Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile per il Piemonte
Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Asti
Progetto di formazione professionale per la realizzazione di Opere Provvisionali
Linee guida lavori in quota
per la posa di un ponte
sospeso su cavi
L’occasione di operare su un monumento di tale rilevanza e la singolarità del
progetto hanno suggerito di coinvolgere la scuola per Geometri per offrire agli
studenti l’opportunità di sperimentare dal vivo la sicurezza nei cantieri temporanei
nell’esecuzione dei lavori in quota compartecipando all’addestramento operativo e
alla realizzazione della passerella lavorando insieme ai Vigili del fuoco.
Linee guida lavori in quota utilizzando ponteggi e scale
addestramento operativo Abbazia di Vezzolano, costruzione di passerella su cavi, 23-28 aprile 2007,
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Progetto di formazione professionale per la realizzazione di Opere Provvisionali
Progetto del corso di formazione
Partecipazione degli studenti del 5° anno del l’istituto Giobert
Scuola di formazione sulla sicurezza
Esperienza di insegnamento delle tecniche di sicurezza
Modalità di intervento di emergenza sui ponteggi
Riferimenti storico-architettonici
Progetto delle opere
Organizzazione dell’intervento: Piano di sicurezza e coordinamento
a)
b)
c)
d)
e)
f)
g)
h)
i)
identificazione e descrizione dell'opera;
individuazione dei soggetti con compiti di sicurezza;
individuazione, analisi e valutazione dei rischi;
scelte progettuali ed organizzative, procedure;
prescrizioni operative e misure di protezione collettiva;
misure preventive e protettive e dispositivi di protezione individuale,
modalità organizzative e del coordinamento,
organizzazione per il pronto soccorso e antincendio;
durata prevista delle lavorazioni, delle fasi di lavoro e
cronoprogramma dei lavori;
Bibliografia:
Norme sulla sicurezza e salute durante il lavoro
POS e Linee guida
Schede bibliografiche di riferimento del Comitato paritetico di Torino
Norme tecniche di riferimento per i lavori in quota
Realizzazione, Verifiche e collaudo
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Progetto di formazione professionale per la realizzazione di Opere Provvisionali
Progetto del corso di formazione
Il corso di formazione sulle tecniche SAF per i lavori in quota e con l’impiego di
ponteggi secondo le disposizioni di cui al D.Lgs 235 si svolge impegnando i discenti per
una settimana comprendendo nella prima fase l’analisi del progetto, la conoscenza delle
caratteristiche di resistenza dei materiali da impiegare, lo studio delle norme di sicurezza,
delle tecniche secondo le procedure operative standard, della organizzazione dell’intervento
in sicurezza.
Avendo come partecipanti al corso 35 allievi delle 5° classi delle scuola
GIOBERT per Geometri della provincia di Asti, il corso si differenzierà dai precedenti sia
per il diverso numero di discenti sia per la particolare attenzione che si deve porre verso i
giovani operatori esterni alla struttura dei VVF.
I vigili del fuoco partecipanti al corso ricoprono contemporaneamente il ruolo di
discenti e docenti nei confronti dei ragazzi del Giobert.
Nella presentazione si illustra il corso di formazione in opere provvisionali, la
sicurezza nei cantieri temporanei, l’intervento a Vezzolano, il progetto della passerella, il
D.lgs. 626, D.lgs. 493, D.lgs. 494, D.lgs. 235, gli interventi in sicurezza dei VVF.
Si continua poi con una lezione teorico pratica in aula sulle tecniche SAF 1A, il
fattore di caduta, funi, punti di attacco, nodi, moschettoni, longe, assicuratori, discensori,
ancoraggi, imbracature, cinturoni, cadute sperimentali;
una seconda lezione teorica in aula prevede concetti di prevenzione incendi,
combustione, resistenza e reazione al fuoco, affollamento, vie di fuga, estinguenti;
per poi passare alla prova delle tecniche SAF 1A, con applicazioni pratiche sul
castello di manovra: assicurazione, discesa e salita con le funi, recuperi e salvataggi,
triangolo di evacuazione, snorkel, autoscala,
e alle prove di intervento con applicazioni pratiche in cortile di manovra: uso di
estintori, acqua nebulizzata e getto pieno, lance 45 e 70, schiuma alta e bassa espansione;
per diffondere le capacità operative si provvede alla verifica dei caricamenti
degli automezzi di soccorso e l’utilizzo di sistemi di disincarcerazione in incidenti stradali;
infine l’analisi dei PSC, POS, PiMUS, applicazioni pratiche sul castello di
manovra con montaggio e smontaggio dei ponteggi in sicurezza, soccorso; predisposizione
della passerella;
oltre che naturalmente provvedere alla preparazione dei materiali e attrezzature
occorrenti e al caricamento dei mezzi operativi per la realizzazione dell’opera.
Dopo le fasi informative e formative preparatorie potrà iniziare l’attività sul
cantiere di lavoro. Ad opere ultimate si conclude il corso formativo con la verifica dei
risultati dell’attività addestrativa e di apprendimento e la revisione critica delle procedure
operative.
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Partecipazione degli studenti del 5° anno del l’istituto Giobert
Scuola di formazione sulla sicurezza ed
esperienza di insegnamento delle tecniche di sicurezza
Agli studenti del 5° anno dell’istituto Giobert, prossimi geometri, dopo le
necessarie lezioni teoriche, viene offerta l’opportunità di sperimentare l’applicazione dei
sistemi di lavoro in quota in sicurezza con le tecniche di impiego delle funi e per
l’allestimento dei ponteggi come previsto dal D.Lgs 235/2003.
Di seguito sono analizzati i metodi di allestimento dei ponteggi, applicando parte
del PIANO DI MONTAGGIO USO E SMONTAGGIO PONTEGGIO, il cosiddetto PIMUS, con
l’utilizzo di misure di protezione collettiva e individuale, provando il sollevamento e
trasporto dei portali, la posa dell’assito e dei vari componenti, la fascia di arresto al piede,
gli intermedi, il parapetto, gli ancoraggi del ponteggio alla facciata dell’edificio (castello di
manovra); per eseguire il montaggio in condizioni di sicurezza è spiegata l’utilità del
posizionamento della linea di ancoraggio flessibile orizzontale cui assicurare i dispositivi di
protezione individuale di arresto della caduta, arrivando anche ad insegnare le tecniche di
soccorso che possono essere impiegate per venire in aiuti all’operatore scivolato dal
ponteggio, la cui caduta è stata arrestata in condizioni di sicurezza grazie all’intervento del
dispositivo di protezione individuale.
Per le tecniche di sicurezza nel lavoro in quota si fa riferimento alle tecniche
consolidate dei vigili del fuoco descritte nel manuale e nelle procedure SAF 1A.
Si prendono in considerazione le due tipologie più diffuse di ponteggi con telaio
a portali e telaio ad H, e sono confrontate le caratteristiche e riconosciuti i difetti più
ricorrenti rispetto alla realizzazione a regola d’arte.
Modalità di intervento di emergenza sui ponteggi
L’esperienza di intervento viene quindi condotta sul ponteggio ad H seguendo le
indicazioni dettate dalla linee guida dell’ISPESL “Per l’esecuzione dei lavori temporanei in
quota con l’impiego dei sistemi di accesso e posizionamento mediante ponteggi metallici
fissi di facciata, montaggio, smontaggio , trasformazione PONTEGGI” allegate ed
impiegando i materiali in dotazione e le procedure vvf.
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La squadra operativa è costituita da tre ragazzi, uno con incarico di preposto due
di operatori al montaggio, che collaborano insieme sotto la stretta vigilanza dei Vigili del
fuoco.
Viene posizionato il primo piano di portali curando la verticalità attraverso la
regolazione dei piedini a vite e l’allineamento alla distanza di 20 cm dalla parete; il piano
del ponteggio è completato con l’assito, la fascia di arresto al piede, il corrente intermedio e
il parapetto;
Lavorando sul piano stabile a quota
di circa 100 cm viene posizionato il secondo
piano di telai assicurando il ponteggio con gli
ancoraggi alla parete di tipo a cravatta,
costituiti da tubi e giunti disposti in modo da
realizzare una staffatura attorno a strutture
rigide dell’edificio (sfruttando il collegamento
con le strutture metalliche interne al castello
di manovra).
Sempre lavorando sul piano stabile a quota 100 cm viene tesa la linea di
ancoraggio flessibile orizzontale costituita da una fune messa in tensione dal primo
all’ultimo telaio del livello superiore impiegando una fune semistatica tesa con un
pretensionamento di circa 90 dN, collegata ai ritti verticali all’altezza delle traverse
impiegando anelli di fettuccia, un grigri e un dissipatore di energia in modo che in caso di
strappo i montanti non siano sollecitati con forze di trazione orizzontali superiori a 600 dN.
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Infine viene completata l’opera posando l’assito, e la fascia di arresto al piede del
piano superiore (quota 3 m).
Ora che siamo pronti a salire oltre quota 2 m, verifichiamo l’allungamento della
fune semistatica impiegata per la linea di vita di assicurazione e la lunghezza del cordino
con dissipatore; per valutare il fattore di caduta e gli allungamenti si è misurato
l’allungamento massimo della fune semistatica sottoposta al carico di 600 dN determinando
i massimi allungamenti prevedibili, constatando che la fune lunga 10 m si allunga sotto
carico a 12,12 m.
