RICICLAGGIO
http://www.cinigeo.it/
Introduzione
Per riciclo si intende tutto l'insieme di
strategie volte a recuperare i rifiuti per
riutilizzarli evitando di smaltirli in altro modo.
Il riciclo comprende:
 Recupero di materiali che possono essere
utilizzati in nuovi processi produttivi
 Recupero di energia, attraverso ad esempio
la combustione dei rifiuti
 Riutilizzo di materiali, ossia l’uso di un rifiuto
con le stesse funzioni del prodotto di partenza
Introduzione
Flusso globale di materiale
Introduzione
Il simbolo universale del riciclo
La prima freccia indica la separazione alla sorgente, ad
esempio la rimozione del materiale dai rifiuti e la consegna
per la successiva raccolta in contenitori specializzati (ad es.:
lattina separata dal consumatore e immessa negli appositi
contenitori per la raccolta differenziata).
La seconda freccia simboleggia il trattamento del materiale
(ad es.: le lattine vengono prelevate dal gestore della raccolta
e vengono compresse e vendute a una fonderia di alluminio,
dove vengono prodotti nuovi fogli di alluminio per la
produzione di nuove lattine).
La terza freccia rappresenta la reimmissione del nuovo
prodotto sul mercato (ad es.: il consumatore acquista la
nuova lattina).
Gestione del problema dei rifiuti
La gestione dei rifiuti comprende i seguenti aspetti:
La riduzione alla fonte della produzione dei rifiuti, agendo su
progettazione, produzione e commercializzazione dei beni,
diminuendo le quantità di rifiuto da destinare allo smaltimento
finale.
 Il recupero di materia e/o di energia e il riutilizzo degli
scarti.
 Il corretto smaltimento dei rifiuti non recuperabili
(pericolosi, contenenti sostanze tossiche, nocive, ecc.)
 Il miglioramento degli altri sistemi di trattamento e/o
smaltimento, come ad esempio inceneritori, impianti di
compostaggio e discariche.
La nuova disciplina dei rifiuti
D.L.vo 3/4/2006 n. 152 “Testo Unico ambientale”
La nuova normativa in materia di rifiuti
ribadisce i criteri di priorità nella gestione già
individuati nella normativa previgente
(decreto Ronchi del 1997):
 Limitare al massimo la produzione di rifiuti e
le
conseguenze
dello
smaltimento,
privilegiandone il recupero mediante riciclo,
reimpiego, riutilizzo o ogni altra azione
finalizzata all’ottenimento di materie prime
secondarie, nonché all’uso dei rifiuti come
fonte di energia.
La nuova disciplina dei rifiuti
D.L.vo 3/4/2006 n. 152 “Testo Unico ambientale”
Le pubbliche amministrazioni devono perseguire tali finalità
mediante:
 Sviluppo di tecnologie pulite, che permettano un uso
più razionale e un maggiore risparmio di risorse
naturali
 Messa a punto tecnica e l’immissione sul mercato di
prodotti concepiti in modo da non contribuire, o
contribuire il meno possibile, per la loro
fabbricazione, il loro uso o il loro smaltimento, ad
incrementare la quantità o la nocività dei rifiuti e i
rischi di inquinamento
 Lo sviluppo di tecniche appropriate per l’eliminazione
di sostanze pericolose contenute nei rifiuti al fine di
favorirne il recupero
Definizione di rifiuto
D.L.vo 3/4/2006 n. 152 “Testo Unico ambientale”
La nozione di rifiuto:
 Qualsiasi sostanza od oggetto che rientri
nelle categorie riportate nell’Allegato A
alla parte quarta del presente decreto e di
cui il detentore si disfi o abbia deciso o
abbia l’obbligo di disfarsi
Definizione
di
rifiuto
D.L.vo 3/4/2006 n. 152 “Testo Unico ambientale”
Raccolta
D.L.vo 3/4/2006 n. 152 “Testo Unico ambientale”
Nel decreto la raccolta è definita:
l’operazione di prelievo, di cernita o di
raggruppamento dei rifiuti per il loro trasporto.
