Pino Ammendola in “Carabinieri si nasce” 2010 “L’Anno dei Cosmati” a Civita Castellana 13° Mini Festival Città di Viterbo. I vincitori Re Carnevale “ ‘O Puccio” di Civita Castellana Campo de’ fiori 2 SOMMARIO Editoriale: La scuola del rispetto................................3 L’intervista: Pino Ammendola...................................4-5 Curriculum vitae: Fabrizia Verardo.......................................6 Cinema News: La Principessa e il ranocchio......................7 Il nuovo regolamento europeo sul trasporto ferroviario.............................8 Roberto Marino: “Versi di un ottantenne”....................................................9 Per ogni viso il giusto occhiale...........11 Roma che se n’è andata: Piazza Navona........................................12 Le ragazze di Piazza di Spagna..........13 1210-2010: “ L’Anno dei Cosmati”14-15 Suonare Suonare: Mamma, mi compri una chitarra?........16-17 Ecologia e ambiente: L’accordo sul clima: nulla di fatto.............18 Come eravamo: Ariecco Carnevale...................................19 Una “Fabrica” di ricordi: “Epifania tutte le feste te porti via”..........20 Associazione “Gli Angeli di Lorenzo”..............................................21 13° Mini Festival Città di Viterbo..22-23 Le guide di Campo de’ fiori: Capranica. .............................................24 La stra-ordinaria bellezza dell’essere.................................................25 Bellezze di Tarquinia...........................26 Ass. Artistica IVNA: Walter Togni..........................................28 Gli isolatori sismici..............................29 Il santo più amato da papa Ratzinger.............................................30 Il Fumetto: Fate Stay Night.......................................31 La storia del cimitero di Civita Castellana............................................32 La rubrica dei perchè..................................................33 Le storie di Max: Massimo Ranieri.....................................34 Fazendas e Fazendeiros......................35 Il mondo del Jazz: Il jazz in Italia........................................36 A.C. di Fabrica di Roma.......................37 Premiazione concorso “Presepe dell’anno”.................................................37 Per ricordare l’autiere Fiorino Marinozzi.............................................38 Ronciglione città d’arte e di cultura..39 Numero Unico......................................40 Aspettando Carnevale.........................41 Nati, matrimoni e deceduti dell’anno 2009 di Corchiano...............................42 Nel cuore ............................................43 L’angolo del Bon Ton: Il party di Carnevale...............................44 Il primo libro di Letizia Chlelli............45 “La Sacra Famiglia” di Eraldo Bigarelli................................................45 Agenda ...........................................46-47 Curiosità .............................................48 I nostri amici ......................................49 Messaggi.........................................50-51 Roma com’era.....................................52 Album dei ricordi....53-54-55-56-57-58-59 Annunci Gratuiti ............................60-61 Oroscopo..............................................62 Selezione Offerte Immobiliari.......63-64 VISITA IL NOSTRO SITO WWW.CAMPODEFIORI.BIZ Iscriviti al nostro gruppo su Face Book! Sarai costantemente aggiornato sulle novità della nostra rivista! Passa parola a tutti i tuoi amici, diventeremo tantissimi... CAMPAGNA PUBBLICITARIA Campo de’ fiori entra in tutte le case ed è letto oramai da tutti!!! E’ perciò il miglior mezzo pubblicitario per la tua attività. Tel. 0761.513117 - e-mail: [email protected] Campo de’ fiori di Sandro Anselmi La scuola del rispetto Le famiglie e la scuola sono le colonne portanti dell’educazione dei giovani, e quella ricevuta nell’età evolutiva è determinante per la formazione dell’individuo e basilare per una società civile. Noi ci definiamo una società evoluta, ma se insistiamo, senza un briciolo di pudore, a giustificare ciò che in altri tempi sarebbe stato definito delinquenziale, e per questo, punito, non vedremo mai alcun cambiamento! In questo disorientamento generale, che investe totalmente i valori quali la dignità, la giustizia, il rispetto del prossimo ed il senso stesso della libertà, dove viene sempre elevato il ruolo del più forte sul più debole, dove l’aggressività, la sopraffazione sono le “regole” del vivere, è arduo dare dei riferimenti e ristabilire ciò che è bene e ciò che è male. La famiglia e la scuola debbono ritrovare le figure dei “genitori” e degli “insegnanti”, quelli veri! Quelle figure alle quali i giovani debbono rapportarsi come si conviene, con il desiderio di imparare e la gioia di rispettare! Rivolgersi a loro in maniera diretta, paritaria, usare disinvoltura ed a volte sufficienza, svilisce il ruolo di modelli che non sono più, perciò, i punti di riferimento! Proprio per quei ragazzi che hanno la sfortuna di avere una famiglia debole, è necessaria una scuola forte, che non insegni solo cultura, ma anche socialità, e, sopratutto, insegni il rispetto delle regole per un buon vivere civile. Ma come si fa ad accettare che a ragazzi che aggrediscono un loro coetaneo disabile, venga prescritto un programma di riabilitazione nei servizi sociali, in luogo di un giusto processo ed altrettanto giusta condanna? Anche se a me fa male immaginare la loro reclusione e vorrei non succedesse mai, mi riesce difficile comprendere l’efficacia dell’alternativa, ma voglio comunque sperare che questa li faccia crescere, con la consapevolezza e la coscienza di cambiare, fare chiarezza con se stessi, e ritrovare la giusta serenità in questa furibonda tempesta. 3 Campo de’ fiori 4 “Non si ride dei Carabinieri, ma si ride con i Carabinieri” PINO AMMENDOLA Indossa la divisa al Teatro Ghione di Roma Un teatro a due passi dal Vaticano, una bomboniera nel centro di Roma: al Teatro Ghione ritorna in scena una commedia divertentissima scritta, diretta e recitata da Pino Ammendola: “Carabinieri si nasce”. E’ l’occasione per passare una serata del nuovo anno in spensieratezza e per salutare un amico che seguiamo con piacere da molti anni. Ci accoglie con la sua solita simpatia e positività nei salottini del teatro. Pino finalmente si torna a ridere con un testo scritto personalmente… “ Si, e devo dire che questo è un testo che vuole essere anche un manifesto di simpatia nei confronti dei Carabinieri che fanno parte del nostro immaginario collettivo, ricordiamo il “Maresciallo” De Sica ed i suoi personaggi, il giovane Carabiniere di Pane Amore e Fantasia, non dimenticando tutte le infinite serie televisive. Il pubblico si diverte moltissimo, strizza l’occhio al nostro modo di giocare. Non si ride dei Carabinieri ma si ride con i Carabinieri. Nella storia ci sono queste quattro tipolo- gie diverse di esseri umani: due romani, un napoletano ed un veneto che si ritrovano insieme nella notte di Capodanno, in una piccola tenenza di un’ isola sperduta”. Pino Ammendola e Sandro Alessi Partiamo da qui per parlare del tuo curriculum infinito di artista. Nato nel ‘51 a Napoli, dopo molta gavetta negli anni ‘60 e precisamente nel 1964 approdi al cinema vero c o n “Operazione San Gennaro”. ”Devo ammettere che fu una fortunosa apparizione in un film che ebbe un successo enorme. Io facevo un piccolissimo ruolo, però questo fatto mi fece stare vicino a Manfredi, Totò, Senta Berger e per me questo significava in quel momento trasformare i miei sogni in realtà. Trasferitomi a Roma feci poi tanto teatro, doppiaggio, radio, insomma tanto di tutto. Un biennio importante fu quello del ‘95/‘96. Galli e Capone scrissero “Uomini sull’orlo di una crisi di nervi” spettacolo teatrale di grandissimo successo. Anzi devo dire che Capone l’ha scritta su di me. Io mi ero appena separato ed avevo ripreso l’abitudine di giocare a Poker ogni lunedì a casa mia. Ed una sera che era seduto al tavolo anche lui, gli venne in mente questa idea, la scrisse e la portammo in scena a teatro.” Sulle ali del grande successo hai creduto tanto all’idea di cominciare un vero e proprio sequel… “Si, decisi di scrivere qualche altra commedia simile, perché avevo capito che raccontare il disagio maschile era sicuramente una cosa vincente. Devo dire che sono stato molto fortunato ed aiutato dal successo del pubblico che è venuto sempre numeroso a vedere Uomini stregati dalla Luna (‘96/‘97) con Francesca Nunzi, Uomini targati Eva (‘97/‘98) con Eva Grimaldi”. Coppie in multiproprietà (‘01/‘02), Caporali Coraggiosi (‘03/‘04) sono alcu- Campo de’ fiori ne delle altre commedie scritte ed interpretate dal nostro. Anche tuo figlio sta seguendo le orme dell’attore… ”Mio figlio fa il giovane attore e si sta laureando in regia al DAMS. Ha cominciato nel cinema dove ha fatto Rubini da giovane nel film di Salvatores Denti, ha poi lavorato in alcune fiction televisive, dalla Squadra a Don Matteo a Carabinieri ed in teatro ha avuto maestri quali Barbareschi e Lavia”. Ricordiamo le sue numerose apparizioni sul piccolo schermo Caro Maestro(1995), Ladri si diventa (1998), La Squadra (1999), Tequila e Bonetti (2000), Don Matteo 2 (2001), Provaci ancora Prof 1(2004) e 2 (2006), Due Imbroglioni e mezzo (2006).Per cinque anni di seguito è stato responsabile dello spazio comico in Sereno Variabile su Rai 2. Due spettacoli di successo sono stati portati anche sul grande schermo Uomini sull’orlo di una crisi di nervi (1994) con Claudia Koll e Uomini stregati dalla luna (2000) con Mariagrazia Cucinotta e Megan Gale. “Non tutti sanno però che in Svezia ho fatto un film di grandissimo successo che ha raggiunto il secondo incasso di sempre in quella nazione… 5 A questo punto vorrei che tu dessi un consiglio ai giovani che si avvicinano al mondo del teatro. ”Consiglio di lavorare tantissimo e di mettersi insieme, perché la forza di creare un gruppo con delle proprie regole e la voglia di crearsi un futuro, ti permette di essere padrone del tuo tempo e del tuo lavoro dall’inizio. Un piccolo gruppo può vincere quelle difficoltà economiche che ci sono nel teatro e può arrivare al successo. E’ molto importante mettersi insieme, riconoscersi, trovarsi della stessa qualità e lavorare verso una direzione. Questo è vincente!” Uniamo a questi consigli un augurio di un fortunato 2010 a Pino Ammendola ed ai nostri lettori. Sandro Alessi Alcune foto di scena Patrizia Pezza, altra protagonista di “Carabinieri si nasce” e Pino Ammendola Campo de’ fiori 6 CURRICULUM VITAE FABRIZIA VERARDO Nativa di Fondi, la 22enne cantante laziale ha già alle spalle anni di gavetta. Dopo aver frequentato con profitto il Corso di Dizione Cinematografica e Televisiva presso l’Agenzia Casting Due di Roma, vanta esperienze anche come indossatrice. Fin da piccola rivolge però le sue attenzioni al canto e frequenta la scuola di Claudia Arvati, già collaboratrice di Amici, Vessicchio, Beitti, Bennato e frequentatrice del Festival di Sanremo. Contemporaneamente prende lezioni di tecnica vocale da Marco Blanchi, e viene scelta nella scuderia di Silvestro Longo, che dallo scorso Settembre ne cura tutti gli aspetti artistici. Guidata dal maestro, arriva terza al concorso “Ugola D’Oro 2009” svoltosi negli ultimi mesi del 2009 al Gilda di Roma e si presenta alle selezioni nazionali de “I Raccomadati”, noto programma RAI. Dopo aver partecipato come cantante a Rai – Futura e avuto un piccolo ruolo in “Tutti pazzi per amore 2”, (RAI 1) ha partecipato alle selezioni del Grande Fratello 10. Ora è pronta a spiccare il volo e per questo nuovo anno si propone con un brano pop scritto per lei da Longo e Russo dal titolo “L’Ultima Favola”, che sicuramente ascolteremo alla radio. Bella, brava, simpatica e volitiva: ci sono tutti gli ingredienti perché Fabrizia Verardo arrivi quanto prima al grande successo. In bocca al lupo! Sandro Alessi Fabrizia Verardo e Sandro Alessi Campo de’ fiori 7 La principessa e il ranocchio The Princess and the Frog, USA, 2009. Genere: animazione; regia: Ron Clements; sceneggiatura: Ron Clements, Rob Edwards, Greg Erb, John Musker, Jason di Oremland, Don Hall; Maria Cristina voci di (versione origiCaponi nale): Oprah Winfrey, John Goodman, Keith David, Jim Cummings, Jenifer Lewis, Anika Noni Rose, Bruno Campos, Ritchie Montgomery, Jennifer Cody, MichaelPeter Bartlett, Leon Wooley, Terrence Howard, Angela Bassett, Kwesi Boakye, Elizabeth M. Dampier, Breanna Brooks, Michael Colyar, Jerry Kernion; montaggio: Jeff Draheim; scenografia: James Aaron Finch; musica: Randy Newman; distribuzione: Walt Disney; durata: 97 minuti. Ne La principessa e il ranocchio, la solerte cameriera di colore, Tiana, e il principe spiantato Naveen potrebbero offrire il destro a una possibile reinterpretazione della classica definizione “incompatibilità di carattere” in amore. In effetti, tanto l’una cerca disperatamente di raggranellare una piccola fortuna per esaudire il desiderio di possedere un piccolo ristorante, tanto l’altro ha le tasche bucate da squattrinato costantemente in bolletta, dal momento che sperpera i soldi in divertimenti e donne, e si sa come vanno queste cose: “Bacco, tabacco e Venere riducono l’uomo in cenere”. Sembrerebbe proprio che la fatica di essere autentici abbia mietuto le sue prime vittime! Tuttavia, le regole dell’attrazione tra due persone a volte seguono strani disegni e così due esseri totalmente agli antipodi si possono trovare catapultati sulla stessa, metaforica, barca. È proprio quello che avviene a Tiana e Naveen. Quando il giovane rampollo di una nota famiglia reale viene trasformato in ranocchio dall’ambiguo dottor Facilier e dai suoi “amici dell’Aldilà”, la giovane seppur disgustata prova a spezzare l’incantesimo con uno smack dispensatore di vitalità cosmica. Peccato che il bacio non ottenga i risultati sperati; anzi, la matassa si fa ancora più complicata giacché anche la povera Tiana viene tramutata in rana. Come recita un antico proverbio “Chi ben comincia è a metà dell’opera”, pertanto pianificare strategicamente un’ambientazione esotica come New Orleans anni ’20 per un gioiellino quale La principessa e il ranocchio, non può non contribuire a dar luogo a un’ottima pellicola di animazione. Con questa pellicola la Disney regala nuovamente tempo, energie e molta fatica a una dispendiosa tecnica come quella del 2D che sembrava ormai relegata in soffitta, dopo i fasti dell’elaborazione e animazione in grafica 3D, balzati da qualche tempo agli onori del pubblico planetario. Il prevalere del passato sul presente si potrebbe scorgere altresì nelle maglie testuali di una vecchia favola dei fratelli Grimm dal titolo Il principe ranocchio. Eppure, a questo punto, avviene l’imprevedibile in grado di buttare all’aria una narrazione ben collaudata. Si allentano così gli stretti nodi narrativi e si procede a briglie sciolte, immettendo un pizzico d’imprevedibilità nella rete costituita dagli spazi consueti, per cui Tiana invece di far ritornare umano il ranocchio/principe Naveen, diviene a sua volta un piccolo anfibio verdastro secernente muco. Nell’epoca dell’elezione dell’afroamericano Barack Obama alla carica di Presidente degli Stati Uniti d’America, la Major di Topolino e Paperino incorona principessa del reame di Cartoonia una bellissima cameriera di colore. Effetto del pensiero Political cor- rect? Può anche darsi, ma almeno permette di infrangere il sospetto o illusione parallela per cui solo fanciulle dai riccioli d’oro e sguardo turchino possono ambire al trono e, soprattutto, a un giovane sovrano degno dello scettro di comando. Naturalmente parlando di un classico prodotto pensato e creato appositamente a misura di bambino, dobbiamo tenere a mente che La principessa e il ranocchio può essere equiparato a un pacchetto all inclusive comprendente il fascino (banale) di una morale edificante, canzonette jazz piuttosto orecchiabili che s’imprimono fino alla radice del nostro essere e, per finire, un abbraccio corale di amabili comprimari come ad esempio il coccodrillo trombettista Louis, la lucciola innamorata Ray e la centenaria regina Voodoo Mamma Odie. Tutto ciò in perfetto stile Disney. 8 Campo de’ fiori IL NUOVO REGOLAMENTO EUROPEO SUL TRASPORTO FERROVIARIO Il 3 dicembre scorso è entrato in vigore il r e g o l a m e n t o 1371/2007 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23/10/2007 che ha sancito nuovi diritti e di Ilaria Becchetti obblighi dei passeggeri del trasporto ferroviario. Val la pena ricordare che il regolamento in questione, come ogni altro emesso dalle Istituzioni europee, è obbligatorio in tutti i suoi elementi ed è direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri. Non v’è dunque bisogno di alcuna norma attuativa interna ed è già legge nel nostro paese come in tutti gli altri ventisei stati dell’Unione Europea. Lo scopo di questo atto normativo è di tutelare i diritti dei passeggeri nel trasporto ferroviario e di migliorare la qualità dei servizi. Il regolamento rafforza il diritto dei passeggeri a ottenere un risarcimento quando i loro bagagli vengono smarriti o danneggiati (fino a circa 1.285 euro per ogni bagaglio). Lo stesso diritto è previsto nel caso in cui il viaggio venga cancellato o subisca un ritardo. In questi casi il risarcimento minimo ammonta al 25% del prezzo del biglietto per ritardi da una a due ore e al 50% del prezzo del biglietto per ritardi superiori alle due ore. L’atto inoltre attribuisce ai passeggeri delle ferrovie il diritto di essere informati in modo esauriente, prima e durante il loro viaggio, ad esempio, in merito ad eventuali ritardi, agevola l’acquisto dei biglietti ferroviari ed obbliga le società ferroviarie a istituire un sistema per il trattamento delle denunce relative ai diritti e agli obblighi contemplati dal regolamento. Il sistema ferroviario europeo vanta più di otto miliardi di utenti l’anno. L’intento di questo nuovo atto è anche quello di aumentarne ancor di più la quota di mercato rispetto ad altri sistemi di trasporto. Un passaggio importante del testo riguarda le persone con disabilità e le persone a mobilità ridotta, ai cui il regolamento dedica un capo apposito. È stabilito anzitutto che questi soggetti hanno diritto al pari degli altri cittadini alla libera circolazione, alla libertà di scelta e alla non discriminazione. Quest’ultima viene garantita fornendo ogni più ampia assistenza all’interessato sia a bordo che fuori dal treno, in particolare per ciò che riguarda l’accessibilità delle stazioni, delle banchine, del materiale rotabile e degli altri servizi. Per informazioni più dettagliate si rimanda al testo del regolamento, disponibile su internet in italiano, ricordando altresì che le imprese ferroviarie, i gestori delle stazioni e i tour operator sono tenuti ad informare i passeggeri in merito ai diritti e agli obblighi previsti dal regolamento. Campo de’ fiori 9 Roberto Marino: “Versi di un ottantenne” Un velo di malinconia attraversa molti dei suoi componimenti, dettata, probabilmente, dall’età avanzata e dalla solitudine che lo circonda, soprattutto dopo la morte dell’amatissima moglie. Trentasei ne ho letti, tutti firmati Roberto Marino, raccolti in un piccolo fascicolo, rilegato in maniera rustica e intitolato “Versi di un ottantenne”. Ha da sette anni, infatti, superato l’ottavo decennio della sua vita il signor Roberto, originario di Laureana Cilento, ma da molto tempo ormai residente a Salerno, dove ora abita insieme ad una delle sue due figlie. Trascorre le sue giornate componendo versi e ha definito quel traguardo della sua vita così: “Un gomitolo verde di ricordi/tenuti stretti dalla nostalgia” (Ottant’anni). Le sue poesie hanno un tocco di classicità, in linea con la sua laurea in lettere e il lavoro che per anni ha svolto: insegnante di letteratura italiana nelle scuole superiori. Echi di classicità greca, trasportati nel suo mondo. Poesie brevi, ma che racchiudono grandi significati e abbracciano profonde verità. Piccole perle di saggezza, come il componimento intitolato La speranza, che recita così: “Non c’è morente/che non dissimuli/in qualche speranza di vita/l’opprimente angoscia/della morte”. O ancora Sarai vecchio: “Sarai vecchio quando/non toccheranno più il tuo cuore/il sorriso gioioso di un bambino/né un albero fiorito a primavera”. Spesso affronta l’argomento della morte e il sentimento della tristezza e vede la vita in questo modo: “Il guizzo di una stella cadente:/un’illusione di luce/tra due muraglie di tenebre” (La vita). Tutte meriterebbero di essere riportate, ma una mi ha colpito in particolar modo e voglio qui riproporvela. Vermiglie rose è il titolo, e mi ha attratto per la sua velata e garbata passionalità e per la singolare metafora con la quale il poeta accosta le rose appassite al capo chino del Cristo crocifisso. Un’immagine davvero particolare, tanto più che, come mi riferisce sua nipote Rita, il signor Roberto si professa ateo! In fondo, forse, la speranza di un aldilà in cui poter riabbracciare sua moglie, esiste anche per lui! Ma il sig. Roberto ama da sempre scrivere ed infatti, oltre a componimenti poetici ha pubblicato finora diversi libri di vario genere: La lotta per la terra nell’ex stato di Novi (1982), Medicina e magia. Segreti e rimedi in due manoscritti salernitani del ‘700 (1991), Il dialetto cilentano nei proverbi (2004), Un fidanzamento contrastato (2006). Studi e ricerche a sua firma sono apparsi in