PRESENTAZIONE
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xlviii giornata mondiale di
preghiera per le vocazioni
“Quanti pani avete?
andate a vedere...”
omenica 15 Maggio 2011, quarta
D
domenica di Pasqua, “domenica
del buon Pastore”, è stata celebrata
la XLVIII Giornata Mondiale di Preghiera
per le Vocazioni. Il tema che il S. Padre
Benedetto XVI ha proposto quest’anno
alla riflessione e alla preghiera delle comunità cristiane è stato: “L’annuncio
- proposta vocazionale nella chiesa
locale”.
Chi annuncia il Vangelo della vocazione
alla Chiesa locale? È la stessa Chiesa locale! Questa si trova ad essere contemporaneamente soggetto e destinataria
dell’ annuncio. Tutto ciò richiede alla
comunità ecclesiale sia la disponibilità
all’accoglienza della proposta vocazionale, sia la responsabilità dell’ annuncio,
ponendosi come mediazione attiva tra
Dio che chiama e ogni singola persona.
2
In altre parole: la scoperta, la maturazione e la crescita di tutte le vocazioni
avviene nella e per mezzo della comunità cristiana.
Nella comunità cristiana ciascuno è
chiamato da Dio a scoprire il progetto
meraviglioso che Egli ha pensato per
la propria vita e nello stesso tempo a
farsi seminatore, promotore e accompagnatore della vocazione di ognuno,
in particolare di coloro che gli sono
affidati qualora abbia uno specifico
compito educativo.
Lo slogan scelto dal Centro Nazionale
Vocazioni ha preso lo spunto dal Vangelo di Marco 6, 33-44, in cui si racconta il miracolo della “moltiplicazione dei
pani e dei pesci”: “Quanti pani avete? Andate a vedere…” (Mc 6,38).
E’ un invito rivolto ai singoli battezzati
xlviii giornata mondiale di
preghiera per le vocazioni
e a tutta la comunità a verificare i pani
(cioè i doni ricevuti), di cui ognuno è
portatore, in un cammino di discernimento e di condivisione umile, disponibile e feconda. Nel messaggio scritto
in occasione di questa giornata il Santo
Padre ci ha ricordato che “specialmente
in questo nostro tempo in cui la voce
del Signore sembra soffocata da “altre
voci” e la proposta di seguirlo donando la propria vita può apparire troppo
difficile, ogni comunità cristiana, ogni
fedele, dovrebbe assumere con consapevolezza l’impegno di promuovere
le vocazioni. È importante incoraggiare
e sostenere coloro che mostrano chiari
segni della chiamata alla vita sacerdotale e alla consacrazione religiosa, perché
sentano il calore dell’intera comunità
nel dire il loro “sì” a Dio e alla Chiesa.
Occorre che ogni Chiesa locale si renda sempre più sensibile e attenta alla
pastorale vocazionale, educando ai vari
livelli, familiare, parrocchiale, associativo, soprattutto i ragazzi, le ragazze e i
giovani - come Gesù fece con i discepoli – a maturare una genuina e affettuosa amicizia con il Signore, coltivata
nella preghiera personale e liturgica; ad
imparare l’ascolto attento e fruttuoso
della Parola di Dio, mediante una crescente familiarità con le Sacre Scritture;
a comprendere che entrare nella volontà di Dio non annienta e non distrugge
la persona, ma permette di scoprire
e seguire la verità più profonda su se
stessi; a vivere la gratuità e la fraternità
nei rapporti con gli altri, perché è solo
aprendosi all’amore di Dio che si trova
la vera gioia e la piena realizzazione
delle proprie aspirazioni”.
Nella nostra diocesi la celebrazione
della Giornata Mondiale di Preghiera
per le Vocazioni è stata preparata da
una veglia di preghiera presieduta dal
S.E. Mons. Antonio Lanfranchi che si è
svolta martedì 10 Maggio nella Chiesa
di San Francesco. Nei giorni successivi molte persone si sono fermate nella
Chiesa di S. Eufemia dove è stata organizzata l’adorazione eucaristica continua per le vocazioni.
Momento culminante di questa settimana di preghiera è stata l’ordinazione presbiterale di don Paolo Biolchini
sabato 14 maggio in duomo.
Don Simone Bellisi
3
DEL SEMINARIO
Tridentum
i è svolta tra il verde della Val di Non
S
e la conciliare importanza della città
di Trento la gita annuale del Seminario.
