10 FEBBRAIO 2013 ANNO XXX - N. 880 G R AT I S Parrocchia Corpus Christi e Regina del Rosario - PP. Vocazionisti - Via Manzoni, 225 - 80123 Napoli Tel. 081.5756742 - 081.7690623 - 340.2449501 - www.ilgranellino.it - E-mail: [email protected] LA VERA VOCAZIONE E MISSIONE DEL CRISTIANO di P. LORENZO MONTECALVO SDV “Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini” (Lc 5, 1-11) e ti consideri veramente cristiano non potrai mai dire: la mia vocazione è fare il cantante o l’avvocato… La tua vocazione, infatti, è essere santo. E con il Battesimo, nella Chiesa, il Signore ti ha chiamato ad essere santo come Lui è santo. Infatti la Sacra Scrittura dice: “Sii santo come Io sono Santo!”. Il mestiere, la professione o il lavoro che scegliamo di fare è piuttosto un mezzo, che ci deve portare alla santità. Se quello che stai facendo, quindi, lo fai per amore, tu stai rispondendo concretamente alla tua vocazione alla santità. Ma cos’è la santità? Molti cristiani hanno un concetto errato di santità. Credono o pensano che la santità consista nel potere di fare miracoli o prodigi e che questo potere venga donato da Dio solo a quelli che sono predestinati e che, secondo loro, sono pochi, pochissimi. Come ci insegna Gesù, invece, la santità è amare. Perciò Egli, nel discorso della montagna, dice: “Siate perfetti (nell’amore) com’è perfetto il Padre vostro che è nei cieli!”. Gesù dice questo dopo aver spiegato cos’è l’amore cristiano. In sintesi, cos’è l’amore cristiano? L’amore cristiano inizia con un atto di volontà, come risposta alla chiamata di Dio: “Ecco, io vengo, Signore, a fare la tua volontà”. La volontà di Dio, manifestata in pienezza in Cristo Gesù, è che noi lo amiamo come Padre buono e misericordioso e che ci amiamo tra noi come figli dello stesso Padre. Per comprendere come dobbiamo amarci tra noi è essenziale che ascoltiamo quello che Gesù ci insegna nel discorso della montagna. E san Paolo fa un riassunto con le seguenti parole: “L’amore è paziente; è benigno l’amore; non è invidioso l’amore, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. L’amore non avrà mai fine” (1Cor 13, 4-8). S QUARESIMA 2013 Tempo di silenzio, di preghiera, di perdono e di elemosina. 13 febbraio MERCOLEDÌ DELLE CENERI ore 9.00 - Messa e imposizione delle Ceneri ore 18.00 - Messa e Imposizione delle Ceneri * * * – Per chi può c’è l’obbligo del digiuno e dell’astinenza dalle carni. uesto grande potere di amare lo riceviamo dalla grazia di Gesù Cristo, dall’amore del Padre e dalla comunione dello Spirito Santo. Più viviamo nel fuoco dell’amore di Dio Trinità, più grande è l’odio che iniziamo a nutrire verso – Ogni venerdì di Quaresima, Via Crucis alle ore 17.15. Q (continua in 2 a pagina) 2 il granellino (continua dalla 1a pagina) ogni mancanza d’amore. Il segno di una santità vera, allora, è proprio l’odio verso ogni forma di peccato e il desiderio di avere un cuore puro e retto. * * * i fronte a Dio, che si rivela come “il Santo”, come Isaia (Is 6, 1-2) e Pietro (Lc 5, 8), il cristiano prende coscienza di essere peccatore. Ma il sentirsi profondamente peccatore, davanti a Dio e alla Chiesa, è fonte di misericordia divina. Infatti il Signore, guardando compiaciuto alla sua umiltà, lo chiama a compiere una grande missione per l’umanità che vive nell’ignoranza del senso eterno della vita. È la missione di rivelare l’amore di Dio con la potenza dello Spirito Santo: “Non temere – disse Gesù a Pietro mentre tremava davanti alla Sua gloria e maestà – d’ora in poi sarai pescatore di uomini”! La Chiesa, e quindi ogni cristiano dalla fede adulta, ha la missione di salvare l’umanità dal male che la minaccia. “Voi siete la luce del mondo e il sale della terra…”. La luce serve per fugare le tenebre e il sale per preservare dalla decomposizione morale l’umanità. D * * * er rivelare l’amore di Dio agli uomini che lo ignorano bisogna averlo conosciuto in prima persona e non per sentito dire. Per conoscere poi l’amore di Dio bisogna che Dio si riveli. La sola ragione