Monaldi
Gino
VERDI
1839-18
TORINO
Fratelli
Bocca
Roma
-
Milano
1899
Editori
-
Firenze
PROPRIETÀ
Roma,
Tipografia
LETTERARIA
della
Camera
dei
Deputati.
A
BACCELLI
GUIDO
CHE
IN
ACCORDO
FELICE
C
ALTAMENTE
CULTO
IL
Con
O
N
DELLA
T
E
SCIENZA
duello
DELL'ARTE
?^
1--
Gino
Monaldi
D.
D.
M
P
E
R
A
INDICE
Capo
VOLUME.
DEL
Pag.
Primo
Sommario.
Fisonomia
il
celebri.
cantanti
e
della
Scala.
leggenda
—
—
Serietà
La
retrospettive.
del
Verdi
di
VOberto
teatrale
in
San
tempo
la
verità.
pietose:
di
oggi.
del
nione
Opi-
—
novembre
13
1839:
Cronaca
delusioni.
Incertezze:
none.
ca-
zioni
Considera-
—
—
resoconto
:
del
Verdi
doppio
a
quella
sera
—
del
d'allora.
e
;
Notizie
—
fuga
una
ieri
La
proposito.
Bonifacio.
del
di
scienza
—
Milano
—
lettera
musicale
dell'insegnamento
—
—
Verdi.
Conservatorio:
significativo :
Aneddoto
Caponi.
del
tori
Au-
1839.
comparativi.
Giuseppe
dì
Comparsa
—
La
biografiche.
Capo
storici
Riflessi
il
circa
periodo
—
teatro
al
del
artistica
—
i
giornale
La
«
Fama
».
Bugie
—
Secondo
9
Il
Sommario.
del
intime
Maestro
condussero
cosi
a
Donizetti.
originale
ddV.Oberto:
anni
lavoro.
: tre
vita
Maestro
che
derivarono.
ne
La
calma
dtWOberto.
musica
I
—
Merelli.
L'impresario
buffa.
Tre
Lo
giorno
di
regno.
in
due
all'opera
il
Capò
La
triste
Crisi
—
La
—
Sua
inettitudine
—
del
5
Moda.
—
terribile.
settembre
Verdi
1840
narrata
Merelli.
e
Dopo
—
morale.
Annientamento
—
Terzo
19
Sonno
Sommario.
del
Verdi.
Il
—
del
—
reggimento
Il
e
Torquato
salvatore.
Tasso
La
—
col
Un
Riflessioni
Falstaff.
Verdi.
del
serata
opera
di
musica
—
secolo:
La
contemporaneo
sua
—
mezzo
—
—
La
Maestro.
—
La
—
benefico.
influsso
Solo!
mesi.
temperamento
—
buffa.
giornale
fiasco.
Dopo
—
Il
comparative.
strazio
—
morti
del
artistici
dell'artista.
e
Verdi:
di
nomi
tre
—
dal
dell'uomo
gonata
paraRossini
fenomeni
—
che
cause
Bellini,
Mozart,
Bussato:
a
confessioni
Verdi
di
giovinezza
Schubert,
:
sulle
Indagini
—
La
del
—
storia
sua
—
Pergolese,
di
La
di
il lavoro.
lungo
quella
a
e
peccato
—
Merelli
:
il
libretto
l'abbandono.
vuoto:
del
Figlia
—
Donizetti
Galleria
alla
Scala.
Cristoforis.
De
—
litudine.Socontro
L'in-
—
del
La
Nabucco,
—
lotta.
Febbri
—
vili
INDICE
del
Il
genio.
in
di Alberto
musica
Nabucco
Videa
secondo
Analogie
—
del
—
melodia
I Canti
»
lìrica.
suggestione
articolo
La
Bibbia.
dorate
La
—
confronti.
~
la
e
sull'ali
pensiero
rotto.
Gounod.
del
Verdi
—
VOLUME.
Osservazioni:
—
Definizione
La
ghiaccio è
—
mesi.
tre
DEL
di
d'Israelle.
scritta,
musicale.
i moderni
positori.
com-
sentimento.
Mosè
—
—
«Va
—
ed
Omero.
—
Mistero!
—
Mazzuccato
Lo
—
nella
stile del
Nabucco
Ga:(:(e//amusicale.
Un
—
Nabucco
—
j
Anna
Tancredi.
Bolena,
Capo
Quarto
Sommario.
Il Nabucco
—
opere
scena
Nabucco.
secolo
Verdi.
—
—
Giorgio
—
n
—
La
Capo
Scala.
Giuseppina
:
Norma
sulla
fine
gli
e
del
Nicolai.
Il
—
—
!
La
del
V
—
dei
pubblico giudice
esecutori
Strepponi.
—
Critiche
—
—
Gli
—
cordi
Ri-
Voci
nazionale.
—
del
amici.
Verdi.
patriottismo
sentimento
della
pubblico
della
del
in
Impressioni
—
del
mancato
del
Andata
Italia
Sdegno
—
—
pubblico
Proscritto
di
forza
Ronconi
prezzo
—
Squilibrio contagioso.
inappellabile.
Il
del
accusato
—
—
—
Il
vittoria.
Collera
—
in
teatro
deliri.
Tre
—
cartelloni.
il
e
29
Peripezie.
—
Odalisa.
e
due
speranze.
della
Caduta
—
sconclusionate.
nell'arte.
musica
e
Il Verdi
giornali.
La
—
I fastidi
dolorosi.
Merelli:
Entusiasmi:
Sgomento
—
Saffo
del
—
xviii.
Reazione.
consegnato.
e
Padilla,
condiscendenza
del
finito
è
Maria
nuove:
Verdi:
del
Pag.
verità
Nabucco.
d'obbligo.
opera
!
Quinto
Sommario.
Dal
—
Polemica
La
musica
conferenza
critico
—
l
—
Episodio.
Maria!
compagni
patria.
Erminia
della
Il
—
—
Le
—
prime
Gioberti.
—
della
della
dei
pubblico
del
La
musica
La
Censura
La
—
Lombardi.
milanese.
imperiale.
—
Cammino
Romani
Per
—
nelle
riflessione
Un
—
Salve
suo
una
foUe.
nemica
ficienti.
coef-
Suoi
—
—
Lombardi.
Felice
Frezzolini:
Frezzolini.
dei
benefica
incoscienza
—
successo
aure
italiana.
—
zionarie
rivolu-
Potenza
—
rivolu:(ione
dominio
Immenso
—
Vitali.
fatidici.
Solerà.
del
Il libretto
—
Rapporti sbagliati.
—
Il beniamino
—
del
Gesaert.
tempi
dell'entusiasmo.
—
Il Maestro
—
dei
Versi
della
voce
del
Forza
—
ai Lombardi.
Nabucco
sbagliata.
—
della
40
giudizio
Il celebre
Maria
:
zetto.
ter-
Ave
ammiratore.
glorioso dei
Lombardi,
—
INDICE
Capo
VOLUME.
DEL
IX
Sesto
Sommario.
Pag.
Nabucco
—
metastasiana.
Hugo.
Borgia.
—
—
romani.
déiVErnani
buon
e
Capo
Il teatro
Fenice
Teorie
—
Tordinona.
—
—
pace.
Seconda
—
la
e
Una
—
opera
lettera
tusiasmi
En-
—
La
—
prima
Lovatelli.
Il
—
Loeve.
cantante
dell' £"r«a«/.
edizione
Brambilla.
la
e
e
LucreT^ia
e
come
IX.
critico
Verdi
sbagliate.
Pio
—
Il
—
—
Teli
e
—
manticismo
Ro-
Verdi
rivoluzionari.
Cori
Il
—
Hugo.
d'arte
—
Piave.
Piave.
Guglielmo
opera
Venezia.
di
—
Selva
Coletti,
come
cause.
Vittor
del
—
indimenticabili.
—
alla
gusto.
Dissidi
e
considerato
Ricordi
—
Donizetti.
opere.
Francesco
—
dramma
due
delle
di
Imbarazzi
—
Rossini
Emani
teatrale.
Emani.
—
le
Studio
—
—
classicismo.
e
Vittor
Nabucco,
Il
fra
Parallelo
—
verdiano.
psichico
strofa
La
del
artistica
Superiorità
momento
Lombardi.
e
51
—
Fraschìni,
—
di Verdi
Donizetti.
a
Settimo
Sommario.
Le
61
I
—
due
Foscari.
prime
dei
il tenore
dei
Un
—
Mercadante
Pacini.
e
poranei.
A
—
pensa
Capo
Bassini.
di
Donizetti.
di
Roma.
di
La
—
:
successore
—
contem
Che
—
—
soconti
re-
popolarità
le impressioni dei
e
I
Barbieri-Nini,
suoi
Aneddoto
Pacini.
la
—
—
grande
I
—
musica.
ne
cosa
Saffo.
La
—
Vestale
La
—
proposito
il Verdi.
De
giudizio
La
—
del trionfo
cooperatori
il baritono
Roppa,
Foscari.
I
—
vittoria.
all'Argentina
rappresentazioni
giornali.
di
Lusinghe
—
Ottavo
Sommario.
di sosta.
La
Stolz.
Lo
—
del
del
V
Attila.
—
questa
comune.
città.
«
—
influenza
Sua
al
—
—
Shakespeare.
per
cese.
fran-
Frezzolini
nella
tragedia
la
Voltaire.
Caduta
—
—
nascita
Le
prove
del
del
cato
pec-
zioni.
Considera-
—
dé[VAl:(^Ìra.
Le
Firenze.
Quantità
—
!»
Macbeth,
Macbeth
Lo
—
strofe
I
—
del
stile
del
e
Verdi
—
lità.
qua-
del-
patriottiche.
Dimora
—
e
morale
Fisionomia
Giusti, Niccolini, Capponi, Maffei
La
Il
—
—
soggetto
politica.
a
di
—
bel
Aitila
UAl:(ira.
—
Tadolinì.
Luccardi.
Che
—
sinfonia.
La
—
Teresa
dell'opera.
Caduta
—
—
deW
Solerà.
l' Eroina
La
—
Rigoletto.
Verdi
rappresentazione
Vita
con
—
finale.
Fraschini, Coletti,
Lettera
—
di
scena
La
Voltaire
Periodo
—
del
—
della
del
celebrità.
Il libretto
Scala.
spostamento
esecutori:
VAttila.
in
alla
L'eccezione
Maestro.
Una
—
Cammarano.
—
—
La
della
doveri
Sarcasmo
—
musica.
d*Arco
Giovanna
I
—
d*Arco.
Schiller.
di
—
1844.
Giovanna
—
tragedia
nel
Verdi
—
suoi
70
Dalle
Duprez.
alle
—
Verdi
—
prese
memorie
INDICE
X
della
Barbieri-Nini.
del
Palma.
del
La
—
musica
Successo
—
Macheth.
in
La
postumi.
L'amicizia
La
scelta
del
Teatro
—
direttore
Lind,
Jenny
tuna
for-
portuno.
inop-
Pag.
—
Lear,
—
poca
Pentimento
—
Nono
Sommario.
musica.
della
Cause
—
del
ragioni
politicanella
patriottico.
bretto
Il li-
—
alle
rapporto
—
Restauri
—
Luccardi.
al
Verdi
del
al Barezzi.
Omaggio
—
Il tenore
Capo
Lettera
—
Macheth,
dramma.
VOLUME.
DEL
celebre
Lombardi
Proposte
—
Lucca.
in
di
—
Gerusalemme.
scrittura
Il Corsaro.
—
-
dei
Momento
I
—
a
rigi.
Pal'editore
del-
Divieto
—
—
dieri.
Masna-
del Verdi
l'Inghilterra.
per
celebre:
Masnadieri.
Debutto
—
col
biografico
caduta
dei
musica
Re
Contratto
Bozzetto
—
del
e
quartetto
La
—
La
Caino
—
Un
—
Lablache.
cantante.
inglese.
ribattezzati
Londra.
e
del
Schiller.
di
di
Coletti
stampa
Il rifiuto
—
Masnadieri
italiano
questo
La
—
dei
Gardoni,
di
artistico
Maffei.
di
87
disgrazialo.
Decimo
Capo
Sommario.
La
—
di
95
Repubblica
Legnano.
Il
—
verdiano.
Battaglia
di
Legnano.
i
Maestro.
nazionali.
Il
—
letterario
de'
«
—
L'attualità
patriottismo
suoi
tazione.
rappresen-
della
Curioso
—
sodio.
epi-
verdiani
nell'arte
musicale
Il simbolismo
—
musica
[ motivi
—
canti
La
teatrale.
Scompiglio
—
prima
—
glia
Batta-
—
patriottico.
popolarità dell'opera.
necessaria.
Capo
del
Roma.
a
La
—
delirio
e
L'apoteosi
Immensa
—
Pallade.
teatrale
—
Verdi
—
giornale
Entusiasmo
—
Romana.
».
—
Verdi
di
stituiscono
so-
stinzione
Diil patriottismo
e
contemporanei.
Decimoprimo
Sommario.
Luisa
—
incomincia.
della
Miller.
propria epoca.
del
L'esempio
del
errori.
Punti
di
in
Verdi.
—
del
Lettera
—
—
La
la-
con
e
De
la
è
cosa
In
—
—
—
La
—
della
Successo
Perchè
I lodatori
Miller?
risposta
nell'arte.
Donizetti.
—
—
—
Traviata.
Giuli.
sinfonia.
—
Che
al Luccardi.
Verdi
e
brettisti
I lidegli argomenti.
Pregiudizi
situazioni.
L'imitazione
—
diane.
ver-
degli antichi
Melodia
—
delle
smania
Verdi
Teresa
all' influenza
maniere
cosidette
di comporre
scelta
—
Basevi.
in
—
Modo
Stiffelio.
e
Le
dell'avvenire.
—
La
—
Miller
signor
America?
canto.
Meyerbeer.
drammatica
—
del
rassomiglianza
del
libro
—
L'evoluzione
—
dell'artista in rapporto
Chiaroveggenza
—
spiritodei tempi.
Considerazioni.
Supremazia
—
Lo
—
Il temperamento
—
maestri.
ed
102
Verdi
del
non
tempo
—
a
un
nalità
passioler.
Milandò
antico.
INDICE
VOLUME.
DEL
XI
Decimosecondo
Capo
Sommario.
Vittor
—
Hugo
Piave.
di
di
Pag.
—
lettere
Due
spirito.
—
Considerazioni
il
Capo
Gli
—
—
del
Varese.
clamato
pro-
Venezia
La
—
:
cantanti.
d'orchestra.
Decimoterzo
Sommario.
Il Trovatore,
i suoi
cantanti.
La
—
cultori.
e
Capo
e
Verdi
storici.
del
religione
Un
—
nuoce
—
Il
—
teatro.
canto
pubblico
Lo
—
e
La
«
—
e
del
di altri
stro.
Mae-
tempi.
moderno.
scetticismo
Le
due
gemelle.
al Luccardi.
Traviata.
Traviata.
critico.
del
Verdi.
del
Verdi.
La
—
«
—
dell'insuccesso.
e
il
—
meglio
del
Maestro
cabadati
e
e
la
prima
Fiasco
Gli
De
degli
Nilson.
»
dell'autore.
—
la
e
editori.
La
Penco?
—
La
—
La
a
Le
—
Savini
Luccardi.
eterna.
cauf
—
e
telli
Donaa
nezia
Ve-
Chi
successiva
Spezia, la Piccolomini,
bellezza
letta.
Vio-
Lettere
—
Tr aliata
Trascuranza
di
Sonnambula
Venezia.
della
lettera
Sua
La
Pi-
—
figura
—
—
della
musica
del Verdi.
critici.
Lettera
—
Carmen.
La
di
Serenità
lezione
La
—
La
colla
—
viata.
Tra-
vatore,
Rigoletto, Tro-
—
—
Traviata.
dei
della
nascita
genio.
rappresentazione
strafalcioni
—
del
della
Romanzo
—
meravigliosa.
commozione.
deciso.
Roisi
La
—
Paragone
artistiche
il Verdi.
la
forza
—
e
Graziani.
tenore
ammonisce
fra
affinità,
bellezze
Le
Antitesi
—
Dumas.
di
»
Verdi.
L'opinione
Diletto
—
Camelie
del
La
—
—
Sue
—
—
dalle
L'impressione
—
rallelo
130
Signora
—
Verdi
rioso.
glo-
inutili.
dramma.
del
e
ai suoi
Decimoquarto
Sommario.
—
Trovatore
laudativa
Parsimonia
rità.
popola-
manipolo
del
all'arte
—
Trovatore.
Il
—
mesi.
della
del
entusiasmi
Boucardé.
su
Il merito
—
Boucardé.
Luccardi.
al
la
Rammarichi
—
del
Gli
due
in
opere
musica.
aneddoti
Penco
aneddoto
Il culto
—
—
musica
Un
—
—
Due
—
—
Due
La
Lettere
—
La
Verdiano.
Parigi.
a
riposo.
Il libretto.
L'impeto
—
di
anni
—
Roma
Da
122
Due
—
la
meritata
attuali
degli
naggi.
perso-
Verdi
a
—
dell* ispirazione
suoi
di
genio
L'impotenza
—
I
Rigoletto
il baritono
direttori
dei
negligenza
Il
poliziotto
felice
—
3
bretto
li-
RigoUtto.
—
Rigoletto.
vero.
e
—
1
Il
»
Un
più
momento
esecutori
Mirate
tenore
s'amuse.
Luccardi.
del
musicale
Roi
Censura.
a
Il
musica
quest'ultimo.
di
La
—
—
Rossini.
da
celebrità
Verdi
—
Il dramma
Brambilla,
del
La
Le
«
—
della
retrospettive.
verdiana.
—
Verdi.
e
Persecuzioni
1
la Boc-
è
XII
INDICE
Capo
DEL
VOLUME.
Decimoquinto
I
Pag.
dei librettisti francesi.
ipocrisie
I Vesprisiciliani tratti
dal Duca
d'Alba di Donizetti.
Lettera in propositodel Verdi
al senatore
Piroli.
La
dei
musica
Vespri. Analisi critica
dell'opera. La prima dei Vespri all'Opera di Parigi. La
Sommario.
—
Accusa
—
VespriSiciliani.
143
sconveniente
Le
—
dello
Scudo.
—
—
—
—
—
Gru
il
velli,
Obin.
—
La
—
critica straniera.
—
Le
—
Affermazione
e
bizze del Saint
della
—
Carattere
—
nazionale
L'opinionedel Verdi.
—
Capo
estetica.
Disquisizione
—
Musica
—
ragionidella
Le
Verdi.
ripetutamentefatta a Londra
delle arti.
—
artistico del
Patriottismo
italianità
sua
il basso
e
fiabadei Vesprisiciliani.
La
—
—
Cosmopolitismomusicale.
Parigi.
a
Saèns.
Bonnehée
il baritono
Gueymard,
tenore
architettura.
e
evoluzione
sua
Decimosesto
Sommario.
I
—
152
VespriSiciliani in
Giovanna
—
Verdi
opere
opere
Sofia
—
si ritrae
Busseto.
a
in tredici anni!
in Italia.
Giraldoni.
Il
—
nel
i83i.
Un
—
altro
Parigi.
Una
—
in repertorio?
sfortuna.
sua
Lettera
sulla
—
Negrini
—
del Verdi.
—
Boccanegraalla Scala
nuovo
Maurel.
del
Giudizio
—
la rivincita.
Lotti, Pancani,
Ferri,
inconcludente.
restauro
Verdi
Stiffelio
—
Cor-
gazione
Spie-
—
artistica del Verdi.
Coscienza
i6i
stella nel
nuova
ballo in maschera.
delle
Statistica
—
Decimosettimo
Sommario.
le
Diciotto
—
Venezia.
di
medita
Marcellina
—
—
del fenomeno.
Capo
Verdi
—
Poggiali.
—
Il
—
Vittorio
—
sopra questo cantante.
in Aroldo.
cambiato
nago.
ne
—
Fioretti.
da
rimasero
Boccanegraa Napoli.
Fraschini,Coletti,la
di Milano
1855.
L'insuccesso
—
fuga
sua
sura.
Cen-
muta
non
meritato.
Ragioni della
—
critiche.
—
Quante
rappresentate
Simon
Boccanegra.
Considerazioni
nome
La
al
1842
—
della
tenaglie
Le
—
nuovo
Riposo
—
Dal
—
Il
—
Cru velli.
—
e
Italia.
de Gusman.
sorti della musica.
—
tistica.
ar-
Vicende
—
Verdi
che
firmamento
verdiano.
Un
—
l'arrivo di st'opera
quevendetta
in do-
attraversarono
Una
Napoli.
San
al teatro
Dimostrazione
aspettativa.
Verdi
Carlo.
musicale
di Milano.
La paroladella Ga:(j^etta
lail contratto
Una
visita dell'impresario
di Napoli.
scioglie
mino.
scena.
—
Grande
—
a
—
—
—
—
—
covacci.
—
Racconto
del
esplicativa
in maschera.
L
—
di Folchetto.
Verdi
Studio
Errore
—
al Luccardi.
dei caratteri.
—
—
La
La
di
date.
musica
prima
—
del
tera
LetBallo
del Ballo
in
INDICE
maschera
Roma.
a
delle
del
Verdi.
Il
—
1859.
Sbriscia.
e
grido:
Sommario.
La
libretti.
Fofj^ji del destino.
musica.
-2-
a
Pietroburgo.
Milano.
Giusto
ammonimento.
Stato
del
destino,
L'ultima
ciclo.
del
popolarità
Fenomeno
—
La
—
Sommario.
«
Parigi.
Note
di
zione
prote-
pito
Com-
—
finita.
è
della
For^a
(nota).
Carlos
e
Scuse
—
critica.
del
Verdi.
—
d'ambiente.
—
di
Sacchini,
Faust
del
Capo
di
Verdi.
concorrenza
Cimarosa.
—
I successori
—
Il
in
suo
programma
in
critico
Una
:
del
Parigi
e
nuove.
Il Don
vertenza
Inav-
—
fatti.
coi
—
Arte
—
ciale.
commer-
rubini,
Che-
Gluck, Weber,
rivoluzione.
grande
Thomas
e
Bizet.
Gli
—
—
nuova.
stile.
—
emuli
artistico.
192
Carlos
Don
La
lotta.
Pregi.
—
di
Il
—
Ventesimo
Sommario.
stocratica
ari-
Influenza
produzione
—
scordi.
di-
Barezzi
—
difetti.
dell'opera.
come
Francia.
Pareri
—
contradizione
Idee
—
considerata
da
Alcune
—
dell'Opera.
Morte
—
pregi
suoi
Studio
—
musica
Gounod.
—
del
Carlos
Don
teatro
Carlos.
Piroli
parole
sue
dissertazione.
La
Lotta
—
Le
—
del
Don
al
scrive
Il
—
Strepponi.
Verdi.
del
padri
Il libretto:
—
Breve
del
prima
il Verdi
attenuanti.
e
Giuseppina
ingranaggio
La
due
che
la
L'
—
dei
Ciò
—
—
spiegazioni.
senza
all'estero.
Verdi
di
—
ritardi.
Morte
—
del
lettera
interessanti.
»
Cause
—
Una
—
—
181
L'emigrazione
—
del
matico.
melodram-
digressione
La
—
sentazione
rappre-
Piroli.
senatore
patrimonio
La
—
—
blico.
pub-
For:^a
galleria musicale.
La
Luccardi.
del
prima
il teatro.
e
soggetto.
deUa
al
nostro
—
La
Piave.
Decimonono
a
»
171
e
smentita
—
Verdi
Il
—
nazionale.
al
vere.
Governo
doveri.
lirico
Verdi
—
Il
la
e
edizione
del
Francia.
e
critica
colpe
del
carattere
e
Nuova
—
—
Pericoli
del
—
Leiicra
—
in
teatro
Lettera
Le
analisi.
—
della
Romani
Solerà,
—
Origine
—
Breve
a
di
Fatalità.
—
Esagerazioni
—
destino
Capo
Verdi:
Viva
"k
tera
let-
Pag.
Cattivi
—
La
Successo
Altra
—
Decimottavo
—
zione
esecu-
—
lacovacci.
Il fatidico
—
Cattiva
—
gloriosa.
Apoteosi
Capo
Scotti
profezie dell'Impresario
Le
•-
Gilardoni.
e
Julienne,
donne:
tre
immenso.
Fraschini
—
XIII
VOLUME.
DEL
—
esecuzione.
—
Una
—
e
Guglielmo
I
segni
descrizione
Angelo
Teli.
—
dell'eccletismo.
di
Teofilo
Mariani.
—
La
dell'arte
visione
—
Disparità
Gautier.
Il direttore
di
coltà
Diffi-
—
«
Prin-
DEL
INDICE
XIV
cipe.»
11
—
Aneddoti.
—
Bologna.
Italia.
Mariani
La
decadenza
Le
due
Capo
del
La
—
la
Carlos.
Don
Mariani.
Lohengrin
la
Sommario.
Le
—
Codini
e
Le
Le
—
Verdi
Le
fasi.
il
e
nuova.
della
impressioni.
del
—
ed
Le
—
il Verdi.
compone
—
Sommario.
Il fascino
—
cantata.
Storia
—
Cairo.
del
Lettera
—
La
—
Capo
UAida
—
Al
—
francese.
Parallelo
—
Don
Giovanni,
lettera.
all'Opera di
e
del
articolo
Perugia.
a
Altra
—
alla
esecutori
Milano
Italiano
Un
—
suoi
Da
Roma.
a
Teatro
proposito del
A
Wagner!
I
—
viaggio dell'opera.
Verdi.
critica
—
del
Milano.
a
Reyer.
Verdi
—
I
del
La
—
imitatore
critico.
del
—
leit-motiv.
Il
L'arte
Le
trascendentale
—
Wagner
concetto
del
opere
artisti.
—
e
—
dialoghismo
del
Wagner
giudicato
e
da
Il modo
della
scena
quella
umana
di
Il
\
Verdi
Le
—
trattare
di
tre
sistema
le voci.
wagneriana.
del
—
Punti
—
—
melodie.
—
Wagner.
critico
comparativo.
esplicazionewagneriana.
due
Wagner.
letterato, oratore.
fra i due
—
Gluck.
Studio
—
monologhismo
Riassunto.
poeta,
Verdi.
del
Cristoforo
—
delle
Differenze
—
Il
—
del
quello
e
dogma.
Analisi
Wagner
dell'ultima
—
in
—
—
d'arrivo.
e
distinte
Wagner
wagneriano.
nuova.
istinto.
per
partenza
del
trasformata
fissa.
idea
artista
parti
melodramma
dell'arte
sua
216
melodramma
leggenda
germi
La
Il
—
Storia
—
rigi.
Pa-
testazioni.
Con-
—
Ventesimoterzo
Sommario.
al
rappresentazione
prima
—
napoletani.
Entusiasmi
La
—
doiV Aida
Trionfale
—
209
dtW^ Aida.
Arrivo
—
Scala.
—
del
Idee
—
Ventesimosecondo
Capo
-
—
Piroli.
arte.
Importanza della strumentazione.
L'istrumentale
ddVAida.
sull'argomento.
parola
—
nostra
al
Verdi
Natura
—
Come
La
—
—
della
gerati.
esa-
ultramontana.
stampa
Lettera
—
estetica.
Mefistofeh.
suo
provocazioni
prime
Entusiasmi
—
—
Boito
commozione
201
partigianidelle due scuole.
Conseguenze.
Wagnerismo.
—
d'un'opera
della
due
—
I
—
»
Italia.
in
ingiusta.
—
Annunzio
L'Aida.
Wagner
Arrigo
—
nazionale.
leggi
del
opere
avveniristi.
Gl'imitatori.
—
partitura.
Pag.
Reazione
—
arte
in
—
edizioni.
Ventesimoprimo
«
a
I successori.
—
modifica
Verdi
—
il
masse.
Carlos
Il Don
—
volta
prima
del
morte
sulle
fascino
suo
Verdi.
di
dirige per
!
Mistero
il
e
Il collaboratore
—
—
—
riformatore
genio
suo
VOLUME.
Verdi.
—
—
Verdi.
I
INDICE
Capo
XV
VOLUME.
DEL
Ventesimoquarto
Sommario.
Verdi
—
La
—
del
La
—
Paganini.
—
déìì'Aida.
dello
—
spirito
naturale.
La
Capo
il
col
Wagner.
giudizio dell'Hanslick.
La
musica
e
La
—
della
musica.
—
rapporti
novità
è
sul
fraseologia
nuova
coUe
altre
della
teoria
energie
Il bello
—
Quando
—
deìVAida.
La
—
messa
partenza
di
po'
al
Messa
storia.
Bulow.
Peritanza
—
taglia il
Verdi
mirum.
Cherubini
a
cause.
La
—
Vienna.
Capo
La
—
Messa.
commerciabilità
del
al
Un
—
Lettera
—
irae.
sul
accuse
Analisi
Luccardi.
Da
—
Tempio.
Ventesimosesto
Sommario.
Sedici
—
244
alla
Rigoletto aìVAida,
e
Bizet
comparativa.
Perchè
il Verdi
Il
ricordi:
suoi
Schlegel.
fascini.
Le
—
di
—
La
—
—
—
Le
La
leggenda
sorgenti shakesperiane.
di Otello,
Sommario.
—
Otello.
—
La
lirica
—
neW
Analisi
—
descritta
dallo
dell' Otello.
252
L'opera
Otello.
della
Suoi
—
Ventesimosettimo
Capo
—
cide.
si de-
Verdi
Il libretto
—
—
di Rossini.
—
dell'eroe
fisonomia
Dal
—
forme.
nuove
dell' 0/^//o.
La
—
Massenet
—
L'esempio
—
L'uovo
Boito.
wagneriana.
in Italia.
Tentazioni.
—
tacque?
contatto
Boito
indagini.
impressioni dell'attesa.
Le
—
Riflessioni:
—
costellazione
La
Arrigo
Analisi
—
silenzio.
Scala.
—
Francia:
in
di
anni
àéVOtello
prima
a
della
Ritorno
—
Le
—
Milano
Da
—
—
Juha
critica.
artistica.
Messa.
deUa
Verdi
alle
—
di Milano.
Dies
del
commozione
mancata
Sua
Beethowen.
pel Palestrina.
Risposta
—
nella
posta
pro—
al S. Marco
Il dramma
—
sacra.
--La
di Milano.
Messa
Verdi
musica
Manzoni.
giudizio di
Verdi.
gordiano.
Lettera
al
Un
del
del
nodo
Verdi.
—
Messa
della
—
Il melodrammisnio
—
morte
Esecuzione
Ammirazione
—
di
alla
Bellinzaghi,sindaco
la critica.
e
si cimentò
La
—
senatore
—
La
—
al
Parigi.
per
il Verdi
Rossini.
per
Verdi
di
234
che
è
l'arte.
nel-
instabilità
Ventesimoc^uinto
Sommario.
sul
nota
relativa.
sempre
La
—
vitalità
grande
suoi
i
Una
La
—
inventiva.
del Verdi
Giudizio
—
contìnua.
Reyer
facoltà
fonia.
sin-
le illusioni
aspirazioni e
della
Mancanza
Un
Età
—
Le
—
227
della
classici
modelli
tre
Faust
—
ed
polemica
umano.
—
di
francese.
il Berlioz
I
—
DannuT^ione
fra
Berlioz.
Berlioz.
e
maestro
Differenze
Pag.
—
d'arte.
del
Moto
m^odia.
—
—
La
riforma
pensiero
Il
nella
principio
è
completa.
politicae
melodico
l'arte.
nelnel-
DEL
INDICE
XVI
Studio
l'Otello,
La
scrupolosa
la
della
Capo
le
e
parola
testo.
di
precedenti
musicata.
La
—
Curiosità
Maurel.
e
sulla
dtìV Otello
vita
col
—
Tamagno
—
questa
La
—
musica
dell' 0/^//o.
prima
fra
comparativo
drammatica.
proprietà
VOLUME.
grande
cronaca.
Il trionfo
—
La
—
La
Verdi
—
Pancione.
Scoraggiamenti.
—
Il sorriso
del
L'arca
Noè
di
Le
e
il Barbiere
La
tradizione
La
nuova
Capo
Il
—
ài
Figaro
il
e
Falstaff,
delle
Mozart.
Allegre
musicale.
commedia
—
buffa
comparativo
I
Proprietà
bellezze.
Un
Verdi
organismo
del
si
nuovo.
terzo
—
previsione
e
Un
mirabili
—
di
sorriso
L'evoluzione
La
—
Dal
—
musicale.
al
"Nabucco
grado
L'italianità
sacre.
originalità.
ed
nei
del
uomini
—
finisce
Verdi
2)1*Aida.
—
sue
Goethe.
artista
—
—
diana.
Ver-
polita.
cosmo-
Le
sizioni
compo-
Testamento.
—
287
composizioni
sacre.
Vergine.
La
le
dell'opera
Riassunto
—
e
Volfango
Falstaff,
—
Hugo.
Viaor
grandi
dell' eccletismo.
Verdi
e
Appendice
alla
I
—
dell'avvenire.
Verdi
—
longevità
dell'opera lirica.
L'ultimo
—
di Verdi.
opera
più.
sorprese.
—
sue
278
L'ultima
—
—
della
Trentesimo
Sommario.
Le
le
necessità
Le
Freschezza
—
analogie.
le sue
e
commedia
e
diverte.
La
—
libretto.
buffa
Opera
—
Rovani
—
difetti dell'atto
I
nordica
—
battesimi.
—
Falstaff,
—
L'indole
moderna.
nuovi
del
qualificazione.
—
tecnica
Capo
di
—
Analisi.
—
273
atti
tre
—
—
Nicolai.
del
Ventesimonono
Sommario.
—
sini
di Ros-
ottant'anni.
a
Windsor
di
—
Falstaff.
Siviglia
di
Studio
Un'opera
—
Monaldi.
del
artistico
Comari
di lavoro.
al
Verdi
// Barbiere
—
di
Monaldi.
Gino
a
262
di Boito.
Interruzione
del
concetto
degli impresari.
Verdi
—
lettera
brindisi
Un
—
di
Indiscrezioni.
Altra
—
Verdi.
Lettera
—
—
Maestro.
nox,^e
fra
Giuseppe
di
Montecatini.
a
La
—
Pag.
del
per
resta.
ar-
scena.
vecchiaia
nascita
si
personale.
Ventesimottavo
Sommario.
—
Armonia
—
aspettazione
—
L'influenza
—
opere.
parola
Ave
Verdi
—
del
Maria.
scriverà
Maestro.
—
Te
ancora?
Deum.
—
—
Le
Stabat,
voci
del
—
Laudi
pubblico.
Capo
Sommario.
Primo.
del
artistica
Fisonomia
dell'
Serietà
—
del
Verdi
VOberto
di
teatrale
del
si
:
l'uguale,
la
1829,
divino
cantore
al
del
d'
giornale
15
1839:
Cronaca
Fama
La
«
».
solo
ammirò
deiranno
mesi
allora
Bugie
—
dar
a
del
silenzio
celebre
segni
che
la
non
di
chezza.
stan-
durava
passaggio
di
il
cui
viva
mondo
rapido
tanto
il
avevano
rappresentanza
triade,
di
quando
anni,
33
cui
morte
1835,
i
appena
Donizetti
di
Rossini
nel
una
per
crudelissima
e
avvenuta
il
superba
cominciava
La
1839.
musicali
ingegni
toccava
della
feconda
nione
Opi-
—
—
inaspettata
Bellini,
lasciato
oggi.
novembre
delusioni.
Incertezze:
sino
rigogliosa
Vincenzo
del
di
none,
ca-
zioni
Considera-
—
ultimi
italiana,
L'olimpico
dal
quella
e
Verdi
doppio
a
d'allora.
sera
—
resoconto
gli
lirica
ricorda
ieri
Notizie
del
verità.
Correvano
fioritura
di
La
proposito.
Bonijacio.
tempo
la
pietose:
scienza
:
—
fuga
una
:
—
in
San
insegnamento
La
retrospettive.
Milano
—
lettera
:
musicale
tori
Au-
-^
Verdi.
Conservatorio
significativo
Aneddoto
—
1839.
comparativi.
Giuseppe
di
del
leggenda
—
Caponi.
scena
Comparsa
—
La
biografiche.
al
storici
—
Scala.
della
teatro
Riflessi
celebri.
cantanti
e
il
il
circa
periodo
—
pefatto
stu-
quanto
meraviglioso.
E
infatti,
ventennio
potuto
biere,
del
una
assistere
del
Mosè,
Guglielmo
quando
sola
alle
della
Teli,
si
pensi
che
generazione
prime
di
poco
Norma,
più
pubblico
rappresentazioni
Cenerentola,
della
in
della
d'un
aveva
del
Bar-
Semiramide,
della
e
Sonnam-
CAPO
2
dei
buia,
della
può
deWAnna
Puritani,
Lucrezia
PRIMO.
Borgia,
della
Bolena,
ò^
e
d'amore,
Elisir
giudicare Timportanza
esattamente
Lucia,
di
quel
si
riodo
pe-
artistico.
Per
trovare
all'età
risalire
riflesso
un
del
comparativo
Rinascimento
dal
—
la
più splendida
—
mai
furon
Pericle
da
al
ristretta
potè
dal
—
181
orgoglio
solo
cotale
così
a
larga
la
sensibilità
straordinario;
della
Così
di
i
ebbesi
palcoscenici
d'Italia.
Bologna, Parma,
o
per
che
la
meno,
udire
e
acclamare
la
Barbieri-Nini,
ecc.,
della
e
dinanzi
arte,
acuì
in
trale,
tea-
modo
musicale
di
perfezionamento
ritenere
che
italiano
siasi
non
vato
tro-
lussureggiante
in
quel
tempo
lano,
Mi-
Napoli, Venezia,
Modena,
Pasta,
chelangelo,
Mi-
di lirica
onorò
e
Roma,
Pisaroni,
Crisi, la
di
mésse
allietò
le
segno
di-
sospirata.
la
la Frezzolini,
Brambilla,
la
città
cento
furono
chesi,
la
le
nel
méta
del
Correggio.
si
e
di
legittimo
Leonardo,
vigoroso
pubblico
pertanto
insigni che
cantanti
e
dobbiamo
alla
vicino
tanto
di
suoni
nomi
arti
l'educazione
il
dei
1
le
razione
compasarebbe
stesso
XVI
anzitutto
d'allora,
prima
lo
con
ravvivò
siccome
sensibilità,
sua
mai,
si
consiste
popolo
un
e
Tarte
manifestazione
potente
e
la
salutare
—
i nomi
impulso
Né
che
Tiziano
Raffaello,
Sotto
é
1559
di quante
musicale,
secolo
nel
nazionale
campo
1839
al
1499
nostri.
certo
salutato
avevano
dì
Donizetti
e
cui
con
al
5
Bellini
Rossini,
ai
poiché
audace,
troppo
di cultura
età
occorrerebbe
Firenze,
penisola
famose
la
la
tutte,
e
fecero
del
regine
Catalani,
quei
non
gara
canto
|
i
la Malanotti,
J
la
1
Roccabadati,
la Persiani,
a
più
la
Mar-
Strepponi,
minori
sovrani
|
j
CAPO
Una
dell'autunno
sera
facevano
San
di
Chi
«
è
i famosi
e
siani
ambro-
loro
prima
massimo
zione
rappresenta-
titolo
Oberto
?
Verdi
terribili
conte
Verdi.
Giuseppe
maestro
signor
questo
l'altro
l'un
del
Bonifacio
del
dal
nuova,
i buoni
1839
la
annunziata
era
un'opera
di
del
nell'atrio
ressa
dove
teatro
PRIMO.
si chiedevano
"
abbonati
pago
dell'Areo-
milanese.
La
ormai
narrato,
che
scena
sostenere
là
giungere
il
il
dove
in
miglia
tre
adolescenza
alle
dal
egittima
a
Milano
è
ormai
ei
la
dell'ottimo
presso
il
le
veramente
po-
Roncole,
della
a
sua
gano
dell'orbili
ineffa-
gioie
a
lui
partite
im-
soddisfazione
finalmente,
potè
egli
vissuta
Le
musicali
e
stinato
prede-
là dove
armoniosi
nozioni
per
avvenire.
suo
villaggio,
amorevole
studiare
e
trepidazioni
Provesi,
quale
lotta
Barezzi,
Lavigna,
tutto
mercè
recarsi
questo
noto.
Benché
esatta
del
detto.
artista
detta
concenti
prime
la
con
a
ai
maestro
protezione
le
Busseto,
chiesetta
gustate
di
del
terra
alla
il teatro,
per
fanciullezza,
sua
piccola
innanzi
della
la
della
una
da
istinto
infallibile
presagio
lui
già
crudelissima
e
ha
privilegiate che
nature
irresistibile
suo
di
il
ripetere
irrevocabilmente,
umiliazioni
Le
le
aspra
lo chiamava
sentiva
di
vocazione
una
dovette
l'arrivo
caso
tutte
come
sortirono
il
è
Maestro
le romanzesche
minutamente,
accompagnarono
non
Verdi,
così
e
che
vicende
dell'illustre
biografica
cronaca
la
ugualmente
storia
del
suo
nota,
esame
è
non
al
perfettamente
Conservatorio
e
PRIMO.
CAPO
verdetto
del
il
pagina
di
negativo
Verdi
volle
al
diretta
Carissimo
Non
«
di
«
mese
«
cinove
«
scopo
«
mento
«
una
«
alcune
«
al
«
geleri
«
quale
«
di
"(
dopo
«
pensate
«
stro
giugno
di
di
ed
Io
«
Nessuno
«
prima
«
E
io
Da
T
dopo
non
dal
tato
Fetis.
diniego
occulto.
di
serbato
Conosciuto
altresì nelle
e
note
dove
il
vecchio
:
pezzo
del
Anal
maestro
giorni
otto
mi
disse
Non
:
scegliete un
del
parlò
mi
mae-
Negri.
o
Conservatorio.
Nessuno,
del
giudizio
né
regolamento.
di
Basily riporre
tutto!.,.»
é
lecito
Verdi
ricordo
pseudonimo
al libro
aggiunte
venne
pubblicata
dedurre
fu, dovette
stesso
il
mio
dimanda.
mia
l'ingrato
sotto
io subii
Rolla,
Circa
che
nulla
vi
Lo
paga-
un
consiglio Lavigna
Ecco
non
a
presentando
dal
Rolla
esame
lettera
perentorio
allo
Inoltre
Provesi.
alla
nulla
so
questa
aver
quali
più
rispose
né
i
vi
seppi
non
iscritto
Basily, Piantanida,
Conservatorio
io
:
die-
suonando
e
a
dal
recai
città
compiuti
allievo
raccomandato
al
nel
al Conservatorio
Ferdinando
mi
1880.
1832,
per
come
davanti
più
in
ancora
di Milano.
esame
stato
io
nel
io feci dimanda
altri, fra
era
guente
se-
(i)
ottobre
13
ma
aveva
composizioni
Busseto,
»
1833,
al Conservatorio
mie
Agata,
ammesso
pianoforte
(i)
(non
essere
specie
«
nel
che
anni)
la
con
Caponi,
affatto
è
chiarire
Quella
pubblicista Caponi:
Busseto-Sant'
«
professori.
quei
stesso
lettera
5
del
la
di
che,
esservi
mostrò
della
Folchetto
almeno
più
cattiva
col
fiuto
ri-
se
tardi
ac-
quale figura
Storia
dotica
anedPougin: « Verdi
lettera qui trascritta.
-
6
CAPO
ricevuta
coglienza
una
risultato
cattivo
di
maestro
al
maestri
lo
vigna
al
alla
grado
in
e
regolarmente
solo,
ampliato
il
la
Basily,
al
ragione
del
autore
il
arricchirlo
!
La
al
ha
musica,
di
serietà
e
d'un
di
quanto
che
e
oggi
il
vato
tro-
voluto
Basily
non
la
reso
avea
provarlo.
r Introduzione
un'importanza
metodo
falsa
riglia
pa-
incompleto
si
od
errata
studii
e,
ciò
Averlo
Coloro
della
fatto
che
se
il Verdi,
non
loro
dire
la
trina
dot-
che
Ronda
non
del
infatti
poterono
redo
cor-
bene
meno
quella
vuol
mune
co-
un
talvolta, basta
Norma,
la
musicale.
dottrina
di
la
maestri
grandi
studiarono
non
;
di
allora
oggi
ai
dezza
sal-
quale
con
studiasse
escluso
non
soggettiva,
si
attribuisce
raramente,
possedessero.
a
ho
ho
e
ci dimostra
Bellini, Donizetti
usarono
la
Esso
tempo,
modesto
Rossini,
arido
e
il futuro
io
che
diritta
era
che
sia
quanto
opinione
italiani
questa:
done
aven-
chiesto
perizia,
bocciato
più
storica.
una
e
E
canone,
non
professore.
L'aneddoto,
ne
presentò
è
botta
buon
svolto,
tanta
po'
farlo
di
ragione, rispose
un
La-
per
la
L'allievo
pararla.
potè
di
soggetto
»
tema
un'ora
doppio
sorpreso
«
il
di
Il
Basily.
accondiscese
un
:
corso
con-
giovani
correttamente
e
Rigoletto,
vostro
dal
meno
con
Verdi
Monza,
ventotto
scrivere
a
il lavoro
ma
di
di
posto
un
sviluppare adeguatamente
Questi
prova,
del
parlare
per
proposto
Verdi.
fatti
in-
essendovi
a
Giovanni
a
allora
ed
venne
partecipato
fuga
invitò
svolgere
San
a
riuscire
di
si
concorso
un
avevano
senza
soggetto
un
di
Trovatosi
Lavigna
Basily,
cappella
quale
del
casa
il
anche
capitato
Conservatorio.
al
in
sera
PRIMO.
sto
re-
vere
scrinei
Puritani,
cola
la
Borgia
il quarto
e
il
Né
maestro.
ieri
fosse
fatto
di
vi
molta
è
sarebbe
dell'armonia
della
fantasia
imbarazzo
:
essi
invece
di
un
grande
che
trovano
almeno
vi
diceva
Questo
X Otello
come
sentirla
radicata
musicale
de'
l'aria
al
mezzo
con
la
gli
del
giovane
trepidazione
al
neofita, presentava
primo
Il
18
balde
tentativo
e
vivaci
il
guriamoc
Fi-
Falstaff !
egli dovesse
l'estro
briava
ine-
delle
e
!
forme
copiose fonti,
quell'atmosfera
Verdi,
del
in
sicale,
mu-
popolo
la
con
proselite, e
tiva
istin-
pari tempo
inevitabili
sgomento
pubblico
"
1890,
contemporanei
e
!
della
Scala
del
il
suo
melodrammatico.
pubblico, però,
novembre
lo
salvarsi
del
istinti artistici
quale viveva,
baldanza
del
scono
rie-
senza
1839, quando
di
purissima
pronto
scrittori
di
semplicità
quelle
a
assimilandosi
in
nel
fosse.
genio,
nell'estate
predecessori
Abbeverandosi
di
agli
sia
inciampo,
un
scrittore
vi
vi
agile e
convinzione
coU'aurea
il mondo
respirando
tale
Però,
oggi
non
il mezzo
nell'anima
suoi
che
vigiliaquasi
una
che
sono
aiuto
delle
ha
adesso.
meno
il Maestro
alla
e
anche
mentre
allo
sovente
di
Palestrina
meglio
rendono
di
scienza
oggidì- " In
(sono parole del
negarsi
può
non
forse
e
I lenocinii
dopo
stupefacenti
d'armonia,
progresso,
genio
esagerazione.
del
scienza
la
quella
scientifici
trovati
la
che
di
povera
armoniche,
fatto
il volo
più
dimostrano
e
esatto
della
terzetto
Favorita
dell'artista
tampoco
tanto
arditezze
un
è
il
Lucia,
della
atto
Teli, la Pie-
Guglielmo
della
genio
maggiori
Verdi)
in
il finale
tempo
un
a
del
Congiura
Messa,
7
PRIMO.
CAPO
1839
aspirazioni
del
non
potè
alimentare
Maestro.
in
nò
quella
del
sera
distruggere
L' Oberto
ebbe
uno
le
8
di
i
PRIMO.
CAPO
successi
quei
nulla
quali
d*un
che
aggiungono
alla
tolgono
o
di
direbbero
si
oggi
stima,
riputazione
compositore.
Un
rende
così
milanese
giornale
«
Milano
€
di
«
miserabile
«
al
«
cazione
«
formano
€
matico
alla
schiera
senso,
e
belliniano,
«
allo
stile
«
a
«
dove
«
cantilena
«
questo
«
onde
«
istrumentazione,
«
e
«
rini^
«
tetto
«
rivelano
«
impronta
«
non
«
lezze, giacché,
«
egregiamente,
"
r uscire
«
quela
"
forza
«
raggiunse
larga
forse
mano,
le
è
e
la
del
sera
di
pensieri.
quella
di
Salvi
secondo
1
nel
atto
talché
sono
molto
di
Salvi,
tono.
bella
la
non
voce
nota
farcene
eccettui
gli altri
di recite,
la
ne
se
a
pareva
luoghi
togli
ne
bella
per
per
purezza
della
cavatina
atto,
e
Ma-
il quar-
pezzi magistrali
e
hanno
a
la Marini,
dir
vero,
le belche
cantò
gareggiassero
Masini
da
in
e
sì
che
certa
una
assaporare
possiede,
la
gli applausi
e
affaticato
richiesta.
profusa
nei
corrente
potè spiegare
che
è
passione,
e
d'ispirazione.L'esecuzione,
contribuì
che
d'assai
Se
primo
musicale
sapere
vi
canto
La
e
versifi-
avvicinasi
meritò
7
muse
melodram-
teatro
ben
quella
di
monotona.
essa
conte
situazioni
energia
dolcezza
mólto
di
troppo,
di
del
alle
melodia
anche
novità
e
anche
difetto
fu accolta
ira
in
nostro
la
e
languida
grave
con
sprezzatura
richiedevano
parole
confuso
quest'opera
di
musica
La
del
vergogna
V! Oberto
—
assurdità
quella
per
la
quella
per
Fama,
rappresentazione:
Scala
libretti
di
La
tempo,
io lo vorrei
Bonifacio
buon
quel
quella prima
Teatro
—
San
«
di
conto
di
lunga
tutta
la
nelsesua
spesso
non
pareva
gio-
PRIMO.
CAPO
a
"
casse
"(
nel
«
volta
«
tuttora
mosca
sul
cieca,
fortunato
Shaw,
che
ha
teatrg,
«
Nelle
«
si rinfranchino
«
st' Opera
di
crescerà
Il favore
il
lusinghiera e
Tarrivo
più.
del
U
giovane
Oberto
Per
renderci
vedere
essere
certo
con
scena;
ma
da
"
glienza
acco-
simpatia
di
niente
vitale
fu.
non
e
fatto
questo
po' più
un
favore...
ebbe
opera
di
ragione
loro, que-
tra
salutò
alla
nostro.
i cantanti
pubblico
pubblico
maestro
studiare
e
nel
L' O berlo
poteva
non
che
ma
non
scena,
il
meglio
certo
crebbe.
non
della
avverrà
se
prima
felice,
principale come
si accordino
e
la
produceva
come
susseguenti,
sere
coglieva
quando
pronuncia
canto
teatro/
un
per
si
voce,
sì del
novizia
fatta
"h
La
segno.
9
conviene
Tuomo
vicino
e
r artista.
Capo
Sommario.
Il
—
del
intime
così
quella
a
Donizetti.
e
che
Tre
—
giorno
di
comparative.
all'opera
—
L' Oberto
:
strazio
due
mesi.
—
del
Moda.
1
5
Verdi
—
con
Simile
colpa
volere
di
«
Un
Riflessioni
inettitudine
1840
Merelli.
e
di
narrata
—
Dopo
morale.
grande
un
—
—
opera
sua
—
Sua
settembre
La
—
benefico.
musica
Falstaff.
Annientamento
—
La
gonata
paraRossini
artistici
La
—
—
Verdi.
del
serata
influsso
:
Verdi
dell'artista.
e
che
cause
fenomeni
Maestro.
Solo
—
del
La
il buon
Verdi
secolo:
mezzo
triste
terribile.
nacque
vano
di
Lo
contemporaneo
Crisi
nomi
sulle
Bellini,
Mozart,
Busseto:
a
confessioni
:
di
giovinezza
dell'uomo
calma
temperamento
La
—
il libretto.
reso
tre
Dopo
—
—
—
in
Il
buffa.
giornale
il fiasco.
I
morti
regno.
La
—
—
Maestro
del
vita
Merelli.
impresario
La
-
Pergolese, Schubert,
La
—
dell' Oberto,
buffa.
dal
di
Indagini
—
il lavoro.
lungo
storia
sua
:
lavoro.
di
anni
: tre
derivarono.
ije
musica
L'
a
dell' 0/?"{r/o
originale
peccato
Maestro
condussero
Secondo.
peccato
avrebbe
nale
origi-
mente
probabil-
qualsiasi robusto
CAPO
IO
di
ingegno
Verdi
musicista;
debba
dinanzi
drammatica,
La
all'ordine
fosse
L'autore
«
maestro
"
certa
€
allora
Masini
fiducia
di
che,
ne/
«
scrivere
da
drammatico
che
un'opera
lui
bretto
«
divenne
€
l'offerta
«
impegnato
come
«
Terminata
che
«
mente
«
partitura completa
«
di
«
tutte
l'Oberto
è
di
dell'artista
anche
da
avere
della
sua
Stando
ritenere
e
a
La
influito
posi
nuova-
con
cavare
era
anni.
tre
in
la
me
ordine
e
copiare
e
parlare
a
questo
il lavoro
forma
; ma
può
non
dall'anima
di Lui,
poetica
alla
ogni
immaginazione
il tumulto.
A
impulso,
altre
primo,
alle
modo
dell' Oberto
nella
e
alcun
lungo
a
spontanea
e
mancato
a
mi
in
vero,
musica
provocarne
questo
accettai
ove
portando
di
così
atto
Io
circa
opera
li-
un
»
condussero
elemento
ne
Filo-
Solerà,
Busseto
restai
cura
è
nell'azione
mancando
valido
la
canto.
agile
dal
perfettamente
e
accenna,
scaturita
essere
mia
propose
consegnò
a
Milano
per
indagarle.
lecito
la
una
Teatro
parte
Il
"
:
mi
Bonifacio,
ritornai
e
preso
non
che
San
ebbi
era
parti
Verdi
in
organista. Vi
viaggio
mi
le
di
piacere
con
cui
ragioni
poi,
scena.
avea
"
il
mi
e
modificato
«
in
diretto
la
sembra,
per
poco
prescindere
cause
felice
sono
pos-
parto
giovinezza.
alla
infatti
narrazione
che
ci
partitura
Ricordi
artista
giovane
versi.
poiché
la
che
al
quanto
a
cattivi
di affrontare
parla
ne
azione
minore,
prima
grado
così
stesso
così
stata
il
che
scoramento
grave
in
lavoro
in
e
dubbio
sconclusionata
e
essere
di
anni
tre
un
inoltre
deve
non
v'ha
non
torbida
esposta
fatica
vollero
e
provato
aver
quella
a
SECONDO
le
del
prime
Verdi,
note
dobbiamo
dell'
Oberto
12
egli
nientemeno
compone
la
e
Traviata
deir
r
del
posseduta
la
sempre
le
idee
l'anima
di
uno
la
per
ai
Nella
opere.
affrettato
ad
lenta
una
à^
artistica
del
allo
stato
\ Oberto,
scrivere
relativamente
stipendio
sua
i
a
di
che
donna
una
dagli amici,
amato
sentiva
rispettato
quel bisogno
di
chiedere
di
essa,
all'arte
di
tutto
oceano
e
ogni
le
tutti
del
le supreme
per
teatro
dai
febbri
d'infervorarsi
ticare
creatrici, di dimennuoto
provare
beatitudini
egli non
l'artista
tormenta
gettarsi a
e
della
sogno
nemici,
bene,
suo
sposo
graziosi bambini,
che
acuto
provarne
e
due
di
giovinezza, padre
mese),
il
stata
uomo
cospicuo
un
lire al
tempo.
Busseto
un
di
vita
tutto
sopra-
in
considerarsi
era
nella
quel
passati
(300
tempi
in
menti
mo-
cale.
musi-
attribuirsi
Provvisto
sistiamo
as-
giammai
;
forse
dell'artista
poteva
posto.
quei
per
unico
anni
tre
noi
brevi
non
lavoro
quindi
psicologico
durante
Questi,
felice
deve
scrivendo
elaborazione
Oberto,
Verdi,
di estasi
carriera
anche
stentata
e
Il fenomeno
e
dire
ancora
e
obbedì
lunga
sua
cadde
ac-
vuol
creativo
negligente
e
non
provato
sempre
frequenti
a
questo
avea
quali egli poi
infatti
di
non
quando
e
dell' Oberto
musica
ebbe
trovarono
esse
Se
carta.
di tumulto
momenti
quei
proprie
però
sulla
Oberto.
insegna)
sicura,
e
e
facilità
una
lo
ce
cervello
suo
dell'artista
fantasiosa
le
nel
presto
dunque
che
Basily
turità
ma-
scrivere
conferissero
facile, pronta
mano
ben
dello
la
all'epocagiovanile dell'
ancora
turbinarono
posto
che
si opponga
gli
teatro
il Trovatore
RigolettOy
l'abitudine
(l'episodio col
Verdi
il
che
! Né
ingegno,
esperienza
non
a
SECONDO.
CAPO
della
i
nello
finato
scon-
capogiri
uscita
l'abisso
del-
alla riva.
CAPO
Lontano
deir
dello
e
Oberto
misurate
fresco
di
blande
Le
e
l'atmosfera
è
densa
sulla
il duetto
nei
di
prima
dante.
Un
ultima
Scala,
fa
versi,
verdiana.
pagina
Quel
Fra
questo
dolori
di
l'Oberto
disinganni
forse
o
gli
Nella
civile
stato
il Verdi,
di
oltre
quelli di
dirsi
con
di
momento
era
dì
una
quasi
la
e
vita
tervento
l'in-
senza
di
lo
serie
una
amico,
un
del
Verdi
spirito.
figura sui registridello
che
di
primo
quel
l'unica
anzi
che
uomo,
un
(anno
Fortunino
che
dell'arpa
purtroppo
inaridito
nascita
nome
i
scrisse
futura
spezzata
Busseto
il
della
l'impresario
acerbissimi
almeno
fede
l'
al-
composto
migliore,
havvi
di
anche
avrebbero
Merca-
Nabucco.
provvidenziale
avrebbero
la
del
opere
dell'opera: si potrebbe
del
e
di
e
è
di rito
stretta
e
lette,
caba-
e
il Solerà
e
corto
e
falsarigadelle
vibrazione
bella
l'aurora
chiamarla
la
il Merelli,
la
hanno
non
cavatine
quartetto
un
quartetto
veramente
alte
affannosamente
Donizetti
situazione
presagire
vane
gio-
colle
debole
è
e
sulla
del
quale
la
suggerì
volo
inevitabili
pezzo,
del
e
dell' Oberto
convenzione
maniera
ora
musica
del
già
non
si librano
tutte
solo
la
scrisse
;
il loro
Le
finali camminano
della
studii
quale
pesante.
e
concitamento
questo
elucubrazioni
facili melodie
e
agili e robuste,
penne
da
1813)
si
Giuseppe,
Francesco.
secondo
influenza
nome
benefica
che
trova
tresì
al-
porta
Ebbene,
abbia
quel
trebbe
po-
bilanciato
contro-
terribile
sventura.
Abbiamo
detto
allora
Francesco
3
dell'artista.
energie
commosse
I
spirito, egli
le
con
maestro
e
allora
era
com
deiranima
SECONDO.
più
su
che
Merelli.
impresario
Questo
nome
della
Scala
avrebbe
CAPO
14
di
diritto
dei
la
vita
ed
della
dietro
far
folla
una
di
il Merelli,
Nondimeno
Con
centi
con-
di
di
siepe
dosi
lascian-
teatro,
competitori.
e
al
doveva
gloria,
lui
di
vane
gio-
lontariamen
invoalla
artista
un
uomo,
ingegno
del
più
abbia
la
del
malattia
ancora
a
Il
di
pianto
lavoro
giugno
del
Maestro.
Nello
e
scomparsi
in
1840
«
spazio
mezzo
in
scena
l'altro
quel
povero
del
adorata
Io
di due
solo
era
mesi
sempre
per
a
questa
i due
e
prendere
im-
non
ma
;
era
bambini
suoi
Non
morivano.
dovea
cuore
la
sua
rita,
Margheda
colpita
spegnevasi
anch'essa,
bara
!...solo
io
non
angoscia
dalla
usciva
sta.
banuare.
conti-
compagna,
appena,
:
da
convalescente,
giugno
terza
una
Assalito
Maestro.
che
dopo
cerebrale,
19
tratto
con-
conchìuso
andare
e
l'opera pattuita
primi giorni
giovane
del
appena
non
del
metà
l'un
Ai
la
lo strazio
scrivere
ammalavano
fu
quali
buffa
essere
apprezzato
e
lui offrendo
a
delle
opere
dovè,
a
misurato
1840.
comincia
Qui
fiera
tre
dovesse
prima
l'autunno
l'impresario della
raro
giovane esordiente,
altre
per
e
XOberto,
dopo
avea,
che
fine
accorgimento
Scala
E
fitta
una
Tanima
un
mistici
di schiudere
della
sata
pas-
subito.
mai
r
che
prova
Senza
coll'aiuto
colleghi
sottoporre
angosciosa
pari
prima
le porte
musicista
di
grande
un
ché
non-
probabilmente
invece
pie
a
Verdi,
italiani.
gemere
chiesa;
in
entrare
artistici
assai
a
saltare
egli potè
ostacoli
avrebbe
del
gloria
ricordi
Busseto
a
l'organo
lui
bei
il Verdi
il Merelli,
alla
legato
esser
quella
a
SECONDO.
fiammazi
ine
il
casa
!... (parla il Verdi).
tre
aveva
esseri
cari
erano
più famiglia !
terribile, per
non
all'impegno
mancare
un'opera
terminare
Chi
legge
chi
può
strette
dell'artista
che
le
e
costretto
buffa
;
e
indomita
lavora
per
tenace,
egli volle
l'artista. In
idea,
a
che
spirito
escluse
anche
buffo
genere
le condizioni
avrebbe
L'esame
non
di
o
due
insieme
altro
sola
suo
pezzi
di
San
la
fisonomia
vedere
sino
influisse
stabilire
e
del
se,
il
Maestro,
rispondenza
il Maestro
dove
concertati
è riuscito
pregevole,
all' infuori
che,
in quanto
il
tutto
840,
che
osservare
del
leggendaria
così
sentimento,
drammatico,
1
!
tare
possibile ten-
trovare
dell'abitudine
tuttavia
melanconia
del
dentro
a
porre
resto
non
quella
rità
auste-
vaniloquio.
caratteristico
impeto
solo
un
là
per
anormali
possibile
tre
Dobbiamo
e
infatti
musicale.
qualche pagina
che
si.trova
dell'uomo
potuto
è
forza
il promesso
vinto
è
dell'artista,
creatore
fibra
aveva
morto
non
doloroso
stato
temperamento
suo
colla
è
lo
è
era
sua
sussulto,
critica
indagine
una
punto
Tutto
partitura
questa
a
quella
un
i singulti,
d'un'opera
Tuomo
però
fremito,
un
fra
note
dell'opera non
musicale.
esame,
sullo
nel
frase,
vita
Innanzi
un
il corso
tutto
una
di
istante
volta
Questa
mente
potè compiere
e
bili
terri-
gli occhi
di
virtù
dro,
qua-
la
e
Verdi,
le
la penna
con
nondimeno,
e
il cuore
velavano
gli
un
quali
a
sa
! Il
crea
e
che
segnare
lavoro.
una
non
soggiaciuto
lagrime
a
contempla
chi
musica
aver
e
"
volume,
una
scrivere
io doveva
assunto,
buffa!...
un
ascolta
I5
SECONDO.
CAPO
si
non
non
intellettuale
ricco
ancora,
e
di
quel
foga
ed
tunno
nell'au-
rivelati, poiché l'Oberto
esattamente
Bonifacio
erano
Verdi,
certo
aveva
del
suo
potuto
autore.
delineare
l6
CAPO
Verdi,
vedremo
come
nel
lavoro,
austero
artista
in
di
ogni
fu
che
ardente,
giocondi
e
Che
il bello
la
attraverso
robusta
benché
talvolta
e
fugaci, fantasmi
scintillìo
gaio
il Maestro
al
anche
parecchie
col
musica
nella
lampeggia
più
Comunque
sia
Un
non
può
Stanislao
unico
di eroismo
Verdi
al
partitura
fosse
il
ma
del
pubblico
e
le
del
conto
così
non
Il
Moda,
scriveva
maestro
ignoto
al
domestiche
è
—
numero
Verdi,
forse
del dovere.
sofferto
ed
pubblico
attese
segrete
basce
am-
tista
l'ar-
insanguinano
egli paga
;
anticipato
offerto, e
gli viene
naro
dedell'impiego del suo
ragione.
altro
periodico
nel
un
che
soddisfatto
ha
come
strazio
delle
:
//
riluttante, la
lo
che
spine
divertimento
fischia, ed
La
che
schiato.
arri-
ovvero
legge
sebbene
sperò
occulte
pareti
alla
alla
Falstaff,
esempio
un
si preoccupa
non
delle
fra
quando
tutto
il
regno
rimane
e
consegnare,
Merelli^
assai
meno
considerato
dinanzi
umano
nel
di
esser
fu
esso
quelle disgraziate
oggi dopo
giorno
dalla
compositore
lo
per
arrischiato
d'arte:
in
del
giudizio
quando
d'altronde
scritto
inettitudine
Tanto
esperimento
non
la
lui scritte
derivare
dole
in-
per
lo dimostrano
ce
da
di regno,
buffa, sarebbe
finto
semiserio
Far
ribelle
punto
composizioni
giorno
condizioni,
opera
e
Lavigna.
di Un
fosse
non
buffo
genere
studiava
"
sopratutto
tavolozza.
sua
il
fu
che,
immaginosa,
un
e
mente
eccessiva-
resto
egli
tanto
michelangiolesca, guizzano,
lievi
remo
procede-
indistintamente
sentì
espressione,
sua
del
mai
melanconico;
e
che
mano
man
non
genio
musica
sua
SECONDO.
del
l'autore
E
così
teatrale
5
àéX
fece
del
allora.
tempo,
settembre
Oberto
1840,
di
San
^CONDO.
CAPO
«
Bonifacio,
«
ebbe
"(
spettatori
«
opera
il
sera
del
Un
"
diversamente
"
il
«
dizio
«
plausi;
«
primo
«
furono
«
poca
«
aspro
da
pubblico,
la
sinfonia,
nel
e
encomiati
che
giudizio
possa
cantanti
non
tutto
il
nelle
sere
una
esecuzione
«
riconosciute
"
Certo
«
non
«
questo
nuovo
«
ritorni
alle
appassionate
che
l'autore
avvilirlo.
stesso,
"c
di
cantilene
«
vincere
la
«
questo
nuovo
«
rancide
«
e
«
schiuso
«
che
ài^
Oberto
soavi
prima
sua
laberinto
di
L'avvenire
dinanzi,
lascia
si
non
il
l'avvenire
giornale, ispirato
avrebbero
perduto
di
o
la bussola
l'enormità
ai
del
disastro
le
!
ancora
colui
stesso...
"
da
labbra,
nevolenz
be-
a
cantanti
al segno
soltanto
muovere
sta
inganna
se
di
fredda
una
evidentemente
rimprovero
muove
fecero
invecchiate,
non
da
ingannare
esigli da
ingolfarsiin
per
gli
che
dramma
gli
ligiad
imitazione.
che
affetti,di amori,
forme
troppo
a
e
del
che
battaglia
ciò
addio
si
commoventi
e
con
ma
;
messo
non
di
meno
concertati.
un
si è
è
bellezze
Verdi
aspirazioni
frasi, di motivi
servile
provi
pel quale
quell'atmosfera
da
sé
cantare
delle
dia
egli
a
spiccare
alcune
per
Che
sentiero
«
qui
far
vi
e
modificato,
sventura
nel
questo
dagli intelligentinei pezzi
deve
E
bassi
successive
più regolare
una
gli ap-
cadde,
di
giu-
dell'Abbadia
resto
credano
"
due
Varia
essere
i
è
il
fra
duetti
che
questa
prima;
sua
due
e
ben
condannò
o
atto,
;
la
opportuni
«
«serio;
lo fu
nuova
accolta
credevano
secondo
speranza
che
dagli
sua
fu
regno
silenzioso
che
La
teatro.
di
quello
stette
o
coloro
di
grande
giorno
scorso,
avvertimento
severo
un
nostro
buffa
dell'anno
debuttante
giovane
l'altra
17
"c
ecc.
quali
i
cessar
»
Ciò
l8
SECONDO.
CAPO
che
di rendere
la
nella
padre
di
ebbe
di
ei
ciò
risolutamente
oppose
:
il
l'accorto
il
anzi
torto
che
"
role
pa-
avevano
punire
si recò
dal
luto
vo-
l'artista!
Merelli
impresario
»
volle
e
Merelli
contratto.
con
acerbe
con
sposo
onesto
e
tale
pubblica ragione
milanesi
nello
e
sciolto
si
non
il
aveva
suo
!
piano
intanto,
Verdi
da
sopraffatto
varco
con
l'anemia
ozio
materia,
adesso
dell'anima,
assoluta
atonia
uniche
sole
e
amici,
non
indole.
cattivi
Unico
suo
dei
romanzi
della
più musica,
di
piaceri
la
fetti,
af-
non
glia
qualsivolettura
di
divenne
momento
un
zione.
rea-
corpo,
poesia,
passatempo
in
al
misantropia
e
più
o
del
e
Non
non
quali
strana
spirito e
cinismo
gioie
non
ben
mente
compagne.
classica,
lettura
più
lui
di
ganismo
or-
resistito
aveva
dello
della
fu
robusto
suo
una
completa
profondo
Il
sforzo
supremo
sciando
la-
non
consolazione,
terribile.
grande cordoglio, subiva
Era
dolore,
suo
nessuna
a
crisi
una
che
nel
chiuso
il
aperto
non
ed
crudele,
quale stigmatizzò
dei
contento
oltremodo
cruccio
suo
sentenza
nel
fu
giammai,
questo
lettera
Non
colpo
Tobbliò
non
una
il
Verdi
Per
avidissimo.
Del
Osservando
ciò
che
fisica
dinanzi
è
la
sua
punto
uomini
divenuti
;
egli si
salvezza.
la
figura
del
è
la
resistenza
quell'annientamento
sottoposti
pazzi.
addormenta.
sua
Verdi
Verdi,
morale.
a
cotale
si sarebbero
forse
novantanove
sarebbero
impazzisce
a
cento
prova,
o
questo
a
stupisce segnatamente
Sopra
nulla
nulla, più nulla, assolutamente
resto
non
Questo
sima
durisuccisi
si uccide
né
assopimento
!
CAPO
20
deìYessere
sensibilità
La
da
così
far
sventura,
come
gli eventi
e
milla
le
fossero
quell'ultimo
In
Milano:
per
Tasso.
guato
il
fòsse
affermare
fino
giunto
la
Corsia
lui.
dei
d' Un
più
giorno
di
egli
su
dicemmo
lo
—
lui
Quando,
che
si
non
addormenta
Scala
vide
lo
o
poi,
scuoteranno.
il
di
Verdi
gione
ra-
sarebbe
non
presso
o
scente
cono-
un
rata
se-
Maestro
di
non
menticat
di-
essere
amico
né
pensava
—
dei
a
fischi
stridere
Un
!
vegliava
non
alle
impazzisce,
quel
a
ma
pubblico
Un
che
l'impresario
orecchie
gno,
re-
disperò.
svegliarsi. Le
del
di
giorno
soggiacere
egli
assolutamente
deve
rimembranze
prima
con
la disastrosa
un
uomo,
uccide
soltanto
—
se
volta, di dimenticare
morale,
assopimento
uomo
contrato
inma
può
Convinto
sua
il fiasco
dopo
il Merelli
grande
accorto
aveva
amico
il povero
un
Tor-
salvava.
lo
e
a
—
si
piede dopo
cercava,
il
e
cameretta,
un
regno,
nuove
n'era
esso
sua
non
presentate
rap-
pubblico,
trionfo,
più nulla.
udiva
erano
vero,
del
quella
il
è
di
se
Donizetti
se
due,
dove
Servi,
posto
non
sapeva,
non
il clamore
In
si
840
1
mini
uo-
come
reggimento
il
stato
che
a
avea
Ma
delle
Gli
lui.
del
pieno gradimento
grande
pur
da
opere
Verdi
Ebbene,
solo!
era
del
del
scavato
avea
toccavano,
lontani
due
Nessuna
nemmeno.
lo
non
figlia
La
gli
Egli
trimestre
Scala
alla
più
lui. La
di
ricordato
era
vuoto.
miglia
avvertisse
non
avviene,
quindi
addormentata,
dolore.
si
sempre
orribile
un
ch'ei
suo
d'altronde
Nessuno
attorno
del
ragioni
lui
in
era
quasi
supporre
le
nemmeno
TERZO
si
della
rose
dolo-
torneranno,
dell'artista
e
CAPO
Il Merelli
dal
la
scena
forse
pensava
vivamente
in
TERZO.
inflessibile
Per
sola
la
del
Merelli
fratello.
atta
che
è
ed
maestro
la
dell'uomo
da
percosso
l'amor
però
la
crisi
che
il Merelli,
troppo,
in
d'occhio
perduto
del
sera
stoforis
si
pose
aria
di
gli
con
nelle
gli
del
tasche
dicendogli:
occhiata!
dal
scartafaccio
Solerà,
rifiutato
(i).
di
gettato
aver
«
A
apostrofò
mente,
viva-
la
lunga
per
amici
dal
e
nell'atto
lare
scivo-
manoscritto
un
tempo
Cri-
de
sbadatamente,
soprabito
gida
ri-
una
rotolato,
ar-
dagli
perso
una
»
Quello
scritto
così,
il
giunto
conversazione,
breve
!
aveva
Galleria
dagli
assenza
fece
non
infatti
rimprovero,
amoroso
ingiustificata sua
teatro
poi, dopo
:
mesi
lo
toriare
mar-
magari
credette
d'appresso,
e
congedarsi,
tre
vita
prolungarsi
di
nella
1841
la
lacerarlo
Incontratolo
gennaio
giovane
bisognava
minacciò
quei
era
impresario
salvare
dolore,
un
modo
del
per
il Verdi,
d'intervenire.
momento
di
che
tanto
come
il bravo
ma
tavia
tut-
crudeltà
amato
siffatto
a
proprio dell'artista,
Quando
rimane
essa
lui
condiscender
ac-
paradossale
e
eccezionale
fibra
convinto,
era
da
Tagire
pericoloso,
presentito
mai
ipotesi,
ramente
du-
patto
nessun
ardita
il Verdi,
Certo
a
spiegare l'apparente
a
verso
enormemente
aveva
volle
quanto
mettesse
non
buffa, si mostrò
opera
codesta
sembrare
possa
affinchè
non
e
1
ciò, allorquando, pregato
a
Verdi
malaugurata
2
(i) Il Nicolai
ProscriiiOychQ il
Ben
pel
scelse
il Merelli,
Merelli
carbone
invece
gli
Nicolai
maestro
sapeva
un
del
il libretto
era
del
affidò
acceso
del
da
Nabucco
consiglio
del
questi
facendo,
così
sopra
libretto
dietro
e
Nabucco,
monte
un
quello
Verdi.
del
2
CAPO
2
TERZO.
