RASSEGNA Stampa SOMMARIO 5 AGOSTO 2015 SEZIONE QUOTIDIANI Ateneo di Palermo QdS – Finanziamenti agli atenei: -30 per cento per i siciliani La Sicilia – L’Ersu apre sportello GdS – La zanzara tigre all’assalto del giardino GdS – L’Orto Botanico, un museo vivente spiegato ai giovani per immagini Altri Atenei La Sicilia – Catania. Esonero tassa iscrizione per i “centisti” con lode Economia Repubblica – Padoan: “Sud, no a politiche speciali” Pubblica Amministrazione GdS - Sì alla riforma della pubblica amministrazione La Sicilia – Via alla riforma Pa, il 112 sarà unico SEZIONE WEB Rosalio – Palermo: blog, siti e stime numeriche a luglio 2015 LiveSicilia – “Caro e vulcanico Maestro” di Maurizio Carta. In ricordo di Vincenzo Cabianca Ufficio Comunicazione Istituzionale - Responsabile per la Rassegna stampa Giusi Inzinna –[email protected] data dS pag 5/8/2015 1/17 t/TIDI i tODlo ICI L t t UNIVERSITÀ Dal 2008 ad Ot gi tagli trasversali soprattutto al Sud e nelle Isole Finanziamento agli atenei: in Sicilia -30% a pagina 17 Palermo ha ottenuto 190 mm, più dell'Università di Perugia e di Pisa L'istruzione dalla parte dello studente Finanziamenti agri atenei: -30 per cento per i siciliani A Me (139 mm) e Ct (157 mm) più sostegno di Roma Tre ROMA — Dal 2008 ad oggi il finanziamento statale agli atenei italiani ha Subito tagli trasversali. Sono pochissime le sedi universitarie che nell'arco di questo tempo si sono viste defalcare somme minime, mentre per 30 dei 60 atenei presi in considerazione da un'elaborazione sul rapporto fondi-sedi universitarie realizzata dal Sole 24 Ore, la riduzione ha ampiamente superato la doppia cifra. Lo Stato chiude i rubinetti da quasi dieci anni. Una scelta che, doverosa o meno, incide inevitabilmente sulla qualità degli atenei italiani e sulle singole realtà regionali. I maggiori tagli hanno interessato il Sud e le Isole. Messina, Palermo, Catania, ma anche Cagliari, Lecce e Sassari hanno perso, dal 2008 al 2014, dal 30 ad oltre il 24 per cento di finanziamento. Queste le percentuali in dettaglio: Messina (-31,4 per cento), Palermo (-30,1 per cento), Catania (-28,1 per cento), Cagliari (-27,1 per cento), Lecce (26 per cento), Sassari (-24,3 per cento). Rientrano tra i primi dieci atenei italiani che hanno subito le maggiori decurtazioni anche l'Università La Sapienza di Roma (-25,2 per cento), l'Università Iuav di Venezia (23,8 per cento) ed esattamente alla decima posizione anche l'Università di Perugia (-23,4 per cento). A margine della top ten si piazza anche l'Università Federico II di Napoli (-23,2 per cento) a conferma di una tendenza alla diminuzione del sostegno economico statale che interessa, a più livelli, proprio tutti gli atenei italiani. Nonostante nel lungo periodo si evidenzino tagli maggiori per le università siciliane, sono queste stesse ad aver percepito nel breve numeri discreti di finanziamento statale. Palermo ha ricevuto oltre 190 milioni di euro, più di quanto destinato dallo Stato all'Università di Perugia, accontentatasi di circa 130 milioni di euro. All'Unipa è stata assegnata una somma leggermente maggiore anche a quella dell'Università statale di Pisa, nel 2014 destinataria di 184 milioni di euro. Messina, Catania e ancora Palermo hanno goduto singolarmente di un finanziamento superiore a quello concesso all'Università Roma Tre, ateneo che Io scorso anno ha avuto a sostegno circa 112 milioni di euro. I fondi ricevuti da Messina e Catania sono stati, invece, rispettivamente pari a 139 e 157 milioni di curo. Nonostante la concessioni economiche maggiori, gli atenei siciliani continuano a non offrire risultati tangibili. Ricordiamo infatti che le nostre università regionali non costituiscono eccellenze nazionali, e neppure il discreto sostegno economico offerto dallo Stato ha finora generato un'inversione di rotta. La crisi del "capitale umano" - recentemente evidenziata dal presidente di Unioncamere Ivan Lo Bello - completa un quadro non certo positivo per l'alta istruzione siciliana. Gli atenei regionali convivono con tagli, inefficienze ed un tessuto sociale che non riesce a trattenere, ma espelle, le nostre menti migliori. Chiara Borzi RIP(10Pla.IE PISELIVAM Università degli studi di Palermo —Servizio Stampa data 5/8/2015 LA SICILIA s ez pag Licata e Hinterland 27 L'Ersu apre sportello Università. L'ente regionale per lo studio si rivolge alle matricole g. c.) L'ente regionale per lo studio universitario (Ersu) di Palermo apre uno sportello a Licata. A curare il funzionamento del presidio, rivolto agli studenti universitari iscritti o in procinto di iscriversi ad uno dei corsi di studio proposti dall'Ateneo del capoluogo, sarà l'associazione Vivere Licata diretta da Ivan Marchese. C'è anche la location, lo sportello verrà ospitato presso la sede dell'Ufficio Relazioni con il pubblico in Piazza Matteotti (accanto alla Biblioteca Comunale). "L'infopoint dell'Ersu è un'occasione unica per la nostra città - dichiara Ivan Marchese che per la prima volta riesce a dare assi- stenza a tutte le future matricole dell'Università degli Studi di Palermo in tempo reale, a pochi giorni dall'uscita del bando per l'anno accademico 2015/2016". Saranno i volontari di Vivere Licata a garantire l'apertura e la continuità nella ricezione al pubblico del presidio. Importanti i servizi che verranno offerti. Gli studenti potranno infatti acquisire la documentazione necessaria per il bando di borsa di studio e posto letto, il modulo per la richiesta di borsa di studio, l'iscrizione ai test di accesso per l'Università di Palermo e l'iscrizione all'Unipa. I giorni di ricezione saranno