MENSILE A CURA DELLA CHIESA CRISTIANA EVANGELICA DI BOLLATE. PUBBLICAZIONE A CARATTERE INTERNO. ANNO III - NUMERO XXXV - FEB-
Iඅ Cൺආආංඇඈ
උංඌඍංൺඇඈ
“Guardate le mie mani e i miei piedi, perché sono proprio io;
toccatemi e guardate”
(Luca 24:39)
Per chi ha letto la storia, sa che il versetto citato si riferisce all’invito che Gesù
fece agli apostoli, dopo la Sua resurrezione, dato che il loro stupore nel vederLo era così
grande che quasi pensavano che stessero vedendo “un fantasma”.
Con l’aiuto di Dio cerchiamo anche noi di trarre un insegnamento da questa
espressione del divino Maestro ben sapendo che le Sue parole non sono mai a caso!!
Alle volte la disperazione per una determinata situazione, come lo era nel caso
dei discepoli, annebbia la nostra vista spirituale e ci porta a fissare lo sguardo altrove e
non al Signore. Così facendo perdiamo il senso delle cose di Dio e stentiamo a comprendere l’opera Sua che è perfetta è gloriosa. Cosa era successo? GESU’ ERA RISORTO!!!
Ma questo i discepoli non l’avevano capito!!!
Ma tornando a noi, cosa ci dice il Signore oggi? “GUARDA LE MIE FERITE
E TOCCAMI”, per fede possiamo fare tutto questo, ma, le nostre giornate sono spesso
troppo frenetiche e la nostra mente è così presa da tante
preoccupazioni e distrazioni che non abbiamo tempo per
“toccare Gesù” e la Sua grazia verso noi!
ALL’INTERNO...
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Continua a Pag.6
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IL CAMMINO CRISTIANO
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PAGINA 1
BIOGRAFIE
a cura di Mango E.
Charles T. Studd
Nel 1918, dopo solo cinque anni nel campo di missione, C.T. Studd scriveva: “il progresso della missione è
meraviglioso, persone vengono da ogni dove, e stiamo facendo servizi battesimali ogni settimana. I convertiti stanno
evangelizzando vicino e lontano”..La giornata di lavoro di
Studd cominciava alle sei, ed egli richiedeva la stessa cosa
agli africani ed ai missionari, quindi la devozione personale
doveva essere finita prima di quest’ora. Quando Grubb suggerì di fare una riunione speciale di preghiera per un maggiore risveglio, Studd rispose: “...non credo sia buono pregare durante l’orario di lavoro. Facciamo la riunione alle
quattro del mattino”. Grubb si alzò alle quattro per la sua
devozione personale, ma sentì “…il banjo del vecchietto
che era già all’opera. Egli aveva radunato alcuni africani per
una riunione di preghiera”!
Questo tipo di vita cristiana era troppo rigorosa per
molti africani e per molti missionari, ma Studd aveva tempo
"C. T. Studd
per chiunque avesse in mente una consacrazione totale. Perfino sua figlia Edith lo lasciò insieme a suo marito. Nel
1920 nonostante il duro lavoro e la sua dedicazione, Studd perse rapidamente i contatti e
il supporto dei credenti del suo paese, specialmente dopo la morte di Priscilla nel 1929.
Le sue richieste rigorose e la sua visione negativa dei cristiani in Africa, che per
lui erano pigri e carnali, crearono una controversia che si aggravò con la pubblicazione
di un libretto intitolato: “ D.C.D. ” ( “Dont’t care a damn ”, che parafrasa un’espressione
inglese molto cruda. Ndt). Questo libretto era una frecciata contro i credenti addormentati, e scandalizzò parecchi suoi sostenitori, che cessarono di mandargli offerte.
A causa della sua cattiva salute e della sua attività frenetica, Studd trovò sollievo con tavolette di morfina, e quando il comitato direttivo lo venne a sapere, decise di
destituirlo dal suo incarico e si preparò a riorganizzare la missione senza Studd. L’improvvisa morte del missionario sorprese tutti, e Normann Grubb prese la direzione del
WEC. Negli anni successivi la morte di Studd, Grubb testimoniò della crescita costante
di missionari, fino a raggiungere tutto il globo nel 1932, con più di 900 missionari, tra i
quali era la coraggiosa Helen Roseveare.
