MARKETING CHANNEL La creazione di valore nella distribuzione specializzata Gianpiero Lugli CORSO DI LAUREA MAGISTRALE TRADE-MIDA Capitolo 2 IL MERCATO DELL’AUTOMOBILE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO : Importanza dell’acquisto e del successivo costo di esercizio , che ha superato il valore del bene L’importanza della spesa non deve far pensare che le componenti emozionali – soggettive siano di poco conto nell’acquisto ( soddisfazione , status symbol, profilo ) A-razionalità degli acquisti ( donne e fuoristrada, auto sportive e anziani) Dalla massificazione ( modello T della Ford ) alla personalizzazione della motorizzazione di massa L’automobile è un experience good che deve essere distribuito da operatori specializzati dotati di particolari risorse e competenze per gestire la compravendita e il servizio post vendita ( concessionari, salonisti, filiali ) I PARAMETRI DEL MERCATO : Tasso di motorizzazione (2.1 ) Progressiva saturazione della domanda ( immatricolazioni = rottamazioni ) e stabilità del parco circolante : 600-700/1000 Sviluppo della Domanda di sostituzione, car pooling – sharing G. Lugli Università degli Studi di Parma IL MERCATO DELL’AUTOMOBILE DA MERCATO DEL VENDITORE A MERCATO DEL COMPRATORE : Domanda superiore all’offerta e conseguente lead time di parecchi mesi nel mercato del venditore (1° stadio della motorizzazione e nuovi modelli ) Eccesso di offerta sulla domanda e conseguente mercato del compratore a partire dagli anni ‘70 : Competizione dilatando le reti commerciali Competizione offrendo ai concessionari incentivi premiali sui volumi annuali, con la conseguente attivazione di una intrabrand competition a livello distributivo Aumento del potere contrattuale dei consumatori dovuto, oltre che allo squilibrio domanda – offerta , a: Possibilità di rinviare a lungo acquisti di sostituzione Competizione di prezzo dei concessionari per raggiungere i target annuali ( 5-8% ) e sviluppo delle auto a Km zero Trasparenza del mercato per le quotazioni on line G. Lugli Università degli Studi di Parma IL MERCATO DELL’AUTOMOBILE DALLA PRODUZIONE STANDARDIZZATA DI MASSA ALLA GLOBALIZZAZIONE : Il fordismo nel secondo dopoguerra Abbattimento barriere e internazionalizzazione dal 1973 Globalizzazione con distribuzione impianti dal 1990 (T2.2) MERCATO UNICO ( 1993 )E PREZZI : Il lento e altalenante allineamento dei prezzi ( T2.3 ) Motivi del disallineamento ( diversa fiscalità, differenze di prodotto, diversa intensità competitiva nei paesi, diversa elasticità della domanda ed obiettivi di quota / profitto) Difficile pesare l’incidenza della riduzione del prezzo indotta da una fiscalità relativamente alta In un mercato aperto e competitivo: I prezzi –paese dovrebbero convergere le differenze nazionali di struttura dovrebbero ridursi ( per es. nel caso dell’Italia, il numero di officine indipendenti) Il prodotto viene continuamente migliorato ed i prezzi vengono abbassati , al netto delle variazioni di prodotto ( da 100 nel 1996 a 87,5 nel 2004, nonostante un aumento dei costi del 50% ) G. Lugli Università degli Studi di Parma IL MERCATO DELL’AUTOMOBILE STRATEGIE DI RIORGANIZZAZIONE DELLE CASE: Aumento degli investimenti in R&D ( 4-6% ) Aumento della gamma al punto che la tradizionale segmentazione in generalisti e specialisti non è più così rilevante Riorganizzazione della filiera : Riduzione dei