Istituto Comprensivo “Martin Luther King”
Via Salceto, 1 51100 Bottegone (Pistoia)
Tel. e Fax 0573/544741
Regolamento
di
Istituto
aggiornato giugno 2014
• Regolamento di istituto
• Appendice A:
Statuto delle studentesse e degli studenti
studenti
• Appendice B:
Organo di Garanzia
•
Appendice C:
• Appendice D:
•
Appendice
Appendice E:
Regolamento recante i criteri generali per la programmazione e
l’attuazione delle uscite didattiche, delle visite guidate e dei
viaggi di istruzione
Regolamento rete informatica d’Istituto
d’Istituto
Criteri e punteggi per graduatoria di ammissione alla scuola
dell’infanzia e alla scuola primaria di Ponte alla Pergola –
Formazione delle classi di scuola dell’infanzia, primaria e
secondaria di primo grado
• Appendice F:
Regolamento contenente criteri
criteri e limiti per lo svolgimento
dell’attività negoziale da parte del Dirigente Scolastico (ai sensi
dell’art. 33, secondo comma, del decreto n. 44 del 1 febbraio
2001)
• Appendice G:
Regolamento contenente i criteri per la concessione in uso
temporaneo e precario
precario dei locali scolastici
• Appendice H:
Regolamento per la disciplina degli incarichi di insegnamento agli
esperti esterni ai sensi dell’art. 40 D.I. n. 44 del 1 febbraio 2001
• Appendice I:
Patto Educativo di Corresponsabilità
IL CONSIGLIO D’ISTITUTO
VISTO l’art. 10, comma 3, lettera a) del T.U. 16/4/94, n. 297;
VISTI gli artt. 8 e 9 del DPR 8/3/99, n. 275;
VISTO il D.I. 01/02/2001, n. 44;
VALUTATA in data 5 novembre 2012 l’opportunità di adottare un nuovo regolamento d’istituto, che va a sostituire
integralmente quello attualmente in vigore,
EMANA il seguente regolamento:
CAPO I -
ORGANI COLLEGIALI
Art. 1 Convocazione
L'iniziativa della convocazione di un Organo Collegiale è esercitata dal Presidente dell'Organo Collegiale stesso o
da un terzo dei suoi componenti, nonché dalla Giunta Esecutiva.
L'atto di convocazione, emanato dal Presidente, è disposto con almeno cinque giorni di anticipo rispetto alla data
prevista per la seduta e con anticipo di almeno 24 ore nel caso di riunioni d’urgenza. In tale ultimo caso la
convocazione potrà essere fatta col mezzo più rapido. La convocazione deve indicare gli argomenti da trattare, il
giorno, l'ora, il luogo della riunione e deve essere affissa all'albo. Le riunioni devono avvenire in ore non
coincidenti con l'orario delle lezioni. L’impossibilità di un consigliere a partecipare ad una seduta regolarmente
convocata deve essere notificata per iscritto o telefonicamente al Presidente o al dirigente scolastico che ne
informeranno il Consiglio all’apertura dei lavori.
Art. 2 Validità sedute
La seduta si apre all'ora indicata nell'avviso di convocazione e diventa valida a tutti gli effetti con la presenza di
almeno la metà più uno dei componenti in carica. Nel numero dei componenti in carica non vanno computati i
membri decaduti dalla carica e non ancora sostituiti.
Il numero legale deve sussistere non solo al principio della seduta, ma anche al momento della votazione. Onde
procedere alle sedute in modo sollecito e costruttivo si ritiene necessario che tutti gli atti preparatori siano
tempestivamente e accuratamente istruiti da chi di spettanza e resi disponibili da chi voglia prendere visione
presso la Presidenza fin dal giorno successivo all’invio dell’ O.d.G.
Art. 3 Discussione ordine del giorno
Il Presidente individua tra i membri dell'Organo Collegiale il segretario della seduta, fatta eccezione per i casi in
cui il segretario è individuato per legge. E' compito del Presidente porre in discussione tutti gli argomenti
all’ordine del giorno nella successione in cui compaiono nell'avviso di convocazione. Gli argomenti indicati
nell’ordine del giorno sono tassativi. Se l’Organo Collegiale è presente in tutti i suoi componenti, si possono
aggiungere altri argomenti con il voto favorevole di tutti i presenti. Costituiscono eccezione al comma precedente
le deliberazioni del Consiglio di Istituto che devono essere adottate su proposta della Giunta Esecutiva. L'ordine
di trattazione degli argomenti può essere modificato su proposta di un componente l’Organo Collegiale, previa
approvazione a maggioranza. In caso di aggiornamento della seduta dovrà essere mantenuto lo stesso ordine del
giorno.
Le cosiddette “varie ed eventuali” dichiarate ad inizio seduta possono riguardare solo argomenti per i quali non è
necessaria né discussione né votazione. Il Presidente regola la discussione dando parola a tutti i consiglieri che la
chiedono, rispettando l’ordine cronologico delle richieste; l’intervento non può durare più di cinque minuti a
Consigliere per argomento trattato. Qualora si giunga ad una valutazione su un argomento all’O.d.G. l’argomento
si intende concluso con la votazione e non si potrà riaprire la discussione su quanto è stato deliberato. Solamente
nel caso in cui, in una seduta successiva, da parte di uno o più membri del Consiglio vengano forniti al riguardo
elementi tali da invalidare o modificare la precedente delibera, il Presidente potrà proporre il riesame della
questione.
Art. 4 Mozione d'ordine
Prima della discussione di un argomento all'ordine del giorno, ogni membro presente alla seduta può presentare
una mozione d'ordine per il non svolgimento della predetta discussione ("questione pregiudiziale") oppure perché
la discussione dell'argomento stesso sia rinviata ("questione sospensiva"). La questione sospensiva può essere
posta anche durante la discussione. Sulla mozione d'ordine possono parlare un membro a favore ed uno contro.
Sull'accoglimento della mozione si pronuncia l’Organo Collegiale a maggioranza con votazione palese.
L'accoglimento della mozione d'ordine determina la sospensione immediata della discussione dell'argomento
all'ordine del giorno al quale si riferisce.
Art. 5
Diritto di intervento
Tutti i membri dell’Organo Collegiale, avuta la parola dal Presidente, hanno diritto di intervenire, secondo l'ordine
di iscrizione e per il tempo strettamente necessario, sugli argomenti in discussione.
Il Presidente ha la facoltà di replicare agli oratori, quando sia posto in discussione il suo operato quale Presidente
e quando si contravvenga alle norme del presente Regolamento.
Art. 6 Dichiarazione di voto
Dopo che il Presidente ha dichiarato chiusa la discussione, possono aver luogo le dichiarazioni di voto, con le
quali i votanti possono, brevemente, esporre i motivi per i quali voteranno a favore o contro il deliberando o i
motivi per i quali si asterranno dal voto. La dichiarazione di voto deve essere riportata nel verbale della seduta.
Le votazioni sono indette dal Presidente ed al momento delle stesse nessuno può più avere la parola, neppure
per proporre mozioni d'ordine.
Art. 7 Votazioni
Le votazioni si effettuano in modo palese per alzata di mano ovvero per appello nominale ad alta voce, quando lo
richiedono il Presidente o uno dei componenti. La votazione è segreta quando riguarda determinate o
determinabili persone. Le sole votazioni concernenti persone si prendono a scrutinio segreto mediante il sistema
delle schede segrete. La votazione non può validamente avere luogo, se i consiglieri non si trovano in numero
legale. I consiglieri che dichiarano di astenersi dal votare si computano nel numero necessario a rendere legale
l’adunanza, ma non nel numero dei votanti. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza assoluta dei voti
validamente espressi salvo che disposizioni speciali prescrivano diversamente. In caso di parità, ma solo per le
votazioni palesi, prevale il voto del Presidente. La votazione, una volta chiusa, non può essere riaperta per il
sopraggiungere di altri membri e non può nemmeno essere ripetuta, a meno che non si riscontri che il numero
dei voti espressi è diverso da quello dei votanti.
Nel caso di approvazione di un provvedimento per parti con votazioni separate si procederà infine ad una
votazione conclusiva sul provvedimento stesso nella sua globalità. La delibera, perché sia valida, deve essere
intestata, deve contenere l’oggetto del provvedimento e può indicare anche modi e tempi ai attuazione della
delibera, deve essere sottoscritta dal Presidente del Consiglio. Il Dirigente Scolastico darà corso all’esecuzione
delle delibere del Consiglio, emanando il formale provvedimento esecutivo, dopo aver accertato che esse non
siano in contrasto con le vigenti disposizioni di legge o di regolamento.
Art. 8 Risoluzioni
I componenti gli Organi Collegiali possono proporre risoluzioni dirette a manifestare orientamenti o a definire
indirizzi dell'organo su specifici argomenti. Per dette risoluzioni valgono, in quanto applicabili, le norme relative
alle mozioni di cui all'art. 4.
Art. 9 Processo verbale
Nella prima parte del verbale si dà conto della legalità dell'adunanza (data, ora e luogo della riunione, chi
presiede, chi svolge la funzione di segretario, l'avvenuta verifica del numero legale dei presenti, i nomi con
relativa qualifica dei presenti e degli assenti, questi ultimi se giustificati o no, l'ordine del giorno).
Per ogni punto all'ordine del giorno si indicano molto sinteticamente le considerazioni emerse durante il dibattito,
quindi si dà conto dell'esito della votazione (numero dei presenti, numero dei votanti, numero dei voti favorevoli,
contrari, astenuti e nulli). Nel verbale sono annotate anche le eventuali dichiarazioni di voto e il tipo di votazione
seguito.
Un membro dell’Organo Collegiale può chiedere che a verbale risulti la volontà espressa da ogni singolo membro
sulla materia oggetto della deliberazione. I membri dell' Organo Collegiale hanno facoltà di produrre il testo di
una loro dichiarazione da trascrivere a cura del segretario sul verbale.
I verbali delle sedute degli Organi Collegiali sono raccolti su appositi registri a pagine numerate, timbrate e
firmate dal Dirigente Scolastico per vidimazione. I verbali sono numerati progressivamente nell'ambito del
periodo che rimane in carica l’organo collegiale se trattasi di Consiglio di Istituto o per la durata dello stesso
anno scolastico se trattasi del collegio docenti. I verbali delle sedute degli Organi Collegiali possono:essere redatti
direttamente sul registro; se prodotti con programmi informatici, essere incollati sulle pagine del registro e quindi
timbrati e vidimati da segretario e Presidente in ogni pagina; se prodotti con programmi informatici, essere
rilegati per formare un registro le cui pagine dovranno essere timbrate e vidimate dal Dirigente Scolastico. Copia
del processo verbale viene letto ed approvato all’inizio della seduta immediatamente successiva.
Art. 10 Surroga di membri cessati
Per la sostituzione dei membri elettivi venuti a cessare per qualsiasi causa si procede secondo il disposto
dell'art.22 del D.P.R. 416/74. Le eventuali elezioni suppletive si effettueranno, di norma, nello stesso giorno in cui
si tengono quelle per il rinnovo degli organi di durata annuale e, comunque, entro il primo trimestre di ogni anno
scolastico.
I membri subentranti cessano anch'essi dalla carica allo scadere del periodo di durata del Consiglio.
Art. 11 Programmazione
Ciascuno degli Organi Collegiali programma le proprie attività nel tempo, in rapporto alle proprie competenze,
allo scopo di realizzare, nei limiti del possibile, un ordinato svolgimento delle attività stesse, raggruppando a
date, prestabilite in linea di massima, la discussione di argomenti su cui sia possibile prevedere con certezza la
necessità di adottare decisioni, proposte o pareri.
Art. 12 Decadenza
I membri dell’Organo Collegiale sono dichiarati decaduti quando perdono i requisiti richiesti per l'eleggibilità o
non intervengono per tre sedute successive senza giustificati motivi.
Spetta all’Organo Collegiale vagliare le giustificazioni addotte dagli interessati.
Art. 13 Dimissioni
I componenti eletti dell’Organo Collegiale possono dimettersi in qualsiasi momento. Le dimissioni sono date per
iscritto. E' ammessa la forma orale solo quando le dimissioni vengono date dinanzi all’Organo Collegiale. L’Organo
Collegiale prende atto delle dimissioni. In prima istanza, l’Organo Collegiale può invitare il dimissionario a
recedere dal suo proposito. Una volta che l’Organo Collegiale abbia preso atto delle dimissioni, queste divengono
definitive ed irrevocabili. Il membro dimissionario, fino al momento della presa d’atto delle dimissioni, fa parte a
pieno titolo dell’Organo Collegiale e, quindi, va computato nel numero dei componenti l’Organo Collegiale
medesimo.
Art. 14 Norme di funzionamento del Consiglio dell'Istituzione Scolastica
La prima convocazione del C.I.S., immediatamente successiva alla nomina dei relativi membri risultati eletti, è
disposta dal Dirigente Scolastico.
Nella prima seduta, il C.I.S. è presieduto dal Dirigente Scolastico ed elegge, tra i rappresentanti dei genitori
membri del Consiglio stesso, il proprio Presidente. L'elezione ha luogo a scrutinio segreto. Sono candidati tutti i
genitori membri del C.I.S. E' considerato eletto il genitore che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti
rapportata al numero dei componenti del C.I.S.
Qualora non si raggiunga detta maggioranza nella prima votazione, il Presidente è eletto a maggioranza relativa
dei votanti, sempre che siano stati presenti la metà più uno dei componenti in carica. In caso di parità si ripete la
votazione finché non si determini una maggioranza relativa (D.M. 26 luglio 1983).
Il C.I.S. può deliberare di eleggere anche un vice presidente, da votarsi fra i genitori componenti il Consiglio
stesso con le stesse modalità previste per l'elezione del Presidente. In caso di impedimento o di assenza del
Presidente ne assume le funzioni il vice presidente o, in mancanza anche di questi, il consigliere più anziano di
età.
Il C.I.S. è convocato dal Presidente con le modalità stabilite dal precedente art.1.
L'ordine del giorno è formulato dal Presidente del C.I.S. su proposta del Presidente della Giunta Esecutiva. A
conclusione di ogni seduta, i singoli consiglieri possono indicare argomenti da inserire nell'ordine del giorno della
riunione successiva.
Il C.I.S. può invitare esperti con funzione consultiva a partecipare ai propri lavori; al fine di rendere più agile e
proficua la propria attività, può deliberare le nomine di speciali commissioni di lavoro e/o di studio.
Delle commissioni nominate dal C.I.S. possono far parte i membri del Consiglio stesso, altri rappresentanti delle
varie componenti scolastiche ed eventuali esperti qualificati esterni alla scuola.
Le commissioni possono avere potere deliberante nei limiti stabiliti dal C.I.S.; svolgono la propria attività secondo
le direttive e le modalità stabilite dall'Organo stesso. Ad esso sono tenute a riferire, per il tramite del loro
coordinatore, in merito al lavoro svolto ed alle conclusioni cui sono pervenute, nel termine di tempo fissato
preventivamente. Delle sedute di commissione viene redatto sintetico processo verbale.
Le sedute del C.I.S., ad eccezione di quelle nelle quali si discutono argomenti riguardanti singole persone, sono
pubbliche. Possono assistere, compatibilmente con l'idoneità del locale ove si svolgono, gli elettori delle
componenti rappresentate e tutti gli altri previsti per legge. Ove il comportamento del pubblico, che comunque
non ha diritto di parola, non sia corretto il Presidente ha il potere di disporre la sospensione della seduta e la sua
prosecuzione in forma non pubblica.
La pubblicità degli atti del C.I.S. avviene mediante affissione in apposito albo dell'istituto, della copia integrale,
sottoscritta dal segretario e dal presidente del Consiglio, delle deliberazioni adottate dal Consiglio.
L'affissione all'albo avviene entro il termine massimo di otto giorni dalla relativa seduta del Consiglio. La copia
della deliberazione deve rimanere esposta per un periodo non inferiore a 10 giorni. Qualora a causa del breve
intervallo tra due sedute non sia stato redatto il verbale , questo verrà letto e approvato la volta successiva. I
verbali sono depositati nell'ufficio di presidenza dell'istituto e sono consultabili da chiunque ne abbia titolo su
richiesta da esaudire entro dieci giorni dalla presentazione. Tale richiesta, indirizzata al Dirigente Scolastico, è
orale per docenti, personale A.T.A. e genitori; è, invece, scritta e motivata in tutti gli altri casi. Non sono
soggetti a pubblicazione gli atti e le deliberazioni concernenti singole persone, salvo contraria richiesta
dell'interessato.
Il consigliere assente per tre volte consecutive sarà invitato dalla Presidenza a presentare per iscritto le
giustificazioni dell'assenza.
Ove risultasse assente alla successiva seduta, sarà dichiarato decaduto dal C.I.S. con votazione a maggioranza
relativa. Le giustificazioni presentate saranno esaminate dal Consiglio: ove le assenze siano ritenute ingiustificate
dalla maggioranza assoluta del Consiglio, il consigliere decade dalla carica. Ogni consigliere giustifica le sue
assenze attraverso la Segreteria della scuola, al Presidente del C.I.S.
Art. 15 Norme di funzionamento della Giunta Esecutiva del Consiglio dell'Istituzione Scolastica
Il C.I.S. nella prima seduta, dopo l'elezione del Presidente, che assume immediatamente le sue funzioni, elegge
nel suo seno una Giunta esecutiva composta da un docente, un componente degli ATA, due genitori , secondo
modalità stabilite dal Consiglio stesso e con voto segreto.
Della Giunta fanno parte di diritto il Dirigente Scolastico, che la presiede ed ha la rappresentanza dell'istituto, ed
il DSGA, che svolge anche la funzione di segretario della Giunta stessa.
La Giunta esecutiva prepara i lavori del C.I.S., predisponendo tutto il materiale necessario ad una corretta
informazione dei consiglieri .
Art. 16 Norme di funzionamento del Collegio dei Docenti
Il CD si insedia all'inizio di ciascun anno scolastico e si riunisce secondo il Piano Annuale delle Riunioni concordato
ed approvato prima dell'inizio delle lezioni. Le riunioni sono convocate dal Dirigente Scolastico in seduta
ordinaria secondo calendario, in seduta straordinaria ogni qualvolta il Dirigente Scolastico ne ravvisi la necessità o
quando almeno un terzo dei suoi componenti ne faccia richiesta. Il CD, al fine di rendere più agile e proficua la
propria attività, può deliberare le nomine di speciali commissioni di lavoro e/o di studio.
Delle commissioni nominate dal CD possono far parte i membri del Collegio stesso, altri rappresentanti delle varie
componenti scolastiche ed eventuali esperti qualificati esterni alla scuola. Le commissioni eleggono un
coordinatore. Le commissioni possono avanzare ed assumere proposte relativamente all'oggetto per il quale sono
state nominate.
Art. 17 Norme di funzionamento del Comitato per la valutazione del servizio degli insegnanti
Il Comitato per la valutazione del servizio degli insegnanti è convocato dal DS: in periodi programmati, ai sensi
dell’art. 11, per la valutazione del servizio richiesta da singoli interessati a norma dell'art. 448 del D.L.vo n.
297/94, per un periodo non superiore all'ultimo triennio; alla conclusione dell'anno prescritto, agli effetti della
valutazione del periodo di prova degli insegnanti, ai sensi degli art. 438, 439 e 440 del D.L. 297/94; ogni
qualvolta se ne presenti la necessità.
Art. 18 Norme di funzionamento dei Consigli di Classe, Interclasse, Intersezione
Il Consiglio di Classe è presieduto dal DS o da un docente, suo delegato, membro del Consiglio ed è convocato, a
seconda delle materie sulle quali deve deliberare, con la presenza di tutte le componenti ovvero con la sola
presenza dei docenti.
Il Consiglio di Classe si insedia all'inizio di ciascun anno scolastico e si riunisce secondo il Piano delle Riunioni
concordato ed approvato prima dell'inizio delle lezioni.
CAPO II
- ORGANIZZAZIONE DELLA VITA SCOLASTICA
Art. 19 Frequenza scolastica
Gli alunni sono tenuti alla frequenza regolare delle lezioni, a favorirne lo svolgimento e ad assolvere
assiduamente gli impegni di studio. La presenza a scuola è obbligatoria anche per tutte le attività organizzate e
programmate in tempo utile dal consiglio di classe.
Sul registro di classe devono essere annotate le assenze, (se l'assenza è superiore a cinque giorni, deve essere
prodotto il certificato medico di riammissione alle lezioni) e le relative giustificazioni, i ritardi e le uscite anticipate
degli alunni . Qualora un alunno dopo tre giorni dal rientro continui ad essere sprovvisto di giustificazione sarà
segnalato con nota sul registro di classe (valutazione afferente al comportamento comunicata alla famiglia
tramite libretto alunno o telefonata). Si procederà ugualmente in caso di reiterazioni.
I genitori possono in casi eccezionali (famiglia, visite mediche etc), chiedere il permesso di uscita anticipata da
scuola venendo a riprendere personalmente il figlio; la frequenza pomeridiana può essere esonerata per periodi
prolungati per motivi medici certificati di riabilitazione, o , per la scuola media, per sport agonistico. In caso di
ritardo l’alunno deve essere sempre accompagnato dal genitore; qualora il genitore sia assente sarà chiamata
subito la famiglia. Gli alunni possono essere ammessi a scuola dopo l’orario di inizio lezioni anche oltre l’ora di
ricreazione, SOLO dietro presentazione di certificato medico. In caso di ritardi ricorrenti nella stessa settimana o
negli stessi giorni il docente coordinatore convocherà la famiglia per chiedere giustificazioni a proposito.
La frequenza a mensa per i tempi lunghi fa parte dell’attività educativa: solo per casi particolari può essere
esonerata (difficoltà economiche dichiarate sotto responsabilità personale dal genitore, problemi di salute
certificati, problemi di turni lavorativi dei genitori). In tal caso il genitore è tenuto a riprendere il figlio e riportarlo
dopo l’ora della mensa entro l’orario indicato per ogni scuola.
Art. 20 Vigilanza sugli alunni
L’ingresso nella scuola è consentito solo agli alunni al suono della prima campanella 5 minuti prima dell’inizio
delle lezioni . Per la scuola primaria e secondaria di primo grado vi è l’ovvia necessità di iniziare le lezioni con
puntualità e senza interruzioni. Gli alunni entrano, al suono della campanella, in modo ordinato senza affollarsi
davanti all’ingresso. Prima di tale orario le porte saranno chiuse: potranno entrare solo gli alunni trasportati con
lo scuolabus e i richiedenti il pre scuola per documentati motivi di lavoro di entrambi i genitori per i quali si può
garantire la sorveglianza necessaria con il personale in servizio. Gli alunni che utilizzano la bicicletta possono
posteggiarla nel cortile interno.
L’uscita degli alunni avviene secondo modalità di ordine di evacuazione, senza affollare i corridoi ed è vigilata
dai docenti fino alle pertinenze della scuola dove saranno ripresi dai genitori ; gli ATA vigilano l’ordinato esodo
dai locali scolastici e provvedono alla chiusura dei cancelli e delle porte . L’obbligo di vigilanza sugli alunni è a
carico della scuola dal momento dell’ingresso dell’alunno dentro le pertinenze scolastiche fino all’uscita dalle
stesse, quando si materializza il passaggio di consegna alla famiglia. La famiglia ha il dovere di osservare il
massimo rispetto dell’orario. Ha inoltre l’obbligo di riprendere il minore all’uscita, anche tramite delega a terza
persona fidata, con deposito agli atti della segreteria della delega stessa e della fotocopia del documento di
riconoscimento della persona delegata. Tale delega è utile anche per uscite e entrate dell’alunno non rispondenti
al normale orario giornaliero. Eccezionalmente per la scuola di Ponte alla Pergola, è autorizzata l’apertura del
cancello all’uscita a causa della mancanza di spazio per l’attesa dei genitori che riprendono i bambini alla porta
della scuola. Le scuole dell’infanzia, in virtù dei tempi di accoglienza e di uscita diluite, sono aperte per 1 ora
all’entrata e per 30 minuti all’uscita: è compito del personale collaboratore scolastico vigilare l’ingresso del
genitore che accompagna il bambino fino alla sezione e lo riprende, mentre nella sezione subentra il docente che
sorveglia il gruppo degli alunni. In tale spazio temporale non è possibile distogliere il docente dal compito di
accoglienza e vigilanza, da parte di nessun genitore. Si intende a questo modo assicurare la vigilanza sugli alunni
senza soluzione di continuità sia da parte che della scuola che della famiglia.
