PRESENTAZIONE acogan che ha sl Lo ”. … re per le a vede di Preghiera ete? Andate v le a ia i d n n a o p M ti , di n ta a ua no pastorale n XLVIII Giorn a la o st to e a u n q g a comp di trosione di ha permesso e, a conclu i tt c e li rm g e E p e i h no c c Vocazioni tanti “pani” er “pani”? So i p r e e d p n re te o in n Sig cosa si ioia la ringraziare il empito di g otidiana. Ma ri u q o n a n it a v h ra si e st e l’ordinazion vare nella no e in questi m i: h d c n io ra g D i iù d p more quelli ami doni dell’A Paltrinieri, l’ Tra di essi… o . o rd ri a a c in ic R m e n S o l o Caffari ini e di d comunità de rato di Enric Paolo Biolch e it n o sb d re i p d e le oditi presbitera riscenti cust al diaconato a p ti a p a id d o n n a e c i le loro i più o m missione tra ro talenti e nti altri don lo i ta , e a i z n n li e se h re loro p e Fabio Mic che, con la ro . lo o c i d scuno re el Seminario d a it nel cuo v la o affinché cia o it m h ia c h g ic rr re a p e o o prezioso qualità hann il Signore e lo su o il m ia re z a ra d g n a sto ri ntinui sci”. Per tutto que a Grazia, co ani e dei pe su p i a e ll a d d a st to e u n pire la “c di noi, soste uto per riem ib tr n o c e il insostituib “Q 1 xlviii giornata mondiale di preghiera per le vocazioni “Quanti pani avete? andate a vedere...” omenica 15 Maggio 2011, quarta D domenica di Pasqua, “domenica del buon Pastore”, è stata celebrata la XLVIII Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. Il tema che il S. Padre Benedetto XVI ha proposto quest’anno alla riflessione e alla preghiera delle comunità cristiane è stato: “L’annuncio - proposta vocazionale nella chiesa locale”. Chi annuncia il Vangelo della vocazione alla Chiesa locale? È la stessa Chiesa locale! Questa si trova ad essere contemporaneamente soggetto e destinataria dell’ annuncio. Tutto ciò richiede alla comunità ecclesiale sia la disponibilità all’accoglienza della proposta vocazionale, sia la responsabilità dell’ annuncio, ponendosi come mediazione attiva tra Dio che chiama e ogni singola persona. 2 In altre parole: la scoperta, la maturazione e la crescita di tutte le vocazioni avviene nella e per mezzo della comunità cristiana. Nella comunità cristiana ciascuno è chiamato da Dio a scoprire il progetto meraviglioso che Egli ha pensato per la propria vita e nello stesso tempo a farsi seminatore, promotore e accompagnatore della vocazione di ognuno, in particolare di coloro che gli sono affidati qualora abbia uno specifico compito educativo. Lo slogan scelto dal Centro Nazionale Vocazioni ha preso lo spunto dal Vangelo di Marco 6, 33-44, in cui si racconta il miracolo della “moltiplicazione dei pani e dei pesci”: “Quanti pani avete? Andate a vedere…” (Mc 6,38). E’ un invito rivolto ai singoli battezzati xlviii giornata mondiale di preghiera per le vocazioni e a tutta la comunità a verificare i pani (cioè i doni ricevuti), di cui ognuno è portatore, in un cammino di discernimento e di condivisione umile, disponibile e feconda. Nel messaggio scritto in occasione di questa giornata il Santo Padre ci ha ricordato che “specialmente in questo nostro tempo in cui la voce del Signore sembra soffocata da “altre voci” e la proposta di seguirlo donando la propria vita può apparire troppo difficile, ogni comunità cristiana, ogni fedele, dovrebbe assumere con consapevolezza l’impegno di promuovere le vocazioni. È importante incoraggiare e sostenere coloro che mostrano chiari segni della chiamata alla vita sacerdotale e alla consacrazione religiosa, perché sentano il calore dell’intera comunità nel dire il loro “sì” a Dio e alla Chiesa. Occorre che ogni Chiesa locale si renda sempre più sensibile e attenta alla pastorale vocazionale, educando ai vari livelli, familiare, parrocchiale, associativo, soprattutto i ragazzi, le ragazze e i giovani - come Gesù fece con i discepoli – a maturare una genuina e affettuosa amicizia con il Signore, coltivata nella preghiera personale e liturgica; ad imparare l’ascolto attento e fruttuoso della Parola di