www.confindustria.ud.it Mensile - n. 6, anno I - LUGLIO 2009 Spedizione in abbonamento postale D.L. 27/02/2004 n° 46, art. 1, comma 1, DCB UDINE - Filiale di Udine Ferrovia Tariffa R.O.C. (iscritti al registo operatori comunicazione) ex Tabella B FOCUS (2° parte) GRUPPI MERCEOLOGICI: IL RINNOVO DELLE CARICHE EDILIZIA LA VISITA DEL PRESIDENTE DELL’ANCE PAOLO BUZZETTI foto Alessio Buldrin INTERNAZIONALIZZAZIONE: UN TEMA, UN TEAM MARCO BRUSESCHI E LE IMPRESE IN CERCA DI NUOVI MERCATI luglio09 1 2 luglio09 luglio09 3 4 luglio09 L’Editoriale INTERNAZIONALIZZAZIONE: UN TEMA, UN TEAM “Un uomo solo è al comando, la sua maglia è bianco celeste. Il suo nome è Fausto Coppi” affrontare questa tematica, ritenuta prioritaria specialmente in Era il 10 giugno del 1949 quando il Campionissimo Fausto questo delicato periodo economico, ha deciso di fare un gioco di Coppi vinse la tappa Cuneo-Pinerolo e Mario Ferretti, telecronista squadra. RAI, ne immortalò così l’impresa, consegnandola alla storia. Il “team internazionalizzazione” – un gruppo di imprenditori Eppure, se nello sport la figura del fuoriclasse, in fuga solitaria, chiamato a pensare e progettare con l’ausilio di un’articolata assume gli affascinanti contorni dell’epica senza tempo, non struttura confindustriale - è la risposta di chi crede nell’unione altrettanto si può dire se trasportiamo l’immagine di “un uomo delle forze. solo al comando” nel mondo industriale. La stessa Confindustria Udine, peraltro, ha aderito con entusiasmo L’imprenditore solo al comando, che non riesce a condividere all’iniziativa di Informest e Regione Fvg di aprire, a Novisad, nella con i suoi collaboratori i valori della propria azienda attraverso un provincia autonoma della processo di identificazione, Vojvodina, in Serbia, un è destinato oggi giorno a ufficio di rappresentanza pagare dazio. La condivisione del Friuli Venezia Giulia di valori crea soddisfazione e – Casa FVG appunto – che appartenenza. L’identificazione rappresenta un punto di della base con l’impresa è un riferimento e una possibilità valore aggiunto da perseguire. di crescita per tutte le aziende E questo è un discorso che della nostra regione. riguarda tanto chi è alla guida A proposito di tale iniziativa, di un’azienda quanto chi è ai il presidente Luci ha vertici di un’associazione. sottolineato un principio In questo numero di Realtà da sottoscrivere a chiare Industriale, troverete lettere: “Noi vogliamo l’intervista al vice-presidente considerare i processi di di Confindustria Udine internazionalizzazione in Marco Bruseschi. Con lui modo programmatico: riprenderemo idealmente la ‘toccata e fuga’ non ci il ragionamento sui temi interessa; puntiamo ad una dell’internazionalizzazione che presenza costante a supporto avevamo aperto, nel numero delle aziende”. precedente, con l’editoriale Fausto Coppi La fuga in avanti, dunque, alla di Alberto Toffolutti, Fausto Coppi per intenderci, presidente del Comitato per la non interessa agli imprenditori di palazzo Torriani. Piccola Impresa di Confindustria Udine e con “i consigli all’export” Un uomo solo al comando? Un’associazione che vuol fare tutto dell’imprenditore Marco Tonutti. Bruseschi, che ha ricevuto da sola? No grazie! L’intenzione è di individuare e condividere tutti la delega dell’internazionalizzazione dal presidente Adriano assieme, con il supporto costante e convinto delle istituzioni, le Luci, ci presenterà tutta la gamma di azioni messe in campo strade giuste per esplorare nuovi mercati e nuovi orizzonti. dalla Confindustria friulana per supportare le imprese in cerca di nuovi mercati esteri. Quello che merita essere sottolineato, al Alfredo Longo di là dei contenuti delle azioni stesse, è che l’Associazione, per L’imprenditore solo al comando, che non riesce a condividere con i suoi collaboratori i valori della propria azienda attraverso un processo di identificazione, è destinato oggi giorno a pagare dazio luglio09 5 n. 06 09 MARCO BRUSESCHI: in team per puntare all’internazionalizzazione foto Alessio Buldrin “Tutte le nostre aziende più importanti già presenti all’estero stanno facendo leva sull’internazionalizzazione passata per resistere alla crisi attuale” Realtà Industriale Registrazione Tribunale di Udine n. 24/99 Redazione Direttore Responsabile Alfredo Longo e-mail: [email protected] Società Editrice Confindustria Udine Largo Carlo Melzi, 2 33100 Udine, tel. 0432 2761 A questo numero hanno collaborato Carlo Tomaso Parmegiani (caporedattore), Arianna Arizzi, Rossano Cattivello, Massimo De Liva, Paola Del Degan, Marco Di Blas, Gino Grillo, Mauro Filippo Grillone, Andrea Ioime, Ezio Lugnani, Franco Rosso, Paolo Tarabocchia, Marina Torrisi per Gruppo Giovani Imprenditori: Enrico Accettola (presidente), Francesca Cancellier, Patrizia Paravano, Michele Vanin Progetto grafico ed impaginazione AA Media Mednarodni Prehod 6, Vrtojba, 5290 Sempeter (Slo) presso Parco Tecnologico e-mail: [email protected] Fotoservizi Foto copertina: Alessio Buldrin ([email protected]) Altre foto: Alessio Buldrin, Anteprima. Roberto Del Fabro, Diego Gasperi, Granzotto, Massimo Poldemengo, Gaetano Romeo, Weiken Concessionaria per la pubblicità Scripta Manent srl v.le della Vittoria 13 33100 Udine - tel. 0432 505900 e-mail: [email protected] 6 luglio09 LUGLIO 09 | CONTENUTI 08 Intervista a Marco Bruseschi “Un team per l’internazionalizzazione” Intervista al vice-presidente di Confindustria Udine 12 Focus (2° parte) Gruppi Merceologici: le nuove cariche 18 Credito Banca di Udine, al servizio della città 20 Credito Flash 44 News Marcegaglia: la crisi opportunità per le riforme 48 Obiettivo Montagna Eurotech per il Corpo dei Marines 49 Obiettivo Austria Vacanze con il punto di domanda 50 Obiettivo Internazionalizzazione Casa Fvg in Vojvodina 22 Aziende Flash 25 Aziende Metalinox Biofarma Danieli/ABS Benpower 51 Obiettivo Europa Decimo Premio Rotary 52 Comune / Provincia 53 Regione Sintonia di vedute nella formazione 28 Botta & Risposta Paolo Pittini (Pittini Spa) 56 Sicurezza Ocjo, sicurezza in scena 30 L’analisi Realismo e fiducia 31 Infrastrutture Passare alla cantierabilità delle opere 32 Convegni Sarà ripresa Abbiate fiducia nella scienza! 36 Edilizia Paolo Buzzetti a palazzo Torriani 38 Incontri Miniera in giardino Marketing.Innova 43 Web 58 Friuli Innovazione Hopkins, in rete le eccellenze del Fvg 59 Friuli Nel Mondo Deotto, evangelista dell’espresso in Francia 60 Cultura Gustavo Zanin: magister organarum 61 Libri del mese 62 Sport Bilancio in attivo per l’Udinese 39 Giovani Imprenditori 64 Agrodolce 42 Assindustria formazione Programma corsi luglio 2009 66 A proposito di... ... Politiche economiche www.confindustria.ud.it luglio09 7 Economia Intervista del mese MARCO BRUSESCHI LA VOCAZIONE PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE di Carlo Tomaso Parmegiani A mministratore delegato della I.F.A.P. Spa di Palmanova, Marco Bruseschi è erede, insieme al fratello Pietro (Presidente dell’azienda), di una tradizione industriale cominciata nei primi anni del secolo scorso dal nonno Giuseppe e poi proseguita dal padre Dino con il fratello Duilio; dalla lavorazione del legno per varie applicazioni - dai pavimenti alle casette prefabbricate e per finire agli avvolgibili - la produzione industriale si è diversificata nel corso del tempo cercando di cogliere le opportunità del mercato. A partire dal 1970, infatti, la I.F.A.P. amplia l’attività con la lavorazione della plastica in Pvc per la produzione di persiane e cavidotti per la SIP e l’ENEL e tubi per l’edilizia residenziale. Negli anni ‘80, poi, l’azienda comincia a utilizzare il Pet per la produzione di contenitori per bevande gassate e acque minerali. La nuova attività, che porterà all’abbandono progressivo delle produzioni originarie, inizia con la collaborazione di “Coca Cola”, per conto della quale la società dei fratelli Bruseschi diventa fornitore ufficiale di tutti i formati per il mercato nazionale. Con il passare degli anni la società ha sviluppato il mercato estero e con ulteriori tecnologie ha ampliato la propria gamma di preforme inserendosi sempre più in nuovi segmenti di mercato quali il latte e la detergenza. Vicepresidente di Confindustria Udine, Marco Bruseschi ha ricevuto dal presidente Adriano Luci la fondamentale delega all’internazionalizzazione della quale si sta occupando con molta passione e competenza. E’ anche vicepresidente della Camera di Commercio di Udine. Vicepresidente Bruseschi, ultimamente nei convegni, negli incontri economici, in politica, si pone molta enfasi sul tema dell’internazionalizzazione. Perché è così attuale e qual è l’importanza della sua delega? L’internazionalizzazione è importante perché in una crisi così profonda come quella attuale - che nel 2007, quando ho ricevuto la delega, nessuno si immaginava - il poter uscire dall’ambito territoriale cominciando con l’esportazione per, poi, ampliarsi è una condizione necessaria vista la situazione di stallo del mercato interno. Tutte le nostre aziende più importanti già presenti all’estero stanno facendo leva sull’internazionalizzazione passata per resistere alla crisi attuale. Ci sono, infatti, ancora Paesi e mercati con Pil positivo nei quali è molto importante essere presenti. Quali differenze fra export, delocalizzazione, internazionalizzazione? 8 luglio09 Sono differenze fondamentali. L’export è la sola vendita all’estero del proprio prodotto che può essere un modo di avviare l’internazionalizzazione. La delocalizzazione è il trasferimento di tutta o parte della propria produzione spinta da meri motivi di risparmio sui costi di produzione e spesso si è rivelata una politica poco lungimirante e, comunque, di breve periodo. L’internazionalizzazione è qualcosa di più integrato. Significa essere presenti, presidiare i mercati esteri attraverso succursali, rappresentanze, unità produttive, cercando di conoscere a fondo (lingua, cultura, leggi, modo di vivere, ecc.) il Paese estero dove si decide di operare, facendo sì che l’attività all’estero diventi parallela e non alternativa a quella nel Paese di origine. Nel nostro caso credo che la base sulla quale dobbiamo puntare per internazionalizzarci è il “made in Italy”, il nostro saper fare, la nostra storia, le nostre conoscenze che spesso ci consentono di essere ben accolti dove andiamo. Anche se talvolta diamo l’impressione di essere un po’ di- Economia Intervista del mese sorganizzati o diamo meno l’immagine di paese. A tal proposito si dice che il nostro Paese nello stimolare l’internazionalizzazione delle proprie aziende si muova in maniera non sempre adeguata e spesso confusionaria. Le risulta? Direi che questo è un problema che esisteva più nel passato e nel quale bisogna stare attenti oggi a non ricadere. Esso, infatti, è un po’ dettato dalla mentalità italiana, anche da quella imprenditoriale, dove si tende a muoversi spesso in maniera autonoma senza coordinamento. Un coordinamento che sarebbe dovuto partite dalle istituzioni come regioni, governo, ambasciate, Istituto per il commercio estero (Ice) che, invece, in passato non se ne occupavano adeguatamente. Bisogna, poi, dire che nel tempo Unioncamere e le singole Cciaa provinciali hanno costituito aziende speciali di promozione che si muovono guardando alla propria provincia, al proprio territorio. In un certo senso può anche essere giusto agire in questo modo, cercando di “ascoltare” le esigenze delle singole province, ma bisogna anche fare attenzione che quando ci si muove verso certi Paesi o su alcuni argomenti la dimensione provinciale non è sufficiente. I famosi Paesi Bric (Brasile, Russia, India e Cina), ad esempio, hanno dimensioni territoriali tali che fanno sì che essi abbiano difficoltà a confrontarsi già con la nostra dimensione regionale, figurarsi con quella provinciale. Negli ultimi tempi, comunque, stiamo cominciando a muoverci un po’ meglio, facendo più “sistema”. A differenza di Paesi come la Germania, infatti, negli anni e decenni scorsi ci muovevamo senza l’appoggio delle istituzioni e soprattutto delle banche. Oggi, invece, gli imprenditori italiani possono contare sulla presenza quasi ovunque di banche italiane o partecipate da banche italiane. Quando ci si muove verso l’internazionalizzazione, quanto conta il rapporto con le banche? Molto. Avere un appoggio bancario nel Paese in cui si intende operare è importante. Nei mesi scorsi anche come Confindustria Udine ci siamo incontrati con le delegazioni di diversi istituti di credito, proprio per capire quali sono le loro concrete possibilità di aiutare le nostre aziende che intendono internazionalizzarsi. Si dice che uno dei problemi in passato fosse anche l’inefficienza delle nostre ambasciate e dell’Ice. La situazione è migliorata? In base alla mia esperienza, valutando la Alcuni scatti fotografici di Marco Bruseschi, qui sopra con alcuni collaboratori (foto Buldrin, anche nella pagina successiva) situazione nei Paesi nei quali sono stato, direi di sì. E’ evidente, però, che l’uomo fa sempre la differenza e, quindi, ci sono uffici che sono efficienti ed efficaci altri meno. C’è, poi, il problema che non sempre l’Ice è presente in tutti gli Stati. Ad esempio in Russia ha cinque uffici, quando, vista la vastità del territorio, ne servirebbero qualcuno in più. Comunque le cose stanno migliorando e una dimostrazione è stata data proprio dalla recente missione organizzata da Ice, Abi e Confindustria che ha portato proprio in Russia cinquecento imprenditori italiani di tutti i settori è che, per ammissione degli stessi governanti russi, si è trasformata in un notevolissimo successo di immagine paese e d’industria. Questa è, dunque, la strada giusta per l’internazionalizzazione del sistema imprenditoriale italiano? Direi di sì. L’importante è preparare bene le missioni. Anche con il vicepresidente nazionale di Confindustria, delegato di all’internazionalizzazione, Paolo Zegna si è concordato sulla necessità di fare poche missioni, ben preparate e strutturate, in Paesi significativi con interessanti prospettive economiche. Oltre ad organizzare bene le missioni è, poi, importante dare loro un seguito. Bisogna, infatti, che per almeno alcuni anni dopo la missione si continuino a mantenere stretti contatti con le persone e i referenti che si incontrano. Proprio per questo, Confindustria ha deciso dopo la missione in Russia di creare un desk che segua gli imprenditori, soprattutto i più piccoli, nel post missione cercando di agevolarli nel risolvere i problemi. Come avviene la selezione dei Paesi nei quali organizzare le missioni? Si deve cercare di fare una selezione il più possibile oggettiva. Il compito non è sempre facile. Basti, infatti, pensare che solo in Confindustria Udine ci sono tredici diversi gruppi merceologici e non necessariamente ciò che va bene per le esigenze di un gruppo è adeguato a quelle degli altri. Talvolta, quindi, è utile organizzare anche missioni di settore. Per non avere sovrapposizioni si cerca di dar vita a un organizzazione a cascata. Confindustria Roma e Unioncamere, ad esempio, decidono a inizio anno una decina di missioni generali, multisettoriali alle quali le nostre territoriali e le Cciaa locali si possono aggregare, se interessate, evitando di organizzare doppioni. In sede locale, invece, le diverse Cciaa, così come le territoriali di Confindustria, possono decidere missioni specifiche o per singoli settori per soddisfare le esigenze e le peculiarità dei singoli territori. Nello specifico della sua delega, come ha impostato il lavoro di Confindustria Udine per quanto riguarda l’internazionalizzazione? Ho cercato sin da subito di organizzare una serie di incontri con tutti i tredici rappresentanti dei diversi gruppi merceologici, affinché da loro mi potessero venire le indicazioni sulle loro priorità, in modo da or- luglio09 9 Economia Intervista del mese ganizzare le missioni al meglio possibile. In pratica abbiamo messo in rete tutti i tredici capigruppo con i quali valutiamo cosa si sta facendo nei diversi settori e quali missioni si stanno organizzando da altre parti (Confindustria, Unioncamere, ecc.). Se vediamo che ce ne sono di interessanti per uno dei nostri gruppi o anche per singole aziende associate, cerchiamo di agganciarci. Se, invece, per un dato nostro settore, o sotto settore, non ci sono missioni adeguate fra quelle organizzate a livello nazionale, cerchiamo di crearla ad hoc o come Confindustria Udine o con la Camera di Commercio di Udine. In questo momento, inoltre, tutto il sistema economico regionale, sta chiedendo al Governatore della Regione, Renzo Tondo di specializzare le iniziative con focus specifici su dati Paesi. E’ un modus operandi che era già iniziato con la precedente giunta regionale. Non credo di svelare nulla di segreto, se dico che al momento le attenzioni del sistema economico regionale si stanno concentrando molto sui Balcani perché riteniamo che sia importante guardare lontano, ma anche che non si possano trascurare i mercati vicini o divenuti quasi “domestici”. Esiste un problema dimensionale legato alle possibilità di internazionalizzazione? Come fa una micro impresa con due, tre o cinque dipendenti a internazionalizzarsi? Ci sono due strade. Una prima soluzione è quella di accompagnare inizialmente la piccola e piccolissima impresa, con l’aiuto delle diverse strutture esistenti allo scopo, verso la strada dell’export. formandole a 360° su tutti gli aspetti. Ciò può aiutarla a crescere, a strutturarsi e magari successivamente a decidere di trovare un agente all’estero o aprire un ufficio di rappresentanza e, via via, intraprendere la strada dell’internazionalizzazione vera e propria. La seconda strada è quella di favorire le aggregazioni per permettere a singole aziende che da sole non ne avrebbero la forza di conoscere e poter entrare in altri mercati. Di aggregazioni si sente parlare molto, ma come stanno andando nella realtà? Di esempi ce ne sono, ma non sono ancora abbastanza. Come Confindustria Udine abbiamo realizzato uno studio con il quale abbiamo verificato che esistono alcune realtà che intendono progredire verso l’aggregazione e stiamo cercando di aiutarle a realizzarla. C’è già il caso di un’aggregazione, creatasi nel settore dell’edilizia, grazie alla quale alcune piccole aziende sono riuscite ad andare all’estero e aggiudicarsi alcuni lavori, ai cui bandi singo- 10 luglio09 meno che non si decida di tenerli in piedi attraverso la tassazione, purché i cittadini del territorio ne siano informati e siano d’accordo. In questi campi serve anche maggior collaborazione transfrontaliera? Sì. Penso che il progetto dell’Euroregione debba essere portato avanti. Non dovrebbero, infatti, esistere più questioni di concorrenza fra regioni vicine che hanno rapporti da sempre, ma anzi credo che, proprio attraverso la creazione delle Euroregioni, l’Unione Europea possa concretarsi nella realtà. Abbattendo i muri e collaborando veramente si possono trovare soluzioni di assoluto buon senso su tanti temi. Si pensi, ad esempio, alla proposta del presidente Tondo di aiutare la Slovenia a raddoppiare la centrale nucleare di Krsko, invece di costruirne una da noi. larmente non sarebbero riuscite nemmeno a partecipare. Quanto contano le infrastrutture di base per aiutare l’internazionalizzazione delle aziende? Sono fondamentali. Senza possibilità di muoversi facilmente via terra, per mare o per via aerea si resta tagliati fuori e isolati. A tale proposito come Confindustria abbiamo il dovere di spingere sempre di più chi ci governa a realizzare prima le infrastrutture che, in base alle ricerche e gli studi, sono più necessarie per le esigenze economiche del Paese. Non si possono fare mezze opere come il collegamento ad alta velocità che da Milano arriva a Treviglio e lì si ferma per mancanza di fondi o non si può pensare di realizzare il ponte sullo Stretto se prima non si sistemano le strade che lo collegano al resto del mondo. Sul tema delle infrastrutture non esiste anche un eccesso di campanilismo? Prendiamo ad esempio gli aeroporti: è pensabile che in un’area abbastanza ristretta e non molto popolata ne continuino a convivere tre come Trieste, Venezia e Treviso? Non si possono fare o mantenere in piedi infrastrutture di qualsivoglia natura (porti, aeroporti, ferrovie) per motivi di campanile, ma bisogna che come qualsiasi azienda si giustifichino economicamente. Nel caso dei tre aeroporti ai quali, in ottica europea, dobbiamo aggiungere i non lontani aeroporti di Lubiana e Klagenfurt, devono trovare un modo di coesistere ed essere al servizio dell’economia territoriale oltre che al settore turistico altrimenti quelli che non stanno in piedi da soli vanno chiusi. A Parlando di internazionalizzazione avete parlato spesso anche dei friulani all’estero. Quale può essere il loro ruolo? Tutti i friulani sparsi nei cinque continenti potrebbero essere una fondamentale rete di relazioni che forse in passato non è stata adeguatamente valutata. Non per nulla abbiamo rinforzato la collaborazione con l’Ente Friuli nel Mondo e con i Fogolârs Furlans. L’invito alla nostra ultima assemblea del ministro canadese di origini friulane, Sandra Pupatello è stato un evidente segnale di come vorremmo ricreare i rapporti con i tanti friulani che si sono fatti apprezzare in ogni angolo del pianeta e che potrebbero essere ottimi “agenti” per le nostre aziende che vogliono farsi conoscere e i migliori “pubblicitari” della nostra terra e della serietà e della qualità dei nostri prodotti. In conclusione, mi pare di poter dire che lo sforzo da lei intrapreso è anche teso a creare negli imprenditori, nella società, nei decisori politici una mentalità favorevole all’internazionalizzazione. Immaginando che l’optimum di “mentalità favorevole all’internazionalizzazione” sia 100, oggi in Friuli, fra i suoi colleghi, fra le istituzioni a che livello siamo arrivati? Direi a 50. Si è fatto tanto, soprattutto con le medie e le grandi aziende e con un staff manageriale all’altezza. Molto è in movimento soprattutto con le PMI, ma molto è ancora da fare. Sicuramente fra i giovani quel livello potenzialmente e mentalmente è più alto ed è anche per questo che c’è la necessità di dare forza e stimoli ai giovani imprenditori a tutti i livelli. luglio09 11 Economia Focus (2° parte) Gruppi merceologici DETERMINAZIONE ED IMPEGNO PER USCIRE DALLA CRISI - 2° parte Il rinnovo delle cariche dei tredici gruppi merceologici in Confindustria Udine. Realtà Industriale ha realizzato alcune brevi interviste con i capigruppo eletti (nuovi e confermati). Completiamo il quadro delle conoscenze A RNO ALZETTA, direttore della Burgo spa di Tolmezzo, è stato eletto all’unanimità come nuovo capogruppo delle Industrie Cartarie, Poligrafiche ed Editoriali. Subentra a Federico Gollino che ha deciso di non riproporre la propria candidatura. 300 giorni, invece dei circa 360 di un anno “normale”. Sul comparto hanno, poi, inciso molto gli aumenti di costo dell’energia e delle materie ausiliarie. In Italia, inoltre, fra il 2007 e il 2008 sono state chiuse 25 cartiere su circa 300 attive, con circa 1300 posti di lavoro persi. Capogruppo Alzetta, qual è l’attuale andamento del settore e quali le prospettive a medio-lungo termine? Il 2008 per tutte le tipologie di aziende che compongono il nostro gruppo si è chiuso abbastanza male. La prima parte dell’anno era andata abbastanza bene, ma i quattro mesi finali dell’anno scorso sono stati un disastro per tutti con un calo che si è trasformato in media in un -8% complessivo rispetto al 2007. Ciò ha comportato un calo delle giornate lavorate: le cartiere, ad esempio, hanno lavorato circa Come va nel 2009? Il 2009 si è aperto in maniera disastrosa con cali nel primo trimestre fra il -5% e -17% nei volumi a seconda dei tipi di prodotto. La preoccupazione è molto alta poiché nel nostro settore generalmente c’è una stagionalità positiva nei primi otto mesi dell’anno e una stagionalità negativa negli ultimi quattro mesi. Dobbiamo, dunque, sperare in un recupero subito alla ripartenza dopo le ferie di agosto, perché ci aspettano comunque tre mesi difficilissimi. Inoltre stiamo tutti pagando l’energia a prezzi altissimi perché quando il petrolio saliva senza sosta, non prevedendo la crisi, tutti abbiamo fatto ordini di lungo periodo e oggi ci troviamo a pagare il metano a prezzi quasi doppi di quelli del mercato attuale. In questo momento, tutti gli operatori del settore stanno cercando di superare la crisi tagliando più costi possibili, ma viviamo di grande precarietà e con forti preoccupazioni sul lato occupazionale e della sopravvivenza delle aziende più piccole. Arno Alzetta, capogruppo Cartarie, Poligrafiche ed Editoriali 12 luglio09 In questa situazione, cosa vi sentite di chiedere alla politica? Abbiamo ovviamente bisogno di finanziamenti e di idee, ma soprattutto di concretezza. Le promesse e i “soldi virtuali” non servono a nessuno. Abbiamo, inoltre, bisogno di semplificazione e sburocratizzazione. Qual è il suo programma di massima? Quali le priorità? Vogliamo continuare sulla linea conoscenza reciproca dei diversi componenti del gruppo come presupposto per affrontare la crisi in maniera unita. Due persone che si conoscono bene sono, infatti, molto più efficaci di due estranei che si incontrano qualche volta a Palazzo Torriani. Sul lato delle azioni concrete abbiamo istituto un tavolo tecnico insieme alla Provincia e all’Università, che intendiamo portare avanti, per studiare i modi di utilizzare gli scarti del nostro settore, non considerandoli più scarti, ma riqualificandoli come materie prime in materia funzionale e remunerativa. I l gruppo delle Industrie del Legno, Mobile e Sedia ha eletto all’unanimità come nuovo capogruppo GIOVANNI GERVASONI, consigliere delegato della Gervasoni spa di Pavia di Udine. Subentra ad Alessandro Calligaris che, giunto alla scadenza del suo terzo mandato, non era più rieleggibile. Capogruppo Gervasoni, qual è l’attuale andamento del settore e quali le prospettive a medio-lungo termine? La situazione del settore è indubbiamente molto difficile. Ogni giorno abbiamo segnali in tal senso. Siamo senz’altro lontani dall’uscita dalla “crisi”. Potrebbe essere un’occasione di rinnovamento, per ripensare il modo di agire di ognuno, riorganizzarsi e ristrutturarsi, ma temo che avremo ancora bruttissime sorprese. La difficoltà è diffusa in tutti i sottosettori del gruppo e colpisce indistintamente sia le aziende di marchio sia quello non di marchio. Quelle Economia Focus (2° parte) si facevano, erano reinvestiti in capannoni o macchinari. Esiste un problema di mancato sostegno alle imprese da parte delle banche italiane? Non so dire se le banche italiane siano peggiori di quelle straniere, certo è che qui nessuno ti presta soldi se non dimostri di averli già. D’altra parte, visti gli attuali chiari di luna, è anche comprensibile che le banche siano molto prudenti e siano disponibili a impegnarsi solo a fronte di progetti di crescita molto ben fatti. che penalizza lo sviluppo del vostro settore? In un qualche modo sì. Per noi, infatti, è difficile far percepire ai clienti il valore dei nostro prodotti che sono per lo più immateriali. Se, infatti, un imprenditore ha l’immediata percezione dell’utilità di un dato nuovo macchinario, più difficilmente si rende conto dell’utilità di una nuova soluzione software. Ciò fa sì che ci siano molte aziende del nostro gruppo che si impegnano continuamente alla ricerca di soluzioni innovative, ma che, poi, non trovano uno