La sorveglianza inizia con il suono della prima campanella: i genitori sono pregati di arrivare all’orario indicato e
non prima, di attendere in spazi nelle vicinanze della scuola per facilitare il flusso. Si sottolinea che lo spazio tra
cancello e porte di ingresso non è sorvegliato e che l’ingresso è interdetto fino al suono della 1^ campanella
(salvo disposizioni diverse per motivi di sicurezza dettate dai problemi di traffico su strade di piccole dimensioni e
assenza di spazio di sosta dei genitori e degli alunni come da patto di corresponsabilità firmato dai genitori ).
Durante le lezioni la vigilanza è del docente in servizio sulla classe che assume ogni decisione autonoma in
funzione dello specifico compito educativo e di insegnamento , con le modalità da esso ritenute più idonee. I
collaboratori scolastici sono posizionati in postazioni atte a sorvegliare ingressi, corridoi e bagni . Nei tempi di
mensa e intermensa, ricreazione, cambio dell’ora, spostamenti verso palestra o laboratori, la vigilanza è ancora
più forte e vede collaborare tutto il personale secondo precise disposizioni del DS.
Le uscite e i viaggi di istruzione, regolamentati dall’appendice, sono preziosi momenti di arricchimento dell’offerta
formativa e sono sotto la totale responsabilità dei docenti accompagnatori. Il personale ATA, eventualmente
partecipante, ha funzione di assistenza all’handicap.
Art. 21 Sicurezza
E’ obbligatorio da parte di tutto il personale prendere conoscenza delle circolari e delle comunicazioni sulla
sicurezza depositate in copia presso ogni plesso scolastico e custodite all’albo e nel raccoglitore delle circolari e
segnalare tempestivamente al proprio superiore ogni eventuale anomalia o condizione di pericolo rilevata.
I docenti sono tenuti ad informare gli alunni dei comportamenti inerenti la sicurezza all’interno della loro
programmazione e lasciare traccia sul registro dell’avvenuta informazione: è importante sollecitare e
responsabilizzare la comunità scolastica ad una cultura della sicurezza , mettendo in atto comportamenti attenti e
preventivi a tale riguardo in ogni momento di vita scolastica (ad es il rispetto delle modalità di uscita come da
piano di evacuazione).
Devono essere rispettate tutte le indicazioni dei piani di cui al DL 81.E' assolutamente vietato, per qualunque
attività, l'utilizzo di sostanze che possano rivelarsi tossiche o dannose per gli alunni quali: colle non
dichiaratamente atossiche, vernici, vernidas, solventi, etc. Ogni materiale usato deve essere quello acquistato
dalla scuola e dotato di scheda tecnica relativa alla composizione, alla pericolosità, alla prevenzione e ai modi di
uso. Prima di proporre agli alunni attività che richiedano l'uso di sostanze particolari o alimenti (pasta, farina,
legumi, etc.) è necessario verificare, tramite comunicazione scritta, che non vi siano casi di allergie specifiche o
intolleranze ai prodotti. Anche l’uso di preparati casalinghi in caso di feste è vietato: sono autorizzati solo cibi
confezionati o provenienti da pasticcerie e forni. I genitori avranno cura di consegnare certificato medico inerente
allergie o particolari problemi di salute del proprio figlio. E' assolutamente vietato ostruire con mobili, arredi,
anche solo temporaneamente, le vie di fuga e le uscite di sicurezza. I docenti ed il personale ATA, ove accertino
situazioni di pericolo, devono prontamente comunicarlo in Presidenza. Eventuali danni riscontrati a termine della
lezione devono essere segnalati in Presidenza. Si rimanda al Patto di Corresponsabilità e allo statuto delle
studentesse e degli studenti per situazioni inerenti danni.
Art. 22- Esoneri
Gli alunni che, per motivi di salute, non potranno seguire le lezioni di Educazione Fisica dovranno presentare al
Dirigente Scolastico la domanda di esonero firmata dal genitore, unita a certificato del medico di famiglia.
L’esonero vale esclusivamente per la parte pratica per cui l’alunno; anche se esonerato, è tenuto comunque alla
frequenza delle lezioni di ed. fisica. Diversamente non potrà essere valutato nei modi prescritti.
Per le fasi provinciali, regionali, nazionali dovrà essere presentato il certificato di stato di idoneita’ alla pratica
sportiva non agonistica. Durante lo svolgimento delle lezioni di ed. fisica o gruppo sportivo, la scuola declina ogni
responsabilità in caso di incidenti causati da: possesso da parte degli alunni di oggetti metallici , tipo piercing ,
alle orecchie o in altre parti del corpo, impiego indebito da parte degli alunni di scarpe da ginnastica senza lacci o
comunque del tipo “facilmente sfilabili”.
Art. 23 - Oggetti personali e scolastici
Gli alunni sono tenuti a portare a scuola solo l'occorrente per i compiti e le lezioni e l'eventuale merenda. Non è
consigliato portare somme di denaro e oggetti di valore. La scuola, in ogni caso, non risponde di eventuali furti.
L’alunno è responsabile dell'integrità degli arredi e del materiale didattico che la scuola gli affida: coloro che
provocheranno guasti al materiale e o alle suppellettili della scuola o del Comune saranno invitati a risarcire i
danni. I docenti, gli alunni ed il personale ATA non possono utilizzare cellulari durante l'orario di lavoro e
scolastico. E’ comunque inibito l’utilizzo di mms, registrazioni audio e video, di fotografie digitali finalizzate all’
indebita diffusione tramite internet o mms al di fuori dell’ambito scolastico , di immagini e/o conversazioni di
altri studenti, docenti, personale ATA, etc. La diffusione o la comunicazione in via sistematica di dati personali,
specie ad una pluralità di destinatari, può avvenire soltanto dopo che:
- la persona interessata sia stata debitamente informata in ordine alle successive modalità di utilizzo dei dati, con
particolare riferimento all’eventualità che i dati siano diffusi o comunicati sistematicamente
- la persona interessata abbia manifestato il suo consenso (ai sensi degli articoli 13 e 23 del Codice della Privacy).
Nel caso di dati sensibili il consenso dovrà essere espresso in forma scritta, fermo restando comunque il divieto di
divulgare dati sulla salute.
L’inosservanza di tali obblighi espone chi compia queste operazioni alle sanzioni previste dalla legge, fra le quali il
pagamento di una multa da 3 a 18 mila euro, ovvero da 5 a 30 mila euro nei casi più gravi (dati sensibili o
trattamenti che comportino situazioni di pregiudizio, di grave detrimento anche con eventuale danno). I genitori
vigileranno affinché il figlio non porti a scuola ed usi materiale elettronico (telefonino, Ipod , MP3, giochi,
fotocamere, etc.) poiché l’utilizzo di tale strumentazione comporta il disturbo dell’attività scolastica, e può essere
comunque utilizzato in modo improprio con gravi conseguenze disciplinari e pecuniarie (violazione della legge
sulla privacy): ogni forma di comunicazione tra famiglia e scuola sarà garantita tramite telefono ed @MAIL
dell’Istituto. Si ricorda che per gli alunni l’uso dei cellulari è interdetto all’interno della scuola e il mancato
rispetto di tale norma comporta il momentaneo sequestro dello stesso e la riconsegna ai genitori. Solo in caso di
circostanze particolari, straordinarie, di emergenza (es. gita scolastica) il cellulare può essere usato dagli alunni
previa autorizzazione del docente accompagnatore.
Il personale docente ed ATA non può utilizzare i telefoni della scuola per motivi personali. In caso di motivo di
ufficio, la telefonata va annotata sull'apposito registro, indicando il numero composto, il destinatario, il nome
della persona che effettua la telefonata e sinteticamente l'oggetto della telefonata.
Art. 24 Contributo volontario
Sarà richiesto alle famiglie il pagamento di un contributo volontario, il cui importo è preventivamente deliberato
dal Consiglio d’Istituto, per l’assicurazione (infortuni e RCT disponibile in copia presso il plesso o in presidenza) e
per far fronte al funzionamento didattico e amministrativo (acquisto di carta, funzionamento del fotocopiatore,
materiale di facile consumo etc.). Si sottolinea l’importanza dell’assicurazione dell’alunno per incidenti a lui
occorsi o da lui provocati a cose o persone. Ulteriori contributi saranno richiesti solo per le gite, per iniziative di
volta in volta specificate o per servizi a pagamento.
Art. 25 Servizi di pre e post scuola
I genitori potranno richiedere che i figli usufruiscano di tempi di permanenza a scuola diversi dall’orario di
lezione: saranno ammessi solo gli alunni che usufruiscono dal servizio di pre e post scuola debitamente
documentato con certificazioni dei datori di lavoro dei genitori. Il servizio di pre e postscuola prevede il
pagamento di una cifra da verificare di anno in anno sulla base del numero totale dei richiedenti e del tipo di
servizio (interno o esterno) fornito. Il Consiglio di Istituto suggerirà la scelta della cooperativa che risulterà la più
economica e fidata. Il rapporto di lavoro sarà gestito direttamente tra famiglie e cooperative.
Art. 26 Diritto di Assemblea
I genitori degli alunni hanno diritto di riunirsi in Assemblea nei locali della scuola secondo le modalità previste
dagli articoli 12 e 15 del Testo Unico del 16 aprile 1994, n.297. Le assemblee si svolgono fuori dall'orario delle
lezioni. L'Assemblea dei genitori può essere di classe, sezione, di plesso/scuola, dell'Istituzione Scolastica.
L'Assemblea di classe è presieduta dal genitore eletto nel Consiglio di Interclasse, Intersezione, Classe.
E' convocata dal rappresentante con preavviso di almeno cinque giorni. La convocazione può essere richiesta
dagli insegnanti e o da un quinto delle famiglie degli alunni della classe. Il rappresentante richiede per scritto
l'autorizzazione a tenere l'assemblea e provvede, anche tramite gli insegnanti, a diramare gli avvisi di
convocazione, contenenti l'ordine del giorno, alle famiglie. L'Assemblea è valida qualunque sia il numero dei
presenti. Dei lavori dell'Assemblea viene redatto succinto verbale, a cura di uno dei componenti. Copia del
verbale viene inviata alla Presidenza. Possono partecipare alle riunioni, con diritto di parola, il Dirigente Scolastico
e gli insegnanti di classe.
L'Assemblea di plesso è presieduta da uno dei genitori, componenti il Consiglio di Interclasse, Intersezione,
Classe, eletto dall'assemblea dei rappresentanti del plesso come presidente. L'Assemblea è convocata dal
Presidente del Consiglio di Istituto, con preavviso di almeno cinque giorni. La convocazione di plesso può essere
richiesta: da un terzo dei genitori componenti i Cons. di Interclasse, Intersezione, Classe; dalla metà degli
insegnanti di plesso/scuola; da un quinto delle famiglie degli alunni del plesso/scuola. La convocazione di Istituto
può essere richiesta da 50 genitori; da un quinto dei genitori eletti nei Consigli di Interclasse, Intersezione,
Classe; dal Consiglio d'Istituto; dal Dirigente Scolastico. Il Presidente richiede per scritto l'autorizzazione a tenere
l'assemblea e provvede, anche tramite gli insegnanti, a diramare gli avvisi di convocazione, contenenti l'ordine
del giorno, alle famiglie. L'Assemblea è valida qualunque sia il numero dei presenti. Dei lavori dell'Assemblea
viene redatto succinto verbale, a cura di uno dei docenti eventualmente presenti o da un genitore designato dal
Presidente dell'Assemblea. Copia del verbale viene inviata alla Scuola. Possono partecipare alle riunioni, con
diritto di parola, il Capo d'Istituto e gli insegnanti del plesso.
CAPO III - I TEMPI E GLI SPAZI SCOLASTICI
Art. 27 comportamento
Gli alunni sono tenuti ad avere nei confronti del Dirigente Scolastico, di tutto il personale e dei compagni, lo
stesso rispetto, anche formale, consono ad una convivenza civile. Devono tenere un comportamento educato
nell’utilizzo degli spazi e degli arredi scolastici . Saranno puniti con severità tutti gli episodi di violenza che
dovessero verificarsi tra gli alunni sia all'interno della scuola che nel cortile esterno. Tutti devono poter
frequentare la scuola con serenità senza dover subire le prepotenze di altri.
Gli alunni sono tenuti a seguire le indicazioni dei docenti ed anche dei collaboratori scolastici i quali assicurano,
con i docenti, il buon funzionamento della scuola ed in alcuni momenti possono essere incaricati della
sorveglianza di una classe o di un gruppo di alunni.
E’ assolutamente vietato, sia durante l’intervallo che le lezioni, recarsi da un piano all’altro senza l’autorizzazione
dell’insegnante e senza essere accompagnati da un collaboratore scolastico.
Al cambio di insegnante, negli spostamenti da un'aula all'altra, all'ingresso e all'uscita gli alunni devono essere
disciplinati. Non è permesso correre, gridare nei corridoi, nelle aule, etc. I servizi vanno utilizzati nei tempi di
ricreazione in modo corretto e devono essere rispettate le più elementari norme di igiene e pulizia.
Nelle aule e nel cortile ci sono appositi contenitori per la raccolta dei rifiuti: è necessario utilizzarli correttamente.
Art. 28 Norme sul servizio mensa e intermensa
Anche l'attività mensa è da intendersi come momento pienamente educativo e opportunità formativa: pertanto
viene richiesto un comportamento consono all’ambiente e alle elementari regole di rispetto degli altri , degli spazi
e del materiale: eventuali danni dovuti ad un’eccessiva disattenzione e incuria da parte di alunni e del personale
scolastico, eccedenti i normali reintegri effettuati dal Comune sulla stoviglieria, saranno rimborsati. Durante la
mensa non è consentito mangiare qualcosa di alternativo portato da casa. Gli alunni che non usufruiscono del
servizio mensa su richiesta dei genitori o presentazione di certificato medico che li esoneri e con preventiva
autorizzazione del Dirigente Scolastico, devono rientrare prima dell’inizio delle lezioni pomeridiane e dell’ora di
intermensa per la scuola primaria, entro l’inizio dei laboratori per la scuola secondaria. L’assenza pomeridiana
deve essere giustificata come prescritto per le altre assenze giornaliere. Nel momento dell’interscuola successivo
alla mensa, se in classe, i ragazzi dovranno tenere un comportamento corretto ed attrezzarsi con giochi da
tavolo; se fuori gli alunni sono ugualmente tenuti a comportarsi in modo corretto rispettando le direttive degli
insegnanti e tenendosi sempre vicino ad essi e in gruppo compatto.
Art. 29 Uso dei laboratori e aule speciali
I laboratori e le aule speciali sono assegnati dal Dirigente Scolastico all'inizio di ogni anno alla responsabilità dei
docenti che ne usufruiscono con il compito di mantenere una lista del materiale disponibile, tenere i registri del
laboratorio, prenotare sul calendario l’accesso allo stesso, proporre interventi di manutenzione, ripristino,
sostituzione di attrezzature, curare la raccolta di materiali da smaltire, le proposte di acquisto e le schede
tecniche dei prodotti da acquistare etc. Alunni e docenti sono tenuti al controllo delle indicazioni di uso corretto
dei sussidi e del materiale usato affisse in ogni aula laboratorio. In caso di danni, manomissioni, furti alle
attrezzature o ai locali, il docente di turno è tenuto ad interrompere le attività se le condizioni di sicurezza lo
richiedono e a segnalare la situazione tempestivamente in Presidenza per l'immediato ripristino delle condizioni di
efficienza e al fine di individuare eventuali responsabili. L'orario di utilizzo dei laboratori e aule speciali sarà
affisso in ogni aula. Le responsabilità inerenti all'uso dei laboratori e delle aule speciali, sia per quanto riguarda
la fase di preparazione delle attività sia per quella di realizzazione delle stesse con gli allievi, competono
all'insegnante nell’ambito della sua funzione di docente. I laboratori e le aule speciali devono essere lasciate in
perfetto ordine. Al fine di un sicuro controllo del materiale, l'insegnante prenderà nota della postazione e degli
strumenti assegnati allo studente o al gruppo di studenti. L'insegnante avrà cura, all'inizio ed alla fine di ogni
lezione, di verificare l'integrità di ogni singola postazione e di ogni singolo strumento utilizzato. L'insegnante,
qualora alla fine della lezione dovesse rilevare danni che non erano presenti all'inizio, è tenuto a darne
tempestiva comunicazione al Dirigente Scolastico. Ogni laboratorio o aula speciale è dotata di registro dove ogni
insegnante annota le esercitazioni svolte con la classe ed ogni evento inerente alle stesse.
Art. 30 Sussidi didattici
La scuola è fornita di sussidi per il lavoro educativo-didattico e di materiale il cui elenco è esposto e consultabile
presso ogni plesso scolastico. Tale elenco ne specifica anche l'uso e i possibili utilizzatori. I docenti, i non docenti,
gli alunni sono tenuti a curare il buon uso, la conservazione e la piena efficienza dei sussidi ed a segnalare
eventuali guasti e necessità di riparazioni. Il personale scolastico deve provvedere a dare comunicazione al DSGA
responsabile del materiale inventariato, di ogni sussidio obsoleto o mal funzionante per l’alienazione dello stesso:
occorre rispettare la procedura prevista per legge ed ottenere l’autorizzazione al discarico. In caso di
spostamento di sussidi o oggetti inventariati , occorre fare un breve verbale di consegna alla persona incaricata
con indicazione della data, delle generalità e della destinazione e firma del consegnatario e del consegnante. I
sussidi devono essere tenuti in custodia in posto sicuro.
I sussidi non possono essere spostati senza autorizzazione del DSGA.
L'utilizzo esterno della strumentazione tecnica in dotazione alla scuola (macchine fotografiche, telecamere,
portatili, sussidi vari, etc.) è autorizzato dal DSGA; va segnalato nell'apposito registro, ove verranno riportati tutti
i dati richiesti a cura del responsabile. Alla riconsegna dell'attrezzatura, l'incaricato provvederà alla rapida verifica
di funzionalità degli strumenti, prima di deporli. Si riporterà inoltre sull'apposito registro la data dell'avvenuta
riconsegna e le eventuali segnalazioni di danno.
Art. 31 Biblioteca, Laboratori informatici, Sala video
La prenotazione per l'utilizzo dei laboratori di informatica, multimediale e della sala video dovrà avvenire con
anticipo di almeno 1 settimana per permettere il controllo della possibilità di accesso. In caso di più richieste
relative alla stessa ora di lezione, sarà data la precedenza all'iniziativa deliberata in sede collegiale rispetto a
quella attuata dal singolo docente e quindi alla classe che ne ha usufruito un numero inferiore di volte e, in
subordine, alla classe che ne ha usufruito in data anteriore.
Il docente responsabile della Biblioteca ha il compito di sovrintendere al suo funzionamento e verificare
periodicamente la consistenza delle dotazioni, i registri per il prestito, l'aggiornamento della schedatura e del
catalogo. Alla Biblioteca della scuola si accede secondo un calendario settimanale prestabilito e opportunamente
pubblicizzato.
Il Collegio dei Docenti promuove l'aggiornamento del patrimonio librario, documentario,
audiovisivo ed informatico, secondo le esigenze didattiche e culturali dell'Istituzione, recependo i suggerimenti
specifici espressi dai docenti e dalle altre componenti scolastiche per quanto di loro competenza. Gli alunni, per il
tramite dei docenti, possono proporre l'acquisto di materiale librario, audiovisivo e/o informatico. Non possono
essere date in prestito opere di consultazione, quali dizionari, enciclopedie, ecc... I libri possono essere dati in
prestito per un periodo di 45 giorni, prorogabili di altri 15 se nessun altro ha richiesto lo stesso materiale; il
materiale audiovisivo può essere dato in prestito per non più di due giorni, compatibilmente con la
programmazione dei docenti. Il materiale concesso in prestito viene annotato nell'apposito registro elettronico.
Chi non restituisce il materiale avuto in prestito nei tempi previsti è escluso dal prestito per un periodo di sei
mesi. I costi relativi ai libri - o altri materiali - smarriti o deteriorati saranno sostenuti da chi ha causato il danno.
Art. 32 Utilizzo delle infrastrutture sportive dell'istituto
All'inizio dell'anno scolastico i docenti responsabili dell'area sportiva dell'Istituzione Scolastica provvederanno alla
predisposizione degli orari di utilizzo e di funzionamento delle singole infrastrutture in orario curricolare e al
coordinamento delle iniziative scolastiche extracurricolari: in tal caso dovranno inoltrare richiesta scritta in
segreteria con largo anticipo in modo da permettere di avvertire le società sportive che hanno aderito alla
convenzione con l’Amministrazione Comunale. La palestra e le sue attrezzature sono riservate, durante le ore di
lezione, agli alunni. Per ragioni di tipo igienico in palestra si dovrà entrare solamente con le scarpe da ginnastica
ben allacciate.
Art. 33 Uso degli strumenti di scrittura e duplicazione
Le attrezzature dell'Istituto per la stampa e la riproduzione (fax, fotocopiatrice, ciclostile, PC), oltre al primario
uso didattico ed amministrativo, possono essere utilizzate da tutte le componenti scolastiche per attività di
esclusivo interesse della scuola. É escluso l'utilizzo degli strumenti della scuola per scopi personali.
L'uso delle fotocopiatrici, per motivi di sicurezza e per evitare guasti, è riservato al personale incaricato.
I docenti devono consegnare al personale incaricato con anticipo di almeno due giorni il materiale da riprodurre.
L'uso della fotocopiatrice è gratuito per il materiale didattico utilizzato dagli alunni e dagli insegnanti, nei limiti
degli stanziamenti di bilancio fissati annualmente. I collaboratori scolastici incaricati terranno appositi registri
dove annotare la data, la classe, il richiedente, il numero di fotocopie seguite. Il materiale cartaceo è sottoposto
alla normativa sui diritti d'autore, quindi i richiedenti si assumono ogni responsabilità sulla riproduzione e/o
duplicazione dello stesso.
Art. 34 Diritto d'autore
Il materiale cartaceo, audiovisivo ed informatico è sottoposto alla normativa sui diritti d'autore, quindi i docenti si
assumono ogni responsabilità sulla riproduzione e/o duplicazione dello stesso
CAPO IV – COMUNICAZIONI
Art. 35 Rapporti scuola famiglia
I docenti ed i genitori hanno facoltà di richiedere colloqui nell'ottica di un rapporto scuola/famiglia più
trasparente e fattivo.
I docenti devono avvisare le famiglie circa le attività didattiche, curricolari-facoltative e progettuali, tramite
assemblee e avvisi sul libretto o diario.
I docenti si rapportano ai genitori durante i ricevimenti individuali e collegiali che sono organizzati sulla base
dei seguenti criteri che si intendono rinnovati ogni anno salvo modifiche :
- ricevimento collegiale come da piano annuale
- ricevimenti individuali: scuola dell’infanzia e primaria su appuntamento; scuola secondaria di primo grado ogni
mese in due settimane su appuntamento tranne che nei mesi in cui c’è il ricevimento generale: i genitori
possono venire a segnarsi sul foglio di prenotazione messo in sala attesa ogni sabato precedente la
settimana di ricevimento mattutino dalle ore 8,00. Saranno a disposizione i fogli di tutti i docenti della
settimana che , nell’ora messa a disposizione, riceveranno i sei genitori segnati in lista .
-quando venga fatta esplicita richiesta in tal senso dalla famiglia. In quest’ultimo caso si concorda, tramite
comunicazione scritta, l'orario di ricevimento. La scuola, in casi urgenti o per segnalare situazioni particolari,
invierà alle famiglie degli alunni una lettera di convocazione.
Allo scopo di mantenere vivo e proficuo l'affiatamento tra le famiglie e la scuola i genitori sono invitati ad
utilizzare al massimo le occasioni offerte.
