sono anche tenute alcuni incontri del comitato di presidenza, sempre a carattere
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operativo, allo scopo di verificare lo stato di avanzamento della preparazione dei
convegni e delle altre attività della Federazione.
3.2 - SEGRETERIA GENERALE
Questa parte della nostra relazione relativa alla Segreteria Generale, ai
servizi offerti ai cineforum e ai lavori dei centri zonali della Federazione riprende
alla lettera, quasi senza variazioni, le considerazioni svolte ogni anno, dato che
l’impegno della Segreteria è proseguito con regolarità sugli stessi binari. Le
funzioni di segreteria hanno continuato a essere svolte anche nel 2007 dal
Cineforum di Cornuda (Treviso), sotto il coordinamento del segretario generale
Diego Fragiacomo che da molti anni riveste questo incarico, rispetto al quale ha
raggiunto una competenza e una professionalità indubbie.
La segreteria provvede alla stampa e alla distribuzione a tutti i cineforum
delle tessere federali; segue le pratiche per l’affiliazione dei nuovi cineforum; tiene
i rapporti con i cineforum affiliati; coordina l’organizzazione e la realizzazione dei
convegni e degli incontri della FIC; fornisce ai circoli tutte le indicazioni
necessarie per svolgere la loro attività e per partecipare alle manifestazioni della
FIC; organizza la presenza dei rappresentanti dei cineforum alle manifestazioni, ai
convegni, alle mostre, in particolare alla Mostra di Venezia, a Bergamo Film
Meeting e alla Mostra di Pesaro; segue infine, in stretto rapporto con il presidente
Fornara, il vicepresidente Chiriatti, il tesoriere Zaninetti e l’amministratrice
Cristina Lilli, tutte le pratiche della FIC relative ai contatti con gli uffici
ministeriali. La segreteria della FIC provvede altresì alla stampa dei numeri del
Bollettino FIC inviati ai circoli in occasione del tesseramento, dei convegni di studi
e del Consiglio Federale.
3.3 - SERVIZI AI CINEFORUM
Alcuni dei servizi che la FIC offre ai cineforum affiliati sono svolti dai più
importanti tra i circoli aderenti. Presso il cineforum di Bergamo e la Fondazione
Alasca, nella sede centrale della Federazione, dove lavora la redazione della rivista
“CINEFORUM”, è a disposizione dei circoli una ricca biblioteca con una
vastissima documentazione di libri e riviste italiane e straniere. Della biblioteca
come anche di tutta l’altra documentazione di press-book, di fotografie e di ogni
altro materiale relativo al cinema, prosegue la catalogazione elettronica completa
grazie all’intervento della Fondazione Alasca, uno dei partner della FIC. Sempre a
Bergamo funziona anche un servizio di fotocopiatura e di invio ai cineforum di
recensioni relative ai film italiani e stranieri.
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A disposizione dei cineforum è la vastissima fototeca della rivista
“CINEFORUM”, in grado di fornire foto e diapositive per le pubblicazioni dei
circoli. Il servizio di catalogazione, ricerca e spedizione di recensioni, saggi critici
e di ogni altra informazione su film e autori, offre la possibilità per i cineforum
aderenti di ottenere tutti i materiali dell’archivio della rivista. I cineforum possono
rivolgersi direttamente alla sede centrale della FIC e alla redazione della rivista
“Cineforum” per visionare e ricevere materiali apparsi sui quotidiani e sulle riviste
italiane e straniere, oltre che press-book e fotografie. È anche possibile trovare sul
sito Internet della rivista i testi di molti articoli apparsi su “CINEFORUM”.
I cineforum affiliati e diffusi sul territorio nazionale sono raggruppati in zone
con un cineforum che funge da centro per ogni zona. Il ruolo dei centri zonali è
andato cambiando soprattutto da quando l’introduzione dei collegamenti
informatici ha permesso una maggiore celerità di informazioni tra il centro e la
periferia. I centri zonali continuano comunque, in alcune zone, a tenere i rapporti
con i circoli, possono fornire materiali di documentazione ai cineforum minori,
aiutano i circoli nella scelta e nel reperimento dei film, nell’organizzazione dei
programmi e anche nel noleggio delle pellicole presso i distributori in modo da
ottenere condizioni di noleggio migliori. I centri zonali possono anche
rappresentare i cineforum della FIC nei rapporti con gli enti regionali e locali.
3.4 - BOLLETTINO FIC E SITI IN RETE
La FIC, nei fatti, gestisce due siti in rete: uno è direttamente gestito dalla
segreteria della Federazione; il secondo è legato alla rivista “CINEFORUM” ed è
gestito e curato dalla redazione. La FIC, come si vede, attribuisce molta
importanza alla propria presenza sulla rete: e infatti i due siti sono ben conosciuti e
frequentati dagli utenti che si occupano di lavoro culturale e di critica
cinematografica. Possiamo qui descrivere brevemente i due siti.
Il sito della Federazione – www.cineforum–fic.com - presenta la Federazione e
tutte le sue attività. È rivolto quindi a tutti coloro che già hanno rapporti con la FIC
o che intendono instaurare un nuovo rapporto con la Federazione. Sul sito si trova
una presentazione della Federazione, del suo campo di impegno e della sua storia.
