Aut.ne Tribunale Livorno n° 683 del 02/03/2005 - Spediz. in abb. postale: D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, DCB LIVORNO
Novembre 2013
Anno XIII - n° 138
L’Editoriale
di Enrico Dello Sbarba
Berlusconi,
Renzi?
No parliamo
di Olivetti!
No, in questo nostro editoriale
non parleremo delle pallide vicende giuidiziarie di Silvio Berlusconi nè sottolineare il comprensibile dramma che stanno
vivendo i suoi “aficinados” ed
in particolare lo stato d’animo
delle “pie donne”di fronte alla
terrificante prospettiva di perdere “il loro santo protettore”. Ma
nemmeno vogliamo parlare di
Matteo Renzi -l’enfant prodige
della politica italiana- (dei taumaturghi ho sempre diffidato):
un’esplosione, quella del Sindaco di Firenze, legata indubbiamente alle sue potenziali capacità ma anche alla sua “travolgente ed avvolgente oratoria”.
Solo per inciso non ci sembra che
la battuta di Massimo D’Alema
“con quella bocca può dire quello che vuole” (si riferiva a Virna
Lisi), sia completamente fuori
luogo.
Mentre il Cavaliere è ormai avviato, ineluttabilmente, sul viale del tramonto, vogliamo sinceramente augurarci che “le mes
segue a pag. 2
Un articolo dell’On. Ivo Butini
Il biancofiore
tra le due rose
“Il cattolicesimo ha bisogno che in politica
vi sia una leadership anche cattolica e, quindi, che vi siano leader cattolici. Gli autentici leader non si formano quasi mai in laboratorio o a scuola. La loro palestra è la competizione o la lotta politica, l’esperienza del
confronto e della contesa”. Parole di Lorenzo Ornaghi, già rettore dell’Università
cattolica di Milano e ministro del governo
Monti.
Un bel passo avanti perché sposta l’attenzione dal generico auspicio d’una nuova
generazione di cattolici in politica alla esigenza di nuovi leader perché dopo la DC
non ci sono stati in Italia leader politici cattolici, in un clima inquinato dall’assurda
pregiudiziale contro la loro unità politica. Il
problema è urgente se si tiene presente un
giudizio di Ernesto Galli della Loggia. Per
lui, l’Italia non sta precipitando nell’abisso, più semplicemente si sta perdendo, sta
lentamente “liquefacendosi”. Il problema è
nuovo nella nostra storia unitaria perché si
rischia il collasso dell’anima nazionale.
Lunedì 18 Novembre - h. 17,30
c/o il Circolo IlCentro - Via Trieste 7
incontro con
Valter Nebbiai,
Assessore al Bilancio
sul tema
Costruire il futuro
guardando
al passato
In questo momento ci sono due bravi cattolici alla testa del governo, Letta e Alfano.
Militano in due partiti diversi, antagonisti
da sempre nella seconda repubblica.
Marco Follini fu un giovane democristiano,
per diventare poi Segretario di due partiti
diversi, prima nel 2001, dopo nel 2002. Fu
Vice-Presidente del Consiglio nel 2004.
In un recente convegno della “Fondazione
Nuovo Millennio per una nuova Italia”, ha
lanciato un appello per fare uscire l’Italia
dalla palude (dove sta disfacendosi).
Dice il cattolico Follini che nel PdL sono
alle prese con una successione dinastica,
segue a pag. 2
Martedì 12 Novembre - h. 17,15
c/o Sala Consiliare della Provincia
presentazione del libro:
L’imperatore,
il re del mondo,
il cavaliere.
di Franco Cardini
Introduzione
Enrico Dello Sbarba
Presidente Circ. Cult. Il Centro
Saluto
Giorgio Kutufà
Presidente della Provincia
Relatore
Massimo Lucchesi
Giornalista Rai3
SARÀ PRESENTE L’AUTORE
2
Politica
dalla prima pagina
Berlusconi, Renzi?
No, parliamo
di Olivetti
sianiche attese” che circondano la scesa in campo di Matteo Renzi siano avvalorate dalla concretezza dei fatti. La
situazione del paese è così drammatica
che sarebbe necessaria una squadra di
governo solida e compatta diretta da
un leader capace e competente che può
essere benissimo Matteo Renzi ma senza la pretesa di essere l’uomo solo al
comando che, d’amblè, pretenda di risolvere, da solo, i gravissimi problemi
del paese.
Oggi, in questo sconcertante quadro politico che l’Italia offre al mondo, deve
essere confermata piena fiducia nell’opera difficile ma essenziale del Presidente Enrico Letta chiamato a dirigere questo paese le cui fondamenta morali, sociali e politiche sono seriamente
compromesse.
E’ sperabile che gesti irresponsabili non
costringono questo governo alla resa
perchè, se ciò accadesse, il paese poPeriodico mensile
del Circolo Culturale
Aut.ne Tribunale Livorno n° 683 del 2/3/2005
Redazione ed Amministrazione:
Via Trieste 7, tel. 0586/427137 - Livorno
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Massimo Cappelli,
Laura Conforti Benvenuti
Alberto Conti, Salvatore D’Angelo,
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Marisa Speranza, Franco Spugnesi.
Hanno collaborato a questo numero:
Cristina Battaglini, Marcello Battini,
Jacopo Bertocchi, Ivo Butini, Massimo Cappelli, Laura Conforti Benvenuti, Nicola Graziani, Vincenzo
Greco, Luca Lischi, Mario Lorenzini, Silvia Menicagli, Angelo Roma,
Andrea Sargenti, Marisa Speranza,
Franco Spugnesi.
STAMPA: Editrice «Il Quadrifoglio»,
Via Pisacane 7, tel. 0586/814033 - Livorno
Giornale chiuso in tipografia il 5/11/2013
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trebbe precipitare in una crisi incontenibile mettendo a repentaglio anche la
sopravvivenza democratica: il populismo anarchico del Movimento 5Stelle,
guidato dal comico miliardario, può
costituire un primo pericoloso messaggio premonitore.
Ed allora, dopo questa apertura, lunedì
28 e martedì 29 ottobre abbiamo assistito su Rai1alla fiction dedicata ad
Adriano Olivetti la cui avventura umana, spirituale, economica ed industriale ha rappresentato un riferimento obbligato nella rinascita dell’Italia dopo
la terrificante guerra fascista.
Olivetti non è stato una gloriosa eccezione in una storia economica italiana
diversa e non è stato nemmeno un eroe o
un cavaliere solitario.
Appartiene Olivetti a quella scuola di
pensiero che ha avuto come indiscusso
alfiere Alcide De Gasperi che fu “l’ispiratore profetico” della grande rinascita di questo nostro paese.
Adriano Olivetti ha saputo coniugare il
messaggio di De Gasperi essendo riuscito a dimostrare che l’impresa può essere contemporaneamente un riferimento importante nella innovazione tecnologica e nello sviluppo economica allorchè si lega, in maniera indissolubile
ed intelligente, con la comunità che le
gravita intorno: un connubio in grado
di garantire il giusto profitto con l’adozione di una politica sociale che sappia
affrontare, in maniera dinamica, lo sviluppo dell’intero paese.
Le prerogative che hanno caratterizzato le strategie di Olivetti li ritroviamo
nel ruolo di assoluto protagonista di
Enrico Mattei con l’ENI e di Valletta con
la FIAT di allora: tutti e tre costituirono, insieme ad altri illuminati capitani
di industria, l’architrave della rinascita e della collocazione dell’Italia tra le
sei nazioni più importanti del mondo.
Purtroppo, sia Olivetti nel 1960 che
Mattei nel 1962 scomparvero troppo
presto ma seppero assolvere egualmente un compito importante, quello di praticare un’economia di mercato che non
fosse quella capitalistica che si stava affermando negli Stati Uniti nè quella collettivistica della Russia sovietica.
La loro fu semplicemente l’attuazione
dell’economia italiana legittima continuatrice dell’economia dei Comuni, dell’Umanesimo civile, del senso comune
della cooperazione tra le diverse classi
sociali.
Oggi questo patrimonio di valore inestimabile è andato perduto e la grande
maggioranza della imprenditoria italiana, in costante e drammatica dissoluzione, rappresenta solo una pallida imitazione, a volte addirittura una caricatura, di quel gruppo di grandi imprenditori che contribuirono al decollo economico e sociale dell’Italia degli anni sessanta.
La crisi che sta vivendo il nostro paese,
in questo contesto così grave, rappresenta anche una esatta ed inquietante fotografia della perdita di quei valori e di
quei principi di solidarietà che sono stati
spazzati via dalla società dei consumi.
Vogliamo ancora augurarci e sperare
che l’Italia possa uscire dal deserto in
cui è precipitata: ciò potrà accadere solo
se riuscirà a ricordare ed a seguire il
valore delle “esistenze e dell’insegnamento” dei suoi patriarchi: Olivetti,
Mattei ed anche Valletta.
La storia, malgrado tutto, non torna indietro, forse sussistano ancora le condizioni per invertire la rotta purchè si riesca a creare una perfetta simbiosi tra
classi sociali e classe politica: difficile
ma non ci è permesso di non sperare!
Il biancofiore
tra le due rose
mentre nel PD c’è una guerra di successione che ricorda la guerra delle due rose. Un
richiamo che ha suggestioni sinistre. La guerra delle due rose fu una guerra civile inglese
del XV secolo. Fu una guerra per la successione al trono tra la famiglia di Lancaster (la
rosa rossa) e quella di York (la rosa bianca).
Fu una guerra di nobili, di baroni, dei loro
amici e dei loro vassalli, sembra con poco
interesse popolare. Vinsero i Lancaster e la
rosa rossa. Come sarebbe ragionevole oggi
nel PD, in Italia. A meno che nel PD, a forza
di cambiare nome, dirigenti e leader, non si
ritrovino a essere il nuovo partito del biancofiore (che in Italia non fu la rosa, né fu
della sinistra).
In Germania, il grande Helmut Kohl uscì di
scena nel 1998, tra scandali finanziari. Dopo
la breve parentesi di Wolfgang Schaüble fu
sostituito da Angela Merkel, la ragazza venuta dall’Est, cristiana protestante, con due
partiti d’ispirazione cristiana nel suo Paese.
In Italia è uscito di scena anche l’onorevole
Antonio Di Pietro, che fu pure ministro e
pure fondatore d’un partito.
Il cattolicesimo politico in Italia, o quel che
ne resta, non ha bisogno di “singoli”, ma di
un “insieme”. E’ vero che i tempi sono cambiati. Purtroppo però politicamente in peggio. E occorre provvedere.
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Politica
3
Perché non possiamo
rinunciare alla Rai
di Nicola Graziani
Annunciando che la crisi “è praticamente finita, perché ne stiamo uscendo”, il ministro dell’economia Saccomanni ha fatto capire che il governo
non disdegnerebbe, comunque, di
dare un nuova passata di privatizzazioni. Come quelle degli anni ’90, per
intenderci, che fecero cassa ma a costo di indebolire – lo si ammetta – il
sistema paese. È difficile immaginare
che l’Italia uscì da quel giro di cessioni più pronta di prima ad affrontare le
sfide della globalizzazione incipiente.
Semmai, fu vero il contrario.
Ora lo schema rischia di ripetersi, ad
un ciclo economico di distanza.
Con la sola differenza che la crisi attuale è ben più seria che non vent’anni fa, e che la linea d’argento all’orizzonte (ci dispiace contraddire il ministro) ancora non si vede.
Non si vedono pertanto i motivi per
cui dovremmo insistere sugli errori
passati. La Francia, ad esempio, i gioielli di famiglia si è ben guardata dal
mollarli, ed ora il pubblico francese si
affaccia da queste parti a fare shopping. Come nemmeno il più capace e
aggressivo imprenditore privato saprebbe fare. Noi, invece, ci stiamo
svendendo anche l’Alitalia.
Tra tutti i gioielli di famiglia, però, ce
Logo nuovo e vecchio della Rai
n’è uno che a nostro parere dovrebbe
essere particolarmente intoccabile. È
la Rai. La vecchia, scalcagnata e un
po’ meretrice Radiotelevisione che
sembra essere stata messa direttamente nell’occhio del mirino dei privatizzatori in ansia da prestazione di raddrizzamento di bilancio.
La Rai è e resta l’unico strumento –
sottolineiamo: l’unico – in grado ancora adesso di produrre quella cultura medio-alta ad alto tasso di divulgazione di cui il Paese ha sentito tanto
la mancanza in quest’era berlusconiana che, pur agonizzando, fatica tanto
a lasciarci. È in grado, se
ben indirizzata, a produrre anche discreta informazione e, soprattutto, di
creare, piuttosto che non di subire, ed
imporre interessi e riflessioni.
