Giovanni Colombo
e Alberto Chiari
Lettere - II - 1980-1992
n. 79
1 PRESENTAZIONE
Il presente Quaderno completa il precedente, nel senso che continua a riprodurre – per quanto ho potuto rinvenire, conservata, nell’Archivio a mia
disposizione – l’intensa relazione epistolare tra il Card. Giovanni Colombo
e il Prof. Alberto Chiari, dal 1980, cioè da quando l’Arcivescovo diede le
dimissioni dal governo della diocesi ambrosiana, sino al 1992, ossia sino ai
suoi ultimi giorni.
Le caratteristiche del rapporto tra i due sono quelle già illustrate, se pur a
volo d’uccello, nella presentazione del primo fascicolo. Il gusto
dell’amicizia, il fervore letterario, gli interessi e gli appuntamenti accademici, i ricordi del passato, la valutazione dell’attualità, che sperimentano
nella società che va cambiando, le notizie di “famiglia”, di salute e di malattia sono semmai reciprocamente, in questo squarcio di anni, sottolineati
e trasmessi magari con quella confidenza ripetitiva, che distingue spesso lo
stile degli anziani.
Le lettere del Chiari sono sempre autografe; quelle del Cardinale per lo più
sono dattiloscritte, in caso contrario vengono segnalate con un’indicazione
in corsivo. Ovvio che il carteggio risulta lacunoso, nel senso che alcune
carte sia da una parte che dall’altra o sono andate smarrite o non sono state
conservate in fotocopia.
Brevi ed essenziali note in calce chiariscono persone, località e avvenimenti relativi all’attività del Cardinale e quasi per nulla a quella del Professore.
Don Francantonio
Carlazzo, 10 Luglio 2014
nel L della visita pastorale dell’Arcivescovo in parrocchia
3 1)
Firenze, 28.1.’80
Eminentissimo e Carissimo,
Ho la Tua bellissima lettera del 12 c.m. ed il dattiloscritto del Tuo
altrettanto bellissimo discorso in memoria dei tre agenti di P.S.1, che mi
terrò prezioso, a meno che questo testo dattiloscritto non sia da Te desiderato, se non hai, per caso, altra copia.
Prendo atto, prima di tutto, delle assicurazioni circa la tua riacquistata salute. E che sia sempre florida, Te lo auguro proprio di cuore. La
mia è buona, sì; ma nell’interno dell’omero destro ho ormai inseparabile
l’asta con le nove viti (scherzando, parlo di Parnaso con le nove Muse!); le
cateratte mi permettono di leggere e scrivere, e di vedere – senza però distinguere - da lontano, sì che o prima o poi dovrò sottopormi alla famosa
operazione; per di più, dalla fine di novembre una forma (dicono i medici,
da virus), di rinolaringotracheite mi ha tenuto e mi tiene, o addirittura
chiuso in casa, o mi concede l’uscire, ma con prudenza.
Si tratta, però, di cose poco rilevabili, quando si pensi che il 6 del
prossimo marzo compio 80 anni! Che posso chiedere di più al buon Dio?
E, se Te ne parlo, è per “aprirmi” con Chi ben mi conosce, e mi protegge
(specialmente per l’anima) con la preghiera. E Tu scusamene!
Ti ringrazio molto delle buone parole che mi rivolgi per le mia
pagine manzoniane. A proposito, la Eri ancora né mi ha risposto né mi ha
mandato le famose copie; cercherò dai librai; altrimenti non ho da inviarTene, così come desideravi per offrirne una a S.E. il Vescovo che Ti ha
ospitato2.
Vengo alla omelia: le parole sono davvero e libere e chiare, ed
aggiungerei: inequivocabilmente risolute; ma anche, come sempre sono le
Tue, poetiche veramente. Non parli, e non scrivi, solo con la mente ben illuminata; ma anche col cuore, che vibra nel profondo ed accende di poesia
il concetto.
Così Ti ho conosciuto quando stavamo gomito a gomito3; così sei
rimasto attraverso i lunghi anni che, da allora, sono passati e che Ti han visto ascendere fino agli incarichi più alti. Bellissima la esposizione del
momento tragico, penetrantissimo l’esame di coscienza, quanto mai eccitante alla elevazione la parola confortatrice della fede.
1
È pubblicato nel Quaderno Colombiano n. 56 “Il vescovo non può tacere”. Si tratta di S.E. Mons. Alessandro Piazza, vescovo di Albenga. In quegli anni fino al 1986 il Cardinale, essendo in pen‐
sione, trascorreva solitamente presso il suo Seminario qualche settimana d’ inverno e quasi due mesi d’estate. 3
È negli anni 1937/39 che don Giovanni Colombo conobbe il Prof. Chiari all’Università Cattolica, standogli a fianco an‐
che come Assistente di cattedra. 2
4 Immagino, e sento, l’emozione dei presenti.
Grazie ancora! Chino al bacio della Sacra Porpora, con mia Moglie, porgo l’espressione più viva di omaggio e di augurio. Memento!
Devotissimo e affezionatissimo
Alberto Chiari
Ho preso appunto del prossimo indirizzo.
2)
Firenze, 11.2.’80
Eminenza Reverendissima e Carissima,
In questo giorno, solennemente dedicato a Maria4, e quando ormai
anche le cerimonie rituali avranno avuto termine, desidero raggiungerTi
nell’augusto Palazzo, dove fruttuosamente Ti educasti a servire Dio, e dove, preventivamente e provvidenzialmente, hai pensato di istituire un Centro di sacra e alta cultura, intitolato al Papa, che Ti precedette su la Cattedra di Sant’Ambrogio5.
E voglio subito raggiungerTi nella nuova sede per dirTi che Ti
sono vicino con tutti i più fervidi auguri di bene: serenità, pace, salute, e
benedizioni celesti proteggano, consolino, illuminino il Tuo ritiro dal santo, ma oneroso, ufficio cui hai dato tanta intelligenza infiammata da tanto
cuore.
Chino al bacio della Sacra Porpora, insieme con mia Moglie, rinnovo saluti, auguri, ossequi, in gran copia.
Dv e aff
A Chiari
-Non ho ancora avuto una copia, nemmeno una, del mio manzoniano Eri.
-Sto mettendo a punto, come … meno peggio potrò, un Giuliotti per il
Lyceum di Firenze, il 20 di questo mese.
____________________________________________________________
3)
minuta risalente con probabilità al marzo 1980
Milano
Caro Prof. Chiari,
non ho ancora risposto alle fraterne e cordialissime parole che mi hai rivolto nel giorno in cui lasciavo in valide mani il governo pastorale di questa
amatissima diocesi. Le ho lette e gradite con intima commozione.
4
Anniversario della prima apparizione mariana a Lourdes nel 1858. Da pochi giorni il Cardinale, dopo le dimissioni, si era trasferito presso il Seminario di Corso Venezia, 11 dove da chie‐
rico aveva frequentato i corsi di teologia; Il Cardinale nel 1978 aveva dedicato l’antico Seminario restaurato, voluto da S.Carlo, a Paolo VI, come “Centro Pastorale Paolo VI”. 5
5 Ora lo Spirito Santo mi aiuti a creare una nuova tradizione: quella di una
paternità senza autorità, ma non per questo meno consolante, meno incisiva, meno stimolatrice.
Se avrai occasione di venire a Milano, sarò felice di poterti accogliere alla
mia modesta mensa.
Aspetto con vivo desiderio di poter leggere la tua lezione su “Giuliotti”: tu
sai che i tuoi scritti sono per la mia anima sempre illuminanti e persuasivi.
Estendo i miei saluti anche alla tua diletta Moglie mentre mi confermo
sempre tuo aff.mo
4)
Firenze, San Giuseppe 1980
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Rispondo oggi alla Tua carissima dell’11, arrivatami però, appena, l’altro giorno, perché – oggi – è per me una data carissima, il giorno
della nascita di mio Padre (19 marzo 1866). È stato un Padre ed un Marito
perfetto, in tutti i sensi (anche la Mamma, grazie a Dio, esemplare!); devotissimo di San Giuseppe; cattolico integralissimo, e lettore dell’unico giornale cattolico di Roma-Firenze, L’Unità cattolica, che non “digeriva” né
punto né poco il 1870!
Lavoratore instancabile, per non far mancare nulla alla famiglia;
eppur rifiutava compensi che gli parevano inadeguati; dopo la sesta elementare, che allora insegnava a perfezione, a leggere, a scrivere, e a far di
conto, dovette incominciare a lavorare, perduto il babbo, per mantenere la
mamma; nonostante la vita di stenti, e nonostante la sua manifesta fede
cattolica, diventò il primo impiegato della maggiore tipografia-editoria fiorentina (la Civelli), di proprietà di un senatore-massone! In questa preziosa
opera direttiva che gli valse il titolo di ragioniere. Ma, per quanto fosse diventato un ottimo ragioniere,ed avesse una calligrafia da modello (allora,
contava!) la sua passione andava alle lettere ed alle arti, alle quali si dedicava dopo il lavoro, anche notturno, e quindi a tarda notte. Senza che nessuno gli avesse insegnato, “modellava” con la creta e soprattutto dipingeva
con valentia; ma, da sé, aveva anche imparato latino, greco, francese, inglese, e tedesco, sì, per gusto di sapere, ma anche per desiderio di seguire
gli studi dei figliuoli, giacché non trascurò mai la famiglia, né dimenticò
mai un solo secondo di amore, vero, intelligente, prezioso, per sua Madre e
per la Madre dei suoi figliuoli, di cui il più sorprendentemente bravo, il
minore, nato il 4 marzo 1904, se ne volò in cielo a soli 25 anni (1929), la-
6 sciando a me, oltre il grandissimo dolore, il peso, soave ma impegnativo,
della cura familiare, aiutato – per grazia di Dio – dall’impareggiabile mia
Moglie.
Faccio punto, e chiedo scusa se troppo mi son lasciato andare.
Godo che Tu stia bene e che continui nella Tua indefessa opera illuminata
ed illuminante.
Quanto al Giuliotti... Ecco: tre cari Amici, e per giunta cattolici, il
Mazzoni (Presidente della Dantesca), il Nencioni (Presidente della Crusca), e Pieraccioni (Presidente di non so quante cose) han preso l’iniziativa
di riunire in volume i miei scrittarelli. Il volume che, forse, porterà il titolo
Dall’Indovinello veronese a Domenico Giuliotti, dovrebbe “celebrare” il
mio LXXX (6 marzo 1900); ed allora, forse, il Giuliotti sarà stampato col
resto del volume. Vedremo.....
Chino al bacio della Sacra Porpora, Ti porgo, con mia Moglie, il
più vivo ossequio, saluto ed augurio di bene. Memento!
Aff e dev
Alberto Chiari
5)
Firenze, 28.3.’80
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Proprio oggi ho trovato una copia del mio introvabile Manzoni,
ediz. Eri. Me l’avevi chiesto per donarlo al Rev. Vescovo ligure, di cui sei
stato ospite. Ecco Te lo spedisco per raccomandata domani mattina. Spero
che Ti arrivi presto. Intanto mi è ottima occasione per inviarTi, anche a
nome di mia Moglie, i più vivi auguri per l’imminente Santa Pasqua, et ultra.
Chino al bacio della Sacra Porpora, imploro la Tua preziosa benedizione
il dv e aff
Alberto Chiari
Ti ho detto che tre cari Amici, cattolici universitari, Mazzoni- NencioniPieraccioni, si dan daffare per far uscire in volume gli scrittarelli non ancora raccolti in volume, per il mio LXXX (6 marzo 1900-1980) ?
E’ cosa che mi ha commosso! Deo gratias!
7 6)
Firenze, 15.6.’80
Eminentissimo e Carissimo,
Dopo l’annuncio della Tua partenza per l’Argentina6, nulla più ho
saputo.
Ti ho mandato anche qualche scrittarello, ed ho fatto uno stancantissimo giro, non ciclistico, ma letterario, nel Nord d’Italia, fermandomi
anche a Milano, ma di passaggio, come, forse, accadrà a settembre, quando
dovrei leggere il canto XXII del Paradiso a Brescia, nella ricorrenza centenaria di San Benedetto. Uso il condizionale, perchè tutto è condizionato e
da Brescia e dalle mie condizioni di ottantenne, anche se per ora – e grazie
a Dio – buone. Tra parentesi: tre cari Amici, universitari, cattolici, e fiorentini stanno mettendo insieme un volume di cose mie, edite ed inedite,
proprio per il mio LXXX.
Chino al bacio della Sacra Porpora, Ti porgo, anche a nome di
mia Moglie, molti saluti e auguri di bene, ed in particolare per il Tuo prossimo e fausto onomastico7.
Credimi
il dev aff
A Chiari
7)
Firenze, 5.9.’80
Eminentissimo e Carissimo,
Leggo la Tua lettera del 24 u.s., di ritorno dalla Versilia, e ne ho
avuto una gran gioia perché da tempo mancavo di notizie dirette; indirette,
sì, ma tristi: la Tua presenza alle cerimonie funebri del carissimo Cardinal
Pignedoli8!
Quante memorie riaffiorano, e quanto sempre più emerge la figura del Padre Gemelli! Anche la nostra cara Università, da circa dieci anni e
più ha avuto troppe ferite, e non so se tutte si sono proprio “rimarginate”.
Speriamo!
Ti ringrazio immensamente di pensare a me mentre continuo le
mie scorribande chiaccherine. Non le cerco, come non ho mai cercato alcunché durante la mia lunga vita; ma, se sono cercato, per cose oneste,
credo mio dovere, anche religioso, rispondere di sì; senza contare che gli
6
il Cardinale effettuò il viaggio a Buenos Aires dal 13 aprile al 3 maggio, per celebrare “las bodas de oro” dei cugini Alejandro e Maria Millefanti. 7
Il Cardinale ricordava il suo onomastico il 24 giugno, festa di san Giovanni Battista. 8
Si celebrò il funerale del Card. Sergio Pignedoli a Reggio Emilia il 17 giugno 1980. 8 impegni sono una salutare medicina. Finché,naturalmente, potrò, e a Dio
piacerà. Purtroppo le “cateratte” seguitano a “calare”, ed io rimando e rimando il controllo.
Intanto penso che: ai primi di ottobre, a Brescia, devo leggere i
versi che Dante ha dedicato a San Benedetto; il 9 novembre, a Roma, alla
“Casa di Dante” mi han chiesto di rileggere l’Addio di Dante a Beatrice;
ed il 27 novembre, a Napoli, di leggere l’ottavo dell’Inferno.
Quest’ultima lettura è del tutto nuova per me; ma anche le precedenti son buttate tutte all’aria, per adattarle alle circostanze mutate. Vedremo.... No, no, il volume per il mio LXXX non è stato ancora pubblicato; anzi, io stesso aspetto le cartoline annunzianti la stampa ed invitanti
alla prenotazione; ma non sollecito, per non parere indiscreto rispetto ad
una iniziativa generosa di Amici cari, illustri, e.... cattolici.
Spero, poi, che l’Editore Pellegrino di Milazzo, specializzato con
le sue Edizioni Spes a libretti di “memorie”,arrivi a pubblicare presto un
mio: Amici (Angelini, Apollonio, Casnati ecc.) Maestri (Barbi, Fassò ecc.
Papi (Pio XI, Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, Paolo Giovanni I 9 ed il
Card. Dalla Costa) Scolari (Renzo Negri, e P.G. Ricci); e non molto dopo
un altro di Testimonianze, ampliato rispetto al precedente.
Avrei, in fine, da mettere insieme cinque o sei discorsetti sul tema
del letterato e dell’insegnante, oggi. Vedrò. Ma la maggiore difficoltà consisterà nel trovare un Editore.
Faccio punto con i progetti di là da venire, mentre sempre più si
avvicina il momento di lasciar tutto, quaggiù!
Anche per questo, sempre mi appello anche alle Tue più che fruttuose preghiere e benedizioni, per me e per la mia preziosa “Compagna di
vita e di fede”.
E Tu abbimi sempre per
il dv e aff
A Chiari
Tanti e tanti auguri anche per Parma10!
8)
Milano, 12.10.’80
Eminentissimo e Carissimo,
Sono stato a Brescia, dove ho parlato di San Benedetto cantato da
Dante; e sono stato di rapido passaggio da Milano, dove, purtroppo, ho
dovuto constatare improvvise e brutte condizioni di mio Cognato, ahimè,
9
Per una svista, ovviamente, sta per “Giovanni Paolo I”. il 28 agosto 1980 a Parma avrebbe tenuto una relazione nell’ambito della Settimana Liturgica Nazionale. 10
9 senza speranze! Lo raccomando alle Tue preghiere, e Te ne ringrazio anticipatamente.
Ora, ho da “chiacchierare” a Roma e a Napoli; forse, questo mio
LXXX è stato, ed è,così ricco di impegni non cercati, perchè....(e lo confido a Te soltanto) segnerà la fine!
Ma, a proposito, ho avuto in questi giorni l’avviso del vol. per il
mio LXXX e, siccome gentilmente e affettuosamente me ne chiedevi, ecco, Te ne mando un esemplare.
Chino al bacio della Sacra Porpora, Ti porgo – con mia Moglie –
molti auguri di bene, e Ti chiedo – anche per mia Moglie – la benedizione.
Credimi sempre
il dv e l’aff
A Chiari
____________________________________________________________
9)
Firenze, 1.11.’80
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Ti ho visto e Ti ho ascoltato per T.V.11, con profonda commozione.
Ho anche constatato che stai benissimo, ed hai parlato benissimo,penetrando ben addentro alla mente ed al cuore degli ascoltanti; come
– del resto – hai sempre fatto, col Tuo lucido intelletto, con la Tua sicura
dottrina, col Tuo vivo senso poetico che Ti suggerisce, sempre, la forma
più chiara, più logica, e più toccante.
Vorrai sapere anche di me, dopo quel che Ti ho scritto a proposito
del viaggio, lieto, a Brescia, e tristissimo a Milano. Ebbene, il 25 u.s., proprio alla vigilia del nostro LI anniversario matrimoniale, feci un brutto regalo alla cara Moglie: inciampai, e caddi battendo fortemente la faccia in
terra, senza potermi in alcun modo sorreggere perché avevo le mani cariche della “spesa”. Ho avuto, ho, ferite, ematomi, al viso ed alle mani, e
qualche “ stordimento”.
Non so se potrò andare a Roma, il 9 c.m., ed a Napoli, il 27 c.m..
Sarà quel che Dio vorrà. I medici mi trovano abbastanza bene, in considerazione della brutta “botta” e della veneranda età, che ha sopportato e sopporta anche le disavventure senza troppi danni.
Ad ogni modo rammento ciò che il mio Manzoni, soleva ripetere:
“ Sono nelle mani di Dio; dunque, sto bene!”
11
La Messa celebrata per Ognissanti nella parrocchia Santa Famiglia in Cinisello Balsamo fu teletrasmessa sul primo canale nazionale. 10 Stamani hai ricordato il compito dei laici, ed hai messo tanto bene
in rilievo che tutti siamo ugualmente impegnati da Dio, Che non bada alle
differenze sociali, ma solo a quelle spirituali. Già! Non solo San Paolo, ma
anche il Manzoni ce lo rammentano, insieme con Te!
Tutto questo mi fa bene per rafforzarmi nei miei propositi, che
hanno a che fare – ovviamente – con la caducità delle forze.
Ricordami nelle Tue fruttuosissime preghiere, insieme con mia
Moglie, mentre, chino al bacio della Sacra Porpora mi protesto per il
dv e aff
AChiari
10)
Firenze, 24.11.’80
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Sono in debito di risposta e alla Tua del 5 c.m. ed a quella del 17
c.m. Ma il periodo da me vissuto dalla fine di ottobre (specialmente, dalla
fine di ottobre) a ora è stato assai travagliato: la mia rovinosa caduta (e ne
porto ancora le conseguenze), i dolorosi funerali di mio Cognato (e ne sentiamo ancora la profonda afflizione), ed infine la malattia di mia Moglie
(tracheite acuta, da raffreddamento, con febbre, tosse ecc. ecc., non ancora
passata).
Aggiungi che non è più come un tempo, quando e molti familiari
abitavano insieme, e facili e duraturi erano gli aiuti, di cui ci si poteva valere. Ora, tutte queste combinazioni sono finite, e bisogna fare di necessità
virtù, come dice il proverbio, affidandoci a Dio, ed offrendo a Lui quanto
ci avviene. Amen. E vengo alle Tue.
Che dire della Tua ambitissima adesione al volume del mio
LXXX? A dire grazie, e sentitissime è dir poco o nulla. Che ti rimeriti Iddio, come dicevano -una volta- i miei “vecchi” !
Non ho ancora ricevuto il fascicolo annunziatomi di “Liturgia”;
ma verrà; e Te ne ringrazio in anticipo. Tu dici cose vere e sante, e le dici
poeticamente. Quindi, a leggerTi, c’è gusto e c’è frutto! Mi è già arrivato,
invece, il discorso che ho fatto nel maggio scorso, a Ostiglia, e Te lo unisco. E’ simile a quello che fa parte di Ancora con Dante, ma ci sono davvero variazioni, e omissioni, e aggiunte.
Sì, sì, alla T.V. mi apparisti in ottima forma, come si suole dire, e
per la voce, e per il portamento. Così Ti incontrammo lietissimi, con mia
Moglie, e fu davvero una festa!
Quanto a me, ho un mucchio di cose da sbrigare, ma devo fare
anche parecchie cose domestiche, e l’alternanza giova a più cose.....
11 Andò bene, pare, il discorso bresciano (2 ottobre) su San Benedetto cantato da Dante; la sala era più che piena e mi dissero che c’era gente
anche per le scale; consegnai il ms., e pare che la stampa non sia lontana.
Anche questa volta, la sostanza c’era già in Nove canti danteschi; ma ho
fatto variazioni, omissioni e aggiunte, e molte note. Lo stesso è avvenuto a
Roma (9 novembre) per L’addio di Dante a Beatrice espressamente richiestomi dalla Presidenza della “Casa di Dante” in Roma, come collegamento
ideale ai canti XXII-XXXIII del Paradiso, oggetto delle letture ‘80-81; mi
è stato chiesto, subito il ms., e la stampa uscirà, pare, nel prossimo gennaio. Più o meno per quel tempo dovrebbero vedere la luce:
1) una presentazione di un vol. di scritti di PierGiorgio Ricci;
2) una presentazione di un vol. di poesie di una 78enne, perciò, scritte, se
Dio vuole, come si deve; e, forse, oltre al vol. dell’LXXX, anche un volumetto: Amici, Maestri, Papi, Scolari (tra gli Amici, Apollonio, Mons. Angelini, Bargellini, Casnati ecc; tra i Maestri, Barbi, Fassò, Calcaterra ecc;
tra i Papi, tutti fino a Giovanni Paolo I; tra gli Scolari, Negri e Ricci, immaturamente scomparsi....)
Come vedi, per quanto so e posso, sto in trincea; sì, per mio gusto, ma anche per la parabola dei talenti!
Però, se le Case cattoliche favorissero i cattolici, non dilagherebbe
come dilaga la cultura cosiddetta laica! So (oltreché per esperienza personale) che molti e bravi stentano o addirittura non trovano da stampare! So
che nei concorsi universitari i nostri cadono e son promossi gli altri, anche
se immeritevoli, ma tesserati del P.C.I.!
Ma lasciamo queste amarezze e accogliamo da San Paolo
l’incitamento ad insistere ad oltranza!
Chino al bacio della sacra Porpora, chiedo, anche per la mia Diletta, preghiere e benedizioni. Credimi
il sempre dv e aff
A Chiari
11)
Firenze, 19. 12. ‘80
Eminentissimo e Carissimo,
Qualche giorno fa mi giunse la tua carissima del 6 c.m., con tante
buone parole e lodi,che, se mi commossero nel profondo, mi suggerirono
anche il pensiero, giusto: - Non me le merito!In effetto, ho fatto solo quello che ho potuto e saputo, e nemmeno
tutto quello che avrei dovuto. Ho da battermi il petto per tante cose e se ho
12 fatto qualche cosa di buono (ma lo fanno tutti), ho cercato di rammentarmi
il bellissimo e giustissimo: - Non nobis, Domine, non nobis, sed tibi da
gloriam! - (E quanto è bello il latino!)
Mi son segnato, però, le Tue date significative, tutte di dicembre,
e tutte in giorni benedetti, 6,7,8 !