L’opera di Studd non si è fermata alla sua morte. Nel 1941, infatti, fu fondata
una nuova branca dell’opera per la diffusione mondiale di pubblicazioni cristiane: la
Crociata del Libro Cristiano (CLC), che al giorno d’oggi è presente in 43 paesi con 77
lingue. Se è vero che l’intensità della dedicazione di Studd mise in crisi molti, e lo portò
a fare delle cose che attirarono molte critiche, è anche vero che motivò molti altri ad un
servizio totale. “Noi dobbiamo essere intensi”, scriveva, “…e la nostra intensità deve
continuare a crescere”. Questa intensità emerge soprattutto nei suoi scritti.
Fine II° ed ultima parte
IL CAMMINO CRISTIANO
Tratto dal sito www.naiot.it
PAGINA 2
LA MIA TESTIMONIANZA...
a cura di Pezzolla S.
“Dio è padre degli orfani…”
(Salmo 65:8)
Grazie a Dio sono nata in una famiglia cristiana. Mio padre era diacono, monitore
e responsabile della scuola domenicale e fin da
piccola mi sono stati inculcati i sani principi
cristiani della parola di Dio... andavo sempre in
Chiesa, ma dentro ero sempre vuota perché
non avevo ancora sperimentato la grazia di
Dio. Nel 2003 decisi di andare al campeggio, lì
il Signore mi parlò, toccò il mio cuore ed io
non potetti fare a meno di chiedergli di entrare
nella mia vita. Accettai Gesù e dopo pochi
giorni fui battezzata con lo Spirito Santo.
Tornata dal campeggio, dopo circa 3
settimane morì improvvisamente mio padre.
Iniziai a prendermela col Signore e a provare
odio verso di Lui. Chiunque veniva a farci visita cercava di incoraggiarmi ma ogni volta che
questo accadeva io rispondevo che non avevo
più nessuno da poter chiamare papà… tutti mi
dicevano che anche se non avevo più un padre
terreno avevo Dio come padre, Questa frase,
però, mi innervosiva molto perché ero convinta
che il Signore ce l'avesse con me. Pian piano
iniziai a non pregare più, non leggevo nemmeno più la Bibbia… comunque continuavo ad
andare in chiesa perché obbligata da mia madre.
Un giorno per caso lessi un versetto dal calendario cristiano che diceva: “Dio è
padre degli orfani e difensore delle vedove” (Salmo 65:8) ...mi resi conto della bontà di
Dio e iniziai a piangere chiedendogli perdono per come mi ero comportata in precedenza
nei Suoi confronti.
Il 18 luglio 2004 feci il patto in acqua col Signore e ora voglio servire il Signore
per tutti i giorni della mia vita, voglio adoperarmi per la Sua opera e spero che il Signore
si usi di me per la Sua gloria.
Dio vi benedica!
Miriam Longo – chiesa di Misilmeri (PA)
IL CAMMINO CRISTIANO
PAGINA 3
STORIA DEL CRISTIANESIMO
a cura di Gravina S.
Nello stesso periodo in cui vi fu il grande risveglio condotto dall’evangelista Finney, lo spirito missionario della Chiesa dell’era apostolica si rinnovò e la maggior parte
delle chiese evangeliche cominciarono ad inviare missionari per spandere l’Evangelo in
tutto il mondo.
Uno dei più importanti effetti di questi risvegli è stato il riconoscimento del valore dell’esperienza di fede: la vera Chiesa di Gesù Cristo sussiste soprattutto sull’esempio
vivente di uomini e donne nei quali dimora lo Spirito Santo.
Riconoscendo l’importanza della salvezza personale e dell’interpretazione letterale della Bibbia, i movimenti di risveglio si sono sempre di più orientati verso una teologia ortodossa e hanno ricondotto la chiesa cristiana verso il modello apostolico.
