Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
I.P.S.I.A “G. Ceconi”
Via Manzoni 6, Udine
Anno scolastico 2013/2014
DOCUMENTO DEL CONSIGLIO DI CLASSE
DEL 15 MAGGIO
CORSO SERALE
Classe Quinta A TSS
INDIRIZZO DI STUDI: TECNICO DEI SERVIZI SOCIALI
INDICE
Presentazione del progetto
p. 3
Articolazione del progetto
p. 3
Composizione del Consiglio di Classe della 5A TSS Serale
p. 4
Elenco candidati
p. 4
Presentazione della Classe
p. 5
Percorso formativo realizzato sulla base della progettazione collegiale
p. 6
Contratto formativo d’Istituto
p. 6
Obiettivi didattici trasversali
p. 7
Obiettivi educativi trasversali
p. 7
Obiettivi comuni dell’area umanistica
p. 7
Obiettivi trasversali dell’area Tecnico Professionale
p. 7
Strategie per il conseguimento degli obiettivi e comportamenti tenuti dagli insegnanti
p. 8
Strumenti per la verifica formativa
p. 8
Strumenti per la verifica sommativa
p. 8
Fattori che hanno concorso alla valutazione periodica e finale
p. 9
Criteri adottati nella predisposizione delle prove e parametri di valutazione adottati
p. 10
Obiettivi conseguiti mediamente dalla Classe
p. 10
Elenco delle discipline, dei docenti e delle ore di lezione effettuate
p. 11
Allegati al Documento:
1. Programmazione didattica - Programmi svolti dai singoli Docenti
2. Relazione finale di ciascun docente
3. Copia delle Simulazioni di Prima Prova
4. Copia delle Simulazioni di Seconda Prova
5. Copie delle Simulazioni della Terza Prova
6. Griglia per l’attribuzione del voto e criteri di valutazione
2
PREMESSA
Sulla base del D.P.R. 23.07.98, n. 323 - Regolamento sugli esami di Stato, all’art. 5, comma 2: “La
formulazione (della terza prova scritta n.d.r.) deve essere coerente con l’azione educativa e didattica
realizzata nell’ultimo anno di corso. A tal fine i consigli di Classe, entro il 15 maggio, elaborano per
la Commissione di esame un apposito documento che esplicita i contenuti, i metodi, i mezzi, gli
spazi ed i tempi del percorso formativo, nonché i criteri, gli strumenti di valutazione adottati e gli
obiettivi raggiunti.”
INDIRIZZO DI STUDI: TECNICO DEI SERVIZI SOCIALI
PROFILO PROFESSIONALE
Il Tecnico dei Servizi Sociali ha una preparazione culturale criticamente consolidata e coerente con
la specificità della sua formazione professionale; conosce la complessità dello stato di bisogno delle
diverse età e delle diverse situazioni personali; sa avvalersi dei metodi di ricerca, programma gli
interventi e ne verifica l’efficacia; si inserisce negli ambiti pubblici e privati del territorio per la
rimozione degli stati di bisogno degli utenti; sa scegliere adeguate soluzioni dei problemi in campo
giuridico-organizzativo e igienico-sanitario.
PERCORSO MODULARE SERALE INTEGRATO DI ISTRUZIONE
PROFESSIONALE STATALE PER ADULTI.
INDIRIZZO: TECNICO DEI SERVIZI SOCIALI
PRESENTAZIONE DEL PROGETTO
Il percorso è destinato a persone che abbiano compiuto il 18° anno di età, occupate e non.
Il progetto si propone due obiettivi primari:
1. dare l’opportunità a persone che hanno abbandonato il regolare percorso formativo senza
conseguire titoli o qualifiche, di ritornare in formazione, sia per sviluppare il proprio bagaglio
culturale, sia per migliorare il livello di occupabilità, attraverso il proseguimento di un percorso
abbreviato post-qualifica finalizzato al conseguimento del Diploma di Stato Professionale;
2. avviare un modello di formazione di tipo modulare e flessibile per la progettazione e
realizzazione di percorsi formativi individualizzati, sulla base delle competenze e abilità
possedute da ciascuno studente e riconosciute dalla Scuola e strutturato secondo un sistema di
unità formative capitalizzabili e certificate nella massima trasparenza, attraverso l’istituzione di
un libretto dello studente comprensivo, come si evince dalla circolare ministeriale n. 305 del
25.7.1990, di “tutti i passaggi più significativi di valutazione dei crediti, sia nella fase di
accoglienza, sia in itinere”.
Da tale impianto deriva non solo la possibilità di ridurre gli anni necessari per giungere alla
qualifica o all’Esame di Stato, ma soprattutto l’opportunità di sperimentare un itinerario diverso ed
alternativo a quello tradizionale ancorato all’apprendimento per materie scandito in anni scolastici.
Il monte orario complessivo prevede una frequenza di 25 ore settimanali. All’inizio del percorso,
sulla base dell’esame della documentazione presentata dagli allievi (titolo di studio, ed altre
attestazioni) sono stati individuati i crediti formativi posseduti da ciascuno studente per
l’inserimento nelle varie unità formative.
COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO DI CLASSE
5a A TSS SERALE
MATERIA D’INSEGNAMENTO
Italiano-Storia
COGNOME E NOME INSEGNANTE
SCHIAVI MILENA
Lingua straniera Inglese
RAZETO ELENA
3
Matematica
ROMANELLO DANIRA
3
Tecnica Amministrativa
GIAIOTTO MASSIMO
2
Cultura medico sanitaria
MOTTOLA DE NORDIS MANUELA
4
Psicologia generale e applicata
GIOVI LORENA
5
Diritto, legislazione sociale, economia
PIPPAN LUCIA
3
ELENCO CANDIDATI
5a A TSS SERALE
NOME
Amadio Cristina
Bonavolontà Alice
Bonetti Giulio
Cosson Luigi
Cretì Ambra
Danelone Adriana
Garlant Erika
Gruden Laura
Ippoliti Silvia
Mala Antonela
Papa Iris
Piscazzi Fabio
Piu Valentina
Radovetz Lesya
Trevisan Antonio
Venier Ilaria
Vidich Arianna
Luogo e Data di nascita
Udine, 02/01/1986
Latisana, 29/10/1992
Omegna, 15/07/1974
Cividale del Friuli, 04/09/1993
Palmanova, 16/05/1990
Udine, 29/01/1961
Udine, 23/06/1992
Trieste, 03/04/1974
Roma, 05/05/1994
San Daniele del F., 16/06/1993
San Vito al Tagl., 05/11/1974
Gemona del Friuli, 09/05/1992
Palmanova, 31/12/1992
Ucraina, 16/05/1985
Venezia, 06/11/1963
Palmanova, 01/11/1993
Palmanova, 07/03/1994
4
Ore di lezione
5
PRESENTAZIONE DELLA CLASSE
La Classe Va A TSS Serale, inizialmente composta da 18 corsisti, alla data attuale è costituita da15
allievi effettivamente frequentanti e valutati, 12 studentesse e 3 studenti, di età compresa tra i 19 e i
52 anni. Una corsista non ha mai frequentato. Sette corsisti provengono dalla classe 4^ A Serale
dello scorso a.s. e due dalla quarta del corso diurno. Una ragazza proviene da un quarto anno
all’Istituto sociopsicopedagogico. Due studenti provengono dalla classe 3° dello scorso anno
scolastico, come due dalla 3° del corso diurno, che nel mese di ottobre 2013 hanno sostenuto
l’esame idoneità/integrativo alla classe 5° dopo il percorso di autoformazione estivo. Una corsista
ripete la quinta dopo la mancata ammissione agli esami dell'a. s. 2012/2013.
Due corsiste non sono di madre lingua italiana. Una corsista possiede già un diploma quinquennale
di Istituto Tecnico Commerciale.
La classe appare abbastanza eterogenea per età, preparazione di base, impegno e livello di
maturità. Gli studenti più giovani svolgono lavori occasionali. I corsisti più maturi hanno lavori a
tempo indeterminato: una è impiegata, una lavora in asilo nido, una lavora in fabbrica e due
lavorano in proprio. Il bacino da cui provengono gli alunni è piuttosto ampio: molti provengono da
località distanti diversi chilometri.
Dieci corsisti hanno partecipato attivamente alle lezioni e con un buon impegno. Gli altri cinque hanno
frequentato in modo alterno, alcuni con impegno settoriale e non sempre hanno evidenziano un
atteggiamento corretto, serio e responsabile.
I risultati finali rispecchiano il diverso impegno, le diverse capacità e il diverso grado di maturità:
alcuni hanno ottenuto risultati molto buoni, altri ancora sono migliorati rispetto allo scorso anno,
ma in alcuni casi il rendimento è modesto.
Si fa presente che la classe ha avuto nuovi insegnanti nelle seguenti discipline: Tecnica
Amministrativa e Psicologia. I programmi sono stati svolti secondo quanto previsto nella
programmazione educativa e didattica di ogni insegnante.
In preparazione dell’esame di Stato sono state effettuate esercitazioni sulle tre prove scritte. In
particolare per la prima prova sono state sviluppate esercitazioni sulle diverse tipologie previste
dalle norme, la prima simulazione è stata effettuata il 6 marzo, la seconda il 10 aprile, entrambe
della durata di 5 ore. Per la seconda prova scritta sono state affrontate esercitazioni relative alla
materia di Psicologia, la prima simulazione è stata effettuata il 28 febbraio, la seconda il 2 maggio,
della durata di 5 ore.
Infine, le simulazioni per la terza prova scritta sono state effettuate in data 11 marzo e 4 aprile.
Due simulazioni pluridisciplinari tipologia C (mista), la prima Inglese-Tecnica AmministrativaDiritto e Economia-Matematica, la seconda Cultura Medica-Diritto-Inglese-Matematica, della
durata di tre ore. Per i testi e i risultati delle sopracitate prove si rimanda agli allegati.
Premesso che per quanto riguarda la frequenza nei corsi serali si deve tenere conto di impegni
lavorativi e familiari, non sempre si è tenuto conto di questo indicatore nella valutazione degli
allievi. Sono stati presi in considerazione i seguenti elementi: verifiche orali, verifiche scritte,
impegno, interesse e partecipazione al dialogo educativo.
PERCORSO FORMATIVO REALIZZATO SULLA BASE DELLA
PROGETTAZIONE COLLEGIALE
CONTRATTO FORMATIVO D’ISTITUTO
Attraverso il contratto formativo di Istituto il corpo docente si è assunto i seguenti impegni, di cui si
riportano qui di seguito quelli che il Consiglio di Classe ha ritenuto applicabili in un Corso
destinato ad alunni adulti:
• Rispettare gli alunni e tutti gli operatori della scuola.
• Rimuovere gli ostacoli educativi e di apprendimento che impediscono il successo scolastico
(deficit, recupero, saper scegliere).
• Mantenere la massima trasparenza nella programmazione e nei criteri di valutazione (il
docente deve rendere sempre partecipe-protagonista l’alunno di quello che egli sta facendo e di come vengano
valutati il lavoro ed i risultati raggiunti):
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
comunicare agli alunni le competenze di base, trasversali e disciplinari, tempi e modi di
svolgimento dei moduli pluridisciplinari e disciplinari.
illustrare i criteri di misurazione e di valutazione delle prove e i criteri di valutazione finale;
stabilire una comunicazione collaborativa;
favorire la ricerca di un metodo di lavoro individuale;
supportare metodologicamente l’allievo;
verificare l’acquisizione delle competenze e organizzare i recuperi;
dimostrare sensibilità per i problemi di tutti gli alunni;
non creare ansietà, ma fiducia;
favorire le occasioni di riflessione sul proprio lavoro;
riconoscere i progressi;
aiutare gli studenti ad apprezzare le proprie capacità (autostima).
• Favorire la partecipazione attiva degli alunni ed incoraggiare la fiducia nelle proprie
possibilità, rispettando la specificità individuale del modo di apprendere.
• Non demonizzare l'errore, ma accettarlo ed utilizzarlo per rendere l'alunno capace di capirne
le cause prossime o remote e, conseguentemente, modificare e migliorare i propri
comportamenti nell'apprendere.
• Utilizzare metodologie e strumenti diversificati e funzionali alle competenze da raggiungere.
• Correggere gli elaborati scritti con rapidità, per utilizzare la correzione come momento
formativo.
• Promuovere l’autovalutazione.
• Offrire la propria disponibilità alla spiegazione di argomenti poco chiari o mal/non
compresi.
• Non contribuire a creare situazioni di conflittualità con altri docenti, adottando atteggiamenti
comuni ed unitari in ogni occasione.
• Fare buon uso del registro di classe, indicando con chiarezza le attività svolte e le note
riportate.
Gli insegnanti del Consiglio di Classe hanno coordinato e uniformato la loro azione didattica ai
summenzionati principi generali, facendo salve le prerogative inerenti la libertà di insegnamento e i
percorsi specifici, ritenuti più validi da ciascun docente.
OBIETTIVI DIDATTICI TRASVERSALI (COMUNI A TUTTE LE MATERIE) DEL CORSO SERALE
•
Rispondere ai bisogni formativi specifici e concreti dei corsisti
•
Assicurare flessibilità organizzativa e operativa dell'offerta formativa
•
Progettare percorsi modulari con la personalizzazione dei curricula, garantendo il
riconoscimento delle varie esperienze formative che emergono dal bilancio delle
competenze personali del soggetto
•
Acquisizione di un metodo di studio funzionale e costante
•
Assimilazione attiva dei contenuti disciplinari
•
Insegnare agli studenti ad esprimersi e a comunicare nei linguaggi specifici delle diverse
discipline, esponendo i contenuti delle stesse in modo articolato e chiaro
•
Guidare gli studenti a migliorare la propria situazione cognitiva di partenza, attraverso un
progressivo sviluppo delle capacità logiche, di astrazione, di analisi e di sintesi.
OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI (COMUNI A TUTTE LE MATERIE) DEL CORSO SERALE
•
Creare le condizioni per un dialogo educativo che comporti una costante collaborazione tra
docenti e discenti e dei discenti tra di loro (in questo senso si sottolinea l'opportunità di impostare un
valido contratto formativo con gli allievi).
•
Invitare gli alunni a riconoscere il valore formativo e culturale di tutte le discipline del corso
di qualifica che concorrono equamente alla loro crescita culturale e umana.
OBIETTIVI COMUNI DELL'AREA UMANISTICA DEL CORSO SERALE O.S.S. - T .S.S.
•
Saper leggere e sottolineare, individuando i concetti chiave di un testo scritto.
•
Saper usare la lingua orale e scritta, utilizzando in modo appropriato il lessico specifico
delle varie discipline.
•
Saper ascoltare i contenuti culturali trattati, prendendo appunti e formulando domande
pertinenti per chiarire ed approfondire gli argomenti proposti.
•
- Saper esporre in modo organico le proprie riflessioni e i contenuti culturali acquisiti, anche
attraverso una rielaborazione dei propri appunti.
OBIETTIVI TRASVERSALI DELL'AREA TECNICO PROFESSIONALE DEL CORSO SERALE O.S.S. -T.S.S.
•
Comprendere il linguaggio tecnico ed acquisire le necessarie capacità operative attraverso i
contenuti teorici.
•
Saper impostare diverse strategie relazionali e comportamentali a seconda dei contesti.
•
Acquisire consapevolezza professionale attraverso l'assunzione di atteggiamenti e
comportamenti responsabili a fronte di compiti determinati.
STRATEGIE MESSE IN ATTO PER IL CONSEGUIMENTO DEGLI OBIETTIVI E
COMPORTAMENTI NEI CONFRONTI DELLA CLASSE DA PARTE DEGLI INSEGNANTI
Date le caratteristiche sperimentali del Corso serale ed il profilo degli alunni – tutti adulti e
lavoratori – il Consiglio di Classe ha deciso di adeguare strategie ed obiettivi all’effettiva realtà
della situazione, sempre però tenendo in considerazione quanto proposto per il Corso per Tecnici
dei Servizi Sociali dell’Istituto e cercando di mantenere una fattiva collaborazione con i colleghi
delle altre sezioni.
Alla luce di ciò si è privilegiato
• uno studio, più che mnemonico, significativo, organizzato come scoperta e rivolto a
cambiamenti positivi di comportamento ed atteggiamento mentale;
• l'insegnamento-apprendimento come un processo di interazione docenti-allievi, fondato sulla
comunicazione aperta e disponibile;
• un'operatività scandita da una programmazione modulare disciplinare e pluri o interdisciplinare
a seconda delle abilità da conseguire; attraverso moduli scanditi in unità didattiche in rapporto
agli obiettivi posti, con tempi e verifiche predefinite.
• obiettivi didattici conosciuti dagli allievi.
• un modello generale, applicabile in ogni occasione didattica, comprendente le fasi di
presentazione del problema a livello induttivo (dal particolare al generale) e di sintesi, verifica e
valutazione di quanto svolto.
Il Corso serale non prevede l’obbligo di acquisto dei libri di testo, tuttavia gli insegnanti hanno
consigliato agli alunni di utilizzare i libri adottati nel Corso per Tecnici dei servizi sociali, oppure –
in alternativa – di fare ricorso ad altri manuali aggiornati agli attuali programmi scolastici. Inoltre
si è fatto ricorso a fotocopie di dispense ed appunti.
Nel corso dell’anno scolastico sono stati attivati corsi di recupero nelle diverse discipline.
STRUMENTI PER LA VERIFICA FORMATIVA
Il Consiglio di Classe ha adottato i seguenti strumenti:
• Colloquio quotidiano con l’alunno.
• Forme di discussione guidata ed interventi spontanei.
• Eventuali verifiche di autovalutazione.
• Correzione in classe, in comune, di esercizi ed elaborati domestici.
• Test.
• Compiti in classe disciplinari e/o interdisciplinari.
• Lavori a coppie o in piccoli gruppi.
STRUMENTI PER LA VERIFICA SOMMATIVA
Il Consiglio di Classe ha adottato i seguenti strumenti:
• Compito in classe
• Interrogazioni
• Interventi spontanei
• Relazioni
• Elaborati domestici
• Test strutturati o semistrutturati
• Prove pratiche
• Problem solving
FATTORI CHE HANNO CONCORSO ALLA VALUTAZIONE PERIODICA E FINALE
I fattori che hanno concorso alla valutazione periodica e finale sono stati i seguenti:
• livelli di partenza e percorso compiuto, intendendo l’esperienza scolastica come un processo di
cui il singolo anno è un segmento che non può essere scisso da altri pregressi;
• frequenza scolastica, intesa soprattutto come presenza attiva, con il rispetto dei propri obblighi e
della continuità scolastica;
• partecipazione, intesa come capacità di creare proficue relazioni sia tra gli alunni sia con i
docenti e di fornire significativi contributi al dialogo educativo;
• impegno, inteso come capacità di assumersi responsabilità e di adempiere con costanza,
precisione e puntualità gli obblighi connessi;
• strategie di studio e di apprendimento intesi come capacità di organizzare il lavoro, di elaborare
percorsi culturali, di acquisire strumenti operativi;
• risultati ottenuti nelle verifiche;
• comprensione di richieste e quesiti;
• capacità di esposizione e rielaborazione;
• autonomia organizzativa;
• ordine e organicità nella presentazione del materiale;
• superamento degli eventuali debiti formativi pregressi.
La valutazione dei risultati è stata destinata alla formulazione di un giudizio sull’evoluzione
dell’itinerario scolastico e personale degli allievi.