Vi si può leggere l'elenco dei cineforum attivi nell'anno, con indirizzo e indicazioni
per entrare in contatto con i responsabili del circolo, così da permettere un
collegamento tra cineforum della stessa zona, o anche tra cineforum lontani che
vogliano scambiarsi informazioni e contatti. Sul sito appaiono anche tutti le
coordinate dei componenti degli organi direttivi della FIC, dalla presidenza ai
membri del Comitato Centrale e a tutte le altre cariche.
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In un'altra sezione, vengono elencati e presentati tutti i film della nostra
cineteca, gestita, come diciamo in questa relazione, in stretta collaborazione con la
cooperativa Lab80 Film. L'elenco è nutrito, lungo e vario: dà bene l'idea della
vastità degli interessi culturali e cinematografici della FIC. Sul sito vengono quindi
presentate tutte le informazioni necessarie per la costituzione di un cineforum, le
leggi cui fare riferimento e infine alcuni link utili ad altri siti, sia di cineforum della
FIC che di altri soggetti.
Il secondo sito internet gestito dalla FIC riguarda più direttamente la rivista
“CINEFORUM”. L'indirizzo del sito è www.alasca.it/cineforum/ Sul sito di
“CINEFORUM” viene presentato il numero della rivista in distribuzione, si
possono leggere i sommari dei numeri arretrati, si possono acquistare on line sia i
fascicoli della rivista come anche i volumi pubblicati nelle collane curate dalla
FIC.
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ATTIVITA’ CULTURALI
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Nel 2007 si sono tenuti i tradizionali e importanti appuntamenti di studio e di
incontro tra i delegati dei cineforum e i dirigenti nazionali della FIC (che sono essi
stessi esponenti di cineforum di base). Nei giorni dal 27 al 30 settembre 2007 si è
svolto a Rimini il diciottesimo Convegno di una lunga serie chiamata “Vedere e
studiare cinema”. A conclusione del convegno si è quindi tenuto il 55° Consiglio
Federale della FIC.
Oltre all'appuntamento annuale di studio, incontro e approfondimento di Rimini,
oltre alle iniziative editoriali di cui ci siamo già occupati, l'altra fondamentale
attività della FIC è quella della distribuzione di film classici nel circuito culturale,
attività portata avanti in stretta collaborazione con la Cooperativa Lab80 Film.
Quella che segue è la descrizione delle iniziative e degli interventi della FIC in
questo settore, dagli incontri di studio alla distribuzione dei film.
4.1 CONVEGNO “VEDERE E STUDIARE CINEMA”, XVIII
EDIZIONE: “LIBRI, FILM, DVD: IL RITORNO”
“Vedere e studiare cinema” sono stati chiamati ormai quasi vent'anni fa i
convegni organizzati annualmente dalla Federazione. Questo titolo resiste di anno
in anno; ha ormai un sapore un po' desueto, il che non guasta; ricorda tempi in cui
il clima generale era più incline allo studio, anche del cinema; fa venire voglia di
continuare nel nostro impegno proprio per la cultura cinematografica, anche
quando sembrano essere in molti quelli che la vorrebbero mettere un po' da parte.
La diciottesima edizione del convegno ha ripreso il titolo della puntata
precedente, aggiornandolo con un'aggiunta seriale e cinematografica: “Il ritorno”.
Perché difatti si tratta di continuare sulla strada degli ultimi anni, quando si è
deciso di dedicare i convegni della FIC alla presentazione ai delegati dei cineforum
di alcuni dei momenti più interessanti dell'attività svolta dalla Federazione nel
corso dell'anno precedente, si tratti di pubblicazioni di libri, di film, di dvd messi in
circolazione, di temi di particolare rilievo venuti all'attenzione di chi si occupa di
critica, di organizzazione e di offerta culturale.
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Il convegno si è tenuto a Rimini, presso l’Hotel Corallo e nella sala della
Cineteca di Rimini, dalla sera di giovedì 27 alla mattinata di domenica 30
settembre, alla presenza di 59 delegati in rappresentanza di 28 cineforum.
Come abbiamo sempre fatto, per dare un'idea del lavoro e del rapporto tra la
FIC e i cineforum, riportiamo qui la lettera di presentazione del convegno e del
consiglio federale, con invito esteso a tutti i dirigenti dei cineforum affiliati, lettera
scritta dal presidente della FIC, Bruno Fornara: «Il nostro LV Consiglio Federale si
terrà a Rimini da giovedì 27 a domenica 30 settembre 2007. Abbiamo scelto ancora
Rimini perché l’anno scorso le cose sono andate bene, perché la sala della Cineteca
è bella e accogliente (grazie agli amici che se ne occupano e alla Città di Rimini) e
perché i costi sono sopportabili per la Federazione. Come sempre, il Consiglio
Federale si tiene a conclusione di alcune giornate di visioni, discorsi e discussioni.
