Istituto Comprensivo GIORGIO GABER
Scuola Infanzia
Scuola Primaria
Scuola Secondaria I grado
________________________________________________________
Via Trieste, 85 – 55041 Lido di Camaiore (LU)
Tel. 0584 67563 Fax 0584 67047
e-mail: [email protected] [email protected]
sito web: www.camaiore2.gov.it
POF
Piano
dell’ Offerta
Formativa
A cura della Funzione Strumentale POF e della Commissione POF
INDICE
Pag.
1
Introduzione
3
2
Mission dell’Istituto
3
3
Analisi del contesto socio-ambientale e rapporti con il territorio
4
4
Le scuole dell’Istituto
7
5
Organizzazione dell’orario scolastico e degli uffici
15
6
La comunicazione con gli utenti
18
7
Finalità e obiettivi formativi del POF
19
7.1
L’organizzazione del curricolo
20
7.2
Le finalità educative
20
Aree prioritarie di intervento del piano dell’offerta formativa
21
Il curricolo verticale
29
9
Il progetto Senza Zaino
34
10
Interventi mirati a risolvere situazioni di disagio
36
10.1
I disturbi specifici di apprendimento DSAp
37
10.2
Procedure di osservazione e segnalazione
38
10.3
Predisposizione del piano didattico personalizzato
40
Disabilità
41
Obiettivi per la disabilità
42
Intercultura
42
8
8.1
11
11.01
12
13
43
14
44
15
45
16
48
17
51
18
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18.1
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18.2
57
18.3
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19
65
19.1
67
19.2
68
20
70
21
71
2
1
INTRODUZIONE
La scuola del primo ciclo di istruzione accoglie alunni dai 3 ai 14 anni. È quindi
scuola fondante nel senso letterale del termine, in quanto pone le fondamenta della
persona, dall’acquisizione delle capacità cognitive e delle abilità strumentali necessarie per
comprendere il mondo e agire in esso, alla strutturazione delle relazioni umane, alla
capacità di capire e gestire il proprio mondo interiore ed emotivo.
In stretto rapporto con la famiglia, questo segmento scolastico contribuisce alla
costruzione della coscienza di sé, che accompagnerà, reggendolo, lo sviluppo della persona,
in una complessa e mutevole realtà sociale.
L’impegno che i docenti e l’amministrazione locale saprà infondere per questo segmento
scolastico sarà decisivo per migliorare i livelli complessivi di formazione e di cittadinanza.
Il nostro auspicio è che l’impegno di tanti operatori possa essere utile per meglio affrontare
vecchie e nuove sfide dell’educazione:
- come interpretare le caratteristiche psicologiche, cognitive ed affettive dei ragazzi di oggi,
per realizzare ambienti di apprendimento e metodi didattici sempre più adeguati e
coinvolgenti;
- come coniugare la vocazione all’accoglienza ed all’inclusione della scuola con il
miglioramento dei processi ed anche degli esiti di apprendimento;
- come concentrare l’impegno della scuola sulle competenze fondamentali (core
curriculum), anche nella prospettiva di meglio definire standard di risultato e assicurare
coerenza e qualità del percorso formativo.
Una fase normativa importante si è conclusa con l’emanazione delle Indicazioni
Nazionali per il primo ciclo di istruzione. Non si conclude però l’impegno per rafforzare i
percorsi formativi. Farsi buone domande, interrogarsi sul senso del proprio lavoro, capire
le ragioni dei successi e degli insuccessi sono elementi costitutivi di quella professionalità
riflessiva che è parte integrante dell’essere educatori in ogni tempo e in ogni contrada.
2
LA MISSION DELL’ISTITUTO
La nostra mission può essere condensata in una parola: PARTECIPAZIONE.
Coincide con la volontà di realizzare una forte collaborazione tra scuola e territorio
finalizzata al miglioramento dell'offerta formativa. L'Istituto si e' fatto promotore di un
messaggio chiaro: la scuola e' parte della crescita economica di un territorio e la cura del
suo capitale umano e' un investimento per il futuro. Questo significa che tutto il tessuto
sociale in cui una scuola e' inserita e' corresponsabile, insieme allo Stato, della crescita
delle nuove generazioni: ente locale, genitori, imprenditori e associazioni sul territorio
sono stimolati a rispondere a questo messaggio. In un momento di stasi come quello
attuale non possiamo fermarci ad aspettare un aiuto per la crescita; al contrario è
auspicabile, per i nostri ragazzi, riscrivere un modo nuovo di fare scuola che parta dal
basso, da un interesse diretto e concreto della comunità. Questo messaggio piace a molti
genitori, ma anche imprenditori locali e associazioni si stanno impegnando per sostenere
l’offerta formativa dell'istituto G. Gaber. Esempi forti di un coinvolgimento si stanno
attuando attraverso progetti portanti come “Senza Zaino per una Scuola Comunità”, il
Parent Training, gli Orti Scolastici e le Biblioteche. Molti altri genitori, imprenditori locali
e enti come l’AVIS, la Misericordia Lido, l’Associazione Balneare, la Croce Verde,
l’Associazione il Cireneo si sono resi disponibili per supportare attività' formative di
ampliamento dell’offerta formativa, abbellimento della scuola e acquisto di infrastrutture
tecnologiche. Che sia l'inizio di una piccola rivoluzione?
3
Del resto ci sono ottimi esempi sia a livello europeo che oltreoceano (charter school) dove
la Scuola è presa in carico dall’intera comunità locale con ottimi risultati.
3
ANALISI DEL CONTESTO
SOCIO-AMBIENTALE E RAPPORTI CON IL TERRITORIO
L’Istituto Comprensivo si trova ad operare in un’area del Comune di Camaiore, la
frazione di Lido di Camaiore-Secco.
Dalle finestre dei nostri edifici scolastici, sul lato est, abbiamo una bellissima visione delle
Alpi Apuane, punteggiate di numerosi paesini, queste montagne oltre che sollevarci gli
animi, ci proteggono, mantenendo un clima ottimale. Ad ovest il mare, libertà, vacanze,
sole e tramonti meravigliosi. La conclusione è presto fatta: è la parte del territorio
comunale che racchiude tutte le peculiarità dell’area geografica di competenza.
Lido di Camaiore-Secco sono località turistiche e durante l’estate la popolazione raddoppia
per il flusso di “villeggianti” provenienti dalle città del centro e del nord dell’Italia.
I nomi di queste località sono nati proprio per le particolarità che le caratterizzano: il Secco
o Secchino si pensa che in origine fosse un territorio sommerso dal mare (un acquitrino)
che poi ritirandosi ha dato il tipico nome.
Sul territorio si sono sviluppate prevalentemente le attività produttive nel settore turistico,
ma anche agricolo, artigianale e industriale.
La maggioranza delle famiglie che vivono in questa località ha mediamente un discreto
tenore di vita. L’equilibro tra l’ambiente urbano e quello naturale è abbastanza rispettato,
infatti, oltre al mare, non mancano parchi e pinete.
L’Istituto è facilmente raggiungibile e per questo alcuni studenti provengono da Comuni
limitrofi come Viareggio, Pietrasanta, Forte dei Marmi e Massarosa.
L’Istituto è stato trasformato da Direzione Didattica a Comprensivo nel 2000 e
inizialmente era suddiviso sul territorio con plessi distaccati.
Le scuole dell’infanzia sono due: una in via Ferrarin al Secco con tre sezioni e l’altra “E.
Cupisti” in via Stampa a Lido di Camaiore con 5 sezioni.
Le scuole primarie sono suddivise in due plessi: uno in via della Gronda (S. Primaria “G.
Carducci”) con la sezione della biblioteca “Nigro”, e l’altra (S. Primaria Rita Levi
Montalcini) in via Trieste e la scuola secondaria di 1°grado (“M. Rosi “) con attigua
biblioteca “Amaducci”.
Per la parte gestionale e amministrativa, invece si è potuto contare sulla continuità di una
segreteria sempre presente in via Trieste.
Nell’anno scolastico 2010 /2011l’amministrazione comunale, dopo anni di lavori, ha
completato uno stabile (ampliando il preesistente) dove sono stati unificati i plessi della
scuola dell’infanzia di via Stampa, della scuola
primaria di via Trieste, della scuola
secondaria 1°grado di via Beata e della biblioteca, creando così un polo scolastico unico
anche se non completo, dal momento che le altre scuole sono rimaste nelle sedi
preesistenti. Fiore all’occhiello del Polo Scolastico sono i seguenti ambienti:
Due grandi palestre
Laboratorio di Arte e immagine
Teatro e musicoterapia
Aula di musica (ascolto e strumenti)
Informatica
Aula video
Biblioteca “Amaducci” (con apertura anche ad utenti esterni)
Laboratorio del Sapere Scientifico
Auditorium
4
Attualmente nel nostro Istituto sono presenti n° 876 alunni suddivisi in:
•
Alunni nella scuola dell’infanzia n° 195
•
Alunni nella scuola primaria n° 408
•
Alunni nella scuola secondaria di I grado n° 272
L’amministrazione comunale collabora con l’Istituto scolastico attraverso i seguenti
-
Trasporto con gli scuolabus
Mensa scolastica (infanzia e primaria)
Servizio di prescuola
Tali servizi sono gestiti direttamente dall’Ente Locale pertanto le richieste per un loro
utilizzo devono essere fatte direttamente dalle famiglie all’Ufficio Scuola del Comune di
Camaiore Oltre ai servizi dedicati all’Istruzione l’Ente Locale è impegnato a supportare la
crescita educativa degli studenti attraverso un servizio di ampliamento dell’offerta
formativa che viene ogni anno rinnovato e costruito con la collaborazione di tutte le
componente scolastiche.
Anche i Servizi sociali collaborano attivamente con l’Istituto dietro segnalazione e per un
proficuo confronto in relazione a tutte le tematiche educative per il contrasto del disagio
sociale.
Nello specifico è funzionante un organismo denominato “TAVOLO DEI MINORI” che
raccoglie le diverse realtà territoriali con l’obiettivo di contrastare il disagio e il rischio di
abbandona scolastico. Il TAVOLO rapprese rap quindi un momento di incontro tra i
referenti dei diversi Istituti Scolastici, i Servizi Sociali, la Pubblica Istruzione, la Presidenza
del Consiglio comunale, le parrocchie e le Associazioni del territorio. Sono previsti incontri
mensili che hanno lo scopo di individuino azioni da mettere in atto per il contrasto del
disagio sfruttando tutte le risorse presenti, comprese quelle del volontariato. In particolare
sono state attivate iniziative di doposcuola gratuito presso la Scuola primaria R. L.
Montalcini di un incontro settimanale con possibilità di pranzo al sacco alla presenza di
personale, alla Scuola Secondaria di 1^ grado M. Rosi (n. 2 incontri settimanali)
a cura dell’Associazione il Cireneo; alla Scuola primaria G. Carducci (n. 2 incontri
settimanali) a cura della Misericordia di Lido di Camaiore;
Anche l’apertura della biblioteca scolastica “Amaducci” (via Trieste) e della biblioteca
scolastica “A. Nigro” (via della Gronda) è stata resa possibile con la collaborazione dei
volontari della Misericordia di Lido di Camaiore. Il TAVOLO DEI MINORI inoltre agisce
come organismo anche per la predisposizione di progetti congiunti tesi al reperimento dei
finanziamenti per le attività rivolte ai minori.
Con l’Istituto collabora anche la A.S.L. 12 che si impegna a:
- Formulare diagnosi cliniche relative a Disturbi Specifici di Apprendimento e
disabilità
- Progetti sulla salute
In particolare con l’ASL 12 è stato stilato un protocollo per facilitare e snellire il processo di
diagnosi relativo ai casi sospetti di DSA.
Ulteriore supporto è dato dalla collaborazione con la Misericordia di Lido di Camaiore,
l’Associazione Balneare di Lido di Camaiore e l’Associazione il Cireneo con le quali sono
state definite apposite convenzioni per iniziative di ampliamento dell’offerta formativa.
La convenzione con l’Associazione Misericordia di Lido di Camaiore la cura e la gestione
delle due biblioteche scolastiche (Nigro e Amaducci) in stretta collaborazione con l’Istituto
per la gestione del prestito e per altre attività di animazione alla lettura rivolte agli alunni.
5
La Misericordia di Lido di Camaiore gestisce inoltre il servizio di doposcuola presso il
plesso della Scuola G. Carducci.
La convenzione con l’Associazione Balneare di Camaiore prevede un supporto per
l’innovazione tecnologica, ma anche numerose attività formative che l’associazione riserva
all’Istituto sui temi ambientali e legata alla prevenzione della salute.
Con l’Associazione il Cireneo è stata invece sottoscritta una convenzione per il supporto
delle attività di doposcuola rivolto al plesso della Scuola Rita Levi Montalcini e M. Rosi.
L’arma dei Carabinieri, inoltre, offre agli studenti lezioni sulla legalità soprattutto per gli
studenti della scuola secondaria di 1° grado che spaziano dai rischi collegati alla rete,
l’abuso di alcol e droghe ai rischi sulle strade, bullismo e altre tematiche che di volta in
volta diventano importanti.
6
4
LE SCUOLE DELL’ISTITUTO
Le scuole dell’infanzia dell’Istituto Comprensivo sono due:
Scuola Infanzia Via Ferrarin
Nella scuola dell’Infanzia di Via Ferrarin funzionano tre sezioni miste, eterogenee per età,
dal lunedì al venerdì dalle ore 08.00 alle ore 16.15
7
Scuola Infanzia “Emanuela Cupisti”
Nella scuola dell’Infanzia “E. Cupisti”di Via Carducci funzionano cinque sezioni:
quattro miste, eterogenee per età, dal lunedì al venerdì dalle ore 08.00 alle ore 16.15
e una sezione con funzionamento antimeridiano
prevalentemente omogenea
con orario dalle 08.30 alle 13.30 con possibilità di accoglienza alle ore 08.00
8
In ognuna delle due scuole dell’infanzia sono stati allestiti spazi- gioco e spazi-laboratorio
per favorire lo sviluppo autonomo delle competenze cognitive e relazionali. Gli spazi
comuni più significativi sono la stanza delle attività psicomotorie, la relax-room, gli angoli
del laboratorio del sapere scientifico, l’orto scolastico, il meleto e le biblioteche per
l’infanzia.
9
Scuola Primaria “Rita Levi Montalcini” Via Carducci
Ci sono 13 classi:
otto classi funzionanti a tempo modulare e cinque funzionanti a tempo pieno.
I bambini frequentano la scuola dal lunedì al venerdì.
Le classi del tempo pieno sono funzionanti dalle ore 8,30 alle 16,30.
Quelle del tempo modulare
Lunedì mercoledì e venerdì dalle 8,30 alle 13
martedì e giovedì dalle 8,30 alle 16,30.
Il servizio di pre-scuola è un servizio che i genitori possono richiedere al Comune di
Camaiore e permette ai genitori che lavorano di portare a scuola i bambini prima dell’inizio
delle lezioni. Il servizio funziona dalle 7:30 fino all’orario di ingresso.
L’Istituto poi mette a disposizione un servizio di mensa oltre ai giorni in cui c’è il normale
rientro con l’assistenza di personale facente parte delle Associazioni che hanno stipulato
una convenzione con l’Istituto.
10
Nei vari laboratori presenti nella scuola viene seguita una metodologia olistica, capace di
coinvolgere i bambini in prima persona , rendendoli protagonisti del proprio
apprendimento attraverso il “fare”.
Scuola Primaria “Giosuè Carducci” Via della Gronda Secco
Scuola primaria “G. Carducci” ci sono 6 classi con tempo modulare. I bambini frequentano
la scuola dal lunedì al venerdì.
Il martedì, il giovedì e il venerdì dalle ore 8,30 alle 13,30.
Il lunedì e il mercoledì dalle 8,30 alle 16,30.
Nella Scuola è attivo un servizio interno di prescuola che permette ai genitori che
lavorano di portare i propri figli a scuola prima dell’inizio delle lezioni.
Nel plesso è attivo il progetto “Senza Zaino per una scuola comunità”.
11
La biblioteca scolastica“A.Nigro” rappresenta la particolarità di questa scuola. Offre spazi
organizzati per consultare e leggere libri, per svolgere attività manuali di vario genere,
per ritrovarsi da soli o con gli altri. La biblioteca dispone inoltre di personale qualificato,
presente in orario scolastico ed extrascolastico, per attività di consultazione e prestito e
per la sorveglianza sui minori.
12
Scuola Secondaria di primo grado “Michele Rosi”
Nella scuola sono attualmente presenti 4 corsi interi per un totale di 12 classi.
Dal prossimo anno solo una classe funzionerà con orario 7,50 – 12,50 dal lunedì al sabato,
mentre tutte le altre sezioni, comprese le nuove classi prime seguiranno il seguente orario
7,50 – 13,50 dal lunedì al venerdì.
Discipline
Lettere
Matematica + scienze
Inglese
Francese / Spagnolo*
Arte
Musica
Scienze motorie
Tecnologia
Religione
Piano orario
Classi prime
Classi seconde
10
10
6
6
3
3
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
1
1
Classi terze
10
6
3
2
2
2
2
2
1
*La scelta della lingua (2° lingua straniera o inglese potenziato) è sempre legata alla
disponibilità regionale di organico e al numero degli studenti per formare una classe
prima.
13
I ragazzi usufruiscono inoltre dello spazio auditorium per incontri, manifestazioni e
rappresentazioni.
Gli studenti trovano nella Biblioteca uno spazio di accoglienza e quiete, persone con cui
instaurare un rapporto di fiducia, strumenti che offrono una adeguata risposta alle loro
curiosità e passioni ed attività che li incentivino alla scoperta di nuove abilità auto
gratificanti in una esperienza condivisa con il gruppo.
La Scuola è dotata di spazi ben attrezzati e funzionali:
la palestra rappresenta il “fiore all’occhiello” e consente ai ragazzi di svolgere attività
motoria in un luogo molto funzionale, il laboratorio informatico, il laboratorio artistico,
musicale, teatrale e la biblioteca “M. Amaducci”.
“La biblioteca rappresenta tutto questo.” Le attività proposte al suo interno in orario
scolastico hanno permesso a molti di conoscerla ed ha insegnato ad usufruirne anche in
orario extrascolastico sia per il prestito che per la consultazione
14
5
ORGANIZZAZIONE DELL’ORARIO SCOLASTICO
E DEGLI UFFICI
SCUOLE DELL’INFANZIA
Nelle due Scuola dell’infanzia “E. Cupisti” di Via G. Carducci e di Via Ferrarin gli orari di
funzionamento delle sezioni a tempo pieno vanno dalle ore 8:00 alle ore 16:00 (40h )
L’organizzazione giornaliera è così strutturata:
08:00/09:00 accoglienza
12:15/12:30 prima uscita senza mensa
13:15/13:30 seconda uscita dopo la mensa
16:00/16:15 ultima uscita
Nella Scuola dell’infanzia “Emanuela Cupisti” funziona anche una sezione antimeridiana
dalle ore
08:00 alle ore 13:30 (27,5h) con la seguente organizzazione giornaliera:
08:00/09:00 accoglienza
12:15/12:30 prima uscita senza mensa
13:15/13:30 ultima uscita dopo la mensa
15
SCUOLE PRIMARIE
Nelle Scuole Primarie dell’Istituto Comprensivo la strutturazione oraria è piuttosto
diversificata.
Nella Scuola Primaria “Rita Levi Montalcini” sono previste due opportunità orarie:
TEMPO PIENO: 8,30/16,30
(dal lunedì al venerdì)
TEMPO MODULARE: 8,30/13,00 – 8,30/16,30
(dal Lunedì al Venerdì con due rientri settimanali il Martedì e il Giovedì)
SERVIZI:
MENSA (anche gli alunni del modulo possono usufruire del servizio mensa tutti i giorni
della settimana),
PRESCUOLA (dalle 7:30 fino all’orario di ingresso),
SCUOLABUS
Nella Scuola Primaria “Giosuè Carducci” del Secco dall’anno scolastico 2013/14 è attivo il
modello pedagogico “Scuola Senza Zaino per una scuola comunità”
TEMPO MODULARE: 8,30/13,00 – 8,30/16,30 (dal Lunedì al Venerdì con due rientri
settimanali il Lunedì e Mercoledì)
SERVIZI:
MENSA
PRESCUOLA (dalle ore 8:00 fino all’orario di ingresso)
SCUOLABUS
SCUOLA SECONDARIA I GRADO “Michele Rosi”
Anche nella Scuola Secondaria i modelli orari sono strutturati in due modalità distinte di
30 ore: SETTIMANA CORTA
(sabato libero): 30 ore settimanali ingresso ore 7.50 uscita ore 13.50;
SETTIMANA LUNGA – modello orario a esaurimento non previsto per l’anno scolastico
2015/16 (con il sabato a scuola) 30 ore settimanali ingresso ore 7.50 uscita ore 12.50 (non
attivo dall’anno scolastico 2014/15)
SERVIZI:
PRESCUOLA dalle ore 7.30 alle ore 7.45
16
Modalità di ricevimento dei genitori
I docenti ricevono i genitori secondo l'orario di ricevimento comunicato alle famiglie o, in
casi particolari, previo appuntamento tramite diario.
I genitori sono invitati a prendere visione di tutte le comunicazioni della Scuola attraverso
il servizio mail (non potranno essere imputati danni o inconvenienti alla Scuola, derivati
dalla mancata conoscenza degli avvisi) e a comunicare agli insegnanti qualsiasi problema,
richiesta o informazione attraverso il diario o il quaderno degli avvisi.
Gli avvisi saranno dati con anticipo rispetto ad eventuali scadenze da rispettare.
Gli avvisi che necessitano della firma del genitore saranno consegnati in formato cartaceo o
utilizzando il libretto/diario.
SEGRETERIA
Tel. 0584 67563 Fax 0584 67047
e-mail:[email protected];
[email protected] [email protected]
sito: www.camaiore2.gov.it
La Segreteria, ubicata in Via Trieste, 85 – 55043 Lido di Camaiore (LU), è aperta al
pubblico con il seguente orario:
Martedì
Mercoledì
Giovedì
Venerdì
Sabato
15.00 17.00
08.00 10.00
15.00 17.00
13.00 14.00
12.00 13.00
17
LA COMUNICAZIONE CON GLI UTENTI
Mailing-list
Tutte le comunicazioni destinate al personale dell’Istituto e ai Genitori degli alunni avviene
tramite posta elettronica. I genitori che non dispongono di una casella di posta elettronica
vengono informati in forma cartacea.
Registro Elettronico – Pagelle online
Il DL 6 luglio 2012 n. 95 convertito dalla legge 7 agosto 2012 n. 135 al Titolo II art.7 specifica
che “a decorrere dall’anno scolastico 2012-2013 le istituzioni scolastiche ed educative
redigono la pagella degli alunni in formato elettronico. La pagella elettronica ha la
medesima validità legale del documento cartaceo ed è resa disponibile per le famiglie sul
web o tramite posta elettronica o altra modalità digitale.
A decorrere dall’anno scolastico 2012-2013 le istituzioni scolastiche e i docenti adottano
registri online e inviano le comunicazioni agli alunni e alle famiglie in formato elettronico”.
I genitori che non dispongono di una postazione pc, tablet o telefono collegato
alla rete per la consultazione del registro possono utilizzare la postazione che
viene messa a disposizione nell'aula riunioni del polo centrale negli orari di
apertura della Segreteria.
18
7
FINALITA’ GENERALI E OBIETTIVI FORMATIVI DEL P.O.F.
Le Indicazioni Nazionali, costituiscono il quadro di riferimento per la progettazione
curricolare affidata alle scuole. La costituzione del curricolo è il processo attraverso il quale
si sviluppano e organizzano la ricerca e l’innovazione educativa. Ogni scuola
predispone il curricolo all’interno del Piano dell’Offerta Formativa, nel rispetto delle
finalità, dei traguardi per lo sviluppo delle competenze, degli obiettivi di apprendimento
posti dalle Indicazioni.
Le competenze rappresentano il “filo rosso” che collega i diversi cicli tra loro, ma devono
essere intese in termini non vaghi. Le competenze, e non le discipline o le attività,
rappresentano il principale riferimento per il curricolo; questo significa che le esperienze
di apprendimento proposte assumono un ruolo strumentale, metodologico e vanno
intese come mezzi di educazione e formazione, piuttosto che come scopi ai quali portare a
termine l’impegno della scuola.
Il passare “dalla scuola dell’insegnamento, alla scuola dell’apprendimento” fa prestare
attenzione alla qualità dell’azione didattica e quindi alle modalità di promozione dei
processi di apprendimento più che alla quantità di nozioni da erogare. Le indicazioni non
sono il curricolo, ma lo orientano. Il disegno curricolare che emerge dal nuovo testo delle
Indicazioni presenta alcuni elementi distintivi che sono comuni a tutti e tre gli ordini di
scuola e che possono essere così riassunti:
Orientamento delle competenze
“La competenza è la capacità dimostrata da un soggetto di saper utilizzare le conoscenze,
le abilità e le attitudini personali, sociali e/o metodologiche in situazioni di lavoro o di
studio e nello sviluppo professionale e/o personale”.
Ogni competenza ha un carattere fondamentale perché non è un semplice fare, ma un
saper fare particolare: è inesauribile. C’è sempre un livello ulteriore al quale anche la
persona più competente può aspirare di attingere.
Definizione dei traguardi di sviluppo attesi mediante
il CURRICOLO VERTICALE DI ISTITUTO
Sono definiti i traguardi di sviluppo attesi al termine di alcuni snodi cruciali: al termine
della scuola dell’infanzia, della quinta primaria, della scuola secondaria di I grado con le
seguenti caratteristiche fondanti:
Essenzialità
Il curricolo si dovrà caratterizzare più sul piano della qualità che su quello quantitativo. Il
compito dell’insegnamento non va finalizzato ad “inseguire l’accumulo delle conoscenze”
ma deve essere focalizzato su alcuni argomenti essenziali intorno ai quali va costituito il
curricolo che dovrà avere due dimensioni: una verticale e una orizzontale.
Problematicità
Il superamento della preoccupazione enciclopedico-quantitativa o di addestramento
consente di concentrare l’attenzione sulla qualità dell’intervento educativo e didattico.
19
7.1
L’organizzazione del curricolo
Un’altra preoccupazione fortemente presente è quella della significatività
dell’apprendimento. L’aver messo al centro del curricolo il riferimento alla persona umana,
non astrattamente considerata, ma vista nella concretezza della sua realtà psicologica,
sociale e culturale, rappresenta la premessa indispensabile per la costruzione di un
curricolo. Il curricolo deve per questo rispettare dei criteri di verticalità e continuità
evitando inutili sovrapposizioni e ripetizioni. Per questo tutta la comunità professionale si
trova coinvolta nella costruzione di un curricolo verticale a livello disciplinare e nello
stesso tempo di un curricolo che sappia prevedere punti di raccordo interdisciplinari
nell’ottica di una didattica per competenze che possa travalicare i confini disciplinari.
La formulazione del curricolo tiene conto di fondamentali finalità formative comuni ai tre
ordini:
1
acquisizione delle strumentalità di base da parte degli alunni
2 sviluppo delle capacità di comunicazione attraverso i linguaggi verbali e non verbali
3 educazione alle problematiche ambientali, alla salute e alla solidarietà
4 continuità con i vari ordini di scuola, con la famiglia e con il territorio.
L’istituzione scolastica concorre, in collaborazione con la famiglia e le altre agenzie
educative, alla formazione dell’uomo, del cittadino riconoscendo la “centralità della
persona” e il suo diritto al successo formativo in relazione alle capacità personali.
Per questi motivi, unitamente ai nostri compiti istituzionali, condividiamo le seguenti
finalità educative.
7.2
Le finalità educative
Le finalità educative
• La maturazione dell’identità personale
• La conquista dell’autonomia
• Lo sviluppo delle competenze
per la scuola dell’infanzia
• La valorizzazione dell’esperienza
• La corporeità come valore
• L’esplicitazione delle idee e dei valori presenti nell’esperienza
• La trasformazione delle categorie empiriche in categorie formali
• Il confronto interpersonale
• La diversità delle persone e delle culture come ricchezza
• La pratica dell’impegno personale e della solidarietà sociale
per la scuola primaria
•
•
•
•
•
L’educazione integrale della persona
L’integrazione critica nella società contemporanea
L’orientamento come sviluppo di un progetto di vita personale
La maturazione dell’identità
La motivazione e il bisogno di significato come condizione fondamentale di
qualsiasi apprendimento
• La prevenzione dei disagi e il recupero degli svantaggi
• La relazione educativa come attenzione alla persona
per la scuola secondaria di I grado
20
8
AREE PRIORITARIE DI INTERVENTO
DEL PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA
Per il raggiungimento delle finalità formative ed educative comuni ai tre ordini di
scuola il Collegio ha individuato le seguenti aree di intervento del P.O.F.
Le seguenti aree sono sviluppate attraverso l’individuazione di docenti referenti con
incarico di Funzione Strumentale, docenti collaboratori delle Funzioni Strumentali e
Commissioni di lavoro
AREA
FS
COLLABORAZIONE
BES
(H/DSA/STRAN.)
Del Freo
Baisi
Orientamento e
continuità
Corsetti
Violi
Galeone
Valutazione
Area digitale
Dello Iacono
Carmignani
Massei
Biblioteca
COMMISSIONE
Carmignani
Ceragioli
Scoccia
Prayer Galletti
Trivellato
Miniscalco
Baroni
Giannecchini
Paglierani
Curricolo in verticale
Grotti
Verona
POF
Coordinamento progetti e
rapporti con il territorio
Baldassari
Santini
Pieraccini
Baldassari
Briatore
Tomassini
Tomassini
Tutte le FS
21
Per ciascuna delle seguenti aree sono state individuati degli obiettivi di intervento
prioritari di seguito riportati.
FUNZIONIGRAMMA
1° collaboratore Maria TOMASSINI
Collaboratori del Dirigente Scolastico:
2° collaboratore Anna CERAGIOLI
Nello svolgimento delle attività delegate gli insegnanti nominate sono tenuti al rispetto della vigente
normativa nonché delle direttive e disposizioni del DS, anche verbali, ai sensi degli artt. 2086, 2094 e 2104
c.c.
La delega è adottata ai sensi degli artt. 17, c. 1-bis e 25, c. 5, del d.lgs. n. 165/2001, per consentire lo
svolgimento contemporaneo delle numerose funzioni organizzative e amministrative di competenza del
Dirigente, al fine di migliorare l’efficacia e l’efficienza del servizio scolastico.
Le attività previste per la funzione in oggetto sono:


