CRITERI ADOTTATI DAL CONSIGLIO DI CLASSE NELLA PREDISPOSIZIONE
DELLE PROVE E PARAMETRI DI VALUTAZIONE ADOTTATI
Corrispondenza tra voti e livelli di conoscenze, competenze e capacità
Livelli di conoscenze, competenze e capacità
Voti
in decimi
Mancanza di conoscenze fondamentali, errori molto gravi di
1-2-3
impostazione e di logica, capacità operative quasi nulle
Conoscenze frammentarie e superficiali, errori gravi
4
nell’esecuzione di esercizi completi, espressione inefficace
e poco comprensibile
Conoscenze approssimative e superficiali degli argomenti e
5
qualche errore di comprensione selettiva, analisi e sintesi
episodiche ed incomplete, abilità linguistica incerta
Conoscenza dei contenuti essenziale, qualche errore non
6
grave, elaborazione limitata degli argomenti fondamentali e
parzialmente autonoma, espressione abbastanza chiara e
sufficientemente logica
Conoscenza più approfondita dei contenuti essenziali,
7
elaborazione sostanzialmente autonoma, espressione chiara
ed uso complessivamente appropriato della terminologia
specifica
Buona conoscenza dei contenuti, elaborazione autonoma e
8
critica, esposizione precisa fluida
Padronanza dei contenuti, analisi e sintesi molto efficaci,
9-10
ottime capacità critiche, espressione precisa e ricca
Voti
in quindicesimi
1-2-3-4-5
6-7
8-9
10
11-12
13-14
15
OBIETTIVI CONSEGUITI MEDIAMENTE DALLA CLASSE
Fermo restando che il differente livello di maturità ed impegno e i diversi percorsi scolastici degli
alunni hanno diversificato un raggiungimento omogeneo degli obiettivi programmati, nel complesso
possiamo dire che quattro corsisti ottengono risultati finali buoni o molto buoni in tutte le
discipline, quattro raggiungono un risultato complessivamente discreto. Quattro evidenziano un
quadro decisamente settoriale con risultati positivi in alcune discipline incerti in altre. Tre corsisti
hanno un quadro non pienamente sufficiente con parziali lacune nell’area d'indirizzo e/o in lingua
inglese. Due corsisti non hanno frequentato il secondo quadrimestre.
Per quanto riguarda il raggiungimento delle competenze specifiche disciplinari si rimanda alla
relazione di ogni singolo docente.
ELENCO DELLE DISCIPLINE, DEI DOCENTI E DELLE ORE EFFETTUATE
Discipline
Docenti
Italiano
Storia
Lingua straniera:
Matematica
Psicologia
Diritto e legislazione
Tecnica amministrativa
Cultura medica
Prof.ssa Milena Schiavi
Prof.ssa Milena Schiavi
Prof ssa Razeto Elena
Prof.ssa Danira Romanello
Prof.ssa Giovi Lorena
Prof.ssa Lucia Pippan
Prof.
Massimo Giaiotto
Prof.ssa Manuela Mottola De Nordis
Fino al 06
maggio
66
57
81
77
135
82
54
88
Dal 06 maggio
all'11 giugno
14
9
14
15
26
17
10
21
I componenti del consiglio di classe:
SCHIAVI Milena
_________________________________
ROMANELLO Danira
_________________________________
RAZETO Elena
_________________________________
PIPPAN Lucia
_________________________________
GIAIOTTO Massimo
_________________________________
GIOVI Lorena
_________________________________
MOTTOLA DE NORDIS Manuela _________________________________
Il Coordinatore di Classe
Udine, 06 maggio 2014
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
I.P.S.I.A “G. Ceconi”
Via Manzoni 6, Udine
Anno scolastico 2013/2014
ALLEGATI
DOCUMENTO DEL CONSIGLIO DI CLASSE
DEL 15 MAGGIO
CORSO SERALE
Classe Quinta A TSS
INDIRIZZO DI STUDI: TECNICO DEI SERVIZI SOCIALI
ISTITUTO PROFESSIONALE DI STATO
PER L’INDUSTRIA E L’ARTIGIANATO
“CECONI”
UDINE
RELAZIONE FINALE
Anno scolastico 2013/2014
Titolo del profilo professionale del quinto anno:
“TECNICO DEI SERVIZI SOCIALI”
Docente
Disciplina
Classe
=> Lucia Pippan
=> Diritto ed Economia
=> 5 A T.S.S. SERALE
Numero allievi interni: 18
1) CONTENUTI E TEMPI
Vedasi allegato programma effettivamente svolto.
Ore di lezione
1° quadrim. 47 h
2° quadrim. 35 h svolte
2° quadrim. 17 h da svolgere
2) OBIETTIVI FISSATI
Si rinvia al piano di lavoro individuale.
3) OBIETTIVI RAGGIUNTI
Il clima della classe tra gli allievi è stato collaborativo seppure a piccoli gruppi, il rapporto con il
docente corretto. L’impegno mediamente discreto; un gruppo di allievi consistente per un corso
serale, ha frequentato regolarmente le lezioni e partecipato attivamente al dialogo educativo. I
risultati soddisfano per i contenuti appresi, e mediamente anche per capacità di analisi e di critica
sugli argomenti proposti con alcune eccellenze.
4) METODI E MEZZI UTILIZZATI
Si è utilizzato soprattutto il metodo della “lezione discussione” con frequenti riferimenti alla
realtà e, per quanto possibile, al vissuto della classe.
Libro di testo: Simone Crocetti – Diritto ed Economia - Ed. Tramontana
Codice Civile
Articoli di riviste;
5) CRITERI E STRUMENTI DI VALUTAZIONE
Si rinvia a quanto approvato dal Consiglio di classe nonché al piano di lavoro individuale.
6) EVENTUALI ESEMPI DI VERIFICHE E LORO CRITERI DI VALUTAZIONE
Vedasi allegate verifiche eseguite nel corso dell’anno scolastico con relativa griglia di
valutazione.
Udine, li 06 Maggio 2014
IL DOCENTE
I.P.S.I.A CECONI
UDINE
PROGRAMMA SCOLASTICO
INDIRIZZO : Tecnico dei Servizi Sociali
Anno Scolastico 2013/2014 Classe 5a Sez. A – B SERALE
Materia di insegnamento : Diritto ed Economia
Docente : Lucia Pippan
Libro di testo adottato: Simone Crocetti – Diritto Economia – ed. Tramontana
PROGRAMMA SVOLTO AL 06 MAGGIO 2014
DIRITTOMPRENDITORI E IMPRESE
U.D. 1 – Imprenditori e imprese
L’imprenditore
L’impresa
Classificazione delle imprese
Impresa privata e impresa pubblica
Le dimensioni dell’impresa
Il piccolo imprenditore
L’artigiano
L’impresa familiare
L’imprenditore agricolo
L’imprenditore commerciale
U.D. 2 – L’imprenditore commerciale
Lo Statuto dell’imprenditore commerciale
La capacità per l’esercizio dell’impresa
Incompatibilità e inabilitazioni all’esercizio
dell’impresa
Il regime di pubblicità
La tenuta delle scritture contabili
I collaboratori dell’imprenditore
Le procedure concorsuali
U.D. 3 – L’azienda
Nozione di azienda
I beni aziendali
I segni distintivi
La ditta
L’insegna
Il marchio
Le creazioni dell’ingegno
L’avviamento
Il trasferimento dell’azienda
Il divieto di concorrenza dell’alienante
La concorrenza sleale
U.D. 4 – Le società
L’impresa collettiva
Il contratto di società
La pluralità dei soci
Il conferimento di beni e servizi
L’esercizio in comune di un’attività economica
La divisione degli utili
Capitale e patrimonio sociale
I tipi di società
Società lucrative e mutualistiche
Società commerciali e non commerciali
Soggettività e personalità giuridica
Scioglimento ed estinzione della società
Società di persone e società di capitali
Responsabilità dei soci per le obbligazioni sociali
L’organizzazione interna
Trasferibilità della qualità di socio
Formazione della volontà sociale
I vari tipi di società di persone:
le società semplici
Le società in nome collettivo e in accomandita
I vari tipi di società di capitali gli organi
le azioni e le obbligazioni
COOPERATIVE E TERZO SETTORE
U.D. 1 – Le società cooperative
Le società mutualistiche in generale
Le società cooperative
I tipi di cooperative
La costituzione
La responsabilità dei soci
La partecipazione dei soci nella cooperativa
La struttura della cooperativa
Le cooperative sociali
le associazioni no -profit
U.d. 3 – I titoli di credito
Nozione e funzione dei titoli di credito
Classificazione dei titoli di credito
I caratteri dei titoli di credito
Titoli causali e titoli astratti
La circolazione dei titoli di credito
I titoli al portatore
I titoli all’ordine
I titoli nominativi
Le cambiali
Le due specie di cambiali
Requisiti della cambiale
La circolazione delle cambiali
L’accettazione delle cambiali
L’avallo
Il pagamento della cambiale
Il mancato pagamento della cambiale
Le azioni
Gli assegni
L’assegno bancario
L‘assegno circolare
PROGRAMMA DA SVOLGERE AL 06 MAGGIO 2014
ECONOMIA
IL SISTEMA ECONOMICO INTERNAZIONALE
U.D. 1 – I rapporti economici internazionali
Gli indicatori macroeconomici (PIL, PNL ,RNL, ISU)
Lo sviluppo economico sostenibile
Le ragioni del commercio internazionale
L’interdipendenza tra Paesi. La globalizzazione
Le caratteristiche del commercio internazionale
Le teorie del commercio internazionale
La politica commerciale
La politica protezionistica
La politica liberista
Le organizzazioni economiche internazionali
La WTO
L’OCSE
Il G20
Le aree di integrazione economica
L’Unione europea
Il cammino dell’Europa unita, Maastricht
Gli organi della Comunità europea
Gli atti normativi dell’Unione
U.D. 3 La bilancia dei pagamenti Le transazioni reali e finanziarie internazionali
La composizione della bilancia dei pagamenti
La sezione delle partite correnti
La sezione dei movimenti di capitale
I saldi della bilancia
Udine 6 maggio 2014
FIRMA DOCENTE: ____________________________
FIRMA ALLIEVI:
____________________________
____________________________
Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato “G. Ceconi” Udine
RELAZIONE FINALE
Classe 5aA TSS serale - Anno scolastico 2013/2014
Materia: Tecnica amministrativa
Docente: Massimo Giaiotto
Introduzione
Dall’inizio dell’anno scolastico la classe che era composta da 18 alunni ha subito via via la perdita di alcuni
elementi evidentemente per l’impossibilità di seguire con regolarità le lezioni. Gli altri allievi hanno seguito
con una certa regolarità, ma mentre alcuni hanno evidenziato impegno e partecipazione costanti, per altri
non è stato del tutto proficuo il lavoro svolto in classe in quanto la presenza è stata più che altro fisica. La
preparazione, pertanto, risulta buona per quegli allievi che hanno seguito con regolarità e serietà e che sono
dotati di capacità logiche e deduttive, mentre per gli altri si notano carenze nell’acquisizione dei contenuti e
una certa superficialità nell’applicazione di quanto proposto.
Per quanto concerne l’aspetto disciplinare, essendo una classe di adulti, non si sono verificati comportamenti
scorretti e nel complesso il clima relazionale è risultato abbastanza coeso.
Per quanto riguarda la programmazione preventivata, non si è riusciti a trattare tutti i moduli previsti all’inizio
dell’anno per il tempo limitato a disposizione e per la necessità di ricorrere a ripassi ed esercizi per
approfondire alcuni contenuti ritenuti più importanti.
Obiettivi conseguiti
Obiettivi di apprendimento
Lo studente dimostra di:
3. avere acquisito la consapevolezza che l’attività economica si esplica attraverso la corretta individuazione
dei bisogni, della loro priorità ed una conseguente allocazione delle risorse;
4. conoscere e applicare la normativa riguardante la gestione del personale e del patrimonio.
Obiettivi specifici
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acquisire il concetto di azienda come sistema
riconoscere le diverse funzioni aziendali
riconoscere i modelli organizzativi fondamentali
analizzare la gestione aziendale nei diversi aspetti
determinare la durata dei cicli della gestione
individuare gli impieghi e le fonti di finanziamento dell’impresa
analizzare i costi e i ricavi di gestione
riconoscere le situazioni di equilibrio economico
individuare i costi e i ricavi di gestione e determinare il risultato economico di esercizio
comprendere i concetti di reddito e patrimonio
strutturare e interpretare semplici prospetti del patrimonio e del reddito
riconoscere le finalità del bilancio d’esercizio come strumento di rappresentazione del sistema
azienda
individuare gli aspetti caratterizzanti degli schemi di bilancio
predisporre lo Stato patrimoniale e il Conto economico in semplici casi
esaminare i principi basilari del sistema tributario italiano
analizzare gli elementi costitutivi dei tributi
individuare i caratteri distintivi di imposte e tasse
esaminare i diversi tipi di imposta
analizzare gli obiettivi della normativa sul lavoro
comprendere gli elementi essenziali dei contratti di lavoro
analizzare gli elementi della retribuzione
conoscere gli aspetti fiscali e contributivi del rapporto di lavoro
•
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•
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•
•
•
analizzare le forme particolari di contratto di lavoro
conoscere le principali norme a tutela dei lavoratori
conoscere le funzioni del credito
analizzare l’attività delle banche
comprendere la funzione di intermediazione finanziaria
comprendere la natura delle operazioni di raccolta e di impiego
esaminare le principali operazioni bancarie
Contenuti
Si veda il programma svolto allegato.
Metodi di insegnamento
Lezione frontale
Discussione guidata
Esercitazioni in classe
Mezzi e strumenti di lavoro
Libro di testo
Fotocopie
Spazi
Aula
Strumenti di verifica
Prove scritte
Interrogazioni individuali
Udine, 6 maggio 2014
firma del docente _____________________________
Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato “G. Ceconi” Udine
PROGRAMMA SVOLTO DI TECNICA AMMINISTRATIVA
Anno scolastico 2013/2014
Classe 5aA TSS serale
Insegnante: MASSIMO GIAIOTTO
Testo: Astolfi & Venini, Tecnica amministrativa, Tramontana
Modulo 1: Il sistema azienda, l’organizzazione e la gestione aziendale
•
Il sistema azienda
Il concetto di azienda
L’azienda come sistema
I soggetti aziendali
La forma giuridica delle aziende
Le relazioni azienda-mercato
Le dimensioni aziendali
•
Le funzioni aziendali e l’organizzazione
Le principali funzioni dell’impresa
La struttura organizzativa aziendale
Organizzazione e organi aziendali
Gli organigrammi
Il sistema informativo aziendale
•
La gestione aziendale e i suoi aspetti
La gestione aziendale
Fatti interni e fatti esterni di gestione
Le operazioni di gestione e i flussi aziendali
Gli aspetti e i cicli della gestione d’impresa
I finanziamenti
L’equilibrio finanziario
I fattori produttivi aziendali
•
Il patrimonio aziendale
Il patrimonio aziendale
Le relazioni tra attività, passività e patrimonio netto
Modulo 2: Il reddito d’impresa e il bilancio d’esercizio
•
Il reddito d’impresa
Il sistema costi-ricavi
I costi
I ricavi
L’equilibrio economico
La determinazione del reddito d’esercizio
La competenza economica dei costi e dei ricavi d’esercizio
L’ammortamento
•
Il bilancio d’esercizio
Il bilancio d’esercizio
Lo Stato patrimoniale
Il Conto economico
I risultati parziali della gestione e il reddito d’esercizio
I principi contabili
Modulo 3: Il sistema tributario
5. L’attività finanziaria pubblica
L’attività finanziaria pubblica
Le spese pubbliche
Le entrate pubbliche
6. Il sistema tributario italiano
Il sistema tributario italiano
Gli elementi di un tributo
Le imposte
La dichiarazione dei redditi
L’anagrafe tributaria
Modulo 4: La gestione del personale
•
Il rapporto di lavoro
Le fonti giuridiche del rapporto di lavoro
Diritti dei lavoratori
Il sistema contrattuale
Forme particolari di lavoro dipendente
La disciplina della mobilità
I piani retributivi
Piani e fonti di reclutamento del personale
La selezione degli aspiranti
Nascita del rapporto di lavoro e inserimento dei nuovi assunti
Formazione e addestramento del personale
Estinzione del rapporto di lavoro
7. La retribuzione
La contabilità del personale
Libri obbligatori per il datore di lavoro
Elementi della retribuzione
Rapporti con l’INPS e con l’INAIL
Assegno per il nucleo familiare
Calcolo delle ritenute sociali e della ritenuta fiscale
Liquidazione delle retribuzioni
PROGRAMMA DA SVOLGERE:
Modulo 6: Le banche
• L’attività bancaria
L’attività bancaria
Le funzioni della banca
• Le principali operazioni bancarie
I conti correnti bancari
I giroconti e i bonifici
Le disposizioni elettroniche d’incasso
Nozione di apertura di credito
Classificazione delle aperture di credito
Il credito al consumo
Il portafoglio salvo buon fine
Udine, 6 maggio 2014
L’insegnante
Gli allievi
___________________
_____________________
_____________________
RELAZIONE FINALE Cl.5° A TSS. CORSO SERALE
A.S. 2013/2014
Cultura medico-sanitaria
La Classe Va A TSS Serale, inizialmente composta da 18 corsisti, alla data attuale è costituita da 15 allievi effettivamente
frequentanti e valutati, 12 studentesse e 3 studenti , di età compresa tra i 19 e i 52 anni. Una corsista non ha mai frequentato.
SEI corsisti provengono dalla classe 4^ A Serale dello scorso a.s., Quattro corsiste da una classe quarta del corso diurno. Una
corsista. Una corsista ha fatto quattro anni delle magistrali e rientra in formazione dopo alcuni anni di pausa dagli studi. Una
proviene da un quarto anno all’Istituto sociopsicopedagogico. Due studenti provengono dalla classe 3° dello scorso anno scolastico
e nel mese di ottobre hanno sostenuto l’idoneità alla classe 5°. Una corsista ripete la classe 5°.
Dei tre corsisti non valutati, una non ha mai frequentato e due non frequentano da alcuni mesi senza aver formalizzato il ritiro.
La classe appare abbastanza eterogenea per età, preparazione di base, impegno e livello di maturità. Gli studenti più giovani
svolgono lavori occasionali. I corsisti più maturi hanno lavori a tempo indeterminato: una è impiegata, una lavora in asilo nido, uno
lavora nel settore informatico. Un corsista lavora in proprio come riflessologo. Il bacino da cui provengono gli alunni è piuttosto
ampio: molti provengono da località distanti diversi chilometri.
Nel complesso c’è stato un discreto processo di integrazione fra i componenti della classe.
La partecipazione generale non è stata molto attiva ma l’impegno per molti di loro si è dimostrato diligente. Due corsisti hanno
frequentato in modo alterno, per motivi di lavoro e uno fra questi non sempre ha evidenziano un atteggiamento corretto, serio e
responsabile. Il rapporto insegnante-corsisti è stato buono.
I risultati finali rispecchiano il diverso impegno, le diverse capacità e il diverso grado di maturità: alcuni hanno ottenuto risultati molto
buoni, altri ancora sono migliorati rispetto allo scorso anno, ma in alcuni casi il rendimento è modesto.
OBIETTIVI/COMPETENZE/PROGRAMMI
8.
9.
Il programma è stato svolto come preventivato .
I corsisti hanno raggiunto gli obiettivi e le competenze previste in sede di programmazione in modo estremamente variabile.
