COMUNALE DI OLGIATE COMASCO
DEL 19/03/2014
SINDACO LIVIO MARIA RITA: Allora cominciamo? Noi
sappiamo che abbiamo i due assenti che sono
tutti
via
per
lavoro,
quindi
non
arrivano
neanche le nomine. Il dottor Bianchi arriva? Non
sappiamo. Dai, cominciamo! Anche perché abbiamo
un punto solo all’ordine del giorno, poi, caso
mai, aspettiamo che arrivi la delegazione della
Camera di Commercio. Cominciamo con l’appello.
SEGRETARIO
COMUNALE
DOTTOR
FERRANTE
EMILIO:
Livio, Moretti Simone, Gabaglio Ivano, Cerchiari
Luca, Mariella Bernasconi, Amico Angelo, Molteni
Laura
è
assente
giustificata,
Spina
Renato,
Mancuso
Stefania,
Vercellini
Paola,
Bianchi
Patrizia, De Martino Fabio è assente, Bertani
Ezio,
Bianchi
non
c’è’,
Cammarata
Daniela,
Castelli Igor e Bernasconi Marco. Quattordici
presenti e tre assenti.
SINDACO LIVIO
presenti...
MARIA
SEGRETARIO
COMUNALE
Prego Sindaco.
RITA:
DOTTOR
1
Allora
quattordici
FERRANTE
EMILIO:
VERBALE DELIBERAZIONE CONSILIARE N. 18 DEL 19/03/2014
OGGETTO:
ESAME ED APPROVAZIONE REGOLAMENTO SERVIZIO
WI-FI BIBLIOTECA COMUNALE SERGIO MONDO.
SINDACO LIVIO MARIA RITA: “Esame ed approvazione
del
regolamento
del
servizio
wi-fi
della
biblioteca”. Relaziona l’Assessore Vercellini.
ASSESSORE VERCELLINI PAOLA: Buonasera. Veniamo
questa sera ad esaminare e ad approvare il
regolamento del servizio
wi-fi che è
stato
allestito
presso
la
biblioteca
comunale
di
Olgiate
Comasco.
Si viene
a realizzare un,
piccolo se volete, ma un obiettivo che avevamo
in campagna elettorale e che era quello di
dotare del servizio wi-fi la biblioteca comunale
di
Olgiate
Comasco.
D’altra
parte,
era
un
servizio necessario sia perché la biblioteca è
biblioteca di centro sistema, una biblioteca
grossa e non aveva questo servizio, quindi era
assolutamente
necessario;
sia
perché
molto
richiesto
dall’utenza,
in
particolare
dai
ragazzi che rimangono anche per tutto il giorno
in biblioteca
a studiare.
Si contano,
dice
Giuliana,
la
responsabile,
giornalmente,
nei
periodi degli esami, anche cinquanta ragazzi al
mattino
e
al
pomeriggio,
sono
soprattutto
studenti
universitari,
ma
la
biblioteca
è
frequentata
anche
da
ragazzi
della
scuola
superiore e da qualche ragazzo delle medie. Il
regolamento che andiamo ad approvare stasera è
stato fatto prendendo spunto dal regolamento di
Erba che ha un sistema, ha due software come il
nostro e che prevede la possibilità anche di
estensione domani, perché per adesso il servizio
wi-fi copre soltanto l’area dell’edificio della
biblioteca, di estenderlo al parco, al Medioevo
e
al
palazzo
comunale.
Questo
regolamento
prevede, in diversi articoli, come si fa ad
utilizzare, quali sono le finalità e che cosa
consente. L’accesso al servizio si fa per chi è
già utente della biblioteca allo stesso modo,
2
cioè gli utilizzando gli username e la password
che già si utilizzano per accedere alla rete
bibliotecaria
provinciale.
Invece,
per
chi
occasionalmente
si
dovesse
trovare
in
biblioteca,
sarà
possibile
attraverso
il
rilascio di una username all’uopo da parte del
personale.
E’
prevista
una
possibilità
di
collegarsi per sei ore per chi è utente e per
due ore per chi non è utente, tenendo presente
che il servizio si interrompe per dieci minuti
di
inattività,
dovrà
quindi
poi
essere
rieffettuato
l’accesso.
Siccome
è
possibile
anche utilizzarlo per i minori, bisognerà che
questi
si
presentino
in
biblioteca
con
la
persona
che
esercita
la
potestà
genitoriale
perché
venga
rilasciato
una
sorta
di
liberatoria.
Questo
servizio
offre
la
navigazione libera in internet, ad eccezione di
certi siti che trattano di argomenti... che
vengono
filtrati
direttamente
dal
sistema
d’accesso.
L’invio e
la
ricezione
di
posta
elettronica e il download di dati e di programmi
dai siti consentiti gratuiti, ad eccezione di
quelli pear to pear, come Amule ............ e
Torrent. Per il resto, penso che... Per cui!
Basta. Io ho finito.
SINDACO LIVIO
interventi?
CONSIGLIERE
microfono).
MARIA
CASTELLI
RITA:
IGOR:
Bene,
se
ci
(intervento
sono
senza
ASSESSORE VERCELLINI PAOLA: Tutta l’edificio,
adesso non so bene se piglia anche sotto, il
seminterrato, però sicuramente tutta l’area di
ingresso,
primo piano e
secondo
piano
dove
stanno gli studenti, dove c’è il pubblico è
coperto.
CONSIGLIERE
BERNASCONI
MARCO:
Chiedevo,
a
prescindere questo dal regolamento, che a me va
benissimo
e
nella
dichiarazione
di
voto
sicuramente
lo
approverò,
le
chiedevo
di
valutare la possibilità di inserire un discorso
di wi-fi anche nell’ambito dell’utilizzo della
sala consiliare. Ok. Sarà... In maniera tale
3
che, oltre all’ambito delle sedute stesse di
Consiglio Comunale... Ah! Mi sono dimenticato di
dire il nome prima: Marco Bernasconi! In caso di
varie
riunioni,
eccetera,
eccetera,
ormai
è
talmente utilizzata la rete wi-fi che almeno
nell’ambito... e sarebbe bello estenderlo poi,
almeno in una fase successiva, compatibilmente
con le risorse a disposizione, di cui sappiamo
perfettamente con grande fatica, anche nella
parte Medioevo. Chiedo scusa, non avevo capito
il discorso della sala consiliare. Chiedo venia,
grazie.
ASSESSORE VERCELLINI PAOLA: E’ una questione,
come dici tu, di avere poi le risorse per
poterlo estendere, dicevo prima: Medioevo, tutto
il parco e anche all’edificio comunale.
CONSIGLIERE
mille.
BERNASCONI
SINDACO
LIVIO
interventi? No.
approva?
MARCO:
MARIA
Allora
SEGRETARIO
COMUNALE
All’unanimità?
Perfetto.
Grazie
RITA:
Ci
sono
altri
lo metto ai voti. Chi
DOTTOR
FERRANTE
EMILIO:
SINDACO LIVIO MARIA RITA: All’unanimità.
SEGRETARIO COMUNALE DOTTOR FERRANTE
facciamo immediatamente esecutivo?
EMILIO:
Lo
SINDACO
LIVIO
MARIA
RITA:
Va
bene,
immediatamente esecutiva: rivotiamo. Fatto! A
questo punto, sospendiamo i lavori, poi alle
nove abbiamo il Consiglio Comunale aperto così
diamo magari la possibilità di cominciare a
verificare l’apparato tecnologico...
CONSIGLIERE
generazione!
CASTELLI
SINDACO LIVIO MARIA
ordine. Va bene?
IGOR:
RITA:
...se
ASSESSORE VERCELLINI PAOLA: Sì.
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Di
è
ultima
tutto
in
CONSIGLIERE CASTELLI IGOR: Ma ci spostiamo tutti
quindi?
CONSIGLIERE BERNASCONI MARIELLA: ...ci mettiamo
noi là, loro dove si mettono? Si spostano... Noi
ci spostiamo là, ma disturbiamo? Aspettiamo!
Vediamo dove vanno.
CONSIGLIERE CASTELLI IGOR: Ma chi è
questa cosa? Chi è che fa questa serata.
che
fa
ASSESSORE VERCELLINI PAOLA: L’Attilio.
CONSIGLIERE
veste?
CASTELLI
IGOR:
Sì,
ma
in
quale
ASSESSORE VERCELLINI PAOLA: Di referente...
CONSIGLIERE
Commercio?
CASTELLI
ASSESSORE VERCELLINI
Commercio...
IGOR:
PAOLA:
Per
Sì,
la
Camera
di
la
Camera
di
bello
se
CONSIGLIERE CASTELLI IGOR: Osti!
c’era un po’ di pubblico però!
Era
ASSESSORE VERCELLINI PAOLA: E’ presto!
CONSIGLIERE CASTELLI IGOR: ...perché se non c’è
il pubblico! Mariella, mi sono vestito di rosso
stasera! Hai visto?
CONSIGLIERE
Rossonera!
BERNASCONI
MARIELLA:
5
Anca
mi’.
VERBALE DELIBERAZIONE CONSILIARE N. 19 DEL 19/03/2014
OGGETTO:
COME IL TERRITORIO SI PREPARA ALL’EXPO 2015.
SINDACO
LIVIO
MARIA
RITA:
Allora
buonasera.
Nella
speranza
che
arrivino
altri,
perché
l’invito
è
stato
steso
a
molte
persone,
rappresentanti delle istituzioni e degli enti,
per cui speriamo che arrivi ancora qualcuno, c’è
sempre qualche cosa che si sovrappone, scegliere
la serata libera per tutti non è mai facile! Ci
premeva,
peraltro,
scegliere
una
data
nella
quale fossero, in primis, disponibili le persone
che questa sera devono presentare il progetto,
quindi
il
lavoro
svolto.
Perciò
va
bene,
vediamo!
Allora,
stasera
abbiamo
organizzato
questo Consiglio aperto, appunto estendendo gli
inviti
al
territorio
dell’Olgiatese,
alle
rappresentanze
del
territorio
dell’Olgiatese
perché
abbiamo
condiviso
al
tavolo
della
competitività
tutti
gli
approfondimenti
sull’importanza che ha l’evento dell’EXPO, non
solo
per
l’Italia
in
generale,
ma
per
la
Lombardia, la città di Milano e i territori
circostanti che potrebbero, se partecipano, se
comprendono
l’importanza
dell’avvenimento
e
partecipano
con
cognizione
di
causa,
magari
trarne delle soddisfazioni tangibili. Stasera ci
presenta il lavoro svolto il Coordinatore di
“Sistema Como”, che è il signor Bricolo Attilio,
che noi conosciamo, essendo nostro cittadino.
Poi, dopo lasciamo ampio spazio a qualsiasi tipo
di
intervento,
senza
nessun
problema,
senza
nessun timore di intervenire perché tutti, a
qualsiasi
titolo,
possono
intervenire.
Avere
un’esposizione universale così vicina a casa non
è esperienza comune a tutte le generazioni! Non
lo è stata sicuramente per i nostri padri e per
i nostri nonni; quindi, credo che di questo
avvenimento si debba fare e si possa fare
veramente
tesoro.
Siamo
una
Provincia
direttamente
collegata,
concretamente
vicina
alla città di Milano, quindi cerchiamo, non solo
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di capire che cosa si sta preparando e cosa ci
sarà, ma anche come potremo farne parte. Io do
la parola ad Attilio.
SIGNOR BRICOLA ATTILIO: Grazie. Ringrazio il
Sindaco, tutti voi per l’invito. Per noi è molto
importante riuscire ad organizzare incontri come
questo perché, dopo quattro anni che lavoriamo,
dopo vi racconterò un po’ il lavoro, ci sembra
che la consapevolezza di cui parlava il Sindaco,
rispetto
all’occasione
straordinaria
che
è
l’EXPO non sia assolutamente comune. E, quindi,
dall’ultimo tavolo della competitività, grazie
all’intervento di un altro nostro concittadino,
Tarpini, Segretario della CGIL, che ben diceva:
manca il pathos sull’EXPO, manca assolutamente
il pathos. E quindi, sono veramente importanti
questi incontri per far conoscere di più cosa
può voler dire l’EXPO. Dico, innanzitutto, che
con me c’è parte della squadra che lavora
appunto sul sistema “Como 2015”: Francesco, che
è l’ultimo arrivato, che si occupa più che altro
degli eventi e poi parlerà di questo, e Gerardo,
invece,
fin
dal
primo momento nel “Sistema
Como”, che si occupa della comunicazione ed
anche di alcuni settori di intervento, come
l’enogastronomia;
poi
c’è
in
ascolto
la
dottoressa Sergio che è una dirigente della
Camera di Commercio, ma è molto di più di
“Sistema
Como”,
ma
sta
in
fondo,
quindi,
comunque, è qui, ci controlla anche stasera,
quindi dobbiamo comportarci bene. L’obiettivo di
stasera è quello di spiegare cosa stiamo facendo
affinché
tutti
i
territori,
tutte
le
associazioni possano, come dire, sfruttare tutto
quello che stiamo facendo e fare sinergia con
quello che stiamo facendo. Se ci sono iniziative
che nascono dai territori, anche queste possono
fare sinergia con quelle che già “Sistema Como”
sta facendo. Di fatto, l’EXPO sono tre grandi
filoni: tutto quello che è il rapporto tra i
paesi e le imprese del territorio, quello che
riguarda l’accoglienza e il turismo e quello che
riguarda gli eventi, questi diciamo che sono i
tre grandi filoni di EXPO. Vai pure avanti:
questa
è
l’area
di
EXPO,
che
è
un’area
straordinaria, che è naturalmente a nord di
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Milano, ormai si comincia a vedere qualcosa
passando
in
autostrada,
quindi
i
lavori
finalmente sono partiti, anche perché fra quasi
un anno deve cominciare l’EXPO, quindi non c’era
molto tempo! Quindi questi sono alcuni numeri:
sei mesi di durata, dal 1° maggio al 51 ottobre
2015;
110
ettari
di
esposizione;
i
paesi
partecipanti
saranno
circa
centocinquanta,
centoquarantaquattro sono già iscritti. Tenete
conto che è il numero più alto di qualsiasi EXPO
finora
organizzata.
