NOI[FITINO SALISIANO ORGANO DEI COOPERATORI SALESIANI ANNO XCIV • N . 21 • 10 NOVEMBRE 1970 Spediz. in abbon . post . - Gruppo 2° (70) - 1 ° quindicina CONGRESSO MONDIALE EXALLIEVI DON BOSCO ANNO CENTENARIO TURINO-ROMA 170 17-24 SEIIEMORE Ik r I 111 IN COPERTINA IN QUESTO NUMERO La parola del Papa agli Exallievi Il Congresso Mondiale degli Exallievi di Don Bosco a Torino e a Roma Come si ricomincia il collegio Quattro gioventù di Recife TORINO-ROMA : 17-24 SETTEMBRE CONGRESSO MONDIALE EXALLIEVI DON BOSCO «Eravate un piccolo gregge : questo è cresciuto, cresciuto molto, ma si moltiplicherà ancora . Voi sarete luce che risplende in mezzo al mondo » . (Don Bosco agli Exallievi il 13 luglio 1884) . L'Assam supera gli esami di maturit I rappresentanti degli Exallievi di tutti i Continenti rendono omaggio al Papa . La parola del Papa agli Exailievi Al numeroso pellegrinaggio della Confederazione degli Exallievi Salesiani, provenienti da varie parti del mondo e guidati dal Superiore Generale, Don Luigi Rícceri, il Papa ha detto : Partecipano a questa Udienza i rappresentanti della Confederazione Mondiale Exallievi Don Bosco, riuniti in questi giorni a Torino per celebrare il centenario della loro prima organizzazione ; anche ad essi, ed in particolar modo al caro e venerato Rettore Maggiore dei Salesiani che li guida, Don Litigi Ricceri, il nostro saluto, il nostro augurio, il nostro compiacimento . La vostra presenza, così numerosa e fervorosa, ci offre la consolante certezza della vitalit del vostro Movimento, sorto cent'anni or sono come uno (lei frutti più belli sulla scia dell'apostolato di San Giovanni Bosco . Il bisogno che voi sentite di mantenere i rapporti sia con i vostri maestri di un tempo e sia con i vostri antichi compagni, ci dice il valore dell'educazione che avete ricevuto, e nello stesso tempo l'impegno con cui voi cercate di rendere coerente il vostro modo di vivere di oggi con la formazione di ieri . Voi avvertite che la scuola di Don Bosco vi ha dato qualche cosa di più che un'accurata istruzione o una dignitosa professione ; vi ha dato dei princìpi ; dei princìpi chiari, forti, vitali ; vi ha dato la coscienza dei vostri doveri e l'esaltante sicurezza della vostra vocazione cristiana . E allora noi vi diremo : amate la vostra associazione, siatele fedeli, e soprattutto adopratevi con tutte le forze per irradiarne lo spirito sugli altri, con una testimonianza cristiana franca, aperta, generosa, dispensatrice di serenit e letizia, conforme agli insegnamenti di Don Bosco . Di questa testimonianza ha urgente bisogno il mondo che vi circonda . Ve la chiede la Chiesa oggi con la voce autorevole del Concilio Vaticano II (cfr . Decr . Apostolicam actuositatem, n . 2) . Carissimi figli, che il Signore benedica la vostra Associazione e la renda feconda di generosi frutti per il domani cristiano della societ . Noi Glielo chiediamo con tutto il cuore dandovi la nostra affettuosa Apostolica Benedizione, che estendiamo agli Exallievi delle scuole salesiane sparsi nel mondo e a tutti i loro familiari e dirigenti, in pegno dei divini favori. • 3 IL CONGRESSO MONDIALE DEGLI EXALLIEVI DI A TORINO E A ROMA U ted estk en su casa ha detto una ~~ maestrina del Chaco Paraguayo al Rettor Maggiore, durante una delle sue visite in America Latina . Con la stessa espressione Don Luigi Ricceri ha accolto le numerose delegazioni Exallievi, radunate nella piazza antistante la Basilica di Maria Ausiliatrice, venute a Torino per le celebrazioni e i lavori del Congresso Centenario dell'Associazione . «Da tutto il mondo, siamo ritornati attorno a te, Don Bosco, per ritrovare nuovo slancio al nostro cammino , diceva una scritta collo4 cata a fianco del monumento . E rendeva bene la gioia dell'incontro, la riconoscenza di tutti quei giovani che poco o tanto hanno potuto sperimentare di persona la "bont " del Santo Educatore . La serata di giovedì 17 settembre ha così creato immediatamente l'atmosfera del Congresso : un ambiente di famiglia in cui le barriere di 6o nazionalit diverse sono state spazzate via dalla comunione di ideali e di ricerche ; alcune note di folclore - la banda, i fuochi artificiali, le bandiere, l'illuminazione- che hanno sopportato egregiamente quel pizzico di anacronismo che è presente in ogni celebrazione centenaria e hanno reso bene la semplicit della gioia salesiana . Rispondendo al Rettor Maggiore, il Presidente della Confederazione Mondiale, avv. Maria José Taboada Lago ha letteralmente gridato l'entusiasmo del momento, riassumendolo poi tutto in un abbraccio affettuoso al VI Successore di Don Bosco . Un cuore di garofani rossi è stato deposto ai piedi del monumento : ricordo di un altro dono - il cuore d'argento regalato dal primo gruppetto di Exallievi a Don Bosco - da cui l'Associazione ha preso il via . C'era gi tutto il senso del Congresso : passare qual- DON BOSCO che giorno assieme in un ambiente che conserva il sapore delle cose di un tempo, carico di ricordi cari . Una specie di ritorno alle origini e di riduzione del Movimento Exallievi all'essenziale : vivere in sintonia con Don Bosco, a servizio dei fratelli . « VOI SIETE LA RAGIONE DELLA NOSTRA VITA Alloggiati in vari punti della citt e dei dintorni, chiamati a discutere in ambienti diversi da Valdocco, gli Exallievi partecipanti al Congresso hanno però mantenuto questo punto di riferimento : la piazza, la Basilica, il primo Oratorio, Don Bosco . Le foto ricordo si sono sprecate, le visite guidate sono state ininterrotte e bastava avere la faccia di appartenere alla famiglia per venire salutati, per essere richiesti di qualche informazione, per essere fatti entrare immediatamente nel giro . Nella concelebrazione seguita alla serata inaugurale del Congresso, il Cardinale Arcivescovo Michele Pellegrino ha salutato i congressisti, apportando alla festa la dimensione ecclesiale, del resto mai dimenticata . Venerdì i8 . Nella sala delle riunioni del Banco San Paolo, attrezzata di apparecchi per la traduzione simultanea, si sono svolti i lavori veri e propri del Congresso . Dopo uno scambio di saluti e di auguri con le autorit cittadine e regionali, il discorso programmatico di Don Ricceri ha dato il la all'assemblea . « Voi non siete solo il risultato del nostro lavoro educativo - ha detto il Rettor Maggiore - il conforto e quasi la corona delle nostre fatiche . Voi siete la ragione della nostra vita e del nostro apostolato . Per questo, ha proseguito il Superiore, il rapporto di paternit instaurato un tempo non viene meno e i legami che si sono stabiliti nelle case salesiane hanno senso solo se continuano . « Senso di famiglia, incontro cordiale, dialogo e collaborazione sono i termini che esprimono i nostri rapporti ed è su questa linea ; coerente del resto con quello che deve essere stato il criterio educativo degli anni della vostra giovinezza, che si deve impegnare oggi il nostro sforzo perché ci possa essere la vera integrazione di energie nelle realizzazioni comuni . I sentimenti però sono vuote esercitazioni emotive se non portano alla realizzazione di qualche cosa di concreto : il rapporto educativo di un tempo deve diventare ora, sulla linea di Don Bosco e del Concilio, rapporto di collaborazione . Il Rettor Maggiore lancia una proposta concreta agli Exallievi : la partecipazione al Capitolo Generale Speciale della Congregazione Salesiana come «premessa perché il tema degli Exallievi possa essere affrontato con chiarezza di idee e seriet di risoluzioni e come apporto apprezzato per il rinnovamento e il rilancio della medesima Congregazione . «Noi abbiamo bisogno di collaboratori laici che, penetrati del nostro stesso spirito e ricchi dell'esperienza della nostra vita e del nostro lavoro, possano affiancarsi a noi nelle nostre opere e condividerne le responsabilit . ( . . .) E qui il caso di segnalare la nuova iniziativa da noi promossa in Roma, sotto il nome augurale di "Terra Nuova", per la preparazione dei giovani laici che desiderano consacrare qualche anno della loro vita in favore dei fratelli che vivono nei paesi del Terzo Mondo . È una bella palestra aperta alle possibilit e al fervore di cristiana fraternit degli Exallievi giovani che oggi sentono tanto il problema del sottosviluppo . Il Rettor Maggiore poi è passato a dare qualche orientamento di carattere spirituale perché il Movi- 5 (continua a pag. 7) mento si ponga correttamente all'interno dell'attuale momento storico . « i) Prendete chiara coscienza dei vostri impegni di fronte alla societ in cui vivete . ( . . .) Voi dovete essere presenti, con viva coscienza di responsabilit , al travaglio del mondo, e dovete sentirvi solidali con chi, primo fra tutti il Papa, fa appello agli uomini di buona volont per riportare la societ sul cammino di Dio . ( . . .) Don Bosco vi insegni ad andare incontro agli uomini smarriti del nostro tempo non con il messaggio di vuote parole, ma con quello umano, cordiale e fattivo della carit . E se mi chiedete a chi deve rivolgersi la vostra predilezione e la vostra scelta vi rispondo senza alcuna esitazione : andate col cuore di Don Bosco verso i giovani del nostro tempo . 2) Scopo primario della vostra organizzazione è quello della formazione spirituale degli aderenti . ( . . .) Sono fermamente persuaso che gli Exallievi desiderano questa opera di continuo arricchimento spirituale che li adegui alle situazioni nuove in cui si trovano personalmente e di fronte alla societ . ( . . .) 3) Abbiate fiducia nell'attualit e nella validit del messaggio che voi dovete portare nel mondo . La fiducia è il presupposto dell'azione . . . . dell'uomo e dell'universo . Un mondo, ha proseguito il relatore, che non è cristiano e che misura la credibilit dei cristiani sulla qualit del loro lavoro, del loro amore, della loro testimonianza . È in questa situazione concreta che si inserisce un exallievo . E la sua azione deve avere delle caratteristiche ben precise : competenza, in netto antagonismo con ogni forma di vuoto idealismo ; autenticit , contro ogni forma di mistificazione personale o sociale ; solidariet con tutti gli uomini, nella comunione di una Chiesa Universale ; universalit quindi nella convinzione che gli apolidi, gli sradicati, i solitari non possono fare nulla . Si tratta di creare una citt in cui Dio si possa riconoscere nelle sue creature : sulla linea di Don Bosco il quale, pur essendo capitato in un momento storico tutto impregnato di paternalismo, con carit autentica si è donato ai poveri, nei quali ha avuto fiducia, ai quali ha ridonato la speranza e ha insegnato a credere in se stessi . A livello nazionale e internazionale, sul piano politico, educativo, sociale, dovun- DISCUSSIONE E MOZIONE FINALE L'assemblea ha discusso poi le caratteristiche dell'Associazione Exallievi sulla linea di una relazione tenuta dall'avv . Nicola Ciancio ed è scesa a dettagli organizzativi sulla linea dell'intervento di M . Jean Marie Masson, rappresentante belga . Centralit della presenza di Don Bosco, riaffermazione della preminenza degli scopi spirituali dell'Associazione Exallievi ; collaborazione con la Congregazione Salesiana nella pratica del sistema educativo di Don Bosco e in collegamento con i Cooperatori Salesiani ; necessit di una sensibilizzazione sociale nei propri ambienti in vista di scelte ben precise di impegno e di soluzione dei problemi ; visione ecclesiale e collegamento con il resto delle iniziative della Chiesa locale e universale, sono alcuni degli argomenti affrontati e alcuni dei contenuti riaffermati dal Congresso . Il tema dei giovani in generale e dei giovani all'interno del movimento è ritornato più volte ed è stata l'angolatura dalla quale si è DON BOSCO APPARTIENE A TUTTI GLI UOMINI «Voi eravate un piccolo gregge si leggeva in una scritta nella sala delle riunioni - questo è cresciuto, cresciuto molto, ma si moltiplicher ancora . . . voi sarete luce che risplende in mezzo al mondo . Queste parole di Don Bosco, attualizzate