alcuni volumi collettanei: Guida alla storia di Salerno (1892), a cura di Alfonso Leone e Giovanni Vitolo; Storia del Vallo di Diano (1985), vol. III a cura di Pasquale Villani; Il Mezzogiorno preunitario (1988), a cua di Angelo Massafra; Economia, società, politica in un comune meridianale. San Gregorio Magno tra XVIII e XX secolo (1991), a cura di Michela Sessa; La rivoluzione del 1799 in provincia di Salerno (1999), a cura di Italo Gallo. Ha curato, con Mario Themelly, l’edizione della Cronaca manoscritta di Antonio Stassano (1996). Roberto Marino non è solo un uomo di grande sensibilità, come si può ben vedere leggendo le sue poesie, ma è anche un uomo di grande cultura e dedito allo studio, come dimostrano i suoi libri. di Ermelinda Benedetti Roberto Marino Vermiglie rose Vermiglie rose ancora non dischiuse, vogliose labbra protese ad un bacio, presto vi piegherete sullo stelo, volto di Cristo chino sulla Croce. Ma la rossa vostra fragranza nel mio cuore viva rimarrà a ricordare la bella bocca che vi ebbe in dono La copertina del suo breve racconto dedicato alla moglie, che raffigura uno scorcio di Moio della Civitella Campo de’ fiori 11 Per ogni viso il giusto occhiale ...continua dal numero 65 Diamante CARATTERISTICHE: visi a forma di diamante sono stretti nella zona degli occhi e nella zona delle mascelle, e gli zigomi di solito si presentano ossuti e pronunciati. Questa è la forma di viso più rara. OCCHIALI CONSIGLIATI: occhiali ovali, quadrati o leggermente curvati, attenueranno il contorno spigoloso del viso Assicurarsi che il modello non sia più largo della parte superiore degli zigomi. Molto bene anche occhiali glasant (senza la montatura intorno). Per evidenziare gli occhi e mostrare le guance provate montature che abbiano la linea della traversa superiore pronunciata o ricca di dettagli, oppure provate montature glasant. Rettangolare CARATTERISTICHE: il viso rettangolare oblungo è più lungo che largo, ha una lunga linea della guancia e alcune volte un naso allungato fronte e mascelle stretta, zigomi ravvicinati. OCCHIALI CONSIGLIATI: gli occhiali devono accorciare la lunghezza del viso. Per far apparire il viso più corto e più proporzionato, provate delle montature che abbiano una profondità verticale, un ponte basso per accorciare il naso e astine decorate o con colori contrastanti per aumentarne la larghezza. Da preferire quindi occhiali con montatura stretta e lenti alte oppure con linea orizzontale accentuata di forma rotonda o quadrata, il ponte basso accorcia l’area tra fronte e naso. Quadrato CARATTERISTICHE: questo viso presenta una mascella forte, una fronte alta e pronunciata e zigomi larghi. OCCHIALI CONSIGLIATI: gli occhiali devo ammorbidire il taglio facciale quadrato, benissimo quindi occhiali con montatura orizzontale sottile rotonda, ovale o a goccia. LA PELLE Chiara Indicate montature leggere o con un tocco di colore come il rosa o l’ambra. Montature tartarugate stanno bene sulla pelle chiara (evitando colori troppo scuri) ma montature trasparenti, blu o verdi tendono a togliere colore alle guance. Indicati colori tenui o caldi, meglio se di spessore leggero o semi opache se di spessore più considerevole, evitare il metallo dorato. Scura Pelli olivastre, mediterranee, con capelli scuri stanno benissimo con montature argento, oro, colorate, tendenzialmente chiare ma attenzione al nero, che potrebbe appesantire. Molto scura Montature chiare per generare contrasto, colori freddi o caldi, ma decisi. Bene i modelli in metallo, ma evitare il nero. I CAPELLI Mossi o ricci Sono accentuati da forme delicate, meglio ancora senza la montatura o colori translucidi. Molto ricci Scegliere una montatura che segue la linea dei propri capelli. Si consigliano anche forme piccole. Corti Montature geometriche o rotondeggianti stanno meglio. Molto corti Colori pieni e forme particolari, anche esagerati. Molto bene i model- li con decori vistosi. Lunghi Provare le montature sia con i capelli legati che sciolti, perché la differenza di acconciatura potrebbe cambiare l’abbinamento ottimale. COLORE Biondi Preferire colori scuri e caldi per creare contrasto, verde blu, marrone, nero, tartaruga. Evitare colori chiari e freddi, che farebbero apparire il viso scialbo e pallido. Castani o Rossi Preferire montature verdi, blu, marrone e tartaruga solo se accendono il viso di colore, per chi a capelli rossi evitare rosso e arancione. Evitare colori neutri che rendono il viso anonimo e slavato, bianco, giallo chiaro, beige, avana, cammello. Neri Va bene un po’ tutta la gamma cromatica anche il trasparente. Evitare montature con fantasie troppo accentuate che conferiscono aspetto volgare. Brizzolati Benissimo colori decisi e caldi, tra cui il bordeaux, ma anche in tinta, come argentato o canna di fucile. Evitare bianco, giallo chiaro, oro, beige, avana, cammello. Prima dell’acquisto di un occhiale da vista o da sole, leggete bene queste norme, magari fotocopiate l’articolo, poi andate in un nostro centro, e fatevi conquistare dall’occhiale che semplicemente vi piace di più e sentite più “vostro”: state comprando un accessorio che farà parte integrante del vostro “look”, e per l’estetica, per la vostra estetica, non esistono regole superiori al vostro gusto! Paolo BALZAMO Responsabile Formazione ed Informazione Centri Ottici Lisi & Bartolomei www.lisi-bartolomei.com Campo de’ fiori 12 Roma che se n’è andata: luoghi, figure, personaggi Piazza Navona, magica scenografia a cielo aperto ... continua dal numero 65 Il destino della piazza mutò radicalmente allorquando Innocenzo X, Giovanni Battista Pamphilj, 1644 - 1655, sull’area occupata da alcune di Riccardo Consoli case di proprietà della sua famiglia, fece costruire l’imponente Palazzo Pamphilj, con il grande Stemma costituito da tre gigli sopra una colomba con un ramo di ulivo nel becco. Il palazzo fu la residenza di uno dei personaggi più famosi di Roma, Donna Olimpia Maidalchini Pamphilj, soprannominata da Pasquino “Pimpaccia di piazza Navona”, appellativo derivante dal personaggio di una commedia seicentesca della Roma barocca, tale “Pimpa”, poiché, come questa, dispotica, furba, presuntuosa e spregiudicata. Donna Olimpia, viterbese di nascita, venne ad abitare nel palazzo di Piazza Navona dopo essersi sposata con Pamphilio Pamphilj, una residenza ricca di mirabili affreschi di Pietro da Cortona e da una galleria del Borromini; rimasta vedova, la nobildonna riuscì ad accumulare tante ricchezze da divenire la padrona di Roma, specie dopo che il cognato Giovanni Battista indossò la tiara. Nel 1647 Innocenzo X dispose una più degna sistemazione di Piazza Navona con la costruzione di una importante fontana al centro, in sostituzione della semplice vasca quadrilatera preesistente; per questo motivo fece condurre su questo sito buona parte dell’acqua del condotto dell’Acqua Vergine, a conferma della grande importanza che il pontefice attribuiva all’opera. Il progetto in un primo momento fu affidato al Borromini, ma Gian Lorenzo Bernini, allora in disgrazia presso il papa o, più esattamente, presso Donna Olimpia, riuscì a riguadagnare il favore della potente donna ed a soppiantare il rivale con uno stratagemma: fece pervenire a Donna Olimpia un mirabile modellino della fontana realizzato in argento. Il pontefice, avendolo visto occasionalmente, ne rimase entusiasta e trasmise l’ordine al Bernini. A parere del cronista dell’epoca il modello piacque proprio perché era fuso in argento ma, soprattutto, perché lo stesso fu lasciato in regalo all’avida “Pimpaccia”. La presenza dell’obelisco sulla fontana fu richiesta espressamente dallo stesso pontefice e le iscrizioni in geroglifici sulle quali appare il nome di Domiziano, provano che quell’obelisco era originariamente ubicato presso il Tempio di Iside, successivamente trasferito da Massenzio nel suo Circo. La Fontana dei Fiumi, inaugurata nel 1651, realizzata grazie ai proventi delle tasse su pane, vino e altri generi di consumo, è senza dubbio uno dei monumenti più belli e famosi della Roma barocca. Quattro statue di marmo bianco, alte cinque metri, situate su masse sporgenti di travertino attorno al monolite, rappresentano quattro fiumi: il Nilo, il Rio della Plata, il Gange e il Danubio. Lo Stemma araldico della famiglia papale decora la roccia piramidale dell’obelisco. Singolare poi l’iscrizione voluta da Innocenzo X: “salubre amenità a chi passeggia, bevanda a chi ha sete, esca a chi medita“. La chiesa di Santa Agnese in Agone si dice sia stata costruita sul luogo in cui, nell’anno 304 d.C., fu martirizzata la giovane Agnese, rea di avere rifiutato il figlio del prefetto di Roma e quindi denunciata come cristiana; la struttura più antica risale all’VIII secolo e, più volte ricostruita, nel 1652, fu sostituita dalla maestosa chiesa che oggi possiamo ammirare dove il Borromini vi lavorò dal 1653 al 1657. Le altre due fontane che ornano Piazza Navona sono la Fontana del Moro, realiz- zata nel 1574 sotto il pontificato di Gregorio XIII, circondata da una balaustrata in travertino e da dodici colonnine allo scopo di “… defendere et salvare dette opere dalla carrette e cocchi, che potrebbero mandarla a ruina … “ e la Fontana del Nettuno, anticamente detta dei “Calderari” per la presenza nella zona di botteghe di fabbricanti di catini e vasi di rame, la cui figura centrale è il Nettuno con il tridente impegnato a difendersi da una piovra che lo avvinghia alle gambe. Il 23 giugno 1652, per volere di Innocenzo X e di sua cognata Donna Olimpia, venne inaugurata una grande manifestazione che rese famosa Piazza Navona. Quel giorno, infatti, furono chiusi tutti gli scarichi delle tre fontane allo scopo di far debordare l’acqua fino e coprire la parte centrale della piazza, si formava in tal modo il c.d. “lago di Piazza Navona”. Nobili e poveracci qui si divertivano attraversando la piazza a cavallo o in carrozza o sguazzandoci sopra, il “lago di Piazza Navona” divenne una consuetudine estiva e per quasi due secoli, il sabato e la domenica del mese di agosto, la piazza si allagava, finché, nel 1866, Pio IX, Giovanni Maria Mastai Ferretti, ordinò la sospensione del divertimento. Dopo il 1870, divenuta Roma capitale d’Italia, Piazza Navona venne pavimentata e fu costruito il marciapiede centrale a schiena d’asino, in tal modo la piazza Campo de’ fiori divenne convessa da concava che era, rendendo impossibile un eventuale ripristino del lago. Quella particolare manifestazione venne sospesa, ma l’animazione di Piazza Navona continuò e, come sopra ricordato, nel periodo natalizio, la stessa si riempie di bancarelle, giocattoli, “Befane” e “Babbi Natale”, quasi a non voler abbandonare il senso di gioco e l’allegria che per secoli l’hanno accompagnata. All’epoca di Giuseppe Gioachino Belli nella piazza si teneva con regolarità il mercato, come il poeta ricorda nel sonetto del 20 marzo 1834 dal titolo: Er mercato de piazza Navona Ch’er mercoledì a mmercato, ggente mie, / sce siino ferravecchi e scatolari, / rigattieri, spazzini, bbicchierari, / stracciaroli e ttant’antre marcanzie, nun c’è ggnente da dì. Ma ste scanzìe / de libbri, e sti libbracci, e sti libbrari, / che cce vienghen’ a ffà? ccosa sc’impari / da tanti libbri e ttante libbrarie? Tu pijja un libbro a ppanza vòta, e ddoppo / che ll’hai tienuto per cquarc’ora in mano, / dimme s’hai fame o ss’hai maggnato troppo. Che ppredicava a la Missione er prete? / “Li libbri non zò rrobba da cristiano: / fijji, per ccarità, nnu li leggete”. All’epoca del Belli a Piazza Navona, il mer- coledì, oltre al consueto mercato alimentare, poi spostato a Campo de’ Fiori, si svolgeva il mercato degli oggetti usati, ma anche dei libri. Quest’ultimo sarà poi trasferito prima a Piazza del Paradiso e quindi a Piazza Borghese; le considerazioni espresse appaiono chiaramente riferite ad un qualsiasi popolano desideroso di celebrare il 13 trionfo dell’ignoranza, “ … i libbri non zò rrobba da cristiano … “ come raccomanda quel prete invitando il popolino a non leggere in forza di un preciso piano delle autorità ecclesiastiche romane che, come noto, a quel tempo, erano più politiche che religiose. Le ragazze di Piazza di Spagna Sarte d’Alta Moda per le passerelle degli anni ‘70 Che coincidenza!!! L’altro taglio ed i vari particogiorno in un canale privalari degli abiti. to, stavano trasmettendo Le collezioni che preun film del 1952 “Le sentavamo alle sfilate ragazze di Piazza di di Roma, erano eccelSpagna” ed oggi in un caslenti e lussuose con un setto, che non aprivo da “lusso” quasi dimentimolto tempo, in casa di cato; l’adrenalina in mia madre, ritrovo una noi sarte, artefici del foto datata 1970, che mi lavoro, ogni volta che ritrae insieme ad alcune una indossatrice ragazze, nella celeberrima entrava in passerella, scalinata, proprio come le saliva alle stelle. sartine di quel film. Concludendo posso In quel periodo abitavo a dire che buon sangue Roma e lavoravo in una non mente, essendo grande sartoria di Alta nipote di Lucia Moda in via Gregoriana, la Francola che è stata la via delle grandi firme. più famosa sarta di Che nostalgia!!! Anche se Fabrica di Roma e dininizialmente odiavo il lavotorni negli anni ‘50, ‘60 ro della sarta perché mi e ‘70. Anna Francola, la prima a sinistra seduta; con alcune colleghe sulla scalinata di Piazza era stato imposto, nel A mio avviso, l’abito è di Spagna nel 1970 tempo invece ho iniziato come il nome; lo fa L’Alta Moda in quegli anni, era all’apice del ad apprezzarlo e amarlo; mi dava verabello chi lo porta………… naturalmente suo splendore; non conosceva crisi, si sfimente grandi soddisfazioni, specialmente con eleganza!!! lava nei saloni dei più grandi Hotel. quando vedevo l’abito da me confezionato Ogni stilista, presentava personalmente i primeggiare sulle pagine dei quotidiani più Anna Francola modelli, illustrando il tipo di tessuto, il importanti di Roma. 14 Campo de’ fiori 1210 - 2010: LÊanno dei Cosmati Ricorre lÊottavo centenario della realizzazione del Duomo di Civita Castellana Civita Castellana. L’ anno appena iniziato riveste un significato particolarmente importante per Civita Castellana in quanto ricorre l’ ottavo centenario della realizzazione del Duomo dei Cosmati (12102010). Un evento che capita ogni cento anni e la Curia vescovile, in stretta collaborazione con l’ Amministrazione comunale, sta allestendo una serie di manifestazioni con l’ intento di rendere un doveroso riconoscimento ad uno dei monumenti più significativi e importanti realizzati dalla famosa famiglia dei Cosmati, di cui la città si fregia. Com’è noto la Cattedrale, dedicata a S. Maria Maggiore, è stata costruita su un antico edificio preesistente e conserva le reliquie dei santi Patroni, Marciano e Giovanni. Mentre il portico, peraltro restaurato un paio di anni orsono, mantiene intatto l’ aspetto romanico, l’ interno è stato trasformato intorno al 1740 dall’architetto Gaetano Fabrizi, su commissione dell’ allora vescovo, Francesco Maria Tenderini. Infatti inizialmente l’ interno era diviso in tre navate, mentre attualmente è costituito da un’ unica navata. Il portico, unico nel suo genere, ritenuto la più importante opera dei maestri Cosmati, è stato una novità in tutta l’architettura romana medioevale. Di notevole pregio anche lo splendido pavimento interno in mosaico classico e i due portali. Il Duomo dei Cosmati, insieme al Forte Sangallo, al cui interno è allestito il Museo Archeologico dell’ Agro Falisco, rappresenta uno dei gioielli storici, architettonici e culturali di Civita Castellana. Per questo motivo la ricorrenza dell’ ottavo centenario del Duomo è un’ occasione unica, alla quale giustamente l’Amministrazione comunale, che ha intitolato con apposita delibera consiliare il 2010 “Anno dei Cosmati”, e la Curia vescovile intendono dargli il meritato risalto. Un apposito comitato, di cui fa parte anche l’ architetto Paolo Portoghesi, oltre naturalmente al vescovo, Romano Rossi, e al sindaco Gianluca Angelelli, sta lavorando per allestire una conferenza che vedrà la partecipazione di illustri relatori italiani e stranieri, prevista per il mese di settembre, in occasione delle festività patronali. E’ al lavoro un altro comitato cittadino, sempre in stretta collaborazione con la Curia Vescovile e con l’ Amministrazione comunale, che sta coordinando una serie di avvenimenti e conferenze che vedono coinvolti l’ Istituto Statale d’ Arte “U.Midossi”, studiosi, associazioni, ProLoco, artigiani, commercianti, centri sociali anziani e altre attività cittadine, per dare all’ evento un ruolo importante per il rilancio turistico e culturale di Civita Castellana. Le manifestazioni si sono aperte con l’ 11^ Rassegna di Canto Corale che si è tenuta presso la Cattedrale, organizzata dalla Parrocchia di S. Maria Maggiore, con il patrocinio del comune di Civita Castellana a cui hanno preso parte il Coro Polifonico Don Giuseppe Bellamaria, diretto dal M° Laura Ammannato, al pianoforte M° Enrico Mazzoni, e il Coro Polifonico di Calvi dell’Umbria (Tr), diretto dal M° Marta Lombardo, che, come ormai è tradizione, ha visto la partecipazione di un numeroso pubblico. Mario Sardi L’XI Concerto dell’Epifania ha aperto l’ “Anno dei Cosmati” Il Coro Polifonico Don Giuseppe Bellamaria, diretto dal M° Laura Ammannato Il Coro Polifonico di Calvi dell’Umbria, diretto dal M° Marta Lombardo Campo de’ fiori 15 Lunedì 11 gennaio presso la Sala Consiliare del Comune di Civita Castellana Presentato il logo dell’Anno dei Cosmati Ideato dall’alunna dell’Istituto da’arte “U. Midossi” , Beatrice Di Gaetano Il Logo scelto dal comitato che verrà utilizzato per l' Anno dei Cosmati è stato realizzato da Beatrice Di Gaetano, di Civita Castellana, classe 4A dell' Istituto Statale D' arte "U. Midossi" - Sezione Disegno Industriale Il Vescovo della Diocesi, Romano Rossi, e il Sindaco di Civita Castellana, Gianluca Angelelli, hanno dato il via alle celebrazioni per l’Anno dei Cosmati, lunedì 11 gennaio, presso l’aula consiliare del comune. Nella sala, gremita di alunni del l’Istituto Statale d’Arte “Midossi”, è stato presentato ufficialmente il logo che rappresenterà le celebrazioni per l’ottavo centenario della cattedrale. Disegnato da Beatrice Di Gaetano, il logo, raffigurante un particolare dei mosaici del duomo, ha vinto il concorso indetto tra gli alunni di “Industria e design” dell’Istituto d’arte. Circa sessanta disegni erano stati creati dai ragazzi delle classi II, III, IV e V della sezione A, supervisionati dagli insegnanti Gino Tonni, Anna Coppola e Novella Cremonini. “Siamo molto contenti di questa iniziativa presa dai ragazzi - ha affermato il Vescovo il desiderio è quello che la Diocesi, in questo anno, riscopra il valore della cattedrale, che è una metafora della Chiesa, segno di partecipazione e dell’attaccamento a Dio, e soprattutto speriamo che ci sia una convergenza dei giovani.” Dopo l’apertura del Vescovo ha preso la parola anche il Sindaco che ha voluto ricordare i motivi che hanno spinto il comune e la curia a dedicare l’anno 2010 ai Cosmati: “L’obiettivo che ci siamo posti è in primo luogo la celebrazione culturale ed artistica del duomo, ma anche la promozione turistica di Civita Castellana. Civita, a mio avviso, non si riconosce nelle sue bellezze artistiche, da questo punto di vista è stata sempre poco “sfruttata”. L’anno dei Cosmati è un’opportunità non solo per l’espansione dell’immagine di Civita, ma anche per la riscoperta da parte dei cittadini di essere una comunità con un passato storico e culturale importante. E abbiamo voluto che fosse l’Istituto d’Arte a fornire il logo perché è la scuola più antica e importante di Civita e siamo molto contenti del lavoro svolto dai ragazzi”. In conclusione, prima che avesse inizio la premiazione, anche il preside dell’Isa Midossi, Franco Chiericoni, ha salutato i presenti: “Siamo molto grati che l’amministrazione ci abbia dato questa opportunità: è un’occasione per far vedere ciò che l’Istituto d’arte può fare e che la ceramica non è l’unica direzione in cui ci muoviamo.” A sx il logo ideato da Chiara Onori - di Nepi - 5A - Sezione Disegno Industriale ISA, che si è classificata seconda Il Vescovo della Diocesi di Civita Castellana, S. E. Romano Rossi ed il Sindaco Gianluca Angelelli A dx il logo ideato da Roberta Addazio - di Castel S. Elia - 3A Sezione Disegno Industriale ISA, che si è classificata terza Un momento della proiezione del logo, nella sala Consiliare del Comune di Civita Castellana Da sx: Il preside dell’Istituto d’ Arte “U. Midossi” di Civita Castellana, Franco Chiericoni, il Sindaco Gianluca Angelelli, le tre ragazze finaliste del concorso e il parroco della Cattedrale, don Maurizio Medici. L’ideatrice del logo prescelto, Beatrice Di Gaetano, con il sindaco Gianluca Angelelli ed il Prof. Giorgio Felini Campo de’ fiori 16 di Carlo Cattani Raimundo Rodulfo M am m a m icom priuna chitarra? (parte 10) Natale a Miami ! Lo scorso mese vi ho introdotto alla conoscenza di un musicista davvero sopraffino : RAIMUNDO RODULFO, compositore e chitarrista, da Maracay, Venezuela, ma da alcuni anni residente nel sud della Florida, Miami . Nelle righe che seguiranno ,come anche nel prossimo numero, vi propongo un’intervista che ho realizzato con l’artista Venezuelano, autore, nel periodo 2000-2008, di tre cd, ”DREAMS”, “THE DREAMS CONCERTO “ e il più recente “MARE ET TERRA”: una scrittura musicale complessiva di costante, pregevole, qualità, dove note di musica classica, scintille rock, fremiti jazz, si rincorrono nella