Di
questi
centoquarantaquattro
paesi,
circa
la
metà
costruiranno
padiglioni
in
proprio,
un’altra
metà, invece faranno parte di questi padiglioni
cluster, che sono normalmente i paesi più poveri
diciamo,
che
non
possono
costruirsi
il
padiglione. Ci saranno circa venti milioni di
visitatori, di cui il 30 per cento stranieri. E,
di questi sei milioni di stranieri, almeno la
metà
saranno
asiatici
perché
l’Asia
è
rappresentata dai paesi al 90 per cento, quindi
la presenza dei paesi asiatici è molto, molto
elevata. Ci saranno circa un miliardo di persone
che verranno contattate sul tema EXPO, oltre
duemila e venti in Lombardia e ci sarà un picco
di
visitatori
di
duecentocinquantamila
visitatori
al
giorno. Questa,
invece,
è la
pianta proprio di EXPO. Diciamo che EXPO si
sviluppa su due linee: il decumano, che è la
linea orizzontale dove si affacceranno tutti i
padiglioni dei paesi espositori, e invece il
cardo, che è quello verticale, magari poi la fai
vedere Francesco, il cardo che di fatto è la
posizione dove insiste il padiglione Italia e
dove ci sarà la presenza anche di altre realtà
italiane. Quindi non solo il padiglione, ma
tutto quello che, diciamo, è l’italianità. Ne
approfitto subito per dire che Como sarà, al 99
per cento, perché manca la firma, presente in
un’area di queste, con circa 80 metri quadri e
sarà presente non singolarmente, ma assieme alle
province di Lecco e di Sondrio. Questo è uno di
quei frutti, secondo me, di EXPO che rimarranno
anche dopo EXPO, ce ne sono diversi. Cioè EXPO
funge anche da acceleratore per fare alcune cose
che non si sono mai fatte, invece con questa
deadline di EXPO vengono fatte. Quindi, appunto,
8
il fatto che tre province come Como, Lecco e
Sondrio si mettono assieme per essere presenti
lì non è un dato insignificante e può essere
anche
un
metodo
da
usare
in
tante
altre
questioni. Potete immaginarvi che questo avviene
per
due
motivi:
uno
perché
era
abbastanza
stupido andare lì a dire che noi siamo la parte
del lago di Como, poi ce n’è una di Lecco, poi
ci sono le montagne e poi c’è... agli stranieri,
queste cose qua è difficile spiegarle! Invece,
essere presente come territorio unico di tutto
il
lago,
della
Brianza
e
della
montagna
sicuramente
è
un
impatto
assolutamente
più
importante, più forte, di maggiore attrattività
e quindi è molto meglio; due, anche perché,
appunto, il costo non è banale, nel senso che è
tutto EXPO, è tutto bello, ma EXPO costa!
Quindi, per avere una presenza lì di sei mesi,
in uno spazio di circa 80 metri quadri, tra il
costo dello spazio, dell’allestimento e della
presenza per sei mesi, sarà circa un milione di
euro. E’ una cifra importante, che però già
diviso in tre, insomma, è più ragionevole. Però
bisogna pensare che come promozione turistica, e
questo vi ricordo che è una delle priorità di
EXPO, nel senso che ho sentito una volta che la
Presidente Bratto, la Presidente del Padiglione
Italia, parlava appunto delle ragioni per cui si
è fatto EXPO in Italia e diceva: in Francia,
ogni anno, vanno ottanta milioni di turisti, in
Italia circa venti. La differenza è abissale! E
sappiamo i turisti che ricchezza portano al
territorio.
Quindi,
uno
degli
obiettivi
principali di EXPO è la promozione turistica,
sia del paese, ma anche dei territori. Quindi,
essere lì, presenti, visibili, in un posto dove
passeranno venti milioni di persone e spendere
un milione di euro, è una cifra banale. Se tu
investivi un milione di euro nel mondo, diventi
invisibile, mentre questo è appunto il grande
vantaggio di avere il mondo a venti chilometri.
Quindi, noi dobbiamo assolutamente usare questo
vantaggio.
Quindi
questo
è
per
quanto
la
presenza fisica lì ed una presenza fisica lì è
fondamentale per poi rimandare direttamente ai
territori. E quindi uno che vede lì una cosa
interessante, magari il giorno dopo decide di
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venire ad Olgiate o a Como o a Erba o in un
posto che magari lì è rappresentato e diventa
interessante. Organizzeremo, naturalmente, anche
un trasporto adeguato tra il sito di EXPO e la
Provincia di Como perché purtroppo oggi come
oggi, con i mezzi pubblici, se pensiamo al
treno, uno che da EXPO deve arrivare a Como, fa
un giro così lungo quando siamo così vicini che
bisognerà fare qualcosa di diverso. Comunque va
bene, andiamo avanti. Come dicevo prima, come
prima
battuta
dei
tre
grossi
filoni
paesi/aziende, eventi e turismo, noi ci siamo
occupati innanzitutto di avere un contatto con i
paesi.
Vi spiego
perché:
quando, nel
2010,
faccio
una
parentesi:
tutto
il
lavoro
è
cominciato
nel
2010,
quando
l’allora
amministrazione
provinciale
aveva
convocato
questo tavolo di coordinamento dell’EXPO, di cui
facevano parte l’amministrazione Provincia, il
Comune
capoluogo,
la
Camera
di
Commercio,
quattro Comuni più importanti della provincia e
c’erano Erba, Cantù, Mariano, Appiano e poi,
invece, dopo qualche mese, anche Olgiate, c’era
un rappresentante dell’A.N.C.I. per i piccoli
Comuni, c’erano Villa Erba e Lario Fiere, il
Centro Volta, mi sembra basta, e questo era il
tavolo di coordinamento. Nei primi contatti con
EXPO
si
è
subito
chiarito
che
una
grossa
possibilità erano, non tanto gli investimenti
che
EXPO
faceva
sul
sito,
perché
sono
investimenti di tipo, di dimensione così grossa
che
difficilmente
aziende
comasche
potevano
essere
interessate.
Se
pensiamo
che
per
costruire
la
piazza
l’investimento
era
di
trecento milioni di euro, se costruire alcune
altre strade e via dicendo, cioè sono tutti
investimenti così grossi che le imprese comasche
difficilmente
possono
essere
interessate.
Invece,
è
subito
venuto
a
galla
un
forte
interesse per avere rapporti diretti con i paesi
partecipanti perché i settanta – ottanta paesi
che
costruiranno
il
padiglione
devono
costruirselo loro, a spese loro. E l’ammontare
di questo investimento, ci dicevano e ci stanno
confermando
che
è
di
circa
quattrocento
–
cinquecento
milioni
di
euro!
quindi,
intercettare qualcuno di questi milioni di euro
10
era interessante per il territorio. Quindi era
importantissimo prendere contatti diretti con i
paesi, quindi tutto un lavoro molto lungo di
lobbying. Per questo, noi abbiamo organizzato, a
Como,
il
primo
I.P.M.
L’I.P.M.
sarebbe
l’International
Partecipant
Meeting,
che
è
questo grande evento dove EXPO convoca tutti i
paesi
partecipanti
già
iscritti
o
che
si
vorranno iscrivere. Il primissimo era a ottobre
2011
e
ci
fu
una
grande
battaglia
per
accaparrarselo da diverse province lombarde. Ma,
alla fine, grazie anche alla bellezza di Como e
di Villa Erba, siamo riusciti a portarlo a Como,
anche qua,
però
con
un
grosso
investimento
perché non è vengono gratis, vuol dire .........
Villa Erba gratis, vuol dire fare delle cene di
gala,
vuol
dire
ospitarli,
però
era
un
investimento doveroso perché ci ha permesso di
avere, appunto, i primi contatti con i paesi.
Noi avevamo questo box in the box, chiamato
questo, dove si presentava esattamente la realtà
comasca e quindi lì venivano i commissari, sub
commissari
o
comunque
i
consoli,
gli
ambasciatori,
cioè
tutto
quello
che
è
il
movimento
dei
paesi stranieri
e li abbiamo
iniziati a conoscere. Tra l’altro, è stato tutto
interessante,
sia
poi
anche
l’occasione
interessante
di
presentare
Como
a
circa
duecentocinquanta
delegazioni
straniere
di
altissimo
livello
e,
quindi,
abbiamo
approfittato. Tra le altre cose, è stata una
cena di gala all’interno del sociale, quindi è
stato veramente un evento grandioso e potete
immaginare
gli
stranieri,
specialmente
gli
asiatici,
una
cena
all’interno
del
Teatro
Sociale
di
Como
per
loro
è
una
cosa
straordinaria.
Un’altra
cosa
straordinaria
è
stata la visita al Duomo di Como, guidata dal
Vescovo in un inglese quasi perfetto, è stato
bravissimo. E, anche lì, le bellezze artistiche
del Duomo hanno veramente strabiliato questi
visitatori
stranieri.
Quindi
è
stata
un’esperienza importante. Dopo questo I.P.M.,
noi abbiamo incominciato a tenere i rapporti con
i paesi. C’è stato un secondo I.P.M., nel 2012 a
Milano, dove eravamo presenti con un nostro box
e anche nel 2013 a Torino e, anche lì, siamo
11
stati molto presenti. Naturalmente, noi puntiamo
sul fatto e lo dimostriamo con questa cartina,
che il sito di EXPO è veramente contiguo alla
Provincia comasca. Se pensiamo poi alla Bassa
Comasca, quindi se pensiamo a Lomazzo, Turate,
Bregnano, ma anche Olgiate, insomma, non è molto
più distante, sono veramente dieci minuti di
macchina dalla Bassa Comasca all’EXPO. Quindi,
ci
facciamo
forti
di
questa
vicinanza
per
invogliare
i
paesi.
Naturalmente,
qualsiasi
impresa poteva avere l’accesso, diciamo così,
potenzialmente
poteva
avere
accesso
ai
commissari
dei
paesi,
ai
consolati
nelle
ambasciate,
ma,
capite
bene
che
quando
va
un’impresa
singola
è
un
conto,
quando
va
“Sistema Como”, che è un sistema istituzionale
di Camera di
Commercio,
Provincia
e
Comune
capoluogo è molto diverso. Quindi, noi abbiamo
fatto questo lavoro per raccogliere tutte queste
informazioni, che poi giriamo assolutamente alle
aziende. A quali aziende giriamo? Questo è un
punto
importante.
C’è
un
sito
internet,
www.sistemacomo2015, e naturalmente noi giriamo
tutte le informazioni
e
poi
Francesco
darà
qualche esempio di quello che stiamo facendo, a
chi è iscritto al sito, perché non possiamo
decidere
noi
soggettivamente
se
mandarla
ad
un’azienda
o
all’altra,
ci
deve
essere
un’oggettività.
Quindi
l’oggettività
è
l’iscrizione al sito. Quindi si deve iscrivere
al
sito
qualsiasi
azienda
che
può
essere
interessata
per
costruire
i
padiglioni,
per
gestire i padiglioni, per smontare i padiglioni,
perché poi andranno tutti smontati, tranne il
padiglione Italia. E quindi sono tantissime le
aziende
potenzialmente
interessate.