Una prova? Si guardi al flop di Miss
Italia, passata dalla Rai a La7.
Quando era la prima a dedicarle una
settimana intera di palinsesti, ascolti
alle stelle e rintontimento nazionale
dietro problemi vari di Lato B. Quest’anno indifferenza come nemmeno
ve n’era per Miss Padania di bossiana memoria.
Un caso che deve far riflettere. Sul destino della Rai, ma anche su quello del
Paese. Un paese che ha bisogno, ora
come non mai, di tornare a pensare e
produrre cultura per tutti i livelli della
società, dopo cinque lustri di sonno
della ragione. Il premier Letta farebbe
bene a riflettere che il rilancio del servizio pubblico non passa necessariamente per una mera operazione di bilancio.
4
Politica
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Lettera aperta
al Presidente della Regione
del Prof. Marcello Battini
Ho partecipato all’incontro del Presidente della Regione Toscana con la città, tenutosi nel salone delle Corallaie il giorno
19 ottobre ’13. Qui di seguito, intendo
commentare quanto il Presidente ha dichiarato, non tanto per singoli punti, piuttosto nel loro complesso e da un punto di
vista strategico. Mi piace, per scelta personale, partire dalla questione della “Povertà” che è una priorità anche per il Presidente Enrico Rossi. A mio avviso (ma è
presumibile, da quanto ho ascoltato, che
il Presidente Rossi condivida ampiamente queste mie riflessioni), la fascia di povertà è destinata ad aumentare nel breve
e medio periodo e richiederà mezzi finanziari notevoli e crescenti. La lotta contro
la povertà deve essere condotta con finalità d’inclusione sociale “hai fame? Ho
per te del pane ed una lenza”, non con
lodevoli criteri caritatevoli. Occorre fissare uno status minimo di diritti di cittadinanza, validi per tutti, da garantire in ogni
circostanza. Così tutti i cittadini, anche
quelli meno a rischio, potranno accrescere la loro libertà d’azione ed assumere più
rischi personali e familiari, perché certi
che, se sfortunati, potranno contare su
una stabile rete di protezione sociale.
Ciò alimenterebbe il clima di fiducia nei
rapporti interpersonali e verso le istituzioni, facendo crescere lo spirito di cooperazione collettivo, sempre necessario,
ma tanto più essenziale nelle situazioni di
grave pericolo sociale, come quella che
stiamo vivendo.
Le istituzioni devono verificare l’esistenza dello stato di povertà e corrispondere
l’assegno mensile previsto (social card).
Gli aventi diritto devono essere responsabili diretti dell’uso delle loro spettanze.
Le associazioni di volontariato devono
essere aiutate indirettamente, non come
adesso. Non si devono più dilapidare risorse ed energie per interventi selettivi
(marketing sociale), occorre, invece, operare tramite iniziative universalistiche. Le
prestazioni più complesse (alloggio, mensa, socializzazione) devono essere gesti-
Un’affascinante
immagine
dell’Isola Kos
te facendo ricorso all’attività di
volontanell’arcipelago
riato ed al lavoro degli stessi del
soggetti
biDodecaneso
sognosi, facendo valere la regola “io
ti
(Grecia)
Enrico Rossi
pago, tu lavori”. I mezzi finanziari devono essere messi a disposizione, in modo
indifferenziato, dal bilancio dello Stato, la
gestione strategica deve fare capo all’Ente Regione, la gestione concreta assegnata ai singoli Comuni, tutte le altre istituzioni, a cominciare dalle Fondazioni, devono collaborare, in via subordinata, con
gli Enti pubblici suddetti. Il ruolo delle associazioni confessionali che usufruiscono dell’ “otto per mille” deve coordinarsi
con quello delle istituzioni pubbliche,
pena la perdita di questo diritto. Anche il
settore assistenziale ha bisogno di fare
sistema, di sfruttare tutte le sinergie possibili. La legislazione vigente deve essere
completamente rivista ed enormemente
semplificata. I soldi devono andare ai bisognosi, non agli “addetti ai lavori”.
Mi piacciono le affermazioni del Presidente
Rossi sul fatto che “in Regione, i debiti
sono stati fatti per gli investimenti, non
per sostenere la spesa corrente” e che “
occorre favorire la crescita economica
per favorire l’impiego di lavoro”. Indubbiamente le politiche di sviluppo devono
essere il primo contrasto alla diffusione
della povertà, perché favoriscono direttamente la riduzione della fascia di povertà
ed indirettamente procurano beni e servi-
zi da destinare ai bisognosi. Si può distribuire solo ciò che possediamo (primato
dell’economia reale, sull’economia finanziaria dei debiti). Il Presidente Rossi,
però, nonostante la sua radice marxista,
quando ha trattato di questioni economiche, non ha approfondito la questione nei
suoi aspetti strategici. Lo sviluppo economico, come il resto, richiede di fare sistema. Il sistema economico inizia dalla
creazione del capitale umano (la scuola,
l’istruzione, la formazione, la ricerca), che
il Presidente Rossi ha completamente ignorato, nonostante Livorno sia sede universitaria per la presenza dell’Accademia navale e di corsi specialistici dell’Università
di Pisa (un fiore all’occhiello per l’amministrazione Cosimi), prosegue con l’organizzazione del mercato del lavoro, gli investimenti produttivi (specialmente quelli innovativi), la tutela del risparmio, l’utilizzo
delle risorse naturali (che per la Toscana
sono, ormai, solo il suolo e l’ambiente in
senso lato), gli incentivi per rendere concorrenziale la regione Toscana su scale
europea. Su tutte queste questioni, di enorme rilievo strategico, i riferimenti sono stati
troppo generici. E’ mancata una dichiarazione specifica sulla “spending rewiew”,
sulla riduzione della spesa pubblica corrente. E’ vero che ha affermato che “il SIR
(che riguarda l’ARPAT) deve essere concesso entro quattro mesi dalla richiesta” e
questo significa che il Presidente ha ben
chiaro che i servizi della P.A., in ambito
regionale, devono essere più friendly per
i cittadini e le imprese, ma ciò deve essere
un obbiettivo primario e generalizzato, non
qualcosa d’episodico che riguarda alcune frange della P.A. regionale e locale. Più
specificatamente, non so se ha ben chiaro
che: “ il conflitto tra produttori del XX°
secolo, ha finito per favorire l’affermarsi, in Italia, di una burocrazia (aristocrazia moderna) poco sensibile alle esigenze dei cittadini, che, lavoratori ed
imprenditori, insieme, devono ricondurre nel suo alveo naturale, quello del servizio ai cittadini.
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Attualità
5
Interessante incontro a Piombino con la figlia del rimpianto statista
La figura di Alcide De Gasperi
e quella dei personaggi di oggi...
Quando la splendida signora Maria Romana De Gasperi - la primogenita del grande statista ha concluso la sua conferenza
sui “rapporti con il padre” dopo un momento di “assordante silenzio”, la platea
dei numerosi presenti al Circolo delle Acciaierie di Piombino, è balzata in piedi ed è
splosa in lungo, appassionato e commosso applauso.
L’evento era stata organizzato dal gruppo
consiliare UDC di Piombino e dal Circolo
Culturale Il Centro.
L’infinito rigore morale di Alcide De Gasperi, il profondo senso del dovere, il proverbiale distacco dal potere, un grande
senso dello Stato,sono stati messi in evidenza e seguiti dal pubblico con grande
attenzione e crescente commozione.
L’esemplare significato del ruolo svolto
per la rinascita di un paese distrutto moralmente e materialmente dai disastri provocati dal regime fascista, è divenuto ormai patrimonio di un passaggio illustre
nella storia di questo nostro paese.
Ma è stata la descrizione del grande spessore morale, arricchito da una religiosità
intensa che rende incommensurabile la figura di Alcide De Gasperi.
C’è veramente da essere sgomenti se viene messa a confronto con i personaggi
che “starnazzano” nella politica di questa
grigia stagione.
Ed in questi incontri , questa fulgida signora , di cui non indichiamo l’età ma che
tutti possono immaginare, con disarmante semplicità e con grande chiarezza rac-
Maria Romana De Gasperi
conta episodi semplici ma significativi
della vita del padre, di Alcide De Gasperi
“il protagonista della ricostruzione dell’Italia e della costruzione dell’Europa”.
Abbiamo voluto chiudere con il titolo della mostra itinerente, composta da 30 pannelli, organizzata dal circolo Il Centro, che
ripropone i grandi meriti di questo eccezionale italiano, presentata in molte località della Toscana ed anche in varie zone
fuori dalla regione.
Riciclo
eco compatibile
e acciaio
a 2 euro al kg...
Mi risulta che sia in cantiere una
bozza di direttiva sul riciclo eco
compatibile di navi UE ed extra
UE (ship recycling) che sono all’ormeggio in porti europei. Di
conseguenza potrebbe anche
verificarsi il caso che si arrivi a
stabilire un obbligo di smaltimento non in ambito nazionale, ma semmai in ambito europeo.
La discussione è ancora aperta,
anche e soprattutto sui costi,
che in una prima proposta (poi
bocciata), dovevano essere posti a carico di tutte le navi che
scalavano i porti anche italiani,
tramite una tassa riscossa dalle
Autorità Portuali. Assoporti
però, si è giustamente opposta
a tale soluzione, dato che penalizzerebbe la competività dei
porti UE, rispetto agli extraeuropei.
Trattandosi di direttiva e non di
regolamento però, richiederebbe il recepimento interno con
norma specifica, cosa che allungherebbe i tempi per i fini della
Concordia.
A proposito del relitto ed in vista della stagione invernale, la
Concordia che poggia sul falso
fondale a 30 metri sott’ acqua,
per una lunghezza di circa 300
metri, dovrà essere rinforzata al
fine di una maggiore stabilità.
Le piattaforme saranno cementate in molti punti, e saranno installati altri 28 pali
d’acciaio.
Curiosità: il falso fondale è formato da 6 piattaforme, 3 piccole e tre grandi, il peso complessivo è di circa 7.500 tonnellate, e l’acciaio costa 2 euro
a chilogrammo... a buon intenditor poche parole!
Angelo Roma
6
Cinguettare
e-mail: [email protected]
e equipe di operatori, esperti e volontari al seguito. Anche questo è un lavoro
dei nostri giorni! Un “business dell’immigrazione” che ha costi enormi per la
nostra collettività e che necessita di
opportune rivisitazioni e impegni più concreti dell’Europa…per dare un po’ di
ossigeno alle nostre casse e al nostro
personale impegnato in una causa nobile ma che necessita di soluzioni. Non
possiamo permetterci di mantenere un
parcheggio gratuito ad oltranza!
Cinguettare
di Luca Lischi
“Non dobbiamo mai smettere di guardare ai volti sofferenti, deboli e angosciati
per trarre ispirazione nel nostro impegno
e ricercare, studiare, lavorare e agire di
più”. Parole di Papa Francesco tratte dal
suo libro “E’ l’amore che apre gli occhi”.
Gli occhi dovremmo averli spalancati di
fronte all’emergenza di tanti migranti in
cammino nel deserto e a quelli saliti sui
barconi alla ricerca di terre meno ostili.
Volti alla ricerca di speranza, senza niente al seguito, neppure un po’ d’acqua per
sopravvivere all’incerto viaggio senza
meta. I nostri occhi non dovrebbero
mai chiudersi.
Pattugliamento delle coste per prevenire l’emergenza dei tanti barconi strapieni di vite allo stremo. Costo mensile:
un milione e mezzo di euro. E poi l’accoglienza nei Centri per immigrati, tra
cui quello di Lampedusa: trecentomila
euro al mese. Un immigrato accolto nei
Cie costa mediamente allo Stato diecimila euro. Quarantacinque euro al
giorno. Nel 2011 sono stati impegnati
circa 2000 poliziotti per gestire i trasferimenti dei migranti! Contare per rendersi
conto di quanti soldi sono necessari
per tamponare situazioni ordinarie, non
più straordinarie!
Accoglienza in campi profughi…. persone accolte e parcheggiate in attesa
di partire…mesi e mesi senza far nulla,
senza poter spendere il proprio tempo
in qualcosa di utile e costruttivo. Chiusi
in un “area hotel” con vitto e alloggio…
Datagate: tutti spiati, i grandi della terra e
i più piccoli. Le tecnologie, telefoni cellulari in primis, sono la massima espressione della tracciabilità dei dati. Nessuno
può sfuggirne. Sempre controllati e a volte anche ascoltati e registrati. L’era del
phone non ha più punti fermi, ancorati e
sicuri. “Tutto e subito e veloce” facilita i
contatti…con tanti rischi e scarsissima
sicurezza per noi e per gli altri. L’occhio
del grande fratello è nel nostro phone!