Livello di raggiungimento delle competenze al 15 maggio:
3 corsisti MOLTO BUONO
2 corsisti BUONO
4 corsisti DISCRETO
4 corsisti SUFFICIENTE
2 corsisti NON PIENAMENTE SUFFICIENTE
2 corsisti NON CLASSIFICATI
Gli obiettivi utilizzati per valutare il raggiungimento delle competenze prefissate nella programmazione iniziale sono:
-Saper utilizzare definizioni e terminologie medico-scientifiche necessarie alla comunicazione e
comprensione in ambito
disciplinare ed operativo.
-Saper compiere processi di osservazione, analisi, sintesi.
-Saper cogliere le informazioni fondamentali in un contesto generale.
-Saper distinguere le cause delle patologie e gli effetti.
-Individuare eventuali soluzioni ad un problema inerente la disciplina.
-Saper scegliere, classificare ed organizzare in modo logico le informazioni.
-Richiedere in presenza di eventi critici l’intervento delle altre figure professionali.
-Contribuire alla realizzazione del progetto di intervento in relazione al mantenimento della salute.
-Partecipare all’elaborazione, gestione e verifica del progetto complessivo di intervento sugli ospiti di una struttura assistenziale.
METODI/ MEZZI/SUSSIDI UTILIZZATI:
-Ripasso delle conoscenze e delle abilità relative al 4° anno
-Lezioni frontali
-Analisi del testo e schematizzazioni
-Materiale fornito dall’insegnante
-Riviste e articoli scientifici con relative discussioni in classe
-Materiale audio-visivo
VALUTAZIONI/VERIFICHE
-Verifiche orali.
-Verifiche scritte: strutturate , semi-strutturate,a tema.
-Lavori di ricerca.
-Interventi e partecipazione in classe
-Discussioni in classe.
Udine, 15 maggio 2014
L'insegnante
Manuela Mottola de Nordis
MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, UNIVERSITA' E RICERCA
ISTITUTO PROFESSIONALE DI STATO PER L’INDUSTRIA E L’ARTIGIANATO
“GIACOMO CECONI”
Via Manzoni n. 6 - 33100 UDINE - Tel. Uffici 0432/502241 - 508312 - Fax 0432/510685 C.F. 80011650308
E-mail: [email protected]
PROGRAMMA SVOLTO CULTURA MEDICO-SANITARIA
CLASSE 5°A TSS SERALE a. s. 2013/2014
MODULO1 : L’INFANZIA
U.D. 1 Gravidanza e parto:
Ciclo ovario e ciclo mestruale. Fecondazione e cenni su sviluppo embrionale e fetale. Il parto. Fattori di rischio in gravidanza e
durante il parto; sviluppo embriofetale patologico. Controlli e tecniche di diagnosi prenatale. Aborto terapeutico.
U.D. 2 Sviluppo e accrescimento
La prevenzione neonatale e gli screening metabolici. Malattia emolitica del neonato. Sindrome da asfissia neonatale.
Generalità accrescimento somatico, anatomia e fisiologia dell’età evolutiva nella
I infanzia
II infanzia
III infanzia
Principi di alimentazione e problemi alimentari nell’infanzia e nell’adolescenza: obesità, anoressia, bulimia.
Alcuni problemi nella crescita: paramorfismi e dimorfismi.
MODULO2 : DISABILITA’
U.D.1 L’handicap ed elementi di Neuropsichiatria infantile:
Concetto di menomazione, disabilità, handicap. Cause prenatali, perinatali e postatali. Cause genetiche, ambientali e sociali.
Prevenzione. Aborto terapeutico.
Distrofia muscolare. Sclerosi multipla. Spina bifida.
Insufficienza mentale lieve, media, grave. La sindrome di Down. Paralisi cerebrali infantili. Autismo
Le epilessie.
Sindrome fetoalcolica.
Assistenza e riabilitazione per i soggetti in difficoltà.
MODULO 3 : LA SENESCENZA
U.D. 1 Generalità di geriatria e gerontologia:
Invecchiamento della popolazione. Le cause e le teorie dell’invecchiamento. Invecchiamento nella norma e l’anziano malato.
Autonomia, autosufficienza .
U.D. 2 Geriatria speciale: patologie di organi ed apparati e problemi alimentari:
L’apparato osteoarticolare: il movimento e i suoi problemi con l’invecchiamento, cadute, fratture, artrosi, osteoporosi. Generalità
sulle tipologie di intervento riabilitativo.
La Cute: modificazioni morfofunzionali con l’invecchiamento, le ulcere da decubito
L’apparato cardiocircolatorio: modificazioni morfofunzionali con l’invecchiamento, affezioni cardiovascolari di interesse
geriatrico (aterosclerosi, cardiopatie ischemiche,insufficienza cardiaca, ipertensione arteriosa).
Principali patologie cerebro-vascolari: modificazioni morfofunzionali con l’invecchiamento, infarto ed emorragie cerebrali, T.I.A,
L’apparato escretore: modificazioni morfofunzionali con l’invecchiamento, insufficienza renale
la sindrome da immobilizzazione.
I tumori in età geriatrica.
U.D. 3 Elementi di neuropsicologia dell’anziano:
La memoria. Le prassie. Le gnosie. Il linguaggio.
Demenze senili: demenza presenile o di Alzheimer, demenza arteriosclerotica.
Morbo di Parkinson.
Assistenza al paziente con deficit neuropsicologico e alle famiglie.
UDINE, 6 maggio 2014
DOCENTE
CORSISTI
RELAZIONE FINALE CLASSE QUINTA SEZ. A - SERALE
DISCIPLINA: PSICOLOGIA GENERALE E APPLICATA
OBIETTIVI FISSATI ALL'INIZIO DELL'ANNO SCOLASTICO IN TERMINI DI
COMPETENZE E DI CONOSCENZE
A) Utilizzare le conoscenze relative ai contenuti trattati per analizzare situazioni pratiche
B) Saper riconoscere situazioni di bisogno e proporre alcune possibili modalità di intervento
C) Modulare il proprio comportamento in funzione del contesto
D) Identificare le funzioni svolte dalle diverse strutture presenti sul territorio
OBIETTIVI EFFETTIVAMENTE RAGGIUNTI DALLA CLASSE
Dei 18 alunni iniziali 4 hanno interrotto la frequenza in vari periodi dell’a.s., e risultano pertanto
non classificati. Tra i 14 studenti restanti, gli obiettivi sono stati raggiunti ad un livello tra
sufficiente e discreto da 5 alunni, buono o ottimo dai restanti.
CONTENUTI
Vedasi programma svolto allegato
METODI E STRUMENTI UTILIZZATI
Lezione partecipata. Libri di testo e riviste specializzate. Dispense a cura della docente.
Documenti tratti da internet. Video e power point.
CRITERI E STRUMENTI DI VALUTAZIONE
Verifiche formative: colloquio guidato, relazioni individuali, esercitazioni scritte in preparazione
alla seconda prova d’esame.
Verifiche sommative: test strutturati, semistrutturati, non strutturati: domande aperte a risposta
libera. Simulazioni della seconda prova d’esame.
CRITERI DI VALUTAZIONE
Conformi a quelli presentati nel documento del 15 maggio.
l’insegnante
MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, UNIVERSITA' E RICERCA
ISTITUTO PROFESSIONALE DI STATO PER L’INDUSTRIA E L’ARTIGIANATO
“GIACOMO CECONI”
Via Manzoni n. 6 - 33100 UDINE - Tel. Uffici 0432/502241 - 508312 - Fax 0432/510685 C.F. 80011650308
E-mail: [email protected]
Corso Serale Postqualifica
Classe 5^A TSS
a.s. 2013/2014
PROGRAMMA CONSUNTIVO di PSICOLOGIA GENERALE E APPLICATA
(svolto fino al 6/05/2014)
Le grandi controversie della psicologia
Dall'esperienza di Lipsia al comportamentismo
L'epistemologia genetica e La scuola storico-culturale
Comportamentismo e neocomportamentismo
La psicologia umanistico esistenziale
La psicologia della Gestalt
Il cognitivismo
La psicoanalisi di Freud
Le altre psicoanalisi
Adler
Jung
M. Klein e Winnicott
La costruzione della personalità e le problematiche ad essa correlate
La personalità e il suo sviluppo
Predefinizione di personalità
temperamento e carattere
teorie costituzionaliste
teorie psicodinamiche
I modelli costituzionalisti
la teoria dei tratti : da Allport, ai Big Five
personalità e salute
Le teorie umanistiche
Maslow
Rogers
La teoria del campo di K. Levin
La teoria sociocognitiva: A. Bandura
Le teorie psicodinamiche
Freud e gli stadi psicosessuali
introverso ed estroverso nella teoria di Jung
le relazioni oggettuali nella costruzione dell’identità: Spitz, Bowlby, Ainsworth, Mahler
Erickson e le crisi psicosociali
L'indagine della personalità
come valutare l'inconscio
come misurare i tratti
come misurare il sé
come misurare il comportamento nelle situazioni
Problematiche dell’infanzia e dell’ adolescenza Fasce d'età e problemi particolari
Definizione e modificazioni fisiologiche dell’adolescenza
Le trasformazioni dell'adolescenza secondo i modelli:
psicoanalitico,
cognitivo
La costruzione dell'identità
Il disagio giovanile
Disturbi dell'alimentazione
La famiglia multiproblematica
La famiglia come risorsa
Il concetto di famiglia multiproblematica
L'ambiente di vita materiale e i suoi riflessi sul gruppo multiproblematico
I ruoli e gli stili comunicativi
Il ruolo dei servizi
Le strutture socioassistenziali
Il ruolo dei servizi sociali nella società contemporanea
Dall'assistenza all'aiuto
Il ruolo dei servizi sociosanitari nel territorio
Finalità dell'intervento: dall'assistenza all'aiuto
Metodologia del lavoro social: il progetto e le sue fasi
Rapporto operatore/utente: la competenza relazionale del TSS
Il disagio mentale
Aspetti storici del disagio mentale
Teorie sul disagio mentale
teorie scientifico naturaliste
teorie psicologiche: indirizzo psicodinamico, indirizzo comportamentista, indirizzo sistemico, indirizzo
sociologico, l'antipsichiatria
Le forme del disagio
Nevrosi/psicosi
ansia e depressione
Disturbi diagnosticati nell’infanzia e nell’adolescenza
malattie psicosomatiche
legge 180
l'assistenza dopo la 180
La psicologia nell'ambito dei servizi
Le psicoterapie individuali
Le psicoterapie di gruppo
Argomenti che si presume di trattare entro il termine delle lezioni:
Problematiche dell'età senile
Definizione di invecchiamento e dati statistici
Caratteristiche psichiche e psicologiche dell'anziano
Gli eventi critici dell'età anziana
- pensionamento
- perdita di ruolo
- lutto
Salute mentale e invecchiamento
Problematiche psicologiche legate all’istituzionalizzazione
Testi utilizzati
Dispense fornite dalla docente e aventi come riferimenti principali i seguenti testi:
A.Bernardi, A. Condolf, Psicologia per il tecnico dei servizi sociali, CLITT 2004
Darley et al, Personalità e psicologia clinica, in Psicologia, Il Mulino 2001 (soprattutto relativamente al Modulo II)
Vittorino Andreoli, Istruzioni per essere normali, BUR 2001, pagg.11-31
DSM IV
Articoli tratti da Psicologia contemporanea, Mente e cervello, Opsonline
L’insegnante
I rappresentati degli studenti
Lorena Giovi
-----------------------------------------------------------------------------------
RELAZIONE RIGUARDANTE LE DISCIPLINE DI ITALIANO E DI STORIA
CLASSE 5 A TSS corso serale
prof.ssa Milena Schiavi
Numero
italiano
Numero
storia
Numero
italiano
Numero
storia
di ore svolte fino al 06/5/2014 di
66
di ore svolte fino al 06/05/2014 di
57
di ore previste dal 06/05 al 11/05 di
14
di ore previste dal 06/05 al 11/05 di
9
La classe era inizialmente composta da 18 corsisti, ma nel corso dell'anno i frequentanti si
sono ridotti a 15. Gli allievi hanno dimostrato, durante tutto l’anno scolastico, un impegno e
una motivazione generalmente buoni e costanti, un buon interesse verso tutte le attività
didattiche proposte e una partecipazione quasi sempre attiva.
Durante tutto l’anno si è cercato di guidare gli allievi ad una graduale acquisizione delle
competenze linguistiche e letterarie attraverso lo studio di autori e poeti della letteratura
italiana, come da programma preventivo.
La maggior parte degli studenti ha dimostrato di aver raggiunto gli obiettivi inizialmente
prefissati; alcuni corsisti si sono distinti per le loro buone capacità, la maggior parte ha
acquisito una preparazione più che sufficiente, alcuni presentano ancora difficoltà. Attività
scritte e orali di ripasso, recupero e potenziamento sono state regolarmente svolte in itinere,
in particolare prima e dopo i test di verifica.
Il programma di italiano è stato quasi regolarmente svolto entro il 06 maggio 2014: manca
solo un autore (Italo Calvino). Mentre il programma di storia è stato svolto regolarmente
fino al 1945 e si prevede una sintesi sul secondo dopoguerra e la guerra fredda solo per
questioni di tempo.
D'accordo con la classe, si dedicherà l'ultima parte di maggio e giugno al ripasso.
I.P.S.I.A “G. CECONI”
Anno scolastico 2013/2014
Corso serale TSS – V A
Programma d'Italiano
Insegnante Milena Schiavi
Primo periodo
MODULO 1: Educazione linguistica.
Analisi del testo. Esercitazioni orali.
L'articolo di giornale: varie tipologie. Esercitazioni
MODULO 2
•
Il Decadentismo: caratteri generali e contestualizzazione storica, cenni ai poeti maledetti con
letture di poesie: “Spleen” e “L'albatros”.
•
Gabriele D'Annunzio: notizie biografiche, l'estetismo e il superomismo, con letture:
“Ritratto d'estesta”, “Il superuomo”. Lettura e analisi de “La pioggia nel pineto”.
MODULO 3
•
Il romanzo decadente: caratteri generali con cenni a quello europeo (James Joyce, Franz
Kafka, Marcel Proust). Oscar Wilde: vita e stralci di letture dal “De Profundis”.
•
Italo Svevo e il suo contesto culturale di frontiera; la psicanalisi nella letteratura con letture
scelte da “La coscienza di Zeno”: “Il fumo”, Il funerale di un altro”, “Psicanalisi”.
Secondo periodo:
MODULO 4: Educazione linguistica
•
L'articolo di giornale: varie tipologie. Esercitazioni.
•
Analisi del testo. Esercitazioni orali.
MODULO 5
•
Luigi Pirandello: notizie biografiche, la crisi d'identità e le maschere: lettura di novelle: “Il
treno ha fischaito”. Dal saggio: “L'umorismo” e brani scelti da “Il fu Mattia Pascal”:
“Adriano Meis”, “Il fu Mattia Pascal”.
•
L'Ermetismo: caratteri generali
•
Giuseppe Ungaretti: l'esperienza della guerra nella sua opera. Letture scelte da “Il porto sepolto”
e “Allegria di naufragi”: “Veglia”, “Sono una creatura”, “I fiumi”, “San Martino del Carso”,
“Mattina”, “Soldati”, “Fratelli”.
•
Salvatore Quasimodo: lettura ed analisi di “Ed è subito sera”, “Alle fronde dei salici”
•
Eugenio Montale: lettura ed analisi di “Non chiederci la parola”, “Spesso il male di vivere ho
incontrato”
MODULO 6
•
Il neorealismo e la seconda guerra mondiale: Primo Levi, notizie biografiche e lettura dei
capitoli 1 - 2 - 8 di “Se questo è un uomo”.
•
Italo Calvino: notizie biografiche e lettura di stralci dalla prefazione ai “Sentiero dei nidi di
ragno” e il brano “La pistola”.
Libro di testo di riferimento:
Trattandosi di un corso serale per studenti lavoratori non sono adottati libri di testo, perciò gli
studenti sono liberi di utilizzare qualsiasi testo o materiale a loro gradito, ma, in molti, hanno fatto
riferimento al testo usato negli anni scorsi: Paolo di Sacco, “Mappe di letteratura. Il novecento”, ed
scolastiche Bruno Mondadori.
Udine 06/05/2014
L'insegnante
I corsisti
I.P.S.I.A “G. CECONI”
Anno scolastico 2013/2014
Corso serale TSS – V A
Programma di Storia
Insegnante Milena Schiavi
Contenuti:
PRIMO PERIODO
1. L’ETA' DELL'IMPERIALISMO E LA PRIMA GUERRA MONDIALE
- L'imperialismo e la crisi dell'equilibrio europeo
- La prima guerra mondiale: cause, guerra di trincea, analisi dei fronti, intervento dell'Italia,
intervento degli Stati Uniti.
- La rivoluzione russa.
- I trattati di Versailles e la Società delle Nazioni.
- L'Europa e il mondo dopo il conflitto: il biennio rosso.
- L'Unione Sovietica fra le due guerre e lo stalinismo: dal culto della personalità ai piani
quinquennali e purghe staliniane.
SECONDO PERIODO
2. L'ETA' DEI TOTALITARISMI E LA SECONDA GUERRA MONDIALE
- Il dopoguerra in Italia e il fascismo: dai Fasci di combattimento al PNF e alla costruzione della
dittatura.
- Gli Stati Uniti, la crisi del '29 e le sue conseguenze
- La crisi della Germania repubblicana e il nazismo: dal putsch hitleriano alla dittatura. Analisi
dell'ideologia nazista.
- La seconda guerra mondiale: escalation, battaglia d'Inghilterra, intervento dell'Italia, invasione
dell'Urss, intervento degli Usa, Resistenza europea-italiana, fine della guerra, bombe atomiche.
3. IL MONDO BIPOLARE: DALLA GUERRA FREDDA ALLA DISSOLUZIONE DELL'URSS
- Il bipolarismo Usa-Urss, la guerra fredda e i tentativi di disgelo: CENNI
Libro di testo: si è accettato qualsiasi manuale di storia in uso nelle scuole superiori.
Testo consigliato: G. De Vecchi, G. Giovanetti, E. Zanette, Guarda che storia, Edizioni Scolastiche
Bruno Mondadori, III vol.
Udine, 06/05/2014
L'Insegnante
I corsisti
IPSIA “G. CECONI”
Udine
CORSO DI FORMAZIONE PERMANENTE PER ADULTI- DIPLOMA TSS
A.S. 2013/2014
RELAZIONE FINALE CLASSE QUINTA SEZ. A - SERALE
DISCIPLINA: INGLESE
Docente: prof.ssa Elena Razeto
Classe molto eterogenea in quanto a preparazione, partecipazione,
motivazione ed interesse.
Solo un piccolo gruppo frequenta con assiduità ed impegno. La maggior
parte ha una frequenza sporadica soprattutto in vista delle verifiche.
Il livello della classe è comunque disomogeneo in quanto a
preparazione di base. Un piccolo gruppo ha buone capacità e una buona
preparazione mentre la maggior parte di essi presenta difficoltà a causa
soprattutto della scarsa preparazione di base.
Nella prima parte dell’anno alcune ore di insegnamento sono state
dedicate quindi alla revisione grammaticale e al consolidamento e
all’ampliamento degli aspetti formali con particolare riguardo al lessico e alle
strutture sintattiche.
Durante tutto l’anno si è cercato di guidare gli allievi ad una graduale
acquisizione della competenza linguistica specifica relativa al settore sociale.
La maggior parte degli studenti ha dimostrato di aver raggiunto gli
obiettivi inizialmente prefissati; alcuni allievi si sono distinti per le loro buone
capacità mentre in alcuni altri permangono grosse difficoltà di espressione sia
scritta che orale.