Gli alunni devono portare quotidianamente il diario e, alla scuola secondaria di primo grado anche il “Quaderno
dell’alunno” che sono il mezzo di comunicazione costante tra scuola e famiglia. I genitori sono invitati a
controllare sul diario scolastico i compiti e le lezioni assegnate e sull’apposito quaderno le eventuali annotazioni
degli insegnanti, le comunicazioni della scuola e ad apporre la propria firma per presa visione. Comunicazione
scritta sarà inviata per segnalare alla famiglia notizie sul comportamento e sull’andamento didattico nei casi di
scarso rendimento e qualora un alunno dopo tre giorni dal rientro continui ad essere sprovvisto di giustificazione
. In ogni caso tutte le circolari e gli avvisi affissi all'albo web della scuola o inseriti nell'apposito registro si
intendono regolarmente notificati.
I genitori non possono entrare nei locali durante gli orari di lezione o sostare nelle pertinenze della scuola se non
per accedere all’albo o durante i ricevimenti. Gli insegnanti, pertanto, si asterranno dall'intrattenersi con i genitori
durante l'attività didattica di lezione anche per colloqui individuali riguardanti l'alunno. Non è consentito portare
materiale didattico scordato per educare l’alunno ad organizzarsi per tempo.
Art. 36 Distribuzione materiale informativo e pubblicitario
Nessun tipo di materiale informativo o di pubblicità varia potrà essere distribuito nelle classi, o comunque
nell'area scolastica, senza la preventiva autorizzazione del Dirigente Scolastico. E' garantita la possibilità di
scambio e di circolazione di ogni tipo di materiale utilizzabile nel lavoro scolastico (giornali, ecc. ...) e di quello
frutto del lavoro della scuola stessa e delle classi (giornalino, mostre, ricerche). E' garantita la possibilità di
informazione ai genitori da parte di Enti, Associazioni culturali, ecc. La scuola non consentirà la circolazione di
informazione pubblicitaria a scopo economico e speculativo ad eccezione delle eventuali sponsorizzazioni per
attività scolastiche deliberate. Il Dirigente Scolastico disciplinerà la circolazione del materiale.
Art. 37 Sottoscrizione per presa visione e condivisione dei documenti
La scuola promuoverà la sottoscrizione all’atto dell’iscrizione dell’alunno di un Patto di Corresponsabilità tra scuola
e famiglia , redatto di concerto tra una rappresentanza della scuola e una rappresentanza della famiglia
individuate dal Consiglio di Istituto. Il patto deriva dal regolamento d’istituto elaborato anche esso dalle
rappresentanze dei genitori e del mondo scolastico.
La legge sulla privacy tutela il trattamento di dati anagrafici e sensibili e richiede il rilascio del consenso dei
genitori con il modulo che verrà consegnato . Il diniego comporterà l’esclusione dell’alunno da alcuni progetti,
dalle gite e dalla comunicazione dei dati all’assicurazione in caso di infortunio. Il Dirigente scolastico è il titolare di
tale tutela , mentre il DSGA è il responsabile di Istituto per il rispetto della norma sulla privacy.
Art. 38 Informazione sui diritti sindacali del personale
In occasione di assemblee sindacali che si svolgono di norma all’inizio o al termine dell’attività didattiche
giornaliere il Dirigente Scolastico sospende le attività didattiche per le sole classi i cui docenti hanno dichiarato di
partecipare all’assemblea, avvertendo le famiglie interessate con ragionevole anticipo tramite Diario o apposito
quaderno delle comunicazioni e disponendo gli eventuali adattamenti di orario, per le sole ore coincidenti con
quelle dell’assemblea, del personale che presta regolare servizio.
In caso di sciopero del personale la scuola avvertirà le famiglie con apposito comunicato e con anticipo almeno
di 5 giorni. E' possibile, quindi, che gli alunni presenti in scuola siano affidati per la vigilanza ai docenti e/o ai
collaboratori scolastici non scioperanti. In situazioni di emergenza verranno comunque impartite opportune
disposizioni. Non sempre sarà possibile garantire il normale svolgimento delle lezioni: sarà effettuata la sola
vigilanza sugli alunni presenti a scuola in caso di sciopero del docente di classe .
Art. 39 Informazione sul Piano dell'Offerta Formativa (P.O.F.)
All'inizio dell'anno scolastico il coordinatore del consiglio di classe illustra agli studenti ed alle famiglie le
opportunità offerte dal piano dell'offerta formativa, comprensivo di tutte le attività e iniziative didattiche e
formative facoltative e/o opzionali. Le attività didattiche aggiuntive facoltative saranno organizzate secondo i
tempi e modalità che tengano conto dei ritmi di apprendimento e delle esigenze di vita degli studenti.
Le comunicazioni agli alunni ed ai genitori sono fatte normalmente scrivere agli alunni sul diario e sull’apposito
quaderno delle comunicazioni con circolari scritte inviate in lettura nelle classi. In forma ufficiale viene adottata
anche la pubblicazione in bacheca web, in particolare per gli atti che devono essere riportati a conoscenza di
tutti.
CAPO V - ACCESSO DEL PUBBLICO
Art. 40 Accesso di estranei ai locali scolastici
Qualora i docenti ritengano utile invitare in classe altre persone in funzione di "esperti" a supporto dell'attività
didattica chiederanno, di volta in volta, l'autorizzazione al Dirigente Scolastico. Gli "esperti" permarrano nei locali
scolastici per il tempo strettamente necessario all'espletamento delle loro funzioni. In ogni caso la completa
responsabilità didattica e di vigilanza della classe resta del docente. Nessun ' altra persona estranea e comunque
non fornita di autorizzazione rilasciata dal Dirigente Scolastico o suo delegato può entrare nell'edificio scolastico
dove si svolgono le attività didattiche. Dopo l'entrata degli alunni verranno chiuse le porte d'accesso esclusa
quella in cui presta servizio di vigilanza il collaboratore scolastico addetto.
Chiunque ha libero accesso, durante le ore di apertura della scuola, al locale dove si trova l'albo d'istituto per
prendere visione degli atti esposti e può accedere all'Ufficio di Presidenza e di segreteria durante l'orario di
apertura dei medesimi. I tecnici che operano alle dipendenze dell’Amministrazione Comunale possono accedere
ai locali scolastici per l'espletamento delle loro funzioni, previo accordo con il Dirigente Scolastico.
I signori rappresentanti ed agenti commerciali devono qualificarsi esibendo tesserino di riconoscimento.
Art. 41 - Accesso e sosta
E' consentito l'accesso con la macchina nel cortile dei plessi scolastici ai genitori o chi ne fa le veci di alunni
portatori di handicap anche temporaneo per un ingresso e una uscita più agevoli e lontani dal flusso degli altri
alunni; è consentito l’accesso ai mezzi scuolabus e della mensa in orari non coincidenti con l’ingresso o l’uscita
degli alunni. I parcheggi di cui sopra sono incustoditi e pertanto la scuola, non potendo garantire la custodia dei
mezzi di cui trattasi, non assume responsabilità di alcun genere per eventuali danni o furti a carico dei mezzi
medesimi. I mezzi devono procedere a passo d'uomo e con prudenza allorché transitano su aree interne di
pertinenza della scuola. In casi di emergenza, per comportamenti non prudenti o quando si ravvisano difficoltà
di funzionamento e di uso degli spazi interessati, il Dirigente Scolastico può adottare i provvedimenti opportuni,
anche di carattere restrittivo.
APPENDICE A
Statuto delle studentesse e degli studenti
Premessa
Il presente Regolamento è conforme ai principi e alle norme dello “Statuto delle Studentesse e degli Studenti”,
emanato con il D.P.R. 24 giugno 1998 n° 249, del Regolamento dell’Autonomia delle Istituzioni Scolastiche,
emanato con il D.P.R. 8 marzo 1999 n° 257, del D.P.R. 10 ottobre 1996, n° 567, e sue modifiche ed integrazioni,
il D.M. n.5 del 16.01.2009. E’ inoltre adeguato a quanto previsto dal DPR 235 del 21/11/07 ed è stato redatto con
la partecipazione di tutte le componenti della comunità scolastica in coerenza col POF, con la consapevolezza che
tutte le componenti operanti nella Scuola, ciascuna nel rispetto del proprio ruolo e secondo le proprie
competenze, sono costantemente impegnate a garantire in ogni circostanza il rispetto delle libertà garantite dalla
Costituzione della Repubblica Italiana.
Art. 1- Vita della comunità scolastica
La scuola è luogo di formazione e di educazione mediante lo studio, l’acquisizione delle conoscenze e lo sviluppo
della coscienza critica. La scuola è una comunità di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale, informata ai valori
democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni. In essa ognuno con pari dignità e nella
diversità dei ruoli, opera per garantire la formazione alla cittadinanza, la realizzazione del diritto allo studio, lo
sviluppo delle potenzialità di ciascuno e il recupero delle situazioni di svantaggio, in armonia con i principi sanciti
dalla Costituzione e dalla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e con i principi generali
dell’ordinamento italiano. La comunità scolastica, interagendo con la più ampia comunità civile e sociale di cui è
parte, fonda il suo progetto e la sua azione educativa sulla qualità delle relazioni insegnante studente,
contribuisce allo sviluppo della personalità dei ragazzi, anche attraverso l’educazione alla consapevolezza e alla
valorizzazione della propria identità, del loro senso di responsabilità e della loro autonomia individuale e persegue
il raggiungimento di obiettivi culturali ed educativi. La vita della comunità scolastica si basa sulla libertà di
espressione, di pensiero, di coscienza e di religione, sul rispetto reciproco di tutte le persone che la compongono,
quale che sia la loro età e condizione.
Art. 2 – Patto di Corresponsabilità
Il raggiungimento dell’obiettivo della cittadinanza attiva è il fine condiviso da tutte le componenti scolastiche
docenti, dirigente, personale ATA, alunni e famiglie.
A tale proposito viene definito il “Patto di
Corresponsabilità” dei soggetti impegnati nella crescita degli alunni. Il Patto di Corresponsabilità viene redatto
e aggiornato da una apposita commissione formata dal Dirigente Scolastico, da tre docenti e da tre genitori
rappresentativi di ogni ordine scolastico e nominati dal Consiglio di Istituto. Il documento elaborato dalla
commissione viene approvato dal Consiglio di Istituto e allegato alle domande di iscrizione per la presa visione e
la sottoscrizione dei genitori.
Il patto educativo, così condiviso, mira a responsabilizzare le componenti scolastiche sui diritti e doveri dei
soggetti impegnati nel rapporto tra Istituzione scolastica, alunni e famiglie e costituisce il quadro entro cui ogni
soggetto della comunità scolastica trova il riferimento principe per la correttezza dei comportamenti da tenere.
Art. 3 - Disciplina
Il presente regolamento individua i comportamenti che configurano mancanze disciplinari con riferimento al
corretto svolgimento dei rapporti all’interno della comunità della nostra scuola ed ai doveri di cui al Regolamento
di Istituto. Individua le relative sanzioni, gli organi competenti ad irrogarle e il relativo procedimento, secondo i
criteri di seguito indicati. I provvedimenti disciplinari hanno finalità educativa e tendono al rafforzamento del
senso di responsabilità ed al ripristino di rapporti corretti all’interno della comunità scolastica. La responsabilità
disciplinare è personale. Nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato
ad esporre le proprie ragioni. Nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla
valutazione del profitto. In nessun caso può essere sanzionata, né direttamente né indirettamente, la libera
espressione di opinioni correttamente manifestata e non lesiva dell’altrui personalità.
Le sanzioni sono sempre temporanee, proporzionate all’infrazione disciplinare e ispirate, per quanto possibile, al
principio della riparazione del danno. Esse tengono conto della situazione personale dello studente. Allo studente
è sempre offerta la possibilità di convertirle in attività in favore della comunità scolastica. Il temporaneo
allontanamento dello studente dalla comunità scolastica può essere disposto solo in caso di gravi o reiterate
infrazioni disciplinari che violano la dignità e il rispetto della persona e dell’istituzione o vi sia pericolo per
l’incolumità delle persone. La durata dell’allontanamento è commisurata alla gravità del reato ovvero al
permanere della situazione di pericolo: periodi non superiori ai quindici giorni su decisione del Consiglio di Classe,
oltre del Consiglio di Istituto. Nei periodi di allontanamento deve essere previsto, per quanto possibile, un
rapporto con lo studente e con i suoi genitori tale da preparare il rientro nella comunità scolastica.
Nei casi in cui l’autorità giudiziaria, i servizi sociali o la situazione obiettiva rappresentata dalla famiglia o dallo
stesso studente sconsiglino il rientro nella comunità scolastica di appartenenza, allo studente è consentito di di
iscriversi, anche in corso d’anno, ad altra scuola.
Il Consiglio di Classe in sede di scrutinio, a maggioranza assoluta, (art. 2 e 3 D.L. 137/08 L 2169/08) assegna il
voto in decimi sul comportamento tenendo conto delle sanzioni di sospensione: in tal caso il cinque, deciso per
mancanza di dimostrazione da parte dell’alunno di aver compreso lo sbaglio e riparato allo stesso, comporta la
bocciatura. Le sanzioni per le mancanze disciplinari commesse durante le sessioni d’esame sono inflitte dalla
commissione di esame e sono applicabili anche ai candidati esterni.
Art.4 - Impugnazioni
Per l’erogazione delle sanzioni è ammesso ricorso, da parte dei genitori nella scuola secondaria di primo grado,
entro 15 giorni dalla comunicazione ad un apposito Organo di Garanzia interno alla scuola, istituito e
disciplinato da questo regolamento, del quale fa parte un docente designato dal Consiglio di Istituto, due
rappresentanti eletti dai genitori ed è presieduto dal Dirigente Scolastico. La decisione deve essere assunta entro
10 giorni. L’organo di garanzia decide anche sui conflitti che sorgano all’interno della scuola, in merito
all’applicazione del presente regolamento. Il dirigente dell’amministrazione scolastica periferica decide in via
definitiva sui reclami da chiunque vi abbia interesse, contro le violazioni del presente regolamento, previo parere
dell’organo di garanzia regionale.
Art.5 – Sanzioni disciplinari
Le sanzioni disciplinari sono improntate al principio della gradualità proporzionale alla gravità del comportamento.
Si veda la sotto riportata TABELLA delle Infrazioni disciplinari:
DOVERI
valutazione solo
disciplinare
-impegno e
motivazione
COMPORTAMENTI che si caratterizzano come
infrazioni ai doveri
indicatori
esecuzione dei compiti non costante
ritardi nella consegna di elaborati
copiatura di compiti, ricerche anche con l’uso di
internet
mancanza di materiale didattico
-socializzazione
disturbo delle lezioni
non rispetto del materiale altrui
Non è sempre disponibile a rispettare i compagni
Spesso assume un ruolo di gregario
RISPETTO DELL’ISTITUZIONE SCOLASTCICA DEGLI ALTRI DELL’AMBIENTE
-attenzione e
concentrazione
-metodo di studio
-autonomia
valutazione del
comportamento
-Rispetto del
regolamento
d’Istituto
-Rispetto e
collaborazione con
tutti
-Frequenza
mancanza di controllo nei tempi di attività
mancanza di attenzione alle lezioni
Spesso manca di senso pratico e l’organizzazione
del proprio lavoro risulta dispersiva e superficiale
mancata comunicazione alla famiglia di circolari
e simili
falsificazione di firme
violazione intenzionale delle norme di sicurezza e
dei regolamenti degli spazi attrezzati e non
introduzione nella scuola di alcolici,droghe, fumo
uso del cellulare e strumenti elettronici
utilizzo di mms, registrazioni audio e video, di
fotografie digitali al fine di indebita diffusione
danneggiamento volontario di attrezzature, sussidi,
strumenti di laboratorio, strutture e edifici
mancanza di mantenimento della pulizia
dell’ambiente
uso di vocaboli impropri e equivocabili o offensivi
provocazioni verbali
eccessiva maleducazione
comportamenti pericolosi per sé e gli altri
atteggiamenti di violenza e/o soprusi psicologici
verso gli altri
atti di rilevanza penale
assenze non giustificate
ritardi non giustificati senza accompagnamento
del genitore
SANZIONI
ordinate per gradualità in relazione alla gravità della mancanza
PROCEDURE
Ammonizione orale da parte del docente (verifica, con telefonata ai genitori, in caso di ritardi e mancate comunicazioni
di circolari).
Ammonizione scritta da parte del docente sul registro e comunicazione alla famiglia con nota sul libretto.
Ammonizione scritta del D.S. debitamente chiamato in classe dall’insegnante e annotata sul registro. Anche in questo
caso viene data comunicazione alla famiglia con nota sul libretto da parte del docente.
IL CONSIGLIO DI CLASSE, convocato dalla DS in forma allargata a tutte le componenti, a seguito della segnalazione di
una mancanza disciplinare grave , decide l’entità della sanzione . Il DS esegue la contestazione di addebito con
convocazione della famiglia e dell’alunno al fine dell’audizione a difesa rispetto al fatto contestato in presenza del CC
stesso. Il CC in base alla gravità del fatto infligge la sanzione opportuna - Ammonizione scritta del CC - sospensione
dalla attività scolastica con o senza obbligo di frequenza come uditore e con provvedimenti educativi tesi alla correzione
del comportamento , fino a 15 gg.
IL CONSIGLIO DI ISTITUTO, convocato su richiesta del CC o per casi eccezionali ed urgenti dal Presidente, per
mancanza disciplinare molto grave , decide l’entità della sanzione della sospensione oltre i 15gg. Il DS esegue la
contestazione di addebito con convocazione della famiglia e dell’alunno al fine dell’audizione a difesa rispetto al fatto
contestato in presenza del CI stesso. Il CI in base alla gravità del fatto infligge la sanzione opportuna - sospensione dalla
attività scolastica oltre a 15 gg.- esclusione dallo scrutinio finale - non ammissione all’esame di stato
L’allontanamento dalla comunità scolastica oltre i 15gg viene previsto per i casi di comportamenti pericolosi per sé e gli
altri e per fatti di rilevanza penale.In tali casi deve essere prevista una azione congiunta con la famiglia per preparare il
ritorno a scuola; la scuola promuove un percorso di recupero educativo che mira al reintegro dell’alunno. In entrambi i
casi ( Consiglio di Classe e di Istituto ) qualora il genitore dell’alunno da sanzionare sia membro dell’organo collegiale ,
lo stesso non potrà prendere parte alla seduta come consigliere ma solo come assistente del figlio .La seduta è valida
solo se sono presenti la metà + uno dei componenti il Consiglio e la votazione avviene a maggioranza semplice
(maggioranza dei presenti ). A parità di voti, prevale il voto del Presidente.
Procedimento della riunione di Consiglio:
1. convocazione scritta dell’alunno di fronte al Consiglio al fine dell’audizione a difesa sul fatto contestato e invito
al genitore di intervento per l’assistenza del figlio .
2. durante l’audizione deve essere letta la contestazione , invitato l’alunno ad illustrare i fatti e a fornire eventuali
chiarimenti.
3. qualora i genitori e l’alunno , opportunamente avvertiti, non siano presenti , il Consiglio procede ugualmente
alla delibera dando lettura di eventuali comunicazioni scritte da parte degli stessi.
4. usciti alunno e genitori , si procede alla delibera del Consiglio anche sulla base di apposita relazione di verifica
dei fatti redatta dal DS riportante eventuali testimonianze da parte del personale o di alunni in presenza dei
propri genitori.
Lavori riparatori Il Consiglio di Classe definisce la sanzione (lavoro didattico extra, servizio alla classe, lavoro utile alla
scuola) con comunicazione scritta alla famiglia dello studente e accerta che il lavoro assegnato sia stato eseguito .
Sanzioni Amministrative sono inflitte dal DS:
-su segnalazione del docente in caso di danneggiamenti a beni mobili o immobili per dolo o grave incuria in relazione
al valore di riparazione o sostituzione. Il DS comunica per scritto alla famiglia la richiesta di risarcimento del danno da
parte del responsabile.
Si rimanda al Patto di corresponsabilità per l’applicazione di sanzioni “ di gruppo “ in merito a danneggiamenti.
-in caso di indebita diffusione di immagini in relazione all’utilizzo di mms, registrazioni, etc. (senza che la persona
interessata sia stata debitamente informata ed abbia manifestato il proprio consenso). L’ammontare della multa è
previsto dalla legge (Direttiva MPI 30/11/2007).
Art. 6 - Modalità di irrogazione delle sanzioni
Prima di infliggere una sanzione disciplinare occorre che l’alunno possa esporre le proprie ragioni
verbalmente o per iscritto ed in presenza dei genitori.
Nei casi previsti dal precedente articolo i genitori dell’alunno devono essere prontamente avvisati:
• dal docente con comunicazione sul “Quaderno dell’alunno”;
• dalla DS con lettera di richiamo o, nei casi in cui vi sia la convocazione del Consiglio, tramite lettera
raccomandata contenente la contestazione di addebito.
Si dovrà comunicare la data e l'ora di riunione dell'organo collegiale nonché l'invito ai genitori ad assistere il
proprio figlio nell'esposizione delle proprie ragioni.
Se i genitori e l’alunno, pur correttamente avvisati, non parteciperanno alla riunione, il Consiglio procederà
basandosi sugli atti e sulle testimonianze in proprio possesso.
E’ compito del Dirigente Scolastico verificare le situazioni contestate e raccogliere le dovute informazioni con
resoconti verbali e o atti scritti; sulla base del procedimento di indagine e dei risultati emersi, il Consiglio
deciderà in merito alla sanzione ritenuta idonea, tenendo conto anche di eventuali aggravanti (reiterazione,
volontarietà) e/o attenuanti (involontarietà, capacità di previsione causa effetto dell’alunno, etc.).
Gli organi collegiali decidono la sanzione senza la presenza dello studente e dei suoi genitori.
La sospensione può prevedere:
- l'obbligo di frequenza per tutte le attività scolastiche;
- l'obbligo di frequenza per tutte le attività scolastiche ad eccezione di alcune;
- l'obbligo di frequenza solo per alcune attività scolastiche;
- la non partecipazione ad attività didattiche che si svolgono fuori dalla scuola come visite, viaggi e simili;
- l'allontanamento da tutte le attività scolastiche.
Su proposta del Consiglio può essere offerta allo studente la possibilità di convertire la sospensione con
attività in favore della comunità scolastica quali:
a- l’alunno svolge un lavoro a casa per redigere un progetto multidisciplinare da spiegare poi alla classe; il
numero delle materie da inserirvi e l’argomento verranno scelti in base alla gravità del fatto; tale attività
sarà poi sottoposta a valutazione nelle discipline coinvolte;
b- l’alunno si pone a servizio di altri ragazzi in classe, per aiuto, in modo da recuperare l’aspetto relazionale
corretto di rapporto interpersonale
c- l’alunno dovrà tenere un’esposizione in classe, a seguito di ricerche svolte, sugli argomenti correlati alla
sanzione;
d- ll’alunno sarà esonerato, per un periodo temporale da stabilirsi in base alla gravità del fatto, dalla
frequenza dei laboratori opzionali pomeridiani e sarà invece inserito nei laboratori a classe chiusa.
In caso di sospensione il Dirigente Scolastico dovrà dare comunicazione scritta ai genitori specificando la
motivazione, i tempi e le modalità.
Art. 7 – Valutazione del Comportamento
Ai sensi del D.M. 5/09 art. 4 commi 1 e 2, a seguito della sanzione di allontanamento sopra i 15 gg , il
Consiglio di Classe, in sede di scrutinio finale per la valutazione degli apprendimenti e del comportamento,
valuterà se attribuire per quest’ultimo un voto inferiore ai 6/10 qualora l’alunno non abbia dimostrato
apprezzabili e concreti cambiamenti nel comportamento, tali da evidenziare un sufficiente livello di
miglioramento nel suo percorso di crescita e maturazione. La decisione dovrà essere motivata con chiarezza
nel verbale.
La valutazione disciplinare dei singoli docenti inerente l’impegno,la motivazione, la partecipazione ed
attenzione, il metodo di studio, l’autonomia viene accompagnata ,quando necessario, da
note
(SOPRATTUTTO a carattere educativo con ammonizioni orali e scritte) relative a:
o Esecuzione di compiti non costante (impegno)
o Ritardi nella consegna di elaborati (autonomia e metodo)
o Mancanza di materiale(autonomia e metodo)
o Mancanza di attenzione alle lezioni (partecipazione e attenzione)
o Disturbo delle lezioni Atteggiamento non propositivo nella classe, (socializzazione motivazione )
o copiatura di compiti, ricerche anche con l’uso di internet(impegno)
I docenti le trascriveranno sul loro registro personale, e le segnaleranno alla famiglia, sul librettino
dell’alunno. Il docente potrà anche convocare direttamente la famiglia per un colloquio. In questo caso il
docente ne lascerà traccia nel registro di classe.
