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Mensile - n. 6, anno I - LUGLIO 2009
Spedizione in abbonamento postale D.L.
27/02/2004 n° 46, art. 1, comma 1, DCB
UDINE - Filiale di Udine Ferrovia
Tariffa R.O.C. (iscritti al registo operatori
comunicazione) ex Tabella B
FOCUS
(2° parte)
GRUPPI
MERCEOLOGICI:
IL RINNOVO
DELLE CARICHE
EDILIZIA
LA VISITA DEL
PRESIDENTE DELL’ANCE
PAOLO BUZZETTI
foto Alessio Buldrin
INTERNAZIONALIZZAZIONE:
UN TEMA, UN TEAM
MARCO BRUSESCHI E LE IMPRESE
IN CERCA DI NUOVI MERCATI
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L’Editoriale
INTERNAZIONALIZZAZIONE:
UN TEMA, UN TEAM
“Un uomo solo è al comando, la sua maglia è bianco
celeste. Il suo nome è Fausto Coppi”
affrontare questa tematica, ritenuta prioritaria specialmente in
Era il 10 giugno del 1949 quando il Campionissimo Fausto
questo delicato periodo economico, ha deciso di fare un gioco di
Coppi vinse la tappa Cuneo-Pinerolo e Mario Ferretti, telecronista
squadra.
RAI, ne immortalò così l’impresa, consegnandola alla storia.
Il “team internazionalizzazione” – un gruppo di imprenditori
Eppure, se nello sport la figura del fuoriclasse, in fuga solitaria,
chiamato a pensare e progettare con l’ausilio di un’articolata
assume gli affascinanti contorni dell’epica senza tempo, non
struttura confindustriale - è la risposta di chi crede nell’unione
altrettanto si può dire se trasportiamo l’immagine di “un uomo
delle forze.
solo al comando” nel mondo industriale.
La stessa Confindustria Udine, peraltro, ha aderito con entusiasmo
L’imprenditore solo al comando, che non riesce a condividere
all’iniziativa di Informest e Regione Fvg di aprire, a Novisad, nella
con i suoi collaboratori i valori della propria azienda attraverso un
provincia autonoma della
processo di identificazione,
Vojvodina, in Serbia, un
è destinato oggi giorno a
ufficio di rappresentanza
pagare dazio. La condivisione
del Friuli Venezia Giulia
di valori crea soddisfazione e
– Casa FVG appunto – che
appartenenza. L’identificazione
rappresenta un punto di
della base con l’impresa è un
riferimento e una possibilità
valore aggiunto da perseguire.
di crescita per tutte le aziende
E questo è un discorso che
della nostra regione.
riguarda tanto chi è alla guida
A proposito di tale iniziativa,
di un’azienda quanto chi è ai
il presidente Luci ha
vertici di un’associazione.
sottolineato un principio
In questo numero di Realtà
da sottoscrivere a chiare
Industriale, troverete
lettere: “Noi vogliamo
l’intervista al vice-presidente
considerare i processi di
di Confindustria Udine
internazionalizzazione in
Marco Bruseschi. Con lui
modo programmatico:
riprenderemo idealmente
la ‘toccata e fuga’ non ci
il ragionamento sui temi
interessa; puntiamo ad una
dell’internazionalizzazione che
presenza costante a supporto
avevamo aperto, nel numero
delle aziende”.
precedente, con l’editoriale
Fausto Coppi
La fuga in avanti, dunque, alla
di Alberto Toffolutti,
Fausto Coppi per intenderci,
presidente del Comitato per la
non interessa agli imprenditori di palazzo Torriani.
Piccola Impresa di Confindustria Udine e con “i consigli all’export”
Un uomo solo al comando? Un’associazione che vuol fare tutto
dell’imprenditore Marco Tonutti. Bruseschi, che ha ricevuto
da sola? No grazie! L’intenzione è di individuare e condividere tutti
la delega dell’internazionalizzazione dal presidente Adriano
assieme, con il supporto costante e convinto delle istituzioni, le
Luci, ci presenterà tutta la gamma di azioni messe in campo
strade giuste per esplorare nuovi mercati e nuovi orizzonti.
dalla Confindustria friulana per supportare le imprese in cerca
di nuovi mercati esteri. Quello che merita essere sottolineato, al
Alfredo Longo
di là dei contenuti delle azioni stesse, è che l’Associazione, per
L’imprenditore solo al comando, che non riesce a condividere con i
suoi collaboratori i valori della propria azienda attraverso un processo di
identificazione, è destinato oggi giorno a pagare dazio
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n. 06
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MARCO BRUSESCHI:
in team per puntare
all’internazionalizzazione
foto Alessio Buldrin
“Tutte le nostre aziende più
importanti già presenti all’estero
stanno facendo leva
sull’internazionalizzazione passata
per resistere alla crisi attuale”
Realtà Industriale
Registrazione Tribunale di Udine
n. 24/99
Redazione
Direttore Responsabile
Alfredo Longo
e-mail: [email protected]
Società Editrice
Confindustria Udine
Largo Carlo Melzi, 2
33100 Udine, tel. 0432 2761
A questo numero
hanno collaborato
Carlo Tomaso Parmegiani
(caporedattore),
Arianna Arizzi, Rossano Cattivello,
Massimo De Liva, Paola Del
Degan, Marco Di Blas, Gino Grillo,
Mauro Filippo Grillone, Andrea
Ioime, Ezio Lugnani, Franco Rosso,
Paolo Tarabocchia, Marina Torrisi
per Gruppo Giovani Imprenditori:
Enrico Accettola (presidente),
Francesca Cancellier, Patrizia
Paravano, Michele Vanin
Progetto grafico ed impaginazione
AA Media
Mednarodni Prehod 6, Vrtojba,
5290 Sempeter (Slo)
presso Parco Tecnologico
e-mail: [email protected]
Fotoservizi
Foto copertina: Alessio Buldrin
([email protected])
Altre foto: Alessio Buldrin,
Anteprima. Roberto Del Fabro,
Diego Gasperi, Granzotto, Massimo
Poldemengo, Gaetano Romeo,
Weiken
Concessionaria per la pubblicità
Scripta Manent srl
v.le della Vittoria 13
33100 Udine - tel. 0432 505900
e-mail: [email protected]
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LUGLIO 09 | CONTENUTI
08 Intervista a Marco Bruseschi
“Un team per l’internazionalizzazione”
Intervista al vice-presidente
di Confindustria Udine
12 Focus (2° parte)
Gruppi Merceologici: le nuove cariche
18 Credito
Banca di Udine, al servizio della città
20 Credito Flash
44 News
Marcegaglia: la crisi opportunità
per le riforme
48 Obiettivo Montagna
Eurotech per il Corpo dei Marines
49 Obiettivo Austria
Vacanze con il punto di domanda
50 Obiettivo Internazionalizzazione
Casa Fvg in Vojvodina
22 Aziende Flash
25 Aziende
Metalinox
Biofarma
Danieli/ABS
Benpower
51 Obiettivo Europa
Decimo Premio Rotary
52 Comune / Provincia
53 Regione
Sintonia di vedute nella formazione
28 Botta & Risposta
Paolo Pittini (Pittini Spa)
56 Sicurezza
Ocjo, sicurezza in scena
30 L’analisi
Realismo e fiducia
31 Infrastrutture
Passare alla cantierabilità delle opere
32 Convegni
Sarà ripresa
Abbiate fiducia nella scienza!
36 Edilizia
Paolo Buzzetti a palazzo Torriani
38 Incontri
Miniera in giardino
Marketing.Innova
43 Web
58 Friuli Innovazione
Hopkins, in rete le eccellenze del Fvg
59 Friuli Nel Mondo
Deotto, evangelista dell’espresso
in Francia
60 Cultura
Gustavo Zanin: magister organarum
61 Libri del mese
62 Sport
Bilancio in attivo per l’Udinese
39 Giovani Imprenditori
64 Agrodolce
42 Assindustria formazione
Programma corsi luglio 2009
66 A proposito di...
... Politiche economiche
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Economia
Intervista del mese
MARCO BRUSESCHI
LA VOCAZIONE PER
L’INTERNAZIONALIZZAZIONE
di Carlo Tomaso Parmegiani
A
mministratore delegato della I.F.A.P. Spa di Palmanova, Marco Bruseschi è erede, insieme al fratello Pietro (Presidente dell’azienda), di una
tradizione industriale cominciata nei primi anni del secolo scorso dal nonno
Giuseppe e poi proseguita dal padre Dino con il fratello Duilio; dalla lavorazione
del legno per varie applicazioni - dai pavimenti alle casette prefabbricate e per
finire agli avvolgibili - la produzione industriale si è diversificata nel corso del tempo cercando di cogliere le opportunità del mercato. A partire dal 1970, infatti, la
I.F.A.P. amplia l’attività con la lavorazione della plastica in Pvc per la produzione
di persiane e cavidotti per la SIP e l’ENEL e tubi per l’edilizia residenziale. Negli
anni ‘80, poi, l’azienda comincia a utilizzare il Pet per la produzione di contenitori
per bevande gassate e acque minerali. La nuova attività, che porterà all’abbandono progressivo delle produzioni originarie, inizia con la collaborazione di “Coca
Cola”, per conto della quale la società dei fratelli Bruseschi diventa fornitore ufficiale di tutti i formati per il mercato nazionale. Con il passare degli anni la società
ha sviluppato il mercato estero e con ulteriori tecnologie ha ampliato la propria
gamma di preforme inserendosi sempre più in nuovi segmenti di mercato quali il
latte e la detergenza. Vicepresidente di Confindustria Udine, Marco Bruseschi ha
ricevuto dal presidente Adriano Luci la fondamentale delega all’internazionalizzazione della quale si sta occupando con molta passione e competenza. E’
anche vicepresidente della Camera di Commercio di Udine.
Vicepresidente Bruseschi, ultimamente nei convegni, negli incontri economici, in politica, si pone molta enfasi
sul tema dell’internazionalizzazione.
Perché è così attuale e qual è l’importanza della sua delega?
L’internazionalizzazione è importante perché in una crisi così profonda come quella
attuale - che nel 2007, quando ho ricevuto
la delega, nessuno si immaginava - il poter
uscire dall’ambito territoriale cominciando
con l’esportazione per, poi, ampliarsi è una
condizione necessaria vista la situazione
di stallo del mercato interno. Tutte le nostre aziende più importanti già presenti
all’estero stanno facendo leva sull’internazionalizzazione passata per resistere alla
crisi attuale. Ci sono, infatti, ancora Paesi e
mercati con Pil positivo nei quali è molto
importante essere presenti.
Quali differenze fra export, delocalizzazione, internazionalizzazione?
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luglio09
Sono differenze fondamentali. L’export è la sola
vendita all’estero del
proprio prodotto che può
essere un modo di avviare
l’internazionalizzazione. La
delocalizzazione è il trasferimento di tutta o parte
della propria produzione
spinta da meri motivi
di risparmio sui costi di
produzione e spesso si è
rivelata una politica poco
lungimirante e, comunque,
di breve periodo. L’internazionalizzazione è qualcosa
di più integrato. Significa essere presenti,
presidiare i mercati esteri attraverso succursali, rappresentanze, unità produttive,
cercando di conoscere a fondo (lingua,
cultura, leggi, modo di vivere, ecc.) il Paese
estero dove si decide di operare, facendo
sì che l’attività all’estero diventi parallela e
non alternativa a quella nel Paese di origine. Nel nostro caso credo che la base sulla
quale dobbiamo puntare per internazionalizzarci è il “made in Italy”, il nostro saper
fare, la nostra storia, le nostre conoscenze
che spesso ci consentono di essere ben
accolti dove andiamo. Anche se talvolta
diamo l’impressione di essere un po’ di-
Economia
Intervista del mese
sorganizzati o diamo meno l’immagine di
paese.
A tal proposito si dice che il nostro
Paese nello stimolare l’internazionalizzazione delle proprie aziende
si muova in maniera non sempre
adeguata e spesso confusionaria. Le
risulta?
Direi che questo è un problema che esisteva più nel passato e nel quale bisogna
stare attenti oggi a non ricadere. Esso,
infatti, è un po’ dettato dalla mentalità
italiana, anche da quella imprenditoriale,
dove si tende a muoversi spesso in maniera autonoma senza coordinamento. Un
coordinamento che sarebbe dovuto partite
dalle istituzioni come regioni, governo, ambasciate, Istituto per il commercio estero
(Ice) che, invece, in passato non se ne
occupavano adeguatamente. Bisogna, poi,
dire che nel tempo Unioncamere e le
singole Cciaa provinciali hanno costituito
aziende speciali di promozione che si
muovono guardando alla propria provincia,
al proprio territorio. In un certo senso può
anche essere giusto agire in questo modo,
cercando di “ascoltare” le esigenze delle
singole province, ma bisogna anche fare
attenzione che quando ci si muove verso
certi Paesi o su alcuni argomenti la dimensione provinciale non è sufficiente. I famosi
Paesi Bric (Brasile, Russia, India e Cina),
ad esempio, hanno dimensioni territoriali
tali che fanno sì che essi abbiano difficoltà
a confrontarsi già con la nostra dimensione
regionale, figurarsi con quella provinciale.
Negli ultimi tempi, comunque, stiamo
cominciando a muoverci un po’ meglio,
facendo più “sistema”. A differenza di Paesi
come la Germania, infatti, negli anni e
decenni scorsi ci muovevamo senza l’appoggio delle istituzioni e soprattutto delle
banche. Oggi, invece, gli imprenditori italiani possono contare sulla presenza quasi
ovunque di banche italiane o partecipate
da banche italiane.
Quando ci si muove verso l’internazionalizzazione, quanto conta il rapporto con le banche?
Molto. Avere un appoggio bancario nel
Paese in cui si intende operare è importante. Nei mesi scorsi anche come Confindustria Udine ci siamo incontrati con le
delegazioni di diversi istituti di credito, proprio per capire quali sono le loro concrete
possibilità di aiutare le nostre aziende che
intendono internazionalizzarsi.
Si dice che uno dei problemi in passato fosse anche l’inefficienza delle
nostre ambasciate e dell’Ice. La situazione è migliorata?
In base alla mia esperienza, valutando la
Alcuni scatti fotografici di Marco Bruseschi,
qui sopra con alcuni collaboratori
(foto Buldrin, anche nella pagina successiva)
situazione nei Paesi nei quali sono stato,
direi di sì. E’ evidente, però, che l’uomo fa
sempre la differenza e, quindi, ci sono uffici che sono efficienti ed efficaci altri meno.
C’è, poi, il problema che non sempre l’Ice
è presente in tutti gli Stati. Ad esempio in
Russia ha cinque uffici, quando, vista la
vastità del territorio, ne servirebbero qualcuno in più. Comunque le cose stanno
migliorando e una dimostrazione è stata
data proprio dalla recente missione organizzata da Ice, Abi e Confindustria che
ha portato proprio in Russia cinquecento
imprenditori italiani di tutti i settori è che,
per ammissione degli stessi governanti
russi, si è trasformata in un notevolissimo
successo di immagine paese e d’industria.
Questa è, dunque, la strada giusta
per l’internazionalizzazione del sistema imprenditoriale italiano?
Direi di sì. L’importante è preparare bene
le missioni. Anche con il vicepresidente
nazionale di Confindustria, delegato di
all’internazionalizzazione, Paolo Zegna si
è concordato sulla necessità di fare poche
missioni, ben preparate e strutturate, in
Paesi significativi con interessanti prospettive economiche. Oltre ad organizzare bene
le missioni è, poi, importante dare loro un
seguito. Bisogna, infatti, che per almeno
alcuni anni dopo la missione si continuino
a mantenere stretti contatti con le persone
e i referenti che si incontrano. Proprio per
questo, Confindustria ha deciso dopo la
missione in Russia di creare un desk che
segua gli imprenditori, soprattutto i più
piccoli, nel post missione cercando di agevolarli nel risolvere i problemi.
Come avviene la selezione dei Paesi
nei quali organizzare le missioni?
Si deve cercare di fare una selezione il più
possibile oggettiva. Il compito non è sempre facile. Basti, infatti, pensare che solo in
Confindustria Udine ci sono tredici diversi gruppi merceologici e non necessariamente ciò che va bene per le esigenze di
un gruppo è adeguato a quelle degli altri.
Talvolta, quindi, è utile organizzare anche
missioni di settore. Per non avere sovrapposizioni si cerca di dar vita a un organizzazione a cascata. Confindustria Roma
e Unioncamere, ad esempio, decidono a
inizio anno una decina di missioni generali,
multisettoriali alle quali le nostre territoriali
e le Cciaa locali si possono aggregare, se
interessate, evitando di organizzare doppioni. In sede locale, invece, le diverse Cciaa,
così come le territoriali di Confindustria,
possono decidere missioni specifiche o per
singoli settori per soddisfare le esigenze e
le peculiarità dei singoli territori.
Nello specifico della sua delega,
come ha impostato il lavoro di Confindustria Udine per quanto riguarda
l’internazionalizzazione?
Ho cercato sin da subito di organizzare
una serie di incontri con tutti i tredici rappresentanti dei diversi gruppi merceologici,
affinché da loro mi potessero venire le indicazioni sulle loro priorità, in modo da or-
luglio09
9
Economia
Intervista del mese
ganizzare le missioni al meglio possibile. In
pratica abbiamo messo in rete tutti i tredici
capigruppo con i quali valutiamo cosa si
sta facendo nei diversi settori e quali missioni si stanno organizzando da altre parti
(Confindustria, Unioncamere, ecc.). Se
vediamo che ce ne sono di interessanti per
uno dei nostri gruppi o anche per singole
aziende associate, cerchiamo di agganciarci. Se, invece, per un dato nostro settore, o
sotto settore, non ci sono missioni adeguate fra quelle organizzate a livello nazionale,
cerchiamo di crearla ad hoc o come Confindustria Udine o con la Camera di
Commercio di Udine. In questo momento, inoltre, tutto il sistema economico regionale, sta chiedendo al Governatore della
Regione, Renzo Tondo di specializzare le
iniziative con focus specifici su dati Paesi.
E’ un modus operandi che era già iniziato
con la precedente giunta regionale. Non
credo di svelare nulla di segreto, se dico
che al momento le attenzioni del sistema
economico regionale si stanno concentrando molto sui Balcani perché riteniamo che
sia importante guardare lontano, ma anche
che non si possano trascurare i mercati
vicini o divenuti quasi “domestici”.
Esiste un problema dimensionale legato alle possibilità di internazionalizzazione? Come fa una micro impresa con due, tre o cinque dipendenti a
internazionalizzarsi?
Ci sono due strade. Una prima soluzione
è quella di accompagnare inizialmente la
piccola e piccolissima impresa, con l’aiuto
delle diverse strutture esistenti allo scopo,
verso la strada dell’export. formandole a
360° su tutti gli aspetti. Ciò può aiutarla a
crescere, a strutturarsi e magari successivamente a decidere di trovare un agente
all’estero o aprire un ufficio di rappresentanza e, via via, intraprendere la strada
dell’internazionalizzazione vera e propria.
La seconda strada è quella di favorire le
aggregazioni per permettere a singole
aziende che da sole non ne avrebbero la
forza di conoscere e poter entrare in altri
mercati.
Di aggregazioni si sente parlare molto, ma come stanno andando nella
realtà?
Di esempi ce ne sono, ma non sono ancora abbastanza. Come Confindustria
Udine abbiamo realizzato uno studio con
il quale abbiamo verificato che esistono
alcune realtà che intendono progredire
verso l’aggregazione e stiamo cercando
di aiutarle a realizzarla. C’è già il caso di
un’aggregazione, creatasi nel settore dell’edilizia, grazie alla quale alcune piccole
aziende sono riuscite ad andare all’estero e
aggiudicarsi alcuni lavori, ai cui bandi singo-
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luglio09
meno che non si decida di tenerli in piedi
attraverso la tassazione, purché i cittadini
del territorio ne siano informati e siano
d’accordo.
In questi campi serve anche maggior
collaborazione transfrontaliera?
Sì. Penso che il progetto dell’Euroregione debba essere portato avanti. Non
dovrebbero, infatti, esistere più questioni
di concorrenza fra regioni vicine che hanno rapporti da sempre, ma anzi credo
che, proprio attraverso la creazione delle
Euroregioni, l’Unione Europea possa concretarsi nella realtà. Abbattendo i muri e
collaborando veramente si possono trovare
soluzioni di assoluto buon senso su tanti
temi. Si pensi, ad esempio, alla proposta
del presidente Tondo di aiutare la Slovenia
a raddoppiare la centrale nucleare di Krsko,
invece di costruirne una da noi.
larmente non sarebbero riuscite nemmeno
a partecipare.
Quanto contano le infrastrutture di
base per aiutare l’internazionalizzazione delle aziende?
Sono fondamentali. Senza possibilità di
muoversi facilmente via terra, per mare o
per via aerea si resta tagliati fuori e isolati.
A tale proposito come Confindustria
abbiamo il dovere di spingere sempre di
più chi ci governa a realizzare prima le
infrastrutture che, in base alle ricerche e gli
studi, sono più necessarie per le esigenze
economiche del Paese. Non si possono
fare mezze opere come il collegamento ad
alta velocità che da Milano arriva a Treviglio
e lì si ferma per mancanza di fondi o non
si può pensare di realizzare il ponte sullo
Stretto se prima non si sistemano le strade
che lo collegano al resto del mondo.
Sul tema delle infrastrutture non
esiste anche un eccesso di campanilismo? Prendiamo ad esempio gli
aeroporti: è pensabile che in un’area
abbastanza ristretta e non molto popolata ne continuino a convivere tre
come Trieste, Venezia e Treviso?
Non si possono fare o mantenere in piedi
infrastrutture di qualsivoglia natura (porti,
aeroporti, ferrovie) per motivi di campanile,
ma bisogna che come qualsiasi azienda si
giustifichino economicamente. Nel caso
dei tre aeroporti ai quali, in ottica europea, dobbiamo aggiungere i non lontani
aeroporti di Lubiana e Klagenfurt, devono
trovare un modo di coesistere ed essere
al servizio dell’economia territoriale oltre
che al settore turistico altrimenti quelli che
non stanno in piedi da soli vanno chiusi. A
Parlando di internazionalizzazione
avete parlato spesso anche dei friulani all’estero. Quale può essere il loro
ruolo?
Tutti i friulani sparsi nei cinque continenti
potrebbero essere una fondamentale rete
di relazioni che forse in passato non è
stata adeguatamente valutata. Non per
nulla abbiamo rinforzato la collaborazione
con l’Ente Friuli nel Mondo e con i Fogolârs Furlans. L’invito alla nostra ultima
assemblea del ministro canadese di origini
friulane, Sandra Pupatello è stato un evidente segnale di come vorremmo ricreare
i rapporti con i tanti friulani che si sono
fatti apprezzare in ogni angolo del pianeta
e che potrebbero essere ottimi “agenti”
per le nostre aziende che vogliono farsi
conoscere e i migliori “pubblicitari” della
nostra terra e della serietà e della qualità
dei nostri prodotti.
In conclusione, mi pare di poter dire
che lo sforzo da lei intrapreso è anche teso a creare negli imprenditori,
nella società, nei decisori politici
una mentalità favorevole all’internazionalizzazione. Immaginando che
l’optimum di “mentalità favorevole
all’internazionalizzazione” sia 100,
oggi in Friuli, fra i suoi colleghi, fra le
istituzioni a che livello siamo arrivati?
Direi a 50. Si è fatto tanto, soprattutto con
le medie e le grandi aziende e con un
staff manageriale all’altezza. Molto è in movimento soprattutto con le PMI, ma molto
è ancora da fare. Sicuramente fra i giovani
quel livello potenzialmente e mentalmente
è più alto ed è anche per questo che c’è la
necessità di dare forza e stimoli ai giovani
imprenditori a tutti i livelli.
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Economia
Focus (2° parte)
Gruppi merceologici
DETERMINAZIONE ED IMPEGNO
PER USCIRE DALLA CRISI - 2° parte
Il rinnovo delle cariche dei tredici gruppi merceologici in Confindustria Udine.
Realtà Industriale ha realizzato alcune brevi interviste con i capigruppo eletti
(nuovi e confermati). Completiamo il quadro delle conoscenze
A
RNO ALZETTA, direttore della Burgo
spa di Tolmezzo, è stato eletto all’unanimità come nuovo capogruppo delle
Industrie Cartarie, Poligrafiche ed
Editoriali. Subentra a Federico Gollino
che ha deciso di non riproporre la propria
candidatura.
300 giorni, invece dei circa 360 di un anno
“normale”. Sul comparto hanno, poi, inciso
molto gli aumenti di costo dell’energia e
delle materie ausiliarie. In Italia, inoltre, fra
il 2007 e il 2008 sono state chiuse 25
cartiere su circa 300 attive, con circa 1300
posti di lavoro persi.
Capogruppo Alzetta, qual è l’attuale
andamento del settore e quali le
prospettive a medio-lungo termine?
Il 2008 per tutte le tipologie di aziende
che compongono il nostro gruppo si è
chiuso abbastanza male. La prima parte
dell’anno era andata abbastanza bene,
ma i quattro mesi finali dell’anno scorso
sono stati un disastro per tutti con un calo
che si è trasformato in media in un -8%
complessivo rispetto al 2007. Ciò ha comportato un calo delle giornate lavorate: le
cartiere, ad esempio, hanno lavorato circa
Come va nel 2009?
Il 2009 si è aperto in maniera disastrosa
con cali nel primo trimestre fra il -5% e
-17% nei volumi a seconda dei tipi di
prodotto. La preoccupazione è molto alta
poiché nel nostro settore generalmente
c’è una stagionalità positiva nei primi otto
mesi dell’anno e una stagionalità negativa negli ultimi quattro mesi. Dobbiamo,
dunque, sperare in un recupero subito alla
ripartenza dopo le ferie di agosto, perché ci
aspettano comunque tre mesi difficilissimi.
Inoltre stiamo tutti pagando l’energia a
prezzi altissimi perché quando il
petrolio saliva senza sosta, non
prevedendo la crisi, tutti abbiamo fatto ordini di lungo periodo
e oggi ci troviamo a pagare il
metano a prezzi quasi doppi di
quelli del mercato attuale. In
questo momento, tutti gli operatori del settore stanno cercando di superare la crisi tagliando
più costi possibili, ma viviamo
di grande precarietà e con forti
preoccupazioni sul lato occupazionale e della sopravvivenza
delle aziende più piccole.
Arno Alzetta,
capogruppo Cartarie, Poligrafiche ed Editoriali
12
luglio09
In questa situazione, cosa
vi sentite di chiedere alla
politica?
Abbiamo ovviamente bisogno
di finanziamenti e di idee, ma
soprattutto di concretezza. Le
promesse e i “soldi virtuali” non
servono a nessuno. Abbiamo,
inoltre, bisogno di semplificazione e sburocratizzazione.
Qual è il suo programma di massima? Quali le priorità?
Vogliamo continuare sulla linea conoscenza reciproca dei diversi componenti del
gruppo come presupposto per affrontare
la crisi in maniera unita. Due persone che
si conoscono bene sono, infatti, molto più
efficaci di due estranei che si incontrano
qualche volta a Palazzo Torriani. Sul lato
delle azioni concrete abbiamo istituto un
tavolo tecnico insieme alla Provincia e all’Università, che intendiamo portare avanti,
per studiare i modi di utilizzare gli scarti del
nostro settore, non considerandoli più scarti, ma riqualificandoli come materie prime
in materia funzionale e remunerativa.
I
l gruppo delle Industrie del Legno,
Mobile e Sedia ha eletto all’unanimità
come nuovo capogruppo GIOVANNI
GERVASONI, consigliere delegato della
Gervasoni spa di Pavia di Udine. Subentra ad Alessandro Calligaris che, giunto
alla scadenza del suo terzo mandato, non
era più rieleggibile.
Capogruppo Gervasoni, qual è l’attuale andamento del settore e quali
le prospettive a medio-lungo termine?
La situazione del settore è indubbiamente
molto difficile. Ogni giorno abbiamo segnali in tal senso. Siamo senz’altro lontani
dall’uscita dalla “crisi”. Potrebbe essere
un’occasione di rinnovamento, per ripensare il modo di agire di ognuno, riorganizzarsi e ristrutturarsi, ma temo che avremo
ancora bruttissime sorprese. La difficoltà è
diffusa in tutti i sottosettori del gruppo e
colpisce indistintamente sia le aziende di
marchio sia quello non di marchio. Quelle
Economia
Focus (2° parte)
si facevano, erano reinvestiti in
capannoni o macchinari.
Esiste un problema di
mancato sostegno alle imprese da parte delle banche italiane?
Non so dire se le banche italiane siano peggiori di quelle straniere, certo è che qui nessuno
ti presta soldi se non dimostri
di averli già. D’altra parte, visti
gli attuali chiari di luna, è anche
comprensibile che le banche
siano molto prudenti e siano
disponibili a impegnarsi solo
a fronte di progetti di crescita
molto ben fatti.
che penalizza lo sviluppo del vostro
settore?