Il programma è stato svolto secondo il programma preventivato.
ISTITUTO PROFESSIONALE STATALE PER L’INDUSTRIA E L’ARTIGIANATO
“GIACOMO CECONI”
via Manzoni. 6 – 33100 UDINE
PROGRAMMA CONSUNTIVO CLASSE VA serale
LINGUA E CIVILTA’ STRANIERA – INGLESE
Argomenti trattati dall’inizio dell’anno fino al 6 maggio
7. Argomenti morfosintattici tratti dal testo “New Headway PreIntermeditate”:
Time clauses, First Conditional GOING PLACES
The passive form THINGS THAT CHANGED THE WORLD
Second conditional WHAT IF…?
Present Perfect Continuous TRYING YOUR BEST
8. Microlingua – Argomenti tratti dal testo “Caring for people”:
Module B–Care for the Elderly
Unit 7 – Health and old age
Ageing and ailments
10. Diseases (Heart Disease, Stroke, Alzheimer, Parkinson, )
11. Healthy eating: What is the best diet?
12. Physical activity
Module C – People with Special Needs and Families at Risk
Unit 10 – Disabilities
Other Physical and Mental Disabilities:
13. Cerebral palsy
14. Epilepsy
15. Mental retardation
16. Duchenne muscular distrophy
Unit 11 - Mental Health
Anxiety disorders and somatoform Disorders:
17. Anxiety disorders or neurosis (1)
18. Anxiety disorders or neurosis (2)
19. Schizophrenia (1)
Unit 12 – Families at Risk
Teenage problems
20. Adolescence: a Difficult Period of Life
21. Being Thin: a Fatal Belief
Udine, 6 maggio 2014
Gli studenti
L'insegnante
Pag. 1/6
Sessione ordinaria 2012
Prima prova scritta
IPSIA “G. CECONI”
Udine
CORSO DI FORMAZIONE PERMANENTE PER ADULTI- DIPLOMA TSS
A.S. 2013/2014
RELAZIONE FINALE CLASSE QUINTA SEZ. A - SERALE
DISCIPLINA: INGLESE
Docente: prof.ssa Elena Razeto
.
OBIETTIVI EFFETTIVAMENTE RAGGIUNTI DALLA CLASSE
Classe molto eterogenea in quanto a preparazione, partecipazione, motivazione ed
interesse.
Solo un piccolo gruppo frequenta con assiduità ed impegno. La maggior parte ha una
frequenza sporadica soprattutto in vista delle verifiche.
Il livello della classe è comunque disomogeneo in quanto a preparazione di base. Un
piccolo gruppo ha buone capacità e una buona preparazione mentre la maggior parte di essi
presenta difficoltà a causa soprattutto della scarsa preparazione di base.
Nella prima parte dell’anno alcune ore di insegnamento sono state dedicate quindi alla
revisione grammaticale e al consolidamento e all’ampliamento degli aspetti formali con particolare
riguardo al lessico e alle strutture sintattiche.
Durante tutto l’anno si è cercato di guidare gli allievi ad una graduale acquisizione della
competenza linguistica specifica relativa al settore sociale.
La maggior parte degli studenti ha dimostrato di aver raggiunto gli obiettivi inizialmente
prefissati; alcuni allievi si sono distinti per le loro buone capacità mentre in alcuni altri permangono
grosse difficoltà di espressione sia scritta che orale.
Il programma è stato svolto secondo il programma preventivato.
CONTENUTI
Argomenti trattati dall’inizio dell’anno fino al 6 maggio
9. Argomenti morfosintattici tratti dal testo “New
Intermeditate”:
Headway
Time clauses, First Conditional GOING PLACES
The passive form THINGS THAT CHANGED THE WORLD
Second conditional WHAT IF…?
Present Perfect Continuous TRYING YOUR BEST
10. Microlingua – Argomenti tratti dal testo “Caring for people”:
Module B–Care for the Elderly
Unit 7 – Health and old age
Ageing and ailments
22. Diseases (Heart Disease, Stroke, Alzheimer, Parkinson, )
23. Healthy eating: What is the best diet?
24. Physical activity
Pre-
Module C – People with Special Needs and Families at Risk
Unit 10 – Disabilities
Other Physical and Mental Disabilities:
25. Cerebral palsy
26. Epilepsy
27. Mental retardation
28. Duchenne muscular distrophy
Unit 11 - Mental Health
Anxiety disorders and somatoform Disorders:
29. Anxiety disorders or neurosis (1)
30. Anxiety disorders or neurosis (2)
31. Schizophrenia (1)
Unit 12 – Families at Risk
Teenage problems
32. Adolescence: a Difficult Period of Life
33. Being Thin: a Fatal Belief
ORE DI LEZIONE EFFETTUATE FINO AL 15 MAGGIO 2014: 81
ORE DI LEZIONE PREVISTE FINO AL 11/O6/14: 14.
STRUMENTI OPERATIVI E SUSSIDI DIDATTICI
Libro di testo
Grammatica di riferimento
Esercizi e letture fotocopiate
Materiale audio
uso della LIM
TIPOLOGIA VERIFICHE
VERIFICA FORMATIVA
Sono state effettuate verifiche continue nel corso di ogni lezione, mediante
esercitazioni orali e scritte di vario genere (esercizi a scelta multipla, di
completamento, di trasformazione, di sostituzione e traduzione, dialoghi e
conversazioni, traduzioni e composizioni di vario tipo) per rilevare il grado di
assimilazione dello studente e per intervenire tempestivamente di fronte alle
difficoltà.
VERIFICA SOMMATIVA
Sono stati proposti vari tipi di test (oggettivi e soggettivi) riguardanti la
competenza linguistica (conoscenza della grammatica, lessico, ecc.), la
competenza comunicativa e la rielaborazione personale. Tali verifiche hanno
ricalcato le stesse esercitazioni scritte e orali svolte in classe e a casa.
Le verifiche scritte consistono in prove strutturate, con comprensione del testo,
produzione personale. Le verifiche orali riguardano la comprensione e la lettura
del materiale trattato in classe, e conversazione in lingua su argomenti trattati in
classe.
CRITERI DI VALUTAZIONE
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Sessione ordinaria 2012
Prima prova scritta
I criteri di valutazione delle prove consistono in: comprensione e decodificazione
del testo (scritto e orale), competenza comunicativa (elaborare messaggi
funzionali al contesto), competenza linguistica (possedere un’accettabile
correttezza formale), l’uso appropriato del lessico, ortografia, pronuncia
accettabile, rielaborazione personale di idee e concetti. Si è dato valore prioritario
alla “fluency” (velocità e scorrevolezza della produzione, grado di controllo del
lessico, livello di interazione tra lingua e contenuto) rispetto all’accuratezza
formale dell’espressione linguistica.
La valutazione di fine periodo ha tenuto conto dei risultati delle verifiche, impegno
e partecipazione, progresso individuale rispetto al livello di partenza, metodo di
studio, autonomia e responsabilità nello studio.
Udine, 6 maggio 2014
L’insegnante
Classe 5^ATSS corso serale
Prof.ssa Danira Romanello
A.S. 2013\2014
Programma di Matematica svolto fino al 6 maggio 2014
OBIETTIVI
Modulo 1 – EQUAZIONI E DISEQUAZIONI: RIPASSO
Saper risolvere equazioni e disequazioni di primo grado, secondo grado, grado superiore al secondo
esponenziali e logaritmiche.
Modulo 2 – FUNZIONI
Saper definire e classificare le funzioni numeriche reali. Saper determinare il dominio, il segno e le intersezioni
con gli assi cartesiani di funzioni intere, fratte, irrazionali,esponenziali e logaritmiche.
Modulo 3 – LIMITI DELLE FUNZIONI NUMERICHE REALI
Aver acquisito la nozione intuitiva di limite. Intuire la necessità dell'utilizzo del calcolo dei limiti.
Aver appreso le tecniche per il calcolo di limiti di funzioni, in cui si presentano anche alcune forme
indeterminate. Saper individuare le strategie più idonee per dare significato alle forme indeterminate.
Utilizzare i limiti nell’individuazione degli asintoti di una funzione.
MODULO 4 - STUDIO DI FUNZIONE
Saper utilizzare gli strumenti e le procedure apprese al fine di costruire il grafico approssimato di una funzione.
Saper individuare le proprietà di una funzione e costruire la sua rappresentazione grafica.
Saper leggere ed interpretare i grafici di funzioni tracciati sul piano cartesiano.
CONTENUTI
Modulo 1 – EQUAZIONI E DISEQUAZIONI: RIPASSO
Equazioni e disequazioni di primo grado, secondo grado e grado superiore al secondo.
Equazioni e disequazioni esponenziali.
Equazioni e disequazioni logaritmiche.
Modulo 2 – FUNZIONI
Studio del dominio di funzioni intere, fratte, irrazionali,esponenziali e logaritmiche. Determinazione del segno e
delle intersezioni con gli assi cartesiani di funzioni intere, fratte, irrazionali,esponenziali e logaritmiche.
Modulo 3 – LIMITI DELLE FUNZIONI NUMERICHE REALI
Introduzione intuitiva al concetto di limite.
Limiti finiti ed infiniti di una funzione in un punto ed all’infinito.
Calcolo di limiti. Forme indeterminate: + ∞ - ∞ ; ∞ / ∞ ; 0 / 0.
Applicazione dei limiti: calcolo degli asintoti (verticali, orizzontali) di una funzione.
MODULO 4 - STUDIO DI FUNZIONE
Studio del grafico di una funzione utilizzando i seguenti passaggi: dominio, segno, intersezioni con gli assi
cartesiani, calcolo dei limiti agli estremi del dominio, asintoti.
Commento ed analisi di grafici di funzioni: dominio, codominio, segno, intersezioni con gli assi. Funzioni
crescenti e decrescenti. Punti di massimo e di minimo.
Il Docente
prof.ssa Danira Romanello
Gli allievi
Udine, 6 maggio 2014
In questo ultimo periodo, sino a fine anno scolastico, si intende concludere la programmazione con il
completamento del Modulo 4. Gli esercizi inerenti lo studio di funzione verranno quindi ripresi per giungere ad
una maggior precisione della rappresentazione grafica della funzione.
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Sessione ordinaria 2012
Prima prova scritta
Classe 5^ATSS corso serale
Prof.ssa Danira Romanello
A.S. 2013\2014
Materia: Matematica
RELAZIONE FINALE
La classe era composta inizialmente da 18 iscritti: nove provenienti dalla classe 4^A Tss serale dello scorso anno
scolastico, due provenienti dalla classe 3^A Oss serale dello scorso anno scolastico (hanno superato l'esame di
idoneità alla classe quinta), sei provenienti da corsi diurni (hanno superato l'esame di idoneità alla classe quinta),
una ripetente la classe quinta. Una corsista ha il credito in matematica.
Alla data odierna, una corsista ha frequentato solamente tre ore di lezione di matematica nel primo quadrimestre
e due corsisti non frequentano da alcuni mesi.
Lo svolgimento del programma è proceduto in modo regolare. I moduli previsti sono stati svolti tutti ad eccezione
dei moduli “Derivate” e “Massimi e minimi relativi e assoluti; punti di flesso” che non sono stati svolti per
mancanza di tempo.
La frequenza dei più è stata proficua anche se non sempre costante.
Interesse, attenzione e impegno, da parte di quasi tutti, sono stati attivi e partecipativi.
Buoni il clima all’interno della classe ed il comportamento.
Costruttivi gli interventi alle esercitazioni svolte in classe.
Quasi tutti i corsisti hanno raggiunto gli obiettivi prefissati e acquisito le competenze richieste, anche se a diversi
livelli.
Livelli di apprendimento:
Un corsista ha raggiunto un livello insufficiente
Due corsisti hanno raggiunto un livello sufficiente
Tre corsisti hanno raggiunto un livello discreto
Quattro corsisti hanno raggiunto un livello buono
Quattro corsisti hanno raggiunto un livello ottimo
Ore svolte nel primo quadrimestre: 42 ore
Ore svolte nel secondo quadrimestre fino al 6 maggio 2014: 35 ore
Ore che si prevede di svolgere dal 7 maggio 2014 fino al termine delle lezioni: 15 ore.
Udine, 6 maggio 2014
L'insegnante Danira Romanello
Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca
P000 - ESAMI DI STATO CONCLUSIVI DEI CORSI DI STUDIO DI ISTRUZIONE
SECONDARIA SUPERIORE
PROVA DI ITALIANO
(per tutti gli indirizzi: di ordinamento e sperimentali)
Svolgi la prova, scegliendo una delle quattro tipologie qui proposte.
TIPOLOGIA A - ANALISI DEL TESTO
Eugenio Montale, Ammazzare il tempo (da Auto da fé. Cronache in due tempi, Il Saggiatore, Milano 1966)
Il problema più grave del nostro tempo non è tra quelli che si vedono denunziati a caratteri di scatola nelle prime
pagine dei giornali; e non ha nulla in comune, per esempio, col futuro status di Berlino o con l’eventualità di una
guerra atomica distruggitrice di una metà del mondo. Problemi simili sono d’ordine storico e prima o poi giungono a
una soluzione, sia pure con risultati spaventosi. Nessuna guerra impedirà all’umanità futura di vantare ulteriori
magnifiche sorti nel quadro di una sempre più perfetta ed ecumenica civiltà industriale. Un mondo semidistrutto,
che risorgesse domani dalle ceneri, in pochi decenni assumerebbe un volto non troppo diverso dal nostro mondo
d’oggi. Anzi, oggi è lo spirito di conservazione che rallenta il progresso. Qualora non ci fosse più nulla da conservare
il progresso tecnico si farebbe molto più veloce. Anche l’uccisione su larga scala di uomini e di cose può
rappresentare, a lunga scadenza, un buon investimento del capitale umano. Fin qui si resta nella storia. Ma c’è
un’uccisione, quella del tempo, che non sembra possa dare frutto. Ammazzare il tempo è il problema sempre più
preoccupante che si presenta all’uomo d’oggi e di domani.
Non penso all’automazione, che ridurrà sempre più le ore dedicate al lavoro. Può darsi che quando la settimana
lavorativa sarà scesa da cinque a quattro o a tre si finisca per dare il bando alle macchine attualmente impiegate per
sostituire l’uomo. Può darsi che allora si inventino nuovi tipi di lavoro inutile per non lasciare sul lastrico milioni o
miliardi di disoccupati; ma si tratterà pur sempre di un lavoro che lascerà un ampio margine di ore libere, di ore in cui
non si potrà eludere lo spettro del tempo.
Perché si lavora? Certo per produrre cose e servizi utili alla società umana, ma anche, e soprattutto, per
accrescere i bisogni dell’uomo, cioè per ridurre al minimo le ore in cui è più facile che si presenti a noi qu esto
odiato fantasma del tempo. Accrescendo i bisogni inutili, si tiene l’uomo occupato anche quando egli suppone di
essere libero. “Passare il tempo” dinanzi al video o assistendo a una partita di calcio non è veramente un ozio, è
uno svago, ossia un modo di divagare dal pericoloso mostro, di allontanarsene. Ammazzare il tempo non si può
senza riempirlo di occupazioni che colmino quel vuoto. E poiché pochi sono gli uomini capaci di guardare con
fermo ciglio in quel vuoto, ecco la necessità sociale di fare qualcosa, anche se questo qualcosa serve appena ad
anestetizzare la vaga apprensione che quel vuoto si ripresenti in noi.
Eugenio Montale (Genova, 1896 - Milano, 1981) è noto soprattutto come poeta. Merita però di essere ricordato
anche come prosatore. Lo stesso Montale raccolse in Farfalla di Dinard (Prima ed. 1956) e Auto da fé (Prima ed.
1966) scritti in prosa apparsi in precedenza su giornali e riviste. Il brano che si propone è tratto da un testo
pubblicato originariamente nel “Corriere della Sera” del 7 novembre 1961.
1. Comprensione del testo
Riassumi tesi e argomenti principali del testo.
2. Analisi del testo
2.1 Quali sono i problemi risolvibili secondo Montale?
2.2 Spiega il significato che Montale attribuisce all’espressione “ammazzare il tempo”.
2.3 Perché si accrescono i “bisogni inutili” e si inventeranno “nuovi tipi di lavoro inutile”?
2.4 Noti nel testo la presenza dell’ironia? Argomenta la tua risposta.
2.5 Esponi le tue osservazioni in un commento personale di sufficiente ampiezza.
3. Interpretazione complessiva ed approfondimenti
Sulla base dell’analisi condotta, ricerca la “visione del mondo” espressa nel testo e approfondisci la ricerca con
opportuni collegamenti ad altri testi di Montale. Alternativamente, soffermati sul grado di attualità /
inattualità dei ragionamenti di Montale sul lavoro e sul tempo.
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Sessione ordinaria 2012
Prima prova scritta
Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca
TIPOLOGIA B - REDAZIONE DI UN “SAGGIO BREVE” O DI UN “ARTICOLO DI GIORNALE”
(puoi scegliere uno degli argomenti relativi ai quattro ambiti proposti)
CONSEGNE
Sviluppa l’argomento scelto o in forma di «saggio breve» o di «articolo di giornale», utilizzando, in tutto o in
parte, e nei modi che ritieni opportuni, i documenti e i dati forniti.
Se scegli la forma del «saggio breve» argomenta la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue
conoscenze ed esperienze di studio.
Premetti al saggio un titolo coerente e, se vuoi, suddividilo in paragrafi.
Se scegli la forma dell’«articolo di giornale», indica il titolo dell’articolo e il tipo di giornale sul quale pensi
che l’articolo debba essere pubblicato.
Per entrambe le forme di scrittura non superare cinque colonne di metà di foglio protocollo.
1. AMBITO ARTISTICO - LETTERARIO
ARGOMENTO: Il labirinto.
DOCUMENTI
P. PICASSO, Minotauromachia, 1935
J. POLLOCK, Pasiphaë, 1943
M.C. ESCHER, Relatività, 1953
«[…] Correndo, usciro in un gran prato, e quello / avea nel mezzo un grande e ricco ostello. // Di vari marmi con suttil
lavoro / edificato era il palazzo altiero. / Corse dentro alla porta messa d’oro / con la donzella in braccio il cavalliero. /
Dopo non molto giunse Brigliadoro, / che porta Orlando disdegnoso e fiero. / Orlando, come è dentro, gli occhi gira; / né
più il guerrier, né la donzella mira. // Subito smonta, e fulminando passa / dove più dentro il bel tetto s’alloggia: / corre di
qua, corre di là, né lassa / che non vegga ogni camera, ogni loggia. / Poi che i segreti d’ogni stanza bassa / ha cerco invan,
su per le scale poggia; / e non men perde anco a cercar di sopra, / che perdessi di sotto, il tempo e l’opra. // D’oro e di seta i
letti ornati vede: / nulla de muri appar né de pareti; / che quelle, e il suolo ove si mette il piede, / son da cortine ascose e da
tapeti. / Di su di giù va il conte Orlando e riede, / né per questo può far gli occhi mai lieti / che riveggiano Angelica, o quel
ladro / che n’ha portato il bel viso leggiadro. // E mentre or quinci or quindi invano il passo / movea, pien di travaglio e
di pensieri, / Ferraù, Brandimarte e il re Gradasso, / re Sacripante ed altri cavallieri / vi ritrovò ch’andavano alto e basso, /
né men facean di lui vani sentieri; / e si ramaricavan del malvagio / invisibil signor di quel palagio. // Tutti cercando il
van, tutti gli dànno / colpa di furto alcun che lor fatt’abbia: / del destrier che gli ha tolto, altri è in affanno; / ch’abbia
perduta altri la donna, arrabbia; / altri d’altro l’accusa: e così stanno, / che non si san partir di quella gabbia; / e vi son
molti, a questo inganno presi, / stati le settimane intiere e i mesi.»