dal suo Successore e fatte punto di partenza per un impegno concreto, hanno trovato un'assemblea molto recettiva e ben disposta : gli applausi frequenti al discorso del Rettor Maggiore ne sono stati segno evidente . Il "Tema generale" del Congresso : Gli Exallievi di Don Bosco nel nostro tempo, è stato trattato da Mr . Au- guste Vanistendael . Una panoramica acuta e limpida della situazione sociale, politica e religiosa attuale, da cui è scaturita la visione di un mondo che ha bisogno di umanizzarsi, vittima di una tecnologia insolente, privo di quel motore dello sviluppo umano che è la religione, principio di liberazione La presidenza confederale offre i doni per la concelebrazione, presieduta dal Cardinale M . Pellegrino . que ci sia da operare quel rinnovamento voluto dallo spirito di Cristo, gli Exallievi devono essere presenti . In contatto diretto con Don Bosco, il quale non è una loro gloria privata ma appartiene a tutti gli uomini ed è un personaggio più sconvolgente per l'ateo che per il cristiano . posto l'ultimo relatore del Congresso, Javier Artuch Marco, della Confederazione Spagnola : formazione, attivit di studio e di lavoro, senza soluzioni di continuit tra l'ambiente educativo e la vita di ogni giorno . Il lavoro dell'Assemblea è stato rac- 7 (continua a pag . g) colto in una mozione finale . In essa gli Exallievi si impegnano per una « responsabile partecipazione alla missione apostolica della Congregazione • della Chiesa ; chiedono venga concessa ai salesiani delegati degli Exallievi «una posizione di prestigio • di autorit in seno alle comunit salesiane e una maggior disponibilit di tempo e di mezzi ; decidono di assumere il problema dei giovani come interesse centrale dell'associazione ; sul piano mondiale si impegnano a fare di tutto per contribuire all'allentamento della tensione internazionale e confermano la loro adesione alla «Organizzazione Mondiale Antichi Allievi delle Cattoliche . Scuole L'ORA DELLA FRATERNITÀ Non è possibile dimenticare tra le numerose manifestazioni di queste giornate intense, la serata che i partecipanti al Congresso Mondiale e a quello Nazionale Italiano (svoltosi contemporaneamente a Valdocco) hanno trascorso assieme al Rettor Maggiore e a tutti i Superiori della Congregazione per parlare di ricordi, per scambiarsi dei doni, per ridirsi quello che ormai si respirava . Tra i doni significativi, presentati a Don Luigi Ricceri, un servizio da caffè : dono della Federazione Italiana, in ricordo del primo regalo fatto a Don Bosco da Gastini e dai suoi amici di allora . La commemorazione ufficiale del Centenario è stata tenuta dall'onorevole Dr . Giovanni Sisto, il quale fece una vivace • suggestiva rievocazione delle origini e della storia dell'Associazione, ne delineò le caratteristiche essenziali e tracciò le mete ideali che gli Exallievi si debbono proporre per il secondo centenario . E concluse : « Lo straordinario carisma di Don Bosco costituisce il patrimonio vero, indissipabile da Lui trasmesso in eredit ai milioni di Exallievi, sparsi su tutta la terra . « Grazie a questo carisma, anche la vicenda più travagliata e l'esperienza più dolorosa diventa per l'exallievo una cartina di tornasole, che fa riemergere le bellezze e le risorse spirituali dell'educazione ricevuta dai Figli di Don Bosco . La commemorazione del nostro primo centenario si sostanzia di queste certezze e di questi impegni . Grazie al possesso di queste certezze • all'assunzione di questi impegni da parte di tutti i suoi membri, la Confederazione mondiale degli Exallievi salesiani presenta l'armoniosa fraterna convivenza dei rappresentanti di sessanta Paesi di tutto il mondo e potrebbe perciò - chiss mai - offrire alla stessa organizzazione delle Nazioni Unite qualche spunto di concordia e di unit ! In verit la spiegazione di tutto ciò che può apparire miracoloso nella storia degli Exallievi salesiani è molto semplice naturale . Essi accolgono con tutta l anima e cer cano di attuare l invito di Don Bo sco : "Fate vedere al mondo che si può essere allo stesso tempo buoni cristiani e buoni cittadini" . Questo è il vero succo di tutti i suoi mirabili insegnamenti . La domenica 20 settembre ha visto ancora la piazza di Valdocco gremita di congressisti e di familiari . L avv . Gianni Oberto ha collegato la storia cinquantenaria del monumento a Don Bosco 1920 1970 agli avveni menti attuali alle necessit del mo mento attribuendogli significati che vanno molto al di l di un ricordo lasciato per i posteri : il monumento di Don Bosco non è un segno del passato ma un punto di riferimento per il futuro in quanto il suo mes saggio è quanto mai urgente e attuale . IL CREDO UNIVERSALE DEGLI EXALLIEVI Secondo il programma da Torino lunedì 21 settembre il Congresso ha trasportato la sua sede a Roma . Non solo variazione turistica per i numerosi partecipanti non italiani ma scelta precisa di cattolicit di rinuncia alla visione privata del mo vimento di testimonianza affettuosa al Papa . È su questa linea l adesione degli Exallievi salesiani al movi mento internazionale degli Exallievi di tutte le scuole cattoliche . Durante la solenne concelebrazio ne nella Basilica Vaticana il canto co IL CONGRESSO NAZIONALE ITALIANO È doveroso un accenno al Con gresso Nazionale degli Exallievi ita liani i cui dirigenti laici e salesiani hanno del resto sostenuto il peso organizzativo anche del Congresso Mondiale . L assemblea degli Exallievi ita liani ha occupato tutta la giornata di sabato 19 settembre . Trecento de legati di tutte le Unioni d Italia hanno partecipato nella Basilica di Maria Ausiliatrice alla concelebra zione presieduta da Mons . Angri sani exallievo di Valdocco . Due relazioni del presidente Nazionale prof. Aldo Angelini e del dott . Nicola Ciancio hanno dato il via ai lavori : l assemblea ha esami nato la situazione organizzativa del movimento e ha cercato nuove strade per il suo rilancio . Anche qui tema centrale : i giovani . Controversa la propòsta che ogni Unione realizzi per se stessa una sua piccola stampa più familiare e quindi più gradita per raggiungere tutti gli Exallievi ed esercitare su di essi una influenza duratura . L augurio del Rettor Maggiore ha concluso il Congresso Nazionale . Cordialissimi con i loro amici ita liani gli Exallievi di Torino hanno fatto gli onori di casa . Incontro con il Sindaco di Torino ing . Giovanni Porcellana . rale del Credo davanti all altare della confessione è stato il momento più significativo di ciò che gli Exallievi hanno detto e riscoperto durante il loro Congresso : la freschezza sor giva di una fede libera e generosa da testimoniare in situazioni diverse in tutto il mondo con un unico stile : quello del Concilio quello ap provato e incoraggiato dal Papa . E Don Bosco che da pochi metri sopra la statua di S . Pietro li guar dava era l umile testimone di questa verit il maestro di questa scuola di collaborazione ecclesiale e di im pegno umano . Vere più che mai in quella cornice le sue parole rivolte alla folla dei suoi figli ra dunati : «Non potete immaginarvi miei cari figliuoli la contentezza che io provo nel rivedervi intorno a me ; ne io stesso saprei esprimervela tutta . . . Sapevo gi di volervi bene ; oggi il mio cuore me ne d una prova incontestabile . Io sono e sarò sempre vostro padre affezionatissimo . . . . a 9 Il liceo salesiano di Guatemala non ""girava" a dovere e i salesiani un giorno hanno deciso di ricominciare da capo . Hanno convocato insegnanti esterni e allievi e con loro hanno cercato e programmato il nuovo stile di comunit educativa richiesto dal Concilio e dai docu menti della Congregazione Salesiana . Ecco quel che ne è venuto fuori . DEL NOSTRO INVIATO DON ENZO BIANCO COME SI RICOMINCIA IL COLLEGIO Don José Guijo direttore dei « Don Bosco di Guatemala con uno dei suoi 1500 allievi . e cose non « giravano a dovere ; il direttore del collegio « Don Bosco di Guatemala alunni L esterni non se lo nascondeva e non lo nascondeva neppure agli altri . I cinque corsi del liceo sedici lasciavano parecchio a desiderare . « Los patojitos i marmocchi delle classi tutta la sezione dei « grandi 1 .500 elementari andavano bene ; ma quei ragazzoni robusti erano così efficienti sui campi sportivi e così apa tici in tutto il resto ! Domani sarebbero entrati all universit a fianco di compagni indottrinati e turbo lenti un giorno avrebbero occupato posti di responsabilit e ora sfuggivano al contatto con i loro educa tori si disimpegnavano sul piano formativo soffrivano il collegio come un male necessario . AVANTI SVUOTATE IL SACCO Si era ai primi giorni del 1967 tempo di vacanza le vacanze scolastiche in Guatemala vanno da otto bre a gennaio inoltrato e il direttore don Ugo Santucci decise che si doveva cambiare . Si disse che i giovani d oggi così attrezzati per la vita andavano compromessi in impegni veramente assorbenti che certi me todi invecchiati erano fuori se non contro lo spirito di Don Bosco e del Concilio . E compì il gesto : con vocò gli insegnanti esterni del collegio professori laici e alcuni dei migliori ragazzi degli ultimi corsi ; li portò in una casa accogliente fuori citt e li tenne tre giorni con l ordine di criticare il collegio : « Avanti svuotate il sacco mettete in piazza tutto quel che non va . Ragazzi e professori non se lo fecero dire due volte e ne vennero fuori cose penose e mortificanti ; ma erano come il bisturi che taglia per risanare . La disciplina fino allora applicata fu definita odiosa : esercitata da religiosi attirava sui religiosi l odiosit . Lo studio si limitava all istruzione non arrivava alla formazione del ragazzo . Le pratiche religiose erano subite quasi fossero «una violazione della libert della persona e «causa di antipatia verso la religione La scuola di religione si riduceva a un insegnamento astratto senza incidenza sulla vita . L esame di reli gione era obbligatorio per poter accedere agli altri esami ; capitava che ottenessero ottimi voti in religione ragazzi che erano del tutto irreligiosi . Il collegio non affrontava i problemi morali degli alunni soprattutto igno rava l educazione del sentimento . La figura del sacerdote venne messa in discussione : egli era così assorbito da compiti disciplinari che quasi non aveva tempo e modo di lavorare nel campo dello spirito e ne usciva sminuito agli occhi dei ragazzi . Di fatto essi evitavano i superiori in blocco ; chi li frequentava veniva bollato dai compagni con la qualifica di « colùbra cioè serpente che nel loro gergo voleva dire : «colui che striscia davanti ai superiori per ottenerne vantaggi sul piano scolastico . Preso atto della situazione il direttore buttò sul tappeto della discussione i documenti del Concilio riguardanti l educazione dei giovani e gli Atti del iq° Capitolo Generale salesiano : c erano lì dentro tutti i i l continua a pag. 13 C O N d L U o E _ N d C A YN princìpi teorici e gli orientamenti pra tici per rinnovare dalle radici il collegio « Don Bosco di Guatemala . E la riunione prese subito un altro volto . Tutti s impegnarono : c era da capire da assimilare da applicare da decidere . Quelle idee erano dav vero innovatrici racchiudevano pos sibilit insospettate . Tutti tornarono a Guatemala decisi di ricominciare con stile nuovo . Il 1967 fu anno di sperimentazione . Si soppressero i castighi e li si so stituì con un concorso che stimolava in forma positiva . Alcune classi si infervorarono al punto da quotarsi per comperare vernici e ridipingere l aula secondo il loro estro . A fine anno il direttore radunò di nuovo professori e rappresentanti degli alun ni : si fece il bilancio e si studiarono nuovi passi avanti . Molte idee nel frattempo erano maturate e il 1968 risultò di fatto l anno della svolta decisiva . Nei sottotitoli : decalcomanie disegnate dagli allievi per il loro « Don Bosco RIDEFINITI I SINGOLI RUOLI Don Santucci è ora il superiore dei salesiani in Centro America e il fatto ha l aria di una promozione