Spese “pazze” dei politici in carica alle
Regioni con scontrini parlanti che hanno messo in luce di tutto e di più. Scandalizzarsi? Nausearsi? Perdere fiducia
nella politica e nei politici? Certo la sfiducia dei cittadini è sempre più una cruda realtà ma scandalizzarsi non serve:
sicuramente sarà tutto lecito e ben rendicontato su capitoli di spesa ad hoc
se esistono tali scontrini e per di più
dettagliatissimi. Se non fosse stato rendicontabile perché rimborsare mutande,
reggiseni, gomme da neve, sigarette e
qualche bagno termale…. utilissimo per
purificarsi?
Bisogno di comicità: Checco Zalone
con il suo film “Sole a catinelle” in programma in questi giorni rappresenta un
successo al di là delle aspettative. In
un momento di crisi, di preoccupazione per il lavoro, per le tasse, per la fragilità della politica ci si rifugia in due ore
di evasione con la comicità spontanea
e pulita di un personaggio che si presenta come un uomo “normale”.
Ecco il bisogno di un po’ di sana normalità in questa fase di perenni e costanti patologie. E per Zalone incassi
record e..”soldi a catinelle”.
Nella Guida 2014 dell’Espresso
I nostri vini
tra le eccellenze
Grande soddisfazione nel leggere la
nuova Guida Vini 2014 dell’Espresso.
Molti i vini che svettano tra i migliori della nostra provincia di Livorno. Dall’Elba a Capraia (ben 2
aleatici nelle eccellenze, il pluripremiato e confermato Cristino e la
nuova entrata dell’aleatico di Aquabona), alla Val di Cornia a Bolgheri
fino a Bibbona. Grandi eccellenze i
vini rossi Ornellaia, Sassicaia che
sono orgoglio di un territorio capace
di esprimersi alla grande ma anche
eccellenze minori e di elevata espressione di tanti piccoli viticultori e imprenditori capaci di far fruttare al
meglio una terra bella, ricca e vigorosa, come ad esempio I Luoghi di
Bolgheri, piccola realtà ai vertici delle eccellenze. Un plauso va alla famiglia Monelli, ad Ivano e al figlio
Diego, di Poggio Rosso di Populonia
che con il Velthune (nome rigorosamente etrusco come la terra che accoglie la tenuta e i vitigni) sono presenti nella Guida.
Una realtà giovanissima, di appena
dieci anni, che ha saputo emergere
con serietà e professionalità nel
gotha dei grandi vini. Il Velthune (in
etrusco il Multiforme, la divinità di
origine etrusca che rappresentava il
cambiamento delle stagioni e che
presenziava alla maturazione dei
frutti) è un cabernet sauvignon al
100%, di un colore rosso rubino intenso con profumi ricchi e complessi di frutta matura e di piante aromatiche tipiche della macchia mediterranea. Sta per 14 mesi in barrique e 16 mesi in bottiglia per l’affinamento.
Un periodo che permette al vino di
strutturarsi e di raggiungere la sua
massima espressione di piacevolezza, emergendo nella sua classicità
di vino caldo e avvolgente. Accompagnato a piatti di cacciagione e di carni elaborate offre il massimo delle
sue potenzialità. Provare per credere. Tenuta Poggio Rosso Populonia,
www.poggiorosso.it, tel.0565 276464.
Vini prodotti 4, tutti dai nomi etruschi, quale richiamo alla terra in cui
nascono: 2 Bianchi (Philika –vermentino e viognier- e Veive viognier) e 2
rossi (Tages –merlot e sangiovese- e
Velthune cabernet sauvignon).
periodico online www.circoloilcentro-livorno.it
Obama a Livorno?
Circola con insistenza la voce che il Presidente Obama, accogliendo l’invito del
nostro presidente del consiglio, nel corso
della visita ufficiale nel nostro paese, si
fermerà anche a Pisa. Da quel momento
un gruppo di livornesi ha pensato bene di
invitare il presidente degli Stati Uniti pure
a Livorno.
Ne abbiamo cominciato a discutere e dopo
tante proposte, è stato stilato il programma: da Cecco in Borgo Cappuccini per la
torta di ceci e dal Civili a bere il ponce...
La pasionaria
colpisce ancora!
Rosy Bindi ancora all’onore delle cronache. In parlamento dal 1989, esordì nelle
elezioni europee - candidata nel Triveneto con Giulio Andreotti capolista.
Fu protagonista, dopo tangentopoli, della dissoluzione della D.C. Nella sua qualità di commissario della D.C. veneta, sciolse tutte le sezioni contribuendo alla fine
miseranda di quel grande partito e favorendo la nascita e l’esplosione della Lega
Veneta.
Durante la breve vita del PPI, assunse la
direzione de Il Popolo - lo storico quotidiano del primo partito popolare di Don
Sturzo e poi della D.C. - ma dopo pochi
mesi cessò le pubblicazioni. Fu naturalmente nella Margherita una delle protagoniste “della famosa fusione a freddo”
nel Partito Democratico.
E’ riuscita a sopravvivere, contrariamente
a D’Alema e Veltroni, nel Parlamento: si è
e
r
u
t
lo a
g
i
Sp
fatta “nominare” senatrice in un collegio
della Calabria dove non è mai andata.
Dulcis in fundo, si è fatta eleggere presidente della commissione antimafia rompendo l’accordo con il PdL creando ulteriori problemi al claudicante governo delle larghe intese. Che dire? Lasciamo il giudizio ai lettori.
Incredibile!!
La Discussione, lo storico settimanale fondato nel 1953 da Alcide De Gasperi, è comparso nuovamente nelle edicole. Incuriosito ho voluto verificare chi fosse il direttore: incredibile è Emilio Fede. Mi sono
retto perchè stavo per svenire.
Ragazzi,
forse siamo alla fine
Siamo allo stremo, non ne possiamo veramente più. Al Tirreno ci assicurano che,
ormai è questione di giorni. Ed intanto
possiamo brindare, siamo salvi: Lippi e di
Di Filicaia saranno sicuramente confermati
nelle loro cariche!
La CGIA di Mestre:
un funerale
Non sappiamo quale autorevolezza possa
essere riconosciuta alla CGIA di MESTRE
ormai definita la funerea cassandra dei malesseri italiani.
Che la situazione sociale ed economica del
paese sia estremamente critica nessuno
può metterlo in dubbio ma ingigantirne sistematicamente i mali, come sta facendo
questa agenzia, largamente citata, non ci
sembra il modo migliore per uscire dalla
crisi.
Anche recentemente, in occasione della
presentazione del progetto di legge sulla
stabilità, sono stati espresse valutazioni
Spigolature
77
aprioristicamente negative, poi smentite
dal ministero dell’economia.
Mai che CGIA, insieme a tutti i cosiddetti
talk-show, mettono in rilievo un evento
positivo! Non crediama che, con questi
atteggiamenti, si aiuti il paese ad uscire
dalla crisi!!
Matteo Renzi
e manifestazioni
di populismo
Non sappiamo se lo faccia per contenere
“il populismo anarchico” del Movimento
5Stelle ma cominciano a preoccupare “le
esternazioni populiste” del candidato alla
segreteria del PD ed in futuro alla guida
del paese, Matteo Renzi. Le più recenti: il
“NO” al messaggio del Presidente della
Repubblica sulla proposta di amnistia ed
indulto per attenuare “il disastro carcerario italiano”. La sua risposta? Bisogna “allargare le carceri”.
Sulle querelle esplosa intorno al Ministro
della Giustizia Cancellieri sull’intervento
per la scarcerazione della Ligresti, si è
espresso immediatamente per le dimissioni da Ministro esattamente ed in piena
sintonia con i “grillini”!
No! Se queste sono le premesse, di natura
qualunquista, diciamo subito che non siamo assolutamente d’accordo con colui pretende, con un colpo di bacchetta magica,
di risolvere tutti i problemi del paese.
Convegno
Cure Palliative
di Cristina Battaglini
Riprendiamo l’argomento già affrontato
nello scorso numero de “Il Centro” a proposito del Convegno organizzato in Accademia Navale in occasione del Decennale dell’Associazione Cure Palliative.
In occasione di tale convegno è stato
evidenziato che, in riferimento all’art.
118 della Costituzione attinente la tematica della sussidiarietà orizzontale
(Stato, Regioni, Città metropolitane,
Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa di cittadini, singoli e
associati) è quantomai importante svolgere, nell’operato delle Cure Palliative, un’azione congiunta fra pubblicoprivato-civile, e mettere in pratica una
maggiore sensibilizzazione e impegno
da parte di tutti alla luce della odierna
situazione socio-economica con tutte le
relative problematiche.
8
Livorno
e-mail: [email protected]
Tutto è iniziato con una lettera aperta a Il Tirreno
Don Paolo Razzauti tira le
orecchie al sindaco…e poi…
di Franco Spugnesi
Tutto è cominciato con una lettera aperta,
anzi apertissima, visto il risalto che ha ottenuto dal “ Tirreno”. Taglio basso, nel
paginone che quotidianamente dedica al
PD. impossibile non vederla. Cosi il dibattito che, almeno a leggere le cronache, ha
latitato nelle assemblee del Partito democratico limitandosi a una conta di tessere,
si è trasferito (e sembra promettere nuovi
sviluppi) sulle accoglienti colonne del Tirreno.
Per i pochi lettori che non conoscessero
l’autore della lettera in questione, Mons.
Paolo Razzauti, prete livornese, vicario
vescovile per la città, attento al sociale,
figlio di Mario Razzauti che dopo la partecipazione alla resistenza bianca con Don
Angeli divenne esponente della Democrazia Cristiana, collega e amico personale
ma politicamente nemico di Bruno Cosimi, babbo del sindaco attuale.
Don Paolo rimprovera l’amico sindaco di
aver speso male i suoi dieci anni di amministrazione senza riuscire realizzare le promesse contenute nel suo programma elettorale, condizionato dalle strutture burocratiche e da amici e collaboratori inadeguati. Conclude con l’appello a usare questi ultimi mesi di legislatura per una sferzata di attivismo. La lettera in se non è
sconvolgente; non è la prima volta che
don Paolo sollecita, promuove, riprende
Don Paolo Razzauti
l’amico sindaco, sia sul suo blog sia pubblicamente con lettere simili a questa.
Il giorno dopo il Tirreno pubblica la risposta scontata del Sindaco che rileva come
l’amico sacerdote abbia trascurato le circostanze, cioè la crisi, con i conseguenti
tagli alle finanze comunali e sottovalutato
troppo quanto di buono è stato fatto e si
farà (PRG, Ospedale nuovo) Insomma sembra voler dire è troppo facile criticare e
basta. Ma arriva al giornale anche una
seconda lettera aperta, indirizzata a don
Paolo, con un durissimo attacco ad Alessandro Cosimi, scritta da Davide Cecio,
ex segretario della Margherita da poco
uscito (bene) da una spiacevole vicenda
giudiziaria di mazzette e amico da sempre
di Don Paolo. Il sindaco è accusato di essersi accomodato in una politica conservativa della vecchia classe dirigente che,
anche lui come Cecio, diceva di voler rinnovare o addirittura rottamare. L’amministrazione non fa fatto nulla in questi anni
perché al sindaco manca il coraggio di liberarsi dalla commistione con il potere
economico che difende le proprie rendite,
ed elimina, sembra suggerire, chi come lui,
si oppone.
Non poteva mancare la replica furibonda
di Alessandro Cosimi che, più del giudizio sul suo operato che comunque respinge come sprezzante e totalmente decontestualizzato, tratta delle accuse di connivenza con i poteri forti che sembrano quasi adombrare il sospetto di una sua partecipazione nell’origine dei guai giudiziari
di Cecio.
Occorreva questo lungo ed anche noioso
resoconto per chi non avesse seguito sul
giornale la vicenda. Credo si debba segnalare alcune cose, prima di tutto la significativa l’assenza nel dibattito del partito in generale e particolarmente del Segretario comunale; infatti, l’intervento di
Paolo Fenzi, capogruppo PD in comune,
pubblicato domenica, ignora gli elementi
polemici e tende ad avvalorare una rinascita autogestita del partitone, ma troppi
anni di potere inevitabilmente producano
incrostazioni e appesantimenti difficilmente rimovibili. Sembra anche che il PD abbia calcolato di scaricare sul sindaco
uscente (e non rieleggibile) tutte le inefficienze di questi dieci anni mantenendo
invece la sordina sul sistema (di organizzazione del consenso, sulla selezione della classe politica, sui rapporti con i poteri
forti) che da settanta anni caratterizza la
politica in questa città.