Io so bene che sono nato a Firenze (terra, per antonomasia di spiriti
bizzarri), il 6 di marzo (noto, per essere il mese più proprio delle bizzarrie),
giorno di San Marzio (nome, che sembra rammentare marzo- marzo- marzo
= bizzarro, bizzarro, bizzarro!, anche se la etimologia porta a Marte, ed anche se questo Santo non figura più nel novero dei Santi, sostituito o da Martino o da Marziale). So anche che sono stato battezzato, come tutti a quel
tempo, nel bel San Giovanni (e, come tutti allora, porto anche il nome di
Giovanni - o primo, o secondo, o terzo, nome - come tutte le donne portavano il nome di Maria - come primo, secondo, o terzo nome!..).
Alla Tua del 6 non risposi subito, perché di giorno in giorno aspettavo il promesso numero di Liturgia12, che, invece, è arrivato solo
l’altro giorno, quando per la nona volta, in quest’anno, mi presentavo in
pubblico (senza contare le due “comparse” in T.V. 48).
Dunque, ho letto, compiaciutissimo, come era più che prevedibile,
proprio in conformità di quanto è scritto, in « Liturgia », nella presentazione al Tuo discorso. Mi dispiace molto di non aver potuto applaudire di persona, e di applaudire, ma forte, da lontano, solo da lontano.
Che dire poi del ricordo del mio caro Manzoni? E’ cosa che sempre mi commuove ed esalta. Anzi, Ti dirò che nella nuova Rivista, « Testo », diretta dal nostro Girardi, ma non ancora venuta alla luce, comparirà
una mia recensione, giustamente stroncatoria, di un blasfemo scritto sul
Manzoni, in cui tra l’altro nulla si capisce, o non si vuol capire, rispetto
all’amore verso il prossimo, conclamato altamente e giustificatissimamente dal Manzoni! E chiarito molto bene da Te!
Sta’ bene ! Chino, con mia Moglie, al bacio della Sacra Porpora,
Ti porgo, con i più vivi ossequi, anche i più vivi auguri per le prossime
sante festività. E ... memento!
Dv e aff
A Chiari
N.B. Il tuo edificante scritto su La pastorale liturgica in un clima di festa
rimarrà sul mio tavolo da lavoro, in permanenza. Grazie ancora!
12
E’ la rivista del CAL dove venne pubblicato l’intervento dal titolo “La pastorale liturgica in clima di festa”, compiuto a Parma, nell’ambito della XXXI Settimana Liturgica Nazionale il 28 agosto 1980. 13 12)
Firenze, 3.3.’81
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Ho finito di correggere le prime bozze del secondo volume degli
Scritti che i cari Amici hanno affidato all’Editore Nardini, a ricordo del
mio LXXX (ma, il 6 p.v. ne compio già LXXXI!). L’ultimo di questi scritti è il Commento al Pater di Vittoria Giorgini Manzoni. La prima, introvabile, edizione, fu pubblicata a Pisa dal Nipote della Vittoria, e dedicata al
Cardinal Maffi. Poi, ce ne fu una seconda, non esattissima, del Cojazzi.
Quindi, la terza, la mia, e vorrei sperare esatta, e ben documentata si da
sfatare tante leggende artificiate degli antimanzonisti di moda; ambirei a
dedicarla a Te. Posso? Le ragioni sono tante...
Aspetto l’ambitissimo sì, ed intanto ti dico che io sono incappato
nell’influenza, quando credevo di non aver più alcun timore; e mi sono riguardato, e mi riguardo, oltre ogni scrupolo legittimo, perché ho da assistere, molto molto, mia Moglie, che da questo novembre non sta bene e che,
proprio con oggi, incomincia la serie delle ultime analisi, alquanto fastidiose.
Per ora, tutte le analisi non hanno rivelato nulla di brutto; ma le
forze continuano a mancare...
Speriamo che queste ultime analisi suggeriscano la cura adatta.
Ma, più che le cure, varranno le preghiere dei Buoni, con la tua
Benedizione! Chino al bacio della Sacra Porpora, mi dico il sempre
Dev e aff
A Chiari.
13)
Firenze,22.3.’81
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Non avevo risposto subito all’ultima Tua, perché gli avvenimenti
riguardanti mia Moglie, si succedevano imprevisti, senza far prevedere un
punto fermo, momento per momento.
Perfino c’è stata una brutta caduta per le scale di casa, che le ha
dato ed ancora le da tanto dolore e le impedisce i movimenti.
14 Ma, ora, la sentenza: occorre un intervento per levar via (speriamo in tempo) un tumore al retto, definito “polipo” per mia Moglie.
L’operazione avverrà a metà settimana.
In quali condizioni morali io sia, lo puoi immaginare: tutto è per
lei, istante per istante. Mi raccomando, soprattutto per lei, alle Tue fruttuosissime preghiere. Chino al bacio della Sacra Porpora, mi dico il
dv e aff
A Chiari
14)
Milano 26-III-1981
manoscritta
Carissimo Professore e Amico,
faccio seguito al telegramma spedito questa mattina, perché il cuore vuole
dirti una parola di conforto per superare questi momenti di trepide ansie.
Con te prego, con te spero; se Dio è venuto a turbare la gioia del tuo animo, io Gli chiedo che sia per ridartela guarita.
Nell’ultima lettera scritta da G. Salvadori trovo questa espressione: “A
volte in cima alla Croce nasce il fiore della consolazione di Dio e con quella luce la timidità sparisce e l’Amore risorge”. Con questo risorto Amore
faremo dolce violenza sul cuore del nostro Signore e Amico Gesù, perché
nella sua immensa misericordia ci faccia la grazia attesa.
Ti abbraccia in segno d’incoraggiamento e di speranza il tuo aff.mo
+ Giovanni Card. Colombo
____________________________________________________________
15)
Firenze, 2.4.’81 ore 14
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Ho ricevuto con profonda commozione lettera e telegramma: non
bastano parole umane; Iddio Ti benedirà!
Mia moglie fu ricoverata, dopo lungo languire e dolorare (anche
per la caduta) il 20 marzo, con prognosi di tumore maligno; ma l’esame istologico rivelò (27 marzo) che si trattava di cosa benigna. La rettoscopia
(più attenta, questa volta) confermò (28 marzo), ma il chirurgo volle essere
più che sicuro ed inviò all’Istituto di analisi altri frammenti. La risposta è
venuta oggi, alle 12, e lunedì con precisa schiarita d’orizzonte e con maggiore semplicità e facilità d’intervento (6 aprile), l’intervento! Si tratta di
cosa benigna!
15 Che Dio ancora ci assista e la SS. Annunziata!
Te ne ho voluto subito avvisare, sicuro che la notizia Ti farà molto piacere, sicuro che interverranno ancora le Tue buone e preziose preghiere perché tutto si risolva poi per il meglio.
Chino al bacio della Sacra Porpora mi professo per
il dv e aff
A Chiari
___________________________________________________________
16)
Santa Pasqua 1981 13
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Alleluia!
Mia moglie è tornata a casa, molto debole e molto bisognosa di
cure e di assistenza; ma è fugato ogni dubbio su la natura del male (“benigno”ad oltranza!). Ora ci vorrà molta pazienza, per ricuperare. Ed anche
per me, ci vorrà molto tempo perché “guarisca da questa bastonata”!
Ad ogni modo, sarà quel che Dio permetterà, ma assicurando preventivamente qualche provvidenza, specialmente spirituale, come di continuo ripeteva il caro Manzoni.
A Te, di gran cuore, la buona Pasqua, anche a nome di mia Moglie, che - china con me - al bacio della Sacra Porpora, Ti porge vivissime
grazie per la preziosa partecipazione alla nostra dura "prova", ed invoca la
sacra benedizione. E Tu credimi sempre
il devotissimo e aff
A Chiari
17)
Firenze, 2. 5. ‘81
Eminentissimo e carissimo,
Approfitto di una breve pausa per dirTi che, dopo varie sofferenze, mia Moglie è potuto tornare a casa, e che, per quanto sorvegliata ed assistita (di notte, c’è sempre una infermiera), sta gradatamente migliorando.
C’è da ringraziare Dio e la SS. Annunziata perché, da come pareva che si mettessero le cose ad un certo momento, ci sarebbe stato da temere il peggio per la natura del male e per le conseguenze. Invece, tutto
era di natura “benigna”, ed ora c’è soprattutto da rimediare alla debolezza,
già grande anche prima dell’operazione, e agli effetti dell’anestesia che,
dice, durano a lungo....
13
Era il 19 aprile. 16 Come già credo di averTi detto, ho - da questo autunno - lasciato
un impegno dopo l’altro; e mi son tenuto (ma per dovere d’ufficio, per così
dire) solo la lettura del XXXI dell’Inferno che, sebbene già esposta ben 51
anni fa (!), è ora per gran parte nuova anche per fonti e prospettive. Come
abbia potuto mettere insieme quattro scarabocchi, abborracciati,e modificati fino all’ultimo momento, o lasciati lì alla meglio o alla peggio, Dio solo lo sa! Pazienza e avanti!
Mille grazie ancora delle Tue preziose preghiere, e del Tuo costante, commovente ed esaltante, interessamento alle cose nostre.
Chino al bacio della Sacra Porpora, porgo, anche a nome di mia
Moglie, tanti e tanti ossequi ed auguri di bene, ed invoco l’ambita benedizione. Credimi
il sempre dv e aff
A Chiari
___________________________________________________________
18)
Firenze, 25. 5. ‘81
Eminentissimo e Carissimo,
Rispondo in ritardo alla graditissima tua del 12. Scusamene! Ma
qui non siamo sempre padroni del tempo. Pazienza, e avanti, con l’aiuto
del Signore e della SS. Annunziata.
Ed in effetto, le cose sembrano incamminate per il meglio, sia pur
lentissimamente; tanto che, forse, in settimana, licenzieremo l’infermiera
“notturna”che, all’ospedale o in casa, è stata sempre presente fin dal 21
marzo!
Sì, la lettura del XXXI dell’Inferno andò, mi parve abbastanza
bene, tutta rinnovata, non solo per il più rilevante risalto - forse - alle figure dei Giganti, e soprattutto alla loro anima nascosta; ma anche per la documentazione biblica e linguistica (trecentescamente linguistica) di ciò che
furono e di come si debbono intendere i Giganti danteschi. Se avrò tempo
e modo, riordinerò, ripulirò, e pubblicherò.
Ho poi corretto le seconde bozze di Incontri d’anime (Edizioni
Spes - Milazzo) del volume per l’LXXX (già arcipassato!)
Ma tutto a pezzi e bocconi....
Chino al bacio della Sacra Porpora, sentitissimamente, con la mia
Lina, ringrazio per la benedizione fruttuosamente già ricevuta, e la invoco
costante! Credimi
il dv e aff
A Chiari
17 19)
Firenze, 21.10.’81
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Ho avuto la Tua graditissima del 16 c.m. e non so che dirTi, perché il più sentito “grazie” sarebbe ancor ben poco.
Sono tanto grato, s’intende, delle lodi, anche se non meritate in
quella misura, almeno; ma sono grato e commosso perché, indipendentemente dalle lodi, Tu hai centrato le intenzioni: erano proprio quelle che di
volta in volta ho sentito Raffigurare, cioè, per quello che mi erano realmente apparsi quegli uomini, per quello che sentivo dovessero essere e
perciò apparire anche agli altri. Forse, un po’ “filologo”, sia pure modesto,
anche in questo, e, naturalmente, sincero e commosso.
Grazie, dunque, proprio di cuore! (1) E forse avrai ricevuto o starai per ricevere anche il volume Nardini, quello per l’LXXX, anche se ormai si tratta di LXXXI e mezzo... Come stiamo?
In complesso, discretamente e, certo, lentamente meglio rispetto a
mia Moglie che si è liberata assai dal complesso di ansia continua, da cui
era stata presa, ed in parte è ancora presa, soprattutto per effetto
dell’anestesia.
Siam tornati anche dall’oculista, che ha trovato assai bene mia
Moglie e, come due anni or sono, il sottoscritto. Sì che per ora, per me,
non si parla di operazione. Laus Deo!
Ma Tu come stai? Spero, anzi, credo che Tu stia bene dopo il riposo estivo: bene, del tutto.
Sì che, pur assicurandoTi le nostre povere preghiere, osiamo raccomandarci caldamente alle Tue, veramente preziose.
Chino al bacio della Sacra Porpora, mi dico il sempre
devotiss e aff
Alberto Chiari
Anche il Secchi se n’è, cristianamente, andato! E quale altro milanese e
cristiano potrà reggere la Casa del Manzoni? Che quel grande non sia tradito!
Forse il nostro Girardi? E’ abbastanza giovane, è milanese, è manzonista,
ed è quel buon cristiano che tutti sanno. Speriamo! Ma anche un prelato!
Anzi!
18 (1) Ne ho inviato fotocopia all’Editore, molto religioso, e molto benemerito, e come Editore, e come Preside statale. __________________________________________________________
20)
manoscritta
Milano 10-XI-1981
Illustre Professore, Amico Carissimo,
mi è pervenuto il volume dell’editore Nardini, nel quale alcuni tuoi fedeli e coltissimi alunni hanno adunato, scegliendo da una vasta produzione che spazia per tutti secoli della nostra letteratura – dall’antico indovinello veronese al contemporaneo Domenico Giuliotti – i tuoi saggi
più significativi.
Ho ammirato anzitutto l’edizione nitida e dignitosa dell’antologia. Poi
mi sono intimamente rallegrato che tu mi consideri una persona a cui
vuoi tanto bene da dedicarmi – come agli amici a te più cari, lo splendido “Commento al – Pater Noster – di Vittoria Giorgini Manzoni”,
impreziosito dalle tue accuratissime note: grazie della dedica e
dell’affetto.
Del volume già ho letto alcuni capitoli per me nuovi, con altri che già
conoscevo: sento il bisogno di rileggerli tutti con animo tranquillo anche per rinnovare la mia povera cultura, polverosa e ingiallita dai troppi
anni di oblio, ma soprattutto per edificarmi alla luce della tua onestà intellettuale e della trasparenza del tuo linguaggio, che non ha bisogno di
risciacquature, battezzato com’è nell’acqua dell’Arno.
Ho tenuto la lettura manzoniana14 sul Cardinale Federico, risolvendo a
mio modo il problema che m’angustiava, e cioè se il Manzoni ha inteso
fare del secondo Borromeo un santo da altare da affiancare all’eroico
cugino. Se avrò indovinato, non so. Può darsi che quella mia modesta
lezioncina venga stampata: in questo caso, mi sentirò obbligato a mandartela, perché tu possa giudicare il valore delle ragioni addotte.
Ho colto l’occasione per dire parole sincere e laudative a riguardo del
prof. Enzo Noè Girardi (lui non era presente), nel desiderio di preparare
l’eventuale successore al compianto Claudio Cesare Secchi alla Casa
del Manzoni. Ma sarà compossibile questo impegno con quello di professore ordinario all’Università Cattolica?
Mi allietano le notizie sulla migliorata salute della signora Lina e
dell’evitato intervento chirurgico ai tuoi occhi. E’ viva consolazione
14
Tenne la conferenza “Il cardinale Federico nella immortale trasfigurazione manzoniana, il colloquio con Don Abbon‐
dio” il 7 novembre presso l’Ambrosiana; fu stampata in Otto/Novecento. 19 per me sapervi sereni e operosi con discrezione, per riguardo all’età avanzata. Da parte mia, ringrazio ogni giorno il buon Dio per le energie
e la pace che mi concede.
A voi il mio ossequio benedicente e l’augurio d’ogni bene per la vita
fugace e l’eterna.
Dev.mo e aff.mo
Card. Giovanni Colombo
21)
Firenze, 15.11. ‘81
Eminentissimo e Carissimo,
Ho ricevuto la tua graditissima del 10 c.m., e non Ti so rendere a
parole ringraziamenti adeguati.
Sono, intanto, lieto che Ti sia arrivato il vol. Nardini, voluto dai
quattro amici, universitari, cattolici praticanti, stampato molto bene, contenente ciò che ancora non era stato raccolto in volume, dopoché anche la Le
Monnier cambia stile e autori, mandando al macero le cose (mie e non
mie) dei vecchi autori, rifiutando, di questi, le nuove, ed accettando cose
adatte alla moda che passa! Così è avvenuto per il classicista U.E. Paoli,
una volta gloria degli studi classici e della Le Monnier; per il linguista
Bruno Migliorini (id. c. s.); e per il migliore dei geografi viventi Aldo Sestini (id. c. s.) ecc.ecc...
Purtroppo, bisogna dire che noi, cattolici indipendenti, non troviamo un facile asilo; nè d’altra parte, il sottoscritto non sarà mai disposto
ai compromessi storici, come avvenuto, avviene, ed avverrà, con Einaudi, i
cui Cataloghi parlano chiaro...
Ma passiamo ad altro, e voglio ancora dirTi quanto mi scendano
nel cuore le Tue parole, anche se le sento superiori ai miei poveri meriti.
Sono solo uno che, senza alcuna pretesa, vuole vederci chiaro, da sé, nelle
questioni, e vuole esporre il suo pensiero, giusto o sbagliato che sia, nel
modo più accessibile a tutti, perché non tutti sono letterati, o letterati specializzati. Mi confortano in questo atteggiamento, mai intermesso, due
Grandi: Galileo e Manzoni, e potrei aggiungere Muratori. Galileo, infatti, e
Muratori smisero di scrivere in latino, inteso da pochi, desiderosi di arrivare all’universale, come si propose il Manzoni e da giovane e da vecchio.
Ecco, fatte le debite proporzioni, la mia via è questa; dimodoché, sempre
lontano da ogni moda, cadrò chissà quante volte su l’erta, ma sarò sempre
pago se si potrà almeno dire: su l’orma propria ei giace.
20 E ritorna Manzoni; e ritorna la sproporzione; ma ritorna anche la
meta: altissima la sua; terra terra, la mia !
Quanto alle dediche, era il minimo ch’io potessi fare per i quattro
amici proponenti, e per il Girardi, che era rimasto male a non essere un
quinto; e allora gli dovetti spiegare che si trattava di una iniziativa « apartitica » tutta fiorentina, e che avrei avuto modo di « tirarlo sul palcoscenico », affidandogli la bibliografia (che poi feci io).
Ho voluto inoltre dedicare al compianto Ricci l’articolo sulla autografia boccaccesca, dal momento che il Branca (nomina sunt consequentia rerum), si è appropriato, come suo, il mio e quel del Ricci, obliandoci
del tutto o relegandoci con qualche segno di compatimento in qualche polveroso angoletto.
E non potevo non dedicare al compianto Bargellini il Giuliotti,
per le ragioni addotte.
E, dopo il Cardinale Maffi, potevi mancare Tu, dai mille e mille
meriti, dalla santità alla cultura?
Così, ho voluto idealmente riunire intorno a me Chi mi ha voluto
e mi vuole veramente bene, anche a nome di tanti altri, che mi stanno scrivendo lettere veramente commoventi.
Non ho mai cercato onori; ho sempre cercato: amore. A caratteri
bodoniani, ho un cartellino, nel mio studiolo, con la scritta: In augello cum
libello. Me lo regalò un caro Amico parmense, che ben mi aveva conosciuto. Ci tenni. Ci tengo.
Ma non voglio farTi perdere altro tempo con queste chiacchiere.
Voglio dirTi piuttosto che aspetto con impazienza il tuo secondo
Borromeo.
Ti sono anche molto grato di quanto potrai fare per il Successore
del compianto Secchi; credo che le due cariche possano esser compatibili
per il Girardi; ad ogni modo, è auspicabile che la carica manzoniana non
vada ad uno non manzonista, nè per animo né per cultura, e nemmeno ad
un cattolico atto a tutti i compromessi, come, (sia detto come in confessione!) il Vigorelli.
Chino al bacio della Sacra Porpora, con la mia Lina, porgo tanti e
tanti ringraziamenti, saluti, ossequi, auguri. E tu abbimi sempre
per il devotissimo e aff
A Chiari
____________________________________________________________
22)
Firenze, 28. 11. ‘81
21 Eminentissimo e Carissimo,
Ricordo, ormai bene:
6 dicembre = fausta ricorrenza natalizia
7 dicembre = fausta ricorrenza della Consacrazione Episcopale
8 dicembre = fausta ricorrenza del Santo Battesimo
Per tutte queste care ricorrenze, i più fervidi rallegramenti ed auguri.
Sto mettendo in bella, (si fa per dire!) la lettura del XXXI dell’ Inferno, tenuta il 30 aprile di questo anno in un momento in cui maggiormente mi sentivo provato, anche nel fisico, per quanto avevo sofferto.
E sto mettendo insieme un libro di Testimonianze per lo stesso Editore di
Incontri d’anime.
Poi, o per lui o per altri (ma chi? Studium? o altri, come Città
Armoniosa?) penso ad un altro libercolo: Testamento letterario e dovrebbe
comprendere: L’insegnare, cos’è?; Spiritualità e responsabilità del letterato, oggi; Estetica e letteratura; Le ‘profonde radici’; Ringraziamento (per il
vol. del’LXX); Testamento. I primi cinque numeri sono editi; si tratta di
riunirli e rivederli; l’ultimo è da finir di scrivere....
Ma, conviene pensare ai progetti, anche se non saranno realizzati,
aspettando l’ora del traguardo.
Intanto, dovevo parlare, il 2 p.v., a Roma su Foscolo e Dante, ed
ho rinunciato. Siamo due soli; se l’uno non può, l’altro non deve. Ora, in
febbraio, a Modena, dove iniziano una serie di lecturae Dantis “Dante Alighieri” e Provveditorato agli Studi, potrò andare? Vedremo! E, in maggio,
a Padova: L’addio di Dante a Virgilio? Anche, per questo, vedremo...
La salute è discreta, non buona, ma tale però da non chieder di
più. Siamo, in aggiunta, al freddo per guasto dell’impianto di riscaldamento, ed oggi è il terzo giorno...
Ma io Ti ho annoiato con mille cosucce vane, e Te ne chiedo umilmente scusa.
E, quindi, chino al bacio della Sacra Porpora, con mia Moglie, Ti
porgo mille e mille saluti, ossequi, ed auguri, e mi dico
il dv e aff
A Chiari
Aspetto con impazienza il caro e grande Borromeo.
23)
Firenze, 19.12.’81
22 Eminenza Reverendissima e Carissima,
Eccoci nell’imminenza delle Sacre Festività, alle quali mi avvicino un po’ malconcio (ma non troppo!) per disturbi vari che mi assicurano
passeggeri.
Ed il mio pensiero corre a Te, anche perché il Tuo bel nome figura
nel vol. Nardini bene in rilievo, perpetuando una lunga e cara amicizia, e
rendendo un grande onore alla mia modesta persona. Grazie di ogni cuore!
E tanti, tanti, auguri di molto bene per le prossime feste, et ultra,
anche a nome di mia Moglie.
Chino al bacio della Sacra Porpora, sempre mi protesto per
il dev. e aff.
Alberto Chiari
24)
Firenze, 28.XII.’81
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Ho ricevuto e letto il bellissimo discorso sul Cardinale Federico, e
sottoscrivo a piene mani quanto Tu hai scritto con magistrale impostazione
e fine intuito di poesia. Magistrale impostazione: hai fatto benissimo a
premettere quelle battute d’aspetto, quelle iniziali affermazioni e dimostrazioni su lo scrupolo, obiettivamente storico, del Manzoni, che non poteva
essere dimenticato nello stendere il profilo del grande Cardinale.
Tant’è vero che non ne tace le idee strane ; così han più risalto gli
atteggiamenti santi, perché tutto è storico. A questo proposito, preziose sono le tue indicazioni bibliografiche aggiuntive o le osservazioni riguardanti
San Filippo Neri ed il Cardinale Valier.
Fine intuito di poesia: sia nel Profilo sospeso tra storia e poesia e
nel Sistema di Don Abbondio, sia nei tre progressivi momenti, in cui analizzi il grande colloquio per arrivare alla felice sintesi conclusiva; perché,
fai andare di pari passo il rilievo dei concetti e gli effetti su i sentimenti, la
verità della storia, del cuore umano, dei doveri e dei difetti, la vita di qua e
la vita di là.
Mi pare un quadro perfetto: dapprima, la prospettiva del senso
con cui il Manzoni faceva storia; dappoi, l’analisi approfondita storica e
poetica insieme.
E, da quel sensibilissimo “critico”, quale da sempre Ti ho conosciuto, Ti immedesimi nel Manzoni e nel Cardinale, e guidi per mano il
lettore ad intendere bene il pensiero ed a valutare la poesia.
Grazie di cuore.