17
Nel caso in cui dal monitoraggio bimestrale emerga un atteggiamento diffuso di disinteresse e di disimpegno
generalizzato, il c.d.c. se ne farà carico, convocando la famiglia con lettera per cercare una modalità
condivisa di recupero di un impegno adeguato.
La
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
valutazione del comportamento avverrà sulla base dei seguenti indicatori:
Rispetto del regolamento d’Istituto
Rispetto e collaborazione con tutti
Frequenza
assenze non giustificate
ritardi non giustificati senza accompagnamento del genitore
mancata comunicazione alla famiglia di circolari e simili
falsificazione di firme
Uso di vocaboli offensivi con i pari
Provocazioni verbali /prese di giro da alunno ad alunno o da gruppo a gruppo
Copiatura e ricerche anche con l’uso di Internet
Mancanza di mantenimento della pulizia dell’ambiente
Non rispetto del materiale altrui Danneggiamento volontario di attrezzature, sussidi, strumenti di
laboratorio, strutture, edifici..
o Disturbo delle lezioni Uso del cellulare e strumenti elettronici non autorizzati o impropri
Tutte le mancanze che i docenti dovranno rilevare in questo ambito dovranno essere trascritte sul registro
di classe e segnalate alla famiglia sul librettino dell’alunno.
N.B. Per quanto riguarda la non corretta comunicazione scuola/famiglia (non giustificazione assenze, non
giustificazione ritardi, mancata firma per presa visione di circolari e simili) occorre attenersi alla modalità sin
qui seguita per i punti e cioè, si annota per promemoria la mancanza sul registro di classe, al terzo giorno,
persistendo la mancanza, si procede alla NOTA ammonizioni orali e scritte ed alla comunicazione alla
famiglia tramite contatto telefonico .
Nel caso in cui tali NOTE dovessero ripetersi (*) alla terza mancanza il docente procede con la richiesta del
Rapporto firmato dalla Dirigente e con la convocazione della famiglia in Presidenza. Atteggiamenti
ineducati gravi, comportamenti pericolosi per sé o per gli altri danno luogo alla stessa sanzione.
La Reiterazione di atteggiamenti già sanzionati con Rapporto vistato dalla Dirigente e colloquio con la
famiglia (**) insieme a: Violazione intenzionale delle norme di sicurezza e dei regolamenti degli spazi
attrezzati e non Introduzione nella scuola di alcoolici, droghe, fumo Utilizzo di mms, registrazioni audio e
video, di fotografie digitali al fine di indebita diffusione Atteggiamenti di violenza e /o sorprusi psicologici
verso gli altri fatti da 2 o più alunni nei confronti del singolo Sottrazione indebita di oggetti altrui Grave
offesa verso alunni deboli, potranno portare ad una richiesta di SOSPENSIONE. (quando una gita/ uscita
didattica è imminente rispetto al comportamento sbagliato il c.d.c può richiedere la non partecipazione)
18
APPENDICE B
Organo di Garanzia
Normativa
Art. 5 DPR 24 giugno 1998 n. 249 come modificato dall’art. 2 DPR 21 novembre 2007 n. 235 denominato
“Regolamento recante modifiche ed integrazioni al Decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998,
n. 249, concernente lo statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria”.

L’Organo di Garanzia interno all’Istituto, previsto dall’art. 4 dello Statuto delle studentesse e degli studenti
(Appendice A), è istituito e disciplinato dal presente regolamento.
Contro le sanzioni disciplinari è ammesso ricorso, da parte di chiunque vi abbia interesse, per iscritto, entro
15 giorni dalla comunicazione della loro irrogazione, ad un apposito organo di garanzia interno alla scuola.
L’Organo di garanzia dovrà esprimersi nei successivi 10 giorni (qualora l’organo di garanzia non decida entro
tale termine la sanzione non potrà che ritenersi confermata) per iscritto.
L’Organo di garanzia decide, da parte di chiunque vi abbia interesse, anche sui conflitti che sorgano
all’interno della scuola in merito all’applicazione del “Regolamento recante lo Statuto delle studentesse e
degli studenti della scuola secondaria”.
Composizione
L'Organo di Garanzia interno della scuola è composto da quattro membri: il Dirigente Scolastico, che lo
presiede, un docente designato dal Consiglio di Istituto e due rappresentanti eletti dai genitori.
Procedura di elezione membri
Il membro docente viene nominato dal Consiglio di Istituto.
I due membri genitori vengono nominati dai genitori degli alunni frequentanti la scuola secondaria di primo
grado. A tal fine la Dirigente invierà ai genitori una comunicazione scritta in cui richiederà la disponibilità ad
essere eletti quale membri dell’Organo di Garanzia. I genitori disponibili alla candidatura dichiareranno alla
Dirigente la propria disponibilità in forma scritta.
In giorno/giorni feriale/i si terrà apposita elezione, con utilizzo di schede di votazione.
In base al numero di voti ottenuti da ciascun genitore candidato verrà stilata una graduatoria da cui si
trarranno i due membri effettivi dell’Organo di Garanzia.
Tale graduatoria verrà utilizzata in caso di necessità di subentro membro (per dimissione, decadenza dei
genitori) ed in caso di supplenza (in caso di incompatibilità [es. qualora faccia parte dell’Organo di Garanzia
lo stesso soggetto che abbia irrogato la sanzione] o di dovere di astensione [es. qualora faccia parte
dell’Organo di Garanzia il genitore dello studente sanzionato]).
Qualora il numero dei genitori eletto non sia quello previsto dal regolamento e in assenza di nominativi di
altri genitori in graduatoria, si procederà all’integrazione con ulteriore elezione. I membri saranno in carica
fino a decadenza dell’organo prevista dopo tre anni dalla prima elezione
Funzionamento dell’organo e durata
La Convocazione dell’Organo di Garanzia spetta al Presidente (Dirigente Scolastico) che provvede a
designare, di volta in volta, il segretario verbalizzante. L’avviso di convocazione deve pervenire ai membri
dell’Organo, per iscritto, almeno quattro giorni prima della seduta.
Per la validità della seduta è richiesta la presenza di tutti i componenti dell’Organo di Garanzia (organo
perfetto).
Ciascun membro dell’Organo di Garanzia ha diritto di parola e di voto; l’espressione del voto è palese. Non è
prevista l’astensione. In caso di parità prevale il voto del Presidente.
Il Presidente, in preparazione dei lavori della seduta, deve accuratamente assumere tutti gli elementi utili
allo svolgimento dell’attività dell’Organo, finalizzata alla puntuale considerazione dell’oggetto all’ordine del
giorno.
L’esito del ricorso va comunicato per iscritto all’interessato.
L’Organo di garanzia dura in carica 3 anni scolastici.
19
Organo di garanzia regionale
Il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale, o un Dirigente da questi delegato, decide in via definitiva sui
reclami di chiunque vi abbia interesse, contro le violazioni del “Regolamento recante lo Statuto delle
studentesse e degli studenti della scuola secondaria” anche contenute nei regolamenti degli istituti. Il
termine della proposizione del reclamo è di 15 giorni, decorrenti dalla comunicazione della decisione
dell’Organo di Garanzia della scuola o dallo spirare del termine di decisione ad esso attribuito.
La decisione è assunta previo parere vincolante di un Organo di Garanzia regionale composto da tre docenti
e da tre genitori designati nell’ambito della comunità scolastica regionale e presieduto dal Direttore
dell’Ufficio Scolastico Regionale o da un suo delegato.
L’Organo di Garanzia regionale, dopo aver verificato la corretta applicazione della normativa e dei
regolamenti, procede all’istruttoria esclusivamente sulla base dell’esame della documentazione acquisita o di
memorie scritte prodotte da chi propone il reclamo o dall’Amministrazione. Non è consentita in ogni caso
l’audizione orale del ricorrente o di altri controinteressati.
Il parere è reso entro il termine di 30 giorni. In caso di decorrenza del termine senza che sia stato
comunicato il parere o senza che l’Organo di Garanzia Regionale abbia rappresentato esigenze istruttorie,
per cui il termine è sospeso per un periodo massimo di 15 giorni e per una sola volta (art. 16 comma 4
Legge 7 Agosto 1990, n° 241) il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale può decidere indipendentemente
dall’acquisizione del parere.
Ciascun Ufficio Scolastico Regionale individua con apposito atto le modalità più idonee di designazione delle
componenti dei docenti e dei genitori all’interno dell’Organo di Garanzia Regionale al fine di garantire un
funzionamento costante ed efficiente dello stesso.
L’Organo di Garanzia Regionale resta in carica due anni scolastici.
20
APPENDICE C
Regolamento recante i criteri generali per la programmazione e l’attuazione delle uscite didattiche, delle
visite guidate e dei viaggi di istruzione
Finalita’ e organizzazione
La scuola considera i viaggi di istruzione, le visite guidate a musei, mostre, manifestazioni culturali, di
interesse didattico o professionale, lezioni con esperti e visite a enti istituzionali o amministrativi, la
partecipazione ad attività teatrali e sportive, i soggiorni presso laboratori ambientali, la partecipazione a
concorsi provinciali, regionali, nazionali, a campionati o gare sportive, a manifestazioni culturali o didattiche,
i gemellaggi con scuole estere parte integrante e qualificante dell'offerta formativa e momento privilegiato di
conoscenza, comunicazione e socializzazione. Le attività sportive costituiscono parte integrante dell'attività
didattica e verranno effettuate con la collaborazione di tutti i docenti. Il Consiglio di Classe, di Interclasse o
di Intersezione, prima di esprimere il parere sui relativi progetti, li esamina, verificandone la coerenza con le
attività previste dalla programmazione collegiale e l'effettiva possibilità di svolgimento e nell'ipotesi di
valutazione positiva, indica gli accompagnatori, compreso l'accompagnatore supplente.
Numero annuo delle uscite/viaggi e periodo
Non viene stabilito un numero massimo per classe di giorni da dedicarsi a uscite didattiche, visite guidate,
viaggi di istruzione, ex-tempore, attività motorie fuori sede come i giochi della gioventù, ma si rimanda al
coordinamento a settembre/ottobre da parte dei Consigli di Classe di tutto il piano delle uscite/visite ecc.
dell’anno scolastico, così da prevedere i possibili recuperi (in modo che le classi perdano il minimo delle ore
di lezione delle varie discipline). In relazione ai periodi per la realizzazione delle gite, è rimessa al
consiglio di classe e interclasse la decisione in merito al periodo. Qualora rientrante nell’ultimo mese di
lezione, in periodi festivi, prefestivi o forte flusso turistico nelle mete scelte (deroga da quanto previsto dalla
C.M. 291), il consiglio di classe / interclasse deve assicurare che:
non esista una ricaduta negativa sull’ultimo forte impegno scolastico richiesto per la conclusione positiva
dell’anno scolastico;
che non sussistono condizioni di pericolo in merito alla vigilanza sugli alunni derivanti da un eventuale
affollamento turistico;
la scelta del periodo sia legata a una programmazione didattica di carattere ambientale e/o sportivo,
scientifico che vincola la scelta della data.
Docenti accompagnatori
E’ opportuno che i docenti accompagnatori siano individuati tra i docenti appartenenti alle classi frequentate
dagli alunni partecipanti al viaggio e siano preferibilmente di materie attinenti alle sue finalità.
Il rapporto di vigilanza da tenere presente è quello indicato dalle CM 253/91 e 291/92:
- 1 insegnante ogni 15 alunni della stessa classe e almeno due docenti nel caso di una sola classe
partecipante ad una uscita o visita (anche se gli alunni non sono 15);
- 1 insegnante ogni 2 alunni portatori di handicap;
- 1 insegnante ogni 15 alunni delle classi partecipanti in caso di difficoltà a reperire 1 docente in più. In tal
caso è ovvia la responsabilità in vigilando su tutti gli alunni di tutti i docenti:nel caso di più classi partecipanti
ad una uscita o visita si somma il numero degli alunni ed i docenti dovranno garantire il rapporto di vigilanza
di 1 a 15.
L’ eventuale deroga con rapporto di vigilanza di 1 docente fino al numero di alunni della classe, potrà
attuarsi nel caso di uscita didattica sul territorio nell’orario scolastico della giornata su delibera specifica del
Consiglio di Classe / Interclasse richiedente che motivi tale scelta e su dichiarazione del docente
accompagnatore al momento dell’assunzione della responsabilità in vigilando.
Inoltre in caso di presenza di H il rapporto 1/2 può essere modificato su indicazione del CC che valuta la
gravità e la tipologia dell’h presente nella classe secondo le seguenti modalità:
rapporto 0/1: in caso di h lieve e non legato alla sfera comportamentale il CC indica sufficiente il rapporto
docente/alunni della classe 1/15;
rapporto 1/1: in caso di h grave o/e legato alla sfera comportamentale il CC indica necessario il rapporto
docente/alunno h oltre quello della classe 1/15.
21
Si ricorda che non è assolutamente consentita la partecipazione di accompagnatori sprovvisti di
assicurazione infortuni. Nel caso di viaggi di istruzione (che pertanto prevedono almeno un pernottamento)
sarebbe auspicabile l’attuazione di quanto previsto al punto 1 (almeno due docenti a classe).
La funzione di accompagnatore può essere svolta anche dai collaboratori scolastici che però si aggiungono al
numero di docenti sopra detto . Nel designare gli accompagnatori i Consigli di classe, di Interclasse o di
Intersezione, provvederanno ad indicare sempre un accompagnatore in più per ogni classe per subentro in
caso di imprevisto. Se l'insegnante accompagnatore presta servizio in altri plessi è tenuto a concordare con
la Dirigenza gli eventuali impegni.
.
Viaggi d’istruzione
I viaggi, così genericamente denominati, comprendono una vasta gamma di iniziative che si possono così
sintetizzare:
Viaggi d’integrazione della preparazione d’indirizzo, che sono essenzialmente finalizzati all’acquisizione di
esperienze tecnico-scientifiche e ad un più ampio e proficuo rapporto tra scuola e mondo del lavoro, in
coerenza con gli obiettivi didattici e formativi, in particolare degli istituti d’arte e di istruzione tecnica e
professionale;
Viaggi e visite di integrazione culturale, finalizzati a promuovere negli alunni una maggiore conoscenza del
Paese o anche della realtà dei Paesi esteri, la partecipazione a manifestazioni culturali o a concorsi, la visita
presso complessi aziendali, mostre, località di interesse storico–artistico, sempre in coerenza con gli obiettivi
didattici di ciascun corso di studi;
Viaggi e visite nei parchi e nelle riserve naturali considerati come momenti conclusivi dei progetti in cui siano
sviluppate attività connesse alle problematiche ambientali. Si richiama l’accordo di programma fra i Ministeri
dell’Ambiente e della P.I. in materia ambientale per l’importanza che hanno i parchi nazionali e le aree
protette in Italia come luoghi e mete di viaggi d’istruzione;
Viaggi connessi ad attività sportive che devono avere anch’essi valenza formativa, anche sotto il profilo
dell’educazione della salute. Rientrano in tale tipologia manifestazioni sportive scolastiche nazionali ed
internazionali, nonché le attività in ambiente naturale e quelle rispondenti a significative esigenze a carattere
sociale, anche locale. In via permanente si autorizza alla scelta del mezzo di trasporto a noleggio
secondo i criteri di affidabilità delle ditte (COPIT, FAP, Maresca Viaggi) e di minor costo e per le gite solo con
organizzazione di agenzia di viaggi.
Uscite didattiche
Per uscita didattica si intende l’uscita effettuata entro l’orario di lezione con destinazione Pistoia e provincia e
località poste anche nelle province viciniori sempre che vengano effettuate con mezzi pubblici (treno,
autobus di linea) o con lo scuolabus. Le visite didattiche nell’ambito del territorio vicino la scuola vengono
effettuate previa autorizzazione dei genitori valide tutto l’anno mentre per le gite ed i viaggi di istruzione il
consenso è rilasciato di volta in volta. Nel caso manchi una delle tre condizioni si parla di visita guidata.
Pertanto le uscite didattiche che si individuano in base:
• alla durata: entro l’orario di lezione
• alla destinazione: attività didattiche in laboratori attrezzati (laboratori di informatica, ceramica,
iniziative di continuità, iniziative di Pistoia ragazzi e Gong); uscite sul territorio con destinazione
Pistoia e provincia e località poste anche nelle province viciniori sempre che vengano effettuate con
mezzi pubblici (treno, autobus di linea) o con lo scuolabus.
• Al trasporto : solo mezzi pubblici
Per l’uscite didattiche si può derogare dal rapporto di vigilanza 1/15 previsto per le visite guidate e i viaggi
d’istruzione per le uscite a piedi nelle zone limitrofe alla scuola o per uscite sul territorio con mezzi pubblici,
solo su espressa richiesta del docente accompagnatore. Ai genitori viene richiesta una autorizzazione valida
per tutto l’anno scolastico . Le uscite didattiche sono autorizzate dal Consiglio di Istituto in via permanente
con la proposta di approvazione a verbale del Consiglio di Intersezione, Interclasse e Classe delle classi
interessate.
Procedura
22
Le attività approvate e programmate dai Consigli di Classe, Interclasse o Intersezione e dal Collegio dei
Docenti rientrano nel Piano delle Uscite e dei Viaggi Didattici della scuola.
Le proposte devono essere approvate dai Consigli nei CC di ottobre(proposte dei docenti) Novembre
(approvazione della componente genitori del CC) salvo casi eccezionali, per dare modo al Collegio dei
Docenti di approvare l'iniziativa e farla rientrare nel Piano delle Uscite e dei Viaggi Didattici della scuola.
Si auspica la totale partecipazione della classe. Nessun alunno dovrà essere escluso dai viaggi di istruzione
o dalle visite guidate per ragioni di carattere economico. Il limite numerico dei partecipanti al di sotto del
quale non verrà concessa l'autorizzazione è pari all'80% degli alunni frequentanti la classe . I genitori
verseranno una caparra non restituibile in caso di rinuncia alla gita qualora sia stata già fissata la
prenotazione e non vi sia possibilità di rimborso assicurativo.
Il Dirigente Scolastico individua ogni anno scolastico una commissione di coordinazione del Piano delle Uscite
e dei Viaggi Didattici della scuola
Il docente proponente, dopo l'approvazione del Consiglio di Interclasse o di Intersezione di Novembre,
presenta al Coordinatore gli appositi moduli correttamente compilati e sottoscritti indicando la data dell'uscita
o del viaggio , la motivazione didattica il programma e le eventuali guide , i docenti accompagnatori e
almeno tre ditte interpellate peri preventivi di spesa per dare modo al Collegio dei docenti di stilare il piano
annuale delle attività extrascolastica con delibera nel mese di Gennaio ed al Consiglio di Istituto di scegliere
la ditta in base al costo, alla qualità e sicurezza del servizio. Qualora, eccezionalmente, si offrisse
l'opportunità di una visita guidata (senza pernottamento) in occasione di mostre o di altre manifestazioni
culturali con scadenza non prevedibile, si impone comunque di presentare tutta la documentazione
necessaria non oltre il 10° giorno precedente la partenza prevista. Eventuali deroghe al presente
Regolamento possono essere autorizzate dal Consiglio dell'Istituzione Scolastica.
L'uscita o il viaggio costituiscono vera e propria attività complementare della scuola; quindi vigono le stesse
norme che regolano le attività didattiche. Il Dirigente Scolastico, in quanto organo dello Stato, rilascia un
attestato che riporti le generalità del soggetto e una foto dello stesso legata da timbro a secco (in
sostituzione del tesserino rilasciato dall'anagrafe) (art. 293 TULPS). I docenti accompagnatori devono
portare con sé un modello per la denuncia di infortunio e l'elenco dei numeri telefonici della scuola compreso
il numero del fax.
QUANDO
CHI
COSA FA
USCITE NEL 1^ QUADRIMESTRE
Per l’effettuazione di uscite didattiche fuori provincia e visite guidate / viaggi di istruzione nel periodo che va
da SETTEMBRE / NOVEMBRE, occorre inserire le proposte nel verbale di Consiglio di classe, interclasse e
intersezione di settembre, approvare nel Collegio dei docenti di settembre e nel Consiglio di Istituto di
settembre / ottobre.
USCITE NEL 2^ QUADRIMESTRE
Mese di Novembre
QUANDO
Sentiti i genitori, elaborano ed approvano il
Consiglio Classe / Interclasse /
programma dei viaggi d’istruzione nelle sedute
Intersezione
programmate per il mese di novembre
CHI
COSA FA
Mese di GENNAIO
Collegio Docenti Unitario
Verifica la validità educativa e culturale e assicura
il coordinamento dei viaggi programmati dalle
scuole dell’Istituto
Mese di GENNAIO
Consiglio d’Istituto
Su proposta della Giunta Esecutiva, approva
l’attuazione della visita guidata e viaggio
d’istruzione con apposita deliberazione.
23
Per il mese di dicembre i docenti promotori delle iniziative compileranno una dichiarazione più dettagliata in
merito a:
Numero alunni partecipanti
Mezzo di trasporto necessario
Dettaglio su tempi e percorsi PROGRAMMA ANALITICO
Periodo indicativo di effettuazione
Assunzione dell’obbligo di vigilanza
Acquisizione della autorizzazione scritta dei genitori , caparra
Accompagnamento degli alunni con il documento di riconoscimento.
Criteri per la scuola secondaria di 1^ grado:
Durata viaggio: 1/2 gg per le classi quinte prime e seconde; 1/2/3 gg per le classi terze;
Destinazione: nessuna limitazione per gite in Italia che prevedano una visita in altri Stati compresi in
territorio italiano . Viaggio all’estero solo per le terze
Tetto di spesa: massimo € 150,00 ad alunno comprese le uscite per le classi 1 e 2 , oltre per le classi 3
Al momento dell’adesione iniziale verrà richiesta una caparra che sarà trattenuta dalla scuola in caso di
rinuncia;
Partecipanti: i ¾ degli alunni della classe .
Nella programmazione di un viaggio di istruzione si dovrà tenere conto del comportamento educativo e
didattico delle classi interessate, in modo tale che questa esperienza possa risultare un premio, un
riconoscimento per una corretta e responsabile partecipazione alla vita della scuola, o viceversa, una sorta di
punizione per un atteggiamento non sufficientemente responsabile.
Nel verbale del consiglio di classe che delibera la programmazione di un viaggio di istruzione dovranno
comparire i nomi degli accompagnatori e degli eventuali supplenti.
A viaggio effettuato i docenti accompagnatori verificheranno l’iniziativa utilizzando l’apposito modulo.
Si ricorda che non è assolutamente consentita la partecipazione ad alunni sprovvisti di autorizzazione
all’uscita , di assicurazione ed al trattamento dei dati personali da parte dei genitori.
La segreteria curerà:
L’acquisizione di almeno 3 preventivi per noleggio autobus (COPIT, FAP, Maresca Viaggi) o affidamento
dell’organizzazione ad almeno 3 agenzie di viaggi (Zainetto Verde, Girobus, Harlem Viaggi, Antologia Viaggi,
Ukulele, CAP, Deserto blu…) su proposta del docente
La prenotazione di corse bis di linea e scuolabus comunali
L’individuazione della quota da far versare ad ogni famiglia sul Bilancio della scuola (dopo l’approvazione del
Consiglio di Istituto)
La circolare ai genitori per quota , definizione del programma e della data
Il pagamento delle relative fatture
Il Dirigente Scolastico autorizzerà l’effettuazione delle suddette iniziative previa verifica del rispetto di ciò che
prevedono le CM 253/91, 291/92 e 623/96 su “le visite guidate e i viaggi d’istruzione”
Aspetti finanziari
Le spese per la realizzazione di visite guidate e viaggi d’istruzione dovranno essere imputate sugli appositi
capitoli di Bilancio mediante quote poste a carico dei partecipanti o eventuali contributi elargiti da Regione,
Enti Locali e Istituzioni
La procedura di acquisto dei biglietti cumulativi per mezzi pubblici (Copit, Ferrovie dello Stato) sarà curata
direttamente dagli insegnanti accompagnatori che produrranno relativa documentazione al Dirigente
Scolastico o dal personale di segreteria. Eventuali situazioni in difficoltà economiche non possono essere
motivo di pregiudizio rispetto alla partecipazione degli alunni alle visite guidate e ai viaggi d’istruzione
programmati. Gli alunni dovranno versare la quota prevista entro e non oltre il 10° giorno prima della
partenza.A norma di Legge non è consentita la gestione extra-bilancio, pertanto le quote di partecipazione
dovranno essere versate sul c/c bancario dell’istituto dalle singole famiglie o dal docente referente o da un
genitore incaricato. I docenti accompagnatori al rientro devono relazionare, con una sintetica memoria
scritta, al Consiglio di Classe, Interclasse o Intersezione.