Tutte le attività di recupero dei materiali
prendono inizio con la fase di raccolta. I
prodotti devono poi essere trasformati in
materie prime secondarie che rispondano ai
requisiti richiesti dal mercato per essere
immessi nuovamente nel circuito produttivo
industriale.
Raccolta Differenziata
D.L.vo 3/4/2006 n. 152 “Testo Unico ambientale”
Nel decreto è definita:
la raccolta idonea, secondo criteri di economicità, efficacia,
trasparenza ed efficienza, a raggruppare i rifiuti urbani in
frazioni merceologiche omogenee, al momento della raccolta o,
per la frazione organica umida, anche al momento della
trattamento, nonché a raggruppare i rifiuti di imballaggio
separatamente dagli altri rifiuti urbani, a condizione che tutti i
rifiuti sopra indicati siano effettivamente destinati al recupero
Raccolta differenziata per tipologia di prodotto
 Raccolta multimateriale per due o più tipologie di
prodotti
 Raccolta indifferenziata di tutte le frazioni di rifiuti
Raccolta differenziata
Misure per incrementare la raccolta differenziata
In ogni ambito territoriale ottimale deve essere
assicurata una raccolta differenziata dei rifiuti
urbani pari alle seguenti percentuali minime di
rifiuti prodotti:
 Almeno il 35% entro il 31/12/2006
 Almeno il 45% entro il 31/12/2008
 Almeno il 65% entro il 31/12/2012
Definizione di smaltimento
D.L.vo 3/4/2006 n. 152 “Testo Unico ambientale”
Lo smaltimento è definito:
Ogni operazione finalizzata a sottrarre definitivamente una
sostanza, un materiale o un oggetto dal circuito economico
e/o di raccolta e in particolare, le operazioni previste
dall’Allegato B alla parte quarta del decreto.
Lo smaltimento dei rifiuti deve essere effettuato:
 In condizioni di sicurezza
 Quando si sia verificata l’impossibilità tecnica ed
economica di procedere al recupero
 Riducendo il più possibile, sia in massa che in volume, i
rifiuti da avviare allo smaltimento
 Ricorrendo ad una rete integrata ed adeguata di impianti
di smaltimento
Definizione
di
smaltimento
D.L.vo 3/4/2006 n. 152 “Testo Unico ambientale”
Recupero
D.L.vo 3/4/2006 n. 152 “Testo Unico ambientale”
Nel decreto il recupero è definito:
Le operazioni che utilizzano rifiuti per generare
materie prime secondarie, combustibili o
prodotti, attraverso trattamenti meccanici,
termici, chimici o biologici, incluse la cernita o
la selezione, e, in particolare, le operazioni
previste nell’Allegato C alla parte quarta del
decreto.
Recupero
D.L.vo 3/4/2006 n. 152 “Testo Unico ambientale”
La classificazione dei rifiuti
D.L.vo 3/4/2006 n. 152 “Testo Unico ambientale”
Una prima fondamentale distinzione
effettuata in base all’origine:
è
 Rifiuti urbani
 Rifiuti speciali
Questi possono a loro volta distinguersi in
base alle caratteristiche di pericolosità:
 Pericolosi
 Non pericolosi
La classificazione dei rifiuti
Rifiuti Urbani
 Rifiuti domestici anche ingombranti provenienti da
locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione
 Rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi
adibiti ad usi diversi dai precedenti (…)
 Rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade
 Rifiuti di qualunque natura e provenienza giacenti
sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed
aree private comunque soggette ad uso pubblico o
sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei
corsi d’acqua
 Rifiuti vegetali provenienti da aree verdi quali
giardini, parchi e aree cimiteriali
La classificazione
dei
rifiuti
Rifiuti Speciali
 Rifiuti da attività agricole e agro-industriali
 Rifiuti derivanti da attività di demolizione, costruzione, nonché i
rifiuti pericolosi che derivano da attività di scavo
 Rifiuti da lavorazioni industriali
 Rifiuti da lavorazioni artigianali
 Rifiuti da attività commerciali
 Rifiuti da attività di servizio
 Rifiuti derivanti dalle attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i
fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle
acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento
di fumi
 Rifiuti derivanti da attività sanitarie
 Macchinari e apparecchiature deteriorati e obsoleti
 Veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti
 Combustibile derivato da rifiuti
 Rifiuti derivati dalle attività di selezione meccanica dei rifiuti solidi
urbani
La classificazione dei rifiuti
Categorie particolari di rifiuti












Imballaggi e rifiuti di imballaggio
Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE)
Rifiuti sanitari
Veicoli fuori uso
Prodotti contenenti amianto
Pneumatici fuori uso
CDR (combustibile da rifiuti) e CDR-Q (combustibile da rifiuti
di qualità elevata)
Rifiuti derivanti da attività di manutenzione delle infrastrutture
Rifiuti prodotti dalle navi e residui di scarico
Oli usati
Rifiuti di origine animale
Fanghi provenienti da processi di depurazione di acque reflue
Selezione
La "raccolta differenziata" facilita il riciclo dei
materiali, in quanto consente di selezionare
frazioni merceologiche omogenee destinate
al riutilizzo e recupero di materie prime.