Dio, mediante una crescente familiarità con le Sacre Scritture; a comprendere che entrare nella volontà di Dio non annienta e non distrugge la persona, ma permette di scoprire e seguire la verità più profonda su se stessi; a vivere la gratuità e la fraternità nei rapporti con gli altri, perché è solo aprendosi all’amore di Dio che si trova la vera gioia e la piena realizzazione delle proprie aspirazioni”. Nella nostra diocesi la celebrazione della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni è stata preparata da una veglia di preghiera presieduta dal S.E. Mons. Antonio Lanfranchi che si è svolta martedì 10 Maggio nella Chiesa di San Francesco. Nei giorni successivi molte persone si sono fermate nella Chiesa di S. Eufemia dove è stata organizzata l’adorazione eucaristica continua per le vocazioni. Momento culminante di questa settimana di preghiera è stata l’ordinazione presbiterale di don Paolo Biolchini sabato 14 maggio in duomo. Don Simone Bellisi 3 DEL SEMINARIO Tridentum i è svolta tra il verde della Val di Non S e la conciliare importanza della città di Trento la gita annuale del Seminario. Mercoledì 6 Aprile infatti, assolti i doveri universitari, i pulmini bianchi sono partiti alla volta del Trentino per una due-giorni di comunione e pace vissuti ai piedi delle Dolomiti. Prima tappa è stata lo splendido santuario di San Romedio: situato al centro di una profonda e spettacolare forra della Val di Non, contornata da alte e strapiombanti pareti rocciose, lo si trova in cima ad un picco roccioso; il sentiero per arrivarci è da mozzafiato, in quanto scavato nella roccia sopra l’antico acquedotto. Il santuario, davvero splendido, è composto da ben 5 chiesette costruite una sopra l’altra nel corso dei secoli: la più antica è posta sulla tomba del Santo eremita. Tutte le chiesette sono collegate tra loro da una ripida scalinata (ben 131 gradini!) che i pellegrini di ogni tempo percorrevano in memoria di quel pellegrinaggio della vita che ogni uomo compie, in penitenza (come la fatica della salita), alla ricerca della santità. Così, come i pellegrini, anche noi siamo saliti in assoluto silenzio, 4 ci siamo lasciati coinvolgere dalla santità del luogo e abbiamo infine recitato i vespri in un’atmosfera solenne. Salutando e ringraziando per la gentile accoglienza un frate francescano (il santuario è infatti in mano ai conventuali), la serata è passata in una divertente cena tipicamente trentina e una passeggiata per il centro storico di Trento. Seconda tappa del tour, il giorno seguente, è stata la S.Messa celebrata nella cattedrale di S.Vigilio e la seguente visita al Museo Diocesano Tridentino: nel cuore di Trento, il patrimonio artistico della Diocesi, il tesoro della Cattedrale e le testimonianze del Concilio di Trento! Il successivo mini-trekking urbano (organizzato splendidamente da Mich, che ringrazio vivamente!) ci ha condotto da piazza Duomo all’interessante Santuario della Madonna delle Laste, da un’ottima pizzata al Parco Naturale delle Coste ed infine al Castello del Buon Consiglio. Il canto del vespro tra i resti dell’antica basilica tridentina e il rosso tramonto, ammirato sulla via del ritorno con la recita del Rosario, ci hanno riaccompagnato a casa. Simone Cornia del seminario “Oggi Paolo ha scelto la pienezza” U na valanga di emozioni. Questa è stata la mia ordinazione presbiterale avvenuta in Duomo la sera del 14 Maggio, ai primi vespri della domenica del buon pastore. Tanti parenti ed amici gremivano la cattedrale, il coro della mia parrocchia animava la liturgia. Presenti anche tanti presbiteri – ora miei confratelli –, e il Vescovo Mons. Lanfranchi che, nella sua omelia, ha tratteggiato in poche frasi ciò che si stava respirando nell’assemblea e quello che stava avvenendo nella mia vita. Tanta gioia era nell’aria, la mia, quella “del Vescovo, dei superiori, dei confratelli dei familiari e della Parrocchia 5 del seminario di Monteobizzo”. Una gioia non intesa come “semplice emotività, ma come sentimento profondo, che nasce dalla chiamata