Ludovico ARIOSTO, Orlando furioso, ed. 1532, Canto dodicesimo, Ottave 7-12
«Avevo percorso un labirinto, ma la nitida Città degl’Immortali m’impaurì e ripugnò. Un labirinto è un edificio
costruito per confondere gli uomini; la sua architettura, ricca di simmetrie, è subordinata a tale fine. Nel palazzo
che imperfettamente esplorai, l’architettura mancava di ogni fine. Abbondavano il corridoio senza sbocco, l’alta
finestra irraggiungibile, la vistosa porta che s’apriva su una cella o su un pozzo, le incredibili scale rovesciate, coi
gradini e la balaustra all’ingiù. Altre aereamente aderenti al fianco d’un muro monumentale, morivano senza
giungere ad alcun luogo, dopo due o tre giri, nelle tenebre superiori delle cupole. Ignoro se tutti gli esempi che ho
enumerati siano letterali; so che per molti anni infestarono i miei incubi; non posso sapere ormai se un certo
particolare è una trascrizione della realtà o delle forme che turbarono le mie notti.»
Jorge Luis BORGES, L’immortale, in “L’Aleph”, Feltrinelli, Milano 1959 (ed. orig. “El Aleph”, 1949)
Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca
«La gente che s’incontra, se gli chiedi: – Per Pentesilea? – fanno un gesto intorno che non sai se voglia dire: “Qui”,
oppure: “Più in là”, o: “Tutt’in giro”, o ancora: “Dalla parte opposta”.
– La città, – insisti a chiedere.
– Noi veniamo qui a lavorare tutte le mattine, – ti rispondono alcuni, e altri: – Noi torniamo qui a dormire.
– Ma la città dove si vive? – chiedi.
– Dev’essere, – dicono, – per lí, - e alcuni levano il braccio obliquamente verso una concrezione di poliedri opachi,
all’orizzonte, mentre altri indicano alle tue spalle lo spettro d’altre cuspidi.
– Allora l’ho oltrepassata senza accorgermene?
– No, prova a andare ancora avanti.
Così prosegui, passando da una periferia all’altra, e viene l’ora di partire da Pentesilea. Chiedi la strada per uscire dalla
città; ripercorri la sfilza dei sobborghi sparpagliati come un pigmento lattiginoso; viene notte; s’illuminano le finestre ora
più rade ora più dense.
Se nascosta in qualche sacca o ruga di questo slabbrato circondario esista una Pentesilea riconoscibile e ricordabile da chi
c’è stato, oppure se Pentesilea è solo periferia di se stessa e ha il suo centro in ogni luogo, hai rinunciato a capirlo. La
domanda che adesso comincia a rodere nella tua testa è più angosciosa: fuori da Pentesilea esiste un fuori? O per quanto ti
allontani dalla città non fai che passare da un limbo all’altro e non arrivi a uscirne?»
Italo CALVINO, Le città invisibili, Einaudi, Torino 1972
«“Ragioniamo,” disse Guglielmo, “Cinque stanze quadrangolari o vagamente trapezoidali, con una finestra ciascuna,
che girano intorno a una stanza eptagonale senza finestre a cui sale la scala. Mi pare elementare. Siamo nel torrione
orientale, ogni torrione dall’esterno presenta cinque finestre e cinque lati. Il conto torna. La stanza vuota è proprio
quella che guarda a oriente, nella stessa direzione del coro della chiesa, la luce del sole all’alba illumina l’altare, il che
mi sembra giusto e pio. L’unica idea astuta mi pare quella delle lastre di alabastro. Di giorno filtrano una bella luce, di
notte non lasciano trasparire neppure i raggi lunari. Non è poi un gran labirinto. Ora vediamo dove portano le altre due
porte della stanza eptagonale. Credo che ci orienteremo facilmente.” Il mio maestro si sbagliava e i costruttori della
biblioteca erano stati più abili di quanto credessimo. Non so bene spiegare cosa avvenne, ma come abbandonammo il
torrione, l’ordine delle stanze si fece più confuso. Alcune avevano due, altre tre porte. Tutte avevano una finestra,
anche quelle che imboccavamo partendo da una stanza con finestra e pensando di andare verso l’interno dell’Edificio.
Ciascuna aveva sempre lo stesso tipo di armadi e di tavoli, i volumi in bell’ordine ammassati sembravano tutti uguali e
non ci aiutavano certo a riconoscere il luogo con un colpo d’occhio.»
Umberto ECO, Il nome della rosa, Prima ed. riveduta e corretta, Bompiani, Milano 2012 (Prima ed. 1980)
2. AMBITO SOCIO - ECONOMICO
ARGOMENTO: I giovani e la crisi.
DOCUMENTI
«La crisi dell’economia ha lasciato per strada, negli ultimi tre anni, più di un milione di giovani lavoratori di età
compresa tra i 15 ed i 34 anni. E sono stati soprattutto loro a pagare il conto della turbolenza economica e
finanziaria che da anni investe l’Europa e l’Italia, fiaccandone la crescita. Tra il 2008 ed il 2011, infatti,
l’occupazione complessiva in Italia è scesa di 438 mila unità, il che significa che senza il crollo dell’occupazione
giovanile ci sarebbe stata addirittura una crescita dei posti di lavoro. Tra il 2008 e il 2011, secondo i dati dell’Istat
sull’occupazione media, i lavoratori di età compresa tra i 15 e i 34 anni sono passati da 7 milioni e 110 mila a 6
milioni e 56 mila. La diminuzione dei giovani occupati, pari a 1 milione 54 mila unità, ha riguardato sia gli uomini
che le donne, più o meno nella stessa proporzione (meno 622 mila posti di lavoro tra gli uomini, meno 432 mila tra le
giovani donne), ed in modo più intenso il Nord ed il Sud del Paese che non il Centro.»
Mario SENSINI, Crolla l’occupazione tra i 15 e i 35 anni, “Corriere della Sera” - 8/04/2012
«Giovani al centro della crisi. In Italia l’11,2% dei giovani di 15-24 anni, e addirittura il 16,7% di quelli tra 25 e 29
anni, non è interessato né a lavorare né a studiare, mentre la media europea è pari rispettivamente al 3,4% e all’8,5%.
Di contro, da noi risulta decisamente più bassa la percentuale di quanti lavorano: il 20,5% tra i 15-24enni (la media
Ue è del 34,1%) e il 58,8% tra i 25-29enni (la media Ue è del 72,2%). A ciò si aggiunga che tra le nuove generazioni
sta progressivamente perdendo appeal una delle figure centrali del nostro tessuto economico, quella dell’imprenditore.
Solo il 32,5% dei giovani di 15-35 anni dichiara di voler mettere su un’attività in proprio, meno che in Spagna
(56,3%), Francia (48,4%), Regno Unito (46,5%) e Germania (35,2%).
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Sessione ordinaria 2012
Prima prova scritta
Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca
La mobilità che non c’è, questione di cultura e non di regole. I giovani sono oggi i lavoratori su cui grava di più il
costo della mobilità in uscita. Nel 2010, su 100 licenziamenti che hanno determinato una condizione di
inoccupazione, 38 hanno riguardato giovani con meno di 35 anni e 30 soggetti con 35-44 anni. Solo in 32 casi si è
trattato di persone con 45 anni o più. L’Italia presenta un tasso di anzianità aziendale ben superiore a quello dei
principali Paesi europei. Lavora nella stessa azienda da più di dieci anni il 50,7% dei lavoratori italiani, il 44,6% dei
tedeschi, il 43,3% dei francesi, il 34,5% degli spagnoli e il 32,3% degli inglesi. Tuttavia, solo il 23,4% dei giovani
risulta disponibile a trasferirsi in altre regioni o all’estero per trovare lavoro.»
45° RAPPORTO CENSIS, Lavoro, professionalità, rappresentanze, Comunicato stampa 2/12/2011
«Il lavoro che si riesce a ottenere con un titolo di studio elevato non sempre corrisponde al percorso formativo intrapreso.
La coerenza tra il titolo posseduto e quello richiesto per lavorare è, seppur in lieve misura, più elevata tra i laureati in
corsi lunghi piuttosto che tra quanti hanno concluso corsi di durata triennale. Infatti, i laureati in corsi lunghi dichiarano di
svolgere un lavoro per il quale era richiesto il titolo posseduto nel 69% dei casi mentre tra i laureati triennali tale
percentuale scende al 65,8%. D’altra parte a valutare la formazione universitaria effettivamente necessaria all’attività
lavorativa svolta è circa il 69% dei laureati sia dei corsi lunghi sia di quelli triennali. Una completa coerenza tra titolo
posseduto e lavoro svolto – la laurea, cioè, come requisito di accesso ed effettiva utilizzazione delle competenze acquisite
per lo svolgimento dell’attività lavorativa – è dichiarata solo dal 58,1% dei laureati nei corsi lunghi e dal 56,1% dei
laureati triennali. All’opposto, affermano di essere inquadrati in posizioni che non richiedono la laurea sotto il profilo né
formale, né sostanziale il 20% dei laureati in corsi lunghi e il 21,4% di quelli triennali.»
ISTAT – Università e lavoro: orientarsi con la statistica - http://www.istat.it/it/files/2011/03/seconda_parte.pdf
«Che storia, e che vita incredibile, quella di Steve Jobs. […] Mollò gli studi pagati dai genitori adottivi al college di
Portland, in Oregon, dopo pochissimi mesi di frequenza. Se ne partì per un viaggio in India, tornò, e si mise a
frequentare soltanto le lezioni che gli interessavano. Ovvero, pensate un po’, i corsi di calligrafia. […] Era fuori dagli
standard in ogni dettaglio, dalla scelta di presentare personalmente i suoi prodotti da palchi teatrali, al look ultra
minimal, con i suoi jeans e i suoi girocollo neri alla Jean Paul Sartre. “Il vostro tempo è limitato - disse l’inventore
dell’iPod, l’iPhone e l’iPad agli studenti di Stanford nel 2005 -. Non buttatelo vivendo la vita di qualcun altro. Non
lasciatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere con i risultati dei pensieri degli altri. E non lasciate che il rumore
delle opinioni degli altri affoghi la vostra voce interiore. Abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra
intuizione. In qualche modo loro sanno già cosa voi volete davvero diventare. Tutto il resto è secondario”. »
Giovanna FAVRO, Steve Jobs, un folle geniale, “La Stampa” - 6/10/2011
3. AMBITO STORICO - POLITICO
ARGOMENTO: Bene individuale e bene comune.
DOCUMENTI
«Ora, le leggi devono essere giuste sia in rapporto al fine, essendo ordinate al bene comune, sia in rapporto
all’autore, non eccedendo il potere di chi le emana, sia in rapporto al loro tenore, imponendo ai sudditi dei pesi in
ordine al bene comune secondo una proporzione di uguaglianza. Essendo infatti l’uomo parte della società, tutto
ciò che ciascuno possiede appartiene alla società: così come una parte in quanto tale appartiene al tutto. Per cui anche
la natura sacrifica la parte per salvare il tutto. E così le leggi che ripartiscono gli oneri proporzionalmente sono
giuste, obbligano in coscienza e sono leggi legittime.»
S. TOMMASO D’AQUINO (1225-1274), La somma teologica, Edizioni Studio Domenicano, Bologna 1996
«Da quanto precede consegue che la volontà generale è sempre retta e tende sempre all’utilità pubblica: ma non ne
consegue che le deliberazioni del popolo abbiano sempre la stessa rettitudine. Si vuol sempre il proprio bene, ma non
sempre lo si vede: non si corrompe mai il popolo, ma spesso lo si inganna, ed allora soltanto egli sembra volere ciò che
è male. V’è spesso gran differenza fra la volontà di tutti e la volontà generale: questa non guarda che all’interesse
comune, l’altra guarda all’interesse privato e non è che una somma di volontà particolari […]. Ma quando si crean
fazioni, associazioni parziali a spese della grande, la volontà di ciascuna di queste associazioni diventa generale rispetto
ai suoi membri, e particolare rispetto allo Stato: si può dire allora che non ci sono più tanti votanti quanti uomini; ma
solo quante associazioni. Le differenze diventano meno numerose, danno un risultato meno generale. […] Importa
dunque, per aver veramente l’espressione della volontà generale, che non vi siano società parziali nello Stato, e che
ogni cittadino non pensi che colla sua testa. […] Finché parecchi uomini riuniti si considerano come un solo
Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca
corpo, non hanno che una sola volontà, che si riferisce alla comune conservazione e al benessere generale. Allora tutte
le forze motrici dello Stato sono vigorose e semplici, le sue massime chiare e luminose; non vi sono interessi
imbrogliati, contraddittori; il bene comune si mostra da per tutto con evidenza, e non richiede che buon senso per
essere scorto. La pace, l’unione, l’uguaglianza sono nemiche delle sottigliezze politiche.»
Jean-Jacques ROUSSEAU, Del contratto sociale o principi del diritto politico, 1762, in Opere, Sansoni, Firenze 1972
«Vi sono certamente due tipi di uomini: coloro che pensano a sé soli e quindi restringono i propositi d’avvenire
alla propria vita od al più a quella della compagna della vita loro. […] Accanto agli uomini, i quali concepiscono la
vita come godimento individuale, vi sono altri uomini, fortunatamente i più, i quali, mossi da sentimenti diversi,
hanno l’istinto della costruzione. [...] Il padre non risparmia per sé; ma spera di creare qualcosa che assicuri
nell’avvenire la vita della famiglia. Non sempre l’effetto risponde alla speranza, ché i figli amano talvolta
consumare quel che il padre ha cumulato [...]. Se mancano i figli, l’uomo dotato dell’istinto della perpetuità,
costruisce perché un demone lo urge a gettare le fondamenta di qualcosa.»
Luigi EINAUDI, Lezioni di politica sociale, Einaudi, Torino 1949
«La prima [acquisizione] è il superamento del tabù costituito dalla parola “profitto”, in pratica citata solo nella
prima delle undici regole di sintesi, senza nessuna ulteriore sottolineatura di una sua importanza (tecnica, morale,
religiosa) che ha occupato decenni di discussione. La seconda è il coraggio con cui si affronta la necessità di
definire con semplicità il contenuto del termine “bene comune”. Mi è sembrata decisiva, al riguardo, l’importanza
attribuita ai “benefici immateriali che danno all’uomo un appagamento spirituale, come i sentimenti, la famiglia,
l’amicizia e la pace”. Ciò rappresenta una innovazione che supera sia le antiche mura materialistiche del bene
comune sia le più recenti tendenze a valorizzare la sua dimensione istituzionale, nazionale e anche internazionale. E
la terza decisiva acquisizione è quella relativa alla “centralità dell’uomo come cuore pulsante del bene comune”, una
acquisizione almeno per me importante ed inattesa, perché richiama il fatto che noi non dobbiamo sentirci soggetti di
domanda di un bene comune, che altri devono costruire, ma dobbiamo sentirci “motore primario nella organizzazione
e valorizzazione del bene comune, così come Nostro Signore è il motore del creato”.»
Giuseppe DE RITA, Presentazione di Le undici regole del Bene Comune, Marketing Sociale, 2010
4. AMBITO TECNICO - SCIENTIFICO
ARGOMENTO: Le responsabilità della scienza e della tecnologia.
DOCUMENTI
«Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un’autentica vita umana
sulla terra.»
Hans JONAS, Il principio responsabilità. Un’etica per la civiltà tecnologica, Einaudi, Torino 1990 (ed. originale 1979)
«Mi piacerebbe (e non mi pare impossibile né assurdo) che in tutte le facoltà scientifiche si insistesse a oltranza su un
punto: ciò che farai quando eserciterai la professione può essere utile per il genere umano, o neutro, o nocivo. Non
innamorarti di problemi sospetti. Nei limiti che ti saranno concessi, cerca di conoscere il fine a cui il tuo lavoro è
diretto. Lo sappiamo, il mondo non è fatto solo di bianco e di nero e la tua decisione può essere probabilistica e
difficile: ma accetterai di studiare un nuovo medicamento, rifiuterai di formulare un gas nervino. Che tu sia o non sia
un credente, che tu sia o no un “patriota”, se ti è concessa una scelta non lasciarti sedurre dall’interesse materiale e
intellettuale, ma scegli entro il campo che può rendere meno doloroso e meno pericoloso l’itinerario dei tuoi
compagni e dei tuoi posteri. Non nasconderti dietro l’ipocrisia della scienza neutrale: sei abbastanza dotto da saper
valutare se dall’uovo che stai covando sguscerà una colomba o un cobra o una chimera o magari nulla.»
Primo LEVI, Covare il cobra, 11 settembre 1986, in Opere II, Einaudi, Torino 1997
«È storia ormai a tutti nota che Fermi e i suoi collaboratori ottennero senza accorgersene la fissione (allora scissione)
del nucleo di uranio nel 1934. Ne ebbe il sospetto Ida Noddack: ma né Fermi né altri fisici presero sul serio le sue
affermazioni se non quattro anni dopo, alla fine del 1938. Poteva benissimo averle prese sul serio Ettore Majorana,
aver visto quello che i fisici dell’Istituto romano non riuscivano a vedere. E tanto più che Segrè parla di «cecità». La
ragione della nostra cecità non è chiara nemmeno oggi, dice. Ed è forse disposto a considerarla come provvidenziale,
se quella loro cecità impedì a Hitler e Mussolini di avere l’atomica. Non altrettanto – ed è sempre così per le cose
provvidenziali – sarebbero stati disposti a considerarla gli abitanti di Hiroshima e di Nagasaki.»
Leonardo SCIASCIA, La scomparsa di Majorana, Einaudi, Torino 1975
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Sessione ordinaria 2013
Prima prova scritta
Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca
«La scienza può aiutarci a costruire un futuro desiderabile. Anzi, le conoscenze scientifiche sono mattoni
indispensabili per erigere questo edificio. Ma […] è d’obbligo sciogliere il nodo decisivo del valore da dare alla
conoscenza. Il valore che sembra prevalere oggi è quello, pragmatico, che alla conoscenza riconosce il mercato. Un
valore utilitaristico: dobbiamo cercare di conoscere quello che ci può tornare immediatamente ed economicamente
utile. […] Ma, se vogliamo costruire un futuro desiderabile, anche nel campo della scienza applicata il riconoscimento
del valore della conoscenza non può essere delegato al mercato. Lo ha dimostrato la recente vertenza tra le
grandi multinazionali e il governo del Sud Africa sui farmaci anti-Aids […]. Il mercato non è in grado di
distribuire gli “utili della conoscenza” all’80% della popolazione mondiale. Per costruire il futuro coi mattoni della
scienza occorre dunque (ri)associare al valore di mercato della conoscenza altri valori: i valori dello sviluppo umano.»
Pietro GRECO, Sua maestà la tecnologia. Chi ha paura della scienza?, “l’Unità”, 7 luglio 2001
«La ricerca dovrebbe essere libera, non dovrebbe essere guidata da nessuno. In fondo se ci si pensa bene, da che
essa esiste è frutto dell’istanza del singolo piuttosto che risultato collettivo. Dovrebbe essere libera da vincoli religiosi
e soggiogata a un unico precetto: progredire nelle sue applicazioni in funzione del benessere degli esseri viventi,
uomini e animali. Ecco questa credo sia la regola e l’etica dello scienziato: la ricerca scientifica deve accrescere nel
mondo la proporzione del bene. Le applicazioni della scienza devono portare progresso e non regresso, vantaggio e
non svantaggio. Certo è anche vero che la ricerca va per tentativi e di conseguenza non ci si può subito rendere conto
dell’eventuale portata negativa; in tal caso bisognerebbe saper rinunciare.»