Sostituzione del Dirigente in caso di assenza o di impedimento, esercitandone tutte le funzioni anche negli
Organi Collegiali e, su delega specifica del Dirigente scolastico, in riunioni o manifestazioni esterne.
Partecipazione alle riunioni di coordinamento (Staff ristretto e Staff allargato) indette dal Dirigente
scolastico.
Collaborazione per la formulazione dell’O.d.G. del Collegio dei Docenti e predisposizione, in
collaborazione con il Dirigente scolastico, delle eventuali presentazioni per le riunioni collegiali.
Collaborazione nella predisposizione delle circolari ed ordini di servizio.
Verifica delle presenze alle riunioni degli Organi Collegiali e delle Commissioni.
Vigilanza sulla corretta consegna dei verbali e sulla raccolta di documentazione (entro cinque giorni dalla
riunione).
Pianificazione e coordinamento dell'orario curricolare dei docenti.
Pianificazione e coordinamento dell'orario dei docenti e degli alunni per l'approfondimento/ampliamento
dell'offerta formativa nonché di tutte le attività scolastiche.
Gestione del regolare funzionamento dell’attività didattica assicurando il controllo della sede e riferendo al
Dirigente sul suo andamento.
Supervisione sull'operato tecnico dei coordinatori di plesso in relazione alle sostituzioni interne in caso di
assenze del personale docente.
Vigilanza sull’andamento generale del servizio, con obbligo di riferirmi qualunque fatto o circostanza che
possa, a suo parere, pregiudicare un regolare svolgimento dello stesso.
Collaborazione con il Dirigente scolastico per l’elaborazione dell’organigramma e del funzionigramma.
Vigilanza sulla disciplina degli studenti e sul rispetto del regolamento da parte di tutte le componenti
scolastiche.
Segnalazione formale agli Uffici di Segreteria e al Dirigente di eventuali situazioni di pericolo derivanti
dalle condizioni delle strutture e degli impianti.
Collaborazione con il Dirigente scolastico alla valutazione di progetti e/o di accordi di rete.
Coordinamento delle attività dei Dipartimenti e del Collegio docenti in raccordo con le Funzione
Strumentali.
Collaborazione e supervisione di tutte le attività del Piano dell’Offerta Formativa.
Collaborazione con il Dirigente scolastico nella ricerca di sponsor per eventi, manifestazioni, investimenti
in strutture didattiche, nel rispetto dei criteri stabiliti dal Consiglio di Istituto.
22

Diffusione di materiale di documentazione di vario genere inerenti le attività dell’Istituto fra i docenti e
verso l’esterno.
Maria Rita GROTTI
 Scuola primaria “Rita Levi Montalcini”
Coordinatori di plesso

Scuola primaria “Giosuè Carducci”
Francesca PIERACCINI

Scuola infanzia “Emanuela Cupisti”
Maria Annunziata BAISI

Scuola infanzia Via Ferrarin
Tiziana BIAGI
Le attività previste per la funzione in oggetto sono:







Coordinare tutti gli adattamenti dell’orario per far fronte alla sostituzione dei colleghi assenti sulla base
delle ore da recuperare.
In caso di richiesta di ferie e/o permesso orario controfirmare la richiesta del docente completandola con il
piano di sostituzione prima che essa sia consegnata in segreteria per l’approvazione da parte del DS.
Cura della contabilizzazione per ciascun docente, attraverso apposito registro, in riferimento ai seguenti
punti:
 Ore di permessi brevi e disciplina del recupero delle stesse;
 Ore straordinario;
 Recuperi.
Gestire le assenze e le sostituzioni del personale secondo le disposizioni contrattuali;
Procedere ad un adattamento dell’orario in presenza di particolari esigenze didattiche, di tali adattamenti
deve sempre essere informata la Dirigenza e la Segreteria.
Rilevare eventuali casi di criticità in ordine a sicurezza, disciplina o altro che possa causare disservizi.
Collaborare con le diverse FS e docenti collaboratori delle aree del POF per la realizzazione delle varie
attività.
Classe
Coordinatori Segretari
di classe
Coordinatore
Segretario
1A
Elianora BINI
Sara MATTEONI
2A
Anna BERTACCA
Patrizia CIARDELLA
3A
Irene CARMIGNANI
Alessandro FLORIO
1B
Chiara BACCI
Tommaso FERRARI
2B
Assunta GALEONE
Arianna MALFATTI
3B
Mirco LAMI
Daniela CORSETTI
1C
Chiara VANTAGGIOLI
Francesca GASPARI
2C
Emilia PUCCI
Manuela Ester CORDOVA
3C
Michela SANTINI
Marisa BENNATI
1D
Davide MASSEI
Alessandro BUONACCORSI
2D
Michele VERONA
Anna CERAGIOLI
3D
Anna CERAGIOLI
Franca SOLDAINI
23
Le attività previste per la funzione in oggetto sono:









Presiedere in mia vece le sedute del Consiglio di classe, ad eccezione degli scrutini;
Segnalare con tempestività al Consiglio di classe e a me stessa i fatti suscettibili di provvedimenti;
Convocare in seduta straordinaria il Consiglio di classe per discutere di eventuali provvedimenti
disciplinari;
Controllare con cadenza settimanale le assenze e i ritardi o le richieste eccessive di uscita anticipata da
parte degli studenti e comunicarle tempestivamente anche in forma scritta al Dirigente Scolastico.
Comunicare alla Segreteria (area studenti) le assenze superiori ai 6 giorni
Raccogliere sistematicamente informazioni sull’andamento didattico e disciplinare, rilevare le varie
problematiche e curarne la comunicazione al Consiglio di classe e alle famiglie;
coordinare l’organizzazione didattica e la documentazione relativa alla programmazione educativa della
classe
Coordinare le attività culturali, di educazione alla salute e alla legalità relative alla classe coordinata,
d’intesa con i referenti di area e sentita la componente genitori e studenti;
Coordinare tutte le iniziative che vengono proposte dal CdC
Funzioni strumentali / Collaboratori di area / Commissioni
Area
F.S.
Collaborazione
Commissione
BES
Emilia Del Freo
Maria Annunziata Baisi
Irene Carmignani
Anna Ceragioli
Serena Scoccia
Orientamento
Daniela Corsetti
Chiara Violi
Assunta Galeone
Eleonora Prayer Galletti
Patrizia Trivellato
Silvia Miniscalco
Giuditta Dello Iacono
Irene Carmignani
Valutazione
Area digitale
Davide Massei
Alessandro Baroni
Vivetta Giannecchini
Manuela Paglierani
Biblioteca
Curricolo in verticale
Maria Rita Grotti
Michele Verona
POF
Ida Baldassari
Maria Tomassini
Michela Santini
Francesca Pieraccini
Ida Baldassari
Maria Rita Briatore
Maria Tomassini
Tutte le Funzioni Strumentali
24
Funzione Strumentale DEL FREO Emilia
Collaborazione BAISI Maria Annunziata
Commissione CARMIGNANI Irene CERAGIOLI Anna SCOCCIA Serena
Area






BES
(DISABILI
DSA
STRANIERI)










Attivare e verificare procedure PIS
Indire le riunioni del GLI Gruppo di lavoro per l’inclusione 3 incontri in un anno
Tenere i rapporti con ASL e Reti di Scuole anche sulla base di progetti specifici
Coordinare le attività nelle classi di rilevazione BES –elenco per plesso
Predisposizione e aggiornamento del Piano di Inclusione da inserire nel POF
Coordinare all'interno dell'istituto le attività di screening per l'individuazione dei
DSA
Tabulazione dei dati delle attività di screening
Coordinamento e diffusione delle attività formative rivolte all'area BES
Progettazioni didattico-educative calibrate sui livelli minimi attesi per le
competenze in uscita per ogni grado da inserire nella proposta di Piano Annuale
per l’Inclusività riferito a tutti gli alunni con BES
Coordinamento delle attività di programmazione per alunni disabili secondo il
modello PIS che sostituirà la programmazione individualizzata
Attivare le procedure per la continuità e l’accoglienza degli alunni diversamente
abili, stranieri e dsa presenti nell’Istituto
Tenere i rapporti con ASL e Reti di Scuole anche sulla base di progetti specifici
promuovere il raccordo tra i docenti e il CTS per il Progetto Nuove Tecnologie e
Disabilità
Promozione di attività multiculturali in collaborazione con i genitori
Coordinare interventi con mediatori culturali
Coordinare le richieste e interventi con mediatore culturale
Funzione Strumentale CORSETTI Daniela
Collaborazione VIOLI Chiara GALEONE Assunta




Area
ORIENTAMENTO
E CONTINUITA’







ORIENTAMENTO IN USCITA
Gestione incontri con psicologo del lavoro
Incontri con le scuole superiori
Organizzazione Incontri informativi con i genitori per iscrizione Scuola
superiore
Organizzazione Stage e Predisposizione elenchi per le iscrizioni
Raccolta dati presso Scuole secondarie di 2° grado per risultati rispetto agli
alunni che si sono iscritti in prima nell’anno scolastico 2012/13 (risultati solo
relativi al secondo anno – fine obbligo di istruzione)
Predisposizione di una relazione per divulgazione risultati al termine
dell’obbligo di istruzione
ORIENTAMENTO IN ENTRATA /CONTINUITA’
Predisposizione progetto e iniziative in continuità – classi ponte
Gestione incontri tra insegnanti di vari gradi (anche con educatrici nido)
Calendarizzazione e gestione delle attività di scuola aperta per i genitori di tutti i
gradi con il coinvolgimento degli alunni nella scuola secondaria e primaria
(classi quinte)
25
Area
VALUTAZIONE
Collaborazione DELLO IACONO Giuditta CARMIGNANI Irene
Commissione PRAYER GALLETTI Eleonora TRIVELLATO Patrizia MINISCALCO
Silvia
 Gestire e coordinare, con DS e altre funzioni strumentale, le fasi del percorso di
miglioramento dell'Istituto comprensivo Giorgio Gaber
 Affiancamento della
segreteria nella fase di iscrizione INVALSI,
predisposizione delle fasi informative e di somministrazione
 Curare la divulgazione dei risultati delle prove (anno scolastico 2013/14) con
una relazione informativa per tutti gli insegnanti
 Coordinamento degli incontri aperti ai genitori relativi al tema della valutazione
 Predisposizione dei questioni di valutazione riferiti al servizio scolastico per
genitori, personale, studenti
 Tabulazione dei risultati emersi dai questioni e presentazione di una relazione
riassuntiva al CdI e al CdD
 Individuazione delle possibili area da migliorare
Funzione Strumentale MASSEI Davide
Collaborazione BARONI Alessandro


Area
DIGITALE




Pianificazione delle attività di formazione per docenti
Pianificazione e realizzazione delle iniziative di tutoring nelle classi con
particolare riferimento alla preparazione di lezioni (uso di software e/o app per
presentazioni)
Tutoraggio per realizzare con le classi percorsi personalizzati nel laboratorio
informatico o classe
Collaborare con referente tecnico hardware e software di istituto
Divulgazione a tutti i docenti di elenco risorse software gratuiti/App/siti utili
per la didattica
Raccolta dei fabbisogni hardware e software per la didattica
Collaborazione GIANNECCHINI Vivetta PAGLIERANI Manuela
Area
BIBLIOTECHE






Area
CURRICOLO
VERTICALE
Coordinamento della mostra del libro
Coordinamento del bando letterario
Coordinamento settimana di promozione alla lettura e tesseramento alla
biblioteca
Predisposizione di una brochure da inviare ai genitori illustrativa delle attività
della biblioteca.
Acquisto nuovi testi.
Coordinamento con volontari per gestione aperture
Funzione Strumentale GROTTI Maria Rita VERONA Michele
Commissione SANTINI Michela PIERACCINI Francesca BALDASSARI Ida
BRIATORE Maria Rita TOMASSINI Maria
 Predisposizione del documento unitario dei contenuti essenziali riferiti ai vari
ambiti disciplinari dall'infanzia alla scuola sec di 1° grado.
 Coordinamento della programmazione basata su unità di competenza.
 Coordinamento delle iniziative rivolte alla predisposizione delle prove parallele
basate sui contenuti essenziali, griglie di valutazione, indicazioni per la
correzione e la tabulazione.
 Coordinare le eventuali azioni formative/iniziative riferite alla verticalizzazione
del curricolo.
26


Area
POF E RAPPORTI
CON IL
TERRITORIO
Figure sensibili
sicurezza
Studio e divulgazione, anche in coordinamento con altri istituti o reti di scuole,
dei concetti di didattica per competenze e valutazione per competenze.
Coordinamento della progettazione trasversale per gradi scolastici delle
iniziative riferite a cittadinanza e costituzione.
Funzione strumentale BALDASSARI Ida
Collaborazione TOMASSINI Maria
Commissione TUTTE LE FUNZIONI STRUMENTALI
 Raccordo con associazioni locali che collaborano con Istituto e possibili
sostenitori dell'offerta formativa.
 Partecipazione al Tavolo dei minori e divulgazione delle iniziative emerse dal
gruppo.
 Controllo periodico dei seguenti siti per monitorare eventuali proposte
progettuali e concorsi:
 Sito Regione Toscana
 Sito MIUR
 Sito USR Toscana
 Fondazioni
 Banche
 Lions
 Rotary
 Coordinamento, raccolta e controllo della correttezza formale delle schede di
progetto relative all'offerta formativa per inserimento nel POF.
 Relazione di Monitoraggio dell'andamento dei progetti: criticità, bisogni emersi,
aspetti organizzativi, costi, efficacia (febbraio).
 Relazione consuntiva globale (per il collegio finale) in base al rendiconto dei
diversi referenti di progetto.
 Valutazione e divulgazione tra i docenti delle proposte/azioni/iniziative che
riguardano l'ampliamento dell'offerta formativa.