i seguenti: lunedì 10-17-24 Agosto, dalle ore 9:30 al- le 12:30; martedì 4-11-18-25 Agosto dalle ore 9:30 alle ore 12:30 e dalle ore 16 alle 18:30; mercoledì 5-12-19-26 Agosto dalle ore 9:30 alle 12:30; giovedì 6-1320-27 Agosto - dalle ore 9:30 alle 12:30. "Ci teniamo a ringraziare - le parole di Ivan Marchese - il sindaco Angelo Cambiano, i consiglieri comunali Zirafi, Federico, Morello e Carnmilleri intervenuti e l'assessore Daniele Vecchio per aver dato subito mandato alla nostra iniziativa". Uno strumento importante per evitare ripetuti viaggi nel capoluogo agli studenti in procinto di formalizzare la propria iscrizione all'università degli studi di Palermo. Università degli studi di Palermo —Servizio Stampa data Palermo GIORNALE DI SICILIA pag Cronaca 5/8/2015 23 VIA UNCOLN. Una turista: «Sembrava di stare in una palude, siamo scappati via». L'assessore: «Poche risorse, disinfestazione impossibile» La zanzara tigre all «assalto» del giardino Alessandra Ferrare «Una palude infestata dalle zanzare». Non sono generosi i commenti di chi ha deciso di visitare l'Orto botanico nell'ultimo periodo. L'esperienza di una mamma di Bologna non lascia spazio a interpretazioni: «Non siamo riusciti a visitare l'Orto botanico - scrive in un commento su TripAdvisor, il portale online con più di 200 milioni di recensioni lasciate dai viaggiatori stessi-. Eravamo andati a visitare quei luoghi fiduciosi di trovare un'oasi di fresco per ristorarci, visto che abbiamo un bambino piccolo. Dopo pochi minuti di permanenza, però, eravamo completamente ricoperti da punture di zanzara, al punto da dover correre fuori e rifugiarci nella più vicina farmacia. Qui ci hanno raccontato che non siamo i primi a vivere questa disavventura. Credo che la Manutenzione e la cura di un orto botanico aperto al pubblico passi anche per la disinfestazione. Non ci siamo addentrati in una palude - conclude - ma stavamo visitando una delle maggiori attrazioni della città. Non ci aspettavamo certo di dover vivere un disagio simile». La recensione risale al 16 luglio scorso, ma la situazione non sem- - bra essere cambiata. Lo conferma, ai microfoni della trasmissione radiotelevisiva «Ditelo a Rgs», l'assessore comunale al Verde, Francesco Maria Raimondo: «Purtroppo all'Orto botanico non mancano i disagi spiega -. Se da un lato siamo impegnati in una campagna di promozione che ha portato all'aumento dei visitatori, dall'altro siamo penalizzati dalla carenze di risorse che impedisce di effettuare interventi di manutenzione importanti come quello della disinfestazione. Devo ammettere che molti dei turisti arrivati in questo periodo all'Orto botanico non portano a casa un buon ricordo della visita a causa dell'assalto delle zanzare tigre». Un vero e proprio plotone che non risparmia nessuno e che si moltiplica aiutato dall'ondata di caldo e dai ristagni d'acqua. «Ammetto - continua Raimondo - che, in queste condizioni, non è sostenibile una visita di due ore all'interno dell'Orto botanico, ma la carenza di risorse non ci ha permesso di effettua- , - re interventi di disinfestazione nei tempi dovuti. Cercherò di sensibilizzare l'amministrazione affinché possano essere messe a disposizione le risorse economiche necessarie per intervenire prima di Ferragosto. È un vero peccato rovinare una passeggiata in un luogo così bello a causa delle presenza di questi insetti». La zanzara tigre è arrivata in Italia nel 1990 con il commercio dei copertoni usati o di altri contenitori dove ristagnano anche piccole quantità di acqua. Più delle altre specie esistenti, sta crescendo in maniera esponenziale negli ultimi tempi, proliferando da nord a sud. Insopportabile il prurito provocato dalle punture: questo tipo di zanzara attacca sia di giorno che di notte e può trasmettere malattie pericolose come la febbre gialla o il virus della febbre del Nilo. Secondo il bollettino meteo di Vape Foundation divulgato da Anticimex, in quest'ultimo periodo sono state ben 67 le province italiane con l'indice potenziale di infestazione di zanzara tigre più alto; in una scala di intensità da O a 4, si è registrato un livello tra il 4 (il massimo) e il 3 (medio). In Sicilia, segnalate con il bollino rosso, le province di Agrigento, Catania, Messina, Ragusa, Siracusa, Trapani e Palermo. (.ALFE.) • - 4 Turisti in visita all'Orto Botanico. Diverse le proteste registrate per la presenza delle zanzare, moltiplicata dal caldo (Tom pErv*., Università degli studi di Palermo —Servizio Stampa GIORNALE DI SICILIA ez Palermo data 5/8/2015 pag Cronaca 22 DITELO A RGS/IL VERDE URBANO d i Al essa n d ra Fe rra ro L'ORTO BOTANICO, UN MUSEO VIVENTE SPIEGATO A GICVA\ I PER IV VAGN e ramificazioni degli alberi secolari sembrano unire la terra al cielo. I profumi e le essenze di piante tropicali avvolgono i visitatori nelle atmosfere di Paesi lontani. Esemplari arborei rari e preziosi spingono i cittadini a non dimenticare gli effetti benefici della natura rispetto all'espansione caotica della città. Un luogo senza tempo, mutevole secondo le stagioni, ma che rimane testimone fedele degli anni che scorrono. L'Orto botanico è un spazio magico dove alberi secolari e piante rare, provenienti da diversi Paesi del mondo, convivono per essere studiati o semplicemente ammirati. È un museo vivente, un luogo privilegiato per educare alla conoscenza e al rispetto dell'ambiente. Racconta tutto questo e molto di più il volume, destinato ai più piccoli, dal titolo «L'Orto botanico di Palermo Una guida per ragazzi», edito dalla cooperativa Mercurio. Francesco Maria Raimondo, assessore comunale al Verde e direttore dell'Orto