23 Peccato che non ci sia anche lo studio sul rapporto innominato =
Cardinale e magari anche Gertrude = Cardinale, perché le pagine su Don
Abbondio = Cardinale sono veramente godibili.
Sono lieto, anche, che nei miei libercoli (la Vita e le opere, ediz.
Eri; Rileggendo il Manzoni, ediz. dell’Ateneo; e Manzoni, il credente, ediz. Ist. di Propag. Libraria), non ci sia alcunché che possa esser in contrasto, anche breve, con quanto magistralmente hai scritto..
Terrò, dunque, prezioso questo Tuo discorso; e, ripeto, non solo (per modesto che sia il mio parere) approvo tutto il contenuto, ma anche ammiro
l’architettura dalla prima all’ultima pagina: lucido il pensiero, poetica la
forma.
Grazie, ancora. Buon anno, et ultra, anche da parte di mia Moglie,
che sta discretamente, anche se quell’operazione ha variamente inciso su
di lei. E memento!
Chino al bacio della Sacra Porpora, mi professo per il sempre
Dev. e aff
Alberto Chiari
25)
Firenze, 22.2.’82
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Penso che Tu sia tornato da Albenga; perciò posso scriverTi sicuro che questa Ti troverà milanese.
Anch’io ho fatto una scappata fuori di Firenze, il 4 c.m., a Modena, lasciando a casa mia Moglie (sarebbe stato uno strapazzo poco sostenibile) in compagnia di una cara Cugina.
A Modena, Provveditorato agli Studi e Dante Alighieri hanno avuto la felice idea di invogliare a Dante, istituendo, almeno per ora, un
corso rapido di presentazione della “Commedia”, in forma di onesta, informata, ma divulgativa esposizione. Il tutto è sovvenzionato dalla Banca
Popolare, che stamperà tutte le letture. Quest’anno sarà presentato
l’Inferno, a Canti singoli, o a gruppi. A Me è toccato il ‘peggio’: Dalla
‘selva oscura’ al ‘Vestibolo’ dell’ “Inferno”, Canti I-III. E basterebbe il I a
metter nei guai! E, potendo, anche il III, così ispirato da Virgilio e così diverso da Virgilio! Pare che sia andata bene, e quindi ringraziamo Dio.
Sì, c’è differenza tra manzoniano e manzonista: manzoniano è tutto ciò che appartiene a M. o gli somiglia (sicut in quantum); e manzonista
è lo studioso specialista del M. Così, come dantesco e dantista (dantista, è
stato il Barbi, p. es.); boccaccesco (che non vuol dire boccaccevole; e non
24 importa dire boccaciano, secondo Branca) e boccacista; petrarchesco e petrarchista. Solo, col ‘600, come osservò in un Convegno il Caretti, al suffisso – esco si sostituì – iano: galileiano, manzoniano, carducciano, ecc.
A proposito: Provveditore a Siena è il figlio del caro Luigi Tonelli, a Te
ben noto. E fu una sorpresa piacevole e conmossa per me e per lui.
Plauderei a Don Colombo, sucessore del Prof. Secchi, con Bo, Girardi, Ulivi ecc. Ci starebbe bene anche il Presa, il linguista della “Cattolica”. Ma
Girardi e Ulivi, vanno benissimo. Bo è dappertutto e, quindi, può stare anche col M.
Ora, ho molte altre cose da preparare, scritte ed orali (come agli
esami!)
Ben arrivato a Milano! Chino al bacio della Sacra Porpora, porgo
– con mia Moglie – molti ossequi ed auguri di bene, sempre invocando
preghiera e benedizione
Dev. e aff.
Alberto Chiari
26)
San Giovanni 1982
Eminentissimo e Carissimo,
Si approssima la grande festa, ed io già segno quella data, del Tuo
onomastico, perché non Ti arrivino in ritardo gli auguri di bene più vivi, e
miei e di mia Moglie.
Come stai? E cosa fai di bello e di santo?
Io ho appena “scodellato” a Brescia un San Francesco cantato da
Dante, in cui ho creduto di smantellare molte frasi fatte, e spiegar Dante con
Dante e la sua visione di San Francesco e della Povertà, coerente dal Convivio alla Commedia, come contrapposto della Lupa, contro cui combatte
dal principio dell’Inferno alla fine del Paradiso. Forse,dovrò ripetere il discorsetto anche altrove; di certo anche a Padova, quando il nuovo Vescovo15 e l’antica “Dante” avran concordato giorno e mese. E adagio adagio
andrò preparando un Addio di Dante a Virgilio. Vedremo, se ci riuscirò.
Ma può darsi che finisco Testamento (di cui già Ti parlai) e Testimonianze (presa di posizione, via via contro tutte le storture liberticide
fino alla vergogna dell’aborto). Il difficile sarà trovar L’Editore, perché
anche le Case cattoliche poco o nulla aiutano, anche se, p. es., Manzoni, il
credente, Incontri l’anime, e Studi letterari, sono stati da me praticamente
donati.
15
S.E. Mons. Filippo Franceschi traslato da Ferrara. 25 Ma veniamo ad altro, rassicurandoTi che, per ora, la salute regge,
anche se non mancano le noie, in parte, dovute all’età, ed in parte – per
mia Moglie – dovute alle conseguenze dell’operazione che, se ha eliminato
i disturbi più appariscenti, non solo non ha eliminato i disturbi decennali,
ma li ha un po’ esasperati. Che Dio ci assista per il meglio.
Memento! Ancora auguri!
Chino – con mia Moglie – al bacio della Sacra Porpora, imploro
benedizione e mi riaffermo per
il dev. e aff.
AChiari
Salvo imprevisti, dal 24 luglio al 31 agosto (almeno) sarò a:
Albergo Airone
55044 Marina di Pietrasanta (Lucca)
Via Catalani, 46
27)
manoscritta (si conserva anche in una minuta)
Albenga 20-VII-1982
Illustre Professore e Alberto Carissimo,
scrivo da Albenga, dove sono ancora ospite del seminario vescovile con l’assenso affettuoso del Vescovo, e indirizzo a Marina di Pietrasanta perché desidero sia la prima lettera (dopo un mese!) che ti riporti i
ringraziamenti cordialissimi degli auguri per la festa del mio grande protettore San Giovanni Battista, a cui massima gioia era ascoltare la voce
dell’amico Gesù, lo Sposo delle anime. Pensando a Lui esclamava: “Illum
opertet crescere, me autem minui!”. Stupendo motto, che mi sono adottato
come programma di vita e tanto mi è stimolante in questo ultimo scorcio di
giorni fuggenti.
Consentimi di volgerti vivi rallegramenti per l’indefessa tua operosità, indice di una salute almeno discreta, se non ottima. Ne ringrazio con te e per
te lo Spirito vivificante. Anche quando tu riprendi antichi argomenti non è
mai senza una revisione sulle fonti e un ripensamento che li fanno nuove
scritture. Sarà per me una consolazione – a suo tempo e con tuo comodo –
arricchirmi della loro lettura, sia che si tratti di san Francesco cantato da
Dante e interpretato sui genuini testi danteschi oppure dell’Addio di Dante
a Virgilio, ancora in stato di elaborazione.
A dirti la verità, m’impegno anch’io, e parecchio; ma quasi sempre in opere di ministero ecclesiale, e quando le mie parole sono date alle stampe,
sono così diverse dalle forme e dall’altezza dei tuoi pensieri di critica lette-
26 raria che mi trattengo dall’inviartele, per timore di distrarti dalle meditazioni che a te meglio si addicono.
Recentemente, però, ho preparato qualcosa che s’avvicina al campo dei
tuoi studi: uscirà tra le edizioni di Scheiwiller un libretto intitolato Desiderio di vita nova16, in cui ho radunato trentaquattro liriche di Giulio Salvadori, introdotte, ciascuna, da un mio breve commento. Giulio Salvadori,
come ricorderai, nei due estremi anni della sua vita, m’insegnò Letteratura
Italiana all’Università Cattolica, e accese in me una luce che non si è spenta. L’edizione sarà pronta per il prossimo ottobre e sarà letizia per me inviartene una copia, sottoponendola al tuo espertissimo giudizio. Giudizio
che, col tuo consenso, potrà essere reso pubblico, nel quale caso sarà necessaria che l’attenzione del lettore sia attirata non dal modesto mio commento, ma dal valore poetico delle liriche salvadoriane. Non è giusto che
le nuove generazioni dimentichino un poeta dai valori estetici e umani di
Salvadori. A questo appunto mirano i miei intenti: che sia ravvivato il cantore dei Ricordi dell’Umile Italia.
E ora una notizia che riguarda la successione dell’amico comune il compianto prof. Claudio Cesare Secchi alla Casa del Manzoni. Le due cariche
di presidente e di direttore, che Secchi aveva riunite nella sua persona,
vennero di nuovo distinte e affidate, quella di presidente per disposizione
del Comune di Milano – al prof. Vigorelli, e quella di direttore – per desiderio della cattolicità milanese – al prof. don Umberto Colombo. Non resta
che auspicare a entrambi una collaborazione concorde e attiva per una conoscenza sempre più esatta e profonda del grande narratore e perché sappiano cooperare a introdurre nel fiume della cultura viva della scuola e del
popolo i valori immortali della civiltà celebrata da questo massimo poeta
dell’amore di Dio, inscindibile dall’amore dei fratelli uomini.
A te e alla tua dolcissima e fedelissima compagna di vita e di spiritualità,
di studio e di preghiera viene la benedizione episcopale, rinnovatrice di
giovinezza e di esultanza.
Aff.mo Card. Giovanni Colombo
28)
28.7.’82
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Ho trovato, al mio arrivo, puntualissima, la più che graditissima
Tua. E, se subito non ho risposto, è perché ho dovuto vincere l’imbarazzo
16
L’antologia salvadoriana divenne l’omaggio per l’ottantesimo compleanno del Cardinale; in edizione anastatica fu ripubblicata il 14 settembre 2012 a Monte San Savino nel 150° anniversario della nascita di Salvadori. 27 delle Tue lodi al mio onesto, sì, ma modesto impegno di uomo di… cartoline più che di lettere. Tanto più che queste lodi mi venivano da un alto e
santo Prelato di Madre Chiesa, che è anche da sempre un finissimo cultore
di LETTERE.
Poi, ho preso tutto come una benedizione al mio passato, presente
e futuro, e, con animo tanto grato, rispondo.
San Giovanni! E’ certo che è un grande Protettore. Anche io, dopo quello
di Alberto, ho quel nome e sono stato battezzato nel bel San Giovanni.
Già! Perché, una volta, anziché nelle rispettive Parrocchie, i fiorentini venivano tutti battezzati nel Battistero; e i ‘maschi’ ricevevano come primo o
secondo o terzo nome quello del Battista; e le ‘femmine’, quello di Maria.
Ed era cosa molto bella. Ora, anche le cose belle e semplici e benefiche se
ve vanno. Coraggio, e avanti!
Quanto al mio lavoro, non so se porterò in fondo l’Addio di Dante
a Virgilio; spero, invece, che possa essere stampato San Benedetto cantato
da Dante, se non dall’“Ateneo di Brescia” (da cui fu stampato San Benedetto cantato da Dante), o dall’Accademia Casentinese (dove ripeterò la lettura,
credo il 19 settembre), e a Padova (dove aspettano che sia libero il nuovo
Vescovo dagli impegni pastorali o un po’ più libero, perché – mi dicono – si
fa in quattro!). Questa lettura è un rifacimento, speriamo ordinato, di altri
scritti su l’argomento, ed una “messa a punto” di varie questioni e, tra
l’altro, della questione della fonte, e non delle fonti, perché Dante si è servito soltanto di San Bonaventura, anche perché – ai suoi tempi- pare che dovesse circolare esclusivamente la legenda di quel Santo, e perché quel che
Dante dice si trova tutto in S. B., e solo parzialmente ora in questa ed ora in
quella fonte, che si vantano di scoprire gli eruditi in vena di scoperte.
Ma su San Francesco ho scritto un’altra cosa, che so già stampata,
in una edizione – credo – molto lussuosa, intonata al famoso ‘Cantico’, e
ricca di riproduzioni a colori, antiche e moderne (c’è anche il nostro caro
Sen. Fanfani), a cura della romana “Grafica dei Greci”. Pare che l’unica
cosa letteraria sia la mia, intitolata Appunti per il ‘Cantico’. Veramente io
avevo scritto: Quattro appunti per il C., perché, infatti, sono quattro: I Il
Tempo (rivendico che, non solo il C è il primo monumento letterario in
volgare, e non più Ciullo!, ma è anche preceduto dalla Preghiera davanti al
Crocifisso, in San Damiano; che non è più Ciullo, il primo, lo dicono tutti;
ma non si mette in risalto la Preghiera che è di una ventina d’anni precedente il C). II La fonte: noto la differenza tra il C. ed il Cantico dei tre fanciulli e i Salmi 148, 149, 150, citati da tutti, mentre non vengono citati altri
Salmi, che io indico, più vicini ancora al C., senza contare che le pp. del
28 Vecchio Testamento cadono spesso nell’invocare il Dio degli eserciti,
vendicatore dei nemici, mentre San Francesco è tutto col Nuovo Testamento). III Il Testo (novità, anche “retoriche”, e processo logico della concezione, si creda o non si creda ai leggendari tre momenti). IV Il C. = Testamento (ripercorro tutte le opere di San Francesco, italiane o latine, per
mostrare che il C. è il riassunto essenziale di ciascuna e di tutte, e quindi, il
testamento).
Pare che in ottobre, mi verrà offerta una copia del libro, una sola,
ovviamente; ho l’estratto del mio scritto, ma non so come inviartelo, date
le dimensioni e la bellezza della stampa. Forse, da Firenze, saggiamente
consigliato da qualche “esperto” potrò spedire.
Qualche altra cosa aspetto dal Casentino.
Ma, intanto: quanto Ti tratterai ad Albenga? E fammi sempre conoscere i Tuoi scritti, sempre per me preziosi, e mille rallegramenti per il
giusto onore che stai rendendo a Giulio Salvadori, dimenticato dalle nuove
generazioni, travolte dalla marea dei troppi che non valgono niente. Io leggerò attentamente, Te ne riferirò scrupolosamente, e Tu liberamente potrai
valerTi del mio povero giudizio.
Vengo al Centro Manzoniano. Sono lieto che ci sia Don Colombo,
noto e stimato studioso del Manzoni, che controllerà le ambizioni e le storture del Vigorelli, servo della moda. Perdonami se dico così; ma, a parte che
ben conosco gli atteggiamenti del V. da quando seguiva (o si serviva?) il
prof. Sorrento, il volume, stampato dall’Istituto di Propaganda Libraria (!)
su la fortuna del Manzoni, ignora del tutto, non solo me, ma anche gli altri
critici cattolici, compresi quelli della nostra Università. Tanto che (e Tu
scuserai benignamente la mia presunzione!) volli offrire allo stesso Istituto
di Propaganda Libraria il mio Manzoni, il credente, proprio come antidoto!
Il volume fu accettato e, grazie a Dio, ben accolto dalla critica.
Tu devi averlo avuto; mi pare proprio di sicuro, come avrai avuto
il vol. Nardini per il mio LXXX, e, spero, il mio Incontri d’anime (Edizioni Spes, di Milazzo). Ma ci sono tanti disguidi postali!
Ho rubato anche troppo del Tuo tempo prezioso, ed ora, chino al bacio della Sacra Porpora, ti invio tanti e vivi saluti, auguri, ed ossequi.
dv e aff
A Chiari
a seguito,la lettera della consorte
Eminenza Reverendissima,
29 mi permetta di esprimerLe un commosso ringraziamento per le gentili, benedicenti
parole a me rivolte, anche se vanno al di là dei miei meriti, e delle mie attuali possibilità. La mia salute è infatti, da qualche tempo a questa parte, così cagionevole, che la
mia attività è quasi totalmente assorbita dalle fatiche quotidiane della casa, e poche
forze e tempo possono esser dedicate allo studio o ad altre nobili occupazioni.
Tuttavia, anche se immeritata, la Sua benedizione mi è particolarmente gradita proprio perché sento che le possibilità fisiche devono essere sempre più sostenute
dall’aiuto spirituale che viene dal Signore, e da Chi è a Lui più vicino.
Con animo grato perciò, china al bacio della Sacra Porpora, Le rivolgo i miei auguri e
i miei ossequi.
Dev.ma Lina Chiari
29)
Firenze, 7.XI.’82
Eminentissimo e Carissimo,
Ho ritirato in ritardo, per forzate circostanze, il pacchetto dei Tuoi
studi. Sono poi stato preso dalla conclusione della lettura dantesca che ho
fatto a Modena ; ne sono tornato un po’ stanco; ma il 23 mi aspettano a
Padova: a Modena mi avevano assegnato il tema Il Preludio del Purgatorio
e Catone; a Padova, San Francesco cantato da Dante.
Questo San Francesco è stato da me presentato in forma sistematicamente accademica a Brescia, e a Borgo alla Collina (nell’Accad. fondata dal Landino, che pubblicherà integralmente il testo con tante note), ed in
forma “conferenzievole” ad Arezzo (nell’Accad. “Petrarca”, che pubblicherà), e, tra poco, a Padova.
Mi accingo, ora, anche alla attenta “considerazione” dei Tuoi saggi; e, salvo imprevedibili impedimenti, sarò ben lieto e onorato di dedicare
15 minuti (come mi disse il Tuo Rev. do Segretario), il 12 dicembre, a Milano, alle Tue giustissime onoranze17.
Con mia Moglie (sempre di salute traballante, ma di spirito alto e
santo), chino al bacio della Sacra Porpora, porgo tanti, memori, e vivi, saluti, auguri, ossequi.
Dev.mo e aff
A Chiari
30)
6.XII.’82 - Nascita 1902
7.XII.’82 - XX18 Episcopato ecc
8.XII.’82 - Battesimo
17
Si tratta della celebrazione indetta in diocesi per l’ottantesimo compleanno del Cardinale. Di per sé era il XXII di episcopato, essendo stato ordinato vescovo il 7 dicembre 1960. 18
30 Eminentissimo e Carissimo,
Mentre sto finendo di leggere, godendo, le Tue bellissime pagine,
mi rincorrono, festose, le Tue date fatidiche.
Auguri di gran cuore, anche a nome di mia Moglie!
Ho già buttato giù giudizi ed impressioni che dovranno dar corpo
alle brevi parole, che pronunzierò in Tuo onore l’11 c.m.
Ma mi preoccupano due cose. L’una: come dire, relativamente, in
breve, tutte le belle cose che si dovrebbero pur dire! L’altra: come arrivare
a Milano (via Genova? Via Verona?) e quando? Tanto più che mia Moglie
non mi potrà accompagnare, sia perché non sta bene sia perché ha paura
che il freddo le faccia peggio. Ad ogni modo, mi intenderò con l’Agenzia
Cit e mi metterò in contatto con Mons. Biffi19, ben per tempo, non appena
la Cit mi avrà illuminato.
Tu intanto dimmi un Gloria perché dica, meno peggio possibile,
le parole in Tuo onore.
Sta’ bene! Memento!
Molti ossequi, saluto, e auguri, da mia Moglie
e dal dv. e aff
A.Chiari
31)
Firenze, 13.12.’82
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Ho fatto il viaggio di ritorno, lungo e stancante come il primo, in
Tua preziosa compagnia, giacché mi sono letto tutta la raccolta di poesie
del Salvadori, da Te finissimamente curate.
E che dire del gran piacere ed onore, anche più grande, di esserTi
stato vicino durante il pomeriggio di ieri l’altro, e di aver osato di presentare il frutto squisito dell’opera Tua di letterato? 20
Ne ringrazio Dio e benedico la fatica che mi è costato il viaggio
non solo per la lungaggine del treno, ma anche perché mi si era (al momento giusto!) rotta la maniglia della valigia e non ho trovato un “portabagagli” che mi potesse aiutare, né a Firenze né a Milano, né all’andata né al
ritorno, giacché la valigia era, almeno per me, troppo pesante!
19
È Mons. Inos Biffi. Fu pubblicato in Terra Ambrosiana (n3, marzo 1983 pp.103‐107) e si trova anche nel Quaderno Colombiano n. 69 “Colombo e l’Università Cattolica”. 20
31 Ma, quel che più conta, non dispero di aver riconosciuto il Tuo
merito di letterato, e di averne indicato gli aspetti ed i frutti nel breve tempo che mi era stato fissato. Se pur, ci sono riuscito!
Almeno, le intenzioni c’erano tutte, come vivissimi sono gli ossequi e gli auguri di bene, anche per le prossime sacre festività, che insieme
con mia Moglie porgo, chino al bacio della Sacra Porpora.
Devotissimo e affezionatissimo
Alberto Chiari
32)
Firenze, Santo Natale ‘82
Eminenza Reverendissima e Carissima,
La Tua lettera mi dà un gran conforto, come sempre.
Prima di tutto, perché mi assicura la costante e preziosa preghiera
all’Altissimo e per me e per la mia Lina.
In secondo luogo, perché mi conferma che nel rilevare le doti del
Letterato, ho detto cose, sincerissime, che non Ti sono dispiaciute. Laus
Deo e Deo gratias! Anzi, potrei anche pubblicarle da qualche parte, ma
non so dove, e tanto meno so se convenga, giacché “fo” con convinzione,
ma non so e non debbo valutare la “riuscita”.
Che il viaggio sia stato disagevole è certo, e per varie ragioni; ma
questo rende più caro l’incontro e raddoppia la gratitudine per chi mi ha
offerto l’onore di partecipare alla giusta festa.
Chino al bacio della Sacra Porpora, porgo – con mia Moglie –
mille ossequi ed auguri di bene per le Sacre Festività, et ultra, e sempre mi
dico
l’obb e aff
AChiari
33)
28.I.’83
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Ecco quel che dissi a Milano l’11 novembre21; purtroppo, mi
mancano alcune indicazioni, esatte, di bibliografia, e penso che il Tuo Segretario possa, con non troppa fatica riempire i vuoti. Io, molto mi scuso!
21
La data è errata: era in verità l’11 dicembre; alla missiva era allegata la conferenza di cui si dice nella nota 20. 32 Quanto al contenuto, l’affido alla Tua illuminata sapienza; e, se
qualche cosa non va, correggi pure. Per la stampa, sta bene quel che mi
suggeristi.
Non ho potuto inviare, prima, questo manoscritto, perché sovraccaricato da varie cose, tra le quali l’influenza che, pur senza particolari
complicazioni, ci ha tenuto la sua cappa su di me e su mia Moglie. Ora,
sembra che più o meno ne siamo fuori. Speriamo! Ma qui, a Firenze, è stata una dilagante epidemia, talvolta con noiose o addirittura gravi complicazioni, e a nulla, o a poco, ha valso l’inoculato vaccino.
Nella Tua gentilissima mi esortavi ad una recensione delle Poesie
del Salvadori. Ma continuo ad essere sovraccaricato di impegni, e non posso, in alcun modo, assumerne di nuovi. E me ne duole! E ne chiedo scusa!
Chino al bacio della Sacra Porpora, porgo – con mia Moglie – molti, e vivi, saluti, auguri, ed ossequi sempre professandomi per
il dv e aff
Alberto Chiari
P.S. – Anche per il titolo, mi permetto di affidarmi al Tuo Segretario, che
saprà, molto meglio di me, dare il titolo giusto, indicando anche
l’occasione.
- Ti prego vivamente di credere che le lodi che Ti ho rivolto sono sincere
nella specie e nel grado. Se non mi fossi sentito così, avrei rinunciato a
parlare. Perché, ogni volta che ho preso la penna in mano, è stato o per associarmi pienamente, o altrettanto pienamente dissociarmi. Qualche volta,
ho anche detto, è vero, anziché si o no, ni. Ma, questa volta, o accettavo
perché ero convintissimo, o rinunciavo perche – dati i nostri rapporti – non
avrei potuto tollerare nemmeno una piccola riserva. Ma, grazie a Dio, il
consenso mi era pieno, senza alcuna incertezza. Ti prego di crederlo altrettanto pienamente.
34)
Domenica della Luce 1983 22
Eminenza Reverendissima e Carissima.
Ho la Tua graditissima del 5 c.m., in cui mi dai buone notizie della Tua salute. Dio sia lodato!
22
Presumibilmente è la IV domenica di Quaresima , in cui si può sempre proclamare, durante la Messa, il Vangelo di Giovanni della guarigione del cieco nato; nel 1983 era 13 marzo. 33 Purtroppo, non posso dire lo stesso di noi, non solo perché, dal 9
gennaio, è venuta a visitarci – in vario modo – l’influenza, ma anche perché, dal 19 febbraio, mia Moglie è stata colta da una radicolite acuta, risvegliata proprio dall’influenza, per cui soffre terribilmente.
