Scuola universitale professionale della Svizzera italiana
Dipartimento formazione e apprendimento
SUPSI
LAVORO DI DIPLOMA DI
PAOLA ARDUINI
MASTER OF ARTS IN SECONDARY EDUCATION
ANNO ACCADEMICO 2010/2011
I DUE PUNTI NELLA LOGICA ARGOMENTATIVA
DEL TESTO.
ANALISI DEI TESTI SCRITTI DA ALLIEVI DI PRIMA E SECONDA
DELLA SCUOLA MEDIA DI GRAVESANO
RELATORE
LUCA CIGNETTI
I due punti nella logica argomentativa del testo
Indice
1.
2.
Introduzione…………………………………………………….…………….....................3
1.1.
Argomento e obiettivi della ricerca…………………………………………………3
1.2.
Stato dell’arte……………………………………………………………………….4
1.3.
Descrizione del corpus di riferimento……………………………………………....5
La punteggiatura…………………………………………………………………………..7
2.1.
Funzioni della punteggiatura………………………………………………………..7
2.2.
I due punti…………………………………………………………………………..10
2.2.1. Le funzioni fondamentali del segno………………………………………..10
2.2.2. I due punti nella logica argomentativa del testo…………………………….11
2.2.3. Le potenzialità dei due punti………………………………………………..15
3.
Analisi dei casi di due punti nel corpus di riferimento…………………………………..17
3.1.
Analisi quantitativa………………………………………………………………....17
3.2.
Analisi qualitativa…………………………………………………………………..17
3.2.1. Rapporto di consecuzione…………………………………………………..18
3.2.2. Rapporto di motivazione…………………………………………………....19
3.2.3. Rapporto di specificazione………………………………………………….20
3.2.4. Rapporto di commento……………………………………………………...23
3.2.5. Rapporto di illustrazione……………………………………………………23
3.2.6. Rapporto di opposizione……………………………………………………24
3.2.7. Segnalazione di discorso diretto…………………………………………….25
3.2.8. Uso scorretto………………………………………………………………...25
4.
Proposta di attività didattica……………………………………………………………...31
4.1.
Riflessione sugli esercizi……………………………………………………………31
4.2.
Esercizi di verifica formativa sull’uso testuale dei due punti………………………32
5.
Conclusioni…………………………………………………………………………………35
6.
Appendice…………………………………………………………………………………..37
7.
Bibliografia…………………………………………………………………………………83
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Paola Arduini
2
I due punti nella logica argomentativa del testo
1. Introduzione
1.1. Argomento e obiettivi della ricerca
Secondo il Piano di formazione della scuola media “Il nucleo fondante del saper-fare
linguistico dell’allievo è dato in primo luogo da un pratica costante della scrittura, soprattutto
intesa nella sua dimensione cognitiva (scrivere per dare forma al pensiero, per ideare, per
riflettere, per esprimere il proprio mondo interiore).” (Piano di formazione, 2004, p. 25)
Di fatto la redazione di un elaborato scritto che riesca a comunicare un pensiero in modo
chiaro è un esercizio molto complesso che richiede all’allievo la padronanza di molte
competenze. Pertanto, per affinare le proprie tecniche di redazione, lo scrittore apprendente
deve costantemente allenarne la pratica ma è pure essenziale l’accompagnamento del docente
che deve favorire l’individuazione dei metodi più efficaci per formalizzare il pensiero.
In tal senso, l’insegnante non può ignorare gli studi della linguistica testuale che considerano
il testo come un sistema complesso che si struttura su due dimensioni fondamentali:
l’organizzazione logico-argomentatitiva e l’organizzazione tematica. (Ferrari, 2003).
Più precisamente l’organizzazione logico-argomentativa, sulla quale questo studio focalizzerà
la sua attenzione, “è determinata dalla rete di relazioni logiche che legano tra loro le diverse
unità di significato e che svolgono il ruolo fondamentale di organizzare.” (Lala, 2004, p. 143)
Il docente di scuola media dovrà quindi aiutare l’allievo affinché possa impadronirsi delle
strategie logico-argomentative che permettono di organizzare un testo all’interno del quale le
idee siano gerarchizzate in modo coerente e coeso.
L’uso dei connettivi assume un ruolo fondamentale nella gestione di questa organizzazione.
In linguistica testuale, la denominazione “connettivo” (“logico”, o “pragmatico” o
“discorsivo”, ecc.) identifica l’appartenenza ad una classe funzionale composta di
espressioni
linguistiche
provenienti
da
categorie
grammaticali
diverse
(avverbi,
congiunzioni, preposizioni, locuzioni preposizionali e avverbiali, ecc.) aventi la funzione di
collegare tra di loro parti di un testo (all’interno di enunciati, tra enunciati, tra gruppi di
enunciati) in modo da organizzarne l’architettura logica, contribuendo così alla sua coerenza
e interpretabilità. (Lala, 2009, p. 1041).
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Paola Arduini
Recenti studi hanno avvalorato l’ipotesi che nella classe dei “connettivi” si possano includere
formule linguistiche che fanno parte di categorie grammaticali diversificate. Ad esempio,
anche la punteggiatura può contribuire all’organizzazione logico-argomentativa del testo.
(Ferrari, 2003)
In particolar modo, questo Lavoro di Diploma delimiterà il suo interesse all’osservazione di
un particolare segno di interpunzione: i due punti. Letizia Lala, in alcuni dei suoi studi, ha
dimostrato come questo segno sia “[…] uno strumento particolarmente efficace per
l’espressione dell’architettura logico-semantica del testo. Il loro inserimento rende possibile
una facile realizzazione di legami logici consentendo di fare a meno dei connettivi […]”
(Lala, 2009, p.1049). Pertanto i due punti, se usati con determinate forme, possono assumere
il ruolo di connettivo testuale.
Il seguente Lavoro di Diploma, che parte da un corpus di temi scritti da 43 ragazzi di età
compresa tra gli 11 e i 14 anni dal quale sono stati estrapolati tutti i casi in cui vengono usati i
due punti, vuole analizzare quale uso fanno gli allievi di questo segno di punteggiatura.
A seguito dell’analisi si presenterà una proposta didattica volta a correggere, quando utilizzato
in modo scorretto, e a sfruttare al meglio le potenzialità dei due punti.
1.2. Stato dell’arte
I principali studi di linguistica testuale impiegati in questo Lavoro di Diploma sono stati:
Ferrari (2003), e Lala (2004) e (2009).
Da Ferrari sono stati estrapolati gli aspetti relativi all’organizzazione logico-argomentativa del
testo e la teoria sull’uso testuale della punteggiatura. Di Lala sono stati presi più
particolarmente in considerazione i risultati dei suoi studi sui due punti.
Mortara Garavelli (2007) e Fornara (2010) sono stati invece fondamentali per descrivere le
funzioni della punteggiatura all’interno di un testo scritto.
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I due punti nella logica argomentativa del testo
1.3. Descrizione del corpus di riferimento
Gli elaborati scritti che saranno oggetto di questa analisi sono stati raccolti in due classi della
scuola media di Gravesano (Canton Ticino): una prima e una seconda.
La prima A è formata da 23 allievi (12 ragazze e 11 ragazzi) la cui età è compresa tra gli 11 e
i 12 anni. La seconda E è invece composta da 20 allievi (11 ragazze e 9 ragazzi) tra i 12 e i 14
anni.
I temi dai quali è stato tratto il corpus sono stati assegnati alle classi tra il 28 febbraio e il
primo marzo 2011, più precisamente nella settimana che ha preceduto le vacanze di carnevale.
Per questo motivo l’argomento sul quale a entrambe le classi è stato chiesto di riflettere è
attinente alle festività carnevalesche.
Si è però ritenuto opportuno attuare alcune differenziazioni nelle consegne delle due classi.
Per la classe di prima si è scelto il seguente titolo: Un ricordo legato ai carnevali passati.
Tale traccia è stata scelta prendendo in considerazione le competenze nella scrittura degli
allievi di prima media. In effetti a questa età i ragazzi hanno maggior facilità nel gestire
redazioni di tipo narrativo poiché rappresentano un genere da loro ampiamente conosciuto e
assimilato.
Ai ragazzi di seconda invece è stato richiesto di scrivere del loro rapporto con il carnevale
esplicitando il proprio giudizio nei confronti di questa festa: Presenta il tuo rapporto con il
Carnevale: cosa ti piace e cosa invece non ami di questa festa? Parteciperai ai
festeggiamenti? Più generalmente, come passerai queste vacanze? La traccia, costruita
attraverso una serie di domande guida che portano l’allievo a esprimere la propria opinione,
ha voluto essere un primo approccio alla stesura di un testo di tipo argomentativo.
Entrambi i temi sono stati proposti con la stessa finalità: valutare l’uso corretto o scorretto dei
due punti cercando di comprendere con quale logica testuale gli allievi impiegano il segno di
punteggiatura.
Tutti gli elaborati, trascritti integralmente e senza alcuna correzione, sono riportati in
Appendice.
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Paola Arduini
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I due punti nella logica argomentativa del testo
2. La punteggiatura
2.1. Funzioni della punteggiatura
Nella grammatica di Serianni la punteggiatura viene definita “l’insieme di segni non
alfabetici, funzionali alla scansione di un testo scritto e all’individuazione delle unità
sintattico-semantiche in esso contenute.” (Maraschio 1981, in Serianni, 2009, p. 48).
Serianni aggiunge poi che:
Tra le varie norme che regolano la lingua scritta, quelle relative alla punteggiatura sono le
meno codificate, non solo in italiano. Inoltre, alle certezze pratiche si aggiunge il disaccordo
degli studiosi sull’interpretazione complessiva del fenomeno, nonché sulla definizione e
sulla classificazione delle singole unità interpuntive. (Serianni, 2009, p.48)
Il sistema dei segni di interpunzione è dunque provvisto di poche regole salde; tale carenza di
codificazione è legata al fatto che la punteggiatura assume diverse funzioni che agiscono su
diversi livelli. A questo proposito Angela Ferrari afferma:
I segni di punteggiatura, è ormai noto, non operano tutti all’interno delle stesse dimensioni
linguistiche differenziandosi semplicemente, poniamo, per la forza del loro intervento. Nel
loro insieme, e anche singolarmente, essi hanno un comportamento complesso, che interroga
più aspetti dell’organizzazione linguistica di un testo scritto, e all’interno di ognuno di essi
caratteristiche di tipo diverso. (Ferrari, 2003, p. 55)
In tale direzione va anche Simone Fornara che, basandosi sugli studi di Ferrari, Mortara
Garavelli e Antonelli, individua quattro funzioni della punteggiatura: la funzione prosodica, la
funzione intonazionale, la funzione logico-sintattica e la funzione testuale (Fornara, 2010)
a) La funzione prosodica
La funzione prosodica, legata alla pausa per il respiro, è quella che viene comunemente e
erroneamente pensata come il solo compito della punteggiatura ed è quindi strettamente
connessa alla lettura ad alta voce che necessita evidentemente di pause per riprendere fiato.
(Fornara, 2010).
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Paola Arduini
Tuttavia dalle testimonianze storiche si riscontrerebbe che la punteggiatura non è nata con lo
scopo di favorire la lettura ad alta voce.
Gli antichi latini e greci leggevano prevalentemente ad alta voce e, dal momento che la
lettura ad alta voce è lenta, perché le parole vanno scandite una per una e perché il ritmo
stesso della lettura permette di visualizzare con anticipo le lettere che seguono, non erano
abituati a inserire all’interno del testo segni indicanti le pause da effettuare paragonabili a
quelli oggi in uso. (Fornara, 2010, p. 14)
È invece sempre più accreditata l’ipotesi che la punteggiatura sia nata con l’affermarsi della
pratica della lettura endofasia che risale al IV e V secolo d.C. e che si è poi ampiamente
diffusa tra il XIII e il XIV secolo d.C.
Nella lettura silenziosa, che permette di assimilare velocemente grandi porzioni di testo, è
indispensabile che esso sia ben strutturato e che siano ben identificabili i legami logici delle
sue diverse parti. “Ecco, dunque, che possiamo immaginare i segni di punteggiatura come
segnali stradali, che mi indicano dove sto andando, dove mi devo fermare, che cosa mi posso
aspettare nei prossimi chilometri” (Fornara, 2010, p. 18)
Se la punteggiatura non è nata per agevolare la lettura ad alta voce, sembrerebbe che la
funzione prosodica, benché importante, sia la conseguenza di altre funzioni fondamentali
come ad esempio le funzioni logico-sintattica e testuale che si analizzeranno in seguito.
b) La funzione intonazionale.
La funzione intonazionale, che è essenzialmente parte di quella prosodica, favorisce la
comprensione dell’intonazione che deve prendere la frase che si sta leggendo. I segni
interpuntivi destinati a questo scopo sono detti marche di intonazione. Si tratta del punto
interrogativo, che segnala una domanda, e del punto esclamativo, che naturalmente segnala
un’esclamazione. (Fornara 2010)
c) La funzione logico-argomentativa.
La funzione logico-argomentativa è essenzialmente legata alle necessità della lettura
endofasia e ha lo scopo di segnalare al lettore la struttura linguistica del testo.
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I due punti nella logica argomentativa del testo
Grazie alla punteggiatura il lettore può quindi individuare il modo in cui il testo è suddiviso in
periodi e capoversi, comprendendo l’ordine e la disposizione gerarchica delle informazioni
esplicitate. (Fornara, 2010)
Tale funzione può lavorare sia a livello macrosintattico, sia a livello microsintattico. A livello
macrosintattico la funzione può agire in diversi modi.
Ad esempio, di fronte a un testo nel quale è presente due volte un punto, siamo in grado di
stabilire che, con ogni probabilità, esso è costituito da due periodi dotati di una certa
autonomia l’uno rispetto all’altro. Se i punti sono seguiti dall’a capo, inoltre possiamo
supporre che l’autonomia semantica dei due blocchi di informazione (capoversi) sia ancora
maggiore. (Fornara, 2010, p.35)
A livello microsintattico invece la punteggiatura va ad influire sull’ordine delle parole della
proposizione.
Ciò accade soprattutto quando l’ordine consueto delle parole (soggetto-verbo-oggetto, come
in Mario mangia una mela) viene invertito, dando luogo a una sintassi marcata alla quale
corrisponde un uso marcato della punteggiatura: ad esempio Un mela, mangia Mario, nella
quale viene messa in rilievo la prima parte della frase per evidenziare che il soggetto (Mario)
sta mangiando proprio una mela, e non un altro frutto. (Fornara, 2010, p.36)
d) La funzione testuale.
La funzione testuale della punteggiatura è essenzialmente legata alle scelte stilistiche ed
espressive di chi scrive. Questa funzione spesso sorpassa le norme che regolano la
punteggiatura restando il frutto di scelte consapevoli che possono quindi essere fatte solo da
scrittori esperti.
I segni di interpunzione, utilizzati con questa funzione, sono detti segni marcati poiché, a
causa di queste esigenze stilistiche ed espressive, divergono dai segni standard e non
rispondono quindi alle regole della punteggiatura logico-sintattica. (Fornara, 2010)
In generale, parliamo di valore testuale quando stabiliamo connessioni la cui portata eccede
l’ambito delle relazioni sintattiche perché investe la sfera dei legami (relativi al senso e al valore
informativo, al mantenimento della continuità tematica, alla focalizzazione, e così via) che
assicurano il sussistere del «testo» come unità coerente. (Mortara Garavelli, 2003, pp. 61-62)
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Paola Arduini
Di seguito si riporta un esempio tratto da Mortara Garavelli.