Il Risveglio Pentecostale
Dal tempo della Riforma fino al termine del secolo XIX, la storia delle chiese
evangeliche rivela un progressivo ritorno all’integrità dell’Evangelo. Non è facile comprendere il perché i cristiani non hanno subito ricercato tutte le esperienze che leggevano
nel Nuovo Testamento, ma resta il fatto che il flusso del pensiero umano scorre lentamente ed in modo irregolare.
Nel 1859 si scatenò una disputa scientifica e teologica. In quell’anno, infatti, il
mondo cristiano venne sconvolto dalla teoria sull’evoluzione di Darwin e fu ancora più
sorpreso quando il mondo scientifico ne accettò i principi ispiratori. Oltre al conflitto
sull’origine dell’uomo, il cristianesimo dovette affrontare a tutte le tesi e le argomentazioni fatte sulla natura dell’uomo. Freud, infatti, annunciò le sue rivoluzionarie teorie
psicoanalitiche, che misero in dubbio l’esistenza del peccato. La popolarità di queste
teorie ebbe un effetto devastante sulle chiese protestanti, le quali caddero in una profonda depressione che gettò ombre di dubbio sulla ispirazione divina della Bibbia, giungendo, così, alla conclusione che la missione della chiesa era soltanto il miglioramento sociale. “L’Evangelo sociale” prendeva il posto del puro Evangelo, considerato ormai antiquato e non più degno di fede.
Questa degenerazione della vocazione evangelistica creò una corrente di opposizione fra i credenti che andò sotto il nome di “movimento di santità”. Gli aderanti a questo movimento sostenevano che la Bibbia era attendibile, e che le discordanze con la
scienza erano dovute al fatto che le Sacre Scritture non erano interpretate correttamente e
che le teorie scientifiche erano alquanto precarie.
I sostenitori del movimento di santità abbandonarono totalmente l’inutile scontro
con la scienza e cominciarono a predicare con zelo l’Evangelo. Insegnarono che la sola
salvezza personale poteva portare alla vita eterna e che, per mantenere uno strato di grazia, era necessaria una quotidiana esperienza di santificazione. Il movimento predicò un
tale stretto codice morale, e insistette su tante rinunce, come prova di fede, e per questo
non ebbe tanto seguito; ma replicò con efficacia al liberalismo mediante una coerente e
pura testimonianza evangelica.
Nonostante tutto, la rivoluzione scientifica ha contribuito, nell’ambito delle chiese, a portare una più attenta e consapevole ricerca dottrinale, fedele alla Scrittura, che
promosse un maggiore sviluppo spirituale di una parte delle chiese evangeliche.
Scavando tra le rovine delle passate generazioni, gli archeologi scoprirono prove
inconfutabili degli eventi dell’Antico Testamento e, di conseguenza, crebbe un nuovo
interesse per le Sacre Scritture. La combinazione tra una nuova visione del mondo e una
IL CAMMINO CRISTIANO
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STORIA DEL CRISTIANESIMO
a cura di Gravina S.
più ampia conoscenza della storia produsse da
parte dei cristiani un risveglio nella lettura della Bibbia ed un nuovo interesse di ricerca nelle
Scritture.
Questo approccio storico, culturale e
letterale dell’interpretazione biblica, è stata una
delle ragioni più importanti della nascita del
Movimento pentecostale, perché i credenti,
leggendo le loro Bibbie con rinnovato interesse
e migliore comprensione, trovavano la descrizione di un tipo di cristianesimo molto diverso
da quello delle loro chiese. A questo punto era
inevitabile che qualche gruppo reclamasse un ritorno all’Evangelo così come veniva
predicato dagli apostoli.
Alla fine del 1900, Carlo G. Parham, direttore di una Scuola Biblica a Topeka,
Kansas, assegnò ai suoi allievi una ricerca sul battesimo nello Spirito Santo. Tre giorni
dopo gli studenti portarono le loro conclusioni: il segno iniziale del battesimo nello Spirito Santo fu il parlare in altre lingue. Studenti e insegnanti della scuola biblica,
“Bethel”, cominciarono a ricercare questa esperienza in preghiera, e proprio come avvenne nel giorno di Pentecoste ai primi cristiani, “tutti erano di pari consentimento in
preghiere e supplicazioni”.