Abbiam fatto e stiamo facendo molte cure e, da qualche giorno,
anche la marconiterapia seguita dai massaggi; ma, per ora, non si vedono
particolari vantaggi.
Cosicché, ecco la mia vita: la mattina, nelle ore nelle quali una
brava persona accudisce alle domestiche pulizie, fo le spese di casa; nel
pomeriggio, è dedicata la mia attività all’assistenza varia di mia Moglie.
Rebus sic stantibus, la mia presenza all’abituale tavolo da lavoro è ridottissima, e si dà il caso che, per una lettera, p. es., debba rifarmi più volte! Ho
per ora rimandato ogni impegno. Anche per questo, non vedo se e quando
possa recensire il libro del Salvadori, o anche il libro di don Maggiolini,
senza contare che di libri inviatimi, magari per recensione, ne avrò almeno
una trentina! Da una settimana mi trascino le bozze di una nuova lezione
di una mia lettura del XXXI dell’Inferno (letto, a Firenze, due anni fa),
mentre mi si accumula anche la corrispondenza abituale, che ricevo con
tanto piacere (son tutte persone, in alto e in basso, che mi ricordano con affetto!); e con altrettanto piacere, ma con immenso ritardo, rispondo, scusandomi con tutti. Sic est!
Sono tanto lieto che le mie parole non siano dispiaciute, e che ancora a Te piacciono! Speriamo allora che vengano pubblicate!
E mille e mille grazie per la Omelia celebrativa del Tuo fausto
23
LXXX , e particolarmente gradita per chi ha già conosciuto e superato
l’LXXX e sente particolarmente adatte le bibliche parole da Te riportate.
Chino al bacio della Sacra Porpora, porgo, anche a nome di mia
Moglie, tanti e vivi auguri, ed ossequi, e caldamente invoco preghiere
Dv e aff
AChiari
Anche questa lettera è stata scritta in due tempi.
___________________________________________________________
35)
senza data, ma da collocare qui
Eminenza Reverendissima e Carissima,
23
Si tratta del discorso del 6 dicembre 1982, in occasione dell’ottantesimo genetliaco, tenuto in sant’Ambrogio, dedi‐
cato all’età anziana; del quale si allude anche nell’incipit della lettera successiva. 34 Il Tuo discorso illuminato, su gli Anziani, oltreché bellissimo, è
anche quanto mai confortevole e, in più punti, e, specialmente in fine,
commovente.
Con la Lina, Te ne sono veramente grato. La Lina è proprio nata
nel 1902, il giorno di San Bernardino; ed io, il vecchione, addirittura nel
1900, in marzo, il giorno di San Marziano! Sicché, ne ho già compiuti 83!
Ma le Tue parole mi danno luce e coraggio. Grazie!
Il nuovo anno ‘83 non è stato proprio propizio: è dal 9 gennaio che, in vario modo ed in vario tempo, ci ha visitato l’influenza: ma quel che è peggio, dal 19 febbraio, mia Moglie è stata colpita da una radicolite acuta, per
cui molto ha sofferto, ed ancora soffre, anche se in qualche minore misura.
Sì che tutti gli impegni sono stati rimandati, e sul tavolo abituale giacciono
fogli e libri, senza che vengano toccati.
Pazienza, e avanti!
Tra l’altro, ho da rifinire un libretto di 4-5 scritti, da intitolare Testamento; ed un altro, più nutrito, di Testimonianze, cioè, raccolta di varie
prese di posizione ideologica. Se son rose, fioriranno. Ci sarà, però, il problema di trovare un Editore, il che, al giorno d’oggi non è facile!
Ma si farà – sempre – quel che si potrà e come si potrà, finchè Nostro Signore non dica: - Ora, basta! –
Chino al bacio della Sacra Porpora, mentre, con mia Moglie, auguro di gran cuore la Buona Pasqua24, anche invoco la salutare benedizione.
dv e aff
Alberto Chiari
__________________________________________________________
36)
21.6.’83
Eminentissimo e Carissimo,
Già stavo per accingermi ad inviarTi gli auguri per il Tuo onomastico, quando mi sono arrivati alcuni fascicoli col mio discorsetto.
Ne sono rimasto, non contento, ma contentissimo e commosso insieme.
Speriamo che il discorsetto non dispiaccia né a Te né ad altri; io
sono stato molto onorato, e vivamente Ti ringrazio di avermi dato
l’occasione di dire a tutti quel che io sento per Te. Grazie di cuore! E tanti
auguri per San Giovanni!
24
Era il 3 aprile. 35 Come stiamo? Un po’ meno peggio, grazie a Dio. Finite, infatti, le
cure mediche a base di calcio, che davano a mia Moglie disturbi prolungati,
di circolazione, di nervi ecc. ecc., anche i dolori, che pur rimangono, sembrano più tollerabili. Ora, i medici ci esortano di andare al mare. Ci proveremo….
Io ancora non ho ripreso il lavoro di tavolino, tutto preso dal lavoro, come dire?, domestico; ma, a ciascun tempo ed a ciascuna condizione il
lavoro che tempo e condizione permettono, consigliano, esigono di fare,
sempre con l’aiuto di Dio, ed in Suo nome.
Chino al bacio della Sacra Porpora, porgo, anche a nome di mia
Moglie, sentitissimi auguri ed ossequi, invocando preghiere.
dv e aff
Alberto Chiari
37)
5.7.’83
Eminenza Reverendissima e Carissima.
Mi sono giunte in questi giorni alcune copie di Terra Ambrosiana25 col mio discorsetto. Ne sono rimasto molto contento e mi sento molto
onorato, e perciò molto grato a Te!
E subito dopo mi sono giunti estratti di una lettura dantesca, e Te
ne mando una copia, sperando che non Ti dispiaccia, e sperando anche che
Tu possa approvare quanto ho scritto ricavando, sia dalla Bibbia sia dai
Trecentisti, nuovi elementi per una mia personale interpretazione.
Come stiamo?
Un po’ meglio, o … un po’ meno peggio, giacché i dolori non sono scomparsi, ma i movimenti sono più sciolti; e più spero che lo potranno
essere quando avranno meglio accomodato il busto ortopedico, che per ora
fa molto male a mia Moglie.
Poi, su consiglio dei medici, andremo al mare, confidando di consolidare il miglioramento, con l’aiuto di Dio. Spero anche di poter riprendere il mio abituale lavoro, messo – ahimè – da parte dal gennaio di
quest’anno!
Chino al bacio della Sacra Porpora, porgo – con mia Moglie –
molti e vivi ossequi ed auguri di bene, e mi professo
il dv e aff
AChiari
25
Sulla rivista culturale della diocesi venne riportato l’intervento di Chiari dell’11 dicembre 1982.. 36 38)
3.8.’83
Eminentissimo e Carissimo,
Solo oggi, respintami da Firenze, ricevo la Tua più che graditissima del 16 luglio (!).
Più che graditissima, e perché è Tua, e perché è piena di lodi, care, perché vengono da Te, ma che mi hanno un po’ confuso e mi han costretto a domandarmi: - Ma, me le merito proprio? –
In fondo, non sono che uno, cui piace di ragionare con la propria
testa (anche se piccolina), col massimo rispetto per chi mi ha preceduto,
ma con piena indipendenza da chi mi ha preceduto.
Per varie ragioni di vita, non mi sono, certo, fatta quella vasta cultura, che avrei desiderato, e che Tu, per Tua bontà, mi riconosci; per di più non
sono dotato di memoria a tutta prova. Ma la Provvidenza, pre-sapendo tutto
questo, mi ha concesso l’uovo di Colombo. Mi spiego con due esempi.
Quando, circa 40 anni fa, fui chiamato a leggere, in Or Sammichele, il Canto di San Benedetto, trovai che tutti citavano la Vita di San
Benedetto scritta da San Gregorio, e nessuno citava la Regola. Me la lessi
attentissimamente e trovai precise rispondenze tra la Regola e i versi di
Dante, come poteva e doveva esser logico. Da allora, scoperto l’uovo di
Colombo, tutti citano la Regola, ricordandomi o non ricordandomi… Ma,
dopo sei secoli, finalmente s’era scoperto qualcosa!
Lo stesso, per la Passione del Manzoni. Quando presi a studiarla,
non trovai, nei commenti e nelle analisi, se non richiami a passi del Vecchio e del Nuovo Testamento, in “ordine disordinato”, come se il M. avesse avuto bisogno di sfogliare qua e là la Bibbia, per cercare la più efficace
ispirazione. Non ne fui persuaso, e pensai: - Possibile che il M., credente e
praticante, non abbia conosciuto il suo Messale ambrosiano, o seguito con
particolare attenzione la funzione ambrosiana del Venerdì Santo, diversa
da quella che si legge nel Messale romano? – Aprii il Messale ambrosiano,
che nessuno aveva aperto, e nemmeno sospettato, e, dopo un secolo e
mezzo, trovai tutto!
Ma, nell’un caso e nell’altro, è l’uovo di Colombo! E così, in tanti
altri miei casi.
Uovo di Colombo, che è da Dio ed è di Dio. Perciò non oso affatto
vantarmi. Non nobis, Domine, non nobis, sed Tibi, e sempre, si dia gloria!
Ed ora faccio punto, perché mi sono diffuso anche troppo in queste sciocchezzuole, e ne chiedo vive scuse.
37 Passo, allora, un momento, alla questione della salute, che, col riposo, è già migliorata, e speriamo che continui così. Poi, col settembre, e
col rientro in città, ci sarà da fare i conti con altre cose, con l’aiuto di Dio.
Grazie, mille grazie, ancora delle Tue care, ed incuoranti, e benedicenti,
parole. E, chino al bacio della Sacra Porpora, di tutto cuore mi professo per
il gratissimo, affezionatissimo, devotissimo
Alberto Chiari
di seguito, lettera della consorte
Eminenza Reverendissima,
Le sono molta grata della premura costante con la quale s’interessa della mia salute,
che è, in complesso abbastanza migliorata, e delle preziose benedizioni, che, ricevo
sempre con animo grato. I Suoi aggettivi per me sono sempre troppo belli, dovuti
sempre alla Sua bontà. Se la sofferenza ci avvicina al Cristo, quest’anno le occasioni
non sono mancate. Le ricambio toto corde tutti gli auguri di bene, china al bacio della
Sacra Porpora
Lina Chiari
39)
Firenze, 20.9.’83
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Ricevetti, durante la mia sosta marina, una Tua lettera dal Tuo riposo marino. Ma non c’era indirizzo, né avevo la possibilità di trovarlo, sì
che risposi all’indirizzo milanese, il 3 agosto. Ti sarà arrivata? Spero di sì.
Noi abbiam passato un periodo di assoluto riposo in Versilia, ed
ha fatto bene a tutti e due, anche se non ha potuto levar via i disturbi abituali. Ci auguriamo che siano meno violenti che nel passato, specialmente
per mia Moglie. Quanto a me, ho da circa un mese un “attacchino”, di acidi urici, che non mi dà gravi disturbi, ma dà gonfiore e dolore (sopportabile) alla gamba destra. Ho appena incominciato una cura. Passerà ….
Stamani ho ricevuto un invito dalla Casa del Manzoni per il XII
Congresso fissato per il 22-25 p.v. A parte il fatto che proprio il 25 devo
essere all’Accademia Casentinese (fondata dal Landino), per parlare delle
Commedie dell’Alfieri, l’avviso sarebbe giunto sempre troppo tardi per far
la solita valigia…
Questo non sarebbe accaduto al tempo di Marino Parenti, e più
ancora del Prof. Secchi, il quale non muoveva “foglia manzoniana”, senza
invitarmi per tempo; anzi, invitandomi a partecipare con qualche discorso!
Sempre!
38 Ma i nuovi sono ben diversi, e me ne dispiace. Ma il V. nel suo
Manzoni pubblicato dall’Istituto di Propaganda Libraria, si è ben guardato
dal ricordare e me e i miei scolari, mentre si è fatto in quattro per ricordare
ogni altro di altra sponda. Ed è proprio per questo – quasi in tacita polemica – ch’io chiesi alla Prof.a Scaramucci di pubblicarmi A.M., il credente.
Ciò che ottenni.
Né ho meno da lamentarmi del “Conservatore” che in pagine di
rassegne critiche mi ha ignorato anche per gli argomenti per i quali mi ero
espressamente impegnato, mentre tutti gli altri sono più che ricordati! Non
solo: ma nel centenario foscoliano, proprio su argomenti da me trattati distesamente, io fui ignorato dai suoi stretti collaboratori. E fu allora che io
chiesi che il mio nome non comparisse più tra i nomi della Redazione!
Certo, se i cattolici ignorano, volutamente (interessatamente?) i
cattolici, che debbono fare gli altri?
E, del resto, non c’è peggior stroncatura del silenzio!
Pazienza, e avanti, lo stesso. Si vede che qualche mortificazione è
più che meritata, e quindi va accettata, per offrirla a Dio. Tutto serve.
Ma vedo il Tuo bel nome tra coloro che parleranno26, e ne esulto toto corde!
Scusa, anzi, se ho scritto quel che ho scritto, ma come in confessione. E con quale Confessore!
Chino al bacio della Sacra Porpora, porgo con mia Moglie, molti
e vivi saluti, auguri, ed ossequi. E Tu abbimi sempre
per il dv e aff
Alberto Chiari
Ora, pro nobis!
40)
minuta con varie correzioni, probabilmente non ultimata, ma del 23. X
Illustre Professore e Amico Carissimo,
da troppo tempo io taccio, eppure le tue lettere sia quelle del 3 agosto, sia
quella del 20 settembre mi hanno raggiunto. E allora perché il lungo silenzio mi insegue come un rimorso per un torto fatto a chi mi vuole un grande
bene? Oltre ai non pochi impegni pastorali in questa settimana ho dovuto
preparare l’inaugurazione dell’Ateneo della così detta Terza Età27 per incarico del mio Card. Arciv. Carlo Maria Martini. Così mi sono trovato fondatore e organizzatore di un istituto per gli anni senili . Prego il Signore
che non sia soltanto un ordinamento nostro, ma sia sostenuto dalle grazie
26
In effetti intervenne a Palazzo Marino nella Sala Alessi il 22 settembre su invito del Centro Studi Manzoniani. L’inaugurazione avvenne nel pomeriggio del 29 ottobre 1983 nell’aula magna del “Centro Pastorale Paolo VI”. 27
39 divine: e nessuno dei molti iscritti resti deluso. Ho promesso, inoltre, sempre al mio Card. arcivescovo di sollecitare e portare a termine il processo
di beatificazione del prof. Giulio Salvadori. Non dubito che dal Cielo
l’amato mio docente all’Università Cattolica, che con le parole e l’esempio
tanto impressionò la mia giovinezza sacerdotale mi abbia ad assistere e
guidare verso la gloria di Dio nei suoi Santi.
Condivido la tua tristezza nel vedere l’isolamento in cui è lasciata la cultura cattolica e prego perché i tempi si rinnovino.
Mi rallegro invece delle energie recuperate da te e dalla indimenticabile
tua ottima e gentile consorte durante le vacanze estive. Spero che il buon
Dio porterà a compimento la riconquista delle tue energie e di quelle di Lei
e vi colmi il cuore di serenità e consolazione.
41)
Firenze, 2.12.’83
Eminentissimo e Carissimo,
Ho avuto la Tua graditissima del 23 ottobre, in risposta alle mie, e
Te ne ringrazio molto, a cominciare dalle preghiere e dalle benedizioni,
sempre preziose. Grazie di gran cuore.
Come stiamo? Un po’ alla meglio, giacché – nonostante le cure –
durano i dolori per mia Moglie, ed ai dolori si aggiungono spesso le noie
allo stomaco provocate dal gran busto, che la sorregge durante il giorno.
Quanto a me, nonostante qualche inevitabile noia, Iddio mi dà la forza di
bastare per le cure domestiche; ed anche se poco posso stare a tavolino, a
Modena (a viva richiesta!) ho inaugurato le letture dantesche del Paradiso,
dopo avere inaugurato quelle a dell’Inferno e del Purgatorio (3 nov.). Arroge che ho potuto parlare al Lyceum fiorentino (23 nov.) delle commedie
dell’Alfieri (pregnanti di attualità), pare, con successo. Deo gratias!
Ed ora rileggo le belle cose che stai facendo, il che mi dice – prima di tutto – che stai bene, e me ne consolo, di gran cuore.
Plaudo all’inaugurazione dell’Ateneo della Terza Età, e son sicurissimo
delle grandi soddisfazioni che ne riceverai.
Plaudo anche al processo di beatificazione per il grande e santo
Salvadori, che io non ho avuto il bene di conoscere. E l’anima sua gloriosa
Ti sarà particolarmente vicina. Ne sono sicuro.
Quanto alla mia tristezza per l’isolamento della cultura cattolica,
vorrei precisare che, in genere la cultura cattolica, esclusivamente e propriamente tale senza “compromessi storici”, è messa sotto silenzio; ma
40 che, purtroppo, anche alcuni cattolici, anche autorevoli, hanno i loro “circoli” e, piuttosto che ricordare un cattolico, che stia al di fuori di tutti i
“circoli”, si fanno scrupolo di ricordare, e con lode non sempre giusta,
quelli dell’ “altra sponda”. Gli esempi che Ti ho fatto, come in confessione, parlano chiaro … Ahimè!
Ma ora voglio pensare al prossimo giorno 6, il giorno della Tua
nascita, ed al giorno successivo, in cui fosti consacrato Vescovo, ed al successivo ancora, il giorno del Tuo felicissimo battesimo.
Evviva, evviva! E auguri, auguri!
E per non arrivare in ritardo, auguri di grandi consolazioni spirituali per le prossime sante festività. La Posta fa spesso dei brutti scherzi …
Chino al bacio della Sacra Porpora, rinnovo – con mia Moglie – la profonda gratitudine che ci viene dalle Tue benedizioni, ed ancora auguri ed ossequi quanto più vivi possiamo.
Dev e aff
Alberto Chiari
42)
Firenze, 6.3.’84
Eminentissimo e Carissimo,
Oggi, alle 21, compio 84 anni, in salute abbastanza buona, nonostante qualche inevitabile guaio. Non così la mia Lina, assai tribolata ancora, nonostante le cure e qualche momentaneo, e non ben duraturo, miglioramento.
Ma, oggi, penso tanto ai miei amatissimi e santi Genitori, a mio
Fratello, volato al Cielo, a 25 anni, dopo molte prove eccellenti in vari
campi, ed alla mia Nonna paterna, tutti componenti la mia Famigliola, in
cui sono nato e vissuto, prima di unirmi alla mia eletta Consorte
nell’autunno del ‘29. Deo gratias!
Del felicissimo esito della Università per Anziani avevo avuto notizie anche da una mia affezionata Scolara, Anna Maria Salini, che “è ritornata a scuola”, ora che è in pensione, e con molta soddisfazione.
Ho tardato a rispondere alla Tua graditissima del 30 gennaio perché mi annunciavi soggiorni a Loano28 e ad Albenga, senza dirmi quando
saresti tornato a Milano.
Ma, ora, Ti penso tornato e perciò Ti scrivo, annunciando che ho
potuto, a pezzi e a bocconi, mettere insieme quel San Francesco cantato da
28
Presso la casa dell’ “Opera Divin Prigioniero” di don Folci in Loano partecipò dal 5 al 10 febbraio agli Esercizi Spiri‐
tuali predicati da Mons. Giovanni Saldarini. 41 Dante, uscito nell’83 in maniera miseranda e per me vergognosa nel “Primarno” appunto dell’83.
Me lo dovrebbe stampare la Rivista “Esperienze letterarie”, che
mi ha già pubblicato quelle pp. sul “Cantico” primamente stampate dalla
Grafica dei Greci (1982).
Ora, dovrei attendere ad altri scritti. Ma, come si fa col tempo così
contato e così preso da altre cose?
Mille e mille grazie per le Tue preziosissime preghiere. Che Dio
Te ne rimeriti, dicevano una volta i miei Vecchi, ed io ora ripeto il vecchio
detto, in pieno uso nella Firenze di una volta, col cuore di sempre.
Chino, con mia Moglie, al bacio della Sacra Porpora, mi riaffermo
il dv e aff
AChiari
P.S. “Esperienze letterarie” 1983, n. 2 ha ripubblicato i miei Appunti sul
“Cantico” francescano; e nel n, 3 del 1983 ha pubblicato una bella recensione dei miei Scritti letterari fatta da uno che nemmeno conosco, e che mi
ha abbastanza bene ‘individuato’ (a parte le lodi che non so se davvero
meritate o no).
43)
19.4.’84
Santa Pasqua ‘84
Eminenza Reverendissima e Carissima,
ho ricevuto giorni or sono Salvadoriana29, bellissima iniziativa, e lodevolissima nell’attuazione. E non poteva esser diversamente, dato che si tratta
di cosa ideata e attuata da Te!
Il Salvadori merita questo tributo d’onore, prima di tutto perché
santo; poi, perché poeta; ed infine, perché studioso fine e cristianamente
ispirato e guidato, mentre, ahimè, gli stessi cattolici si fanno spesso un dovere (ahimè, per interesse!) di mettere un velo sopra i cattolici “che non
servono”…
Il fascicolo giunge, inoltre, ben propizio come “augurio pasquale”. Perciò, doppiamente grazie!
Noi, stiamo ancora in condizione da implorare preghiere: mia
Moglie, perché in vario modo tribola; ed io, perché, sia pur con qualche
noietta, resista sempre e sia di appoggio.
29
Rivista, sottotitolata “L’ora presente”, promossa dal Cardinale e sostenuta in particolare dal Collegio Pio XI di Desio il cui Rettore, mons. Giulio Panzeri, era Direttore; tenne viva la memoria del Salvadori,con 18 numeri sino al 1991. 42 Rebus sic stantibus, il lavoro va al rallentatore. Ma, basta di fare
qualche cosa, sempre, in qualche modo. Laus Deo!
Chino al bacio della Sacra Porpora, porgo – con mia Moglie – vivissimi ossequi ed auguri di bene.
dev e aff
A.Chiari
44)
Firenze, 20.6.’84
Eminentissimo e Carissimo,
E’ qualche tempo che non ho Tue notizie, ma le spero, le credo, le
auguro buone.
Mi è, intanto, una grande gioia, il colloquiare con Te almeno da
lontano, e prendere occasione del colloquio dalla prossima ricorrenza
dell’onomastico. Rallegramenti vivissimi, e vivissimi auguri di ogni bene.
Che dirTi di noi?
Che mia Moglie è tormentata sempre da grande dolore per la decalcificazione (ahimè, irreversibile) della spina dorsale; sente anche diminuite, giorno per giorno, le sue forze, e talvolta piange di questa diminuitio
che toglie anche il piacere di leggere e di scrivere come nel passato.
Ed io fo del mio meglio per consolarla e farle compagnia sì che
ho mille cose avviate e stento a condurne in porto anche una sola! Arroge
che dal 26 u.s. sono stato assalito da una sciatica, molto dolorosa, dalla
quale ancora non mi sono liberato!
Nonostante questo, ho avuto il fresco cuore di andarmene zoppicon-zoppiconi a Padova, il 29 u.s., per una lettura Dantesca; giacché a
Modena (dove sono stato nel dic. ‘83), a Rovigo (dove sono stato a fine
aprile) e a Padova, le “Dante Alighieri” hanno voluto rinnovare il culto e la
gloria di Dante con pubbliche letture, e tutte e tre le città han voluto ascoltare anche questo vecchio! A Modena è anche uscito il I volume di queste
letture, finanziato dalla Banca Popolare dell’Emilia, ed invano, almeno fino ad oggi ho aspettato gli estratti … Verranno? Ci spero poco!
Chino al bacio della Sacra Porpora, invoco preghiere, specialmente per mia Moglie, e, con mia Moglie porgo i più vivi ossequi ed auguri di
ogni bene!
Dv e aff
AChiari
43 Se mai, accenna vagamente ai malanni di mia Moglie, senza i particolari
che mi son permesso di confidarTi. Grazie!
45)
22.7.’84
Eminenza Reverendissima e Carissima,
È molto tempo che non ho Tue notizie; ed anche se le spero e le
credo buone, pure le desidererei, e tanto!
Sei, forse, ancora in città, o sei già a godere un po’ di riposo,
presso al mare?