Probabilmente solo vero cambiamento al
timone può dare la sferzata che Mons.
Razzauti invocava.
Livorno
periodico online www.circoloilcentro-livorno.it
9
Soddisfazione per la presentazione della stagione teatrale 2013/14
Il Goldoni è vivo e vegeto
di Enrico Dello Sbarba
La nostra soddisfazione per la presentazione per la stagione 2013-14 del Teatro
Goldoni rappresenta per la città e non solo
un evento di grande rilievo.
Non nascondiamo, noi de Il Centro, che
seguiamo da sempre e con grande attenzione le attività del mitico teatro, di avere
temuto il peggio.
La mancanza di notizie, il dilatarsi dei tempi tecnici di presentazione del cartellone,le
difficoltà finanziarie del Comune erano tutti
elementi negativi che facevano pensare
al peggio. Sarebbe stata la chiusura del
Goldoni o un drastico ridimensionamento
del cartellone, l’ultima iattura di una città
su cui sembra pesare “una crescente maledizione”.
Sarà mai possibile, si diceva tra la gente,
che questa città veda giornalmente restringerci i suoi ambiti sociali, economici e con
la chiusura del Goldoni anche culturali?
Sarebbe stata un’autentica maledizione.
Ed invece, quando le speranze si stavano
assottigliando, è arrivata la bella notizia:
la convocazione della tradizionale conferenza stampa per la presentazione del programma ha fugato tutte le crescenti preoccupazioni nostre e dei livornesi.
Non solo il Goldoni non chiude, ma ha
presentato un programma di eccellenza
che copre lodevolmente tutti i settori a
cominciare dalla lirica che ha in programma la Carmen di Bizet, la Cavalleria rustica e Parisina (pagine scelte) del nostro Mascagni.
Vogliamo rivolgere un vivo elogio al Sindaco Cosimi ed agli assessori alle cultura
Mario Tredici ed al bilancio Valter Nebbiai che hanno generato questo autentico miracolo.
Una volta tanto è finalmente riemerso l’autentico spirito livornese!
Al direttore Bertini ed a tutto lo staff i più
vivi auguri di buon lavoro per il nostro
gioiello!!
parliamo subito del futuro del Teatro Goldoni. C’è un grande affetto verso questo
Teatro, che è dei livornesi e proprio in
occasione del decennale della sua riapertura (2004-2014) ci siamo adoperati ed impegnati non solo per la sua stabilizzazione dal punto di vista economico (i bilanci della gestione della Fondazione Goldoni sono in pareggio) ma è nostra intenzione celebrare questa ricorrenza con
un segnale forte: presenteremo la Stagione del prossimo anno 2014-2015 in primavera, prima delle elezioni, per aiutare
subito chi amministrerà dopo di noi; il
valore della Fondazione Teatro Goldoni
è una priorità e faremo di tutto per assicurare un pezzo di futuro a questa realtà,
ai suoi lavoratori e ai cittadini, a cui appartiene”.
****
- “Quello che è accaduto sino ad oggi
non è ignavia verso la cultura e lo spettacolo né incapacità di chi amministra.
C’è un’incertezza assoluta sulle risorse
che saranno disponibili per i Comuni a
partire dalle vicende legate alla seconda
rata dell’IMU; a questo si aggiungono
gli effetti della “simpatica” Legge 42 “Calderoli” che toglie la Cultura tra gli aspetti fondamentali di un’amministrazione ed
i 9 milioni in meno di entrate che abbiamo
subito. Ecco che questa del Teatro Goldoni era una scommessa che ha fatto tremare i polsi, ma non abbiamo mai pensato – a cominciare da me che l’onore di
Il sindaco Alessandro Cosimi, con a fianco il
direttore generale Fondazione Goldoni Marco
Bertini, durante la conferenza stampa
presiederlo – di mettere in difficoltà il
Teatro”.
****
- “Per questa nuova Stagione è stato fatto
un buonissimo lavoro per rispondere alle
esigenze ed aspettative di tutti i palati;
scorrendo i cartelloni si nota ed apprezza
che ci sono all’interno spazi per le espressioni artistiche di qualità del territorio. Per
“rompere” conformismi e consuetudini ci
vuole proprio la qualità nelle proposte e
qui ci sono. Il Teatro è davvero trainante
se alza l’attenzione e la discussione, come
questa stagione promette”.
****
Alcuni passaggi dell’intervento di Alessandro Cosimi, Presidente della Fondazione Teatro Goldoni e Sindaco, alla conferenza stampa presentazione Stagioni
2013-2014:
- “Presentiamo le stagioni 2013-2014 e
Un momento della presentazione alla stampa della Stagione teatrale.
10 Livorno
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Energia ed acqua: se ne è parlato nella sede del Centro con il presidente ASA Fabio Del Nista
Problemi del presente ed ancor più del futuro
di Massimo Cappelli
Nell’ambito del programma di conferenze
con amministratori politici e di aziende
locali, organizzato dal nostro circolo, a
fine ottobre abbiamo avuto il piacere di
ricevere al nostro Circolo “Il Centro” l’amico Presidente di ASA dott. Fabio Del Nista.
L’incontro, alla presenza di un gruppo di
soci e cittadini non particolarmente numeroso ma molto qualificato, ha permesso
di approfondire, anche con scambio di
opinioni, le problematiche della acquisizione e distribuzione di gas e di acqua riguardanti in particolare il nostro territorio.
Di particolare interesse la descrizione delle
operazioni che hanno portato al passaggio di ASATRADE, struttura per la commercializzazione del gas di ASA, ad ENI e
quella, in corso, riguardante l’avvio di
OLT. Questa società ,partecipata da ASA
con una piccola quota ( mentre la maggioranza appartiene alla multinazionale tedesca EON e a IREN ), rappresenta la realizzazione del terzo rigassificatore italiano, strategico per il Paese.
Partendo dalle problematiche operative di
OLT, dalle ricadute positive o meno sul
nostro territorio, si è approfondito il tema
più generale degli approvvigionamenti di
gas.
Ciò anche alla luce dei cambiamenti radicali avvenuti nell’ultimo quinquennio,
dopo la scoperta di nuovi immensi giacimenti non convenzionali (shale gas) che,
abbinati a nuove tecnologie di estrazione (fracking), hanno incrementato in maniera considerevole la produzione di gas
a livello mondiale .
Mercati strategici, quali quello degli Stati
Fabio Del Nista, Presidente di ASA.
Uniti,hanno raggiunto la completa autonomia, rendendo questo grande Paese oltre che potenza militare ed economica anche potenza energetica, prossima esportatrice di gas nel mondo.
Di non minore importanza i problemi collegati alla acquisizione e distribuzione dell’acqua.
Con piacere abbiamo appreso della positiva soluzione di alcune problematiche che
avevano interessato i nostri territori e le
cronache dei quotidiani locali. La presenza di sostanze nocive (arsenico e boro)
nelle acque dei territori a sud della costa e
dell’interno serviti da ASA è stata risolta
grazie alla collaborazione con l’Università
di Siena e a significativi investimenti per
diversi milioni di euro.
La storica carenza di acqua dell’Isola d’Elba è stata fortemente ridotta, anche qui
tramite la collaborazione con l’Università
di Siena, che ha portato alla individuazione di acqua di falda e successiva creazione di numerosi pozzi di estrazione.
In sintesi un incontro che ha ancora una
volta evidenziato l’importanza e la com-
plessità di temi spesso purtroppo affrontati in maniera demagogica e superficiale
da ricercatori di facili consensi popolari.
Temi che invece richiedono forti impegni
economici, capacità di studio, progettazione e programmazione, tutto fuorchè
demagogia spicciola.
A questo proposito mi sembra interessante riportare alcuni spunti tratti da un autorevole intervento di Moses Nain, esperto di problematiche mondiali riguardanti
l’acqua, tratto dalla rivista dell’ENI “OIL”
di Settembre.
Lo scenario tracciato ci dice che ,con i
consumi attuali da oggi al 2040, la disponibilità di acqua dolce non potrà soddisfare la domanda se non interverranno
gestioni più efficaci delle risorse idriche.
In assenza di interventi delle comunità
internazionali, la carenza di acqua diverrà
causa di instabilità e di tensione in varie
parti del mondo sostituendo il petrolio
quale causa principale di conflitto.
Infatti a fronte di una crescita esponenziale dei consumi dovuta a diversi fattori
(crescita popolazioni,nuove tecnologie
idrovore,mutamenti climatici, etc..), i provvedimenti compensativi sono assolutamente insufficienti.
Nain cita come esempio il Pakistan, dove
già oggi un terzo dei cittadini non ha accesso all’acqua potabile e entro il 2050 la
popolazione di questo Paese, che è anche potenza nucleare, salirà da 180 a 230
milioni.
La crisi idrica mondiale rappresenterà una
delle questioni più importanti dell’umanità nel XXI secolo. Da qui la necessità di
prenderne coscienza e affrontare con razionalità e impegno il problema, anche a
livello locale e nazionale.
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Livorno
11
ITALIAN CRUISE DAY
di Cristina Battaglini
E’ stata presentata a Livorno alla Camera
di Commercio la terza edizione di Italian
Cruise day (dopo quella di Venezia e Genova), evento di riferimento dedicato all’industria crocieristica italiana, ideato da
Risposte Turismo-società di ricerca e
consulenza per la macroindustria turistica
fondata e presieduta da Francesco di Cesare. Alla giornata di studio sulle ultime tendenze, le dinamiche e le prospettive future
del settore crociere sono intervenuti autorità istituzionali ed esperti del settore.
Il presidente della Camera di Commercio
Nardi ha aperto i lavori sottolineando come
questo comparto sia estremamente importante per la toscana, costituendo un 19%
del PIL che va a sommarsi al traffico portuale.
Francesco di Cesare ha spiegato come
stiamo entrando in una fase nuova dove
sarà necessario confrontarsi con sfide
sempre maggiori, come ha confermato in
dettaglio Isabelle Ryckbost, Segretario
Generale ESPO- European Sea Ports Organization: la crescente incidenza del traffico crocieristico in molti porti deve potersi combinare con i volumi crescenti del
traffico cargo.
Nello sviluppo delle infrastrutture e dei
servizi portuali, il traffico crocieristico è
una componente da tenere ben presente,
Francesco di Cesare, Presidente, Risposte Turismo.
considerando che
le esigenze dell’attività crocieristica
sono diverse da
quelle legate al traffico merci. Inoltre è
fondamentale porre l’attenzione al
fatto che la crescente rilevanza del settore non rappresenta solo un beneficio aggiuntivo per il
porto, ma per la città e la regione dove si
trova il porto. Infine, è necessario tener
conto delle direttive europee in materia,
già in vigore o di prossima emanazione,
quali la nuova legislazione dell’Unione
Europea sui diritti del passeggero e conseguenti obblighi per i porti e alcune regole in materia ambientale (ad esempio la
Europe’s Clean Fuel Strategy), in riferimento alla quale si è espresso anche un altro
dei relatori, Luca Boaro, Project Engineer,
Wartsila Italia, parlando dei vantaggi in
termini di sicurezza e scarso inquinamento ambientale nell’adozione del combustibile a gas naturale.
Il presidente dell’Autorità Portuale di Livorno Giuliano Gallanti ha auspicato la focalizzazione in occasione del dibattito di
possibili linee di azione che la portualità
crocieristica possa mettere in campo nei
prossimi anni.
Dal recente incontro con il comitato di
ESPO- ha spiegato- è emersa la necessità
di collaborazione per una piena realizzazione delle potenzialità del settore; c’è in
corso- ha aggiunto- un fenomeno di trasformazione radicale dello shipping mondiale, con il fenomeno del gigantismo e i
cambiamenti che non rispondono più ai 3
cardini su cui si è fondata finora la politica
europea nel settore portuale, ovvero campo di azione uguale per tutti, trasparenza
dei provvedimenti e concorrenza (compe-
titività).
Robert Ashdown, Segretario Generale
CLIA Europe, ha spiegato come l’Italia è e
continuerà ad essere un mercato chiave per
l’industria crocieristica europea: i suoi porti
sono tra quelli più visitati, i suoi cantieri
sono leader mondiali nel disegno, costruzione e manutenzione di navi da crociera.