D.S. Emiliana PUCCI

Datore di lavoro (DL)

Ing. Stefano RODA’


Ins. Ida BALDASSARI
Responsabile del Servizio di prevenzione e
protezione (RSPP)
Rappresentante dei lavoratori (RLS)

Ins. Luciana GHERARDI

Referente sicurezza infanzia Cupisti

Ins. Francesca SERNI

Referente sicurezza infanzia Ferrarin

Ins. Antonio CAMMAROTA

Ins. Michelina MATOZZO

Referente sicurezza primaria Carducci

Prof. Mirco LAMI

Referente sicurezza secondaria Rosi

Piera BEATINI

Assunta GALEONE

Patrizia TRIVELLATO

Sandra BELLUOMINI

Membro supplente
Maria Lucilla TELLESCHI

Membro supplente

Comitato Valutazione

anno di prova


Referente sicurezza primaria Montalcini
27
Docenti tutor
neoimmmessi

Ida Baldassari

Attività di tutoraggio ins. primaria

Assunta Galeone

Attività di tutoraggio docente I grado

Maria Tomassini

Attività di tutoraggio ins. primaria
Augusto Albizzi

Assistente specializzato

Maria Annunziata Baisi

Insegnante infanzia

Sandra Belluomini

Insegnante infanzia
Nicoletta Bocci

Assistente specializzata

Riccardo Brunini

Collaboratore scolastico

Anna Ceragioli

Docente I grado

Manuela Ester Cordova

Docente I grado

Daniela Corsetti

Docente I grado sostegno

Emilia Del Freo

Giuditta Dello Iacono

Insegnante primaria sostegno
Insegnante primaria

Alessandro Florio

Docente I grado sostegno
GLI

Francesca Gaspari

Docente I grado sostegno
Gruppo di Lavoro

Marina Lapasin Zorzit

Insegnante primaria

Arianna Malfatti

Docente I grado sostegno

Mariella Moriconi

Insegnante infanzia

Rosalba Paglino

Insegnante infanzia sostegno

Tamara Pellegrini

Assistente sociale

Maria Luisa Pellegrino

Insegnante primaria sostegno

Giorgio Pini

Medico USL 12

Valeria Rossi

Collaboratrice scolastica

Serena Scoccia

Insegnante primaria sostegno

Lucilla Telleschi

Insegnante primaria

Claudia Tenerelli

Insegnante primaria

Maria Tomassini

Insegnante primaria

Ilaria Van Praag

Insegnante infanzia sostegno

Chiara Violi

Insegnante infanzia

Emiliana Pucci

Luigi Bugliani



Responsabile:
 Accessibilità informatica
 Servizi informativi
 Capo Ufficio Stampa
 Ufficio Relazioni Pubblico
 Gestione della Rete
 Procedimento di pubblicazione
dei contenuti del sito
Webmaster
Web designer
Redattore web
per l’Inclusione
Responsabili
comunicazione sito
scolastico interno e
esterno