sul campo per quel che ha realizzato in Guatemala . « Mi ero ispirato di a queste quattro linee program ce matiche . Primo le enormi prospet tive aperte dal Concilio all apostolato dei laici. Secondo la comunit edu cativa da realizzare secondo le indi cazioni dell ultimo Capitolo Generale salesiano . Terzo la convenienza di ricuperare gli exallievi migliori e im pegnarli nella loro scuola in un lavoro fruttuoso . Quarto far riscoprire e vivere ai sacerdoti salesiani l ur genza e la bellezza del lavoro pasto rale tra i giovani dell internato . In pratica don Santucci ha restituito alle persone il primato sulle opere e sulle strutture e ha ridefinito e ripulito il ruolo dei singoli siano essi i sacerdoti salesiani o gli insegnanti laici o i giovani educandi o quell in novazione radicale nel nuovo « Don Bosco che sono gli alunni chiamati a condividere le responsabilit « Il sacerdote deve realizzarsi pa storalmente dice . Prima qui nel collegio i sacerdoti s interroga vano : mi sono forse fatto sacerdote solo per insegnare matematica ? Si sentivano privati dell attivit pasto rale che potevano esercitare solo nei ritagli di tempo fuori del collegio come attivit marginale . Ho così cercato di liberarli dalle incombenze e dalle preoccupazioni disciplinari che ho scaricato sugli insegnanti laici e ho cercato di restituire loro il ruolo di padri spirituali degli al lievi . Nella nuova struttura il sa cerdote si realizza pastoralmente e si sente al suo posto giusto . Ognuno dei cinque corsi del li ceo ha ora il suo direttore spirituale e i ragazzi fanno riferimento a lui per i problemi spirituali e per l o rientamento della vita . Anche i professori laici trovano nel « Don Bosco la giusta rivalutazione . Ogni classe è sotto la responsabilit di uno di essi che s impegna non solo nell insegnamento ma in tutte le altre attivit . Otto punti figurano nel carnet dei suoi compiti . Uno dare testimonianza di vita cristiana . Due organizzare le escursioni men sili che ogni classe compie con il consigliere spirituale . Tre dialogo con gli alunni i ragazzi trattano i pro blemi con questo incaricato della classe solo in casi particolari ven gono portati al direttore spirituale solo i casi eccezionali sono affrontati dal direttore del collegio ; un buon incaricato di classe sta il più possibile con i suoi ragazzi parla con tutti li conosce a fondo . Quattro accom pagna i giovani nelle attivit religiose come la messa e gli esercizi spirituali . Cinque organizza le riunioni con i genitori degli alunni . Sei compila ogni quindici giorni il «libretto in formativo con il giudizio sui sin goli alunni riguardo a condotta ap plicazione e risultati ottenuti ; se è necessario convoca i genitori dei ragazzi per informarli direttamente . Sette mantiene la disciplina e armo nizza il lavoro di tutti i professori della classe . Otto promuove ogni altra attivit della classe . Gli insegnanti laici sono quasi tutti exallievi della scuola e sono scelti in base al loro impegno apo stolico . Vengono pagati per l inse gnamento che svolgono ma non per le altre attivit che prestano unica mente a titolo di impegno cristiano . « Le racconto la storia di Alejandro M. mi dice un giorno don San tucci indicandomi un giovane pro fessore che conversa in cortile con i suoi ragazzi . Lavorava in un uffi cio nella citt era ben remunerato trecento e più dollari al mese . L ho chiamato e gli ho detto : « Senti ho bisogno di te . Ti posso dare solo met di quel che prendi ora in com penso ti offro molto più lavoro di quello che hai . Ha accettato de dica tutto il suo tempo ai suoi ra gazzi ottiene risultati invidiabili siamo contentissimi di lui . E lui non è meno contento . Questi in segnanti laici trovano così nel « Don Bosco il modo di realizzarsi come cristiani . Alcuni alunni diventano incaricati di classe negli ultimi due corsi . Non un insegnante ma al suo posto due alunni eletti dalla classe stessa . Il motivo è semplice : a sedici diciotto anni ragazzi normali sono maturi per collaborare alla propria educa zione anche sul piano delle deci sioni . Essi svolgono tutti quei compiti assegnati al professore incaricato della classe che sono compatibili con la loro condizione di allievi . Ho fermato uno di questi alunni capi classe gli ho chiesto se riusciva a farsi ubbidire . Ha risposto di sì. «Ci hanno eletti i nostri compagni e quindi ci accet tano . Direi di più : anche se a volte mordono il freno quando vedono che facciamo nient altro che il nostro dovere ci stimano e ci se guono . QUATTRO TIPI DI RIUNIONI I sacerdoti assistenti spirituali gli insegnanti laici e gli allievi inca ricati delle classi agiscono di co mune accordo prendendo le deci sioni durante riunioni che si svol gono a vario livello . Ogni mercoledì si riunisce il «Con siglio del collegio . Si fermano tutti a pranzo nel collegio consumano un pasto leggero e sportivo che lascia sgombra la mente e subito passano alla riunione . Sotto il coordinamento del direttore agiscono tre gruppi di studio . C è il « gruppo della parola che bada alla formazione degli allievi quindi allo studio alla disciplina agli aspetti culturali del tempo li bero capo del gruppo è il consi gliere . C è poi il «gruppo dell azione che si occupa delle attivit sociali e di apostolato come la liturgia la cate chesi a vari gruppi di persone e altre iniziative fuori del collegio lavora sotto la guida del catechista . 13 continua a pag. 15 Il terzo è il «gruppo dell associa zionismo che cura la vita comuni taria del collegio le iniziative riguar danti le famiglie degli allievi e l af fiatamento fra gli insegnanti capo del gruppo è il vicario della casa . La riunione dura un ora o poco più e si svolge in due fasi : prima i gruppi lavorano separati poi tutti insieme per proporre agli altri le attivit discuterle e deciderle . Nel « consiglio del collegio non si ha mai modo di scendere al det taglio ; gli educatori in un altro mo mento si incontrano di nuovo divisi secondo i corsi per cui lavorano per le riunioni dei cinque «consigli di corso . Si tratta in questa seconda riunione settimanale di scendere nei particolari di adattare le iniziative all et dei ragazzi di stabilire il modo di presentarle e realizzarle . E c è una terza riunione settima nale inserita nell orario scolastico a cui partecipano tutti gli alunni divisi per corso . In queste riunioni ple narie dei singoli corsi le iniziative vengono esposte ai ragazzi spiegate discusse e programmate al dettaglio . Grazie all entusiasmo di cui la natura li ha abbondantemente forniti i ra gazzi partecipano con interesse pim pante si contendono le incombenze si impegnano di fronte ai com pagni . Ogni classe poi è divisa per grup pi ogni gruppo si incarica di un settore di attivit e tutte le volte che si rende necessario si tiene un quarto tipo di riunioni : le riunioni di gruppo . E poi si realizza . Troppe riunioni ? L esperienza di ce di no . Esse hanno il merito di creare le occasioni di incontro di confronto di scambio di idee . Edu catori e educandi si riconoscono e approfondiscono la reciproca ami cizia . Ognuno dal direttore ai bam boccetti di prima media trova in queste riunioni il suo posto in mezzo agli altri il suo spazio di iniziativa e di creativit . È in queste riunioni che la comunit educativa prende coscienza di sé e si rafforza . DON BOSCO UNA PUNIZIONE FEROCE È quasi incredibile il numero e la variet delle iniziative che in questi anni sono state lanciate . Ogni classe ha le sue squadre di calcio pallaca nestro e pallavolo che disputano i tornei interni ; il collegio ha le squa dre di rappresentanza che competono con quelle esterne ma tutto questo è normale . Merita invece due parole la « Settimana della gioventù che ogni anno il «Don Bosco organizza e a cui partecipano anche le altre scuole della capitale . Si svolge alla fine di luglio comprende gare sportive con corsi letterari composizione e reci tazione mostre di pittura eccetera . Per mesi i giovani lavorano intensa mente per fare bella . figura nella « loro settimana . Anche la vita religiosa del colle gio si è rinnovata e si ispira alla convinta adesione personale . Gli stu denti hanno possibilit di ascoltare ogni mattina la messa una «messa dei giovani che li coinvolge in una partecipazione attiva e perciò la frequentano in molti e volentieri . Il momento magico della loro for mazione spirituale è l escursione men sile . La organizza l incaricato di classe che sceglie d intesa con i ragazzi l destinazione prenota il pullman e si assicura che non manchi nulla . Si parte il venerdì pomeriggio e si è di ritorno la sera del sabato . È una giornata e mezza di vita scout all aperto ; è proibito andare nelle citt e nei paesi . Si pranza al sacco si dorme sotto le stelle nei sacchi a pelo . Alla sera del venerdì trovato il posto adatto per l accampamento dopo la cena si accende il falò si canta si esaurisce il repertorio delle barzellette e dei numeri comici . Quando le voci si sono fatte rauche e le fiamme del rogo cominciano a dare segni di stanchezza il padre spirituale chiede silenzio e tiene una conferenza religiosa . Nel buio della notte sotto le stelle Dio è più vicino . Poi il silenzio della natura ognuno prepara la sua cuccia l assi stente spirituale riceve i ragazzi che vogliono arlargli che vogliono con fessarsi . E l ora dei Nicodemi delle trasformazioni nel profondo delle decisioni che impegnano tutta la vita . L indomani ci si sveglia con gli uccelli si lava la accia nel ruscello si ascolta la messa al campo tutti attorno all altare improvvisato nel sacro tempio della natura che la luce dell alba ha messo a nuovo . Poi una giornata intera per i giochi il nuoto per le visite ai luoghi turi stici per riempirsi gli occhi delle mille cose che rendono stupendo il Guatemala : due oceani i monti i laghi una dozzina di vulcani . Esiste una punizione feroce nel «Don Bo sco di Guatemala : escludere un ragazzo dall escursione mensile . TUFFATI NELL AZIONE SOCIALE L educazione intellettuale mo rale e cristiana trova nel « Don Bosco il suo complemento nell inte resse per i problemi sociali . Prima di tuffarsi nell azione gli studenti hanno affrontato uno stu dio dell ambiente . Attorno al loro bel collegio il panorama è squallido : si vedono in maggioranza case di poveri costruite con i mattoni donati dal Comune abitate da gente immi grata dalla campagna per lo più meticci che spesso indossano ancora gli anacronistici e pittoreschi costumi antichi . Nel 1968 i ragazzi dei corsi supe riori sono passati di casa in casa taccuino alla mano per condurre l inchiesta . Hanno interrogato 3500 famiglie . Poi hanno elaborato i dati raccolti e ne è venuto fuori un volumetto ciclostilato di un centi naio di pagine . Dati statistiche per centuali grafici . In sostanza hanno riscontrato nella zona due strati di popolazione completamente diversi e incomunicabili tra loro i ricchi da una parte e i poveri dall altra cia scuno chiuso nel proprio egoistico isolamento . Il 70% degli adulti ri sultarono operai quasi tutti senza specializzazioné ; per il 23% analfa beti ; per il 44% con qualche classe delle scuole elementari . In troppi sono disoccupati o sottoccupati so stanzialmente emarginati e con poche speranze di inserimento . Nel 1969 gli studenti continuarono i loro sondaggi ma si buttarono pure al lavoro puntando salesianamente sui giovani . Un gruppo ha aperto nel collegio una scuola serale di alfabetizzazione : i corsi sono tenuti da studentesse delle magistrali ma i ragazzi del « Don Bosco fanno opera di persuasione tra la gente e la por tano a frequentare . Altri studenti ben preparati inse gnano religione in due scuole statali prive di professore per quella materia . Altri fanno il catechismo ai ragazzi dell oratorio durante le domeniche . Altri aiutano i pochi sacerdoti nelle giornate di ritiro e di esercizi spiri tuali per i tanti bambini delle ele mentari : parlano ai loro compagni minori sono efficaci perché «vicini