del Signore e dal proprio ‘sì’, dal rispondere a questa chiamata con tutto il proprio essere”. Questa gioia può solo sgorgare dal fatto che nella mia vita il desiderio profondo di pienezza e felicità, che ciascuno di noi porta nel cuore, poteva trovare concreta realizzazione solo nel dare tutta la mia vita a Dio. Con parole splendide il Vescovo ha parafrasato il mio ‘sì’ che l’ordinazione ha sigillato: “Oggi Paolo ci dice: «ho scelto la vita; ho scelto la vita in abbondanza», la vita fatta solo dall’indispensabile, dal necessario, ma da ciò che le dà senso di pienezza, la vita che è bellezza, relazione di dono, libertà, 6 gioia, pace; la vita che mi porta a dire «è bello diventare sacerdote», come un altro dice «è bello sposarsi, prendersi cura di qualcuno». Oggi Paolo ha scelto la pienezza, del seminario l’abbondanza della vita che non è data dai beni di consumo, e neanche semplicemente dalle virtù, ma dall’avere dentro di sé la vita di Dio, che è data da Gesù Cristo, via verità e vita”. E ancora: “oggi Paolo non solo dichiara di essere stato affascinato da Gesù, il Buon Pastore che lo guida ai pascoli della vera vita, ma assume l’impegno di essere icona, immagine del Buon Pastore, di volere essere pastore secondo il cuore di Gesù. E’ Dio Padre che, in Gesù, ti affida la gente, i giovani in particolare cui sarai mandato e che dovrai amare con la tenerezza di Gesù Pastore, con il cuore di Gesù”. Che compito grande! Che missione per un semplice uomo! “Gesù è vicino alle pecore con premura, con amorevole attenzione, con pazienza, con devozione e dedizione. Gesù è un pastore innamorato del gregge”. Davvero il Signore mi ha affidato un incarico grande, davvero mi affido alla preghiera di intercessione della Chiesa e di Maria Santissima affinché possa svolgerlo con fedeltà e sottomissione alla volontà di Dio. Ma soprattutto, come mi ha ricordato il Vescovo, anch’io dovrò impegnarmi: “per essere pastore secondo il cuore di Gesù e secondo le attese vere della gente, occorre essere uomini di vita interiore, ravvivare ogni giorno l’attrazione dell’amore di Gesù per noi nella preghiera, nella meditazione della sua Parola, nella contemplazione del suo Mistero di Crocifisso Risorto, dei suoi gesti di perdono e di offerta di salvezza. E’ la contemplazione del cuore di Gesù che farà fiorire sempre di nuovo in te sentimenti di bontà, di umiltà, di accoglienza, di devozione, di amore disinteressato nei riguardi della gente”. Penso che mai, come in un’ordinazione sacerdotale, il semplice ‘sì’ di un uomo sia trasformato da Dio in qualcosa di così grande. L’ordinando si dichiara disponibile a seguire Cristo Buon Pastore ovunque Egli voglia, e Gesù gli conferisce la grazia di poter renderlo presente sacramentalmente ovunque egli vada. don Paolo Biolchini 7 del seminario Saremo il seme del tuo campo E ccomi! Una voce riempie per un sfumature rosse che la colorano ad attimo le navate del duomo. Poi di ogni tramonto. Il vescovo, dentro, ci nuovo: eccomi! Siamo io ed Enrico, in sorride mentre saliamo i pochi gradini un tardo pomeriggio di maggio. che ci separano da lui. Chissà quante La piazza di Carpi, fuori, sta pian volte ci eravamo immaginati questo piano sfumando verso quelle forti momento negli ultimi giorni. Esserci 8 del seminario però è diverso: qualche anno fa hai lasciato libero il coraggio di provare a muovere i primi passi di discernimento in seminario, qualche mese fa hai raccolto i punti chiari e le domande ancora aperte per scrivere la lettera di candidatura al vescovo, qualche giorno fa hai premuto l’acceleratore per darti da fare sul serio nella preghiera e raccogliere la tua vita per metterla tutta davanti al Signore, qualche ora fa eri all’Eden in cappella, in compagnia solamente di una Bibbia e del tabernacolo. E adesso si va. Don Massimo, il nostro rettore, racconta a tutti la nostra storia, il percorso che ci ha accompagnati fin qui. Non serve solo agli altri per sapere chi siamo: è utile anche per noi, per capire cosa effettivamente si vede di reale nel