grande riserva della musica progressive! E, dunque, si scansino le fronde delle palme in quel di Miami……è fra noi Raimundo Rodulfo! Carlo : Ciao Raimundo, finalmente, dopo anni che ci scriviamo, ora sono orgoglioso di presentarti alla platea di Campo De’ Fiori …… tanto per iniziare, come ricordi gli “inizi” della tua attività di musicista? Raimundo: un pensiero sicuramente rivolto a mia madre: è sempre stata una grande sostenitrice dei miei sogni..e quello della musica ERA GRANDE (!) , dei miei progetti…… e di ogni obiettivo che ho perseguito nella mia vita …. mi ha sempre incoraggiato, ispirato e aiutato a costruire la mia musica, la carriera artistica e professionale! Carlo: da quanto tempo risiedi a Miami e quali motivi ti hanno spinto a lasciare la tua terra, il Venezuela? Raimundo: mi sono trasferito negli Stati Uniti con la mia famiglia circa sette anni fa, per motivi sia personali che professionali. Qui ho trovato migliori opportunità sotto Raimundo sullo scoglio molti profili …economici, professionali, artistici ecc …. Amo il Venezuela ma sono assolutamente in disaccordo con le modifiche che ha subito nel corso degli ultimi 11 anni in termini di democrazia e libertà. Inoltre, adoro la Florida del sud: è un posto meraviglioso per vivere e lavorare. Mi piacciono le spiagge, la gente, la vita notturna, il divertimento, e le sue splendide città! Carlo: come hai iniziato a suonare la chitarra? Raimundo: spontaneamente, cercando di imitare i suoni ……..inizialmente, ne usciva un gran caos! Carlo: la tua prima chitarra? Raimundo: mi ricordo di una chitarra acustica e di una elettrica…… le devo a mia madre ……strumenti per principianti …ma poco importava che fossero strumenti economici….andavano bene per iniziare e mi pare fossero cinesi. I miei primi strumenti “affidabili” furono una chitarra classica Yamaha, che ho passato a mio figlio, e un’elettrica vintage Gibson Flying V del 1969, che, sempre mia madre, mi regalò in occasione del mio compleanno per i 15 anni….. ce l’ho ancora! Carlo: hai avuto degli insegnanti? Raimundo: fondamentalmente sono un autodidatta ….da giovanissimo, avevo 14 anni, ho preso qualche lezione da un amico, gran suonatore di chitarra, che mi ha fornito i rudimenti ….poi verso i 17 anni sono andato a lezione, serie, di chitarra classica ma non ho continuato a lungo perché ……..era l’ora di iniziare a frequentare l’Università. Campo de’ fiori Vivevo in Venezuela, a quell’epoca, ed ho conseguito una laurea in Ingegneria Elettronica presso la “National Polytechnic University “ …….. durante tutto il periodo degli studi,circa 6 anni, ho suonato raramente dal vivo…..penso di aver preso parte a 3 o 4 show. Durante quegli anni, però, composi della musica che, successivamente, ho ripreso per realizzare buona parte dei primi due albums. Carlo: quali sono stati i tuoi primi approcci nel “professionismo” musicale e le difficoltà di organizzare un gruppo ? Raimundo:….la militanza in un paio di gruppi rock e un breve periodo passato in una jazz band come bassista……per quanto riguarda le difficoltà di mettere insieme una band, posso dirti che ne incontro più ora che sono “grande “ rispetto a quando ero un ragazzino. Allora, cercavo solo di divertirmi suonando con un gruppo di amici e al tempo stesso tentando di migliorare, reciprocamente, le nostre capacità, imparando qualcosa di nuovo ogni giorno. Mettere insieme una band era facile: il livello di aspettativa non era così alto in termini di capacità e il senso dell’amicizia prevaleva. 17 Un Raimundo giovanissimo alla “ guida” della sua Gibson Flying V del 1969 Ora, che prendo le cose più sul serio, mi devo confrontare con le preoccupazioni e le responsabilità di un “adulto ” che tiene una famiglia, un lavoro e responsabilità di altro tipo: ho necessità di essere più concreto ed esigente con me stesso e gli altri musicisti con i quali collaboro. Quando riascolto vecchi nastri, cose che suonavo 20 anni fa, non posso non ricordare il divertimento che c’era dietro….. le belle ragazze che venivano a vederci suonare, l’atmosfera di costante divertimento, le feste e le tante volte che ero troppo “brillo” per guidare e tornare a casa dopo le prove. Carlo: beh,allora raccontami un aneddoto da “quei giorni” spensierati … Raimundo: vediamo un po’….ah si questo….dunque, eravamo a metà degli anni ‘80, con la mia rock band dell’epoca si doveva suonare in un pub abbastanza fuori città, così abbiamo preso tutti i nostri strumenti e li abbiamo caricati in una piccola automobile appartenente alla fidanzata del cantante. In quel viaggio (maledetto) ogni piccola cosa che poteva andare storto ….andò storto! Una volta giunti sul posto, ci comunicarono che il concerto era stato annullato per ragioni non ricordo….le cose continuarono ad andare storte…. il cantante litigò con la sua ragazza e lei, inizialmente, ci piantò lì …..quando riuscimmo a convincerla di riportarci a casa, la sua macchina le prese il posto…lasciandoci a piedi ….abbiamo trascorso una giornata intera alla ricerca di un carro attrezzi e un meccanico, abbiamo finito i pochi soldi che a quel tempo avevamo nelle tasche e non trovammo un posto per trascorrere la notte, qualcuno tra noi ebbe anche il tempo di ammalarsi …mi ricordo, oggi ne rido ma allora fu davvero drammatico, di noi che prendavamo un autobus carichi delle nostre chitarre, le borse e tutto il resto degli attrezzi…..davvero goffi e ingombranti direi una situazione da film ….da commedia! www.raimundorodulfo.com www.facebook.com/ raimundorodulfo continua sul prossimo numero .... Campo de’ fiori 18 Ecologia e Ambiente L’accordo sul clima: nulla di fatto di Giovanni Francola Anche questa volta a vincere sono stati gli interessi di ogni singola nazione, infatti dal vertice di Copenhagen esce un accordo non vincolante. Così tutti i buoni propositi di fissare dei tetti di emissioni o di portare ad un accordo condiviso e firmato da entrambi le nazioni sfuma. In poche parole resta sulla carta l’obiettivo di contenere di 2 gradi centigradi l’aumento della temperatura media planetaria. Per quanto riguarda l’impegno finanziario verso i paesi più poveri, si prevedono 30 miliardi di dollari per il triennio 20102013, per poi allargare a 100 miliardi di dollari l’anno dal 2030 in poi. A mio avviso sono solo parole, per rinviare ancora una volta un problema che ogni anno assume forme e dimensioni allarmanti per non dire irreversibili. La ragione di tutto questo, è nel fatto che le nazioni in via di sviluppo non intendono arrestare in nessun modo la grande corsa avviata, tanto meno sottostare a patti vincolanti e restrittivi. Anche il presidente degli Stati Uniti, ammette che c’è ancora molta strada da fare. Infatti si intravede all’orizzonte la possibilità di un altro vertice, questa volta molto probabilmente a Bonn nel mese di giugno, per poi preparare l’appuntamento a dicembre prossimo che vedrà come prota- gonista Città del Messico. Ma Obama sa benissimo che la legge sulle emissioni di gas- serra è ancora ferma al Senato americano, senza grandi possibilità di superare la ferma opposizione repubblicana, così per non tirare ulteriormente frecciate all’opposizione ha dovuto annacquare il documento finale lasciando di non poco delusi ambientalisti e non. Al di là di ogni accordo raggiunto, rimane una legittima domanda: riusciranno i Capi di Stato nei prossimi anni a imboccare la strada giusta per ridisegnare uno sviluppo più sostenibile avviando così la terza era industriale, prima ancora che sia troppo tardi? Di sicuro le scelte di oggi saranno le risposte concrete per le prossime generazioni, quindi non resta che sperare ad un lavoro condiviso da parte di tutte le nazioni e maggiore impegno non solo ad alti vertici, ma anche dal basso, dalle più banali azioni quotidiane di ogni uno di noi, che spesso e volentieri sono indispensabili per un vero cambiamento planetario. Campo de’ fiori 19 Come eravamo Ritorna puntuale ogni anno, ritorna lungo, ritorna corto, quest’anno dura un mese esatto, il calendario dice così. Certamente non è la durata del Carnevale a renderlo più o meno di Alessandro Soli caratteristico, più o meno burlone o pazzerello. Diversi fattori concorrono alla sua buona riuscita: in primis il fattore meteorologico, che ne condiziona il regolare svolgimento, poi l’andamento dell’economia, che, quest’anno limiterà le spese dei carri allegorici , costumi e mascherate (un grande aiuto lo darà il “riciclo”, tanto di moda oggi in ogni settore). Non ultimo, ma pur sempre determinante, la buona volontà dei partecipanti e degli organizzatori. Quello che non cambia negli anni, e che rende unico il Carnevale in generale, e quello “civitonico” in particolare, è lo spirito che pervade la nostra cittadina in questo periodo dell’anno. Poco tempo? Allora ecco sarte e mamme in spasmodiche azioni di taglio e cucito. Pochi soldi? “Che je fa? Ce mascheramo lo stesso, aripijamo ‘a mascherata de tre anni fa, casomai je famo ‘na modifica! E si piove? Aò si piove, ce ne ‘nnamo tutti a ballà, che ce frega tanto ce divertimo lo stesso”. Queste frasi sono senza tempo, possono appartenere ai nostri giovani, ma sono le stesse che pronunciavamo noi anni addietro. Ricordo i carnevali degli anni Sessanta-Settanta, quando l’economia civitonica cavalcava quel boom economico che aveva investito tutta la penisola. Ogni azienda costruiva il suo carro allegorico, non si badava a spese: dai carri venivano lanciati verso gli spettatori quintali di coriandoli, frittelloni, scroccafusi, frappe, (tutto rigorosamente fatto in casa), e facevano la gioia specialmente dei “forestieri”, che scoprivano cibi mai gustati, mentre assistevano al Carnevale più vero e più pazzo del viterbese. Non vorrei ripetermi, avendo trattato altre volte questo argomento, ma debbo assolutamente ricordare ancora i Ariecco Carnevale simboli del nostro carnevale, da “ Maggichetto e Bommetta”, da “Miretto a Giuvanni ‘o barese”, da “Melorobbi a Cacarazzi” da Enzo Brunelli alla Tribù dei Zingari, ai più recenti Peppe Rossi e Gildo Cecchini. Quando enumero di seguito questi personaggi, sono consapevole di aver dimenticato sicuramente qualcuno, non me ne vogliate, sono il primo a chiedervi scusa, ma i ricordi sono tali e tanti e l’emozione, che mi attanaglia nel parlarne, mi rende ancora più smemorato. Non Vorrei chiudere con una riflessione personale, che spero non sia presa come motivo polemico. Quello di allora era un sano divertimento, fatto di sbronze da vino casereccio, sbornie di breve durata, quello passava la casa, e quello il civitonico prendeva. Non ci sono più le ballette di borotalco buttate addosso alle signore, che lì per lì si arrabbiavano, per poi tornare a sorridere dopo essersi “sgrullate” il vestito. Oggi come allora sono rimasti gli eterni corian- Civita Castellana - 1960 - “Gli dei dell’Olimpo” da sx: Flavio, Valerio e Umberto Mozzicarelli, ..... , Giovanni Mozzicarelli, Enzo Proietti, ...... posso non citare, però, l’araldo per eccellenza del Carnevale di Civita Castellana, colui che per decenni ha aperto le sfilate, con uno stile nobile, ed una signorilità unica: ”Mario Gallina“ al secolo Mario Corteselli. Era lui il catalizzatore della festa, l’imbonitore del nostro prodotto, che dopo i “cessi”, faceva conoscere Civita Castellana anche per il suo Carnevale. doli, ma purtroppo sono cambiate le sbronze, che rovinano il fisico ai nostri giovani, che non passano subito e vanificano gli sforzi di chi vuol che il carnevale rimanga motivo di festa e divertimento. E allora .”Semel in anno licet insanire”, pe’ dilla alla civitonica “ Armeno ‘na vòrda all’anno, fatice divertì! “. 20 Campo de’ fiori Una “Fabrica” di ricordi Personaggi, storie ed immagini di Fabrica di Roma Epifania, tutte le feste te porti via La sera del 6 gennaio era, per tradizione, l’ultima nella quale ci si riuniva con i familiari ed i vicini per giocare alla tombola. Quel lungo periodo di festa che era iniziato di con la chiusura delle Sandro Anselmi scuole per le vacanze natalizie, ed era passato per Capodanno fino ad arrivare alla Befana, era il più bello dell’anno. La gioia di ricevere i poveri regali, le mance per il sermone, la calza della Befana riempita soltanto di dolcetti fatti in casa e due o tre arance, era sempre grande ed appagante. Tutto era bello! In quelle sere un goccio di vino in più, faceva evocare ai nonni vecchi racconti, che affascinavano noi piccoli uditori. Tra i tanti, quello sicuramente più inquietante era un detto popolare, che dava retta ad una vecchia credenza, secondo il quale si doveva adagiare sulla brace ardente del camino una foglia di ulivo per vedere se, con il calore, si fosse rovesciata. Se questo avveniva significava che si viveva, almeno, per un altro anno; se la foglia, invece, restava ferma fino a bruciarsi, il destino era segnato! Immaginate con quanta paura si ripetesse ogni anno questo rito e, mentre a turno, come in una roulette russa, si eseguiva la prova, il cuore in tumulto sperava nel risultato salvifico. Allora noi piccoli, impauriti, ascoltavamo quasi tremanti la voce della nonna che recitava: “Epifania tutte le feste te porti via, tu che veni ogn’anno ogn’anno, dimme si campo fino a ‘n antr’anno”. Quanti anni sono passati e quante persone hanno visto bruciare la loro ultima foglia di ulivo … Spero, per tutti quelli che ci credono, che possano vederne tante e tante ancora, e che il fuoco serva solo a Epifania dare calore alla loro vita. tutte le feste te porti “ via, tu che veni ogn’anno ogn’anno dimme si campo fino a ‘n’antr’anno ” Campo de’ fiori 21 Associazione “Gli Angeli di Lorenzo” Corchiano raccoglie fondi per una autoambulanza Martedì 5 Gennaio, presso il Palazzo San Valentino di Corchiano si è tenuta la giornata di solidarietà organizzata dal Comune di Corchiano, con il patrocinio della Presidenza della Provincia di Viterbo, l’Associazione Pro Loco, l’Associazione Arnies no profit, a sostegno del Comitato “Gli Angeli di Lorenzo”. Alla conferenza hanno fatto il loro intervento il Dott. Bengasi Battisti, sindaco di Corchiano, l’avv. Renato Fratini, presidente del comitato, l’Assessore Provinciale Angelo Cappelli, la Dott.ssa Drusiani del Comitato di Civita Castellana della C.R.I. e Mauro Barzellotti, padre del piccolo Lorenzo. Il 13 Luglio 2009, a Corchiano, è venuto a mancare tragicamente il piccolo Lorenzo Barzellotti. Purtroppo, il ritardo dei soccorsi, dovuto anche ad una scarsa conoscenza del terri- torio, come precisato da Mauro Barzellotti, ha limitato le possibilità di salvargli la vita. E’ proprio in seguito a questa drammatica esperienza che i parenti e gli amici del piccolo Lorenzo hanno dato vita al comitato “Gli Angeli di Lorenzo” che si propone di realizzare , a Corchiano, un progetto che preveda la presenza di un presidio sanitario di primo intervento, dotato di un’ambulanza ben attrezzata per poter intervenire a favore di tutta la popolazione. Il comitato “Gli Angeli di Lorenzo” si sta muovendo, quindi, per raccogliere i fondi necessari per l’acquisto di un’autoambulanza che, donata alla Croce Rossa Italiana e da essa gestita, possa operare 24 ore su 24, con l’aiuto dei volontari di Corchiano, che hanno già dato la propria adesione al corso formativo di base, organizzato dal Comitato della C.R.I. di Civita Castellana. Il comitato “Gli Angeli di Lorenzo”, con il prezioso contributo del Comune di Corchiano, della Parrocchia e di tutte le Associazioni presenti nel Comune stesso, allo scopo di accelerare la raccolta della somma necessaria all’acquisto del- l’autoambulanza, ha invitato tutti i concittadini a contribuire, ognuno secondo le proprie possibilità, utilizzando i conti aperti presso il Banco di Brescia Spa- cod IBAN IT 65 G 03500 73050 000000013000 e presso la Banca di Credito Cooperativo di Ronciglione – cod IBAN IT 19 B 08778 73050 000004318360. Il comitato informa che il costo di una nuova autoambulanza ammonta a circa € 60mila e che i contributi raccolti ad oggi ammontano a € 15mila. Ringrazia, inoltre, coloro che hanno contribuito, e quelli che in seguito vorranno contribuire, a sostegno di questa grande iniziativa. Campo de’ fiori 22 TUTTI I VINCITORI DEI TANTISSIMI PREMI ASSEGNATI 13° MINI FESTIVAL “CITTÀ DI Maria Vittoria Oliverio si aggiudica il Premio della Critica di VITERBO” Campo de’ fiori Tutti i giovani partecipanti Solito “tutto esaurito” – domenica, 13 Dicembre 2009 – al Teatro San Leonardo di Viterbo, dove è andata in scena la serata finale della 13° edizione del Mini Festival “Città di Viterbo”, kermesse musicale per concorrenti tra i 6 ed i 18 anni (divisi in tre categorie), che l’Associazione “Omniarts” – media partner Campo de’ Fiori, Corriere di Viterbo, EtruriaEventi.com, Il Messaggero, Il Nuovo Corriere Viterbese, Melting Pot, Nuovo Viterbo Oggi, Radio Verde, Tuscia in Jazz, UnoNotizie.it – ha organizzato con il patrocinio ed il contributo della Provincia di Viterbo e dei Comuni di Viterbo, Civita Castellana e Ronciglione, e che ha fatto parte degli eventi di promozione della solidarietà portati avanti da “Viterbo con Amore”. Dopo aver fatto un lavoro mica da ridere, la giuria di qualità – presieduta dal giovane tenore Antonio Poli, e che vedeva tra i suoi componenti musicisti, direttori d’orchestra, critici musicali e cantanti pop e lirici – ha emesso, con lucidità e competenza, i seguenti “verdetti”: Cat. 6-10 anni: Desirée Giove (10 anni, Faleria), con il brano “Pure sentire” (Elisa); Beatrice Piciollo (9 anni, Bagnoregio), con il brano “Sincerità” (Arysa); Lucrezia Bani (7 anni, Roma), con il brano “Mamma” (C. Villa). Cat. 11-14 anni: Davide Valeri (12 anni, Villa San Giovanni in Tuscia), con il brano “Cose che dimentico” (C. e F. De André); Maria Vittoria Oliverio (13 anni, Roma), con il brano “E se domani” (Mina); Gianmarco Piccini (12 anni, Blera), con il brano “Il regalo più grande” (T. Ferro). pochi ragazzi si sono difesi alla stragrande… È curioso che i vincitori provengano tutti/e non proprio da metropoli… Desirée Giove ha preso le misure in semi Cat. 15-18 anni: Chiara Saveri (18 anni, Tre Croci), con il brano “Notturno” (M. Martini); Alessia Angiulli (17 anni, Roma), Da sx: il presentatore Pierluigi Alberti, Desirèe Giove, con il brano “Fa Chiara Saveri , Davide Valeri e Paolo Moricoli che non sia mai” (Eramo e finale e poi ha piazzato un’esibizione da Passavanti); “grande”… Davide Valeri non “canta” le Ileana Baldassi (15 anni, Fabrica di canzoni di De André; in quei momenti lui Roma), con il brano “Today” (L’Aura). “è” Fabrizio De André: se esiste la reincarnazione, lo spirito di Faber è dentro questo Ancora una volta la musica italiana l’ha ragazzino… Nella categoria dei grandi è fatta da padrone… stata una battaglia a quattro che ha messo Comprensibilmente, data la fascia d’età in difficoltà la giuria, poi ha vinto Chiara interessata, le ragazze sono state protagoSaveri, quella che più ha saputo emozioniste dal punto di vista numerico, ma i Campo de’ fiori nare il pubblico…L’organizzazione ha poi assegnato il “Premio simpatia” ad Alessandro Dentico, il civitonico Michael Jackson di 8 anni, che ha divertito tutti cantando e ballando sulle note di “Thriller”… Il mensile “Campo de’ fiori” ha poi assegnato i suoi “premi speciali”. Abbiamo scelto di far aprire la serata dall’inno della Viterbese Calcio che è cantato dal “nostro” Mirko Andreoli ed è stato scritto da due nostri grandi amici: Giorgio Sdinami e Gianfranco Pirroni. Hanno preso parte allo spettacolo, per dar fiato ai concorrenti ed alla giuria, “vecchie glorie” (si fa per dire!) del Mini Festival, come Beatrice Burchiani (l’aspettiamo presto su ben altri palcoscenici…), FedericoLive, Chiara Lucaccioni e Luca Tallevi. Gradito ospite è stato il bravissimo, giovane Mago StefanClod (15 anni, di Tuscania), intermezzo ideale per la nostra musica, che non mancheremo di invitare Marco Antonangeli in arte Markosong’s premia Maria Vittoria Oliverio con il Premio della Critica, offerto da Campo de’ fiori Beatrice Piciollo si aggiudica il Premio voce più Originale ovunque canteremo. Infine, Antonello Giovanni Budano (cantautore e leader della “Costa Volpara) ha dimostrato perché fa da “angelo custode” dei giovani cantanti durante il concorso cantando – per la prima volta – forse l’unico brano pop della sua produzione. Come sempre rapido ed incisivo è stato l’intervento di Pino Genovese (Presidente di “Viterbo con Amore”), che ha presentato la campagna di solidarietà dell’Associazione per il 2009/2010; ha un po’ sragionato chiamando “angeli” gli Scout del Viterbo 4 che stavano vendendo i biglietti della solidarietà ma, d’altronde, l’età avanza e fa anche di questi scherzi...! La serata è stata presentata, al solito, da Pierluigi Alberti con la supervisione del sottoscritto. Ai primi tre classificati di ogni categoria è andato il trofeo con l’esclusivo logo del Mini Festival “Città di Viterbo” e ricariche telefoniche offerte da Tuscia Eventi; Tuscia in Jazz, invece, darà ai primi tre classificati della cat. 3 la possibilità di partecipare, gratuitamente, ai suoi stage formativi estivi. Il primo della categoria dei “grandi” potrà, 23 inoltre, incidere un CD demo in una sala di registrazione professionale. Dei premi speciali offerti da Campo de’ Fiori e da Personal Style abbiamo già parlato. Ringraziamo di cuore gli sponsor che hanno reso possibile la manifestazione: Flaminia Ceramiche, Gruppo Servizi Ambientali, Veteres, P.S.A., Opel Alessandro Dentico di Civita Castellana rivelazione del Mini Festival Alessandro Dentico, la giovane promessa di