Anno 8 - Numero 31 Ottobre 2008 2 D A L LA PARROCCHIA Festivo: ore 8,00 - ore 11,30 Feriale: (invernale) ore 17,00 S. Rosario e ore 17,30 S. Messa (estivo) ore 18,00 S. Rosario e ore 18,30 S. Messa Sabato: (invernale) ore 18,15 - (estivo) ore 18,30 CONFESSIONI Il parroco è a disposizione per le Confessioni tutti i giorni prima o dopo la S. Messa feriale. Ogni Domenica dopo la Santa Messa delle ore 11,30. Per coloro che sono ammalati e hanno desiderio di confessarsi e fare la Comunione oppure per tutti coloro che avessero necessità urgente di parlare con il parroco, è possibile telefonando allo 0575.845491 oppure 339.4985557 E-mail parrocchia: [email protected] MATRIMONI: DEFUNTI: 6 luglio 2008 SOTTO voce Spunti di riflessione - Attività parrocchiali - Notizie - Curiosità della Parrocchia dei SS. Andrea e Stefano in Marciano della Chiana BETTI ELIO 11 settembre 2008 DI CIOCCO LINA ved. MENCAGLI 20 luglio 2008 BUOMPEDE ADRIANO E BELPERIO STEFANIA DAL VANGELO 3 MARIA, PIENA DI GRAZIA La Scrittura non ci racconta molto della vita della Madre di Gesù. Sappiamo però che lo Spirito Santo ha operato in lei con libertà assoluta, manifestando nella sua persona i suoi straordinari frutti di santità. Gioia. L’opera dello Spirito Santo era evidente in Maria grazie alla gioia che inondava tutto il suo essere. Solo una persona gioiosa poteva cantare: “Grande è il Signore: lo voglio lodare. Dio è mio salvatore: sono piena di gioia” (Lc 1,47). Il motivo della gioia di Maria era la consapevolezza dell’amore infinito che Dio aveva per lei e per tutte le creature. Questa è l’essenza della Lieta Notizia, e deve essere anche la sorgente della nostra gioia. Lo Spirito Santo ci guida a conoscere l’incommensurabile amore di Dio, che ha voluto “dare il suo unico Figlio perché chi crede in lui... abbia vita eterna” (Gv 3,16). Annunciando la nascita di Gesù ai pastori, gli angeli hanno proclamato questa meraviglia di Dio come un evento di gioia: “Non temete! Io vi porto una bella notizia che procurerà una grande gioia a tutto il popolo” (Lc 2,10). Gesù stesso ha poi detto che la sorgente della nostra gioia è la Buona Notizia che Lui è venuto a rivelare ai suoi discepoli: “Vi ho detto questo, perché la mia gioia sia anche vostra, e la vostra gioia sia perfetta” (Gv 15,11). Tutta la vita di Maria è stata dunque un’amorevole e gioiosa risposta a Dio. Se noi siamo la dimora dello Spirito Santo nel nostro mondo, la gioia deve permeare anche la nostra vita, perché è il dono che dobbiamo portare agli altri. Non solo diamo gioia ma, meglio ancora, diamo il dono di Gesù, la cui presenza è testimoniata dalla gioia e dalla pace presenti in noi. Pace. La pace è un’armonia dinamica concessa da Dio, la cui presenza in noi rivela che siamo in buona relazione con il Signore e così anche con le altre persone e le cose. La pace è dunque quello stato o condizione che deriva dalla presenza di Gesu in noi, con il suo Spirito. Gesù è il Principe della pace, venuto nel mondo per portarci la pace; la sua stessa presenza è la sua pace: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace La pace che io vi do non e come quella del mondo” (Gv 14,27). Quando ci renderemo conto che lo Spirito Santo dimora in noi e accoglieremo il suo dono di salvezza per noi, allora sperimenteremo la pace di Dio che il mondo non può dare. È soltanto quando siamo in pace con Dio che saremo in pace con noi stessi e con gli altri. Questa stessa pace, frutto della presenza e della potenza dello Spirito Santo, ha permeato la vita di Maria. Anche durante il faticoso cammino fino a Betlemme, la fuga frettolosa in Egitto e gli anni di solitudine a Nazaret, Maria conservava quella pace. Aveva generosamente dato la sua vita a Dio e sapeva che qualunque cosa le venisse chiesta era secondo il disegno di Dio per lei. Questa era la sorgente della sua pace interiore. Se anche noi permetteremo allo Spirito Santo di guidarci, non solo sperimenteremo la sua pace, ma la irradieremo anche agli altri. 4 Carissimi parrocchiani, pronti per un nuovo anno pastorale? E’ sempre una gioia poter entrare nelle vostre case per dirvi che Dio ci vuol bene e ... anch’io vi voglio bene e sto bene con voi! Desidero dire grazie per tutto quello che fate per la nostra comunità parrocchiale; grazie a tutti in particolare ai collaboratori! Una parrocchia può camminare, vedere i problemi, risolverli, dare indicazioni, fare proposte educative,... solo se i suoi componenti riscoprono la vera importanza della parrocchia stessa e sono convinti che tutto dipende da loro, a cominciare da ciascuno... Per questo occorre sentirsi parte viva, responsabile della propria parrocchia e del messaggio evangelico che essa propone e condividere la missione di far conoscere e amare il Signore e praticare i suoi insegnamenti. Occorre essere convinti che l’attenzione maggiore va posta nella formazione delle coscienze e nella ricerca dei valori. Ciò che conta è riempire il cuore, non le giornate. Un anno per vivere da protagonisti la vita parrocchiale. - Nuovo anno di catechismo per i ragazzi. Catechismo fatto non tanto in funzione dei Sacramenti, ma per imparare a vivere la vita da cristiani. - Un anno di catechesi per gli adulti. Se catechesi vuol dire “insegnamento”, è il Vangelo l’insegnamento per eccellenza che viene da Dio e che può formare la persona. Quest’anno sarà la LETTERA DI SAN PAOLO AI FILIPPESI il banco di prova dei nostri incontri mensili di catechesi e di adorazione eucaristica. - Un anno per dedicarsi al piano pastorale diocesano. “La parrocchia comunità educante. LUOGO IN CUI NASCONO E MATURANO I PERCORSI FORMATIVI DEGLI ADOLESCENTI E DEI GIOVANI”. In questi tempi, Papa Benedetto XVI sta richiamando l’attenzione sull’emergenza educativa nei confronti dei nostri giovani. LETTERA DEL PARROCO Il Vescovo Gualtiero con la sua lettera “Un patto educativo nel nome dei giovani per rispondere alle loro ispirazioni” ribadisce che non possiamo tacere davanti ad un mondo giovanile in cerca di identità e di valori. Anche la Pastorale Giovanile Diocesana, in sintonia con la pastorale diocesana propone “UNA LUCE NELLA NOTTE”,.. in vari luoghi della diocesi si accenderanno le luci che cercheranno di illuminare “la notte dei giovani”. Molti giovani, anche se hanno ricevuto i Sacramenti della iniziazione