Ministero della Pubblica Istruzione UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER IL LAZIO REGOLAMENTO D’ISTITUTO 1 PREMESSA Tenuti presenti i principi fondamentali della nostra Costituzione che tutelano e garantiscono i diritti inviolabili dell’uomo ed in particolare gli artt. 3, 9, 33, 34 e 38, i principi sanciti dall’art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, nonché i principi affermati dalla "Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia" del 23 novembre 1989, dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità del 13 dicembre 2006 e dallo Statuto degli studenti e delle studentesse della scuola secondaria, nel rispetto delle competenze attribuite al Consiglio d’Istituto dall’art. 10 del Decreto Legislativo n. 297 del 16 aprile 1994 e di quelle attribuite dallo stesso D.L.vo agli altri Organi Collegiali, L'ISTITUTO COMPRENSIVO MARINA DI CERVETERI ADOTTA IL SEGUENTE REGOLAMENTO 2 PRINCIPI BASE Tutte le diverse componenti della scuola partecipano con responsabilità e spirito democratico, collaborando attivamente per poter contribuire alla formazione personale, culturale e professionale dei giovani ed al loro responsabile inserimento nella realtà sociale. I rapporti tra i singoli o i gruppi dovranno essere sempre improntati alla correttezza e al pieno rispetto delle idee e della responsabilità altrui, sulla base dei seguenti principi base: Uguaglianza Nessuna discriminazione nell’erogazione del servizio scolastico può essere compiuta per motivi riguardanti sesso, razza, etnia, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni psico-fisiche e socio-economiche. La scuola assicura accoglienza a tutti gli alunni in situazioni di svantaggio di qualsiasi tipo. Imparzialità e Regolarità L’azione degli operatori scolastici deve essere ispirata ad obiettività ed equità, con riferimento ai criteri fissati dai diversi Organi Collegiali. La scuola attraverso tutte le sue componenti e con l’impegno delle Istituzioni collegate, deve garantite la regolarità e la continuità del servizio. Accoglienza e Integrazione La scuola s’impegna a favorire l’accoglienza degli alunni e dei genitori, con particolare riguardo all’ingresso nelle classi iniziali e nei casi di disagio. Per l’integrazione la scuola intende assicurare il sostegno agli alunni disabili, ai bambini con bisogni speciali per favorire un clima di classe sereno e laborioso, ridurre, contenere o colmare lo svantaggio iniziale. Obbligo Scolastico, Diritto–Dovere all’Istruzione e Frequenza E’ garantito il diritto degli alunni ad iscriversi presso questo Istituto; non saranno impediti l’iscrizione o il trasferimento presso altra scuola. L’adempimento dell’obbligo scolastico e del diritto-dovere all’istruzione e la regolarità della frequenza sono assicurati tramite interventi preventivi e il controllo dell’evasione e della dispersione scolastica da parte di tutte le Istituzioni coinvolte. La continuità della frequenza è sostenuta attraverso un impegno comune con la famiglia, una costante sollecitazione nei confronti dello studente e l’attivazione di progetti specifici. 3 Partecipazione Nell’ambito degli organi e delle disposizioni vigenti, la gestione della scuola avviene attraverso la collaborazione di tutte le sue componenti. La scuola promuove in particolare la partecipazione dei genitori, individualmente o all’interno di Comitati opportunamente costituiti per plesso o per Istituto, garantendo ai portavoce l’opportunità di presentare nella sede dei diversi Organi Collegiali proposte sulle materie di loro competenza. Al fine di promuovere la partecipazione ai genitori è garantito loro il diritto di assemblea, la presenza degli stessi negli Organi Collegiali e si assicura la massima semplificazione delle procedure e un’informazione completa e trasparente. Rapporti con l’esterno L’Istituzione scolastica si impegna a favorire le attività extra-scolastiche che realizzano la funzione scuola come centro di promozione culturale, sociale e civile, consentendo l’uso dei locali e delle attrezzature, compatibilmente con l’espletamento della regolare attività didattica, secondo i criteri stabiliti dal Consiglio d’Istituto. Libertà d’Insegnamento e Aggiornamento Docenti La programmazione didattica assicura il rispetto delle libertà d’insegnamento dei docenti e garantisce la formazione dell’alunno, facilitandone le potenzialità evolutive e contribuendo allo sviluppo della personalità, nel rispetto degli obiettivi formativi nazionali e comunitari, generali e specifici. L’aggiornamento, inteso come formazione in servizio, ricerca e sperimentazione, viene posto alla base della professionalità docente, con l’impegno di promuoverlo e sostenerlo. 4 ALUNNI Norme di comportamento 1. Gli alunni sono tenuti ad avere nei confronti del Dirigente scolastico, di tutto il personale e dei compagni, lo stesso rispetto, anche formale, consono ad una convivenza civile. 2. Gli alunni sono tenuti a frequentare regolarmente le lezioni, a favorirne lo svolgimento e ad assolvere assiduamente agli impegni di studio. 3. In caso di assenza, gli alunni devono presentare la giustificazione firmata da uno dei genitori o da chi ne fa le veci tramite l'apposito libretto. Le giustificazioni devono essere presentate al rientro in classe, all'inizio della prima ora di lezione all'insegnante che provvederà a controfirmare e a prendere nota sul registro. L'alunno che non giustifichi la sua assenza entro 3 giorni, dovrà essere accompagnato da uno dei genitori e da chi ne fa le veci. In caso di ripetute assenze, su segnalazione dei docenti della classe, potranno essere inviate tempestive comunicazioni scritte alle famiglie. 4. Gli alunni entrano a scuola secondo l’orario stabilito dal consiglio d’istituto. I ritardi verranno annotati sul registro di classe e dovranno essere giustificati dai genitori. L’entrata posticipata non potrà avvenire oltre le: 9.30 per le classi della primaria a tempo ridotto 10.30 per le classi della primaria a tempo pieno 10.00 per le classi della secondaria. L ’uscita anticipata, debitamente documentate in segreteria, non potrà avvenire oltre le ore 13 per i tempi ridotti e le 16 per i tempi pieni della scuola primaria. 5. Gli alunni devono portare quotidianamente il diario scolastico che è un mezzo di comunicazione costante tra scuola e famiglia. 6. Non è consentito agli alunni di uscire dall'edificio scolastico prima del termine delle lezioni. In caso di necessità, i genitori dovranno prelevare personalmente lo studente o delegare, per iscritto, un'altra persona maggiorenne che dovrà essere munita di documento di riconoscimento. 7. Qualora le richieste di uscite anticipate o di ingressi ritardati fossero numerose, il Dirigente informerà per iscritto la famiglia. 8. Al cambio di insegnante, negli spostamenti da un'aula all'altra, all'ingresso e all'uscita, gli alunni devono tenere un comportamento corretto ed educato. Non è 5 permesso correre, uscire dalla classe senza autorizzazione, gridare nei corridoi e nelle aule. 9. Gli alunni possono recarsi nella sala insegnanti, in biblioteca, in palestra, nei laboratori solo con l'autorizzazione e sotto il controllo di un insegnante che se ne assuma la responsabilità. 10. Durante gli intervalli, sia nella scuola che nel cortile sono da evitare tutti i giochi che possono diventare pericolosi (ad es. spingersi, salire e scendere le scale); gli alunni dovranno seguire le indicazioni degli insegnanti e dei collaboratori scolastici. 11. I servizi vanno utilizzati in modo corretto e devono essere rispettate le più elementari norme di igiene e pulizia. 12. Riguardo a comportamenti inadeguati rispetto al contesto scolastico saranno prese opportune misure in base alla tabella allegata. Tutti devono poter frequentare la scuola con serenità senza dover subire le prepotenze di altri. 13. Nelle aule ci sono appositi contenitori per la raccolta dei rifiuti: è necessario utilizzarli correttamente. 14. Gli insegnanti ed i collaboratori scolastici segnaleranno alla Direzione scolastica i nominativi degli alunni o le classi che non rispettano queste regole. 15. Gli alunni sono tenuti a rispettare il lavoro e a seguire le indicazioni dei collaboratori scolastici che assicurano, con i docenti, il buon funzionamento della scuola e che, in alcuni momenti, possono essere incaricati della sorveglianza di una classe o di un gruppo di alunni. 16. Gli alunni che, per motivi di salute, non potranno seguire le lezioni di educazione fisica, per l’anno scolastico in corso, dovranno presentare al Dirigente scolastico la domanda di esonero firmata dal genitore unita al certificato del medico di famiglia. 17. Gli alunni sono tenuti a portare a scuola solo l'occorrente per i compiti e le lezioni e l'eventuale merenda. Non è consentito portare somme di denaro e oggetti di valore. La scuola, in ogni caso, non risponde di eventuali furti di oggetti o materiali non espressamente richiesti dai docenti. 18. Ogni studente è responsabile dell'integrità degli arredi e del materiale didattico che la scuola gli affida: coloro che provocheranno danni al materiale e/o alle suppellettili della scuola o del Comune saranno invitati al risarcimento degli stessi. 19. É fatto divieto agli alunni di invitare estranei ed intrattenersi con loro nella scuola. 20. Gli alunni che fruiscono del trasporto tramite scuolabus, qualora il mezzo non sia ancora disponibile, rimangono nello spazio di pertinenza della scuola sotto il controllo del collaboratore scolastico preposto. 21. È vietato a tutti gli studenti l’uso dei telefoni cellulari all’interno dell’Istituto e pertanto questi dovranno essere spenti. Gli studenti che venissero sorpresi all’interno dell’Istituto ad usare il telefono cellulare o con un telefono cellulare acceso, subiranno la requisizione temporanea dello stesso (la prima volta fino al termine delle attività didattiche quotidiane, le volte successive fino alla consegna ad un genitore). La sim card verrà, invece, immediatamente consegnata allo studente. 6 Ricreazione ed intervalli 1. Durante l’intervallo del mattino e durante i momenti di gioco, l’uso degli spazi e delle attrezzature scolastiche rientra nella prospettiva di educare l’alunno al rispetto della libertà propria ed altrui, al senso di responsabilità e di consapevolezza; andranno, quindi, disincentivati da parte degli insegnanti e dei collaboratori scolastici che sorvegliano i luoghi comuni, giochi di movimento in spazi non idonei all’interno della scuola, quali corridoi, aule, bagni, al fine di prevenire azioni o situazioni pericolose per il rispetto delle normali condizioni di sicurezza. 2. L’intervallo delle lezioni sarà cosi regolamentato: Scuola dell’infanzia: 30 minuti per ciascuno dei due intervalli (antimeridiano e pomeridiano) Scuola primaria: 20 minuti per ciascuno dei due intervalli Scuola secondaria: 15 minuti per ciascuno dei due intervalli secondo un orario definito dai competenti Organi Collegiali. 3. Nella scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria sarà, comunque, consentita l’attività ludica, educativa e didattica all’aperto. 4. Prima dell’uscita all’esterno, il docente consentirà ai bambini di recarsi in bagno per l’espletamento dei bisogni fisiologici, per evitare il rientro nell’edificio durante l’intervallo medesimo. Nel caso in cui un bambino chieda, comunque, di recarsi in bagno mentre si sta svolgendo l’intervallo o l’attività all’esterno, il docente consegnerà l’alunno al collaboratore scolastico che si troverà nell’immediata vicinanza della porta d’ingresso dell’edificio. Diritto di trasparenza nella didattica 1. L'alunno ha diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola. 2. Il coordinatore del Consiglio di Classe si farà carico di illustrare alla classe ed alle famiglie il Piano dell’Offerta Formativa (POF) comprensivo di tutte le attività ed iniziative didattiche e formative facoltative e/o opzionali ed extrascolastiche e recepirà osservazioni e suggerimenti che verranno posti all'analisi e alla discussione del Consiglio di Classe/Interclasse/Intersezione. 3. Le attività didattiche aggiuntive facoltative saranno organizzate secondo tempi e modalità che tengano conto dei ritmi di apprendimento e delle esigenze di vita degli studenti. 4. I docenti esplicitano le metodologie didattiche che intendono seguire, le modalità di verifica e i criteri di valutazione. La valutazione sarà sempre tempestiva e adeguatamente motivata, nell'intento di attivare negli alunni processi di 7 autovalutazione che consentano di individuare i propri punti di forza e di debolezza e, quindi, migliorare il proprio rendimento. 5. Lo studente ha diritto ad una formazione culturale qualificata che rispetti e valorizzi, anche attraverso l’orientamento, l’identità di ciascuno e che sia aperta alla pluralità delle idee. La scuola persegue la continuità nell’apprendimento e valorizza le inclinazioni personali degli studenti. 6. La comunità scolastica promuove la solidarietà tra i suoi componenti. 7. Lo studente ha diritto ad essere informato sulle decisioni e sulle norme che regolano la vita della scuola. 8. Lo studente ha diritto alla tutela della propria salute; a tale scopo, nei casi necessari, i genitori segnaleranno per iscritto in direzione tutte le eventuali intolleranze o allergie a cibi o materiali o qualsiasi altra informazione possa essere diffusa al corpo docente al fine ultimo di evitare situazioni di disagio in classe, in viaggio o altrove. 9. La scuola favorisce le iniziative culturali, sociali e sportive degli studenti e, con opportune deliberazioni del Consiglio di Istituto, ne agevola l'attuazione, compatibilmente con lo svolgimento delle attività curriculari. DOCENTI Indicazioni sui doveri dei docenti 1. Ai docenti è fatto obbligo di rispetto delle persone affidate loro. Essi svolgono la loro funzione didattica con totale apertura al dialogo costruttivo ed alla serena comprensione dei problemi individuali e collettivi degli studenti. 2. I docenti che accolgono gli alunni devono trovarsi in classe almeno cinque minuti prima dell'inizio delle lezioni. 3. Nell’arco delle settimane destinate all’accoglienza, gli insegnanti delle sezioni dell’Infanzia possono gestire l’orario di entrata e di uscita dei propri alunni in maniera elastica, in rapporto alle problematiche d’inserimento proprie dei bambini al primo anno di scuola, secondo le linee di indirizzo del Consiglio d’Istituto. 4. In caso di sciopero del personale, la scuola avvertirà le famiglie con apposito comunicato e con congruo anticipo. Non sempre sarà possibile garantire il normale svolgimento delle lezioni. E' possibile, quindi, che gli alunni presenti in scuola siano suddivisi in gruppi e affidati per la vigilanza ai docenti e/o ai collaboratori scolastici non scioperanti. In situazioni di emergenza, verranno comunque impartite opportune disposizioni. 