(
*"li
polveri, umide,
La
di
tenace
e
lotta
quanto
infatti
durò
forse
passò
occhi
intenso
:
dubbio
dovrà,
lasciarlo
della
loro
il
primo
prima
il Genio
robusto
Verdi
La
Senza
la
del
e
Maestro
florida
acuta
non
tre
altri
e
sensibilità
avrebbe
che
Ora
ritura.
fio-
la potente
ad
turazione
ma-
una
dolore,
attutì
una
e
quanto
il
Verdi,
poi
avuto
ostacolo
per
che
del
sia il
rigoglioso
quell'immenso
umana
e
vivere.
anzi
quel letargo
varco
così
e
cariamente
pre-
genio
bella
manifestazione.
Dopo
tuttavia
di
la
orizzonti
patire
a
contribuì
compressione
il beneficio
senza
il
quale
lungo
lo
che
terra
terrena,
a
può
rigoglioso
troppo
seme
contrarietà
migliore.
la
e
Tinvita
e
quali
non
agli ampii
comprimerne
potesse
grave,
saldo
lungamente
era
una
le
lotta
e
cita
rivin-
mente
quotidiana-
della
baldanzoso
li anima
perchè
d'una
doveva
è
ponesse
contro
seme
non
bello, il
poi, aprirgli bene
o
potranno
vita
del
era
fiore, frutto, albero,
non
la
quando
il
non
artista
Il poema
Maestro
fra
quali
vi
formidabili
tuttavia
sbocciare
seme,
i
non
Il risultato
vita. Erba,
durante
e
La
supporsi.
giovane
libretto
del
ricopre. Quando
terra
il
cui
seduzioni
combattere.
esser
mesi,
più lunga
lirico, il desiderio
ragione
povera
potuto
cogitabondi.
altamente
soggetto
avrebbe
del
pagine
gli
sopra
fu nondimeno
in
avrebbe
esplodere.
Verdi
cinque
giorno
le
aprisse
la
del
resistenza
fatto
e
il calore
che
ma
vero,
scaldato
mano
man
è
mesi
vincano
ribelle
affinchè
e
dell'uomo.
di
battaglia,
i forti
facciano
vogliono
crisi ci
quella prima
mesi
cinque
violenta
deir artista
di
e
di
desiosi
soccombere
febbre
istinti
la
gione
ra-
CAPO
Finalmente
una
il Verdi
mentre
che
S'accostò
l'arcana
ghiaccio
soli
d'orchestra.
E
Simile
la
ci
quale
È
però
dal
occupato
Verdi
futura;
idee,
mesi,
fossero
già
Riferendoci
del
di
dobbiamo
abbia
del
nuova
Rossini
(i)
e
Scena
alla
che
e
Donizetti
che
anzi
avuto
resto,
fu
poi
in
realtà
fronte
ritenere
Nabucco
di
in
il
cui
dalla
tranne,
1849
e
tempo.
di
della
può
rapida
affermarsi
negli
note
mesi
cinque
il libretto
alla
brevità
minima
lavoro,
genesi,
mirabile
delle
partituradel
loro
Nabucco.
tre
spirito
del
codesta
duzione
pro-
che
musicale
fenomeno
siderarsi
con-
ultimi
nello
vivente
offrono
opera
nel
importanza
in alcune
tolta
il Verdi
Roma
suo
appunto
di
l' Oberto
per
Legnano,
potrebbe
poi
una
leggìo
il Nabucco,
feconda
tradotte
era
sul
creatrice
studiare
forse
e
Nabucco
che
quel periodo
a
dell'artista.
tempo,
a
semina
come
molte
lui
da
che
più
Infatti,
portata
pensare
occuperemo
vero
del
essere
più dopo
scritta
ormai
torrente.
Battaglia
La
per
del
facilità
e
mai
raggiunse
circostanza
della
di
musica
!
anni
tre
prontezza
che
forse,
di
sicale.,.
mu-
udissero
avrebbe
partitura
ad
voluti
erano
la
finita, pronta
direttore
non
Abi-
Xidea
la
scrisse
nulla
:
impetuosa
mesi,
tre
composti,
ci
di
morte
orecchie
sue
e
rotto
era
l'onda
trattenuto
del
tesima
cen-
scena.
Il
dopo
le
che
la
piano forte, l'aperse dopo
dell'anima
parola
quella
al
maggio,
per
Tanima
dentro
aHora
di
forse
della
scena
volle
tempo,
finire
rileggeva,
scendersi
gaille (ij, sentì
23
sul
sera,
r ultima
volta,
tanto
TERZO.
del
non
esempio
opere
mi-
TERZO.
CAPO
24
gliori.Tale
nel
fenomeno,
psicologico favorevole,
momento
nulla
di
idea,
sicale
«
tesa
«
in sé
«
svolge chiaro,
«
obbligato
"
la
"
cezione
"
artifizii,di complessità
«
pervia
«
è di
di
è
più
di
dal
fluisce
di
già
non
torno
"
dal
«
blema;
un
distinto
che
primo
suo
è
determinato,
colpisce
istantaneamente
odierni
generalmente
e
d'intervalli
la
semplice
Se
quale
non
musica
essere.
cui
quali
scono
costrui-
per
zetto,
pez-
laborioso
e
armonici
ed
nici
inarmovecchi
sarebbe
non
parole, di
un
essi
si
non
"
parsa
ap-
fenomeno
erano
mai
conto.
si
fosse
arcana
scrivere
di
a
pro-
apparirà
paziente
definizione
spiegazione,
naturale
e
suoni
un
singolari e inaspettati.Ai
quella
invece
che
chiesto
di
un
pezzetto
l'edificio
successione
maestri
melodia
i
con-
sino
Gounod
compositori
la
combinandone
dire
a
del
definizione
agli
una
vale
netta,
meno
o
un
enigma,
un
ma
melodia
più
disegno
figura
una
strana
con
qualunque
è
di
facoltative,
forma
Non
con-
via
per
proprietà d'una
apparire.
bellissima
La
una
della
La
generazione.
sia
scorgerne
non
e
si
ch'io
L'insieme
arbitrarie
che
pezzo
per
principio,
suo
at-
contiene
senza
tastoni
identità.
robusta
che
logico, uno,
a
mu-
all'istante, senza
annuncia,
essa
trascinarmi
sibbene
«
che
potente,
e
essere
vaga,
invero
forma
una
feconda
forma
una
è
afferra
mi
il pezzo
tutto
maestosa
ben
che
precisa
;
Gounod,
diceva
«
«
ha
non
strano.
Una
«
l'artista si trovi
che
ammesso
da
avrebbe,
deve
pertanto
virtù
cima
avesse
a
fondo
crediamo,
al
dimandato
egli
la
saputo
essergli sgorgata
in
potuto
musica
Verdi,
del
tre
per
mesi
Nabucco,
rispondere. Quella
dall'anima
come
no-
CAPO
bile
benefico
e
del
della
Nabucco,
deve
anni
(588
in
davidico,
ed
il
l'idea
musicale
dovette
quasi
Così
Zaccaria
rammentando
il celebre
libro
delle
e
solo
non
Profeti
melanconica
d' Israelle,
deve
nel
di
e
latrice
conso-
deserto.
ebbe
a
dell'anima
stato
i libri di Giobbe
David,
passati
dolce
come
del
la fantasia
dei
più reale, quella
la
commosso
aver
Va
Profeti
il Verdi
collo
attraverso
vibrazione
una
ma
«
nell'anima
dei
erranti
essere
poesia
la
avere
poesia
odissea
di
tetico
pa-
zioni
produ-
coro
libro
sublime
intima
debbono
dal
deve
piovere
il
i salmi
tasia
fan-
una
magnifica profezia
sentirsela
Giobbe,
affinità
salmo
»
israelitiche
turbe
una
dei
e
di
quel
colorante
e
famoso
della
quella stupenda
in
! E
ecc.
rievocando
e
salmo
tregua
Verdi
del
Na-
nel
irrompe
il
armonie,
dorate,
di
più disparate
sue
bellissimo
sullali
da
E
abbracciante
nelle
creato
tema
pensiero
trovare
senza
ineffabili
attinto
Certo
aleggiante
lemme
Gerusa-
opera
per
".
ed
ed
di
descritto
freme
sublime
del
vastità
C.)
Babylonis
vibra,
cui
sterminata,
al
di G.
al
pensiero
distruzione
efficacemente
flumina
Super
«
il libretto
col
riportato
della
prima
così
buccodonosor,
sua
essersi
tore
Let-
represso.
egli, scorrendo
Bibbia,
episodio
commovente
187
lungamente
pianto
assiduo
25
TERZO.
fibra
stro,
mae-
Canti
sensibile
dell'artista.
Il
figliodel
celebre
Racine,
letta all'Accademia
di Belle
i libri di Mosè
racchiudono
che
infinitamente
Egli
legislatore
sia
stato
Arti
e
con
anche
memoria
una
di
a
lui
di stile incomparabile,
quelli di
ragione,
il
da
Parigi, dimostrò
bellezze
superiori
altresì,
sostenne
in
primo
che
poeta
Omero.
il biblico
lirico.
26
Nelle
alla
sorella
melanconia
una
nessuno
In
questo,
dolcissima
da
nostri
severità
Ora,
nella
ebrei
dagli
infine
natura
un'arte
di
così
per
Il
del
quel grande
poema
Bibbia,
avere
può
di
reietti
alto
in
spiaggie
delle
di
Nella
talvolta
erompe
del
delle
Dratutto
anconia
Bibbia.
forme,
un
la
avvicina
al
e
dolore
la
verso
che
la divinazione
la
elo-
quale
lioni
mi-
varono
solle-
e
quale,
dalle
alle miti
Babilonia
cattività
la
è
musica
la
per
di
mento
argo-
trasportato
di
una
per
sione
l'oppres-
e
dure.
men
Nabucco
La
e
perenne
lo stile del
biblico
il sentimento
sobria
ed
la libertà
melodico,
ricchezza
rici,
gene-
lirico
d'Israele,
fiumi
potente.
soffio
con
l'arcano.
istintivamente,
cuori,
loro
del
i contorni
e
e
sinagoghe,
pensiero
canti.
narne,
indovi-
e
perseguitati aprirono
dei
musica
epoche,
semplicità, verso
i loro
sembrarono
e
ferito
pre-
rappresentarsi
questo
Canti
sua
luminose
penombre
da
e
avuto,
e
greci
loro
dei
Solerà
d'amore
nella
quentissima
stile
il modo
squarciarne
dal
famosi
quei
dei
genio, talvolta,
di
chiamato
Nabucco,
linea
al
inattesa,
Verdi,
di
la
dato
è
combinazione
tevole
no-
dello
stato
altre
di
dire,
nondimeno
è
caratteri, i tipi,l'espressione, la
i
immaginazione
difficile
liturgici.
d'Israele,
composizione
sia
quanto
per
canti
dorico
sia
emana
riscontro
avere
somma
musicale
canto
un
quale
non
canti
fondamento,
con
dal
maestà
il modo
vuole,
altri
la
e
tuttora
celebrati
più
negli
preconizzante
si
Mosè,
come
la
eseguisce
di
dei
con
che
si
sinagoghe
attribuito
la
TERZO.
CAPO
fluidità
di
forte
Nabucco
austera
e
dei
spontaneità
temi
amorosa
e
a
stà
mae-
quello
e
some-
della
2
8
CAPO
di
tane
secolo,
un
specialmente
la
arditamente
disegno
nuovo
pastoie
tante
Nabucco
fu
fu
il
per
la
con
quelle
stile
non
si
esaminarlo,
la
proprio,
individualità
Donizetti
Nabucco,
da
ha
balza
deirartista.
dalle
il
X Anna
che
Tancredi
che,
un'impronta
fuori
lena
Bail
per
sini,
Ros-
ambedue
mentre
le
incertezze,
sotto
mula
for-
dell'arte.
sviluppo
ciò
la
e
perplessità
immaginato
nettamente
invece,
cui
libero
però
le
costruzione
convenzione
Verdi
e
ancora
il
suo
il
per
risentono
scolpito,
voglia
il
differenza
opere
d'uno
la
quali
inceppato
avevano
Il
le
con
lodrammatico
me-
liberandola
indipendente,
e
pone
edificio
la
di
punto
Verdi
grande
foggiandone
moderno,
con
il
del
pietra
prima
il
sotto
quest'opera
Con
drammatico.
vista
TERZO.
qualunque
e
schietta
un
e
aspetto
tipo
e
tutto
decisa
29
Capo
Sommario.
Il Nabucco
—
del
scena
Nabucco.
secolo
Verdi.
I
—
—
Il
—
La
mai
Ronconi
dall'autunno
la
:
Pacini
quale
ad
della
sangue
vivo
"
sciocca
lettera
4c
tutta
la mia
dei
Critiche
—
La
verità
del Nabucco,
avrebbe
che
Scala.
(così
al
Io
narra
il
Merelli,
collera... Confesso
Il
che
Saffo
Merelli,
la
minea
ful-
costretto,
dal
giovane,
nella
opere
la
poteva,
Verdi)
già,
aveva
quindi
era
cui
era
altre
tre
lo
né
in
quaresima,
e
il Nabucco
«
non
il Nabucco
Nini.
si vide
escludere
Scala
Donizetti,
maestro
Verdi,
forse
infatti
del
del
minata
ter-
rischio
corse
l'impresa
previsto,
del
—
L'opera d'obbligo.
—
momento
scena,
Padilla
aveva
non
malgrado,
cartellone
«
Al
\ Odalisa
e
—
Voci
—
della
impresario
la
per
Maria
celerità
suo
X
le
non
e
stagione prossima di carnevale
l'impegno di rappresentare
la
nuove
pronto
—
cordi
Ri-
pubblico giudice
esecutori
1841,
annunciargli
ad
amici.
completamente
del
scene
il Merelli.
si recò
Il
Strepponi.
Nabucco,
stato
assunto
il
del
le
del
Nicolai,
—
Gli
—
del
!
qualora
terminato,
del
Norma
vedute
il Verdi
Scala.
fine
Verdi.
nazionale.
sentimento
Giuseppina
:
della
del
della
pubblico
vedere
fosse
per
—
partitura
non
forza
La
Il
sino
di
Squilibrio contagioso.
sulla
gli
e
patriottismo I
mancato
in
Impressioni
—
del
del
Andata
Italia
in
Sdegno
—
Proscritto
di
accusato
—
—
prezzo
vittoria.
del
—
pubblico
—
inappellabile
Giorgio
della
Il
—
Collera
—
carielloni.
deliri.
speranze.
—
il teatro
e
Tre
Peripezie.
—
Od alisa,
e
due
Entusiasmi:
fastidi
sconclusionate.
nell'arte.
musica
e
Il Verdi
giornali.
La
Caduta
dolorosi.
Saffo
Ila,
Merelli:
—
Sgomento
—
consegnato.
e
del
—
xviii.
Reazione.
—
P adi
condiscendenza
Verdi:
del
finito
è
Maria
nuove:
opere
Quarto.
primo
scrissi
quale
appena
il
aveva
una
esalava
scritta
30
mandata
«
e
«
specie
"
tutto
di
rovinato
Merelli
trasse
motivo
ccHìdo
cartellone
diverso
L'opera
sul
del
quale
I
che
vicende
gloriose
la
fine
secolo
del
volgente
ciò
al
ora
che
bel
Era,
la
vinta
le
per
il
infatti
alla
le
per
perciò
ne
di codesti
che
bocche
il
di
di
tra
quello
sotto
la
tutti,
pei trattati,
attraverso
autore
ma
a
Milano
vita
costituiva
la buona
della
ogni
tunata
For-
la
sorte
scena
moda
di
grido
d'Italia.
tant' oltre
poi
non
il
:
contrada
andò
corse
tistica
ar-
pubblico
importante.
l'entusiasmo
suo
del
successo
e
aperto
della
curiosità
toccava
dell'arte
penisola,
zioni.
manifesta-
sue
il fervore
il cui
cui
menti
ordina-
gli
e
toriosa
vit-
ma
musica.
di
della
alle
oltremodo
trionfi
del
e
la
epopea
liberamente
pensiero
città
grande
Stati
campo
opera,
il Nabucco
nome
Italia,
teatro
maestri
vari
era
rapido
correva
Per
del
nuova
quindi
uno
dei
avvenimento
un
narrare
intendere
il
e
politiche
dunque
l'aspettazione e
ogni
e
suoi
l'unico
vita
Intenso
e
in
metà
la
armi
condizioni
rimaneva
libera
musica
de'
genio
amministrativi
teatro
oggi
possono
Sthendal,
disse
per
il
prima.
cielo.
come
dell'Italia
Date
allora
non
se-
successo
mai
prima
un
Nabucco.
:
un
musicale
la
e
con
sentono
dell'arte
Verdi
tata
rappresen-
veduto
o
tramonto,
fossero
nostro
s'era
xviii
del
essere
1842
leggono
le
così
sario.
impre-
pubblicò
e
modo
sarebbe
ciò
aggiunto
potè
non
E
lettera
era
marzo
9
entusiastico
giovani
dalla
quale
una
quel
a
"
consiglio
Verdi
del
sera
!
come
qualsiasi altro
con
invece,
a
che
me
per
avvenuto
Il
provai
ne
temendo
rimorso...
fosse
la
lettera
quella
indubbiamente
il
QUARTO.
CAPO
solo
se
per
ne
le
im-
CAPO
padroni
tutta
destinato
a
osservando
della
moto
tenebre,
il valore
solo.
Solo,
ed
forte
suo
voluttà
ricordo
solo
;
dolore
quell'immenso
l'uomo
sprigionato
e
Al
grande,
sé,
pubblico,
Merelli,
obbligandolo
smarrita
Verdi
non
d'un
alla
fuori
al
aveva
ed
Il
singhier
lu-
a
nascere
ri-
tornava
Egli
della
tenacia
ed
perseverare
e
ecco
sulla
del
e
celebrità
passare
l'ottimo
delstrada
vincere.
a
si sentiva
perchè
tento
con-
benefica
oscurità
far
era
contento
ricondotto
di
rifatto
inattesa.
opera,
bisogno
pensiero,
tardi
trascorsi
anni
della
il ricordo
;
mesi
dei
della
il
maestro.
sua
luce
abbacinante
j^L'uomo
del
trent'anni
aveva
tratto
a
rata,
ado-
quasi
sua.
l'avea
che
sato
pas-
annientato
giovani
anche
contento
il
visa
improv-
speranza
della
giungerlo
rag-
moglie
più
nell'anima
per
scomparsa
sgomento
de'
contento
La
aveva
genio
una
presagio
gagliardo
di
il
infinito
adesso
succedeva
serenamente
spirito dell'artista
lo
paralizzato
e
loro
momento,
un
per
gustarne
e
rievocare
morti!...
bracciar
ab-
ed
i mezzi
per
cogliersi,
rac-
intelletto
vittoria
guardare
così
di
bisogno
intendere
misurare
piangere i suoi cari
i figli diletti !... La
aveva,
da
immaginoso
per
e
roso
avventu-
e
allora
per
solo, specialmente,
;
dinnanti
trionfale
il triste
il
della
ajl'awenire
faccia
faccia
di
uscita
profondo
l'estensione
e
r ineffabile
corpo
onda
spazzare
stella
sua
star
col
e
!
quel capriccioso
sentiva
di
di
larga
e
Verdi
precedente.
Verdi,
in
lieta
una
festeggiamento
deiranno
cappelli, scialli,
perfino intingoli alla
e
Era
fitte
fabbricando
spietatamente
cravatte
31
QUARTO.
nato
trasci-
posto
in
gloriosa !
tutto
egli
ciò
sentiva
CAPO
32
il
di
bisogno
concentrarci
«
sì, altro
"
Si
«
amici
"
avessero
«
sero
"(
mente
€
lo
"
rato,
"c
vinato
il
«
rissimo
successo,
«
stringerglila
mano
dargli
del
che
che
amato,
sempre
data
sempre
di
quanta
premura
tutti
tutti
cetto,
fatto
nuovi
«
penetranti,
«
menti
"
certo
«
è
amici,
del
venuto
ei
«
tradisse
«
provvisa
«
n'era
la
folla
di
la
Per
e
fiera
un
solco
(i)
editore.
«
alla
Volere
è
Verdi,
potere
nell'anima
»
per
fra
parola
Michele
quali
il
fu
Lessona.
ve
tempo
de
all'in-
conforto
affettuosa.
"
sensibile
quella
scavò
grande
—
im-
non
e
oltremodo
essa
non
quella
vilipeso
e
del
un
del colle,
modo
di
a
volto
suo
i
diffidenza
L'impressione
profondo
il
recargli
d'una
linea-
in tratto,
sull'erta
verso
per
tanto
labbra.
che
affranto
e
de
corri-
questi
forti
tratto
sue
trovato
mano
disposta
lezione.
amara
sulle
avesse
lui
he
brac-
a
occhi
i
e
poi, di
ignoti
del
natura
e
in
amici
a
seco,
atteggiavano
amarezza
sventura
di
stretta
una
si
meno
a
che
sino
della
domani
di
uno
venire
per
fare
brillan-
suo
su
grandi
occhiata,
d'allora
sdegnosa
pur
suoi
pie sanguinante
poteva
non
il
dardeggiava
capolino
col
Arrivato
«
«
far
a
lui, tutti indo-
per
egli ringraziava,
sembiante
suo
incuo-
tutti
protetto,
presagito
Ed
Tutti
passi.
averlo
rapida
una
primi
vistosamente,
quei
con
ansiosa-
passeggiare
tu!
lo
si fos-
volevano
tutti
sorriso, che
«
tutti
di
quanto
avessero
cosa
cortesemente,
"
«
genio,
suo
spondeva
qualche
folla
una
dirgli
a' suoi
conosciuto,
avevano
da
di
.
(i).
—
lui, quanto
dietro
tenuto
Ma
"
il Lessona
assediato
bisogno
avevano
solo.
esser
scrive
—
tratto
un
di
e
!!
solo
star
ad
trovò
QUARTO.
una
anzi
artista,
Firenze, Barbèra,
CAPO
solco
mai
non
glorioso
Proscritto,
Tanno
di
degli
trascorrere
del
al
lungo
e
giorno
fiasco
del
coincidenza
dello
3
1
nesi
mila-
ai
il colossale
strana
—
il
dal
ricordare
fece
Merelli
avvenuto
precedente
—
stesso
mese
marzo.
Il
del
al
Merelli
famoso
in
dal
disastrosa
del
in
stampato
«
colai
può
«
ogni
artista
«
gina
nera,
«
essere
«
lavoro...
«
noi
«
pensi
una
"
verla
italiana,
«
tima
e
fare
deve
avere
la
questa;
se
e,
Ebbene,
di
accusa
il
il
ci
maestro
chi
italiana
critici
di
e
«
visamente
«
dell'arte
fra
irritati
sorpresi
musicale,
i
dalla
novità
il Verdi
chiusa
canto,
Tetà
pa-
doveva
nei
noi
e
e
mise
coma
posito
pro-
infatti
il Locacesso
suc-
improv-
avere
la rovina
portata
l'indole
"
poetico
concetto
di
scri-
stessa
del
prepotenza
!
alTul-
si
furono
il Romani
«
a
pensieri.
al Verdi
Vi
del
Oh
questa
ma
anche
dirlo,
genere.
artistico
dell'oro,
falsato
una
prima
e
Nabucco,
dalla
forse
uomo,
di
fra
dalla
forma
quali
accusarono
del
musica
lanciare
del
musica
vaglia,
telli, che,
il
patriottismo
l'ingiustiziadi
ogni
permette
incredibile,
sembrerà
:
titolo, proscritto il
tutta
nella
Il Ni-
«...
Nicolai
anche
scrive
italiana
mancato
della
del
colo
arti-
un
storia
sua
nera
Proscritto
volta
nota,
meglio
della
basterà
a
d'allora:
nella
pagina
Nabucco
Scala
chiusa
assai
proscritto
vorremmo
alla
di
Verdi
un'idea
avere
giornale
deve
e
Per
righe
un
del
quello
Proscritto
poche
queste
di
era
dal
suggerito
Nicolai.
caduta
leggere
rammenteranno,
libretto
sostituzione
accettato
non
lo
i lettori
Proscritto,
il titolo
e
richiuso
anni.
Nabucco
sopratutto
e
33
perfettamente
trionfo
Il
QUARTO.
il
carattere
CAPO
34
della
€
«
scuola
stolte
loro
italiana,
assoluto
di
epoca
fecero
si
italiani
Vuoisi
si
mentre
il Verdi
si stampavano,
apostata
per
esempio,
la
Se
«
chiude
«
esprimentissime,
"
di
«
Farte; potrà meritarsi
"
e
«
per
€
armonista
«
natura
"
tessere
«
capace
«
pretta
"
stretto
«
un
«
vito
altro.
non
il
che
basta
predicarlo genio
di
fare
riunire
le
principale
canto
di
e
e
dote
mai
è
ha
mai
che
non
quando
è
si è
stato
la
saputo
mai
!
febbraio
20
dei
co-
di
giovato
Ah
Ronda
una
stato
si
canto.
stato
sia
gli altri
Bologna,
la
isolata
è
quel
accompagnare
per
melodista
non
tutti
nel-
conosciuto
vocali
parti
viene
ne
sommo
non
non
Ouverture
e
non
magico
(3);
fanciullaggine (4),
di
semplici,
sia
mai
egli
concertato
una
questa:
come
questa
ha
non
cennate
suac-
(Bellini) rac-
Egli
degli strumenti;
pezzo
di
però
sommo.
(2) ; egli
un
cose
autore
suo
Così,
italiana,
omogenee,
Tepiteto
Non
la critica
musica
patetiche cantilene,
conseguenza
ritura
fio-
si denunciava
e
Catanese
(i) melanconiche,
(i) a Teatri, Arte, Letteratura»,
(2) UintrodtiTiiùne della Norma
ha
delle
di
quelle
della
del
musica
«
per
rinomati
caso.
a
come
PtosctìUo,
un
come
navigava
e
del
proposito
a
i due
continua,
e
critiche
scrivevano
accuse
la dose,
poi
Scudo,
bella
bussola
la
queste
Parigi.
che
in quell'epoca
nuova,
perduto
avea
una
a
notare
musicale
lo
e
Nabucco
Di
»
rincararono
e
residenti
però
!
regresso
forti
col
segnata
il Fiorentino
conto,
critici
QUARTO.
è
ser-
tu
se
1840.
Puritani
chi
li
armonizzati?
Tatto
(3) E il
primo
di
(4)
Norma
Tenda
Lo
?!
del
finale
dei
secondo
Puritani
che
scrittore
cosa
mette
e
atto
l'altro
della
della
Sonnambula
scena
del
quello
giudizio nella
e
deitrice
Bea-
sono?
fra
\q
fanciullaggini
anche
la sinfonia
della
36
CAPO
soverchiamente
€
era
«
italiano
;
€
nifacio
è
«
tanti
"
diata
M.
difficile,Taltra
«
mentazione
M.
alla sublimità
€
a
«
di
"
più triviale,
soverchiamente
è
di
non
possono
sconclusionate
e
di
quel tempo
del
musica
credito
di
a
che
vale
lo
dal
dell'artista,
fra
e
è
artista
l'ente
comune
e
collettivo
che
spiri una
al
e
a
gl'im-
e
il sentimento
energie,
tuali
intellet-
quale
la
terra
qualità peculiari
l'essenza
umana
del
comune
al
mezzo
quindi
popolo,
permette
scito
plebitabile,
inelut-
necessità
fuori^ in
l'ente
riputazione
di
artista
È
quando
allor-
che
forza
somma
di
la
bersagliare
la
è
Simili
lavora.
quali
pubblico
l'involucro
venuto
quale
il
costituenti
e
altresì
sono
il
per
l'ente
3Ìbilità
l'uomo
produce.
clima
ond'egli
e
aspirazioni,
costituiscono
derivanti
quella
dire
le
una
"
le
sorpresa
indispettire,
è
di
anche
imponente
forza
questa
a
ingenuamente
vive
dirige
fatto
v'ha
mente
di
disfare
Vi
stessi.
sé
;
stile;
in
però,
solo
affettività, di
che
con
un
errare:
nazionale,
censure
da
spontanea
di
destare
consacrata
a
istru-
più insipido.
più
Fortuna
riescono
troppo
che
nella
di
popolare,
pedisce
di
pretendono
stu-
dello
ciò
tutto
compiacque
Nabucco,
maestro,
toglier
si
Tuna
elaborato
sbiadito,
più
i dilet-
troppo
la bassezza
più
Bo-
dell'orchestra
squilibrioanalitico
migliori
un
di
San
rumorosa
vuoto
melodia,
di
i critici
di
v'ha
e
tale
assurde
il
concetti,
che
di
era
facile. Alla
troppo
gusto
per
negletta ;
succedette
ciò
Conte
quella
troppo
dei
nostro
nostrana
straniero:
gusto
il
per
dell' Oberto
musica
armonia
critica
straniera
questa
;
Con
la
la
del
tutto
dei
QUARTO.
quale
naturale
fra
genio
di
che
viduale
indi-
l'ente
corrente
polo
po-
di
creare
sen-
e
CAPO
al
di
popolo
assimilare,
all'opera d'arte.
fatto
Non
studiano,
la
nell'entusiasmo
del
sovrana
che
tecnica
Guai
accade
e
discute
rinunzia
drammatica
è
le
tutte
solo
allora
di
appartiene
del
un
uno
di
più
codesti
finale
primo
sol
Verdi
il
:
noi
della
del
gridando
quale, secondo
il
primo
nostri
di
il
e
più
sibile.
impos-
il cervello
non
presi, vinti,
trovarsi
piedi
primo
come
tantoché
del
seduto
appunto
alla stretta
in
gola;
costume
il
sensi,
pensare:
diviene
rappresentazione,
contrabasso
dronisce
s'impa-
permetterci
non
piena
musica
nome,
si levò
a
vranità
so-
pubblico
la
allorquando
Nabucco
troppo
sovrano
del
tanto
di tal
dovea
momenti,
detto.
ver-
propria
commossi,
Scala
provare,
disap-
suo
un
alla
gaudiosa
siamo
potenza
pur
:
commento
estasi
uomo,
alla
fra
di
sponden
ri-
sua
o
come
nemmeno
ma
La
infatti
facoltà, da
tale
poiché
ranza
quella igno-
spirito,dei
nostro
discutere,
soggiogati !
Il pubblico
in
è
non
degna
tentativo
ogni
l'arte
del
sentenza
davvero
nostre
che
regale prerogativa
questa
Quando
Durante
ci
pubblico,
bensì
del
i soli
approvare
conto
musica.
talmente
non
di
implicitamente
colpa
della
quanto
in
appunto
giustificarela propria
! La
di
il
se
che
la
profani.
nessun
dimentica
oggidì,
tenta
che
però
coloro
sempre
gli permette
rendere
senza
censure
a
dimenticare
dei
consiste
pubblico
pretesto
trovare
deve
gine,
d'inda-
e
istintivamente,
deve
vita
e
la critica
studio
quelli di
sentono
nell'arte
verità
di
bisogna
ma
forma
avviene,
basso
giudizi inappellabilisono
non
così
missione
dal
maligne.
e
aspre
ciò
sua
tràr
non
e
dando
Quando
Talta
esercitare
37
QUARTO.
tempo,
in
il
sisteva
as-
orchestra
violoncello,
38
CAPO
al
temette
"
che
"
samente
«
per
QUARTO.
istante
primo
moltitudine
quella
di
vociferante,
tale
spettatori,
di
-
furio-
così
lui
di
stesse
o
tiro !
brutto
fargliun
e
poderoso
scatto
egli medesimo
burlasse
si
addosso
piombargli
A
lo narrò
-
"
buirono
contri-
entusiasmo
gl'interpretiprincipali dell'opera: la Strepil
poni,
altro
ogni
farsi
attore-
di
fusione
di questa
Narrasi
scrisse
romanza
Una
«
Abigail
del
cronache
da
soave
€
conveniente,
«
di
«
del
«
in
"
dell'italiano
—
le
cui
in
canto
breve
alcuni
anni
maestro
«
cui
è
e
i
teatro.
dopo
quella
palpitie
quanto
a
a
la scienza
sul
memorabile
l'esultanze
e
più
presagio
doti
tante
eccellente
lungo
cantante
azione
—
s'aggiunge
astri
si
teatro
la
del
col
trionfo,
farà
luminosi
avverò
;
poiché,
in
serata,
divise
già
penetrante,
alle
ed
la
Strepponi
d'allora
figura
il
la
narrano
limpida,
gli
via
estatico
Voce
E
rifulse
avvenente
trascinar
carriera, calcava
tra
non
rompesse
della
riuscita
il
vestita...»
era,
natura,
"
dopo
all'udire
ascoltava
sol
coni.
Ron-
anno
Rohan,
critico
un
risplendere
però
brava
scene.
larga
un
Giuseppina
leggiadra
fu
l'astro
la
affascinante
scriveva
«
di
Bella,
connubio
del
si dovette
quale
all'inizio
le
maestra
lo
tempo,
sebbene
quale,
la
tuttavia,
quell'opera,
di
dissimo
graninsieme
quel
quale,
di
che
dietro
quinta
unire
triade
il
atto
glioso.
meravi-
questo
ammirabile
arte
Maria
dirotto
pianto
celebre
le
la
nell'ultimo
tale
dalla
lui
per
Ronconi
in
di
Donizetti
che
di
sovra
e
ottenere
senza
superba
talento,
di
voce,
idea
bisognerebbe
Lassalle,
e
Derivis
protagonista
un'adeguata
cantante
Cotogni
colla
Ronconi,
Giorgio
Per
Paure,
il basso
Miraglia,
tenore
cui
giovane
essa
di-
CAPO
la
venne
legittima
Intelletto
acuto
fin
da
quel
L'enorme
il
del
del
la
per
contratto,
senonchè,
cifra
del
della
il
tratto
Bellini
lire
la
cifra
Il NabtLcco
fu
parlò
alla
delicato
del
relli
Me-
fu
questo
voleva
Ciò
e
il
orbene,
;
che
:
quello già
infatti
del
L'Odalisa
Donizetti
e
gloriosi
(i)
n
la
cesso
con-
dire
tomila
ot-
fu
questa
e
che
matrimonio
Collange,
piccolo
da
e
del
del
Scala
lo
tre,
il Merelli
la
in
Verdi
quella
già,
Maria
Padilla
Oh
tempi
italiano
teatro
colla
Savoia^
sui
nuove
opere
dicemmo
Pacini.
religioso di
villaggio della
Ginevra.
quattro
alla
Nini,
Saffo
dell'arte
due
passi
delle
altre
Le
stagione.
state
Tultima
rappresentate
e
promesse
a
colla
senz'altro.
accettò
a
somma,
vuoto
franchi)
chiese
la
egli
Verdi
artista
Norma,
Verdi
offrire
parere
(6,800
il Verdi
di
superare
la
per
suo
ed
donna
austriache
che
il
dovesse
non
e
Scala.
al
quel
convenisse.
come
della
in bianco
ricoprire
dargli
a
invece
suo
cosidetta
presentare
a
generoso
egregia
compenso
al
lui
al
la
stagione
lasciare
a
a
invitò
la
parere
maestro
meglio
Strepponi
e
volle
compenso,
che
esserlo
prescelto
scrivere
prossima
il relativo
il
ad
ratrice
ispi-
dava
essere
a
pertanto
pregando
delicata,
e
Cominciò
ad
diritto
si affrettò
il
(i)
ottima
sempre
Nabucco
Il Merelli
stesso
gentile
Verdi.
designato
d'obbligo
opera
anima
fu
successo
compositore
Verdi,
Giuseppe
tempo.
il naturale
autore
di
essa
consigliera
e
anzi
retta,
e
39
compagna
limpido,
e
colta
mente
QUARTO.
gnifica
ma-
erano
del
davvero
!
Strepponi
confini
fu celebrato
della
Svizzera,
40
Quinto.
Capo
Dal
Sommario,
sbagliata.
Polemica
La
—
della
musica
dei
Gesaert.
tempi
dell'entusiasmo.
Il
la
dal
impiegato
quello
sei
mesi
Grossi,
anzi
sia
quello
separa
i due
ma
anche
sua,
un'aspra
il
Lombardi
«
€
bardo
«
sua
lo
e
alla
«
dei
la
critico
avea
avrebbe
gloria
sulla
dei
dal
noto,
mai
scena
il poeta
tale
per
suoi
Canti.
Vitali
meritato
per
essa
Gazzetta
che
un
provvedere
progenitori
vimento
mo-
l'opera
il soggetto
che
riore,
este-
pel
e
della
bucco
Na-
l'abisso
è
la parte
sostiene
»
del
sdegna
non
per
poema
dito
scritti dall'eru-
che
scritto
nelle
lavoro.
nuovo
primi
e
e
al Verdi
Miei
il Solerà
col
ponesse
suo
solo
tempo
parti
drammatico
difende,
quale
non
non
congegno
Eppure
del
Lombardi,
libretti
—
Lombardi.
dei
bastati
felici
meno
dei
stesso
polemica
Musicale,
sieno
impossibile
l'ama,
anzi
dei
:
ammiratore.
nemmeno
delle
il
zetto.
ter-
Ave
libretto, nonché
tolto, com'è
Solerà
pel
lirico.
il
termine
autore
Sembra
scrivere
che
a
uno
geniale
e
che
è
conto
giudizio
Maria
corre
Tenuto
ficienti.
coef-
Il celebre
glorioso
non
nemica
Un
—
suo
Cammino
copiatura
ritenere
del
Il libretto
del
a
nella
condurre
per
Romani
una
folle.
Suoi
—
Salve
imperiale.
—
riflessione
—
—
Felice
anno.
Solerà
può
La
Lombardi,
ai Lombardi
speso
si
prove,
Censura
Frezzolini.
d'un
distanza
di
La
Nabucco
Dal
dei
musica
Per
nelle
incoscienza
milanese.
pubblico
Frezzolini:
della
compagni
I
La
—
Erminia
Maria!
del
benefica
—
Lombardi,
dei
successo
—
zionarie
rivolu-
aure
Potenza
—
della
Solerà.
italiana.
rivoluzione
dominio
del
prime
—
—
Episodio.
-
—
Rapporti sbagliati.
—
beniamino
Vitali.
critico
del
Il
—
Le
Gioberti.
—
della
Immenso
—
—
patria.
Il Maestro
del
Forza
—
—
della
Il libretto
—
fatidici.
Versi
voce
—
conferenza
ai Lombardi..
Nabucco
—
!
»
dei
lomalla
i
j
CAPO
Il
poeta
trasporto
versi
Oh
«
fascino
il
della
di
che
popolo
sul
già
quel
e
servito
era
stupende
! mia
Oh
tragedia
dieci
che
"
ottave
Verdi
un
schiava
patria
cantato
Nabucco,
di
la
il
cui
in
patria. Quei
esercitano
«
avea
"
le
Giusti
vivo
un
natio
tetto
il fascino
ecc.
appassionato
che
bella
patria, sì
volta
prima
una
melanconico
canto
alla
pretesto
preludesse
e
mostrazi
di-
prima
Milano
in
al
risveglio politico.
Coi
insistente
qualche
della
allora
degli
il
la
cominciava
suo
negletta
punti parecchie
le
Sotto
»
ara
il
scintille
ebrei
patria possedevano
e
Gioberti
Del
«
della
aveva
ceneri
libertà
fuoco,
sacro
in
vile
ci-
primato
fumanti
e
:
infatti
degli
umano
libro
gran
crepitare
à
più
la
patria
apparire
gli entusiasmi,
Italiani.
ricoprivano
di
religione e
comuni
della
dovevano
lecita
sol-
più
ancor
animatrice
pRi vivo,
! La
tempo
sentiva
voce
Solerà
di
cosa
Bibbia
scritto
la
del
crociati
quei
il Verdi
Lombardi
e
quel
al
liberatore.
suo
nel
futuro
dal
che
di
amare
confondono
si
Tamor
e
Ambrogio,
:
perduta,
il Verdi
gloria
ispiravano
arcano
invoca
e
la
Sant'
suo
avvicendano,
si
Signor
dopo
anni
sente
l'epica,la favola,
s'incrociano,
coir ambizione,
ad
resto,
leggenda
patetica
il romanzo,
lirica
del
il Maestro
quella
per
dramma,
del
anche
;
41
il solo,
è
non
libretto
questo
QUINTO.
che
italiana
già
da
precorritrici solcavano
vari
Tat-
mosfera.
In
ha
ogni
fatto
sempre
un
della
vivono
tempo
e
di
in
ogni
qualche
eletto
valido
strumento,
uno
idea
nazionale.
Nell'anima
latenti
istinti
gagliardi
la rivoluzione
paese
artista
strenuo
e
tore,
scrit-
o
tore
propugnadel
generosi
popolo
che
non
CAPO
42
fecoiwiano
Il
nulla
Orbene,
nel
provocare
presentimento
un
sogno
popolo
vita
€
dice
l'eminente
"
preda
alla
cale.
Che
come
nella
chiamata
moderna
alla
séno
il
di
quelle
€
correre
ondate
di
e
non
illustri
sciuto
ricono-
benefica
le
morale
tiva
sen-
tudini
molticui
»
di
Vedovo
in
ciò
per
cenna
ac-
domestici
non
se
decessori
pre-
eccellenza,
ben
palpitava
h
per
l'arte
l'Italia.
Né
egli
l'una
faceva
che
agita
la
servire
Verdi
italiana
le
sue
può
».
tociò
ben
gloria
prime
opere,
vigoroso, quel
selvaggio, che oggi
rappresentava
al
certo
vivo
il
dirsi
Il sussulto
strumentale
di
alla
prima
alla
e
sperità
pro-
seconda.
Giuseppe
rivoluzione
gelosa dell'altra, poiché
sentirsi
poteva
della
e
morale
la sala
azione
vita
in
le
musi-
opera
attraverso
francese.
di lui
cuore
folla
una
suoi
e
seri
mi-
Osservate,
€
per
sua
guaggio
lin-
più
appunto
;
far
il filosofo
affetti, il
de'
democrazia
bisogno
i
e
attraverso
umana
la
esercitare
di
di vita
avea
l'arte
esso
per
specie
ondate
altro
musica
ad
allora
grande
contemporanei,
e
lutari
sa-
e
felicità sconosciute,
luminose
nessun
è capace
più ignoranti
ampie
e
grande.
formidabili
una
d'una
emozione
larghe
Verdi,
musica
psicologo Montegut,
impalpabili e
passano
della
di
la dolcezza.
e
tusiasmo.
en-
eccitato,
essere
che
di
i
forte
e
alcun
nuova,
di cui
la potenza
sentono
di
diviene
indistinto
profetico
vivo
un
queste
musica
di
vago
fare
meglio
e
La
un
da
bisogno
per
più
ebbrezze.
«
ha
popolo
elettrizzato
scosso,
di
scaldati
Bon
se
QUINTO,
violento
i
ritmi
non
chiamiamo
lo
stato
della
Maestro
«
so
e
febbrile
lo
energici,
che
di aspro
difetto
degli
;
animi
tut-
di
CAPO
44
la
Perchè
fronte
di
raggiungere
individuale
collettività
è
suggestiva
potenza
Tintellettualità
una
a
tuttavia
possa
grado
che
necessario
di
musica
massimo
questo
QUINTO.
si
dal
animata
trovi
medesimo
sentimento.
Questo
scintilla
la
elettrica
non
e
dei
fa
di
impulso
folle
sopra
straordinari,
sociale
Non
a
del
la
caso
«L'arte
Lebon(i)
la rivelazione
ossia
»
ogni
giudizio
un
psicologico
dal
sorabile
ine-
riferirsi
odierno.
nostro
denominata
fu
musica
dal
loro
forza
questa
rifica
ve-
detta
bene-
quella
ingegni
stato
uno
si
sempre,
sempre
da
concepite
dissimile
tutto
dunque
voglia esprimere
opere
r
A
sprigiona
non
trascina
maestri.
e
si
di
virtù
per
che
tempi
cui
entusiasmo
vero
che
mestieri
si
qualvolta
sotto
del
pubblici
malgrado,
da
contatto,
emerge
forza
vecchie
di
punto
di
momentanea
delle
bello
un
,
che
alla
sfugge
infatti
si
riflette,
la
si
musica
alla
aridi
vuoti
e
il
guisa
e
forma
apprezzano
le arti
della
del
Certo
bello
che
è
e
se
Lebon
della
non
«
e
arti
grado
Psicologia
delle
dal
non
affannano
non
prova,
d' entusiasmo
folle.
""
e
allo
I cuori
in
tal
cano
giudi-
non
della
lato
così
alla
il diffìcile !
l'espressione
commozione
il
essi
soltanto
trovano
nelle
se
si
essi
tecnica;
Tanimo
intenderne
che
quanto
bene,
Or-
eccitare
per
meraviglia.
soltanto
possono
significato,in
e
(i)
alla
ed
quando
e
disporre
per
sione
rifles-
La
commossi.
e
sopratutto
già
riflessione
non
ricerca
eccitati
fatta
non
e
commuovere,
mai
è
è
intellettuale.
dell'entusiasmo,
nemica
è
non
studio,
riflessione
della
raviglia
me-
mente,
generaldell'
uomo
CAPO
che
ammira
affatto
niente
e
Se
così
ad
del
della
fosse,
non
giudicati
essere
avrebbero
Lombardi
/
delle
una
ritto
di-
migliori opere
Verdi.
Il
di
successo
grandissimo,
esito
pari
la
l'eccellenza
autore.
«
nella
Una
tale
Gazzetta
«
il
«
artistici
"
stinti
«
come
"c
destia
"
qualunque
«
ciarlataneria
talenti
le
di
cui
il
pare
che
del
alla
«
procedere
"
di
«
mondo
che
«
invidia
e
«
mestieri
«
l'ingegno
«
che
cultura
elevatezza
a
di
;
male
mezzi
la
guardando
passioni,
artificiosi
usur-
Tutto
a
quel grado
a
vede
non
nel
di
scevra
che
pensa
far
di
abbia
sia
risplendere
contrari
che
tratteggiato da
tt'altro
olimpica
d'apostolo
fiducioso
per
ha
non
né
da
coloro
"
tu
serenità
serenità
ella
predestinata,
profilo morale,
contemporaneo,
rivela
è
perciò egli
invidiano.
Questo
ond'
dell'incremento
cui
ad
merito.
vero
mo-
briga
vengono
al
di-
più
alieno
lo rende
sovente
suoi
ingenua
qualunque
da
—
italiano,
famiglia d'innocenti,
una
di
che
e
la
843
coi
musicale
dell'arte
la via
per
1
dei*
uno
reso
riserbato
premio
il Vitali
febbraio
qualità, per
sì di
giovane
scriveva
9
nome
dotato
è
che
intento
tempo,
X han
morali
il
verso
—
1
il sentimento
:
acquistata così,
maneggio,
"
lo
Tè
se
sostenitori
per
del
Musicale
dido
splen-
degli esecutori,
pubblico
predilezione
Verdi
maestro
del
infatti
Allo
ausiliari
efficacissimi
predilezione
fu
Scala
Nabucco.
del
quello
a
concorsero,
nonché
alla
quest'opera
politicodei tempi,
ci
di merito
il grado
ammirata.
cosa
«
45
QUINTO.
che
l'avvenire.
che
del
amico
Verdi,
dell'artista
vive, soffre
Egli
tore
scrit-
uno
ha
in
e
una
quel
lavora
fede.
46
e
la
Fin
popolo.
vi
colla
proclama
del
Lombardi
del
logica
hanno
di
e
nesso
aveva
di
edificio
nessun
costruire
pezzi. L'opera
la
si
a
momenti
di
sviluppo.
si veda
nascondersi,
mezzo
mai
dei
spunti
a
non
cura
musica
La
dei
immagine
d'
cascata
d'
Per
compagine
ogni
momenti
a
non
di essi.
un'ardita
ostacoli
tetro,
abbondano,
l'autore
cui
con
ed
l'onda
la
e
nervosità
sopra
poderosa
una
rocce
che
lo
e
potrebbe
ad
paragonare
tramezzo
geniali
condotta
Lombardi
modo
e
sta
lo
e
nobiltà
Una
sbalzi, in
a
di
I motivi
manca
procede
facili
affatto
musicale
un
apparisce
negligente.
edificio
questo
melodici
invece
compositore.
condotta
originale
piena
;
di
trovato
aveva
forma
prio
pro-
manca
di
bello,
e
libretto
libretto
Nabucco
una
vero
come
manca
alto,
grossolano,
il
hanno
Il
Lombardi
nei
domina
lo
musica
nel
con
carattere,
concitato,
ma
che
espresso
strana
la
;
melodico,
sentimento
dire.
musica.
come
dell'opera
l'organismo
; non
stile. Verdi,
di
hanno
non
intrinseco
facile
è
melodramma
lo
non
il merito
non
l'entusiasmo
sollevafido
musica,
dove
contribuisca,
/
e
QUINTO.
CAPO
acqua,
sorta,
per
irrompere,
a
fluente
scorrere
e
chiara.
Tuttavia
riesce
vi
dominare
a
della
dei
battesimo,
pezzi
bella
fattura
alle
In
questa
diventa
allora
e
Crociati,
di
così
da
e
resistere
pagina
genio
e
quali
dinato
disor-
X Ave
il famoso
e
il Maestro
il tumulto
spuntano
sopravvivere
uomini
musicale
s'innalza
ria,
Madel
terzetto
ispirazione
potente
ingiurie degli
ultima
nei
l'irrequietezzae
fantasia,
il Coro
così
intervalli
sono
e
lo
del
falmente
trion-
tempo.
spirito
al bello
di
e
l'artista
del-
eterno.
CAPO
teatrale, Tunica
situazione
La
drammaticità
al
disse
con
tocca
e
immaginandola,
musicista
una
!»
te
Questi
il Solerà
non
era
ebbe
al
nelle
serrati
che
poeta
Tuno
gloria
che
e
contatto
e
si
inenarrabili
sì
Coi
già
persecuzioni,
ferocemente
quasi
accompagnò
alla
Quei
due
via
della
porte,
quante
quel
muto
!
pianto
lunga
quali
la
e
Censura
barbaramente
rante,
impe-
le opere
sempre
nosa
pe-
del
Verdi
scena.
A
che
e
gevano.
pian-
e...
!
nevano
te-
fraterno
serie
le
con
note
di
in
del
la
incomincia
allora
teatrale,
dirsi
e
si
stessa
le
toccato
linguaggio
Lombardi
ultime
appena
dovettero
cose
eloquente
delle
anni
tre
o
avevano
ne
eppur
due
in
sulla
incontrati
erano
suonò
e
pianto
;
musica,
dell'altro
del
estasi
attese
maestro
e
lo
Adesso
"
la
delle
.
che
e
ed
pianoforte
braccia
! divina
Oh
lirica
pensò
:
L'eco
spento,
avere
:
composta
terzetto.
ancora
giovani
una
di
aggiungendo
rispose
non
vicino
il sublime
cantò
subito
altamente
scena
finalmente
quando
chiamò
libretto, è di
capì
al Verdi,
orgoglio
a
dei
stupenda.
Solerà,
dato
47
QUINTO.
Milano,
altrove,
sola
direttore
di
cardinale
infatti
di Ave
Erminia
Maria
a
sola
!
Purché
"
Frezzolini
»
rispondeva
a
a
"
calare
la
Verdi
la
ci
tela.
»
civescovo
dell'arsi
sbagli !
della
sera
mancherebbe
dusse
ri-
invece
Maria,
diceva
—
prima
presentazi
rap-
altro
—
sarebbero
—
dal
mutazione
Salve
mi
non
Non
il Maestro
La
parola
sela
cavar-
concessa
agli scrupoli
Gaisruk.
una
infatti
mutazione
polizia Torresani
tiranna
meno
poterono
lieve
e
era
essa
i Lombardi
e
una
con
verità,
per
«
Oh
capaci
!
non
di
Toseranno
bligarci
ob!
48
CAPO
Non
dubitate,
occorre
se
di
facile
Felice
in
ad
bene
mai
Erminia
gentile
al
di
cui,
interamente
Frezzolini
del
di
Regio
è
come
Bellini, egli così
per
Ma
animi
"
fetti, pur
fate
"
trice, sappiate
"
mal
«
cantatrice
«
zie
«
cara
«
Torino
"
nezia:
«
Beatrice
«
mai
«
palesa, tant'anima,
«
occhi,
(i)
occhio
La
viso
che
anch'io
Erminia
voce.
che
ciò
mi
rivela
che
tanto
nel
non
attrice
si
tanta
sembiante,
Frezzolini
aveva
nel
colla
guardo
gradella
a
Ve-
a
manifesta
Così
22
di
giam-
intelligenza
tanta
1841,
in-
personaggio
rinvenirvi
canto.
di
adesso
Pasta
energia
di-
Bea-
malìa
fa
nel
creduto
allora, nel
suoi
lei colle
di
Giuditta
mostra,
841:
1
dell'amabile
e
pregi
avrei
de'
la
Frezzolini
alcuni
del
misera
non
mercè
fece
non
il libretto
gennaio
più
Tenda:
di
questa
persona
non
tazione
rappresen-
malgrado
a
quale
dinanzi
una
le deformità
veste
leggiadra
sua
sua
;
buon
prima,
che
della
nel
scriveva
come
il
compose
cortesi, che
voi,
«
ammirazione.
Beatrice
il Romani
sincera
e
lui l'entusiasmo
di
della
Torino
cederla,
con-
mia
rispar-
nessuno,
anche
proposito
noto,
palese
di
prova
A
poeta.
nel
inesorabile,
censore
può
Verdi,
non
illimitata
sua
si
momento.
una
a
pubblico.
non
Frezzolini
mostra
questa
il
del
misuratissimo
e
della
parla
Romani,
dir
potè
lode,
vero
dav-
dinanzi
che
un
sopra
"
scena,
nome
un
scena,
rischiò
esultanza
superlativi, anzi
compiacenza
sulla
gioia
: ecco
alla
certo
quando
i
Frezzolini
la
fermarcisi
senza
trionfo.
un
commovente
e
sulla
magari
avrà
e
di
ma
Frezzolini
Erminia
scrivere
fu,
ci
morire,
quella grande
non
Topera
il trionfo
E
morrò
maestro;
ma
;
QUINTO.
anni
negli
giovane ( i )
appena.
QUINTO.
CAPO
già
«
e
«
della
«
pari
«
più
«
sa
«.
alla
la Malibran,
lei, dopo
più flessibile, più
estesa,
rassegnazione
rir la
voce
; nessuna
risentimento
pronunziare
re
colo-
e
parola, nessuna
sagrificare,quando occorra,
Fa
sentimento.
d'uopo vederla
al
«
la
"
tutte
"
tito
da
"(
per
dire
«
mente
"
tro
melodrammatico
"
Ha.
»
musica
le
passioni
cantato
ch'ella
è
la FrezzoHni
la
Lucrezia
di
ecc.,
al Ballo
in
cantanti
nostre
del
d'Ita-
la
la
Parisina,
del
le opere
Prodigioso
pio
esem-
dinanzi
artistico
debbono
nambula,
Son-
il Trovatore,
quasi
ed
tea-
peranco
V Emani,
maschera.
vocale
maggior-
Norman
tutte
e
gesto
un
aveva
Linda,
i Lombardi,
temperamento
le
non
in
par-
musicale
la
la
Bolena,
da
sostegno
dell'arte
d'allora
trar
a
sarà
e
solido
più
Borgia,
Traviata,
sino
adesso^
e
d'amore,
Verdi
un'occhiata,
da
il
E
la
personaggio,
suo
già
avvenire
\ Anna
V Elisir
del
parola,
una
in
quale
al
di
melodiosa
nessuna
;
padrona
dotata
è
lagrime all'ira, dal
dalle
passar
Così
!
arte
stagioni ! Nessuna,
poche
dopo
scena
di
neir
innanzi
tanto
49
sentirsi
oggi
al
fuse,
con-
allibite.
Il
la
fatto, del
solo
di
Beatrice
Tenda,
basterebbe
del
perizia
ingegno,
suo
nell'arte
somma
FrezzoHni
Erminia
per
eccellenza.
di
espressiva
purezza
bella
e
sulla
le
4
è
la
di
suoi
del
sura
mi-
della
e
sua
canto.
la
e
italiana
cantante
raggiunse
parola
una
farvi,
trion-
e
illimitata
mezzi
stata
la
Nessuna
modulare
la
conoscere
de'
dopo
potuto,
aver
i Lombardi,
cantare
far
a
di
resto,
la
sillaba
pronuncia
quale si appoggiavano
più soavi gradazioni del
infatti
l'arte
nel-
con
la
italianamente
dolci
suono.
e
sionate
appas-
Metodo
CAPO
50
questo che
del
costituiva
bel
invidiate
fra le
una
italiano ed
canto
superiorità
sopra
sulla
Frezzolini
tutte
del
ebbe
tive
preroga-
delle
le altre
sue
più
tate
linguecan-
Nabucco
e
il
tenori di
migliori
collaboratori
a
Tottimo
Lombardi
nei
*^uno dei
magiche
una
scena.
Erminia
stesso
QUINTO.
basso
tenore
e
pagni
com-
Derivis, quello
Guasco
giudicato
quel tempo, dopo
il Mo-
riani.
alla Scala creò
magnificoesito dei Lombardi
riputazionestraordinaria. Tutti
quest'operauna
darono
teatri d'Italia e dell'estero la dimanprincipali
Il
a
i
subito
inclusero
anzi
nel
il loro
d'entusiasmi
al Ricordi.
I
più celebrati artisti la
fecero
ne
proprio repertorio
; alcuni
cavallo
i nomi
di
In
battaglia.
foga
tisti
degliar-
questa
d'Italia,del Verdi,
e
italianisi propagavano
steggiati
più salutati e fesempre
nel mondo, guadagnando così ogni giorno
nuove
amicizie
libertà italiana.
e
nuove
simpatie alla
causa
della
CAPO
52
il tumulto
politico dei tempi,
ardente
e
slancio
verso
fervore
accresciuto
desiosa
Le
i liberi
sensibile,
fenomeno
lo
"
abbiamo
che
da
Se
il
compiuto
di
è
è
dai
il
Un
—
la
ribile
ter-
di
giorno
gno
re-
è
ne
fenomeni
un
fatto
non
tener
avere
tribuito
con-
nonché
creativo,
derivati.
sono
il valore
parcene,
occu-
debito
esteriori
e
e
possono
il lavoro
che
delle
come
nostro
quali
più
sua.
compositore,
le
carattere
il
l'opera
però
del
esteriori
sopratutto
mità
infer-
durante
accettare
determinare
anzi
che
Egli
noi
chiamo
giudi-
spirituale di
una
d'arte.
opera
il Nabucco,
Dopo
il
lo
le forze
fenomeni
li
critica-
divina
inesplicabile è,
occupandocene
tutte
a
dei
ed
prodotto
od
steri
mi-
il Revere
emergere
dobbiamo
noi
della
chiamò
di
che
opere
Nabucco,
l'artista, non
o
un'arte
talvolta
quella
"
l'autore
impenetrabile
Ora,
conto
del
le
e
al dominio
la
veduto
separa
quello
Tarte
di
come
—
infatti
crisi
volte,
misterioso
crea
il
eppure
produce
appariscono
impenetrabili sfuggenti
che
patria;
non
producono
l'effetto
sono
Maestro
maggiore
con
della
anima
sua
?
che
cause
ideali
del
la
che
e
innalzata
siasi
Perchè
migliore.
ne
SESTO.
prodotto
verdiano
sotto
l'azione
come
dicemmo,
di
e
più,
è
non
quel
più dopo
ancor
mistero
psichico
in determinati
Emani
I due
un
per
i
Lombardi,
certo
tempo,
che
avvolge,
l'anima
momenti
d' Arco,
Giovanna
Foscari,
l'artista
del-
,
Alzira,
questo
in
suo
tutte
Attila,
appartengono
periodo
d'inferiorità
queste
pregio
—
non
più
o
meno
a
spirituale.Nondimeno,
il Verdi
opere
massimo
tutti
—
cessa
ed
di
è
questo
essere
un
sog-
CAPO
del
sincero
getto
propria
arte.
è
che
lo
sincerità
nel
è il
Emani
il
più
è
non
veneziano
di
dote
scegliere
le
a
che
che,
d'imbarazzo
rifare
scritto
al
in
alla
Piave
senz'altro
parole
attuali
incarico
resto,
la
vecchi
una
quale
e
lo
secondo
dovettero
compositori.
ormai
Così
siana,
metasta-
in
quella
egli
in
stesso,
il
leggi
abbandonata,
lottare
le
prosa
al Piave
le
fece
Emani,
in
narra
già,
riuscire
metastasiane
lungamente
non
egli
à^
scrisse
disporle
che
an-
e
può
appunto
di
strofe
dei
possiede
finale
dando
convenzione
aveva,
che
terzetto,
delle
pre
sem-
peggiore,
strofa
poeta
poesia
resero
imporne
la strofa
del
prosodia. Questa
amò
futura.
Il Verdi,
la
quale
poetico
terzetto
dal
lo
egli
per
quella
il
si
modestia
che
sovente
e
musicalità
principio
lacerò
il
musicalità
tutto
Il Piave
gli argomenti
il ritmo
convenzionale.
forma
Verdi.
esempio,
una
tato
do-
ma
grazia appunto
da
quel giorno
qualità
medesimo
vane
gio-
un
versi,
esemplare
una
sé
diceva,
esso
natura,
sua
per
del
antipatia
stimava
Piave,
divenire
Maestro,
decisa
una
libretto
In
al
Per
del
cattivi
teatrale.
suggerirne
situazioni.
torto,
quanto
da
regno
fano
pro-
Autore
di
carattere,
caro
libretti, di
suoi
Lui.
per
di
dere
ca-
schiettamente
Francesco
bensì
anche
segnatamente
di
da
collaboratore
pieghevolezza
nel
cioè
dele
fe-
di
gì*impedisce
e
egli potè
raccomandava
e
e
argomento
intuito
assiduo
più
bella
fabbricatore
raro
codesta
di
il
un
codesta
falso.
primo
Solerà,
della
convenzione,
musicare
a
preso
ossia
salva
del
e
sentimento,
appunto
della
pelago
formula
della
proprio
Anzi
53
SEvSTO.
plice
sem-
della
è,
ma
del
tro
con-
i nostri
54
CAPO
s' innamorò
Verdi
lo
del
nella
di
dell'arte, così
Vittor
che
in
Hugo
la
proclamazione
vale
dramma
è
Si
sue
Per
e
e
ambita
meta
basta
e
per
le
vedere
maggior
anzitutto
moderno
rivelarlo
con
all'arditezza
del
Guglielmo
Teli
egli
avrebbe
giunga
rag-
profondità.
e
di
grado
netrare
pe-
ed
lo
egli
voi
maestro
inutile.
In
prese
com-
cussi...
quindi
di
meno
completamente
che
altro
un
posto
com-
la
sica
mu-
scene.
accingendosi
dal
nessun'altra
quella complessa
aspettava
non
di rivoluzio
venezianamente;
Emani,
verseggiato,
Verdi,
dovuto
di dire
à^
el
«
diventava
il libretto
mese
di
drammatica,
solito
era
in
era
il
E
Miserabili
pari vigore
ma
tura,
lettera-
grande
in
dei
spirito
anche,
discussione
ogni
e
lo
altro
era
classicismo.
Tautore
non
stesso
in
che
quasi
ralismo
libe-
lo
non
opera
con
creazione
titubò
»,
romanticismo
il Piave
tradurre
poderosa
del
teatrali
sfortuna
e
prefazione,
dire
deva
accen-
e
definisce
del
lo
Questo
sua
morte
cezione
con-
nuova
animava
lo
tamente
ardi-
drammatica
tempo.
suo
veramente
può
opere
la
e
la
dire
a
Emani
delle
che
come
quella
prefazione,
sua
dell'arte
rivoluzionario
Hugo
confessa
quella
campo
gendo
leg-
di Vittor
francese
con
politica del
vita
Emani
bellissima
poeta
nel
spirito
la
la
voluto
aver
portare
stesso
omonimo
anche
V illustre
quale
dóV
soggetto
dramma
stupendo
probabilmente
e
SESTO.
a
musicare
poeta
del
immedesimarsi
che
animava
linguaggio
concetto
e
Donizetti
dovuto
avrebbe
tempo,
nello
Come
nella
intuire
coglierlo
alla
ispirato
mente
alta-
spirito
il dramma,
poetico.
mortalat
im-
soggetto
un
novità
Rossini
Lucrezia
quel
famoso
e
nel
gia,
Borli-
CAPO
nell'arte,
beralismo
e
far
che
sì
immagini
idea
e
di
Invece,
nel
Borgia
Verdi
rimane
nani,
alla
bella
pensiero
sicale
mu-
di
e
la
Hugo,
del
fantasia
dell* £r-
musica
dello
drammatica
Doni-
rio
lettera-
pensiero
inferiore, nella
poesia
in
Teli
al
Vittor
invece
forte
il
mentre
Guglielmo
di
e
lavoro,
e
insieme
fusi
sovrastano
letterario
ceppo
materia
forma,
e
unità.
Schiller
di
dal
apparissero
Rossini
nella
zetti
55
emanante
contenuto
peregrina
e
SESTO.
scrittore
francese.
Se,
come
alle
teatrale
del
Una
come
vivifica.
di
quasi
per
in
cavatine,
nostri
avi
i
due
primi
scorre
crescendi,
lo
e
atti, sebbene
sommersi
rimangono
certo
un
per
opera
musicale
delle
quell'onda copiosa
cabalette,
e,
come
più benigno
a
corpo
graziose cantilene,
metà
critica,
diritto
del
vene
dubbiame
in-
soggiace
facile, abbondante,
melodia
Disgraziatamente
ricchi
ai
ha
essa
nelle
sangue
della
censure
tempo
trattamento.
X Emani
d'arte
opera
zionali
tradi-
così
ecc.
grata
anche
tempo,
noi
a
nepoti.
«
spunto
Emani,
zampillante
le
l'altra
E
nell'
€
a
elettrizzava
il
e
di
Quinto
il
E
Castiglia »
sia
gloria
pubblico
del
e
e
"
quelle
onor
teatro
"
!..
appassionato
e
l'altro
beverato
ab-
Vieni
«
rono
flui-
non
dalle
nostre
delle
nostre
rivoluzionario
coro
ha
adolescenti
e
giulive
a
lo
come
cantilena
misero
errante,
sovente
il
!
melodia
patetico
sonoramente
avvicinarsi
leon
Carlo
"
fresca
fanciulli
di
Oh
»
voluttuosa
e
Solingo,
Elvire?
sospirate
il
«
volte
cento
labbra
rose
quella
gole
nostre
di
finale
canto
di
carezzevole
sol
meco,
involami.
Emani,
Si
«
famoso
più
che
desti
ri-
nel
Tordinona
1847
di
56
Roma
lo
e
faceva
insieme
cantare
e
onor
mentre
»
fine
diritto
nella
storia
del
Emani
stesso
fu
marzo
9
di
quella
€
gente
"
motivi
chi
«
udita
«
polare.
4c
maginazione
«
gusto.
dal
di
Gli
si
appena,
Lovatelli,
per
da
ai
e
le
dal
durerebbe
intendere
tempi
lo
e
del
buona
nella
ha
a
spirito
di
felice
in bocca
del
cui
al
lode
erano
Ricci, del
fluenza
in-
sugli
del
Emani,
al
Verdi,
forte
la
im-
il buon
è
pregio
all'abuso
di
che,
anche
musica
quella
be
Super-
si fa po-
e
ligio
punto
n^
i cari
memoria
a
ricca,
confermarlo.
sopratutto
Nini,
del
e
ci dimostra
Lovatelli
vocali
già
mente
Il
la
musica
una
subirla.
fatto
domenica,
dichiarazione
quella
a
nezia
di Veha
immaginazione
fatica
leziosaggini
opere
della
e
conto
musica
mandati
sopra,
disposti
La
«
(tenore)
alla
del
sera
Privilegiata
Guasco
ultima
esercitata
rinvenuto
suo
dallo
rendendo
che, fin da
Verdi
più
gusto,
nelle
volta
la
cantarellava
esperto
notammo
meno
amore
glorioso
prima
teatro
pari
critico
animi
carde
coc-
del
posto
Venezia
avevano
maestro
e
la
così:
stampa
Questa
»
di
parte
gran
Gazzetta
privilegio
Il
e
fiamme
Lovatelli,
impressione
è
questo
gloria
bandiere
un
di
l'articolo
dell'aria
e
sia
geniali ricordi
scena
Fenice
nella
uscendo
si
in
serata
(baritono).
come
occupare
Il critico
«
simili
di
alla
viva
di
cotali
raggiunto
1844.
così
una
Nono
per
teatro.
terminava
«
uomo
palcoscenico!
ha
posta
autore
Pio
provoca
lascia
e
essa
ha
e
il
sol
un
A
"
inondava
patriottismo,
generazioni,
come
pioggia
una
un'opera
Quando
di
alzare
ai coristi
tricolori
e
SESTO.
CAPO
buon
oggi
fatti
in-
Senonchè
bisogna
delle
ferirsi
ri-
sità
prezio-
infarcite
Mercadante,
lora
al-
del
Pacini
molte
e
altresì
vocale
/idea
la
bellezza
della
è
non
lo
cadavere
suo
!
inesorabile
Certo
"
la
pregio
gran
ripugnavano
sua
coscienza
alla
di artista.
di appagare
rinomata
nientemeno
le
lo
che
furie
bravura.
quella
consiglio,ed
dovette
essa
il
la
Loewe
Verdi,
senza
La
sera
dopo.
del
Emani
di
(i) La
Bologna ad
fra
una
cantante
del
giovane
1
fu
Venezia
pace
ottenerlo,
maestro.
5
riprodotto
il Verdi
nuova
pose
un
e
la Loewe
l'anima
cantarvi
un
tutte
su
di
darsene
an-
mutò
non
al
rifiuto.
così
dalla
La
nacciata
mi-
coglienza
un'ac-
ebbe
terzetto
mortificazione
chiese
vale
al
al
perdono
fu
deir£rna/ft
sua
per
dire
a
mesi
detto
Bene-
maggiore.
ancora
fatta
due
San
teatro
trionfo
riproduzione
tutta
finale,
(i)
maggio,
con
voluto
perfino
grande
con
Loewe,
mise
immune
quale, pentita,
però
a
rassegnarsi
magnifico
entusiastica,
della
il Maestro
andò
ingiuria ed
della
ribalta
minacciò
sempre,
mente
assoluta-
terzetto
che
déìV£rnant
partitura
alla
alla
e
avrebbe
quale
di Verdi
come
ma,
;
concessioni
egli rifiutò
Il rifiuto
cantante
dimostrò
maestro
il drammatico
presentata
tenendo
pur
si
capriccio
la
dal
Elena
di
di
così
strano
dopo
si fosse
di
E
tedesca,
cantante
rondò
serietà
sua
rebbe
Sa-
spagnuolo
di
trattò
tanti
can-
sicuro.
critico
cantanti,
si
parte
celebri
il Verdi,
dei
virtù
massima
bellezza
che
è
ogniqualvolta
che
Elvira
della
più quasi
quei
il
pretazione
inter-
una
giudizio
un
disse
come
giudicare
"
in
Morti
più possibile
di
abbiamo
non
emergeva
melodia.
stesso,
Arteaga,
in
quale
oggi
rebbe
Occorre-
Donizetti.
eccellenza
alla
di cui
dalla
e
del
anche
riferirsi
57
SESTO.
CAPO
alcuni
in cui
mesi
la
guadagnarsi
brava
il
dopo
e
a
venente
av-
perdono
58
A
CAPO
SESTO.
contribuirono
questo
Coletti, Selva
principali: Fraschini,
di
che
nomi
quattro
sulle
quei
contralti
quell'eccezionale momento
teatro
secondario.
da
che
magnifici
Le
giovinezza.
drammatico
suoi
infinità
La
questo,
(2)
«
possiede
un'aurea
4c
un
"
tatrice
4C
bile evidenza
«
cosa
a
metodo
"
da
natura
la verità
il
canto
suo
Quale
!
«
getti
«
denze
"
cara
"
stesso
«
mobilità
«
dardeggiante
"
tatore
"
all'orecchio.
«
guidano
«
fisonomia
dei
di
del
.quello
e
la
L'
in
nel
di
quelle
imi-
! Il
un'anima
che
e
il
genio
si pare
come
cui, anche
fuor
vi
dalla
furono
stessa
Bologna,
di
ca-
aspetto
allo
per
spet-
recare
la
dell'arte
anche
dalla
teatro
pur
conchiglia.