cristiana, vivono fermi al venerdì santo. Non hanno fatto esperienza di Gesù vivo. Auguri, carissimi, buon anno pastorale. Questo tempo che il Signore ci dona, possa essere occasione per incontrarlo! dro don Alessan- AMA LA TUA PARROCCHIA di Papa Paolo VI (1 - continua)) Collabora, prega e soffri per la tua parrocchia, perché devi considerarla come una madre a cui la Provvidenza ti ha affidato: chiedi a Dio che sia casa di famiglia, fraterna ed accogliente, casa aperta a tutti e al servizio di tutti. Dà il tuo contributo di azione perché questo si realizzi in pienezza. Collabora, prega e soffri perché la tua parrocchia sia vera comunità di fede: rispetta i sacerdoti, anche se avessero mille difetti, sono i delegati di Cristo per te. Guardali con l’occhio della fede, non accentuare i loro difetti, non giudicare con troppa facilità le loro miserie, perché Dio perdoni a te le tue miserie. Prenditi carico dei loro bisogni, ANNO PAOLINO 5 6 ANNO PAOLINO Dalla Lettera di San Paolo Apostolo ai Filippesi: “Sono stato conquistato da Gesù Cristo” Paolo di Tarso: sempre vivo e operante fra noi Il 28 giugno con un incontro ecumenico nella basilica di San Paolo fuori le Mura, si è aperto a Roma l’Anno Paolino, indetto dal Papa in occasione del bimillenario della nascita dell’Apostolo delle genti, che si concluderà il 29 giugno 2009. «Far conoscere meglio il grande valore e la ricchezza dell’insegnamento di san Paolo» e «pregare, agire e operare per l’unità della Chiesa» sono i “compiti” affidati da Benedetto XVI alla ricorrenza giubilare. Sarà l’occasione importante per riflettere a fondo su questo autentico gigante della Chiesa apostolica, che fra i contemporanei ha contribuito come nessun altro a elaborare teologicamente e spiritualmente l’insegnamento di Cristo, che allora era trasmesso in modo orale dagli Apostoli, non essendo stati ancora scritti i Vangeli. Ricordiamo che i grandi temi paolini sono stati sviluppati sulla scorta di istruzioni giunte a Paolo dagli Apostoli o direttamente «dal Signore» (I Corinzi): la predestinazione, la grazia, la salvezza, la dialettica tra legge e libertà, il Cristo come nuovo Adamo, l’unità della Chiesa, la vita cristiana e così via. La sua opera fu fondamentale per promuovere la prima espansione cristiana nei Paesi mediterranei e per evangelizzare il mondo pagano. Il nostro tempo, crediamo sia chiamato in particolare a riflettere su Paolo come evangelizzatore e annunciatore della Parola. Nel momento in cui si avverte con crescente urgenza il bisogno di una nuova evangelizzazione dell’Occidente, quale miglior modello si può avere su questo fronte del più instancabile missionario della Chiesa apostolica? Legata a questo aspetto, risalta anche la dimensione attualissima dell’Apostolo come fautore del dialogo con i pagani, che egli promosse e realizzò più di ogni altro nel primo secolo cristiano. Paolo è l’emblema stesso del dialogo dei cristiani con il paganesimo e del confronto fra il Vangelo e le culture altre, nel segno di una comune ricerca della verità e del bene. Un modo significativo ed efficace per ricordare Paolo è anche quello di ripercorrere i luoghi e gli itinerari dei suoi viaggi apostolici. Paolo ha viaggiato in quasi tutto il Mediterraneo, è vero: in Grecia, a Malta, in Italia, forse in Spagna. Ma gli Atti degli Apostoli raccontano soprattutto le sue missioni in Turchia, l’antica Asia Minore, che egli percorse in lungo e in largo per oltre venticinque anni, dal 45 al 67, predicando, battezzando, convertendo giudei e pagani, fondando Chiese e comunità e facendo di questo Paese quella che è stata definita la «Terra Santa della Chiesa», cioè il primo e principale teatro della sua diffusione fuori della Palestina. La Lettera ai Filipesi, in parte è autobiografica e in parte prelude a molti temi delle altre Lettere. La si legge con una certa facilità e la si può gustare con una lettura pacata e lineare. Filippi, in Macedonia, a nord della Grecia, era stata fondata dal re Filippo, padre di Alessandro Magno, ed era stata innalzata a colonia romana da Augusto, dopo la celebre vittoria che prende il nome della medesima città. Era un centro importantissimo con i diritti di città italica. Paolo vi è giunto nel 51 d.C. nel suo secondo viaggio missionario, dopo che a Troade, in Asia minore, durante la notte aveva avuto una visione: gli stava davanti un Macedone che lo supplicava: «Passa in Macedonia e aiutaci”. Era Gesù che così indicava a Paolo l’Occidente a cui annunciare il suo Vangelo, con destinazione Roma, la capitale dell’impero. In quel progetto divino, Gesù pensava a ciascuno di noi (Atti 16,1-10). PRIGIONIERO PER CRISTO Filippi diventò la prima comunità paolina in Europa, a Paolo subito particolarmente cara, perché gli costò flagellazione e prigionia, come mirabilmente ricorda Luca (Atti 16,11- 40), che era compagno di Paolo. Nel terzo viaggio missionario, Paolo rivedrà questa comunità e vi celebrerà la Pasqua nel 58 (Atti 20,1. 3,6). Quando i Filippesi seppero che l’Apostolo era prigioniero a Roma, a causa di Gesù, gli inviarono Epafrodito, il loro Vescovo, per testimoniargli il loro intenso affetto, in modo assai tangibile: veniva infatti a assisterlo e aveva con sé un aiuto in denaro per sollevare la povertà di Paolo (Fil 2,25; 4,18). La presenza a Roma di Epafrodito, fu una grande gioia per il cuore di Paolo, così sensibile all’affetto e all’amicizia. Ben presto, Epafrodito diventò emulo di Paolo nelle fatiche e nelle lotte dell’apostolato, finché non fu colpito da una gravissima malattia che lo condusse in fin di vita. Ma guarì e Paolo, appena fu possibile, si affrettò a “rispedirlo” a Filippi, per tranquillizzare quei cristiani Miniatura del sec XIII che si trova a Venezia nella Biblioteca Marciana. sulla guarigione e per informarli sulle condizioni della sua stessa persona e della sua causa Rappresenta San Paolo che in carcere consegna la lettera ai Filippesi. presso il tribunale dell’imperatore romano. Partendo da Roma, Epafrodito portava con sé, proprio questa lettera di Paolo ai Filippesi, che forse più di tutte le altre si avvicina al tono confidenziale e cordiale di una lettera moderna. E’ una lettera di ringraziamento al Padre di ogni consolazione e pure un ringraziamento ai Filippesi per il loro buon cuore. Il loro