La prova di allungamento è stata condotta su una fune semistatica non nuova, in
buono stato di conservazione e manutenzione
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Si sono evidenziate le insufficienze dei sistemi di trattenuta con imbraco quando
l’ancoraggio è posizionato in prossimità delle quote del primo e secondo piano del
ponteggio e si constata che ad esempio per un ponteggio con lo sviluppo di 10 m la linea di
ancoraggio orizzontale risulta efficace solo quando posizionata ad una quota superiore a
(1.26 + 1.30 + 1.70 + 1.50) m 4.76 ed è collegata a punti di ancoraggio capaci di sopportare
almeno 600 dN di trazione orizzontale.
Si prosegue l’esercitazione con la movimentazione dei carichi e l’allestimento
del ponteggio con la posa di telai superiori; i ragazzi constatano la sussistenza del rischio di
caduta dall’alto e l’importanza dei sistemi di assicurazione con dispositivi di protezione
individuale quando non sono ancora efficaci i dispositivi di protezione collettiva.
Per fare sperimentare ai ragazzi costruttori le procedure di salvataggio per il
compagno lavoratore caduto dal ponteggio è stata tolta la tavola di arresto al piede e
simulato lo scivolamento di un operatore con la caduta arrestata in condizioni di sicurezza
grazie all’intervento del dispositivo di protezione individuale. In realtà è stata compiuta
una discesa morbida all’esterno del ponteggio senza far intervenire l’assorbitore di energia.
Come già detto per svolgere l’intervento di salvataggio si seguono le procedure
previste nelle tecniche SAF 1A con due diverse ipotesi di lavoro:
- L’operaio caduto è rimasto appeso con l’imbraco in trazione attraverso il
cordino con dissipatore e si trova in posizione scomoda a poca distanza da terra; per
toglierlo da quella collocazione occorre riassicurarlo ad una fune di sicurezza, sollevarlo di
alcuni centimetri per poter liberare il moschettone che lo trattiene alla linea di ancoraggio
orizzontale e abbassarlo lentamente a terra.
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La manovra che può
essere applicata è
descritta del
manuale SAF 1A
alle schede n° 4, 6,
13, 16 e nelle
manovre n° 4, 5, 8,
14, 15, 20 che i
ragazzi hanno già
imparato in teoria, si
tratta adesso di
metterla in pratica.
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Si predispone un connettore sul
punto di ancoraggio già predefinito nel
PIMUS cui si assicura una fune di sicura
semistatica attraverso un connettore sul
quale viene eseguito il nodo mezzo
barcaiolo
Assicurato il malcapitato alla fune
di sicura con un moschettone applicato
sull’attacco dorsale dell’imbraco …
con un cordino si esegue un nodo
autobloccante machard sulla fune …
… e messa in tensione la fune si
ferma il nodo con il blocco
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Con una seconda fune semistatica
si predispone il grigri su di un altro punto di
ancoraggio predefinito dal PIMUS …
… e si effettua una ulteriore
assicurazione con un connettore sull’attacco
dorsale della persona da soccorrere
Effettuando la manovra che
prevede l’utilizzo della maniglia bloccante
si provvede a sollevare la persona di alcuni
centimetri fino ad allentare e sganciare il
cordino dalla fune di ancoraggio
orizzontale.
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Non rimane che lasciare lentamente scendere la persona soccorsa facendo
scorrere sia la fune trattenuta dal grigri che la fune di sicurezza passata con il nodo mezzo
barcaiolo fino a raggiungere un piano stabile sul quale liberare il malcapitato.
.
La manovra è stata ripetuta molte volte in poco tempo, consentendo a tutti i
ragazzi di provarla assumendo di volta in volta ruoli diversi.
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Per evitare la complicazione del nodo machard che può risultare più difficile da
ricordare e da eseguire si sperimenta lo svolgimento della stessa manovra in sicurezza
usando un secondo grigri o uno shunt.
in questo secondo caso utilizzando due grigri
si ha il vantaggio di impiegare sempre la
stessa attrezzatura il cui impiego era già stato
visto anche nel pensionamento della linea di
ancoraggio orizzontale
nella terza ipotesi si impiega una attrezzatura
nuova, il bloccante shunt, il cui
funzionamento è semplice ma tuttavia deve
essere appreso prima dell’uso
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- In una manovra diversa si è ritenuto di poter evitare di sollevare il malcapitato
riassicurandolo come prima con una fune di sicurezza al sistema che successivamente ne
consenta il progressivo sicuro abbassamento fino al piano stabile come già fatto nel caso
precedente; per ridurre la tensione del cordino di trattenuta si allenta lentamente la fune di
assicurazione orizzontale attraverso l’impiego delle stesso grigri usato per il
pensionamento; una volta sganciato il cordino continua l’abbassamento fino al piano
stabile.
Anche nel secondo caso la tecnica applicata è descritta del manuale SAF alle
pagine già citate.
Si predispone un connettore sul
punto di ancoraggio già predefinito nel
PIMUS cui si assicura una fune di sicura
semistatica attraverso un connettore sul
quale viene eseguito il nodo mezzo
barcaiolo
Assicurato il malcapitato alla fune
di sicura con un moschettone applicato
sull’attacco dorsale dell’imbraco , si esegue
il nodo bloccante machard …
…e messa in tensione la fune si ferma il
nodo con il blocco
…
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Si disfa il nodo di blocco sulla fune di ancoraggio orizzontale e si predispone il
grigri per allentare la tensione della fune che sorregge l’infortunato fino a scaricarne il
carico e consentire lo sgancio del moschettone che lo lega al dissipatore
Si scioglie il nodo di blocco sul mezzo
barcaiolo e accompagnando in nodo
bloccante si lascia andare lentamente la
fune di sicurezza e si abbassa l’operatore
fino al piano stabile
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Anche in questo caso per evitare la complicazione del nodo machard che più
risultare più difficile da ricordare e da eseguire si sperimenta lo svolgimento della stessa
manovra in sicurezza usando un grigri o uno shunt.
in questo secondo caso utilizzando un grigri
si ha il vantaggio di impiegare sempre la
stessa attrezzatura il cui impiego era già stato
visto anche nel pensionamento della linea di
ancoraggio orizzontale
nella terza ipotesi si impiega una attrezzatura
nuova, il bloccante shunt, il cui
funzionamento è semplice ma tuttavia deve
essere appreso prima dell’uso
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I ragazzi, prossimi geometri e futuri responsabili di cantiere, della progettazione
ed esecuzione di lavori edili, hanno studiato con entusiasmo, preso coscienza dei pericoli e
operato con professionalità, serietà e capacità risolvendo anche il soccorso efficacemente
nel migliore dei modi ed imparando a riconoscere i rischi connessi con il montaggio e
smontaggio dei ponteggi e le cautele che devono essere applicate per ridurre il rischio di
caduta dall’alto.
Le manovre sono state seguite con attenzione da personale esperto in tecniche
SAF e documentate da un incaricato che ha ripreso con diligenza tutti i particolari
I Vigili del fuoco hanno sperimentato come le esperienze maturate nel soccorso
possono essere trasportate nell’ambito lavorativo del cantiere e possono essere insegnate ai
giovani contribuendo ad operare fattivamente per la sicurezza sul lavoro.
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Riferimenti storico-architettonici
prima di avvicinarci all’opera vengono ricercate notizie di identificazione ed è
presa cognizione delle peculiarità del monumento sul quale si va ad operare
approfondendo la conoscenza dell’opera, dell’importanza storico architettonica
e delle peculiarità strutturali che condizionano l’approccio dell’intervento e le
scelte operative;
si riportano al riguardo le informazioni pubblicate dalla:
ABBAZIA DI SANTA MARIA DI VEZZOLANO
L'ecclesia di Santa Maria di Vezzolano nasce
sullo scorcio dell'XI secolo, nel fervido clima di
riforma che vede in quegli anni sorgere
numerosi altri complessi religiosi piemontesi.
Molto probabilmente contribuiscono alla sua
fondazione un gruppo di famiglie di signori
locali i cui interessi, non solo religiosi,
gravitavano intorno al Vezzolano, località che,
come hanno chiarito gli studi storici ed
archeologici più recenti, fu luogo di
insediamento fin dall'epoca romana. Il nome
stesso di Vezzolano ne denuncia l'origine
Particolare del chiostro
antica, derivando dal gentilizio Vettiolus.
L'atto di fondazione della chiesa risale al 27 febbraio 1095. Si tratta di un documento dal
quale apprendiamo che alcuni signori investono Teodulo ed Egidio del ruolo di officiales
della chiesa di Vezzolano, purché s'attengano ad alcuni precetti condivisi e vivano
secondo la regola canonica, probabilmente la stessa regola di S. Agostino, attestata in
seguito in Vezzolano (bolle papali del 1176, 1182).
L'osservanza della regola fu rispettata per molto tempo, sicché la fama di rettitudine dei
canonici vezzolanesi è tramandata da numerosi documenti fino a tutto il XIII secolo.
Posta tra le diocesi di Vercelli, Asti, Torino ed Ivrea, vicina ai potenti comuni di Asti e
Chieri, la canonica del Vezzolano testimonia con le sue importanti opere d'arte mediovale
un lungo periodo di splendore tra i secoli XII e XIII, seguito da un lento declino, che può
essere simbolicamente racchiuso in due date: 1405, anno in cui la canonica è concessa
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in commenda (proprietà e rendite sono assegnate ad abati detti appunto commendatari e
residenti altrove), ed il 1800, quando l'amministrazione napoleonica ne espropria i beni,
trasformando la chiesa in cappella campestre della parrocchia di Albugnano.