per et e la loro testimonianza cri stiana è accolta con interesse e sim patia speciale . C è in Guatemala un Patronato contro la mendicit che cerca di 15 continua a pag . i8 v o N 0 o > IC N N o7 r r m m W N v O > U E N > 4 O> C O O > O 2 O Q O cc m n d v C O v v V o O > O> _ O O O N o tn o E> E ++ _j O N fN O C > C N _ O O> O~ co Lu N O •I n U; :3 > Q M 4d 4 N Cc LL N C7 Q U OC wLL N N N N N N U y U Cfl °~ D Z J N / CO W N O N r N a Q > Ú m O J~~C7> nDJ~ N M d LC CO 1~ M O Z O N M Re r O ~ O r O N r N N N M~ N N oN o N o o m a w O o N N 9 Z eo O d~ Z ood Q W c fn r` C C •N` O z O E O c fa O U N d J w C7 R O Q OC W y V >WDJ220>0DJ2 ~ d N > O . E V r N M V E d E > O m o O : m =p Oc m 00 LO CC N V W y O m O `° m E E O f0 O E ft O m D C D m v c7 E _ tq >o N O O 4d ° O LL a J N y > O o O 0 c O * O Ú E O c as 0 > O o O n c}o N 0 c m m Q > cr V y V N c CL O > LL O ..i o o o 0 Q v N O M r M DJ2 2 C7>MD n C10 r r O . O N N N N M N LC N N CO N OO O N N N N togliere dalle strade i mendicanti di qualsiasi et e di raccoglierli in « Cen tri di recupero . Il Centro numero 2 sorge a un isolato dal collegio e gli studenti non potevano ignorarlo : sono andati a fargli visita . Hanno trovato soprattutto bambini orfani e mino renni deformi ma anche adulti malati cronici e vecchi cadenti : 166 persone 166 drammi della miseria della solitudine e del dolore . Il Cen tro ha bisogno di tutto e i ragazzi del « Don Bosco si sono organizzati per aiutare . Indìcono campagne di raccolta medicine vestiti viveri tutto serve . Tengono allegri i ra gazzi con feste lotterie teatri giochi di cortile e con la loro scatenata orchestrina . Hanno diviso i ricove rati in cinque gruppi secondo l et e fanno il catechismo . Ogni dome nica aiutano il salesiano che va a celebrare la messa guidano la fun zione . Preparano chi ne ha bisogno ad accostarsi ai sacramenti batte simo prima comunione cresima . Danno molto di più qualcosa che non ha prezzo : la loro amicizia . FIGLI DI MINISTRI E FUTURI MINISTRI Il loro interessamento per la zona ha coinvolto gli adulti responsabili in iniziative per i poveri . È sorta così nella parrocchia una « Coopera tiva di consumo che vende ai meno abbienti a prezzi da fallimento . È sorta pure una « Comunit di vicini organizzazione che raduna i genitori più docili e sensibili per conferenze di indole formativa e informativa sui più svariati argomenti dall igiene al l educazione dei figli ai temi della fede . Non contenti di tutto questo altri studenti preparano per le vacanze l « Operazione Carch . Carch è un piccolo centro nella foresta dove vivono come possono alcuni coloni bianchi e molti indios un tempo sfiorati dal Vangelo ma in tutto ri masti primitivi quasi come all epoca dei « conquistadores . Gli studenti hanno un ampio programma da rea lizzare che va dal solito studio socio economico religioso alla costruzione di un edificio e al tenere corsi di alfabetizzazione di educazione ci vica di igiene e pronto soccorso di catechesi . Più ancora vanno come 18 si legge nel volantino informativo per « convivere con la comunit locale e per iniettare in essa la caratteri stica pasquale dei giovani : la gioia . E perché qualche ragazzo non veda nell iniziativa solo un motivo di eva sione c è questa condizione iugula toria pe poter partire : non avere materie scolastiche da riparare . « Con questa nuova organizza zione del collegio mi dice don Ernaldo Morales che segue molte si è iniziative sociali dei ragazzi dato loro la possibilit di realizzarsi pienamente nel campo dell apostolato . Prima lo ricordo bene erano indif ferenti ai problemi sociali ora vanno a vedere la miseria con i loro occhi la toccano con mano sentono nascere in sé delle inquietudini si impegnano a realizzare . In genere sono costanti prendono sul serio i loro impegni lavorano volentieri . Sono trasformati anche sul piano strettamente reli gioso sentono il bisogno : di approfon dire la loro fede di maturare per poter dare . E in questo clima di impegno maturano anche le voca zioni . Ho parlato con un chierico dello studentato filosofico che a suo tempo era tra i più attivi nelle ricerche so ciologiche . « Quand ero piccolo pen savo a farmi sacerdote confessa ma poi riuscii a dimenticare questa idea . Ho riscoperto la mia vocazione nel clima di lavoro apostolico del collegio . E aggiunge : « Personal mente sono convinto che soltanto se impegniamo i giovani sul piano del lavoro apostolico e sociale le vocazioni potranno maturare . Gli exallievi universitari sono un campo ancora da coltivare : le poche esperienze fatte non hanno dato buoni risultati . Ma il problema è sentito si guarda lontano al futuro di questi giovani liceisti . Occuperanno posti di responsabilit e è decisivo che lo facciano in stile cristiano . Alcuni attuali studenti hanno il padre che siede in parlamento . Sono figli di ministri e l ipotesi non è troppo azzardata futuri ministri . Si potr prestare fiducia a un ministro che da giovane visitò i poveri e lavorò per loro . IN TRE PER FORMARSI Attuale direttore del «Don Bo sco è un dinamico salesiano di 36 anni don José Guijo . «Ciò che facciamo non è una cosa dell altro mondo dice ma semplicemente la realizzazione di ciò che ci viene ri chiesto dal Concilio dal metodo e dal lo spirito di Don Bosco . Molte cose le faceva gi Don Bosco con i suoi giovani nelle forme di quei tempi . Il Concilio chiede agli educatori di riconoscere il maggior peso dei giovani nella societ attuale la loro maggior maturit e capacit di ini ziativa e nel « Don Bosco i giovani partecipano perfino al « consiglio del collegio . Qui si cammina nel solco dell autenticit salesiana . I primi aiu tanti di Don Bosco erano ragazzi di essi il Santo fece degli educatori e degli apostoli . Accade pari pari in Guatemala . Don Bosco voleva i suoi educatori in profonda familiarit con i giovani mi ha detto ed ecco : « Una volta padre Guijo i ragazzi appena finita la scuola scappavano a casa ora li abbiamo sempre tra i piedi e all ora di chiudere dobbiamo man darli via* . L ultimo Capitolo generale della Congregazione aveva posto come con dizione perché un collegio giusti ficasse la propria esistenza che giungesse a esprimere giovani cri stianamente maturi socialmente im pegnati futuri leaders : « Se questo diceva drasticamente il non si d si chiuda il collegio . documento Il «Don Bosco di Guatemala ha certamente i titoli in regola per con tinuare . La maturit che i ragazzi riescono a raggiungere appare da questo brano di articolo che si legge su uno dei giornalini studenteschi del collegio a firma del liceale dell ultimo corso Salvador Rojas che si potrebbe in titolare : «In tre per formarci . « Siamo in formazione ci occorre una guida che sappia condurci dove ci conviene una seconda persona che intervenga accanto a noi : l educatore . Ci dev essere una relazione stretta fra noi un vero avvicinamento per ché educatore e alunno possano la vorare uniti in una vera comunit educativa . Non solo ; c è un altra persona che coinvolge e perfeziona tutto un terzo membro della comunit educa tiva : Cristo . Uniti in Cristo lavo riamo per la formazione della nostra personalit ; vogliamo formarci uo mini per la nostra famiglia per la nostra societ e per Cristo . Per questo lavoriamo insieme cercando di realizzare nel nostro collegio una vera comunit educativa . Superiori e alunni tenendoci per mano coin volti e perfezionati da Cristo lavo riamo uniti per la nostra formazione . ∎ W J o v • Q d O O C > R a m a C a a a U d C9 > N M M m ú y O J C ~ J r c cCD • ~O O C c 0 C W 9 U Cn Cn • E LU o o O • m o > U • 2 > C7 • CO N 00 O V o o o m .n H O a E LL E Oo O a • o C .È .E co N v W ~ Ú Q vi vi V co n o> N N O o O LC o • E O • • • • Q d • vi O ú E M O • d m W C vi O r N M nt E O O tu O .N O . O j n v O J 2 M d LO CO N W O c W o LL V y C t0 7 lo E m a m Ú o as C M n w N o E a C Q y O • O M O J M IR* N N Lrf N O N • • È i o E W M 7 O •• 0 C O y • C O 0 E r o N tv U C a m 7 r M E LU UD O J LO CO N 00 O C7 > O N N N N J W IL • m U O j m o > ° M O / tr C C n ti Q C7 > N N M O N N • N a i c3p N 7 O ^J _ < O M o O .y O <O D ~ C E .O < m U W v o N v J 2 2 U > M O J J 2 M C LO CO N 00 0 O ~ ~ r ~ r r ~ r N e N N M d Lo CO N 00 O N N N N N N N N O M M • 2 2 C7 V o o vi v O ui c N FO W CL E E > O C O O a c~ :J 0 v U> M N • • 7 OO m N C R O N O 0 v O O L U • O> m O LL O cc Q W M vi • J m E E • •U • O C ~ 7 N O C2 E E • > vi > y M O y QUATTRO GIOVENTÙ A RECIFE mezzogiorno di sabato il Capi tolo Ispettoriale Speciale di Re cife la capitale Nord Est del Bra sile va in vacanza . Dalla grande sala vestita a festa con bandiere nazionali e stemmi salesiani escono i direttori e i delegati con la faccia tirata da sei giorni di discussioni e di votazioni . L ispettore don Carvalho mi pre senta a un pretino magro e giovanis simo che facilmente avrei scambiato per un chierichetto . Mi dice : Questo è don Ricardo il nostro maestro di noviziato . Perché non va con lui a passare la domenica con i novizi? . Dieci minuti dopo sono a bordo di una Volkswagen . Recife sfila accanto a noi con i suoi strani marciapiedi bianchi e neri e le case color rosa e A di far loro delle domande : che cosa pensano della vita che cos è per loro un sacerdote cosa vogliono fare da grandi . Si sono messi a ridere e sono tornati a prendere a calci la palla di gomma . Il Salesiano che mi accompagnava e mi faceva da inter prete mi ha detto : Oggi è vacanza e le tue domande sono troppo diffi cili per un giorno di vacanza . RISALIAMO IN MACCHINA La Volkswagen rallenta . Due sbarre interrompono la strada e un cartello ordina imperioso : Velocit 3o km . Vietato ogni sorpasso . Don Ri cardo mi dice : Siamo in zona mi Recife capitale dello Stato di Pernambuco e principale citt del Nord Est del Brasile. celeste . Ho incontrato stamattina per la prima volta la gioventù di questa citt . Su ogni spiazzo verde su ogni tratto libero della spiaggia torme di giovani rincorrevano gridando una palla di gomma . Mi sono messo a giocare anch io con loro . Dimenti cando per qualche minuto i miei quarant anni ho dribblato passato tirato in porta . Quando hanno sa puto che sono italiano mi hanno coperto di domande su Facchetti 20 Rivera Albertosi . Poi ho tentato io litare . Fermi ai lati della strada soldati in divisa con grossi elmetti verde scuro . C è un palazzo alto e imponente a duecento metri dalla strada . Sul prato leggermente in pendenza è scritto a lettere gran dissime : Qui si impara a servire la patria . Don Ricardo mi dice an cora : Qui in Brasile la vita mili tare ha un organizzazione diversa da quella italiana . I militari hanno i loro collegi le loro scuole dove i ragazzi selezionati severamente si avviano alla vita militare . Gli studi in queste scuole sono molto curati e la disci plina è molto rigida . Altre due sbarre . La zona militare è finita . Passiamo la cittadina di Ia boatao e ci troviamo nella zona della canna da zucchero . La strada ora è di terra una terra rossa tutta gobbe e buche . Procediamo in se conda afferrati alle maniglie . Attra versiamo villaggi che sono grumi di casette di baracche di capanne . Un nugolo incredibile di bambini e di ragazzi guardano attoniti il nostro passaggio . Ci sono bimbette vestite con una grazia squisita bambini con solo uno straccetto ai fianchi . Appena alzo una mano a salutare rispondono tutti con sorrisi larghi che mostrano bocche splendide e bocche sdentate . Uomini e donne non salutano . Guardano chiusi die tro una faccia indifferente una sof ferenza antica come la terra . Don Ricardo mi dice : Siamo in una delle zone più povere del nostro . Stato . Qui gli uomini lavorano nei grandi latifondi . Lavorano alla pian tagione e alla raccolta della canna da zucchero . Per sei mesi all anno sono disoccupati . E l alcool spesso è la consolazione del disoccupato . Qui c è un altra gioventù . Una gioventù che affolla le scuole che cerca un lavoro continuo per tirarsi fuori da un ciclo di povert che ha imprigionato molte generazioni . Ma le speranze sono spesso deluse . I più coraggiosi che lasciano tutto e raggiungono la periferia di Recife rischiano di intrupparsi nei misera bili mocambos le squallide bidonvilles che circondano la citt . Il Brasile è in piena esplosione di progresso : le strade asfaltate entrano nelle foreste le linee elettriche e i canali d irriga zione si spingono all interno dell im menso sert o . Ma questi giovani han no fretta e hanno paura . Paura che il progresso per la loro generazione arrivi troppo tardi che anche la loro vita debba essere spesa nello squal lore nell indifferente aspettativa di un domani senza speranza . Ad una svolta ci appare la chiesa dedicata a Maria Ausiliatrice . Si eleva dritta e svettante su una pietra continua a pag. 22 o V c o O O d c C9 m O m N m • pi > Ó O ++ m i ú . I > E +5+ C o E m O> o CO m cc> p • O G1 O t m O </i O C O E m O y O m= m N O o • c m • o M a ;:;l O . O H EO E o • .