La selezione dei materiali da riciclare può
essere
eseguita
meccanicamente
o
manualmente in base alla tipologia
dell’impianto. L’attività di selezione permette
di eliminare eventuali frazioni estranee.
Materiali compositi
Molti beni di consumo sono costituiti da combinazioni
complesse di diversi materiali, difficilmente separabili tra
loro.
Ad esempio:
 gli autoveicoli, che sono fabbricati con differenti
materiali (metalli, materie plastiche, gomma, ecc.)
 i televisori e i calcolatori elettronici, i cui video
contengono
elementi
che
impediscono
la
riutilizzazione del vetro per tutti gli impieghi
Le operazioni di trattamento per il recupero di tali materiali
sarebbero facilitate se, già in fase di progettazione, si
prevedesse la separabilità delle diverse componenti
Materiali compositi
Materiali compositi
Processi di riciclo per i materiali compositi
SMC: Sheet Molding Compound RIM: Reaction Injection Molded
Materiali Riciclabili
Esempi di materiali che possono essere riciclati:
 Carta e Cartone
 Vetro
 Alluminio
 Plastica
 Materiali ferrosi
 Materiale Organico
 Inerti misti da costruzione
 Beni durevoli
 Legno
 Batterie per auto trazione
 Pile scariche
 Oli usati
Carta e Cartone
Carta e cartone sono materiali
diffusissimi nel mondo moderno,
e sono utilizzati per gli scopi più
diversi:
 libri, riviste e giornali;
 carta, cartoncino e cartone impiegati
negli imballaggi;
 carta per usi igienici;
 carta moneta;
 rivestimento delle pareti (carta da
parati);
 cartongesso.
In Italia il Consorzio che si occupa
del riciclo e il recupero degli
imballaggi di origine cellulosica è il
Comieco (Consorzio Nazionale
Recupero e Riciclo degli Imballaggi a
base Cellulosica).
Carta e Cartone
Carta e cartone si ricavano
dalla cellulosa, ossia la
componente fibrosa che si
estrae dal legno degli alberi
e di altre specie vegetali o
anche dal riciclo di carta e
cartoni usati.
Di fatto più del 50% della
carta e del cartone immessi
al consumo in Italia viene
raccolta e riciclata, e
concorre alla produzione di
nuova carta e di nuovo
cartone.
Carta e Cartone
I mezzi destinati a svuotare i contenitori
della raccolta differenziata trasportano la
cosiddetta “carta da macero” presso la
“piattaforma di selezione”
La piattaforma di selezione è un luogo di
raccolta dove gli operatori eliminano il
materiale estraneo come ferro e plastica
e suddividono per tipologie la carta che
viene fatta scorrere su un nastro
trasportatore.
La carta selezionata viene pressata e
legata in grosse balle per ottimizzarne la
movimentazione e il trasporto. La
piattaforma di selezione trasferisce il
materiale cellulosico alla cartiera.
Carta e Cartone
Nelle cartiere si ricicla il macero
proveniente dalla raccolta differenziata.
Il materiale cellulosico finisce nel
pulper, dove le fibre della carta
vengono distaccate in acqua.