Già nel secolo scorso il complesso canonicale del Vezzolano suscitava la curiosità di
viaggiatori e studiosi interessati a cogliere pittoreschi scorci medievali, filtrati dal fascino
discreto delle colline del Monferrato e stimolati dai suggestivi aspetti che assumevano le
forme artistiche nella transizione dal romanico al gotico presenti nel monastero.
Confermando le osservazioni prodotte
dall'erudizione ottocentesca, l'attuale
lettura degli edifici (in particolare la chiesa
ed il chiostro) documenta un processo
realizzativo discontinuo, non dissimile da
altri complessi monastici piemontesi, frutto
di interruzioni ed avvicendamenti che
determinarono, tra la seconda metà del XII
secolo e la metà di quello successivo,
l'intersecarsi della cultura romanica con le
precoci manifestazioni del nuovo gusto
gotico.
La chiesa orientata, cioè con l'abside
maggiore (l'unica autentica) rivolta ad est,
aveva in origine una pianta di tipo
basilicale, ovvero a tre navate, che venne
modificata nel XIII secolo, quando la
navatella destra fu trasformata in un lato
del chiostro (nord).
L'impianto primitivo è denotato
dall'impostazione a salienti della facciata,
nella cui parte centrale (corrispondente
alla navata maggiore) si sviluppa il
progetto decorativo. La partitura
architettonica, quantunque aggiornata, non
si discosta dalla tradizione romanica
padana, ripresa nell'uso dei tre ordini di
logge cieche e di altri particolari (le cornici
a dente di sega, i bacini ceramici, la vivace
bicromia della muratura).
Nartece
Facciata della chiesa
Ma l'elemento profondamente innovativo in Vezzolano è l'inserimento della decorazione
plastica di derivazione transalpina, dapprima mutuata dall'arte antelamica, congiunta a
ricordi romanici borgognoni. A questo periodo si può ascrivere l'Annunciazione, scolpita
negli stipiti della finestra centrale dell'abside maggiore, con un preciso rimando
iconografico a quella conservata nella Sacra di San Michele alle Chiuse.
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Della stessa bottega sono il capitello con
storie della Vergine (chiostro), il Salomone
che suona il liuto (presbiterio) ed i capitelli
fogliati con busti classici del lato nord del
chiostro. Coevi, ma di altri maestri, sono
un Sansone che lotta con il leone (navata
sinistra), il telamone del chiostro e gli stipiti
del portale.
La commistione di elementi padani e
francesi lascia il posto, intorno al 1230, ad
una più marcata connotazione transalpina.
A questa nuova fase dei lavori si deve il
ciclo dello jubè, la lunetta del portale
maggiore, e l'apparato scultivo della
facciata. La presenza del ricco apparato
decorativo in un contesto di vibrato
colorismo, dove la bicromia del paramento
murario era arricchita dalle vivacissime
coloriture delle statue, rende questa chiesa
una testimonianza "tra le più gioiose" del
patrimonio architettonico medievale.
Chiostro lato nord
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Progetto delle opere
L’esigenza da soddisfare era la
realizzazione di un percorso alternativo
all’unico ingresso per una sala
dell’Abbazia che sarebbe stata utilizzata
per un convegno nella Settimana della
Cultura utilizzando il varco verso
l’esterno che si affaccia sul giardino a
quota 3,50 m sull’intercapedine.
L’ipotesi di partenza era riferita all’utilizzo di un ponte sospeso su funi già
realizzato nel corso di precedenti esercitazioni, predisposto per superare luci di 10 o 20 m.
Tale struttura era già stata descritta nella pubblicazioni del “Manuale tecnico pratico per la costruzione di semplici Opere Provvisionali, Passerelle e Ponti “ ove era
rappresentata come “passerella pedonale, realizzata in tempi brevi, per consentire il
superamento di torrenti, dislivelli, ostacoli che possono essere scavalcati con strutture
leggere prefabbricate immediatamente disponibili, capaci di consentire il passaggio e la
comunicazione di emergenza.”
Nel caso particolare tale struttura non poteva essere montata tal quale in quanto
da un lato doveva svilupparsi a partire dalla porta di un edificio monumentale e pertanto
veniva a mancare l’ancoraggio al suolo simmetrico.
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È stato necessario modificare il progetto originario con il riutilizzo dei profilati
metallici già disponibili adattandolo ad un diverso supporto dei cavi in partenza da un
supporto addossato alla facciata dell’edificio.
La singolarità storico monumentale del complesso dell’abbazia di Vezzolano ha
costituito un ulteriore condizionamento impedendo qualsiasi intervento invasivo sulla
facciata e costringendo alla scelta di strutture semplicemente appoggiate con una durezza
superficiale inferiore a quella della muratura in modo da non lasciare nemmeno l’impronta
degli elementi appoggiati, destinati ad essere rimossi appena ultimata la manifestazione per
la quale si è reso necessario provvedere alla sistemazione provvisionale del percorso
pedonale.
D’altra parte la ristrettezza del varco nella porta esistente rappresentava già una
limitazione al passaggio di una sola persona per volta tanto da rendere superfluo allargare
la larghezza della passerella oltre i 100 cm originari.
Il dislivello tra la quota di partenza del varco nella muratura e il piano di sbarco
esterno è stato superato con una pendenza della passerella conforme alla disposizioni
normative, fino a scavalcare sia l’intercapedine che il giardino con arbusti sul bordo del
prato; l’ultimo tratto si conclude con una scala che raccorda la passerella al prato.
I materiali impiegati sono prevalentemente di legno trattato per esterno e scurito
per migliorarne l’ambientazione.
Per il dimensionamento si segue lo schema già utilizzato in passato e pubblicato
nel Manuale per le Opere Provvisionali:
Linee guida lavori in quota utilizzando ponteggi e scale
addestramento operativo Abbazia di Vezzolano, costruzione di passerella su cavi, 23-28 aprile 2007,
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Il dimensionamento della nuova passerella è riportato nella schematizzazione
seguente:
L’ipotesi di carico massimo è di una persona ogni 50 cm, quindi 16 persone sulla
lunghezza di 8 m.
In tali condizioni ogni asta metallica verticale sopporta il carico di 100 dN e la
fune di acciaio è posta in trazione con un carico massimo di 500 dN.
La passerella è progettata con la funzione di consentire l’uscita di emergenza
dalla sala verso il prato da utilizzarsi solo in caso di necessità con l’accesso controllato da
un servizio di vigilanza svolto dai vigili del fuoco con il compito di aiutare le persone che
devono transitarvi evitando qualsiasi condizione di rischio, compreso il sovraffollamento o
comunque il passaggio in modo non ordinato.
Non sono previsti sistemi di illuminazione e pertanto non può essere utilizzata in
condizioni di carenza di illuminamento naturale.
L’opera provvisionale al termine della settimana della cultura dovrà essere
rimossa.
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Organizzazione dell’intervento: Piano di sicurezza e coordinamento
a)
identificazione e descrizione dell'opera;
1) Committente:
il sovrintendente per i beni architettonici e per il paesaggio del Piemonte che ha
assicurato la fornitura del materiale ligneo necessario per la realizzazione
dell’opera;
2) indirizzo del cantiere;
Albugnano, Abbazia di Vezzolano
3) descrizione del contesto in cui è collocata l'area di cantiere;
conca immersa nel verde con terreno in lieve declivio, area totalmente recintata
dalla muratura che circonda l’Abbazia
a tutti gli operatori è stata consegnata una pubblicazione che illustra l’Abbazia, è
stata organizzata una visita al monumento guidata e commentata dallo stesso
sovrintendente ai beni culturali
4) descrizione sintetica dell'opera, con particolare riferimento alle scelte progettuali,
architettoniche, strutturali e tecnologiche;
a) allestimento della passerella,
1) montaggio dei supporti in legno appoggiati alla facciata dell’Abbazia ,
2) montaggio dei pali infissi nel prato,
3) ancoraggio al suolo delle funi
4) posa delle funi metalliche di supporto;
5) posa delle traverse e dell’assito appeso alle funi
6) pensionamento della struttura
b) ripristino delle condizioni di sicurezza delle aree pubbliche circostanti con
l’individuazione del percorso di esodo
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come già detto sono state ricercate notizie sulle caratteristiche del monumento
sul quale si va ad operare, sulla storia e architettura e sulle peculiarità strutturali di
un edificio sorto quasi 1000 anni fa;.