5. Il docente della prima ora deve segnalare sul registro di classe gli alunni assenti, controllare quelli dei giorni precedenti e segnare sul registro di classe l'avvenuta o la mancata giustificazione. Il docente, qualora un alunno dopo tre giorni dal rientro continui ad essere sprovvisto di giustificazione, segnalerà alla Direzione scolastica il nominativo. 8 6. In caso di ritardo di un alunno occorre segnare l'orario di entrata, la giustificazione o la richiesta di giustificazione e ammetterlo in classe. 7. L’uscita anticipata di un alunno può avvenire su richiesta di un genitore che ne ha la patria potestà o di un familiare o di altra persona delegata la cui delega, con allegata fotocopia di documento di riconoscimento, sia stata depositata dal genitore medesimo presso la Segreteria dell’Istituto. Il docente è tenuto ad apporre sul registro di classe l'ora in cui l'alunno è uscito, mentre la persona che è venuta a prelevarlo apporrà firma olografa sul registro delle entrate posticipate e delle uscite anticipate. 8. Nei rientri pomeridiani, i docenti devono controllare la presenza dell’alunno in classe e, in caso di sospetta assenza ingiustificata dell’alunno, la famiglia sarà contattata telefonicamente con sollecitudine. Il giorno seguente, la famiglia provvederà alla dovuta giustificazione. 9. I docenti devono predisporre per classe un elenco degli alunni completo da inserire nel registro di classe e nel registro personale. Gli indirizzi ed i numeri telefonici sono disponibili in Segreteria. I registri devono essere debitamente compilati in ogni loro parte e rimanere nel cassetto personale a disposizione della Dirigenza. 10. I docenti indicano sempre sul registro di classe i compiti assegnati e gli argomenti svolti. 11. I docenti hanno cura di non lasciare mai, per nessun motivo, gli alunni da soli. 12. Durante l'intervallo i docenti vigilano sull'intera classe e collaborano con i colleghi delle altre classe qualora l’intervallo si svolga all’aperto o nei corridoi. 13. Durante le ore di lezione non è consentito fare uscire dalla classe più di un alunno per volta, fatta eccezione per i casi seriamente motivati. 14. Se un docente deve per pochi minuti allontanarsi dalla propria classe, occorre che avvisi un collaboratore scolastico o un collega, affinché vigili sulla classe. Nel caso in cui l’assenza si prolunghi oltre i 5 minuti, si dovrà avvertire il Dirigente scolastico o un suo collaboratore che provvederà a dare disposizioni per garantire la vigilanza della classe. 15. Alla fine di ogni periodo di lezione, il docente affida la classe al collega che subentra e si trasferisce con la massima sollecitudine nella nuova classe. Qualora due docenti debbano subentrare reciprocamente, uno dei due affida temporaneamente la classe ad un collaboratore scolastico. 16. In occasione di uscite o per trasferimenti in palestra o nei laboratori, gli alunni devono lasciare in ordine il materiale scolastico. 17. Al termine delle lezioni i docenti accertano che i locali utilizzati vengano lasciati in ordine e che i materiali siano riposti negli appositi spazi. 18. Gli insegnanti accompagnano la classe in fila all'uscita e vigilano affinché gli alunni siano affidati ai genitori o agli adulti delegati. 19. I docenti devono prendere visione dei piani di evacuazione dei locali della scuola e devono sensibilizzare gli alunni sulle tematiche della sicurezza. 9 20. E' assolutamente vietato, per qualunque attività, l'utilizzo di sostanze che possano rivelarsi tossiche o dannose per gli alunni, quali: colle non dichiaratamente atossiche, vernici, vernidas, solventi, ed altre. Prima di proporre agli alunni attività che richiedono l'uso di sostanze particolari o alimenti (es. pasta, farina, legumi) verificare, tramite comunicazione scritta alle famiglie, che non vi siano casi di allergie specifiche o intolleranze ai prodotti. 21. E' assolutamente vietato ostruire con mobili o altri arredi, anche solo temporaneamente, le vie di fuga e le uscite di sicurezza. Non è consentito, per ragioni di sicurezza, sistemare mobili bassi accanto a vetrate e finestre, sia in aula che in qualunque altra zona dell'edificio scolastico accessibile agli alunni. 22. I docenti, ove accertino situazioni di pericolo, devono prontamente comunicarlo all’Ufficio della Dirigenza scolastica. 23. Eventuali danni riscontrati devono essere segnalati alla Dirigenza scolastica. I danni provocati sono risarciti dal responsabile. Qualora questi non venga individuato, gli insegnanti della o delle classi interessate ne discuteranno in Consiglio di Classe con i genitori ed il risarcimento sarà effettuato in modo collettivo. 24. I docenti hanno diritto-dovere di richiedere colloqui e/o approfondimenti telefonici alle famiglie, nell'ottica di un rapporto scuola/famiglia più trasparente e costruttivo; devono, comunque, essere disponibili ad eventuali incontri richiesti dalle famiglie, al di là di quelli collettivi previsti nel corso dell’anno scolastico, durante il loro orario di ricevimento settimanale. 25. Ogni docente apporrà la propria firma per presa visione delle circolari e degli avvisi. In ogni caso, tutte le circolari e gli avvisi affissi all'albo della scuola o inseriti nell'apposito registro si intendono regolarmente notificati. 26. I docenti non devono utilizzare i telefoni cellulari durante l'orario di lavoro, come previsto anche dalla C. M. 25 agosto 1998, n. 362, sia per consentire un sereno ed efficace svolgimento delle attività, sia per offrire agli alunni un modello educativo di riferimento esemplare da parte degli adulti. 27. I docenti non possono utilizzare i telefoni della scuola per motivi personali, salvo casi eccezionali. 28. I docenti devono informare le famiglie circa le attività didattiche extracurricolari che saranno svolte. 29. Il ricorso alla Dirigenza per problemi di ordine disciplinare va contenuto al massimo in quanto, da un lato, ostacola il complesso e difficile lavoro dell'Ufficio di Dirigenza, dall'altro, provoca nell'alunno la convinzione di una certa impotenza educativa da parte dei docenti che, in certe occasioni, può costituire una ragione di rinforzo di condotte errate in situazioni di difficoltà. 30. Gli insegnanti presenti in mensa abitueranno gli alunni ad una adeguata igiene personale (lavarsi le mani....) e, durante il pranzo, controlleranno gli stessi educandoli ad un corretto comportamento. PERSONALE TECNICO AMMINISTRATIVO 10 Doveri del personale amministrativo 1. Il ruolo del personale amministrativo è indispensabile anche come supporto all'azione didattica; la valorizzazione delle sue competenze è, pertanto, decisiva per l'efficienza e l'efficacia del servizio e per il conseguimento delle finalità educative. 2. Il personale amministrativo indossa, in modo ben visibile, il tesserino di riconoscimento per l'intero orario di lavoro ed, al telefono, risponde con la denominazione dell'Istituto scolastico e il proprio nome. 3. Non può utilizzare i telefoni cellulari durante l'orario di lavoro. 4. Cura i rapporti con l'utenza, nel rispetto delle disposizioni in materia di trasparenza e di accesso alla documentazione amministrativa prevista dalla legge. 5. Collabora con i docenti. 6. La qualità del rapporto col pubblico e con tutto il personale è di fondamentale importanza, in quanto contribuisce a determinare il clima educativo della scuola e a favorire il processo comunicativo tra le diverse componenti che, dentro o attorno alla scuola, si muovono. 7. Il personale amministrativo è tenuto al rispetto dell’orario di servizio. Della presenza in servizio fa fede la firma nel registro del personale. Norme di comportamento e doveri dei collaboratori scolastici 1. I collaboratori scolastici sono tenuti a prestare servizio, salvo diverse disposizioni, nella zona di competenza secondo le mansioni loro assegnate. Della presenza in servizio farà fede la firma sul registro di presenza del personale. 2. In caso di sciopero del personale, la scuola avvertirà le famiglie con apposito comunicato e con congruo anticipo. Non sempre sarà possibile garantire il normale svolgimento delle lezioni. E' possibile, quindi, che gli alunni presenti in scuola siano suddivisi in gruppi e affidati per la vigilanza ai docenti e/o ai collaboratori scolastici non scioperanti. In situazioni di emergenza, verranno comunque impartite opportune disposizioni. 3. In ogni turno di lavoro i collaboratori scolastici devono accertare l'efficienza dei dispositivi di sicurezza, individuali e collettivi e la possibilità di utilizzarli con facilità. Al termine del servizio, effettuate le pulizie, tutti i collaboratori scolastici dovranno controllare quanto segue: a. che tutte le luci siano spente; b. che tutti i rubinetti dei servizi igienici siano ben chiusi; c. che ogni cosa sia al proprio posto e in perfetto ordine; d. che siano chiuse le finestre, le serrande e le porte delle aule; e. che vengano chiuse le porte e i cancelli della scuola; f. gli ausiliari addetti agli uffici controlleranno che siano chiuse tutte le porte degli uffici. 11 4. I collaboratori scolastici: a. indossano, in modo ben visibile, il tesserino di riconoscimento per l'intero orario di lavoro; b. devono vigilare sull'ingresso e sull'uscita degli alunni; c. sono facilmente reperibili da parte degli insegnanti, per qualsiasi evenienza; d. collaborano al complessivo funzionamento didattico e formativo; e. comunicano immediatamente al Dirigente scolastico o ai suoi collaboratori l'eventuale assenza dell'insegnante dall'aula, per evitare che la classe resti incustodita; f. collaborano con gli insegnanti nella raccolta delle prenotazioni per la mensa e nella predisposizione degli elenchi dei partecipanti al servizio; g. favoriscono l'integrazione degli alunni portatori di handicap; h. vigilano sulla sicurezza ed incolumità degli alunni, in particolare durante gli intervalli, negli spostamenti e nelle uscite degli alunni per recarsi ai servizi o in altri locali. Durante le ore di lezione sorvegliano corridoi e servizi; i. possono svolgere, su accertata disponibilità, funzione di accompagnatore durante i viaggi e le visite d'istruzione; j. accompagnano nelle loro classi gli alunni che, al di fuori dell'intervallo e senza seri motivi, sostano nei corridoi; k. sorvegliano gli alunni in caso di uscita dalla classe, di ritardo, assenza o allontanamento momentaneo dell'insegnante; l. impediscono, con le buone maniere, che alunni di altri corsi possano svolgere azioni di disturbo nel corridoio di propria pertinenza, riconducendoli alle loro classi; m. sono sempre tolleranti e disponibili con gli alunni, non dimenticando mai che la funzione della scuola è quella di educare specialmente quegli allievi che ne hanno più bisogno; n. evitano di parlare ad alta voce; o. tengono i servizi igienici sempre decorosi, puliti e accessibili. Al termine delle lezioni, provvedono alla quotidiana pulizia con acqua e detersivi disinfettanti dei servizi e degli spazi di pertinenza nonché delle aule affidate; p. non si allontanano dal posto di servizio, tranne che per motivi autorizzati dal Direttore Servizi Generali e Amministrativi (DSGA) o dal Dirigente Scolastico; q. invitano tutte le persone estranee, che non siano espressamente autorizzate dal Dirigente scolastico, a uscire dalla scuola. A tale proposito, si tengono informati sugli orari di ricevimento dei genitori da parte dei docenti; r. prendono visione del calendario delle riunioni dei Consigli di Classe, dei Collegi dei Docenti o dei Consigli di Istituto, tenendosi aggiornati circa l'effettuazione del necessario servizio; s. controllano l'uscita degli alunni dalle classi e dai cancelli esterni, prima di dare inizio alle pulizie. 12 5. Ove accertino situazioni di disagio, di disorganizzazione o di pericolo, devono prontamente comunicarlo in Segreteria. Segnalano, sempre in Segreteria, l'eventuale rottura di suppellettili, sedie o banchi. 6. Accolgono il genitore dell'alunno minorenne, o persona delegata, che vuol richiedere l'autorizzazione all'uscita anticipata. Provvedono ad avvertire il docente interessato che annoterà sul registro di classe l’uscita anticipata dell’alunno. Accompagnano l’alunno dal genitore o da persona delegata a prelevarlo. 7. Devono apporre la propria firma, per presa visione, sulle circolari e sugli avvisi; in ogni caso, tutte le circolari e gli avvisi affissi all'albo della scuola o inseriti nel registro degli avvisi della scuola si intendono regolarmente notificati al personale tutto. 8. E' fatto obbligo ai collaboratori scolastici di prendere visione delle mappe di evacuazione dei locali e di controllare quotidianamente la praticabilità e l’efficienza delle vie di esodo. 9. L’utilizzo del telefono cellulare durante le ore di attività didattica, da parte del personale non docente, non è opportuno in quanto si traduce comunque in una mancanza di rispetto nei confronti degli alunni e reca un obiettivo elemento di disturbo al corretto svolgimento dei propri compiti. GENITORI Patto Educativo di Corresponsabilità 1. I genitori sono i responsabili più diretti dell’educazione e dell’istruzione dei propri figli e pertanto hanno il dovere di condividere con la scuola tale importante compito. 2. Un’educazione efficace dei giovani è il risultato di un’azione coordinata tra famiglia e scuola, nell’ottica della condivisione di principi e obiettivi, evitando quei conflitti che hanno sempre gravi conseguenze sull’efficacia del processo formativo. 3. All’atto dell’iscrizione, è pertanto richiesta la sottoscrizione da parte dei genitori del presente Regolamento, atto formale del “patto educativo di corresponsabilità” finalizzato a definire in maniera dettagliata e condivisa diritti e doveri nel rapporto tra istituzione scolastica e famiglie. 4. I genitori per una proficua collaborazione scuola-famiglia si impegnano quindi a: a. trasmettere ai ragazzi che la scuola è di fondamentale importanza per costruire il loro futuro e la loro formazione culturale; b. stabilire rapporti corretti con gli insegnanti, collaborando a costruire un clima di reciproca fiducia e di fattivo sostegno; c. controllare, leggere e firmare tempestivamente le comunicazioni della scuola sul libretto personale e sul diario, le eventuali annotazioni degli insegnanti e ad apporre la propria firma per presa visione; 13 d. controllare i compiti e le lezioni assegnate nonché la loro esecuzione a casa; e. partecipare con regolarità alle riunioni previste; f. condividere gli obiettivi formativi dell’istituzione scolastica; g. favorire la partecipazione dei figli a tutte le attività programmate dalla scuola; h. osservare le modalità di giustificazione delle assenze, dei ritardi e delle uscite anticipate; i. educare ad un comportamento corretto durante la mensa. j. attivarsi affinché l’alunno frequenti regolarmente la scuola, sia puntuale e adempia ai suoi doveri scolastici; k. curare l’igiene personale e l’abbigliamento dei propri figli affinché sia consono all’ambiente scolastico ed alle attività proposte; l. curare che l’alunno diventi più responsabile nel presentarsi a scuola con tutto il materiale occorrente per le attività didattiche; m. responsabilizzare i propri figli al rispetto dell’ambiente scolastico e dei materiali della scuola, impegnandosi a risarcire eventuali danni arrecati. 