NOI[FITINO SALISIANO
ORGANO DEI COOPERATORI SALESIANI
ANNO XCIV • N . 21 • 10 NOVEMBRE 1970
Spediz. in abbon . post . - Gruppo 2° (70) - 1 ° quindicina
CONGRESSO
MONDIALE
EXALLIEVI
DON BOSCO
ANNO CENTENARIO
TURINO-ROMA
170 17-24 SEIIEMORE
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111
IN COPERTINA
IN QUESTO NUMERO
La parola del Papa agli Exallievi
Il Congresso Mondiale degli Exallievi di Don Bosco a Torino e a Roma
Come si ricomincia il collegio
Quattro gioventù di Recife
TORINO-ROMA : 17-24 SETTEMBRE
CONGRESSO MONDIALE
EXALLIEVI DON BOSCO
«Eravate un piccolo gregge :
questo è cresciuto, cresciuto molto,
ma si moltiplicherà ancora .
Voi sarete luce che risplende
in mezzo al mondo » .
(Don Bosco agli Exallievi il 13 luglio 1884) .
L'Assam supera gli esami di maturit
I rappresentanti degli Exallievi
di tutti i Continenti
rendono omaggio al Papa .
La parola del Papa
agli Exailievi
Al numeroso pellegrinaggio della Confederazione degli Exallievi Salesiani,
provenienti da varie parti del mondo e guidati
dal Superiore Generale, Don Luigi Rícceri, il Papa ha detto :
Partecipano a questa Udienza i rappresentanti della Confederazione Mondiale Exallievi Don Bosco, riuniti in questi giorni a Torino per celebrare il centenario della loro
prima organizzazione ; anche ad essi, ed in particolar modo al caro e venerato Rettore
Maggiore dei Salesiani che li guida, Don Litigi Ricceri, il nostro saluto, il nostro augurio, il nostro compiacimento .
La vostra presenza, così numerosa e fervorosa, ci offre la consolante certezza della vitalit del vostro Movimento, sorto cent'anni or sono come uno (lei frutti più belli sulla
scia dell'apostolato di San Giovanni Bosco . Il bisogno che voi sentite di mantenere i
rapporti sia con i vostri maestri di un tempo e sia con i vostri antichi compagni, ci dice
il valore dell'educazione che avete ricevuto, e nello stesso tempo l'impegno con cui voi
cercate di rendere coerente il vostro modo di vivere di oggi con la formazione di ieri .
Voi avvertite che la scuola di Don Bosco vi ha dato qualche cosa di più che un'accurata istruzione o una dignitosa professione ; vi ha dato dei princìpi ; dei princìpi chiari,
forti, vitali ; vi ha dato la coscienza dei vostri doveri e l'esaltante sicurezza della vostra vocazione cristiana . E allora noi vi diremo : amate la vostra associazione, siatele
fedeli, e soprattutto adopratevi con tutte le forze per irradiarne lo spirito sugli altri,
con una testimonianza cristiana franca, aperta, generosa, dispensatrice di serenit e
letizia, conforme agli insegnamenti di Don Bosco . Di questa testimonianza ha urgente
bisogno il mondo che vi circonda . Ve la chiede la Chiesa oggi con la voce autorevole
del Concilio Vaticano II (cfr . Decr . Apostolicam actuositatem, n . 2) .
Carissimi figli, che il Signore benedica la vostra Associazione e la renda feconda di
generosi frutti per il domani cristiano della societ . Noi Glielo chiediamo con tutto il
cuore dandovi la nostra affettuosa Apostolica Benedizione, che estendiamo agli Exallievi delle scuole salesiane sparsi nel mondo e a tutti i loro familiari e dirigenti, in
pegno dei divini favori.
•
3
IL CONGRESSO MONDIALE
DEGLI EXALLIEVI DI
A TORINO E A ROMA
U
ted estk en su casa ha detto una
~~
maestrina del Chaco Paraguayo
al Rettor Maggiore, durante una
delle sue visite in America Latina .
Con la stessa espressione Don Luigi
Ricceri ha accolto le numerose delegazioni Exallievi, radunate nella piazza antistante la Basilica di Maria Ausiliatrice, venute a Torino per le celebrazioni e i lavori del Congresso
Centenario dell'Associazione .
«Da tutto il mondo, siamo ritornati attorno a te, Don Bosco, per
ritrovare nuovo slancio al nostro
cammino , diceva una scritta collo4 cata a fianco del monumento . E
rendeva bene la gioia dell'incontro,
la riconoscenza di tutti quei giovani
che poco o tanto hanno potuto sperimentare di persona la "bont " del
Santo Educatore .
La serata di giovedì 17 settembre
ha così creato immediatamente l'atmosfera del Congresso : un ambiente di
famiglia in cui le barriere di 6o nazionalit diverse sono state spazzate
via dalla comunione di ideali e di
ricerche ; alcune note di folclore
- la banda, i fuochi artificiali, le
bandiere, l'illuminazione- che hanno
sopportato egregiamente quel pizzico
di anacronismo che è presente in ogni
celebrazione centenaria e hanno reso
bene la semplicit della gioia salesiana .
Rispondendo al Rettor Maggiore, il
Presidente della Confederazione Mondiale, avv. Maria José Taboada Lago
ha letteralmente gridato l'entusiasmo
del momento, riassumendolo poi tutto
in un abbraccio affettuoso al VI Successore di Don Bosco . Un cuore di
garofani rossi è stato deposto ai piedi
del monumento : ricordo di un altro
dono - il cuore d'argento regalato
dal primo gruppetto di Exallievi a
Don Bosco - da cui l'Associazione
ha preso il via . C'era gi tutto il
senso del Congresso : passare qual-
DON BOSCO
che giorno assieme in un ambiente
che conserva il sapore delle cose di
un tempo, carico di ricordi cari .
Una specie di ritorno alle origini e
di riduzione del Movimento Exallievi all'essenziale : vivere in sintonia
con Don Bosco, a servizio dei fratelli .
« VOI SIETE LA RAGIONE
DELLA NOSTRA VITA
Alloggiati in vari punti della citt
e dei dintorni, chiamati a discutere
in ambienti diversi da Valdocco, gli
Exallievi partecipanti al Congresso
hanno però mantenuto questo punto
di riferimento : la piazza, la Basilica, il primo Oratorio, Don Bosco .
Le foto ricordo si sono sprecate, le
visite guidate sono state ininterrotte
e bastava avere la faccia di appartenere alla famiglia per venire salutati, per essere richiesti di qualche
informazione, per essere fatti entrare
immediatamente nel giro .
Nella concelebrazione seguita alla
serata inaugurale del Congresso, il
Cardinale Arcivescovo Michele Pellegrino ha salutato i congressisti,
apportando alla festa la dimensione
ecclesiale, del resto mai dimenticata .
Venerdì i8 . Nella sala delle riunioni del Banco San Paolo, attrezzata
di apparecchi per la traduzione simultanea, si sono svolti i lavori veri
e propri del Congresso . Dopo uno
scambio di saluti e di auguri con le
autorit cittadine e regionali, il discorso programmatico di Don Ricceri
ha dato il la all'assemblea .
« Voi non siete solo il risultato del
nostro lavoro educativo - ha detto
il Rettor Maggiore - il conforto e
quasi la corona delle nostre fatiche .
Voi siete la ragione della nostra vita
e del nostro apostolato . Per questo,
ha proseguito il Superiore, il rapporto
di paternit instaurato un tempo
non viene meno e i legami che si
sono stabiliti nelle case salesiane
hanno senso solo se continuano .
« Senso di famiglia, incontro cordiale,
dialogo e collaborazione sono i termini che esprimono i nostri rapporti
ed è su questa linea ; coerente del resto con quello che deve essere stato
il criterio educativo degli anni della
vostra giovinezza, che si deve impegnare oggi il nostro sforzo perché ci
possa essere la vera integrazione di
energie nelle realizzazioni comuni .
I sentimenti però sono vuote esercitazioni emotive se non portano alla
realizzazione di qualche cosa di concreto : il rapporto educativo di un
tempo deve diventare ora, sulla linea
di Don Bosco e del Concilio, rapporto di collaborazione . Il Rettor
Maggiore lancia una proposta concreta agli Exallievi : la partecipazione
al Capitolo Generale Speciale della
Congregazione Salesiana come «premessa perché il tema degli Exallievi
possa essere affrontato con chiarezza
di idee e seriet di risoluzioni e
come apporto apprezzato per il rinnovamento e il rilancio della medesima Congregazione .
«Noi abbiamo bisogno di collaboratori laici che, penetrati del nostro
stesso spirito e ricchi dell'esperienza
della nostra vita e del nostro lavoro,
possano affiancarsi a noi nelle nostre
opere e condividerne le responsabilit . ( . . .) E qui il caso di segnalare
la nuova iniziativa da noi promossa
in Roma, sotto il nome augurale di
"Terra Nuova", per la preparazione
dei giovani laici che desiderano consacrare qualche anno della loro vita
in favore dei fratelli che vivono nei
paesi del Terzo Mondo . È una bella
palestra aperta alle possibilit e al
fervore di cristiana fraternit degli
Exallievi giovani che oggi sentono
tanto il problema del sottosviluppo .
Il Rettor Maggiore poi è passato
a dare qualche orientamento di carattere spirituale perché il Movi- 5
(continua a pag. 7)
mento si ponga correttamente all'interno dell'attuale momento storico .
« i) Prendete chiara coscienza dei
vostri impegni di fronte alla societ
in cui vivete . ( . . .) Voi dovete essere
presenti, con viva coscienza di responsabilit , al travaglio del mondo,
e dovete sentirvi solidali con chi,
primo fra tutti il Papa, fa appello
agli uomini di buona volont
per
riportare la societ sul cammino di
Dio . ( . . .) Don Bosco vi insegni ad
andare incontro agli uomini smarriti del nostro tempo non con il
messaggio di vuote parole, ma con
quello umano, cordiale e fattivo della
carit . E se mi chiedete a chi deve
rivolgersi la vostra predilezione e la
vostra scelta vi rispondo senza alcuna esitazione : andate col cuore di
Don Bosco verso i giovani del nostro
tempo .
2) Scopo primario della vostra organizzazione è quello della formazione spirituale degli aderenti . ( . . .)
Sono fermamente persuaso che gli
Exallievi desiderano questa opera
di continuo arricchimento spirituale
che li adegui alle situazioni nuove in
cui si trovano personalmente e di
fronte alla societ . ( . . .)
3) Abbiate fiducia nell'attualit e
nella validit del messaggio che voi
dovete portare nel mondo . La fiducia è il presupposto dell'azione . . . .
dell'uomo e dell'universo . Un mondo,
ha proseguito il relatore, che non è
cristiano e che misura la credibilit
dei cristiani sulla qualit del loro lavoro, del loro amore, della loro testimonianza .
È in questa situazione concreta
che si inserisce un exallievo . E la
sua azione deve avere delle caratteristiche ben precise : competenza, in
netto antagonismo con ogni forma
di vuoto idealismo ; autenticit , contro ogni forma di mistificazione personale o sociale ; solidariet con tutti
gli uomini, nella comunione di una
Chiesa Universale ; universalit quindi nella convinzione che gli apolidi,
gli sradicati, i solitari non possono
fare nulla . Si tratta di creare una
citt in cui Dio si possa riconoscere
nelle sue creature : sulla linea di
Don Bosco il quale, pur essendo capitato in un momento storico tutto
impregnato di paternalismo, con carit
autentica si è donato ai poveri, nei
quali ha avuto fiducia, ai quali ha
ridonato la speranza e ha insegnato
a credere in se stessi . A livello nazionale e internazionale, sul piano
politico, educativo, sociale, dovun-
DISCUSSIONE
E MOZIONE FINALE
L'assemblea ha discusso poi le
caratteristiche dell'Associazione Exallievi sulla linea di una relazione
tenuta dall'avv . Nicola Ciancio ed è
scesa a dettagli organizzativi sulla linea dell'intervento di M . Jean Marie
Masson, rappresentante belga . Centralit della presenza di Don Bosco,
riaffermazione della preminenza degli
scopi spirituali dell'Associazione Exallievi ; collaborazione con la Congregazione Salesiana nella pratica del
sistema educativo di Don Bosco e
in collegamento con i Cooperatori
Salesiani ; necessit di una sensibilizzazione sociale nei propri ambienti
in vista di scelte ben precise di impegno e di soluzione dei problemi ;
visione ecclesiale e collegamento con
il resto delle iniziative della Chiesa
locale e universale, sono alcuni degli
argomenti affrontati e alcuni dei contenuti riaffermati dal Congresso .
Il tema dei giovani in generale e
dei giovani all'interno del movimento è ritornato più volte ed è
stata l'angolatura dalla quale si è
DON BOSCO APPARTIENE
A TUTTI GLI UOMINI
«Voi eravate un piccolo gregge
si leggeva in una scritta nella
sala delle riunioni - questo è cresciuto, cresciuto molto, ma si moltiplicher ancora . . . voi sarete luce
che risplende in mezzo al mondo .
Queste parole di Don Bosco, attualizzate dal suo Successore e fatte
punto di partenza per un impegno
concreto, hanno trovato un'assemblea molto recettiva e ben disposta :
gli applausi frequenti al discorso del
Rettor Maggiore ne sono stati segno evidente .
Il "Tema generale" del Congresso :
Gli Exallievi di Don Bosco nel nostro tempo, è stato trattato da Mr . Au-
guste Vanistendael .