Si è evidenziato il contesto urbanistico e il riconoscimento della localizzazione
rispetto alla viabilità, agli accessi, alle coerenze, individuando i limiti per le
caratteristiche dei mezzi impiegabili, i punti di sosta, di deposito dei materiali, di
accessibilità al cantiere di intervento, di ingerenza rispetto alle costruzioni e alle
attività anche esterne o confinanti con l’opera; si è accertata la possibilità di transito
con mezzi pesanti sulla strada in terra battuta attraverso il prato, accessibile passando
dai cortili della contigua cascina riconoscendo i limiti di percorribilità in caso di
pioggia; si sono accertate le potenzialità della struttura del bar abitualmente utilizzato
dai turisti.
b)
individuazione dei soggetti con compiti di sicurezza;
la gestione della sicurezza nell’attività si concretizza anche con la
individuazione dei soggetti con compiti specifici e conseguenti responsabilità sulla
sicurezza del lavoro:
che coinvolge gli esterni che già operano sul complesso all’interno del quale
viene allestito il nostro cantiere e sono identificati:
- nel coordinatore per la sicurezza dell’impresa esterna che sta operando nel
restauro delle decorazioni del monumento lavorando su trabattelli nella
navata della chiesa e nel chiostro; le attività dell’impresa esterna e la nostra
attività di allestimento della passerella si svolgono in ambiti totalmente
separati e non hanno motivi di coinvolgersi né per le aree operative, né per
le caratteristiche delle opere né per le tipologie delle lavorazioni;
- nel custode del complesso che regola gli accessi ed accompagna il pubblico;
gli spazi visitabili non comprendono le aree nelle quali ci troviamo ad
operare né i passaggi da noi utilizzati che sono alternativi e diversi da quelli
ad uso del pubblico; il pubblico visitatore, peraltro numericamente scarso in
giorni feriali, non può venire a contatto con la nostra attività;
sia per la progettazione che per l’esecuzione della opera nella quale siamo
impegnati, attraverso i quali si sviluppa il confronto dei rischi rilevati, delle
sovrapposizioni operative e delle modalità di intervento:
il compito di coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione, nel caso
specifico di studio è svolto dagli estensori del presente piano che costituisce per i casi
analoghi una linea guida;
il compito di responsabile dei lavori coincide con l’assegnazione dell’incarico
del responsabile dell’intervento dei vigili del fuoco ed è adempiuto dalla figura del
ROS dei Vigili del Fuoco (Responsabile Operativo del Soccorso),
il compito di coordinamento per la sicurezza in fase di esecuzione è svolto dal
più esperto nelle tecniche di lavoro in altezza su funi che viene incaricato quale
responsabile per i vigili del fuoco SAF (Speleo Alpino Fluviali, qualifica 2 A) per la
sicurezza in quota,
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ed infine viene incaricato un qualificato in tecniche di pronto soccorso sanitario
( TPSS) quale responsabile dell’organizzazione per i vigili del fuoco per la dotazione
di materiale di pronto soccorso e il pronto intervento in caso di necessità;
Tutto il personale vigilfuoco impegnato ha la qualifica SAF uguale o superiore
ad 1A, gli studenti dell’istituto Giobert hanno seguito un corso di due giorni di
specializzazione, agli stessi non saranno richieste prestazioni in condizioni di lavoro
in quota per le quali non siano sufficientemente addestrati;
gli studenti saranno muniti di casco protettivo da cantiere, scarponcini, guanti;
non è prevista la partecipazione ai lavori di personale estraneo al servizio VVF
o studenti del Giobert;
non è ammessa la presenza di personale estraneo nel cantiere di intervento
durante i lavori.
Partecipano all’attività due istruttori professionali con compiti di formazione e
di supervisione, uno per la parte riferita alle tecniche di lavori in quota e uno per le
TPSS, tecniche di primo soccorso sanitario.
c)
individuazione, analisi e valutazione dei rischi;
ricondotti in tre diverse catalogazioni:
1) rischi conseguenti alla movimentazione e alla accessibilità alle postazioni di
lavoro per ridurre i quali si deve fare riferimento alla cautele previste nelle tecniche di
impiego di sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi;
2) rischi per il lavoro di installazione delle strumentazioni di misura e per
ridurre i pericoli ci si riporta alla analisi delle tipologie dei materiali (pietre, marmi,
murature, malte, coperture ecc) , alla pratica di impiego sostanze reagenti, all’utilizzo
si attrezzi di lavoro operando scelte per il minor impatto e minor danno temibile;
3) rischi per il lavoro di allacciamento degli apparecchi di misura che si vuole
ridurre richiamandosi alla tecniche di regola d’arte nell’installazione e di sicurezza
degli impianti elettrici ed elettronici
c) individuazione, analisi e valutazione dei d) scelte progettuali ed organizzative,
rischi, in riferimento all'area ed
procedure:
all'organizzazione dei cantiere, alle
lavorazioni ed alle loro interferenze;
in riferimento all'area:
1)
caratteristiche dell’area di cantiere:
viabilità:
- la localizzazione il cantiere si trova
all’interno del centro monumentale sul fianco
della costruzione interessando parte
dell’intercapedine esterna e parte del giardino;
- a cura della Soprintendenza saranno avvisati i
titolari della cascina attraverso la quale occorre
passare per raggiungere con gli automezzi il
giardino dell’Abbazia,
- i mezzi impiegati sono scelti tra quelli di minor
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l’accesso pedonale può avvenire dall’Abbazia,
l’accesso carraio avviene attraverso il prato su
una stradina in terra battuta che collega il
campo al cortile della vicina cascina;
massa e capaci di lasciare la minor impronta sul
terreno,
- in casi di pioggia si limiterà l’accesso ai mezzi
più leggeri;
- la vigilanza dell’area esterna sarà assicurata
oltre che dagli incaricati della soprintendenza
anche da parte di un VVF con radio portatile
collegato costantemente con il ROS;
- soltanto i mezzi operativi necessari per il
trasporto del materiale accederanno al cantiere,
gli altri automezzi si fermeranno sul posteggio
pubblico dell’Abbazia;
giardino:
- il terreno a fianco dell’Abbazia è destinato in
parte a frutteto ed in parte a giardino con
arbusti;
- il personale è istruito sulle cautele da adottare e
sul rispetto da tenere per ridurre al massimo il
danneggiamento delle aiuole, da non pestare, ed
evitare i danni ai rami degli alberi da frutto, girare
al largo con gli automezzi;
strutture e impianti:
- sono da individuare le criticità delle
infrastrutture del giardino, le reti e gli impianti
a filo terra o interrati per fognature o condotti
che riducono la capacità di sopportare i carichi
pesanti degli automezzi,
- sono da rilevare le presenze dei cavi elettrici
e in linee aeree e interrate, lampade
dell’illuminazione della facciata e degli oggetti
esposti;
- accertare la disattivazione degli impianti
elettrici sulla struttura;
- verificare l’impatto sulle pareti in muratura, e
la capacità strutturale a contrapporsi alla spinte
orizzontali;
- con il supporto del servizio tecnico della
soprintendenza prima di effettuare i lavori sarà
predisposta la mappatura della rete idrica e
elettrica ed evidenziata la posizione delle lampade
esterne del giardino;
- prima di posare gli ancoraggi e forare il terreno
per la posa dei pali si verifica con i tecnici della
sovrintendenza l’assenza di qualsiasi motivo di
danneggiamento;
- con il supporto del servizio tecnico della
sovrintendenza e dell’impresa Mascarino, che in
passato ha effettuato i lavori di restauro e di
costruzione dell’intercapedine, sarà effettuato il
rilievo delle pareti dell’intercapedine ed accertata
la capacità di sopportare i carichi trasmessi dalle
travature e dalle sbatacchiature;
conseguenze delle lavorazioni:
- non sussiste una stato di pericolo imminente per
- sussiste il pericolo di caduta di elementi dalle le persone che giustifichi qualsiasi operazione
quote superiori;
azzardata, non dovranno essere condotte
- da determinare la rigidezza delle murature e operazioni non valutate a priori e pianificate per
gli effetti dopo la posa delle travi;
lavorare costantemente in condizioni di rispetto
delle norme di sicurezza,
- non deve essere ammessa al cantiere qualsiasi
persona estranea;
- la movimentazione dei materiali dovrà avvenire
prevalentemente a mano coordinando l’attività
della squadra ed evitando carichi troppo gravosi;
- saranno verificate le necessità di realizzazione di
nuove strutture per contrapporsi alle spinte
orizzontali;
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2)
fattori esterni che comportano rischi per il cantiere:
- possibile presenza di curiosi stante la
visibilità dalla strada di accesso all’Abbazzia;
- presenza di restauratori al lavoro all’interno
del complesso;
- presenza di visitatori all’interno del
complesso;
- sarà utilizzata la muratura di recinzione del
giardino come recinzione del cantiere e assicurata
la vigilanza sugli accessi;
- sarà realizzata una barriera per limitare l’accesso
dal cortile inferiore;
- sarà segnalata la limitazione all’accesso al
giardino e alla sala e sorvegliati i passaggi;