Commissione Elettorale

Simonetta Caselli
Antonio Cammarota

Insegnante primaria
Maria Rita Grotti

Insegnante primaria
28

Elvira D’Auria

Genitore

Rita Mancarella

Genitore

Silvia Elisabetta Rapetti

Assistente Amministrativa

Organo di garanzia
Commissione

Letizia Chiodo


Francesca Mariani


Emanuele Faconti


Emiliana Pucci

Dirigente Scolastica
Antonella Cavarretta

D.S.G.A.
Simonetta Caselli

Assistente Amministrativa
Maria Tomassini

Insegnante
Emiliana Pucci

Dirigente Scolastica
Alessandro Baroni

Insegnante

Roberto Cavarretta

Collaboratore Scolastico

Davide Massei

Docente

acquisti beni e

servizi/prestatori
d’opera/esperti esterni 

Commissione collaudo
8.1

IL CURRICOLO VERTICALE
E I CONTENUTI ESSENZIALI (infanzia, primaria, secondaria)
Nel rispetto e nella valorizzazione dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, le
Indicazioni costituiscono il quadro di riferimento per la progettazione curricolare affidata
alle scuole. Sono un testo aperto, ma nello stesso tempo prescrittivo per ciò che attiene ai
traguardi finali. La comunità professionale è chiamata ad assumere le Indicazioni e a
contestualizzare, elaborando specifiche scelte relative a contenuti, metodi, organizzazione
dei tempi e valutazione coerenti con i traguardi formativi finali previsti dal documento
nazionale.
Il curricolo verticale di istituto è espressione della libertà d’insegnamento e dell’autonomia
scolastica e, al tempo stesso, esplicita le scelte della comunità scolastica e l’identità
dell’istituto. La costruzione del curricolo è il processo attraverso il quale si sviluppano e
organizzano la ricerca e l’innovazione educativa.
Ogni scuola predispone il curricolo all’interno del Piano dell’offerta formativa con
riferimento al profilo dello studente al termine del primo ciclo di istruzione, ai traguardi
per lo sviluppo delle competenze, agli obiettivi di apprendimento specifici per ogni
disciplina.
A partire dal curricolo di istituto, i docenti individuano le esperienze di apprendimento più
efficaci, le scelte didattiche più significative, le strategie più idonee, con attenzione
all’integrazione fra le discipline e alla loro possibile aggregazione in aree, così come
indicato dal Regolamento dell’autonomia scolastica, che affida questo compito alle
istituzioni scolastiche.
29
Nel tentativo di concretizzare un curricolo verticale sempre più completo e
rispondente alle esigenze dell’utenza, il nostro Istituto ha ritenuto necessario definire il
coordinamento dei curricoli, sia sul piano teorico, sia su quello metodologico – operativo e
riprogrammare l’apprendimento nell’ottica dell’unitarietà e della verticalità.
La continuità nasce dall’esigenza primaria di garantire il diritto dell’alunno ad un percorso
formativo organico e completo, che promuova uno sviluppo articolato e multidimensionale
del soggetto, il quale, pur nei cambiamenti evolutivi e nelle diverse istituzioni scolastiche,
costruisce la sua identità.
Per curricolo si intende un processo continuo, coerente e progressivo delle tappe
dell’apprendimento dell’allievo in riferimento alle competenze acquisite, intendendo per
competenza la comprovata capacità di usare conoscenze, abilità e capacità personali,
sociali e metodologiche in situazioni di lavoro o di studio nello sviluppo professionale e
personale.
Nella costruzione del curricolo si intrecceranno il sapere, il saper fare e il saper essere.
Ogni apprendimento, pur passando attraverso il conseguimento del saper parlare, leggere
e scrivere, dovrà essere misurato in termini di “competenza”, cioè di capacità di utilizzare
quelle conoscenze per comunicare con i compagni, nell’ambiente familiare, in diversi
ambiti e situazioni, tenendo conto delle loro diverse specificità e dell’opportunità di
ricorrere a diversi registri comunicativi. L’attenzione dell’insegnante non è tanto rivolta
all’elaborazione di materiali e metodi nuovi per “insegnare come fare a”, quanto a formare
quelle abilità mentali superiori che vanno al di là dei semplici processi cognitivi primari
(leggere, calcolare, ricordare, ecc.). Ciò significa sviluppare nello studente la
consapevolezza di ciò che sta facendo, del perché lo fa, di quanto è opportuno farlo e in
quali condizioni.
Le principali finalità educative e cognitive del curricolo verticale sono:
•
•
•
•
•
Assicurare un percorso graduale di crescita globale;
Consentire l’acquisizione di competenze, abilità, conoscenze e quadri concettuali
adeguati alle potenzialità di ciascun alunno;
Realizzare le finalità dell’uomo e del cittadino;
Orientare nella comunità;
Favorire la realizzazione del proprio “progetto di vita”.
Il modello di possibile traduzione operativa che l’Istituto, mediante un’apposita
commissione, ha elaborato e proposto al Collegio dei docenti che diviso in sottogruppi di
lavoro per le quattro aree individuate dalla suddetta commissione:italiano,
matematica, inglese e autonomia, parte dall’individuazione preventiva delle suddette
finalità per poi arrivare alla successiva specificazione degli obiettivi specifici
(corrispondenti alla peculiare strutturazione dei contenuti e delle attività delle scuole
stesse).
La scelta di finalità educative e cognitive garantisce la dimensione della continuità e
dell’organicità dell’iter formativo, mentre la definizione di obiettivi specifici (in parte o
completamente “diversi”) assicura la necessaria discontinuità e specificità del percorso dei
singoli ordini di scuola.
L’elaborazione del curricolo verticale permette di evitare frammentazioni, segmentazioni,
ripetitività del sapere e di tracciare un percorso formativo unitario. Favorisce, inoltre, una
“positiva” comunicazione tra i diversi ordini di scuola del nostro Istituto, costruendo un
30
clima di benessere psico-fisico che è alla base di ogni condizione di apprendimento,
stimolando la libera espressione delle proprie emozioni e delle abilità cognitive e
comunicative. Il curricolo verticale è uno strumento operativo che ci aiuta a rinnovare il
modo di fare cultura e la stessa professionalità docente, aggiornando in profondità le
strategie metodologiche quali: didattica laboratoriale, esperienziale, comunicativa,
funzionale, esplorativa (di ricerca), ludico-espressiva, partecipativa, collaborativa (di
gruppo), trasversale (di integrazione), interdisciplinare.
Aree disciplinari e discipline
Fin dalla scuola dell’infanzia, nella scuola primaria e nella scuola secondaria di primo
grado l’attività didattica è orientata alla qualità dell’apprendimento di ciascun alunno e
non ad una sequenza lineare, e necessariamente incompleta, di contenuti disciplinari. I
docenti, in stretta collaborazione, promuovono attività significative nelle quali gli
strumenti e i metodi caratteristici delle discipline si confrontano e si intrecciano tra loro,
evitando trattazioni di argomenti distanti dall’esperienza e frammentati in nozioni da
memorizzare.
Le discipline, così come noi le conosciamo, sono state storicamente separate l’una dall’altra
da confini convenzionali che non hanno alcun riscontro con l’unitarietà tipica dei processi
di apprendimento. Ogni persona, a scuola come nella vita, impara infatti attingendo
liberamente dalla sua esperienza, dalle conoscenze o dalle discipline, elaborandole con
un’attività continua e autonoma.
Oggi, inoltre, le stesse fondamenta delle discipline sono caratterizzate da un’intrinseca
complessità e da vaste aree di connessione che rendono improponibili rigide separazioni.
Nelle Indicazioni le discipline non sono aggregate in aree precostituite per non
favorire un’affinità più intensa tra alcune rispetto ad altre, volendo rafforzare così
trasversalità e interconnessioni più ampie e assicurare l’unitarietà del loro insegnamento.
Sul piano organizzativo e didattico la definizione di aree o di assi funzionali
all’ottimale utilizzazione delle risorse è comunque rimessa all’autonoma valutazione di
ogni scuola. Un ruolo strategico essenziale svolge l’acquisizione di efficaci competenze
comunicative nella lingua italiana che non è responsabilità del solo insegnante di italiano
ma è compito condiviso da tutti gli insegnanti, ciascuno per la propria area o disciplina, al
fine di curare in ogni campo una precisa espressione scritta ed orale.
Continuità ed unitarietà del curricolo
L’itinerario scolastico dai tre ai quattordici anni, pur abbracciando tre tipologie di scuola
caratterizzate ciascuna da una specifica identità educativa e professionale, è
progressivo e continuo. La presenza, sempre più diffusa, degli istituti comprensivi
consente la progettazione di un unico curricolo verticale e facilita il raccordo con il secondo
ciclo del sistema di istruzione e formazione.
Negli anni dell’infanzia la scuola accoglie, promuove e arricchisce l’esperienza vissuta dei
bambini in una prospettiva evolutiva, le attività educative offrono occasioni di crescita
all’interno di un contesto educativo orientato al benessere, alle domande di senso e
al graduale sviluppo di competenze riferibili alle diverse età.
31
Nella scuola del primo ciclo la progettazione didattica, mentre continua a valorizzare le
esperienze con approcci educativi attivi, è finalizzata a guidare i ragazzi lungo percorsi di
conoscenza progressivamente orientati alle discipline e alla ricerca delle connessioni tra i
diversi saperi.
Traguardi per lo sviluppo delle competenze
Al termine della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di
primo grado, vengono fissati i traguardi per lo sviluppo delle competenze relativi ai campi
di esperienza ed alle discipline.
Essi rappresentano dei riferimenti ineludibili per gli insegnanti, indicano piste culturali e
didattiche da percorrere e aiutano a finalizzare l’azione educativa allo sviluppo integrale
dell’allievo. Nella scuola del primo ciclo i traguardi costituiscono criteri per la valutazione
delle competenze attese e, nella loro scansione temporale, sono prescrittivi, impegnando
così le istituzione scolastiche affinché ogni alunno possa conseguirli, a garanzia dell’unità
del sistema nazionale e della qualità del servizio. Le scuole hanno la libertà e la
responsabilità di organizzarsi e di scegliere l’itinerario più opportuno per consentire agli
studenti il miglior conseguimento dei risultati.
Obiettivi di apprendimento
Gli obiettivi di apprendimento individuano campi del sapere, conoscenze e abilità ritenuti
indispensabili al fine di raggiungere i traguardi per lo sviluppo delle competenze. Essi sono
utilizzati dalle scuole e dai docenti nella loro attività di progettazione didattica, con
attenzione alle condizioni di contesto, didattiche e organizzative mirando ad un
insegnamento ricco ed efficace.
Gli obiettivi sono organizzati in nuclei tematici e definiti in relazione a periodi
didattici lunghi: l’intero triennio della scuola dell’infanzia, l’intero quinquennio della
scuola primaria, l’intero triennio della scuola secondaria di primo grado. Per garantire
una più efficace progressione degli apprendimenti nella scuola primaria gli obiettivi di
italiano, lingua inglese e seconda lingua comunitaria, storia, geografia, matematica e
scienze sono indicati anche al termine della terza classe.
Valutazione
Agli insegnanti competono la responsabilità della valutazione e la cura della
documentazione, nonché la scelta dei relativi strumenti, nel quadro dei criteri deliberati
dagli organi collegiali. Le verifiche intermedie e le valutazioni periodiche e finali devono
essere coerenti con gli obiettivi e i traguardi previsti dalle Indicazioni e declinati nel
curricolo.
La valutazione precede, accompagna e segue i percorsi curricolari. Attiva le azioni da
intraprendere, regola quelle avviate, promuove il bilancio critico su quelle condotte a
termine. Assume una preminente funzione formativa, di accompagnamento dei processi di
apprendimento e di stimolo al miglioramento continuo.
Occorre assicurare agli studenti e alle famiglie un’informazione tempestiva e trasparente
sui criteri e sui risultati delle valutazioni effettuate nei diversi momenti del percorso
scolastico, promuovendone con costanza la partecipazione e la corresponsabilità educativa,
nella distinzione di ruoli e funzioni.
32
Alle singole istituzioni scolastiche spetta, inoltre, la responsabilità dell’autovalutazione, che
ha la funzione di introdurre modalità riflessive sull’intera organizzazione dell’offerta
educativa e didattica della scuola, per svilupparne l’efficacia, anche attraverso dati di
rendicontazione sociale o emergenti da valutazioni esterne.
Valutare è comunque un’azione complessa che non si esaurisce solo nella valutazione dei
processi di apprendimento.
Il sistema nazionale di valutazione (SNV) ha il compito di rilevare la qualità dell’intero
sistema scolastico, fornendo alle scuole, alle famiglie e alla comunità sociale, al Parlamento
e al Governo elementi di informazione essenziali circa la salute e le criticità del nostro
sistema di istruzione. L’Istituto nazionale di valutazione rileva e misura gli apprendimenti
con riferimento ai traguardi e agli obiettivi previsti dalle Indicazioni, promuovendo, altresì,
una cultura della valutazione che scoraggi qualunque forma di addestramento finalizzata
all’esclusivo superamento delle prove.
La promozione, insieme, di autovalutazione e valutazione costituisce la condizione decisiva
per il miglioramento delle scuole e del sistema di istruzione poiché unisce il rigore delle
procedure di verifica con la riflessione dei docenti coinvolti nella stessa classe, nella stessa
area disciplinare, nella stessa scuola o operanti in rete con docenti di altre scuole.
Nell’aderire a tale prospettiva, le scuole, al contempo, esercitano la loro autonomia
partecipando alla riflessione e
alla ricerca nazionale sui contenuti delle Indicazioni entro un processo condiviso che potrà
continuare nel tempo, secondo le modalità previste al momento della loro emanazione,
nella prospettiva del confronto anche con le scuole e i sistemi di istruzione europei.
Certificazione delle competenze
La scuola finalizza il curricolo alla maturazione delle competenze previste nel profilo dello
studente al termine del primo ciclo, fondamentali per la crescita personale e per la
partecipazione sociale, e che saranno oggetto di certificazione. Sulla base dei traguardi
fissati a livello nazionale, spetta all’autonomia didattica delle comunità professionali
progettare percorsi per la promozione, la rilevazione e la valutazione delle competenze.
Particolare attenzione sarà posta a come ciascuno studente mobilita e orchestra le proprie
risorse – conoscenze, abilità, atteggiamenti, emozioni – per affrontare efficacemente le
situazioni che la realtà quotidianamente propone, in relazione alle proprie potenzialità e
attitudini. Solo a seguito di una regolare osservazione, documentazione e valutazione delle
competenze è possibile la loro certificazione, al termine della scuola primaria e della scuola
secondaria di primo grado, attraverso i modelli predisposti dall’Istituto o quelli che
verranno adottati a livello nazionale. Le certificazioni nel primo ciclo descrivono e
attestano la padronanza delle competenze progressivamente acquisite, sostenendo e
orientando gli studenti verso la scuola del secondo ciclo.
33
9
IL PROGETTO SENZA ZAINO
Dall’anno scolastico 2012/13 l’Istituto ha aderito al progetto “SENZA ZAINO per
una Scuola Comunità” nel plesso della Scuola Primaria G. Carducci. Il progetto nasce nel
2002 a livello Toscano e rappresenta sin da quel momento un modello di innovazione
metodologico – didattica.
Esso raccoglie le migliori tendenze pedagogiche italiane e straniere e attualmente
coinvolge circa una trentina di istituti in Italia che formano una vasta rete professionale
attraverso la quale i docenti trovano supporto professionale e occasioni di scambio. Ha
preso l’avvio da alcune scuole primarie, si è esteso alle scuole dell’infanzia, a qualche
scuola secondaria di 1° grado e vede alcune sperimentazioni negli istituti professionali.
La rete degli istituti è costituita a norma del dpr 295/99 con particolare attenzione all’art.
7. Tra i sostenitori figurano la Regione Toscana, l’ANSASS Toscana, l’UNCEM Toscana, i
Comuni delle scuole coinvolte.
Il progetto si avvia con il gesto reale e, nello stesso tempo, simbolico di togliere lo zaino.
Un gesto reale perché gli studenti delle scuole Senza Zaino (SZ) utilizzano una cartellina
leggera o una semplice borsa per portare il necessario per i compiti a casa, poiché tutto il
materiale è condiviso all’interno della classe. Inoltre le aule e le scuole vengono arredate in
modo funzionale e attrezzate con materiali didattici avanzati. Il togliere lo zaino è anche
un gesto simbolico perché i significati e le pratiche scolastiche cambiano in relazione a tre
valori fondamentali che del progetto rappresentano il cardine: la responsabilità, la
comunità, l’ospitalità.
Il primo valore è la responsabilità. Gli studenti sono portati ad assumersi la responsabilità
nel e del proprio apprendimento. Le metodologie adottate pongono particolare attenzione
ai metodi attivi in
cui il sapere non si trasmette, ma è frutto dell’azione
intenzionale del soggetto che interviene sia sulle sue strutture cognitive che nell’ambiente.
Inoltre gli studenti sono coinvolti con i docenti a strutturare, progettare, revisionare la
situazione dall’ambiente formativo, ovvero le attività didattiche. In tale prospettiva i
docenti svolgono un ruolo prevalente di incoraggiatori e facilitatori. Essi non solo
insegnano, ma apprendono con gli alunni, per cui la scuola assomiglia ad una comunità di
ricercatori e ad un laboratorio.
Il secondo valore è la comunità. L’apprendimento si determina nelle relazioni e non
individualisticamente. La personalizzazione dell’insegnamento e la comunità si integrano.
SZ vede la scuola come una comunità di apprendimento, di ricerca e di pratiche dove ci si
pongono domande e problemi, si condividono i percorsi di studio e di approfondimento, si
scambiano le risorse cognitive e le pratiche di lavoro, si vive insieme. Tutto questo tanto tra
alunni quanto tra docenti, favorendo sia il cooperative learning che il cooperative teaching.
La comunità implica, inoltre, un pieno coinvolgimento dei genitori visti anche come
partecipi nell’attività didattica.
Il terzo valore è l’ospitalità. In vari sensi. Nel senso che un ambiente ospitale e ben
organizzato favorisce l’apprendimento per il gruppo e per la persona; nel senso di ospitare
le diversità dei soggetti in formazione; nel senso – infine – per cui il sapere, ovvero la
scoperta del mondo, avviene se il mondo stesso è contrassegnato dall’ospitalità e
dall’accoglienza. La classe diventerà più ospitale e accogliente dove ogni particolare sarà
curato e reso fruibile per facilitare un apprendimento attivo, autonomo e consapevole.
34
La strutturazione dello spazio aula rispetterà i seguenti criteri in modo da facilitare il
lavoro didattico nel rispetto dei valori del SZ
n.1 agorà composto da (panche)
n.2 tavoli
n.3 vassoio bicchieri per cancelleria
n.4 tavolino biposto (per gli angoli laboratorio disciplinari e per il computer)
n.5 armadio a giorno con lato chiuso (per materiali didattici e documentazione della classe)
n.6 lavagna
n.7 computer (possibilmente collegati a internet)
n.8 sedia alunni
n.9 armadio a giorno (per materiali didattici e documentazione della classe)
n.10 podio (eventuale) (per la lettura di alunni e docente)
n.12 tavolo espositore prodotti didattici (da situare se possibile fuori dell’aula)
n.14 tappeto
n.15 (struttura in cemento tipica delle scuole visitate)
n.16 sedia docente n.17 tavolo docente
n.18 pannelli / cartelloni
n.19 cassettiere
La forte strutturazione dello spazio e l’attenzione ai materiali didattici consente di attuare
un lavoro per gruppi in modo da evitare la passività e nello stesso tempo facilitare la
collaborazione e lo sviluppo di competenze sociali.
Appropriate metodologie consentiranno infatti di collegare il
miglioramento degli
apprendimenti e un solido sviluppo delle competenze sociali e degli aspetti relazionali.
Il progetto impegnerà i docenti ad adottare progressivamente il metodo di lavoro dell’
approccio globale al curricolo (GCA). A tal proposito sarà attuato un processo di
formazione che prevede:
 Formazione iniziale di almeno 20 ore più 20 di accompagnamento;
 Formazione continua di almeno 10 ore l’anno;
 Consulenza in situazione destinata ai docenti delle classi interessate;
 Partecipazione alle iniziative regionali (seminari, convegni, workshop);
35
L’adesione alla rete nazionale consente alla scuola di avere accesso ad una raccolta di
proposte, spunti e indicazioni relative alle attività didattiche e organizzativo-gestionali.
Anche i genitori sano chiamati a confrontarsi con i i valori di ospitalità (accoglienza),
responsabilità (coinvolgimento attivo degli alunni), comunità (promozione di un
apprendimento centrato sulla ricerca, sullo sviluppo e scambio di buone pratiche, sulla
disponibilità a cooperare).
Attualmente le classi coinvolte nel progetto sono una prima e due classi seconde. Il
progetto andrà a regime entro 3 anni.
10
INTERVENTI MIRATI A RISOLVERE SITUAZIONI DI DISAGIO
Il diritto allo studio è un principio garantito dalla Costituzione (Art.3 e art.34).
Una scuola inclusiva risponde ai Bisogni Educativi Speciali (B. E S.) di tutti gli alunni
e in particolare degli alunni che presentano problemi di Disabilità, Disturbi Specifici di
Apprendimento, o di alunni Stranieri.
Gli alunni con Bisogni Educativi Speciali, sono quindi gli alunni Disabili, gli alunni con
Disturbo Specifico di Apprendimento, gli alunni con Disturbo dell’Attenzione e
Iperattività, gli alunni con disagio sociale e gli alunni stranieri.
L’Istituto Giorgio Gaber facendo propri i principi espressi dalla Carta Costituzionale, nella
valorizzazione della “Pari dignità sociale”, nel riconoscimento del diritto di ciascuno di
essere messo nelle condizioni idonee ad esplicare le proprie attitudini personali, quali esse
siano, si impegna attraverso la collaborazione sinergica con gli Enti Locali, le Aziende
Sanitarie, l’USP (Ufficio Scolastico Provinciale) e le Associazioni presenti sul territorio, a
mettere in atto tutte le modalità e le strategie educativo- didattiche atte a favorire
l’integrazione e l’inclusione.
A tal proposito, comprovato che al nostro istituto accedono alunni con un retroterra sociale
e culturale molto differenziato verranno programmati interventi in modo da rimuovere gli
effetti negativi dei condizionamenti sociali e superare le situazioni di svantaggio culturale
affinché a tutti venga garantito un adeguato sviluppo del processo di maturazione
personale.
In vista di tale finalità il P. O. F.
(Piano dell’Offerta Formativa) dell’Istituto
Comprensivo tende ad ispirarsi a tre criteri fondamentali:
Dare di più a chi ha meno: richiamandoci al principio espresso da Don Lorenzo Milani,
si intende ribadire la necessità che la scuola contribuisca con ogni mezzo a colmare le
differenze sociali e culturali che, di fatto, limitano ancora oggi il pieno sviluppo della
persona umana.
Differenziare la proposta formativa rendendola proporzionale alle difficoltà e alle
esigenze di ciascuno: a tutti gli alunni deve essere offerta la possibilità di sviluppare al
meglio le proprie potenzialità.
36
Valorizzare le molteplici risorse esistenti sul territorio (Enti Locali, Asl, Associazioni
culturali e professionali, Gruppi di volontariato, Organismi privati) allo scopo di realizzare
un progetto educativo ricco e articolato affinché l’offerta formativa della scuola non si
limiti alle sole attività curricolari ma assuma un più ampio ruolo di promozione culturale e
sociale.
10.1
Disturbi specifici di apprendimento DSAp
I Disturbi Specifici di Apprendimento, meglio conosciuti con i termini di Dislessia,
Disortografia, Disgrafia, Disprassia e Discalculia sono disturbi dello sviluppo che
determinano difficoltà a volte molto rilevanti nell’acquisizione delle
abilità che
costituiscono il nucleo principale dell’Istruzione, almeno nei primi anni di scolarizzazione.
Per affrontare al meglio i Disturbi Specifici di Apprendimento occorre che l’intervento
messo in atto sia di tipo globale, ossia è necessario coinvolgere tutte le risorse presenti: le
persone (famiglia, alunni, docenti, tecnici), le conoscenze (culturali, legislative, didattiche,
pedagogiche) e gli strumenti (tradizionali, convenzionali, compensativi e dispensativi).
37
La Legge 170 (08/08/2010) riconosce la Dislessia, la Disgrafia, la Disortografia, la
Disprassia e la Discalculia come Disturbi Specifici di Apprendimento e affida alle scuole di
ogni ordine e grado il compito di attivare, previa apposita comunicazione alle famiglie
interessate, interventi tempestivi, idonei ad individuare i casi sospetti di DSAp degli
studenti. Fattori di rischio di un possibile DSAp sono identificabili fin dalle scuola
dell’Infanzia e solitamente, fin dalla prima classe della scuola Primaria, emergono le
difficoltà o la particolare fatica nell’acquisire adeguatamente tutti i meccanismi di lettura
e scrittura. A partire dalla metà della seconda classe è possibile verificare se l’alunno ha
raggiunto prestazioni attese per l’età e diagnosticare, eventualmente, un DSAp.
10.2
Procedure di osservazione
Il nostro Istituto Comprensivo adotta una procedura standardizzata di osservazione
per favorire una diagnosi precoce di DSAp, ai sensi della legge 170 del 2010, o un
riconoscimento di disabilità rientrante nelle n°104 del 1992 o altre casistiche che possono
essere rapportate alla previsione normativa in base della direttiva ministeriale del 2013
“Strumenti d’intervento per gli alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione
territoriale per l’inclusione scolastica”.
Qualsiasi percorso di diagnosi vede comunque sempre in prima linea la famiglia che deve
rivolgersi al Servizio Sanitario Nazionale o in Centri Specializzati accreditati.
La procedura di osservazione si compone di due diversi canali:
PROCEDURA ORDINARIA
e PROCEDURA SISTEMATICA STANDARDIZZATA DI OSSERVAZIONE
PROCEDURA ORDINARIA
1) l’insegnante di qualsiasi classe può rendersi conto di una difficoltà da parte di uno
studente che si discosta dall’andamento generale del resto della classe
2) l’insegnante in accordo con il team, adotta interventi di recupero delle abilità che
risultano deficitarie utilizzando strategie in classe, in piccoli gruppi o con interventi
aggiuntivi
3) i docenti nel caso in cui gli interventi di recupero non abbiano dato risultati