In un qualche modo sì. Per noi, infatti,
è difficile far percepire ai clienti il valore
dei nostro prodotti che sono per lo più
immateriali. Se, infatti, un imprenditore ha
l’immediata percezione dell’utilità di un
dato nuovo macchinario, più difficilmente
si rende conto dell’utilità di una nuova
soluzione software. Ciò fa sì che ci siano
molte aziende del nostro gruppo che si
impegnano continuamente alla ricerca di
soluzioni innovative, ma che, poi, non trovano uno sbocco sul mercato locale. Personalmente confido molto nella creazione
del Distretto delle tecnologie digitali che
potrebbe aiutarci a fare squadra, ad aggregarci e a consentirci di andare insieme su
mercati nuovi, uscendo da un territorio che
in questo momento non è particolarmente
ricettivo.
Qual è il suo programma
di massima? Quali le priorità?
Dal momento che la situazioIl vostro è un gruppo nel quale
Qui sopra: Giovanni Gervasoni,
ne è difficile per tutti, credo
coesistono sia aziende pubbliche,
capogruppo Legno, Mobile e Sedia
che sarebbe utile cercare di
sia aziende private di dimensioni
migliorare la comunicazione e
diverse. Ciò crea difficoltà?
la reciproca conoscenza fra i
Nel nostro gruppo c’è un’unica azienda di
che hanno una struttura più solida riescocomponenti del gruppo. Penso,
proprietà regionale, l’Insiel che sebbene
no, soffrendo, a tirare avanti. Quelle che,
infatti, che conoscendoci, parlandoci di più, lavori con logiche parzialmente diverse da
invece, erano già in bilico prima dell’arrivo
si possano sviluppare idee interessanti da
quelle delle aziende private, rappresenta
della crisi spesso finiscono per chiudere.
portare avanti in comune. Inoltre, intendo
una grande opportunità per il gruppo.
Purtroppo il nostro è un settore nel quale
muovermi, insieme al gruppo, per chiedere Non parlerei quindi di difficoltà quanto
da sempre ci sono parecchie aziende che
maggiore attenzione da parte di chi ci godi un’occasione: se ci sarà la disponibilità
vivono in quello che potremmo definire un verna ai diversi livelli, perché ritengo che il
di collaborazione con le altre aziende
“equilibrio instabile” nel quale a fine mese
nostro settore, che comunque rimane mol- del gruppo, potrà trasformarsi in una
si pagano i fornitori con quanto si riceve
to importante per l’economia provinciale e
locomotiva per tutto il settore.
dai clienti e grazie al quale si “tira avanti”.
regionale, abbia avuto minore consideraAbbiamo, poi, all’interno del gruppo una
Quando il fatturato cala del 20, 30 o 40
zione di altri.
grande azienda come Telecom che,
per cento, diminuiscono anche le fatture
ovviamente, per estensione del mercato e
da pagare ai fornitori, ma i costi fissi rimandimensioni, ha dinamiche diverse dal resto
gono e, quindi, aziende di quel tipo in podel comparto regionale.
chi mesi finiscono “sott’acqua”. Le banche
UIGI
GREGORI,
presitendono a essere sempre meno disponibili
dente della Cogito srl di
a fare credito e, di conseguenza, si genera
Udine, è stato confermato alla situazione in cui ci troviamo adesso. Cre- l’unanimità come capogrupdo che ci dovremo aspettare un calo della
po del Gruppo Industrie
produzione in loco. Non so dire, invece,
di Telecomunicazione e
se attraverso un processo di acquisizioni
Informatica.
o aggregazioni le aziende “superstiti” riusciranno a inglobare in tutto o in parte la
Capogruppo Gregori qual
capacità produttiva esistente nel settore.
è l’attuale andamento del
settore e quali le prospetSi è sempre detto che uno dei protive a medio-lungo termiblemi delle aziende del settore sia
ne?
la bassa capitalizzazione. CondiviIl nostro sia un gruppo come
de?
gli altri sta sentendo la crisi, noE’ una cosa che ho sempre sentito dire
nostante sia tecnologicamente
anch’io, ma, onestamente, non credo
avanzato. Sentiamo la crisi di
che in aziende medio piccole come sono
riflesso con un calo degli ordini
mediamente le nostre ci sia la “furbizia” di
da parte delle imprese clienti e
lavorare con la leva finanziaria. Credo piutcon ritardi nei pagamenti.
tosto che molte aziende del settore siano
Qui sopra: Luigi Gregori,
poco capitalizzate perché, banalmente, fan- C’è, quindi, un problema
capogruppo Telecomunicazioni e Informatica
no pochi utili e in passato, quando gli utili
di mentalità del contesto
L
luglio09
13
Economia
Focus (2° parte)
Per quanto riguarda il quadro
di riferimento del settore Energia e Servizi a rete nel corso
del 2008 i dati a consuntivo
hanno fatto segnare una flessione complessiva dei consumi
sia dell’energia sia di gas. Per
ciò che riguarda l’energia il
calo è stato del’1 per cento nel
2008 sul 2007, ma il 2009 si
è aperto con una previsione di
calo molto più significativo che,
per i consumi del settore industriale, dovrebbe attestarsi fra
il 10 e l’11 per cento. Ancora
più negativa è la situazione
dei consumi di gas nel settore
industriale che sono scesi del 3
per cento fra il 2007 e il 2008
e del 15 per cento e oltre
Antonio Nonino,
nell’inizio 2009. Nel 2008 le
capogruppo Energie e servizi integrati a rete
importazioni di energia elettrica
sono scese in Italia del 12,5
per cento. Di positivo in questa
situazione c’è solo che siamo andati verso
Qual è il suo programma di massii minimi dei picchi di potenza e, quindi, abma? Quali le priorità?
biamo evitato i blackout sofferti negli anni
Vogliamo continuare a essere da stimolo
scorsi a causa di una rete elettrica nazionae supporto per le altre aziende associate
le che continua a essere insufficiente.
perché pensiamo che un comparto come
quello del terziario avanzato dovrebbe
Qual è stato l’andamento della proessere quello di riferimento per l’innovaduzione di energia?
zione nelle imprese. Infatti, oramai, quasi
Nel 2008 in Friuli Venezia Giulia si è regitutto ciò che riguarda l’innovazione sia di
strata una notevole crescita della produprodotto, sia di processo ha a che fare
zione di energia da fonti rinnovabili pari a
con l’informatica e le telecomunicazioni.
circa il 18% nel caso della potenza idrica
Non è, però, una sfida semplice perché
(con la quale si ha il 19% dell’intera pronon sempre le aziende locali credono sufduzione energetica nazionale) a seguito
ficientemente nell’innovazione. Ci stiamo,
della realizzazione delle centrapoi, impegnando per aiutare le aziende
line create sulle acque fluenti
del gruppo a diversificare il mercato, prograzie ai certificati verdi, mentre
ponendo il proprio prodotto sia all’esterno
complessivamente il fotovoltaico,
della regione, sia attraverso la creazione di
l’eolico e il geotermico (che innetwork internazionali. Infine siamo molto
sieme coprono poco più dell’1%
impegnati sul problema della connettività
della produzione elettrica nache in regione va assolutamente migliorata
zionale) hanno registrato un
per eliminare il digital divide, che è un
aumento del 26%.
problema che condiziona sia la vita delle
famiglie, sia quella dell’industria: si pensi,
Un costo, quindi, che ci troad esempio, che una zona industriale
veremmo in bolletta?
come la Ziu non è ancora raggiunta dalla
Si almeno che il governo non
fibra ottica.
decida, come è stato fatto negli
altri Paesi, di far sostenere questi
extra-costi di produzione dalla
l gruppo Energie e servizi integrati a fiscalità generale.
rete ha confermato all’unanimità come
Qual è il suo programma di
capogruppo l’ingegner ANTONIO NONINO, presidente di Amga Azienda Multi- massima? Quali le priorità?
Ci siamo concentrati soprattutto
servizi spa di Udine.
nel presentare le osservazioni
Capogruppo Nonino, qual è l’attuale sulla nuova legge regionale che
regolerà il settore dell’energia
andamento del settore e quali le
per ciò che attiene alle compeprospettive a medio-lungo termine?
tenze regionali che è importante,
anche se, ovviamente, le competenze
principali sono nazionali. Al riguardo siamo
pronti a presentare le nostre osservazioni
tese a migliorare non solo gli aspetti degli
incentivi, ma anche la razionalizzazione
delle concessioni in ambito regionale
come, per esempio, quelle idriche. Intendiamo anche fare una proposta a costo
zero per forme di incentivi che promuovano le aggregazioni fra aziende ad esempio
nella gestione delle reti di gas.
L
’Assemblea del Gruppo delle Industrie
Meccaniche ha eletto all’unanimità
come capogruppo per il prossimo biennio
il cavaliere CARLO TONUTTI, presidente
della Tonutti Spa di Remanzaccco che
subentra al dottor Paolo Salvadori, che
non ha inteso ripresentare la propria candidatura.
Capogruppo Tonutti, qual è l’attuale
andamento del settore e quali le
prospettive a medio-lungo termine?
Senz’altro il gruppo delle aziende meccaniche della provincia di Udine risente
della crisi esistente a livello mondiale. E’
una crisi che non dipende dalla struttura
delle aziende, ma che nasce da questioni
finanziarie che hanno messo in difficoltà
tutti i mercati mondiali. Le aziende si sono
trovate addosso queste difficoltà e hanno
una necessità assoluta di reagire.
In che modo?
Le reazioni, a mio parere, dovranno essere
I
14
luglio09
Qui sopra: Carlo Tonutti,
capogruppo Meccaniche
Economia
Focus (2° parte)
GRUPPI MERCEOLOGICI
di due tipi: da un lato cercando di aumentare le dimensioni delle aziende, che in
Italia sono mediamente troppo piccole,
attraverso aggregazioni e accorpamenti;
dall’altro puntando a prodotti a sempre più
alto contenuto tecnologico attraverso ricerca e innovazione.
Ritiene che una certa parte dell’industria meccanica che potremmo
definire “di base” sia destinata a
sparire dal nostro Paese, dove rimarrà solo la meccanica avanzata?
Direi che questo discorso riguarda l’industria italiana in generale, non solo la
meccanica. Le aziende piccole con poco
contenuto tecnologico saranno quelle che
soffriranno di più e che, probabilmente,
saranno espulse dal mercato. La sfida per
le aziende oggi è resistere in attesa che ci
sia la ripresa.
Qual è il suo programma di massima? Quali le priorità?
Il nostro è un gruppo molto eterogeneo,
con undici sottosettori merceologici. Voglio,
quindi, lavorare con i rappresentanti dei
diversi comparti per valutare se, oltre alle
problematiche generali comuni a tutti, ci
siano problematiche specifiche da affrontare per cercare di aiutare le aziende a superare il momento difficile.
E
NRICO ROSINA, socio amministratore
della Folicaldi Srl di Cividale del Friuli,
è stato eletto come nuovo capogruppo del
Gruppo Industrie di Trasporto e Logistica, del quale fanno parte, tra l’altro,
l’autotrasporto merci in conto terzi, l’autotrasporto viaggiatori, il trasporto ferroviario
e le case di spedizione. Subentra al dottor
Massimo Masotti, dopo un doppio
mandato di rappresentanza.
Capogruppo Rosina, qual è l’attuale
andamento del settore e quali le
prospettive a medio-lungo termine?
La crisi è chiara. Il nostro settore è automaticamente in crisi perché è legato ai settori
produttivi e se cala la produzione calano
anche le merci da trasportare. Inoltre, il nostro gruppo esce da un biennio nel quale
c’è stato un vertiginoso aumento dei prezzi
dei carburanti e dell’energia. Stiamo anche
subendo una forte concorrenza in arrivo
dai Paesi della nuova Europa nei quali i
vettori lavorano con costi nettamente inferiori. Ultimamente qualcuno ha intravisto
un piccolo segnale di ripartenza in un certo
aumento del traffico sulle autostrade. Ciò
che è importante, però, non è sapere se
abbiamo toccato il punto più profondo
Le nomine dei nuovi Comitati
CARTARIE, POLIGRAFICHE
ED EDITORIALI
Capogruppo: Arno Alzetta
Comitato di Gruppo: Dario Andrin, Giovanni
Aviani, Walter Cragnolini, Silvano Giorgis, Federico
Gollino, Andrea Simoni e Nello Visentin
Delegati all’Assemblea: Silvano Giorgis, Andrea Simoni e Nello Visentin
Rappresentante del Comitato per la Piccola
Industria: Franco Mattiussi
LEGNO, MOBILE E SEDIA
Capogruppo: Giovanni Gervasoni
Comitato di Gruppo: Gianfranco Baccaro,
Pierpaolo Costantini, Luigi Cozzi, Giulio De Infanti,
Giovanni Fantoni, Franco Di Fonzo, Renzo Esca,
Renato Filaferro, Gabriele Garzitto, Michele Ianich,
Piero Luvisoni, Andrea Macorig, Roberto Moroso,
Alessandro Piani, Franco Piu, Nicola Plazzotta, Antonino Potocco, Giovanni Rodaro, Oscar Romanello, Edi Snaidero, Sandro Tonon, Davide Zambon,
Massimiliano Zamò e Silvano Zamò
Delegati all’Assemblea: Alessandro Calligaris,
Pierpaolo Costantini, Giulio De Infanti, Franco Di
Fonzo, Giovanni Fantoni, Renato Filaferro, Michele
Ianich, Piero Luvisoni, Roberto Moroso, Alessandro Piani, Nicola Plazzotta, Antonino Potocco,
Antonio Tarussio, Davide Zambon e Alessandro
Zanini
Rappresentante del Comitato per la Piccola
Industria: Renato Filaferro
TELECOMUNICAZIONE
E INFORMATICA
Capogruppo: Luigi Gregori
Comitato di Gruppo: Stefano Barburini, Oscar
Bonetti, Oscar Chiapolino, Roberto Collavizza,
Sergio Lodolo, Fabio Pettarin, Giovanni Pittino,
Fulvio Sbroiavacca e Stefano Rossini
Delegati all’Assemblea: Fabio Pettarin e
Giovanni Pittino
Rappresentante del Comitato per la Piccola
Industria: Oscar Chiapolino
MECCANICHE
Capogruppo: Carlo Tonutti
Comitato di Gruppo: Rinaldo Asquini,
Claudio Bernardinis, Sergio Blasutto, Marco
Bossi, Francesca Bozzi, Marco Calzavara, Carlo
Cavallaro, Duilio Cescutti, Mario Chiementin,
Claudio Citossi, Italo Collino, Marco D’Angela,
Michela Del Piero, Alvio De Simon, Paolo Di
Salvio, Paolo Farfoglia Giuseppe Giaiotti, Andrea
Gregoratti, Attilio Imi, Andrea Lazzarini, Gabriele
Lualdi, Clara Maddalena, Roberto Menegon,
Dino Merlo, Roberto Minozzi, Mauro Musilli,
Cristina Papparotto, Arduino Pattaro, Franco
Paviotti, Giordano Bruno Petrei, Agostino Pettarini,
Mauro Pinosa, Luigino Pozzo, Paolo Salvadori,
Fabio Schiesaro, Roberto Siagri, Adriano Stocco,
Daniele Stolfo, Gildo Tavecchio, Alberto Toffolutti,
Massimo Toffolutti, Dario Vanin e Giorgio Visentin
Delegati all’Assemblea: Claudio Bernardinis,
Sergio Blasutto, Marco Bossi, Francesca Bozzi,
Marco Calzavara, Carlo Cavallaro, Duilio Cescutti,
Mario Chiementin, Claudio Citossi, Italo Collino,
Marco D’Angela, Michela Del Piero, Alvio De
Simon, Paolo Di Salvio, Paolo Farfoglia Giuseppe
Giaiotti, Attilio Imi, Andrea Lazzarini, Gabriele
Lualdi, Clara Maddalena, Dino Merlo, Cristina
Papparotto, Arduino Pattaro, Franco Paviotti,
Giordano Bruno Petrei, Agostino Pettarini, Mauro
Pinosa, Luigino Pozzo, Fabio Schiesaro, Roberto
Siagri, Adriano Stocco, Daniele Stolfo, Gildo
Tavecchio, Alberto Toffolutti, Massimo Toffolutti e
Dario Vanin
Rappresentante del Comitato per la Piccola
Industria: Alberto Toffolutti
ENERGIA E SERVIZI
INTEGRATI A RETE
Capogruppo: Antonio Nonino
Comitato di Gruppo: Ferdinando Di Centa,
Gabriele Massarutto, Alessandro Papparotto e
Massimo Vignuda
Delegati all’Assemblea: Maria Teresa Arillotta,
Ferdinando Di Centa, Gabriele Massarutto, Alessandro Papparotto e Massimo Vignuda
Rappresentante del Comitato per la Piccola
Industria: Gabriele Massarutto
TRASPORTI E LOGISTICA
Capogruppo: Enrico Rosina
Comitato di Gruppo: Silvano Barbiero, Alberto
Cozzi, Francesco De Benedetto, Lorena Del
Gobbo, Orazio Marchetti, Massimo Masotti, Livio
Nonino e Patrizio Tomada
Delegati all’Assemblea: Silvano Barbiero, Francesco De Benedetto e Massimo Masotti
Rappresentante del Comitato per la Piccola
Industria: Lorena Del Gobbo
COSTRUZIONI EDILIZIE
Capogruppo: Ugo Frata
Comitato di Gruppo: Angelo Calligaris, Giovanni
Cepparo, Marco Cicuttin, Davide Clocchiatti, Oscar
Cois, Aurelio Copetti, Nicoletta Di Piazza, Loris Dorigo, Luciano D’Onofrio, Lino Mattarollo, Licinio
Mingotti, Valter Muner, Piero Petrucco, Vittorio
Petrucco, Donato Pozzi, Mauro Screm, Marco Sostero, Andrea Specogna, Domenico Taverna, Eddy
Tomat, Paola Valle, Giuliano Vidoni, Marco Vidoni,
Rodolfo Vidoni, Roberto Zanon e Michele Zodio
Delegati all’Assemblea: Nicoletta Di Piazza, Valter Muner, Marco Vidoni, Rodolfo Vidoni e Marco
Sostero
Rappresentante per la Piccola Industria: Aurelio Copetti
luglio09
15
Economia
Focus (2° parte)
della crisi, ma quale sarà la velocità della
ripresa.
Esiste un problema di dimensione
delle aziende nel vostro settore?
Si, ma non credo sia il problema decisivo.
L’Italia ha un tessuto industriale fatto di piccole e medie imprese, e le aziende del settore trasporti e logistica rispecchiano questo sistema. Bisogna ricordare che aziende
più grandi sono molto meno flessibili e,
in momenti come questo, la flessibilità è
utile. Credo, tuttavia, che dovremmo soprattutto aggregarci, strutturarci di più, per
non farci trovare impreparati alla ripresa nel
momento in cui questa arriverà.
Quanto la questione delle infrastrutture nel vostro settore?
Sono, ovviamente, molto importanti. Fondamentale sarà la terza corsia dell’A4, così
come è stata fondamentale la realizzazione
del passante di Mestre che ci ha liberato
da un collo di bottiglia terribile e del quale
vanno completate al più presto le uscite.
Strategica sarebbe anche la Cimpello-Sequals, come la Portogruaro-Conegliano per
la quale sembra servano altri due anni per
gli ultimi nove chilometri. Non sarebbe,
poi, male investire per riuscire a mettere
un po’ di camion (soprattutto di quelli più
vecchi e inquinanti in arrivo dall’Est) sulla
ferrovia, come si fa in altri Paesi.
Qual è il suo programma di massima? Quali le priorità?
La base di partenza sarà senz’altro la partecipazione di tutti ai lavori del gruppo,
perché lavorando tutti insieme saremmo
senz’altro più forti. Vorrei, poi, sviluppare
un programma in maniera collegiale per-
ché le tipologie di trasporto nel
nostro gruppo sono varie: dal
trasporto su gomma al trasporto
su ferro, dal trasporto merci al
trasporto persone, dagli spedizionieri puri ai vettori. Servirà, quindi, creare sottogruppi specifici
per operare meglio nelle singole
realtà.
U
ltimo gruppo a rinnovare le
cariche è stato quello Industrie Costruzioni Edilizie
che ha eletto all’unanimità come
capogruppo UGO FRATA, della
S.A.L.P. spa di Bagnaria Arsa,
che subentra a Marco Sostero,
dopo un doppio mandato di rappresentanza.
Capogruppo Frata, qual è
l’attuale andamento del
settore e quali le prospettive a medio-lungo termine?
La crisi non ha certo risparmiato il settore
edilizio. Il mercato immobiliare oggi è, poi,
praticamente fermo. Nell’aggiudicazione
dei lavori pubblici, inoltre si assiste a notevoli ribassi dei prezzi. Spero che, ciononostante, si riesca a mantenere almeno la
qualità dei lavori e soprattutto la sicurezza
dei lavoratori, ma sicuramente in questa
maniera non riusciremo mai ad avere
imprese capaci di strutturarsi. C’è, poi, il
problema dei grandi lavori che stanno
arrivando nella nostra regione e dai quali
la stragrande maggioranza delle imprese
è tagliata fuori perché le dimensioni degli
appalti sono davvero troppo grandi.
Cosa potete fare per superare questo problema?
Dobbiamo cercare di riuscire a
colloquiare con i responsabili
politici, con la pubblica amministrazione per cercare di far
sì che siano messi in campo
anche lavori più piccoli che
consentano alle tante imprese
medio piccole di salvaguardare
la propria sopravvivenza e i
posti di lavoro. Il rischio è che
si perdano a breve molti posti
di lavoro. Ritengo che ci siano
altri cinque o sei mesi per intervenire, dopo di che sarà troppo
tardi.
Enrico Rosina, nuovo capogruppo del gruppo
Trasporti e Logistica
16
luglio09
La fine della bolla immobiliare non ha lasciato un po’
spiazzate le tante piccole e
Ugo Frata,
capogruppo Costruzioni Edilizie
piccolissime imprese che erano nate
nel tentativo di sfruttarla?
Premesso che è sempre bello vedere nascere e crescere nuove imprese e che nessuno fino a pochi mesi fa aveva previsto
una crisi del genere, sicuramente oggi ci
sono numerose aziende piccole che sono
veramente nei guai. Anche perché c’è stata una grande stretta del credito e in alcuni
casi un’esagerata crescita degli spread. La
poca collaborazione delle banche sta mettendo in difficoltà non solo le piccole, ma
anche le grandi imprese del settore.
Qual è il suo programma di massima? Quali le priorità?
Sicuramente dopo l’insediamento ufficiale,
con i colleghi, che voglio ringraziare per la
fiducia che mi hanno dimostrato, dovremo
parlare molto della crisi in generale e dei
singoli aspetti specifici della stessa. Dobbiamo guardare con fiducia al futuro, sperando che le cose migliorino, ma se stiamo
tutti fermi la ripresa non arriverà mai. Il
nostro primo lavoro, dunque, nei prossimi
mesi sarà quello di pressare i decisori politici perché facciano ripartire subito i lavori
pubblici, soprattutto quelli piccoli adeguati
alle dimensioni delle imprese esistenti in
Friulia, perché facciano riaprire i cantieri.
Senza lavoro dalla crisi, infatti, non si esce.
Dovremmo, poi, studiare strade per favorire le aggregazioni che sono necessarie, ma
non sono facili.
c.t.p.
fotografie di Diego Gasperi
luglio09
17
Economia
Credito
AL SERVIZIO DELLA CITTA’
La Banca di Udine, presieduta da LORENZO SIRCH, è attiva con 10 filiali
a Udine e dintorni. L’istituto ha appena ristrutturato la propria sede di Via
Zoletti e sta per inaugurare l’undicesima filiale in Via Cividale a Udine
Presidente Sirch, il tema del momenPer consentire alle banche di aiutato nel rapporto banche-imprese è
re meglio le imprese vanno riviste le
quello della supposta (secondo le
regole di Basilea 2?
banche) o reale (secondo le imprese)
Indubbiamente Basilea 2 ha cambiato
stretta del credito. Qual è il suo punil modello di erogazione del credito,
to di vista al riguardo?
introducendo anche alcune distorsioni,
Per quanto riguarda il nostro istituto e,
non ha a caso in ambito internazionale
più in generale, il movimento del credito
si è già aperto un cantiere per ripensare
cooperativo, possiamo dimostrare, dati alla
il sistema e questo mi pare un fatto immano, che non c’è stata nessuna restriportante. Per le banche, però, sarebbe
zione nel credito, anzi c’è stato un allargaimportante anche che le regole rimanesmento dello stesso. All’approssimarsi della
sero ferme per un certo lasso di tempo,
crisi il nostro consiglio di amministrazione
perché i continui cambiamenti complicaha preso in esame la situazione contingenLorenzo Sirch
no il nostro lavoro e aumentano i costi di
te e ha scelto di sostenere prioritariamente
struttura.
i nostri clienti fidelizzati, i soci e, comunque, di predisporre azioni di sostegno alla
Servirebbe che i Confidi fossero rifinanziati?
piccola media-impresa che è la nostra clientela tipica e nei conUn rifinanziamento dei confidi dovrebbe essere realizzato quanto
fronti della quale una banca delle nostre dimensioni può essere
prima possibile, perché ciò darebbe subito all’intero sistema banpiù efficace. I primi segni della crisi si cominciano a sentire, infatti,
cario la possibilità di ampliare notevolmente gli affidamenti alle
anche nel territorio di nostra competenza e noi vogliamo essere
imprese. Se n’è parlato molto, ma finora non si è fatto nulla.
una banca al servizio della città e del suo hinterland.
Se il sistema delle Bcc non ha ristretto il credito, perché
le principali lamentele al riguardo arrivano proprio dalle
pmi che sono la clientela tipica del credito cooperativo?
Una recente ricerca dimostra che la media del sistema bancario ha
aumentato gli impieghi del due per cento, quindi, una stretta complessiva del credito nella realtà non esiste. Quello che può essere
successo è che ci sia stata una stretta in alcune categorie d’impieghi, a fronte di un aumento in altre. In questo senso è probabile
che i piccoli imprenditori, poco strutturati, poco patrimonializzati e
in maggiore difficoltà abbiano avuto meno facilità che in passato a
trovare credito. Proprio per questo, però, le Bcc cercano di continuare a sostenere soprattutto le pmi. Non a caso la nostra Federazione regionale ha recentemente firmato un accordo anti-crisi con
le associazioni artigiane e i confidi.
E’, dunque, corretto dire che forse le imprese devono abituarsi di più a cercare di volta in volta la banca più disponibile a sostenere una data operazione?
Certamente sì. L’importante, però, è che le aziende si rivolgano
agli istituti di credito prima di essere con l’acqua alla gola e che si
decidano a fare i necessari investimenti prima che sia troppo tardi.
Devo, infatti, dire che per quanto abbiamo modo di osservare, in
questo momento, più che una stretta creditizia, c’è una mancanza
di domanda di credito. Nessuno, o quasi, investe. Non ci sono
molti progetti di sviluppo.
18
luglio09
Avete recentemente avviato l’apertura di una filiale il sabato mattina. Un fatto rivoluzionario per le abitudini e per
i contratti bancari italiani. Com’è andata?
Devo dire che ho avuto una grande disponibilità sia dalla struttura
sia dai sindacati e, quindi, siamo riusciti a mettere in piedi questo esperimento che sta andando molto bene. Ormai la filiale di
piazzetta Belloni il sabato ha, infatti, un’operatività del tutto simile
a quella degli altri giorni. Questa operazione s’inquadra nell’idea
di sviluppo che abbiamo della nostra banca: essendo piccoli, per
competere dobbiamo essere più rapidi, più efficienti e più vicini al
cliente dei concorrenti.
Siete una delle poche banche ad aver avuto una crescita
(6%) dell’utile netto nel 2008 rispetto al 2007. Qual è il
segreto?
Credo che voglia dire che abbiamo centrato il tipo di legame da
avere, mantenere e sviluppare con i nostri clienti, che sia indice di
buona gestione. Per noi è un aspetto vitale perché l’utile ci serve
da un lato per continuare a crescere, dall’altro per restituire una
parte importante di ciò che guadagniamo in iniziative sociali. Nel
2008, infatti, abbiamo destinato oltre 150mila euro a sostegno di
sanità e assistenza, scuole, organizzazioni sportive, culturali e religiose, istituzioni e protezione civile.
c.t.p.
luglio09
19
Economia
Credito Flash
A destra: assemblea dei soci
della Bcc Carnia e Gemonese
g
FRIULADRIA
lancia la carta di credito
che trova e invia a casa
la baby-sitter
B
anca Popolare FriulAdria ha dato
il via alla commercializzazione di CartaSi Platinum, la nuova carta di credito
in grado di soddisfare la clientela più esigente. La carta, possiede le caratteristiche
proprie di una carta di credito tradizionale,
ma con un duplice valore aggiunto, rappresentato dall’interessante plafond mensile
non inferiore a 10 mila euro e dall’esclusiva
gamma di servizi ad essa connessi, che
garantiscono assistenza, informazione,
sicurezza e comodità. Infatti la carta mette
a disposizione del titolare una gamma di
servizi esclusivi, pensati per rispondere a
bisogni evoluti ed eventi imprevisti che il
cliente può incontrare. In particolare, il pacchetto comprende la polizza Multirischi,
che tutela in caso di furto dei beni acquistati con la carte, infortunio per rapina,
perdita del bagaglio consegnato al vettore.