Qui
ne
abbiamo fatto un elenco, se vogliamo, un po’
grossolano, però genera contratto, progettisti,
direttori
dei
lavori,
responsabili
della
sicurezza, allestitori, florovivaisti, imprese
multimedia, imprese di comunicazione, logistimanager,
responsabili
organizzativi
ed
amministrativi,
servizi
logistici
amministrativi, personale, magazzini, alloggi,
c’è veramente di tutto e di più. Anche perché,
tutto questo, EXPO, avviene in più della normale
attività
che
è
fieristica,
di
eventi,
di
12
ricettività
che
Milano
e
le
città
della
Lombardia hanno in quei mesi, non è che si
sospende tutto, c’è solo EXPO. Quindi è un
carico straordinario che va oltre tutto quello
che già succede. Noi, per dire, ad oggi, abbiamo
contatti serrati con Argentina, Austria, Belgio,
Bahrain,
Bielorussia,
Repubblica
Ceca,
Cile,
Ecuador Germania, Giappone, India, Indonesia,
Israele, Lettonia, Messico, Norvegia, Pakistan,
Perù,
Romania,
Slovenia,
Spagna,
Svizzera,
Ucraina,
Ungheria
e
Uruguay.
Questa
grazie
veramente ad un lavoro fatto dal team di lavoro
di quattro anni di rapporti serrati, cioè di
lobbying
importante,
era
come
avere
un
potenziale
cliente
e
assolutamente
dovevamo
cercare
di
venire
in
contatto.
In
questo
momento, si stanno un po’ tirando le fila di
questo lavoro, perché questo lavoro, il più
grosso
finisce
con
la
costruzione
dei
padiglioni.
Naturalmente,
nel
classico
stile
italiano, siamo un po’ in ritardo! Perché EXPO
ha consegnato i lotti di terreni ai paesi che
dovevano costruire i padiglioni due mesi fa? Un
mese fa? Quindi, questi possono fare i progetti
esecutivi solo avendo veramente, cioè conoscendo
il terreno vero sul quale andranno a costruire.
Quindi, sono partite le prime gare, ci sono in
corso circa otto – dieci gare d’appalto, in
questo
momento,
aziende
comasche
stanno
partecipando, però tante altre gare arriveranno
nei prossimi mesi perché tutti i paesi, settanta
paesi
dovranno
costruire
il
padiglione.
Purtroppo, contrariamente a quanto indicava EXPO
all’inizio, non c’è un sistema di gara unica, ma
ogni paese fa da sé, gioca il suo metodo, gioca
il suo tipo di gara, quindi è molto importante
seguirlo. Tant’è vero che, ultimamente, nella
squadra è entrato a far parte anche un ingegnere
a tempo parziale diciamo, però un ingegnere che
aiuterà anche le imprese a capire bene gli
appalti come sono costruiti e cosa veramente
serve per fare queste gare. Quindi, questo,
diciamo, è più il tema delle aziende. Un altro
esempio importante che è un altro esempio di
come EXPO è propedeutico anche per il futuro e
non finisce tutto questo lavoro con EXPO, per
esempio è il team di aziende che si sono
13
costituite, perché naturalmente per far fronte
ai bisogni dei paesi, si può far fronte anche
come aziende singole, ma se si fa fronte in team
è molto meglio perché per esempio quando bisogna
costruire un padiglione, quindi i primi due Team
Zero e Como Net, dove c’è un’impresa edile, una
impiantistica, arredo, il verde e quant’altro,
soddisfi all’80 per cento il bisogno di una
nazione. Quindi loro sono alla ricerca di questa
reti o di generator contractor che soddisfino,
che loro interloquiscano con una persona, non
con ventiquattro imprese insomma. Ci sono poi
anche reti nella comunicazione anche in altri
settori, che sono tutte cose molto improntati.
Allora,
questi
team,
queste
reti,
appunto,
grazie a EXPO si sono costituite, ma possono
andare
assolutamente
andare
anche
dopo
EXPO
perché nel mondo ci sono tanti eventi come EXPO
ed è difficile affrontarle come azienda singola,
è molto meglio affrontarle come reti di impresa.
Quindi,
anche
questo, dicono
comunque
è un
frutto di questo lavoro che rimarrà anche dopo
EXPO. Questo direi che è tutto il lavoro fatto
sulle imprese; però rispetto ai bisogni dei
paesi ci sono anche altri bisogni che possono
essere
più
interessanti
anche
per
le
amministrazioni
comunali,
le
associazioni
e
quant’altro perché comunque tutti questi paesi
hanno bisogno di spazi in cui lavorare, nel
senso che per tutti i paesi EXPO comincia sei
mesi
prima
perché
quando
costruiranno
i
padiglioni ci vorranno qui in loco delle persone
dei
paesi
stessi
che
seguono
i
lavori,
istruiscono e quant’altro. Allora, per esempio,
noi abbiamo delle richieste che vanno un po’
oltre al classico accoglienza e turismo, nel
senso che il turismo in senso più generale
naturalmente è svolto in prima persona dal mio
collega di Giunta, Andrea Camesasca, ed è fatto
molto con gli operatori del turismo classici,
quindi
alberghi,
bed
and
breakfast
e
quant’altro. Però tutte queste richieste sono un
po’
particolari,
per
esempio
ci chiedono
i
corter, quindi magari delle ville antiche che
possono
diventare
per un
anno, perché sono
almeno i sei mesi prima dell’EXPO e i sei mesi
dell’EXPO e magari qualche mese anche dopo EXPO,
14
possono diventare sedi di delegazioni straniere.
Quindi,
immaginate
portare
la
delegazione
dell’Uruguay per un anno ad Olgiate è comunque
una cosa interessante da un punto di vista
promozionale. Quindi tutte queste persone che
lavorano
cercano
alloggi
di
questo
tipo,
rispetto ad andare in un albergo dove, invece,
per loro è più scomodo, quindi cercano alloggi
di questo tipo e quindi questa può essere...
L’altra
cosa
che
prima
dimenticavo
è
la
questione anche dei magazzini. Siccome non l’ho
dico mai all’inizio e quindi anche oggi non l’ho
detto, il titolo di EXPO che è “Nutrire il
pianeta”, quindi per quanto riguarda i paesi,
tutti porteranno del cibo, quindi food, tutti
porteranno
sementi,
verde.
Questi,
per
mantenerli mesi prima di EXPO e durante l’EXPO
hanno
bisogno
di
magazzini
refrigerati
ad
esempio,
non
è
facile
trovarli
perché
la
dimensionalità di questi magazzini è fatta per
il normale utilizzo di tutti i giorni, EXPO è
una cosa straordinaria! Quindi sono tutte delle
richieste molto particolari, stoccaggio merci,
tutte
queste
cose
qua
sono
molto,
molto
importanti
e
possono
essere
utili.
E’
importante, appunto, conoscere queste offerte.
Poi tu, Francesco, spiegherai come fare per
conoscerle. Vai pure avanti. Quindi questo è
tutto quello che è il discorso più rivolto al
rapporto tra paesi e imprese del territorio. Poi
ci sono altri gruppi di lavoro, appunto, molto
importanti che sono l’accoglienza e il turismo,
Como EXPO Generation, l’enogastronomia, cultura,
spettacolo
e
cinema,
che
di
fatto
è
già
tramutato in un nuovo brand, diciamo così, che è
il “Canto della Terra”, poi il verde e lo sport.
Poi passo la palla a Francesco perché su questi
temi è molto più bravo di me.
FRANCESCO: Mi premeva anche precisare una cosa,
come dicevamo giustamente prima, c’è l’aspetto
accoglienza,
c’è
l’aspetto
costruzione
per
quanto riguarda i padiglioni e cluster tematici,
non dimentichiamoci, però che l’EXPO dura sei
mesi, 1° maggio – 31 ottobre, dove tutti i
padiglioni e tutti i cluster vanno riempiti con
degli eventi. Quindi, entreranno sicuramente in
15
gioco in un secondo momento, oltre le imprese di
costruzione, professionisti e quant’altro, anche
chi fa degli eventi il proprio mestiere, non si
esaurisce
poi
nella
costruzione
e
nello
smontaggio, bensì in questi sei mesi andranno
riempiti. Quindi, è opportunità anche per chi
offre
servizi
di
questo
tipo,
tant’è
che,
abbiamo visto prima, ci sono anche dei pacchetti
formati
dalle
nostre
aziende,
dedicati
specificamente alla comunicazione, quindi siti
internet, traduttori, interpreti e quant’altro.
Il
capitolo
accoglienza
e
turismo,
abbiamo
appena
accennato,
è
un
campo
che
ci
vede
protagonisti con gli albergatori in primis e poi
con le due principali strutture fieristiche del
territorio, ovvero Lario Fiere e Villa Erba,
dove organizziamo periodicamente degli incontri
con i professionisti del settore. Sta nascendo
in questo periodo anche un portale turistico
dedicato
alla
Lombardia
intera,
chiamato
Explora, tra l’altro da un mese e poco più già
disponibile online, che vuole essere la finestra
turistica della Lombardia per EXPO, dove tutti
gli operatori turistici, quindi albergatori e
quant’altro, possano trovare una finestra di
rilievo internazionale. “Sistema Como”, con la
Camera di Commercio si propone di raccogliere le
richieste
degli
operatori
territoriale
della
Provincia di Como e far sì che trovino spazio,
con le proprie proposte, in Explora, quindi è
anche un canale in più di visibilità che sta
prendendo piede e, naturalmente, resterà anche
dopo EXPO. Un altro capitolo importante che
stiamo affrontando, che stiamo coltivando ormai
da
tempo
è
il
capitolo
sui
giovani,
EXPO
Generation l’abbiamo chiamato, che si sviluppa
in
tre
campi
fondamentali:
le
scuole,
il
capitolo dell’accoglienza e il capitolo degli
stage, opportunità di lavoro. Partiamo dalla
scuola: noi, con la collaborazione della Camera
di Commercio, andiamo proprio dentro le scuole
per
proporre
degli
incontri
–
seminari
–
progetti, legati appunto al tema EXPO. Quindi,
abbiamo detto prima, “Nutrire il pianeta” ed
“Energia per la vita”, ovvero sostenibilità,
ovvero buona alimentazione, ovvero, a livello
anche
energetico,
qualcosa
di
sostenibile.
16
Quindi
promuoviamo
all’interno
delle
scuole
degli
incontri,
quindi
qualunque
scuola
sia
interessata noi siamo ben
lieti di entrare
appunto
in
contatto
con
gli
studenti
per
spiegare appunto, sensibilizzare gli studenti
sui temi che faranno di EXPO un incubatore delle
buone azioni che vi ho appena detto. Un altro
capitolo è legato all’accoglienza diffusa: c’è
un progetto, in collaborazione con il Comune di
Como e il Distretto Urbano del Commercio, per
far sì che durante i sei mesi di EXPO, in vari
punti della città di Como, vi siano delle
postazioni. L’idea è quella di coinvolgere anche
in un secondo momento le scuole, adesso stiamo
partendo con le associazioni di volontari, dei
punti di accoglienza che serviranno i turisti
per far sì che, appunto, vengano accolti e far
sì
che
possano
vivere
la
città
a
trecentosessantacinque gradi, ovvero il turista
che viene, italiano e non, viene accolto da
ragazzi,
da
volontari
che,
con
un
segno
distintivo, li accolgono in vari punti della
città, quindi stazioni, stazioni dei bus, le
piazze principali e possono fornire loro le
indicazioni necessarie per vivere appieno la
città.
Terzo,
ma
sicuramente
non
meno
importante, punto di EXPO Generation sono gli
stage
e
le
opportunità
di
lavoro.
Questo
capitolo prenderà sempre più piede man mano che
ci avviciniamo alla data fatidica del 1° maggio.
Abbiamo già preso contatti con la società EXPO
perché
si
attiveranno,
gioco
forza,
dei
meccanismi di richiesta di ragazzi e ragazzi o
universitari
dalla
fascia
di
diciotto
–
venticinque anni, under trenta, che serviranno
appunto quello che vi ho spiegato appena adesso
per la città di Como, serviranno appunto anche a
Milano per accogliere i turisti e, non solo,
lavorare
direttamente
dentro
allo
spazio
espositivo di EXPO; quindi, si innescherà anche
un meccanismo di occupazione giovanile. Come
venire
in contatto
con
queste offerte? Noi
abbiamo già dedicato un’area, dopo ve la faccio
vedere,
sul
nostro
sito
dedicato
a
EXPO
Generation;
creeremo
anche
una
sorta
di
newsletter per chi è interessato, quindi per le
scuole, per associazioni giovanili e quant’altro
17
per tenervi informati man mano che escono le
varie offerte di lavoro per i giovani sulle
opportunità che si vengono a creare. Quindi,
assolutamente EXPO Generation abbraccia sia la
scuola, che, appunto, le opportunità di lavoro
potenziali per i giovani. Finisco io con il
capitolo eventi.
Il gruppo di
lavoro
“Arte
Spettacolo Cinema” ha creato una sorta di brand,
come dicevamo prima, chiamato “Como 2015. Il
Canto della Terra”, presentato ufficialmente lo
scorso 30 gennaio al Teatro Sociale di Como.