Tuttavia occorre migliorare su alcuni settori quali la sicurezza, i nuovi vincoli ambientali e l’attuale turbolenza geopolitica
nel Medio Oriente e Nord Africa che pone
difficoltà in alcune delle più attraenti destinazioni crocieristiche. Molte di queste
sfide non possono essere risolte internamente al singolo Paese, e in tale contesto
l’Unione Europea è un attore chiave per
la nostra industria.
Ci sono comunque anche sfide da affrontare strettamente a livello nazionale, come
il miglioramento degli standard di accoglienza da parte dei porti, e una più puntuale applicazione delle norme europee.
Tra gli altri interventi, quello di Roberto
Piccini, Presidente Porto di Livorno 2000,
che ha ricordato come Livorno abbia registrato nel 2012 un più 6% nel settore e si
sia collocata dal 12^ all’11^ posto nella
classifica dei porti di di destinazione finale. E’ necessario - ha aggiunto - lavorare
sul piano delle infrastrutture con specializzazioni dedicate, servizi alle navi e servizi logistici, oltreché tenere presente una
visione di insieme di piattaforma aeroportuale con l’aeroporto di Pisa.
12 Livorno
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A TU PER TU CON IL PRESIDENTE DELLA PORTO 2000
4-domande-4
a Roberto Piccini
di Andrea Sargenti
Navi da crociera e “l’altra Toscana”
è con questo binomio che la Porto
di Livorno 2000 si presenta per tracciare la rotta dei prossimi anni.
Alla Porto 2000 si pensa allo sviluppo turistico, ed a sostenerlo è il numero uno della società, il Presidente Roberto Piccini: “Costa Toscana
(denominato “Easy to find out”) è un
progetto elaborato e rivolto ai crocieristi di tutto il mondo che sbarcano
nel nostro territorio e hanno la curiosità di scoprire le nostre bellezze, che non sono soltanto quelle
delle città d’arte, ma anche delle
nostre campagne, dei paesi medievali e della nostra cultura caratterizzata dalle buone tradizioni culinarie.
Se si entra nella mentalità del vacanziere, che scende da una nave
da crociera, si pensa ad avere i migliori servizi ed eccellenti escursioni, ovvero un’ottima accoglienza; ciò
che si ha bordo deve essere trasferito a terra, e al meglio, ed è con
questo spirito che si lavora alla Porto 2000. Ecco che il brand, il marchio Toscana, è il nostro capitale in
uso da offrire sul mercato crocieristico inteso sia per gli armatori che
per i vacanzieri”.
- Presidente Piccini, il 2014 sarà
l’anno dell’elezioni amministrative che tracceranno dei cambiamenti politici, economici e sociali; come si prepara la Porto 2000
ad affrontarli?
“La nostra società vuol offrire servizi
di eccellenza attraverso il contributo, che la Livorno turistica e la sua
provincia può dare, bisogna anche
dire che il nostro porto è l’unico scalo
della Regione per il mercato crocie-
Roberto Piccini, Presidente della Porto 2000
ristico, quindi si può sostenere che
sia la vetrina di tutte le province della Toscana.
Non è una caso che il prossimo 9
Novembre inaugureremo alla punta
Alto Fondale due terminals dedicati
alle crociere, l’ interesse è rendere
sempre più appetibile questo scalo
agli armatori e ai crocieristi.
Un altro progetto che abbiamo è
quello di rimuovere le reti che ingabbiano la Fortezza Vecchia e realizzare un passaggio obbligato pedo-
nale tra la città e il porto. L’idea,
quindi, è quella di creare un percorso panoramico che colleghi la stazione marittima e la fortezza fino alla
piazza antistante il palazzo del portuale; tutto questo, costruendo un
ponte che permetta di attraversare
in sicurezza il viale di scorrimento
stradale.
E poi, fare azione di marketing attraverso lo sviluppo del marchio Regionale costruendo un nuovo padiglione con il Brand (“Toscana”), dove
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saranno esposte in permanenza tutte le nostre eccellenza del territorio, in primis il vino”.
nire perché ci sarà possibilità di ormeggio offrendo, così, buona accoglienza alle nostre navi passeggeri”.
- Secondo Italian Cruise Watch
(“una sorta di Agenzia di rating
che fornisce dati sul mercato crocieristico”) , nel rapporto 2013 è
stato indicato che per Livorno
non è stata annata doc come
l’anno precedente. Che cosa ha
determinato questa sofferenza di
calo?
La ragione va ricercata in alcuni fattori chiave, il primo è quello che nel
2012 abbiamo calcato un po’ la mano
raggiungendo un milione di passeggeri con uno scalo che per scarsità
di infrastrutture è stato un po’ presuntuoso, ottimo risultato, ma abbiamo perso anche qualcosa. Ahimè.
Altra vicenda dannosa è stata quella della tragedia della nave Concordia, che ha determinato un calo di
presenze a bordo. Ovvero sulle stesse navi invece di quattromila crocieristi ce ne sono stati tremila.
Noi stiamo cercando di recuperare
ciò che abbiamo perso, ma il tempo
ci vuole. Esempio in collaborazione
con la Royal Caribbean abbiamo in
programma per il 27 Luglio dell’anno
prossimo di portare millequattrocento crocieristi nel Bolgherese a scoprire cantine e luoghi idilliaci dell’Altra Toscana, progetto, che come dicevo inizialmente, sarà di grande vantaggio per qualificare in eccellenza il
nostro territorio e la nostra regione.
- Quali sono le dinamiche che
porteranno ad un cambiamento
della Porto 2000, intendo riguardo alla trasformazione della società in SPA?
“La nostra volontà è quella di rafforzare la Mission della società;
un’azienda leggera, ma con un grande spirito in modo da essere sempre più strumento a disposizione del
territorio. La Porto 2000 è, quindi,
una risorsa territoriale e porta della
Toscana con l’obiettivo di far crescere le qualità professionali, economiche legate allo sviluppo turistico.
In questa trasformazione sociale è
mio interesse, che la società mantenga una Governance livornese legata alle istituzioni, alla Toscana e
ai suoi territori; insomma che lavori
in sinergia con l’Aeroporto di Pisa.
Vogliamo, quindi, realizzare una
piattaforma aeroportuale che sia fattore di potenziale sviluppo”.
- La variante del Prg è una priorità secondo il presidente dell’Autority Gallanti, per lei, se questo strumento fosse approvato domani quali sarebbero le prime
opere da realizzare?
“Vede il nostro porto soffre d’infrastrutture e il Prg è un dispositivo che
ridisegnerebbe tutto il porto passeggeri, ma la Port Autority ha la disponibilità del Piano Operativo Triennale, è attraverso questo strumento che
si può rendere più disponibile l’alto
fondale, dragare il Molo Italia, delocalizzare i prodotti forestali, spostare il terminal delle rinfuse TCO dalla
Calata Orlando alla Sponda Est; in
modo tale che anche questa diventi
banchina passeggeri offrendo un’ infrastrutturazione di alto potenziale.
Ecco che gli armatori potranno ve-
Livorno
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ALLA XXXI RASSEGNA NAZIONALE D’ARTE DELLA FIDAPA
Il debutto della ‘pres’ Cipriani
di Laura Conforti Benvenuti
La nuova presidente della FIDAPA, sezione di Livorno, Yasmine Cipriani ha
iniziato il suo mandato con una manifestazione molto impegnativa: la XXXI
Rassegna Nazionale di Arte Moderna e
Contemporanea. La mostra è stata allestita, col patrocinio della Provincia e del
Comune di Livorno, nella sala delle Esposizioni Temporanee presso il Museo di
Storia Naturale del Mediterraneo e si è
conclusa il 12 ottobre.
L’interessante mostra è aperta a qualsiasi scuola e tendenza perché vuole proporre l’occasione di affiancare, all’esperienza degli artisti noti ed affermati, quella
dei pittori che espongono i primi saggi
delle loro attività.
Il presidente della Provincia Giorgio Kutufà e Giuseppina Bombaci, segretaria del
coordinamento europeo BPW, hanno
inaugurato la rassegna davanti ad un folto numero di visitatori, tra i quali espositori e amanti dell’arte. La curatrice artistica Alessandra Rontini, esperta d’arte,
ha presentato un allestimento armonioso di quadri, sculture, ceramiche ben posizionate per stile, soggetto e colore da
soddisfare i visitatori più esigenti che
ogni anno aspettano questo evento. Galeotto è lo spazio a disposizione che non
ci consente di elencare e descrivere i
partecipanti che abbiamo contato essere
ottanta.
Oltre lo standard tradizionale quest’anno è stato dato spazio anche a nuove
forme d’arte con due incontri collaterali
legati a riflessioni sulle nuove forme
d’espressione quali il “body painting”
Due esemplari della street art
e la “street art”.
La prima è stata una interessante performance estemporanea di arte “body painting” con i pittori Diego Magliani, livornese dall’esuberante personalità artistica in
collaborazione con l’artista Valentina Cameli.
La seconda una conferenza informale dal
titolo: “Quali nuove forme d’arte? Confrontiamoci con loro”.Con due ospiti: Clet, geniale artista francese, pittore e scultore di
successo che, per mezzo di stickers trasforma i cartelli stradali, avendo cura di
mantenere sempre la leggibilità, ma, al tempo stesso convertendoli in divertenti opere d’arte. Diego Magliani, invece, ha parlato del “body painting”soffermandosi sull’importanza di dare spazio alla donna e
sulle tecniche e le attenzioni usate per rendere interessante questo tipo di rappresentazione. Interviste a cura di Mauro Barbieri, direttore di “Arte a Livorno e oltre
confine”.
CONFINDUSTRIA
COMUNICATO STAMPA
Una giornata
dedicata alle aziende
per sviluppare
occasioni di business
e creare “rete”
Una giornata dedicata alle aziende
neo iscritte a Confindustria Livorno
nell’ultimo anno: è quella che l’Associazione di via Roma ha organizzato il
24 ottobre scorso.
“L’iniziativa – ha spiegato Alberto
Ricci, Presidente di Confindustria Livorno – ha rappresentato un’occasione per le aziende neo iscritte di
conoscere meglio i nostri servizi ma
soprattutto creare una “rete” tra imprenditori e aziende che ancora non
si conoscono. Il periodo lungo oramai quasi sei anni, che le nostre
Aziende stanno attraversando –prosegue Ricci - porta con sé una crisi
senza precedenti, per cui essere imprenditore, significa investire affrontando difficoltà di ogni genere, tra
terremoti finanziari, burocrazie varie e soprattutto una rete di tassazione esorbitante.
Dobbiamo insistere e dimostrare, tutti insieme, capacità innovativa e flessibilità nell’individuare forme di collaborazione e di partnership tra le diverse realtà aziendali, per integrare
le rispettive conoscenze e competenze ed aumentare la competitività”.
Dopo la presentazione da parte del
Direttore Umberto Paoletti dei servizi
che Confindustria Livorno ha messo
a disposizione delle aziende, la proiezione della “video storia” di Confindustria e la presentazione di tutte le
Aziende neo associate.
Di Gabbia A. & Figlio
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Rosignano
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Quattro iniziative per valorizzare il patrimonio archivistico dal 15 al 23 novembre
“ARCHIVI APERTI”
Apertura straordinaria della nuova sede alle Morelline dal 18 al 21 novembre
Anche il Comune di Rosignano Marittimo aderirà con un fitto programma di iniziative, che si terranno dal 15 al 23 novembre, alla campagna provinciale per la
valorizzazione e promozione del patrimonio archivistico “Archivi aperti” che si
terrà dal 15 al 23 novembre 2013 con il
contributo della Regione Toscana.
In programma anche l’apertura straordinaria della nuova sede dell’Archivio alle
Morelline dal 18 al 21 novembre.
Queste le iniziative previste.
Venerdì 15 novembre, ore 14.00, percorso guidato “Storia della bonifica di Vada
– dalla palude alle al livellazioni” e visita
nella zona della Mazzata per esplorare i
terreni bonificati dal Granduca Leopoldo
II, oggi sede degli impianti del Consorzio
di Bonifica; la durata del percorso sarà di
due ore e la prenotazione è obbligatoria.
Sabato 16 novembre, ore 10.00, a Villa Celestina, Castiglioncello, conferenza: “Rosignano fra ‘800 e ‘900. Fonti d’archivio
per la storia del territorio”con Gabriele
Paolini (Università di Firenze) e Antonella Romano (Università La Sapienza di
Roma).