Mercoledì 6 Aprile infatti, assolti i doveri
universitari, i pulmini bianchi sono partiti
alla volta del Trentino per una due-giorni
di comunione e pace vissuti ai piedi delle
Dolomiti. Prima tappa è stata lo splendido
santuario di San Romedio: situato al centro
di una profonda e spettacolare forra della
Val di Non, contornata da alte e strapiombanti pareti rocciose, lo si trova in cima ad
un picco roccioso; il sentiero per arrivarci
è da mozzafiato, in quanto scavato nella
roccia sopra l’antico acquedotto. Il santuario, davvero splendido, è composto da
ben 5 chiesette costruite una sopra l’altra
nel corso dei secoli: la più antica è posta
sulla tomba del Santo eremita. Tutte le
chiesette sono collegate tra loro da una
ripida scalinata (ben 131 gradini!) che i
pellegrini di ogni tempo percorrevano in
memoria di quel pellegrinaggio della vita che ogni uomo compie, in penitenza
(come la fatica della salita), alla ricerca
della santità. Così, come i pellegrini, anche noi siamo saliti in assoluto silenzio,
4
ci siamo lasciati coinvolgere dalla santità
del luogo e abbiamo infine recitato i vespri in un’atmosfera solenne. Salutando e
ringraziando per la gentile accoglienza un
frate francescano (il santuario è infatti in
mano ai conventuali), la serata è passata
in una divertente cena tipicamente trentina
e una passeggiata per il centro storico di
Trento. Seconda tappa del tour, il giorno seguente, è stata la S.Messa celebrata
nella cattedrale di S.Vigilio e la seguente
visita al Museo Diocesano Tridentino: nel
cuore di Trento, il patrimonio artistico
della Diocesi, il tesoro della Cattedrale e
le testimonianze del Concilio di Trento!
Il successivo mini-trekking urbano (organizzato splendidamente da Mich, che
ringrazio vivamente!) ci ha condotto da
piazza Duomo all’interessante Santuario
della Madonna delle Laste, da un’ottima
pizzata al Parco Naturale delle Coste ed
infine al Castello del Buon Consiglio.
Il canto del vespro tra i resti dell’antica
basilica tridentina e il rosso tramonto, ammirato sulla via del ritorno con la recita del
Rosario, ci hanno riaccompagnato a casa.
Simone Cornia
del seminario
“Oggi Paolo
ha scelto la pienezza”
U
na valanga di emozioni. Questa è
stata la mia ordinazione presbiterale avvenuta in Duomo la sera del 14
Maggio, ai primi vespri della domenica del buon pastore. Tanti parenti ed
amici gremivano la cattedrale, il coro
della mia parrocchia animava la liturgia. Presenti anche tanti presbiteri – ora
miei confratelli –, e il Vescovo Mons.
Lanfranchi che, nella sua omelia, ha tratteggiato in poche frasi ciò che si stava
respirando nell’assemblea e quello che
stava avvenendo nella mia vita. Tanta
gioia era nell’aria, la mia, quella “del
Vescovo, dei superiori, dei confratelli dei familiari e della Parrocchia
5
del seminario
di Monteobizzo”. Una gioia non intesa come “semplice emotività, ma
come sentimento profondo, che
nasce dalla chiamata del Signore
e dal proprio ‘sì’, dal rispondere a
questa chiamata con tutto il proprio
essere”. Questa gioia può solo sgorgare dal fatto che nella mia vita il desiderio
profondo di pienezza e felicità, che
ciascuno di noi porta nel cuore, poteva
trovare concreta realizzazione solo nel
dare tutta la mia vita a Dio. Con parole
splendide il Vescovo ha parafrasato il
mio ‘sì’ che l’ordinazione ha sigillato:
“Oggi Paolo ci dice: «ho scelto la vita; ho scelto la vita in abbondanza»,
la vita fatta solo dall’indispensabile,
dal necessario, ma da ciò che le
dà senso di pienezza, la vita che è
bellezza, relazione di dono, libertà,
6
gioia, pace; la vita che mi porta a
dire «è bello diventare sacerdote»,
come un altro dice «è bello sposarsi, prendersi cura di qualcuno».
Oggi Paolo ha scelto la pienezza,
del seminario
l’abbondanza della vita che non è
data dai beni di consumo, e neanche semplicemente dalle virtù, ma
dall’avere dentro di sé la vita di Dio,
che è data da Gesù Cristo, via verità
e vita”.