Noi, con le solite noie; ma dopo particolari fatiche in questi ultimi
giorni, per varie ragioni, ora siamo in riposo a
Albergo Airone – Via Catalani, 46
55044 Marina di Pietrasanta (Lucca)
E ci staremo – a Dio piacendo – fin verso la metà di settembre.
Ti prego di raccomandarci al Signore e a Maria, e chini al bacio
della Sacra Porpora, Ti porgiamo vivissimi ossequi ed auguri di bene!
Devotissimi
Lina e Alberto Chiari
46)
manoscritta
17031 Albenga, 17.VIII.1984
Stimatissimo e Caro Prof. Chiari,
le tue lettere mi sono giunte sempre puntuali, con le notizie piacevoli dei tuoi
impegni letterari, e con gli accenni alla salute tua e della gentile consorte Lina, talora velati da qualche ombra, che penso passeggera.
Ora so che siete al mare, ed ho in cuore la certezza che l’aria balsamica della
spiaggia marina abbia ridato al vostro spirito più luce e più pace e che il sorriso della Madonna Assunta, festeggiata nei giorni scorsi, abbia colmato i vostri cuori della sua consolazione celeste.
Quanto alla mia salute, grazie a Dio, è buona.
I giorni del mio riposo ad Albenga, che ormai volgono alla fine, mi hanno visto quotidianamente alle prese con il Manzoni. Sono stato pregato di stendere
una presentazione30 degli Inni Sacri in genere e del Nome di Maria in particolare, per una edizione progettata in vista dell’imminente bicentenario della
30
Edito da “effesette” Tipografica Vaticana, novembre 1984. 44 morte del grande scrittore di Lombardia e del mondo, che per altezza di fede
ed esemplarità di ortodossia cattolica è fratello solo a Dante.
La più grande benedizione di Dio al popolo italiano è d’avergli dato queste
due eccelse guide.
Nello stendere il mio modesto lavoro i tuoi saggi manzoniani mi sono sotto
gli occhi e mi ispirano.
Ho in animo due viaggi. Il primo nella Spagna a visitare la terra dei grandi
mistici (S. Teresa di Avila, San Giovanni della Croce, Sant’Ignazio di Loyola) di cui ho studiato la dottrina, ma non ho visitato la loro patria terrena31.
L’altro più lungo è un ritorno per la terza volta in Argentina32, dove sono atteso per un incontro spirituale con un folto gruppo di parenti, trapiantati colà
da un mio nonno materno alla fine del secolo scorso.
Ti dico queste notizie per significarti la mia ottima salute, nonostante le ottantadue primavere.
Il mio memore fraterno affetto e il mio orante ricordo sono vicini a te e alla
diletta Lina, mentre mi affido alle vostre fervide preghiere.
Sento il dovere di aggiungere le mie scuse per la fretta con cui ho steso questo foglio.
Aff.mo e Dev.mo
Card. Giovanni Colombo
47)
23.8.’84
Eminentissimo e Carissimo,
ho avuto, ieri, la Tua del 17, e di tutto cuore mi rallegro delle Tue ottime
notizie, “nonostante le ottantadue primavere”. Bene, benissimo.
Anch’io, nonostante le ottantaquattro (!) primavere, non mi posso
granche lamentare; e se non ci fosse la noia delle cataratte o della ernia,
non mi uscirebbe dalla bocca nemmeno mezzo lamento.
Ma quel che più conta è che Iddio mi concede di godere in pieno
questi riposantissimi luoghi, pieni di piante e di fiori; e mi concede, per di
più, di poter ancora essere richiesto o per scrivere o per chiacchierare. Voglio dirTi, tra l’altro, che Mondadori ha rilevato la Collana Curcio e, quindi, nell’85 rivedrà luce il mio Canzoniere del Petrarca, riveduto su
l’originale, e tutto annotato; e che il Tallone vuol pubblicare un Adelchi,
sul testo curato dal Ghisalberti e da me, con nuove annotazioni estetiche e
qualche saggio aggiuntivo. (Così mi chiamassero i “cattolici” dichiarati…)
31
Il pellegrinaggio nei luoghi dei Santi spagnoli si compì dal 3 al 7 settembre, terminando a Pollença sull’isola di Maior‐
ca, dove era stato invitato dal Maestro Aligi Sassu. Lo accompagnarono Mons. Giuseppe Lattanzio e Mons. Inos Biffi. 32
Si effettuò dal 22 settembre all’11 ottobre; gli altri avvennero nel 1980 e nel 1982. 45 Anche mia Moglie, senza più le cure casalinghe, va riprendendosi assai,
sebbene – ahimè – non possa liberarsi delle noie che da tempo giornalmente sogliono tormentarla. Ma, sta meglio, e questo è l’essenziale.
Auguri vivissimi per i Tuoi viaggi europei e americani ed anche
per il nostro bene amato Manzoni, che – direi – è fratello solo a Dante e
per l’altezza della sua fede, ma anche per la grandezza della sua arte. E
davvero bisogna ringraziare Dio di averci “donato” questi due sommi, invidiabili ed invidiati da tutto il mondo. Sono lieto di aver dedicato tanto
tempo allo studio dei due Grandi; e magari un po’ mi duole che la raccolta
delle Poesie prima della conversione, già tre volte edite dalla Le Monnier,
e L’opera di A.M., già quattro volte edite dalla Eri, non trovino una novella ristampa in vista del centenario. Pazienza!
Sì, nelle nostre preghiere poverelle non sarai mai dimenticato, e
non Ti ringrazierò mai abbastanza delle ben fruttuose preghiere Tue nei
nostri riguardi.
Chino al bacio della Sacra Porpora, porgo vivissimi saluti, auguri,
ossequi, e mi riaffermo
per il dev e aff
A.Chiari
P.S. Salvo imprevisti, non rientrerò a Firenze prima del 10 settembre.
di seguito, lettera della consorte
Eminenza Reverendissima,
desidero rivolgerLe un grazie di cuore per le parole buone per me, sempre contenute
nelle Sue lettere a Alberto e in modo particolare dirLe quanta speranza ho nell’aiuto
di Dio, giacchè Ella stessa lo prega anche per la mia salute. Essa infatti va ora un po’
meglio, anche se non mancano tuttora le ore difficili. Ma è pure un conforto ripetere
al Signore, in tali ore, il nostro fiat che ci aiuta a sopportare i nostro guai.
Con animo grato, Le chiedo la Sua benedizione
Dev.ma Lina Chiari
48)
1.XII.’84
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Penso che Tu sia tornato dai lunghi viaggi, felicissimo di averli
compiuti, soddisfattissimo per le condizioni di salute.
Di cuore me ne rallegro.
E mi affretto a scriverTi, primo di tutto per gli auguri, giacchè
questo mese è per Te, ed anche per me, se permetti, pieno di fausti ricordi:
46 6 Dicembre = dies natalis
7“
= ventesimo33 episcopale
8“
= santo Battesimo
25 “ = festa comune, anzi gran festa!
Perciò un subisso di auguri!
Come stiamo? Pieni di acciacchi; ci confortiamo col guardare in
alto e col calore dell’affetto reciproco; poi, anche, col conforto e con le
benedizioni di chi ci vuol bene, a cominciare da Te.
Quando, e come posso, seguito però a “lavorare”: perfeziono un
Canzoniere del Petrarca, già del Curcio ed ora del Mondadori; e cerco di
cesellare un Adelchi per Tallone. Intanto Ti invio tre scrittarelli.
Chino al bacio della Sacra Porpora, con la mia dolce Consorte,
invio tanti e tanti auguri di bene!
Devotissimo e affezionatissimo
Alberto Chiari
49)
Firenze 31.3.’85
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Non so se Tu sia già rientrato a Milano, ma non voglio perder
tempo, e voglio porgerTi, a nome di mia Moglie, ogni più vivo augurio per
la Santa Pasqua34.
Spero, credo, che Tu stia bene; noi, così così, con sempre qualche
nuova preoccupazione; perciò ci affidiamo anche alle Tue preziose preghiere.
Con animo profondamente grato, e chini al bacio della Sacra Porpora, porgiamo sempre memori, e vivi, ossequi ed auguri d’ogni bene.
Devmi e aff
Lina e Alberto Chiari
50)
14.6.’85
Eminentissimo e Carissimo,
Che gioia rivedere un Tuo scritto! Sì, perché mi avevi detto che
saresti andato nell’America del Sud; ma Ti pensavo felicemente tornato, e
non aver notizie, o risposta alle mie, mi teneva in pensiero. Tanto Ti voglio
bene!
33
Di per sé era il ventiquattresimo. Era il 7 aprile. 34
47 Ora, ringrazio Te del carissimo saluto del 4 giugno35 (credo, da
Roma) e subito rispondo giubilando (ma, a Milano, o sbaglio?)
Vorrai sapere come stiamo: così così. Io debbo contrastare con i
doloretti, con le noiette dell’ernia e quelle della cataratta; ma tiro avanti,
cercando di esser più utile possibile a mia Moglie, che soffre sempre e tanto per i suoi dolori e gli annessi e connessi vari. Sì che cerco di pensar poco a me e di pensar molto a Lei. Le Tue preghiere ci saranno più che preziose ad avvicinarci nelle migliori condizioni al gran passo.
Ma parliamo d’altro.
Pur in condizioni difficili, ho parlato al Lyceum di Firenze su Ermengarda, pare, con successo, anche per la voce e la dizione …
Successivamente sono andato (e, velocemente, tornato) a Montevarchi, dove nella vetusta Accademia del Poggio (=Bracciolini) ho parlato
(pare, pure, con successo) di Manzoni, il credente.
Contemporaneamente, o quasi, è uscito il Canzoniere del Petrarca,
passato dal Curcio al Mondadori Oscar, da me curato, ed ora riveduto; e,
appena potrò avere (o acquistare) una copia, Te la manderò.
E, intanto, sto correggendo le bozze di un Adelchi, che mi stampa
Tallone: senza note, ma con una Guida all’“Adelchi”, una specie di prospettica introduzione. (1)
Chino al bacio della Sacra Porpora, con mia Moglie, porgo vivissimi ossequi ed auguri di bene.
dv e aff
AChiari
(1) Mentre il prof. Secchi, l’indimenticato Presidente del Centro manzoniano milanese, non si dimenticava mai di me, il nuovo Presidente ed il Direttore, pur usciti dalla “Cattolica” ed uno anche Sacerdote mi dimen‐
ticano in assoluto, nei libri, nelle riviste, nei comitati, anche se proposto da altri. A me non dispiace dello sprezzante silenzio, ma dispiace il fatto in se stesso: se dichiarati cattolici si comportano così con un dichia‐
rato cattolico che posson fare gli altri? Dico tutto questo in estrema confidenza, come in confessione… 51)
minuta dattiloscritta con correzioni a mano, dell’estate
Gentile e indimenticabile Prof. Chiari,
ho ricevuto in un breve arco di tempo, nel mese di giugno la tua sempre
amabile lettera con un estratto sopra un tuo studio “San Francesco cantato
da Dante”; poi l’edizione del petrarchesco Canzoniere da te commentato
per gli Oscar Mondadori. E infine, puntuale, come sempre, gli auguri di
35
In Vaticano, il 4 giugno concelebrò la Messa col Papa, guidando un gruppo di alunni e Superiori del Collegio Pio XI di Desio e di fedeli di Monte San Savino con il loro Arciprete per caldeggiare la causa di beatificazione di Giulio Salvadori. 48 san Giovanni Battista, a cui ti ho risposto nei primi giorni delle mie ferie
marine.
Sono giunto ad Albenga or sono quindici giorni e ho portato nelle valigie
parecchio lavoro da svolgere. Leggendo il tuo scritto ti penso molto impegnato in vari studi e in varie pellegrinazioni per conferenze letterarie:
complimenti! Anch’io, benché diversamente da te, e in tono assai minore
del tuo, mi sento anch’io impegnato, oltre che per il consueto ministero episcopale, a tenere lezioni e commemorazioni su Manzoni. Sono stato a
Palermo, a Verona, a Cremona, a Rovigo, per non accennare ai centri più
vicini a Milano, come Casirate d’Adda, Brusuglio, Villongo,Busto Arsizio,
Lecco, Gallarate e altre parrocchie desiderose di sentir parlare del grande
Lombardo. L’autunno prossimo sono atteso a Padova, Brescia, Caravaggio
per accennare solo ai centri più importanti36, già segnati nel mio calendario. Dappertutto è una festa grande per il Manzoni. Sento che è molto diverso il clima delle attuali celebrazioni a confronto di quelle del centenario
della morte nel 1973.
Oggi dovunque io parli, le sale sono piene, anche di giovani. Ho
l’impressione che per il Manzoni ci sia una devota e religiosa attenzione,
come per una predicazione liturgica.
Questo è molto bello, ed è degno del Manzoni.
Ti ho voluto elencare tutte queste località solo perché mi voglia scusare e
perdonare, se non sempre sono fedele alla corrispondenza con le tue cortesi lettere. Mi occorre sempre molto tempo per prepararmi i testi delle conferenze, e delle interviste37, e mi devo, in più, aggiornare, perché i sedici
anni di governo episcopale mi hanno interrotto, in modo pressoché assoluto lo studio della letteratura.
Mi fa piacere che la salute tua e della dolce Signora Lina sia discretamente
sostenuta e possa concedervi tanti spostamenti, oltre le consuete fatiche
casalinghe e professionali.
Leggo sul tuo foglio di un certo tuo disagio nei confronti del “Centro Nazionale Studi Manzoniani di Milano” specialmente nel raffronto coi due
nuovi incaricati a presiederlo. Da parte mia devo attestare che sia il Presidente che il Direttore sono non solo competenti, ma altresì molto impegnati a tenere alto l’onore del Manzoni in questo bicentenario. Sono lavoratori
36
Cremona (8/1), Azzate (29/1), Casirate d’Adda (16‐17/2), Lecco (7/3), Milano Teatro San Babila [per le religiose] (18/3), Verona (21/3), Brusuglio (22/3), Milano Convegno diocesi (19/4), Villongo (21/4), Palermo (26/4), Gallara‐
te(14/5), Rovigo (12/6), Padova (29/8), Pioltello (12/9), Milano “Zaccaria” (15/11), Busto Arsizio (18/11), Cernusco sul Naviglio (14/12), Seregno (22/11/84); annullate per degenza in Clinica: Alessandria (5/10), Costamasnaga (13/10), Ca‐
ravaggio (18/10), Fossano (23/10), Castiglione delle Stiviere (25/10), Brescia (11/11). 37
Ad esempio per la TV del Ticino (CH) il 4/3/85. 49 e organizzatori encomiabili. Quanto alle scelte, ognuno ha i suoi indirizzi e
i suoi gusti. Si ripete quanto capitò a Giuseppe l’ebreo. “E venne un altro
faraone che non conosceva il suo nome.”
Queste sono vicende fatali nella storia umana. Tuttavia sulla scelta e sulla
disponibilità verso il mondo culturale cattolico, sia il prof. Vigorelli sia
Don Colombo mi sembrano seriamente disponibili. Affermo questo perché
entrambi mi sono amici e familiari.
Chiudo questo mio scritto con l’augurio di liete e corroboranti ferie estive.
Penso, infatti, che presto raggiungerai Marina di Pietrasanta, come gli altri
anni. Il Signore ti conservi la salute, sia pure con gli acciacchi crescenti
della nostra età. Pensami sempre a te vicino con le indimenticate memorie
passate e presenti.
Tuo dev.mo e aff.mo
52)
Firenze, 18.10.’85
Eminentissimo e Carissimo,
comincio con lo scusarmi del lungo mio silenzio, ma ci sono state due ragioni.
La prima: sono stato assente da Firenze dalla fine di luglio al settembre inoltrato, e quindi ho letto tutto in ritardo.
La seconda: mia Moglie è stata benino fino alla metà di settembre; poi sono andate peggiorando le sue condizioni fisiche, e, purtroppo, da
una ventina di giorni è in forte depressione psicologica, per cui anche le
cose di nessuna importanza la preoccupano, la turbano, la angosciano! Io
“assisto” in continuazione, invocando l’aiuto di Dio e della Madonna.
Mi rallegro della Tua bellissima attività scientifica ed in particolare manzoniana, e da lontano ne godo, applaudendo calorosamente. Io purtroppo, ho dovuto limitare – per le sopradette ragioni – la mia attività specialmente “viatoria”. Infatti ho mandato il ms. all’Accademia del quattrocentista (!) Landino, e lo leggerà un altro, così avverrà per Padova. Sono
riuscito a “leggere” al Lyceum fiorentino, ed all’Accademia del Poggio, a
Montevarchi. Ho spedito qua e là mss. Ne ringrazio Dio!
Rispetto ai grossolani “torti”, di cui – come in confessione – Ti ho
fatto cenno, assicuro che da tempo prego perché lo Spirito Santo illumini
certi “cattolici”, sì da indurli a non fare torti a “cattolici”. Quanto a me,
sono uso a perdonare e a pregare. Del resto, nella mia lunga vita non ho
mai chiesto alcunché ad alcuno; ho seguito il Vangelo, mettendomi sempre
50 all’ultimo posto; ho dato un abbraccio a chi mi ha steso una mano; ho cercato di dare, non ho mai cercato di avere. Di tutto ho sempre ringraziato
Dio, ed ho sempre detto Non nobis, Domine, non nobis, con quel che segue…
E Tu prega perché in ogni momento possa sempre fare così, e
magari meglio, se punto punto sarà possibile alle mie povere forze di vecchio ottantacinquenne prossimo al rendimento di conti con Dio.
Scusa la forzata fretta perché fo ormai “tutte le parti in commedia” a ritmo continuato e variato e, chino al bacio della Sacra Porpora, Ti
invoco ogni bene e Ti prego di una speciale preghiera per mia Moglie e per
l’aff e devotis e obblig
A.Chiari
__________________________________________________________
53)
10.11.’85
Eminentissimo e Carissimo,
Purtroppo si va di male in peggio: alla virulenza degli indomabili
dolori si aggiungono fatti gravi di circolazione, e la conduzione della vita è
molto, molto, penosa.
Che Dio ci aiuti, e ci conforti!
Passo ad altro.
Sia dal Centro Manzoniano sia dal Sindaco di Milano ho avuto
l’invito a partecipare al Convegno manzoniano. Il Centro mi ha inviato una
lettera, il Segretario del Sindaco mi ha telefonato. L’invito era ad assistere,
perché il programma con nominativi e titoli era già formulato! Ad ogni
modo, ho risposto con tutta cortesia al Centro, per lettera, al Segretario,
confermando per telefono quel che avevo detto per lettera al Centro. Cioè:
“Ricevo la gradita lettera del 17 c.m., con la quale gentilmente mi
si invita a partecipare al Convegno Internazionale Manzoniano del prossimo novembre, a Milano.
Magari a qualche altro precedente Convegno potevo non essermi
troppo difficile intervenire; ma questa volta, purtroppo, non posso in maniera assoluta, date le preoccupanti condizioni di salute di mia Moglie, alla
quale sono da sempre attaccatissimo.
Vivamente ringrazio dell’invito, cordialmente saluto bene augurando, ed invoco una preghiera a Dio e alla Madonna
Un abbraccio
dall’aff A.C. ”
51 Credo di aver risposto cristianamente, e perciò mi permetto di inviartene
copia, per assicurare il mio stato d’animo verso tutti. E continuo a pregare.
Chino al bacio della Sacra Porpora, ed invocando preghiere, caramente saluto
l’aff e dv
AChiari
54)
4.XII.’85
Eminentissimo e Carissimo,
le cose in via Duprè vanno assai male, perché le condizioni di mia Moglie
si sono notevolmente aggravate, e non si vedono soluzioni di miglioramento. Ci raccomandiamo perciò a Dio ed alla Madonna ed ai nostri Santi Protettori!
Questo non mi fa dimenticare le date fatidiche Tue: la nascita (il
6); l’ordinamento episcopale (il 7); il battesimo (l’8); e, più lontana, la
grande nascita di Gesù ecc. ecc.
Per tutti questi eventi l’augurio più vivo, e della stessa santa mia
Moglie e del
dv e aff
AChiari
Una preghiera, perché si possa resistere usque ad finem! =in grazia di Dio=
55)
Santo Natale 1985
Eminentissimo e Carissimo,
sono nell’angosciosa condizione che anche a me, accada un Natale simile a
quello manzoniano.
Da almeno due mesi si può dire che non ho avuto più tempo né
testa che per essere sempre vicino a mia Moglie.
Che Dio ci assista!
Buon Natale, e buon Anno a Te ed ai Tuoi!
Chino dinanzi alla Sacra Porpora invoca preghiere quel poveretto del
dv e aff.
AChiari
___________________________________________________________
56)
52 dattiloscritta
Milano, 11 gennaio 1986
Gentile e Caro Prof. Chiari,
quattro tue lettere giacciono sul mio scrittoio in attesa di risposta. E’ ora che
mi decida. Ti dirò innanzi tutto che nell’autunno sono stato per tre settimane
degente in clinica, dove ho subìto anche un intervento operatorio. Grazie a
Dio e alla Vergine Maria, nulla di grave; anzi ne sono uscito rinvigorito e
pronto a servire il Signore Gesù e la sua Chiesa fino a quando la Provvidenza
disporrà che io possa fare qualcosa di apostolicamente utile. Poi, all’inizio di
dicembre, nelle tre date, per le quali puntualmente hai fatto pervenire
l’augurio orante e amico, l’arcidiocesi ha voluto celebrare il mio giubileo episcopale con devote e commoventi appuntamenti liturgici e culturali.
Infine, le feste natalizie mi hanno visto in varie parrocchie per le consuete
visite pastorali e per i tradizionali riti sacri. Non puoi immaginare come
abbia colmo di impegni il calendario; ora, mi tocca accontentare i sacerdoti
che ho deluso durante l’ultima malattia.
Sono diventato un pellegrino di Dio. Anche riguardo all’anno manzoniano,
ho nuovi inviti; a esempio venerdì prossimo sarò a Campione d’Italia38.
Comunque è stato un anno meraviglioso per aver suscitato tanta stima e attrattiva verso il grande lombardo.
Ho già troppo parlato di me, me ne avvedo, mentre l’intenzione era di dirti
una parola confortatrice riguardo alla tua situazione domestica e particolarmente alla salute della dolce e diletta tua Lina.
Dal tuo primo scritto ho appreso, infatti, le tue preoccupazioni che via via
ho trovato confermate e accentuate nei biglietti seguenti. Ma io ho visto,
altresì, trasparire la ricchezza della tua fede e la forza d’animo di un innamorato accanto alla sposa amata: e questo mi commuove e mi edifica. Tu
ti appelli alla mia preghiera e alle mie confortatrici benedizioni episcopali.
Siamo stati compagni e amici, fin’ora, nella vita fugace con la prospettiva
di esserlo anche nell’eterna: vuoi che ti abbandoni proprio adesso? Mio caro prof. Chiari, sentimi a te vicino quotidianamente. Dall’albero della croce, irrorato dal Sangue di nostro Signore, prima ancora che dal nostro,
germoglia sempre un virgulto: il fiore della speranza e della risurrezione.
Nel perdurante clima natalizio, grato per ogni tua cortesia, invoco per te e
per la “cara” e “unicamente amata” Lina serenità e un po’ di sollievo.
“Tempora bona veniant!”
Aff.mo Card. Giovanni Colombo
38
Vi andò il 17 gennaio, mentre il 28 gennaio parlò ai convittori del Pensionato di Milano Via Statuto,4. 53 57)
23.3.’86
Eminenza Reverendissima e Carissima,
È dal dicembre, almeno, che manco di Tue notizie, da quando ebbi a scriverTi che temevo che proprio nei giorni Santi mia Moglie ritornasse in Cielo.
Poi, passate tutte queste festività, dallo stato comatoso, si è a poco
a poco ripresa, tanto che anche il medico curante la chiama la “miracolata”! ed era dall’ottobre che andava di giorno in giorno peggiorando. Ora,
invece, sembra che la ripresa si stabilizzi, nonostante le molte noie giornaliere.
Ed anch’io, compiuti gli 86 anni il 6 di questo mese, ho i miei acciacchetti, ma tutto, tutto, compresi lo studio e la corrispondenza, è subordinato alle condizioni di mia Moglie.
Tuttavia, ho potuto inaugurare, al Lyceum di Firenze, un ciclo di
conferenze su “La Madonna nella letteratura” (19 febbraio), (con particolare successo …) e buttar giù qualche pagina manzoniana per l’Annuario
dell’Università di Messina, giacché il Preside Prof. Mazzarino voleva anche una sola pagina, ma con la firma mia. Ed ho scritto! Non so come, però! Te la mando per ricordo di un pessimo mio periodo di vita, pur col sostegno della Fede e delle preghiere di tanti Parenti ed Amici.