- i lavori di restauro svolti da altra ditta con
l’utilizzo di un ponteggio montato nel chiostro
senza l’impiego di macchinari pesanti né molesti,
non costituiscono alcun condizionamento al
cantiere VVF
3)
rischi che le lavorazioni di cantiere possono comportare per l'area
circostante:
- collaborazione degli studenti della scuola
Giobert nell’ambito del cantiere scuola per
l’applicazione delle tecniche di sicurezza;
- logistica: le operazioni dureranno l’intera
giornata; necessita predisporre per la sosta e il
riposo del personale, il ristoro, le esigenze
fisiologiche;
- partecipano ai lavori ragazzi che possono avere
poca manualità o scarsa abitudine ad utilizzare
DPI e attrezzature di lavoro; saranno impiegati
solo in attività per le quali si riconoscono capaci
evitando qualsiasi esposizione a situazioni di
pericolo;
- sarà assicurato il rispetto dell’ambiente
nell’organizzazione della cucina da campo;
- sarà curata la raccolta differenziata dei rifiuti (sia
del cantiere che della mensa)
- per i servizi igienici si fa riferimento alle
strutture a disposizione del pubblico nel complesso
dell’abbazia e a fianco del bar sull’area di
posteggio esterno
in riferimento alle lavorazioni
- rischio di danni ambientali
- movimentazione dei materiali e delle
attrezzature
- rischio di scivolamento del materiale in uso;
- trasporto dei materiali in particolare delle travi,
- lavoro in quota con l’impiego di funi,
- lavoro in quota su scala italiana,
- le lavorazioni saranno organizzate con il
massimo rispetto dell’ambiente;
- l’organizzazione degli spazi di deposito
temporaneo del materiale e delle attrezzature
sarà finalizzata a non lasciare traccia nemmeno
sul manto erboso;
- la movimentazione dei materiali dovrà essere
effettuata evitando il più possibile la caduta
accidentale dei carichi;
- tutte le attività devono essere svolte nell’ambito
del corso di formazione e addestramento
ricercando il più corretto utilizzo delle
attrezzature e delle condizioni di lavoro, sicure,
ergonomiche, efficaci;
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- i materiali da movimentare in quota dovranno
essere suddivisi in carichi di massa limitata
predisposti per il facile trasporto;
- il lavoro in quota sarà svolto esclusivamente da
personale VVF con idonea qualifica SAF
seguendo le procedure previste per il lavoro su
funi e nell’impiego della scala italiana;
in riferimento alle loro interferenze
- stabilità delle strutture durante le operazioni di
posa degli impalcati,
- stabilità delle strutture sottoposte a carichi
orizzontali;
- il ROS curerà anche attraverso aiutanti
competenti il mantenimento delle condizioni di
sicurezza sull’affaccio della porta in quota,
nell’intercapedine, sul giardino cespugliato, nel
prato;
Sarà mantenuta una costante verifica affinchè
non venga meno la stabilità delle strutture per
effetto dei lavori e il corretto utilizzo delle
attrezzature;
- prima dell’interruzione dell’attività lavorativa
giornaliera saranno verificate le condizioni di
sicurezza del cantiere accertando che non
esistano rischi;
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d)
prescrizioni operative e misure di protezione collettiva;
 prima dell’inizio dell’intervento il personale si riunisce presso il Comando VVF e
viene informato sulle caratteristiche delle operazioni che si andranno a svolgere; il
ROS, responsabile dei lavori, illustra il piano di lavoro predisposto dal coordinatore
per la sicurezza in fase di progettazione e definisce gli incarichi al personale
operativo; il coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione illustra gli
apprestamenti, le attrezzature, le infrastrutture, i mezzi e servizi di protezione collettiva
previsti, i livelli SAF necessari e i DPI necessari da impiegare;
 il personale VVF ha qualificazione SAF 1 A o superiore ed dovrà operare soltanto
nell’ambito delle specializzazioni proprie e riconosciute, utilizzando tutti i
dispositivi di protezione collettiva predisposti ed i DPI di dotazione personale;
 l’impiego degli automezzi e delle attrezzature sarà essere condotto nello stretto
rispetto delle condizioni d’impiego descritte nelle POS da personale già in possesso
di abilitazione alla guida con patente di grado idoneo al tipo di automezzo
impiegato;
 i mezzi e le attrezzature utilizzate saranno esclusivamente quelle di dotazione per le
quali sono applicate le procedure di manutenzione e collaudo standard VVF o
comunque rispondenti alle disposizioni vigenti e impiegate secondo le indicazioni
del fabbricante;
 il responsabile dei lavori (ROS) dirige l’intervento utilizzando la professionalità del
coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione (SAF di livello più elevato) per la
corretta gestione dell’intervento condotto nell’ambito dell’applicazione delle misure
di sicurezza vigenti;
 tutto il personale operativo dovrà costantemente utilizzare i sistemi di protezione
collettivi ed i DPI personali;
 l’intervento dovrà essere condotto dando preferenza all’impiego di dispositivi di
protezione collettiva rispetto ai DPI personali.
 Le prescrizioni operative e misure di protezione collettiva da utilizzare sono quelli
previsti nelle POS VVF, richiamate nelle schede allegate.
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e)
misure preventive e protettive e dispositivi di protezione individuale,
 non è necessario e non devono essere effettuate operazioni in contemporanea che
possano interferire tra di loro, durante i lavori di movimentazione di materiali e
attrezzature tutto il personale dovrà essere impegnato nella sorveglianza ed impedire
a chiunque di porsi in posizioni pericolose, durate i lavori in quota non dovranno
essere effettuate altre attività se non a servizio dei lavori in quota;
 tutto il personale operativo quando sale in quota dovrà costantemente utilizzare i
sistemi di protezione collettivi ed i DPI personali;
 non devono essere utilizzate scale se non dopo il completamento della loro
assicurazione per evitare scivolamenti laterali;
 le misure preventive e protettive e dispositivi di protezione individuale da utilizzare
sono quelli previsti nelle POS VVF, richiamate nelle schede allegate.
 Non sono previste attività che possono sviluppare rumori molesti salvo il rumore
prodotto dalle motoseghe, dai trapani elettrici dagli avvitatori; tendo conto dei tempi
di esposizione brevi l’operatore dovrà integrare la protezione del casco con tamponi
auricolari durante l’impiego della motosega.
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f)
-
-
modalità organizzative e del coordinamento,
Per la preparazione della cucina sarà allestito uno spazio idoneo alla cottura
delle vivande all’esterno nel prato in posizione adatta per non determinare
inquinamento né arrecare fastidio alle lavorazioni;
per la mensa del personale dovranno essere interrotte le operazioni e predisposto
uno spazio all’ombra per consumare il pranzo;
per altre esigenze igienico sanitarie occorrerà fare riferimento ai servizi esistenti
nella struttura della Abbazia e nel Bar esterno
sarà assicurata la presenza nella squadra di un operatore con qualifica TPSS;
si dovrà provvedere la scorta di acqua minerale e altre bevande non alcoliche;
g)
organizzazione per il pronto soccorso e antincendio;
Tutto il personale VVF impegnato è qualificato con gli specifici corsi di
formazione previsti per i VVF , è soggetto alla prevista la sorveglianza
sanitaria, deve essere impiegato in funzione delle capacità professionali
maturate; eventuali emergenze saranno affrontate in conformità alle POS
ricorrenti utilizzando materiali e attrezzature tipiche del servizio VVF e
richiedendo il concorso di enti e organismi qualificati ove occorra;
gli studenti dell’istituto Giobert dovranno sottrarsi a qualsiasi ipotesi di rischio
evitando iniziative non programmate.
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pag 33
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h)
durata prevista delle lavorazioni, delle fasi di lavoro e
cronoprogramma dei lavori;
L’intervento si sviluppa nel corso dell’attività di addestramento della durata
di una settimana nella quale sono previste 5 giornate lavorative con l’impiego di
gruppi di vigili del fuoco specialisti in lavori in quota e specialisti nell’impiego di
attrezzature speciali.
Alle prime due giornate partecipano gli studenti del Giobert della due classi
del quinto anno scolastico accompagnati dagli insegnanti; alle giornate successive
gli studenti sono limitati ad una rappresentanza di 7 ragazzi;
Il cronoprogramma dei lavori prevede:
Lunedì
9.00 – 10.00
Aula magna
10.15 – 12.00
gruppi A e B,
aula magna e
palestra, stessa
lezione
14.00 – 18.00
gruppo A
castello
14.00 – 15.20
gruppo B
aula
15.30 – 18.00
gruppo B
cortile
Martedì
9.00 – 12.00
gruppo B
castello
9.00 – 10.20
gruppo A
aula
10.30 – 12.00
gruppo A
cortile
14.00 – 16.30
gruppo A
cortile
gruppo B
castello
14.00 – 16.30
16.30 – 17.00
gruppo A
castello
16.30 – 17.00
gruppo B
cortile
PRESENTAZIONE del corso di formazione in opere
provvisionali
La sicurezza nei cantieri temporanei,
Intervento a Vezzolano, progetto passerella,
D.lgs. 626, D.lgs. 493, D.lgs. 494, D.lgs. 235, interventi in
sicurezza dei VVF.