(2) Il mondo finì in una discarica. Abusiva.
(2a) Il mondo finì in una discarica abusiva.
In (2) con il punto che precede l’aggettivo e lo isola si crea un enunciato olofrastico e si
istituisce nell’intera sequenza una doppia focalizzazione. Dei due fuochi («in una discarica»
e «abusiva») il più marcato è il secondo, per effetto dell’isolamento e del lavoro inferenziale
a cui questo invita il lettore (e questa discarica, per di più, era…): un lavoro, per sua natura,
testualmente coesivo e retoricamente connotato. Nella riscrittura (2a) che regolarizza la
struttura frasale e dimezza la focalizzazione si riduce anche la carica comunicativa. (Mortara
Garavelli, 2003, p. 62)
Nel sistema della punteggiatura le quattro funzioni sopraelencate coesistono sotto la stessa
veste grafica. Si può per questo immaginare che lo scrittore apprendente, davanti a tale
complessità, possa riscontrare delle difficoltà e si possa sentire disorientato.
2.2. I due punti.
2.2.1.
Le funzioni fondamentali del segno.
I due punti sono un segno di interpunzione plurifunzionale poiché agiscono sul piano della
sintassi e su quello della testualità. Quindi, muovendosi su questi due livelli, sono capaci sia
di dare indicazioni sulla struttura della frase, sia di costituire un elemento stesso di tale
struttura (il segno può sostituire congiunzioni dichiarative, causali e consecutive). (Mortara
Garavelli, 2003).
Più precisamente, Serianni conferisce ai due punti quattro funzioni fondamentali.
a) Funzione sintattico-argomentativa, quando indicano la conseguenza logica di un fatto,
l’effetto prodotto da una causa: «Batté le mani: entrarono due servitori recanti ciascuno
una coppia di secchi sciabordanti» ecc. (Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo, 84). […]
b) Funzione sintattico-descrittiva, se si esplicitano i particolari di un insieme o enumerando
le singole componenti di quell’insieme, o rilevandone i tratti salienti: «L’Islanda à anche
un paese vivo, fatto di gente: bella, ospitale, cordiale» («Qui Touring», 5-10.5.1986, 38).
[…]
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I due punti nella logica argomentativa del testo
c) Funzione appositiva, se presentato una frase con valore di apposizione della frase
precedente: «Leccò rapida la ferita: una specie di piccolo bacio affettuoso» (Bassani, Il
giardino dei Finzi-Contini, 58).
d) Funzione segmentatrice, se servono a introdurre un discorso diretto, perlopiù in
combinazione con gli specifici segni demarcativi, virgolette o trattini «gli chiese: “Che
fai stasera?”», «gli chiese: - Che fai stasera?- ». (Serianni, 2009, p. 63)
2.2.2.
I due punti nella logica argomentativa del testo.
Letizia Lala ha focalizzato l’interesse attorno allo studio dei due punti, concentrandosi in
modo particolare sulle prime tre funzioni sopraelencate e dimostrando come il segno possa
assumere un importante ruolo testuale nell’organizzazione logico-argomentativa. (Lala, 2004)
Cercando di definire il concetto di “organizzazione logico-argomentativa” si può affermare
che essa sia “determinata dalla rete di relazioni logiche che legano tra loro le diverse unità di
significato, e che svolgono in un testo il ruolo fondamentale di organizzare […]. Esse possono
essere realizzate ricorrendo ad espressioni linguistiche, in particolare a connettivi, […].”
(Lala, 2004, p. 143)
A questo proposito, Lala (2009, p 1041) dà un’esauriente definizione di “connettivo” che sarà
utile tenere in considerazione.
In linguistica testuale, la denominazione “connettivo” (“logico”, o “pragmatico” o
“discorsivo”, ecc.) identifica l’appartenenza ad una classe funzionale composta di
espressioni
linguistiche
provenienti
da
categorie
grammaticali
diverse
(avverbi,
congiunzioni, preposizioni, locuzioni preposizionali e avverbiali, ecc.) aventi la funzione di
collegare tra di loro parti di un testo (all’interno di enunciati, tra enunciati, tra gruppi di
enunciati) in modo da organizzarne l’architettura logica, contribuendo così alla sua coerenza
e interpretabilità.
Pertanto, partendo da questa definizione, è possibile affermare che anche la punteggiatura, e
in modo particolare i due punti, può determinare delle relazioni logico-argomentative che
collegano parti di un testo.
Il segno può collaborare infatti a collegare due enunciati attraverso relazioni logicoargomentative di seguito riportate.
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Paola Arduini
a) Rapporto di consecuzione
Il rapporto di consecuzione, insieme a quello di motivazione (causale) che vedremo in
seguito, viene definito da Lala come un “nesso elementare”. Infatti, la linguista chiarisce che
“La capacità dei Due punti di realizzare un legame interpretabile come una Consecuzione o
una Motivazione, ne fa comunque uno degli strumenti più semplici e più utilizzati per istituire
le due relazioni; […]” (Lala, 2004, 148)
Si riporta un esempio nel quale il segno collega unità testuali istituendo una relazione
consecutiva, Lala (2004, p. 144)
Lui [Rupert Murdoch] fa tv a pagamento: favorisce solo le classi ricche e abbandona quelle
deboli. (La Repubblica, 10 marzo 2003: 34)
Inoltre, i due punti possono accompagnare, precedendolo, un connettivo rinforzandone il
valore. Questa peculiarità del segno è ben visibile nel seguente esempio, tratto da Lala (2004,
p. 145), dove i due punti appoggiano il connettivo “di conseguenza”.
L’oggetto è la situazione sociale e nel contempo ne è il segno: di conseguenza non ne
costituisce solo il fine concreto e perseguibile, ma il simbolo rituale, l’immagine mitica in
cui si condensano aspirazioni e desideri. (Eco 2001: 222)
b) Rapporto di motivazione
Anche il rapporto di motivazione, come precedentemente detto, rappresenta un uso
“elementare”, e quindi largamente diffuso, dell’utilizzo dei due punti.
Nella citazione che segue si riporta un esempio nel quale i due punti segnalano un legame di
motivazione tra i due enunciati.
Forse, almeno per qualche tempo, potrebbe decidere di aspettare: se dovesse utilizzare agenti
biochimici non potrebbe più sostenere di non avere armi di sterminio, e giustificherebbe
l’invasione americana («La Repubblica», 10 marzo 2003: 10). (Lala, 2009, 1045)
Nella citazione è chiaro che il segno di interpunzione sostituisce la congiunzione “perché”.
Nei due esempi sopra riportati (rapporto di consecuzione e rapporto di motivazione) è pure
evidente come i due punti abbiano il potere di gerarchizzare le informazioni del testo dando
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I due punti nella logica argomentativa del testo
più importanza a uno dei due enunciati che mettono in relazione; solitamente la parte che
segue il segno di punteggiatura assume un ruolo di rilievo semantico. (Lala, 2004)
c) Rapporto di specificazione
Nella relazione di specificazione i due punti assumono un ruolo fondamentale poiché nessun
altro segno di punteggiatura adempierebbe così puntualmente a tale compito.
Si veda, a questo proposito il seguente esempio tratto da Lala (2004, p. 150).
Dopo la conquista, le popolazioni alloglotte, quantunque, s’intende, in tempi e circostanze
assai diverse [sic], passano attraverso fasi successive di assimilazione: l’apprendimento del
latino, il bilinguismo, l’abbandono della lingua natìa. (Migliorini 1999: 19)
I due enunciati, divisi dai due punti, risultano semanticamente legati tra di loro ed è proprio il
segno di interpunzione che permette al lettore di percepire tale legame. È infatti evidente che
non sarebbe possibile sostituire i due punti con un punto poiché si produrrebbe una frase
nominale troppo indipendente rispetto alla prima. A tale proposito si veda lo stesso esempio
nel quale però è inserito un punto.
Dopo la conquista, le popolazioni alloglotte, quantunque, s’intende, in tempi e circostanze
assai diverse [sic], passano attraverso fasi successive di assimilazione. L’apprendimento del
latino, il bilinguismo, l’abbandono della lingua natìa.
Anche sostituendo i due punti con una virgola, sebbene la soluzione sia più accettabile
rispetto a quella del punto, non si otterrebbe lo stesso risultato poiché si creerebbe una
coordinazione sintattica che rende difficile l’identificazione della relazione logica tra i
segmenti di testo.
Dopo la conquista, le popolazioni alloglotte, quantunque, s’intende, in tempi e circostanze
assai diverse [sic], passano attraverso fasi successive di assimilazione, l’apprendimento del
latino, il bilinguismo, l’abbandono della lingua natìa.
Si nota che, inserendo la virgola, “fasi successive di assimilazione” può essere erroneamente
messo stesso piano di “l’apprendimento del latino”, “il bilinguismo”, “l’abbandono della
lingua natìa”. (Lala, 2004)
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Paola Arduini
d) Rapporto di illustrazione
“L’Illustrazione lega due unità testuali di cui la seconda propone un contenuto di natura
concreta per far comprendere meglio quanto presentato dalla prima” (Lala, 2004, p. 150)
La pronuncia delle persone colte in Italia, non è uniforme, ma varia secondo le zone: in ogni
regione è più simile alla pronuncia delle persone incolte della stessa regione che alla
pronuncia delle persone colte di altre regioni. (Lepschy/ Lepschy 1998: 13)
In questo esempio i due punti hanno la funzione di introdurre l’esemplificazione o il
chiarimento di ciò che si è affermato prima del segno.
e) Rapporto di riformulazione
I due punti possono essere impiegati per la riformulazione di un enunciato. Nell’esempio che
segue è addirittura possibile, vista la loro corrispondenza semantica, invertire i due blocchi.
(Lala, 2004, p. 155)
La balena è un mammifero: un animale che allatta i suoi piccoli.
oppure
La balena è un animale che allatta i suoi piccoli: un mammifero.
f) Rapporto di opposizione
I due punti, se accompagnati da un connettivo testuale, possono creare una relazione di
opposizione.
Si vedano i seguenti esempi (Lala, 2004, 156-157)
[…] Fabrizio vi s’era abbruttito, a giudicare dal suo aspetto trascurato: al contrario Valeria
sembrava addirittura aver affinato la naturale scioltezza cittadina per una specie di sfida, di
rivalsa o di disperata difesa? (CORIS_NARRATIRoma)
Per molti un calamaio non conteneva, e non contiene, che poche gocce di liquido nero: per
De Roberto, e per i flaubertiani, un calamaio è un oceano dove annegare. (Siciliano 2001:
4)
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I due punti nella logica argomentativa del testo
Nel secondo esempio il rapporto di opposizione di crea grazie al parallelismo semantico che
intercorre tra la formula “Per molti” e per “De Roberto, e per i flaubertiani”.
2.2.3.
Le potenzialità dei due punti
Come si è cercato di dimostrare i due punti sono un segno di punteggiatura che può assumere
un ruolo fortemente “semantico”. Il loro inserimento nella frase può infatti favorire la logica
argomentativa tra due enunciati producendo nel testo effetti di senso.
Quando usati da soli, essi hanno la potenzialità di instaurare dei legami logici senza dover
ricorrere a strutture sintatticamente più complesse o ai connettivi. (Lala, 2004)
Letizia Lala arriva a avvalorare l’ipotesi che conferirebbe ai due punti, visto la loro capacità
di legare le unità testuali lavorando nella dimensione logico argomentativa del testo, il ruolo
di vero e proprio connettivo testuale.
[…] si possono allora considerare i due punti come un connettivo?
Sembrerebbe di sì. In effetti, se si considerano connettivi le espressioni linguistiche che
svolgono la funzione di legare unità testuali tramite relazioni logico-semantiche, allora i due
punti - come i sostantivi o altre categorie grammaticali - possono essere inseriti in questa
macro-classe quando svolgono il ruolo di collaborare all’istituzione dei nessi logicosemantici. (Lala, 2009, p. 1049)
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I due punti nella logica argomentativa del testo
3. Analisi dei casi di due punti nel corpus di
riferimento
3.1. Analisi quantitativa
Analizzando il corpus di riferimento dal punto di vista quantitativo è emerso che su 43
elaborati scritti solo 27 presentano almeno una volta l’uso dei due punti.
In tutto sono emersi 44 casi nei quali il segno di punteggiatura è stato inserito in molteplici
strutture sintattiche stabilendo diversi nessi logico argomentativi.
Di questi 44 impieghi, 37 stabiliscono relazioni che rientrano pienamente nelle funzioni del
segno, mentre i rimanenti 7 utilizzi non sono compatibili con la norma e quindi richiedono
una correzione da parte del docente.
Inoltre, i 37 impieghi corretti dell’uso del segno di punteggiatura si suddividono
rispettivamente in: 2 nessi di consecuzione, 5 nessi di motivazione, 22 nessi di specificazione,
1 nesso di illustrazione, 1 nesso di opposizione e 3 casi nei quali il segno introduce un
commento personale dell’allievo. Nei rimanenti 3 casi i due punti vengono utilizzati per
segnalare una battuta di discorso diretto.
3.2. Analisi qualitativa
Per procedere all’analisi qualitativa dei 44 casi di due punti, si è dapprima ritenuto necessario
suddividerli in base al rapporto logico-argomenativo che istituiscono all’interno degli
enunciati.
Gli allievi hanno utilizzato i due punti essenzialmente per stabilire 7 differenti relazioni che
sono state così suddivise: rapporto di consecuzione, rapporto di motivazione, rapporto di
specificazione, rapporto di commento, rapporto di illustrazione, rapporto di opposizione, e
segnalazione di discorso diretto. Tali nessi argomentativi dei due punti, escludendo il
rapporto di commento che si è voluto aggiungere, sono riscontrabili negli studi di Lala (2004).
Si sottolinea che gli esempi sono stati riportati senza alcun tipo modifica agli errori degli
allievi.
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Paola Arduini
Un’ultima parte dell’analisi è dedicata ai 7 casi in cui l’uso del segno non è compatibile con la
norma, verrà quindi proposta una correzione.
3.2.1.
Rapporto di consecuzione
Lala, vista la semplicità con la quale i due punti stabiliscono rapporti di consecuzione e
motivazione, definisce queste due relazioni “nessi elementari”. Tuttavia, solo in 2 casi tra i
44 analizzati il segno stabilisce un legame consecutivo tra i gli enunciati.
Nei due esempi che seguono è evidente che a sinistra dei due punti vengono espresse le
ragioni dei fatti presentati dopo il segno.
L’esempio (1) riproduce una classica struttura di tipo consecutivo.
(1)
L’anno scorso ho festeggiato il carnevale a Manno: mi sono divertito moltissimo.
(Elaborato n. 1, r. 1)
Nell’architettura della frase i due punti costituiscono la frontiera semantica tra causa e effetto.
In questo esempio la causa L’anno scorso ho festeggiato il carnevale di Manno porta al
risultato mi sono divertito moltissimo.