Chino al bacio della Sacra Porpora, porgo – con mia Moglie –
mille e mille vivissimi ossequi ed auguri di bene.
Dv e aff
AChiari
58)
sul retro della precedente
Eminenza,
avevo già preparato tutto, e poco mancava alla spedizione, quando è arrivata la posta; e tra essa figurava un bel plico con tutta la Tua lettera e lo
scritto39 su la Liturgia negli Inni Sacri del Manzoni, tutto scombinato rispetto al numero di pagine, tutte in confusione. E mi ci vorrà per raccapezzarmi e leggere con diletto e con frutto, e Te ne scriverò.
Il guaio è che la Tua lettera porta la data dell’11 gennaio, mentre
il plico inviatomi dall’anonimo (firma illeggibile e assenza di indirizzo)
porta la data del 17 marzo, ed è arrivato stamani!
39
Si tratta dell’intervento, tenuto a Santa Giustina a Padova il 29 agosto 1985,durante la Settimana Liturgica Naziona‐
le, pubblicato in Liturgia, rivista del CAL; s’intitolava : “La liturgia ispiratrice di fede e richiamo di vita negli Inni Sacri”. 54 Ad ogni modo sento che hai felicemente superato le noie
dell’operazione, e che hai ripreso in pieno la brillante attività!
Auguri, auguri, auguri!
Mille grazie per le Tue care, ambite, e preziose, parole e preghiere, e chino – con mia Moglie – al bacio della Sacra Porpora, porgo tanti e
tanti auguri di buona Pasqua40, et ultra!
dv e aff
AChiari
Ti unisco lo scritto accompagnatorio dell’abusivo perché molto significativo!
59)
2.4.’86
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Mi è arrivata il 31 u.s. la Tua lettera da Albenga del 19 u.s., e
penso che ormai Tu sia tornato a Milano, ed abbia trovato il mio “malloppo” raccomandato, con gli ultimi miei assaggi del mondo delle Lettere,
con le varie notizie riguardanti la salute, e con la testimonianza della misteriosa consegna della lettera Tua, del gennaio, ad un ignoto “accaparratore” che, tra l’altro, mi ha scompigliato tutto l’ordine delle pagine nel Tuo
ultimo scritto!
Sento che stai bene, che la salute rifiorisce, e s’intensifica
l’attività altamente e variamente benefica. Dio sia lodato!
Anche le nostre condizioni sono migliorate; e, approfittando del
sole splendido e dell’assenza del vento, che a Firenze ha dimora stabile,
mia Moglie, dopo sei mesi, ha potuto fare la prima passeggiatina, di complessivi 200 metri. Ma, grazie a Dio, tutto è andato bene.
Che Dio Ti compensi adeguatamente e delle affettuosissime parole a nostro riguardo e delle preziosissime preghiere innalzate per noi. Affettuosissime, preziosissime, ambitissime!
Con animo grato, e chino al bacio della Sacra Porpora, porgo, con
mia Moglie, i più ossequi ed auguri di bene, dicendomi sempre
il dv e aff
AChiari
Lettera interrotta e ripresa non so quante volte! Sic est!
40
Era il 30 marzo. 55 60)
22.4.’86
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Ultragraditissimo mi è giunto il saluto, l’augurio, la preghiera da
41
Annecy , il tutto – tra l’altro – affidato ad una bellissima cartolina.
Mille grazie, proprio di cuore.
Quando sarai a Milano, troverai alcune cosucce mie ed altre ne
manderò, a mano a mano che mi arriveranno.
Per ora, qui, le cose “durano”, grazie a Dio. Purtroppo, nella seconda metà di maggio dovrò pensare alla cataratta del mio occhio destro,
perché da tempo, un coro di parenti da Milano a Firenze e da Firenze a Milano non fa che insistere, a gran voce! Il guaio è lasciare mia Moglie, sia
pur affidandola a persone più che sicure … Al solito, ci aiuteranno gli Angeli Custodi, sollecitati da Dio e da Maria ….
Chino, con mia Moglie, al bacio della Sacra Porpora, porgo molti
vivissimi, saluti, auguri, ossequi
Dv e aff
AChiari
61)
1.5.’86
Reverendissimo e Carissimo,
Mille grazie del Tuo prezioso biglietto del 26 u.s., e delle preziose
parole di conforto, d’incoraggiamento, d’augurio.
Preziosissimo anche il Santino del Tuo celeste Protettore, che sarà, per merito Tuo, anche il mio.
Ho piacere che Tu abbia ricevuto lettere e scritti miei; il Canzoniere sta avendo grande fortuna anche in Germania; e l’Adelchi (ediz. Tallone) di cui sono……senza copie!........ sta ricevendo sensibili apprezzamenti e nell’“Osservatore Romano” e nel “Ragguaglio librario”. Ringraziamone Dio! Ce lo insegna benissimo anche San Paolo! Hai ricevuto tutto? Se mai, e a comodo, sappimi dire quel che è arrivato, perché io supplisca con quel che non Ti è arrivato.
Anche mia Moglie sta pur con tanti guai, meno peggio, ed anche
di questo ringraziando Dio!
41
il Cardinale fu ad Annecy il 7 aprile, prima tappa di un pellegrinaggio che lo portò a Macon, Taizé, Ars, Lisieux, Sole‐
smes, Tours, Nevers, Paray le Monial. 56 Chino al bacio della Sacra Porpora, con la mia Lina, porgo riverenti e vivissimi ossequi e auguri di bene.
Dv e aff
AChiari
62)
18.6.’86
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Il Tuo esaltante ricordo da Lourdes42 ci ha profondamente commosso, e non so come poterTi adeguatamente ringraziare. Una volta, i vecchi fiorentini solevano dire quando le parole mancavano: Dio te ne rimeriti. E dicevano tutto, mi pare, e al massimo grado. Ed io Ti ripeto: Che Dio
Te ne rimeriti!
Il fatto poi che sei andato fino a Lourdes mi attesta che, se hai potuto fare un lungo viaggio, vuol dire che sei tornato nel pieno delle Tue
forze, preziose per tutti. Deo gratias!
Lourdes! La Madonna! Ci si commuove davvero a pensarci!
Io non sono mai potuto andare a Lourdes; ma le circostanze mi
han messo di fronte alla Madonna fin dai 9 anni, da quando sul pulpito eretto nella Chiesa di San Giovannino, a Firenze, con i PP. Scolopi, recitai
un discorso su la Visitazione di Maria a Santa Elisabetta, scritto da Don
Giulio Facibeni, e da me imparato a mente … Poi …. Fino a quest’anno,
quando potei inaugurare al Lyceum, di Firenze, un ciclo di letture su la
Madonna nella letteratura, parlando della Notte di Lucia.
E, magari, fossi stato e fossi davvero degno, in tutti i sensi, di Lei,
Madre di tutti!
Perciò, chiudo.
E passo a dire che, entro questi primi mesi dell’86 ho avuto
l’estratto manzoniano (dagli annali della Facoltà di Magistero, di Messina), un estratto dantesco riguardante il Preludio del Paradiso, e un Adelchi
stampato dalla Casa Tallone di Alpignano.
Se ben ricordo, Ti ho potuto inviare già l’estratto manzoniano (pp.
scritte nei giorni più cupi per la salute di mia Moglie!); ora Ti posso inviare l’estratto dantesco ed anche una Guida all’Adelchi. Purtroppo, non il
volume, perché la Tallone fa pochissime copie numerate, stampa a mano
con caratteri bodoniani e non offre possibilità di copie in omaggio. Da me
ha voluto la scelta e la cura del testo; niente note, e solo una introduzione
42
Fu pellegrino a Lourdes alla guida di ottocento anziani della Terza Età della diocesi dal 3 al 5 giugno. 57 mia, che potesse essere utile anche ai non addetti. Ciò che ho fatto; ed io,
col Preludio dantesco, Ti invierò fotocopia della Guida all’Adelchi.
Aspetto poi un Ermengarda del Manzoni, che farà parte di un volume in onore del Manzoni, per conto dell’Accademia Properziana di Assisi. Appena avrò l’estratto, Te lo manderò.
Purtroppo, le condizioni familiari mi concedono rari intervalli di
tavolino. Ma ringrazio Dio di poterlo ancora fare e, sopratutto, di poter star
vicino a mia Moglie, certo, molto migliorata, ma ancora molto tormentata.
Che Dio ci accompagni e ci tuteli anche la Madonna!
Chino al bacio della Sacra Porpora con mia Moglie, porgo i più
vivi ringraziamenti, ossequi, ed auguri di bene!
Dv e aff
AChiari
63)
nel retro di una cartolina illustrata con panorama di Firenze
San Giovanni 1986
Con la visione, tra l’altro, del Duomo intitolato a Santa Maria del
Fiore, e del bel San Giovanni, chini al bacio della Sacra Porpora, porgono
vivissimi ossequi ed auguri di bene
i devotissimi
Lina e AChiari
64)
15.7.’86
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Qual commozione nel ricevere il Tuo benedicente abbraccio! E ne
abbiamo tanto bisogno!
Sì, perché mia Moglie, miracolosamente risorta da un vero e proprio stato di coma durante i giorni santi dell’estremo ‘85 e dell’ineunte
‘86, ha tante, tante, noie; ed anch’io, pur costretto a far da Marta tanto, più
che da Maddalena43, ho le miei noie; ma ringrazio Dio che mi concede di
far da valido e costante aiuto a mia Moglie e, ogni tanto, di mettermi a tavolino tra Dante e Manzoni e circonvicini.
Spero che Tu possa aver ricevuto tutti i miei vari scrittarelli, perché a volte la Posta fa i suoi scherzi di cattivo genere.
43
Da noi, di solito, si dice « far da Marta e Maria » nel solco di un episodio evangelico, per significare svolgimento si‐
multaneo di impegni materiali e spirituali; l’allusione qui fatta a « Maddalena », invece, si spiega perché alcune tradi‐
zioni fanno coincidere la Maria di Betania con Maria Maddalena. 58 Così spero che Tu abbia potuto avere il Canzoniere del Petrarca
(Oscar Mondadori). Purtroppo, non Ti ho potuto inviare l’Adelchi di Tallone, ma solo la fotocopia, ahimè, della Guida all’A., l’unica cosa che, oltre alla cura del testo, ha voluto la Casa Editrice.
Quanto all’opuscoletto manzoniano, stampato dall’Univ. di Messina, Ti dirò che fu richiesta la mia collaborazione al volume di celebrazione manzoniana proprio nei giorni in cui mia Moglie cominciava a declinare! Ma il Preside della Facoltà insisteva: - Anche una sola pagina, ma
con la tua firma-. Sentii allora di rispondere ad un dovere: ma come risposi, non so!
Ora, aspetto altre cose, o sto mandando altre cose, per ora, di argomento manzoniano. Poi, a Dio piacendo, si vedrà….
Intanto, si fanno piano, piano, i preparativi per un periodo di riposo = fine luglio – agosto – e se possibile, un po’ di settembre = in Versilia
e precisamente a:
Albergo Airone – Via Catalani 46
55044 Marina di Pietrasanta (Lucca)
Speriamo che il riposo giovi.
Ma ti confesso che guardo con trepidazione al ritorno,
all’autunno44, all’inverno, nel ricordo angoscioso dell’anno ‘85 – ‘86.
Che Dio ci assista! Questo è l’essenziale.
Chino, con mia Moglie, al bacio della Sacra Porpora, Ti porgo vivissimi saluti, auguri, ossequi.
E Tu abbimi sempre
per il vecchio dv e aff
AChiari
Ieri, 14, la presa della Bastiglia, che per me fu la presa della laurea (1923) con
110 e lode, la concessione di una borsa di studio per il perfezionamento in paleografia, e l’invito a dare i risultati per la Rivista di filologia, e l’Istruzione
Classica, giacchè la tesi era su i codici del
Rerum natura di Lucrezio.
Studiando il ms. dell’umanista Niccoli scoprii, e ricostruii, il codice, perduto, inviato dalla Svizzera dall’amico Poggio Bracciolini: era un codice
in scrittura insulare dell’VIII – IX secolo. Confrontato questo immaginato
codice perduto con altri due cdd settentrionali, pure dello stesso tempo, e
pure dello stesso tipo di scrittura, ricostruii in parecchi loci critici il possibile esemplare in scrittura capitale del IV-V secolo. Fui in polemica vittoriosa con un illustre filologo tedesco, il Diels! Fin d’allora sarei dovuto essere alla “Cattolica” come assistente di latino del prof. Ramorino. Ma c’era
44
Dal 22 settembre al 14 ottobre fu ricoverato alla clinica milanese “Capitanio”. 59 il caro Pighi! Poi, la Crusca mi portò a contatto con tanti cdd. Italiani, e divenni italianista, alla “Cattolica”, naturalmente, che non volli lasciare
nemmeno quando fui chiamato, a unanimità a Bologna, e nemmeno quando si profilò un posto a Firenze. Alla “Cattolica” guardavo fin da “fucino”.
Lì, c’era Gesù esposto, sempre!!
Scusa la confidenza. Tienla per Te!
n. 1900 a Firenze – 1917-18 =I anno univ. – 1918-19 I anno in grigio verde 1919-21 ripresa universitaria – 1922 gennaio =31 agosto, di nuovo in
grigio verde = 1922 – 16 luglio a Taranto, grandi gare di bande pugliesi in
onore della Madonna del Carmelo; bellissimo mare, di giorno e di notte;
ma da Firenze a Taranto e da Taranto a Firenze, dove prestavo servizio che
cammino lungo! Ma nel febbraio 1922, di stanza militare a Pistoia, fui inviato a Roma in servizio d’ordine pubblico per la elezione di Pio XI, di cui
parlo in Incontri d’anime! Ce l’hai? Spero di sì.
__________________________________________________________
65)
6.8.’86
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Ho appena avuto, ieri sera, la bellissima e carissima Tua del 28
u.s. con l’augurale santissima benedizione, ultragradita, anzi, per doppia
ragione gradita.
Sì, perché giunge all’inizio di questo periodo che, a Dio piacendo,
vuole essere di riposo e di ristoro dopo tanti travagli, e perché giunge proprio alla vigilia del mio onomastico: S. Alberto, carmelitano, 7 agosto (di
origine fiorentina, trasmigrato in Sicilia, dove operò molti miracoli, specialmente in periodi di pestilenza).
E ne sono doppiamente grato e commosso, come ho detto.
Ma sono anche lieto e dei Tuoi viaggi e dei Tuoi studi e della Tua
preziosa attività letteraria ed ecclesiale. Vuol dire che stai bene, vuol dire
che crescono ogni dì le celesti benedizioni. Evviva!
Chino, con mia Moglie, al bacio della Sacra Porpora, imploro benedizione, e riaffermo l’affettuosa devozione!
Aff e dv
AChiari
Spero che Tu abbia avuto Guida all’“Adelchi”; ora aspetto Ermengarda.
60 66)
26.9.’86
Eminenza Reverendissima e Carissima,
T’ho visto!
Stai benissimo! E molto ne godo! Dove T’ho visto? Nel gran
Duomo45, per T.V., all’ascolto della gran Missa beethoveniana, che ho ascoltato anch’io insieme a mia Moglie, dopo tanto tempo che non avevamo
riaperto quello strumento di diffusione. E ne fummo molto soddisfatti.
Ma il giorno precedente avevamo avuto dalla Provvidenza una
grande consolazione.
Io avevo scritto per l’Accademia Properziana di Assisi uno scrittarello su Ermengarda per un volume in onore del Manzoni. L’avevo scritto alla vigilia del grande travaglio per la salute di mia Moglie; anzi, proprio quando cominciavo a disperare scrissi perché mi apponessero una dedica: Alla mia Lina, giacchè l’Adelchi suggerì quella stupenda dedica ad
Enrichetta che per tanti aspetti mi consonava con la mia Lina. Ebbene volume ed estratti furono, forse, spediti da Assisi a Firenze durante la mia assenza per la Versilia; tornato a Firenze, avvertii del mancato arrivo; ebbene, volume ed estratti mi sono arrivati il giorno di San Lino, cioè il giorno
onomastico di mia Moglie. E grande è stata la reciproca commozione! Dio
sia lodato! Ecco l’estratto; più o meno già lo conosci; ma questa è la nuova
lezione, e su di essa grava un doloroso episodio personale.
Chino al bacio della Sacra Porpora, porgo, con mia Moglie, vivissimi ossequi e auguri di bene! Ed un memento, prezioso!
Dv e aff
AChiari
67)
1.11.’86
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Dopo l’amabilissima Tua del 15 u.s. ho avuto, dalla gentilezza
della mia scolara, prof.sa A.M. Salini, Il Duomo46 dell’Ottobre, con la Tua
cara fotografia e con la Tua memoranda Meditazione sulla Santa Croce47.
Un bel trittico: le Tue belle parole della lettera; le profonde parole della
Meditazione; la parlante fotografia assicuratrice della buona salute.
Grazie, di cuore, per tutto questo.
45
La sera del 24 settembre intervenne in Duomo al concerto “Missa Sollemnis” per un Convegno sulle Cattedrali. Si tratta del foglio mensile dell’Associazione “Amici del Duomo” di Milano. Per il rito della Nivola nell’ambito della tradizionale ostensione del Santo Chiodo, il 15 settembre. 46
47
61 Sì, ci fu il Papa e Firenze si fece onore, grazie a Dio! Noi, purtroppo, ci dovemmo contentare della T.V. La salute ci condiziona, e proprio fra non molto avremo anche qualche responso. Che Dio ci assista, e ci
accompagnino le preghiere di quanti ci vogliono bene … Amen!…
E, sì, sto anche a tavolino; ma a frammenti. Diceva il Fucini: Si fa
quel che si pole. L’essenziale è di continuare, perché si avvicina il rendiconto dei talenti. Che Dio mi sia benigno.
A proposito: mi portano, in questi giorni, un Dante e il Casentino.
Te lo invio subito.
Chino al bacio della Sacra Porpora, con mia Moglie, porgo vivissimi ossequi ed auguri di bene, ed invoco preghiere!
Dv e aff
AChiari
68)
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Si stanno avvicinando le date care a Te, a me, e a quanti hanno
avuto il bene di conoscerTi: 7 e 8 dicembre con la conclusione solenne del
Santo Natale.
Auguri! Auguri! E tante benedizioni, da parte di mia Moglie, oltre
che dal sottoscritto.
Voglio accompagnare gli auguri con un modesto ricordo: l’amico
e fine classicista e poeta, Carlo Saggio, che ha pubblicato tante cose con la
Casa Tallone, ha fatto ripubblicare gli unici miei versicoli scritti in tutta la
mia lunga vita. Te li mando in ricordo e di me e di mia Moglie.
Chino al bacio della Sacra Porpora, con mia Moglie, porgo vivissimi ossequi, e rinnovo gli auguri di bene, invocando preghiere.
Dv e aff
AChiari
4.12.’86
69)
5.12.’86
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Oh! Che bel regalo natalizio!
Con il Manzoni48 (con Dante, il mio prediletto), e con Te!
48
Edito da Otto/Novecento (raccolta di tutti gli interventi offerti in tema manzoniano) a cura di don Umberto Colombo con postfazione di Giancarlo Vigorelli. 62 Mi è stato portato ieri sera, brevi manu, da un Giovinetto; ed ho
già delibato qua e là, riserbandomi di delibare e meditare, pagina su pagina, incominciando proprio dalle Interviste, perché toccano vari problemi di
particolare interesse.
Di tutto cuore Ti ringrazio e per tutto quello che acquisterò, leggendo e meditando, e per lo squisito, affettuoso, pensiero di farmi pervenire questo bel libro qual singolare dono natalizio.
Grazie anche della citazione, che molto mi onora, alla p. 24.
Chino al bacio della Sacra Porpora rinnovo, vivissimi, ossequi ed
auguri di bene, anche da parte di mia Moglie.
Dv e aff
AChiari
70)
18.12.’86
Eminenza Rev.ma e Carissima,
La Tua lettera così profondamente affettuosa e così altamente spirituale è il più bel dono natalizio che mai avremmo potuto aspettarci.
Mille e mille grazie, di tutto cuore, anche da parte di mia Moglie.
Sì, “poeta”; ma non so se e quando mi si addica quel titolo; mi
son provato, così come dittava dentro in quei momenti, e in latino, perché
lo leggessimo solo noi due…
E, ormai che ci sono, sì, anche musicista, io che non conosco né
ho mai studiato musica. Ma avevo in casa un vecchio mandolino ed un fascicolo che additava a quale tasto corrispondeva la tal nota. E allora diedi
di piglio alla carducciana Ad Annie, e la “musicai”! Che sfacciato! Ma allo
stesso Amico, maestro Gavazzeni, a cui di recente l’ho confidato, m’ha
scritto che, sì, mi promoveva!
A parte queste sciocchezze, le parole che ci hai scritto costituiscono per noi un vademecum e un memento di grandissimo valore, e di
immenso beneficio per l’anima. Mille grazie di nuovo!
Chini al bacio della Sacra Porpora, porgiamo tanti, vivissimi, ossequi e tanti, fervidissimi, auguri di bene per il Santo Natale 1986 ed il
nuovo Anno 1987, et ultra, mia Moglie Lina
ed il vecchio aff
Alberto Chiari
Spero che Tu abbia ricevuto, sempre, in tempo e la Guida all’“Adelchi”, e
l’Ermengarda del Manzoni, e la sia pur rapida difesa del cristianesimo non
63 paternalistico del Manzoni, così come vorrebbero ipocritamente e falsamente i comunisti e i laici interessati a far bella figura con i tempi… Queste ultime pp. specialmente sono state buttate giù col patema d’animo per
mia moglie; ma volevano anche una sola pagina, con la mia firma. Mi parve un obbligo più o meno religioso…e scrissi.
71)
30.1.’87
Eminentissimo e Carissimo,
Spero, mi auguro, che non Ti meravigli troppo se ho finito in
gennaio un libro, il bellissimo Tuo Con il Manzoni, ricevuto in novembre!
Ma sono tante le cose “allotrie”, avrebbe detto il Croce, alle quali
devo pensare per trovare un’“isola” da dedicare ad una lettura attenta e
continuata!
Avevo promesso un articolo per gli studi in onore del Frattarolo,
vecchio e caro Amico, ed avevo già ideato il tema, e non ho fatto a tempo;
lo stesso mi è ora successo per un altro vecchio e caro amico, il Vallone, e
non ho fatto a tempo benché abbia cominciato già a scrivere!
Ma lasciamo questi discorsi e veniamo al Tuo libro: stupendo!
Ho letto periodo dopo periodo con commozione crescente perché,
se era appagata in pieno la ragione critica, era ad ogni parola sollecitata
l’anima ad elevarsi. Hai innalzato al grande Sandro un alto e imperituro
monumento: non c’è, in tutto il libro, non dico un pensiero, ma nemmeno
una sola parola, che faccia una grinza!
Ti ringrazio toto corde di avermi fatto conoscere un libro siffatto.
Ti dirò anche che, via via che voltavo pagina, procedevo con una
certa ansia perché, sotto altre vesti, o in un modo o in un altro, e della vita
del M., dalla gioventù alla conversione, e degli Inni e delle Tragedie e del
Romanzo, ho avuto modo di discorrere (magari anche troppo!), ed avevo
sempre il timore di trovare qualche punto di qualche mio errore manifesto.
Per grazia di Dio, non ho avuto questa pena, ed ho ora il Tuo solenne sigillo, ed in particolare a vedere Ermengarda e Lucia come riflesso
di Enrichetta, e tutt’e tre sotto la luce della Madonna!
Un chiarimento circa La Passione, dacché mi hai fatto il grande
onore di citarmi. Il mio studio era essenzialmente di natura filologica, di
accertamento, con dispersione di inutili bagagli. Fino ad allora avevo letto
note zeppe di riferimenti ora a questo ed ora a quello dei testi biblici più
disparati, e ad un certo punto non ne potei più e dissi: M. era milanese; M.
frequentava la Chiesa ed ascoltava la Messa; ovviamente l’ascoltava se-
64 condo il Rito Ambrosiano; che andiamo allora cercando di qua e di là? Apriamo il Messale Ambrosiano e troveremo tutto! E trovai tutto! Più o meno come, ragionando, smantellai i Sermoni evangelici del Sacchetti cambiandoli in Sposizioni di Vangeli, indicandone le varie stesure e i tempi
della composizione, nonché le intenzioni. Così per altri casi, e non è detto,
se campo, che sia finita…
Ma fo punto, perché Ti ho tediato abbastanza.