24
APPENDICE D
Regolamento rete informatica d'istituto
Norme generali
Ogni anno scolastico il Dirigente Scolastico individua un Responsabile in ogni plesso per la Rete ed i
laboratori d'informatica.
Il personale che opera con la rete deve settimanalmente provvedere ad effettuare copie di backup del
lavoro svolto. Tali supporti dovranno essere custoditi in luogo sicuro. Il riutilizzo di supporti di
memorizzazione per altri scopi deve prima prevedere la loro formattazione.
Gli allievi, gli esterni ed il personale non preposto non possono accedere, né fisicamente né
informaticamente, ai siti in cui sono custoditi dati e/o informazioni sensibili.
Il calendario delle lezioni con utilizzo dei laboratori e delle postazioni di informatica deve essere stabilito
dagli incaricati della stesura dell'orario all'inizio di ogni anno scolastico in coordinamento con il
Responsabile.
L'accesso ai laboratori e/o alle postazioni di informatica in altri momenti deve essere autorizzato e
concordato con la Presidenza o con il Responsabile. I collaboratori scolastici riceveranno il calendario con
le autorizzazioni.
I docenti che accompagnano gruppi di allievi devono stabilire per ognuno di loro la postazione che
occuperà per tutto l'anno scolastico; i docenti compileranno lo schema-piantina e consegneranno copia
al Responsabile.
Copia di tutti gli schemi-piantina sarà consegnato a cura del responsabile al Dirigente Scolastico che le
conserverà nella cassaforte.
Quando si entra in laboratorio si deve accertare che tutto sia in ordine. Ove si riscontrassero
malfunzionamenti o mancanze ci si dovrà riferire prontamente, senza manipolare alcunché, al
Responsabile o alla Presidenza.
Nei laboratori gli allievi dovranno compilare il modulo di postazione sul quale annoteranno data, orario di
utilizzo, classe e nominativi: saranno responsabili di danni o mancanze.
La richiesta ed il conseguente spostamento di apparecchiature multimediali in altro laboratorio o in aula,
se non previsto nel piano orario di utilizzo, deve essere richiesto con congruo anticipo al Responsabile.
Gli allievi devono sistemare gli zaini in zona del laboratorio che non impedisca un regolare sfollamento e
non si arrechi danno agli impianti, altrimenti devono lasciarli fuori in corridoio.
Non è possibile cambiare di posto le tastiere, le stampanti, i mouse, le casse o qualunque altra
attrezzatura o stampato senza autorizzazione del Responsabile.
Il personale e gli allievi dovranno aver cura di rispettare le procedure corrette di accensione, di utilizzo e
di spegnimento delle macchine. Gli allievi non devono mangiare o ingerire liquidi nei laboratori: le
briciole possono causare malfunzionamenti nelle tastiera e/o nelle altre periferiche.
E' possibile l'utilizzo di CD, DVD, penne personali solo previa autorizzazione del Responsabile che vigilerà
sul sistema antivirus.
L'uso delle stampanti va effettuato solo a conclusione del lavoro ed è subordinato a una preventiva
anteprima di stampa per evitare spreco di carta e di inchiostro.
Prima di uscire dal laboratorio occorre accertarsi che le sedie siano al loro posto, che non vi siano
cartacce o rifiuti e che tutte le apparecchiature elettriche siano spente.
In ogni ambiente è conservata la manualistica, opportunamente numerata, del software e dell'hardware
delle postazioni presenti. Per accedere alla manualistica e ai CD relativi occorrerà riferirsi al
Responsabile.
Per motivi di manutenzione ordinaria e/o straordinaria, i PC possono essere riformattati dai Responsabili
senza alcun preavviso. Si consiglia pertanto di salvare i dati nei supporti di memoria in dotazione o nelle
apposite cartelle di backup previste.
Periodicamente il Responsabile provvederà a coordinare l' aggiornamento del software antivirus e a
verificare la consistenza dei firewall.
La violazione del presente Regolamento potrà comportare la temporanea o permanente sospensione
dell'accesso ad internet e/o alle risorse informatiche.
25
Policy d'Istituto
Falsificazioni e imbrogli non sono comportamenti approvati dall'Istituzione Scolastica.
E' vietato cancellare o alterare file presenti in hard disk.
Gli utenti possono utilizzare le postazioni dell'Istituto per accedere in Internet solo per scopi didattici o
collegati alle attività di lavoro degli uffici.
I software installati sono ad esclusivo uso didattico. Chiunque abbia bisogno di aggiornamenti o nuovi
applicativi da acquistare deve farne richiesta al Responsabile tramite l'apposito modulo.
Non è possibile effettuare copie del software presente nelle postazioni salvo autorizzazione del
Responsabile e solo nel caso si tratti di free software.
Non è possibile utilizzare e/o installare software diverso da quello di cui la scuola è regolarmente dotata
di licenza di utilizzo (l'elenco del software di cui la scuola possiede licenza è a disposizione per la
consultazione nei laboratori; in ogni caso ci si può riferire al Responsabile). Si richiama l'osservanza delle
norme per il rispetto del diritto d'autore e del copyright.
E' vietato adottare comportamenti che possano interferire con la privacy e con la libertà di espressione.
E' vietato leggere o consultare le tracce di navigazione di altri utenti.
Non si devono inviare ad alcuno fotografie personali, di amici o di compagni.
E' vietato connettersi a siti proibiti come pure effettuare upload e download di file, scaricare software
non inerenti il proprio lavoro (anche free).
Il software reperibile sulla rete può essere coperto da brevetti e/o vincoli di utilizzo di varia natura.
Leggere sempre attentamente la documentazione di accompagnamento prima di utilizzarlo, modificarlo o
redistribuirlo in qualunque modo e sotto qualunque forma; consultare il responsabile.
E' vietato tentare di alterare la propria identità di rete o tentare di impedire la propria identificazione.
E' vietato utilizzare le postazioni per arrecare molestie.
Occorre rispettare le regole di buon comportamento in rete (netiquette).
In rete occorre sempre rispettare tutti i vincoli di legge.
Comportamenti palesemente scorretti da parte di un utente, quali violare la sicurezza di archivi e
computer della rete, violare la privacy di altri utenti della rete leggendo o intercettando la posta
elettronica loro destinata, compromettere il funzionamento della rete e degli apparecchi che la
costituiscono con programmi (virus, trojan, horses, ecc.) costruiti appositamente, costituiscono dei veri e
propri crimini elettronici e come tali sono punibili.
I docenti d'aula discuteranno con gli allievi della policy della scuola e degli eventuali problemi che
possono verificarsi nell'applicazione delle regole relative all'uso di internet.
Account
Gli utenti che otterranno un account per l'ingresso nella rete d'Istituto dovranno prendere visione del
presente Regolamento e firmare in calce.
Gli allievi accederanno alla rete tramite un account di classe e dei diritti da esso gestiti a cura del
Responsabile.
Il personale può acquisire il diritto all'accesso alla rete completo, locale o remoto, richiedendolo al
Responsabile previa autorizzazione del DS.
Per tutti gli account va indicata una data di presumibile scadenza al termine della quale l'account verrà
automaticamente disabilitato per motivi di sicurezza salvo proroga.
Verificata la disponibilità di prese per la connessione fisica e di indirizzi di rete, qualunque dipendente
dell'istituto può richiedere di connettere alla rete locale dell'Istituzione Scolastica altri calcolatori utili per
le proprie attività didattiche. La connessione è possibile previa autorizzazione del Responsabile o del DS.
Per la connessione temporanea di macchine di visitatori è disponibile un apposito numero di rete, che
verrà reso noto dal Responsabile previa autorizzazione del Dirigente Scolastico. Tali connessioni saranno
annotate sull'apposito registro che riporterà anche gli eventuali collegamenti Internet.
Tutti i dipendenti, docenti, assistenti, collaboratori e allievi secondo disponibilità e previa autorizzazione
del Dirigente Scolastico possono richiedere un account di mail, per la posta.
Chiedere un account comporta l'accettazione implicita delle norme d'uso per le macchine comuni, e delle
norme previste nei commi precedenti.
26
Internet
Il Responsabile coordina la configurazione del software di navigazione con limitazione ai siti proibiti.
E' vietato alterare le opzioni del software di navigazione.
L'utilizzo di Internet è disciplinato tramite specifica prenotazione da parte degli allievi interessati, il
servizio è comunque da utilizzare per soli scopi didattici e di ricerca, da dettagliare e giustificare al
momento della richiesta di prenotazione.
Gli allievi dovranno trascrivere su apposito registro i collegamenti ad INTERNET indicando data, orario e
durata del collegamento, classe e nominativo.
L'Istituzione Scolastica possiede un sito web per il quale è stato nominato un Referente. E' possibile
richiedere la pubblicazione sul sito di rubriche o pagine: la richiesta verrà vagliata ed eventualmente
autorizzata dal referente. La pubblicazione in rete di foto di allievi è da evitare. Se ciò non fosse possibile
occorre acquisire la liberatoria da parte dei genitori e possibilmente sfocare, con gli appositi software di
ritocco fotografico, i volti.
Il referente del sito web dell'Istituzione assicura che il file delle Frequestly Asked Questions (FAQ) venga
aggiornato a intervalli regolari quindicinali.
Il Responsabile provvede periodicamente a memorizzare su CD i log di navigazione e lo consegna al DS
che lo conserva in cassaforte.
Gli allievi possono utilizzare i servizi di mail anche in orario extrascolastico dalle postazioni presenti nella
Mediateca Scolastica.
I docenti possono utilizzare i servizi di mail anche in orario extrascolastico dalle postazioni presenti
nell'aula docenti.
Nel caso di invii di mail a gruppi di destinatari si devono evitare liste di indirizzi nei campi “To:” o “Cc:” e
si utilizza il campo “Bcc:”.
Non aprire allegati provenienti da fonti non conosciute; non aprire allegati con estensione .exe, .com,
.bat; riferirsi sempre al docente d'aula o al Responsabile.
Prima di scaricare documenti o file da Internet chiedere al docente d'aula.
Chiedere sempre il permesso prima di iscriversi a qualche concorso o prima di riferire l'indirizzo della
scuola.
Riferire al Responsabile o al docente d'aula se qualcuno invia immagini che infastidiscono e non
rispondere.
Se qualcuno su internet chiede un incontro di persona, riferirlo al docente d'aula. Le persone che si
incontrano su internet sono degli estranei, e non sempre sono quello che dicono di essere.
Chiedere l'autorizzazione al Responsabile per sottoscrivere una newsletter o una chat room.
Il docente d'aula curerà che gli allievi registrino gli accessi ad Internet, darà chiare indicazioni su come
devono utilizzare internet, la posta elettronica e le chat room, informerà che le loro navigazioni saranno
monitorate.
Netiquette (Network etiquette)
Se si manda un messaggio, è bene che esso sia sintetico e descriva in modo chiaro e diretto il problema.
Il "Subject" del messaggio deve riflettere il contenuto del testo.
È buona norma includere la parola "lungo" alla voce "Subject" in modo che il ricevente possa sapere in
precedenza che ci vorrà tempo per leggere e rispondere a quel messaggio. Oltre le 100 righe è
considerato "lungo".
Limitare la lunghezza delle righe a meno di 65 caratteri e inserire un ritorno del carrello (premendo
Invio) alla fine di ogni riga.
E' buona regola non inviare mai file superiori a 50 Kilobyte. In tal caso, considerare come alternativa il
trasferimento di file o la riduzione a diversi file più piccoli da inviare come messaggi separati.
Se si risponde ad un messaggio, evidenziare i passaggi rilevanti del messaggio originario, allo scopo di
facilitarne la comprensione.
Si deve fare attenzione a non utilizzare espressioni gergali o acronimi se non si è certi che saranno
comprese.
Se si vuole inviare un messaggio personale ad un gruppo, è il caso di chiedere preventiva autorizzazione.
Se si scopre che un messaggio personale è stato erroneamente recapitato ad una lista o gruppo, inviare
un messaggio di scuse.
La rete è utilizzata come strumento di lavoro da molti degli utenti. Nessuno di costoro ha tempo per
leggere messaggi inutili o frivoli o di carattere personale, e dunque non di interesse generale.
Nelle mail usare maiuscole e minuscole. SOLTANTO CON LE MAIUSCOLE È COME SE SI STESSE
URLANDO.
27
Usare i simboli per dare enfasi. Ecco *cosa* intendo dire. Usare i trattini in basso per le sottolineature.
_Guerra e Pace_ è il mio libro preferito.
Usare le faccine sorridenti in sostituzione del tono di voce, ma farlo con parsimonia. :-) è un esempio di
faccina sorridente (guardare lateralmente).
Non è il caso di inviare messaggi d'ira ("flames") anche se si dovesse esser provocati. Se si vogliono
esprimere opinioni forti su un certo testo, è il caso di segnalarlo inserendo un FLAME ON/OFF. Ad
esempio: FLAME ON: Quest'argomento occupa inutilmente banda di trasmissione. È illogico e senza
costrutto. E il resto del mondo è d'accordo con me. FLAME OFF.
Non pubblicare mai, senza l'esplicito permesso dell'autore, il contenuto di messaggi di posta elettronica.
Non pubblicare messaggi stupidi o che semplicemente prendono le parti dell'uno o dell'altro fra i
contendenti in una discussione. Leggere sempre le FAQ (Frequently Asked Questions) relative
all'argomento trattato prima di inviare nuove domande.
Non inviare tramite posta elettronica messaggi pubblicitari o comunicazioni che non siano stati sollecitati
in modo esplicito.
Non essere intolleranti con chi commette errori sintattici o grammaticali. Chi scrive, è comunque tenuto
a migliorare il proprio linguaggio in modo da risultare comprensibile alla collettività.
Non inviare mai lettere a catena via posta elettronica. Su Internet le lettere a catena sono vietate, pena
la revoca dell'account.
In caso si riceva qualcosa di equivoco o illegale ci si rivolgerà al docente d'aula o al Responsabile.
Password
Tutti gli utenti devono cambiare le password ricevute e consegnarne copia in busta chiusa e firmata al
Responsabile. Tale busta sarà rinnovata ogni qualvolta l'utente la cambierà.
Le buste con tutte le password sono trasmesse al DS che le custodisce in cassaforte.
E' opportuno cambiare la password almeno una volta ogni tre mesi.
Le password devono avere un minimo di 8 caratteri, cifre e lettere, possibilmente minuscole e maiuscole
(esempio di password sC52uOla). Sono da evitare la ripetizione di due parole brevi anche rovesciate (es.
melapera, melaalem), le cifre all'inizio o in fondo alla password (es. nicola57), riferimenti espliciti alla
propria persona, famiglia, scuola (es. giovanetti, smsvico3), l'utilizzo dello username come password o
sequenze scontate e nomi comuni. Si suggerisce di utilizzare le iniziali di una frase che si possa ricordare
facilmente (Diplomato nel 1970/71 al liceo Guarini di Ferrara = Dn1/7alGdF).
Gli utenti eviteranno di utilizzare la stessa password per servizi differenti.
Per ragioni di sicurezza, occorre assolutamente evitare di rendere nota a terzi la propria password. Se
ciò accadesse occorrerà cambiare immediatamente password.
Il Responsabile disabiliterà la funzione di memorizzazione delle password nei browser.
Il Responsabile attiverà le password sia su Windows che sullo screensaver avendo cura in quest'ultimo
caso che i tempi siano adeguati.
28
APPENDICE E
Formazione delle classi di scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado
Criteri e punteggi per graduatoria di ammissione
CRITERI PER L’AMMISSIONE ALLE SCUOLE DELL’INFANZIA
COMUNALI E STATALI
Il Consiglio di Istituto annualmente delibera i criteri di ammissione alle scuole dell’infanzia secondo l’accordo
siglato tra Comune di Pistoia e Istituti Scolastici statali.
Vengono comunque riservati criteri particolari poiché le nostre scuole si trovano in posizioni limite rispetto a
più Comuni e le aree di residenza rientranti nell’Istituto Comprensivo sono più ampi rispetto al solo Comune
di Pistoia
CODICE
CRITERI
PUNTEGGIO
Residenti di Zona
p. 1000
Residenti fuori zona ma nel Comune di Pistoia
p. 3
Residenti fuori zona e fuori dal Comune di Pistoia
p. 0
1P
Bambini disabili (Legge 104)
Precedenza *
2P
Bambini con situazioni particolarmente gravi:
- bambini privi di uno o entrambi i genitori (genitore deceduto, bambino non riconosciuto)
- bambini segnalati dal SASC o dall’USL
- bambini in affidamento con richiesta dal Centro Affidi
Precedenza *
5 Fr
Fratello che frequenta l’asilo nido, la scuola materna o la scuola primaria nello stesso edificio
p. 5
6F
Fratelli da 0 a 5 anni (nr. figli_________)
SITUAZIONE FAMILIARE
p. 4 x figlio
6G
Nuova gravidanza
p. 4
7F
Assenza totale dei nonni (deceduti, non residenti, disabili, entrambi lavoratori)
p. 3
8F
Assenza parziale dei nonni (deceduti. non residenti, disabili, lavoratori)
p. 1
9F
Convivenza con un familiare disabile (L. 104*)
p. 2
10 F
Prestazione di assistenza ad un familiare disabile non convivente (L. 104*)
p. 1
11 F
Nonni residenti nella stessa zona della scuola **
p. 2
12 F
Vicinanza della scuola al luogo di lavoro **
p. 1
Padre
OCCUPAZIONE
11 O
Occupati a tempo indeterminato / determinato
p. 6
12 O
Occupati part-time a tempo indeterminato / determinato
p. 5
13 O
Disoccupati con iscrizione al Centro per l’impiego
p. 4
14 O
Studenti
p. 2
15 O
Casalinghe/i
p. 0
Madre
LUOGO DI LAVORO
Luogo (indirizzo completo) e orario di lavoro padre
Luogo (indirizzo completo) e orario di lavoro madre
16 L
Località fuori comune (almeno 3 volte a settimana)
p. 2
17 L
Località fuori provincia (almeno 3 volte a settimana)
p. 3
18 L
19 L
Località fuori regione con rientro serale (almeno 3 volte a settimana)
Località fuori regione con rientro settimanale
ORARIO DI LAVORO
p. 4
p. 5
20 OL
Orario spezzato settimanale su 4/5/6 giorni
p. 2
21 OL
Orario con turni di notte
p. 3
TOTALE
* Allegare certificazione
* * solo per gli alunni residenti fuori zona
A parità di punteggio precede il bambino nato prima
I bambini anticipatari saranno accolti dopo l’esaurimento della graduatoria dei bambini nati nell’anno di
riferimento
29
DISCIPLINARE
•
I genitori hanno la facoltà di presentare domanda di iscrizione in una scuola statale ed una comunale o
in due scuola comunali
•
Non si ritiene accettabile la dizione di famiglia monoparentale in quanto inesistente nel dizionario
giuridico. Hanno la precedenza i bambini non riconosciuti da uno dei due genitori.
•
I bambini non residenti nel Comune di Pistoia hanno diritto e possono presentare domanda di iscrizione
nelle scuole statali e comunali paritarie, le domande vengono inserite nelle graduatorie come fuori zona.
I bambini fuori zona, ma residenti nel comune di Pistoia, avranno ulteriori 3 punti.
•
Nel considerare il fuori zona, fanno eccezione le domande dei bambini che afferiscono al IV Circolo
(Montagnana, Pontelungo e Bertocci), al V Circolo (Valdibrana e San Felice) e all’Istituto Comprensivo
“M. L. King” (Masiano e Badia) in quanto viene considerata non la zona del territorio, ma lo stesso
ambito scolastico del Circolo o dell’Istituto. Ciò significa che un bambino che abita nel territorio di
Masiano è considerato di zona anche per la scuoal di Badia, perché appartenenti allo stesso Istituto
Comprensivo.
•
In caso di esubero di domande di genitori di zona (intendendo tale la zona di competenza dell’Istituto
che comprende anche alcune vie del Comune di Serravalle P.se o Quarrata come via Loreto, via
Pierucciani, via Vecchia Fiorentina, via dei Panconi e via Pontassio) sarà data la precedenza in base alla
vicinanza alla scuola.
•
Dopo la pubblicazione delle graduatorie, se i bambini in lista d’attesa intendono essere accolti presso
un’altra scuola con disponibilità di posti, devono presentare nuova domanda presso l’Istituto scelto ed
hanno la precedenza rispetto a coloro che hanno presentato la domanda fuori termine.
•
Le domande che pervengono fuori termine vanno prese in carico ad esaurimento della lista di attesa.
Le domande fuori termine presentate entro il 31 agosto sono graduate in base ai criteri generali (non in
base all’ordine di arrivo) e la relativa graduatoria verrà pubblicata il 1 settembre di ogni anno scolastico.
•
Le liste delle sezioni devono essere rese definitive entro il 31 agosto al fine di garantire la stabilità degli
inserimenti; dopo tale data non sono ammessi spostamenti da una scuola all’altra.
•
Gli anticipatari saranno accolti al 5 settembre se vi sono ancora posti residui e graduati in base alla
data di nascita. L’iscrizione è comunque eccezionale e consentita solo dopo verifica del livello di
autonomia del bambino stesso e per straordinari motivi familiari.
•
Cambi di residenza: alla presentazione della domanda il genitore che rappresenta il cambio di residenza
al fine di ottenere l’inserimento nei bambini di zona, deve allegare un documento che certifichi tale
prospettiva, comunque è tenuto a presentare entro e non oltre il 31 agosto 2013 la certificazione
dell’avvenuto cambio di residenza anagrafica, pena la collocazione in coda alla lista d’attesa.
•
Nelle istituzioni scolastiche in cui l’organizzazione didattica è per sezioni miste, l’Istituto ha la facoltà di
ammettere con precedenza, rispetto ai bambini di 3 anni, i bambini di 4 e 5 di zona che ancora non
frequentano la scuola dell’infanzia. I bambini di 4 e 5 anni fuori zona hanno la precedenza rispetto ai
bambini di 3 anni fuori zona.
LEGENDA CRITERI
1P
I bambini disabili hanno la precedenza nella scuola di zona, la deroga a questa indicazione è da
valutarsi caso per caso;
3 Fr Comprende le situazioni in cui, nello STESSO EDIFICIO sono presenti scuola dell’infanzia e scuola
primaria;
6F
Assenza totale dei nonni è da intendersi quando tutti i nonni sono residenti fuori dal Comune di
Pistoia, nel caso in cui siano deceduti, quando sono residenti solo in caso di infermità documentata;
8F
Convivenza con un familiare disabile inserito nello stato di famiglia e con documentazione allegata.