Questo lavoro si è tradotto poi in un libretto,
in
una
versione
preliminare
di
prova
del
libretto
che
verrà
poi
presentato
definitivamente ad aprile. Questo libretto vuole
essere una versione preparatoria per il libretto
definitivo del 2015 che abbraccia il periodo
maggio – ottobre, proprio i mesi di EXPO, dove
noi
proponiamo
tutti
gli
eventi
culturali.
Quindi
la
valenza
deve
essere
culturale
e
sportiva,
appunto
che
ricadono
nel
semestre
maggio – ottobre, in questo caso 2014, poi la
versione 2015, in modo tale che il turista che
arriva da Milano visitando EXPO, arrivi a Como e
nel territorio Comasco e si trovi di fronte una
proposta culturale ben distribuita durante i sei
mesi. Per culturale
intendo,
come ho
detto
prima, sport anche, però comunque cinema, arte,
enogastronomia,
quindi
culturale
in
senso
proprio ampio. L’obiettivo di questo calendario,
poi, è far sì che durante i sei mesi di EXPO,
quindi nella fase preparatoria, è volto anche
questo, perché poi nel 2015 fa sei mesi di EXPO
non
vi
siano
sovrapposizioni,
o
meglio
l’obiettivo è creare una sorta di distribuzione
omogenea durante l’arco dei sei mesi. Ciò vuol
dire, non avere dieci eventi nella prima metà di
luglio e nella seconda metà di luglio – primi di
agosto avere zero eventi. Quindi l’obiettivo
finale
di questo
progetto, “Il canto
della
Terra”, è anche avere una sorta di migliore
omogeneità
durante
i
sei
mesi
di
EXPO.
Collateralmente, aiutiamo anche gli operatori
culturali. In che senso? Portandoli anche fuori
dai confini locali. Anteprima che vi annuncio è
che tra aprile e maggio, Camera di Commercio,
Patto
della
Nautica,
Sistema
Como
2015,
18
Accademia Galied avremo a disposizione un’intera
piattaforma galleggiante di cinque metri per
ventiquattro
metri
sul
Naviglio
Grande
di
Milano, dal 4 aprile al 31 maggio. Questa
piattaforma
la
riempiremo
con
degli
eventi,
quindi,
non
solo
comaschi,
di
tutto
il
territorio. Quindi questa piattaforma è anche
aperta a voi, operatori culturali, che siete
presenti. Vorremmo portare qualcosa di valore
comasco
e
comense
all’interno
del
pubblico
milanese. Tra l’altro, nei giorni del Salone del
Mobile, quindi i giorni con un flusso turistico
abbastanza
importante.
Quindi,
la
nostra
funzione è anche quella di portare i nostri
prodotti di eccellenza culturale al di fuori dei
confini. Parallelamente, abbiamo attivato anche
dei canali social network, Twitter e Facebook,
attivi
anche
in
inglese,
è
tutto
in
fase
preparatoria, però ci stiamo affinando perché
l’obiettivo è avere nei sei mesi di EXPO degli
eventi
culturali
che
possiamo
pubblicizzare
anche con i canali social e, quindi, raggiungere
nelle varie lingue i visitatori che arrivano,
quindi forniamo una sorta di eco. Ultima cosa,
per chiudere il cerchio di “Como 2015. Il canto
della Terra”, forniamo anche un supporto di
reperimento fondi, quindi abbiamo pensato ad una
sorta di incontro per gli operatori culturali
presenti all’interno de “Il canto della Terra”,
maggio
–
ottobre,
un
incontro
tra
questi
operatori e potenziali sponsor. Questa l’abbiamo
chiamata
“Borsa
dello
spettacolo”,
il
primo
evento sarà il 16 di aprile, al Teatro Sociale
di Como, e verrà ripetuto anche, verosimilmente,
in autunno. Quindi offrire anche un’opportunità
a chi organizza eventi culturali e avere un
incontro one to one con i potenziali sponsor.
Quindi offriamo anche questo tipo di supporto
per quanto riguarda la cultura.
SIGNOR BRICOLA ATTILIO: Scusa, prima di passare
all’enogastronomia, volevo sottolineare il fatto
che anche “Il canto della Terra” è uno di quei
frutti
che
dicevo,
appunto,
all’inizio
che
probabilmente erano già cose che andavano fatte
da anni, ma grazie ad EXPO si stanno facendo e
rimarranno
anche
dopo perché
è comunque un
19
calendario annuale di tutti gli spettacoli e gli
eventi della Provincia, è una cosa, come dire,
elementare come bisogno, però non si è mai
fatta. Quindi, adesso che si trova questo metodo
di farla, si terrà anche per dopo. E, come
diceva anche Francesco, per ogni singolo evento,
fare
della
comunicazione
è
molto
difficile;
invece assieme è molto più facile fare della
comunicazione
ed
essere
visibili
e,
tutti
assieme, si è certamente più attrattivi che ogni
singolo evento. Ne approfitto anche per dire
che,
rispetto
alla
comunicazione,
molto
importante è il portale ufficiale di EXPO, che
si chiama “E015”. Se voi andate sul sito di
EXPO, c’è un link subito con E015 che sarà
l’unico portale ufficiale di EXPO. Quindi si
pensa che tutti i visitatori, prima di arrivare
ad
EXPO,
andranno
su
questo
portale
per
informarsi. E015 è una cosa che probabilmente
qualcuno come l’Ezio capisce in fretta, ma io ci
metto qualche anno per capirla, è la somma di
tante
applicazione.
Quindi
una
cosa
molto,
molto, come dire, che si aggiorna ogni secondo e
queste applicazioni si parlano tra di loro e si
mischiano tra di loro, insomma è una cosa molto
interessante. Anche noi, come, appunto, “Sistema
Como” faremo un’applicazione e la faremo già
sicuramente con Lecco, cosicché chi verrà sul
portale E015 già troverà un’offerta di Lecco e
Como
assieme.
Ed è
molto
importante
perché
appunto è la prima grande visibilità, prima di
visitare EXPO. Anche questo comporta un certo
investimento, però siamo decisi a farla perché
davvero fa molto sinergia poi con la presenza
fisica che avremo ad EXPO. Prego. Gerardo.
GERARDO: Bene, io mi occupo, all’interno del
gruppo di lavoro, di due temi: quello della
comunicazione e quello dell’enogastronomia, poi
ognuno di noi si occupa un po’ di tutto, però,
in realtà, abbiamo definito meglio, nel corso
del tempo, delle responsabilità più dirette per
meglio
organizzare
il
lavoro.
Per
quanto
riguarda la comunicazione, al momento è rivolta
all’interno dei partecipanti che, attraverso i
vari
tavoli
che
noi
abbiamo
visto elencati
prima, attraverso questi tavoli di lavoro e
20
attraverso
i
partecipanti,
noi
usiamo
la
comunicazione un po’ all’interno, ma da questa
settimana abbiamo incominciato ad uscire e, per
esempio, ogni settimana avremo al sabato una
pagina che la Provincia quotidiano ci dà in
gestione,
diciamo
così
autonomia.
Abbiamo
incominciato sabato scorso e continueremo questo
sabato e per tutti i sabati. Ma già da tempo noi
inviamo a tutte le aziende, a tutti gli scritti,
a tutti gli operatori, a tutti quelli che hanno
dichiarato un interessamento al progetto EXPO o
che
comunque
partecipano
ai
tavoli,
una
newsletter, e che ci permette di comunicare
quello che stiamo facendo, ma soprattutto le
informazioni che per loro sono importanti per
potere accedere ai bandi o altri sevizi di EXPO.
Tutto questo è una comunicazione abbastanza,
come dire, ancora normale, ma lo sforzo che
faremo da ora in poi è quello di portare tutto
questo lavoro fatto e la partecipazione dei vari
operatori verso l’esterno perché questo è il
momento,
mancano
solo
quattrocento
giorni,
qualcosa
di
meno
forse,
per
arrivare
all’inaugurazione
dell’EXPO
e
ci
dobbiamo
arrivare con la considerazione di partecipare ad
un grande progetto
che
coinvolge tutti. Il
secondo spazio del quale io mi occupo è quello
dell’enogastronomia.
Con
l’autorizzazione
del
Sindaco faccio un minimo... una digressione. Mi
occupo
dell’enogastronomia
e
qui,
in
questa
villa non posso fare a meno di citare un
prodotto che lega tra l’altro il progetto delle
nostre tre province, cioè Sondrio, Lecco e Como.
Questo
prodotto
sono
i
pizzoccheri.
Cosa
c’entrano
con
questo
posto?
Beh,
c’entrano
perché Alessandro Volta, che in questo posto è
molto vissuto, forse di più che nella sua casa
di via Volta, si divideva tra Pavia, qui e
Camnago Volta, voi sapete era uno scienziato
sperimentale. E, tra le tante cose che ha
scoperto, oltre il metano ed altre cose, aveva
anche parecchie amiche nobili, scienziate, che
lo aiutavano nei suoi esperimenti: Candida Lena
Perpenti per esempio, che aveva scoperto la
possibilità di tessere l’amianto, va beh non ne
conosceva il lato negativo, però, dal punto di
vista dell’invenzione, dell’intelligenza, come è
21
dimostrato anche nei musei di Como, aveva già
prodotto dei guanti e delle altre cose. Questo
gruppetto di scienziati sperimentali, più o meno
famosi, poi Volta è diventato famosissimo, erano
attenti al territorio, erano dei nobili attenti
anche
alle
coltivazioni,
latifondisti,
se
possiamo usare questa parola, e quindi cercavano
di migliorare il prodotto. Nel 1799, Alessandro
Volta prende la sua pila e la porta a Parigi, la
deve presentare... cos’ha detto? No, pensavo di
avere sbagliato la data! E la porta a Parigi per
presentarla
a
Napoleone;
lo
dimostrano
documenti, eccetera, dimostrano i suoi scritti e
le molte immagini che mostrano Volta che è
davanti a Napoleone a mostrare la pila. Ma non
era andato solo per quello, cioè come per un
fatto, come dire, personale, era andato perché
c’era da tempo nell’aria l’interesse verso le
coltivazioni sperimentale rivolti a certi tuberi
che
si
chiamavano
patate.
Le
patate
erano
arrivate in Europa con la scoperta dell’America
e a lungo vennero usate soprattutto per scopo
ornamentale, ma qualcuno aveva capito che si
potevano anche mangiare. E mangiando le patate
in malo modo qualcuno era anche morto! E morendo
aveva obbligato il legislatore di allora, anche
il Re Sole se n’era occupato, con degli editti
specifici, a proibire l’uso della patata a scopo
alimentare. Ma questa cosa non funzionava, per
cui
già
all’inizio
del
Settecento,
vari
scienziati agronomi incominciano a capire che
bisogna
trovare
una
soluzione.
Il
Napoleone
manda,
a
quel
punto,
qualche
tempo
prima
dell’arrivo
di
Volta
a
Parigi,
Parmantier,
agronomo francese, molto famoso per il purè, lo
manda in Inghilterra a scoprire come mai gli
inglesi, tanti odiati dai francesi, riescono a
coltivare la patata e a nutrirsi. Parmantier
torna
con
la
convinzione
che
mangiando
e
coltivando la patata in un certo modo si possa
anche sopravvivere, anzi lo trova un prodotto
utile per dare da mangiare soprattutto al popolo
povero e privo di altri alimenti. Torna con
molte conoscenze ed incomincia la coltivazione.
Incontrando a Parigi Alessandro Volta regala
alcune casse di patate ad Alessando Volta. Come
si faccia a dire “mi regali un po’ di patate”
22
così? Probabilmente
i due
si devono
essere
intesi e Volta, che era già uno scienziato
conosciuto
a
livello
mondiale,
deve
avere
interessato anche un agronomo come Parmantier.
Alessandro Volta torna a casa, arriva a Como e
distribuisce alcune casse di patate alle sue
amiche e le coltiva qui; infatti, con il Sindaco
prima
dicevamo,
ma
magari
qua,
magari
là,
insomma, comincia a coltivare le patate. Le
patate
vengono
coltivate
anche
in
altri
appezzamenti di terreno dalle varie parti, in
Brianza e più o meno in zone vicino al lago.
Candida Lena Perpenti vede che questo prodotto
ha
successo
ed
essendo
di
famiglia
metà
valtellinese, porta le patate in Valtellina. La
sperimentazione va a buon segno, addirittura le
porta anche a Bormio e a Bormio ci sono le
famose
patate
bormine,
molto
saporite
anche
oggi,
quelle
rotonde,
e
incominciano
ad
utilizzarle per cucinare. E cucinano finalmente
la ricetta dei pizzoccheri che, con l’inizio
dell’Ottocento, prende la forma che ha oggi con
le verze, eccetera, eccetera, non vi faccio la
storia del pizzocchero che non è il caso, perché
l’ho già tirata in lungo, però...