Grazie, grazie, grazie, del bellissimo inarrivabile libro.
Chino al bacio della Sacra Porpora, porgo, con mia Moglie, vivissimi ossequi ed auguri di bene!
Il sempre devotissimo e aff
A Chiari
Ho avuto in questi ultimi mesi molte lodi anche per i versicoli latini e per
Dante e il Casentino, oltre ogni previsione, per me che amo “in augello
cum libello”; e perfino su Incontri d’anime nell’Osserv. Rom del 28. Ne
ringrazio Dio! E Maria!
72)
Santa Pasqua 1987 49
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Ho già inviato, da quasi un mese, una recensione ben laudativa al
Tuo bel libro sul nostro Manzoni alla Sig.na Scaramucci per il Ragguaglio
Librario. Spero che ti piaccia.
Il 1° poi ho parlato, al Lyceum, della notte dell’Innominato, come
séguito e completamento della notte di Lucia: entrambe poi ideate e attuate
come prefazione all’anno mariano, desiderata dalla brava direttrice del
Corso letterario del Lyceum. Pare che il successo di entrambe sia stato
commosso ed entusiasta. Grazie a Dio, e a Maria!
Ieri, poi, ho avuto un violentissimo disturbo di stomaco e di intestino, mai avuto, così improvviso e così intenso per molte ore; ora sono
fiacchissimo, ma spero nella Provvidenza!
Ma, ora, si va verso la Risurrezione, e confidiamo in quella gran
Luce.
Quindi, chini al bacio della Sacra Porpora, mentre invochiamo celesti benedizioni, porgiamo i più vivi saluti, ossequi, ed auguri di bene!
devotissimi e aff
Lina e AChiari
49
Era il 19 aprile. 65 73)
30.4.’87
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Ho ricevuto il graditissimo saluto marino50 ed ho tardato a rispondere, non conoscendo l’indirizzo marino né il periodo del soggiorno.
Scrivo ora confidando di arrivare sempre in tempo.
Credo di averTi detto che il 1° di questo mese ho ottenuto un particolare successo, al Lyceum fiorentino (fuori di Firenze, non posso più,
nonostante le richieste…) parlando della notte dell’Innominato, come séguito della notte di Lucia, e, entrambe, come prefazione all’Anno Mariano!
Poi, l’8, sono stato colpito da un violentissimo attacco della nuova
asiatica (nonostante le iniezioni!) che mi ha proprio prostrato.
Ma adagio adagio vo riprendendo e tornerò anche al lavoro nei ritagli concessimi dalle cure domestiche di genere vario. Che Dio mi assista,
e Maria!
Chino, con mia Moglie, al bacio della Sacra Porpora, porgo molti,
vivissimi, e sempre memori, ossequi e auguri di bene, invocando benedizioni!
aff e dv
Alberto Chiari
74)
23.5.’87
Eminentissimo e Carissimo,
Ho finito appena di leggere, stamani, l’aurea Tua monografia riguardante il Cardinal Ferrari51.
Ci ho messo un po’ di tempo, aspettando che Marta cedesse il posto a Maddalena. In fondo, è stato meglio così, perché ho potuto con calma, nei momenti calmi, centellinarmi ogni Tua parola e godermela con
frutto. Sì, perché, a lettura compiuta, questa monografia può servire anche
come libro di esercizi spirituali, tanto ogni pagina muove da Cristo per
tornare a Cristo.
Grazie, dunque, di gran cuore, anche a nome di mia Moglie, e per
l’ambito ricordo, e per il bene spirituale, che sempre viene da così alta e
benedicente Cattedra!
50
Dal 3 al 9 aprile fu a Procchio all’isola d’Elba, ospite dei fratelli Mario e Nino Scandolara. E’ la commemorazione del Ferrari :“Una vita per il popolo”, riedita in vista della sua beatificazione del 10 maggio. 51
66 Chino al bacio della Sacra Porpora porgo, con mia Moglie, i più vivi ossequi ed auguri di bene, invocando sempre un ricordo nella preghiera.
Devotissimo e affezionatissimo
Alberto Chiari
___________________________________________________________
75)
Firenze, 19.6.’87
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Si avvicina le bella data del Tuo onomastico ed io mi affretto ad
inviarTi i più fervidi auguri di bene, temendo sempre gli abituali ritardi
postali.
Spero, credo, anzi, che Tu stia bene e pronto a donare la luce della
tua fruttuosa sapienza o per Manzoni, o per Salvadori, o per altro.
Noi, sempre così così, ed in particolare trambusto per il cambio
del medico (scomparso il nostro per collasso cardiaco) nonché in particolare sconforto di mia Moglie, che si aspettava dal nuovo medico qualche
nuova medicina per i suoi vecchi, e talvolta, avvilenti malanni. Ma di questo sconforto non far cenno, se mai, per lettera; Te l’ho detto, però, perché
Te ne ricordi nelle fruttuosissime preghiere. Grazie! Purtroppo ai malanni
mancano i rimedi.
Quanto a me, fisicamente, pare, abbastanza bene; solo che sono
spesso stanco; ma ringrazio Dio perché posso essere utile con la mia presenza.
Chini al bacio della Sacra Porpora, inviamo molti riverenti ossequi, e rinnoviamo tanti e tanti auguri!
Devotiss. e aff
Lina e Alberto Chiari
76) R
10.7.’87
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Che gioia ogni Tuo scritto veramente gaudioso e ricco di benedizioni! Che Dio Te ne rimeriTi, avrebbero detto i miei amatissimi Antenati!
Ed io Te lo ripeto, con mia Moglie.
Ti penso ad Albenga, ed indirizzo lì o, meglio, non avendo sicuro
l’indirizzo, scrivo a Milano, fiducioso nell’inoltro.
Anche noi dovremmo lasciare Firenze per
Hotel Airone – Via Catalani, 46
55044 Marina di Pietrasanta (Lucca)
67 Ci siamo stati sempre bene, ed il Medico insiste perché ci si vada
al più presto. Il che sarà – a Dio piacendo – da sabato 18 p.v. Ma i guai di
mia Moglie sono vari e i dolori, nonostante le cure, sono forti. Che Dio ci
assista e la Madonna!
Chino al bacio della Sacra Porpora, con mia Moglie, porgo i più
vivi saluti, ossequi, ed auguri di bene!
Dv e aff
AChiari
77)
30.XI.’87
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Allora:
il 6 fausto Compleanno
Il 7 anniversario della fausta
Consacrazione Episcopale
L’8 altrettanto fausto anniversario
del Santo Battesimo
Senza contare che si sta avvicinando ormai la data solenne per tutti del Santo Natale!
Auguri, auguri, auguri! Proprio di cuore, rievocando con commozione gli anni, nei quali siamo stati felicemente insieme, i vari incontri in
Milano e fuori di Milano, fino al 1982, e via via le varie lettere, che mi assicurano la preziosità dell’affetto e della preghiera.
Di tutto, grazie di gran cuore.
Spero, e auguro, che Tu stia bene, e così a lungo Ti conservi a
gloria di Dio e a beneficio di tanti.
Quanto a noi, la situazione è quella che è, indietro non si torna,
e… avanti… si va a stento.
Che Dio ci aiuti, con Maria, usque ad finem!
Chino al bacio della Sacra Porpora, porgo, con mia Moglie, molti
ossequi e tanti e tanti auguri di bene!
Dv e aff
AChiari
78)
24.XII.’87
Eminenza Reverendissima e Carissima,
68 Oh! Che bel dono natalizio! Il fascinoso libro di Maria Madre di Santi52, le toccanti parole della dedica e della lettera, le Sacre benedizioni!
Grazie, grazie dal profondo del cuore. Tutto mi giunge particolarmente come
dono celeste, tramite Tuo, in questo momento molto difficile per mia Moglie.
Che Dio ci aiuti usque ad finem!
Chino al bacio della Sacra Porpora, porgo – con mia Moglie –
mille ossequi e mille auguri di bene! Buone Feste.
Dv e aff
AChiari
79)
Santa Pasqua 1988 53
Lina e Alberto Chiari, sempre alquanto tribolati, e bisognosi di
benedizioni, chini al bacio della Sacra Porpora, porgono molti, vivissimi
ossequi ed auguri di bene per la Santa Pasqua, et ultra!
dv
Lina e Alberto Chiari
____________________________________________________________
80)
5.6.’88
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Che gioia quella visita54! Una gioia tanto più grande quanto inaspettata! E che benedizione, per questa casa, la presenza di un’Anima eletta, già in terra eminente rappresentante della Chiesa di Dio!
La gran folla dei ricordi si unì e si unisce ancora alla commozione
per una grazia così alta!
E resta anche un segno fruttuoso della visita Fides calore ferveat55
già da me frammentariamente delibato, e subito preso in lettura da mia
Moglie!
Con animo profondamente grato, e chino al bacio della Sacra
Porpora, porgo, con mia Moglie, i più vivi saluti, ossequi, e auguri di bene!
Dv e aff
AChiari
S
Edito da Ancora, con lo scopo di illustrare l’influsso “mariano” nella vita di: S. Giuseppe, Buon Ladrone, S. Bernardo, S. Caterina da Siena, Beata Camilla B. da Varano, S. Giovanni di Dio, S. Camillo De Lellis, S. Leonardo da Porto Maurizio, S. Bartolomea Capitanio, S. Gabriele dell’Addolorata, S. Teresa di Gesù Bambino. 53
Era il 3 aprile. 54
Soggiornando dal 10 al 19 maggio a Monte San Savino, nel pomeriggio del 16 maggio visitò a Firenze il prof Chiari. e a Fiesole l’On. Bucalossi. 55
E’ la raccolta di prediche per Esercizi Spirituali, edita da Piemme. 69 81)
11.11.’88
Eminentissimo e Carissimo,
Ricevo stamani il prezioso Tuo ricordo da Ascoli56, e te ne sono
gratissimo. Ascoli! E’ la prima città dopo la mia, che ho visto, in grigioverde, nel lontano 1918; dì lì sono andato presto in distaccamento a Porto
S. Giorgio, e poi, al campo, a San Benedetto del Tronto; ma conservo di
quelle località un vivo amabile ricordo! E Giulio Salvadori! E l’Università
Cattolica!
Pensa che quando il Padre57 chiamò dalla “pensione statale” alla
cattedra di latino il prof. Ramorino (1923), “bandiera cattolica”, allora così
rara, il Professore mi chiese come suo assistente, giacché mi ero appena
laureato (14.7.1923) e brillantemente (110/110 e lode), ed ero “militante
cattolico”. Ed io risposi come il famoso sarto manzoniano: Si figuri! Ma
c’era già il Pighi, ed io rimasi a casa. Ma fui subito impiegato dal Barbi a
leggere codici italiani per la Crusca; e a furia di decifrare per gli altri, mi
venne la voglia di decifrarli anche per me, e fu così che diventai “italianista”. E, nonostante tutte le guerre per contrastare il passo a questo italianista, spuntato all’improvviso, il Padre mi chiamò, e mi mantenne come “italianista”. Ed io corsi!! L’Università che aveva in perpetuo il Santissimo
esposto! Fu così che nel ‘52, rifiutai alla chiamata unanime di Bologna; e,
successivamente, non feci nemmeno domanda di trasferimento a Firenze!
Quanti ricordi mi hai ridestato! E, in prima fila, la Tua dolce e solenne presenza, proprio al mia fianco58. Qual grazia! Deo gratias, atque Mariae.
Noi passiamo un momento critico per la salute, di mia Moglie soprattutto, ed anche mia. Che Dio ci aiuti!
Stà bene!
Chino al bacio della Sacra Porpora, porgo anche a nome di mia
Moglie, i più vivi ossequi, ed auguri di bene, e mi dico
il reverentissimo e affezionatissimo
Alberto Chiari
82)
12.12.’88
Eminentissimo e Carissimo,
Quante date belle ho da registrare, richiamare, esaltare!
56
Il Cardinale volle recarsi ad Ascoli Piceno (22/24 settembre) per ricordare il “mutamento in bene” ivi avvenuto di G. Salvadori (1885); nel ritornare a Milano, passò da Roma per incontrare Giovanni Paolo II, da dieci anni pontefice, e da Monte San Savino, la città natale di G. Salvadori. 57
È padre Agostino Gemelli, Fondatore e Rettore dell’Università Cattolica. 70 6 dicembre = Dies natalis
8 dicembre = Battesimo ed Episcopato
Poi, le Sante Feste
Auguri, auguri, auguri!
Come stai? Spero e auguro, di gran cuore, bene!
Noi, piuttosto maluccio, sotto vari aspetti. Non resta che pregare!
Chino al bacio della Sacra Porpora, porgo vivissimi ossequi ed
auguri di bene, anche da parte di mia Moglie!
Dev.mo e aff.mo
Alberto Chiari
Unisco uno scrittarello appena arrivatomi, ultimo avanzo di una serie interrotta per varie… ragioni
8.3.’89
59
Reverendo, Don Bernasconi,
Dopo la Sua del 20.12.’88 non ho avuto altre notizie di Sua Eminenza.
Quando può, me ne dia, perché è cosa che mi sta molto a cuore.
Lo riverisca da parte mia e di mia Moglie, ed a Lei ed a Lui inviamo tanti
e tanti auguri di bene.
aff
AChiari
83)
20.3.’89
Nell’atmosfera pasquale un vivissimo ricordo ed augurio di bene
dai dev.mi e aff.mi
Lina e Alberto Chiari
60
84)
27.5.’89
Eminenza Reverendissima e Carissima,
La mia Dilettissima è volata in Cielo, ed io ne sono distrutto.
Dopo la caduta, in casa, dell’ottobre ‘88 è stato un continuo declinare, tanto che i medici consigliarono speciali cure da farsi solo in ospedale, ed in ospedale fu ricoverata il 13 c.m., ma le condizioni si affievolivano sempre più.
59
Poiché l’1 novembre il Cardinale ebbe un ritorno di paresi, il Segretario informò dell’infermità l’Amico fiorentino. La Pasqua era il 26 marzo. 60
71 Il 20 maggio compì 87 anni, ma poco ci badò. La sera del 23 ebbe
un momento di risveglio e disse all’infermiera che la vigilava nelle ore
notturne: “Diciamo insieme una Ave Maria”, e la disse in piena lucidità.
Poi si riassopì e la mattina del 24, dieci minuti prima delle 5 si addormentò
per sempre su la terra.
Per me, ogni momento è un ricordo, ogni ricordo è un pianto.
Che Dio e la Madonna mi sorreggano.
Chino al bacio della Sacra Porpora, auguro ogni bene, ed invoco
una benedizione.
Devotissimo e affezionatissimo
AChiari
85)
10.6.’89
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Ricevo la Tua del 6 c.m. e non so come adeguatamente ringraziarTi delle belle, care, illuminate parole, che mi han fatto tanto bene, nella
mia desolazione terrena.
Voglio però dirTi che ho le mie consolazioni celesti, non solo
perché la mia Lina ha condotto una vita esemplare, e ha fatto del gran bene
a tanti attraverso il Cif, ma ha fatto anche una fine santa.
Il 23, infatti, fu quasi sempre assopita e rifiutò il cibo; ma, alle
21,30 circa, si svegliò e chiese all’Infermiera (che, di notte, all’ospedale,
vigilava) di recitare insieme un Ave.
E recitò la preghiera lucidamente; poi si riappisolò e così trapassò,
ma nel giorno 24 dedicato a Maria SS. Ausiliatrice.
Non posso dimenticare questa circostanza, che sa di Cielo.
Chino al bacio della Sacra Porpora, esprimo ancora la mia gratitudine, augurando ogni bene.
dev.mo e aff.mo
Alberto Chiari
Unisco alcune poesie della mia Diletta.
86)
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Il 24 p.v. è il Tuo onomastico e, pur carico di dolore, e in prospettiva di un intervento all’occhio sinistro (il 26 p.v.), non dimentico i santi
rapporti di amicizia.
72 Chino al bacio della Sacra Porpora, con i saluti e gli ossequi più
vivi, porgo anche fervidissimi auguri di bene.
Devmo e aff
Alberto Chiari
87)
15.7.’89
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Ho ricevuto, ieri, Ricordando G.B. Montini61, e l’ho già scorso
per farmene subito un’idea, giacchè si tratta di cosa Tua e, come sempre,
di grande interesse. Anch’io ricordo tante cose di Paolo VI.
Per esempio, che ogni volta che ci si vedeva alla “Cattolica”, mi domandava notizie di mia Moglie, ben nota per gli incontri frequenti con Pio XII.
Ricordo poi che, quando la Bietti mi incaricò di dirige una collana
di “Classici”, e cominciai con Dante, io ed il Direttore della Bietti offrimmo, in udienza privata, il volume appena uscito; e ne ho testimonianza in
un ben ritratto insieme col Papa, il Direttore, ed il sottoscritto.
Ma ora, debbo smettere perché ho subito un’operazione agli occhi, e vedo ancora maluccio…
Come Stai? Spero, auguro, meglio, con tutto il cuore!
Infinite grazie del ricordo e delle preziose preghiere.
Dev. e aff.
AChiari
88)
21.7.’89
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Ricevo la preziosa lettera del 9 c.m., ma rispondo a Milano, perché non voglio sbagliare indirizzo.
Molte grazie per il Tuo interessamento riguardante l’operazione
all’occhio: non ho avuto noie particolari, ma la vista, per ora, è imperfetta
e opacata. Forse, a causa delle tante goccioline, che devo mettermi tre volte al giorno? Purtroppo ci si dovrà tornar sopra all’operazione, perché non
è stata del tutto perfetta…Ahimè!
Mille e mille grazie per la preziosa vicinanza spirituale in memoriam della “vivente” e cara Lina.
Chino al bacio della Sacra Porpora, porgo vivissimi ossequi ed
auguri di bene.
61
Edito come Quaderno dell’Istituto Paolo VI di Brescia, n. 8. 73 Dev.mo e affmo
Alberto Chiari
89)
25.10.’89
Reverendissimo e Carissimo,
sto leggendo le cose Tue con molta fatica degli occhi, con molta
elevazione della mente e del cuore.
Ho letto anche la Tua bellissima lettera in Salvadoriana62 n. 11, p.
59: mi son sentito commosso ed esaltato.
Grazie, di gran cuore, per tutte le belle cose che scrivi, con tanta
dottrina e tanta poesia.
Purtroppo, compiccio poco perché ho ancora a che fare con gli
oculisti, e speriamo che mi ridiano un po’ di vista stabile…
Chino al bacio della Sacra Porpora, Ti porgo tanti ossequi, tanti
saluti, tanti auguri di bene!
dv e aff
AChiari
90)
29.XI.’89
Reverendissimo e Carissimo,
I Tuoi libri non sono belli, sono bellissimi: informano, chiariscono, innalzano, a perfezione, tanto che sono stato spinto ad annunziarli al
“Ragguaglio Librario” e spero che pubblicherà.
Dati i continui ritardi (a volte, smarrimenti) del servizio postali
voglio arrivare in tempo per farTi i rallegramenti e gli auguri più vivi, per i
Tuoi giorni di gran festa, il 6 ed il 7 del prossimo mese.
Finalmente gli oculisti mi hanno chiamato per perfezionare
l’operazione all’occhio destro (glaucoma e cataratta) fatta nel giugno! Poi,
sarà la volta degli occhiali nuovi. Poi, ancora, sarà la volta dell’occhio sinistro, sempre per glaucoma e cataratta.
Ho ricevuto un altro ricordo della mia Lina, e Te lo unisco.
Chino al bacio della Sacra Porpora, Ti porgo tanti e tanti ossequi
ed auguri.
Dev.mo e aff.mo
Alberto Chiari
Un riverente saluto al Tuo Segretario.
62
Cfr. nota n.29. 74 91)
21.1.’90
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Ho rimandato lo scrivere di giorno in giorno, perché, di giorno in
giorno, aspettavo il Tuo ultimo libro, ma il libro non mi è stato ancora portato.
E allora scrivo per giustificare il mio silenzio.
Così pure non è stata pubblicata, nel Ragguaglio Librario, la recensione mia ai Tuoi libri, molto, ma molto, belli!
Io vado avanti, con la mestizia in cuore, ma con la certezza che la
mia Lina è in Cielo, e questo pensiero e questo sentimento mi dà forza a
proseguire, in nomine Domini atque Mariae.
So che il mio Scolaro e Successore, Enzo Girardi, ha preso
l’iniziativa di ricordare il mio 90°, pubblicando un libro contenete i miei
scrittarelli dall’80 al ‘90; ed io sto raccogliendo, con qualche fatica, perché
gli occhi sono ancora sotto cura.
Chino al bacio della Sacra Porpora, mi è caro porgerTi, vivissimi,
gli ossequi, i saluti, gli auguri!
Dev.mo e affmo
AChiari
92)
10.2.’90
Eminenza Reverendissima e Carissima,
A tutt’oggi, né ho avuto l’annunciato Tuo libro, né ho visto la mia
recensione a due Tuoi libri, nel Ragguaglio.
Non so cosa sia successo e a qual Signore63 di Monte San Savino
(o di Firenze), sempre così puntuale, e al Ragguaglio (anche se so che è
all’Ospedale, da più di due mesi, la Prof.a Learanucci). Mi è venuto a
mente tutto questo perché ho finito di raccogliere gli scritti, vergati in anni
tristissimi, dall’80 al ‘90, perché l’Università Cattolica, con altri Enti, intende ricordare il mio XC (!!) come fu fatto nel ‘70 e nell’80, accolta la
proposta del caro prof. Girardi, mio allievo e mio successore.
Il libro comincerà con San Francesco (il “Cantico”) e, dopo i vari
studi da Dante al Manzoni, si concluderà col discorsetto che io feci in Tuo
onore, per i Tuoi 80 anni.
A questo proposito: ho perso (o non trovo per la gran confusione
del mio studio) vorrei chiedere al Tuo Reverendo Segretario se si ricorda
dell’aula della “Cattolica”, e del giorno, in cui avvenne la Tua celebrazione. Scusa, e grazie anticipate.
63
Si tratta presumibilmente di Federigo Salvadori o del figlio Nicola o di Lino Rossi, che si prestavano per il recapito. 75 Conduco avanti i miei giorni con molta tristezza, e con alcune
noie riguardanti – per ora – la vista; ma il Cielo mi è vicino in tutti i modi,
e, quindi grazie a Dio, alla Madonna, alla mia Lina, e a tutti i miei, che han
condotto sempre vita esemplare!
Quindi tiriamo avanti fino a quando Dio crederà di dire basta.
Chino al bacio della Sacra Porpora porgo tanti e tanti ossequi, saluti, e auguri di bene!
Devotissimo e aff
AChiari
93)
1.3.’90
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Ricevo stamani la Tua, graditissima, del 20 u.s., ed insieme il
primo numero del Ragguaglio Librario 1990, dove compare la mia recensione.
Te ne fo una fotocopia e Te la mando.
Anche il vol, che il Caro Girardi sta preparando per i miei 90 (!)
conterrà anche le parole ch’io Ti rivolsi nell’82.
Evviva anche per il Tuo XXV di Porpora e grazie infinite e per
quello che mi farai leggere, e per la benedizione preziosissima.
Tiro avanti tristemente, con le preoccupazioni della vista; ma Iddio e la Madonna mi aiuteranno usque ad finem.
Dio sia lodato una cum Maria!
Chino al bacio della Sacra Porpora, porgo, vivissimi, gli ossequi, i
saluti, e gli auguri di bene!
dv e aff
A Chiari
94)
4.3.’90
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Stasera mi è stato consegnato il Tuo Letteratura del primo nove64
cento ,che ho scorso qua e là con vivo interesse; ma, da domani leggerò
con ordine, e facendo i conti con la vista, sempre sotto controllo…
Insieme ho trovato un’ altra copia di Verso la Pasqua65, già ricevuto ed anche recensito, come Ti ho comunicato, inviando la fotocopia
della recensione (primo marzo). Cosa faccio di questa seconda copia? La
do al mio Parroco, o ad un Parente?
64
Edito dalla NED per l’Università della Terza Età. Edito nel 1989 da Piemme, meditazioni per la Quaresima, riedito nel 1999. 65
76 Io sto aspettando la bozza di Testimonianze di Vita e di Fede (edit. Pellegrino) e del vol. che l’Università Cattolica, con altri Enti, per iniziativa del caro prof. Girardi, pubblicherà per i miei 90 anni, come già Ti
ho detto. Novanta! Mi fanno paura! Che Dio mi assista, con la Madonna!
