Perché costruire la relazione è fondamentale per
una efficace osservazione?
Costruire la relazione
Chi sto ascoltando?
La relazione … con l’altro…
… non con sé stessi.
La relazione: una scomposizione
Osservare
(i fatti)
Comprendere
(il semaforo)
Gestire
(le nostre abilità)
Un esempio
Provate a descrivere il comportamento di questo vostro
collega/marito/amico:
Il comportamento


Il comportamento dell’altro è soltanto ciò che
noi possiamo osservare, vedere, udire,
odorare e gustare, sentire direttamente.
E’ qualcosa che possiamo esperire solo
attraverso i cinque sensi (tatto, gusto, udito,
olfatto, vista)


I sentimenti, gli stati d’animo e i pensieri dell’altro
non sono comportamenti perché non si possono
osservare direttamente.
Non possiamo quindi farne esperienza diretta ma
solo mediata

A volte ci rendiamo conto di quanta
insensatezza ci sia nella maggior parte
delle nostre supposizioni sui pensieri e sui
sentimenti intimi degli altri.
Osservazione
Valutazioni, Sintesi, Giudizi,
Pensieri
Interpretazioni, Ipotesi
Fatti, Azioni, Parole,
Sensi
Osservazioni, Gesti
I bambini cinesi sono
chiusi
Sono in classe da due
settimane e non hanno
detto nulla
I bambini “di colore”
sono falsi
Guardano in basso
quando li richiamo
Le famiglie straniere non
sono interessate alle
riunioni
Non sono presenti agli
incontro
Il legame
I nostri pensieri, le ipotesi che facciamo, nascono
molte volte da alcuni fatti…
…e soprattutto dal significato che attribuiamo a questi fatti
Fatti e Risposte
Molte volte, a partire non dai
fatti, ma dal significato che
noi attribuiamo loro, operiamo
alcune risposte
Ma senza assicurarci che agli
stessi fatti, gli altri diano lo
stesso significato
Ma che domande
sciocche si mette
a fare…!!? Certo
che sì !!!
Dottore, scusi,
Il motivo
dobbiamo
è che
proseguire
stiamo con
questo
terminando
farmaco
le e
con
scorte
questi
dosaggi ?
Per quanto tempo ?
Ma per quanto tempo
le dovrò prendere ?
Per tanto ?!
Quali i vostri
pensieri ?
Per quanto tempo ?
Ma per quanto tempo
le dovrò prendere ?
Per tanto ?!
Pensieri possibili:
1.
2.
3.
4.
5.
6.
I nostri
pensieri…
Risposte conseguenti:
E’ una persona razionale …
E’ preoccupato
…
E’ una persona che fa una domanda
…
E’ un paziente ansioso
E’ il solito rompiscatole
Non si fida di me
I fatti
Secondo voi c’è un vantaggio nel
riconoscere, separare i fatti e
costruire una relazione a partire
da questi ?
Il vantaggio dei fatti

Maggiore chiarezza

Minore ambiguità e possibilità di interpretazione

Risparmio di tempo ed energie

Diminuisce la minaccia alla stima

Si rimane sul piano oggettivo

Si può avere un codice comune su cui comunicare

Aiuta a riconoscere e gestire le emozioni
Cercare un punto di equilibrio

Due domande e due azioni che possono
aiutare a trovarlo:
Domande
1.
2.
Come mi comporterei con questa persona se
fosse come me?
Cosa si sta ripetendo più volte nella nostra
relazione? Cosa continua a dire/fare che a me
non sembra rilevante … ma a lui/lei
evidentemente sì?
Distinguere tra descrizione e
valutazione
Qui c’è il percorso
di gestione dei
problemi
Poi posso impostare il contesto
entro cui si sviluppa la relazione
Qui c’è il
percorso di
impostazione
delle regole
Due azioni che possono aiutare

Creare spazi/luoghi dove ci si passano le
informazioni, dove ci si racconta, dove
“costruire” la relazione
Costruire le regole
Senza rispetto delle regole non c’è sicurezza
della relazione e non si raggiunge una finalità

Quale finestra apriamo?
Cosa accade quando le persone entrano in relazione tra loro.




Si instaurano processi di comunicazione
interpersonale
Tale comunicazione si basa essenzialmente su
complessi flussi di comunicazione di informazioni
che le persone si scambiano
La QUALITA’ e la QUANTITA’ di queste
informazioni caratterizzano la relazione e ne
determinano l’esito.
Tali informazioni hanno ricadute sulla vissuto
soggettivo e sul modo di essere delle persone
coinvolte
Quindi ?

È importante gestire
efficacemente le
comunicazioni interpersonali
per facilitare scambi che
permettono la crescita (in
termini di arricchimento) delle
persone invece che
ostacolarla.
Di cosa abbiamo bisogno?


Di conoscere cosa accade in
conseguenza alla comunicazione
tra due o più persone
Di acquisire strumenti operativi
per
stabilire
comunicazioni
interpersonali efficaci
La finestra di Johary



La finestra di Johary (nome JOHARI
deriva dalle iniziali dei nomi dei due
psicologi americani che la hanno ideata
nel 1955 Joseph Luft e Harry Ingham)
rappresenta uno strumento in grado di
soddisfare alcune di queste esigenze
informative e operative
Il suo carattere distintivo è coniugare
semplicità, essenzialità e utilità
Obiettivo della finestra ?