A questo benefit si aggiungono coperture
assicurative e servizi di assistenza nel
quotidiano (servizio medico 24 ore su 24,
reperimento e invio di baby-sitter, disbrigo
pratiche burocratiche, servizio a domicilio),
nel tempo libero (prenotazione e acquisto
biglietti per eventi e spettacoli, organizzazione feste e ricevimenti, traduzione testi),
in situazioni di emergenza (assistenza auto,
carta sostitutiva ovunque entro 2 giorni,
anticipo contanti), in viaggio e in vacanza
(prenotazione noleggi esclusivi, informazioni turistiche, recupero eventuali oggetti
dimenticati in strutture alberghiere).
La Cartasì Premium
20
luglio09
BCC CARNIA
e GEMONESE:
in crescita la
raccolta, il patrimonio ed il numero dei soci
R
accolta globale a quota 254,604 milioni
di euro (+4,60% rispetto al 2007);
volumi complessivamente intermediati pari
a 407,68 milioni di euro; patrimonio aziendale di oltre 23 milioni di euro (+5,88%)
e una base sociale in espansione (+3,1%,
per un totale di 3 mila 32 soci). Sono i
dati più significativi del bilancio 2008 della
Banca di Carnia e Gemonese Credito Cooperativo, che ha undici filiali
in provincia di Udine. I risultati sono stati
illustrati dal presidente Duilio Cescutti
durante l’annuale assemblea dei soci (erano presenti in 600) riuniti ad Amaro, nella
sede dell’Agemont. “Nonostante la difficile
congiuntura economica – ha spiegato – il
risultato economico conseguito nel 2008
si attesta tra i migliori a livello regionale”.
Una performance ottenuta grazie a un’efficiente gestione del portafoglio e a un’assistenza personalizzata al cliente che ha
portato benefici anche sotto il profilo della
qualità del credito, nettamente migliore
rispetto alla media regionale (le sofferenze
si attestano al 0,57% contro il 2,07% del
sistema). La raccolta diretta (pari a 167,812
milioni con un +9,58% rispetto al 2007)
è cresciuta, in valori assoluti, più di quella
indiretta per effetto di una maggior propensione della clientela a ridurre il rischio
degli investimenti. Leggermente in calo
(-0,53%) gli impieghi alla clientela, pari a
153,076 milioni di euro, oltre la metà dei
quali riguarda la voce ‘mutui’ (+3,80%
sul 2007) alle famiglie per l’acquisto e la
ristrutturazione della prima casa e il credito
agevolato alle imprese “a conferma che
– ha precisato Cescutti – la nostra banca
continua a garantire il suo appoggio ai
nuclei familiari e alle aziende produttrici
anche in momenti difficili come quello
attuale”.
HYPO BANK ha premiato
l’uso responsabile del denaro
I
l rapporto tra banca e famiglia, la crisi finanziaria e la possibilità di risparmio attraverso una
corretta gestione dei rifiuti. Sono le tematiche
vincitrici del premio per l’Uso responsabile del
denaro affrontate dagli studenti coinvolti nel
progetto realizzato da Hypo Alpe Adria Bank
e giunto alla seconda edizione. Nell’auditorium
dell’istituto, a Tavagnacco, si è svolta la cerimonia di premiazione degli elaborati dalle classi
coinvolte, per un totale di oltre 650 ragazzi delle
scuole di tutta la regione e di ogni ordine. Dopo
le lezioni svoltesi in primavera, infatti, gruppi o
classi di studenti hanno presentato un proprio
lavoro (disegni, cortometraggi, presentazioni),
esaminati da una giuria composta da rappresentanti dell’Adiconsum, della Ferpi, dell’Assessorato regionale all’Istruzione e del mondo
dei media. Nella categoria della scuola primaria
è stata premiata la classe 5^ di Adegliacco che
ha realizzato un libro-cartellone dal titolo “La
banca e la famiglia”. Nello stesso ordine scolastico è stato assegnato un premio speciale alla
3^ B della scuola media di Feletto Umberto per
un libretto informativo su “Imballaggi come
risorse per le famiglie e per il comune di
Tavagnacco”. Infine, per le scuole secondarie, è
risultato vincitore l’Istituto “Deganutti” di Udine,
la cui classe 4^ B Mercurio ha realizzato un vero
e proprio film sulla “Crisi finanziaria”. Tutti gli
elaborati saranno presto resi disponibili sul sito
Internet della banca. Ai vincitori vanno un viaggio
premio d’istruzione e premi in denaro da utilizzare per materiale didattico.
La consegna del premio alle
studentesse dell’Istituto Deganutti
Economia
Aziende Flash
Al via i nuovi piani formativi di
FORMINDUSTRIA
F
Alessandro Calligaris
ormindustria, ente formativo di Confindustria regionale, si è di recente aggiudicata, per il secondo anno consecutivo,
la gestione della formazione nell’ambito del
piano territoriale Fondimpresa. Il progetto,
che prevede oltre 1500 ore di formazione a
disposizione delle aziende del Friuli Venezia
Giulia associate a Confindustria, è completamente finanziato dalle risorse del “conto di
sistema” di Fondimpresa. La partecipazione
a piani di questo tipo consente alle aziende
di non intaccare quanto accumulato nel
proprio “conto formazione”, ma di usufruire
di risorse di sistema. e Formindustria porta
avanti due piani formativi: si tratta del “Piano territoriale Confindustria Fvg 2009”,
aperto a tutte le aziende della regione, e il
“Piano settoriale metalmeccanica”, a
disposizione di chi applica il Ccnl Industria
Metalmeccanica, entrambi con precedenza
alle realtà con meno di 200 addetti. I due
piani formativi si concluderanno nel mese di
ALDO BURELLO
nuovo presidente
internazionale IMQ CLIMA
E
’ Aldo Burello il nuovo presidente di Imq Clima, uno dei
laboratori insediati presso il Centro
di innovazione tecnologica di
Agemont ad Amaro. Tra gli obiettivi
del neo-eletto presidente vi è quello
di perfezionare e attuare un piano
di sviluppo volto ad ampliare le aree
di intervento dell’attività di controllo
e di certificazione del laboratorio.
Imq Clima è, infatti, l’unica realtà,
a livello nazionale, in grado di
realizzare, in una sola struttura, le
prove e i controlli degli apparati di
condizionamento, refrigerazione e
ventilazione domestici e industriali,
Laboratorio Imq Clima
con particolare riferimento all’efficienza energetica. Fornisce, inoltre,
rapporti delle misure eseguite per il
rilascio di un marchio di certificazione elaborato secondo le normative
europee e riconosciuto a livello
internazionale. Burello, già ad di
Electrolux Zanussi e presidente di
Autovie Venete, è docente presso
la facoltà di ingegneria dell’Università di Udine, presidente del Comitato
tecnico di indirizzo del Polo tecnologico di Pordenone e membro
dell’Entrepreneurial mentoring
service di Area science park. “L’attività del laboratorio – sottolinea il
nuovo presidente – è di
alto livello ed è qualificante per Agemont e per l’intera regione. Questa realtà
costituisce anche una
valida occasione formativa
per i giovani laureati che
in una struttura aggiornata come la nostra hanno
la possibilità di costruirsi
un background di profilo
elevato”.
aprile del 2010 e hanno già suscitato grande interesse. Pochi, dunque, i posti ancora
disponibili, sia per i corsi interaziendali che
per quelli di tipo monoaziendale. I primi si
terranno nelle sedi di Confindustria delle
quattro provincie, mentre i secondi prevedono un’attività su misura all’interno delle sedi
aziendali con l’unico vincolo della partecipazione minima di sei persone. “Ci auguriamo
– dice Alessandro Calligaris, presidente di
Confindustria Fvg - che le aziende della
regione sappiano cogliere questa opportunità per riqualificare le risorse interne a costo
pressoché pari a zero. Quello che distingue
questo tipo di progetti formativi rispetto a
quelli sostenuti dai fondi europei è, infatti,
per le aziende aderenti l’estrema facilità di
accesso ai finanziamenti, la rapidità di erogazione e la snellezza di gestione”.
Per maggiori informazioni le richieste vanno
inviate a: [email protected] o al fax
040 369353
ASTERCOOP:
utile a 53mila euro
E
’ stato recentemente presentato
il bilancio di Aster Coop che
ha chiuso il 2008 con un utile pari
a 53mila euro e un aumento del
valore della produzione a euro
407.739,00 euro, che segna un
incremento dell’ 1,74% rispetto al
2007. Con 467 soci lavoratori Aster
Coop raggiunge inoltre un patrimonio netto di 4.399.235,00 euro,
migliorando il margine operativo
lordo (Ebitda) del 31,03% rispetto
all’anno precedente, attestandosi a
1.455.087,00 euro. “L’impatto della
crisi sulla nostra cooperativa – ha
affermato il presidente Livio Nanino – è stato forte, ma le politiche
di diversificazione merceologica
e di servizio ci hanno messo al
riparo da conseguenze più gravi.
I risultati positivi sono il frutto di
un’attenta politica di gestione che
ha agito nell’ottica della riorganizzazione aziendale, del controllo
dei costi e del miglioramento della
produttività”. Sono proseguite
inoltre le iniziative di formazione
dei lavoratori, così com’è stata
mantenuta alta l’attenzione alla
sicurezza che hanno portato la
cooperativa a ottenere, nel 2007,
numerosi riconoscimenti fra cui
quello di Azienda modello per la
prevenzione e sicurezza sul lavoro
da parte dell’Inail del Veneto e
dall’Unindustria di Treviso e il
riconoscimento per la Prevenzione
e Sicurezza sul Lavoro dall’Inail
Fvg.
Livio Nanino
(foto Anteprima)
luglio09
21
Economia
Aziende Flash
PALL.EX ITALIA lancia
il servizio internazionale
I
Il servizio spedizioni Pall-ex Italia
g
CATAS parteciperà
al SICAM 2009
A
nche Catas S.p.A., il più grande istituto italiano per
ricerca e prove nel settore legno-arredo e primo in
Europa per numero di prove eseguite, ha confermato la
partecipazione a Sicam 2009, il Salone Internazionale Componenti, Semilavorati e Accessori per
l’Industria del Mobile, in programma a Pordenone dal
14 al 17 ottobre prossimi. L’esposizione fieristica risponde
a un bacino di aziende del settore tradizionalmente collocate in Veneto e Friuli Venezia Giulia, seguiti dalla Lombardia, basti pensare che, per quanto riguarda Catas,
il fatturato proveniente da queste regioni rappresenta
rispettivamente il 32,2, il 21, 5 e il 20,6 per cento. Roberto Snaidero e Andrea Giavon, presidente e direttore
di Catas spiegano la presenza dell’istituto friulano in
fiera. “Vogliamo promuovere e ampliare la conoscenza
di operatori e aziende che appartengono al settore di
legno e arredo. Il superamento della crisi di questi ultimi
anni, quando è avvenuto, va ricondotto all’innalzamento del livello qualitativo dei prodotti e Catas è stato, ed
è tuttora, partner di molte aziende di successo. La partecipazione a Sicam vuole essere un segnale di vicinanza
alle aziende e anche di continuità per un’area ad alta
concentrazione di operatori del settore”. Per ogni singolo
materiale e prodotto, Catas è in grado di comprovare
l’effettiva rispondenza ai requisiti voluti dal cliente, la
conformità ai requisiti previsti dalle norme, il controllo
della qualità, la sicurezza, la resistenza e la durata. Solo
nel 2008, sono state effettuate quasi 25.000 prove per
1247 aziende italiane ed estere.
Fasi di lavorazione alla Catas Spa
(foto Granzotto)
22
luglio09
l Network Pall-ex Italia, specializzato nella spedizione di piccole
quantità di merce su pallet in modalità espressa in tutta Italia, ha iniziato la sua attività da tre mesi e si sta
avviando velocemente a raggiungere
il traguardo delle mille palette movimentate a notte. Durante il Meeting
Nazionale di Ancona tenutosi lo
scorso 6 giugno, sono stati presentati
gli obiettivi raggiunti dal network che
hanno superato le attese nonostante
la congiuntura negativa. Movest Spa
di Cervignano del Friuli, concessionario
esclusivo per il Friuli Venezia Giulia, si
colloca tra i primi cinque concessionari
in Italia per pallet immessi nella rete.
Durante la convention è stato tra l’altro presentato il servizio Internazionale
di Pallex Italia, che è partito ufficialmente dal 15 giugno mettendo in
rete Regno Unito, Germania, Olanda,
Belgio, Austria, Spagna e Portogallo. Il
servizio avrà le stesse caratteristiche
di quello nazionale e consentirà di
spedire o ricevere merce su pallet
anche in piccola quantità su tutte le
succitate relazioni. Il sistema informativo di Pallex Italia inoltre consente
alla propria clientela di usufruire di un
innovativo sistema di “Track and Trace” per la tracciabilità immediata delle
spedizioni.
CAFC SpA,
22 milioni di
investimenti
Eddi Gomboso
I
nvestimenti in innovazione tecnologica
e in infrastrutture per il miglioramento
gestionale delle reti e degli impianti, ma anche ristrutturazione aziendale interna, progetti di ricerca e nuove relazioni con l’utenza. Sono alcuni dei piani d’azione adottati
da Cafc spa nel 2008 ed evidenziati nel
corso dell’assemblea dei soci che ha approvato il bilancio chiuso con un valore della
produzione di 23,28 milioni euro e una perdita di 841mila euro dopo accantonamenti
per oltre 4 milioni. Una perdita contenuta,
se si considera che nel 2008 la società - pur
con la tariffa bloccata al 2002 e in presenza
di un costante aumento dei costi - ha dato
avvio agli investimenti del “piano stralcio”
pari a 22,2 milioni di euro approvato dall’Autorità d’ambito, a dicembre dell’anno
scorso. “Siamo nel pieno della nuova fase
determinata dall’avvento dell’Ato – ha
spiegato il presidente, Eddi Gomboso – e
siamo convinti che il lavoro svolto negli
anni passati per strutturare la società ‘in
house’, la realizzazione di investimenti e la
nuova organizzazione aziendale potranno
modificare l’attuale trend. Con il bilancio
2008 si chiude, infatti, - ha continuato - una
fase storica della vita societaria di Cafc
visto che a fine 2008 l’Autorità d’ambito ha
avviato la nuova fase nel settore del servizio idrico integrato”. Tale svolta comporta
l’affidamento del servizio idrico integrato
con un incremento di 24 Comuni per la
parte fognatura/depurazione e di 5 Comuni
per la parte acqua - di cui 4 del ramo acqua
extra-Udine - quindi, nel 2009, per la parte
acqua i Comuni saranno 76 e per la parte
fognatura 65.
Economia
Aziende Flash
Lo Spazio delle Idee
FILIPPO SIBAU & CO. presenta
“WELLNESS LIVING”
L
o spazio delle idee del mese di giugno
non presenta un prodotto tangibile,
ma comunica ai visitatori un’innovativa
soluzione studiata dalla Filippo Sibau &
Co Srl.
Un cartellone di 200 per 70 centimetri
presenta “Wellness Living”, soluzione
studiata e realizzata dall’azienda di
Premariacco in collaborazione con
l’Università degli Studi di Udine e con
Tecnofilati Srl. Si tratta di un sistema
concettualmente innovativo che punta a
migliorare le condizioni fisiologiche di chi
ha la necessità di stare per molto tempo in
posizione seduta.
Telefoni cellulari, computer, forni a microonde sono oggetti di uso quotidiano che
saturano gli ambienti di elettricità statica ed
elettromagnetismo. Durante la giornata il
corpo si carica dunque di queste energie
che, a lungo andare, possono influire sul
benessere generale.
La sperimentazione effettuata e le tecniche
utilizzate per la realizzazione del sistema
permettono di associare all’ergonomia delle
sedie prodotte da Filippo Sibau & Co la
caratteristica unica di scaricare l’elettricità
statica.
A fare la differenza è l’utilizzo di uno
speciale tessuto, il RESISTEX® INOX, un
filato ottenuto mediante il rivestimento di
sottilissimi filamenti di acciaio inox con fibre
tessili, unito alla struttura del telaio della
Intitolata ad ADALBERTO VALDUGA
la nuova Sala Convegni della CCIAA
R
appresentanti delle categorie economiche,
tra cui il presidente di Confindustria Udine,
Adriano Luci, della politica regionale e nazionale,
presidenti di tante Camere di Commercio
italiane, ospiti del presidente della Cciaa di Udine,
Giovanni Da Pozzo. Tutti insieme per l’omaggio
al cavaliere del lavoro Adalberto Valduga, cui
venerdì 5 giugno è stata intitolata la nuova Sala
convegni dell’Ente camerale friulano, nel rinnovato
allestimento che la vede trasformata e attualizzata
dopo i corposi lavori degli ultimi mesi. Erano
numerosissime le personalità che hanno voluto
ricordare la figura di Valduga, alla presenza della
moglie e dei tre figli, e che hanno trovato sintesi
al ricordo nelle parole del sindaco di Udine, Furio
Honsell, dell’assessore al lavoro della Provincia
Daniele Macorig e del presidente della Regione
Renzo Tondo, introdotti proprio da Da
Pozzo.”Questo spazio, rinnovato con l’utilizzo
di materiali e arredi di pregio delle aziende
d’eccellenza del tessuto produttivo friulano – ha
detto il presidente della Cciaa –, vuole diventare
davvero la’sala convegni dell’economia friulana’.
L’intitolazione al cavaliere, perciò, diventa un
gesto d’affetto nei confronti una grande persona
e un gesto doveroso per chi ha fatto tanto per la
Camera di Commercio, per il mondo economico
e sociale friulano. È facile ricordare la figura di
Valduga per le sue capacità imprenditoriali e
per il suo acume, così come, per chi ha avuto
il privilegio di entrare in sintonia con lui, per le
profonde e radicate qualità umane. Incarnava in
sé cultura, economia e fede, valori propri della
comunità friulana. Con questa intitolazione,
dunque, diamo vita a un nuovo ricordo – ha
concluso –, rendendolo concreto e visibile per
tutti quelli che lavorano in Camera di commercio
e per le tante persone che avranno occasione
di frequentarla”. Molto sentito è stato il ricordo
di Valduga anche da parte dei rappresentanti
delle istituzioni. Honsell ha sottolineato la sua
capacità di far emergere il meglio dalle persone,
“di progettare per far crescere e di costruire
alleanze”. Macorig ha rimarcato la concretezza
e la lungimiranza dell’uomo e dell’imprenditore,
e la sua attitudine a creare sinergie. “Valduga
– ha infine ricordato Tondo - lavorava
sull’economia reale, concreta, carattere
in cui riconosco quello di tanti
imprenditori della nostra regione. Il
cavalier Valduga ha sempre avuto la
capacità di valorizzare la squadra con
cui lavorava, di far crescere le persone
attorno a sé, dando un messaggio
importante al mondo economico
friulano”.
seduta. La combinazione permette così alle
sedie di annullare le cariche elettrostatiche,
con notevole beneficio, anche a priori, in
quanto impediscono la concentrazione di
pulviscolo atmosferico in prossimità.
Wellness Living è un brevetto depositato.
Per maggiori informazioni www.filipposibau.
com
CALLIGARIS
g
ha arredato lo
stand BULGARI al
BASELWORLD 2009
I
l mondo internazionale della orologeria e
della gioielleria si siede su sedute Calligaris.
A Basilea, infatti, dove si è appena conclusa
l’edizione 2009 di Baselworld, il salone
mondiale dell’orologeria e della gioielleria,
l’intero spazio longue-ospitality di Bulgari
è stato arredato con oggetti d’arredo della
Calligaris. In particolare, la casa d’arredi
friulana ha fornito in questa occasione sedute
modello Alchemia e Deja’ Vu. La Calligaris
in questi ultimi mesi è stata protagonista
di simili azioni di co-marketing con Fiat,
Lancia, Maserati, Whirpool, Veuve&Cliquot,
Fiera del Libro di Torino, Pordenonelegge.it,
Frecce Tricolori. “Aver contribuito a rendere
più accoglienti gli ambienti dello spazio
Bulgari a Basilea ci rende particolarmente
orgogliosi – ha detto il presidente del gruppo
friulano, Alessandro Calligaris - e questo
rappresenta per noi la conferma della nostra
forte presenza non solo nelle abitazioni di
milioni di persone nel mondo ma anche nel
settore contract dove gli operatori scelgono
di offrire comfort e design ai loro clienti”.
A sinistra: il presidente della CCIAA di
Udine Giovanni Da Pozzo e la signora
Vera Valduga con i figli Chiara, Alberto
e Antonio (foto Anteprima)
luglio09
23
Economia
Azienda
Qui accanto: un momento della
visita del Comitato di Presidenza;
sotto: gli stabilimenti Metalinox
I
vertici dell’Associazione hanno fatto
questa volta tappa alla Metalinox srl
di Fiumicello, impresa specializzata nella
lavorazione dell’acciaio inox e dei metalli
in genere.
Fondata nel 1981 dall’attuale presidente
Andrea Zampar, la Metalinox, nel suo
nuovo stabilimento di 15mila metri quadrati coperti, occupa 125 dipendenti per
un fatturato complessivo di 18milioni di
euro, un terzo dei quali maturato all’estero
in Europa (Francia, Belgio, Austria e Germania) e in Arabia Saudita.
“Eravamo curiosi – sottolinea il presidente
di Confindustria Udine, Adriano Luci – di
approfondire la conoscenza di questa realtà all’avanguardia nel suo settore. Dietro
al successo dell’azienda c’è la mano di un
imprenditore, partito da lontano, che ha il
coraggio di investire sempre continuando
a tracciare un proprio percorso strategico.
Andrea Zampar è l’esempio di una persona che ha saputo costruire il proprio futuro
non a parole, ma con i fatti”.
Anche Enrico Accettola, presidente dei
Giovani di Confindustria Udine si dichiara
piacevolmente impressionato dalla quantità e qualità di informatizzazione che ha
avuto modo di riscontrare alla Metalinox.
“E’ un’azienda modello ottimamente
strutturata dal punto di vista gestionale e
produttivo. Positivo è anche aver visto impiegati nello stabilimento tanti giovani”.
E giovane nello spirito è anche Andrea
Zampar, 50 anni ben portati, che confes-
24
luglio09
METALINOX DI FIUMICELLO:
un percorso di crescita che
non finisce mai
Prosegue il programma di visite da parte
del Comitato di Presidenza di Confindustria
Udine alle aziende friulane di eccellenza
sa di non riuscire a stare mai fermo con
idee e progetti. “Il desiderio sarebbe ora
– spiega – di allargare il reparto di montaggio, ma nel complesso la nostra filosofia aziendale è sempre quella di guardare
più in là del momento. Specialmente in
tempi di crisi è bene cercare di capire
cosa vuole il mercato, essere pronti ad anticipare le tendenze, con soluzioni e servizi
rivolti verso il futuro”.
La figlia Elena, che si occupa dell’amministrazione, spiega che il punto di forza della
Metalinox “consiste anche nel giusto mix
tra dinamicità ed esperienza accumulata
in tanti anni di lavoro, ovviamente accanto
alla innovazione in ogni fase di processo”.
Già l’innovazione. Qui a Fiumicello l’innovazione è sempre a servizio della qualità. A
iniziare dall’assistenza nella progettazione
dei prodotti, per proseguire attraverso la
scelta delle tipologie di metallo e delle
lavorazioni più idonee, attraverso rigorosi
controlli di qualità, fino all’assemblaggio e
alla consegna con mezzi propri. Da segnalare la versatilità dei macchinari impiegati
caratterizzati da un’estrema facilità di programmazione – dalle piegatrici a controllo
numerico al laser 3D per arrivare al laser
tubo -, che consentono le più svariate operazioni di taglio, su lamiere fino a 25 millimetri di spessore sia in acciaio inossidabile
che in lega di alluminio. Le saldature, poi,
possono essere fatte manualmente o robotizzate con una saldatura laser YAG per
un’estetica perfetta o una saldatura CO2
che rende possibili sabbiature strutturali ad
altissima penetrazione.
“Il nostro – conclude Andrea Zampar
– è un percorso lungo quasi trent’anni di
lavoro e di crescita. Metalinox ha saputo
trasformarsi da azienda artigiana ad industria completa e moderna: nelle dimensioni, nei servizi e nel know-how”.
A.L.
Economia
Azienda
A sinistra: la sede della Biofarma
(foto Poldemengo); sotto Il presidente
Adriano Luci con il dottor Germano
Scarpa
BIOFARMA
LA NUOVA FRONTIERA
DEL BENESSERE
“L’industria friulana è ‘fortunatamente’
condannata a competere nel mercato
globale solo attraverso prodotti di
eccellenza e non di massa”. E’ un concetto
espresso a più riprese dal presidente
di Confindustria Udine, Adriano Luci,
che ha trovato una volta di più riscontro
nella visita che il numero uno di palazzo
Torriani ha effettuato allo stabilimento della
Biofarma di Mereto di Tomba.
Con 150 dipendenti, di cui 18 impegnati
in ricerca & sviluppo, e un fatturato annuo
di 34 milioni di euro, Biofarma, nata nel
1987, è un polo industriale che produce
cosmetici, integratori alimentari e dispositivi
medici esclusivamente per conto terzi. “Da
oltre vent’anni – spiega il dottor Germano
Scarpa, titolare dell’azienda – ascoltiamo
il cliente e trasformiamo la sua idea in
realtà creando la formulazione più adatta
secondo le esigenze espresse nello fase
di studio preventivo. La nostra non vuole
essere una semplice fornitura, ma un vero
e proprio rapporto di partnership fondato
sulla competenza, sulla riservatezza e
sull’assistenza”.
Su questi criteri Biofarma ha fondato la
propria crescita diventando un punto di
riferimento per le aziende del settore, sia
in Italia sia all’estero, dove esporta per una
quota del 15% del fatturato complessivo.
“Il nostro obiettivo – aggiunge Scarpa
– resta quello di crescere - e far crescere
i nostri clienti - attraverso una rigorosa
politica fatta di qualità e controllo
dell’intero processo produttivo, tecnologia
avanzata e investimenti in ricerca &
sviluppo, valorizzazione e formazione dei
collaboratori, servizi di logistica avanzata”.
Il tutto in un ambiente moderno e
suggestivo. Il presidente di Confindustria
Udine, nella sua visita, ha infatti avuto
modo di ammirare la nuova sede di
Biofama, immersa nel verde in un
contesto tranquillo e rilassante a pochi
chilometri da Udine. 45mila metri quadrati
scoperti concepiti per essere funzionali e
al tempo stesso piacevoli dal punto di vista
architettonico.
All’interno lo stabilimento è un vero
e proprio gioiellino di tecnologia. La
produzione prende avvio in totale sicurezza
grazie ai costanti controlli preventivi su tutti
i materiali in entrata e al loro stoccaggio in
locali idonei, con impianti e linee moderne
con controlli computerizzati all’interno di
un ciclo di produzione completamente
chiuso al fine di evitare contatti del
prodotto con l’ambiente esterno.
Biofarma è certificata ISO 9001:2000
e garantisce la qualità di tutti i processi
produttivi.
Per la produzione dei cosmetici per
il trattamento viso-corpo e cosmetici
dermoigienici, dodici siti di preparazione
garantiscono una potenzialità produttiva
giornaliera di oltre 25mila chilogrammi. 20
siti di confezionamento di tutte le tipologie
di imballo per questi prodotti permettono
il confezionamento di oltre 200mila pezzi
al giorno.
Per gli integratori alimentari (solidi, liquidi
e in polvere) la produzione si avvale
invece di sei miscelatori da 200 a 5mila
kg, di sei linee per l’opercolazione e la
comprimitura delle polveri e di 14 linee di
confezionamento.
Il valore aggiunto di Biofarma è legato
anche ad altri aspetti: dal confezionamento
che può essere personalizzato con stampe
in flexografia e rotocalco, alla logistica,
che dispone di un innovativo sistema
informatico. Biofarma dispone di un
magazzino di 6mila mq e una capacità
recettiva che raggiunge i 9mila bancali.
Ogni referenza è codificata in modo tale
da assicurare la completa rintracciabilità.
L’azienda è inoltre in grado di gestire tutte
le merci a magazzino di proprietà dei
clienti sia dal punto di vista logistico che
amministrativo.
Il nostro viaggio nel mondo Biofarma si
chiude parlando dalla grande attenzione
aziendale per la valorizzazione delle risorse
umane. Competenza, professionalità
e affidabilità caratterizzano la squadra
Biofarma. “La ricerca e la selezione
dei nostri collaboratori – spiega il
dottor Scarpa - avvengono con modalità
che assicurino una proficua continuità
aziendale. Un vantaggio anche per i clienti
che negli anni si possono avvalere degli
stessi interlocutori”.
A.L.
luglio09
25
Economia
Azienda
g
DANIELI: approvato
rendiconto intermedio
I
l Consiglio di Amministrazione della Danieli,
approvando il rendiconto intermedio al 31
marzo 2009, ha confermato per i primi nove
mesi della gestione quanto già indicato in sede
di approvazione della relazione semestrale e
cioè: il trend positivo del settore ingegneria e
costruzione impianti che, grazie al portafoglio
ordini accumulato nel 2007/08, garantisce buoni
livelli di attività per i prossimi 16 mesi. Inoltre
si riconferma la previsione di un ridimensionamento del mercato dell’acciaio che indurrà nei
prossimi 18/36 mesi a un calo dell’attività di
costruzione di impianti; il ritorno economico positivo dagli investimenti nel Sud Est asiatico con
costi di progettazione e produzione ben inferiori
agli europei; la validità della strategia di bilanciare gli elevati costi europei con quelli competitivi
del Far East. Ciò sarà determinante per competere globalmente nel prossimo futuro; l’attuale
momento di debolezza del settore di produzione
d’acciaio (Abs) con ridotta marginalità e una
riduzione media della produzione annua del
50/60% con punte del 70/75% nel trimestre.