30
CRITERI PER LA COMPILAZIONE DI LISTA D’ATTESA
SCUOLA PRIMARIA TEMPO PIENO
In caso di eccedenza rispetto ai posti disponibili il genitore, consapevole delle responsabilità penali cui può
andare incontro in caso di false dichiarazioni, previste dall’art.26 Legge n. 15 del 04.01.1968, per le ipotesi di
falsità in atti e dichiarazioni mendaci dichiara, sotto la propria responsabilità, di essere in possesso dei
seguenti requisiti (barrare il quadrato corrispondente):
CODICE
CRITERI
PUNTEGGIO
1
Risiedere nella zona di competenza della scuola
p. 1000
2
Risiedere nella zona di competenza dell’Istituto Martin Luther King
p. 100
3
Risiedere fuori zona
4
Bambini disabili (Legge 104)
Precedenza
5
Bambini con situazioni particolarmente gravi:
- bambini privi di uno o entrambi i genitori (genitore deceduto, bambino non riconosciuto)
- bambini segnalati dal SASC o dall’USL
- bambini in affidamento con richiesta dal Centro Affidi
Precedenza
6
p. 0
Fratello che frequenta lo stesso edificio
p. 5
SITUAZIONE FAMILIARE
7
Assenza totale dei nonni (deceduti, non residenti, disabili, entrambi lavoratori)
p. 3
8
Assenza parziale dei nonni (deceduti. non residenti, disabili, lavoratori)
p. 1
9
Convivenza con un familiare disabile
p. 2
10
Prestazione di assistenza ad un familiare disabile non convivente
p. 1
11
Nonni residenti nella stessa zona della scuola *
p. 2
12
Vicinanza della scuola al luogo di lavoro *
p. 1
13
Luogo di lavoro di un genitore è sul tragitto casa/scuola/lavoro *
p. 1
14
Occupati a tempo indeterminato / determinato
p. 6
15
Occupati part-time a tempo indeterminato / determinato
p. 5
16
Disoccupati con iscrizione al Centro per l’impiego
p. 4
17
Studenti
p. 2
18
Casalinghe
Padre
OCCUPAZIONE
Madre
p. 0
LUOGO DI LAVORO
Indirizzo completo e orario luogo di lavoro padre
Indirizzo completo e orario luogo di lavoro madre
19
Località fuori comune
p. 2
20
Località fuori provincia
p. 3
21
22
Località fuori regione con rientro serale
Località fuori regione con rientro settimanale
ORARIO DI LAVORO
p. 4
p. 5
23
Orario spezzato settimanale su 4/5/6 giorni
p. 2
24
Orario con turni di notte
p. 3
TOTALE
* solo per gli alunni residenti fuori zona
*La zona di residenza è definita dalla competenza di frazione e, in casi dubbi, dalla zona di competenza dello
scuolabus.
N.B.:
A parità di punteggio viene data la precedenza al bambino di maggiore età.
31
CRITERI GENERALI PER L’ASSEGNAZIONE DEI DOCENTI ALLE CLASSI
Fatte salve le competenze del Dirigente Scolastico, gli insegnanti saranno assegnati alle classi secondo il
criterio della continuità didattica per gli alunni. In caso di più posti vacanti sulla stessa classe il DS valuterà,
vista la proposta del CD, lo spostamento di docenti di altre classi per evitare un totale turn over di insegnanti
sugli stessi alunni per più anni consecutivi o altri casi motivati su richiesta scritta dell’interessato .
In caso di cattedre vacanti, i docenti interessati potranno ottenere, a domanda, una nuova assegnazione.
CRITERI GENERALI PER LA FORMAZIONE DELLE CLASSI SEZIONE SCUOLA DELL’INFANZIA
Le sezioni saranno formate sulla base del numero dei bambini iscritti, conformemente alle norme vigenti.
Nel caso in cui le richieste di iscrizione eccedano il fabbisogno in relazione alle classi autorizzate, gli alunni
saranno iscritti secondo i criteri sopra indicati in base al punteggio raggiunto. Sarà chiamato il primo della
lista d’attesa qualora si liberi il posto.
Le sezioni sono formate con gruppi misti di età e, vista la delibera del CD, saranno a rotazione impegnati
secondo le attività didattiche in entrambe le sezioni in modo da evitare la formazione statica di gruppi di
bambini con eccessivo dislivello di età.
SEZIONE SCUOLA PRIMARIA
Le classi saranno formate sulla base del numero dei bambini iscritti, conformemente alle norme vigenti
relative al rapporto alunni docente ed anche, per evidenti motivi di sicurezza, alla capienza delle aule.
Nel caso in cui le richieste di iscrizione eccedano il fabbisogno in relazione alle classi autorizzate, gli alunni
saranno iscritti secondo i criteri sopra indicati in base al punteggio raggiunto.
SEZIONE SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
Secondo quanto stabilito dal Ministero della Pubblica Istruzione, la previsione del numero delle classi prime è
effettuato sulla base degli alunni iscritti, tenuto conto degli alunni portatori di Handicap e del tasso di
ripetenza degli alunni delle classi prime.
Determinato il numero delle classi si potrà prevedere il funzionamento delle classi a tempo prolungato sulla
base delle richieste presentate dai genitori degli alunni. Nel caso in cui, in seguito alle operazioni di scrutinio
finale, si registri un aumento di alunni da inserire nelle classi prime rispetto a quelli necessari per la
formazione delle classi autorizzate dal Provveditore agli Studi nella fase di adeguamento dell’organico di
diritto alla situazione di fatto, saranno respinte, anche se presentate entro i termini, le domande di iscrizione
degli alunni la cui famiglia risiede in Comuni diversi.
Se richiesto per iscritto dai genitori entro il 5 luglio gli alunni frequentanti le future prime classi potranno
essere inseriti nelle stesse sezioni frequentate dai fratelli nell’anno scolastico in corso o nel precedente.
E’ permessa l’iscrizione a 1 giorno di TP solo per motivi sportivo agonistici e medici
CRITERI COMUNI NELLA SCUOLA DI BASE
Per quanto riguarda l’inserimento degli alunni extracomunitari, essi verranno inseriti nella classe che
corrisponde all’età anagrafica; sarà possibile iscrivere l’alunno alla classe precedente in caso di scarsa
conoscenza della lingua italiana verificata, nell’insieme del livello generale di apprendimento, da una apposita
commissione di docenti.
I criteri di formazione delle classi sono:
1. equa ripartizione di maschi e femmine e del numero totale di alunni;
2. equa ripartizione di alunni con particolari specificità o concentrazione su motivata scelta in ordine alla
tipologia di H, alla dotazione organica di sostegno , al consiglio dei docenti scuola primaria (stranieri,
handicap, etc.);
3. equa ripartizione degli alunni in base alle fasce di apprendimento;
4. reinserimento, salvo motivata proposta del CC, nello stesso corso dell’alunno ripetente;
5. inserimento durante l’anno scolastico di nuovi arrivi nelle classi con minor numero di alunni e/o con
minori casi di scarso profitto.
32
APPENDICE F
Regolamento contenente criteri e limiti per lo svolgimento dell'attività negoziale da parte del
Dirigente Scolastico
(ai sensi dell'art. 33, secondo comma, del decreto n. 44 del 1 febbraio 2001)
IL CONSIGLIO D'ISTITUTO
VISTI gli art. 8 e 9 del DPR 8/3/99, n.275;
VISTO l'art. 33, secondo comma, del Decreto Interministeriale n.44 del 1/2/2001 con il quale viene attribuita
al Consiglio d'istituto la competenza a determinare i criteri e limiti per lo svolgimento dell'attività negoziale
da parte del dirigente scolastico;
VISTO l'art.10 del T.U. 16/4/94, n.297;
VISTO il regolamento d'istituto adottato in data 22 Aprile 2008
EMANA
Ai sensi dell'art.33, 2° comma, del Decreto Interministeriale n.44 del 1/2/2001 il seguente regolamento che
va a costituire parte integrante del regolamento d'istituto
CAPO I
PRINCIPI GENERALI
Art. 1 - Finalità e ambito di applicazione
1. Il presente regolamento disciplina, nell'ambito del D.I 1/2/2001, n.44 - Regolamento concernente le
istruzioni generali sulla gestione amministrativo contabile delle istituzioni scolastiche l'attività amministrativa
inerente lo svolgimento dell'attività negoziale con i soggetti terzi, nonché ai sensi dall'art.33, 2° comma, del
predetto regolamento, i criteri e le limitazioni per lo svolgimento, da parte del Dirigente Scolastico, delle
seguenti attività negoziali:
• contratti di sponsorizzazione;
• contratti di locazione di immobili;
• utilizzazione dei locali, beni o siti informatici, appartenenti alla istituzione scolastica, da parte di
soggetti terzi;
• convenzioni relative a prestazioni del personale della scuola e degli alunni per conto terzi;
• alienazione di beni e servizi prodotti nell'esercizio di attività didattiche o programmate a favore di
terzi;
• acquisto ed alienazione di titoli di stato;
• contratti di prestazione d'opera con esperti per particolari attività ed insegnamenti;
• partecipazione a progetti internazionali.
Art. 2 - Formazione dei contratti
1. L'iter di formazione dei contratti dell'istituzione scolastica si articola nelle seguenti tre fasi:
1. Deliberazione a contrattare: l'ente manifesta la propria intenzione di obbligarsi, e predispone uno
schema di contratto determinandone il fine perseguito, l'oggetto, la clausole essenziali e le modalità
di scelta del contraente.
2. Aggiudicazione: la scelta del contraente viene effettuata secondo la procedura tipica dell'istituzione
scolastica di cui all'art.34 del D.I. n.44 del 1/2/2001, ovvero nei casi imposti dalla legge e ove risulti
più conveniente per l'amministrazione, secondo le procedure dell'asta pubblica, della licitazione
privata, della trattativa privata, dell'appalto concorso.
3. Stipulazione: l'accordo viene formalizzato in un atto a firma del Dirigente nella sua veste di legale
rappresentante dell'Ente.
Art. 3 - Conclusione dei contratti
1. L'iniziativa presa dall'istituzione scolastica per la conclusione di un contratto ha valore d'invito ad offrire e
non di proposta; ciò deve sempre essere precisato nelle richieste di offerta.
2. L'offerta della controparte, invece, è vincolante per la stessa per il periodo fissato dall'amministrazione nel
bando di gara o nella lettera d'invito.
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Art. 4 - Elevazione del limite di somma
1. Il limite di spesa per l'attività di contrattazione relativa all'acquisizione di beni e servizi di cui all'art.34, 1°
comma, del D.I. n.44 del 1/2/2001, in considerazione della particolare consistenza patrimoniale e finanziaria
dell'istituzione scolastica, è elevato a Euro 5.000,00. IVA esclusa.
2. Nessun contratto può essere artificiosamente suddiviso allo scopo di essere sottratto all'applicazione del
presente regolamento.
3. Relativamente all’acquisto di beni e/o servizi di cui all’art 34 c 1 del DI 44/01 , pur senza obbligo di
approvvigionamento degli stessi utilizzando le convenzioni di cui all’ex art 26 L 488/99 (Consip) l’Istituto
deve comunque attenersi a tali convenzioni per determinare il prezzo massimo del bene o del servizio
occorrente.
CAPO II
FUNZIONI E COMPETENZE
Art. 5 - Gli atti amministrativi di competenza del Consiglio d'istituto e del Dirigente scolastico
1. I contratti dell'istituzione scolastica debbono essere affidati attraverso uno dei sistemi previsti dal
successivo art. 8.
2. La scelta della procedura più idonea da adottare per la stipula dei contratti è disposta:
a) dal Consiglio d'istituto nelle materie che il regolamento n. 44 dell'1/2/2001 gli riserva espressamente;
b) dal Dirigente in tutti gli altri casi.
3. La scelta medesima dovrà essere improntata al precipuo fine di assicurare garanzie circa l'efficacia,
l'efficienza, l'economicità, la snellezza operativa dell'azione amministrativa, l'imparzialità nell'individuazione
delle soluzioni, e il rispetto dei principi della concorrenzialità e della “par condicio” tra i concorrenti. Ove il
principio della concorrenzialità pregiudichi l'economicità e l'efficacia dell'azione e il perseguimento degli
obiettivi dell'istituzione scolastica, gli organi competenti, con provvedimento motivato, potranno avvalersi del
sistema ritenuto più congruo nel rispetto delle norme vigenti.
4. L'attività negoziale dell'istituzione scolastica viene svolta dal Dirigente scolastico, in qualità di
rappresentante legale dell'ente, nel rispetto delle deliberazioni del Consiglio d'istituto assunte a norma
dell'art.33 del Regolamento n.44 del 1/2/2001.
5. Il Consiglio d'istituto ha funzioni di indirizzo e controllo della complessiva attività contrattuale dell'ente nel
rispetto delle specifiche competenze del Dirigente e del Direttore SGA.
6. Nello svolgimento dell'attività negoziale il Dirigente si avvale dell'attività istruttoria del Direttore SGA. A tal
fine, al Dirigente compete l'individuazione delle ditte, l'indicazione dei beni e/o servizi e le modalità di
effettuazione delle forniture da specificare nelle richieste di preventivo. Al Direttore SGA, compete
formalizzare la richiesta alle ditte, ricevere le offerte e predisporre il prospetto comparativo da sottoporre al
Dirigente per la scelta del fornitore.
Art. 6 - Commissione di gara
1. L'espletamento della procedura di aggiudicazione a mezzo di asta pubblica, licitazione privata, nonché
trattativa privata previa gara ufficiosa può essere demandato ad apposita commissione.
2. La commissione di gara è composta dal Presidente, da due componenti e da un segretario, con funzione
di verbalizzazione, individuati secondo le modalità di cui ai successivi commi.
3. La Presidenza di dette commissioni è affidata al Dirigente Scolastico (o persona dallo stesso delegata) a
cui compete la sottoscrizione del contratto.
4. Gli altri componenti della commissione sono nominati dal Presidente della Commissione stessa tenuto
conto della particolare tipologia di gara da espletare; di ciò sarà dato atto nel primo verbale dei lavori della
commissione stessa, senza la necessità di altro atto formale.
5. I compiti di segretario verbalizzante sono svolti da un dipendente dell'istituzione scolastica.
6. La commissione espleta i propri lavori in forma collegiale, con la presenza di tutti i commissari. Le
decisioni vengono assunte a maggioranza dei voti. Il processo verbale di gara, redatto dal segretario, della
commissione, viene sottoscritto da tutti i commissari. In caso di parità di voti, prevale il voto del Presidente.
CAPO III
I SISTEMI DI SCELTA DEL CONTRAENTE
Art.7 - Deliberazione a contrattare
1. La deliberazione a contrattare è assunta dal Dirigente e dal Consiglio d'istituto nelle materie che
espressamente gli riserva il regolamento di contabilità scolastica. Essa deve precedere la scelta del
contraente e la stipulazione del contratto.
2. La deliberazione a contrattare deve obbligatoriamente indicare:
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a) il fine che con il contratto s'intende perseguire, vale a dire il pubblico interesse che l'ente intende
realizzare;
b) l'oggetto del medesimo, la forma e le clausole ritenute essenziali;
c) le modalità di scelta del contraente secondo la normativa vigente;
d) le modalità di finanziamento della spesa.
3. Essa è sempre revocabile, ancorché esecutiva, trattandosi di atto che non vincola l'amministrazione la
quale può pertanto ritirarla per sopravvenuti motivi di interesse pubblico.
Art. 8 - La scelta del contraente
1. Alla scelta del contraente si può pervenire attraverso il sistema di gara stabilito dall'art.34 del D.I. n.44 del
1/2/2001, ovvero nei casi in cui è previsto dalla legge e ove risulti più conveniente per l'amministrazione
secondo le procedure dell'asta pubblica, della licitazione privata, della trattativa privata, dell'appalto
concorso.
2. Per le forniture che superino i limiti concordati in sede comunitaria, si dovranno utilizzare i sistemi di gara
e le procedure previste dagli accordi comunitari cosi come recepiti in sede nazionale.
3. Fermo restando il rispetto di tali norme, la scelta del sistema di contrattazione, se diverso dal sistema di
contrattazione tipico delle istituzioni scolastiche, va motivato con prevalente riferimento ai criteri di
economicità ed efficacia.
4. Le minute spese di cui all'art.17 del D.I. n.44 del 1/2/2001, necessari a soddisfare i correnti bisogni di
limitata entità, sono disciplinati da apposita delibera del Consiglio di istituto.
CAPO IV
MODALITÀ DI ESPLETAMENTO DELLE GARE
Art. 9 - La lettera d'invito alle gare
1. Le ditte da invitare a partecipare alle gare con il sistema di contrattazione ordinario di cui all'art.34 del
D.I. n.44 del 1/2/200, sono individuate dal Dirigente scolastico secondo autonomi criteri di idoneità e
affidabilità. Nel caso di gare a licitazione privata e appalto concorso le ditte debbono essere individuate
attraverso il preavviso di gara con le modalità previste dalla legge.
2. I requisiti minimi da richiedere alle ditte partecipanti sono quelli previsti dalla legge.
3. Sono escluse dalla contrattazione le ditte che:
a) si trovino in stato di fallimento, liquidazione, cessazione di attività, concordato preventivo e in qualsiasi
altra forma equivalente secondo la legislazione vigente;
b) nei cui confronti sia stata pronunciata una condanna, con sentenza passata in giudicato, per reati che
attengono alla moralità professionale e per delitti finanziari;
c) in precedenti contratti si sono resi colpevoli di grave negligenza, malafede o inadempienze debitamente
comprovate;
d) non siano in regola con gli obblighi relativi alle contribuzioni previdenziali e assistenziali a favore dei
lavoratori o al pagamento delle imposte e tasse;
e) siano gravemente colpevoli di false dichiarazioni nel fornire informazioni che possono essere richieste ai
sensi del presente articolo.
4. La lettera d'invito, per ogni forma di contrattazione rappresenta un mero invito ad offrire che qualifica la
controparte come proponente e impegna l'istituzione scolastica solo dopo l'aggiudicazione.
5. La controparte non può invocare la responsabilità precontrattuale ove l'ente, assumendo un
provvedimento motivato, decida di non far luogo all'aggiudicazione o alla revoca della gara.
6. La lettera d'invito deve essere improntata alla massima chiarezza, elencando dettagliatamente i requisiti
ed i documenti richiesti, le modalità da seguire per la partecipazione ed individuando con certezza quelle
clausole che, in quanto rispondenti ad un particolare interesse dell'istituzione scolastica appaltante, portano
alla esclusione dalla gara ove siano disattese.
7. Le lettere d'invito per la partecipazione alle gare devono essere spedite, con sistemi che assicurino la
massima certezza circa tale adempimento. Di norma deve essere utilizzata la raccomandata con ricevuta di
ritorno. Gli altri sistemi di estensione dell'invito, quali i telefax, la forma telegrafica, la posta ordinaria sono
da ritenersi applicabili solo in presenza di situazioni eccezionali.
Art.10 - Le offerte
1. I termini da concedere alle ditte per la partecipazione alle gare regolate dalla legislazione nazionale sono,
per quanto riguarda l'asta pubblica, quelli previsti dall'art.64 del R.D. 23/5/1924, n.827, mentre per gli altri
sistemi di affidamento, verranno determinati di volta in volta, nel rispetto dei principi di equità, dalla stazione
appaltante.
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2. Tali termini dovranno essere tali da consentire la presentazione di una offerta seria e ragionata e,
comunque, non essere inferiori alla metà di quelli prescritti per quanto concerne gli appalti soggetti alla
normativa comunitaria.
3. Le offerte hanno natura di proposta irrevocabile. Esse dovranno essere redatte nel rispetto delle norme,
modalità, termini e condizioni previste per legge, dalla lettera d'invito o da qualsiasi altro disciplinare
richiamato per regolare l'affidamento.
4. Le offerte devono essere sottoscritte dal legale rappresentate delle ditte e non possono presentare
correzioni che non siano da lui convalidate con apposita sottoscrizione.
5. Di norma il sistema di presentazione delle offerte è quello dell'inoltro a mezzo del servizio postale in plico
raccomandato.
6. Eventuali deroghe a tale sistema deve essere adeguatamente motivato.
7. Non è ammessa la possibilità di utilizzare soluzioni tra di loro alternative per l'inoltro delle offerte quali ad
esempio il mezzo del plico postale e la consegna a mano.
8. Non sono ammesse offerte per telegramma, nè offerte condizionate o espresse in modo indeterminato o
con semplice riferimento ad altra offerta.
9. Nel caso di presentazione a mezzo del servizio postale le offerte debbono presentare all'esterno della
busta, in modo chiaro ed inequivocabile, il nominativo del partecipante e l'indicazione della gara cui si
riferiscono. Ove sia prevista la necessità di esaminare preliminarmente la documentazione ritenuta
propedeutica all'ammissione, si deve utilizzare il sistema della doppia busta. In tal caso la busta contenente
la sola offerta, chiusa in altra più grande contenente i documenti richiesti per la partecipazione, verrà aperta
soltanto se la documentazione necessaria per l'ammissione risulterà regolare.
10. I termini previsti per la partecipazione debbono intendersi perentori e l'offerta viaggia a rischio e pericolo
dell'offerente.
11. Ai fini dell'accertamento del rispetto dei termini di reperimento dell'offerta stessa, farà fede il timbro di
arrivo e la declaratoria od attestazione circa il giorno e l'ora del ricevimento, apposta dal funzionario
responsabile del procedimento.
12. Quando in una offerta vi sia discordanza tra il prezzo indicato in lettere e quello indicato in cifre è valida
l'indicazione in lettere.
Nel caso in cui vi siano errori di calcolo del prezzo complessivo, vale quale offerta il prezzo risultante dal
corretto calcolo effettuato sulla base dei prezzi unitari offerti.
13. Possono essere presentate più offerte aventi lo stesso oggetto a condizione che l'offerta successiva sia
presentata nel rispetto dei termini e delle modalità previste per l'offerta principale. In tal caso viene presa in
considerazione l'ultima offerta in ordine di tempo.
14. Non è ammissibile la presentazione di più offerte per le quali non si possa individuare l'ultima.
15. Scaduto il termine utile per la loro presentazione, le offerte non possono essere ritirate, modificate o
integrate e divengono quindi impegnative per la ditta proponente.
16. Nel caso in cui l'aggiudicazione non sia prevista seduta stante ma differita in un momento successivo,
l'offerta si considera valida per un periodo di tempo pari a quello ipotizzato nella lettera d'invito od in
mancanza di tale indicazione, per quello normalmente necessario per compiere le operazioni che dovrebbero
condurre alla definitiva aggiudicazione.
17. Qualora detto termine di validità sia scaduto prima dell' aggiudicazione, deve essere acquisita, prima di
procedere all'esame delle offerte, la conferma circa la loro validità.
Art. 11 - Le offerte risultanti uguali
1. Nel caso due o più concorrenti risultanti aggiudicatari abbiano presentato offerte uguali, il Presidente
dispone immediatamente una nuova gara tra i concorrenti presenti, con il metodo che riterrà più opportuno,
ed aggiudicherà l'appalto al migliore offerente.
2. Ove i concorrenti non siano presentì o rifiutino la seconda gara, si procederà all'individuazione
dell'aggiudicatario, mediante estrazione a sorte.
Art. 12 - Annullamento e revoca della gara
1. L'annullamento o la revoca di una gara in corso di espletamento necessita di una congrua e seria
motivazione che ponga in evidenza le ragioni giustificative del provvedimento che può essere adottato solo a
tutela dell'interesse pubblico e non in presenza di irregolarità formali che possano dar luogo ad una
sanatoria.
2. Nel caso in cui per la ditta aggiudicataria dovesse essere accertato, successivamente all'aggiudicazione, il
mancato possesso di uno dei requisiti essenziali per il perfezionamento del rapporto contrattuale, si
procederà aggiudicando l'appalto alla ditta immediatamente seguente nella graduatoria.
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CAPO V
STIPULAZIONE DEL CONTRATTO
Art. 13 - Contenuti del contratto
1. Il contenuto del contratto deve essere conforme agli elementi e alle clausole indicate nella lettera d'invito
e deve di norma includere le condizioni di esecuzione, il corrispettivo, le modalità di pagamento, la facoltà
dell'istituzione scolastica di risolvere il rapporto nei casi di inadempienza e/o di esecuzione in danno, salvo il
risarcimento di cui all'art.18 ed altre eventuali clausole quali le penali e le modalità di verifica di regolare
esecuzione.
2. Il contratto deve avere termini di durata certi. Salvi i casi consentiti dalla legge la durata non può essere
variata in corso di esecuzione del contratto.
Art. 14 - Stipula dei contratti
1. La stipulazione consiste nella redazione formale del contratto. Essa consegue alla fase di aggiudicazione.
2. I contratti sono stipulati dal Dirigente scolastico o da persona dallo stesso delegata.
3. La ditta aggiudicataria è tenuta a versare, di norma prima della stipula del contratto l'importo dovuto per
le spese contrattuali, cioè quelli di copia e bollo, gli oneri di registrazione del contratto. Tale importo viene
versato direttamente al Direttore SGA mediante assegno circolare non trasferibile oppure mediante bonifico
bancario presso l'istituto cassiere dell'istituzione scolastica. Al Direttore SGA compete la gestione e la
rendicontazione di tale deposito.