Civita Castellana, che ha interpretato il brano “Thriller” di Michael Jackson, ha strappato al pubblico presente in sala una lunghissima standing ovation grazie anche alla sua forte simpatia, per la quale è stato premiato. Alessandro ha anche altre qualità artistiche che esprimeranno presto il suo grande talento. Alessia Angiulli riceve il Premio per la miglior interpretazione Ciminauto, Siderplast, Pizzeria Il Monastero e Porter Tavern. Arrivederci all’anno prossimo… a meno di sorprese molto presto! p. Ass. OMNIARTS Paolo Moricoli Alessandro Dentico riceve il Premio Simpatia Campo de’ fiori 24 Le guide di Campo de’ fiori Capranica è un grazioso comune della provincia di Viterbo, da non confondere con Capranica Prenestina, altrettanto splendido borgo in provincia di Roma. Si trova tra i monti di Ermelinda Cimini e i colli Benedetti Sabatini, su una rocca tufacea d’origine vulcanica, che domina la Cassia, a circa 370 metri di altitudine sul livello del mare. Con 6.505 abitanti, è situata al 55 km dal Grande Raccordo Anulare e dista circa 23 km dal suo capoluogo. È uno dei comuni italiani attraversati dall’antica via Francigena. STORIA Capranica è una cittadina di fondazione etrusca, successivamente conquistata dai romani che vi stabilirono un presidio militare, vuoi per la vicinanza con l’importante città di Sutri, vuoi per la splendida ed amena posizione, vuoi per il clima invidiabile e la ricchezza di boschi e di acque. Furono essi, poi, a fondare a nord di Capranica, un altro centro, chiamato Vico Matrino: il suo territorio era attraversato dalla Via Cassia, importante arteria che collegava (ed ancora collega) Roma con Viterbo, così da consentire il veloce transito delle merci qui prodotte e smerciate nei centri maggiori. Al crollo della potenza di Roma i barbari invasero anche queste zone, distrussero Vico Matrino e ne dispersero la popolazione; le case dell’antico centro, abbandonate e diroccate, divennero presto un rifugio per i pastori, che vi si stabilirono poi definitivamente con i loro greggi di capre, le cui stalle, dette caprarecce, diedero il nome al nuovo abitato. Nel X secolo Capranica fu concessa dall’imperatore Ottone III al monastero dei Santi Alessio e Bonifacio sull’Aventino; sempre nel Medioevo, Capranica costituì un importante presidio della Santa Sede ma ebbe a soffrire nei secoli diverse invasioni: vi giunsero i Longobardi ed i Franchi (da qui passò Carlo Magno, che poi a Roma sarebbe stato incoronato imperatore); fu terrorizzata da briganti e dalle trup- pe dei signori feudali che ne disputarono il possesso alla Santa Sede. Nel 1305 fa la sua apparizione nel borgo la famiglia Anguillara, che ne farà uno dei più importanti dell’epoca. Nel 1337, sotto Orso degli Anguillara, soggiornò a Capranica Francesco Petrarca. Orso, uno dei personaggi più notevoli della sua casata, fu l’unico conte a risiedere stabilmente nel castello. In questo periodo, venne ampliata la rocca da dove i conti pianificavano le loro scorribande. Infatti, in quel periodo e in seguito, soprattutto sotto il conte Everso, Capranica espanderà la sua influenza sui territori circostanti e verrà coinvolta nella guerra che i conti combatterono contro i Prefetti di Vico per tutto il XIV secolo. L’ultimo conte degno di nota è appunto Everso che, nel 1435, combatterà a fianco di Papa Eugenio IV per cacciare l’ultimo prefetto Giacomo di Vico e i suoi due figli Menelao e Securanza. Nel 1465 i successori di Everso, Deifobo e Francesco, venuti alle armi con Papa Paolo II, provocarono la sollevazione di Capranica e dei borghi controllati e, in seguito, la caduta degli Anguillara, il 7 luglio dello stesso anno. Papa Paolo II, dopo aver distrutto il castello facendone rimanere solo una torre, donerà a Capranica un cardinale governatore che farà del borgo il capoluogo del governatorato. Sotto i cardinali-governatori il paese venne ampliato e, soprattutto prima del 1700, vi furono costruiti i palazzi più importanti. L’ultimo di questi fu il cardinale Alderano Cybo, poi, a partire dal 1676, il governatorato fu affidato a governatori laici, che si succedettero per circa un secolo, fino alla conquista napoleonica. In epoca moderna le vicende di Capranica non raggiunsero i drammatici vertici vissuti dei paesi circostanti. Fu conquistata dalle truppe francesi e si adeguò alla nuova gestione amministrativa, abbastanza apprezzata, se si esclude l’abi- tudine alla leva forzata, la partecipazione alle imprese militari del nuovo ed intraprendente governo e la deportazione degli oppositori e degli affezionati all’Ancien Régime. Anche la comunità di Capranica eresse il proprio Albero della Libertà, abbattuto nel 1799, e l’aquila dorata, pacificamente trasportata nel Duomo. Nel 1831 Papa Leone XII tolse a Capranica il titolo di capoluogo. Più tardi, conquistata dalle armate guidate dal Principe di Sassonia, Capranica avrà un suo governo provvisorio del quale faranno parte distinti membri della borghesia locale. Vi passerà Mazzini, diretto a Roma, che ne conserverà un vivido ricordo; ed infine le milizie del Re d’Italia vi entreranno il 17 settembre 1870. Dopo l’Unità d’Italia il paese seguì le vicende dell’intera provincia. Durante la Seconda guerra mondiale fu più volte colpita dalle bombe, soprattutto lo scalo ferroviario principale. continua sul prossimo numero … Campo de’ fiori 25 La stra-ordinaria bellezza dell’essere Nel rinnovato tentativo di indicare l’essere, prima ancora di poterlo insegnare, il docente si immedesima con lo sguardo tra il curioso e l’attonito dello studente, per tentare di guardadel Prof. re con i suoi occhi Massimo Marsicola un evento che non vede. Non è mica uno scherzo parlare dell’essere! Anzi, può buttarla sullo scherzo chi, come me, non vuole perdersi neppure una sfumatura della continua sua manifestazione. Ma per coloro che si avvicinano per la prima volta a questo tema non c’è niente su cui scherzare. Hanno ragione. “Essere” è la più grande e importante parola che il linguaggio potesse concepire. E’ un abisso entro il quale bisogna entrare. Una vertigine senza la quale non senti il sapore della vita. E’ il luogo della perenne riserva di verità cui l’uomo attinge. E’ il fondo che permane al mutare delle cose che passano. E’ l’origine, il principio, il fondamento, l’eterno; è Dio. Ora, però, bisogna pur dire che non è solo questo. Se fosse soltanto questo, tutti converranno con me, che sarebbe un infinito che, tutto sommato, grazie proprio ai suoi caratteri, mi accompagna anche se io fossi distratto e immerso, come tanti, nelle pieghe della umana esistenza. Il fatto è che l’essere, pur essendo unitario ed unico, appare articolato in Essere originale(Dio); essere originario (il mondoambiente); essere determinato (il mondo antropico); essere agente (l’uomo). L’essere originario, il mondo ambiente, oltre ad essere il luogo di esercizio dello spirito, è la “porta dell’essere”. E’ il pertugio attraverso il quale, chiunque voglia andare incontro all’essere, deve passare. In tal senso, il mondo è necessario. Esso è il suolo dove, venuto al mondo, metti piede. E’ il suolo che ti sostiene mentre compi i tuoi atti. E’ il suolo da cui dipar- ti una volta terminato il tuo tempo. Ma costituisce il suolo ove appoggiare i piedi per risalire, passo dopo passo, all’essere originale. A questo la vita serve. Occorre dire infatti, che tutto ciò che non è Dio è nella forma dell’essere altro da sé: appartiene a ciò che transita. Appartiene a ciò il cui destino è transitare pur avendo in sé l’essere. Infatti: è per transitare. In modo da potersi distinguere da ciò che è per permanere. E’ per questo che l’uomo, ogni singolo uomo, è chiamato a costruire il suo destino, a partire dallo spirito, come un edificio che sia tutt’uno con l’Essere: quello destinato a non passare. Già ad immergersi nell’Essere originale ci sarebbe da perdersi. E’ un infinito che comprende, come idea, l’intero mondo dei finiti. Ci si trova dinanzi ad una bellezza insostenibile, incomparabile. Ma anche se ci soffermassimo a guardare l’essere originario, ci sarebbe da perdersi. Le meraviglie della natura. Molto meno suggestivo, a dire il vero, è il mondo degli artefatti, quello creato dall’uomo: caotico, rumoroso, inquinato.. Un mondo, voglio ricordarlo ancora, che è stato costruito sulla manipolazione dell’ente, attraverso la scienza e la tecnica, senza aver prima conosciuto l’essere. Non c’è da stupirsi dunque se l’essere determinato, tra tutti, è il meno bello. Ed è quello che provoca nell’uomo il malessere. Ma da chi è stato costituito l’essere determinato? Dall’uomo. Dall’essere agente. Elemento distintivo del quale è l’atto. E l’atto ha come sostrato l’elemento psicologico come impalcatura strumentale; l’elemento logico come operatività interiore e l’elemento pedagogico come applicazione. L’essere dell’uomo è tutto questo. Anzi, di più. Cosa vuol dire, infatti, sostrato psicologico? E che significano le altre due determinazioni? Sono le tre dimensioni spirituali che nella loro successione e circolarità, definiscono il suo carattere più proprio. Un essere capace di pensare e di agire sulla base di una propria, libera determinazione. Ma dov’è la novità? La novità è che mediante gli atti che compie esternamente, in relazione agli altri e al mondo, edifica il suo mondo interiore, spirituale. E nel mentre che edifica il suo mondo spirituale, i suoi atti assumono una sempre maggiore valenza esterna. E il corpo che ruolo ha in tutto questo? Il corpo ha il ruolo di rendere individuo la persona e individuo mobile, capace di fare, l’essere agente. Individuo riconoscibile a cui ricondurre i suoi atti. Ma occorre sottolineare che il corpo risponde a leggi diverse da quelle cui risponde lo spirito. E poiché è lo spirito che presiede a ogni atto, è necessario che il corpo si adegui a ciò che lo spirito chiede. Dalla dualità spirito-carne si deve giungere alla monodualità funzionale, dove pensiero, parola ed opera sono in perfetta armonia e coerenza. Solo sulla base di questa coerenza l’essere agente diviene veramente libero. Libero di gustare la bellezza del creato, libero di rispettare il creato, libero di vivere in armonia col creato. L’ecologia comincia con l’egologia: la scienza da me scritta che delinea una nuova antropologia. Si rispetta il mondo ambiente se si è capaci prima, di rispettare se stessi, facendo cioè pulizia dentro e fuori di sè. E per poter rispettare se stessi bisogna essere liberi. Liberi di non metire a se stessi; liberi da ogni sorta di ipocrisia. Libero di costruire artefatti in armonia con l’essere originario. Una volta libera, la persona si accorgerà di essere stata liberata; e sarà uomo. Nel senso che avrà finalmente raggiunto la sua natura più propria, la sua umanità. Raggiunta la propria umanità se ne innamorerà e ne avrà cura. Solo allora sarà libero, persino e specialmente, di esibire la straordinaria bellezza del suo essere. Vasto assortimento di vini pregiati Campo de’ fiori 26 STREPITOSO SUCCESSO PER IL CALENDARIO “BELLEZZE DI TARQUINIA” PRESENTATO IL 30 DICEMBRE NELLA SALA DEL CONSIGLIO COMUNALE Strepitoso successo per il calendario “Bellezze di Tarquinia”, ideato dal Gruppo Ideaviva diretto da Francesco Vigliarolo. L’iniziativa è stata presentata ufficialmente mercoledì 30 Dicembre, nella sala del consiglio comunale, alla presenza di un folto e attento pubblico. Durante la serata sono stati proiettati dei filmati che hanno illustrato il backstage del calendario, gli aneddoti e le varie fasi del progetto. Il momento clou è stato quando ha fatto ingresso nella sala una gigantesca torta, opera dei maestri gelatai della “Boutique del gelato”, sulla quale era riprodotta la copertina del calendario. “E’ stata un’ esperienza bellissima- ha detto la giovane modella Emanuela Poleggi, Miss Tarquinia in cari- ca- inoltre abbiamo messo in evidenza le bellezze della mia città e questo mi rende particolarmente orgogliosa. Tutto il Gruppo Ideaviva mi ha aiutato ed é stato facile collaborare con loro”. Nel calendario c’è anche una pagina dedicata alle Miss Tarquinia elette nel passato. Infatti, in sala era presente Laura Ciuffatelli, Miss Tarquinia 2003, oggi mamma di due splendidi bambini, che ha salutato il pubblico. Il calendario ha ottenuto il patrocinio del Comune di Tarquinia e dell’Università Agraria. “Si tratta di un prodotto di qualità -ha detto l’assessore Giancarlo Capitani- un’iniziativa partita dai giovani che andava seguita come si doveva”. Il calendario è scaricabile gratuitamente dal sito www.bellezzeditarquinia.it ed è stato stampato in edizione limitata. In breve sta diventando un oggetto molto ricercato dai collezionisti. “Il calendario è un veicolo per fare pubblicità a Tarquinia dice Francesco Vigliarolo- veloce e moderno e serve a far conoscere ai giovani la storia e la cultura della città. Ringrazio in particolare i genitori di Emanuela perché hanno avuto fiducia nel nostro gruppo composto da professionisti”. Il progetto di Francesco Vigliarolo, e stato messo a punto grazie alle acconciature di Roberto Bernabei per “New Style parrucchieri & make up”. Il trucco è stato curato da Pamela Federici e Maria Josè Cannaò, le foto sono state realizzate da Vincenzo Quondam. Le pose e il portamento sono state curate dalla modella e indossatrice Garmy Sall. Campo de’ fiori 28 Associazione Artistica Ivna Artisti di Vignanello, Vallerano, Corchiano, Civita Castellana condividono l’arte WALTER TOGNI PREMIATO PER LA SCULTURA ALLA FLORENCE BIENNALE Internazionale D’ARTE CONTEMPORANEA a Fortezza da Basso Firenze La Biennale: innumerevoli sensazioni ed emozioni, una rapsodia della creatività umana da parte di coloro che, muniti di talento e abilità, fanno della loro vita una consacrazione a cura della all’arte. Prof.ssa L’arte contemporanea: Maria Cristina mille sfaccettature di Bigarelli colori, forme, tecniche, materiali, tonalità. Firenze: culla di cultura, la più florida e classica irradiante nel mondo. Fortezza da Basso: forma pentagonale compresa nell’ambito di vestigia trecentesche fiorentine, la cui origine rinascimentale la rende atta a centro di cultura quale attualmente è, nella sua simbolica e concreta disposizione ad accogliere “dialogo” e “innovazione di idee” della contemporaneità. In questi ambienti vetusti e nella variegata e vivace atmosfera di contemporaneità, il ”Premio Internazionale “Lorenzo il Magnifico” è stato assegnato a Walter Togni il 13 Dicembre ultimo scorso, dalla prestigiosa giuria internazionale della Biennale. Il VicePresidente dell’Associazione artistica IVNA è stato premiato per la SCULTURA. La sua partecipazione alla VII edizione del 2009, è stata veramente proficua e gratificante come riconoscimento dell’innovazione espressa con le sue opere scultoree. Si è classificato al 4° posto su più di 650 artisti appartenenti ai vari settori d’arte di varia espressione e origine, provenienti da 78 paesi presenti e lo possiamo considerare primo come scultore italiano. Il suo Talento, il suo ingegno, la sua Padronanza, che Walter Togni ha della Materia, il suo sentire la realtà attraverso le emozioni e la creatività del tutto personali lo avvalorano e lo pongono tra gli Scultori più meritevoli all’ Esposizione Internazionale dell’Arte. Togni ha Voce nell’ambito del Panorama Artistico di respiro e suggerimento internazioWalter Togni ed alcune sue opere nali. Togni è attualmente alla Ribalta dei Tempi che con Determinazione e Passione si impegna artisticamente per il Futuro. Vignanellese, Artista di vena e di parentado, Maestro d’Arte, Versatile, Comunicativo decide di intraprendere il viaggio nei meandri Il momento della Premiazione Da dx: WALTER TOGNI con EMILIE CUMMINGS prima classificata nella scultura dell’Arte Contemporanea dopo aver lavorato tenacemente e valentemente per anni. La sua enfasi comunicativa si basa sulla ricerca in ambito creativo di un dialogo adeguato alla simultaneità del nostro tempo. Alla Biennale si distingue per le sue doti scultoree che raffrontano contraddizioni, percorsi opposti in opere realizzate, alcune delle quali dal titolo “La Verità”, “Tettonica” e “Tunnel”. Fa la conoscenza di tanti artisti del momento presenti all’eccezionale esposizione, tra cui quella con Shu Yong, originario di Hunan cinese, presentatosi a Fortezza da Basso con alcuni suoi dipinti della serie dedicata ai “Chinese Myths”, Miti Cinesi e ospite d’onore alla Biennale insieme alla juogoslava Marina Abramovic nota fin dagli anni ’70 per le sue tipicità nell’ambito di una personale ricerca sui limiti della fisicità umana. Entrambi premiati con “Lorenzo il Magnifico alla carriera” 2009. Da quel magico momento Walter Togni è entrato nella rosa degli artisti scultorei dell’ avanguardia contemporanea! Campo de’ fiori 29 Sperimentati già in America, Giappone e Nuova Zelanda con ottimi risultati PROTEGGIAMO LE NOSTRE CASE: GLI ISOLATORI SISMICI Grandi benefici per le costruzioni L’isolamento sismico degli edifici nasce verso l’inizio degli anni ‘80 come una tecnica fortemente innovativa del settore dell’Ingegneria Antisismica, orientata ad ottenere prestazioni strutturali notevolmendi Francesco Peri te superiori a quelle conseguibili in costruArchitetto zioni progettate secondo i criteri antisismici ordinari. Nel corso degli anni ‘80 e nei primi anni ‘90 si è avuto un significativo sviluppo sia di studi e ricerche teoriche che di applicazioni ad edifici, essenzialmente di nuova costruzione. Numerose strutture isolate sono state realizzate negli USA, in Giappone e in Nuova Zelanda. In Italia, pur essendo molto vivo il dibattito scientifico, le applicazioni realizzate sono ancora poche (circa una ventina). Un vero collaudo in sito, che ha dato un impulso all’utilizzo dei sistemi di isolamento, si è avuto nei recenti eventi sismici di Northridge (1994) e Kobe (1995). In questi casi i risultati ottenuti sono stati esaltanti. Gli isolatori sono essenzialmente di due direzione verticale; i secondi, costituiti tipi1. sotto l’azione del sisma l’edificio si camente da leghe nichel-titanio, presentamuove come un blocco rigido al di sopra no la capacità, di ripristinare la propria degli isolatori, nei quali viene concentrata forma originale attraverso una trasformazione della struttura cristallina che si verifica all’interno della lega. Tali dispositivi posseggono buone capacità dissipative e capacità di ricentraggio del sistema anche dopo eventi sismici impegnativi. Quindi, per isolamento sismico di un edificio (più precisamente “isolamento sismico alla base”) si intende, l’inserimento tra la struttura e le sue Isolatori usati nella Scuola Angeli di San Giuliano fondazioni di questi dispositivi quasi tutta la deformazione. Ciò consente molto flessibili orizzontalmente, anche se di evitare il danno non solo agli elementi rigidi in direzione verticale. In altre parole strutturali, ma anche agli elementi non il suddetto sistema consente di ridurre strutturali, come, ad esempio, le tamponala trasmissione del moto del suolo ture. alla struttura in elevazione disaccopAltri vantaggi si presentano nei riguardi piando il moto della funzionalità della costruzione, che della sovrastrutcon l’utilizzo dei sistemi di isolamento non tura da quello porterebbe interruzioni d’uso. del terreno. L’utilizzo degli isoC’è da aggiungere che la minore acceleralatori sismici porta zione è accompagnata dalla minore percealla struttura intezione dell’evento sismico all’interno dell’eressata i seguenti dificio. benefici: La maggiore peculiarità dell’isola- la sensibile mento alla base degli edifici è dunriduzione delle que la possibilità di eliminare comaccelerazioni pletamente, o quantomeno ridurre trasmesse dal sensibilmente, i danni a tutte le parti sisma alla strutstrutturali e non strutturali degli editura, e quindi: fici e a tutto ciò che gli edifici con1. minori forze tengono. sulla struttura: la Questo ultimo aspetto è importantissimo struttura “si lascia per gli edifici che devono rimanere operaspostare” quasi tivi dopo un violento terremoto, ad esemcome un blocco pio gli ospedali o i centri operativi per la rigido, così si evita gestione dell’emergenza (caserme dei non solo il collasso Vigili del Fuoco), oppure per tutti quegli La struttura isolata trasla ma rimane compatta dell’edificio, ma edifici il cui contenuto ha un valore molto anche il dannegsuperiore a quello degli edifici stessi tipi: quelli elastomerici e quelli basati giamento degli elementi strutturali, (musei). Ampiamente noto è l’esempio sulle leghe a memoria di forma (LMF). soprattutto pilastri; dell’ospedale USC di Los Angeles, dove I primi, sono costituiti da strati di gomma 2. le minori accelerazioni subite consentonon solo l’edificio (ovviamente isolato alla no di evitare danni a ciò che è contenuto (aventi la funzione di dissipare, disaccopbase) non riportò danni strutturali, ma all’interno dell’edificio, e quindi di mantepiare il moto e mantenere spostamenti durante l’evento sismico non si ruppe nerne la funzionalità anche a seguito di un accettabili) alternati a lamine in acciaio neanche una bottiglia, mentre un altro terremoto violento; (aventi la funzione di mantenere una ospedale a qualche chilometro riportò seri - la riduzione degli spostamenti d’inbuona resistenza allo schiacciamento), che danni alle attrezzature contenute. terpiano: ne rendono trascurabile la deformabilità in Campo de’ fiori 30 Chi è San Bonaventura da Bagnoregio IL SANTO PIU’ AMATO DA PAPA RATZINGER Parigi e la sua Università nel 1236 (IV° parte) ...continua dal numero 65 In questo