sbocco sul mercato locale. Personalmente confido molto nella creazione del Distretto delle tecnologie digitali che potrebbe aiutarci a fare squadra, ad aggregarci e a consentirci di andare insieme su mercati nuovi, uscendo da un territorio che in questo momento non è particolarmente ricettivo. Qual è il suo programma di massima? Quali le priorità? Dal momento che la situazioIl vostro è un gruppo nel quale Qui sopra: Giovanni Gervasoni, ne è difficile per tutti, credo coesistono sia aziende pubbliche, capogruppo Legno, Mobile e Sedia che sarebbe utile cercare di sia aziende private di dimensioni migliorare la comunicazione e diverse. Ciò crea difficoltà? la reciproca conoscenza fra i Nel nostro gruppo c’è un’unica azienda di che hanno una struttura più solida riescocomponenti del gruppo. Penso, proprietà regionale, l’Insiel che sebbene no, soffrendo, a tirare avanti. Quelle che, infatti, che conoscendoci, parlandoci di più, lavori con logiche parzialmente diverse da invece, erano già in bilico prima dell’arrivo si possano sviluppare idee interessanti da quelle delle aziende private, rappresenta della crisi spesso finiscono per chiudere. portare avanti in comune. Inoltre, intendo una grande opportunità per il gruppo. Purtroppo il nostro è un settore nel quale muovermi, insieme al gruppo, per chiedere Non parlerei quindi di difficoltà quanto da sempre ci sono parecchie aziende che maggiore attenzione da parte di chi ci godi un’occasione: se ci sarà la disponibilità vivono in quello che potremmo definire un verna ai diversi livelli, perché ritengo che il di collaborazione con le altre aziende “equilibrio instabile” nel quale a fine mese nostro settore, che comunque rimane mol- del gruppo, potrà trasformarsi in una si pagano i fornitori con quanto si riceve to importante per l’economia provinciale e locomotiva per tutto il settore. dai clienti e grazie al quale si “tira avanti”. regionale, abbia avuto minore consideraAbbiamo, poi, all’interno del gruppo una Quando il fatturato cala del 20, 30 o 40 zione di altri. grande azienda come Telecom che, per cento, diminuiscono anche le fatture ovviamente, per estensione del mercato e da pagare ai fornitori, ma i costi fissi rimandimensioni, ha dinamiche diverse dal resto gono e, quindi, aziende di quel tipo in podel comparto regionale. chi mesi finiscono “sott’acqua”. Le banche UIGI GREGORI, presitendono a essere sempre meno disponibili dente della Cogito srl di a fare credito e, di conseguenza, si genera Udine, è stato confermato alla situazione in cui ci troviamo adesso. Cre- l’unanimità come capogrupdo che ci dovremo aspettare un calo della po del Gruppo Industrie produzione in loco. Non so dire, invece, di Telecomunicazione e se attraverso un processo di acquisizioni Informatica. o aggregazioni le aziende “superstiti” riusciranno a inglobare in tutto o in parte la Capogruppo Gregori qual capacità produttiva esistente nel settore. è l’attuale andamento del settore e quali le prospetSi è sempre detto che uno dei protive a medio-lungo termiblemi delle aziende del settore sia ne? la bassa capitalizzazione. CondiviIl nostro sia un gruppo come de? gli altri sta sentendo la crisi, noE’ una cosa che ho sempre sentito dire nostante sia tecnologicamente anch’io, ma, onestamente, non credo avanzato. Sentiamo la crisi di che in aziende medio piccole come sono riflesso con un calo degli ordini mediamente le nostre ci sia la “furbizia” di da parte delle imprese clienti e lavorare con la leva finanziaria. Credo piutcon ritardi nei pagamenti. tosto che molte aziende del settore siano Qui sopra: Luigi Gregori, poco capitalizzate perché, banalmente, fan- C’è, quindi, un problema capogruppo Telecomunicazioni e Informatica no pochi utili e in passato, quando gli utili di mentalità del contesto L luglio09 13 Economia Focus (2° parte) Per quanto riguarda il quadro di riferimento del settore Energia e Servizi a rete nel corso del 2008 i dati a consuntivo hanno fatto segnare una flessione complessiva dei consumi sia dell’energia sia di gas. Per ciò che riguarda l’energia il calo è stato del’1 per cento nel 2008 sul 2007, ma il 2009 si è aperto con una previsione di calo molto più significativo che, per i consumi del settore industriale, dovrebbe attestarsi fra il 10 e l’11 per cento. Ancora più negativa è la situazione dei consumi di gas nel settore industriale che sono scesi del 3 per cento fra il 2007 e il 2008 e del 15 per cento e oltre Antonio Nonino, nell’inizio 2009. Nel 2008 le capogruppo Energie e servizi integrati a rete importazioni di energia elettrica sono scese in Italia del 12,5 per cento. Di positivo in questa situazione c’è solo che siamo andati verso Qual è il suo programma di massii minimi dei picchi di potenza e, quindi, abma? Quali le priorità? biamo evitato i blackout sofferti negli anni Vogliamo continuare a essere da stimolo scorsi a causa di una rete elettrica nazionae supporto per le altre aziende associate le che continua a essere insufficiente. perché pensiamo che un comparto come quello del terziario avanzato dovrebbe Qual è stato l’andamento della proessere quello di riferimento per l’innovaduzione di energia? zione nelle imprese. Infatti, oramai, quasi Nel 2008 in Friuli Venezia Giulia si è regitutto ciò che riguarda l’innovazione sia di strata una notevole crescita della produprodotto, sia di processo ha a che fare zione di energia da fonti rinnovabili pari a con l’informatica e le telecomunicazioni. circa il 18% nel caso della potenza idrica Non è, però, una sfida semplice perché (con la quale si ha il 19% dell’intera pronon sempre le aziende locali credono sufduzione energetica nazionale) a seguito ficientemente nell’innovazione. Ci stiamo, della realizzazione delle centrapoi, impegnando per aiutare le aziende line create sulle acque fluenti del gruppo a diversificare il mercato, prograzie ai certificati verdi, mentre ponendo il proprio prodotto sia all’esterno complessivamente il fotovoltaico, della regione, sia attraverso la creazione di l’eolico e il geotermico (che innetwork internazionali. Infine siamo molto sieme coprono poco più dell’1% impegnati sul problema della connettività della produzione elettrica nache in regione va assolutamente migliorata zionale) hanno registrato un per eliminare il digital divide, che è un aumento del 26%. problema che condiziona sia la vita delle famiglie, sia quella dell’industria: si pensi, Un costo, quindi, che ci troad esempio, che una zona industriale veremmo in bolletta? come la Ziu non è ancora raggiunta dalla Si almeno che il governo non fibra ottica. decida, come è stato fatto negli altri Paesi, di far sostenere questi extra-costi di produzione dalla l gruppo Energie e servizi integrati a fiscalità generale. rete ha confermato all’unanimità come Qual è il suo programma di capogruppo l’ingegner ANTONIO NONINO, presidente di Amga Azienda Multi- massima? Quali le priorità? Ci siamo concentrati soprattutto servizi spa di Udine. nel presentare le osservazioni Capogruppo Nonino, qual è l’attuale sulla nuova legge regionale che regolerà il settore dell’energia andamento del settore e quali le per ciò che attiene alle compeprospettive a medio-lungo termine? tenze regionali che è importante, anche se, ovviamente, le competenze principali sono nazionali. Al riguardo siamo pronti a presentare le nostre osservazioni tese a migliorare non solo gli aspetti degli incentivi, ma anche la razionalizzazione delle concessioni in ambito regionale come, per esempio, quelle idriche. Intendiamo anche fare una proposta a costo zero per forme di incentivi che promuovano le aggregazioni fra aziende ad esempio nella gestione delle reti di gas. L ’Assemblea del Gruppo delle Industrie Meccaniche ha eletto all’unanimità come capogruppo per il prossimo biennio il cavaliere CARLO TONUTTI, presidente della Tonutti Spa di Remanzaccco che subentra al dottor Paolo Salvadori, che non ha inteso ripresentare la propria candidatura. Capogruppo Tonutti, qual è l’attuale andamento del settore e quali le prospettive a medio-lungo termine? Senz’altro il gruppo delle aziende meccaniche della provincia di Udine risente della crisi esistente a livello mondiale. E’ una crisi che non dipende dalla struttura delle aziende, ma che nasce da questioni finanziarie che hanno messo in difficoltà tutti i mercati mondiali. Le aziende si sono trovate addosso queste difficoltà e hanno una necessità assoluta di reagire. In che modo? Le reazioni, a mio parere, dovranno essere I 14 luglio09 Qui sopra: Carlo Tonutti, capogruppo Meccaniche Economia Focus (2° parte) GRUPPI MERCEOLOGICI di due tipi: da un lato cercando di aumentare le dimensioni delle aziende, che in Italia sono mediamente troppo piccole, attraverso aggregazioni e accorpamenti; dall’altro puntando a prodotti a sempre più alto contenuto tecnologico attraverso ricerca e innovazione. Ritiene che una certa parte dell’industria meccanica che potremmo definire “di base” sia destinata a sparire dal nostro Paese, dove rimarrà solo la meccanica avanzata? Direi che questo discorso riguarda l’industria italiana in generale, non solo la meccanica. Le aziende piccole con poco contenuto tecnologico saranno quelle che soffriranno di più e che, probabilmente, saranno espulse dal mercato. La sfida per le aziende oggi è resistere in attesa che ci sia la ripresa. Qual è il suo programma di massima? Quali le priorità? Il nostro è un gruppo molto eterogeneo, con undici sottosettori merceologici. Voglio, quindi, lavorare con i rappresentanti dei diversi comparti per valutare se, oltre alle problematiche generali comuni a tutti, ci siano problematiche specifiche da affrontare per cercare di aiutare le aziende a superare il momento difficile. E NRICO ROSINA, socio amministratore della Folicaldi Srl di Cividale del Friuli, è stato eletto come nuovo capogruppo del Gruppo Industrie di Trasporto e Logistica, del quale fanno parte, tra l’altro, l’autotrasporto merci in conto terzi, l’autotrasporto viaggiatori, il trasporto ferroviario e le case di spedizione. Subentra al dottor Massimo Masotti, dopo un doppio mandato di rappresentanza. Capogruppo Rosina, qual è l’attuale andamento del settore e quali le prospettive a medio-lungo termine? La crisi è chiara. Il nostro settore è automaticamente in crisi perché è legato ai settori produttivi e se cala la produzione calano anche le merci da trasportare. Inoltre, il nostro gruppo esce da un biennio nel quale c’è stato un vertiginoso aumento dei prezzi dei carburanti e dell’energia. Stiamo anche subendo una forte concorrenza in arrivo dai Paesi della nuova Europa nei quali i vettori lavorano con costi nettamente inferiori. Ultimamente qualcuno ha intravisto un piccolo segnale di ripartenza in un certo aumento del traffico sulle autostrade. Ciò che è importante, però, non è sapere se abbiamo toccato il punto più profondo Le nomine dei nuovi Comitati CARTARIE, POLIGRAFICHE ED EDITORIALI Capogruppo: Arno Alzetta Comitato di Gruppo: Dario Andrin, Giovanni Aviani, Walter Cragnolini, Silvano Giorgis, Federico Gollino, Andrea Simoni e Nello Visentin Delegati all’Assemblea: Silvano Giorgis, Andrea Simoni e Nello Visentin Rappresentante del Comitato per la Piccola Industria: Franco Mattiussi LEGNO, MOBILE E SEDIA Capogruppo: Giovanni Gervasoni Comitato di Gruppo: Gianfranco Baccaro, Pierpaolo Costantini, Luigi Cozzi, Giulio De Infanti, Giovanni Fantoni, Franco Di Fonzo, Renzo Esca, Renato Filaferro, Gabriele Garzitto, Michele Ianich, Piero Luvisoni, Andrea Macorig, Roberto Moroso, Alessandro Piani, Franco Piu, Nicola Plazzotta, Antonino Potocco, Giovanni Rodaro, Oscar Romanello, Edi Snaidero, Sandro Tonon, Davide Zambon, Massimiliano Zamò e Silvano Zamò Delegati all’Assemblea: Alessandro Calligaris, Pierpaolo Costantini, Giulio De Infanti, Franco Di Fonzo, Giovanni Fantoni, Renato Filaferro, Michele Ianich, Piero Luvisoni, Roberto Moroso, Alessandro Piani, Nicola Plazzotta, Antonino Potocco, Antonio Tarussio, Davide Zambon e Alessandro Zanini Rappresentante del Comitato per la Piccola Industria: Renato Filaferro TELECOMUNICAZIONE E INFORMATICA Capogruppo: Luigi Gregori Comitato di Gruppo: Stefano Barburini, Oscar Bonetti, Oscar Chiapolino, Roberto Collavizza, Sergio Lodolo, Fabio Pettarin, Giovanni Pittino, Fulvio Sbroiavacca e Stefano Rossini Delegati all’Assemblea: Fabio Pettarin e Giovanni Pittino Rappresentante del Comitato per la Piccola Industria: Oscar Chiapolino MECCANICHE Capogruppo: Carlo Tonutti Comitato di Gruppo: Rinaldo Asquini, Claudio Bernardinis, Sergio Blasutto, Marco Bossi, Francesca Bozzi, Marco Calzavara, Carlo Cavallaro, Duilio Cescutti, Mario Chiementin, Claudio Citossi, Italo Collino, Marco D’Angela, Michela Del Piero, Alvio De Simon, Paolo Di Salvio, Paolo Farfoglia Giuseppe Giaiotti, Andrea Gregoratti, Attilio Imi, Andrea Lazzarini, Gabriele Lualdi, Clara Maddalena, Roberto Menegon, Dino Merlo, Roberto Minozzi, Mauro Musilli, Cristina Papparotto, Arduino Pattaro, Franco Paviotti, Giordano Bruno Petrei, Agostino Pettarini, Mauro Pinosa, Luigino Pozzo, Paolo Salvadori, Fabio Schiesaro, Roberto Siagri, Adriano Stocco, Daniele Stolfo, Gildo Tavecchio, Alberto Toffolutti, Massimo Toffolutti, Dario Vanin e Giorgio Visentin Delegati all’Assemblea: Claudio Bernardinis, Sergio Blasutto, Marco Bossi, Francesca Bozzi, Marco Calzavara, Carlo Cavallaro, Duilio Cescutti, Mario Chiementin, Claudio Citossi, Italo Collino, Marco D’Angela, Michela Del Piero, Alvio De Simon, Paolo Di Salvio, Paolo Farfoglia Giuseppe Giaiotti, Attilio Imi, Andrea Lazzarini, Gabriele Lualdi, Clara Maddalena, Dino Merlo, Cristina Papparotto, Arduino Pattaro, Franco Paviotti, Giordano Bruno Petrei, Agostino Pettarini, Mauro Pinosa, Luigino Pozzo, Fabio Schiesaro, Roberto Siagri, Adriano Stocco, Daniele Stolfo, Gildo Tavecchio, Alberto Toffolutti, Massimo Toffolutti e Dario Vanin Rappresentante del Comitato per la Piccola Industria: Alberto Toffolutti ENERGIA E SERVIZI INTEGRATI A RETE Capogruppo: Antonio Nonino Comitato di Gruppo: Ferdinando Di Centa, Gabriele Massarutto, Alessandro Papparotto e Massimo Vignuda Delegati all’Assemblea: Maria Teresa Arillotta, Ferdinando Di Centa, Gabriele Massarutto, Alessandro Papparotto e Massimo Vignuda Rappresentante del Comitato per la Piccola Industria: Gabriele Massarutto TRASPORTI E LOGISTICA Capogruppo: Enrico Rosina Comitato di Gruppo: Silvano Barbiero, Alberto Cozzi, Francesco De Benedetto, Lorena Del Gobbo, Orazio Marchetti, Massimo Masotti, Livio Nonino e Patrizio Tomada Delegati all’Assemblea: Silvano Barbiero, Francesco De Benedetto e Massimo Masotti Rappresentante del Comitato per la Piccola Industria: Lorena Del Gobbo COSTRUZIONI EDILIZIE Capogruppo: Ugo Frata Comitato di Gruppo: Angelo Calligaris, Giovanni Cepparo, Marco Cicuttin, Davide Clocchiatti, Oscar Cois, Aurelio Copetti, Nicoletta Di Piazza, Loris Dorigo, Luciano D’Onofrio, Lino Mattarollo, Licinio Mingotti, Valter Muner, Piero Petrucco, Vittorio Petrucco, Donato Pozzi, Mauro Screm, Marco Sostero, Andrea Specogna, Domenico Taverna, Eddy Tomat, Paola Valle, Giuliano Vidoni, Marco Vidoni, Rodolfo Vidoni, Roberto Zanon e Michele Zodio Delegati all’Assemblea: Nicoletta Di Piazza, Valter Muner, Marco Vidoni, Rodolfo Vidoni e Marco Sostero Rappresentante per la Piccola Industria: Aurelio Copetti luglio09 15 Economia Focus (2° parte) della crisi, ma quale sarà la velocità della ripresa. Esiste un problema di dimensione delle aziende nel vostro settore? Si, ma non credo sia il problema decisivo. L’Italia ha un tessuto industriale fatto di piccole e medie imprese, e le aziende del settore trasporti e logistica rispecchiano questo sistema. Bisogna ricordare che aziende più grandi sono molto meno flessibili e, in momenti come questo, la flessibilità è utile. Credo, tuttavia, che dovremmo soprattutto aggregarci, strutturarci di più, per non farci trovare impreparati alla ripresa nel momento in cui questa arriverà. Quanto la questione delle infrastrutture nel vostro settore? Sono, ovviamente, molto importanti. Fondamentale sarà la terza corsia dell’A4, così come è stata fondamentale la realizzazione del passante di Mestre che ci ha liberato da un collo di bottiglia terribile e del quale vanno completate al più presto le uscite. Strategica sarebbe anche la Cimpello-Sequals, come la Portogruaro-Conegliano per la quale sembra servano altri due anni per gli ultimi nove chilometri. Non sarebbe, poi, male investire per riuscire a mettere un po’ di camion (soprattutto di quelli più vecchi e inquinanti in arrivo dall’Est) sulla ferrovia, come si fa in altri Paesi. Qual è il suo programma di massima? Quali le priorità? La base di partenza sarà senz’altro la partecipazione di tutti ai lavori del gruppo, perché lavorando tutti insieme saremmo senz’altro più forti. Vorrei, poi, sviluppare un programma in maniera collegiale per- ché le tipologie di trasporto nel nostro gruppo sono varie: dal trasporto su gomma al trasporto su ferro, dal trasporto merci al trasporto persone, dagli spedizionieri puri ai vettori. Servirà, quindi, creare sottogruppi specifici per operare meglio nelle singole realtà. U ltimo gruppo a rinnovare le cariche è stato quello Industrie Costruzioni Edilizie che ha eletto all’unanimità come capogruppo UGO FRATA, della S.A.L.P. spa di Bagnaria Arsa, che subentra a Marco Sostero, dopo un doppio mandato di rappresentanza. Capogruppo Frata, qual è l’attuale andamento del settore e quali le prospettive a medio-lungo termine? La crisi non ha certo risparmiato il settore edilizio. Il mercato immobiliare oggi è, poi, praticamente fermo. Nell’aggiudicazione dei lavori pubblici, inoltre si assiste a notevoli ribassi dei prezzi. Spero che, ciononostante, si riesca a mantenere almeno la qualità dei lavori e soprattutto la sicurezza dei lavoratori, ma sicuramente in questa maniera non riusciremo mai ad avere imprese capaci di strutturarsi. C’è, poi, il problema dei grandi lavori che stanno arrivando nella nostra regione e dai quali la stragrande maggioranza delle imprese è tagliata fuori perché le dimensioni degli appalti sono davvero troppo grandi. Cosa potete fare per superare questo problema? Dobbiamo cercare di riuscire a colloquiare con i responsabili politici, con la pubblica amministrazione per cercare di far sì che siano messi in campo anche lavori più piccoli che consentano alle tante imprese medio piccole di salvaguardare la propria sopravvivenza e i posti di lavoro. Il rischio è che si perdano a breve molti posti di lavoro. Ritengo che ci siano altri cinque o sei mesi per intervenire, dopo di che sarà troppo tardi. Enrico Rosina, nuovo capogruppo del gruppo Trasporti e Logistica 16 luglio09 La fine della bolla immobiliare non ha lasciato un po’ spiazzate le tante piccole e Ugo Frata, capogruppo Costruzioni Edilizie piccolissime imprese che erano nate nel tentativo di sfruttarla? Premesso che è sempre bello vedere nascere e crescere nuove imprese e che nessuno fino a pochi mesi fa aveva previsto una crisi del genere, sicuramente oggi ci sono numerose aziende piccole che sono veramente nei guai. Anche perché c’è stata una grande stretta del credito e in alcuni casi un’esagerata crescita degli spread. La poca collaborazione delle banche sta mettendo in difficoltà non solo le piccole, ma anche le grandi imprese del settore. Qual è il suo programma di massima? Quali le priorità? Sicuramente dopo l’insediamento ufficiale, con i colleghi, che voglio ringraziare per la fiducia che mi hanno dimostrato, dovremo parlare molto della crisi in generale e dei singoli aspetti specifici della stessa. Dobbiamo guardare con fiducia al futuro, sperando che le cose migliorino, ma se stiamo tutti fermi la ripresa non arriverà mai. Il nostro primo lavoro, dunque, nei prossimi mesi sarà quello di pressare i decisori politici perché facciano ripartire subito i lavori pubblici, soprattutto quelli piccoli adeguati alle dimensioni delle imprese esistenti in Friulia, perché facciano riaprire i cantieri. Senza lavoro dalla crisi, infatti, non si esce. Dovremmo, poi, studiare strade per favorire le aggregazioni che sono necessarie, ma non sono facili. c.t.p. fotografie di Diego Gasperi luglio09 17 Economia Credito AL SERVIZIO DELLA CITTA’ La Banca di Udine, presieduta da LORENZO SIRCH, è attiva con 10 filiali a Udine e dintorni. L’istituto ha appena ristrutturato la propria sede di Via Zoletti e sta per inaugurare l’undicesima filiale in Via Cividale a Udine Presidente Sirch, il tema del momenPer consentire alle banche di aiutato nel rapporto banche-imprese è re meglio le imprese vanno riviste le quello della supposta (secondo le regole di Basilea 2? banche) o reale (secondo le imprese) Indubbiamente Basilea 2 ha cambiato stretta del credito. Qual è il suo punil modello di erogazione del credito, to di vista al riguardo? introducendo anche alcune distorsioni, Per quanto riguarda il nostro istituto e, non ha a caso in ambito internazionale più in generale, il movimento del credito si è già aperto un cantiere per ripensare cooperativo, possiamo dimostrare, dati alla il sistema e questo mi pare un fatto immano, che non c’è stata nessuna restriportante. Per le banche, però, sarebbe zione nel credito, anzi c’è stato un allargaimportante anche che le regole rimanesmento dello stesso. All’approssimarsi della sero ferme per un certo lasso di tempo, crisi il nostro consiglio di amministrazione perché i continui cambiamenti complicaha preso in esame la situazione contingenLorenzo Sirch no il nostro lavoro e aumentano i costi di te e ha scelto di sostenere prioritariamente struttura. i nostri clienti fidelizzati, i soci e, comunque, di predisporre azioni di sostegno alla Servirebbe che i Confidi fossero rifinanziati? piccola media-impresa che è la nostra clientela tipica e nei conUn rifinanziamento dei confidi dovrebbe essere realizzato quanto fronti della quale una banca delle nostre dimensioni può essere prima possibile, perché ciò darebbe subito all’intero sistema banpiù efficace. I primi segni della crisi si cominciano a sentire, infatti, cario la possibilità di ampliare notevolmente gli affidamenti alle anche nel territorio di nostra competenza e noi vogliamo essere imprese. Se n’è parlato molto, ma finora non si è fatto nulla. una banca al servizio della città e del suo hinterland. Se il sistema delle Bcc non ha ristretto il credito, perché le principali lamentele al riguardo arrivano proprio dalle pmi che sono la clientela tipica del credito cooperativo? Una recente ricerca dimostra che la media del sistema bancario ha aumentato gli impieghi del due per cento, quindi, una stretta complessiva del credito nella realtà non esiste. Quello che può essere successo è che ci sia stata una stretta in alcune categorie d’impieghi, a fronte di un aumento in altre. In questo senso è probabile che i piccoli imprenditori, poco strutturati, poco patrimonializzati e in maggiore difficoltà abbiano avuto meno facilità che in passato a trovare credito. Proprio per questo, però, le Bcc cercano di continuare a sostenere soprattutto le pmi. Non a caso la nostra Federazione regionale ha recentemente firmato un accordo anti-crisi con le associazioni artigiane e i confidi. E’, dunque, corretto dire che forse le imprese devono abituarsi di più a cercare di volta in volta la banca più disponibile a sostenere una data operazione? Certamente sì. L’importante, però, è che le aziende si rivolgano agli istituti di credito prima di essere con l’acqua alla gola e che si decidano a fare i necessari investimenti prima che sia troppo tardi. Devo, infatti, dire che per quanto abbiamo modo di osservare, in questo momento, più che una stretta creditizia, c’è una mancanza di domanda di credito. Nessuno, o quasi, investe. Non ci sono molti progetti di sviluppo. 