SAF 1A, lezione teorico pratica in aula: fattore di caduta,
funi, punti di attacco, nodi, moschettoni, longe, assicuratori,
discensori, ancoraggi, imbracature, cinturoni, filmati di
cadute;
SAF 1A, applicazioni pratiche sul castello di manovra:
assicurazione, discesa e salita con le funi, recuperi e
salvataggi, triangolo di evacuazione, snorkel, autoscala;
concetti di prevenzione incendi, lezione teorica in aula:
combustione, resistenza e reazione al fuoco, affollamento,
vie di fuga, estinguenti;
prove di intervento: applicazioni pratiche in cortile di
manovra: uso di estintori, acqua nebulizzata e getto pieno,
lance 45 e 70, schiuma alta e bassa espansione;
SAF 1A, applicazioni pratiche sul castello di manovra:
assicurazione, discesa e salita con le funi, recuperi e
salvataggi, triangolo di evacuazione, snorkel, autoscala;
concetti di prevenzione incendi, lezione teorica in aula:
combustione, resistenza e reazione al fuoco, affollamento,
vie di fuga, estinguenti;
prove di intervento: applicazioni pratiche in cortile di
manovra: uso di estintori, acqua nebulizzata e getto pieno,
lance 45 e 70, schiuma alta e bassa espansione;
verifica caricamenti degli automezzi di soccorso, sistemi di
disincarcerazione, incidenti stradali;
Ponteggi, applicazioni pratiche sul castello di manovra:
PSC, POS, PiMUS, montaggio ponteggi in sicurezza,
soccorso; predisposizione della passerella;
Ponteggi, applicazioni pratiche sul castello di manovra:
PSC, POS, PiMUS, montaggio ponteggi in sicurezza,
soccorso; ultimazione predisposizione della passerella;
verifica caricamenti degli automezzi di soccorso, sistemi di
disincarcerazione, incidenti stradali;
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pag 34
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Martedì
17.00 – 18.00
Mercoledì
8.00 – 11.00
Giovedì
8.00 – 18.00
Venerdì
8.00 – 18.00
VVF e
rappresentanza
studenti
Preparazione dei materiali e delle attrezzature da utilizzare
p er la costruzione della passerella;
caricamento degli automezzi
Vezzolano
Visita guidata e conoscenza delle struttura monumentale ,
Preparazione del cantiere
Vezzolano
pranzo all’aperto
Montaggio struttura della passerella
Vezzolano
pranzo all’aperto
Ultimazione montaggio struttura della passerella e collaudo,
verifiche di apprendimento
Le attività preparatorie sono svolte prima dell’inizio dell’intervento sul posto
e per le stesse il responsabile dei lavori e il coordinatore per la sicurezza accertano
l’idoneità e la funzionalità degli apprestamenti.
L'entità presunta del cantiere è di 134 uomini-giorno (comprese le attività
formative delle quali 90 uomini-giorno svolte presso la sede VVF)
Per l’opera sono necessarie un mezzo di trasporto ACT, un ACT
Polisoccorso, un mezzo attrezzato SAF;
Linee guida lavori in quota utilizzando ponteggi e scale
addestramento operativo Abbazia di Vezzolano, costruzione di passerella su cavi, 23-28 aprile 2007,
pag 35
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Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Asti
Progetto di formazione professionale per la realizzazione di Opere Provvisionali
Norme sulla sicurezza e salute durante il lavoro
DPR 27 aprile 1955 n° 547
DPR 7 gennaio 1956 n° 164
DPR 24 luglio 1966 n° 459
DM 22 maggio 1992 n° 466
Ministero del Lavoro e
Previdenza Sociale
D.leg. 4 dicembre 1992 n°
475
D.leg. 19 settembre 1994 n°
626
D.leg. 14 agosto 1996 n° 493
D.leg. 14 agosto 1996 n° 494
D.leg. 2 gennaio 1997 n° 10
DM 2 maggio 2001
Direttiva 27 giugno 2001
2001/45/CE
DM 13 febbraio 2003
Ministero attività produttive
DPR 3 luglio 2003 n° 222
D.leg. 8 luglio 2003 n° 235
Decreto 6 agosto 2004
ministero del lavoro e delle
politiche sociali
Decreto 14 settembre 2005
ministero delle infrastrutture e
dei trasporti
Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro
Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni
Regolamento per l'attuazione delle direttive89/392/CEE, 91/368/CEE,
93/44/CEE e 93/68/CEE concernenti il riavvicinamento delle legislazioni
degli Stati membri relative alle macchine.
Regolamento recante il riconoscimento di efficacia di un sistema
individuale per gli addetti al montaggio ed allo smontaggio dei ponteggi
metallici.
Attuazione della direttiva 89/686/CE, in materia di riavvicinamento della
legislazione degli stati membri relativa ai dispositivi di protezione
individuale (questo decreto riporta i requisiti essenziali di sicurezza dei
dispositivi di protezione individuale (DPI) e le procedure per
l'apposizione del marchio di conformità CE).
Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE,
89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE,
93/88/CEE, 95/63/CE, 97/42/CE, 98/24/CE, 99/38/CE, 2001/45/CE e
99/92/CE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei
lavoratori durante il lavoro
Attuazione della direttiva 92/58/CEE concernente le prescrizioni minime
per la segnaletica di sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro
Attuazione della direttiva 92/57/CEE concernente le prescrizio ni minime
di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei e mobili
Attuazione delle direttive 93/68/CEE, 93/95/CEE e 96/58/CE relative ai
dispositivi di protezione individuale
Criteri per l'individuazione e l'uso dei dispositivi di protezione
individuale (DPI)
che modifica la direttiva 89/655/CEE del Consiglio relativa ai requisiti
minimi di sicurezza e di salute per l'uso delle attrezzature di lavoro da
parte dei lavoratori durante il lavoro (seconda direttiva particolare ai sensi
dell'articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE).
Terzo elenco riepilogativo di norme armonizzate concernente l'attuazione
della direttiva n. 89/686/CEE relativa ai dispositivi di protezione
individuale.
Regolamento sui contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri
temporanei o mobili, in attuazione dell'articolo 31, comma 1, della legge
11 febbraio 1994, n. 109.
Attuazione della direttiva 2001/45/CE relativa ai requisiti minimi di
sicurezza e di salute per l’uso delle attrezzature di lavoro da parte dei
lavoratori.
Riconoscimento di conformita' alle vigenti norme di mezzi e sistemi di
sicurezza, relativi alla costruzione ed all'impiego di puntelli telescopici
regolabili in acciaio
Norme tecniche per le costruzioni.
Linee guida lavori in quota utilizzando ponteggi e scale
addestramento operativo Abbazia di Vezzolano, costruzione di passerella su cavi, 23-28 aprile 2007,
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POS e Linee guida
Ministero Interno
DGPCSA
VVF Piemonte
Ottobre – dicembre 2006
VVF Piemonte
Novembre 2006
VVF Piemonte
Novembre 2005
VVF Piemonte
Settembre 2004
M. Lavoro – ISPESL
settembre 2003
ISPESL 2005
ISPESL settembre 2004
ISPESL settembre 2004
ISPESL
ISPESL
Conferenza Regioni
SUVA ottobre 2000
SUVA
Manuale di istruzione per il personale del Corpo Nazionale dei
Vigili del fuoco
Linee guida lavori in quota utilizzando per supporto la scala
italiana
Linee guida lavori in quota utilizzando autoscala, autogrù e
snorkel
linee guida configurate a seguito della esperienza di lavoro del
puntellamento, ripristino e demolizione della ex Chiesa della
Confraternita dei Battuti a Castel Boglione, con l’esecuzione di
lavori temporanei in quota e impiego di esplosivi
linee guida configurate a seguito della esperienza di lavoro del
puntellamento della chiesa di San Sebastiano a Castel Boglione,
con l’esecuzione di lavori temporanei in quota
per l’esecuzione di lavori temporanei in quota con l’impiego di
sistemi di accesso e posizionamento mediante funi
Linea guida per l’esecuzione dei lavori temporanei in quota con
l’impiego dei sistemi di accesso e posizionamento mediante
ponteggi metallici fissi di facciata
Linee guida per la scelta, l’uso e la manutenzione delle scale
portatili
per la scelta, l’uso e la manutenzione di dispositivi di protezione
individuale contro le cadute dall’alto
movimentazione dei carichi nel settore edile
l’uso in sicurezza delle motoseghe portatili per potatura
piani di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili,
Lista di controllo Lavoro con la motosega
Sicurezza motosega
CONTENUTI MINIMI DEL Pi.M.U.S.
Linee guida per la stesura del PIMUS (Piano di montaggio,
uso e smontaggio)
dei ponteggi metallici fissi ai sensi del D. Lgs. 235/2003
Schede bibliografiche di riferimento del Comitato paritetico di Torino
1.2.4
1.2.5
1.2.7
1.2.10
INTAVOLATI
PARAPETTI
PONTI SU CAVALLETTI
PONTEGGI IN LEGNO
1.2.12 PROTEZIONI APERTURE VERSO IL VUOTO
9.
MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI
Linee guida lavori in quota utilizzando ponteggi e scale
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Progetto di formazione professionale per la realizzazione di Opere Provvisionali
Norme tecniche di riferimento per i lavori in quota
Tipo di DPI, titolo della norma
Norma
Funzione e commento
Calzatura di protezione per uso
professionale
UNI EN 346-2 :1998
Protezione contro gli urti e contro la
penetrazione
Titolo : Personal protective equipment - Protective
footwear
Norma ritirata e sostituita dalla UNI EN ISO 20346:2004 in lingua inglese La
presente norma è la versione ufficiale in lingua inglese della norma europea EN ISO
20346 (edizione agosto 2004). La norma specifica i requisiti di base e s upplementari
(facoltativi) per le calzature di protezione.
Dispositivi anticaduta di tipo guidato su una UNI EN 353-1 :2003
linea di ancoraggio rigida
Arresto della caduta
Titolo : Dispositivi di protezione individuale contro le La presente norma è la versione ufficiale in lingua italiana della norma europea EN 353cadute dall'alto - Dispositivi anticaduta di tipo guidato 1 (edizione maggio 2002). La presente norma europea specifica i requisiti, i metodi di
comprendenti una linea di ancoraggio rigida
prova, la marcatura, le informazioni fornite dal fabbricante e l'imballaggio per i dispositivi
anticaduta di tipo guidato comprendenti una linea di ancoraggio rigida, generalmente
fissati o integrati a scale fisse o a pioli rese adeguatamente solidali a strutture idonee.