In generale, la Danieli ritiene che lo scenario
economico, per quanto concerne i consumi di
acciaio sarà il seguente: nel mondo il calo dei
consumi sarà del 20-22% nel 2009, del 10-15%
nel 2010 e del 5-10% nel 2011. Se però si calcola
il consumo mondiale escludendo i cosiddetti
Paesi Bric (Brasile, Russia, India e Cina) il calo
sarà maggiore e precisamente del 35-40% nel
2009, del 15-20% nel 2010 e del 8-12% nel 2011.
I Paesi Bric subiranno invece un calo minore nel
2009 (0/-5%) per tornare positivi nel 2010 (03%) e crescere ancora nel 2011 (3-6%). Gli Usa
prima e l’Europa poi, ripartiranno comunque
qualche trimestre dopo i paesi Bric. Il settore
della produzione d’acciaio (Abs) continuerà a
deteriorarsi economicamente nei prossimi mesi
e solo dopo l’estate si potrà valutare meglio a
quale livello di consumi si stabilizzerà nel 2010,
comunque ben inferiore a quello raggiunto nel
2008, se pur meglio del 2009. Il gruppo prevede
di chiudere l’esercizio con un – 15/20% sotto
gli obiettivi stabiliti per il 2008/09. Il portafoglio
ordini del Gruppo ammonta, al 31 marzo 2009,
a 3.718 milioni di euro (99 dei quali nel settore
della produzione di acciai speciali) rispetto a
5.071 milioni di euro al 30 giugno 2008 (dei
quali 382 per acciai speciali); i ricavi del periodo hanno raggiunto un valore consolidato di
2.293,9 milioni di euro ( erano 2.115,4 al 30
giugno 2007) con un risultato operativo di 88,2
milioni di euro rispetto a 120,4 milioni di euro
al 31 marzo 2008, e un utile netto di gruppo di
92,9 milioni di euro. rispetto a 82,8 milioni di
euro al 31 marzo 2008. Il numero dei dipendenti
al 31 marzo 2009 del Gruppo Danieli è di
8.063 unità, aumentato di 315 unità rispetto al
30 giugno 2008.
26
luglio09
Sopra: lo stabilimento ABS a Cargnacco
FABBRICANDO 2009
nel segno dell’innovazione
Il Gruppo ABS premia le scuole per
sviluppare tra i giovani un maggior interesse
per la conoscenza scientifica e tecnica
F
avorire l’incontro tra la cultura della
scuola e il mondo del lavoro, puntando
a sviluppare un maggior interesse nei giovani per la conoscenza scientifica e tecnica
e ad incentivare la cultura del saper fare.
Questo in sintesi l’obiettivo principale che
accompagna il concorso nazionale “Fabbricando”, promosso dalle Acciaierie
Bertoli e Safau e rivolto alle scuole
di tutta Italia e di ogni grado. Notevole
successo ha riscontrato anche la quarta
edizione dell’iniziativa, incentrata sul tema
dell’innovazione, che ha ottenuto l’Alto
Patronato del Presidente della Repubblica
oltre che il sostegno della Presidenza del
consiglio Regionale e che si è conclusa alla
fine di maggio con la premiazione degli
elaborati realizzati dai ragazzi. Un successo
decretato sia dagli ottimi risultati raggiunti
a livello di qualità degli elaborati sia per il
numero di adesioni. Nel 2008 al concorso
hanno preso parte ben 1.150 studenti, 117
docenti per un totale di 42 elaborati presentati e 11 regioni coinvolte. Un progetto
nato dalla volontà di Abs di coinvolgere
i ragazzi in percorso formativo, invitandoli
dunque a raccontare e documentare le
esperienze vissute e apprese durante gli
stage, le visite aziendali presso realtà produttive del territorio, attraverso la creazione
di artefatti e documenti di varia natura.
Come nelle edizioni precedenti gli elaborati
sono stati analizzati e valutati sulla base di
diversi parametri (dalla progettazione didattica all’originalità, dall’efficacia alla complessità dell’opera fino all’interazione con
il contesto territoriale ) da commissioni di
esperti, tra i quali Ettore Mo (direttore de
“Il Mondo”) e Fabio Valerio Carniello
(direttore Science Center Immaginario
scientifico di Trieste). “Le commissioni
– ha dichiarato Carla Colle presidente
dell’Abs – sono rimaste favorevolmente
colpite dalla qualità dei lavori presentati,
segno di come alunni e docenti abbiano
colto con entusiasmo il tema proposto”.
Prima della cerimonia di premiazione avvenuta a Udine nell’auditorium della Regione,
i ragazzi hanno avuto l’occasione di visitare
lo stabilimento produttivo della Danieli
di Buttrio. Per quanto riguarda i premi, per
il bando dedicato alle scuole d’infanzia il
primo posto è stato assegnato ex aequo
alla scuola primaria Colombo di Mereto di
Tomba per “Metallario 2010”, una valigia
contenente un robot con materiali ottenuti
nel corso di varie visite alle aziende, e alla
scuola d’infanzia “Il Pettirosso” di Gorizia
per l’opera “Esploriamo .. elaboriamo”,
esempio di reinterpretazione degli alunni di
una visita aziendale.
“Far conoscere, motivare, stimolare i giovani per accrescere la cultura del lavoro e
la competitività delle nostre industrie. La
fiducia sulla ripartenza - ha dichiarato il
presidente di Confindustria Udine Adriano
Luci - non può prescindere da questo impegno che Fabbricando 2009 sta portando avandi con efficacia e con successo”.
Marina Torrisi
Economia
Azienda
NUOVI ORIZZONTI
PER BENPOWER
Sotto: il logo ed un esempio di “prima
e dopo” un intervento Benpower
di ripristino di edificio industriale da
danni causati dal fuoco eseguiti presso
la Taghleef Industries di San Giorgio
di Nogaro
I
nvestire nell’immagine aziendale e stringere
nuove collaborazioni, con cui dare visibilità
al nome e alla mission della società
È questo l’obiettivo primario, inserito fra le sue
nuove linee strategiche da Benpower, azienda
leader nel settore della bonifica e del ripristino di
beni, edifici industriali e abitazioni civili da danni
di fuoco ed acqua.
Tempestività è la parola d’ordine per
Benpower, quale requisito indispensabile per
attuare le preliminari operazioni di salvataggio,
ossia l’insieme delle misure di pronto intervento volte ad evitare l’aggravamento del danno
(“stop corrosion“ o “protezione temporanea”,
mediante deumidificazione o applicazione di oli
protettivi). “L’obiettivo principale dell’azienda
– spiega il titolare, Arben Isufaj - è da un lato
consentire il ripristino e quindi il recupero dei
beni o degli edifici oggetto di sinistro e dall’altro
risanare e rendere ‘operativo’ quanto danneggiato nel minor tempo possibile, in modo da
ridurre sensibilmente i disagi e i costi, conseguenti al sinistro stesso. Ciò è, infatti, fondamentale tanto per una realtà produttiva, che può
così riprendere l’attività in tempi veloci, evitando
i conseguanti danni economici e d’immagine,
quanto per un privato, che può ‘riappropriarsi’
dei propri spazi e delle proprie abitudini senza
ulteriori difficoltà”.
Dopo anni di consolidata esperienza, in cui
l’azienda ha costruito il proprio nome e la
propria immagine sulla professionalità e sulla
serietà dei propri interventi, oggi Benpower
vuole arricchire il marchio di
un nuovo valore aggiunto,
grazie ad un investimento
mirato su strategie comunicative capaci di rafforzare
l’immagine aziendale e di
diffonderla maggiormente sul territorio.
Un progetto ambizioso questo, un indubbio investimento nel lungo periodo, che non teme però
sconfitta, poiché trova fondamento su una solida
ed affermata case history, sempre in continua
crescita ed evoluzione, come dimostrato dal
recente intervento post incendio eseguito presso
la Taghleef Industries (ex Radici Film) di San
Giorgio di Nogaro: nonostante la complessità
della bonifica e l’ampiezza dell’area sinistrata, il
lavoro è stato portato a termine in tempo record
e nel rispetto delle più ambiziose aspettative del
cliente.
“Ricostruiamo il vostro mondo”, così recita il
leitmotiv di Benpower e rispecchia pienamente
la filosofia aziendale, ossia infondere nei propri
interlocutori la certezza che c’è un team di persone competenti pronte a stare al loro fianco nei
momenti di difficoltà e ad aiutarli a ripartire nel
loro cammino con nuova energia e motivazione.
“Operare e comunicare in un settore delicato
come quello dei danni conseguenti a sinistri
spesso non prevedibili – rimarca Isufaj - richiede una grande competenza, capace di tener
conto dei molteplici aspetti anche emotivi che
vi intervengono e questo spiega quanto deve
essere attenta la pianificazione della strategia
comunicativa aziendale. Proprio in relazione a
ciò per Benpower, oggi, è cruciale promuovere
la propria immagine anche nei settori che
gravitano attorno alla sua area d’intervento e
quindi, ad esempio, investire maggiormente
nella ricerca e nella formazione”. Non a caso,
infatti, Benpower ha deciso di rinnovare la propria partecipazione al IV corso di aggiornamento
Assit - Cineas sul tema “Tecniche liquidative e
strategie di comunicazione” (19-20 maggio a
Milano e 9-10 giugno a Roma), non solo come
sponsor, ma quest’anno anche in qualità di
relatore, evidenziando così il proprio impegno a
costruire una vera e propria cultura del rischio.
Grazie alla continua spinta verso l’innovazione
e il potenziamento dell’organico aziendale con
l’inaugurazione di altre due filiali in Spagna/Portogallo e in Turchia, Benpower si impone nel
mercato non solo nazionale come un brand di
successo, in grado di guardare al futuro con fiducia e slancio creativo.
luglio09
27
PITTINI SpA
Economia
Botta & Risposta
PAOLO PITTINI
Pittini Spa
= Che cosa vuol dire essere un imprenditore?
Saper affrontare il mercato con una visione allargata e dinamica, mettendosi in gioco da ogni
punto di vista.
= Ereditare una tradizione imprenditoriale,
come nel suo caso, è più facile o più difficile
che cominciare da zero?
Può essere indubbiamente una comodità e una
fortuna, ma bisogna essere capaci di formarsi il
carattere dell’imprenditore e saper corrispondere
alle aspettative della famiglia. Mio fratello ed io,
a differenza di altri, abbiamo avuto la fortuna di
non “trovare la pappa pronta”, ma di doverci
costruire la “nostra” impresa giorno per giorno.
= Cos’è l’etica per un imprenditore?
La correttezza nei confronti di tutti: collaboratori,
dipendenti, fornitori, clienti.
= Quali sono le principali difficoltà nell’essere imprenditore oggi in Italia?
Oggi ci si scontra con troppa burocrazia che
rallenta lo sviluppo aziendale e con un’eccessiva
rigidità del mercato del lavoro.
= Quanto pesa il tema delle infrastrutture
nel vostro lavoro?
Ha un peso fondamentale.
Risolta l’annosa questione del
passante di Mestre, adesso in
regione il principale problema infrastrutturale è che non
abbiamo un aeroporto adeguato a favorire l’incoming
turistico.
La terza corsia andava fatta dieci anni fa. Quanto
alla Cimpello-Sequals, io non voglio perdere le
speranze, ma...
= Tre cose che chiederebbe di risolvere subito a chi ci governa?
Semplificazione della burocrazia. Molta più
flessibilità nei rapporti di lavoro. Un ritorno a un
rapporto virtuoso fra Regione, imprese e sistema
finanziario con condivisione degli obiettivi.
= Qual è la sua opinione sulla crisi in atto?
Abbiamo la fortuna di essere uno degli Stati che
sta meno peggio anche perché avevamo aziende
e banche solide. Credo anche che in questo
momento si stiano facendo le cose giuste per
affrontare la situazione, ma c’è ancora molta
strada da fare.
= Come va il settore dei servizi turistici mediante pullmann che in Italia sembra essere
meno sviluppato che in altri Paesi europei?
Il settore in Italia soffre di una mancanza culturale: da noi, a differenza che in Germania, in Gran
Bretagna o anche in Spagna, si pensa, infatti,
che un viaggio in pullman sia sminuente. Noi,
però, siamo riusciti a inventare una nicchia di alta
gamma, cominciando con
le squadre di calcio e facendoci conoscere anche in
altri ambienti per servizi di
qualità con pullman di alto
livello. Cerchiamo, inoltre,
sempre di guardare a nuovi
mercati come quello creato
dall’incoming di turisti cinesi o russi.
i dati
Anno di fondazione: 1999
Sede operativa: Piazzale della stazione,
3 – 33013 Gemona del Friuli
Recapiti a: Milano, Torino e Roma
Recapiti internazionali a: New York, Londra, Pechino e Mosca
Fatturato 2008: 2.000.000 di Euro (+4%
sul 2007)
Dipendenti: 15 diretti; 50 esterni
Mezzi: 12 propri; 50 di terzi
Quota incoming: 40 %
Quota outgoing: 60 %
Prodotto: servizi di trasporto per le scuole, per i grandi eventi e per le squadre
di calcio di serie A e B e squadre sportive in genere Più in generali i servizi
si rivolgono ad agenzie viaggio, tour
operator e associazioni
Sito internet: www.pittini-turismo.it
E-mail: [email protected]
una forma di difesa da una tassazione eccessiva?
E’ sicuramente un reato che crea danno alla collettività. Il problema è che troppi vincoli, troppa
burocrazia, troppa rigidità contrattual-sindacale
con più diritti che obblighi, un fisco con il quale,
a differenza di ciò che accade altrove, non è possibile “trattare”, spingono alcuni imprenditori a
cercare “altre strade” facendo concorrenza sleale
a chi si comporta seriamente.
= Che valore ha per lei l’Unione Europea?
Un grande valore sia come cittadino dell’Unione,
sia come imprenditore in termini economici. L’abbattimento delle barriere culturali, così come di
quelle doganali è fondamentale.
= Perché, secondo lei, l’Italia, a parole così
europeista, elegge i parlamentari europei che
secondo le statistiche sono i più assenteisti,
quelli che conoscono meno le lingue, in una
= Considerato, però, che
parola i peggiori?
Ronchi dei Legionari non
= Avete difficoltà a repe- Perché da noi manca il concetto della meritocrapotrà mai diventare un
rire il personale?
zia. Spesso i politici più bravi sono i meno noti
“hub”, quale dovrebbe esE’ difficile trovare persone
al grande pubblico e quelli che, quindi, hanno
sere il suo ruolo?
qualificate o da qualificare, meno possibilità di carriera. Inoltre c’è poca inDovrebbe da un lato essere
attraverso i corsi di formaformazione sui temi politici europei e internaziomeglio collegato con i grandi
zione interni che organizzia- nali, a fronte di molte trasmissioni su temi banali.
aeroporti, dall’altro dovrebbe
mo continuamente, capaci
E questo è colpa anche di voi giornalisti.
essere molto più sfruttato per
di apprendere e, soprattuti voli low-cost. La “vecchia”
= Un personaggio del passato del quale
to, che abbiano tanta voglia di lavorare. Credo
agenzia Turismo Fvg da questo punto di vista
l’Italia avrebbe bisogno oggi?
dipenda
anche
dal
pessimo
livello
del
nostro
aveva visto lontano.
sistema scolastico che non forma adeguatamente Non c’è una persona in particolare, ma piacerebbe che le persone capaci di oggi creassero dei
= Mi sta dicendo che hanno fatto male a
e da un certo diffuso lassismo delle famiglie.
discepoli e, invece, mi pare che ciò non accada.
cacciare Ejarque?
= Non crede che ci sia anche un problema
Esatto! Non è questione politica, mi riferisco al
= Un personaggio del presente del quale
fatto che aveva una visione strategica corretta che legato al fatto che mediamente in Italia gli
potremmo fare a meno?
sarebbe dovuto essere portata avanti per almeno stipendi sono troppo bassi e, quindi, poco
Tanti!
attraenti
soprattutto
per
i
lavori
più
duri?
un quinquennio.
Certo il mestiere dell’autista non è facile ed io da- = Quale domanda che non le ho fatto e che
= Oltre agli aeroporti ci sono anche le infra- rei volentieri ai miei autisti quello che corrispon- avrebbe voluto che le facessi? Cosa si sarebbe
strutture stradali. Qui a Gemona, vi aspettate do ogni anno al fisco. Rispetto a ciò che fanno,
risposto?
ancora il completamento della Cimpello-Segli autisti sono effettivamente mal pagati, ma il
Avrei voluto che mi chiedesse: come guardo
quals?
problema è che non siamo messi nelle condizioni al domani. Le avrei risposto: con ottimismo e
Non me ne parli. Nel campo delle infrastrutture ci di pagarli di più.
fiducia!
vorrebbe molta più capacità di anticipare i tempi.
= L’evasione fiscale è un reato da punire o
c.t.p
28
luglio09
luglio09
29
Associazione
Analisi
REALISMO E FIDUCIA
A
livello nazionale uno spiraglio sembra profilarsi. Dopo un anno ad aprile
la produzione industriale, su base
mensile, è tornata a crescere moderatamente (+ 1,1%) grazie ai beni di consumo non durevoli. I beni di investimento
e quelli intermedi continuano, invece, a
mostrare una curva discendente. Quindi
non è ragionevole aspettarsi cambiamenti
repentini dal momento che l’andamento
della produzione di beni di investimento
e strumentali predetermina il livello della
produzione futura. Inoltre, rispetto a dodici
mesi prima, la perdita della produzione resta elevata (- 21,7%). Nel secondo trimestre dovrebbe attenuarsi il calo produttivo
mentre le indicazioni per il terzo stimano
l’arresto della fase negativa con l’aggiustamento della produzione industriale su livelli
leggermente superiori a quelli del secondo.
In provincia di Udine le esportazioni sono
scese nel I trimestre dell’anno del 15%
(comunque meglio di quanto non si sia
verificato a livello nazionale, - 22,8%, ed
in Regione, - 29%). A partire dal 2000 è il
calo più elevato seguito da quello registrato nel IV trimestre 2002, - 14,8%).
Il calo è stato trascinato dai prodotti della
metallurgia (- 38,9%, da 321milioni di
euro a 196) e dai mobili (- 22,6%, da 136
milioni di euro a 105). Mostrano di tenere,
invece, i prodotti in metallo (+ 6,3%, da
135 a 144 milioni di euro) ed i macchinari
(da 374milioni di euro a 385 con il +3%).
Sul piano della distribuzione geografica la
“novità” è costituita dal recupero del mercato dell’America settentrionale in cui le
esportazioni sono cresciute del 13,8%, da
86 a 97milioni di euro con il “rientro” del
mercato rappresentato dagli Stati Uniti (+
69,4%, da 40 a 69 milioni di euro). Notevole l’incremento registrato dalle esportazioni nell’Asia Orientale (+ 84,3%, da 22
a 41milioni di euro) mentre sono cresciuti
l’area rappresentata dall’Africa (+14,3%, da
52 a 59milioni di euro) e quella dell’Asia
Centrale (+ 4,3%, da 70 a 73 milioni di
euro). Forti restano le perdite in Europa (23,7%, da 923milioni di euro a 704).
Il mercato domestico in senso allargato,
quindi, si è drasticamente ridimensionato
30
luglio09
con recuperi diffusi nell’area extracomunitaria con l’eccezione dell’America centrale
e meridionale e del Medio Oriente in cui
l’export è calato.
Gli indicatori qualitativi dell’economia reale
stanno mostrando una attenuazione
delle spinte recessive. Ma non si può
affermare ancora che il peggio sia passato.
Infatti non è possibile individuare con certezza l’avvio dell’inversione ciclica. Si prevede che la crescita riprenderà gradualmente
nel 2010. L’aspettativa sul breve e
medio termine è di riduzione dell’occupazione e del reddito con riflessi
contrattivi sui consumi e sugli investimenti.
I riflessi sull’economia italiana sono pesanti: il PIL è previsto diminuire di 5 punti
dopo che nel 2008 è diminuito di un
punto. Anche la Regione non potrà che
risentirne.
L’attesa di un forte calo del fatturato e la
grande incertezza sulla durata della crisi
portano inesorabilmente alla riduzione
degli investimenti ed al riequilibrio della
base produttiva su valori significativi nel
confronto storico.
Lo stillicidio del ricorso alla cassa
integrazione sta proseguendo con una
gestione delle situazioni di difficoltà attenta
a preservare per quanto possibile il rapporto tra lavoratore ed azienda.
In provincia di Udine il ricorso complessivo
alla cassa integrazione è quadruplicato:
a maggio le ore integrate a valere sulla
gestione ordinaria sono cresciute di oltre
dieci volte (+ 1162,1, da 71.817 ore a
906.425) mentre la cassa integrazione
straordinaria è più che raddoppiata (+
133,9%, da 171.912 ore a 402.133).
Traducendo le ore integrate in unità di lavoro potenziali ed aggiungendo i lavoratori
in mobilità e quelli coinvolti in contratti di
solidarietà nonché le casse integrazioni che
sono state richieste e non ancora autorizzate, la quota di perdita potenziale di posti
di lavoro, rispetto ai lavoratori dipendenti
nell’industria in senso stretto, si colloca tra
il 6 ed il 7%.
La situazione, quindi, resta ancora complessa e difficile. E per le industrie il problema principale è quello di preservare il po-
tenziale produttivo in attesa della auspicata
ripartenza che viene rinviata nel 2010.
In una fase in cui il mercato viene meno
(in provincia di Udine il calo tendenziale
della produzione è stato del – 14,7% nel
IV trimestre 2008 e del - 15,9% nel I del
2009) la priorità per le imprese è assicurarsi livelli di liquidità adeguati per salvaguardare la produzione e poter far leva su
ammortizzatori sociali che consentano di
mantenere la base occupazionale in presenza del calo dei volumi.
E’ importante altresì la leva di sostegno agli
investimenti per consentire il riavvio del
processo di accumulazione in preparazione delle sfide competitive che la ripresa
riaprirà.
Per la liquidità una funzione accelerativa potrà essere fornita dalla revisione
dell’operatività del Fondo di garanzia
regionale per le piccole e medie imprese che la legge regionale anticrisi si
propone di rilanciare (senza trascurare l’indicazione rivolta dal Consiglio regionale alla
Giunta per la revisione del regolamento
rimasto sinora inattuato) e dagli interventi
per lo smobilizzo dei crediti vantati nei confronti delle imprese di maggiori dimensioni
e della pubblica amministrazione.
Per gli investimenti appropriata è la misura
adottata per il rifinanziamento dei fondi
di rotazione, nonchè della legge regionale
sull’innovazione e della legge Bertossi.
E’ altresì decisivo canalizzare sul POR
Competitività, l’ex Obiettivo2, le domande di intervento a valere sulla legge
Bertossi per cercare di recuperare sul ritardo nell’esame delle domande a fronte di
un centinaio di domande non istruite per
mancanza di fondi.
Così come sul piano sociale importante è
la misura diretta a rafforzare l’efficacia dei
contratti di solidarietà ed a promuovere i
lavori socialmente utili.
Si tratta di misure che vanno attuate celermente prima dell’estate. Le imprese hanno
bisogno di interventi rapidi ed efficaci.
La fiducia si consolida anche in questo
modo.
Ezio Lugnani
Associazione
Infrastrutture
PASSARE ALLA CANTIERABILITA’
DELLE OPERE
Incontro a palazzo Torriani sulle infrastrutture riservato agli imprenditori con
cariche delle regioni Fvg, Veneto, Emilia Romagna e Marche. Presente pure il
vice-presidente nazionale di Confindustria Cesare Trevisani
“L’auspicio è che si passi in tempi accettabili dalla dimensione dello studio e dell’analisi – mai abbastanza percorsa – a quella della
proposta e dell’operatività o, per dirla con il gergo delle opere,
della cantierabilità delle infrastrutture di cui il Friuli Venezia Giulia
ha bisogno”.
E’ con questo augurio che Alessandro Calligaris, presidente di
Confindustria Friuli Venezia Giulia, ha aperto a palazzo Torriani l’incontro sul tema “Nuove infrastrutture, nuove opportunità”
promosso da Confindustria FVG in collaborazione con Sistemi Formativi Confindustria e riservato agli imprenditori con cariche delle
regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna e Marche.
Calligaris, nel suo intervento, ha
evidenziato come obiettivo di fondo
per la nostra regione sia ora “quello di
rimettere ogni cosa al suo posto, cioè
l’infrastruttura al servizio dell’industria
ed ogni modalità di trasporto in relazione ad ogni altra, per ottimizzare
la cosiddetta ‘capacità di carico’ del
sistema complessivo infrastrutturale
che la nostra regione può offrire allo
sviluppo industriale e generale”.
colleghi per un così qualificato seminario, il presidente di Confindustria Udine Adriano Luci, prendendo a spunto il titolo del convegno “Nuove infrastrutture, nuove opportunità”, ha diffuso
una nota di ottimismo: “Di fronte a tante negatività che dobbiamo
affrontare giornalmente fa piacere parlare per una volta di positività e di futuro”.
La riunione è poi entrata nel vivo con l’introduzione di Ilaria Vescovi, presidente del Comitato Interassociativo per la Formazione
Permanente Confindustria, che ha ricordato come questa tipologia
di incontri rappresenti una novità assoluta in termini di offerta formativa per la Scuola di Sistema sia per quanto riguarda i contenuti
(temi di grande attualità) che il format (appuntamenti in tutta Italia) e i
destinatari (imprenditori con cariche
istituzionali nell’ambito del sistema
Confindustria).
Quindi l’intervento di Cesare
Trevisani, vice presidente per le
infrastrutture logistica e mobilità
di Confindustria. “Le infrastrutture
sono una priorità per il Paese, per
Confindustria e per le imprese. Il
NordEst – ha evidenziato Trevisani
In questo senso il presidente ha ripre– ha provato sulla propria pelle, con
Cesare Trevisani, Alessandro Calligaris,
so alcune riflessioni proposte da Conl’esperienza del passante di Mestre,
Adriano Luci e Ilaria Vescovi (foto Gasperi)
findustria FVG nel 2005 nel quale si
cosa significhi il blocco di un’opera
interpretava l’intero sistema regionale
essenziale”. Da qui l’invito del vicedelle infrastrutture come “unica piattaforma logistica integrata ver- presidente nazionale di Confindustria “di individuare anche le
so il Centro Europa”. La visione di allora resta di stringente attualità, priorità fra le infrastrutture da realizzare tenendo conto degli
ma gli interventi da attuare – osserva Calligaris – devono presta- equilibri territoriali da rispettare e delle risorse disponibili, che
re riguardo anche alla sostenibilità ed ai suoi fattori determinanti.
non sono molte. In tale ottica vedrei di buon occhio facilitazio“Il nostro – ha evidenziato con sano realismo il presidente degli
ni per il coinvolgimento della finanza privata”.
industriali regionali - è un sistema regionale abbastanza piccolo
e la relazione tra le dimensioni delle infrastrutture e quelle del
Trevisani ha poi dichiarato che “per il paese servono grandi opere
territorio richiede equilibrio. Le nostre risorse sono limitate e non
così come le piccole infrastrutture locali”. Sui tempi di realizzo, il
possiamo reggere i costi di realizzazione e, forse soprattutto, di
vice-presidente nazionale si è detto cautamente ottimista: “Va dato
gestione di più di un grande porto, un aeroporto, un numero di
atto al ministro Mattioli di impegnarsi moltissimo. Il nodo cruciale
autoporti correlato alle dimensioni reali (e variabili) dei traffici”.
è ora di passare dallo stanziamento virtuale delle risorse a quello
effettivo; un nodo su cui il Governo deve dare dimostrazione di
Dal canto suo, nel fare gli onori di casa e nell’esprimere la soddisaper tramutare le parole in fatti”.
sfazione dell’Associazione di ospitare a palazzo Torriani tanti illustri
A.L
La relazione tra le dimensioni delle infrastrutture e quelle
del territorio richiede equilibrio
luglio09
31
Associazione
Convegni
Da sinistra: Paolo Perin, Simonetta
Acrì, Marco Bruseschi, Lucia
Pilutti, Michele Feletig e Graziano
Lorenzon (foto Gasperi)
Il seminario, realizzato in collaborazione
con Regione Autonoma FVG, Camera
di Commercio di Udine, Informest,
Finest e Gruppo Sace, ha fornito alle
imprese associate informazioni utili per
approfondire le opportunità che il sistema
Regione, in particolare, offre a supporto dei
programmi di allargamento della presenza
delle nostre realtà imprenditoriali sui mercati esteri.
Marco Bruseschi, vice presidente di
Confindustria Udine, ha aperto i lavori
sottolineando il sostegno di Confindustria
a tutte le imprese che intendono intraprendere il cammino dell’internazionalizzazione
“E’ necessario – spiega Bruseschi – fornire un quadro unitario e organico delle
opportunità a supporto delle aziende per
conoscere gli strumenti finanziari, assicurativi e promozionali in materia di internazionalizzazione presenti a livello regionale,
nazionale e internazionale. Confindustria è
a fianco di tutti gli imprenditori che puntano a uno sviluppo”.
Simonetta Acri, direttrice SACE Venezia e
Responsabile per l’area Nord-Est, ha fatto
un’accurata analisi dei mercati mondiali.