5. Con riferimento alla responsabilità civile che può insorgere a carico dei genitori, soprattutto in presenza di gravi episodi di violenza, di bullismo o di vandalismo, per eventuali danni causati dai figli a persone o cose durante le attività didattiche, si ritiene opportuno far presente che i genitori, in sede di giudizio civile, potranno essere ritenuti direttamente responsabili dell’accaduto, anche a prescindere dalla sottoscrizione del Patto Educativo di Corresponsabilità. 6. Gli insegnanti sono disponibili ad incontri individuali, secondo l’orario e/o i giorni previsti per i colloqui informativi o quando venga fatta esplicita richiesta in tal senso dalla famiglia. In questi casi si concorda, tramite il diario degli alunni, l'orario di ricevimento. 7. Allo scopo di mantenere vivo e proficuo l'affiatamento tra le famiglie e la scuola i genitori sono invitati ad utilizzare al massimo le occasioni offerte partecipando alle assemblee di classe e del Consiglio d’Istituto, ai colloqui individuali con i docenti nelle occasioni di ricevimento. Sono gradite e possibili anche altre forme di collaborazione o proposte di riunioni suggerite dai genitori stessi. Diritto di assemblea dei genitori 1. I genitori degli alunni hanno diritto di riunirsi in assemblea nei locali della scuola secondo le modalità previste dagli articoli 12 e 15 del Testo Unico del 16 aprile 1994, n. 297. 2. Le assemblee si svolgono fuori dall'orario delle lezioni. 3. L’esercizio del diritto di assemblea non è rimesso a facoltà discrezionale di alcun altro Organo. 4. L'assemblea dei genitori può essere di classe/sezione, di plesso/scuola, dell'istituzione scolastica. 5. I rappresentanti di classe convocano l’assemblea di classe o di sezione o di plesso in tempo utile per avvisare tutti gli aventi diritto a partecipare. 14 6. L’assemblea di Istituto è convocata dal Presidente del Consiglio di Istituto o dal Presidente del Comitato dei genitori, ove costituito, almeno cinque giorni prima la data della riunione; solo in casi eccezionali e particolarmente urgenti e gravi può essere convocata in tempi minori. 7. La convocazione può essere richiesta (per la classe, il plesso e l’Istituto) da un terzo dei genitori (rispettivamente della classe, del plesso, dell’Istituto) o dalla metà degli insegnanti (rispettivamente della classe, del plesso, dell’Istituto). 8. L’autorizzazione a tenere l'assemblea è formulata per iscritto al Dirigente scolastico, indicando chiaramente i punti in discussione all’ordine del giorno. 9. I richiedenti provvedono, anche tramite gli insegnanti, a diramare alle famiglie gli avvisi di convocazione, contenenti l'ordine del giorno. 10. L'assemblea è valida qualunque sia il numero dei presenti. 11. In seno all’assemblea viene nominato un Presidente. 12. Dei lavori dell'assemblea viene redatto verbale a cura di uno dei componenti incaricato dal Presidente dell’assemblea. Copia del verbale viene inviata alla Direzione scolastica. 13. Possono partecipare alle riunioni, con diritto di parola, il Dirigente scolastico e gli insegnanti di classe. ORGANI COLLEGIALI Consiglio di Istituto Convocazione 1. L'iniziativa della convocazione del Consiglio di Istituto è esercitata dal Presidente dell'Organo Collegiale stesso o da un terzo dei suoi componenti, nonché dalla Giunta Esecutiva. 2. L'atto di convocazione, emanato dal Presidente, è disposto con almeno cinque giorni di anticipo rispetto alla data prevista per la seduta e con anticipo di almeno ventiquattro ore nel caso di riunioni d’urgenza. In tale ultimo caso la convocazione potrà essere fatta col mezzo più rapido. 3. La convocazione deve indicare gli argomenti da trattare, il giorno, l'ora, il luogo della riunione e deve essere affissa all'albo. 4. Le riunioni devono avvenire in ore non coincidenti con l'orario delle lezioni. Validità delle sedute 1. La seduta si apre all'ora indicata nell'avviso di convocazione e diventa valida a tutti gli effetti con la presenza di almeno la metà più uno dei componenti in carica. 15 2. Nel numero dei componenti in carica non vanno computati i membri decaduti dalla carica e non ancora sostituiti. 3. Il numero legale deve sussistere non solo al principio della seduta, ma anche al momento delle votazioni. 4. L'accertamento del quorum può essere compiuto in qualsiasi momento della seduta dal segretario o dal Presidente, su sua iniziativa o su richiesta anche di un solo componente; se il quorum risulta insufficiente l'adunanza deve essere sciolta e deve essere effettuata un’ulteriore convocazione in altra data. 5. In caso di discussione di sanzioni disciplinari da intraprendere, il Consiglio di Istituto deve essere perfetto (completo di tutti gli aventi diritto). Ordine del giorno 1. E’ il Presidente del Consiglio d’Istituto a predisporre l’ordine del giorno. Egli è, però, tenuto a portare in discussione tutti gli argomenti che gli sono richiesti da altri Organi Collegiali o dai membri, quando previsto, anche nel caso in cui possano sorgere dubbi circa la legittimità delle proposte. 2. È compito del Presidente porre in discussione tutti gli argomenti all'ordine del giorno nella successione in cui compaiono nell'avviso di convocazione. 3. Gli argomenti indicati nell’ordine del giorno sono tassativi. Se l’Organo Collegiale è presente in tutti i suoi componenti, si possono aggiungere altri argomenti con il voto favorevole di tutti i presenti. 4. Costituiscono eccezione al punto 3 le deliberazioni del Consiglio d’Istituto che devono essere adottate su proposta della Giunta Esecutiva. L'ordine di trattazione degli argomenti può essere modificato su proposta di un componente del Consiglio d’Istituto, previa approvazione a maggioranza. In caso di aggiornamento della seduta dovrà essere mantenuto lo stesso ordine del giorno. Mozione d’ordine 1. Prima della discussione di un argomento all'ordine del giorno, ogni membro presente alla seduta può presentare una mozione d'ordine per il non svolgimento della predetta discussione (questione pregiudiziale) oppure perché la discussione dell'argomento stesso sia rinviata (questione sospensiva). 2. La questione sospensiva può essere posta anche durante la discussione. 3. Sulla mozione d'ordine possono parlare un membro a favore ed uno contro. 4. Sull'accoglimento della mozione si pronuncia il Consiglio d’Istituto a maggioranza con votazione palese. 5. L'accoglimento della mozione d'ordine determina la sospensione immediata della discussione dell'argomento all'ordine del giorno al quale si riferisce. 16 Risoluzioni I componenti del Consiglio d’Istituto possono proporre risoluzioni dirette a manifestare orientamenti o a definire indirizzi dell'Organo su specifici argomenti. Per dette risoluzioni valgono, in quanto applicabili, le norme relative alle mozioni. Dirittto di intervento 1. Tutti i membri del Consiglio d’Istituto, avuta la parola dal Presidente, hanno diritto di intervenire, secondo l'ordine di iscrizione e per il tempo strettamente necessario, sugli argomenti in discussione. 2. Il Presidente ha la facoltà di replicare agli oratori, quando sia posto in discussione il suo operato quale Presidente e quando si contravvenga alle norme del presente Regolamento. Dichiarazione di voto 1. Il Presidente dichiara chiuso il dibattito ed indice la votazione sulle proposte presentate, solamente quando nessuno degli aventi diritto richieda ancora la parola e quando tutti gli aventi diritto mostrino di aver ben compreso la proposta da votare. 2. Le proposte del Presidente hanno precedenza sulle altre che vengono votate in ordine cronologico di presentazione. 3. Chiusa la discussione, possono aver luogo le dichiarazioni di voto con le quali i votanti possono, brevemente, esporre i motivi per i quali voteranno a favore o contro il deliberando o i motivi per i quali si asterranno dal voto. La dichiarazione di voto deve essere riportata nel verbale della seduta. Votazioni 1. Al momento delle votazioni nessuno può più avere la parola, neppure per proporre mozioni d'ordine. 2. Le votazioni si effettuano in modo palese per alzata di mano, salvo che il Presidente o almeno due membri richiedano, motivandola a verbale, altra modalità come acclamazione, votazione tacita, appello nominale, a mezzo di scheda; in tal caso, va votata per alzata di mano la modalità richiesta. 3. La votazione avviene a scrutinio segreto quando riguarda persone fisiche determinate o determinabili. 4. La votazione non può validamente avere luogo se i consiglieri non si trovano in numero legale. 17 5. I consiglieri che dichiarano di astenersi dal votare si computano nel numero necessario a rendere legale l’adunanza, ma non nel numero dei votanti. Gli astenuti, relativamente alla decisione da prendere, si rimettono alla maggioranza; il loro voto, pertanto, non deve conglobarsi con quello dei votanti contro la proposta oggetto della deliberazione. In caso non risulti alcun voto contrario, la decisione è considerata presa all'unanimità. 6. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza assoluta dei voti validamente espressi (metà più uno dei voti espressi, escluse quindi schede bianche o nulle od astenuti) salvo che disposizioni speciali prescrivano diversamente. In caso di parità, prevale il voto del Presidente; nella deliberazione a scrutinio segreto, con risultato di parità, il Presidente deve palesare il proprio voto. 7. La votazione, una volta chiusa, non può essere riaperta per il sopraggiungere di altri membri e non può nemmeno essere ripetuta, a meno che non si riscontri che il numero dei voti espressi è diverso da quello dei votanti. 8. Nel caso di approvazione di un provvedimento per parti con votazioni separate si procederà, infine, ad una votazione conclusiva sul provvedimento stesso nella sua globalità. 9. Lo scrutinio e la proclamazione del risultato sono operazioni di competenza del Presidente, eventualmente coadiuvato dal segretario. La proclamazione è un accertamento costitutivo cui viene ricollegata l'efficacia della delibera. 10. Le schede utilizzate per la votazione a scrutinio segreto devono essere distrutte immediatamente, seduta stante, dopo la proclamazione del risultato da parte del Presidente. Processo verbale 1. La verbalizzazione è un atto ad substantiam: la sua mancanza o la mancanza della sua approvazione non fa esistere l'atto. 2. La verbalizzazione è atto pubblico e fa fede fino ad impugnativa di falso. 3. Di ogni seduta di ciascun Consiglio di Istituto è sempre redatto processo verbale firmato dal Presidente e dal segretario verbalizzante. 4. Nella prima parte del verbale si dà conto della legalità dell'adunanza (data, ora e luogo della riunione, chi presiede, chi svolge la funzione di segretario, l'avvenuta verifica del numero legale dei presenti, i nomi con relativa qualifica dei presenti e degli assenti, questi ultimi se giustificati o no, l'ordine del giorno). 5. Per ogni punto all'ordine del giorno si indicano molto sinteticamente le considerazioni emerse durante il dibattito; si dà conto, quindi, dell'esito della votazione (numero dei presenti, numero dei votanti, numero dei voti favorevoli, contrari, astenuti e nulli). 6. Nel verbale sono annotate anche le eventuali dichiarazioni di voto e il tipo di votazione seguito. 18 7. Ognuno dei componenti ha il diritto di far constare a verbale il suo voto ed i motivi che lo hanno determinato, nonché il suo motivato dissenso riguardo alla deliberazione adottata, anche al fine di andare esente da responsabilità che possano eventualmente derivare dalla deliberazione stessa. Tale facoltà non trova limiti neanche nell'ipotesi di votazione a scrutinio segreto. 8. Un membro del Consiglio d’Istituto può chiedere che a verbale risulti la volontà espressa da ogni singolo componente sulla materia oggetto della deliberazione. 9. I membri dell'Organo Collegiale hanno facoltà di produrre il testo di una loro dichiarazione da trascrivere a cura del segretario sul verbale. 10. I verbali delle sedute sono raccolti su appositi registri a pagine numerate, timbrate e firmate dal Dirigente scolastico. 11. I verbali sono numerati progressivamente nell'ambito dello stesso anno scolastico. 12. I verbali delle sedute possono: a. essere redatti direttamente sul registro a pagine precedentemente numerate; b. essere prodotti con programmi informatici; in tal caso, una copia stampata deve essere incollata sulle pagine del registro e, quindi, timbrata e vidimata dal Segretario e dal Presidente in ogni pagina; c. se prodotti con programmi informatici, essere rilegati per formare un registro le cui pagine dovranno essere timbrate e vidimate dal Dirigente scolastico. 13. L'utilizzo di registratori, video od altro per aiutare il lavoro del segretario verbalizzante è concesso, di volta in volta, solamente dopo che i componenti si siano espressi favorevolmente a maggioranza. 14. Il processo verbale viene letto ed approvato al termine della seduta. Ove ciò non fosse possibile per ragioni di tempo, si approverà prima dell'inizio della seduta immediatamente successiva. 15. Copia del processo verbale viene inviata ad ogni singolo membro dell’Organo Collegiale con la convocazione della seduta successiva. 16. La correzione del verbale può essere effettuata, solamente nel caso in cui l'errore appaia ictu oculi evidente a tutti da un semplice esame del testo, dietro responsabilità del Presidente e del segretario che provvedono a controfirmare le correzioni effettuate, in modo tale che sia sempre possibile leggere il testo originale. Se l'errore non consente di ricostruire lo svolgimento dei fatti ed il processo formativo della determinazione assunta, si ha un vizio della volontà dell'Organo non eliminabile con la semplice correzione, necessitando di un riesame della delibera. Decadenza 1. I membri impossibilitati a partecipare devono giustificare prima della riunione la propria assenza al Presidente, anche attraverso la Segreteria della scuola. 2. I membri del Consiglio d’Istituto sono dichiarati decaduti quando perdono i requisiti di eleggibilità e decadono automaticamente se non intervengono per tre sedute 19 consecutive senza giustificati motivi. In tal caso il Consiglio d’Istituto ne prende atto, come mero accertamento, al termine della terza seduta o alla prima seduta utile. Dimissioni 1. I componenti eletti del Consiglio d’Istituto possono dimettersi in qualsiasi momento. 2. Le dimissioni sono date per iscritto. È ammessa la forma orale solo quando le dimissioni vengono date dinanzi all’Organo Collegiale. 3. L’Organo Collegiale può invitare il dimissionario a recedere dal suo proposito o prendere atto delle dimissioni. 4. Per qualunque motivazione vengano presentate le dimissioni da parte di membri eletti, queste devono essere discusse ed accettate o respinte a maggioranza semplice dei presenti con votazione a scrutinio segreto. Le dimissioni hanno effetto dalla data di accettazione da parte del Consiglio d’Istituto che non può attribuire all'accettazione stessa efficacia retroattiva. 