periodo arriva a Parigi Bonaventura da Bagnoregio. Un nome qualsiasi, una provenienza da un borgo qualsiasi dell’Italia centrale, ma tanta voglia di bere alla fonte del sapere, di fare una onorata cardi Secondiano Zeroli riera (e non certo nel senso che diamo noi oggi all’espressione!). Eccolo dunque iscriversi alla facoltà delle Arti, della durata di cinque anni (poi, nel quarantatrè si iscriverà a Teologia). Ma vediamo preliminarmente come funzionavano in quel tempo la facoltà in questione, quali erano i diversi titoli rilasciati e quale la vita che si conduceva all’interno dell’Università. Lo studente della facoltà delle Arti frequentava per cinque anni le lezioni d’un maestro, responsabile del regolare andamento dei suoi studi di fronte alla facoltà. Terminato il quinquennio, lo studente sosteneva un esame di fronte a una commissione formata dai maestri della facoltà,esame in cui si teneva conto della carriera scolastica del candidato e del grado della sua preparazione. Riceveva così, ad esame superato, un titolo di bachelier. Per due anni il bachelier insegnava, dopo veniva nominato maître, teneva la lezione inaugurale, quindi se continuava ad insegnare era considerato un maestro actu regens, altrimenti era posto tra i magistri non regentes. La carriera del maître ès Arts era così terminata. Più lungo invece il tirocinio per diventare maestro di Teologia. Lo studio della Arti costituiva soltanto una prima serie di nozioni, il futuro teologo continuava ad approfondire gli studi di filosofia, data l’insufficienza del suo insegnamento nella facoltà delle Arti, e vi aggiungeva quello della Teologia. Studia circa otto anni Teologia, sostiene un rigoroso esame al cospetto di sette maestri, superato questo esame viene nominato bachelier biblique, col compito di iniziare il suo insegnamento, della durata prima di in anno, poi di due, con una orazione inaugurale sulla Sacra Scrittura. Il corso si chiude col commento a due libri della Bibbia. Il baccelliere biblico passa poi a commentare le sentenze: due libri ogni anno prima, tutti e quattro i libri in un solo anno, poi. Superata questa prova il baccelliere sentenziario diventa baccelliere formato, in seguito ad altre prove della durata complessiva di due anni: una disputa pubblica detta aulica (in aula episcopi), un’altra a vespro, un terza in estate, nelle aule della Sorbona, una disputa quod libet come ultima. Il cancelliere dell’Università lo nomina quindi maestro. Cogliamo ora in azione questi baccellieri, questi maestri. Il baccelliere biblico legge, a suo piacere, due libri della Bibbia, e ne espone il senso letterale; il baccelliere sentenziario legge e commenta le sentenze di Pietro Lombardo, lavoro al quanto impegnativo, al quale spesso si dedicavano anche i maestri. Il maestro che legge la Bibbia, solleva problemi, arricchisce la sua cultura. E’ il maestro che legge, il maestro che ha il diritto di determinare, cioè di dare la soluzione di un determinato problema. Talora il maestro scrive i suoi commenti, talora si serve delle reportationes degli scolari, cioè degli appunti presi da costoro durante le lezioni. I maestri medievali si cimentano nella lettura; lettura che è commento, sforzo di formare l’intelligenza attraverso lo studio del pensiero altrui; lettura che stimola alla meditazione. Ecco quindi nascere le note o glosse, prima forma di commento organico ad un’opera, intelligenza del suo significato nel senso più pieno della parola. Dalla lettura o lectio nasce la quaestio, il problema. Si sollevano dei dubbi, i punti oscuri sollecitano l’intelligenza perché non si contenti di acquetarsi dietro l’autorità di coloro che precedentemente hanno dato una soluzione ad un problema, soluzione che ora non soddisfa più. I maestri non intendono trasformarsi in dottori di memoria, intendono invece conoscere il vero, giustificarlo di fronte alla propria ed altrui intelligenza. Ecco perché la lectio sfocia necessariamente nella quaestio, nel problema, procedimento che diventerà così abituale, che sottoforma di problemi si faranno tutte le trattazioni. Non si tratterà più di risolvere un problema controverso, un dubbio iniziale che ha dato avvio alla ricerca. Si presentano sottoforma di questioni anche verità certissime. La quaestio darà luogo alle quaestiones disputatae ordinarie. Ecco un maestro fissare un problema in un giorno stabilito: studenti, baccellieri, maestri vi parteciperanno. La disputa è un torneo d’intelligenze. Il maestro è assistito dal suo baccelliere. Ecco i maestri porre delle soluzioni, fare delle osservazioni, lo stesso fanno i baccellieri, lo stesso gli studenti. Il baccelliere indica la soluzione. Un copioso materiale è stato preparato: obiezioni, risposte, osservazioni pro e contro. Il maestro, il primo giorno in cui poteva tene- re la sua lezione, riordinava questa massa di osservazioni, chiariva il problema storicamente, teoreticamente, dava la soluzione allo stesso problema, rispondeva alle obiezioni. La dottrina esatta viene così determinata d’autorità. Un complesso di dispute ordinarie poteva poi dar luogo a determinate questioni disputate, organicamente raccolte dal maestro. Le questioni disputate così raccolte e fissate non sono quindi un resoconto stenografico delle dispute, ma l’elaborazione del maestro, anche se non mancano esempi di questioni disputate a noi tramandate sottoforma di reportationes, in cui sono visibili gli altrui interventi in maniera più evidente. Distinte dalle dispute ordinarie sono quelle dette quodlibetali o dequodlibet. Per due volte all’anno, approssimandosi Natale e Pasqua, i maestri accettano una pubblica disputa. Chiunque può proporre un problema; il maestro è tenuto a rispondere. Anche qui abbiamo maestri, baccellieri, studenti, curiosi, che pongono i problemi, i più vari, i più insidiosi. Anche qui il maestro dovrà determinare le questioni solevate, ponendo ordine nello obiezioni, vagliando il pro e il contro. Lectio, glossa, expositio, quaestio: il tirocinio delle intelligenze non aveva soste. C’è posto per le indagini personali, c’è posto per il contributo altrui, contributo razionale, contributo anche di autorità, autorità che è in fondo ragione, ragione che il maestro deve sforzarsi di mettere in luce, se egli vuole effettivamente istruire, persuadere. Gli antichi si citano, si discutono; i viventi si discutono, non si citano, si discutono le dottrine, non si nominano le persone. Ecco abbondare “quidem”, ecco citarsi i maestri solenni anonimamente. Citare un vivente era troppo, significava dargli quelle autorità che solo gli antichi possono avere. Ecco perché tante volte è difficile individuare i pensatori che vengono discussi. Giornata di studi intensa. In essa c’era anche posto per il “sermone”. I maestri, innanzi agli altri maestri, baccellieri, studenti, illustrano la parola divina, nei giorni e nelle chiese stabilite dai regolamenti universitari. Di mattina il maestro inizia il suo sermone, nel pomeriggio lo svolge con la collatio, una conferenza che completa l’argomento iniziato nella mattinata. Queste collationes hanno una grande importanza dottrinale. Sono prediche di uomini colti ad uomini colti, vere opere d’arte; vi si trova lo spirito di pietà e di devozione che anima l’etica francescana; vi si ritrova la stessa dottrina divenuta cibo corrente. Abbiamo così delineato, piuttosto sommariamente, gli aspetti più generali dell’andamento della vita universitaria a Parigi, nel periodo che ci interessa. continua sul prossimo numero... Campo de’ fiori 31 “Il Fumetto” LETTERATURA PER IMMAGINI CHE EMOZIONA FATE STAY NIGHT di TYPE-MOON e Dat Nishiwaki edito da StarComics – 7 volumi, in corso Magico e fantastico. E proprio la magia è parte integrante di questo manga, dove determinate persone lottano per conquistare il Santo Graal. Tra questi, troviamo Shiro Emiya, l’unico sopravvissuto di uno spaventoso incendio di che inghiottì centinaia di Daniele Vessella persone, tra cui tutta la sua famiglia. Dopo quella tragedia, fu adottato dal suo salvatore, un mago, che da quel momento iniziò a rappresentare un modello per lui. Un modello di giustizia, tanto forte che il ragazzo vorrebbe diventare come lui e per far questo si prodiga nell’aiutare il prossimo in tutti i modi. Ma suo malgrado viene coinvolto in una guerra non sua, una guerra dove bisogna uccidere per non rimanere uccisi. Al fianco di Emiya c’è Saber, formidabile guerriera del passato richiamata dalla magia del ragazzo. In seguito si rivolgerà a lui dicendo di essere la sua Servant, ed Emiya il suo Master. E proprio Saber lo aiuterà nella lotta mortale per il Santo Graal, contro eroi del passato che li vede protagonisti grazie ai poteri della magia facendoli reincarnare in presenze tangibili e mettendoli al servizio dei propri Master. La storia affonda le sue radici nel genere a cui fa riferimento, prendendo a piene mani idee da altri manga. Ma, pur non brillando per l’originalità, l’intreccio degli eventi è buono e ci sono spunti che vanno al di là della pura azione. La psicologia del protagonista, Emiya, non ti fa immedesimare con lui: uno che non farebbe mai del male a una mosca, può partecipare a una guerra dove uccidi o muori? No. L’istinto di sopravvivenza dell’uomo è talmente forte che in ogni situazione cerca in tutti i modi di sopravvivere, Emiya questo non ce l’ha e, quindi, lo sento un po’ distante da noi. In compenso, i comprimari sono caratterizzati in modo eccellente con un background bello forte ed è grazie a loro se la trama gira mettendo degli ingranaggi che non fanno attrito tra loro. Lo stile non dà giusto merito alla storia, le espressioni sono troppo simili le une dalle altre… certe volte non si capisce lo stato d’animo dei personaggi e, per un mezzo che comunica soprattutto attraverso le immagini, è grave. Nonostante queste pecche, lo reputo un buon fumetto che si legge bene, dove la trama fila senza intoppi e più si prosegue con la lettura più la storia diventa intrigante. Certo, non sarà un capolavoro né pretende di esserlo, è un manga che intrattiene facendoti passare un’oretta diversa dal solito. Una cosa è certa, Fate Stay Night è un manga che sa coinvolgere, unendo numerosi elementi: azione, fantasy, magia, misticismo, amore, illusioni, miti storici... Lascio l’indirizzo del mio blog: http://danielevessella.blogspot.com/ Campo de’ fiori 32 LA STORIA DEL CIMITERO DI CIVITA CASTELLANA ... continua dal numero 64 Il 6 Aprile 1862, è una data fondamentale ai fini della nostra trattazione, ma per comprendere la sua importanza storica e culturale, è necessario risalire ancora indietro nel tempo, esattamente al 13 Novembre 1718, quando Mons. Giovanni Francesco TENDERINI, (1668-1740), viene eletto Vescovo della Diocesi di Civita Castellana, Orte e Gallese. Mons. Tenderini, (1718-1740), non fu soltanto il protagonista di un rinnovato e incisivo apostolato religioso, ma il promotore di importanti iniziative pubbliche e sociali, retaggio della sua formazione religiosa in quanto appartenente all’Ordine dei Padri Gesuiti: la fondazione nel 1736 delle Scuole del Seminario; nel 1737, l’apertura dell’Istituto per Fanciulli abbandonati, retto dalle Maestre Pie Venerini; nel 1735, l’indiscusso protagonista e promotore dei restauri della Cattedrale di Santa Maria Maggiore; nel 1730, realizzò il primo Cimitero Pubblico di Civita Castellana; potenziò l’Ospedale Andosilla e, infine, attivò tutta una serie di Confraternite Religiose per la conduzione e gestione di tutti gli organismi sociali e religiosi sopra citati. Il 1730 è l’anno in cui viene costituito il primo Cimitero Pubblico di Civita Castellana nel terreno attiguo alla Cattedrale di Santa Maria Maggiore, da cui trae lo stesso nome, per porre termine all’usanza di seppellire i defunti nella stessa Chiesa, pratica che stava determinando notevoli problemi sanitari visti gli spazi interni angusti, ormai insufficienti e al collasso, considerando che vi trovavano sepoltura non soltanto i notabili cittadini e il popolo, ma gli stessi detenuti del reclusorio del Forte Sangallo. L’area destinata al Cimitero è quella occupata attualmente dal campo sportivo del circolo Anspi di via San Gratiliano. Il controllo dell’importante struttura, all’avanguardia per i tempi in quanto precede la data fondamentale di istituzione dei Cimiteri avvenuta nel 1802 con l’Editto di Napoleone Bonaparte detto di Saint Cloud, fu affidata dal Vescovo Tenderini alla Confraternita Segreta dell’”Orazione e Morte”, a cui spettava la gestione tecnica dello stesso Cimitero di Santa Maria Maggiore, la sepoltura dei defunti, la celebrazione delle messe e di tutte le manifestazioni da tenersi nel mese di Novembre di ogni anno. La Confraternita venne, infatti, fondata nel 1735 in occasione dell’avvio dei restauri della cattedrale ed era diretta, come da statuto, da un “Governatore” laico, da un “Guardiano” nominato dal Vescovo tra i suoi Sacerdoti, da un “Segretario” verbalizzatore delle varie riunioni, da un “Tesoriere” e da quattordici consiglieri scelti tra la popolazione locale. La Confraternita fu attiva dal 1735 fino al 1893, quando il Cimitero di San Giorgio venne definitivamente soppresso e trasferito nel Convento di San Lorenzo, nel sito attuale. Il 6 Aprile 1862, infatti, nel Palazzo Comunale venne celebrata una importante riunione della Confraternita avente per oggetto la creazione di un nuovo Cimitero, dato che quello di San Giorgio era divenuto insufficiente e venne scelto come sito quello di San Lorenzo dei Padri Conventuali, ritenuto il più idoneo data la lontananza dal centro abitato e considerata la presenza della Chiesa di San lorenzo per l’ufficio delle celebrazioni religiose. Il preciso e minuzioso rendiconto della seduta ci permette di conoscere i suoi componenti: Don Felice Conti, Governatore, Don Giovanni Domenico Caprinozzi, Guardiano, Don Giuseppe Pasquetti, Don Giulio De Carolis, Ferdinando Giunti, Guardiano laico, Aurelio Cancilla, Francesco Maria Scopetti, Marciano del Priore, Salvatore Bellovini, Zenobio Zoppetti, Angelo Menichelli, Benvenuto Paolelli, Pasquale Conti, Nelli Tommaso, Paolelli Pancrazio, Pietro Cassieri e Giovanni Battista Montanari. Lo stesso verbale ci informa che la Confraternita era finanziata annualmente dal Comune con 36 Lire e dall’Amministrazione dell’Ospedale Andosilla con 10 Lire. Provvedevano alla sepoltura dei Defunti, a turno, cinque Confratelli detti “Fratelli Tumulanti” a cui spettava tutta l’organizzazione del Funerale: la celebrazione della Santa Messa nella Chiesa di San Giorgio o San Giovanni Battista, il corteo e la definitiva sepoltura, con particolare riguardo all’aspetto religioso e di umana pietà. C’è un passo del verbale che merita una particolare attenzione e riguarda l’Ufficio della sepoltura dei Bambini Defunti, considerata per i tempi l’elevata mortalità infantile: soltanto un Confratello, scelto tra i più devoti, era addetto al particolare compito e veniva stipendiato con cinque baiocchi annui data la gravosità del compito stesso. La Confraternita dell’”Orazione e Morte” per oltre due secoli, ha provveduto alla gestione del Cimitero Cittadino, quando nel 1893 viene definitivamente sciolta. continua sul prossimo numero ... Enea Cisbani Campo de’ fiori 33 La rubrica dei perchè Perché la via lattea è chiamata così? Chi vive in città non ha la fortuna di poter godere a pieno dello spettacolo rappresentato dal cielo notturno e dalla miriade di stelle che dalla sua oscurità fanno capolino con l’affascinante radiazione luminosa, a causa della quantità di luce artificiale prodotta dall’illuminazione pubblica. Alzando gli occhi al cielo nel buoio della notte si può non notare una lunga scia bianca, chiamata Via Lattea, la galassia al cui interno trova posto il Sistema Solare. Benché dalla Terra appaia come un corridoio bianco più o meno regolare, la Via Lattea ha forma circolare con dei lunghi bracci a spirale. In molti modi si è cercato di spiegare l’origine del suo nome ed uno è questo: secondo la mitologia greca la Via Lattea con circa 200 miliardi di stelle sarebbe il latte del seno di Giunone. Perché “chi si accontenta gode”? Perché si dice “botte da orbi”? In italiano si suole far ricorso a questa famosa frase quando vogliamo far capire a qualcuno che l’essere avidi, il volere sempre qualcosa in più di ciò che si possiede, il non fermarsi mai a godere delle cose (o delle persone) che ci circondano, sono cose che non ci renderanno mai felici. Infatti, solo chi si accontenta di ciò che ha, non bramando sempre qualcosa di più, potrà godere di quello che è a sua disposizione. L’espressione italiana ‘botte da orbi’ simboleggia una rissa o, in generale, un evento nel quale si è arrivati alle mani e in maniera piuttosto pesante... L’espressione nasce dal fatto che un orbo, un cieco, se deve alzare le mani lo fa senza - purtroppo per lui - poter vedere chi ne subirà le conseguenze. In conclusione sembrerebbe quindi che un non vedente possa, in maniera figurata s’intende, eccedere oltre ogni limite. Campo de’ fiori 34 di e i r o t Le s x Ma Chi è Giovanni Calone? E’ un bambino napoletano esile e pallido, quarto di otto figli, con una grandissima passione per la musica e grandi doti naturali. Pochi, di Sandro Anselmi forse, sanno che questo è il nome di battesimo del noto Massimo Ranieri. Nel quartiere di Santa Lucia, cuore della città, tutti lo conoscono per i lavoretti occasionali che svolge: “strillone” di giornali, aiutante barista che consegna gli ordini a domicilio, ma soprattutto per la sua voce intonata e potente, visto che canta ogni qualvolta gliene viene data l’opportunità. Sarà proprio la consegna di una consumazione per una cliente particolare di un negozio di coiffeur ad offrirgli l’occasione della svolta. Mara Del Rio, affermata cantante del momento, si trovava a Napoli per lavoro, quando il suo parrucchiere di fiducia le segnala il talentuoso tredicenne. Lo chiama per una colazione alla cantante e lei approfitta per snetirlo cantare. Giovanni, prima le dice timidamente di non poterlo fare perché non accompagnato da alcun strumento, ma poi si lascia convincere, interpretando tre brani: T’amo e t’amerò di Peppino Gagliardi, Serenata a Margellina di Sergio Bruni e Core ‘ngrato, con una straordinaria imitazione degli strumenti musicali, ricorda la Del Rio. La cantante rimane molto ben impressionata e si dà immediatamente da fare. Contatta il discografico De Paolis, che a sua volta chiama il maestro Gianni Aterrano. Poi, tornata a Roma, lo propone ad Ezio Radaelli, per il Cantagiro del ’64, vinto poi da Gianni Morandi con In ginocchio da te, al quale però Massimo non può partecipare perché il maestro Aterrano, nel frattempo, aveva fatto firmare al padre del talento, ancora minorenne, un contratto con la casa discografica napoletana Zeus, secondo il quale doveva incidere otto pezzi Massimo Ranieri divisi in quattro quarantacinque giri. I brani sono scritti da grandi autori e cantanti del momento, che ruotano intorno all’etichetta Zeus: Peppino Russo, Peppino Gagliardi, Emilio Campassi, Eddi Monetti e Gaetano Amendola. Il maestro Aterrano, poi, gli assegna il primo nome d’arte di Gianni Rock. Vengono pubblicati tutti nel ’64, dietro un compenso di cinquantamila lire l’uno. Il primo, con in copertina semplicemente uno scorcio di cielo, è Lassù qualcuno mi ama, che contiene anche Un ragazzo come me, molto vicino allo stile di Morandi, stella del momento. Segue Preghiera, che dà finalmente un volto al giovane cantante, grazie alla foto stampata in copertina. Tocca poi a Se mi aspetti stasera di Peppino Gagliardi e Tanti auguri señora. Certo, i dischi hanno successo solo in ambito napoletano, ma il piccolo Gianni Rock riesce a farsi notare da un impresario che lo aggrega al seguito di Sergio Bruni in una tournèe americana, durante la quale il noto cantante, spesso, ha difficoltà ad iniziare il concerto, visto il calore che il pubblico manifesta al quattordicenne quasi sconosciuto. Tornato a Napoli, continua a cantare nei locali, ma gli si presenta un’altra grande opportunità. Il musicista e cantante Enrico Polito lo nota e gli propone un provino a Milano per la CGD, lo ingaggia subito e lo rimette completamente a nuovo. continua sul prossimo numero... Campo de’ fiori 35 Fazendas e Fazendeiros La dura vita degli immigrati italiani in America continua dal numero 65 Gli immigrati che erano impiegati nel lavoro di mezzadria avevano un tenore di vita superiore agli altri,infatti non erano soggetti a multe,alle di sorveglianze da parte Francesca Pelinga del fiscal, all’orario obbligato del lavoro,si chiamavano agregados, e questo fu, probabilmente, l’incarico che ebbero Pietro e gli altri in quanto nella fazenda vi era anche una masseria di maiali a loro affidata. Ad ogni famiglia venivano assegnate in media dalle due alle tremila piante di caffè, la paga in natura era costituita dai prodotti che l’immigrato otteneva col suo lavoro nell’appezzamento di terreno assegnatogli dal padrone, più i cereali che in molte fazendas i padroni consentivano di coltivare tra i filari di caffè. La cura del cafezal era un lavoro considerevole: una prima pulizia del terreno veniva fatta con la zappa, quando dopo il raccolto che si faceva alla fine di Maggio o gli inizi di Giugno,(durava dai quattro ai sei mesi) le erbe e le graminacee di ogni tipo che erano cresciute ad altezza d ‘uomo, (durante la stagione delle piogge crescevano a vista d’occhio) ed era un lavoro lungo e faticoso, anche perché ogni uomo dai 14 anni in su era incaricato della