Prima, vediamo film, discutiamo di cinema e facciamo il punto su molte delle
attività della Federazione; poi nel Consiglio Federale, che con questa lettera viene
convocato ufficialmente a norma di statuto, ci occupiamo delle linee di lavoro della
FIC e dei bilanci. Da molti anni, i nostri convegni si chiamano “Vedere e studiare
cinema”. È una dizione un po’ all’antica, fuori moda fin da quando l’abbiamo usata
per la prima volta: e dev’essere per questo che continua a piacerci anche dopo
diciott’anni che la adottiamo. Vedere e studiare cinema è quello che abbiamo fatto
e continuiamo a fare, noi della FIC. Così al convegno annuale, convegno dopo
convegno, anno dopo anno, portiamo i risultati del nostro lavoro, mostriamo i film
che la Lab80 e la FIC distribuiscono insieme (e ormai il catalogo ha assunto
proporzioni impressionanti), parliamo di film e registi che ci piacciono e ci
interessano: insomma riempiamo qualche giornata con le cose che ci stanno a
cuore. Stavolta andiamo sul sicuro: perché il regista di cui ci occupiamo è uno di
quei nomi che tutti gli appassionati amano. Amano senza discussioni. Billy Wilder
occupa un posto fondamentale nella storia del cinema, per le sue commedie, per i
suoi noir, per i suoi film drammatici. Qualche anno fa, quando distribuimmo un
pacchetto di noir americani, pacchetto che è tuttora a disposizione dei cineforum,
vi inserimmo quel capolavoro che è La fiamma del peccato, uno dei punti più alti
nella filmografia di Wilder. E già allora cominciammo a pensare che al regista
dovessimo dedicare anche qualcos’altro, che si dovessero rimettere in circolazione
alcune sue commedie, di quelle che tutti ricordano ma che sul grande schermo non
passano più. E infatti eccoci qua con un mazzetto di film per il circuito culturale.
Di Wilder da adesso in poi sono in distribuzione, oltre a La fiamma del peccato,
anche Testimone d’accusa, Arianna, Baciami, stupido e Non per soldi ma per
denaro. Cosa volete di più dalla vita (cinematografica)? A Rimini presenteremo
Baciami, stupido e Arianna e accompagneremo i film con un incontro sul cinema
di Wilder durante il quale chi scrive discuterà con gli amici Adriano Piccardi e
Angelo Signorelli: tutti e tre abbiamo scritto i testi per il libretto che accompagnerà
i film nel loro girare per l’Italia. Una tavola rotonda con visioni, sequenze e
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discorsi. Un modo per rendere un nostro piccolo omaggio a un grande del cinema.
Gli altri appuntamenti del convegno derivano da altre iniziative della FIC. Da
ormai tre anni ha preso il via AVANTI!, acronimo che vuol dire Agenzia
Valorizzazione Autori Nuovi Tutti Italiani. La FIC, sempre con la Lab80, fa
circolare in dvd alcuni corti e mediometraggi, sia di finzione che documentari, di
giovani autori italiani.
A Rimini presentiamo due lavori molto interessanti: il primo, La morte mi fa
ridere, la vita no!, girato da Claudio Di Mambro, Luca Mandrile e Umberto
Migliaccio, dedicato al cantautore livornese Piero Ciampi, una delle più importanti
figure, molto appartata, poco conosciuta, oggi ingiustamente dimenticata, della
musica degli anni sessanta; il secondo, Quando capita di perdersi di Sergio Basso,
su una comunità di cura di persone con problemi psichiatrici. I film saranno
presentati e discussi con i registi. La giornata di sabato è dedicata alle visioni in
dvd e a quanto esse ci trasformino come spettatori, come appassionati di cinema e
di storia del cinema. Ormai, lo sappiamo tutti, il film sta diventando come il libro:
tutti possiamo avere a disposizione, a casa nostra, i film dei registi che amiamo,
siano essi vivi e vegeti, come Werner Herzog, siano essi figure importanti della
storia del cinema, come il russo Alexandr Medvedkin, molto meno conosciuto di
Herzog ma da scoprire, conoscere, apprezzare. Così, nella mattinata di sabato,
Francesco Cattaneo, che conoscete già perché lo scorso hanno venne al nostro
convegno per parlare di Terrence Malick, mostrerà dei lavori in dvd di Werner
Herzog e parlerà del regista tedesco. A Herzog la nostra rivista “CINEFORUM” ha
dedicato nei mesi scorsi un “book”, completo e approfondito. Cattaneo è stato il
curatore del “book” e ha tenuto i contatti direttamente con la Werner Herzog Film
Produktion: conosce quindi a fondo tutti i lavori di Herzog. Nel pomeriggio di
sabato, ci occuperemo invece di un meraviglioso film di cui pochi conoscono la
bellezza (e anche l’esistenza), un film apparso in dvd in Francia, non in Italia: e già
questo vuol dire qualcosa. Vuol dire che c’è ancora parecchia strada da fare prima
di poter dire che anche in Italia la situazione del mercato dei dvd possa essere
considerata soddisfacente. E allora noi presentiamo La felicità di Medvedkin, uno
dei più bei film “sovietici” (Ejzenstejn disse di aver capito, vedendo questo film,
“come ride un bolscevico”), proprio per indicare una strada che, speriamo, in
futuro, la FIC potrebbe intraprendere, quella di offrire ai cineforum dei film di
importanza storica o dei film di produzione attuale, in edizioni in dvd. La visione
di La felicità sarà introdotta da Eugenia Gaglianone, studiosa di cinema russo.