18 luglio09 Avete recentemente avviato l’apertura di una filiale il sabato mattina. Un fatto rivoluzionario per le abitudini e per i contratti bancari italiani. Com’è andata? Devo dire che ho avuto una grande disponibilità sia dalla struttura sia dai sindacati e, quindi, siamo riusciti a mettere in piedi questo esperimento che sta andando molto bene. Ormai la filiale di piazzetta Belloni il sabato ha, infatti, un’operatività del tutto simile a quella degli altri giorni. Questa operazione s’inquadra nell’idea di sviluppo che abbiamo della nostra banca: essendo piccoli, per competere dobbiamo essere più rapidi, più efficienti e più vicini al cliente dei concorrenti. Siete una delle poche banche ad aver avuto una crescita (6%) dell’utile netto nel 2008 rispetto al 2007. Qual è il segreto? Credo che voglia dire che abbiamo centrato il tipo di legame da avere, mantenere e sviluppare con i nostri clienti, che sia indice di buona gestione. Per noi è un aspetto vitale perché l’utile ci serve da un lato per continuare a crescere, dall’altro per restituire una parte importante di ciò che guadagniamo in iniziative sociali. Nel 2008, infatti, abbiamo destinato oltre 150mila euro a sostegno di sanità e assistenza, scuole, organizzazioni sportive, culturali e religiose, istituzioni e protezione civile. c.t.p. luglio09 19 Economia Credito Flash A destra: assemblea dei soci della Bcc Carnia e Gemonese g FRIULADRIA lancia la carta di credito che trova e invia a casa la baby-sitter B anca Popolare FriulAdria ha dato il via alla commercializzazione di CartaSi Platinum, la nuova carta di credito in grado di soddisfare la clientela più esigente. La carta, possiede le caratteristiche proprie di una carta di credito tradizionale, ma con un duplice valore aggiunto, rappresentato dall’interessante plafond mensile non inferiore a 10 mila euro e dall’esclusiva gamma di servizi ad essa connessi, che garantiscono assistenza, informazione, sicurezza e comodità. Infatti la carta mette a disposizione del titolare una gamma di servizi esclusivi, pensati per rispondere a bisogni evoluti ed eventi imprevisti che il cliente può incontrare. In particolare, il pacchetto comprende la polizza Multirischi, che tutela in caso di furto dei beni acquistati con la carte, infortunio per rapina, perdita del bagaglio consegnato al vettore. A questo benefit si aggiungono coperture assicurative e servizi di assistenza nel quotidiano (servizio medico 24 ore su 24, reperimento e invio di baby-sitter, disbrigo pratiche burocratiche, servizio a domicilio), nel tempo libero (prenotazione e acquisto biglietti per eventi e spettacoli, organizzazione feste e ricevimenti, traduzione testi), in situazioni di emergenza (assistenza auto, carta sostitutiva ovunque entro 2 giorni, anticipo contanti), in viaggio e in vacanza (prenotazione noleggi esclusivi, informazioni turistiche, recupero eventuali oggetti dimenticati in strutture alberghiere). La Cartasì Premium 20 luglio09 BCC CARNIA e GEMONESE: in crescita la raccolta, il patrimonio ed il numero dei soci R accolta globale a quota 254,604 milioni di euro (+4,60% rispetto al 2007); volumi complessivamente intermediati pari a 407,68 milioni di euro; patrimonio aziendale di oltre 23 milioni di euro (+5,88%) e una base sociale in espansione (+3,1%, per un totale di 3 mila 32 soci). Sono i dati più significativi del bilancio 2008 della Banca di Carnia e Gemonese Credito Cooperativo, che ha undici filiali in provincia di Udine. I risultati sono stati illustrati dal presidente Duilio Cescutti durante l’annuale assemblea dei soci (erano presenti in 600) riuniti ad Amaro, nella sede dell’Agemont. “Nonostante la difficile congiuntura economica – ha spiegato – il risultato economico conseguito nel 2008 si attesta tra i migliori a livello regionale”. Una performance ottenuta grazie a un’efficiente gestione del portafoglio e a un’assistenza personalizzata al cliente che ha portato benefici anche sotto il profilo della qualità del credito, nettamente migliore rispetto alla media regionale (le sofferenze si attestano al 0,57% contro il 2,07% del sistema). La raccolta diretta (pari a 167,812 milioni con un +9,58% rispetto al 2007) è cresciuta, in valori assoluti, più di quella indiretta per effetto di una maggior propensione della clientela a ridurre il rischio degli investimenti. Leggermente in calo (-0,53%) gli impieghi alla clientela, pari a 153,076 milioni di euro, oltre la metà dei quali riguarda la voce ‘mutui’ (+3,80% sul 2007) alle famiglie per l’acquisto e la ristrutturazione della prima casa e il credito agevolato alle imprese “a conferma che – ha precisato Cescutti – la nostra banca continua a garantire il suo appoggio ai nuclei familiari e alle aziende produttrici anche in momenti difficili come quello attuale”. HYPO BANK ha premiato l’uso responsabile del denaro I l rapporto tra banca e famiglia, la crisi finanziaria e la possibilità di risparmio attraverso una corretta gestione dei rifiuti. Sono le tematiche vincitrici del premio per l’Uso responsabile del denaro affrontate dagli studenti coinvolti nel progetto realizzato da Hypo Alpe Adria Bank e giunto alla seconda edizione. Nell’auditorium dell’istituto, a Tavagnacco, si è svolta la cerimonia di premiazione degli elaborati dalle classi coinvolte, per un totale di oltre 650 ragazzi delle scuole di tutta la regione e di ogni ordine. Dopo le lezioni svoltesi in primavera, infatti, gruppi o classi di studenti hanno presentato un proprio lavoro (disegni, cortometraggi, presentazioni), esaminati da una giuria composta da rappresentanti dell’Adiconsum, della Ferpi, dell’Assessorato regionale all’Istruzione e del mondo dei media. Nella categoria della scuola primaria è stata premiata la classe 5^ di Adegliacco che ha realizzato un libro-cartellone dal titolo “La banca e la famiglia”. Nello stesso ordine scolastico è stato assegnato un premio speciale alla 3^ B della scuola media di Feletto Umberto per un libretto informativo su “Imballaggi come risorse per le famiglie e per il comune di Tavagnacco”. Infine, per le scuole secondarie, è risultato vincitore l’Istituto “Deganutti” di Udine, la cui classe 4^ B Mercurio ha realizzato un vero e proprio film sulla “Crisi finanziaria”. Tutti gli elaborati saranno presto resi disponibili sul sito Internet della banca. Ai vincitori vanno un viaggio premio d’istruzione e premi in denaro da utilizzare per materiale didattico. La consegna del premio alle studentesse dell’Istituto Deganutti Economia Aziende Flash Al via i nuovi piani formativi di FORMINDUSTRIA F Alessandro Calligaris ormindustria, ente formativo di Confindustria regionale, si è di recente aggiudicata, per il secondo anno consecutivo, la gestione della formazione nell’ambito del piano territoriale Fondimpresa. Il progetto, che prevede oltre 1500 ore di formazione a disposizione delle aziende del Friuli Venezia Giulia associate a Confindustria, è completamente finanziato dalle risorse del “conto di sistema” di Fondimpresa. La partecipazione a piani di questo tipo consente alle aziende di non intaccare quanto accumulato nel proprio “conto formazione”, ma di usufruire di risorse di sistema. e Formindustria porta avanti due piani formativi: si tratta del “Piano territoriale Confindustria Fvg 2009”, aperto a tutte le aziende della regione, e il “Piano settoriale metalmeccanica”, a disposizione di chi applica il Ccnl Industria Metalmeccanica, entrambi con precedenza alle realtà con meno di 200 addetti. I due piani formativi si concluderanno nel mese di ALDO BURELLO nuovo presidente internazionale IMQ CLIMA E ’ Aldo Burello il nuovo presidente di Imq Clima, uno dei laboratori insediati presso il Centro di innovazione tecnologica di Agemont ad Amaro. Tra gli obiettivi del neo-eletto presidente vi è quello di perfezionare e attuare un piano di sviluppo volto ad ampliare le aree di intervento dell’attività di controllo e di certificazione del laboratorio. Imq Clima è, infatti, l’unica realtà, a livello nazionale, in grado di realizzare, in una sola struttura, le prove e i controlli degli apparati di condizionamento, refrigerazione e ventilazione domestici e industriali, Laboratorio Imq Clima con particolare riferimento all’efficienza energetica. Fornisce, inoltre, rapporti delle misure eseguite per il rilascio di un marchio di certificazione elaborato secondo le normative europee e riconosciuto a livello internazionale. Burello, già ad di Electrolux Zanussi e presidente di Autovie Venete, è docente presso la facoltà di ingegneria dell’Università di Udine, presidente del Comitato tecnico di indirizzo del Polo tecnologico di Pordenone e membro dell’Entrepreneurial mentoring service di Area science park. “L’attività del laboratorio – sottolinea il nuovo presidente – è di alto livello ed è qualificante per Agemont e per l’intera regione. Questa realtà costituisce anche una valida occasione formativa per i giovani laureati che in una struttura aggiornata come la nostra hanno la possibilità di costruirsi un background di profilo elevato”. aprile del 2010 e hanno già suscitato grande interesse. Pochi, dunque, i posti ancora disponibili, sia per i corsi interaziendali che per quelli di tipo monoaziendale. I primi si terranno nelle sedi di Confindustria delle quattro provincie, mentre i secondi prevedono un’attività su misura all’interno delle sedi aziendali con l’unico vincolo della partecipazione minima di sei persone. “Ci auguriamo – dice Alessandro Calligaris, presidente di Confindustria Fvg - che le aziende della regione sappiano cogliere questa opportunità per riqualificare le risorse interne a costo pressoché pari a zero. Quello che distingue questo tipo di progetti formativi rispetto a quelli sostenuti dai fondi europei è, infatti, per le aziende aderenti l’estrema facilità di accesso ai finanziamenti, la rapidità di erogazione e la snellezza di gestione”. Per maggiori informazioni le richieste vanno inviate a: [email protected] o al fax 040 369353 ASTERCOOP: utile a 53mila euro E ’ stato recentemente presentato il bilancio di Aster Coop che ha chiuso il 2008 con un utile pari a 53mila euro e un aumento del valore della produzione a euro 407.739,00 euro, che segna un incremento dell’ 1,74% rispetto al 2007. Con 467 soci lavoratori Aster Coop raggiunge inoltre un patrimonio netto di 4.399.235,00 euro, migliorando il margine operativo lordo (Ebitda) del 31,03% rispetto all’anno precedente, attestandosi a 1.455.087,00 euro. “L’impatto della crisi sulla nostra cooperativa – ha affermato il presidente Livio Nanino – è stato forte, ma le politiche di diversificazione merceologica e di servizio ci hanno messo al riparo da conseguenze più gravi. I risultati positivi sono il frutto di un’attenta politica di gestione che ha agito nell’ottica della riorganizzazione aziendale, del controllo dei costi e del miglioramento della produttività”. Sono proseguite inoltre le iniziative di formazione dei lavoratori, così com’è stata mantenuta alta l’attenzione alla sicurezza che hanno portato la cooperativa a ottenere, nel 2007, numerosi riconoscimenti fra cui quello di Azienda modello per la prevenzione e sicurezza sul lavoro da parte dell’Inail del Veneto e dall’Unindustria di Treviso e il riconoscimento per la Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro dall’Inail Fvg. Livio Nanino (foto Anteprima) luglio09 21 Economia Aziende Flash PALL.EX ITALIA lancia il servizio internazionale I Il servizio spedizioni Pall-ex Italia g CATAS parteciperà al SICAM 2009 A nche Catas S.p.A., il più grande istituto italiano per ricerca e prove nel settore legno-arredo e primo in Europa per numero di prove eseguite, ha confermato la partecipazione a Sicam 2009, il Salone Internazionale Componenti, Semilavorati e Accessori per l’Industria del Mobile, in programma a Pordenone dal 14 al 17 ottobre prossimi. L’esposizione fieristica risponde a un bacino di aziende del settore tradizionalmente collocate in Veneto e Friuli Venezia Giulia, seguiti dalla Lombardia, basti pensare che, per quanto riguarda Catas, il fatturato proveniente da queste regioni rappresenta rispettivamente il 32,2, il 21, 5 e il 20,6 per cento. Roberto Snaidero e Andrea Giavon, presidente e direttore di Catas spiegano la presenza dell’istituto friulano in fiera. “Vogliamo promuovere e ampliare la conoscenza di operatori e aziende che appartengono al settore di legno e arredo. Il superamento della crisi di questi ultimi anni, quando è avvenuto, va ricondotto all’innalzamento del livello qualitativo dei prodotti e Catas è stato, ed è tuttora, partner di molte aziende di successo. La partecipazione a Sicam vuole essere un segnale di vicinanza alle aziende e anche di continuità per un’area ad alta concentrazione di operatori del settore”. Per ogni singolo materiale e prodotto, Catas è in grado di comprovare l’effettiva rispondenza ai requisiti voluti dal cliente, la conformità ai requisiti previsti dalle norme, il controllo della qualità, la sicurezza, la resistenza e la durata. Solo nel 2008, sono state effettuate quasi 25.000 prove per 1247 aziende italiane ed estere. Fasi di lavorazione alla Catas Spa (foto Granzotto) 22 luglio09 l Network Pall-ex Italia, specializzato nella spedizione di piccole quantità di merce su pallet in modalità espressa in tutta Italia, ha iniziato la sua attività da tre mesi e si sta avviando velocemente a raggiungere il traguardo delle mille palette movimentate a notte. Durante il Meeting Nazionale di Ancona tenutosi lo scorso 6 giugno, sono stati presentati gli obiettivi raggiunti dal network che hanno superato le attese nonostante la congiuntura negativa. Movest Spa di Cervignano del Friuli, concessionario esclusivo per il Friuli Venezia Giulia, si colloca tra i primi cinque concessionari in Italia per pallet immessi nella rete. Durante la convention è stato tra l’altro presentato il servizio Internazionale di Pallex Italia, che è partito ufficialmente dal 15 giugno mettendo in rete Regno Unito, Germania, Olanda, Belgio, Austria, Spagna e Portogallo. Il servizio avrà le stesse caratteristiche di quello nazionale e consentirà di spedire o ricevere merce su pallet anche in piccola quantità su tutte le succitate relazioni. Il sistema informativo di Pallex Italia inoltre consente alla propria clientela di usufruire di un innovativo sistema di “Track and Trace” per la tracciabilità immediata delle spedizioni. CAFC SpA, 22 milioni di investimenti Eddi Gomboso I nvestimenti in innovazione tecnologica e in infrastrutture per il miglioramento gestionale delle reti e degli impianti, ma anche ristrutturazione aziendale interna, progetti di ricerca e nuove relazioni con l’utenza. Sono alcuni dei piani d’azione adottati da Cafc spa nel 2008 ed evidenziati nel corso dell’assemblea dei soci che ha approvato il bilancio chiuso con un valore della produzione di 23,28 milioni euro e una perdita di 841mila euro dopo accantonamenti per oltre 4 milioni. Una perdita contenuta, se si considera che nel 2008 la società - pur con la tariffa bloccata al 2002 e in presenza di un costante aumento dei costi - ha dato avvio agli investimenti del “piano stralcio” pari a 22,2 milioni di euro approvato dall’Autorità d’ambito, a dicembre dell’anno scorso. “Siamo nel pieno della nuova fase determinata dall’avvento dell’Ato – ha spiegato il presidente, Eddi Gomboso – e siamo convinti che il lavoro svolto negli anni passati per strutturare la società ‘in house’, la realizzazione di investimenti e la nuova organizzazione aziendale potranno modificare l’attuale trend. Con il bilancio 2008 si chiude, infatti, - ha continuato - una fase storica della vita societaria di Cafc visto che a fine 2008 l’Autorità d’ambito ha avviato la nuova fase nel settore del servizio idrico integrato”. Tale svolta comporta l’affidamento del servizio idrico integrato con un incremento di 24 Comuni per la parte fognatura/depurazione e di 5 Comuni per la parte acqua - di cui 4 del ramo acqua extra-Udine - quindi, nel 2009, per la parte acqua i Comuni saranno 76 e per la parte fognatura 65. Economia Aziende Flash Lo Spazio delle Idee FILIPPO SIBAU & CO. presenta “WELLNESS LIVING” L o spazio delle idee del mese di giugno non presenta un prodotto tangibile, ma comunica ai visitatori un’innovativa soluzione studiata dalla Filippo Sibau & Co Srl. Un cartellone di 200 per 70 centimetri presenta “Wellness Living”, soluzione studiata e realizzata dall’azienda di Premariacco in collaborazione con l’Università degli Studi di Udine e con Tecnofilati Srl. Si tratta di un sistema concettualmente innovativo che punta a migliorare le condizioni fisiologiche di chi ha la necessità di stare per molto tempo in posizione seduta. Telefoni cellulari, computer, forni a microonde sono oggetti di uso quotidiano che saturano gli ambienti di elettricità statica ed elettromagnetismo. Durante la giornata il corpo si carica dunque di queste energie che, a lungo andare, possono influire sul benessere generale. La sperimentazione effettuata e le tecniche utilizzate per la realizzazione del sistema permettono di associare all’ergonomia delle sedie prodotte da Filippo Sibau & Co la caratteristica unica di scaricare l’elettricità statica. A fare la differenza è l’utilizzo di uno speciale tessuto, il RESISTEX® INOX, un filato ottenuto mediante il rivestimento di sottilissimi filamenti di acciaio inox con fibre tessili, unito alla struttura del telaio della Intitolata ad ADALBERTO VALDUGA la nuova Sala Convegni della CCIAA R appresentanti delle categorie economiche, tra cui il presidente di Confindustria Udine, Adriano Luci, della politica regionale e nazionale, presidenti di tante Camere di Commercio italiane, ospiti del presidente della Cciaa di Udine, Giovanni Da Pozzo. Tutti insieme per l’omaggio al cavaliere del lavoro Adalberto Valduga, cui venerdì 5 giugno è stata intitolata la nuova Sala convegni dell’Ente camerale friulano, nel rinnovato allestimento che la vede trasformata e attualizzata dopo i corposi lavori degli ultimi mesi. Erano numerosissime le personalità che hanno voluto ricordare la figura di Valduga, alla presenza della moglie e dei tre figli, e che hanno trovato sintesi al ricordo nelle parole del sindaco di Udine, Furio Honsell, dell’assessore al lavoro della Provincia Daniele Macorig e del presidente della Regione Renzo Tondo, introdotti proprio da Da Pozzo.”Questo spazio, rinnovato con l’utilizzo di materiali e arredi di pregio delle aziende d’eccellenza del tessuto produttivo friulano – ha detto il presidente della Cciaa –, vuole diventare davvero la’sala convegni dell’economia friulana’. L’intitolazione al cavaliere, perciò, diventa un gesto d’affetto nei confronti una grande persona e un gesto doveroso per chi ha fatto tanto per la Camera di Commercio, per il mondo economico e sociale friulano. È facile ricordare la figura di Valduga per le sue capacità imprenditoriali e per il suo acume, così come, per chi ha avuto il privilegio di entrare in sintonia con lui, per le profonde e radicate qualità umane. Incarnava in sé cultura, economia e fede, valori propri della comunità friulana. Con questa intitolazione, dunque, diamo vita a un nuovo ricordo – ha concluso –, rendendolo concreto e visibile per tutti quelli che lavorano in Camera di commercio e per le tante persone che avranno occasione di frequentarla”. Molto sentito è stato il ricordo di Valduga anche da parte dei rappresentanti delle istituzioni. Honsell ha sottolineato la sua capacità di far emergere il meglio dalle persone, “di progettare per far crescere e di costruire alleanze”. Macorig ha rimarcato la concretezza e la lungimiranza dell’uomo e dell’imprenditore, e la sua attitudine a creare sinergie. “Valduga – ha infine ricordato Tondo - lavorava sull’economia reale, concreta, carattere in cui riconosco quello di tanti imprenditori della nostra regione. Il cavalier Valduga ha sempre avuto la capacità di valorizzare la squadra con cui lavorava, di far crescere le persone attorno a sé, dando un messaggio importante al mondo economico friulano”. seduta. La combinazione permette così alle sedie di annullare le cariche elettrostatiche, con notevole beneficio, anche a priori, in quanto impediscono la concentrazione di pulviscolo atmosferico in prossimità. Wellness Living è un brevetto depositato. Per maggiori informazioni www.filipposibau. com CALLIGARIS g ha arredato lo stand BULGARI al BASELWORLD 2009 I l mondo internazionale della orologeria e della gioielleria si siede su sedute Calligaris. A Basilea, infatti, dove si è appena conclusa l’edizione 2009 di Baselworld, il salone mondiale dell’orologeria e della gioielleria, l’intero spazio longue-ospitality di Bulgari è stato arredato con oggetti d’arredo della Calligaris. In particolare, la casa d’arredi friulana ha fornito in questa occasione sedute modello Alchemia e Deja’ Vu. La Calligaris in questi ultimi mesi è stata protagonista di simili azioni di co-marketing con Fiat, Lancia, Maserati, Whirpool, Veuve&Cliquot, Fiera del Libro di Torino, Pordenonelegge.it, Frecce Tricolori. “Aver contribuito a rendere più accoglienti gli ambienti dello spazio Bulgari a Basilea ci rende particolarmente orgogliosi – ha detto il presidente del gruppo friulano, Alessandro Calligaris - e questo rappresenta per noi la conferma della nostra forte presenza non solo nelle abitazioni di milioni di persone nel mondo ma anche nel settore contract dove gli operatori scelgono di offrire comfort e design ai loro clienti”. A sinistra: il presidente della CCIAA di Udine Giovanni Da Pozzo e la signora Vera Valduga con i figli Chiara, Alberto e Antonio (foto Anteprima) luglio09 23 Economia Azienda Qui accanto: un momento della visita del Comitato di Presidenza; sotto: gli stabilimenti Metalinox I vertici dell’Associazione hanno fatto questa volta tappa alla Metalinox srl di Fiumicello, impresa specializzata nella lavorazione dell’acciaio inox e dei metalli in genere. Fondata nel 1981 dall’attuale presidente Andrea Zampar, la Metalinox, nel suo nuovo stabilimento di 15mila metri quadrati coperti, occupa 125 dipendenti per un fatturato complessivo di 18milioni di euro, un terzo dei quali maturato all’estero in Europa (Francia, Belgio, Austria e Germania) e in Arabia Saudita. “Eravamo curiosi – sottolinea il presidente di Confindustria Udine, Adriano Luci – di approfondire la conoscenza di questa realtà all’avanguardia nel suo settore. Dietro al successo dell’azienda c’è la mano di un imprenditore, partito da lontano, che ha il coraggio di investire sempre continuando a tracciare un proprio percorso strategico. Andrea Zampar è l’esempio di una persona che ha saputo costruire il proprio futuro non a parole, ma con i fatti”. Anche Enrico Accettola, presidente dei Giovani di Confindustria Udine si dichiara piacevolmente impressionato dalla quantità e qualità di informatizzazione che ha avuto modo di riscontrare alla Metalinox. “E’ un’azienda modello ottimamente strutturata dal punto di vista gestionale e produttivo. Positivo è anche aver visto impiegati nello stabilimento tanti giovani”. E giovane nello spirito è anche Andrea Zampar, 50 anni ben portati, che confes- 24 luglio09 METALINOX DI FIUMICELLO: un percorso di crescita che non finisce mai Prosegue il programma di visite da parte del Comitato di Presidenza di Confindustria Udine alle aziende friulane di eccellenza sa di non riuscire a stare mai fermo con idee e progetti. “Il desiderio sarebbe ora – spiega – di allargare il reparto di montaggio, ma nel complesso la nostra filosofia aziendale è sempre quella di guardare più in là del momento. Specialmente in tempi di crisi è bene cercare di capire cosa vuole il mercato, essere pronti ad anticipare le tendenze, con soluzioni e servizi rivolti verso il futuro”. La figlia Elena, che si occupa dell’amministrazione, spiega che il punto di forza della Metalinox “consiste anche nel giusto mix tra dinamicità ed esperienza accumulata in tanti anni di lavoro, ovviamente accanto alla innovazione in ogni fase di processo”. Già l’innovazione. Qui a Fiumicello l’innovazione è sempre a servizio della qualità. A iniziare dall’assistenza nella progettazione dei prodotti, per proseguire attraverso la scelta delle tipologie di metallo e delle lavorazioni più idonee, attraverso rigorosi controlli di qualità, fino all’assemblaggio e alla consegna con mezzi propri. Da segnalare la versatilità dei macchinari impiegati caratterizzati da un’estrema facilità di programmazione – dalle piegatrici a controllo numerico al laser 3D per arrivare al laser tubo -, che consentono le più svariate operazioni di taglio, su lamiere fino a 25 millimetri di spessore sia in acciaio inossidabile che in lega di alluminio. Le saldature, poi, possono essere fatte manualmente o robotizzate con una saldatura laser YAG per un’estetica perfetta o una saldatura CO2 che rende possibili sabbiature strutturali ad altissima penetrazione. “Il nostro – conclude Andrea Zampar – è un percorso lungo quasi trent’anni di lavoro e di crescita. Metalinox ha saputo trasformarsi da azienda artigiana ad industria completa e moderna: nelle dimensioni, nei servizi e nel know-how”. A.L. Economia Azienda A sinistra: la sede della Biofarma (foto Poldemengo); sotto Il presidente Adriano Luci con il dottor Germano Scarpa BIOFARMA LA NUOVA FRONTIERA DEL BENESSERE “L’industria friulana è ‘fortunatamente’ condannata a competere nel mercato globale solo attraverso prodotti di eccellenza e non di massa”. E’ un concetto espresso a più riprese dal presidente di Confindustria Udine, Adriano Luci, che ha trovato una volta di più riscontro nella visita che il numero uno di palazzo Torriani ha effettuato allo stabilimento della Biofarma di Mereto di Tomba. Con 150 dipendenti, di cui 18 impegnati in ricerca & sviluppo, e un fatturato annuo di 34 milioni di euro, Biofarma, nata nel 1987, è un polo industriale che produce cosmetici, integratori alimentari e dispositivi medici esclusivamente per conto terzi. “Da oltre vent’anni – spiega il dottor Germano Scarpa, titolare dell’azienda – ascoltiamo il cliente e trasformiamo la sua idea in realtà creando la formulazione più adatta secondo le esigenze espresse nello fase di studio preventivo. La nostra non vuole essere una semplice fornitura, ma un vero e proprio rapporto di partnership fondato sulla competenza, sulla riservatezza e sull’assistenza”. Su questi criteri Biofarma ha fondato la propria crescita diventando un punto di riferimento per le aziende del settore, sia in Italia sia all’estero, dove esporta per una quota del 15% del fatturato complessivo. “Il nostro obiettivo – aggiunge Scarpa – resta quello di crescere - e far crescere i nostri clienti - attraverso una rigorosa politica fatta di qualità e controllo dell’intero processo produttivo, tecnologia avanzata e investimenti in ricerca & sviluppo, valorizzazione e formazione dei collaboratori, servizi di logistica avanzata”. Il tutto in un ambiente moderno e suggestivo. Il presidente di Confindustria Udine, nella sua visita, ha infatti avuto modo di ammirare la nuova sede di Biofama, immersa nel verde in un contesto tranquillo e rilassante a pochi chilometri da Udine. 45mila metri quadrati scoperti concepiti per essere funzionali e al tempo stesso piacevoli dal punto di vista architettonico. All’interno lo stabilimento è un vero e proprio gioiellino di tecnologia. La produzione prende avvio in totale sicurezza grazie ai costanti controlli preventivi su tutti i materiali in entrata e al loro stoccaggio in locali idonei, con impianti e linee moderne con controlli computerizzati all’interno di un ciclo di produzione completamente chiuso al fine di evitare contatti del prodotto con l’ambiente esterno. Biofarma è certificata ISO 9001:2000 e garantisce la qualità di tutti i processi produttivi. Per la produzione dei cosmetici per il trattamento viso-corpo e cosmetici dermoigienici, dodici siti di preparazione garantiscono una potenzialità produttiva giornaliera di oltre 25mila chilogrammi. 20 siti di confezionamento di tutte le tipologie di imballo per questi prodotti permettono il confezionamento di oltre 200mila pezzi al giorno. Per gli integratori alimentari (solidi, liquidi e in polvere) la produzione si avvale invece di sei miscelatori da 200 a 5mila kg, di sei linee per l’opercolazione e la comprimitura delle polveri e di 14 linee di confezionamento. Il valore aggiunto di Biofarma è legato anche ad altri aspetti: dal confezionamento che può essere personalizzato con stampe in flexografia e rotocalco, alla logistica, che dispone di un innovativo sistema informatico. Biofarma dispone di un magazzino di 6mila mq e una capacità recettiva che raggiunge i 9mila bancali. Ogni referenza è codificata in modo tale da assicurare la completa rintracciabilità. L’azienda è inoltre in grado di gestire tutte le merci a magazzino di proprietà dei clienti sia dal punto di vista logistico che amministrativo. Il nostro viaggio nel mondo Biofarma si chiude parlando dalla grande attenzione aziendale per la valorizzazione delle risorse umane. Competenza, professionalità e affidabilità caratterizzano la squadra Biofarma. “La ricerca e la selezione dei nostri collaboratori – spiega il dottor Scarpa - avvengono con modalità che assicurino una proficua continuità aziendale. Un vantaggio anche per i clienti che negli anni si possono avvalere degli stessi interlocutori”. A.L. luglio09 25 Economia Azienda g DANIELI: approvato rendiconto intermedio I l Consiglio di Amministrazione della Danieli, approvando il rendiconto intermedio al 31 marzo 2009, ha confermato per i primi nove mesi della gestione quanto già indicato in sede di approvazione della relazione semestrale e cioè: il trend positivo del settore ingegneria e costruzione impianti che, grazie al portafoglio ordini accumulato nel 2007/08, garantisce buoni livelli di attività per i prossimi 16 mesi. Inoltre si riconferma la previsione di un ridimensionamento del mercato dell’acciaio che indurrà nei prossimi 18/36 mesi a un calo dell’attività di costruzione di impianti; il ritorno economico positivo dagli investimenti nel Sud Est asiatico con costi di progettazione e produzione ben inferiori agli europei; la validità della strategia di bilanciare gli elevati costi europei con quelli competitivi del Far East. Ciò sarà determinante per competere globalmente nel prossimo futuro; l’attuale momento di debolezza del settore di produzione d’acciaio (Abs) con ridotta marginalità e una riduzione media della produzione annua del 50/60% con punte del 70/75% nel trimestre. In generale, la Danieli ritiene che lo scenario economico, per quanto concerne i consumi di acciaio sarà il seguente: nel mondo il calo dei consumi sarà del 20-22% nel 2009, del 10-15% nel 2010 e del 5-10% nel 2011. Se però si calcola il consumo mondiale escludendo i cosiddetti Paesi Bric (Brasile, Russia, India e Cina) il calo sarà maggiore e precisamente del 35-40% nel 2009, del 15-20% nel 2010 e del 8-12% nel 2011. I Paesi Bric subiranno invece un calo minore nel 2009 (0/-5%) per tornare positivi nel 2010 (03%) e crescere ancora nel 2011 (3-6%). Gli Usa prima e l’Europa poi, ripartiranno comunque qualche trimestre dopo i paesi Bric. Il settore della produzione d’acciaio (Abs) continuerà a deteriorarsi economicamente nei prossimi mesi e solo dopo l’estate si potrà valutare meglio a quale livello di consumi si stabilizzerà nel 2010, comunque ben inferiore a quello raggiunto nel 2008, se pur meglio del 2009. Il gruppo prevede di chiudere l’esercizio con un – 15/20% sotto gli obiettivi stabiliti per il 2008/09. Il portafoglio ordini del Gruppo ammonta, al 31 marzo 2009, a 3.718 milioni di euro (99 dei quali nel settore della produzione di acciai speciali) rispetto a 5.071 milioni di euro al 30 giugno 2008 (dei quali 382 per acciai speciali); i ricavi del periodo hanno raggiunto un valore consolidato di 2.293,9 milioni di euro ( erano 2.115,4 al 30 giugno 2007) con un risultato operativo di 88,2 milioni di euro rispetto a 120,4 milioni di euro al 31 marzo 2008, e un utile netto di gruppo di 92,9 milioni di euro. rispetto a 82,8 milioni di euro al 31 marzo 2008. Il numero dei dipendenti al 31 marzo 2009 del Gruppo Danieli è di 8.063 unità, aumentato di 315 unità rispetto al 30 giugno 2008. 