padre lontano e prigioniero a causa di Gesù, gioisce nel ricordare questi suoi figli, che mai lo hanno contristato e che furono sempre i primi a ascoltare il suo invito verso la santità cristiana. La più santa gioia cristiana pervade tutta la lettera e traboccando dal cuore di Paolo, si espande sui lettori lontani. All’inizio, c’è una parte storica-autobiografica (Fil 1,12-2,30), seguita da una parte esortativa (Fil 3,1-4,20). Nella prima parte, Paolo narra la sua posizione a Roma e qualcosa della diffusione del Vangelo nella città, capitale dell’impero dei Cesari. La sua prigionia ha contribuito a diffondere il Vangelo e la notizia di Paolo in catene a causa di Gesù si è diffusa tra i pretoriani e in generale nella stessa città: «L’intero pretorio (cioè la guardia dell’imperatore) e tanti altri - scrive Paolo - hanno potuto chiaramente conoscere che se io mi trovo in catene, ci sono per Cristo” (Fil 1,13). Così, questi soldati, nella stessa casa di Nerone, si sono convertiti a Gesù, quale meraviglia! Ma non solo questo. Paolo scrive subito: «Molti dei fratelli nel Signore (= i cristiani di Roma), incoraggiati dalle mie catene, hanno preso più ardire nell’annunciare senza timore il Vangelo”. C’è un po’ di rivalità tra loro, «ma che importa? purché Cristo sia predicato. Di questo io ne godo e ne godrò ancora... Ho la piena certezza che oggi come sempre, Cristo sarà glorificato nel mio corpo sia con la mia vita sia con la mia morte” (Fil.1,14-20). DECALOGO DELLA DOMENICA 7 “LA MIA VITA È CRISTO” In carcere per Gesù, ora Paolo ha un solo desiderio: “La mia vita infatti è Cristo e il morire mi è un guadagno”. Da una parte, vorrebbe morire per stare per sempre con Cristo, ma pure vede che è necessario che viva ancora per giovare nella fede ai fratelli: “Per ora sono persuaso che io rimarrà e dimorerò di nuovo in mezzo a voi per il vostro progresso e per la gioia della vostra fede” (Fil 1,25-26), Ecco, che scrivendo, Paolo si ricorda subito di essere apostolo e pastore ed esorta i Filippesi alla fermezza nella fede, camminando in modo degno del Vangelo, praticando innanzitutto la carità, fondata nell’unità degli spiriti e nell’umiltà: “Portate al colmo la mia gioia, restando uniti e abbiate la stessa carità, un’anima vola, un solo e medesimo pensiero” (Fil 2,2). Anzi, vedano nel Cristo il loro modello: “Abbiate in voi gli stessi sentimenti che sono in Cristo Gesù”, la sua stessa vita in loro, così come Gesù è nell’Apostolo. “Gesù, spiega Paolo, uguale a Dio... annientò se stesso, prendendo la natura di servo e divenendo simile agli uomini.., si fece obbediente fino alla morte e alla morte di croce”. Si sente “scoppiare” il cuore di Paolo per amore a Gesù, e subito esplode la sua gioia: per il suo abbassamento. “Dio lo ha innalzato e ha dato a Gesù il nome che è al di sopra di ogni altro nome, affinché nel Nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio in cielo, in terra e negli inferi e ogni lingua proclami che Gesù è il Signore” (Fil 2.6-11). Come in ogni lettera, Gesù è al centro: il Martire del Calvario, il Redentore dell’uomo, il Datore della vita divina della grazia, il Signore della storia e dell’universo! Per Paolo, così come dev’essere per ogni credente, c’è una sola realtà: Gesù Cristo! “CORRO PER CONQUISTARLO” Sappiano i Filippesi che Dio li vuole salvi, ma vuole che essi corrispondano al disegno meraviglioso del Padre celeste (Fil 2,12-18). Raccomanda ai Filippesi Timoteo, che Paolo spera di mandare quanto prima da loro; anzi personalmente spera di rivederli presto. Intanto, si guardino dai cattivi cristiani, più ancora si guardino dai “circoncisi”, cioè dagli ebrei che rifiutano Gesù Cristo e confidano ancora nel loro legalismo, - la circoncisione della carne appunto - mentre Dio l’ha abolita e vuole al suo posto la fede in Gesù Figlio di Dio e la santità della vita a immagine di Gesù. Al riguardo, Paolo non teme di proporre se stesso a esempio: “Sono stato circonciso l’ottavo giorno dalla mia nascita, sono del popolo d’Israele, della tribù di Beniamino, ebreo figlio di ebrei, riguardo alla legge fariseo, per lo zelo persecutore un tempo della Chiesa di Dio, irreprensibile”. Una bella carta d’identità, non c’è dubbio, ma ora grazie a Gesù, ha un’altra identità: “Tutte queste cose che per me erano un guadagno, io le ho stimate una perdita per amore a Cristo... Tutto ho stimato come immondizia, allo scopo di guadagnare Cristo» (Fil 3,1-11). Limpido, chiaro, tagliente, come sempre è Paolo, l’Apostolo di Gesù per eccellenza. Il suo colore non è sbiadito, ma deciso e visibile. Unica, senza compromessi, è la sua passione: Gesù Cristo! Ma non per questo si sente perfetto davanti a Lui: “Non che io abbia giù conseguito il premio o raggiunta la perfezione, ma continuo a correre per con- quistarlo, perché anch’io sono stato conquistato da Gesù Cristo... Corro verso la meta, per conseguire il premio della superna vocazione di Dio in Cristo Gesù” (Fil 3,12-14). Il resto della lettera, occorre leggerlo: “La nostra patria è nei cieli di dove aspettiamo il Signore nostro Gesù Cristo”. “State sempre lieti nel Signore”. “Tutto posso in Colui che mi dà forza”. “Filippesi, vi salutano tutti i santi (= i cristiani) e specialmente quelli che sono nella casa di Cesare” (Fil 3,20; 4,4; 4,13; 4,22). Ecco, non abbiate paura, perché grazie a un povero incatenato, Gesù vivo è talmente potente che è già giunto nella casa del padrone del mondo a Roma, Gesù, mite, umile, forte e invincibile. La Lettera di San Paolo ai Filippesi sarà la catechesi per il nuovo anno pastorale Noi cosa possiamo fare? - Leggere personalmente la lettera di San Paolo; - Partecipare alle catechesi e all’adorazione con all’interno la meditazione della lettera ai Filippesi. Catechesi e adorazione proposte dalla parrocchia (saranno fatte conoscere le date); - Per chi lo desidera e specialmente per i giovani interessati, la parrocchia offre la Lettera ai Filippesi (o altra parte della Bibbia) in MP3, per poter ascoltare la Parola di Dio in casa, in pullman, mentre si fa sport... Fatevi avanti! 