5. Una volta che l’Organo Collegiale abbia preso atto delle dimissioni, queste divengono definitive ed irrevocabili. Il membro dimissionario, fino al momento della presa d’atto delle dimissioni, fa parte a pieno titolo del Consiglio d’Istituto e, quindi, va computato nel numero dei suoi componenti. Surroga di membri cessati 1. Per la sostituzione dei membri elettivi venuti a cessare per qualsiasi causa si procede secondo il disposto dell'art. 22 del D.P.R. 416/74. 2. Si provvede alla surroga nominando il primo dei non eletti della lista di appartenenza. In caso di esaurimento della lista si procede ad elezioni suppletive. 3. Le eventuali elezioni suppletive si effettueranno, di norma, nello stesso giorno in cui si tengono quelle per il rinnovo degli organi di durata annuale e, comunque, entro il primo trimestre dell’anno scolastico. 4. I membri subentranti cessano anch'essi dalla carica allo scadere del periodo di durata dell’Organo Collegiale. Norme di funzionamento del Consiglio di Istituto 1. La prima convocazione del Consiglio d’Istituto, immediatamente successiva alla nomina dei relativi membri risultati eletti, è disposta dal Dirigente scolastico. 2. Nella prima seduta, il Consiglio d’Istituto è presieduto dal Dirigente scolastico ed elegge, tra i rappresentanti dei genitori membri del Consiglio stesso, il proprio Presidente. L'elezione ha luogo a scrutinio segreto. Sono candidati tutti i genitori membri del Consiglio d’Istituto. È considerato eletto il genitore che abbia ottenuto 20 la maggioranza assoluta dei voti rapportata al numero dei componenti del Consiglio d’Istituto. 3. Qualora non si raggiunga detta maggioranza nella prima votazione, il Presidente è eletto a maggioranza relativa dei votanti, sempre che siano presenti la metà più uno dei componenti in carica. In caso di parità si ripete la votazione finché non si determini una maggioranza relativa (D.M. 26 luglio 1983). 4. Il Consiglio d’Istituto può deliberare di eleggere anche un Vice Presidente, da votarsi fra i genitori componenti il Consiglio stesso con le stesse modalità previste per l'elezione del Presidente. In caso di impedimento o di assenza del Presidente ne assume le funzioni il Vice Presidente o, in mancanza anche di questi, il consigliere più anziano di età. 5. Tra il Presidente ed i membri del Consiglio non intercorre alcun rapporto di gerarchia. 6. Il Consiglio d’Istituto è convocato dal Presidente; il Presidente del Consiglio d’Istituto è tenuto a disporre la convocazione del Consiglio su richiesta del Presidente della Giunta Esecutiva. 7. Il Presidente individua tra i membri del Consiglio il segretario della seduta, fatta eccezione per i casi in cui il segretario è individuato per legge. 8. L'ordine del giorno è formulato dal Presidente del Consiglio d’Istituto, sentito il Presidente della Giunta Esecutiva. 9. A conclusione di ogni seduta del Consiglio d’Istituto, singoli consiglieri possono indicare argomenti da inserire nell'ordine del giorno della riunione successiva. 10. Il Consiglio d’Istituto, sulla base delle proposte obbligatorie del Collegio dei Docenti, delibera i criteri generali per la formazione delle classi. 11. A titolo orientativo e per necessaria concretezza, si indicano i seguenti criteri generali: a. gruppi - classe omogenei tra loro ma eterogenei al loro interno, dal punto di vista delle caratteristiche socio culturali di provenienza degli alunni; b. presenza equilibrata, per quanto consentito dalla percentuale demografica delle nascite, di maschi e femmine nelle singole classi; c. presenza equilibrata di alunni disabili 12. I desiderata delle famiglie potranno essere presi in considerazione solo qualora non siano in contrasto con i suddetti criteri. Il responsabile della formazione classi è il Dirigente scolastico che può avvalersi di una commissione di docenti 13. Il Consiglio di Istituto, su proposta del Collegio dei Docenti, delibera il calendario scolastico, a giugno, possibilmente prima del termine delle lezioni. Nei primi giorni di scuola viene comunicato per iscritto alle famiglie. 14. Il Consiglio d’Istituto, il suo Presidente o i singoli membri possono invitare esperti con funzione consultiva a partecipare ai propri lavori. 15. Il Consiglio d’Istituto, al fine di rendere più agile e proficua la propria attività, può deliberare la costituzione di speciali commissioni di lavoro e/o di studio. 21 16. Delle commissioni nominate dal Consiglio d’Istituto possono far parte i membri del Consiglio stesso, altri rappresentanti delle varie componenti scolastiche ed eventuali esperti esterni alla scuola. 17. Le commissioni possono avere potere deliberante nei limiti stabiliti dal Consiglio d’Istituto; svolgono la propria attività secondo le direttive e le modalità stabilite dall'Organo stesso. Ad esso sono tenute a riferire, tramite il loro coordinatore, in merito al lavoro svolto ed alle conclusioni cui sono pervenute, nel termine di tempo fissato preventivamente. Delle sedute di commissione viene redatto sintetico processo verbale. 18. Le sedute del Consiglio d’Istituto, ad eccezione di quelle nelle quali si discutono argomenti riguardanti singole persone, sono pubbliche. Possono assistere, compatibilmente con l'idoneità del locale ove si svolgono, gli elettori delle componenti rappresentate e tutti gli altri previsti per legge. 19. Alle sedute possono assistere, altresì, rappresentanti dell'Amministrazione locale, provinciale, regionale e statale, dei loro organi di decentramento democratico, delle organizzazioni sindacali dei lavoratori dipendenti o autonomi operanti nel territorio e di forze dell'ordine, al fine di approfondire l'esame di tematiche riguardanti la vita ed il funzionamento della scuola, che interessino anche comunità locali o componenti sociali operanti nelle comunità stesse; a tal fine, basta che se ne faccia espressa richiesta al Presidente del Consiglio di Istituto il quale è tenuto ad avvisarne il Dirigente scolastico prima dell'inizio della seduta stessa. 20. In ogni caso, il pubblico non ha diritto di parola se non dietro concessione del Presidente. 21. Ove il comportamento del pubblico non sia corretto, il Presidente può dopo gli opportuni avvertimenti, ordinare l’allontanamento dall’auditorio di chiunque sia causa di disordine. Può disporre la sospensione della seduta e la sua eventuale prosecuzione in forma non pubblica. Per il mantenimento dell’ordine, il Presidente esercita gli stessi poteri a tal fine conferiti dalla Legge al Sindaco quando presiede le riunioni del Consiglio Comunale. 22. La pubblicità degli atti del Consiglio d’Istituto avviene mediante affissione in apposito albo dell'Istituto, della copia integrale, sottoscritta dal Segretario del Consiglio, del testo delle deliberazioni adottate. 23. L'affissione all'albo avviene entro il termine massimo di otto giorni dalla relativa seduta del Consiglio. La copia della deliberazione deve rimanere esposta per un periodo non inferiore a 10 giorni. 24. I verbali e tutti gli atti preparatori delle sedute sono depositati nell'ufficio di Segreteria dell'Istituto e sono consultabili da chiunque ne faccia richiesta, da esaudire entro due giorni dalla presentazione. Tale richiesta, indirizzata al Dirigente scolastico, è orale per docenti, personale A.T.A. e genitori; è, invece, scritta e motivata in tutti gli altri casi. 25. Non sono soggetti a pubblicazione gli atti e le deliberazioni concernenti singole persone, salvo contraria espressa richiesta scritta dell'interessato. 22 26. Il bilancio preventivo ed il conto consuntivo deliberati devono essere affissi all'albo della Scuola. 27. I membri del Consiglio di Istituto hanno diritto di accedere alla documentazione riguardante le riunioni del Consiglio e le azioni della Giunta Esecutiva, anche relativamente ad anni precedenti. Gli atti del Consiglio di Istituto devono essere disponibili presso la Segreteria dell'Istituto ed il loro controllo compete al Presidente del Consiglio stesso ed al segretario verbalizzante. 28. Il Consiglio di Istituto o ogni suo membro ha facoltà di prendere visione dei verbali degli altri Organi Collegiali e di ogni altro documento da essi prodotto. 29. I membri del Consiglio hanno inoltre diritto ad avere tutte le informazioni necessarie per il miglior esercizio della propria funzione. 30. Ciascun membro del Consiglio di Istituto ha diritto di libero accesso a tutti gli ambienti scolastici in qualsiasi momento, eccezion fatta per gli spazi in cui siano in svolgimento attività didattiche di qualsiasi tipo; in questi casi potranno accedere agli ambienti, alla presenza degli alunni, solo se accompagnati dal Dirigente scolastico o da persona delegata. 31. Il Consiglio di Istituto programma le proprie attività e riunioni ordinarie nel tempo, in rapporto alle proprie competenze, allo scopo di realizzare, nei limiti del possibile, un ordinato svolgimento delle attività stesse, raggruppando a date, prestabilite in linea di massima, la discussione di argomenti sui quali sia possibile prevedere con certezza la necessità di adottare decisioni, proposte o pareri. GIUNTA ESECUTIVA Norme di funzionamento 1. Il Consiglio d’Istituto nella prima seduta, dopo l'elezione del Presidente che assume immediatamente le sue funzioni, elegge nel suo seno una Giunta Esecutiva composta da un docente, un componente degli ATA, due genitori, secondo modalità stabilite dal Consiglio stesso e con voto segreto. 2. Della Giunta Esecutiva fanno parte di diritto il Dirigente scolastico, che la presiede ed ha la rappresentanza dell'Istituto, ed il DSGA che svolge anche la funzione di segretario della Giunta stessa. 3. La Giunta Esecutiva è convocata dal Dirigente scolastico con le medesime modalità previste per la convocazione del Consiglio di Istituto. Essa deve essere convocata ogni qual volta ne faccia richiesta il Dirigente scolastico o la maggioranza di essa. 4. La Giunta Esecutiva prepara i lavori del Consiglio d’Istituto, predisponendo tutto il materiale necessario ad una corretta informazione dei consiglieri almeno due giorni prima della seduta del Consiglio. 5. La Giunta Esecutiva ha compiti istruttori ed esecutivi oltre che di proposta, rispetto all'attività del Consiglio di Istituto; essa svolge la propria attività nell'ambito delle 23 decisioni del Consiglio di Istituto; non ha potere deliberante nemmeno nei casi di urgenza, né è consentita la delega da parte del Consiglio del proprio potere deliberante. 6. La Giunta Esecutiva cura l’attuazione delle delibere del Consiglio d’Istituto. 7. In caso di assenza prolungata di uno o più componenti della Giunta Esecutiva, il Consiglio può deliberare la sostituzione degli assenti. COLLEGIO DEI DOCENTI Norme di funzionamento Competenze Come si evince dalla normativa vigente, il Collegio dei Docenti è chiamato ad attuare la primaria funzione dell'istituzione scolastica, che è quella didattica - educativa formativa. Entro tale ambito, ogni suo intervento deve essere il risultato di un attento lavoro collegiale mirato ad una calibrata programmazione e all'effettiva verifica degli obiettivi raggiunti, nel rispetto della libertà didattica di ogni singolo docente e in ottemperanza alla trasparenza di ogni atto ufficiale. Convocazione 1. Il Collegio dei Docenti si insedia all'inizio di ciascun anno scolastico e si riunisce secondo il Piano Annuale delle Riunioni concordato ed approvato prima dell'inizio delle lezioni. 2. Alle riunioni è ammessa la sola componente docente oltre al Dirigente scolastico, salvo diversa deliberazione collegiale, da adottarsi a maggioranza qualificata (metà più uno dei votanti). 3. Le riunioni sono convocate dal Dirigente scolastico in seduta ordinaria secondo calendario, in seduta straordinaria ogni qualvolta il Dirigente scolastico ne ravvisi la necessità o quando almeno un terzo dei suoi componenti ne faccia richiesta. 4. La comunicazione dell’ordine del giorno deve essere data con almeno 5 giorni di preavviso. In caso di sopravvenuti problemi urgenti, l’O.d.G. può essere integrato con comunicazione scritta anche il giorno prima. Il Collegio, anche su iniziativa di un solo elemento, può deliberare l'inserimento di uno o più punti all'O.d.G. per la seduta successiva. 5. Contestualmente alla convocazione del Collegio, la Dirigenza provvede a pubblicare tutto il materiale informativo in merito agli argomenti all’ordine del giorno. 6. Durante la seduta è richiesto un comportamento che consenta a tutti un'attiva partecipazione ai lavori. 24 Presidente 1. Il Dirigente scolastico presiede il Collegio, ne è membro effettivo e ne assicura il corretto e proficuo funzionamento. In particolare: a. apre e chiude la seduta; b. dà la parola, guida e modera la discussione; c. cura l’ordinato svolgersi dei lavori; d. stabilisce la sequenza delle votazioni; e. comunica la nomina dei collaboratori della dirigenza. 2. Il Collaboratore vicario sostituisce il Dirigente scolastico in caso di assenza o impedimento. 3. Le funzioni di Segretario del Collegio sono attribuite ad uno dei collaboratori della Dirigenza. Il Segretario sovrintende alla stesura del processo verbale che deve contenere le deliberazioni e gli atti della riunione. 4. Entro il settimo giorno lavorativo antecedente ad ogni riunione del Collegio, il verbale della seduta precedente sarà affisso in bacheca interna alla sala insegnanti, al fine di richiedere, per iscritto, eventuali rettifiche per la definitiva approvazione nella seduta successiva. Attività 1. Il Collegio dei docenti elabora il Piano dell’Offerta Formativa (POF) sulla base delle norme di cui al D.P.R. n. 275, 8 marzo 1999, tenendo conto sia degli indirizzi generali per le attività della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione definiti dal Consiglio di Istituto sia delle proposte formulate dagli organismi e dalle associazioni dei genitori e degli studenti, nell’esercizio della propria autonomia didattica, organizzativa, di ricerca, sperimentazione e sviluppo; 2. cura la programmazione dell’azione educativa, anche al fine di adeguare i tempi dell’insegnamento e dello svolgimento delle singole discipline e attività nel modo più idoneo alla loro tipologia e ai ritmi di apprendimento degli studenti; 3. formula proposte al Dirigente per la formazione e la composizione delle classi e l’assegnazione ad esse dei docenti, per la formulazione dell’orario delle lezioni, comprese le iniziative di recupero, sostegno, continuità, orientamento e/o riorientamento scolastico; 4. provvede affinché la scelta, l’adozione e l’utilizzazione delle metodologie e degli strumenti didattici, ivi compresi i libri di testo, siano coerenti con il POF e siano attuati con criteri di trasparenza e tempestività; 5. può proporre, al fine della stipula di contratti di prestazione d’opera, esperti per particolari attività ed insegnamenti, in modo da garantire l’arricchimento dell’offerta formativa, nonché la realizzazione di specifici programmi di ricerca e di sperimentazione; 25 6. il Collegio dei Docenti, al fine di rendere più agile e proficua la propria attività, può deliberare la nomina di speciali commissioni di lavoro e/o di studio; 7. ogni commissione può articolarsi in sottocommissioni finalizzate allo studio e al raggiungimento di obiettivi specifici e alla realizzazione di servizi prefissati dal POF; 8. delle commissioni nominate dal Collegio dei Docenti possono far parte i membri del Collegio stesso, altri rappresentanti dei vari membri scolastici ed eventuali esperti qualificati esterni alla scuola. Le commissioni eleggono un coordinatore; 9. le commissioni possono avanzare proposte relativamente all'oggetto per il quale sono state nominate; 10. il Collegio dei Docenti delibera tempi e modalità per gli incontri con le famiglie relativi al rendimento scolastico degli studenti, fissando almeno un incontro a quadrimestre nell'arco di un pomeriggio; Mozione d’ordine 1. Prima della discussione di un argomento all'ordine del giorno, ogni membro presente alla seduta può presentare una mozione d'ordine per il non svolgimento della predetta discussione (questione pregiudiziale) oppure perché la discussione dell'argomento stesso sia rinviata (questione sospensiva). 