Chino al bacio della Sacra Porpora, porgo vivissimi, gli ossequi, i
saluti, gli auguri. E mille grazie ancora del libro, prezioso!
Devmo e aff
AChiari
95)
6.4.’90
Reverendissimo e Carissimo,
sto leggendo, lentamente, il Tuo bel libro Letteratura del primo
Novecento.
Lentamente, perché, essendo solo, devo riparare a molte cose pratiche; perché ho, a mano, alcuni studi, per i quali è facile perdere il filo a
troppi intervalli; ed infine perché devo fare i conti con la vista imperfetta.
Lentamente, ma imparando e gustandolo molto. Ammiro l’acutezza dei
giudizi, la conoscenza ampia e sicura delle letterature straniere, l’elegante
scioltezza della forma.
Per il Carducci, massone e vigilato dalla Setta fino all’ultimo respiro, Ti dirò che mi han fatto sempre una certa impressione i versi di Santa Maria degli Angeli e quelli della Chiesa di Polenta.
Sarà stato, sia pur fuggevolmente, toccato anche da qualche pensiero religioso? Speriamolo! Così, anche per il Pascoli, ho sempre pensato
che i poemi latini e cristiani siano qualche cosa di palpitante religiosità, sia
pur di breve durata. Ancora una volta, speriamolo!
Per D’Annunzio, la sensualità è davvero prevaricante.
Nei ritagli, brevi, di tempo, cerco di mettere nuovo ordine a qualche scritto manzoniano. Vedremo!
Stai bene, stai bene, e buona Pasqua66! Che il Signore risorto ci
faccia risorgere!
Chino al bacio della Sacra Porpora, Ti porgo tanti e tanti saluti,
ossequi, ed auguri!
Dev.mo e aff
A Chiari
96)
Pentecoste 1990 67
66
Era il 15 aprile. 77 Eminenza Reverendissima e Carissima,
Pentecoste!
Gran giorno! Che mi fa, in modo particolare, sentirTi vicino per
godere della grande festività, insieme!
Spero che, anche per Pasqua, Tu abbia avuto i miei auguri, in
tempo.
Ma sto tanto insieme con Te, perché sto leggendo e rileggendo il
Tuo bellissimo libro = Letteratura del Primo Novecento =
Non dico per fare un complimento: il libro è bellissimo, davvero!
Prima di tutto, è scritto benissimo (cosa rarissima, oggi); in secondo luogo, non solo le presentazioni degli scrittori e del tempo, in cui
sono vissuti, sono quanto mai penetranti ed avvincenti, ma sono anche pagine di alta spiritualità. Sicchè, insieme, mi istruisco e mi elevo. Così è stato per Pirandello, per Papini, e così via!
Grazie, grazie, e che Tu sia benedetto!
Chino al bacio della Sacra Porpora, porgo vivissimi ossequi, saluti e auguri!
Dv e aff
A Chiari
97)
14.6.’90
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Siccome so che la Posta, quando arriva (!), arriva in ritardo, invio
subito gli auguri più vivi per il Tuo prossimo onomastico. San Giovanni,
nome particolarmente grande e caro a Dante e a tutti i Fiorentini. E’ il Patrono di Firenze, e, fino a qualche anno, tutti i Fiorentini venivano battezzati nel bel San Giovanni e, quindi anch’io.
Come stai? Spero, auguro bene, di gran cuore!
Io sto discretamente dal punto di vista fisico, ma ogni giorno cresce la tristezza della solitudine, anche se sento che dal Cielo mia Moglie è
vicinissima!
Oggi, ho saputo che è salita in Cielo anche la bravissima Prof.sa
Vanni Rovighi, a breve distanza dalla scomparsa anche della pur bravissima Prof.a Ines Scaramucci!
Ma ora, chino al bacio della Sacra Porpora, voglio pensare solo al
grande Onomastico, con tanti saluti, ossequi, e auguri.
67
Era il 3 giugno. 78 Dv e aff
A Chiari
98)
20.6.’90
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Ricevo la Tua del 14 c.m., Te ne ringrazio di cuore, e Ti rispondo
subito, perché mi è tanto caro questo colloquio, ed anche particolarmente
prezioso per le benedizioni, che mi arreca.
Spero che, in tempo, arrivino anche gli auguri per l’Onomastico:
San Giovanni Battista! Da noi Fiorentini, da sempre, venerato, amato, e
celebrato. Anzi, fino a qualche anno fa, i neonati venivano tutti battezzati
nel “mio bel San Giovanni”, come cantò Dante.
No, no, i Tuoi scritti sono molto preziosi e per quello che contengono e per come tutto è esposto in modo chiaro ed elegante. Ed ogni tanto
mi sono azzardato a recensire, e ultimamente, nel “Ragguaglio Librario”,
1990, n. 1 p. 26. Se non hai il “Ragguaglio”, Ti farò una fotocopia.
E intanto comincio a scrivere a Regoledo68, per darTi il “ben arrivato”, per tempo, con tanti auguri perché il soggiorno Ti sia giovevole al
massimo!
Io non mi muoverò e, se mi farà caldo, cercherò aiuto nel mio
giardinetto. Ma non posso pensare a fare una valigia solo per me, e non
anche per la mia Cara.
Domani vo al Cimitero della Misericordia, dove riposano le spoglie mortali di tutti i Miei, mentre le anime sono già sicuramente in Paradiso, e sento che mi aiutano, insieme con le Tue santissime preghiere.
Ma ti voglio dire qualcosa di quel che fo.
L’Università Cattolica, la Dantesca, ed altri Enti, raccolgono in un
volumetto quel poco che ho scritto negli anni tribolati dall’80 al ‘90; mentre l’Editore di Incontri d’anime (ce l’hai vero?) attenderà ad un nuovo volume di Testimonianze di Vita e di Fede.
Ma sto rivedendo anche un altro libretto: Trittico mariano – manzoniano. Gia! Quando, da metà dell’85, dovetti rinunciare a “chiacchierare”, fuori di Firenze, per assistere mia Moglie, non potei rinunciare al
Lyceum di Firenze, perché nel breve intervallo di mia assenza c’era qualche fidatissima persona.
E il Lyceum mi aveva richiesto di partecipare alla preparazione e
poi alla celebrazione dell’Anno Mariano. Ed io accettai con la Notte di
68
A Villa Teatro nella frazione Regoledo del Comune di Perledo, presso una filiale dell’Istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone, trascorse i mesi estivi, dal 1987 al 1991. 79 Lucia (1986), La notte dell’Innominato (1987), e La Madonna nelle opere
del Manzoni (1988), lasciando, deliberatamente, al Manzoni di parlare della Madonna nelle Opere di Dante. (1988).
Ora, spero di pubblicare queste cosette, forse, nella Collana di
Primarno, dell’Accademia Casentinese del Landino.
Così, passo il tempo finchè Dio mi concederà l’uso della mente,
per continuare ad amministrare, al meglio il numero e la qualità dei talenti,
che Dio mi ha assegnato, e di cui presto dovrò rendere conto a Lui, come
mi rammenta San Paolo.
Ed anche per questo mi sono preziose le Tue preghiere.
Chino al bacio della Sacra Porpora, Ti porgo i più vivi saluti, ossequi, e auguri di bene!
Devotissimo e affezionatissimo
AChiari
99)
2.7.’90
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Ho la Tua graditissima da Regoledo. Quindi Ti godi il clima necessario per vincer tanta calura, e molto ne godo per Te; io sto qua, come
l’anno passato, perché – ahimè – non posso pensare a fare una valigia solo
per me!
Ma ho da poter stare a terreno, soffrendo, in tal modo, temperature
più tollerabili; e senza strapazzarmi, attendo a liberarmi di ciò che per i miei
studi (finché li potrò seguitare) sarà superfluo. Stamani stesso ho preso accordi
con due Bibliotecari della Crusca, e giorno per giorno provvederò.
Intanto mi sono, non carissime, ma ultracarissime, le Tue parole,
perché vengono da Chi sta in alto, ed ha sempre vicino il Cielo, di cui ho
tanto bisogno. Grazie, grazie, proprio di cuore!
Ed auguri tanti perché il soggiorno di Regoledo Ti sia più che
propizio.
Chino al bacio della Sacra Porpora, porgo, vivissimi ossequi, i saluti, gli auguri!
Devotissimo e affezionatissimo
Alberto Chiari
17.7.’90
Reverendo,69
69
In periodi di particolare passività nella vecchiaia del Cardinale, dietro suo suggerimento, il Segretario teneva qualche contatto con i corrispondenti del Cardinale. 80 ho gradito moltissimo Il Patriarca di Milano 70, tanto che me lo sono, subito, “divorato”.
In particolar modo, plaudo alle Sue pagine, e toto corde le approvo. Bellissime! Giustissime!
Quando può, mi dia notizie di Sua Eminenza.
Memento!
Dev.mo A Chiari
Le unisco una fotocopia di una recensione, da poco pubblicata. Può constatare quanto si va d’accordo! Il discorso che feci alla “Cattolica” per
l’LXXX, e pubblicato in “Terra Ambrosiana” n. 3, marzo 1983, pp 103107, verrà ripubblicato in Testimonianze di Vita e di Fede, per il mio
LXXXX (!), in corso di stampa…
.
100)
7.10.’90
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Da quando hai lasciato Milano per la salutare residenza estiva,
non ho avuto notizie Tue, benché richieste.
Spero che siano proprio buone, ma la conferma mi farebbe tanto
piacere.
Io, come l’anno scorso, ho passato l’estate a Firenze; sto, però, discretamente, ringraziando Dio e la Madonna; e, per quanto so e posso, sto
lavorando e, almeno nel ‘91, dovrebbero uscire ben quattro libri.
In uno Testimonianze di Vita e di Fede, rivedrà la luce anche il
discorsetto per il Tuo LXXX. Io, intanto, ne ho già compiuti LXXXX!
Chino al bacio della Sacra Porpora, con i più vivi ossequi, invio
anche i più fervidi auguri di bene!
Devmo e affmo
Alberto Chiari
Firenze, 7.XI,’90
Reverendo, 71
le sono infinitamente grato di tutte le notizie che mi dà di Sua Eminenza e,
purtroppo, non sono buone, come invece speravo e auguravo. Lo ringrazi
della preziosa benedizione e Gli dica che pregherò con tanto calore di augurio!
70
Si tratta della raccolta degli interventi celebrativi del febbraio per il 25° di porpora del Cardinale, edita dalla NED. Cfr. nota n. 70 . 71
81 A questo proposito voglio dirLe che la Università (la “Cattolica”) e la
“Dantesca” hanno preso l’iniziativa di ricordare i miei 90 anni (!) come
hanno fatto per i miei 70 e per i miei 80. Nei precedenti volumi figurava
anche sempre il caro nome di Sua Eminenza. Siccome agli inviti pensavano altri, crede che sia il caso che sia ancora importunata Sua Eminenza,
oppure sarà bene ch’io faccia sapere di no? Me lo dica proprio schiettamente.
Se Sua Eminenza Le chiede mie notizie, dica pure che le condizioni generali sono, grazie a Dio, buone per un novantenne; ma debbo sempre travagliare per la vista; e, naturalmente, devo sempre vincere la grande tristezza della vedovanza, impegnandomi a fondo col lavoro.
Molte grazie ancora della Sua Lettera, e tanti auguri di bene a Lei e a Sua
Eminenza. Mi ricordi nelle Sue preziose preghiere.
Dv
A Chiari
Scusi la mia brutta grafia, dovuta alla brutta vista.
101)
cartolina illustrata di Firenze
Firenze, 29-XI-’90
6 Dicembre = il fausto Compleanno
7 Dicembre = il benedetto Anniversario Episcopale
8 Dicembre = il santo Battesimo
Auguri! Auguri! Auguri!
Devotissimo e aff
Alberto Chiari
102)
su cartolina recante l’Annunciazione del Beato Angelico
Sante Feste ‘90-’91
Che l’Angelo Santo porti tanto bene!
il sempre memore
dv e aff
A Chiari
103)
4.1.’91
Eminenza Reverendissima e Carissima,
82 Commosso del Tuo caro e prezioso biglietto, sentitissimamente ringrazio, ricordo, rinnovo gli auguri, l’affetto, la devozione.
Io, come sempre, solo e triste, ma Dio mi aiuta a “lavorare”
dv e aff
A Chiari
104)
Santa Pasqua 1991 72
Reverendissimo e Carissimo,
da molto tempo manco di Tue notizie, ma le spero e le auguro, di
gran cuore, buonissime.
Io…tiro avanti, sempre con tanta tristezza, ma anche col conforto di
pensare a Dio ed alla Madonna.
Son dietro a raccogliere libri per la Crusca, e poi per la Dantesca.
Intanto, in aprile dovrebbe uscire il primo dei miei quattro libri, quello per il LXXXX! Ma, dal 6 marzo sono già 91! Tanti!
Chino al bacio della Sacra Porpora, porgo vivissimi, ossequi, saluti, e
auguri!
Dv e aff
A Chiari
105)
10-5-’91
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Godo tanto tanto delle Tue migliori notizie, riguardanti la salute. Auguri per la continuazione!
La mia, da circa una settimana, è un po’ meno buona; staremo a vedere.
Si avvicinano date a me care (dopo quella di mio Padre, il 19 marzo;
di mio fratello, il 24 aprile), e cioè : il 20 p.v. dies Natalis della mia Lina, e
del 24 p.v. l’ascesa al Cielo, dopo aver chiesto alla Infermiera, di recitare
insieme l’Ave, Maria!
E sto leggendo, ogni giorno, il bel libro Maria, un sì a Dio di Don
Gabriele Amorth (Edizioni Paoline) e sento che mi fa bene.
Laus Deo!
Caramente Ti ricambia l’abbraccio intenso
il devotissimo e aff
A Chiari
72
Era 31 marzo. 83 Ancora non vedo una mia “cosa” stampata. Arriveranno!
106)
San Giovanni 1991
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Che bella occasione per farTi, di gran cuore, gli auguri di bene per
l’Onomastico et ultra!
E giacchè ci sono voglio raccontarTi cosa fecero, anche per me, quelli dell’Associazione Toscani nel Mondo, l’8 del c.m. Era l’Anniversario
della Morte di Beatrice e nella Chiesa che fu sua, ma che ora si appella
Chiesa di Dante, fu letto e commentato il bellissimo Canto XXX del Purgatorio… “in onore del grande Dantista A C ”, e poi mi consegnarono la
bella medaglia dei Toscani nel Mondo. Inaugurarono poi belle pitture, tra
le quali eccelleva una dell’Incontro di Dante con Beatrice proprio di fronte
all’ingresso della Chiesa.
Tu fai tutte le riduzioni, ch’io per primo fo, alle lodi, ma,
nell’insieme, credo che la cosa Ti faccia piacere, e per questo Te la dico.
Ricordami nelle preghiere e benedici questo “poveretto” che c’è per oggi e
non per domani. Ti ricorderò anch’io nelle mie, vive, ma “poverelle” preghiere
Chino al bacio della Sacra Porpora, porge molti ossequi ed auguri di
bene, e specialmente per il 24.
il dv e aff
A Chiari
107)
23.7.’91
Eminenza Reverendissima e Carissima,
La Tua lettera del 17 c.m. giuntami stamani, mi ha profondamente
commosso, e tanto tanto Te ne ringrazio.
Non solo per l’affetto che mi dimostri e a cui tanto tengo, ma anche
per la stima, cui pure tengo!
Mi ricordi l’8 giugno e l’onore che mi fecero come “Dantista”; e Tu
ci aggiungi “manzonista”. E Te ne ringrazio di gran cuore. Ma c’è qualcuno che mi ricorda come “sacchettista”, proprio in questi giorni,
nell’Osservatore Romano dell’8/9 luglio ‘91.
Già! Fu il Sacchetti a farmi diventare italianista. Nel luglio 1923
accaddero molte cose: la laurea con due anni di ritardo per servizio militare; il latinista Ramorino, pensionato per lo Stato e subito richiesto dal Padre Gemelli, che mi desiderava suo assistente alla “Cattolica”, (ma c’era
84 già il prof. Pighi); e il Barbi allora Presidente della “Crusca”, che andò dal
paleografo prof. Rostagno, per chiedergli alcuni nomi di lettori sicuri di
codici, ed il Rostagno non fece che il mio nome. Da allora non so quanti
codici ho collezionato per la Crusca! Sì che mi venne a un certo punto, voglia di leggerne qualcuno anche per me. E fu la volta del Sacchetti. Per le
cui Novelle già c’era la Schiaffini, che se ne occupava, e poi subentrò Pernicone. Sì che mi rimase il Sacchetti “minore” dei Sermoni, delle Rime e
delle altre cosette. Tutto su autografi, però.
Ma, soprattutto su i Sermoni sconvolsi ciò che si ripeteva da secoli.
1) Cambiai il titolo in Sposizioni di Vangeli, chè tali sono, e
non da recitare….
2) Precisai che si trattava di riflessioni durante un tempo quaresimale.
3) Che queste riflessioni venivano suggerite dal Messale romano, e ne davo le prove.
4) Che si poteva indicare, più o meno l’anno giacchè in una
sposizione, la XXVII, si aggiungeva, nel titolo: et in Annuntiatione Virginis Mariae, cioè 25 marzo! Non occorreva che un
Calendario perpetuo; ed era dal 25 marzo, che cominciava, allora, l’anno fiorentino!
5) Che l’opera era abbozzata, come lo documentavano alcune
aggiunte, per più ragioni riconoscibili come tali!
Ma ora basta! Che Ti ho seccato anche troppo con queste quisquiglie.
Scusa la scrittura: ma tra i difetti della vista e quelli delle mani,
scrivo assai male, e ne chiedo infinite scusa.
Sì, rifugiamoci nelle preghiere, le mie “povere”, le Tue “elette”!
In nome di Dio e di Maria, carissimamente Ti saluto.
Ti auguro tanto bene!
Aff A Chiari
108)
30-XI-’91
Eminenza Reverendissima e Carissima,
E’ un po’ che non ho Tue notizie. Ma le spero e le auguro ottime.
Si sta per entrare in un mese santo. Ma, prima di arrivare al Santo
Natale, ci sono due date, il 6 e il 7, che Ti riguardano da vicino, e sono
pure sante.
Auguroni fin d’ora!
85 Io, discretamente, grazie a Dio, con qualche noietta propria della tarda età.
Un riverente ossequio ed un augurio vivissimo.
Ricorda nelle preziose preghiere
il dv e aff
Alberto Chiari
109)
12.4.’92
Eminenza Reverendissima e Carissima,
Manco di Tue notizie da diverso tempo, ma le spero e le auguro
buone.
Anch’io non mi posso lamentare, ed il Cielo mi assiste nella mia
sofferta solitudine.
Ma ringrazio Dio e Maria di avermi dato la forza di assistere mia
Moglie per ben quattro anni, di patire, io, l’amarezza della solitudine
anzicchè Lei, che certamente è in Cielo e di lassù mi assiste! Deo gratias atque Mariae!
Il 5 marzo u.s. “Cattolica”, “Crusca” e “Dantesca” mi fecero una
gran festa, presentando in pubblico il vol. degli “studi danteschi” preparato da “Cattolica” e “Dantesca”, ed il vol. su la Nencia, del ‘48, anastaticamente ripubblicato dalla “Crusca” data la celebrazione, quest’anno,
di Lorenzo, a cui nego recisamente, la “Nencia”, altrettanto recisamente
attribuendola al Giambullari. Il 5 marzo, giorno scelto per farmi gli auguri per il mio LXXXXII (!) compleanno, 6 marzo. E tante furono le
lodi, ma documentate, e tanti gli abbracci! Deo gratias atque Mariae!
Chiudo augurandoTi la buona Pasqua 73, e pregandoTi di un ricordo nelle Tue preziose preghiere.
Prono al bacio della Sacra Porpora, caramente saluto ed auguro
tanto bene!
Dev.mo e aff
A Chiari
Se desideri il vol. dei Saggi Te lo mando.
Ma non affaticarTi, mi raccomando!
Firenze 19.6.’92
Reverendo Monsignore,
73
Era il 19 aprile. 86 Ho avuto la Sua del 16.c.m., col bellissimo ritratto, e tutto ho letto, riconoscente e commosso. Dio La benedica! E, di Lassù, ci vigili e ci benedica
l’amato e venerato Cardinale! Grazie, grazie! E tanti ossequi ed auguri di
bene! Devotissimo
A Chiari
_____________________________________________________________
La lettera seguente, rinvenuta senza data, è da collocare tra le lettere 63) e
64) nel primo fascicolo a pag. 54, poiché la Pasqua nell’anno 1978 era il 26
marzo .
Reverendissimo e Carissimo,
Insomma, oltre ai giorni spesi nelle lezioni e nei colloqui ho avuto da
leggere e correggere centinaia di pagine di saggi di tesi o di saggi di
studi dei miei assistenti e non ce l’ho fatta a concedermi il gran piacere
di stare un po’ con te.
Lo spero dopo Pasqua, dal 7 in poi, quando verrò per le lezioni e
per un’altra lettura manzoniana (Il conte di Carmagnola), e con migliore
stagione.
Intanto Ti prego di scusarmi ed anche di benedirmi!
Buona Pasqua
Dv e aff
A Chiari
87 SERIE DEI QUADERNI COLOMBIANI
1. Mese per mese
2. La via crucis
3. Discorso sugli oratori
4. Con il Cardinale malato
5. Fioretti colombiani
6. Giorgio Torelli racconta...
7. Marialità
8. Tettamanzi: discepolo e amico
9. Chierichetti, amici miei
10. Due amici: Bucalossi e Sassu
11. Due Papi: Pio XI e Giovanni Paolo II
12. Fascino e verità di quel Bambino
13. Diario spirituale (1920-1922)
14. Parernità e figliolanza: Luigi Giussani
15. Il Beato Cardinale Schuster
16. Giulio Salvadori
17. Confidenze di un segretario
18. Due collaboratori:
G. Oggioni e U. Colombo
19. La maestra del Cardinale
20. "Donarsi": il prete diocesano
21. Omelie mariane
22. Le omelie del Centenario
23. Un anno così
24. In Memoriam
25. Vivo Pan Verace
26. La famiglia
27. Sguardo sul Concilio
28. Il Cardinale torna a scuola
29. Il vescovo
30. Il prete
31. Noterelle
32. Don Bosco mio compagno
33. La scuola cattolica
(Ciò che si è dato ai giovani)
34. Con san Paolo
35. Don Carlo Gnocchi
36. Interventi di Iosefologia
37. Il santo Curato d'Ars
38. Il sacerdote nella letteratura
39. Don Primo Mazzolari
40. Papa Luciani
41. Medaglioni sacerdotali 1 - Galleria di volti
42. Medaglioni sacerdotali 2 - Speciosi pedes
43. In missione
44. Primizie
45. Medaglioni sacerdotali 3 - Di cima in cima
46. Passio Christi, Passio Hominis La Sindone
47. Pietre vive
48. La formazione umanistico-sacerdotale
49. Medaglioni sacerdotali 4
Testimoniorum Nubecula
50. Con san Carlo
51. Il sacerdote nella letteratura spirituale
del '900
52. Defensor civitatis
53. Le Glorie di Maria
54. Due cardinali si scrivono
55. Venerabili Fratri - Beatissimo Padre
56. Il vescovo non può tacere
57. Stagione di lupi
58. L'Abate Antonio Stoppani
59. Due Mistiche, Dottori della Chiesa
60. Ai Cenacolini
61. Due Santi di gennaio: Babila e Aquilino
62. Ai lavoratori
63. Materna fede
64. Per una fede consapevole e aggiornata
65. Due Evangelisti: Marco e Giovanni
66. Ricordati del tuo Battesimo
67. Stato di perfezione per il clero diocesano?
68. Chiesa ambito di educazione
69. Colombo e l'università cattolica
70. Miscellanea: due omelie, due racconti
71. Sulle tracce del Concilio
72. Giovanni Colombo/Italo de Feo - 1
73. Giovanni Colombo/Italo de Feo - 2
74. 50 anni fa. I primi cinque anni
di episcopato del Card.Colombo a Milano
75. Devoti ricordi.
76. Santi e Beati
77. Colombo Viaggiatore:
Nord America 1967 e Treviri 1976
78.Giovanni Colombo e Alberto Chiari – 1
79. Giovanni Colombo e Alberto Chiari - 2
http://www.coinoniacaronnopertusella.com/colombo/Quaderni_colombiani.htm
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Giovanni Colombo e Alberto Chiari