Circa dieci giorni dopo, gli studenti incominciarono a ricevere il battesimo nello
Spirito Santo e a parlare in altre lingue. Il primo gennaio del 1901 alcuni di loro furono
riempiti con lo spirito Santo e nei tre giorni seguenti quasi tutto il resto fece la stessa
esperienza biblica. Al terzo giorno, anche i dodici pastori di differenti denominazioni
evangeliche, che erano ospiti presso la Scuola, furono riempiti con lo Spirito Santo e
parlarono “in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro d’esprimersi” (Atti 2:4).
Il Movimento pentecostale si diffuse rapidamente in tutto il mondo. In breve tempo ed in un modo straordinario i battesimi nello Spirito Santo si manifestarono oltre che
nel Nord America, anche in Europa, in Sud Africa e in India.
Attraverso il battesimo nello spirito Santo, si ebbe una completa riaffermazione
del modello apostolico. Grande enfasi venne posta sull’imminente ritorno di Gesù Cristo. Animati dallo stesso spirito che avevano gli apostoli, alcuni missionari raggiunsero
l’estremità della terra per predicare l’Evangelo ai pagani. Le chiese tradizionali rigettarono il “popolo delle lingue”, ma l’opposizione servì soltanto a fortificare il nuovo movimento e a chiarirne maggiormente la posizione dottrinale.
Il 2 aprile del 1914 si riunì il primo Concilio Generale delle Assemblee di Dio.
Gli scopi dell’Assemblea Generale erano: l’unità dottrinale; la conservazione dei risultati
dell’evangelizzazione; un programma missionario estero; una struttura ecclesiastica legalmente riconosciuta; l’istituzione di scuole di formazione biblica.
Gravina Sara
IL CAMMINO CRISTIANO
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STUDIAMO LA PAROLA
a cura di Mango E.
Non fare diventare i tuoi problemi più grandi di quell’immenso amore che Gesù
ha mostrato per te sulla croce! Forse ancora non hai chiaro il concetto di quanto MERAVIGLIOSO sia quest’amore e ti ritrovi a dibatterti tra i problemi che ti assalgono e circondano. Con l’aiuto del Signore voglio spendere ancora qualche riga facendo parlare la
Parola di Dio che, come dice un caro fratello in Cristo, “Si sa spiegare meglio di me”.
“Gli si domanderà: “Che sono quelle ferite che hai nelle mani?” Egli risponderà: “Sono ferite che ho ricevuto nella casa dei miei amici” (Zaccaria 13:6) Ho avuto
modo in questi giorni di riflettere sui chiodi che trafissero le mani e i piedi di Gesù e ho
immaginato che ogni martellata che veniva data su quei chiodi era UN MIO ERRORE.
Io non ho mai assistito ad una crocifissione, ma vi immaginate quelle ripetute martellate
sulle mani e sui piedi di Gesù? Quei chiodi arrugginiti che man mano penetravano sulle
sue mani e i suoi piedi inchiodandolo su quel legno? Quali atroci sofferenze ha sopportato il nostro Signore per amor nostro!
E sapete cosa riempie i miei occhi di lacrime? La consapevolezza che Gesù
sapeva che sarebbe morto per persone come me, che ripetutamente sbagliano più volte,
spesso ripentendo anche gli stessi errori. Quelle ripetute martellate che trafiggono le mani amorevoli di Chi con un dolce ma potente tocco guariva i malati, rialzava coloro che
già erano stesi su di un letto di morte, che tiravano su Pietro il quale per la poca fede
sprofondava nell’acqua, che moltiplicarono pani e pesci, che spezzarono il pane nell’ultima cena… “Sono ferite che ho ricevuto nella casa dei miei amici”…quelle ferite sono
ferite non solo causate da chi non lo conosce, ma da chi gli è amico. C’è stata un occasione in cui Gesù disse “voi siete miei amici” (Giov. 15:14) e lo disse ai discepoli, a coloro che lo seguivano passo dopo passo e che stavano sempre con Lui, coloro che, ahimè
però, non riuscirono a vegliare con Lui nemmeno un ora, in quell’ora così particolare
del Getsemani (vd. Matt. 26:40).