Pertanto l’uso dei due punti, che sostituiscono una congiunzione come e o quindi, spezzando
manifestamente la frase in due parti, mette in evidenza il secondo enunciato conferendogli
importanza semantica.
Particolarmente interessante è l’esempio (2) dove è riscontrabile una doppia funzione del
segno.
(2)
Tra chiacchiere e risate la cena finì: andammo nella stanza del mio compagno a giocare a
carte. (Elaborato n. 23, rr. 10-11)
In primo luogo è ben visibile che i due punti demarcano una frontiera temporale tra il
momento della cena e quello del gioco a carte. Il segno infatti, che anche in questo caso
sottolinea l’importanza semantica della seconda parte della frase, poteva quindi essere
sostituito da una congiunzione temporale come poi o dopo.
Allo stesso tempo però i due punti hanno la potenzialità, come nell’esempio (1), di stabilire un
rapporto causa-effetto tra il primo e il secondo enunciato. La causa Tra chiacchiere e risate la
18
I due punti nella logica argomentativa del testo
cena finì porta alla conseguenza andammo nella stanza del mio compagno a giocare a carte.
Accogliendo questa seconda lettura il segno si sarebbe potuto sostituire con un connettivo
come di conseguenza o pertanto.
3.2.2.
Rapporto di motivazione
Nei casi in cui i due punti introducono un nesso di motivazione, la ragione che determina il
fatto espresso è presentata a posteriori, ciò è ben visibile nell’esempio (3) e nell’esempio (4)
(3) A me il carnevale piace perché:
si può passare con gli amici;
si possono scoppiare petardi;
e si può fare un po’ di vacanza. (Elaborato n. 38, rr. 1- 4)
(4) Invece il carnevale non mi piace per motivi diversi:
se vai a dei certi tipi di carnevali certa gente ti potrebbe fare male (anche ucciderti
come è successo a Damiano Tamagni nel 2008);
mi sembra anche un po’ banale, ecc. (Elaborato n. 38, rr. 5-8)
Negli esempi, tratti dall’elaborato scritto di un unico allievo, è ben riscontrabile la volontà di
presentare un elenco di motivazioni dopo i due punti. La lista che segue il segno di
punteggiatura, generalmente poco accettata in un elaborato scritto, risulta però essere assai
efficace per mettere posteriormente in risalto le ragioni che spingono l’allievo ad amare e a
non amare la festività.
L’esempio (5) riporta la stessa struttura ma questa volta i singoli elementi che costituiscono
l’elenco di motivazioni sono presentati orizzontalmente e separati dalle virgole.
(5) A mè il carnevale piace tantissimo perché: stò a casa con gli amici, i vecchi compagni di
scuola, ci si veste in modo strano, si ride, si scherza, si mangia risotto. (Elaborato n. 41, rr.
1-2)
In questo caso, vista la presenza della congiunzione perché, sarebbe stato possibile omettere i
due punti. In tal modo però l’elenco di ragioni per le quali l’allievo ama il carnevale
avrebbero perso risalto.
19
Paola Arduini
Si segnala che nell’elenco di motivazioni c’è un’incoerenza poiché l’elemento i vecchi
compagni di scuola non ha valore causale ma è volto a specificare stò a casa con gli amici. La
virgola tra i due membri iniziali porta a confondere gli elementi causali con quello di
specificazione. Per questo motivo è stato proposto di togliere l’inciso e inserire i vecchi
compagni di scuola tra parentesi.
(5b) A mè il carnevale piace tantissimo perché: stò a casa con gli amici (i vecchi compagni di
scuola), ci si veste in modo strano, si ride, si scherza, si mangia risotto.
Gli esempi (6) e (7) presentano due motivazioni particolarmente messe in evidenza grazie alla
bipartizione tra causa e effetto marcata dai due punti.
(6) Io non ho mai partecipato a un carnevale importante o celebre, solitamente guardavo la
sfilata dei carri del carnevale del Rabadan alla televisione, secondo me è meglio vederlo alla
tv che parteciparvi dal vivo: c’è troppo casino. (Elaborato n. 40, rr. 7-9)
(7) La mia classe si era travestita da snowbordisti. Questa idea degli insegnanti a me non
piaceva molto: avevo già acquistato il vestito da pagliaccio. (Elaborato n. 10, rr. 3-4)
In (6) la costruzione è chiaramente volta ad evidenziare, chiudendo il periodo, il motivo
semplice e lampante per il quale la ragazza non partecipa al carnevale. Mentre in (7) dopo i
due punti viene espressa la ragione per la quale all’allievo non piaceva l’idea adottare
travestimento imposto dall’insegnante.
3.2.3.
Rapporto di specificazione
Tra tutte le relazioni logico-argomentative permesse dai due punti, all’interno corpus di
riferimento il rapporto di specificazione è il più impiegato.
È ipotizzabile che ciò accada in quanto, per stabilire alcuni nessi di specificazione, i due punti
hanno un ruolo fondamentale che nessun altro segno di punteggiatura potrebbe assumere .
Si vedano gli esempi (8) e (9)
(8) Verso le tre la merenda, c’era di tutto: cips, carote, torte, salatini, biscotti, coca, tè freddo,
sprite (gassosa), ecc. (Elaborato n. 9, rr. 5-6)
20
I due punti nella logica argomentativa del testo
(9) Al Carnevale scorso (nel 2010) con la scuola visto che il Carnevale era nello stesso periodo
delle olimpiadi tutta la scuola si è travestita da atleti di alcuni sport invernali: slittino, bob,
hockey, sci, … (Elaborato n. 12, rr. 1-3)
Negli esempi i due punti hanno la funzione di isolare gli elementi appartenenti ad un insieme.
I singoli membri sono volti a specificare ciò che è stato presentato prima del segno.
Tale struttura è presente in 14 casi sul totale di 22 in cui i due punti sono stati utilizzati con
funzione di specificazione. Pertanto è chiaro, vista la semplicità del costrutto, che tale
impiego si possa ritenere in parte assimilato dagli allievi di età compresa tra gli 11 e i 14 anni.
Gli esempi (10), (11), (12) e (13) invece, presentano i due punti seguiti da un unico elemento
volto alla specificazione.
(10) Sono andata a Lamone con la mia migliore amica: Gloria T. (Elaborato n. 3, rr. 1-2)
(11) Mi ero dimenticata di raccontare che, nello stesso giorni, era nato Vancouver: il pulcino
allevato dall’intera classe. (Elaborato n. 10, rr. 10-11)
(12) Erano le dieci e venti quando siamo ritornati a scuola per fare la ricreazione un po’ più
lunga del solito, poi finita la pausa siamo entrati nella scuola (nell’atrio), per mangiare i
maccheroni al pomodoro, erano buonissimi e dopo ci hanno dato anche il desert: il gelato
alla fragola. (Elaborato n. 21, rr. 3-6)
(13) Se tornerò dai miei compaesani, al mio paese natale, assumerò le sembianze di un celebre
personaggio: Barak Obama, ovvero il presidente degli Stati Uniti. (Elaborato n. 42, rr. 1314)
In questi 4 esempi, attraverso l’introduzione dei due punti che segmentano la frase, è evidente
la volontà degli allievi di isolare, e quindi mettere in risalto, un elemento semanticamente
importante.
Anche l’esempio (14), sebbene leggermente più articolato, presenta una struttura analoga.
(14) C’erano maschere molto belle: una bambina si era vestita da pavone mentre un’altra da
folletto.
21
Paola Arduini
In questo caso i due punti potrebbero essere sostituiti da una virgola
(14b) C’erano maschere molto belle, una bambina si era vestita da pavone mentre un’altra da
folletto.
Il paragone tra (14) e (14b) mostra come il segno abbia il potere di gerarchizzare le
informazioni all’interno della frase. L’allieva vuole sottolineare la presenza di due maschere
che l’hanno particolarmente colpita tra tutte quelle che erano presenti alla festa. La
costruzione bipartita della frase, spezzata in modo netto dai due unti, permette quindi di dare
risalto la natura dei due travestimenti.
In (14b) sostituendo, con una virgola i due punti, tale gerarchizzazione viene attenuata e di
conseguenza anche i due travestimenti assumono un’importanza semantica minore.
L’ultimo esempio (15) mostra come i due punti abbiano pure il potenziale di mettere in
risalto, accanto a una specificazione, un commento.
(15)
Due anni fa alla scuola elementare ci siamo travestiti da tamburini, e la maestra di attività
creative ci ha dato un nome: I TAM TAM, che brutto nome. (Elaborato 8, rr. 2-3)
Anche in questo caso i due punti sono seguiti da una specificazione (in questo esempio il
nome del travestimento). Qui però è interessante rilevare che la messa in evidenza riguarda
due elementi: il nome I TAM TAM (scritto completamente in maiuscolo) e il commento che
brutto nome.
I due punti diventano pertanto un mezzo molto efficace per isolare il nome, rispetto al quale la
grafia maiuscola rivela una sottile ironia, e soprattutto per dare risalto al commento negativo
della ragazza rispetto alla scelta della maestra.
3.2.4.
Rapporto di commento
Nel corpus di riferimento ci sono 3 casi nei quali ai due punti segue un commento personale
relativo a ciò che viene esplicitato prima del segno di punteggiatura. Si prendano in
considerazione gli esempi (16), (17), (18).
(16) Più tardi abbiamo pranzato, abbiamo mangiato la pasta al ragù: che buona! (Elaborato n.
7, rr. 7-8)
22
I due punti nella logica argomentativa del testo
(17) È arrivato il giorno della sfilata: CHE BELLO! (Elaborato n. 8, rr. 3-4)
(18) L’anno scorso invece, la maestra di attività creative ci ha obbligati a travestirci da
palloncini: CHE BRUTTO!! (Elaborato n. 8, rr. 8-9)
In tutti e 3 i casi ai due punti seguono delle esclamazioni. Il segno di punteggiatura demarca
una frontiera, e diventa quindi il punto di connessione, tra l’affermazione e il commento ad
essa relativo. È chiara, in questi esempi, la volontà degli allievi di dare grande rilievo
semantico ai loro commenti e, per questo, strategicamente li isolano.
È da notare che gli esempi (17) e (18), come l’esempio (15) a questi analogo, sono tratti
dall’elaborato di un’unica allieva. In effetti, all’interno del corpus questa costruzione ricorre
quasi esclusivamente nell’elaborato n. 8. Pertanto sarebbe pensabile correggere almeno in un
caso, visto l’uso eccessivo, tale struttura.
3.2.5.
Rapporto di illustrazione
All’interno del corpus vi è un esempio (19) nel quale il segno introduce un chiarimento
relativo a ciò che l’allievo ha precedentemente esposto.
(19) Il bello dei carnevali e che è tutto così colorato e la maggior parte delle persone diventano
fuori di testa, ad esempio: conosco un ragazzo che durante i carnevali di veste sempre in
modo originale e spinge tutti a far cavolate oppure un altro ragazzo si ubriaca e si “limona”
tutte le ragazze. (Elaborato n. 25, rr. 9-12)
L’esempio (19) risponde alle regole dell’illustrazione. Prima del segno il ragazzo propone
un’affermazione generale: Il bello dei carnevali e che è tutto così colorato e la maggior parte
delle persone diventano fuori di testa. In seguito, con l’inserimento dei due punti, introduce
un contenuto più concreto, che è volto a far comprendere meglio ciò che è stato affermato
precedentemente.
3.2.6.
Rapporto di opposizione
All’interno del corpus in un solo caso i due punti sono stati utilizzati per stabilire un rapporto
oppositivo tra due enunciati.
23
Paola Arduini
(20) Proseguimmo giocando a tombola, che sfortunatamente e come tutti gli anni non ho vinto
niente, finito di giocare eravamo andati in un paese a sfilare: ero così insoddisfatta di questo
carnevale che non avevo neanche comprato i coriandoli. (Elaborato n. 10, rr. 6-8)
Nell’esempio è chiara l’intenzione della ragazza di dare rilievo al suo malcontento rispetto al
carnevale e i due punti sono efficaci se inseriti prima di esplicitare tale insoddisfazione.
Tuttavia, l’esempio (20) mostra dei limiti nella struttura. In effetti, a una prima lettura non è
evidente la volontà della ragazza di introdurre un’opposizione dopo i due punti. In questo
caso, per sottolineare il valore oppositivo introdotto dal segno, sarebbe stato necessario far
seguire ai due punti una congiunzione avversativa.
(20b) Proseguimmo giocando a tombola, che sfortunatamente e come tutti gli anni non ho vinto
niente, finito di giocare eravamo andati in un paese a sfliare: ma ero così insoddisfatta di
questo carnevale che non avevo nemmeno comprato i coriandoli.
3.2.7.
Segnalazione di discorso diretto
Tra le funzioni fondamentali del segno vi è pure quella segmentatrice. Quando utilizzato in
questo senso il segno serve per introdurre un discorso diretto. Evidentemente, tale funzione
risulta di importanza marginale se si è nell’ottica di analizzare i due punti sottolineandone la
potenzialità come connettivi testuali.
Di seguito si riportano due esempi nei quali il segno è utilizzato per segnalare un discorso
diretto.
(21) Con la musica al massimo volume sopra il furgone, il microfono che serviva a dire agli
abitanti: - Sveglia Manno, è arrivato il comitato del carnevale…- e, ovviamente noi dentro.
(Elaborato n. 2, rr. 3-4)
(22) Dopo alcuni minuti di suspance hanno detto il numero che mi mancava e io ho urlato: Tombola!-. (Elaborato n. 17, rr. 20-21)
L’esempio (23) è tuttavia più interessante:
24
I due punti nella logica argomentativa del testo
(23) Per finire un bellissimo motto: -A CARNEVALE OGNI SCHERZO VALE.- (Elaborato
n. 24, rr. 16-17)
In (23), sebbene vi siano i trattini che accompagnano i due punti, il segno di punteggiatura
assume una sfumatura di specificazione. In effetti i trattini potrebbero essere eliminati poiché
nel discorso non è possibile identificare alcuna persona che pronuncia il motto.
3.2.8.
Uso scorretto
Negli esempi che seguono i due punti sono utilizzati in modo non compatibile con la norma.
Si analizzerà un fenomeno alla volta e in seguito si proporrà una corretta sostituzione della
frase.
(24) Ad un certo punto: Gabriele p., Nicolas G. e Francesco L. tentavamo di sporcarci con
spray e schiuma, una vera “lotta”, c’erano femmine che correvano da tutte le parti, e io ero
una di quelle. (Elaborato 3, rr. 8-10)
In (24) è evidente che i due punti non sono necessari. Probabilmente l’allievo ha confuso il
soggetto della frase Gabriele p., Nicolas G. e Francesco L. con un elenco volto alla
specificazione. Pertanto si sostituiscono i due punti con una virgola.
Tuttavia il segno avrebbe avuto un’interessante funzione consecutiva se inserito al posto della
virgola prima di una vera “lotta”.
Viene quindi suggerita la seguente correzione:
(24b) Ad un certo punto, Gabriele P., Nicolas G. e Francesco L. tentavano di sporcarci con
spray e schiuma: una vera “lotta”, c’erano femmine che correvano da tutte le parti, e io ero
una di quelle.
Gli esempi (25) e (26), oltre a mostrare una certa trascuratezza formale e strutturale, rivelano
poca consapevolezza nell’uso dei due punti.