26 luglio09 Sopra: lo stabilimento ABS a Cargnacco FABBRICANDO 2009 nel segno dell’innovazione Il Gruppo ABS premia le scuole per sviluppare tra i giovani un maggior interesse per la conoscenza scientifica e tecnica F avorire l’incontro tra la cultura della scuola e il mondo del lavoro, puntando a sviluppare un maggior interesse nei giovani per la conoscenza scientifica e tecnica e ad incentivare la cultura del saper fare. Questo in sintesi l’obiettivo principale che accompagna il concorso nazionale “Fabbricando”, promosso dalle Acciaierie Bertoli e Safau e rivolto alle scuole di tutta Italia e di ogni grado. Notevole successo ha riscontrato anche la quarta edizione dell’iniziativa, incentrata sul tema dell’innovazione, che ha ottenuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica oltre che il sostegno della Presidenza del consiglio Regionale e che si è conclusa alla fine di maggio con la premiazione degli elaborati realizzati dai ragazzi. Un successo decretato sia dagli ottimi risultati raggiunti a livello di qualità degli elaborati sia per il numero di adesioni. Nel 2008 al concorso hanno preso parte ben 1.150 studenti, 117 docenti per un totale di 42 elaborati presentati e 11 regioni coinvolte. Un progetto nato dalla volontà di Abs di coinvolgere i ragazzi in percorso formativo, invitandoli dunque a raccontare e documentare le esperienze vissute e apprese durante gli stage, le visite aziendali presso realtà produttive del territorio, attraverso la creazione di artefatti e documenti di varia natura. Come nelle edizioni precedenti gli elaborati sono stati analizzati e valutati sulla base di diversi parametri (dalla progettazione didattica all’originalità, dall’efficacia alla complessità dell’opera fino all’interazione con il contesto territoriale ) da commissioni di esperti, tra i quali Ettore Mo (direttore de “Il Mondo”) e Fabio Valerio Carniello (direttore Science Center Immaginario scientifico di Trieste). “Le commissioni – ha dichiarato Carla Colle presidente dell’Abs – sono rimaste favorevolmente colpite dalla qualità dei lavori presentati, segno di come alunni e docenti abbiano colto con entusiasmo il tema proposto”. Prima della cerimonia di premiazione avvenuta a Udine nell’auditorium della Regione, i ragazzi hanno avuto l’occasione di visitare lo stabilimento produttivo della Danieli di Buttrio. Per quanto riguarda i premi, per il bando dedicato alle scuole d’infanzia il primo posto è stato assegnato ex aequo alla scuola primaria Colombo di Mereto di Tomba per “Metallario 2010”, una valigia contenente un robot con materiali ottenuti nel corso di varie visite alle aziende, e alla scuola d’infanzia “Il Pettirosso” di Gorizia per l’opera “Esploriamo .. elaboriamo”, esempio di reinterpretazione degli alunni di una visita aziendale. “Far conoscere, motivare, stimolare i giovani per accrescere la cultura del lavoro e la competitività delle nostre industrie. La fiducia sulla ripartenza - ha dichiarato il presidente di Confindustria Udine Adriano Luci - non può prescindere da questo impegno che Fabbricando 2009 sta portando avandi con efficacia e con successo”. Marina Torrisi Economia Azienda NUOVI ORIZZONTI PER BENPOWER Sotto: il logo ed un esempio di “prima e dopo” un intervento Benpower di ripristino di edificio industriale da danni causati dal fuoco eseguiti presso la Taghleef Industries di San Giorgio di Nogaro I nvestire nell’immagine aziendale e stringere nuove collaborazioni, con cui dare visibilità al nome e alla mission della società È questo l’obiettivo primario, inserito fra le sue nuove linee strategiche da Benpower, azienda leader nel settore della bonifica e del ripristino di beni, edifici industriali e abitazioni civili da danni di fuoco ed acqua. Tempestività è la parola d’ordine per Benpower, quale requisito indispensabile per attuare le preliminari operazioni di salvataggio, ossia l’insieme delle misure di pronto intervento volte ad evitare l’aggravamento del danno (“stop corrosion“ o “protezione temporanea”, mediante deumidificazione o applicazione di oli protettivi). “L’obiettivo principale dell’azienda – spiega il titolare, Arben Isufaj - è da un lato consentire il ripristino e quindi il recupero dei beni o degli edifici oggetto di sinistro e dall’altro risanare e rendere ‘operativo’ quanto danneggiato nel minor tempo possibile, in modo da ridurre sensibilmente i disagi e i costi, conseguenti al sinistro stesso. Ciò è, infatti, fondamentale tanto per una realtà produttiva, che può così riprendere l’attività in tempi veloci, evitando i conseguanti danni economici e d’immagine, quanto per un privato, che può ‘riappropriarsi’ dei propri spazi e delle proprie abitudini senza ulteriori difficoltà”. Dopo anni di consolidata esperienza, in cui l’azienda ha costruito il proprio nome e la propria immagine sulla professionalità e sulla serietà dei propri interventi, oggi Benpower vuole arricchire il marchio di un nuovo valore aggiunto, grazie ad un investimento mirato su strategie comunicative capaci di rafforzare l’immagine aziendale e di diffonderla maggiormente sul territorio. Un progetto ambizioso questo, un indubbio investimento nel lungo periodo, che non teme però sconfitta, poiché trova fondamento su una solida ed affermata case history, sempre in continua crescita ed evoluzione, come dimostrato dal recente intervento post incendio eseguito presso la Taghleef Industries (ex Radici Film) di San Giorgio di Nogaro: nonostante la complessità della bonifica e l’ampiezza dell’area sinistrata, il lavoro è stato portato a termine in tempo record e nel rispetto delle più ambiziose aspettative del cliente. “Ricostruiamo il vostro mondo”, così recita il leitmotiv di Benpower e rispecchia pienamente la filosofia aziendale, ossia infondere nei propri interlocutori la certezza che c’è un team di persone competenti pronte a stare al loro fianco nei momenti di difficoltà e ad aiutarli a ripartire nel loro cammino con nuova energia e motivazione. “Operare e comunicare in un settore delicato come quello dei danni conseguenti a sinistri spesso non prevedibili – rimarca Isufaj - richiede una grande competenza, capace di tener conto dei molteplici aspetti anche emotivi che vi intervengono e questo spiega quanto deve essere attenta la pianificazione della strategia comunicativa aziendale. Proprio in relazione a ciò per Benpower, oggi, è cruciale promuovere la propria immagine anche nei settori che gravitano attorno alla sua area d’intervento e quindi, ad esempio, investire maggiormente nella ricerca e nella formazione”. Non a caso, infatti, Benpower ha deciso di rinnovare la propria partecipazione al IV corso di aggiornamento Assit - Cineas sul tema “Tecniche liquidative e strategie di comunicazione” (19-20 maggio a Milano e 9-10 giugno a Roma), non solo come sponsor, ma quest’anno anche in qualità di relatore, evidenziando così il proprio impegno a costruire una vera e propria cultura del rischio. Grazie alla continua spinta verso l’innovazione e il potenziamento dell’organico aziendale con l’inaugurazione di altre due filiali in Spagna/Portogallo e in Turchia, Benpower si impone nel mercato non solo nazionale come un brand di successo, in grado di guardare al futuro con fiducia e slancio creativo. luglio09 27 PITTINI SpA Economia Botta & Risposta PAOLO PITTINI Pittini Spa = Che cosa vuol dire essere un imprenditore? Saper affrontare il mercato con una visione allargata e dinamica, mettendosi in gioco da ogni punto di vista. = Ereditare una tradizione imprenditoriale, come nel suo caso, è più facile o più difficile che cominciare da zero? Può essere indubbiamente una comodità e una fortuna, ma bisogna essere capaci di formarsi il carattere dell’imprenditore e saper corrispondere alle aspettative della famiglia. Mio fratello ed io, a differenza di altri, abbiamo avuto la fortuna di non “trovare la pappa pronta”, ma di doverci costruire la “nostra” impresa giorno per giorno. = Cos’è l’etica per un imprenditore? La correttezza nei confronti di tutti: collaboratori, dipendenti, fornitori, clienti. = Quali sono le principali difficoltà nell’essere imprenditore oggi in Italia? Oggi ci si scontra con troppa burocrazia che rallenta lo sviluppo aziendale e con un’eccessiva rigidità del mercato del lavoro. = Quanto pesa il tema delle infrastrutture nel vostro lavoro? Ha un peso fondamentale. Risolta l’annosa questione del passante di Mestre, adesso in regione il principale problema infrastrutturale è che non abbiamo un aeroporto adeguato a favorire l’incoming turistico. La terza corsia andava fatta dieci anni fa. Quanto alla Cimpello-Sequals, io non voglio perdere le speranze, ma... = Tre cose che chiederebbe di risolvere subito a chi ci governa? Semplificazione della burocrazia. Molta più flessibilità nei rapporti di lavoro. Un ritorno a un rapporto virtuoso fra Regione, imprese e sistema finanziario con condivisione degli obiettivi. = Qual è la sua opinione sulla crisi in atto? Abbiamo la fortuna di essere uno degli Stati che sta meno peggio anche perché avevamo aziende e banche solide. Credo anche che in questo momento si stiano facendo le cose giuste per affrontare la situazione, ma c’è ancora molta strada da fare. = Come va il settore dei servizi turistici mediante pullmann che in Italia sembra essere meno sviluppato che in altri Paesi europei? Il settore in Italia soffre di una mancanza culturale: da noi, a differenza che in Germania, in Gran Bretagna o anche in Spagna, si pensa, infatti, che un viaggio in pullman sia sminuente. Noi, però, siamo riusciti a inventare una nicchia di alta gamma, cominciando con le squadre di calcio e facendoci conoscere anche in altri ambienti per servizi di qualità con pullman di alto livello. Cerchiamo, inoltre, sempre di guardare a nuovi mercati come quello creato dall’incoming di turisti cinesi o russi. i dati Anno di fondazione: 1999 Sede operativa: Piazzale della stazione, 3 – 33013 Gemona del Friuli Recapiti a: Milano, Torino e Roma Recapiti internazionali a: New York, Londra, Pechino e Mosca Fatturato 2008: 2.000.000 di Euro (+4% sul 2007) Dipendenti: 15 diretti; 50 esterni Mezzi: 12 propri; 50 di terzi Quota incoming: 40 % Quota outgoing: 60 % Prodotto: servizi di trasporto per le scuole, per i grandi eventi e per le squadre di calcio di serie A e B e squadre sportive in genere Più in generali i servizi si rivolgono ad agenzie viaggio, tour operator e associazioni Sito internet: www.pittini-turismo.it E-mail: [email protected] una forma di difesa da una tassazione eccessiva? E’ sicuramente un reato che crea danno alla collettività. Il problema è che troppi vincoli, troppa burocrazia, troppa rigidità contrattual-sindacale con più diritti che obblighi, un fisco con il quale, a differenza di ciò che accade altrove, non è possibile “trattare”, spingono alcuni imprenditori a cercare “altre strade” facendo concorrenza sleale a chi si comporta seriamente. = Che valore ha per lei l’Unione Europea? Un grande valore sia come cittadino dell’Unione, sia come imprenditore in termini economici. L’abbattimento delle barriere culturali, così come di quelle doganali è fondamentale. = Perché, secondo lei, l’Italia, a parole così europeista, elegge i parlamentari europei che secondo le statistiche sono i più assenteisti, quelli che conoscono meno le lingue, in una = Considerato, però, che parola i peggiori? Ronchi dei Legionari non = Avete difficoltà a repe- Perché da noi manca il concetto della meritocrapotrà mai diventare un rire il personale? zia. Spesso i politici più bravi sono i meno noti “hub”, quale dovrebbe esE’ difficile trovare persone al grande pubblico e quelli che, quindi, hanno sere il suo ruolo? qualificate o da qualificare, meno possibilità di carriera. Inoltre c’è poca inDovrebbe da un lato essere attraverso i corsi di formaformazione sui temi politici europei e internaziomeglio collegato con i grandi zione interni che organizzia- nali, a fronte di molte trasmissioni su temi banali. aeroporti, dall’altro dovrebbe mo continuamente, capaci E questo è colpa anche di voi giornalisti. essere molto più sfruttato per di apprendere e, soprattuti voli low-cost. La “vecchia” = Un personaggio del passato del quale to, che abbiano tanta voglia di lavorare. Credo agenzia Turismo Fvg da questo punto di vista l’Italia avrebbe bisogno oggi? dipenda anche dal pessimo livello del nostro aveva visto lontano. sistema scolastico che non forma adeguatamente Non c’è una persona in particolare, ma piacerebbe che le persone capaci di oggi creassero dei = Mi sta dicendo che hanno fatto male a e da un certo diffuso lassismo delle famiglie. discepoli e, invece, mi pare che ciò non accada. cacciare Ejarque? = Non crede che ci sia anche un problema Esatto! Non è questione politica, mi riferisco al = Un personaggio del presente del quale fatto che aveva una visione strategica corretta che legato al fatto che mediamente in Italia gli potremmo fare a meno? sarebbe dovuto essere portata avanti per almeno stipendi sono troppo bassi e, quindi, poco Tanti! attraenti soprattutto per i lavori più duri? un quinquennio. Certo il mestiere dell’autista non è facile ed io da- = Quale domanda che non le ho fatto e che = Oltre agli aeroporti ci sono anche le infra- rei volentieri ai miei autisti quello che corrispon- avrebbe voluto che le facessi? Cosa si sarebbe strutture stradali. Qui a Gemona, vi aspettate do ogni anno al fisco. Rispetto a ciò che fanno, risposto? ancora il completamento della Cimpello-Segli autisti sono effettivamente mal pagati, ma il Avrei voluto che mi chiedesse: come guardo quals? problema è che non siamo messi nelle condizioni al domani. Le avrei risposto: con ottimismo e Non me ne parli. Nel campo delle infrastrutture ci di pagarli di più. fiducia! vorrebbe molta più capacità di anticipare i tempi. = L’evasione fiscale è un reato da punire o c.t.p 28 luglio09 luglio09 29 Associazione Analisi REALISMO E FIDUCIA A livello nazionale uno spiraglio sembra profilarsi. Dopo un anno ad aprile la produzione industriale, su base mensile, è tornata a crescere moderatamente (+ 1,1%) grazie ai beni di consumo non durevoli. I beni di investimento e quelli intermedi continuano, invece, a mostrare una curva discendente. Quindi non è ragionevole aspettarsi cambiamenti repentini dal momento che l’andamento della produzione di beni di investimento e strumentali predetermina il livello della produzione futura. Inoltre, rispetto a dodici mesi prima, la perdita della produzione resta elevata (- 21,7%). Nel secondo trimestre dovrebbe attenuarsi il calo produttivo mentre le indicazioni per il terzo stimano l’arresto della fase negativa con l’aggiustamento della produzione industriale su livelli leggermente superiori a quelli del secondo. In provincia di Udine le esportazioni sono scese nel I trimestre dell’anno del 15% (comunque meglio di quanto non si sia verificato a livello nazionale, - 22,8%, ed in Regione, - 29%). A partire dal 2000 è il calo più elevato seguito da quello registrato nel IV trimestre 2002, - 14,8%). Il calo è stato trascinato dai prodotti della metallurgia (- 38,9%, da 321milioni di euro a 196) e dai mobili (- 22,6%, da 136 milioni di euro a 105). Mostrano di tenere, invece, i prodotti in metallo (+ 6,3%, da 135 a 144 milioni di euro) ed i macchinari (da 374milioni di euro a 385 con il +3%). Sul piano della distribuzione geografica la “novità” è costituita dal recupero del mercato dell’America settentrionale in cui le esportazioni sono cresciute del 13,8%, da 86 a 97milioni di euro con il “rientro” del mercato rappresentato dagli Stati Uniti (+ 69,4%, da 40 a 69 milioni di euro). Notevole l’incremento registrato dalle esportazioni nell’Asia Orientale (+ 84,3%, da 22 a 41milioni di euro) mentre sono cresciuti l’area rappresentata dall’Africa (+14,3%, da 52 a 59milioni di euro) e quella dell’Asia Centrale (+ 4,3%, da 70 a 73 milioni di euro). Forti restano le perdite in Europa (23,7%, da 923milioni di euro a 704). Il mercato domestico in senso allargato, quindi, si è drasticamente ridimensionato 30 luglio09 con recuperi diffusi nell’area extracomunitaria con l’eccezione dell’America centrale e meridionale e del Medio Oriente in cui l’export è calato. Gli indicatori qualitativi dell’economia reale stanno mostrando una attenuazione delle spinte recessive. Ma non si può affermare ancora che il peggio sia passato. Infatti non è possibile individuare con certezza l’avvio dell’inversione ciclica. Si prevede che la crescita riprenderà gradualmente nel 2010. L’aspettativa sul breve e medio termine è di riduzione dell’occupazione e del reddito con riflessi contrattivi sui consumi e sugli investimenti. I riflessi sull’economia italiana sono pesanti: il PIL è previsto diminuire di 5 punti dopo che nel 2008 è diminuito di un punto. Anche la Regione non potrà che risentirne. L’attesa di un forte calo del fatturato e la grande incertezza sulla durata della crisi portano inesorabilmente alla riduzione degli investimenti ed al riequilibrio della base produttiva su valori significativi nel confronto storico. Lo stillicidio del ricorso alla cassa integrazione sta proseguendo con una gestione delle situazioni di difficoltà attenta a preservare per quanto possibile il rapporto tra lavoratore ed azienda. In provincia di Udine il ricorso complessivo alla cassa integrazione è quadruplicato: a maggio le ore integrate a valere sulla gestione ordinaria sono cresciute di oltre dieci volte (+ 1162,1, da 71.817 ore a 906.425) mentre la cassa integrazione straordinaria è più che raddoppiata (+ 133,9%, da 171.912 ore a 402.133). Traducendo le ore integrate in unità di lavoro potenziali ed aggiungendo i lavoratori in mobilità e quelli coinvolti in contratti di solidarietà nonché le casse integrazioni che sono state richieste e non ancora autorizzate, la quota di perdita potenziale di posti di lavoro, rispetto ai lavoratori dipendenti nell’industria in senso stretto, si colloca tra il 6 ed il 7%. La situazione, quindi, resta ancora complessa e difficile. E per le industrie il problema principale è quello di preservare il po- tenziale produttivo in attesa della auspicata ripartenza che viene rinviata nel 2010. In una fase in cui il mercato viene meno (in provincia di Udine il calo tendenziale della produzione è stato del – 14,7% nel IV trimestre 2008 e del - 15,9% nel I del 2009) la priorità per le imprese è assicurarsi livelli di liquidità adeguati per salvaguardare la produzione e poter far leva su ammortizzatori sociali che consentano di mantenere la base occupazionale in presenza del calo dei volumi. E’ importante altresì la leva di sostegno agli investimenti per consentire il riavvio del processo di accumulazione in preparazione delle sfide competitive che la ripresa riaprirà. Per la liquidità una funzione accelerativa potrà essere fornita dalla revisione dell’operatività del Fondo di garanzia regionale per le piccole e medie imprese che la legge regionale anticrisi si propone di rilanciare (senza trascurare l’indicazione rivolta dal Consiglio regionale alla Giunta per la revisione del regolamento rimasto sinora inattuato) e dagli interventi per lo smobilizzo dei crediti vantati nei confronti delle imprese di maggiori dimensioni e della pubblica amministrazione. Per gli investimenti appropriata è la misura adottata per il rifinanziamento dei fondi di rotazione, nonchè della legge regionale sull’innovazione e della legge Bertossi. E’ altresì decisivo canalizzare sul POR Competitività, l’ex Obiettivo2, le domande di intervento a valere sulla legge Bertossi per cercare di recuperare sul ritardo nell’esame delle domande a fronte di un centinaio di domande non istruite per mancanza di fondi. Così come sul piano sociale importante è la misura diretta a rafforzare l’efficacia dei contratti di solidarietà ed a promuovere i lavori socialmente utili. Si tratta di misure che vanno attuate celermente prima dell’estate. Le imprese hanno bisogno di interventi rapidi ed efficaci. La fiducia si consolida anche in questo modo. Ezio Lugnani Associazione Infrastrutture PASSARE ALLA CANTIERABILITA’ DELLE OPERE Incontro a palazzo Torriani sulle infrastrutture riservato agli imprenditori con cariche delle regioni Fvg, Veneto, Emilia Romagna e Marche. Presente pure il vice-presidente nazionale di Confindustria Cesare Trevisani “L’auspicio è che si passi in tempi accettabili dalla dimensione dello studio e dell’analisi – mai abbastanza percorsa – a quella della proposta e dell’operatività o, per dirla con il gergo delle opere, della cantierabilità delle infrastrutture di cui il Friuli Venezia Giulia ha bisogno”. E’ con questo augurio che Alessandro Calligaris, presidente di Confindustria Friuli Venezia Giulia, ha aperto a palazzo Torriani l’incontro sul tema “Nuove infrastrutture, nuove opportunità” promosso da Confindustria FVG in collaborazione con Sistemi Formativi Confindustria e riservato agli imprenditori con cariche delle regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna e Marche. Calligaris, nel suo intervento, ha evidenziato come obiettivo di fondo per la nostra regione sia ora “quello di rimettere ogni cosa al suo posto, cioè l’infrastruttura al servizio dell’industria ed ogni modalità di trasporto in relazione ad ogni altra, per ottimizzare la cosiddetta ‘capacità di carico’ del sistema complessivo infrastrutturale che la nostra regione può offrire allo sviluppo industriale e generale”. colleghi per un così qualificato seminario, il presidente di Confindustria Udine Adriano Luci, prendendo a spunto il titolo del convegno “Nuove infrastrutture, nuove opportunità”, ha diffuso una nota di ottimismo: “Di fronte a tante negatività che dobbiamo affrontare giornalmente fa piacere parlare per una volta di positività e di futuro”. La riunione è poi entrata nel vivo con l’introduzione di Ilaria Vescovi, presidente del Comitato Interassociativo per la Formazione Permanente Confindustria, che ha ricordato come questa tipologia di incontri rappresenti una novità assoluta in termini di offerta formativa per la Scuola di Sistema sia per quanto riguarda i contenuti (temi di grande attualità) che il format (appuntamenti in tutta Italia) e i destinatari (imprenditori con cariche istituzionali nell’ambito del sistema Confindustria). Quindi l’intervento di Cesare Trevisani, vice presidente per le infrastrutture logistica e mobilità di Confindustria. “Le infrastrutture sono una priorità per il Paese, per Confindustria e per le imprese. Il NordEst – ha evidenziato Trevisani In questo senso il presidente ha ripre– ha provato sulla propria pelle, con Cesare Trevisani, Alessandro Calligaris, so alcune riflessioni proposte da Conl’esperienza del passante di Mestre, Adriano Luci e Ilaria Vescovi (foto Gasperi) findustria FVG nel 2005 nel quale si cosa significhi il blocco di un’opera interpretava l’intero sistema regionale essenziale”. Da qui l’invito del vicedelle infrastrutture come “unica piattaforma logistica integrata ver- presidente nazionale di Confindustria “di individuare anche le so il Centro Europa”. La visione di allora resta di stringente attualità, priorità fra le infrastrutture da realizzare tenendo conto degli ma gli interventi da attuare – osserva Calligaris – devono presta- equilibri territoriali da rispettare e delle risorse disponibili, che re riguardo anche alla sostenibilità ed ai suoi fattori determinanti. non sono molte. In tale ottica vedrei di buon occhio facilitazio“Il nostro – ha evidenziato con sano realismo il presidente degli ni per il coinvolgimento della finanza privata”. industriali regionali - è un sistema regionale abbastanza piccolo e la relazione tra le dimensioni delle infrastrutture e quelle del Trevisani ha poi dichiarato che “per il paese servono grandi opere territorio richiede equilibrio. Le nostre risorse sono limitate e non così come le piccole infrastrutture locali”. Sui tempi di realizzo, il possiamo reggere i costi di realizzazione e, forse soprattutto, di vice-presidente nazionale si è detto cautamente ottimista: “Va dato gestione di più di un grande porto, un aeroporto, un numero di atto al ministro Mattioli di impegnarsi moltissimo. Il nodo cruciale autoporti correlato alle dimensioni reali (e variabili) dei traffici”. è ora di passare dallo stanziamento virtuale delle risorse a quello effettivo; un nodo su cui il Governo deve dare dimostrazione di Dal canto suo, nel fare gli onori di casa e nell’esprimere la soddisaper tramutare le parole in fatti”. sfazione dell’Associazione di ospitare a palazzo Torriani tanti illustri A.L La relazione tra le dimensioni delle infrastrutture e quelle del territorio richiede equilibrio luglio09 31 Associazione Convegni Da sinistra: Paolo Perin, Simonetta Acrì, Marco Bruseschi, Lucia Pilutti, Michele Feletig e Graziano Lorenzon (foto Gasperi) Il seminario, realizzato in collaborazione con Regione Autonoma FVG, Camera di Commercio di Udine, Informest, Finest e Gruppo Sace, ha fornito alle imprese associate informazioni utili per approfondire le opportunità che il sistema Regione, in particolare, offre a supporto dei programmi di allargamento della presenza delle nostre realtà imprenditoriali sui mercati esteri. Marco Bruseschi, vice presidente di Confindustria Udine, ha aperto i lavori sottolineando il sostegno di Confindustria a tutte le imprese che intendono intraprendere il cammino dell’internazionalizzazione “E’ necessario – spiega Bruseschi – fornire un quadro unitario e organico delle opportunità a supporto delle aziende per conoscere gli strumenti finanziari, assicurativi e promozionali in materia di internazionalizzazione presenti a livello regionale, nazionale e internazionale. Confindustria è a fianco di tutti gli imprenditori che puntano a uno sviluppo”. Simonetta Acri, direttrice SACE Venezia e Responsabile per l’area Nord-Est, ha fatto un’accurata analisi dei mercati mondiali. “La crisi è iniziata dopo l’estate 2008. Questo ‘grande freddo’ finalmente sta passando. Si intravedono timidi segni di ripresa e, questo, grazie a nuove iniezioni di liquidità e alla riduzione dei tassi. Molti mercati vantano possibilità di sviluppo, quali il Nord Africa dove esistono delle economie isolate e l’impatto con la crisi è stato più morbido. La Sace è al fianco degli imprenditori nell’acquisizione di nuovi clienti stranieri e grazie alla collaborazione con Confindustria gli associati che desiderano avvicinare il settore assicurativo, avranno diritto a particolari sconti”. Paolo Perin, responsabile Sportello regionale per l’Internazionalizzazione, FINEST spa ha proseguito sottolineando il ruolo della