= p m 2 c z m c C >o .2 • • d • m v ó c Q v Ó N O • >> vi o = >QQv 3 a Q> y cn2pmam vi vi N o u v V v V N vj u v v n N W J N Q J r N M d O N + 1* LO cc r 00 0 O N N N H • N y us N C7 > n O • J Ln O N M o a> 7 7 > J M d Ln co 1 N N N N N J 00 O O N N N M qi o o c mN o a o Vi D z o cn O c d R 3 a • m O c o m +_ É> 9 fA Q o Vi 0 J rIl O r N M yo a o_ Yc0 m w Li Q U > Ln CO • o O • N cma • d • > o m Q > i m ` m F U > > i O cn i 7 > cn 0 J cn 0 J Oo O O 0 0 0 N M LO cC = * O E O ca a W • .c m z o .c Ó c LH>U m M tL O O W .C ui Q ui u > v u v v v a O H O m d O cV % z ó Q m O .2 E N W ó .Q O H • m • • t7>u OJ C7>cnCJ Lfl c4 I 00 0 O 00 a7 0 r N M N N N N N N N N N N M M enorme ro onda pian a a a me di na collina . L ha ol a la ù e l ha co r i a con immen i acrifici il ale iano don Vellar arri a o da Mogliano Vene o . A e a cono ci o Don Bo co e olle accan o alla Ca a ale iana na plendida chie a dedica a alla Madonna . Il no i ia o è bi o die ro la chie a . Q alche min o dopo ringo la mano a 21 raga oni che mi ri olgono al i gen ili e incompren ibili . Ho l im pre ione di en rare in con a o con la q ar a gio en ù del Nord E : dopo i raga i chia o i di Recife dopo la gio en ù rigida e di cipli na a dei collegi mili ari e q ella an io a che i e ai bordi del la i fondo o per a col are i proge i e le peran e di q e i raga i che co i i cono la f ra genera ione ale iana . Sono i no i i dell i pe oria di Mana che copre la a i ima ona dell Ama onia e del Par di q ella di Belo Hori on e che i e ende da Rio de Janeiro allo S a o ricchi imo di Mina Gerai fino al erri orio di Bra ilia e dell i pe oria di Recife che i e ende a o il Nord E . Alle dieci comincio l in er i a con i no i i . Voglio apere da q e i ra ga i perché pen ano di far i ale iani a che co a de iderano con a crare la loro i a . Mi chiedono empo per pen are . Mi ri pondono per i cri o in q ella forma cla ica dei no i i che me cola n po di re o rica a na inceri cri allina . In q elle righe cri e in ni ida calligra fia ro o n an ia profonda : il de i derio di non e ere dei pri ilegia i di condi idere l erio la po er dei loro fra elli e la peran a che la Con grega ione li ai er a reali are q e a mi ione . Scelgo n campionario di ri po e che meglio di ogni al ra co a fo o grafa l anima di q e i ale iani di domani . mana nel grande ge o dì ringere la mano agli al ri e ere no di loro . La cari è ri ol ione por a a da Cri o in erra . Per me il miglior cammino che i pre en a è e ere ale iano ma con lo g ardo empre ri ol o al mio pro imo Loren o . Perché mi piace e ere gio ane e rimanere gio ane Cornelio . Perché oglio dedicare la i a alla gio en ù principalmen e a q ella più abbandona a Moacir . De idero farmi ale iano perché ro o i ale iani emplicemen e eccel len i . Nel loro modo di ra are i gio ani nel i ere familiarmen e con loro mi hanno impre iona o . Credo che l e empio di Don Bo co ia mol o i o e a ale per i gio ani d oggi PERCHÉ VUOI DIVENTARE SALESIANO? CHE COSA SPERI DI FARE NELLA TUA VITA? Per al are la mia anima . E per i ere in me o ai gio ani più po eri che ai erò dedicando ad e i la mia i a . Spiegherò loro la Parola di Dio ma pero opra o di i erla io Da ale iano mi piacerebbe la o rare come orien a ore profe ionale e oca ionale dei gio ani nelle no re c ole . Vorrei la orare ra i gio ani po eri e ai arli nella cre ci a mana ociale e cri iana . Ma non mi di piacerebbe nepp re la orare ra i gio ani bene an i perché hanno mol o bi ogno di orien ar i cri ia namen e e di aprire gli occhi lla real ociale del no ro . Pae e Barc . Spero di fare mol o apo ola o ma prima di o pero di farmi an o perché econdo me n reli gio o non combiner n lla nella i a e non prende co cien a che de e an i o an ificare e e o I an . Ci ono dei gio ani che cercano la felici nell briache a nella droga e nel i io . Ne cono co parecchi p r roppo . Spero nella mia i a di po er far loro del bene facendo comprendere a co a er e q e a no ra i a Camo . Ciò che pero di fare nella i a è emplicemen e la olon di Dio dando la mia piccola par e di colla bora ione alla co r ione di n mon do migliore e di na Chie a più Chie a . Il mio de iderio più grande è di edere la Chie a i ere ra i gio ani e principalmen e ra i gio No i ia o di Jaboa ao . Si preparano i can i per la S . Me Il ma ino della domenica conce lebro accan o a don Ricardo . Nella no e ha pio o e n po pio e ancora . Ma na en ina di per one è arri a a lo e o dai din orni . C è ri mo e gioia nella m ica ma anche na ena di ri e a . Il can o dopo la Com nione è na nenia q a i accora a che a di fa ica d ra o o il ole nei a i campi della canna . Implora da Dio la for a di i ere di camminare fin q ando L i aprir la 22 por a della a ca a al fra ello anco . da an i a loro a. q e a parola i Pedro . oia gno i Ari ide . cen e . i Per con in are l opera di Don Bo co ra i gio ani po eri e prol ngare il c ore di Don Bo co nel mondo di oggi Mario . Voglio collaborare con Cri o e con Don Bo co nell opera di promo ione e al e a degli omini . La Congre ga ione Sale iana è q ella che più corri ponde alle mie a pira ioni e mi è mol o impa ica Bajo . Perché edo la maggior felici Ricono co pienamen e la mia mi eria ma e Dio mi ai a oglio di en are acerdo e ed e ere al er i io di Dio e dei gio ani Cornelio . COME HAI CONOSCIUTO I SALESIANI? Freq en ando l ora orio fe i o . Ve ni ano ii periori della Ca a con in a a pag . 24 o oC m omH r 0 o i R N C W O C O cc C2ó a CL N > o T Z O C O o C CD M C CO C > o ci a N CO o Q f0 h i I i N N O Z o > la > E E E > > > O a > O O Q> O NN • • O cc O O N • OU cc V O ai O O> c •O CO C O c9 C C L 0 • • O d= • oC J• V U • V N Q V7 fn U5 U E M N • oC2E2 • < 3O Q CI lA V V fn N Q W _> Oo O fn • NOCI fA V fA fA c N fA f! a J 2 2 .e > O m •i 2 2 o > V 0 J 2 2 J > V a J 2 2 o > V 0 J 2 N M C W O N 00 C1 O a " N M C m m N 00 MO N M .e 0 co r 000 i c 0 N N N N N N N N N N Cf P O o m J o o E O > + > C1 CL C O •U O E D 4 C N ú aa o Q o Q N a LL Q W LU > N • i N C J •CO • cn G J 2 7 • N M LC co N 00 M 44 E o C :3 C: 7 > > = M C O 0 N i n 0 J fC C O U • ó • • J > > • £ E CO ro o O Q a c V CO c0 C 0 R C Q Z• V> 0 O • C : C LU • fn m i ai • N V i i i ; W E N U • O a d N U• C C E m Q 2 q o R o i J J 7 > M J r > M U` > M o M r 00 M O e N M 1* Or M O O r N M L r r r N N N N N W N N N N M N M M ale iana a giocare con noi . Mol i erano i aliani e io cominciai a pen are che a e ano abbandona o la ca a la famiglia la pa ria per enire a in egnare nelle no re c ole a par larci del Signore . È a o il loro e empio a far na cere in me la prima idea di pro are la i a ale iana . Enrico . Li ho cono ci i q ando a e o 9 anni ed en rai in n I i o Sale iano per freq en are la q ar a ele men are . Nell anno eg en e acce ai di andare all a piran a o . Sol an o in q e i l imi re anni però capii che co a ole e dire di en are ale iano . E ora o diando più profonda men e la i a ale iana Bajo . Nel 1963 q ando en rai come n collegio ale iano e iccome mi piace a mol o lo por cominciai a freq en are l ora orio fe i o . Di en ai amico di mol i chierici e la loro allegria e la loro maniera di i ere mi fece pen are che a rei po o di en are anch io come loro . Poi en rai nel collegio come e erno e nella dire ione piri ale manife ai al di re ore il de iderio di di en are a cerdo e . Co ì arri ai all a piran a o Alfon o . Conobbi i ale iani all ora orio di Sao Jo o del Rei in Mina Gerai . Freq en a o il ca echi mo le par i e di foo ball e mol e al re a i i . Ciò che più mi a ira a era la me co lan a di acerdo i chierici e coadi ori nella i a ora oriana . Non c era Jaboa ao orge nella ona della canna da cchero . Q i gli omini la orano nei grandi la ifondi per la pian agione e la raccol a della canna. Per ei me i all anno ono di occ pa i. e erno in n collegio ale iano . Dico inceramen e che i i ale iani del collegio mi ri l arono impa ici . I d e anni che i pa ai f rono mol o belli e co ì nel 1965 q ando a e o 12 anni cominciai a pen are di farmi ale iano anch io O a io . Conobbi i ale iani q ando comin ciai a freq en are l Ora orio fe i o di Mana . Li idi la orare mol o a i amen e in me o ai gio ani e ri ma i mol o mera iglia o perché fino allora a e o pen a o che i pre i di ce ero ol an o la Me a . Un anno dopo cominciai a pen are alla i a ale iana e domandai di en rare nell a piran a o I an . La mia famiglia abi a a icino ad 24 in pra ica differen a ra loro : non periori e inferiori erano c erano i amici e come fra elli Camo . QUANDO HAI PENSATO PER LA PRIMA VOLTA DI DIVENTARE SALESIANOP A 9 anni freq en a o l ora orio ale iano e fin d allora a e o il de iderio di di en are acerdo e . A ndi ci anni chie i a mio pap il perme o di en rare in eminario . Siccome a e o n fra ello nel eminario dioce ano i miei geni ori pera ano che anda i con l i . Ma io olli andare all a pi ran a o ale iano . La mia cel a la de o all e empio dei ale iani del l ora orio Cornelio . Pen ai eriamen e alla i a ale iana q ando freq en a o la er a media . Nelle conferen e il Dire ore ci parla a del no i ia o e della Congrega ione . E io deci i di pro are Ari ide . Q ando deci i di farmi ale iano a e o gi en anni e fino allora non ci a e o affa o pen a o . Una era che mai dimen icherò dopo n ri iro mol o impegna i o mi incon rai con n acerdo e Dire ore ale iano . F n incon ro bre e con pochi ime parole . Ma po o dire da ero che per me f n incon ro con Dio . D e me i dopo ero in a piran a o Alfredo . La mia oca ione ha a o no il ppo mol o ordinario . Conobbi i ale iani nell a piran a o do e mi por ò n ale iano del mio pae e . Col pa are del empo pen ai eria men e alla i a ale iana e edendo che a e o le q ali richie e deci i di abbracciarla Carlo . L in er i a è fini a . U cendo dalla ala di dio abbraccio il ignor Marco il coadi ore adde o alla cam pagna orna o appena ade o da n iaggio in ci . È n gio ano one della Val d Ao a che è en o a far i bra iliano ra i bra iliani . Cerco in fondo ai oi occhi n rimpian o per la a plendida Valle d A a per l aria limpida delle e mon agne . Non lo ro o . Cerca adagio le parole i aliane ra q elle por oghe i mi ad di a le colline do e por a ogni giorno al pa colo le m cche ra l erba den a e l aria midi ima . Poi mi indica ra il erde n gr ppo di ca e do e ogni domenica a a fare c ola e ca echi mo . Sono i miei amici i raga i di l . Q e oggi mi a pe ano . Ha negli occhi na ereni calma profonda . Non è n emigran e ra egna o . È n mi ionario a en ico . Ripar iamo nel pomeriggio per Recife . Saliamo n gro o ca mion Che role in ieme a b ona par e dei ale iani e dei no i i . Li caricheremo l ngo la rada a ogni illaggio do e pa eranno la era a a in egnare a leggere e a cri ere e a piegare il ca echi mo . Li a endono n goli di raga i che agi ano le mani e li chiamano per nome . Ci ono bam bini biondi come ede i e negre i che embrano barca i ieri da na bananiera africana . T i in ieme en a problemi di ra a o di colore . È il Bra ile di domani che prende per mano q e i gio ani imi ale iani per a iar i con loro er o n a enire difficile ma gonfio di peran a . DON TERESIO BOSCO o 0 o P • U U• • • N m Q H • • Q Ú • o •• LL N fA > c O oo • o E = ó o N f0 2 52 p r CI. •• N oo a • n 11 O H Q ; • r o ca o • a o0 m N >cnCJ r N M d > m Q • Q N N i N o ca c7>cnGJ O N W O • N M O e r G J> ci N m 7 ca C7>cnGJ cr IA O N M e •c e c o N co •E O • O m W V cì n • • O N o o o C7>cnGJ a O 0 o E o . M d N cn o c7>cnG N M n C0 N W O O N N N N N1 N N N N N M O O W o a p o f] m o 0 > o E o E W Ú 0 W > m a M _= o i • c• m cc *d 72 E o o E CL oC >> n oÀ o cn N > > • !