Una panoramica acuta e limpida
della situazione sociale, politica e religiosa attuale, da cui è scaturita la
visione di un mondo che ha bisogno
di umanizzarsi, vittima di una tecnologia insolente, privo di quel motore dello sviluppo umano che è la
religione, principio di liberazione
La presidenza confederale offre i doni per la concelebrazione,
presieduta dal Cardinale M . Pellegrino .
que ci sia da operare quel rinnovamento voluto dallo spirito di Cristo,
gli Exallievi devono essere presenti .
In contatto diretto con Don Bosco,
il quale non è una loro gloria privata ma appartiene a tutti gli uomini
ed è un personaggio più sconvolgente per l'ateo che per il cristiano .
posto l'ultimo relatore del Congresso, Javier Artuch Marco, della
Confederazione Spagnola : formazione, attivit di studio e di lavoro,
senza soluzioni di continuit
tra
l'ambiente educativo e la vita di ogni
giorno .
Il lavoro dell'Assemblea è stato rac- 7
(continua a pag . g)
colto in una mozione finale . In essa
gli Exallievi si impegnano per una
« responsabile partecipazione alla missione apostolica della Congregazione
• della Chiesa ; chiedono venga concessa ai salesiani delegati degli Exallievi «una posizione di prestigio
• di autorit in seno alle comunit
salesiane e una maggior disponibilit di tempo e di mezzi ; decidono
di assumere il problema dei giovani
come interesse centrale dell'associazione ; sul piano mondiale si impegnano a fare di tutto per contribuire all'allentamento della tensione
internazionale e confermano la loro
adesione alla «Organizzazione Mondiale Antichi Allievi delle
Cattoliche .
Scuole
L'ORA DELLA FRATERNITÀ
Non è possibile dimenticare tra le
numerose manifestazioni di queste
giornate intense, la serata che i partecipanti al Congresso Mondiale e a
quello Nazionale Italiano (svoltosi
contemporaneamente a Valdocco)
hanno trascorso assieme al Rettor
Maggiore e a tutti i Superiori della
Congregazione per parlare di ricordi,
per scambiarsi dei doni, per ridirsi
quello che ormai si respirava . Tra
i doni significativi, presentati a
Don Luigi Ricceri, un servizio da
caffè : dono della Federazione Italiana, in ricordo del primo regalo
fatto a Don Bosco da Gastini e dai
suoi amici di allora . La commemorazione ufficiale del Centenario è
stata tenuta dall'onorevole Dr . Giovanni Sisto, il quale fece una vivace
• suggestiva rievocazione delle origini e della storia dell'Associazione,
ne delineò le caratteristiche essenziali e tracciò le mete ideali che gli
Exallievi si debbono proporre per il
secondo centenario . E concluse : « Lo
straordinario carisma di Don Bosco
costituisce il patrimonio vero, indissipabile da Lui trasmesso in eredit
ai milioni di Exallievi, sparsi su
tutta la terra .
« Grazie a questo carisma, anche la
vicenda più travagliata e l'esperienza
più dolorosa diventa per l'exallievo
una cartina di tornasole, che fa riemergere le bellezze e le risorse spirituali dell'educazione ricevuta dai
Figli di Don Bosco .
La commemorazione del nostro
primo centenario si sostanzia di
queste certezze e di questi impegni .
Grazie al possesso di queste certezze
• all'assunzione di questi impegni
da parte di tutti i suoi membri, la
Confederazione mondiale degli Exallievi salesiani presenta l'armoniosa
fraterna convivenza dei rappresentanti di sessanta Paesi di tutto il
mondo e potrebbe perciò - chiss
mai - offrire alla stessa organizzazione delle Nazioni Unite qualche
spunto di concordia e di unit !
In verit la spiegazione di tutto
ciò che può apparire miracoloso
nella storia degli Exallievi salesiani
è molto semplice naturale . Essi
accolgono con tutta l anima e cer
cano di attuare l invito di Don Bo
sco : "Fate vedere al mondo che si
può essere allo stesso tempo buoni
cristiani e buoni cittadini" .
Questo è il vero succo di tutti i
suoi mirabili insegnamenti .
La domenica 20 settembre ha visto
ancora la piazza di Valdocco gremita
di congressisti e di familiari . L avv .
Gianni Oberto ha collegato la storia
cinquantenaria del monumento a
Don Bosco 1920 1970 agli avveni
menti attuali alle necessit del mo
mento attribuendogli significati che
vanno molto al di l di un ricordo
lasciato per i posteri : il monumento
di Don Bosco non è un segno del
passato ma un punto di riferimento
per il futuro in quanto il suo mes
saggio è quanto mai urgente e attuale .
IL CREDO UNIVERSALE
DEGLI EXALLIEVI
Secondo il programma da Torino
lunedì 21 settembre il Congresso ha
trasportato la sua sede a Roma .
Non solo variazione turistica per i
numerosi partecipanti non italiani
ma scelta precisa di cattolicit
di
rinuncia alla visione privata del mo
vimento di testimonianza affettuosa
al Papa . È su questa linea l adesione
degli Exallievi salesiani al movi
mento internazionale degli Exallievi
di tutte le scuole cattoliche .
Durante la solenne concelebrazio
ne nella Basilica Vaticana il canto co
IL CONGRESSO
NAZIONALE ITALIANO
È doveroso un accenno al Con
gresso Nazionale degli Exallievi ita
liani i cui dirigenti laici e salesiani
hanno del resto sostenuto il peso
organizzativo anche del Congresso
Mondiale .
L assemblea degli Exallievi ita
liani ha occupato tutta la giornata
di sabato 19 settembre . Trecento de
legati di tutte le Unioni d Italia
hanno partecipato nella Basilica di
Maria Ausiliatrice alla concelebra
zione presieduta da Mons . Angri
sani exallievo di Valdocco . Due
relazioni del presidente Nazionale
prof. Aldo Angelini e del dott .
Nicola Ciancio hanno dato il via
ai lavori : l assemblea ha esami
nato la situazione organizzativa del
movimento e ha cercato nuove strade
per il suo rilancio . Anche qui tema
centrale : i giovani . Controversa la
propòsta che ogni Unione realizzi
per se stessa una sua piccola stampa
più familiare e quindi più gradita
per raggiungere tutti gli Exallievi
ed esercitare su di essi una influenza
duratura .
L augurio del Rettor Maggiore ha
concluso il Congresso Nazionale .
Cordialissimi con i loro amici ita
liani gli Exallievi di Torino hanno
fatto gli onori di casa .
Incontro con il Sindaco di Torino
ing . Giovanni Porcellana .
rale del Credo davanti all altare della
confessione è stato il momento più
significativo di ciò che gli Exallievi
hanno detto e riscoperto durante il
loro Congresso : la freschezza sor
giva di una fede libera e generosa
da testimoniare in situazioni diverse
in tutto il mondo con un unico
stile : quello del Concilio quello ap
provato e incoraggiato dal Papa .
E Don Bosco che da pochi metri
sopra la statua di S . Pietro li guar
dava era l umile testimone di questa
verit il maestro di questa scuola
di collaborazione ecclesiale e di im
pegno umano . Vere più che mai
in quella cornice le sue parole
rivolte alla folla dei suoi figli ra
dunati : «Non potete immaginarvi
miei cari figliuoli la contentezza che
io provo nel rivedervi intorno a me ;
ne io stesso saprei esprimervela
tutta . . . Sapevo gi di volervi bene ;
oggi il mio cuore me ne d una prova
incontestabile . Io sono e sarò sempre
vostro padre affezionatissimo . . . . a 9
Il liceo salesiano di Guatemala non ""girava" a dovere e i salesiani
un giorno hanno deciso di ricominciare da capo . Hanno convocato
insegnanti esterni e allievi e con loro hanno cercato e programmato
il nuovo stile di comunit educativa richiesto dal Concilio e dai docu
menti della Congregazione Salesiana . Ecco quel che ne è venuto fuori .
DEL NOSTRO INVIATO DON ENZO BIANCO
COME SI
RICOMINCIA
IL
COLLEGIO
Don José Guijo direttore dei « Don Bosco
di Guatemala con uno dei suoi 1500 allievi .
e cose non « giravano a dovere ; il direttore del collegio « Don Bosco di Guatemala
alunni
L
esterni non se lo nascondeva e non lo nascondeva neppure agli altri . I cinque corsi del liceo sedici
lasciavano parecchio a desiderare . « Los patojitos i marmocchi delle
classi tutta la sezione dei « grandi
1 .500
elementari andavano bene ; ma quei ragazzoni robusti erano così efficienti sui campi sportivi e così apa
tici in tutto il resto ! Domani sarebbero entrati all universit a fianco di compagni indottrinati e turbo
lenti un giorno avrebbero occupato posti di responsabilit e ora sfuggivano al contatto con i loro educa
tori si disimpegnavano sul piano formativo soffrivano il collegio come un male necessario .
AVANTI
SVUOTATE IL SACCO
Si era ai primi giorni del 1967 tempo di vacanza le vacanze scolastiche in Guatemala vanno da otto
bre a gennaio inoltrato e il direttore don Ugo Santucci decise che si doveva cambiare . Si disse che i giovani
d oggi così attrezzati per la vita andavano compromessi in impegni veramente assorbenti che certi me
todi invecchiati erano fuori se non contro lo spirito di Don Bosco e del Concilio . E compì il gesto : con
vocò gli insegnanti esterni del collegio professori laici e alcuni dei migliori ragazzi degli ultimi corsi ; li
portò in una casa accogliente fuori citt e li tenne tre giorni con l ordine di criticare il collegio : « Avanti
svuotate il sacco mettete in piazza tutto quel che non va . Ragazzi e professori non se lo fecero dire due
volte e ne vennero fuori cose penose e mortificanti ; ma erano come il bisturi che taglia per risanare .
La disciplina fino allora applicata fu definita odiosa : esercitata da religiosi attirava sui religiosi l odiosit .
Lo studio si limitava all istruzione non arrivava alla formazione del ragazzo . Le pratiche religiose erano
subite quasi fossero «una violazione della libert della persona e «causa di antipatia verso la religione
La scuola di religione si riduceva a un insegnamento astratto senza incidenza sulla vita . L esame di reli
gione era obbligatorio per poter accedere agli altri esami ; capitava che ottenessero ottimi voti in religione
ragazzi che erano del tutto irreligiosi . Il collegio non affrontava i problemi morali degli alunni soprattutto igno
rava l educazione del sentimento . La figura del sacerdote venne messa in discussione : egli era così assorbito
da compiti disciplinari che quasi non aveva tempo e modo di lavorare nel campo dello spirito e ne usciva
sminuito agli occhi dei ragazzi . Di fatto essi evitavano i superiori in blocco ; chi li frequentava veniva
bollato dai compagni con la qualifica di « colùbra
cioè serpente che nel loro gergo voleva dire : «colui che
striscia davanti ai superiori per ottenerne vantaggi sul piano scolastico .
Preso atto della situazione il direttore buttò sul tappeto della discussione i documenti del Concilio
riguardanti l educazione dei giovani e gli Atti del iq° Capitolo Generale salesiano : c erano lì dentro tutti i i l
continua a pag. 13
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princìpi teorici e gli orientamenti pra
tici per rinnovare dalle radici il
collegio « Don Bosco di Guatemala .
E la riunione prese subito un altro
volto . Tutti s impegnarono : c era da
capire da assimilare da applicare
da decidere . Quelle idee erano dav
vero innovatrici racchiudevano pos
sibilit insospettate . Tutti tornarono
a Guatemala decisi di ricominciare
con stile nuovo .
Il 1967 fu anno di sperimentazione .
Si soppressero i castighi e li si so
stituì con un concorso che stimolava
in forma positiva . Alcune classi si
infervorarono al punto da quotarsi
per comperare vernici e ridipingere
l aula secondo il loro estro . A fine
anno il direttore radunò di nuovo
professori e rappresentanti degli alun
ni : si fece il bilancio e si studiarono
nuovi passi avanti . Molte idee nel
frattempo erano maturate e il 1968
risultò di fatto l anno della svolta
decisiva .
Nei sottotitoli :
decalcomanie disegnate
dagli allievi per il
loro « Don Bosco
RIDEFINITI
I SINGOLI
RUOLI
Don Santucci è ora il superiore dei
salesiani in Centro America e il
fatto ha l aria di una promozione sul
campo per quel che ha realizzato in
Guatemala . « Mi ero ispirato
di
a queste quattro linee program
ce
matiche . Primo le enormi prospet
tive aperte dal Concilio all apostolato
dei laici. Secondo la comunit edu
cativa da realizzare secondo le indi
cazioni dell ultimo Capitolo Generale
salesiano . Terzo la convenienza di
ricuperare gli exallievi migliori e im
pegnarli nella loro scuola in un lavoro
fruttuoso . Quarto far riscoprire e
vivere ai sacerdoti salesiani l ur
genza e la bellezza del lavoro pasto
rale tra i giovani dell internato . In
pratica don Santucci ha restituito
alle persone il primato sulle opere e
sulle strutture e ha ridefinito e
ripulito il ruolo dei singoli siano essi
i sacerdoti salesiani o gli insegnanti
laici o i giovani educandi o quell in
novazione radicale nel nuovo « Don
Bosco che sono gli alunni chiamati
a condividere le responsabilit
« Il sacerdote deve realizzarsi pa
storalmente
dice
. Prima qui
nel collegio i sacerdoti s interroga
vano : mi sono forse fatto sacerdote
solo per insegnare matematica ? Si
sentivano privati dell attivit pasto
rale che potevano esercitare solo nei
ritagli di tempo fuori del collegio
come attivit marginale . Ho così
cercato di liberarli dalle incombenze
e dalle preoccupazioni disciplinari
che ho scaricato sugli insegnanti
laici e ho cercato di restituire loro
il ruolo di padri spirituali degli al
lievi . Nella nuova struttura il sa
cerdote si realizza pastoralmente e si
sente al suo posto giusto .