Infine nella serata di sabato, presentiamo un film italiano, recente e premiato al
Bergamo Film Meeting. Lo scorso anno abbiamo mostrato E il vento fa il suo giro,
il film di Giorgio Diritti, parlato in occitano, poi uscito da pochi mesi in alcune sale
nel nostro paese, con ottimi risultati di pubblico. Stavolta tocca a un’altra delle
“nostre” scoperte. Si tratta di L’estate di mio fratello di Pietro Reggiani, anch’esso
un piccolo film, prodotto in maniera indipendente, anch’esso un film molto lodato
46
dalla critica e poco visto dal pubblico. È la nostra maniera di segnalare ai
cineforum un’opera meritevole di essere portate al nostro pubblico. Alla
presentazione di L’estate di mio fratello sarà presente il regista. Dunque, da
giovedì sera a domenica mattina, delle giornate piene di incontri, visioni,
discussioni, proposte. Ovvero come passare insieme un fine settimana vedendo
interessanti cose nuove e attraenti cose vecchie come fossero nuove. Arrivederci a
Rimini».
Il convegno di Rimini ha presentato, come è scritto nella lettera di
convocazione, una serie interessante e notevole di materiali: relazioni, volumi,
visioni di film, dibattiti. Da rimarcare, anche in questo caso, la sempre decisiva
collaborazione con la Cineteca di Rimini, grazie alla quale le proiezioni e le
discussioni dei film, come gli incontri con i registi, sono state aperte alla
partecipazione del pubblico locale, che ha seguito con interesse e con notevole
affluenza le occasioni offerte.
4.2 INCONTRO SUL FARE CRITICA
Il secondo tradizionale appuntamento organizzato dalla FIC è stata la
giornata di lavoro sulla critica, tenutasi com'è consuetudine l’8 dicembre, in
coincidenza con l’ultima riunione annuale del Comitato Centrale. Alla giornata
hanno partecipato i membri del Comitato Centrale e alcuni redattori e collaboratori
della rivista “CINEFORUM”. Si è potuto così discutere degli orientamenti generali
del fare critico nel nostro paese e delle linee che la rivista “CINEFORUM” ha
sviluppato nel corso dell'anno e che continuerà a sviluppare anche nei prossimi
anni. Si è soprattutto preso in esame, con una relazione del coordinatore del gruppo
redazionale, Adriano Piccardi, il lavoro che il gruppo ha svolto nella prospettiva di
un rinnovamento progressivo della rivista.
4.3 LV CONSIGLIO FEDERALE
Come abbiamo già detto poco sopra, il 55° Consiglio Federale della FIC si è
tenuto, a norma di statuto e a conclusione del Convegno “Vedere e studiare
cinema”, domenica 30 settembre 2007, a Rimini. La concomitanza tra il Convegno
e il Consiglio Federale consente di risparmiare sui costi della riunione e di
contribuire così a quel contenimento delle spese che in un anno difficile come il
2007 è stato assolutamente necessario per la Federazione.
Il Consiglio Federale è stato aperto dalla relazione del presidente Bruno
Fornara che ha illustrato il lavoro svolto dalla FIC nel corso dell'anno. Il tesoriere
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Zaninetti ha quindi presentato e sottoposto alla discussione i bilanci della
Federazione. Ai lavori del Consiglio Federale hanno partecipato 59 delegati in
rappresentanza di 28 cineforum affiliati. Nel dibattito sono intervenuti i delegati di
molti dei cineforum presenti, Legnano, Nove, Cornuda, Novara, Schio, Trento,
Omegna, Pesaro, Oleggio, Bergamo, Reggio Calabria, Rovereto, Arezzo,
Domodossola. I delegati hanno approvato all'unanimità i bilanci della Federazione.
4.4 DISTRIBUZIONE DI FILM NEL CIRCUITO CULTURALE –
AVANTI! E BILLY WILDER
L'ultima parte di questa nostra relazione riguarda ogni anno uno dei settori di
spicco tra tutti quelli che vedono l'impegno della Federazione: il settore della
distribuzione dei film nel circuito culturale. La presenza della FIC in questo ambito
fa data dalla metà degli anni Ottanta, quando si decise di distribuire, insieme alla
Lab80 Film, un primo pacchetto di film spagnoli, tutti prodotti da una figura
importante nel cinema iberico, Elias Querejeta.
Da allora, cioè da ventitré anni a questa parte, ogni anno, la Federazione e la
Lab80 Film hanno immesso nel circuito culturale una quantità incredibile di film
classici e recenti, di autori conosciuti e di giovani alle prime prove, di maestri della
storia del cinema e di esordienti, qualcuno dei quali si apprestava a diventare anche
lui maestro (come Polanski, o come Kieslowski, per fare due esempi, registi dei
quali la FIC ha portato in Italia proprio le primissime prove).