finanziaria. “Noi promuoviamo la cooperazione finanziaria economica tra le imprese italiane del Nord Est e i Paesi dell’Est europeo. L’ultima operazione tangibile 32 luglio09 APRIRSI AI MERCATI PER AGGANCIARE LA RIPRESA I nternazionalizzazione. E’ questa la parola chiave su cui si è sviluppato l’ultimo appuntamento di “Sarà ripresa”, iniziativa promossa da Confindustria Udine tenutasi venerdì 22 maggio è stata quella di aprire un Finest point in Moldova per dar modo agli imprenditori di avere un aiuto in loco. Forniamo finanziamenti diventando soci effettivi e condividendo i rischi. Attiviamo una leva finanziaria per la durata massima di 8 anni e riusciamo a dare un aiuto agli imprenditori che, nelle operazioni internazionali, può arrivare fino al 49%”. Ha proseguito nella scaletta degli interventi Michele Feletig, responsabile Assistenza e consulenza alle imprese di Informest, specificando il ruolo di Banca Mondiale e di Business intermediary organisation. “Siamo degli intermediari con il ruolo di individuare i possibili mercati di sbocco per gli imprenditori interessati ad ampliare il loro orizzonte operativo, diamo aiuto nella conoscenza dei mercati esteri, ricerchiamo partner ed esperti e suggeriamo dove investire per penetrare commercialmente nuovi spazi geografici”. Lucia Pilutti, direttrice dell’Azienda Spe- ciale Imprese e Territorio I.TER di CCIAA Udine ha spiegato come la Camera di Commercio svolga un’attività di primo livello in ambito d’impresa. “Il nostro nuovo progetto si chiama I.Ter ovvero impresa e territorio. L’obiettivo è quello di sostenere l’internazionalizzazione per le Piccole e Medie imprese e per questo la Regione ha stanziato un voucher da 300.000 euro”. A chiudere l’incontro è intervenuto Graziano Lorenzon, direttore servizio rapporti internazionali Regione Autonoma FVG. “Da qualche anno la Regione ha impostato una politica per rafforzare i rapporti con altre aree del mondo. Aperture internazionali grazie a sinergie tra cooperazione allo sviluppo e internazionalizzazione. Senza retorica cerchiamo di dare un concreto aiuto allo sviluppo ai paesi arretrati. Non si può, di fatto, pensare allo sviluppo senza l’impresa”. P.D.D. Associazione Alimentari e Bevande A sinistra: il professor Gustavo Barbosa-Canovas Sotto: il pubblico del convegno “Tecnologie innovative nell’industria alimentare” (foto Gasperi) “Abbiate fiducia nella scienza!” Forte interesse nella ricerca di nuove tecnologie di processo per tecnologie alimentari di conservazione non convenzionali dell’Ordine dei Tecnologi Alimentari -, ma gli esperti assicurano che i risparmi susseguenti compensano abbondantemente l’esborso di partenza. In Italia, al momento, ho notizie di un’attività di ricerca da parte della Stazione Alimentare di Parma”. “Tempi di riscaldamento più rapidi, qualità del cibo migliore sia sotto il profilo del sapore che sotto quello microbiologico, risparmi di costi e di energia”: sono questi, secondo Gustavo Barbosa-Canovas, direttore del Center for Nonthermal Processing of Food della Washington State University, i vantaggi nell’utilizzo nelle industrie alimentari delle tecnologie alimentari di conservazione non convenzionali. Nel corso della mattinata – sono intervenuti pure Alessandro Tonello, della Stalam di Vicenza, Silvia Grasselli, della Gea di Parma, Lara Manzocco, Sonia Calligaris e Maria Cristina Nicoli, del Dipartimento di Scienze dell’Università di Udine, Francisco Purroy, della NC di Burgos (Spagna) e Fabio Sinatra e Michele Toppano, della Electrolux di Pordenone – si è parlato anche di “nanocibi” ovvero del miglioramento di alcune caratteristiche degli alimenti tramite la scienza che si occupa del controllo della materia su scala atomica e molecolare: le nanotecnologie. Il professor Barbosa-Canovas è intervenuto giovedì 21 maggio a palazzo Torriani al convegno promosso dall’Ordine dei Tecnologi Alimentari in collaborazione con Confindustria Udine e con il Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università degli Studi di Udine dal titolo “Tecnologie innovative nell’industria alimentare”. “Questo seminario – ha spiegato Luca Menis, capogruppo delle Industrie Alimentari e Bevande di Confindustria Udine – nasce dall’esigenza di aggiornamento per gli associati sulle più recenti innovazioni di processo e di prodotto. E’ importante comprendere quali di queste tecnologie sono già attualmente applicabili a livello industriale e quali sono i loro campi e limiti di applicazione”. Altro elemento da tenere in considerazione, come ha poi aggiunto Michele Morgante, delegato del Rettore alla ricerca degli università di Udine – “è quello della sicurezza degli alimenti, aspetto sempre più richiesto dal mercato”. Il professor Barbosa-Canovas ha voluto a tale riguardo rassicurare i presenti: “Dovete avere fiducia nella scienza e nel team di persone, di alto profilo e reputazione, impegnate nella ricerca di queste nuove tecnologie di conservazione non convenzionali”. L’esperto statunitense ha evidenziato i nuovi metodi per riscaldare gli alimenti nelle industrie alimentari. “Se la tecnica normale è legata al calore, quella non convenzionale si apre ad altre risorse come l’alta pressione, i campi elettrici, gli ultrasuoni, gli ultravioletti. Per sterilizzare i cibi si fa ricorso ora ai micro-onde, al riscaldamento ohmico (basato sul passaggio di corrente elettrica alternata attraverso l’alimento stesso) e alle radiofrequenze”. Controindicazioni? “Forse solo quelle dell’investimento iniziale in questi impianti sofisticati – risponde Raffaele Del Fabbro, presidente Il forte interesse nella ricerca di “nuove tecnologie di processo” nasce dalla crescente domanda di alimenti trasformati che soddisfino requisiti di qualità quali “freschezza”, proprietà sensoriali, sicurezza, una adeguata conservabilità (shelflife), unitamente a potere nutrizionale e funzionale. In altre parole istantaneità ed invisibilità di un processo tecnologico che garantisca l’ottenimento di un prodotto sicuro e stabile nelle proprie distintive caratteristiche. Alfredo Longo luglio09 33 34 luglio09 luglio09 35 Associazione Edilizia Il momento del taglio del nastro per i nuovi uffici ANCE Udine: da sinistra, monsignor Giulio Gherbezza, Adriano Luci, Paolo Buzzetti e Marco Sostero PAOLO BUZZETTI A PALAZZO TORRIANI Il Presidente Nazionale dell’ANCE incontra i costruttori friulani. Ribadito il ruolo insostituibile del comparto edile per il sistema economico e sociale del Paese. I costruttori tornino ai cantieri, le banche sostengano le attività U niti, trasparenti, propositivi: con queste tre parole, il capogruppo dell’ANCE di Udine, Marco Sostero, ha presentato i costruttori friulani al presidente nazionale dell’ANCE Paolo Buzzetti. Un richiamo sintetico, ma riferito ai valori, per presentare la categoria al leader nazionale, in un incontro dettato dalla grave crisi economica che sta vivendo il mercato locale e nazionale e che a Palazzo Torriani ha visto presente anche il presidente di Confindustria Udine, Adriano Luci e il capogruppo regionale dell’ANCE, Donato Riccesi. Sostero non ha usato giri di parole per descrivere la preoccupazione della categoria di fronte alla situazione attuale, affermando che “in pochi mesi è letteralmente cambiato il mondo e stiamo registrando una crisi strutturale più dura del previsto e che sta minacciando la vita delle imprese”. Sostero ha sottolineato anche come 36 luglio09 il sistema economico appaia nel suo complesso bloccato, con rischio di sparizione per molte imprese e con un atteggiamento del mondo bancario che preferisce adeguarsi alla crisi, ma non alla realtà delle imprese, subordinando il credito al possesso di requisiti e criteri che nella situazione attuale di eccezionalità non possono venire rispettati neppure dalle imprese più virtuose. “A questo si aggiungono le pastoie della burocrazia – ha ricordato Sostero - presenti sia nelle Amministrazione che hanno i soldi ma non danno appalti, sia nelle Amministrazioni che appaltano ma poi non pagano”. Una situazione che ha portato alla convocazione a Roma, il 14 maggio, degli Stati Generali del settore delle costruzioni e che ha visto l’adesione di tutti gli attori del comparto. Ed è proprio a questa iniziativa che si è riferito il presidente Buzzetti, ricordando come in quella manifestazione siano state fornite alcune cifre che fotografano gli effetti della crisi, quelli già manifestati e quelli possibili. “Sono 250 mila le persone – ha evidenziato Buzzetti – che rischiano a livello nazionale di perdere il lavoro, aggiungendosi ai lavoratori già espulsi dal sistema. La stima del calo dei livelli produttivi nel biennio 2008/2009 è pari a circa il 9% rispetto al 2007: il che significa 14,3 miliardi di Euro di investimenti in costruzioni in meno”. Cifre preoccupanti, ma che Buzzetti ha voluto contestualizzare nella sempre attuale strategicità del settore delle costruzioni nell’economia nazionale: un motore vitale che ha sempre trainato in Italia occupazione e PIL, con i suoi 154 miliardi di Euro di investimenti e i tre milioni di lavoratori occupati, comprendendo anche i settori collegati. Un intervento, quello di Buzzetti, svolto a braccio, Associazione Edilizia sul filo dell’emozione, ricordando da un lato come i costruttori edili siano determinanti per la qualità generale del Paese, e, dall’altro, come sia il settore nel quale rimanga massimo l’impiego e l’impegno dell’uomo. “Al Governo – ha ricordato Buzzetti - abbiamo detto che un Paese ha bisogno di pensare a come uscire dalla crisi, ma che ha ancor più bisogno di pensare al ‘dopo’, a quello che succederà quando tutte le economie avanzate, una volta superato il peggio, torneranno a crescere. In quel ‘dopo’ rischiamo di restare impantanati se non sapremo preparare oggi stesso una svolta che fissi nuove regole per competere”. Buzzetti ha le idee chiare: prima di tutto ridare ai costruttori la libertà di essere impresa, che significa abbandonare le carte bollate e non sostituirsi allo Stato nei suoi compiti specifici. E poi c’è la necessità di un sistema efficiente, il bisogno enorme di nuove infrastrutture, come anche la realizzazione di un programma di opere piccole e medie subito cantierabili. Poi, per Buzzetti bisogna rispondere alla richiesta di abitazioni che proviene dalle famiglie che non trovano risposte nel libero mercato: da qui l’attuazione del piano per l’housing sociale e l’intervento sulla casa per garantire la vivibilità urbana; ma anche diffondere la cultura della manutenzione. Buzzetti ha affrontato, poi, il nodo della qualità delle imprese, sottolineando come l’ANCE chieda che la qualificazione sia un elemento sostanziale e non formale, che le imprese vengano selezionate sulla base delle proprie capacità e non solo su certificati privi di valore. Una qualità delle imprese che riguarda anche il livello di sicurezza sul lavoro, in un contesto di INAUGURATI I NUOVI UFFICI DI ANCE UDINE L a presenza del Presidente nazionale dell’ANCE ha fornito l’occasione per procedere all’inaugurazione ufficiale dei nuovi uffici dell’ANCE udinese, frutto della ristrutturazione degli spazi adiacenti alla Torre di Santa Maria di Palazzo Torriani. Una cerimonia che ha visto la presenza dei dirigenti e delle imprese aderenti all’ANCE e gli interventi dell’assessore provinciale Mario Virgili, del vice-sindaco di Udine Vincenzo Martines, accompagnato dall’assessore Gianna Malisani, prima della benedizione ai locali impartita da monsignor Giulio Gherbezza, vicario del Vescovo di Udine. Il riuscito intervento di ristrutturazione con pareti in cristallo, atmosfera high-tech, accuratezza filologica nella valorizzazione dei materiali naturali e nel rispetto della storia dell’edificio, hanno ispirato gli interventi dell’ingegner Buzzetti e di monsignor Gherbezza. cultura della sicurezza che deve riguardare anche il territorio. E poi, centrale per Buzzetti, l’opportunità di privilegiare le costruzioni ad alta prestazione energetica, sostenendo con appositi strumenti fiscali la domanda di edifici sostenibili nuovi o ristrutturati. Forte il richiamo anche al mondo bancario, soggetto al quale Buzzetti chiede di mettersi in gioco, perché divenuto più che mai strategico nel sostenere la difficile fase economica. “Il Governo ha stanziato ingenti risorse per salvare prima e ricapitalizzare poi i maggiori istituti nazionali – ha concluso Buzzetti – ma il mercato non se ne è accorto. Se la quantità di credito erogato non aumenterà e gli spread non si abbasseranno, né le famiglie né le imprese potranno beneficiare dell’abbassamento dei tassi”. Alla fine un appello che è quasi una mission: i costruttori devono ritornare al cantiere, devono poter continuare a svolgere il loro straordinario mestiere, perpetuando quella intelligenza di impresa che sempre firma il loro lavoro. Da qui l’invito proseguire su questa strada. Franco Rosso servizio fotografico di Alessio Buldrin Entrambi si sono trovati concordi nel riconoscere come le grandi Organizzazioni nazionali risultino spesso essere una concentrazione di problematiche, mentre, una volta sul territorio, le stesse Organizzazioni evidenziano armonia, efficienza e funzionalità. Spontaneo anche il riferimento al terremoto, che ha visto il Friuli campione nella ricostruzione e ricco di eccellenze nel settore delle imprese edili. Monsignor Gherbezza, nel contesto della benedizione dei locali, si è richiamato al Sacro Testo che ammonisce che “se non c’è onestà, l’edificio crolla”, volendo sottolineare come i nuovi uffici dell’ANCE diano spontaneamente l’idea di un luogo benevolo, molto dignitoso per il lavoro, cosa non sempre scontata. Concludendo Monsignor Gherbezza ha voluto augurare ai costruttori friulani un futuro positivo, anche grazie all’operatività della nuova sede. Adriano Luci, presidente di Confindustria Udine, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione dei nuovi uffici dell’ANCE, ha sottolineato come proprio gli stessi testimonino la proficua e stretta collaborazione tra l’Associazione e le diverse categorie, riconoscendo nel contempo come l’edilizia rivesta da sempre un ruolo trainante per l’economia e diventi ancor più strategica per il suo rilancio. (F.R.) luglio09 37 Associazione Incontri LA MINIERA IN GIARDINO: un evento per capire come “coltivare” il patrimonio dati aziendale Sopra: In primo piano Luigi Gregori, capogruppo Gruppo Telecomunicazione e Informatica, e Fabiano Benedetti, preseidente Beantech S uccesso di pubblico e di interesse per l’evento organizzato da BeanTech, azienda informatica di Colloredo di Monte Albano, svoltosi a Palazzo Torriani venerdì 12 giugno. Più di 100 persone in rappresentanza di circa 90 aziende di diversi settori merceologici hanno assistito al convegno per scoprire come ottimizzare e trasformare la moltitudine di dati presenti in azienda in informazioni utili al processo decisionale. Tema dell’incontro la Business Intelligence: l’insieme di strumenti e tecnologie scalabili su qualsiasi tipo di verticalizzazione “industry”, dimensione e area aziendale e capaci di tradurre e rendere subito disponibili le informazioni sul contesto aziendale e sulla situazione di mercato. “L’immagine della Miniera in Giardino - spiega Fabiano Benedetti, presidente di BeanTech - non è stata scelta a caso: siamo consapevoli che qualsiasi tipo di azienda possiede numerose informazioni che, una volta recuperate, trasformate e combinate con altre, possono tramutarsi in una vera e propria ricchezza”. L’evoluzione delle tecnologie di Business Intelligence negli ultimi anni, illustrate chiaramente da Fabio Candussio, ricercatore dell’Università degli Studi di Udine, hanno reso questi strumenti alla portata anche delle piccole e medie imprese, in quanto non necessitano di investimenti economici elevati e possono essere utilizzati con estrema facilità. La metafora della Miniera in Giardino è stata poi ripresa nelle testimonianze portate da Luigi Morsut, sales manager Danieli Automation, Daniele Stolfo, amministratore unico di X-Change, e Michele Bovo, presidente di GestionAzienda, che hanno illustrato tre diversi casi di successo dell’applicazione di queste tecnologie: una verticalizzazione della Business Intelligence per il settore siderurgico, l’integrazione con il sistema gestionale leader per le PMI ed infine l’applicazione di questi strumenti al controllo di gestione. Al professor DeToni, Preside della Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Udine, è stata affidata la chiusura del convegno. A buon titolo definibile guru dell’Economia della Conoscenza, DeToni ha ribadito “come sia possibile, con gli strumenti adatti, prendere decisioni complesse con strumenti semplici”. Il grande successo del convegno dimostra che l’argomento trattato ha stimolato notevolmente la curiosità e l’interesse delle aziende del territorio, confermando che il tema della Business Intelligence e la possibilità di far fruttare la ricchezza nascosta sono temi assolutamente da approfondire. Arianna Arizzi Area Organizzazione, Marketing e Sviluppo Confindustria Udine g Il 1° luglio appuntamento con MARKETING.INNOVA M Sopra: la locandina del convegno 38 ercoledì 1° luglio, alle ore 15.30, nella Sede di Confindustria Udine avrà luogo la IV edizione di marketing. innnova, l’evento nazionale del Marketing Strategico e Operativo nato con InnovAction e organizzato dall’Associazione Italiana Marketing AISM e dall’Associazione Italiana Pubblicitari Professionisti TP. Quest’anno grazie al supporto della Sezione Marketing e Comunicazione del Gruppo Terziario Avanzato di Confindustria Udine l’appuntamento con gli operatori si terrà comunque al di fuori dell’originario contenitore fieristico diventato biennale. Il tema che verrà trattato da noti protagonisti del marketing e dell’imprenditoria locale e nazionale durante il pomeriggio è quello delle strategie e delle tecniche per leggere, interpre- luglio09 tare, affrontare e valorizzare la prima crisi socio economica globale che stiamo vivendo. A 80 anni dalla crisi del ’29, da cui è nato il “Marketing Moderno”, ci troviamo ad affrontare una crisi diversa, più complessa perché globale e con una componente finanziaria di struttura totalmente nuova. La domanda che è lecito porsi è “quale sarà il marketing del 3° millennio pronto a nascere e ad affermarsi?”. Ed è altrettanto corretto ipotizzare, in modo provocatorio ma reale, che il verso di Orazio “Cogli il giorno confidando il meno possibile nel domani” rappresenti la nitida foto dell’oggi e quindi la base del Carpe Diem Marketing. Il nuovo paradigma da perseguire per avere un futuro è quello del ricorso alla fantasia, che consenta alle tecniche e al metodo di liberare nuove energie per intercettare i segnali, elaborare gli obiettivi sostenibili e creare strategie efficaci. Per informazioni 0432 276259, organizzazione@confindus tria.ud.it Associazione Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Udine Filo diretto Udine-New York: TOMASO VENEROSO, presidente CIIM USA, ospite dei GIOVANI IMPRENDITORIO di CONFINDUSTRIA UDINE Sopra: da sinistra, il presidente CIIM USA Tomaso Veneroso, il presidente di Confindustria Udine Adriano Luci ed il presidente Giovani Imprenditori Udine Enrico Accettola Q uanti viaggi sono caratterizzati dalla conoscenza di persone di cui, nonostante le promesse e i buoni propositi, si perdono i contatti una volta arrivati a casa. Non è però questo il caso dei Giovani Imprenditori di Confindustria Udine guidati da Enrico Accettola che hanno dato un seguito alla loro missione a New York dello scorso mese di marzo rafforzando tra l’altro l’amicizia con l’udinese Tomaso Veneroso, presidente della CIIM US - Confederazione degli Imprenditori Italiani nel Mondo negli Stati Uniti. Alla CIIM US aderiscono oltre duemila imprenditori e manager di alto livello italiani e di origine italiana che risiedono e/o hanno la sede della propria attività all’estero e che tuttavia si riconoscono nel sistema imprenditoriale italiano. Veneroso, nei giorni scorsi è stato ospite a palazzo Torriani del Gruppo Giovani; una riunione, cui ha presenziato pure il presidente di Confindustria Udine Adriano Luci, che è servita a stringere rapporti ancora più stretti fra le due associazioni al fine di sviluppare nuove opportunità e relazioni economiche per le imprese americane e friulane. L’idea, partita da palazzo Torriani, è quella di lanciare a breve un progetto pilota congiunto tra CIIM US e Confindustria Udine che potrebbe essere esteso anche ad altre territoriali del sistema industriale italiano. “Il Friuli – ha detto Veneroso – è conosciuto e apprezzato nel mondo per la sua voglia di fare, il pragmatismo e la lungimiranza. Ritengo che l’obiettivo delle nostre associazioni non sia tanto quello di far fare business alle nostre aziende quanto piuttosto creare le condizioni affinché ciò avvenga proponendosi come punto di incontro e di confronto, di scambio di esperienze, di contatti istituzionali, di idee e di consulenza strategica”. Concetti pienamente condivisi dal presidente Luci che ha aggiunto “come in realtà per fare in modo che le aziende si incontrino tra di loro e che poi a loro volta incontrino i mercati, siano sufficienti passi semplici, graduali ma costanti. Sono convinto poi che la friulanità, intesa non come chiusura ma come apertura di orizzonti, possa essere un valore aggiunto da spendere a livello internazionale”. E’ stato poi Accettola ad individuare alcuni degli “strumenti semplici” per rafforzare le sinergie tra aziende americane e friulane. “Già oggi per chi fosse intenzionato ad investire negli Usa assicuriamo come Giovani Imprenditori un contatto diretto con il presidente Veneroso e con il suo staff di esperti del mercato statunitense. Inoltre è di prossima attivazione un portale congiunto del Gruppo Giovani e del CIIM US per mettere in rete domanda ed offerta delle imprese”. In chiusura Veneroso ha pure ricordato due iniziative che la CIIM US da lui presieduta sta portando avanti sul territorio statunitense: la prima è l’avvenuta stipula di un contratto di cooperazione con le associazioni NSBA e NFIB (le equivalenti della Confindustria italiana); la seconda è la volontà di creare una rappresentanza presso la Casa Bianca del made in Italy. Enrico Accettola Presidente Gruppo Giovani Imprenditori Udine luglio09 39 Associazione Gruppo Giovani Imprenditori A sinistra: la delegazione del Gruppo GIovani Imprenditori Confindustria Udine al Convegno Nazionale di Santa Margherita Ligure AGENDA gli appuntamenti dei Giovani Imprenditori = Visita a Cinecittà data: 19 giugno 2009 luogo: Roma = Consiglio Direttivo Allargato ed incontro con Alessandro Calligaris data: 25 giugno 2009 ore: 16 luogo: Manzano = Conviviale estiva data: 3 luglio 2009 ore: 20.30 luogo: Ristorante&Discoteca Mr Charlie, Lignano Sabbiadoro = Visita alle Frecce Tricolori data: ottobre 2009 luogo: Rivolto = Convegno Nazionale G.I. Confindustria data: 30 e 31 ottobre 2009 luogo: Capri = Visita alla Eurotech ed incontro con Roberto Siagri data: novembre 2009 luogo: Amaro note: (da confermare) 40 luglio09 Santa Margherita Ligure, 12-13 giugno 2009 DOPO! La crisi, l’Italia e come prepararsi per ripartire R ipartire? Si può. Da Santa Margherita Ligure dove si è tenuto il 12 e 13 Giugno il Convegno Nazionale dei Giovani Imprenditori. Un panel ricco di interventi illustri, dai Ministri in carica Matteoli, Frattini e Sacconi, a Bersani e Franceschini del PD, oltre a rilevanti rappresentanti del mondo imprenditoriale come Alessandri di Technogym, Ponzellini di Impregilo, Moretti di Ferrovie dello Stato e il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ha voluto ricordare il suo background di imprenditore di successo. Federica Guidi ed Emma Marcegaglia in difesa degli imprenditori hanno sottolineato che per reagire alla “tempesta” economica della quale le aziende italiane si trovano in balìa, «la politica non può restare inerte. Deve agire per ricostruire la fiducia. Ci vuole una politica imprenditoriale che si confronti con la realtà e che alle sfide della realtà sia pronta a rispondere». Ed ecco dunque le richieste degli imprenditori per poter reagire alla crisi e fare in modo che vi sia una ripresa imminente: sostituzione dell’Irap, detassazione degli utili reinvestiti, semplificazione delle norme urbanistiche, crediti d’imposta a fronte di investimenti sull’innovazione, congelamento degli ammortamenti, maggior zelo nel pagamento alle imprese da parte dell’amministrazione pubblica, ritorno alla direttiva Bolkestein sulla liberalizzazione dei servizi, per concludere con la proposta di un Tremonti Ter per il prossimo biennio. Ma la crisi economica che ha investito l’Italia potrebbe tramutarsi anche nell’opportunità di attuare alcune riforme strutturali che da tempo il mondo imprenditoriale si auspica: in primis la riduzione della pressione fiscale che potrebbe agevolare le imprese nella ripresa e di conseguenza rimettere in moto l’intera economia del Paese. Il Presidente del Consiglio dal canto suo si è detto disponibile ad un incontro entro fine giugno tra la compagine di governo, Guidi e Marcegaglia per poter proseguire il dialogo e confrontarsi sulle richieste degli imprenditori. Ripartire? Si può e si deve, dunque. I presupposti ci sono, la volontà anche, ora dobbiamo agire. Francesca Cancellier Associazione Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Udine CONVEGNI COSTRUIRE INSIEME IL FUTURO Interessanti riflessioni sul tema del “fare squadra” nell’incontro tenutosi nelle scorse settimane, a cura del Gruppo Giovani, a Palazzo Torriani “L’innovazione che dobbiamo fare nelle nostre imprese non è soltanto quella relativa al prodotto; altrettanto importante è quella rivolta alle risorse umane. Oggi giorno, ritagliarsi del tempo per condividere con i nostri collaboratori mission e obiettivi aziendali diventa infatti una strada obbligata”. La riflessione è di Enrico Accettola, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Udine, che ha aperto così, nei giorni scorsi a palazzo Torriani, il convegno promosso dal Gruppo Giovani dal titolo: “Costruire insieme il futuro – Collaborazione/Condivisione è l’esigenza delle aziende moderne, perchè non basta un capitano a fare una squadra”. Anche Michele Vanin, vice-presidente dei Giovani di Confindustria Udine, introducendo i lavori della giornata, si è dichiarato convinto che “chi guida le aziende deve necessariamente identificare nelle risorse umane la ‘sfida emergente’ per la crescita. Una sfida che si articola su tre temi fondamentali: la valorizzazione e la salvaguardia delle competenze, la gestione del cambiamento, la leadership e le capacità manageriali”. Quindi, i relatori - Gianluca Biotto, della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Udine, Andrea Beltrami, di Formteam srl, Mauro De Bona, di Campus srl, e Raffaele Perrotta, di Vertical srl – hanno illustrato come sviluppare e curare al meglio il capitale umano dell’impresa, concentrandosi in particolare nell’individuazione di nuove leve organizzative e gestionali su cui agire per attivare processi virtuosi di apprendimento ed innovazione che sappiano mettere la persona, le sue esigenze e le sue potenzialità al centro di ogni scelta e decisione. Biotto, che ha citato il caso della Illy Caffè, ha individuato nell’applicazione della “knowing organisation” una risposta possibile alla complessità della realtà e un vantaggio alle aziende che la adottano. La knowing knowledge teorizza che l’apprendimento e l’innovazione nelle organizzazioni passino attraverso