E ancora: “oggi Paolo non solo dichiara di essere stato affascinato da
Gesù, il Buon Pastore che lo guida
ai pascoli della vera vita, ma assume
l’impegno di essere icona, immagine
del Buon Pastore, di volere essere
pastore secondo il cuore di Gesù.
E’ Dio Padre che, in Gesù, ti affida
la gente, i giovani in particolare cui
sarai mandato e che dovrai amare
con la tenerezza di Gesù Pastore,
con il cuore di Gesù”. Che compito
grande! Che missione per un semplice
uomo! “Gesù è vicino alle pecore con
premura, con amorevole attenzione,
con pazienza, con devozione e dedizione. Gesù è un pastore innamorato del gregge”. Davvero il Signore mi
ha affidato un incarico grande, davvero
mi affido alla preghiera di intercessione della Chiesa e di Maria Santissima
affinché possa svolgerlo con fedeltà
e sottomissione alla volontà di Dio.
Ma soprattutto, come mi ha ricordato
il Vescovo, anch’io dovrò impegnarmi: “per essere pastore secondo il
cuore di Gesù e secondo le attese vere della gente, occorre essere uomini di vita interiore, ravvivare
ogni giorno l’attrazione dell’amore di
Gesù per noi nella preghiera, nella
meditazione della sua Parola, nella
contemplazione del suo Mistero di
Crocifisso Risorto, dei suoi gesti di
perdono e di offerta di salvezza. E’
la contemplazione del cuore di Gesù
che farà fiorire sempre di nuovo in
te sentimenti di bontà, di umiltà, di
accoglienza, di devozione, di amore disinteressato nei riguardi della
gente”.
Penso che mai, come in un’ordinazione
sacerdotale, il semplice ‘sì’ di un uomo
sia trasformato da Dio in qualcosa di
così grande. L’ordinando si dichiara disponibile a seguire Cristo Buon Pastore
ovunque Egli voglia, e Gesù gli conferisce la grazia di poter renderlo presente
sacramentalmente ovunque egli vada.
don Paolo Biolchini
7
del seminario
Saremo il seme
del tuo campo
E
ccomi! Una voce riempie per un
sfumature rosse che la colorano ad
attimo le navate del duomo. Poi di
ogni tramonto. Il vescovo, dentro, ci
nuovo: eccomi! Siamo io ed Enrico, in
sorride mentre saliamo i pochi gradini
un tardo pomeriggio di maggio.
che ci separano da lui. Chissà quante
La piazza di Carpi, fuori, sta pian
volte ci eravamo immaginati questo
piano sfumando verso quelle forti
momento negli ultimi giorni. Esserci
8
del seminario
però è diverso: qualche anno fa hai
lasciato libero il coraggio di provare a
muovere i primi passi di discernimento in seminario, qualche mese fa hai
raccolto i punti chiari e le domande
ancora aperte per scrivere la lettera di
candidatura al vescovo, qualche giorno fa hai premuto l’acceleratore per
darti da fare sul serio nella preghiera
e raccogliere la tua vita per metterla
tutta davanti al Signore, qualche ora
fa eri all’Eden in cappella, in compagnia solamente di una Bibbia e del
tabernacolo. E adesso si va.
Don Massimo, il nostro rettore, racconta a tutti la nostra storia, il percorso
che ci ha accompagnati fin qui. Non
serve solo agli altri per sapere chi siamo: è utile anche per noi, per capire
cosa effettivamente si vede di reale
nel nostro cammino, e cosa invece è
solo nei nostri pensieri.
Il libretto! Troppo tardi, l’ho lasciato
al posto, sulla sedia. Il solito smemorato. Nemmeno Enrico ce l’ha, forse è
meglio così. Tanto è difficile sbagliarsi
(ma ce lo ricordiamo che qualcuno
c’è riuscito!). L’abbiamo preparato
insieme, un’occasione tra le tante
per scambiarci attenzioni, preoccupazioni, motivi di gioia, di speranza,
di ringraziamento, insieme a qualche
difficoltà.
Tanto sono solo due domande, sono
solo due risposte. Uguali, tra l’altro.