901.
la
espressivo
altresì Annetta
ri.
og-
sente,
sta
voce
gli
suo
ed
nero
ne
ador-
che
impressione
d'amore
l'occhio
rj.
simili
melodiose
una
cuore
ispirazione
Teresa
Manetta
e
(i) Oltre
tutte
usate
Brambilla, gemme
Lettera
tu
Arte,
Teatri,
(2)
i
lei si
tutta
colora
luce
l'armoniosa
reggono,
:
di canto,
ritmo
passione, preannunciano
che
gno
inge-
amatrasparisce con
molteplici affetti... Qual
in
pensiero
volto,
suo
Brambilla
un'azione
la
come
testimonio
è
della
di
su
quei gorgheggi
delicatezza
un
come
fiore
cui
ti lasciano
che
e
scelto
uno
schietto,
e
il glorioso
pubblico
Teresina
giovane
più splendida
nano
il
rapito
di
voce
squarci apologetici
voce,
puro
della
di
il
e
innumerevoli
erano
una
nel
vocali
già
Ma-
durante
allora
virtù
sue
nire
riu-
con
completa
fiorirono
(i ) era
avevano
ammiratori
scrivevano
confondersi
non
l'ultima, forse,
periodo rossiniano,
sua
facilmente
così
Brambilla,
Brambilla,
la Brambilla,
e
si potevano
d'un
scene
Teresa
rietta
in
solo
fertilità artistica
gV interpreti
segnatamente
ed
sua
vedi
Erminia
6o
CAPO
Stimatissimo
"
fu
Mi
€
""
lettera
"c
offre
"
Non
€
con
«
note
"(
momento
€
pensiero.
di
ad
punto
la massima
che
che
Donizetti
degna
che
sperare
musicale
di
delle
"(
bisognare, specialmente
Ella
"
sovrano
"(
individuale.
«
«
piccol
Il
favore
che
perchè
possa
Con
€
la
Ella
Verdi
la
celebre
colà
Varese,
l'Albani,
Marini
il
ed
scrisse
compagnia
Ronconi,
i tenori
altri.
questa
la
della
mi
lo
della
hanno
di
lode
una
è troppo
di-
gratitudine.
stima.
1844.
Devotissimo
lettera al Donizetti
a
italiana
la
Ferretti.
che
mia
G.
opera
ab-
complimenti.
uomini
«
Tadolini,
di
comparte
maggio
di
dal
direzione
potranno
abbisognano
"
(i)
mie
interpretato
farò
non
dubitare
i8
alle
prendersene
parte
degli
più profonda
Milano,
grande,
che
nella
non
e
utile
puntature
numero
ingegno
stinto
«
nel
è
che
sì
lei, signor cavaliere,
"
offerta
certo
di
mi
Emani,
cortese
sarà
occupare
generale,
A
lei
di
quella composizione.
volersi
come
mio
la
accettare
«
«
del
riconoscenza,
così
la
gentilmente
prove
derivarne
Pregola
€
cui
può
Posso
spirito
in
alle
(i)
leggere
sorpresa
Pedroni
a
assistere
non
Maestro
Signor
grata
scritta
esito
€
€
di
SESTO.
di
Verdi.
Vienna
"
mentre
facevano
cui
Montenegro,
Ferretti, IvanofF, Gardoni,
servo
la
il buffo
agiva
parte
Garcia-Viardot,
Rovere,
il basso
il
6i
Capo
Sommario.
I
—
Le
dei
—
Foscari.
dei
Un
vale
dire
a
nani
Foscari
dal
e
da
non
di
Verdi,
che
di
affetti, non
pubblico
in
Pieno
gli
(i)
Vedi
soconti
re-
successori.
suoi
—
impressioni dei
poranei.
contem-
Che
—
cosa
ne
del
li scrive
rappresentati
3 novembre
la
dopo
deir^r-
prima
tolto
Byron,
1844,
ormai
divenuto
Piave,
aveva
di
il Verdi
i Foscari:
essere
sera
dei
il soggetto
nota,
troppo
non
il libretto
quel
avrebbe
non
in
accolto
essere
facilmente
disposto
a
di
di
Dogi
propria
redenzione
di questa
fede
il Verdi
lasciò
del
Byron
al
e
Murray.
di
sveglio
ri-
favorevolmente
della
lettera
vivissimi
quell'epoca
l'èra vicina
libera
pensò,
passione,
presentire
quello sfolgorante quadro
sgorgasse
Ei
di contrasti
potuto,
ebbe
Piave,
caldo
soggetto
cittadina,
del
vittoria.
nuova
una
carità
politico,
dal
di
lusinga
palpitante
—
Barbieri-Nini,
profano
scrive
giovane
leggendo
torto,
a
—
I
inglese quasi ripudiata, (ij
Il Maestro,
e
li
Aneddoto
—
musica.
Roma.
grande popolarità
I
—
dramma
mesi
tragedia
una
la
la
Il
del
poeta
subito
La
—
le
e
potere
sei
appena
il librettista
Donizetti.
Vestale
e
da
Venezia.
a
di
del
via
di Roma
all'Argentina
La
—
di
—
rapidamente
tanto
Bassini.
Pacini.
inoltrarvisi
ad
continua
De
proposito
La
Saffo.
sulla
Messosi
La
—
di
A
—
giudizio
Pacini.
e
il Verdi,
pensa
il baritono
—
Mercadante
vittoria.
cooperatori del trionfo:
I
giornali.
Roppa,
tenore
di
Lusinghe
—
rappresentazioni all'Argentina
prime
due
il
Foscari.
Settimo.
fluente
e
stare
pregue
di
pubblica,
re-
politica.
che
la
sica
mu-
dall'anima;
62
soltanto
occupandosi
Nella
addirittura
melodico
tuttavia
musica
che
un
varietà
come
'
note.
scorge
In
Musicale
de' suoi
quasi
da
da
entrata
«
prezzi insoliti,
«
ballo,
«
non
portato
lasciò
di
lo
del
successo:
volere
«
rebbe
«
compositore
«
nire
«
essere
«
sipario^
della
sti, si mostrò
«
ai
«
all'ondeggiare
«
più strepitosi cui
«
le
fragorosi evviva,
mani
dei
del
per
alle
fazzoletti
non
delle
e
mi
pezzo,
di
fra
sdegnarono
signore. "
che
assai, ed
e
cinque volte,
grida
senza
T importanza
si rendeX illustre
al fi-
proscenio
Piave
a
seconda
solo, che
Dirò
ciascun
unione
almeno
palchi
pubblico
volte
al
chiamato
in
in
e
i
riassume
quante
rappresentazione.
solo
bigliettodi
cambiarono
Impossibile
enumerare
evocato
Gazzetta
Alla
»
cose
«
venisse
stato
il
all'estremo
corrispondente
stesso
Il
baiocchi,
40
Roma,
spettacolo d'opera
le
però
che
a
alla
«
:
disapprovare
rappresentazione
questa
ignobilmente.
città
legge
a
esigente
resero
minori
a
detto,
cadere
per
uno
per
molte
e
principalidifetti.
si
20
revolezza
scor-
melanconica
questa
così
ad
la
conferiscono
abbiamo
come
pensiero
e
dei modi
Milano
«
delicate
l'abbondanza
ritmi
scrive
sempre,
frequente
furon
di
come
ispirato,quasi
abuso
lettera
una
Il
dilettante.
un
di monotonia
Rappresentati,
che
mano
molte
dei
uno
Foscari
la
perdonare
carattere
un
apparisce
ecco
si
maestro
fanno
getto
Peccato
poca
di
originale, e
del
I Due
il
cui
in
quella
muove
sorgente
la
in
prontamente
Foscari
momenti
sono
sembra
cose.
tradurla
pochissimo.
Vi
una
a
dei
partitura
quindi
e
SETTIMO.
CAPO
bravo
dopo
calato
degli
in
^
il
de
arri-
mezzo
fuori,
gli applausi
prender
parte
quella
In
la
De
Il
futura.
fu
Alla
poi
anche
Scala
di
nella
ancora
robusta
voce,
del
eloquente
Il
De
modello
Il
un
«
scene,
«
di
«
voce
«
questi
4c
quelli dell'arte
«
è
«
vrabbondante
ha
felice
non
«
rare?...
«
cento
€
poco
un
di
lui
di
a
alcuna
un
dei
declamazione
U
letteratura.
Maria
di
Bologna,
n.
deside-
a
più
poco
recitativi^
»
889.
Ma
luogo.
cosa
Rudens
de
so-
non
e
E
di Faenza,
Imparziale
superba
scorrevole
e
ragionata,
nell'azione.
di disinvoltura
arte,
fuori
desiderare
altresì
aggiunge
esatta,
mai
non
A
possedere.
agilità, sempre
sua
egli adunque
diario,
(i) Teatri,
sicura,
;
voce
:
arrendevole:.
piano
:
queste
a
fresca
di
Roppa
studio
scriveva
così
molto
dato
è
il
dello
e
la
nella
una
tanti,
can-
periti gloriosamente
e
affatto
estesa,
natura
Lascia
altro
timo
l'ul-
età
bassi
—
nuovo
—
pochi
a
metodo
lascia
più
l'arte
per
tarda
famosi
bolognese
spontanea,
"
alla
repertorio
molto
quale
doni
sempre
dell'accento,
gratissima, intonata,
voce
tenore,
€
mostrava
magnifico.
per l'ampia
persona,
quei
dell'epoca (i)
diario
"
il di
di
Roppa
tenore
vero
vale
quello.
con
«
scene.
1864-65,
Alfonso
sino
il vecchio
con
Bassini
le
si
lebrità
ce-
cantare.
rimase
Bassini
nati
del
e
il De
era
Bassini
della
l'efficacia
dire
mirabile
De
Don
un
imponenza
per
tre
carnevale
il
alla
abbandonare
ad
dopo,
il baritono
e
consacrati
dei
nel
Milano,
r
per
e
l'ultimo
Borgia
Magnifico
cantanti
rono
fu-
vittoria
Roppa
tenore
più giovane
vent'anni
dire
a
il
giovani
tre
della
cooperatori
Barbieri-Nini
Bassini,
che
i
sera
63
SETTIMO.
CAPO
di
ac-
e
un
più
a
tardi
sito
propo-
datasi
in
64
così
quella città,
chiudeva
meglio esprimerci
«
come
€
lodi
"
remo
€
Ronconi
che
meritano
che
la
superlativo
alla
vicino
l'ammirazione
Della
in
le
seguito
:
da
della
farle
e
dipendente
da
il
raramente
pubblico
mal
a
brutto
Ecco
dei
Foscari
di
il
così
erano
ponenti
im-
cità
infeli-
comune
volto.
parci
occu-
intelletto
suo
Virtù
questa
che
com'è
disposto
sulla
teatrale
per
la visione
scena
e
a
Roma
del
e
uniformità
ricorrente
all'orecchio,
codesta
la
del
maggiore
Foscari
esprimesse,
Donizetti,
con
per
queste
mosso
com-
la
tutta
gentina,
dell'Ar-
acclamazione.
inferiori
ai
maggior
simpatia popolare. La
con
così
ritmo,
anche
che
Verdi
palcoscenico
conquistarono
Narrasi
giudizio su
di
artisticamente
spontaneità
il
abbracciava
clamorosa
Emani
cadenzata
che
divideva
esultanza
sul
raccolta
,
larghezza
e
fraterna
benché
2^
il Verdi
quali
l'ultima
Foscari,
Lombardi
co'
alla
dopo
dei
cantante
spirituale superiore
subisce,
artisti
mezzo
famiglia
a
Roppa
scene.
non
del
bruttezza
sopportare
gli
in
I
la
»
stabilire
a
illustre
artistiche
ed
!
dell'inelegante.
e
trionfo
dal
vale
che
intanto
fascino
un
sublime
è
delle
di-
Giorgio
occasione
perdonare
persona
Roppa
avremo
vocali
virtù
il
trionfi
diremo
che
questo
ai
calde
quelle
somma,
Ronconi
da
rapito
sapendo
non
meritato
al
Barbieri-Nini
sue
istinto
che
e
destata
presto
troppo
è
massimo
Strepponi
sulla
principali esecutori,
Strepponi
e
poi,
tributare
per
tre
immenso
è
Questo
i
Ora
"
articolo
lungo
un
rappresentazione;
prima
e
SETTIMO.
CAPO
poco
agevolmente
esercitato,
tribuì
con-
popolarità.
ascoltando
la
la
prima
parole:
musica
volta, il
«Francamente
suo
«
quest'uomo
«
trovare
"
fa
è
!
genio
un
i motivi,
menticabile.
è
stenta,
li ha
come
Il povero
y"
Egli
quando
ma
nell'orecchio
rimanere
65
SETTIMO.
CAPO
trovati
nella
invidioso
albergò mai un sentimento
così
parlava era
gloriosi emuli, quando
sempre,
per
intellettuale
virilità
lo
e
È
tardi.
uditi
strano
suo
quaggiù
esserlo?
alla
vigiliadel
gli emuli
primo
di studio
Sino
al
più
delle
1
quello
ecco
del
di
quella fra
uno
dei
era
più
Angelo Brofferio,
quest'opera nel Messaggero
tempo.
E
«
4(
solo
"
fermo
se
non
5
di
ho
a
credo
aver
il
avrebbe
tuto
po-
il Donizetti
soli
due
all'autore
Senonchè
divenire
mai
lo poterono
non
:
il secondo
e
dirla
del
le opere
altre emergeva
che
additare
il Pacini.
genio
vero
grare
emi-
Italia.
in
; e
timento
presen-
per
di
poterono
non
;
il
per
di coscienza.
e
844
stanno
contendere
e
Verdi
Giuseppe
mancanza
per
difetto
di
di
compositori
il
resto,
musicale
primato
già
di Verdi
genio
assopimento,
il Mercadante
erano
illustri
i due
che
il
più
aveva
quando
potuto
sua
il
bisogno
triste
suo
della
aspettasse
che
1844,
guore
lan-
X Emani,
altro, del
avrebbero
Nabucco
Essi
il
sentì
e
quel
anni
tardi, ebbe
anime
Nell'anno
compositori
del
delle
Quale
successore.
era
così
ad
tre
che
proclamare
per
egli,parlando
da
e
vicino
pieno
crudelmente
i Lombardi
profetico
nel
il Donizetti
come
i Foscari
forse
lo colse
poi
spense
il Nabucco,
proprio
ma
che
ce
indi-
i suoi
per
da
sorpreso
li
cui anima
non
addormentarsi
a
egli
ricordo
un
Donizetti,
vero,
schietta,
di essermi
profferitouna
Mercadante
la Vestale,
colti
brillanti
e
scriveva
di Torino
come
Orbene,
a
critici
proposito
:
la intendo,
non
sbagliato, ina ho per
grandissima verità,
66
€
SETTIMO.
CAPO
affermato
ho
allorquando
Mercadante
che
«
già da molti anni il privilegio di
io mi
le panche delle platee. Se
«
lo dicano
i
«
i torinesi
che
«
milanesi
«
udirono
«
rono
X Elena
«
loro
che
«
zioni
«
eh' io che
«
vanno
«
sini
«
scrive
«
con
«
mazzo
«
Tasso
«
quei
«
d'oro
«
X
«
non
«
scrive
«
bella
«
udirono
che
illustri
da
alla
Feltre
a
Bellini
o
molta
severità
quei
con
pedanti
Erasmo
che
la
Agamennone,
scrive
la
per
li
dei
minorità
regole,
certe
con
Pazzi.
«
perchè
«
perchè trasporta,
«
muove
«
E
«
di esaminarla
«
problema
«
la
«
dante
";"
il rappresentante
quando
massima
da
per
il Saul,
La
musica
precettisti, si
dei
; e
è
non
norme,
; è
bella
perchè intenerisce, perchè accende,
scuote,
allo
con
o
X Oreste^
combinazioni
certe
con
al
// vitello
maggiorità degli ascoltanti
certe
un'opera perchè è scritta con
«
a
addosso
la
per
metto
stelle
alle
Congiura
Ros-
Valvassone,
piedi
i
sotto
mettere
per
io
da
an-
profondità^
davano
portavano
bene
Mercadante
molta
che
cruscanti
ispira-
sopra
costoro
co-
di saccenti,
essi,
con
udi-
tutti
So
aria
dicono
ma
;
esaltare
per
che
infine
Mercadante
dottrina,
che
poetiche
si danno
che
i
Donato,
metafisica.
di
perchè,
molta
con
si
chiedono
nell'esaltare
gara
Briganti^
i veneziani
lo dicano
e
musica
tutti coloro
/
apposto
rivali, i veronesi
astruserie
non
e
// Bravo,
perfino
male
sia
Francesca
La
udirono
due
Le
annoiare
ascoltarono
che
parigini
àvea
perchè
perchè
sdegno,
bella
trovar
nota
delle
qualche
e
musica
di metafisica,
tempo
della
;
e
si è voluto
musica
si
lagrime.
ha d'uopo
d'un
si farebbe
come
aberrazioni
gioia, perchè
alle
muove
una
nota,
per
d'algebra
alla
muove
che
io dico
poiché
fare
è
Mercain
cattedratica,
Italia
cioè
68
CAPO
€
rìserbata
^
adesso
€
Tartista.
"r
altri
^
questi
«
i contrabbassi
^
st'ultima
€
Se
«
una
di
ancora
quindi
frappone
di
conforta
Peccato
€
mero
«
paté
le
da
ad
giudizi di
due
la critica
dell'autore
e
si
al
penuria
armonie
e
soggiunge
in
così
alle
belle
i
più
:
scarso
nu-
frasi
scap-
rinomati
Tuno
critici
all'altro,
torno
in-
Quell'opinione
è
non
avrebbe
Pacini
ed
i
quindi
delle
sue
mutata
punto
nulla
quasi
del
ignoranza
di
da
proposito
gusto
la discussione
la
giungere
ag-
raccontasi
con
come
più
merito
oggidì,
generalmente
la
stessa
dia
concor-
volgarità,la negligenza
del
Pacini
sul
Allora,
; ma
e
anche
erano
lui venivano
altresì
del
pareri
opere.
apprezzate
deploravano
L'
secolo,
la fecondità
riconosciute
si
canto
dell'opinione pubblica
non
minore
e
dopo
togliere.
da
quanto
e
E
»
severe
Giuramento.
mezzo
odierna
o
l'estro
oltre
la
»
fra
approssimativa
del
che
Merca-
qualche
avvicinandoli
danno,
ci
oggi, dopo
questo
!
ragione?
del
il Locatelli
sieno
que-
è
scientifica.
alle
e
risparmiare
genere
tratto
matematico
un
concordi,
Certo
potersi paragonare
somma
In
lettori.
Vestale
canti
quei
la
sta
di
e
offese orecchie,
tempo,
la
in
tratto
all'autore
e
nella
anche
intendo
nuovo
strepitosa
che
! che
Questi
e
al
appartiene
;
"i
dì miei
loro
chi
Per
giudizio
e
me
osservato,
del
salute.
le trombe
ove
tolto
avessero
pronunzio
dante
quelli applaudivano
mentre
;
gli
ammiravano,
uni
addormentati
non
a
eseguisce pianamente
gli
si sarebbero
piana aIl*orchestra,
nota
ed
mentre
sbadigliavano
noia
la
e
rorchestra
Così,
non
avere
la
cantante
infiora
Vestale
«
«
al
SETTIMO.
sentimento
era
artistico.
proverbiale
il seguente
;
aneddoto.
a
CAPO
Rossini
Donizetti
e
alla
Bologna
quale
assistevano
prima
del
!
Ringraziamo
«
«
Rossini,
«
ci
che
sia
così
rossiniano
ruppe
asino!
sorridendo
il
quell'asino
tutti
poteva
non
più
ziosi
silen-
Asino!
rispose
indietro
a
so
il Donizetti
diversamente
;
non
erano
esclamando:
Iddio,
lasciato
avrebbe
di
Entrambi
tratto
un
il silenzio
clamorosamente
asino
Ad
cogitabondi.
e
Pàcini.
insieme
sera
una
rappresentazione
nuova
opera
69
SETTIMO.
quanti
Il
!"
casmo
sar-
ed
più arguto
essere
lì
eloquente.
quella
de'
forse
vocazione
sua
abbondante
così
nessuno
come
ma
infatti
ebbe
ni
Paci
dalla
la
suoi
del
sicale
mu-
contemporanei
meravigliosa
cultura
vena
andò
non
maestro
compagnata
ac-
dalla
e
;
scienza
co-
dell'artista.
intorno
Verdi,
così:
€
negli
«
sia
«
chiama
un
«
bricava
con
«
curandosi
«
zione
«
questo
«
Petrella
«
drammatica.
«
non
«
della
spunti,
ma
in
stato
verseggiatore,
al
che
quale
pezzo
Saffo,
»
Ed
ma
non
ha
i
molti
è
salvando
suoi
Fab-
motivi,
poco
della
situa-
di
superiore
in
le
tutte
sola
dall'oblio
opera
il
nome
col
contatto
il confronto
la
Sotto
rivestire.
però
questa
si
poeta.
e
punti
reggere
dirsi
può
un
pensiero
il Petrella
da
Felice
letteratura
in
dovevano
rimane
Difatti
un
del
senso,
egli
Egli
che
facilità
immensa
aspetto
giorno
un
espresse
sproposito.
quello
drammatica
ha
si
improvvisatore.
a
musica
del
gli sopravvive
autore.
Pacini,
fecondissimo
Un
«
al
forza
per
sue
opere
col
finale
che
oggi
del
suo
70
Ottavo.
Capo
Sommario.
nel
Verdi
—
di sosta.
La
—
d'Ai
Giovanna
Stobj.
Lo
—
del
La
—
Cammarano.
—
del
L'eccezione
V
Maestro.
V Attila.
Sua
—
città.
questa
Vita
comune.
—
Giuseppe
anche
gran
ancora
—
postumi.
1844
Foscari
Non
pensare.
fatto
; certo
colle
opere
è
che
del
—
tuna
for-
portuno.
inop-
l'astro
sue
opere:
clamate,
ac-
valorosamente
ed
ormai
era
fare
al
un
teatro.
se
fino
una
del
bene
gran
i Foscari,
susseguenti
e
pertanto
sappiamo
con
poca
correvano,
com'
all'arte
della
Quattro
bretto
li-
musica.
diventato
era
Padrone
Il
Pentimento
—
prese
ragioni
politica nella
patriottico.
—
memorie
—
alle
Cause
Verdi
alle
Luccardi.
rapporto
La
vittoria, così
male
del-
Duprez.
e
Dalle
conquistata, gl'imponeva
occorreva
abbia
in
del
Verdi
—
al
pubblici, egli poteva
un
del
stile
Dimora
—
Verdi
lirico italiano.
La
lità.
qua-
patriottiche.
Macbeth
Barezzi.
Emani,
e
—
musica
nel
responsabilità.
dei
Lo
—
—
Restauri
teatro
r Italia.
favore
Le
Firenze.
—
Verdi
Lo7nbardi,
lo
al
—
Nabucco,
ed
del
—
del
grave
»
strofe
Macbeth,
Lettera
Successo
maggiore
rapidamente
del
del
—
Macbeth.
del
a
1
soggetto
—
morale
Fisionomia
—
I
Al^ira.
Quantità
—
prove
La
Omaggio
—
Palma.
Il tenore
Attila
zioni.
Considera-
déiV
Tadolini.
Il peccato
—
—
Caduta
—
la
UAl^iira.
—
Voltaire.
di
—
Le
Teresa
dell'opera.
sinfonia.
La
—
—
bel
nascita
—
Macbeth.
del
dramma.
nella
politica.
ddV
La
—
Barbieri-Nini.
della
Frezzolini
La
Giusti, Niccolini, Capponi, Maffei
—
Shakespeare.
con
cese.
fran-
Luccardi.
Che
«
—
V Eroina
tragedia
al
influenza
rappresentazione
Una
in
Attila,
—
per
Caduta
Coletti,
Verdi
del
Lettera
—
Voltaire
Rigoletto.
Fraschini,
esecutori:
Solerà.
—
della
La
Periodo
—
del
finale.
scena
—
spostamento
celebrità.
Il libretto
di
Scala.
alla
co
—
suoi
—
—
musica.
della
doveri
Sarcasmo
Schiller.
di
I
—
d'Arco,
Giovanna
—
tragedia
1844.
A
sto
que-
il Verdi
e
gio
peg-
al Macbeth,
inizia
egli
fu
indulgenza
di
La
quasi
sosta.
»
prima
di
la
stato,
questa
quale
lo
Non
si
dalla
innamorarsi
così
riodo
pe-
potrebbero
diano,
ver-
di
il Solerà
come
Solerà
del
il Verdi
terminato
inde-
tanto
primo
il
Schiller.
e
soggetto,
Il
era
Solerà
dal
tragedia
partorì quello
«
:
repertorio
al Verdi
teatrale.
poco
si
verchia
so-
L' argomento
quel
di
con
taluni
dal
nota
in verità,
capisce,
tragico tedesco
che
fornito
volta,
e
opere,
d' Arco.
attingeva
potessero
da
cancellare
Giovanna
che
chiamato
queste
impunemente
è
decadimento
di
periodo
un
71
OTTAVO.
CAPO
del
errore
e
anche
del
Verdi.
Per
ondeggiante
forme,
I
alla
Eroina,
derisorio
nordica
d* Orléans
la virtù
o
a
inoltre
ponete
di
questo
finale
pio
in
ed
in
un
re
del
è
un
del
tragico tedesco,
soltanto
in
mai
sa
sta
que-
poema
strano
e
un
padre
sospeso
Nella
sola
Giovanna
scena
essere
che
giungete
agdei
il libretto,
italiano, seguendo
ad
;
romantica
avrete
fa morire
rare
ammi-
se
snaturato
e
e
lebre
ce-
incomprensibile
e
Solerà.
torna
questa
della
allucinazione.
la mistica
malvagi
e
il librettista
Solerà
fece
ornamentale
parte
battaglia, il
si
non
idiota
ridicolo,
cui
cui
essere
spiriti buoni
pressoché
bianza,
sem-
per
personàggio
un
compiangere
come
cori
di
terra,
e
Vicino
dedicò
Schiller
di
fantasia
Pulcella
cielo
Voltaire
quale
duplice
entusiasmo
troppo
le due
fra
perfino oltraggioso.
e
La
mai
tale
di
sta,
protagoni-
il soprannaturale,
e
scegliere una
e
motivo
a
ebbero
non
loro
il fantastico
tra
francesi,
della
personaggio
decidersi
occorreva
fra
il
riprodurre
poeta
il Verdi
scena
Tesemd'Arco
felice
ritrova
;
7 2
CAPO
'
anch'esso
il fuoco
scrive
merito
di
la
affascinante,
candida
che
sembrava
cuore,
Se
la
riuscì
prima
alle
altre
ebbe
nel
s'immerse
e
finì
di
di
che
col
perdere
quest'opera
tardi
nel
—
ai
e
Giovanna
ne
—
della
Vespì^i
Un'opera
della
ogni
1885
cioè
testa
oserà
nessuno
più
diede
la
Siciliani
più
ai
scadente
d' Arco
è
nel
pieno
sesso
pos-
però
d' Arco
che
dura
Verdi
tora
tut-
stesso
spogliandola più
il
più
suo
sinfonia
ch'ei
quali oggi
e
tagonista
Pro-
possibilerisveglio
era
magnifica
sola
favore.
sonno
sul
che
una
toccò
non
Giovanna
la prova
di ciò
da
Una
di turbare.
illusione
zolini
Frez-
Terminate
voce.
profondo
via
Scala, quell'opera
Stolz, allora
in
nuovo
fortuna
provarono.
quelle poche rappresentazioni,
la
bene
Erminia
pubblico
splendida
sua
profondi
d' Arco
alla
di
Teresina
della
si
vi
momento
era
di
uguale
parimenti
1865,
altro
un
che
cantanti
occhi
Giovanna
irreparabilecaduta,
e
volta,
la
salvare
a
dalisi
fior-
a
celeste!
artistica
virtù
quella
sotto
così
visione
una
grande
Tattrice
stendardo
trovare
sapevano
non
per
che,
quegli
con
nache
cro-
Giovanna
impareggiabile,
petto,
il
però
musica
collo
—
Le
della
bellissima
Gio-
1845
esaltanti
la
guerriera,
sul
nerissimi
del
infatti
donna
di
veste
la
con
Frezzolini.
cantante
la
serrato
e
calorosi
parlando
dimenticano
che
sicale
mu-
febbràio
15
Erminia
contemporanee,
ricordare
rientra
del
sera
applausi
precipuo
d'Arco,
e
opere,
sentimento
per
il Verdi
la
—
ottenne
opera
stupenda
dove
Scala,
cP Arco
Vanna
prime
sue
drammatica.
vigoria
Alla
delle
sacro
pagina
una
e
r
OTTAVO.
r
ancor
X Alzira,
più
posta
è
namento,
bell'orpose
rimasta.
sfortunata
in
scena
in
CAPO
73
OTTAVO.
^
dallo
il
Verdi
stesso
si
addirittura
deW
Verdi
attìngono
Hugo,
Byron
a
dopo
;
fortuna
Rigoletto
al
tragicamente
esercita
del
che
il Verdi,
possedere
fine
in
di
intelletto
di
fantasia
del
de' suoi
uno
più gravi
\J Alzira
ebbe
Tadolini,
nel
una
luminoso
valore
una
colore
delle
stelle
firmamento
né
del
vigore
e
zabuglio
guaz-
Voltaire
possa
lusingata gosì
ma
e
rano
Camma-
quel
la
commettere
a
più
Coletti
che
vivaci
artistico
che,
stupenda
Fraschini,
carattere,
senza
Avremo
del
esecuzione
degli interpretinulla
musica
storia
sua
la discussione.
come
indurlo
una
nientemeno,
cantarono,
prendere
com-
errori.
Napoli
a
di
e
la
e
e
davvero
da
di
dimostrato
all' Alzira
compositore
quanto
sull'argomento
lo studio
ispirata,
il fenomeno
in
d'artista.
e
peruviani-francesi
non
sicale
mu-
eclettico
ritornare
comprende
diremo
non
avere,
ha
voluto,
momento
un
si
difficile
;
pensatore
di
mento
l'argo-
—
analizzare
personaggio
allargare sul proposito
non
a
di
occasione
Fermandoci
la
il
del
temperamento
spirito nobilmente
penetrare
seguito
cause
classica
celebre,
difficile
ha
quando
uno
e
con
le
scoprirne
Vittor
eccezione
seguito
nel
Sarebbe
maestro.
e
! Fatta
influsso
bretto
lidel
poeti
tragedia
in
tale
mor-
dopo Schiller,
letterariamente
e
benefico
un
Verdi
vedremo
come
—
la
:
i
Dopo
;
lerà
So-
col
volta
celebre.
circostanza
quello
Cammarano,
Schiller
Byron,
Napoli
dal
di
questa
fonte
una
Curiosa
porta
non
dal
Anche
di
commesso
confronto
a
consumato
A/zzra.
Voltaire.
peccato
veniale
dir
può
Carlo
San
teatro
Il
1845.
agosto
12
al
potè
di
all' infuori
la
brillassero
quel tempo.
tuttavia
senza
e
:
di
gusto,
di
un
Il
fronte
senza
felice
74
non
del
che
melodico
sprazzo
irradia
possiede
un
caduta
a
la
finale
scena
della
degno
pezzo
l'opera,
delpenna
Verdi.
\J Alzira,
Essa
nel
è
di
numero
Maestro
qui giova
il
è,
d'un
sebbene
abbia
scritto
di
attivi.
il valore
pietoso
musica
la
della
delle
E
oblìo.
quantità
qualità
che
e
il
volte,
l'illustr
del-
opere
un
va
la fecondità
merito
del
che
simo
mas-
mai
sommettere
a
dei
repertori
merito
della
soverchio
che
che
Più
ha
ingegno
pria
pro-
egli
lucro
qualsiasi
mai
quasi
teatrali.
fierezza
propria
scia
la-
opere,
tocca
non
anche
di
uno
eletto
ed
maestri,
grandi
lavori
suoi
forse
della
lui
a
forte
il sentimento
e
italiano
dei
suo
i
minore
teatro
è
fra
uno,
numero
un
alcuno
dignità
volle
in
sia
Egli
ripudiare
ciò
che
più
al
nonostante
più
in
più.
compositore.
Verdi,
che
si rialzò
non
quelle pochissime
scapito
a
non
Napoli,
sepolte
ripetere
generalmente
in
OTTAVO.
CAPO
o
non
gio
vantag-
personale.
Circa
à^
mesi
tre
Alzira
a
lettera
al
esimio
scultore
Luca
suo
la
dopo
Napoli,
amico
prima
il Verdi
Vincenzo
Luccardi,
all'Accademia
di
carissimo
San
Roma.
a
«
Caro
matto,
dtie
inatto
«
«
la seguente
scriveva
professore
e
rappresentazione
delle
Grazie
notizie
volte,
8 novembre
Milano,
à.^
Alziray
1845.
e
della
tua
salute.
«
«
«
che
penna
Non
a
ti
furia
in
mano.
sorprenderà
di
scrivere
Ora
se
non
vorrei
ti
non
più
posso
da
te
scrivo,
un
perla
tenere
piacere,
ma
76
di
opportunità
dal
Nabucco
Il
lo
che
Italia
alla
Lombardi,
à€^
Attila,
la
e
della
fervore
apostolo, egli lasciò
di acque,
anche
tal
suoi
tale
forza,
mandò
!
me
lo
"
A
«
Così,
giorni
la
fu
il
popolo
la
guisa
sollevò
che
à.^
scene
X Attila
Emani.
della
in altre
divenne
il
17
preme
in
noi
a
!
à.^
della
Trasportata
quelle
mesi
Fenice
al
che
e
l'Italia
resti
bile:
formidà-
grido
Attila
servì
dire
del
col
in
se
popolo
proprio
ebbe
quei
allusioni
ad
può
sia, \ Attila
superiore
punto
ap-
»
si
non
Verdi,
del
:
un
vare
tro-
non
impeto
l'universo
tu
pochi
barocco
1846
quello
in
barocco
opere
marzo
sollevò
su
più
pubblico
entusiasmi
Fenice
straripasse
Codesto
gli
frenetico,
fiume
da
dimostrazioni,
che
di
ardore
e
sentimento
musica
a
luzione
rivo-
come
di
quel
migliori.
! l'Italia
Comunque
successo
impetuosa
prorompere
pretesto
che
fantasia,
ih
di
avrai
«
nel
della
questo
quanto
ma
del
fece
noi
in
musica
;
tutta
di
è
visibilio
sera
distico
fatidico
a
le
in
Venezia
;
doveva
confini.
riscontro
anche
comprese
di
Attila
impeto
facilmente
Maestro
«
sua
naturali
immaginare
possa
la
che
provocando
ravvivarlo
e
da
irrompesse
deir
stile
Lo
si
de'
fuori
di
riero,
guer-
piomba
resistenze,
Infiammato
"
re
orde
fuoco,
a
Verdi
missione
sua
italiana.
gonfio
e
al
parlare eloquentemente
sollevato
patrio
barbare
eroiche
ed
nei
promuovere
leggendario
sue
ferro
a
pone
episodi
magnanimi
del
delle
testa
a
tumulto
stesso
dai
e
soggetto
atto
soggetto
un
italiani
pubblici
in
OTTAVO.
CAPO
a
Venezia
triottic
pafu
ó
la
se
siasmo.
entuun
quello già grandissimo
a
in
un
di
tutta
dalle
momento
l'opera
la
penisola,
favorita
dei
essa
una
sentivano
e
simbolo,
un
promessa,
fede
una
in
di
certa
vittorie.
prossime
Il
vedevano
quali
i
pubblici italiani,
77
OTTAVO.
CAPO
racchiuso
significato politico
faceva
Bastava
quella
qualsiasi infelice
perdonare
un'artista
che
in
alla
cantasse
sica
mu-
esecuzione.
la
meglio
lebre
ce-
strofa:
Cara
Di
perchè
di
segnale
È
della
fine
Alla
battimani
Oh
—
è
ed
risuonava
!
ancora,
che
?
Davvero
—
i cantanti
dei
n'è
te
in
rattere,
ca-
simo
Veris-
—
tutti
sono
bari.
bar-
Ostrogoti!... "
verdiano
la
manere
ri-
spiritopatriottico dei
chiedere
musica
però
poteva
non
allo
avvinto
doveva
della
Teco
mentre
Ebbene,
«
autore.
eseguita proprio
che
vero
lungo
esso
:
:
Attila
melodramma
a
tempi
Verdi
\m
Goti
Unni,
Il
al
Attila,
X
assisteva
quale
esultanti
perfezione
tanto
;
alla
grida
!
alla
al
come
ài^
esecuzione
rappresentazione,
chiese
?
parso
visibilio
in
una
e
delle
e
amico
un
famosa
Firenze,
a
andasse
rivoluzione.
una
rimasta
datasi
sala
la
tutta
e
regina
patria già madre
figli
possenti e magnanimi
al
ormai
valore
gloria
propria
trinseco
in-
la
e
pria
pro-
fortuna.
i
Dopo
il Verdi
prime
sette
erano
divise
e
Giovanna
a
opere,
Venezia.
e
le
trasporta
anche
fra
era
migliore, con
;
a
poi
Milano,
toccata
tre:
veniva
a
Venezia,
Le
Firenze.
dal
cominciare
Milano
cP Arco
Attila
tende
sue
il campo
A
àìéX
clamori
popolari
sue
si
Nabucco,
Napoli
Roma,
la
Nabucco,
Venezia
parte
giore,
mag-
Lombardi,
con
due:
78
CAPO
Emani
Attila;
e
coir
volta
vi
e
di
il
dove,
in
della
storia
Considerata
artistica
Arrivato
e
nello
scultore
Duprez.
con
questi
eletti uomini,
lunghe
e
ricordi
calma
il
e
nel
il Verdi
di studio
in
avrebbe
in
di esistere.
pagnia
com-
nel
Capponi,
(i)
il Verdi
«
reva
trascor-
sull'arte
Pensieri
mezzo
codesta
a
scriveva
dallo
descritte
alla
dava
e
vita
luce
Macbeth.
suo
dalla
Prima
predecessori
pur
E
rivante
de-
piacevole
nel
libro
bel
suo
colà
era
non
genialmente
autobiografici.»
Quest'opera,
del
assai
ore,
Duprez
stesso
trovò
Niccolini,
Insieme
l'arte
fiori, del-
zione
manifesta-
ragione
nel
Giusti,
dei
renze
Fi-
apprezzamento,
avuto
il Verdi
Firenze
a
nel
Maffei
città
Piemonte
pura
all'arte,
estranee
nimenti
avve-
Verdi
e
la
per
moderato.
e
del
altro
qualunque
del
e
semplice
gentile
e
quilla
tran-
e
importante
la città
un'opera
\
influenze
colta
quella
;
placida
calmo
allora
una
come
città
Lombardia
anche
studi
sentiva
così
prima
il bisogno
Egli
una
animo
con
la
per
nalment
fi-
e
italiana, i tumultuosi
della
Roma,
degli
da
in
piede
rimaneva
e
dunque
quel periodo
guardati
erano
veniva
rivoluzione
di
Foscari,
Alzira,
volentieri.
andava
porre
coi
infelice
il Verdi
Firenze
Roma
quindi
Napoli
A
OTTAVO.
grandiosa
del
alto
sempre
interrotta
Con
la
linguaggio,
l' amore
il Verdi
si
influenza
provati
erano
legò poi
diverso,
con
terribile
si
grandi
suoi
poderosa
e
speare.
Shake-
dello
due
Maestro
in
razione
ispi-
ed
soggetto
tragica
anglo-sassone
quest'ultimo
amicizia.
trae
epopea
subito
musicalmente
(i)
noto,
nostro
avevano
genio
sommo
è
come
e
intima
a
feroce
e
non
e
durre
tra-
di
più
OTTAVO.
CAPO
Otello
adesso
di
timido
quello
e
al Verdi
Macbeth.
Tamore
L'argomento,
nuovo
La
lavoro
e
partita
i suoi
non
un
era
di
loro
da
posto
e
seria:
Verdi
annunziato
mese
che
quindi
Tandata
La
la parte
di
teatrali
di
giorni
«
fra
«
poiché
«
esecuzione
«
zione
«
esagerate
esigenze,
«
chiuso
taciturno,
«
simpatie.
«
scenico,
appena
«
tutti
occhi
«
dalla
«
nuovo.
"c
certo
"
giunta
«
il Verdi
«
del
«
Si
durerà
^
la
sola
pianoforte
il Verdi
gli
artisti
Mattina
i
si
Se
che
in
alla
i
se
veniva
Mi
prova.
punti
scena
del
e
a
cento,
della
lui per
la
qualche
che
crederlo,
col
è
di
cosa
quasi
qualche
dell'opera
ma
prova,
era
due
duetto
palco-
indovinare
sorridendo
il mio
grandi
nel
e
per
capitava
sue
carattere
lui
foyer
ricordo
sonnambulismo
di
suo
per
fosse
culminanti
sonnambulismo
fatica
vi
giorno
Macbeth,
queste
per
quel
su
incontro
quel
po'
per
volgevano
fisonomia
sua
per
contento
il Maestro
entrava
tentabile.
incon-
migliore interpreta-
nel
sera,
e
tava
aspet-
vicende
più
a
avevano
non
si
il Maestro
del
mai
quali, un
po'
circa
le
narra
prove
una
un
da
dall'autore
salirono
richiedeva
tutti
erano
inquieto,
mostravasi
non
e
dagli
Le
erano
Tuttavia
così
"
Ormai
prove
Non
scelta
orchestra,
e
le
:
nervoso,
:
confidò
e
già
scena.
Macbeth,
quei
e
in
era
pensiero
al Maffei.
opera.
Barbieri-Nini,
lady
capì
avevano
nuova
:
drammatico
melo-
campo
gli artisti
tempo,
la
si decideva
non
lo
di ritrarsi
cartelloni
i
colpevole
e
paziente.
sopratutto
lungo
e
vile
nel
lungo
però più possibile
era
Toccava
difficoltà, esigeva
agli amici,
timori
incominciate
al
irto
Romeo.
di
poetico
e
descrivere
ed
profondo
79
un
assorbì
erano
:
la
agper
scena
baritono.
fatto
tre
che
mesi
8o
CAPO
€
di
studio.
€
d'imitare
€
colano
€
quasi
"
altre
"
una
"
che
«
vi
«
cinquanta
"
fosse
"
La
"
Verdi
Io per
del
parti
da
cosa
! E
Fatai
mia
"
incredibile,
parrà
più
volte
della
sera
contradirlo
! Eravamo
"
a
"
pronti,
l'orchestra
«
quando
il Verdi,
"c
ci
"
piacere
«
per
"
chiamò
«
«
scozzese
«
Vi
«
E
si
«
la
scena,
al Varese
che
per
disse
sala
:
siamo
fargli
AA
foyer
male-
in
già
co-
singolare richiesta,
dicendo
voce
già
Bisognò
cordo
e
dirai
:
centocinquanta
provato
delle
ancora
iavaao
obbedire
bacai
si è
per
truci
abitudiae
tentato
più
fra
così
più
centocinquantuna
saranno
(i) Q.aesta
avuta
della
stufo
alzare
Non
—
«
«
sulla
e
volte, perdio !
«
«
vestiti
mantello.
un
l'abbiamo
Ma
—
guai
cosa,
fa ?
si
come
il Varese,
ad
il costume
ed
me
il
»
metterete
provò
«
;
questa.
pianoforte quel
diss' io atterrita
Maestro,
stume
a
che
pieno,
tutti
lui nella
con
volta
e
cento-
il Verdi,
i cori
a
quinte
andati
duetto.
dettissimo
cenno
le
un'altra
provare
«
fatto
dietro
fossimo
ordine,
di
teatro
dunque
in
"
sentite
a
Fu
baritono
più
Ora,
le
murmure
agliartisti d' indossare
s'impuntava in una
lui
(i) e quando
un
diceva
generale,
prova
senza
occhi....
col
donna,
che cantato.
anche
impose
gli
fu provato
ma
arti-
immobili
il duetto
ottenere,
per
discorso
che
lasciando
compresi
impazzire
cercai
sera,
il Maestro,
diceva
labbra,
volto,
incomincia
m^,
mi
le
e
parlano dormendo,
che
come
muovere
mattina
mesi,
tre
quelli
parole,
OTTAVO.
in
perchè
!
forza
occhiate
Italia
volte
mezz'ora,
al tiranno.
che
gli artisti
di ottenerla.
Mi
ri-
gliscagliava
aon
Thinno
m
il
CAPO
«
«
il
addosso
«
cidare
«
il Re
il
meditasse
spada, quasi
altro
si
centocinquantunesima
«
il
"
bene,
"
siasmo
«
credibile,
«
tutto
chi
dicesse
di
nulla
ho
dove
di
nuovo,
in
il Macbeth,
cantato
«
«
fino
«
replica.
La
la
sempre
«
menticherò
«
nambulismOy
«
il Verdi
«
nulla
«
grande,
«
«
"
che
mi
si
è
girava
che
gli
non
Pergola,
volte, per-
tre
parla
della
prima
delle
una
la
quinta
che
sarebbe
il
apparso
di-
del
scena
ultime
è
—
non
—
son-
dell'opera,
inquieto,
attorno
benissimo
vedeva
sere
dir
senza
già
successo,
definitivo
se
il
Mi feci adunque
quella scena.
segno
che si conserva
anche
della
croce
(è un'abitudine
più difficili)
e
oggidì sul palcoscenico nei momenti
vi diranno
avanti... I giornali di quel tempo
andai
dopo
non
io
«
se
«
tico
«
che
«
trata
«
vidi
e
«e
:
che
le
rappresentazione
prima
Barbieri-Nini
mai
della
subire
dovemmo
sera
della
sera
«
"(
Una
quattro.
d'in-
Dapper-
tutte
e
la stagione
regolarmente durante
quel duo bisognò ripeterlo due,
entu-
cosa
veduto.
mai
non
mentre
platea. Or
qualche
fu
:
la
; e
destò
duetto
quel
lui
luogo,
tumultuava
che
direbbe
non
ebbe
prova
pubblico impaziente
«
tru-
trucidare
anche
piegò rassegnato
"c
«
pu-
di
tardi
più
doveva
come
col
foyer,
Duncano.
Per
«
della
Verdi,
al
avviandosi
Varese,
sull'elsa
gno
81
OTTAVO.
le
e
interpretaigiustamente
musicale
appena
tutta
del
calmata
tremante
grande
la
e
il
Maestro.
furia
disfatta
6
Io
nel
mio
volesse
fare
questo
un
:
rien-
camerino^
le
spogliata-
-
come
so
degli applausi,
ero
spalancarsil'uscio
già mezza
il Verdi
vi entrò
agitando le mani
labbra
dramma-
pensiero
e
muovendo
discorso
;
ma
82
OTTAVO.
CAPO
riuscì
«
non
«
rideva,
"
ma
«
rossi
«
forte
«
cera
«
mesi
pronunziare
a
piangeva
il Maestro
guardando
anche
;
lui.... Ci
lui uscì
poi
vidi
mi
di assiduo
lavoro
della
eTanimo
si
qui
Verdi
sotto
detto
Tu
allo
scultore
anzi
inatto,
sarai
che
ti scrivo
«
il Macbeth,,,
«
nonché
«
questa
«
voglio espiare
«
che
«
famoso
«
Roma
«
vigile
«
trebbe
aver
«
certo,
anzi
ho
non
ti
è
suonatore
nello
del
suo
;
fosse
egli
collera
ho
scritto
a
buona
il mio
Ti
fallo
di
stesso
certissimo
della
che
che
farvi
In
una
tu
non
pezzo
scritto
dopo
dirti
a
se-
che
fallato
ho
se
azione
Cavallini,
viene
sentire
città
assistenza
tua
un
buona
una
clarinetto
istrumento.
bisogno
ma
Ernesto
tempo
è
capisco
scusa,
presento
aprile 1848.
5
scusa
nessuno:
con
i matti,
tutti
ti ho
altra
non
del Macbeth:
perchè
non
lettera
che
e
dall'autore
perchè
non
una
piacerà.
e
e
Io
non
tempo
amici
Luccardi
primo fra
in
meco
«
non
la
allegrissima
«Milano,
"
virtù,
in teatro,
:
degli
»
Lady
bisbetico
umore
una
scritta davvero
caro
di
artisti d'un
compagnia
mano
diretta
sembrerebbe
Mio
in
e
continue.
la
oltre
Abbiamo
teatro.
di tanti
usura
interprete
fosse,
quale
di sin-
scena
affabile, gioviale,perfino giocondo.
invece
Abbiamo
«
in
di lì
fuori
mostra
del
altresì
apprende
forte,
mano
trepidazioni
gentile degli
del Verdi
poiché
ad
celebre
coscienza
quello
di
e
c'insegna quale
ci
gli occhi
aveva
la
compensò
Macbeth
esso
neanch*io,
precipizio. Quella
a
racconto
che
Io
parola.
nulla
stringemmo
commozione
Questo
diceva
non
e
sola
una
il
visitare
a
le
mera-
nuova
e
mancherai,
poio
son
anzi
84
CAPO
accorgimento
che
debba
lo
principio,proclamato
e
divenuto
appresso
del
adottato
efficacemente
di
ancora
nel
la solenne
precipuo
visione,
di
di
altra
di
più
opere
suo
Mio
«
€
Ho
per
adesso.
Tolìfre
;
un
Oggi
che
che
il
io
cuore
pure
difetto
un
pugnali,
egli
:
vince
ogni
è
lettera
una
lo
stesso
di
senso
un
il Macbeth
ciò
benefattore
fessa
con-
scritta
al
:
di dedicare
sempre
circostanze
ma
Macbeth,
me
ha
e
affettuosa
e
vanta
genero,
pensato
foste
sino
caro
che
domina
al Verdi
e
genero
Macbeth.
produce
Nonostante
care
Roberto
tetraggine. Quella
sangue,
che
terrore
bella
in questa
Barezzi
di
nel
di delitti, di
continua,
tare
adot-
ricevette
esso
ispirazione,
la soverchia
impressione.
delle
che
bella
sortilegie
e
nel
subito
avanti
di
fu
e
riera
car-
e
mostrato
dove
suo
sua
Donizeiti,
; ma
scuola
fatto
della
quest'opera,
carattere:
sgomento
Mozart,
Verdi
avevano
poi
e
pressoché
streghe,
di
di
dal
consacrazione
prima,
momenti
Questo
percorso
principio
Disgraziatamente
tanti
dal
Bellini,
Spontini,
nobile
Diavolo,
le idee.
tempo
gran
fu
Rossini,
essi
veramente
da
Meyerbeer,
questo
il
già
il carattere,
natura,
stile
del
ragioni
patrimonio legittimo della
eclettica
teatrale.
alle
spirito,la
appropriato
con
fondamentale:
concetto
obbedire
cioè
accettarne
rifletterne
e
il
applicare
la musica
dramma,
OTTAVO.
amo
padre,
amico,
un
imperiose
che
lo
tanto
posso
fra
un'opera
lo
me
voi
tore;
benefat-
un
impedirono
il mio
vi dedico
le mie
a
Il
opere.
cuore
Faccetti.
«
affezionatissimo
Vostro
«
G.
Verdi.
»
CAPO
la
Dopo
forse
Senonchè,
anche
del
carattere
severo
della
volta,
questa
fame
per
liberale
ma
di
spagnuolo
tenore
di
strofe
poche
il
ardente,
allora
quale
Venezia
a
le
tutte
padronirs
imfestazioni
mani-
di
modesto
Palma,
nome
il
nonostante
motivo
patriottiche.Cantava
e
nezia.
Ve-
a
politicavolle
la
soggetto,
musica
il Macbeth
subito
riportava
ne
un'altra
Firenze,
di
vittoria
prima
maggiore
85
OTTAVO.
un
cantante,
in
sere
quelle
Macdubbo
La
tradita
patria
c'invita:
piangendo
Fratelli, gli oppressi
corriamo
in visibilio
mandava
popolare
tenuto
a
Così
freno
anche
Foscari
Attila,
sere
es-
delle
teatro
;
fortuna
poca
intrinseca
Verdi.
non
so
che
così, che
non
abbastanza
non
abbastanza
al così
lo
invece
da
arguirsi
è
non
Taltra.
di
rotto,
eletto
facile
per
e
un
cesso
suc-
designarono
dalla
desta
mo-
quest'opera
che
i
da
due
maligni
La
prima
cause:
risiede
frastagliato,d'ibrido,
lo
costituisce
dei
così.
dipese, sopratutto,
di
quelli
detto
giudicare
purtroppo,
l'una, estrinseca
popolare.
a
da
segnatamente
e
E,
scritto
avea
lontani
tanto
sfuggì
non
incontrata,
ragione
avessero
diremo
dovere
il Verdi
che
italiane, dovrebbe
scene
quel
in
malignamente
come
del
i nemici
fortuna
in
da
punto
dell' Emani,
à.^
e
La
tamento
L'ecci-
veneziano.
la presenza
con
artistici
patriòttico,
sulle
tal
a
il Macbeth,
Lombardi,
allora
pubblico
giunse
intendimenti
dei
il
austriache.
baionette
con
salvar
a
stile
dell'opera,
pubblico
disinvolto
per
stile
aristocratico;
un
pubblico
86
L'altra
due
alle
le
causa
richiedono
quali
che
di
Varese
rari
erano
penuria
Il
che^
predilezioni
per
migliorarne
le
di
Macbeth,
della
scuola
sminuì
I valenti
librettisti
adattarono
versi
del
Balla
e
Piave
massimo
le
poi
più
negli
Ismael
impegno,
ottenne
archivi
del
cantanti,
il libero
corso
musicale
e
già
e
forme
possedeva.
Beaumont,
i cattivi
francese
Montiauze
con
tutto
accoglienze
assai
del
Macbeth
le
della
due
partiture
Casa
finì
d'impedire
su
quella
suo
autore
via
la
ciò
divennero
gloriosa
aveva
pre
sem-
inoperose
pentimento
questo
lo
sione
ver-
D'allora
portuno
inop-
deficienza
deplorevole
a
col
nuova
modeste.
Il
alla
unito
Rey
cantarono
giacquero
Ricordi.
Verdi,
del
nuovo
guadagnare
Muitter
scena
e
ma
riproduzioni
rare,
alla
il
teatro
gl'interpreti principali, signora
:
signori
che
parigini,
bene
assai
anziché
quelle
al
delle
rivestito
moderna,
mente
completa-
Ma
1865.
inorpellato,
attrattive,
nuove
del
di
lusingò
si
veste
nuova
neiraprile
speciali
quasi
sotto
oggi
eletti.
ed
partitura,
sua
del
e
ebbe
restaurandola
sorti,
lisciato,
pompose
dei
questa
Parigi,
veri
vedemmo,
come
rittura
addi-
figuriamoci
cantanti
presentandola
e
sceniche
Barbieri-Nini
allora;
di
attori
due
a
e
della
anche
capo
Macbeth,
Lady
e
vocali
fa
ma
affidate
emuli
somma
Verdi,
lirico
Macbeth
virtù
Gli
musica,
essere
abbiano
eminenti.
colla
dalla
muove
parti principali,
cantanti
in
OTTAVO.
CAPO
melodramma
a
cui
destinato.
gno
l'inge-
87
Capo
Sommario.
Lear.
—
direttore
La
scelta
del
Teatro
di
artistico
dieri.
Durante
sommamente
Milton
di Moore,
e
sopra
del
strofe
delle
streghe
;
vista
la
al
da
qualcuno
avrebbe
Caino^
che
del
suoi
il celebre
compiuta
la bellissima
famoso
Byron,
di
in
eletta
penna
cune
al-
perfino
del
più
delle
Maffei
in
tiva
cat-
giovare affatto
senza
Il Verdi
chiese
completa,
vitandol
in-
melodrammatico
preferiti.Il Duprez
fosse
soggetto
aveva
statua,
e
poesia
Maestro
propria
sempre
libretto.
a
del
caratteristiche
artefice
il Maffei
del
collaborazione
autori
gli fu
accomodando
soggetto
che
desiderato
di cui
la
collaborazione
una
scegliere un
de'
così
del
nella
compagnia
costruendone
Piave,
l'editore
del-
Schiller, di Gessner,
mettere
a
generali
Maffei
a
quella
poesia
la
Piave,
e
rigi.
Pa-
a
Divieto
Macbethy
suo
passare
del
I
-
Verdi
rimase
preghiera
quelle
senonchè
condizioni
quindi
cui
servita
era
a
Macbeth
fra
nuove,
di
dietro
già accondisceso
gl'infeliciversi
aveva
alle
traduttore
L'insigne
del
il Verdi
il
Masna-
disgraziato.
—
preziosa
e
dei
—
Momento
che
-
Masnadieri,
Debutto
—
preparare
cara
Maffei.
non
a
musica
col
biografico
caduta
dei
l'Inghilterra.
per
mesi
pochi
Firenze
gentile
scrittura
Il Corsaro.
-
i
—
La
—
La
Gerusalemme.
in
di
Lucca.
cantante.
Re
celebre:
quartetto
Bozzetto
—
del
e
Contratto
—
Un
—
Lablache.
e
inglese.
stampa
Proposte
—
di
celebre
Londra.
Caino
del
Schiller.
di
di
Coletti
ribattezzati
Lombardi
Il rifiuto
—
Masnadieri
italiano
questo
La
—
dei
Gardoni,
Lind,
Jenny
Maffei.
di
L'amicizia
—
Nono.
stava
in
Caino,
appunto
italiana
;
Verdi
quei
preso
giorni
il dramma
allora
però
ducendo
tranon
88
NONO.
CAPO
volle
Si
saperne.
argomento
questo
giustamente
che
il
musica
del
fine
a
di
per
giorni
rinnovate
allora
il
la
la
di
del
del
Verdi.
in
e
al
quei
la
quali
londinese
i
rezione
di-
scelto
aveva
migliori
tanti
can-
Coletti
Gardoni,
Lind,
vero
appar-
personale
Lumley
fra
di
più
pubblico
quattro
il
sentì
poco
i
sotto
Il direttore
dell'epoca: Jenny
in
Il Maestro
Masnadieri,
esecuzione
questa
(her
presso
aveva
scene,
dinanzi
il
appositamente
opera
luglio 1847,
22
Londra,
insisteva
decidersi
volta
amore
Lumley,
di
premure.
/
quale
di Schiller
cuore.
tempo
un'
sue
musicò
prima
sera
per
le
il
vi è
non
gran
aristocratiche
bisogno
mesi
quattro
al Verdi,
italiano
da
anche
ma
I Masnadieri
teatro
ottenere
quelle
scritta
Lear,
»
di
che
Majesty's theatre)
Verdi
!
accettò
direttore
Re
dove
"
allora
propose
Maestro
famoso
che
osservava
Il Maffei
del
piacque
non
esservi
può
non
allora
parlò
e
Lablache.
Di
illustre
questo
del
secolo,
Nato
a
allora
cinquantatre
di
anche
sarebbe
esso
e
a
Haydn
Lablache
studiarli
per
ogni
fu
cantata
venne
fazione
per
Napoli
aggiunto
era
dotato
aveva
ai
debole
così
;
ad
Entrato
dodici
contralti
e
il
servatorio
Confestò
mani-
corda;
a
Alla
morte
funebre,
messa
una
uno
al
anni,
passione.
che,
voce,
essere
gl'istrumenti
grande
a
locale
strada
di
contava
bellissima
sua
secolo.
all'età
con
lo
i migliori
poco.
egli
prodigiosa
quella
suo
fra
un
794,
natura
di
vocazione
sua
si pose
questa
Napoli
La
\
musicale
del
musicanti
primi
la
di
anni.
rifulse
discorrere
dicembre
giunto
di
e
il 6
il dono
senza
bene
sarà
organizzazione
una
dei
Napoli
artista, che
del
giovine
coro
can-
;
le
a
gravi
rivali
parti
Siffatta
voci.
di
sforzi
fece
tante
Lablache
narra
egli medesimo,
anno
la
gli produsse
clavicola
pel
passione
volte
egli fuggì
teatro.
Ricondotto
la
soli
arruolava
del
sei
valente
La
moglie.
sua
marito
suo
inferiore
troppo
al
per
Scala
esordì
gli
valse
nella
Da
parte
un'accoglienza
con
una
passione
Lablache,
compiuti
splendida
di
quelle
lì
modestissime
figlia
costrinse
subito
di
teatro
un
di
ottenne
egli fu
farlo
chiamato
alla
nella
di Dandini
riconferma
Carlino.
improvvisamente
onori
tanto
S.
Pinotti,
Teresa
e
l'antichi
nel-
napoletano
teatro
merito
la Sicilia.
scritturare
dove
sua
buffo
agli
suo
la
Lablache
rinunciare
a
il pensiero
smise
Conservatorio,
su
signora
sul
correre
del
Pinotti, la fece
attore
Cinque
la costruzione
come
di
la
quando
anni
invaghitosi
diante
me-
quest'epoca
non
sfogare
cantava
tumore
liberato
per
recinto
di
nato
osti-
maneggio,
essere
microscopico
mesi
quando
scene,
non
diciassette
e
studio
grosso
all'ovile
se
loncello
il vio-
bene
furiosamente.
invase
nel
teatro
A
si
gli studi,
Da
potè
finalmente
scena.
un
il
allora
suo
Conservatorio
dal
fughe,
gli concesse
di
sempre
nuove
piccolo
per
lo
teatro
e
assai
chirurgica. A
operazione
una
un
quale
vibrata
faticosissimo
di
formazione
dal
e
toccava
Questo
istrumenti
sopra
di
già
suonava
e
come
parlando
sonora,
Egli
il contrabasso.
e
di
basso,
robusta.
straordinariamente
alla
di
voce
voce
mesi
mattina,
una
tossendo,
alzò
si
la
due
rimaner
a
numero
affatto
perdere
costretto
nna
quindicesimo
maggior
parlare, finché,
quasi poter
con
fece
ciare
controbilan-
e
d'un
composte
fu
senza
cantando
sostenerla
per
gara
che
89
NONO.
CAPO
rentola
Cene-
lusinghiera
ed
un
che
seguito
CAPO
90
interrottx)
non
di
del
teatri
«
scriveva
"
l'estensione
«
so/
«
vale
«
sue
"
metallica
«
di
«
suo
«
da
«
perfetta,
«
una
"(
franchezza
«
unione
«
di
«
La
«
e
«
mici
"
silenzio
"
siasi
«
liti fiori
"
destato
voci
colla
una
Il
una
di
messa
la
spontanea,
riempiono
che
un
«
del
"
non
«
cui
«
buffa
di
aria
da
dal
Egli
in
chi
può
formarsi
una
innalzarsi
la
può
italiana.
Questo
anche
come
pensare
piacere
dei
dal
o
i
soprano
parola, il modello,
e
non
udì
della
idea
so-
medesimo
patetica, leggera
le
bril-
e
più
il
ri-
tipo
il Lablache
perfezione
commedia
profilo
breve
che
co-
cantata,
a
l'opera
»
superiorità
superiorità
giusta
lazzi
i suoi
col
vide
non
e
Lablache.
disadorna
una
genere,
del
basso,
tenore
è,
quella
a
bella,
meraviglia
cavatina
una
la
spirito gl'intervallidi
prestigi vocali,
e
cantata
nomati.
spesso
lina
esecuzione,
cantante
e
viva,
e
di gusto,
sempre
tanto
con
fa
udita
«
è
mimica
sua
intonazione
principali
i meriti
ecco
di
dal
uscirebbe
certa
nella
forza
per
cui
piena
capacità
stessa
sprigiona
sempre
imperturbabile
interpretazione
sua
laute
voce
musicale
perfetta della
colla
una
:
alta, le
più
si
con
dal
estreme,
robuste
d'organo
accentuazione
attore:
la
suono
—
—
note
e
facilità
canna
basso
due
le
ugualmente
stessa
grossa
di
ugualmente
vibrazione.
petto
voci
pali
princi-
oltrepassa
non
—
delle
tutte
intensità,
naturale
tempo
i
Lablache
di
più profonda
suonano
tutti
in
voce
eccettui
ne
la
dire
a
del
ordinaria
Se
La
"
critico
mt.
trionfi
superbi
mondo.
un
al
NONO.
non
critico
Lablache
del
gì' impedì
nell'opera
seria.
ci
nel
di
afferma
genere
essere
X immensa
comico,
bile
ammira-
NONO.
CAPO
92
Ebbene,
/ Masnadieri
tre
sole
del
teatro.
piacquero,
non
alla
Balfo
al
bacchetta
terza
che
sera
avea
tanti
can-
dopo
dal
cartellone
già
ceduto
l'opera
diresse
di
che,
tanto
disparvero
rappresentazioni
Verdi
valoroso
manipolo
simile
con
la
l'ultima
per
volta.
La
stampa
l'opinione pubblica inglese
e
in questa
il Verdi
verso
stampato
Si
della
melodia
! E
fra
una
Se
riflette
della
che
debole
una
incerto
a
della
dipresso,
un
partitura
questa
dall'accusa
Verdi
fu,
e
non
in
strano
maggiore
cui
quel
un
J
a
E,
che
musicando
Pari^
tradotti
al
teatro
quelle
Foscari
e
di
francese
vista
tecnico
delle
fatto
codesta
a
il Verdi
poema
avrebbe
di nobile
dalPAteneo
nessun
denti
prece-
segno,
ralmente,
geneè
accusa,
dato
abbia
del
Mafìfei,
dovuto
emulazione
(Les Brigands) furono
febbraio
1870.
il 3
il
cui
grossolanità
e
un
al lavoro
in
severità
certo
meno
torto,
legittimo senso
Masnadieri,
a
ancor
tempo.
partecipazione
dei
il punto
invero
appiglio
demente
gran-
forme,
rivelano
negligenza
sempre
doloroso
e
Emani
non
si difende
di
diosi,
melo-
vacillante,
della
Le
pioso.
co-
^
Sotto
musicale.
progresso
AéX
d'Arco,
Giovanna
e
immagine
grandiosità dell'argomento.
stesse,
(i)
musicale,
il dramma
e
difetta
buona
e
dove
gli spunti
e
sura.
mi-
sono
vivo
più
e
il dono
italiano
maestro
i motivi
vera
ogni
/ Masnadieri
irrompa
però
ispirazione
:
la
melodica
detto
al Verdi
che
del
fu
sorpassa
negare
le opere
abbondano
la
a
strarono
mo-
spietati
che
quei giorni
pensare
dell'onda
il getto
e
in
Ciò
sua.
opera
giunse perfino
appunto
non
T
e
Londra
a
brutalmente
circostanza
si
fonderg
in! (i
)
presentati
rap-
NONO.
CAPO
La
Gerusalemme,
mesi
quattro
francese
realtà, che
modificati
nel
ed
le
dei
L'esito
censure
ebbe
lieta
Parigi
a
Le
del
ricordo
di
recare
al Maestro
francese
al
avere
per
scene
/ Masnadieri.
partito
Fu
dal
tre
fortunato
da
accompagnata
volentieri
dal
alla
assunto
tore
nuove
fatto
in
delle
ma
del
antecedenza
Lucca
quali una
così
cattiva
valore
appunto,
prova
traendo
di
proposta,
accolta
venne
si
scritto
l'altra
era
poneva
frapaveva
coll'edi-
di due
/ Masnadieriy
; ma
anni
scrivere
Il Maestro
consegna
a
tre
di
La
impegno
la
come
ostacolo
grave
stocratic
ari-
Gerusalemme
anno.
contratto.
per
nese
londi-
quelle
coll'impegno
un
riuscir
Majestè,
Sa
scrittura
un
penoso
pubblico
Lumley,
cospicuo premio,
un
firma
il
ogni
per
Verdi,
Francesco
testé
una
del
su
della
una
d'orchestra,
nuove,
dal
l'animo
nel-
stampa
sì poco
che
al Verdi
direttore
opere
di
cosa
allora
successo
Parigi, propose
come
dalla
gini
pari-
dolcezza
teatro
di presentare
una
»
del
esso
osato
«
dei
altresì
dovettero
nemmeno
italiano
Maestro
accoglienze
il direttore
risparmiato
non
critici
noti
accoglienze
italiano
Lumley,
nonostante
due
amareggiato
Quelle
Londra.
Gustavo
e
e,
improvvisa
una
tuttora
bretto
li-
con
consacrazione.
festose
e
Verdi
Roger
del
fama
è» ^^
^^^
pezzo
buono,
solenne
e
simpatiche
dovettero
grate
la
Scudo,
e
qualche
dei
l'Opera
del-
ai Lombardi,
dato
partigiane
e
fece
scene
1847,
signori Alfonso
aspre
Fiorentino
battesimo
sinceramente
fu
sulle
del
dicembre
di
il Verdi
quale
ingresso
suo
accresciuti
francese
Waez.
il
diverso
un
la
con
dopo
93
opere
aveva
ancora
CAPO
94
da
consegnarsi
Verdi
Egli
senza
e
invocò
questo
del
musica
il Piave
di
e
Corsaro
La
balda
in
allo
parte
ardente»e
sempre
davvero
stato
negligenza
é
e
quella
non
Il Verdi
fallo,
suo
che
sorte
recarsi
in
sentì
Tiriamo
dalla
oltre.
lasciò
e
di
fatto
pietoso
vita
Corsaro,
che
volontà
la
coscienza
a
lui
la
poiché
quella
quale
la
far
di
lo
che
sica
mu-
sto,
pre-
della
cattiva
di
ricusò
studio
le
questo
e
la
messa
andassero
cose
andarono.
velo
artistica
di
Corsaro,
suo
sorvegliare
per
nel
ragione,
a
al
toccata
come
un
primo
forse,
dell'opera
peggio,
il
presago
Trieste
a
qui
fu
bene.
per
sarebbe
scena
alla
e
la
grado,
mal-
bene
desiderio,
certo
far
di
far
supporre
con
fallire
suo
di
e
qualche
a
sempre
nobile
prova
di
incontro
il
volta
tal-
sentirsi
accadde
desiderio
irriflessione
giù
cui
mantica
ro-
sdegnosa
Eppure,
tal
la
buttata
il
ragionevole
compagno
di
però
avvenne
sincero.
è
non
mai
andare
ciò
lui
in
la
dalla
può
Maestro
di
e
scopo
mentre
sia
al
se
libretto
argomento
Verdi,
non
disinganno,
meritato
al
fronte
poiché
sprezzante,
allora
Byron.
audace,
e
ed
recisamente
scrisse
cattivo
un
titolo
del
di
critica,
voglia
fu
il
obbligo.
suo
gli
ma
;
sopra
leggenda
questo
a
mala
tolto
aveva
deireditore
permesso
permesso
Stizzito
negato.
un
sottrarsi
poteva
non
NONO.
su
del
questo
Verdi
infelice
e
mento
mo-
passiamo
95
Capo
Sommario.
La
—
di
Il
—
verdiano.
di
Battaglia
L'apoteosi
Legnano.
Immensa
—
—
letterario
I
i
Il
de'
popoli, spezzato
della
effluvi
menti
le
quei
a
sole
di
inondava
politicid'Italia,
il
tampoco
prossimo
il
Verdi,
«
Maestro
del
che
aure
gustati
battevano
i vecchi
si
rancori
quell'inatteso
a
dorata
luce
alcuno
immaginasse
melanconico
zonti
gli oriz-
tramonto.
rivoluzione
della
lare
seco-
le
mai
e
cuori
i
di
senza
e
il patriottismo
e
romana.
il freno
dinanzi
cedeva
che
stituiscono
so-
stinzione
Di-
—
Verdi
di
nuovi
si accendevano,
Tutto
assopivano.
sodio.
epi-
verdiani
pieni polmoni
a
le ire si dimenticavano,
più forte,
raggio
;
della
nell'arte».
repubblica
improvvisamente
libertà
bolismo
sim-
Curioso
[ motivi
—
Il
—
musica
—
musicale
breve
servaggio, aspiravano
vivificanti
r.ippresen-
contemporanei.
della
tempi
Ln
—
teatrale.
patriottismo
suoi
prima
L'attualità
(c
—
necessaria.
già
Maestro.
glia
Batta-
—
patriottico.
popolarità deiropera.
nazionali.
i canti
Eran
del
Scompiglio
—
La
delirio
e
Roma.
a
—
teatrale
—
Verdi
—
Paìlade.
giornale
Entusiasmo
—
Romana.
Repubblica
Legnano,
tazione.
Decimo.
italiana
»
,
indifferente
rimanere
poteva
non
Il desiderio
occasione.
che
rispondesse
vivamente,
subito
a
ed
una
nuova
stato
nuovo
egli
disposizione
la
di
al
vola
della
a
innanzi
di
a
Roma.