Gli impasti per i diversi strati del
cartone sono avviati alla “macchina
continua” dove si formano i fogli di
carta che vengono successivamente
accoppiati, disidratati e asciugati.
Carta e cartoncino sono avvolti in
grandi bobine, poi le ribobinatrici e le
taglierine producono rotoli o formati di
svariate misure che le cartiere
forniscono su ordinazione alle
cartotecniche.
Carta e Cartone
Processo di riciclo della carta
Vetro
Il vetro ha origini antichissime ed è
prodotto fondendo ad elevate
temperature sabbie speciali con
l'aggiunta di soda.
Riciclare il vetro permette quindi
di:
 ridurre le attività di cava,
 evitare la produzione dei
residui tossici della fusione,
 risparmiare energia.
In Italia il Consorzio che si occupa
del riciclo del vetro è il Co.Re.Ve.
(Consorzio Recupero Vetro).
Vetro
Una
volta
raccolti
in
modo
differenziato, i prodotti di vetro
(bottiglie barattoli, vasetti ecc.)
vengono selezionati e ripuliti da
elementi estranei in impianti progettati
appositamente.
 Vetro piano
 Vetro di contenitori
Il vetro viene separato on-line per
colore (ad es.: incolore, verde e
marrone).
Quindi nelle vetrerie il vetro viene fuso
e rimodellato in nuovi oggetti.
L'igienicità del vetro permette, oltre al
riciclo, il riutilizzo.
Vetro
Schema impianto riciclo vetro
Vetro
Alluminio
L'alluminio è uno dei materiali più
abbondanti in natura e possiede
una serie di caratteristiche che lo
rendono particolarmente adatto alla
produzione di imballaggi:
è impermeabile,
●non lascia passare la luce,
●non altera il gusto del contenuto
●può essere riciclato un numero infinito di
volte senza perdere le sue qualità
originali.
Il grande vantaggio del riciclo
dell'alluminio risiede nel risparmio
energetico: fino al 95% dell'energia
necessaria ad estrarre alluminio
vergine dai minerali (ad esempio la
bauxite).
Alluminio
Le lattine, le bombolette spray e gli
altri contenitori in alluminio, dopo
essere stati gettati nei cassonetti,
sono trasportati a impianti dedicati
al riciclaggio dell'alluminio.
Dopo aver eliminato eventuali corpi
estranei, i rifiuti sono fusi per
ricavare lingotti di alluminio puro.
I lingotti sono poi lavorati per
ottenere delle lamine da utilizzare
per la produzione di nuovi
contenitori o altri oggetti.
In Italia il C.I.A.L. è il consorzio che
si occupa dell'avvio al riciclaggio
dei rifiuti in alluminio.
Alluminio
Plastica
Il riciclaggio dei materiali plastici
assume un'importanza primaria se
si considera che la plastica è
ottenuta attraverso la raffinazione
del petrolio.
L'esauribilità di questa risorsa e il
suo alto costo di estrazione
rendono necessario uno sforzo
comune per aumentare
sensibilmente la quota di plastica
ottenuta dal processo di
riciclaggio.
La famiglia di materiali plastici
utilizzati per gli imballaggi e per
altri prodotti di uso quotidiano è
piuttosto ampia; per riconoscerli è
sufficiente individuare il codice
sull'etichetta o stampigliato a
caldo sul prodotto.
Plastica
PET (polietilentereftalato)
Questo polimero presenta:
 elevate proprietà meccaniche,
 buona tenacità,
 buona resistenza termica e chimica,
 ottima trasparenza e brillantezza.
Utilizzato per la produzione di:
 bottiglie per acqua e bibite,
 flaconi per detergenti domestici,
 vassoi e blister termoformati,
 film di supporto per termoaccoppiati
 fibre (per abbigliamento, arredamento,
imbottiture, cordami, uso geotessile, ecc.),
 film per effetti decorativi e arti grafiche;
 lastre fotografiche e radiografiche;
 nastri audio e video.
Il PET riciclato è utilizzato per la produzione di
nuovi contenitori, oppure, nel campo di
applicazione delle fibre, si ottengono imbottiture,
maglioni, "pile", moquette, interni per auto,
blister.