Venerdì 22 novembre, ore 14.00, percorso “Il barone arriva a Castiglioncello” e
visita guidata al Castello Pasquini ed al
promontorio di Castiglioncello per ripercorrere insieme la storia di questo paese
reso famoso dal critico d’arte Diego Martelli e dai pittori Macchiaioli e poi divenuto un importante centro turistico; anche
in questo caso la durata del percorso è di
Acli Labor
SOCIETÀ COOPERATIVA
Edilizia
Pulizie civili e industriali
Giardinaggio
Via del Mondiglio 18, loc. Le Morelline
Tel. 0586.790.751 - Fax 0586.790.604
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ROSIGNANO SOLVAY
due ore e la prenotazione è obbligatoria.
Sabato 23 novembre, 10.00, Via del Castello, Rosignano Marittimo, visita guidata “A
casa di Pietro Gori”, che permetterà di osservare le sale espositive che custodiscono cimeli, documenti, fotografie d’epoca e
la nutrita biblioteca appartenuta al grande
pensatore anarchico, scoprendone anche
la dimensione privata e familiare; come al
solito la durata del percorso è di due ore e
la prenotazione è obbligatoria.
Sono state inoltre organizzate le aperture
straordinarie della nuova sede dell’Archivio in via dell’Industria 22/24 in località Le
Morelline: dal 18 al 21 novembre, dalle ore
15.00 alle ore 17.00 “L’archivio e la nostra
storia”. Per l’occasione verranno mostrati
al pubblico gli antichi statuti, le carte sul
Risorgimento, sull’evoluzione urbanistica
delle frazioni comunali ed altri documenti
importanti per la storia del territorio rosignanese.
Per informazioni e prenotazioni: 0586
761938 (martedì e giovedì 14.30/17.30), 0586
724395 (da lunedì a venerdì 9.30/13.30). Le
visite ed i percorsi guidati sono a cura della
Coop. Microstoria (0586 760790).
Club la Carta
Antonio Musti
eletto presidente
Nei giorni scorsi si è svolta l’assemblea annuale del club la Carta per la
elezioni del presidente e del consiglio per l’anno sociale 2014.
Al termine dell’assemblea è stata
presentata la lista dei candidati eletta all’unanimità .
Presidente: Antonio Musti;
Consiglieri: Alberto Niccolini;
Vicepresidente: Luciano Masotti;
Segretario: Roberto Torsella;
Tesoriere: Maria Imperia Benvenuti;
Cerimoniere:
Sergio Cini e Silvio Vagnozzi.
Al Presidente ed ai consiglieri gli
auguri della Redazione.
Teatro Solvay: silenzio assordante
Abbiamo letto nei giorni scorsi una nota di Carlo Rotelli su Il Tirreno in merito al silenzio
che continua ad avvolgere il Teatro Ernesto Solvay, una delle strutture più belle e funzionali di tutto il territorio. Eppure sono ormai quasi dieci anni che praticamente su quella
bellissima struttura teatrale è caduto praticamente il silenzio. Solo occasionalmente viene utilizzato per eventi particolari, qualche assemblea della società Solvay, proprietaria
dell’immobile, qualche raro spettacolo legato a circostanze particolari, un programma
cinematografico piuttosto ridotto. La stessa gloriosa Università Popolare non è in condizione di gestire il teatro, sia per l’impegno tecnico che richiede, sia per la complessa
gestione finanziaria.
Il Comune non ha dimostrato, almeno fino ad oggi, nessun interesse per un eventuale
coinvolgimento. D’altro canto ARMUNIA, srmbra interessata solo all’utilizzo del “tonsostruttura” di Castello Pasquini: è qui che vengono svolte tutte le attività artistiche e
teatral. Ogni tanto la stampa locale lancia qualche messaggio e pubblica anticipazioni su
eventuali coinvolgimenti che poi si rivelano inesistenti.
Ci sembra giunto il momento di una seria riproposizione del problema che non può non
coinvolgere l’Amministrazione Comunale la quale deve rendersi conto che una ricchezza teatrale di quelle dimensioni non può continuare ad essere ignorata.
Forse è giunto il momento dell’apertura di un tavolo di confronto con la stessa Soc.
Solvay, con le associazioni artistiche e culturali del territorio per vedere quali soluzioni
concrete esistono per ridare vita ad un teatro che, in tante altre località, rappresenterebbe un autentico fiore all’occhiello.
Un impegno che può mettere in discussione l’onnipresenza della tonsostruttura specialmente nella stagione autunno-inverno!
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Cultura
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X° GIORNATA NAZIONALE DEGLI AMICI DEI MUSEI
Un museo, un’identità
di Marisa Speranza
Che la cultura sia anche risorsa economica
si è detto a più voci durante il Convegno
promosso dagli Amici dei Musei e dei Monumenti livornesi, presso il Museo di Storia
Naturale del Mediterraneo, su “Un museo,
un’ identità”.
Dopo il saluto della presidente Anna Maria
Tomassi, l’assessore Walter Nibbiai ha subito messo l’accento sul problema dei costi
che assilla la pubblica amministrazione
(“mantenere oggi i musei è un’impresa ardua”) e si è soffermato su quel Polo museale che vedrà prossimamente la luce in piazza
del Luogo Pio, “sufficientemente spazioso”
da soddisfare le più ampie esigenze (“mettendo tutto insieme avremo meno spese”).
“Ma è pensabile portare questa struttura
dentro il museo di città?”, ha obiettato Anna
Roselli, direttrice del Museo provinciale di
Villa Handerson, che ha manifestato la sua
apprensione per le incertezze che lievitano
nell’aria e “lo stallo delle pubbliche amministrazioni”. L’allarme per un futuro incerto le
dà una speciale concretezza. “Urge una vigile attenzione per le strutture che già ci
sono e che debbono rimanere aperte perché
luogo di cultura e di aggregazione sociale”.
I dati del Museo di Storia Naturale sono infatti incoraggianti: 7000 mq. di esposizione;
18.000 ragazzi l’anno; 57.000 visitatori nel
2012. Anna Roselli chiede alla città di “vigilare” e ai musei cittadini di stare tutti insieme “mettendoci in rete”.
L’invito a superare la visione della cultura
come un costo che “non si può esaurire in
una valutazione di tipo ragionieristico”, è
venuto dal moderatore Claudio Frontera (già
presidente della Provincia). E’ sbagliato, a
suo dire, “posporre le iniziative culturali alle
risorse” visto che “ sono i progetti a crearle”. Poi, una sottolineatura per “il volontariato come occasione di sviluppo e l’associazionismo che è una forza di tutto rispetto
per il dinamismo economico e sociale”.
Mescolando memorie locali e identità nazionale, Stefano Bruni (Università di Ferrara) ha tracciato un meticoloso percorso storico per farci intendere che, fino all’ 800, “il
museo era la raccolta di un privato”. Gli Uffizi, come personale collezione del Granduca, aperta ai visitatori, passeranno allo Stato italiano nel 1859.
Bottini dell’Olio
Bruni ha poi ricordato il ruolo svolto dalla
Colombaria, un’Accademia sorta a Firenze
nel 1735 dove, in pieno spirito d’enciclopedismo, ci si occupava di scienze, lettere e
arti. Nel 1857 nasce la Società omonima (presieduta da Gino Capponi) che si occupa di
reperti etruschi. Si aprono scavi ad Orbetello e una sottoscrizione nazionale finalizzata alla creazione di un Museo Patrio Etrusco. Forte la partecipazione di Livorno : tra
i sottoscrittori Enrico Mayer e Silvio Orlandini. Bruni si è poi soffermato sulle
complicate vicende del Museo archeologico Chiellini (1896) : “era la vetrina del
carattere della città” e fu agli onori della
cronaca anche per i suoi falsi.
La grande ricchezza di studi su Livorno,
che ha coinvolto molti studiosi americani, sta facendo rivivere la storia multiforme della città. Voluta dai Granduchi, che
con le Leggi Livornine ne fecero un faro
di riferimento per i perseguitati di ogni
razza e religione, fu un modello illuminato di tolleranza. L’ha spiegato Lucia Frattarelli Fischer (Università di Pisa) ricordando quanto la città delle Nazioni abbia meritato nel ricordo dei grandi viag-
giatori (Montesquieu)
che qui si fermarono, diventando testimoni di
quel fermento economico e sociale che fece di
Livorno un approdo internazionale dove, con
le merci, viaggiavano
anche le idee.
Tra le meraviglie sorte
in città nel ‘700, ci sono
i Bottini dell’Olio (1705)
che costituiscono una
delle più caratteristiche
architetture del quartiere della Venezia Nuova.
A parlarne, è intervenuta Loredana Brancaccio
(Soprintendenza
B.A.P.S.A.E.) : “Il magazzino è costituito da
un salone voltato con
pilastri tuscanici su tre
navate dove, un tempo,
si trovavano quasi trecento vasche (i bottini)
per il deposito dell’olio
(circa 8.000 hl) per cui i
mercanti pagavano una tassa mensile”.
A dare fiato alla cultura livornese, è sorto da poco un nuovo Museo. Si tratta
delle raccolte della Fondazione Livorno
come specchio dell’arte labronica . Ne ha
parlato diffusamente Vincenzo Farinella
(Università di Pisa) come di un completamento del Museo Fattori, ricco di grandi
presenze accumulate dalla Fondazione in
settant’anni e qui confluite. “Ma siamo
sicuri che per “museo” intendiamo tutti
la stessa cosa?”.
A lanciare il sasso nello stagno è stato
Claudio Rosati (Presid. Probiviri IcomItalia) per cui “ognuno ha un personale
modo di apprendere e il museo deve parlare a tutti”. Sarà bene pensarlo “come
un’antenna che capta ciò che ha intorno”.
Ben diverso, dunque, dalla staticità che
rischia di non cogliere i mutamenti in atto.
“Un museo narrativo”, ha insistito Rosati, che possa piacere ai giovani di cui
si lamenta un calo di frequenza, e giovare persino a certi malati. Insomma: un
museo che sia “un cervello pensante
orientato sul territorio da cui riceve stimoli”.
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Cultura
17
IN PIAZZA ALDO MORO
Obelisco di Nizzoli,
chi di voi sa cos’è?
di Silvia Menicagli
Piazza Aldo Moro, prima, piazza delle Belle Arti, si proprio giusto intitolare una piazza a Livorno con questo nome; Livorno
che delle Belle Arti neanche se ne accorge, difatti dopo qualche anno la piazza
davanti alla Chiesa di Sant’Agostino è
stata rinominata, accortisi dell’errore! Le
belle arti, che un pezzo alla volta, crollano
sotto l’ascia stavolta dei patti di stabilità
e prima di amministrazioni che prediligevano obiettivi diversi per la città.
E così mi sono soffermata alcuni giorni fa
ad osservare quello strano complesso di
cemento, pietra, ferri e verde incolto che
fa da fulcro di una piazza alquanto disastrata.
Cos’è quell’obelisco che svetta anonimo,
da sempre inosservato e da molto transennato?
Signori è l’opera di un grande uomo del
design italiano, uno dei più arguti inventori delle linee moderne, il padre di quella
famosa macchina da scrivere che si è resa
protagonista dell’Italia del dopoguerra,
che è presente al MOMA di New York,
parlo della famosa Olivetti “Lettera 22” e
del suo inventore, Marcello Nizzoli.
Il 30 luglio 1961, viene inaugurato in piazza delle Belle Arti il monumento a Leonetto Cappiello offerto dalla dalla Federazione Italiana Pubblicità alla città di Livorno,
città natale di quell’artista che competendo con i grandi del 1900 come Dudovich,
L’Obelisco di Nizzoli in piazza A. Moro
Metlicoviz ed altri, si confermò artista della
cartellonistica pubblicitaria.
Il Comitato Estate Livornese aveva ideato un premio in onore di Cappiello, che
aveva chiamato l’Arlecchino d’oro, da assegnare al più famoso grafico pubblicitario ed in quella occasione organizzò in Villa Fabbricotti una grande mostra sul nostro artista e sulla pubblicità turistica dell’epoca.
Il giorno 29 si inaugurò la mostra ed il giorno successivo l’obelisco, nella piazza vicina. Nizzoli aveva progettato quest’opera dedicandola a Cappiello, e prevedeva
l’obelisco decorato con fregi in marmo e
scritte commemorative in metallo rilevato
oltre a disporre alla sua base una fioriera
ed una vasca-fontana rivestita di tessere
di maiolica.
Chi l’ha vista in funzione? Io sinceramente non lo ricordo e non ricordo neppure
qualche cartello turistico descrittivo dell’opera, ne eventi o manifestazioni successive per ricordare la sua posa, tantomeno sentirne parlare dalla gente. Ha da
sempre rappresentato un oggetto misterioso che merita però la sua attenzione e
dignità di opera d’arte, non credo che occorrano molti fondi per sistemarla e rimetterla in uso come lo fu inizialmente, è comunque una testimonianza artistica e culturale di un grande designer della storia
italiana che ha celebrato un altro grande
concittadino famoso nel mondo ed è nostro dovere averne cura e rispetto.