tre fasi: l’attribuzione di un senso al flusso disordinato delle varie esperienze, la creazione della conoscenza e la presa della decisione. Beltrame, dal canto suo, si è soffermato sulla necessità della condivisione. “Nel fare appello ai valori della propria azienda bisogna indicare obiettivi chiari e precisi da raggiungere. La condivisione di valori crea soddisfazione e appartenenza nei collaboratori. Per questo è opinione comune che il ruolo principale dell’imprenditore sia soprattutto quello di promuovere la cultura, ovvero i valori, della propria azienda. Se ci riesce, ha tutte le leve per il cambiamento”. De Bona ha invece parlato di come si possano perfezionata processi, prodotti e servizi con la creatività. “La creatività – ha detto – non è dote innata, ma può essere migliorata purché ci sia la volontà di farlo. Costa fatica e disciplina uscire dagli schemi, ma si è ripagati anche perchè la creatività è il punto di partenza privilegiato dell’innovazione”. Da ultimo Perrotta ha affrontato la questione di come mettere le persone giuste al posto giusto. “Il segreto sta nelle competenze, ossia scegliere persone con competenze coerenti con i valori aziendali. Più che competenze tecniche oggi giorno sono importanti le competenze trasversali (flessibilità, autonomia, orientamento al cliente). Sono le competenze a determinare ormai il patrimonio distintivo di un’impresa”. Patrizia Paravano Da sinistra: Mauro De Bona (Campus srl), Raffaele Perrotta (Vertical srl), Enrico Accettola e Michele Vanin (presidente e vice-presidente Gruppo Giovani), Gianluca Biotto (Facoltà di Ingegneria dell’Università di Udine), Andrea Beltrami (Formteam srl) luglio09 41 Associazione Formazione A sinistra: prove pratiche del corso Formatori Antincendio g Da non perdere LA PROGRAMMAZIONE NEUROLINGUISTICA: tecniche di comunicasione strategica I niziare a notare degli elementi concreti del proprio modo di comunicare che impattano sulla propria motivazione, sul raggiungimento dei propri obiettivi e sulla qualità della comunicazione che impostiamo con gli altri. Il corso è rivolto a tutti coloro che sono interessati ad approfondire la conoscenza dei processi comunicativi attraverso lo studio di un modello particolarmente efficace per l’analisi dei comportamenti (propri ed altrui) che pone l’attenzione ad elementi osservabili e riproducibili che consentano una migliore comunicazione con se stessi e con gli altri. Corsi di Formazione programma di luglio Competenze relazionali Direttive Comunitarie 1 e 10 luglio Analisi transazionale: rendere sane le relazioni in un ambiente di lavoro 8 e 15 luglio La programmazione neurolinguistica: tecniche di comunicazione strategica 2 luglio La norma CEI EN 60204-1 e guida all’applicazione CEI 44-14 Economica 8 luglio Metodi di gestione per affrontare la riduzione dei margini Risorse Umane 6 luglio Investire in formazione: la progettazione strategica della formazione in azienda Istruzioni per l’uso... Momento d’aula del corso Operare consapevolmente con l’estero: gli strumenti per prevenire i rischi connessi al trasporto internazionale delle merci 42 luglio09 I programmi didattici dei corsi, i profili dei relatori e dei formatori, le date di svolgimento e le modalità operative di partecipazione sono disponibili sul sito www.confindustria.ud.it, nella sezione “Formazione” “Corsi a calendario”. Associazione Web News da Internet su g www.confindustria.ud.it FISCALE = Cessione del ramo d’azienda: tassazione separata solo se il rapporto di lavoro si interrompe = Le novità fiscali di maggio 2009 = Iva: aliquota piena per il cippato di legno = Irap: non assoggettati i professionisti consulenti e membri di collegi sindacali = Agenti di commercio e promotori finanziari: Irap dovuta solo se c’è autonoma organizzazione = Base imponibile Irap: i chiarimenti delle Entrate = Studi di settore: la nuova versione di Gerico 2009 con i correttivi anticrisi = Incentivi fiscali alle operazioni di aggregazione aziendale c.d. “Bonus Aggregazioni” = Nuove disposizioni in materia di deposito bilanci = Erogazioni liberali a favore delle popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo: deducibili dal reddito d’impresa = Le novità fiscali di aprile 2009 = Bonus ricerca & sviluppo: esclusi i costi per borsisti ed interinali = Primi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sull’Iva per cassa = Modello 730/2009: le istruzioni per i sostituti d’imposta = Rivalutazione immobili d’impresa: ulteriori chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate = Riqualificazione energetica degli edifici: approvato il modello per la comunicazione alle Entrate g EDILIZIA = Reperimento locali da adibire a sede dell’Ufficio di Tolmezzo dell’Agenzia Entrate Rapporto sulla presenza delle imprese di = costruzioni italiane nel mondo - Dossier Ance = Novità per l’impiego di acciaio per cemento armato = Variazione prezzi dei materiali - Pubblicato Dec. Min. - Istanze di compensazione = Riqualificazione energetica degli edifici - Detrazione del 55% - Comunicazione all’Agenzia delle Entrate = Partecipazione alle gare d’appalto - Dichiarazione sostitutiva = Riqualificazione energetica degli edifici - Detrazione del 55% - Comunicazione all’Agenzia delle Entrate NORMATIVA TECNICA = Prevenzione incendi - Termine dell’efficacia del NOP dal 1° giugno 2009 AMBIENTE = Zanzara Tigre – Interventi di disinfestazione del territorio comunale di Udine – Ordinanza Sindacale LAVORO E RAPPORTI SINDACALI = Inps: differimento adempimenti contributivi per ferie collettive - richiesta da inoltrare entro il 31 maggio ai Comitati provinciali Inps = Coefficiente di rivalutazione del TFR Aprile = Sottoscritto il 13 maggio 2009 in Regione nuovo accordo sugli ammortizzatori in deroga = Inps: trattamento di integrazione salariale ordinaria e festività - precisazioni ECONOMIA E FINANZA = Ufficio Studi - Rilevazione sulle forze di lavoro - Media 2008 = Partecipazione allo stand collettivo regionale della Filiera legno al SAIE 2009 = Ufficio Studi - Indice dei prezzi al consumo ai fini delle locazioni di immobili urbani. Mese di aprile 2009 = Ufficio Studi - Risultati Indagine congiunturale 1° trimestre 2009 = Ufficio Studi - Analisi congiunturale Settore cartarie, poligrafiche, editoriali = Ufficio Studi - Analisi congiunturale Settore energia e servizi a rete TRASPORTI = Autotrasporto merci in conto terzi – Nuovi rapporti tra committenti e vettori – Art. 83-bis legge n. 133/08 – Variazione prezzo gasolio maggio 2009 = Autotrasporto merci in conto terzi – Contributi per sistemi integrati di logistica = Autotrasporto merci – Obbligo di carta di qualificazione del conducente dal 10 settembre = Trasporti internazionali – Austria – Dal 2010 nuovo sistema pedaggio autostradale per autocarri ed autobus = Sicurezza stradale – Divieti di circolazione mezzi pesanti nei mesi estivi = Autotrasporto merci in conto terzi – Nuovi rapporti tra committenti e vettori – Art. 83-bis legge n. 133/08 – Variazione prezzo gasolio aprile 2009 = Trasporti internazionali – Principato di Monaco – Disciplina settore merci = Varie – Vendita di autovetture nuove – Informazioni al consumatore = Nuovo Codice della Strada – Trasformazione di autocarri leggeri in autovetture = Varie – Ripristino operatività uffici Motorizzazione di Udine dall’11 maggio 2009 = Trasporti internazionali – Ungheria – Regole per il cabotaggio merci = Autotrasporto merci in conto terzi – Iscrizione all’Albo – Circ. Mintrasporti del 1° aprile 2009 COMMERCIO ESTERO = Normativa doganale – Dazio antidumping su import determinati prodotti in acciaio dalla Cina – Regolamento (CE) n. 383/09 = Normativa doganale – Novità per ECS e NCTS dal 1° luglio 2009 – Comunicazione Agenzia delle Dogane del 27 maggio 2009 = Canada – Indagine conoscitiva UE sull’accordo di partnership = Normativa doganale – Visto uscire telematico operazioni export – Chiusura MRN non ancora appurati – Comunicato Agenzia delle Dogane del 20 maggio 2009 = Fiere – Internazionale di Plovdiv – 28 settembre-3 ottobre 2009 = EAU/Qatar - Missione economica - Dubai 1519 novembre 2009 = Normativa doganale – Visto uscire telematico operazioni export – ECS fase 2 – Nota Agenzia delle Dogane dell’8 maggio 2009 = Normativa doganale – Dazio antidumping su import tubi di ferro o acciaio dalla Cina – Regolamento (CE) n. 289/09 = Cina – Missione economica di acquisto in Italia – Luglio 2009 = Irlanda/Gran Bretagna – Borsa dei vini italiani – Dublino/Londra 6-8 ottobre 2009 = USA – Sanzioni per import determinati prodotti UE – Accordo di massima = Fiere – Internationale Süßwarenmesse 2010 – Colonia 31 gennaio-3 febbraio 2010 ORGANIZZAZIONE, MARKETING E SVILUPPO = Rinnovo Convenzione con Cathay Pacific per le destinazioni: Hong Kong, Cina, Giappone, Taiwan, Vietnam, Sud-Est Asiatico, Australia e Nuova Zelanda SICUREZZA SUL LAVORO = Alcol e lavoro - Linee guida della Regione Friuli Venezia Giulia = Comunicazione all’INAIL degli infortuni con prognosi di un giorno - Proroga della decorrenza dell’obbligo = Comunicazione del nominativo del RLS all’INAIL - Proroga della scadenza al 16 agosto RISORSE UMANE = La Vetrina di Unimpiego - I profili della settimana 11-15 maggio 2009; 18-22 maggio 2009; 25-29 maggio 2009; 1-5 giugno 2009 Istruzioni per l’uso... Per consultare le notizie riportate in questa =pagina = Collegarsi al sito Internet dell’Associazione www.confindustria.ud.it INNOVAZIONE = Selezionare alla voce “Ricerca“ nell’archivio = Notizie da sportello APRE FVG di Friuli Innovazione - Newsletter n° 24, maggio 2009 QUALITA’ = Uninotizie n° 10 del 31/05/2009 e n° 9 del 15/05/2009 della sezione “News” = Inserire la password riservata alle imprese associate = Inserire le informazioni richieste (in par= ticolare titolo e servizio di emissione) per attivare il motore di ricerca Cliccare “cerca” luglio09 43 Associazione Confindustria News “Approfittiamo della crisi per fare le riforme” La relazione della presidente di Confindustria EMMA MARCEGAGLIA all’assemblea del 21 maggio scorso a Roma, alla quale ha partecipato anche una delegazione di Confindustria Udine, guidata dal presidente Adriano Luci La crisi “Ci troviamo – ha esordito Emma Marcegaglia - nel mezzo di una crisi violentissima che sta mettendo e metterà a dura prova le capacità di tenuta delle imprese e delle istituzioni”. La crisi, secondo la presidentessa, è insieme economica e finanziaria e coinvolge non solo gli individui, ma l’intera società. Le molte cause si sono mescolate, creando le premesse di una tempesta perfetta che nessuno è stato in grado di prevenire. “Quest’anno - ha spiegato - l’attività economica mondiale diminuirà dell’1,3%. Le reazioni sono state sufficientemente coordinate. Il pericolo di un’esplicita e precipitosa corsa al protezionismo è stato finora evitato, ma esso resta in agguato. Qua e là si intravede un rimbalzo della produzione. Si può sperare di vedere entro la fine di quest’anno qualche segnale di miglioramento, ma – ha ammonito - non illudiamoci: il recupero sarà difficile e richiederà tempo”. La sede di Confindustria a Roma L’uscita dalla crisi “Per questi motivi - secondo la Marcegaglia - il sostegno alla domanda dovrà proseguire. Bisogna uscire dalla crisi attraverso un piano di riforme da avviare immediatamente. Occorre modificare le norme pro-cicliche come Basilea 2 e nel contempo evitare la moltiplicazione inutile di norme e controlli. Le nuove regole devono riguardare tutto il sistema finanziario ed essere attivate da tutte le autorità finanziarie delle principali aree del mondo”. Riforme e nuove regole non devono però voler dire, la sostituzione dello Stato alle imprese perché “l’economia di mercato e il capitalismo straordinariamente efficaci nella creazione di nuove idee alla ricerca di sbocchi commerciali e nessun pianificatore, nessuna agenzia governativa può sostituirsi alle persone in questo processo di scoperta e valorizzazione”. Gli Stati devono rimettere in carreggiata le economie e ridefinire le regole, ma, poi, il pendolo tra Stato e mercato deve tornare ad oscillare verso il mercato. La futura spinta alla crescita potrà venire dall’innovazione tecnologica e dalla maggiore integrazione nell’economia mondiale dei paesi emergenti. Il futuro dell’Italia, comunque, non è così nero come qualcuno sostiene: “Nei pros- 44 luglio09 simi due decenni – ha affermato la presidente - il numero delle persone ad alto reddito salirà di 500 milioni, di cui i quattro quinti nei paesi emergenti e l’Italia è ben posizionata per offrire loro le cose nuove che piacciono al mondo”. Ambiente ed Europa Molto chiare le idee della Marcegaglia sull’ambiente e sull’Europa: “L’ambiente è un patrimonio collettivo che va tutelato per migliorare le condizioni di vita di tutti. L’abbattimento delle emissioni non può, però, ricadere solo sull’industria né solo su alcuni Paesi” anche per questo serve “un’Europa forte che sulla scena mondiale riesca a portare avanti con successo la politica fondata sul libero commercio e sulla concorrenza non falsata da ‘dumping’ o da impegni sproporzionati in materia ambientale”. Associazione Confindustria News L’appello alle banche “Le imprese – ha spiegato la presidente di Confindustria - sono schiacciate tra la riduzione degli ordini e la difficoltà di incasso dei pagamenti. Non bisogna far venir meno l’ossigeno del credito bancario. E’ ancora molto diffusa la difficoltà delle aziende a ottenere prestiti e si sono anche ampliati gli spread. Troppi sono i casi di aziende cui vengono ritirati i fidi, che si vedono rifiutare le anticipazioni sulle fatture emesse e a cui sono applicati tassi esorbitanti. Chiedo a tutte le banche di non abbandonare le imprese in questi momenti così difficili. E’ nel loro stesso interesse che l’Italia conservi un vasto tessuto produttivo”. La questione dei pagamenti La montagna di crediti delle imprese verso le pubbliche Amministrazioni, secondo Emma Marcegaglila, è insopportabile. “Resto convinta – ha detto – che questa sia una vergogna e chiedo perciò quando e come saremo pagati. I ritardi nei pagamenti – ha aggiunto - non devono verificarsi neppure tra imprese private. Questo malcostume è troppo frequente. Con effetti a catena che alla fine penalizzano tutte le aziende”. Il welfare “Il nostro welfare appare inadeguato nel consentire al Paese di cogliere le opportunità di crescita provenienti dal sistema economico globalizzato e dalla continua evoluzione della tecnologia. L’unica via sostenibile per difendere le prestazioni previdenziali e per reperire le risorse per crescere è ritardare il ritiro dal lavoro.” Il ruolo degli imprenditori La presidente di Confindustria ha anche voluto sottolineare i doveri degli imprenditori “La nostra principale responsabilità in questa fase – ha detto – è preparare la ripresa rafforzando le aziende nel patrimonio, nella gestione, nell’innovazione. Il nostro modo di intendere e interpretare il fare impresa scaturisce da una cultura aperta al nuovo e alla concorrenza, ricca di tolleranza e libertà, che sa forgiare una società dove vige il rispetto della legalità a cominciare dagli obblighi nei confronti del fisco”. Le imprese italiane debbono, inoltre, continuare a puntare sulla crescita dimensionale, sull’internazionalizzazione e sull’innovazione per rimanere competitive. Sicurezza e legalità “Non ho certo dimenticato – ha affermato Emma Marcegaglia – gli impegni assunti per la sicurezza sul lavoro. La riduzione degli infortuni e la difficile congiuntura economica non ci fanno abbassare la guardia. Le imprese sono in prima linea nella lotta per la difesa della legalità. La criminalità piccola e grande, la violazione di norme ambientali, la contraffazione, l’evasione fiscale e contributiva, la corruzione inquinano la convivenza civile e disgregano la società”. Emma Marcegaglia, in occasione dell’assemblea 2008 di Confindustria Udine (foto Anteprima) Le riforme e le richieste al Governo “L’Italia ha dovuto affrontare la peggiore recessione globale del dopoguerra con margini di azione ristrettissimi a causa dell’alto debito pubblico – ha spiegato la leader di Confindustria -, ma servono subito interventi per finanziare le opere pubbliche rapidamente cantierabili, potenziare gli ammortizzatori sociali, rafforzare le garanzie sui prestiti alle imprese, sostenere la patrimonializzazione delle aziende”. Servono, inoltre, le riforme: “La crisi non può essere l’alibi per non fare le riforme, ma anzi dobbiamo mobilitare tutte le nostre energie, per una grande azione di ammodernamento delle nostre istituzioni. Il governo gode di un ampio consenso, consolidato nell’opinione pubblica, che gli conferisce un forte mandato. Usi quel patrimonio per le riforme necessarie. Occorrono maggiori incisività, rapidità, verifica dei risultati”. Servono subito le riforme della scuola e università e della giustizia, il completamento di quella del sistema burocratico, l’eliminazione definitiva dei troppi enti inutili, comunità montane e province comprese. Bisogna, poi, secondo la presidente degli imprenditori italiani, limitare grandemente l’invadenza della politica e continuare decisi sulla strada, che si è interrotta, delle liberalizzazioni nei trasporti, nelle comunicazioni, nell’energia, nelle professioni e, soprattutto, nelle società pubbliche a livello locale. Va, infine, assolutamente risolta una volta per tutte la questione meridionale: “Non può esserci – ha concluso Emma Marcegaglia – crescita duratura se non si rimette in moto il Mezzogiorno. Il Sud deve diventare parte integrante e vitale del Paese, unito al resto dell’Italia da filiere produttive, infrastrutture moderne, progetti di ricerca, partnership commerciali, reti scientifiche e universitarie”. c.t.p. luglio09 45 46 luglio09 luglio09 47 Orizzonti Obiettivo Montagna Nelle foto Roberto Siagri, presidente di Eurotech EUROTECH per il corpo dei MARINES La società informatica con sede ad Amaro, nel presentare i risultati del primo trimestre, annuncia nuove prestigiose partnership N onostante la crisi internazionale attanagli tutti i settori produttivi, Eurotech S.p.A. di Amaro “tiene”. Il consiglio di amministrazione della società ha esaminato e approvato i risultati consolidati relativi al primo trimestre di quest’anno. In questi primi tre mesi i ricavi registrati dal Gruppo sono stati pari 19,31 milioni di Euro, con una leggera flessione rispetto a 21,44 milioni di Euro dello stesso periodo del 2008. La riduzione del 10% è da ricondurre alla conseguenza della flessione degli ordinativi registrati a fine 2008 in seguito alla congiuntura economica globale, che ha portato alla revisione delle previsioni di vendita fatte in precedenza dai clienti. Le zone dove l’impatto della situazione macroeconomica ha fatto registrare le riduzioni più significative di fatturato sono quelle asiatica ed europea. Questa la situazione licenziata dal consiglio di amministrazione: = Ricavi consolidati: -10%, da 21,44 milioni di Euro a 19,31 milioni di Euro = Primo margine consolidato: da 12,31 milioni a 10,48 milioni di Euro = EBITDA consolidato: da 1,75 milioni di Euro a -1,17 milioni di Euro = EBIT consolidato: da -0,67 milioni di Euro a -3,13 milioni di Euro = Risultato consolidato prima delle imposte: da -2,65 milioni di Euro a -2,97 milioni di Euro = Indebitamento finanziario netto: 2,75 milioni di Euro, rispetto -0,57 milioni di Euro a fine esercizio 2008. Prosegue nel frattempo la produzione innovativa di Eurotech che recentemente ha presentato al mercato l’ACS-5125, un 48 luglio09 nuovo alimentatore basato sullo standard PC/104 Plus, progettato per soddisfare i requisiti di sistema richiesti per dispositivi montati a bordo di veicoli e velivoli militari e navali. Altri importanti traguardi dell’azienda carnica, attraverso i suoi partner internazionali, riguardano collaborazioni con il corpo dei marines americani. La consociata USA Parvus ha ricevuto nuovi contratti da General Dynamics Land Systems (GDLS) nell’ambito della realizzazione dell’Expeditionary Fighting Vehicle (EFV), la futura generazione del veicolo anfibio d’assalto del Corpo dei Marines. Questi contratti sono frutto del successo di Parvus con GDLS e con il programma EFV, ottenuto grazie alla progettazione e consegna del router tattico del veicolo (il Tactical Switch Router - TSR) secondo le specifiche del cliente e in anticipo rispetto alla scadenza prevista. I contratti sono relativi allo sviluppo e fornitura di unità di pre-produzione. Nessuna informazione ulteriore è stata rilasciata, essendo coperta da accordi di riservatezza. I due nuovi sottosistemi (LRU) oggetto di contratto sono l’Emergency Track Deployment (ETD) e il Battery Conditioning Unit (BCU). La consegna dei primi pezzi di queste nuove unità è prevista per quest’anno, per rispettare le scadenze di GDLS che prevedono la realizzazione dei veicoli prototipo entro il 2010. Collaborazioni anche in campo civile: recente la comunicazione di una convenzione con la Intel ® Embedded e comunicazioni Alliance (Intel ® ECA) a livello mondiale. “Con il sostegno reciproco tra Eurotech e Intel a livello globale, siamo in grado di offrire prodotti innovativi ai nostri clienti per aiutarli a soddisfare i loro obiettivi di business con il giusto valore e funzionalità al momento giusto” ha dichiarato il presidente Roberto Siagri. Novità anche in campo turistico: è stata annunciata una nuova guida turistica multimediale da polso Zypad con un avanzato software applicativo dal peso di solo 290 grammi, che può essere portato confortevolmente sul polso, impedendo al computer di cadere durante l’uso o la perdita. Il suo design ergonomico, con la sua semplice interfaccia touch-screen, consente all’utente di operare con le mani libere. Il software, sviluppato da Mobile3D permette un sistema di gestione dei contenuti grazie ad un miniSD contenente le Mobileguide che può essere inserito in Zypad consentendo in tempo reale di sfruttare le sue caratteristiche della guida multimediale. Grazie alle tecnologie di localizzazione (GPS per la localizzazione all’aperto e attivo RFID Zigbee per interni o luoghi) con Zypad è possibile selezionare i punti di interesse più significativi. Ogni gita si arricchisce così di audio, immagini, video e di ricostruzione in 3D: MobileGuide è in grado infatti di sfruttare la grafica 3D per permettere al turista di aprire una “finestra temporale” su come il luogo da lui visitato appariva in passato o come potrebbe diventare in futuro, per esempio, a seguito delle ristrutturazioni previste. Gino Grillo Orizzonti Obiettivo Austria Nella foto: l’autostrada dei Tauri in Carinzia, coda prima del tunnel VACANZE CON IL PUNTO DI DOMANDA V erranno, non verranno? Gli operatori turistici friulani “sfogliano la margherita” e si interrogano sulle ricadute che la crisi economica avrà sulle presenze nelle località di vacanza della regione Pare a tutti scontato che la precarietà o la perdita del posto di lavoro non consentirà a molti di concedersi un soggiorno al mare o ai monti. Ma si teme che anche chi non avrà perso il lavoro preferisca andare cauto, riducendo la durata della villeggiatura o limitandone i costi. E, se molti confidano sul ritorno degli ospiti locali, a Lignano e a Grado si attende con apprensione di sapere come si comporteranno quelli stranieri, in particolare gli austriaci, tradizionalmente più numerosi. Le spiagge del Friuli Venezia Giulia sono da sempre la meta preferita delle loro vacanze. Non solo Grado, storicamente legata all’Austria dai tempi dell’impero absburgico, ma anche Lignano Sabbiadoro. Anzi, soprattutto Lignano, in testa alle preferenze perché considerata più vivace e animata dell’Isola d’Oro. Contrariamente, infatti, a quanto comunemente si crede – e a quanto appare talvolta dalle lettere pubblicate dai giornali – la grande maggioranza degli ospiti austriaci non sceglie le spiagge adriatiche per la quiete e il riposo, ma per il divertimento e l’animazione. Più gente c’è, più musica c’è, più chiasso c’è e meglio è, perché – è opinione di molti - la vacanza è breve e deve essere vissuta intensamente. La domanda che il turista austriaco si pone - soprattutto il turista giovane – è: “was ist los”? che cosa succede? che c’è di interessante da vedere? E Lignano sembra offrire le risposte migliori. Lo si evince da vari fattori, non soltanto dal numero degli arrivi e delle presenze, ma anche dai nomi di chi arriva. Nomi che sfuggono alle statistiche, che per definizione sono anonime, ma che emergono indirettamente dalla stampa austriaca, dove si apprende che moderatori televisivi, attori, cantanti, leaders politici, campioni sportivi hanno scelto Lignano per la loro vacanza. Non tutti, certo, ma una buona percentuale. Senza saperlo – e senza essere pagati – sono loro i testimonial più importanti per la spiaggia friulana. Ritorniamo, allora, alla domanda posta all’inizio: verranno o non verranno? ritorneranno questi testimonial delle stagioni passate con il seguito di vacanzieri “normali”? La domanda se la stanno ponendo anche gli operatori turistici austriaci, ovviamente da una prospettiva diversa. Si interrogano sulla sorte del loro turismo ai tempi della crisi e la risposta che si stanno dando – ovviamente provvisoria e suscettibile di aggiustamenti – può essere di conforto anche per i colleghi friulani: le difficoltà dell’economia indurranno il 70% degli austriaci a trascorrere le vacanze nel loro Paese, mentre soltanto il 30% affronterà i costi di un viaggio all’estero. All’estero dove? Qui viene il bello. L’Italia è stata sempre la meta prediletta. I vacanzieri austriaci che scelgono il nostro Paese sono il 20% del totale. Al secondo posto, con un largo distacco, si colloca la Croazia, con l’11%. Seguono Germania (9%), Spagna (7%), Grecia (6%), Turchia (5%), Egitto (4%). In cifre assolute sono 1,87 milioni gli austriaci che scendono in Italia (814 mila in Croazia). Ritorneranno? È probabile o possibile di sì. Perché, come osservano quasi tutti gli operatori turistici, quest’anno gli austriaci andranno “statt fern und lang… eher nah und kurz” (anziché lontano e per periodi lunghi, vicino e per breve tempo). Analisi di varie agenzie di viaggio confermano, peraltro, un calo di prenotazioni di viaggi in aereo, sostituiti da pullman, treno e auto private. Insomma, meno Sharm-elSheik, meno Maldive, meno Caraibi e forse più Adriatico. Le spiagge friulane, dunque, possono tirare un sospiro di sollievo. La crisi potrebbe perfino favorirle e la competizione non sarà con mete esotiche, ma con i dirimpettai delle coste slovene e croate. Naturalmente non saranno rose e fiori. Alcuni analisti austriaci hanno stimato in mille euro in meno l’attuale propensione alla spesa di una famiglia in vacanza: meno pizze, meno gelati, meno birre. In altre parole, la stagione potrà salvarsi quanto ad arrivi e pernottamenti, ma i conti alla fine saranno più magri. Una prospettiva di austerità che vale soprattutto per l’Italia, dove prodotti e servizi costano più che in Austria (il rapporto dell’Ufficio austriaco di statistica è di 100 a 98). In Slovenia e Croazia, al contrario, gli austriaci si sentiranno ricchi: con 100 euro possono acquistare l’equivalente rispettivamente di 119 e 135 euro. Il confronto con i concorrenti dell’altra sponda dell’Adriatico si disputerà anche sul fronte dei prezzi. In questa stagione e nelle prossime, quando forse la crisi sarà stata superata. Marco Di Blas luglio09 49 Orizzonti Obiettivo Internazionalizzazione CASA FVG apre in VOJVODINA Forte degli storici rapporti tra Friuli e Serbia, sottoscritto