Plastica
PP (polipropilene)
Le sue caratteristiche sono:
 buone proprietà meccaniche,
 buona resistenza chimica,
 elevata impermeabilità al vapore
acqueo.
Sono numerosi i settori di
applicazione di questo polimero:
 flaconi per detergenti e cosmetica,
 cassette,
 film orientati in sostituzione del
cellophane,
 sacchi industriali,
 mobili da giardino,
 fibre (corde e sacchi),
 articoli casalinghi,
 batterie
 paraurti auto.
Plastica
HDPE
LDPE
PE (polietilene)
Le sue caratteristiche sono:
 buona resistenza meccanica e
rigidità,
 resistenza agli acidi, alcali,
soluzioni saline e vari solventi
organici (es. oli e benzine),
 scarsa trasparenza (opaco).
Utilizzato per la fabbricazione di:
 bottiglie e flaconi per alimenti,
 detergenti e agenti chimici,
 cassette e fusti,
 film di vari spessori per uso
agricolo, industriale, edile.
Il PE riciclato, viene reimpiegato per la
realizzazione di nuovi contenitori per
detergenti, oppure sacchi della
spazzatura, film per imballaggio,
manufatti per l'industria.
Plastica
PVC (cloruro di polivinile)
Le sue caratteristiche sono:
 buona resistenza meccanica e chimica,
 elevata impermeabilità al vapore acqueo.
Sono numerosi i settori di applicazione di questo
polimero:
 bottiglie e flaconi (circa il 6% della produzione di
bottiglie per acque minerali non gasate),
 blister termoformati,
 film flessibili,
 tubi,
 telai di finestre,
 tapparelle,
 guaine per cavi elettrici,
 finte pelli,
 giocattoli,
 parti di automobili e
 accessori biomedicali.
Il PVC riciclato, viene riutilizzato soprattutto nel
settore edile per la produzione di tubi, scarichi per
l'acqua piovana, raccordi, passacavi.
Plastica
PS (polistirene)
Le sue caratteristiche sono:




elevata rigidità e trasparenza,
buona resistenza all'urto,
leggerezza,
buon isolamento termico ed acustico.
Sono numerosi i settori di
applicazione di questo
polimero:








scatole trasparenti,
flaconi per medicinali e cosmetica,
vaschette per yogurt e formaggi molli,
imballaggi per alimenti (vaschette) ed
industriali (protezione interna),
mobili,
piatti e bicchieri monouso,
pannelli isolanti e
giocattoli.
Plastica
Diversi processi di riciclo della plastica
Plastica
Schema riciclo meccanico della plastica
Plastica
Schema impianto riciclo del PET
Plastica
Materiali Ferrosi
Nella categoria dei rifiuti in metallo
rientrano una grande quantità di
prodotti:
● tappi a vite e a corona di bottiglie
● vasetti
● imballaggi industriali
● rifiuti ferrosi,
● scatole regalo di dolciumi e biscotti
● scatolame vario (lattine di tonno,
pelati, caffè ecc.).
I rifiuti raccolti sono poi conferiti alle
fonderie ed alle acciaierie consociate
nel per essere trasformate in nuovi
prodotti.
A partire dai rifiuti in metallo si
possono produrre binari ferroviari,
parti meccaniche, paratie navali,
biciclette, ecc.
In Italia il Consorzio che si occupa di
questi materiali è il C.N.A. (Consorzio
Nazionale Acciaio)
Materiale Organico
Oltre il 25% dei rifiuti urbani è
costituito da materiale organico,
come scarti di cucina, fogliame,
sfalci del giardino ecc.
Si tratta di rifiuti biodegradabili
che, grazie all'azione di
microrganismi, nell'arco di alcuni
mesi si trasformano in compost,
un concime naturale adatto al
giardinaggio e all'agricoltura.
La produzione del compost dai
rifiuti organici può avvenire a
livello domestico o su grande
scala.
Inerti Misti da Costruzioni
I rifiuti inerti sono prodotti nel
settore dell'edilizia durante la
demolizione di edifici o di
pareti, solai, muri di cinta ecc.