botanico, ha scritto i testi assieme a Carolina Lo Nero, docente di Lettere con un dottorato di ricerca a Cambridge alle spalle. Otto itinerari (illustrati da Luca Di Giovanni, grafica e impaginazione di Sabrina Palumbo e Max Lucania) riempiono le pagine di questa guida. Una proposta didattica per conoscere e apprezzare uno dei più affascinanti beni culturali del Mediterraneo. Così, una materia complessa come quella dalla botanica diventa più semplice. «Il libro si basa sulla consapevolezza che campagne di sensibilizzazione al mondo della botanica e all'amore per le piante - spiega Raimondo - devono essere rivolte, in primis, ai giovani. L'Orto botanico rappresenta un museo vivente, un museo atipico rispetto a tutti gli altri musei. Assieme alla professoressa Lo Nero, abbiamo sentito l'esigenza di realizzare una guida speciale. L'idea è partita da lei che, in passato, aveva già sviluppato altri progetti per la creazione di guide su giardini e parchi pubblici. Ecco che abbiamo realizzato questo strumento utile ai più giovani». Ma non solo. Come spiega lo stesso Francesco Maria Raimondo nella prefazione del libro pubblicato nel 2010, infatti, l'Orto L botanico «deve essere considerato come testimone di una parte del patrimonio culturale della città o della regione in cui si trova (...).Si è, infatti, rilevato che la presenza di tale struttura ha influenzato, e influenza tutt'oggi, la cultura floristica di un ambito geografico, partecipando inoltre allo sviluppo delle attività produttive agricole ed industriali legate al territorio. Questo è certamente il caso dell'Orto botanico di Palermo che, fin dalla sua istituzione tra i11789 e il 1795, non ha mancato mai di stimolare lo sviluppo culturale, agricolo e industriale della regione in cui trova sede e anche sostegno». Grazie al clima favorevole e a una storia che ha alle spalle duecento anni di attività, l'Orto botanico di Palermo ha consentito lo studio e la diffusione, in Sicilia, in Europa e nel Mediterraneo, di innumerevoli specie vegetali, molte originarie delle regioni tropicali. L'Herbarium Mediterraneum, ospitato all'interno dell'Orto botanico, raccoglie circa 500 mila exsiccata, collezionati a partire dal XVIII secolo. Numeri da capogiro, espressione di una ricchezza incalcolabile. «Le visite di giovani studenti, negli anni, hanno avuto una escalation inarrestabile - continua Raimondo -. Durante la stagione primaverile registriamo il tutto esaurito. Ma non ci sono solo le visite delle scolaresche. L'Orto bo- L'ASSESSORE: «CREDO CHE L'AMORE PER LE PIANTE DEBBA ESSERE TRASMESSO SIN DALL'INFANZIA SEMPRE PIÙ STUDENTI IN VISITA» Università degli studi di Palermo —Servizio Stampa GIORNALE DI SICILIA Palermo data 5/8/2015 pag Sez- Cronaca 22 tanico apre le sue porte ogni giorno a giovani studenti interessati ai corsi di botanica, ma anche a tutta la cittadinanza e ai turisti che, attraverso la partecipazione a iniziative e manifestazioni, godono di questo luogo come semplici fruitori del bello. L'Orto botanico di Palermo è una realtà che è stata da sempre conosciuta, ma negli ultimi anni è riuscita ad ampliare la sfera di partecipazione coinvolgendo non solo gli addetti ai lavori e i soggetti che hanno una cultura legata al mondo della natura e delle piante, ma anche i semplici cittadini. E di questo ne siamo fie- ri». Passeggiando per i viali, che si estendono su una superficie di circa 10 ettari, si incontrano 12 mila specie provenienti da climi e continenti diversi. Un ponte tra la vicina Africa e l'Europa. I maestosi esemplari di piante esotiche convivono nell'Orto con annosi alberi di querce, di platani ed allori. I nomi delle principali piante presenti all'Orto botanico sono incasellati in una tabella di facile lettura all'interno della guida. Così, si scopre che il Ficus magnolioides proviene dall'Isola di Lord Hawe in Australia ed è stato introdotto nell'Orto botanico nel 1845 circa. Ne è un esempio emblematico l'esemplare che, con la sua chioma dalle grandi foglie, occupa una superficie di quasi mille metri quadrati. Risale al 1797, invece, l'introduzione dell'esemplare di Cycas revoluta originario del Giappone. È al giardino coloniale che si deve l'introduzione in Europa di molte specie oggi diffusamente presenti in coltura come il mandarino (Citrus deliciosa) proveniente dall'Indocina e introdotto a Palermo nel 1821. Il nespolo del Giappone (Eryobotrya japonica) risale, invece, al 1827. Per non parlare della straordinaria crescita di specie come il banano, l'avocado o di alberi di cotone. Ma è percorrendo dal Ginnasio il viale centrale, che si arriva in un'area dove la bellezza della realtà si mescola al fascino del mito. Qui si trova una grande vasca circolare divisa in 24 settori regolari, che ospita varie ninfee e il bellissimo Loto indiano o Nelumbo rzucifera dalle grandi foglie tondeggianti e dai fiori colore rosa. Ed ecco una delle curiosità narrate nella guida: le foglie del fior di Loto possono arrivai:e a quasi 2 metri di altezza. La tradizione racconta che Buddha si sia sollevato in aria seduto su una di queste foglie davanti alla folla festante. ("Al ft Università degli studi di Palermo —Servizio Stampa data 5/8/2015 LA SICILIA Sez- Catania pag 34 UNIVERSITÀ, SI INCENTIVA IL MERITO Esonero tassa iscrizione per i "centisti" con lode Nel quadro delle misure per incentivare il merito, l'Università di Catania riconosce l'esonero totale dal pagamento della tassa d'iscrizione a tutti gli studenti diplomati alla scuola media superiore con voto 100 e lode. Tale esonero vale per il primo anno di iscrizione e riguarda i corsi di laurea e laurea