Il Signore sapeva bene che Pietro l’avrebbe rinnegato e che altri, dopo di lui,
avrebbero commesso ripetutamente degli errori lungo il loro cammino, eppure, cosciente
delle nostre debolezze Egli accettò di morire della morte più terribile che esista!
Davide sospinto dallo Spirito Santo, parlando profeticamente del Cristo dice
“m’hanno forato le mani e i piedi” (Sal. 22:16). Mentre Isaia scrive “Egli è stato trafitto
a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità”( Is. 53:5).
Pensate un po’, Gesù prima di venire sulla terra sapeva bene quello che avrebbe subìto e
di quale morte sarebbe morto PER ME E PER TE. “Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e
il Figlio dell' uomo sarà dato nelle mani dei capi dei sacerdoti e degli scribi; essi lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché sia schernito, flagellato e
crocifisso; e il terzo giorno risusciterà” (Matt. 20:18-19); “Ora, l' animo mio è turbato;
e che dirò? Padre, salvami da quest' ora? Ma è per questo che sono venuto incontro a
quest' ora” (Giov. 12:27).
Gesù ancora oggi vuole far soffermare il nostro sguardo sulle Sue ferite per
darci un messaggio: notate, quando Egli risorse e apparse ai discepoli cosa fece quasi
subito? “Gesù venne e si presentò in mezzo a loro, e disse: «Pace a voi!» E, detto questo, mostrò loro le mani e il costato”( Gv. 20:20). Stai ancora guardando il fratello o la
sorella che ha sbagliato nei tuoi confronti? O forse ancora il tuo sguardo è concentrato su
quel problema che la sera, prima di addormentarti,ti rende triste e preoccupato e quasi
non ti fa dormire e nemmeno pregare? O forse la tua attenzione è ancora concentrata
sulle tue debolezze e sui tuoi errori passati e recenti? No caro fratello, no cara sorella…
fermati e GUARDA QUELLE FERITE.. e se questo non ti soddisfa Gesù ti dice, come
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STUDIAMO LA PAROLA
a cura di Mango E.
lo disse a Tommaso
“«Porgi qua il dito e vedi
le mie mani; porgi la mano
e mettila nel mio costato..
»”( Gv. 20:27)
Che tu possa sempre avere davanti i tuoi
occhi quelle benedette ferite, benedette perché esse
sono state la nostra benedizione, poiché esse ci hanno
procurato salvezza! Sappi
che come quelle ferite devono rimanere impresse
davanti a noi, come per
Gesù esse sono per Lui
qualcosa che non può mettere da parte o dimenticare
per qualche istante, poiché
esse Gli parlano continuamente di noi, di te… così anche noi non possiamo mettere da
parte tali ferite, tale sacrificio, perch’esso ci parla continuamente dell’amore che Cristo
ha per noi!
“Ecco, io ti ho scolpita sulle palme delle mie mani; le tue mura mi stanno sempre davanti agli occhi.” (Isaia 49:16)
Inizialo a lodare ed a ringraziare per quello che ha fatto… metti davanti ai tuoi
occhi solo il Suo sacrificio e vedrai come tutto il resto diventerà UN NIENTE di fronte a
questo eccelso gesto di redenzione. Inizierai ad affrontare e a vedere i problemi in una
maniera diversa.
Concludo lasciandovi con questo verso: “Anche noi, dunque… deponiamo ogni
peso e il peccato che così facilmente ci avvolge, e corriamo con perseveranza la gara
che ci è proposta,fissando lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta.
Per la gioia che gli era posta dinanzi egli sopportò la croce, disprezzando l' infamia, e si
è seduto alla destra del trono di Dio. Considerate perciò colui che ha sopportato una
simile ostilità contro la sua persona da parte dei peccatori, affinché non vi stanchiate
perdendovi d' animo.” (Ebr. 12:1-3)
Dio ci benedica con questo proposito: GUARDIAMO GESU’ E “TASTIAMO”
LE SUE FERITE in ogni momento e in ogni circostanza… gustiamo quanto Egli ci ha
amato, gustiamo quanto Egli è buono (Sal. 34:8).