apprezzabili, con la presenza del Dirigente scolastico, convocano la famiglia per esporre
la criticità rilevata e progettare insieme gli ulteriori approfondimenti.
4) l’insegnante avvalendosi del “Protocollo Scuole in Rete” (Schema di osservazione di
comportamenti e abilità nelle diverse aree elaborato dalle Scuole che aderiscono alla
rete FO.RE.VER –Formazione Reticolare Versiliese) compie un’osservazione sistematica
5) l’insegnante sintetizza l’osservazione sistematica in uno specifico documento
“MODELLO DI SEGNALAZIONE AL PEDIATRA” che viene sottoscritto da tutto il team
e dal Dirigente Scolastico
6) L’insegnante segnala ai genitori di aver redatto il documento e lo consegna ai
genitori.
I genitori con la richiesta del pediatra e il modello elaborato dalla scuola possono accedere
ad un percorso di controllo a cura dell’ASL o di Centri accreditati per una eventuale
diagnosi di DSAp o Disabilità.
Nel caso in cui venga rilasciata la diagnosi, sarà la famiglia a comunicarla alla scuola.
38
PROCEDURA SISTEMATICA STANDARDIZZATA
1) Ogni anno scolastico per i bambini di anni 4 della Scuola dell’infanzia e delle classi
seconde della Scuola Primaria si adotta una Osservazione sistematica degli studenti
entro la fine di dicembre, avvalendosi del “Protocollo Scuole in Rete” (Schema di
osservazione di comportamenti e abilità nelle diverse aree elaborato dalle Scuole che
aderiscono alla rete FO.RE.VER –Formazione Reticolare Versiliese). L’osservazione
avviene nella quotidianità della prassi curricolare, durante l’orario di servizio nei modi e
nei tempi stabiliti dai docenti; si avvale della competenza professionale dei docenti che
stabiliscono di osservare gli indicatori presi in esame dalla griglia per ciascuna classe di
riferimento, con prove scelte da loro stessi e preparate nella programmazione di classe.
Tali osservazioni non costituiscono diagnosi di DSAp , che viene rilasciata unicamente
dalla Asl o da centri accreditati a livello regionale
2) Al termine dell’osservazione i docenti di classe raccolgono i dati che vengono
presentati al collegio e segnalati i casi critici.
3) Gli insegnanti adottano interventi di recupero delle abilità che si sono dimostrate
carenti
4) Se gli interventi di recupero non danno risultati apprezzabili i docenti, con la
presenza del Dirigente scolastico, convocano la famiglia per esporre la criticità rilevata e
progettare insieme gli ulteriori approfondimenti.
4) Successivamente gli insegnanti predispongono il “MODELLO DI SEGNALAZIONE
AL PEDIATRA” da inviare ai pediatri, lo trasmettono alla Dirigente per la firma e
infine lo consegnano alla famiglia, che formalizzerà l’inizio del percorso diagnostico
consegnando il Protocollo al pediatra. Nel Protocollo i docenti sintetizzeranno le
osservazioni senza allegare nessun documento ( tranne eventuali relazioni specialistiche
preesistenti). Nel caso in cui venga rilasciata la diagnosi, sarà la famiglia a comunicarla
alla scuola.
Al medico pediatra
Oggetto: SEGNALAZIONE DI DIFFICOLTÀ IN AMBITO SCOLASTICO
La sottoscritta Emiliana Pucci, Dirigente Scolastica dell’Istituto Comprensivo “Giorgio
Gaber” di Lido di Camaiore (LU), sentiti gli insegnanti e in accordo con la famiglia, segnala che:
l’alunna/o
nata/o a
il
iscritta/o nella classe
della scuola
presenta le seguenti difficoltà:
Comportamentali (scrivere nello spazio sottostante)
Emotivo relazionale (scrivere nello spazio sottostante)
39
Lettura (scrivere nello spazio sottostante)
Scrittura (scrivere nello spazio sottostante)
Calcolo (scrivere nello spazio sottostante)
Altro (scrivere nello spazio sottostante)
Strumenti utilizzati: lettura e la scrittura*
Protocollo Scuole in Rete
DATA
Strumenti utilizzati: matematica e calcolo*
Protocollo Scuole in Rete
DATA
Protocollo di osservazione comportamentale/emotivo/relazionale
Protocollo di Istituto
10.3
DATA
Predisposizione del piano didattico personalizzato
Una volta che i genitori consegnano alla Scuola una certificazione di DSAp o altra
diagnosi che reca i presupposti di una difficoltà rientrante in un Bisogno Educativo
Speciale gli insegnanti devono attivarsi per predisporre un PIANO DIDATTICO
PERSONALIZZATO.
Per i suddetti alunni, in maniera commisurata alle necessità individuali e al livello di
complessità del disturbo, verrà garantito l’utilizzo di strumenti compensativi ( strumenti
che consentono di evitare l’insuccesso scolastico a causa delle difficoltà dovute al disturbo
poiché sostituiscono o facilitano la prestazione richiesta) e l’utilizzo di misure dispensative
(adattamenti delle prestazioni che permettono all’alunno una positiva partecipazione alla
vita scolastica).
Tali strumenti e misure vanno utilizzati costantemente in tutti i gradi di scuola. Il Piano
Didattico Personalizzato è lo strumento che accompagna l’alunno in tutto il suo iter
scolastico e una volta sottoscritto dalla famiglia rimane valido per tutto il periodo della
permanenza scolastica, anche se aggiornato ogni anno.
40
Il PDP viene introdotto dalla diagnosi dello specialista a cui fanno seguito le
osservazioni/considerazioni dei docenti e della famiglia. In esso verranno considerate le
caratteristiche del processo di apprendimento e verrà valutata la consapevolezza da parte
dell’alunno del proprio modo di apprendere, dopo di che si metteranno in atto le strategie
metodologiche e didattiche più opportune.
Partendo dal presupposto che ogni ragazzo è differente, diventa fondamentale, per la
stesura di un PDP efficace, l’assoluta collaborazione tra scuola e famiglia, in modo da
adattare alle caratteristiche individuali i provvedimenti dispensativi e compensativi
suggeriti dalla norma vigente, dopo aver valutato l’entità e il profilo delle difficoltà
evidenziate dalle singole diagnosi.
11
DISABILITA’
L’Integrazione scolastica degli alunni con Disabilità è un processo che a partire dagli
anni 70’ (Legge N°517 del 1977) ha visto la scuola italiana impegnata nella costruzione di
buone pratiche educative atte a favorire il successo scolastico di tutti gli alunni.
La Legge N° 104 del 1992 ha costituito una svolta epocale in ambito educativo, poiché
prevedendo una particolare attenzione nei confronti degli alunni con Disabilità, ha favorito
percorsi formativi individualizzati, finalizzati al pieno sviluppo delle potenzialità di
ciascun alunno.
E’ nella scuola più che in ogni altra Istituzione, che si realizzano i postulati di queste
due leggi.
L’integrazione degli alunni con Disabilità è un percorso che coinvolge tutta la scuola, in
particolare tutti i docenti che contribuiscono secondo il proprio ruolo e le proprie
competenze.
Infatti il nostro Istituto ha sempre rivolto un’attenzione particolare all’attività di recupero e
di sostegno portando avanti una politica di integrazione il più possibile realistica ed
inserita nel contesto sociale del territorio, considerando la presenza degli alunni disabili,
come un’occasione di arricchimento umano, sociale e professionale. Per questo motivo
mette al primo posto l’elaborazione del Piano Educativo Individualizzato (P. E. I.) che ha
come obiettivo primario la costruzione di un Progetto di Vita realizzato attraverso lo
sviluppo delle potenzialità di ciascun alunno, nell’apprendimento, nella comunicazione e
nella socializzazione.
Nel nostro Istituto questo Progetto trova la sua attuazione attraverso:
La presenza di figure professionali quali gli insegnanti di classe, l’ insegnante di sostegno,
l’assistente educatore del Comune di Camaiore, l’èquipe psicopedagogica dell’ASL
12 della Versilia e il supporto della famiglia.
L’organizzazione delle attività rispetto a due criteri, quello del raccordo in verticale e in
orizzontale degli interventi didattici e quello della condivisione di obiettivi, strumenti,
risorse e competenze per l’integrazione.
Il raccordo tra l’attività pedagogico - didattica dei docenti specialisti e i docenti curricolari.
L’attività di consulenza per famiglie e alunni .
La gestione dei contatti con il servizio degli specialisti dell’ASL 12.
La gestione dei rapporti con i servizi sociali del Comune di Camaiore e del servizio di
assistenza specialistica
41
11.1
Obiettivi per la disabilità
Obiettivi Specifici:
• Definizioni dei bisogni a livello dei singoli alunni.
• Accordi con Enti Locali e Associazioni.
• Verifica delle risorse disponibili.
• Costituzione dell’équipe di lavoro G.L.I.C. (Gruppo di lavoro interistituzionale sul
caso o G. L. I.C. ).
• Pianificazione degli interventi da attivare (P. E. I.).
• Attuazione del piano degli interventi.
• Monitoraggio.
• Verifica degli esiti formativi raggiunti.
12
INTERCULTURA
Il fenomeno dell’Immigrazione è considerato un elemento costitutivo della
nostre
società nelle quali sono sempre più numerosi gli individui appartenenti a diverse culture.
L’integrazione piena degli immigrati nella società di accoglienza è un obiettivo
fondamentale e, in questo processo, il ruolo della scuola è primario.
Tale integrazione è oggi comunemente, intesa come un processo bidirezionale, che
prevede diritti e doveri tanto per gli immigrati tanto per la società che li accoglie.
(miur - linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri 1 marzo 2006)
Il 1 marzo 2006
il
M. I. U. R. ha emanato le “Linee guida per l’accoglienza e
l’integrazione degli alunni stranieri”con l’obiettivo di individuare alcuni punti fermi sul
piano normativo e di dare alcuni suggerimenti di carattere organizzativo e didattico al
fine di favorire l’integrazione e la formazione educativa degli alunni stranieri.
Negli ultimi anni, il costante aumento della presenza di
alunni stranieri, ha
interpellato il nostro Istituto sulla sua capacità di accoglienza e integrazione, rendendo
necessario un intervento coordinato con le famiglie, con le Istituzioni, con gli Enti Locali e
con le Agenzie Educative presenti sul territorio.
42
A tal fine il Comprensivo Camaiore 2 attua interventi necessari alla piena partecipazione
degli alunni stranieri alla vita della Comunità Scolastica e promuove azioni concrete per
comprendere e orientarsi nella nuova realtà culturale.
Il percorso di inserimento di alunni stranieri nel nostro Istituto prevede le seguenti
fasi:
•
Raccolta dei documenti indispensabili da parte della Segreteria Amministrativa
mediante un incontro con la famiglia.
•
Incontro tra famiglia, alunno, Dirigente Scolastico e mediatore culturale, se
presente, per raccogliere informazioni sul percorso didattico effettuato in
precedenza e sulla conoscenza della lingua.
•
Inserimento nella classe secondo i criteri stabiliti dal Collegio dei Docenti.
•
Somministrazione di prove per valutare le competenze linguistiche e disciplinari.
•
Programmazione da parte degli insegnanti del percorso di alfabetizzazione e di
sostegno allo studio.
•
Richiesta di mediatori culturali per una migliore conoscenza della realtà familiare e
culturale degli alunni stranieri iscritti.
•
Monitoraggio e Verifica degli esiti formativi raggiunti.
All’interno della nostra Biblioteca Scolastica di via Trieste 85 è presente uno Scaffale
Multiculturale fornito di libri di testo e libri di narrativa per ragazzi incentrati sul tema del
pluralismo culturale e dell’intercultura, testi semplificati relativi alle varie discipline
(Edizioni ERICKSON), C. D. ROM multimediali per l’avviamento alla scrittura di testi e
strumenti multimediali per l’approccio alla matematica.
All’interno della Scuola Primaria di Lido di Camaiore è stato allestito nel 2010, un
Laboratorio per le attività di recupero e attività didattiche alternative, dove sono presenti
sussidi didattici, C.D. ROM con Software specifico, giochi strutturati, materiale di facile
consumo e testi per la formazione degli insegnanti che trattano le diverse tipologie di
disabilità, disturbi di apprendimenti e materiale didattico per il recupero
13
IL GRUPPO PER L’INCLUSIONE SCOLASTICA “GLI”
Nell’ Istituto è presente Il GLI Gruppo di lavoro per l’inclusione le cui
competenze, dopo la normativa sui BES si è estesa al miglioramento dell’inclusione di tutti
gli alunni che potenzialmente possono presentare delle difficoltà dovute a motivazioni
diverse. Il GLI è composto dal:
•
•
Dirigente Scolastico che lo presiede.
Dai docenti di sostegno in servizio nei vari ordini di scuola, dai docenti curricolari e
aperto ai coordinatori di classe in cui sono in cui sono inseriti gli alunni
diversamente abili .
43
• Da un rappresentante dell’ASL 12.
• Da un rappresentante dell’Ente Locale.
• Da un rappresentante dei genitori eletti nel Consiglio di Istituto.
• Da un rappresentante dei genitori degli alunni diversamente abili presenti
nell’Istituto.
Il GLI è coordinato dalla Funzione Strumentale B. E. S. e dal Collaboratore per la
Disabilità, si riunisce come minimo tre volte l’anno anche in diverse articolazioni e ha il
compito di:
• Proporre progetti per la continuità e l’accoglienza degli alunni diversamente abili;
• Predisporre il lavoro propedeutico alla stesura della documentazione
dell’alunno diversamente abile;
• Condividere percorsi d’integrazione scolastica ed integrazione sul territorio;
• Promuovere indagini conoscitive relative alla Disabilità;
• Collaborare alle iniziative educative e di integrazione predisposte dal P. O. F.
e al Progetto di Vita dell’alunno in situazione di Handicap.
14
EDUCAZIONE ALLA SALUTE
Tutti i bambini e i giovani hanno diritto e dovrebbero avere l’opportunità di essere
educati in una “Scuola che promuove salute”. La scuola che promuove salute, i cui principi
rispondono alla democrazia, equità, empowerment, formazione degli insegnanti, comunità
e sostenibilità, ha i suoi fondamenti in un modello sociale di salute che da un lato ne
valorizza il ruolo per lo sviluppo delle risorse territoriali e dall’altro si concentra sugli
individui e sulle loro capacità di scelta. Non per altro, è stato dimostrato come le
scuole che promuovono salute costituiscano un investimento
sia
per
l’educazione
che
per
la
salute. Una scuola che promuove salute mette al
centro del programma il ragazzo che vive, lavora, gioca, e impara. L’educazione alla salute
nella scuola centrata sui ragazzi anziché sulle discipline significa porre le basi per lo
sviluppo di una nuova cultura della salute che comprenda le interrelazioni e le
interdipendenze. Occorre quindi un lavoro di squadra e un forte impegno collettivo perché
la scuola possa effettivamente diventare “promotrice di salute” e guidare i giovani sul
sentiero della consapevolezza e dell’autotutela.
Una scuola che promuove salute:
•
•
•
Costruisce il POF (Piano di offerta formativa) secondo i bisogni individuati dal
territorio, prendendo in considerazione le risorse e le opportunità che ogni territorio
offre;
Coinvolge pienamente il dirigente scolastico nelle attività di promozione alla salute;
Partecipa con i propri docenti ai percorsi formativi secondo la metodologia
individuata dall’OMS delle life-skills e peer- education;
Per questi motivi il Comprensivo ha promosso una serie di progetti che mettono
l’adolescente al centro dei percorsi e spaziano dall’educazione alimentare, al rispetto della
persona e degli animali, all’educazione alla sessualità e alla ricerca continua di sostenere gli
studenti e le famiglie nei loro bisogni psicologici e relazionali.
44
15
EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA
Per una nuova cittadinanza
La scuola persegue una doppia linea formativa: verticale e orizzontale. La linea verticale
esprime l’esigenza di impostare una formazione che possa poi continuare lungo l’intero
arco della vita; quella orizzontale indica la necessità di un’attenta collaborazione fra la
scuola e gli attori extrascolastici con funzioni a vario titolo educative: la famiglia in primo
luogo.
Insegnare le regole del vivere e del convivere è per la scuola un compito oggi ancora più
ineludibile rispetto al passato, perché sono molti i casi nei quali le famiglie incontrano
difficoltà più o meno grandi nello svolgere il loro ruolo educativo.
La scuola non può interpretare questo compito come semplice risposta a
un’emergenza. Non è opportuno trasformare le sollecitazioni che le provengono da vari
ambiti della società in un moltiplicarsi di microprogetti che investano gli aspetti più
disparati della vita degli studenti, con l’intento di definire norme di comportamento
specifiche per ogni situazione. L’obiettivo non è di accompagnare passo dopo passo lo
studente nella quotidianità di tutte le sue esperienze, bensì di proporre un’educazione
che lo spinga a fare scelte autonome e feconde, quale risultato di un confronto continuo
della sua progettualità con i valori che orientano la società in cui vive.
La scuola perseguirà costantemente l’obiettivo di costruire un’alleanza educativa con i
genitori. Non si tratta di rapporti da stringere solo in momenti critici, ma di relazioni
costanti che riconoscano i reciproci ruoli e che si supportino vicendevolmente nelle comuni
finalità educative.
La scuola si apre alle famiglie e al territorio circostante, facendo perno sugli strumenti
forniti dall’autonomia scolastica, che prima di essere un insieme di norme è un modo di
concepire il rapporto delle scuole con le comunità di appartenenza, locali e nazionali.
L’acquisizione dell’autonomia rappresenta un momento decisivo per le istituzioni
scolastiche. Grazie a essa si è già avviato un processo di sempre maggiore
responsabilizzazione condiviso dai docenti e dai dirigenti, che favorisce altresì la stretta
connessione di ogni scuola con il suo territorio.
In quanto comunità educante, la scuola genera una diffusa convivialità relazionale,
intessuta di linguaggi affettivi ed emotivi, e è anche in grado di promuovere la condivisione
di quei valori che fanno sentire i membri della società come parte di una comunità vera e
propria. La scuola affianca al compito “dell’insegnare ad apprendere” quello
“dell’insegnare a essere”.
L’obiettivo è quello di valorizzare l’unicità e la singolarità dell’identità culturale di ogni
studente. La presenza di bambini e adolescenti con radici culturali diverse è un
fenomeno ormai strutturale e non può più essere considerato episodico: deve trasformarsi
in un’opportunità per tutti. Non basta riconoscere e conservare le diversità preesistenti,
nella loro pura e semplice autonomia. Bisogna, invece, sostenere attivamente la loro
interazione e la loro integrazione attraverso la conoscenza della nostra e delle altre culture,
in un confronto che non eluda questioni quali le convinzioni religiose, i ruoli familiari, le
differenze di genere.
45
La promozione e lo sviluppo di ogni persona stimola in maniera vicendevole la promozione
e lo sviluppo delle altre persone: ognuno impara meglio nella relazione con gli altri. Non
basta convivere nella società, ma questa stessa società bisogna crearla
continuamente insieme.
Il sistema educativo deve formare cittadini in grado di partecipare consapevolmente alla
costruzione di collettività più ampie e composite, siano esse quella nazionale, quella
europea, quella mondiale. Non dobbiamo dimenticare che fino a tempi assai recenti la
scuola ha avuto il compito di formare cittadini nazionali attraverso una cultura omogenea.
Oggi, invece, può porsi il compito più ampio di educare alla convivenza proprio attraverso
la valorizzazione delle diverse identità e radici culturali di ogni studente. La finalità è una
cittadinanza che certo permane coesa e vincolata ai valori fondanti della tradizione
nazionale, ma che può essere alimentata da una varietà di espressioni ed esperienze
personali molto più ricca che in passato.
Per educare a questa cittadinanza unitaria e plurale a un tempo, una via privilegiata è
proprio la conoscenza e la trasmissione delle nostre tradizioni e memorie nazionali: non si
possono realizzare appieno le possibilità del presente senza una profonda memoria e
condivisione delle radici storiche. A tal fine sarà indispensabile una piena valorizzazione
dei beni culturali presenti sul territorio nazionale, proprio per arricchire l’esperienza
quotidiana dello studente con culture materiali, espressioni artistiche, idee, valori che sono
il lascito vitale di altri tempi e di altri luoghi.
La nostra scuola, inoltre, deve formare cittadini italiani che siano nello stesso tempo
cittadini dell’Europa e del mondo. I problemi più importanti che oggi toccano il nostro
continente e l’umanità tutta intera non possono essere affrontati e risolti all’interno dei
confini nazionali tradizionali, ma solo attraverso la comprensione di far parte di grandi
tradizioni comuni, di un’unica comunità di destino europea così come di un’unica
comunità di destino planetaria. Perché gli studenti acquisiscano una tale comprensione, è
necessario che la scuola li aiuti a mettere in relazione le molteplici esperienze culturali
emerse nei diversi spazi e nei diversi tempi della storia europea e della storia dell’umanità.
La scuola è luogo in cui il presente è elaborato nell’intreccio tra passato e futuro, tra
memoria e progetto.
Per quanto sopra citato il comprensivo intende perseguire i seguenti obiettivi:
•
•
•
•
•
•
•
Attivare atteggiamenti di ascolto/conoscenza di sé e di relazione positiva nei
confronti degli altri;
Riconoscere il proprio ruolo nella classe, nella famiglia, nel gruppo dei pari in
genere;
Stabilire con i compagni e con gli adulti rapporti basati sul reciproco rispetto;
Saper accettare e svolgere incarichi per lavorare insieme al altri per un obiettivo
comune;
Comprendere che ogni luogo ha le sue regole;
Distinguere le regole a seconda dei luoghi anche in base alla distinzione tra pubblico
e privato.
Conoscere le principali regole da osservare: in strada, a scuola, in piazza, in
biblioteca, nei parchi e negli ambienti naturali, nei luoghi di aggregazione sociale
(luoghi pubblici) e a casa (luogo privato);
46
•
•
•
Acquisire attraverso le esperienze, le conoscenze, la lettura dei documenti e le
attività pratiche, la consapevolezza dei valori e dei beni di cui i bambini e i ragazzi
possono avere un riscontro nel loro vissuto quotidiano:
 Beni attinenti alla persona (salute, alimentazione, sicurezza)
 Beni attinenti all’ambiente (le risorse, realtà naturali, artistiche e urbanistiche)
 Beni attinenti alla società (la pace, la legalità, l’economia e il lavoro, la
solidarietà, lo sport, i mezzi di comunicazione, l’istruzione, l’identità culturale e
l’intercultura, i rapporti con il territorio).
Acquisire attraverso l’esperienza l’idea che la partecipazione diretta misuri la
democrazia di una società, educhi al rispetto, al dialogo, alla responsabilità;
Conoscere i simboli e la relativa storia della identità nazionale (la bandiera, l’inno
nazionale), locale, regionale, europea.
PROGETTI TRASVERSALI DELLA SECONDARIA
PEZ Piani educativi zonali:
Laboratori di Musicoterapia
Laboratorio di Teatro
Ore aggiuntive per il personale interno
Sportello di Ascolto
Doposcuola
Parent training
Laboratori del Sapere Scientifico
Biblioteche scolastiche
Recupero e potenziamento
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16
ORIENTAMENTO
Il progetto “Orientamento”, inserito nelle scelte organizzative adottate nel Piano
dell'Offerta Formativa dell'Istituto Comprensivo, parte dal presupposto che orientare
significa informare e accompagnare l’alunno in un percorso conoscitivo e formativo. E’
ovvio, pertanto, che il progetto si articola lungo l'intero ciclo scolastico.
Particolare importanza assumono perciò le attività e gli incontri degli anni ponte, volti ad
aiutare l'alunno nel passaggio da un ordine di scuola al successivo.
Dal 1°settembre 2010 nel nostro Paese è entrata in vigore la riforma complessiva e
simultanea del secondo ciclo di istruzione e formazione, con la conseguente
riorganizzazione.
La conclusione del ciclo della scuola media comporta automaticamente la scelta e
l’orientamento verso un indirizzo specifico, passaggio importante per i ragazzi/e tenuti, al
conseguimento della licenza media, ad iscriversi ad un istituto secondario di secondo grado
almeno per due anni.
Con il servizio di orientamento la scuola intende fornire elementi di ulteriore
consapevolezza alle studentesse e agli studenti relativamente alla scelta del percorso
formativo da intraprendere. Fondamentale è il coinvolgimento delle famiglie insieme agli
studenti e/o separatamente e senza distinzione riguardo alla nazionalità.
I processi di progettazione ed autovalutazione cui ogni alunno è guidato, sono
fondamentali: la scuola, quindi deve avere un ruolo strategico nel fornire agli studenti una
maggiore consapevolezza delle abilità espressive, di relazione, di conoscenza di sé e delle
proprie potenzialità e attitudini.
Il processo orientativo che si sviluppa parallelamente al processo generale di crescita e
maturazione dell’allievo, si avvale di modalità di valutazione in itinere, come:
1. l’obbligo di istruzione fino a 16 anni;
2. il diritto/dovere fino a 18 anni;
3. modalità di accesso alla rete dei servizi, loro riconoscimento e fruibilità (enti,
servizi, operatori) nelle varie fasi del percorso personale formativo e lavorativo, con
particolare riferimento anche ai servizi erogati dagli operatori dei Centri per
l’Impiego ai soggetti in obbligo di istruzione.
FINALITA'
 Acquisizione di conoscenza e consapevolezza di sé: bisogni, interessi,
aspirazioni, attitudini, potenzialità, limiti.
 Conoscenza dell'ambiente naturale, socio-economico e culturale del territorio e
delle funzioni delle Istituzioni.
 Sviluppo del senso di responsabilità e di solidarietà.
 Promozione della capacità di un rapporto equilibrato con le diversità o il diverso.
OBIETTIVI
 Illustrare, individuare e confrontare le diverse aree di indirizzo per il
proseguimento degli studi, ampliare la conoscenza del quadro normativo di
riferimento e dell’offerta formativa sul territorio.
 Potenziare le competenze auto-orientative, la conoscenza e l’accesso alla rete dei
servizi nelle varie fasi del percorso formativo: valutare le abilità e il livello di
conoscenza raggiunto e le capacità di autovalutazione di ognuno.
 Riflettere sulle opportunità lavorative offerte alla fine del percorso di studi in istituti
tecnico-professionali.
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 Individuare gli eventuali condizionamenti ambientali confrontando la scelta con il
parere dei genitori.
OBIETTIVI TRASVERSALI
Si ripropongono obiettivi trasversali per favorire nell'alunno il senso di responsabilità
necessario a mettere in atto comportamenti e atteggiamenti da “cittadino del mondo”.