Margherita HACK intervistata da Alessandra Carletti, Roma Tre News, n. 3/2007
TIPOLOGIA C - TEMA DI ORDINE STORICO
«Il sottosegretario Josef Bühler, l’uomo più potente in Polonia dopo il governatore generale, si sgomentò all’idea
che si evacuassero ebrei da occidente verso oriente, poiché ciò avrebbe significato un aumento del numero di ebrei in
Polonia, e propose quindi che questi trasferimenti fossero rinviati e che “la soluzione finale iniziasse dal
Governatorato generale, dove non esistevano problemi di trasporto.” I funzionari del ministero degli esteri
presentarono un memoriale, preparato con ogni cura, in cui erano espressi “i desideri e le idee” del loro dica stero in
merito alla “soluzione totale della questione ebraica in Europa,” ma nessuno dette gran peso a quel documento. La
cosa più importante, come giustamente osservò Eichmann, era che i rappresentanti dei vari servizi civili non si
limitavano ad esprimere pareri, ma avanzavano proposte concrete. La seduta non durò più di un’ora, un’ora e
mezzo, dopo di che ci fu un brindisi e tutti andarono a cena – “una festicciola in famiglia” per favorire i necessari
contatti personali. Per Eichmann, che non si era mai trovato in mezzo a tanti “grandi personaggi,” fu un
avvenimento memorabile; egli era di gran lunga inferiore, sia come grado che come posizione sociale, a tutti i presenti.
Aveva spedito gli inviti e aveva preparato alcune statistiche (piene di incredibili errori) per il discorso introduttivo di
Heydrich – bisognava uccidere undici milioni di ebrei, che non era cosa da poco – e fu lui a stilare i verbali. In pratica
funse da segretario, ed è per questo che, quando i grandi se ne furono andati, gli fu conc esso di sedere accanto al
caminetto in compagnia del suo capo Müller e di Heydrich, “e fu la prima volta che vidi Heydrich fumare e
bere.” Non parlarono di “affari”, ma si godettero “un po’ di riposo” dopo tanto lavoro, soddisfattissimi e – soprattutto
Heydrich – molto su di tono» (Hannah ARENDT, La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme, Feltrinelli, Milano 1964, dal
Capitolo settimo: La conferenza di Wannsee, ovvero Ponzio Pilato).
Il candidato, prendendo spunto dal testo di Hannah Arendt, si soffermi sullo sterminio degli ebrei pianificato e
realizzato dai nazisti durante la seconda guerra mondiale.
TIPOLOGIA D - TEMA DI ORDINE GENERALE
«Avevo vent’anni. Non permetterò a nessuno di dire che questa è la più bella età della vita» (Paul Nizan, Aden
Arabia, 1931).
Il candidato rifletta sulla dichiarazione di Nizan e discuta problemi, sfide e sogni delle nuove generazioni.
Durata massima della prova: 6 ore.
È consentito soltanto l’uso del dizionario italiano.
Non è consentito lasciare l’Istituto prima che siano trascorse 3 ore dalla dettatura del tema.
Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca
P000 - ESAMI DI STATO CONCLUSIVI DEI CORSI DI STUDIO DI ISTRUZIONE
SECONDARIA SUPERIORE
PROVA DI ITALIANO
(per tutti gli indirizzi: di ordinamento e sperimentali)
Svolgi la prova, scegliendo una delle quattro tipologie qui proposte.
TIPOLOGIA A - ANALISI DEL TESTO
Claudio Magris, dalla Prefazione di L’infinito viaggiare, Mondadori, Milano 2005.
Non c’è viaggio senza che si attraversino frontiere – politiche, linguistiche, sociali, culturali, psicologiche, anche quelle
invisibili che separano un quartiere da un altro nella stessa città, quelle tra le persone, quelle tortuose che nei nostri inferi
sbarrano la strada a noi stessi. Oltrepassare frontiere; anche amarle – in quanto definiscono una realtà, un’individualità, le
danno forma, salvandola così dall’indistinto – ma senza idolatrarle, senza farne idoli che esigono sacrifici di sangue.
Saperle flessibili, provvisorie e periture, come un corpo umano, e perciò degne di essere amate; mortali, nel senso di
soggette alla morte, come i viaggiatori, non occasione e causa di morte, come lo sono state e lo sono tante volte.
Viaggiare non vuol dire soltanto andare dall’altra parte della frontiera, ma anche scoprire di essere sempre pure dall’altra
parte. In Verde acqua Marisa Madieri, ripercorrendo la storia dell’esodo degli italiani da Fiume dopo la Seconda guerra
mondiale, nel momento della riscossa slava che li costringe ad andarsene, scopre le origini in parte anche slave della sua
famiglia in quel momento vessata dagli slavi in quanto italiana, scopre cioè di appartenere anche a quel mondo da cui si
sentiva minacciata, che è, almeno parzialmente, pure il suo.
Quando ero un bambino e andavo a passeggiare sul Carso, a Trieste, la frontiera che vedevo, vicinissima, era invalicabile,
– almeno sino alla rottura fra Tito e Stalin e alla normalizzazione dei rapporti fra Italia e Jugoslavia – perché era la Cortina
di Ferro, che divideva il mondo in due. Dietro quella frontiera c’erano insieme l’ignoto e il noto. L’ignoto, perché là
cominciava l’inaccessibile, sconosciuto, minaccioso impero di Stalin, il mondo dell’Est, così spesso ignorato, temuto e
disprezzato. Il noto, perché quelle terre, annesse dalla Jugoslavia alla fine della guerra, avevano fatto parte dell’Italia; ci ero
stato più volte, erano un elemento della mia esistenza. Una stessa realtà era insieme misteriosa e familiare; quando ci sono
tornato per la prima volta, è stato contemporaneamente un viaggio nel noto e nell’ignoto. Ogni viaggio implica, più o meno,
una consimile esperienza: qualcuno o qualcosa che sembrava vicino e ben conosciuto si rivela straniero e indecifrabile,
oppure un individuo, un paesaggio, una cultura che ritenevamo diversi e alieni si mostrano affini e parenti. Alle genti di una
riva quelle della riva opposta sembrano spesso barbare, pericolose e piene di pregiudizi nei confronti di chi vive sull’altra
sponda. Ma se ci si mette a girare su e giù per un ponte, mescolandosi alle persone che vi transitano e andando da una riva
all’altra fino a non sapere più bene da quale parte o in quale paese si sia, si ritrova la benevolenza per se stessi e il piacere
del mondo.
Claudio Magris è nato a Trieste nel 1939. Saggista, studioso della cultura mitteleuropea e della letteratura del
“mito asburgico”, è anche autore di testi narrativi e teatrali.
1.
Comprensione del testo
Dopo un’attenta lettura, riassumi il contenuto del testo.
2.
2.1.
2.2.
2.3.
2.4.
2.5.
3.
Analisi del testo
Soffermati sugli aspetti formali (lingua, lessico, ecc.) del testo.
Soffermati sull’idea di frontiera espressa nel testo.
Soffermati sull’idea di viaggio espressa nel testo.
Spiega l’espressione “si ritrova la benevolenza per se stessi e il piacere del mondo”.
Esponi le tue osservazioni in un commento personale di sufficiente ampiezza.
Interpretazione complessiva e approfondimenti
Proponi una interpretazione complessiva del testo proposto, facendo riferimento ad altri testi di Magris e/o di altri
autori del Novecento. Puoi fare riferimento anche a tue esperienze personali.
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Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca
TIPOLOGIA B - REDAZIONE DI UN “SAGGIO BREVE” O DI UN “ARTICOLO DI GIORNALE”
(puoi scegliere uno degli argomenti relativi ai quattro ambiti proposti)
CONSEGNE
Sviluppa l’argomento scelto o in forma di «saggio breve» o di «articolo di giornale», utilizzando, in tutto o in parte, e
nei modi che ritieni opportuni, i documenti e i dati forniti.
Se scegli la forma del «saggio breve» argomenta la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue
conoscenze ed esperienze di studio.
Premetti al saggio un titolo coerente e, se vuoi, suddividilo in paragrafi.
Se scegli la forma dell’«articolo di giornale», indica il titolo dell’articolo e il tipo di giornale sul quale pensi che
l’articolo debba essere pubblicato.
Per entrambe le forme di scrittura non superare cinque colonne di metà di foglio protocollo.
1. AMBITO ARTISTICO - LETTERARIO
ARGOMENTO: Individuo e società di massa.
DOCUMENTI
Lascia o raddoppia?, 28 marzo 1956
Renato GUTTUSO, Calciatori, 1965
Andy W ARHOL, Marilyn Monroe, 1967
«Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi. Il fascismo proponeva un
modello, reazionario e monumentale, che però restava lettera morta. Le varie culture particolari (contadine, sottoproletarie,
operaie) continuavano imperturbabili a uniformarsi ai loro antichi modelli: la repressione si limitava ad ottenere la loro
adesione a parole. Oggi, al contrario, l’adesione ai modelli imposti dal Centro, è totale e incondizionata. I modelli culturali
reali sono rinnegati. L’abiura è compiuta. Si può dunque affermare che la “tolleranza” della ideologia edonistica voluta dal
nuovo potere, è la peggiore delle repressioni della storia umana. Come si è potuta esercitare tale repressione? Attraverso due
rivoluzioni, interne all’organizzazione borghese: la rivoluzione delle infrastrutture e la rivoluzione del sistema d’informazioni.
Le strade, la motorizzazione ecc. hanno ormai strettamente unito la periferia al Centro, abolendo ogni distanza materiale. Ma
la rivoluzione del sistema d’informazioni è stata ancora più radicale e decisiva. Per mezzo della televisione, il Centro ha
assimilato a sé l’intero paese, che era così storicamente differenziato e ricco di culture originali. Ha cominciato un’opera di
omologazione distruttrice di ogni autenticità e concretezza. Ha imposto cioè – come dicevo – i suoi modelli: che sono i
modelli voluti dalla nuova industrializzazione, la quale non si accontenta più di un “uomo che consuma”, ma pretende che non
siano concepibili altre ideologie che quella del consumo. Un edonismo neo- laico, ciecamente dimentico di ogni valore
umanistico e ciecamente estraneo alle scienze umane.»
Pier Paolo PASOLINI, 9 dicembre 1973. Acculturazione e acculturazione, in Scritti corsari, Garzanti, Milano 1975
«La mattina del 15 luglio 1927 ero rimasto a casa, non ero andato come al solito all’Istituto di Chimica nella
Währingerstrasse. Nel caffé di Ober-Sankt-Veit mi misi a leggere i giornali del mattino. Sento ancora l’indignazione che mi
travolse quando presi in mano la “Reichspost” e lessi un titolo a caratteri cubitali: “Una giusta sentenza”. Nel Burgenland
c’era stata una sparatoria, alcuni operai erano rimasti uccisi. Il tribunale aveva assolto gli assassini. L’organo di stampa del
partito al governo dichiarava, o meglio strombazzava, che con quella assoluzione era stata emessa una “giusta sentenza”. Più
che l’assoluzione in quanto tale, fu proprio questo oltraggio a ogni sentimento di giustizia che esasperò enormemente gli
operai viennesi. Da tutte le zone della città i lavoratori sfilarono, in cortei compatti, fino al Palazzo di Giustizia, che già per il
nome incarnava ai loro occhi l’ingiustizia in sé. La reazione fu assolutamente spontanea, me ne accorsi più che mai dai miei
sentimenti. Inforcai la bicicletta, volai in città e mi unii a uno di questi cortei. Gli operai di Vienna, che normalmente erano
disciplinati, avevano fiducia nei loro capi del partito socialdemocratico e si dichiaravano soddisfatti del modo esemplare in cui
essi amministravano il Comune di Vienna, agirono in quel giorno senza consultare i loro capi. Quando appiccarono il
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fuoco al Palazzo di Giustizia, il borgomastro Seitz, su un automezzo dei pompieri, cercò di tagliar loro la strada alzando la
mano destra. Fu un gesto assolutamente inefficace: il Palazzo di Giustizia andò in fiamme. La polizia ebbe l’ordine di sparare,
i morti furono novanta. Sono passati cinquantatré anni, eppure sento ancora nelle ossa la febbre di quel giorno. È la cosa più
vicina a una rivoluzione che io abbia mai vissuto sulla mia pelle. […] Quel giorno tremendo, di luce abbagliante, lasciò in me
la vera immagine della massa, la massa che riempie il nostro secolo. […] Quel giorno era stato dominato dal tremendo
fragore delle urla, urla di sdegno. Erano urla micidiali, alle urla rispondevano gli spari, e le urla diventavano più forti ogni
volta che le persone colpite crollavano al suolo. […] Non molto tempo dopo, le urla si trasferirono nelle vicinanze della
Hagenberggasse. A meno di un quarto d’ora di strada dalla mia camera, a Hütteldorf, dall’altra parte della valle, si trovava il
campo sportivo del Rapid, sul quale si giocavano le partite di calcio. Nei giorni di festa vi accorreva una gran folla, che non si
lasciava sfuggire una sola partita di quella celebre squadra. Io non ci avevo mai badato gran che; il calcio non mi interessava.
Ma una delle domeniche dopo il 15 luglio, era un giorno altrettanto afoso, mentre stavo aspettando visite e tenevo aperta la
finestra, sentii, all’improvviso, le grida della massa. Pensai che fossero urla di sdegno; l’esperienza di quel giorno terribile era
ancora a tal punto radicata in me che per un attimo rimasi sgomento e cercai con lo sguardo il fuoco da cui quell’esperienza
era stata illuminata. Ma il fuoco non c’era, sotto il sole brillava la cupola dorata della chiesa dello Steinhof. Tornai in me e
mi misi a riflettere: quelle urla dovevano venire dal campo sportivo. […] Le urla di trionfo erano state causate da un goal, e
venivano dalla parte dei vincitori. Si sentì anche, e suonò ben diverso, un grido di delusione. Dalla mia finestra non potevo
vedere nulla, me l’impedivano alberi e case, la distanza era troppa, ma sentivo la massa, essa sola, come se tutto si svolgesse a
pochi passi da me. Non potevo sapere da quale parte venissero le grida. Non sapevo quali erano le squadre in campo, i loro
nomi non li avevo notati e neanche cercai di appurarli. Evitai perfino di leggere la cronaca sportiva sul giornale e, nella
settimana che seguì, non mi lasciai coinvolgere in discorsi sull’argomento. Ma durante i sei anni che trascorsi in quella stanza,
non persi occasione di ascoltare quei suoni. Vedevo la folla affluire laggiù, alla stazione della ferrovia urbana. […] Non mi è
facile descrivere la tensione con cui seguivo da lontano la partita invisibile. Non ero parte in causa perché le parti neanche le
conoscevo. Erano due masse, questo era tutto ciò che sapevo, due masse ugualmente eccitabili, che parlavano la medesima
lingua.»
Elias CANETTI, Il frutto del fuoco. Storia di una vita (1921-1931), Adelphi, Milano 2007 [ed. originale tedesca 1980]
«L’uso politico delle tecniche e dei media pone in discussione le tradizioni dell’umanesimo europeo con i suoi valori di
dignità e libertà (ristretti, certo, finora, alle élite), minacciando di introdurre nuove forme di pianificato assoggettamento
gregario. Esiste cioè il rischio di creare uomini e donne d’allevamento, procurando loro la soddisfazione, in termini
soprattutto quantitativi, di bisogni primari e secondari cui per millenni la maggior parte dell’umanità non aveva avuto
pieno e garantito accesso (cibo, sesso, divertimento). L’acclimatazione a questo sistema di potere e di cultura si paga però
con l’anestetizzazione e la banalizzazione dell’esperienza, anche a causa dell’inflazione dei desideri così scatenata e del
corrispondente bisogno di gestire le inevitabili frustrazioni. Nello stesso tempo, se esercitato in forme non oligarchiche, lo
stesso uso delle tecniche e dei media spalanca enormi potenzialità, consente a tutti di scaricare le fatiche più pesanti e
ripetitive sulle macchine, di uscire dalla morsa dei condizionamenti sociali, di far fruttare l’eredità culturale delle
generazioni precedenti (che cambia molto più rapidamente di quella biologica), di disancorarsi da ruoli fissi, di acquisire
consapevolezza, cultura e informazione su scala mondiale e di conseguire una più duratura soddisfazione.»
Remo BODEI, Destini personali. L’età della colonizzazione delle coscienze, Feltrinelli, Milano 2002
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Ora il chiarore si fa più diffuso.
Ancora chiusi gli ultimi ombrelloni.
Poi appare qualcuno che trascina
il suo gommone.
La venditrice d’erbe viene e affonda
sulla rena la sua mole, un groviglio
di vene varicose. È un monolito
diroccato dai picchi di Lunigiana.
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Quando mi parla resto senza fiato,
le sue parole sono la Verità.
Ma tra poco sarà qui il cafarnao
delle carni, dei gesti e delle barbe.
Tutti i lemuri umani avranno al collo
croci e catene. Quanta religione.
E c’è chi s’era illuso di ripetere
l’exploit di Crusoe!
Eugenio MONTALE, Sulla spiaggia, da Diario del ’71 e del ’72, Mondadori, Milano 1973
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2. AMBITO SOCIO - ECONOMICO
ARGOMENTO: Stato, mercato e democrazia.
DOCUMENTI
«Il problema centrale del capitalismo fondato sulla libera impresa in una democrazia moderna è sempre stato quello di
riuscire a bilanciare il ruolo del governo e quello del mercato. Ma, nonostante molta energia intellettuale sia stata spesa nel
tentativo di definire il campo di manovra appropriato a ciascuno di essi, l’interazione fra i due rimane una fonte di fragilità
fondamentale. In una democrazia il governo (o la banca centrale) non può semplicemente permettere che le persone
soffrano un danno collaterale per lasciare che la dura logica del mercato si esprima. […] Dobbiamo anche riconoscere che
una buona economia non può essere separata da una buona politica – e questa, forse, è la ragione per cui un tempo la teoria
economica era nota come economia politica. L’errore degli economisti è stato credere che, una volta sviluppato un forte
telaio di istituzioni all’interno di un Paese, le influenze politiche al suo interno si sarebbero stemperate e il Paese si sarebbe
emancipato per sempre da una condizione «in via di sviluppo». Ma dovremmo ora ammettere che istituzioni quali i
regolamentatori hanno influenza soltanto finché la politica è ragionevolmente ben bilanciata.»
Raghuram G. RAJAN, Terremoti finanziari, Einaudi, Torino 2012
«Tra tutte le scuse che sentiamo accampare per giustificare il mancato tentativo di mettere fine a questa depressione, c’è il
ritornello che viene ripetuto costantemente dagli apologeti dell’inazione: “Dobbiamo focalizzarci sul lungo termine, e non
sul breve”. [...] Concentrarsi unicamente sul lungo termine significa ignorare l’enorme sofferenza che sta causando l’attuale
depressione, le vite che sta distruggendo irreparabilmente mentre leggete questo libro. I nostri problemi di breve periodo –
sempre che una depressione giunta al quinto anno rientri in questa definizione – stanno intaccando anche le prospettive di
lungo termine, su diversi canali. [...] Il primo è l’effetto corrosivo della disoccupazione di lungo termine: se i lavoratori che
hanno perso il posto da tempo si considerano inoccupabili, si determina una riduzione di lungo termine nella forza lavoro
del paese, e quindi nella sua capacità produttiva. La situazione dei neolaureati costretti ad accettare dei lavori in cui non
sono necessarie le loro competenze è abbastanza simile: con il passare del tempo potrebbero ritrovarsi, quantomeno agli
occhi dei potenziali datori di lavoro, declassati a lavoratori generici, e il loro stock di competenze andrebbe definitivamente
perduto. Il secondo è il calo degli investimenti. Le imprese non spendono grosse somme per accrescere la propria capacità
produttiva […]. […] Ultimo problema, ma non certo per importanza: la (pessima) gestione della crisi economica ha
mandato in fumo i programmi finalizzati a garantire il futuro.»