> • > 9 o o E O <h p O c > O cE _o U p 5 fn p Q c S .T Q C7 f6 o o E f6 O OL > • 4 n W > o m E • o m •> .O R N p N> • C/S c > O O N • o o N cc cA • • • H dcc LL N o c O + E •• a N U N • >o m Q o .> Y U n c m N N V V C7 h C9 > N D J D > ci D J C7 > N O J 2 0> M O J 2 2 C7 7 O n M O N M d ln O M M O r N M d C O CN M O O r r e r r N N N N N N N N N N M r N M d N e M LASS SUPERA GLI ESAMI DI MATURITA ando nel gennaio del 1922 i Sale iani arri arono in A am In la ben rarono in n campo gi di oda o dai Padri Sal a oriani . Q e i aloro i mi ionari dopo 25 anni di ard o la oro e di ina di i acrifici a ano raccogliendo i primi pro me en i fr i allorché nel 1914 coppiò la g erra mondiale . Poiché an o i mi ionari che le ore erano di na ionali germanica f rono im media amen e rimpa ria i e i cri iani dell A am rima ero come pe core en a pa ore . For na amen e i Ge i i po erono mandare non en a gra i acrifici cinq e acerdo i da Calc a perché ene ero i a la fiaccola della Fede ra q elle popola ioni . La g erra ebbe finalmen e er mine ma ai Sal a oriani non f perme o di ornare in A am . F allora che i Sale iani pre ero il loro po o g ida i da n omo ecce io 26 nale mon . L igi Ma hia . Le difficol che do e ero affron are f rono più d re del pre i o . Lin g e di er e per ogni ribù condi ioni clima iche e ambien ali di er i ime da q elle e ropee pe arono i mi ionari non più d ramen e gio ani imi . Mon . Ma hia pen ò che la ol ione con i e e nel far enire dall E ropa mi ionari gio ani perché fin dal no i ia o po e ero acclima ar i imparare le ling e e affia ar i con gli indiani in modo da po er ann nciare la b ona no ella nei anodi più ada i alla loro men ali . L a dace e perimen o non ri cì comple amen e . Il clima il cibo e opra o le mala ie come la malaria e la di en eria che ol an o più ardi f rono debella e inci ero nega i amen e anche lle for i fibre dei gio ani alc ni dei q ali caddero all alba del loro apo ola o come fiori ronca i dalla empe a . Non man carono le rea ioni di coloro che defi ni ano arri chia o e prema ro n imile e perimen o . Allora mon . Ma hia compre e il alore delle parole di Leone XIII : O India i a oi figli aranno la al e a! . Più ardi Benede o XV nell Enciclica Ma im m ill d a e a indica o come ol ione fonda men ale e indi pen abile per il pro blema mi ionario la forma ione del i clero indigeno . Mon . Ma hia orien ò deci amen e er o q e a o l ione . VERSO LA LIBERTÀ Q ando da Shillong f ra feri o alla ede arci e co ile di Madra egli ro ò il campo ideale per l a a ione oi proge i e en a frapporre dei ind gi acq i ò n grandio o edifi cio per la forma ione dei chierici indiani . Ma nel 1939 gli omini ornarono con in a a pag . 28 W cc • 4 • E E A 0 U o o W N U U Q • > c> O C cc M • W O C ú R > > •5 > O M a o 0 U • m im• o o fn fn •+ • • O d > 0 V E Q J E ó > O> > > O > a cc .a O L n Z n U] o C o E a j 0 fn i • • 7 J<O< U j 01 O_ • E E L 2 7>cnOJ22o> nCJ O . N M a0 0 O N M r r e C D ZM C • O C L 7 0 o fn O c • • E _O FO • • p>R C 0 o 1 O 0> c7> f0 • • EO m o i T U U • U ++ _O E a O . 0 o n V N Q LL C7 F H o i N i N o ; 7>cnGJ N M fGJ 0 0 o o o o O i h C7> O M M o • • 0 • • m mcc o o • i C N M O I 00 O r N N N N N N N N N N 00 C F7 • • Q Z ii U >cnCJ l17 CO I Q E •> 0 0 • C r > > c c O U O D co L0 0 h 00 O O > > c • . m > £ C CD N d • o E0 • C0 aa O L • E • • _ ci O > . Y O N m<0 m V <ZWNO i h N N • N E o E d m o fn o h V o C7>cnGJ C7>cnG J22c7>cn CJ N M LLo N 00 O O i N M LO c0 N 00 O o o N N N N N N N N N N O M a cagliar i ferocemen e gli nì con ro gli al ri negli orrori della g erra . Anche in India i Sale iani che gi i erano afferma i a Bomba a Cal c a a Madra a Shillong f rono allon ana i dalla loro mi ione perché appar enen i a na ioni in lo a con ro l Inghil erra . In n olo giorno più di i 5o mi ionari f rono depor a i in n lon ano campo i concen ramen o . Per la econda ol a nello pa io di 25 anni la g erra minaccia a di offocare i prome en i il ppi del Cri iane imo in A am . For na amen e le a ori ci ili i mo ra rono abba an a compren i e e nel gregge rima o n o amen e en a pa ore po erono la orare acerdo i di na ioni allea e all Inghil erra in ieme con i primi acerdo i indiani . Anche l opera della ricerca e della forma ione delle oca ioni indigene f con in a a con impegno pecialmen e al d . Termina a finalmen e la g erra anche in India ebbe ini io q el mo i men o che do e a por are al ra mon o dell epoca coloniali a . So o la g ida di omini ecce ionali come il maha ma Gandhi e il pandi Nehr e a ri ci a finalmen e a o enere l indipenden a dalla corona ingle e . Il 15 ago o 1947 q a rocen o e più milioni di indiani al arono in n delirio di gioia l alba della liber . La Chie a ca olica i nì al ri p dio generale onando a di e a le campane lie a che anche il popolo indiano con idera o finalmen e mag giorenne po e e a ider i alla pari nel grande con e o delle na ioni libere e re pon abili . Ma la conq i a della liber non f e en e da q alche in emperan a na ionali ica . I mi ionari f rono acc a i d a er a an a o all ombra della bandiera coloniale . Non era difficile ri pondere che la Chie a per eg i a n fine ben di er o da q ello poli ico q el fine che il Cri o e o a e a chiaramen e indica o q ando a e a ordina o agli Apo oli : Anda e e ammae ra e e le gen i . An i proprio a no dei dodici San Tom ma o i fa ri alire la prima origine del cri iane imo in India . T a ia la pr den a con igliò di eliminare poco alla ol a o q ello che ape a di raniero . Anche finan iariamen e ogni mi ione cercò di render i indipenden e dall e ero . Tan o i pro e an i che i ca olici cel ero i pa ori e i e co i ra gli indiani . Ven anni dopo la q a i o ali degli 8o e co i ca olici erano di na ionali indiana . I mi ionari e ro pei po erono con in are il loro la oro 28 ma poiché il go erno non concede a l ingre o ad al ri i re e più rgen e la nece i di c rare le oca ioni indigene . o perché la Chie a po e e rico erar i o o i oi rami . Si a a a erando la profe ia di Leone XIII : O India i oi figli aranno la a b al e a! . I CINESI SI AFFACCIANO SULL ASSAM pe Nel 1962 i com ni i cine i rando alichi dell H mala a ri en i fino allora inacce ibili i infil ra rono arma i giù dal Tibe e i affac ciarono lla pian ra a ame e non lon ano dalla no ra fioren e mi ione di Te p r . F n grido di allarme per l In dia anche e i Cine i i con en a rono di q ella dimo ra ione di for a e di bra ra en a pro eg ire la loro a an a a . L A am acq i ò n im por an a di prim ordine dal p n o di i a ra egico ; proprio q ella re gione che embra a in lnerabile gra ie allo barramen o co i i o dal l H mala a di en ò na n o a fron iera da difendere . Da q el momen o l A am f defini a area en ibile p n o ne ralgico dell India . Q e o a enimen o er ì ai ne mici del cri iane imo per in en ifi care la loro lo a con ro i mi ionari q a i che i do e e imp are ad e i la re pon abili della minaccia cine e . Via i mi ionari ranieri dal l A am f non ol an o il grido dei cor ei organi a i ma la richie a preci a pre en a a al Go erno cen rale di N o a Delhi . I mi ionari fecero l impo ibile per ri ardare almeno l e ec ione della condanna . I cri iani di Shillong e di Dibr garh i le arono pon anea men e a loro dife a organi ando manife a ioni co ì imponen i e ap pa iona e che per re anni il Go erno cen rale non o ò in i ere gli ordini emana i . In an o i la o ra a alacremen e perché i i mi ranieri fo ero o i i i ionari dagli indiani . La San a Sede innal a a la Dioce i di Archi di Shillong alla digni dioce i . Chi cri e e mon . Marengo pre en arono le loro dimi ioni che il San o Padre acce ò . Mon . D Ro ario indiano e co o di Dibr garh di en ò arci e co o me ropoli ano dell A am . Un al ro e co o indiano f promo o alla ede di Te p r ; e n er o mon . Rober o Kerke a f ele o alla ede di Dibr garh . Mon . Kerke a è n ale iano : ed ca o nelle ca e ale iane d India a e a com pi o gli di eccle ia ici a Torino o e era a o ordina o dopo a er con eg i o la la rea . Pro iden ialmen e il granello di enapa delle oca ioni indigene era di en a o n alberello abba an a ro L ESAME DI MATURITÀ Nel fra empo alc ni di re i con popola ione pre alen emen e cri ia na i Naga i Kha i i Mikir i Garo o ene ano dal Go erno federale di N o a Delhi na pecie di a onomia . Era il ricono cimen o fficiale della ma ri poli ica a c i erano per e n e q elle ribù n empo primi i e ; e co i i a p re n implici o rico no cimen o del la oro ol o dai mi ionari : q ei popoli non arebbero arri a i a n ale li ello e non a e ero rice o dai mi ionari ia ca olici che pro e an i n al o grado di ele a ione mana e cri iana . Io la ciai l A am il 30 e embre 1969 . Prima di par ire ebbi la gioia di con acrare il primo e co o in diano promo o alla ede di Te p r il no ro confra ello Rober o Ker ke a . Il enerando mon . Marengo che in ieme con mon . D Ro ario cele bra a con me la f n ione f il primo a baciare l anello al n o o e co o che egli e o a e a forma o e pre para o e che ora gli ccede a nel go erno della dioce i . Q i in I alia mi domandano pe o : Come mai ha la cia o l A am dopo 47 anni di i a mi ionaria 35 dei q ali come e co o? . Per ché ri pondo finalmen e è p n a o il giorno che da 47 anni o pira o il giorno in c i la Chie a in India p ò fare da é! . Lo cor o l glio mi incon rai con il Cardinale di Geno a . In a I alia i a ano olgendo gli e ami di ma ri . Dopo a er a col a o la mia rela ione il Cardinale Siri mi di e orridendo : La Chie a in A am ha pera o gli e ami di ma ri . Ormai è capace di camminare da é . Q ali ono le pro pe i e per il f ro? Le difficol non ce eranno cer amen e mai . Ma l e perien a del pa a o incoraggia a g ardare l a e nire con fid cia . In India i Sale iani hanno d e no i ia i con 96 no i i d e den a i filo ofici e no den a o eologico . In A am il n o o arci e co o ha comincia o a co r ire il Seminario maggiore . E i eglia Maria A ilia rice : è Lei che ci ha g ida i enendoci per mano in q e o primo difficile me o ecolo di e angeli a ione . STEFANO FERRANDO Arci e co o i olare di Tro na E DEL SUO APOSTOLO SAN GIOVANNI BOSCO PER INTERCESSIONE DI MARIA AUSILIATRICE SI AFFIDA A UN INTERVENTO DEL CIELO In eg i o a c re for i ime per comba ere l iper en ione f i colpi o da para li i alle corde ocali . Le arie c re non approdarono a n lla . Vi i a o da pecia li i f i rico era o . Ma a 24 ore dal rico ero enni dime o . Compre i che poco i pera a dalle c re mediche anche da par e degli peciali i . Mi af fidai pienamen e a n in er en o del Cielo da a l rgen a che a e o di riac q i are la oce per il mio mini ero di parroco . In erpo i fid cio o l in erce ione di Maria A ilia rice di San Gio anni Bo co e di i i San i ale iani . La oce enne . Il imbro è normale . In ringra iamen o offro na Bor a Mi io naria . Prego i San i ale iani perché mi pro eggano nel mio la oro apo olico . Cammara a Agrigen o SA C. SALVATORE CONSIGLIO e allìe o ale iano e parroco in S . Vi o SCOMPARE UN CANCRO RIPETUTAMENTE ACCERTATO Tri i imo f il giorno in c i al no ro France co Sa erio f coper o n more cancero o di circa 25 cm . nell in erno della co cia . Gli i pra icarono min io i e ami radiografie ed e plora ioni . La diagno i ri l ò gra e e richieden e n in er en o rgen e. L opera ione d rò re ore . Si fece l e ame del more e f conferma a la diagno i fa ale del cancro. D ran e l opera ione da a la a a ra mifica ione del male i medici a e ano d bi a o e amp are la gamba . Q alche empo dopo i do ori confer marono la rapida riprod