nostro cammino, e cosa invece è solo nei nostri pensieri. Il libretto! Troppo tardi, l’ho lasciato al posto, sulla sedia. Il solito smemorato. Nemmeno Enrico ce l’ha, forse è meglio così. Tanto è difficile sbagliarsi (ma ce lo ricordiamo che qualcuno c’è riuscito!). L’abbiamo preparato insieme, un’occasione tra le tante per scambiarci attenzioni, preoccupazioni, motivi di gioia, di speranza, di ringraziamento, insieme a qualche difficoltà. Tanto sono solo due domande, sono solo due risposte. Uguali, tra l’altro. Sì, lo voglio. Ma per noi sono parole grandi da dire perché grandi da vivere: non si tratta solo di comprendere quale direzione dare alla nostra vita per seguire i progetti di Dio, ma di volere, desiderare, amare questi sogni grandiosi ricevuti attraverso il suo Vangelo, la sua Chiesa, la sua amicizia che ci ha legato a tanti compagni di viaggio. Sì, lo voglio. Desidero ciò che desideri tu, e che le mie giornate siano scandite da passi concreti che realizzino questi nostri desideri, tuoi che diventano miei. In ogni momento: nello studio, nelle relazioni, nel servizio, nella vita spirituale… C’è silenzio. Solo il coro e gli strumentisti si muovono dietro l’altare maggiore, per prepararsi al prossimo canto. Silenzio. Già fatto, finito? Eh sì, l’hai già detto, due volte. Stanno già salendo all’ambone i nostri amici. Non era poi così complicato! Già, perché il bello deve ancora venire, è la prima tappa di una strada ancora lunga. Ma è un sì che dice del nostro impegno di starci su questa strada, di percorrerla con costanza e impegno. Intanto stiamo ancora lì in piedi (è un 9 del seminario po’ buffo in realtà), davanti al vescovo. Dopo tante settimane è la prima volta che torna a sedersi lì sulla cattedra, per salutare e guidare e prendersi cura della sua cara gente carpigiana. La sua perseveranza nelle tante fatiche è un grande esempio e sostegno per noi due, per noi tutti. Ma eccoli i nostri amici, a dare voce alle preghiere che portiamo nel cuore. Forse è stato un po’ esagerato, ma abbiamo voluto scrivere di nostro pugno, insieme, alcune intenzioni che aiutassero tutti a riconoscersi chiamati a responsabilità alte, e a rispondere con coraggio. Magari ci stiamo facendo caso solo noi. Scendono. Il vescovo, di fronte a noi, solleva le braccia e chiede a Dio nostro Padre la sua benedizione, perché possiamo perseverare nel servizio suo e di tutto il popolo cristiano. Chiniamo la testa, con la speranza che il Signore ci tenga sempre una mano sopra, come ha fatto fino ad ora. E ci voltiamo per scendere. Davanti a noi vediamo in un istante tutti coloro che sono venuti ad accompagnarci in questo breve ma importante passo. Sono tantissimi! Vorrei ringraziarli uno per uno. 10 Davanti, le nostre famiglie, senza le quali non saremmo qui. Ci hanno dato tanto, soprattutto ci hanno permesso di essere liberi per seguire Cristo sulla strada che ci sta tracciando davanti. Liberi, di quella libertà che sola permette di amare in modo autentico, gratuito, sincero. Come loro hanno fatto con noi. Lancio loro uno sguardo di gratitudine. Riprendo in mano il libretto. La copertina è di Federico, e mi ricorda dove mi sta conducendo quel Pastore Buono che ci ha presentato il Vangelo questa sera: fuori dal recinto che ci tiene nascosti nelle nostre ambiguità e nelle nostre insicurezze, verso il dono della vita senza riserve in quella Chiesa che nasce dal suo costato squarciato di Agnello immolato per la salvezza di tutti gli uomini. Ecco dove sta andando lui, a dare la vita. Io invece mi siedo, inizia l’offertorio. Anche in questa messa il suo corpo e il suo sangue saranno per noi cibo che nutre il nostro stile di essere dono per tutti. E tutti cantiamo: saremo l’eco del tuo canto, il seme del tuo campo, il lievito del tuo perdono, tutti, ciascuno con la vocazione che nel tuo amore di Padre hai pensato per noi. Fabio Michelini del seminario il dono della gioia C iao a tutti! Come ogni seminarista anche io sono giunto all’ultimo anno di seminario. Tra molto poco, esattamente l’11 giugno