Paul KRUGMAN, Fuori da questa crisi, adesso!, Garzanti, Milano 2012
«Gli americani sono arrabbiati. Sono arrabbiati con i banchieri che hanno contribuito alla crisi finanziaria, senza pagarne le
conseguenze. Sono arrabbiati per l’incapacità del sistema politico che ha incolpato i banchieri, ma non è stato in grado di
tenerli sotto controllo. Sono arrabbiati con un sistema economico che arricchisce ulteriormente i ricchi e abbandona i
poveri al loro destino. Sono arrabbiati perché l’ideale di un “governo del popolo, dal popolo e per il popolo” sembra
sparito dalla faccia della Terra. […] Fortunatamente gli Stati Uniti possiedono nel loro DNA i geni per intraprendere una
riforma. Diversamente da molti altri Paesi, gli americani condividono una grande fiducia nel potere della concorrenza che
[…] genera enormi benefici. Per sostenere il sistema abbiamo bisogno di più, e non di meno, concorrenza. A differenza di
altri Paesi in cui il populismo è sinonimo di demagogia e di dittature autocratiche, l’America ha una positiva tradizione
populista volta a proteggere gli interessi dei più deboli nei confronti del potere opprimente delle grandi imprese. Non è un
caso che le leggi antitrust siano state inventate negli Stati Uniti.»
Luigi ZINGALES, Manifesto capitalista. Una rivoluzione liberale contro un’economia corrotta, Rizzoli, Milano 2012
«Un libro fin troppo ricco di intelligenza e di provocazioni intellettuali, quello appena uscito di Giorgio Ruffolo col
contributo di Stefano Sylos Labini, Il film della crisi. La mutazione del capitalismo […]. […] La tesi centrale del libro è
che la crisi in cui sono immersi i Paesi occidentali nascerebbe dalla rottura di un compromesso storico tra capitalismo e
democrazia. La fase successiva a questa rottura – cioè quella attuale – può essere definita come l’Età del Capitalismo
Finanziario e costituisce la terza mutazione che il capitalismo ha attraversato dall’inizio del secolo precedente. La prima
fase è un’Età dei Torbidi, che si è verificata tra l’inizio del secolo e lo scoppio della seconda guerra mondiale. La
seconda fase è costituita dalla cosiddetta Età dell’Oro: un sistema di intese fra capitalismo e democrazia fondato
nell’immediato secondo dopoguerra su due accordi fondamentali, il Gatt (oggi Wto-World Trade Organization) che
riguardava la libera circolazione delle merci, cui faceva da contrappeso il controllo del movimento dei capitali, che
assicurava un largo spazio all’autonomia della politica economica. Il secondo accordo è appunto quello di Bretton
Woods, sul controllo dei cambi e le garanzie da movimenti incontrollati dei capitali, grazie all’aggancio monetario al
metallo giallo e automaticamente, di converso, al dollaro. Secondo i due saggisti, la terza
Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca
fase, con la rottura dell’Età dell’Oro, si produce con la liberazione dei movimenti dei capitali nel mondo […]. Inizia
l’Età del Capitalismo Finanziario ampiamente descritta nelle sue varie fasi e interventi, dominati dall’indebitamento
pubblico e privato alimentato dall’illusione di vivere in «un sistema nel quale i debiti non si rimborsano mai». Per i
critici la rappresentazione di questa fase del saggio si presterebbe a più di una osservazione. Mi limiterò ad indicare una
mancanza che indebolisce alla base il paradigma ruffoliano. Chi sarebbero i soggetti - Capitalismo e Democrazia - che
darebbero vita a questo scontro epocale? Chi concretamente li rappresenta? I grandi gruppi finanziari contrapposti ad una
fantomatica Democrazia? […] Ora, se è vera e convincente l’analisi della dittatura finanziaria nell’epoca delle traversie
che tendono ad allargarsi a tutti i continenti, come non cercarne le radici, anche ideologiche, nel fallimento precedente?
In particolare nel crollo dell’illusione fondante del sistema socialista di regolare l’offerta, la domanda e il livello dei
prezzi attraverso la pianificazione quinquennale totalitaria. Una idea che pervase la pratica e la teoria dei partiti che al
socialismo si rifacevano e il cui dissolversi si contaminò nel magma della globalizzazione, attraverso la libera
circolazione degli uomini e dei capitali e nella unificazione in tempo reale dei sistemi internazionali attraverso la
mondializzazione e l’informatica.»
Mario P IRANI, Il nuovo capitale, “la Repubblica” - 1° dicembre 2012
3. AMBITO STORICO - POLITICO
ARGOMENTO: Omicidi politici.
DOCUMENTI
«Il 28 giugno 1914 l’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono asburgico, e la moglie furono uccisi in un attentato
compiuto da studenti bosniaci mentre erano in visita a Sarajevo, capitale della Bosnia. Vienna attribuì la responsabilità
dell’attentato al governo serbo e gli inviò un ultimatum al quale seguì, il 28 luglio, la dichiarazione di guerra ed il
bombardamento di Belgrado. La Russia proclamò la mobilitazione generale a sostegno dello Stato balcanico; a questo atto
rispose la Germania dichiarando guerra contemporaneamente alla Russia (1 Agosto) ed alla Francia (3 agosto).»
Rosario VILLARI, Storia contemporanea, Laterza, Bari 1972
«Le elezioni si tennero nell’aprile 1924 e si svolsero all’insegna dell’intimidazione e della violenza nei confronti degli
avversari politici e di un ritorno di fiamma dello squadrismo. Ciò malgrado, i risultati non corrisposero alle speranze di
Mussolini: se il «listone» fascista ebbe la maggioranza dei voti e dei seggi, grazie al meccanismo della legge, nelle
regioni dell’Italia settentrionale e nelle grandi città operaie ottenne un numero di suffragi minore di quello delle liste
d’opposizione. La denuncia del clima di illegalità e di sopraffazione, in cui le elezioni si erano svolte, venne fatta con
grande passione e coraggio alla Camera dal deputato socialista Giacomo Matteotti il 30 maggio 1924. Pochi giorni dopo,
il 10 giugno, il coraggioso parlamentare era rapito e il 16 agosto la sua salma era ritrovata in una macchia della
campagna romana. Parve per un momento che il vuoto dovesse farsi attorno al governo, la cui complicità nell’assassinio
ben pochi mettevano in dubbio. […] Il 3 gennaio 1925 Mussolini si presentò alla Camera per assumersi tutta la
responsabilità del delitto Matteotti e per sfidarla provocatoriamente ad avvalersi della facoltà di metterlo sotto stato
d’accusa. La Camera, non accettando il guanto di sfida che le veniva lanciato, segnò praticamente la propria condanna a
morte e lo Stato liberale cessò definitivamente di esistere.»
Giuliano PROCACCI, Storia degli italiani, vol. II, Laterza, Bari 1971
«Passato nella leggenda storica come un apostolo della coesistenza, in realtà Kennedy fu il presidente che, dopo il
sostegno dato all’invasione degli esuli castristi a Cuba, pose le premesse per la trasformazione della difficile situazione del
Vietnam in una guerra terribile e per un impegno statunitense che doveva in seguito assumere proporzioni
gigantesche. […] In politica interna, nonostante i propositi espressi nell’ideologia della Nuova Frontiera, i risultati raggiunti
da Kennedy furono piuttosto modesti. Tutta una serie di misure relative all’educazione, alla riforma fiscale, alle cure
mediche per gli anziani, alle assicurazioni sociali, all’agricoltura vennero bloccate dall’opposizione repubblicana e
conservatrice. […] Kennedy agì invece con risolutezza per assicurare l’integrazione civile dei negri nel Sud (nel 1962 si
ebbero disordini razziali nel Mississippi); ma la sua impostazione era essenzialmente giuridica-formale, e ignorava il
problema sostanziale della discriminazione sociale generale a danno dei negri vigente in tutti gli Stati Uniti. Comunque, al
di là dei suoi limiti, Kennedy con la sua ideologia “progressista” aveva suscitato contro di sé una forte opposizione da parte
di conservatori, specie del Sud, e forze di Destra. E cadde vittima di queste opposizioni. Decisosi ad un viaggio in vista
delle prossime elezioni presidenziali, cui intendeva ripresentarsi, proprio nel Texas, dove le opposizioni erano più tenaci, il
22 novembre 1963 venne ucciso a Dallas in un attentato, senza che mai si accertasse o si volesse accertare chi fosse
responsabile della sua organizzazione, che trovò certamente complicità ad altissimi livelli.»
Massimo L. SALVADORI, Storia dell’età contemporanea, Loescher editore, Torino 1976
Pag. 7/7
Sessione ordinaria 2013
Prima prova scritta
Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca
«Giovedì 16 marzo 1978. Primo giorno del sequestro Moro. Alle 9.03 in via Fani a Roma, un commando delle Brigate
rosse tende un agguato al presidente della Dc, Aldo Moro, che è appena uscito di casa e sta andando alla Camera
accompagnato da cinque uomini di scorta. I brigatisti fanno strage delle guardie del corpo (Oreste Leonardi, Domenico
Ricci, Giulio Rivera, Raffaele Iozzino, l’unico che è riuscito a metter mano alla pistola, e Francesco Zizzi) poi rapiscono
Moro e si dileguano. […] Martedì 9 maggio 1978. Cinquantacinquesimo giorno del sequestro Moro. Aldo Moro è
stato ucciso. Le Brigate rosse l’hanno trucidato con una raffica al cuore: nel suo corpo almeno undici colpi d’arma da
fuoco. Il cadavere del presidente della Dc è infilato nel bagagliaio di una Renault 4 rossa parcheggiata in via
Michelangelo Caetani, una piccola strada nel cuore della vecchia Roma, a un passo da via delle Botteghe Oscure (dove c’è
la sede del Pci) e non lontano da piazza del Gesù (dove c’è quella della Dc). Il corpo, rivestito con gli stessi abiti che
indossava la mattina del 16 marzo, è rannicchiato con la testa contro la ruota di scorta, la mano sinistra sul petto,
insanguinata. L’auto è lì dal mattino: una donna ha notato tra le otto e le nove due persone, un uomo e una donna, che la
parcheggiavano. Solo dopo le 13, però, le Br telefonano a uno dei collaboratori di Moro: «Andate in via Caetani, c’è una
Renault rossa, troverete l’ultimo messaggio». Il telefono era sotto controllo, un commissario capo della Digos va subito sul
posto, e immediatamente dopo altra polizia, i carabinieri, le autorità, il ministro dell’Interno Cossiga. Per aprire l’auto
intervengono gli artificieri: si teme che i terroristi abbiano collegato alle serrature un ordigno esplosivo. La radio dà la
notizia pochi minuti dopo le 14.»
I 55 giorni del sequestro Moro, a cura di Roberto Raja, in «Corrieredellasera.it»
(http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerThread.php?threadId=moro)
4. AMBITO TECNICO - SCIENTIFICO
ARGOMENTO: La ricerca scommette sul cervello.
DOCUMENTI
«“Se vogliamo realizzare i migliori prodotti dobbiamo investire nelle migliori idee”. Con queste parole il presidente
americano Barack Obama illustra dalla Casa Bianca il lancio del progetto “Brain” ovvero una “ricerca che punta a
rivoluzionare la nostra comprensione del cervello umano”. Lo stanziamento iniziale è di 100 milioni di dollari nel bilancio
federale del 2014 e l’intento del “Brain Research through Advancing Innovative Neurotechnologies” è di aiutare i ricercatori
a trovare nuovi metodi per trattare, curare e perfino prevenire disordini cerebrali come l’Alzheimer, l’epilessia e i gravi
traumi attraverso la definizione di “fotografie dinamiche del cervello capaci di mostrare come le singole cellule cerebrali e
i complessi circuiti neurali interagiscono alla velocità del pensiero”. Tali tecnologie, spiega un documento pubblicato dalla
Casa Bianca, “apriranno nuove strade all’esplorazione delle informazioni contenute ed usate dal cervello, gettando nuova
luce sui collegamenti fra il suo funzionamento e i comportamenti umani”. L’iniziativa “Brain” (cervello) è una delle
“Grandi Sfide” che l’amministrazione Obama persegue al fine di raggiungere “ambiziosi ma realistici obiettivi per
l’avanzamento della scienza e della tecnologia” in cooperazione con aziende private, centri di ricerca universitari,
fondazioni e associazioni filantropiche al fine di assicurare agli Stati Uniti la leadership sulla frontiera della scienza nel
XXI secolo.»
Maurizio MOLINARI, Obama, 100 milioni di dollari per “mappare” il cervello, “LA STAMPA.it BLOG” – 02/04/2013
«Il cervello umano riprodotto su piattaforme informatiche, per ricostruirne il funzionamento in linguaggio elettronico.
Obiettivi: trovare una cura contro le malattie neurologiche e sviluppare computer superintelligenti. È l’iniziativa Human
brain project (Hbp), che la Commissione europea finanzierà attraverso il bando Fet (Future and emerging technologies).
Hbp è stato scelto, insieme a un’altra proposta (progetto Graphene), in una lista di 6 presentate 3 anni fa. Il
finanziamento Ue appena assegnato coprirà la fase di start up (circa 54 milioni di euro per 30 mesi), ma la durata prevista
degli studi è di 10 anni, per un investimento complessivo pari a 1,19 miliardi. Al progetto, coordinato dal
neuroscienziato Henry Markram dell’École Polytechnique Fédérale di Losanna - partecipano 87 istituti di ricerca
europei e internazionali, di cui 5 italiani […]. Il progetto […] prevede di raccogliere tutte le conoscenze scientifiche
disponibili sul cervello umano su un solo supercomputer. Mettendo insieme le informazioni che i ricercatori hanno
acquisito sul funzionamento delle molecole, dei neuroni e dei circuiti cerebrali, abbinate a quelle sui più potenti database
sviluppati grazie alle tecnologie Ict, l’obiettivo è costruire un simulatore dell’intera attività del cervello umano. Una
specie di clone hi-tech. Un modello con 100 miliardi di neuroni - precisano gli esperti - permetterebbe di studiare
possibili terapie per contrastare malattie come Alzheimer, Parkinson, epilessia e schizofrenia. Il patrimonio di dati, messi
a disposizione su piattaforme avanzate, sarà offerto agli scienziati di tutto il mondo. L’intenzione di Human Brain
Project, in pratica, è costruire l’equivalente del Cern per il cervello.»
“Il Sole 24 Ore Sanità” - 28 gennaio 2013 (http://sanita.ilsole24ore.com)
Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca
«Come che sia, abbiamo imparato più cose sul cervello e la sua attività negli ultimi cinque decenni che nei
precedenti cinque millenni, anche se alcuni, soprattutto in Italia, non se ne sono ancora accorti. Il momento
attuale è estremamente favorevole. Perché? Perché si è realizzata una convergenza pressoché miracolosa di tre
linee di ricerca sperimentali illuminate da una linea di ricerca teorica, convergenza che ha fatto germogliare
quasi all’improvviso una serie di studi e che ha prodotto una serie di risultati degni di essere raccontati. La
prima linea di ricerca è rappresentata dalla cosiddetta psicologia sperimentale. Se si vuole studiare l’essere
umano, è necessario porgere delle domande e ascoltare le relative risposte, dobbiamo insomma metterlo alla
prova. In parole povere, occorre uno studio psicologico. Il fatto è che la psicologia sperimentale è molto lenta:
per arrivare a una qualche conclusione ci vogliono decine di anni; se fosse rimasta l’unica linea di ricerca, ci
avrebbe fornito indicazioni senz’altro preziose, ma saremmo ancora lì ad aspettare. Per fortuna,
contemporaneamente si è registrata l’esplosione della biologia, soprattutto della genetica e della biologia
molecolare e, un po’ più tardi, della neurobiologia. Lo studio del sistema nervoso e, in particolare, del cervello
sono d’altra parte fondamentali per la comprensione approfondita delle facoltà mentali e psichiche. In un caso
come nell’altro, si tratta di scienze né nuove né inattese. La terza linea di ricerca, invece, non era assolutamente
attesa. È una linea relativamente nuova e come sbocciata dal nulla: un regalo del cielo o, meglio, della fisica
moderna. In inglese questo campo di ricerca si chiama brain imaging o neuroimaging, in francese si chiama
neuroimagerie, in italiano non ha ancora un nome. Qualcuno parla di neuroimmagini, ma il termine rende poco
l’idea. È comunque la più incisiva delle tre linee, quella che ha dato un vero e proprio scossone all’intero settore
di indagine e gli ha impartito un’accelerazione inusitata. Parliamo della visualizzazione dell’attività cerebrale
mediante l’uso di macchine, il cui nome è oggi a tutti familiare: tomografia ad emissione di positroni (PET),
risonanza magnetica nucleare e funzionale (RMN e fMRI). Queste tecniche strumentali permettono di guardare
dentro la testa di un essere umano vivo e vegeto, mentre esegue un compito.»
Edoardo BONCINELLI, La vita della nostra mente, Editori Laterza, Roma-Bari 2011
«Forme di organizzazione centralizzata della ricerca, anche piuttosto complesse, sono note almeno dalla seconda
metà del Diciannovesimo secolo. Il modello odierno di organizzazione e finanziamento della ricerca scientifica,
caratterizzato dall’impegno diretto dello Stato, dalla pianificazione generale dell’impresa scientifica in funzione
delle esigenze nazionali e dallo sviluppo della cooperazione internazionale, si definisce però nel periodo a cavallo
delle guerre mondiali, per trovare una diffusione amplissima nel secondo dopoguerra. Nei successivi decenni, la
complessità crescente dei bisogni della società e lo sviluppo della ricerca hanno comportato una ridefinizione
del modello organizzativo basato sul ruolo centrale dello Stato, aprendo all’ingresso di nuovi soggetti, come le
industrie private e le associazioni dei pazienti.»
Fabio DE SIO, Organizzazione e finanziamento della ricerca, in RIZZOLI LAROUSSE, Novecento.
La grande storia della civiltà europea, Federico Motta Editore, Milano 2008
TIPOLOGIA C - TEMA DI ARGOMENTO STORICO
In economia internazionale l’acronimo BRICS indica oggi i seguenti Paesi considerati in una fase di
significativo sviluppo economico: Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica.
Premesse le profonde differenze intercorrenti fra le storie di ciascuno di tali Paesi, il candidato illustri gli
aspetti più rilevanti della vicenda politica di due di essi nel corso del ventesimo secolo.
TIPOLOGIA D - TEMA DI ORDINE GENERALE
Fritjof Capra (La rete della vita, Rizzoli, Milano 1997) afferma: «Tutti gli organismi macroscopici, compresi
noi stessi, sono prove viventi del fatto che le pratiche distruttive a lungo andare falliscono. Alla fine gli
aggressori distruggono sempre se stessi, lasciando il posto ad altri individui che sanno come cooperare e
progredire. La vita non è quindi solo una lotta di competizione, ma anche un trionfo di cooperazione e
creatività. Di fatto, dalla creazione delle prime cellule nucleate, l’evoluzione ha proceduto attraverso accordi di
cooperazione e di coevoluzione sempre più intricati».