magistrale a ciclo unico. L'importo della tassa d'iscrizione (pari a 322 euro) sarà integralmente detratto dall'ammontare della seconda e terza rata. Gli studenti iscritti al primo anno di un corso di laurea magistrale sono esonerati dal pagamento delle tasse di iscrizione se hanno conseguito il titolo di primo livello con il massimo dei voti in un numero di anni pari alla durata legale del Corso di Laurea. Infine non pagheranno la tassa di iscrizione gli iscritti a un anno di corso successivo al primo che, alla data del 10 ottobre 2015, avranno acquisito almeno il 70% dei crediti previsti dal piano di studi per l'anno in corso e tutti i crediti previsti negli anni precedenti con una votazione media (ponderata) non inferiore a 28,50 trentesimi, senza essere mai stati studenti ripetenti o fuoricorso. L'immatricolazione ai sedici corsi di laurea a ingresso libero dell'Università di Catania può essere effettuata fino al 12 ottobre. Mentre le domande di partecipazione al concorso per l'ammissione alla Scuola superiore dell'Università degli Studi di Catania (10 posti per la classe di "Scienze umanistiche e sociali" e 10 per "Scienze sperimentali") vanno presentate ' entro il 6 settembre. Università degli studi di Palermo —Servizio Stampa data la Repubblica S e 2r- pag Economia ••. . • IlMezzoip•Orno '• 5/8/2015 12 :•.•:•• • • • ••• +PER SAPERNE N PIÙ t Padoan:Sud 2 no a politiche speciali" Il ministro: "Più investimenti e meno burocrazia". Ma nel Meridione il denaro costai! doppio che al Nord Camusso: "Renzi? Sgradevole che abbia liquidato come piagnistei le parole di Svimez e Saviano" VALENTINA CONTE ROMA. Un problema Sud esiste. Ma «non bisogna adottare politiche speciali». Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan entra nel dibattito sul Mezzogiorno. Lo fa parlando alla stampa estera, smussando però l'ipotesi di piani d'emergenza. Occorre piuttosto «fare politica con più assiduità e usare le risorse che già ci sono», insiste il ministro. Ad esempio, «continuando con gli interventi pubblici, con programmi più efficaci, riforme strutturali adeguate e valorizzando le eccellenze che già esistono». Ed «eventualmente studiando forme di agevolazione fiscale». In controluce, si descrive dunque una certa Il premier dal Giappone: "Ci sono due Italie, una che ci prova e una che si lamenta solo" Costo del denaro, N— IC CRIC Ridile (tasso d'interesse medio sui finanziamenti per cassa alle PMi), in % dove si paga di più. Calabria - 8 89 `hs h1 789. ' Sicilia ‘,„.1 . ,‘ -t 6 Molise . iftry5 g.ttfttY ...e dove si paga di meno inefficacia dei percorsi seguiti sin qui. Se non è un'indiretta ammissione che qualcosa si è inceppato nel meccanismo di gestione delle ingentissime risorse destinate al Meridione, tra europee e nazionali, poco ci manca. Risorse bloccate da incapacità, burocrazia e cattiva politica. In periferia, come al centro. Almeno 89 miliardi su 104 di fondi Ue e italiani, fermi al palo, dovrebbero essere spesi proprio al Sud, come abbiamo raccontato ieri. La metà risale agli anni passati ( programmazione 2007-2013) e : Piemonte Trentino Alto-Adige Lombardia 4, ben 12,3 miliardi rischiano la restituzione a Bruxelles, se non spesi e rendicontati entro 11 31 dicembre. La polemica sul Sud non si ferma, dunque. Anzi Renzi riaccende i toni dello scontro dal Giappone, dove è in visita, usando uno dei suoi refrain preferiti: «Ci sono due Italie: una che ci prova e una che si lamenta solo. Certo c'è tanto da cambiare al Sud come al Nord, ci sono tanti problemi ma c'è tanto che funziona. E a me pagano per provarci». Tra le cose che vanno, il presidente del Consiglio cita recenti crisi industriali superate, almeno in parte. «Il Sud è l'accordo su Carinaro, Pompei, Reggio Calabria dove abbiamo convinto Hitachi a tenere. aperto lo stabilimento, l'Ilva con il decreto per ripartire». Parole che non convincono Susanna Camusso. La leader della Cgil, nell'intervista di ieri a Repubblica tv, rifiuta la logica del gufo, chiede di smetterla con i luoghi comuni sul Sud, di «ripristinare la verità su un Paese spaccato in due». Nella sua analisi, Renzi «non affronta i veri drammi del Paese, ma se non riparte il Sud non c'è speranza per l'Italia». In più, «si continua a strizzare l'occhiolino all'idea di chissà quali flussi di risorse spese male». Quando invece molti soldi destinati al Sud prendono la via del Nord, benché poi nella vulgata si ripeta l'opposto, definendolo un «furto». Al contrario, «bisognereb- Media Italia FONTE: Confartigianato Università degli studi di Palermo —Servizio Stampa be essere coscienti che o si chiude la forbice tra Nord e Sud o annunciare l'uscita dalla crisi è una finzione». E sull'eccesso di lamentele, stigmatizzato dal premier, aggiunge: «Non è il caso di parlare di piagnistei, con 90 miliardi bloccati e l'assenza di una guida da parte del governo. Sgradevole che l'intervento di Saviano, ma anche il rapporto Svimez, vengano liquidati come piagnisteo». Di certo non è un piagnisteo la rilevazione di Confartigianato, diffusa ieri sui prestiti alle imprese, crollati di 106 miliardi dal 2011 (-11%). Ebbene al Sud va anche peggio, visto che il denaro costa il doppio che al Nord. .1PRODUZIONEWSERVA1A data GIORNALE DI SICILIA 5/8/2015 pag 3 - Fatti & Notizie IN SENATO. Il prowedimento è stato approvato grazie alla presenza in Aula e ai voti (sia pure contrari) dell'opposizione che non hanno fatto mancare il numero legale Si alla riforma della pubblica amministrazione O Matteo Renzi dal Giappone twitta: «Un altro tassello, un abbraccio agli amici gufi». Critici i sindacati, plaude Confindustria ROMA Sì