Ester Bonina – chiesa di Catania, via Barcellona
IL CAMMINO CRISTIANO
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CRONACA INTERNAZIONALE
a cura di Motolese E.
Gaza: i cristiani non osano uscire di casa
Pubblicato il 7 Gennaio 2009, Mercoledì
“La gente ha paura e non esce di
casa” spiega un responsabile cristiano sul
posto. Lo scorso week-end una bomba è
esplosa di fronte all’unica Chiesa Battista
della città. Nessun cristiano è rimasto ferito
e l’edificio è stato danneggiato leggermente.
Coloro che avevano lasciato la Striscia di
Gaza per le feste non possono più tornare a
casa loro e diverse famiglie sono ora separate.
Un cristiano di Gaza ci chiede di Gaza, i bambini in cerca di cibo in una discarica.
pregare in particolare per i bambini: “Si
svegliano di notte urlando. Il rumore delle bombe è terribile e non si sa mai dove cadranno.”
Cina: tre cristiani condannati a un anno di
“rieducazione” attraverso il lavoro a Zhoukou, Henan
Pubblicato il 7 Gennaio 2009, Mercoledì
Lo scorso 3 dicembre, nella provincia di Henan, sono stati arrestati circa 50
cristiani, membri di una Chiesa domestica. Le autorità hanno fatto irruzione nella casa
dove i credenti erano radunati e li hanno arrestati, sequestrando materiale di evangelizzazione. Tutti gli arrestati sono membri di un gruppo di Chiese domestiche chiamato China
Gospel Fellowship (CGF).
Secondo ChinaAid circa 20 cristiani sono stati condannati a 15 giorni di detenzione amministrativa e ad una multa di 1.000 yuan (circa 110 euro), accusati di essere
membri di un “culto malvagio”.
Tang Houyong, Shu Wenxiang e Xie Zhenqi sono stati condannati a un anno
di rieducazione attraverso il lavoro per “proselitismo illegale” e per partecipazione a
“riunione illegale”.
tratto dal notiziario della missione “Porte Aperte”
NOTA DELLA REDAZIONE: ricordiamo che queste notizie non sono semplicemente a scopo informativo, ma esse mirano a sensibilizzare il cuore di chi le legge affinché possa presentare queste situazioni in preghiera a Dio e intercedere per quei fratelli
che nel mondo, a causa della fede, soffrono e sono perseguitati.
IL CAMMINO CRISTIANO
PAGINA 8
SPIGOLATURE
a cura di Mango E.
“Avendo dunque un grande sommo sacerdote che è passato attraverso i cieli,
Gesù, il Figlio di Dio, stiamo fermi nella fede che professiamo… Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e
trovar grazie ed essere soccorsi al momento opportuno”.
(Ebrei 4:14,16)
Un predicatore stava tenendo un
sermone, e l’argomento era che i credenti
non erano essenti dai problemi. Ad un
certo punto disse: “ Alcuni cristiani sono
circondati dai problemi; Problemi a destra, problemi a sinistra, problemi davanti
e problemi dietro”. Fu a quel punto che un
uomo esclamò: “Gloria a Dio, che sopra
di noi la via è sempre libera!”.
La fiducia che quell’uomo aveva
in Dio, era pienamente appoggiata sul
fatto che il nostro gran sommo sacerdote,
Gesù il figlio di Dio, è asceso ai cieli ed è
lì ad intercedere per noi. Gesù può capirci
molto bene, può capire le nostre debolezze perché, quando è vissuto sulla terra, è stato
tentato proprio come noi, solo che lui non ha mai peccato. Il suo trono è facilmente accessibile, ed è un “trono della grazia” perché chiunque va a Lui non sarà rigettato.
Lo scrittore agli Ebrei ci sollecita a guardare verso l’alto, proprio dal luogo in
cui stiamo passando la nostra prova, e ad avvicinarci con fede a quel trono.
Caro fratello, se ti senti intrappolato tra le prove e le tentazioni della vita, coraggio, guarda verso l’alto, e ti accorgerai che su di te la via verso il trono è libera!