Impresa
quale accoglie a braccia
del
popolare
opera
vocante
pro-
un'opera
scrivere
degli
tale
animi
lo assale
Colà
si
del
teatro
aperte
Maestro.
mette
gentina,
Ar-
l'offerta
96
CAPO
Ma
lui
a
modo
e
tenacia
trovato
il soggetto
:
storiche
ai
attuali
palpiti
Il
della
l'avvenimento
«
le
Arti
«
de'
«
dace
«
però
«
emancipa
«
più
«
diritto
€
del
comune
«
Ciò
che
«
della
«
di
«
lemente
€
rischiara
«
più
robuste
«
stare
la
«
invano
«
la
«
taglia
«
colla
€
alla
sensi
per
n'era
il
dai
volge
alla
sventure
delle
la
musica,
ne
dunque
Lega
valse
il Verdi
presenti
e
anch'ella
col
titolo
mol-
oggi
ne
vestendo
ad
inne-
patria. Non
celebrare
a
:
Bat-
La
quale egli è,
non
offre
potrebbe
colla
spada
affinchè
dalle
re
ricor-
ella ristoro
delle
prenda
presagio
schiava
deliziare
imprendeva
patria infelicissima,
glorie passate
dirsi
ancora
della
Lombardo
che
gloria.
gl'intelletti,
e
corona
che
quella
:
dell'uomo,
Lombarda,
il tributo
volo
suo
meta
a
si
e
degli uomini,
e
lo innanzi,
che
men-
Oggi
nazionale
apprestasi
sulla
Legnano.
delle
voluttà
libertà
arti deve
per
sublima
gemma
penna
costringeva
alla
unica
sentimenti
armonie,
di
se
in
sera,
lo scopo.
al
della
altre
quale,
gli esterni
e
ed
e
precetti, non
famosa
opera
annunziava
sua
dell'età
sublime
diciamo
la
dischiude
si
vantaggio
sua
così
pernicioso
pregiudizi
campo
evirati
d'ogni
soltanto
rivendica
genio
voro
la-
scena.
dispotismo
servire
a
il ministero,
nobile
danze
il
T
all'assopimento degli intelletti,
e
che
la
di
al
pone
pochi giorni
(n. 456),
Quando
generose
sua
in
e
giornale
1849
«
:
è
rispondente
si
patria. Egli
attività
gennaio
27
con
Il libretto
provvede.
gloriose,pienamente
periodico Pallade,
data
«
vi
finita, pronta
composta,
Nondimeno,
scrivere.
tosto
argomento,
poeta,
caldo, eroico, nazionale, ricco
febbrile
con
di
egli
tradizioni
è
tutto:
mancava
libretto, tempo
mirabile
DECIMO.
dei
trionfi
avvenire.
"
CAPO
l'entusiasmo
Dire
che
impossibile.
Le
signore
che
tricolori, e
di
petto
esultanza.
agli esecutori
furono
acclamazione
e
sulla
soltanto,
non
di
glorioso
della
àéX
nani, dei Porcari,
momento
di
di
uomo
un
ma
emblema
un
Messia
cante
prediL'autore
risorta.
dell'^r-
dei Lombardi,
Attila,
santi.
inces-
un
musica;
patria
del Nabucco,
! Viva
clamorose,
specie
una
vangelo
acclamato
Verdi
patria redenzione,
vittoria,
nuovo
quel
il precursore
del
italico, assisteva
rinchiusa
nei
realtà.
splendida
spirito
di
E
nelle
petti, compressa
adesso
passata
era
dello
alla
quella sera
rivoluzione, così lungamente
Quella
apoteosi.
e
ogni nuova
l'autore
giungere del-
Viva
«
Maestro
ad
e
nuovo
Maestro
di
auspicato
in
sul
esplosione
al
intense,
celebre
un
simbolo
tanto
ogni
grida di
più
era
nastri
pure
una
chiamate
ad
le
scena
Verdi
Fu
innumerevoli,
si alternavano
l'Italia!»
palchetti avevano
sala.
la
Le
quindi
Legnano
brillavano
al colmo.
era
di
parapetti sciarpe e
quanti gremivano
popolare
il
sui
tricolori
coccarde
L'animazione
di
nei
alla
teatro
Battaglia
sedevano
disteso
leggiadramente
in
scoppiò
della
prima rappresentazione
è
97
DECIMO.
Verdi
nel
sacrandola
essa,
alle
tente,
la-
di
una
impadronirsi
potuto
avea
sua
razioni,
aspi-
sue
dominio
sorgimen
ri-
idealità
geniali
dell'arte.
Il
Pallade
del
«
Verdi
«
sublimità.
«
convenzionali,
«
avea
«
denza
in
questo
Lungi
bisogno
7
;
la
sua
29
suo
così
gennaio
lavoro
ha
dall'obbedire
egli
ha
sentito
di libertà,
come
immaginazione
scriveva:
levato
«
il volo
alle antiche
che
il
l'Italia
non
ha
suo
Il
alla
leggi
spirito
d'indipenvagato
per
98
CAPO
DECIMO.
"(
gli spazi
di artificiose
€
concetto
italiano
"i
gione
«
meccaniche
«
innesto
"c
le
poetica
tasia
€
concetti
e
per
"
Italia, che
non
"
melodie
«
di
«
st'ultimo
«
che
«
dimento.
dalla
valga
la
fretta
dovè
il buon
ristrumentale
e
delle
di
soavi
ha
oggi
luogo
di
que-
scintilla
il nazionale
in gran
quest'opera
prive
ar-
ampolloso
ha
ben
Iena
;
poco
sonore
musicale
contenuto
tuttociò, allora
oggi grottesco.
tiene
il sentimento,
le
veci
semplicemente
Opera
di
il
voro,
la-
suo
della
barocco,
stretta
forma
trionfo.
di
zioni
commo-
vigore
e
i cori
;
vivaci
compatto.
e
o
nulla
e
banti,
rimbom-
vero,
da
quella
quell'enfasi
passione, quel rigonfiamento
che
vero
in-
simboleggia
ne
sonoro
frasi
quelle
di
quale
parte
intonato
ha
surrogante
alla
e
abbastanza
musica
:
la
indispensabili di
gagliardo
simile
declamazione
sostituita
fan-
Questa
sentire.
rivolte, di guerre,
stile di
è
coli 'arte
ma
grande
forza
termine
a
volere
di
d'effetto; l'insieme
vedere
tutte
di
per
con
somma
le mende
un'epoca
in
che
è
quell'ardente
l'idea, l'ardore, la frenesia; il canto
Certo
In
robustezza
e
condurre
nonostante
popolari, lo
e
e
spandere
e
se
espres-
»
fattura,
Scritta
alla
si deliziava
severità
ridestare
a
il Verdi
di
d'italiano
patriottico lavoro
Nonostante
e
gigante
guari
felice
giuoco
per
rasono
un
Maestro
genio lombardo,
di questo
attingere
e
è
vivacità
ha
sibbene
drammatico.
giovine
egli
questo
non
corrispondenti
d'immagini
"(
e
frasi
della
base
melodie
sue
di note,
questo
opere
in
sulla
all'interesse
e
ricchezza
;
Le
col
sposandosi
ma
posato
combinazioni
altre
per
è
filosofia.
di purgate
sione
"(
della
e
si
armonie,
continuo
grandiosità,
apparirebbe
attualità^ intima-
DECIMO.
CAPO
lOO
fare
"
a
"
scenico.
capitombolo
V'immaginerete
€
malattia
di
€
(ilcoreografo)
«
baccante,
€
canali,
€
a
gridare
€
è
così
"
di
€
calmò
«
cidente
"
timo
"
zeppa,
un
lo
!
si tira !
all'ordine.
codeste
parte
Con
la
di
facile
tutti
motivi
il ballo
lul-
Maz-
il
ha
non
può
alle
vissuto
loro
fecero
come
nel
il
Ecco
prendere
le
forse
sentì
non
unico,
la
come
prestito
a
sue
speranze,
rialzarsi
periodo
della
influenza
addirittura
manca
trovi,
vie, nei ri-
da'
suoi
patriottiche esultanze.
sue
un'idea
farsi
le
italiana
esprimere
del
momento
un
per
spirito guerriero,
suo
della
di
grande
e
intuizione
nazionale
preferì
sgomenti, inneggiare
non
case,
canto
per
vera
in
la rivoluzione
d'un
essa
;
divenne
glia
Batta-
La
n'echeggiavano.
i canti
verdiani
esaltare
dal
popolarità
eccitatrice
coraggio
taluni, di
aver
1847
per
!
di
^
quei
dovi,
Ripensanil
accusare
voluto
fare
della
nell'arte.
Anzitutto
intendere
in-
ripetesse
di
pronta
e
nelle
:
pel quale
Marsigliese
attualità
spiacevole
individuali,
periodo
un
l'opera
romano
quindi bisogno
Verdi,
si
eseguisse
frenesie
ebbe
Legnano
motivo
e
seguace
»
dappertutto
canti
si
si
non
non
Bacco,
con
Questo
che
dell'opera, né
patrimonio
1849
quel
troppo
però
causa
il ballo
:
che
accorse
tornò
atto
Chi
si
platea
/ Bacincominciò
e
si tira
non
di questo
scena
adepto
la
balli
dei
prodezze
in
palco-
fosse
quale
porre
suo
conversato
fu
pubblico
i
un
sul
Il Maestro
le
per
aveva
popolarità.
un
subito
vide
sta
non
La
»
e
di
allorché
credette
"
palchetto
militare.
siccome
Marte
A
codesto
dal
con
intendiamoci
queste
bene:
parole? Se,
che
per
cosa
vuoisi
caso,
vuoisi
CAPO
la
intendere
i
ciurmerla
poesia,
attualità
in
del
avvenimenti
spiriti
col
del
fuoco
fattualità
allora
condannata
non
coloro
da
di
quali,
sentire
più
possono
cuore
gli
venuti
artistica,
mai
potrà
essere
tardi,
troppo
le
comprendere
e
attualità
una
al
spiritualità
non
i
agli
partecipare
infiammandone
popolo,
nelVarte
veremo
tro-
pensiamo,
come
parlando
d'un'alta
sacro
ci
l'ignobile
contro
paese,
tualità
at-
una
allora
musica,
significa
arte
proprio
all'immaginazione
scrivere
invece,
se
;
quale
dell*
partito
schierarci
schiera
à^W
di
pezzo
la
con
opuscolo,
nello
venalissima
fare
ciarlataneria
un
un
comporre
IDI
traggono
pubblicare
d'accordo
e
la
e
d'occasione
mestieranti
per
e
DECIMO.
diventata
per
cazioni
provoessi
già
remota.
Anziché
disposti
scusarlo
a
musicale
alla
Niccolini,
e
Balbo
del
Nazzareno,
fatto
aver
che
loro
ha
volta,
cuore,
scagli
quindi
sentiamo
del
patriottismo
Giusti,
Manzoni,
D'Azeglio,
alla
non
ci
guisa
stessa
fecero,
Verdi,
per
Guerrazzi,
Chi
parole
il
accusare
Pellico,
del
diremo
la
Gioberti
terario.
let-
patriottismo
le
parafrasando
prima
pietra
!
I02
Capo
Sommario.
Luisa
—
incomincia.
della
Miller.
propria
epoca.
del
L'esempio
del
errori.
Punti
di
libro
del
—
1
aveva
di
calma.
dello
il
quindi
succede
fra
congiunzione
dei
Lombardi
e
del
maschera,
dei
uomini
di
gì*impedisce
della
mente
e
di
ben
apparve
tempo.
suo
del
alla
andarono
conservare
la franchezza
àéX
prime
più
o
la
della
misurò
opere,
più
l'anello
del
primo
e
Ballo
in
Codesta
Verdi
meno
quilla
tran-
Nabucco
del
Aida,
il
quale
e
concitata,
moderno
e
sempre,
musica
antico
1847-
spossatezza
come
sue
dirsi
può
il Verdi
Carlos
tempi,
volta
musica
Miller,
quello più
Don
genio
Alla
essa.
che
posata,
e
prima
rallentò
epoca,
la Luisa
pertanto
antico.
di
interprete,
andò
del tempo
del
stato
uno
un
ler.
Mil-
non
1849,
negletta, delle
spesso
Verdi
la
riflesso
propria
con
passo
clamorosa,
di
della
—
dicembre
fedele
Verdi,
spirito
Perchè
—
—
nalità
passio-
della
Successo
rappresentata
dietro
La
—
politiche e popolari
tenuto
Miller?
—
I lodatori
—
risposta a
nell'arte.
Luccardi.
Giuli.
De
In
—
—
brettisti
I li-
Pregiudizi
—
la
è
cosa
Traviata,
sereno
e
convulsioni
forti
al
dell* 8
sera
mite
848,
e
Verdi
sinfonia.
e
situa:(ioni.
Donizetti.
e
Miller,
la
un
Verdi
Melodia
Che
diane.
ver-
degli antichi
degli argomenti.
L'imitazione
—
maniere
cosidette
—
delle
la
con
air influenza
di comporre
scelta
Stiffelio.
Teresa
Luisa
come
Alle
del
—
Napoli
a
in
La
—
Basevi.
signor
—
smania
rassomiglianza
America?
La
e
Le
—
Modo
dell'avvenire.
—
La
—
Miller
Lettera
—
canto.
Meyerbeer,
Verdi.
drammatica
in
del
L'evoluzione
—
dell'artista in rapporto
Chiaroveggenza
—
spirito dei tempi.
Considerazioni.
—
Supremazia
—
Lo
—
Il temperamento
—
maestri.
ed
Decimoprimo.
e
tutti
fluenza
in-
gli
soggetti, non
forte
indipendenza
propria
individualità.
DECIMOPRIMO.
CAPO
evoluzione
La
dell'opera
vicina
debba
maestro
deviare
le
come
«
il Verdi
"
essere
precipua
!
qualità
del
arte,
il
per
A
codesta
verdiani
del
la
vorrebbe
di
che
fu
contesoci
della
oggetto
vole
piace-
propria
ginazione
imma-
il
il
d'un
la
sempre
dai
di
scrivere
a
musica
così
lavoro
grandi
del
canto
essi
della
essi,
per
ma
non
quasi
canto
piena
e
un
delle
simile
voci,
privilegio italiano,
tedeschi,
sicale:
mu-
si
tivano
sen-
duetto,
sizione
compo-
già il principio
la
compilazione
spiritualegià compiuto.
dal
maestri
fenomeno
qualsiasi.L'atto
una
todi
me-
l'anima,
l'essenza,
un
conoscenza
maestri
a
adottati.
i
quel
periodi
maniere,
romanza,
ottenere
vanto
i
obbedienti
tutti
contenuto
è punto
che
cosidette
rimane
canto
mente
spontanea; né
credere,
per
creativo,
per
occorreva
come
l'impulso
lavoro
materiale
far
altrettante
forma,
diveniva
d'un
giungere
rag-
stesso
ossia
obbediente
deliberatamente
tempo,
pezzo
a
egli
sempre
diversi,
impotenti
un
mostrò
sistemi,
e
vita, la
della
altrettanti
senza
o
si
il Verdi,
suo
in
poi
la
indispensabile
è
divenire
istintiva
costituiscano
nuovi
Per
col
trasformi
Verdi
dire
a
senonchè,
;
per
ecco
:
proprio sentimento,
legge
si
come
vero,
sentire
massimo,
inconsapevolmente
e
sinceri
pubblico.
il
vale
la
e
musica,
In
«
o
anzitutto
far
il
comprimere
—
compositore
del
che
familiarmente
e
cominci
sincero
propria
"
intento
il musicista
soggetto
essere
pre
sem-
giorno
un
Sentire
creduti
cotale
che
diceva
—
così,
senza
a
tendenze.
bisogna
—
tempo,
costretto
naturali
sue
procede
sua
suo
sentirsi
nell'amore
"
del
quella
a
I03
anche
sariamente
Necesrisultato
qualità
indamo
grandissimi.
CAPO
104
Orgogliosi
maestri,
Verdi,
d'un
lui
non
comincia
semplicità
Luisa
da
lo
Miller
del
parte
lusinga
l'esempio
rimane
voci
al canto,
e
precedenti
di
il
sotto
di
che
attenzione
Meyerbeer
terna
fra-
e
s' adoma.
e
al
giova
non
la
riguarda
quale
scelta
il Maestro
aspetto
al
inferiore
parecchio
diviene
nobile
questa
Meyerbeer
ciò
per
del
egli
chia
sover-
metodo,
s'abbellisce
del
da
L'istrucon
speciale
di
in
e
italiana
degli argomenti,
nieri.
stra-
gelosa,
cura
L'esempio
sprona,
ugualmente
italiano
alle
oggetto
l'arte
Purtroppo
stessa
opere
Maestro.
lo
e
gara
Verdi
La
uniformità
e
cotanto
chiaroveggenza
la
come
nelle
trattato
sinfonica,
rivolgerla all'orchestra.
a
glessero
ne-
opere,
il periodo tumultuoso
allora
sino
pertanto
mentale,
nella
ebbe
avvenire.
consacrata
prime
melodrammisti
dai
cessato
appena
descritto,
nuovo
delle
invece
antichi
primato, gli
la parte
trascurarono
accarezzata
anzi
simile
il Verdi
compreso
e
poc'
d'un
paghi
e
e
curata
DECIMOPRIMO.
Maestro
tedesco.
Non
sia
sappiamo
attribuire
giusto
debbano,
la
il
più
da
a
biasimo
sua
sapessero
;
difesa
di
sua
avere
e
altri
la
dell'effetto
scusa,
con
anzi
non
la
i suoi
del
genio
poeti
che
teatrali
all'estro
scenico,
che
e
diano.
ver-
produca
accoppiare
lirico
il Piave
giustificazione,nel
drammacci
il
immuni
il Maestro
di
sua
e
peso
certo
vanno
mancanza
il
vero
ov-
particolarmente
e
che
nonostante
al Verdi,
dividerne
provocatore
saggiamente
conoscenza
la
gli
e
guaio
questo
colpa
poeti
fortunato
L'uno
la
ragione,
i suoi
di
se
intera
con
responsabilità
Piave,
veramente
spinta
la
la
trovi
vanto
fantasia
DECIMOPRIMO.
CAPO
ha
il Verdi
volgari
r
se
del
estro
Maestro
altre
fecondo,
Solerà,
Il
che
del
librettista
veneziano
mai
ad
ed
Verdi,
di
colla
propria
dignità
dei
accorta
bella
del
libretti che,
soverchio
un
«
egli ha
detto
"
necessario
di
è
male
Il
troppo
che
è
il barocco
Trasportato
fervida
immaginazione,
di
dar
dell'estro,
esso
Egli
chiede
non
il
più
delle
è
trovata,
volte
la
bastano
cattivi
delle
e
!
dal
co'
di
testo
co-
i suoi
d'una
resisti
ir-
fantasmi
suoi
poeti.
da
situazioni,
quando
»
bisogno
geniali
balza
—
il brutto,
sovente
ai
stro
mae-
musica
cura
esigente
;
In
dal
impetuosa
forma
che
nemico
tenaglie
non
e
musicale
lui
la situazione
subito
fuori
gliarda,
ga-
dominatrice.
imponente,
Quattro
alle
sopraffatto
suggerite
frase
è la
che
sempre
nuotano
è punto
loro
adulazione
è strettamente
non
corrente
e
in
poeta,
sempre
«
nuoce
vede
dalla
vita
non
fu
che
in cui
libretti.
gognosi
ver-
a
senso
tempo.
e
non
di
esigessero
sfuggire
per
egli
assioma,
l'illogicoe
di
ciò
tutto
—
fidatagl
af-
umanità.
natura,
impiego
scendere
buon
vocazione,
loro
per
del
missione
nociva
e
della
naturale
per
della
occasione
prerogativa più
estro
diversamente
ben
scapito grandissimo
a
all'
parlare
ebbe
male
che
gli onori,
di
e
ragioni !...
Piave
l'importanza
una
non
vivido
meno
le
e
col
sentì
Quando
grandiosi,
e
allora
ventura
Verdi,
patti
omaggio
nobili
cause
divise
la
musicale
e
le
non
scegliere poeti
saputo
apparve
furono
ebbe
anzi
primo
ha
argomenti
trovare
e
gravità dell'accusa.
la
voluto,
tuttociò
altezza,
massima
molto
di
sminuisce
e
alla
musicista
del
IO5
endecasillabi
al Maestro
per
o
altrettanti
immaginare
e
nari
sette-
costruire
I06
intiero
un
sta
è il
concetto
al
Miller
ed
fedele,
sino
I
maniera
siffatta
maniera
del
quale
al
L'errore
lo
Stiffelio,
e
fra
;
le
due
Verdi,
d'una
maniera
nuova
avrebbe
non
dello
con
che
dovuto
Stiffelio
quello
della
Miller
il sentimento
questa
partitura
ha
poetico
è
le mille
lo
non
e
che
può
avere
drammatico
miglia
nessun
il preconcetto
Se
in capo
fatto
poi
l'ottimo
nulla
lontano
timento
sen-
Miller,
da
proseguire.
dunque
e
di
entrato
quella
a
si rinviene
non
guidato
più
tanto
tasi
da-
e
Esaminando
artistica.
con
Stif-
Piave
della
fosse
incoraggiarlo
non
del
l'autore
mediatam
im-
lo
affinità
fu
ronea
er-
terza
e
fu
1850.
riforma
sia
scrisse
Questa
non
di
divorzio,
avrebbe
il Maestro
significa che
tore
Trova-
guardando
manifesto
alcuna
partiture
numentali
mo-
melodrammatico
alla Miller,
prestabilito
egli
seconda
novembre
i6
pietre
tre
prima,
libretto
un
seconda
una
quanto
che
quella musica,
concetto
di
confrontandolo
il che
scrivendo
al
il
\2l Luisa
sopra,
la Miller.
sopra
Trieste
meno
o
Rigoletto,
:
apparisce
dopo
a
Luisa
commentare
e
le
stanno
patrimonio
all'opera
felioy composta
più
verso
verdiano
designazione
semplicemente
alla
considerano
Dicemmo
applicata
Verdi.
studiare
tentativo
alla
Traviata.
musicale.
tessuto
serbarsi,
a
;
sabile
indispen-
quale egli arriva
Verdi
dell'edificio
e
il
a
primo
in capo
accessorio
un
attesero
il
drammatica
Carlos.
Don
Giuseppe
come
situazione
continua
quale
che
di
Opera
il
artistica
ragione
e
sopra
con
al
pochi
Miller
nella
distendervi
per
forza
cui
soltanto
rimane
parola
Tale
la
pezzo
precisamente,
tutta,
la
r
DECIMOPRIMO.
CAPO
da
pentinamente
re-
esito
Lo
stile
vedere
in quanto
che
da
anima
quello
I08
CAPO
In
del
parole
queste
Infatti,
che
DECIMOPRIMO.
il Verdi
Basevi
nella
Miller,
individualità
al
personaggio
alle
del
pubblico,
dette
alle
parlanti
cantilene
codesto
«
la
e
continuando,
seconda
al Uonizetti
«
principalmente riposta, che
«
sionato,
«
scuotere
«
vuol
l'uditorio,
dilettare.
tende
dei
deliberata
in
superiore,
saperlo,
anzi
colla
e
di
Donizetti
votati,
altresì
si
precedenti.
che
accostò
mag-
differenza
quegli,
farci
colla
«
è in ciò
più
come
di
agitare
questi quasi
è
pas-
Non
il Verdi
apparire
di
e
sempre
giusto.
è, anzitutto,
non
che
d'una
vi fa divenire
coscienza,
nelle
è
tatore
imi-
Ma
fu
non
al
la
la
essi
forza
di
sue
lo
l'imitazione
già
quale
bensì
prime
fu
di
di
senza
tatore
imi-
un
opere
Rossini
Meyerbeer
di
un
temente
preceden-
fossero
conseguenza,
intima,
esserlo.
non
conseguenza
si
il prodotto
imitatori
spesso,
Donizetti
così
insieme.
d'arte
dice
parallelonon
suto
tes-
straordinaria,
opere
spesso
parte
compositore
il
delle
mentre
arte
Rossini,
Bellini
più
a
fu
Meyerbeer
di
:
da
differente
un
quale
volontà, sibbene
arcana,
e
di
che
dire
esatto
Donizetti.
L'imitazione
di
Il
»
del
quasi
indirizzo
il
si sforza
giusto perchè
ed
la loro
giormente
Così
Tuso
in vita
il Verdi
maniera
«
d'una
gerezza
leg-
maggiore
la tensione
applicare
magniloquenza
Basevi,
sua
il Maestro
che
esprimersi
al
scenico,
e
certo
poteva
di
l'effetto
che
è
non
drammatico
Il
poi
ai ritmi,
differente
modo
l'enfasi
diletto
maggior
afferma
più semplice
stato
Verdi
non
dichiara
maggiore
una
un
richiamò
e
tradizione.
con-
!
Sarebbe
del
e
mobilità
maggiore
aperta
l'egregio scrittore
mentre
concesse,
orecchie
avvi
non
cercata,
DECIMOPRIMO.
CAPO
di
ascendente
un
DUO
che
ammettere
nizetti
incolume
da
per
quando
il
dopo,
la
raggiungere
Il
parallelo
Favorita,
Bellini,
de'
influenza
un
Con
deciso
la tendenza
la
della
dolorosa,
Ciò
determina
la
le
certo
imprimere
e
musica.
sua
del
prio
prosenza
piacevolezza
la vivida
tualità.
spiri-
soltanto
passione,
che
del
personalità
origini
siniana
ros-
Isel* intensità
racco
manifestazione
stesse
al
e
pertanto,
raggiunse
tumultuose
dalle
muova
emuli,
alla
la
della
e
soverchiante
alla
non
non
speciale
tipiche e
sebbene
della
accoppiò
esclude
non
Borgia
assimilatrice
prima
dell'altra
e
per
tende
in-
al Rossini
carattere
belliniana
soavità
anni
già
stava
della
mezzo
enormemente
ma,
;
in
grandi
il Donizetti
genio,
volerlo,
due
personale
e
dieci
quando
sbarazzarsi
a
suoi
suo
passionalità superiore
Lucia^
posto
arrivò
non
del
sovrana
nemmeno
una
della
Donizetti,
nere
rima-
potuto
trionfante
giusto
al Verdi
dell'autore
quella
di Do-
maturità!
è
non
cominciava
l'ascendente
poi
si
come
la musica
influenza
genio
suo
piena
accordare
a
quella
quale
avesse
scene,
subirne
predecessore,
il
quando
1839,
sulle
imperava
superiore. Ora,
il Verdi,
nel
carriera
sua
a
artistico
IO9
miri
e
ne
ha
non
Verdi,
ai
desimi
me-
intenti.
*
Il
pieno
così
da
della
successo
e
clamoroso.
cattiva
tempo
I
Luisa
mostrare
Miller
napoletani,
accoglienza
di
*
2^
al
che
Alzira,
suo
autore
a
Napoli
avevano
fu
fatto
desideravano
la
grande
no
DECIMOPRIMO.
CAPO
che
sentivano
Miller
divenne
ammirazione
Carlo
della
lui.: Tarrivo
per
quindi
al San
essi
per
una
cellente
ec-
occasione.
Da
la
Napoli
quasi
Ne
del
Verdi
M.
(i)
nei
abbiamo
ottenne
la prova
all'amico
Luccardi
Carissimo
matto,
in
Non
i tuoi
accetto
ricevuto
molto
da
«
ho
«
Io, piuttosto, dovrei
«
lettere
"
poli e
al mio
Busseto,
mai
Ma,
«
tu
"
pace
pace,
voglio
ne
che
che
spero
"
nostro
"(
che
"
m'occupo
"
mia
^
! So
pace
io
Godo
"(
«
Roma,
non
lettera.
tua
questa
rimproverarti perchè
da
io
ti lasciai
ti scrissi
da
Na-
che
te,
a
tu
mi
vuoi
bene,
quindi... Pace,
e
pace,
!...
"
«
perchè
risposta...
una
sai che
«
che
tempo
luglio 1850.
17
rimproveri
passaggio
lettera
graziosa
una
menso.
im-
:
a
"
favore
un
e
d'Italia
principali teatri
Roma
A
rapidamente
corse
opera
vittoriosa
sempre
dell'estero,
e
nuova
sia
tu
farai
povero
molto
;
di te,
degne
cose
Nulla
paese.
lavorare
occupato
io pure,
che
moltissimo.
avvi
non
a
e
da
farai
fare
di
e
e
al
onore
meglio
la fatica,
molto
amo
Solitudine
lavorare,
studio:
ecco
la
molto
a
vita !
Il
È
tuo
Aiace
è molto
vero
che
la Miller
avanzato?...
abbia
piaciuto
Roma?...
(i)
Miller
Luisa
La
il 7 dicembre
prima
Cruvelli
-
cantante
1852
il
la seconda
che
ebbe
fu
due
al Teatro
2
febbraio
Angiolina
riproduzioni
Italiano
-
sfortunate
protagonista
[853 airOpera
Bosio.
a
con
Parigi:
la
quella
la
celebre
sima
elettis-
CAPO
€
La
«
Addio,
DECIMOPRIMO.
Giuli
De
la fece
ma...
"
amici,
sì, andremo
7
il Verdi
poiché
fu scritto
nome
di
Battaglia
G.
Verdi.
nominato
la
la Miller
In
febbraio
d'oro
"
sera
«
cantante
«
che
"
un
«
var
"
da
«
era
"
versale
"
lenti
di
a
sta
que-
affollatissimo,
della
più piccolo
corpo.
quella
De
od
Giuli
che
in folla ad
accorso
fosse
desiderio
però
quella invincibile
(2) Teatriy
che
del
avversione
arte
t
Verdi
Il teatro,
più
eravi
; non
dove
tro-
potesse
pubblico,
invitato
viva
quanto
e
ta-
della
ogni comparire
sentì,
in
e
ch'egli provò
letteratura, n. 887.
uni-
i di lei sommi
per
di andare
lo
esimia
conquistata Tanima,
attestarle
Ad
il Verdi
Il
avea
l'ammirazione
melodrammatici.
è
ne
sala
della
della
di persone
stivato
angolo
palchetto
il
era
del
caratteri
a
artistica
Giuli.
De
Reggio
la data
teatro,
Beneficiata
Teresina
signora
da
anni
appresso:
solennità
la
per
tanto
dieci
o
infatti
quanto
la
otto
(2) con
questo
registrata
posto
già
Bologna
legge
cronache
(i) Questo
noto;
sione
omis-
Q^dXiàiOfece
1850,
contava
di
si
febbraio
io
nel
teatrale
verrà
certo
della
alla
intorno
cosa
corrispondenza
una
1841,
Nelle
«
Giuli, il
De
ripariamo
qualche
Roma,
a
giornale
«
»
proposito
a
Roma,
a
Giuli,
De
di carriera.
18
gli
cantante.
Teresa
un
commenti
senza
dicendo
esimia
a
ha
Legnano
commessa
bene
tutti
affezionatissirno
no
«
cui
Saluta
(i)
«
E
I
America,
in
addio.
Addio,
pazienza!
"
I
?
bene
tanto
Sì,
addio.
I
America
forse
sempre
vi
non
era
rinunziò
per
il mare.
punto
solo
per
I
I
CAPO
2
della
Eroina
«
«
€
plausi
nelle
Illustri
lasciò
essa
Giuli
De
sina
sentimento
un
Essa
Verdi
è
Frezzolini.
fu
molto
ricordo
che
il
riempiti
e
piangere
presto
che
vanta,
datores
un
cui
oggi
antiche
La
anche
il
i
suoi
morti
Il
dimenticare.
tempo
forse,
temporis
si
una
contava
sola
acti
a
unità.
hanno
assai
allora
grandi
di
dozzine,
non
all'artista.
oggi
presto
il
aveva
numero
dopo
colse
congedo
nuovi
:
li
vivi
tali
tempo
invece
ragione
vano
face-
cantanti,
non
Grincorreggibili
proprio
il
quali
carriera
sua
la
non
del
cia.
trac-
grato,
e
erano
dell'arte
mondo
più
delle
purtroppo,
profondi,
data
guiTere-
esiste
caro
dato
d*una
perfetto
non
la
avesse
Rigo-
robusta,
e
cantanti
morte,
nel
modello
maggiormente
teatro
vuoti,
i
il
nella
insinuante,
e
Disgraziatamente
lunga.
prima
Ma
delle
una
serbi
la
di
lirico
soprano
vero
gentile
que.
ovun-
Dotata
agile
rappresentava
ed
tardi
ricordi.
chiara,
estesa,
la
Belisario,
più
e
ap-
accoglienze
nel
Rivali,
vivo
gli
sempre
Lucia,
genialissimi
oltremodo
da
festose
riceverle
a
al
sì
calorosi
e
prime
nella
Beatrice,
Vestale,
voce
unanimi
poi
lei,
di
frase
ogni
quelle
continuò
Nella
di
E
»
Giuli
letto
ad
festa,
irrompevano
espressa,
De
DECIMOPRIMO.
lau!
113
Capo
Sommario.
Vittor
—
di
di
Decimosecondo.
Piave.
Hugo
—
Considerazioni
lettere
da
celebrità
il
l'artista
contatto
Verdi
deve
aver
d'allora
opera
un
argomento
Le
Roi
ricordo
sentito
rachitico
avrebbe
libero
e
di
le
spedito,
La
:
la
meritata
attuali
cantanti.
una
egli
delle
una
nuova
cercò
di
scelse
comporgli
alla
che
ancora
e
luce
di
sperato
abile
Il
rivincita.
Hugo
dare
gambe
e
riorità
infe-
sua
d'una
scrivere
mai
"
alto.
quella
Vittor
nel
tanto
felicemente
clamato
pro-
Venezia
meno
il Piave
incaricando
figlio,non
così
di
di
teatro
medico
Verdi
già trovati, una
in quel reciproco
di Venezia,
poeta,
un
naggi.
perso-
deirantitesi
vaghezza
Il povero
Verdi
di
—
deglf
razione
dell'ispi-
I suoi
—
genio
apparso
trattandosi
s'amuse,
il libretto.
nel
serbato
nel
felice
Varese.
all'altro,e
era
la Fenice
per
—
Rigoletto sl
erano
italiano
e
è che,
Fatto
si
»
vicino
uno
del
il poeta
«
deirarmonia
volta,
prima
—
poliziotto
d'orchestra.
Verdi,
e
Il
L'impotenza
direttori
dei
Rigohito,
bretto
Il li-
»
Rigoletto.
—
più
il baritono
—
Un
—
Luccardi.
del
vero.
e
s'amuse.
Censura.
a
esecutori
Mirate
Hugo
maestro
«
—
tenore
negligenza
Vittor
Gli
Roi
Il momento
—
musica
quest'ultimo.
di
Verdi
musicale
Rossini.
Brambilla, il
La
—
Il dramma
—
—
La
della
del
retrospettive.
verdiana.
Le
«
—
Persecuzioni
—
Due
spirito.
Verdi.
e
ne
quel
trovare
zasse
raddriz-
da
fargliraggiungere,
maggiori altezze
dell'arte.
Le
di
vicende
che
precedettero
Viscardello, (ovvero La
8
l'arrivo
Maledizione)
alla
furono
scena
tali
che
tante
e
vicende
Censura
il
del
Re
Rigoletto, buffone
austriache
ed
185
il Verdi,
settimana
Corte,
quando
scrive
dirige
Mio
bel
due
«
«
che
serbi
nel
«
«
ho
Non
comi
di
a
parla
o
Ti
«
Del
«
è
«
le
«
resto,
caduto.
opere
€
è
Del
cissimo.
il
di
Luccardi
al
felice
terzo
atto,
che
le
18
che
Ora
alla
:
cosa
hanno
è
nezia
Ve-
tornato
volta,
dato
ec-
notizie
malconcio
!...
.
stato
che
da
1.
memoria
mia
Così
.
185
marzo
sono
avermi
di
Stififelio !
stato
Rigoletto
pre
sem-
sé, egli, una
di
scriverti
di
Busseto,
ringrazio
Vedi
come
del-
sera
ringraziartidella
amico.
tuo
tugurio
Tesito
rità
auto-
distingue
Busseto,
.
Se
di
zione,
muta-
delle
la
lettera
tempo
per
Povero
Stiffelio.,,
«
quello
questa
che
questa
avuto
parole
te...
in
matto,
mai
pel
mio
Mantova
placet
la sobrietà
e
(X
«
al
di
rappresentata
essere
a
sostituendo
Duca
il
liziotto
po-
riuscì
quale
Subita
ottenere
un
1.
dopo,
«
il
del
fu
vi
Maledizione
La
di
la modestia
Con
Quelle
persecuzioni
Verdi
Censura,
quello
potè
opera
marzo
del
alla
il titolo
cambiando
Tii
solite
Martello,
certo
bavaglio
personaggio
r
alle
tutte
insperata
italiano,
mettere
ribalta.
della
non
teatrale.
fortuna
Per
partitura
nuova
luce
riferiscono
si
della
la
vedere
a
la
mancò
poco
giungesse
e
DECIMOSECONDO.
CAPO
114
è
miracolo.
un
forse
il
significanon
create
saprai Tesito,
migliore,
eseguire
gli
autori.
che
è
stato
feli-
I 1
6
DECIMOSECONDO.
CAPO
gì'impresari
presso
così
scrive
ancora
«
Caro
di
quel
al
Luccardi
:
matto,
Busseto,
«
«
Non
quest'anno
verrò
io
«
ravi
"(
costanze
contrarie
mi
€
bracciare
te,
gli
amici
«
Speriamo
"
sposte
un
«
cusare
nessuno
*
pisci?... So
€
Stiffelio,ma
«
non
hanno
«
non
si
«
sono
state
"
non
sanno
che
"(
una
scena
è
«
successo
«
di
cambiare
«
ho
fatto
«
Rigoletto,
«
erano
«
come
e
che
anche
colpa
capito
è
argomenti ! ! È
pubblica dichiarazione
si
«
cose
"
lini, (i)
mettesse
a
tu
e
tu
se
ad
benda
una
tutti
era
tutta
mia...
ca-
solo
non
impresari
le
opere
darle
non
del
causa
si
molto
tratta
non
Stiffelioe
che
a
non
io
se
:
di
pezzo,
quando
Roma,
gli
ama
amici.
sul
nera
In
non
statua
? ! ! Mille
naso
particolare ad
sempre
il direttore
bella
tua
una
il
d'orchestra
Angio-
tuo
«
(i) Angiolini
ac-
mie!
diresti
«
voglio
date
state
sono
di-
non
d'un
la
sempre
città.
sieno
meglio
d'un'opera. Immaginati
musiche
ab-
integrità, come
trasposizione
quasi
come
di
quando
loro
dall'autore,
la
piacere
Roma
a
che
nella
dare
ideate
cir-
Rigoletto. Questi
ancora
possono
è
rovinato
è
di
cose
io
ma
spe-
l'eterna
le
volta
tu
cumulo
di vedere
e
la
si
del
priva
1851.
come
un
ma
po' meglio...,
!!!
dicembre
I®
Roma,
a
sperava,
un'altra
che
Che
il Verdi
poiché
teatro,
à.^
G.
Verdi.
Apollo
di
Roma.
"
DF.CIMOSECONDO.
CAPO
In
che
ha
di
più
coiramico
caro
che
olimpica
dell'uomo
indelebile
il
della
Verdi,
di
navigarono
verso
celebri
divennero
la
bella
la
rassegna
lista
lo
e
cantanti
d'ogni
lo
scalino
E
più
lo
e
Se
riproduzioni
eterei
breve.
risma
e
del
di
in
intiera
maestro
fuori
carta
nel
stesso
facilità
sulla
per
partitura
L'autore
balzano
di tutti
esso
i
parve
sul
lo
ne
la
con
dal
fa
suo
tro.
tea-
suo
scrivere
quale
cervello
straordinaria
di
La
immagini
e
trepidare perfino
la
Busseto.
stupito.
le
appena
istrumentare
e
tugurio
rimane
Rigoletto,
giorni
quaranta
«
il
di
momento
un
che
potenzialità, tanto
al
fu
infatti.
è
trovarsi
bastano
quei canti,
musicale
dramma
che
Rigoletto
L'ispirazione dell'artista,scrivendo
dovette
artisti
quali
ai
paese,
passare
ambita
meta
diose
melo-
onde
quegli
tanto
si
arte
vagheggiati
e
precipua
la
di
si dovesse
di
nobili
l'opera
quelle
oggi
il
intaccare
melodramma,
virtù
tuttavia,
alto
Gli
cammino.
barbare
su
schiera
per
è
sempre,
rantacinqu
qua-
un'orma
stampato
innamorate
gli
sarebbe
non
ormai
circondarono
essa,
gloria !
della
corsi
questo
anime
mercè
orizzonti
renità
se-
agli oltraggi, quanti
quante
e
innalzarono,
in
di
sfoga
una
Maestro.
poterono
affetti devotamente
intensi
del
ha
le mille
insieme
Ma,
teatro.
sono
non
organismo
ed
del
vittorioso
suo
si
e
tuale
superiorità spiri-
fede
Rigoletto
lo poterono
non
come
la
poi,
Censura
meraviglioso
calma
una
sicura
in
il
lungo
oltraggi
e
la
e
anni,
con
attestano
quell'epoca
Da
sul
fa
7
I
in ciò
percosso
artista, si lagna
un
lo
ma
;
il Verdi,
lettere
due
queste
I
prendono
per
»
dinaria
straor-
musicali
forma
la bontà
del
I
I
8
SUO
lavoro
fino
al
tale
;
dì
il
nemmeno
sua.
Sono
«
«
Varese
«
che
di
cosa
In
questa
musica
da
drammatica
La
più
cosa
affetti
degli
il
quale
produce
che
vario,
efficaci
ed
voci
Chi
quel
un
di
e
tremito
nelle
brivido
al
il teatro,
musica
in
artistica
lusinghiero
con
tutti
eternare
fatti
il
quei
nel
simbolo
oltremodo
belli
dalle
diverse
acustiche.
di
che
codesto
pezzo,
vi scende
in
poi
come
un'ondata
l'arte
rimorsi
senza
un
difetto,
e
gli
il Verdi
artisti
una
altri
ebbe
che
pagina
desso
di
sproporzione
che
tavia
tut-
e
della
lui !
per
viva
grandi
parti,
gl'incantiprodigiosi
havvi
però
le diverse
timbri,
sale
protagonista
difetto
con
armonioso,
misterioso
vi
monia
un'ar-
e
scambievole
udizione
e
varietà
ritmo
loro
intensità
che
troppo
fra
dei
la
mentre
lui.
di
prima
colori
e
alla
potenza
una
un
cervello, abbandoni
Rigoletto
una
fra
luce
ossa
sono
n^
Se
e
persuaso
non
che,
è
differenza
intimo
più qual-
infonde
ottenuta
superbamente
sentì, alla
baritono
mai
ed
melodia,
differenti
non
sangue
si
riceve
dalla
dalle
e
verità
collega
quadro
un
dell'opera
al
il Verdi
corrispondenza
maestro
sconde
na-
"
una
una
la
farò
e
non
dice
non
altro
mirabile
esige
sincera
momenti
—
creazione
nessun
diversa,
la
!
passione,
una
me
che
meglio
sua.
nella
e,
beati
di
credo
e
quartetto,
legittimo orgoglio
contento
—
celebre
più
quei
d*en-
esplosione
dal
teatro
dubita
non
effusione
prima
formidabile
in
prodotta
compositore
anzi
accompagna
rappresentazione.
alla
però
tusiasmo
lo
trepidazione
della
giorno
Dinanzi
il
DECIMOSECONDO.
CAPO
siste
con-
bellezza
personaggi,
in
vollero
comune
e
pero
sep-
dell'umanità.
DECIMOSECONDO.
CAPO
La
di
figura
il Maestro
e
che
quale
offusca
non
degli
il Verdi
quali
così
appunto
perchè
fosse
stico
dome-
dramma
fosse
personale.
collocata
è
impera
veramente
buffone
la
condensato
sfolgorante
La
del
figura
personaggi,
ebbe
ed
cure
ciascuno
per
di
amore
gonista
prota-
sebbene
però quella bellissima,
altri
9
domina,
terribile
e
sintesi
la
entro
più mite,
che
sciagurato
suprema
luce
e
voluto
l'angoscioso
tutto
una
verdiana,
partitura
ha
dello
in
Rigoletto campeggia,
nella
sovrana
I 1
dei
artista
vero
ispirato.
la
Gilda,
la
spensieratamente
colui
la
che
di
del
Signore
facile
prezzolata
gli
pittore magistrale.
un
è
disegnata
artistica
sul
davanti
la
in
celebre
nel
come
del
antitesi
s'intrecciano,
in
un
tutto
si
musicale
si
quartetto,
rale
mo-
e
niti
riubilmente
mira-
conservano
disposti
drammatica,
fondono
quando,
allor-
trovano
sebbene
e
sta
musici-
penetrazione
impareggiabili,
propria tipicità;
signori,
fisonomia
una
essi
vede
ragazza
nel
loro
con
quadro,
potente
una
la
i bei
e
che,
maledizione
trovato
La
colorita
e
bravura
una
scudi
hanno
questi personaggi
alla
Maddalena,
e
ama
Rigoletto
insieme
capo
bertino
li-
poli
scru-
fatale
e
di
un
senza
e
il povero
Ceprano;
di
lieta, che
e
tutti
loro
sul
Mantova,
cuore
spada
dona
che
la salvezza
per
di
senza
Damocle,
di
oscillarsi
sempre
ed
professione,
quella
come
il Duca
;
la
fanciulla
vita
propria
tradiva
Sparafucile,
;
esaltata
ed
ingenua
si
cinano,
avvisieme
in-
assurgono
e
bello,
sovranamente
fra
monioso,
ar-
eloquente.
Con
condensa
il
Rigoletto,
il dramma
il Verdi,
nella
la
per
musica
e
prima
si
accosta
volta,
al
musicale
dramma
che
alla
al Don
rimane
esso
del
sincerità
esiste
descrizione
della
la melodia
vuol
del
che
il
Rigoletto,
melodramma
assistendo
del
l'abituale
cinico
Verdi!
caso
il
sini,
Ros-
di
neria,
partigia-
una
tazione
rappresensulle
esclamare
labbra
commosso
il
riconosco
:
genio
di
"
Nelle
Venezia,
prime
Brambilla
Brambilla
celebri
ebbe
Teresa,
vale
abbiamo
tenori
del
rappresentazioni
il Verdi
Varese,
più
il
contemporanei,
far morire
musica
in questa
melodia
stesso
e
volta, ad
ed
sorriso
Lo
i suoi
dovette
matica,
dram-
dubbio,
senza
Verdi.
la
il canto,
quella
e
la
e
dire
a
l'espressione
dirsi,
verso
la
isolatamente
adulazione
di
prima
Rigoletto,
Finalmente
la
la
per
vale
proprio questo
del
niera,
ma-
non
se
invece
canto
può
non-sospetto
della
scenica,
soli, anche
è
quale
specialmente
«
Ed
quest'opera
è
non
Quando
quel
più ispirato
certo
In
traccia
e
La
bellezza
grande
parola,
da
belli.
veramente
sono
melodramma
situazione
della
bastano
dire
forse
superiore.
quale
la commozione
darci
a
la
lirica pura.
pura
e
nella
della
ritmica
esclusione
21^ Otello
come
lontana
più
musicata
declamazione
intesi,
la
certo
musicale.
pensiero
imperante,
oggi
ma
anzitutto
infatti
è
notevolmente
quelli
consiste
superiorità
non
in Maschera;
a
Rigoletto
21^ Aida,
Carlos,
al Ballo
migliore.
il
artistico
mostrare
di-
contribuito
abbiano
d'arte
d'un'opera
difficile
assai
ulteriori
i tentativi
organismo
inferiore
anche
Sarebbe
vero.
costruzione
Come
e
DECIMOSECONDO.
CAPO
I 20
a
a
il
dire
Mirate,
tenore
tre
cantanti
sua
epoca,
del
e
tono
il bariDella
ottimi.
Mirate,
a
trionfo
del
cooperatori
già parlato
della
Rigoletto
uno
dei
,
avremo
detto
tutto
DECIMOSECONDO.
CAPO
voce
gli
permettevano
minimo
sforzo,
al
quanto
ampia,
ad
di
pieno
famoso
pastosa,
e
fuoco
di
e
azione
nel
il Varese
•
di
esausto
voce
ridea.
più
impotenti
ad
dello
del
studio,
canto
il
di
di
a
oggi
a
dalla
scuola,
cantanti
si
nuto
dive-
salire
che
Impotenza
della
si
riosi,
vanaglo-
nonché
voce,
scitare
su-
non
è
cantanti
della
metodo,
quando
Rigoletto
lirica.
qualità
cora
an-
tuttavia
arrampicarsi
scena
alla
e
1864,
cui
il
pezzo
i
Ricordiamo
riusciva
palestra
della
cattiva
dalla
forze
un
facile
sommità
deriva
e
Da
la
infatti
certe
di
quel
chiamano
suo
circa
d'entusiasmo
momenti
ha
al
Rigoletto,
e
lo
efficacia.
immensa
una
voce
fraseggiare
di
come
aggiungeva
—
sua
ròle
—
che
francesi
una
egli possedeva
passione,
du
phisique
il
senza
quest'opera
Oltre
modo
un,
la
e
Rigoletto,
in
insuperato.
oggi
e
quanto
lasciato
ha
egli
I
potente,
ugualmente,
Cenerentola,
Varese
sonora
tuttavia
e
soave,
cantare
tanto
sino
ricordo
un
di
impareggiabile
metodo
suo
flessibile,
sicura,
sua
In
il
che
avvertendo
2
I
penuria
dello
stile
dell'ingegno.
Alla
insufficienza
dei
direttori
d'orchestra
dei
goletto
così
da
meritarsi
come
suoi
un'operetta
come
tempi.
vedemmo,
il
che
di
Lecoque
che
rimprovero
nel
185
1
aggiunge
il Ri-
dirigono
e
di
T incuria
Suppé
il Verdi
agl'impresarii
;
geva,
rivoldei
122
Capo
Sommario.
Due
—
i suoi
cantanti.
—
cultori.
Un
—
Il culto
—
Rammarichi
Il
circa.
soli
egli
venute
alla
tipi
oltremodo
di
teatro.
canto
pubblico
scetticismo
tace
per
due
luce
che
apparente,
ripresenta
al
pubblico,
non
mesi,
in
pone
prima
poi
la
le
ha
però
foga
che
in
di
toglie
di
forme.
drammatica
qualsiasi
nezia,
Ve-
a
due
drammatico
mende,
stesse
al
melodramma
possono
che
essere
Il
e
peggiori
in
la
altra
direi
del
in
Verdi
avvi
quasi
zione;
d'ispira-
;
nondimeno
qualche
di
peto,
l'im-
quest'opera
cosa
volgare,
quella sobrietà,
un^opera d'arte, anche
impunemente
il libretto
passione,
abbondano
che,
an-
proprietà
correttezza,
vigore,
musicale
scomposto,
distinzione,
non
nello
tuttavia
sono
carattere
uguale
una
manifestazione
aspro,
ché
poi-
sebbene
che,
opere
quasi gemelle,
di
Roma
a
due
scena
differenti
eleganza
nella
anni
è
però
si
Trovatore
non
più
tempi.
moderno.
due
Rigoletto per ciò che riguarda
l'argomento, ed una
quasi uguale potenza
ed
rioso.
glo-
del Maestro.
di altri
Lo
—
e
ai suoi
e
laudativa
del
e
Trovatore
manipolo
del
—
musicale.
stile
Il
Il
—
il Verdi
RigolettOy
riposo
suo
di
del
religione
allorquando
spazio
—
rità.
popola-
inutili.
il
Dopo
la
e
su
—
Parsimonia
Boucardé.
—
—
Trovatore,
Il
Un
all'arte
nuoce
al Luccardi.
aneddoto
storici.
mesi.
della
del
entusiasmi
Boucardé.
e
due
Il merito
—
aneddoti
Verdi
in
opere
musica.
Gli
Penco
del
musica
Lettere
—
—
—
Due
—
—
Due
La
—
La
La
Verdiano.
Parigi.
a
riposo.
Il libretto.
—
L'impeto
—
Roma
di
anni
Il Trovatore,
Da
Decimoterzo.
misura
trascurate.
di
che
e
teatrale,
CAPO
124
renderci
Per
della
è
quest'opera
della
conto
celebrità
che
noto
Cavour,
sensibile
in
lui
il Trovatore.
era
questo
lo
:
volta,
combatterla
sdegnò
dicendo
guerra
all'autore
L'altro
aneddoto
parimenti
in
Cavour
trovavasi
nel
Nel
austriaci
grande statista
accigliato, nervosissimo;
da
parecchie
francese!
fuori
la
dire
a
Il
di sé
:
egli
l'unità
me
sine
lì
aspettando
non
d'Italia
che
doveva
degli austriaci,
notiy
qua
poeta
inquieto,
era
era
risce
rife-
storico
coli' illustre
passaggio
dispaccio
egli
il Ticino,
sospirato dispaccio
ragione,
si
nello
passavano
piemontese
l'avvenuto
annunziargli
vale
il
ore
la
posta
per
e
1859,
gabinetto
Il
Prati.
fu
interessante
più
suo
per
allorquando
È impossibile
:
Cavour.
gli
il Verdi
Trovatore!
è
a
cui
momento
del
impressione:
repubblicana,
bandiera
come
e
lasciato
italiano
Maestro
era
musica
aveva
amava
che,
tanto
politica del
prima
far
anzi
amava
candidatura
una
Egli
lustre
il-
suo
la musica
della
gradita
e
zionale.
na-
rumore,
tuttavia,
opera,
gati
colle-
del
molesto
fascino
incancellabile
una
Topera
sola
Una
teatro.
con
storia
nostra
pel quale
un
al
Verdi
pari quasi
Cobden,
addirittura
pochissimo
del
al
vatore
Tro-
aneddoti
della
ricordi
contemporaneo
rappresentava
dal
due
questi
coi
del
popolarità
conquistata
narreremo
entrambi
È
DECIMOTERZO.
dell'intervento
giungeva:
dipendeva
Cavour
forse
era
da
l'annunz
quel-
!...
A
un
nel
lo
strappa
avidamente.
tratto
un
gabinetto
quasi
Prati
segretario
recando
dalle
e
mani
del
un
del
ministro
dispaccio.
porgitore
il segretario guardavano
si precipita
Cavour
e
legge
ansiosi
il ministro
letto
Cavour,
parola
il
:
il
d'una
gioia
al
dietro
temono
Cavour
la
d'
quella pira,
dal
imparato
in
ecc.
ad
alta
l'unico
Tunico
occhi
sembra
il
e
gretario
se-
tratto
un
a
spalancando
e
coir
voce
il riflesso
Prati
può...
impeto
cabaletta
la
Era
»
Cavour,
di
grado
lo
il dispaccio
in aria
celebre,
tenore
un
degli occhiali,
non
sola
una
piccoli
sincope... quando
intuona
finestra,
e
una
agitando
i suoi
vetro
Ma
sotto
come
sovrumana,
voglia parlare...
che
pronuncia
illumina
s
labbra...
sue
dispaccio, non
volto
suo
scintillano
dalle
pendevano
e
I25
DECIMOTERZO.
CAPO
stesso
famosa
Di
«
musicale
motivo
ch'egli sapesse
e
fosse
ripetere!
*
Oggi
il
Trovatore
più
le
clamorose
attribuire,
manipolo
A
Penco
voce
ed
dal
e
ingegno.
poiché
simile
aggettivo
del
teatro
fra
le
Borghimamo,
la
Jenny
Ney,
a
e
la
donne:
la
Medori,
galpni, la Piccolomini
;
e
fra
prima volta,
gli effetti
Tali
la
Bosio,
la
vocali
allo
maginati
im-
scoppio
furono
mente
vera-
la
Frezzolini,
la
De
Bendazzi,
gli uomini
giosi,
prodi-
meritevoli
veramente
Penco,
Gazzaniga,
distrutto
detto
indispensabili
la
mutate
prodigiosi per
abbiamo
caso
entusiasmo.
vero
la
artisti
rendere
per
Maestro
la
due
cantanti
occorrono
dal
in
Non
al
tanto
cantanti.
fu cantato,
Boucardé,
alle
quanto
grandi
il Trovatore
Roma
dalla
di
ultimi
degli
devesi
si crede,
dell'uomo-pubblico,
La
tempo.
non
generalmente
come
tendenze
d'un
esultanze
leva
sol-
non
ma
sempre,
raffreddamento
codesto
di
causa
piace
:
Meric,
la
Ca-
Boucardé,
126
quali tutti,
il
oggi,
due
soltanto
romanze
Taltra
due
finali
del
Miserere
altri
nello
stesso
alla
possa
ben
mirabilmente
Resterebbe
ad
bene
che
e
a
a
di
meglio
assai
bene
e
Il
grave
!
citare
non
Xaria
dopo
in
antitesi
Di
"
il Boucardé
erano
i
quarto
bravura
subito
Penco,
gli
e
di
grado
vocali,
perare
su-
facendo
stupe-
pubblico.
il Verdi
se
vocale
certi
a
avrebbe
acrobatismi
benefizio
a
alla cui
le
prodigiosi,
invece
se
o
fatto
abbia
istrumenti
rinunziare
contribuirono
di
formazione
opere
di
quel
tanto
lini
Bel-
Rossini,
Donizetti.
Verdi
torto^
a' suoi
e
cultori.
il dovere
e
italiano
di
fece
non
nocquero
scuse
poi
"
pochi minuti,
di
pari
volgarità acustiche,
certe
così
per
d'allora,
prezioso patrimonio
e
il
quegli
a
bene
il concertato
all'atto
quale,
prano,
so-
modo
stesso
baritono
vedersi
i cantanti
erano
fatto
il
ora
abusare
secondo,
quelle
inebriando
e
e
schiera
quelFantica
placida
nello
quindi
la
Ebbene
di
tipo
un
e
con
e
»
!
notte
distanza
cantare
mio
quella pira..."
di
col
tenore
un
atto,
! sì
Ah
primo
il duetto
e
esempi,
altri
atti
degli
"
suscitarono
ugualmente
cantare
la
sull'ali
altresì
Trovate
di
Tacea
«
Amor
«
possibile,
è
se
in
Francia,
Spagna
indicibili
i
Bettini,
in
quanto
fanatismi
Trozfatore
capace
Fraschini,
nella
Inghilterra,
Trovate
le
Italia
in
tanto
in
Russia,
con
Oraziani,
Tamberiik,
Mario,
"
DECIMOTERZO.
CAPO
le
opere,
mostrarsi
uomo
ad
severa
una
ed
ebbe
egli
no;
e
colpa
artista,
di
che
non
non
anzi
il Trovatore,
segnatamente
all'arte
grandemente
Sopra tale argomento
attenuanti
come
sue
bene,
del
ed
canto
la critica
ha
mendicare
il Verdi,
avrebbe
tanto
niai
CAPO
Di
dovuto
commettere.
vittima
anzitempo
più
sono
non
e
Caro
verdiano.
dieci
a
eterno
viaggio.
«
cevole
staccarmi
«
morso
di
«
faceva
a
"
e
Busseto,
lerai
«
ai
«
"
«
lere
«
Addio
«
come
Lavora
di
ricevere
amici
buono
e
altre
opere
addio,
io
sia
stato
ora
non
ho
le
con
che
non
a
amabili
suoi
Gli
è
a
le
profusero
come
matto,
danari.
:
mi
par-
esecutori,
Doria,
Moneta,
;
ecc.
di
la smania
passata
!... Salutalo.
meglio
amico
vo-
bene
voglimi
:
te.
davvero
parole, verso
ri-
più
più gentili.
cose
carissimo
è
spia-
bel
mio
notizie
tue
G.
«
Verdi
lungo,
Angiolini, Cencetti,
voglio
ne
de'
?... Sarebbe
mio
mi
«
Il
presentazi
rap-
1853.
dal
danari
e
conoscenti
caro
?
gennaio
29
adunque,
dire
e
lacovacci
E
prima
magnifici lavori,
presto
e
di
prego
pure
gloria
a
Trovatore
Saluta
il mio
te,
da' tuoi
gloria
quali
€
da
Roma.
del
la
affaticato
Quantunque
distrarti
accumula
«
il Verdi
Roma.
a
stanco,
casa
€
Spero
divo
tar-
un
che
giorni dopo
non
Luccardi,
Eccomi
"
essi
Oggi
lettera
Trovatore
i due
trovare
nella
«
«
Boucardé,
il
e
furono
colpa
sua
nemmeno
conforto
del
«
Penco
spartito
al Luccardi
scriveva
I27
questa
possono
sterile
e
la
dello
eroi
popolari
DECIMOTERZO.
i suoi
addirittura
troppo
Tuo
Verdi.
meno
al-
generoso,
interpreti del
il
"
tesoro
tore^
Trova-
della
loro
128
DECIMOTERZO.
CAPO
nelle
voce
infinite
che
tanto
del
dei
abbia
bravura
Certo
circa
per
dieci
il Trovatore
Fra
corre
tutta
sono
rimasti
Ne
attestare.
Una
che
al
sera,
il
Ah
«
di
in
idoli,
al
gli
e
di
numero
tempi
palpitare
facevano
lunghe
più
non
;
il
e
penose
di
quelle
vive
che
atta
in
d'
in
giornate
trascorse
il ricordo.
!
fra
il
Quei
gioie,
le
tiche
an-
pubblico
loro
sinceri.
il
teatro
moltitudine
sera
una
pezzo,
nell' infondere
e
una
gione,
log-
altari, i suoi
suoi
e
arte
il
il rinnovarsi
temere
procurar
ardenti
T
e
"
!..
gara
a
cui
cuore
dimenticare
far
religione,i
proseliti
beati,
platea
tempi,
a
venduto
episodi
vecchi
fede
ha
Ghibellini
e
tusiasmo
l'en-
efficacissima
replica del
da
facevano
quella
ancora
Firenze,
la
fra
terza
una
sua
artisti
pubblico
vecchi
che
quei
la
teatro
di
l'onore
sanguinosi
allora, in
Ma,
del
memoria
nella
infame
Guelfi
dei
che
solo.
tumulto
dei
uno
esempio,
oggi potrebbero
Boucardé
intensità
clamoroso
fazioni
aveva
dal
quale esigeva
così
nacque
aneddoti
Pagliano
! questa
tale
raggiunse
episodi, di
uno
teatro
sollevato
apostrofe
di
nella
blico
pub-
labili.
incancel-
teatrali
per
molti
citeremo
il
Boucardé,
vivi
tanti
can-
avrebbe,
non
il
e
genialmente
e
quei
in visibilio
ricoroi
leggenda
una
popolo*
nostro
lasciato
né
nale
eccezio-
alla popolarità
laddove
anni, fatto andare
italiano,
popolarità
giovato
che,
è
immensa
la loro
se
stati, il Trovatore
ci fossero
non
ovvero
grandemente
dell'opera.
V
la
fatto
abbia
Trovatore
grandi esecutori,
suoi
quest'opera,
stabilire, se
difficile
sarebbe
popolarità
di
rappresentazioni
le
Ah
non
!
vano
facee
le
di
amarezze
tempi
unica
gior
mag-
sono
consolazione,
DECIMOTERZO.
CAPO
Coloro,
i
nel
quali
alle
commozioni
che
batte
eglino
aff*errata
detti
forti,
il
esiste
godimento
di
passioni
entusiasmi.
loro
benefica
L'arte,
artistico.
;
ed
Benedetti
musica
gli
o
sorgente!..
del
loro
gli
volta,
che
ritenersi
una
di
soggetto
un
vive
non
ai
conducono
canto
così
versa
ricordiamolo,
artisti,
senza
tuttociò
deve
uomo
soltanto
esse
sempre
d'una
di
ossia
cerca
ri-
frenesie,
pazze
l'uomo
passione,
una
alla
uomini
questi
a
Dovunque
cuore;
dinanzi
nulla
dell'
loro
lusingano
teatrali
Eppure,
cuore
insignificante.
lagrima
la
!
commuovere
come
della
idolatrie
musica,
sensi
loro
le
le
riderebbero
ne
se
rammentassero
e
si
sfugge
Ebbene,
deliri
sconfinati
che
si
che
che
e
dolcezze.
memori
può
lontana
del
i loro
loro
I
alla
porta
e
chiusi
cuori,
spontanee.
affaticare
idealità
una
alla
diretta
e
plebee,
ribellano
si
meglio
amano
avere
facili,
disseccati
rapida
di
essi
e
roso
clamo-
questo
loro
i
pronte,
aridi
spiriti
di
anime
toccano
non
scientifica,
e
delle
che
sentono
non
e
ragione
tripudio
entusiasmi
ingrossando,
va
esperimentale
rendersi
festante
e
certi
palestra
a
schiera
vedono
non
di
arrivano
non
di
teatro
specie
una
la
purtroppo
e
I29
che
con
ne
la
schiudono
forti
virtù
13°
Capo
Sommario.
La
«
—
dramma.
e
due
gemelle.
al Lucca
rdi.
Traviata.
Traviata.
critico.
Verdi.
del
Verdi.
La
—
il
e
nezia
strafalcioni
fra
la
Maestro
cabadati
De
Nìlson.
la
del
gridò
il clamore
allo
del
dei
critici
in
ogni
nascondersi.
Alla
avvicinarono,
Quando
il
2
rumore
molti
più
e
febbraio
«
tardi
La
ingrandì
soffocò
del
quelle
furono
ancora
e
la
rario
lette-
censura,
ma
le voci
Dumas
trovò
e
versate,
molte
tolse
scene
»
circa
ardenti
ilDumas
dalle
tensa
in-
sicuramente
ove
soccomberono.
sulle
la Boc-
mondo
umano
corpi
1852
è
Camelie
la
più forte,
Signora
Chi
successiva
chiese
lagrime
insieme
batterono
Ve-
a
—
Parigi
piccolo
amoroso
di
telli
Dona-
Piccolomini,
a
romanzo
lettura
molte
pagine
dramma,
il bel
nido
un
e
mondo
gran
puritani, e
casa
Il
scandalo
Savini
Traviata
dalle
Pumas
secolo.
presente
cauEe
apparire, più
Signora
«
Le
eterna.
al loro
Alessandro
da
pubblicato
cuori
bellezza
della
commozione
Spezia,
la
Lettere
—
Luccardi.
a
letta.
Vio-
di
—
Trascuranza
—
La
—
La
—
lettera
Penco?
libri suscitarono,
Pochi
metà
la
e
editori.
degli
e
e
Roisi
La
—
rallelo
Pa-
—
Sonnambula
Venezia.
della
lezione
Sua
—
La
del Verdi.
critici.
della
musica
figura
—
di
Lettera
—
Carmen.
La
Traviata.
dei
La
—
—
viata.
Tra-
vatore,
Rigoletto, Tro-
—
colla
Serenità
La
—
il Verdi.
ammonisce
meglio
del
Gli
Oraziani.
tenore
dell'autore.
»
della
nascita
genio.
rappresentazione
deciso.
Romanzo
—
meravigliosa.
del
della
Fiasco
—
La
commozione.
artistiche
Dumas
—
Paragone
—
e
prima
a
—
dell'insuccesso.
'
Diletto
—
Verdi.
forza
La
—
di
»
Antitesi
—
affinità.
bellezze
Le
del
del
L'opinione
—
Sue
—
—
Camelie
L'impressione
Le
Verdi
dalle
Signora
—
—
del
Decimoquarto.
timentali
sen-
molti
anime
si
dal libro il famoso
Camelie
del
divenne
»
apparve
Vaudeville,
straordinario.
il
CAPO
132
della
delicata.
e
Abituato
ed
impetuoso
dove
ai
ei
In
a
la
scrivere
il vicendevole
fra
scena
A
d'una
pubblicazione
al
«
«
con
che
Traviata,
il Verdi
Traviata
ha
delle
è
alla
opere
la
opportuna
lettera
interessante
vero
giorni !
assai
giunge
poraneamente
contem-
tanto
due
La
potuto
quasi
Trovatore,
Carissimo
del
Verdi
Luccardi,
"v
«
pallida
Luccardi:
«
«
la
odora
quarantasei
proposito
questo
accostato
la
arrivo
soltanto
corrono
mai
piede
del
quella
dell'aquila
poetici paraggi
della
partitura
gioni
re-
gentili e
si è
strana
a
che
il
dove
estro
suo
iperboree
erasi
erbosi
quei
ed
stridore
egli non
risolutamente
oltremodo
lo
profonda
quel
con
alte
che
ode
ed
mezzo
muove
cosa
nelle
tuono,
vellutati
margini
viola.
si
del
il rombo
e
spaziare
a
austero
non
sentimentalità
della
quella
arpa
sua
DECIMOQUARTO.
Sarò
chia.
per
ad
me
onde,
«
Venezia
«
«
manca
«
Basta
Il
da
va
fallo
che
nella
è
nemmeno
lo
sieno
è appunto
la
stanza
scrivere
minuto
nota
e
ne
le
piano-
un
da
studio
Topera
di
per
tempo.
finito:
completamente
una
buono
troppo?
ti darà
un
Civitavec-
quel giorno
per
mia
1852,
tanto
disturbo
perdere
Trovatore
di
parte
di fissare
lacovacci
senza
dicembre
14
sempre
arrivato, possa
(1)
(i) L'opera
e
stato
Ti
mettere
appena
che
5 ! dalla
2
sei
aspettarmi
più
e
«
che
te
appartamento.
Di
forte
il
Roma
Prego
il mio
«
in
Busseto,
non
contento.
sono
i romani!....
Traviata
datasi
a
Venezia
il 6
marzo
1853.
CAPO
Insomma
«
«
in
«
termi
«
noforte
«
sia
nel
arrivato,
mille
studio.
mio
! O
buono
volte!
met-
che
il
pia-
!
niente
o
sia
tu
possa
Bada
buono,
mille
e
onde
te
a
io, appena
scrivere
a
Scusa
25
che
e
I33
raccomando
mi
ordine
«
DECIMOQUARTO.
al
addio
Addio,
sera.
Tuo
«
G.
«
Il Verdi
colla
1852
finita
;
arrivava
partitura
in
poneva
"
dunque
del
ebbe
del
1853,
gennaio
19
della
musica
Roma
a
Traviata,
in
la
prima
la
sera
la
pari tempo
il 6
Venezia
a
apparsa
di cui
sappiamo,
come
scriveva
e
dicembre
completamente
«
quest'opera,
luogo,
»
il 25
Trovatore
scena
rappresentazione
Verdi.
marzo
seguente.
Ora,
il Verdi
affinchè
abbia
produrre
periodo
concepire
tanto
così
essenzialmente
una
facoltà
e
da
poderosa,
Nessun
e
intellettuale
esempio
e
Verdi,
in
riassunta
duopo
dal
di
straordinariamente
produzione
una
al
pari
al
1851
marzo
questi
mettere
am-
confronto.
rapida, differente, complessa
dal
fa
opere,
infatti, dell'epoca antica
maestro,
ci offre
stesso
due
queste
diverse,
temere
non
nello
potuto
nomi
tre
:
di
e
derna,
mo-
forte,
così
nitaci
for-
questa
1853
marzo
Rigoletto,
tore,
Trova-
Traviata,
Ciascuna
di
rappresenta
abbracciate
bella,
insieme
di
un
il
Trovatore
mezzo
queste
un
esse
tre
nel
costituiscono
Se
il
mente,
separata-
prese
capolavoro,
secolo.
la
opere,
suo
la
genere
gloria
Rigoletto
più popolare,
la
è la
;
sicale
mu-
più
Traviata
CAPO
134
è
la
certo
più originale
difetto
qualche
ove
DECIMOQUARTO.
potrebbe dichiarare,
le
del
opere
altri
dagli
altresì
sola
di
del
tutti
i
in
lontana
intimo,
della
la
e
noi, quale
si
lavoro
Carmen,
di
disgraziatamente,
nostri
di
secondo
potrebbe,
della
fra
loro
una
scuola
di
mira
recchi
pache
non
opere
taggio
van-
supremo
l' immensa
Carmen?
il
abbiano
a
in
oggi
anzitutto
su
due
e
Tra-
parallelo
a
negare
Violetta
di
tutte
stanno
esse
che
la
una
di
Un
guato
ade-
lontana
fra
le due
fra
riuscire
Come
prima.
quanto
fango,
stabilire
me,
superiorità
Per
il punto
anche
nei
il punto
una
tutta
giovani compositori.
però
tentasse
di
timentalità
sen-
agita
divenuta
è
partenza
una
sotto
piuttosto
che
quel
ma
repertorio.
moderna,
opera
certa
riscontro
dell'antico
ricercarsi
il punto
Francia
si
vi sia,
ha
del
Una
di
non
drammaticità
analogia potrebbe
e,
che
repertorio contemporaneo,
vista
viata
a
varla
tro-
Rohan
insinuante,
Traviata,
altro
nessun
Nel
di
della
atti
in
prossima
di
regge.
innegabile
è
Una
momento,
Maria
non
quelli
secolo.
del
dividual
in-
tito
spar-
di
ma
;
un
per
profondo,
così
quattro
solo
non
della
punto
rispondenza
dramma
fra
tipo
distingue questo
il paragone
ma
;
Verdi,
del
conto
che
potrebbe,
qualche
Donizetti
tener
grandi compositori
si
eccezione
bella
più
si
(i)
caratteristico
e
la
esitanza,
mestieri
è
ostacolo, la
ponesse
senza
Verdi,
Anzitutto
vi
non
che,
; tanto
commovente
e
piede
nel
differenza
enorme
di livello.
([)
Il Verdi,
la
preferenza,
se
fossi
un
cosi
interrogato
rispondeva:
dilettante
amerei
un
se
giorno
fossi
sopratutto
un
a
quale
maestro
la
delle
sue
opere
desse
preferireiil Rivoletto;
Traviata.
CAPO
Dumas
Mentre
voluto
che
in
sussistere
ha
Carmen
È
nota,
sono
o
è
la famosa
ma
non
fatte
è
bene
Verdi
di
vista
Il Verdi
felice del
più
mano
parte
lo
detto
di
eroico
vi è
e
Shakespeare
Violetta,
!
abisso
un
cui
diverso.
non
immenso,
alle loro
essere
Oseremmo
esiste,
e
questo
due
è
dire
non
quanto
melie
Ca-
dunque
la
secoli
sul
a
sta
que-
nulla
teatro
la musica
cui
—
Talimento.
sensuale
due
perfino
di
ideale
Verdi
che
non
nella
che
teva
po-
l'ideale
essenzialmente
ideale
esiste
Carmen
maestri.
in quanto
che
punto
dalle
protagoniste,
un
il
sotto
commovente,
la stessa,
derivano,
esse
di
la frenesia
e
ebbe
porre
è
—
men?
Car-
parità
se,
Signora
L'ispirazione dei
Bizet, di fronte
quindi
da
da
viata
Tra-
della
parecchi
dell'amore,
fra l'amore
Ora,
Da
trovato
interessante
più
ha
si è
non
la
la
più ragione
musicabile,
Bizet.
la
ragione, dal
scegliendo
argomento
come
che
indiscutibilmente
ha
artistico
forse
il Merimée
entrambi
solutamente
as-
rale,
immo-
che
psicologico, tanto
avere
fatta
codesta
giù,
per
glio
me-
meno
bene
concludere
deve
possono
il Dumas.
di
si
su
e
ancora
meno
non
spiritoso,
un'opera
è
sono
opere,
Merimée,
questo
fatte
quindi,
di vista
molto
insieme
e
vi
che
sono
di
per
sono
condizioni,
il Dumas
non
Topposto.
indecenti,
è
Bizet,
Camelie,
Ammessa
punto
Ciò
»
nella
Non
«
sguaiata. Ebbene,
dalle
del
vi
Carmen
del
;
indecente,
Signora
!