Ognuno dei cinque corsi del li
ceo ha ora il suo direttore spirituale
e i ragazzi fanno riferimento a lui
per i problemi spirituali e per l o
rientamento della vita .
Anche i professori laici trovano nel
« Don Bosco la giusta rivalutazione .
Ogni classe è sotto la responsabilit
di uno di essi che s impegna non
solo nell insegnamento ma in tutte
le altre attivit . Otto punti figurano
nel carnet dei suoi compiti . Uno
dare testimonianza di vita cristiana .
Due organizzare le escursioni men
sili che ogni classe compie con il
consigliere spirituale . Tre dialogo con
gli alunni i ragazzi trattano i pro
blemi con questo incaricato della
classe solo in casi particolari ven
gono portati al direttore spirituale
solo i casi eccezionali sono affrontati
dal direttore del collegio ; un buon
incaricato di classe sta il più possibile
con i suoi ragazzi parla con tutti
li conosce a fondo . Quattro accom
pagna i giovani nelle attivit religiose
come la messa e gli esercizi spirituali .
Cinque organizza le riunioni con i
genitori degli alunni . Sei compila
ogni quindici giorni il «libretto in
formativo con il giudizio sui sin
goli alunni riguardo a condotta ap
plicazione e risultati ottenuti ; se è
necessario convoca i genitori dei
ragazzi per informarli direttamente .
Sette mantiene la disciplina e armo
nizza il lavoro di tutti i professori
della classe . Otto promuove ogni
altra attivit della classe .
Gli insegnanti laici sono quasi
tutti exallievi della scuola e sono
scelti in base al loro impegno apo
stolico . Vengono pagati per l inse
gnamento che svolgono ma non per
le altre attivit che prestano unica
mente a titolo di impegno cristiano .
« Le racconto la storia di Alejandro
M.
mi dice un giorno don San
tucci indicandomi un giovane pro
fessore che conversa in cortile con i
suoi ragazzi .
Lavorava in un uffi
cio nella citt era ben remunerato
trecento e più dollari al mese . L ho
chiamato e gli ho detto : « Senti ho
bisogno di te . Ti posso dare solo
met di quel che prendi ora in com
penso ti offro molto più lavoro di
quello che hai . Ha accettato de
dica tutto il suo tempo ai suoi ra
gazzi ottiene risultati invidiabili
siamo contentissimi di lui . E lui
non è meno contento . Questi in
segnanti laici trovano così nel « Don
Bosco il modo di realizzarsi come
cristiani .
Alcuni alunni diventano incaricati
di classe negli ultimi due corsi . Non
un insegnante ma al suo posto due
alunni eletti dalla classe stessa . Il
motivo è semplice : a sedici diciotto
anni ragazzi normali sono maturi
per collaborare alla propria educa
zione anche sul piano delle deci
sioni .
Essi svolgono tutti quei compiti
assegnati al professore incaricato della
classe che sono compatibili con la
loro condizione di allievi . Ho fermato
uno di questi alunni capi classe gli
ho chiesto se riusciva a farsi ubbidire .
Ha risposto di sì. «Ci hanno eletti i
nostri compagni e quindi ci accet
tano . Direi di più : anche se a volte
mordono il freno quando vedono
che facciamo nient altro che il
nostro dovere ci stimano e ci se
guono .
QUATTRO
TIPI
DI RIUNIONI
I sacerdoti assistenti spirituali
gli insegnanti laici e gli allievi inca
ricati delle classi agiscono di co
mune accordo prendendo le deci
sioni durante riunioni che si svol
gono a vario livello .
Ogni mercoledì si riunisce il «Con
siglio del collegio . Si fermano tutti
a pranzo nel collegio consumano un
pasto leggero e sportivo che lascia
sgombra la mente e subito passano
alla riunione . Sotto il coordinamento
del direttore agiscono tre gruppi di
studio .
C è il « gruppo della parola che
bada alla formazione degli allievi
quindi allo studio alla disciplina
agli aspetti culturali del tempo li
bero capo del gruppo è il consi
gliere .
C è poi il «gruppo dell azione che
si occupa delle attivit sociali e di
apostolato come la liturgia la cate
chesi a vari gruppi di persone e altre
iniziative fuori del collegio lavora
sotto la guida del catechista .
13
continua a pag. 15
Il terzo è il «gruppo dell associa
zionismo che cura la vita comuni
taria del collegio le iniziative riguar
danti le famiglie degli allievi e l af
fiatamento fra gli insegnanti capo del
gruppo è il vicario della casa .
La riunione dura un ora o poco
più e si svolge in due fasi : prima i
gruppi lavorano separati poi tutti
insieme per proporre agli altri le
attivit discuterle e deciderle .
Nel « consiglio del collegio non
si ha mai modo di scendere al det
taglio ; gli educatori in un altro mo
mento si incontrano di nuovo divisi
secondo i corsi per cui lavorano per
le riunioni dei cinque «consigli di
corso . Si tratta in questa seconda
riunione settimanale di scendere nei
particolari di adattare le iniziative
all et dei ragazzi di stabilire il modo
di presentarle e realizzarle .
E c è una terza riunione settima
nale inserita nell orario scolastico a
cui partecipano tutti gli alunni divisi
per corso . In queste riunioni ple
narie dei singoli corsi le iniziative
vengono esposte ai ragazzi spiegate
discusse e programmate al dettaglio .
Grazie all entusiasmo di cui la natura
li ha abbondantemente forniti i ra
gazzi partecipano con interesse pim
pante si contendono le incombenze
si impegnano di fronte ai com
pagni .
Ogni classe poi è divisa per grup
pi ogni gruppo si incarica di un
settore di attivit e tutte le volte
che si rende necessario si tiene un
quarto tipo di riunioni : le riunioni
di gruppo . E poi si realizza .
Troppe riunioni ? L esperienza di
ce di no . Esse hanno il merito di
creare le occasioni di incontro di
confronto di scambio di idee . Edu
catori e educandi si riconoscono e
approfondiscono la reciproca ami
cizia . Ognuno dal direttore ai bam
boccetti di prima media trova in
queste riunioni il suo posto in mezzo
agli altri il suo spazio di iniziativa
e di creativit . È in queste riunioni
che la comunit educativa prende
coscienza di sé e si rafforza .
DON BOSCO
UNA
PUNIZIONE
FEROCE
È quasi incredibile il numero e la
variet delle iniziative che in questi
anni sono state lanciate . Ogni classe
ha le sue squadre di calcio pallaca
nestro e pallavolo che disputano i
tornei interni ; il collegio ha le squa
dre di rappresentanza che competono
con quelle esterne ma tutto questo è
normale . Merita invece due parole la
« Settimana della gioventù che ogni
anno il «Don Bosco organizza e a
cui partecipano anche le altre scuole
della capitale . Si svolge alla fine di
luglio comprende gare sportive con
corsi letterari composizione e reci
tazione mostre di pittura eccetera .
Per mesi i giovani lavorano intensa
mente per fare bella . figura nella
« loro settimana .
Anche la vita religiosa del colle
gio si è rinnovata e si ispira alla
convinta adesione personale . Gli stu
denti hanno possibilit di ascoltare
ogni mattina la messa una «messa dei
giovani
che li coinvolge in una
partecipazione attiva e perciò la
frequentano in molti e volentieri .
Il momento magico della loro for
mazione spirituale è l escursione men
sile . La organizza l incaricato di
classe che sceglie d intesa con i
ragazzi l destinazione prenota il
pullman e si assicura che non manchi
nulla . Si parte il venerdì pomeriggio
e si è di ritorno la sera del sabato .
È una giornata e mezza di vita
scout all aperto ; è proibito andare
nelle citt e nei paesi . Si pranza al
sacco si dorme sotto le stelle nei
sacchi a pelo .
Alla sera del venerdì trovato il
posto adatto per l accampamento
dopo la cena si accende il falò si
canta si esaurisce il repertorio delle
barzellette e dei numeri comici .
Quando le voci si sono fatte rauche
e le fiamme del rogo cominciano a
dare segni di stanchezza il padre
spirituale chiede silenzio e tiene una
conferenza religiosa . Nel buio della
notte sotto le stelle Dio è più
vicino . Poi il silenzio della natura
ognuno prepara la sua cuccia l assi
stente spirituale riceve i ragazzi che
vogliono arlargli che vogliono con
fessarsi . E l ora dei Nicodemi delle
trasformazioni nel profondo delle
decisioni che impegnano tutta la
vita .
L indomani ci si sveglia con gli
uccelli si lava la accia nel ruscello
si ascolta la messa al campo tutti
attorno all altare improvvisato nel
sacro tempio della natura che la
luce dell alba ha messo a nuovo .
Poi una giornata intera per i giochi
il nuoto per le visite ai luoghi turi
stici per riempirsi gli occhi delle
mille cose che rendono stupendo il
Guatemala : due oceani i monti i
laghi una dozzina di vulcani . Esiste
una punizione feroce nel «Don Bo
sco
di Guatemala : escludere un
ragazzo dall escursione mensile .
TUFFATI
NELL AZIONE
SOCIALE
L educazione intellettuale
mo
rale e cristiana trova nel « Don
Bosco il suo complemento nell inte
resse per i problemi sociali .
Prima di tuffarsi nell azione gli
studenti hanno affrontato uno stu
dio dell ambiente . Attorno al loro
bel collegio il panorama è squallido :
si vedono in maggioranza case di
poveri costruite con i mattoni donati
dal Comune abitate da gente immi
grata dalla campagna per lo più
meticci che spesso indossano ancora
gli anacronistici e pittoreschi costumi
antichi .
Nel 1968 i ragazzi dei corsi supe
riori sono passati di casa in casa
taccuino alla mano per condurre
l inchiesta . Hanno interrogato 3500
famiglie . Poi hanno elaborato i dati
raccolti e ne è venuto fuori un
volumetto ciclostilato di un centi
naio di pagine . Dati statistiche per
centuali grafici . In sostanza hanno
riscontrato nella zona due strati di
popolazione completamente diversi e
incomunicabili tra loro i ricchi da
una parte e i poveri dall altra cia
scuno chiuso nel proprio egoistico
isolamento . Il 70% degli adulti ri
sultarono operai quasi tutti senza
specializzazioné ; per il 23% analfa
beti ; per il 44% con qualche classe
delle scuole elementari . In troppi
sono disoccupati o sottoccupati so
stanzialmente emarginati e con poche
speranze di inserimento .
Nel 1969 gli studenti continuarono
i loro sondaggi ma si buttarono pure
al lavoro puntando salesianamente
sui giovani . Un gruppo ha aperto
nel collegio una scuola serale di
alfabetizzazione : i corsi sono tenuti
da studentesse delle magistrali ma i
ragazzi del « Don Bosco fanno opera
di persuasione tra la gente e la por
tano a frequentare .
Altri studenti ben preparati inse
gnano religione in due scuole statali
prive di professore per quella materia .
Altri fanno il catechismo ai ragazzi
dell oratorio durante le domeniche .
Altri aiutano i pochi sacerdoti nelle
giornate di ritiro e di esercizi spiri
tuali per i tanti bambini delle ele
mentari : parlano ai loro compagni
minori sono efficaci perché «vicini
per et e la loro testimonianza cri
stiana è accolta con interesse e sim
patia speciale .
C è in Guatemala un Patronato
contro la mendicit
che cerca di 15
continua a pag . i8
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togliere dalle strade i mendicanti di
qualsiasi et e di raccoglierli in « Cen
tri di recupero . Il Centro numero 2
sorge a un isolato dal collegio e gli
studenti non potevano ignorarlo : sono
andati a fargli visita . Hanno trovato
soprattutto bambini orfani e mino
renni deformi ma anche adulti
malati cronici e vecchi cadenti : 166
persone 166 drammi della miseria
della solitudine e del dolore . Il Cen
tro ha bisogno di tutto e i ragazzi
del « Don Bosco si sono organizzati
per aiutare . Indìcono campagne di
raccolta medicine vestiti viveri
tutto serve . Tengono allegri i ra
gazzi con feste lotterie teatri giochi
di cortile e con la loro scatenata
orchestrina . Hanno diviso i ricove
rati in cinque gruppi secondo l et
e fanno il catechismo . Ogni dome
nica aiutano il salesiano che va a
celebrare la messa guidano la fun
zione . Preparano chi ne ha bisogno
ad accostarsi ai sacramenti batte
simo prima comunione cresima .
Danno molto di più qualcosa che non
ha prezzo : la loro amicizia .
FIGLI
DI MINISTRI
E FUTURI
MINISTRI
Il loro interessamento per la zona
ha coinvolto gli adulti responsabili
in iniziative per i poveri . È sorta
così nella parrocchia una « Coopera
tiva di consumo che vende ai meno
abbienti a prezzi da fallimento . È
sorta pure una « Comunit di vicini
organizzazione che raduna i genitori
più docili e sensibili per conferenze
di indole formativa e informativa sui
più svariati argomenti dall igiene al
l educazione dei figli ai temi della
fede .