Tratto dal calendario cristiano
Perle Antiche...
Se non ci fosse l’inverno, la primavera
non sarebbe così piacevole.
Se non assaggiamo mai l’avversità, la
prosperità non sarebbe così gradita.
Anne Bradstreet
IL CAMMINO CRISTIANO
PAGINA 9
EREDITЙ DAL PASSATO
a cura di Mango E.
Redentore e Sposo
“Benedetto il Signore, il quale non ha permesso che oggi si mancasse
uno con il diritto di riscatto”
(Rut 4:14)
L’esclamazione di gioia dei vicini di Naomi e di Rut per quell’inatteso evento era
motivato unicamente dalla magnanimità e dalla benignità di Boaz. Egli era divenuto il
loro redentore, il goel, “uno che aveva il diritto di riscatto”. Questo termine è molto
espressivo e significa: “Riacquisto, mediante consegna di denaro o di beni, di quanto è
caduto o è stato ceduto in potere di altri”. Il redentore pagava il giusto prezzo e riscattava
la proprietà.
Boaz è il tipo dell’unico Redentore in grado di redimerci. A causa del peccato
l’uomo aveva perduto tutto, era divenuto povero ed estraneo a Dio ed alle Sue promesse.
Occorreva il Redentore che potesse riscattarci. Non esisteva un mezzo terreno, “non con
cose corruttibili, con argento o con oro, potevamo essere riscattati dal vano modo di
vivere… ma con il prezioso sangue di Cristo, come quello di un agnello senza difetto né
macchia” (1 Pietro 1:18,19).
Il riscatto attuato da Boaz, che prefigura l’opera redentrice di Cristo, per quanto
apprezzabile possa essere, ci dà soltanto una pallida idea dell’opera incommensurabile
compiuta da Gesù. Egli ha pagato con la vita “per riscattarci dal vano modo di vivere”.
L’espressione “Il prezioso sangue di Cristo” è una frase descrittiva per indicare il sacrificio perfetto di Colui che ha offerto la Sua vita per noi. Egli è Il Redentore, l’unico, l’impareggiabile. L’idea del riscatto era legata anche ad un’altra realtà, quella di acquistare
uno schiavo e metterlo in libertà. E’ toccante la bellissima storia di un riscatto che è la
trama dell’epistola di Paolo apostolo a Filemone.
Onesimo era uno schiavo al servizio di Filemone, un ricco cristiano di Colosse,
una cittadina poco distante da Laodicea, in Asia Minore, l’attuale Turchia. Costui derubò
Filemone e fuggì fino a Roma certo che nessuno l’avrebbe mai trovato. Dio, però, opera
in modo misterioso per adempiere i Suoi piani e così lo ritroviamo accanto a Paolo durante la sua prima prigionia, mentre era agli arresti domiciliari. Onesimo, per il ministerio di Paolo si ravvede, confessa il furto ed è redento per mezzo del prezioso sangue di
Cristo. Sebbene per le leggi romane sia ancora uno schiavo di Filemone, ormai è libero e
come tale torna dal suo signore, “non più come schiavo, ma molto più che schiavo, come
un fratello caro specialmente a me”, scrive Paolo, ma ora molto più a te, sia sul piano
umano sia nel Signore!” (Filemone 16).
L’opera della redenzione in Cristo è tale che trasforma la nostra condizione morale e spirituale e ci fa “concittadini dei santi e membri della famiglia di Dio” (Efesini
2:19) ed “eredi di Dio e coeredi di Cristo” (Romani 8:17). ……………………………
Come per Rut o per Onesimo il loro riscatto fu una realtà di cui essi erano certi,
così ogni credente riscattato con il prezioso sangue di Cristo gode dei benefici di tale atto
di redenzione. E può dire con Giobbe: “Io so che il mio redentore vive” (Giobbe 19:25).