:
opere
non
;
serio.
quella
può
vero
e
provare
frase
sono
bene
punto
ancora
di
vi
sguaiate
meno
ha
avvilita, il Merimée
precisamente
non
Camelie
puro
voluto
opere
più
sentimento
un
vero,
dalle
Signora
creatura
una
immorali,
opere
vi
nella
provare
I35
DECIMOQUARTO.
Carmen
debolissimo
136
nella
ma
del
musica
Non
perchè
abbiamo
poiché
del
natura
Essa
del
la
soggetto,
Il
di
al
piacere
fenomeno
di
la
Traviata
che
la
soltanto,
Che
le
smentirlo.
Se
del
Dumas,
leggiadra
del
dimani,
atto
E,
i
allorché
sviluppa
un
sotto
neiresprimere
dell'amore,
è
la
fantasia
il
naggio
persoil fascino
intatto
in
Violetta,
essere
e
una
gica
ma-
folleggiante
ali
il
ritratta
nel
primo
scintillìo
di
colori.
misterioso
arcano,
dorate
improvvisamente
divina
di
vivacità
nuovo,
le
che
fiori, lieta dell'oggi, noncurante
maggiore
con
oserà
poesia.
poteva
non
da
assunta
nessuno
avvolgendolo
figura
tra
tutte
resto,
viene
conservarne
pure
piace
discutibile.
dunque
dire
è
Fra
che
musicalmente
seppe
melodica
farfalla
come
vuol
dipingendo
di
invece
mediocre,
è, ciò
drammatico,
nube
preferenza
una
la Carmen
Violetta
di
ma
renza.
diffe-
invariabile.
è
non
;
notevole
è
si verifichi, del
parte
così
Maestro,
La
e
soltanto
cantante,
una
del
la
frase
umano
commuove,
commozione
che
l'efficacia della
commozione
sentimento
superiorità
questa
volte
la
;
un
della
e
infatti
essere
momentaneo
gusto
varietà
vi
può
la vivace
per
dell' istru mentale
commuovere
piacere
piace,
quest*opera.
sveltezza
e
pubblici.
esattamente
piacere
sceneggiatura, la proprietà
cantabile, l'eleganza somma
dal
di
non
vero,
mente
forte-
Carmen
esprime
successo
infatti
può
non
attraenza
che
fortunato
dei
la
che
è
concita
e
nervosa
detto
il verbo
è
questo
piace,
provoca
sensibilità
odierna
caso
a
Carmen
La
Bizet.
piace sopratutto
la
la
DECIMOQUARTO.
CAPO
della
farfalla
volo, la maestria
il sussulto
di
insuperabile. Nel
si
germe
dole
tarpandel
quella
secondo
sicista
mu-
febbre
atto.
donna
che
ama
innamorati
della
gioie
melodia
ad
la
più tardi, quando
gola
incalzante
e
si
del
scena
il
!
Alfredo
quale
"
dite
nel
e
all'ultimo
le
se
vi
rendere
il
E
la
con
braccia, 'e
più
sempre
?
vero
mi
?
ami
fino
canto
»
che
a
è
Tefficacia^di
avere
Nel
oltraggio
della
magnifico
canto
addirittura
con
letta;
Vio-
povera
sino
preludio
"
:
bellezza
tanta
'atto, la
terzo
sanguinoso
dal
:
combinazione
nessuna
commoventissimo
da
è
non
l'eroismo
paga
"
»?
pura
sue
sfugge
vocale!
del
e
quarto,
vergine
e
le
fra
potrebbe
scoppio
giuoco
soavissima
quella echeggiante esplosione
orchestrali
supremo
quella
bella
sì
frase
ami,
in
Alfredo
armonie
quel
in
spinge, precipita
espande
Amami
di
mi
tu
«
r orchestra
esso
«
:
le
all'avverso
pianse
non
Alfredo
sola, appassionata
una
sono
Violetta, anelante,
povera
due
spensieratamente
giovane
stringe
serrata,
dei
essi
allestito, ed
racchiuso
alla
Dite
«
il nido
prima volta,
vita, chi
sventura
della
previdenti
e
assaporare
nuova
di
presagio
la
genialmente
felici
e
delicate
cure
per
è
soli
là
le
mercè
quando
I37
DECIMOQUARTO.
CAPO
Se
tosa
pie-
una
passione
e
irrefrenabile
sicale
mu-
la
mozione
com-
!
La
Traviata
potrebbe
del
Verdi,
ossia
cui
domini
la
l'amore
sia
Topera
maggiore
la Sonnambula
chiamarsi
del
Maestro
sentimentalità
più lungamente
in
bussetano
lirica
e
in cui
commoventemente
e
cantato.
Quest'opera
con
venne
costumi
solennemente
rappresentata
parigini
fischiata.
la
dell'
E
prima
sera
nezia
Ve-
moderna,
epoca
non
a
è
nemmeno
138
DECIMOQUARTO.
CAPO
che
vero
qui, le
cioè
alla
del
la
giorni dopo
tre
al
scriveva
così
Carissimo
«
prima
«
Traviata,
ti scrivo
«
la
«
nulla
della
«
degli
esecutori.
«
e
«
mi
FIASCO
colpa:
ciò
gli
servirà
mio
alcuno
di
notizie
"
«
P,
dal
S,
tuo
Buon
dì,
G.
Vincenzo:
caro
quella
il fiasco
quella
che
che
lettera
N.B.
potrebbe
il Bellini
scriveva
alla
Norma
Bellini
l'artista
(i)
in cui
sua
bene.
addio,
Tuo
Verdi.
bacio
un
amico
della
del
ti dica
lacovacci
a
ricevi
«
Questa
sia
esecutori.
Addio,
«
«
nulla
è
dirò
ti
vogliijii
sempre
Busseto.
per
chi
Non
che
questi
matto,
caro
domani
queste
di
so
risposta all'ultima
di
di
Addio,
Parto
Darai
L'esito
seconda.
permettimi
e
della
recita
prima
parlarne.
non
1853.
marzo
9
! Non
deciso
musica
(i)
la
la
dopo
meglio
chiedeva
«
«
è
rappresentazione,
Roma,
dopo
! Fiasco
stato
marzo,
Luccardi:
scritto
«
il 9
fin
Luccardi,
ti ho
Non
detto
è
poiché
tutto,
€
«
si
come
sera,
cambiassero
cose
Verdi
seconda
anche
Il Verdi
scrive
per
a
all'amico
Scala
in questa
la
conserva
mettersi
Piave.
piena
distrazione
raffronto
Florio
di Milano.
del
Verdi
fiducia
Roma
»
invece
di
dopo
Come
si
in
sente
nell'opera
di
Vene:(ia.
CAPO
140
musicale
contenuto
serie
una
Traviata,
La
eccezione,
scrisse
si
può
in
musicando
Maria
la
parola
di questa
di
Verdi,
esecutori,
prima
cui
nella
artisti
colpito da
Ed
forte
impossibilitàdi
una
ed
di cui
parte
agì
in modo
Donatelli
Levy,
Hisloire
Paris.
che
e
già
e
bellezza
una
idealità
nuova
da' suoi
soggiace
ciò
alla
siagliavvenuto
il Varese.
Ma,
il primo,
quasi nella
di
l'altro,disgustato a torto
si
trovava
capito l'importanza, cantò
aveva
indegno
abbiamo
(i) Verdi,
man
non
e
la
è
soverchiare
Venezia
raucedine,
;
sincerità
più
l'anima
fenomeno
assecondato
a
strano
cantare
prosa
basta
non
potuto
bene
il Oraziani
come
una
è
in
sentore.
Traviata
disdetta.
l'opera
del-
gomento,
dell'ar-
natura
d'una
aveva
così
sempre
fine
e' invade
forte
ha
quale
che
soggetto
il dramma
tale
un
della
si
casuale
quasi
rivestendola
non
virtù
alla
verdiano
canto
di
la
mwsica
l'accidente.
ispirata,così spiritualment
oggi
L'arrivo
parola già bella,
artistica
carriera
la drammatica
e
recitata
convincente
più
prova
una
modo.
consentanea
il
rapisce.
una
musica
una
e
involontariamente
con
leggiadro
non
egli stesso
che, ascoltando
Dumas,
ma
verun
divenne
scrisse
e
logica
ci
di
guisa
felice nella
gli amori
Duplessis
sua
e
magari
e
Pougin, (i) sembra
quasi
supporre
ammettere
Verdi
il
l'eccezione,
farebbe
Questo
del
romanze
a
di
compone
"
Ammettiamo
di
partitura
accidente, accidente
un
Maestro.
non
di ariette, di
nella
posti
si
quest'opera
!
mosaico
del
di
di duettini,
di stornelli,
4c
DECIMOQUARTO.
di lui
;
l' inettitudine
notato
anecdotique
alla Salvini
in quanto
de
sa
vie
et
de
ses
fisica.
oeuvres.
Ca'-
CAPO
DECIMOQUARTO.
L' insuccesso
della
della
protagonista
parola
lettera
lo
"
Ah.
tutte
darsi
.
Parigi,
già
un
fra lei
meglio
è
dirai
dimande,
Roma
a
1853.
Trovatore
?
la Penco?
e
!!!... Perchè
chè
Per-
potrebbe
in
mettere
per
Sei
la
scena
!
Scherzi
amicizia
è
dimmi
e
lei
dal
o
"
1^
Ha
avuto
«
2°
Ha
una
«
3° Canta
bene?
mente,
seriaod
simpatia
in
Roma,
?
o
successo,
bella
da
vedermi
di
piacere
cantante
questa
sinceramente,
influenzare
lasciarti
per
cosa
parte
a
senza
di
questa
dicembre
22
nel
De-Roisi
io venissi
Traviata
che
la
Chi
queste
che
«
no?
o
dire
(i).
ah.
ah,
sentito
contento
:
sei!
«
Hai
pio
esem-
offendertene, perchè
.
«
un
! lasciami
inatto
pre
sem-
interpreti,e
originalissima
senza
poco
de' suoi
scelta
abbiamo
adorabile
Mip
il Verdi
rese
ispecie. Ne
in
nella, seguente
"
Traviata
nella
più circospetto
I4I
no
in
persona
Il
;
canto
suo
grande
o
piccolo ?
scena?
è di
passione
o
agilità?
«
4° Agisce bene
ha
:
5° Qual'è il pezzo
«
è fredda
anima,
che
dice
? Che
meglio
caosa
nel
è ?
vatore
Tro-
?
€
Sii
e
«
la
tua
sincera
:
dimmi
l'opinione del pubblico
!
Scrivimi
(i) Questa
mia
sincero
dunque
tosto
lettera
dell'uomo
d
e
perchè
possa
prendere
anche
meglio delle
porge,
del professionista!entrambi
una
altre,
cosi
la
terminaz
de-
fìsono-
calunniati!
CAPO
142
"
Intanto
Credimi
io
che
ti
DECIMOQUARTO.
mille
faccio
vicino
lontano
o
pel
auguri
sono
nuovo
il
sarò
e
anno.
sempre
affezionatissimo
tuo
G.
Verdi.
"
"
"
PS.
ti
Quanto
dico
Disgraziatamente
i
suoi
editori,
riputazione
occupati
degli
durante
i
la
come
e
più
a
alla
nonostante
la
invecchiata
né
durerà
etema
di
al
deteriorata,
Traviata
e
la
sua
la
la
Boccabadati,
sua
bellezza.
fu
artistica
divenne
primo
anni,
mirabili,
bellissima
questa
altre
tante
della
musica
primi
tutela
nessuna
affittarsi
i
più
sono
interpreti
la
la
assicurata
si
dopo
Piccolomini,
di
come
ed
"
ancora
non
ebbe
vantaggio
da
rischi
perora.
meno
e
Così,
altra,
pari
Verdi,
dell'opera,
Violetta
la
segreto
un
primi
esecutori.
qualche
merce
e
i
fortuna
quali
esercitata
che
la
Spezia,
Nilson
il
né
passati
e
resti
titura
par-
blica
pub-
una
Ciò
offerente.
non
modernità
è
punto
dura
143
Capo
Sommario.
I
—
dal
al
d^Alba
Duca
di
Piroli.
senatore
dell'opera.
--La
Cruvelli,
tenore
Obin.
Le
—
il
La
—
e
Nel
giorno
Verdi.
pel
senno
uno
eco
si
ripercosse
tanti
dei
quelle
francese,
di
di
tradotte
in
sulle
applaudirebbero
patrio,
Vespri,
di
Francia,
avrebbe
secoli
cui
non
poco
tam-
le gesta
dopo,
funeste
al
sangue
italiano, si
maestro
del
scene
quando
allor-
navano
intuo-
paese
un
tistica.
ar-
Procida,
in
così
da
note
d'amor
da
tica.
este-
evoluzione
1282,
famosi
giornate,
Londra
a
architettura.
e
sua
virtù
cinque
Verdi.
Disquisizione
dell'anno
quel
basso
siciliani.
del
fatta
La
—
il
e
artistico
della
tristamente
critica
Parigi.
Vespri
Musica
—
Giovanni
così
dei
—
ragioni
quei
che,
terribili
arti.
spontanea
abitatori
immaginato
di
Le
d'armi
suon
a
r
valore
e
delle
—
per
di
ripetutamente
musicale.
maggio
30
i siciliani
e
italianità
sua
fiaba
Verdi
Analisi
—
Bonnehée
Patriottismo
—
nazionale
del
La
—
tratti
del
proposito
Vespri.
il baritono
Cosmopolitismo
—
L'opinione
—
dei
siciliani
Vespri
in
francesi.
librettisti
Vespri all'Opera
dei
Saèns.
della
Carattere
—
musica
straniera.
Saint
I
—
Lettera
—
Gueymard,
del
Parigi.
a
La
critica
bizze
Scudo.
Donizetti.
—
ipocrisiedei
Le
—
dello
prima
Affermazione
—
Siciliani.
Vespri
sconveniente
Accusa
—
Decimoquinto.
maggior
di
teatro
Parigi.
Eppure,
così
francese
raffrenò
creazione
affatto
avvenne;
e
dell'Opera,
il
proprio
verdiana,
per
d'orgoglio
il
pubblico
sia detto
a
entusiasmo
rispetto
nazionale.
ad
sua
verso
un
mente
eminente-
lode,
non
la bella
malinteso
sentime
ri-
Se
spirito del
nello
dover
riprodurre
Francia,
fece
riuscire
di
troppo
non
buoni
del
autori
—
gliere un
da
«
lirica
un
Accusa
dello
fiamma
di
dei
titolo
oltre
Scribe
si
oggi
nata
nizetti
il
di
del
di
mai
«
ne
parlò, en passant,
«
in
maschera
«
fosse
vero
un
che
dubbio,
'59,
Siciliani,
Scribe
fosse
il Do-
per
A
questo
posito
prodi
un
Pi-
senatore
sul
Scribe
i
ma
un' idea
io
non
di
a
Donizetti,
Roma
pel
ci badai
di Vassea.
servito
Siciliani:
Vespri
fui
quando
d'Alba.
Duca
si fosse
il cognato
Vassea,
nel
un
lirica,
pubblicazione
D'Arcais
fare
però
fatto,
1882.
per
«
d' Alba
lieve
al libretto
X azione
che
al defunto
che
del
Duca
la
saputo
«
Nel
comporterebbe
d' Alba.
Ducti
Tarticolo
Io
non
scena
più
fu
lo
Vespri
Verdi
4"
che
come
dallo
gennaio
i6
visto
ho
di
la
tanto
vuole
si
importante
lettera
Ho
«
prima
davvero
apporre,
nome
il titolo
roli, in data
dei
musica
—
anteriormente
riuscirà
brano
sce-
quello
in
messa
\ argomento
Infatti
sotto
sotto
potuto
sulla
esiste
potrebbe
—
scritta
stata
le
Riso-
«
:
Duveyrier
e
di
italiano,
qualsiasi,che
ugualmente
Scribe
tico
cri-
noto
ridicola, ingiusta.
che
non
sentimento
Vespri
il
palato
"
questa,
libretto
ne
da
al
di scrivere
rappresentata
e
francese.
Scudo,
un*opera
e
insomma
conveniente
per
di
aspetto
avrebbero
—
più
Siciliani,
italiano
«
lo
di
scene
digestione
signori
libretto
sulle
vero
ritegno
i
soggetto
Vespri
«
che
quale, sapendo
suo
difficile
deplorare
a
floscio, tale
e
ebbe
confessare
gna
nel
Tuttavia
parigini.
non
il
siciliano
ritrarlo
sbiadito
ebbesi
poeta
quadro
quadro
musicale,
€
il
ardì
non
un
dei
vi fu, questa
trepidazione
invece
"
DECIMOQUINTO
CAPO
144
Ora
e
è
me
Ballo
credetti
capisco,
CAPO
credo
«
e
«
Duca
È
che
veramente
d'Alba.
avrebbe
i
Vespri
dal
tratti
son
"
che
chiaro
I45
DECIMOQUINTO.
il Verdi
se
lo
il libretto
accettato
saputo
avesse
dello
non
Scribe.
*
La
I
dair
la
delle
profusione
sole
dell'atto
nella
prigione, del
all'occhio
il
pubblico
infatti, un' opera
quasi
disegnare
a
del
a
di
quale
essa
—
e
IO
tema.
suo
fa
che
—
la
il dramma
Io
sono
la
E
basta
dà
lodia,
me-
sola
del. dramma,
piana
di arte,
primo
sua
mentre
come
la linea
vera
tetto
quar-
apparisce
situazioni
Sincerità
yoci
a
\\
e
critico,
un
getto,
di alterare
melodia
sì
le
alcuni
già presentire
paraggi del Don
melodica.
all'elemento
conserva
la
primo
colorire
bisogno
aver
senza
essenzialmente
credere
quartetto
fanno
La
motivi,
mentre
Vespri rimangono,
di
dei
e
AeiterzOy
d'
permette
nuovi.
dicemmo,
come
esercitato
tutta
e
quarto,
avvio,
/
il
come
come
quasi
Miller,
i pitimoderni
verso
soltanto
stono,
esi-
melodica
gli
non
anzi
il concertato
primo,
Questo
per
e
cabalette,
Luisa
fattura,
Carlos.
futura
intendimenti
delle
alla
del Verdi
ravvio
compositore
arie
elaborata
pezzi di
Taltra
e
un' onda
di
nuove
anteriori
Vespri
maschera,
produzione
italiani,farebbero
schiettamente
breve
a
irriconoscibili, soffocati
forme
con
in
fra Tuna
trapasso
un
continuo
il
domina
quale
scritta,
il Ballo
e
della
irrompere
di vestire
i
a
pressoché
ma
sono
Traviata
nuovi
germi
sebbene
Vespri,
punto
accenna
opera.
la
fra
distanza,
non
dei
musica
e
e
codesta,
massimo
colata,
imma-
tenerezza
elevantesi
plice
sem-
con
lei,
146
DECIMOQUINTO.
CAPO
naturale
la
conservi
Nell'aria
di Procida
duetto
nel
"
delle
proprietà
O
"
Palermo,
tu,
Elena
fra
ed
nell'aria
angeliche
»,
alle
dovizie
nello
Tatto
nella
terzo,
il
guardo
quasi
Vespri Siciliani,
dai
ebbero
esito
che
anzi
dell'Opera,
«
sera
«
positore
italiano
«
è
una
«
dilettanti
"
della
«
che
«
politico. Difatti
«
italiani
lo
narra
punto
vi
d'oggi
le
dei
«
rito
le
«
trovano
"
d'un'artista,
«
italiani
«
titolo
nelle
o
vedono
di
più
d'un
un
alla
e
nel
lavoro
successo
stima
cesso,
suc-
«
sala
La
in
i
del
partigiani
in
che
i
città
avvenimento
sono
non
che
pegli
si propondello
vita
spivi si
virtuosa^
qualsiasi
di
tutti
solennità
d'una
successo
non
e
quasi
regioni
serene
com-
di altre
d'un
d'arte
quella
massa,
questa
a
di
il
presentava
passioni, gl'interessiattualidella
impegnati,
provò
ne
che
«
semplici problemi
si discutono
1855
quella prima
di Torinoe
questioni
giugno
politico.»
l'importanza
essi
per
Obin,
su
il dire
assistevano
dalla
e
Scudo
convenuti
erano
agiati di Milano,
aveva
;
;
esagerazione
Lombardia
e
Scudo,
curioso
spettacolo
il 13
scrivendo
2iX\x^t\zo, fosse tutto
«
uno
Bounehée
il sospetto
insinuò
rappresentazione
tanea
consen-
Cruvelli,
Il critico
felicissimo.
che
la
ultimo
spesso
dalla
dell'Opera
tanto
Volgi
dell'azione.
cantati
scene
dispetto,
gono
e
sempre
di
Elena.
terzetto
signori Gueymard,
sulle
comparvero
acerbo
nel
e
»
Giorno
«
ed
Arrigo
dei-
finale
Arrigo
significatodrammatico
Sannier,
«
fra
sereno
arriva
al
ed
me
a
commozione
I
duetto
tue
braccio
In
«
concertato
di
rata
ado-
Dalle
«
Monforte
stupendo
romanza
nell'altro
pianto»,
«
»,
di
mozioni.
com-
terra
Arrigo
,
luci
varie
sue
natura,
nazionalità,
dell'Europa
incivilita.
gli
un
»
148
a
CAPO
è
di
quanto
Come
fatto.
in
del
artistico
talvolta
Tanto
lo
meno
la
che
quanto
riportare
Un'altra
di
tentato
aveva
ugualmente
furono
alludere
Masnadieri
ai
fenomeno
che
occasioni
prime
sulle
egli,
lo
e
nelle
scene
innanzi
rifuggì
Lo
verdofilo!
:
note
»).
nella
Scudo
e
i
oggi
sono
Come
nità,
italia-
intenzione
non
Intendiamo
al
Londra.
a
nelle
:
Maestro
di
due
di
forse
tema
artistico
sentarsi
preniere,
stra-
liano,
ita-
essere
di
punto
ferimmo
ri-
già
come
rammenta
fino
a
codesta
questo
al
Vespri
eccedere
di
dal
essere
ei
quale
sempre.
era
ebbe
nel
1835
luogo
aggiunte al
italiani
compositori
consimile
vantare
(i)
dei
grandi metropoli
servilismo
un
mai
Quali
due
rammenta
di
accusato
di
tutto,
intenzioni,
sue
offrono
giori
mag-
nostra.
accoglienza
si
per
per
delle
ebbero,
è
arieg-
Verdi
una
i fatti.
notevole
però
al
servì
nobile
che
sfavorevole
così
diritto, in
specialmente
estendere
compagni
non
vero.
rimpro-
sebbene
prima
alla
allora,
senonchè,
chetto
il Verdi,
volta
muovergli
Tarte
per
essere
italiani,
straniero
e
rebbe
occorre-
potè
noi
stile antico,
lui
per
che
Vespri,
teatro
abbia
patriottismo
codesto
cabalette,
un
vittorie
Parigi,
lo
sopra
di
dei
delle
profusione
ragione
quale,
abbiamo
musica
moltissimo
giante
Il
del
il diritto
davvero
abbiamo
La
patriottismo
ma
posta
com-
italiano
inalterabile
queir
Verdi,
difetto,
?
avviene
lui
da
schiettamente
più
ciò
trovarla
la
scelto, la musica
rargomento
parte
mai
DECIMOQUINTO.
che
sono
pos-
merito?
un
verdofobo
la metamorfosi?
libro
del
Pougin
arrabbiato;
È
inutile
«
G.
di
poi
il dirlo!
Verdi
:
divenne
(V.
vita
Fol-
dotica
aned-
DECIMOQUTNTO.
CAPO
odierni
Gli
musicale
scultura
che
inesauribile
bello
il
essi
la
attingono
rallegrato
nella
vita.
statua
musica,
La
è
essa
musicale
nel
a
differenza
creazione
dello
che
consegue
alla
causa
può
e
del
e
si
che
avverrà
ne
o
la
completa
Che
il
più
dal
valido
appunto
dalla
sentimento
per
di
quale
ciò
Questa
suo.
la
espressione
da
la
e
cui
stessa
non
dolo,
essen-
del
pensiero
si
nasce,
nazionale
svolge
terà
dell'arte, risul-
nazionale
delle
imitazione
del
da
emanante
argomento
la
poetica
diversa.
carattere
che
debba
commozione
Germania;
forma
essenzialmente
naturale,
essa
dell'esser
naturale,
sentimento
bello
di
una
prodotta
umano,
del
Tidea
tutta
evidentemente,
essere,
d'Italia
il cielo
sotto
diversità
analogo.
è
efficace
una
animatrice
causa
non
spirito
tenuto
con-
spirito
quale
di
musica
riuscire
per
svegliare, ascoltandola,
pari
nella
contemplativa
eccitazione
alla
nulla
la
perchè
Il
nello
tutto
non
natura:
dell'uomo.
natura
mai
ebbero
arti,
nella
e
si riveli
e
altre
subordinato
che
vivificato
questi
copiare
dunque
trovar
poetica
ha
delle
da
essere
appunto
quindi logico
dove
quadro
propria
può
non
Ora,
ne
o
nel
grazia
dell'artista, rimanga
offertoglidalla
modello
figurative
loro
che
la
pittura,
arti
è
;
materia
stando
può
non
umano,
dalla
la
vocazione
una
musicale,
del
natura
nulla
mai
invece
trova
della
la
:
la
e
tismo
cosmopoli-
«
sono
forza
fantasia
la
così
—
loro
il modello,
tipo,
cosidetto
ragionano
»
dicono
—
del
fautori
I49
ha
in
prova
non
ha
maggiori
vero,
risulti, in-
modello
esso,
ne
un'altra
tipo
i
arti
abbiamo
arte:
nella
rapporti
rale,
natu-
natura
e
chitettur
l'ared
le affinità
150
DECIMOQUINTO.
CAPO
la musica.
con
Osservando,
in Germania
architettonico
forme
le due
come
musicali
dominanti
sentire
riposa
la
gustare
e
alla
innanzi
esposti,
cui
dolcemente
e
linea
La
si
acuta;
lo
ed
il fine
si
perde,
e
quei
col
loro
densità
delle
La
musica
bito
su-
concetto,
la
e
si
mente
frastagliata
ricca,
è
ancora
occhi
salgono,
sembrano
e
movimento
quegli
che
volute
e
irregolare
e
cogli
seguendo
spingersi
alle
spirale
confuse
nubi.
tedesca
è
coU'architettura
esuberanza
tutta
compenetrata
di
gotica
svolgimenti fantasiosi,
stessa
del
mezzo
fanno
vi
capriccioso
è
meandri
insistente
piana,
ricrea.
sviluppo
s'intrecciano, salgono
che
euritmia
gotica, invece,
ed
arabeschi
è infatti
serenità
imponente
—
relative
principio, un
un
con
gotica
e
paesi.
latina, la linea
architettura
fine, chiaramente
un
due
nei
vediamo
colle
mirabilmente
semplice, armoniosa,
ed
latina
artistiche
ciascuna
Neir
Italia, noi
in
e
—
concordino
forme
il fenomeno
esempio,
per
le
e
le
gli stessi
la
audaci,
libertà
stesse
ritmica
ha
cui
ch'essa
an-
aspirazioni
stesse
metafisiche.
musica
La
volta,
forte
dello
ha
le
visione
la
pari
con
sensibili,
a
due
arti
pura,
latina
della
le
surate
mi-
stesse
semplicità di forme,
spirituale.Le
due
arti
arrivano
visibili
di manifestazioni
il sentimento
trovano
sua
a
dalla
uscente
efficace
dissimili
si
vive,
—
armoniose,
concordia
fissare
Enormemente
le
stessa
eloquenza
stessa
così,
la
vera
dell'architettura
linee
stesse
energie,
la
—
sentimento
stesso
serena
e
quale
italiana
nello
vicinissime
dell'arte.
nazionale
spiritoe
fra
e
nei
loro
mezzi,
per
la
del
L'ispirazione
infatti
da
forme,
e
va
dalle
Con
fine.
Tarchitettura
Credere
è
due
arti
il
un
«
gotici
in
volle
non
Le
conservare
affermò
si
s'innalzarono
e
dualità
l'indivi-
sovrana
due
Verdi
paesi.
nella
è
architettura!
diceva
musica
di
ad
tornare
come
Ispirandosi
»
tedesco
né
esser
a
sempre
artistico
patriottismo
pertanto
essere
transazioni
susseguenti
cede
teatrale,
percorso
codesto
man
egli
francese,
né
inesorabile
Questo
artistico
patriottismo
mai
del
innanzi,
trovarsi
pensiero
punto
esamineremo
assai
il
durante
lungo
suo
l'effetto, appunto,
che
sono
alle
transizioni
o
mano^
non
continuamente
debba
verdiana
musica
dell'architettura,
più
—
il Verdi
spinto
della
italiano.
sibbene
quali
che
e
spirito logico
questo
sica
mu-
—
il
giorno
«
Tar-
che
la
nazionale
tedeschi
essere
medesimo
come
cosmopolitismo
dei
fenomeno
tempo.
carattere
di
genio
Volere
€
spazio,
cosmopolitismo
dove
del
non
al
dimostrarono
più
al
spiccatissimo,
sempre
di
nel
quindi
credere
come
le
nello
musica
il
monia
l'ar-
:
dirsi
potrebbe
delle
meta
al
giunge
e
immagine
la
è
stessa
sensibile,
e
muove
l'euritmia
:
la
verso
cause
ardita
chitettura
è
stesse
artistici.
dell'architetto
e
Visibile
bello.
fenomeni
sorgente
procede
e
loro
musicista
medesima
una
del
parte
dei
originaria
omogeneità
I51
DECIMOQUINTO.
CAPO
da
cui
affinché
soverchiata
egli
la
sua
si
sente
Italia
nella
evoluzione
della
evoluzione
moderno.
importante
più
innanzi.
152
Capo
Sommario.
I
—
—
Verdi
—
in
opere
tredici
?
a
11
—
nel
Milano
nago.
Poggiali.
—
del
liberi
e
le
suscettibilità
la
stessa
in
Italia.
Verdi
di
Le
ebbe
patire
per
Venezia,
dove
i
della
censura
venne
una
se
dopo
sostituito
un
passati
erano
non
ebbero
di
trattò
Ciò
intervento.
e
ottenere
al libretto
il
accadde
Roma,
Firenze,
sotto
il
nell'argomento
anche
che
quali
di molestie
infinita
ad
riprodurli
dalle
censura,
altro
Verdi.
francese,
Napoli,
non
gazione
Spie-
—
modo
riuscirono
non
Cor-
verun
serie
ingrato
Milano,
Vespri
della
Ferri,
in
si
motivo,
al loro
Parigi
a
pubblico
del
artistica
Verdi
Stiffelio
—
Pancani,
—
alla Scala
inconcludente.
restauro
allorquando
oltraggi, trovarono
Vespri,
Lotti,
che
Verdi.
del
rivincita.
—
Negrini
—
del
Giudizio
offendere
senza
del
la
torio
reper-
sfortuna.
sua
Venezia.
—
delle
in
Boccanegra
nuovo
Maurel.
medita
Diciotto
rimasero
Lettera
—
Parigi.
Statistica
della
di
Coscienza
—
tenaglie
a
—
altro
Siciliani,
sorte
dei
ne
Un
—
vittoriosi,
Il
da
—
—
ne
Napoli.
Marcellina
fenomeno.
Vespri
I
2l
Verdi
—
1855.
Ragioni
—
fuga
sua
le
muta
non
meritato.
Quante
—
Vittorio
—
Araldo.
in
cambiato
1842
Fioretti.
cantante.
al
L'insuccesso
—
—
La
Riposo
Boccamgra
la
i83i.
questo
sopra
Italia.
critiche.
Fraschini, Coletti,
di
—
in
nome
—
sura.
Cen-
tenaglie della
nuovo
velli.
—
Dal
Boccamgra.
Considerazioni
Giraldoni.
Gru
Le
—
Il
—
Busseto.
anni!
Simon
—
Gusman.
—
ritrae
Italia.
in
Sofia
rappresentate
opere
e
d$
musica.
si
Siciliani
Vespri
Giovanna
della
sorti
Decimosesto
nuovo
ecc.
il placet
primitivo
titolo
CAPO
di
Giovanna
«
della
storia
de
DECTMOSESTO.
-I53
Gusman^y
episodio
un
il tirannico
durante
portoghese,
da
tratto
dominio
spagnuolo.
Il
mutato
sull'esito
unità
conquistata
dei
si
Vespri
diminuì.
né
modo
famoso
è
nel
sentita
e
di
neir^r;^^^^.
la
in
Il
tanto
da
romanzesco
il Verdi
di
dato,
la
senza
partitura.
Cruvelli
aumentare
I
la
donna
mediocre.
con
la
famosa
e
era
di
avidissima,
Aiarìa
anni
dopo
Saxe
nel
in modo
nistrazione
all'ammiavrebbe
non
per
ritirato
servì
cui
la
la
della
assenza
non
tante
can-
scandalo
uno
piuttosto
mondano
Vespri, riprodottiquattro
poi
fuggì
misteriosa
durata
breve
rumore
un
prima
(i)
prima, e
di
fu
avrebbe
ed
portante
im-
questa
consenso
suo
Miller
dall'andata
ch'egli
il
Cruvelli,
prima
così
recisamente
Teatro
fortuna
Per
di
la
per
nella
fatto
essa
come
lui poco
Parigi,sollevando
quel
special
Elena
distanza
poca
dichiarava
rappresentazione
di
concorso
Vespri all'Opera,
dei
enorme,
a
Sofia
gloriosi.Verdi,
aveva
sul
in
e
Italiano,
Maestro
allorquando,
scena
bono
deb-
eccezionale
segnalata
va
parte
Teatro
assegnamento
che
s'accrebbe,
virtù
quest'artista da
al
Parigi,
a
vicenda
a
quest'opera,
in
appunto
prodigiosa
voce
quali
bolero, ricordi
scrisse
noto,
alla
le
fra
lasciò
che
la musica
non
successo
unicamente
cantante,
Cruvelli,
che
gradazioni parzialiverificatesi,
Le
qualche
più tardi,
liberamente,
eseguisse
attribuirsi
di
Quando,
politica permise
i libretti, il
ambedue
con
pochissimo
sinceramente
quale piacque
rappresentata.
venne
che
influì
non
la
dell'opera
ovunque
la
argomento
che
quella
ad
lebre
ce-
(i)
all'Opera, coUa.Barbot
es^to soltanto
1863. ebbero
Sofìa
e
Y ha
qualche
Dal
le
hanno
prime
ritoma
finalmente
tempo,
al
1842
circa,
anni
marico
ram-
fatto
in
zioni
rappresentaBusseto
a
si
riposa.
delle
ove,
Egli
—
lo
domani.
benissimo
il
che
sono
parlare
di
caso
Dì
tre
e
o
ciotto
die-
teatro
pltre la
tuttora,
che
rivivere
soltanto
quattro
non
considerare
debbonsì
mangono
ri-
metà
quelle
e
potrebbero
metà
a
ossia
1855,
al
dato
quali
vìve
perfettamente
non
giugno
13
egli aveva
nuove,
opere
più
con
apparizione.
il Verdi
marzo
9
in tredici
è
tale
sempre
il diritto.
aveva
oggi
repertorio
s^ito
Vespri
i
Parigi dopo
Vespri^
qualche
che
nuova
da
Partito
dei
volte
le
tutte
in
nascita,
suol'essere
del
infatti
rammentandola
di
e
arte,
per
interpreti migliori
il Maestro
e
;
considerata,
per
le
fra
verdiano
d'origine
sentimento
per
annoverata
Italia
tedesca
Cnivelli,
italiana
ma
ne
DECIMOSESTO.
^-^J^
154
come
perite irreparabilmente.
Fenomeno
sempre
il
compositore
veder
ancora
metà
delle
sue
quando
straordinario
quale, dopo
vìve,
sane,
produzioni
si ponga
quasi
fresche
secolo
mezzo
e
teatrali,
tanto
un
può
oltre
robuste
più
al seguente
mente
di
questo
la
dinario
straor-
quadro
statistico.
Dal
preciso,
al
1855,
quale
abbiamo
1842
al
ossìa
nello
accennato
stesso
testé,
periodo
vennero
156
il Maestro
ebbe,
non
il dramma
leggere
Il
Simon
teatro
sia
difetto
di
la
talmente
e,
tedesco,
poeta
efficace
benché
il punto
sotto
ebbe
squisita, non
franchezza,
con
zione,
situa-
al lavoro.
si accinse
e
opera
di
fortuna
avrebbe
non
invece
bellezze
Il Verdi,
apprezzare.
del
dalla
musicalmente
ritrarla.
il libretto,
accettare
dal
linea
suo
della
dramma
e
musica
che,
Il
sua
La
accorgimento
è
artistico
fascino,
Ciò
Parigi
la
è
slancio,
genialità
ben
ama
strano.
rivelarsi
non
ha
deviò
non
del
una
razione
ispi-
per
fredda,
austera.
nica
perizia tec-
con
nuovi
sono
vaghezza,
non
di
egli,
fedele
gì'impasti
;
l'insieme
del
fatto
ardite, X insieme
peregrini, le modulazioni
Dregevole ; lo stile però
ha
ed
trattata
e
non
quello
complesso
triste
istrumentale
parte
stato
ciò
volle
egli compose
nel
eccessivamente
monotona,
pre
sem-
troppo
bellissimi
brani
fattura, apparisce
e
forse
Seguace
vanti
intendere
dell'esito,
espressione,
sebbene
farsi
gole
sin-
e
volta
cammino.
le
che
medesimo
era
doloroso
sere
es-
sentesi
indagatore
del
una
di
del libretto,
rimase
torto
ma
il dubbio
malgrado
studioso
austerità
cupa
quello
X animo
che
drammatico,
soggetto
penetrato
funereo
e
in altre
che
è
maldisposto, prima ancora
dell'opera giungano a
e
e
difetto
musica,
questa
lugubre
oppresso
a
del
pregio notevole,
perfettae scrupolosa incarnazione
sarebbe
opere
'odia
di
averla.
Il
una
più
diciamolo
; e,
potuto
ed
di
volta, l'avvertenza
qualche
da
Boccanegray
musicale
vista
originale
cercò
non
questa
fortemente
impressionato
sul
DECIMOSESTO.
CAPO
ha
la
assai
la
me-
vita, il
teatro.
Il Verdi,
in
tutta
che
con
quella
i
Vespri
affascinante
DECIMOSESTO.
CAPO
che
spontaneità
attrattive
sul
Boccanegra
del
immensa
che
circondava
di
Boccanegra
delle
gli
felicemente
onori
il Ballo
lieto
evento
«
e
Neil'
Napoli.
allora
trovavasi
«
simo
"(
So
«
che
«
teatro
che
ha
nelle
disagio
a
nella
pienezza
Venezia
questa
la
fortuna
delle
scene
1858
una
in
del
inverno
che
sembra
duzione
ripro-
luogo
Verdi
vedremo
poi,
maschera,
ci
notizia
dà
che
abbia
del
lettera
Una
partitura
come
colà,
della
ti farà
tua
Napoli,
lettera
impegnarti
piacere
piaciuto.
era
bedue
Am-
che
per
parare
pre-
infatti
Luccardi
vorrai
se
il Ne-
come
efficace.
punto
il
:
Caro
Grazie
suo
Anche
di
«
«
il
accolsero
artisti
nemmeno
Boccanegra
a
aspettazione
vocali.
intervalli.
del
ad
sentivano
erano
r insuccesso
trovò
del
si
non
e
grande
riuscì
non
facoltà
Dopo
rari
poco
dell'opera,
veneziani
affidata
cantanti
parti
loro
non
né
punto
glaciale freddezza.
una
con
sebbene
questi
proprie
Fenice
specialmente dopo
Parigi, i
il Giraldoni
e
della
comuni
non
della
e
il maestro,
successo
grini
pregi
simpatia
l'esecuzione,
a
dei
quindi
deir
Simon
invece
si preoccupa
del
musica
italiano.
onta
recente
la
scrive
quando
maggiori
sue
il pubblico italianissimo
non
gusto
Ad
delle
una
sempre
teatro,
per
Venezia
di
fu
5 7
I
pieno
aver
lersera
zeppo,
trovarmi
per
notizie
unico
dicembre
ti sarò
e
fu
2
del
1858.
obbligatisi
alloggio.
Boccanegra
la
terza
recita
e
solo
termometro
e
il
158
DECIMOSESTO.
CAPO
"
d'un
€
bene
la
Fioretti
Animo
€
€
trovarmi
«
X
Fraschini
Benissimo
successo.
chiamate
:
!
dunque
alloggio,
le
oppure
mani
Raccomando
scrissi.
gli
«
Compagnia
di
«
Che
tiene
Quali
figura
le
sono
la
ora
L'esito
del
sorti
quale
una
lieto di
G.
i
quali
delle
una
più
quella
finale
un
forti
circostanza
interprete
suo
del
parte
al
scrive
Piroli, in
Peccato
«
«
visto
«
ben
«
io
attore
un
di rado.
al
caso,
a
si accinse
Colonia
una
al
restauro
recita
del
del
il Verdi
se
così
avreste
vede
ne
di
che
"
1857.
colpiva
Boccanegra, dopo
Fkschi
fico.
magni-
e
Milano
!.,..
che
Boccanegra,
alla
dette
Boccanegra
del
marzo
volta,
prima
come
più eguagliato
Simon
Il Verdi
a
Simon
un
Verdi.
t88i
agosto
cantante
è
del
quale
artista
pezzi,
considerarsi
nuovo
venuto
un
Maurel
ritorniamo
del
5
foste
e
vedrò
non
Ma
(i)
! Se
il
di questo
data
la
per
risalto
un
Boito,
di nuovi
teatrali
Maurel
mercè
Arrigo
può
pagine
Vittorio
proposito
di
che
egli ebbe,
protagonista
A
(I )
belle
e
nella
epoca
Milano,
corredato
stupendo
»
debolmente
che
di
poetica
e
Verdi.
1881,
Scala
completamente
restaurato
fra
alla
compilazione
nuova
al
amico
Aff.nio
rialza
non
sino
riapparve
esso
addio.
Julienne? Addio,
Napoli
Boccanegra
liberamente.
? Scrivimi
quest'anno
che
alla
intorno
presunzioni
«
per
al-
Angiolini quello
ad
«
a
per
accomodarmi
per
molto
«
In
attorno
Europa,
€
le
:
tutti.
a
Datti
Coletti
e
Schiller.
L'
cesso
insuc-
l'autore
avere
udito,
CAPO
al
della
sommo
riputazione,
ad
sottoposta
che
al
pensò
del
farsi.
fretta
Il
sacerdote
il
furia
e
Cornago
e
salutata
La
applausi
sfortunata
gra
meno
di
alle
fa subire
dei
quella
1847,
P^r
le
due
delle
riforme
quali
abbiamo
del
importante,
per
migliorato
tarono
risul-
musica
parve,
ap-
la seconda
data, che
di
La
opere.
prima
Parigi. Seguono
Macbeth
del
e
Carlos
di
e
cui
era
fatta
Gerusalemme,
già discorso,
Don
non
poi
a
Boccane-
l'ultima,
ci
peremo
occu-
innanzi.
più
Ebbene,
è
ordine
in
del
cui
Aroldo
per
di
atto
ispirataed espressiva.
proprie
rOpera
tuzione
sosti-
confronti
Stiffelio,la
Lombardi,
la
zione
disgraziata edi-
gì'inevitabili
trasformazione,
Aroldo
vero
quarto
un
Stiffelio in
dello
Ferri,
dé\'
pezzi,
prima
lo è infatti, meglio
Questa
agosto
successo
alcuni
la
dello
vantaggio
come
queste
anzi
il
ma
di
dimenticare
dell'opera ;
il Verdi
i6
dell'autore, fu
teatro
;
altri, raggiunta
far
a
a
del
sera
in
soppressione
di
valsero
inaugurare
Lotti, Pancani,
presenza
caldi
da
mancò.
la
di barbari,
capo
ad
servì
Aroldo,
un
un
vola
bene-
restaurò^
egli
fece
ne
così
Marcellina
dalla
comprese
opportuno
Poggiali. La rappresentazione
confortata
nel
divenne
Rimini
Cantavano
1857.
lo
l'attenzione
sé
partitura
di
essere
gli parve
Stiffelioe
suo
sua
dice
parte 'di quel giu-
ottenerla,
per
cristiano
teatro
nuovo
che
verso
e,
la trasformata
e
stata
Ciò
ancora
Verdi
pubblico.
subito
pubblico,
in
il
il
è
richiamare
di
fu
da
da
esame
nuovo
la
che
avvertiva
alta, poteva
quanto
un
sovrano
e
gloria, lo
sua
per
159
DECIMOSESTO.
tutte
codeste
il solo
le
loro
opere
Boccanegra,
sorti
riformate,
hanno
non
primitive
;
fatta
cezione
ec-
punto
tutt' altro
! E
l60
nella
perchè?.,.
Perchè
pregi più
salienti
riformate
potrebbe
possibile
ancor
a
dire
la
la
musica
Verdi,
ad
dette
ci
della
grande
coscienza
conservazione
il
musica
del
quale
in
Italia, avrebbe
universale
sua
dei
suoi
all'apice della
nuovo
nobile,
altamente
amore
la
volta,
il Mercadante,
lasciato
la
il
Per
quantità
la
qualità.
Corsaro
il Verdi
tutte
e
la
come
il Petrella
e
Per
le
altre
la
fierezza
egli
ha
del
nuovo
è
scritto
abbia
o
bello,
samente
lumino-
smentisce
dovuta
Se
coscienza.
il Donizetti,
il Pacinì,
lo
Rossini,
sole
ebbe
non
quattro
o
Ciò
stesso
di
contentato
due
della
egli, giunto
patrimonio,
suo
della
quelli
a
anche
e
sarebbesi
del
tre
invece
Ciò
senza
avrebbe
correre
;
il Verdiscriva,
che
egli
perire
e
stro,
Mae-
senzascapito
nuovafantasia.
e
Un
assoluto
consacra
lodevole.
voce
una
fosse
gloria,
sua
studio,
così
fortunati
egli
cui
vigilò alla
esso
sovrano
lasciar
toponendole
sot-
e
sia,
fanta-
di
artistico.
potuto,
celebrità,
spartitimeno
almeno,
il
senti vasi
turisce
sca-
sfortunate,
quale
patrimonio
suo
cui
sua
amore
anche
la
con
da
della
grande
produzioni,
sue
svolto
già
partiture
sue
sforzo
del
vale
freddo,
a
è
non
ispirata.
codeste
nuovo
la prova
le
prosegue
un
bole.
de-
al Verdi
e
dell'estro
ed
sincera
ripigliando
assai
argomento
quella gagliarda provocazione
opere
poiché,
eccitarsi
un
sopra
nelle
compositore,
di
degli altri,
dei
uno
grado
altrimenti,
grande
rievocare
Verdi
quale
in
non
se
essere
nessun
meno
del
musica
è la sincerità,
esiste
non
Né
a
DECIMOSESTO.
CAPO
sentito
padre.
anziché
rarne
cu-
\ Alzira
opere;
rimpianti,
tare
aumen-
e
Tamore,
fece
e
bene.
la
scienza
co-
i6i
Capo
Sommario.
Una
—
hallo
sulla
scena.
La
—
scioglieil
covacci.
in
maschera
delle
immenso.
Verdi.
e
Julienne,
di
La
—
La
—
Scotti
e
Il
—
1859.
Il fatidico
—
San
Verdi
—
date.
tera
Let-
—
del
musica
del
prima
Gilardom.
mino.
do-
dell'impresariola-
Errore
—
st'opera
que-
in
teatro
Milano.
di
visita
caratteri.
Fraschini
—
al
Ballo
Ballo
Cattiva
—
Sbriscia.
grido:
ft
in
zione
esecu-
Successo
—
profezie dell'Impresario lacovacci.
Le
-—
Una
—
Luccardi.
dei
donne:
tre
al
Verdi
Roma.
—
di
vendetta
Dimostrazione
—
Folchetto.
di
Studio
—
a
del
Napoli.
di
Racconto
maschera.
Una
Un
—
l'arrivo
della GaxX'^tta musicale
parola
esplicativadel
verdiano.
attraversarono
Napoli.
a
aspettativa.
contratto
—
che
Verdi
—
firmamento
nel
Vicende
—
Grande
—
stella
nuova
maschera.
in
Carlo.
Decimosettimo.
tera
let-
Altra
—
Viva
Verdi:
del
Simon
»
Apoteosi gloriosa.
Circa
anni
due
Boccanegra
cominciavano
verdiana,
a
nel
sperare
Gli
La
nuova
ostacoli
maschera.
le
quali questo
spartito giunse
furono
piccole né poche.
tribolazioni
si
pubblicate
di
in
quel
del
Verdi
corrispondenza
Gazzetta
«
scrive
«
Napoli
II
a
vedere
La
storia
alcune
da
nella
tempo
levoli
ma-
mento
firma-
nuovo
e
Un
ballo
attraverso
le
di
scene
quelle
denze
corrispon-
Gazzetta
sicale
Mu-
Milano.
L'arrivo
prima
e
riassumerla
può
era
le contrarietà,
in
non
nel
d'un
opera
i
della stella
tramonto
l'annunzio
recante
teatrale.
evento
gl'invidiosie
appariva risplendente
questa
dell'arte,
felice
caduta
quando
Venezia,
a
la
appresso
in
da
per
cui
si
Roma
mettere
Napoli
a
inserita
legge:
che
il
in
«
è
nel
Un
24
la
una
della
amico
nostro
sua
in
gennaio
Verdi,
maestro
scena
segnalato
nuova
giunto
opera
ci
a
102
*
«
CAPO
Una
straordinaria, di
ovazione
del
La
sera
«
al
teatro
«
incominciò
«
«
Carlo
il
di
stretto
non
a
Verdi
e
fu
co-
ringraziare
a
lo vollero
rivedere.
»
stro
auspici! il Mae-
quelle prime
amaramente
dolorose
vicende
Le
del
Gazzetta.
«
nuovo
«
Verdi
«
timato
«
se
un
di
e
cui
che,
certo
anche
se
Napoli
a
spingere
«
Verdi,
«
di
«
bricare
col
diventar
libretto
acciocché
musica.
Non
«
sua
•i.
nicamente,
«
della Censura
«
situazioni
ed
«
mostruosa
«
sorpresa,
«
der
che
la
affatto
parlo
tutto
è
si
cosa
che
è
e
re-
da
tratto
a
a
ia
iperbolicamente
in questo
alterato
:
nuova
né
irò-
singoiar parto
colorito, caratteri,
senza
senso
e
la
vi descriverò
visto. Non
barbaramente
fab-
presentarlo
sopra
indignazione, la collera
così
sagrificate
senza
musicato
d'un
nuovo
insomma
siasi mai
dispone
sveglia colla fregola
eccola
né
chi
quale,
ei vi collochi
dicendo
;
la
giorno
ad
dirsi fino
il libretto
veto
ul-
e
i concerti;
può
la
nel
stesso
bello
propone,
Censura
poetessa
un
Verdi
la
solito
Ijel
un
Fuomo
che
è
noi
tra
stessa
dello
imminenti
anzi
spondenza
corri-
una
riposte
erano
speranze
erano
punto
«
a
le
cintamente,
suc-
alla
Napoli
da
sono
in
narrate,
domino
spartitoUnavendettain
che egli qui avea
portato seco
non
però
quei giorni
febbraio
25
Tutte
«
di
chiaramente
ma
«
in evviva
che
sì felici
con
scontare
si recò
riconosciuto
palcoscenico
più
popolare.
irrompere
volte
vera
di letizia.
ore
«
e
Napoli
a
tardò
ad
una
maestro
stato
continuati
sul
spettatori che
esultanza
una
essendo
pubblico
andare
Arrivato
«
ed
sì clamorosi
l'oggetto di
(?)il celebre
arrivo
suo
San
plausi
gli
fu
domino,
in
vendetta
«
«
DECIMOSETTIMO.
di Verdi
le
sue
nel
più
la
ve-
ispirazioni
164
E
COSÌ
infatti
preoccupato
della
più,
del
Verdi
decise
di
di
e
posto
«
sciogliereil
nelle
fu
«
impresario
«
stanza,
1
verno
"
maschera;
«
si mise
«
volete
«
bisce
«
presario :
«
se
«
e
«
un'altra
permetta
verrete
il famoso
nella
appena
il goil Ballo
in
che
diate
Roma?
per
Roma
a
ho
ciò
affar mio,
è
Verdi
si
proil'imche
promettetemi
e
l'operaè
metterla
a
che
replicò
il permesso,
Roma
a
in
mia
C'è
scena.
difficoltà,aggiunse allora Verdi, io pongo
condizione
«
schini...
«
vacci.
Vieni
«
schini
ch'era
«
in un'altra
«
presario
«
era
*
prendo
«
la
«
il Santo
sine
qui
fatto.
e
la
via
Censura,
«
Maestro,
«
per
di
avrete
scena
e,
Ora,
Roma
se
Se
:
mi
e
minuti
ri-
lacovacci,
otto
io
con
e
con
giorni, caro
tutti i visti
mezzi
im-
fra loro
governatore,
con
Fra-
lo condusse
aggiusterò
Entro
possibili.Che
al
l'accordo
conchiuse
occorre.
il libretto
-
dopo pochi
il Cardinal
con
Padre,
dialogo,
laco-
disse
~
ritornavano
tenore
e
al
Fra-
sorridendo
rispose
vicina
stanza
scritturiate
momento
un
presente
che
non
qua
c'è altro?
Non
bello
la
che
il libretto
giorni
otto
Era
lacovacci, glirispose,come
Caro
datemi
li,
Fol-
Pougin, quando
entrato
cedermelo
Napoli? Questo
a
voi
si
scrive
apprendo
permette
non
ridere.
che
in
Maestro,
:
Boccanegra.
visita.
una
il quale,
lacovacci
volete
a
del
fu
tunno
nell'au-
Napoli
sciolta,
al libro
Gli
opera.
a
appena
al Verdi
qui
sua
tornare
era
note
sue
gli disse
di
la
allestire il Simon
per
annunziata
•"
per
di
ogni giorno
dal suo
gno
impe-
Maestro
partire con
questione
clietto
«
Napoli alimentava
condizione
La
napoletano,
mora
popolare che la di-
effervescenza
lasciarlo
per
Il Governo
avvenne.
a
prossimo
'
DECIMOSETTIMO.
CAPO
e
Ì buono
impiegasse lo
CAPO
impresario
«
astuto
^
così
«
presentato
«
successo
avvenne
In
le
arrivò
della
date:
della
giorno
in
gennaio
Roma,
a
L'errore
mesi
fissato
dunque
?
Marzio
«
dero
o
spero
«
fermarmi
di
«
l'albergo tu penserai
«
Guai
«
fu
due
Queste
febbraio
dove
Ma
te
che
più
1859,
Un
di
ballo
loro.
fra
tera:
let-
seguente
novembre
è
sito ?
alla
cuoca,
potrò
al-
andrò
non
tutto,
a
Desi-
almeno
;
Poiché
Roma.
Campo
a
questo
sia conveniente
a
1858.
X appartamento
ecc.
ecc.
!!!
Desidero
fermarmi
finire
completamente
«
per
«
Roma
«
cuperà
«
di
gennaio,
che
"(
Ti
scriverò
il
che
26
Napoli,
diavolo
«
a
a
Luccardi,
Caro
È
poleone
Na-
maschera
dalla
manifesto
«
«
in
17
legrafico
te-
contro
inconciliabili
sono
apparisce
gennaio
3
lacovacci
dopo.
del
e
1
dello
ballo
aver
l'annunzio
rappresentazione
prima
maschera
«
1858
il
è
ciare
incomin-
per
Parigi
a
venuta
due
Roma
a
Egli, dopo
giunse
Un
che
vi
Folchetto
opera,
cui
la
aggiunge
del
rap-
quale
con
Napoli,
di Orsini
III, descrive
rappresentato
data.
a
in
giorno
stesso
e
di
nuova
sua
dell'attentato
Napoli
Roma,
a
di
errore
il Verdi
lo
1858,
fu
in tnaschera
dopo
che
è
sanno.
un
prove
fatto
ma
dettagliato racconto
evidentemente
che
Baì/o
il
mesi
due
questo
detto
sappiamo,
non
che
e
tutti
165
DECIMOSETTIMO.
la
mise
moltissimo.
en
la
non
e
l'ora
e
qual
o
che
gennaio
7
non
avere
mi
cosa
venendo
dell'affitto
mese
giorno
al 6
l'opera
scene,
Anche
il
fino
qui
al
decorra
sarò
a
a
oc-
primo
pure.
Roma.
l66
CAPO
lacovacci
«
Certo
"
che
lasciar
preferisco
rovinare
teatrali
di
parte
una
giorno
tale
Chiaro
risulta
dunque
lo lacovacci
doveva
detto
se
G.
quell'anno,
il Verdi
sentisse
il
bisogno
sé
a
in
che
una
fino
Napoli
di
stesso
dare
anno
ha
non
rifacimento
detto
Il Ballo
il
non
(i)
Verdi.
Nel
verdiana.
involucro
suo
vivono
Ecco
pensare
è
considerata
carnevale
punto
oscuro
ha
ne
bensì
partitura!...
che
la Miller,
Simon
oggi
come
la
Topera
della
della
parte
secondaria!
i
Boccanegra
segni
e
vacillanti.
contenuto
dioso
melo-
incerti
ancora
musicale
prova
é
più importanti
quell'armonia
un'altra
E
prima
dopo
momenti
già visibili, benché
erano
aveva
ragionevolmente
della
maschera,
dei
uno
evoluzione
ma
che
con
proseguiamo.
in
segna
un
cronologica,
lascierebbe
e
nel
lacovacci
questo
Napoli
a
portata
1857-58
È
Roma.
a
importanza
un
Ciò
Fra
allo
poi
come
partitura del
la
aveva
carnevale
artistica, poiché
supporre
che
dal
spiega
fermarsi
Fautore
che
Fol-
narra
si
non
di
fra il Verdi
come
terminare
per
maschera,
accettato
dello
mese
"
recentemente
risaliva,
accordo
altro
Verdi.
avvenuto
essere
di
Ballo
avvenimenti
l'accordo
che
gennaio
un
(i)
affezionatissimo
Tuo
chetto, al
ancora
che
opera
credimi
e
"
poiché,
Paggio.
importanza,
degli
giorno
per
V
dare
non
"(
e
il
trovare
per
tardi.
è
ora
Scrivimi
«
"
è imbarazzato
Daltronde
"
«
DECIMOSETTIMO.
e
il
e
quella omogeneità
scrupolosa coscienza
del « Paggio » nel
artistica
Ballo
in
del
schera
ma-
nel
riscontransi
che
del
la
Verdi,
disegno
di
quale
sino
d'una
trova
colore,
di
e
eccellente
un
l'artista
musicale
risente
cotale
Sotto
una
decisa
non
possiede
di
pari
in
la
e
sapiente
maschera
maestro
geniale
e
di
produzione
creativa
bio
connu-
pittorica.
e
maschera
in
sul
anche
superiorità
sia
fanta-
armoniosità
passo,
il Ballo
stituiscono
co-
lasciato
aveva
Ballo
di unità
aspetto
La
equilibrio.Il
di
questo
felice
impronta
una
nel
punto
da
allora
che
e
quest'opera.
maggiore
qui
camminano
maschera
in
raro
il desiderio
infatti
e
Ballo
pregio
un
167
DECIMOSETTIMO.
CAPO
vanta
il
Rigoletto,
quale
dello
armonica
eguale proporzione
stile.
Questa
proporzione
nei
squilibriodi
certo
ultimo
un
dipintura
con
del
e
di
parte
ha
di
cui
di
cantanti
del
hanno
Eri
tu
strappare
richiesta
sicurezza,
nel
non
che
vi
nome,
per
è
di
macchiavi
d'un
bis.
delinea
primi
La
raggiunge però
certo
non
è
quella
di
minore
cantante,
la
non
la
romanza
sia
quasi
«
infinità
più grandi
appena
appassionata
»
alla
Rigoletto;
una
infatti
nonché
vero,
specialissimo
assai
ecc.
Dopo
matica,
dram-
terzo.
apparire
nella
che
del
approfittato
stato
l'applauso,
che
dei
arriva,
drammatico
fascino
un
l'atto
nel-
Rigoletto,
Renato
mediocri
di tal
degno
la
largamente
Non
vero.
il Verdi
impareggiabile
espressione
nondimeno
e
Un
esempio,
artistica
secondo
una
quella adoperata
La
«
caratteri
bravura
una
di
dei
ad
più elegante
la fisonomia
atti, segnatamente
maschera.
in
quella tipicità che
poco
terata
inal-
pressoché
stile lo si nota,
schiettamente
così
Ballo
la musica,
dove
perde
del
atti
quattro
invece
resta
romanza
riuscito
a
inevitabile
Quando
le
l68
CAPO
al
sere
placido
scritto
una
popolo
è
che
della
parte
ha
essa
il torto
però
dairAzucena
del
Una
di
lo
Verdi,
che
brio
maggior
melodica
vena
che
episodico
egli
Amelia
e
nel
ed
anche
giungono
non
Nel
musicale
riuscì
che
sulle
ideale
Un
ballo
in
detto,
febbraio
notisi
che
gli uomini,
il tenore
parecchio
del
quale
Rigoletto,
la
terzo,
tualità
spiritezza
un'al-
ad
il Verdi
raramente
l'amore.
rappresentato,
di
ebbe
Roma
la
vocale,
da
e
fatta
del
17
entusiastica.
eccezione
il baritono
parte
biamo
ab-
come
sera
accoglienza
Fraschini
deficiente
mentalità
senti-
una
lirica alla
la Gilda
assai
maschera
l'esecuzione
a
terminat
de-
meno
li trasporta
meglio
vi
1859,
e
superiore
caratteri
dell'atto
cime
all'Apollo
La
personaggio
tuttavia
li anima
cui
sollevare
a
he
d'amore
duetto
gran
Come
passionalità
il Duca
né
Oscar.
Rigoletto,
rivelano
una
liano
ita-
freschezza
una
assai
sebbene
Riccardo,
Fra
infatti
vantare
piccolo
di
è
posto
un
occupa
degli altri,
fu
del
sgorga
Maddalena
di
quello
E
può
limpidità impareggiabili.
una
portanza
im-
ragione.
aveva
teatrale
ne
paggio.
grande
una
nessun'altro
vivacità
e
del
repertorio lirico,tanto
del
paggi
straniero,
ed
parte,
questa
i diversi
tutti
letto, poneva
abbiamo
gaio
per
quella
è
;
di alta bellezza.
caratteristica
musicale
vivacità
in
di
oltremodo
colore
di
direttamente
troppo
modello
del
compito,
proprietà
derivare
Ballo
ricordo.
breve
suo
e
Trovatore,
parte
scintillìo
di
delizioso
e
zingara, nel
robustezza
tratteggiatacon
del
più
nell'anima
penetrata
forte
ha
non
sia, più di questa
rimasta
sia
il Verdi
Miller^
dolcemente
vi
e
La
della
"
romanza
maschera,
in
DECIMOSETTIMO.
delle
per
Gilardoni,
tre
donne,
DECIMOSETTIMO.
CAPO
signore Jullìen,
Scotti
Sbriscia,
e
le
segnatamente
ultime.
due
Nella
Gazzetta
del
Musicale
il seguente
leggesi
Verdi
Opera
«
Un
«
rappresentazione
«
applauditissimi
«
scia.
«
Deciso
Maestro
Roma,
tutti
cattiva
il
«
gione
«
vera
«
setta
avrò
:
il lavoro
come
di
profeta.
eccellente,
Il Verdi
gennaio
"
così
1861
«
Caro
mi
«
bene
«
sorride
mio
«
trinseco,
Ballo
anche
a
Roma
e
scriveva
da
la
e
trocas-
»
maschera
in
due
per
1860-61,
artistico
tanto
pubblico
sta-
che
e
sempre
economico.
in
Busseto
nevali
car-
data
31
notizie
che
Luccardi,
del
«
!
il
vacci
prossima
ballo
Un
dolse
si smarrì
genio
suo
alla
:
Grazie,
dai
di
laco
il
maggiormente
fu buon
si
non
! Alla
di
più
ancor
grazia
Verdi
migliori :
seguito, 1859-60
esito
con
fa
sempre,
! Baie
Baie
«
ripetuto all'Apollo
venne
Sbri-
e
immenso.
coir impresario
s'impinguerà
lacovacci
Scotti
Successo
la meritasse.
cantanti
tre
Pezzi, attori
corrispondente
pronto
ridendo
rispose
seconda
»
non
e
1859
mezzanotte.
maschera
signore
meno
esecuzione
furbo
quale,
sabato,
avverate.
chiamate.
trenta
sebbene
in
previsioni
telegramma
Jullien ;
della
ballo
entusiasmo.
Nel
febbraio
20
telegramma:
a
e
69
I
buon
in
questa
maschera.
volta?!
quest'opera,
ma
per
delle
Luccardi,
e
fortuna.
forse
Dunque,
fortuna
La
non
per
è
in
andato
Roma
merito
in-
I
70
CAPO
Sono
«
in
tosto
"
la
"t
raggio
«
e
"(
crisi,
coraggio
bisogna lasciar
:
«
godo
"c
signora
e
«.
Ballo
la
e
in
amici
ripiglieràil
fa
vacci?
laco
prossimo?
tanto
Che
Cencetti,
Spero
Angiolini,
la
per
semplicità
Quanta
! Il Verdi
del
Un
in
ballo
Doria
il Maestro
tua
di
il
più
Viva
Viva
nel
(i) In ogni
parlato allo stesso
(2) A quale
Verdi
che
momento
ritratto
il
nel
della
successo
alla
1859,
rono
segna-
redenzione
d'una
Verdi
!
e
e
il
Emanuele
aveva
in
ogni
predicalo
alluda
che
»
Re
immensa
popolo
tempo
il Verdi
stesso
non
ceva
tradu-
d'Italia.
artistico, dal
lo
tidico
fa-
Il
»
accompagnato
sempre
cammino
suo
modo
in questa
politiciche
del
Vittorio
patrio
»
l'allegorico significato del
noto
«
:
Verdi.
G.
apparso
momento
nome
Aj^.mo
maschera!
avvenimenti
il
altri
gli
e
fortuna
a
in
grande
E
grido
simbolismo
la
farà
non
modestia
quanta
maschera,
italica, circondò
popolarità.
e
Ballo
grandi
primo
«
Ne
vita
attribuisce
straordinario
vigilia dei
(2)
conta
cosa
«
in
di
maschera.
credimi
e
il
posto
suo
bene?
riuscito
è
«
lettera
Co-
momenti
questi
passare
causa
famiglia.
cosa
Saluta
«
qui,
piut-
Genova.
a
rallegro. Salutami
ne
l'inverno
fare
sarei
! L'arte
il ritratto
me
Che
«
ciò
Sono
è
(i)
Dunque
"
lungo.
è
di
senza
il freddo
e
neve,
Tinverno
e
fabbrica,
«
«
alla
mezzo
intenso
"
DECIMOSETTIMO.
gli uomini
vangelo
lo
1842
hanno
sempre
artistico'
sappiamo.
in
172
poeta,
e
riuscì
non
fu
versi,
ottenne
di
Uno
Forza
vecchio
un
Come
nello
il Piave
soggetto
di
ballo
Un
vita,
tanta
di
e
delittuoso.
nel
vediamo
di
immergersi
del
regioni
del
fuso
tras-
avea
eleganza
tanta
!
dopo
alla riva
dove
Fatalità
stessa
con
antipatico
e
Boccanegra^
lo
1835.
Uscito,
maschera,
che
ecco
presentato
rap-
d'accordo
davvero
Simon
ricavò
spagnuolo
luttuoso
bretto
li-
dramma
melomarsi
escla-
potrebbe
nella
Piave
Fòrza
destino!
libretto
Questo
che
qualsiasi compositore,
ispirate
bellezza
melodie
di
compagine
torto
infatti,
e
il Verdi
suoi
volte,
e
avesse
nemici
con
con
ed
naufragio
al Verdi
tuttavia
bastano
però
isolati
Pezzi
quest'opera
delle
al
non
e
sparse
la
stabilire
a
di
gine
pa-
magnifico
un
un'armoniosa
formano
arte.
aspra
più
spinto
pensieri. Quelle
insieme
posti
Verso
suggerì
non
dell'opera.
mosaico,
avrebbe
di melodiosi
piene
il
trovasse
fantasia,
parola
la
con
si
nel
il Piave
Madrid
a
quelle lugubri
in
tetro
che
successo
in
tanta
dottrina,
nuovamente
del
del
gerata
esa-
abbiamo
popolare
comprende
atmosfera
luminosa
e
si
lo
destino
scegliere quel
non
grigia
arte
del
il Verdi
mai
egli
violenza
una
peggiori
grande
teatrali
catastrofi.
dramma
con
la
di
e
buoni
costruttore
situazioni
mediante
degli esempi
della
immaginoso
delle
sempre
passioni
fabbricare
a
e
Tefficacia
;
la
però
nemmeno
abile
tuttavia
drammatico
da
DECIMOTTAVO.
CAPO
la critica
severa,
l'ha
si è
tanto
mostrata
che
il
solennemente
palese ingiustizia,si
questo
avversari,
spartito
affermando
sivamente
ecces-
dato
pubblico,
smentita.
A
detto
che
è
ragione
la rilassatezza
ai
CAPO
della
L'ispirazione, anzi
il getto
è
non
vivo.
e
del
della
Taria
quarto
il
e
musicali
alla
quanto
crediamo,
l'opera
alla
sono
di
critica
la scelta
:
unità
Fra
musicale
di
legami
di
stile,
ne
complesso
di
Il
[/n
è
difatti
interrotta
la
prima
volta
il
IO
onori
che
voto
ed
la
e
precede
che
censura,
o
poca
suna
nes-
le
rapporti
bella
con
quali
comuni
di
di
che
sono
non
o
lodia
me-
purezza
talvolta
e
tessuto
persino
l'autore
inesplicabilenel-
e
maschera.
avvertimmo,
cui
un
solo
omaggio
il
pagine
a
questa
la
1862,
simpatia
In
vere
esistono
fortuna
dalla
sul
teatro
avuto
critica
Imperiale
di
procurò
Le
Pietroburgo,
al
suo
autore
quali,
all'artista, esprimevano
ali Italia
la cui
si
non
Rappresentata
momento.
essa
ha
non
manifestata
accoglienze splendide.
meritato
di
altre
in
al Teatro
novembre
che
giusta
vicino
opinione
quest'opera
verso
!
basterà,
compongono
esposte
come
la sfavorevole
mai
dottrina
libretto
che
grave
ballo
pubblico,
dell' artista
una
non
luoghi
volgarità.Colpa
di
di
lavoro
subito
stanno
brani
quei
accusa.
che
serena,
e
in
dell'opera.
così
sorta,
fresca
del
trame
questo
che
partitura, colpe
infelice
varie
del
;
sinfonico
il diritto
organica
le
quello parimenti
l'assurda
questa
scena
fra
della
preludio
smentire
colpe
danno
il
stupenda
ispirazione
insufficienza
citare
per
Le
V
viva
romanza
il duetto
negate
e
pido
lim-
parti
la
secondo
terzo,
finale,
terzetto
non
la
sua
abbonda:
alcune
esempio,
soprano,
nel
della
difettare
in
ma
nell'atto
tenore
e
che
ad
del
Consacrazione
baritono
di
continuo,
Prendete,
tenore,
un
l'insufficienza
propria ispirazione e
dottrina.
I73
DECIMOTTAVO.
rinomanza
oltre
un
artistica
nessiin'altro,
modo
in
il Verdi,
quanto
la
Pietroburgo
Roma
a
Milano
dove
il
nuovi
del
pezzi,
febbraio
20
egli
opera
nuova
dalla
città
le
fra
dominato
sue
anni
«
«
a
«
lente.
«
Orchestra
La
quanto
«
cato
«
quest'arte
che
stato
e
ossia
e
cori
il governo
e
questo
(i)
più
nare
tor-
tisette
ven-
diente
l'esor-
scena
furono
pochi giorni dopo
Il
voi
lo
sapete
eccel-
Esecuzione
;
gli altri
Quanto
! Peccato,
masse
abbandoni
teatro
poteva
mezzanotte.
a
divinamente.
quelle
così
:
superbi
così
che
(i) L'aggettivo qualificante il grande
moJesto.
vane
gio-
sebbene
ansie
destino,
buono,
in
del
avevano
il Verdi
Milano
del
Tiberini
entusiasmo
«
che
braio
feb-
prima
adesso
glorioso,
Piroli
ieri da
Stolz
parve
ap-
compensate.
senatore
Forza
5
che
genio
Quelle
1869,
tornato
è
il
alla
rappresentazione,
quest'ora
cresciuta
ac-
Milano,
poi (1
Milano,
ansie
Nabucco,
marzo
della
successo
di
e
a
lo vedeva
stesse
i^
Sono
«
lieto.
salutato
largamente
all'amico
scrivere
fu
e
quella prima
Scala
alcun'altra
in
accompagnato
del
data
In
dalle
prima
brevi
però
Il
rataplan,
scena
trionfatore
mura,
autore
il
Verdi
in
Maestro,
tuttora
quali
alla
riveduta
d' Arco
aveva
sconosciuto
e
i
messa
Giovanna
Il ritomo
altra
lo ebbe
destino,
fra
dotta
ripro-
entusiastica.
ricondusse
più
avea
non
1845).
d'ogni
estese
1869.