2. La questione sospensiva può essere posta anche durante la discussione. 3. Sulla mozione d'ordine possono parlare un membro a favore ed uno contro. 4. Sull'accoglimento della mozione si pronuncia il Collegio dei Docenti a maggioranza con votazione palese. 5. L'accoglimento della mozione d'ordine determina la sospensione immediata della discussione dell'argomento all'ordine del giorno al quale si riferisce. Risoluzioni I componenti del Collegio dei Docenti possono proporre risoluzioni dirette a manifestare orientamenti o a definire indirizzi dell'Organo su specifici argomenti. Per dette risoluzioni valgono, in quanto applicabili, le norme relative alle mozioni. Validità delle sedute 1. Il Segretario procede all’appello nominale per verificare il numero dei presenti. 2. La seduta è valida se è presente la metà più uno dei componenti. 3. Tutte le assenze relative all'intera seduta o parte di essa devono essere giustificate in forma scritta. 26 4. Le sedute del Collegio sono prioritarie su qualsiasi altra attività del personale docente. Discussione 1. I lavori del Collegio si aprono con l'approvazione del verbale della seduta precedente già posto in visione. Pertanto ci si astiene dalla lettura del verbale, salvo il diritto d'intervento per chi intenda proporre rettifiche. 2. E' possibile richiedere di modificare la successione dei punti all'ordine del giorno. La richiesta viene accolta se approvata con maggioranza relativa. 3. Sugli argomenti compresi all'ordine del giorno i docenti si iscrivono a parlare durante la seduta. 4. Il Presidente nel concedere la parola segue l'ordine delle iscrizioni a parlare. Nessun docente può, di norma, iscriversi a parlare più di una volta per ogni punto all'ordine del giorno, oltre all'eventuale dichiarazione di voto. 5. La durata degli interventi nella discussione di ogni punto all'ordine del giorno non deve superare il tempo strettamente necessario all’esposizione relativa al punto stesso; parimenti dovrà avvenire per il docente che presenta una proposta di delibera; in caso contrario il Presidente, dopo un richiamo, ha la facoltà di togliere la parola. 6. Ogni docente ha diritto di replica una sola volta per ogni argomento all'ordine del giorno. 7. Gli emendamenti alla proposta di delibera vanno presentati per iscritto. Votazioni 1. Ogni componente del Collegio è tenuto ad esprimere il proprio parere con il suo voto. 2. Quando una proposta viene messa ai voti non è più consentito alcun intervento. 3. Le votazioni avvengono per voto palese, tranne quelle per l'elezione dei componenti del Comitato di Valutazione, delle Funzioni Strumentali del POF o qualora si tratti di proposte di sospensione cautelare dal servizio di un docente. 4. Il Presidente o almeno un terzo della componente del Collegio può chiedere il voto per appello nominale. 5. Una proposta di delibera è approvata se votata all'unanimità oppure se votata a maggioranza. 6. Nel secondo caso si distinguono due tipi di maggioranza: a. maggioranza relativa (metà più uno dei votanti a favore), richiesta per mozioni riguardanti questioni di indirizzo didattico vincolanti tutti i docenti; b. maggioranza dei docenti di ciascun ordine di scuola di appartenenza (per tutte le altre proposte e iniziative, la cui attuazione non coinvolge l'intero 27 corpo docente). 7. Il Presidente ha diritto di voto quale membro del Collegio Docenti. 8. In caso di parità prevale il voto del Presidente. 9. Il voto degli astenuti non ha valore ai fini della determinazione della maggioranza. 10. Conclusa la votazione, il Presidente proclama i risultati della stessa. 11. Fatti salvi i diritti della libertà didattica previsti dalla legge, le deliberazioni del Collegio vincolano tutti i docenti a partecipare alla loro attuazione secondo le modalità previste. 12. Il Collegio può prendere in esame, su richiesta di un terzo dei componenti, eventuali motivate proposte di modifica del Regolamento. Per l'approvazione di tale proposta è richiesta la maggioranza relativa (metà più uno dei votanti). Dipartimenti 1. Il Regolamento di autonomia prevede, fra le forme di flessibilità, l’aggregazione delle discipline in aree e ambiti disciplinari. Tali aree costituiscono articolazioni del Collegio Docenti definite dipartimenti. 2. I Dipartimenti svolgono le seguenti funzioni: a. programmazione didattica relativa agli obiettivi generali di apprendimento disciplinari/sovradisciplinari secondo le indicazioni nazionali del curricolo; b. proposte in merito all’individuazione dei nuclei fondanti disciplinari e degli standard minimi per l’individuazione di contenuti e competenze disciplinari; c. proposte in merito al piano di sviluppo delle attività da sottoporre al Collegio Docenti e al Consiglio di Istituto; d. proposte relative all’adozione dei libri di testo per classi parallele; e. proposte di verifiche per classi parallele a livello disciplinare o interdisciplinare e di standard di valutazione disciplinare; f. proposte di attività integrative o progettuali in rapporto con istituzioni culturali e territorio, da sottoporre all’ufficio di Dirigenza e alle relative aree di funzione strumentale al POF. 3. I Coordinatori dei Dipartimenti, nominati dal Collegio Docenti su proposta del Dirigente scolastico, hanno il compito di presiedere le riunioni, di fare proposte da sottoporre alla discussione, di predisporre e raccogliere materiali di programmazione. 4. I Dipartimenti si riuniscono secondo il calendario previsto nel Piano Annuale e, comunque, di norma almeno due volte per ciascun quadrimestre. 28 COMITATO PER LA VALUTAZIONE DEL SERVIZIO DEGLI INSEGNANTI Norme di funzionamento 1. Il Comitato per la valutazione del servizio degli insegnanti è convocato dal Dirigente scolastico: a. in periodi programmati per la valutazione del servizio richiesta da singoli interessati a norma dell'art. 448 del D.L.vo n. 297/94, per un periodo non superiore all'ultimo triennio; b. alla conclusione dell'anno prescritto, agli effetti della valutazione del periodo di prova degli insegnanti, ai sensi degli art. 438, 439 e 440 del D.L.vo n. 297/94; c. ogni qualvolta se ne presenti la necessità. 2. Il comitato per la valutazione del servizio dei docenti, è formato da 4 membri effettivi e da due supplenti, eletti dal Collegio Docenti. 3. Le funzioni di Segretario del Comitato sono attribuite dal Dirigente scolastico ad uno dei docenti membri. 4. All’eventuale valutazione del servizio di un membro del Comitato provvede il Comitato stesso; in tale caso, ai lavori non partecipa l’interessato. 5. Nel Comitato di Valutazione sono rappresentati i docenti di ciascun ordine di scuola. ELEZIONI ORGANI COLLEGIALI DI DURATA ANNUALE Fatte salve diverse disposizioni ministeriali, le elezioni per il rinnovo delle componenti degli Organi Collegiali di durata annuale hanno luogo tutte nello stesso giorno ed entro il secondo mese dell'anno scolastico. Norme di funzionamento dei Consigli di Classe, Interclasse, Intersezione 1. Come previsto dal Decreto Legislativo 16 aprile 1994 n. 297, art. 5, il Consiglio di intersezione nelle scuole d’Infanzia, il Consiglio di Interclasse nelle scuole Primarie, il Consiglio di classe negli Istituti di Istruzione Secondaria sono rispettivamente composti dai docenti delle sezioni dello stesso plesso nella scuola d’Infanzia, dai docenti dei gruppi di classi parallele o dello stesso ciclo o dello stesso plesso nella scuola Primaria e dai docenti di ogni singola classe nella scuola Secondaria. Fanno parte del Consiglio di Intersezione, di Interclasse e del Consiglio di Classe anche i docenti di sostegno, contitolari delle classi interessate. 2. Fanno parte, altresì, del Consiglio di Intersezione, di Interclasse o di Classe: 29 a. nella scuola dell’Infanzia e nella scuola Primaria, per ciascuna delle sezioni o delle classi interessate un rappresentante eletto dai genitori degli alunni iscritti; è consentita l'apertura ai genitori degli alunni frequentanti la classe delle sedute dei Consigli, tranne quelli riservati, eccetto il caso in cui la maggioranza del Consiglio chieda il contrario. b. nella scuola Secondaria di primo grado, quattro rappresentanti eletti dai genitori degli alunni iscritti alla classe; 3. Nella scuola dell'obbligo alle riunioni del Consiglio di Classe e di Interclasse può partecipare, qualora non faccia già parte del Consiglio stesso, un rappresentante dei genitori degli alunni iscritti alla classe o alle classi interessate, figli di lavoratori stranieri residenti in Italia che abbiano la cittadinanza di uno dei Paesi membri della comunità europea. 4. Le competenze relative alla realizzazione del coordinamento didattico e dei rapporti interdisciplinari spettano al Consiglio di Intersezione, di Interclasse e di Classe con la sola presenza dei docenti. 5. I Consigli di Intersezione, di Interclasse e di Classe sono presieduti dal Dirigente scolastico oppure da un docente delegato, membro del Consiglio; si riuniscono in ore non coincidenti con l'orario delle lezioni. 6. Le funzioni di Segretario verbalizzante del Consiglio sono attribuite dal Dirigente scolastico a uno dei docenti membro del Consiglio stesso. 7. Il Consiglio si insedia all'inizio di ciascun anno scolastico e si riunisce secondo il Piano delle Riunioni concordato ed approvato prima dell'inizio delle lezioni o quando almeno un terzo dei suoi componenti ne faccia richiesta e comunque, di norma, almeno due volte a quadrimestre. 8. Hanno il compito di formulare al Collegio dei Docenti proposte in ordine all'azione educativa, didattica, di sperimentazione e di agevolare ed estendere i rapporti reciproci tra docenti, genitori ed alunni. In particolare, esercitano le competenze in materia di programmazione, valutazione e sperimentazione previste dagli articoli 126, 145, 167, 177 e 277 del D. Lgs 297/94. Si pronunciano su ogni altro argomento attribuito alla loro competenza dal Testo Unico su citato, dalle Leggi e dai Regolamenti. 9. Limitatamente alle sue funzioni di carattere decisorio o di giudizio (scrutini, sanzioni disciplinari etc...) per il funzionamento del Consiglio di Classe/Interclasse è previsto il quorum integrale. 10. Prevede al suo interno un Coordinatore il quale svolge le seguenti funzioni: a. presiede le riunioni del Consiglio in caso di assenza del Dirigente scolastico o del Collaboratore vicario e ne coordina il lavoro; b. informa il Dirigente delle eventuali problematiche didattiche/organizzative evidenziate dai docenti e/o dai rappresentanti dei genitori; c. mantiene i rapporti con le famiglie; d. riferisce al Dirigente sull’elevato numero delle assenze degli alunni; e. cura la distribuzione e/o la raccolta delle schede di valutazione alle classi; 30 f. segue gli aspetti comportamentali e disciplinari degli studenti, fungendo da raccordo fra studenti, genitori, docenti, Dirigente; g. chiede al Dirigente un’eventuale convocazione straordinaria qualora ne ravvisi la necessità. ORGANO DI GARANZIA Norme di funzionamento 1. L'Organo di Garanzia è composto dal Dirigente scolastico che ne assume la presidenza, da un docente designato dal Collegio dei Docenti, da due genitori indicati dal Consiglio di Istituto. Per la componente docenti e genitori è prevista la nomina di un componente supplente che interviene in caso di incompatibilità del componente titolare. 2. L'Organo di Garanzia decide, su richiesta scritta di chiunque vi abbia interesse, sui conflitti che sorgano all'interno della scuola in merito all'applicazione del presente Regolamento e dello Statuto delle Studentesse e degli Studenti. 3. In particolare l'Organo di Garanzia, in forza del disposto di cui all'art. 5 dello Statuto delle Studentesse e degli Studenti, è chiamato ad esprimersi sui ricorsi contro le sanzioni disciplinari, da presentarsi per iscritto da parte dei genitori degli allievi o di chiunque vi abbia interesse, entro quindici giorni dalla comunicazione della sanzione comminata. 4. La convocazione dell'Organo di Garanzia spetta al Presidente il quale, preso atto dell'istanza inoltrata, dovrà convocare per iscritto i membri dell'Organo, almeno cinque giorni prima della seduta e non oltre dieci giorni dalla presentazione del ricorso medesimo. 5. L’Organo di Garanzia d’Istituto dovrà esprimersi entro quindici giorni dalla presentazione del ricorso. 6. Per la validità della seduta è richiesta la presenza della metà più uno dei componenti. Il componente, impedito ad intervenire, deve far pervenire al Presidente dell'Organo di Garanzia la motivazione giustificativa dell'assenza, possibilmente per iscritto e prima della seduta. 7. Il Presidente provvede a designare, di volta in volta, il Segretario verbalizzante. 8. Ciascun componente dell'Organo di Garanzia ha diritto di parola e di voto; l'espressione del voto è palese. Non è prevista l'astensione. In caso di parità prevale il voto del Presidente. 9. Il Presidente, in preparazione dei lavori della seduta, deve accuratamente assumere tutti gli elementi utili allo svolgimento dell'attività dell'Organo, al fine di una puntuale considerazione dell'oggetto all'ordine del giorno. 10. L'esito del ricorso va comunicato per iscritto all'interessato. 31 GRUPPI DI LAVORO HANDICAP 1. Nell’esercizio dell’autonomia didattica le Istituzioni scolastiche assicurano, comunque, la realizzazione di iniziative di recupero e sostegno, di continuità e di orientamento scolastico e professionale, coordinandosi con le iniziative eventualmente assunte dagli Enti locali in materia di interventi integrati a norma dell’articolor139, comma 2, lett. b) del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (art.4,c.4 DPR 275/99). 