(25) Dei miei tanti carnevali ho scielto due racconti, perché quelli di tanti anni fa non me li
ricordo.
Il primo:
25
Paola Arduini
L’anno scorso a scuola ci siamo vestiti da discipline olimpioniche tipo bobbisti, sciatori, …
(Elaborato n. 19, rr. 1-4)
(26) Il secondo:
è sempre l’anno scorso. Ero andato al Rabadan di Bellinzona. (Elaborato n. 19, rr. 11-12)
In (25) tutto il paragrafo parte da un’incoerenza di fondo. Il fatto che l’allievo non ricordi i
carnevali di tanti anni fa non giustifica il suo affermare di doversi limitare a raccontare due
singoli episodi; potrebbe semplicemente raccontare del carnevale dell’anno prima (del quale
probabilmente avrà ricordi più nitidi). In questo caso l’allievo, senza giustificazioni, avrebbe
potuto affermare di voler esporre solo due ricordi particolari.
La seconda frase, semanticamente legata alla prima, mostra diverse problematiche.
L’enunciato il primo, che sottintende Il primo ricordo, seguito dai due punti non è
sufficientemente espresso. In questo caso l’elisione di ricordo è inopportuna poiché provoca
un vuoto di senso. Di conseguenza anche i due punti non assumono nessuno significato se
inseriti in quella posizione.
In questo caso si propone la seguente correzione
(25b) Ho scelto due racconti dei miei carnevali passati. Il primo risale all’anno scorso quando
a scuola ci siamo vestiti da atleti di alcune discipline olimpiche tipo bobbisti, sciatori, …
Per l’esempio (26) si propone una correzione analoga ma questa volta si aggiungono i due
punti, volti a specificare ciò che è stato genericamente presentato prima del segno di
punteggiatura.
(26b) Il secondo racconto risale sempre all’anno scorso: sono andato al Rabadan di Bellinzona.
L’esempio (27) mostra un tentativo di mettere in evidenza una specificazione dopo i due
punti.
(27) Abbiamo fatto il giro di Lamone: tutta la scuola. (Elaborato n. 21, r. 2)
26
I due punti nella logica argomentativa del testo
La ragazza intende certamente affermare che tutti gli allievi della scuola hanno fatto il giro di
Lamone. Dunque in questo caso l’errore è innanzitutto di natura morfologica: tutta la scuola
mal si accorda con Abbiamo fatto.
Per correggere la frase è necessario eliminare i due punti e quindi riordinare i singoli elementi
sintattici.
(27b) Insieme a tutti gli allievi della scuola, ho fatto il giro di Lamone.
Nell’esempio (28) l’allievo ha tentato di stabilire, attraverso l’uso dei due punti, un nesso di
motivazione.
(28) Mi piace perché: le persone possono essere chiunque e possono travestirsi come vogliono,
sono felici e pieni d’energia.
In questo caso l’errore risiede nella mancanza del soggetto il carnevale nell’enunciato di
sinistra. Sottintendere il soggetto, provoca in questo caso un vuoto semantico.
Si propone la seguente correzione:
(28b) Il Carnevale mi piace perché: le persone possono essere chiunque, possono travestirsi
come vogliono, sono felici e pieni d’energia.
L’esempio (29) presenta una struttura disorganica e i due punti a inizio periodo, invece di
organizzare e gerarchizzare le informazioni, contribuiscono a confondere le parti della frase.
(29) Io farò così: cioè andrò a Splügen sei giorni, e l’ultimo potrò decidere se
festeggiarlo con i miei amici, ad Arosio; o andando ad Airolo per una giornata
“extra” di sci, con un mio caro amico. (Elaborato n. 42, rr. 10-12)
Per mantenere i due punti, che in questo esempio assumono un valore illustrativo, è
innanzitutto necessario togliere il connettivo cioè che oltre ad essere superfluo appesantisce il
periodo. Inoltre ciò che segue i due punti, che vuole essere un elenco di tutto ciò che l’allievo
farà durante le vacanze, risulta mal organizzato.
Si propone pertanto di sostituire la congiunzione e con la congiunzione mentre; in tal modo
risulterà più chiara la differenza tra il primo momento delle vacanze e il secondo momento.
27
Paola Arduini
Il complemento di compagnia con un mio caro amico inserito a fine frase provoca un effetto
di “aggiunta” che mal si amalgama nell’architettura del periodo. Si suggerisce pertanto di
inserirlo come inciso, tra andando ad Airolo e per una giornata “extra” di sci.
(29b) Io farò così: andrò a Splügen sei giorni, mentre l’ultimo giorno potrò decidere se
festeggiarlo con i miei amici ad Arosio o andando ad Airolo, con un mio caro amico,
per una giornata “extra” di sci.
L’ultimo esempio (30) mostra nuovamente un tentativo di istaurare attraverso i due punti un
nesso di illustrazione. In questo caso però il problema è essenzialmente di coerenza testuale.
(30) Io il Carnevale lo vivo in modo un po’ strano: mi vesto sempre, partecipo al Carnevale
del mio paese e a quello vicino (Cadempino e Lamone), questa festa non mi ha mai
entusiasmato più di quel tanto, il più delle volte lo faccio per fare compagnia alla mia
famiglia. (Elaborato n. 43, rr. 1-3)
L’affermazione iniziale Io il Carnevale lo vivo in modo un po’ strano non trova riscontro
nell’enunciato che segue i due punti. In effetti si legge mi vesto sempre, partecipo al
Carnevale del mio paese e a quello vicino (Cadempino e Lamone) ed è evidente che tali
attività rientrano pienamente nella norma di quelle che abitualmente si svolgono a carnevale
(non hanno quindi niente di strano).
La ragione di questa prima affermazione però si ritrova più avanti quando il ragazzo scrive
questa festa non mi ha mai entusiasmato più di quel tanto, il più delle volte lo faccio per fare
compagnia alla mia famiglia. Si può dunque supporre, leggendo questa seconda parte del
periodo, che l’aggettivo strano sia da connotare negativamente rispetto alla festività.
Pertanto si propone la seguente correzione che conferisce ai due punti un nesso di
motivazione.
(34b) Io il Carnevale lo vivo in modo un po’ strano: anche se mi vesto sempre e partecipo al
Carnevale del mio paese e a quello vicino (Cadempino e Lamone), questa festa non mi ha mai
entusiasmato più di quel tanto, il più delle volte la festeggio per fare compagnia alla mia
famiglia.
28
I due punti nella logica argomentativa del testo
4. Proposta di attività didattica
Gli esercizi che varranno proposti sono volti ad allenare gli allievi a un uso più consapevole
dei due punti come connettivo testuale e fanno parte della fase finale di un percorso didattico
finalizzato all’apprendimento delle congiunzioni coordinanti e subordinanti.
Alla fine dell’attività gli allievi avranno acquisito maggiore competenza nel riconoscere la
funzione dei connettivi testuali e avranno quindi allenato alcune strategie che permettono di
collegare sintatticamente le frasi o le parti di un testo.
4.1. Riflessione sugli esercizi
Entrambi gli esercizi proposti, che verranno svolti singolarmente, prevedono il
riconoscimento delle parti che costruiscono gli enunciati e dei connettivi che hanno la
funzione di collegare queste parti.
Considerando che gli esercizi fanno parte della fase finale di un’intera unità didattica dedicata
ai connettivi testuali, si è pensato di assegnare il compito con modalità individuale. In tal
modo gli allievi avranno l’opportunità di esercitare l’identificazione dei connettivi testuali, di
riconoscerne la funzione e di allenarne l’uso.
Il primo esercizio fornisce agli allievi alcune frasi le cui parti sono legate attraverso delle
congiunzioni che stabiliscono legami consecutivi, di motivazione, di specificazione, di
illustrazione e di opposizione.
È previsto che gli allievi riconoscano le singole congiunzioni e che le sostituiscano con i due
punti. In questo modo si prevede che i ragazzi possano prendere una maggiore
consapevolezza dei nessi logico-argomentativi che operano all’interno delle proposizioni e
possano comprendere che anche i due punti contribuiscono a stabilire tali nessi.
Per il secondo esercizio agli allievi verrà chiesto il ragionamento inverso. Pertanto verranno
proposte loro alcune frasi i cui nessi logico-argomentativi sono collegati dai due punti. Gli
allievi dovranno sostituire il segno di punteggiatura con la congiunzione corretta. Per
riconoscerla è quindi indispensabile che riconoscano i nessi (consecutivi, di motivazione, di
specificazione, di illustrazione e di opposizione) che legano le parti delle frasi.
29
Paola Arduini
4.2. Esercizi di verifica formativa sull’uso testuale dei due punti
Esercizio 1.
Riscrivi le frase sostituendo le congiunzioni presenti con i due punti.
1.
Lucia e Francesco hanno giocato tutto il pomeriggio ai videogiochi quindi non hanno
studiato per la verifica di matematica.
……………………………………………………………………………………………...
2.
Non uscirò di casa questa sera perché ho un forte mal di testa.
……………………………………………………………………………………………..
3.
Nel giardino vi erano moltissime specie di piante e fiori come oleandri, magnolie, azalee,
salici piangenti, betulle e mandorli.
……………………………………………………………………………………………..
4.
Alla fine del banchetto entrò il dolce più atteso cioè la torta nuziale.
……………………………………………………………………………………………..
5.
La facciata della chiesa è romantica infatti le superfici piene prevalgono su quelle vuote,
il tetto è a capanna e l’unico elemento decorativo è il rosone centrale.
……………………………………………………………………………………………..
6.
Sta piovendo quindi non puoi andare a giocare in giardino.
……………………………………………………………………………………………..
7.
Anna è molto agitata in questi ultimi mesi perché sta preparando gli esami di maturità.
……………………………………………………………………………………………..
8.
Nelle ultime settimane Riccardo non è mai in casa perché ogni minuto libero lo passa in
bicicletta.
……………………………………………………………………………………………..
30
I due punti nella logica argomentativa del testo
Esercizio 2.
Riscrivi le frase sostituendo i due punti con la congiunzione più adatta.
1. Francesca ha dimenticato di annaffiare i fiori: sono appassiti.
……………………………………………………………………………………………..
2. Alfredo ha la febbre: ieri pomeriggio è stato sorpreso da un acquazzone mentre correva in
bicicletta.
……………………………………………………………………………………………..
3. Sono arrivato in ritardo all’appuntamento: non ci siamo incontrati.
……………………………………………………………………………………………..
4. Stasera migliaia di persone seguiranno i telegiornale: verranno dati i risultati delle
elezioni.
……………………………………………………………………………………………..
5. La famiglia Rossi ha visitato moltissimi paesi del mondo: il Sud Africa, il Canada, il
Brasile, l’Argentina, l’Australia, la Nuova Zelanda e l’India.
……………………………………………………………………………………………..
6. Stefania fa parte del movimento ambientalista: non ama le pellicce.
……………………………………………………………………………………………..
7. Ed ecco entrare l’ospite più atteso della serata: la regina d’Inghilterra.
……………………………………………………………………………………………..
8. Mia zia è una paleontologa: è una studiosa che analizza gli esseri vissuti nel passato
attraverso i loro fossili.
……………………………………………………………………………………………..
9. Quello è un purosangue: un cavallo di razza frutto di una selezione.
…………………………………………………………………………………………….
31
Paola Arduini
32
I due punti nella logica argomentativa del testo
5. Conclusioni
Dall’analisi degli impieghi dei due punti nella scrittura dei ragazzi di prima e seconda media
sono emersi risultati significativi.
Più particolarmente si evidenzia che tra i 44 impieghi dei due punti rilevati all’interno del
corpus in 21 casi il segno di punteggiatura è stato sfruttato per stabilire nessi di
specificazione. In effetti gli altri rapporti identificati, consecuzione, motivazione, illustrazione
commento e opposizione hanno un’incidenza nettamente inferiore. L’analisi conferma quindi
l’ipotesi di Lala che definisce la specificazione come una funzione privilegiata dei due punti.
È facile ipotizzare che il largo uso di questa funzione del segno da parte degli appendenti è sia
dovuto alla semplicità con la quale i due punti introducono un elenco o isolano un elemento
che precisa ciò che è stato presentato in precedenza.
Inoltre, analizzando più generalmente tutti i 37 casi in cui i due punti rientrano nelle loro
funzioni fondamentali, è stata rilevata la tendenza degli allievi ad utilizzare il segno per dare
rilievo a un elemento semantico importante. I ragazzi li impiegano quindi al fine di
gerarchizzare le informazioni all’interno delle frasi.
È tuttavia ipotizzabile che gli apprendenti tra gli 11 e i 12 anni, anche quando utilizzano i due
punti in modo corretto, non siano consapevoli di stare sfruttando il segno per stabilire
determinati nessi logico-argomentativi. Pertanto, gli esempi di impiego corretto nascono della
sensibilità stilistica di alcuni allievi e non sono certamente il frutto di un uso cosciente dei due
punti secondo le loro funzioni. Questa non conoscenza produce inevitabilmente un’incidenza
abbastanza importante di esempi in cui il segno di punteggiatura è utilizzato in modo
sbagliato.
È dunque importante, attraverso la correzione mirata degli elaborati scritti o attraverso alcuni
esercizi mirati come quelli che sono stati proposti in questo Lavoro di Diploma, destinare del
tempo in classe affinché i ragazzi possano scoprire le potenzialità dei due punti come
connettivo testuale e, soprattutto, imparino a usarli con la consapevolezza di quali sono i nessi
logico-argomentativi che il segno può stabilire.
33
Paola Arduini
34
I due punti nella logica argomentativa del testo
6. Appendice
Elaborati scritti dalla classe 1A della scuola media di Gravesano.
Un ricordo legato ai carnevali passati
35
Paola Arduini
Elaborato n. 1
L’anno scorso ho festeggiato il carnevale a Manno: mi sono divertito moltissimo.
Sabato mattina io e la mia famiglia ci siamo incamminati per andare al carnevale; arrivati
siamo andati a mangiare il risotto offerto dal comune.
Durante il pranzo incontrai un amico che venne a mangiare con me.
5
Dopo mangiato uscii dal tendone e, insieme ai miei amici, andai a far scoppiare dei petardi nel
cortile; non avevo ancora finito quando, i miei genitori mi chiamarono per andare a giocare a
tombola con loro. Giocando incontrai altri amici e così, insieme, decidemmo di metterci
insieme a giocare; non è che vinsi un granché ma mi divertii lo stesso.
Verso metà pomeriggio arrivò anche il mio amico Kyle e insieme fecimo scoppiare gli ultimi
10
petardi rimasti.
Il tempo passò in fretta, furono presto le cinque e dunque sera, io dovetti andare a casa, prima
di farlo però riuscì a convincere mia mamma a far venire il mio amico a casa e a farlo stare da
me fino al giorno successivo.
Ah! Dimenticavo, durante il carnevale feci un mucchio di scherzi tipo: vermi finti nell’acqua,
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cicca finta, pastiglie di sangue finte, WC scherzer.
Facendo tutti quegli scherzi ci divertimmo un mondo anche perché la gente non se li
aspettava.
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I due punti nella logica argomentativa del testo
Elaborato n. 2
Un sabato dell’anno scorso eravamo andati in giro per Manno a raccogliere i premi per il
carnevale.