Un’altra opera, ahimè, che la città ha dimenticato.
Scheda biografica:
MARCELLO NIZZOLI nasce nel 1887 a Boretto (Reggio Emilia). Studia architettura, pittura e decorazione all’Accademia di Belle Arti di
Parma. Esordisce nel 1910 come scenografo,
grafico e pittore, vicino al futurismo.
Terminati gli studi si dedica alla decorazione
murale e a quella di stoffe di tessuti: nel 1914
aderisce all’importante gruppo d’avanguardia
Nuove Tendenze.
Nel 1923 partecipa alla Mostra International
d’Arti decorative di Monza con alcuni progetti
nel settore dell’artigianato (tessuti e tappezzerie) e nel 1924 disegna manifesti pubblicitari
per la Campari. Più tardi si occuperà di design e
decorazione d’interni, successivamente si troverà a collaborare con l’Ufficio tecnico di pubblicità della Olivetti di Ivrea prima come grafico e poi come designer a partire dal 1940, anno
del suo primo prodotto industriale: la calcolatrice MC 4S Summa.
Negli anni a venire realizza alcuni dei più celebri
prodotti Olivetti, come le macchine da scrivere
Lexikon 80 (1946-1948), Lettera 22 (1950),
Studio 44 (1952), Diaspron 82 (1959) e le calcolatrici Divisumma 14 (1947) e Tectatrys
(1956). Verrà premiato con tre compassi d’oro.
Parallelamente continuerà a disegnare manifesti pubblicitari per importanti committenti,
come Pezziol, OM automobili, ElAR, Campari,
Olivetti e Nestlè.
18 Cultura
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Da 3 al 24 novembre al teatro Il Grattacielo
Otto spettacoli e 2 percorsi formativi
di teatro e danza contemporanei
Livorno, 29 ottobre 2013 – E’ la nona edizione dei “Teatri d’Autunno” , la rassegna di teatro e danza contemporanei presentata questa mattina a palazzo comunale dall’assessore alla cultura del Comune
Mario Tredici e da Alessandro Brucioni
del teatro Il Grattacielo promotore ed organizzatore della rassegna . Intitolata TdA/
SEMIfestival, la rassegna è concentrata
nel mese di novembre ed è realizzata con
il sostegno del Comune di Livorno, della
Fondazione Livorno e di Armunia. Il titolo
“ Teatri d’Autunno, SEMIfestival” sta ad
indicare – come hanno spiegato gli organizzatori- “un festival a metà”, una rassegna concentrata in un solo mese e con
risorse finanziarie assai ridotte, ma che
racchiude in sé i “semi” per una straordinaria crescita.
Il programma prevede 8 spettacoli e 2 percorsi formativi e mette insieme, come di
consueto, realtà e spettacoli tra i più rappresentativi della scena contemporanea
nazionale e internazionale e alcune tra le
esperienze artistiche più significative tra
quelle nate sul territorio negli ultimi anni.
L’inaugurazione sarà affidata al performer
slovacco PETER JASKO e al suo SOLO
09, in scena il domenica 3 novembre alle
21.30. La settimana successiva, sabato 9
novembre, sarà la volta dell’attore livornese FABRIZIO BRANDI e del suo CASI
PER CASO, tratto dall’opera letteraria
dello scrittore russo Daniil Charms.
Weekend lungo e ricco di appuntamenti
quello che va da giovedì 14 a domenica
17 novembre: prima sarà la volta della
coppia DARIADEFLORIAN e ANTONIO
TAGLIARINI e del loro CE NE ANDIAMO PER NON DARVI ALTRE PREOCCUPAZIONI (storia tragicomica di un suicidio politico di pensionate sullo sfondo
della crisi greca), seguirà LEONARDO
CAPUANO con le oscillazioni ironiche del
suo ELETTROCARDIODRAMMA e chiuderà il coreografo livornese ENDRO BARTOLI con la sua MOVIN’OFF PROJECT
DANCE COMPANY, che porterà in scena
lo spettacolo TRANE, dedicato a John
Coltrane e presentato in anteprima al Festival Danza Estate di Bergamo.
Venerdì 22 novembre l’attrice e danzatrice livornese CLAUDIA CALDARANO,
uno tra i nomi più apprezzati della scena
della nuova danza italiana, aprirà col suo
ESSERE (work
in progress)
una serata che
vedrà un nuovo debutto,
dopo una nuova sessione
produttiva che
ne ha impegnato gli autori durante l’estate, MODIGLIANI, il fortunato spettacolo di Alessandro
Brucioni e Michele Crestacci dedicato
alla vita di Amedeo Modigliani e al suo rapporto con Livorno, in scena anche sabato
23 e domenica 24 novembre preceduto, in
quest’ultimo giorno, da una giornata di improvvisazione per danzatori e musicisti a
marchio U.A.U. Undefined Artistic Unity.
Chiude il programma, sabato 30 novembre,
l’autore, attore e regista pugliese OSCAR
DE SUMMA con UN OTELLOALTRO, rilettura della tragedia shakespeariana che
strizza l’occhio alla commedia dell’arte.
Il programma sarà affiancato da un progetto di orientamento alla visione della scena
contemporanea intitolato SEMIsguardo e
rivolto a un piccolo gruppo di 10/15 elementi che avranno l’opportunità di assistere agli spettacoli e di incontrarne i protagonisti e saranno invitati a condividere gli elaborati e la documentazione prodotti su un
blog e una pagine facebook dedicati.
Sul fronte della formazione, dal 21 al 24
novembre si terrà il II Seminario di Arti
Sceniche ESPLORAZIONE DEGLI SPAZI SCENICI ED ESERCIZI DI STILE organizzato in collaborazione con l’Associazione Compagnia del Cerchio e condotto
da Lindsay Kemp, Francesca Della Monica e Marcelo Cordeiro (il I seminario, che
si è tenuto a settembre, ha ricevuto adesioni da tutto il territorio nazionale) mentre
domenica 8 dicembre si terrà il primo incontro del PROGETTO K, dedicato all’opera di Franz Kafka e condotto da Alessandro Brucioni e Claudia Caldarano.
Costi: Il biglietto intero per gli spettacoli costa
10 euro, 8 euro il ridotto per studenti e over 65,
6 euro quello per i soci, i possessori di SEMIcard
(effettuabile al costo di 5 • e valida per tutto il
festival) e i clienti del bar Nero Café di via Bosi
7 che insieme alle Edizioni Erasmo e a EstraAgenzia Leonardi ha contribuito alla realizzazione dell’evento.
Info: 0586 890093, www.livornoteatro.it
Pomeriggi d’arte a Casa Modigliani, Ville, Dimore: I luoghi dell’abitare a partire dal Quattrocento.
Corso
Storia dell’arte
A partire dal 30 Ottobre, nuovo Corso di Storia dell’arte a cura dell’Architetto Matteo Massarelli in collaborazione con Amaranta Service.
Il corso sarà articolato in 6 incontri
di 2 ore ciascuno ogni mercoledi dalle 16 alle 18.
A conclusione del corso: Gita a Firenze, in relazione con i contenuti del
corso.
Il corso intende indagare l’evoluzione delle tipologie residenziali dal
momento di affermazione del palazzo
rinascimentale (XV secolo) fino al
Settecento.Saranno osservati gli
aspetti architettonici, i modi dell’abitare, gli elementi di arredo, le opere
d’arte in relazione a committenti e
ambienti di vita, le eventuali pertinenze di giardini e parchi, e così via.Dai
sobri palazzi fiorentini ispirati all’antica Roma alle ville palladiane in Veneto, dalle regge sature di dipinti,
arazzi, citazioni esotiche del Settecento, passando per i casini del buen
retiro, le ville, le dimore comuni, le
strade e i quartieri pianificati per una
specifica classe sociale, come via
Garibaldi a Genova: l’evoluzione del
gusto e dell’arte in sintonia con tempi mutevoli.
Durante la gita sono previste anche
alcune soste per descrivere palazzi
rappresentativi della città, nei quali
spesso sono state custodite opere
famose oggi esposte in musei
Costi: Corso + Gita: 115,00 euro
Solo Corso: 75 E.; Solo Gita: 50 E.
Durante il corso è prevista una pausa caffè e ad ogni partecipante saranno distribuiti da parte dell’insegnante documenti riassuntivi.
Nel costo della gita sono compresi i
biglietti di entrata ai musei, la guida e
il biglietto del treno.
Per informazioni e iscrizioni,
Amaranta Service
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Cultura
periodico online www.circoloilcentro-livorno.it
19
7
ALLE NOZZE D’ORO E D’ARGENTO CON LA LAUREA A PISA
Una festa con qualche lacrima sul viso
di Mario Lorenzini
C’era un gran traffico domenica 13 ottobre davanti al Palazzo dei Congressi di
Pisa per le Nozze d’oro e di argento con
la laurea che ogni anno l’Università di
Pisa organizza.
E’ una iniziativa “sentita” da chi ha sulla
spalle una vita (quella con la laurea) trascorsa nel lavoro come professionista di
grido e medico condotto nel comune di
montagna, come dirigente di azienda,
come docente (prevalente il numero delle
laureate) e ora si godono la pensione
avendo superato la “settantina”.
E “ti ricordi” si sprecano con strette di
mano e pacche sulle spalle.
“Gli studenti hanno sempre venti anni
e…….” cantavano gli studenti di allora
dell’Università di Pisa con il berretto goliardico dalla punta tagliata per ricordare
Curtatone e Montanara e quando nell’intervallo fra una consegna delle medaglie
per i cinquanta anni e delle medaglie per i
venticinque anni, i cantori hanno riproposto i “canti” di allora tutti si sono uniti e
gli applausi si sono sprecati.
Che bella atmosfera!
E alla “chiama per andare a ritirate la medaglia al banco delle Autorità fra cui il Ret-
tore, tutti si sono messi disciplinatamente
in fila sorretti magari dalle moglie o dai
figli con qualche lacrima sul viso.
Il numero più numeroso è stato quello dei
medici e quello più scarso quello dei dottori in storia e filosofia
Parecchi sono arrivati da lontano fra cui il
nostro amico Mannelli che lavora a Bruxelles in un posto di responsabilità nel
Consiglio Europeo.
Anche la schiera dei dottori con venticinque anni di anzianità era nutrita.
Questa era la schiera dei dottori che lavorano, con la moglie giovane e i figli
minorenni,molto medici ma anche tanti ingegneri (Pisa si è sempre distinta in queste due Facoltà)
Per un giorno senza problemi. Domani è
un altro giorno. Appuntamento per il prossimo anno.
Ma si dice che sarà l’ultimo.
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21
GRANDI MOSTRE D’ARTE MODERNA IN ITALIA
Ricco carnet di appuntamenti da non perdere
Lo storico palazzo pisano intende rendere
omaggio all’arte moderna americana con
l’esposizione di oltre centocinquanta
opere di Warhol, provenienti dall’Andy
Warhol Museum di Pittsburgh, e da numerose collezioni americane ed europee.
Si tratta sicuramente di una irripetibile occasione per approfondire il percorso creativo dell’artista che tanto ha letteralmente
rivoluzionato l’arte del xx secolo.
dell’Arch. Vincenzo Greco
Il 24 novembre a Venezia chiuderà i battenti la Biennale d’Arte contemporanea
che, sotto la guida del giovane critico
Massimiliano Gioni, è ormai giunta alla 55°
edizione. Una rassegna che sicuramente
passerà alla storia per le sue sorprendenti
novità non solo artistiche ma anche strategiche. Tanti i paesi che per la prima volta vengono inaspettatamente invitati ad
esporre e fra questi lo Stato Pontificio che
partecipa con un Padiglione ispirato al
racconto biblico della Genesi. In
Principio è il titolo scelto dal commissario, il Card. Gianfranco Ravasi, Presidente
del Pontificio Consiglio della Cultura, che,
in linea con gli intenti del Dicastero di incentivare il dialogo con la cultura contemporanea, ha ideato e promosso questa novità assoluta.
***
Fino al 9 febbraio , presso la Galleria Nazionale d’arte moderna e contemporanea
di Roma è visitabile una interessante rassegna . Infatti in occasione del centenario del primo ready-made creato da Duchamp (Ruota di bicicletta, 1913), la Galleria d’Arte moderna ha organizzato una
mostra dove saranno presentati
i quattordici ready-made donati da Arturo Schwarz al museo nel 1997, accompagnati da una selezione di importanti opere e di documenti originali, fondamentali
per la comprensione del percorso duchampiano. Il progetto espositivo si concentra su lavori organici e non convenzionali, legati alla parola come formulazione del pensiero: l’arte di Duchamp si concentra sulla dissociazione tra il concetto
A Palazzo Blu di Pisa la mostra di Andy
Warhol.
e il titolo, perché vede nello sviluppo degli oggetti comuni la metamorfosi di un
pensiero che diventa azione.