8 PASTORALE PARROCCHIALE Riprendiamo l’attività pastorale della parrocchia continuando lo stile e lo schema dell’anno precedente: 3 incontri mensili, uno di catechesi, uno di adorazione e una uscita , l’ultima domenica del mese. L’invito è per tutti i cristiani di buona volontà: diamo un po’ di tempo al Signore. Senza preghiera e senza catechesi, cioè senza conoscenza di Dio, di Gesù e del suo Vangelo, come cristiani, ma anche come uomini, non andiamo lontano. MESE OTTOBRE: - Mercoledì 8 ottobre ore 21,00: Adorazione Eucaristica a Badicorte e riflessione sulla Lettera di San Paolo ai Filippesi. - Lunedì 20 ottobre, ore 21,15 a Marciano incontro di catechesi; - Domenica 26 ottobre: nel pomeriggio uscita da concordare. MESE NOVEMBRE: - Mercoledi 12 novembre ore 21,00: Adorazione Eucaristica a Badicorte e riflessione; - Lunedì 17 novembre, ore 21,15 a Marciano incontro di catechesi; - Domenica 23 novembre (essendo il 30 novembre Sant’Andrea): nel pomeriggio uscita da concordare. ADORAZIONE EUCARISTICA Nel mese di ottobre, come caratterizzazione missionaria, faremo dalle ore 18, alle ore 18,30 adorazione con, ognuna delle 4 settimane, Santo Rosario, riflessione missionaria, Via Crucis e Rosario missionario A partire dal novembre i giovedì dalle ore 17,00 alle 17,30 (essendoci stato il cambio di orario) Adorazione Eucaristica vocazionale. E’ un desiderio del Vescovo, ma di tutta la nostra chiesa aretina e mondiale, la preghiera per la vocazioni sacerdotali, religiose e matrimoniali. Il secondo giovedì del mese (a partire da novembre) Adorazione anche alle ore 21,00. PASTORALE GIOVANILE 9 10 PASTORALE GIOVANILE - Un solo sguardo, un soffio di vento, una parola, un attimo, possono cambiare profondamente la nostra vita. Non lasciamoci sfuggire il tempo, cerchiamo di fermarlo utilizzando i minuti a nostra disposizione senza esitare e dubitare, e lasciamo il futuro nelle mani del Signore. Domani è un altro giorno, si vedrà. Ricordiamoci inoltre che il passato oramai non ci appartiene più, dobbiamo fare una cernita dei ricordi migliori e imbagagliarli per un uso futuro e soprattutto, non scordiamoci di chi ci voleva bene, di chi ce lo vuole e di chi ce lo vorrà sempre. CAMPO ESTIVO GIOVANI 10 - 11 - 12 - 13 agosto 2008 a Perelli (Bucine) Riportiamo, per la comune riflessione, alcuni pensieri dei giovani che hanno partecipato al campeggio “Corro per la via del Tuo Amore”.Tre giorni, tre temi. 1° tema: ”E’ tempo di ASCOLTARE” “Nell’OGGI l’incontro Gesù” - “OGGI si è adempiuta questa scrittura che avete udita con i vostri orecchi” (Lc. 4,14-21) Pensieri: - Il tempo che passa, la paura del futuro, gli sbiaditi ricordi del passato, mi impediscono di avere un rapporto costante verso Dio e le sue opere. La vita è un percorso a tappe, il periodo attuale per me è difficile, ma fa tutto parte del gioco, in fondo. La Parola di Dio, credo, possa salvare la fede, infatti, è un dono che può cambiare la vita, purtroppo spesso si può affievolire di fronte a dei sogni e a delle aspettative non realizzate. - Il tempo o lo utilizziamo subito, o lo perdiamo per sempre. Quindi chi ha tempo, non aspetti tempo - Il tempo è un dono di Dio anche se molte volte dico /diciamo “Non ho tempo”. Ma visto che il tempo è un Suo dono che tempo sarebbe se non lo dedicassimo soprattutto a Lui, che ci ha dato la possibilità di viverlo al meglio ?.. ricordando sempre di trascorrerlo percorrendo le vie del Tuo amore… - Come riflessione di “oggi” vorrei chiedere scusa al buon Dio per ogni istante della mia vita che è passato in secondo piano, spianato dalla routine del solito “quotidiano”! Grazie Gesù per quest’oggi di silenzio in mezzo alla natura! Grazie per la telefonata con la mamma piena di affetto! Grazie per l’esperienza sempre nuova del campeggio! Grazie per l’oggi sempre nuovo! Unico!! - Nella mia vita mi sono fermato a:”non ho tempo di pensare a ciò che Dio vuole da me, ci penserò domani!” E così ho finito per perdermi nel tempo non avendo vissuto in pienezza il mio oggi. Vorrei dopo questa esperienza poter dedicare più tempo, anche nella mia vita quotidiana all’ascolto e alla lettura della parola di Dio così da utilizzare un po’ di tempo per qualcosa di utile! - Ammetto anche che lo spazio che do alla parola di Dio nel mio quotidiano non è forse sufficiente ed è per questo che voglio e troverò più tempo da dedicarle, ma credo fermamente che essa possa salvare, molto spesso infatti la parola di Dio mi ha illuminato e liberato dagli innumerevoli dubbi della mia vita e mi ha aiutato a fare sempre la scelta che rendesse la mia vita migliore sempre nel nome di nostro Signore Gesù . - Pur nella finitezza dei nostri giorni, possiamo gustare la sensazione dell’eternità,… abbiamo sempre il presente da utilizzare per le nostre scelte,… il passato è perdonato dalla tua misericordia, il futuro ci riserva, con Te, sorprese stupende. Scusa per le occasioni perse, per gli attimi di presente non utilizzati… Grazie per tutti i presenti vissuti bene con Te,… sono un tesoro per la mia vita… Ti accolgo, in questo oggi, Gesù, come liberatore della mia vita. - Nessuno può fermare il tempo, il domani arriverà in ogni caso quindi usiamo bene quel poco tempo che abbiamo, fermiamoci a sentire il vento, adesso, fermiamoci a sentire, o meglio ad ascoltare, quella ventata di vita che esce dalla bocca del Signore. Usiamo il tempo che abbiamo a disposizione in questi giorni per rinfrescarci dall’afa della vita con ogni lettura, con ogni gesto, con ogni riflessione, con ogni canzone che ci viene proposta. Cerchiamo di coltivare bene queste ore a nostra disposizione perché portino frutto in quel domani che ci rende schiavi dell’essere il più forte, schiavi della moda di apparire, schiavi dei soldi facili, schiavi di divertirsi costi quel che costi. Spetta un particolare ringraziamento al Signore e a voi, miei amici, che mi offrite questi tre giorni di terreno fertile su cui fare provviste per il domani, che mi aiutate a correre nella via dell’amore di Dio. 2° tema: ”E’ tempo di CREDERE” “..ed era NOTTE” - “In quell’istante, mentre ancora Pietro parlava, un gallo cantò. Allora il Signore, voltatosi, guardò Pietro” (Lc. 22,31-62) Pensieri: - Credere in Dio padre al di là delle apparenze, delle ipocrisie. Ringrazio il docile Padre per tutte quelle volte che nei vari momenti di crisi mi è stato vicino. - La vita… per viverla in pienezza e assaporarla nel suo insieme è necessario fondere il buio con la luce, i momenti difficili con quelli belli… Senza la notte l’alba