Non contenti di tutto questo altri
studenti preparano per le vacanze
l « Operazione Carch . Carch è un
piccolo centro nella foresta dove
vivono come possono alcuni coloni
bianchi e molti indios un tempo
sfiorati dal Vangelo ma in tutto ri
masti primitivi quasi come all epoca
dei « conquistadores . Gli studenti
hanno un ampio programma da rea
lizzare che va dal solito studio socio
economico religioso alla costruzione
di un edificio e al tenere corsi di
alfabetizzazione di educazione ci
vica di igiene e pronto soccorso di
catechesi . Più ancora vanno come
18 si legge nel volantino informativo
per « convivere con la comunit locale
e per iniettare in essa la caratteri
stica pasquale dei giovani : la gioia .
E perché qualche ragazzo non veda
nell iniziativa solo un motivo di eva
sione c è questa condizione iugula
toria pe poter partire : non avere
materie scolastiche da riparare .
« Con questa nuova organizza
zione del collegio
mi dice don
Ernaldo Morales che segue molte
si è
iniziative sociali dei ragazzi
dato loro la possibilit di realizzarsi
pienamente nel campo dell apostolato .
Prima lo ricordo bene erano indif
ferenti ai problemi sociali ora vanno
a vedere la miseria con i loro occhi
la toccano con mano sentono nascere
in sé delle inquietudini si impegnano
a realizzare . In genere sono costanti
prendono sul serio i loro impegni
lavorano volentieri . Sono trasformati
anche sul piano strettamente reli
gioso sentono il bisogno : di approfon
dire la loro fede di maturare per
poter dare . E in questo clima di
impegno maturano anche le voca
zioni .
Ho parlato con un chierico dello
studentato filosofico che a suo tempo
era tra i più attivi nelle ricerche so
ciologiche . « Quand ero piccolo pen
savo a farmi sacerdote
confessa
ma poi riuscii a dimenticare questa
idea . Ho riscoperto la mia vocazione
nel clima di lavoro apostolico del
collegio . E aggiunge : « Personal
mente sono convinto che soltanto
se impegniamo i giovani sul piano
del lavoro apostolico e sociale le
vocazioni potranno maturare .
Gli exallievi universitari sono un
campo ancora da coltivare : le poche
esperienze fatte non hanno dato buoni
risultati . Ma il problema è sentito si
guarda lontano al futuro di questi
giovani liceisti . Occuperanno posti
di responsabilit e è decisivo che lo
facciano in stile cristiano . Alcuni
attuali studenti hanno il padre che
siede in parlamento . Sono figli di
ministri e
l ipotesi non è troppo
azzardata
futuri ministri . Si potr
prestare fiducia a un ministro che da
giovane visitò i poveri e lavorò per
loro .
IN TRE
PER FORMARSI
Attuale direttore del «Don Bo
sco è un dinamico salesiano di
36 anni don José Guijo . «Ciò che
facciamo non è una cosa dell altro
mondo
dice
ma semplicemente
la realizzazione di ciò che ci viene ri
chiesto dal Concilio dal metodo e dal
lo spirito di Don Bosco . Molte cose
le faceva gi Don Bosco con i suoi
giovani nelle forme di quei tempi .
Il Concilio chiede agli educatori
di riconoscere il maggior peso dei
giovani nella societ attuale la loro
maggior maturit e capacit di ini
ziativa e nel « Don Bosco i giovani
partecipano perfino al « consiglio del
collegio . Qui si cammina nel solco
dell autenticit salesiana . I primi aiu
tanti di Don Bosco erano ragazzi
di essi il Santo fece degli educatori e
degli apostoli . Accade pari pari in
Guatemala .
Don Bosco voleva i suoi educatori
in profonda familiarit con i giovani
mi ha detto
ed ecco : « Una volta
padre Guijo
i ragazzi appena
finita la scuola scappavano a casa
ora li abbiamo sempre tra i piedi e
all ora di chiudere dobbiamo man
darli via* .
L ultimo Capitolo generale della
Congregazione aveva posto come con
dizione
perché un collegio giusti
ficasse la propria esistenza
che
giungesse a esprimere giovani cri
stianamente maturi socialmente im
pegnati futuri leaders : « Se questo
diceva drasticamente il
non si d
si chiuda il collegio .
documento
Il «Don Bosco di Guatemala ha
certamente i titoli in regola per con
tinuare .
La maturit che i ragazzi riescono a
raggiungere appare da questo brano
di articolo che si legge su uno dei
giornalini studenteschi del collegio
a firma del liceale dell ultimo corso
Salvador Rojas che si potrebbe in
titolare : «In tre per formarci .
« Siamo in formazione ci occorre
una guida che sappia condurci dove
ci conviene una seconda persona che
intervenga accanto a noi : l educatore .
Ci dev essere una relazione stretta
fra noi un vero avvicinamento per
ché educatore e alunno possano la
vorare uniti in una vera comunit
educativa .
Non solo ; c è un altra persona
che coinvolge e perfeziona tutto un
terzo membro della comunit educa
tiva : Cristo . Uniti in Cristo lavo
riamo per la formazione della nostra
personalit ; vogliamo formarci uo
mini per la nostra famiglia per la
nostra societ e per Cristo . Per
questo lavoriamo insieme cercando
di realizzare nel nostro collegio una
vera comunit educativa . Superiori
e alunni tenendoci per mano coin
volti e perfezionati da Cristo lavo
riamo uniti per la nostra formazione .
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QUATTRO GIOVENTÙ
A RECIFE
mezzogiorno di sabato il Capi
tolo Ispettoriale Speciale di Re
cife la capitale Nord Est del Bra
sile va in vacanza . Dalla grande sala
vestita a festa con bandiere nazionali
e stemmi salesiani escono i direttori
e i delegati con la faccia tirata da sei
giorni di discussioni e di votazioni .
L ispettore don Carvalho mi pre
senta a un pretino magro e giovanis
simo che facilmente avrei scambiato
per un chierichetto . Mi dice : Questo
è don Ricardo il nostro maestro di
noviziato . Perché non va con lui a
passare la domenica con i novizi? .
Dieci minuti dopo sono a bordo di
una Volkswagen . Recife sfila accanto
a noi con i suoi strani marciapiedi
bianchi e neri e le case color rosa e
A
di far loro delle domande : che cosa
pensano della vita che cos è per
loro un sacerdote cosa vogliono fare
da grandi . Si sono messi a ridere e
sono tornati a prendere a calci la
palla di gomma . Il Salesiano che mi
accompagnava e mi faceva da inter
prete mi ha detto : Oggi è vacanza
e le tue domande sono troppo diffi
cili per un giorno di vacanza .
RISALIAMO IN MACCHINA
La Volkswagen rallenta . Due sbarre
interrompono la strada e un cartello
ordina imperioso : Velocit 3o km .
Vietato ogni sorpasso . Don Ri
cardo mi dice : Siamo in zona mi
Recife capitale dello Stato di Pernambuco
e principale citt del Nord Est del Brasile.
celeste . Ho incontrato stamattina per
la prima volta la gioventù di questa
citt . Su ogni spiazzo verde su ogni
tratto libero della spiaggia torme di
giovani rincorrevano gridando una
palla di gomma . Mi sono messo a
giocare anch io con loro . Dimenti
cando per qualche minuto i miei
quarant anni ho dribblato passato
tirato in porta . Quando hanno sa
puto che sono italiano mi hanno
coperto di domande su Facchetti
20 Rivera Albertosi . Poi ho tentato io
litare . Fermi ai lati della strada
soldati in divisa con grossi elmetti
verde scuro . C è un palazzo alto e
imponente a duecento metri dalla
strada . Sul prato leggermente in
pendenza è scritto a lettere gran
dissime : Qui si impara a servire la
patria . Don Ricardo mi dice an
cora : Qui in Brasile la vita mili
tare ha un organizzazione diversa da
quella italiana . I militari hanno i loro
collegi le loro scuole dove i ragazzi
selezionati severamente si avviano
alla vita militare . Gli studi in queste
scuole sono molto curati e la disci
plina è molto rigida .
Altre due sbarre . La zona militare è
finita . Passiamo la cittadina di Ia
boatao e ci troviamo nella zona della
canna da zucchero . La strada ora
è di terra una terra rossa tutta
gobbe e buche . Procediamo in se
conda afferrati alle maniglie . Attra
versiamo villaggi che sono grumi di
casette di baracche di capanne . Un
nugolo incredibile di bambini e di
ragazzi guardano attoniti il nostro
passaggio . Ci sono bimbette vestite
con una grazia squisita bambini
con solo uno straccetto ai fianchi .
Appena alzo una mano a salutare
rispondono tutti con sorrisi larghi
che mostrano bocche splendide e
bocche sdentate . Uomini e donne
non salutano . Guardano chiusi die
tro una faccia indifferente una sof
ferenza antica come la terra .
Don Ricardo mi dice : Siamo in
una delle zone più povere del nostro .
Stato . Qui gli uomini lavorano nei
grandi latifondi . Lavorano alla pian
tagione e alla raccolta della canna da
zucchero . Per sei mesi all anno sono
disoccupati . E l alcool spesso è la
consolazione del disoccupato .
Qui c è un altra gioventù . Una
gioventù che affolla le scuole che
cerca un lavoro continuo per tirarsi
fuori da un ciclo di povert che ha
imprigionato molte generazioni . Ma
le speranze sono spesso deluse . I
più coraggiosi che lasciano tutto e
raggiungono la periferia di Recife
rischiano di intrupparsi nei misera
bili mocambos le squallide bidonvilles
che circondano la citt . Il Brasile è
in piena esplosione di progresso : le
strade asfaltate entrano nelle foreste
le linee elettriche e i canali d irriga
zione si spingono all interno dell im
menso sert o . Ma questi giovani han
no fretta e hanno paura . Paura che il
progresso per la loro generazione
arrivi troppo tardi che anche la loro
vita debba essere spesa nello squal
lore nell indifferente aspettativa di un
domani senza speranza .
Ad una svolta ci appare la chiesa
dedicata a Maria Ausiliatrice . Si eleva
dritta e svettante su una pietra
continua a pag. 22
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Il no i ia o è bi o die ro la chie a .
Q alche min o dopo ringo la mano
a 21 raga oni che mi ri olgono al i
gen ili e incompren ibili . Ho l im
pre ione di en rare in con a o con
la q ar a gio en ù del Nord E :
dopo i raga i chia o i di Recife
dopo la gio en ù rigida e di cipli
na a dei collegi mili ari e q ella
an io a che i e ai bordi del la i
fondo
o per a col are i proge i e
le peran e di q e i raga i che
co i i cono la f
ra genera ione
ale iana . Sono i no i i dell i pe
oria di Mana
che copre la a i
ima ona dell Ama onia e del Par
di q ella di Belo Hori on e che i
e ende da Rio de Janeiro allo S a o
ricchi imo di Mina Gerai fino al
erri orio di Bra ilia e dell i pe oria
di Recife che i e ende a
o il
Nord E .
Alle dieci comincio l in er i a con
i no i i . Voglio apere da q e i ra
ga i perché pen ano di far i ale
iani a che co a de iderano con a
crare la loro i a . Mi chiedono empo
per pen are . Mi ri pondono per
i cri o in q ella forma cla ica dei
no i i che me cola n po di re o
rica a na inceri cri allina . In
q elle righe cri e in ni ida calligra
fia ro o n an ia profonda : il de i
derio di non e ere dei pri ilegia i di
condi idere
l erio la po er dei
loro fra elli e la peran a che la Con
grega ione li ai er a reali are
q e a mi ione .
Scelgo n campionario di ri po e
che meglio di ogni al ra co a fo o
grafa l anima di q e i ale iani di
domani .
mana nel grande ge o dì
ringere
la mano agli al ri
e ere no di
loro . La cari è ri ol ione por a a
da Cri o in erra . Per me il miglior
cammino che i pre en a è e ere
ale iano ma con lo g ardo empre
ri ol o al mio pro imo Loren o .
Perché mi piace e ere gio ane e
rimanere gio ane Cornelio .
Perché oglio dedicare la i a alla
gio en ù principalmen e a q ella più
abbandona a Moacir .
De idero farmi ale iano perché ro
o i ale iani emplicemen e eccel
len i . Nel loro modo di ra are i
gio ani nel i ere familiarmen e con
loro mi hanno impre iona o . Credo
che l e empio di Don Bo co ia mol o
i o e a ale per i gio ani d oggi
PERCHÉ VUOI DIVENTARE
SALESIANO?
CHE COSA SPERI DI FARE
NELLA TUA VITA?
Per al are la mia anima . E per
i ere in me o ai gio ani più po eri
che ai erò dedicando ad e i la mia
i a . Spiegherò loro la Parola di Dio
ma pero opra
o di i erla io
Da ale iano mi piacerebbe la o
rare come orien a ore profe ionale e
oca ionale dei gio ani nelle no re
c ole . Vorrei la orare ra i gio ani
po eri e ai arli nella cre ci a mana
ociale e cri iana . Ma non mi di
piacerebbe nepp re la orare ra i
gio ani bene an i perché hanno
mol o bi ogno di orien ar i cri ia
namen e e di aprire gli occhi
lla
real
ociale del no ro . Pae e Barc .