costi della componentistica delocalizzando Delega ai fornitori diretti della organizzazione della subfornitura sottostante Specializzazione nella architettura delegando ai fornitori anche la innovazione dei componenti Condivisione di pianali e componenti tra diversi modelli appartenenti anche a concorrenti Estensione del build to order Orientamento alla riduzione del time to market G. Lugli Università degli Studi di Parma IL MERCATO DELL’AUTOMOBILE EVOLUZIONE DELLA DOMANDA AUTOMOBILISTICA: Ampliamento della domanda potenziale dagli anni ‘90 Segmentazione della domanda e conseguente ampliamento delle gamme produttive ( T 2.5-6 ) La frammentazione dell’offerta , con la conseguente riduzione del numero di pezzi venuti per segmento, è avvenuta in un periodo di riduzione dei prezzi reali A parità di segmento, non sono più i differenziali di prezzo a guidare la scelta, ma i differenziali di stile, tecnologia e prestazioni di guidabilità – sicurezza Essendo aumentata la elasticità della domanda alla varietà e alla innovazione, l’industria è costretta a innovare per sostenere una domanda di sostituzione che può rinviare l’acquisto funzionale G. Lugli Università degli Studi di Parma LE RETI DISTRIBUTIVE EVOLUZIONE DELLE RETE DEDICATA : Il rapporto di concessione è nato negli USA e si è successivamente diffuso in Europa in alternativa o in aggiunta delle succursali (Germania , Francia ) Espansione della rete di concessionari dai 2350 del 1971 ai 5500 del 2000 per l’espansione del presidio e delle marche A partire dal 2000, Forte concentrazione della rete, che conta 3800 unità nel 2006, alla ricerca di maggior efficienza La struttura del canale per segmento di clientela ( f2.2) Il basso potenziale di diversificazione della GDO e la conseguente improbabile intertype competition , nonostante la 1400/2002 Il ruolo meramente informativo di internet nella commercializzazione dell’automobile per il vincolo dell’usato e la personalizzazione richiesta LE AREE DI BUSINESS DELLA CONCESSIONARIA Vendita del nuovo e ritiro dell’usato ( fuori dal rapporto di concessione ) Compravendita dell’usato su piazze estere per compensare i bassi margini del nuovo Assistenza post vendita , anche se non è più obbligatoria, per il contributo alla marginalità e alla fidelizzazione ( sostegno delle case con il progressivo allungamento della garanzia ) Gestione magazzino ricambi originali Finanziamento diretto o indiretto ( attraverso finanziarie delle case ) Noleggio e carrozzeria ( più raramente ) G. Lugli Università degli Studi di Parma LA REGOLAZIONE EUROPEA DEL 2002-2010 ELEMENTI DISTINTIVI DELLA NUOVA NORMATIVA : Ostacolo alla discriminazione spaziale del prezzi Obbligo di optare per la distribuzione esclusiva o per quella selettiva senza possibilità di cumulo Proibita la vendita attiva fuori della zona di esclusiva Standard qualitativi o quantitativi nella D. selettiva Proibita la vendita ad altri distributori nella D. selettiva Abolita la clausola di localizzazione che impediva ai concessionari selettivi di aprire filiali in altri paesi I concessionari selettivi hanno la possibilità di vendita attiva in tutti i paesi e via internet Tutti i concessionari possono cedere l’azienda ad altri concessionari senza il nulla osta del fornitore, specializzarsi nella sola vendita o svolgere anche la attività di assistenza post vendita Possibilità di vendere anche