4. I contratti possono essere stipulati in una delle seguenti forme:
a) in forma pubblica ordinaria, ai sensi dell'art.102 del regolamento di contabilità di stato, e cioè a mezzo del
Notaio, allorché lo richiedano l'amministrazione od il contraente privato. L'indicazione del nominativo del
Notaio rogante compete alla parte a carico della quale sono poste le spese contrattuali;
b) In forma pubblica amministrativa, cioè a mezzo del Direttore SGA in veste di ufficiale rogante;
c) Mediante scrittura privata autenticata ai sensi degli artt. 2702 e 2703 del codice civile;
5. I contratti di importo inferiore ad € 5.000, IVA esclusa, possono altresì essere stipulati, oltre che nelle
forme pubblica ordinaria e pubblica amministrativa, secondo le sotto riportate modalità
a) per mezzo di scrittura privata, firmata dal Dirigente scolastico e dalla controparte;
b) con atto separato di obbligazione sottoscritto dall'offerente ed accettato dall'istituzione scolastica;
c) per mezzo di obbligazione stesa in calce al capitolato;
d) per mezzo di corrispondenza, secondo l'uso del commercio, quando sono conclusi con ditte commerciali.
(offerta e successiva conferma d'ordine).
6. Nell'ipotesi di cui ai punti b), c), d), la ditta resta vincolata fin dal momento dell'aggiudicazione, mentre
per l'istituzione scolastica è subordinato alla verifica dei requisiti di cui alla vigente legge antimafia.
7. Tranne i casi in cui la forma del contratto è prescritta dalla legge, essa verrà determinata all'atto della
determinazione a contrattare, tenendo conto del valore economico del contratto o della natura delle forniture
e nel rispetto dei principi di efficacia, efficienza ed economicità dell'attività amministrativa.
8. L'adempimento della stipulazione deve avvenire entro il termine indicato nella comunicazione alla ditta
aggiudicataria, mediante lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, dell'avvenuta predisposizione del
contratto. Decorso inutilmente tale termine il Dirigente scolastico potrà revocare l'aggiudicazione e disporre
l'affidamento a favore dell'offerente che segue in graduatoria. In tal caso l'istituzione scolastica è liberata da
ogni obbligo verso la parte inattiva. E' fatta salva la facoltà dell'amministrazione di attivare tutte le azioni da
porre in essere per la esecuzione del contratto e il risarcimento dei danni.
Art. 15 - Adempimenti connessi alla stipula
1. Il Direttore SGA è abilitato a rogare i contratti ai sensi dell'art.34, 6° comma, del D.I. n.44 del 1/2/2001,
nell'esclusivo interesse dell'istituzione scolastica, secondo la normativa vigente in materia.
2. I contratti e gli atti di sottomissione, conclusi dall'istituzione scolastica e stipulati in forma pubblica
ordinaria, ovvero in forma pubblica amministrativa, ovvero ancora mediante scrittura privata autenticata,
vengono registrati a cura del Notaio rogante o dell'ufficiale rogante, entro il prescritto termine di 20 gironi
dalla stipula dei medesimi.
3. Il Direttore SGA provvede alla tenuta del repertorio, alla iscrizione su di questo degli atti da lui rogati,
nonché a tutti gli ulteriori adempimenti legali e fiscali per dare compiuto l'iter del contratto.
4. Per tali contratti egli provvede inoltre all'autentica delle copie degli atti ed al rilascio delle stesse alle parti
che ne facciano richiesta.
Art. 16 - Spese contrattuali
1. Le spese contrattuali necessarie per la stipula e per i successivi adempimenti, anche di ordine tributario,
cui il contratto stesso dovrà essere sottoposto, saranno così regolate:
a) se poste a carico del privato contraente, questi sarà invitato a versare, sul conto dell'istituzione
scolastica presso l'istituto cassiere, un deposito presuntivamente qualificato da cui si preleveranno le somme
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occorrenti. Esaurite le operazioni si procederà alla liquidazione del conto, rimettendo all'interessato una
distinta delle spese effettivamente sostenute ed il conguaglio attivo o negativo del conto che dovrà essere
saldato entro 30 giorni.
b) Se poste a carico dell'istituzione scolastica si preleveranno le somme che si renderanno necessarie
attraverso il fondo minute spese;
c) Nel caso che l'istituzione scolastica anticipi le somme dovute, si procederà al loro recupero. Ove
dovessero riscontrarsi difficoltà seguendo la forma ordinaria, si attiverà la forma abbreviata e privilegiata
prevista dall'art.98 della legge sul registro, per il recupero dell'imposta di registro anticipata, ovvero si
tratterrà la somma dovuta dal contraente, aumentata degli interessi, sul primo pagamento relativo al
contratto.
Art. 17 - Attività di gestione dei contratti
1. L'originale del contratto una volta stipulato, rogato e registrato, nonché quello soggetto a registrazione
anche in caso d'uso, è custodito dal Direttore SGA nella sua veste di responsabile del procedimento.
2. Per il Direttore SGA nella sua veste di responsabile del procedimento, la gestione del contratto comporta
anche la vigilanza sul regolare e tempestivo adempimento degli impegni e delle obbligazioni
contrattualmente assunte dalle parti. Spetta al responsabile del procedimento azionare e far valere
direttamente le clausole anche di natura sanzionatorie, previste dal contratto stesso, ogni qual volta se ne
realizzino i presupposti.
3. Spetta altresì al responsabile del procedimento la vigilanza sulla regolarità dell'esecuzione delle prestazioni
poste a carico delle parti nell'ambito dei rapporti di collaborazione, disciplinati mediante stipula di
convenzioni o di appositi disciplinari, con professionisti esterni.
4. Compete al responsabile del procedimento evitare che si verifichino ritardi od omissioni negli adempimenti
di natura tecnica, amministrativa, contabile, tali da comportare conseguenze negative per l'istituzione
scolastica.
5. Nell'ipotesi di cui al comma 4 il responsabile del procedimento riferisce immediatamente al Dirigente
scolastico, chiarendo le ragioni dei ritardi e delle omissioni.
Art. 18 - Inadempienze contrattuali
1. Nel caso di inadempienza contrattuale l'istituzione scolastica, dopo formale ingiunzione rimasta inesitata,
può affidarne l'esecuzione, a spese dell'affidatario, ad un nuovo soggetto, salvo l'esercizio dell'azione per il
risarcimento del danno.
2. I provvedimenti intesi a promuovere la risoluzione del contratto medesimo per inadempienza, ad esperire
le azioni per l'esecuzione in danno e per il risarcimento dei danni subiti competono al Dirigente scolastico. Al
medesimo compete adottare le misure ritenute necessarie per i casi di irregolarità o ritardi non configuranti
inadempienze in senso proprio.
CAPO VI
CRITERI E LIMITI INERENTI I SINGOLI CONTRATTI
Art. 19 - Contratti di sponsorizzazione
1. La stipula dei contratti di sponsorizzazione può essere disposta dal Dirigente Scolastico, ai sensi dell'art.
41 del D.I. n.44 del 1/2/2001, nel rispetto delle seguenti condizioni:
a) In nessun caso è consentito concludere contratti in cui siano possibili forme di conflitto d'interesse tra
l'attività pubblica e quella privata;
b) non è consentito concludere accordi di sponsorizzazione con soggetti le cui finalità ed attività siano in
contrasto, anche di fatto, con la funzione educativa e culturale della scuola.
c) non è consentito concludere contratti di sponsorizzazione con soggetti che svolgono attività concorrente
con la scuola;
d) nella scelta degli sponsor si dovrà accordare la preferenza a quei soggetti che per finalità statutarie, per
le attività svolte, abbiano dimostrato particolare attenzione nei confronti dei problemi dell'infanzia e della
adolescenza.
e) la sponsorizzazione è ammessa per le seguenti attività svolte nella scuola: pubblicazione POF, calendario e
depliant.
Art. 20 - Contratto di locazione di immobili
1. I beni immobili di proprietà dell'istituzione scolastica possono essere ceduti in locazione a soggetti pubblici
e privati secondo la disciplina dettata dagli artt. 1571 e seguenti del codice civile.
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2. Il Dirigente nel determinare il canone d'affitto dovrà tenere conto dei costi di gestione dell'immobile in
termini di manutenzione straordinaria e pagamento delle imposte.
Art. 21 - Contratto di utilizzazione, dei beni e dei locali scolastici da parte di soggetti terzi
1. Il contratto deve prevedere le seguenti clausole e condizioni:
a) la concessione in uso dei locali deve essere compatibile con l'attività educativa svolta nell'istituto stesso,
cioè nel senso che non può essere limitativa delle attività didattiche dell'istituto;
b) precisare il periodo della concessione in uso dell'edificio e le modalità tassative di utilizzo dei locali da
parte del concessionario;
c) precisare l'obbligo del concessionario di stipulare una polizza assicurativa per la responsabilità civile per
garantire eventuali possibili danni;
d) precisare che il concessionario assume l'obbligo della custodia dell'edificio;
e) precisare che il concessionario assume la responsabilità in ordine alle attività e destinazione dell'edificio;
f) precisare che la scuola e l'ente proprietario dei locali devono essere tenute esenti da spese connesse
all'utilizzo dei locali;
g) il corrispettivo per l'uso dei locali è stabilito in via discrezionale dal Dirigente, comunque non dovrà essere
inferiore al costo derivante dalle utenze, pulizie e/o eventuale personale di sorveglianza, perché tali
prestazioni vanno retribuite con parte dei proventi accessori in quanto resi a favore di terzi.
Art. 22 - Contratto di utilizzazione di siti informatici da parte di soggetti terzi
1. L'istituzione scolastica può ospitare sul proprio sito informatico istituzioni di volontariato, associazioni tra
studenti, collegamenti verso altre istituzioni scolastiche, o enti di interesse culturale allo scopo di favorire la
creazione di sinergie tra soggetti comunque coinvolte in attività educative e culturali.
2. Il contratto, in particolare, dovrà prevedere:
a) L'individuazione da parte del Dirigente scolastico del responsabile del servizio, il quale assume la
responsabilità per i contenuti immessi nel sito. A tal fine il Dirigente scolastico dovrà verificare non solo il
nominativo, ma anche la qualificazione professionale e la posizione dello stesso rispetto all'organizzazione
richiedente.
b) La specificazione di una clausola che conferisca al dirigente la facoltà di disattivare il servizio qualora il
contenuto dovesse risultare in contrasto con la funzione educativa della scuola.
Art. 23 - Contratti di prestazione d'opera
1. All'inizio dell'anno scolastico, il Dirigente, sulla base del piano dell'offerta formativa (POF) e alla previsione
dei progetti che saranno deliberati nel programma annuale, individua le attività e gli insegnamenti per i quali
possono essere conferiti contratti ad esperti esterni e ne dà informazione con uno o più avvisi da pubblicare
all'albo ufficiale della scuola e sul proprio sito web o altra forma di pubblicità ritenuta più opportuna.
2. Gli avvisi dovranno indicare modalità e termini per la presentazione delle domande, i titoli che saranno
valutati, la documentazione da produrre, nonché l'elenco dei contratti che s'intendono stipulare. Per ciascun
contratto deve essere specificato:
l'oggetto della prestazione;
la durata del contratto: termini di inizio e conclusione della prestazione;
il corrispettivo proposto per la prestazione.
3. I candidati devono essere in possesso dei requisiti per l'accesso al pubblico impiego.
4. Ciascun aspirante in possesso dei requisiti, nel termine che sarà stabilito dal Dirigente scolastico, può
presentare domanda alla scuola ai fini dell'individuazione dei contraenti cui conferire il contratto.
5. I criteri riguardanti la determinazione dei corrispettivi per i contratti di cui al presente articolo saranno
annualmente determinati dal Consiglio d'istituto.
6. Nell'ambito di detti criteri, il Dirigente scolastico, determina annualmente il corrispettivo di riferimento per
i singoli contratti conferiti.
ovvero
Il compenso massimo da corrispondere all'esperto per ogni ora di lezione, tenuto conto del tipo di attività e
dell'impegno professionale richiesto, è stabilito nella misura di seguito specificata a fianco dei relativi
insegnamenti:
€ 41,32 (£ 80.000) per attività di docenza
€ 51,63 (£ 100.000) per attività di docenza prestata da professore universitario.
In casi particolari, di motivata necessità, in relazione al tipo di attività e all'impegno professionale richiesto, il
Dirigente Scolastico, ha facoltà di stabilire il compenso massimo da corrispondere al docente esperto.
7. I contraenti cui conferire i contratti sono selezionati dal Dirigente Scolastico mediante valutazione
comparativa.
8. La valutazione sarà effettuata sulla base dei seguenti titoli:
curriculum complessivo del candidato;
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contenuti e continuità dell'attività professionale e scientifica individuale o svolta presso studi professionali,
enti pubblici o privati;
pubblicazioni e altri titoli.
9. Per la valutazione comparativa dei candidati il Dirigente scolastico farà riferimento almeno ai seguenti
criteri:
livello di qualificazione professionale e scientifica dei candidati;
congruenza dell'attività professionale o scientifica svolta dal candidato con gli specifici obiettivi formativi
dell'insegnamento o dell'attività formativa per i quali è bandita la selezione;
eventuali precedenti esperienze didattiche.
10. Il Dirigente scolastico per le valutazioni di cui al presente articolo può nominare una apposita
commissione, composta dai docenti, a cui affidare compiti di istruzione, ai fini della scelta dei contraenti con
cui stipulare i contratti.
Art. 24 - Alienazione di beni e forniture di servizi prodotte dall'istituzione scolastica per conto
terzi
1. I contratti e le convenzioni di natura privatistica aventi ad oggetto l'esecuzione di attività di ricerca, di
didattica e consulenza per conto terzi, conclusi tra l'istituzione scolastica ed Enti pubblici e privati, ai sensi
dell'art 38 del D.I. n.44/2001 sono stipulati dal Dirigente scolastico nell'ambito dei criteri e limiti di seguito
stabiliti.
2. Nell'attività di ricerca, di didattica e consulenza per conto terzi rientrano quelle prestazioni eseguite
dall'istituzione scolastica, avvalendosi delle proprie strutture, che esulano dai compiti istituzionali.
3. Il Dirigente, per i contratti relativi a prestazioni a carattere didattico, commissionati da terzi, prima di
procedere alla loro stipulazione deve accertare che l'esecuzione della prestazione:
a) sia compatibile con lo svolgimento della normale attività didattica;
b) non costituisca attività istituzionale dell'istituzione scolastica.
c) sia strumentale e funzionale alle finalità della scuola, cioè l'attività deve trovare motivazioni di ordine
didattico, di ricerca etc;
d) nel caso si richieda l'impiego di laboratori si dovranno stabilire le modalità di utilizzo in modo da non
arrecare pregiudizio al normale svolgimento delle attività istituzionali;
e) nel caso di utilizzo di personale interno all'istituzione scolastica si dovrà tenere conto se le attività si
collocano in orario di servizio ovvero fuori orario di servizio;
4. Il corrispettivo da richiedere al committente per le attività disciplinate dal presente articolo è approvato
dal Consiglio d'istituto, su proposta del Dirigente. Il corrispettivo deve essere determinato in misura tale da
consentire l'integrale copertura dei costi, nonché una quota di utile. In particolare dovranno essere valutati i
seguenti elementi:
a) costo dei materiali di consumo necessari allo svolgimento dell'attività;
b) costo di acquisto, noleggio, manutenzione o ammortamento di apparecchiature tecnico-scientifiche e
didattiche necessarie per l'esecuzione dell'attività;
c) costo di eventuali prestazioni relative a collaborazioni esterne necessarie all'esecuzione della prestazione;
d) costo e compenso al personale impegnato nella prestazione;
e) spese di carattere generale per il funzionamento della struttura (compensi per i consumi per le utenze di
gas, acqua, energia elettrica, pulizie etc.) stabilite forfettariamente nella misura almeno dell'1% della singola
prestazione;
f) altre eventuali voci di spese incidenti sul costo globale della prestazione.
5. Su proposta del dirigente, i corrispettivi introitati, saranno ripartiti:
a) una quota pari al …% di tale corrispettivo viene acquisita al bilancio della scuola a fronte delle spese
generali di produzione;
b) una quota pari a …% viene acquisita al bilancio della scuola ed accantonata a copertura delle eventuali
azioni risarcitorie esercitate da terzi per inadempimento dell'istituzione scolastica;
c) un ulteriore quota del …% del corrispettivo viene acquisita al bilancio della scuola da destinata al
personale che cura gli aspetti amministrativi dell'attività.
d) All'atto della proposta di contratto, il dirigente propone una quota di fondi da destinare al personale
docente e ATA che collabora all'attività. Tale quota non potrà superare l'85% di quanto resta dopo aver
dedotto dal corrispettivo le quote acquisite al bilancio ed i costi della prestazione.
e) le somme rimanenti dopo le operazioni indicate in precedenza possono essere utilizzate, su proposta del
dirigente, per acquisti di materiale per gli alunni.
Art. 25 - Contratti di acquisto o vendita di titoli di Stato
1. La stipula di contratti di gestione finanziaria di cui all'art. 48 del regolamento di contabilità scolastica è
possibile a condizione che risulti compatibile con la continuità dell'erogazione del servizio educativo e
formativo.
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2. Possono essere destinate a questa forma d'investimento soltanto le risorse derivanti da entrate proprie
dell'istituzione scolastica (quali, ad esempio, quelle ottenute attraverso l'attività contrattuale dell'istituzione
scolastica) e quelle derivanti da eredità, donazioni, legati, lasciti, ecc.
3. Tali contratti possono essere stipulati esclusivamente con istituzioni professionali del settore, abilitate
all'esercizio delle attività bancarie e finanziarie.
4. I contratti in questione devono essere finalizzati alla conservazione e all'incremento di risorse finanziarie
non immediatamente impiegabili, da destinare ad una specifica opera di interesse dell'istituzione scolastica.
5. E' esclusa la possibilità di concludere contratti aleatori od operazioni finanziarie speculative, quali:.
l'acquisto di azioni;
l'acquisito di obbligazioni non indicizzate, in quanto non garantiscono in tutta la durata dell'investimento un
rendimento pari a quello dei titoli di stato semestrali;
l'acquisito di titoli di stato di durata maggiore di un anno, se non indicizzati, in quanto non garantiscono
interessi almeno pari a quelli dei Bot semestrali derivati (futures, swap, ecc.), in quanto aventi una natura
fortemente speculativa e spesso aleatoria..
6. Il contratto in questione dovrà, in ogni caso, assicurare la conservazione del capitale impegnato e un
rendimento non inferiore a quello dei titoli di stato con scadenza semestrale, al netto delle commissioni
praticate dagli istituti bancari.
7. Il contratto potrà prevedere forme di riscatto anticipato con la contemporanea clausola della garanzia
della conservazione del capitale e degli interessi medio tempore maturati, decurtati dagli importi dovuti come
commissione.
41
APPENDICE G
Regolamento contenente i criteri per la concessione in uso temporaneo e precario dei locali
scolastici
Art. 1 - Finalità e ambito di applicazione
I locali scolastici possono essere concessi in uso temporaneo e precario ad Istituzioni, Associazioni, Enti o
Gruppi organizzati, secondo modalità, termini e condizioni di seguito stabilite, nonché nel rispetto della
convenzione stipulata tra il Comune di Pistoia e l'istituzione scolastica e delle norme vigenti in materia.
Art. 2 - Criteri di assegnazione
I locali scolastici sono primariamente destinati ai pertinenti fini istituzionali e comunque a scopi e attività
rientranti in ambiti di interesse pubblico e possono quindi essere concessi in uso a terzi esclusivamente per
l'espletamento di attività aventi finalità di promozione culturale, sociale e civile dei cittadini e senza fini di
lucro, valutando i contenuti dell'attività o iniziativa proposte in relazione:
• al grado in cui le attività svolte perseguono interessi di carattere generale e che contribuiscano
all'arricchimento civile e culturale della comunità scolastica;
• alla natura del servizio prestato, con particolare riferimento a quelli resi gratuitamente al pubblico;
• alla specificità dell'organizzazione, con priorità a quelle di volontariato e alle associazioni che
operano a favore di terzi, senza fini di lucro;
• considerando, particolarmente nell'ambito delle attività culturali, la loro qualità e la loro originalità.
Le attività didattiche proprie dell'istituzione scolastica hanno assoluta preminenza e priorità rispetto
all'utilizzo degli enti concessionari interessati, che non dovrà assolutamente interferire con le attività
didattiche stesse. Nell'uso dei locali scolastici devono essere tenute in particolare considerazione le esigenze
degli enti e delle associazioni operanti nell'ambito scolastico.
Art. 3 - Doveri del concessionario
In relazione all'utilizzo dei locali il concessionario deve assumere nei confronti dell'istituzione scolastica i
seguenti impegni:
• indicare il nominativo del responsabile della gestione dell'utilizzo dei locali quale referente;
• osservare incondizionatamente l'applicazione e il rispetto delle disposizioni vigenti in materia;
• sospendere l'utilizzo dei locali in caso di programmazione di attività scolastiche;
• lasciare i locali, dopo il loro uso, in condizioni idonee a garantire comunque il regolare svolgimento
delle attività didattiche;
• assolvere a quanto previsto dalla norma sulla sicurezza.
Art. 4 - Responsabilità del concessionario
Il concessionario è responsabile di ogni danno causato all'immobile, agli arredi, agli impianti da qualsiasi
azione od omissione dolosa o colposa a lui direttamente imputabili o imputabili a terzi presenti nei locali
scolastici in occasione dell'utilizzo dei locali stessi.
L'istituzione scolastica e il Comune devono in ogni caso ritenersi sollevati da ogni responsabilità civile e
penale derivante dall'uso dei locali da parte di terzi, che dovranno pertanto presentare apposita assunzione
di responsabilità e sono tenuti a cautelarsi al riguardo mediante stipula di apposita polizza assicurativa o
adottando altra idonea misura cautelativa.
Art. 5 - Fasce orarie di utilizzo
L'uso dei locali può essere richiesto esclusivamente per orari non interessati da attività scolastica.
I terzi possono richiedere l’uso anche in fasce serali assicurando però la sorveglianza dei locali in modo
autonomo. I genitori potranno richiedere la presenza del custode per l’apertura e la chiusura dei locali per
attività inerenti feste, spettacoli o comunque la scuola.
Art. 6 - Usi incompatibili
Sono incompatibili le concessioni in uso che comportino la necessità di spostare il mobilio e gli arredi
dell'edificio scolastico.
Non sono consentiti concerti musicali e attività di pubblico spettacolo in genere.
È vietato l'uso dei locali per attività di pubblico spettacolo con pubblico a pagamento.
Art. 7 - Divieti particolari
Durante l’uso del locale è vietata la vendita e il consumo di cibarie e bevande all'interno delle sale.
E' inoltre vietato fumare.
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L'utilizzo dei locali da parte di terzi è subordinato inoltre all'osservanza di quanto segue:
• è vietato al concessionario l'installazione di strutture fisse o di altro genere previa autorizzazione
dell'istituzione scolastica;
• è vietato lasciare in deposito, all'interno dei locali e fuori dell'orario di concessione attrezzi e
quant'altro.
Qualsiasi danno, guasto, rottura o malfunzionamento o anomalie all'interno dei locali dovrà essere
tempestivamente segnalato all'istituzione scolastica.
L'inosservanza di quanto stabilito al precedente punto comporterà per il concessionario l'assunzione a suo
carico di eventuali conseguenti responsabilità.
I locali dovranno essere usati dal terzo concessionario con diligenza e, al termine dell'uso, dovranno essere
lasciati in ordine e puliti e comunque in condizioni a garantire il regolare svolgimento dell'attività didattica
della scuola.
Art. 8 - Procedura per la concessione
Le richieste di concessione dei locali scolastici devono essere inviate per iscritto all'Istituzione scolastica
almeno 10 giorni prima della data di uso richiesta e dovranno contenere oltre all'indicazione del soggetto
richiedente e il preciso scopo della richiesta anche le generalità della persona responsabile.