Sì, lo voglio. Ma per noi sono parole
grandi da dire perché grandi da vivere: non si tratta solo di comprendere
quale direzione dare alla nostra vita
per seguire i progetti di Dio, ma di
volere, desiderare, amare questi sogni grandiosi ricevuti attraverso il suo
Vangelo, la sua Chiesa, la sua amicizia che ci ha legato a tanti compagni
di viaggio. Sì, lo voglio. Desidero ciò
che desideri tu, e che le mie giornate
siano scandite da passi concreti che
realizzino questi nostri desideri, tuoi
che diventano miei. In ogni momento:
nello studio, nelle relazioni, nel servizio, nella vita spirituale…
C’è silenzio. Solo il coro e gli strumentisti si muovono dietro l’altare
maggiore, per prepararsi al prossimo
canto. Silenzio. Già fatto, finito? Eh sì,
l’hai già detto, due volte. Stanno già
salendo all’ambone i nostri amici. Non
era poi così complicato! Già, perché
il bello deve ancora venire, è la prima
tappa di una strada ancora lunga. Ma è
un sì che dice del nostro impegno di
starci su questa strada, di percorrerla
con costanza e impegno.
Intanto stiamo ancora lì in piedi (è un
9
del seminario
po’ buffo in realtà), davanti al vescovo. Dopo tante settimane è la prima
volta che torna a sedersi lì sulla cattedra, per salutare e guidare e prendersi
cura della sua cara gente carpigiana.
La sua perseveranza nelle tante fatiche
è un grande esempio e sostegno per
noi due, per noi tutti.
Ma eccoli i nostri amici, a dare voce
alle preghiere che portiamo nel cuore. Forse è stato un po’ esagerato, ma
abbiamo voluto scrivere di nostro pugno, insieme, alcune intenzioni che
aiutassero tutti a riconoscersi chiamati
a responsabilità alte, e a rispondere
con coraggio. Magari ci stiamo facendo caso solo noi.
Scendono.
Il vescovo, di fronte a noi, solleva le
braccia e chiede a Dio nostro Padre
la sua benedizione, perché possiamo
perseverare nel servizio suo e di tutto
il popolo cristiano. Chiniamo la testa,
con la speranza che il Signore ci tenga sempre una mano sopra, come ha
fatto fino ad ora.
E ci voltiamo per scendere.
Davanti a noi vediamo in un istante
tutti coloro che sono venuti ad accompagnarci in questo breve ma importante passo. Sono tantissimi! Vorrei
ringraziarli uno per uno.
10
Davanti, le nostre famiglie, senza le
quali non saremmo qui.
Ci hanno dato tanto, soprattutto ci
hanno permesso di essere liberi per
seguire Cristo sulla strada che ci sta
tracciando davanti. Liberi, di quella
libertà che sola permette di amare in
modo autentico, gratuito, sincero. Come loro hanno fatto con noi. Lancio
loro uno sguardo di gratitudine.
Riprendo in mano il libretto. La copertina è di Federico, e mi ricorda
dove mi sta conducendo quel Pastore
Buono che ci ha presentato il Vangelo
questa sera: fuori dal recinto che ci
tiene nascosti nelle nostre ambiguità e
nelle nostre insicurezze, verso il dono
della vita senza riserve in quella Chiesa
che nasce dal suo costato squarciato
di Agnello immolato per la salvezza
di tutti gli uomini. Ecco dove sta andando lui, a dare la vita.
Io invece mi siedo, inizia l’offertorio.
Anche in questa messa il suo corpo e
il suo sangue saranno per noi cibo che
nutre il nostro stile di essere dono per
tutti. E tutti cantiamo: saremo l’eco del
tuo canto, il seme del tuo campo, il
lievito del tuo perdono, tutti, ciascuno
con la vocazione che nel tuo amore
di Padre hai pensato per noi.
Fabio Michelini
del seminario
il dono della gioia
C
iao a tutti!
Come ogni seminarista anche io sono
giunto all’ultimo anno di seminario. Tra
molto poco, esattamente l’11 giugno
alle 21, sarò ordinato sacerdote! Così
eccoci qua a scrivere, molto probabilmente, l’ultimo articolo per la Voce.
Sono stati sei anni davvero molto importanti per diversi motivi.
Il primo è sicuramente l’aver sentito
che il Signore mi ha continuato a chiamare e a sostenere in questa vocazione. Infatti, dopo che nel 2005 ho
avvertito il forte desiderio di consa11
del seminario
crarmi a lui nel sacerdozio, Egli non ha
cessato di confermarlo in tanti modi:
mediante la sua Parola, le amicizie
spirituali significative, il cammino in
seminario, i seminaristi e i superiori,
lo studio della teologia e anche la
conoscenza della vita sacerdotale.