2. Dalla normativa vigente si evince che l’integrazione scolastica del disabile si inquadra in un processo di cambiamento e di innovazione per le scuole, volto ad “imparare a guardare” la diversità in termini: a. di risorsa e non di limite, b. di possibilità di conoscere e sperimentare nuove partecipazioni alla vita di classe e di differenziare i percorsi, con la consapevolezza del valore formativo di tutte le materie. 3. Si evince, inoltre, che il Gruppo di Lavoro per l’Handicap deve avere un carattere propulsivo nei riguardi della prospettiva integrativa; è un’unità operativa che ha lo scopo di diffondere e sviluppare una conoscenza approfondita dei motivi e delle modalità di sviluppo e mantenimento di una “comunità scolastica che accolga, integri e sostenga tutti gli alunni.” 4. Il Dirigente scolastico costituisce ed organizza con una precisa periodicità sia i GLH d’Istituto (GLHI) che i GLH operativi relativi al singolo allievo (GLHO). 5. Procede, altresì, alla nomina di un Docente Referente dei GLH. Referente GLH – Competenze Il Referente GLH si occupa di: a. presiedere le riunioni del gruppo di lavoro; b. convocare e presiedere le riunioni dei GLHI; c. informare il Dirigente scolastico delle eventuali problematiche didattiche/organizzative evidenziate dai docenti curricolari e di sostegno; d. coordinare le diverse attività inerenti il progetto rivolto agli alunni diversamente abili; e. verificare la possibilità di estendere il progetto handicap a più classi; f. organizzare il piano annuale dei GLH operativi, prendendo contatti con i vari Enti interessati; g. collaborare con il Dirigente scolastico nella richiesta di organico di sostegno; 32 h. mantenere i contatti con i genitori degli alunni diversamente abili al fine di far presentare le nuove certificazioni; i. curare i rapporti con l’Azienda Sanitaria Locale (A.S.L.), gli Enti Locali (EE.LL.), le famiglie e le associazioni coinvolte nella disabilità; j. curare la documentazione relativa agli alunni in situazione di handicap, garantendone la sicurezza ai sensi del Documento programmatico sulla Sicurezza dei dati personali e sensibili dell’Istituto; k. curare la predisposizione di nuovi progetti nell’ambito della disabilità. G.L.H.I. - Composizione 1. Il Gruppo di Lavoro sull'Handicap dell'Istituto (GLHI) conformemente all'art. 15, comma 2 della legge 104/92 è costituito da: a. Dirigente scolastico; b. docente Responsabile del GLH; c. un rappresentante dei docenti curricolari per ciascun ordine di scuola; d. un rappresentante dei docenti di sostegno per ciascun ordine di scuola; e. presidente del Consiglio di Istituto o suo delegato; f. referente Ente Locale; g. referente A.S.L.; h. referente personale non docente; 2. i. rappresentante dei genitori degli alunni con handicap j. rappresentanti delle Associazioni di alunni con disabilità Possono essere invitati a partecipare esperti esterni o persone che al di fuori dell’Istituto si occupano degli alunni portatori di handicap. 3. Le riunioni sono convocate dal Dirigente scolastico o dal Referente GLH su delega del Dirigente Scolastico. 4. Le deliberazioni sono assunte a maggioranza dei presenti. 5. Di ogni seduta deve essere redatto apposito verbale. GLHI- Competenze dell’Organo 1. IL GLHI ha compiti di organizzazione e di indirizzo. 2. Ha il compito di creare rapporti con il territorio per una mappa e una programmazione delle risorse, e di “collaborare alle iniziative educative d’integrazione predisposte dal piano educativo”. (Legge 104/92, art. 15, comma 2) 3. Il GLHI può avanzare delle proposte al Collegio Docenti, il quale ne dovrà tener conto nell’elaborazione del POF. 4. Il GLHI si occupa collegialmente di: a. gestire e coordinare l’attività relativa agli alunni con handicap; b. formulare proposte al Dirigente scolastico sul calendario delle attività del GLH 33 e dei Consigli di Classe riguardanti gli alunni con handicap; c. seguire l’attività dei Consigli di Classe e degli Insegnanti di sostegno, verificando che siano seguite le procedure corrette e che sia sempre perseguito il massimo vantaggio per lo sviluppo formativo degli alunni nel rispetto della normativa; d. definire i criteri generali per la redazione dei PEI e dei PDF e approvare la documentazione relativa ai singoli alunni approntata dai Consigli di classe; e. approntare la modulistica necessaria; f. formulare proposte su questioni di carattere organizzativo attinenti ad alunni con handicap; g. proporre l’acquisto di attrezzature, sussidi e materiale didattico destinati agli alunni portatori di handicap o ai docenti che se ne occupano GLHO – Composizione e Compiti 1. Il GLHO è composto da: a. insegnanti curricolari e di sostegno, b. operatori ASL (e/o dell’ente privato referente) che seguono il percorso riabilitativo dell’alunno con disabilità, c. i genitori dell’alunno, d. esperti richiesti dalla famiglia e/o dalle Associazioni delle quali fanno parte gli alunni con handicap o i loro familiari. e. Ha il compito di predisporre il Profilo Dinamico Funzionale (PDF) e il Piano Educativo Individualizzato (PEI) o Piano Educativo Personalizzato (PEP) e di verificarne l'attuazione e l'efficacia nell'intervento scolastico (Art.12 L. 104/92, commi 5 e 6; Atto d'Indirizzo D.P.R. del 24/02/94 Art. 4 e 5). 2. Possono essere convocati anche istruttori o operatori di contesti extrascolastici, al fine di creare unità e organicità tra i diversi interventi per la realizzazione del progetto di vita. REGOLAMENTO DI DISCIPLINA 1. La vita della comunità scolastica si basa sulla libertà di espressione, di pensiero, di coscienza, di religione e sul rispetto reciproco di tutte le persone che la compongono. 2. In armonia con i principi individuati dall’art.4 dello Statuto delle Studentesse e degli Studenti, i provvedimenti disciplinari devono, dunque, avere finalità educative e 34 servire al rafforzamento del senso di responsabilità ed al ripristino di rapporti corretti all’interno della comunità scolastica. Valutazione del comportamento degli studenti Per la valutazione del comportamento degli studenti si rimanda alla L. 30 ottobre 2008, n. 169 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1 settembre 2008, n. 137, recante disposizioni urgenti in materia di istruzione e università” art. 2, co. 1, 2, 3. Sanzioni disciplinari 1. Viste le norme relative al comportamento che gli alunni devono tenere nel contesto scolastico, visti gli obblighi di sorveglianza dei docenti, visto lo Statuto degli Studenti e delle Studentesse, visto il Patto Formativo condiviso con le famiglie degli alunni, l’Istituto stabilisce le sanzioni disciplinari da irrogare agli alunni in caso di comportamento non conforme: comportamento sanzionabile ritardo non giustificato assenza non giustificata mancanza del materiale organo competente insegnante mancato svolgimento dei compiti insegnante disturbo al regolare svolgimento delle lezioni mancato rispetto delle regole interne insegnante dirigente scolastico Comportamento sanzionabile uso di telefoni cellulari o di altri dispositivi elettronici insegnante sanzione prevista in caso di reiterazione annotazione sul registro di classe annotazione sul registro di classe e comunicazione scritta ai genitori ed al dirigente scolastico ammonizione verbale ed eventuale attività alternativa ammonizione verbale ed eventuale carico di lavoro aggiuntivo annotazione sul registro di classe annotazione sul libretto personale alla terza volta, comunicazione scritta ai genitori. Alla quinta volta, convocazione dei genitori annotazione sul libretto personale e convocazione dei genitori insegnante dirigente scolastico consiglio di classe Organo competente annotazione sul registro di provvedimento del consiglio di classe e comunicazione classe in funzione della gravità e scritta ai genitori convocazione dei genitori Sanzione prevista In caso di reiterazione insegnante dirigente scolastico ritiro temporaneo del telefono cellulare o di altro dispositivo elettronico ed annotazione sul registro di classe ritiro temporaneo del telefono cellulare o di altro dispositivo elettronico, annotazione sul libretto personale e convocazione scritta dei genitori. Provvedimento del 35 consiglio di classe in funzione della gravità danneggiamento volontario delle cose proprie o altrui insegnante e consiglio di classe annotazione sul registro di classe, comunicazione ai genitori e riparazione economica del danno danneggiamento a strutture o attrezzature scolastiche insegnante e consiglio di classe comportamento lesivo della propria ed altrui incolumità scorrettezze, offese o molestie verso i compagni insegnante consiglio di classe dirigente scolastico insegnante consiglio di classe dirigente scolastico consiglio d’istituto annotazione sul registro di classe, comunicazione ai genitori, riparazione economica del danno ed attività in favore della comunità scolastica annotazione sul registro di classe e convocazione dei genitori annotazione sul registro di classe, convocazione dei genitori e richiamo scritto del consiglio di classe annotazione sul libretto personale, comunicazione ai genitori, riparazione economica del danno ed attività a favore della comunità scolastica annotazione sul libretto personale, comunicazione ai genitori, riparazione economica del danno ed attività in favore della comunità scolastica con provvedimento di sospensione annotazione sul libretto personale, convocazione dei genitori con provvedimento di sospensione provvedimento di sospensione fino a quindici giorni, con obbligo di frequenza anche per le attività a favore della comunità scolastica scorrettezze, offese verso gli insegnanti o il personale ata insegnante consiglio di classe dirigente scolastico consiglio d’istituto annotazione sul registro di classe, convocazione dei genitori e richiamo scritto del consiglio di classe provvedimento di sospensione fino a quindici giorni, con obbligo di frequenza anche per le attività in favore della comunità scolastica violenza intenzionale, offese gravi alla dignità delle persone insegnante consiglio di classe dirigente scolastico consiglio d’istituto annotazione sul registro di classe con provvedimento di sospensione anche superiore ai quindici giorni e convocazione dei genitori provvedimento di sospensione superiore ai quindici giorni con eventuale esclusione dallo scrutinio finale 2. Le sanzioni possono essere convertite in attività utili alla comunità scolastica, previa consultazione dell’Organo Collegiale competente, in accordo con le famiglie o famiglia dell’alunno o alunni interessati: a. svolgimento per brevi periodi di attività in alternativa o in aggiunta ai normali impegni scolastici; b. utilizzo del tempo libero in attività di collaborazione col personale scolastico (es. riordino del materiale scolastico; sistemazione di aule o di laboratori; interventi per la piccola manutenzione delle strutture interne ed esterne). 3. La durata e la tipologia sono commisurate alle mancanze commesse. 4. Le deliberazioni per erogare un’eventuale sanzione disciplinare sono assunte dal competente Organo Disciplinare solo dopo aver ascoltato la famiglia e le giustificazioni dell’alunno che ha la facoltà di produrre prove e testimonianze a lui favorevoli. 36 5. I provvedimenti devono essere sempre motivati e comunicati ai genitori. 6. Le sanzioni disciplinari comminate allo studente verranno segnalate nel fascicolo personale dello stesso e lo seguiranno nel suo iter scolastico. 7. Le sanzioni per le mancanze disciplinari commesse durante la sessione d’esame sono comminate dalla Commissione d’esame e sono applicabili anche ai candidati esterni. PREVENZIONE E SICUREZZA Accesso di estranei ai locali scolastici 1. Qualora i docenti ritengano utile invitare in classe altre persone in funzione di "esperti" a supporto dell'attività didattica, chiederanno di volta in volta l'autorizzazione al Dirigente scolastico. Gli "esperti" permarranno nei locali scolastici per il tempo strettamente necessario all'espletamento delle loro funzioni. In ogni caso la completa responsabilità didattica e di vigilanza della classe resta del docente. 2. Nessun'altra persona estranea e comunque non fornita di autorizzazione rilasciata dal Dirigente scolastico o suo delegato può entrare nell'edificio scolastico dove si svolgono le attività didattiche. 3. Dopo l'entrata degli alunni verranno chiuse le porte d'accesso esclusa quella ove presta servizio di vigilanza il collaboratore scolastico addetto. 4. Durante le ore di apertura della scuola, chiunque ha libero accesso al locale dove si trova l'albo d'Istituto, per prendere visione degli atti esposti e può accedere all'Ufficio di Dirigenza e di Segreteria durante l'orario di apertura dei medesimi. 5. I signori rappresentanti ed agenti commerciali devono qualificarsi esibendo tesserino di riconoscimento. Accesso e sosta 1. È consentito l'accesso con la macchina nel cortile dei plessi scolastici ai genitori o chi ne fa le veci di alunni portatori di handicap per un ingresso e una uscita più agevoli e lontani dal flusso degli altri alunni. 2. I mezzi devono procedere a passo d'uomo e con prudenza allorché transitino su aree interne di pertinenza della scuola. 