Dispositivi anticaduta di tipo guidato su una UNI EN 353-2 :2003
linea di ancoraggio flessibile
Arresto della caduta
Cordino di prolunga
UNI EN 354 :2003
Elemento di collegamento o componente di
sistema anticaduta di cui alla UNI EN 363
Titolo : Dispositivi di protezione individuale
contro le cadute dall'alto - Cordini
La presente norma è la versione ufficiale in lingua italiana della norma
europea EN 354 (edizione maggio 2002). La norma specifica i requisiti, i
metodi di prova, le istruzioni per l'uso, la marcatura e l'imballaggio per i
cordini fissi e regolabili.
Assorbitore di energia
UNI EN 355 :2003
Titolo : Dispositivi di protezione individuale contro le La presente norma è la versione ufficiale in lingua italiana della norma europea EN 353cadute dall'alto - Dispositivi anticaduta di tipo guidato 2 (edizione maggio 2002). La norma specifica i requisiti, i metodi di prova, la marcatura,
comprendenti una linea di ancoraggio flessibile
le informazioni fornite dal fabbricante e l'imballaggio per i dispositivi anticaduta di tipo
guidato comprendenti una linea di ancoraggio flessibile che possono essere fissati a un
punto di ancoraggio superiore
Componente di sistema anticaduta di cui alla
UNI EN 363
Titolo : Dispositivi di protezione individuale
La presente norma è la versione ufficiale in lingua italiana della norma
contro le cadute dall'alto - Assorbitori di energia europea EN 355 (edizione maggio 2002). La norma specifica i requisiti, i
metodi di prova, le istruzioni per l'uso, la marcatura e l'imballaggio per gli
assorbitori di energia.
Cintura di posizionamento sul lavoro e di
trattenuta e cordini di posizionamento
UNI EN 358 :2001
Posizionamento sul lavoro e trattenuta
Titolo : Dispositivi di protezione individuale per
il posizionamento sul lavoro e la prevenzione
delle cadute dall'alto - Cinture di
posizionamento sul lavoro e di trattenuta e
cordini di posizionamento sul lavoro
La presente norma è la versione ufficiale in lingua italiana della norma
europea EN 358 (edizione dicembre 1999). La norma riguarda cinture e
cordini destinati al posizionamento sul lavoro o alla trattenuta. Essa specifica
i requisiti, le prove, la marcatura e le informazioni fornite dal fabbricante.
Dispositivi anticaduta di tipo retrattile
UNI EN 360 :2003
Arresto della caduta
Titolo : Dispositivi di protezione individuale
La presente norma è la versione ufficiale in lingua italiana della norma
contro le cadute dall'alto - Dispositivi anticaduta europea EN 360 (edizione maggio 2002). La norma specifica i requisiti, i
di tipo retrattile
metodi di prova, le istruzioni per l'uso e la marcatura per i dispositivi
anticaduta di tipo retrattile.
Imbracatura per il corpo
UNI EN 361 :2003
Titolo : Dispositivi di protezione individuale
contro le cadute dall'alto - Imbracature per il
corpo
La presente norma è la versione ufficiale in lingua italiana della norma
europea EN 361 (edizione maggio 2002). La norma specifica i requisiti, i
metodi di prova, le istruzioni per l'uso, la marcatura e l'imballaggio per le
imbracature per il corpo.
Connettore
UNI EN 362 :2005
Titolo : Dispositivi di protezione individuale
contro le cadute dall'alto - Connettori
Arresto della caduta
Collegamento
La presente norma è la versione ufficiale della norma europea EN 362
(edizione dicembre 2004). La norma specifica requisiti, i metodi di prova, la
marcatura e le informazioni fornite dal fabbricante per i connettori. I
connettori conformi alla presente norma sono utilizzati come elementi di
collegamento nei sistemi individuali di protezione contro le cadute, per
esempio sistemi di arresto caduta, posizionamento sul lavoro, accesso con
funi, trattenuta e salvataggio.
Linee guida lavori in quota utilizzando ponteggi e scale
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Sistemi di arresto caduta
Titolo : Dispositivi di protezione individuale
contro le cadute dall'alto - Sistemi di arresto
caduta
UNI EN 363 :2003
Arresto della caduta
La presente norma è la versione ufficiale in lingua italiana della norma
europea EN 363 (edizione maggio 2002). La norma specifica la terminologia e
i requisiti generali per i sistemi di arresto caduta che servono da dispositivo
di protezione individuale contro le cadute dall'alto.
DPI contro le cadute dall'alto, istruzioni per UNI EN 365 :2005
la manutenzione a la marcatura
Istruzioni
Titolo : Dispositivi di protezione individuale
La presente norma è la versione ufficiale della norma europea EN 365
contro le cadute dall'alto - Requisiti generali per (edizione settembre 2004). La norma specifica i requisiti generali minimi per
le istruzioni per l'uso, la manutenzione,
istruzioni per uso, manutenzione, ispezione periodica, riparazione, marcatura
l'ispezione periodica, la riparazione, la
e imballaggio di dispositivi di protezione individuale, che includono dispositivi
marcatura e l'imballaggio
di trattenuta per il corpo, ed altri equipaggiamenti utilizzati congiuntamente
ad un dispositivo di trattenuta per il corpo, per prevenire cadute, per accessi,
uscite e posizionamento sul lavoro, per arrestare le cadute e per il
salvataggio.
Guanti di protezione contro le azioni
meccaniche
UNI EN 388:2004
Titolo : Guanti di protezione contro rischi
meccanici
La presente norma è la versione ufficiale in lingua italiana della norma
europea EN 388 (edizione settembre 2003). La norma specifica i requisiti, i
metodi di prova, la marcatura e le informazioni fornite dal fabbricante per i
guanti di protezione contro rischi meccanici da abrasione, taglio da lama,
lacerazione e perforazione.
Elmetti di protezione per l’industria
UNI EN 397 :2001
Titolo : Elmetti di protezione per l'industria
Protezione delle mani contro il taglio e la
perforazione
Protezione in particolari condizioni di lavoro
con lo sgancio del sottogola ad un carico di
sicurezza per il lavoratore
La presente norma è la versione ufficiale in lingua
italiana della norma europea EN 397 (edizione
febbraio 1995) e dell'aggiornamento A1 (edizione
marzo 2000). La norma specifica i requisiti fisici e
prestazionali, i metodi di prova e i requisiti di
marcatura per gli elmetti di protezione per
l'industria.
Dispositivi di ancoraggio - Requisiti e Prove UNI EN 795 :2002
Arresto della caduta
Titolo : Protezione contro le cadute dall'alto Dispositivi di ancoraggio - Requisiti e prove
La presente norma è la versione ufficiale in lingua italiana della norma
europea EN 795 (edizione luglio 1996) e dell'aggiornamento A1 (edizione
ottobre 2000). La norma specifica i requisiti, i metodi di prova e le istruzioni
per l'uso e la marcatura di dispositivi di ancoraggio progettati esclusivamente
per l'uso con dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall'alto.
Imbracatura con cosciali
UNI EN 813 :1998
Protezione caduta dall'alto
Titolo : Dispositivi di protezione individuale per La presente norma e' la versione ufficiale in lingua italiana della norma
la prevenzione delle cadute dall'alto - Cinture europea EN 813 (edizione febbraio 1997). La norma specifica i requisiti, i
con cosciali
metodi di prova, la marcatura e le istruzioni per l'uso delle cinture con
cosciali da utilizzare per i sistemi di posizionamento e mantenimento sul
lavoro, laddove sia richiesto un punto di attacco basso. Le cinture con cosciali
non sono idonee ad essere utilizzate per arrestare la caduta.
Connettore
UNI EN 12275 :2000 C o l l e g a m e n t o non apribile
Titolo : Attrezzatura per alpinismo - Connettori La presente norma è la versione ufficiale in lingua italiana della norma
- Requisiti di sicurezza e metodi di prova
europea EN 12275 (edizione agosto 1998). La norma specifica i requisiti ed i
metodi di prova dei connettori per alpinismo.
Elmetti di protezione od alta prestazione per UNI EN 14052 :2006 Resistenza della calotta e tenuta del casco contro
l'industria
gli impatti laterali
Titolo : Elmetti ad elevate prestazioni per
l'industria
La presente norma è la versione ufficiale in lingua inglese della norma
europea EN 14052 (edizione novembre 2005). La norma specifica i requisiti
fisici, prestazionali, di prova e della marcatura per elmetti ad elevate
prestazioni per l'industria. Gli elmetti ad elevate prestazioni per l'industria,
come specificati nella norma, sono destinati a fornire protezione al portatore
contro la caduta di oggetti e da impatti anche al di fuori della zona sommitale
e le conseguenti lesioni cerebrali, le fratture del cranio e le lesioni al collo. La
norma include requisiti obbligatori che si applicano a tutti gli elmetti ad
elevate prestazioni per l'industria ed i requisiti prestazionali supplementari
facoltativi che si applicano solamente quando specificatamente dichiarati dal
fabbricante dell'elmetto.
