Sound and Music - Novità discografiche Novembre 2013
Tijuana Moods
Una delle migliori registrazioni della RCA
di nuovo disponibile su vinile grazie alla Speakers Corner
Columnsweb - Novembre 2013
Indice
Hyperion ………………………………
Gimell …………………………………
CPO ……………………………………
Alpha……………………………………
Arcana …………………………………
Fuga Libera ……………………………
Lauda …………………………………
Ricercar …………………………………
Zig Zag …………………………………
LSO ……………………………………
Mariinsky ………………………………
Signum …………………………………
MDG ……………………………………
Telarc …………………………………
Idis ……………………………………
Urania …………………………………
Leonardo ………………………………
Tactus …………………………………
Analogue Productions ……………………
OMR ……………………………………
Pure Pleasure ……………………………
Speakers Corner …………………………
Stockfisch ………………………………
HI-Q Records ……………………………
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ALP535 (CD alto prezzo)
Primo piano …………………………… 17
AA.VV.
CANTATE DEO – A VOCE SOLA, IN DIALOGO
Marco Beasley, tenore
Accordone, Guido Morini
2
THE ROMANTIC PIANO CONCERTO – VOLUME 62
CHARLES GOUNOD
INTEGRALE DELLE OPERE PER PIANO-PÉDALIER E ORCHESTRA
Roberto Prosseda, piano-pédalier
Orchestra della Svizzera Italiana, Howard Shelley
CDA67975 (CD alto prezzo) Barcode: 0034571179759
PRIMA SCELTA
i migliori a prezzo speciale
€
14.90
prezzo consigliato
fino al 31.12.2013
C. Gounod: Suite concertante in la maggiore; Concerto in mi
bemolle maggiore per piano-pédalier e orchestra; Fantaisie sur
l’hymne national russe per piano-pédalier e orchestra; Danse
roumaine per piano-pédalier e orchestra
Il sessantaduesimo volume della collana The Romantic Piano
Concerto della Hyperion propone un interessante diversivo,
presentando quattro opere composte da Charles Gounod per il
piano-pédalier, uno strumento oggi quasi dimenticato che oltre
alla normale tastiera dispone di una pedaliera simile a quella degli organi. Il compositore francese scrisse queste opere
per Lucie Palicot, una giovane e attraente pianista, che aveva
sentito eseguire brillantemente al piano-pédalier una serie di
opere di Charles-Valentin Alkan.
Oggi Gounod è conosciuto soprattutto per la sua produzione
operistica e liturgica (nella quale spicca la celeberrima Ave
Maria) e i quattro lavori presentarti in questo disco consentono
di scoprire un lato pressoché inedito di quello che va a considerato uno dei massimi protagonisti del panorama musicale
francese del XIX secolo.
Con questo imperdibile disco la Hyperion è orgogliosa di accogliere nel suo prestigioso roster di artisti il pianista italiano Roberto Prosseda. Nel vasto repertorio di Prosseda sono presenti
tutte le opere per piano-pédalier di Schumann, Boëly e Alkan
e alcuni brani scritti appositamente per lui da diversi compositori contemporanei di primo piano come Ennio Morricone e
Michael Nyman.
Columnsweb - Novembre 2013
JOHANN SEBASTIAN BACH
FERRUCCIO BUSONI
ORATORIO DI NATALE
ULTIME OPERE PER PIANOFORTE
James Gilchrist, Katherine Watson, Iestyn Davies, Matthew Brook, Orchestra of the Age of Enlightenment, Trinity
College Choir Cambridge, Stephen Layton
CDA68031/2 (2 CD alto prezzo) Barcode: 0034571280318
Marc-André Hamelin, pianoforte
CDA67951/3 (3 CD prezzo speciale) Barcode: 0034571179513
Questa scintillante versione dell’Oratorio di Natale di Johann Sebastian Bach vede protagonisti un selezionatissimo cast di cantanti, il Trinity College Choir di Cambridge e l’Orchestra of the
Age of Enlightenment sotto l’esperta direzione di Stephen Layton. Questo capolavoro diviso in sei cantate ripercorre gli eventi
del periodo natalizio, dalla nascita di Gesù Cristo avvenuta la
notte di Natale fino all’adorazione dei Re Magi dell’Epifania, evocando in maniera meravigliosa le delicate atmosfere pastorali
dei passi dei vangeli previsti per le celebrazioni religiose. James
Gilchrist è considerato uno dei migliori Evangelisti in circolazione, grazie al suo timbro limpido e flessibile e alla sua spiccata
musicalità, che gli consentono di riportare alla vita queste storie
senza tempo con grande sensibilità.