Con la musica al massimo volume sopra il furgone, il microfono che serviva a dire agli
abitanti: - Sveglia Manno, è arrivato il comitato del carnevale…- e, ovviamente noi dentro.
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Arrivammo alle prime, eravamo scesi dal furgone tutti contenti a raccogliere i premi: verso le
10.30 e le 11 arrivammo (io e Alessia) in una via abbastanza lunga e, che apparte una cosa
l’intera stradina era piena di sacchetti con dentro bottiglie di vino (perciò pesavano) alla terza
casa arrivò Davide, per fortuna perché, altrimenti eravamo “morte” sentimmo la musica del
furgone e ci andammo in contro, caricammo i premi dentro e ci avviammo verso altre vie!
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Il primo sabato delle vacanze ci fu stato l’attesissimo carnevale Re Tecet, purtroppo Alessia
non poté venire perché, ci fu un altro carnevale dove ci andrò, ma per mia fortuna c’era Laura
Ferracin che mi aiutò a distribuire i biglietti della fortuna e io vinsi un premio che non mi
ricordo cos’è.
La nonna di una mia amica mi regalò un diario della NICI molto morbido e molto
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“peluscioso”. Quell’anno mi travestii da strega.
Un mattino e un pomeriggio andati per un unico motivo il carnevale che fu l’unico carnevale
che festeggiai.
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Paola Arduini
Elaborato n. 3
Il ricordo più chiaro che ho del carnevale è stato sabato scorso. Sono andata a Lamone con la mia
migliore amica: Gloria T., ci è venuta a prendere da Manno Aline T. e dopo ci siamo andate a
preparare a casa sua. Non ci siamo travestite da niente però abbiamo messo la lacca hai capelli e ci
siamo truccate.
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Finito il tutto ci siamo avvicinate alla biblioteca di Lamone, abbiamo incontrato un po’ di gente:
Francesco L., Alessia B. e altri. Dopo un’oretta avevamo molta fame, ma preferivamo chiacchierare e
guardare quelli che accendevano i fumogeni e altro così ci potevamo preparare a scappare, dato che ce
li buttavano addosso. Ad un certo punto: Gabriele P., Nicolas G. e Francesco L. tentavano di sporcarci
con spray e schiuma, una vera “lotta”, c’erano femmine che correvano da tutte le parti, e io ero una di
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quelle. Io e delle mie amiche andammo allora su in paese, lasciammo Gloria T. nelle grinfie dei
maschi. E così tutta la giornata passò velocemente. Fine.
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I due punti nella logica argomentativa del testo
Elaborato n. 4
Lo scorso Carnevale fatto a scuola mi fui travestito da carcerato. Alla mattina, dopo colazione, mi
travestii e andai a scuola.
Arrivato entrai in classe e mi sedetti al mio posto. Osservai i miei compagni che forte vestiti, ci fu di
tutto: maghi, poliziotti, pompieri, streghe, mostri, fantasmi, fate e chi non si fu vestito da niente o solo
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pitturato i capelli. Il maestro non fu ancora arrivato e io e dei miei amici gli mettemmo, sulla sedia,
una specie di cuscino gonfiabile che quando gli carichi peso fa il rumore di una scorrengia. Arrivato, si
sedette e scorrengiò, tutti ci mettemmo a ridere. Il resto della mattinata la passammo a ginnastica e in
classe a fare cose noiose. Quando suonò il campanello andammo a pranzo facendoci scherzi del tipo:
vermi finti nel mangiare, cicche che quando le toccavi prendevi la scossa,… Finito pranzo andammo
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nel cortile a giocare; poi vemmo chiamati per vedere uno spettacolo noiosissimo. Ritornammo in
cortile a lanciarci i coriandoli e a divertirci. Il pomeriggio passò in fretta e presto fu il momento di
andare a casa.
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Paola Arduini
Elaborato n. 5
L’anno scorso sono andato al Carnevale di Manno alla mattina. Arrivati cercavo mio cugino per
giocare, dopo averlo trovato siamo andati a giocare assieme. A mezzogiorno siamo entrati a mangiare
poi uscimmo di nuovo a giocare e verso le 3.00 siamo entrati per la tombola, quando abbiamo finito la
tombola subito dopo c’è l’estrazione di chi voleva i bastoni di hockey dell’Ambrì e del Lugano.
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Nel Carnevale alle scuole elementari alla mattina facevamo scuola e al pomeriggio quello che
volevamo.
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I due punti nella logica argomentativa del testo
Elaborato n. 6
Non ricordo bene tutto, alle scuole elementari (mi pare in quarta) quando abbiamo festeggiato il
Carnevale è successo un po’ di tutto.
Io mi ero vestita da cuoca con il berretto in testa, un camicione e dei pantaloni bianchi.
Verso ricreazione abbiamo (io e i miei compagni) potuto divertirci, con i nostri abiti da travestimento,
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a correre qua e là per lo spazio aperto del giardino scolastico.
Io mi stavo divertendo con le mie amiche tra gli alberelli a giocare a questo e a quello (gli adulti, cioè i
maestri, ci avevano dato appunto mezz’ora per avere un po’ di svago).
Un bambino di un’altra classe, ha dovuto però vedersela con il bidello della scuola, perché aveva
imbrattato di spray un muro.
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Quindi, con una spazzola e un catino pieno di acqua, ha dovuto smantellare dalla parete il pasticcio.
Ultimata la “punizione” è potuto andare con i suoi compagni a mangiare le chiacchiere (tipi di frittelle
molto fini con sopra lo zucchero a velo).
Qui alle scuole medie da cosa mi vestirò? Mi vestirò da strega con: una parrucca nera a meches rosse,
un cappello nero, una maglietta e una gonna… nere!
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Paola Arduini
Elaborato n. 7
Era l’anno scorso, nel 2010, ogni classe aveva un “compito”. La “mia” classe s’è vestita da bobbista
altre invece di altri sport invernali. Era proprio il giorno delle olimpiadi invernali di Vancouver. Tutta
la scuola è andata a fare il giro di Lamone, naturalmente eravamo travestiti. Io, per fare la bobbista,
avevo dei leggins, un berretto rosa, una maglia lunga e un paio di scarpe. Quando siamo tornati
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indietro, la 5°A, cioè la “mia” classe, abbiamo trovato una sorpresa: era nato un pulcino! L’abbiamo
chiamato Vancouver perché è nato il giorno delle olimpiadi invernali di Vancouver. Ah! La 5°A aveva
le uova di pulcini. Più tardi, abbiamo pranzato, abbiamo mangiato la pasta al ragù: che buona!
Dopodiché siamo usciti fuori a giocare con i coriandoli, stelle filanti,… Abbiamo anche fatto dei
giochi tutti insieme. Era un giorno magnifico, anzi, straordinario e speciale.
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I due punti nella logica argomentativa del testo
Elaborato n. 8
Io ho due ricordi riguardanti al Carnevale.
Due anni fa alla scuola elementare ci siamo travestiti da tamburini, e la maestra di attività creative ci
ha dato un nome: I TAM TAM, che brutto nome. È arrivato il giorno della sfilata: CHE BELLO!
Abbiamo discusso sui ritmi da fare, e in città si sentiva solo il nostro “chiasso”. La gente intorno
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batteva pure le mani era molto entusiasta. Alla sera, quando siamo tornati a casa, ho trovato coriandoli
dappertutto, anche dentro le mutande! Per fortuna non abbiamo fatto la tombola (come ogni anno).
L’anno scorso invece, la maestra di attività creative ci ha obbligati a travestirci da palloncini: CHE
BRUTTO!! Avevamo fatto anche dei cappelli a forma di fungo che non mi piacevano affatto.
Quell’anno non mi sono divertita per niente. Avevo i coriandoli che pizzicavano e i palloncini che
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sbattevano da tutte le parti. Poi alcuni maschi si divertivano a scoppiare i palloncini. Tornati a casa mi
sono fatta una doccia (con i coriandoli che svolazzavano da tutte le parti. Sapete che giorno era questo
“giorno
da
incubo”?
Era
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il
mio
compleanno!!!
Paola Arduini
Elaborato n. 9
L’anno scorso all’elementari c’è stato un carnevale era molto bello e ogniuno aveva un vestito bello.
Al mattino facevamo scuola, a mezzogiorno tutti a mangiare una buona pasta e al pomeriggio
facevamo quello che volevamo, io e tutti i miei amici giocavamo a calcio e circa alle due i nostri
maestri ci anno chiamati a anno offerto un buon gelato più precisamente un ghiacciolo dopo un po’
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ancora a giocare a calcio. Verso le tre la merenda, c’era di tutto: cips, carote, torte, salatini, biscotti,
coca, tè freddo, sprite (gassosa), ecc.
Agli ultimi cinque minuti siamo rientrati in classe e abbiamo salutato i nostri pulcino, uno si chiamava
Vancouver perché è nato il giorno delle olimpiadi, l’altro Valentino perché è nato a San Valentino e
l’altro Patrick perché è arrivato un nuovo companio che si chiama Patrik.
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È stata una bella esperienza allevare i pulcini tanteche che quando li abbiamo dati via mi dispiaceva
molto.
Invece al carnevale è stato bello e mi è piaciuto molto giocare tutto il giorno a calcio con i miei amici.
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I due punti nella logica argomentativa del testo
Elaborato n. 10
L’anno scorso, quando frequentavo la 5°A, i maestri della scuola Lamone-Cadempino avevano
pensato di farci travestire da persone che praticavano uno sport dei Giochi Olimpici. La mia classe era
travestita da snowbordisti. Questa idea degli insegnanti a me non piaceva molto: avevo già acquistato
il vestito da pagliaccio…
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Alla mattina abbiamo fatto scuola normalmente, verso mezzogiorno siamo scesi nell’altrio e abbiamo
mangiato i maccheroni. Proseguimmo giocando a tombola, che sfortunatamente e come tutti gli anni
non ho vinto niente, finito di giocare eravamo andati in un pese a sfilare: ero così insoddisfatta di
questo carnevale che non avevo neanche comprato i coriandoli.
Mi facevano male i piedi dal grand camminare.
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Mi ero dimenticata di raccontare che, nello stesso giorno, era nato Vancouver: il piccolo pulcino
allevato dall’intera classe. Verso le 16:00 sono tornata a casa un po’ dispiaciuta a causa della giornata.
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Paola Arduini
Elaborato n. 11
L’anno scorso, sono andato al carnevale Nebbiopoli (a Chiasso), mio fratello era travestito da
“svizzera” (la bandiera) e io da “dj”.
Siamo partiti da casa di mia nonna, a Balerna alle undici in macchian per trovare posteggio e il posto
per guardare il corteo.
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Verso mezzogiorno sono passati i carri e in uno dei carri (adesso non mi viene più il nome), c’era mio
zio che era travestito da poliziotto (visto che era l’anno in cui hanno cambiato la divisa) e mia cugina
da “uva”.
Poi verso le sedici siamo andati.
Io dai miei nonni e mio fratello a casa.
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La mattina seguente, con i miei nonni sono andato al carnevale di Lugano e ero travestito da sciatore,
siamo stati a mangiare, poi, siamo andati a comprare una pistola a piombini.
Dopodiché siamo andati a fare una gita lungo il lago e dopo a visitare il parco Ciani.
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I due punti nella logica argomentativa del testo
Elaborato n. 12
Nel Carnevale scorso (nel 2010) con la scuola visto che il Carnevale era nello stesso periodo delle
olimpiadi tutta la scuola si è travestita da atleti di alcuni sport invernali: slittino, bob, hockey, sci… .
Tutti abbiamo portato le cose che servivano per trarvestirsi. La nostra classe si è travestita da slittisti.
E, alla mattina siamo arrivati in classe con dei sacchetti o delle borse perché avevamo tutti i nostri
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costumi. Le prime ore del mattino abbiamo fatto lezione normalmente.
Dopodiche un bel pranzetto a base di maccheroni con i formaggio, con il sugo o normali per riempire
le nostre pance, un po’ di giochi organizzati dai maestri (sempre legati agli sport delle olimpiadi).
Siamo andati a cambiarci e poi via con il nostro “superslittino”, dopo qualche centinaia di metri alcuni
di noi si staccarono e arrivarono al vertice della parata.
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Dopo aver fatto il giro di Lamone siamo rimasti a scuola ad attendere la campanella.
Poi tutti a casa, Buone vacanze a tutti.
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Paola Arduini
Elaborato n. 13
L'anno scorso quando anda al Carnevale di Bedano con il mio amico Andrea C., non eravamo
travestiti ma avevamo qualche bombetta da fare esplodere, sull al parco abbiamo incontrato altri amici
che ci aspettavano.
Dopo che abiamo fatto esplodere un paio quando due ragazzi che avevano cquatordici circa anni
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cominciavano a lanciarci delle palle di neve con dentro dei pettardi, noi ci eravamo nascosi dietro una
roccia ad aspettare che finisero le loro munizioni.
Quando le avevano finite, noi siamo usciti avevamo fatto finta di tirare una palla di neve con dentro un
mefisto manna.
E dalla paura se la sono svignata con la coda tra le gambe, e poi abbiamo continuato a far andare i
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pettardi fino a sera.
Penso di questo carnevale che era un pocchetino scopietante!
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I due punti nella logica argomentativa del testo
Elaborato n. 14
Tra i passati quello che è stato più bello è stato l'anno scorso nei Grigioni italiano (a Roveredo) a la
Lingera mi sono divertito molto perché è tutto ben organizato, e il risotto era buono.
Poi verso il pomeriggio c'è stato il corteo, e è stato bellissimo, perché nessuno aveva provato a
spraiarci addosso e tutto si è concluso in allegria.
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Dopo mezzora abbiamo fatto un grande concerto, ma dopo due canzoni l'amico di mio papà ciòè il re
di quel carnevale, mi regalò la pins della Lingera, a me e ha mia sorella. Poi dopo qualche canzone
mio papà mi spiegò la fortuna che abbiamo a avere quella pins della Lingera.
Con tanta felicità siamo partiti tormentati dal sonno per andare a casa a dormire.
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Paola Arduini
Elaborato n. 15
Io normalmente, festeggio il Carnevale.
E mi ricordo ancora bene il Carnevale da due anni, ero travestito da Spongebob, un cartone animato.
Tutto iniziò un mese prima, quando io e mia mamma dovevamo costruire il costume; per fortuna era
appena arrivato per posta il cibo per cani cioè uno scatolone gigante.
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Il giorno dopo allora, abbiamo iniziato a fare prima due buchi per gli occhi e dopo questo abbiamo
pitturato tutta la scatola, con ogni piccolo dettaglio, era difficilissimo e ci abbiamo messo tanto tempo.
Alcuni giorni dopo a Lamone era Carnevale e il costume di Spongebob era terminato.
La fatica si era renduta, ebbi fatto il secondo posto alla sfilata per i costumi migliori.
Dopodichè c'era la tombola è durata tanto ma vincessi la quintina e mio papà la tombola.
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Alla sera siamo tornati a casa con due premi e un buono per la Crai.