alle 21, sarò ordinato sacerdote! Così eccoci qua a scrivere, molto probabilmente, l’ultimo articolo per la Voce. Sono stati sei anni davvero molto importanti per diversi motivi. Il primo è sicuramente l’aver sentito che il Signore mi ha continuato a chiamare e a sostenere in questa vocazione. Infatti, dopo che nel 2005 ho avvertito il forte desiderio di consa11 del seminario crarmi a lui nel sacerdozio, Egli non ha cessato di confermarlo in tanti modi: mediante la sua Parola, le amicizie spirituali significative, il cammino in seminario, i seminaristi e i superiori, lo studio della teologia e anche la conoscenza della vita sacerdotale. Ma tra questi modi uno è stato fondamentale: il dono della sua gioia come segno evidente della sua presenza e di un’amicizia viva e vera con lui, che nel tempo è andata sempre fortificandosi, proprio grazie alla scelta di diventare sacerdote diocesano. In questi sei anni ho percepito maggiormente che più si è disponibili a conoscere Gesù, più si comprende quanto egli sia importante per la propria vita e più si desidera dargli spazio fino a rinunciare a tutto per lui, perché si sperimenta che lui è il tutto della vita. È vero che normalmente quando uno si consacra al Signore ciò che colpisce e fa problema sono proprio le rinunce che dovrà incontrare, ma se uno ha lasciato tanto è perché ha trovato ancora di più. Il seminario mi ha poi attrezzato a cercare il rapporto con il Signore anche nelle difficoltà. Ho imparato a non fare da solo, ma a lasciare che sia Lui a mettere mano 12 e ordine nella mia vita e a trovare in Lui, nel suo amore e nella sua fedeltà, la mia sicurezza. In questi anni ho riconosciuto anche quanto la Chiesa mi ha amato e mi ama e ho imparato ad amarla; non parlo solo della Chiesa in generale, ma di questa Chiesa, questa Diocesi, poiché è lei che mi ha fatto scegliere il Signore; sono proprio questi sacerdoti che mi hanno testimoniato e mi testimoniano l’importanza di dedicargli tutta la vita. Questi anni, infine, mi hanno fatto crescere attraverso la formazione e lo studio della Parola di Dio e della teologia e, attraverso l’approfondimento della vita spirituale, mi hanno aiutato nel discernere la volontà di Dio. Per questo alla conclusione del mio percorso in seminario trovo davvero necessario rendere immensamente grazie a tutti voi, alla vostra amicizia e alle vostre preghiere che mi hanno sempre sostenuto e so che mi sosterranno ancora. È anche grazie a voi che ho ricevuto questo dono grande: quello di partecipare come sacerdote alla Chiesa, meglio, a questa Chiesa, che è Corpo di Cristo. Grazie ancora di tutto. don Riccardo Paltrinieri dei chierichetti “Circondati da tale moltitudine di testimoni…” L a nostra bella avventura è cominciata un paio di mesi fa , come gruppo Parrocchiale siamo stati invitati all’incontro dei ministranti della diocesi di Modena , Don Simone Bellisi ha voluto incontrare tutti i “servitori di Gesù” in varie sedi , noi ci siamo trovati a Ligorzano ospiti del gruppo di Don Desmond . L’atmosfera è stata subito gioiosa ma allo stesso tempo molto spirituale , la riflessione e l’esempio di San Tarcisio sono rimasti impressi nella mente dei nostri ragazzi . Dopo un favoloso rinfresco e qualche ora di gioco , devo dire vero gioco ... a nessuno credo siano mancati televisiore e videogiochi .... a volte un pallone e un campo dove poter correre liberamente fanno miracoli . Ci siamo lasciati con la promessa di ritrovarci tutti a Modena il primo Maggio ....... per l’incontro annuale dei Ministranti e così abbiamo fatto. La cosa bella è che sono stati i ragazzi a chiederci di partecipare ..... con molta insistenza . Il primo maggio ci siamo trovati alla Città dei ragazzi , giornata splendida , il Beato Giovanni Paolo II , ci ha guardati sorridendo dal cielo , dopo un intenso momento di riflessione sul pensiero 13 dei chierichetti “...... quanti pani avete....” i talenti che il signore ha donato a ciascuno di noi, accompagnato da una commovente presentazione sulla Beatificazione di Giovanni