non sarebbe così bella... Non stancarci mai di pregare affinché la nostra fede non venga mai meno. Solo così il nostro buio non sarà poi così pauroso e la luce tornerà a brillare più forte e bella di prima nei nostri giorni. - Mi auguro che con l’aiuto di Dio io possa ritrovare un po’ di serenità. In fondo dopo la notte arriva un giorno pieno di luce ... La vita è un cammino verso Dio... non voglio perdere la speranza verso Dio. - E’ di notte, nel pieno della notte che molto spesso Gesù svela immense verità ai discepoli illuminando l’oscurità fuori e dentro di loro... Ma siamo noi,solo noi, che possiamo rendere questo mondo migliore con l’aiuto di Dio. Nostro Signore non è un genio che esce dalla lampada per esaudire i nostri desideri, è un Padre che educa i suoi figli nel modo migliore, con Amore, che spera solo di riceverne altrettanto da noi, attraverso la Fede... - La speranza che è fede, affidamento, fiducia totale in Dio... Pietro rappresenta la debolezza, l’insicurezza. Commette un grande errore, ma non rimane nella notte come Giuda... E’ attraverso la fede, la singola fede in ognuno di noi che possiamo arrivare alla luce divina... - O Gesù, ammiro Pietro,… Sei grande, Gesù! Nonostante che tu l’abbia ridimensionato con la profezia del suo rinnegamento, non l’hai scacciato, né gli hai tolto l’amicizia… Hai atteso che si avverasse tutto poi, con uno sguardo carico di amorevole tenerezza, gli hai donato il tuo perdono. Ammiro Pietro perché si propone, non ha paura delle brutte figure,… Fortunato Pietro che non hai mai perso la speranza, nulla ti ha distolto dalla meta finale. - Dio non smette mai di amarmi anche se sono incapace di amare sul serio ne è prova il fatto che nonostante gli scoraggiamenti e la voglia di mollare tutto trovi sempre nella vita qualcuno o una situazione che ti aiuta ad andare avanti o ad avere speranza... - Signore non so se sarò all’altezza di Pietro, se saprò come lui arrivare al traguardo. Con umiltà ti prometto di mettermi in gioco. Tu aiutami! Mi attacco alle Tue caviglie per spiccare il volo! TI VOGLIO BENE GESU’! PASTORALE GIOVANILE 3° tema: ”E’ tempo di ANNUNCIARE”“ 11 12 SALONE E ALTRO All’alba la corsa che ANNUNCIA L’amore Risorto” - “Nel giorno dopo il sabato, Maria di Magdala si recò al sepolcro di BUON MATTINO” (Gv. 20,1-18) Pensieri: - Che meraviglia l’immagine di Maria Maddalena. Lei è li accanto a Gesù fino all’ultimo. E’ il suo Signore la sua bussola il suo Dio. Non esita un attimo ad andare al sepolcro. Lui l’ha salvata e lei non può non seguirlo. Neanche aspetta l’alba… ancora con il buio si incammina da sola. La sofferenza di parte della sua vita l’ha portata ad una grande conquista: la fede, la salvezza e non solo.. è lei la prima a vedere Gesù Risorto. E’ suo l’onore dell’annuncio agli altri di questa ondata di eterna novità. NON GLI APOSTOLI MA LEI PER PRIMA!... - Rinnovo ora, davanti a Te, o Maestro, il desiderio di seguirti, di accettarti morto e risorto,… di aderire alla tua logica,… di andare contro corrente e di accettare l’annuncio come tuo mandato... Entra in te stesso e di’ al tuo cuore il mio amore; entra nella tua famiglia e mettiti a servizio; entra nella tua comunità e aiuta i tuoi amici a fare la mia Chiesa; nel mondo del lavoro sii te stesso, vivi e insegna l’onesta,… E se vorrai seguirmi più da vicino, vieni “ti farò pescatore di uomini!” - Non possono bastare dei dubbi per oscurare la luce che Gesù emana, spesso siamo noi che non vogliamo vederla e siamo ciechi ai sacrifici che Gesù ha fatto per noi, dai “semplici” miracoli che ha compiuto alla morte in croce fino alla sua resurrezione. - Un mondo che vive nell’ombra delle tenebre... e quello che più cerchiamo o almeno quello che io sto cercando è uno spiraglio di luce. In mezzo a tutto quello che accade oggi credo che Gesù sia presente in tutte le ore della mia giornata e in quelle di tutti. Lui è vivo in mezzo a noi! Spero inoltre che in futuro, lo spirito di Dio ci faccia volare sempre più alto, con le ali di chi sa veramente abbracciare la Parola di Dio e di farla conoscere sempre più a chi ne ha bisogno. Alla fine di questo campo vorrei poi augurare ad ognuno di voi ragazzi, di “correre sempre sulla via del Suo amore”, ma soprattutto ringraziare ognuno di voi per questi tre giorni... voi cari animatori e il caro Don. HOMO VIATOR E GREST Oltre al campeggio i giovani hanno vissuto altre due esperienze: l’Homo Viator, cioè il pellegrinaggio a piedi dalla Valtiberina ad Arezzo in 6 tappe “sulle orme di San Donato”. L’ultima tappa ha portato i giovani al Duomo per la celebrazione della festa del Patrono San Donato, con il Vescovo, il 7 agosto. Nei giorni 27-29 agosto, a Badicorte, per il secondo anno abbiamo vissuto il Grest con i giovani, i giovanissimi e i ragazzi. Sono state affrontate le tematiche della famiglia, i doni e le capacità personali, la crescita, la missione, il fallimento, la lotta coraggiosa contro il male e la vittoria del bene. Insieme momenti di fraternità, di gioco e di pellegrinaggio al Santuario delle Vertighe. - Concerto della Filarmonica sabato 14 giugno - Venerdì 20 giugno, organizzato dal Comune di Marciano e dalla parrocchia, incontro con il Dott. Roberto Borghesi sul tema del disagio giovanile - Prove del Gruppo Teatrale “I Pronipoti di Fanfulla” - Mercatino Caritas nei giorni 23 - 26 agostodurante la festa del Santissimo Crocifisso - Sabato 6 settembre Concerto organizzato dal Comune di Marciano - Corso zonale per i Catechisti in novembre e in gennaio al Salone del Crocifisso Lavori di manutenzione agli infissi del Salone del Santissimo Crocifisso Grazie a Beppe Bigliazzi che segue con attenzione lo stato dell’immobile del Salone. In data 12 luglio ci ha convocato per “rinfrescare” i portoni e le finestre del Salone stesso. Un bel gruppetto di volontari ben disposti ha compiuto l’opera rigeneratrice. Per qualche altro anno potranno andare. Mantenere in buon stato il Salone e i suoi infissi è rispettare tutti coloro che con sacrificio l’hanno pensato, voluto e costruito! In data 29 settembre è stato sabbiato il soffitto e trattate le capriate. Quindi controllare le finestre, perchè non piova sulle pareti e imbiancare l’interno. La facciata verrà liberata dall’umidità rifacendo l’intonaco dalla base fino ad una certa altezza, con