altri marchi senza locali e personale dedicato, evitando però la “confusione” G. Lugli Università degli Studi di Parma LA REGOLAZIONE EUROPEA DEL 2002-2010 Vietata ogni discriminazione tecnica tra officine autorizzate e non ( diagnostica, strumenti,…) Libertà delle officine di utilizzo di ricambi originali e non ad eccezione delle riparazioni in garanzia L’IMPATTO ATTESO DELLA NUOVA REGOLAZIONE Obiettivi di aumento della competizione interbrand e intrabrand , riequilibrio di potere nel canale, miglioramento della integrazione del mercato unico Improbabile realizzazione di alcuni obiettivi indicati : Dipendenza fisiologica del concessionario e condizionabilità della sua condotta con le leve di trade marketing ( VW ) Sviluppo delle reti dirette nei grandi mercati dove sono richiesti maggiori investimenti di impianto ( f2.3 ) Comportamento cauto dei produttori di componenti che forniscono prodotti per il primo impianto , con politiche di prezzo che privilegiano le case rispetto al consumatore L’unico risultato sicuramente positivo è la rilevante crescita del multimarchismo dal 2002 G. Lugli Università degli Studi di Parma ANALISI COMPARATA DELLE RETI EUROPEE STRUTTURA E PERFORMANCE : Dalla proliferazione alla concentrazione per migliorare l’efficienza e l’efficacia nella relazione ( f2.5-6-8-9,t.2.8 ) Drastica riduzione dei concessionari dei marchi italiani a seguito della perdita di quote di mercato ( t 2.6 ) L’effetto di scala atteso dalla concentrazione non si è prodotto o, quantomeno, esistono concause che hanno agito in senso inverso ( f2.7 ) LE AREE DI BUSINESS DELLE CONCESSIONARIE : La vendita del nuovo ha il peso maggiore , ma in calo rispetto all’usato, manutenzione e ricambi La struttura del business varia a seconda del tipo di concessionaria e del paese ( t.27) La bassa profittabilità dell’usato e dell’officina in Italia sono fittizi in quanto riconducibili a prassi contabili ( supervalutazione dell’usato in permuta e ricambi contabilizzati al magazzino ) G. Lugli Università degli Studi di Parma LE RETI DI ASSISTENZA EVOLUZIONE DELLA STRUTTURA : Forte sviluppo delle officine autorizzate dalle case , che producono apparecchiature elettroniche specifiche Officine indipendenti multimarchio che impiegano apparecchiature elettroniche multistandard ( l’obbligo della NBER di accessibilità alle informazioni tecniche e alle apparecchiature è sostanzialmente disattteso ) Tranne che per gommisti e carrozzieri , è cambiata la natura della specializzazione nell’assistenza : dalle funzioni ( elettrauti, carburatoristi, …. ) alle marche Polverizzazione assoluta-relativa della rete italiana (t2.9) La nuova sfida tecnologica ha spinto la concentrazione in Italia e l’ingresso di format discount di assistenza rapida multimarca ( fast fit ) all’estero Lo sviluppo tecnologico del prodotto e la riduzione della marginalità nella vendita del nuovo stanno spostando la struttura e l’attività verso i modelli europei ( f2.10 ) G. Lugli Università degli Studi di Parma LE RETI DI ASSISTENZA IL NUOVO ORIENTAMENTO ALLA CUSTOMER SATISFACTION DELLE CASE AUTOMOBILISTICHE : Sottoutilizzazione impianti e difesa delle quote Scarsi risultati dei target quantitativi assegnati alla rete L’infedeltà è causata più dall’insoddisfazione nel servizio che dalla insoddisfazione nel prodotto Incentivi parametrati sulla customer satisfaction NUOVI STRUMENTI