Quella riproduzione
dove
ed
venne
opera
teatrale
Forza
La
di
nuova
un'accoglienza
con
battesimo
grande
alta
tenne
universale.
così
Dopo
suo
DECIMOTTAVO.
CAPO
174-
ha
trionfo
bene.
fuoco,
pec-
spietatamente
tante
ancora
non
poteva
essere
buonissime.
"
cose
«
reggere
Il
l'aiuto
del
della
Scala
«
sibile.
«
frequentato
e
«
ad
ciò,
«
rivare
«
passando
«
duti.
«
tanto
«
fallimento,
«
peccato
teatro
di
onta
far
a
governo?
che
allora
sia
non
che
prima
! Addio.
la
Vogliatemi
un
lettera, oltremodo
ammonimento
severo
avvenimenti
dagli
quest'arte
dice
Generali,
«
uomini
«
sce
Così
parlavano
l'ottantanove,
quei
la
del
fondazione
mantenimento
Nazionale
e
del
parte
una
contiene
finalmente
hanno
abbandonato
«
gli esempi
:
si
presidente
Il teatro,
«
dove
entusiasmano,
medesimi
cui
a
celebre
sua
non
di musica.
la Francia
Conservatorio
meno
Ed
celebre
degli
molti
costitui-
legislatori rivoluzionari
i
gliataggine,
svo-
sempre
bilancio,
Eppure
"
blica
pub-
cosa
pubblico insegnamento.
suo
della
del
il celebre
si riuniscono
"
mancano.
scriveva
così
Peccato,
Verdi.
G.
politica,e
!
a
con
tradizionale
per
il Verdi,
non
Bailly,
1789
finisca.
sopraffattiquasi
teatro
questo
incoraggianti
Nel
Stati
e
po'
angustie
ben
come
sempre,
per-
teatro
reggitori della
della
nuovi
nelle
stretti
perchè
storici
ai
po' perchè
un
il
interessante,
Italia, i quali, un
in
sono
bene.
«
Questa
sor-
d'arrivare
chiudere
;
ar-
Forza^
serale,
stagione
tanto
possono
impossibile
bisognerà
impos-
quest'anno
della
d'incasso
5,000
è
stato
in
gl'impresari
se
No,
come
potrà
non
mai
è
non
rappresentazioni
15
credo
ed
perchè
:
attivo
tanto
lire
Io
direte
Voi
senza
I75
DECIMOTTAVO.
CAPO
"
deldeve
e
il
demia
Acca-
essi, così parlando
176
CAPO
ed
operando,
delle
la
delle
i
ai
quali
educazione
la
parola. Ora,
teatri
ch'esso
di
noi
nel
diletto,
in alcun
deve
il
il
Ecco
nostri
la
verità
e
che,
la tutela
sì
e
e
in
modo
Ciò
il
non
ne
quale
occorrano
ha
celere
per
bisogno
al
di
teatro
amano
paradosso
passiva
che,
solo
non
la
per
ragione
sua
che
questa:
il
stro
no-
rappresenta
dello
nazionale
Stato,
e
avverrà
il
non
questione
una
via
assottiglierà via
più
il vieto
ricchezza
l'opera
completamente.
di svago
che
musicale
nostra
voler
dice, pagarselo !
per
è
e
cospicua della
senza
patrimonio
invece
drammatico
patrimonio
parte
sibbene
rittura
addi-
erario
Coloro
3'impone
segnatamente,
La
economica.
ad
desti
Co-
a
la resistenza
fronte
ragione artistica,
sua
una
alimento
trova
di
legislatori,
Italia
in
qui
meglio
o
luogo
pubblico
si
debbono,
dire
pubblica,
persiste
un
preoccuparsi.
teatro
quale
il
quale
vuol
ignorati,
si
che
cia
Fran-
nazionale.
non
più
ragionamento
il
sopra
se
niente
modo
in
prosa,
di
elevato
più
di utilità
e
perchè
della
cosa
del
piacere
dei
teatro
di
ciò
e
fonti
sovvenziona
decoro
rimangono,
negletti;
di
di
di esporre
opere,
senso
interesse
un
principi
invece
vedere
nel
vernativo
go-
oggi quattro
compito
due
e
musei,
concetto
sano
quelle
Stato
musica
vi. riconosce
sani
e
lo
se
essere
dei
possiede
tutte
mento
insegna-
figurativa. Con
arte
il nobile
e
V
e
dovevano
questo
Francia
affidato
è
di
d'insegnamento
e
due
da
di
nazionali
capolavori
della
scuole
applicazione
di arte,
teatri
teatro
necessario
complemento
gallerie e
fedele
il
musicale, in genere,
il
divenire
che
pensavano
dell'arte
e
DECIMOTTAVO.
nostro
forze
ben
di
prosa.
finirà
questo
col
sperders
di-
specialmente
teatro
di
maggiori
sica
mu-
che
CAPO
Laddove
delle
de'
suoi
si
poi
obbietti
lo
progressi
scuole
governative
comuni
mantengano,
e
scuole
musicali
che
scuole
pittura, scultura,
di
triennali
Belle
di
statue,
si
spanda
il
Tarte
le
del
La
spazio,
lirico
e
in Mostre
quadri
T insegnamen
per
scuole,
si
e
e
spenda
debba
! Noi
cantanti
e
aspirare
ad
che
le
quel
sono
crediamo
essere
per
gallerieper
disegno.
a
della
si
istituti
Consorzi
nelle
le
pittori,scultori,architetti, suonatori,
creare
musica,
e
relle
so-
tutte
di
acquisto
corale
melodrammatica
arti
sono
bilanci
architettura,
in
e
compositori
teatro
le arti
dai
bandiscano
canto
per
maestri
che
si
perchè
e
del
e
Arti
licei
Stato,
Accademie,
in
spendono
provincie
intenti, dimanderemo
si cancellino
non
si
dello
tutte
ai medesimi
cospirano
somme
siccome
il
profonda
si
perchè
coir aiuto
! E
farne,
cinque grandi
e
;
l'arte,
del-
sviluppo,
cosa
fine
mantenere
musica
che
suo
che
sa
utile
per
di
e
perchè
del
non
quale
de* contribuenti
altresì
Stato
a
denaro
e
volgarmente
manifestazioni,
sue
chiederemo
allora
177
DECIMOTTAVO.
differenza
architettura
nel
sviluppa
pittura, della
della
che
tempo
tura,
sculnello
si
svolgono
quindi non
;
se
ne
.
possono
eseguirle
ha
ha
poter
quindi
cioè
il
d'arte
volta
o
12
il
ma
suo
di
La
ma
corre
oc-
galleria musicale
invece
di
che
opere
logo,
cata-
un
bisogna
pubblico indipendentemente
da
ragione speculativa. Ora,
come
sic-
lirico
quasi
moderna,
repertorio
al
teatro
volta.
numero
criterio
antica,
per
un
un
comunicare
qualsiasi
produzioni stabilmente,
le
esporre
è
non
soltanto
palestra
pure
una
fosse
insieme
repertorio
deve
museo
sacrario
un
d'arte
e
temporanea,
con-
galleria
cominciare
dal
178
CAPO
il
traversare
passato,
ricerche
la
solo
producano
favore
resurrezione,
e
feconde.
definito
Il
così
del
riparare
alla
imprese
di
:
nelle
per
in
alla
del
favorire
pubblico;
secondo
evidente,
e
diretto
il
teatro
dello
nazionale
di
punto
autonomia
servizio.
abbiamo
detto,
La
di
musica
rappresentato
elemento
milione
un
altri cento!
entrare
quindi
per
continuare
nazionale
e
non
di
di attività
musica
disperdere
accrescere
la
il
sotto
speciale
conferirgli
la
alto
almeno
un
questione,
decoro
interesse
ha
ed
dere
Spen-
equivale
il patrimonio
tistico,
ar-
sempre
notevole
teatro
lo
mico.
econo-
economica.
il
è
che
assicurare
oltremodo
Trascurare
a
e
imperioso
od
futura,
pensare
dire
e
questo,
genere
soltanto
la
vare
gio-
assoluto
deve
poi
industria
imponente
Tutto
certo
un
curanza
tras-
autori
distribuisce,
rappresenta
una
vitabile
ine-
possono
degli
l'Italia
e
quindi
tere
rimet-
concorso
quale
vuol
è
grande
viene
sovvenzionarlo
Per
ostili
accette
produzione
col
musica
che
non
la
che
artistica
pubblico
bensì
di
e
che
arte
organico.
dell'arte,
vista
d'insegnamento,
una
di
il
Stato,
terebbero
meri-
di moda:
è
non
infine
farsi
può
non
che
speculazione privata,
ideale
certo
un
mento,
mo-
artistica
intellettuale
educazione
sere
es-
dato
tardi
più
trascuranza
gli esempi
onore
stimano
un
lirico
teatro
che
ciò
tutto
in
riuscire
compito
mira
quelle che,
a
o
prima giunta, dovrebbero
di
quelle opere
a
tendere
pre-
gl'impresari
che
pubblico
badare
punto
una
un
il
presso
senza
abbia
che
logico
melodrammi
quei
sue
possiamo
non
speculazione privata
è
le
tendere
e
Noi
dell'arte:
il progresso
in
presente
l'avvenire.
verso
che
a
DECIMOTTAVO.
a
vuol
farne
dire
artistico
pubblica economia.
l8o
DECIMOTTAVO.
CAPO
In
alle
modificazioni
per
la
prima
"
si limita
effetto
buon
forse
e
soli
due
»
volta
unica
un
vero
in-
produrre
a
il preludio
:
tito,
spar-
modesto
atti
come
pezzi
allo
esprime
assai
designare,
nato
accen-
avere
portate
Giudizio
sua.
a
dopo
aggiunte
e
giudizio sull'opera
che
il Maestro,
lettera
questa
il
e
zetto
ter-
,
finale.
si
Ei
Troppo
fedeli
della
spartito
Forza
ebbe
sempre
che
La
vi
delle
cioè, la cui
nelle
del
Forza
questo
Noè,
perchè
i
salvezza
una
Il
può
orecchie
le
invàno
popolo
ha
del
dire
anzi
del
popolo
rimasto.
La
vi
damente
sal-
così
popolarità
del
istinti
altrettanto
sia
della
la critica
quale
ragioni. Ragioni
i suoi
altro
nessun
sia
e
quelle,
universale.
che
italiano
come
di
Verdi,
patrimonio
fenomeno
è
considerarsi
può
compositore
Destino
cercherebbe
sono.
si
genialmente
e
non
ve
la scienza
come
ne
ha
leggi.
sue
qualche merito, Giuseppina
dell'arte
e
del
nel
una
abbiamo
scene,
quando
gloriosa, non
Il
di
suo
aveva
trionfale
corsa
dalle
teatro
ella
1835,
giunta, come
moglie
di
trovarono
divenne
del
penetrato
dopo
sari
gì'impre-
ognora
Arca
vi
dove
ammiratori
che
vero
popolari
musica
melodramma
Esule
di
Destino
opere
il Trovatore
Dopo
era
di
ritennero
ricorsero
del
Forza
l'ultima
vita
è tanto
Roma
a
popolo
produzio
ri-
quinta
sicura.
quasi
le
Ciò
specie
una
come
della
Destino
un
Città
Eterna
naufraghi
del
della
appassionati.
e
!
scherzando,
compiace,
quest'opera
davvero
poco,
unico,
Giuseppe
aveva
vero,
Verdi,
si
fino
era
trovata
da'
suoi
esordito
veduto,
al
alla
la
rinomanza
serbato
massimo
di
Teatro
alla
mezzo
primi
Scala
i
attraverso
in
anni.
anni
sette
che
suoi
orgoglio
la
avventurosa
vent'anni
di Trieste
comunale
principali teatri
quei
A
dopo,
della
circondava
ricordi
era
il
quello
nel
1842,
penisola.
era
menomo
di
appena
ed
soché
presgoglio.
or-
essere
la
i8i
Decimonono.
Capo
Sommario.
Parigi.
a
Note
«
interessanti.
»
Cause
—
di
Carlos
e
vertenza
critica.
del
Verdi.
Scuse
—
La
Le
—
Breve
—
Studio
—
in
parole
sue
critico
dissertazione.
del
Il Don
difetti.
e
scordi.
di-
Barezzi
—
Inav«
—
fatti.
coi
contradizione
—
nuove.
stocratica
ari-
Arte
dell'opera.[
Idee
—
Pareri
—
Parigi
da
pregi
suoi
dell'Opera.
Morte
Piroli
al
scrive
Alcune
—
teatro
—
Carlos
Don
Carlos.
Verdi.
Il libretto:
—
attenuanti.
e
del
padri
due
del
Don
del
prima
Il
—
Strepponi.
Giuseppina
•'?
ingranaggio
il Verdi
che
la
L'
—
dei
Ciò
—
di
—
ritardi.
Morte
—
(nota).
lettera
Una
—
airestero.
Verdi
del
L'emigrazione
—
Influenza
—
,
d'ambiente.
La
—
Lotta
—
del
concorrenza
Gounod.
dì
Verdi.
coi
Masnadieri
siciliani
destino
del
alla
Carlos.
forbita
il
a
di
il
non
terminare
priva
e
di
Il
—
Gli
—
fino
emuli
colla
teatro,
Il
T
dell'anno.
a
sua
metterla
amarezze.
nuovo
lenne
so-
impresario,
tutto
apparteneva
Camillo
e
impresario
L'attesa
ed
col
del
rappresentazione
Perrin.
la
con
Forza
in modo
libretto
settembre
riuscire
molestie
la
Vespri
^
continuata
con
Emilio
dal
^'^^
si affermava
Opera,
signor
e
Bizet.
P^^
signori Mery
sollecitare
dell'opera
del
T
era
Parigi
speranza
)e
862
città
dei
penna
responsabile,
recato
Thomas
(1847)
francese.
teatro
rivoluzione.
grande
all'estero, incominciata
Libretto,
volta
questa
Lode:
Londra,
stessa
questa
Don
era
Verdi
Parigi, (1865),
a
in
del
Pietroburgo, (1
Macbeth
rubini,
Che-
Gluck, Weber,
—
Parigi, (1855), ripresa
a
a
a
:
ciale.
commer-
programmaartistico.
suo
L'emigrazione
produzione
come
Francia.
Una
—
I successori
—
Il
—
in
Cimarosa.
Sacchini,
Faust
considerata
musica
di
o
du
direttore
Il Verdi
del
però
nella
1866,
lo
presenza
in
erasi
scena
fu
dio
stu-
prima
lunga
e
l82
CAPO
A
questo
di
Caro
«
crediamo
punto
lettera
graziosa
DECIMONONO.
Luccardi,
Parigi,
Avenue
«
una
€
la favola
«
sano
«
fecero
"k
ricordare,
«
e
€
Pirenei
«
in storia
la
riempire
della
fu sempre
sentendo
efficaci
come
fare
a
quanto
«
va
«
la malattia
"k
fossi
«
gione
«
se
«
fisico
è
"(
della
mia
nel
messo
detto
e
Verdi
a
quelle
gravissima
è
qualche
l'aumento
del
del
«
plicatoingranaggio
«
sarà
[ù
dai
Carlos
Don
che
perfezionato
Di
una
acque
al
di
della
e
meno
(i) Frottole
la
Dio
nel
che
guarisa,
mio
io
che
stato
circonferenza
!
e
in
malattia
piuttosto grave
cronisti
parigini,ma
il
del
il com-
quando
dell'
da
le prove
facendo
scena
ruote
punto
compreso
nei
verità
o
tentar
e.
e
dai
quel tempo,
biografi contemporanei,
gola,
le
recar-
quella
irregolare
andrà
delle
più
!
per
strumentando
ora
di
pur
rispettabilepersona
sta
la
frottole
peso
di
per
tutta
frottola
d'
deve
Couteretz
di libertà
malattia
cosa
"(
in
:
Così
indisposizioni,volle
dirsi
delle
pos-
ella
incomodi
sta
possa
numero
di
Verdi
Qui
finché
come
di
tali
giorni
cura.
di
spedita
vi
"
una
ad
acque
per
di alcuni
siasi
«
le
trasformando
periodici.
Egli,
soggetto
di
impossessarsi
loro
Verdi.
decantare
approfittare
visi
di
Elisées, 67.
in favola
dei
pagina
salute
di
la storia
e
Champs
volume,
un
1866.
ottobre
12
des
Tarte
giornalistihanno
parola per formarne
I
€
una
Verdi.
Giuseppina
e
«
inserire
opportuno
Opera
poterle
Verdi
si scrìsse
Pougin.
francese
far
girare
solo
parlò non
poi, affermandola,
si
«
Subito
speditamente.
(i) ci
zione
«
fermeremo
«
mobiliato
«
verno
Voglia,
aggradire
«
Verdi
«
stretta
«
ora
S.
signora
sua
ho
Non
-
di
e
abbiamo
aggradire
Y
in-
e
fare
rispettosi di
saluti
1
che
il tempo
"
darti
per
ben
stretta
una
mano,
Verdi.
Giuseppina
una
dirmi
stretta
e
tuo
aff.nto
sempre
G,
"
«
complicato ingranaggio
lo definisce
esattamente
infatti
con
tale
senza
che
il Don
scene
dell'
a
am-
passarvi
€
Il
ci
e
e
preso
per
signor Luccardi,
alla
V Italia
per
(2)
anno.
caro
le
rappresenta-
di
e
P.
viaggio
dove
«
"
prima
appartamentino
un
"
in
Genova
d'ogni
«
la
dopo
metteremo
a
183
DECIMONONO.
CAPO
improvviso
Carlos
il
e
padre
(i) Questa
dichiarazione
l'insinuazione
d*un
Opera,
annunzio
e
funzionò
spuntò
1867
il triste
fu
un
supposto
e
riva
mo-
quanto
ciampo
in-
l'autore
lutamente
riso-
smentisce
spontanea
rammarico
le
nuovo
dell'opera della quale
preventiva
come
veduto
anco
gennaio
Verdi,
"
nuovo
per
il 15
del
inaspettato
air allestimento
Tanno
avesse
Inoltre
dell'
»
signora Verdi,
che
lentezza
Opera.
Busseto
la
Verdi.
e
dispetto,
in
guito
se-
di fatto,
abbandonato,
avesse
come
avvenne
quale il Verdi
la
del
subito
Don
Carlos.
prima rappresentazione
dopo
Parigi
si allude
è l'attuale superbo appar2i cui
(2) U appartamentino
tamento
dal
Verdi
in
del
Dona,
quell'epoca preso in amtto,
palazzo
dice il Pougin.
comc
NON
COMPRATO,
al
184
CAPO
DECIMONONO.
lo studio,
personalmente
curava
quello particolare
ma
La
eletta
più
Darte
a
dell'
sera
la
luogo
pubblico parigino, e
della famiglia imperiale,
discordi
Alcune
la
e
in
chiaro
modo
dell'autore
personale
che
io sperava.
mie
esigenze
d'aspettare
e
fossero
appagate,
stasera
parto
Il
pubblico
fronte
(i) Queiranno
seguente
Verdi.
il
Questi
Lessona,
corse
piano
memore
sentimento
quelle
stanze
del
tratto
«
e
Verdi
canto
Il morente
tentò
I mio
«
Quelle
ma
Busseto
francese
gli occhi
ho
non
il
al
lo
più tardi,
di
rispettoso,
il
del
Il
20
glio
ludel
padre
scrive
allora, come
aperto
le
Verdi.
secondo
morente:
davanti
si vide
tempo
mantennero
cuore
Barezzi,
trovò
le
"
contegno
un
successo
Parigi.
a
funesto
ben
e
io
Genova...
non
Busseto
a
a
levati
«
fu
1867
moriva
il
infatti appagate,
spartito
questo
a
furono
:
nell'avvenire
che
ma
per
la stampa
e
l' impressione
ebbe
non
del
1867,
marzo
12
esatto
darsi
Potrebbe
vedremo,
ora
ed
lettera
una
data
Carlos
Quelle esigenze
or
reri
pa-
pienezza
quell'avvenimento
su
il Don
lersera
da
togliamo
Piroli, in
senatore
esprimono
come
la
consacra
I
trovò
non
opera
nuova
che
che
righe
al
€
ebbe
teatrale.
successo
Verdi
con
gran
quell'universale consenso
d'un
alla
rappresentazione.
corrispose alla aspettazione.
non
furono
dinanzi
finalmente,
marzo,
teatro
prima
L' esito
1
del
in
presenza
1
generale,
singoli artisti, (i)
dei
altresì
solo
non
il
pianoforte, il
terior
Spinto da un in-
prime note.
le mani
sui tasti e
piedi, mise
silenziose
dove
risuonarono
ad
un
aleggiava la morte
ebrei
in
ischiavitù
la
patria perduta.
degli
piangenti
si scosse,
rìso
gliocchi, atteggiò il volto ad un soraperse
cui
su
suonato
aveva
indefinibile
di
levare
Verdi
le
mani
scattò
come
in
a
benedire,
1
furono
le
sue
ultime
»
parole....
susurrnndo:
Oh
mio
benevolo.
ostile, né
né
si
trovarono
di
non
del
passato
di
Giudizio
nella
non
buono,
dovuto
di
correre
il Ballo
continuare
del
stretta
p'oltre
colla
e
Carlos,
del
invece,
in
rende
la
codesto
non
avea
nella
Preso
spingersi
trop-
segna
Con
inaspettata.
trepidazioni dell'avvenire
le
le
muta
amplia,
ampliamento
forme
po'
un
di
distende
ne
del
eccessiva
grandiosità
e
tore
L'au-
molto.
di
non
svolge,
Senonché
contorni.
minare
cam-
?
tipicità,egli
sosta
maschera
le
quello, sibbene
di
sminuiscono
passato
Ballo
forse
una
le
anziché
via.
propria
destino
del
rimpianti
la
dere
proce-
il Maestro
nuova
pauroso
perdere
del
Forza
il Don
i
dubbio,
di
la
per
giusto.
procedendovi,
e,
misurati
in maschera,
venire.
dell'av-
non
galoppo,
passi
a
e
sua
:
il maestro
non
dovuto
dell'arte
pacatamente
Dopo
al Verdi
quello
rimprovero
ma
parigini
rimanere
ancora
avrebbe
evoluzione
avrebbe
saputo
essere
il Verdi
perché
O
quest'opera
con
e
critici
noti
più
(2) nel rimproverare
saputo
aver
i
Tutti
concordi
\
185
DECIMONONO.
CAPO
1
dro
qua-
sconnesso
e
laborioso.
Il libretto
dirsi
che
dei
assolutamente
vizio
italiani
che
essenziale
Seguace
Maestro
(i)
Moniteur
maestro
di
di
fu
un
solo
magnifico
italiano.
delle
é
avveduto
di
un
nei
un
prolissità.
leggi
che
che
strano
volte
contiene
la soverchia
convinto
difetti
vizio
lano
rego-
il
nostro
letterario
condannato.
sempre
un
:
drammatica,
siasi
non
Vi
e
il Verdi,
può
se
volgari
quei
deplorare più
per
sostanza
Lode,
Du
e
di
scrissero
attento
l'efficacia
lui
immune
opportunità
avemmo
poeti
da
signori Mery
ammiratore
articolo
-
nel
Teofilo
quale
Gautier
afTermò
-che
scrisse
nel
l'ispirazione del
t86
capo
Parlando
dire
così:
dei
infatti
Anzitutto
€
il
decimonono.
la
"
bliga
«
fatica
"
l'artista
"
bene
€
(Tun
«
stire, ripulireTabbozzo
4c
corre
"
tervalli,
"(
e
«
regge
; e
«
genio
anche
«
lunghissimo
«
potè
«
stile che
ne'
«
sensibile
da
«
ferenti
"
lunghezza
"
^
compositore
enorme
Taltra
e
con
È
d'un
ad
del
suo
tempo
un
non
talvolta
!
da
Don
lui
ad
affidata
»
aborrimento
suo
poetiche, egli
medesimo
all'effetto
sempre
questo
del
dif-
soverchia
la
:
così
due
di
lirica, sebbene
di
il libretto
nell'errore
illudersi
nuoce
genio
onta
lungaggini
nondimeno
inutile
un'opera
di
non
libretti, e
fattura
quasi
libretto
compositore
in-
lui, quella slegatura di
farli credere
d'
perdere
capolavori apparisce
maestri.
si
di stile
priva
i suoi
nemmeno
suoi
che
Meyerbeer
dovè
musicare
per
ve-
lunghi
a
la potenza
tutta
^uast
di
; senza
del
Meyerbeer
per
scriver
Per
mosaico
a
una
accomodare,
di
generale
con
e
rapidamente,
poi
musica
d'altronde
evitare,
le
scrivere
L'eccezione
il
Tuomo.
per
ob-
morale
produrre un'opera
una
carattere.
Ebbene,
per
di
tempo
uno
:
a
libretto
un
guai
materiale
il rischio
di
due
riservandosi
fiato,
del
dedicarvi
qui
ebbe
il Maestro
lunghezza
a
poter
occorre
generale
un
da
;
libretti
accettò
e
musicò
cadendo
Carlos,
previsto
e,
così
allora,
sino
evitato.
Per
riflettere
che
il Verdi
l'Opera francese,
e
il motivo
spiegarne
tradizioni.
abituato
ad
l'ispiratore
e
in
teatro
Conviene
essere
innanzi
il Don
scrisse
soggetto
pure
il
conviene
a
riflettere
quella occasione,
de'
suoi
dinanzi
Carlos
per
specialiesigenze
che
collaboratore,
il dominatore
tutto
e
il Maestro,
più
poeti,
a
due
si
spesso
era
noti
vato,
tro-
poeti
l88
CAPO
d'arte
aristocratica
La
frase
una
fini
codesta
la
arte,
della
coltura
di
l'arte
adoperata
nuovi
coefficienti, da
dal
che
artistico
storici, desiderio
forte
Ciò
collettive.
scossa
che
e
batte
dominante.
all' unisono
col
di
Handel,
la
sua
popolo
e
quando
del
commozioni
(i)
Anno
per
«Una
eco
non
di
parte
non
le
un
periodi
popolo,
l'artista.
del-
trasformare
in
di
un
energie
è
( i ) non
più d'ogni altra
n'è
necessario
per
del
dell' artista
cuore
ai
Wagner;
:
il pensiero
di
il medesimo.
quei grandi,
di
ripercossa
vivificate
popolo
il processo
ma
l'arte
nifestare
ma-
di Palestrina,
tempi
dell' artista, è
si fosse
avesse
nel
È il cuore
infatti
stata
di
il Torchi,
genio
specie, diverso
sarebbe
cosa
del
pensiero
assimilazione,
Che
che
fornì
natura
sarà, nella
di Lutero,
l'anima
di
verso
in certi
aspirazione
dice
è
non
spirito creatore
a
come
decisa
impulso
un
appunto
la confusa
che
caso
il
che
lo induce
L' artista,
in questo
nello
lettuale
intel-
vita
migliori
indeterminato
e
entusiasmo
teatrale
prodotto
mezzi
manifestarsi,
latente
palese
e
lui creduti
suole
menti
ele-
servendosi
Egli,
ad
gli
nazione,
una
Verdi.
nazionale, obbedì
educazione
bello
di
bene,
Or-
un'orma
stampare
popolo,
un
popolare.
nella
profondamente
e
zione
produ-
una
possiede
non
oggi
perfetta all'arte
all'arte
quale
società
adopera
dell'arte,
scienza
penetrare
per
nella
la si
»
sociologici,ossia
posito
pro-
bene.
aristocratica
vera
tale
Su
nuovo.
individuale, in opposizione
tutta
a
tutto
spiegarci
arte
«
definire
intesa
del
necessario
è
per
DECIMONONO.
con
nelle
anime
sì intense
?
giustificazionenecessaria»
III, fase. II).
{Rivista
musicale
italiana,
Tidea
Quei geni rappresentano
lo stimolo
popolo
dessa
è
:
Laonde,
suo
del
e
ad
Quando
popolo.
Verdi
scriveva
l'ambiente
Parigi,
l'Italia
unità
dubbio
la
tutta
a
non
della
con
la
era
beninteso,
traccie
e
lidi
gli artisti
dei
quali
furono
una
l'Italia
redenzione
che
che
vere
vi-
a
rire
suggetrici
feconda-
secolo, allorquando
la
solcarono
nostra
di
politica.
duzioni
pro-
sue
quel
dove
ogni
schiavitù
pionieri,
i
al
tuosità
vir-
tempo
italiano.
nome
poi
oggi,
compositori,
per
spargere
taggi
van-
della
e
in
lasciando
raccolse
delle
cantanti,
della
i
e
di
dell'arte
specie
propria
comprendiamo,
questa
del
potè
da
idee
accolta
geniali
periodo
quelle simpatie
sua
e
un
l'Opera
per
commerciale
opere,
stranieri,
avrà
i diritti
il materiale
gloriose
quel
dessa
nuove
nemmeno
In
suonatori
una
sopra
conquistata
meglio
ossia
collettive
forze
Carlos
del
metà
musica.
teatrale,
al
ciò.
essa
e
tutto
concertisti,
delle
legislazione
sua
!
risposto
potrà aspirare
non
anco
per
più importante
e
avrà
tale, pertanto,
su
prima
aveva
politica,e
terre
essa
influenza
sua
il Don
l'alimento
? Nessun
Sino
e
era
grandi
accessibile
d'intelligenzeelette,
all'artista
la
la
al
mezzo
dei
dirigersi.Destinata,
sempre
egoistico, individuale,
questo
sarà
dalle
cioè
esercitare
ristretta
in
Tarte
è
dire che
muovere
questo
a
al contrario,
di
di
:
popolo
fine
quella
e
del
segreta
voce
intendiamoci,
Ma,
vorrà
comune,
scopo
cerchia
plebe,
però
via, ispira gli entusiasmi,
la
segna
quest'arte aristocratica
se
sentimento
al
la
dominatrice;
è la
guida
ai trionfi.
è
non
li
che
conduce
popolo
che
artistico
189
DECIMONONO.
CAPO
semi
momento
rante
Du-
politica
col
mezzo
fecondi
di
della
CAPO
IQO
Contro
la
che
ed
virtù
per
forza
avesse
combattente
de' suoi
musicisti
di farlo. La
ragione
e
massimo
il Gluck
nel
vivacissima
poi
D'allora
nostro,
fosse
il
vincere
potè
che
in
primo
il
che
bensì
Cimarosa,
sino
il
che
a
favor
Germania
Contro
arrivò
sente.
pre-
in
la
Cherubini,
senza
secolo
per
il Weber.
duce
continuò
—
mutarono
campione
T Italia
per
sorti
potesse
non
del
periodo
le
poi
quantunque
nientemeno
Picinni
nostro
la
passato,
—
fatica
liana
ita-
ciata
lotta, incomin-
secolo
del
scorcio
musica
la Germania,
strenuamente
somma
sullo
Parigi
a
e
lottò
della
invasione
importante
in Francia
sola
DECIMONONO.
lui
rono
pugna-
il Sacchini
Rossini
e
poscia
e
il
lini
Bel-
Donizetti.
e
I fremiti
rimanere
musicale
Mentre
quella
tardi
più
in
popolo
T Italia
credeva
Grandi
suoi
alacremente
per
da
loro
Verdi,
lira, cui
bastasse
trovare
in
sostituire
a
gloria accumulata
Francia
l'antica
quella
si lavorava
di
tipo
un
potenza
conservarle
a
e
la
che
infatti
tavia
tut-
altri tutti.
quella degli
sopra
si aggiunse
potevano
non
l'espressione della
in Germania
supremazia,
nazionale
del
eterno
d'un
dai
della
incantatori
lirica
opera
dominatrice
tuttora
dell'Italia.
Le
del
secolo,
grande
in
immutate
faccia
cambiarono
rivoluzione
Francia
opera.
rimaste
cose,
da
un
Fenomeno
il Faust
si
precedenti
apparve
preannunziato da
L'impressione
nessun' alba,
filosofia
estetica
dell' idea
da
nella
sole
come
da
si
sposa
metà
Una
compiuta
sola
una
storia
sicale,
mu-
polare,
nessuna
musica,
questa
la
tratto.
un
meglio
uomo,
senza
di
ad
oltre
improvvisamente
era
sol
sino
aurora.
in
con
non
cui
l'alta
grazia
al
CAPO
del
romanticismo
fu
forme,
il
che
piede
airopera,
dopo
il
dal
Faust,
nuovi
già
inoltrato
a
lo
farne
il
stranieri:
non
e
un
Gounod
voleva.
di
progresso
fantasia,
di
Italianità
ecco
il
programma
la
musica
egli
quello
di
vincolandola
oltrepassare
nel
italiano
rinunziarvi,
:
i confini
del
:
quale
Don
suoi
emuli
due
Ma
ei
questo
nel
sentimento,
possibile
la
che
nativi
eccletismo
nelle
il Verdi
obbedisce
Carlos.
da
ancora
isterilire
dei
vie
zione
produ-
giudicava
non
egli
notevole
sua
preconcetti
a
sentimento
al
dei
zioni
aspira-
nuove
se
Wagner.
Sovranamente
incapace
solo
il
e
le
verso
dalla
pari
1867
Vespri
rimanevagli
alla
mettersi
per
le
e
dei
separava
posto
nel
ostante,
non
molto
antecedente,
più
bisogno
passi
;
Carmen.
aveva
il
gran
che
cammino
la
Dall'epoca
moderno
avrebbe
ritornandovi
sentire
tempi.
deireccletismo
non
poteva,
non
Gounod
non
Bizet
1855
non
dei
contemporanea,
laddove
né
la
tutta,
Thomas
Fausta
Mignon^
composto
il
Francia
affermare,
scritto
Verdi,
era
della
oseremmo
avesse
erasi
delle
vaghezza
diciamo
tutta,
parte
musicale
che,
guari
alla
e
immensa.
produzione
tanto
I9I
sentimento
quest'opera
Da
non
DECIMONONO.
pria
pro-
lo
tassero
vie-
orizzonti.
forme
:
vendo
scri-
192
Capo
Sommario.
nuova.
La
—
stile.
lotta.
Pregi.
—
di
»
Il
—
Bologna.
Italia.
La
Il
I
segni
Il
Mariani.
riformatore
e
La
del
—
Don
Carlos
quello
autore
era
Verdi
del
condensava
volta
Mariani.
il
cipe.
Prin-
«
sulle
Il Don
—
masse.
Carlos
a
Lohengrin
in
I successori.
—
modifica
la
—
partitura.
cui
che
—
la
Carlos,
l'arrivo
e
fine
ad
Il Rossini
Il
ciò
d'arte
completo,
sopra
uno
stile
:
nel
medesimo
musicale
prodigio
in
appunto
Nel
che
eppure
di
cui
;
è
un
infecondo,
è
cifra
sentiva
preTeli
musica
questo
non
il
con
quale
ebbe
Guglielmo
rappresenta
esso
trice
crea-
è
il
che
nuatori.
conti-
potè ripigliarnele
non
del
Teli,
prima
sua
per
1829,
sua
Guglielmo
la
:
Verdi
la
suo
della
forza
;
:
zione
crea-
una
della
artistica
tempo
di
disporre
future
scritto
Teli,
Guglielmo
un
il
una
l'utilità
imminente.
intenzioni
sono
principio
che
perchè
Guglielmo
di
somma
speculazione
nuova
il
con
più
faceva
non
motivi
la sintesi
fosse
glielmo
Gu-
due
pensiero
Rossini,
sentiva
non
secondo,
;
il
essere
lo fu per
dal
anzitempo
di
traccie.
Verdi.
potuto
non
;
lontano
ben
musicale.
spiritualità
vi
fascino
di
coltà
Diffi-
—
Il direttore
il suo
Verdi
—
Disparità
Gautier.
—
prima
del
libretto
melodrammatica
non
per
avrebbe
del
primo,
d'una
la
dell'arte
edizioni.
Teli
Don
di
morte
Carlos.
Don
visione
—
Teofilo
di
Angelo
dirige
1
La
—
deireccletismo.
collaboratore
Mariani
Teli.
descrizione
genio
Mistero
due
Guglitlmo
—
—
—
—
e
Una
—
suo
decadenza
Le
—
esecuzione.
Aneddoti.
—
Carlos
Don
—
Ventesimo.
Teli
sta
organismo
perchè plasmato
l'ultima
parola.
CAPO
Il Don
Carlos
domina
ha
Maestro
lucidissima
moderno,
deireccletismo
dalla
da
Alternativa,
assoluta
la
di
sebbene
invece
mezzi
le
con
il
dire
I
del
segni
bene
sebriva
de-
che
ciò
delle
si
nuove
nua.
conti-
pressoché
si
tal'altra
si
tresì
al-
osserva
i
quali
sima
fittis-
rete
manifestano
dell'antica
sembianze
note
non
semplicità eloquente
minore,
armoniosi,
il
cui
quell'equilibrioche
orchestrali
negli accompagnamenti
avviluppati in una
appariscono talora
di
Vi
più evidenti,
la ricercatezza
e
di
la lotta.
un'alternativa
è
futura.
meglio
per
sempre
si fa. Fra
melodiche
forme
o
tore
au-
chiara,
ancora
certezza
cantilene
vecchie
delle
che
di ciò
suo
spirito ragionatore
perdura
appaiono
soltanto
e
lo
e
contemperati
non
dal
abbastanza
l'istinto,
Fra
che
è
non
riformatore
concetto
dell'artista
musicista
musica
sua
un* intenzione
tutta
produzione
una
visione
però.
invece
stile adottato
di
una
sentimento
la
e
uno
guida
quindi un
come
vuole
di
parola
prima
I93
comprende
di arte,
nuova
la
VENTESIMO.
euritmia
verdiana.
disparità risultano
atti, minori
negli altri.
due
fuse
scene
mirabile
con
colore^ Quella à^
dafe^
giustamente
ispirazioni del
pittoresco,
e
«
^\àzz2Ldi
«
e
«
I rumori
«
del
la
così
delle
al ballo
«
Verdi.
descrive
del
popolo,
:
succede
Questo
tuttociò
il
disegno
«
un
col
canto
dei
forma
un
siderata
con-
notturna
da
auto
è
ascese
fé
sulla
magnifico
più
frati, la
insieme
stile
suo
festa
quadro
Verdi
di
drammatiche
più
Alla
e
è
esempio,
Gautier,
l'ispirazionedi
corteggio,
13
Teofilo
perle
di
per
primi
nondimeno
sono
delle
una
Vallodolid.
giammai
Vi
accordo
Auto
nei
maggiori
Queste
alto.
marcia
solenne
formidabile.
"
e
"
chino,
€
delle
"
il cielo
€
tutta
€
mancarvi
€
propria
in
dello
alle
cataste
fede.
Ed
talvolta
sul
«
colpa
e
agli
amici
lo
A
si
alla
Don
esecuzione.
io
riuscì
si
di
interprete,
elevò
dell'autore.
che
indovinava,
pensiero
per
se
rappre-
soleva
—
dire
"
quell'epoca
in
! L'orchestra
trasformata.
anche
i
le
ossia
Prima
più valenti,
tratto
pensiero
S'intende
trasfonderlo
alla
la
di
missione
del
raccoglieva
spensabili
indi-
lui
Con
alla
vera
tezza,
esat-
qualità
esecuzione.
un
darsi
dall'orchestra
ottenere
ad
compagnato
ac-
apponeva
farò
genio
riputati
collaboratrice
sentimento
!
infatti
aveva
ne
Lo
«
il direttore
buona
una
e
considerato
i direttori,
ad
questo
ferenti
dif-
sue
poteva
non
vedremo
era
ad
che
Bologna
a
di lui, erasi
limitati
il Mariani
gersi.
diri-
a
l'esecuzione
Carlos
equilibrio, intonazione,
del
delle
dellatura
mo-
veste
sua
difficili
più
Parigi,
allora
e
sotto
orchestra
disparata
della
e
Parigi
a
dirigerò
principe,
Mariani,
erano
d'indeterminato
Mariani,
del
Mariani
il direttore
del
;
della
purezza
della
le
opere
maestro
—
Angelo
italiana,
;
aristocratico
che
so
melodico
teatro.
compianto
sentare
sinistre
fredda.
ma
la
verso
cerimonia
della
ragione precipua
una
dell'insuccesso
tutta
sale
terribile
motivo
a
il Verdi
pace
Il fumo
nubi
carattere
non
delle
ecco
accurata»
il
per
quel
una
fasi
delle
dubitare
contenuto
è
sinfonica,
ai clamori.
"
per
del
baldac-
un
si torcono,
alla
far
Carlos,
e
sotto
e
forma
assiste
sarebbe
apparisce
Il
vi
e
corte
stile,
fanfare
le vittime
ove
azzurro
la
s'avanza
Filippo
mezzo
Il Don
che
VENTESIMO.
CAPO
194
bene
e
sua
faceva
e
ch'era
suo
orchestra
196
VENTESIMO.
CAPO
il Mariani
E
teatrali
dell'ultimo
Carlos
a
Bologna
è
che
la
canto,
la
belle
artista
e
del
continuo,
si
il
Capponi,
e
possessore
che
ultime
il
e
di
abbiano
Don
trale
tea-
tanto
gridava più
allora
nel
regine
del
cantavano
delle
una
omogenee
nostro
Cotogni,
natura
delle
una
deliziato
voci
i
blici
pub-
tempo.
Nondimeno
della
che
del
stagione
clamoroso,
vero
Stolz,
Destin,
di
superba
più
È
i ricordi
cari.
rappresentazione
prima!
Carlos
più
quella memorabile
dodicesima
alla
Don
dei
uno
sincero, intenso,
alla
che
di
Fra
parola.
di secolo, questo
quarto
L'entusiasmo
fu
la
mantenne
il
musica
successo
della
e
grande era
interpretazione mirabile
vero
e
prio
pro-
del
Mariani.
Citeremo
ballabili
dei
uno
un
afferma
così
Orbene
accento
in
dell'opera
il Mariani
terra,
fu
ingegnosa
più geniali
eloquentissimo.
esempio
lo
del
stacco
In
si
motivo
:
L'effetto
la
solo
immaginò
portandolo
prodigioso
!
applaudite
del
invece
Quel
Don
quel primo
mutare
divenne
modificazione,
e
di
in
aria,
così
ballabile, mercè
una
Carlos,
delle
cose
:
del
Mariani,
deir effetto
nei
partitura;
resto,
del
e
direttori, nei
l'effetto
da
la
costituiva
Al
Mariani,
sue
tutti
del
Mariani
ma
opere;
della
da
a
il
alcuna
Oggi,
dopo
che
morto
un
che
dal
diretto
Firenze,
del
artistica
E,
che
quella
notisi, che
sarebbe
che
è
invaso,
il
a
fra
il
spento,
far
e
rimanesse
e
ciò
e
poi
subito
che
non
si
tori
opposi-
accaniti
preso
;
condotto
meraviglia
più
muovere
ri-
parlare
disturbato
Bologna,
i
di
caso
Lohengrin,
dalla
magia
esecuzione.
si seppe
allorquando
venuto
sue
germanismo,
più
essere
tale
non
che
la chiave
furiosamente
non
artista
nemmeno
delle
e
possedevano
fuoco
una
più
!
vuole
apparve
mirazione
am-
cambiamento
Wagner
sembrò
è
sconfinata
apparve,
quel repentino
d'un
non
Wagner,
di
che
trent'anni,
grande
alcuno,
trovò
del
sorpresa
far sapere
preme
Verdi,
Per
immensa
sua
le
e
Italia.
in
l'improvviso
favore
ceneri
la
e
il
per
Mariani
destò
le
trionfale
d'artista
la
il Wagner
l'italianità
pochissimi
povero
che
della
amoroso
debbono
conoscevano
bell'anima,
dato
gui-
gli dava
e
teneramente
ingresso
tutto
i
per
sua
cui
non
a
così
incredibile,
inverosimile,
lui
di
padre
amicizia
e
studio,
codesto
superiorità
sentimenti
suoi
ramente
chia-
indicato
e
interpretazione.
che
coloro
tore
l'au-
frasi dove
della
il loro
opere
della
squisitissimo,quello
produzione musicale,
nostra
de'
d'arte
grande
piena
certezza
sentito
Era
pratutto
so-
degli odierni
nelle
periodi,
voluto.
lo studio
determinati
meno
primo,
intelletto
un
e
;
addensava
è consuetudine
nei
il
ha, egli per
egli lo
gusto
come
pezzi,
così
sempre
scadenti
già,
non
era
buon
punti
I97
VENTESIMO.
CAPO
in
Italia
sotto
che
il Lohengrin
gli auspici
del
198
CAPO
Mariani,
nelle
tutti, anche
spalle
artistica.
può
e
La
nel
ad
due
!
indovinò
Wagner,
le
intenzioni
Belgio. Egli
giorni gloriosi:
da
rimase
fu
cadde
d'un
dessa
la
bene
guidati
dell'arte.
spianata
successori
Ai
con
facile
e
veri
che
la
non
ebbe
della
Francia
che
filo
via;
pure
fece
più
lebrate
ce-
del
e
quei
a
mai
suoi
che
il
di
atti
più splendide
a
si
ad
sere
es-
vittorie
apriva quindi
strano,
caso
Il
se
e
divenute,
completi,
vicino
vole
age-
Genova
erano
furono.
perstiti
su-
completa:
renderne
nondimeno,
ne
dei
memoria
ormai
Mariani
di lui
pianto
sulla
da
coloro
a
L'amore
era
e
alle
del
ve
poco
sopratutto,
saldi
successori
Mariani
orchestre
Le
un
l'autore,
del-
rimasti
nuovi,
delle
determinata
lui, organismi
oltrepassare,
a
livello
sincerità
Mariani
ultima
questa
siero
pen-
subbiettive
volte
maggiore
continuazione.
Bologna,
mercè
così
chiaro
perdona
non
Rarissime
con
riani
Ma-
quasi improvvisamente,
che
grande artista.
L'opera lasciata dal
era
a
quaggiù.
immenso.
Il
Lohengrin,
Germania,
amarono
mai
poi.
spense
male
un
troppo
sì
italiano
compositore
meno
effetti
sopravisse però
non
terprete
in-
suo
avvenne:
e
italiana
della
il
non
arriveranno
perfino
del
l'orchestra
del
aspirazioni
in
disse,
Carlos
non
sottile
le
la esecuzione
orchestre
che
che
ottenendo
e
d'allora
tradizionali
spezzato
Don
il miracolo
e
quella impresa
si
quello
arrivando
creando
assurgere
in
strinsero
dell'artista
a
ogni più
del
Con
del
geni
Eppure
si
Wagner,
opposizione
intendersi
quasi,
del
direttore
sono
:
fede
il temperamento
aperta
tedesco
ebbero
musica
trovare
in
gli ammiratori,
non
vero:
è
VENTESIMO.
maestro
tanti
vennate,
rae
bravi
VENTESIMO.
CAPO
giovani,
lasciò
non
Il
del
la
trionfo, dopo
in
entrò
vittoriosa
e
ad
lunga,
apparire
quattro
cinque
o
il
sempre
l'antico
lontane,
da
direttori
quel
favore
pieno
la
che
tale
accorse
preoccupò,
partitura e
di
Parigi.
la
L'effetto
però
era
il Don
ridurre
al
quell'anno,
«
sochè
«
per
del
Carlos
Piroli
maestri
riuscì
ad
derle
infon-
di
cui
quegli
si
soppressioni. Questo
prima
lo
il medesimo.
si decide
atti,
quattro
in
anzi
aveva
rappresentazione
rimasto
in
ora,
organismo.
pubblici l'autore
il Verdi
1882
senatore
dei
il Maestro
dopo
ad
ripararvi riprendendo
notevoli
subito
fine
dei
pensò
assottigliamento
Sulla
a
e
recandovi
incominciato
di
favore
diretto
fino
fuoco
sacro
dei
la bella
nessuno
e
il colossale
sminuito
si
e
lavoro
del
erano
nonostante
il Mariani
vampa
scaldato
Di
la
pubblici,
dopo
sola
aveva
Ciò
non
Carlos
il Don
riconquistò,
non
dei
diressero
una
ne
Verdi
rono
conserva-
parecchi
tuttora,
udirono
i
tava
traspor-
le tradizioni
interprete.
del
Nemmeno
all'entusiasmo,
vivono
e
sata
pas-
Milano,
di
il Mariani
quali
Eppure
che
sommo
partitura
il
fascino.
era
città, cominciò
pesante.
nei
pubblico
vivevano,
e
maestri
austera,
punti,
altre
ed
perdura
anni
pubblici
ai
onori
direttore,
che
tre
o
dinanzi
Sinigaglia
Bologna, Parma,
agli
quel grande
due
per
Mariani
decadenza
di lenta
che
L'opera,
bella
tatore
imi-
un
nemmeno
dal
di
morte
periodo
un
tuttora.
sollevato
Carlos,
Don
allievo,
un
lui.
di
degno
I99
data
3
persino
e
dicembre
lo
nunzia
an-
di
così:
...Io
lavoro,...
inutile...
Vienna,
y^
ma
Riduco
lavoro
in
4
in
atti
una
cosa
il Don
se
presCarlos
200
CAPO
Come
Tautore
vede,
si
del
non
quale
il
nel
quella
mercè
il
abbandonato
aveva
alla
abbandonò
fiducia
aveva
tuttavia,
d'artista,
non
meno,
non
lavoro;
suo
scrupolosa
mai
VENTESIMO.
egli
non
Macbeth
scienza
co-
venne
Carlos,
Don
come
il Simon
e
risultato
ri-
Boc-
canegra.
Il
La
Don
Carlos,
fortuna,
anzi
di
Vienna
rarissimi
furono
del
Boccanegra,
del
Don
delle
Intanto
diritto
lo
verdiane
tre
il
vanta
le
assai
più
Don
nobili
e
così
del
le
anche
Casa
rare
miglioche
dopo
la
accolsero
che
quelle
geniale
a
tanto
delle
Ricordi
Macbeth
due
e
edizioni
dispone
casi.
opere
teatrale
;
la
quali
i
queste
resurrezione
aspetti
oggi
ancora.
giov^e
teatri
Oltre
esistono
secondo
vicenda,
i
ridotta.
Carlos,
fatto
quest'opera,
di
gior
mag-
bellissimo,
aveva
poteva
edizione
nuova
poca
invero
sembianze
però
rimastagli
primo,
Mariani
non
le
loro
il
cui
creazione,
a
dell'atto
ebbe
non
la
perde
soppressione
danze,
ridotto,
più
alla
quale
delle
altre
Carlos,
e
attendono
una
la
ancora
hanno
per
molti
due
questo
delle
concezioni
ritto
di-
poderose.
j
20I
Capo
Sommario.
Le
—
—
e
Le
—
leggi della
Le
Verdi
prime
parola
Italia
dal
Mariani
da
quella
assidua
sinceramente
dei
e
per
Lohengrin
l'oceano
e
delle
ciò
Tutto
n'era
più
accade
più
che
averne
al
musicali
giusta;
di
si
tusiasmo
en-
pubblico,
di
licei
di
e
tenimenti
trat-
le
tutte
mistico
disposto
troppo
non
le
grandi
e
siasmi,
entu-
si
sembianze,
lunghe
chiome
di
cigno navigò
per
meraviglie.
bello, nobile,
era
matore
rifor-
sfrenato
con
forti
alle
mani
insieme
del
più intelligenteche
di
le
l'
del-
classici, dei
dei
in genere
però
strada
accademiche.
meno
ai
allorquando
commossi
concerti
abitudine
ambo
con
allora
saggi
viso
improv-
L'arrivo
appassionato,
smanioso
afferrò
del
Il fascino
—
la
aprisse
aristocratica
dei
palestre più o
Questo
pubblico,
istinto
—
Idee
—
il distacco
Wagner.
parte
mattinali,
per
Le
—
il Verdi.
compone
àélCAida.
come
salutato
fu
frequentatrice
non
arte.
strumentazione.
Verdi
del
opere
tedesco
varie
ed
cantata.
poc'anzi
alle
—
nostra
al Piroli.
Verdi
Natura
L'istrumentale
—
del
Come
—
—
ultramontana.
stampa
Lettera
della
La
—
—
gerati.
esa-
scuole.
Conseguenze.
—
della
—
estetica.
Accennammo
del
nuova.
due
Mefistofele,
suo
impressioni.
sull'argomento.
della
e
Importanza
—
il
provocazioni
commozione
fasi.
due
—
Eatusiasmi
—
partigiani delle
Wagnerismo.
—
d'un'opera
Italia.
in
I
Boito
Le
—
Annunzio
\JAida.
»
Arrigo
—
nazionale.
—
Wagner
ingiusta.
avveniristi.
Gl'imitatori.
arte
del
opere
Reazione
Codini
«
Ventesimoprimo.
soltanto
prova
quello
che
grande,
che,
come
il bisogno
veramente
e
la
causa
sempre
di
non
apparire
siasi,
202
CAPO
in
e
la
mutuati,
non
si
lirico
scialbo
cavalieri
San
di
due
fazioni
alla
A
parte
onore
loro
stessi
Alle
cortesi
quelle più
a
si
cese
ac-
aggiunse
sempre
e
aspra
dei
avversari
questi
anni
marcati
nel
anzi
simiglianza
a
significativi
;
loro
di
di
i
caba-
volta
ditarono
ad-
germanisti
fece
piccolo
e
chiamarono
alla
quelli
con
principi
avere
cogli epiteti
parola
Tale
motti
Wagner
italiane
codini,
parecchi
Taltro,
del
i fautori
tradizioni
Tun
con
di
abbastanza
fortuna
e
e
mase
ri-
delle
dizionario
moda.
del
devesi
vero
degli apostoli wagneriani
una
della
scuola
moderna
contenti
designarsi
avveniristi.
meno
partigiani
ritrovi
pubblici
politiche,
gli
frasi
i
nuova
addirittura.
per
lettisti, pedanti,
per
della
non
vivissima.
accese
dei
mentre
alle
fra
quelli della
partiti,non
sentimenti,
quella
una
giornalistica, quasi
decisi, vollero
di
dei
olimpiche
private comitive,
aggressiva
così,
senale
ar-
fulgenti armature
verso
che
e
si
clamorose
polemica
fedeli
così
lotta
nelle
Questi
e
Vio
improvvisamente
naturalmente
italiana
la
discussioni
talvolta
di
il vecchio
alle nudità
e
Rigoletto
camelie
tutto
ammirazione
reazione,
germanica
delle
Graal
provocò
arte
scuola
e
via
alle
vicino
esagerata
vecchia
le
divenuto
era
di
giustacuore
via
e
scandinava.
esagerata
e
italiano
del
mitologia
forma
il
perduta;
degli inopportuni
a
convenzionale,
scolorito
e
La
che
trovò
artificiosi
facilmente
venire
intristite, e
erano
di entusiasmi
andò
si volle
orribilmente
letta
la
misura
appena
confronti,
era
PRIMO.
foga improvvisa
questa
così
VENTESIMO
fede
che
non
si
dire,
che
si
spinse
sentiva,
se
dalla
al
dall'altra
cismo
fetisi
VENTESIMOPRIMO.
CAPO
204
Intaìito
in
personificata
indubbiamente
sulle
a
di
meno
grande
Maestro
grande
importanza.
già
antiche
Si
di
dimenticare
però
il
e
di
Si
Piccinni.
forma
scritto
del
prima
nel
Anche
cominciavano
il Verdi,
anni
otto
si
Wagner
veva,
scridella
e
le
e
del
ammiratori
degli
prime
sue
l'orgoglio di
in
un
opere
fondo
affondarsi
in
montante
questa
a
la
ferire
artista, quale
grande
ultramontani,
entusiasmi
vedere
dovuto
né
potuto
laddove,
di
temuto
il nucleo
avrebbe
non
di
e
acclimarsi.
ad
modo
marea
senza
sentimento
questo
del
il
sopra
il Weber
dire
a
Tutto
allargandosi
andava
nessun
di
proposito
a
avere
per
vittorie
sue
vale
TelL
Italia
in
Ciò
Gluck
e
musicale.
riforma
Wagner
italiani
segnatamente
1821,
Guglielmo
naturalmente,
sua
musicisti
modello
un
ciava
comin-
il Rossini,
e
così
ricordavano
rammentava
Freischutz,
suo
le
il Mozart
di
Si
il
volontieri
del
il silenzio
germanica
fra
evidenza
spassionata
e
freccie.
sue
cigno
artistico
stampa
le
in
porre
nostro
La
essere
nordico
sana
momento
un
citava
del
deplorare
trascorse
gare
tedeschi.
agio
in
scoccare
a
critica
ad
veniva
Tarrivo
La
nazionale,
arte
Verdi,
Giuseppe
italiane.
poteva
le
grande
nostra
colpita con
scene
non
la
però
egli
avesse
non
vecchia
arca
cale
musi-
italiana.
Le
lettera
scriveva
"k
pato.
"(
Aufi!
«
temerei
erano
cose
la data
con
del
al Piroli...
Indovinate?...
Io
non
di
questo
a
andrò
restarvi
«
16
luglio 1870
vi dissi
A
fare
a
però
il Verdi
che
sono
un'opera pel
metterla
mummificato,
in
quando
punto,
in
scena
ma
una
così
occu-
Cairo???
perchè
manderò
CAPO
«
"
dello
copia
una
Ricordi...
Ed
Teco
che
infatti
ecco
di
spartito
205
l'originale pel
riterrò
e
"
del
dicembre
nel
VENTESIMOPRIMO.
un
un
trionfo
ossia
appresso,
(i), dalla
1871
nuovo
anno
verdiano
si
Faraoni
dei
patria
in
ripercuote
Italia.
UAida,
che
del
di
qualche
gusto
intuito,
cercato,
maschera
nel
e
la desiderata
erano
e
sicura
le
per
ih
e
Italia,
sereno
del
aere
che,
necessario
flemme
nostro
indigene,
in
tempo
vecchiaia
La
poteva
compositori
:
(i)
le
L*Aida
1871 ;
Steller, Medini,
(2)
Il Verdi
nubi
fu
tempo,
piena
montane,
ultraallora
il mite
artistico
; era
quindi
esotiche
di
orizzonti.
si disse
luminoso
omai
sapevano
diradate
arte
e
le
nazionale
Quell'azzurro
allora, (2) non
tramonto.
ove
:
la
I
vani
gio-
rigersi
guardare e distella
polare
il 24
al Cairo
cembre
divolta
prima
la
Grossi, Mongini,
principali: la Pozzoni,
rappresentata
la
Costa.
aveva
vita
penetrate
soffio
Verdi,
erano
esecutori
del
X Aida.
più
presentare
Maestro
soverchiamente
agli
con
del
però
correnti
intemperanze
in
entrambi
di
Le
clima
già
Ballo
del
Talito
elemento
largo
un
l'azzurro
riconducesse
apparve
le
fra
nel
sentiva
agitato
avevano
era
ottenerne
wagneriane,
sopratutto
non
senonchè
creazioni.
sue
lodramma
me-
suo
aveva
ne
aspirazioni
trarne
a
egli
senza
popolo,
Il Genio
riuscendo
non
pur
del
quelle
cedette
pre-
tivo
evolu-
questo
forme
Carlos^
Le
non
visto,
;
le
tentato
Don
indecise.
tuttora
tratto
sembianza.
pur
A
abbiam
un
e
1872,
il movimento
passo
come
ad
giunto
e
nel
contemporaneo.
il Verdi,
venuto
Italia
in
apparsa
in
quel tempo
58
anni.
206
brillava
in alto
\ Aida,
che
qualche
tempo,
bastò
trattenerne
a
condusse
avrebbe
le avide
parte
V Aida
del
germanismo
L'errore
cadde
espressioni
nel
impersonata
La
spontanea,
meno
Rigoletto,
Tarte
quale
dentro
!
il
guisa però
alterasse
la
umana
istrumento
sì
;
X
cosa
Il
che
Su
questo
esiste
quindi
argomento
Traviata
ha
X
di
improvviso
le
il
per
vero
ci fermeremo
elevò
stocrazia,
ari-
mento
sposta-
leggi
della
leggi, certo
alla
massimo
rispetto
parlando,
è
un
meraviglioso
gli altri
codesta
là
all'alta
di tali
una
ma
;
il Verdi
modo
del
trovato
espressione poetica
conseguimento
costituisce
(i)
non
italiana
quella
ceto
istrumento
un
compendiata
è
medio
musicalmente
quale,
ma
di
V Aida
verun
nel
più
originale,
meno
della
che
Ora,
principale, consiste
voce
cui
in
estetica.
commozione
la
dal
delle
autore.
suo
con
fisiche
meta-
giudizio,
un
una
poetica
musicale
in
e
lirica
certo
e
zione
devia-
(i)
rigogliosa
Carlos
1
Wagner
una
V Aida
e
di
le fonti
presto
wéi^ Aida
incarnazione
linguaggio
non
del
Trovatore
il Don
Con
ben
meno
del
che
sentimentalità
genio
è
natura
!
consacrò
della
del
verso
puro
però
pressoché universale,
elette
fosse
italiano
sentimento
e
air aberrazione
complice
non
per
non
fantasie
irrequiete
e
un
Eppure
almeno
giovane scuola,
pubblico
perfino
che
del
della
del
la via.
rimanere,
potuto
il codice
una
supporre
agli incerti
indicante
il Verdi
credere
e
VENTESIMOPRIMO.
CAPO
della
rola,
pa-
istrumenti.
espressione
lavoro
in
tica
poe-
spirituale
lungamente
quanto
l'artista,
del-
prima.
il Verdi
E
lavoro
suo
pensiero
in
fatto
due
fasi
la
prende
non
ha
di
lavoro
e
vocale
parte
invece
oggi
il
ha
che
da
cima
del
e
:
lavoro
po'
che
anzi
vi
ha
aggiunto
Ricordiamo
in
voga,
ed
che
cessi
«
di
occuparsi
«
Sono
«
almeno
«
scrissi
(i)
un
efficacia
il Maestro
«
della
che
al Ricordi
in
ture
parti-
sempre
dire
che
sinfonica
minore
con
compositori stranieri,
sobrietà
e
buon
un
grado
giorno, a proposito
di un'opera, allora
dire
a
da
sistema
fattura
tutti
dovrebbero
Siamo
può
la parte
opere
una
ebbe
questo
cose
qualche
superati.
che
bontà
vantata
dei
il
pochi mesi,
quelle
si
non
seguenza
con-
Infatti
soggiaciuto
sei
o
tecnica
difficilmente
gusto
in
dell' Otello
di
curata
e
cinque
dottrina
e
ha
Tuttavia
trattata
ultime
sue
cui
a
Dacché
poi impiegare
ciascuna
ordine
questo
abbia
sapienza
dovuto
malincuore.
a
non
delle
in
porre
a
egli
ha
più lunga;
deWAida,
musica
volta,
melodramma,
in soli
concepire
la
fondo,
a
la
laborioso.
e
anche,
ed
divenuto
è
lungo
potuto
Falstaff,
anno
un
ha
tutta
Una
il
invaso
di
mente
completa-
breve.
più
istrumentazione
oltremodo
Verdi,
la
il
egli
mentalmente
spirituale,era
sinfonico
della
ha
istrumentale.
tutta
che
così
;
dell' opera,
divenuta
è
principio
il lavoro
forma
la
lavoro
(i)
non
costruito
cantabile
fase,
prima
questa
prima
divide
Egli
distinte:
ben
se
e
o
dipresso
un
a
così.
sempre
compilazione
penna
immaginato
la
207
VENTESIMOPRIMO.
CAPO
di
parte
istrumentale
i maestri
fare.
saper
che
mi
Non
«
:
garantire
la
verità
l'ora
del
pubblico
di
un'opera.
fare
sanno
tale
o
che
addietro
Tempo
di
molto
vedo
avvertito
avesse
della
qualora
affermazione.
208
VENTESIMOPRIMO.
CAPO
capitata un'opera
fosse
«
gli
"
mentale...
"
buona
"
ste,
"
effetti
:
"
cosa
!
"
del
L' istrumentale
tal
fine
lo
ricco
stocratica
particolareattenzione,
dove
la
fascino
un
nessun
pezzo
solo
non
i
codesto,
le
frasi
i
da
I
spunto.
solo
di
da
Amneris,
invitare
con
la
canticchiando
la
voce
stessa
una
luto
devouna
sé
dalla
stessa,
atte
quasi
a
dire
vare
pro-
idea
che
escluso.
dal
E
Maestro
sibbene
quali rivelano
i
melodica
così
traente
at-
dell'accennato
il desiderio
un'andatura
hanno
il ricordo
proverebbe
vivo
dersi
ren-
fatica
trattamento,
intenzione
una
e
della
ebbero
vocali
fatto
af-
Tari-
dedicarvi
rimarrebbe
periodi
di
e
naturale
e
potrebbe
ne
della
ammirare
cantabile
frammenti
recitativi
euritmica
si
e
la fattura
disturbai
non
citazioni
così, italiano
lasciare
esempio,
rievocarne
i
e
piccoli
cantabilità
una
si
vare
schi-
e
sinfonico,
Le
àiéX Aida
diremo
e
:
fuorvia-
accoppiamenti
Per
svolgimento
pezzi
dal
esercita, per
cantata
innumerevoli
potè
e
perchè
pertanto
continuo.
quasi
Aida,
distogliendola con
parola
il perenne
sarebbero
di
tessuto
occorre
degli
artistica
significato logico
air orchestra
scena
n^
dell'ascoltatore.
del
consi-
non
significa qualche
vaghissime,
del
della
dell' istrumentale
elaborata
eleganza
conto
trovarvi
dell'epoca. Ecco
foniche
l'orecchio
a
istru-
eccentricità
sensibilità
quant'altri mai
combinazioni
cattivo
sopraffatto
moderna
squisitamente
Aida,
ed
il Verdi
essere
spirito falso
un
bello
quando
mirò
non
della
varietà
bello
è
esso
modo
mento
nella
resto,
questo
si riuscisse
se
musica!...
A
in
Chissà,
con
per
addurre
così
un
mente
leggiadra-
dell'ascoltante
compiacenza
nota
e
a
che
deliziosa
CAPO
Cosa
romanza.
ad
educati
credono
quali
invece
dell'arte
e
non
gli è
lecito
ed
Sommario.
Scala.
déiV Aida.
dQ]VAida
del
storia
vale
quel
scosto
na-
mostrano
fuoco
sacro
A
—
che
VAida
—
~
Al
francese.
Parallelo
Teatro
finanziario
I suoi
—
Don
Altra
—
Italiano
Giovanni.
e
del
—
alla
Perugia.
a
lettera,
—
rigi.
all'Operadi Patestazioni.
ConReyer.
—
Verdi
imitatore
critico.
Aida
essa
Roraa.
esecutori
Milano
Da
articolo
Un
—
è
ripeterla.Diremo
gloria universale,
a
rappresentazione al
prima
Milano.
a
propositodel
àeW
La
—
viaggio dell'opera.
Verdi.
critica
—
Wagner!
manifestarsi,
—
napoletani.
La
—
dov'è
sensibili
Ventesimosecondo.
Trionfale
—
ingegno,
pensiero nella
il
dell'operad'arte.
Storia
Entusiasmi
premio
possiamo
di molto
forme
bello
e
Arrivo
Lettera
La
che
cercare
scintilla di
anima
—
di
quelle
una
—
Cairo.
del
ciò
italiani,
realtà
saperlo ritrovare in una
della propria immaginazione, esprimendolo
di
Capo
—
a
di
fuori
avere
vita
e
al di là
obbiettiva
non
musica
noi
cara
e
tecnica
è
nella
ripetere.
giovani compositori, anche
I
di
209
sopratutfx"
questa
amare
rammentare
i
VENTESIMOPRIMO.
tanto
nota
soltanto
fruttò
oltremodo
al
ormai
che, oltre
suo
cospicuo.
autore
Il viceré
che
una
un
di
Egitto,Ismail Pachà, che ne fece richiesta al Verdi
Italiano del Cairo,
l'inaugurazionedel Teatro
per
la somma
di lire
pagò infatti per quest'opera
14
%
"-
2
delle
150,000
della
fosse
al
recato
della
critici, Ernesto
che
circostanza
raccolse
musique
volumetto
dell' 8
si
non
:
mai
la Stolz
erano
d'essere
poste
d'un
quest'ultimo
fini,
bella
più
di
quarto
fenomenale
per
che
col titolo
il
"
:
in
Reyer
Notes
Italia
in
in
un
»
impiegò
appena
1872.
L'esito
fu
stupenda,
che
dire
altri
il
erano
secolo
;
del
degne
liane
ita-
Fancelli,
drone
pa-
uditasi
il baritono
la potenza
donne
cantatrici
tenore
e
forse
quale
le due
celebri
di
voce
addirittura
tedesche
due
magnifico,
attore-cantante
un
basso
gli
scrissero
rappresentata
delle
fianco
a
tempo;
della
articoli
la Waldmann,
e
noti
esservi
Basti
più.
Due
potè
l' interpretazione
avrà
riuscì
Filippo Filippi
e
X Aida
febbraio
al Cairo,
assisterono,
di
in
Pandol-
il Maini,
suono
e
un
ficacia
l'ef-
dell'accento.
Da
viaggio,
Milano
l' Aida
fermandosi
proseguì
prima
a
;
andò.
dell' autore,
musicisti.
che
tanto
titoli
non
délVAtda
in Francia
e
la riluttanz
deciso
e
—
Debats
vi
Milano
a
settimane,
trionfale
aveva
Filippi stampò
Musica
Cairo
sera
il
e
»
«
Dal
il Verdi
artistica.
serie
una
pubblicò poi
e
onori,
veduto
dei
Reyer
prove
denaro,
solennità
Perseveranza
quella
:
alle
per
e
presenza
grande
e
vana
il Maestro
vincere
rappresentazione
orbata
vera
della
fu
lo abbiamo
—
prima
sebbene
una
offerse
autore
andare
non
La
la
tratto
con-
consegna
che
assistere
per
dell'opera,
insistenza
ogni
ma
sei
del
alla
assai
gradito
Cairo
esecuzione
alla
de
firma
Milano
a
100,000
e
avrebbe
Kedive
deir
di
alla
50,000
partitura.
Il
ed
quali
Parigi
a
si
VENTESIMOSECONDO.
CAPO
IO
Parma,
il
suo
poi
trionfale
in Ancona
2
le
Aida
di
sorti
vivo
troppo
di cui
i
VENTESIMOSECONDO.
CAPO
12
desiderio
deir
fu
delle
Perugia
poderosi
L' Aida
meno
Una
cosa
o
Ti
che
fai
perchè
so
"(
tono
dal
cuore.
Vedo
«
scempio
«
un
"k
chi
^
intatta
«
fin
Ti
cero,
"k
tutto...
Genovr,
«
tu
scritto
dirmi
dire,
un
altro
io,
e
1873.
marzo
Aida
una
sera
che
Waldmann
il
sposato
(2)
Non
è
la
il Luccardi
Roma;
supposto
il che
e
vuol
detto,
seguitiamorosamente
duca
d'informarlo
dire
fra noi
da
mai
per
sin-
e
dirmi
e
tutto
e
che
mai!...
mai,
sopra
la
perduto
tutto.
la
dopo
nome
abbiamo
il Maestro,
che
ha
poco
tal
di
volta, lo
prima
canta,
eseguita
franco
sei
mai
taglia
dapertutto.
e
cose,
fa
ne
(2)
»
divenne
giovane
non
par-
più Topera
stata
resterà
questo
nominato;
subito.
è
tu
le
chi
è
non
che
e
si
pezzo,
"(
o
mi
che
se
Tuo
«
Ìi)Maria
che
e
ài^
sempre,
sono
che
mai
a
so
come
inteso
sarai
21
sinceri
insomma,
perchè
Scrivimi
«
sera
Che,
prego,
non
li mandi
scrupolo,
ben
ne
al Luccardi.
degli auguri
Vale
ho
con
di
"(
Verdi
giornali che
un'altra
che
qui
€
alcuni
canta...
non
sempre
perfezione. Ce
del
cuore
me
Roma.
pezzo,
venne
Grazie.
da
a
le
la desiderata
di
ringrazio
«
«
tunata
for-
veramente
l'altra
lettera
udisse
ne
(i)
resto,
"c
€
città che
Luccardi^
Caro
«
ultime
del
un'altra
altresì
avverte
Waldmann
impareggiabile
mai,
raggiungere
per
lasciando
Amneris,
accenti,
fu
non
Roma.
a
una
drammatici
e
di
quelle
in
a
G.
duchessa
veduto,
che
il Verdi
delle
contrariamente
vista
Massari,
Ferrara.
esecuzione
di
Verdi.
i suoi
sue
a
opere
quanto
lavori,
carica
in-
e
a
si è
li ha
VENTESIMOSECONDO.
CAPO
Italia
In
raggiunse
coir
scena,
diresse
tre
ivi accolta
ed
veduto
«
blicista
"k
veranza
«
cevan
«
ho
«
trovar,
«
il
belle
di
dei
direi
Morir
clamore
sì
levatosi
le
il
22
trionfo.
grande
subì,
non
i suoi
;
spontaneità
una
vera
Maestro
tributi
e
dimostrazione
italiano.
che
e
fae
non
allo
spartito
quattro
fu
in
del
pubblico
restrizioni
nazionale
e
offerti
in
dido,
splennobile
una
questo
prendere
anni
Direttore,
in
Maestro
diano,
ver-
finalmente
dove
anzi
"
il festevole
aspettativa.
da
pub-
Perse-
Masini.
ancora
volta,
Ho
d'Aida,
Il ricevimento
vennero
universalità
alla
malgrado
L'ammirazione
questa
il
lagrime
si emularono
il
coadiuvare
«
tranquilliudendo
Opera
ogni
cori, cantanti
per
gara
ad
Parigi,
allora
dolore
del
"
e
1882.
marzo
le
attorno
dell'
la
di
Parigi
star
aspettare
soglie
superiore
orchestra,
di
Parigi
dovè
varcare
penetrò
in
che
commuoversi
bella
e
pura
in
entusiasmo.
di
viveurs
modo
posta
Verdi
scriveva
grida
quel giorno,
r Aida
per
vieux
venne
Italiano
sincero
le
memoria.
del
asciugarsi
quasi,
da
cui
Aida^
signore,
versare
veduto
di
frenetiche
Teatro
e
Milano,
loro
di
(Folchetto) da
Caponi
Eppure
al
lo
rappresentazioni
personale
vivo
con
X
1876
sere,
delle
"(
«
del
assistenza
per
le
incancellabile
serbare
aprile
X Aida
successo
esultanze
suscitarono
deve
Neir
dove
Napoli
a
quest'opera
il Verdi
del
il maximum
3
21
con
suo
gino
paritesi
sottintale
l'aspetto
onore
di
del
2
VENTESIMOSECONDO.