SINDACO LIVIO MARIA RITA: Però abbiamo capito
perché si occupa di enogastronomia, perché è una
roba che gli piace!
CONSIGLIERE
BERNASCONI
senza microfono).
MARIELLA:
(intervento
GERARDO: No, no, ho raccontato questa storia
primo perché qui mi sembrava giusto raccontarla,
ma perché quello che abbiamo cercato di fare con
il
gruppo
di
lavoro
che
si
sta
occupando
dell’enogastronomia
e
quello
che
ci
siamo
imposti è quello di recuperare il senso della
tradizione, non in modo
becero
e negativo,
perché le nostre nonne facevano da mangiare
meglio
di
oggi,
eccetera,
eccetera,
non
è
quello,
non
funziona
più
così,
non
può
funzionare con duecentocinquantamila visitatori
al giorno che girano per l’Alta Lombardia, non
possiamo fare questo. Dobbiamo immaginare che le
nostre tradizioni, pizzoccheri compresi, possano
23
servirci per
creare
quello che noi
abbiamo
chiamato un menù EXPO che dalla tradizione non
ricchissima delle nostre zone, possa portare un
prodotto di qualità riconosciuto ed accettato a
livello internazionale perché il problema è che
cosa
diamo
da
mangiare
ai
giapponesi
che
arrivano qui più o meno organizzati; che cosa
diamo da mangiare ai cinesi. Quando è venuto
l’esperto di Explora ci ha raccontato vizi e
virtù del turismo internazionale e questo è un
po’
spaventoso
perché,
in
realtà,
ogni
paese,ogni Provincia di paese ha delle abitudini
e, soprattutto, in termini di enogastronomia.
Allora, è chiaro che un paese come il nostro,
l’Italia, che ha 4.600 prodotti nicchia, non
D.O.P., eccetera, no, sono 4.500, più 145, mi
sembra,
garantiti
che
cerca
di
mettersi
a
confronto con l’Europa, che è molto severa nel
concedere le autorizzazioni, è chiaro, quindi,
che sarà un tira e molla non semplice. Per fare
questo, noi ci siamo attivati partendo dagli
operatori di base, ristoratori, albergatori che
sono quelli che avranno il contatto diretto con
i turisti. Ma sono anche quelli che ricevono ed
offrono, in risposta, le domande dagli operatori
turistici, dalle agenzie che dicono: io ti porto
duemila persone e tu che cosa gli dai da
mangiare? E poi siamo andati a livello, come
dire, superiore o parallelo, cioè le scuole di
formazione, che sono quelle che formano i cuochi
di domani, che sono quelle che hanno formato i
cuochi che sono attivi oggi, gli chef e tutti i
secondi cuochi, eccetera, i camerieri, in modo
tale che creando un’informazione generale, una
piacevolezza
generale
anche
il
nostro
territorio, che ripeto non è ricchissimo, non ha
grandissime tradizioni e ha però il pesce, che
c’è, non è magari sufficiente per dare da
mangiare, fare i miracoli pane e pesce tutti i
giorni! Comunque il pesce c’è perché ci sono una
cinquantina mi sembra di pescatori... quanti?
Più di settanta pescatori che producono, che
prendono, che pescano parecchie tonnellate di
pesce
all’anno.
Questo
è
sufficiente
per
riempire tutte le tavole? Beh, è una domanda che
ci siamo posti. E’ sufficiente per dare riso e
pesce persico a tutti? Va bene. Sono sufficienti
24
queste ricette? Bisogna elaborarle in un altro
modo? Ecco, questa è la domanda che ci siamo
fatti e la risposta a poco a poco sta venendo.
Lavoro
lungo,
ma,
devo
dire,
molto
meno
difficile di quanto immaginassimo all’inizio,
pensavamo
di
trovare
un
muro,
uno
scontro
continuo con gente che dice: “ma mì u fa sempr
inscì”..., quelle robe lì! No, non è vero! La
gente dice: io ho un problema, so che l’avrò più
grave domani, cerchiamo di capire come uscirne.
E forse, come dire, con la collaborazione di
tutti, magari ci riusciamo anche.
FRANCESCO: Adesso vi faccio vedere brevemente il
sito internet e così vediamo anche le sezioni
che mettiamo a disposizione. La prima sezione è
per chi si vuole iscrivere, quindi per le
imprese comasche che si vogliono iscrivere a
“Sistema Como”, qui è la sezione dove spiega,
appunto, come fare semplicemente un bonifico
bancario, il giorno dopo si è iscritti e si ha
la possibilità di proporre la propria scheda
della propria azienda all’interno del sito.
SIGNOR BRICOLA ATTILIO: E’ un piccolissimo bonifico
bancario.
Un
piccolissimo
gradino
d’ingresso
perché è importante che si iscrivono solo le
aziende
veramente
interessate.
Faccio
un
esempio, perché se no facciamo una vetrina ricca
di tante cose che non servono e quindi di
rendere
meno
visibile
poi
le
aziende
interessate. Io faccio sempre io mio esempio:
io, come Bric’s, è inutile che mi iscrivo perché
vendo
le
valigie
ai
paesi
che
vengono?
Costruisco un padiglione con le valigie? Quindi
non mi iscrivo perché non serve, romperei solo
le scatole a chi invece si iscrive seriamente e
ha
bisogno.
Quindi
sono...
quanto?
Duecento
euro, per cui, diciamo, è un piccolo... una
piccola...
per dire mi iscrivo
perché
sono
veramente interessato. Tutto qua.
FRANCESCO: E, appunto, con l’iscrizione
disposizione la propria scheda della
azienda completamente gestibile, ovvero
login
in
alto
a
destra,
metto
credenziale, username e password e la
25
si ha a
propria
si ha il
le
mie
gestisco
io
sia
nella
versione
italiana,
sia
nella
versione inglese. Ovviamente è più auspicabile
curare
quella
inglese,
piuttosto
che
quella
italiana. Noi, di mano in mano che abbiamo le
richieste
dei
singoli
paesi,
portiamo
le
proposte contenute nelle schede ai paesi stessi.
La seconda sezione è appunto dedicata ai paesi
stessi, quindi per chi parteciperà ad EXPO.
Entrando in questa sezione, si avranno tutte le
singole schede suddivise per argomento, quindi
abbiamo la scheda dei costruttori, la scheda dei
progettisti e quant’altro, fino ad arrivare al
turismo. Turismo che è dedicato in questa unica
sezione “Enjoy Como and its lake” e ci affidiamo
molto al sito turistico della Provincia di Como,
lakecomo.it,
dove
abbiamo
tutte
le
proposte
turistiche dagli hotel ad una stella fino ai
cinque stelle lusso, passando per i bed and
breakfast, agriturismo e case vacanze. Quindi
abbiamo una proposta a trecentosessanta gradi
all’interno del sito internet. In basso a destra
vediamo la vetrina scorrimento dove mettiamo le
notizie, però
non
tutte
le notizie,
ovvero
mettiamo le notizie ad esempio degli eventi,
piuttosto che delle attività che propone “Sistema
Como”. Non tutte le notizie, ad esempio i bandi
di
gara
sono
riservati
esclusivamente
agli
iscritti ovviamente. Quindi, come diceva prima
Attilio Bricola, ovviamente l’impresa stessa può
andare a ricercare la gara per la costruzione
del padiglione bielorusso; talvolta, però, è
difficile perché è gestita dai consolati o dalle
ambasciate
e
talvolta
sono
abbastanza
anche
reticenti a fornire le informazioni precise. E,
molto spesso e volentieri, sono anche in lingua
originale!
Pertanto,
noi
offriamo
questo
servizio di catalizzatore, di raccolta si può
dire, delle varie gare, bandi di gara che ci
vengono
proposti
dai
paesi
e
le
giriamo
automaticamente
agli
iscritti
al
database.
Questo
come?
Attraverso
la
newsletter
bisettimanale,
massimo
sette
giorni,
dove
proponiamo, appunto, le varie informazioni che
ci arrivano da EXPO S.P.A. e dai vari paesi.
Quindi questa sezione notizie è fondamentalmente
aperta, però non vi sono tutte le informazioni
necessarie. La banda verde inferiore, invece, è
26
dedicata
alle
sezioni
che
abbiamo
appena
spiegato, quindi accoglienza e turismo, EXPO
Generation, enogastronomia e quant’altro, fino
ad arrivare anche ai tavoli verde e sport, dove
stiamo
agendo
anche
sport
in
collaborazione
strettissima
con
il
CONI,
sport
soprattutto
rivolto ai giovani e ai disabili, quindi una
progettualità anche dedicata a loro per far sì
che,
appunto,
le
manifestazioni
sportive
si
intensifichino
e
anche
e
soprattutto
nel
semestre di EXPO arriveremo con una proposta
anche a livello di sport abbastanza organica.
Verde, anche lì, in stretta collaborazione con i
vari Comuni, in primis quello di Como, c’è
l’idea
di
una
progettualità
comune
volta
all’abbellimento del verde comune e obiettivo
sarà quello di istituire una gara per proporre,
appunto, una sorta di progettualità legata al
verde per tutta la città e per tutti i paesi che
lo richiedono.
SIGNOR
BRICOLA
ATTILIO:
No,
qualche
concreto delle richieste che arrivano...
esempio
FRANCESCO: Sì.
SIGNOR BRICOLA ATTILIO: No, perché tutti i giorni
arrivano
delle
richieste,
come
dire,
molto
particolari.
FRANCESCO: Esatto.
SIGNOR BRICOLA ATTILIO: Io mi ricordo quella di
stamattina, la leggo perché secondo me è... per
capire com’è il lavoro. Richieste di Messico e
Cile. Il Messico ha richiesto i preventivi di
Comonext
e
Villa
Parravicini,
altissimo.
Prossimamente
dovrebbe
venire
a
Como
per
sopralluoghi
e
questa
potrebbe
essere
l’occasione per mostrare loro anche dell’altro.
Esempio: Villa Parravicini è emblematico quanto
le ville del lago piacciono, ma, nel contempo,
sono
molto
care.
I privati naturalmente le
affittano, ma chiedono dei prezzi che sono molto
cari. Quindi i paesi poi fanno fatica. Questa
era la richiesta per sessanta persone, mi sembra
che era, dov’è che l’ho letto? Ecco, dice il
27
Messico e il Cile è interessato genericamente
agli alloggi e a Comunext per gli uffici. Ci
hanno chiesto di trovare una soluzione per circa
sessanta persone, sistemare in stanze singole o
doppie da aprile a novembre 2015, con servizi
vari. Cioè non è facile trovare una struttura
per sessanta persone in Provincia di Como, se
non è un albergo.
FRANCESCO: E lo stesso Cile ci richiese tre mesi
fa i magazzini famosi per lo stoccaggio del
cibo. Quindi queste sono le richieste anche più
disparate...
SIGNOR BRICOLA ATTILIO: O anche stamattina dalla
Francia mi sembra che è arrivata per gli steward
e le hostess.
FRANCESCO: Esatto. Un capitolo importante quello
che spiegavo prima, opportunità di lavoro per i
giovani non solo da parte di EXPO S.P.A., bensì
anche dai paesi
stessi,
perché
loro
quando
vengono qua, come dicevo prima, hanno sei mesi
da riempire di eventi, iniziative e quant’altro.
Quindi, ovviamente, non si porteranno tutte le
forze lavoro dal paese di origine, specie se
sono
paesi
asiatici
o
sudamericano,
bensì
richiederanno in loco forze anche di giovani.
Quindi queste sono un po’ le richieste. Adesso
stiamo avendo richieste soprattutto per quanto
riguarda la costruzione e lo smontaggio dei
padiglioni, a trecentosessanta gradi, quindi dal
progettista
all’impresa
di
costruzione,
all’elettricista, piuttosto che al muratore. Man
mano che andremo avanti, ma anche adesso sono
già
uscite
alcune
gare,
tipo
quella
della
Spagna, che proponeva un pacchetto completo,
quindi
costruzione,
smantellamento
del
padiglione e anche gestione eventi all’interno
del
padiglione
stesso.
Quindi
vi
sono
già
richieste,
compreso
anche
per
gestire
il
padiglione
durante
i
sei
mesi.
Un’altra
richiesta,
ad
esempio,
era
quella
della
Bielorussia che chiedeva all’interno del bando
di gara, all’azienda che partecipava alla gara
di costruire, smantellare e pensare proprio allo
smantellamento
anche
ex
post
EXPO,
quindi
28
affidava anche il materiale che rimaneva dal
padiglione all’azienda completamente. Quindi vi
sono anche questo tipo di richieste e, quindi,
anche
un’opportunità
per
le
aziende
sostanzialmente di investire anche il padiglione
stesso e riutilizzare poi, finito l’EXPO.