materiale appropriato. Infine imbiancatura anche della facciata. Se vogliamo belli i nostri immobili, dobbiamo di tanto in tanto ritoccare le “rughe”. Grazie fin da ora se ci saranno parrocchiani sensibili che vorranno contribuire alle spese. Lettera di San Paolo ai Filippesi e Bibbia in MP3 Lettera di San Paolo Apostolo ai Filippesi per lettori MP3. Insieme alle canzoni perchè non mettere anche la Lettera di San Paolo ai Filippesi, lettera che quest’anno la nostra diocesi propone come testo di riflessione per tutti i cristiani? Anche le parti della Bibbia, in particolare i Vangeli, sono a disposizione di chi ha desiderio di ascoltare la Parola di Dio mentre riposa, mentre fa sport o come scelta “meno impegnativa” della lettura. POSTA - POESIE 13 LA MUSICA La musica è scultura e pittura, è sicura compagna nella vita di tutti i giorni. La musica è gioia e dolore, tristezza e amore. Ogni giorno la dipingo con colori diversi poi la scolpisco con uno scalpello agitato. La musica è colore è paesaggio è scultura è sapore è sentimento è la migliore amica di sempre, condivide con me momenti particolari e li trasforma in magia. la musica è vita. 14 Eccoti la mia risposta in cinque casi concreti: 1. Una coppia di sposi, lui asmatico, lei tubercolotica, hanno avuto 4 figli: il primo cieco, il secondo sordo, il terzo nato morto e il quarto ha ereditato la malattia del padre. La donna è di nuovo incinta. Consiglieresti l’aborto? 2. Un bianco stupra una ragazzina negra di 13 anni che resta incinta. Se tu fossi il padre le consiglieresti di interrompere la gravidanza? Presicci Luciano ClasseIII D Scuola Media Marciano Anno scolastico 2007 - 2008 Poesia IV classificata ex aequo Al XXIV premio di poesia “Giulio Salvadori di Monte San Savino 3. Una signora rimane incinta. Ha già altri figli, nel frattempo il marito è andato in guerra e lei, ammalata, non ha molto da vivere. Le consiglieresti di sbarazzarsi del bimbo che porta in grembo? 4. Una coppia di sposi estremamente poveri ha avuto 14 figli. Vivono nella fame.Incoraggeresti la donna ad abortire il suo 15° rampollo? 5. Una ragazza di poco più di 15 anni resta incinta. Non è sposata e il padre del bebè non è il promesso sposo. Le diresti che è meglio abortire? Allora, se rispondi sì, avresti impedito che venisse al mondo - nel 1° caso: Ludwig van Beethoven, uno dei maggiori geni musicali del mondo; PER RIFLETTERE Riportiamo di seguito uno scritto fattoci pervenire da una famiglia della parrocchia. E’ la risposta ad una lettera scritta al direttore nel Bollettino Salesiano del giugno 2007: Egregio direttore , perché continuate a ostinarvi contro l’aborto?... Possibile che anche lei che sembra intelligente non capisce che è un gran bene per lo Stato, per la famiglia, per la società che si impedisca che vengano al mondo bambini indesiderati, che soffrirebbero e farebbero soffrire, che avrebbero una vita d’inferno, che... Cara signorina, prima di tutto grazie per l’apprezzamento. Sono già altre volte intervenuto sul tema della vita. Per non ripetermi, vado a ripescare quanto mi ha inviato un amico qualche mese fa: mi sembra una risposta illuminante e soprattutto di impatto. Se vuoi una risposta più dottrinale, basta andare a rileggersi i documenti della Chiesa. - nel 2°: Ethel Waters, una delle più famose cantanti nere di blues; - nel 3°: avresti ucciso papa Woityla e ciò non ha bisogno di commenti; - nel 4°: John Wesley, il fondatore dei metodisti, uno dei più grandi predicatori del settecento. - E nel 5° caso, cara signorina, avresti impedito che venisse al mondo Gesù Cristo! Non so se mi spiego. POSTA - POESIE Il Degalogo della Domenica I cristiani «difendono» la domenica Io sono il giorno del Signore, Dio tuo. Io sono il signore dei tuoi giorni. 1. Non avrai altri giorni uguali a me. Non fare i giorni tutti uguali. La domenica sia per te, fratello o sorella cristiana, il giorno libero da tutto per diventare il giorno libero per Dio e per tutti. 2. Non trascorrere la domenica invano, drogandoti di televisione, alienandoti nell’evasione, caricandoti di altra tensione. 3. Ricordati di santificare la festa, non disertando mai l’assemblea eucaristica: la domenica è la Pasqua della tua settimana, il sole è l’Eucaristia e il cuore è Cristo risorto. 4. Onora tu, padre, e tu, madre, il «grande giorno» con i tuoi figli! Ma non imporlo, neanche ai minori, e non ricattarli mai. Non farlo diventare un precetto odioso. Contagia loro la tua gioia di andare a Messa: questo vale molto più di cento prediche. 5. Non ammazzare la domenica con il doppio lavoro, soprattutto se remunerativo: non violarla né svenderla, ma vivila nell’amore gratuito di Dio e dei fratelli. 6. Considera il giorno del Signore «il momento di intimità fra Cristo e la Chiesa sua sposa», come ha detto il Papa; se sei sposato o sposata, coltiva la tua intimità con il tuo coniuge. 7. Non rubare a domenica a nessuno, né alle colf, né alle badanti, né ai tuoi dipendenti. E non fartela rubare da niente e da nessuno, né dal denaro, né dal culturismo, né dai tuoi datori di lavoro. 8. Non dire falsa testimonianza contro il giorno del Signore. Non vergognarti di dire ai tuoi amici non credenti che non puoi andare con loro in campagna o con loro allo stadio perché non puoi rinunciare alla Messa. 9. Non desiderare la domenica degli «altri», quelli che pensano solo a spassarsela, e non gliene importa niente del prossimo. Desidera di condividere a domenica con gli ultimi, i poveri, i malati. 