ione del more e diedero al no ro France co Sa erio d e o re me i di i a . Da an i a q e o q adro co ì de olan e in i emmo per n o e anali i nei labora ori di Madrid e di Barcellona . Ma a emmo la conferma della gra i del male . Oppre i dal dolore affidammo il ca o a Maria A ilia rice e a San Gio anni Bo co . Anche la com ni del Collegio le iano che il no ro figlio freq en a ri ol e par icolari preghiere e ppliche a Maria A ilia rice e a Don Bo co . Dopo cinq e e imane al ermine di na ca ena di no ene il medico i o n deci o miglioramen o ordinò al figlio di al ar i da le o e di camminare noi pre en i . Infini a la orpre a del medico e no ra nel ederlo al ar i e camminare pedi amen e . Si ollero in iare aggi del more e ir pa o al famo o Labora orio "Ma o Cli nico di Ne York per n o e anali i e n o a diagno i . Con le lacrime agli occhi rice emmo la com nica ione che il no ro France co Sa erio non a e a n lla e che i ra a a emplicemen e il ppa a più di na ci e che i era del normale. Ciò che a e amo chie o a Maria A ilia rice e a Don Bo co era na real : la ri po a della Vergine era chiara e con incen e come la l ce del ole . I do ori i ri nirono a con l o per de cifrare il cambio radicale della diagno i cire a darne na piega en a però ri ione oddi facen e. . Ripe e i i e fa e al no ro figlio n o e anali i n o e biop ie del more e irpa o non fecero che confermare l indole raordinaria della g arigione . Oggi France co Sa erio è comple a men e g ari o e come e n lla a e e o corre gioca a in bicicle a a g ida la macchina pra ica lo j do ecc . In rendimen o di gra ie abbiamo fa o celebrare alle Sc ole Profe ionali di Sarri na an a Me a con l a i en a di i i familiari . Ho pi ale Spagna GIOACHINO e MARIA LLAGOSTERA N . N . ringra ia M . A . S . G . B . S. D . S . per a er o en o n miglioramen o nella al e e a ende con fid cia la gra ia comple a . Anna Labadia Derra a Napoli a rib i ce a M . A . e a S . D . S la g arigione della mamma di 85 anni dalla ro ra del femore en a rico ero all o pedale . Maria Sidolì di Cele e Cere e o dichiara che S . G . B . l ha g ari a da n men o ner o o che la ormen a a da d ca andole offeren e morali che ra en a di pera ione . Parma e a ri e anni ano la Gi ella Poggi Roma profe a i a ricono cen a a M . A. che prega a con an a fede ha fa o ri abilire o padre colpi o da infar o . A . R . Ca alcermelli Ale andria e prime la a più i a ricono cen a a S . G . B . a S . D . S . a i i San i ale iani e a Papa Gio anni per la con in a a i en a e per gra ia rice a. Famiglia Ca inelli Alba C neo in ia of fer a a M . A. che le ha al a o la bambina Maria Tere a in n gra e inciden e di mo ore a. CI HANNO PURE SEGNALATO GRAZIE MESE DI OTTOBRE con in a ione Br olo Eli a B a Ciancio Lilla B rlina D . Mario Ciccio o Pia Caddeo Lin ccia Cad deo Mellai Teodora Caffaro Maria Calia Rai monda Canni aro Tan illo Ca erina Cappella France ca Capria a Ro a Cardone Tere a Carpen iero Pa q ale Cara Cora Ca adei Cla dino Ca ello Garini L cia Ca iglione I abella Ca an aro Maria Tere a Cer i Maria Chiodini L igia Ved . Re Cicale e Anna Ciceroni Nina Cirincione Conce ina Ci lla Rina Cofano Gio anna Colombo Liliana Colonna Ferdinanda Col i Romana Comini Ine Con onni Maria Copello Michelina Copiello Angela Coppi Miria Cordone Anna Cor ino Vi oria Co a Ri a Cre ce For na a Cro i Ro a C ccoli Ca . Uff. Carlo D An ona Filippina Demicheli Lena De Paoli Ter illa De ani Maria Di Deco Gio anni Di Giacomo Maria Di Na ali Angelo Donadoni Carolina Donino Anna Maria D Onofrio Cla dina Fac ciolo No ar E genio Fan ini An onio Fa ina Adriano Fa re Palmira Fen Sor Gra ia Ferran i Wanda Ferri Zane i Virginia Fini Sal a ore Fi i Ca erina Forno Eraldo Franchi L igia Franco Sal a ore Fra Maria Fra ini Maria Fron ini Amalia Ved . Fore ieri Fr goni Ma ilde Fr oli Angelina Fr ari Angelina Gall cci Famiglia Gambera Gi eppina Gandolfo Anacle o Gari Gio anna Ga i Ro a Genero Maria Geraci Gi eppina Germani Albina Ghi oni Famiglia Ghi oni Ri a Giacoma o Pierino Giacomelli Pierina Giallombardo Gi eppe Gianne o Gi eppa Giannone Sarina Gilardi Carolina Giordano Gi eppe Gi liani Angela Gnolfo Angelo Go o Dalma o Rina Graci Maria Gramba Ro a Gro o Monica G en ani Famiglia G erreca Conce a In erni i Maria I aldi Clelia Labadia Demo a Anna Lad Pie ro La pina Tere a La ona Gi eppina Leone i An onie a Lombardi La ra Loren e i L igia Lo o i Ti o L ca Zi a Maccagno An elmina Macchello Delfina Mai An onie a Manca Mar ino Mandrino Felici a Mannini An onie a Marchi Maria Mareni Tre i an Irene Mari nari Anna Marini D . Carlo Marino Riggi Gi eppa Ma ino Gi eppa Ma a Anna Ma oca o Coemi Ma one Immacola a Meag gia France ca Mele Ca la Nina Menghini Fiorella Me ano Trofimena Mina a Ricca Cla dina Mini eri Venere Mi raca Gi ep pina Moi io Emeren iana Mol eni Carola Ved . Galb era Mon icone Fra elli Moré Maria Morlicchio Maria M lei Tere a M r a Amelia M ella Raffaele Nebiolo Anna Negri Amelia Nicola An onia e Maria Ni a Anna Maria No o Vi a N cifora Alfia Occelli Michele e Beni a O onello Sil io Paglio i Li ia Pani i Aldo Pani a Gi eppina Pan n cio Vi orio Panofrio Sal a rice Paole i Villelma Parolini Raffaella Parra icini Anna Pa q ale Rinaldi Ro ina Pa q ero Anna Pa i L cia Pelli ari An onie a Peran oni Eli abe a Perilli Angelica Pe rolini Gi liano e Maria Pe rone Prof. Ida Pe o Mari ccia Pian a Clara Piccolino Anna Ro a Pio i An o nie a Pi oglio Maria Poli Ti iana Pra i E er Pre ini Gi liana P l ino L igi Racca Ba ilio L igina Ra elli Elide Remorino Adelaide Re i o Angela Ri a Re elli Emma Ricceri Lo i Lina Rifero Anna Ri ellino L cia Romanin Mercede Ro ina Celia Simone Ro i Maria Ved. A an o Ro o Ro o Delfina Leonilda R biano Ri a R o Ro alia Sacco Ine Sala El ira Sal oglia Lina San oni Armida San opadre Adalgi a Saracco Gem ma Sari oli Sil e ro Scacheri Maria Scar ella Angelo Scoffone Schepi Carmela Le i ia Secchi An onio Ser e i France co Sidoli Maria iana Sirag a Seba So oni Ri a Sperandeo En a Sperino Gina Sprega Nella S roppioni Maria S rra Margheri a S o Erminia f a arelli Anna Mara Ta ella Berchia i L igia Te a L i a Tibi Nella Timo Br na Toma Franca Tonolli E elina Torchio Maria To i E er Tribocco Gi eppe Trombe a Sorelle Urge i Filomena Vacca Domenica Vale i Famiglia Vanoli An onio Van e i Cri ina Va che i Maria La ra Veglio Mar Ven rini Gi lio Villano a Marian na Vinan e Pierina Vi rano Minna Zacchero En a Zanella Urgarelli Anelina Zano i San i Danila Zappala Pina Ziliani G glielmina Z cchelli Rober o . 29 PREGHIAMO PER I NOSTRI MORTI SALESIANI DEFUNTI Don Gio anni Greíner fa Monaco Germania a 65 anni . Gio ane chierico f in ia o nel Bra ile do e pe e le e migliori energie . Dopo la econda g erra mondiale ri ornò in Germania e d ran e i no e anni del o i pe ora o in pa ria ide con gioia mol ipli car i le opere ale iane . S a prima preocc pa ione : con er are in me o ai confra elli lo piri o di Don Bo co . La fid cia dei periori lo por ò ancora in Bra ile do e per ei anni f a capo dell I pe oria del Ma o Gro o . Per ragioni di al e do e e ri ornare in Germania e per alc ni anni po é pre are la a opera in elligen e alla Proc ra Mi ionaria . Ri cì in al modo a o enere mol i ai i alle ca e e mi ioni dell America La ina . Un male erribile lo co rin e ad abbandonare il campo di la oro . La Madonna A n a lo por ò al premio proprio nel giorno della a fe a men re i no elli ale iani a ano eme endo la loro profe ione religio a. Don France co Víllalobo a San a Tecla El Sal ador a 66 anni . F acerdo e e religio o nel en o in egrale della parola . Come ale iano eppe ricopiare in é la erena e amabile calma di Don Bo co che gli apri a le por e dei c ori . Dalle e labbra non cì mai na pa rola di cri ica o di mormora ione. Vi e donando i e logorando i per le anime . Dire e per en anni impor an i Opere ale iane . Sao. Albino Ca ellaro a Moreno Argen ina a 57 anni . Sac. Pie ro A. Uber í a Cordoba Argen ina a 87 anni . Sac. Emilio jaegmín a Bo ign Belgio a 86 anni . Sac. Ferdinando Na rla a Mon e ideo Ur g a a 85 anni . Coad. Gio anni Lagorlo a Al a Gracia Argen ina a 83 anni . Sac. Ago ino Toma íno a B eno Aire Argen ina a 82 anni . Sac. Felice Domíng e Marrero a Caraca Vene ela a 79 anni . Sac . Igna io Knorr a Pannonhalma Ungheria a 74 anni . Sac . Carlo Sch ar e a Brùckena Germania a 78 anni . Coad. Eman ele Góme F en e a Si iglia Spagna a 71 anni . Sac . Angelo S aní Man o ani f a G a aq il Ec ador a 6o anni . Sac . I idoro Vi anc r a Mon e ideo Ur g a a 7o anni . Sac . France co de la Ho a Si iglia Spagna a 68 anni . Sac . O one Ríedma er a Bamberga Germania a 68 anni . Sac . Rena o Delafo e a Re in Francia a 67 anni . Sac . L d ig Adalber o a Helenenberg Germania a 65 anni . Sac. Ma imiiliano Zachlod a Ka o ice Polonia a 58 anni . Coad . Ba i a Ca agna f a B eno Aire Argen ina a 56 anni . Sac. Ke ín B rne a Th an Teh an Iran a 48 anni . Ch . Andrea Fabiano íc f a C er in k Polonia a 23 anni . COOPERATORI DEFUNTI Barone Do . Michele T ccí Ca . di Gr. Croce a Roma a 86 anni . Fig ra eminen e per la e emplari della i a cri iana per la laborio i e per l a accamen o alla famiglia . La nobil dei na ali an iché allon anarlo lo face a pro imo a i i bi ogno i che gli eni ano egnala i . La cari en a o en a ione f na cara eri ica a a. Si di in e nella i a ci ile come al o f n ionario nel Mini ero del l Agricol ra ; in q ella mili are q ale aloro o comba en e della prima g erra mondiale nella q ale meri ò al e onorificen e . F e i en ì ero Coopera ore ale iano . De o i imo di Maria A i lia rice e di Don Bo co ne propaga a la cono cen a e i en i a onora o allorché S periori Maggiori e Ve co i mi ionari lo i i a ano per ringra iarlo delle genero e elargi ioni che face a alle Opere e Mi ioni di Don Bo co . Colonnello Mario Aricò a Villa S . Gio anni Reggio Cal . . E comba en e pl ridecora o e allie o del San L igi di Me ina prende a par e con en ia mo ai con egni ann ali e ri ene a na grande for na l a er cono ci o il enerabile Don Michele R a nella a i i a alle ca e ale iane della Sicilia . Tere a Z cca na a Sope o a 76 anni . Per lei madre di o o figli la con ola ione più ambi a era a ere n figlio pre e e il Signore glielo conce e . Era felice q ando po e a re car i a rice ere i an i Sacramen i e a pregare nella Ba ilica di Valdocco . Le e de o ioni erano il Sacro C ore Maria A ilia rice Don Bo co e San Domenico Sa io . Gi lia Badengo Foco a Q argnen o Ale andria a 8o anni . Coopera rice con in a e affe iona a all Opera ale iana a c i donò na figlia S or Rina . Vi e na i a di la oro di acrificio e di offe ren a a e olo per il bene della a famiglia . L ISTITUTO SALESIANO PER LE MISSIONI con ere Lega i ed Eredi . Ad e i are po ibili con e Se ra a i d i o in . . . . n lega o : . ..la cio all i i Tere a Porro ed. Sperone a Vol ri Geno a a 87 anni . Coopera rice elan e e pia diede na figlia all I i o delle Figlie di Maria A ilia rice e ggellò la a i a an a con na mala ia oppor a a con amore e pa ien a . Margheri a Raimondo a Priocca d Alba C neo . Si è di in a per la a i a di fede e di for e coeren a cri iana che le ha meri a o la gra ia di d e figli acerdo i . Gi eppe Cordero a Priocca d Alba C neo a 59 anni . Padre di ndici figli . E emplare in ca a pio e cari a e ole con i. Angelica Melchíoní ed . Bellomí a Domodo ola No a 99 anni . Il prima o di longe i non f l nico raggi n o dalla eneranda ignora Angela Bellomi poiché cri iana a en ica e a d n pe o eppe calare la a fede nel e o della i a q o idiana dando ai figli na oda forma ione cri iana e collaborando a ogni ini ia i a di cari . S o mon men o i en e ono le re figlie en ra e nell I i o delle Figlie di Maria A ilia rice d e delle q ali or Ca erina nel Perù e S or Ro a in Pa agonia da più di 4o anni ono a er i io dei pal dici negli o pedali . Negli l imi anni la a preghiera era di en a q a i con in a . A chi le chiede a e non i anca e di pregare ri ponde a Io o empre co a dire al Signore . Plínía Garla i ed . Boem a S. Vi o al