non è sufficiente per conoscere Dio, che è al di sopra di tutti i nostri sillogismi e ragionamenti filosofici, psicologici, scientifici e teologici. Dio Padre ci ha donato Gesù Cristo che, con la sua incarnazione, con la sua predicazione, con la sua morte in croce e con la sua risurrezione ci ha rivelato il volto e il cuore di Dio. Per questo motivo Gesù è la via dell’amore, la vita dell’amore, la verità dell’amore. n Ci scrivono ELOGI FUNEBRI Caro Padre Lorenzo, leggo volentieri Il Granellino, perché nella sua semplicità mi aiuta a capire molte cose della vita spirituale. Cosa ne pensi degli elogi funebri che i parenti fanno spesso in chiesa ai loro cari estinti? Il più delle volte si dicono cose che non hanno niente a che fare con la fede cristiana. Si parla a livello naturale e umano. Per esempio: “era affettuoso, era un gran lavoratore, si è costruito da solo…” etc. Raramente si dice: “era un uomo di grande fede, ci ha trasmesso la fede nel Padre celeste, l’amore verso la Chiesa, ci ha insegnato a perdonare il nemico” oppure: “se oggi amiamo Dio, i fratelli, la Chiesa è grazie a nostro padre…”. Parla- P PELLEGRINAGGIO IN TERRA SANTA con Padre Lorenzo dal 19 al 26 aprile 2013 Per informazioni: 081.5756742 re in questo modo è veramente una grande testimonianza resa all’assemblea. Non ti pare sia così? In queste occasioni, a mio avviso, basterebbe solo l’omelia del sacerdote! Saluti affettuosi… e perdona la pochezza del mio contributo. Giuseppina Vigna Cara Giuseppina, se il tuo contributo è stato dato con gioia e con il cuore non è mai povero! In quanto agli elogi funebri sono d’accordo con te. Basta solo l’omelia del sacerdote, che deve mettere in rilievo la morte e risurrezione di Gesù Cristo, perché i cristiani presenti alla celebrazione diventino più cristiani. P. Lorenzo LA SOFFERENZA Aldo Boccalatte L a sofferenza può essere sia fisica che psichica ed interrompe quella condizione di benessere che, generalmente, è presente nell’individuo normale. La sofferenza fisica ha quasi sempre, alla base, un dolore derivante da una malattia o da un trauma, che impedisce le normali funzioni dell’organismo affetto. La sofferenza psichica, invece, è dovuta solitamente ad una difficoltà esistenziale per più fattori concorrenti. Il credente, in questa condizione, si rivolge al Signore dicendo: “Signore, aiutami, perché sono incapace di sopportare questa sofferenza!”. E si chiede il perché della sofferenza. La sofferenza è entrata nel mondo quando l’uomo si è allontanato da Dio, suo Creatore e ha rotto l’alleanza stipulata con lui. Dio non vuole la sofferenza dell’uomo ma, quando essa interviene, la consente come una prova per il credente, che può, in piccolissima parte accomunarsi così alla Passione di nostro Signore Gesù Cristo. Il credente accetta la sofferenza anche considerandola come un fuoco che purifica dai propri peccati. La Santa Madre Chiesa considera la sofferenza salvifica quando quelli che ne sono afflitti trovano nell’aiuto del Signore la volontà di conversione. Personalmente, quando mi sono ammalato seriamente di linfoma, ho avuto modo di sperimentare la sofferenza, dalla quale sono afflitto tuttora. Da subito, però, mi sono affidato al Signore, perché mi aiutasse a sopportare e posso testimoniare che Egli mi ha esaudito. L’ho sentito vicino, il Signore nostro Gesù Cristo, nei momenti più difficili, nel corso degli accertamenti diagnostici e durante i cicli di chemioterapia. Dal trattamento, attualmente, ho tratto un notevole miglioramento e sono fiducioso che anche per il futuro potrò contare sull’aiuto di Dio, al quale mi rivolgo continuamente in lodi e ringraziamenti e benedizioni. “Ho sperato, ho sperato nel Signore ed egli su di me si è chinato, ha n dato ascolto al mio grido, mi ha tratto dalla fossa della morte”. il granellino 3 LE LACRIME CI SALVANO! Rita Bolognini È l’11 gennaio 2013. Arrivo a San Paolo Fuori le Mura: Roma. È tardo pomeriggio, è buio, piove ed è molto freddo. Siamo un gruppo di pellegrini UNITALSI. Flavio, la