^^^'^^
14
La
critica
della
musica
sollevato,
stesse
parigina,
le
con
all'intenso
e
sentì
quali
del
generalmente
cert'aria
una
e
aristarchi
dagli
giovane
Il
del
così
«
Verdi
vive
"
assolutamente
€
ad
«
anno
€
vanni,
«
è
«
di
Riccardo
«
di
Berlioz
«
gli spartiti di Meyerbeer
«
dei
«
del
«
renti
«
scrisse
«
avanzati,
ogni
fa
anche
primo
generi
il Verdi
non
inesatti
col
Note
al
che
ma
abbia,
capolavoro
del
qualche
il Don
che
anche
ed
Gtoforse
e
le
opere
ragione
reso
che
non
suoi
studi
in
forse
che
quelli
sono
essi
quando
molto
sono
completi.
formano
bella
una
di
spropositi
non
assai
del
Mozart.
narra
diffe-
questi
abbozzati,
oggidì
Pougin,
studiato
aver
essersi
è la balzana
se
resta
famigliarie quelle
anche
ed
:
nuova,
dipoi
certo
assolutamente
invero
libro
letto
ora
e
opera
letto
È
là.
Carlos,
righe,
ogni
l'ha
con
si dica
isolamento
mai
Deve
erano
Verdi
mi
gli sono
I
non
se
un
articoli,
si assicurava
di Gounod
il Don
non
Mi
in
più
venuto.
discendenza,
con-
ad
suoi
dal
non
ad
ma
parimenti.
giudizi
!
aveva
Wagner
Sproposito
sue
non
procedimenti
Poche
di
egli
di
e
dinanzi
de'
uno
Ah
sistema.
possibile,
andato
"
:
indifferente
che
È
in
più completo
nuovo
lincuore
ma-
dagl'ipercritici
iniziata
V Aida,
nel
a
promesse.
evoluzione
scriveva
po'
sussiego
prendere
esempio,
per
della
parlando
di
la
le lodi,
un
giornalismo
belle
di
autore
Reyer,
suol
si
quale
quelle
nondimeno
tributate
essa
ferire
sovente
;
furono
parche,
con
e
Verdi
da
armi,
proprie
tentato
avea
lezza
bel-
imponente
entusiasmo
le
spuntarsi
artistica
riputazione
alla
dinanzi
»
somma
!
affermazione
che
tardi, fatto
Folchetto,
a
noscenza
co-
nelle
proposito
di
VENTESIMOSECONDO.
CAPO
aneddoto.
il seguente
ciò
in
«
messo
«
maestro
«
si
«(
ne
«
che
«
dopo
«
immancabilmente
«
diamo
«
al
«
zava.
«
alla
fine
«
più
del
"
lo ammirava,
«
gestione
"
averlo
alla
scena
di
Verdi,
fu
il
grande
Verdi
un
La
lo
per
dirla
lo
che
filo conduttore
poi
all' Aida
che
il Verdi
piti
in
là
Bizzarra
\ Aida
con
del
"
Don
all' Aida
attribuire
francamente,
può
di
servire
giudizio
sopra
X
paragonare
o
Teli
r
del
del
dal
va
non
—
dichiarazione
andato
là
il
^
ha
Reyer
Giovanni,
di
un'opera
anche
forse
voluto
Orfeo
di
del
Gluck
del
nel
scritto
paragone
secolo
un
Olimpiade
invece
dopo.
col
grande
Tanto
Parsifal
col
Pergolese
non
stabilire
per
altro
un
1787,
un
stro,
mae-
varrebbe
del
gner,
Wa-
Guglielmo
Rossini!
Riguardo
opere
»
lora,
significatodi superiorità, alriconosciamo
l'espressione assai
pietra
circa
scritta
!
un
Il Don
improvvida.
tardi
non
Giovanni!
quel piti in
con
sia
che
Reyer
la
indi-
una
Altro
più
poi
è
poteva
viceversa
e
—
che
memoria,
ebbe
il
analiz-
ne
a
anni.
letto
o
davvero.
sappiamo
molti
ve-
tanto
non
ne
averlo
letto
lo
poi
sapeva
ma
questi
mettendosi
e
Tanno,
Lo
per
Lavigna,
Giuseppe,
:
chiara,
serate
tempo,
e
tutto
rispettava,
durò
quale
Se
per
Giovanni,
Don
Giovanni
Don
durò
Verdi,
del
dire
prima
lo
tanto
nelle
Giovanni,
suonava
Lavigna
intero,
casa
col
fu
interruzione
qualche
per
il Don
cosa
mai
Con
in
finiva
pianoforte
dal
4
Orbene,
passare
poco
1
anno
un
per
conversato
aver
8
1
qualche
successo.
usava
Giovanni
Don
nel
con
e
quasi
rappresentò
Il
«
Scala
5
21
alla
Wagner
famigliarità »
«
e
del
Berlioz,
del
è
Verdi-
certo
che
le
con
con
2
I
6
CAPO
queir allusione
al
Verdi
mai,
ce
un
d'imitazione
avviso,
compositori.
E,
Capo
Sommario.
Storia
—
La
partenza
distinte
del
—
Il
monologhismo
L'arte
trascendentale
—
Riassunto,
Le
Il melodramma
benché
forma
e
con
due
Cristoforo
—
artisti.
della
dialoghismo
e
del
Wagner
giudicato
del
di
Il modo
—
e
—
quella
Il
di trattare
del
umana
di
tre
sistenia
le voci.
wagneriana.
scena
—
Verdi
Le
—
—
—
Punti
—
comparativo.
—
Wagner.
Gluck.
Wagner.
del
opere
i due
critico
melodie,
Verdi.
del
esplicazione wagneriana.
sentimento,
Verdi.
—
—
Verdi,
da
Verdi
e
quello
hanno
Wagner,
diversità
di
metodo,
del
ziali
essen-
figurazione,
di
d' intendimenti.
e
La
del
quello
letterato, oratore.
fra
quasi contemporànei,
di
—
poeta,
Studio
—
Wagner
—
Reyer
il Wagner.
e
Il concetto
delle
Differenze
—
dell'ultima
leit-motiv,
fra
all'accusa
e
dogma.
Analisi
Wagner
d'arrivo.
e
Wagner
in
—
—
istinto.
per
del
parole
fra il Verdi
wagneriano.
nuova.
fissa.
idea
artista
del
trasformata
dell'arte
sua
parti
melodramma
leggenda
germi
artistici
Ventesimoterzo.
melodramma
del
La
I
H
—
le
poiché
ebbe
non
sussistere
possono
parallelo critico
infliggere
rapporti
di
invito, risponderemo
porgono
succinto
non
ad
ch'egli
affinità
una
nostro
ne
evidentemente
mira
vizio
almeno
a
i due
si
un
od
che,
VENTESIMOSECONDO.
storia
del
melodramma
wagneriano
è breve
manifesta.
Essa
Fra
incomincia
queste
dal
due
Rienzi
opere,
e
che
finisce
con
possono
il Parsifal.
dirsi
la
CAPO
genesi
la
e
il
il Vascello
la
tutto
Il
valore.
come
miliari
lasso
l'uno
fra
:
breve
non
i risultati
che
è
meta
di tempo
si rivelano
nove
ad
dieci
o
da
la
il
Wagner
pochi
termini
hawi
è
sosta
ogni
un
sempre
feconda,
però
susseguente
nuova
e
lodrammi
me-
molto
percorre
di essi
:
tori
Can-
numero,
segnato
l'altro
e
desco,
te-
il Tannhauser^
come
poco
cammino
alla
arrivare
per
di
più
ben
;
compositore
Isotta, i Maestri
e
non
:
del
Fantasmay
Tristano
Tetralogia
in
e
il
Lohengrifiy
e
intellettuale
sintesi
stanno
2T7
VENTESIMOTERZO.
creazione.
artista
Wagner,
sé
tutto
le
stesso,
come
di
mezzo
di
patriottico altresì.
scuola
alla
Maestro
dolore
tedesco
sentì
Teutonici
Bardi
intelletto
e
la
di
il
compiere
dare
di
trattava
il Weber
e
fare.
saputo
Si
meno
divenire
era
che
stato
—
presentito
che
—
concetto
era
e
che
ad
un
il Mozart,
avevano
di
gere
raggiune
allora
grande
il solo
avesse
tando
rispet-
popolari,
sino
suo
vi
tutto
dramma-liric
melo-
Meyerbeer
tradizioni
stato
il
antichi
un
né
conservando
Un
anni
la fiducia
Germania
quello
e
proposito.
meta,
leggenda.
l'ardito
diedero
pari tempo
dogma
il Gluck
gli
in
e
sé
gli
il
istinti
di
accoppiati
cosa
trattava
gelosamente
umane,
grande
ancora
altissima
questa
sofferenze
che
alla
nazionale,
né
primi
dentro
ferace,
e
filosofico
accendeva
sentimenti
poderoso
forza
Si
:
che
fine
suoi
tumultuare
l'audacia
e
delle
e
da'
non
come
ideale,
fino
tutte
queste
e
diletto, sibbene
e
Provato
del
l'orgoglio
bellezze,
arcane
piacere
cambio
in
eminentemente
concetto
un
chiedendo
lei
ed
intime
più
sue
a
all'arte
dona
coscienza,
per
che
posto
cendo
fa-
non
cessore
predeavesse
mano
2l8
fortemente
infatti
i mezzi
con
U
disporre.
i
vigorosi
del
Nella
della
fine
l'ampiezza
Wagner
prese
com-
propostosi
non
il fervore
Rienzi,
decisa
una
conserva
stile
arieggia
Al
opera
fantasia
lo
e
nonché
il
vi difettano
ma,
;
presto.
prima
sua
racchiudono
^
nuova
Ciò
allora
poteva
Orfeo
forme,
riscossa.
così
tuttavia
giunse
X
pensiero.
alla
lavorò
e
quegli
dell'arte
delle
complesso
continuità
la
di cui
X Alceste,
Armida,
germi
il
e
VENTESlMOTER/0.
CAPO
largo, euritmico,
non
deranza
prepone
vago
del
quello
poco
vanile
gio-
poso,
pom-
Mozart
del
e
Weber.
nel
Solo
riformatore
Vascello
comincia
dal
lontano
il
Fantasma
Tuomo
riflettere
i sintomi
Il
Vascello
la
schietta
il
dove
fervore
le
coro
vario
il dimani
voci:
che
in
domina
e
tini,
Sponvi fanno
e
questo
a
alito
del
biano
ab-
fantasia
mezzo
un
radioso
quella
è pur
perfino Donizetti,
nondimeno
è la
designi
melodiose.
e
colpisce, sorprende
splendido
altre
della
verginità
e
discorde
e
d'arte
autore,
suo
scorrevoli
più
Weber,
loro
innovatrice
la
e
espansioni
sentire
del
nel-
e
futuro.
Wagner
delle
riscono
appa-
primo
opera
meno
individualità
Rossini,
come
sebbene
e,
del
ancora
là
e
qua
nell'atto
caratteristici
Fantasma,
più indefinita,
ma
;
frequenti, specialmente
Tultimo,
lo stile è
svolgersi :
a
del
programma
di
fa
fantasia
presentire
Lohengrin
e
del
Tannhauser,
Dinanzi
come
a
queste
pensiero
di
ne
raggiunto,
e
due
forma,
come
pregi musicali,
sarebbe
o
rimasto
d'essersi
per
che
opere
complesso
un
qualunque
pago,
lo
meno
racchiudono,
altro
fiducioso
assai
perbo
su-
sitore
compodi
avere
avvicinato.
2
20
in
VENTESIMOTERZO^
CAPO
della
difesa
sulle
oratore
predicare
e
della
sua
musica
della
sua
Germania:
e
me
del
scene
il
dire
e
di
teatro
Bayrutth,
al
pomposamente
un'arte
pubblico
nazionale:
da
di
l'orgoglio
oggi
avete
mente
final-
trascendentale
concetto
eccovi
voi
ascoltiamo
lo
noi
commentare
me
per
idea;
sua
sederla
pos-
!
Egli
popolo
ha
il
Verdi,
artista
E
volle
così,
coll'arte
la filosofia
e
Verdi
raccoglie
fascino
di
canti
r immensa
appunto
de*
Verdi
suoi
qui
cioè
parte
di
Wagner
un
entrambi
propria. Questo
la
somma
la
stessa,
del
da
muovono,
due
filosofo,
un
grande
musica.
nelle
col
rende
miglior
prova
dal
che,
Rienzi
da
vero,
punti diversi,
della
quello
movimento
progressivo
ne
miamoci
fer-
distanza
medesima
l'arte
del-
speculativo
significa bensì
parimenti
sofeggia
filo-
e
il raziocinio
sua
Soltanto
é
percorso
è
né
la
la
campo
non
cammino
uguale
compositori
nel
furono
quello deìVAtda,
a
la
e
tello
Dona-
popolo
popolo
corre
uguale
del
di cui
del
come
pubblici
ai
popolarità.
ora,
anzitutto
ragiona
della
al
e
fu
Wagner
poesia
primi tempi
per
il
separa
Trilogia,
da
la
melodie
e
imposto.
è
soltanto
trascendentale
invece
lo
come
e
non
impone
e
lui che
pittori,come
Ei
il
manifestazioni
vive
sue
sua
Wagner,
essere
mentre
è
dettato,
scultori,
il Monti.
;
al
infatti fu musicista
furono
e
speculatore
artista.
del
furono
Correggio
l'Ariosto
poeti
che
formulato,
chiede
non
poiché
parere,
istinto. Esso
per
Bartolini
e
fu
suo
differenza
a
e
si occupa,
non
già anticipatamente
Raffaello
né
cura,
pubblico
Il
un
si
non
sia
a
presso
il valore.
quasi
per
che,
se
poco
I due
neamente
contempora-
strade
di
uguale
lunghezza,
divergenti
ma
221
VENTESIMOTERZO.
CAPO
convergenti
e
meta
una
a
disparata;
lo
Dato
due
dei
e
Maestri,
differenti
indubbiamente
ha
quale
il gusto
sono,
il
popolare
lontano
più
del
la riforma
dal
il merito
delle
Sotto
ha
indiscutibile
Riteniamo
infatti
sul
troppo
trattisi
una
lunga
prodotto
e
la parte
la parte
riunite,
a
per
un
unità
indiscutibile.
nella
musica
studiato.
e
che
la
dove
lad-
:
Ciascuna
organismo
Fenomeno
ha
in
diritto
lunga,
T ultima
tutta
parti
tre
trova
narrativa
di queste
tre
di
arte
essere
parti
gono
giun-
esse
completo
e
insieme
eppure,
questo
ad
bianze
sem-
parte
propria;
miracolo
un
la
nale,
origi-
e
comune.
critica
descrittiva
vero
costituire
autore.
suo
renderne
da
in genere
come
fisonomia
una
data
fon-
Parsifal
al sentimento
istrumentale.
possiede
teatro.
Wagner
nuovo
nel
e
transumane
T assimilazione
Trilogia,
:
tavia
tut-
sul
del
artistico
Trilogia
esplicazione wagneriana,
distinte
nosciuta
rico-
inevitabile, naturalmente,
così vaporose
Nella
del
individuale
concetto
terreno
crediamo
resistenza
ha
se
essere
non
ultima
una
riforma
nel
e
deve
e
scoperta,
nella
difficile
può
la riforma
d'un
assume
paternità,
vera
individualismo
Questo
e
della
scientifiche
avere
possa
ed
lirico,
melodramma
or
aspetto
questo
importanza
una
e
d*arte, della
superiore. Questa
nel
una
il Verdi
quarant'anni
avea,
sentore.
Wagner
come
dissimili
tutto
forma
non
Wagner
discipline
del
preceduto
una
originalità assolutamente
portata
che
diversa
tanto
le manifestazioni.
fossero
suoi, immaginando
tempi
artistica
natura
naturale
era
ne
Wagner
i
la
spirito e
e
di
una
peculiarissimo
attentamente
22
VENTESIMOTERZO.
CAPO
2
Nella
dell'artista:
vigore
il Maestro
parte
passati
che
il Wagner
descrittiva
parte
di
E,
contemporanei.
e
assurgono
ad
la
verso
sistema
un
leit-^mottVy di cui
dire
oseremmo
Bayreuth
il
e
con
semplice
chiaro
e
poderosi.
Naturalmente
lo
raggiungere
dell'artista
luoghi,
rievocare,
le
come
Qualora
divide
piena
situazioni
invero
si
lirico descrittivo
del
dal
che
la
Wagner
melodica.
vena
nel
il
nemici
del
laddove
si
nella
che
Wagner,
si
nato
il
enorme
il poeta
farraginoso
mente
la vecchia
di
tesi,
ipo-
posseduto
'
voluto
è
ratore
nar-
dirlo, assurda
occorre
esaminarla
voglia
è
ma
priva
non
distanza
cioè, mai
Ipotesi, non
assoluto
senso
i
ma
l'argomento
leit-motiv, ossia
abbia,
non
quali
mai
alla
dottissimo,
melopeico, risorge
possa
passionale.
e
rifletta
il Maestro
e
mirabilmente
serve
potrebbe
storico
ben
per
la fantasia
ove
le
e
vari
personaggio,
con
il mito
lo
non
di mezzi
bisogno,
il
solo
fondo,
pro-
ampliato
sconfinata
e
tiene
at-
del
quello
:
ma
argomenti
non
tal fine
A
il dramma
umano,
che
le
cose,
il leit-motiv.
Wagner,
di
libertà
abbia
facilità
con
egli ha
scopo,
si
accorgimento
con
affascinante
ricchezza
una
emuli
Wagner
applicandolo frequentemente,
svolto
in questa
in tutti i fatti umani
come
vale
che
tutti i suoi
supera
sublimità,
egli si
il massimo
dimostra
attribuirglidai
fondamento
sotto
punto
un
però,
di
vista
relativo.
Che
l'invenzione
tedesco
Compositore
in
smentita,
sola
geniale
e
vedersi
una
e
si
del
leit-motiv
sorgente
la
rinvenga
nel
mente
ingiusta agevol-
anche
mancanza
misurarsi
non
un'accusa
è
presenza
da
a
melodica
melodiosa:
di
altro, dalla
emanante
soltanto
dubbiame
inmane
ri-
capacità della sorgente.
VENTESIMOTERZO.
CAPO
che
Ora,
questa
fluente
dilagò
ricca,
il paragone
soltanto
reggere
dirsi
possa
oltre
per
lui
«tenui
riuscito
sarebbe
scorrevoli
e
un'altra
così
La
sebbene
risposta,
al
gratuitamente
la
esiste
non
nelle
segnatamente
in
tema
un
che
e
a
dismisura
imitazioni
da
luminosa
temi,
una
del
l'altra
e
Basta
intima
di
infatti
per
le affinità
più
con
o
meno
nonché
essa,
Fa
di
d'uopo
anche
fisonomia,
Wagner
il
altre
inoltre
tener
conto
di
una
quale
alla
e
di
all'erudita
e
da
evidentissimi
i
cima
la
a
fondo
una
segni.
Tri*
evocazione
partiture
a
considerare
tutte
temi
i vari
quella
denti.
prece-
non
come,
lendosi
vo-
di
uniformità
codesta
del
partiture del
allaccianti
somma
questi
famiglia
anch'essa
paziente
di
svolge
Di
nelle
da
lo
contrapunti
tedesco.
melodico
contenuto
diviene
la
legata
intime
mentale
fonda-
solamente
organica
sono
una
pre
sem-
battute,
otto
famigliari
esaminare
trovare
le
mai
cui
melodia,
idealogico
sovrano
cui
di
consiste
opere,
appartiene
è
dere
conce-
per
cosidettà
Maestro
parte
volgo.
merito
un
varietà
campeggia
dola
renden-
del
basta
all'orchestra
tempo
come
e
contatto
densità
parte
che
parentela
del
lungo
melodia
la
quasi
infinita
gran
Wagner,
di
contenuto
fantasia
leit-motiv
logia
il cui
una
con
preferì
sua
ultime
affidata
viene
quando
ch'esso
non
sue
acquista
ma
al
La
raggiunge
non
quelle
Wagner
prova.
risponde,
sollevandola
acuta,
Il
scrivere
trattando
accessibile
meno
cui
melodica
Wagner
»,
dell'anima,
poesia
da
facile
cantilene
qualità alla quantità,
la
da
affermarlo.
oserebbe
del
tale
fonte
Tonda
secolo
mezzo
genio verdiano, nessuno
feticismo
degli ammiratori
a
almeno
o
l'antica
con
del
che
3
22
vero
assai
delle
opere
modesta,
2
VENTESIMOTERZO.
CAPO
24
da
qualora
si
essa
aventi
ìntrecciantisi
suono,
modo
in
sinfonico
discorso
di
euritmia
certa
una
le frasi
detrarre
vogliano
che
allo
stupendo
avvolge quasi
e
di
figurazione e
mirabile
domina
i passaggi,
e
pre
sem-
l'azione
L'esiguità
evidente
noi
come
debbasi
l'intendiamo,
dall' istrumento
dirsi
tedesco
Havvi
delle
poi
voci
e
italiano
Questo
della
convenzioni
voci
l'uso
sostituito
coro,
a
cui
il
tutto
di
la
di
fronte
e
di
e
di
antico
pazienza
del
teatro
il
e
quello del
a
in
teatro
generale.
della
perenne
persistente
dì
L'eff*etto
il mondo,
può
se
largo
stupendo
deve
e
di
disconoscere
egli
al quartetto,
lirico
in
inesorabilità
una
ancora
genere
matore
rifor-
grande
wagneriano
quanto
dell'universo
immenso
del
le antecedenti.
tutte
vocale
in
ad
l'effetto
sminuisce
dialoghismo
spinta
canone
e
il
al terzetto,
storia
Sigmund
quasi
al duetto,
questo
la
Trilogia,
straniero
teatro
e
peggiori
;
di
teatro
l'isolamento
è
è
che
del
wagneriana
l'utilità
e
esattamente
della
ultime
cantante
Wagner
nessun
cessari
ne-
esaminando
Brunilde,
opere
assoluta
unite
l'amore
e
ch'egli trascura
parti
guaio
monologhismo
scena
delle
di
altro
il
guaio
il
voce,
di
cure
tanto
varie
in queste
pone
e
cista
il Musi-
che
iperboliche !
un
inferiorità
le
convincersene
quelle
addirittura
Wotan,
fatto
un
conosce
delle
vocale
segnatamente
è
ché
Chec-
istrumenti.
è facile
resto
almeno
vocale.
istrumento
lo
non
apparisce più
desumerlo,
mai
umana,
voce
gli altri
tessitura
cui
dedica
perchè
Del
una
in contrario,
non
alla
quanto
melodico
prodotto
allorquando
possa
anche
del
avesse
al
del
intervento
organo
tante
trapunto
con-
umano
pagine
CAPO
nella
gloriose. Invece
di
quasi,
o
vita, Tanima,
stra
la
sobbalza
lo
fra
del
protagonista
le
di
masse
nore,
ca-
dramma.
culla, lo agita,
lo
lo muove,
onde
Torche-
quando
non
se
del
poderose
alla
elevarsi
ad
riesce
non
l'essenza, la
dessa
è
tutto:
impadronisce,
ne
se
è
descrittiva,
altezza
unione
non
nulla,
abbiamo
non
5
contrapuntistiche di singole
leit-motiv
stesso
voluta
cioè
:
L'orchestra
(i)
Lo
ciò
tutto
22
Trilogia
combinazioni
non
voci,
VENTESIMOTERZO.
oceano
suo
sonroo.
È
ben
è
se
sistema
un
non
lui
a
fosse
non
Tarte
è
quella del
Verdi
delle
;
ne
e
del
si preoccupa
dei
di
l'aria
;
della
gradimento
speculativa
de'
suoi
loro
; tanto
ressa
s'inteporanei
contem-
l'influenza,
quanto
o
umana
Wagner
accetta
ne
maggiore
pubblici, e
espressione
il
gusto
il Verdi
respira
ne
così
se
plastica,
poco
del
e
altrettanto
idealmente
e
quanto
;
tendenze
assorbe
poiché, guai
altrettanto
Wagner,
servire
può
non
gner
Wa-
essere!
di
trascendentale
del
che
fortuna
è
cessasse
o
Quanto
è
individuale
ed
;
del
il il leit-motiv
che
questo
per
il Wagner
meno
minor
più
grado
o
più
ne
la
sua
cettivo
perviva
meno
tien
conto
il Verdi.
Così,
sul
teatrale
il
benché
ché
ciò
a
(i)
che
S*intende
15
;
invadono
del
alla
poco
che
Verdi
le
sua
rarissime
nel
sovranità
il Verdi
principio
fonda
vece
in-
melodico.
Ad
scambievolmente,
intervalli, l'altrui
l'invasione
aggiunge
sinfonico
sul
regno
entrambi
rari
basa
Wagner
principio
proprio
di
onta
il
mentre
territorio
campo
sinfonico
non
senonnon
l'invasione
gloria,mentre
eccezioni
;
hanno
importanza.
26
2
CAPO
del
le
Il
nel
Wagner
che,
destituisce
della
però
del
dello
Verdi
stesso
contemporaneo
e
Arrivò
periore.
€
€
4c
"
4c
€
€
:
cende
difficilissime.
scritto
il Tannhatiser.
!
Wagner
il
di
la
l'opera
stema
si-
illustre
suo
di
in
su-
mezzo
musica
vi-
a
dopo
avere
atroci
per
:
Commissione
il
Parigi
rifiutata
venne
emulo
musicale
genio
alla
zio
giudi-
un
disinganni
Ebbe
musica
con
Paganini,
portato
l'Accademia
Fantasma
il
Copiò
avendo
esempio
il
precipua
studio
sopra
come
il Verdi,
Wagner.
breve
questo
teatrali.
per
ragione
sua
melodrammatico
Chiudiamo
soddisfazioni
inferiorità
una
questi
a
procura
legittime
e
costituire
può
se
melodico
campo
grandi
più
sue
VENTESIMOTERZO.
delVascello
suo
gli
e
fu
chie-
y
invece
voluto
"
sto
«
Wagner
"
grandissimi
!
dal
sentimento,
^
nostro
Lohengrin,
"
nervi
"
Egli
«
"
«
«
:
La
ad
dunque
è
di
scrivere
musica
stabilito.
il
imitatori.
Questo
male
non
»
che
il
un
ha
il
venuto
sangue
diritto
di
da
restare.
feticismo
di
gli
nocque.
lui,
e
dell'arte
programma
preconcetto
è
vita,
suo
solo
pel
patriottismo
Spinse
con
c'è
i
lontana
eccezione
dove
!
fra
quanto
per
fatta
sentire
il libretto
annoverato
essere
musica
eccezionale.
venderne
musica,
sua
musica
è
mostrò
modo
sto
diritto
ha
«
"
avesse
se
bensì
in
fino
arte
Del
da'
a
prere-
suoi
228
VENTESIMOQUARTO.
CAPO
capolavoro.Spiritofiero e insofferente
concessioni
che, sebbene
sdegnò sempre
il SUO
lioz
alla
universalità, fossero
delle
loro
del
artistico
grande
La
melodia
presa
in
sono
sostanza
di cui
illusione
Beethoven
la
illusione, in quanto
che
di
;ro
facoltà
solo
Valore
erlioz
non
che
le
la
in
alcuni
di
fantasie
brani
drammatico,
continuità
d'una
gl'ideali
indarno
Germania.
al Berlioz
virtù
gliori
mi-
sue
ficare
quella di potere edigigantesca che il
opera
inventiva, ossia
ha
arte
stessa
le
Troia,
sempre
era
eretta
aveva
la
non
eglisognò
in Francia
di
sentimento
se
L'illusione
elevatissimi.
segreto
trice
Cellini, Bea-
contengano
di forte
e
discuoprireun
Benvenuto
partiture,sebbene
bella
o
anima.
Benedetto,
e
non
con
natura
sua
involucro
loro
della
di
ranti
aspi-
in contradizione
ratore
tipicad'artista. Adonaria
straordifede, egli si gittò con
della sua
terario
letbaldanza e spavalderia nel romanticismo
musicale, attingendo, a vicenda, la forza
e
thoven,
BeeGluck, Weber,
sue
immagini in Virgilio,
Shakespeare, Goethe, Byron, Hugo, presumendo
di questi un
lembo
di strappare ad ognuno
rigidezzadella
la
il Ber-
Dicemmo
del
mente
special-
mancava
l'elemento
tradurre
:
in
ziale
essen-
fenomeno
pensiero.
del
spiritualenella musica
infatti che pochissimo. La melo-
intrinseco
n'ha
ve
questo punto zampillanteche è la vita, la forma
-ima della musica, esiste nel pensiero del Berlioz,
ai
a
soltanto
debole
come
-incipio,
soggetto,
La
musica
del
sostanza
germe
della
Berlioz,
;
non
sua
sopratutto
mai
come
produzione.
eccentrica,
artifìcio continuo
in
un
esplicageneralmente
degliepisodi istrumentali, talvolta
in
li la ricchezza
VÈNTESIMOQUARTO.
CAP(^
di
concetto
e
tale
come
ascoltatore,
Il Berlioz,
il
come
ideali,
e
a
tutte
sembrare
di
parentele
:
il
artista,
ma
centrici, v^ri flagelli che
"
Egli
€
stesso,
«
qualcheduno.
"
con
«
rispetto
«
Meyerbeer,
«
ricambiò
(i)
qualora
per
rapporti
la possibilità
diviene
Arrivato
del
bisogna
avrebbe
alla
gloria,
ingegno
suo
coloro
che
lo
del
resto
proposito
del
del
Verdi,
se
l'era
Paganini
sul
celebre
male
in
gran
trascrìviamo
violinista.
non
ebbe
il
il Berlioz
che
»
a
parte
compreso
rispettò
meritato.
!
di sé
dispiacere
aiutarono,
e
ec-
passare
poderoso,
che
contemporaneo
far
lioz
Ber-
artisti
lasciar
detto
di
saputo
avesse
del
dato
quegli
gli fu benefico,
d'ingratitudine.
che
interessante
che
ha
che
Il solo
A
cattivo
così
era
le forze
nini
di
il Berlioz
e
di
uno
«
"
addirittura.
il Wagner,
il Verdi
che
giudizio
Grande
"
fra il Verdi
legami
l'ignoto.
del-
e
talvolta
potè
l'esistenza
e
il
suggeritegli
inesplorato
lo fu
il Verdi
fra
suoi
nandosi
abbando-
conto,
Wagner
vedemmo,
dei
assurda.
pressoché
Ecco
il
se
il Berlioz
arte
tali
di
dell'
il
raggiungerli,
bizzarrie
e
tamente
esat-
a
mentre
perfetta
proprio
per
parola,
come
Pertanto,
e
d'un
fisonomia
e
intende
stranezze
mito,
un
quali
irrequieta
una
Esclusa,
e
le
però
carattere
chiara
invece
smania
In
pefacendolo
stu-
il merito
riuscì
egli non
dando
coi
va
va,
sua
ebbe
Wagner,
visione
mezzi
dei
e
Berlioz
dalla
la
dello
persuaderlo,
senza
proprie immagini.
ha
Wagner
all'attenzione
s'impone
eh'
determinare,
alle
sembianza
e
commuoverlo.
innovatore
decisa
aspetto
sorprendendolo
senza
concetto
sola
da
meravigliosa, prende
229
fu
ie
Paga-
(i)
quest* altro
giudizio
230
CAPO
Il
studiato
Gounod
gli spartiti
di averlo
e
Verdi
che
per
dal
la
tentarne
il Don
di citare
nulla
di
delle
comune
o
sagome,
alla
infinite
c'è
«
che
4(
Modulazioni,
«
successioni
arte
«
a
l'ha
e
«
Paganini era
paragonarsi a
porti
rap-
nelle
loro
Egli
sul
pranzo
da
con
una
all'unisono
la
Nessuno
d'artista
sua
d' intervalli
e
talmente
in
fantasia:
delle
cose
compositore
ha
costretto
mente
precisa-
trovato
e
farlo, egli
per
del
;
dei
la
cultura,
sua
concertisti
questi gli fece
moderni
trovare
fare
»
dinaria
straor-
il
straordinario
incredibili.
del
Berlioz,
straordinario:
era
»
Paganini,
qualche cosa
sulle
prodigiosa posizione prese
sol colpo d'arco!
un
con
«
è
"
Gounod
talento
forme.
tante
ed
Wagner,
genio.
faceva
amico
un
di
suo
e
violino
invitandolo
e
Il
—
il
che
Aida;
del
vero
un
lui.
erudizione
sua
del
nemmeno
e
il Verdi
n^W
adoperata
bisogno
Meyerbeer,
quattro
del
l'Hanslick
consumano
fraseologia nuova.
avuto
la
tutta
nei
e
sì presto
servirsene
più
può
fraseologia
violino,
musicali
giustamente
si
Questa
violino
stite
ve-
fantasia
progressioni
una
a
sono
trovarla
potuto
sprechi
trovare
la
libera
in trent'anni,
anzi
intelligentenon
il
dice
—
armoniche
«
può
cui
novità
appartiene
alla
elementi
cadenze,
cinquanta,
ha
e
e
la musica
come
«
non
Aida,
fervida
cercata
di
La
sottili combinazioni.
e
Non
«
noi, proprio
dell'abito
complicati degli
Meyerbeer,
ha, secondo
à^W
stato
Aida,
meglio
Tha
che
de\Y
contemporanei.
immaginazione
Maestro
al
co' suoi
melodiose
le idee
studi
soltanto
sarebbe
luogo
il Verdi
quest'opera
In
gli
; osserveremo
rispetto
in
del
V Aida,
con
dimostrazione
Carlos
di
e
in dubbio
porre
difficile, specialmente
meno
Meyerbeer
dimostrato
autori
questi
sopra
Tonore
al Verdi
del
sopratutto
bene
guarderemo
del
finalmente
concede
Reyer
avere
Ci
VENTESIMOQUARTO.
Un
sul
suo
canismo.
mec-
giorno,
tavolo
seccato,
quattro
vitato
inun
afferrò
corde
1
VENTESIMOQUARTO.
•CAPO
la
il
esperienza,
sua
la
Naturalmente,
ai
rapporti
le
infine
gli
contemporanee
delle
il
qualche
in
però
dalle
Orbene,
a
non
è
domina
essa
e
codeste
basi
:
colorite
e
da
il Verdi,
nelV
riunite,
gradazioni
parato
se-
lo dicemmo,
Aida.
la
disposta
ambedue
rapporti
dell'autore.
sovrana
dall'armonia
delle
inevitabile,
neppure
sempre
ossia
scienze,
individuali
meno
gire
sfug-
esso,
di codesti
convinzioni
venuto
di
è sempre
punto
pertanto
molteplici
ritmi
relatività
convinzioni
altresì
rinforzata
Nella
una
può
non
energie
arti.
contatto
anch'essa
essendo
altre
lettere, delle
In
melodia
nuove
sopra
da
mosse
nuovi
più vaghe
sonore
diverse.
musica
La
si
—
la natura,
come
mondo
di
che
fiori dai
sentenza,
Sebbene
loro
dell'arte
quali
propria
che
può
il
che
di
nella
fiore
quello
che
anche
di
alle
altre
loro
si avvicini
più
l'assoluta
senza
che
sperare
il
immaterialità
svaniranno
non
ridica
Ve-
trovare
infraciderà,
non
ragionevolmente
profumo
modo
percettibilitàdel
cercare
un
ad. eccezioni.
garantisce
la
e
Allora,
suo
altri nuovi.
nascono
abbia
fa
—
infracida
autunno
sembianza
una
detto
nondimeno
tuttavia
naturale.
garanzia
ne
non
definito
eglipuò
bello
ogni
soggetta
carattere
il
ad
il modello
sua
soggetto,
brillantemente
è
il musicista
l'arte
per
né
lità,
abi-
sua
genio
suo
spirito umano,
con
le condizioni
con
e
il
la musica,
dello
manifestazione
al
la
gusto,
I
bastati.
sono
e
buon
suo
immaginazione,
sua
23
il
sicista
mu-
l'essenza
facilmente
presto.
Non
v'ha
l'opera
dubbio
è
alla
che
sua
fra
le
volta
grandi
la
forme
sicali,
mu-
più complessa,
la
VENTESIMOQUARTO.
CAPO
232
più convenzionale,
senonchè
;
dell'opera
musica,
al
e
vita
sua
€
vera
nota,
e
Non
«
popoli
«
diata
dubbio
"
nità, nei
«
più
«
le
""
libero
«
suscettibilità
"
lo
«
Essa
«
Suono
"
sistenza
«
il posto
«
stituiscono
"
noto
«
mere
«
suale,
"
zione.
"
non
€
si
"
seguenti,
€
architettura.
antichi
che
che
arbitrio
speciale
non
ritmo
sé
forme
la
musica
ma
musica
certezza
esisteva
sarebbe
Bello
in
nel
della
noi
quasi
una
A
quei
in
un'azione
questa
greca.
sus-
poveramente
si
tempi
che
può
sen-
restri-
in questa
sviluppo
artistico,
non
delle
della
scultura,
Stabilimeato
Musicale
poesia,
è
riassu-
classica, altrimenti
lo
co-
che
ciò
puramente
raffinata
il
e
isolata
Tutto
di
tutte
v'annettiamo.
moderna.
per
di
soccorso
ingegnose
nell'antichità
più
diritto.
significato moderno,
perduta
è molto
coscienza
ricche,
in compenso
Musica
che
i
Tuma-
nell'antichità
senso
(i )
imme-
più
rappresentavano
delle
con
la
:
presso
abbondante
musica
nel
e
così
cultura,
loro
prestò
agivano
per
sulla
Del
nel
della
arte
era
bella
ebbe
di
quando
entrano
naturale
alla
all'elementare
tardi
più
nella
perchè appunto
abbandonata
ed
secoli
che
scritto
molto
gradi primitivi
La
grandi
quattro
musica
influenza
una
suoi
e
la
che
qualità
riconquistare
per
pure
rire
pe-
scritta.
rinunziato
ha
presentemente,
vicina
stato
ha
»
alla
L'Hanslick
arte.
a
furono
appena
immortalità,
v'ha
"
cose,
conta
moderna
della
arti che
lottano
come
fu
quale
altre
oggi
passato,
Opera
credenza
(i)
che
e
quel glorioso
nel
delle
più soggetta
rispetto
aver
periodo
differenza
a
neirantichità,
di
d'nopo
fa
la
quindi
e
età
della
"
nella
musica
(Milano,
Ricordi).
CAPO
La
della
teoria
bambino,
così
ancora
trovarla
a
materia
lavoro,
e
bello
in
Ciò
noi
ci
offuscati
distrutti
dell'attività
musicale
c'insegna
che
esso
consenso
nelle
magnifiche
altezza
e
\J Aida^
le
è
del
opere
quell'alito
che
poderoso
in
sempre
pericoloso
che
il
verso
che
che
la
non
Ad
è
umano
non
ed
nella
se
da
Una
capo.
nirlo,
rinve-
ristretto
un
biamo
l'ab-
prova
vocali
degli
chi
antidella
eccesso
per
d'ogni
musica,
della
non
e
di
mai
dell'impulso
mente
general-
provano
è
sieda
pos-
polso
chiederà
pertanto
artisti
altra,
battito
sentirà
fra
avviso,
nostro
a
quel
lecito
supporre
immortalità
ciò
—
almeno
—
rimanga
umano
possibile
è
che
onta
pubblico
speranza,
resto,
elucubrazioni
ottenere
e
pubblico
nuovo
del
spirito
certe
meglio
moderno
teatro.
in
quella,
che,
il
forze
peso.
dunque
Verdi
rituale,
spi-
facilmente
storia,
lo
appunto
loro
del
La
piramidi
cadute
fiamminghi
natura
susseguenti
non
ad
La
essere
che
dove
rifarsi
dovette
e
volte
giunse
non
sieme
in-
fusi
intrinseco
nuove
musicale
là
subbiettive,
non
venire.
le
il bello
cercare
loro
da
tutte
da
altre
da
forma,
e
sono
valore
suo
tali
appaiono
e
il
e
del
esempi
neìVAzda.
appunto
lavoro,
nui
conti-
connubio.
arditissimo
e
che
contenuto
idea
e
ad
melodramma,
alcuni
ad
quali
immagine
vediamo
del
artistica
troppo
nei
fino
trovato
asserirsi
può
rispetto
moderno,
ha
se
deirantico
non
ancora
melodramma
volle
instabilità,
negli esempi
conferma
oggi
233
VENTESIMOQUARTO.
delusa.
della
longevità
di
st'opera,
que-
2
34
Capo
Sommario.
Quando
—
La
—
messa
partenza
per
al
di
Esecuzione
Messa
critica.
mirum.
gordiano.
Cherubini
a
cause.
La
—
—
al
Verdi.
del
di
di Busseto
proposta
da
dell'illustre
la
mai
(i)
volontà
il
che
fu
che
Di
Pesaro,
pochissimo
la
fece
il Pedrotti,
un
in
pezzo
ria
memo-
tata
accet-
venne
però
composta,
al
il
italiani, fra i
proposta
lavoro
falli sopratutto
di
il Verdi
eseguirsi
questo
rificò
ve-
avvenuta
ciascuno
intieramente
magnifico progetto
dirigente. Il municipio
occupò
La
si
prima
il Bazzini,
da
requiem
eseguita, (i)
si
La
.
musicisti
Cagnoni,
duo
nell'arcircostanze
Rossini,
allora
Fu
estinto.
Messa
non
del
la Cattedrale
per
Due
sacra.
morte
Il
doveri,
a
della
sizioni
compo-
cimentato
altri, di scrivere
ed
Messa
e
Le
—
Milano
alcune
scritte
mai
erasi
parecchi
a
il Petrella,
una
non
la
1868.
il Mabellini
d'
Da
—
Ritomo
—
salvo
sospingercelo
dopo
novembre
nobile
Luccardi.
conto,
musica
dovevano
poco
quali
lieve
non
della
campo
13
al
Da
—
—
Tuba
sul
critica.
artistica.
Messa.
il Verdi,
1868,
giovanili
luttuose
Verdi
irac.
Tempio.
del
Prima
della
Lettera
—
Dies
Analisi
—
Un
—
accuse
commozione
mancata
commerciabilità
Lettera
'
La
—
del
Sua
di Milano.
Beethowen.
alle
Risposta
-—
nella Messa.
posta
pro—
al S. Marco
Il dramma
—
--La
Palestrina.
pel
sacra?
di Milano.
Messa
Verdi
musica
Manzoni.
giudizio di
Verdi.
Il melodratnmismo
—
Vienna.
il nodo
Un
del
del
Peritanza
—
della
—
Ammirazione
—
di
morte
Bellinzaghi,sindaco
senatore
eja
alla
si cimentò
La
—
Parigi.
taglia
Messa
al
storia.
Bulow.
Verdi
il Verdi
Rossini.
—
La
—
che
è
per
Verdi
di
po'
Ventesimoquinto.
per
il
mancanza
quale spettavano
della
cosa.
Verdi
di
una
ì maggiori
236
celebrati
suonatori
da
prodotta
San
successive
Scala,
dello
più diffusa,
e
fu
"
dubbio
il lavoro
«
lavoro
con
«
si
requiem
della
alle risate
cospicua
delle
somma
oltremodo
di
esiguo
Beethoven
autori.
mai
come
da
Messa
una
comporre
d'accordo
namente
s'arrischiò
mai
rimasta
è
genere
di
famosa
Messa
(i)
Di
dal
maestro
così
musica.
abbia
queste
di
del
servito
a
e
nel
la
numero
ai loro
minore
re
di stile,
giorno
un
mi
troverei
del
Messa
di
:
ma
celebre
rubini
Che-
questo
questa
il
nome
esecuzioni, la prima fu diretta dal Verdi,
della
dell'orchestra
Scala.
Faccio, direttore
tre
pie-
statala
eravi
1770,
a
Beethoven
classico
Gosséc
rendere
nel
in
Senonchè
»
il codice
francese
nella
esemplare
requiem,
farlo
Prima,
e
cimentassi
lui.
con
la vediamo
la Messa
mi
—
un
maestro
sopravvissero
modello
un
scriveva
—
che
di
"
scritte,
riconosceva
Cherubini
se
quelle
fuor
composizione,
difficoltà
Messe
La
Messa
è
—
conoscitori.
codesta
di
prova
dei
Una
eccellente
un
volta
tal-
e
indole.
giustizia."
anche
critica
improprietà
il Lichtenthal
quale
la
scritto
della
difficile della
più
il
espone
La
—
lavoro
quella
la
scrisse
da
due
nelle
teatro
di varia
censure
stile. Osserviamone
non
pubblico
che
al
Messa
copiosamente
e
accuse
"
X
ha
straniera
e
maggiore,
«
del
liberamente
importante
questo
a
lanciato
«
del
navate
severe
(i)
italiana
e
L'impressione
l'entusiasmo
della
esecuzioni
Intorno
del
;
manifestarsi
tuttavia
potè
nelle
musica
immensa
fu
italiani.
cantanti
e
quella
Marco
non
tre
VENTESIMOQUINTO.
CAPO
bene
sebdel
le altre
SUO
autore,
con
la
non
di
che
da
Messe
loro
manca
l'essenza
Questa
irae.
col
la
massimo
drammatica:
la
semplice
drammaticità
Verdi
è
Palestrina
della
ad
italiana
lestriniane.
i
«
ancora
«
di
«
grande...
«
naccia
figlidi
Palestrina,
di
di
punto
composizione
a
irae,
un
e
trovatosi,
di
peritante prima
mentale
della
inevitabile
lirica
sgomento
l'enorme
scuola
una
prima
Messa.
difficoltà di
»
grande
volta, sul
deve
certo
alla
Sopratutto,
averlo
mi!
accingersi
descrittiva
deve
e
capo
di questo
la
figli
pure,
da
tornar
pa-
siete
bastarda
il Verdi
l'esempio,
quella potente
considerando
giorno
per
deschi
te-
le
che
Noi
si è fatta
i
sorgenti
pure
sovrana
1892
la scuola
come
noi?...
potessimo
autorità
Eterno
verso
—
un
del
elogiando
dolore,
E
turgica
li-
al proposito
esclamava
—
Ora
! Se
Padre
«
costante
e
dalle
Bach!...
seguirne
sentito
essersi
voi
tico
poe-
fervente
il
devoto
avevamo
della
arte,
che
espressione
quale
con
nostra!
rovina
Compreso
codice
culto
Felici
e
tarla
trat-
a
nell'aprile del
nella
tralignato
«
Dies
ricordare
inviata
lamentava
avesse
ed
Basterà
»
Biilow,
di Bach,
del
quello squarcio
chiamare
lui
da
il loro
per
tuisce
costi-
dichiarando
ammiratore
sempre
italiana.
von
ne
si limitò
»
carattere
ch'egli suole
Hans
opere
di
ogni
stato
lettera
la
ché
poi-
,
da
musica
come
che
musica
fermo
canto
«
gliore
mi-
Palestrina,
il Palestrina
sublime
fuori
del
lelemento
sequenza
era
considerare
quelle
requiem
la
Cherubini.
si possono
non
lontano,
Mozart,
del
quella
dopo
tutte,
anche
del
contemporanea
S'intende
vere
il confronto,
regge
Messa
237
VENTESIMOQUINTO.
CAPO
del
nanzi
in-
Dies
sorpreso,
raggiungere
colle
'
238
VENTESIMOQUINTO.
CAPO
delle
il terribile colore
note
fondere
e
in
I
parole e
stile da
uno
delle
la
Messa
gini
imma-
bile
formida-
sintesi del
cristiano. Per
grande poema
quanto
il
sicista
mucomplesso e poderoso, pensiero dell'insigne
sentivasi forse inadeguato a creare
moderno
quello che il genio e la fede del grande musicista
antico
osato
avevano
non
di
Persuaso
di
nemmeno
vistosi nella
ciò, e
tentare.
di
impossibilità
il
pubblico e disporloa uno
il cui
astrazione
sqtto
spirituale
suprema
farglipercepire ed intendere quellaimmensa
soggiogare
della resurrezione
universale, il Verdi
abituale
melodrammatico
sistema
V uditorio,
fortemente
di
due
Le
così
trae
tradotti,
e
interpretati
lo scopo
Accennando
al Tuba
drammatica
nell'
neUa
valle
trombe
—
usando
di
hanno
commise
di
testo
circa
la
un
di
errore
di
ante
Mozart, che il
universale
delle
suono
senso
e
squilli,
gli uni
thronum
rispettando la traduzione
noi
piace invece
dal
adottata
apocalittica
un
angeliche
logica,
agli altri
di
solo, unico,
ribile
esprimere il ter—
così
letterale adottata
assai
Verdi.
moria
me-
infatti,
come
poetico rigorosamente esigeva. Ebbene,
a
giunto
rag-
tazione
l'interpre-
risurrezione
al
—
alla
Si disse
quella strofa.
crescendo
omnes
mirum,
ci ricorre
al Maestro
mossa
di Giosafat
coget
Tuòa
pienamente
da diversi punti,mentre
rispondentisi
formidabile
dovuto
squilloavrebbe
:
suo
impressionare
sensazione
stica
plaoggettiva.
del
e
ntirtim
immaginare
un
al
ricorse
la critica coll'autorità del
sussidiando
poesia
voluto.
un'accusa
Verdi,
la
musicale
strofe del Dtes
dominio
:
dandogli
descrizione
una
di
stato
dal
il
pur
zart,
Mo-
più l'interpretazione
Egli ha immaginato
VENTESIMOQUINTO.
CAPO
lo
scoperchiarsi
della
morte,
a
insistente
neghittosi
restii
e
fa
correre
e
di
misterioso
ben
alla
efficacia
sonorità,
congegnata
un'accusa
formulare
trombe,
sette
il
per
lungo
obbedissero.
oltremodo
brivido
un
più
ognor
poderoso
di
raccapriccio
sgomento.
dinanzi
Ora,
delle
i chiamati,
riesce
le carni
regione
e
stentatamente
e
per
immane
crescente
squillare
L'effetto, così combinato,
e
al
poco,
malincuore
a
sonno,
a
poco
nella
tombe,
impulsivo
e
che
quasi
delle
239
irresistibile
ci
non
di. quella
il
pare
appoggiandola
di
caso
dicola
ri-
una
sopra
pedanteria.
Il Maestro,
nel
del
déX
e
sentito
ciò
poesia
La
il
che
chiesastico
riposi
con
del
carattere
finale,
cadenza
e
tante
e
effetto
di
consimile
di
volata
e
che
ultima
del
per
matica,
te-
alterato
dalla
è
po'
un
cioso
artifiil
compiacere
a
non
tenore,
che
gruppetto
melodia
Agnus,
con
marcatamente
leggermente
si
sono
originali. Peccato
l'applauso. Di
strappare
il Verdi
celestiale,
quella
sia
quel
con
dargli a^io
A^
e
esso
torio.
Offer-
modulazione
una
evidentemente
mirante
cadenza
sapore
pezzo
nuovi
Messa.
espresse
ritmo
ad
avesse
X
esempio,
per
un
sopra
lo
della
appassionato
appoggiato
e
pezzi
artisticamente
ed
e
muove
sarebbe
egli
altri
los
Car-
Don
ragione liturgicadi
melanconico
canto
canto
il
la
e
intese
superbamente
negli
Osserviamo,
è.
non
melodrantmismo
sentire
fatto
e
del
censurabile
e
cioè,
ancora,
Rigoletto,
Colpevole
tale
qualora
stato
Ma
Aida,
matico,
dram-
essere
essere
:
del
Nabucco,
voluto
ha
irae,
melodrammatico
anzi
il Verdi
Dies
altresì
servito
alta
avea
vincere
e
pura
certo
Tanima
canr
un
nella
di
un
bisogno
degli
ascoltatori.
che
di
Esaminando
donna,
Ttiba
stabilire
Dies
dei
irae
n"^
si
Agnus,
rapido
cieli:
Sanctus!
nella
del
può
Libera
dirsi
a
risultato.
del
sono
quella
canto
:
e
da
armonia
ricca
e
del
dirsi
Verdi
;
esse
treccio
l'inbene
traversante
intensa
nel
della
dove
pezzi
bera,
Lichiusa
rac-
prece
guatamente
ade-
risponde
la
parola.
il Maestro
esistono
il seguente
i
caratteri
grandissima
sapiente
momento,
un
frivolo
stile
;
sobria
e
Orbene,
che
di
sviluppo,
o
lezioso
dole
all'in-
consentanea
cotali
;
gato;
le-
generalmente
manchino
invece,
cipui
prenanti
domi-
sovranamente
andamento
veramente
composizione
per
Cherubini,
melodia
dell' argomento.
può
assai
abbiamo
noi
del
istrumentazione
non
rende
parimenti
serena
nobiltà
qualsiasi
primo,
grido
avvicinandola,
semplicità,
;
alieno
e
sicale
mu-
completo.
Cherubini,
In
dei
mente
con
indispensabili.
Offertorio
Nel
invocativo
uno
riguardo
trattamento
musicale
veramente
Messa
quella
è
nel
della
tema
il
e
w^
che
E,
sentimento
Esaminando
di questa
il
del
la sequenza
punto
quel
suprema
Messa,
al
ascetica
voci
Sanctus!
perorazione
fuga
di
espressione
potente
nendola
po-
folgore
e
sono
delle
serrato
e
e
il sentimento
Messa
Libera,
del
e
di
fra
esplica altresì
Sanctus
ottava,
voluto
oltre
concetto,
voci
deliberatamente
l'idealità
non
due
il Maestro
della
pezzi
esigenze liturgiche
del
La
e
tica
asce-
come
distinzione
cui
in
di
subito
comprende
vari
alle
scrosci
gli
marcata
una
Questo
i
all'unisono
con
si
religiosaed
affidato
canto
espressamente
religioso
la
quel
raffronto
mirum,
alle
la serenità
procedenti
abbia
del
da
spira
a
e
VENTESIMOQUINTO.
CAPO
240
prerogative
nella
subordinate
Messa
però
--
V
'
alla effettività diversa
fra l'antica musica
notevoli
Differenze
colore
molteplicedel
e
1
24
VENTESIMOQUINTO.
CAPO
derno.
mosacra
piuttostonella
orditura delle parti,nelle sonorità
maggiori, nelle
forti e rapide,necessità alle
e transizioni
digressioni
e
del
questa
noi le troviamo
Verdi
poteva sottrarsi un melodrammista
Verdi, che da. oltre trent'anni viveva in mezzo
qualinon
che
fatto
aveva
deir aria, per
risentire
non
sotto
la
d'uopo
L'attenzione
del
prime
Libera,
in
il
è
già
simil
parte di
che
Fra
JLa
Messa,
ineffabile
per
alle ultime
raro
vole
note-
e
manca
se
ascetiche
non
in
estrinseca
dalla
indipendenti
una
di
spostamento
tendenze
impone,
le
ideata
.e
artistica del
ed
tali cause,
assai
seguenze.
con-
debolmente,
natura
musicale
sostanza
sino
composizione ;
le
se
Verdi
le
esagerarne
questa musica
Requiem
di
del
Messa
risultato
un
genere
si manifestano,
non
che
del
battute
raccoglimento,e
gran
dandolo
riscal-
esso,
di vista dell'effetto melodrammatico,
punto
questo
fa
dalle
tro,
tea-
col
D'altronde, considerata
anche
al
propriogenio.Ora, che
si possa
così lungo tempo
respirata,
stolto pretenderlo.
l'influsso,sarebbe
ravvivandolo
e
di
l'ambiente
suo
il
come
cause
sono
lavoro.
è l'improvprincipalissima
vido
dal Tempio.
musica
questa
dal Verdi,
la partenza
di
saluto
di mestizia
grande anima,
servire l'ingordigia
una
predestinata a
speculativadì editori ed impresari. Sopra cotale
la
del successo,
strada l'addussero
la imponenza
non
fama
era
certo
dell'autore,
Per
anomalia
i6
e
il merito
interpreti.
la prima volta
di
una
Messa
altresì di alcuni
si verificò
da
quindi
la
lentissimi
va-
strana
reqìiiem,viaggiantea
CAPO
242
le
traverso
e,
la
per
VENTESIMOQUINTO.
principali
volta,
prima
d'una
s'innalzò
e
che
Aggiungasi
eseguire
direttori
certi
accentuare
descrittiva
quella
purezza
deriva
la
col
San
illustre
il
dato
tanto
di
di
da
del
sul
alla
tributo.
altra
teatro
e
al
doveva
soddisfazione.
tanto
Non
che
sua
già
avea
si
ancora
la
nemmeno
Verdi
quale
allo
e
Egli
altrui,
e
Chiesa
all' amico
permettere
pubblico
scrivere
a
Manzoni,
soddisfazioni
alle
cui
espressione.
personale
proprio
vece
in-
riservava
dare.
editore
negozio
Il
preferì invece
il
al
pari
giorni dopo
l'avevano
ivi
di
al
la
vendere
subito
Teatro
Milano,
eseguita.
a
dell'
dagli
Messa
fece
ne
qualsiasi partitura
incominciò
data
venne
di
quale, naturalmente,
negozio
messa
otto
formante
colore
Alessandro
doveva
non
Il Verdi
un
dell'
dinaria
straor-
perdeva
di
e
tutto
coloriti
con
—
—
pagato
ambire
né
servisse
quelle
a
lavoro
direzione
aveva
egli
Messa
per
Marco,
pago,
;
pubblico
linea
di
—
proferirsispontaneamente
la
scrittore
solo
di
sapendo
diremo
parte
spirituale
del
proprietà
coU'assumerne
sentirsi
l'
del-
certi
e
la
sul
parte
funebre
Messa
vocali
mentre
massimo
Verdi,
di
la melodia
fecero
teatro,
disegni
si rifletteva
—
contenuto
una
tiche
apocalit-
cantanti,
e
sul
che,
così
efficacia, la
solo
delle
sospirante
Messa
una
istrumentali,
il
cace
pro-
Dei.
u4^;^«j
per
;
lussureggiante,
gli squilli formidabili
trombe
estero
spettacolo
e
pomposa
dell'
e
allo
innanzi
mondanità
echeggiarono
di
d'Italia
scene
stessi
motivo
teatrale.
Parigi,
Opera
a
dove
la
Comica,
cantanti
che
verdiana,
Signore,
assunse
vòlte,
X
Giosafat
Agnus
di
Coloro
volle
della
Capo
Sommario.
Rigoletto
e
Bizet
Analisi
La
—
Francia:
il Verdi
—
ricordi:
suoi
Sedici
—
di
—
—
Boito.
La
corrono
lungo, apparente
dalla
composizione
della
lira verdiana
che
strale
magi-
apparire
per
altri.
Le
—
Riflessioni:
—
impressioni
Boito
in Italia.
della
leggenda
—
àdXYAida
non
di
Verdi
—
Otello,
si
—
cide.
de-
Suoi
—
dallo
descritta
ddVOtello,
Otello^ sedici
solo
interrotto
torpore,
Messa
forme.
Il libretto
d\V
Dal
—
di Rossini.
—
di
La
—
Massenet
—
nuove
dell'eroe
fisonomla
appariscono
il mondo
Le
—
dell' 0/^//o.
La
—
deirattesa.
L'esempio
—
L'uovo
indagini.
wagneriana.
sorgenti shakesperiane.
anni
quasi
di
che
quello
sua
potè
Tentazioni.
—
tacque?
fascini.
Le
dif-
e
dere
compren-
questa
non
costellazione
Arrigo
Il contatto
Schlegel.
di
Scala.
comparativa.
Perchè
anni
alla
ali* Aida,
in
che
di silenzio.
anni
à^Otdlo
prima
del-
e
Ventesimosesto.
Sedici
—
ampie
belle
dire
a
in
violenza
e
le
per
allora
vale
essere
e
Milano,
Offertorio
poterono
Messa,
composizione
sua
di
serenità.
le udirono
veramente
debolezza
teso.
inat-
Marco
à^
celestiale
che
imponente,
meravigliosamente
una
il Verdi
egli
melodie
apparvero
fonditrici
del
echeggiarono
mistiche
le
e
nuovo,
sica
mu-
Casa
austera
e
al San
che
ancora
di
trombe
aspetto
un
della
impressione
bella
quella
in
Meglio
L'
eccellente,
riuscì
Nannetti,
le
VENTESIMOQUINTO.
CAPO
244
requiem.
Le
spezzate,
da
debba
più
corde
far
dere
cre-
essere
CAPO
dalle
percosso
sfruttare,
dove
non
storico
che
bisogna dunque
il cammino
Dresa,
del
'artista
vita
la
e
e
l'autore
arriviamo
Che
cosa
in
quella
pochi
sera,
a
ponevano
la
paese
interrogativa
voce
in
ripercuoteva,
quel
di
al
assistere
per
momento,
di
la
prima
levasse
volte
migliaia
problema
che
si
rica,
sto-
Scala.
il
avanti
Oieì/o
alla
1887,
Verdi
le
di tempo
délV
Ecco
armoniose
e
medesimi
se
d'ogni
E
minuti
di
opera
ampie
scena.
alla
?
alla
ritornati
quello
dell' Otello
che
però
5 febbraio
c\u^sx!Otello
sarà
le
per
al
serata
dell' ultima
nota
ds.
ri-
essere
momento
della
Aida
addirittura
memorabile
che
deW
1887,
arrestato
subito, la distanza
e
mino
cam-
al
1
può
lido
so-
Il
si è
sieno
sua
battaglie
quindi,
187
come
al
terreno
piede.
strada
La
opera
alle
e
separa
arresti,
rifatta, solo
Superiamo
che
si
nuova
dell'arte
il
il
scrutarne
di
critico, dal
Maestro.
magari
e
del
e
periodo
d' induzioni
palmo
sicurezza
con
storico
questo
a
campo
solo
un
Lo
essa.
vogliono
sconfinato
posare
dello
che
e
uno
ma
di
innanzi
trovano
sosta,
hanno
mistero,
da
si
di
lunghissimo
245
vibrazioni
nuove
che
il critico
e
VENTESIMOSESTO.
del
lante
squilTeatro,
venute
con-
persone
mento.
avveni-
grande
si
quel problema
tutto
sopra
il mondo
civile.
anni
Cinque
al mondo
prima
l'ultimo
1883J
musicale
Lui,
era
al
ma
in
Ma,
quella
dopo
dei
Wagner,
intellettuale.
genio,
la
giganti
l'autore
non
eravi
—
Verdi.
Giuseppe
Wagner.
1882
nel
che
musicista
un
gloria, uguagliava
Riccardo
nel
—
nella
non
Quell'uomo
sua
soltanto
del
Egli
nella
era
(5
morte
viventi
dell' Otello.
Giunto
se
ancora
mondo
era
vita
alla maturità
braio
feb-
pravvissuto
so-
fisica,
degli
246
v?:ntesimosesto.
CAPO
anni, allora
Tartista
quando
nell'opera
ringiovanendo,
in
e
dal
maschera^
dal
dal
e
egli
sua,
Rigoletto
Ballo
in
del
lavoro.
i85iali87i,
riflettendo
da
che
il
genio
di
fissata
poteva
non
essa
aperte
non
Francia
il Massenet,
portato
in
musicali
voci
nuove
di
sopra
lo
quasi
Da
questo
sino
in
solo
al
una
da
Don
anzioso
potuto
di
anni
quel
in
lenzio
si-
tempo
frat-
si
e
le
era
della
di
pupille sempre
Anche
dalla
avevano
lingue
nuove
Arrigo
di
e
col
Boito,
fatto
aveva
gere
vol-
artistico
mondo
il precursore
come
cosa
abbagliante
1875)
del
pore
stu-
che
:
sopratutto,
Italia
in
e
dal
italiano.
di
gli occhi
se
del
che
sicismo
clas-
Italia.
contingente
nuovo
manifestazioni
stabilire
non
;
additato
aveva
lirico
a
fascino
Mefistofele (Bologna
nuovo
nuove
il
Italia
Verdi
costellazione
colpito
il Bizet
e
tinuo,
con-
del
sorta
era
—
indagatrici dell'artista
e
mai
non
mata
ani-
undici
il riflesso
aver
namorato
in-
stata
che
la luminosa
e
sempre
avrebbero
Notisi
1876
wagneriana,
rituali
spi-
Otello
Maestro
al
1873
d*una
era
con
quei lunghi
sul firmamento
Trilogia
cui
questo
raccoglimento.
dal
—
del
in
maturare
e
stato
la volontà
e
saputo
e
sarebbe
cosa
gressioni
pro-
codesto
a
dimandavasi
ciascuno
Carlos,
fisica
melodrammatica
produzione
Ballo
altrettante
intelletto
progressivo svolgimento,
la
al Don
energia
Orbene,
al
evoluzioni
d'un
vigorosa,
dell'arte, d'una
stanca
andato
era
neralmen
ge-
invece
venuto
era
Erano
artistiche, altrettante
sempre
concentrarsi,
maschera
slVAida.
Carlos
Don
suole
di
forma
nuova
di
quella
Carlos
erasi
esso
;
ma
cui
da
musicale
venuta
melodiosa,
erasi
e
mano
man
differente,
servito
quella
dalle
altresì
il Verdi
di
cui
il
VENTESlMOSEStO.
CAPO
Maestro
ferenza
la
fra
sentimento
incedeva
camminava
e
soli
due
o
del
l'altra, la
moderna,
procedeva
col
deviava,
musicale
che
questa
estetica
pronta,
meno
in
ma
Non
il Verdi
di
creduto
della
toccare
le
adesso
tendenze
impetuosa
questa
Nabucco
maschera
dire
non
e
sembrava
di
adesso
innanzi.
di
e
pubblico
e
presso,
si
che
al Ballo
slVAida,
incessante
in
vale
lavoro,
sufficiente
tradizionali
rompeva
ir-
lui fatto
da
venivano
tiva
sen-
sopraffatto
ma
modernità
maschera
riconosciuto
I nativi
i confini
ivi
Miller
vigoroso
del
aveva
dell'arte,
dalla
ciò
tutto
avere,
il cammino
in
gare
appa-
V Aida
con
di
Tutto
Ballo
aspirazioni
più
poteva
l'intelligenza.
solo,
non
Miller,
in trent'anni
le
sempre
dal
e
vando
deri-
poiché,
arditezza
corrente
parte.
alla
che
evolutive
soverchiato,
diveniva
calcolare
non
dirsi
frequente,
essa
suprema
teatrale,
d'ogni
a
Egli,
con
drammaticità
arrestato
dal
sentire,
niera
ma-
zione
commo-
meno
l'orecchio, sibbene
non
una
una
più durevole,
poteva.
non
assai
e
quando
certo
duplice sorgente,
vedere,
insieme,
poteva
producesse
intensa,
soltanto
Né
;
mento
senti-
un
in
la commozione
forse
una
non
;
meno
compenso
da
da
minore
da
siero
pen-
stesso
se
sempre
espressioni.
forma
nuova
per
deviando
poetico,
sopra
il
drammatico
precisandone
le varie
definita
di
invece
e
un
musicale,
quando
non
:
piacere, ripetere
a
estingueva
pensiero
e
magari
se
si
arrestandosi
suo,
poteva,
musicista
da
che
conto
cui
in ciò
stava
altro
niente
terminando
complesso,
esso
di
la dif-
E
muovendo
storica,
per
versi
parole, non
le
la
musicale,
tutto
melodiose
/orme
vecchia,
nélV Aida,
bell'uso
così
due
queste
la
prima,
uno
fatto
aveva
24.^
;
sideri,
i de-
sospinte
orizzonti
248
CAPO
bastavano
non
più
del
visione
fenomeno
si
:
là!
di
secolo
mezzo
VENTESIMOSESTO.
Che
lo
guardato,
proprio
già
aveva
di
posto
mutare.
E
dettato
alla
si
era
di attività
e
lavoro.
indefesso
artista
impostagli
germogliare
Certo
è
Verdi
non
che
si
tace
l'estro
dove
fantasia
fu
tacere
non
è
L'uomo
Dal
vi
1872
al
parte
del
visitando
;
le
1884
tempo
la
;
sione
mismente,
nobil-
la
Come
S\
Non
X Aida
come
la
drammatica,
agili e
di
non
supporlo?
un'opera
forza
una
quale
il teatro,
per
così
robuste.
Per
di
raziocinio
cui
l'estensione.
acconciò,
egli
piantagioni,
del
resto,
sua
volontieri.
infatti
trascorse
alla
f
sua,
il
durante
passione
ali
sentito
però negarlo.
nota
misurare
si
di
e
nell'anima
radici
periodo,
dopo
spiegano
possibile
poderoso
abbia
nemmeno
caso.
a
—
necessaria
merla
assu-
l'aveva
il Maestro
una
creativo,
lirica
tanto
sol-
compiuta.
più
caso
a
—
egli
il Rossini
uomo
rimproverargli
prendere
silenzioso,
trascorre
di
pena
apcose
lustri
di
^
aveva
potuto
più
e
che
tre
con
avrebbe
Genio
suo
riposo
coscienza
sua
quel lungo
scrive
di
trenta
asserirlo
potrebbe
nessuno
Giuseppe
anni,
nulla
anche
e
lo
da
e
le
pensiero
questo
dire
Verdi
gloriosamente
Che
da
anni
La
dal
lo
quindici
dopo
potevano
non
nulla
posizione
il
testamento
suo
vita, dopo
gloriosa,il Verdi
sessant'anni,
a
camente
stoi-
lasciare
non
Rossini
trentasette
a
presa
Il
Per
La
stesso
testamento
cammino.
diverse.
assai
erano
di
sentiva
quel
della
metà
pure,
allo
tranquillamente,
aveva
preferendo
:
l'ignota
Rossini
innanzi
trovato
egli non
badiamo
di fecondo
fare?
spettatore.
scritto:
si voleva
e
cosa
erasi
prima,
egli però
;
cercava
villa
esaminando
di
la
gior
mag-
Sant'Agata,
i lavori
già
CAPO
ordinati
delle
da
Abbiamo
al
1884,
poiché
—
già
non
la
scrivere
l'esatta
sua
opera.
Un
dal
volta
sua
a
stava
di
il moretto,
adulto;
zucchero,
addirittura
In
e
qual
Verdi
lo
si
anche
Sino
più d'ogni
altro
del
a
Nella
involontariamente
allora
pressoché
dal
lecito
però
dodici
nessuno
forse
—
Y
arguirlo.
abituali
sovente
di entrambi
contatto
del
musicare
la
leggenda di Otello
genio di Shakespeare
—
ma
il suggerimento
nanzi
Di-
della
del
fantasia
ed
;
Otello,
cioè
terribile
e
deve
Maestro
contribuito
scossa
t'Agata
San-
di
lui trovavasi
con
avervi
umana
via,
é
e
!
Giuseppe
teatro,
la
venuto
di-
era
saraceno
moro
storica
dal
stesso
senonchè
1886,
spinto
eccelso
passione
tormentosa
sentissi
tipo
deva
racchiu-
il pupazzetto
risveglio
di
Boito,
quel
gennaio
ceveva
rientro
Lo
fosse
Il
deve
che
moretto.
degli ospiti
sul
torta
vi
—
Ricordi.
Ricordi
uovo
riprenderne
egli
uno
influito
certo
un
il
Per
quali ragioni, dopo
Arrigo Boito,
Giulio
Giulio
magnifica
esilio
a
lavoro.
di
il celebre
per
Che
1883
era
aver
e
malgrado
dal
ci dà
1887
Otello,
modo
mai.
suo
anche
nel
decidesse
seppe
grazioso episodio
appariva
di volontario
anni
più
concepire
il
somma
nello
una
il 1°
per
finalmente
e
nel
microscopico
si rinnuovava
dono
quella
e
nascosto
un
1872
de\VOie//o
da
l'editore
Verdi
dal
data
—
quel periodo
1885
viscere
cui
1887
Maestro
di
in dono
le
al
sino
dal
dell'anno
semplice, ispirata
e
verificossi
ciò
sottrarre
misura
primo
che
occorre
occupato
tempo
i cavalli
rassegna
idealità.
detto
e
in
metodica
Vita
arcadica
una
249
passando
e
mandrie.
sue
a
lui
VENTESIMOSESTO.
più
Verdi
eccitata.
—
avvi
già
mortalata
im-
qualche
250
VENTESIMOSESTO.
CAPO
di
che
in
ogni
dell'insigne tragico inglese.
Tutti
cosa
popolare, più
sentito,
aver
un'
adulti,
abbiamo
non
risalire
di
così
ci
tolto
letto
Cinzio
Gilardi
la
tragedia,
sua
il Drake,
il Guizot
eccezione
una
il
per
dello
Schlegeb,
pagina egli scolpisce la
«
Il desiderio
"
nore,
«
domato
«
in
lui
«
si
unisce
«
getto
«
trodusse
«
di
4c
natura.
"(
suo
«
vescenza.