SIGNOR BRICOLA ATTILIO: Sapete che tutti quello che
va montato va anche smontato. Cioè l’unica cosa
che rimane è il padiglione Italia, tutto il
resto va smontato; quindi, va anche costruito in
maniera tale che poi sia facile lo smontaggio,
riciclabile,
smaltibile,
ecocompatibile,
ecosostenibile, insomma tutte queste cose qua.
FRANCESCO: Il florovivaismo direi che è una
materia molto importante perché, essendo il tema
di EXPO incentrato sull’ecosostenibilità, molti
paesi si stanno costruendo i padiglioni dedicati
appunto
alla
natura.
Pertanto,
Como
e
il
territorio comasco, da Minoprio e quant’altro,
può giocare una carta importante su questo tema.
Quindi anche il tema del verde e da lì anche,
come
ho
detto prima, stiamo
sviluppando il
tavolo verde, può avere un chance importante in
questo caso.
SIGNOR BRICOLA ATTILIO: Va bene, vi
riempito
di
informazioni.
Forse
con
domanda si capisce meglio.
abbiamo
qualche
SINDACO LIVIO MARIA RITA: No, però penso che, mi
sembra che sia uscito con evidenza che ci sono
tantissime
opportunità
anche
per
potersi
inserire come aziende e magari trovare anche del
lavoro o ci sono possibilità anche per gli
individui, per le singole persone, il discorso
hostess, steward che facevi adesso. Quindi io
penso che tutti quelli che sono in condizioni di
poterlo fare non debbano sottovalutare questa,
che
potrebbe
essere
veramente
una
grande
opportunità. Lasciamo la parola a voi, dai!
GERARDO: Sì, vorrei aggiungere solo una cosa...
SINDACO LIVIO MARIA RITA: Prego.
29
GERARDO: ...se posso mettere pensate. C’è un
aspetto che ancora non è stato organizzato,
neanche a livello mentale. Noi immaginiamo che i
turisti,
numerosissimi,
vengano
dalle
nostre
parti e conosciamo il modo di comportarci e le
esigenze dei turisti. In realtà, se noi pensiamo
anche ad una cosa decisamente minore, ma non
poco popolata, come la BIT, che di solito
avviene a febbraio, dove i paesi arrivano e
arrivano, anche qui, con la loro delegazione, la
loro
delegazione
politica,
i
loro
tecnici,
costruiscono il loro stand, eccetera, molto più
in piccolo, ma il procedimento è lo stesso, dura
solo tre giorni e non sei mesi, però muove...
Tre o quattro anni fa, non mi ricordo bene, la
Colombia è arrivata e si è portata dietro un
balletto di musicanti. Li ha fatti suonare alla
BIT, li ha sfiancati secondo me per tre giorni,
però questi non vengono dalla Colombia per stare
tre giorni e poi se ne tornano indietro, stanno
qui
una
settimana,
dieci
giorni.
Allora,
attraverso
un
giro
di
amicizie,
emerge
un
problema: dove mettiamo e cosa facciamo fare a
questi, perché metterli, va beh, uno che viene
dalla Colombia sa già dove andare a dormire, ma
sono ballerini, cantanti e suonatori, allora
abbiamo
organizzato
velocemente
un
tour,
li
abbiamo
mandati
da
Teglio
ad
Albate
a...,
insomma quattro o cinque posti, telefonando agli
amici: abbiamo questi qui...
SINDACO LIVIO MARIA RITA: ...a
chiamato.
noi
non
ci
avete
GERARDO: Però non ci avevo pensato!
SINDACO LIVIO MARIA RITA: Noi li avremmo presi...
ASSESSORE MORETTI SIMONE: D’ora in avanti...
GERARDO: D’ora in avanti...
SINDACO
tutti.
LIVIO
MARIA
RITA:
Noi
prendiamo
sempre
GERARDO: Allora, d’ora in avanti, questo volevo
dire,
d’ora
in
avanti,
il
sistema
deve
30
funzionare in questo modo perché noi aspettiamo
e
arriveranno
i
politici,
i
burocrati,
i
tecnici,
eccetera,
gli
ingegneri
e
gli
architetti e sono settanta – cento, eccetera, ma
questi,
per
arricchire
la
loro
offerta,
arriveranno anche con cose legate all’evento,
allo
spettacolo,
che
avranno
già
un
programmazione,
ma
che
sicuramente,
per
il
piacere di queste persone, avranno anche del
tempo libero, e quindi questo tempo libero lo
occuperanno. Sarà un meccanismo perverso che ci
occuperà per sei mesi. Altro che, dopo mi
direte:
basta,
non
ne
posso
più!
Però,
effettivamente, noi dobbiamo tenere conto anche
del forte imprevisto che arriverà sul nostro
territorio, per fortuna!
SIGNOR BRICOLA ATTILIO: Aggiungo una cosa perché
può servire alla discussone di adesso, perché
dopo le premesse e gli incontri del 2010, già
nel 2011 chiaramente l’aspettativa rispetto ad
EXPO
era
molto
cambiata,
perché
quando
si
incominciava a parlare di EXPO si diceva: chissà
cosa farà l’EXPO per noi? Dal 2011, quelli di
EXPO ci hanno subito detto: chissà cosa farete
voi per EXPO? Perché se vi aspettate che noi
facciamo delle cose per voi vi sbagliate perché
già pensare ad EXPO in senso stretto sarà già
per noi troppo. Da questo punto di vista, è un
po’ analogo il lavoro che noi stiamo facendo
rispetto ai territori. I territori devono essere
proattivi
rispetto
all’EXPO
e
al
Progetto
“Sistema
Como”,
cioè
dire:
cosa
può
fare
l’Olgiatese per EXPO? Poi noi diventiamo, come
dire,
facilitatori,
diventiamo
per
la
comunicazione, possiamo darvi una mano, però
deve essere il territorio che fa delle proposte
e possono poi entrare nella proposta complessiva
di
“Sistema Como” e
poi
avere
tutta
questa
visibilità, importanza, aiuto. Tra l’altro, è
notizia
di
oggi,
eravamo
con
l’Assessore
regionale
al
Turismo
ed
al
Commercio,
sembrerebbe che la Regione metta
almeno un
milione a Provincia per qualche investimento od
opera, legato ad EXPO. Quindi, è una cifra
piccola, però dal niente ad un milione, è meglio
un milione! E, quindi, siccome sarà una cosa da
31
fare dei progetti molto veloci, è meglio saperlo
prima che saperlo dopo, come sempre! E quindi è
una piccola cosa, però meglio che niente.
SINDACO LIVIO MARIA RITA: Bene, forza, il pubblico.
Nessuno vuole intervenire? Dai, Daniela, forza!
DANIELA: ...in un progetto che si può fare per
il nostro territorio, mi viene in mente, noi
abbiamo un’azienda molto importante, l’Ambrosoli
di
Ronago,
giusto
che
parliamo
di
tema
alimentare. L’Ambrosoli di Ronago è anche una
fondazione, grazie al .......... Ambrosoli. Non
sarebbe male sviluppare un progetto cercando di
coinvolgere sia l’azienda che la Fondazione. Mi
viene proprio così, a braccio, questa idea.
Simone, Sindaco, se riuscissimo eventualmente a
convocare una consulta. Le associazioni però le
ringrazierei se venissero, così almeno riusciamo
a confrontarci. Ringrazio comunque i relatori
che sono stati molto chiari e, nonostante, abbia
partecipato ad altre
sedute,
ogni volta mi
arricchisco di idee nuove e di stimoli per
cercare di fare qualcosa. Grazie.
SIGNOR BRICOLA ATTILIO: Siccome ne parlavamo anche
col Gerardo ieri, rispetto all’Ambrosoli o forse
con la dottoressa Sergio anche, perché comunque,
rispetto
naturalmente
al
tema
di
EXPO,
un’azienda
alimentare
è
particolarmente
interessata.
Quindi
potrebbe
essere
anche
un’occasione per loro interessante, rispetto al
tema dell’EXPO, fare qualcosa per il territorio,
qualcosa che rimanga anche.
GERARDO:
Sì,
noi
stiamo
immaginando
dei
laboratori
che
coinvolgano
i
bambini
soprattutto, sul tema dell’alimentazione perché,
dobbiamo dircelo abbastanza chiaramente e con
sincerità
culturale,
EXPO
è
una
grande
manifestazione commerciale, nel senso che è una
fiera, nasce fiera...
SINDACO LIVIO MARIA RITA: Cioè si mette in vetrina.
GERARDO: Si mette in vetrina, mette in vetrina i
prodotti, cioè è inutile far finta che sia il
32
punto di risoluzione dei problemi di risoluzione
della nutrizione del pianeta da qui in là. Ma
non possiamo con la sensibilità, con l’impegno
civile
che
ci
dovrebbe
contraddistinguere
lasciare perdere questa occasione, soprattutto
sapendo che grandi aziende, non so se definirle
multinazionali, comunque internazionali come la
Barilla
sta
facendo
da
anni
una
seria
riflessione
a
livello
internazionale,
la
fa
sempre alla Bocconi, la fa ad ottobre mi pare, è
il
secondo
o
il
terzo
anno,
una
seria
riflessione
internazionale
che
non
è
carità
pelosa! E’ semplicemente un’azienda che mette a
disposizione un sacco di soldi per portare gli
scienziati del mondo che si occupano seriamente
di questo problema, e molti giovani scienziati,
tra l’altro, per riflettere. Questa riflessione
noi la sentivamo necessaria, però non è né
nostra competenza, cioè noi possiamo organizzare
le cose, né il nostro obiettivo primario perché
non
ci
compete
insomma.
Ed
EXPO
noi
la
immaginavamo un po’ più attenta a questo tipo di
problemi. Invece, EXPO è attenta a costruire la
macchina! Però questa macchina lascia ancora
degli spazi dove poterci inserire. Allora noi
stiamo
immaginando di fare per esempio dei
laboratori, laboratori che possono coinvolgere
le scuole, da settembre in là per esempio, in
modo che vadano o non vadano i bambini ad EXPO,
riflettano su un tema importante come nutrire il
pianeta, quali sono i problemi legati a se
stessi,
alla
piccola
comunità
nella
quale
vivono, ma anche nella comunità internazionale,
dove magari il cibo è più un problema, che non
dalle nostre parti. E, quindi, questo tipo di
riflessione ci tocca e fa parte anche del nostro
progetto, ci stiamo davvero lavorando. Poi, se
qualcuno
vorrà
inserirsi
ad
un
livello
scientifico
molto
più
alto,
beh,
per
noi
sarebbe, evidentemente, molto utile, non tanto
per trasformare una manifestazione che è molto
commerciale in un piagnisteo planetario, ma per
offrire un’occasione di riflessione con capacità
di cambiare un po’ la nostra mentalità. Devo
anche dire, per sincerità, che EXPO ha affidato
alla Fondazione Corriere della Sera, una serie
di
riflessioni,
si
chiamano
“Convivio”,
che
33
vengono tenute il lunedì di solito, che sono
molto partecipate, il Piccolo Teatro di Milano è
sempre
pieno.
Però
si
rivolgono
ad
un
pubblico..., io sono andato qualche volta e sono
il più giovane! Cioè è fatto per persone che
sanno già un po’ tutto, che hanno già riflettuto
su queste cose, che non hanno, mi viene da dire,
più niente da dire, più niente da imparare, i
giovani non ci sono! Però il luogo... Eppure, le
considerazioni che fanno, che emergono da questi
incontri
spesso
sono
di
grande
interesse
culturale, ma anche etico, perché ci sono stati
anche filosofi, eccetera. Quindi sono occasioni
che
anche
a
noi
piacerebbe
ributtare
sul
territorio e ci stiamo lavorando. Non è facile
perché
venire
a
dire
cose
originali
e
intelligenti in questi settori non è un’impresa
facile e possibile per tutti.
SINDACO LIVIO MARIA RITA: Ci sono altri interventi?
Perché
il
suggerimento,
l’incitamento
che
è
stato fatto nei confronti dell’amministrazione,
noi
lo
raccogliamo,
sicuramente.
Intanto,
Daniela, abbiamo già detto con Simone che la
consulta deve lavorare su questa cosa qui. Io,
l’altro giorno, ho detto in Camera di Commercio,
che avrei ragionato con i colleghi Sindaci della
zona per vedere di costruire delle proposte, in
modo che qualcuno arrivi anche da queste parti e
magari ci si fermi anche un attimo. Ci sono dei
filoni, secondo me, che noi possiamo seguire
proprio per sottolineare anche le cose buone che
abbiamo. Anche qui, c’è modo, motivo, ragione
eventualmente per fermarsi, al di là delle zone
del lago. D’altra parte, dicevo prima, abbiamo
ospitato tra novembre e il 20 di dicembre in
turni diversi, più di ottocento tailandesi che
sono arrivati qui per una motivazione del tutto
casuale,
però
poi
evidentemente
li
abbiamo
agganciati bene perché al primo gruppo si sono
succeduti
tutti
gli
altri,
quindi
quando
arrivano
delle
delegazioni
ufficiali
dal
Municipio di una città capoluogo di un paese
così lontano da noi, vuol dire che, tutto
sommato, qualcosa di interessante siamo capaci
di
offrirlo
anche
noi.