Nel campo della distribuzione culturale e anche nel più largo campo della
distribuzione tout court, questa di FIC e Lab80 Film è l'unica esperienza di
distribuzione di film classici nel circuito culturale. È la cineteca FIC-Lab80 Film
l'unico luogo in cui si possano, nel nostro paese, trovare e noleggiare film classici
di grandi maestri in versioni originali sottotitolate e in copie nuove. Certo, ci sono
le cineteche, ma chi lavora con il cinema, nei cineforum, sa quanto sia difficile e
complicato avere dei film da queste istituzioni. I film della nostra “cineteca” sono
invece facilissimamente raggiungibili, prenotabili e proiettabili. E infatti sono
tantissimi i cineforum, i circoli del cinema, le sale gestite dagli enti locali, anche le
sale delle cineteche!, a fare buon uso dei nostri film.
Nei due decenni in cui la FIC ha lavorato in questo settore della
distribuzione dei film, i frutti sono stati eccezionali. Per questo il rammarico di
vederci tagliati i fondi è ancora più profondo: perché saremo costretti a ridurre il
nostro contributo anche a questo settore e non solo i cineforum della nostra
Federazione ma anche quelli delle altre associazioni e tutti i tantissimi punti del
circuito culturale si vedranno privati di nuova “benzina” culturale e
cinematografica.
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Per questo vogliamo sperare che l'aumento del FUS si trasformi in un
conseguente e auspicato aumento del contributo alle associazioni di cultura
cinematografica e, tra queste, anche alla FIC. Potremo così continuare anche nei
prossimi anni questo nostro intervento che ha portato sugli schermi dei cineforum e
di tante altre sale i capolavori di maestri come Robert Bresson, Michael Powell,
Carl Theodor Dreyer, Fritz Lang, Ernst Lubitsch, Jacques Demy, Andreij
Tarkovski, Billy Wilder... e di tanti altri registi di cui si può leggere l'intero elenco
poco più avanti.
Se l'indagine dell'AICA di cui abbiamo parlato all'inizio di questa relazione
dice che sono 1.094 i cineforum e i circoli del cinema in tutta Italia, se a questa
cifra aggiungiamo le sale dei comuni, della università, delle cineteche e di tutti
quegli altri punti che fanno cinema di qualità (e che non sono compresi nell'elenco
dell'AICA che prende in esame solo i cineforum), se insomma guardiamo a tutti
quelli che sotto forme anche diverse fanno in Italia un lavoro di tipo culturale con
il cinema, allora possiamo renderci conto di quello che ha voluto dire per loro
un'offerta come quella messa in atto da ormai quasi trent'anni dalla FIC e dalla
Lab80 Film.
Questa offerta ha voluto dire permettere a moltissimi spettatori, sia nelle sale
cittadine come nei posti più lontani dalle città, di vedere una bella quantità di
capolavori della storia del cinema e di poter disporre ogni anno di titoli nuovi, di
pacchetti di film singolari. La grande commedia americana degli anni Trenta! I noir
degli anni Quaranta e Cinquanta! Il cinema di Imamura! I capolavori di Dreyer!...
Sono alcune centinaia i film nel catalogo FIC-Lab80 Film. Un catalogo di
film classici e recenti che non ha eguali in Italia, fosse soltanto per il fatto che i
classici sono in versioni originali sottotitolate. Si sa come nel nostro paese il
doppiaggio sia un'abitudine assolutamente inestirpabile e come sia pressoché
impossibile vedere nelle sale normali e anche d'essai un qualche film straniero in
versione originale sottotitolata, con effetti assolutamente ridicoli e disastrosi
quando si tratta di film di culture lontane, come ad esempio i film cinesi e
iraniani...
Ebbene, uno dei risultati fondamentali della distribuzione dei film della FIC
e della Lab80 Film è stato quello di permettere ai cineforum e alle altre sale del
circuito culturale di potersi finalmente distinguere dalle sale “normali”. Presentare
un classico in versione originale pone il cineforum su un piano del tutto diverso e
infinitamente superiore agli occhi di qualsiasi spettatore che ami il cinema. E se c'è
un rammarico è quello che nessuna delle altre associazioni ci abbia seguiti e
accompagnati su questa strada: non sono stati accolti gli inviti della FIC a
contribuire a un fondo comune di tutte le associazioni, fondo da utilizzare appunto
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per l'acquisizione di film classici e di film recenti da distribuire nei cineforum.
Il nostro progetto, infatti, oltre che ai film classici, si dirigeva (e vorrebbe,
un giorno o l'altro, dirigersi) anche a un altro tipo di film: quelli di recente
produzione, presentati ai festival maggiori e non comprati da nessun distributore
italiano. Ogni anno, ai festival e alle mostre di Venezia, Cannes, Torino, Roma,
Bergamo, Pesaro... e ai tanti altri festival che si tengono nel nostro paese e in giro
per l'Europa e il mondo, vengono presentati molti bei film che in Italia non escono
e che potrebbero invece trovare nel circuito culturale un luogo ideale per la loro
presentazione e diffusione.