Il riciclaggio dei rifiuti inerti
riguarda sia la cosiddetta
frazione lapidea, ossia quella
composta da mattoni, malte e
calcestruzzi; sia i singoli
materiali contenuti nei rifiuti
come residui ferrosi (travi in
acciaio, tondini in ferro dolce,
tubature, ecc.), legnosi (parti di
persiane, finestre, porte, travi
in legno ecc.).
Inerti Misti da Costruzioni
La frazione lapidea può essere
impiegata in sostituzione degli
inerti naturali come materiale
di riempimento durante la
preparazione e l'esercizio delle
discariche, in opere di ripristino
ambientale, per sottofondi
stradali, riempimenti cioè in usi
"meno nobili" che richiedono
materiali di qualità inferiore.
I materiali ferrosi, legnosi e di
altro tipo sono invece inviati
alle rispettive filiere di
riciclaggio.
Inerti Misti da Costruzioni
Diagramma di flusso impianto di riciclo
Beni Durevoli
I beni durevoli, come
elettrodomestici, mobili,
materassi, apparecchiature
elettroniche, sono composte di
vari materiali, alcuni dei quali
riciclabili ed altri inquinanti.
I frigoriferi, ad esempio, oltre a
metalli e plastica riciclabili
possono contenere rilevanti
quantità di CFC, i gas responsabili
dell'assottigliamento dello strato
d'ozono.
Allo stesso modo il tubo catodico
di ogni televisore o monitor per
computer contiene elementi
pericolosi e inquinanti come
fosforo, cadmio, zinco e piombo.
Beni Durevoli
Grazie alle moderne tecnologie è
possibile recuperare la quasi totalità
dei materiali inquinanti o riciclabili
contenuti nei beni durevoli.
I CFC e gli oli dei frigoriferi sono ad
esempio estratti e stoccati in
contenitori stagni per essere avviati
ai centri di trattamento e
condizionamento. I tubi catodici sono
invece scomposti in ambienti protetti
in modo da evitare la dispersione
delle sostanze inquinanti
nell'ambiente.
Anche i materassi o i mobili possono
essere una fonte di legno, metalli o
stoffe riciclabili.
Beni Durevoli
Schema impianto smantellamento rifiuti elettronici
Beni Durevoli
Problematiche attuali
● Sviluppo di processi e logiche di controllo applicabili a
un vasto assortimento di prodotti in alimentazione
● Elevata variabilità della composizione dei materiali
● Disassemblaggio selettivo prima del trattamento in
relazione al ciclo di vita, agli obiettivi di sostenibilità, alla
capacità di processo e agli aspetti economici
● Sistemi automatici per l’identificazione e la separazione
di materiali pericolosi
● Sviluppo di sistemi di riconoscimento 2D e 3D
Beni Durevoli
● Riduzione dei tempi di elaborazione delle informazioni
morfologiche
● Messa a punto di sistemi robotici in grado di operare
separazioni multioggetto
● Sistemi di identificazione automatica in grado di
riconoscere forma, spessore, dimensioni, massa,
colore,
caratteristiche
tessiturali
superficiali
e
invecchiamento
● Studio delle procedure per l’integrazione della raccolta,
la preselezione, il trattamento e il riprocessamento in
funzione del grado di purezza richiesto
Legno
I rifiuti legnosi, raccolti in modo
differenziato, sono triturati e
pressati in modo grossolano
per essere condotti in modo
pratico ed economico agli
impianti di riciclaggio.
Un'ulteriore lavorazione,
permette poi di produrre
scagliette di legno pronte
all'uso (i cosiddetti "chips"), la
cui qualità è garantita dall'alto
livello tecnologico raggiunto
dai processi di lavorazione
industriale e dalla bontà della
materia prima.
Legno
I chips trovano utilizzo in
numerose filiere:
● in pannelli truciolati adatti
all'industria del mobile e dei
complementi d'arredo;
● possono essere trasformati
in pasta cellulosica, utile alle
cartiere per produrre carta
riciclata;
● possono entrare a far parte
del compost, da cui si
ottengono ammendanti e
concimi naturali per
l'agricoltura.