Individuare uno strumento in grado di
mettere a fuoco e di spiegare i fenomeni
interattivi principali che si verificano
quando le persone entrano in relazione e
gli effetti che questi hanno in termini di
cambiamento o di ostacolo al
cambiamento.
La finestra di Johari è un modello grafico
di consapevolezza del comportamento
interpersonale
Ecco la nostra finestra!
Area pubblica



Si trovano le informazioni, i dati e le esperienze
di cui sono a conoscenza sia la persona che
quanti la circondano.
Ci sono informazioni di carattere più esterno e
superficiale (aspetto fisico, modo di vestirsi,
modo di parlare); meno superficiali (età. Hobby,
status sociale); più interne (gusti interessi); ed
intime (modi di pensare, atteggiamenti, valori,
speranze, timori)
L’area pubblica aumenta di dimensioni nella
misura in cui aumenta il livello di fiducia tra i
partecipanti, o tra il partecipante e il suo gruppo
Area Cieca







Contiene informazioni relative al nostro IO che noi ignoriamo,
ma che gli altri conoscono
Fin dal primo impatto con gli altri comunichiamo una serie di
informazioni di cui non siamo consapevoli, ma che gli altri
notano
Sulla base di poche informazioni si possono attribuire alla
persona caratteristiche che risentono dei modi di pensare, di
vedere, delle speranze e dei timori di coloro con cui la persona
entra in relazione
Queste prime impressioni vanno quindi verificate nel tempo,
conoscendo la persona, per capire quanto tali impressioni sono
realistiche e quanto sono da attribuire a processi proiettivi
A volte gli altri sono portati a tenere per sé tali informazioni
perché temono di ferire
C’è la possibilità che tali informazioni diventino oggetto di
pettegolezzo, o vengano rovesciate nude e crude sulla persona
in occasione di liti
Si tratta quindi di materiale molto delicato; infatti dal modo in cui
vengono gestite le informazioni in quest’area ne può derivare la
possibilità di rafforzare il rapporto oppure di metterlo in crisi
Area Privata


Contiene informazioni che la persona
conosce di sé ma che gli altri non
conoscono, ciò che di sè stessa
nasconde intenzionalmente agli altri
I motivi di tale nascondimento risiedono
o in esigenze difensive (rischio di critica,
rimprovero, rifiuto, disapprovazione) o in
esigenze di
controllo, protezione o
manipolazione degli altri (motivi di
carattere strategico)
Area Buia




E’ l’area dei nostri aspetti sconosciuti
(motivazioni inconsce, esperienze dimenticate,
aspetti inesplorati)
Può contenere anche aspetti di noi in evoluzione
(autonomia, cambiamento, bisogni di livello
superiore) che ancora non è possibile cogliere né
da parte della persona né da parte degli altri
Quest’area si manifesta classicamente attraverso
modalità indirette
I contenuti dell’area buia possono con
l’esperienza, la maturazione e le condizioni
relazionali adatte passare a livello di coscienza; è
quello che viene definito processo di insight
Presupposto del modello

La dinamicità: la dimensione delle
diverse aree non è fissa e
immodificabile, ma soggetta a
cambiamenti
e
a
continue
variazioni
I principi che regolano i
cambiamenti
La finestra è un sistema: il cambiamento di una
parte si ripercuote sul tutto
2. Ci vuole più energia per nascondere aspetti
personali piuttosto che manifestarli apertamente
3. Il senso di minaccia fa diminuire la
consapevolezza; la fiducia la fa aumentare
4. Forzare una persona a rivelare aspetti di sé non è
efficace, anzi spesso controproducente
5. Un apprendistato interpersonale crea le
condizioni
che
favoriscono
l’ampliamento
dell’area pubblica
6. L’aumento dell’area pubblica favorisce la
creazione di un clima di collaborazione
7. Un’area pubblica ridotta comporta un
impoverimento della comunicazione
La RELAZIONE con sé e con l’altro dunque
è «premessa» per una efficace
osservazione.
La mia finestra spesso si incontra, altre
volte si scontra con la finestra dell’altro.
La capacità di osservare è direttamente
proporzionale alla comprensione che
possiedo di me e dell’altro.
Il tutto prima parte da sé, e solo una volta
compreso posso arrivare all’altro.
Siamo Insegnanti.


Abbiamo il compito di lasciare un
segno ma anche di individuare i
segnali dei nostri allievi.
Osservare il nostro allievo con
occhi autentici anche se spesso i
nostri occhi guardano solo ciò che
vogliamo vedere.
Come posso osservare
efficacemente?




Costruendo una relazione
autentica con ogni mio allievo.
Combattendo contro le
interpretazioni.
Lottando con le opinioni.
Rimanendo fedele ai FATTI.
OSSERVO TUTTI ALLO STESSO
MODO?


SI.
Anche se il nostro incontro ha
quale oggetto la disabilità. La
capacità di osservare i «fatti» si
applica a tutti. Proprio perché sono
i fatti ad indicarci la strada.
E quando siamo di fronte ad una
disabilità?


Il nostro compito sarà quello di:
costruita una relazione efficace
(autentica e non viziata da interpretazioni
o opinioni frutto di costrutti personali):
possedere «strumenti» in grado di
comprendere i fatti e saperli comunicare
all’esperto (pedagogista, insegnante di
sostegno), al fine collaborare allo
sviluppo pieno del nostro allievo.
Gli strumenti che
apprenderemo sul campo:


La LENTE
IL PROGETTO DI
OSSERVAZIONE EDUCATIVA.
CONTATTI

Flavio Saturno
Formatore autorizzato Metodo Gordon (Gordon Training
International): Genitori Efficaci (PET), Insegnanti Efficaci (TET),
Persone Efficaci (ET).
In Italia i corsi sono tenuti esclusivamente da formatori dello IACP
(Istituto dell’Approccio Centrato sulla Persona) autorizzati da Gordon Training International e certificati dall’Istituto dell’Approccio
Centrato sulla Persona che ha l’esclusiva del metodo.
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Tel 3403647158
Mail [email protected]
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La relazione che osserva - Dott SATURNO - Primaria