3. I veicoli degli operatori che devono effettuare interventi di manutenzione nella struttura scolastica ed i veicoli per la mensa sono autorizzati ad entrare nelle aree procedendo a passo d'uomo e con prudenza. Rischio ed emergenza 37 Tra il personale di ogni plesso, deve essere individuato il componente del Servizio di Prevenzione/Protezione dell’Istituto con il compito di: a. individuare le situazioni di possibile rischio/pericolo sia all’interno dell’edificio sia nell’area di pertinenza/utilizzo esterna e segnalarle al Dirigente Scolastico; b. collaborare alla stesura del Documento Valutazione Rischi; c. predisporre ed affiggere all’albo il piano per l’uscita in caso di emergenza ed attuare/verificare tutti gli adempimenti ad esso collegati; d. collocare vicino al telefono i numeri telefonici per il pronto intervento; e. verificare che i dispositivi antincendio siano soggetti ai previsti controlli; f. curare che le uscite di emergenza siano sempre sgombre e funzionanti. Eventuali chiavi, pur collocate in modo non accessibile agli alunni, devono essere di presa immediata; g. accertarsi che materiali/sistemi necessari per le uscite di emergenza siano sempre a disposizione degli addetti; h. coordinare annualmente due esercitazioni di simulata uscita in emergenza (preferibilmente, all’inizio dell’anno scolastico ed in primavera); i. tenere i necessari contatti con il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dell’Istituto. Obblighi dei lavoratori 1. Tutto il personale deve operare con riguardo alla tutela della propria sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro sulle quali possono ricadere gli effetti delle sue azioni o omissioni. Ogni lavoratore deve: a. osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dai preposti; b. utilizzare correttamente i materiali, le apparecchiature, gli utensili, le attrezzature e gli eventuali dispositivi di sicurezza; c. segnalare ai preposti eventuali deficienze nelle attrezzature/ apparecchiature e ogni condizione di pericolo di cui venga a conoscenza; d. adoperarsi in caso di urgenza, nell’ambito delle proprie competenze e possibilità, per eliminare o ridurre la situazione di pericolo, dandone tempestivamente informazione ai preposti e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza; e. non rimuovere o modificare senza autorizzazione dispositivi di sicurezza o segnaletici; f. non compiere di propria iniziativa atti o operazioni di non competenza che possano compromettere la propria o l’altrui sicurezza; 38 g. contribuire, insieme al datore di lavoro e ai preposti, all’adempimento di tutti gli obblighi imposti dall’autorità competente o comunque necessari per tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori durante il lavoro. Sicurezza degli alunni 1. La sicurezza fisica degli alunni è la priorità assoluta. Gli insegnanti devono vigilare e prestare la massima attenzione in ogni momento della giornata scolastica e durante ogni tipo di attività (didattica, ludica, accoglienza, refezione, ecc.), perché venga previsto ed eliminato ogni possibile rischio. In particolare devono: a. rispettare rigorosamente l’orario di assunzione del servizio; b. controllare scrupolosamente gli alunni della classe o sezione, sia negli spazi chiusi sia in quelli aperti; c. stare fisicamente vicino agli alunni, perché la vigilanza sia effettiva; d. applicare le modalità di plesso in fase di accoglienza, uscita e gestione delle pause nella didattica e nel cambio dei docenti; e. programmare e condurre le attività in modo che sia effettivamente possibile un reale controllo ed un tempestivo intervento; f. valutare la compatibilità delle attività che si propongono con tempi/spazi/ambiente; g. porre attenzione alla disposizione degli arredi e all’idoneità degli attrezzi; h. non consentire l’uso di palloni in vicinanza di vetri o lampioni e in altre situazioni a rischio; i. porre attenzione a strumenti e materiali (sassi, legni, liquidi…) che possano rendere pericolose attività che, di per se stesse, non presentano rischi particolari; j. in particolare nella scuola dell’infanzia, evitare da parte dei bambini l’uso di oggetti appuntiti, oggetti e giochi o parti di essi di ridotte dimensioni e, dunque, facili da mettere in bocca o fragili; k. richiedere agli alunni l’assoluto rispetto delle regole di comportamento. 2. Il personale collaboratore, oltre a quanto previsto nelle altre parti del presente regolamento, in relazione alla sicurezza, deve: a. svolgere mansioni di sorveglianza degli alunni in occasione di momentanea assenza degli insegnanti; b. tenere chiuse e controllate le uscite; c. controllare la stabilità degli arredi; d. tenere chiuso l’armadietto del pronto soccorso; e. custodire i materiali per la pulizia in spazio chiuso, con le chiavi collocate in luogo non accessibile agli alunni; f. pulire e disinfettare scrupolosamente i servizi igienici; g. tenere asciutti i pavimenti. 39 Procedura per la denuncia degli infortuni 1. I docenti ed il personale in servizio nella scuola hanno i seguenti obblighi: a. prestare assistenza all’infortunato e avvisare il Dirigente scolastico o, in sua assenza, chi ne fa le veci; b. avvisare i familiari; c. far intervenire l'autoambulanza ove necessario (la chiamata è compito del Responsabile del plesso); d. accertare la dinamica dell'incidente; e. stilare urgentemente il rapporto sul modulo interno appositamente predisposto e disponibile in Segreteria o presso i collaboratori scolastici che avranno cura di consegnarlo al Dirigente scolastico. 2. La Segreteria ha l’obbligo di: a. registrare l'infortunio sull'apposito Registro Infortuni (devono essere annotati cronologicamente gli infortuni che comportano un'assenza di almeno un giorno); b. assumere a protocollo la dichiarazione del docente o di chi ha assistito all'infortunio e inviarlo in allegato a chi di dovere (I.N.A.I.L., autorità di P.S. e assicurazione); c. in caso di prognosi inferiore o superiore a tre giorni, compilare l'apposita modulistica per la denuncia d'infortunio secondo la procedura prevista dalla normativa, d. trasmettere la denuncia di infortunio al titolare dell’Assicurazione volontaria, eventualmente stipulata; e. informare l'infortunato delle condizioni di assicurazione e dei termini previsti per richiedere, tramite la scuola, il rimborso delle eventuali spese sostenute. Infortuni durante le visite guidate o i viaggi d'istruzione Obblighi da parte del personale docente o non docente accompagnatore: a. portare con sé il modello di relazione d'infortunio; b. prestare assistenza all'alunno; c. far intervenire l'autoambulanza ove necessario o provvedere ad accompagnare l'alunno in ospedale e richiedere la certificazione medica con prognosi; d. avvisare il Dirigente scolastico o, in sua assenza, chi ne fa le veci; e. trasmettere con la massima urgenza e via fax all'ufficio di Segreteria della scuola la relazione ed il certificato medico con prognosi; f. al rientro, consegnare in Segreteria ed in originale la relazione ed il certificato medico con prognosi ed eventuali ricevute di spese sostenute. 40 Infortuni occorsi in servizio a tutto il personale all’interno dell'Istituto o nelle immediate vicinanze o durante le visite guidate o i viaggi d'istruzione 1. Obblighi da parte dell'infortunato: a. dare immediata notizia di qualsiasi infortunio gli accada al Dirigente Scolastico o, in sua assenza, a chi ne fa le veci; b. stilare urgentemente, se ne è in grado, il rapporto sul modulo interno prima di lasciare la scuola. 2. Se l'infortunio avviene durante le visite guidate e i viaggi d'istruzione: a. recarsi in ospedale e richiedere la certificazione medica con prognosi; b. trasmettere con la massima urgenza e via fax all'ufficio di Segreteria della scuola la relazione ed il certificato medico con prognosi; c. al rientro, consegnare in Segreteria ed in originale la relazione ed il certificato medico con prognosi ed eventuali ricevute di spese sostenute. Somministrazione dei farmaci 1. Nell’ambiente scolastico devono essere disponibili solo i parafarmaci per le eventuali medicazioni di pronto soccorso. 2. Per casi particolari, relativi a motivi terapeutici di assoluta necessità che richiedano da parte degli alunni l’assunzione di farmaci durante l’orario di frequenza, i genitori devono consegnare agli insegnanti: a. dichiarazione del medico curante che l’assunzione del farmaco è assolutamente necessaria negli orari richiesti, con chiara indicazione da parte del medico stesso, della posologia, delle modalità di somministrazione e di qualunque altra informazione e/o procedura utile o necessaria. b. richiesta scritta per la somministrazione, firmata da entrambi i genitori o da chi esercita la potestà genitoriale, con esonero di responsabilità riferita alla Scuola e agli insegnanti. 3. È ammessa soltanto la somministrazione di farmaci che devono essere assunti per bocca (compresse, sciroppi, gocce, capsule). Divieto di fumo Per ovvi motivi di sicurezza e di educazione alla salute, come da normativa vigente, è assolutamente vietato fumare in ogni spazio all’interno degli edifici scolastici. 41 SERVIZIO MENSA Norme sul servizio mensa 1. Il tempo mensa costituisce un significativo momento nel quadro della formazione sociale e culturale dell’allievo. Nel suo ambito confluiscono valori etici ed elementi culturali che vanno dal rispetto di sé e degli altri alla capacità di solidarizzazione, alla comprensione del valore delle risorse alimentari, ad una corretta impostazione alimentare sostenuta da basi scientifiche. 2. La scuola, pertanto, garantisce l’utenza sia sul piano dell’espletamento del servizio che delle funzioni culturali-didattiche ad esso connesse. 3. L’organizzazione del tempo mensa va modulata tenendo conto della disposizione logistica e della disponibilità recettiva dei locali della mensa. 4. Il trasferimento degli studenti verso i locali di mensa verrà realizzato per singoli gruppi, alla guida del proprio insegnante responsabile. 5. Raggiunta la mensa, gli studenti attenderanno in fila di potervi accedere, secondo l’ordine di arrivo. Si sottolinea l’importanza che gli studenti acquisiscano il concetto di attesa ordinata, poiché un’educazione contraria è causa di esempi di frequente intolleranza nella società civile. 6. Durante le fasi di servizio, gli allievi rispetteranno le indicazioni del personale di mensa in ordine alle quantità stabilite per ciascuno. Dovranno consumare i pasti scegliendo, nei limiti della situazione logistica che di volta in volta si determina, i posti a sedere che preferiscono, pur nel rispetto del gruppo classe di appartenenza, per consentire una socializzazione quanto più ampia possibile. Sarà comunque l’insegnante responsabile di mensa che valuterà, di volta in volta, i criteri da adottare in questo ambito. Non sarà consentito in nessun caso: a. un livello di conversazione che superi i toni e l’ampiezza sonora di una normale conversazione; b. un uso irrispettoso dei prodotti alimentari, espresso sotto qualunque forma; c. l’uso del cellulare o di strumenti che creino condizione di disturbo; d. comportamenti che inducano nei compagni vicini condizioni di disagio o disturbo nel corso del pasto quali rimescolamento di cibi, rovesciamento di liquidi non accidentale sui vassoi e sui tavoli, lancio di prodotti alimentari, gesti di disprezzo nei confronti della qualità dei prodotti serviti. 7. Al termine dei pasti gli studenti lasceranno per gruppi prestabiliti i rispettivi tavoli, che dovranno essere lasciati in buon ordine. 42 8. Tutti gli insegnanti sono chiamati a garantire la tutela dell’utenza nel corso del servizio di mensa. Ogni problema riscontrato dagli allievi dovrà essere loro riferito e, se valutato significativo, tempestivamente comunicato alla Dirigenza. 9. Il comportamento degli allievi nel tempo mensa, sarà soggetto a valutazione quadrimestrale nella voce “comportamento”. 10. Gli alunni della scuola primaria e dell’infanzia che non usufruiscono del servizio mensa devono essere prelevati dai genitori o da altra persona maggiorenne, delegata per iscritto; rientreranno in tempo utile per riprendere le lezioni. 11. Gli iscritti alla mensa, che per eccezionali motivi non intendano usufruire del servizio, devono giustificare l'assenza-rinuncia mediante giustificazione scritta sul registro personale delle comunicazioni scuola-famiglia. 12. I genitori dei bambini allergici sono tenuti a documentare, previo certificato medico A.S.L., le necessità alimentari del proprio figlio. Per diete particolari (allergie, intolleranze alimentari o altro), i genitori devono inoltrare la documentazione medica alla Segreteria della scuola che invierà il tutto al Comune. 13. I genitori che richiedono variazioni di dieta per motivi religiosi, lo devono comunicare per iscritto alla scuola che provvederà a trasmettere la richiesta al Comune. 14. In caso di indisposizione gli alunni possono usufruire di una dieta in bianco, fino e non oltre due giorni, senza certificato medico. 15. È istituita una Commissione di Controllo del Servizio di Refezione Scolastica; i genitori rappresentanti vengono nominati dal Consiglio di Istituto. Il Regolamento concernente la Commissione del Servizio di Refezione Scolastica si attiene alle norme previste dal Regolamento comunale. GESTIONE DELLE RISORSE Uso dei laboratori e delle aule speciali 1. All'inizio di ogni anno scolastico, aule speciali e laboratori sono assegnati dal Dirigente scolastico alla responsabilità di un docente che svolge funzioni di sub consegnatario. Il docente ha prevalentemente il compito di mantenere una lista del materiale disponibile, tenere i registri del laboratorio, curare il calendario d'accesso allo stesso, proporre interventi di manutenzione, ripristino, sostituzione di attrezzature. 2. Il responsabile di laboratorio concorda con i docenti interessati i tempi di utilizzo da parte delle classi e con il Dirigente scolastico le modalità ed i criteri per l'utilizzo del laboratorio in attività extrascolastiche. 3. In caso di danni, manomissioni, furti alle attrezzature o ai locali, il responsabile del laboratorio o il docente di turno, è tenuto ad interrompere le attività se le condizioni di sicurezza lo richiedono e a segnalare tempestivamente la situazione in Dirigenza 43 per l'immediato ripristino delle condizioni di efficienza e al fine di individuare eventuali responsabili. 4. L'orario di utilizzo delle aule speciali e dei laboratori sarà affisso a cura dei responsabili che provvederanno a redigere un Regolamento interno dettagliato per ciascun laboratorio. Tali norme specifiche entreranno a far parte, a tutti gli effetti, del presente Regolamento generale. 5. La responsabilità inerente l'uso dei laboratori e delle aule speciali, sia per quanto riguarda la fase di preparazione delle attività sia per quella di realizzazione delle stesse con gli allievi, compete all'insegnante nei limiti della sua funzione di sorveglianza ed assistenza agli alunni. 6. I laboratori e le aule speciali devono essere lasciate in perfetto ordine. Al fine di un sicuro controllo del materiale, l'insegnante prenderà nota della postazione e degli strumenti assegnati allo studente o al gruppo di studenti. 7. L'insegnante avrà cura, all'inizio ed alla fine di ogni lezione, di verificare l'integrità di ogni singola postazione e di ogni singolo strumento utilizzato; qualora alla fine della lezione dovesse rilevare danni che non erano presenti all'inizio, è tenuto a darne tempestiva comunicazione al Dirigente scolastico. 8. I laboratori e le aule speciali sono dotati di registri, dove ogni insegnante annota le esercitazioni svolte con la classe ed ogni evento inerente alle stesse. 9. Durante l’attività didattica nel laboratorio di informatica, è vietato: a. cambiare gli sfondi ai desktop o inserire immagini che rendono lento l’avvio, inserire screen saver con tempi bassi di avvio (1 minuto); b. cancellare o alterare file presenti nell’hard disk delle postazioni allievi e docente; c. usare i CD e floppy portati da casa senza aver prima chiesto l’autorizzazione al docente, che verificherà la non presenza di virus; d. utilizzare e/o installare software diverso da quello di cui la scuola è regolarmente dotata di licenza di utilizzo nei laboratori; e. leggere o consultare le tracce di navigazione di altri utenti, cancellare o cambiare file precedentemente creati da altri utenti; f. connettersi a siti proibiti; qualora ciò si verifichi, l’insegnante presente nel laboratorio, individuata la postazione, l’alunno o gli alunni, informerà il Responsabile perché provveda a cancellarne le tracce o eventuali indirizzi. Riporterà sul registro di classe il fatto che sarà discusso in sede di Consiglio di Classe per eventuali provvedimenti disciplinari; g. usare la rete per entrare nelle cartelle condivise e cancellare file o scrivere frasi con contenuto volgare; h. scaricare documenti o file da Internet e non aprire file con estensione .exe, .com, .bat. In caso di ricerche eseguite su Internet, con la necessità di reperire il documento, chiedere al docente d'aula che verificherà la provenienza. Nel caso di immagini, l’insegnante dovrà verificare l’eventuale copyright presente che ne limita l’utilizzo; 44 i. 10. usare le chat o newsletter. I docenti e il personale della scuola possono utilizzare le postazioni dell'Istituto per accedere in Internet solo per scopi didattici o collegati alle attività di lavoro degli Uffici. Utilizzo delle infrastrutture sportive dell'Istituto 1. Il Dirigente scolastico nomina all'inizio dell'anno scolastico uno o più docenti responsabili dell'area sportiva dell'Istituto scolastico che provvederanno alla predisposizione degli orari di utilizzo e di funzionamento delle singole infrastrutture in orario curricolare e al coordinamento delle iniziative extracurricolari. 