definitivo alla riforma della Pubblica Amministrazione da parte del Senato, che ha approvato la legge delega con 145 voti a favore, 97 contrari e nessun astenuto. Il provvedimento è però potuto passare ieri solo grazie alla presenza in Aula e ai voti (sia pure contrari) dell'opposizione, che ha così evitato che venisse a mancare il numero legale (ieri di 150 voti) necessario per la validità della seduta che altrimenti sarebbe stata sospesa. Il 30 aprile scorso, in occasione del primo sì del Senato alla riforma, le opposizioni non parteciparono invece al voto finale, proprio con l'obiettivo di far saltare il numero legale, che però fu raggiunto per un solo voto. Ieri, a favore della riforma hanno votato Ap e Pd, contrari M5s, FI Lega, Sel, Gal e la nuova formazione guidata da Denis Verdini ex di FI. Adesso, dopo la firma del Capo dello Stato, la legge delega sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale e si aprirà la fase di attuazione con i relativi decreti legislativi. Ci sono infatti oltre 15 deM leghe a cui seguiranno altrettanti, e forse più, provvedimenti: dalla razionalizzazione delle partecipate pubbliche al riordino della dirigenza, dalla digitalizzazione dei servizi al processo contabile, dal taglio delle prefetture a quello delle camere di Commercio. Di immediata attuazione, invece, il previsto silenzio assenso tra amministrazioni con tempi certi, per cui dopo 30 giorni, massimo 90, in caso di mancata risposta, si intende ottenuto il via libera. Per ciò che riguarda i decreti attuativi, comunque, il Governo ha fatto sapere di voler procedere in tempi brevi, presentando i primi provvedimenti già al primo Cdm dopo la pausa estiva. Matteo Renzi, ieri, dal Giappone, non ha nascosto la propria soddisfazione per il via libera alla riforma, e via twitter ha sottolineato: «Un altro tassello: approvata la riforma della P.A. Un abbraccio agli amici gufi». Poco prima, parlando ai giornalisti, aveva puntualizzato come anche la minoranza del Pd, con i suoi numeri, non sia riuscita sin ora a fermare le riforme: «La conclusione - ha aggiun- to - è che le riforme si fanno e con gli occhiali giusti vedrete dove saremo tra un anno». Da FI è stati però il senatore di FI Francesco Giro a ricordargli il ruolo giocato ieri al Senato dall'opposizione: «Renzi attacca gli amici gufi - ha detto - ma dovrebbe ringraziare Lega, FI e Movimento 5 Stelle che hanno garantito il numero legale in Aula». Contestano il provvedimento i sindacati del pubblico impiego di Cgil, Cisl e Uil, secondo i quali «il progetto di progressiva riduzione dello spazio pubblico contenuto nella riforma è chiaro, anche in vista di quella che raccontano sarà una riduzione delle tasse ma che si tradurrà in nuovi tagli agli enti locali. Il lavoro pubblico - avvertono - non sarà il bancomat del governo per una illusoria,riduzione delle tasse». Soddisfatta invece Confindustria per la quale «il provvedimento è una tappa fondamentale del percorso di ammodernamento di una P.A. più rapida e prevedibile nelle decisioni, ma anche più snella grazie al taglio delle società partecipate». R.G.C. Università degli studi di Palermo —Servizio Stampa data 5/8/2015 LA SICILIA s ez pag 1 Prima pagina ACCELERAZIONE. Sì a testo Madia e ddl enti locali. Conti pubblici, Padoan: useremo tutta la flessibilità Ue ii Via alla riforma Pa, 11, 11 4 sarà unico Concorsi, niente voto minimo laurea. Addio Forestale. Varrà il silenzio assenso Accelerazione d'agosto peri! Parlamento. Il Senato da il via libera definitivo alla riforma della Pubblica amministrazione, che prevede tra l'altro l'accorpamento della Forestale con un'altro corpo, l'abolizione del voto minimo di laurea per i concorsi, il meccanismo del silenzio-assenso da parte delle amministrazioni, e un numero unico per le emergenze: il 112. Misure da definire con decreti attuativi che, assicura il ministro Madia, "madre" della riforma, arriveranno presto. La Camera da parte sua approva in via definitiva il ddl enti locali, che contiene un taglio di 2,5 miliardi per la Sanità. Intanto il ministro dell'Economia Padoan conferma che il governo è al lavoro anche 'per reperire le risorse per il taglio dell'Imu sulla prima casa, e "avverte" l'Ue: il governo italiano userà per i conti pubblici e in particolare per gli investimenti tutta la flessibilità consentita all'interno delle regole dell'Unione. PAGINA 4 Università degli studi di Palermo —Servizio Stampa data 5/8/2015 pag 4 LA SICILIA La Politica Il 112 numero unico per le emergenze via a silenzio assenso È legge la riforma della Pa. Addio Forestale Niente più voto minimo laurea per i concorsi Roma. La riforma della Pubblica amministrazione è legge: ha avuto ieri il via libera definitivo al Senato. Ecco i principali capitoli. Stretta su dirigenza. Anche i capi diventano licenziabili se valutati negativamente. Ma pur di non essere mandati potranno optare peri! dimensionamento. Gli incarichi non saranno più a vita (4+2 anni) e scatta la revoca in caso di condanna della Corte dei conti. Tutti i dirigenti in un unico bacino. È previsto un solo ruolo (seppure diviso su tre livelli: statale, regionale, locale) senza più distinzione tra prima e seconda fascia. Si va verso una quota unica (intorno al 10%) per l'accesso di esterni. La figura del segretario comunale è superata. Concorsi, niente voto minimo laurea. Non ci sarà più una soglia sotto la quale si è fuori dalle selezioni pubbliche. L'obiettivo è dare più importanza alla valutazione in sede di concorso. Nelle prove non mancherà mai un test sull'inglese. Licenziamenti facili. Quando scatta un'azione disciplinare non si potrà