Già disponibili:
JOHANN SEBASTIAN BACH
PASSIONE SECONDO GIOVANNI
Solisti, Polyphony, Orchestra of the Age of
Enlightenment,
Trinity College Choir Cambridge, Stephen
Layton
CDA67901/2 (2 CD alto prezzo)
EDITOR’S CHOICE (Gramophone)
EDITOR’S CHOICE (Early Music Today).
GEORG FRIEDRICH HANDEL
CHANDOS ANTHEM N. 5A, 6A E 8
Solisti, Trinity College Choir Cambridge
Orchestra of the Age of Enlightenment,
Stephen Layton
CDA67926 (CD alto prezzo)
F. Busoni: Elegie BV249; Nuit de Noël BV251; Fantasia su
un tema di Johann Sebastian Bach BV253; Variazioni canoniche e Fuga BVB40; Giga, bolero e variazione; Sonatina
BV257; Sonatina ad usum infantis Madeline M* Americanae
BV268; Sonatina in diem nativitatis Christi MCMXVII BV274;
Sonatina brevis in signo Joannis Sebastiani Magni BV280;
Kammer-Fantasie über Carmen BV284; Indianisches Erntelied; Indianisches Tagebuch I BV267; Tre Fogli d’album
BV289; Toccata Preludio, Fantasia, Ciaccona BV287; Prologo
BV279; Klavierübung (1925): Preludio Allegro festivo; Preludio
senza il terzo dito; Nove Variazioni su un Preludio di Chopin
BV213a; Sette Pezzi brevi di introduzione all’esecuzione polifonica BV296; Perpetuum mobile BV293; Prélude et étude en
arpèges BV297
«Hamelin si è immerso anima e corpo in queste vertiginose
cascate di note, ritmi incalzanti e passaggi di trascendentale
virtuosismo, al punto da sembrare quasi Busoni redivivo» (The
Birmingham News, Stati Uniti). Marc-André Hamelin è senza
dubbio uno degli interpreti delle opere di Ferruccio Busoni più
ispirati e autorevoli oggi in circolazione, come si può facilmente
notare dalla regale nonchalance con cui riesce a padroneggiare anche le più ardue difficoltà tecniche e i passaggi più
complessi concepiti dal compositore italiano. Questo cofanetto
triplo dal generoso minutaggio offerto a un prezzo molto conveniente comprende una vastissima antologia delle ultime opere
per pianoforte di Busoni e la più completa silloge di brani tratti
dal Klavierübung del 1925, molti dei quali sono presentati in
prima registrazione mondiale.
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PAUL HINDEMITH
PAUL HINDEMITH
SONATE PER VIOLINO E PIANOFORTE
SONATE PER PIANOFORTE
Tanja Becker-Bender, violino; Péter Nagy, pianoforte
CDA68014 (CD alto prezzo) Barcode: 0034571280141
Markus Becker, pianoforte
CDA67977 (CD alto prezzo) Barcode: 0034571179773
P. Hindemith: Sonata per violino e pianoforte op. 11 n. 1; Sonata per violino e pianoforte op. 11 n. 2; Sonata in do maggiore per
violino e pianoforte; Meditation da Nobilissima visione
Le sonate per violino e pianoforte di Paul Hindemith rispecchiano in maniera affascinante lo sviluppo del linguaggio musicale
del grande compositore tedesco, spaziando dal lessico del Tardo Romanticismo al monumentale stile barocco basato su una
sapiente scrittura contrappuntistica che caratterizzò l’ultima fase
della sua carriera. Queste splendide opere vengono eseguite
dalla giovane virtuosa tedesca Tanja Becker-Bender, che ha
concentrato la sua attenzione sul repertorio cameristico dei primi
decenni del XX secolo. Con questo disco e quello dedicato alle
sonate per pianoforte la Hyperion vuole rendere omaggio all’arte
di Hindemith nel cinquantesimo anniversario della sua morte.