Tagliam . Pn a 9o anni . Vi e na in en a a i i di bene per la famiglia per q an i er a ano in difficol e per an e oca ioni acerdo ali e religio e . Con iderò pri ilegio a ere n fra ello e n cogna o Sale iani na cogna a Figlia di Maria A ilia rice e n figlio mi ionario Sale iano don Fa ino Boem . Donna di fede e di pie profonda a 85 anni al ò il figlio par en e olon ario per le Mi ioni del Bra ile con q e e parole : Benedirò il Signore e i edrò ancora ; ma lo benedico anche e non i ri edrò più q e a erra . E il Signore acce ò l oloca o per fe o p r concedendole la prem ro a a i en a delle figlie e del fra ello ale iano Jacopo Garla i . L igia Cerme oní in Alí er í a Vedano Olona a 8o anni . Ha alle a o con grande amore na n mero a famiglia e endendo le e c re ai nipo i e pronipo i . A e a per Maria A ilia rice e per Don Bo co na de o ione for e legge a il Bolle ino Sale iana e lo colle iona a gelo amen e dal 1930 . La Madonna olle premiare la a de o ione chiamandola a é per la fe a della a A n ione al Cielo . Olga Lo in Chec a Gabiano Ale andria a 59 anni. T a na i a con acra a al la oro e alla preghiera . Fer en e Coope ra rice ale iana ha dona o il orri o della a bon la l ce della a fede e il prof mo della a e imonian a cri iana . Mon . Gio anni Grego a Trie e . E plicò n m l iforme apo ola o come parroco di San An onio Ta ma rgo la com ni più n mero a della ci . Gio iale o imi a infa icabile p r ra an o la oro e mol eplici incarichi ro a a il modo e il empo di ricordar i dei ale iani che ama a ima a e ai a a con genero i an o ilen io a q an o genero a . Q ale dec rione dei Coo pera ori i enne empre icino all Ora orio in ia dell I ria che ogni an o allie a a con la a i i a e con la a benedi ione . Gi eppe Gambino a Torino a 76 anni . Vi e na i a mol o emplice fa a di bon e di fedel co an e a Dio e alla famiglia . Non i è aggrappa o a n lla nel mondo ma ha crea o nel o c ore n grande ilen io per l incon ro con Dio . Il o ricordo è per chi l ha cono ci o la l ce e la chiare a . Maria Ro a Fa arò ed. Gíardína a Palermo a 89 anni . Cri iana con in a e pra ican e con il con or e Pa q ale Giardina alimen ò impa ia e ima er o la no ra Famiglia con la le ra nel Bolle ino Sale iano . Vollero nella loro ca a al po o d onore le imma gini dell A ilia rice e di Don Bo co al q ale donarono olen ieri il figlio don Girolamo . Nella Famo a Trie e . Non è for are la Bibbia applicarle le parole : Chi ri cir a ro are na donna for e ? Il o pre o è ine imabile n . Per i ale iani e la parrocchia San Gio anni Bo co di Trie e la a mor e è a a na gra e perdi a . Nel mo imen o Coopera ori nell A ione Ca olica nella Conferen a di San Vincen o nella diff ione della b ona ampa por ò en a ri parmiar i la a fa i a collabora ione . La mor e ha po o fine alle e offeren e ma non alla a pre en a di i a e imo nian a cri iana . ALTRI COOPERATORI DEFUNTI Arecco Gio anni Barale Ca erina Ber olo i Gio anna Bo one do . a . Franco B icco Domenica Ca arico Benede o Ma ilde Co an o ca . Eman ele De Angeli do . Gio anni Ba i a Eg one L igi Fa ole An onie a Fon anella comm . Filippo Ga era Gabriella ed . Ro a Nicole o do . Gi eppe Rocchia Ce are Ro i Giraldi A n a Saraceni S riani Emma Vocca mon . Paolo . ede in TORINO ere o in En e Morale con Decre o 12 gennaio 1924 a ioni i con igliano le eg en i form le : o Sale iano per le Mi ioni con ede in Torino a i olo di lega o la Se ra a i in ece di nominare erede di ogni o an a l I i o la form la po rebbe e ere q e a : . . .Ann llo ogni mia preceden e di po i ione e amen aria . Nomino mio erede ni er ale l i i la ciando ad e o q an o mi appar iene a q al ia i i olo . l ogo e da a 30 n. 22 omma di Lire . .. o Sale iano per le Mi p ò legalmen e rice opp re ioni con l immobile ede in firma per e Torino e o CROCIATA MISSIONARIA TOTALE MINIMO PER BORSA L. 50 .000 • A er iamo che la p bblica ione di na Bor a in comple a i effe a q ando il er amen o ini iale raggi nge la omma di L. 25 .000 o ero q ando ale omma iene rag gi n a con offer e cce i e. Non po endo formare na Bor a i p ò con rib ire con q al ia i om ma a comple are Bor e gi fonda e BORSE COMPLETE Bor a : Ge ù Maria Gi eppe a c ra di F . G . L . 68o .ooo . ai a eci! Bor a : Linda Toffaloni Ro i a c ra della figlia Margheri a Vicen a . L. ioo.ooo . Bor a : A ilio e L i a Ma o i Cri olfi in memoria e ffragio a c ra dei figli Pado a . L . roo .ooo . Bor a : Maria A ilia rice e Don Bo co a c ra di Nicola Adamo Milano . L . loo .ooo . Bor a : Don Michele L igi Colombo ale iano in ricordo e ffragio a c ra delle nipo i Emilia e Gi eppina Colombo Milano . L . loo.ooo . Bor a : Maria A ilia rice a c ra di Pie ro Mar ini Verona . L . 100.000 . Bor a : Maria A memoria e ilia rice e Don Bo co in a c ra di M .V. ffragio di Marco Vaia 00 .000 . Tren o . L . Bor a : Don Michele R a a c ra di Piero Cari boni Lecco . L. 5o .ooo . Bor a : Don Paolo Albera a c ra di Piero Cari boni Lecco . L. So .ooo . Bor a : Sacro C ore di Ge ù e C ore dolci imo della Madonna in ripara ione delle offe e e in ffragio delle Anime del P rga orio a c ra di France co Marra e nipo e L igia S . Aga a dei Go i Bene en o . L. 50 .000 . Bor a : Ge ù Bambino Cele e Madre e S . Gi eppe pro egge e le mi ioni e ri eglia e la fede nei popoli a c ra di France co Marra e nipo e L igia S . Aga a dei Go i Bene en o . L . 50 .000 . Bor a : Maria A ilia rice in ringra iamen o per gra ie rice e a c ra di Gi eppe Sco o Mon e ca ini Terme . L. 50 .000 . Bor a : Sacro C ore di Ge ù e Papa Gio an ni XXIII in ricordo e ffragio del no ro babbo recen emen e compar o e di famiglia a c ra di N . N . Ao i i def n i della 50 .000 . a . L. Bor a : San Domenico Sa io pro eggi i i gio ani e in par icolare q elli della no ra famiglia a c ra di N . N. Ao a . L . 50 .000 . Bor a : Maria A ilia rice irima Gori ia . L . 96 .000. a c ra di L igi Bor a : Maria A ilia rice a c ra di Nicola Adamo Milano . L. 6o .ooo . Bor a : San Gi eppe a c ra di T .S . L . 95 .000 . Bor a : Sacro C ore di Ge ù e San i Sale iani a c ra di France ca Bajo Ca a eno o Como . L. 6o .ooo . Bor a : Maria A egge e la mia Bergamo . L. ilia rice e Don Bo co pro famiglia a c ra di Olga Bernini 50 .000 . Bor a : Maria A ilia rice e Don Bo co in ffragio e ricordo del figlio e del mari o a c ra di Ra i ina Ma a Fa olini Mar inengo Ber gamo . L. 50 .000 . Bor a : Don Michele R a p . g . r . a c ra di Gi eppe Forna ier Me re . L. 50 .000 . Bor a : Maria A ilia rice e S . G . Bo co in o cando gra ia a c ra di Bianca Ghirardelli Pre dore Bergamo . L. 50 .000 . Bor a : Maria A ilia rice e Don Bo co in ffragio dei geni ori a c ra di N . N . Firen e . L . 50 .000 . Bor a : Maria A ilia rice e Don Bo co adem piendo prome a fa a e in ricordo dei ale iani de f n i Don F . B. Della Torre e Don P. La olo a c ra di Gino Ferri E allie o e Coopera ore Mi lano . L. 50 .000 . Bor a : Maria A ilia rice mia con ola ione! a c ra di Arcangela Pala o Torino . L . 50.000 . Bor a : Maria A ilia rice e Don Bo co in lla pro ringra iamen o e in ocando pro e ione pria famiglia a c ra di R . T. Ale andria L . 50 .000 . . Bor a : Def n i Gallenea Do o in ricordo e ffragio a c ra di N . N. Fogli o Can. Torino . L . 50 .000 Bor a : San Gio anni Bo co in ocando pro i propri figli a c ra di N . N . L. 50 .000 . Bor a : Maria A ilia rice in ffragio ori def n i a c ra di N . N . L . 50.000 . Bor a : Maria A e ione dei geni ilia rice e Don Bo co ffragio di Margheri a Vercello i in a c ra dei proff . Ale andro e Mirina Co an o L . 50 .000 . Roma . Bor a : San Gio anni Bo co in ringra iamen o per la g arigione o en a a c ra di N. N . L . 50 .000 . Bor a : Maria A ilia rice S . D. Sa io e Papa Gio anni a c ra di N. N . Torino . L. 50 .000 . Bor a : Maria A ilia rice S. G . Bo co e San i Sale iani in ocando pro e ione i miei nipo i a c ra di T . B . Vercelli . L . 50 .000 . Bor a : Maria A ilia rice Don Bo co San o S . D . Sa io e San i Sale iani in ringra iamen o a c ra del dr . Gae ano Arnone Ca el ermini Agrigen o . L. 50 .000. Bor a : Maria A ilia rice e Don Michele R a in ocando gra ia a c ra di Ca erina Man ardi Madonna di Tirano Sondrio . L . 50 .000 . Bor a : Maria A ilia rice e S . G . Bo co in a c ra del dr . Franco Marelli Ca iglione delle S i iere Man o a . L . 50.000 . ringra iamen o e in ocando gra ie Bor a : Don Filippo Rinaldi e Simone Sr gi a c ra di Maria Verona Bregan e Vicen a . L . 50 .000 . Bor a ! Pio XII e Gio anni XXIII a c ra di Fabio de Paoli Pie e di Sacco Pado a . L. 50 .000 . Bor a : Maria A ilia rice e S . G . Bo co in ringra iamen o in ocando pro e ione e la g ari gione di n fra ello a c ra di Ca erina Te ore Sa ona . L . 50 .000 . Bor a : Domenico Sa io pro eggi Sal ccio ei oi cari! a c ra di Maria An onina Sireci na a Riggirello Cal a ro Palermo . L . 50 .000 . Bor a : Maria A ilia rice S . G . Bo co e Don Michele R a in ringra iamen o e in f fragio del mari o An onio Brignone a c ra di Maria Gedda Trino Vercelli . L . 50 .000 . Bor a : Maria A lippo Rinaldi ilia rice S . G . Bo co e Don Fi in ringra iamen o e in dei propri def n i a c ra di N . N . L. 50 .000 . ffragio Imperia . Bor a : SS . Nome di Ge ù della Coopera rice Egla in memoria e ffragio G arnaccia Z ccarello 50 .000 . a c ra di Don Nino Fallica Ca ania . L . Bor a : Maria A ilia rice e Don Bo co a c ra del dr . An onio Bo co Carmagnola Torino . L . 50 .000 . Bor a : Sacri C ori di Re ù e Maria in ringra iamen o e in ocando pro e ione a c ra di Rina e L igi Re ello . L . 50 .000 . Bor a : Mon . Ver ilia e Don Cara ario a c ra di Angelo Combi e famiglia Cremeno Como . L . 50 .000 . Bor a : Papa Gio anni XXIII perché pro egga le no re famiglie a c ra di N . N . L. 50 .000 . Bor a : Maria A ilia rice in ringra iamen o a c ra di N . N. L . 50 .000 . Bor a : Ge ù Sacramen a o Maria A ilia rice e S. G . Bo co gra ie per a ermi e a di o! benedi e e a i e e empre i miei familiari a c ra di na coopera rice mamma di n e allie o . L . 50.000 . Bor a : Papa Gio anni XXIII e Don Pie ro Berr i a ffragio dei propri cari def n i a c ra di An onie a Canepa ed. Cerr i Ni a Fran cia . L . 50 .000 . Bor a : Maria A ilia rice e S . G . Bo co in o cando pro e ione lla propria famiglia a c ra della In . Paola Calabrò ed . Pa ané Ca ania . L . 50 .000 . Bor a : Don Bo co a c ra di Fernando Marche i Milano . L . 50 .000 . Bor a : Don Filippo Rinaldi gra ie e empre pro eggimi! a c ra di Paola Melloni Como . L. 50 .000 . Bor a : Ge ù Sacramen a o Maria A ilia rice e S. G . Bo co in ocando la g arigione del mio figli olo a c ra di Gregorio Bif lco O a iano Napoli . L. 50 .000 . Bor a : San Gio anni Bo co ai a eci empre! a c ra di L igina Ca allo i e orelle Carbonara Scri ia Ale andria . L . 50 .000 . Bor a : Pie ro Saba ini in memoria a c ra di Don Gi eppe Ma a Roma . L . 50 .000 . Bor a : Maria A ilia rice S . G. Bo co e San i Sale iani in ringra iamen o e propi ia ione a c ra di M . R. Ale andria . L. 50 .000 . eoNT oa BOLLETTINO SALESIANO Si p bblica il 1o del me e per i Coopera ori Sale iani; il 15 del me e per i Dirigen i dei Coopera ori S in ia gra i amen e ai Coopera ori Bene fa ori e Amici delle Opere Don Bo co Dire ione e ammini ra ione : ia Maria A ilia rice 32 10100 Torino Tel . 48 .29.24 Dire ore re pon abile Don Pie ro Zerbino A ori . del Trib. di Torino n. 403 del 16 febbraio 1949 Per in iare offer e er ir i del C .C . Po ale n . 2 1355 in e a o a : Dire . Generale Opere Don Bo co Torino Spedi . in abbon . po ale Gr ppo 2 70 1 Per cambio d indiri q indicina o in iare anche l indiri jo1lo MONI NO i i empi. Leg Eroi e a en re di oria cien a e . ecnica mondi genda e cinano . che affa T . Bo co SEGRETI DELLA SCIENZA E DEL LA TECNICA ∎ F . Zani GLI AVVENTURIERI DEL FAR WEST ∎ O . Vi en ini L ARDITO DEL Mi i e omini piane i cono ci i e an ichi ca elli medioe ali : mondi di er i da coprire e da cono cere . CONTE VERDE ∎ L . Wallace BEN HUR ∎ H . Tich IL BIANCO SAHIB ∎ R . 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