nostra guida, inizia ad illustrarci i vari capolavori. La basilica è maestosa. Raggiungo l’altare centrale dove prendono posto una dozzina di sacerdoti che pregando e cantando recitano i Vespri. Li ascolto; poi mi allontano e mi dirigo a sinistra dell’altare dove si trova la cappella del Santissimo Sacramento. Qui uno splendido crocifisso ligneo sostiene Gesù con il capo incassato nel collo, deformato, quasi, dallo sforzo di guardare a sinistra, dove la storia narra che Santa Brigida si fermasse a pregare. Torno indietro e mi fermo accanto all’ultima panca, dove al mio fianco c’è un giovane sacerdote; primo della fila dei confratelli che recitano l’ultima parte dei Vespri. Intanto gli addetti sistemano i cordoni bordeaux per garantire la tranquillità dei prelati. Ascolto e dall’emozione le lacrime iniziamo a solcarmi il volto. Il giovane presbitero mi guarda, mi sorride e prega cantando con sempre maggiore coinvolgimento. Le lacrime scendono copiose. Con la mano sinistra si chiude il mantello di lana mante- nendo il suo libretto ed intuisco che la mano destra raggiunge la tasca. La tira fuori sorridendomi. Credo voglia passarmi un fazzolettino ma mi porge il pugno chiuso. Apro la mia mano e raccolgo il suo contenuto: è la sua corona del Rosario con l’immagine della Madonna di Pompei e di Bartolo Longo. Il corteo si allontana. Tutti hanno visto, mi osservano incuriositi, ma non hanno inteso il gesto di comunione spirituale. Usciamo fuori, e il sacerdote corre con il suo mantello al vento per raggiungermi sul QUARESIMA: sagrato. Si avvicina e mi dice: “Grazie per le tue lacrime! Le Tempo in cui ogni giorno siamo chiamati a pregare così: tue lacrime ci salvano e mi Perdonami, Padre, perché ho peccato. fanno capire ancor più che ciò che ho scelto non è vano; esse ci mettono in contatto più diretto con Dio!”. Mi to a cercarlo, ma è sparito. Cerco lo sguardo degli altri, che piangono commossi e mi ringrabacia stringendomi le mani e corre via. Provo una forte angoscia, un dolore solido ziano! Mi domando: “Mi ringraziano di cosa? Io che occupa tutta la mia anima, cerco sollievo a non ho fatto nulla; io ho solo pianto e ricevuto n casa di Gesù. Ora sono confusa, stordita mi vol- un dono!”. LA CASA DELL’UOMO E LA CASA DI DIO INIZIO DELLA MIA CONVERSIONE Bruno Esposito Gino Picone a casa dell’uomo è quella seconda pelle che ci protegge dagli eventi naturali: freddo, caldo, pioggia, vento, neve… Ma la casa di Dio, che ci protegge dalle insidie del peccato, è un semplice edificio colmo di Spirito Santo, donatore di vita eterna. Questo è il significato straordinario della Chiesa, in cui incontriamo il Salvatore, che si dona a noi con la Santissima Eucaristia. Siamo stati consacrati per l’edificazione del Regno di Dio, anche se talvolta tradiamo il patto di alleanza stabilito con il Signore, dimenticando la nostra missione. Se non si sente il calore della casa e della famiglia, si trascura con indifferenza anche la Casa di Dio, senza comprendere il vero e profondo messaggio di Amore che Gesù, morendo sulla croce, ci ha lasciato per redimere i nostri peccati. È questo lo straordinario mistero della fede che si rinnova nella Sua Casa ogni volta che si celebra l’Eucaristia. Il Signore è presente in mezzo a noi e ci ospita nella sua Sacra dimora per incontrarci, per salvarci, per donarci la vita eterna. Per comprendere che Cristo è la pietra viva della Chiesa e che anche noi possiamo diventare pietra viva di un edificio spirituale, ho ricevuto un secondo battesimo: l’Amen di accettazione delle promesse fatte al Signore di incamminarmi in un percorso di fede e di amore spirituale per la mia salvezza. In questi pochi anni di cammino ho compreso che soltanto la luce di Cristo è la Verità e che, se noi siamo qui ed ora, è per consegnarci alla verità e alla parola di Gesù crocifisso e risorto, per servirlo, ospitarlo in noi e permettergli di purificarci. Tutto ciò che Dio ha creato ha il senso di essere sapienza al servizio dell’anima e se la fede non