Ma tra questi modi uno è stato fondamentale: il dono della sua gioia come
segno evidente della sua presenza e
di un’amicizia viva e vera con lui, che
nel tempo è andata sempre fortificandosi, proprio grazie alla scelta di diventare sacerdote diocesano.
In questi sei anni ho percepito maggiormente che più si è disponibili
a conoscere Gesù, più si comprende quanto egli sia importante per la
propria vita e più si desidera dargli
spazio fino a rinunciare a tutto per
lui, perché si sperimenta che lui è il
tutto della vita.
È vero che normalmente quando uno
si consacra al Signore ciò che colpisce e fa problema sono proprio le
rinunce che dovrà incontrare, ma se
uno ha lasciato tanto è perché ha trovato ancora di più.
Il seminario mi ha poi attrezzato a cercare il rapporto con il Signore anche
nelle difficoltà.
Ho imparato a non fare da solo, ma
a lasciare che sia Lui a mettere mano
12
e ordine nella mia vita e a trovare in
Lui, nel suo amore e nella sua fedeltà,
la mia sicurezza.
In questi anni ho riconosciuto anche
quanto la Chiesa mi ha amato e mi
ama e ho imparato ad amarla; non
parlo solo della Chiesa in generale,
ma di questa Chiesa, questa Diocesi,
poiché è lei che mi ha fatto scegliere
il Signore; sono proprio questi sacerdoti che mi hanno testimoniato e mi
testimoniano l’importanza di dedicargli tutta la vita.
Questi anni, infine, mi hanno fatto
crescere attraverso la formazione e lo
studio della Parola di Dio e della teologia e, attraverso l’approfondimento
della vita spirituale, mi hanno aiutato
nel discernere la volontà di Dio.
Per questo alla conclusione del mio
percorso in seminario trovo davvero
necessario rendere immensamente
grazie a tutti voi, alla vostra amicizia
e alle vostre preghiere che mi hanno
sempre sostenuto e so che mi sosterranno ancora.
È anche grazie a voi che ho ricevuto
questo dono grande: quello di partecipare come sacerdote alla Chiesa,
meglio, a questa Chiesa, che è Corpo
di Cristo. Grazie ancora di tutto.
don Riccardo Paltrinieri
dei chierichetti
“Circondati da tale
moltitudine di
testimoni…”
L
a nostra bella avventura è cominciata
un paio di mesi fa , come gruppo
Parrocchiale siamo stati invitati all’incontro dei ministranti della diocesi di
Modena , Don Simone Bellisi ha voluto
incontrare tutti i “servitori di Gesù” in varie sedi , noi ci siamo trovati a Ligorzano
ospiti del gruppo di Don Desmond .
L’atmosfera è stata subito gioiosa ma allo
stesso tempo molto spirituale , la riflessione e l’esempio di San Tarcisio sono
rimasti impressi nella mente dei nostri
ragazzi . Dopo un favoloso rinfresco e
qualche ora di gioco , devo dire vero
gioco ... a nessuno credo siano mancati
televisiore e videogiochi .... a volte un
pallone e un campo dove poter correre
liberamente fanno miracoli . Ci siamo
lasciati con la promessa di ritrovarci
tutti a Modena il primo Maggio .......
per l’incontro annuale dei Ministranti e
così abbiamo fatto.
La cosa bella è che sono stati i ragazzi a
chiederci di partecipare ..... con molta
insistenza .
Il primo maggio ci siamo trovati alla Città
dei ragazzi , giornata splendida , il
Beato Giovanni Paolo II , ci ha guardati
sorridendo dal cielo , dopo un intenso momento di riflessione sul pensiero
13
dei chierichetti
“...... quanti pani avete....” i talenti che
il signore ha donato a ciascuno di noi,
accompagnato da una commovente
presentazione sulla Beatificazione di
Giovanni Paolo II, il programma prevedeva tornei di pallavolo, calcio e divertimento in compagnia. E’ stato bellissimo vedere con quanta responsabilità e
serietà, dopo una pomeriggio intenso, i
nostri ragazzi hanno indossato la veste
dei ministranti per celebrare assieme
all’instancabile Don Simone, il vespro
serale. Agli occhi di noi educatori e
dei sacerdoti che ci hanno accompagnato si è compiuto un “miracolo” un
nugolo di angeli vestiti di bianco in
una bellissima serata primaverile, correvano attraverso un campo di calcio
per raggiungere la chiesa .... veramente
entusiasmante.