Il percorso delineato si articola in tre linee, ciascuna per ogni anno della scuola secondaria
di primo grado:
 Orientamento della persona
 Orientamento dello studente
 Orientamento del lavoratore e del cittadino.
ATTIVITA’ RIVOLTE AGLI ALUNNI DELLE CLASSI TERZE
1)Incontri informativi e laboratori di orientamento per studenti con formatori
e orientatori del Centro per l’Impiego della Provincia di Lucca.
Gli incontri hanno avuto luogo presso il nostro istituto con operatori dell’orientamento, nel
mese di ottobre/novembre 2014.
Gli incontri, sei ore per ciascuna classe al mattino, sono stati suddivisi in tre mattine, della
durata di due ore ciascuno, di cui due ore informative e quattro ore laboratoriali.
Contenuti di massima: iniziative comprendenti laboratori di orientamento con breve
introduzione alle possibili scelte; presentazione delle nuove normative sull’istruzione,
formazione e valutazione delle abilità e sul livello di conoscenza raggiunto nel percorso
scolastico; presentazione dell’offerta formativa del territorio; cenni sull’attuale situazione
del mercato del lavoro, in particolare sui seguenti temi: inserimento lavorativo, figure
professionali, trend occupazionali.
Alla conclusione del percorso, agli alunni delle classi terze sono stati proposti test
finalizzati alla conoscenza di se stessi e delle proprie attitudini.
2) Incontro informativo per i genitori: il 1° dicembre 2014 in orario extrascolastico
si terrà un incontro tra i formatori, la referente dell’orientamento e i genitori degli alunni
in uscita, per ampliare la conoscenza del quadro normativo di riferimento e il contesto
dell’Offerta Formativa sul territorio allo scopo di favorire l'approfondimento, con i diretti
interessati, delle tematiche emergenti.
3)Iniziative legate agli incontri con docenti degli istituti superiori della versilia
presso il nostro istituto, per illustrare agli alunni i vari corsi di studio delle scuole superiori
di secondo grado e fornire materiale informativo; un incontro di circa un’ora settimanale
con due classi in un’aula con predisposizione della LIM, tra il mese di novembre e il mese
di dicembre.
4)Possibilità di colloqui e percorsi individuali degli alunni con la psicologa
dell'orientamento nei mesi di dicembre/gennaio presso il nostro istituto. Tali percorsi
saranno destinati prioritariamente ai ragazzi/e che presentano disturbi di apprendimento
(DSA) o che non hanno ancora certezze circa la propria scelta.
Si adotteranno strategie di sostegno per gli alunni che manifestano disturbi a livello
relazionale e comportamentale: per questi proponiamo un percorso verso l’anno
professionalizzante, al termine dell’obbligo scolastico.
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5)Informazione per gli alunni/e e per i genitori delle attività di “scuola-aperta”
organizzate dagli istituti superiori della provincia di Lucca. I calendari di “scuola aperta”
sono stati comunicati agli alunni e alle famiglie tramite mail e affissi in ogni classe, con
date e orari, così che gli studenti/esse, nelle date fissate, possano visitare gli Istituti con i
loro genitori, nei pomeriggi dedicati a tali attività.
6)Possibilità di partecipazione degli alunni ad uno stage formativo, fissato in orario
scolastico, il 19 di gennaio 2015 presso gli istituti superiori, ai quali potrebbero iscriversi,
usufruendo delle attività praticate nell'Istituto e che costituiranno esperienze costruttive
per la futura scelta.
7)È inserito nel piano di lavoro, per il mese di gennaio/febbraio, il progetto LU.ME.
(metalmeccanica lucchese per il territorio) che prevede la partecipazione degli alunni ad un
incontro con imprenditori delle aziende della Versilia e della Lucchesia che, attraverso il
racconto dell’esperienza diretta di vita in azienda, faranno meglio conoscere ai ragazzi le
offerte del tessuto economico del territorio. Ciò servirà ad intensificare il dialogo tra scuole
e imprese.
8)Infine agli studenti e alle loro famiglie saranno comunicate la data e le modalità per le
iscrizioni online all’istituto scelto.
SOGGETTI COINVOLTI
 Alunni dell'Istituto Comprensivo.
 Docenti delle varie sezioni e classi, Collegio del Docenti.
 Famiglie degli alunni.
 Operatori psicopedagogici dei centri territorialmente competenti.
 Enti presenti sul territorio.
 Docenti e studenti delle scuole superiori della provincia.
 Imprenditori delle aziende della Versilia e della Lucchesia.
ATTIVITA' di VERIFICA e di VALUTAZIONE
 Analisi dei risultati conseguiti nelle varie attività attraverso questionari e
conversazioni guidate.
 Riflessione sui risultati conseguiti al termine dei primi due anni di scuola superiore
dagli alunni licenziati dalla nostra scuola al fine di mettere in atto interventi
correttivi nel lavoro didattico-programmatico.
ATTIVITA’ RIVOLTE ALLE CLASSI SECONDE
In attesa della disponibilità della Provincia per avviare attività formative e orientative
mirate per le classi seconde rinviamo la progettazione.
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CONTINUITA’
La continuità è un’attività istituzionale del nostro Istituto, strettamente connessa con le
iniziative di orientamento. Si rivolge a una pluralità di attori e mira al miglioramento del
coordinamento delle azioni dei:
 Docenti dei vari ordini di scuola
 Genitori
 Istituzioni locali
Tali azioni non si esauriscono solo negli interventi rivolti alle classi di passaggio, ma
mirano a creare una migliora sinergia tra tutti i componenti in ogni momento della vita
scolastica.
COLLABORATRICI REFERENTI
Insegnante A. Galeone referente per la scuola primaria/secondaria;
Insegnante C. Violi referente per la scuola nido/ infanzia e infanzia/primaria.
La progettazione delle varie attività, che verranno svolte durante l’anno scolastico, sarà
organizzata durante gli incontri pomeridiani dalle insegnanti dei tre ordini di scuola.
SOGGETTI COINVOLTI
 Alunni dell'Istituto Comprensivo “Giorgio Gaber”, della scuola primaria “Santa
Zita”, degli asilo-nido “Girotondo”, “Mafalda” e “Nido di Gigia”.
 Docenti delle varie sezioni e classi.
 Famiglie degli alunni.
La continuità si svolgerà:
 tra i bambini degli asilo-nido “Girotondo”, “Mafalda” e “Nido di Gigia” e i bambini
delle due scuole d’infanzia di via Ferrarin e “Emanuela Cupisti”;
 tra i bambini delle scuole d’infanzia e i bambini delle scuole primarie di via della
Gronda e via Carducci;
 tra i bambini delle tre scuole primarie, compresa la scuola primaria “Santa Zita” e i
ragazzi della scuola secondaria di primo grado “Michele Rosi”.
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ATTIVITA’
 visita alle nostre scuole;
 svolgimento di attività grafico-pittoriche su vari temi;
 esecuzione di brani canori e strumentali;
 momenti ricreativi di conoscenza;
 attività ludico-sportive;
 realizzazione di un piccolo spettacolo;
 partecipazione, da parte delle classi quinte, ad un’ora di lezione assieme alle classi
prime della scuola secondaria;
 scuola aperta alla famiglie.
I vari ordini di scuola organizzeranno tali attività a partire dal mese di novembre fino ad
oltre la metà del mese di gennaio.
Durante il giorno di scuola aperta le famiglie potranno visitare i plessi scolastici dove
alcune delle attività didattiche programmate durante l’anno verranno organizzate dagli
insegnanti con gli stessi alunni, i genitori potranno visitare gli spazi e i laboratori; in altra
data la dirigente scolastica esporrà ai soggetti presenti il progetto di offerta formativa
dell’Istituto (date da definire).
Continuità scuola primaria- secondaria
Orientamento classi quinte
Il giorno 18/11/14 alle ore 17,30, presso la sede di via Trieste, si sono riunite le insegnati
per definire le attività da realizzare per l’orientamento degli alunni delle classi quinte.
Erano presenti le seguenti insegnanti:
Tenerelli e Baldassari, per la classe V A del modulo R.L.M.
Mallegni e Pierotti, per la classe V B tempo pieno R.L.M.
Telleschi e Matteucci, per la classe V C R.L.M.
Congiu, per la classe V A del Secco;
Maggi Gloria, per la V A dell’istituto “S.Zita”
A.Galeone e D. Corsetti, per la scuola secondaria di I grado.
E’ stato concordato il seguente piano di attività:
Nei giorni 11 e 12 Dicembre 2014, gli alunni delle classi quinte e delle classi prime della
secondaria incontreranno, in auditorium, un esperto climatologo, che illustrerà argomenti
relativi ai cambiamenti climatici, tale argomento e il metodo sperimentale, saranno il filo
conduttore di tutto il percorso orientativo delle classi quinte.
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Gli alunni dovranno essere muniti di: righello, lapis, colla, scotch ,forbici e bottiglia vuota
rocchetta da 1,5 litri, poiché faranno, con il climatologo, attività laboratoriali.
Gli incontri del giorno 11 di due ore ciascuno, saranno così distribuiti:
8,30-10,30 IA e VA Secco
10,30-12,30 IB e VA R.L.M.
Gli incontri del giorno 12 di due ore ciascuno, saranno così distribuiti:
8,30-10,30 IC e VC R.L.M.
10,30-12,30 ID e VB R.L.M.
Il giorno 16 Dicembre 2015 la classe VA dell’istituto “Santa Zita” sarà ospitata nel
nostro istituto per attività di orientamento dalle ore 8,10 alle ore 13,00 e sarà suddivisa in
gruppi con la classe I C, gli insegnanti della secondaria ,coinvolti in questa attività,
organizzeranno i laboratori scegliendo le tematiche che ritengono più adeguate alla
situazione.
Nei giorni 8-9-12-13 Gennaio 2015, gli alunni delle classi prime della scuola secondaria
formeranno dei gruppi con gli allievi delle classi quinte della scuola primaria , dalle ore
8,50 alle ore 13,00 per realizzare: cartelloni, disegni, mappe geografiche , testi ed altro….,
sempre come argomento unitario “ i cambiamenti climatici e il metodo sperimentale”, le
classi saranno così distribuite:
giovedì
08/01/15
V C R.L.M. con I B
venerdì
09/01/15
V B R.L.M. con I A
lunedì
12/01/15
V A R.L.M. con I C
martedì
13/01/15
V A Secco con I D
Il piano orario, degli insegnanti che saranno impegnati in questi giorni nelle attività di
continuità, sarà precisato successivamente.
Gli insegnanti della scuola secondaria e della primaria che saranno coinvolti nell’attività di
continuità dovranno preparare argomenti e attività relative alle tematiche scelte, ossia “i
cambiamenti climatici e il metodo sperimentale”.
Continuità scuola primaria-infanzia
Le insegnanti della scuola primaria R. L. Montalcini e del Secco, della scuola d’infanzia
Cupisti e Ferrarin propongono ogni anno una serie di attività da portare all'attenzione
delle colleghe della scuola primaria, al fine di condividerle e implementarle in un progetto
comune. I docenti dopo aver definito il percorso didattico comune, predispongono
attività laboratoriali nei locali della scuola primaria per favorire la socializzazione, la
collaborazione, la condivisione e la conoscenza degli argomenti trattati. Il progetto
prevede un percorso di scambi a attività di gruppo che vedrà coinvolti i bambini grandi
della scuola dell’infanzia ed i bambini delle classi prime della scuola primaria,con le
rispettive insegnanti.
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Le finalità mirano a:
 Agevolare i rapporto fra i vari ordini di scuola
 Facilitare un passaggio graduale e sereno da un ordine di scuola all’altro
 Favorire la continuità educativa e didattica attraverso il mantenimento del processo
di apprendimento
 Favorire la conoscenza reciproca e relazionalità tra gli alunni dei vari ordini di
scuola
 Individuare momenti di incontro fra gli insegnanti della scuola dell’infanzia e quelli
delle classi prime della scuola primaria
 Individuare attività da svolgere con approccio interdisciplinare comune ai due
ordini di scuola
 Realizzazione di sequenze illustrate su tavole e racconto della storia da parte dei
bambini delle classi prime.
Continuità scuola dell’infanzia-nido
Il percorso in continuità con i nidi comunali si sviluppa nelle stesse modalità indicate
precedentemente ma vede maggiormente coinvolto l’Ente Locale per il supporto
organizzativo e per favorire gli incontri sia tra i docenti che tra docenti e genitori.
54
18
LA VALUTAZIONE DEGLI APPRENDIMENTI
La valutazione, ai sensi dell’art.1 comma 2, del DPR 122/09, è espressione
dell’autonomia professionale propria della funzione docente, nella sua dimensione sia
individuale che collegiale, nonché dell’autonomia didattica delle istituzioni scolastiche.
Ogni alunno ha diritto ad una valutazione trasparente e tempestiva, secondo quanto
previsto dall’art. 2, comma 4, DPR 249/98, nello stesso tempo la scuola si impegna a
fornire informazioni circa il processo di apprendimento e la valutazione effettuata nei
diversi momenti del percorso scolastico, avvalendosi, nel rispetto delle disposizioni vigenti
in materia di riservatezza, anche degli strumenti offerti dalle moderne tecnologie.
La valutazione ha per oggetto il processo di apprendimento, il comportamento e il
rendimento scolastico complessivo degli alunni, concorre, con la sua finalità anche
formativa e attraverso l’individuazione di potenzialità e carenze di ciascuno, ai processi di
autovalutazione degli alunni medesimi, al miglioramento dei livelli di conoscenza e al
successo formativo.
Sempre ai sensi del DPR n. 122/2009 la valutazione degli alunni con disabilità certificata,
nelle forme e con le modalità previste dalle disposizioni normative in vigore, è riferita al
comportamento, alle discipline e alle attività svolte sulla base del piano educativo
individualizzato.
Per gli alunni con difficoltà specifiche di apprendimento (DSA) adeguatamente certificate,
la valutazione e la verifica degli apprendimenti, comprese quelle effettuate in sede di
esame conclusivo, devono tenere conto delle specifiche situazioni soggettive di tali alunni;
a tali fini, nello svolgimento dell’attività didattica e delle prove di esame, sono adottati, gli
strumenti metodologico-didattici compensativi e dispensativi ritenuti più idonei dai
docenti della classe.
I minori con cittadinanza non italiana presenti sul territorio nazionale, in quanto soggetti
all’obbligo d’istruzione ai sensi dell’articolo 45 del decreto del Presidente della Repubblica
31 agosto 1999, n. 394, sono valutati nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani.
Agli insegnanti competono la responsabilità della valutazione e la cura della
documentazione, nonché la scelta dei relativi strumenti, nel quadro dei criteri deliberati
dagli organi collegiali. Le verifiche intermedie e le valutazioni periodiche e finali devono
essere coerenti con gli obiettivi e i traguardi previsti dalle indicazioni e declinati nel
curricolo.
Il monitoraggio e la valutazione sono due processi di importanza particolare, diversi ma
strettamente collegati, che permettono, il primo, di conoscere nel suo evolversi qualsiasi
attività e, il secondo, di " misurare" i risultati, non per esprimere un giudizio di valore, ma
per consentire riflessioni, comparazioni ed eventuali adeguamenti.
Il monitoraggio è una procedura di osservazione sistematica che mira a visualizzare
l’andamento delle variabili di un processo in atto e del loro evolversi nel tempo e nello
spazio.
La finalità è quella di riuscire ad individuare, attraverso l’adozione di procedure di
governo, di verifica e di controllo interno, i punti di forza dell’attività complessiva di
gestione dell’organizzazione scolastica e le aree di debolezza e di problematicità in un’ottica
di miglioramento progressivo.
Il monitoraggio assume, in un primo tempo, una forma di autodiagnosi degli eventi
che si succedono e si trasforma, subito dopo, in un’azione di sostegno e di rilancio degli
stessi processi sottoposti ad osservazione.
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Monitoraggio dell’attività educativo/didattica
Azioni
Avviamento di un percorso di autoanalisi
Prove Invalsi
Strumenti utilizzati
Somministrazione di prove oggettive di italiano, di matematica, di lingua inglese in
tutte le classi dell’Infanzia, Primaria, Secondaria di primo grado nel mese di Aprile per
rilevare il grado di padronanza delle competenze di base cognitive e procedurali
Lettura e analisi dei risultati delle prove
Predisposizione e utilizzo di una griglia per la correzione e la valutazione delle prove
18.1
La valutazione nella scuola dell’infanzia
Nella scuola dell’Infanzia, attraverso osservazioni dirette, materiale strutturato e gioco
libero, si valuta il livello di crescita personale commisurata alla fascia di età. La valutazione
sarà articolata in tre momenti:
1. valutazione iniziale per delineare il quadro delle capacità e dei bisogni di ogni bambino
2. valutazione in itinere per rilevare il raggiungimento o meno degli obiettivi ed eventuali
percorsi individualizzati
3. valutazione finale che sarà effettuata per i bambini di 5 anni e trasmessa agli insegnanti
della scuola primaria
Finalità
Identità
Autonomia
Competenze
Cittadinanza
Indicatori
Livello
raggiunto
Livello
parzialmente
raggiunto
Livello
non
raggiunto
Conosce e rispetta le regole della vita scolastica
Ha stima delle cose che produce
Si relazione positivamente nel gruppo
E’ disponibile a collaborare e cooperare
Riesce a superare le situazioni di conflitto
Partecipa con interesse alle attività proposte
Riconosce sé stesso/a come appartenente al gruppo
Ha raggiunto l’autonomia nelle operazioni personali
Si prende cura del proprio materiale e di quello della scuola
Chiede e dà il suo aiuto nei momenti di bisogno
Sa portare a termine una consegna data
Effettua scelte autonome e consapevoli
Si muove nello spazio secondo consegne topologiche e
temporali
Sa orientarsi nello spazio grafico
Sa creare e utilizzare simboli
Conosce e riproduce le forme geometriche essenziali
Ordina, raggruppa e classifica secondo un criterio dato
Si esprime verbalmente con ricchezza e proprietà di vocaboli
E’ in grado di riassumere in sequenza logica un breve
racconto
Utilizza mezzi e tecniche diverse per comunicare messaggi e
vissuti
Formula ipotesi
Utilizza le fondamentali regole condivise dal gruppo
E’ consapevole dei diritti e dei doveri propri e degli altri
Rispetta gli altri, l’ambiente e la natura
56
18.2
Valutazione nella scuola primaria
Nella scuola Primaria e Secondaria di primo grado dell’Istituto la valutazione
periodica ed annuale viene certificata nella scheda quadrimestrale con un voto numerico
espresso in decimi e consegnata su richiesta ai genitori a febbraio e a giugno.
La valutazione del comportamento verrà indicata con un giudizio nella scuola Primaria e
con voto numerico espresso in decimi nella scuola Secondaria di primo grado.
Ai voti numerici espressi sul documento di valutazione, in merito agli apprendimenti
acquisiti nelle diverse discipline, viene attribuito un significato.
Significato attribuito ai voti numerici espressi in decimi nella Scuola Primaria
10
L’alunno ha raggiunto la piena autonomia organizzativa e operativa: possiede abilità sicure
e le esercita con creatività; si dimostra preciso e consapevole nel mettere in atto procedure;
ha acquisito conoscenze complete e le gestisce con sicurezza anche in contesti nuovi;
utilizza in modo appropriato il linguaggio specifico delle discipline; è in grado di
individuare relazione tra le conoscenze, che gli consentono di organizzare le stesse in
modo significativo.
9
L’alunno ha raggiunto autonomia organizzativa e operativa ad un livello molto buono:
possiede abilità sicure che esercita in modo creativo in alcune situazioni; si dimostra
generalmente preciso e consapevole nel mettere in atto procedure; ha acquisito conoscenze
complete e le gestisce con sicurezza, tentando di servirsene anche in contesti nuovi;
utilizza in modo appropriato il linguaggio specifico della disciplina; è in grado di
individuare relazione tra le conoscenze, che gli consentono di pervenire ad una semplice
ma significativa organizzazione delle stesse.
8
L’alunno ha raggiunto un buon livello autonomia organizzativa e operativa: possiede
abilità sicure e le applica adeguatamente attenendosi a modelli noti; è generalmente
consapevole e quasi sempre preciso nel
mettere in atto procedure; ha acquisito
conoscenze complete e le gestisce in modo sicuro in contesti conosciuti; in alcune
situazioni utilizza adeguatamente il linguaggio specifico delle discipline; è in grado di
individuare alcune relazioni tra le conoscenze.
7
L’alunno ha raggiunto un livello discreto di autonomia organizzativa ed operativa:
possiede abilità sufficientemente sicure o soddisfacenti limitatamente ad alcune
dimensioni della disciplina; mette in atto correttamente semplici procedure; ha
acquisito conoscenze essenziali o poco approfondite e se ne avvale per applicarle secondo
modelli di riferimento conosciuti; utilizza un linguaggio ancora piuttosto generico; è in
grado di individuare alcune evidenti relazioni tra le conoscenze.
6
L’alunno ha raggiunto un livello sufficiente o minimo di autonomia organizzativa ed
operativa: possiede abilità non sicure o limitate; mette in atto procedure molto semplici; ha
acquisito conoscenze parziali o lacunose e per avvalersene
necessita dell’aiuto
dell’insegnante; utilizza un linguaggio generico e non sempre corretto.
5
L’alunno manifesta un livello non sufficiente di autonomia organizzativa ed operativa:
possiede abilità limitate; mette in atto procedure semplici e scarsamente corrette; ha
acquisito conoscenze limitate e lacunose e per avvalersene necessita dell’aiuto
dell’insegnante; utilizza un linguaggio generico e poco corretto.
57
Nel formulare il giudizio sul livello globale di maturazione, gli insegnanti della scuola
Primaria si baseranno anche sulla valutazione collegiale e sugli atteggiamenti di seguito
definiti:
 Attenzione e concentrazione
 Interesse e partecipazione
 Impegno
 Modalità di lavoro e gestione dei tempi
 Abilità di studio
Criteri per l’attribuzione del voto in comportamento
Indicatori:
 Conoscenza delle regole e rispetto delle stesse nei vari contesti
 Qualità delle relazioni interpersonali
 Utilizzo di materiali, attrezzature e sussidi scolastici propri ed altrui
 Gestione degli impegni
Ottimo
Distinto
Buono
Sufficiente
Non sufficiente
Conosce le regole e le rispetta consapevolmente, comprendendone il valore.
Si relaziona con adulti e i compagni mantenendo un atteggiamento educato,
accogliente e rispettoso delle scelte e delle idee altrui.
Si organizza per avere puntualmente tutto il materiale occorrente.
Utilizza responsabilmente e in modo appropriato materiali, attrezzature e
sussidi scolastici. Affronta gli impegni scolastici, in classe e a casa, con
senso di responsabilità, con costanza e puntualità.
Conosce le regole e le rispetta.
Si relaziona con adulti e i compagni mantenendo un atteggiamento educato, e
rispettoso.
Generalmente si organizza per avere puntualmente tutto il materiale
occorrente. Utilizza in modo appropriato materiali, attrezzature e sussidi
scolastici. Affronta gli impegni scolastici, in classe e a casa, con costanza e
puntualità.
Conosce le regole e generalmente le rispetta, ma talvolta necessita di
richiamo. Si relaziona con adulti e i compagni mantenendo un atteggiamento
quasi sempre educato, e rispettoso.
Non sempre porta a scuola tutto il materiale occorrente.
Generalmente utilizza materiali, attrezzature e sussidi didattici correttamente,
ma talvolta necessita di richiami da parte dell’adulto.
Affronta quasi sempre gli impegni scolastici, in classe e a casa, ma a volte non è
puntuale nell’adempiere alle richieste.
Conosce le regole, ma necessita di frequenti richiami rispetto alle stesse.
Si relaziona con
adulti e i compagni assumendo in più occasioni un
atteggiamento poco educato, e rispettoso.
Spesso è sprovvisto del materiale occorrente.
Utilizza materiali, attrezzature e sussidi didattici in modo non sempre
appropriato, nonostante i richiami dell’adulto.
Affronta gli impegni scolastici, in classe e a casa, applicandosi in modo alterno,
pertanto in più occasioni non adempie alle richieste.
Spesso non rispetta le regole nonostante i richiami.
Assume comportamenti talvolta pericolosi per l’incolumità o di disturbo per
l’attività. Si relaziona con adulti e compagni assumendo frequentemente
atteggiamenti non educati e rispettosi.
Spesso è sprovvisto del materiale occorrente.
In più occasioni utilizza materiali, attrezzature e sussidi didattici in modo poco
appropriato, nonostante i richiami dell’adulto.
Affronta in modo saltuario gli impegni scolastici, in classe e a casa.
58
18.3
Valutazione nella scuola secondaria
Significato attribuito ai voti numerici espressi in decimi nella Scuola
Secondaria di 1° grado
10
L’alunno possiede un ottimo grado di autonomia operativa e organizzativa. E’ preciso e
consapevole nell’applicare. Utilizza in modo appropriato il linguaggio specifico della
disciplina. E’ in grado di organizzare significativamente le conoscenze e le abilità acquisite.
9
L’alunno ha un livello molto soddisfacente di autonomia operativa e organizzativa.
Possiede conoscenze e abilità sicure. E’ preciso e consapevole nell’applicare. Utilizza in
modo appropriato il linguaggio specifico ed è in grado di organizzare in modo semplice, ma
significativo le proprie conoscenze .
8
L’alunno ha raggiunto un buon livello di autonomia operativa e organizzativa. Applica
adeguatamente e in maniera precisa. Usa il linguaggio specifico della disciplina con
discreta padronanza. Riesce ad organizzare in modo abbastanza significativo le proprie
conoscenze .
7
L’alunno ha un grado di autonomia operativa e organizzativa discreto. Le abilità sono
sufficientemente sicure e riesce ad applicare in modo generalmente corretto. Le conoscenze
sono essenziali. Il linguaggio specifico viene usato adeguatamente.
6
L’alunno ha un grado minimo di capacità operativa e organizzativa. Le abilità sono
limitate e poco sicure. Applica non sempre correttamente. Le conoscenze sono parziali e
lacunose e per avvalersene richiede di essere guidato. Il linguaggio specifico della disciplina
è generico e non sempre corretto.
5
L’alunno non possiede una sufficiente autonomia operativa e organizzativa. Le abilità
sono limitate. Applica in modo molto semplice e non sempre corretto. Le conoscenze sono
limitate e lacunose e deve sempre essere guidato. Il linguaggio è generico e poco corretto.
4
Il livello di autonomia operativa e organizzativa è gravemente insufficiente. Non ha
abilità di base e non conosce i procedimenti. Le conoscenze sono estremamente limitate e
perciò inadeguate.
Criteri per l’attribuzione del voto in comportamento
Indicatori:






comportamento
rispetto delle regole
uso del materiale e delle strutture della scuola
atteggiamento
frequenza, assenze ingiustificate e ritardi
sanzioni disciplinari
59
10
9
8
7
6
5
Si comporta in modo molto corretto con i docenti, con i compagni, con il personale della scuola
ed è rispettoso delle regole della scuola.
E’ costante e puntuale nell’esecuzione delle consegne.
E’ sempre munito del materiale richiesto dai docenti. Partecipa in modo costante ed attivo al
dialogo educativo.
Ha un atteggiamento attivo per le iniziative scolastiche e si dimostra disposto all’aiuto nei
confronti dei compagni. Utilizza in maniera responsabile il materiale e le strutture della scuola.
Non ha a suo carico provvedimenti disciplinari.
Frequenta con assiduità le lezioni e rispetta gli orari.
Si comporta in modo corretto con i docenti, con i compagni, con il personale della scuola è
rispettoso delle regole della scuola.
E’ costante nell’esecuzione delle consegne. E’ generalmente munito del materiale richiesto dai
docenti. Si dimostra interessato al dialogo educativo. E’ disponibile alle diverse iniziative
scolastiche e si dimostra disposto all’aiuto nei confronti dei compagni.
Utilizza in maniera corretto il materiale e le strutture della scuola.
Frequenta con assiduità le lezioni e rispetta gli orari.
Si comporta in modo sostanzialmente corretto con i docenti, con i compagni, con il personale
della scuola è generalmente rispettoso delle regole della scuola.
E’ abbastanza costante nell’esecuzione delle consegne. E’ generalmente munito del materiale
richiesto dai docenti. Si dimostra generalmente interessato al dialogo educativo.
Utilizza in maniera abbastanza corretta il materiale e le strutture della scuola.
Può avere a suo carico sporadici richiami verbali, ma ha dimostrato di saper correggere il
proprio comportamento.
Frequenta regolarmente le lezioni e rispetta gli orari.
Si comporta in modo non sempre corretto e controllato con i docenti, con i compagni, con tutto il
personale e non sempre è rispettoso delle regole della scuola.
E’ poco assiduo nell’esecuzione delle consegne. A volte è sprovvisto del materiale richiesto dai
docenti. Si dimostra poco interessato al dialogo educativo.
Utilizza in maniera non sempre corretta il materiale e le strutture della scuola.
La frequenza delle lezioni e il rispetto degli orari non è regolare
Viene spesso richiamato verbalmente e anche con note sul libretto delle comunicazioni
scuola/famiglia. Può essere incorso in sanzioni disciplinari.
Il comportamento dell’alunno è in più occasioni improntato sul mancato rispetto dei docenti,
degli alunni, con il personale della scuola.
L’alunno viene sistematicamente ripreso per il suo comportamento.
E’ incostante nell’esecuzione delle consegne. E’ ripetutamente sprovvisto del materiale richiesto
dai docenti. Dimostra scarsa partecipazione al dialogo educativo.
La frequenza delle lezione e il rispetto degli orari è irregolare e poco continuativa.
Utilizza in maniera non sempre responsabile il materiale e le strutture della scuola.
Ha a suo carico numerosi richiami orali e scritti ed è incorso in sanzioni disciplinari.
Il comportamento dell’alunno è in più occasioni improntato sul mancato rispetto dei docenti,
degli alunni, con il personale della scuola.
L’alunno viene sistematicamente ripreso per il suo comportamento.
E’ incostante nell’esecuzione delle consegne.
E’ ripetutamente sprovvisto del materiale richiesto dai docenti.
Si dimostra disinteressato al dialogo educativo e spesso dimostra la volontà di intralciare il
regolare svolgimento delle lezioni. Utilizza in maniera non sempre responsabile il materiale e le
strutture della scuola. Ha a suo carico numerose sanzioni disciplinari, orali e scritte, compresa la
sospensione dalle lezioni comminate a causa di violenze, bullismo, vandalismo o gravi atti di
maleducazione. Nel secondo quadrimestre per l’attribuzione di 5/10 l’alunno deve aver avuto
sanzioni disciplinari tali da comportare l’allontanamento temporaneo dalla comunità scolastica
per periodi superiori a quindici giorni (art. 4, commi 9, 9 bis e 9 ter dello Statuto) e
successivamente alla irrogazione delle sanzioni non abbia dimostrato apprezzabili e concreti
cambiamenti nel comportamento, tali da evidenziare un sufficiente livello di miglioramento nel
suo percorso di crescita e di maturazione.
60
18.4
Criteri generali per lo svolgimento degli scrutini finali
Il nuovo assetto pedagogico, didattico e organizzativo del primo ciclo dell’istruzione
(scuola primaria e scuola secondaria di primo grado) ha messo in atto una significativa
evoluzione e innovazione del processo di valutazione modificando le norme attuali,
abrogandone alcune e introducendone di nuove:
abrogazione dell’ art. 148 del D.Lgs n. 297/1994, che ha così abolito l’esame di
licenza
elementare;
abrogazione dell’art. 145 dello stesso D.Lgs n. 297/1994 che ha abolito la
competenza del Consiglio di interclasse in merito all’eventuale non ammissione di alunni
alla classe successiva;
D.Lgs 19/02/2004 n. 59 - Definizione delle norme generali relative alla
scuola dell'infanzia e al primo ciclo dell'istruzione;
D.P.R. n. 122/2009 - Regolamento per la valutazione degli alunni.
Per la valutazione gli insegnanti si atterranno a quanto previsto dalla nuova e della
vecchia normativa non abrogata.
Criteri per l’ammissione alla classe successiva nella scuola primaria
La valutazione, periodica e annuale, degli apprendimenti e del comportamento degli alunni
e la certificazione delle competenze da essi acquisite, sono affidate ai docenti della classe;
agli stessi è affidata la valutazione dei periodi didattici ai fini del passaggio al periodo
successivo.
I medesimi docenti, con decisione assunta all’unanimità, possono non ammettere l’alunno
alla classe successiva, all’interno del periodo biennale, in casi eccezionali e comprovati da
specifica motivazione.
Gli scrutini finali sono presieduti dal Dirigente Scolastico si svolgono secondo un
calendario fissato dallo stesso Dirigente, con la partecipazione dei docenti della classe
titolari degli insegnamenti delle discipline, compresi il Docente di Sostegno, il Docente
specialista per l’insegnamento della lingua straniera e del Docente di Religione
limitatamente agli alunni che si avvalgono del relativo insegnamento.
La Scuola Primaria, della durata di cinque anni, è articolata in un primo anno, raccordato
con la Scuola dell’Infanzia e teso al raggiungimento delle strumentalità di base, e in due
periodi didattici biennali (2a e 3a – 4a e 5a).
Non essendoci più l’esame di licenza elementare, il passaggio dalla scuola primaria alla
scuola secondaria di primo grado avviene a seguito di valutazione positiva al termine del
secondo periodo didattico biennale.
Alla fine della Scuola primaria all’alunno ammesso al primo anno della scuola secondaria
di primo grado viene rilasciata una certificazione delle competenze.
All’interno di un biennio didattico, ossia al termine rispettivamente del 2° e del 4° anno, è
possibile la non ammissione alla classe successiva, ossia dalla classe 2a alla classe 3a o
dalla classe 4a alla classe 5a, ma con tre condizioni precise:
 solo in casi eccezionali;
 gli eventuali casi eccezionali devono essere comprovati da specifiche e
puntuali motivazioni;
 la non ammissione va assunta con decisione collegiale e unanime di tutti i docenti
della classe.
61
La valutazione del comportamento degli alunni è espressa collegialmente dai docenti
contitolari della classe attraverso un giudizio, formulato secondo le modalità
deliberate dal Collegio dei docenti, riportato nel documento di valutazione.
Per quanto riguarda l’insegnamento della religione cattolica la valutazione è espressa da un
giudizio così graduato: non sufficiente, sufficiente, buono, distinto, ottimo.
Ai sensi del DPR n. 122/2009 la valutazione degli alunni con disabilità certificata, nelle
forme e con le modalità previste dalle disposizioni normative in vigore, è riferita al
comportamento, alle discipline e alle attività svolte sulla base del piano educativo
individualizzato.
Criteri per l’ammissione alla classe successiva o all’esame di stato conclusivo del I ciclo
d’istruzione
La valutazione finale, intesa come ammissione/non ammissione alla classe successiva o
all’esame
di stato conclusivo del I ciclo d’istruzione, è compito dell’intero Consiglio di Classe.
Vengono ammessi alla classe successiva gli alunni che conseguono:
•
la validità di frequenza delle lezioni (tenuto conto delle eventuali deroghe approvate
dal Collegio docenti);
•
un voto non inferiore a sei decimi in ogni disciplina di studio;
•
un voto non inferiore a sei decimi nel comportamento.
Il voto di comportamento insufficiente è condizione da sola sufficiente a determinare
la non
ammissione.
La non ammissione, in ogni caso, deve essere decisa dal Consiglio di classe con
deliberazione assunta all’unanimità o a maggioranza, dopo aver attentamente valutato il
quadro complessivo della situazione dell’alunno e tenendo conto dei seguenti criteri di
valutazione:
“… ai fini della validità dell’anno scolastico, per procedere alla valutazione finale di ciascuno
studente, è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato. Le
istituzioni scolastiche possono stabilire, per casi eccezionali, analogamente a quanto previsto per il
primo ciclo, motivate e straordinarie deroghe al suddetto limite. Tale deroga è prevista per assenze
documentate e continuative, a condizione, comunque, che tali assenze non pregiudichino, a
giudizio del consiglio di classe, la possibilità di procedere alla valutazione degli alunni interessati. Il
mancato conseguimento del limite minimo di frequenza, comprensivo delle deroghe riconosciute,
comporta l’esclusione dallo scrutinio finale e la non ammissione alla classe successiva o all’esame
finale di ciclo”.
per l’ammissione alla valutazione finale di ogni studente è richiesta la frequenza di almeno tre
quarti dell’orario annuale personalizzato. Per l’anno scolastico 2014-2015 il limite massimo di
ore/giorni di assenze concesse, nel quadro dell’orario annuale personalizzato, ai fini della validità
dell’anno scolastico, è fissato, per ogni ordine di scuola, secondo la seguente tabella:
Primaria Tempo Pieno:
Ore settimanali
40 su 5 gg
Primaria Modulo:
Ore settimanali
28 su 5 gg
Ore annuali
1376
Ore annuali
963
Assenze consentite (25%
totale)
344
Giorni di assenza
Assenze consentite (25%
totale)
240
Giorni di assenza
43
43
62
Secondaria I grado:
Ore settimanali
30 su 5 gg
Secondaria I grado:
Ore settimanali
30 su 6 gg
Ore annuali
1032
Ore annuali
1025
Assenze consentite (25%
totale)
258
Giorni di assenza
Assenze consentite (25%
totale)
256
Giorni di assenza
43
51
Sono computate come ore di assenza:
 assenze saltuarie per malattia;
 assenze per motivi familiari;
 astensione dalle lezioni (tranne per scioperi degli insegnanti, manifestazioni e/o assemblee
degli insegnanti)
Non sono computate come ore di assenza:
 la partecipazione ad attività organizzate dalla scuola (campionati studenteschi, progetti
didattici inseriti nel POF e/o approvati dal Consiglio di classe o di interclasse);
 la partecipazione ad attività di orientamento (classi III sec. 1°) con verifica presenza;
 la partecipazione ad esami di certificazione esterna o a concorsi (es. certificazione di lingua
straniera, ecc.);
 le assenze dovute a chiusura della Scuola per motivi di ordine pubblico per motivi
atmosferici disposte dal Dirigente Scolastico e/o dal Sindaco.
Sulla base di quanto disposto nell’art. 14 co. 7 DPR 122/09, si considerano assenze continuative che
possono consentire di derogare ai limiti sopra riportati:
 assenze per ricovero ospedaliero o in casa di cura, documentato con certificato di ricovero e
di dimissione e successivo periodo di convalescenza prescritto dal medico del SSN;
 assenze continuative (da 5 giorni in su) o ricorrenti per gravi motivi di salute, certificati dal
medico curante, che impediscono la frequenza;
 assenze per terapie e/o cure programmate documentabili;
 assenze continuative (da 5 giorni in su) dovute a gravi, imprevedibili, documentabili ed
eccezionali motivi familiari;
 assenze per impegni sportivi a livello agonistico (alunni facenti parte di squadre di calcio,
pallacanestro, ecc) certificati dall’associazione sportiva di appartenenza riconosciuta dal
CONI.
Tali deroghe sono concesse a condizione, comunque, che le assenze non pregiudichino, a giudizio
del Consiglio di classe o di interclasse, la possibilità di procedere alla valutazione degli alunni
interessati. Il Consiglio di classe o di interclasse determina nel merito con specifica delibera
motivata.
Il Consiglio di classe, dopo attenta valutazione di ogni elemento ritenuto utile per la
valutazione
complessiva dello studente, assegnerà i voti, tenendo conto dei seguenti criteri:
1.
Impossibilità di procedere allo scrutinio in caso di superamento del numero
massimo di assenze. In questo caso lo studente non può essere valutato dal Consiglio di
Classe a meno che le assenze non rientrino tra le deroghe ammesse dal Collegio dei
Docenti.
2.
Si darà immediatamente luogo alla AMMISSIONE alla classe successiva o
all’esame di stato conclusivo del I ciclo d’istruzione in presenza di proposte di voto tutte
almeno sufficienti.
3.
AMMISSIONE CON VOTO DI CONSIGLIO. Qualora si registrino carenze in
una o più discipline, per decidere l’ammissione alla classe successiva, il Consiglio di classe
valuta il numero delle insufficienze riportate da ogni singolo alunno.
63
Se l’alunno presenta carenze in meno di 3 discipline. Il Consiglio di classe valuta la
recuperabilità e, a seguito di voto di Consiglio, procede alla eventuale ammissione, stilando
una nota di comunicazione alla famiglia di ammissione in presenza di carenze e con
indicazioni e consigli sugli obiettivi da raggiungere e sulle abilità da recuperare nel periodo
estivo.
Se l’alunno presenta carenze in 4 discipline, si valuta la recuperabilità della situazione
dell’allievo, tenendo conto:
 dei risultati del I quadrimestre e dei risultati del recupero
 del miglioramento conseguito, in termini di differenza tra il livello di partenza ed il
livello finale
 di risultati particolarmente positivi in alcune discipline
 della possibilità di raggiungere gli obiettivi formativi nell’anno scolastico successivo
Sono tenuti in considerazione quali elementi positivi che concorrono alla valutazione
dell’alunno nella valutazione finale:
 la frequenza assidua e la partecipazione attiva alla vita scolastica
 la partecipazione e l’impegno dimostrato in eventuali percorsi di recupero
 l’impegno e la volontà di migliorare
 il comportamento corretto e collaborativo
 eventuali motivi di salute o di consistente disagio psicologico che hanno influito sul
rendimento scolastico.
In caso di valutazione positiva degli aspetti sopra enunciati e se si considera recuperabile la
situazione dell’allievo, il Consiglio procede a stilare una nota di comunicazione alla
famiglia di ammissione in presenza di carenze e con indicazioni e consigli sugli obiettivi da
raggiungere e sulle abilità da recuperare nel periodo estivo o in preparazione agli esami di
Stato conclusivi del I ciclo di istruzione, la nota verrà allegata al documento di valutazione.
Se però non sussistano le condizioni per le quali l’alunno sia in grado di raggiungere gli
obiettivi formativi o necessiti di interventi di recupero e di sostegno non compatibili con il
tempo effettivamente disponibile o non possieda le conoscenze necessarie per
affrontare la classe successiva o l’Esame di Stato conclusivo del I ciclo d’istruzione, il
Consiglio di classe delibera la non ammissione.
4.
NON AMMISSIONE ALLA CLASSE SUCCESSIVA. Se le insufficienze
riportate sono considerate dal giudizio del Consiglio di Classe non recuperabili
tenendo conto di tutti gli elementi sopra esposti è presumibile che la situazione
dell’allievo dia luogo ad un giudizio di NON AMMISSIONE alla classe successiva o
all’esame di stato conclusivo del I ciclo d’istruzione.
64
19
LA VALUTAZIONE DI ISTITUTO
IL PROGETTO VALUTAZIONE & MIGLIORAMENTO
Nell’ambito del progetto Valutazione & Miglioramento il nostro Istituto è stato
scelto insieme a 400
Istituti italiani rappresentativi sul territorio per sperimentare il processo di valutazione a
partire dall’anno scolastico 2012/13, secondo i criteri stabiliti nel Decreto Presidente
della Repubblica n. 80/2013.
Il progetto Valutazione & Miglioramento intende promuovere il miglioramento delle
istituzioni scolastiche attraverso il confronto tra punti di vista interni ed esterni alla scuola
e l’attivazione di processi interni finalizzati all’autovalutazione e all’apprendimento
organizzativo.
Il punto di partenza del progetto infatti è favorire la funzione formativa della valutazione
attraverso l’analisi dei processi interni, la restituzione di informazioni alle scuole e la
promozione presso le istituzioni scolastiche di pratiche orientate alla lettura e
interpretazione dei feedback ricevuti, al fine di regolare le azioni successive e attivare
processi di miglioramento.
L’autovalutazione e il miglioramento, che si svolgono
successivamente alla valutazione esterna, sono promossi anche attraverso la costruzione di
griglie di osservazione delle strategie didattiche da utilizzare nella formazione degli
insegnanti e dagli stessi insegnanti per il monitoraggio della propria attività in classe.
A tale proposito, il progetto prevede un percorso di ricerca finalizzato alla validazione di
strumenti predisposti per l’osservazione delle pratiche didattiche ed educative a livello di
classe, che saranno successivamente adattati per predisporre strumenti di autovalutazione
da mettere a disposizione delle scuole e degli insegnanti.
Valutazione & Miglioramento si pone dunque due obiettivi:
1. testare procedure e strumenti per mettere a punto un modello di valutazione esterna
delle scuole
2. validare strumenti per l’autovalutazione delle strategie didattiche.
Per quanto riguarda il primo obiettivo, Valutazione & Miglioramento si basa sul
presupposto che per valutare una scuola occorre considerare i processi messi in atto per
raggiungere determinati esiti a partire da uno specifico contesto. Per quanto la singola
scuola non possa essere considerata in via esclusiva responsabile degli esiti del suo operato
– in termini di conseguenze sui propri studenti – poiché altri fattori operanti a livelli
diversi (individuale dei singoli studenti, familiare, nazionale e internazionale) possono
contribuire a definirli, nondimeno una buona scuola è in grado di articolare e
programmare azioni tenendo conto delle caratteristiche del contesto in cui opera e di porsi
degli obiettivi ambiziosi ma allo stesso tempo realistici.
Il modello interpretativo per la valutazione delle scuole considera in maniera unitaria i
fattori ritenuti rilevanti per comprendere il funzionamento scolastico: esiti, processi e
contesto. Gli esiti si riferiscono ad una pluralità di risultati che non riguardano solo la
riuscita scolastica degli studenti ma più in generale lo sviluppo di competenze di qualità, la
promozione di valori e norme collettive congruenti con una società libera e democratica e
la preparazione per il mondo professionale e del lavoro. I processi riguardano le prassi
operative all’interno della scuola. Essi possono essere osservati a diversi livelli; a tale
proposito sono considerati sia le pratiche educative e didattiche che si realizzano nelle
classi e a livello della singola scuola, sia i processi che caratterizzano l’ambiente
organizzativo della scuola nel suo complesso. Sono inoltre analizzati i processi che
riguardano il rapporto della scuola con vari soggetti esterni (famiglie, enti locali, altre
istituzioni scolastiche e formative, università, associazioni, imprese).
65
Infine il contesto è l’ambiente nel quale opera la scuola. Esso non è oggetto di valutazione
ma di considerazione in quanto influenza sia i processi a livello di classe e di scuola, sia gli
esiti. Il contesto si caratterizza come un insieme di vincoli e risorse per la scuola ed è
rappresentato da vari indicatori che riguardano: le caratteristiche fisiche e socioeconomiche del territorio; il capitale sociale – ovvero l’insieme delle risorse, delle
competenze e delle istituzioni rilevanti in un territorio in grado di favorire la cooperazione,