Linee guida lavori in quota utilizzando ponteggi e scale
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Progetto di formazione professionale per la realizzazione di Opere Provvisionali
Fasi lavorative, criticità rilevate dal responsabile della sicurezza
Preparazione delle tavole in falegnameria
Preparazione delle traverse metalliche in officina
Controllo per il premontaggio
Preparazione dei parapetti
Allestimento in cortile
Premontaggio dei piani
Linee guida lavori in quota utilizzando ponteggi e scale
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Progetto di formazione professionale per la realizzazione di Opere Provvisionali
Fasi lavorative, criticità rilevate dal responsabile della sicurezza
Simulazione del posizionamento sul prato
premontaggio
premontaggio
premontaggio
Lezioni in aula agli studenti del Giobert
Lezioni in cortile agli studenti del Giobert
Linee guida lavori in quota utilizzando ponteggi e scale
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Progetto di formazione professionale per la realizzazione di Opere Provvisionali
Fasi lavorative, criticità rilevate dal responsabile della sicurezza
Addestramento sulle tecniche di lavoro in quota
Addestramento sulle tecniche di lavoro in quota
Addestramento sulle tecniche di lavoro in quota
Linee guida lavori in quota utilizzando ponteggi e scale
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Progetto di formazione professionale per la realizzazione di Opere Provvisionali
Fasi lavorative, criticità rilevate dal responsabile della sicurezza
PIMUS, montaggio e smontaggio
ponteggi in sicurezza
PIMUS, salvataggio dell’operatore
caduto dal ponteggio
Linee guida lavori in quota utilizzando ponteggi e scale
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Progetto di formazione professionale per la realizzazione di Opere Provvisionali
Fasi lavorative, criticità rilevate dal responsabile della sicurezza
Applicazione delle procedure di
salvataggio dell’operatore
caduto dal ponteggio
Esercitazione di spegnimento
eseguito dagli studenti
Linee guida lavori in quota utilizzando ponteggi e scale
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Progetto di formazione professionale per la realizzazione di Opere Provvisionali
Fasi lavorative, criticità rilevate dal responsabile della sicurezza
Allestimento cantiere
Preparazione affaccio
Scarico materiali
Trasporto materiali
Sistemazione puntoni
Predisposizione base dei ritti
Linee guida lavori in quota utilizzando ponteggi e scale
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Fasi lavorative, criticità rilevate dal responsabile della sicurezza
Allungamento traverse
Posa cavi di sostegno
Preparazione scala
Posa parapetto
Collaudo
Post collaudo
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Progetto di formazione professionale per la realizzazione di Opere Provvisionali
Osservazioni sulla scuola di sicurezza in cantiere, lavoro in quota e sull’opera svolta
La preparazione della “scatola di montaggio” per la passerella ha richiesto
impegno e attenzione con una fase preparatoria molto accurata alla quale si è appassionato
il personale operativo che ha contribuito a miglioramenti del progetto in funzione
dell’esperienza di mestiere e di adattamento alle disponibilità dell’officina, ottenendo un
prodotto finale di semplice ed efficace montaggio in breve tempo.
È stato quindi possibile dedicare una importante quota della settimana di
formazione per accogliere, istruire e seguire gli ospiti studenti del 5° anno della scuola per
geometri istituto Giobert di Asti.
Il progetto ambizioso era quello di approfittare dell’originalità dell’opera da
eseguire e della monumentalità della struttura ove allestire il cantiere per far toccare con
mano ai ragazzi che si apprestano a lasciare la scuola ed entrare nel mondo del lavoro come
i Vigili del Fuoco lavorano anche con risultati spettacolari ma sempre operando in
sicurezza grazie alla pianificazione e all’addestramento.
È stata occasione per rendere partecipi i futuri geometri di talune modalità
operative, in particolare quelle che le norme di sicurezza richiedono nell’allestimento dei
ponteggi per evitare il rischio di caduta dall’alto impiegando metodi di lavoro sicuri per i
lavori in quota.
37 giovani, allievi delle due classi del quinto anno, hanno partecipato all’attività
addestrativa con entusiasmo, prima sperimentando gli effetti della caduta simulata con un
manichino, poi analizzando le tecniche ed i materiali impiegabili per ridurre il rischio,
infine provando loro stessi ad applicare le procedure che consentono di evitare infortuni sul
lavoro.
Una rappresentanza di 7 studenti è stata portata al cantiere di Vezzolano dove
hanno condiviso con i Vigili del fuoco due giornate di lavoro per realizzare la passerella
appesa su cavi di acciaio, condividendo le fatiche e applicando le cautele per evitare
incidenti, comprese le tecniche per i lavori in quota.
L’entusiasmo che i ragazzi hanno riportato all’Istituto Giobert per l’esperienza
vissuta ha destato la rivalità dei ragazzi delle classi inferiori che subito si sono dichiarati in
massa pronti a partecipare anch’essi ad esercitazioni analoghe con i VVF, fornendo il più
concreto riscontro positivo per l’attività formativa svolta.
Noi siamo fiduciosi che il ricordo di queste giornate non ordinarie rimanga dei
ricordi dei futuri capi cantiere e possa essere di stimolo per migliorare il livello di sicurezza
nell’edilizia.
Per quanto attiene al ponte, la struttura realizzata prevedeva un carico di
esercizio sulle funi di acciaio pari a 500 dN con 16 persone sul ponte; nella fase di verifica
si sono misurati 480 dN che dimostrano la coerenza delle sollecitazioni con i dati di
progetto; è previsto lo smontaggio dell’opera provvisionale dopo la settimana della cultura
non essendo un manufatto destinato a rimanere esposto per lungo tempo.
Linee guida lavori in quota utilizzando ponteggi e scale
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Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Asti
Progetto di formazione professionale per la realizzazione di Opere Provvisionali
Hanno partecipato al corso di formazione professionale per la realizzazione di Opere
Provvisionali, sulla sicurezza nei cantieri e sui lavori in quota con la realizzazione del
ponte sospeso su cavi di acciaio:
Vigili del fuoco,
personale docente e discente nei giorni dal 23 al 27 aprile 2007
Qualifica Cognome e nome
mestiere
CSE
VECCHIO Luigi
CSE
POMO Achille
CSE
CSE
VFQ
VFE
FANTATO Dino
LAZZARATO Rodolfo
OMEDE’ Valerio
OLIVERO Stefano
VFC
VF
VFE
NICOLETTO Roberto
SUCCU Mirko
MUSSO Gian Piero
falegname, muratore,
responsabile dei lavori
muratore,
coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione
muratore, carpentiere, tpss
carpentiere
fabbro, muratore, tpss
muratore, tpss, saf 2A
coordinatore per la sicurezza nei lavori in quota
muratore, carpentiere, elettricista
elettricista, meccanico, tpss
muratore, tpss
Vigili del fuoco
Personale docente nei giorni 23 e 24 aprile 2007
istruttori sui lavori in quota
VFE
CAVALLI Francesco
istruttore professionale, muratore, fochino
CSE
TARTAGLINO Giancarlo istruttore professionale SAF e TPSS
ha collaborato per la logistica
VFE
LAURENZA Juan Mauro muratore, cuoco
Direttore del corso di formazione
DVD dott. arch. SASSO Franco
progettista, coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione, istruttore professionale
sui lavori in quota, fochino
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Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Asti
Progetto di formazione professionale per la realizzazione di Opere Provvisionali
hanno partecipato al corso di formazione professionale per la realizzazione di Opere
Provvisionali, sulla sicurezza nei cantieri e sui lavori in quota:
Diplomandi geometri, istituto G. A. Giobert, Asti
Personale discente nei giorni 23 e 24 aprile 2007
Classe 5° A
BILARDO SALVATORE
BINCOLETTO PAOLO
BONGIOVANNI DIEGO
BRUNO-FRANCESCA
CAVANNA KETTY
CUTAIA MATTIA
FENOALTEA ALESSANDRO
FERRO CHRISTIAN
FORNO MARIANGELA
FRANCO FABIO
FRONTINO CHRISTIAN
GISONDI LUIGI
LORUSSO NICOLA
MAGGIORA MATTEO
MASSONE SERGIO
Classe 5° C
ABACI VITO
BRIOLA IVAN
DE BORTOLI STEFANO
GAMBARUTO DIEGO
IMERITO RICCARDO
LIBRANTI FLAVIO
MANENTE SILVIA
MARTIRE ALESSANDRA
MORO MATTEO
PIZZULO FRANCESCO
QUIRICO ELENA
RUSSINO GAETANO
SCARPULLA EMANUELE
STROPPIANA RENATO
hanno partecipato al corso di formazione professionale per la realizzazione di Opere
Provvisionali, sulla sicurezza nei cantieri e sui lavori in quota con la realizzazione del
ponte sospeso su cavi di acciaio presso l’Abbazia di Vezzolano:
Diplomandi geometri, istituto G. A. Giobert, Asti
Personale discente nei giorni dal 23 al 27 aprile 2007:
Classe 5° A
BOSSO ALBERTO
BRAMAFARINA ALESSANDRO
CONTI ERIK
SCALAMBRO STEFANIA
responsabile del servizio di
documentazione fotografica
Classe 5° C
GAI DAVIDE
GALLINA GIUSEPPE
LUBRANO MATTEO
Accompagnati dai professori
prof. Giuliano Moscone,
prof. Pierleandro Ciuccetti,
prof.ssa Fogliasso Monica
Asti, 12 maggio 2007
Linee guida lavori in quota utilizzando ponteggi e scale
addestramento operativo Abbazia di Vezzolano, costruzione di passerella su cavi, 23-28 aprile 2007,
pag 49
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Linee guida lavori in quota per la posa di un ponte sospeso su cavi