Spero di fare mol o apo ola o
ma prima di
o pero di farmi
an o perché econdo me n reli
gio o non combiner n lla nella i a
e non prende co cien a che de e
an i
o an ificare e e o I an .
Ci ono dei gio ani che cercano
la felici nell briache a nella droga
e nel i io . Ne cono co parecchi p r
roppo . Spero nella mia i a di
po er far loro del bene facendo
comprendere a co a er e q e a
no ra i a Camo .
Ciò che pero di fare nella i a è
emplicemen e la olon
di Dio
dando la mia piccola par e di colla
bora ione alla co r ione di n mon
do migliore e di na Chie a più
Chie a . Il mio de iderio più grande
è di edere la Chie a i ere ra i
gio ani e principalmen e ra i gio
No i ia o di Jaboa ao . Si preparano i can i per la S . Me
Il ma ino della domenica conce
lebro accan o a don Ricardo . Nella
no e ha pio
o e n po pio e
ancora . Ma na en ina di per one
è arri a a lo e o dai din orni . C è
ri mo e gioia nella m ica ma anche
na ena di ri e a . Il can o dopo
la Com nione è na nenia q a i
accora a che a di fa ica d ra o o
il ole nei a i campi della canna .
Implora da Dio la for a di i ere di
camminare fin q ando L i aprir la
22 por a della a ca a al fra ello anco .
da an i a loro
a.
q e a parola
i
Pedro .
oia gno i
Ari ide .
cen e .
i
Per con in are l opera di Don Bo
co ra i gio ani po eri e prol ngare
il c ore di Don Bo co nel mondo di
oggi Mario .
Voglio collaborare con Cri o e con
Don Bo co nell opera di promo ione
e al e a degli omini . La Congre
ga ione Sale iana è q ella che più
corri ponde alle mie a pira ioni e mi
è mol o impa ica Bajo .
Perché edo la maggior felici
Ricono co pienamen e la mia mi
eria ma e Dio mi ai a oglio di
en are acerdo e ed e ere al er
i io di Dio e dei gio ani Cornelio .
COME HAI CONOSCIUTO
I SALESIANI?
Freq en ando l ora orio fe i o . Ve
ni ano
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periori della Ca a
con in a a pag . 24
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ale iana a giocare con noi . Mol i
erano i aliani e io cominciai a pen
are che a e ano abbandona o la ca a
la famiglia la pa ria per enire a
in egnare nelle no re c ole a par
larci del Signore . È
a o il loro
e empio a far na cere in me la prima
idea di pro are la i a ale iana .
Enrico .
Li ho cono ci i q ando a e o
9 anni ed en rai in n I i o Sale
iano per freq en are la q ar a ele
men are . Nell anno eg en e acce ai
di andare all a piran a o . Sol an o in
q e i l imi re anni però capii che
co a ole e dire di en are ale iano .
E ora o
diando più profonda
men e la i a ale iana Bajo .
Nel 1963 q ando en rai come
n collegio ale iano e iccome mi
piace a mol o lo por cominciai a
freq en are l ora orio fe i o . Di en
ai amico di mol i chierici e la loro
allegria e la loro maniera di i ere mi
fece pen are che a rei po o di en
are anch io come loro . Poi en rai
nel collegio come e erno e nella
dire ione piri ale manife ai al di
re ore il de iderio di di en are a
cerdo e . Co ì arri ai all a piran a o
Alfon o .
Conobbi i ale iani all ora orio di
Sao Jo o del Rei in Mina Gerai .
Freq en a o il ca echi mo le par i e
di foo ball e mol e al re a i i .
Ciò che più mi a ira a era la me co
lan a di acerdo i chierici e coadi
ori nella i a ora oriana . Non c era
Jaboa ao orge
nella ona
della canna
da
cchero .
Q i gli omini
la orano nei
grandi la ifondi
per la pian agione
e la raccol a
della canna.
Per ei me i all anno
ono di occ pa i.
e erno in n collegio ale iano . Dico
inceramen e che
i i ale iani del
collegio mi ri l arono impa ici . I
d e anni che i pa ai f rono mol o
belli e co ì nel 1965 q ando a e o
12 anni cominciai a pen are di farmi
ale iano anch io O a io .
Conobbi i ale iani q ando comin
ciai a freq en are l Ora orio fe i o di
Mana . Li idi la orare mol o a i
amen e in me o ai gio ani e ri
ma i mol o mera iglia o perché fino
allora a e o pen a o che i pre i di
ce ero ol an o la Me a . Un anno
dopo cominciai a pen are alla i a
ale iana e domandai di en rare
nell a piran a o I an .
La mia famiglia abi a a icino ad
24
in pra ica differen a ra loro : non
periori e inferiori erano
c erano
i amici e come fra elli Camo .
QUANDO HAI PENSATO
PER LA PRIMA VOLTA
DI DIVENTARE SALESIANOP
A 9 anni freq en a o l ora orio
ale iano e fin d allora a e o il de
iderio di di en are acerdo e . A ndi
ci anni chie i a mio pap il perme o
di en rare in eminario . Siccome a e o
n fra ello nel eminario dioce ano
i miei geni ori pera ano che anda i
con l i . Ma io olli andare all a pi
ran a o ale iano . La mia cel a la
de o all e empio dei ale iani del
l ora orio Cornelio .
Pen ai eriamen e alla i a ale
iana q ando freq en a o la er a
media . Nelle conferen e il Dire
ore ci parla a del no i ia o e della
Congrega ione . E io deci i di pro
are Ari ide .
Q ando deci i di farmi ale iano
a e o gi en anni e fino allora non
ci a e o affa o pen a o . Una era
che mai dimen icherò dopo n ri iro
mol o impegna i o mi incon rai con
n acerdo e Dire ore ale iano . F
n incon ro bre e con pochi ime
parole . Ma po o dire da ero che
per me f n incon ro con Dio . D e
me i dopo ero in a piran a o Alfredo .
La mia oca ione ha a
o no
il ppo mol o ordinario . Conobbi
i ale iani nell a piran a o do e mi
por ò n ale iano del mio pae e .
Col pa are del empo pen ai eria
men e alla i a ale iana e edendo
che a e o le q ali richie e deci i di
abbracciarla Carlo .
L in er i a è fini a . U cendo dalla
ala di
dio abbraccio il ignor
Marco il coadi ore adde o alla cam
pagna orna o appena ade o da n
iaggio in ci . È n gio ano
one della Val d Ao a che è en o a
far i bra iliano ra i bra iliani . Cerco
in fondo ai
oi occhi n rimpian o
per la
a plendida Valle d A a
per l aria limpida delle e mon agne .
Non lo ro o . Cerca adagio le parole
i aliane ra q elle por oghe i mi ad
di a le colline do e por a ogni giorno
al pa colo le m cche ra l erba den a
e l aria midi ima . Poi mi indica
ra il erde n gr ppo di ca e do e
ogni domenica a a fare c ola e
ca echi mo . Sono
i miei amici
i raga i di l . Q e oggi mi a pe
ano . Ha negli occhi na ereni
calma profonda . Non è n emigran e
ra egna o . È n mi ionario a en
ico .
Ripar iamo nel pomeriggio per
Recife . Saliamo
n gro o ca
mion Che role in ieme a b ona
par e dei ale iani e dei no i i . Li
caricheremo l ngo la rada a ogni
illaggio do e pa eranno la era a
a in egnare a leggere e a cri ere e a
piegare il ca echi mo . Li a endono
n goli di raga i che agi ano le mani
e li chiamano per nome . Ci ono bam
bini biondi come
ede i e negre i
che embrano barca i ieri da na
bananiera africana . T i in ieme
en a problemi di ra a o di colore .
È il Bra ile di domani che prende
per mano q e i gio ani imi ale
iani per a iar i con loro er o n
a enire difficile ma gonfio di peran a .
DON TERESIO BOSCO
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SUPERA GLI ESAMI
DI MATURITA
ando nel gennaio del 1922 i
Sale iani arri arono in A am
In la
ben rarono in n campo gi
di oda o dai Padri Sal a oriani . Q e
i aloro i mi ionari dopo 25 anni
di ard o la oro e di ina di i acrifici
a ano raccogliendo i primi pro
me en i fr i allorché nel 1914
coppiò la g erra mondiale . Poiché
an o i mi ionari che le
ore erano
di na ionali germanica f rono im
media amen e rimpa ria i e i cri
iani dell A am rima ero come pe
core en a pa ore .
For na amen e i Ge i i po erono
mandare non en a gra i acrifici
cinq e acerdo i da Calc a perché
ene ero i a la fiaccola della Fede
ra q elle popola ioni .
La g erra ebbe finalmen e er
mine ma ai Sal a oriani non f
perme o di ornare in A am . F
allora che i Sale iani pre ero il loro
po o g ida i da n omo ecce io
26 nale mon . L igi Ma hia .
Le difficol che do e ero affron
are f rono più d re del pre i o . Lin
g e di er e per ogni ribù condi
ioni clima iche e ambien ali di er
i ime da q elle e ropee pe arono
i mi ionari non più
d ramen e
gio ani imi . Mon . Ma hia pen ò
che la ol ione con i e e nel far
enire dall E ropa mi ionari gio
ani perché fin dal no i ia o po e
ero acclima ar i imparare le ling e
e affia ar i con gli indiani in modo
da po er ann nciare la b ona no
ella nei anodi più ada i alla loro
men ali .
L a dace e perimen o non ri cì
comple amen e . Il clima il cibo e
opra
o le mala ie come la
malaria e la di en eria che ol an o
più ardi f rono debella e inci ero
nega i amen e anche
lle for i fibre
dei gio ani alc ni dei q ali caddero
all alba del loro apo ola o come fiori
ronca i dalla empe a . Non man
carono le rea ioni di coloro che defi
ni ano arri chia o e prema ro n
imile e perimen o .
Allora mon . Ma hia compre e il
alore delle parole di Leone XIII :
O India i
a
oi figli aranno la
al e a! . Più ardi Benede o XV
nell Enciclica Ma im m ill d a e
a indica o come ol ione fonda
men ale e indi pen abile per il pro
blema mi ionario la forma ione del
i
clero indigeno . Mon . Ma hia
orien ò deci amen e er o q e a o
l ione .
VERSO LA LIBERTÀ
Q ando da Shillong f
ra feri o
alla ede arci e co ile di Madra egli
ro ò il campo ideale per l a a ione
oi proge i e en a frapporre
dei
ind gi acq i ò n grandio o edifi
cio per la forma ione dei chierici
indiani .
Ma nel 1939 gli omini ornarono
con in a a pag . 28
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a cagliar i ferocemen e gli nì con
ro gli al ri negli orrori della g erra .
Anche in India i Sale iani che gi
i erano afferma i a Bomba a Cal
c a a Madra a Shillong f rono
allon ana i dalla loro mi ione perché
appar enen i a na ioni in lo a con ro
l Inghil erra . In n olo giorno più
di i 5o mi ionari f rono depor a i in
n lon ano campo i concen ramen o .
Per la econda ol a nello pa io
di 25 anni la g erra minaccia a di
offocare i prome en i
il ppi del
Cri iane imo in A am . For na
amen e le a ori ci ili i mo ra
rono abba an a compren i e e nel
gregge rima o n o amen e en a pa
ore po erono la orare acerdo i di
na ioni allea e all Inghil erra in ieme
con i primi acerdo i indiani . Anche
l opera della ricerca e della forma
ione delle oca ioni indigene f
con in a a con impegno pecialmen e
al d .
Termina a finalmen e la g erra
anche in India ebbe ini io q el mo i
men o che do e a por are al ra
mon o dell epoca coloniali a . So o
la g ida di omini ecce ionali come
il maha ma Gandhi e il pandi Nehr
e a ri ci a finalmen e a o enere
l indipenden a dalla corona ingle e .
Il 15 ago o 1947 q a rocen o e più
milioni di indiani al arono in n
delirio di gioia l alba della liber .
La Chie a ca olica i nì al ri
p dio generale onando a di e a le
campane lie a che anche il popolo
indiano con idera o finalmen e mag
giorenne po e e a ider i alla pari
nel grande con e o delle na ioni
libere e re pon abili .
Ma la conq i a della liber non
f e en e da q alche in emperan a
na ionali ica . I mi ionari f rono
acc a i d a er a an a o all ombra
della bandiera coloniale . Non era
difficile ri pondere che la Chie a per
eg i a n fine ben di er o da q ello
poli ico q el fine che il Cri o e o
a e a chiaramen e indica o q ando
a e a ordina o agli Apo oli : Anda e
e ammae ra e
e le gen i . An i
proprio a no dei dodici San Tom
ma o i fa ri alire la prima origine
del cri iane imo in India .
T a ia la pr den a con igliò di
eliminare poco alla ol a
o q ello
che ape a di raniero . Anche finan
iariamen e ogni mi ione cercò di
render i indipenden e dall e ero .
Tan o i pro e an i che i ca olici
cel ero i pa ori e i e co i ra gli
indiani .
Ven anni dopo la q a i o ali
degli 8o e co i ca olici erano di
na ionali indiana . I mi ionari e ro
pei po erono con in are il loro la oro
28 ma poiché il go erno non concede a
l ingre o ad al ri i re e più rgen e
la nece i di c rare le oca ioni
indigene .
o perché la Chie a po e e rico
erar i o o i
oi rami . Si a a
a erando la profe ia di Leone XIII :
O India i oi figli aranno la a
b
al e
a! .