***
Intanto a Pisa, presso il Palazzo Blu è stata recentemente inaugurata la mostra dedicata all’americano Andy Warhol che resterà aperta fino al 2 febbraio.
Il Palazzo blu consolida così, in campo
nazionale, il suo ruolo di primario polo
espositivo d’arte moderna che negli ultimi quattro anni , con oltre trecento mila
visitatori, ha saputo offrire agli amanti
dell’arte proposte culturali di considerevole e spessore quali la mostra di Chagall
, quella di Mirò, quella di Picasso ed ultima, ma naturalmente non ultima, quella di
Kandinsky.
***
Intanto anche Milano offre un’interessantissima proposta culturale : Jackson
Pollock ma non solo: anche Rothko, de
Kooning, Kline. Rivoluzione artistica, rottura col passato, sperimentazione, energia: questo racconta la mostra “Pollock e
gli Irascibili”, inaugurata a Palazzo Reale il
24 settembre e visitabile fino al 16 febbraio 2014.L’esposizione, curata da Carter
Foster con la collaborazione di Luca Beatrice, è promossa dall’Assessorato alla
Cultura del Comune di Milano ed è prodotta e organizzata da Palazzo Reale, Arthemisia Group e 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, in collaborazione con il Whitney Museum di New York. Attraverso le
opere dei 18 artisti, guidati dal carismatico
Pollock, e definiti “Irascibili” da un celeberrimo episodio di protesta nei confronti
del Metropolitan Museum of Art, il visitatore avrà un panorama completo di un fondamentale stile artistico che seppe re-interpretare la tela come uno spazio per la
libertà di pensiero e di azione dell’individuo; uno stile proprio di quella che fu chiamata “la Scuola di New York” e insieme un
fenomeno unico, che caratterizzò l’America del dopoguerra e che influenzò, con la
sua forza travolgente, l’Arte Moderna in
tutto il mondo.
CHORUS S.r.l.
Ingegneria Impiantistica
Via Guido Rossa, 27
57016 Rosignano M.mo (LI) Italy
Telefono: 0586 764794 Centralino 0586 768783
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22 Cultura
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VAL DI CORNIA
Commedia brillante in dialetto
per valorizzare un bene culturale
di Jacopo Bertocchi
Venturina. Il Mausoleo di Caldana è un
bene culturale da tutelare, forse l’unica
testimonianza di un passato remoto della
recente frazione di Campiglia Marittima.
Con questo imperativo un paio d’anni fa
gli alunni della Scuola Elementare “G.
Marconi” dell’Istituto Comprensivo di
Campiglia Marittima hanno condotto una
ricerca storica che ha valso il primo premio al concorso indetto dalla fondazione
Cassa dei risparmi di Livorno dal nome
“Alla scoperta di vecchi tesori”.
Grazie all’impegno dei ragazzi e al contributo della fondazione, che ha permesso
all’amministrazione di riqualificare l’area
dove si trova il mausoleo di Caio Trebazio, è stato possibile puntare i riflettori su
di un pezzo pregiato del patrimonio storico campigliese risalente al I secolo D.C.
Una costruzione di cui non si conosce
molto, avvolta da misteri, leggende e suggestivi spunti di riflessione.
Il Prof. Piero Cavicchi che con il Dott.
Gianluca Camerini ha curato per la Sosam
(società storica alta maremma) la parte
scientifica del progetto di riqualificazione
afferma che la posizione e la tecnica di
costruzione non lasciano spazio a dubbi:
Il monumento è un mausoleo di età romana. L’idea dell’appartenenza della costruzione a Caio Trebazio, pur non essendo certa da un punto di vista scientifico, si è ormai fortemente radicata nella
cultura popolare della nostra zona. La
prima attestazione risale al Medioevo, i
due contratti del 17 giugno 1249 e del 26
gennaio 1257 con cui i Della Gherardesca
alienano dei beni a favore del monastero
di S. Giustiniano di Falesia riportano come
definizione del vicino mulino sulla Fossa
Calda la preposizione de turre seu mussolei. Nel 1934 ne fa menzione Nello Toscanelli nel volume Pisa nell’antichità,
trent’anni più tardi ci sarà infine l’attribuzione definitiva del nome Caio Trebazio a
seguito del ritrovamento, nei pressi del
paese, di una gemma recante il nome dell’antico patrizio romano Caius Trabatius.
Nasce così, da una storia interessante e
sconosciuta, la brillante idea del Professor Cavicchi di scrivere un testo nel nostro dialetto “il mistero di Caio Trebazio”.
Una vicenda incentrata sull’equivoco che
raccorda millenni di storia della Val di Cornia e che ha portato alla nascita di una
commedia teatrale dissacrante e divertente, portata in scena dalla compagnia amatoriale venturinese Forza Venite gente.
La capacità di trasmettere l’interesse per
la storia, parlando il nostro dialetto rappresenta certamente un metodo innovativo e fortunato per la diffusione del patrimonio culturale campigliese, un’esperienza da imitare per coniugare due termini apparentemente antitetici come cultura e intrattenimento.
AL TEATRO DEI CONCORDI
DI CAMPIGLIA M.MA
Notte
di San Silvestro
in lirica
“Lirica, che passione…” è il programma di intrattenimento culturale che
Associazione Cinema e Turismo propone per trascorrere la notte di San
Silvestro dalle 22.30. Il concerto lirico
è patrocinato dal Comune di Campiglia M.ma e dalla Provincia di Livorno,
che ne condividono il valore culturale. Ad esibirsi è un cast di eccezione,
artisti di esperienza internazionale e di
notevole padronanza del palcoscenico.
Simona Parra, pisana, soprano di coloratura verdiana, voce dal timbro cristallino, opulento, morbido, e nel contempo penetrante, da soprano spinto.
Laura Brioli, riminese, mezzosoprano,
voce calda,vibrante e dal bel colore
bruno, che arricchisce con tecniche
raffinate e virtuosistiche, supportate
dalla notevole presenza scenica della
donna e dell’artista.
Claudio Rocchi proviene dalla zona di
Assisi, giovane tenore lirico di notevole potenza, voce calda, piena e ricca. A proprio agio nel do di petto, Claudio Rocchi è annoverabile nella categoria dei tenori lirici spinti, sa spingersi a tonalità drammatiche.
Direzione artistica affidata alla pianista Laura Pasqualetti, Livornese di
adozione, talento di caratura internazionale, vanta collaborazioni di prestigio, una fra tutte con il Maestro Riccardo Muti.
Il programma conclude l’anno dedicato alla memoria verdiana, comprende
arie di Puccini, evergreen internazionali e la canzone napoletana. Brindisi
a base di spumante italiano e dolci della tradizione natalizia. La conduzione
è affidata a Giancarlo Bertolotti, attore
romano, il poliziotto di tante fiction
televisive.
Ingresso E. 30,00.
periodico online www.circoloilcentro-livorno.it
Teatro
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Maestro del Coro Marco Bargagna
Maestro del Coro Voci Bianche Marisol Carballo
Regia Francesco Esposito
Scene Nicola Bruschi
Costumi Teatro Alighieri di Ravenna
Ideazione costumi Alessandro Lai
Luci Bruno Ciulli
ORT Orchestra della Toscana
Coro Lirico della Toscana
Coro Voci Bianche della Fondazione Teatro Goldoni di Livorno
Nuovo allestimento della Fondazione Teatro
Goldoni di Livorno.
Coproduzione Fondazione teatro Goldoni di Livorno, Fondazione teatro verdi di Pisa, Azienda
Teatro del Giglio di Lucca.
In collaborazione con Fondazione Teatro della
Fortuna di Fano
Programma Novembre
Giovedì 14 e Venerdì 15, h. 20.30
CARMEN
Opèra-comique in quattro atti su libretto di
Henry Meillhac e Ludovic Halévy dalla novella omonima di Prosper Mérimée.
Musica di Georges Bizet
Personaggi e interpreti
Carmen Laura Brioli / Annunziata Vestri
Don José Dario Di Vietri / Mikael Spadaccini
Escamillo Valdis Jansons / Paolo Pecchioli
Micaela Valeria Esposito / Ilona Mataradze
Zuniga Franco Rossi / Veio Torcigliani
Morales Alessandro Calamai / Salvatore Grigoli
Il Dancairo Giampiero Cicino / Alberto Zanetti
Il Remendado Murat Can Guvem / Andrea Schifaudo
Frasquita Michela Antenucci / Alessandra
Rossi Trusendi
Mercedes Irene Molinari / Lara Rotili
Direttore Carlo Goldstein
Carmen di Georges Bizet, una dei titoli operistici più rivoluzionari del teatro musicale, (prima
rappresentazione: Parigi, Opéra-Comique 3 marzo 1875) torna nei cartelloni operistici toscani
dopo 11 anni di assenza, risalendo l'ultima edizione al 2002 (al Teatro Goldoni manca da oltre
30 anni: ultima rappresentazione nel 1981).
Accolta al suo debutto da reazioni contrastanti,
Carmen si è affermata nel corso dell'ultimo Ottocento e nella prima metà del secolo scorso, come
una delle opere-cardine del grande repertorio
operistico mondiale. Salutata da Friedrich Nietzsche come una sorta di "antidoto" solare e mediterraneo alle brume nordiche del dramma musicale di Richard Wagner, Carmen ha imposto alla
cultura europeo ottocentesca un vero e proprio
mito, che nasce dallo spirito di libertà coniato da
Mozart con il suo Don Giovanni: il tema della
femme fatale, ovvero della donna che vive liberamente i suoi istinti, le sue passioni e soprattutto.
Come il Don Giovanni mozartiano, la gitana di
Bizet e Mérimée seduce e abbandona e corre
impassibile verso il proprio destino e un tragico
finale che ha il marchio dell'ineluttabilità. La crudezza realistica con cui Bizet tratteggia personaggi, ambienti e situazioni rappresenta uno degli aspetti più innovativi della drammaturgia di
Carmen, autentica tragedia ‘mediterranea' che apre
le porte al naturalismo in musica.
Teatro livornese... anche popolare
In occasione del 15° anniversario di Beppe Orlandi:
Sabato 16 e domenica 17, h.17.00
Compagnia Beppe Orlandi direzione artistica
Lia Orlandi presenta
"LA 'HIESTA
ovvero
Il fidanzamento"
Commedia comica in tre atti in vernacolo livornese di Beppe Orlandi e Gigi Benigni
regia Beppe Ranucci
Coproduzione Compagnia Beppe Orlandi e
Fondazione Teatro Goldoni
Sabato 16 novembre alle ore 17 nella Sala Mascagni del Teatro Goldoni
Convegno su Beppe Orlandi
Il Centro è in distribuizione
anche presso le seguenti punti:
a LIVORNO
LIVORNO::
Libreria Nino Belforte, Via della Madonna; Libreria Edizioni Paoline, Via
Indipendenza; Libreria Erasmo, Viale Avvalorati; Edicola Cairoli, via Cairoli 18; Edicola Nelli, piazza Cavour
.zza Grande, lato Far39; Edicola P
P.zza
macia Ospedale, Edicola Bianchi, via
del Porticciolo, di fronte Camera
Commercio; Edicola Attias, corso
Amedeo; Edicola piazza Matteotti;
Edicola Paolini (Baracchina Bianca,
piazza S. Jacopo; Ed. Lo Strillone,
viale Italia 113; Edicola c/o Bar Oasi,
Ardenza Mare; Edicola Barcellona ,
via Goito; Edicola Borghi, Corso
Amedeo, angolo via dell’Origine; Tintoria Rossi, corso Mazzini; Chico Sas
, via C. Puini 9; Ed. Martelli Anna Lisa,
via Meucci 5 (Coteto).
a CASTIGLIONCELLO
CASTIGLIONCELLO::
Ed
icola Rossi
Edicola
Rossi,, Piazza della Vittoria;
Edicola T
ognotti, Stazione FerroviaTognotti,
ria.
a ROSIGNANO SOL
VAY:
SOLV
Edicola Giovannoni, via Allende;
Edicola V
allini, via O. Chiesa.
Vallini
a ROSIGNANO MARITTIMO
MARITTIMO::
Edicola “Il Punto”, via A. Gramsci.
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Mese di Novembre 2013