Don Bosco avrebbe sicuramente ap-
14
prezzato ........... Ci siamo lasciati con
la promessa di ritrovarci tutti quanti il 2
giugno al Pellegrinaggio dei Ministranti
nei luoghi di Don Bosco e San Domenico Savio.
Nonostante previsioni veramente pessime...... noi però abbiamo conoscenze molto in alto....... siamo partiti alle
7,00 da Modena per raggiungere quei
luoghi santi ..... la preghiera del mattino
e la Benedizione dei sacerdoti che erano con noi, Don Simone, Don Paolo e
Don Desmond ci hanno accompagnato
in un viaggio lungo, ma veramente sereno e gioioso, un grazie va anche all’autista Filippo che ci ha “sopportato” per
ben 8 ore tra andata e ritorno . Non è
piovuto e abbiamo potuto visitare con
comodo Colle Don Bosco.
La tranquillità, la pace e la Santità che
si respira in quei luoghi ha stregato
dei chierichetti
tutti, i ragazzi hanno partecipato veramente coinvolti sia alle visite che alla
celebrazione della Santa messa, anche
qui gli angeli si sono materializzati in
vocianti bambini...... che diventano
luce pura appena entrati in chiesa .
Dopo il pranzo al sacco, che è stato
di vera condivisione ...... ciascuno ha
offerto agli altri ciò che aveva portato,
una bella passeggiata ci ha portati alla
casa Natale di San Domenico Savio , la
classica casa di campagna della collina
Piemontese, entrati in un cortile interno complice il fresco ristoratore, un
imponente statua di Don Bosco e San
Domenico Savio e i propositi del Santo
scritti sulla facciata della casa a caratteri
cubitali è avvenuto altro piccolo miracolo, una settantina di persone tra cui
molti bambini seduti IN SILENZIO.......
ad ascoltare il paziente animatore che
ci illustrava alcuni passaggi della vita di
questi due amatissimi personaggi. Essere in quei luoghi, ci ha consentito di
respirare oltre all’aria buona anche un
po’ di santità , devo dire che il silenzio,
la semplicità dell’ambiente, il sapere
che su quei prati correvano felici Don
Bosco, i suoi ragazzi tra i quali San
Domenico Savio ti avvicina veramente
a Dio e ti dà la forza, come genitore di
vedere che oltre allo sfascio generale
del nostro tempo c’è ancora qualcosa
di puro e bello .... e come educatore, memore dei sacrifici compiuti da persone veramente indimenticabili ti sprona a non mollare mai .... nessun ragazzo
è irrecuperabile a volte basta solo un
po’ d’amore. Di fronte alle difficoltà
della vita quotidiana, se teniamo ben
vivo davanti a noi un esempio positivo,
diventa tutto possibile e fattibile per
citare una bella canzone che abbiamo
imparato ieri “...... Don Bosco ritorna,
tra i giovani ancor, ti chiaman frementi
di gioia e d’amor ......” Grazie a tutti
coloro che hanno organizzato questi
bei momenti e grazie anche a chi ha
“solo” partecipato.
Marcella Barbari
15
RICORDIAMO I NOSTRI SACERDOTI DEFUNTI
Mons. Rino Annovi
Nato a Fiorano il 20 Maggio 1941, ordinato sacerdote il 22 Giugno 1968,
defunto il 9 Aprile 2011. Ha esercitato
il ministero pastorale come vicario parrocchiale della parrocchia del Duomo
dal 1968 al 1976 e come parroco dal
1976 al 2011. Canonico del Capitolo
Metropolitano dal 1979 e dal 1998 arciprete maggiore. Prelato d’onore di
Sua Santità e cappellano d’onore del
Sovrano Militare Ordine di Malta.
Offerte ed offerenti
(Le cifre rispondono agli euro offerti)
Berdondini Suor Maria Carolina 10; Manni Elena 50; Ottani Luciano 20;
Corazzari Gino 30; Bruni Gabriella 15; Orlandini Luciana 15;
Parrocchia di Ciano 200; Boschi Angela 2500.
16
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