DELLA CUSTOMER CARE : Attenzione e cortesia in tutta la catena di relazione Modificazione degli investimenti mktg delle case ( costi e ricavi marginali della pubblicità, dalla pubblicità di prodotto per conquistare al mktg per fidelizzare ) Sviluppo del marketing diretto off-on line nella rete ( dalla richiesta alla offerta del tagliando sulla base della percorrenza media e su un ventaglio di date utili ) Sviluppo di strumenti informativi per tracciare i clienti G. Lugli Università degli Studi di Parma LE RETI DI ASSISTENZA LA DISTRIBUZIONE DI RICAMBI E ACCESSORI : La diversificazione dei produttori al di fuori dell’automotive , tra primo equipaggiamento e after market, tra originali e prodotti equivalenti ( es Bosh ) rende incerta la valutazione del mercato La struttura del canale in Europa ( F 2.11 ) In Italia, il peso dei ricambi originali è molto inferiore alla media europea e si colloca intorno al 40% Probabile incremento di peso dei ricambi originali per effetto della politica di allungamento della garanzia da parte delle case , oltre che per la riduzione della frequenza dei tagliandi Sviluppo di reti fast fit per interventi urgenti non su appuntamento e fuori dal tagliando periodico G. Lugli Università degli Studi di Parma TRAIETTORIE EVOLUTIVE ALTERNATIVE CONCESSIONARIE FAMILIARI O DEALER GROUP ? Necessità di mantenere una rete articolata per soddisfare le diverse esigenze della clientela Difficile pensare che in Italia i dealer group possano arrivare al 40% del mercato inglese per la modestia delle economie di scala nette e l’ostilità delle case , che temono lo sviluppo di un potere contrattuale e lo sfruttamento delle imperfezioni del mercato Possibilità per le case di governare i piccoli concessionari con target capaci di misurare l’efficienza relativa e condizioni legate ai livelli effettivi di performance CONCESSIONARI MONOMARCA O PLURIMARCA ? Channel leadership della Casa, vertical branding e sviluppo del ruolo del concessionario nel soddisfare la nuova domanda di mobilità ( leasing, car sharing) nel caso di brand in crescita come quota e come immagine : MONOMARCA Nel caso di brand che perdono quota e sono gravati da eccesso di capacità produttiva , la distribuzione cessa di essere una leva governata dalla casa ( distribuzione esclusiva, sconti, fuori canale , importazioni parallele e riciclo auto da noleggio ) : MULTIMARCA G. Lugli Università degli Studi di Parma TRAIETTORIE EVOLUTIVE ALTERNATIVE BUILD TO ORDER OR BUILD TO STOCK ? Le alternative logistiche che impattano sul costo e sulla qualità del servizio : prelievo dallo stock della concessionaria, trasferimento tra concessionarie, stock nazionale, ordine alla fabbrica ) La strada del miglioramento del livello e della qualità del servizio senza appesantire i costi rispetto al BTS: sistema informativo per localizzare la vettura desiderata, variazione dell’ordine fino a ridosso della produzione, centralizzazione delle scorte liberando i concessionari della pressione dello stock, stock virtuale attraverso l’apertura della banca dati ordini di tutti iconcessionari per vetture non ancora assegnate) Il miglioramento nel livello e nella qualità del servizio è limitato dalle esigenze commerciali delle case che operano in sell in G. Lugli Università degli Studi di Parma QUESITI DI STIMOLO DELL’APPRENDIMENTO COME MAI LE CASE AUTOMOBILISTICHE HANNO SCELTO IN