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I due punti nella logica argomentativa del testo
Elaborato n. 16
Ero in seconda elementare, alla mattina siamo già arrivati vestiti, io da poliziotta e avevo anche la
pistola, la radiolina, il fischietto e altre cose. Poi avevamo subito ginnastica e potevamo giocare a
quello che volevamo, io ho appoggiato tutte le cose in un angolo e poi ho giocato con Antonella con
una pallina. Alla fine dell'ora quando dovevo riprendere le mie cose c'era li Andrea che me le stava
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rompendo tutte, è rimasto intero solo un telefonino di plastica. Poi abbiamo mangiato tutti insieme il
risotto ed era buonissimo, intanto che mangiavamo continuavamo a chiacchierare e a farci gli scherzi
tipo chiedevamo al vicino se voleva lo zucchero nell'acqua a lui diceva di si però dentro lo zucchero
c'era un ragno di plastica che quando lo zucchero si scioglieva usciva il ragno e si spaventavano. Chi
aveva finito di mangiare poteva uscire a giocare. Io ero uscita con Antonella e con altre mie compagne
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e stiamo state fuori un po' poi siamo andati tutti a guardare un teatro di pinochio ed era davvero bello.
Poi siamo di nuovo usciti a giocare e andavamo in giro a buttare coriandoli (soprattutto ai maestri) e
poi è arrivato un bambino e ci ha strappato via i sacchetti di coriandoli e li ha buttati nel gabinetto.
Allora dopo abbiamo cambiato gioco e abbiamo giocato con una palla, ma poi è arrivato Andrea e mi
ha picchiato. Allora abbiamo ancora cambiato gioco e abbiamo creato una capanna sotto un'albero e ci
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siamo divertite molto, poi abbiamo preso dei fogli da disegno e abbiamo cominciato a disegnare le
maschere dei bambini che che ci piacevano di più, a me piaceva tantissimo la maschera di una ragazza
che era vestita da pavone, però da disegnare era difficile. Poi siamo entrati in classe, e sono arrivati i
genitori. Io quando sono arrivata a casa ero piena di coriandoli. Quel carnevale non mi è piaciuto per
niente.
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Paola Arduini
Elaborato n. 17
Io festeggio sempre il Carnevale, anzi ne festeggio due uno a scuola e uno a Lamone. L'anno scorso a
Lamone mi ero vestita da biscotto. Al Carnevale di Lamone c'è sempre il risotto, la sfilata con la
premiazione delle tre maschere migliori e la tradizionale tombola.
Quella mattina mi ero svegliata con una pioggia fittissima. Visto che la “risottata” era all'aperto io e la
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mia famiglia abbiamo optato per mangiare a casa. Finito di pranzare io volevo andare alla sfilata per
vedere le maschere. Allora anche se pioveva siamo andati al Carnevale. Arrivati sul piazzale abbiamo
scoperto che la sfilata si teneva all'interno in una piccolissima sala dove eravamo strettissimi.
C'erano maschere molto belle: una bambina si era vestita da pavone mentre un'altra da folletto.
C'erano anche i classici vestiti da principessa e da pirata. Pensavo che vincere sarebbe stata un'impresa
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impossibile. Dopo aver sfilato sotto la giuria per cinque minuil premio (deti ci siamo messi ad
aspettare la premiazione e... al terzo posto la maschera da biscotto!! ho annunciato la giuria. Ero
contentissima. Per andare a ritirare il premio (dei buoni per il negozio CRAI) mi sono fatta largo tra la
folla che spingeva per andare a ritirare il premio di consolazione. Finita la sfilata ha smesso di piovere.
Sono rimasta sul piazzale a giocare a tombola.
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In palio c'erano magnifici cestoni pieni di pietanze.
Ad un certo punto avevo tutta la cartella della tombola piena, mi mancava solo il numero ottanta.
Dopo alcuni minuti di suspence hanno detto il numero che mi mancava e io ho urlato: - Tombola! -.
sono tornata a casa con tre bei buoni e un grosso cestone, che naturalmente avrei diviso con la mia
famiglia.
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Che magnifica giornata è stata!
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I due punti nella logica argomentativa del testo
Elaborato n. 18
Ogni carnevale tranne questo vado in Argentina a Mar Del Plata vicino a Buenos Aires. L'anno scorso
siamo partiti un giorno prima delle vacanze di carnevale.
Abbiamo preparato le valigie e siamo partiti. Quando siamo atterrati all'aeroporto di Madrid.
Dovevamo aspettare tre, quattro ore prima di decollare ancora. Allora sono dovuto andare in bagno.
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Quando sono uscito mi sono perso perché l'areoporto era immenso. Mi sono disperato quindi non mi
ero accorto che poco più in là c'erano i miei genitori. Siamo imbarcati e dopo tredici ore di viaggio
siamo atterrati a Buenos Aires. Poi siamo andati in albergo dove ci aspettava mia nonna. Il giorno
dopo siamo partiti in automobile per Mar Del Plata. Alcuni miei amici erano davanti alla casa di mia
nonna. Quel giorno faceva molto caldo allora siamo andati in spiaggia. Il giorno seguente visto che di
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fianco alla casa c'è una grossa piazza strapiena di giochi, abbiamo noleggiato un go kart e abbiamo
fatto il giro della piazza, ci siamo presi un po' di zucchero filato e siamo tornati a casa. Un giorno
siamo andati in spiaggia con dei miei amici, abbiamo giocato per un po' a una specie di squash ma con
delle palline da tennis e delle racchette in legno però ora non mi viene in mente il vero nome. Poi
siamo andati in acqua a giocare con la palla anche se c'erano delle onde che facevano paura. Un altro
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giorno siamo andati da degli amici e abbiamo fatto il bagno in piscina, poi abbiamo giocato a calcio
con molti ragazzi. Alla sera siamo andati siamo andati dentro e abbiamo mangiato costine come le
fanno solo lì. Dopo mangiato abbiamo fatto il torneo di ping-pong con tutti gli adulti e ci siamo
divertiti un sacco. Il giorno dopo siamo andati a comprare dei vestiti. Mi sono preso una cuffia della
quicksilver e altre cose. Due giorni dopo siamo dovuti partire! Il viaggio di ritorno fu più breve. Siamo
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arrivati a casa verso mezzogiorno e il giorno dopo siamo tornati, purtroppo a scuola.
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Paola Arduini
Elaborato n. 19
Dei miei tanti carnevali ho scielto due racconti, perché quelli di tanti anni fa non me li ricordo.
Il primo:
L'anno scorso a scuola ci siamo vestiti da discipline olimpioniche tipo bobbisti, sciatori,... Poi
avevamo fatto un piccolo corteo nel paese di Lamone con tutta la scuola.
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Dopo avevamo mangiato la pasta al ragù che era molto buona, dopo mangiato eravamo usciti a giocare
non stelle filanti e coriandoli, ci eravamo divertiti molto. Quel giorno era anche abbastanza caldo,
quindi non dovevamo mettere la giacca. Dopo ci hanno chiamati a fare dei giochi molto divertenti per
esempio c'era lo sci a tre sull'erba, l'uni hockey... Dopo aver finito tutti i giochi eravamo andati tutti a
mangiare i dolci fatti dalle mamme.
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Il secondo:
è sempre l'anno scorso. Ero andata al Rabadan a Bellinzona. Ormai ci vado da quando sono piccola e
mi piace moltissimo. Comunque ero andata vestita da pop star c'era già molta gente perché come ogni
anno eravamo arrivate in ritardo ma avevamo subito trovato posto io e mia sorella. I carri erano
bellissimi e c'era anche tanta musica peccato che faceva molto, ma molto freddo. Mentre mia zia
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Nadia andava a prendere le piadine passò un carro che buttava giu coriandoli argento. Quando mia zia
tornò con le piadine, arrivò un carro troppo grande e dunque non ci passava ma dopo molte manovre
riusci a passare. Di solito c'erano più o meno cinquanta carri e erano tutti molto belli ma visto che
faceva freddo non gli avevamo visti tutti. Non siamo mai riusciti a vederli tutti, ma spero che
quest'anno riusciremo a vederli tutti.
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I due punti nella logica argomentativa del testo
Elaborato n. 20
Un ricordo di un carnevale è che eravamo alle elementari e ogni anno, a carnevale. Io festeggiavamo
giocando con i coriandoli, o a fare quello che volevamo. Però al mattino si lavorava e se avevamo
ginnastica si giocava a quello che si voleva. Noi lo chiamavamo “il gioco libero”. Io, a fare il gioco
libero, ero quella che si divertiva di più! Pero una volta avevo il braccio rotto e avevamo ginnastica, e
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li non ero più io quella che si divertiva di più di tutti. A Carnevale, a pranzo di solito mangiavamo il
risotto con la luganiga ed era scuisita BRAVI CUOCHI! Dopo pranzo si giocava con i coriandoli, e
quando arrivavo a casa ero piena di coriandoli. Una volta, un mio compagno, si era comportato male
perché aveva buttato i coriandoli di una mia amica nel gabinetto. Quindi non li avevamo ripresi, primo
erano tutti bagnati, secondo non sarebbe stato bello prenderli da quel posto, poi di sicuro qualcuno li
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avrà presi. Apparte quel momento tutti i carnevali erano bellissimi! Uno scherzo: A Giacomo il mio
maestro delle elementari, avevamo fatto uno scherzo: metterli un sacchetto di quelli che se ti siedi
sopra scoreggiano, sulla sedia con sopra qualcosa solo che non è funzionato. A me invece mio fratello
una volta mi ha fatto uno scherzo, quello di togliermi la sedia e poi di farmi sedere così io ero caduta
per terra.
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Paola Arduini
Elaborato n. 21
Io il Carnevale lo festeggio sempre, ogni anno (a scuola). Lo scorso anno mi sono vestita da “pilota da
slittino”. Abbiamo fatto il giro di Lamone: tutta la scuola. Avevo indossato un casco e una tuta da sci,
faceva un po' caldo perché quella giornata il sole splendeva brillante. Erano le dieci e venti quando
siamo ritornati a scuola per fare la ricreazione un po' più lunga del solito, poi finita la pausa siamo
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entrati nella scuola (nell'atrio), per mangiare i maccheroni al pomodoro, erano buonissimi e dopo ci
hanno dato anche il desert: il gelato alla fragola. Poi, dopo aver digerito quei maccheroni e il gelato,
abbiamo giocato alla tombola, io ho vinto una penna e un quadernetto. Mi sono divertita tanto.
Avevamo fatto due giri, quasi metà scuola aveva vinto qualcosa. Verso le due e mezza abbiamo
formato dei gruppi a sei e i capi di tutti questi gruppi dovevano andare a cercare per tutta la scuola una
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medaglietta, il capo che la trovava vinceva dei cioccolatini che poi venivano divisi a tutto il gruppo.
Poi abbiamo fatto tipo una caccia al tesoro con degli indizzi che portavano al tesoro, abbiamo cercato
per tutto il cortile della scuola. Però verso la fine il direttore ha distribuito come premio di
consolazione a tutti una matitina con una gomma da attaccare.
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I due punti nella logica argomentativa del testo
Elaborato n. 22
Ogni carnevale lo festeggio sempre allo stesso modo. L'anno scorso mi sono vestito da atleti di slittino,
abbiamo fatto il giro di Lamone vestiti così, a casa avevo lo skate che mi serviva per fare andare lo
slittino sull'asfalto. Invece sabato sono andato a festeggiarlo con dei miei amici, è stato divertente!
C'era molta gente, abbiamo fatto scoppiare tante bombette. Io non mi sono vestito ma mi sono
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pitturato i capelli con i colori della mia squadra preferita che sono rossi e neri. A pranzo avevo
mangiato il classico risotto con luganiga.
Era molto buono!
Poi al pomeriggio erano arrivati altri miei amici e amiche che erano:
Ilaria, Gloria, Arianna, Valentina, Aline, Alessandro, Nicolas e Gabriele.
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Verso le quattro del pomeriggio erano arrivati altri ragazzi con altre bombette più potenti, perchè
erano più grandi e loro potevano comprare botti più pericolosi.
Alla fine non c'era più nessuno allora io e i miei amici ci siamo seduti e abbimo parlato. Alla sera mi
sono fatto la doccia e me ne sono andato a letto perché ero molto stanco.
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Paola Arduini
Elaborato n. 23
Ero in viaggio per Venezia, la città del Carnevale. La ragione per cui stavo andando lì, era perché si
sarebbe svolta la gara italiana con tremila partecipanti.
Arrivata mi sono diretta con i miei compagni di CO verso l’albergo.
Mangiato qualcosa con Viviana e la sua famiglia siamo partiti per esplorare la magnifica città. In ogni
via c’era almeno un negozio di maschere e souvenir.
Mi sarebbe piaciuto venire nel periodo in cui si festeggia il Carnevale.
Girata la città ci siamo diretti al molo per farci un giro in gondola e imparammo molte abitudini
veneziane. La sera fu il momento più bello del finesettimana.
Tutta la città si illuminò di mille luci. Insieme a cinque miei compagni (senza adulti) siamo andati a
mangiare nel ristorante sotto l’albergo. Tra chiacchere e risate la cene finì: andammo nella stanza del
mio compagno a giocare a carte. Ma dopo che due persone (fratelli) sfondarono il letto saltandoci
sopra, decidemmo di andare a fare una passeggiata. Cosò per rinfrescarci della calda atmosfera di
Venezia ci prendemmo un gelato. Finito il gelato e la passeggiata tornammo all’albergo per preparaci
alla gara del giorno dopo. Ci svegliammo di buon ora, ci cambiammo e andammo a fare colazione.
C’erano già tutti. Dopo aver mangiato mi avviai verso il centro gara.
Partita riuscì a recuperare tante mie avversarie. Nello sprint finale con il massimo dei tifi finì la gara.
Tornai all’albergo e mi feci la doccia. Poi andai a mangiare con le miei amiche. Fatta la valigia ci
siamo avventurate nell’immensa città per andare al ritrovo da dove saremmo partiti. Sola arrivate al
grande ponte Rialto c’eravamo già perse. Per fortuna trovammo i Gaia e li seguimmo. Arrivati al
Piazzale Roma aspettammo gli altri. Pensai che in futuro sarei potuta tornare in quella fantastica città.
Lunedì scoprì di essere arrivata undicesima su centoquarantatre partecipanti della mia categoria.
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I due punti nella logica argomentativa del testo
Elaborati scritti della classe 2E della scuola media di Gravesano.
Presenta il tuo rapporto con il Carnevale: cosa ti piace e cosa invece non ami di questa festa?
Parteciperai ai festeggiamenti? Più generalmente, come passerai queste vacanze?