Se
abbiamo
accolto
ottocento tailandesi, possiamo anche accogliere
34
qualcuno tra i visitatori dell’EXPO, che magari,
non so, va per ville o va per tessiture o va per
imprese di altro genere o va per sentieri o per
agriturismo e quello che è. Prego.
ASSESSORE SPINA RENATO: Vorrei parlare non come
Assessore all’ambiente, ma come insegnante della
Magistri
Cumacini.
Abbiamo
presentato
un
progetto
ad
EXPO
che
riguarda
non
più
il
recupero delle vecchie ferrovie perché è stato
superato anche da
Regione
Lombardia,
ma da
percorsi
“Strade
verdi”.
E’
un
progetto
ambizioso
che
vorrebbe
recuperare
tutto
il
tratto
della
vecchia ferrovia che parte
da
Grandate e si diparte fino a Malnate. E’ un
percorso
che
potrebbe
essere
usufruito
da
Milano,
scendere
in
sicurezza
a
Grandate,
cominciare
ad
attraversare
il
tratto
di
marciapiede che è stato inaugurato il 2 di
marzo, il tratto di Grandate e spostarsi verso
Olgiate Comasco, attraversare Olgiate Comasco,
attraversare la parte che lambisce Albiolo e
andare fino a Malnate in sicurezza. Lungo tutto
questo percorso ci sono delle attività non solo
ludiche, ma anche attività, quelle che citava
prima il Sindaco, che sono aziende agricole. Ci
sono
luoghi
dove
vengono
fatti
prodotti
a
chilometro zero o di nicchia. Quindi potrebbe
essere uno di quei percorsi interessanti che i
ragazzi potrebbero accompagnare dal punto di
vista turistico. E’ chiaro che andrebbe un po’
declinato meglio dal punto di vista della sua
strutturazione
e
ristrutturazione
di
alcuni
luoghi.
Quindi,
per
il
territorio
comasco
potrebbe essere una cosa molto interessante!
GERARDO: Due brevissime precisazioni. Una è una
risposta a Enzo Fantinato che ricordava quello
che
abbiamo
solo
accennato questa sera, ma
stasera non c’è Marco Ballabio, indisposto, e
che avrebbe invece più ampiamente raccontato
qual è stato il rapporto ed il tipo di lavoro
che abbiamo immediatamente instaurato con le
associazioni che, contrariamente a quello che si
dice, e qualche volta si è anche praticato, sono
state immediatamente disponibili quasi tutte a
partecipare con la loro esperienza al progetto.
35
Per questo è stato fondamentale perché il team
nasce,
ha pochi
legami
burocratici
e
pochi
legami strutturali e quindi noi siamo in sei o
sette e si fa abbastanza in fretta a prendere
una decisione; ma stendere un certo tipo di
percorso di lavoro a un territorio più vasto può
essere fatto solamente con degli intermediari
che conoscono il territorio. E questa risposta,
ancora limitata, ma sicuramente positiva, nasce
perché le associazioni hanno aderito con grande
entusiasmo.
Periodicamente,
una
riunione
al
mese, non è stata faticosissima, però hanno
messo a diposizione le conoscenze e si sono
anche fatte carico di alcune scelte che potremmo
definire rischiose in certi ambiti, cosa fare e
cosa non fare. Altra cosa importante è, anche
qui si è solo accennato anche nell’intervento di
adesso, si parla di agriturismi, eccetera. Noi
siamo
stati
chiamati
l’anno
scorso
ad
una
riunione, ci chiamano e noi andiamo e ci siamo
trovati
di
fronte
ad
una
settantina
di
agriturismi, come si chiamano, non lo so, e di
bed and breakfast che ci hanno chiesto per la
prima volta, poi siamo andati una seconda volta
e poi una terza volta, che cosa fare. Certo,
Villa d’Este è quella che ha un camera sola,
hanno
problemi
completamente
differenti.
Ma
quella che è una camera sola ha un entusiasmo
incredibile perché dice io ho fatto, ho messo
quella cosa, ho fatto quell’altro... cioè e ha
una camera sola! cosa può offrire, non può dare
la risposta ai settanta messicani! Ma può dare
la risposta ad una famiglia che, entusiasta,
tornerà da questo viaggio perché ha trovato una
pazza
scatenata
che
offrirà
un’accoglienza
strepitosa. E, allora, anche da lì, il compito
nostro, ma condiviso con quelli che lavorano nel
settore, deve portarci a sostenere in maniera
corretta perché per esempio la richiesta di un
turismo sostenibile è una richiesta forte che
viene dall’estero, una richiesta di percorsi
alternativi, perché alla fine, parliamoci con
grande
chiarezza,
verranno
venti
milioni
di
persone, va bene! Uno dice: mah, venti milioni!
Ne verranno
quindici,
va
bene! Non
saranno
duecentomila
al
giorno,
ma
saranno
cinquantamila!
Stiamo
parlando
di
numeri
36
elevati, che saranno un giorno all’EXPO perché
uno cosa fa? Va a Disneyland e va via, va alla
mattina e torna alla sera. Cioè non è che... E
il resto della vacanza, quella organizzata, si
consumerà in giri che noi non sappiamo. Però c’è
tutto
un
mondo
che
per
noi
sarà
comunque
numerosissimo
che
si
fermerà
volontariamente
nelle
nostre
zone,
che
hanno
delle
grandi
bellezze, ma che non sono organizzate. Allora,
questo ed altri progetti che sono in corso in
questo momento di realizzazione, devono trovare
nelle amministrazioni un’adeguata attenzione e
una risoluzione, la più veloce possibile, cioè
non possiamo arrivare al 1° di maggio dell’anno
prossimo immaginando di fare un itinerario dove
ancora non c’è, di mettere dei cartelli dove
ancora non ci sono, eccetera, eccetera. Non è
che il sistema possa in sei – sette – otto –
nove mesi cambiare tutte le abitudini di un
territorio, ma se riusciamo a fare il 10 per
cento delle cose che stiamo immaginando, noi
abbiamo
tutto
un
futuro
davanti
che
ci
consentirà di lavorare sul nostro territorio in
maniera
compatta,
con
una
condivisione
dei
progetti e non con una divisione perché il mio
Comune
finisce
qui,
dall’altra
parte,
come
succede inizia un altro.
SINDACO LIVIO MARIA RITA: Certo!
GERARDO: E questo è un vero disastro.
SINDACO LIVIO MARIA RITA: Assolutamente.
ASSESSORE MORETTI SIMONE: Per quanto... no, no,
vai, vai!
CONSIGLIERE BERTANI EZIO: Questa sera ho sentito
dei termini che mi hanno un po’ urtato! E allora
adesso voglio controverterli perché non è la
prima sera che sento questi dati. Attilio, se mi
metti, vi pregherei, la terza o la quarta slide,
quella dei numeri, perché non è la prima volta
che sento queste informazioni e credo questa
presentazione. Io, dalla prima volta che l’ho
vista questa presentazione mi sono entusiasmato,
gasato, ma proprio tanto! Ho sentito prima dire
37
scoramento, ho sentito dire che manca pathos!
Preoccupantissima questa cosa qui perché se un
cinese leggesse questi numeri, un cinese che
sente parlare di numeri grandi, di questi numeri
si illuminerebbe gli occhi di dollari! Avete
letto venti milioni di persone che transiteranno
di qui, centoquarantaquattro paesi che hanno
investimenti! Avete capito che i budget non sono
di
qualche
migliaio
di
euro,
sono
budget
interessanti,
che
ricadono
sul
territorio,
perché è vero, come diceva Attilio che i paesi
più importanti faranno per conto loro, ma i
materiali
e
determinati
servizi
dovranno
comunque
reperirli
in
loco,
non
potranno
portarsi tutto. La Svizzera forse è l’unica che
si porta giù la scatola di formaggio intera,
giusto Attilio? Ma il resto dei paesi dovranno
reperire
prodotti
e
servizi
sul
territorio.
Quindi sono numeri che fanno rabbrividire, che è
vero
che
interesseranno,
specialmente
per
i
visitatori, sei mesi, ma in questo momento in
cui stiamo investendo, parlo con questi termini
perché stiamo sul territorio, investendo per
prepararlo, sono numeri che ad un operatore
economico – e qui guardo anche Daniela – non
devono far venire in mente in questo momento di
chiedere
alle
associazioni
di
muoversi,
in
questo momento bisogna prendere i contatti per
contattare
le
delegazioni
per
stringere
i
contratti, perché ormai è passato il tempo in
cui se ne deve parlare! Oramai è tardi, Daniela,
per parlare con le associazioni; oggi bisogna
prendere contatti, bisogna iscriversi al sito
domani mattina, te lo dico da imprenditore a
imprenditore. Al sito so che l’hai già fatto, ma
il messaggio è che bisogna iscriversi domani
mattina e domani sera incominciare a rompere le
scatole
per
sapere
se
ci
sono
operatori
interessati perché è
finito il tempo
della
parola,
oggi
stiamo
operando,
ci
sono
gli
operatori che stanno stringendo i contratti. Mi
dispiace stasera non vedere altri tuoi colleghi
seduti qui e spero che non siano venuti perché
sanno già tutto, perché se così non fosse non
hanno capito niente. E quando sento parlare poi
di scoramento, mi cadono le... braccia! No, no
adesso... no, ho capito!
38
(intervento senza microfono)
CONSIGLIERE BERTANI EZIO: No, ma guarda che conosco
la
realtà,
la
conosco
anch’io,
era
per
trasmettere un ottimismo, non era polemico, no,
mi hai equivocato. Era per trasmettere ottimismo
perché questi dati non possono che trasmettere
tali informazioni e dobbiamo trasmettere anche
per quanto concerne anche la parte politica,
dobbiamo
essere
da
stimolatori
in
questo
momento, perché anche la consulta dell’economia,
di cui qualche rappresentante
è seduto qui
intorno, compreso l’Assessore, hanno già fatto
qualcosa. Oggi bisogna invitare gli operatori a
lavorare,
dandogli
una
mano
perché
le
amministrazioni
poi
devono
essere
pronte
a
sostenerli,
ove
possibile,
in
tutte
le
iniziative che vengono proposte sul territorio,
quelle
che
verranno
poi
specialmente
per
i
visitatori.
Ma
oggi
che
si
va
a
contrattualizzare
con
i
centoquarantaquattro
paesi! Oggi bisogna stimolare e fare in modo che
si corra perché tra tre mesi avranno chiuso
tutti
i
contratti!
Quindi
torno
all’inizio,
davvero non era polemica, era per dire quei
numeri
ci
devono
far
venire
un
entusiasmo
enorme. Ma a chiunque! E il messaggio che mi
sento di passare ai miei colleghi è che non
bisogna inventarsi niente di nuovo in questo
momento per potersi vendere, bisogna prepararsi
al meglio, come si fa quando si va ad una
cerimonia, per essere pronti a dare anche il più
piccolo dei servizi a chi ce lo chiederà. Questa
è la mia idea, non era polemica.
SIGNOR BRICOLA ATTILIO: Posso Ezio? No, rispetto
alle imprese che, appunto, hanno un interesse
nella costruzione di padiglioni, quello che ha
detto
l’Ezio
è
assolutamente
perfetto,
cioè
domani mattina bisogna iscriversi perché le gare
sono partite, le comunicazioni sono partite. Nei
prossimi due o tre mesi, questa partita qui è
finita. Punto. E’ vero che comunque c’è una
grossa
partita
anche
durante
l’EXPO
perché
durante
l’EXPO
tutta
la
comunicazione,
il
software,
pensate
solo
alle
pulizie,
39
all’assistenza, al catering, cioè comunque anche
durante l’EXPO ce n’è, però sulla costruzione
dei padiglioni, la partita si gioca esattamente
in queste settimane e in questi mesi. Prima mi è
venuto in mente, quando si parlava, appunto, dei
tailandesi
sulla
questione
ricettività
alberghiera. E’ vero che nel territorio non è
molto elevata, però tenete conto che dal 1°
maggio a fine ottobre, sul lago è alta stagione.
Quindi
gli
alberghi
del
lago,
dell’EXPO,
parliamoci chiaro, hanno quasi paura perché gli
rovina un po’ la clientela normale. Però questo
può essere interessante per il territorio non
del lago, quindi tutta quella che è la Brianza,
l’Olgiatese, anche perché sono mesi estivi dove
magari in questi territori gli alberghi lavorano
meno perché lavorano meglio d’inverno, per chi
lavora e quant’altro. Quindi è interessante, da
questo punto di vista, farsi avanti, non è che i
visitatori di EXPO andranno negli alberghi del
lago, perché sono molto belli, ma sono tutti
pieni!