“La crisi è iniziata dopo l’estate 2008.
Questo ‘grande freddo’ finalmente sta
passando. Si intravedono timidi segni di
ripresa e, questo, grazie a nuove iniezioni
di liquidità e alla riduzione dei tassi. Molti
mercati vantano possibilità di sviluppo,
quali il Nord Africa dove esistono delle
economie isolate e l’impatto con la crisi è
stato più morbido. La Sace è al fianco degli imprenditori nell’acquisizione di nuovi
clienti stranieri e grazie alla collaborazione
con Confindustria gli associati che desiderano avvicinare il settore assicurativo,
avranno diritto a particolari sconti”.
Paolo Perin, responsabile Sportello regionale per l’Internazionalizzazione, FINEST
spa ha proseguito sottolineando il ruolo
della finanziaria. “Noi promuoviamo la
cooperazione finanziaria economica tra le
imprese italiane del Nord Est e i Paesi dell’Est europeo. L’ultima operazione tangibile
32
luglio09
APRIRSI AI MERCATI PER
AGGANCIARE LA RIPRESA
I
nternazionalizzazione. E’ questa la parola chiave su cui si è
sviluppato l’ultimo appuntamento di “Sarà ripresa”, iniziativa
promossa da Confindustria Udine tenutasi venerdì 22 maggio
è stata quella di aprire un Finest point in
Moldova per dar modo agli imprenditori
di avere un aiuto in loco. Forniamo finanziamenti diventando soci effettivi e condividendo i rischi. Attiviamo una leva finanziaria per la durata massima di 8 anni e
riusciamo a dare un aiuto agli imprenditori
che, nelle operazioni internazionali, può
arrivare fino al 49%”.
Ha proseguito nella scaletta degli interventi
Michele Feletig, responsabile Assistenza
e consulenza alle imprese di Informest,
specificando il ruolo di Banca Mondiale e
di Business intermediary organisation. “Siamo degli intermediari con il ruolo di individuare i possibili mercati di sbocco per
gli imprenditori interessati ad ampliare il
loro orizzonte operativo, diamo aiuto nella
conoscenza dei mercati esteri, ricerchiamo
partner ed esperti e suggeriamo dove
investire per penetrare commercialmente
nuovi spazi geografici”.
Lucia Pilutti, direttrice dell’Azienda Spe-
ciale Imprese e Territorio I.TER di CCIAA
Udine ha spiegato come la Camera di
Commercio svolga un’attività di primo livello in ambito d’impresa. “Il nostro nuovo
progetto si chiama I.Ter ovvero impresa e
territorio. L’obiettivo è quello di sostenere
l’internazionalizzazione per le Piccole e
Medie imprese e per questo la Regione ha
stanziato un voucher da 300.000 euro”.
A chiudere l’incontro è intervenuto Graziano Lorenzon, direttore servizio rapporti internazionali Regione Autonoma FVG.
“Da qualche anno la Regione ha impostato una politica per rafforzare i rapporti con
altre aree del mondo. Aperture internazionali grazie a sinergie tra cooperazione allo
sviluppo e internazionalizzazione. Senza
retorica cerchiamo di dare un concreto
aiuto allo sviluppo ai paesi arretrati. Non si
può, di fatto, pensare allo sviluppo senza
l’impresa”.
P.D.D.
Associazione
Alimentari e Bevande
A sinistra: il professor Gustavo
Barbosa-Canovas
Sotto: il pubblico del convegno
“Tecnologie innovative nell’industria
alimentare” (foto Gasperi)
“Abbiate fiducia
nella scienza!”
Forte interesse nella ricerca di nuove tecnologie
di processo per tecnologie alimentari di
conservazione non convenzionali
dell’Ordine dei Tecnologi Alimentari -, ma gli
esperti assicurano che i risparmi susseguenti
compensano abbondantemente l’esborso di
partenza. In Italia, al momento, ho notizie di
un’attività di ricerca da parte della Stazione Alimentare di Parma”.
“Tempi di riscaldamento più rapidi, qualità del
cibo migliore sia sotto il profilo del sapore che
sotto quello microbiologico, risparmi di costi e di
energia”: sono questi, secondo Gustavo Barbosa-Canovas, direttore del Center for Nonthermal Processing of Food della Washington
State University, i vantaggi nell’utilizzo nelle
industrie alimentari delle tecnologie alimentari di
conservazione non convenzionali.
Nel corso della mattinata – sono intervenuti pure
Alessandro Tonello, della Stalam di Vicenza,
Silvia Grasselli, della Gea di Parma, Lara
Manzocco, Sonia Calligaris e Maria Cristina
Nicoli, del Dipartimento di Scienze dell’Università di Udine, Francisco Purroy, della NC di
Burgos (Spagna) e Fabio Sinatra e Michele
Toppano, della Electrolux di Pordenone – si è
parlato anche di “nanocibi” ovvero del miglioramento di alcune caratteristiche degli alimenti
tramite la scienza che si occupa del controllo
della materia su scala atomica e molecolare: le
nanotecnologie.
Il professor Barbosa-Canovas è intervenuto
giovedì 21 maggio a palazzo Torriani al convegno
promosso dall’Ordine dei Tecnologi Alimentari in
collaborazione con Confindustria Udine e con il
Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università degli Studi di Udine dal titolo “Tecnologie innovative nell’industria alimentare”.
“Questo seminario – ha spiegato Luca Menis,
capogruppo delle Industrie Alimentari e Bevande
di Confindustria Udine – nasce dall’esigenza
di aggiornamento per gli associati sulle più
recenti innovazioni di processo e di prodotto. E’
importante comprendere quali di queste tecnologie sono già attualmente applicabili a livello
industriale e quali sono i loro campi e limiti
di applicazione”. Altro elemento da tenere in
considerazione, come ha poi aggiunto Michele
Morgante, delegato del Rettore alla ricerca degli università di Udine – “è quello della sicurezza
degli alimenti, aspetto sempre più richiesto dal
mercato”.
Il professor Barbosa-Canovas ha voluto a tale
riguardo rassicurare i presenti: “Dovete avere fiducia nella scienza e nel team di persone, di alto
profilo e reputazione, impegnate nella ricerca di
queste nuove tecnologie di conservazione non
convenzionali”. L’esperto statunitense ha evidenziato i nuovi metodi per riscaldare gli alimenti
nelle industrie alimentari. “Se la tecnica normale
è legata al calore, quella non convenzionale
si apre ad altre risorse come l’alta pressione, i
campi elettrici, gli ultrasuoni, gli ultravioletti. Per
sterilizzare i cibi si fa ricorso ora ai micro-onde,
al riscaldamento ohmico (basato sul passaggio
di corrente elettrica alternata attraverso l’alimento stesso) e alle radiofrequenze”.
Controindicazioni? “Forse solo quelle dell’investimento iniziale in questi impianti sofisticati
– risponde Raffaele Del Fabbro, presidente
Il forte interesse nella ricerca di “nuove tecnologie di processo” nasce dalla crescente domanda
di alimenti trasformati che soddisfino requisiti di
qualità quali “freschezza”, proprietà sensoriali,
sicurezza, una adeguata conservabilità (shelflife), unitamente a potere nutrizionale e funzionale. In altre parole istantaneità ed invisibilità
di un processo tecnologico che garantisca l’ottenimento di un prodotto sicuro e stabile nelle
proprie distintive caratteristiche.
Alfredo Longo
luglio09
33
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luglio09
35
Associazione
Edilizia
Il momento del taglio del nastro per i nuovi
uffici ANCE Udine: da sinistra, monsignor
Giulio Gherbezza, Adriano Luci, Paolo
Buzzetti e Marco Sostero
PAOLO BUZZETTI A
PALAZZO TORRIANI
Il Presidente Nazionale dell’ANCE incontra i costruttori
friulani. Ribadito il ruolo insostituibile del comparto edile
per il sistema economico e sociale del Paese. I costruttori
tornino ai cantieri, le banche sostengano le attività
U
niti, trasparenti, propositivi: con
queste tre parole, il capogruppo
dell’ANCE di Udine, Marco
Sostero, ha presentato i costruttori friulani
al presidente nazionale dell’ANCE Paolo
Buzzetti. Un richiamo sintetico, ma riferito
ai valori, per presentare la categoria al
leader nazionale, in un incontro dettato
dalla grave crisi economica che sta vivendo
il mercato locale e nazionale e che a
Palazzo Torriani ha visto presente anche
il presidente di Confindustria Udine,
Adriano Luci e il capogruppo regionale
dell’ANCE, Donato Riccesi. Sostero
non ha usato giri di parole per descrivere
la preoccupazione della categoria di fronte
alla situazione attuale, affermando che
“in pochi mesi è letteralmente cambiato
il mondo e stiamo registrando una crisi
strutturale più dura del previsto e che
sta minacciando la vita delle imprese”.
Sostero ha sottolineato anche come
36
luglio09
il sistema economico appaia nel suo
complesso bloccato, con rischio di
sparizione per molte imprese e con un
atteggiamento del mondo bancario che
preferisce adeguarsi alla crisi, ma non
alla realtà delle imprese, subordinando il
credito al possesso di requisiti e criteri che
nella situazione attuale di eccezionalità
non possono venire rispettati neppure
dalle imprese più virtuose. “A questo si
aggiungono le pastoie della burocrazia
– ha ricordato Sostero - presenti sia
nelle Amministrazione che hanno i
soldi ma non danno appalti, sia nelle
Amministrazioni che appaltano ma
poi non pagano”. Una situazione che
ha portato alla convocazione a Roma,
il 14 maggio, degli Stati Generali del
settore delle costruzioni e che ha visto
l’adesione di tutti gli attori del comparto.
Ed è proprio a questa iniziativa che si è
riferito il presidente Buzzetti, ricordando
come in quella manifestazione siano
state fornite alcune cifre che fotografano
gli effetti della crisi, quelli già manifestati
e quelli possibili. “Sono 250 mila le
persone – ha evidenziato Buzzetti – che
rischiano a livello nazionale di perdere
il lavoro, aggiungendosi ai lavoratori già
espulsi dal sistema. La stima del calo dei
livelli produttivi nel biennio 2008/2009
è pari a circa il 9% rispetto al 2007:
il che significa 14,3 miliardi di Euro di
investimenti in costruzioni in meno”. Cifre
preoccupanti, ma che Buzzetti ha voluto
contestualizzare nella sempre attuale
strategicità del settore delle costruzioni
nell’economia nazionale: un motore
vitale che ha sempre trainato in Italia
occupazione e PIL, con i suoi 154 miliardi
di Euro di investimenti e i tre milioni
di lavoratori occupati, comprendendo
anche i settori collegati. Un intervento,
quello di Buzzetti, svolto a braccio,
Associazione
Edilizia
sul filo dell’emozione, ricordando da
un lato come i costruttori edili siano
determinanti per la qualità generale del
Paese, e, dall’altro, come sia il settore
nel quale rimanga massimo l’impiego e
l’impegno dell’uomo. “Al Governo – ha
ricordato Buzzetti - abbiamo detto che
un Paese ha bisogno di pensare a come
uscire dalla crisi, ma che ha ancor più
bisogno di pensare al ‘dopo’, a quello
che succederà quando tutte le economie
avanzate, una volta superato il peggio,
torneranno a crescere. In quel ‘dopo’
rischiamo di restare impantanati se non
sapremo preparare oggi stesso una svolta
che fissi nuove regole per competere”.
Buzzetti ha le idee chiare: prima di tutto
ridare ai costruttori la libertà di essere
impresa, che significa abbandonare le carte
bollate e non sostituirsi allo Stato nei suoi
compiti specifici. E poi c’è la necessità di
un sistema efficiente, il bisogno enorme
di nuove infrastrutture, come anche la
realizzazione di un programma di opere
piccole e medie subito cantierabili. Poi,
per Buzzetti bisogna rispondere alla
richiesta di abitazioni che proviene dalle
famiglie che non trovano risposte nel libero
mercato: da qui l’attuazione del piano per
l’housing sociale e l’intervento sulla casa
per garantire la vivibilità urbana; ma anche
diffondere la cultura della manutenzione.
Buzzetti ha affrontato, poi, il nodo della
qualità delle imprese, sottolineando come
l’ANCE chieda che la qualificazione sia
un elemento sostanziale e non formale,
che le imprese vengano selezionate sulla
base delle proprie capacità e non solo
su certificati privi di valore. Una qualità
delle imprese che riguarda anche il livello
di sicurezza sul lavoro, in un contesto di
INAUGURATI I NUOVI
UFFICI DI ANCE UDINE
L
a presenza del Presidente nazionale dell’ANCE ha fornito l’occasione per
procedere all’inaugurazione ufficiale dei nuovi uffici dell’ANCE udinese, frutto della ristrutturazione degli spazi adiacenti alla Torre di Santa Maria di Palazzo
Torriani. Una cerimonia che ha visto la presenza dei dirigenti e delle imprese
aderenti all’ANCE e gli interventi dell’assessore provinciale Mario Virgili,
del vice-sindaco di Udine Vincenzo
Martines, accompagnato dall’assessore Gianna Malisani, prima
della benedizione ai locali impartita
da monsignor Giulio Gherbezza,
vicario del Vescovo di Udine. Il riuscito
intervento di ristrutturazione con pareti in cristallo, atmosfera high-tech, accuratezza filologica nella valorizzazione dei materiali naturali e nel rispetto
della storia dell’edificio, hanno ispirato
gli interventi dell’ingegner Buzzetti e
di monsignor Gherbezza.
cultura della sicurezza che deve riguardare
anche il territorio. E poi, centrale per
Buzzetti, l’opportunità di privilegiare le
costruzioni ad alta prestazione energetica,
sostenendo con appositi strumenti fiscali
la domanda di edifici sostenibili nuovi
o ristrutturati. Forte il richiamo anche
al mondo bancario, soggetto al quale
Buzzetti chiede di mettersi in gioco,
perché divenuto più che mai strategico
nel sostenere la difficile fase economica.
“Il Governo ha stanziato ingenti risorse
per salvare prima e ricapitalizzare poi i
maggiori istituti nazionali – ha concluso
Buzzetti – ma il mercato non se ne
è accorto. Se la quantità di credito
erogato non aumenterà e gli spread
non si abbasseranno, né le famiglie
né le imprese potranno beneficiare
dell’abbassamento dei tassi”. Alla fine
un appello che è quasi una mission: i
costruttori devono ritornare al cantiere,
devono poter continuare a svolgere il loro
straordinario mestiere, perpetuando quella
intelligenza di impresa che sempre firma
il loro lavoro. Da qui l’invito proseguire su
questa strada.
Franco Rosso
servizio fotografico di
Alessio Buldrin
Entrambi si sono trovati concordi nel riconoscere come le grandi Organizzazioni
nazionali risultino spesso essere una concentrazione di problematiche, mentre,
una volta sul territorio, le stesse Organizzazioni evidenziano armonia, efficienza
e funzionalità. Spontaneo anche il riferimento al terremoto, che ha visto il Friuli
campione nella ricostruzione e ricco di eccellenze nel settore delle imprese edili.
Monsignor Gherbezza, nel contesto della benedizione dei locali, si è richiamato al Sacro Testo che ammonisce che “se non c’è onestà, l’edificio crolla”, volendo sottolineare come i nuovi uffici dell’ANCE diano spontaneamente l’idea
di un luogo benevolo, molto dignitoso per il lavoro, cosa non sempre scontata.
Concludendo Monsignor Gherbezza ha voluto augurare ai costruttori friulani
un futuro positivo, anche grazie all’operatività della nuova sede.
Adriano Luci, presidente di Confindustria Udine, intervenendo alla
cerimonia di inaugurazione dei nuovi
uffici dell’ANCE, ha sottolineato
come proprio gli stessi testimonino la
proficua e stretta collaborazione tra
l’Associazione e le diverse categorie,
riconoscendo nel contempo come
l’edilizia rivesta da sempre un ruolo
trainante per l’economia e diventi ancor più strategica per il suo rilancio.
(F.R.)
luglio09
37
Associazione
Incontri
LA MINIERA IN GIARDINO:
un evento per capire come “coltivare”
il patrimonio dati aziendale
Sopra: In primo piano Luigi Gregori, capogruppo Gruppo Telecomunicazione
e Informatica, e Fabiano Benedetti, preseidente Beantech
S
uccesso di pubblico e di interesse per
l’evento organizzato da BeanTech,
azienda informatica di Colloredo di Monte
Albano, svoltosi a Palazzo Torriani venerdì
12 giugno. Più di 100 persone in rappresentanza di circa 90 aziende di diversi
settori merceologici hanno assistito al
convegno per scoprire come ottimizzare e
trasformare la moltitudine di dati presenti
in azienda in informazioni utili al processo
decisionale.
Tema dell’incontro la Business Intelligence:
l’insieme di strumenti e tecnologie scalabili
su qualsiasi tipo di verticalizzazione “industry”, dimensione e area aziendale e capaci
di tradurre e rendere subito disponibili le
informazioni sul contesto aziendale e sulla
situazione di mercato.
“L’immagine della Miniera in Giardino
- spiega Fabiano Benedetti, presidente
di BeanTech - non è stata scelta a caso:
siamo consapevoli che qualsiasi tipo di
azienda possiede numerose informazioni
che, una volta recuperate, trasformate e
combinate con altre, possono tramutarsi
in una vera e propria ricchezza”.
L’evoluzione delle tecnologie di Business
Intelligence negli ultimi anni, illustrate chiaramente da Fabio Candussio, ricercatore
dell’Università degli Studi di Udine, hanno
reso questi strumenti alla portata anche
delle piccole e medie imprese, in quanto
non necessitano di investimenti economici elevati e possono essere utilizzati con
estrema facilità.
La metafora della Miniera in Giardino
è stata poi ripresa nelle testimonianze
portate da Luigi Morsut, sales manager
Danieli Automation, Daniele Stolfo,
amministratore unico di X-Change, e
Michele Bovo, presidente di GestionAzienda, che hanno illustrato tre diversi
casi di successo dell’applicazione di queste
tecnologie: una verticalizzazione della Business Intelligence per il settore siderurgico,
l’integrazione con il sistema gestionale
leader per le PMI ed infine l’applicazione di
questi strumenti al controllo di gestione.
Al professor DeToni, Preside della Facoltà
di Ingegneria dell’Università degli Studi
di Udine, è stata affidata la chiusura del
convegno. A buon titolo definibile guru
dell’Economia della Conoscenza, DeToni
ha ribadito “come sia possibile, con gli
strumenti adatti, prendere decisioni complesse con strumenti semplici”.
Il grande successo del convegno dimostra
che l’argomento trattato ha stimolato notevolmente la curiosità e l’interesse delle
aziende del territorio, confermando che il
tema della Business Intelligence e la possibilità di far fruttare la ricchezza nascosta
sono temi assolutamente da approfondire.
Arianna Arizzi
Area Organizzazione, Marketing e Sviluppo
Confindustria Udine
g
Il 1° luglio appuntamento
con MARKETING.INNOVA
M
Sopra: la locandina
del convegno
38
ercoledì 1° luglio, alle ore 15.30, nella Sede di Confindustria Udine avrà luogo la IV edizione di marketing.
innnova, l’evento nazionale del Marketing Strategico e Operativo nato con InnovAction e organizzato dall’Associazione
Italiana Marketing AISM e dall’Associazione Italiana
Pubblicitari Professionisti TP.
Quest’anno grazie al supporto della Sezione Marketing
e Comunicazione del Gruppo Terziario Avanzato di
Confindustria Udine l’appuntamento con gli operatori
si terrà comunque al di fuori dell’originario contenitore fieristico diventato biennale.
Il tema che verrà trattato da noti protagonisti del marketing
e dell’imprenditoria locale e nazionale durante il pomeriggio
è quello delle strategie e delle tecniche per leggere, interpre-
luglio09
tare, affrontare e valorizzare la prima crisi socio economica
globale che stiamo vivendo.
A 80 anni dalla crisi del ’29, da cui è nato il “Marketing
Moderno”, ci troviamo ad affrontare una crisi diversa, più
complessa perché globale e con una componente finanziaria
di struttura totalmente nuova.
La domanda che è lecito porsi è “quale sarà il marketing del
3° millennio pronto a nascere e ad affermarsi?”. Ed è altrettanto corretto ipotizzare, in modo provocatorio ma reale, che
il verso di Orazio “Cogli il giorno confidando il meno possibile nel domani” rappresenti la nitida foto dell’oggi e quindi la
base del Carpe Diem Marketing.
Il nuovo paradigma da perseguire per avere un futuro è
quello del ricorso alla fantasia, che consenta alle tecniche e
al metodo di liberare nuove energie per intercettare i segnali,
elaborare gli obiettivi sostenibili e creare strategie efficaci.
Per informazioni 0432 276259, organizzazione@confindus
tria.ud.it
Associazione
Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Udine
Filo diretto Udine-New York:
TOMASO VENEROSO,
presidente CIIM USA, ospite
dei GIOVANI IMPRENDITORIO
di CONFINDUSTRIA UDINE
Sopra: da sinistra, il presidente CIIM USA Tomaso Veneroso, il
presidente di Confindustria Udine Adriano Luci ed il presidente
Giovani Imprenditori Udine Enrico Accettola
Q
uanti viaggi sono caratterizzati dalla
conoscenza di persone di cui, nonostante le promesse e i buoni propositi, si
perdono i contatti una volta arrivati a casa.
Non è però questo il caso dei Giovani
Imprenditori di Confindustria Udine
guidati da Enrico Accettola che hanno
dato un seguito alla loro missione a New
York dello scorso mese di marzo rafforzando tra l’altro l’amicizia con l’udinese Tomaso Veneroso, presidente della CIIM US
- Confederazione degli Imprenditori
Italiani nel Mondo negli Stati Uniti.
Alla CIIM US aderiscono oltre duemila imprenditori e manager di alto livello italiani e
di origine italiana che risiedono e/o hanno
la sede della propria attività all’estero e che
tuttavia si riconoscono nel sistema imprenditoriale italiano.
Veneroso, nei giorni scorsi è stato ospite a
palazzo Torriani del Gruppo Giovani; una
riunione, cui ha presenziato pure il presidente di Confindustria Udine Adriano
Luci, che è servita a stringere rapporti
ancora più stretti fra le due associazioni
al fine di sviluppare nuove opportunità e
relazioni economiche per le imprese americane e friulane.
L’idea, partita da palazzo Torriani, è quella di lanciare a breve un progetto pilota
congiunto tra CIIM US e Confindustria
Udine che potrebbe essere esteso anche
ad altre territoriali del sistema industriale
italiano.
“Il Friuli – ha detto Veneroso – è conosciuto e apprezzato nel mondo per la
sua voglia di fare, il pragmatismo e la
lungimiranza. Ritengo che l’obiettivo delle
nostre associazioni non sia tanto quello di
far fare business alle nostre aziende quanto piuttosto creare le condizioni affinché
ciò avvenga proponendosi come punto
di incontro e di confronto, di scambio di
esperienze, di contatti istituzionali, di idee
e di consulenza strategica”.
Concetti pienamente condivisi dal presidente Luci che ha aggiunto “come in realtà per fare in modo che le aziende si
incontrino tra di loro e che poi a loro volta
incontrino i mercati, siano sufficienti passi
semplici, graduali ma costanti. Sono convinto poi che la friulanità, intesa non come
chiusura ma come apertura di orizzonti,
possa essere un valore aggiunto da spendere a livello internazionale”.
E’ stato poi Accettola ad individuare alcuni degli “strumenti semplici” per rafforzare
le sinergie tra aziende americane e friulane. “Già oggi per chi fosse intenzionato
ad investire negli Usa assicuriamo come
Giovani Imprenditori un contatto diretto
con il presidente Veneroso e con il suo
staff di esperti del mercato statunitense.
Inoltre è di prossima attivazione un portale
congiunto del Gruppo Giovani e del CIIM
US per mettere in rete domanda ed offerta delle imprese”.
In chiusura Veneroso ha pure ricordato
due iniziative che la CIIM US da lui presieduta sta portando avanti sul territorio
statunitense: la prima è l’avvenuta stipula
di un contratto di cooperazione con le associazioni NSBA e NFIB (le equivalenti
della Confindustria italiana); la seconda
è la volontà di creare una rappresentanza
presso la Casa Bianca del made in Italy.
Enrico Accettola
Presidente Gruppo Giovani
Imprenditori Udine
luglio09
39
Associazione
Gruppo Giovani Imprenditori
A sinistra: la delegazione del
Gruppo GIovani Imprenditori
Confindustria Udine al
Convegno Nazionale di Santa
Margherita Ligure
AGENDA
gli appuntamenti dei
Giovani Imprenditori
= Visita a Cinecittà
data: 19 giugno 2009
luogo: Roma
= Consiglio Direttivo Allargato ed
incontro con Alessandro Calligaris
data: 25 giugno 2009
ore: 16
luogo: Manzano
= Conviviale estiva
data: 3 luglio 2009
ore: 20.30
luogo: Ristorante&Discoteca Mr Charlie,
Lignano Sabbiadoro
= Visita alle Frecce Tricolori
data: ottobre 2009
luogo: Rivolto
= Convegno Nazionale G.I.
Confindustria
data: 30 e 31 ottobre 2009
luogo: Capri
= Visita alla Eurotech ed
incontro con Roberto Siagri
data: novembre 2009
luogo: Amaro
note: (da confermare)
40
luglio09
Santa Margherita Ligure, 12-13 giugno 2009
DOPO!
La crisi, l’Italia e come
prepararsi per ripartire
R
ipartire? Si può. Da Santa Margherita
Ligure dove si è tenuto il 12 e 13 Giugno il Convegno Nazionale dei Giovani
Imprenditori.
Un panel ricco di interventi illustri, dai
Ministri in carica Matteoli, Frattini e
Sacconi, a Bersani e Franceschini
del PD, oltre a rilevanti rappresentanti del
mondo imprenditoriale come Alessandri
di Technogym, Ponzellini di Impregilo,
Moretti di Ferrovie dello Stato e il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi,
che ha voluto ricordare il suo background
di imprenditore di successo.
Federica Guidi ed Emma Marcegaglia in difesa degli imprenditori hanno
sottolineato che per reagire alla “tempesta”
economica della quale le aziende italiane
si trovano in balìa, «la politica non può
restare inerte. Deve agire per ricostruire la
fiducia. Ci vuole una politica imprenditoriale che si confronti con la realtà e che alle
sfide della realtà sia pronta a rispondere».
Ed ecco dunque le richieste degli imprenditori per poter reagire alla crisi e fare in
modo che vi sia una ripresa imminente:
sostituzione dell’Irap, detassazione degli
utili reinvestiti, semplificazione delle norme
urbanistiche, crediti d’imposta a fronte di
investimenti sull’innovazione, congelamento degli ammortamenti, maggior zelo nel
pagamento alle imprese da parte dell’amministrazione pubblica, ritorno alla direttiva
Bolkestein sulla liberalizzazione dei servizi,
per concludere con la proposta di un Tremonti Ter per il prossimo biennio.
Ma la crisi economica che ha investito l’Italia potrebbe tramutarsi anche nell’opportunità di attuare alcune riforme strutturali che
da tempo il mondo imprenditoriale si auspica: in primis la riduzione della pressione
fiscale che potrebbe agevolare le imprese
nella ripresa e di conseguenza rimettere in
moto l’intera economia del Paese.
Il Presidente del Consiglio dal canto suo
si è detto disponibile ad un incontro entro
fine giugno tra la compagine di governo,
Guidi e Marcegaglia per poter proseguire il dialogo e confrontarsi sulle richieste
degli imprenditori.
Ripartire? Si può e si deve, dunque. I presupposti ci sono, la volontà anche, ora
dobbiamo agire.
Francesca Cancellier
Associazione
Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Udine
CONVEGNI
COSTRUIRE INSIEME
IL FUTURO
Interessanti riflessioni sul tema del “fare squadra”
nell’incontro tenutosi nelle scorse settimane, a
cura del Gruppo Giovani, a Palazzo Torriani
“L’innovazione che dobbiamo fare nelle
nostre imprese non è soltanto quella relativa al prodotto; altrettanto importante
è quella rivolta alle risorse umane. Oggi
giorno, ritagliarsi del tempo per condividere con i nostri collaboratori mission e
obiettivi aziendali diventa infatti una strada
obbligata”.
La riflessione è di Enrico Accettola, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori
di Confindustria Udine, che ha aperto
così, nei giorni scorsi a palazzo Torriani, il
convegno promosso dal Gruppo Giovani
dal titolo: “Costruire insieme il futuro –
Collaborazione/Condivisione è l’esigenza
delle aziende moderne, perchè non basta
un capitano a fare una squadra”.
Anche Michele Vanin, vice-presidente
dei Giovani di Confindustria Udine, introducendo i lavori della giornata, si è
dichiarato convinto che “chi guida le aziende deve necessariamente identificare nelle
risorse umane la ‘sfida emergente’ per la
crescita. Una sfida che si articola su tre
temi fondamentali: la valorizzazione e la
salvaguardia delle competenze, la gestione del cambiamento, la leadership e le
capacità manageriali”.