pulizia di circa mille piante di caffè su un terreno abbastanza esteso. Una seconda pulizia veniva fatta per piantare riso o mais, ed infine prima del raccolto si doveva pulire con il rastrello il terreno perché non si perdessero i frutti caduti. L’immigrato riceveva oltre la paga in natura, un compenso monetario proporzionale alla quantità di caffè raccolta costituito da una cifra fissa per ogni cinquanta litri di caffè. Quindi, più numerose erano le famiglie, maggiore era la quantità di caffè raccolto. Il capofamiglia raccoglieva sopra una scala le parti alte della pianta del caffè, la moglie le parti medie, i bambini quelle basse. Il pasto principale era eguale tutti i giorni costituito da minestra di riso con traversata in condizioni igieniche terribili e acqua di fagioli e pane di farina di mais. la dura vita nella fazenda facevano molte Maddalena si era accorta che una vittime. Fu grazie a padre Giuseppe volta lessati, i fagioli venivano buttaMarchetti che fondò a San Paolo nel 1895 ti, quindi prese coraggio e andò dalla l’Orfanatrofio Cristoforo Colombo, che gli padrona a protestare dicendo che in orfani degli immigrati trovarono un posto Italia i fagioli si mangiavano, non si dove stare. Padre Giuseppe fu aiutato ecobuttavano, spiegò anche come si cucinanomicamente dal Commissariato dell’imva dalle nostre parti, la padrona la ascoltò migrazione e dal Regio Consolato e le chiese di insegnare a cucinare alle Generale. donne della fazenda. La domenica si manL’orfanatrofio appena aperto ospitava circa giava un po’ di carne di maiale o di pollo, duecento bambini. Nel 1901 ci fu poi l’istiqualche volta carne di vacca, il tutto contuzione dei maestri agenti che avevano il dito con il lardo, raramente si mangiava il pane italiano perché il grano costava troppo. Nella fazenda le condizioni di vita dal punto di vista igienico erano terribili, con mosche, zanzare, moscerini e il terrore dell’anaconda, serpente che poteva mangiare anche i bambini. Purtroppo la Maddalena Giovanetti e Pietro Mossi, due civitonici piccola Teresa di quasi immigrati in America, una lunga storia... due anni, figlia di Giacomo e Domenica non riuscì a sopravvivere, così come i piccoli compito di mettere a capo delle scuole più gemelli Oliviero e Sempione. importanti, persone che potessero rappreMancavano medici che provvedessero sentare degnamente il nome italiano e che all’assistenza dei coloni italiani disseminati fossero in grado di impartire un istruzione in estensioni vastissime. Per colmare queprimaria. sta lacuna il Commissariato Ne furono nominati otto, ma i centri colodell’Immigrazione pensò di inviare nelle niali erano lontani ed isolati, perciò anche località dove vi era maggiore deficienza questa istituzione cessò. sanitaria, dei medici agenti, e ne furono Gli immigrati cominciarono a capire che il nominati due, uno a Encando (Rio Grande Brasile non era la terra promessa e cercado Sul) l’altro a Timbò (Santa Caterina). rono di uscire dalla fazenda per ritornare Ben poca cosa. Nonostante gli stenti e il in patria o per cercare un lavoro migliore, duro lavoro, le famiglie dei civitonici si ma i fazenderos cercarono di opporsi con allargarono, nacquero nell’ Aprile del 1903 ogni mezzo a questo esodo e trovarono un a Piracicaba Elvira,figlia di Maddalena e arma potente nei termini del contratto Pietro, nel mese di Maggio Teresa figlia di agrario il quale stabiliva che la disdetta Giacomo e Domenica, e Antonia figlia di doveva avvenire trenta giorni prima delAnna e Giovanni. Nel 1904 Luigi figlio di l’anno agrario, imponendo all’immigrato, Giovanni e Giuseppa, infine nel 1906 nacin caso di uscita, il pagamento di una que Giulio figlio di Giacomo e Domenica. indennità euguale alla metà del salario di Dopo il parto mori la moglie di Giovanni una annata. Angelelli e il bambino fu affidato alle cure Nel 1908 i civitonici ritornarono a casa, della famiglia Pistola. Giacomo Pistola si comperò un pezzo di In Brasile vi erano molti orfani perché la terra ed emigrò l’anno dopo per l’America del Nord, questa volta da solo, Giovanni Angelelli andò a lavorare a Ventimiglia nelle ferrovie, Pietro e Maddalena che dall’avventura del Brasile ne erano usciti emancipati, avviarono una piccola impresa di trasporto con i somari e fornivano le ceramiche di Civita e dintorni di fascine da ardere per i forni. Quando qualcuno domandava a Pietro come fosse stata la sua avventura brasiliana, lui rispondeva “La Merica è qui”. Per questa pubblicità contatta lo 0761.513117 o scrivi a [email protected] di Riccardo Consoli ... continua dal numero 65 Come sovente succede nel mondo dei giovani, questi divieti determinarono una sorta di trasferimento di quelle masse giovanili verso l’Umbria dove si tenevano concerti gratuiti, in buona sostanza una sorta di passaggio dal Rock al Jazz. Ebbe così inizio un vero e proprio esodo con centinaia di utilitarie stracolme, lunghe file di autostoppisti, treni con migliaia di viaggiatori, ma nessuno avrebbe potuto immaginare ciò che sarebbe accaduto a Perugia nel luglio del 1974 allorquando, a causa di un evento del tutto imprevisto, migliaia di giovani si spostarono dalla Riviera Romagnola per approdare in Umbria e qui ascoltare Jazz, musica che ben presto avrebbero apprezzato essendosi resi conto di quanto questa potesse essere coinvolgente. Quell’anno erano sei le giornate umbre con un cartellone di tutto rispetto che comprendeva protagonisti dei vari stili tra cui Gerry Mulligan e Gianni Basso con le Big Bands di Thad Jones e Mel Lewis, Horace Silver, Charles Mingus e Gil Evans, Keith Jarrett, Sam Rivers, Mario Schiano e Anthony Braxton; tutti insieme per offrire a quella moltitudine di giovani la possibilità di conoscere ed apprezzare il Jazz, una musica fino a quel momento ignorata. L’esperienza di Umbria Jazz fu per molti anche il mezzo per scoprire un mondo sconosciuto fino ad allora, infatti, l’universo giovanile aveva avuto il Rock come elemento catalizzante nella misura in cui, tren’anni prima, le musiche delle Big Bands alla Benny Goodman avevano costituito l’elemento catalizzante per i “teen-agers” dell’epoca in cui era stato coniato il termine Swing Craze - follia per lo Swing per definire una musica anticonformista. E’ del tutto evidente che le citate situazioni furono oggettivamente ben diverse, ma di quanto accadde a Umbria Jazz si sarebbe dovuto tenerne conto e la imprevista migrazione dal Rock al Jazz, che culminò in quella occasione, avrebbe determinato conseguenze che con tutta evidenza si sarebbero appalesate negli anni successivi. In Italia si verificò un flusso di fruitori di Jazz di tipo completamente diverso da quelli che erano stati nei decenni precedenti contribuendo alla diffusione di questa musica anche nei più lontani centri della penisola; così l’epoca dei piccoli Club assiduamente frequentati da pochi appartenenti a ristrette cerchie, visse il particolare momento di radicale trasformazione creando quelle condizioni indispensabili perché il Jazz, potesse finalmente assumere quella dignità che gli spettava a pieno titolo. Abbiamo già visto come il Jazz, fino alla fine degli anni sessanta, inizio anni settanta fosse stato un fatto limitato a piccoli gruppi di appassionati costituiti per la maggior parte da persone non più giovanissime e, quindi, legate agli stili Jazzistici più classici. Molti di questi, parafrasando il titolo di un famoso brano di Duke Ellington, potevano affermare: “ … se non c’è lo swing non ci può essere Jazz … ” “ … it Don’t Mean A Thing If It Ain’t Got That Swing … ”, ma, nel frattempo, assumevano sempre maggiore importanza le forme più moderne del Jazz, il Pop di Charlie Parker e il raffinato Cool Jazz influenzarono non poco la maggior parte dei Jazzmen italiani. Ricordiamo alcuni fra i più importanti, Gianni Basso, Oscar Valdambrini e Armando Trovajoli che, alla fine degli anni quaranta, aveva rappresentato l’Italia a Parigi e che, nel prosieguo, creò una prestigiosa orchestra nella quale trovarono posto i migliori solisti italiani come Nini Rosso, Nino Culasso, Baldo Panfili, Dino Piana, Mario Pezzotta, Attilio Donadio, i fratelli Berto e Franco Pisano, Alceo Guatelli, Eraldo Volontà, Gualdo Masetti, Sergio Fanni, Hengel Gualdi, oltre ai pianisti Renato Sellani e Franco Intra quest’ultimo ascoltato da chi scrive con i suoi Menestrelli del Jazz in una indimenticabile serata al Lido dei Ciclopi di Acitrezza e ancora quel Gil Cuppini alla batteria che nel 1958 aveva suonato nella International Youth Band in rappresentanza del Jazz italiano al Festival Jazz di Newport. Con loro debbono essere ancora ricordati musicisti prestigiosi che hanno rappresentato del tutto degnamente e qualcuno in maniera superlativa il mondo del Jazz italiano come Carlo Loffredo, Franco Cerri, Lino Patruno, Giorgio Azzolini, Giancarlo Barigozzi, Franco Mojoli, Luciano Fineschi, Romano Mussolini e con questi Lilian Terry, l’unica JazzSinger italiana anche se nata in Egitto. Protegge i tuoi valori Silvia Malatesta - Via S. Felicissima, 25 01033 Civita Castellana (VT) Tel.0761.599444 Fax 0761.599369 [email protected] Campo de’ fiori 37 Tesseramento dell’Azione Cattolica di Fabrica di Roma Quest’anno le tessere sono state benedette Il giorno 20 dicembre 2009 si è svolto il consueto tesseramento annuale per i componenti dell’Azione Cattolica di Fabrica di Roma. Quest’anno è stato deciso di benedire le tessere durante la Santa Messa delle ore 10.00 presso il Duomo. Il presidente dell’A.C. locale, Dott.ssa Maria Vittoria Patera, ha letto durante la messa, un brano tratto dal progetto formativo dell’Azione Cattolica Italiana del quale riporto il testo: ”...L’incontro con Cristo cambia la vita. Nessuno di noi, però, ha raggiunto il Cristo da solo, né direttamente, né una volta per sempre. L’incontro vero col Signore si rende possibile soltanto attraverso persone e occasioni precise; in una parola attraverso la mediazione della Chiesa: la sua liturgia, le sue molte vocazioni, la sua tradizione.” L’esistenza cristiana ha una naturale dimensione ecclesiale: la comunità non si aggiunge come un di più alla nostra personale vita cristiana, ma vi si intreccia profondamente, rivelandoci che non possiamo essere cristiani da soli. La missione della Chiesa, iniziata con gli apostoli, continua in questo tempo grazie ai discepoli di oggi: anche grazie a noi, cristiani laici, nella misura in cui il cuore vive la serena consapevolezza del dono ricevuto e risponde con fedeltà alla chiamata a vivere questo tempo per trasmettere la luce della fede. Chiediamo a Dio di ravvivare in noi il servizio all’evangelizzazione, di rafforzare in noi l’impegno a favore della promozione della vita e della dignità di ogni persona, a favore della famiglia, della cura educativa verso le nuove generazioni, della carità verso i più poveri. Chiediamo a Dio di accompagnare nel loro servizio i nostri assistenti e tutti i Presbiteri che alimentano la vita spirituale ed il senso apostolico della nostra Associazione, promovendone l’unità e la comunione ecclesiale. Il Parroco Don Terzilio Paoletti ha poi benedetto le tessere con le seguenti parole: “Padre misericordioso, Tu che hai mandato il Tuo Figlio per riconciliare gli uomini con Te e tra loro e doni lo Spirito Santo perché il tuo popolo sia segno e strumento di un amore premuroso ed infaticabile, benedici quanti esprimono, attraverso queste tessere, un impegno di vita al servizio della Tua Chiesa; fa’ che siano testimoni della novità di vita del Vangelo e collaborino alla costruzione di una comunità cristiana che sia segno vivo del Tuo amore e luogo di accoglienza premurosa per ogni persona. Per Cristo Nostro Signore. Amen.”. Nella foto in basso, scattata poco dopo la cerimonia, si vedono alcuni componenti del gruppo dell’A.C. di Fabrica, la presidente del gruppo Dott.ssa Maria Vittoria Patera, il papà del presidente, prof. Vittorio Patera (mio insegnante agli inizi degli anni ’60) il quale ha curato gli aspetti formali del tesseramento. A tutti i componenti dell’A.C. di Fabrica, nonché a quelli della nostra Diocesi e di tutte le Diocesi d’Italia, vanno i miei personali auguri, associati a quelli della redazione del nostro periodico “ Campo de’ fiori”, nel proseguire con serenità e successo i proponimenti dell’Azione Cattolica. Arnaldo Ricci Civita Castellana - Concorso “Presepe dell’anno 2009” Premiati i vincitori Il giorno 8 Gennaio presso gli uffici dell’area socio-culturale e sportiva si sono svolte le premiazioni del concorso “Presepe dell’anno 2009”. Ecco i nomi dei vincitori: 1. Carlo Fontana 2. Parrocchia “S. Luigi Gonzaga” 3. Cuomo Domenica 4. Parrocchia “Cuore Immacolato di Maria e S. Lorenzo” La graduatoria riguardante le scuole è invece la seguente: 1. Circolo Didattico “ F. Petrarca” - Scuola Primaria “Don Bosco” classi 5°A e 5°B 2. Circolo Didattico “F. Petrarca” - Scuola Primaria “G. Rodari” classi 3°C e 4°C 3. Istituto Comprensivo “XXV” Aprile Scuola Primaria classe 5°A 4. Istituto Comprensivo “XXV Aprile” Scuola Infanzia “A. Gramsci” Tutti i partecipanti al concorso con l'Ass. Letizia Gasperini ed il Sindaco Gianluca Angelelli Campo de’ fiori 38 Per ricordare l’autiere Fiorino Marinozzi ... uno dei seicentomila ... non si udivano urla di ordini in tedesco corpo non era più abituato al cibo come sempre; la porta d’ingresso della abbondante!....” baracca, dove era alloggiato zi’ Fiorino, Zi’ Fiorino rimase, insieme al suo gruppo, insieme ad una ottantina di suoi commiliper alcuni giorni nascosto nei boschi, toni, non venne spalancata di colpo. dopodiché, scrutando sempre quella straRaccontava mio zio “……..Un nostro serda, lui ed i suoi compagni si accertarono gente maggiore anziano ruppe il silenzio di che il flusso di soldati tedeschi fosse terAgli inizi del 1945 si tomba che si era creato……e disse in diaminato. Quella strada era diventata deserpercepiva già la di Arnaldo Ricci ….uajò….stimme accuorletto napoletano: ta. Controllarono ancora per due giorni la sconfitta della [email protected] ti…………che sfaccimme e silensituazione, poi all’improvviso videro transiGermania. zio!..........Dopo un po’ un mio collega tare dei camion strani, mai visti prima; Diceva zi‘ Fiorino “ormai le strutture induautiere aprì la porta di tavole e vide che avevano una grossa stella sul cofano del striali tedesche erano tutte bombardafuori non c’era nessuno…..allora uscimmo motore; erano americani! te……..non ci portavano più a lavorare nei tutti all’aperto…..…con la temperatura Di colpo si precipitarono attraverso la picvari stabilimenti……….nelle vicinanze di poco superiore allo zero……... e ci accorcola scarpata, incontro a quell’autocolonna Stoccarda non esistevano più industrie in gemmo che i nostri colleghi delle altre americana di lunghezza indeterminata. piedi……ci portavano a lavorare solo per trenta baracche che costituivano il campo, L’autocolonna proseguiva veloce mentre sgombrare le macerie……..ed estrarre da stavano uscendo anche loro con un’ealcuni soldati americani fecero cenno di esse i morti……ho visto immagini indescrispressione saluto. Dopo circa una mezz’ora che scordi disorienrevano i camion, si fermò sul ciglio della tato stupostrada una jeep con a bordo due ufficiali re……….” americani ed un tenente colonnello italiaIl 30 aprile no dei bersaglieri, con la divisa logora; 1945, la anche lui evidentemente un IMI. scena veriIl Ten. Col. disse: “Ancora un po’ di pazienficatasi nel za ragazzi……una ventina di automezzi c a m p o dietro…….vi sono alcuni camion adibiti alla raccolta degli ex IMI…….fermatevi li dove dove era siete ed aspettate…….mi raccomando mio zio, era aspettate!!!…” analoga in Dopo circa quindici minuti arrivarono quei tutti i campi camion zeppi di ex IMI e salirono a bordo. di prigionia In ogni autocarro vi erano due soldati in Germaamericani ed una massa indefinita di ex nia, a preIMI. I due soldati offrirono a zi’ Fiorino ed scindere al suo gruppo, delle scatolette di carne dalla nazioamericana, credendo che fossero, ovvianalità delle mente affamati; loro spiegarono che persone erano giorni che mangiavano abbondanterecluse. mente in quella fattoria, dove avevano troNon si savato rifugio. Gli americani, evidentemente peva cosa Una foto del 1945 di una città tedesca appena bombardata dagli Anglo Americani non capivano e continuavano a porgere fare; si continuamente carne in scatola e tavolette capiva che bisognava approfittare vibili. di cioccolato. per scappare ma non si sapeva dove Non era facile, per i nostri militari, trasforandare. “……Ci dividemmo in gruppi di mati in lavoratori civili, capire bene la continua sul prossimo numero … quindici persone…….e ci nascondemmo situazione, anche se era tutto percepibile. nei boschi………ogni tanto Solo chi aveva imparato la lingua tedesca andavamo a scrutare una poteva meglio capire come comportarsi. strada asfaltata….sempre Chi ha una certa cultura, sa bene che ben nascosti………vedevaprima di riuscire ad imparare una lingua mo passare soldati tedestraniera, bisogna prima conoscere l’italiaschi in completa disfatta e no e fra i nostri militari di truppa, erano con le divise pochi quelli che lo conoscevano bene. logore…….militari tedeschi Chi ha vissuto quelle situazioni sa benissimischiati a civili…vecchi, mo che la sveglia era alle ore 05,00 per bambini, donne disperatutti gli internati. “……Già alle ore 04,45 si te…….uomini ridotti peggio sentivano degli ordini in tedesco che un di noi……..…avevamo trosottufficiale anziano dava alle vato una fattoria abbandoguardie….anche loro anziane…….i giovani nata con alcune mucche e soldati tedeschi erano tutti impiegati sui qualche maiale…….fu l’ocvari campi di battaglia…” casione per Periferia di Stoccarda ore 05.00 del sfamarci……dopo man30 aprile 1945: i nostri militari si stavagiato, molti si sentirono Una foto di un campo di baracche IMI in Germania, la mattina no alzando dalle loro brande di legno, male….….il nostro del 30 aprile 1945 come tutte le mattine; stranamente però ...continua dal n. 65 La fine della guerra Campo de’ fiori 39 Ronciglione città d’arte e di cultura Pubblicata la raccolta delle opere premiate nelle ultime quattro edizioni del Premio Letterario Nazionale “Il Roncio d’Oro” Egregio il lavoro che anche quest’anno ha realizzato il Centro di Ricerche e Studi di Ronciglione, grazie, in particolar modo, all’impegno dell’infaticabile Maria Cangani, che è sempre in prima linea. E’ stata pubblicata, infatti, la raccolta di tutte le opere che hanno partecipato tra il 2006 e il 2009 al premio letterario nazionale “Roncio d’oro”, corredata di tutte le foto dei premiati. Insieme al libro è possibile acquistare anche il calendario dell’anno 2010, ricco di immagini di Ronciglione, dipinti e testi di pittori e scrittori locali. Numerose sono le iniziative culturali, artistiche e di spettacolo che vengono promosse in questo paese, grazie anche agli spazi che sono stati creati. Ricordiamo il Palazzo delle Maestranze, da poco completamente restaurato, e che ospita continuamente mostre di pittura, e il Teatro Ettore Petrolini. Ammirevole è il lavoro che il Centro di Ricerche svolge per valorizzare la cittadina laziale. Speriamo che possa essere d’esempio a tanti altri paesi, affinché non vadano mai trascurate, ma impreziosite le ricchezze locali. Grazie a Maria Cangani, sono venuta a conoscenza di una interessante iniziativa promossa dalla Gestin Coop di Ronciglione e non solo: “Libri randagi”, attraverso la quale è possibile lasciare presso il punto vendita della cittadina libri già letti, per farli girare, e prenderne altri lasciati da qualche altro amante della lettura. Per maggiori informazioni su questa e tante altre utili iniziative, consultare il sito. Ermelinda Benedetti A cosa serve un libro oggi? Che domanda, lo sappiamo tutti a cosa serve un libro! I libri sono nutrimento e piacere, dunque per chi li compra, e magari li legge, i libri sono come un alimento, cibo per l’anima; ma purtroppo il libro è un prodotto apprezzato e acquistato quotidianamente da pochissimi italiani. Quindi possiamo tranquillamente affermare che il mercato del libro è un mercato molto marginale e allora ci chiediamo: perché la grande distribuzione ha voluto fortemente accaparrarsene anche la vendita? Sicuramente non per un discorso di fatturato, ma per trasformare il libro in prodotto “civetta”. La grande distribuzione, infatti, propone sempre il libro con prezzo scontato, così da indurre la clientela a pensare che se acquista un prodotto come il libro, con il prezzo imposto, ad un prezzo più basso, anche tutti gli altri prodotti hanno un prezzo conveniente. Quindi il libro, più che un prodotto da vendere, diventa un prodotto da utilizzare come richiamo, sminuendo il suo vero valore. La libreria, piccola o media, vive invece della vendita del libro e cerca di curare non solo lo smercio, ma anche la scelta, l’assortimento, la qualità del prodotto stesso, e soprattutto il rapporto con il cliente, “possibile” acquirente. La vendita di un libro va accompagnata da tutta una serie di accortezze, di cui la grande distribuzione non potrà mai avvalersi. Dunque le librerie sono una grande risorsa che può continuare a vivere anche e soprattutto per volere di chi ama leggere e ha nel cuore il futuro del libro. Questa volta vi consiglio di leggere l’ultimo di Fabio Volo, Il tempo che vorrei, ironico e profondo, dove ognuno di noi ritrova un po’ anche la sua vita, e l’ultimo di Cristina Comencini, Quando la notte, un bellissimo romanzo sulla fragilità femminile ed un incontro attraverso