MASSA LA DISTRIBUZIONE SELETTIVA SCARTANDO QUINDI LA DISTRIBUZIONE ESCLUSIVA? LA NEW BLOC EXEMPTION E’ RIUSCITA AD AUMENTARE L’AUTONOMIA DEL RIVENDITORE DI AUTO E A RINFORZARE L’INTRABRANDCOMPETITION? Separazione distribuzione esclusiva - selettiva Multimarchismo Separazione vendita e assistenza Liberalizzazione della distribuzione dei ricambi Le ristrutturazioni e i salvataggi in atto riusciranno a correggere l’eccesso di capacità del settore ? Quali conseguenze ci possiamo aspettare : dall’eccesso di capacità del settore ? ( A.1 – 2 ) Dalla modifica della composizione delle vendite ( light )? G. Lugli Università degli Studi di Parma QUESITI DI STIMOLO DELL’APPRENDIMENTO E’ probabile che anche in Italia si sviluppino filiali e succursali convergendo così verso il mercato francese e tedesco ? Come si spiega la riduzione di redditività dei concessionari in un contesto di forte riduzione della numerica ? Quale importanza attribuiscono i costruttori alla relazione del concessionario col cliente al fine della fidelizzazione al brand ? Che significato ha la ristrutturazione delle condizioni di vendita che vede la riduzione degli sconti sui volumi a fronte di un aumento di incentivi legati alla qualità del servizio ? G. Lugli Università degli Studi di Parma T 2.1 – Evoluzione del tasso di motorizzazione in alcuni paesi (vetture circolanti ogni 1.000 abitanti) Paese 1950 Italia 1960 1970 1980 1990 2000 2004 2008 6 98 210 330 499 563 581 598 Germania (1) 11 73 216 417 479 532 549 503 Francia 37 111 232 417 422 475 493 481 Gran Bretagna 43 G. Lugli Università degli Studi di Parma 32 167 312 409 475 504 494 Tabella 2.2 - Evoluzione del tasso di motorizzazione (veicoli circolanti per 1000 abitanti) Fonte: Nostre elaborazioni da OCDE ed Anfia. 1985 1990 1995 2004 Polonia 117 160 229 344 Turchia 27 37 65 89 Argentina 173 180 167 183 Brasile 86 87 89 118 China 3 5 8 14 India 3 5 6 8 Corea del Sud 25 71 177 294 G. Lugli Università degli Studi di Parma 2008 403 92 146 113 17 10 248 Tabella 2.3 – Differenziali massimi di prezzo di alcune vetture nell’Unione Europea ( Segmento/ Marca/ Modello B Citroen C3 Picasso Prezzo Medio Europeo:Paese Indice=100% 13.301 100% Finlandia B Fiat Punto 10.634 Evo 100% Cipro B Ford Fiesta 9.593 100% Finlandia B Opel Corsa 9.970 100% Slovenia B Peugeot 9.427 207 100% Malta B Renault 10.486 Clio 100% Slovenia B Seat Ibiza 8.060 100% Svezia B Toyota 11.261 Yaris 100% Slovenia B VW Polo 7.970 100% G. Lugli Università degli Studi di Parma Slovenia ITALIA Indice 14.621 109,9% 12.665 119,1% 10.075 105,0% 10.283 103,1% 11.856 125,8% 11.517 109,8 9.076 112,5 11.900 105,8% 9.916 124,4% Prezzo più basso/Indice/ Paese 11.464 86,2% Regno Unito 10.634 100% Cipro 8.978 93,6% Rep. Ceca 9.643 96,7% Danimarca 9.427 100% Malta 10.256 97,8% Polonia 9.876 122,4% Belgio 10.611 94,3% Rep. Ceca 7.460 93,6% Rep. Ceca Prezzo più alto/Indice/ Paese 15.928 119,8% Francia 13.739 129,2% Germania 12.001 125,1% Regno Unito 12.457 124,7% Germania 13.045 138,4% Spagna 13.597 129,7% Francia 8.018 99,4% Danimarca 13.529 120,2% Germania 10.210 128,1% Germania Differenziali massimi 33,8% 29,2% 31,5% 28,0% 38,4% 31,9% 23,0% 25,9% 34,5% Tab 2.5 - Tabella 2.5 Articolazione della gamma in Europa occidentale in base alla carrozzeria , Carrozzeria Berlina Station Wagon Monovolume Piccolo Monovolume Compatto Monovolume Grande Multispazio Crossover Cabrio e Spider Coupé Fuoristrada Combi % Gen/Dic 2008 63,46 9,95 5,30 % Gen/Dic. 2009 66,43 8,11 5,48 6,76 4,70 - 31,25 1,01 0,59 - 42,34 0,82 1,47 1,23 1,61 7,85 0,54 1,38 2,32 1,00 2,57 7,05 0,37 66,96 56,55 - 19,99 58,06 - 11.42 - 31,89 G. Lugli Università degli Studi di Parma Fonte : CCFA Var.