L’opera di riscatto è perfetta e completa! Sappiamo che il nostro Redentore Gesù ci ha
liberati, ci ha arricchiti ed ora “la nostra fede e la nostra speranza sono in Dio” (1 PieIL CAMMINO CRISTIANO
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EREDITЙ DAL PASSATO
a cura di Mango E.
tro 1:21). Per Rut il riscatto produceva
un altro beneficio. Boaz dichiarò: “Ho
pure acquistato Rut, la Moabita… perché sia mia moglie” (Rut 4:10). Il suo
redentore divenne il suo sposo. Boaz
non soltanto compì un’opera di benignità nei confronti di una straniera ma la
elevò al grado di sposa concedendole
tutti i diritti e le ricchezze che gli appartenevano.
Quale mirabile figura dell’opera
che Gesù ha compiuto per acquistare la
Sua sposa. Nel Nuovo Testamento la
parola sposa designa la Chiesa composta
da coloro che Gesù Cristo ha riscattato
con il Suo sangue. La redenzione in Cristo non è soltanto liberazione dal peccato e dal male, non è soltanto separazione da un mondo pagano e malvagio, ma consiste
anche nel ricevere i doni delle “sue preziose e grandissime promesse perché per mezzo
di esse” diventassimo “partecipi della natura divina dopo esser sfuggiti alla corruzione
che è nel mondo” (2 Pietro 1:4).
Gesù è il nostro Sposo, e la Sua grazia, i doni e la potenza del suo spirito stanno
preparando la Sua Chiesa perché sia “pronta come una sposa adorna per il suo sposo” (Apocalisse 21:2). Gesù ritorna, noi attendiamo il grido: “Ecco lo sposo, uscitegli
incontro” (Matteo 25:6).
La festa delle nozze di Boaz e Rut furono motivo di grande gioia, ma è nulla al
confronto con le nozze dell’Agnello. Allora la Chiesa apparirà in tutta la sua purezza ed
il suo splendore. Giovanni apostolo ha la visione di queste nozze celesti. Egli udì “come
la voce di una gran folla… che diceva: ‘Alleluia! Perché il Signore, nostro Dio, l’Onnipotente, ha stabilito il suo regno. Rallegriamoci ed esultiamo e diamo a lui la gloria,
perché sono giunte le nozze dell’Agnello e la sua sposa si è preparata. Le è stato dato un
vestito di lino fino, risplendente e puro; poiché il lino fino sono le opere giuste dei santi” (Apocalisse 19:6-8).
E’ Gesù il tuo redentore, Colui che t’ha riscattato dal peccato? E’ lo sposo dell’anima tua, che attendi dal cielo? Lo Spirito Santo ci aiuti ad essere tutti pronti per quel
glorioso incontro!
di Francesco Toppi - Pubblicato da Cristiani Oggi
IL CAMMINO CRISTIANO
PAGINA 11
IMPARIAMO GIOCANDO...
a cura di Mango E.
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1) Cosa significa la parola “Bibbia”?
Il libro
I libri
Il gran libro
2) Quanto tempo ci volle per scrivere l’intera Bibbia?
Circa 30 anni
Circa 700 anni
Circa 1500 anni
3) Quanti autori ha la Bibbia?
1
7
Più di 40
4) In quali lingue fu scritta la Bibbia?
Ebraico e greco
Ebraico, greco e latino
Ebraico, aramaico e greco
5) Da quante persone fu scritta la Bibbia?
1
Più di 40
7
6) Chi fu il primo scrittore della Bibbia?
Mosè
Abramo
Samuele
7) Quale tra i seguenti è chiamato in Teologia il “versetto dell’ispirazione”?
II Pietro 1:21
II Timoteo 3:16
Giovanni 3:16
8) Noi crediamo che l’ispirazione della Bibbia sia plenaria e verbale…
○ ...plenaria significa che...
… l’ispirazione è un atto divino
… l’ispirazione biblica è priva di errori
… l’intera Bibbia, in ogni sua parte è, in ugual modo, ispirata da Dio
○ ...verbale significa che...
… la Bibbia è ispirata parola per parola
… la Bibbia è il verbo di Dio
… solo i verbi contenuti nella Bibbia sono ispirati
Soluzioni alle domande del giornalino di Gennaio:
1) C ; 2) B ; 3) C ; 4) B ; 5) A ; 6) B ; 7) C; 8) A; 9) A .
IL CAMMINO CRISTIANO
PAGINA 12
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