Quindi, i relatori - Gianluca Biotto, della
Facoltà di Ingegneria dell’Università di Udine, Andrea Beltrami, di Formteam srl,
Mauro De Bona, di Campus srl, e Raffaele Perrotta, di Vertical srl – hanno
illustrato come sviluppare e curare al meglio il capitale umano dell’impresa, concentrandosi in particolare nell’individuazione di
nuove leve organizzative e gestionali su cui
agire per attivare processi virtuosi di apprendimento ed innovazione che sappiano
mettere la persona, le sue esigenze e le
sue potenzialità al centro di ogni scelta e
decisione.
Biotto, che ha citato il caso della Illy Caffè, ha individuato nell’applicazione della
“knowing organisation” una risposta
possibile alla complessità della realtà e un
vantaggio alle aziende che la adottano. La
knowing knowledge teorizza che l’apprendimento e l’innovazione nelle organizzazioni passino attraverso tre fasi: l’attribuzione
di un senso al flusso disordinato delle varie
esperienze, la creazione della conoscenza
e la presa della decisione.
Beltrame, dal canto suo, si è soffermato
sulla necessità della condivisione. “Nel fare
appello ai valori della propria azienda
bisogna indicare obiettivi chiari e precisi
da raggiungere. La condivisione di valori
crea soddisfazione e appartenenza nei
collaboratori. Per questo è opinione comune che il ruolo principale dell’imprenditore
sia soprattutto quello di promuovere
la cultura, ovvero i valori, della propria
azienda. Se ci riesce, ha tutte le leve per il
cambiamento”.
De Bona ha invece parlato di come si
possano perfezionata processi, prodotti e
servizi con la creatività. “La creatività – ha
detto – non è dote innata, ma può essere migliorata purché ci sia la volontà di
farlo. Costa fatica e disciplina uscire dagli
schemi, ma si è ripagati anche perchè la
creatività è il punto di partenza privilegiato
dell’innovazione”.
Da ultimo Perrotta ha affrontato la
questione di come mettere le persone
giuste al posto giusto. “Il segreto sta nelle
competenze, ossia scegliere persone con
competenze coerenti con i valori aziendali.
Più che competenze tecniche oggi giorno
sono importanti le competenze trasversali
(flessibilità, autonomia, orientamento al
cliente). Sono le competenze a determinare ormai il patrimonio distintivo di
un’impresa”.
Patrizia Paravano
Da sinistra: Mauro De Bona (Campus srl), Raffaele Perrotta (Vertical srl),
Enrico Accettola e Michele Vanin (presidente e vice-presidente Gruppo
Giovani), Gianluca Biotto (Facoltà di Ingegneria dell’Università di Udine),
Andrea Beltrami (Formteam srl)
luglio09
41
Associazione
Formazione
A sinistra: prove pratiche del corso
Formatori Antincendio
g
Da non perdere
LA PROGRAMMAZIONE
NEUROLINGUISTICA:
tecniche di
comunicasione strategica
I
niziare a notare degli elementi concreti del proprio modo di comunicare
che impattano sulla propria motivazione, sul raggiungimento dei propri
obiettivi e sulla qualità della comunicazione che impostiamo con gli altri.
Il corso è rivolto a tutti coloro che sono
interessati ad approfondire la conoscenza dei processi comunicativi
attraverso lo studio di un modello particolarmente efficace per l’analisi dei
comportamenti (propri ed altrui) che
pone l’attenzione ad elementi osservabili e riproducibili che consentano una
migliore comunicazione con se stessi e
con gli altri.
Corsi di Formazione
programma di luglio
Competenze relazionali
Direttive Comunitarie
1 e 10 luglio
Analisi transazionale: rendere sane le
relazioni in un ambiente di lavoro
8 e 15 luglio
La programmazione neurolinguistica:
tecniche di comunicazione strategica
2 luglio
La norma CEI EN 60204-1 e guida all’applicazione CEI 44-14
Economica
8 luglio
Metodi di gestione per affrontare la riduzione dei margini
Risorse Umane
6 luglio
Investire in formazione: la progettazione
strategica della formazione in azienda
Istruzioni per l’uso...
Momento d’aula del corso Operare consapevolmente con l’estero: gli strumenti per
prevenire i rischi connessi al trasporto internazionale delle merci
42
luglio09
I programmi didattici dei
corsi, i profili dei relatori
e dei formatori, le date di
svolgimento e le modalità
operative di partecipazione
sono disponibili sul sito
www.confindustria.ud.it,
nella sezione “Formazione”
“Corsi a calendario”.
Associazione
Web
News da Internet su
g
www.confindustria.ud.it
FISCALE
= Cessione del ramo d’azienda: tassazione
separata solo se il rapporto di lavoro si interrompe
= Le novità fiscali di maggio 2009
= Iva: aliquota piena per il cippato di legno
= Irap: non assoggettati i professionisti consulenti e membri di collegi sindacali
= Agenti di commercio e promotori finanziari: Irap dovuta solo se c’è autonoma
organizzazione
= Base imponibile Irap: i chiarimenti delle
Entrate
= Studi di settore: la nuova versione di Gerico 2009 con i correttivi anticrisi
= Incentivi fiscali alle operazioni di aggregazione aziendale c.d. “Bonus Aggregazioni”
= Nuove disposizioni in materia di deposito
bilanci
= Erogazioni liberali a favore delle popolazioni
colpite dal terremoto in Abruzzo: deducibili dal reddito d’impresa
= Le novità fiscali di aprile 2009
= Bonus ricerca & sviluppo: esclusi i costi
per borsisti ed interinali
= Primi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate
sull’Iva per cassa
= Modello 730/2009: le istruzioni per i sostituti d’imposta
= Rivalutazione immobili d’impresa: ulteriori chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate
= Riqualificazione energetica degli edifici:
approvato il modello per la comunicazione
alle Entrate
g
EDILIZIA
= Reperimento locali da adibire a sede dell’Ufficio di Tolmezzo dell’Agenzia Entrate
Rapporto sulla presenza delle imprese di
= costruzioni italiane nel mondo - Dossier
Ance
= Novità per l’impiego di acciaio per cemento
armato
= Variazione prezzi dei materiali - Pubblicato Dec. Min. - Istanze di compensazione
= Riqualificazione energetica degli edifici
- Detrazione del 55% - Comunicazione
all’Agenzia delle Entrate
= Partecipazione alle gare d’appalto - Dichiarazione sostitutiva
= Riqualificazione energetica degli edifici
- Detrazione del 55% - Comunicazione
all’Agenzia delle Entrate
NORMATIVA TECNICA
= Prevenzione incendi - Termine dell’efficacia del NOP dal 1° giugno 2009
AMBIENTE
= Zanzara Tigre – Interventi di disinfestazione del territorio comunale di Udine – Ordinanza Sindacale
LAVORO E
RAPPORTI SINDACALI
= Inps: differimento adempimenti contributivi per
ferie collettive - richiesta da inoltrare entro il 31
maggio ai Comitati provinciali Inps
= Coefficiente di rivalutazione del TFR Aprile
= Sottoscritto il 13 maggio 2009 in Regione nuovo
accordo sugli ammortizzatori in deroga
= Inps: trattamento di integrazione salariale ordinaria e festività - precisazioni
ECONOMIA E FINANZA
= Ufficio Studi - Rilevazione sulle forze di lavoro
- Media 2008
= Partecipazione allo stand collettivo regionale
della Filiera legno al SAIE 2009
= Ufficio Studi - Indice dei prezzi al consumo ai
fini delle locazioni di immobili urbani. Mese di
aprile 2009
= Ufficio Studi - Risultati Indagine congiunturale
1° trimestre 2009
= Ufficio Studi - Analisi congiunturale Settore cartarie, poligrafiche, editoriali
= Ufficio Studi - Analisi congiunturale Settore
energia e servizi a rete
TRASPORTI
= Autotrasporto merci in conto terzi – Nuovi
rapporti tra committenti e vettori – Art. 83-bis
legge n. 133/08 – Variazione prezzo gasolio
maggio 2009
= Autotrasporto merci in conto terzi – Contributi
per sistemi integrati di logistica
= Autotrasporto merci – Obbligo di carta di qualificazione del conducente dal 10 settembre
= Trasporti internazionali – Austria – Dal 2010
nuovo sistema pedaggio autostradale per autocarri ed autobus
= Sicurezza stradale – Divieti di circolazione
mezzi pesanti nei mesi estivi
= Autotrasporto merci in conto terzi – Nuovi
rapporti tra committenti e vettori – Art. 83-bis
legge n. 133/08 – Variazione prezzo gasolio
aprile 2009
= Trasporti internazionali – Principato di Monaco – Disciplina settore merci
= Varie – Vendita di autovetture nuove – Informazioni al consumatore
= Nuovo Codice della Strada – Trasformazione
di autocarri leggeri in autovetture
= Varie – Ripristino operatività uffici Motorizzazione di Udine dall’11 maggio 2009
= Trasporti internazionali – Ungheria – Regole per
il cabotaggio merci
= Autotrasporto merci in conto terzi – Iscrizione
all’Albo – Circ. Mintrasporti del 1° aprile 2009
COMMERCIO ESTERO
= Normativa doganale – Dazio antidumping
su import determinati prodotti in acciaio dalla
Cina – Regolamento (CE) n. 383/09
= Normativa doganale – Novità per ECS e
NCTS dal 1° luglio 2009 – Comunicazione
Agenzia delle Dogane del 27 maggio 2009
= Canada – Indagine conoscitiva UE sull’accordo
di partnership
= Normativa doganale – Visto uscire telematico operazioni export – Chiusura MRN non
ancora appurati – Comunicato Agenzia delle
Dogane del 20 maggio 2009
= Fiere – Internazionale di Plovdiv – 28 settembre-3 ottobre 2009
= EAU/Qatar - Missione economica - Dubai 1519 novembre 2009
= Normativa doganale – Visto uscire telematico operazioni export – ECS fase 2 – Nota
Agenzia delle Dogane dell’8 maggio 2009
= Normativa doganale – Dazio antidumping
su import tubi di ferro o acciaio dalla Cina
– Regolamento (CE) n. 289/09
= Cina – Missione economica di acquisto in Italia
– Luglio 2009
= Irlanda/Gran Bretagna – Borsa dei vini italiani – Dublino/Londra 6-8 ottobre 2009
= USA – Sanzioni per import determinati prodotti UE – Accordo di massima
= Fiere – Internationale Süßwarenmesse 2010
– Colonia 31 gennaio-3 febbraio 2010
ORGANIZZAZIONE,
MARKETING E SVILUPPO
= Rinnovo Convenzione con Cathay Pacific per
le destinazioni: Hong Kong, Cina, Giappone,
Taiwan, Vietnam, Sud-Est Asiatico, Australia e
Nuova Zelanda
SICUREZZA SUL LAVORO
= Alcol e lavoro - Linee guida della Regione
Friuli Venezia Giulia
= Comunicazione all’INAIL degli infortuni con
prognosi di un giorno - Proroga della decorrenza dell’obbligo
= Comunicazione del nominativo del RLS all’INAIL - Proroga della scadenza al 16 agosto
RISORSE UMANE
= La Vetrina di Unimpiego - I profili della settimana 11-15 maggio 2009; 18-22 maggio 2009;
25-29 maggio 2009; 1-5 giugno 2009
Istruzioni per l’uso...
Per consultare le notizie riportate in questa
=pagina
= Collegarsi al sito Internet dell’Associazione
www.confindustria.ud.it
INNOVAZIONE = Selezionare alla voce “Ricerca“ nell’archivio
= Notizie da sportello APRE FVG di Friuli Innovazione - Newsletter n° 24, maggio 2009
QUALITA’
= Uninotizie n° 10 del 31/05/2009 e n° 9 del
15/05/2009
della sezione “News”
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associate
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attivare il motore di ricerca
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Associazione
Confindustria News
“Approfittiamo della crisi
per fare le riforme”
La relazione della presidente di Confindustria EMMA MARCEGAGLIA
all’assemblea del 21 maggio scorso a Roma, alla quale ha partecipato anche
una delegazione di Confindustria Udine, guidata dal presidente Adriano Luci
La crisi
“Ci troviamo – ha esordito Emma Marcegaglia
- nel mezzo di una crisi violentissima che sta mettendo e metterà a dura prova le capacità di tenuta
delle imprese e delle istituzioni”. La crisi, secondo la
presidentessa, è insieme economica e finanziaria e
coinvolge non solo gli individui, ma l’intera società. Le
molte cause si sono mescolate, creando le premesse
di una tempesta perfetta che nessuno è stato in grado
di prevenire. “Quest’anno - ha spiegato - l’attività
economica mondiale diminuirà dell’1,3%. Le reazioni
sono state sufficientemente coordinate. Il pericolo di
un’esplicita e precipitosa corsa al protezionismo è
stato finora evitato, ma esso resta in agguato. Qua e
là si intravede un rimbalzo della produzione. Si può
sperare di vedere entro la fine di quest’anno qualche
segnale di miglioramento, ma – ha ammonito - non
illudiamoci: il recupero sarà difficile e richiederà tempo”.
La sede di Confindustria a Roma
L’uscita dalla crisi
“Per questi motivi - secondo la Marcegaglia - il
sostegno alla domanda dovrà proseguire. Bisogna uscire dalla
crisi attraverso un piano di riforme da avviare immediatamente.
Occorre modificare le norme pro-cicliche come Basilea 2 e nel
contempo evitare la moltiplicazione inutile di norme e controlli.
Le nuove regole devono riguardare tutto il sistema finanziario ed
essere attivate da tutte le autorità finanziarie delle principali aree
del mondo”. Riforme e nuove regole non devono però voler dire,
la sostituzione dello Stato alle imprese perché “l’economia di mercato e il capitalismo straordinariamente efficaci nella creazione di
nuove idee alla ricerca di sbocchi commerciali e nessun pianificatore, nessuna agenzia governativa può sostituirsi alle persone in
questo processo di scoperta e valorizzazione”.
Gli Stati devono rimettere in carreggiata le economie e ridefinire
le regole, ma, poi, il pendolo tra Stato e mercato deve tornare
ad oscillare verso il mercato. La futura spinta alla crescita potrà
venire dall’innovazione tecnologica e dalla maggiore integrazione
nell’economia mondiale dei paesi emergenti. Il futuro dell’Italia,
comunque, non è così nero come qualcuno sostiene: “Nei pros-
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luglio09
simi due decenni – ha affermato la presidente - il numero delle
persone ad alto reddito salirà di 500 milioni, di cui i quattro quinti
nei paesi emergenti e l’Italia è ben posizionata per offrire loro le
cose nuove che piacciono al mondo”.
Ambiente ed Europa
Molto chiare le idee della Marcegaglia sull’ambiente e sull’Europa: “L’ambiente è un patrimonio collettivo che va tutelato per migliorare le condizioni di vita di tutti. L’abbattimento delle emissioni
non può, però, ricadere solo sull’industria né solo su alcuni Paesi”
anche per questo serve “un’Europa forte che sulla scena mondiale riesca a portare avanti con successo la politica fondata sul
libero commercio e sulla concorrenza non falsata da ‘dumping’ o
da impegni sproporzionati in materia ambientale”.
Associazione
Confindustria News
L’appello alle banche
“Le imprese – ha spiegato la presidente di Confindustria - sono
schiacciate tra la riduzione degli ordini e la difficoltà di incasso
dei pagamenti. Non bisogna far venir meno l’ossigeno del credito bancario. E’ ancora molto diffusa la difficoltà delle aziende a
ottenere prestiti e si sono anche ampliati gli spread. Troppi sono
i casi di aziende cui vengono ritirati i fidi, che si vedono rifiutare
le anticipazioni sulle fatture emesse e a cui sono applicati tassi
esorbitanti. Chiedo a tutte le banche di non abbandonare le imprese in questi momenti così difficili. E’ nel loro stesso interesse
che l’Italia conservi un vasto tessuto produttivo”.
La questione dei pagamenti
La montagna di crediti delle imprese verso le pubbliche Amministrazioni, secondo Emma Marcegaglila, è insopportabile. “Resto
convinta – ha detto – che questa sia una vergogna e chiedo perciò quando e come saremo pagati. I ritardi nei pagamenti – ha
aggiunto - non devono verificarsi neppure tra imprese private.
Questo malcostume è troppo frequente. Con effetti a catena che
alla fine penalizzano tutte le aziende”.
Il welfare
“Il nostro welfare appare inadeguato nel consentire al Paese di
cogliere le opportunità di crescita provenienti dal sistema economico globalizzato e dalla continua evoluzione della tecnologia.
L’unica via sostenibile per difendere le prestazioni previdenziali e
per reperire le risorse per crescere è ritardare il ritiro dal lavoro.”
Il ruolo degli imprenditori
La presidente di Confindustria ha anche voluto sottolineare i doveri degli imprenditori “La nostra principale responsabilità in questa
fase – ha detto – è preparare la ripresa rafforzando le aziende
nel patrimonio, nella gestione, nell’innovazione. Il nostro modo di
intendere e interpretare il fare impresa scaturisce da una cultura
aperta al nuovo e alla concorrenza, ricca di tolleranza e libertà,
che sa forgiare una società dove vige il rispetto della legalità a
cominciare dagli obblighi nei confronti del fisco”. Le imprese italiane debbono, inoltre, continuare a puntare sulla crescita dimensionale, sull’internazionalizzazione e sull’innovazione per rimanere
competitive.
Sicurezza e legalità
“Non ho certo dimenticato – ha affermato Emma Marcegaglia
– gli impegni assunti per la sicurezza sul lavoro. La riduzione
degli infortuni e la difficile congiuntura economica non ci fanno
abbassare la guardia. Le imprese sono in prima linea nella lotta
per la difesa della legalità. La criminalità piccola e grande, la violazione di norme ambientali, la contraffazione, l’evasione fiscale e
contributiva, la corruzione inquinano la convivenza civile e disgregano la società”.
Emma Marcegaglia, in occasione dell’assemblea 2008
di Confindustria Udine (foto Anteprima)
Le riforme e le richieste al Governo
“L’Italia ha dovuto affrontare la peggiore recessione globale del
dopoguerra con margini di azione ristrettissimi a causa dell’alto
debito pubblico – ha spiegato la leader di Confindustria -, ma servono subito interventi per finanziare le opere pubbliche rapidamente cantierabili, potenziare gli ammortizzatori sociali, rafforzare
le garanzie sui prestiti alle imprese, sostenere la patrimonializzazione delle aziende”. Servono, inoltre, le riforme: “La crisi non può
essere l’alibi per non fare le riforme, ma anzi dobbiamo mobilitare tutte le nostre energie, per una grande azione di ammodernamento delle nostre istituzioni. Il governo gode di un ampio
consenso, consolidato nell’opinione pubblica, che gli conferisce
un forte mandato. Usi quel patrimonio per le riforme necessarie.
Occorrono maggiori incisività, rapidità, verifica dei risultati”. Servono subito le riforme della scuola e università e della giustizia, il
completamento di quella del sistema burocratico, l’eliminazione
definitiva dei troppi enti inutili, comunità montane e province
comprese. Bisogna, poi, secondo la presidente degli imprenditori
italiani, limitare grandemente l’invadenza della politica e continuare decisi sulla strada, che si è interrotta, delle liberalizzazioni
nei trasporti, nelle comunicazioni, nell’energia, nelle professioni
e, soprattutto, nelle società pubbliche a livello locale. Va, infine,
assolutamente risolta una volta per tutte la questione meridionale:
“Non può esserci – ha concluso Emma Marcegaglia – crescita
duratura se non si rimette in moto il Mezzogiorno. Il Sud deve diventare parte integrante e vitale del Paese, unito al resto dell’Italia da filiere produttive, infrastrutture moderne, progetti di ricerca,
partnership commerciali, reti scientifiche e universitarie”.
c.t.p.
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Orizzonti
Obiettivo Montagna
Nelle foto Roberto Siagri,
presidente di Eurotech
EUROTECH per il
corpo dei MARINES
La società informatica con sede ad Amaro,
nel presentare i risultati del primo trimestre,
annuncia nuove prestigiose partnership
N
onostante la crisi internazionale
attanagli tutti i settori produttivi,
Eurotech S.p.A. di Amaro “tiene”.
Il consiglio di amministrazione della società ha esaminato e approvato i risultati
consolidati relativi al primo trimestre di
quest’anno. In questi primi tre mesi i ricavi
registrati dal Gruppo sono stati pari 19,31
milioni di Euro, con una leggera flessione rispetto a 21,44 milioni di Euro dello
stesso periodo del 2008. La riduzione del
10% è da ricondurre alla conseguenza della flessione degli ordinativi registrati a fine
2008 in seguito alla congiuntura economica globale, che ha portato alla revisione
delle previsioni di vendita fatte in precedenza dai clienti. Le zone dove l’impatto
della situazione macroeconomica ha fatto
registrare le riduzioni più significative di
fatturato sono quelle asiatica ed europea.
Questa la situazione licenziata dal consiglio
di amministrazione:
= Ricavi consolidati: -10%, da 21,44 milioni di Euro a 19,31 milioni di Euro
= Primo margine consolidato: da 12,31
milioni a 10,48 milioni di Euro
= EBITDA consolidato: da 1,75 milioni di
Euro a -1,17 milioni di Euro
= EBIT consolidato: da -0,67 milioni di
Euro a -3,13 milioni di Euro
= Risultato consolidato prima delle imposte: da -2,65 milioni di Euro a -2,97 milioni
di Euro
= Indebitamento finanziario netto: 2,75
milioni di Euro, rispetto -0,57 milioni di
Euro a fine esercizio 2008.
Prosegue nel frattempo la produzione innovativa di Eurotech che recentemente
ha presentato al mercato l’ACS-5125, un
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luglio09
nuovo alimentatore basato sullo standard
PC/104 Plus, progettato per soddisfare i
requisiti di sistema richiesti per dispositivi
montati a bordo di veicoli e velivoli militari
e navali. Altri importanti traguardi dell’azienda carnica, attraverso i suoi partner internazionali, riguardano collaborazioni con il corpo dei marines americani. La consociata
USA Parvus ha ricevuto nuovi contratti
da General Dynamics Land Systems
(GDLS) nell’ambito della realizzazione
dell’Expeditionary Fighting Vehicle
(EFV), la futura generazione del veicolo
anfibio d’assalto del Corpo dei Marines.
Questi contratti sono frutto del successo
di Parvus con GDLS e con il programma
EFV, ottenuto grazie alla progettazione e
consegna del router tattico del veicolo (il
Tactical Switch Router - TSR) secondo
le specifiche del cliente e in anticipo rispetto alla scadenza prevista. I contratti sono
relativi allo sviluppo e fornitura di unità di
pre-produzione. Nessuna informazione
ulteriore è stata rilasciata, essendo coperta
da accordi di riservatezza. I due nuovi sottosistemi (LRU) oggetto di contratto sono
l’Emergency Track Deployment (ETD)
e il Battery Conditioning Unit (BCU).
La consegna dei primi pezzi di queste
nuove unità è prevista per quest’anno, per
rispettare le scadenze di GDLS che prevedono la realizzazione dei veicoli prototipo
entro il 2010. Collaborazioni anche in campo civile: recente la comunicazione di una
convenzione con la Intel ® Embedded e
comunicazioni Alliance (Intel ® ECA) a
livello mondiale. “Con il sostegno reciproco
tra Eurotech e Intel a livello globale, siamo
in grado di offrire prodotti innovativi ai
nostri clienti per aiutarli a soddisfare i loro
obiettivi di business con il giusto valore e
funzionalità al momento giusto” ha dichiarato il presidente Roberto Siagri. Novità
anche in campo turistico: è stata annunciata una nuova guida turistica multimediale
da polso Zypad con un avanzato software
applicativo dal peso di solo 290 grammi,
che può essere portato confortevolmente
sul polso, impedendo al computer di cadere durante l’uso o la perdita. Il suo design
ergonomico, con la sua semplice interfaccia touch-screen, consente all’utente
di operare con le mani libere. Il software,
sviluppato da Mobile3D permette un sistema di gestione dei contenuti grazie ad
un miniSD contenente le Mobileguide che
può essere inserito in Zypad consentendo
in tempo reale di sfruttare le sue caratteristiche della guida multimediale. Grazie
alle tecnologie di localizzazione (GPS per
la localizzazione all’aperto e attivo RFID
Zigbee per interni o luoghi) con Zypad
è possibile selezionare i punti di interesse
più significativi. Ogni gita si arricchisce così
di audio, immagini, video e di ricostruzione
in 3D: MobileGuide è in grado infatti di
sfruttare la grafica 3D per permettere al
turista di aprire una “finestra temporale”
su come il luogo da lui visitato appariva
in passato o come potrebbe diventare in
futuro, per esempio, a seguito delle ristrutturazioni previste.
Gino Grillo
Orizzonti
Obiettivo Austria
Nella foto: l’autostrada dei Tauri in
Carinzia, coda prima del tunnel
VACANZE CON IL
PUNTO DI DOMANDA
V
erranno, non verranno? Gli operatori turistici friulani
“sfogliano la margherita” e si interrogano sulle ricadute
che la crisi economica avrà sulle presenze nelle località di
vacanza della regione
Pare a tutti scontato che la precarietà o la perdita
del posto di lavoro non consentirà a molti di
concedersi un soggiorno al mare o ai monti. Ma
si teme che anche chi non avrà perso il lavoro
preferisca andare cauto, riducendo la durata
della villeggiatura o limitandone i costi.
E, se molti confidano sul ritorno degli ospiti
locali, a Lignano e a Grado si attende con
apprensione di sapere come si comporteranno
quelli stranieri, in particolare gli austriaci,
tradizionalmente più numerosi. Le spiagge
del Friuli Venezia Giulia sono da sempre la
meta preferita delle loro vacanze. Non solo
Grado, storicamente legata all’Austria dai tempi
dell’impero absburgico, ma anche Lignano
Sabbiadoro. Anzi, soprattutto Lignano, in testa
alle preferenze perché considerata più vivace e
animata dell’Isola d’Oro.
Contrariamente, infatti, a quanto comunemente
si crede – e a quanto appare talvolta dalle lettere
pubblicate dai giornali – la grande maggioranza
degli ospiti austriaci non sceglie le spiagge
adriatiche per la quiete e il riposo, ma per il
divertimento e l’animazione. Più gente c’è, più
musica c’è, più chiasso c’è e meglio è, perché
– è opinione di molti - la vacanza è breve e deve
essere vissuta intensamente. La domanda che
il turista austriaco si pone - soprattutto il turista
giovane – è: “was ist los”? che cosa succede? che
c’è di interessante da vedere? E Lignano sembra
offrire le risposte migliori.
Lo si evince da vari fattori, non soltanto dal
numero degli arrivi e delle presenze, ma anche
dai nomi di chi arriva. Nomi che sfuggono alle
statistiche, che per definizione sono anonime,
ma che emergono indirettamente dalla stampa
austriaca, dove si apprende che moderatori
televisivi, attori, cantanti, leaders politici,
campioni sportivi hanno scelto Lignano per la
loro vacanza. Non tutti, certo, ma una buona
percentuale. Senza saperlo – e senza essere
pagati – sono loro i testimonial più importanti
per la spiaggia friulana.
Ritorniamo, allora, alla domanda posta all’inizio:
verranno o non verranno? ritorneranno questi
testimonial delle stagioni passate con il seguito
di vacanzieri “normali”?
La domanda se la stanno ponendo anche gli
operatori turistici austriaci, ovviamente da una
prospettiva diversa. Si interrogano sulla sorte
del loro turismo ai tempi della crisi e la risposta
che si stanno dando – ovviamente provvisoria
e suscettibile di aggiustamenti – può essere di
conforto anche per i colleghi friulani: le difficoltà
dell’economia indurranno il 70% degli austriaci
a trascorrere le vacanze nel loro Paese, mentre
soltanto il 30% affronterà i costi di un viaggio
all’estero.
All’estero dove? Qui viene il bello. L’Italia è stata
sempre la meta prediletta. I vacanzieri austriaci
che scelgono il nostro Paese sono il 20% del
totale. Al secondo posto, con un largo distacco,
si colloca la Croazia, con l’11%. Seguono
Germania (9%), Spagna (7%), Grecia (6%),
Turchia (5%), Egitto (4%). In cifre assolute sono
1,87 milioni gli austriaci che scendono in Italia
(814 mila in Croazia).
Ritorneranno? È probabile o possibile di sì.
Perché, come osservano quasi tutti gli operatori
turistici, quest’anno gli austriaci andranno “statt
fern und lang… eher nah und kurz” (anziché
lontano e per periodi lunghi, vicino e per breve
tempo). Analisi di varie agenzie di viaggio
confermano, peraltro, un calo di prenotazioni
di viaggi in aereo, sostituiti da pullman, treno
e auto private. Insomma, meno Sharm-elSheik, meno Maldive, meno Caraibi e forse più
Adriatico.
Le spiagge friulane, dunque, possono tirare un
sospiro di sollievo. La crisi potrebbe perfino
favorirle e la competizione non sarà con mete
esotiche, ma con i dirimpettai delle coste slovene
e croate. Naturalmente non saranno rose e fiori.
Alcuni analisti austriaci hanno stimato in mille
euro in meno l’attuale propensione alla spesa
di una famiglia in vacanza: meno pizze, meno
gelati, meno birre. In altre parole, la stagione
potrà salvarsi quanto ad arrivi e pernottamenti,
ma i conti alla fine saranno più magri.
Una prospettiva di austerità che vale soprattutto
per l’Italia, dove prodotti e servizi costano più
che in Austria (il rapporto dell’Ufficio austriaco
di statistica è di 100 a 98). In Slovenia e Croazia,
al contrario, gli austriaci si sentiranno ricchi:
con 100 euro possono acquistare l’equivalente
rispettivamente di 119 e 135 euro.