% 2008/2009 3,51 - 19,39 2,44 Tabella 2.6 - Aumento della varietà dell’offerta nel mercato italiano: 1982-2010 Fonte: ns. indagine su dati Quattroruote, Anfia, Unrae, 1982 2010 Numero di modelli 170 282 Numero di version 696 3271 Media versioni per modello 4,1 11,6 Numero di marchi* 51 54 Media num. Modelli per 3,2 marca Media num. Versioni per 12,9 marca G. Lugli Università degli Studi di Parma 5,5 64,1 Figura 2.2 – Canali di vendita degli autoveicoli COSTRUTTORE / IMPORTATORE Vendite indirette Vendite dirette (succursali) Concessionario Importatore/Salonista Rete Secondaria Vetture usate CONSUMATORE G. Lugli Università degli Studi di Parma Figura 2.3 – Evoluzione dei punti vendita delle Case Numero di punti vendita 500 +56% 450 +117% 429 411 400 350 300 +149% 263 250 217 197 200 +125% 189 +94% 150 100 38 50 74 87 84 0 Francia Germania Italia 1999 Fonte: ICDP e GMAP G. Lugli Università degli Studi di Parma 2005 Spagna UK Figura 2.5 – Evoluzione delle reti distributive nei princiapli mercati europei (1998-2005) FRA GER ITA SPA UK -3% -10% -13% -19% -14%-15% -32% -37% -41% -44% Mandati Fonte: GMAP European Car Distribution Handbook Punti vendita Fatturato medio per mandato (in mln €) Figura 2.6 – Recente evoluzione del fatturato medio mandato 30 25 +61% 20 15 +47% +75% +53% +89% 10 5 0 Francia Germania 1998 Fonte: London Economics G. Lugli Università degli Studi di Parma Italia 2000 2002 Spagna 2004 UK Figura 2.8 – Evoluzione quota di mercato Top50 Dealer Quota di mercato (vetture nuove) 40 FR UK 45 5 5 GE IT 5 35 30 17 14 25 20 16,5 37 37 37,5 7 7 15 3 8 10 19 21,5 2 22 11 5 3,5 15 16 2003 2005 11 14,5 16,7 2003 2005 0 2001 2003 2005 2001 2003 2005 Top 50 Dealer (Indipendenti) Fonte: ICDP e singole fonti nazionali G. Lugli Università degli Studi di Parma 2001 2001 Succursali delle case Fatturato complessivo 2005 (in mln di €) Figura 2.9 – Distribuzione del fatturato dei primi 50 concessionari italiani (2005) 650 600 550 500 450 400 350 300 250 200 150 100 50 0 Fonte: Quintegia/Top50 Dealer G. Lugli Università degli Studi di Parma Fatturato medio Media Tabella 2.8 – Valori medi dei primi 50 concessionari italiani (2001 - 2005) 2001 2003 2005 Fatturato medio 139 151 181 Media dipendenti 213 215 237 Media vendite nuovo 6.232 6.601 7.491 Media vendite usato 3.019 3.592 3.920 Media usato : nuovo 0,48 0,54 0,52 Fonte: Quintegia/Top50 Dealer G. Lugli Università degli Studi di Parma Tabella 2.6 - Numero Mandati per la vendita di autovetture Anno 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 Marchi Italiani 1735 1666 1540 1369 1300 1286 1116 1024 942 851 821 810 775 739 621 600 Marchi Europei (1) 2501 2503 2507 2411 2348 2354 2951 2829 2707 2713 2685 2440 2433 2274 2026 1927 Marchi Asiatici (2) 715 717 816 832 843 835 964 993 1066 1124 1137 1156 1102 1081 1165 1221 Totale Mandati 4951 4886 4863 4612 4491 4475 5031 4846 4715 4688 4643 4406 4310 4094 3812 3748 (1) Comprendono i marchi Ford, GM, Chrysler, Jeep. (2) Il marchio Daewoo di origine coreana divenuto Chevrolet sotto il controllo della GM è stato lasciato nel raggruppamento