I CINESI SI AFFACCIANO
SULL ASSAM
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Nel 1962 i com ni i cine i
rando alichi dell H mala a ri en i
fino allora inacce ibili i infil ra
rono arma i giù dal Tibe e i affac
ciarono lla pian ra a ame e non
lon ano dalla no ra fioren e mi ione
di Te p r .
F
n grido di allarme per l In
dia anche e i Cine i i con en a
rono di q ella dimo ra ione di for a
e di bra ra en a pro eg ire la loro
a an a a . L A am acq i ò n im
por an a di prim ordine dal p n o di
i a
ra egico ; proprio q ella re
gione che embra a in lnerabile gra
ie allo barramen o co i i o dal
l H mala a di en ò na n o a fron
iera da difendere . Da q el momen o
l A am f defini a area en ibile
p n o ne ralgico dell India .
Q e o a enimen o er ì ai ne
mici del cri iane imo per in en ifi
care la loro lo a con ro i mi ionari
q a i che i do e e imp are ad
e i la re pon abili della minaccia
cine e . Via i mi ionari ranieri dal
l A am f non ol an o il grido dei
cor ei organi a i ma la richie a
preci a pre en a a al Go erno cen
rale di N o a Delhi .
I mi ionari fecero l impo ibile per
ri ardare almeno l e ec ione della
condanna . I cri iani di Shillong e di
Dibr garh i le arono pon anea
men e a loro dife a organi ando
manife a ioni co ì imponen i e ap
pa iona e che per re anni il Go
erno cen rale non o ò in i ere
gli ordini emana i . In an o i la o
ra a alacremen e perché
i i mi
ranieri fo ero o i i i
ionari
dagli indiani .
La San a Sede innal a a la Dioce i
di Archi
di Shillong alla digni
dioce i . Chi cri e e mon . Marengo
pre en arono le loro dimi ioni che
il San o Padre acce ò . Mon . D Ro
ario indiano e co o di Dibr garh
di en ò arci e co o me ropoli ano
dell A am . Un al ro e co o indiano
f promo o alla ede di Te p r ; e
n er o mon . Rober o Kerke a f
ele o alla ede di Dibr garh . Mon .
Kerke a è n ale iano : ed ca o nelle
ca e ale iane d India a e a com
pi o gli
di eccle ia ici a Torino
o e era
a o ordina o dopo a er
con eg i o la la rea .
Pro iden ialmen e il granello di
enapa delle oca ioni indigene era
di en a o n alberello abba an a ro
L ESAME DI MATURITÀ
Nel fra empo alc ni di re i con
popola ione pre alen emen e cri ia
na i Naga i Kha i i Mikir i Garo
o ene ano dal Go erno federale di
N o a Delhi na pecie di a onomia .
Era il ricono cimen o fficiale della
ma ri poli ica a c i erano per e
n e q elle ribù n empo primi i e ;
e co i i a p re n implici o rico
no cimen o del la oro ol o dai mi
ionari : q ei popoli non arebbero
arri a i a n ale li ello e non a e
ero rice o dai mi ionari ia ca
olici che pro e an i n al o grado
di ele a ione mana e cri iana .
Io la ciai l A am il 30 e embre
1969 . Prima di par ire ebbi la gioia
di con acrare il primo e co o in
diano promo o alla ede di Te p r
il no ro confra ello Rober o Ker
ke a .
Il enerando mon . Marengo che
in ieme con mon . D Ro ario cele
bra a con me la f n ione f il primo
a baciare l anello al n o o e co o
che egli e o a e a forma o e pre
para o e che ora gli
ccede a nel
go erno della dioce i .
Q i in I alia mi domandano pe
o : Come mai ha la cia o l A am
dopo 47 anni di i a mi ionaria
35 dei q ali come e co o? . Per
ché
ri pondo
finalmen e è p n
a o il giorno che da 47 anni o pira o
il giorno in c i la Chie a in India
p ò fare da é! .
Lo cor o l glio mi incon rai con
il Cardinale di Geno a . In
a
I alia i a ano olgendo gli e ami
di ma ri . Dopo a er a col a o la
mia rela ione il Cardinale Siri mi
di e orridendo : La Chie a in A
am ha pera o gli e ami di ma ri .
Ormai è capace di camminare da é .
Q ali ono le pro pe i e per il
f ro? Le difficol non ce eranno
cer amen e mai . Ma l e perien a del
pa a o incoraggia a g ardare l a e
nire con fid cia . In India i Sale iani
hanno d e no i ia i con 96 no i i
d e
den a i filo ofici e no
den a o eologico . In A am il n o o
arci e co o ha comincia o a co r ire
il Seminario maggiore . E
i
eglia Maria A ilia rice : è Lei che
ci ha g ida i enendoci per mano in
q e o primo difficile me o ecolo
di e angeli a ione .
STEFANO FERRANDO
Arci e co o i olare di Tro na
E DEL
SUO APOSTOLO
SAN
GIOVANNI
BOSCO
PER
INTERCESSIONE
DI
MARIA
AUSILIATRICE
SI AFFIDA A UN INTERVENTO
DEL CIELO
In eg i o a c re for i ime per comba
ere l iper en ione f i colpi o da para
li i alle corde ocali . Le arie c re non
approdarono a n lla . Vi i a o da pecia
li i f i rico era o . Ma a 24 ore dal
rico ero
enni dime o . Compre i che
poco
i
pera a dalle c re mediche
anche da par e degli peciali i . Mi af
fidai pienamen e a
n in er en o del
Cielo da a l rgen a che a e o di riac
q i are la oce per il mio mini ero di
parroco . In erpo i fid cio o l in erce
ione di Maria A ilia rice di San Gio
anni Bo co e di
i i San i ale iani .
La oce enne . Il imbro è normale . In
ringra iamen o offro na Bor a Mi io
naria . Prego i San i ale iani perché mi
pro eggano nel mio la oro apo olico .
Cammara a Agrigen o
SA C. SALVATORE CONSIGLIO
e allìe o
ale iano e parroco in S . Vi o
SCOMPARE UN CANCRO
RIPETUTAMENTE ACCERTATO
Tri i imo f
il giorno in c i al no ro
France co Sa erio f
coper o n
more
cancero o di circa 25 cm . nell in erno
della co cia . Gli
i pra icarono min
io i e ami radiografie ed e plora ioni .
La diagno i ri l ò gra e e richieden e
n in er en o rgen e. L opera ione d rò
re ore . Si fece l e ame del
more e f
conferma a la diagno i fa ale del cancro.
D ran e l opera ione da a la
a a ra
mifica ione del male i medici a e ano
d bi a o e amp are la gamba .
Q alche empo dopo i do ori confer
marono la rapida riprod
ione del
more
e diedero al no ro France co Sa erio
d e o re me i di i a . Da an i a q e o
q adro co ì de olan e in i emmo per
n o e anali i nei labora ori di Madrid
e di Barcellona . Ma a emmo la conferma
della gra i
del male .
Oppre i dal dolore affidammo il ca o
a Maria A ilia rice e a San Gio anni
Bo co . Anche la com ni
del Collegio
le iano che il no ro figlio freq en a
ri ol e par icolari preghiere e
ppliche
a Maria A ilia rice e a Don Bo co .
Dopo cinq e
e imane al ermine di
na ca ena di no ene il medico
i o
n deci o miglioramen o ordinò al figlio
di al ar i da le o e di camminare noi
pre en i . Infini a la orpre a del medico
e no ra nel ederlo al ar i e camminare
pedi amen e .
Si ollero in iare aggi del
more e ir
pa o al famo o Labora orio "Ma o Cli
nico di Ne
York per n o e anali i e
n o a diagno i . Con le lacrime agli
occhi rice emmo la com nica ione che
il no ro France co Sa erio non a e a
n lla e che
i ra a a
emplicemen e
il ppa a più
di
na ci e che i era
del normale. Ciò che a e amo chie o
a Maria A ilia rice e a Don Bo co era
na real : la ri po a della Vergine era
chiara e con incen e come la l ce del
ole .
I do ori i ri nirono a con
l o per de
cifrare il cambio radicale della diagno i
cire a darne
na piega
en a però ri
ione oddi facen e. . Ripe e i i e fa e
al no ro figlio n o e anali i n o e biop
ie del
more e irpa o non fecero che
confermare l indole
raordinaria della
g arigione .
Oggi France co Sa erio è comple a
men e g ari o e come e n lla a e e
o
corre
gioca
a in bicicle a
a
g ida la macchina pra ica lo j do ecc .
In rendimen o di gra ie abbiamo fa o
celebrare alle Sc ole Profe ionali di
Sarri
na an a Me a con l a i en a
di
i i familiari .
Ho pi ale
Spagna
GIOACHINO e MARIA LLAGOSTERA
N . N . ringra ia M . A . S . G . B . S. D . S . per a er
o en o n miglioramen o nella al e e a ende
con fid cia la gra ia comple a .
Anna Labadia Derra a Napoli a rib i ce a
M . A . e a S . D . S la g arigione della mamma
di 85 anni dalla ro ra del femore en a rico ero
all o pedale .
Maria Sidolì di Cele e Cere e o
dichiara che S . G . B . l ha g ari a da n
men o ner o o che la ormen a a da d
ca andole offeren e morali che ra en a
di pera ione .
Parma
e a ri
e anni
ano la
Gi ella Poggi Roma profe a i a ricono cen a
a M . A. che prega a con an a fede ha fa o ri
abilire
o padre colpi o da infar o .
A . R . Ca alcermelli
Ale andria e prime la
a più i a ricono cen a a S . G . B . a S . D . S .
a
i i San i ale iani e a Papa Gio anni per
la con in a a i en a e per gra ia rice a.
Famiglia Ca inelli Alba
C neo in ia of
fer a a M . A. che le ha al a o la bambina Maria
Tere a in n gra e inciden e di mo ore a.
CI HANNO PURE
SEGNALATO GRAZIE
MESE DI OTTOBRE
con in a ione
Br
olo Eli a
B a Ciancio Lilla
B rlina
D . Mario Ciccio o Pia Caddeo Lin ccia Cad
deo Mellai Teodora
Caffaro Maria
Calia Rai
monda
Canni aro Tan illo Ca erina
Cappella
France ca
Capria a Ro a
Cardone Tere a
Carpen iero Pa q ale
Cara Cora
Ca adei
Cla dino
Ca ello Garini L cia
Ca iglione
I abella
Ca an aro Maria Tere a
Cer
i
Maria Chiodini L igia Ved . Re
Cicale e Anna
Ciceroni Nina
Cirincione Conce ina
Ci lla
Rina
Cofano Gio anna
Colombo Liliana
Colonna Ferdinanda
Col
i Romana
Comini
Ine
Con onni Maria
Copello Michelina
Copiello Angela
Coppi Miria Cordone Anna
Cor ino Vi oria Co a Ri a Cre ce For na a
Cro i Ro a C ccoli Ca . Uff. Carlo
D An ona
Filippina
Demicheli Lena
De Paoli Ter illa
De ani Maria
Di Deco Gio anni
Di Giacomo
Maria
Di Na ali Angelo
Donadoni Carolina
Donino Anna Maria
D Onofrio Cla dina
Fac
ciolo No ar E genio
Fan ini An onio
Fa ina
Adriano
Fa re Palmira
Fen
Sor Gra ia
Ferran i Wanda
Ferri Zane i Virginia
Fini
Sal a ore Fi i Ca erina Forno Eraldo Franchi
L igia
Franco Sal a ore
Fra
Maria
Fra
ini Maria
Fron ini Amalia Ved . Fore ieri
Fr goni Ma ilde
Fr
oli Angelina
Fr ari
Angelina Gall cci Famiglia Gambera Gi eppina
Gandolfo Anacle o
Gari Gio anna
Ga i
Ro a
Genero Maria
Geraci Gi eppina
Germani Albina
Ghi oni Famiglia
Ghi oni
Ri a
Giacoma o Pierino
Giacomelli Pierina
Giallombardo Gi eppe
Gianne o Gi eppa
Giannone Sarina
Gilardi Carolina
Giordano
Gi eppe
Gi liani Angela
Gnolfo Angelo
Go o Dalma o Rina
Graci Maria
Gramba
Ro a
Gro o Monica
G en ani Famiglia
G erreca Conce a
In erni i Maria
I aldi
Clelia
Labadia Demo a Anna
Lad Pie ro
La pina Tere a
La ona Gi eppina
Leone i
An onie a
Lombardi La ra
Loren e i L igia
Lo o i Ti o L ca Zi a Maccagno An elmina
Macchello Delfina
Mai An onie a
Manca
Mar ino Mandrino Felici a Mannini An onie a
Marchi Maria
Mareni Tre i an Irene
Mari
nari Anna
Marini D . Carlo
Marino Riggi
Gi eppa
Ma ino Gi eppa
Ma a Anna
Ma oca o Coemi
Ma one Immacola a Meag
gia France ca
Mele Ca la Nina
Menghini
Fiorella
Me ano Trofimena
Mina a Ricca
Cla dina
Mini eri Venere
Mi raca Gi ep
pina
Moi io Emeren iana
Mol eni Carola
Ved . Galb era
Mon icone Fra elli
Moré
Maria Morlicchio Maria M lei Tere a M r a
Amelia
M ella Raffaele
Nebiolo Anna
Negri Amelia
Nicola An onia e Maria
Ni a
Anna Maria No o Vi a N cifora Alfia Occelli
Michele e Beni a
O onello Sil io
Paglio i
Li ia
Pani i Aldo
Pani a Gi eppina
Pan
n cio Vi orio
Panofrio Sal a rice
Paole i
Villelma
Parolini Raffaella
Parra icini Anna
Pa q ale Rinaldi Ro ina
Pa q ero Anna
Pa i L cia
Pelli ari An onie a
Peran oni
Eli abe a
Perilli Angelica
Pe rolini Gi liano
e Maria
Pe rone Prof. Ida
Pe
o Mari ccia
Pian a Clara
Piccolino Anna Ro a Pio i An o
nie a
Pi oglio Maria
Poli Ti iana
Pra i
E er
Pre ini Gi liana
P l ino L igi
Racca
Ba ilio L igina Ra elli Elide Remorino Adelaide
Re i o Angela Ri a
Re elli Emma
Ricceri
Lo i Lina
Rifero Anna
Ri ellino L cia
Romanin Mercede
Ro ina Celia Simone
Ro i
Maria Ved. A an o
Ro o
Ro o Delfina
Leonilda
R biano Ri a
R
o Ro alia
Sacco
Ine
Sala El ira
Sal
oglia Lina
San oni
Armida
San opadre Adalgi a
Saracco Gem
ma
Sari oli Sil e ro
Scacheri Maria
Scar ella Angelo
Scoffone
Schepi Carmela
Le i ia
Secchi An onio
Ser e i France co
Sidoli Maria
iana
Sirag a Seba
So oni
Ri a
Sperandeo En a
Sperino Gina
Sprega
Nella
S roppioni Maria
S rra Margheri a
S
o Erminia
f a arelli Anna Mara
Ta ella
Berchia i L igia
Te a L i a
Tibi Nella
Timo Br na
Toma Franca
Tonolli E elina
Torchio Maria To i E er Tribocco Gi eppe
Trombe a Sorelle
Urge i Filomena
Vacca
Domenica
Vale i Famiglia
Vanoli An onio
Van e i Cri ina
Va che i Maria La ra
Veglio Mar
Ven rini Gi lio Villano a Marian
na
Vinan e Pierina
Vi rano Minna
Zacchero
En a
Zanella Urgarelli Anelina
Zano i San i
Danila
Zappala Pina
Ziliani G glielmina
Z cchelli Rober o .