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Paola Arduini
Elaborato n. 24
Io solitamente non festeggio mai il Carnevale ma vado sempre in montagna a sciare una
settimana. Quest'anno però non andrò via ma rimarrò a casa per questo ne approfitterò per
andare a divertirmi con i miei migliori amici al Carnevale di Arosio. Sono già andato a molti
altri carnevali e sempre mi sono divertito scoppiando petardi e lanciando coriandoli
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dappertutto. Ad Arosio sono già pronti ad avviare la festa, il capannone è pronto ed è fornito
di un grande palco per la commedia che ogni anno cambia argomento solitamente tutti belli ed
entusiasmanti. Sono molto sicuro che domenica mi divertirò moltissimo; non mi vestirò in
modo speciale ma con i vestiti che indosso ogni giorno. I miei amici che partecipano sono:
Andrea, Ilario, Giulia, Arjuna e magari anche Manuel, non siamo moltissimi ma abbastanza
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per divertirci e ubriacarci... … di coca-cola e té freddo. Non so ancora bene come sarà anche
perché al Carnevale di Arosio non ci sono mai andato, ma da come lo descrivono i miei amici
sembra molto bello e particolare. Non so se alla fine andremo in giro tutti assieme ma anche
solo in due o tre ci si può divertire parecchio; sono molto curioso di vedere i travestimenti di
quelli più pazzi come un mio amico più grande di me di qualche anno. Metto la mano sul
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fuoco che ci saranno più di dieci travestimenti da pagliaccio e che più della metà dei costumi
mi piaceranno da morire. Ci saranno molte persone che balleranno ubriache e altre sobrie. Per
finire un bellissimo motto: A CARNEVALE OGNI SCHERZO VALE.
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I due punti nella logica argomentativa del testo
Elaborato n. 25
Un paio di anni fa, a me non piaceva il carnevale perché non sapevo mai da cosa travestirmi.
Ora il carnevale mi piace perché, anche se non mi travesto, trovo che sia un periodo
divertente, possiamo trovarci tutti insieme, trovare nuove amicizie, far cose che non faremo
mai negli altri giorni (d esempio travestirci, far scherzi,...) e magari, se va bene, trovare il
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ragazzo perfetto!
Volevo partecipare al carnevale di Bironico, anche se mio fratello più grande dice che ci sono
tanti ubriachi e pervertiti, ma non so se crederci, bho?!
Di solito vado al carnevale campestre e quelli vicino con i miei amici o parenti.
Il bello dei carnevali e che è tutto così colorato e la maggior parte delle persone diventano
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fuori di testa, ad esempio: conosco un ragazzo che durante i carnevali si veste sempre in modo
originale e spinge tutti a far cavolate oppure un altro ragazzo si ubriaca e si “limona” tutte le
ragazze.
Secondo me, anche se il tempo è brutto (e a me non piace quando è brutto) il carnevale lo
rende divertente. Il carnevale sembra un po' un periodo lungo di Street Parade.
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Durante queste vacanze, di solito, vado in vacanza in Italia, che trovo bello perché lì
festeggiano e durante le notti posso anche andare a fare una passeggiatina lungo il mare, ma
preferisco il mio bel paesino, che è sempre tutta tranquilla in una conca tra Mugena e
Fescoggia, ma quando c'è il carnevale diventa tutta bella illuminata e con la musica a tutto
volume, arrivano anche tantissime persone e vengono anche amici di Lamone-Cadempino che
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di solito
dicono che lassù (“in culo ai monti”) non succede niente!
Al carnevale di Gravesano, qui a scuola, mi vestirò d'ape con un completo toutù giallo-nero
ho po' paura a metterlo perché non metto mai la gonnellina e quindi mi vergognerò, ma
intanto sono con la mia Giulia quindi saremo in due!
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Alla fine quello che scrivo è che penso che il carnevale è forte!
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Paola Arduini
Elaborato n. 26
Questa festività è la mia preferita. Mi piace perché: le persone possono esse chiunque e
possono travestirsi come vogliono, sono felici e pieni d'energia. Sono dei giorni di festa in cui
tutti possono divertirsi; purtroppo io sono ancora troppo piccola e quindi mi limiterò ad
andare a quelli dei paesi più vicini ovvero: prima ad Arosio, sabato a Vezia il sabato prima
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che comincia la scuola a Cademario.
Il carnevale d'Arosio non è molto bello, è posso, perché i giovani vanno in altri carnevali
come quello di Bellinzona ecc., invece quello di Vezia è un po' meglio e quello di Cademario
è bellissimo perché vengono tante maschere e costumi, gruppi, singoli, … di ogni tipo.
Ma non saranno mai belli come quelli di Bironico!
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Io penso che anche se il carnevale non è il massimo ma la compagni è ottima, come la mia,
allora il divertimento è garantito!
Quest'anno andrò a questi carnevali ovviamente con l'Arjuna e anche con Ilario, Andrea S.,
Gregory,... e penso che ci divertiremo!!
Mi vestirò da ape con l'Arjuna mentre gli anni precedenti mi ero travestita da coniglietto cosa,
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pipicalzelunghe e carcerata (tutti quelli che mi ricordo).
Non sono mai andata a vedere dei carri perché la trovo una cosa noiosa.
La cosa che mi piace di più in assoluto sono i travestimenti originali e di ogni genere.
La parte che penso che non piaccia a nessuno sono le risse provocate da persone che non
capiscono il senso della festività: l'allegria, la gioia, ecc. non l'ira istigata dall'alcol.
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Ma purtroppo ogni anno succede qualcosa.
È anche per questo motivo che i mie genitori non mi lasciano andare ai carnevali grandi come
quelli che ho citato prima.
Dopo i carnevali, durante le vacanze, penso che andrò in giro con Arjuna a Lugano, farò i
compiti ma soprattutto dormirò... per riposarmi!!
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I due punti nella logica argomentativa del testo
Elaborato n. 27
A me il carnevale piace molto, adoro vedere il corteo dei carri! Ogni anno mi diverto a lasciar
andare la fantasia e trovare sempre nuovi costumi. L'anno scorso mi sono vestita da gatto,
quest'anno mi vestirò da piratessa.
Il mio costume sarà formato da una maglia bianca, un gilet marrone e una gonna nera con
5
delle strisce verdi. In testa metterò una bandana rossa e nera e mi pitturerò i capelli d'argento.
Venerdì 4 marzo, fra qualche giorno, festeggeremo il carnevale a scuola.
Al mattino ci saranno le lezioni normali, a mezzogiorno un buon risotto caldo!
Insieme alle maestre di arti plastiche, al pomeriggio, faremo dei giochi. Sabato io e la mia
famiglia andremo al carnevale di re TECET (quello di manno). Lì mangerò il risotto, giocherò
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a tombola e andrò in giro a chiacchierare con le amiche. Domenica andrò a vedere i Rabadan
a Bellinzona venerdì andrò a Tesserete, perché faranno: il palo della cucagna per i bambini,
uno spettacolo (che cambia ogni anno) e tanti altri intrattenimenti per bambini e ragazzi.
Sabato si concluderanno le festività con il corteo di Tesserete! Negli altri giorni – quando non
sarò in giro a festeggiare – farò i compiti, guarderò la tele, giocherò, …
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Come dicevo all'inizio a me piace molto il carnevale, spero che quest'anno faccia bel tempo!
A lei piace il carnevale? Cosa farà nelle vacanze?
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Paola Arduini
Elaborato n. 28
A me della festa di carnevale mi piace andare in giro con i miei amici vestiti e fa fare cavolate
a tutto spiano, e scoppiare le bombette. Questa festa a me piace perché ci si può divertire tutti
insieme e fare cavolate e vedere gli amici con su vestiti sempre diversi. Non mi piace a volte
perché ci sono certi che non si vestono, ci scoppiano le bombette addosso e altre cose. Ci sono
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feste dove non ci voglio andare perché in certi posti dove si sa già che succedono casini, pieno
di ubriaconi ecc. Poi ci sono quelle normali dove ci vado molto volentieri. Io le feste di
carnevale le passerò solo con i miei amici e la mia famiglia in giro ha divertirci. Il bello del
carnevale è che quasi sempre in tutti i tendoni dove c'è un palco dove si può salire a ballare e
cantare. Mi piace molto!
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L'unica cosa che mi dispiace è quando vedo quelli che vengono a rompere specialmente a noi
femmine che poi succedono risse quasi sempre. Io se vado ballo quasi sempre quando sono a
delle feste. Io mi vesto da cow girl, rapper assurda o da polizziotta-pompiere sexy o altre cose.
Se non vado ad un carnevale io e tanti miei amici ci vestiamo e andiamo in giro vestiti a
divertirci come dei pazzi. Ci sono certe persone che non capiscono il senzo della festività, tipo
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vestirsi, fare scoppiare bombette, divertirsi, fare cavolate ecc., non ubriacarsi dal punto di
arrivare in coma etilico o picchiarsi. A carnevale ogni scherzo vale, ci si deve divertire come
facciamo io con i miei amici.
Senza di loro non c'è divertimento. A lei piace il carnevale?
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I due punti nella logica argomentativa del testo
Elaborato n. 29
A me il carnevale piace molto perché è tutto colorato e perché non si sta chiusi in casa ad
annoiarsi, ma ci sono cose che non mi piacciono: i petardi, la schiuma da barba, quei
vermicelli colorati da spruzzare e la musica. Nonostante questo il carnevale lo festeggio tutti
gli anni. Di solito vado a quello di Lamone, a quello della scuola e guardo i carri del Rabadan
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in televisione.
Quest'anno quello di Lamone si è svolto il 26.2. È stato bellissimo, sono stata con la Chiara, la
sua famiglia, il Fabio e la mia famiglia. Abbiamo riso, giocato e fatto la sfilata delle maschere
(era per bambini ma siamo andate comunque) e non abbiamo vinto (ha vinto un fungo, shrek
ed Et). C'è stato un momento dove dei ragazzi della nostra età, che accendevano i petardi e li
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buttavano o nei cestini o li mettevano nelle lampade del parco. Ho anche giocato a tombola
ma come sempre mi mancava uno o due numeri per fare tombola o quintina ma o non
venivano mai su o qualcuno urlava tombola o quintinà e finiva il giro! Uffa!
Quest'anno mi vesto da pink, tutta rosa anche i capelli (parrucca). Sono sicura di vincere il
premio qui a scuola!
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Nelle vacanze ho intensione di riposare, poltrire, dormire e leggere il libro di italiano.
Quest'anno non vado da nessuna parte, ma forse un giorno vado in un centro commerciale
vicino a Milano, si chiama Auchan ed è sei volte più grande di quello di Grancia!
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Paola Arduini
Elaborato n. 30
A me piace il Carnevale perché si può travestire, scoppiare le bombette nei parchi, e andare
alla sfillata dei carri. Ma pultroppo quest'anno non posso andare al Rabadan perché devo
andare da mia cugina, ma per fortuna anche lì è divertente.
Se io andrei al Rabadan farei tante cose: sparare bombette, sparare lo spray ai carri, buttare i
5
coriandoli,... da mia cugina andrò tutta la settimane ma non rimango là a dormire. Lunedì
come tutti i altri giorni devo andare da lei alle sette del mattino e sto la fino alle cinque e
mezza di sera in pratica sto li tutta la giornata. La cosa che non mi piace del Carnevale sono i
scherzi che feriscono il proprio amico o altre persone.
Io a Carnevale penso che mi travestirò da donna usando dei vestiti di mie cugina perché usa la
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mia stessa misura di vestiti e di scarpe. Il Carnevale della scuola penso che sarà come l'anno
scorso, si farà una sfilata in maschera e ci saranno dei quiz, poi per classe, a partire dalle
prime, si va a prendere il risotto e la luganiga. Il Carnevale della scuola non mi piace tanto
perché fare le sfilate non mi piace per niente e i quiz sono noiosi..
l'anno scorso sono andato al Carnevale di Locarno e da li che mi è iniziato a piacere il
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carnevale.
E a lei piace il carnevale?
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I due punti nella logica argomentativa del testo
Elaborato n. 31
Oh, il carnevale, quanto mi piace!
Ma a me, più di ogni altra cosa, piaciono gli strani vestiti, i vermetti e la schiuma da barba.
Invece non mi piaciono tanto i petardi, perché da noi, a Lamoni, gli mettono nei cestini della
spazzatura, sotto terra (fanno un buco del terreno e li mettono dentro) e poi anche nelle piante,
5
gli accendono e ce li butano immezzo.
Sono già stata ad un carnevale, quello del paese dove abito io, ed è stato bellissimo, perchè
c'erano tanti colori, un sacco di gente e verso la fine abbiamo fatto una grande sfilata, per
decidere quall'era il costume più bello.
Ma come ho detto prima, certa gente metteva i petardi nei cestini della spazzatura.
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E poi io andrò al carnevale delle scuole medie di Gravesano e lì, come in quello prima e in
quello di Novazzano e di Chiasso dove fanno, tutti gli anni, le sfilate e in quello di Chiasso
anche i carri, mi sono vestita e mi vestirò da ape, però senza ali, perché mi sono dimenticata
di comprarle.
Dato che tutte queste feste di carnevale sono in questa settimana (cioè dal 28 febbraio al 4
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marzo) e noi faremo le vacanze. La settimana dopo mi toccherà leggermi tutto il libro che ho
scelto per il compito di italiano.
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Paola Arduini
Elaborato n. 32
A me non piace tanto il carnevale perchè i travestimenti costano tantisimo e poi telo devi
tenere su almeno 4ore. Se non di piu e si suda col costume. Sabato 26 febraio sono andato al
carnevale di Lamone e non era un granche pero mi sono divertito a tirare petardi e coriandoli
con la Chiara e la Luana.
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Mia sorella andra al Raban e al carnevale di Teserete e quello di mezovico.
Io mi vorei vestire per carnevale da koalo Blu ma il costume costo tantissimo e poi avrei
vergogna di vestimi cosi da koalo blu per il carnevale della scuola, sono sicuro che se verro
vestito normalmete sara meglio anche se quella tentazione celo; anche se tutti sarano
travestiti, pero a me non interessa.
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Io Andro ad una fesa portoghese dove avera una secie di carnevale portoghese, di certo mi
divertiro un mondo ballero giochero scherzero con i miei amici fino all due del mattino.
Una delle cose che mi piace di piu del carnevale sono le sfilate dei costume ci sono quei
costumi originali o bizarri o alle volte orribili arleccino e il pasloccio.
Le mie vacanze di carnevale le passero lavorando nel ristorante di mio zio a fare il camerire
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per il progetto della scuola per il madagasar per costruire 2 pozzi e un lavatoio e il ricavato
vera donato per cosrirli, io passero cosi le mie vacanze di carnevale.
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I due punti nella logica argomentativa del testo
Elaborato n. 33
A me di questa festa, piace molto andare in giro con gli amici a fare casini per le vie del
paese, scoppiare bombette e fare e dire cavolate. Non mi piace invece, quando ci sono dei tipi
che rompono, ci lanciano bombette addosso, quando ci sono dei tipi ubriachi che vengono a
toccarci, soprattutto a noi femmine, poi iniziano le risse. Quando ero piccola, mi piacevo
5
molto vestirmi da principessa, ma adesso mi vesto più che altro da rapper, da poliziotta sexy,
da cow girl, da coniglietta e tante altre cose, ma non tutti i carnevali mi vesto, perche avoolte
non cio voglia di andare in giro, a cercare gli accessori. Io le vacanze le passo un po da tutte
le parti, usciro con gli amici, andremo a Lugano, Bellinzona, andro in piscina all'atlantide con
gli amici, mi guarderò la TV e andrò a vederi i carri a Bellinzona, con gli amici e parenti,
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andremo a fare pik-nik al lago, andremo a Milano con i miei genitori a vedere il Duomo, mi
rincontrerò con i miei vecchi amici, andrò da mio cugino e dai miei zii. Il carnevale io lo
passerò così ma naturalmente non mi dimenticherò di fare i compiti già i compiti! Rovinano
solamente le vacanze. Che noia i compiti!