più concludere tutto con un nulla di fatto, la pratica dovrà essere portata a termine senza escludere il licenziamento. Quanto alla diatriba sull'articolo 18, la reintegra resterebbe. Su assenze poteri a lnps. Niente più finti malati. Per centrare l'obiettivo le funzioni di controllo e le relative risorse passano dalle Asl all'Inps. Vengono poi posti dei paletti per il precariato. C'è anche un passaggio per favorire la staffetta generazionale, ma a costo zero. Nasce la Consulta per l'integrazione dei lavoratori disabili. Maglie più larghe per pensionati Pa. Il tetto di un anno vale solo per i ruoli direttivi. Le altre cariche sono comunque consentite, ma resta il vincolo della gratuità. Scompare Forestale, riordino forze. Il ddl pone le basi per l'assorbimento della Forestale in un'altra forza (con tutta probabilità i Carabinieri), così da portare i corpi da 5 a 4. Si prevede inoltre un riordino di tutte le forze. Scure su partecipate. Verranno ridotte e si prevede un numero massimo di "rossi" dopo cui c'è la liquidazione, possibile anche il commissariamento. Si prevede il dimezzamento delle Camere di commercio. Sforbiciata su prefetture. Si va verso un ta- Università degli studi di Palermo —Servizio Stampa data 5/8/2015 pag 4 LA SICILIA La Politica La riforma della P. A. STRETTA SU ASSENZE Il controllo passa dalle Asl all'Inps Staffetta generazionale e paletti per il precariato O LICENZIAMENTI FACILI Obbligo per il dirigente responsabile di concludere l'azione disciplinare senza escludere il licenziamento CI ACCESSO DIGITALE Nuovo capo hi-tech per assicurare accesso internet negli uffici pubblici, scuole comprese 1:3 POTERI AL GOVERNO Il Parlamento delega l'esecutivo a precisare le funzioni di Palazzo Chigi per l'unità di indirizzo .> <5 ADDIO FORESTALE Da 5 corpi nazionali si passa a 4 Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Penitenziaria O DIRIGENTI LICENZIABILI Vertici licenziabil i se valutati negativamente. Gli incarichi non saranno più "a vita" ge:) . CONCORSI E VOTO DI LAUREA Salta la soglia minima sotto la quale si è fuori dalle selezioni pubbliche 4, BACINO UNICO T DIRIGENTI Un solo ruolo diviso su tre livelli: statale, regionale, locale l: BOLLETTE ELETTRONICHE Bollette e multe sotto i 50 euro si potranno eseguire con un SMS a FREEDOM OF INFORMATION ACT Diritto di accedere, anche via web, a documenti e dati della P.A O TAGLIO PREFETTURE Confluiscono nell'Ufficio territoriale dello Stato. Soppressi gli Enti inutili o in rosso ama, LIBRETTO UNICO AUTO 3,‹ • PARTECIPATE Trasferimento del Pra al ministero dei Trasporti. Unica banca dati per la circolazione e la proprietà, con un solo libretto Razionalizzazione partecipazioni pubbliche e dimezzamento camere di commercio ANSA ',tanti m atri glio netto che potrebbe portare anche a un dimezzamento, quel che ne rimarrà andrà a finire nell'Ufficio territoriale dello Stato, punto di contatto unico tra Pa periferica e cittadini. Si farà piazza pulita degli uffici doppioni tra ministeri e Authority. Si tratta di interventi di spending review che si ritro- vano anche nella riduzione alla spesa per intercettazioni. Pratiche dimezzate per grandi opere. Un "taglia burocrazia", al fine di semplificare ed accelerare, fino al dimezzamento dei tempi, le operazioni in caso di rilevanti insediamenti produttivi, opere di interesse genera- E CAMERE COMMERCIO le. Scatta la possibilità di attribuire poteri sostituitivi al premier. Silenzio assenso tra amministrazioni. In caso di contese tra amministrazioni centrali su nulla osta e altri concerti sarà il premier a decidere, dopo un passaggio in Cdm. E fissato anche un tetto per ottenere il sì: massimo 30 giorni, che diventano 90 in materia di ambiente, cultura e sanità. Sulla stessa linea le misure per sbloccare la conferenza dei servizi. Ghigliottina sui decreti. Una forbice che mira a sbrogliare la matassa di rinvii a provvedimenti attuativi. Tutto passa per una delega al governo, chiamato a fare una cernita sugli ultimi tre anni (esclusi i dlgs). Poteri a Palazzo Chigi. Verranno precisate le funzioni di Palazzo Chigi per il mantenimento dell'unità di indirizzo. Un rafforzamento della collegialità che si ritrova anche nelle nomine di competenza, in modo che le scelte passino per il Cdm. Uno statuto e un nuovo capo per Pa digitale. Arriva la "carta della cittadinanza digitale", coni! governo delegato a definire il livello minimo di qualità dei servizi online. A guidare la svolta digitale ci penserà un dirigente ad hoc. Bollette elettroniche da pagare con sms. I pagamenti verso la Pa, come bollette e multe, potranno avvenire anche ricorrendo al credito telefonico (ricaricabili o abbonamenti) purché si tratti di micro-somme (presumibilmente sotto 50euro). Il versamento potrà quindi essere eseguito con un semplice sms. Freedom of Information Ad italiano. Tutti avranno il diritto di accedere, anche via web, a documenti e dati della Pa. Si spalancano gli archivi pubblici, ma restano dei limiti. Numero unico per emergenze. Basterà chiamare il 112 per chiedere aiuto in ogni circostanza. L'idea è quella di realizzare centrali in ambito regionale che, raccogliendo la richiesta, siano in grado di smistarla al servizio interessato. Un solo libretto per auto. Si apre al trasferimento del Pubblico registro automobilistico (Pra), retto dall'Aci, al ministero dei Trasporti, a cui fa capo la Motorizzazione, Si va infatti verso un'unica banca dati per la circolazione e la proprietà, con un solo libretto. Università degli studi di Palermo —Servizio Stampa #Palermo mercoledì 5 ago Palermo: blog, siti e stime numeriche a luglio 