di marchi asiatici. Fonte: Federaicpa G. Lugli Università degli Studi di Parma Figura 2.7 – Risultato operativo su fatturato 4% ROS (ebit) 3% 2% 1% 0% FRA GER 1998 Fonte: London Economics 2006 G. Lugli Università degli Studi di Parma ITA 2000 SPA 2002 2004 UK Tabella 2.7 - Composizione del Conto Economico di una concessionaria in Italia e in UK Italia UK Margine operativo Contributo al Margine operativo Contributo al Percentuale Percentuale sul fatturato del Margine operativo sul fatturato del Margine operativo Fatturato Fatturato Business complessivo Business complessivo Nuovo 66% 1,50% 49,5% 60% Usato 19% -3,47% -33,0% 20% Ricambi 10% 15,00% 77,0% 10% Officina 5% 2,60% 6,5% 10% Totale 100% 1,96% 100,0% 100% Fonte: nostre elaborazioni da un campione d'imprese per l'Italia, Goldman Sachs per UK. G. Lugli Università degli Studi di Parma 1,17% 5,25% 10,50% 7,00% 3,50% 20,0% 30,0% 30,0% 20,0% 100,0% Tabella 2.9 - Aziende di autoriparazione nei princiapli mercati europei Italia Germania Francia Spagna UK 1997 103.982 42.079 39.066 46.074 25.839 1998 102.919 41.176 38.825 46.111 28.415 Fonte: London Economics (2006) G. Lugli Università degli Studi di Parma 1999 103.726 40.810 38.660 46.120 29.643 2000 102.863 39.959 39.171 48.227 31.109 2001 100.188 38.625 39.295 48.164 31.790 2002 98.158 38.145 39.301 48.591 32.393 2003 95.947 39.208 40.623 48.373 33.593 Figura 2.10 - I riparatori in Italia (1999-2005) Quota di mercato: 45% 70000 60000 Quota di mercato: 55% 50000 40000 30000 20000 10000 0 1999 2001 Riparatori autorizzati 2003 Riparatori indipendenti Fonte: European Car distribution Handbook e Gipa G. Lugli Università degli Studi di Parma 2005 Figura 2.11 – Canali distributivi delle parti di ricambio in Europa 20% Costruttori di autovetture Produttori di ricambi originali 44% 36% 56% Concessionari 63% Officine autorizzate 80% Importatori e Ricambisti all’ingrosso Officine Indipendenti Fast Fit Consumatori 63% Fonte: Nostre elaborazioni su stime CLEPA G. Lugli Università degli Studi di Parma Produttori di ricambi non originali 37% Vari a.1 – le vendite di auto nel 2008 G. Lugli Università degli Studi di Parma a.2 – l’eccesso di capacità nel segmento più consistente e in crescita G. Lugli Università degli Studi di Parma VW – Esempi di controllo distributivo Il caso più degno di nota riguarda la VolksWagen nei confronti dei concessionari italiani. Sono state riscontrate minacce di risoluzione del contratto a 50 concessionari se avessero continuato a vendere a stranieri ; in 12 casi queste minacce sono state implementate. Questo costruttore discriminava inoltre i concessionari che vendevano a stranieri abbassando il margine e i premi di fine anno semplicemente non conteggiando le vendite a stranieri , oltre a limitare le forniture di ricambi rispetto alle richieste. La sanzione comminata a VolksWagen, come si può vedere nella tabella seguente , è stata la più alta degli ultimi anni. 1998 2000 2001 2001 2005 Tipo di violazione paese produttore Periodo sanzione Restrizione alla esportazione Restrizione alla esportazione Prezzo imposto Restrizione alla esportazione Prezzo imposto Restrizione alla esportazione Italia VolksWagen 1988-1998 102 milioni € Olanda Opel 1996-2000 43 milioni € Germania Germania Belgio Volkswagen Daimler Cryser 31 miliuoni € 72 milioni € Olanda Pegeot 50 milioni € G. Lugli Università degli Studi di Parma