la partecipazione e l’interazione sociale; le risorse materiali, economiche e professionali di
cui dispone la scuola. Secondo il modello interpretativo di riferimento, gli esiti sono
valutati a partire dalle caratteristiche del contesto e dalla qualità dei processi messi in atto
dalla scuola; questi ultimi sono analizzati considerando la loro utilità e congruenza
rispetto al modus operandi della scuola ma anche in relazione alle risorse disponibili in un
dato contesto e agli esiti raggiunti.
Il secondo obiettivo riguarda l’analisi delle pratiche didattiche ed educative a livello di
singola classe ed è realizzato mediante la tecnica dell’osservazione in classe.
L’osservazione in classe rientra in un percorso di ricerca esplorativa; l’INVALSI, a
partire dall’analisi della letteratura internazionale sulle scuole efficaci, intende avviare uno
studio finalizzato ad individuare le pratiche e i processi che nel lavoro d’aula risultano
maggiormente utili per promuovere l’apprendimento. L’obiettivo finale è di sviluppare
strumenti di autovalutazione delle pratiche didattiche da mettere a disposizione delle
scuole e degli insegnanti. L’osservazione in classe, pertanto, non ha finalità valutative ma
meramente conoscitive: attraverso questa tecnica si intende approfondire la conoscenza
del processo di insegnamento-apprendimento.
Il percorso per il nostro Istituto si compone di due ambiti
a) Percorso valutazione esterna: che riguarda la valutazione degli esiti e dei processi
relativi all’ambiente organizzativo e alle pratiche educative e didattiche a livello di scuola.
Questo percorso prevede la visita a scuola da parte di un Team di valutatori, la restituzione
alla scuola di un rapporto di valutazione individualizzato e l’indicazione di piste e
suggerimenti per il miglioramento.
b) Percorso osservazione in classe: che aggiunge al percorso precedente l’analisi, a
fini esplorativi di ricerca, delle pratiche didattiche ed educative attraverso l’osservazione in
classe da parte di osservatori appositamente formati.
L’osservazione in classe sarà condotta da un team di quattro osservatori, che visiteranno la
scuola in tre diversi momenti dell'anno a partire da gennaio (orientativamente a gennaio,
marzo e maggio 2014). In ognuno di questi momenti sarà presente una coppia di
osservatori. Questo percorso, che utilizza la tecnica dell'osservazione in classe, ha
l'obiettivo di mettere a punto uno strumento, la Scheda di osservazione in classe che potrà
poi essere messa a disposizione delle scuole per fare autovalutazione, incentivando lo
scambio di esperienze tra docenti e l'osservazione tra pari.
I dati raccolti con l'osservazione in classe non saranno pertanto utilizzati al fine di valutare
la nostra scuola, e neppure per valutare gli insegnanti, ma solo per contribuire alla messa a
punto di questo strumenti.
Le classi coinvolte nell'osservazione saranno quattro; due classi di quinta primaria e due
classi di prima secondaria. Ciascuna delle classi coinvolte sarà osservata durante le lezioni
dell'insegnante dell'ambito disciplinare italiano e dell'insegnante dell'ambito disciplinare
matematica, per un totale di 4 ore di osservazione a classe in ciascuno dei tre momenti di
osservazione.
Nella scuola secondaria saranno osservate le ore degli insegnanti di italiano e matematica.
Se l'insegnante di italiano insegna anche storia e geografia, potranno essere osservate
indifferentemente ore di italiano, storia e geografia. Per quanto riguarda matematica,
saranno osservate indifferentemente ore di matematica, geometria o scienze.
66
Nella scuola primaria saranno osservate le ore dell'ambito disciplinare linguistico
espressivo e quelle dell'ambito disciplinare logico matematico. Potranno essere osservate
quindi indifferentemente ore di italiano, geografia, storia, matematica, geometria, scienze.
Non saranno invece osservate le ore di inglese, educazione artistica, musicale o motoria,
anche se impartite dai docenti degli ambiti linguistico e matematico.
Le ore di osservazione nella nostra scuola per ciascuna visita saranno complessivamente 16
(4 ore x 4 classi). La scelta delle quattro classi in cui svolgere l'osservazione
sarà fatta in modo casuale, sulla base degli orari delle lezioni.
Il percorso di valutazione esterna si articola attraverso protocolli e procedure che
permettono di raccogliere informazioni ed esprimere un giudizio su due ambiti:
 Gli esiti, intesi in senso ampio, come decritto sopra, articolati secondo una
definizione operativa che considera il successo scolastico, le competenze acquisite e
l’equità dei risultati.
 I processi operanti a livello di scuola relativi alle pratiche educative e didattiche e
all’ambiente organizzativo per l’apprendimento.
19.1
Strumenti utilizzati nel percorso valutazione & miglioramento
 Questionario Scuola - raccoglie informazioni sulle risorse materiali impiegate
nelle scuola e sui processi attuati a livello di scuola. Il questionario Scuola è
compilato online, a cura e sotto la responsabilità del Dirigente scolastico.
 Questionari Insegnanti e Genitori - I questionari Insegnanti e Genitori
sono brevi questionari a risposta chiusa che permettono di indagare le percezioni e
le opinioni su vari aspetti della vita scolastica. Il questionario Insegnanti è
compilato da tutti gli insegnanti della scuola, ad eccezioni degli insegnanti della
Scuola dell’Infanzia e dell’educazione degli adulti, se presenti nella scuola. Il
questionario Genitori è rivolto ai genitori degli studenti di quinta primaria e di
prima secondaria di primo grado. I dati raccolti con i questionari Insegnanti e
Genitori costituiscono una parte delle informazioni utilizzate dai Team di
valutazione per redigere il rapporto di valutazione che verrà consegnato ad ogni
scuola.
 Questionario Studenti- Il questionario Studenti viene compilato dagli studenti di
quinta primaria e prima secondaria di secondo grado al momento della
somministrazione delle prove INVALSI (maggio 2012). Il questionario è a risposte
chiuse e considera il rapporto con gli insegnanti (percezione dell’insegnante come
fonte di supporto), il rapporto con i compagni di classe (presenza di comportamenti
di supporto e di eventuali conflitti; percezione di accettazione o rifiuto da parte dei
compagni di classe sia nelle attività scolastiche che extrascolastiche) e l’autoefficacia
scolastica (interesse dello studente per le lezioni delle diverse materie e la sua
capacità di concentrarsi e ricordare ciò che ha studiato).
 Scheda di osservazione in classe - L’osservazione in classe viene effettuata
da due osservatori appositamente formati dall’INVALSI. Gli osservatori si
collocano all’interno della classe in posizioni che permettono di osservare le
interazioni tra insegnanti e studenti senza arrecare disturbo all’attività didattica. Gli
osservatori sono passivi e non intervengono in alcun modo nel corso della lezione.
Gli osservatori hanno il compito di osservare due ore consecutive di italiano e due
ore consecutive di matematica. Per l’osservazione in classe viene utilizzato uno
strumento strutturato: una Scheda di osservazione che permette di registrare la
67
presenza di specifiche azioni degli insegnanti e degli studenti in un arco temporale
di due ore.
 Questionari per gli insegnanti e gli studenti coinvolti nell’osservazione
in classe - Agli insegnanti e agli studenti che partecipano all’osservazione in
classe viene garantito l’anonimato. Inoltre le informazioni raccolte in classe sono
confidenziali e possono essere utilizzate solo per fini di ricerca.
19.2
Autoanalisi di Istituto e Piano di Miglioramento
L’autovalutazione dell’Istituzione scolastica assume un ruolo strategico, in accordo
con lo schema del Sistema Nazionale di Valutazione (SNV) previsto dal Regolamento sul
Sistema Nazionale di Valutazione approvato nel 2012 e regolamentato dal DPR n. 80 del
2013, dalla Direttiva n.11 del 18 settembre 2014, dalla CM n.47 del 21 ottobre.
Attualmente ogni scuola è sollecitata ad interrogarsi sulla qualità del servizio offerto al fine
di migliorarlo: la libertà delle scuole di compiere scelte autonome dovrebbe infatti essere
sempre connessa alla responsabilità di intraprendere processi di miglioramento
e di qualificazione del servizio.
Agli Istituto viene chiesto di affrontare un percorso di AUTOANALISI che, se da un lato,
sollecita le autonome e libere riflessioni della scuola, dall’altro appare anche fortemente
strutturato poiché sarà necessario considerare alcune dimensioni e aree comuni, senza
trascurare singoli aspetti, e utilizzare indicatori e informazioni che siano comparabili, così
da poter comprendere in maniera approfondita ed esaustiva la propria situazione.
Il percorso di autoanalisi condurrà alla stesura di un rapporto di AUTOVALUTAZIONE
(RAV) redatto con un nucleo di valutazione, nominato dal Dirigente Scolastico.
Il RAPPORTO DI AUTOVALUTAZIONE consente di definire delle aree carenti da
migliorare. In relazione al rapporto il Dirigente individuerà degli obiettivi di
miglioramento che andranno a costituire il PIANO DI MIGLIORAMENTO.
La gestione del processo è affidata al Dirigente scolastico in collaborazione con un Nucleo
di autovalutazione .
Il processo autovalutativo, deve avere delle caratteristiche precise:
 L’essere situato, ovvero attento alle peculiarità della singola istituzione scolastica, in
rapporto alla sua evoluzione nel tempo e al contesto socio-ambientale e
culturale nel quale agisce;
 L’essere plurale, ovvero fondato su una molteplicità di evidenze, quantitative e
qualitative, in grado di restituire le diverse prospettive di analisi di funzionamento
della scuola e i punti di vista dei diversi attori;
 L’essere proattivo, ovvero orientato allo sviluppo del piano di miglioramento da
attuarsi nell’anno successivo, il quale rappresenta il banco di prova dell’efficacia
stessa del processo autovalutativo.
68
19.3
Fasi del processo di autoanalisi
1 - Lettura dei dati per gli esiti di apprendimento attraverso i seguenti strumenti:
 risultati delle prove INVALSI
 dati del Fascicolo Scuola in chiaro
2 - Compilazione di SPECIFICI QUESTIONARI proposti dall’INVALSI al Dirigente, al
personale, ai genitori e agli utenti in generale.
3 - Possibile integrazione delle informazioni strutturate con tutte le riflessioni e i dati
disponibili a livello di Istituto. Ciò apre il campo al possibile utilizzo di dati anche non
strutturati, purché però adeguatamente documentati.
4 - I dati aggregati saranno poi oggetto di studio per la formulazione di un PIANO DI
MIGLIORAMENTO in cui esplicitare gli
obiettivi da raggiungere. Il piano di
miglioramento scaturisce dalla lettura critica della realtà scolastica e prende avvio con
l’individuazione di alcuni obiettivi strategici di sviluppo e con la precisazione di alcuni
traguardi attesi attraverso cui valutare i risultati del piano. Le priorità individuate
forniscono le direzioni di marcia su cui sviluppare il piano di miglioramento, che ha
valenza strategica per la scuola; è importante pertanto scegliere con cura gli obiettivi su cui
focalizzare l’attenzione (da contenere in un numero limitato). I risultati attesi richiedono
inoltre di essere espressi in termini misurabili e controllabili, facendo riferimento a
indicatori.
Gli obiettivi dovranno essere
pochi, chiari, rilevanti, misurabili e valutabili. In
particolare l’Istituto individuerà nel piano di miglioramento uno o due obiettivi riferiti agli
esiti formativi e educativi e uno o due obiettivi riferiti ai processi.
Il percorso di autoanalisi e autovalutazione rappresenta un percorso innovativo per molte
scuole italiane, ma un percorso necessario ed ineludibile per la crescita del sistema
scolastico nel suo complesso.
19.4
Il nostro percorso di miglioramento e le tappe
Attività
Elaborazione prove parallele di
somministrare entro fine settembre
Tempi
ingresso
da Giugno/settembre
Destinatari
Alunni
Elaborazione
di un protocollo per la raccolta, Giugno/settembre
elaborazione statistica ed analisi dei dati sugli
apprendimenti
Docenti/alunni
Pianificazione di almeno tre “riunioni per ambiti Settembre
disciplinari” con insegnanti della Scuola Secondaria di Gennaio
1° grado
Aprile
Docenti secondaria di 1°grado
Pianificazione delle ore di programmazione nello stesso Tutto l'anno
giorno per tutti gli insegnanti della scuola primaria
Docenti della Scuola Primaria
Articolazione in verticale del Collegio dei Docenti Tutto l'anno
flessibile: ambiti disciplinari, gruppi di lavoro, ecc.
Tutti I docenti
Programmazione degli obiettivi didattici e contenuti Consegna programmazioni
essenziali delle attività disciplinari
entro 30 ottobre
Tutti I docenti della disciplina
sulla base delle Indicazioni
Nazionali
69
Definizione dei contenuti su cui dovranno essere Con la consegna delle
costruite le prove parallele
programmazioni entro il 30
ottobre
Gruppo docenti disciplina
Elaborazione di prove intermedie e prove finali per tutti Entro fine novembre
gli ambiti disciplinari
Gruppo ristretto di docenti
Elaborazione di rubriche valutative per I campi di Entro fine marzo
esperienza fine Scuola Infanzia, per disciplina e per
anno Scuola primaria e Scuola Sec. di 1° grado (gruppo
di lavoro del collegio dei docenti)
Gruppo di lavoro del collegio
docenti e programmazione
Uso sperimentale della rubrica valutativa per una Aprile
valutazione da parte del docente, alunno, genitore
Alunni
Genitori
Docenti
Elaborazione di prove intermedie e prove finali per tutti Entro metà novembre
gli ambiti disciplinari
Gruppo ristretto di docenti
Somministrazione prove parallele
Gennaio (dopo le vacanze)
Correzione delle prove incrociata
Aprile
Tutti I docenti della classe inseriscono i dati sul
database e la commissione rielabora i dati finali ad uso
del collegio
Definizione di criteri condivisi per l'attribuzione del voto Aprile
di idoneità per l'accesso all'esame di Stato della
Secondaria di 1° grado
Valutazione alunni a fine progetto di ampliamento A fine di ogni progetto
offerta formativa in orario extrascolastico (sec. 1 grado)
20
Docenti
FORMAZIONE
Il D.P.R. n.275, 8marzo1999
 All’art. 6 stabilisce che tutte le istituzioni scolastiche possono esercitare
autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo tenendo conto delle esigenze del
contesto culturale, sociale, economico in cui operano curando anche :
l’aggiornamento del personale.
 All’art. 7 indica le modalità con cui le scuole possono promuovere accordi di rete o
aderire ad essi riguardo le attività anche di : formazione e aggiornamento. Per
sostenere il diritto alla formazione, nell’anno scolastico 2013/14, sono state
identificate all’interno del Collegio dei docenti le tematiche che si andranno a
sviluppare in relazione ai seguenti bisogni formativi:
1
Formazione sui processi di digitalizzazione
2
Disagio scolastico
3
Formazione relativa a tematiche disciplinari proposte dalla rete FoReVer, CRED
VERSILIA, Università
4
Formazione relativa all’attivazione dei LSS Laboratori del Sapere Scientifico
70
20.1
Formazione sui processi di digitalizzazione
In relazione al processi di digitalizzazione informatica sono previsti corsi di
formazione interna di tipo modulare, corsi con esperti esterni attuati anche in rete con
altri Istituti, partecipazione a Workshop, convegni e formazione provinciale su tematiche
digitali.
FORMAZIONE UiBi
UiBi è un progetto didattico biennale (as. 2012-2013 e 2013-2014) finanziato dalla
Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.
UiBi nasce per sostenere le comunità scolastiche (le famiglie, i docenti e gli alunni) della
Provincia di Lucca, azione poi estesa ad altre realtà sul territorio nazionale, nell’uso
sempre più diffuso e profondo delle Nuove Tecnologie applicate alla didattica.
Il Progetto UiBi prevede una serie di attività formative tese a sviluppare competenze
digitali di alto livello incluse quelle relative all’utilizzazione di ambienti Social Learning. Il
tema di fondo è quello di una panoramica dei principali strumenti 2.0 che possono
rivestire una importanza strategica sia per la didattica in classe che, in modo particolare,
nelle situazioni di apprendimento non formale.
FORMAZIONE LIM & LEARNING OBJECT
Il progetto formativo integra le competenze ICT e LIM per la costruzione di Learning
Object (L.O.) adattate agli effettivi bisogni dei loro studenti. I Learning Object (LO) sono
moduli di contenuto digitale didattico (CDD) sotto forma di lezioni o prove di verifica in
formato multimediale, utilizzabili da insegnanti e studenti con un comune personal
computer.
La formazione mira anche all’acquisizione di competenze per la gestione di piattaforme elearning con l’implementazione di una database on-line, affinchè i L.O., ordinatamente
collocati, siano liberamente disponibili da tutti.
Nell'ambito del progetto si prevede una formazione iniziale in cui figure esperte
chiariscano il concetto di L.O. e insegnano a progettarli e a costruirli.
Seguirà una fase in classe, dove, utilizzando la LIM, verranno prodotte e archiviate le
lezioni ottimizzate rispetto al gruppo degli studenti. Da queste lezioni saranno ricavati i
L.O.
La costruzione dei L.O. sarà attivata in collaborazione quindi con gli alunni. Ognuno di
loro sarà coinvolto in prima persona nella costruzione del proprio apprendimento, in linea
con la moderna pedagogia costruzionista e le life skills. Inoltre, la possibilità di operare online anche tra i pari favorirà la relazione reciproca attraverso uno strumento che per i
ragazzi di oggi è particolarmente attraente e che potrà essere veicolo di una futura
relazione in classe per quegli alunni in situazione di disagio.
MODULI DI FORMAZIONE INTERNA
L’obiettivo è di formare gli insegnanti per un uso consapevole delle nuove tecnologie in
riferimento a questi argomenti:
•
•
•
ricerca su Internet;
risorse per la didattica;
uso delle applicazioni per la didattica
71
•
•
•
•
servizi iCloud
Didattica con la LIM (lavagna interattiva multimediale)
Registro elettronico
Scrutini e pagelle on-line
OBIETTIVI generali
Far maturare nell’adulto la consapevolezza che nell’era del digitale, si rivela strategico il
ruolo che
la scuola riuscirà a ricoprire nella gestione dell’odierno cambiamento culturale. Senza
voler stravolgere la vita nelle classi, appare necessario far coesistere il cartaceo con il
digitale, trovando un buon equilibrio tra la salvaguardia delle forme di sapere tradizionale
e la modernizzazione in atto, in modo che i ragazzi imparino ad utilizzare gli strumenti che
sono alla base della loro vita quotidiana con più consapevolezza.
OBIETTIVI SPECIFICI
Sviluppare e potenziare le competenze informatiche dei soggetti coinvolti. Promuovere le
relazioni positive tra gli adulti.
Conoscere le risorse digitali di nuova generazione per una comunicazione efficace.
RISULTATI E MONITORAGGIO
Osservazioni sistematiche sul grado di gradimento dei soggetti coinvolti.
Compilazione di questionari.
Prove oggettive di tipo informatico.
Conversazioni guidate sul rispetto delle regole della convivenza democratica.
Questionario di gradimento dell’utenza.
Considerazioni e relazioni sui risultati a breve e a lungo termine.
Auto valutazione del progetto.
FORMAZIONE PER L’ACQUISIZIONE DI COMPETENZE PER LA PREVENZIONE
DEL DISAGIO
Nell’ambito del progetto “sportello psicologico” sono previsti moduli formativi per docenti,
genitori e personale collaboratori scolastici.
FORMAZIONE
PER I
SAPER SCIENTIFICO
COMPONENTI
DEI
LABORATORI
DEL
La formazione specifica sarà attivata nel primo anno di attivazione del progetto in rete con
gli altri istituti scolastici aderenti
FORMAZIONE SU TEMATICHE DISCIPLINARI
L’adesione alla rete FoReVer (Formazione Reticolare Versiliese) costitutita da scuole della
Versilia – consente all’Istituto di realizzare economie di scala in particolare nel settore
della formazione, promuovere meccanismi reticolari di auto-consulenza e assistenza fra
dirigenti, docenti e personale ATA, fungere da interlocutore univoco nei confronti di Enti
Locali, articolazioni dell’amministrazione scolastica e agenzie formative sul territorio.
La rete, attraverso un gruppo ristretto di docenti referenti dei vari istituti, si occupa di
sollecitare e raccogliere i bisogni formativi del personale docente, ATA e dirigente del
territorio versiliese.
72
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dell` Offerta Formativa - Istituto comprensivo Camaiore 2