genera sapienza per l’anima, colmandola di gioia, di vita beata, di carità, di sguardo sereno sul mondo, è vana. La volontà di Dio è la salvezza dell’umanità. Egli ci ha creati per essere uomini felici, portatori nel mondo della Sua parola, della Sua forza spirituale e dell’amore infinito che ha n per le sue creature. L i sono giorni in cui vedi scorrere davanti agli occhi tutta la tua vita come le sequenze di un film. Fine dicembre 2012, le ombre già si allungano nella luce pomeridiana. Sono al campo Virgiliano a Posillipo. Il freddo accoglie solo poche figure colorate, marionette sparse sulla pista, ognuna nel suo spazio, ombre che si stagliano nel magico scenario. Il gioco di luci è un dono di Dio. Nel tramonto si perde il mio sguardo, rivolto a ponente. Silenzio. Pace. Tutto si colora di rosa, il vento cala e le fronde degli alberi interrompono la loro danza nell’aria. M’invade la gioia, una gioia profonda. Vivo. In armonia con tutto l’universo, penso a Dio. Il cuore si dilata. Una luce diffusa rischiara il cielo d’improvviso, un lampo abbagliante, resto come accecato… Affiorano alla mente le Parole proclamate negli anni di Cammino Neocatecumenale, le Celebrazioni Eucaristiche seguite con assiduità, i volti dei fratelli di Comunità. Fanno chiarezza in me, mettono in ordine i pensieri. Affonda nell’anima la prima radice. La mia Conversione è cominciata. n C PA R R O C C H I A C O R P U S C H R I S T I ORARIO MESSE FERIALE 9.00 SABATO 18.00 DOMENICA 9.00 - 10.30 - 12.00 - 18.00 La puntualità è segno di rispetto 4 il granellino QUANDO LA COPPIA NON ESISTE PIÙ… Pierpaolo Buglione o partecipato ad un convegno, a Roma, in cui si è trattato della complessa materia della conflittualità familiare e in cui diversi addetti ai lavori hanno avanzato proposte ai legislatori, affinché sia preso in considerazione un percorso di separazione coniugale pacifico. La tutela dei minori nei conflitti familiari è diventata infatti un vero e proprio problema sociale. Ci si è posti domande riguardanti la definizione del ruolo che il Garante Nazionale per l’Infanzia, nominato circa un anno fa, debba avere per la tutela dei minori e si è aggiunto il tema attuale della povertà economica, cui molte famiglie vanno incontro a causa di separazioni. Al centro dell’attenzione il nuovo governo dovrà mettere, con l’aiuto del Garante, i bambini e gli adolescenti, molti dei quali oggi sono vittime non solo dei conflitti genitoriali, ma di tutto un sistema che, invece di svolgere un ruolo e un’azione pacifica, non fa altro che incentivare il problema. In definitiva, io credo che i più deboli vadano sempre protetti, perché non avendo potere, né tanto meno parola, non diventino strumenti nelle mani di persone che credono di aiutarli, ma sono in un conflitto tale che impedisce di raggiungere qualunque intesa costruttiva. In fondo “lavarsi le mani”, in una questione tra chi ha “potere” e chi non ne ha, non significa essere neutrali, ma stare piuttosto dalla parte dei potenti. Cerchiamo di impegnarci tutti, allora, ogni giorno, perché non aumentino casi del genere e il problema possa essere affronn tato in maniera efficace. H DIALOGHI DI UN’ANIMA CON IL SIGNORE Lomamo Anima: Vieni, mio Signore, a farmi visita e portami il dono di sanare gli ammalati, di scacciare i demoni e di annunciare il regno di Dio con la potenza del tuo Spirito! Signore: Figlio mio, apri la porta del tuo cuore ed io verrò a farti visita! Tu mi sei caro. Voglio che tu condivida la mia vita, perché tutto ciò che è mio è tuo. Anima: Mio Signore, ti voglio accogliere nella mia casa come ti ha accolto Maria. Insegnami le tue vie. Parlami del Padre. Fammelo conoscere. Consacrami a Lui. Mio Signore, donami il tuo cuore! Signore: Se tu mi ascolti, toglierò da te il cuore di pietra e ti darò il mio cuore perché anche tu sia mite e umile. Figlio mio, spalanca le porte del tuo cuore alla mia venuta. Non avere paura, ma fidati e affidati a me, fatti plasmare dalla mia Parola. Io sono la tua verità. Anima: Signore