2015 Ecco la classifica di inizio estate (luglio) delle stime di Alexa sui blog e siti palermitani. I dati sono puramente indicativi e interessanti soprattutto per confrontare più siti e valutarne i rapporti di forza basati sui numeri (posizioni in un ranking) messi a confronto (che non sempre rispecchiano il reale peso nella realtà cittadina). In testa si accorcia di poco la distanza tra il Giornale di Sicilia (primo) e Live Sicilia. Monreale News viene scavalcato da Blog Sicilia e da MediaGol, che a breve annuncerà importanti novità. Sicilia Fan ha risuperato Sicilia Informazioni rispingendolo fuori dai primi dieci siti, ormai incalzato da Rosalio che fa segnare la sua migliore posizione di sempre. Il sito del Comune di Palermo cala in quindicesima posizione. Da notare un sorpasso tra i siti che si occupano di eventi che se fosse confermato sarebbe clamoroso: Panormita potrebbe avere superato lo storico Balarm. Il sito che ha guadagnato più posizioni questo mese è quello della radio dell’Università: Libertà di Frequenza. Per quanto riguarda i nuovi progetti Alessandro Amato ha confermato ciò che scrivevamo il mese scorso è sarà online a ferragosto con Forza Palermo, che avrà anche una versione radiofonica con Eliana Chiavetta su Radio Action e, probabilmente, tv su TRM. Non sono disponibili i dati disaggregati di Repubblica Palermo e del sito di Palermo delCorriere della SeraCorriere del Mezzogiorno. Questo sito utilizza cookie di profilazione per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze...Se vuoi saperne di più clicca qui. Se accedi a un qualunque elemento sottostante questo banner acconsenti all"uso dei cookie. Accetto Ulteriori informazioni Caro e vulcanico Maestro Martedì 04 Agosto 2015 18:16 di Maurizio Carta Articolo letto 839 volte Il ricordo di Vincenzo Cabianca. Non è mai facile per un allievo ricordare il proprio Maestro, e per me che lo sono stato negli ultimi 25 anni con intensità, affetto, condivisione e quotidiana relazione, anche quando negli ultimi tempi la sua malattia non gli lasciava le forze che abbiamo sempre conosciuto, ma non ne aveva spuntato minimamente l'acume e la raffinatezza del pensiero. Da quando nel 1990 gli chiesi la tesi di laurea non ho mai abbandonato il Professore – come l'ho sempre chiamato fino all'ultimo – e i suoi insegnamenti, da assistente, prima, da suo ricercatore, poi, da collega ordinario erede della sua Cattedra dopo il suo pensionamento, fino alla commovente declamazione della laudatio in occasione del conferimento del titolo di Emerito dell’Università di Palermo (non mi vergogno di ricordare che venni travolto dall'emozione durante la cerimonia). La figura di Vincenzo Cabianca – Cenzi per gli amici – è stata magistrale per l'urbanistica siciliana, italiana e internazionale perché è sempre stato prima di tutto un umanista scienziato, un intellettuale rinascimentale che faceva una urbanistica come connubio di arte e scienza, conoscenza e azione, tecnica e seduzione. Il suo modo di ragionare e di progettare è sempre stato quello di avere contemporaneamente una grande capacità di teorizzazione e di astrazione, ma di non sottrarsi dalla dimensione militante, e dalla attività progettuale estrarre gli elementi, le componenti, le passioni, gli strumenti che arricchiscono il suo pensiero e lo traducono in modelli e metodi. Sapeva costruire tavole di piano che erano affreschi seducenti e didascalie che erano romanzi avvincenti. Cabianca, quarantenne e già famoso, appena arrivato a Palermo nel 1968 fonda all'interno della Facoltà di Architettura la “Scuola di pianificazione”, svecchiando e arricchendo la cultura urbanistica vigente, portando un potente vento di novità e uno stile didattico, culturale e umano unico. Una Scuola che ha avuto la peculiarità, oltre che nel metodo scientifico, anche nella sua passione di saper costruire gruppi interdisciplinari che lavoravano insieme, che lavoravano fino a notte fonda, che non andavano a dormire, che scalavano montagne – sia in senso metaforico che reale nei molti sopralluoghi – per stare dietro a lui che le scalava con maggiore vitalità. Da quella Scuola sono passati in tanti, molti degli allievi di Cabianca sono diventati suoi assistenti perché rimanevano sedotti dal suo modo di pensare e dalla sua straordinaria generosità: ad ogni suo laureato dava un "passaporto permanente" per la sua casa romana per poter attingere alla sua biblioteca delle meraviglie in cui ogni branca dello scibile umano veniva catalogata per indicare quale contributo desse alla pianificazione. Molti dei suoi assistenti negli anni sono diventati protagonisti di questa terra e di questa città, portando sempre con sé la lezione di Cabianca nel loro modo di vedere la città, il territorio e il paesaggio. Lui uomo che amava i vulcani, era vulcanico nel suo insegnamento. E bisognava saper resistere a questa potente eruzione di conoscenze, di esempi, di suggestioni, ma chi resisteva, quando la lava si depositava, raccoglieva frutti preziosi che non ci hanno mai abbandonato: la passione per l'urbanistica come disciplina umana, la consapevolezza che non ci sono confini tra le connessioni che si possono fare nel nostro mestiere, ci ha fatto comprendere che la pianificazione è non solo tecnica, ma atteggiamento complesso e cultura della trasformazione del territorio. Ci ha fatto capire che la partecipazione non è fredda costruzione del consenso, ma è educazione, coinvolgimento, corresponsabilità. Cabianca ha sempre amato Palermo e la Sicilia, tanto da non essersene mai voluto separare, rifiutando persino l'invito dello IUAV di Venezia di prendere