Il Dirigente scolastico nel procedere alla concessione verificherà se la richiesta è compatibile con le norme
del presente regolamento e se i locali sono disponibili per il giorno e nella fascia oraria stabilita. Se il
riscontro darà esito negativo dovrà comunicare tempestivamente il diniego della concessione; se il riscontro
sarà positivo dovrà comunicare al richiedente, anche per le vie brevi, l'assenso.
Art. 9 - Provvedimento concessorio
Il provvedimento concessorio è disposto dal dirigente scolastico e dovrà contenere le condizioni cui è
subordinato l'uso dei locali. Il provvedimento dirigenziale dovrà fare richiamo all'esonero di responsabilità
dell'istituzione scolastica e dell'ente locale proprietario per l'uso dei locali e al rimborso e riparazione di
eventuali danni provocati per colpa o negligenza.
La concessione può essere revocata in qualsiasi momento per motivate e giustificate esigenze dell'istituzione
scolastica.
.
43
APPENDICE H
Regolamento per la disciplina degli incarichi di insegnamento agli esperti esterni ai sensi dell’art. 40 D.I. n.
44 del 1/02/2001
Art.1 - Finalità e ambito di applicazione
1. Il presente regolamento disciplina, ai sensi dell'art.40 del Decreto interministeriale n.44 del 1/2/2001, le
modalità ed i criteri per il conferimento di contratti di prestazione d'opera per attività ed insegnamenti che
richiedano specifiche e peculiari competenze professionali, nell'ambito della programmazione didattica
annuale, al fine di sopperire a particolari e motivate esigenze didattiche deliberate nel POF.
Art. 2 - Requisiti professionali
1. Per ciascuna attività o progetto deliberati nel POF per lo svolgimento delle quali si renda necessario il
ricorso alla collaborazione di docenti esperti esterni, il collegio docenti stabilisce i nomi e/o i requisiti minimi,
in termini di titoli culturali e professionali, nonché l'eventuale esperienza maturata nel campo che i docenti
stessi devono possedere per accedere all'insegnamento.
2. I criteri fissati dal collegio docenti saranno pubblicizzati mediante affissione all'albo ufficiale della scuola e
sul proprio sito web o altra forma di pubblicità ritenuta più opportuna.
Art. 3 - Pubblicazione degli avvisi di selezione
1. All'inizio dell'anno scolastico, il Dirigente, sulla base del piano dell'offerta formativa (POF) e alla previsione
dei progetti che saranno deliberati nel programma annuale, individua le attività e gli insegnamenti per i quali
possono essere conferiti contratti ad esperti esterni e, qualora manchino nominativi dal CD ne dà
informazione con uno o più avvisi da pubblicare all'albo ufficiale della scuola e sul proprio sito web o altra
forma di pubblicità ritenuta più opportuna.
2. Gli avvisi dovranno indicare modalità e termini per la presentazione delle domande, i titoli che saranno
valutati, la documentazione da produrre, nonché l'elenco dei contratti che s'intendono stipulare. Per ciascun
contratto deve essere specificato:
• l'oggetto della prestazione;
• la durata del contratto: termini di inizio e conclusione della prestazione;
• il corrispettivo proposto per la prestazione.
3. I candidati devono essere in possesso dei requisiti per l'accesso al pubblico impiego.
4. Ciascun aspirante in possesso dei requisiti, nel termine che sarà stabilito dal Dirigente scolastico, può
presentare domanda alla scuola ai fini dell'individuazione dei contraenti cui conferire il contratto.
Art. 4 - Determinazione del compenso
1. I criteri riguardanti la determinazione dei corrispettivi per i contratti di cui al presente regolamento
saranno annualmente determinati dal Consiglio d'istituto:
- oneri da quadro di riferimento MIUR (formazione e aggiornamento)
2. Nell'ambito di detti criteri, il Dirigente scolastico, determina annualmente il corrispettivo di riferimento per
i singoli contratti conferiti.
ovvero
Il compenso massimo da corrispondere all'esperto per ogni ora di lezione, tenuto conto del tipo di attività e
dell'impegno professionale richiesto, è stabilito nella misura di seguito specificata a fianco dei relativi
insegnamenti:
€ 41,32 (£ 80.000) per attività di docenza
€ 51,63 (£ 100.000) per attività di docenza prestata da professore universitario.
In casi particolari, di motivata necessità, in relazione al tipo di attività e all'impegno professionale richiesto, il
Dirigente Scolastico, ha facoltà di stabilire il compenso massimo da corrispondere al docente esperto.
Art.5 - Individuazione dei contraenti
1. I contraenti cui conferire i contratti sono selezionati dal Dirigente Scolastico mediante valutazione
comparativa.
2. La valutazione sarà effettuata sulla base dei seguenti titoli:
• continuità su progetti pluriennali
• curriculum complessivo del candidato;
• contenuti e continuità dell'attività professionale e scientifica individuale o svolta presso studi
professionali, enti pubblici o privati;
• pubblicazioni e altri titoli.
3. Per la valutazione comparativa dei candidati il Dirigente scolastico farà riferimento almeno ai seguenti
criteri:
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livello di qualificazione professionale e scientifica dei candidati;
congruenza dell'attività professionale o scientifica svolta dal candidato con gli specifici obiettivi
formativi dell'insegnamento o dell'attività formativa per i quali è bandita la selezione;
• eventuali precedenti esperienze didattiche.
4. Il Dirigente scolastico per le valutazioni di cui al presente articolo può nominare una apposita
commissione, composta dai docenti, a cui affidare compiti di istruzione, ai fini della scelta dei contraenti con
cui stipulare i contratti.
•
•
Art. 6 - Stipula del contratto
1. Nei confronti dei candidati selezionati, il Dirigente provvede, con determinazione motivata in relazione ai
criteri definiti con il presente regolamento e nei limiti di spesa del progetto, alla stipula del contratto e alla
copertura assicurativa.
2. Nel contratto devono essere specificati:
• l'oggetto della prestazione;
• i termini di inizio e conclusione della prestazione;
• il corrispettivo della prestazione indicato al netto della imposta sul valore aggiunto, se dovuta, e del
contributo previdenziale e fiscale limitatamente alla percentuale a carico dell'amministrazione;
• le modalità di pagamento del corrispettivo;
• le cause che danno luogo a risoluzione del contratto ai sensi dell'art.1456 del C.C. e le condizioni per
il ricorso delle parti al recesso unilaterale.
3. Per i titolari dei contratti deve essere previsto l'obbligo di svolgere l'attività verifica del profitto, se
prevista, e l'obbligo ad assolvere a tutti i doveri didattici in conformità alle vigenti disposizioni.
4. La natura giuridica del rapporto che s'instaura con l'incarico di collaborazione esterna è quello di rapporto
privatistico qualificato come prestazione d'opera intellettuale.
La disciplina che lo regola è, pertanto, quella stabilita dagli artt.2222 e seguenti del codice civile.
5. I contratti di cui al presente regolamento non possono avere durata superiore all'anno scolastico e sono
rinnovabili.
6. Non sono rinnovabili i contratti oggetto di risoluzione o di recesso.
7. E' istituito presso la segretaria della scuola un registro degli incarichi esterni in cui dovranno essere
indicati i nominativi dei professionisti incaricati, l'importo dei compensi corrisposti e l'oggetto dell'incarico.
Art. 7 - Impedimenti alla stipula del contratto
1. I contratti con i collaboratori esterni possono essere stipulati, ai sensi dell'art.32, comma 4, del Decreto
Interministeriale n.44 del 1/2/2001, soltanto per le prestazioni e le attività:
• che non possono essere assegnate al personale dipendente per inesistenza di specifiche competenze
professionali;
• che non possono essere espletate dal personale dipendente per indisponibilità o coincidenza di altri
impegni di lavoro;
• di cui sia comunque opportuno il ricorso a specifica professionalità esterna.
Art. 8 - Autorizzazione dipendenti pubblici e comunicazione alla funzione pubblica
1. Ai fini della stipula dei contratti disciplinati dal presente regolamento con i dipendenti di altra
amministrazione pubblica è richiesta obbligatoriamente la preventiva autorizzazione dell'amministrazione di
appartenenza di cui all'art.53 del D.L.vo 30/3/2001, n.165.
2. L'elenco dei contratti stipulati con i soggetti di cui al comma precedente è comunicato annualmente al
dipartimento della funzione pubblica entro i termini previsti dall'art.53, commi da 12 a 16 del citato D.L.vo
n.165/2001.
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APPENDICE I
Patto Educativo di Corresponsabilità
Premessa
Fondamento di questo patto è la consapevolezza che i diritti e doveri sanciti hanno, come unico e comune
fine tra le parti, la realizzazione e il potenziamento dell’efficacia dell’attività educativa e
formativa dei giovani studenti.
Il raggiungimento di tale obiettivo è il fine condiviso da tutte le componenti scolastiche docenti, dirigente,
personale ATA, alunni e famiglie.
I genitori hanno la responsabilità naturale e giuridica di curare l’educazione e l’istruzione dei propri figli. La
responsabilità in educando fa sì che, in sede di giudizio civile, i genitori possano essere ritenuti direttamente
responsabili del comportamento del figlio al di là della sottoscrizione del patto di corresponsabilità . Tale
compito precede e affianca l’opera della scuola che contribuisce allo sviluppo della personalità dell’alunno e
alla loro formazione, morale e civica, culturale e professionale.
La scuola deve garantire il diritto allo studio nel rispetto delle singole personalità degli alunni .
E’ opportuno che i genitori cerchino di trasmettere ai ragazzi che la scuola è di fondamentale importanza
per costruire il loro futuro e la loro formazione culturale; La famiglia e la scuola hanno il dovere di educare
l’alunno al rispetto degli altri, delle cose e dell’ambiente: è importante un comportamento educato ed un
impegno costante nello studio, nella disciplina e nei responsabili rapporti con gli altri e con le cose: di fronte
ad atti di vandalismo, di maleducazione e di mancato rispetto delle regole, la scuola interviene al fine di
correggere gli alunni convocando i genitori per trovare insieme adeguate soluzioni.
Il presente patto educativo definisce i diritti e i doveri che si sostanziano nell’osservanza di regole
scolastiche alla base del buon funzionamento della scuola e della cittadinanza attiva.
Art. 1 – Redazione e pubblicizzazione del Patto di corresponsabilità
Il patto di corresponsabilità viene redatto e aggiornato da una apposita commissione formata dal DS, da tre
docenti e da tre genitori rappresentativi di ogni ordine scolastico e nominati dal Consiglio di Istituto.
Il documento elaborato dalla commissione viene approvato dal Consiglio di Istituto e allegato alle domande
di iscrizione per la presa visione e la sottoscrizione dei genitori.
Ad inizio anno scolastico, nelle riunioni di presentazione della scuola e in sede di assemblea dei genitori per
l’elezione del Consiglio di Classe
i docenti illustreranno il patto di corresponsabilità ai genitori,
contemporaneamente allo statuto degli studenti e delle studentesse .
Art. 2 - Diritti e doveri
La famiglia è responsabile dell’educazione dello studente.
Lo studente partecipa attivamente al processo educativo nella comunità scolastica ed ha la responsabilità per
le scelte che compie.
L’Istituto partecipa al processo educativo con le attività didattiche e formative che realizza.
Si rimanda al Regolamento di Istituto per la definizione delle modalità di comportamento richiesti agli alunni
nell’osservanza di regole scolastiche alla base del buon funzionamento della scuola.
I doveri tendono a garantire nella quotidianità della vita scolastica l’esistenza di un contesto consono
all’attuazione del ”patto formativo” e all’equilibrato esercizio dei diritti/doveri da parte di ciascuna
componente, nel rispetto delle reciproche libertà e come espressione del senso di appartenenza ad un
contesto comune di vita.
STUDENTI
i doveri
1. Gli studenti sono tenuti a frequentare regolarmente le lezioni e ad assolvere responsabilmente
agli impegni di studio.
2. Lo studente si impegna effettuare i compiti di consolidamento e lo studio , comprese le verifiche
nei modi e nei tempi programmati e la famiglia collabora per garantire il rispetto di tale impegno
Hanno il dovere di impegnarsi nel lavoro scolastico, di chiedere spiegazioni quando non hanno
capito la lezione ed incontrano difficoltà. E’ importante che gli alunni si impegnino con costanza
e regolarità nello studio in relazione alle loro effettive capacità. I compiti per casa sono una
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3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
STUDENTI
o
o
o
o
o
o
o
verifica per il docente ed anche per l’alunno che, se non in grado di svolgerli, sa di poter
richiedere all’insegnante una nuova spiegazione.
Gli studenti sono tenuti ad avere nei confronti del capo d’istituto, dei docenti, del personale tutto
della scuola e dei loro compagni lo stesso rispetto, anche formale, che chiedono per se stessi.
Gli studenti sono tenuti ad osservare le disposizioni organizzative e di sicurezza dettate dai
regolamenti dell’ Istituto anche nel caso di attività promosse dalla scuola e svolte all’esterno, di
visite guidate e viaggi di istruzione.
Gli studenti sono tenuti ad utilizzare correttamente le strutture, i macchinari e i sussidi didattici e
a comportarsi nella vita scolastica in modo da non arrecare danni al patrimonio della scuola.
Gli studenti condividono la responsabilità di rendere accogliente e averne cura dell’ambiente
scolastico come importante fattore di qualità della vita della scuola.
Lo studente si impegna e comunicare alla famiglia quanto avviene nella vita scolastica e a
consegnare le comunicazioni che la scuola per suo tramite invia alla famiglia . Gli alunni devono
portare quotidianamente l’apposito quaderno che è il mezzo di comunicazione costante tra
scuola e famiglia.
Lo studente si impegna a mantenere in ambito scolastico un abbigliamento decoroso e
rispettoso del luogo educativo in cui si trova anche in relazione al divieto di fumo e di uso di
cellulari e apparecchiature elettroniche.
Lo studente si impegna a prendere atto e a riflettere sulla natura e sul significato dei
provvedimenti disciplinari, a riconoscere che chi procura un danno ad altri e alla scuola è tenuto
a risarcirlo, a accettare il principio di solidarietà nel risarcimento di un danno provocato alla
scuola nel caso in cui risulti impossibile l’identificazione del responsabile.
i diritti
Lo studente ha diritto ad una formazione culturale e professionale che valorizzi la sua identità
aiutandolo ad orientarsi nelle scelte scolastiche e professionali che deve compiere.
L'alunno ha diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola.
Lo studente ha inoltre diritto a una valutazione trasparente e tempestiva, volta ad attivare un
processo di autovalutazione che lo conduca ad individuare i propri punti di forza e di debolezza e a
migliorare il proprio rendimento.
Gli studenti hanno diritto alla libertà di apprendimento ed esercitano autonomamente il diritto di
scelta tra le attività curricolari integrative e tra le attività aggiuntive facoltative offerte dalla scuola.
Gli studenti stranieri hanno diritto al rispetto della vita culturale e religiosa della comunità alla quale
appartengono.
Lo studente ha diritto ad iniziative concrete per il recupero di situazioni di ritardo e di svantaggio,
nonché per la prevenzione e il recupero della dispersione scolastica.
ha il diritto ad un positivo clima di apprendimento , all’offerta formativa in modo che a tutti sia
garantito di studiare, imparare e rispettare le regole.
ISTITUTO SCOLASTICO
o
o
o
o
o
o
o
i doveri
I docenti si impegnano a realizzare i curricoli e le scelte progettuali , metodologiche e didattiche
indicate dal POF per tutelare il diritto dello studente alla formazione culturale e professionale.
L’istituto si impegna a rispettare la riservatezza dello studente rispetto alla vita privata e il principio
generale di trasparenza dell’attività amministrativa nei termini e nei modi previsti per legge, in
particolare riguardo le valutazioni conseguite in ambito scolastico.
La scuola si impegna a comunicare alla famiglia ogni attività e decisione che riguardi l’alunno sui
progetti di vita scolastica e le situazioni disciplinarmente rilevanti e/o ricorrenti, che possono
costituire un pregiudizio al processo educativo e di apprendimento.
I docenti esplicitano le metodologie didattiche che intendono seguire, le modalità di verifica e i criteri
di valutazione , la programmazione didattica ed il POF.
Il Dirigente Scolastico e i docenti, con le modalità previste dal regolamento di istituto, attivano con
gli studenti e le loro famiglie un dialogo costruttivo per la definizione degli obiettivi didattici, per
l’andamento della crescita dello studente, per l’ organizzazione della scuola, per i criteri di
valutazione, di scelta dei libri e del materiale didattico.
I docenti si impegnano a procedere periodicamente nella verifica e nella valutazione comunicando
contestualmente gli esiti delle prove orali e delle verifiche scritte.
Il supporto di tutoraggio , specie nelle classi prime , viene curato dai docenti dell’equipe.
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La Scuola garantisce l’attivazione di iniziative finalizzate al successo scolastico anche con attività di
recupero delle situazioni di ritardo e/o di svantaggio nel percorso di apprendimento attraverso le
modalità definite dal Collegio dei Docenti.
o I docenti supportano l’alunno nelle scelte scolastiche e professionali finalizzate al suo progetto di
vita.
o Le attività didattiche curricolari, le attività aggiuntive facoltative ed i compiti sono organizzate
secondo tempi e modalità che tengono conto dei ritmi di apprendimento e delle esigenze di vita
degli studenti e delle loro famiglie.
o I compiti assegnati a casa sono un rinforzo di quanto appreso a scuola ed una verifica per l’alunno
che si rende conto dell’autonomia raggiunta; la scuola ha il dovere di riproporre le unità didattiche
non capite per un immediato recupero e proseguimento. I carichi di compiti tengono conto di
eventuali rientri e della distribuzione settimanale delle materie.
o E’ garantito un comportamento comprensivo, disponibile e di aiuto improntato sulla serenità e
sull’uguaglianza nelle relazioni tra docente e gli alunni. Sono recepiti suggerimenti circa il
miglioramento del servizio nei limiti della compatibilità dell’organizzazione scolastica e della
normativa. La scuola organizza attività di approfondimento e consolidamento in progetti didattici che
possono prevedere incontri con esperti, gite, spettacoli. I progetti sono finanziati con fondi
ministeriali, comunali ed anche di privati e enti e vengono approvati con l’adozione del Consiglio di
Istituto del POF. Sono disponibili presso la presidenza per la visione.
o La sorveglianza inizia con il suono della prima campanella: i genitori sono pregati di arrivare all’orario
indicato e non prima, di attendere in spazi nelle vicinanze della scuola per facilitare il flusso. Si
sottolinea che lo spazio tra cancello e porte di ingresso non è sorvegliato e che l’ingresso è
interdetto fino al suono della 1^ campanella (salvo disposizioni diverse per motivi di sicurezza
dettate dai problemi di traffico su strade di piccole dimensioni e assenza di spazio di sosta dei
genitori e degli alunni. Eccezionalmente per la scuola di Ponte alla Pergola, è autorizzata l’apertura
del cancello all’uscita a causa della mancanza di spazio per l’attesa dei genitori che riprendono i
bambini alla porta della scuola dove termina la responsabilità del docente e subentra quella del
genitore.
o
Durante le lezioni la vigilanza è del docente in servizio sulla classe che assume ogni decisione
autonoma in funzione dello specifico compito educativo e di insegnamento, con le modalità da esso
ritenute più idonee.
ISTITUTO SCOLASTICO
i diritti
o
o
o
o
o
o
La scuola persegue la continuità dell’apprendimento e valorizza le inclinazioni personali degli
studenti, anche attraverso una adeguata informazione, la possibilità di formulare richieste, di
sviluppare temi liberamente scelti e di realizzare iniziative autonome.
I singoli Docenti, i Consigli di classe e gli organi scolastici individuano le forme opportune di
comunicazione della valutazione per garantire la riservatezza di ciascuno studente e la correttezza
dell’informazione data e la possibilità di contattare la famiglia per chiedere collaborazione quando
necessario.
La scuola corregge i comportamenti non rispettosi delle norme con provvedimenti disciplinari
tendenti più che all’aspetto punitivo, a quello educativo al fine di tutelare il diritto di tutti ad un
ambiente sereno, tranquillo pulito e adeguato. Eventuali danni verranno rimborsati dal responsabile.
La scuola ha diritto ad un dialogo costruttivo con l’alunno e la famiglia ed all’osservanza delle regole.
I docenti hanno il diritto di insegnare in base alle proprie scelte metodologiche e didattiche e di
richiedere corretti comportamenti agli alunni. Hanno il diritto alla massima attenzione durante le
lezioni e alla richiesta dell’impegno nello studio in base alle potenzialità di vostro figlio.
FAMIGLIE
o
o
o
o
o
i doveri
La famiglia si impegna a conoscere e riflettere sugli atti che regolano la vita scolastica Regolamento,
l’attività formativa POF e i comportamenti degli studenti Statuto e regolamento di disciplina.
La famiglia, quando richiesto formalmente dall’istituto, si impegna a partecipare ad incontri nei quali
vengono affrontate problematiche specifiche dello studente, relativi ad aspetti comportamentali
disciplinari o sulla situazione di rendimento.
La famiglia si impegna a controllare periodicamente il libretto nel quale dovranno essere giustificati
ritardi assenze, uscite anticipate, comunicazioni, provvedimenti voti ecc con firma per presa visione.
Le famiglie lasciano numeri telefonici di reperibilità nel caso si dovessero rendere urgenti e
necessarie comunicazioni.
La famiglia ha il dovere di seguire il figlio nella sua autonoma esecuzione di compiti di
consolidamento e di provvedere alla completezza del materiale didattico richiesto e educare ad un
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comportamento corretto durante la mensa e i tempi ricreativi, al rispetto delle regole, delle persone
e delle cose proprie ed altrui.
La famiglia ha il dovere di Collaborare con la scuola con un dialogo e approfondimento opportuni
circa fatti di natura disciplinare, per far emergere le finalità emendative che le sanzioni perseguono
al fine di rafforzare il senso di responsabilità dello studente.
La famiglia ha il dovere di A risarcire la scuola per danni causati dallo studente durante la
permanenza a scuola o in attività curate dalla scuola e svolte anche all’esterno.
La famiglia ha il dovere di provvedere all’entrata e all’uscita del figlio nel rispetto dei tempi scolastici
di apertura e chiusura e degli obblighi di sorveglianza del minore. (art 20 del regolamento di Istituto)
La famiglia ha il dovere di sostenere in via di solidarietà il risarcimento di un danno provocato alla
scuola nel caso in cui risulti impossibile l’identificazione del responsabile. (art 21 del regolamento di
Istituto)
FAMIGLIE
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i diritti
La famiglia ha diritto alla trasparenza nella didattica alla qualità dell’ istruzione, alla disponibilità del
personale della scuola ed al miglioramento dei servizi relativi al mondo scolastico nello stabilire
rapporti corretti con gli Insegnanti, collaborando a costruire un clima di reciproca fiducia e di fattivo
sostegno.
La famiglia ha diritto ad una formazione culturale e professionale qualificata che rispetti e valorizzi,
anche attraverso l’orientamento, l’identità del figlio ciascuno e sia aperta alla pluralità delle idee.
La famiglia ha diritto di essere informata sulle decisioni e sulle norme che regolano la vita della scuola
ed alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola. La scuola promuove e favorisce
iniziative volte alla accoglienza e sempre di più alla realizzazione di attività interculturali.
La famiglia ha diritto un ambiente favorevole alla crescita integrale della persona e un servizio
educativo didattico di qualità.
La famiglia ha diritto offerte formative aggiuntive e integrative in un contesto di continuità ed orienta
mento; la salubrità e la sicurezza degli ambienti, che debbono essere adeguati a tutti gli studenti anche
con handicap.
La famiglia ha diritto inoltre all’utilizzo dei locali da parte dei genitori per assemblee di classe,
interclasse, etc..
I genitori hanno diritto ad avere informazioni sul comportamento e sul profitto dei propri figli
direttamente dagli insegnanti.
Art 3 - Sottoscrizione
Il patto viene sottoscritto dal Dirigente Scolastico e dal genitore al momento dell’iscrizione ed ha validità
pluriennale, corrispondente agli anni di frequenza dell’alunno e fino a revoca scritta delle parti, debitamente
assunta agli atti con protocollo e data.
Eventuali modifiche saranno comunicate con tempestività.
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Istituto Comprensivo “Martin Luther King”