P. Hindemith: Sonata n. 1; Sonata n. 2; Sonata n. 3; Variations
(secondo movimento alternativo della Sonata n. 1)
Paul Hindemith compose le sue opere più significative per pianoforte nella seconda metà della sua carriera, dopo aver portato
a termine l’opera Mathis der Maler e l’inizio della campagna scatenata contro di lui dai nazisti, che lo avrebbe costretto a lasciare
la Germania. Nelle sue tre sonate per pianoforte – tutte composte nel 1936 – Hindemith non veste più i panni del compositore ribelle e rivoluzionario degli anni Venti, ma si propone come
erede del grande talento contrappuntistico e del virtuosismo di
Johann Sebastian Bach. Negli ultimi anni Markus Becker è stato
acclamato dalla stampa specializzata di tutto il mondo per le sue
convincenti e autorevoli interpretazioni del repertorio pianistico
tedesco della fine del XIX e dei primi decenni del XX secolo.
Tanja Becker-Bender su Hyperion:
Markus Becker su Hyperion:
OTTORINO RESPIGHI
SONATE PER VIOLINO E PIANOFORTE
Tanja Becker-Bender, violino
Péter Nagy, pianoforte
CDA67930 (CD alto prezzo)
ERWIN SCHULHOFF
SONATE PER VIOLINO E PIANOFORTE
Tanja Becker-Bender, violino
Markus Becker, pianoforte
CDA67833 (CD alto prezzo)
4
JOHANN SEBASTIAN BACH
PIANO TRANSCRIPTIONS – VOLUME 7
Markus Becker, pianoforte
CDA67683 (CD alto prezzo)
THE ROMANTIC PIANO CONCERTO – VOLUME 47
SALOMON JADASSOHN
FELIX DRAESEKE
Markus Becker, pianoforte
Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin,
Michael Sanderling
CDA67636 (CD alto prezzo)
Columnsweb - Novembre 2013
BENJAMIN BRITTEN
Il Takács Quartet su Hyperion:
QUARTETTI PER ARCHI
Takács Quartet
CDA68004 (CD alto prezzo) Barcode: 0034571280042
FRANZ SCHUBERT
QUARTETTO D.703 E QUINTETTO D.956
Ralph Kirshbaum, violoncello;
Takács Quartet
CDA67864 (CD alto prezzo)
FRANZ JOSEPH HAYDN
QUARTETTI OP. 71
Takács Quartet
CDA67793 (CD alto prezzo)
B. Britten: Quartetto n. 1 per archi op. 25; Quartetto n. 2 per
archi op. 36; Quartetto n. 3 per archi op. 94
Definito dal critico dell’autorevole Sunday Times «con ogni
probabilità il più grande quartetto d’archi in circolazione», il
Takács Quartet può vantare al suo attivo una luminosa carriera concertistica e una nutrita discografia incentrata per la
maggior parte sui capolavori del Classicismo e del Romanticismo. Per questo nuovo disco i suoi quattro componenti hanno
invece deciso di volgere la loro attenzione su tre dei quartetti
più significativi del XX secolo. I tre quartetti di Benjamin Britten
abbracciano quasi tutto l’arco della sua carriera, con il primo
che venne scritto nel 1941 negli Stati Uniti e il secondo quattro
anni più tardi, quando il compositore inglese aveva raggiunto
l’apice del successo grazie al trionfo con cui era stata accolta la sua opera Peter Grimes. Questo quartetto fu scritto per
celebrare il 250° anniversario della morte di Henry Purcell e il
monumentale ultimo movimento è strutturato nella forma barocca della ciaccona. Il Quartetto n. 3 fu scritto nell’ultima fase
della parabola creativa di Britten e si riferisce specificamente
alla sua ultima opera, Death in Venice. Peter Pears descrisse
questo splendido lavoro come «un’opera di profonda bellezza
e di gran lunga più toccante, radiosa, saggia, innovativa, misteriosa e travolgente di qualunque altra».