10. Non andare a Messa solo perché è festa, ma fa’ festa perché vai a Messa! PASTORALE FAMILIARE 16 15 MESE DI OTTOBRA OTTOBRE: MESE MARIANO, CATECHISTICO, MISSIONARIO Lettera (di un vescovo) agli sposi in situazione di separazione, divorzio e nuova unione OTTOBRE MARIANO - Mese di ottobre: mese dedicato a Maria. Preghiera del Santo Rosario in chiesa tutti i giorni alle ore 18.00 (anche il martedì e il mercoledì alle ore 18,00) LA VOSTRA FERITA È ANCHE NOSTRA Vorrei ora essere capace di ascoltare le vostre domande e le vostre riflessioni. Anche noi uomini di Chiesa sappiamo che la fine di un rapporto sponsale per la maggior parte di voi non è stata decisione presa con facilità, tanto meno con leggerezza. E stato piuttosto un passo sofferto della vostra vita, un fatto che vi ha interrogato profondamente sul perché del fallimento di quel progetto in cui avevate creduto e per il quale avevate investito molte vostre energie. Certamente la decisione di questo passo lascia ferite che si rimarginano a fatica. Forse si insinua persino il dubbio sulla possibilità di portare a termine qualcosa di grande in cui si è fortemente sperato; inevitabile sorge la domanda sulle eventuali reciproche responsabilità; acuto si fa il dolore di essersi sentiti traditi nella fiducia riposta nel compagno o nella compagna che si era scelto per tutta la vita; si è presi da un senso di inadeguatezza verso i figli coinvolti in una sofferenza di cui essi non hanno responsabilità. Conosco qle inquietudini e vi assicuro che esprimono una ferita che toccano l’intera comunità ecclesiale. La fine di un matrimonio è anche per la Chiesa motivo di sofferenza e fonte di interrogativi pesanti: perché il Signore permette che abbia a spezzarsi quel vincolo che è il “grande segno” del suo amore totale e fedele? E come noi avremmo forse dovuto o potuto essere vicini a questi sposi? Abbiamo compiuto con loro un cammino di vera preparazione e di vera comprensione del significato del patto coniugale con cui si sono legati reciprocamente? Li abbiamo accompagnati con attenzione nel loro itinerario di coppia e di famiglia, prima e dopo il matrimonio? Queste domande e questo dolore noi li condividiamo con voi e ci toccano profondamente perché investono qualcosa che ci riguarda da vicino: l’amore, come il sogno è il valore più grande nella vita di tutti e di ciascuno. Penso che come sposi cristiani possiate comprendere in che senso tutto questo ci tocca profondamente. Voi avete chiesto di celebrare il vostro patto nuziale nella comunità cristiana, vivendolo come un sacramento, il grande segno efficace che rende presente nel mondo l’amore stesso di Dio. Un amore totale, indistruttibile, fedele e fecondo, come è l’amore di Cristo per noi. E celebrando il vostro matrimonio la comunità cristiana ha riconosciuto in voi questa nuova realtà e ha invocato la grazia di Dio perché questo segno rimanesse come annuncio gioioso per coloro che vi incontrano. Quando questo legame si spezza la Chiesa si trova in un certo senso impoverita, privata di un segno luminoso che doveva esserle di gioia e di consolazione. La Chiesa quindi non vi guarda come estranei che hanno mancato a un patto, ma si sente partecipe di quel travaglio e di quelle domande che vi toccano così intimamente. Potrete allora comprendere, insieme ai vostri sentimenti, anche i nostri. (2- continua) CORSO PER FIDANZATI IN PREPARAZIONE AL MATRIMONIO 7 - 8 - 14 - 15 - 21 - 22 - 23 Novembre 2008, alle ore 21,00 al Santuario della Madonna delle Vertighe - Domenica 5 ottobre - pomeriggio a Firenze all’Ora di Guardia in Santa Maria Novella a Firenze OTTOBRE MESE CATECHISTICO - Giovedì 9 ottobre, ore 21,15 Adorazione Eucaristica d’inizio dell’anno pastorale, con i genitori e i ragazzi del catechismo. - Domenica 12 Ottobre alla Santa Messa delle ore 11,30: inizio anno pastorale, dedicazione della nostra Chiesa e presentazione dei ragazzi del catechismo alla comunità parrocchiale; l’invito è per tutta la comunità parrocchiale. Alle ore 21,15 all’interno del centro storico, Rosario meditato e altarini (quadri viventi con i bambini) OTTOBRE MISSIONARIO - Domenica 19 ottobre: Giornata Mondiale delle Missioni, preghiere e offerte. IN PREPARAZIONE OGNI VENERDI DI OTTOBRE ALLE ORE 18 ADORAZIONE E ROSARIO. LE DOMENICHE DI OTTOBRE SARANNO ANIMATE DA MONIZIONI E PREGHIERE CON TEMA MISSIONARIO. desidera anche quest’anno festeggiare la Santa Patrona della Musica, Santa Cecilia, con un “Concerto” sabato 22 novembre, ore 21,15 al Salone del Santissimo Crocifisso PIANO PASTORALE PARROCCHIALE 17 18 CARITAS LA MIA PRIMA COMUNIONE La Prima Comunione è un importante incontro con Gesù e prima di farlo dobbiamo confessarci. Domenica 25 maggio 2008 ho ricevuto dentro di me il Corpo di Gesù, l’ostia consacrata. In quel momento ero emozionata e il mio cuore batteva fortissimo! Molti bambini non pensavano che fra un po’ avrebbero ricevuto Gesù nel cuore, ma si chiedevano:”Chissà che gusto ha l’ostia consacrata?...” Io no, io non riuscivo a togliermi dalla testa lidea che quel giorno Gesù sarebbe diventato parte del mio corpo. Quando fu il momento della Comunione ed ho ricevuto l’ostia consacrata mi sentivo più felice che mai ed ho incominciato a ringraziare Gesù per il dono che mi avava dato, pregando. Finita quella giornata di festa e di allegria, mi sentivo più buona e subito ho capito che la Comunione, cioè l’incontro con Gesù, serviva non solo a farci incontrare il Signore per la prima volta, ma anche a capire che nella vita non contano i giochi, il denaro o le caramelle, ma essere buoni con tutti e con il prossimo. Gaia Domenica 25 maggio ho fatto la Prima Comunione. Quando mi sono svegliato ero molto emozionato perchè per la prima volta ricevevo Gesù nel mio corpo e nel mio cuore. Alle ore 11,00 ci siamo trovati alla Chiesa del Carmine e poi siamo andati, in processione, tutti insieme alla Chiesa parrocchiale dove Don Alessandro ha celebrato la Santa Messa. Io ero felicissimo perchè da allora avrei potuto ricevere Gesù ogni domenica. Mirko Per la mia Prima Comunione mi sono sentita felice perchè mi piace stare alla Messa e sentirmi accanto Gesù. Keti Domenica 25 maggio ho fatto la mia Prima Comunione. Ero molto, molto emozionato perchè c’erano tanti fiori per la strada e perchè ho incontrato Gesù, il nostro Signore. Quando ero in Chiesa con i miei compagni ero molto felice perchè ho incontrato Gesù nel mio cuore. Sono molto felice. Mi piace stare alla messa con Gesù e con il nostro prete, Don Alessandro. Ti voglio tanto bene, Gesù. Paolo Il giorno 25 maggio ho ricevuto la mia Prima Comunione. Ero molto contento. Quando la mattina mi sono svegliato, ho messo subito il vestito. Dopo un po’ la mia casa si è riempita di gente. Ero molto emozionato. Arrivato in Chiesa non vedevo l’ora di ricevere l’Ostia e quando l’ho ricevuta, il cuore mi batteva forte mi sentivo svenire. Quel giorno è stato sicuramente il giorno più felice della mia vita. Ciao.. ciao! Ylli “Progetto Gemma” del Movimento per la Vita: adozione di un bambino - Nel mese di luglio è stata versata la terza e ultima rata di euro 960,00 per l’adozione