29
PREGHIAMO PER I NOSTRI MORTI
SALESIANI DEFUNTI
Don Gio anni Greíner fa Monaco Germania a 65 anni .
Gio ane chierico f
in ia o nel Bra ile do e pe e le
e migliori
energie . Dopo la econda g erra mondiale ri ornò in Germania e d
ran e i no e anni del
o i pe ora o in pa ria ide con gioia mol ipli
car i le opere ale iane . S a prima preocc pa ione : con er are in me o
ai confra elli lo piri o di Don Bo co . La fid cia dei
periori lo por ò
ancora in Bra ile do e per ei anni f a capo dell I pe oria del Ma o
Gro o . Per ragioni di al e do e e ri ornare in Germania e per alc ni
anni po é pre are la
a opera in elligen e alla Proc ra Mi ionaria .
Ri cì in al modo a o enere mol i ai i alle ca e e mi ioni dell America
La ina . Un male erribile lo co rin e ad abbandonare il campo di
la oro . La Madonna A
n a lo por ò al premio proprio nel giorno della
a fe a men re i no elli ale iani
a ano eme endo la loro profe
ione religio a.
Don France co Víllalobo
a San a Tecla El Sal ador a 66 anni .
F
acerdo e e religio o nel en o in egrale della parola . Come ale
iano eppe ricopiare in é la erena e amabile calma di Don Bo co
che gli apri a le por e dei c ori . Dalle
e labbra non
cì mai na pa
rola di cri ica o di mormora ione. Vi e donando i e logorando i per
le anime . Dire e per en anni impor an i Opere ale iane .
Sao. Albino Ca ellaro
a Moreno Argen ina a 57 anni .
Sac. Pie ro A. Uber í
a Cordoba Argen ina a 87 anni .
Sac. Emilio jaegmín
a Bo ign
Belgio a 86 anni .
Sac. Ferdinando Na
rla
a Mon e ideo Ur g a
a 85 anni .
Coad. Gio anni Lagorlo
a Al a Gracia Argen ina a 83 anni .
Sac. Ago ino Toma íno
a B eno Aire
Argen ina a 82 anni .
Sac. Felice Domíng e Marrero
a Caraca
Vene ela a 79 anni .
Sac . Igna io Knorr
a Pannonhalma Ungheria a 74 anni .
Sac . Carlo Sch ar e
a Brùckena
Germania a 78 anni .
Coad. Eman ele Góme F en e
a Si iglia Spagna a 71 anni .
Sac . Angelo S aní Man o ani f a G a aq il Ec ador a 6o anni .
Sac . I idoro Vi anc r
a Mon e ideo Ur g a
a 7o anni .
Sac . France co de la Ho
a Si iglia Spagna a 68 anni .
Sac . O one Ríedma er
a Bamberga Germania a 68 anni .
Sac . Rena o Delafo e
a Re in
Francia a 67 anni .
Sac . L d ig Adalber o
a Helenenberg Germania a 65 anni .
Sac. Ma imiiliano Zachlod
a Ka o ice Polonia a 58 anni .
Coad . Ba i a Ca agna f a B eno
Aire
Argen ina a 56 anni .
Sac. Ke ín B rne
a Th an Teh an Iran a 48 anni .
Ch . Andrea Fabiano íc f a C er in k Polonia a 23 anni .
COOPERATORI DEFUNTI
Barone Do . Michele T ccí Ca . di Gr. Croce
a Roma a 86 anni .
Fig ra eminen e per la e emplari
della i a cri iana per la laborio i
e per l a accamen o alla famiglia .
La nobil
dei na ali an iché allon anarlo lo face a pro imo a
i i
bi ogno i che gli
eni ano egnala i . La cari
en a o en a ione f
na cara eri ica
a
a.
Si di in e nella i a ci ile come al o f n ionario nel Mini ero del
l Agricol ra ; in q ella mili are q ale aloro o comba en e della prima
g erra mondiale nella q ale meri ò al e onorificen e .
F e i en ì ero Coopera ore ale iano . De o i imo di Maria A i
lia rice e di Don Bo co ne propaga a la cono cen a e i en i a onora o
allorché S periori Maggiori e Ve co i mi ionari lo
i i a ano per
ringra iarlo delle genero e elargi ioni che face a alle Opere e Mi ioni
di Don Bo co .
Colonnello Mario Aricò
a Villa S . Gio anni Reggio Cal . .
E
comba en e pl ridecora o e allie o del San L igi di Me ina
prende a par e con en
ia mo ai con egni ann ali e ri ene a
na
grande for na l a er cono ci o il
enerabile Don Michele R a nella
a i i a alle ca e ale iane della Sicilia .
Tere a Z cca na a Sope o
a 76 anni .
Per lei madre di o o figli la con ola ione più ambi a era a ere n
figlio pre e e il Signore glielo conce e . Era felice q ando po e a re
car i a rice ere i an i Sacramen i e a pregare nella Ba ilica di Valdocco .
Le
e de o ioni erano il Sacro C ore Maria A ilia rice Don Bo co
e San Domenico Sa io .
Gi lia Badengo Foco
a Q argnen o Ale andria a 8o anni .
Coopera rice con in a e affe iona a all Opera ale iana a c i donò
na figlia S or Rina . Vi e na i a di la oro di acrificio e di offe
ren a
a e olo per il bene della
a famiglia .
L ISTITUTO SALESIANO PER LE MISSIONI con
ere Lega i ed Eredi . Ad e i are po ibili con e
Se ra a i d
i o in . . . .
n lega o :
. ..la cio all i i
Tere a Porro ed. Sperone
a Vol ri Geno a a 87 anni .
Coopera rice elan e e pia diede na figlia all I i
o delle Figlie di
Maria A ilia rice e
ggellò la
a i a an a con na mala ia oppor
a a con amore e pa ien a .
Margheri a Raimondo
a Priocca d Alba C neo .
Si è di in a per la
a i a di fede e di for e coeren a cri iana che le ha
meri a o la gra ia di d e figli acerdo i .
Gi
eppe Cordero
a Priocca d Alba C neo a 59 anni .
Padre di
ndici figli . E emplare in ca a pio e cari a e ole con
i.
Angelica Melchíoní ed . Bellomí
a Domodo ola No a 99 anni .
Il prima o di longe i
non f l nico raggi n o dalla eneranda ignora
Angela Bellomi poiché cri iana a en ica e
a d n pe o
eppe
calare la
a fede nel e
o della i a q o idiana dando ai figli na
oda forma ione cri iana e collaborando a ogni ini ia i a di cari .
S o mon men o i en e ono le re figlie en ra e nell I i
o delle
Figlie di Maria A ilia rice d e delle q ali
or Ca erina nel Perù
e S or Ro a in Pa agonia da più di 4o anni ono a er i io dei pal dici
negli o pedali . Negli
l imi anni la
a preghiera era di en a q a i
con in a . A chi le chiede a e non i
anca e di pregare ri ponde a
Io o empre co a dire al Signore .
Plínía Garla i ed . Boem
a S. Vi o al Tagliam . Pn a 9o anni .
Vi e na in en a a i i
di bene per la famiglia per q an i er a ano
in difficol
e per an e oca ioni acerdo ali e religio e . Con iderò
pri ilegio a ere n fra ello e n cogna o Sale iani
na cogna a Figlia
di Maria A ilia rice e
n figlio mi ionario Sale iano don Fa
ino
Boem . Donna di fede e di pie
profonda a 85 anni al ò il figlio
par en e
olon ario per le Mi ioni del Bra ile con q e e parole :
Benedirò il Signore e i edrò ancora ; ma lo benedico anche e non
i ri edrò più
q e a erra . E il Signore acce ò l oloca
o per
fe o p r concedendole la prem ro a a i en a delle figlie e del fra
ello ale iano Jacopo Garla i .
L igia Cerme oní in Alí er í
a Vedano Olona a 8o anni .
Ha alle a o con grande amore
na n mero a famiglia e endendo le
e c re ai nipo i e pronipo i . A e a per Maria A ilia rice e per Don
Bo co
na de o ione for e legge a il Bolle ino Sale iana e lo colle
iona a gelo amen e dal 1930 . La Madonna olle premiare la
a de
o ione chiamandola a é per la fe a della
a A
n ione al Cielo .
Olga Lo in Chec
a Gabiano Ale andria a 59 anni.
T
a na i a con acra a al la oro e alla preghiera . Fer en e Coope
ra rice ale iana ha dona o il orri o della
a bon
la l ce della
a
fede e il prof mo della
a e imonian a cri iana .
Mon . Gio anni Grego
a Trie e .
E plicò
n m l iforme apo ola o come parroco di San An onio Ta
ma rgo la com ni
più n mero a della ci
. Gio iale o imi a
infa icabile p r ra an o la oro e mol eplici incarichi ro a a il modo
e il empo di ricordar i dei ale iani che ama a
ima a e ai a a con
genero i
an o ilen io a q an o genero a . Q ale dec rione dei Coo
pera ori
i enne empre icino all Ora orio in ia dell I ria che ogni
an o allie a a con la
a i i a e con la
a benedi ione .
Gi
eppe Gambino
a Torino a 76 anni .
Vi e na i a mol o emplice fa a di bon
e di fedel
co an e a
Dio e alla famiglia . Non i è aggrappa o a n lla nel mondo ma ha
crea o nel
o c ore n grande ilen io per l incon ro con Dio . Il
o
ricordo è per chi l ha cono ci o la l ce e la chiare a .
Maria Ro a Fa arò
ed. Gíardína
a Palermo a 89 anni .
Cri iana con in a e pra ican e con il con or e Pa q ale Giardina
alimen ò impa ia e
ima er o la no ra Famiglia con la le
ra nel
Bolle ino Sale iano . Vollero nella loro ca a al po o d onore le imma
gini dell A ilia rice e di Don Bo co al q ale donarono olen ieri il
figlio don Girolamo .
Nella Famo
a Trie e .
Non è for are la Bibbia applicarle le parole :
Chi ri cir a ro are
na donna for e ? Il
o pre o è ine imabile n . Per i ale iani e la
parrocchia San Gio anni Bo co di Trie e la
a mor e è
a a
na
gra e perdi a . Nel mo imen o Coopera ori
nell A ione Ca olica
nella Conferen a di San Vincen o nella diff ione della b ona ampa
por ò en a ri parmiar i la
a fa i a collabora ione . La mor e ha
po o fine alle
e offeren e ma non alla
a pre en a di i a e imo
nian a cri iana .