Il confronto con i concorrenti dell’altra sponda
dell’Adriatico si disputerà anche sul fronte dei
prezzi. In questa stagione e nelle prossime,
quando forse la crisi sarà stata superata.
Marco Di Blas
luglio09
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Orizzonti
Obiettivo Internazionalizzazione
CASA FVG apre
in VOJVODINA
Forte degli storici rapporti tra Friuli e Serbia, sottoscritto
un accordo tra Confindustria Udine ed Informest per
l’assistenza agli imprenditori nostrani intenzionati a
trovare nuovi sbocchi nel Paese della ex-Jugoslavia
Sopra: Silvia Acerbi, vicepresidente di Informest, accanto ad Adriano Luci e Marco
Bruseschi, rispettivamente presidente e vice-presidente di Confindustria Udine
I
nternazionalizzazione: da virtù a necessità. I dati della crisi parlano chiaro. Le
aziende che sono orientate, oltre che al
mercato interno, anche allo scenario internazionale e, in questo caso, non a un unico sbocco commerciale, ma differenziando
la propria presenza all’estero, se la stanno
cavando meglio di altre. Certamente non
ridono, ma per lo meno non piangono.
Per questo Confindustria Udine sta
ripetendo nei diversi tavoli di discussione
e di ragionamento, con i propri associati e
con i rappresentanti istituzionali, l’adagio
del guardare fuori dai propri confini, di
ricercare nuovi mercati e nuovi partner.
All’estero, però, soprattutto se piccoli, non
si va da soli. Serve un Virgilio. Il sistema
produttivo friulano può contare su Informest, una delle quattro agenzie in Italia
con compiti di assistenza all’internazionalizzazione su delega del Governo nazionale.
Ma soprattutto, quella radicata nella nostra
50
luglio09
regione. Grazie a questa affinità elettiva,
palazzo Torriani ha sottoscritto un accordo
con Informest per l’attività di “Casa Fvg”
in Serbia, precisamente nella regione autonoma della Vojvodina, diventando così il
primo partner di questa nuova esperienza
che segna anche il rilancio dell’attività dell’agenzia con sede a Gorizia.
Perché la Serbia? Per una serie di motivi
strategici, tra cui centralità geografica nello
scacchiere dell’Europa sudorientale, antica
tradizione manifatturiera e radicata cultura
del lavoro, accordi privilegiati con il mercato russo.
“Intendiamo promuovere il nostro manifatturiero nelle aree strategiche – ha spiegato il presidente di Confindustria Udine,
Adriano Luci – la Serbia presenta oggi
molte opportunità date, oltre che dalla
posizione privilegiata nell’ambito dell’Europa dell’Est e degli accordi con la Russia,
anche dal percorso che ha avviato di av-
vicinamento all’Unione Europea. Da non
dimenticare, poi, l’affinità culturale che ha
sempre avuto con l’Italia e, in particolare,
con il Nordest. Il suo tessuto produttivo
non ci è affatto sconosciuto, visto che
registra la presenza consolidata di realtà
nazionali come la Fiat e di realtà regionale
come Fantoni”.
“Casa Fvg” è un progetto che punta ai
fatti, più che alle parole.
“È la prima volta che realizziamo un’azione così mirata - ha aggiunto Luci -.
L’adesione al progetto e l’intensificazione
dei rapporti tra noi e Informest nascono
anche dalla nostra intenzione di considerare i processi di internazionalizzazione in
modo programmatico: la ‘toccata e fuga’
non ci interessa; puntiamo a una presenza costante a supporto delle aziende”.
Piena sintonia è stata espressa dalla vicepresidente di Informest, Silvia Acerbi.
“In passato era già stata fatta un’azione di
penetrazione del mercato serbo attraverso
una presenza in Vojvodina, ma era stato
un test che non aveva portato risultati concreti – ha spiegato la Acerbi -; ora siamo
ripartiti con un approccio e un progetto
nuovo e il primo partner che ha aderito è
stata proprio la Confindustria di Udine”.
Oggi la Serbia è un Paese che politicamente si è reso stabile, avviando un processo
di riforme strutturali che fa rotta sull’adesione nel medio periodo all’Unione Europea.
Seppur in un contesto di difficoltà globale
dell’economia, il suo Pil registrerà anche
per il 2009 una crescita del 3,5 per cento.
Accanto al contesto generale, c’è il plus dei
rapporti storici tra Serbia e Friuli.
“Noi non siamo, però, dei colonizzatori
– ha chiarito la Acerbi – le azioni che
metteremo in piedi attraverso la Casa Fvg
saranno di servizio anche alle imprese
serbe che hanno interesse a entrare nel
mercato italiano”.
L’orizzonte imprenditoriale è a 360 gradi.
Infatti, sono numerosi e diversificati i settori
che possono essere terreno fertile per il
business delle aziende friulane.
“Vogliamo penetrare nel mercato serbo
dalla porta principale con tutte le istituzioni
e tutti gli addetti ai lavori – ha commentato Marco Bruseschi, vicepresidente
di Confindustria Udine e delegato al tema
dell’internazionalizzazione delle imprese
-. Negli ultimi mesi sono stato già due
volte in Vojvodina riscontrando un grande
feeling della loro popolazione nei confronti
degli italiani. Le opportunità ci sono e
sono tante: penso, in primis, al manifatturiero, all’agroalimentare e all’energia
alternativa”.
Rossano Cattivello
Orizzonti
Obiettivo Europa
Da sinistra: Francesco Stanislao
Parisi riceve dalle mani del
Governatore Alberto Cristanelli il
Premio Rotary “Obiettivo Europa”
IL DECIMO
PREMIO ROTARY
Assegnato allo spedizioniere FRANCESCO STANISLAO
PARISI il prestigioso riconoscimento, come tributo alla
sua opera sul fronte di logistica e trasporti verso i
mercati dell’Est Europa
“Tempo e pazienza”. Questi sono gli
ingredienti del processo culturale che
porteranno all’apertura reale dei confini,
dopo che le norme ne hanno già decretato
la caduta. Con queste parole Francesco
Stanislao Parisi ha ricordato la bruciante
esperienza del progetto di cooperazione
con la società di gestione slovena del
Porto di Capodistria, per l’assegnazione del
terminal contenitori di Trieste, il Molo VII,
che avrebbe unificato il traffico container
sul porto di Trieste con grandi benefici per
tutto l’Alto Adriatico. Il progetto fu osteggiato, dall’una e dall’altra parte, da chi poteva
essere svantaggiato nei propri immediati
interessi da questa grande razionalizzazione. “Ciò che ancora – ha aggiunto Parisi
– a distanza di quasi 10 anni, è motivo di
rammarico è il fatto che questi interessi
contrari abbiano trovato forti, e in parte almeno da me inattesi, alleati nella politica
e nella stampa…”.
Queste considerazioni sono state svolte alla consegna del decimo Premio
Rotary “Obiettivo Europa” da parte del
Governatore Alberto Cristanelli nella
Sala Ajace del Comune di Udine.
“Rappresentante della settima generazione di una dinastia di spedizionieri - recita
la motivazione del premio - Francesco
Stanislao Parisi ha dato continuità
imprenditoriale alla più antica ed internazionale azienda logistica regionale
affrontando positivamente i cambiamenti
determinati dalla deregolamentazione comunitaria, dall’apertura al mercato dell’Est
Europa e dalla integrazione degli scambi
commerciali a scala mondiale. Nel farlo
ha saputo adattare la sua azienda alle sfide dell’economia globalizzata combinando due secoli di tradizione con le migliori
pratiche contemporanee, sostenere e
promuovere l’attività logistica del territorio, salvaguardare ed accrescere il rango
internazionale della sua azienda, sviluppare la cultura tecnica ed organizzativa
fino a farle diventare stimolo ed esempio
al settore, combinare imprenditorialità e
managerialità in una struttura organizzativa al servizio dei clienti con sollecitudine,
reattività e determinazione”.
Nel ringraziare i Rotary Club per il riconoscimento tributatogli, Parisi - presentato dall’arch. Lodovico Cattaruzzi del
Rotary Club di Udine Patriarcato – ha
concluso ottimisticamente che “l’entrata
nell’Unione Europea della maggior parte
degli Stati del Centro Europa e la conseguente progressiva scomparsa dei confini
ci ridona l’opportunità di riconquistare la
funzione originaria per la quale l’azienda
è nata 200 anni fa”.
La cerimonia di premiazione è stato l’atto
conclusivo del convegno organizzato dai
dieci Rotary Club della provincia di Udine
sul tema “I trasporti in Friuli-Venezia Giulia
nella prospettiva dell’infrastruttura unica
europea”, in cui sono intervenuti Riccardo
Riccardi, Assessore regionale alla mobilità, energia ed infrastrutture di trasporto, e
Giacomo Borruso, Preside della Facoltà
di Architettura dell’Università di Trieste.
Presente anche Giorgio Santuz, presidente di Autovie Venete.
“Le infrastrutture di trasporto – ha detto
Riccardi - alla base del loro effettivo funzionamento devono essere lette non solo
come canale di collegamento/scambio
tra i nodi terminali, interessando il territorio regionale solo per l’attraversamento,
bensì come generatore di opportunità di
penetrazione di questo e delle sue risorse
sociali ed economiche verso il resto dell’Europa”. La visione regionale in tema di
infrastrutture s’ispira ai principi affermati
oramai quasi dieci anni fa dalla UE e recepiti dai Paesi Membri. La sua politica va
verso un razionale impiego dei servizi che
si servono delle infrastrutture per svolgere
il ruolo di “collante” tra il territorio regionale
e quelli confinanti (nazionali e internazionali).
Giacomo Borruso ha invece commentato che, per contrastare una situazione
di possibile progressiva emarginazione, è
necessario quindi rendere maggiormente
competitivo il sistema infrastrutturale e
logistico dell’area triveneta e, in particolare,
quello della Regione Friuli Venezia Giulia.
Borruso ha concluso dicendo che gli interventi debbono essere prioritariamente
destinati al potenziamento delle infrastrutture portuali e degli spazi retroportuali
della regione; debbono, infine, mirare alla
realizzazione di collegamenti stradali e ferroviari più efficienti.
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Orizzonti
Comune / Provincia
g
COMUNE
SINERGIA PER IL
SOSTEGNO ALLE IMPRESE
A
prire una stretta collaborazione per migliorare l’apporto che il Comune
di Udine è in grado di fornire all’economia locale aiutandola nel fronteggiare in maniera efficace l’attuale crisi economica. Questi i temi affrontati
dal sindaco di Udine Furio Honsell e dal presidente di Confindustria Udine
Adriano Luci nel corso di un incontro svoltosi a palazzo D’Aronco mercoledì 27 maggio.
“Abbiamo analizzato insieme l’attuale situazione economica – spiega
Honsell – confrontandoci sulle azioni da portare avanti. Io ho illustrato
le misure anticrisi definite dal Comune, dall’aumento delle soglie per gli
interventi di assistenza sociale in un’ottica di sostegno alle fasce deboli all’accelerazione dei pagamenti nei confronti delle imprese che lavorano con
il Comune. Il Comune versa alle imprese fornitrici in media oltre 5 milioni
di euro al mese e la volontà del’Amministrazione – ha ribadito Honsell – è
quella di mettere in circolo al più presto queste risorse”.
L’altro impegno che il sindaco ha ricordato riguarda le opere immediatamente cantierabili che sono state tutte avviate. Da parte sua il presidente
Luci ha ricordato il ruolo degli enti locali, in particolare della città capoluogo,
nel promuovere le più efficienti condizioni per sostenere le possibilità di
ripresa.
Cosa si attendono le imprese dal Comune? “In primo luogo – ricorda Luci
– l’eliminazione degli sprechi, poi sono essenziali risposte certe e tempestive per un’efficace realizzazione dei programmi di sviluppo delle imprese.
Inoltre vanno accelerate le opere cantierabili e potenziati i fattori di attrazione economica”.
Affrontando proprio queste tematiche, l’incontro ha consentito di approfondire le strategie dei consorzi e delle partecipate condivise dai due enti,
in particolare Amga, Friuli Innovazione e Ziu. “Abbiamo aperto un confronto sulle iniziative da mettere in campo per migliorare il rapporto con
le imprese – sottolineano il primo cittadino e il presidente degli industriali
–, dalla semplificazione e accelerazione delle procedure, alle potenzialità
della Ziu in termini di offerta insediativa e di qualità dei servizi alle imprese,
al ruolo di Friuli Innovazione nella diffusione del trasferimento tecnologico
e dell’Amga nel miglioramento del rapporto tra qualità e prezzo dei servizi
erogati”.
g
PROVINCIA
PER USCIRE DALLA CRISI
OGNUNO FACCIA LA SUA
PARTE
S
e non esistono formule certe per risolvere la crisi economica, quello su cui
tutti devono puntare, dal pubblico al privato, è a fare al meglio quanto in
proprio potere. Ne sono certi il presidente della Provincia on. Pietro Fontanini e quello di Confindustria Udine, Adriano Luci. “Per quanto mi riguarda
– ha affermato Fontanini – sto lavorando affinché la macchina amministrativa diventi più snella. È cosa nota infatti che il privato e il pubblico vanno a
due velocità diverse: in un momento come quello attuale va ridotto questo
gap. Da un anno a questa parte, ovvero da quanto sono stato eletto a
ricoprire il ruolo di presidente della Provincia, sto lavorando in questa direzione: a tutti coloro i quali operano per quest’amministrazione ho più volte
ribadito che il dipendente ‘privilegiato’ ha un dovere morale nei confronti di
chi versa in condizioni peggiori. Per cui, attraverso la rivoluzione dell’intera
pianta organica, sto cercando di mettere olio nell’ingranaggio affinché si
possa accelerare il disbrigo delle pratiche. Cosa devo rispondere a enti o
associazioni che mi dicono che hanno pratiche ferme da mesi?”. Da parte
sua, il presidente Luci ha ribadito l’impegno a fronteggiare la crisi, pensando
già alla ripresa. “Di fronte al blocco dei mercati le imprese industriali sono
impegnate a reagire con l’efficienza e la ricerca di nuovi equilibri. Debbono
essere sostenute in questo trovando nella pubblica amministrazione un interlocutore attento e pronto a favorire i programmi di sviluppo. Ma anche da
parte loro le imprese debbono rispettare le regole concentrandosi nella loro
funzione sociale di crescita. E sono imbarazzato a rappresentare scelte che
abbiano come proprio obiettivo solo il costo della manodopera”. Massima
condivisione anche sul fatto che, per i lavoratori che in questo momento sono
o saranno interessati dagli ammortizzatori sociali, vengano previsti specifici
programmi di formazione e aggiornamento per favorirne la ricollocazione o
l’aggiornamento professionale nella stessa azienda in cui sono occupati o in
nuove realtà. “Sarebbe una iniziativa di forte rilevanza sociale in vista del
reimpiego: una formazione che potrebbe essere fatta direttamente nelle
aziende – ha rilevato Luci – garantendo a queste ultime i finanziamenti necessari. Si tratterebbe di uno strumento vantaggioso per i lavoratori e per le
imprese utile ad affrontare il momento difficile. C’è qualche segnale di scongelamento – ha chiosato - ma l’inversione di tendenza non si intravede”.
Nelle foto: in alto, il presidente Luci con il presidente della
Provincia Fontanini, a sinistra con il sindaco di Udine Honsell
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Orizzonti
Regione
SINTONIA DI VEDUTE
SULLA FORMAZIONE
Sotto: l’assessore Roberto
Molinaro e il presidente
Adriano Luci (foto Gasperi)
Nel garantire la massima disponibilità ad ascoltare
i suggerimenti del mondo dell’impresa, Molinaro
ha premesso come sia la stessa crisi in atto ad
imporre “ragionamenti di cambiamento” anche in
tema di formazione. Molinaro ha ricordato come
il provvedimento anti-crisi, da poco approvato dalla
Giunta regionale, contenga tutta una serie di misure
che vengono incontro alle esigenze manifestate
da imprese e lavoratori. Solo per citarne alcune:
l’estensione degli ammortizzatori in deroga a categorie senza coperture; l’integrazione degli ammortizzatori in deroga con interventi di sostegno destinati a favorire l’aggiornamento e la riqualificazione
dei lavoratori interessati; la proroga della tempistica
dei progetti formativi presentati dalle aziende.
“E’ arrivato il momento di percorrere tratti di strada
assieme in materia di formazione anche perchè gli
strumenti e i fondi messi in campo dalla Regione
non mancano. Si tratta solo di saperli utilizzare al
meglio”.
E’ quanto ha affermato venerdì 5 giugno a palazzo
Torriani l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Cultura Roberto Molinaro, al presidente
di Confindustria Udine, Adriano Luci.
Nel corso dell’incontro Luci ha esposto le priorità
individuate dagli industriali friulani relativamente
alle azioni da intraprendere in campo formativo,
partendo dall’assunto che “la formazione mirata
ed in azienda rappresenta uno strumento importante per favorire la gestione delle criticità
occupazionali esistenti”.
“Innanzitutto – ha dichiarato Luci – vanno opportunamente sviluppate, da un lato, la rilevazione dei
fabbisogni di professionalità, e, dall’altro, l’utilizzo
di programmi formativi mirati sui lavoratori interessati da ricorso agli ammortizzatori sociali. In
questo modo i lavoratori in questione vedrebbero
utilizzato il periodo di cassa integrazione in funzione di una ricollocazione con l’effetto di migliorare
i contenuti di professionalità e rispondere in modo
programmato alle esigenze espresse dal mercato
del lavoro. Inoltre le aziende avrebbero modo di
‘preparare’ le professionalità utili per reimpiegarle
una volta che la ripartenza prenda avvio”.
Secondo il presidente degli industriali, poi, l’apprendistato va impostato con programmi formativi
coerenti con le esigenze di professionalità delle
imprese. A tale riguardo, il mondo industriale
vedrebbe molto di buon occhio, nell’ambito dell’apprendistato professionalizzante, la formazione
esclusivamente aziendale regolamentata dalla contrattazione collettiva. Su questo Confindustria Udine
sta lavorando con i competenti Uffici per assicurare
la realizzabilità di tale tipo di formazione.
Da incoraggiare e sostenere, per Luci, sono pure
l’alternanza scuola-lavoro e i corsi postdiploma,
postlaurea e dei corsi IFTS (formazione tecnica
superiore); né va trascurata la realizzazione di nuovi
asili nido. Infine il presidente Luci ha auspicato, in
quanto di competenza regionale, l’istituzione del
libretto formativo del cittadino, prevista dalla legge
Biagi, ovvero un libretto personale del lavoratore,
nel quale vengono registrate le competenze acquisite durante la formazione nelle sue diverse forma
svolta nell’arco della vita lavorativa.
“Vogliamo pensare alla crisi, ma anche al futuro”
ha aggiunto l’assessore che si è pure soffermato
sulla volontà di emanare una nuova legge quadro
regionale in materia di formazione e istruzione; un
accorpamento che sarà reso possibile a breve dalle
nuove competenze che la Regione Fvg riceverà
anche in materia di istruzione in attuazione del Titolo V della Costituzione.
Ed ancora. Molinaro ha fatto pure cenno alla
revisione in corso del regolamento che disciplina la
formazione professionale finanziata attraverso i fondi comunitari nella direzione della semplificazione
delle procedure.
Sui punti specifici toccati dal presidente Luci, l’assessore Molinaro ha concordato sulla necessità “di
spostare il baricentro dell’apprendistato verso la
formazione in azienda” e si è dichiarato disponibile
ad incoraggiare le iniziative scolastiche rivolte all’alternanza scuola lavoro nonché a valutare la fattibilità del libretto formativo del cittadino. L’assessore
ha pure manifestato interesse per l’operatività della
formazione per gli apprendisti esclusivamente in
azienda dando la disponibilità a verificare le appropriate misure di sostegno.
Apertura pure sugli asilo nido. “Anche il nostro
obiettivo – ha concluso Molinaro – è avere una
dotazione di più posti e maggiore accessibilità agli
asili nido. Non ci sono preclusioni a fare ragionamenti assieme”.
A.L.
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Orizzonti
Sicurezza
O
cjo – la lezione/spettacolo sulla
sicurezza che Inail FVG porta in
scena ormai da tre anni all’interno
di aziende e scuole variamente dislocate
sul territorio della regione - ha fatto, sabato
16 maggio, tappa al Teatro comunale Adelaide Ristori di Cividale, ospite del Gruppo
Cividale Spa, gruppo leader nella fonderia di acciaio e ghisa e nella forgia, che impiega circa 1.500 persone, con un fatturato
consolidato di circa 350 milioni di euro.
“Il Gruppo Cividale - ha detto Chiara
Valduga, Presidente del Gruppo Cividale
– ha accolto con entusiasmo l’invito dell’Inail, ritenendo che questo evento possa
raggiungere le coscienze in maniera semplice e diretta, inducendo le aziende ed i
dipendenti ad una presa di consapevolezza profonda su un tema di fondamentale
importanza per la vita quotidiana di tutti.
Portare la cultura della sicurezza in azienda – ha continuato Chiara Valduga – è
una scelta importante e non rinviabile e il
Gruppo Cividale continuerà ad impegnarsi
in questo senso, sia attraverso gli investimenti che attraverso azioni di formazione
del personale. La sicurezza – ha concluso
Chiara Valduga – è un bene comune: la
forza imprenditoriale e la forza lavoro su
questo tema devono operare insieme per
poter raggiungere risultati importanti”.
Dal canto suo, il responsabile Ambiente
e Sicurezza del Gruppo Cividale, Davide
Mauro, ha sottolineato la grande attenzione che il Gruppo Cividale presta alla
formazione del personale in materia antiinfortunistica, descrivendo il servizio di prevenzione posto in essere nelle aziende del
Gruppo e le attività di formazione svolte.
Presente all’incontro pure il presidente di
Confindustria Udine, Adriano Luci. “Non
dobbiamo farci male lavorando – ha affermato Luci -. La sicurezza è un fenomeno
culturale che coinvolge tutti. E’ una componente fondamentale dell’organizzazione
del lavoro in fabbrica, ma deve esserlo
prima nella nostra vita domestica, a scuola, nella strada”. Luci ha poi ricordato la
figura del compianto ingegner Adalberto
Valduga che poneva quale obiettivo prioritario della missione aziendale il rispetto
del lavoro, la dignità dei lavoratori e l’integrità della salute in fabbrica. “Il fatto che
oggi questi temi vengano riproposti dai
figli che hanno assunto la responsabilità
dell’azienda è emblematico di una solida
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OCJO va in scena al
GRUPPO CIVIDALE SpA
Il gruppo siderurgico che fa capo alla famiglia
Valduga ha accolto la lezione-spettacolo
dedicata alla sicurezza sul lavoro
continuità di impegno nella cultura della
sicurezza”.
La mattinata si è quindi sviluppata con una
serie di interventi a 360 gradi volti a far capire che non esistono solo obblighi dettati
dalla normativa: la sicurezza è un fatto di
coscienza culturale e di etica che va ben
oltre gli ambienti di lavoro.
Daniela Gnesutta, di Medicina Sociale
del Dipartimento di Prevenzione Ass 4
Medio Friuli si è soffermata sulle modalità
di come “lavorà cence fasi mal”. Bruzio
Bisignano, consulente e formatore aziendale in materia di prevenzione infortuni e
igiene del lavoro, che, anche con l’ausilio
di molte immagini tragiche e di forte impatto scattate sui luoghi degli incidenti sul
Orizzonti
Sicurezza
IL PROTOCOLLO
SULLA SICUREZZA
COMPIE 5 ANNI
lavoro e di un filmato a cura dell’Inail, ha
analizzato un quarto di secolo di “Nordest
tra lavoro, salute e passione”.
Ocjo, come da tradizione, si è poi conclusa
con il divertente spettacolo cabarettistico
“626”, a cura de I Trigeminus ed ispirato
alla più nota normativa italiana sulla sicurezza; un modo per meditare, sorridendo,
su un tema sempre di attualità e di enorme rilevanza come quello degli infortuni
sul lavoro.
sicurezza nella nostra provincia. E’ evidente che
non bisogna mai abbassare la guardia. Anzi,
dobbiamo intensificare l’impegno e gli sforzi
facendo perno su questa comunione di intenti
che ha contraddistinto la firma del Protocollo
e che può dare anche in futuro risultati molto
positivi”.
Con l’appuntamento per il Gruppo Cividale sono ormai quaranta gli appuntamenti itineranti in regione che hanno portato
questo format dentro le fabbriche, gli auditorium comunali e negli istituti superiori.
A.L.
A sinistra: la sede dell’azienda
siderurgico cividalese;
sotto: Daniela Gnesutta (Medicina
Sociale Dipartimento di Prevenzione
Ass. 4 Medio Friuli), Bruzio Bisignano
(consulente aziendale), Davide Mauro
(responsabile Ambiente e Sicurezza
Gruppo Cividale), Chiara Valduga
(presidente Gruppo Cividale Spa) e
Adriano Luci (presidente Confindustria
Udine);
in alto a destra: la locandina dell’evento
S
e è sempre un bel segnale vedere le imprese
friulane impegnate a diffondere la cultura
della sicurezza tra i propri dipendenti, altrettanto positiva e meritevole di essere sottolineata
è l’azione che soggetti importanti come le
aziende per i Servizi Sanitari 3, 4 e 5, le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL, la Direzione
Provinciale dell’Inail, la Direzione Provinciale del Lavoro e Confindustria Udine stanno
portando avanti assieme da qualche anno a
questa parte a seguito del protocollo d’intesa
da loro firmato nel 2004.
Il protocollo, com’è noto, aveva indicato,
tra l’altro, nella costituzione di un Centro di
Documentazione sulla Sicurezza nei luoghi
di lavoro e nello svolgimento di attività di
diffusione della cultura della sicurezza sul
lavoro presso gli istituti scolastici di istruzione
secondaria superiore due delle sue direttrici
fondamentali. Obiettivi pienamente raggiunti
se si pensa che la banca dati sulla rete web del
Centro di Documentazione sulla Sicurezza
(www.sicurezzalavoro.fvg.it) è pienamente
operativa e che l’impegno di formazione e di
informazione nelle scuole ha raggiunto numeri,
crescenti, di grande rilievo. Nell’anno scolastico
2008-2009 oltre duemila studenti hanno assistito allo spettacolo teatrale “Ocjo” sulla sicurezza
(erano stati circa 1.500 nel 2007-2008), oltre
mille studenti sono stati impegnati nei progetti
sull’educazione stradale, sul primo soccorso
e sulla gestione delle emergenze antincendio;
una sessantina di studenti hanno partecipato a
corsi di formazione sul pronto soccorso e sulla
prevenzione incendi ricevendo un attestato di
qualifica spendibile sui luoghi di lavoro dove
saranno impiegati.
“Io credo – sono le parole di Adriano Luci,
presidente di Confindustria Udine - che sia
stato fatto un gran bel lavoro basato sul monitoraggio continuo dei problemi legati alla
“Le linee guida del Protocollo d’Intesa – commenta Roberto Muradore a nome dei sindacati
- erano utili e interessanti in sè. Importante è
aver coinvolto tutti i soggetti, enti ed istituzioni
preposte o interessate alla sicurezza sul lavoro.
Il gioco di squadra, infatti, risulta, in queste
problematiche, fondamentale così come è
basilare aver fatto prevenzione, con un’attività
di formazione e informazione, a partire dalle
scuole”.
Claudia Zuliani, dell’ASS n. 4 ricorda che è il
terzo anno consecutivo che il Protocollo è stato
applicato nelle scuole: “Avevamo incominciato
con un solo evento per gli insegnanti, siamo
arrivati invece oggi ad un’adesione massiccia
che riceve consensi e stimoli a continuare da
parte del corpo docenti. Il problema è ora di
natura economica, visto che il progetto è stato
finanziato prima dalla regione e poi dall’Inail
regionale. L’auspicio è che le risorse non vengano a mancare per il futuro”.
Fernando Luisi, dirigente medico di II Livello
della sede provinciale dell’Inail di Udine, assicura che l’attenzione da parte del suo istituto
a questi temi è massima: “Io, personalmente,
ci credo tantissimo. Come Inail abbiamo, tra
l’altro, finanziato i corsi di primo soccorso tra le
classi quarte e quinte degli istituti professionali.
Gli studenti che hanno partecipato al corso,
rispondente ai dettami del decreto n. 388,
hanno ricevuto un’attestazione che può essere
spendibile da loro in un prossimo domani anche nel mercato del lavoro”.
Chiudiamo con i Trigeminus, il gruppo teatrale
formato dai fratelli Mara e Bruno Bergamasco,
che ha creato lo spettacolo cabarettistico “626”
dedicato alla sicurezza sul lavoro, un modo
simpatico per far sorridere e riflettere. “Questo
binomio tra spettacolo e approfondimento ha
funzionato sia tra le scuole che tra i dipendenti
delle aziende. Ha aperto gli occhi anche a noi
Trigeminus, tanto che ci ha dato un in-put per
il nostro prossimo spettacolo, che si chiamerà
‘S.O.S.’ e che aprirà il sipario, oltre che sulla
sicurezza nei luoghi di lavoro, pure sugli effetti
dell’alcool e sugli incidenti domestici”.
A.L.