«
di
«
è
«
de'suoi
«
Ma
«
abbatte
della
costumi
che
climi
nei
e
Una
stilla
di
si
che
sprezza
il
soldati, il fermo
il potere
d'un
le
che
Tog-
che
in-
costumanza
altri abusi
contro
versata
nel
più spaventevole
effer-
nobile, sincero,
pieno
veleno
ch'egli ispira;
pericolo, il degno
fisico
sue
è
non
cuore
frenesia
dello
sostegno
puramente
colpo
del
all'amore
riconoscente
l'hanno
non
rispetto per
tanti
questo
mostra
dell'o-
straniere
l'indegna
e
magnifica
gelosia
sensuale
la
eccita
Otello
di
matica
dram-
dell'uomo.
nobili
La
fare
potuto
morale
più
meglio
per
nella
cocenti
donne
vi
sangue
la
le
rinchiudere
più,
irritabilità
è
ma
il Mezières,
dove
sentimento
un
;
eroe
dolci
dizione
eru-
argomento
letteratura
fisonomia
delicata
ad
amato
un
là
la
tutta
di
apparentemente.
quella
fidanza,
al
liana
ita-
Shakespeare
questo
gloria, le leggi
più
lo
avrebbesi
Corso
E
la novella
il Collier,
tipo,
\ O-
intenderlo,
pure
Tutto
ecc.
del
ragione
quale
sopra
mani
più tardi,
commentatori.
come
che
tata
ripor-
ancora
per
leggere
dalla
piene
a
sparsa
renderci
di
inutile
riuscito
commentatrice
hanno
a' suoi
ed
fonti
udito
e
di
averne
quando
bisogno,
avuto
alle
è
di
ha
abbiamo
di
E
argomento
ricordiamo
e
impressione profonda.
divenuti
tello
X Otello
bambini,
altro
delle
virtù
sue
capo
Stato.
passioni
adottive,
e
il
252
VENTESIMOSESTO.
CAPO
intervenne
dell'artista
creatore
Il
deW
libretto
i
d'opera,
quali
del
alto
troppo
Otello
non
di
fondo
in
campo
che
esso.
a
libretti
la
forma
piattail
disse
come
—
siero
pen-
più
antichi
degli
il
musicista,
quel
era
appartiene
non
erano
pensiero
estetica
manifestazione
semi-letterario
genere
sul
modo
verun
—
sulla
bensì
—
quel
in
agì
ne
Boito
mente
liberaesercitare
quegli poteva
V! Otello
del
il proprio ingegno
musicale.
è la vera
partecipazione del poeta all'opera
d'arte
del
Wagner
dove
—
musicista:
immaginata
in
fondersi,
continuo
Capo
lirica
La
—
—
V Otello,
della
Analisi
d'arte.
del
Moto
—
melodia.
comparativo
La
fra
la
Curiosità
—
vita
dell' 0/^//o.
Tamagno
deirO/^//o
deir
—
Otello.
utili, qualora
testo.
Maurel.
e
e
—
e
La
—
le
politicae
melodico
principio
parola
di
nella
completa.
è
precedenti
musicata.
grande
cronaca.
—
L'influenza
l'arte.
nelnel-
opere.
—
Armonia
—
aspettazione
Il trionfo
personale.
si
per
resta.
ar-
La
-
scena.
inutile
Crediamo
musica
sulla
—
pensiero
questa
La
col
riforma
La
—
Il
—
proprietà drammatica.
scrupolosa della musica
prima
musica
essa.
L'opera
—
nell'O/^Wo.
Studio
la
con
Ventesimosettimo.
OUllo.
—
riamente,
lettera-
rimanere,
per
contatto
in
tica,
dramma-
composizione
scritta,
e
poeticamente
Sommario.
la
è
descrizione
una
Queste
applicate
ad
analisi
opere
analitica
riuscire
possono
nuove
della
di
giovani
maestri,
in
poiché,
sieno
biasimo
ascoltati
2^
dinanzi
Qui,
di
critica
Una
il
stessa,
resistenza.
di
hanno
non
opinione,
mai
e
del
Vi'^
e
che
esiste
non
si
avuto
solleva,
cime
alla
parola
scritta.
talvolta
presi
del
robuste
spazi
a
minima
E
e
fasi
il
del
del
piede
dramma
il
sulla
più
terra
umano
espressioni. Questa
e
cale
musi-
altezze
e
tiginose,
ver-
eccelse
quelle
della
noi
ci
ali
fantasiose
con
puro,
gner
Wa-
lirica
dramma
librandoci
per
per
alternativa
alle
più
di
e
gli
poi
tornare
sue
sua
sentiamo
esso
assistere
nelle
di
abolire,
di
La
sulle
a
trepassa
di ol-
stesso
coraggio
nell' Otello
anzi
residuo
lo
da
bertà
li-
La
pretendere
istanti, ad
trasportati
Maestro,
dell'arte.
questo
subito.
così
dell'idealismo
posare
il
esigenza
riguardo
spinte
che
mile
si-
una
convenzione
sono
nell' Otello,
discendere
sicura
di
tanto
e
follìa
brevi
per
pubblica
completo.
forme
sempre
quasi più
per
sistema
storica
sé
niera
stra-
e
una
opportunità
cadenza^
e
la
poco
all'avvenire
ogni
la
italiana
taliano,
delle
sua
espresso
-
per
disparati giudizi
e
che
quanto
tradizionale
ha
e
critica
sembrerebbe
Perfino
non
opera
assolutamente
indipendenza
formula
bilità
proba-
sappia
di
Otello
grado
un
la
sulla
pubblico
L'abbattimento
qui
per
del melodrammai
riforma
é
d'arte
dalla
si
todo
me-
opportunità.
sua
efficacia
convinzione
ragionata
gusto
che
tale
un
T
illuminato
-
suo
interessante
GÌ' infiniti
sull' Otello
pronunciati
al
di
il
o
sempre
artisti, è
e
la
piti
avere
all'autore.
al Verdi,
ed
può
lode
sua
giovino
e
invece
grado
suo
la
che
trova
questione
il critico
caso,
Otello
non
tutti, pubblico
e
questo
fede, l'illusione
buona
in
253
VENTESIMOSETTIMO.
CAPO
gole
sinsmodiche
spa-
voli
e
2
54
di
CAPO
di
cadute,
di
ferma,
VENTESIMOSETTIMO.
fantasie
di
estasi
Ò!^
la musica
è
d'un
ingegno
sua
gloria, ci
della
smisurato
la
porge
della
evoluzione
sua
Uno
dei
ribattendo
ebbe
insieme
pensa!
è
moto
:
"
il
:
vero
nell'arte.
Non
oratori
arguti
censura
sagli
mos-
opinioni
soltanto
è sempre,
chi
quindi
il fenomeno
del
litiche,
ponon
che
inesorabile
legge
è
«
«
Grillparzer) l'impressione
"
guatata
"
zione
«
ciliare
«
Shakespeare
dell'intelletto
le
e
esercitato
intuizione,
é
si
il bello.
verifica
il
ed
sonoramente
del
Tapprova-
;
per
con-
Perciò
specifico
é
in
l' organico,
medesimo.
e
all'orribile; limite
Esso
agisce
mosse,
scrisse
ricevuta
tardi
ogni
quale, istintivamente,
percepisce
l'innaturale
»
(come
specie
sgradevole.
fino
andare
può
senso
corre
oc-
in
é
essa
luzione
evo-
nuovo,
musica
troppo
dello
perturbazioni
Mozart
musica
giunge
l'arte,
del-
campo
sia
poiché
dal
facoltà
dalla
che
di
immediatamente
la
nel
Nella
bello.
sia
evolutivo,
moto
emana
basta
non
il
minorare
che
stesso,
politica, come
che,
nuovo
pensiero
anche
il bello
Soltanto
vita.
sé
per
nella
tanto
ammettere
della
massima
e
fase
sue
muta
significa irrigidireil pensiero,
forme
all'ultima
la
delle
Non
pensiero
trasformazione,
e
di
della
»
Ed
"
tiva
riassun-
visione
ed
giorno
un
versatilità
dire
a
nesimo,
uma-
giunto all'apice
suprema
brillanti
più
la troppo
per
di
e
sualità,
sen-
lirica.
nostri
parlamentari,
terra
di
e
la forza
che,
purificazione artistica,
sua
È
Otello.
di
e
fremiti, d'idealità
di
e
spazio
d'illusioni
di tenebre,
e
azzurro
di
realtà,
e
per
della
orecchio
semplice
il razionale
di
l'inconseguente
ovvero
Ed
ecco
perchè
noi
VENTESIMOSETTIMO.
CAPO
accorgiamo
è
logicamente
è
melodia
di
la
sottoposta
le
la
di
di
dell'
principio,
immensamente
la base,
le
fondamenta.
Né
citando
prove
di
quasi
e
—
facciamo
di
lo
vecchiaia
e
melodie.
abbiamo
detto
Giuseppe
e
di
altro
un
sancito
rispettare
dal
le
spirito e seguirne
che
il Verdi,
del
la
a
menti
fram-
e
sposano,
dramma.
sui
caratteri
benissimo
che
causa
Verdi
sollevò
ardite
cime,
riconoscere
néX
Otello
:
ragioni
del
porre
la
così
a
dal
principio già proclamato
le vicende.
suo
si
e
Comprendiamo
—
largò
al-
fornirne
periodi
del
Wagner
per
di
questione
nemmeno
dalle
il Verdi
caso
innestano
parole
dimenti
inten-
tuttavia
il
sia
s
quindi disposti
l'adozione
cioè,
quelle
di
siamo
Gluck
le
continuo,
Non
tecnici
cui
a
La
distruggendo però
non
crediamo
fra opere
con
quale
gì' innumerevoli
melodiosi
rimarrà
dominante.
esce
del
e
zione,
contempla-
nostra
non
porti
rap-
libere
concepita
complessi,
e
forme
risulti
i
quali
giudizio comparativo
melodico
quale
sicale.
mu-
inesauribile
e
codesto
leggi
le
alla
da
contenuto
le
e
Otello, sebbene
nuovi
di
si offre
un
principio
partitura
senso
alla
i fattori,
pertanto
inesaurita
melodia,
il
dove
del
sonorità,
quali
la base
sempre
il
costituita
misurabili
suoni
sieno
ingegnosi
con
come,
periodo, idea,
sempre
comprensione
che
Quali
ardite
frase, motivo,
rimane
successione
quella
così
—
ogni periodo, allorquando
adunque
la
frase
finito.
chiami
pensiero,
il razionalmente
sonoro
gruppo
—
in
ci
un
chiamandolo
finito
Si
in
subito
riconosciamo
255
che
dramma,
Siamo
ad
stile, ebbe
debba,
la musica
finalmente
effetto
lo
servirne
codesta
bisogno
di
vinti
con-
formazione
trasavere
256
CAPO
il gusto
sè
con
dubbio,
legittima
il diritto
di
in
confronto
ed
gli aveva
di
padrone
assurda
da
lezza
bel-
dell' illustre
precedenti
opere
punto
minore
o
di
tesi
solo
un
maggiore
sua
con
Contrastargliene
strana
alle
quindi
e
buon
V Otello
della
quello
:
gloria, dopo
trionfo,
sempre
invero
discutiamo
Noi
vista
era
ciò. Giuseppe
su
di
trasformazione.
sarebbe
critica.
censura
Nessun
nellg stile che
fiducia
onore,
codesta
concepire
del
ebbrezze
piena
e
o
cinquant'anni
dopo
cotanto
recato
moderno.
osservazione
le infinite
tutte
il sentimento
e
nessuna
Verdi,
la
VENTESIMOSETTIMO.
Maestro.
Giorgio Lefevre,
àf^
rappresentazioni
scriveva
:
capolavoro
è
«
comincia
«
nuove
«
delle
«
tico
«
servaancora
«
L'ispirazione non
«
per
«
tuttavia
«
aria
famiglia
famiglia ! "
esiste
principal
modo
sebbene
accennava
:
frasi
"
cantabili
non
e
il critico
di
quanto
ha
esso
certa
aria
di
trasparisce
dell'opera le
cesellate
eludono
e
forma.
una
certa
dessa
quei rapporti
l'artistica aembianza
per
sottile,
modellate
appunto
e,
con-
vecchio
questo
la
:
indubbiamente
di
L'an-
antica
sua
da
critico
un
si
per
percorse.
predecessori,
magistero d'artista,
constatazione
nonchè
suoi
Verissimo
piegate,
! Non
po' di polvere
un
della
scaturita
da*
dalle
X Otello
camminare
a
antecedenti,
essi, per
con
»
già
che
certo
tempo
ricordo
senza
Otello
sia
di
cui
è
Parigi,così
però l'opera attuale
ma
un
No,
dietro
lungo
è rotto,
fenomeno
dissimile
finissimo
così
come
un
quali,
per
stampo
?
anno
portarsi
di
questo
per
indiscutibile
senza
strade
«
in
dire
delle
proposito
a
all'Opera
Otello
l'ottantesimo
verso
vie,
rivista^
una
Dobbiamo
"
«
un
in
di
con
la
quelle
francese.
quelle moderne
tile
sot-
nità
affiSe-
frasi
CAPO
contabili
è
non
alla
certo,
Eccezion
sidetto
la
fatta
Canzone
«
fioritura
Otello
:
essa
va
ambedue
le vie,
con
slanci
del
di
tenuto
con-
infatti
forse
delle
a
vicenda,
nemmeno
sopra
leggiadro volteggiamento
salite, di
declivii,
sorprendenti.
e
note
acquista
essa
X illusione
e
lo
partitura. La
nuovi
sempre
In
non
e
e
ranti
spi-
glioso
meravi-
senso
cantata
di
curve,
di
Jago
dipinge
parte
musica
alfiere
veneziano
artistica
'A
una
meraviglia
pensiero parlato
avrebbe
potuto
rito.
colo-
come
del
perfido
la
come
pennellarne
la
mano
figura.
perchè l'interpretazionedi quella parte
ecco
quale
che
è
non
sottile, insinuante
di
parola
è
plasticamente
così
del Rembrandt
Il
dirsi
ingegnoso
mirabile
restante
moderna
cammina,
e
Otello
considerarsi
un
co-
vero.
La
la
il
come
l'espressione, Tefiìcacia,
La
Ed
giore
mag-
dettagli melodiosi
eleganza incantevole.
può
riposi
r azione
Sotto
così
e
e
di
monologo
inoltre
linee, di
di
di
di
una
non
declamata
nella
tanto
ampiezza
tutto
"
nessun'altra
in
Vi^
parola
il
",
proprietà drammatica,
riscontra
diani,
ver-
pezzi, quali il
dell'opera può
grazia ed
questi dettagli domina
si
rirsi
prefe-
canti
evidente
tre
o
salice
una
di
antichi
nella
due
Jago
del
splendida
da
pensiero.
di
di
Sogno
€
cantabile
una
degli
degli spunti, quanto
del
avviso,
risulta
superiorità
continuità
e
257
nostro
a
fisonomia
ispirata
la cui
bellezza
VENTESIMOSETTIMO.
colore
musicata
racconto
del
di
e
sogno
cantabile.
veramente
17
che
accento
ne
renda
dia
intero
è il solo
In
melodioso,
un'accuratezza
richiede,
—
e
recitativo
un
il
rilievo
—
fine,
sita
squialla
significato*
perìodo melodico,
qiiel momento
però
non
258
è
VENTESIMOSETTIMO.
CAPO
Teco
che
fantasia
della
l'amore
Ò!^'
peico
oltre
trovarsi
a
le
della
la
la
quale
lirico che,
si
spinge
dove
non
per
meno
nem-
il passato
biasimò
Shakespeare
X Otello
ancora
del
:
Doucis,
profanazione
una
po' migliore
del
De
della
altro
Vigny,
mischia
classici
forza
tradotto,
Rossini,
titanica
Otello,
ma
ad
Otello
àiA-
parodia; peggio
sebbene
1829
romantici.
tragico
se
à^
nel
—
Di
—
di autori
un
Otello
fervore
qualche
ignoti
non
parlare.
Musicalmente
fortuna.
e
teatro
occupiamoci
romantica,
nel
e
grandezza,
nemmeno,
forma
sua
tentativo
di
caso
; e
comparso
fra
barocco
il
nella
Non
ridicola
una
sul
tragedia, e
sua
cuore
letterati, Otello
cinica
sua
Zaira,
la dimenticata
preferì
leggenda
il
riprodotto
la
e
di
e
nella
Voltaire,
della
eroi
di artisti
mente
infinita-
Tipo
penetrarono
Shakespeare,
volte.
rare
quali
i
facile.
altri
molti
fantasia
fu, dopo
non
ad
melo-
l'ispirazionemusicale
è
non
di
letteratura
accesero
la
simo
mas-
questa
tutto
dall'elemento
arrivare
cause
forte
più
è
In
soverchiante
bellezza
volte
pregio
quasi
non
il
sempre
basta.
—
col
Verdi.
Dedurne
e
avviva
non
narrativo
suprema
tante
seppe
però
in minoranza,
quella
a
del
Ciò
è compensata
non
e
che
preponderanza
una
gnante
so-
musica
la caratteristica, il
è
poeta,
Otello.
ha
—
nuoce,
colore
l'elemento
partitura
Cassio
di
della
armonia
mirabile
del
disegno
è
non
Desdemona.
di
questo
testo,
parola
sua
innamorata
scrupolosa
Questa
la
parla, poiché
che
più Jago
Otello
non
solo, potè, per
del
bastò
suo
l'alito dei
momento,
un
genio,
ebbe
dar
nuovi
vita
miglior
con
teatrale
tempi perchè
260
La
La
tal
un
allo
artistiche
del
maggiori solennità
curiosità
Taspettazione raggiunsero
e
delle
una
secolo.
di
grado
spettacolo
quali
calcolando
esorbitanti
le
raggiunsero
progredente
l'anima
il
! Una
all'uscita
il Maestro
cavalli
dalla
bastò
serie
carrozza
per
quanto
tuttavia
per
assicurare
vittorie
sulla
L'eccezionale
del
il
Maurel
l'entusiasmo
Sino
dalla
da
fosse
il
e
udire
Maurel,
Tamagno.
salutò
staccati
tirata
2!^' Otello
i
braccia.
a
clamoroso,
e
di
non
lunga
una
del
voce
straordinaria
ebbero
Tamagno,
efficacia
di
virtù
del
quei
matica
dram-
sollevare
vente
so-
italiano
pubblico
furono
non
prima
detto
avevano
fu
Viva
due
e
cantanti,
mancò.
vero
vedere
la
dove
ma
di
tutti
scena.
ammirativo
grido
straniero,
tutti
e
delirio, tutti
Vennero
grande
potenza
finissima
signore,
dimostrazione
questa
e
palchi,
nabile
irrefre-
ripetuto
teatro.
trionfo,
di
l'arte
dal
dei
e
stesso
volte
fu
somme
beatitudine,
frenetica
nuova,
le
Uomini
stessa
mille
grido
porta
divenne
atto,
quarto.
della
piena
emettendo
Il
in
alla
L'entusiasmo
lire !
atto
desto
mo-
e
privata
piedi,tutti sopraffattidallo
tutti in
Verdi
di
dell'atto
fine
alla
vendita
un
L'incasso
seguito.
settantamila
gradi,
a
coda
l'abbonamento
dalla
ricavate
delle
quattromila,
conquistare
di
ore
accorse
persone
facendo
piccionaiay
otto
Non
le
dovette
terzo
per
favoloso.
le
che
sorpassarono
in
teatro
con
frenesia
buon
un
posto
del
alla Scala
dell' Otello
rappresentazione
prima
riuscì
si
VENTESIMOSETTIMO.
CAPO
di
rappresentazione
che
in
sarebbe
non
seguito
né
Sebbene
un
uno
Milano,
bile
possi-
stato
Jago
protagonista
l'affermazione
non
che
pretato
internon
apparisse
esclusiva, nondimeno
troppo
di
Basta
vero.
solo
Credo,
questo
è
di
201
VENTESIMOSETTIMO.
CAPO
infatti
efficacia
una
Otello
al
Non
parlo ancor
Vigilate; soventi
Coscienze
le
parole
ricondur
Può
oneste
di
ben
e
la
In
Maurel
parlato
duetto
fra
in
messa
aver
soggiunge
:
Otello,
generoso
pur,
create
frode:
vigilate
Desdemona^
fede, può
la
nel
del
geloso marito,
prova,
vedono
non
Scrutate
di
le
il
esempio,
la collaborazione
E
parte
gran
per
questi dopo
Desdemona
sospetto
essa
persuadersene.
per
mirabile.
allorché
Jago,
e
altri
magistrale
pezzo
in
udito,
avere
da
detto
fuwi
detto
un
affermare
il sospetto
Vigilate!...
volta
qual
Ogni
era
di lui, nessuno
fra
i
migliori
Così,
Oltre
la
esecutori,
e
per
del
al
vecchio
miracolo
il
che
causa
arte
tuttavia
poteva
intesa
e
giudicata
al
mai
memorie.
del
conto
di
risveglio
Il
per
proprio
sé
posto
dinanzi
della
nel
e
non
la
Allontanata
dell' Otello
stessa,
nuovo
stupefazione
i fervori
musica
del
sbalordito
La
Verdi
Giuseppe
lungamente.
smorbati
momento
pubblico
rimasto
dell' Otello.
straordinari
due
questi
tener
era
patriottica, la
il
moderno.
e
finissima
avvicinò
sante
creato.
durare
personale,
tazione
addio,
pure
mondo
di
si
di
improvvisamente
aveva
quella
che
an-
—
il famoso;
eminenza
stupefazione
ritrarre
nessuno
sempre
occorre
cantanti
francese.
cantare
Ora
e
potè
—
parimenti,
nel
Tamagno
altri
degli
dell'artista
intenzione
late^
quel vigi-
pronunziava
d'ammirazione.
mormorio
un
Dopo
di
il Maurel
sovraecci-
potè
prendere
repertorio
essere
quillamente
tran-
lirico
202
Capo
Sommario.
—
Montecatini.
a
GiuseppeVerdi.
—
Il sorriso
Indiscrezioni.
—
del Maestro.
brindisi di Boito
a
Gino
Monaldi.
Interruzione di lavoro.
—
lettera del
Il
Un
—
di Verdi
Lettera
—
Altra
Scoraggiamenti.
—
di
nascita del Pancione.
Verdi
—
La vecchiaia
—
La
Ventesimottavo.
Verdi
al
Monaldi.
artistico del
—
Falstaff.
L'arca di Noè
dì RosIl Barbiere
di Siviglia
sini
degliimpresari.
Le no^pie ài Figaro di Mozart.
Studio
e
comparativo
fra il Barbiere e il Falstaff. Un'opera buffa a ottant'anni.
La tradizione delle AllegreComari
del Nicolai.
di Windsor
—
concetto
—
—
—
—
—
—
La
musicale.
commedia
nuova
Analisi.
—
La
gloriadi Giuseppe Verdi fiorisce coglianni.
ta
1890, nel periododella vita presso gliottan-
Nel
il corpo
anni^ quando
di
ancora
più, il
del
Il
tutto
primo
in
casa
Maestro
Pancione
L'eco
ore
nel
per
era
di
per
del
—
«
ancora
lo stimolo
singolarefenomeno
alla fine di
il Verdi
presente
quale il
la
sente
prova
Arrigo Boito,
Ricordi
brindisi
ne
e
l'intelletto lo è
la
in
inaspettato.
annunzio
dette al mondo
e
italiano
Maestro
provocazionedell' estro
modo
è stanco
salutava
poeta
prossima
nascita
—
un
lo
pranzo
con
acclamante
del Pancione
un
il
! Il
Falstaff. "
quel
brindisi
\ Italia tutta,
ripercuoteva in poche
il giorno susseguente
si
e
i
periodici
novella
della
Penisola
arricchita
dei
volemmo
Lietamente
la
ricevemmo
Che
cosa
«
che
«
cinquant
"c
desidero
Windsor
tutto
«
mio
«
mi
«
glia
ha
«
«
«
Io
getti
fatto
È
nessun'
di
Mi
che
lirica
dapperquesto
pago
sciolto
tutti
che
di
comari
sono
far
a
sono
i
ma
e
somi-
non
farne
non
la
musica,
pro-
finirò
se
nemmeno
so
senza
diverto...
mi
h
tristo
un
ma
! Son
pletamente
«
a
e
azioni...
Amen.
ma
e
anni
altra.
sorta,
«
comica
allegre
ha
Boito
1890.
quarant*
Le
commedia
diverto
mi
TIPO
un
Ora
due
dopo
dicembre
Sono
sempre
una
Falstaff
cattive
soliti
opponevano
Ripeto:
«
«
a
i
conferma,
e,
3
opera
conosco
pure...
desiderio.
«
«
;
si
"
che
Genova,
un'
scrivere
anni
air inaspettato
lettera:
dirle ?
posso
ticolari
par-
Monaldi,
«
«
dei
e
averne
Maestro
seguente
Marchese
Egregio
«
grande
sorpresi
di
V illustre
interrogare
giorni,
strani
più
desiderosi
annuncio,
la
spargevano
commenti
fantasiosi.
più
263
VENTESIMOTTAVO.
CAPO
creda
che
sotto
sì varii
forma
una
i
ogni
commette
sorta
divertente.
tipi!... L'opera
è
comica.
sempre
«
Suo
"
G.
devotissimo
Verdi.
"
com-
di
264
ai
CAPO
Più
tardi
Bagni
di
VENTESIMOTTAVO.
nel
—
Montecatini,
il Maestro
confidenza
"
finito...
"
non
che
ma
ormai
!
ciò
poteva
non
fatica:
dite
voi
stato
"
L*
«
me
«
siero
"
nell'opera lirica,
"
tendo
"
occhi
«
una
"
due
€
tudine
«
adesso,
"
minare
«
trò
«
perchè
"
Falstaff, »
come
istrumentare
\
per
volta.
lo
al
óre
io
—
il tempo
lavoro,
posso
diceva
un'opera
scrivere
di
era
le
sue
era
invecchiato
forme
:
per
la
un
per
ter-
ore
poEcco
pronto
il Verdi
in
cui
l'occupazione
lontano.
aveva
diveniva
manca
di
da
avrò
ricordo
il connubio
abi-
sino
due
la musica
Verdi, da molti anni
non
(i) Il Maestro
nella prima quindicina di luglio, ai Bagni
come
mia
felice
lui
in-
i miei
e
giorni .^..
i
Il tempo
già
io
lavorando
—
familiarmente
e
pen-
:
occorre
quando
e
costituiva
pochi mesi,
L'uomo
mi
tutti
se
allora
per
più
oggi
queste
ostentazione.
certo
era
è
ma...
dirvi
adesso
esattamente,
occuparle... e
non
così.
servono
tuttavia
che
il mio
mi
dirvi
potrei
più
vecchio,
questa
—
una
dell' {strumentale
proseguiva
—
ma
sarebbe
—
tempo
un
sono
non
giorno
sempre
febbrile
mano
è
ad
è
fattagli
significato che
perchè
una
Falstaff
è
non
opera
il
è
:
pensiero, od
un
odierna
per
staff,
Fal-
è finito sì,
—
oggi
fatica
Guardate
Quanto
non
e
fatica
la mia
e
il
:
replicava
—
mia
importanza
dargli ;
farvi
lui
ma
;
una
e
Sentite
«
:
subito
vero
questa
pensiero
un
così
per
sì, è
«
del
proposito
a
—
gazione,
interro-
E, alla osservazione
»
essere
volta
Una
«
1891
nuova
una
posso
proseguiva
—
del
luglio
ad
rispondeva
istrumentato
che
(i)
po' sollecitante,
un
€
di
mese
mai
Montecatini.
giovanito
rin-
quindi
di
recarsi,
lettera
«
tisti
«
e
«
vi
«
e
«
a
«
venire
molto
mi
Molto
resta
stato
moglie
Falstaff.,, e
mia
!
pure
sa
! Il
teatro
se
«
Oh
il
«
Mi
creda
teatro
L'anno
av-
sempre
seguente,
stesso
ne
Maestro.
luglio,alle
ed
accennando
alle
specialissimo
basta
ad
che
avventure,
o
dopo
i
un
e
di
acque
dalla
bocca
il grande
compiacenza,
meglio alle
di quel suo
sì riflette
appena
»
pronto,
era
novella,
l'intima
illuminargli in
sorriso
Verdi.
certezza
affatto
non
l'austera
Questo
la
egli sorrideva
Pancione,
G.
medesime
la lieta
dandoci
occultava
non
devotissimo
Suo
invece, il 7^/^/^^^
acquistavamo
E,
uomo
del
di
mese
Montecatini,
mesi
in
!
«
del
pensare
posso
!
«
nello
non
indisposto
pensarvi
potrò
se
ar-
che
mesi
ancora
sono
con
quest'opera...
tre
sono
Immagini
chi
di
fatto
1892.
gennaio
affatto
impegni
;
e
18
Genova,
ho
fare
a
! Sono
lavoro
s'
Non
nò...
nò,
pel Falstaff!
"c
st'altra
que-
Monaldi,
Marchese
Egregio
Nò,
in
:
«
"
la prova
abbiamo
Ne
più malagevole.
assai
265
VENTESIMOTTAVO.
CAPO
istante,
su
ture
sven-
riso
'suoi
e
chi
oc-
così
nialment
ge-
fìsonomia.
dolce
pubblici
di
e
luminoso
Milano,
videro
di
Genova
pochi
e
di
266
VENTESIMOTTAVO.
CAPO
allorquando,
Roma,
a' loro
comparve
del
Con
il
Per
anche
dirsi
teatrali
buffa,
Ad
del
si
del
del
del
Prima
Barbiere^
di
nozze
il mondo
bellezza,
e
grincanti
attingere
Siccome
avvi
peregrina,
veda
così
non
sminuita
toccherà
la
già
delle
grande
E
comune.
A
Falstaff
era
Nozze
di
degli
servare
con-
e
quale,
d'una
e
proseguito
fonti.
teatrale,
andare,
lungo
sul
potenza
toccato
a
Figaro
sarà
—
di
del
potrà
non
biere
Barmeno
non
subire
il Barbiere
eredità
?
quella
per
pubblico,
grandissima
questa
eterea
bero
continuereb-
avesse
a
ziato
deli-
aveva
bellezza
però
capolavoro
—
benefiche
Verdi
revoli
innume-
uomini
classico
canto
gloriosa
Giuseppe
alle
continuati
allora, quale
questa
di
a
desta
Co-
ogni, modo
in
Mozart
propria
anche
come
—
la
applausi.
ammaliatrici
del
antiche
di
fascini.
erano
alle
di
ancora
capolavoro rossiniano,
del
l'arte
se
gli impresari
la loro
altro
grazie
stata
fatti
innaufragio bastava
di
Siviglia perchè il
e
un
Figaro
colle
tuttora,
che
resistere
tempo
può
eravi
sfruttata
de' suoi
il segreto
quanto
del
tesa.
inat-
non
—
risuonasse
nondimeno
potè
ingiurie
ad
di
Verdi
e
che
—
come
Barbiere
e
del
nuova
cessato
disgraziatamente,
peggiore,
Le
tempo
minaccia
incantatrice
magìa
—
di
tutto
capolavoro,
empisse
s;ebbene,
del
tutto
un
ogni
l'annuncio
teatro
riosa
glo-
e
artistico
concetto
considerato
avevano
salvezza.
il
periodo
oggi
un'opera
veneranda
figura
espressione
lungo
degli applausi
Maestro.
Falstaff
una
assumeva
la
occhi
vecchio
l'uragano
fra
la
sorte
nire?
dell'avve-
aspirare
il
268
CAPO
Rossini
opere.
all'età
nel
Falstaff
vuol
che
dire
le due
fra
Allorché
Rossini,
del
musica
il
che
i due
possibile
è
la costruzione
che
tempi
talvolta
da
buon
conto,
contemporanea
; e
a
protagonista
invece
di
il
del
commedie
del
italiane
ancora
il
se
tipo
quale apparisce
il
caso
da
sua
concentrato
e
interesse
comico
gomento
descritti
si
di
di
sopra
cui deve
una
sia.
delle
male
intorno
soggetto
Il
Falstaff
c'è
è
tuttora,
zione
atten-
soggetto
un
Tar-
agli episodi
Windsor,
di
comari
meno
al-
avrebbe
di
;
zato
bal-
sarebbe
contrario
Per
;
media
com-
minor
aspirare
sempre
che
Allegre
di
geniale
e
quel grado
sé
che
tipo
E,
tipicità,e
schietta
quali Falstaff, anzi
pietoso.
sceglie
da
Falstaff
aggira sopratutto
nelle
commedia
protagonista fosse stato ritratto
/ due
Arrighi di Shakespeare
drammatico
o
comico
Cinquecento.
personaggio
nella
fwori
del
dalla
sull'esemplare
rifatta
Shakespeare,
giato
ombregRossini
più gaio
tipo
suo
stro,
Mae-
sentono
gli con-
non
di Beaumarchais
teatro
il
del
questo
e
Barbiere
suo
del
d'amarezza.
tinta
non
imprende
l'indole
e
uomini
personaggio
prende
volta,
sorriso,
lieve
una
il
morosa
cla-
temperamento
sua
a
degli
e
garbato
un
del
e
Falstaff, l'età
dei
l'umore
età
il Verdi,
del
la
gaia, fresca, continua,
da quella musica,
diffonde
si
quando
in tal
fra
età
non
tempo
pochi giorni, compone
in
rispecchio della
maestro;
Verdi
cui
di
Ciò
la
Barbiere,
risata
a
di
di
il
l'importanza.
trascurare
trae,
anni
anni
cinquantasei
e
ottant'anni.
circa
settantasette
corrono
opere
di
Duplice sproporzione
maestri.
è che
all'età
1816,
scrive
Verdi
anni;
ventiquattro
1893,
nel
il Barbiere
infatti
scrive
soli
di
VENTESIMOTTAVO.
invece
ma
e
dei
oggetto
é
un
tipo
invecchiato
uomo
come
più
rappresenta
le beffe
sì che
Falstaff
pietà
la
per
alla
compiacerci
fittissimo
si
celere
rifletta
bene
al
aggiungere
di
Windsor
suo
dello
mezzi
un'onda
fluidità
bastare
a
e
del
tutto,
in
l'estro
poteva
Comari
che
del
troppo
non
furono
dal
sulla
schiudesse
e
lui
per
e
ne
gioconda.
quel getto
esservi
;
Basilio, Don
giovane
di
poema
musicali
Don
si
non
scattassero
note
borghese,
di melodia
né
secentista
Barbiere,
i versi
le idee
tradotte
l'abbondanza
con
caricatura
amena
leggere
perchè
ha
Boito
delle
stile letterario
gentuccia
sui
creduto
lingua
noiosetto
Figaro, Almaviva,
sufficienti
di
grottesco.
affinchè
fossero
tutta
scaturisse
al
da
ha
della
di
allo
Sterbini
e
giadri,
leg-
e
E
parte.
il libretto
poco
Rosina,
Bartolo,
po'
un
sino
che
anche
la commedia
egli che
intenzione
ebbe
cervello
carta.
La
quadro
né
pensò punto
egli non
fanno
ne
musicando
Rossini,
cattivi
che
talvolta
discende
castigo.
sull'ambiente
riproduzione
una
imbrogli,
spontanea
accorgersene,
pedantesca
una
di
ragione
protagonista, quel
illuminare
a
la
che, partendo dal protagonista,
e
tutti
personaggi
dovuto
più
festività
graziosa
d'
d'intrighie
di
abbiamo
smisurato
del
massima
basta
non
di cotale
visione
l'azione
tessuto
quindi
scorgiamo
non
e
di
dere
compren-
le
non
bili
terri-
passate
farci
noi
fa
senso
un
azioni
potuto
trattamento,
Ciò
delle
quasi
le
avrebbero
quali
scena,
Eliminata
Infatti
vittima.
cattivo
quel
lì sulla
destino
uno
svergognato
e
l'opera vendicativa
per
non
di
divertente.
il vecchio
cui
a
che
sciupato
più
non
e
di Windsor,
Falstaff, le
una
crudeli,
soggiace
donnine
l'involucro
non
se
simbolo,
come
e
tristo,
spirito, sempre
269
VENTESIMOTTAVO.
CAPO
doveva
chi, uscendo
dal
CAPO
270
teatro,
Pergolese,
di
sete
ancora
avesse
altra
qualche
Cimarosa,
Mozart,
così, anch'essi, per
fatto
sempre
VENTESIMOTTAVO.
cosa.
Paisiello
avevano
trionfare
dei
loro
pubblici.
il Verdi
Per
•
ultimo
a
in
dal
trascorsi
cose
diradata
la speranza
buffa, il cui
del
fiero
italiano,
con
Verdi.
gusto
sedotti
però
in
lo ha
detta
ce
—
d'un
scendere
onde
trarne
un
libretto
Questo
quando cioè il Maestro,
gloriosa giornata, non
esultanze,
di
consensi
sempre
che
commedia
che
alla
giunto
sentiva
operetta,
voluto
di
più
dalle
il possesso
—
arrivò
non
zione
degenera-
trattenne
avrebbe
modello
vero
veduto
avea
moderna
ei medesimo
quale egli
libretto,
stile
antico
mistificati
e
lo
campo
l'opera
del-
irrequieta
lenta
la
amarezza
pubblici
stato
co-
l'idea
dello
pericolose e procaci genialità della
Dallo
gli era
alla
frequente
quelle glorie, egli
dei
l'opera
al-
pensiero
penoso,
Innamorato
crescente
ognor
del
di
—
dolore.
il ricordo
sorriso
aveva
il
esperimento
tanto
e
malgrado
buffa
fantasia
primo
lagrime
Eppure,
il Maestro
che
rivolgerebbe
—
tante
cinquantadue anni
Falstaff, avevano,
al
Stanislao
ottant'anni
quasi
i
suo
importanza
una
che
Il
diverse.
assumeva
quanto
Finto
ragione,
ben
erano
artistico
tentativo
straordinaria,
con
le
cale.
musi-
assai
e
tardi,
della
sera
lo stimolo
critici
fosse,
sua
di
di
polari
po-
cospicui
guadagni.
altro
Un
molto
illustre
di
era
valso
prima,
tempo
argomento
compositore,
per
Windsor,
rimasto
la
sua
opera
Questo
un
con
il Nicolai,
fortuna
buffa
lavoro
:
dello
Le
dej
si
stesso
allegre
maestro
leggiadro esempio
di
era,
mari
co-
desco
te-
bella
VENTESIMOTTAVO.
CAPO
e
musicale.
gentile giocondità
forti
che
Il Verdi,
vale
La
riassumesse
cammino
fatto
Scrivere
però
solo,
la
ma
stessa
che
di
somma
al
percorrere
in
parole,
voci
in gran
ed
istrumenti,
proprio
avrebbe
suono,
l'eccellenza
Verdi,
è
artistica
Eppure
l'eccellenza
vincere
talvolta
della
di
trattasi
la
un'
sempre
ausiliari
la fantasia
del
la
Noi
mostra
lo
però,
non
mente
spiccata-
In
quale
questo
basta
le
tecnica
di
taglie
bat-
sica,
mu-
il buon
ed
oltremodo
vivida,
a
quando
genere
fondamentali.
fervida, spontaneamente
cellenza
ec-
crediamo.
efficace
ausiliari
il
Codesta
serio
meno
sapienza
elementi
chiaro,
particolarità
lavoro.
melodramma
buffa.
opera
dottrina,
sono
si
scena,
la
artistica, la
al
scopo
significato,secondo
raggiunta?
stata
non
scopo,
e
lasciando
e
blico
pub-
gio,
personag-
bello
l'indipendenza
stema
si-
senso,
codesto
invece
pur
il
allo
parte
armonioso,
tutto
un
ciascuno
a
il
ogni singolo
di
fallire
stato
col
che
impedendo
dell'opera; raggiungere
fondendo
musicale
commedia
una
parola quasi
sarebbe
gusto
mitive.
pri-
bisognava
cogliere completamente
potesse
far
non
sorgenti
gradatamente
polifonico moderno,
del
serio
lirico.
dramma
vero
stile.
nuova,
alle
la
passo
sentiva
ri-
2XV Otello,
sino
musicale
sol
un
lui
da
buffa
T opera
con
dell'antico
dell'arte
arditi
più
ispirata
il melodramma
spinto
aveva
;
originale,
andato
era
quelle
su
sebbene
il sapore
I
consentito
più
oltremodo
commedia
sua
ormai
Nicolai,
Nabucco
ricondurre
poteva
del
forme
orizzonti
gli
verso
dal
che
dire
a
nelle
po'
un
Rigirarsi
era
melodico
sentimento
un
non
Topera
che
più
tanto
ad
al Verdi
traccie
27
gevoli,
pre-
L'estro,
attraente
272
e
VENTESIMOTTAVO.
CAPO
gioconda
l'essenza
ecco
:
d'un' opera
musicale
X2xt^
detto
non
:
dell'atto
alla
del
buffa.
ad
sempre
sempre
primo
e
propria
del
tenuto
con-
Ora,
nei
staff
Fal-
se
eccelle, il genio del compositore
maestro
sale
non
vera
poiché
;
basta
non
altezza.
uguale
la prima
mentre
il
trasportare
a
sospirata esultanza,
Abbiamo
pubblico
la seconda
tutta
parte
in-
parte
,
dell'
vece
medesimo,
atto
rapiscono
ad
una
secondo
questo
Falstaff
in
la
tutta
In
del
nella
ed
attratto
che
ed
esso
è
l'atto
a
ed
colle
ne
e
dentro
rimane
plauso
acque
e
corre
le
chie
orec-
così
preso
si arresta
l'abbassarsi
aspettare
col
parte
alla
dell'atto
artistiche
sue
pubblico
alla
necessario
nelle
procede
di
della
lanciata
dell'ammirazione
ad
prima
il
condurre
quale
sfogo
la
terzo,
prodotto
testé
della
provata
dell'animo.
giocondezza
Come
positore
com-
dall'entrata
pancioncy
agli occhi
voce
costretto
dare
tra
nonché
del
al
alla
sino
musicata
il
la
minuti,
povero
dinanzi
pubblico
per
Ford
il
del
tela
venti
o
di
casa
vertiginosamente
l'estro
infondono
la commedia
Tamigi,
duetti
nei
vigore.
dentro
con
in
appunto
Falstaff,
e
che
maestro
quei quindici
Falstaff
cesta,
del
il massimo
musicale
Ford
tra
e
susseguente,
l'arte
e
è
particolarmente
atto,
scena
Ed
condo,
se-
l'uditorio
sempre
intellettuale.
Quickly
e
mai
rapiranno
e
estasi
vera
quasi
e
Tatto
tutto
a
codesta
che
spiega
dei
momenti
migliori dell'opera.
e
sminuita
giustificala
di
basta
non
di commozione
dell'entusiasmo
manifestazione
è appunto
bellezze,
quel grado
anche
primo,
gaudio
trale;
tea-
di
misura
sincerità
suscitati
e
dalle
sazioni
sen-
taneità
spon-
parti
273
Capo
Sommario.
I
—
Proprietà
bellezze.
tecnica
Un
i
arte
Verdi
—
Tatto
e
disparità
T
dal
Falstaff,felice
originale
vezzo
infatti
spumante
della
del
dei
originalità.
sopratutto
ma
Falstaff,
di
e
Cento
«
di musica,
occasione
di
esiste
stile. Il
anni
che
"
per
primo
il secondo
oggi,
il
e
suo
potuto
bottigliadi
pagne
bottigliadi Chama
una
Cliquot
udendo
avrebbe
Egli
di
temi
questo
appagare
atto
a
i suoi
trarre
avuto
scrittore.
vedova
ed
I
—
po' paradossale, parlando
il
;
atto,
vino, avrebbe
paragonare
sue
della
musicale.
sentimento
autore
un
di
e
—
previsione dell'avvenire.
terzo
di
le
necessità
Freschezza
—
il secondo
e
due
La
—
terzo
Le
—
analogie.
sue
commedia
e
si diverte.
nuovo.
primo
paragone
buffa
Opera
specialmente
e
Asti
nordica
—
l'abitudine,
aveva
di
indole
Rovani,
defunto
il
del libretto.
—
notevole
una
le
e
L'
organismo
primi
—
qualificazione.
—
il
Rovani
Falstaff,
I difetti dell'atto
battesimi.
Fra
fra
di
del
atti
tre
moderna.
nuovi
—
Ventesimonono.
una
terzo
a
tiglia
bot-
una
di
lohannisberg del più fine e profumato.
considerarsi
l'immagine avrebbe
come
potuto
Né
una
volgare analogia.
Non
«
lick
Ed
per
—
è
vero.
i
ciò
che
Come
sentimenti
tanti altri,i
i8
è avvilita
quali
una
cosa
apprende
ha
—
a
conoscerla
qualificazionedi
non
offrono
sono
scritto
che
altrettante
l'Hans-
meglio.
carattere
cale
musi-
fenomeni,
analogie. Di
come
una
"
CAPO
274
di
queste
che
costituiscono
del
Falstaff.
così
primo
sfugge
Il
ebbe
pensò
che
molti
la
Caius,
dottor
imbastiti
la
siavisi
smentita
di
—
lecito
commedia
regioni
di
Quella
una
primi
apparire
poiché
commedia,
il Verdi
quel
a
del
danno
po'
atto
speranza
la
mai
degli
accettato
cile
è fa-
non
ch'egli
non
—
più agile nelle
correre
artificiale.
ripetuta, quel
dialogo
interrotto,
il
cantare
personaggio
infatti
debbono
del
L'atto
della
esigenze
scenico
quel movimento
insomma,
quell'impedimento costante,
mai
seguire
pro-
nata
fantasia, raffre-
atti dalle
lasciarla
a
nondimeno
nella
due
non
abbia
avere
durante
i
penosamente
primi
costretta
tinuo,
cona
due
far
atti,
la fantasia
maestro.
terzo,
romanticismo,
invece,
con
accordava
i
gnatamente
se-
matassa
terzo
supporre
tura
na-
vivacissima
e
Quickly
lirica, magari
parola
fare
a
della
sbrigliare un
parlata, e
sentesi
la
volentieri
nei
sempre
per
amenamente
di
Il
cui
fornirgli argomento
scenica
adagiato
libretto.
scusabile,
nodi
di
terzo.
allorquando
poco
intrighi. Perchè
spiegare. È
di
torto
potevano
costruzione
quasi
;
è
avviso,
semplice
congiura
svolgere
e
dal
il
non
poco;
all'atto
contribuito
combinati
ben
e
atti
due
primi
—
quindi
atto,
romantico,
commedia
atti
tre
dicemmo
ben
nostro
di
caratteri
dei
lo
—
avverte
avrebbe
la
di ciascuno
arriviamo
a
il sapore
più gustosa
dei
interamente
torto,
inclinato,
dei
si
lo
o
deriva
difetto
Boito
diversità
il secondo
e
allorquando
però
la
differenza
Codesta
creduto
dunque
la fisonomia
il
fra
distacco
risultare
far
per
lieve
abbiamo
appunto
servirci
è
VENTESIMONONO.
quella
al
sua
parvenza
compositore
una
276
quella
viva
Le
ài^
campo
del
delle
commedia
quali
del
Verdi,
riportata
si
dell'artista
oltre
per
glorioso
890.
dia
commecose.
inteso
lo
stesso
da
noi
In
quella
sopra
animatore
spirito
tera
let-
della
la
L'autore
sua.
com.pletam.ente
diverto
"
del
Tale
comica.
del
Nabucco,
che
gioie
menti
tor-
cuore
e
diverte
nella
il Verdi
parlando
—
chiesto
avea
creatrici
scrive
—
Mi
volta
prima
Falstaff.,,si
al
giunto
L'opera
"
,
secolo
febbri
intendersi
soddisfatto.
e
per
—
mezzo
alle
è
1
dire, lo
in
Egli
—
in
tragedia
delle
buffa.
dicembre
3
tesimi
bat-
Falstaff, ha
lettera
prima
sua
la
sostanza
il
un'opera
dell'opera
e
la
biere
Bar-
I nuovi
buffa
Topera
media
com-
commedia
meno
oggi
mutano
e
può
il Verdi
sé
tere
met-
Falstaff, spirito lieto, tranquillo,sereno
del
musica
vorrebbero
Shakespeare.
musicando
del
—
vive,
di
si
scrivere
nella
detto
è
cambiano
non
resto,
di
sempre
dice
di
drammatica
musicale,
si
non
comari
i
con
ha
sono
Beaumarchais
Allegre
costituisce
dalla
distinguere questa
perfettamenfe inutili. Il
per
musicale,
che
buffa.
opera
disquisizioni che
sottili
in
genialità
spontanea
e
fisonomia
la
VENTESIMONONO.
CAPO
e
della
tasia,
fan-
!
lettera
stessa
designazione
—
può
non
significato ristrettivo ; anzi fa
vastissimo.
d'uopo attribuirglieneuno
Falstaff non
con
infatti
resta
commedia,
arrivata.
di
non
fare
Data
questa
fino
stato
musica
va
molto
andatura
per
là della
al di
l'antica
?\\^pochade, dove
il Barbiere,
caricata^
e
lo fosse
una
ma
qua,
compreso
audace
che
di
al
giungendo
buffa,
opera
un
era
scenica
assai
gli antichi
mai
era
non
mente
eccessivafacile
—
compositori
pedestre, volgare,
e
più
—
magari
X
VENTESIMONONO.
CAPO
scurrile.
Se
277
il Verdi
pertanto
quarant'anni
avesse,
scritto la
egli il desiderio,
n'esprime
del Falstaff,
musica
probabilmentesarebbe incorso
in simile colpa; ma
oggi,dopo X Otello, la produzione
prima,
come
musicale
del
poteva
non
avrebbe
Verdi,
anche
che
essere
di genere
mico,
coed eletta. suno
Nes-
se
nobile
prevedere però
potuto
schezza
fre-
tanta
ed
originalità.
Quest'opera,per le sue
qualità di
forma, è imparagonabile infatti con
di
lavoro
di
simil
quanto
di
parentele,affinità
e
completo
di cui
È
sorta.
si
derivazioni,
organismo
un
nuovo
il contenuto,
discutere
può
Verdi
stesso
ha
non
qualsiasi
dito
sorprendente dell'involucro. Are
aveinaspettato miraggio d'arte di cui non
lo si può esattamente
sentore
non
giudicare.
vasi
Si
di
tratta
oltre
che
codice
un
presumiamo
precede
lo
del
negare
di
la bontà
cui
essa
la saldezza
e
discutere
X evoluzione
senonchè
la discussione
deduzione
possono
gusto
mutare.
del
nel
sicura, dal
Il
del
la emanazione.
è
sistema
non
ci
momento
mutamento
popolo
e
Per
esporre
vita avvenire
anzitutto
occorrerebbe
proclamare
lutivo
principioevoOra, si può
delle
sue
porterebbe
cause,
mai
a
che queste cause
potrà così influire
quindi sul maggiore
gradimento di un'opera sul
un'opera comica, il carattere
pericolosa.
sia
però
genio verdiano
quello del suo tempo.
prognosticiprobabilisulla
quindi
di quest'opera
meno
che
talvolta
dei
sul
applicazione,
per
affermare
l'avvenire. L'evoluzione
così per
una
la cui
nuovo,
ci sembra
difficilissima,
Non
di
vita
e
la schiettezza
non
o
di
dello
tanto
genere,
altri. La
sua
concetto
teatro,
della
e
tanto
o
nore
mi-
più
quale,nutrito
/^
/
278
di
CAPO
VENTESIMONONO.
Spiritoanziché
mutarsi
a
diversi
coi
di sentimento,
col
tempo,
criteri della
generazione
in
le
con
vita
quellopiù
che
getto
sog-
consuetudini,
si modificano
di
generazione.
Capo
Sommario.
è
L'ultima
Trentesimo.
di Verdi.
Verdi
Victor
e
Hugo,
le sue
longevitànei grandi uomini
e
Dal Nabucco
siiFalstaff, Volfango Goethe.
mirabili sorprese.
L'evoluzione
lirica.
diana.
Riassunto
dell'opera
dell'operaVerdell'
L'ultimo
eccletismo.
Verdi
artista
grado
polita.
cosmoUn
—
sorriso di
opera
più.
—
--
La
—
—
—
—
—
—
—
L'italianità del Verdi
—
sacre.
la fronte
è
l'avrebbe
di
questo
punti
di
risultassero
la
mancanza
creduto
stato.
sizioni
compo-
fra
intellettuale
volte
contatto
furono
ancora
i due
del
è
del
notò
sorriso.
scosso
:
italiano, con
inaspettataespansione
una
additati
miglianza
so-
sieme
in-
Hugo. E affinchè
giganteschiintelletti
maggiori,si
comune
L' artista
più
loro
Victor
e
fra
si
maestro
suno
prima d'ora, nesFra i grandi artisti
capace.
Verdi
Con
di cui,
secolo, i quali ebbero
l'equilibrio
comparativo
e' è
del Verdi.
opera
dell'ottantenne
sorriso
un
Giuseppe
i
T ultima
veneranda
di
illuminata
Le
—
Testamento.
—
Falstaf^è oggi
essa
finisce s^VAida,
suo
questa:
Ebbene,
oggi
ancor
il sorriso di Verdi
questa
nuova
e
genio, ha completata
TRENTESIMO.
CAPO
lopera
in
propria
le
tutte
279
forme
sue
alte
più
e
originali.
Il
fenomeno
il
uomo,
addirittura
è
dando
quale
continuare
ha
delle
ancora
della
fine
gagliarda
una
nella
Ricercando
produttiva
lo
parecchi:
del
al
tutti
Sopra
degli anni,
solco
un
idea,
criteri
al
spiritualità eletta,
lotta
cosa.
mondo
Persuasi
arca
Il
corso
sembrano
non
! Per
del
in
non
toccarlo
e
non
perdurano
o
rimangono
loro
X
sare
imperver-
è
tutt' altra
mutamento
del
invece
il
del
ad
mezzo
nella
cinicamente
e
conciarsi
ac-
artistica,
racchiudono
tempo
il
speciale
trovarsi
il Verdi
grande
sanno
quale generalmente
si
dei
consacrato
costruzione
di
guardando
diluvio
la
d'una
hanno
sensibilità
ovvero
—
riguarda
generalmente
sopraffatti,eglino,
nella
—
soccombenti
del
la
della
è
inesorabile
convinti
quale
correggere
esempi
passaggio lungo
mutamento
Apostoli
rimanerne
vecchia
il
d'
una
suo
invenzione.
estetici, imprimono
ingegno.
volendo
il
che
stico
arti-
col
questi
ciò
per
vità
longetrovano
ne
prova
della
fuorviamento
nella
essi
trova
il fratello
trionfo
a
proprio
di
intelletti
grandi
di
se
Hugo,
nessuno
della
rivato
ar-
prontate
ardite, im-
superba
Falstaff^
doloroso.
fulgore
un
i
con
e
dei
e
offre
novità
originalità e
giornata,
uomini
Victor
Eppure,
paragonabile
potenza^
gli esempi
grandi
ne
cessariamente
ne-
originalità.
storia
stesso
Novantatre.
gusti
nei
Verdi,
codesta
grande
sua
santanni
ses-
consumando
straordinariamente
forme
ad
di
quasi
per
produrre,
a
esuberanza
una
potuto
gli elementi
alla
di
prova
meravigliosa,
inventiva
Un
sorprendente.
affatto
:
esso
rimane
28o
CAPO
il
sempre
alla
TRENTESIMO.
più giovane
del
testa
artisti
degli
movimento
viventi
pre
sem-
e,
della
evolutivo
sua
epoca.
Egli, l'autore
quasi
metà
di
e
neir
minore,
la
Otello
disparità
sia
di
Diremo
fra
il Nabucco
altresì
Dimostra
verdiana
dell'opera
altro
moderno
fango
Goethe
tedesco
dalle
tratto
dal
grado
sua
di
estensione
al Falstaff
di
al
di
grande
salti
a
nessun
forse
il
romane
balza
e
con
lo
perbo
su-
ad
mentale,
senti-
romanzo
italiano
passo
Vole
precedendo
Dorotea,
pari
tivo.
produt-
Nabucco
mentre
il Maestro
tempi,
grado,
a
alla
Faust
abbia
quella
con
cammina
Elegie*
i suoi
sempre
senonchè^
;
dal
che
dimostra
ne
fenomeno
all'infuori
scrittore,
poeta
un
va
Falstaff
quella
straordinaria
che
certo
fresca
sentimento
suo
paragonabile
non
—
la
Ciò
di
nel
—
al
di
tinue
con-
è
più
ancora
àsi^X Aida
e
il Verdi
animato
la bellezza
X Aida,
e
prova
Toriginalità
maggiore
d'intenti
quale giovinezza
sempre
anche
forse
è
dà
pressoché
emerge
:
positore
com-
ripete giammai.
Aida
sono
più
il
è
ch'esso
! NelV
Falstaff
Toriginalità
ma
audace.
non
nel
e
si
non
invenzione
quali una
teatro,
vecchiaia
giovinezza
della
sul
vecchiaia
nella
delle
opere,
viva
sua
è appunto
bellezza
la
;
ed
nella
mirabile
una
trenta
tuttora
resta
che
Anzi
di circa
quasi
procede
spirito della
epoca.
Nell'opera
lirica
tendente
progressiva
melodica,
forme.
La
è
a
a
succede
snaturare
alterare
ad
dell'arte^
melodiosa,
odierna
oggi quasi
più
sempre
il
sfigurare le
musica
evoluzione
una
italiana,
tramontata,
sentimento
antiche
nella
e
sua
ed
il
la
stanza
so-
grafico
etno-
nali
tradizioessenza
principio
CAPO
drammatico
sta
che
della
si
costretta
a
passare
il
in
cosidetta
modernità
il Verdi,
del
silenzio
al
recenti
Quei
sua.
che
an-
lo
reggere
avrebbe,
non
umiliato
;
d'imporre
critica
però
al
«
e
Maestro
Trovatore
ìsfivut des
o
poi
e
D^ux
ad
"
alla
si
il delirio
del
si
era
accinge,
i
i suoi
l'unanime
Scudo
Lo
trionfi
è
migliori
salutano
la
non
"
rinnovano
triste
e
(184S).
santi
inces-
popolo
rivoluzione
Traviata^
Mondes
non
(i)
trionfi
Miller
e
la vittoria
accordargli
quei
della
alla
essi
j
con-
il Pacini
che
d'allora.
dotta
suoi
e
vi
che
ciò
comin-
sori
predeces-
invero
sono
trionfi
Verdi!...
clamorosi
ad
sei anni
non
quei
suoi
il Verdi
chiamare
di
Verdi
Meyerbeer,
vicino
bastano
Intanto
(i)
a
il Bellini
e
il
popolari
non
Arrivato
al
i
e
sua,
signor
intorno
anni
primi
del
e
quando
cinque
scrupolo
gloria
tea.tro
Eppure
meta.
della
ebbe
della
passare
Rossini,
Giuseppe
Assurgere
melodrammi
consenso
avessero
il Rossini
passano
dell'arte
lo
che
il Donizetti,
facile
non
pertanto
1839,
il
per
il Mercadante.
e
nel
erano
temporanei
certo
caudine
proprio genio.
scrivere
a
forche
Egli
biando
cam-
il musicista
e
Italia.
è
oggi
critico
preferito, come
all'arte
Sorto
in
le vivifica
scientifica,
continuare
contatti
avrebbe
piuttosto
queste
musica
patito
resto,
un
volendo
mento
senti-
entusiasmo,
filiera
dovette
pur
della
scettro
in
del
d'arte,
suo
la
per
Sotto
fiamma
opere
del
compositore
filosofo.
un
nelle
spande
I
principio musicale
questa
vita, le colora
sua
il
sostituire
per
L'immaginazione,
puro.
28
TRENTESIMO.
quindi
il Verdi
aumenta
italiana.
al
»
Rigoletto,
si
può
dire
282
TRENTESIMO.
CAPO
soffra
non.
accorda
gli
tardi
Bizet,
Puccini,
che
un
Boito,
secolo
mezzo
delle
che
Verdi
gloriosa
Parecchi
e
il
non
Mascagni,
Cavalleria,
due
con
di
straordinaria
modestamente
Verdi
del
Falstaff,
di
anni,
il
si
poteva
riesce
il
lavoro
fantasiosamente
dotto,
tecnicamente
Con
il
il
in
sono
Italia
e
mondo
evidentemente
arrischiato
questo
con
la
il
sica
mu-
vertime
di-
quel
ad
;
rente
cor-
ottanta
nondimeno
egli stupisce
originale,
cora
an-
ultimo
suo
concettosamente
perfetto.
grado
per
buffa
ed
una
e
eppure
;
Genio,
un
opera
propizio
Falstaff
suo
pò*
un
Manon
scrivere
a
per
un'
scrivere
volta
una
Anche
essere
gli
giuoco
diverte
Italia.
il Puccini
di essi
favore
pubblico
tita
sor-
in
quali
verso
versalità
uni-
un'altra
fortunate,
opere
attirato
avevano
i
cardo
Ric-
sua
favorevole
fra
alla
a
la
per
giovani d'ingegno,
di
tinua
con-
e
—
mantiene
certo
era
tifiche
scien-
anche
intellettuali
momento
bine
tur-
le scuole,
tutto
Vicino
il Verdi
il
il
grandezza
condensa
potenze
—
tutto
con
dire
La
sovrana.
\ Otello,
Dopo
maniere?
riassume,
Wagner
lui
a
vogliono
cosa
le
di queste
maggiore
dire
politiche,sociali,
? Che
campeggiare
a
vicino
temente
recen-
Ebbene;
vuol
cosa
passa
le critiche, i sistemi,
Giuseppe
Che
ner,
Wag-
poi
Mascagni.
commozioni
sue
letterarie
e
Massenet,
Franchetti,
significa ciò?
cosa
genio
suo
Gounod,
Thomas,
intanto
Sopravvengono
del
incontrastata.
supremazia
una
più
L'universalità
rivali
più
la
sua
delle
l'eclettismo
massimo.
Verdi
gloria,
destinati
ma
a
forme
scrive
i
suoi
trapassare
giunge
ragsempre
prodotti
i nativi
284
CAPO
Questo
il musicista
:
Tantico,
la
ma
italiano
moderno
fisonomia
del
due
certo
compositore
Le
vive
tuttora
ultime
nelle
superato
parecchio.
sembianze,
Aida,
ha
artistica
sofferto
ha
ne
tradizionali
neir
TRENTESIMO.
storiche
riconoscibili
e
appaiono
opere
e
lutamente
asso-
mutate.
Parlando
e
del
giorno degli
un
il Verdi
Bizet,
questi (imitatori)sono
«
vani
operisti attuali,
"
delli
inimitabili,
«
sentimento,
più
affatto
«
più
grave.
"
come
«
Invece,
«
gannare
del
della
seguito
origine
sua
ultima
non
è
espressione
e
è
di
che
Attila;
E
i
\ Otello
e
hanno
i fatti
:
di
Nabucco
Attila
al
loro
bilmente
Innegada
questa
Verdi
nuovo
quel
tali
qualora
fuori
il
sieno
della
sua.
E
diana,
ver-
sono
Maestro,
accompagnava
dslV
il
fatti
venuto
dal
Questo
sincerità
arte.
italiana
coU'in-
che
opera
popolo
suo
delirante
rivoluzione
dBÌVFrnaniBÌV
del
che
stesso
Verdi
fuori.
dell'opera
sì
della
fossero
non
nuovo
già quello
entusiasta
sono.
lo
stato
Falstaff
un
che
dubitare
a
sarebbe
e
far
andare
dubitiamo
non
il progresso
quello
primo
noi
intenzioni
possiamo
non
y^
dopo
Ora
delle
il male
è
finiscono
diceva
Falstaff !
esiste
non
verrebbe
altri,
mo-
proprio
lasciassero
gli
e
—
sincerità
da
diversi
Otello
bene
costantemente
ma
il
sé
gio-
se
perman-
Questo
qualche cosa
ne
d'ipocrisie,essi
notisi
il
e
patriottismo
si
Fra
«
a
convenzionali
giovani
:
dei
parte
Tarte
italiana.
deviare
e
prima
punto
della
i
furia
a
—
poco
che
Se
Wagner
affidandosi
quali,
Il
nell'arte
sentono,
Verdi
i
del
parole
gran
tradiscono
sincerità.
"(
una
divengono
e
di
canza
in queste
uscì
«
imitatori
suo
popolo
il Maestro
2^
Emani;
Trovatore;
dal
CAPO
al
Trovatore
soggiogato
ha
E
qui
Per
s'è
grande
leggenda
r
Aida,
è
che
in
dal
potuto
Quel
maschera.
affascinante
genio
seguirlo
popolo,
del
2^
fino
esultante
positore,
com-
Aida,
fermato.
la
Falstaff
Ballo
rapito
e
285
TRENTESIMO.
storia,
pur
non
popolare
il
dell'
musicista
fors'
grande,
sempre
fosse
per
Giuseppe
il
Otello
passato
Verdi
e
anche
;
ma
finisce
del
piii
la
per
con
287
Appendice.
Le
Maria.
Ave
composiaoni sacre.
alla Vergine,
Verdi scriverà
La parola del Maestro.
—
Te
—
Deutn.
ancora?
Stahat,
—
Le voci del
—
Latidi
—
pubblico,
—
il mondo
Mentre
ammirava
commosso
rente
rive-
e
gloriosa vecchiaia di Giuseppe Verdi,
arrivato già agli 86
mine
teranni, questi conduceva
a
lavori
di carattere
religioso:
quattro nuovi
Stabat
alla Vergine,
Ave
Maria,
Mater, Laudi
la
Te
Deum.
Credere
che
col
abbia, ad
un
musicale,
non
pensiero
tratto,
queste
a
1896, il Verdi
sacre
la
immaginato
verosimile.
è
così
improvvisamente
pagine e ne
composizione
sia ricorso
il Maestro
dal
Infatti, sino
braio
feb-
al distinto
scriveva
stro
mae-
Tebaldihi:
Io
«
«
sentiti
«
della
«
data
"
alcuni
conosco
Essa
viene
feste
«
ria,
«
vi si presta, che
«
Sanctus,
"(
bia colore
«
il valore
ordinariamente
per
Cristo
Tumanità
incoronazione,
una
Deus
ed
musicale)
eseguita
grandi, solenni, chiassose, o
o
ho
convinto
stato
sono
ne
cantica.
questa
a
antichi,
Deum
pochi moderni, e mai
interpretazione(a parte
4c
"h\\
Te
cielo
Sabaoth
e
terra
; ma
ecc.
verso
regnum
nasce
dalla
coelorum...
ad
vitto-
una
esultano...
espressione...Tu
che
per
Il
nelle
principio
Sanctus,
la metà
cam-
liberandum...
Vergine
ed
L'umanità
apre alcrede al
A
I
288
APPENDICE.
«
Index
«
con
"
commovente,
salvumfac...
Tutto
colle
ha
questo
incoronazioni
"
e
«
scere
«
poteva
«
abbastanza
«
lori, ed
"
suoi
sino
al
nulla
da
fare
e
perciò
triste
cupa,
;
Vallotti, (i) che
se
ricca, abbia
giusti
criteri
lui adesso
dal
il
sensualità
la
e
co-
dei
in
trasportate
Conservatorio
di
Con
voluto
la
essere
lavori
ultimi
di
del
savio
però
sala
ed
iniziale
laudamus
potente
liturgico
-
Te
Domine
concerti,
dei
di
ca
e
sere
es-
anche
chiedere
ed
tenere
ot-
questi
Maestro.
il Verdi
Ambrosiano
parole:
conjitemur.
di
molte
ha
l'impron
quel-
conferitaglidal
prime
rinomato
e
Concerti
dei
Te
tema
Deum
Il distacco
dall'espressione liturgicasi
Vallotti, autore
(i) Padre
Deum.
le quali alcuni
Te
per
e
interpretare
all'Inno
sulle
Stabàt,
tali, ad
come
accorgimento
grandiosa, solenne,
stiche.
chiesa-
contrasti
là Società
Grande
artistico
campo
Cantate
Parigi potè
nostro
conservare
dei
da
ad
dal
melodico,
contenuto
quindi,
prima
composizione
lo
considerare
perchè
quelli da
barriere
quanto
una
Ecco
teatro.
un
atte
e
alla
intorno
sono
dalle
dal
infatti
religioso
là
degli effetti,
esteriorità
rattere
Verdi
far uscire
Deum
Te
ch'emana
colori, debbonsi
fra
cui
in
molti
da
importante
di
spingere
Tanto
e
cono-
espressioni
ambrosiano
Inno
seguiti in questa
liturgico,e
del
vittorie
d' un'armonia
e
diversi
ch'egli volle, deliberatamente,
in
colle
in epoca
trovato
esposti
àéX
interpretazione
per
!
predecessori. »
I
la
isto,..
terrore
viveva
intendimenti
avesse
die
desidero
d' un'orchestra
disporre
finisce
e
Domine
preghiera... Dignare
una
«
lo invoca
venturus;
manifesta
composizioni
vero
al
sacre
289
APPENDICE.
Sanctus,
Sanctus
voci
Torchestra
è
di
ottoni
altro
di
robusta
musicale
alto
di
più
poco
con
attica.
di
interezza
stessa
più completo
quasi
sempre
serena
sentimentalità
il
additerò
morietuTy
cui
è
un
incarnata
squisitamente
lirica
dello
rapido
19
e
Stabat,
e
che
tutta
descrive
logicosviluppo,le opposte
Homo,
amo-
getto melodico
e
ultimo
forte
est
lezza
bel-
Materfons
pura
pensiero
certo
d'una
Quis
Eia
un
versetto
Deum,
brani
il
Citerò
amorosa
la
vanta
dell'ispirazione,
vista
alcuni
veramente
purezza
non
Te
gerito
sug-
artistico, gli rimane
espressiva, X
ris, da cui scaturisce
una
in
e
ideale.
ed
di
punto
fresca
veramente
melodia
del
rietà
va-
mente
musical-
una
e
lo Stabat
organismo
dal
superiore
però
Se
e
Egli ha
Sequenza
esposte
latina
tutta
compagine
come
di questa
misure,
—
al Rossini,
ricchezza
pensiero.
strofe
poetiche
sobrietà
squisitamente
tuttora
strumentali, ha
diverso
duecento
una
strare
dimo-
a
sino
maestri
anche
e
ben
infatti le
effetto
un
accende
grande
con
vocali
Verdi
al
in
sorprendente.
che
gli antichi
sempre
d'episodi
larga
al-
si
e
Maestro.
che
trattarono
sione
esplo-
continua
chiarezza
fantasiosa
del
Stabaty
racchiuso
d*una
e
luminosità
r intelletto
Lo
un
intreccio
colore,
lirico
con
composizione si chiude
veramente
peregrino, bastevole
la
•
di
in
dapprima
poi in un
mirabile
una
le
gloriae, intonato
dagli
tema
liturgico,il quale,
laccia
si almagnifico unisono,
reggiante
contrapuntistico lussu-
Rex
brano
dove
Sabaoth,
con
volo
Il
Tu
al
su
esposto
La
esultano
sonorità.
sino
Deus
Domine
e
e
soave,
:
Quando
di
cialmente
spepus
cor-
in
sostanzioso,
la bella
così
fasi di
idealità
bene,
con
sgomento,
2
APPENDICE.
gO
gaudioceleste.
sospirato
di terrore, di conforto, e di
a
torto,
(i) non
con
arpeggiodei violini,,
finale,appare
la melodia
€
il
il
quel sospirosoe così puro
del primo atto
duo d'amore
sulle parole:
«
Già nella
à^ Otello
intimamente
la
di
eufonica
sua
ultima
THanslick
esclama
e
—
di questo
chio
vec-
e ossequente
rispettoso
dimento
altrui,
peccò,a mio avviso, d'ar-
soverchio
vestendo
preghieradantesca
là dove
sua
"
modesto, sempre
al Genio
fu chi disse,
!
musica
di cui il
questa
con
sentita fluisce dall'anima
Verdi, sempre
Vi
beatitudine
nuova
—
sminuisce
non
ha saputo inondarci l'animo
pagina musicale.
Quanto
«
zia
s'ini-
che
e
S'estingueogni clamor... »
affatto la sensazione
commovente
precede
densa
notte
Ebbene, T avvertita rimembranza
Maestro
rimembranza
colorito che
di
ìk
quale si estingue
lontana
una
neir ultimo
che
scrive
Il Tebaldini,
e
di
musicali la
note
alla
di Bernardo
Vergine.
disse bene, che la musica
finisce la
immersa
parola infinita,
immortale, è appunto
mincia
inco-
parola! Se havvi, ora,
in
una
questa
blime
su-
una
aspirazione
poetica
di Dante.
Tentar
di
col suono
la musica ideale di simile
accompagnare
poesia,sarebbe stata follia per altri;per Verdi fu
un'audacia
il canto
ad
inutile.Le
delle Laudi
quattro voci
alla
(i)
Rivista
Musicale
cui è affidato
fatti
giungono inun'altezza
a
spiritualità
Vergine non
innalzare l'umana
maggiore di quellacui
a
la fa salire Dante
Italiana.
(Anno V,
fase.II
—
con
la
FratelliBocca
editori).
-4
?
APPENDICE.
292
Ispirandosi
di
scrittori
i
musica
contendenti.
nella
bello,
Dalla
forse
la
ove
al
Verdi
di
scrivere
i
volta
una
di
dal
nuove
della
segni
ne
E,
vietasse
bero
portereb-
da
marcia
sua
ha
Aida.
non
distanza
nella
superata
Verdi
queste
opere,
pur
non
ali*
tempo
forse
sempre!
quanto
Nabucco
del
fra
Verdi
il
oggi
gli
agita
ascende
e
ad
potuto
unico
il
che
cammino
inesorabile
evidenti
sovrano
rinnuova
compiuto
legge
elevarsi
mirabile,
requiem
maggior
già
che
questo;
si
da
Messa
avesse
è
ha
egli
conflitto
il fenomeno
delParte
conservandosi
ed
sacra
E
storia
fatto
dell'acerbo
conto
tener
non
bellezza
questa
a
lui
ancora
continua
e
vittoriosa.
Nel
fantasiose
e
una
in
momento
nuova
quelli
Verdi
Giuseppe
vivente
;
Ecco
che
ultimo
una
schietta
lettera,
riproduciamo
e
\
ammira
parola
ultima
unico
remmo
Vor-
nostri
Genio
voti
che
mondo,
recisa
e
musicale
di
Lui
suona
desiderio.
ricevuta
nella
parola
i
del
ma
dall'universale
diversa
ben
e
la
ma
d'Italia,
rate
dispa-
verdiana.
aggiùngere
e
più
proposito^di
a*
produzione
credere
solo
non
le
scriviamo
s'incrociano
voci
prossima
e
poterlo
a
cui
sua
di
pochi
mesi
integrità;
questo
volume:
or
documento
sono,
in
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