un accordo tra Confindustria Udine ed Informest per l’assistenza agli imprenditori nostrani intenzionati a trovare nuovi sbocchi nel Paese della ex-Jugoslavia Sopra: Silvia Acerbi, vicepresidente di Informest, accanto ad Adriano Luci e Marco Bruseschi, rispettivamente presidente e vice-presidente di Confindustria Udine I nternazionalizzazione: da virtù a necessità. I dati della crisi parlano chiaro. Le aziende che sono orientate, oltre che al mercato interno, anche allo scenario internazionale e, in questo caso, non a un unico sbocco commerciale, ma differenziando la propria presenza all’estero, se la stanno cavando meglio di altre. Certamente non ridono, ma per lo meno non piangono. Per questo Confindustria Udine sta ripetendo nei diversi tavoli di discussione e di ragionamento, con i propri associati e con i rappresentanti istituzionali, l’adagio del guardare fuori dai propri confini, di ricercare nuovi mercati e nuovi partner. All’estero, però, soprattutto se piccoli, non si va da soli. Serve un Virgilio. Il sistema produttivo friulano può contare su Informest, una delle quattro agenzie in Italia con compiti di assistenza all’internazionalizzazione su delega del Governo nazionale. Ma soprattutto, quella radicata nella nostra 50 luglio09 regione. Grazie a questa affinità elettiva, palazzo Torriani ha sottoscritto un accordo con Informest per l’attività di “Casa Fvg” in Serbia, precisamente nella regione autonoma della Vojvodina, diventando così il primo partner di questa nuova esperienza che segna anche il rilancio dell’attività dell’agenzia con sede a Gorizia. Perché la Serbia? Per una serie di motivi strategici, tra cui centralità geografica nello scacchiere dell’Europa sudorientale, antica tradizione manifatturiera e radicata cultura del lavoro, accordi privilegiati con il mercato russo. “Intendiamo promuovere il nostro manifatturiero nelle aree strategiche – ha spiegato il presidente di Confindustria Udine, Adriano Luci – la Serbia presenta oggi molte opportunità date, oltre che dalla posizione privilegiata nell’ambito dell’Europa dell’Est e degli accordi con la Russia, anche dal percorso che ha avviato di av- vicinamento all’Unione Europea. Da non dimenticare, poi, l’affinità culturale che ha sempre avuto con l’Italia e, in particolare, con il Nordest. Il suo tessuto produttivo non ci è affatto sconosciuto, visto che registra la presenza consolidata di realtà nazionali come la Fiat e di realtà regionale come Fantoni”. “Casa Fvg” è un progetto che punta ai fatti, più che alle parole. “È la prima volta che realizziamo un’azione così mirata - ha aggiunto Luci -. L’adesione al progetto e l’intensificazione dei rapporti tra noi e Informest nascono anche dalla nostra intenzione di considerare i processi di internazionalizzazione in modo programmatico: la ‘toccata e fuga’ non ci interessa; puntiamo a una presenza costante a supporto delle aziende”. Piena sintonia è stata espressa dalla vicepresidente di Informest, Silvia Acerbi. “In passato era già stata fatta un’azione di penetrazione del mercato serbo attraverso una presenza in Vojvodina, ma era stato un test che non aveva portato risultati concreti – ha spiegato la Acerbi -; ora siamo ripartiti con un approccio e un progetto nuovo e il primo partner che ha aderito è stata proprio la Confindustria di Udine”. Oggi la Serbia è un Paese che politicamente si è reso stabile, avviando un processo di riforme strutturali che fa rotta sull’adesione nel medio periodo all’Unione Europea. Seppur in un contesto di difficoltà globale dell’economia, il suo Pil registrerà anche per il 2009 una crescita del 3,5 per cento. Accanto al contesto generale, c’è il plus dei rapporti storici tra Serbia e Friuli. “Noi non siamo, però, dei colonizzatori – ha chiarito la Acerbi – le azioni che metteremo in piedi attraverso la Casa Fvg saranno di servizio anche alle imprese serbe che hanno interesse a entrare nel mercato italiano”. L’orizzonte imprenditoriale è a 360 gradi. Infatti, sono numerosi e diversificati i settori che possono essere terreno fertile per il business delle aziende friulane. “Vogliamo penetrare nel mercato serbo dalla porta principale con tutte le istituzioni e tutti gli addetti ai lavori – ha commentato Marco Bruseschi, vicepresidente di Confindustria Udine e delegato al tema dell’internazionalizzazione delle imprese -. Negli ultimi mesi sono stato già due volte in Vojvodina riscontrando un grande feeling della loro popolazione nei confronti degli italiani. Le opportunità ci sono e sono tante: penso, in primis, al manifatturiero, all’agroalimentare e all’energia alternativa”. Rossano Cattivello Orizzonti Obiettivo Europa Da sinistra: Francesco Stanislao Parisi riceve dalle mani del Governatore Alberto Cristanelli il Premio Rotary “Obiettivo Europa” IL DECIMO PREMIO ROTARY Assegnato allo spedizioniere FRANCESCO STANISLAO PARISI il prestigioso riconoscimento, come tributo alla sua opera sul fronte di logistica e trasporti verso i mercati dell’Est Europa “Tempo e pazienza”. Questi sono gli ingredienti del processo culturale che porteranno all’apertura reale dei confini, dopo che le norme ne hanno già decretato la caduta. Con queste parole Francesco Stanislao Parisi ha ricordato la bruciante esperienza del progetto di cooperazione con la società di gestione slovena del Porto di Capodistria, per l’assegnazione del terminal contenitori di Trieste, il Molo VII, che avrebbe unificato il traffico container sul porto di Trieste con grandi benefici per tutto l’Alto Adriatico. Il progetto fu osteggiato, dall’una e dall’altra parte, da chi poteva essere svantaggiato nei propri immediati interessi da questa grande razionalizzazione. “Ciò che ancora – ha aggiunto Parisi – a distanza di quasi 10 anni, è motivo di rammarico è il fatto che questi interessi contrari abbiano trovato forti, e in parte almeno da me inattesi, alleati nella politica e nella stampa…”. Queste considerazioni sono state svolte alla consegna del decimo Premio Rotary “Obiettivo Europa” da parte del Governatore Alberto Cristanelli nella Sala Ajace del Comune di Udine. “Rappresentante della settima generazione di una dinastia di spedizionieri - recita la motivazione del premio - Francesco Stanislao Parisi ha dato continuità imprenditoriale alla più antica ed internazionale azienda logistica regionale affrontando positivamente i cambiamenti determinati dalla deregolamentazione comunitaria, dall’apertura al mercato dell’Est Europa e dalla integrazione degli scambi commerciali a scala mondiale. Nel farlo ha saputo adattare la sua azienda alle sfide dell’economia globalizzata combinando due secoli di tradizione con le migliori pratiche contemporanee, sostenere e promuovere l’attività logistica del territorio, salvaguardare ed accrescere il rango internazionale della sua azienda, sviluppare la cultura tecnica ed organizzativa fino a farle diventare stimolo ed esempio al settore, combinare imprenditorialità e managerialità in una struttura organizzativa al servizio dei clienti con sollecitudine, reattività e determinazione”. Nel ringraziare i Rotary Club per il riconoscimento tributatogli, Parisi - presentato dall’arch. Lodovico Cattaruzzi del Rotary Club di Udine Patriarcato – ha concluso ottimisticamente che “l’entrata nell’Unione Europea della maggior parte degli Stati del Centro Europa e la conseguente progressiva scomparsa dei confini ci ridona l’opportunità di riconquistare la funzione originaria per la quale l’azienda è nata 200 anni fa”. La cerimonia di premiazione è stato l’atto conclusivo del convegno organizzato dai dieci Rotary Club della provincia di Udine sul tema “I trasporti in Friuli-Venezia Giulia nella prospettiva dell’infrastruttura unica europea”, in cui sono intervenuti Riccardo Riccardi, Assessore regionale alla mobilità, energia ed infrastrutture di trasporto, e Giacomo Borruso, Preside della Facoltà di Architettura dell’Università di Trieste. Presente anche Giorgio Santuz, presidente di Autovie Venete. “Le infrastrutture di trasporto – ha detto Riccardi - alla base del loro effettivo funzionamento devono essere lette non solo come canale di collegamento/scambio tra i nodi terminali, interessando il territorio regionale solo per l’attraversamento, bensì come generatore di opportunità di penetrazione di questo e delle sue risorse sociali ed economiche verso il resto dell’Europa”. La visione regionale in tema di infrastrutture s’ispira ai principi affermati oramai quasi dieci anni fa dalla UE e recepiti dai Paesi Membri. La sua politica va verso un razionale impiego dei servizi che si servono delle infrastrutture per svolgere il ruolo di “collante” tra il territorio regionale e quelli confinanti (nazionali e internazionali). Giacomo Borruso ha invece commentato che, per contrastare una situazione di possibile progressiva emarginazione, è necessario quindi rendere maggiormente competitivo il sistema infrastrutturale e logistico dell’area triveneta e, in particolare, quello della Regione Friuli Venezia Giulia. Borruso ha concluso dicendo che gli interventi debbono essere prioritariamente destinati al potenziamento delle infrastrutture portuali e degli spazi retroportuali della regione; debbono, infine, mirare alla realizzazione di collegamenti stradali e ferroviari più efficienti. luglio09 51 Orizzonti Comune / Provincia g COMUNE SINERGIA PER IL SOSTEGNO ALLE IMPRESE A prire una stretta collaborazione per migliorare l’apporto che il Comune di Udine è in grado di fornire all’economia locale aiutandola nel fronteggiare in maniera efficace l’attuale crisi economica. Questi i temi affrontati dal sindaco di Udine Furio Honsell e dal presidente di Confindustria Udine Adriano Luci nel corso di un incontro svoltosi a palazzo D’Aronco mercoledì 27 maggio. “Abbiamo analizzato insieme l’attuale situazione economica – spiega Honsell – confrontandoci sulle azioni da portare avanti. Io ho illustrato le misure anticrisi definite dal Comune, dall’aumento delle soglie per gli interventi di assistenza sociale in un’ottica di sostegno alle fasce deboli all’accelerazione dei pagamenti nei confronti delle imprese che lavorano con il Comune. Il Comune versa alle imprese fornitrici in media oltre 5 milioni di euro al mese e la volontà del’Amministrazione – ha ribadito Honsell – è quella di mettere in circolo al più presto queste risorse”. L’altro impegno che il sindaco ha ricordato riguarda le opere immediatamente cantierabili che sono state tutte avviate. Da parte sua il presidente Luci ha ricordato il ruolo degli enti locali, in particolare della città capoluogo, nel promuovere le più efficienti condizioni per sostenere le possibilità di ripresa. Cosa si attendono le imprese dal Comune? “In primo luogo – ricorda Luci – l’eliminazione degli sprechi, poi sono essenziali risposte certe e tempestive per un’efficace realizzazione dei programmi di sviluppo delle imprese. Inoltre vanno accelerate le opere cantierabili e potenziati i fattori di attrazione economica”. Affrontando proprio queste tematiche, l’incontro ha consentito di approfondire le strategie dei consorzi e delle partecipate condivise dai due enti, in particolare Amga, Friuli Innovazione e Ziu. “Abbiamo aperto un confronto sulle iniziative da mettere in campo per migliorare il rapporto con le imprese – sottolineano il primo cittadino e il presidente degli industriali –, dalla semplificazione e accelerazione delle procedure, alle potenzialità della Ziu in termini di offerta insediativa e di qualità dei servizi alle imprese, al ruolo di Friuli Innovazione nella diffusione del trasferimento tecnologico e dell’Amga nel miglioramento del rapporto tra qualità e prezzo dei servizi erogati”. g PROVINCIA PER USCIRE DALLA CRISI OGNUNO FACCIA LA SUA PARTE S e non esistono formule certe per risolvere la crisi economica, quello su cui tutti devono puntare, dal pubblico al privato, è a fare al meglio quanto in proprio potere. Ne sono certi il presidente della Provincia on. Pietro Fontanini e quello di Confindustria Udine, Adriano Luci. “Per quanto mi riguarda – ha affermato Fontanini – sto lavorando affinché la macchina amministrativa diventi più snella. È cosa nota infatti che il privato e il pubblico vanno a due velocità diverse: in un momento come quello attuale va ridotto questo gap. Da un anno a questa parte, ovvero da quanto sono stato eletto a ricoprire il ruolo di presidente della Provincia, sto lavorando in questa direzione: a tutti coloro i quali operano per quest’amministrazione ho più volte ribadito che il dipendente ‘privilegiato’ ha un dovere morale nei confronti di chi versa in condizioni peggiori. Per cui, attraverso la rivoluzione dell’intera pianta organica, sto cercando di mettere olio nell’ingranaggio affinché si possa accelerare il disbrigo delle pratiche. Cosa devo rispondere a enti o associazioni che mi dicono che hanno pratiche ferme da mesi?”. Da parte sua, il presidente Luci ha ribadito l’impegno a fronteggiare la crisi, pensando già alla ripresa. “Di fronte al blocco dei mercati le imprese industriali sono impegnate a reagire con l’efficienza e la ricerca di nuovi equilibri. Debbono essere sostenute in questo trovando nella pubblica amministrazione un interlocutore attento e pronto a favorire i programmi di sviluppo. Ma anche da parte loro le imprese debbono rispettare le regole concentrandosi nella loro funzione sociale di crescita. E sono imbarazzato a rappresentare scelte che abbiano come proprio obiettivo solo il costo della manodopera”. Massima condivisione anche sul fatto che, per i lavoratori che in questo momento sono o saranno interessati dagli ammortizzatori sociali, vengano previsti specifici programmi di formazione e aggiornamento per favorirne la ricollocazione o l’aggiornamento professionale nella stessa azienda in cui sono occupati o in nuove realtà. “Sarebbe una iniziativa di forte rilevanza sociale in vista del reimpiego: una formazione che potrebbe essere fatta direttamente nelle aziende – ha rilevato Luci – garantendo a queste ultime i finanziamenti necessari. Si tratterebbe di uno strumento vantaggioso per i lavoratori e per le imprese utile ad affrontare il momento difficile. C’è qualche segnale di scongelamento – ha chiosato - ma l’inversione di tendenza non si intravede”. Nelle foto: in alto, il presidente Luci con il presidente della Provincia Fontanini, a sinistra con il sindaco di Udine Honsell 52 luglio09 Orizzonti Regione SINTONIA DI VEDUTE SULLA FORMAZIONE Sotto: l’assessore Roberto Molinaro e il presidente Adriano Luci (foto Gasperi) Nel garantire la massima disponibilità ad ascoltare i suggerimenti del mondo dell’impresa, Molinaro ha premesso come sia la stessa crisi in atto ad imporre “ragionamenti di cambiamento” anche in tema di formazione. Molinaro ha ricordato come il provvedimento anti-crisi, da poco approvato dalla Giunta regionale, contenga tutta una serie di misure che vengono incontro alle esigenze manifestate da imprese e lavoratori. Solo per citarne alcune: l’estensione degli ammortizzatori in deroga a categorie senza coperture; l’integrazione degli ammortizzatori in deroga con interventi di sostegno destinati a favorire l’aggiornamento e la riqualificazione dei lavoratori interessati; la proroga della tempistica dei progetti formativi presentati dalle aziende. “E’ arrivato il momento di percorrere tratti di strada assieme in materia di formazione anche perchè gli strumenti e i fondi messi in campo dalla Regione non mancano. Si tratta solo di saperli utilizzare al meglio”. E’ quanto ha affermato venerdì 5 giugno a palazzo Torriani l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Cultura Roberto Molinaro, al presidente di Confindustria Udine, Adriano Luci. Nel corso dell’incontro Luci ha esposto le priorità individuate dagli industriali friulani relativamente alle azioni da intraprendere in campo formativo, partendo dall’assunto che “la formazione mirata ed in azienda rappresenta uno strumento importante per favorire la gestione delle criticità occupazionali esistenti”. “Innanzitutto – ha dichiarato Luci – vanno opportunamente sviluppate, da un lato, la rilevazione dei fabbisogni di professionalità, e, dall’altro, l’utilizzo di programmi formativi mirati sui lavoratori interessati da ricorso agli ammortizzatori sociali. In questo modo i lavoratori in questione vedrebbero utilizzato il periodo di cassa integrazione in funzione di una ricollocazione con l’effetto di migliorare i contenuti di professionalità e rispondere in modo programmato alle esigenze espresse dal mercato del lavoro. Inoltre le aziende avrebbero modo di ‘preparare’ le professionalità utili per reimpiegarle una volta che la ripartenza prenda avvio”. Secondo il presidente degli industriali, poi, l’apprendistato va impostato con programmi formativi coerenti con le esigenze di professionalità delle imprese. A tale riguardo, il mondo industriale vedrebbe molto di buon occhio, nell’ambito dell’apprendistato professionalizzante, la formazione esclusivamente aziendale regolamentata dalla contrattazione collettiva. Su questo Confindustria Udine sta lavorando con i competenti Uffici per assicurare la realizzabilità di tale tipo di formazione. Da incoraggiare e sostenere, per Luci, sono pure l’alternanza scuola-lavoro e i corsi postdiploma, postlaurea e dei corsi IFTS (formazione tecnica superiore); né va trascurata la realizzazione di nuovi asili nido. Infine il presidente Luci ha auspicato, in quanto di competenza regionale, l’istituzione del libretto formativo del cittadino, prevista dalla legge Biagi, ovvero un libretto personale del lavoratore, nel quale vengono registrate le competenze acquisite durante la formazione nelle sue diverse forma svolta nell’arco della vita lavorativa. “Vogliamo pensare alla crisi, ma anche al futuro” ha aggiunto l’assessore che si è pure soffermato sulla volontà di emanare una nuova legge quadro regionale in materia di formazione e istruzione; un accorpamento che sarà reso possibile a breve dalle nuove competenze che la Regione Fvg riceverà anche in materia di istruzione in attuazione del Titolo V della Costituzione. Ed ancora. Molinaro ha fatto pure cenno alla revisione in corso del regolamento che disciplina la formazione professionale finanziata attraverso i fondi comunitari nella direzione della semplificazione delle procedure. Sui punti specifici toccati dal presidente Luci, l’assessore Molinaro ha concordato sulla necessità “di spostare il baricentro dell’apprendistato verso la formazione in azienda” e si è dichiarato disponibile ad incoraggiare le iniziative scolastiche rivolte all’alternanza scuola lavoro nonché a valutare la fattibilità del libretto formativo del cittadino. L’assessore ha pure manifestato interesse per l’operatività della formazione per gli apprendisti esclusivamente in azienda dando la disponibilità a verificare le appropriate misure di sostegno. Apertura pure sugli asilo nido. “Anche il nostro obiettivo – ha concluso Molinaro – è avere una dotazione di più posti e maggiore accessibilità agli asili nido. Non ci sono preclusioni a fare ragionamenti assieme”. A.L. luglio09 53 54 luglio09 luglio09 55 Orizzonti Sicurezza O cjo – la lezione/spettacolo sulla sicurezza che Inail FVG porta in scena ormai da tre anni all’interno di aziende e scuole variamente dislocate sul territorio della regione - ha fatto, sabato 16 maggio, tappa al Teatro comunale Adelaide Ristori di Cividale, ospite del Gruppo Cividale Spa, gruppo leader nella fonderia di acciaio e ghisa e nella forgia, che impiega circa 1.500 persone, con un fatturato consolidato di circa 350 milioni di euro. “Il Gruppo Cividale - ha detto Chiara Valduga, Presidente del Gruppo Cividale – ha accolto con entusiasmo l’invito dell’Inail, ritenendo che questo evento possa raggiungere le coscienze in maniera semplice e diretta, inducendo le aziende ed i dipendenti ad una presa di consapevolezza profonda su un tema di fondamentale importanza per la vita quotidiana di tutti. Portare la cultura della sicurezza in azienda – ha continuato Chiara Valduga – è una scelta importante e non rinviabile e il Gruppo Cividale continuerà ad impegnarsi in questo senso, sia attraverso gli investimenti che attraverso azioni di formazione del personale. La sicurezza – ha concluso Chiara Valduga – è un bene comune: la forza imprenditoriale e la forza lavoro su questo tema devono operare insieme per poter raggiungere risultati importanti”. Dal canto suo, il responsabile Ambiente e Sicurezza del Gruppo Cividale, Davide Mauro, ha sottolineato la grande attenzione che il Gruppo Cividale presta alla formazione del personale in materia antiinfortunistica, descrivendo il servizio di prevenzione posto in essere nelle aziende del Gruppo e le attività di formazione svolte. Presente all’incontro pure il presidente di Confindustria Udine, Adriano Luci. “Non dobbiamo farci male lavorando – ha affermato Luci -. La sicurezza è un fenomeno culturale che coinvolge tutti. E’ una componente fondamentale dell’organizzazione del lavoro in fabbrica, ma deve esserlo prima nella nostra vita domestica, a scuola, nella strada”. Luci ha poi ricordato la figura del compianto ingegner Adalberto Valduga che poneva quale obiettivo prioritario della missione aziendale il rispetto del lavoro, la dignità dei lavoratori e l’integrità della salute in fabbrica. “Il fatto che oggi questi temi vengano riproposti dai figli che hanno assunto la responsabilità dell’azienda è emblematico di una solida 56 luglio09 OCJO va in scena al GRUPPO CIVIDALE SpA Il gruppo siderurgico che fa capo alla famiglia Valduga ha accolto la lezione-spettacolo dedicata alla sicurezza sul lavoro continuità di impegno nella cultura della sicurezza”. La mattinata si è quindi sviluppata con una serie di interventi a 360 gradi volti a far capire che non esistono solo obblighi dettati dalla normativa: la sicurezza è un fatto di coscienza culturale e di etica che va ben oltre gli ambienti di lavoro. Daniela Gnesutta, di Medicina Sociale del Dipartimento di Prevenzione Ass 4 Medio Friuli si è soffermata sulle modalità di come “lavorà cence fasi mal”. Bruzio Bisignano, consulente e formatore aziendale in materia di prevenzione infortuni e igiene del lavoro, che, anche con l’ausilio di molte immagini tragiche e di forte impatto scattate sui luoghi degli incidenti sul Orizzonti Sicurezza IL PROTOCOLLO SULLA SICUREZZA COMPIE 5 ANNI lavoro e di un filmato a cura dell’Inail, ha analizzato un quarto di secolo di “Nordest tra lavoro, salute e passione”. Ocjo, come da tradizione, si è poi conclusa con il divertente spettacolo cabarettistico “626”, a cura de I Trigeminus ed ispirato alla più nota normativa italiana sulla sicurezza; un modo per meditare, sorridendo, su un tema sempre di attualità e di enorme rilevanza come quello degli infortuni sul lavoro. sicurezza nella nostra provincia. E’ evidente che non bisogna mai abbassare la guardia. Anzi, dobbiamo intensificare l’impegno e gli sforzi facendo perno su questa comunione di intenti che ha contraddistinto la firma del Protocollo e che può dare anche in futuro risultati molto positivi”. Con l’appuntamento per il Gruppo Cividale sono ormai quaranta gli appuntamenti itineranti in regione che hanno portato questo format dentro le fabbriche, gli auditorium comunali e negli istituti superiori. A.L. A sinistra: la sede dell’azienda siderurgico cividalese; sotto: Daniela Gnesutta (Medicina Sociale Dipartimento di Prevenzione Ass. 4 Medio Friuli), Bruzio Bisignano (consulente aziendale), Davide Mauro (responsabile Ambiente e Sicurezza Gruppo Cividale), Chiara Valduga (presidente Gruppo Cividale Spa) e Adriano Luci (presidente Confindustria Udine); in alto a destra: la locandina dell’evento S e è sempre un bel segnale vedere le imprese friulane impegnate a diffondere la cultura della sicurezza tra i propri dipendenti, altrettanto positiva e meritevole di essere sottolineata è l’azione che soggetti importanti come le aziende per i Servizi Sanitari 3, 4 e 5, le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL, la Direzione Provinciale dell’Inail, la Direzione Provinciale del Lavoro e Confindustria Udine stanno portando avanti assieme da qualche anno a questa parte a seguito del protocollo d’intesa da loro firmato nel 2004. Il protocollo, com’è noto, aveva indicato, tra l’altro, nella costituzione di un Centro di Documentazione sulla Sicurezza nei luoghi di lavoro e nello svolgimento di attività di diffusione della cultura della sicurezza sul lavoro presso gli istituti scolastici di istruzione secondaria superiore due delle sue direttrici fondamentali. Obiettivi pienamente raggiunti se si pensa che la banca dati sulla rete web del Centro di Documentazione sulla Sicurezza (www.sicurezzalavoro.fvg.it) è pienamente operativa e che l’impegno di formazione e di informazione nelle scuole ha raggiunto numeri, crescenti, di grande rilievo. Nell’anno scolastico 2008-2009 oltre duemila studenti hanno assistito allo spettacolo teatrale “Ocjo” sulla sicurezza (erano stati circa 1.500 nel 2007-2008), oltre mille studenti sono stati impegnati nei progetti sull’educazione stradale, sul primo soccorso e sulla gestione delle emergenze antincendio; una sessantina di studenti hanno partecipato a corsi di formazione sul pronto soccorso e sulla prevenzione incendi ricevendo un attestato di qualifica spendibile sui luoghi di lavoro dove saranno impiegati. “Io credo – sono le parole di Adriano Luci, presidente di Confindustria Udine - che sia stato fatto un gran bel lavoro basato sul monitoraggio continuo dei problemi legati alla “Le linee guida del Protocollo d’Intesa – commenta Roberto Muradore a nome dei sindacati - erano utili e interessanti in sè. Importante è aver coinvolto tutti i soggetti, enti ed istituzioni preposte o interessate alla sicurezza sul lavoro. Il gioco di squadra, infatti, risulta, in queste problematiche, fondamentale così come è basilare aver fatto prevenzione, con un’attività di formazione e informazione, a partire dalle scuole”. Claudia Zuliani, dell’ASS n. 4 ricorda che è il terzo anno consecutivo che il Protocollo è stato applicato nelle scuole: “Avevamo incominciato con un solo evento per gli insegnanti, siamo arrivati invece oggi ad un’adesione massiccia che riceve consensi e stimoli a continuare da parte del corpo docenti. Il problema è ora di natura economica, visto che il progetto è stato finanziato prima dalla regione e poi dall’Inail regionale. L’auspicio è che le risorse non vengano a mancare per il futuro”. Fernando Luisi, dirigente medico di II Livello della sede provinciale dell’Inail di Udine, assicura che l’attenzione da parte del suo istituto a questi temi è massima: “Io, personalmente, ci credo tantissimo. Come Inail abbiamo, tra l’altro, finanziato i corsi di primo soccorso tra le classi quarte e quinte degli istituti professionali. Gli studenti che hanno partecipato al corso, rispondente ai dettami del decreto n. 388, hanno ricevuto un’attestazione che può essere spendibile da loro in un prossimo domani anche nel mercato del lavoro”. Chiudiamo con i Trigeminus, il gruppo teatrale formato dai fratelli Mara e Bruno Bergamasco, che ha creato lo spettacolo cabarettistico “626” dedicato alla sicurezza sul lavoro, un modo simpatico per far sorridere e riflettere. “Questo binomio tra spettacolo e approfondimento ha funzionato sia tra le scuole che tra i dipendenti delle aziende. Ha aperto gli occhi anche a noi Trigeminus, tanto che ci ha dato un in-put per il nostro prossimo spettacolo, che si chiamerà ‘S.O.S.’ e che aprirà il sipario, oltre che sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, pure sugli effetti dell’alcool e sugli incidenti domestici”. A.L. luglio09 57 Orizzonti Friuli Innovazione L’intervento di Mark Hopkins nel Salone del Parlamento del Castello di Udine (foto Anteprima) HOPKINS, METTIAMO IN RETE LE ECCELLENZE DEL FVG “Abbiamo scelto il Fvg per presentare il piano energetico del presidente Obama al NordEst d’Italia perché è particolarmente ricco di professionalità, di competenze sull’energia e per la sensibilità dimostrata per il settore”. Lo ha detto mercoledì 10 giugno nel salone del Parlamento del Castello di Udine Mark Hopkins, esperto americano di efficienza energetica della United Nations Foundation con sede a Washington, presentando il “Piano Obama per energia e ambiente” al seminario organizzato da Friuli Innovazione con il sostegno della Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia e in collaborazione con il Consolato Generale degli Stati Uniti di Milano. “Mettendo in rete le rispettive conoscenze, quelle delle università e dei centri di ricerca del Fvg e del NordEst, i nostri rispettivi sistemi industriali – ha aggiunto Hopkins – potremo attivare programmi energetici che riducano la dipendenza dal petrolio, sviluppando circuiti virtuosi di crescita economica e occupazionale. Come già avviene nelle università Incontro ad Udine con l’esperto della UNITED NATIONS FOUNDATION DI WASHINGTON, che ha presentato ai vertici dell’impresa friulana il “Piano Obama per energia e ambiente” americane, che hanno un filo diritto con l’imprenditoria, collaborando potremmo utilizzare nella stessa ottica l’ottima ricerca condotta nei vostri atenei che attende di essere valorizzata”. I lavori, coordinati dal direttore di Friuli Innovazione Fabio Feruglio, sono cominciati con i saluti di Furio Honsell, nella doppia veste di presidente di Friuli Innovazione e di sindaco di Udine. “Sono orgoglioso di ospitare qui il Consolato Usa a Milano su un tema così importante, quale quello delle energie rinnovabili. Il vertice di oggi, che ha una valenza per tutto il NordEst, è anche il frutto del lavoro di relazioni e di ricerca svolto in questi anni da Friuli Innovazione e dall’Università di Udine che, come ha evidenziato lo stesso Hopkins, è Incontro con il console USA A l Parco scientifico e tecnologico di Udine, il nuovo console generale Usa in Italia, Carol Perez ha incontrato martedì 9 giugno rappresentanti di Confindustria Udine che hanno presentato le loro esperienze relative alle applicazioni in campo energetico. Il Console ha ribadito la volontà degli Stati Uniti di ricercare concrete opportunità di collaborazione. Fra i presenti Cristina Papparotto vice presidente vicario Confindustria Udine, Antonio Nonino presidente dell’Amga, Franco Campagna responsabile ufficio Innovazione e Francesco Gibertini responsabile ufficio Energia di Confindustria Udine; Adriano Pidutti, della Fantoni Spa, Gian Luigi Cola amministratore delegato Faber Industrie, Alessandro Papparotto vice presidente Semesteb, Roberto Siagri presidente di Eurotech Group, Alessandro Trovarelli direttore dipartimento di Scienze e tecnologie Chimiche, delegato del Rettore all’internazionalizzazione e Michele Morgante delegato del Rettore alle ricerca. 