FRANZ SCHUBERT
OTTETTO D.803
The Gadier Ensemble
CDH55460 (CD basso prezzo) Barcode: 0034571154602
Nel 1824 alcuni amici suggerirono a Schubert di scrivere un’opera simile al celebre Settimino di Beethoven (opera disponibile nel catalogo della Hyperion nella splendida interpretazione
del Gaudier Ensemble). Il grande compositore viennese pose
mano a questo lavoro con un tale entusiasmo e una tale dedizione che un suo amico scrisse nel suo diario: «A chi lo va
a trovare durante il giorno dice: “Ciao, come stai?” e subito
dopo riprende alacremente a lavorare, fino a quando non se
ne va». Rispetto all’organico del Settimino di Beethoven (clarinetto, corno, fagotto, violino, viola, violoncello e contrabbasso), Schubert aggiunse un secondo violino, ma sotto l’aspetto
strutturale seguì in larga misura il capolavoro beethoveniano.
5
Columnsweb - Novembre 2013
In ogni caso, sia la vena melodica sia la grazia con cui si dipana il discorso musicale tra i diversi strumenti sono inconfondibilmente schubertiane e giustificano pienamente la grande
fortuna che quest’opera gode ancora oggi. Questo disco ne
propone una superba interpretazione realizzata da un ensemble che riunisce alcuni dei migliori cameristi europei.
EDITOR’S CHOICE (Gramophone) RECOMMANDÉ (Classica).
JOHN TAVERNER
MISSA GLORIA TIBI TRINITAS E ALTRE OPERE SACRE
Tallis Scholars, Peter Phillips
CDGIM045 (CD alto prezzo) Barcode: 0755138104525
GIOVANNI PIERLUIGI DA PALESTRINA
MISSA DUM COMPLERENTUR E ALTRE OPERE PER LA FESTA DI PENTECOSTE
Westminster Cathedral Choir, Martin Baker
CDH55449 (CD basso prezzo) Barcode: 0034571154497
G. Pierluigi da Palestrina: Missa Dum complerentur; Veni
Sancte Spiritus; Veni Creator Spiritus; Magnificat sexti toni;
Spiritus Sanctus replevit totam domum Gregoriano: Alleluia.
Veni Sancte Spiritus
Le opere del compositore cinquecentesco Giovanni Pierluigi
da Palestrina costituiscono ancora oggi parte integrante di
molte liturgie cattoliche celebrate in ogni parte del mondo. La
congregazione di fedeli della Westminster Cathedral può considerarsi particolarmente fortunata per il fatto di poter ascoltare
regolarmente questi straordinari capolavori eseguiti da uno dei
cori migliori del mondo, che in questo disco presenta un incantevole programma incentrato sulla liturgia di Pentecoste.
J. Taverner: Missa Gloria tibi Trinitas; Magnificat a quattro
voci; Magnificat a cinque voci; Magnificat a sei voci
«Ho deciso di celebrare il quarantesimo anniversario della fondazione dei Tallis Scholars con la Missa Gloria tibi Trinitas di
John Taverner, perché credo che si tratti di una delle più grandi opere musicali mai scritte in Inghilterra e uno dei lavori più
emblematici del repertorio a cui ci dedichiamo con passione
da quattro decenni. Questa messa è estremamente difficile da
eseguire e richiede ai suoi interpreti un altissimo grado di padronanza tecnica. Dopo lunghe riflessioni, mi sono reso conto
che non esisteva un programma più indicato per esprimere il
senso del lavoro compiuto dai Tallis Scholars in quarant’anni di
attività, il meglio dell’arte di Taverner per mettere in evidenza il
meglio della nostra arte» (Peter Phillips).
Già disponibili:
JEAN MOUTON
MISSA DICTES MOY TOUTES VOZ PENSÉES
Tallis Scholars, Peter Phillips
CDGIM047 (CD alto prezzo)
JOSQUIN DES PREZ
MISSA DE BEATA VIRGINE
E MISSA AVE MARIS STELLA
Tallis Scholars, Peter Phillips
CDGIM044 (CD alto prezzo)
DIAPASON D’OR DE L’ANNEE 2012
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Columnsweb - Novembre 2013
GEORG FRIEDRICH HANDEL
CONCERTI PER PIANOFORTE E ORCHESTRA OP. 4
Matthias Kirschnereit, pianoforte
Deutsche Kammerakademie Neuss am Rhein, Lavard Skou Larsen
CPO777853 (2 LP) Barcode: 0761203785315
espressive di questi concerti. Ovviamente, la CPO ha già messo
in cantiere la registrazione su pianoforte dei Concerti op. 7, che il
pubblico degli appassionati potrà apprezzare nel prossimo futuro.