mio, voglio che Tu regni in eterno e per sempre in me. Intendo e voglio servirti con fedeltà e gioia e lavorare nella tua vigna con zelo. Vieni, Signore mio Gesù, rivelami il volto del Padre. Questo mi basta. Grazie, Signore mio! QUARESIMA: Tempo di chiedere perdono a chi han offeso con parole e opere. DIO MI HA PRESO PER MANO Teresa Naldi uando, circa 15 mesi fa, è finita mia madre io avevo una così detta “religiosità naturale”, ovvero avevo un rapporto con un Dio, cristiano, non per forza cattolico, squisitamente personale. Ho sempre tenuto un comportamento ispirato a principi di etica, umanitari, ma non avevo una Fede vera. Di conseguenza, nel periodo immediatamente successivo, la perdita di mamma mi ha lasciato il famoso vuoto, quello smarrimento che ti prende quando ti senti sola, quando ti sembra che ti crolli il mondo addosso… In un attimo diventi grande e senti tutto il peso delle responsabilità, senza più possibilità di alcun paracadute. Poi ho cominciato a sentirla fortemente accanto e così ho ripreso la mia vita in modo sereno, confortata anche dal fatto che l’assenza di mamma ha comportato per tutti noi un grande rafforzamento dei rapporti familiari, di cui lei era il perno. Questo mi ha dato molta forza. I miei riferimenti, quindi, erano sempre e solo terreni, riferiti a uomini e donne terreni. Dopo sei mesi dalla morte di mamma ho ricevuto una chiamata dalla Madonna e sono stata a Medjugorije, dove ho ricevuto la grazia della Fede vera. Ho imparato a pregare e da allora questa è diventata un’esigenza così forte da portarmi ad ascoltare la Parola, partecipare alla Liturgia, prendere l’Eucaristia, anche ogni giorno, fino ad intraprendere il Cammino Neocatecumenale sotto la guida di Padre Lorenzo. Il mio avvicinamento alla Fede è stato un vero miracolo, infatti la spinta ad andare in pellegrinaggio è stato esclusivamente il desiderio di trascorrere tre giorni con mia sorella, e il luogo poteva essere ovunque… Non ero in un momento difficile, non mi sentivo sola, non cercavo (o non credevo di cercarLo) Dio. Ha fatto tutto Lui! È difficile spiegare queste cose se non si prova quella gioia e quella serenità interiori che non sono di questo mondo, che solo con la comunione in Gesù può donare. Quando, giovedì scorso intorno alle 20, ho ricevuto la telefonata in cui mi si comunicava che mio padre non stava bene, io ero ancora in ufficio. A quell’ora c’è sempre molto traffico e per raggiungerlo ci ho messo 3/4 d’ora: intanto pregavo non perché nostro Signore non lo portasse via da me, ma solo che me lo facesse salutare e principalmente non lo facesse soffrire né in terra né in cielo e Lui, ne sono sicura, mi ha ascoltato, perché ci ama ed è Buono. Arrivata a casa mio padre mi ha detto: “Sono andato via”, ovvero: “sono sereno, stai tranquilla, la mia vita terrena è terminata, raggiungo mamma”. E poi, in tono rassicurante: “Fai quello che devi fare”, ovvero: “non ti fermare, continua la tua vita come hai sempre fatto”. Ho passato la notte accanto a lui (anziché farmelo solo salutare mi ha donato una notte intera), la mattina ha perso conoscenza e in serata se n’è andato. Oggi che anche mio padre non c’è più, capisco che Dio mi ha preso per mano e mi ha fatto fare tutto questo meraviglioso percorso, per farmi trovare preparata ad affrontare questa perdita. Una perdita che, diversamente, sarebbe stata devastante. Quando mio padre è spirato ho provato un sentimento di gioia e mi sono rasserenata. Certo, fisicamente mi manca, ma non provo tristezza né smarrimento e sono certa che anche lui è con mamma accanto a Dio e sempre alle mie spalle. Ringrazio e ringrazierò sempre Dio per quanto ha deciso per i miei genitori e per quanto ogni giorno dà a me e a tutte le persone che amo. n Q Supplemento al n. 2 (febbraio 2013) [anno LXXXVI] della Rivista “Spiritus Domini” - Direttore responsabile: Sante Attanasio, Via Manzoni, 225 - 80123 Napoli - Autor. del Trib. di Napoli n. 1445 del 17-2-1961 - Stampa: Graphicus - Napoli - Tel. 334.308.15.15