Ecco, il nostro progetto, anzi la parte due del nostro progetto (la parte uno è
quella dedicata ai classici) prevederebbe che le associazioni del pubblico si
mettessero insieme per costruire ogni anno un pacchetto di bei film inediti in Italia
da proporre ai cineforum. Sarebbe questo un modo bellissimo di dire ai nostri
spettatori e a tutto il pubblico che ama il buon cinema che i cineforum sanno fare
bene il loro mestiere che è quello di mostrare del buon cinema dappertutto, anche il
buon cinema che in altri posti non si può vedere. Ma questo, forse, più che un
progetto è semplicemente un sogno...
Se questo sogno resta irrealizzato, un altro progetto ha invece preso forma da
qualche anno a questa parte. Si tratta di una iniziativa che abbiamo chiamato
AVANTI!, acronimo che significa Agenzia Valorizzazione Autori Nuovi Tutti
Italiani. Nata nel 2005, questa Agenzia vuole promuovere i lavori di giovani registi
italiani che lavorano nel campo dei cortometraggi e dei documentari. Partita con la
collaborazione dei festival di Bellaria e di Torino, AVANTI! ha presentato in questi
tre anni di attività molti lavori sia documentaristici che di finzione, tutti fatti
circolare su dvd nelle sale dei cineforum e del circuito culturale.
I lavori presentati da AVANTI! sarebbero rimasti pressoché sconosciuti se
non ci fossero state la FIC e la Lab80 Film a prendersene cura e a farli circolare.
Nel 2005 è uscito un primo gruppo di cortometraggi presentati al Festival
Anteprima di Bellaria.
Nove lavori, che comprendevano tra l'altro Di madre in figlia di Fabiana
Sargentini, regista premiata in numerosi festival, e La morte mi fa ridere, la vita
no! Piero di Livorno di Claudio Di Mambro, Luca Mandrile e Umberto Migliaccio,
bellissimo lavoro sulla figura del cantautore e poeta livornese Piero Ciampi. Poi,
nel 2006, AVANTI! ha presentato sei lavori scelti tra quelli presentati al Torino
Film Festival e, di festival in festival, è proseguita la scelta e la distribuzione di
molti altri film e documentari, fino a quelli selezionati all'ultimo e recente Torino
Film Festival. Si dice sempre, nelle riunioni, nelle dichiarazioni, nelle prese di
posizione dei responsabili e degli addetti ai lavori, che il cinema italiano, quello di
qualità e quello giovane, ha bisogno di essere aiutato a trovare un suo pubblico.
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Ecco, con AVANTI!, un esempio efficace di come si possa appunto portare il buon
cinema italiano di tanti autori giovani e nuovi a un pubblico che li sa apprezzare.
Anche dentro un anno di forti difficoltà finanziarie, la FIC non ha voluto
mancare all'appuntamento con la distribuzione di grandi capolavori della storia del
cinema. Abbiamo stretto la cinghia in ogni punto del nostro bilancio e qualcosa
abbiamo potuto fare per la distribuzione di film classici: abbiamo contribuito alla
circolazione di un meraviglioso pacchetto di film di Billy Wilder, indiscusso
maestro della commedia hollywoodiana, dolceamara e anche caustica, non della
Hollywood trionfalistica ma di quella più consapevole e lucida. Grazie anche
all'intervento della FIC, sono oggi in circolazione, sempre in collaborazione con la
Lab80 Film (che, ripetiamolo, è una cooperativa, l'unica in Italia, di distribuzione
per il circuito culturale, e che se non ci fosse bisognerebbe inventarla...), ben otto
film di Billy Wilder, tre dei quali erano già stati acquisiti negli scorsi anni, La
signora di mezzanotte di Mitchell Leisen, Ninotchka di Ernst Lubitsch, film di cui
Wilder scrisse la sceneggiatura, e La fiamma del peccato, distribuito pochi anni fa
con il pacchetto di film noir.
Gli altri sei film di Billy Wilder entrati adesso, nuovi nuovi, nel catalogo
della nostra cineteca sono Arianna, Testimone d'accusa, Uno, due, tre!, Baciami,
stupido! e Non per soldi... ma per denaro. Un gruppo di film meravigliosi di un
regista amatissimo da tutti gli appassionati.
Con l’aggiunta di questi film, il catalogo della cineteca e della distribuzione
FIC e Lab80 Film accresce ancora il proprio volume e la propria autorevolezza.