2. La palestra e le sue attrezzature sono riservate, durante le ore di lezione, agli alunni. 3. Per ragioni di tipo igienico in palestra si dovrà entrare solamente con le scarpe da ginnastica. Sussidi didattici 1. La scuola è fornita di sussidi e di materiale per il lavoro educativo-didattico; l’elenco di detti sussidi e materiale è consultabile presso ogni plesso scolastico. 2. Tale elenco ne specifica anche l'uso e i possibili utilizzatori. 3. I docenti, i non docenti, gli alunni sono tenuti a curare il buon uso, la conservazione e la piena efficienza dei sussidi. Diritto d’autore Il materiale cartaceo, audiovisivo ed informatico è sottoposto alla normativa sui diritti d'autore; i docenti, quindi, si assumono ogni responsabilità sulla riproduzione e/o duplicazione dello stesso. Uso esterno della strumentazione tecnica (fotocamere, videocamere, riproduttori VCR e DVD, videoproiettori, computer portatili, sussidi vari) L'utilizzo esterno della strumentazione tecnica in dotazione alla scuola è autorizzato dal Dirigente scolastico; va segnalato nell'apposito registro, ove verranno riportati tutti i dati richiesti a cura del responsabile. Alla riconsegna dell'attrezzatura, l'incaricato provvederà alla rapida verifica di funzionalità degli strumenti, prima di deporli. Si riporterà, inoltre, sull'apposito registro la data dell'avvenuta riconsegna e le eventuali segnalazioni di danno. 45 Distribuzione materiale informativo e pubblicitario 1. Nessun tipo di materiale informativo o di pubblicità varia potrà essere distribuito nelle classi o, comunque, nell'area scolastica senza la preventiva autorizzazione del Dirigente scolastico. 2. È garantita la possibilità di scambio e di circolazione di ogni tipo di materiale utilizzabile nel lavoro scolastico (giornali, ecc. ...) e di quello frutto del lavoro della scuola stessa e delle classi (giornalino, mostre, ricerche). 3. La scuola non consentirà la circolazione di informazione pubblicitaria a scopo economico e speculativo. 4. Il Dirigente scolastico disciplinerà la circolazione del materiale informativo e pubblicitario. 5. Per gli alunni e le famiglie si prevede di: a. distribuire tutto il materiale che riguarda il funzionamento e l’organizzazione della scuola; b. autorizzare la distribuzione del materiale relativo alle attività sul territorio a livello Comunale e Comprensoriale, inviato da Enti istituzionali; c. autorizzare la distribuzione di materiale che si riferisca ad iniziative o attività sul territorio gestite da Enti, Società, Associazioni private che abbiano stipulato accordi di collaborazione con la Scuola, purché l'iniziativa non persegua fini di lucro. USCITE, VISITE E VIAGGI DI ISTRUZIONE Criteri generali per uscite, visite e viaggi d’istruzione e partecipazione a manifestazioni Si definisce “uscita didattica” l’uscita nell’arco delle ore curriculari, “visita d’istruzione” l’uscita nell’arco della giornata, “viaggio d’istruzione” l’uscita nell’arco di più giorni. 1. Le uscite didattiche, le visite e i viaggi di istruzione sono parte integrante e qualificante dell’offerta comunicazione e formativa socializzazione. e momento Devono, privilegiato dunque, di essere conoscenza, legati alla programmazione didattica e adeguatamente preparati nel corso delle lezioni che li precedono. 2. Considerato anche l’obiettivo della socializzazione, occorre programmare viaggi che non creino discriminazioni tra gli allievi e che coinvolgano la totalità, in orizzontale o in verticale - se necessario - delle classi, pur restando valido il quorum dell’adesione. 46 3. Nessun alunno dovrà essere escluso dai viaggi di istruzione o dalle visite guidate per ragioni di carattere economico. 4. Il tempo da dedicare all’attività didattica durante la visita dovrà superare la durata del viaggio per il raggiungimento della destinazione prescelta. 5. Se l’iniziativa interessa un'unica classe, sono necessari due accompagnatori; se più classi, un accompagnatore ogni quindici alunni. Necessita un accompagnatore ogni tre o quattro alunni in situazione di handicap, secondo l’occorrenza. 6. Alle uscite, alle visite guidate ed ai viaggi d’istruzione è consentita la partecipazione dei genitori rappresentanti esclusivamente per le classi dell’Infanzia e della scuola Primaria, da non includere comunque nel numero degli accompagnatori. Condizioni di partecipazione saranno: a. la sottoscrizione di assicurazione di responsabilità civile e integrativa di infortunio, b. la partecipazione alle spese di viaggio nella quantità e nei modi preventivamente indicati. 7. Nei primi mesi dell’anno scolastico il Collegio dei Docenti fissa i criteri didattici ai quali tutti i viaggi di istruzione devono attenersi. 8. Nello stesso periodo (o nel corso dell’anno scolastico per proposte non ancora programmabili) i Consigli di Classe discutono dei programmi di massima dei viaggi e ne approvano gli elementi generali: disponibilità degli accompagnatori, destinazione, tipologia di trasporto, numero dei giorni, spesa indicativa. 9. Il Consiglio di Istituto stabilisce i criteri attuativi per lo svolgimento di tali attività: a. il numero dei partecipanti (dovrà rappresentare almeno il 50% più uno degli alunni della sezione o classe); b. il numero massimo di uscite fuori del territorio dell’Istituto per ogni ordine di scuola (almeno tre uscite); c. il numero massimo dei giorni di durata del viaggio: uno per le sezioni della scuola dell’Infanzia, due per le classi della scuola Primaria e le classi prime della Scuola Secondaria di primo grado; tre per le classi seconde della scuola Secondaria di primo grado; quattro per le classi terze della scuola Secondaria di primo grado; d. il limite massimo di spesa per gli alunni 10. La Segreteria raccoglie i progetti elaborati dai docenti organizzatori e, dopo che la Commissione Viaggi di Istruzione del Collegio Docenti ha verificato la rispondenza dei diversi programmi ai criteri fissati, li invia alle agenzie di viaggio per richiedere i preventivi. 11. Indicativamente a febbraio la Giunta Esecutiva, sulla base di uno schema elaborato dalla Segreteria e dalla Commissione Viaggi, esamina in dettaglio i preventivi e il Consiglio d’Istituto li approva. 12. Il Consiglio d’Istituto può prevedere una percentuale di maggiorazione sulla quota di partecipazione alle visite o ai viaggi di ciascun alunno, percentuale complessiva 47 da destinare, nel programma annuale della scuola, sia ad interventi sul disagio economico generalizzato sia per assicurare, qualora necessiti, la presenza di un numero maggiore di accompagnatori docenti senza distinzione di ordine di scuola, onde garantire maggiore sicurezza e sorveglianza degli alunni. 13. Tali criteri valgono per tutto l’Istituto Comprensivo e, fatte salve deroghe per progetti speciali da trattare singolarmente, non possono essere messi in discussione dalle singole classi. ATTIVITA’ DI NEGOZIAZIONE Contratti di sponsorizzazione La stipula dei contratti di sponsorizzazione può essere disposta dal Dirigente scolastico, ai sensi dell'art. 41 del D.I. n. 44 del 1/2/2001, nel rispetto delle seguenti condizioni: a. i contratti di sponsorizzazione devono essere finalizzati a sostenere, in tutto o in parte, specifiche attività promosse e realizzate dalla scuola. Essi non devono prevedere vincoli od oneri derivanti dall’acquisto di beni o servizi da parte degli alunni e delle loro famiglie, del personale scolastico e delle loro famiglie, della scuola stessa; b. la scuola rende pubblico, anche sul suo sito web, i dati dello sponsor; c. la durata del contratto è determinata di volta in volta per periodi ben definiti e comunque non superiori alla durata annuale. Il contratto non è tacitamente rinnovabile; d. in nessun caso è consentito concludere contratti nei quali siano possibili forme di conflitto d'interesse tra l'attività pubblica e quella privata; e. non è consentito concludere accordi di sponsorizzazione con soggetti che abbiano finalità ed attività in contrasto, anche di fatto, con la funzione educativa e culturale della scuola o che svolgano attività concorrente con la scuola; f. nella scelta degli sponsor si dovrà accordare la preferenza a quei soggetti che per finalità statutarie, per le attività svolte, abbiano dimostrato particolare attenzione nei confronti dei problemi dell'infanzia e della adolescenza. 48 Contratti di utilizzazione dei locali scolastici e delle strutture da parte di soggetti terzi 1. La concessione in uso dei locali scolastici è finalizzata a realizzare la funzione della scuola come centro di promozione culturale, sociale e civile. 2. E’, pertanto, esclusa la possibilità di concederli in uso a singoli soggetti o a gruppi i cui fini statutari non siano coerenti con detta azione di promozione culturale, sociale, civile. 3. Il Consiglio d’Istituto autorizza l’uso dei locali scolastici e delle strutture, in orari non coincidenti con le attività didattiche curricolari ed extracurricolari ed ogni altra attività e manifestazione promosse direttamente dalla scuola. 4. Il Dirigente scolastico, su autorizzazione del Consiglio d’Istituto, può stipulare apposita convenzione che, a garanzia di esigenze ed interessi della scuola, dovrà contenere: a. la decorrenza e la durata della concessione che, comunque, non può essere superiore alla durata dell’anno scolastico di riferimento; b. la clausola di esclusione di rinnovo tacito; c. i tempi e i modi di utilizzo dei locali e delle strutture; d. l’elenco dei materiali e delle attrezzature concessi in uso, con indicazione delle quantità e dello stato di conservazione; e. gli obblighi del contraente, tra i quali quelli inerenti la vigilanza e la tutela dei locali dei beni in esso contenuti, la pulizia e l’igiene dei locali utilizzati; f. specifiche clausole di salvaguardia; g. le modalità di verifica della convenzione. 5. Qualora in sede di verifica, in contraddittorio con il concessionario, si determinasse il mancato rispetto delle condizioni di concessione in uso, il Dirigente scolastico può sospenderne la fruizione sino all’immediato ripristino delle garanzie definite dalla convenzione. 6. Il Consiglio d’Istituto è chiamato a deliberare in caso di sospensione definitiva della concessione in uso. Contratti di prestazione d'opera 1. I contratti di prestazione d’opera per particolari attività e prestazioni, finalizzate alla realizzazione del Piano dell’Offerta Formativa, possono essere stipulati nei casi previsti dall’art. 40 del D.I. 44/2001 e con le esclusioni di cui all’art. 31 c. 4 dello stesso decreto. 2. All'inizio dell'anno scolastico il Dirigente, sulla base del piano dell'offerta formativa (POF) e dei progetti che saranno deliberati nel Programma Annuale, individua le attività e gli insegnamenti per i quali possono essere conferiti contratti ad esperti esterni e ne 49 dà informazione con avvisi da pubblicare all'albo ufficiale della scuola e sul proprio sito web. 3. Gli avvisi dovranno indicare modalità e termini per la presentazione delle domande, i titoli valutabili, la documentazione da produrre, nonché l'elenco dei contratti che s'intende stipulare. 4. Per ciascun contratto deve essere specificato: a. l'oggetto della prestazione; b. la durata del contratto (termini di inizio e conclusione della prestazione); c. il corrispettivo proposto per la prestazione. 5. Ciascun aspirante in possesso dei requisiti, nel termine che sarà stabilito dal Dirigente scolastico, può presentare domanda alla scuola. 6. La valutazione sarà effettuata sulla base dei seguenti titoli: a. titolo di studio specifico per la prestazione richiesta; b. titoli culturali e professionali coerenti con il titolo di accesso e la prestazione richiesta; c. curriculum professionale attestante esperienze pregresse, positivamente valutate, nello stesso campo o in altri affini, maturate in scuole, in altre istituzioni o in associazioni no-profit. 7. Il Dirigente scolastico, per le valutazioni, può nominare un’apposita Commissione composta da docenti, alla quale affidare compiti di istruzione ai fini della scelta dei contraenti con i quali stipulare i contratti. 8. Il Dirigente scolastico ha facoltà di stabilire, in sede di avviso pubblico, il compenso massimo da corrispondere all'esperto esterno per ogni unità oraria di lezione e, comunque, nel limite della misura massima prevista per l’attività aggiuntiva d’insegnamento dal C.C.N.L. del comparto scuola. 9. Per prestazioni diverse dalla docenza, il compenso per l’esperto esterno potrà avere come riferimento le tabelle fissate dall’ordine professionale di appartenenza dell’esperto o, comunque, i parametri fissati dalla normativa vigente per le specifiche prestazioni professionali richieste. 10. Per particolari prestazioni, il Dirigente scolastico può prevedere un compenso forfettario, qualora ravvisi maggiore convenienza per l’Amministrazione. 11. In ogni caso il compenso è definito per negoziazione tra le parti, sempre nei limiti massimi fissati dalle norme su citate. DISPOSIZIONI FINALI Validità, modifiche o integrazioni al presente regolamento 50 1. Il presente Regolamento entra in vigore il giorno successivo a quello della sua approvazione da parte del Consiglio di Istituto ed abroga il Regolamento già vigente nonché tutte le disposizioni in conflitto con quanto previsto nel presente Regolamento stesso. 2. Per ciò che non è esplicitamente espresso nel presente Regolamento si fa riferimento alla relativa normativa vigente ed alle leggi dello Stato Italiano. 3. Esso ha validità fino a che non intervengono nuove attribuzioni di legge, modificazioni parziali o totali. 4. Ogni Consiglio di Istituto potrà sottoporre a revisione il presente Regolamento. 5. Esso, inoltre, potrà essere sottoposto a revisione qualora ne facesse richiesta scritta: a. il Dirigente Scolastico; b. la Giunta Esecutiva; c. la maggioranza dei membri del Consiglio di Istituto; d. il Collegio dei Docenti; e. l’Assemblea dei genitori. 6. Le richieste devono contenere motivata proposta di revisione totale o parziale. 7. Tutti sono tenuti a rispettare e far rispettare il presente Regolamento. Informazione e pubblicità del Regolamento Copia del presente Regolamento verrà affissa all’albo dell’Istituto, in ciascun plesso e pubblicato sul sito web della scuola per consentirne a tutti la conoscenza. 51