58 luglio09 ricca di ricerche di qualità che attendono di essere applicate a livello industriale”. Benjamin Wohlauer, Console per gli Affari Politici ed Economici, si è dichiarato disponibile, attraverso il canale di comunicazione che si è aperto a Udine con il Nord Est d’Italia per sviluppare nuove forme di collaborazione in ambito accademico e imprenditoriale. Gioacchino Nardin, docente all’Università di Udine, ha presentato i progetti sviluppati in questi anni assieme alle imprese friulane, Antonio Nonino, capogruppo delle “Aziende energia e servizi” di Confindustria Udine, ha parlato delle opportunità di sviluppo delle imprese partendo da una corretta pianificazione degli interessi in materia di energia, Loreto Mestroni, presidente dell’Ape, si è soffermato sulle “energie intelligenti e sul sistema ambiente-energia come opportunità di sviluppo per il territorio locale”, mentre Stefano Teghil, assessore agli affari generali della Provincia di Udine si è soffermato “sull’autonomia e sulla sostenibilità energetica nel settore civile”. I lavori sono stati conclusi da Riccardo Riccardi, assessore all’energia ed infrastrutture della Regione Fvg, ricordate le nuove competenze in materia energetica, ha sostenuto la necessità di un attento equilibrio sulle fonti di approvvigionamento e di produzione energetica, attente all’ambiente, all’efficienza energetica e al contenimento, ma anche al peso della bolletta energetica. Orizzonti Ente Friuli nel Mondo A sinistra, la Tour Eiffel (foto Weiken); sotto, il signor Ermenegildo Deotto con la moglie Bianca DEOTTO, “L’Evangelista dell’espresso” in Francia “Cosa ha fatto l’Udinese?”. Questa la domanda che, il lunedì mattina di campionato, rimbalza negli uffici della D8 di Parigi. Qualcuno arriva con la Gazzetta dello Sport sotto il braccio e tutti i friulani si accertano della vittoria dei bianconeri. Con il Friuli nel cuore e Parigi come sogno, ERMENEGILDO DEOTTO è partito da Verzegnis nel 1965, e oggi è a capo dell’azienda D8, leader della gestione dei distributori automatici del caffè e dell’importazione e distribuzione in Francia del sistema Lavazza Espresso Point Appena diciottenne è approdato a Parigi per Verzegnis anche lei, mi firmavo scherzosamente seguire le orme del padre muratore. La sua De8, così ho adottato un acronimo simile. intraprendenza e il suo fiuto per gli affari lo hanno guidato nella buona direzione. Qual è Quando è nata e com’è strutturata l’azienda? stato il suo iter professionale? E’ nata nel 1972. Oggi nell’azienda lavorano mia In Francia ho fatto il muratore per due anni, il moglie Bianca, mia figlia Sonia e mio figlio Serge tempo necessario per imparare il francese. Poi che è il direttore generale. I principali dirigenti sono sono diventato il braccio destro di un imprenditore quasi tutti friulani. Conta più di 300 impiegati e di Cividale che si occupava di pitture, decorazioni 25 mila clienti. La sede è a Vitry-sur-Seine, nella e vetreria. Guadagnavo e mi piaceva quella periferia sud est di Parigi, e copre tutta l’Ile-deprofessione che ho abbracciato France. Altre due filiali sono fino al 1972, quando è arrivata situate vicino alla capitale. “L’esperienza di muratore e un’occasione che ho colto al un background diversificato volo. Come ha fatto a conquistare mi hanno permesso di il mercato francese? creare una solida realtà Ovvero? Credendo profondamente Mia moglie Bianca faceva la aziendale” nel progetto, spingendo sul segretaria del direttore della concetto d’italianità legata alla società italiana Faema, mi forza del caffé espresso italiano. presentò i dirigenti dell’azienda. Da una sincera Ho ‘esportato’ in Francia il sistema a cialde. Oggi la amicizia è nata l’offerta di replicare un progetto rete distributiva conta più di 200mila macchinette. che stava avendo successo in Italia: la vendita automatica del caffé Espresso Faemino. Un La D8 è riuscita ad avere l’esclusiva nei successo. vagoni dei treni TGV ad alta velocità. La società delle ferrovie cercava un caffé di alta Perché il nome D8? qualità e una macchina molto affidabile. Così Perché quando scrivevo a mia moglie, friulana di abbiamo sviluppato, in casa nostra, un distributore Lavazza con caratteristiche tecniche ed elettronica ottimali. Ora stiamo equipaggiando altri treni come l’Eurostar, il Talys e il TGV portoghese. Quali le sponsorizzazioni più rilevanti? Con Lavazza abbiamo sponsorizzato i Mondiali di calcio del 1998 in 10 stadi dove abbiamo distribuito 7 milioni di caffé. Sosteniamo anche tornei di tennis: il Gaz de France a Parigi, il torneo di Lione e quello di Marsiglia e anche la squadra di calcio Paris-Saint Germain. I suoi fornitori sono italiani? Assolutamente: Lavazza, la Necta e la Fas per i distributori automatici, la Ristora e la Gimoka per bevande solubili e caffè. Crediamo nell’italianità, il caffé e le tecnologie migliori sono nostre. Cosa c’è nel futuro della D8? I giovani bevono meno caffé, quindi studiamo nuovi prodotti adatti per la distribuzione automatica. Puntiamo a ulteriori sviluppi in ambito ferroviario e sistemi di pagamento innovativi: via cellulare, gestione e trasmissione dati in tempo reale, via internet. Quanto va a Verzegnis? La Carnia è la mia patria, mia madre vive ancora lì e io vado a trovarla ogni due mesi. Così mi godo anche la compagnia dei vecchi amici e il piacere di un bicchiere di vino. D8 - i dati anno di fondazione: 1972 dipendenti: 300 fatturato: 60milioni di euro clienti: 25 mila sito web: www.d8.fr mail: [email protected] indirizzo: n. 7-9 rue Leon Gefroy, 94408 Vitry Cedex telefono: 0033 – 147183808 luglio09 59 Orizzonti Cultura A destra: Gustavo Zanin al lavoro e, sotto, uno dei suoi organi; in basso, lo stabilimento Zanin GUSTAVO ZANIN: MAGISTER ORGANARUM G uardando il biglietto da visita di Gustavo Zanin si legge “Magister Organorum”, si capisce che la casa organaria che possiede non è un’impresa tout court. Si tratta di un’attività a forte carattere culturale ed artistico specializzata nella produzione e restauro di organi a canne a trasmissione meccanica. Nel 1827 Valentino Zanin – esperto tornitore-fonditore nonché uomo di cultura – aiutò a trasferire un organo nel Duomo di Spilimbergo e da lì si appassionò a tal punto a questo strumento musicale che decise di aprire una bottega artigiana che producesse organi. L’arte e la sapienza si sono tramandate nella famiglia Zanin a cavallo di tre secoli arrivando fino a Gustavo ed ora, all’attuale sesta generazione, è Francesco a portare avanti la realizzazione di organi in un angolo tranquillo e verdeggiante di Codroipo dove casa e laboratorio sono a due passi uno dall’altro e comunicano agli ospiti la piacevole sensazione di un mestiere a misura d’uomo. Lei si sente più un imprenditore o più un artista? E nel suo lavoro quale di queste componenti sente più sue? Io cerco di essere per un impegno artistico perché mi sento libero di pensare e di realizzare quanto la mia inventiva suggerisce. Come imprenditore sono succube di adempimenti burocratici che mi tolgono il tempo e le energie per progettare. Sono convinto che ogni lavoro che porto a termine tenda ad essere un’opera d’arte perché concepisco la realizzazione e l’architettura degli organi come un unicum. Chi sono i committenti delle sue opere d’arte? Da quali zone del mondo provengono? Dall’Italia in primis, ma importanti richieste ci pervengono anche dall’Austria, dalla Croazia e dal Giappone. I committenti sono sopratutto conservatori, chiese e privati. Dopo quasi due secoli d’attività la sua impre- 60 luglio09 La “ZANIN FRANCESCO DI GUSTAVO” produce organi a canne a trasmissione meccanica dal 1827. Artisti di fama internazionale, conservatori, chiese e privati sono entusiasti delle sue opere d’arte sa si è creata un nome conosciuto a livello internazionale. E’ proprio così, non abbiamo bisogno di nessuna forma di pubblicità esplicita, anzi per la nostra immagine e per il tipo di prodotto che realizziamo potrebbe essere dannoso. Artisti di fama internazionale si esibiscono in concerti in giro per il mondo e capita sovente che suonino un nostro organo e rimangono così affascinati dalla raffinatezza e dalla perfezione dello strumento che s’informano sulla mia azienda e spesso ce ne commissionano uno nuovo per altre località. Questa è la nostra pubblicità. Noi produciamo organi di scuola italiano-veneta, i committenti mi danno indicazioni generali, poi attraverso l’esperienza ed inventiva realizzo l’organo. Dalla richiesta fino all’opera compiuta passano quattro-cinque anni. Penso sia difficile trovare le maestranze per un lavoro così specifico e complesso, mi sbaglio o è così? Indubbiamente è un impresa ardua trovare collaboratori che sappiano coniugare manualità e spiritualità. Questo rende ancora più complicato il mio ruolo di “Maestro artigiano” perché non riesco a selezionare persone con questa vocazione. Avete concorrenti? Altre tre, quattro botteghe in Italia. Come vede il futuro della “Zanin Francesco di Gustavo”? Ciò che più mi duole è la difficoltà nel reperire giovani disponibili a fare dei sacrifici. Fondamentalmente io sono un maestro artigiano e mi piacerebbe poter scegliere i miei collaboratori su una rosa ben più ampia di quella attuale, solo in questo modo emergerebbero le maestranze dotate di maggior talento. Vede, la ricerca e sviluppo nella nostra professione riguardano sopratutto la sensibilità e la coscienza del lavoro delle persone; ci vogliono minimo 3 anni per formare un apprendista; i costi sono davvero elevati. Il lavoro, mi auguro, ci sarà sempre sia per esigenze liturgiche che per quelle di carattere culturale (conservatori, scuole di musica, concerti, ecc.) anche perché l’organo è uno strumento che affascina l’essere umano di ogni religione e credo. Massimo De Liva Orizzonti IL LIBRO DEL MESE Sergio Ristuccia = COSTRUIRE LE ISTITUZIONI DELLA DEMOCRAZIA Letture di Adriano Olivetti, politico e tecnico della politca Marsilio pagg.: 463 euro 35,00 E’ sempre attuale la questione se gli imprenditori debbano o no occuparsi di politica. Le opinioni sono le più diverse, ma certamente fra gli imprenditori italiani che hanno ritenuto proprio preciso dovere sociale occuparsi della vita della comunità, e dunque di politica, una figura di spicco è stata quella di Adriano Olivetti. Grande protagonista del miracolo economico italiano, Olivetti era convinto che in Italia fosse necessario costruire una democrazia autentica e per questo ideò un vero e proprio progetto istituzionale, basato sull’importanza delle comunità territoriali e antesignano del federalismo oggi tanto di moda. Questo corposo ma interessante volume di Ristuccia, presidente del Consiglio italiano per le scienze sociali e già segretario generale della Fondazione Olivetti, ricostruisce nel dettaglio il percorso politico del grande imprenditore di Ivrea, consentendo al lettore di valutare quanto la lezione politica di Olivetti, basata sull’idea della democrazia partecipativa, possa (o no) essere di attualità ancora oggi, in un tempo in cui sembra che la democrazia italiana abbia davvero poco o nulla di partecipativo. Stefano Tonchia = BALANCED SCORECARD Progettare e gestire il sistema aziendale di misurazione delle prestazioni. Il Sole 24 Ore Pagg.: 360 euro 39,00 Ultima fatica editoriale del professore di Gestione aziendale all’Università di Udine, Stefano Tonchia, questo volume è un vero e proprio manuale alla misurazione delle g Libri a cura di C.T.P. prestazioni aziendali. Un aspetto fondamentale della gestione di un’impresa, non solo perché, come spiega Tonchia nell’introduzione, non si può gestire ciò che non si misura, ma anche perché come scrive il vicepresidente di Confindustria, Alberto Bombassei in prefazione “oggi per i decisori dei processi aziendali il compito arduo è quello di discernere, nel rumore di fondo informatico che risuona in ogni azienda, la sequenza d’indicatori e ratio più attinenti e corretti per lo specifico ambito operativo nel quale l’attività aziendale si svolge”. Il manuale predisposto da Tonchia, offre, dunque, al lettore un ampio e rigoroso quadro dei sistemi di misurazione delle prestazioni (balanced scorecard, per dirlo in inglese) oggi disponibili e della loro possibile applicazione nella vita aziendale di tutti i giorni. Crf Italia = TOP EMPLOYERS ITALY Franco Angeli Pagg.: 270 euro 30,00 Gestire al meglio le risorse umane, il bene, forse, più prezioso di un’azienda, è sempre più necessario per ogni impresa che voglia fare strada. Crf è un’organizzazione mondiale, nata nei Paesi Bassi nel 1991, che ha come missione la valutazione dei migliori “datori di lavoro” del mondo. In 18 anni di attività ne ha selezionati oltre 2500 basandosi su standard internazionali legati a: cultura aziendale, condizioni di lavoro; sviluppo del talento; impegno sociale; scommessa sull’innovazione. Questo volume è il primo dedicato ai datori di lavoro italiani. Il fatto che nel nostro Paese la prima selezione arrivi solo dopo 18 anni e che le aziende elencate, salvo qualche lodevole eccezione (Chiesi farmaceutici, Enel, Pirelli, Telecom, Terna, Unicredit e pochi altri), siano per lo più terminali italiani di gruppi stranieri, dimostra come da noi ci sia ancora molto da fare nella diffusione di una corretta politica di gestione delle risorse umane. Piero Ostellino = LO STATO CANAGLIA Come la cattiva politica continua a soffocare l’Italia Rizzoli Pagg.: 247 euro 19,00 Nella fiorente letteratura che potremmo definire Altre letture consigliate... di “constatazione del disastro italiano” con questo “Lo stato canaglia” si cimenta anche un grande giornalista come Piero Ostellino. L’ex direttore e del Corsera, racconta l’Italia “incolta, retorica, dogmatica, bigotta, burocratica, poco o punto flessibile, legalista e imbrogliona”, l’Italia “incasinata e un po’ cialtrona, intimamente illiberale” non elogiare l’antipolitica, che certo non può piacere a un liberale come Ostellino, ma denunciare con forza “l’invasività della sfera pubblica nella sfera privata” e come la politica italiana “non sia più al servizio dei cittadini, ma li abbia posti al proprio servizio”. Il viaggio di una grande penna nei molti difetti del nostro Paese, compresi quelli del giornalismo, che dovrebbe spingere le persone di buon senso a ribellarsi nei comportamenti pubblici e privati e non solo a parole. Cosa che, temiamo, non accadrà, perché “gli italiani come singoli individui, non sono migliori dell’Italia come soggetto politico collettivo”. Giuliano Gherpelli = IL SEGRETO DI BALI Verdechiaro edizioni Pagg.: 191 euro 16,90 Ci si può innamorare di un luogo visitato durante una semplice vacanza? Succede, e per qualcuno l’innamoramento diventa, quasi, ragione di vita. E’ accaduto a Giuliano Gherpelli che durante un viaggio nel 1986 rimase folgorato dall’incanto di Bali, l’isola degli dei, e dall’affascinante complessità della sua antica cultura rimasta intatta sino ai nostri giorni. Tornato a Modena, dove vive, Gherpelli, pur continuando a svolgere le sue attività di economista e di musicista jazz, ha fondato con la moglie il Centro Studi Tarot divenendo nel tempo un grande esperto della storia e cultura balinese. In questo libro, egli presenta, con una profondità impossibile da trovare in una guida turistica, storia, miti, costumi e realtà attuale di un’isola che rimane ancora oggi una delle più ambite mete turistiche dell’Asia. Un libro non solo per chi vuole visitare Bali, ma anche per tutti gli amanti della storia delle civiltà, dell’etnologia e della storia. luglio09 61 Orizzonti Sport Quale sarà l’undici dell’Udinese nella stagione 2009-10? LIGNANO a ritmo di DANZA SPORTIVA D omenica 17 maggio, per l’organizzazione di Azzurra Danze in collaborazione con i maestri Fabio Chiandetti e Katia Maestrutti, si sono concluse le tre giornate del 9° Trofeo Città di Lignano Sabbiadoro, tutte dedicate alla Danza Sportiva e al grandioso spettacolo de il “Memorial Macor”. Dire che è stato un “successo che vale più del doppio” è riferito solo al numero delle coppie iscritte alle varie competizioni. Sono stati infatti, oltre 1.600 gli atleti in gara nelle varie discipline e categorie, che si sono confrontati nella kermesse di Danza Sportiva dunque: più di 800 le coppie in gara, con incremento superiore al 100% rispetto alla precedente edizione. Non c’è invece criterio di misura nel definire il consenso di pubblico per lo spettacolo offerto dal Memorial Macor. nella serata di venerdì 15. La soddisfazione che si poteva intravedere sui volti di tutti i presenti, rimasti a “bocca aperta” mentre assistevano alle evoluzioni delle coppie di atleti di Classe Internazionale, era un’immagine che ben esprimeva l’appagamento di tutti gli intervenuti nell’assistere ad uno spettacolo unico in Regione ma molto conosciuto in tutt’Italia. Una gara internazionale con atleti provenienti da Spagna, Germania, Lettonia, Croazia, Slovenia e Ungheria, perfezionata dalla classica ciliegina sulla torta: l’esibizione dei pluricampioni del mondo Paolo Bosco e Silvia Pitton per le danze standard e Maurizio Vescovo e Melinda Torokgyorgy per le danze latino americane. Un momento del meeting di Lignano 62 luglio09 Per l’UDINESE bilancio in attivo Tra alti (molti) e bassi, i bianconeri hanno migliorato le performance dello scorso campionato, anche se è mancata la qualificazione Uefa L a posizione, alla fine, è stata la stessa dell’anno prima: settimo posto, purtroppo non valido come dodici mesi fa per la qualificazione Uefa. Peccato, perché l’Udinese del Marino bis, alla fine, non si è comportata male. Tutt’altro: dati alla mano, i bianconeri hanno fatto un punto in più, lo stesso numero di vittorie, una sconfitta in meno e ben 16 reti in più. Se a questo ci aggiungiamo le 6 vittorie consecutive – record assoluto in serie A – e le due domeniche al primo posto, oltre ai quarti di finale in Uefa, allora non possiamo proprio dire che il campionato dei bianconeri sia stato da buttare. Certo, le aspettative di inizio anno erano altre: il trio delle meraviglie in attacco, trasportato interamente in Nazionale, e un gioco spumeggiante avevano fatto credere (illudere?) in qualche obiettivo superiore. Dopo il black-out invernale, con 3 punti in 11 partite – altro record, stavolta negativo – sono stati bravi, in ordine crescente, i giocatori a ritrovare la forza di reagire, il tecnico Marino a uscire dalle sabbie mobili con nuove soluzioni e paròn Pozzo a non farsi prendere dalla voglia di cambiare allenatore. A bocce ferme, la soddisfazione per i risul- tati positivi (mettiamoci pure le vittorie con le corazzate Milan e Juve e certe serate europee!), per la scoperta di altri talenti a costo zero (dopo Inler e Isla, Asamoah), per le performance di giocatori come D’Agostino, Pepe e Floro Flores, è solo parzialmente offuscata dalla delusione per la Uefa sfuggita. E, soprattutto, dai timori che ora la società decida di attuare un altro rinnovamento, monetizzando campioni arrivati forse al massimo della carriera e scommettendo ancora sulle “sorprese”. Pozzo, finora, non ha sbagliato quasi mai. In questo momento, poi, sta lavorando su tre fronti, perché oltre alla prossima squadra si sta dando da fare per chiudere con l’amministrazione comunale un contenzioso sullo stadio che dura da anni rendendo più vicino un restyling dell’impianto. Last but not least, il patron ha deciso di dare una mano anche al basket cittadino, promettendo un impegno con cifre precise (il 20% del budget) e richiedendo come garanzia la presenza, accanto ai co-sponsor, dell’ingegner Edi Snaidero e, quindi, di un nome e un marchio importanti per il basket cittadino. Andrea Ioime luglio09 63 AGRODOLCE 64 luglio09 di Paolo Tarabocchia luglio09 65 L’Opinione A PROPOSITO DI... POLITICHE ECONOMICHE “La ricreazione è finita”: Emma Marcegaglia ha sollecitato così, al termine della campagna elettorale per le Europee, la politica affinché torni ad occuparsi dei “problemi veri”. Come darle torto, considerando il quadro generale dell’economia? Eppure, sembra quasi che da più parti, come alunni riottosi, si marcato anche dal vertice dei capi di Stato e di Governo dell’Ue, faccia un po’ fatica a rientrare in classe. E non solo sul versante che rivolge anche un invito ai governi europei a “restare vigili”. A politico. Dal quale, peraltro, giungono altri e nuovi segnali di sotale proposito, lo stesso Governatore di Bankitalia, Mario Drastegno al mondo dell’impresa: il premier Berlusconi ha infatti ghi, nelle sue Considerazioni finali, aveva sottolineato che “il pasaperto, proprio negli ultimi giorni, alla possibilità di una “parziale” saggio dei prossimi mesi sarà decisivo: una mortalità eccessiva detassazione dal reddito d’impresa dei nuovi investimenti effettua- che colpisca per asfissia finanziaria anche aziende che avrebbero ti. Ma – va detto – benché auspicabile ed auspicato, si tratta di un il potenziale per tornare a prosperare dopo la crisi” è “un grave provvedimento ancora tutto da costruire, mentre gli Industriali, mai rischio per la nostra economia”. E attenzione: come ha ricordato come ora, in un momento di gravissima difficoltà del sistema (con ancora Draghi, la “pacchia” dei tassi bassi è destinata a finire una produzione industriale in maggio stimata in calo dell’1,2% (“La necessità di collocare sul mercato nei prossimi due anni una rispetto ad aprile), hanno bisogno di miingente quantità di titoli pubblici esercita sure certe, di concretezza. pressioni al rialzo sui tassi di interesse”): Ci sarebbe bisogno, insomma, di rimetmeglio, quindi, per le imprese, accelerare tersi ordinatamente in fila per due tutti e anche sul fronte investimenti. Se i cordoquanti e rientrare in classe. Ma la campani della borsa lo consentiranno, dato che nella della fine ricreazione non sembra gli imprenditori (ne va della competitività suonare ancora. Neppure per quanto e della sopravvivenza delle loro aziende) riguarda il rapporto tra industria e sistema sono già disposti e pronti a fare la loro bancario. Il ministro all’Innovazione, Reparte. nato Brunetta, ha scritto recentemente Tutto questo, va ancora sottolineato, che “dal lato dell’offerta è necessario mentre i prezzi energetici – dal petrolio, aumentare l’azione sul sistema bancario all’elettricità, al gas – sono in veloce risaperché non faccia mancare il credito lita a dispetto della domanda, in calo, e di sostegno all’attività produttiva e agli fanno temere per l’uscita dalla crisi. investimenti privati”, dato che – scrive Ma la ricreazione continua anche sul ancora – “oggi non manca il risparmio, è fronte delle riforme. A partire dalle libenecessario rimetterlo in circolo”. Eppure, ralizzazioni, che pure negli anni Novanta sono molte le aziende, specie tra le Pmi, avevano visto l’Italia divenire primatista La ricreazione è finita... Copertina dell’album che denunciano una contrazione del cremondiale con oltre 50 miliardi di euro “Breakfast in America” dei Supertramp dito o, ancora,un costo del denaro molto di proprietà pubbliche privatizzate in un alto, perché, a fronte di un abbassamenanno. Anche qui si attende di poter rito dei tassi, il sistema bancario – viene segnalato - ha aumentato prendere la “lezione”. lo spread. E, sempre sul fronte del credito, che dire della polemica La situazione va ripresa in mano, con decisione, perché non c’è cresciuta nelle ultime settimane, con molte piccole imprese (la più da scherzare: qui si rischia la “bocciatura”, che avrebbe consesegnalazione è venuta in particolare dalle associazioni di categoria guenze pesantissime e gravissime non solo sul sistema economiartigiane) a denunciare come le banche stiano provvedendo a co ma anche sul tessuto sociale. sostituire le commissioni di massimo scoperto, non più applicabili Chi ha rubato la campanella è pregato di rimetterla al suo posto. dal 1° luglio prossimo, con altre commissioni che porteranno ad Quanto prima. aggravi di costo generalmente superiori. Del resto che i flussi di credito restino “ancora limitati” viene riMauro Filippo Grillone “La situazione va ripresa in mano, con decisione, perché non c’è più da scherzare: qui si rischia la “bocciatura”, che avrebbe conseguenze pesantissime e gravissime non solo sul sistema economico ma anche sul tessuto sociale” 66 luglio09 luglio09 67 68 luglio09