il quale si mette in discussione tutta la vita della protagonista. Buona lettura! Il tempo che vorrei di Fabio Volo Quando la notte di Cristina Comencini 40 Campo de’ fiori Quando si viaggiava senza fretta Nella semplice ed espressiva stampa del ‘700 che ci presenta l’entrata ad est di Civita Castellana con il ponte sul Treia, i dirupi sopra i quali sorge l’attuale fabbrica di Ceramica Coletta, e il magnifico arco tuttora conservato, possiamo cogliere un attimo del tempo di allora. Nessuna preoccupazione per la fretta, nessun limite per lo spazio o il sorpasso; sembra che ci sia tempo per tutti, dato che il lento dondolare dei somarelli permette ai viaggiatori di procedere lentamente a piedi. “Erano tempi felici in cui si ignoravano le ebbrezze della velocità supersonica e ci si accontentava di fare la strada da Roma a Civita in due giorni, senza il pericolo di vedersi piombare a 100 all’ora un calesse, una biga o una vettura della posta.” I sorpassi di quei tempi erano regolati da soste necessarie per rompere la monotonia del viaggio con due chiacchierate, o magari, fermarsi alla prima osteria per farsi un partitella o bersi un quartino, mentre i cavalli tenevano anch’essi giustamente il muso entro la sacchetta della saporita biada. I viaggiatori di quei tempi imparavano a conoscere veramente luoghi e persone ove si recavano, non erano turisti frettolosi che in termine di poche ore si dichiaravano soddisfatti di aver visto e contemplato città e paesi; essi avevano tutto il tempo e l’agio di poter vivere in un certo senso la vita stessa dei luoghi dove si recavano. Ritornando a guardare la stampa del ‘700, facciamo osservare che la Flaminia nei tempi di Roma non passava direttamente entro Civita C., ma provenendo da Stabia si inoltrava vicino alla valle del Tevere per risalire poi verso la località Sassacci. Le entrate a Civita C. erano 4 e si possono tuttora vedere. L’entrata a nord passava dietro il Forte e si congiungeva con il Ponte Terrano da cui partiva la strada per Faleri e Viterbo. Esistevano poi una porta a via delle Mole, dove si possono vedere ancor oggi i cardini ed i frammenti, un’altra a via delle Piagge, e quella che si apriva sulla variante della Flaminia. Tutte queste porte erano sempre ben munite e difese, con posti di guardia, e in tempi di emergenza con truppe scelte. All’ora dell’Ave Maria esse venivano regolarmente chiuse, e chi ne rimaneva fuori era da considerarsi un brigante o un individuo che doveva rendere conto alla giustizia. La costruzione del Ponte Clementino nel 1712 rivoluzionò in un certo senso la possibilità di accesso a Civita C., favorì il collegamento con la Sabina e riportò la variante direttamente alla Via Flaminia nei pressi di Borghetto, dove esisteva un importante incrocio con servizio di posta e assistenza. Campo de’ fiori 41 Aspettando Carnevale... Sant’Antonio Abate dà inizio alle feste A Corchiano Il 17 Febbraio, Sua Eccellenza il Vescovo Divo Zadi benedice gli animali dopo la Messa in onore di Sant’Antonio Abate, loro protettore. La festa religiosa coincide con l’apertura del Carnevale. L’antico rito cristiano serviva, e serve tuttora, a propiziare la protezione del bestiame, indispensabile per l’economia delle famiglie contadine. E intanto... A Civita Castellana, in Piazza Matteotti (foto a sx) e a Fabrica di Roma, in Piazzale Garibaldi (foto a dx), sono stati esposti i rispettivi Re Carnevale, che verranno bruciati la sera di Martedì Grasso, giorno di chiusura del Carnevale. A Ronciglione poi A Nepi invece... Il 17 Gennaio, i carri allegorici hanno già fatto la loro prima uscita per le vie del paese! La tradizionale corsa dei cavalli a vuoto chiuderà il 16 Febbraio l’antico Carnevale della cittadina, con il suo 310° Corso di Gala, che si aprirà il 6 Febbraio. Campo de’ fiori 42 Nati 27.01.09 Giulia Pistola 29.01.09 Antonella Samson 15.02.09 Amna Chaudry 17.02.09 Gaia Pilera 18.02.09 Thomas Todini 28.02.09 Cristian Cau 03.03.09 Irene Ortenzi 10.03.09 Denis Andrei Bibiloc 14.03.09 Emanuele Lisi 17.03.09 Andrea Ortenzi 07.04.09 Michele Lilli 14.04.09 Anna Maria Isanti 17.04.09 Giorgia Nesta 22.04.09 Taha Derram 12.05.09 Davide Nardi 31.05.09 Maliha Golam 18.06.09 Francesco Marchegiani 18.06.09 Vanessa Manechini 28.06.09 Giorgia Prosperi 11.07.09 Robert Adrian Ion 16.07.09 Lorenzo Di Benedetto 21.07.09 Andrea Carbonari 22.07.09 Eduard Nechifor 30.07.09 Taiba Fatmah Shahzad 03.08.09 Davide Carrer 12.08.09 Francesca Zampini 22.08.09 Michela Pilera 27.08.09 Irene Magrini 29.08.09 Viola Petrucci 07.09.09 Ramona Giuliana Colici 22.09.09 Rachele Vessella 25.09.09 Riccardo Lonia 29.10.09 31.10.09 15.11.09 16.11.09 02.12.09 04.12.09 28.12.09 Federico De Mattia Fausto Nardi Samuele Papini Francesco Pedica Samuele Achilli Martina Vitali Shaan Ahmed Mr. Mushtaq Matrimoni Giordano Porri –Elisabetta Boria Giovanni Nardi – Roberta Benedetti Ilario Spiriti – Manola Chiacchiararelli Gheorghita Ion – Larisa Elena Hurbea Gianluca Boldrini – Maria Pia Rita Daniele Arcangeli – Francesca Stefani Emanuele Pratini –Simona D’Ubaldo Gianluca Caccia – Tamara Cardigliano Orlando Tosti – Cristina Prosperi Andrea Segato – Eleonora Spiriti Maurizio Pedica – Tatiana De Santis Sandro Boncompagni – Daniela Capogrossi Marco Cagnetti – Maria Grazia Leccisi Stefano Stradella – Federica Cotronè Stefano Ginesi – Flavia Giovannetti Dario Passarelli – Silvia Falcione Fabio Peciaroli – Tiziana Funari Edoardo Benedetti – Barbara Malec Gianluca Mancini – Roberta Valentina Salera Luciano Ruco – Alessia Pecoraro Andrea Montanini – Silvia Ciaccioni Antonio Zampini – Romina Fiordelmondo Donato Scorzosi – Tiziana Massa Marco Mengoli – Nunzia Liardo Gian Tobia Sbarra – Xhensila Zizaj Cor Nat chian i, m o a e de trimo ni ced dell ’ann uti o 20 09 Deceduti Agostini Lucia Agostini Norma Antonini Palma Bacchiocchi Angelo Bartoloni Anna Maria Cagnetti Giuseppe Campana Iolanda Caporuscio Vittorio Caria Beatrice Carosi Alceste Carrer Antonio Cotronè Famiano Crescenzi Colomba Crescenzi Euriade Curti Giuseppe Damiani Giulia Evangelisti Astrina Fiaschetti Francesco Fiaschetti Pia Francescangeli Enrico Francescangeli Mario Giulianelli Sergio Grassi Pasquina Gregori Maria Marchegiani Raffaele Moretti Anna Nardi Antonia Natili Leda Ortenzi Giuseppe Panunzi Vincenza Piacitelli Roberto Pilera Adriana Placidi Nisida Prosperi Elena Ridolfi Antonia Sampaolesi Maria Sbarra Augusta Sciarrini Silvio Segato Maria Chiara Totonelli Maria Vessella Francesco Volpi Roberto Zannetti Angelo Campo de’ fiori 43 Nel cuore Al nostro affezionato amico e lettore Quirino Capelli, scomparso il 31 Dicembre 2009, va il nostro ricordo, unito a quello dei familiari. Il 14 Dicembre 2009 veniva a mancare l’angioletto Cristian Cipriani, al Bambin Gesù di Roma. Lo ricordano tutti per i grandi occhi azzurri e per il suo dolce sorriso. Era soprannominato CRI CRI. La famiglia ha raccolto offerte, in luogo di fiori, che sono state devolute all’Associazione Italiana Sindrome Shwachman, dalla quale era affetto il piccolo Cristian. Sabato 9 Gennaio è venuto a mancare Giuseppe Quadraroli, il papà del nostro collaboratore Erminio. Tutta la redazione e quanti lo conoscevano si uniscono al dolore dei familiari. La tua scomparsa ci ha lasciati senza parole. I tuoi occhi grandi e la tua allegria rimarranno sempre nei nostri ricordi. Ciao Maria Chiara... Per la tua pubblicità su Campo de’ fiori 0761.513117 o [email protected] Campo de’ fiori è la migliore vetrina pubblicitaria Campo de’ fiori è la rivista più letta ed amata! Corri in redazione a richiedere i numeri mancanti alla tua collezione di Campo de’ fiori! Piazza della Liberazione, 2 Civita Castellana Campo de’ fiori 44 L’angolo del Bon Ton IL PARTY DI CARNEVALE Tutti i segreti per una festa impeccabile di Letizia Chilelli «Quant’è bella giovinezza, Che si fugge tuttavia! Chi vuol essere lieto, sia: Di doman non c’è certezza » (Lorenzo de’ Medici, Canti Carnascialeschi, Canzona di Bacco) Gennaio, tempo di Carnevale, tempo di feste e di divertimento, vediamo quindi come organizzare un “Party di Carnevale”. Prima di tutto sarà necessario stabilire senza errori il rapporto tra il nostro spazio a disposizione e il numero di invitati che parteciperanno alla festa, ad esempio se abbiamo a disposizione una sala di circa 80-90 metri quadri di spazio è bene non invitare più di 15 persone, questo sarà importante anche per il nostro servizio, infatti con più di 15 invitati è consigliabile l’aiuto di almeno un cameriere. Predisporremo nella sala sedie e poltrone in modo tale che con una certa rotazione, possano permettere agli ospiti di sedersi, anche se come si sa, chi viene invitato ad un party, per giunta in maschera, dovrà necessariamente prepararsi a rimanere in piedi per quasi tutta la festa. I tavoli saranno posizionati contro il muro e saranno ricoperti con tovaglie che toccheranno il pavimento. Prepareremo dei punti di appoggio per piatti e bicchieri sporchi che segnaleremo ai nostri ospiti ricoprendoli con delle tovagliette di servizio . Decoreremo la stanza con festoni, coriandoli, stelle filanti e con dei cappellini che verranno poi distribuiti agli amici in ricordo della serata. La parola d’ordine è colore, quindi tutto dovrà essere allegro e festoso, dalle tovaglie, rigorosamente in tessuto, ai tovaglioli di carta, i piatti dovranno essere di ceramica ed i bicchieri di vetro, meglio se colorati (so che questo non farà piacere a chi poi dovrà lavare il tutto!!!). Molto importante da ricordare è che se si deciderà di organizzare la festa in terrazza, in veranda o in giardino (freddo permettendo) è da tener presente che il mal tempo potrebbe “auto-invitarsi” quindi è necessario poter disporre dello spazio coperto, assicuriamoci quindi che tutti gli invitati possano usufruire di questo eventuale spazio senza costrizioni. L’orario per l’inizio della festa si dovrà aggirare intorno alle 18.30 in modo che alle 19.00 circa si possa servire anche l’aperitivo. Al tavolo dell’aperitivo predisporremo: Martini Rosso, Bianco, Dry, aperitivi alcolici, poco alcolici, analcolici, bibite, acqua minerale liscia e gassata; posizioneremo il tutto al centro del tavolo, mentre ai lati disporremo i bicchieri adatti per tutte le bevande. Non dovranno mancare i secchielli per il ghiaccio con le relative pinze. Vicino ai bicchieri metteremo dei piattini che conterranno fettine di arancia e di limone e piccole ciotole con olive, patatine, noccioline, salatini.. Dopo l’aperitivo inviteremo i nostri amici al tavolo buffet vero e proprio. Il tavolo verrà preparato in questo modo: al centro piatti e posate, forchette e cucchiai, severamente vietato il coltello (i commensali mangeranno in piedi quindi tutto dovrà essere già predisposto per essere mangiato senza difficoltà). Ai lati del tavolo adageremo rigorosamente in piatti da portata, insalatiere e vassoi muniti di pinze o posate di servizio: tartine salate, insalata russa, insalata di riso, lingua farcita, frittelloni con pecorino, panini imbottiti con salumi vari, tranci di pizza, focaccine, torte salate, supplì, fritto misto…. Per un “dolce fine pasto” utilizzeremo il tavolo che abbiamo appena descritto, dopo però che tutti i nostri ospiti si siano serviti e abbiano finito di mangiare (intorno alle 22 circa), sparecchieremo quindi il tutto e faremo spazio, al centro del tavolo, ai vassoi dei dolci che conterranno: pizzacce Viterbesi, scroccafusi, frappe, castagnole, cicerchata umbra, cioccolatini, pasticceria migon, bombe, ciambelline all’anice.. Graditissime saranno anche le macedonie di frutta e la sangria che serviremo rispettivamente in coppe e caraffe che posizioneremo ai lati del tavolo mentre al centro vicino ai vassoi con i dolci (preferibilmente ai lati degli stessi) adageremo coppette, posate e piattini per potersi servire. Sul tavolo-bar precedentemente allestito per l’aperitivo saranno presenti solo liquori, vino e acqua. Il primo servizio agli ospiti spetta al padrone di casa, poi ognuno farà da sè. Per la mescita dello spumante o dello Champagne, sarà il padrone di casa a stappare le bottiglie e a servire il primo giro per poi riporre la bottiglia nel secchiello del ghiaccio. La cena sarà piacevolmente accompagnata da musica di sottofondo che non dovrà mai impedire la conversazione a causa del volume troppo alto; verso le 22.30-23.00 spazio alle danze con le tipiche musiche di Carnevale!!! Chiudo questo articolo con un proverbio latino che i Romani solevano dire durante il periodo di Carnevale: “Semel in anno licet insanire (una volta all’anno è lecito impazzire)”, ed un consiglio: bevete responsabilmente in modo da impazzire solo di divertimento,musica e tanta allegria! Campo de’ fiori 45 Il primo libro di Letizia Chilelli Dedicato alla nonna, raccoglie consigli e rimedi naturali La nostra collaboratrice, l’amica Letizia Chilelli, che da anni cura sulla nostra rivista una rubrica sui vini e sul bon ton, ci ha regalato una copia della sua prima opera, che è stata per lei “catartica”, come ci ha confessato. Letizia ha, infatti, scritto questo suo primo libro a seguito della morte della nonna, suo grande punto di riferimento, alla quale è stato dedicato. Dopo una breve, intensa prefazione, racconta di aver trovato in un suo diario ricette e consigli naturali tanto utili da applicare per la buona salute. Preziosissima guida per chi crede nei rimedi offerti dalla natura senza dover ricorrere ai medicinali, ci auguriamo possa essere la prima di una lunga serie, vista la passione profusa per questa edizione. RECENSIONE POETICA SUL DIPINTO DI ERALDO BIGARELLI “ LA SACRA FAMIGLIA” ESPOSTO NELLA CHIESA DI SAN GIOVANNI IN VIGNANELLO DAL 5 DICEMBRE 2009 AL 15 GENNAIO 2010 Chi sono io? La Sacra Famiglia di Eraldo Bigarelli Chi ascolto? Cosa vedo e da chi imparo sin da piccolo! Sarei allo sbando senza dei legami ben saldi. La famiglia. Un riparo, un luogo dove il calore umano e l’amore viscerale si esaltano. Un dono prezioso. Ogni nostra famiglia rappresenta il giusto rifugio, in cui trovare il dovuto conforto, affinchè, si possa crescere con serenità ed affrontare la vita con determinazione e con quella sicurezza necessaria per superare le prove, le avversità che la vita stessa ci propina. La famiglia per eccellenza, il sommo esempio, viene divinamente espresso in questa raffigurazione pittorica. La sacra famiglia. Maria la madre, Giuseppe il padre, infine Gesù, ora bambino, dopo Re e Salvatore. Maria, il primo baluardo, la donna, la madre votata per il figlio. Giuseppe, il padre, le mura di cinta, la difesa ad oltranza. Gesù, il figlio di Dio, la sua prima creazione, l’energia fatta uomo, un compito il suo estremamente delicato. Si nota altresì umiltà da questo quadro, che riprende fedelmente gli eventi esposti nelle sacre scritture. E che è testimonianza del messaggio divino del creatore che identifica lo scopo della vita, nella semplicità. Il creatore ci invita quindi a vivere con semplicità, ricordandoci chi siamo e che la vita, senza un punto di riferimento quale la fede, diviene sterile ed improduttiva. L’idea di sobrietà, di assennatezza, rappresentata in questo quadro, racchiude infine una incontenibile qualità. La potenza di Dio, il quale ci mostra inconfutabilmente, la bellezza di esistere. Alfredo Mercutello Campo de’ fiori 46 AGENDA Tutti gli appuntamenti più importanti Carnevale Civitonico – Programma 17 Gennaio Domenica - Ore 16,00 Piazza Matteotti: Apertura Gran Carnevale 2010 con la collaborazione della Banda Musicale “Banda Città di Civita Castellana”. -“SCOPRIAMO O’ PUCCIO” Opera realizzata a cura dell’Associazione Carnevale di Civita Castellana. A seguire a cura dei “CATAMMELLESI DOC” Sagra del Frittellone. A cura dell’Associazione Carnevale: Frappe, Scroccafusi e… Musica. 31 Gennaio Domenica - Ore 14,30 Piazza della Liberazione: SFILATA DI CARRI ALLEGORICI 6/7 Febbraio - Week End di Carnevale. Raduno Camperisti organizzato dal “Camper Club Alto Lazio” di Civita Castellana. 7 Febbraio Domenica - Ore 14,30 Piazza della Liberazione: SFILATA DI CARRI ALLEGORICI 11 Febbraio Giovedì - Ore 14,30 Il Carnevale dei Bambini, festa in Piazza Matteotti con giocolieri ed intrattenimenti per i più piccoli e stand enogastronomici di prodotti locali. 14 Febbraio Domenica - Ore 14,30 Piazza della Liberazione: SFILATA DI CARRI ALLEGORICI 16 Febbraio Martedì - Ore 17,30 Piazza Matteotti, Grande festa di chiusura del Carnevale -Intrattenimento musicale con DJ Ore 19,00 Apertura stand enogastronimici. Ore 21,00 Proclamazione Vincitori “Concorso Carnevale 2010”. Ore 22,00 “ROGO DI RE CARNEVALE” 20 Febbraio Sabato -Ore 10,00 Piazza Matteotti Aula Consiliare “Estrazione Lotteria Carnevale 2010” (I° premio Ford KA) a cura dell’Associazione Carnevale di Civita Castellana. Ore 16,00 Piazza Matteotti Aula Consiliare “Consegna Premi Speciali Carnevale 2010”. A seguire rinfresco di chiusura offerto dall’Associazione Carnevale di Civita Castellana “Cin Cin al Carnevale 2011”. NB: Il programma può essere suscettibile di variazioni. ORDINE DI SFILATA 31 Gennaio 7 Febbraio 14 Febbraio 1. Orto Funaro: O forno de Chiarina 2. Play Boy: Minnye & Topolino 3. Biffe: Con il tocco sopra a’ capa ape Biffe s’è laureata 4. Egizia: Tra le fiamme e le scintille … il gruppo Egizia fa faville 5. Scroffusi: Nella lussuria semo cascati e l’andri vizi l’avemo lasciati 6. O Zucchero Filato: La giostra e i giostrai 7. Biacio: Pe sarvà sto carnevale avemo dovuto chiamà Austin Powers 8. Carusielli: “O carusiello fa o tuareg d’inverno e dice no al carnevale moderno” 9. Indiani: Sherk Fiona e Ciuchino se so bevuti tutto o vino 10. Rosina: Ballando sotto le stelle Rosina e le blu belle 11. Gazibo: Dal Colosseo a Piazza Liberazione ecco Gazibo con tutta la legione: Ave Cesare 12. Gardens: Con Crudelia Orazio e Gaspare maledetti … arriva la carica dei 101 ai giardinetti 13. Jamaicano: Forza gente cartelle in mano, giocate a tombola cò o Gruppo Jamaicano 14. Cugini: Sognando Marylin a Civita 15. Forchettoni: Sfilano gli elfi i maghi e i grifoni nel bosco incantato dei forchettoni 16. Catarì: Catarì nun è più quella de prima … s’è beccata la suina 17. Tucano: Ve pareva de no, ma è ancora attuale ecco avvoi nababbonatale!! 18. Ngè trippa pe’ gatti: Gira che te rigira semo tutti sonati 19. Cindy: Dal burundi a timbuctù … Cindy dall’Africa nun torna più! Maschere libere Vela 1. Jamaicano: Forza gente cartelle in mano, giocate a tombola cò o Gruppo Jamaicano 2. Catarì: Catarì nun è più quella de prima … s’è beccata la suina 3. Tucano: Ve pareva de no, ma è ancora attuale ecco avvoi nababbonatale!! 4. Ngè trippa pe’ gatti: Gira che te rigira semo tutti sonati 5. Forchettoni: Sfilano gli elfi i maghi e i grifoni nel bosco incantato dei forchettoni 6. Cugini: Sognando Marylin a Civita 7. Cindy: Dal burundi a timbuctù … Cindy dall’Africa nun torna più! 8. Orto Funaro: O forno de Chiarina 9. Play Boy: Minnye & Topolino 10. Scroffusi: Nella lussuria semo cascati e l’andri vizi l’avemo lasciati 11. Biffe: Con il tocco sopra a’ capa ape Biffe s’è laureata 12. Egizia: Tra le fiamme e le scintille … il gruppo Egizia fa faville 13. Biacio: Pe sarvà sto carnevale avemo dovuto chiamà Austin Powers 14. O Zucchero Filato: La giostra e i giostrai 15. Rosina: Ballando sotto le stelle Rosina e le blu belle 16. Carusielli: “O carusiello fa o tuareg d’inverno e dice no al carnevale moderno” 17. Indiani: Sherk Fiona e Ciuchino se so bevuti tutto o vino 18. Gazibo: Dal Colosseo a Piazza Liberazione ecco Gazibo con tutta la legione: Ave Cesare 19. Gardens: Con Crudelia Orazio e Gaspare maledetti … arriva la carica dei 101 ai giardinetti Maschere libere Vela 1. Biacio: Pe sarvà sto carnevale avemo dovuto chiamà Austin Powers 2. Carusielli: “O carusiello fa o tuareg d’inverno e dice no al carnevale moderno” 3. Indiani: Sherk Fiona e Ciuchino se so bevuti tutto o vino 4. Gazibo: Dal Colosseo a Piazza Liberazione ecco Gazibo con tutta la legione: Ave Cesare 5. Rosina: Ballando sotto le stelle Rosina e le blu belle 6. O Zucchero Filato: La giostra e i giostrai 7. Gardens: Con Crudelia Orazio e Gaspare maledetti … arriva la carica dei 101 ai giardinetti 8. Jamaicano: Forza gente cartelle in mano, giocate a tombola cò o Gruppo Jamaicano 9. Catarì: Catarì nun è più quella de prima … s’è beccata la suina 10. Forchettoni: Sfilano gli elfi i maghi e i grifoni nel bosco incantato dei forchettoni 11. Tucano: Ve pareva de no, ma è ancora attuale ecco avvoi nababbonatale!! 12. Ngè trippa pe’ gatti: Gira che te rigira semo tutti sonati 13. Cindy: Dal burundi a timbuctù … Cindy dall’Africa nun torna più! 14. Cugini: Sognando Marylin a Civita 15. Scroffusi: Nella lussuria semo cascati e l’andri vizi l’avemo lasciati 16. Orto Funaro: O forno de Chiarina 17. Play Boy: Minnye & Topolino 18. Biffe: Con il tocco sopra a’ capa ape Biffe s’è laureata 19. Egizia: Tra le fiamme e le scintille … il gruppo Egizia fa faville Maschere libere Vela Campo de’ fiori AGENDA 47 Tutti gli appuntamenti più importanti Giovedì 11 Febbraio 2010, in seno al Carnevale dei Bambini, verrà premiato il bambino più buono dell’anno 2009. Grazie alle segnalazioni dei nostri lettori, abbiamo potuto scegliere il primo vincitore, il cui nome verrà reso noto durante la manifestazione. Campo de’ fiori vuole riconoscere, con l’istituzione di questo premio, la bontà, qualità questa assai rara per i nostri giorni, ed incentivare i bambini a comportarsi con educazione e rispetto. Un raggio di sole in mezzo a tante nuvole... Campo de’ fiori 48 C à t i s urio La grande mela Che mela ragazzi!!! Una mela da guinnes dei primati per le sue caratteristiche decisamente fuori dal normale. Essa è, infatti, il doppio di una comune mela, come si può ben vedere dalla foto qui a lato. Ha una circonferenza di 35 cm e pesa ben 560 gr! Siamo rimasti tutti a bocca aperta e intanto Federico pensa: “Ma come faccio a mangiarla???”