Alla fine del 2007 l'elenco dei film a disposizione dei cineforum e del circuito
culturale è eccezionale. Ecco i titoli dei film che sono entrati in distribuzione anche
grazie al contributo della FIC:
- i lavori della serie “Gauche – Droite”: La voleuse de Saint Lubin di Claire
Devers, Le petit voleur di Eric Zonca, Tontaine e Tonton di Tonie Marshall, Les
marchands de sable di Pierre Salvadori, Les terres froides di Sébastien Lifshitz e
Nadia et les hippopotames di Dominique Cabrera;
- i film della serie 2.000 visto da…: La primera noche de mi vida dello spagnolo
Miguel Albaladejo, Le mur del belga Alain Berliner, Les Sanguinaires del francese
Laurent Cantet, Tamas e July della ungherese Ildiko Enyedi, The Book of Life dello
statunitense Hal Hartley e La Vie sur terre del malinese Abderrhamane Sissoko;
- i film spagnoli prodotti da Elias Querejeta: Ana y los lobos di Carlos Saura,
Pascual Duarte di Ricardo Franco, A un Dios desconocido di Jaime Chavarri, El
Sur di Victor Erice, Feroz di Manuel Gutierrez Aragon, Tasio e 27 horas di
Montxo Armendariz;
- la personale del regista giapponese Shohei Imamura: Desiderio inappagato,
Desiderio rubato, Il secondo fratello, Porci e corazzate, Cronache entomologiche
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del Giappone, Desiderio di omicidio, Introduzione all'antropologia, Il profondo
desiderio degli dei, La vendetta è mia, Cosa ce ne importa;
- la personale dei registi inglesi Michael Powell ed Emeric Pressburger: 49th
Parallel, The Life and Death of Colonel Blimp, Canterbury Tale, I Know Where
I’m Going, Black Narcissus, The Red Shoes, Gone to Earth;
- i film dello jugoslavo Goran Paskaljevic: Il tempo dei miracoli, Tango
argentino; i film ungheresi: Perdizione di Bela Tarr, La grande generazione di
Ferenc Andras, Il trapanatore di muri di Gyorgy Szomjas;
- i film bulgari: Amare con ostinazione di Nikolai Volev, Io, la contessa di Peter
Popzlatev;
- i film taiwanesi: Taipei Story di Edward Yang, Le passate cose dell’infanzia e
In vacanza col nonno di Hou Hsiao Hsien;
- i film svizzeri: I falò di Fredi Murer, Georgette Meunier di Tania Stocklin e
Cyrille Rey-Coquais;
- i seguenti film di altri paesi: Meno morta degli altri di Frans Buyens, Sommer
del tedesco Philip Groning, Uovo dell’olandese Danniel Danniel, Occhi che videro
dell’italiano Daniele Segre, Confortorio dell’italiano Paolo Benvenuti, The Killer
dell’hongkonghese John Woo, Il caso e cinque cortometraggi del polacco
Krzysztof Kieslowski, tre cortometraggi del belga Thierry Knauff, il
mediometraggio The Doors of Memory del britannico Ian Rosenfeld, Inventario
balcanico degli italiani Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi;
- i film di Carl Th. Dreyer, Pagine del diario di Satana, Il padrone di casa, La
passione di Giovanna d’Arco, Dies irae, Ordet e Gertrud;
- i film di Robert Bresson, Mouchette, Pickpocket, Il processo di Giovanna
d’Arco, Le quattro notti di un sognatore, Au hazard Balthasar e Così bella, così
dolce, Un condannato a morte è fuggito, Les dames du Bois de Boulogne, Diario di
un curato di campagna;
- i film di Jacques Demy, Lola, La Baie des anges, Les parapluies de Cherbourg
e Les Demoiselles de Rochefort;
- il pacchetto di commedie americane degli anni Trenta: Mancia competente di
Ernst Lubitsch, L’orribile verità di Leo McCarey, Susanna di Howard Hawks, La
signora di mezzanotte di Mitchell Leisen, Scandalo a Filadelfia di George Cukor,
Lady Eva di Preston Sturges;
- il pacchetto di film di fantascienza americani degli anni Cinquanta: The
Incredible Shrinking Man (Radiazioni BX: distruzione uomo) di Jack Arnold,
Creature from the Black Lagoon (Il mostro della laguna nera) sempre di Arnold,
The Day the Earth Stood Still (Ultimatum alla Terra) di Robert Wise, di Forbidden
Planet (Il pianeta proibito) di Fred M. Wilcox e di The Fly (L’esperimento del
dottor K) di Kurt Neumann;
- il pacchetto di film noir americani classici: Double Indemnity (La fiamma del
peccato) di Billy Wilder, The Woman in the Window (La donna del ritratto) di
Fritz Lang, Dark Passage (La fuga) di Delmer Daves, Out of the Past (Le catene
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della colpa) di Jacques Tourneur, Criss Cross (Doppio gioco) di Robert Siodmak e
Touch of Evil (L’infernale Quinlan) di Orson Welles;
- i sei pacchetti in dvd di AVANTI!, con: Di madre in figlia di Fabiana
Sargentini, Uomodonna di Roberto Scappin, Flor da Baixa di Mauro Santini, La
stoffa di Veronica di Emma Rossi Landi e Flora Pasquini, Mio fratello Yang di
Massimiliano e Gianluca De Serio, Senza tempo di Anotonio Bellia e Giacomo
Iaculano, La morte mi fa ridere, la vita no! Piero di Livorno di Claudio Di