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Paola Arduini
Elaborato n. 34
A me il carnevale piace molto per vari motivi, per esempio quando ci si traveste, perché si
può inventare il vestito che si vuole e qello mi diverte tantissime, io per esempio l'anno scorso
mi sono inventato il vestito da Joker ho preso un mantello e ci ho cucito delle carte da scala
quaranta e quel vestito mi è piaciuto parecchio. Poi però ci sono altre cose che mi piacciono,
5
fare andare le bombette (raudi, mefisto,...).
Ma ci sono anche altre cose anche brutte per esempio il costo delle bombette e i ragazzi che
fanno i vandali rompono auto e a volte come è successo un po' di anni fa se i ragazzi sono
molto ubriachi possono uccidere anche altre persone.
Io durante le vacanze di carnevale andrò a sciare e quindi non parteciperò a nessun carnevale,
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ma durante le vacanze in montagna mi travestirò sulle piste per farmi due risate e fare un po'
lo stupido.
Al carnevale della scuola io non so ancora da cosa mi travestirò perché non ho mai voglia di
crearmi o cercarmi un vestito.
E voi avete già il vostro vestito?
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I due punti nella logica argomentativa del testo
Elaborato n. 35
Ha me il Carnevale piace tanto perché e una festa che ti travesti come vuoi tu vestiti belli o
vestiti brutti. Io durante le vacanze di Carnevale andrò tre giorni in Calabria e festeggerò il
carnevale in Calabria con la mia famiglia, con i miei parenti e con i miei cuginetti e io con i
miei cuginetti ci vestiremo d'ape.
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E poi 2 giorni andrò al Carnevale di Cademario (allo Zoucurin) con tutta la mia famiglia e
anche mio cugino che verrà in Svizzera.
E venerdì ci sarà il Carnevale qui a scuola, andrò a vedere anche i carri ha Bellinzona con la
mia famiglia e anche mio cugino e delle mie amiche.
Il Carnevale per me e anche molto bello perche cucinano il risotto buonissimo e invece al
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Carnevale di cadempino cucinano i maccaroni al sugo anche molto buoni. C'è solo una cosa
che per me il carnevale non e bello perché non posso pitturare i capelli.
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Paola Arduini
Elaborato n. 36
A mi piace il Carnevale perché ci si traveste e si gioca con le bombette, però non mi piacciono
quelle bombette (i raudi manna e i mefisiti) che fanno un gran baccano; mi piacciono di più le
saresette, i fumogeni,... . Al Carnevale di Goss da Bedan, che si è tenuto il ventisei febbraio
duemila undici, mi sono travestito da militare; havevo un divisa mimetica, il basco di mio
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papà e due rige nere su ogni guancia. Al carnevale di scuola (che l'anno scorso non ho
partecipato) che si terra questo venerdì, mi vestiro anche lì da militare. In queste vacanze di
carnevale, al venerdì subito finita la festa di scuola partiro per Vevey (che passando per
l'autostrada, senza lavori in corso e colonne ci vogliono quatro ore per arrivare a casa di mia
cugina), che si trova nel canton Vood. Nel canton Vood andrò a sciare. Andro ha sciare a “le
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diablere” che ha più di quatrocento chilometri di piste. E andrò anche al salone del auto di
Ginevra, (ci sono andato anche l'anno scorso per la prima volta e mi è piaciuto molto). Il
salone è molto grande; le Ferrari, le Lamborghini, le Maserati e altre auto molto sportive sono
invendibili perché c'è talmente tanta gente davanti, che non ci si riesce ad avvicinarsi. Staro a
dormire a casa di mia cugina con i miei genitori fino a mercoledì (forse), e poi rientreremo in
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Ticino e finiro tutti i compiti (se ne ho) e (anche a Vevey melo portero dietro) finirò di
leggere il libro di lettura per ita.
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I due punti nella logica argomentativa del testo
Elaborato n. 37
Il mio rapporto con il carnevale e che a me piace il carnevale perché c'è la festa, i costumi, le
bombette per esempio: raudi, mefisti, magnum, ecc. Ma non mi piace perche c'è troppo
rumore e perché il mangiare non è molto buono l'unica cosa buona e la luganiga. Forse mi
travestirò da Gorilla, ma solo quando sarò a scuola perché non vado in giro sempre con il
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costume. E quando sarò a Lugano, perche il 4 marzo cioè venerdì che è il compleanno di mio
cugino. E quindi dato che lui abita a Lugano io venerdi sera vado a dormire da lui e sabato
andiamo in giro per Lugano a scoppiare bombette. Io parteciperò ai festeggiamenti della
scuola, di Lugano e di tanti altri posti. Sempre magari travestendomi da Gorilla. E se ci sono i
carri a Lugano noi andremo a vederli e faremo cose stupide. Nelle vacanze oltre che andare a
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Lugano, quando sarò a casa mia domenica o lunedi finirò di leggere il libro di lettura
continuata perché quando ritorneremo dalle vacanze di carnevale la maestra ci chiedera il
foglio che ci ha dato. E ci darà il voto che andrà sul libretto di fine anno.
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Paola Arduini
Elaborato n. 38
A me il carnevale piace perché:
si può passare con gli amici;
si possono scoppiare petardi;
e si può fare un po’ di vacanza.
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Invece il carnevale non mi piace per molti motivi diversi:
se vai a dei certi tipi di carnevali certa gente ti potrebbe fare male (anche ucciderti come è
successo a Damiano Tamagni nel 2008);
mi sembra anche un po’ banale, ecc.
Queste vacanze di carnevale le passerò soprattutto in giro, due o tre giorni andrò a sciare con
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la mia famiglia più un’altra volta con dei miei amici.
Quest’anno è la prima volta che festeggierò il carnevale! Andrò ad Arosio con il Gregory e
con l’Andrea S. (sempre e quando i miei genitori mi lasceranno andare alla festa). Visto che
non sono mai andato a una festa di carnevale (come ho detto in precedenza) e non so proprio
cosa aspettarmi. Precisamente un mese e una settimana fa una mia amica si è comprata un
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nuovo snowbord e mi ha regalato il suo vecchio. Quel giorno che andrò a sciare con il mio
amico Brenno (e la sua famiglia) proverò lo snow e Brenno mi insegnera, o almeno ci
proverà. Invece il sabato mattina giocheremo, io e la mia scuadra, una partita di calcio contro
l’Associazione calcio Ascona e sarà la nostra prima partita nel campo vero (sarà anche la
nostra prima partita della stagione in campionato dove ci sono, credo, quindici partite da
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giocare).
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I due punti nella logica argomentativa del testo
Elaborato n. 39
Io festeggerò il carnevale a scuola venerdì quattro marzo e la sera partirò per Airolo dove mia
nonna ha una casa con tre appartamenti; nel primo ci starà lei con mio nonno, nel secondo io e
la mia famiglia e nel terzo mia zia e mio zio. Quindi non farò il carnevale a Manno in paese.
Ad airolo in paese c’è una piccola pista da sci e una per le slitte, ma dato che ultimamente non
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ha nevicato tanto la neve non è molto bella perché è neve artificiale. Io e mia sorella faremo
un corso di Snow board e la mia altra sorella più piccola, ha cinque anni, imparerà meglio a
sciare. Spero che andremo a sciare anche dove c’è più neve e dove ci sono piste più grandi.
Ad Airolo ci sarà un piccolo corteo di carnevale dove io e la mia famiglia andiamo a vederlo
ogni anno. Vicino alla nostra casa c’è un bel giardino dove giochiamo sempre con la neve.
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Nella casa vicina c’è un bambino che gioca sempre con mia sorella, a me non stà molto
simpatico ma ormai lo devo sopportare. Vicino alla pista di sci c’è una fattoria con delle
pecore, dei cavalli e delle mucche e dato che a me piacciono molto gli animali a volte vado ad
accarezzarli con le mie sorelle. Mi piace molto dormire ad Airolo perché stiamo con i nostri
nonni. A volte vengono a trovarci la Nadia e la sua famiglia per sciare con noi e fare merenda
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nel nostro appartamento, spero che vengano anche questa volta. Ad Airolo di sera fa molto
freddo quindi noi accendiamo il fuoco e io mi siedo su una poltrona lì vicino a leggere.
MI PIACE MOLTO IL CARNEVALE!
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Paola Arduini
Elaborato n. 40
A me il carnevale per alcuni motivi piace e per altri no. È divertente travestirsi e truccarsi,
però non è bello quando la gente si ubriaca e combina disastri, come in un carnevale del 2008
quando un ragazzo è stato ucciso durante questo evento, oppure quando la gente dice che
durante l’anno è timida, allora a carnevale si traveste e combina disastri.
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Poi anche nel carnevale del paese dove abito non mi piace andare perché c’è sempre troppo
casino, poi fanno scoppiare le bombette e io le odio, perché fanno troppo rumore.
Io non ho mai partecipato a un carnevale importante o celebre, solitamente guardavo la sfilata
dei carri del carnevale Rabadan alla televisione, secondo me è meglio vederlo alla tivù che
parteciparvi dal vivo: c’è troppo casino. Quest’anno parteciperò solo al carnevale della scuola,
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ma il fatto non mi dispiace. Una delle poche cose belle del carnevale è che ci sono le vacanze!
Solitamente vado in vacanza in Leventina e se c’è ancora neve magari vado anche a sciare.
Purtroppo passare le vacanze in Leventina in inverno per mè è noioso perché non c’è niente
da fare e si passa il tempo a rosolare davanti al camino studiando o leggendo un libro. Alcune
volte però se c’è una bella neve esco assieme alla mia famiglia, vado a slittare, oppure
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andiamo a fare una passeggiata tirandoci palle di neve.
Le vacanze solitamente non le passo solo in Leventina, una parte le passo a casa e anche se il
carnevale è già praticamente finito io e mia sorella facciamo dei lavoretti in tema con la
festività e li appendiamo in giro per la casa, oppure pitturiamo i capelli alle barbie e le
travestiamo facendo la classifica dei travestimenti più originali.
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Come dicevo all’inizio alcune cose sono belle e altre no.
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I due punti nella logica argomentativa del testo
Elaborato n. 41
A mè il carnevale piace tantissimo perché: stò a casa con gli amici, i vecchi compagni di
scuola, ci si veste in modo strano, si ride, si scherza e si mangia risotto. Io andrò al carnevale
di Manno (Tecet) in cui mi vestirò da (non sò ancora che cosa) a quello della scuola in cui
neppure lì sò da cosa mi vestirò.
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Io durante le vacanze andrò al carnevale di Manno il sabato quattro febbraio dove mangerò il
risotto, giocherò alla tombola, prenderò il biglietto del HC Lugano, prendero il regalino forse,
farò scoppiare qualche petardo, staro con i miei ex compagni di scuola e se ci saranno forse
anche con qualcuno di quelli attuali, mi divertirò tantissimo e alla sera andrò in montagna. Il
resto della settimana delle vacanze di carnevale andrò a sciare a San Bernardino, a Splughen e
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da quelle parti lì dove mangerò patatine e wienerli o patatine e qualcosaltro. Vedrò le mie
cugine e mio cugino, andrò da mia nonna e il suo gattone. Starò su fino a mezza notte a
guardare la tele, inneverò mio fratello e andrò con il bob fino a Mesocco (se ci sarà
abbastanza neve).
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Paola Arduini
Elaborato n. 42
Il carnevale per me rappresenta una festa gioiosa, divertente, ma caotica. Infatti nel carnevale
di Locarno del 2008, un ragazzo è stato ucciso a botte; questo lato del carnevale non mi piace.
Ci sono troppi ragazzi che si alcolizzano e rovinano il carnevale distruggendo macchine e
molto altro; o addirittura uccidendo qualcuno. Ma passiamo a cosa mi piace di questo evento:
5
per esempio festeggiarlo con gli amici, andando in giro per il paese a far’ scoppiare bombette
o fare altre cose inopportune, tanto a carnevale, OGNI SCHERZO VALE!!!
Oppure si potrebbe andare alla festa campestre festeggiando con un buon vino (per noi
minorenni, per evitare disagi, champagne analcolico).
La mia ultimo opzione per festeggiare sarebbe di andare in vacanza per sei giorni, per poi
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festeggiare l’ultimo in compagnia. Io farò così: cioè andrò a Splügen sei giorni, e l’ultimo
potrò decidere se festeggiarlo con i miei amici, ad Arosio; o andando ad Airolo per una
giornata “extra” di sci, con un mio caro amico.
Se tornerò dai miei compaesani, le mio paese natale, assumerò le sembianze di un celebre
personaggio: Barak Obama, ovvero il presidente degli Stati Uniti. Invece se deciederò di
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andare ad Airolo per la giornata “extra” di sci, mi goderò l’aria fresca di montagna.
Ecco infine cosa penso del carnevale.
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I due punti nella logica argomentativa del testo
Elaborato n. 43
Io il Carnevale lo vivo in modo un po’ strano: mi vesto sempre, partecipo al Carnevale del
mio paese e a quello vicino (Cadempino e Lamone), questa festa non mi ha mai entusiasmato
più di quel tanto, il più delle volte lo faccio per fare compagnia alla mia famiglia. I miei
genitori comunque non mi lascerebbero andare ai carnevali più importanti e famosi
5
(Bellinzona, Locarno, Bironico,…) per la mia età ancora precoce per queste feste dove può
succedere la tragedia, come nel 2008 a Bellinzona quando Damiano Tamagni fu assassinato
da una banda di ragazzini ubriachi che erano andati al Rabadan per picchiare qualcuno!
L’altro ieri mio fratello ha avuto il permesso di partecipare al suo primo Carnevale infatti, in
tarda serata a svolto il Carnevale di Bironico. La cosa che da sempre più mi coinvolge
10
emotivamente è il “rito” di esplodere bombette anche se, le bombette provengono solo da
amici miei e di mio fratello perché mia mamma non me le vuole comprare per la loro
pericolosità. La cosa più brutta invece è sempre stata quella di travestirmi, ma alla fin fine lo
faccio sempre per accontentare soprattutto mia sorella, lei, al contrario di me, partecipa
sempre con molta voglia e impegno nel scegliere un costume sempre moltooriginiale da
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sfoggiare al Carnevale campestre.
Come ogni anno, nella piccolissima (troppo piccola) settimana a disposizione vado a sciare
con la mia famiglia, gli ultimi cinque anni sono andato a sciare in uno degli impianti sciistici
più grandi: Flims-Laax-Falera, quest’anno invece, (sotto pressione di mia mamma) andremo a
St.Moritz, dove appunto mia mamma era andata a sciare più volte da giovane. Più in
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particolare andremo a sciare a Celerina.
Questa pubblicazione, I due punti nella logica argomentativa del testo. Analisi dei testi scritti da allievi di
prima e seconda della scuola media di Gravesano., scritta da Paola Arduini, viene rilasciata sotto licenza
Creative Commons Attribuzione – Non commerciale 3.0 Unported License
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Paola Arduini
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I due punti nella logica argomentativa del testo
7. Bibliografia
Ferrari, A. (2003). Le ragioni del testo: aspetti morfosintattici e interpuntivi dell’italiano
contemporaneo. Firenze: Accademia della Crusca.
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I due punti nella logica argomentativa del testo : analisi dei