Legno
Gli scarti di produzione di
tutte le fasi del processo di
riciclaggio del legno
possono essere recuperati
attraverso la produzione di
combustibile derivato da
rifiuti (il cosiddetto CDR) ed
utilizzati negli impianti di
termovalorizzazione per la
produzione di energia
elettrica.
Batterie per Autotrazione
I principali componenti delle batterie
per auto sono il piombo, la plastica e
l'acido solforico.
Queste sostanze, sebbene
altamente inquinanti, possono
essere riciclate per produrre altri
materiali o nuove batterie.
1.Contenitore
(monoblocco)
Proprio per questo, in Italia è stato
2.Piastra positiva istituito il Cobat (Consorzio
3.Piastra negativa obbligatorio batterie esauste) che si
occupa di smaltire correttamente le
4.Separatore
batterie e di riciclarne i componenti.
5.Tappi
6.Coperchi
Batterie per Auto Trazione
Per rendere possibile il riciclaggio
le batterie esauste sono
frantumate e i singoli componenti
sono separati e trattati in modo
specifico. L'acido solforico è
trattato con speciali reagenti che
lo neutralizzano e ne permettono
il riutilizzo nel processo stesso o lo
smaltimento.
La plastica (polipropilene e PVC)
una volta lavata accuratamente e
ridotta in scaglie è pronta per
essere riciclata e riutilizzata per
nuove scatole di batterie.
Batterie per Auto Trazione
Schema processo di recupero delle batterie esauste
Batterie per Auto Trazione
Il piombo delle batterie è presente sia sotto forma metallica, nelle
griglie, che sotto forma di un impasto di sali e ossidi che va sotto il
nome di pastello.
Separato anche esso dagli altri componenti in seguito alla
frantumazione viene avviato ai forni dove con aggiunta di additivi quali
il carbonato sodico, trucioli di ferro e carbone è fuso alla temperatura di
circa 800 gradi.
Dai forni si ricava il cosiddetto piombo d'opera che contiene ancora
una certa quantità di elementi impuri, quali il rame, lo stagno e
l'antimonio.
Il piombo d'opera è rifuso in caldaie e dopo una prima schiumatura, è
sottoposto a trattamenti chimico-fisici diversi per eliminare le impurità e
ottenere il piombo o leghe di piombo commerciali.
Nel ciclo di lavorazione delle componenti della batteria esausta, il
trattamento del piombo è quello di maggiore rilevanza.
Pile Scariche
Le Pile scariche rientrano nella
categoria dei Rifiuti Urbani
pericolosi poiché i metalli
pesanti contenuti al loro interno
potrebbero essere dannosi per
l'uomo e per la natura se
venissero dispersi
nell'ambiente.
Attraverso la raccolta
differenziata è invece possibile
estrarre i singoli metalli (ferro,
manganese, zinco, piombo,
cadmio, mercurio) e le soluzioni
acide o alcaline per provvedere
al riciclaggio o al corretto
smaltimento.
Pile Scariche
Oli Usati
L'olio lubrificante utilizzato in
motori e macchinari industriali è
estremamente inquinante.
5 litri d'olio usato (la quantità
contenuta nel motore di un'auto
di media cilindrata) sono
sufficienti a coprire con una
sottile pellicola di 5000 m2,
impedendo l'ossigenazione del
terreno.
Riversando l'olio usato nelle
fognature si rischia di devastare
l'ambiente marino, mentre
bruciandolo senza le dovute
precauzioni si disperdono
sostanze velenose
nell'atmosfera (il piombo ad
esempio).
Oli Usati
Se l'olio usato è raccolto in
modo differenziato può servire
per produrre basi lubrificanti
rigenerate oppure, dopo essere
stato trattato, può essere
bruciato in forni speciali,
offrendo un altissimo
rendimento energetico.
Per garantirne il corretto
smaltimento, in Italia esiste il
Coou (Consorzio Obbligatorio
Oli Usati) che coordina i
raccoglitori e i riciclatori di
questo materiale.
Recupero di ceneri pesanti
Scarica

DLvo 3/4/2006 n. 152 “Testo Unico ambientale”