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Orizzonti
Friuli Innovazione
L’intervento di Mark Hopkins nel
Salone del Parlamento del Castello
di Udine (foto Anteprima)
HOPKINS, METTIAMO IN
RETE LE ECCELLENZE DEL FVG
“Abbiamo scelto il Fvg per presentare il
piano energetico del presidente Obama al
NordEst d’Italia perché è particolarmente
ricco di professionalità, di competenze
sull’energia e per la sensibilità dimostrata
per il settore”. Lo ha detto mercoledì 10
giugno nel salone del Parlamento del Castello di Udine Mark Hopkins, esperto
americano di efficienza energetica della
United Nations Foundation con sede a
Washington, presentando il “Piano Obama per energia e ambiente” al seminario organizzato da Friuli Innovazione
con il sostegno della Cassa di Risparmio
del Friuli Venezia Giulia e in collaborazione
con il Consolato Generale degli Stati Uniti
di Milano. “Mettendo in rete le rispettive
conoscenze, quelle delle università e dei
centri di ricerca del Fvg e del NordEst,
i nostri rispettivi sistemi industriali – ha
aggiunto Hopkins – potremo attivare
programmi energetici che riducano la dipendenza dal petrolio, sviluppando circuiti
virtuosi di crescita economica e occupazionale. Come già avviene nelle università
Incontro ad Udine con l’esperto della UNITED NATIONS
FOUNDATION DI WASHINGTON, che ha presentato ai vertici
dell’impresa friulana il “Piano Obama per energia e ambiente”
americane, che hanno un filo diritto con
l’imprenditoria, collaborando potremmo
utilizzare nella stessa ottica l’ottima ricerca
condotta nei vostri atenei che attende di
essere valorizzata”.
I lavori, coordinati dal direttore di Friuli
Innovazione Fabio Feruglio, sono cominciati con i saluti di Furio Honsell, nella
doppia veste di presidente di Friuli Innovazione e di sindaco di Udine. “Sono orgoglioso di ospitare qui il Consolato Usa a
Milano su un tema così importante, quale
quello delle energie rinnovabili. Il vertice di
oggi, che ha una valenza per tutto il NordEst, è anche il frutto del lavoro di relazioni e di ricerca svolto in questi anni da Friuli
Innovazione e dall’Università di Udine che,
come ha evidenziato lo stesso Hopkins, è
Incontro con il console USA
A
l Parco scientifico e tecnologico di Udine, il nuovo console generale Usa in Italia, Carol
Perez ha incontrato martedì 9 giugno rappresentanti di Confindustria Udine che hanno
presentato le loro esperienze relative alle applicazioni in campo energetico. Il Console ha ribadito la volontà degli Stati Uniti di ricercare concrete opportunità di collaborazione. Fra i presenti
Cristina Papparotto vice presidente vicario Confindustria Udine, Antonio Nonino presidente
dell’Amga, Franco Campagna responsabile ufficio Innovazione e Francesco Gibertini responsabile ufficio Energia di Confindustria Udine; Adriano Pidutti, della Fantoni Spa, Gian
Luigi Cola amministratore delegato Faber Industrie, Alessandro Papparotto vice presidente Semesteb, Roberto Siagri presidente di Eurotech Group, Alessandro Trovarelli direttore dipartimento di Scienze e tecnologie Chimiche, delegato del Rettore all’internazionalizzazione
e Michele Morgante delegato del Rettore alle ricerca.
58
luglio09
ricca di ricerche di qualità che attendono
di essere applicate a livello industriale”.
Benjamin Wohlauer, Console per gli Affari Politici ed Economici, si è dichiarato disponibile, attraverso il canale di comunicazione che si è aperto a Udine con il Nord
Est d’Italia per sviluppare nuove forme di
collaborazione in ambito accademico e
imprenditoriale. Gioacchino Nardin, docente all’Università di Udine, ha presentato
i progetti sviluppati in questi anni assieme
alle imprese friulane, Antonio Nonino,
capogruppo delle “Aziende energia e
servizi” di Confindustria Udine, ha
parlato delle opportunità di sviluppo delle
imprese partendo da una corretta pianificazione degli interessi in materia di energia,
Loreto Mestroni, presidente dell’Ape,
si è soffermato sulle “energie intelligenti e
sul sistema ambiente-energia come opportunità di sviluppo per il territorio locale”,
mentre Stefano Teghil, assessore agli
affari generali della Provincia di Udine si è
soffermato “sull’autonomia e sulla sostenibilità energetica nel settore civile”. I lavori
sono stati conclusi da Riccardo Riccardi,
assessore all’energia ed infrastrutture della
Regione Fvg, ricordate le nuove competenze in materia energetica, ha sostenuto la
necessità di un attento equilibrio sulle fonti
di approvvigionamento e di produzione
energetica, attente all’ambiente, all’efficienza energetica e al contenimento, ma anche
al peso della bolletta energetica.
Orizzonti
Ente Friuli nel Mondo
A sinistra, la Tour Eiffel (foto Weiken);
sotto, il signor Ermenegildo Deotto
con la moglie Bianca
DEOTTO,
“L’Evangelista
dell’espresso” in Francia
“Cosa ha fatto l’Udinese?”. Questa la domanda che, il lunedì mattina
di campionato, rimbalza negli uffici della D8 di Parigi. Qualcuno
arriva con la Gazzetta dello Sport sotto il braccio e tutti i friulani si
accertano della vittoria dei bianconeri. Con il Friuli nel cuore e Parigi
come sogno, ERMENEGILDO DEOTTO è partito da Verzegnis nel
1965, e oggi è a capo dell’azienda D8, leader della gestione dei
distributori automatici del caffè e dell’importazione e distribuzione
in Francia del sistema Lavazza Espresso Point
Appena diciottenne è approdato a Parigi per
Verzegnis anche lei, mi firmavo scherzosamente
seguire le orme del padre muratore. La sua
De8, così ho adottato un acronimo simile.
intraprendenza e il suo fiuto per gli affari lo
hanno guidato nella buona direzione. Qual è
Quando è nata e com’è strutturata l’azienda?
stato il suo iter professionale?
E’ nata nel 1972. Oggi nell’azienda lavorano mia
In Francia ho fatto il muratore per due anni, il
moglie Bianca, mia figlia Sonia e mio figlio Serge
tempo necessario per imparare il francese. Poi
che è il direttore generale. I principali dirigenti sono
sono diventato il braccio destro di un imprenditore
quasi tutti friulani. Conta più di 300 impiegati e
di Cividale che si occupava di pitture, decorazioni
25 mila clienti. La sede è a Vitry-sur-Seine, nella
e vetreria. Guadagnavo e mi piaceva quella
periferia sud est di Parigi, e copre tutta l’Ile-deprofessione che ho abbracciato
France. Altre due filiali sono
fino al 1972, quando è arrivata
situate vicino alla capitale.
“L’esperienza di muratore e
un’occasione che ho colto al
un background diversificato
volo.
Come ha fatto a conquistare
mi hanno permesso di
il mercato francese?
creare una solida realtà
Ovvero?
Credendo profondamente
Mia moglie Bianca faceva la
aziendale”
nel progetto, spingendo sul
segretaria del direttore della
concetto d’italianità legata alla
società italiana Faema, mi
forza del caffé espresso italiano.
presentò i dirigenti dell’azienda. Da una sincera
Ho ‘esportato’ in Francia il sistema a cialde. Oggi la
amicizia è nata l’offerta di replicare un progetto
rete distributiva conta più di 200mila macchinette.
che stava avendo successo in Italia: la vendita
automatica del caffé Espresso Faemino. Un
La D8 è riuscita ad avere l’esclusiva nei
successo.
vagoni dei treni TGV ad alta velocità.
La società delle ferrovie cercava un caffé di alta
Perché il nome D8?
qualità e una macchina molto affidabile. Così
Perché quando scrivevo a mia moglie, friulana di
abbiamo sviluppato, in casa nostra, un distributore
Lavazza con caratteristiche tecniche ed elettronica
ottimali. Ora stiamo equipaggiando altri treni come
l’Eurostar, il Talys e il TGV portoghese.
Quali le sponsorizzazioni più rilevanti?
Con Lavazza abbiamo sponsorizzato i Mondiali di
calcio del 1998 in 10 stadi dove abbiamo distribuito
7 milioni di caffé. Sosteniamo anche tornei di
tennis: il Gaz de France a Parigi, il torneo di Lione
e quello di Marsiglia e anche la squadra di calcio
Paris-Saint Germain.
I suoi fornitori sono italiani?
Assolutamente: Lavazza, la Necta e la Fas per i
distributori automatici, la Ristora e la Gimoka per
bevande solubili e caffè. Crediamo nell’italianità, il
caffé e le tecnologie migliori sono nostre.
Cosa c’è nel futuro della D8?
I giovani bevono meno caffé, quindi studiamo
nuovi prodotti adatti per la distribuzione
automatica. Puntiamo a ulteriori sviluppi in ambito
ferroviario e sistemi di pagamento innovativi: via
cellulare, gestione e trasmissione dati in tempo
reale, via internet.
Quanto va a Verzegnis?
La Carnia è la mia patria, mia madre vive ancora lì
e io vado a trovarla ogni due mesi. Così mi godo
anche la compagnia dei vecchi amici e il piacere di
un bicchiere di vino.
D8 - i dati
anno di fondazione: 1972
dipendenti: 300
fatturato: 60milioni di euro
clienti: 25 mila
sito web: www.d8.fr
mail: [email protected]
indirizzo: n. 7-9 rue Leon Gefroy, 94408
Vitry Cedex
telefono: 0033 – 147183808
luglio09
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Orizzonti
Cultura
A destra: Gustavo Zanin al lavoro
e, sotto, uno dei suoi organi; in
basso, lo stabilimento Zanin
GUSTAVO ZANIN:
MAGISTER ORGANARUM
G
uardando il biglietto da visita di Gustavo
Zanin si legge “Magister Organorum”, si
capisce che la casa organaria che possiede non è
un’impresa tout court. Si tratta di un’attività a forte
carattere culturale ed artistico specializzata nella
produzione e restauro di organi a canne a trasmissione meccanica.
Nel 1827 Valentino Zanin – esperto tornitore-fonditore nonché uomo di cultura – aiutò a trasferire
un organo nel Duomo di Spilimbergo e da lì si
appassionò a tal punto a questo strumento musicale che decise di aprire una bottega artigiana che
producesse organi.
L’arte e la sapienza si sono tramandate nella famiglia Zanin a cavallo di tre secoli arrivando fino
a Gustavo ed ora, all’attuale sesta generazione,
è Francesco a portare avanti la realizzazione di
organi in un angolo tranquillo e verdeggiante di
Codroipo dove casa e laboratorio sono a due passi
uno dall’altro e comunicano agli ospiti la piacevole
sensazione di un mestiere a misura d’uomo.
Lei si sente più un imprenditore o più un artista? E nel suo lavoro quale di queste componenti sente più sue?
Io cerco di essere per un impegno artistico perché
mi sento libero di pensare e di realizzare quanto la
mia inventiva suggerisce. Come imprenditore sono
succube di adempimenti burocratici che mi tolgono
il tempo e le energie per progettare. Sono convinto
che ogni lavoro che porto a termine tenda ad essere un’opera d’arte perché concepisco la realizzazione e l’architettura degli organi come un unicum.
Chi sono i committenti delle sue opere d’arte? Da quali zone del mondo provengono?
Dall’Italia in primis, ma importanti richieste ci
pervengono anche dall’Austria, dalla Croazia e dal
Giappone. I committenti sono sopratutto conservatori, chiese e privati.
Dopo quasi due secoli d’attività la sua impre-
60
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La “ZANIN FRANCESCO DI GUSTAVO” produce organi
a canne a trasmissione meccanica dal 1827. Artisti
di fama internazionale, conservatori, chiese e privati
sono entusiasti delle sue opere d’arte
sa si è creata un nome conosciuto a livello
internazionale.
E’ proprio così, non abbiamo bisogno di nessuna
forma di pubblicità esplicita, anzi per la nostra
immagine e per il tipo di prodotto che realizziamo
potrebbe essere dannoso.
Artisti di fama internazionale si esibiscono in concerti in giro per il mondo e capita sovente che suonino un nostro organo e rimangono così affascinati
dalla raffinatezza e dalla perfezione dello strumento
che s’informano sulla mia azienda e spesso ce ne
commissionano uno nuovo per altre località. Questa è la nostra pubblicità.
Noi produciamo organi di scuola italiano-veneta,
i committenti mi danno indicazioni generali, poi
attraverso l’esperienza ed inventiva realizzo l’organo. Dalla richiesta fino all’opera compiuta passano
quattro-cinque anni.
Penso sia difficile trovare le maestranze per
un lavoro così specifico e complesso, mi sbaglio o è così?
Indubbiamente è un impresa ardua
trovare collaboratori che sappiano coniugare manualità e spiritualità. Questo
rende ancora più complicato il mio
ruolo di “Maestro artigiano” perché
non riesco a selezionare persone con
questa vocazione.
Avete concorrenti?
Altre tre, quattro botteghe in Italia.
Come vede il futuro della “Zanin Francesco
di Gustavo”?
Ciò che più mi duole è la difficoltà nel reperire giovani disponibili a fare dei sacrifici.
Fondamentalmente io sono un maestro artigiano
e mi piacerebbe poter scegliere i miei collaboratori
su una rosa ben più ampia di quella attuale, solo in
questo modo emergerebbero le maestranze dotate
di maggior talento. Vede, la ricerca e sviluppo nella
nostra professione riguardano sopratutto la sensibilità e la coscienza del lavoro delle persone; ci vogliono minimo 3 anni per formare un apprendista; i
costi sono davvero elevati.
Il lavoro, mi auguro, ci sarà sempre sia per
esigenze liturgiche che per quelle di carattere
culturale (conservatori, scuole di musica, concerti,
ecc.) anche perché l’organo è uno strumento che
affascina l’essere umano di ogni religione e credo.
Massimo De Liva
Orizzonti
IL LIBRO DEL MESE
Sergio Ristuccia
= COSTRUIRE LE ISTITUZIONI
DELLA DEMOCRAZIA
Letture di Adriano Olivetti, politico e tecnico della politca
Marsilio
pagg.: 463
euro 35,00
E’ sempre
attuale la
questione se
gli imprenditori
debbano o
no occuparsi
di politica. Le
opinioni sono
le più diverse,
ma certamente fra gli imprenditori italiani che
hanno ritenuto proprio preciso dovere sociale
occuparsi della vita della comunità, e dunque
di politica, una figura di spicco è stata quella
di Adriano Olivetti. Grande protagonista del
miracolo economico italiano, Olivetti era convinto che in Italia fosse necessario costruire
una democrazia autentica e per questo ideò
un vero e proprio progetto istituzionale, basato sull’importanza delle comunità territoriali
e antesignano del federalismo oggi tanto
di moda. Questo corposo ma interessante
volume di Ristuccia, presidente del Consiglio
italiano per le scienze sociali e già segretario
generale della Fondazione Olivetti, ricostruisce nel dettaglio il percorso politico del
grande imprenditore di Ivrea, consentendo al
lettore di valutare quanto la lezione politica
di Olivetti, basata sull’idea della democrazia
partecipativa, possa (o no) essere di attualità
ancora oggi, in un tempo in cui sembra che
la democrazia italiana abbia davvero poco o
nulla di partecipativo.
Stefano Tonchia
= BALANCED SCORECARD
Progettare e gestire il sistema aziendale
di misurazione delle prestazioni.
Il Sole 24 Ore
Pagg.: 360
euro 39,00
Ultima fatica editoriale del professore
di Gestione aziendale all’Università
di Udine, Stefano
Tonchia, questo
volume è un vero e
proprio manuale alla
misurazione delle
g
Libri
a cura di C.T.P.
prestazioni aziendali. Un aspetto fondamentale
della gestione di un’impresa, non solo perché,
come spiega Tonchia nell’introduzione, non si può
gestire ciò che non si misura, ma anche perché
come scrive il vicepresidente di Confindustria, Alberto Bombassei in prefazione “oggi per i decisori
dei processi aziendali il compito arduo è quello di
discernere, nel rumore di fondo informatico che
risuona in ogni azienda, la sequenza d’indicatori e
ratio più attinenti e corretti per lo specifico ambito
operativo nel quale l’attività aziendale si svolge”. Il
manuale predisposto da Tonchia, offre, dunque, al
lettore un ampio e rigoroso quadro dei sistemi di
misurazione delle prestazioni (balanced scorecard,
per dirlo in inglese) oggi disponibili e della loro
possibile applicazione nella vita aziendale di tutti
i giorni.
Crf Italia
= TOP
EMPLOYERS
ITALY
Franco Angeli
Pagg.: 270
euro 30,00
Gestire al meglio
le risorse umane,
il bene, forse,
più prezioso
di un’azienda,
è sempre più
necessario per
ogni impresa che voglia fare strada. Crf è un’organizzazione mondiale, nata nei Paesi Bassi nel 1991,
che ha come missione la valutazione dei migliori
“datori di lavoro” del mondo. In 18 anni di attività
ne ha selezionati oltre 2500 basandosi su standard
internazionali legati a: cultura aziendale, condizioni
di lavoro; sviluppo del talento; impegno sociale;
scommessa sull’innovazione. Questo volume è il
primo dedicato ai datori di lavoro italiani. Il fatto
che nel nostro Paese la prima selezione arrivi solo
dopo 18 anni e che le aziende elencate, salvo
qualche lodevole eccezione (Chiesi farmaceutici,
Enel, Pirelli, Telecom, Terna, Unicredit e pochi
altri), siano per lo più terminali italiani di gruppi
stranieri, dimostra come da noi ci sia ancora molto
da fare nella diffusione di una corretta politica di
gestione delle risorse umane.
Piero Ostellino
= LO STATO CANAGLIA
Come la cattiva politica continua a soffocare
l’Italia
Rizzoli
Pagg.: 247
euro 19,00
Nella fiorente letteratura che potremmo definire
Altre letture consigliate...
di “constatazione
del disastro italiano”
con questo “Lo stato
canaglia” si cimenta
anche un grande
giornalista come Piero
Ostellino. L’ex direttore
e del Corsera, racconta
l’Italia “incolta, retorica,
dogmatica, bigotta, burocratica, poco o punto
flessibile, legalista e
imbrogliona”, l’Italia “incasinata e un po’ cialtrona,
intimamente illiberale” non elogiare l’antipolitica,
che certo non può piacere a un liberale come
Ostellino, ma denunciare con forza “l’invasività
della sfera pubblica nella sfera privata” e come la
politica italiana “non sia più al servizio dei cittadini,
ma li abbia posti al proprio servizio”. Il viaggio di
una grande penna nei molti difetti del nostro Paese, compresi quelli del giornalismo, che dovrebbe
spingere le persone di buon senso a ribellarsi nei
comportamenti pubblici e privati e non solo a parole. Cosa che, temiamo, non accadrà, perché “gli
italiani come singoli individui, non sono migliori
dell’Italia come soggetto politico collettivo”.
Giuliano Gherpelli
= IL SEGRETO DI BALI
Verdechiaro
edizioni
Pagg.: 191
euro 16,90
Ci si può innamorare
di un luogo visitato
durante una semplice
vacanza? Succede, e
per qualcuno l’innamoramento diventa,
quasi, ragione di vita.
E’ accaduto a Giuliano Gherpelli che durante un viaggio nel 1986
rimase folgorato dall’incanto di Bali, l’isola degli
dei, e dall’affascinante complessità della sua antica
cultura rimasta intatta sino ai nostri giorni. Tornato
a Modena, dove vive, Gherpelli, pur continuando
a svolgere le sue attività di economista e di musicista jazz, ha fondato con la moglie il Centro Studi
Tarot divenendo nel tempo un grande esperto
della storia e cultura balinese. In questo libro,
egli presenta, con una profondità impossibile da
trovare in una guida turistica, storia, miti, costumi
e realtà attuale di un’isola che rimane ancora oggi
una delle più ambite mete turistiche dell’Asia. Un
libro non solo per chi vuole visitare Bali, ma anche
per tutti gli amanti della storia delle civiltà, dell’etnologia e della storia.
luglio09
61
Orizzonti
Sport
Quale sarà l’undici dell’Udinese
nella stagione 2009-10?
LIGNANO a ritmo di
DANZA SPORTIVA
D
omenica 17 maggio, per l’organizzazione
di Azzurra Danze in collaborazione con
i maestri Fabio Chiandetti e Katia Maestrutti, si sono concluse le tre giornate del 9°
Trofeo Città di Lignano Sabbiadoro, tutte
dedicate alla Danza Sportiva e al grandioso
spettacolo de il “Memorial Macor”. Dire che
è stato un “successo che vale più del doppio”
è riferito solo al numero delle coppie iscritte
alle varie competizioni. Sono stati infatti, oltre
1.600 gli atleti in gara nelle varie discipline e
categorie, che si sono confrontati nella kermesse di Danza Sportiva dunque: più di 800 le
coppie in gara, con incremento superiore al
100% rispetto alla precedente edizione.
Non c’è invece criterio di misura nel definire il
consenso di pubblico per lo spettacolo offerto
dal Memorial Macor. nella serata di venerdì
15. La soddisfazione che si poteva intravedere
sui volti di tutti i presenti, rimasti a “bocca
aperta” mentre assistevano alle evoluzioni delle coppie di atleti di Classe Internazionale,
era un’immagine che ben esprimeva l’appagamento di tutti gli intervenuti nell’assistere
ad uno spettacolo unico in Regione ma molto
conosciuto in tutt’Italia.
Una gara internazionale con atleti provenienti
da Spagna, Germania, Lettonia, Croazia, Slovenia e Ungheria, perfezionata dalla classica
ciliegina sulla torta: l’esibizione dei pluricampioni del mondo Paolo Bosco e Silvia Pitton
per le danze standard e Maurizio Vescovo
e Melinda Torokgyorgy per le danze latino
americane.
Un momento del meeting di Lignano
62
luglio09
Per l’UDINESE
bilancio in attivo
Tra alti (molti) e bassi, i bianconeri hanno migliorato
le performance dello scorso campionato, anche se è
mancata la qualificazione Uefa
L
a posizione, alla fine, è stata la stessa dell’anno prima: settimo posto,
purtroppo non valido come dodici
mesi fa per la qualificazione Uefa. Peccato,
perché l’Udinese del Marino bis, alla
fine, non si è comportata male. Tutt’altro:
dati alla mano, i bianconeri hanno fatto un
punto in più, lo stesso numero di vittorie,
una sconfitta in meno e ben 16 reti in più.
Se a questo ci aggiungiamo le 6 vittorie
consecutive – record assoluto in serie A
– e le due domeniche al primo posto, oltre
ai quarti di finale in Uefa, allora non possiamo proprio dire che il campionato dei
bianconeri sia stato da buttare.
Certo, le aspettative di inizio anno erano
altre: il trio delle meraviglie in attacco, trasportato interamente in Nazionale, e un
gioco spumeggiante avevano fatto credere
(illudere?) in qualche obiettivo superiore.
Dopo il black-out invernale, con 3 punti in
11 partite – altro record, stavolta negativo
– sono stati bravi, in ordine crescente, i
giocatori a ritrovare la forza di reagire, il
tecnico Marino a uscire dalle sabbie mobili con nuove soluzioni e paròn Pozzo a
non farsi prendere dalla voglia di cambiare
allenatore.
A bocce ferme, la soddisfazione per i risul-
tati positivi (mettiamoci pure le vittorie con
le corazzate Milan e Juve e certe serate europee!), per la scoperta di altri talenti a costo zero (dopo Inler e Isla, Asamoah),
per le performance di giocatori come
D’Agostino, Pepe e Floro Flores, è solo
parzialmente offuscata dalla delusione per
la Uefa sfuggita. E, soprattutto, dai timori
che ora la società decida di attuare un altro
rinnovamento, monetizzando campioni
arrivati forse al massimo della carriera e
scommettendo ancora sulle “sorprese”.
Pozzo, finora, non ha sbagliato quasi mai.
In questo momento, poi, sta lavorando su
tre fronti, perché oltre alla prossima squadra si sta dando da fare per chiudere con
l’amministrazione comunale un contenzioso sullo stadio che dura da anni rendendo
più vicino un restyling dell’impianto. Last
but not least, il patron ha deciso di dare
una mano anche al basket cittadino, promettendo un impegno con cifre precise
(il 20% del budget) e richiedendo come
garanzia la presenza, accanto ai co-sponsor,
dell’ingegner Edi Snaidero e, quindi, di
un nome e un marchio importanti per il
basket cittadino.
Andrea Ioime
luglio09
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AGRODOLCE
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luglio09
di Paolo Tarabocchia
luglio09
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L’Opinione
A PROPOSITO DI...
POLITICHE ECONOMICHE
“La ricreazione è finita”: Emma Marcegaglia ha sollecitato così, al termine della
campagna elettorale per le Europee, la politica affinché torni ad occuparsi dei
“problemi veri”. Come darle torto, considerando il quadro generale dell’economia?
Eppure, sembra quasi che da più parti, come alunni riottosi, si
marcato anche dal vertice dei capi di Stato e di Governo dell’Ue,
faccia un po’ fatica a rientrare in classe. E non solo sul versante
che rivolge anche un invito ai governi europei a “restare vigili”. A
politico. Dal quale, peraltro, giungono altri e nuovi segnali di sotale proposito, lo stesso Governatore di Bankitalia, Mario Drastegno al mondo dell’impresa: il premier Berlusconi ha infatti
ghi, nelle sue Considerazioni finali, aveva sottolineato che “il pasaperto, proprio negli ultimi giorni, alla possibilità di una “parziale”
saggio dei prossimi mesi sarà decisivo: una mortalità eccessiva
detassazione dal reddito d’impresa dei nuovi investimenti effettua- che colpisca per asfissia finanziaria anche aziende che avrebbero
ti. Ma – va detto – benché auspicabile ed auspicato, si tratta di un
il potenziale per tornare a prosperare dopo la crisi” è “un grave
provvedimento ancora tutto da costruire, mentre gli Industriali, mai rischio per la nostra economia”. E attenzione: come ha ricordato
come ora, in un momento di gravissima difficoltà del sistema (con ancora Draghi, la “pacchia” dei tassi bassi è destinata a finire
una produzione industriale in maggio stimata in calo dell’1,2%
(“La necessità di collocare sul mercato nei prossimi due anni una
rispetto ad aprile), hanno bisogno di miingente quantità di titoli pubblici esercita
sure certe, di concretezza.
pressioni al rialzo sui tassi di interesse”):
Ci sarebbe bisogno, insomma, di rimetmeglio, quindi, per le imprese, accelerare
tersi ordinatamente in fila per due tutti e
anche sul fronte investimenti. Se i cordoquanti e rientrare in classe. Ma la campani della borsa lo consentiranno, dato che
nella della fine ricreazione non sembra
gli imprenditori (ne va della competitività
suonare ancora. Neppure per quanto
e della sopravvivenza delle loro aziende)
riguarda il rapporto tra industria e sistema
sono già disposti e pronti a fare la loro
bancario. Il ministro all’Innovazione, Reparte.
nato Brunetta, ha scritto recentemente
Tutto questo, va ancora sottolineato,
che “dal lato dell’offerta è necessario
mentre i prezzi energetici – dal petrolio,
aumentare l’azione sul sistema bancario
all’elettricità, al gas – sono in veloce risaperché non faccia mancare il credito
lita a dispetto della domanda, in calo, e
di sostegno all’attività produttiva e agli
fanno temere per l’uscita dalla crisi.
investimenti privati”, dato che – scrive
Ma la ricreazione continua anche sul
ancora – “oggi non manca il risparmio, è
fronte delle riforme. A partire dalle libenecessario rimetterlo in circolo”. Eppure,
ralizzazioni, che pure negli anni Novanta
sono molte le aziende, specie tra le Pmi,
avevano visto l’Italia divenire primatista
La ricreazione è finita... Copertina dell’album
che denunciano una contrazione del cremondiale con oltre 50 miliardi di euro
“Breakfast in America” dei Supertramp
dito o, ancora,un costo del denaro molto
di proprietà pubbliche privatizzate in un
alto, perché, a fronte di un abbassamenanno. Anche qui si attende di poter rito dei tassi, il sistema bancario – viene segnalato - ha aumentato
prendere la “lezione”.
lo spread. E, sempre sul fronte del credito, che dire della polemica La situazione va ripresa in mano, con decisione, perché non c’è
cresciuta nelle ultime settimane, con molte piccole imprese (la
più da scherzare: qui si rischia la “bocciatura”, che avrebbe consesegnalazione è venuta in particolare dalle associazioni di categoria
guenze pesantissime e gravissime non solo sul sistema economiartigiane) a denunciare come le banche stiano provvedendo a
co ma anche sul tessuto sociale.
sostituire le commissioni di massimo scoperto, non più applicabili
Chi ha rubato la campanella è pregato di rimetterla al suo posto.
dal 1° luglio prossimo, con altre commissioni che porteranno ad
Quanto prima.
aggravi di costo generalmente superiori.
Del resto che i flussi di credito restino “ancora limitati” viene riMauro Filippo Grillone
“La situazione va ripresa in mano, con decisione, perché non c’è più da scherzare: qui si
rischia la “bocciatura”, che avrebbe conseguenze pesantissime e gravissime non solo sul
sistema economico ma anche sul tessuto sociale”
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internazionalizzazione: un tema, un team