... Campo de’ fiori Briciola l’ho trovata in Agosto che vagava per le campagne della provincia di Viterbo. Aveva un collarino…. Persa? Abbandonata? Chi lo sa…. So solo che nessuno l’ha cercata e per lei non ho mai visto nessun appello su internet. L’ho portata nella mia campagna dove vivono alcuni gatti (sterilizzati) a cui do da mangiare, era libera, se ne andava in giro e tornava per la pappa. A volte si incontrava e giocava col cane di mio figlio che io qualche volta portavo con me...insomma…mi sembrava contenta e felice di vedermi quando arrivavo, in quanto non abito lì. Ora l’ho fatta sterilizzare e per i giorni di degenza le ho trovato uno stallo da una signora che ha parecchi cani in casa sua.Briciola stava benissimo, andava d’accordo con maschi e femmine anche se con le femmine un po’ meno. Lei è solare….non dà mai nessun problema….felice di essere al mondo. Finito lo stallo l’ho riportata in campagna…e qui sta il problema!!! Non ha più voglia di mangiare né uscire, se ne sta triste nella cuccia che le ho preparato…., io l’ho capita: lei vuole stare a contatto con gli altri suoi simili, o avere una casa dove ricevere coccole e carezze. In campagna è sola per la maggior parte della giornata e la notte; i gatti non le bastano…e io non posso farle compagnia non abitando lì. Ho pensato che un cane così merita qualcosa di più, ho paura che scappi e non torni più, e magari chissà quale fine potrebbe fare… Ho paura per lei perché in giro mettono veleno per le volpi…..e poi voglio che torni ad essere felice con una famiglia che la faccia sentire parte di loro. Briciola ha un anno, è di taglia media, si trova in provincia di Viterbo e si affida con foglio di adozione esclusivamente ad amanti animali disposti ai controlli. Per info: Marisa 3480686773 itplatform.datamana gement@philips. com - GIORGIO: 3388994640 Sono 2 piccoli 5 Cuccioli cagnotti meticci di 3 maschietti mesi circa uno più bello taglia dell’altro... medio/piccola sono stati in mezzo alla abbandonati, campagna di senza pudore, Civita nell’androne di Castellana AL un palazzo ... Dopo la visita veterinaria di FREDDO!!! rito e i vaccini, si trovano in stallo da una Facciamo nostra volontaria e sonoa pronti per l’adoziopresto Una ne... a Civita Castellana (Viterbo) Lazio casa per Troviamo loro il caldo di una famiglia sempre! affettuosa. Tel. 3391123663 3391123663 Yorkina e Stellina, meraviglie di taglia piccola hanno sofferto tanto. Cercano casa per ricevere e dare tanto calore. Regalo cucciolo femmina di meticcio, nato il 25 novembre 2009. Piccola taglia, tutto marrone! E’ dolcissimo!!! Tel. 329.1243929. 49 IMPORTANTE: UN DALMATA DA ADOTTARE!!! Ciao a tutti! Spero che possiate aiutarmi! i miei genitori l’estate scorsa hanno salvato un dalmata dall’autostrada ma adesso non possono più tenerlo in casa. Vorremmo regalarlo ad una famiglia affettuosa, magari con dei bambini. Si chiama Lucky, è un maschio e ha circa 10 mesi! Se non riusciamo a trovargli una casa i miei saranno costretti a lasciarlo in un canile, ed è una cosa che mi fa piangere ogni volta che ci penso! Se qualcuno di voi è sinceramente interessato ad accoglierlo e ad amarlo, vi prego fatevi avanti! E’ davvero meraviglioso! Il cane si trova a Cerveteri in Provincia di Roma. Chiamare VALERIA (dopo le ore 15.00) allo 06/99206788 oppure al 3338446125 PALLINO Smarrito Fiocco Zona Industriale di Civita Castellana Meticcio taglia piccola, bianco, a pelo lungo con macchia nera sul muso. Sandra 339.6914095. Volpinetto fulvo, maschio, giovane dal pelo morbidissimo, simpaticissimo e vivace. Cerca casa ... Rita 339.1123663. La Redazione di Campo de’ fiori si associa agli auguri Tanti auguri per i tuoi 50 anni che festeggi il 30 dicembre, anni molto ben portati forse perchè vicino a te c’è una donna come me!!!!!!! Auguri da chi ti ama e ti sta accanto da metà dei tuoi anni, e dal nostro più grande e prezioso gioiello. Auguri per tanti anni ancora! Il piccolo Edoardo Vettori ha festeggiato nei giorni scorsi, il suo quinto compleanno. Molti gli auguri giunti, che si sono uniti a quelli dei genitori, dei nonni paterni e materni, dei cugini e dei parenti tutti. Mario Sardi Ronciglione. Tanti auguri a Lorella di Caprarola che festeggia 50 anni, dal marito, i figli, il padre, la suocera e la cognata. Tantissimi auguri a Cristina che il 9 dicembre ha conseguito la laurea magistrale in “Studi storici, critici e teorici sul cinema e gli audiovisivi” con la votazione di 110 e lode! Orgogliosi del traTanti auguri di guardo da lei conseguito, papà buon compleanno Fabrizio, mamma Ida, Marilena, “Giallo” per i tuoi papi Elio e il suo fidanzato 29 anni, da una Massimo le augurano un futuro persona che ti radioso! Auguri alla nostra collaboratrice da vuole veramente tutta la Redazione bene. Priscilla e Virginia Scarnati danno il benvenuto al loro fratellino Mario che è nato il 5 ottobre e gli augurano Buon Natale!!!! Happy birthday a Emily Tombesi che compie 5 anni il 17 febbraio, da Matteo il tuo fratellio, mamma, papà, nanny Patricia, nonno Mimmo, zia Clara, zio Stefano, nonno Sandro, nonna Erminia e zio Massimo. Tantissimi auguri al nostro amico collaboratore Erminio Quadraroli e alla sua signora Romina per la nascita della piccola Elisa, da tutta la Redazione. Tanti auguri ad Alberto che il 4 Gennaio ha festeggiato il compleanno. Tanti auguri a nonno Elio! Una persona speciale come te meriterebbe di essere festeggiata tutti i giorni. Buon Compleanno! Alessandra, Francesca, Ilvana, Carla, Salvatore e… One! Valentino Rossi augura buon compleanno al piccolo Mattia Pilera di Corchiano che ha compiuto 6 anni il 4 Gennaio. Tantissimi auguri a Greta che il 9 Gennaio compie il suo primo anno di vita, dalla sorellina Giorgia! Tanti auguri a Benedetta che compie 1 anno il 2 Febbraio da Chiara, Diletta, nonna, zia Maria Rita e zio Luca. Guarda il cielo e fai un puntino,il resto è tutto il bene ke ti vogliamo...tantissimi auguri a Maria Stella Benedetti che il 20 Gennaio compie 18 anni. Auguroni da: Veronica, Rita, Martina, Marco, Simone e Alessio Grazie ai miei ragazzi! Vi auguro un anno combattente e vincente! Sempre insieme! Il vostro maestro Joseph Gun!! 52 Campo de’ fiori Roma com’era Roma, terrazza dell’Hotel Hassler a Trinità dei Monti. 13 Dicembre 1959. L’affascinante attore americano, Gregory Peck, si lascia fotografare mentre si gode lo splendido panorama della capitale italiana. Campo de’ fiori 53 Album dei ricordi Campo de’ fiori Fabrica di Roma - 1959. Prima fila, da sx: Tommaso Monfeli, Domenico Anselmi, Silvano Ghirighini.Fila centrale, da sx: Angelo Alessi, Franco Bernacchi, Giancarlo Picchietti. Fila in alto, secondo da sx: Sandro Mecarelli.i. Campo de’ fiori Carbognano -1957. Piero Pastorelli. Campo de’ fiori Fabrica di Roma. Anni ‘70. Da sx: Antonio Bianchini e Carlo Pacelli. 54 Campo de’ fiori Album d Campo de’ fiori Civita Castellana 1960 “Tribù de zingari” Da sx: Enzo Proietti, Leone Lorenzin , Osferto Vittori, Giovanni Bellizzi, Valerio Mozzicarelli Campo de’ fiori Civita Castellana - 1960 - “Il sacerdote degli Dei” Mario Corteselli (Gallina) Campo de’ fiori 55 dei ricordi Campo de’ fiori Carnevale anni ‘70 - “il giro di ppepparello” - foto di Carlo Alberto Carluccio 1 3 2 Campo de’ fiori Civita Castellana 1975 Da sx: Fabio Mozzicarelli, Oscar (Genzano) Campo de’ fiori Civita Castellana 1960 - “Gli Dei dell'Olimpo” 1. Vincenzo Tarducci, 2. Leone Lorenzin, 3. Umberto Mozzicarelli Campo de’ fiori 56 Album d Campo de’ fiori Civita Castelanna - II° elementare - Giugno 1982 - Maestra Maria Bruna Alessandri. In alto da sx: Federica Calabrese, Tama Nelli, Alessandro ..., Cristina Baldassini, Alessandro Lanzi, Katiuscia ..., Stefano Paolelli, Barbara Barboni, Carlo Capozzucchi, Silvia Dionisi, Giogio Morbidelli. In basso da sx: Stefano ..., Riccardo Sablone, Alessio De Angelis, Carmine Urciuoli, Roberta ..., Diana Farina, Roberto ..., Riccardo Luzzetti, ......., Daniele Mancini, Tamara De Angelis. 2 4 1 3 6 8 9 10 5 Campo de’ fiori 7 Campo de’ fiori Nozze d’Oro coniugi Giovanni e Maria Smargiassi. 1. Anna Smargiassi, 2. Primo Smargiassi, 3. Secondo Smargiassi, 4. Prudenzio Smargiassi, 5. Iole Smargiassi, 6. Maria Massaccesi, 7. Coniugi Rossi, 8. Leone Lorenzin, 9. Angelina ...., 10. Danila Rossi. Campo de’ fiori 57 dei ricordi Campo de’ fiori Civita Castellana - Febbraio ‘56. Da sx: Carla ..., Primo Rossi, Patrizia Fantera Servizio di leva - 1962. Foto del Sig. Rinaldo Massaccesi (al centro). Campo de’ fiori 11 10 8 12 9 7 5 2 6 1 3 4 Fabrica di Roma - Carnevale 1960. 1. Gianni (di Carbognano), 2. Silvana Stefanucci, 3. Gianna Massaccesi, 4. Rina Tabacchini, 5. Palmira Sciarrini, 6. Carmelita Marinelli, 7. Annunziatina Stefanucci, 8. Giovanni Costantini, 9. Goisuè Mecarelli, 10. Carmelita Massaccesi, 11. Roberta Grassi, 12. Maria Pia Balzi. Campo de’ fiori 58 Album d 2 1 3 Campo de’ fiori Corchiano - fine anni 60. Festa da ballo: 1. Enrica Giustini, 2. Anna Maria Benedetti, 3. Albino Cotronè. 23 16 24 6 7 18 11 22 21 12 3 10 5 15 13 2 8 4 9 14 17 20 19 1 Campo de’ fiori Corchiano - 1958. Asilo parrocchiale. 1. Andreina Carosi, 2. Giovanna Sciardiglia, 3.Dina Prosperi , 4. Teresa Ricci, 5. Ennio Orlandi, 6. Anna Maria D’Achille, 7. Anna Magrini, 8. Vittoria Mecarelli, 9. Loredana Barzellotti, 10. Ivana Campana, 11. Mario Sciardiglia, 12. Annunziata Bernabei, 13. Erminia Strassera, 14. Anna Maria Crescenzi, 15. Daniela Meconi, 16. Ovidio Profili, 17. Giacinta Vestri, 18. Gianguglielmo Strassera, 19. Fulvio Lucchesi, 20. Antonia Ridolfi, 21. Pierina Sciardiglia, 22. Suor Apollonia, 23. Suor Eva, 24. Suor Rosina. Campo de’ fiori 59 dei ricordi Campo de’ fiori 10 6 3 12 9 5 11 4 7 8 13 2 1 14 Corchiano - anno scolastico 1968/1969. 1. Antonella Achilli, 2. Maria Teresa Strassera, 3. Bruna De Angeli, 4. Maria Antonia Papini, 5. Ester Giustozzi, 6.Carla Profili, 7. Annalisa Petrucci, 8. Stefania Piergentili, 9. Mara Alessi, 10. Felicita Ridolfi, 11. Franca Magrini, 12. Tarquinio Lilli, 13. Antonia Arringoli, 14. Gelsira Agostini. Campo de’ fiori Ronciglione. Fine 1800. Donne che lavano i panni nella fontana comune. Campo de’ fiori 60 Annunci LAVORO CERCO - ARCHITETTO IMPARTISCE RIPETIZIONI per Autocad, uso del computer e pacchetto office; aiuto compiti per ragazzi delle scuole elementari, medie e superiori in disegno tecnico, geometrico-architettonico, storia dell’arte e dell’architettura. Cell: 349 1500671 (ore pasti 13:00-16:00 o dopo le 19:00). -LAUREANDA in ingegneria e diplomata al liceo classico impartisce ripetizioni in tutte le materie per ragazzi di scuole medie e elementari (anche presso domicilio). 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Fax 0761.513117 Cedola da ritagliare e spedire L’annuncio sarà ripetuto per 3 uscite, salvo diversa decisione della redazione Compilate qui il vs annuncio gratuito e speditelo in busta chiusa a Campo de’ fiori - P.za della Liberazione n. 2 - 01033 Civita Castellana (VT) oppure mandate un Fax al n. 0761.513117 o una e-mail a [email protected] (scrivere in stampatello e senza abbreviazioni) .................................................................................................................................................. ............................................................................................................................................................................................................................. ............................................................................................................................................................................................................................. ............................................................................................................................................................................................................................. Gli annunci gratuiti sono esclusivamente riservati a privati. Campo de’ fiori non è responsabile per la qualitià e la veridicità delle inserzioni. A garanzia dei lettori, Campo de’ fiori si riserva il diritto di NON PUBBLICARE annunci non conformi al presente regolamento o che, a suo insindacabile giudizio, risultino non chiari o che possono prestarsi ad interpretazioni equivoche. Gli inserzionisti prendono atto che, a richiesta dell’Autorità Giudiziaria, Campo de’ fiori fornirà tutte le notizie riportate con la presente cedola. Autorizzo il trattamento dei miei dati personali secondo quanto disposto dalla legge n. 675 del 31.12.1996 in materia di “tutela dei dati personali”. COMMITTENTE: NOME................................................COGNOME..............................................Via............................................................... Città......................................................Tel...................................Firma................................................................ Campo de’ fiori 62 Oroscopo di Gennaio by Cosmo ARIETE Preparati ad un anno ricco di cambiamenti e belle novità. In amore troverete serenità ed equilibrio, conciliando la voglia di libertà con la necessità di avere accanto qualcuno di cui fidarsi. Nel lavoro potrete avere problemi a comunicare e esprimere i vostri pensieri e perplessità. TORO Grandi cambiamenti e rinnovamenti sono in vista. In campo amoroso, continuano situazioni che non vi piacciono molto, non sopportate e pazientate sempre, sperando che la situazione migliori da sé, datevi da fare. Il lavoro darà ottimi risultati. Circondatevi di persone fidate a cui delegare parte del lavoro, altrimenti vi procurerà stress. GEMELLI Gennaio si apre all’insegna dell’amore e delle conferme, per un futuro roseo e sereno. Siate pazienti e propositivi. Il lavoro occuperà gran parte delle vostre energie. Cercare di mantenere la calma necessaria per affrontare avversità e gli sgambetti dei colleghi. CANCRO Iniziate il nuovo anno all’insegna della concentrazione e dell’impegno, perché in ogni ambito della vita è richiesta attenzione e cautela. In amore dovete essere gentili e affettuosi con il partner. Cercate di migliorare il dialogo di coppia. Cautela e astuzia anche nel lavoro per evitare le insidie nascoste e aggirare delle difficoltà senza problemi. LEONE Gennaio è davvero un mese pienissimo di impegni, tanto che vi sentirete soffocar. Questi impegni andranno un po’ a scapito della salute: potrete avere problemi respiratori e stress. In amore siate un po’ meno scontati: i rapporti hanno bisogno di novità. Sul lavoro tenete a freno l’istinto. VERGINE Piccole tensioni e malumori irrisolti, si ripresentano. È giunto il momento di risolvere tutto e ritrovare la meritata serenità. Uno stato emotivo agitato, farà avere incomprensione con il partner. Rischierete di essere insopportabili a causa della vostra insicurezza e titubanza. Sarete brillanti ed originali, invece, nel lavoro, ed avrete grande possibilità a livello professionale. Attenzione, però, alle insidie nascoste. BILANCIA Partite con il piede giusto! La forma fisica è ottima, al massimo qualche lieve raffreddore di stagione. Questo però non affievolirà il vostro spirito intraprendente e allegro, che, in amore, lpuò scuotere anche i rapporti più solidi. Meglio parlare chiaro con il partner e capire bene cosa si vuole. In campo professionale sarete metodici e attenti, ma non strafate per non perdere concentrazione e rovinare quanto state facendo. SCORPIONE Logica, pazienza, intuito e coraggio. Queste semplici “regole” servono a contenere il vostro esuberante carattere ed evitare così di fare danni. In ambito amoroso, non bisogna forzare un cambiamento ed essere precipitosi. Tutto scorre tranquillo da sé. Qualche grana in ambito lavorativo: c’è uno scoglio da supera- re che richiede lavoro e applicazione costante, ma alla fine permetterà di raggiungere l’obiettivo prefissato. SAGITTARIO Continua la voglia di fare. In amore questo avrà riscontri più che positivi. Energici e affettuosi, organizzerete momenti romantici. La disponibilità mancherà invece in ambito lavorativo, dove potrete essere accusati di essere ostili e poco collaborativi. CAPRICORNO Tenete a freno il vostro istinto. Meglio pazientare e tollerare alcune situazioni che essere avventati. Questo vale anche nei rapporti di coppia: occorre uno sforzo di comprensione nei confronti del partner e tutto procederà perfettamente. Gennaio sarà un mese ricco di impegni e lavoro, da svolgere con attenzione e meticolosità estrema: in ballo vi è la vostra carriera e la reputazione. Questa situazione creerà tensioni nei rapporti con gli altri. ACQUARIO Siete esigenti ed ambiziosi in ogni ambito. In amore sarete insistenti e istintivi, rischiando di essere considerati egoista. La stessa accusa vi può essere fatta anche in seno ai rapporti con familiari stretti e parenti. In ambito lavorativo misurate bene le mosse da fare e presto vedrete realizzarsi i vostri progetti. PESCI Iil nuovo anno inizia con una grande carica, da rigettare all’interno dei rapporti di coppia, familiari e del lavoro. Grazie all’appoggio del partner riuscirete a trarre vantaggio da una situazione inizialmente complicata e ostile. Ottimi risultati anche in ambito lavorativo. SOSTENETE CAMPO DE’ FIORI CON IL NOSTRO ABBONAMENTO CARTOLINA DI ABBONAMENTO ANNUALE SI desidero abbonarmi a : Campo de’ fiori (12 numeri) a € 25,00 I miei dati Nome___ ____ __________________________________ Cognome________________________________________________ data di nascita_______________ __________Città________________________________________________________Prov._______ Via_______________________________________________________________Telefono____________________________________ Desidero regalare l’abbonamento a: Campo de’ fiori (12 numeri) a € 25,00 Il regalo è per: Nome_______________________________Cognome_________________________________________________________________ data di nascita___________________________Città______________________________________________________Prov.________ Via_________________________________________________________________Telefono__________________________________ effettuerò il pagamento con c/c postale n. 42315580 intestato alla Associazione Accademia Internazionale D’Italia - P.za della Liberazione n. 2 - Civita Castellana Data______________Firma__________________________________ Autorizzo il trattamento dei miei dati personali secondo quanto disposto dalla legge n. 675 del 31.12.1996 in materia di “Tutela dei dati personali”. Titolare del trattamento dei dati è Campo de’ fiori - P.za della Liberazione,2 - 01033 Civita Castellana (VT) Data______________Firma__________________________________ Per abbonarti puoi spedire questa cartolina a Campo de’ fiori - P.za della Liberazione, 2 - 01033 Civita Castellana (VT) o puoi trasmetterla per fax allo 0761 . 513117 Campo de’ fiori 63 Sandro Anselmi P.zza della Liberazione, 2 - 01033 Civita Castellana (VT) Tel./Fax 0761.51.31.17 e-mail : [email protected] Stime Immobili e Preventivi Mutui Gratuiti Mutui per abitare VENDO Faleri, appartamento p. terra di mq 130 intonacato, portico di 100 mq, giardino 380 mq, terrazzo 400 mq. Fabrica di Roma Località Parco Falisco ultimo lotto edificabile di ca. 1000 mq. Ottimo investimento Centro Commerciale Falerii Novi Negozio di 50 mq completo di arredamento per attività di profumeria. Ottimo investimento. Faleri Novi. Bbifamiliare 240 mq su 3 livelli. PT: portico, salone, cucina, bagno. P1: 4 camere, bagno. 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Spedito a tutti gli abbonati in Italia e all’estero, inviato ad Istituzioni Culturali e sedi Universitarie italiane e straniere, a personaggi politici, della cultura, dello sport e dello spettacolo. Campo de’ fiori Direzione Amministrazione Redazione Pubblicità ed Abbonamenti: Piazza della Liberazione, 2 01033 Civita Castellana (VT) Periodico Sociale di Arte, Cultura, Spettacolo ed Attualità c/c postale ed Attualità edito n.42315580 dall’Associazione Accademia Tel. e Fax Internazionale 0761.513117 D’Italia e-mail: (A.I.D.I.) senza fini di lucro [email protected] Reg.Trib. VT n. 351 Redazione di Roma: Viale G. Mazzini 140 del 2/6/89 Presidente Fondatore: Sandro Anselmi Direttore Editoriale: Sandro Anselmi Direttore Responsabile: Stefano De Santis Consulente Editoriale: Enrico De Santis Segreteria di Redazione Coord Impaginazione e Grafica: Cristina Evangelisti Sonia Bonamin Ermelinda Benedetti Abbonamenti Rimborso spese spedizione Italia: 12 numeri € 25,00 Estero: 12 numeri € 60,00 Per il pagamento effettuare i versamenti sul c/c postale n. 42315580 intestato all’Associazione Accademia Internazionale D’Italia. L’abbonamento andrà in corso dal primo numero raggiungibile e può avere inizio in qualsiasi momento dell’anno ed avrà, comunque, validità per 12 numeri. Stampa: Garanzia di riservatezza per gli abbonati La realizzazione di questo giornale e la stesura degli articoli sono liberi e gratuiti ed impegnano esclusivamente chi li firma. Testi, foto, lettere e disegni, anche se non pubblicati, non saranno restituiti se non dopo preventiva ed esplicita richiesta da parte di chi li fornisce. 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