ALTRI COOPERATORI DEFUNTI
Arecco Gio anni
Barale Ca erina
Ber olo i Gio anna
Bo one
do . a . Franco
B
icco Domenica
Ca arico Benede o Ma ilde
Co an o ca . Eman ele
De Angeli
do . Gio anni Ba i a
Eg
one L igi
Fa ole An onie a
Fon anella comm . Filippo
Ga era Gabriella
ed . Ro a
Nicole o do . Gi eppe
Rocchia
Ce are
Ro i Giraldi A
n a
Saraceni S riani Emma
Vocca
mon . Paolo .
ede in TORINO ere o in En e Morale con Decre o 12 gennaio 1924
a ioni i con igliano le eg en i form le :
o Sale iano per le Mi
ioni con
ede in Torino a
i olo di lega o la
Se ra a i in ece di nominare erede di ogni o an a l I i
o la form la po rebbe e ere q e a :
. . .Ann llo ogni mia preceden e di po i ione e amen aria . Nomino mio erede
ni er ale l i i
la ciando ad e o q an o mi appar iene a q al ia i i olo .
l ogo e da a
30
n. 22
omma di Lire . ..
o Sale iano per le Mi
p ò legalmen e rice
opp re
ioni con
l immobile
ede in
firma per e
Torino
e o
CROCIATA
MISSIONARIA
TOTALE MINIMO PER BORSA
L. 50 .000 • A er iamo che la
p bblica ione di na Bor a in
comple a i effe a q ando il
er amen o ini iale raggi nge
la omma di L. 25 .000 o ero
q ando ale omma iene rag
gi n a con offer e
cce i e.
Non po endo formare na Bor a i
p ò con rib ire con q al ia i om
ma a comple are Bor e gi fonda e
BORSE COMPLETE
Bor a : Ge ù Maria Gi eppe
a c ra di F . G . L . 68o .ooo .
ai a eci!
Bor a : Linda Toffaloni Ro i a c ra della
figlia Margheri a Vicen a . L. ioo.ooo .
Bor a : A ilio e L i a Ma o i Cri olfi in
memoria e
ffragio a c ra dei figli Pado a .
L . roo .ooo .
Bor a : Maria A ilia rice e Don Bo co a c ra
di Nicola Adamo Milano . L . loo .ooo .
Bor a : Don Michele L igi Colombo ale iano
in ricordo e ffragio a c ra delle nipo i Emilia e
Gi eppina Colombo Milano . L . loo.ooo .
Bor a : Maria A ilia rice a c ra di Pie ro Mar
ini Verona . L . 100.000 .
Bor a : Maria A
memoria e
ilia rice e Don Bo co in
a c ra di M .V.
ffragio di Marco Vaia
00 .000 .
Tren o . L .
Bor a : Don Michele R a a c ra di Piero Cari
boni Lecco . L. 5o .ooo .
Bor a : Don Paolo Albera a c ra di Piero Cari
boni Lecco . L. So .ooo .
Bor a : Sacro C ore di Ge ù e C ore dolci
imo della Madonna in ripara ione delle offe e
e in
ffragio delle Anime del P rga orio a c ra di
France co Marra e nipo e L igia S . Aga a dei
Go i Bene en o . L. 50 .000 .
Bor a : Ge ù Bambino Cele e Madre e S . Gi
eppe pro egge e le mi ioni e ri eglia e la fede
nei popoli a c ra di France co Marra e nipo e
L igia S . Aga a dei Go i Bene en o . L . 50 .000 .
Bor a : Maria A ilia rice in ringra iamen o per
gra ie rice
e a c ra di Gi eppe Sco o Mon e
ca ini Terme . L. 50 .000 .
Bor a : Sacro C ore di Ge ù e Papa Gio an
ni XXIII in ricordo e ffragio del no ro babbo
recen emen e compar o e di
famiglia a c ra di N . N . Ao
i i def n i della
50 .000 .
a . L.
Bor a : San Domenico Sa io
pro eggi
i i
gio ani e in par icolare q elli della no ra famiglia
a c ra di N . N. Ao a . L . 50 .000 .
Bor a : Maria A ilia rice
irima Gori ia . L . 96 .000.
a c ra di L igi
Bor a : Maria A ilia rice a c ra di Nicola
Adamo Milano . L. 6o .ooo .
Bor a : San Gi
eppe a c ra di T .S . L .
95 .000 .
Bor a : Sacro C ore di Ge ù e San i Sale iani
a c ra di France ca Bajo Ca a eno o Como .
L.
6o .ooo .
Bor a : Maria A
egge e la mia
Bergamo . L.
ilia rice e Don Bo co pro
famiglia a c ra di Olga Bernini
50 .000 .
Bor a : Maria A
ilia rice e Don Bo co in
ffragio e ricordo del figlio e del mari o a c ra di
Ra i ina Ma a Fa olini Mar inengo
Ber
gamo . L. 50 .000 .
Bor a : Don Michele R a p . g . r . a c ra di Gi
eppe Forna ier Me re . L. 50 .000 .
Bor a : Maria A ilia rice e S . G . Bo co in o
cando gra ia a c ra di Bianca Ghirardelli Pre
dore Bergamo . L. 50 .000 .
Bor a : Maria A ilia rice e Don Bo co in
ffragio dei geni ori a c ra di N . N . Firen e .
L . 50 .000 .
Bor a : Maria A
ilia rice e Don Bo co
adem
piendo prome a fa a e in ricordo dei ale iani de
f n i Don F . B. Della Torre e Don P. La olo a
c ra di Gino Ferri E allie o e Coopera ore Mi
lano . L. 50 .000 .
Bor a : Maria A ilia rice mia con ola ione!
a c ra di Arcangela Pala o Torino . L . 50.000 .
Bor a : Maria A
ilia rice e Don Bo co
in
lla pro
ringra iamen o e in ocando pro e ione
pria famiglia a c ra di R . T. Ale andria
L . 50 .000 .
.
Bor a : Def n i Gallenea Do o in ricordo e
ffragio a c ra di N . N. Fogli o Can. Torino .
L . 50 .000
Bor a : San Gio anni Bo co in ocando pro
i propri figli a c ra di N . N . L. 50 .000 .
Bor a : Maria A ilia rice in ffragio
ori def n i a c ra di N . N . L . 50.000 .
Bor a : Maria A
e ione
dei geni
ilia rice e Don Bo co
ffragio di Margheri a
Vercello i
in
a c ra dei
proff . Ale andro e Mirina Co an o
L . 50 .000 .
Roma .
Bor a : San Gio anni Bo co in ringra iamen o
per la g arigione o en a a c ra di N. N . L . 50 .000 .
Bor a : Maria A ilia rice S . D. Sa io e Papa
Gio anni a c ra di N. N . Torino . L. 50 .000 .
Bor a : Maria A ilia rice S. G . Bo co e San i
Sale iani in ocando pro e ione i miei nipo i a
c ra di T . B . Vercelli . L . 50 .000 .
Bor a : Maria A ilia rice Don Bo co San o
S . D . Sa io e San i Sale iani in ringra iamen o
a c ra del dr . Gae ano Arnone Ca el ermini
Agrigen o . L. 50 .000.
Bor a : Maria A ilia rice e Don Michele
R a in ocando gra ia a c ra di Ca erina Man
ardi Madonna di Tirano Sondrio . L . 50 .000 .
Bor a : Maria A
ilia rice e S . G . Bo co in
a c ra del dr .
Franco Marelli Ca iglione delle S i iere Man
o a . L . 50.000 .
ringra iamen o e in ocando gra ie
Bor a : Don Filippo Rinaldi e Simone Sr gi
a c ra di Maria Verona Bregan e
Vicen a .
L . 50 .000 .
Bor a ! Pio XII e Gio anni XXIII a c ra di
Fabio de Paoli Pie e di Sacco Pado a . L. 50 .000 .
Bor a : Maria A
ilia rice e S . G . Bo co in
ringra iamen o in ocando pro e ione e la g ari
gione di n fra ello a c ra di Ca erina Te ore
Sa ona . L . 50 .000 .
Bor a : Domenico Sa io pro eggi Sal ccio
ei
oi cari! a c ra di Maria An onina Sireci
na a Riggirello Cal a
ro Palermo .
L . 50 .000 .
Bor a : Maria A
ilia rice
S . G . Bo co e
Don Michele R a in ringra iamen o e in f
fragio del mari o An onio Brignone a c ra di
Maria Gedda Trino Vercelli . L . 50 .000 .
Bor a : Maria A
lippo Rinaldi
ilia rice S . G . Bo co e Don Fi
in ringra iamen o e in
dei propri def n i a c ra di N . N .
L. 50 .000 .
ffragio
Imperia .
Bor a : SS . Nome di Ge ù
della
Coopera rice Egla
in memoria e ffragio
G arnaccia Z ccarello
50 .000 .
a c ra di Don Nino Fallica Ca ania . L .
Bor a : Maria A ilia rice e Don Bo co a c ra
del dr . An onio Bo co Carmagnola
Torino .
L . 50 .000 .
Bor a : Sacri C ori di Re ù e Maria in ringra
iamen o e in ocando pro e ione a c ra di Rina
e L igi Re ello . L . 50 .000 .
Bor a : Mon . Ver ilia e Don Cara ario a c ra
di Angelo Combi e famiglia Cremeno Como .
L . 50 .000 .
Bor a : Papa Gio anni XXIII perché pro egga
le no re famiglie a c ra di N . N . L. 50 .000 .
Bor a : Maria A ilia rice in ringra iamen o a
c ra di N . N. L . 50 .000 .
Bor a : Ge ù Sacramen a o Maria A ilia
rice e S. G . Bo co gra ie per a ermi e a di o!
benedi e e a i e e empre i miei familiari a c ra
di na coopera rice mamma di n e allie o .
L . 50.000 .
Bor a : Papa Gio anni XXIII e Don Pie ro
Berr i a ffragio dei propri cari def n i a c ra
di An onie a Canepa ed. Cerr i Ni a Fran
cia . L . 50 .000 .
Bor a : Maria A ilia rice e S . G . Bo co in o
cando pro e ione
lla propria famiglia a c ra
della In . Paola Calabrò ed . Pa ané Ca ania .
L . 50 .000 .
Bor a : Don Bo co a c ra di Fernando Marche i
Milano . L . 50 .000 .
Bor a : Don Filippo Rinaldi gra ie e empre
pro eggimi! a c ra di Paola Melloni
Como .
L. 50 .000 .
Bor a : Ge ù Sacramen a o Maria A ilia
rice e S. G . Bo co in ocando la g arigione del
mio figli olo a c ra di Gregorio Bif lco O a
iano Napoli . L. 50 .000 .
Bor a : San Gio anni Bo co ai a eci empre!
a c ra di L igina Ca allo i e orelle Carbonara
Scri ia Ale andria . L . 50 .000 .
Bor a : Pie ro Saba ini in memoria a c ra di
Don Gi eppe Ma a Roma . L . 50 .000 .
Bor a : Maria A ilia rice S . G. Bo co e San i
Sale iani in ringra iamen o e propi ia ione a
c ra di M . R. Ale andria . L. 50 .000 . eoNT oa
BOLLETTINO SALESIANO
Si p bblica il 1o del me e per i Coopera ori Sale iani; il 15
del me e per i Dirigen i dei Coopera ori
S in ia gra i amen e ai Coopera ori Bene
fa ori e Amici delle Opere Don Bo co
Dire ione e ammini ra ione : ia Maria A
ilia rice 32 10100 Torino Tel . 48 .29.24
Dire ore re pon abile Don Pie ro Zerbino
A
ori . del Trib. di Torino n. 403 del 16 febbraio 1949
Per in iare offer e er ir i del C .C . Po ale n . 2 1355
in e a o a : Dire . Generale Opere Don Bo co Torino
Spedi . in abbon . po ale
Gr ppo 2
70
1
Per cambio d indiri
q indicina
o in iare anche l indiri
jo1lo
MONI NO
i i empi. Leg
Eroi e a en re di
oria cien a e . ecnica mondi
genda e
cinano
.
che affa
T . Bo co SEGRETI DELLA SCIENZA E DEL
LA TECNICA ∎ F . Zani GLI AVVENTURIERI
DEL FAR WEST ∎ O . Vi en ini L ARDITO DEL
Mi i e omini piane i cono ci i e an
ichi ca elli medioe ali : mondi di er i
da coprire e da cono cere .
CONTE VERDE ∎ L . Wallace BEN HUR ∎
H . Tich IL BIANCO SAHIB ∎ R . L . S e en on
L ISOLA DEL TESORO ∎ A . M . Penn le
IL
NIDO DELLE AQUILE ∎ G . Verne i FIGLI
Una collana per
i i raga i. Una le
ra forma i a per la c ola e per la i a.
Ogni
DEL CAPITANO GRANT e F . e M . Q ilici
ESPLORATORI E ESPLORAZIONI ∎ T. Bo co
CINEMA DEL BRIVIDO ∎ 0 . Vi en ini I CA
VALIERI AZZURRI a T . Berna LA TESTIMO
NIANZA DEL GATTO NERO ∎ M . Pa c cci
SULLA VETTA ∎ F . Moln r I RAGAZZI DEL
LA VIA PAAL ∎ P . Le i ALCIDE DE GA
SPERI .
ol me L. 1.600
Spe . SEI: Spedi emi con ra egno
più
pe e po ali
PER ACQUISTARE I LIBRI
n ._ copie de :
•
•
LIBRI COME
cien a narra i a
oria
•
o preceden e
Compila e ri aglia e e
n ._ copie de :
pedi e il agliando a :
n ._ copie de:
•
•
•
•
SEI . Socie
Nome e cognome
Indiri o
C .A .P.Ci
Edi rice In erna ionale
UFFICIO PUBBLICITA
Firma
BS/ 11170
Ca ella Po ale 470
10100 TORINO
Cen ro
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111 Ik CONGRESSO MONDIALE EXALLIEVI DON BOSCO