di “un bambino che sta per nascere”. L’intero progetto prevedeva il contributo di euro 160,00 per 18 mesi, pari a 2.880,00 euro. Dopo un anno di pausa riprendiamo con qualche gita, uscita e soprattutto pellegrinaggi parrocchiali e diocesani. - Una proposta, da valutare e organizzare, la visita dei Mercatini di Natale a San Marino in dicembre. - Le “uscite” pomeridiane (ultima domenica del mese). Andiamo con le auto, ma coloro che non hanno l’auto possono tranquillamente iscriversi e troveremo il mezzo. - Nell’”Anno paolino” mettiamo in conto un “pellegrinaggio” in pullman a Roma per la visita ai luoghi e alla tomba di San Paolo. -Da tener presente e pensarci fin da ora al PELLEGRINAGGIO DIOCESANO SULLE ORME DI SAN PAOLO, visita alle “chiese di San Paolo”, quelle che San Paolo aveva fondato in Turchia. Pellegrinaggio in Turchia dal 27 aprile al 2 maggio 2009. Pensiamoci, è un’occasione unica e irripetibile per tanti di noi! Terminata la prima adozione, la Caritas parrocchiale propone di farne un’altra. Per questo progetto è stato allestito, nei giorni della Festa del Crocifisso, 23 - 26 agosto 2008 il Mercatino Caritas, che ha registrato il bell’incasso di euro 1.360,00. COS’E’ IL PROGETTO GEMMA? Nel 1994 è nato Progetto Gemma, servizio per l’adozione prenatale a distanza di madri in difficoltà, tentate di non accogliere il proprio bambino. Una mamma in attesa nasconde sempre nel suo grembo una gemma - un bimbo - che non andrà perduta se qualcuno fornirà l’aiuto necessario. Attraverso questo servizio e con un contributo minimo mensile di 160 euro, si può adottare per 18 mesi una mamma e aiutare così il suo bambino a nascere. Dalla nascita di Progetto Gemma i bambini così aiutati sono circa 12.000. Chiunque può fare queste adozioni: singoli, famiglie, gruppi parrocchiali, di amici o di colleghi, comunità religiose, condomini e classi scolastiche. Che gioia sapere che un bambino è nato e una madre non ha abortito grazie alla tua solidarietà: sentirsi non solo genitori di un bambino, ma anche fratello o sorella di una mamma che finalmente sorride. Dividendo la spesa, l’impegno è più leggero, ma cresce la bellezza di una medita fratellanza tra sconosciuti. Hanno aderito al Progetto anche Consigli comunali e perfino gruppi di carcerati. Capita anche che l’adozione venga proposta come dono per matrimoni, battesimi, nascite o in ricordo di una persona cara. - Con l’Associazione Mani Amiche di Sarteano, condotta da Suor Marcella, con la quale abbiamo già collaborato, vorremmo contribuire nella costruzione di una piccola centrale idroelettrica per il villaggio di Magheria (Repubblica Democratica del Congo) LE PROSSIME INIZIATIVE CARITAS Il 1° e il 2 novembre - Mercatino del dolce davanti alla Chiesa parrocchiale. Il 7 e l’8 dicembre, al Salone del Crocifisso, Mercatino Caritas. Grazie alle Signore della Caritas per il loro impegno a favore delle necessità dei fratelli; grazie per i manufatti stupendi che riescono a realizzare; grazie per il tempo donato a gestire il Mercatino Caritas; MI PARLI DI GESù 19 - Riprendono, con l’ottobre, gli incontri Caritas, il mercoledì alle ore 21,15 al Salone del Crocifisso. IL CODICE STRADALE - Mese di ottobre: mese dedicato a Maria. Preghiera del Santo Rosario in chiesa tutti i giorni alle ore 18.00 Un libretto che debbo leggere spesso mandare a memoria ricordare sempre quando sono al volante. Lo sterzo l’acceleratore il motore sono ai miei ordini: sono libero di andare dove voglio ma la libertà cammina su una pista orientata sui binari della legge. La legge non limita la mia libertà ma la preserva da pericolosi sconfinamenti. I compilatori del codice stradale hanno previsto hanno studiato come lasciarmi libero e insieme preservarmi da ogni incidente che distrugge la stessa libertà come proteggere la mia libertà e quella degli altri. La libertà è delimitata dai diritti degli altri dalla sicurezza di tutti. C’è una legge scritta nel mio cuore senza essere codificata o articolata mi si presenta ogni momento mi richiama mi approva rimprovera: è la voce della coscienza non posso sottrarmi. C’è una legge positiva incisa sulle tavole di pietra del Sinai dal dito stesso di Dio: non è un giogo non è un fardello non è un compressore dei miei anditi di libertà di felicità. E’ un indicatore della strada verso la libertà vera verso la felicità perfetta. Un segnalatore di pericoli che minacciano la mia felicità una guida sicura verso la terra promessa della pace del cuore e dei gaudi dello spirito lungo l’insidioso deserto della vita, una scala di dieci gradini che conduce all’abbraccio beatificante dei figli col Padre. C’è la legge dei codici civili che non debbo temere se adempio con diligenza i miei doveri di cittadino. C’è la legge della Chiesa che non è un codice arbitrario fatto da uomini ma l’interpretazione autentica delle leggi di Dio e dell’insegnamento di Cristo: un codice di famiglia sanzionato da una Madre che vuole soltanto il bene la salvezza la felicità dei suoi figli. La legge è la nostra maestra: Il rifiuto della legge è come uscir di strada e correre fra i cespugli. (anche il martedì e il mercoledì alle ore 18,00) - Domenica 5 ottobre - pomeriggio a Firenze all’Ora di Guardia in Santa Maria Novella a Firenze - Giovedì 9 ottobre, ore 21,15 Adorazione Eucaristica d’inizio dell’anno pastorale, con i genitori e i ragazzi del catechismo e tutta la comunità. - Domenica 12 Ottobre alla Santa Messa delle ore 11,30: inizio anno pastorale, dedicazione della nostra Chiesa e presentazione dei ragazzi del catechismo alla comunità parrocchiale; l’invito è per tutta la comunità parrocchiale. Alle ore 21,15 all’interno del centro storico, Rosario meditato e altarini (quadri viventi con i bambini) - Domenica 19 ottobre: Giornata Mondiale delle Missioni, preghiere e offerte. - SOLENNITA’ DEI SANTI - Sabato 1° novembre SS. Messe ore 8,00 e 11,30. S. Messa ore 15,30 quindi processione al cimitero e benedizione delle tombe. - COMMERMORAZIONE DEI DEFUNTI - Domenica 2 novembre SS. Messe ore 8 (celebrata al cimitero) e ore 11,30 nella Chiesa Parrocchiale - FESTA DEL PATRONO SANT’ANDREA Domenica 30 novembre Sante Messe ore 8,00 e 11,30. Alla Santa Messa delle ore 11,30 verrà amministrato il Sacramento della Cresima. Animerà la celebrazione il Coro parrocchiale.