Il candidato interpreti questa affermazione alla luce dei suoi studi e delle sue esperienze
di vita.
Durata massima della prova: 6 ore.
È consentito soltanto l’uso del dizionario italiano.
È consentito l’uso del dizionario bilingue (italiano-lingua del paese di provenienza) per i candidati di madrelingua
non italiana. Non è consentito lasciare l’Istituto prima che siano trascorse 3 ore dalla dettatura del tema.
MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, UNIVERSITA' E RICERCA
ISTITUTO PROFESSIONALE DI STATO PER L’INDUSTRIA E L’ARTIGIANATO
“GIACOMO CECONI”
Via Manzoni n. 6 - 33100 UDINE - Tel. Uffici 0432/502241 - 508312 - Fax 0432/510685 C.F. 80011650308
E-mail: [email protected]
CORSO SERALE TSS
A.S. 2013/2014
PRIMA SIMULAZIONE DI SECONDA PROVA: PSICOLOGIA GENERALE E APPLICATA
Cl. 5^A e 5^ B TSS
28 febbraio 2014
Il candidato sviluppi a scelta uno dei seguenti temi
TRACCIA 1
Le norme ideali di pensiero e comportamento vengono definite dalla società di
appartenenza ed è estremamente difficile definire i criteri che portano a distinguere
nettamente gli atteggiamenti “normali” da quelli atipici.
Il candidato elabori una riflessione su questa affermazione, ponendo in evidenza:
I diversi modi di concepire la malattia mentale che si sono succeduti nel tempo
le caratteristiche del disagio psichico;
alcune modalità di approccio terapeutico ed i servizi rivolti ai soggetti con disagio
psichico attivati con la L. 180.
TRACCIA 2
La costruzione della propria personalità è un percorso lungo e complesso, nel quale
l’ambiente ha una influenza basilare che può promuoverlo od ostacolarlo.
Alla luce di questa riflessione il candidato:
individui le tappe fondamentali di questo processo, con particolare riferimento alla
prima infanzia e al ruolo delle figure genitoriali, anche con opportuni riferimenti
agli autori studiati.
elenchi alcune situazioni che possono essere di ostacolo o risultare dannose in questo
processo, e quali interventi sono attivabili a livello di prevenzione.
MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, UNIVERSITA' E RICERCA
ISTITUTO PROFESSIONALE DI STATO PER L’INDUSTRIA E L’ARTIGIANATO
“GIACOMO CECONI”
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CORSO SERALE TSS
A.S. 2013/2014
PRIMA SIMULAZIONE DI SECONDA PROVA: PSICOLOGIA GENERALE E APPLICATA
Cl. 5^A e 5^ B TSS
2 maggio’ 2014
Il candidato sviluppi a scelta uno dei seguenti temi
TRACCIA 1
L’adolescenza è una fase della vita complessa in cui i cambiamenti e le
trasformazioni rendono fragile l’individuo che deve ricostruire una propria immagine
di sé e acquisire un nuovo ruolo all’interno della società. In questo periodo il disagio
è piuttosto “fisiologico”, ma quando l’adolescente non è in grado di sopportarlo e
superarlo, esso può degenerare dando luogo a comportamenti rischiosi per la propria
salute.
Il candidato rifletta sulla condizione adolescenziale e sulle sue difficoltà
evidenziando:
quali sono i cambiamenti e i “compiti evolutivi” che caratterizzano l’adolescenza
quali comportamenti a rischio l’adolescente può assumere nel tentativo di
contenere il proprio disagio e le più frequenti patologie che insorgono
prevalentemente in questa fase della vita anche in conseguenza di eventi
ambientali scatenanti
quali fattori possono facilitare o ostacolare il superamento positivo di questa fase.
TRACCIA 2
L’approccio olistico alla persona identifica nel gruppo uno degli elementi
fondamebatali per la costruzione della personalità.
Il candidato, partendo dal confronto tra individuo e collettività, operi una riflessione
ponendo in evidenza:
elementi determinanti per la classificazione dei gruppi e principali dinamiche in essi
presenti
varie tipologie di gruppo studiate efficacia dell’intervento preventivo o terapeutico in
“setting” di gruppo
Name:
Class:
1^ simulazione
INGLESE
Date:
1. Regular physical exercise
a. contributes to a sense of tiredness;
b. contributes to a sense of well-being;
c. is good at any age but only if you are able-bodied;
d. protects against ageing.
2.Complications of Duchenne muscular dystrophy include
chromosomes and cardiomyopathy disorders.
respiratory and genetic disorders
cardiomyopathy and respiratory disorders.
cardiomyopathy and genetic disorders.
3. The main risks factors for stroke are:
34. hypertension, diabetes, low blood cholesterol levels, family history and stress.
35. Old age, low educational level.
36. smoking, diabetes, high-blood pressure, hyperlipidaemia and heart disease.
37. smoking, diabetes, low-blood pressure, hyperlipidaemia and heart disease.
4. As we get older
a. we need a lot of fried, salty and sugary food to stay young and fit.
b.we need a lot of eggs, to keep our bones strong and prevent osteoporosis.
c. we need a lot of calcium to keep our bones strong and prevent osteoporosis.
d. we need a lot of calcium to keep our muscles elastic and stay young.
5. Symptoms of Cerebral Palsy:
a. include convulsions, muscle spasms and loss of consciousness.
b. do not include difficulty maintaining balance, walking and fine motor tasks.
c. include difficulty maintaining balance, walking and fine motor tasks.
d. include facility maintaining balance, walking and fine motor tasks.
Answer the following questions:
•
Define heart attack, its main symptoms and treatments.
................................................................................................................................................
................................................................................................................................................
................................................................................................................................................
................................................................................................................................................
................................................................................................................................................
................................................................................................................................................
................................................................................................................................................
................................................................................................................................................
7. What are elderly people’s typical ailments? Describe one of them and suggest the
kind of treatment.
…........................................................................................................................
...........................................................................................................................
...........................................................................................................................
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Nome
Cognome
11\03\2014
SIMULAZIONE TERZA PROVA
MATERIA: MATEMATICA
CLASSE 5^A-B TSS SERALE
Una ed una sola delle quattro risposte è esatta. Indicarla con una crocetta.
1)
Il dominio della funzione y = log 3 ( 2 + x ) è
(−∞, 2)
(2; +∞)
(−2; +∞)
Nessuna delle precedenti risposte è corretta
2) La funzione y =
x +1
è positiva per
3− x
a. -1 < x < 3
b. -1 < x < -3
c. x <-1 ; x >3
d. Nessuna delle precedenti risposte è corretta
3) Il limite
a.
b.
c.
d.
2 x − 3x 4 − 7
vale
lim
3x
x →−∞
0
−∞
+∞
Nessuna delle precedenti risposte è corretta
x
38. La funzione y = 2 − 32 interseca l’asse x in
a. O ( 0 ; 0 )
b. (+5 ; 0)
c. (-5 ; 0)
d. Nessuna delle precedenti risposte è corretta
x3 − 8
5) In quanti punti la funzione y =
incontra l’asse y ?
3x
in tre punti
in due punti
in un punto
in nessun punto
E' consentito l'uso della calcolatrice scientifica non programmabile.
Ogni risposta corretta vale un punto. Le risposte sbagliate o non date valgono zero punti
…..../15
Rispondere ai seguenti quesiti
Calcolare il valore del seguente limite
x2 − 1
lim
2
x →1 x + x − 2
Determinare le intersezioni tra l’asse x e la funzione y =
…..../15
x3 − 4 x2
2x − 8
TOTALE
…..../15
…........../15
ALUNNO
DATA
I^ simulazione di III^ prova
DIRITTO ED ECONOMIA
•
L’attività organizzata dell’imprenditore é:
l’azienda
l’industria
la ditta
l’impresa.
•
L’organo di controllo di una società di capitali é:
il collegio sindacale
l’assemblea dei soci
il consiglio di amministrazione
tutti i soci
•
Nella Spa. la misura della partecipazione al capitale sociale è espressa in:
azioni
obbligazioni
quote
obbligazioni convertibili
•
Il segno distintivo che contraddistingue l’imprenditore individuale è:
il marchio
l’insegna
la ditta
l’avviamento
•
Amministrare significa:
poter esprimere all’esterno la volontà dei soci
porre in essere atti di gestione
è un compito dell’assemblea dei soci delle società di capitali
comporta l’uso del nome della società
Esponga in modo organico le sue conoscenze sulla figura dell’imprenditore
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Illustri le sue conoscenze sulle Società per azioni
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voto complessivo max 15
domande a scelta multipla max 1 punto
domande aperte max 5 punti
Cognome _________________________
Nome ____________________________
TECNICA AMMINISTRATIVA
La funzione finanza riguarda:
i fatti interni di gestione
le operazioni di produzione diretta
le operazioni che interessano soltanto il capitale proprio
i fatti esterni di gestione
Rappresenta un debito di finanziamento a breve termine:
un debito verso fornitori a 30 giorni
un debito verso fornitori a 150 giorni
un mutuo da rimborsare tra dieci anni
un prestito bancario a due mesi
Un ricavo si ricollega a una operazione di:
investimento
disinvestimento
finanziamento
trasformazione tecnico-economica
Il criterio di valutazione del costo risponde al principio contabile:
della prudenza
della competenza economica
della costanza
della continuità aziendale
I costi d’impianto sono:
sostenuti per l’acquisto di impianti
una immobilizzazione materiale
costi d’esercizio
costi pluriennali
Che cosa sono i principi contabili? Perché sono importanti?
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Che cosa si intende per patrimonio aziendale? Come si può rappresentare?
…………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………
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…………………………………………………………………………………………………
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Name:
Class:
2^ simulazione
INGLESE
Date:
Phobic individuals
always fear very dangerous objects or situations.
do not fear very dangerous objects or situations.
sometimes fear very dangerous objects or situations.
Often fear very dangerous objects or situations.
Panic attacks are
39. periods of intense fear with sweating, nausea and shortness of breath.
40. periods of intense fear with weakness, decreased vision and loss of sensation.
41. not periods of intense fear with sweating, nausea and shortness of breath.
42. periods of intense fear with sweating, nausea and never shortness of breath.
People affected by
11. obsessive-compulsive disorders relieve stress with anxiety.
12. obsessive-compulsive disorders relieve anxiety with behaviours or mental acts
13. obsessive-compulsive disorders don’t relieve anxiety with behaviours or mental acts.
14. obsessive-compulsive disorders relieve anxiety with stress.
What’s Alzheimer?
a. It is a disease which affects every part of the brain.
b. It is a disease which affects the heart.
c. It is a disease which affects the part of the brain that is involved in movements
d. It is a disease which affects the brain and its intellectual functions
Examples of aerobic exercises for elderly people are:
a. walking, swimming, climbing and dancing.
b. walking, skiing, climbing and dancing.
c. walking, swimming, cycling, dancing.
d. running, swimming, cycling, dancing.
6. Define phobias and describe the types studied.
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7. Define an obsessive-compulsive disorder and explain it giving an example of a
case study
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Nome
Cognome
04\04\2014
SIMULAZIONE TERZA PROVA
MATERIA: MATEMATICA
CLASSE 5^A-B TSS SERALE
Una ed una sola delle quattro risposte è esatta. Indicarla con una crocetta.
1) Il dominio della funzione y =
1
2x
è
1
1
43. (−∞; − ) ∪ (− ; +∞)
2
2
1
1
44. (−∞; ) ∪ ( ; +∞)
2
2
45. ( −∞;0) ∪ (0; +∞ )
46. Nessuna delle precedenti risposte è corretta
2) La funzione y =
a. 1 < x < 2
log 2 ( x − 1)
è positiva per
b. x < 2
c. x >2
d. Nessuna delle precedenti risposte è corretta
3) Quale delle seguenti scritture rappresenta una forma indeterminata?
0
0
7
0
0
7
+∞ ⋅ (+∞)
4) La funzione
y = 3 x + 27
interseca l’asse y in
a) O ( 0 ; 0 )
b) (0 ; 3 )
c) (0 ; 9)
d) Nessuna delle precedenti risposte è corretta
5) Il limite
x 2 − 6 x − 40
x →−∞
x3 + 16 x
lim
vale
+∞
−∞
0
Nessuna delle precedenti risposte è corretta
….........../5
Rispondere ai seguenti quesiti
x2 + 9
Determinare gli eventuali asintoti orizzontali e verticali della funzione y = 2
x − 4x
x2 + x +1
Determinare le intersezioni tra gli assi cartesiani e la funzione y =
x2 + 9
….........../5
….........../5
Tot …........../15
ALUNNO ____________________
DATA ___________
II^ simulazione di III^ prova
DIRITTO ED ECONOMIA
voto complessivo max 15
Indica la risposta o le risposte corrette (punti 1.00 x 5 = 5.00)
15. Il segno distintivo che contraddistingue il prodotto è:
•
•
•
•
il marchio
l’insegna
la ditta
l’avviamento
16. Rappresentare significa:
•
•
•
•
poter esprimere all’esterno la volontà dei soci
porre in essere atti di gestione
è un compito dell’assemblea dei soci delle società di capitali
è un compito del collegio sindacale
17. In base alle dimensioni organizzative dell’impresa il codice distingue tra:
•
•
•
•
imprenditori piccoli, medi e grandi
piccoli imprenditori e imprenditori non piccoli
imprenditori piccoli e imprenditori familiari
imprenditori familiari, artigiani, piccoli commercianti e coltivatori diretti
18. Hanno autonomia patrimoniale perfetta:
•
•
•
•
le associazioni
le società semplici
le società a responsabilità limitata
le società in nome collettivo
19. L’iscrizione di una S.p.A. nel registro delle imprese ha funzione di:
•
•
•
•
pubblica notizia
pubblicità costitutiva
pubblicità dichiarativa
pubblicità affermativa
• Definito l’imprenditore commerciale non piccolo, ne illustri lo statuto . (max punti 5)
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•
Illustri, in modo organico, le sue conoscenze sulle società. (max punti 5)
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SIMULAZIONE TERZA PROVA – CULTURA MEDICO SANITARIA
1. La sindrome autistica : eziologia, quadro clinico, possibilità terapeutiche:
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2. Il candidato definisca il Ritardo Mentale con le sue classificazioni:
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Con il termine pseudoinsufficienza mentale si intende:
Un ritardo transitorio e reversibile dello sviluppo intellettivo dovuto a cause ambientali e
deficit di carattere fisico.
Un deterioramento dell’intelligenza dovuto a cause organiche.
Un deficit dell’intelligenza congenito o acquisito precocemente dovuto a danni cerebrali di
tipo anatomico e/o metabolico.
Un’alterazione transitoria della personalità dovuta a stress psico-fisico.
Cosa sono le malattie iatrogene:
Malattie invalidanti a decorso progressivo e irreversibile.
Malattie relative ai processi di invecchiamento.
Malattie dovute a trattamenti medici.
Malattie psicologiche che interessano la senescenza.
Gli eventi morfologico funzionali che il processo d’invecchiamento determina
sull’organismo comprendono:
47. Diminuzione della vascolarizzazione capillare e della pressione arteriosa.
48. Aumento dell’elasticità dei tessuti.
49. Aumento della velocità di riproduzione cellulare.
50. Diminuzione, in peso e funzioni, dei principali organi.
L’invecchiamento è un processo biologico in rapporto al passare del tempo che:
e.
f.
g.
h.
è condizionato al 70%da fattori genetici, il 30% da stili di vita scorretti
è condizionato al 30%da fattori genetici, il 70% da stili di vita scorretti
è armonico, per cui tutti gli organi hanno la stessa riduzione funzionale.
è determinato al 100% da stili di vita scorretti.
L’individuo anziano:
m. si adatta bene alle modificazioni dell’ambiente esterno grazie all’esperienza.
n. perde progressivamente le capacità di adattamento all’ambiente per
esaurimento delle riserve funzionali.
o. reagisce alle sollecitazioni ambientali sfruttando le riserve funzionali di organi ed
apparati.
p. perde progressivamente le capacità di adattamento all’ambiente perché manca
di motivazioni.
I.P.S.I.A “G. CECONI”
Anno scolastico 2013/2014
Corso serale TSS
CRITERI UTILIZZATI PER LA CORREZIONE
DELLA PRIMA PROVA SCRITTA D'ESAME
Tipologia:......................................
CRITERI
PUNTEGGIO
MAX
Pertinenza e
completezza dei
contenuti
Correttezza
espositiva e
organizzazione
testuale
Sviluppo lineare
e coerente del
discorso
Capacità
elaborative,
critiche ed
argomentative
PUNTEGGIO
CONSEGUITO
Data.........................
Candidato:............................................................................
LIVELLI
scarsa
4
3
buona
4
3
1
2,5
discreta
3
buona
4
1
PUNTEGGIO
ASSEGNATO
2
\ 2
accettabile
carente
4
1 \
accettabile
scarsa
4
PUNTEGGIO
\ 2
accettabile
2,5
discreto
3
buono
4
scarse
1
accettabili
2
buone
3
/15
L'insegnante …......................................
MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, UNIVERSITA' E RICERCA
ISTITUTO PROFESSIONALE DI STATO PER L’INDUSTRIA E L’ARTIGIANATO
“GIACOMO CECONI”
Via Manzoni n. 6 - 33100 UDINE - Tel. Uffici 0432/502241 - 508312 - Fax 0432/510685 C.F. 80011650308
E-mail: [email protected]
CORSO SERALE TSS
A.S. 2013/2014
Criteri per la valutazione della seconda prova scritta: Psicologia Generale e Applicata
PARAMETRI
Conoscenze dei contenuti e
loro applicazione
Lessico specifico ed efficacia
argomentativa
Capacità di analisi e
rielaborazione
INDICATORI
Conoscenze frammentarie
PUNTEGGIO
Conoscenze limitate e con
qualche lacuna
Conoscenze essenziali e
accettabili, eventuale presenza
di alcuni errori o imprecisioni
Conoscenze sufficientemente
accurate
Conoscenze complete,
approfondite ed ampliate
Linguaggio specifico non
sempre corretto ed appropriato,
svolgimento confuso
Linguaggio specifico
sostanzialmente corretto,
esposizione semplice o
eventuale presenza di lievi
difficoltà espositive
Linguaggio appropriato,
svolgimento logico ed organico
Analisi poco pertinente alle
richieste, o superficiale ed
incompleta
Analisi semplice degli aspetti
fondamentali dell'argomento
Analisi approfondita,
rielaborazione autonoma
4-5
CANDIDATO/A……………………………………..
2-3
6-7
8
9
1
2
3
1
2
3
Punteggio…………../15
Griglia di valutazione della Terza Prova
Punteggio massimo: 15 punti.
5 punti per ogni domanda aperta
Punteggio:
5. risposta corretta, completa nei contenuti, sintesi efficace, uso appropriato
della terminologia specifica.
4. risposta corretta, parzialmente completa, uso appropriato della
terminologia specifica.
3. risposta corretta ma incompleta , uso della terminologia non
sempre corretto.
2. risposta non pienamente corretta, incompleta, uso della terminologia
non sempre corretto.
1-0. risposta non corretta sia nei contenuti che nell’utilizzo dei linguaggi
specifici.
0 nessuna risposta
1 punto per ogni scelta multipla
Punteggio: 1 risposta corretta.
0 nessuna risposta o risposta errata.
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Documento del 15 maggio della classe 5°ASS serale