il posto di Giovanni Astengo alla sua guida. Non era solo affetto per i suoi allievi, amore per una città e una terra che lo aveva accolto con entusiasmo, ma era la consapevolezza che qui andava condotta la battaglia per la qualità dell'urbanistica, che qui andava sperimentato il recupero democratico dei centri storici – famoso il suo libro "Palermo Vertenza Centro Storico" – che qui andava allevata una generazione di nuovi pianificatori che avessero nuovi occhi per affrontare la valorizzazione dei beni archeologici – sua la prima Carta regionale – e sapessero usare nuovi strumenti per progettare un nuovo e migliore futuro, uno squadrone di pianificatori convinti che "la conoscenza sia matrice di libertà e la pianificazione sia matrice di pari opportunità". E a Palermo ha voluto dedicare la sua ultima fatica, quando già stava male, ma non aveva perso la granitica volontà e la sua straordinaria generosità, chiedendomi di scrivere insieme a lui il testo sulle vicende urbanistiche di Palermo per il prestigioso volume dedicato alla città dalla Enciclopedia Treccani. Quel testo non è solo un contributo scientifico, ma è una storia d'amore scritta a quattro mani e dedicata a tutte le città attraverso il nome della città più amata. Scrivere quel testo con Cabianca è stato emozionante e fertile: la sua poesia e la mia prosa si inseguivano con schermaglie lessicali, il suo scavare nel palinsesto della storia si integrava con la mia interpretazione di traiettorie abbandonate di futuro, il suo magistero di studioso si interfacciava con le mia recenti esperienze progettuali. Anche il modo coner cui Cabianca pianifica – sì pianifica, perché non riesco a parlarne al passato – è peculiare, paragonabile a come si racconta facesse Michelangelo, vedendo la statua dentro il blocco di marmo e lavorando di scalpello per liberarla. E così fa Cabianca nei confronti del territorio, estraendovi il piano che vi è contenuto: lui vede lì dove altri non riescono a percepire nulla, e io ricordo le sue mani che si muovevano nell’aria a simulare la plasticità delle Eolie, la geomorfologia dei vulcani, come se le avesse davanti, dopo averle viste per lungo tempo allo stereoscopio. E non c’era luogo in cui Cabianca avesse soggiornato che non avesse da qualche parte conservata una delle valigette di legno con dentro uno stereoscopio, che aveva comprato in quantità in modo da non esserne mai sprovvisto quando necessario. Così ci ha insegnato a vedere il territorio, la sua complessità, a svelarne la storia. L'elenco dei piani di Cabianca è lunghissimo, molti dei quali in Sicilia, come il lavoro per i parchi archeologici di Segesta e Selinunte, insieme ai progetti dei Musei Archeologici di Tindari, Segesta e Lipari e lo straordinario e anticipatore Piano Regolatore di Siracusa, il quale è ancora oggi una pietra miliare per l'urbanistica nazionale, il primo a contrastare concretamente la speculazione edilizia, innovando il punto di vista tra conservazione e trasformazione. Ma il suo più grande lascito è il Piano Territoriale Paesistico delle Isole Eolie (199497), perché lì un Cabianca ricco di esperienza ha ripreso passioni, sfide anche alcuni strumenti della sua lunga vita. Un piano che è la sintesi di necessità conservative e di opportunità di trasformazione, di opportunità di far dialogare diversi soggetti e di necessità di comporre conflitti, al fine di individuare gli elementi non negoziabili per poter dare la forza agli elementi che possono essere oggetto di concertazione. Nel Piano Paesistico delle Eolie Cabianca ha saputo intervenire con lungimiranza sulla conservazione e trasformazione compatibile delle Eolie con grande capacità innovativa, anticipando soluzioni che il dibattito disciplinare inizierà a trattare poco dopo e che negli ultimi anni sono diventate patrimonio normativo dell’Europa con la Convenzione Europea sul Paesaggio. L’opera di Cabianca per le Eolie ha anche valso alle isole il conferimento dello status di Patrimonio Culturale dell’Umanità da parte dell’Unesco. E per me è stata una fondamentale esperienza aver collaborato in maniera immersiva – lavoravamo anche di notte e durante le festività – alla redazione del piano e alla predisposizione di un primigenio sistema informativo territoriale. E dalle Eolie Cenzi non si è mai separato, fino all'ultimo è stato impegnato nella promozione del Parco Archeologico e Vulcanologico Eoliano e del Parco Omerico della letteratura dei Vulcani Eoliani, un progetto esposto nelle principali capitali europee e oggetto di interventi presso università e istituzioni scientifiche internazionali anche negli anni in cui il ritorno della malattia tentava di minarne il fisico non riuscendovi con la mente. Avrei tanto altro da raccontare di Vincenzo Cabianca, dei suoi piani e del suo modo di insegnare, del suo modo di progettare e del suo essere un poeta, del suo amore per l'arte e per la scienza, che ci infondeva con delicatezza come solo i veri maestri sanno fare. Palermo, che lui ha sempre amato, perde un figlio, l'Università di Palermo, di cui lui andava orgoglioso, perde un padre. Grazie Maestro per quello che ci hai trasmesso e per quello che ancora ci insegnerai estraendolo dalle tue vulcaniche lezioni, dagli scritti che ci hai lasciato e dai piani che hai redatto, scaveremo con forza nella lava dei nostri ricordi per estrarre materia preziosa per andare avanti, come ci ha sempre spronato a fare: "in più e non invece" ci dicevi quotidianamente. Addio Professore, ciao mio vulcanico Maestro. © RIPRODUZIONE RISERVATA Palermo Catania Trapani Agrigento Messina Caltanissetta Enna Ragusa Siracusa