Quindi
questo
è
un
dato
da
tenere
presente. L’altro dato da tenere presente è che
siamo in ritardo, io dico per fortuna, perché
essendo
in
ritardo
i
paesi
dovranno
assolutamente far fronte a quello che hanno
bisogno qua, non potranno portarselo. Quindi,
secondo me, dobbiamo essere bravi a giocare
anche il fatto che siamo un po’ in ritardo.
Purtroppo,
Ezio,
che
manca
il
pathos
è
assolutamente
vero!
Non
in
noi
che
stiamo
lavorando
da
quattro
anni
e
che
io
dico
l’obiettivo nostro è non arrivare al 1° novembre
2015
dovendo
dire
“potevamo
fare!”,
perché
sarebbe veramente drammatico. Quindi noi stiamo
cercando di fare tutto quello che si può fare,
però in giro io, quando tu mi hai visto qualche
altra volta che vado a parlare dell’EXPO, dopo
che ne parliamo, il pathos aumenta. Ma in questo
momento, vuoi per la poca conoscenza, vuoi per
la poca informazione, non so, ma veramente non
c’è. Non c’è! Ma è un’occasione incredibilmente
persa, ma è cosa pazzesca perché veramente il
mondo a venti chilometri c’è questa volta e
basta! E basta! Non ci sarà più. Correggimi se
sbaglio Gerardo, ma nel 1889, all’EXPO di Parigi
hanno costruito la Torre Eiffel.
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SINDACO LIVIO MARIA RITA: E certo!!
SIGNOR BRICOLA ATTILIO: Cioè, non è che... Quindi!
Adesso
noi
non
potremo
costruire
la
Torre
Eiffel,
però,
insomma,
qualcosa
di
analogo,
almeno come momento da vivere al massimo. Poi,
dico, se fossimo anche in un momento di vacche
grasse, va bene, uno dice: ho tante cose da
fare, non penso all’EXPO! Ma è un’occasione che
da questo punto di vista, insomma, è importante.
Quindi bisogna giocare tutte le carte possibili
ed immaginabili. Io vi dico qualche volta, con
frustrazione, io non so l’esito di questo alloro
i quattro anni con i paesi e con le imprese, ma
vi dico che il lavoro è stato fatto in maniera
seria, serissima, no so che esito avrà, perché
ci saranno le gare e chi vince, vince! Io spero
che tante aziende comasche vincano qualcosa, ma
come faccio ad essere sicuro, lì veramente è una
gara vera, non so come dire. Però le abbiamo
tentate
tutte
e
le
tenteremo
tutte
fino
all’ultimo giorno, ma deve essere così su tutti
gli aspetti. Quindi la possibilità di avere
qualche delegazione in zona è interessante, la
possibilità di fargli vedere le ville della zona
è
interessante.
E
poi,
appunto,
è
un
investimento
molto
importante
per
il
futuro
perché chi viene una volta con questa scusa,
vede una bella zona, torna, tornano dopo qualche
anno, tornano con la famiglia, insomma tornano!
Tenete
conto
che
anche
lo
standard
dei
visitatori di EXPO è alto!! Perché ci saranno
banalmente tutti i capi di stato di quasi tutto
il mondo, tutti i capi di governo, i ministri, i
burocratici,
i
governatori,
tutte
le
unioni
industriali di tutto il mondo, gli artigiani di
tutto il mondo, i commercianti di tutto il
mondo, cioè c’è anche uno standard di visitatori
che è assolutamente elevato da un certo punto di
vista e sono poi quelli che spendono e che
decidono durante l’EXPO anche per il futuro. Tra
l’altro, molto probabilmente, non lo do per
certo, ma molto probabilmente, questo autunno ci
sarà a Villa Erba un grandissimo evento sul
turismo perché faranno incontrare circa seicento
alberghi che distano dal sito EXPO un’ora e
41
mezzo di treno, con duecento tour operator più
importanti del mondo, proprio per presentare
tutta quella che è l’accoglienza degli alberghi
intorno a EXPO. Quindi tutti stanno giocando
tutte le carte, ma anche i territori periferici
devono giocarsele tutte, fino all’ultimo momento
insomma. Da questo punto di vista, tutte le idee
che ci sono, veramente, sul sito, sulla nostra
e-mail [email protected], tutto quello che
vi
viene
in
mente
giocatevelo.
Giochiamolo
insieme, fino all’ultimo minuto, non c’è nessun
problema da questo punto di vista, siamo lì,
sono lì più che altro per quello, quindi tutte
le richieste vanno assolutamente giocate fino in
fondo, di questo non preoccupatevene insomma.
GERARDO: Solo due piccole cose di entusiasmo. Nel
1899, tutti sappiamo che la grande esposizione
voltiana che era collocata più o meno nell’area
dei giardini di Como, a luglio, è bruciata, in
una notte è bruciata e in un mese l’hanno
rifatta. Beh, bruciate anche delle opere d’arte,
molti cimeli voltiani purtroppo, era di legno,
ma
l’hanno
rifatta.
Quindi,
con
grande
entusiasmo, hanno fatto questa cosa. Nel 1907,
nella prima grande esposizione milanese che era
dedicata ai trasporti, c’era molto entusiasmo,
ma erano indietro talmente che hanno dovuto
rimandare l’inaugurazione di sei mesi! Quindi,
noi
siamo indietro,
ma
siamo
ancora
avanti
perché questa cosa, con l’esperienza precedente,
ci permette di dire che forse non arriveremo a
doverla trasmettere. Terza ed ultima cosa: nei
vari nostri giri, che sembra un po’ anche il
giro delle sette chiese, andare, vedere cosa
succede,
eccetera,
siamo
andati
in
un’associazione, che non nominerò neanche sotto
tortura, in una categoria che avrebbe tutto da
guadagnare
collaborando
con EXPO,
io
ed il
Marco, quella sera, siamo stati due ore con
davanti
una
ventina
di
persone
che
hanno
incominciato a dire: tutti i giochi sono fatti!
Non ce n’è per nessuno! E così tutta sera. Io
davo dei colpi al Marco perché dicevo: li
ammazzo questi qua! cioè non è possibile che tu
vieni qui, vieni a raccontare delle cose e
l’entusiasmo è: sa po minga!! Tutto così! Ma voi
42
non avete idea. Il funzionario, ad un certo
punto,
dice:
va bene, ringraziamo
i
nostri
ospiti, se avete... e tutto così! Cioè hanno
chiesto di tornare. E’ il momento probabilmente,
quando tu parti in una certa maniera, capisci
che i giornali non hanno favorito perché c’era
molta
critica,
giusta,
giustissima,
perché
c’erano
molte
cose
che
non
andavano.
E
l’entusiasmo
ha
faticato
a
partire.
Adesso,
evidentemente,
qualcuno
ha
capito
che
stare
fuori da questa cosa, soprattutto per alcune
categorie, è terribile.
SINDACO LIVIO MARIA RITA: Prego.
GERARDO: Sulla questione dei gruppi, “Sistema Como”
naturalmente non c’entra nulla. Noi, da sempre,
dal
primo
momento,
abbiamo
caldeggiato
la
costituzione di gruppi. Poi, grazie a Dio, siamo
per la libertà assoluta, quindi chi si è voluto
mettere insieme, si è messo insieme. Io non so
se l’affermazione che fai che i gruppi sono
chiusi
corrisponde
alla
verità
perché
l’hai
verificata, ma non sono... cioè tendenzialmente
bisogna parlare con loro, cioè noi facciamo un
lavoro
di
facilitatori,
ma
l’impresa
è
l’impresa,
assolutamente
libertà
massima.
Infatti,
noi
diciamo
solamente:
per
avere
informazioni bisogna iscriversi al sito perché
noi non possiamo decidere soggettivamente a chi
dare le informazioni e a chi non darle. Poi
sulla costituzione dei gruppi e quant’altro, è
assolutamente libera e non è che è finita
l’epoca
in
cui si possono costituire
nuovi
gruppi. Tutti i giorni si possono fare dei nuovi
raggruppamenti,
delle
nuove
reti,
dei
nuovi
team, assolutamente. Noi li poniamo come esempi
perché sono esempi interessanti questi perché
comunque è un metodo di lavoro che può essere
interessante
anche
per
il
futuro,
però
è
assolutamente tutta una questione aperta, cioè
per entrare in questi team bisogna parlare con
loro e farne di nuovi, il sistema però è la
conoscenza personale, non c’è un’altra... poi
tu, Francesco, che conosci meglio...
43
FRANCESCO:
Sì.
In
merito,
poi
noi
abbiamo
richieste
di
singole
imprese
che
vogliono
costituire dei gruppi. Quindi, ad esempio, un
titolare di un’impresa che vuole partecipare ad
EXPO
in
concomitanza,
assieme
ad
un’altra
impresa, basta riferircelo che noi poi possiamo
costituire
i
gruppi
anche
attraverso
la
newsletter
e
quant’altro,
quindi
darne
la
massima visibilità. Ci sono imprese singole che
vogliono proprio clusterizzarsi, ma non trovano
associati.
Quindi
questi
sono
gruppi
chiusi
perché sono già consolidata, come dice Lei, per
rapporti diretti di lavoro. Però nulla vieta
assolutamente di costituire nuovi gruppi, in
primis
anche
su
costruzioni,
ma
anche
comunicazioni e quant’altro. Poi, soprattutto,
un aspetto che non è stato toccato è queste sono
imprese
comasche.
Noi,
sul
nostro
database,
abbiamo
imprese
comasche,
ma
nei
nostri
pacchetti di gruppi di aziende, vi sono anche
aziende non comasche, o meglio Como ....... ad
esempio ha anche imprese, sono in tutto nove, ce
ne sono due ticinesi. La discriminante qual è?
Noi, sul nostro database, abbiamo le imprese
comasche singole schede; per quanto riguarda i
pacchetti, i gruppi di lavoro possono entrare
anche imprese non comasche, a patto che vi sia
la presenza anche di imprese comasche. Quindi,
se
io,
impresa
comasca
piccola,
voglio
clusterizzarsi con un’impresa grossa monzese o
di Sondrio,
piuttosto
che
di Milano,
posso
tranquillamente farlo; discriminante e conditio
sine qua non è che vi sia almeno un’impresa
comasca. Tutto qua. Quindi questi sono gruppi
chiusi
evidentemente
perché
sono
già
consolidati, però siamo assolutamente aperti per
la costituzione di nuovi gruppi e, anzi, vi dirò
di più, vi sono imprese che vogliono costituire
nuovi gruppi, ma non trovano partner. Quindi,
noi, attraverso il sito internet, la newsletter,
stiamo facendo pubblicità in questo senso.
SINDACO LIVIO MARIA RITA: Qualcun
altro
vuole
intervenire?
Dobbiamo
chiudere?
Possiamo
chiudere? Allora io chiudo in questo modo, da
parte
nostra,
come
amministrazione,
c’è
l’impegno sia a lavorare a livello locale, sia a
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lavorare
a
livello
territoriale
con
delle
proposte che
poi
sottoporremo agli
altri
e
sicuramente qualcosa faremo, abbiamo già anche
delle idee in testa! Volevo giusto ricordare una
cosa, se magari andiamo sulle foto relative
all’evento dell’ottobre di due anni fa, ecco
qua, in quella serata al Teatro Sociale io c’ero
ed è stata una serata, lo diceva già prima anche
l’Attilio, è stata una serata veramente molto
entusiasmante. E uno degli elementi che ci aveva
entusiasmato è stato sentire il discorso che
aveva fatto allora il vice Presidente della
Commissione
dell’EXPO,
quello
che
aveva
assegnato a Milano, invece che a Smirne, l’EXPO
e quindi aveva accompagnato le prime delegazioni
che
erano arrivate
a prendere i
primissimi
contatti perché, è un signore inglese, però il
nome non lo ricordo più, perché era sinceramente
entusiasta del fatto che l’EXPO fosse finita a
Milano e soprattutto sinceramente entusiasta del
fatto
che
la
prima
visita
di
tutte
le
delegazione fosse stata organizzata a Como e
aveva citato, in un italiano perfetto, perfetto,
dei passi dei “Promessi sposi”. E quindi diceva
anche che per lui era anche entusiasmante, per
lui personalmente, essere per la prima volta
nello stesso luoghi, negli stessi luoghi dove
aveva respirato anche Manzoni. Allora, siccome
noi spesso ci fustighiamo, ci buttiamo giù, non
diamo valore a ciò che abbiamo, poi arrivano le
persone dall’estero e dicono, con sincerità,
queste
cose
qui!
Ecco,
magari
facciamo
un
piccolo esame di coscienza, vale davvero la pena
di
impegnarsi
anche
su
questa
cosa
perché
sicuramente ne potremo, in ogni caso, godere.
Grazie a tutti e buonanotte.
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Verbale seduta del 19 marzo 2014 formato: pdf