Mambro, Luca Mandrile e Umberto Migliaccio, La città del silenzio di Riccardo
De Cal, Mrs. Flo… Nightmare di Pasquale Del Castello e Sandra Pastore, Zakaria
di Gianluca e Massimiliano De Serio, Balordi di Mirjam Kubescha, Ciro e
Priscilla di Fabiana Sargentini, Quando capita di perdersi di Sergio Basso,
Cecucine di Chiara Rolandi e Frediana Fornari, Noi siam nati chissà quando e
chissà dove di Francesco Barbieri e Andrea Canepari;
- i tre film di Ernst Lubitsch, La vedova allegra (The Merry Widow, 1934),
Ninotchka (1939) e Scrivimi fermo posta (The Shop Around the Corner, 1940);
- i film di Billy Wilder, Arianna (1957), Testimone d'accusa (1957), Uno, due,
tre! (1961), Baciami, stupido! (1964) e Non per soldi... ma per denaro (1966);
- i film classici Il carretto fantasma di Victor Sjöström, Ladri di biciclette di
Vittorio De Sica, Il ferroviere di Pietro Germi, Otto e mezzo, Prova d’orchestra e
E la nave va di Federico Fellini, Giorni perduti di Billy Wilder, I giovani uccidono
di Basil Dearden, Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini, Il posto e I
fidanzati di Ermanno Olmi, Il posto delle fragole, Il settimo sigillo, Il volto, Come
in uno specchio, Luci d’inverno, Il silenzio, Persona di Ingmar Bergman, Una
moglie, La sera della prima, Mariti, L'assassinio di un allibratore cinese di John
Cassavetes, Il caso Paradine di Alfred Hitchcock, L’eterno vagabondo di Charlie
Chaplin, Cabaret di Bob Fosse, Cantando sotto la pioggia di Gene Kelly e Stanley
Donen, West Side Story di Robert Wise e Jerome Robbins, Quartet di Robert
Altman, tirate sul pianista, Gli anni in tasca di François Truffaut e L’amore a
vent’anni di François Truffaut, Renzo Rossellini, Shintaro Ishihara, Marcel
Ophuls, Andrzej Wajda, Ascensore per il patibolo di Louis Malle, Roma città
aperta di Roberto Rossellini, La scala a chiocciola di Robert Siodmak, Don
Giovanni di Joseph Losey, La merlettaia di Claude Goretta.
53
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PARTECIPAZIONE AD INIZIATIVE PROMOSSE DA ALTRI ORGANISMI
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La FIC fa parte della Segreteria di coordinamento tra le associazioni di
cultura cinematografica e aderisce all’Agis. La Federazione ha partecipato negli
scorsi anni alle attività di Cantiere Italia, l’iniziativa promossa dal Ministero e
dall’AICA, per la circolazione dei film di qualità italiani ed europei.
La FIC ha preso parte sempre con molti rappresentanti alle iniziative
promosse dalla segreteria di coordinamento e dall’AICA.
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CONCLUSIONI
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Elenchiamo qui in sintesi gli interventi realizzati dalla Federazione Italiana
Cineforum, FIC, nel corso del 2007, anno che ha visto una ulteriore diminuzione
del contributo ministeriale, anno in cui, tagliando in tutti i settori, siamo comunque
riusciti a portare a termine un buon programma e molte iniziative:
- Pubblicazione di 10 numeri della rivista “CINEFORUM”, giunta al numero
470 e al 47° anno di pubblicazione;
- Gestione del sito della rivista “CINEFORUM” e del sito della Federazione
Italiana Cineforum www.cineforum-fic.com;
- Pubblicazione nelle Edizioni di CINEFORUM dei seguenti volumi:
Annuario del Cinema, quattordicesima edizione
João giullare di Dio
André Téchiné
Declinazioni del vero – Il cinema di Davide Ferrario, Daniele Lucchetti
e Daniele Vicari
Asian Film Festival 5
- Collaborazione con il “Premio Adelio Ferrero” di Alessandria, per giovani
critici, e con “Ring!”, festival della critica cinematografica;
- Servizi di segreteria, tesseramento, consulenza, documentazione critica,
biblioteca e fototeca per i cineforum, servizi dei centri zonali;
- Convegno nazionale “Vedere e studiare cinema”, XVIII edizione;
- LV Consiglio Federale, Rimini;
- Incontro sul fare critica;
- Acquisizione e distribuzione dei dvd della serie AVANTI!;
- Distribuzione nel circuito culturale di cinque film di Billy Wilder, Arianna
(1957), Testimone d'accusa (1957), Uno, due, tre! (1961), Baciami, stupido!
(1964) e Non per soldi... ma per denaro (1966);
- Distribuzione di tutti i film della cineteca della FIC e della Lab 80 film,
acquisiti nelle stagioni precedenti, per un complesso di più di 155 titoli;
- Partecipazione alle iniziative comuni di tutte le associazioni nazionali di
cultura cinematografica promosse dall’AICA e dalla segreteria di
coordinamento.
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Queste, le iniziative realizzate dalla FIC nel corso del 2007 e che speriamo
di poter continuare anche negli anni a venire.
Torre Boldone, Bergamo, 31 marzo 2008
il presidente della FIC
Bruno Fornara
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