Paolo II, il programma prevedeva tornei di pallavolo, calcio e divertimento in compagnia. E’ stato bellissimo vedere con quanta responsabilità e serietà, dopo una pomeriggio intenso, i nostri ragazzi hanno indossato la veste dei ministranti per celebrare assieme all’instancabile Don Simone, il vespro serale. Agli occhi di noi educatori e dei sacerdoti che ci hanno accompagnato si è compiuto un “miracolo” un nugolo di angeli vestiti di bianco in una bellissima serata primaverile, correvano attraverso un campo di calcio per raggiungere la chiesa .... veramente entusiasmante. Don Bosco avrebbe sicuramente ap- 14 prezzato ........... Ci siamo lasciati con la promessa di ritrovarci tutti quanti il 2 giugno al Pellegrinaggio dei Ministranti nei luoghi di Don Bosco e San Domenico Savio. Nonostante previsioni veramente pessime...... noi però abbiamo conoscenze molto in alto....... siamo partiti alle 7,00 da Modena per raggiungere quei luoghi santi ..... la preghiera del mattino e la Benedizione dei sacerdoti che erano con noi, Don Simone, Don Paolo e Don Desmond ci hanno accompagnato in un viaggio lungo, ma veramente sereno e gioioso, un grazie va anche all’autista Filippo che ci ha “sopportato” per ben 8 ore tra andata e ritorno . Non è piovuto e abbiamo potuto visitare con comodo Colle Don Bosco. La tranquillità, la pace e la Santità che si respira in quei luoghi ha stregato dei chierichetti tutti, i ragazzi hanno partecipato veramente coinvolti sia alle visite che alla celebrazione della Santa messa, anche qui gli angeli si sono materializzati in vocianti bambini...... che diventano luce pura appena entrati in chiesa . Dopo il pranzo al sacco, che è stato di vera condivisione ...... ciascuno ha offerto agli altri ciò che aveva portato, una bella passeggiata ci ha portati alla casa Natale di San Domenico Savio , la classica casa di campagna della collina Piemontese, entrati in un cortile interno complice il fresco ristoratore, un imponente statua di Don Bosco e San Domenico Savio e i propositi del Santo scritti sulla facciata della casa a caratteri cubitali è avvenuto altro piccolo miracolo, una settantina di persone tra cui molti bambini seduti IN SILENZIO....... ad ascoltare il paziente animatore che ci illustrava alcuni passaggi della vita di questi due amatissimi personaggi. Essere in quei luoghi, ci ha consentito di respirare oltre all’aria buona anche un po’ di santità , devo dire che il silenzio, la semplicità dell’ambiente, il sapere che su quei prati correvano felici Don Bosco, i suoi ragazzi tra i quali San Domenico Savio ti avvicina veramente a Dio e ti dà la forza, come genitore di vedere che oltre allo sfascio generale del nostro tempo c’è ancora qualcosa di puro e bello .... e come educatore, memore dei sacrifici compiuti da persone veramente indimenticabili ti sprona a non mollare mai .... nessun ragazzo è irrecuperabile a volte basta solo un po’ d’amore. Di fronte alle difficoltà della vita quotidiana, se teniamo ben vivo davanti a noi un esempio positivo, diventa tutto possibile e fattibile per citare una bella canzone che abbiamo imparato ieri “...... Don Bosco ritorna, tra i giovani ancor, ti chiaman frementi di gioia e d’amor ......” Grazie a tutti coloro che hanno organizzato questi bei momenti e grazie anche a chi ha “solo” partecipato. Marcella Barbari 15 RICORDIAMO I NOSTRI SACERDOTI DEFUNTI Mons. Rino Annovi Nato a Fiorano il 20 Maggio 1941, ordinato sacerdote il 22 Giugno 1968, defunto il 9 Aprile 2011. Ha esercitato il ministero pastorale come vicario parrocchiale della parrocchia del Duomo dal 1968 al 1976 e come parroco dal 1976 al 2011. Canonico del Capitolo Metropolitano dal 1979 e dal 1998 arciprete maggiore. Prelato d’onore di Sua Santità e cappellano d’onore del Sovrano Militare Ordine di Malta. Offerte ed offerenti (Le cifre rispondono agli euro offerti) Berdondini Suor Maria Carolina 10; Manni Elena 50; Ottani Luciano 20; Corazzari Gino 30; Bruni Gabriella 15; Orlandini Luciana 15; Parrocchia di Ciano 200; Boschi Angela 2500. 16