DMITRI KABALEVSKY
CONCERTI PER VIOLONCELLO E ORCHESTRA
Torleif Thedéen, violoncello
NDR Radiophilharmonie Hannover, Eiji Oue, Adrian Prabava
CPO777668 (CD alto prezzo) Barcode: 0761203766826
G.F. Händel: Concerti per pianoforte e orchestra op. 4 HWV 289294 (trascrizioni per pianoforte e orchestra delle opere originali
per organo, archi e basso continuo)
L’aspetto più straordinario di questo nuovo cofanetto doppio di
LP della CPO è costituito senza dubbio dal fatto che in passato
nessuno abbia mai avuto l’idea di registrare i Concerti op. 4 di
Georg Friedrich Händel con un pianoforte moderno. Il risultato
è così sensazionale e così inaudito (nel senso più letterale del
termine) che il direttore artistico della CPO Burkhard Schmilgun
non nasconde la soddisfazione di avere affidato questo intrigante
progetto a un solista del calibro di Matthias Kirschnereit. L’op. 4
di Händel venne pubblicata a Londra con il titolo «Six Concertos
for the Organ and Harpsichord: also for Violins, Hautboys and
other instruments». Sebbene il frontespizio citi esplicitamente il
clavicembalo, questi concerti sono considerati da sempre appannaggio esclusivo degli organisti, una prassi che viene avvalorata
dal fatto che Händel aveva l’abitudine di eseguirli lui stesso all’organo come intermezzi tra un atto e l’altro dei suoi oratori. Dal
momento che l’organo che veniva utilizzato in queste occasioni
era uno strumento a un solo manuale senza pedaliera, l’idea di
eseguire la parte solistica di questi concerti su un pianoforte moderno avrebbe già dovuto essere stata presa in considerazione
da molto tempo. In fondo, i celebri concerti per clavicembalo di
Johann Sebastian Bach fanno parte da sempre del repertorio
dei pianisti più famosi del mondo, per cui non esiste ragione per
cui lo stesso criterio non possa essere applicati anche a questi
splendidi lavori di Händel. Da questa nuova registrazione dell’etichetta tedesca appare quasi per magia un universo sonoro di
ammaliante fascino e Schmilgun non ha esitazioni ad affermare
che a suo modo di vedere quella di Kirschnereit è la prima versione in grado di fare emergere tutte le sfumature e le nuances
D. Kabalevsky: Concerto n. 1 per violoncello e orchestra op. 49;
Concerto n. 2 per violoncello e orchestra op. 77; Suite da Colas
Breugnon op. 24a
Sebbene gli studiosi lo collochino sullo stesso piano di Shostakovich e di Prokofiev, Dmitri Kabalevsky gode ancora oggi di una
fama di gran lunga inferiore al suo valore artistico e le sue opere
continuano a rimanere ai margini del grande repertorio per ragioni che purtroppo non hanno nulla a che vedere con considerazioni di natura musicale. Ancora oggi Kabalevsky è ritenuto un
compositore di “musica per iniziati” e deriso da molti appassionati
russi per i suoi atteggiamenti da boy scout; a parte questo, la
sua scelta di aderire alla politica culturale del regime sovietico e
le sue prese di posizione ultraconservatrici non gli procurarono
molti amici. Sotto l’aspetto stilistico, Kabalevsky non andò alla
ricerca di supreme verità filosofiche e non si distinse per un approccio particolarmente innovativo, ma nonostante questo non
si limitò mai a svolgere un semplice lavoro di routine. Nel suo
insieme, la musica di Kabalevsky è curata fin nei minimi dettagli,
di gradevole ascolto e piena di arguzia e di fascino. Dopo le sinfonie e i concerti per pianoforte e orchestra, presentati dalla CPO
in interpretazioni di altissimo profilo, l’etichetta tedesca propone
al pubblico i concerti per violoncello e orchestra. Il programma è
completato dalla brillante Suite da Colas Breugnon. Tecnicamente ferratissimo e capace di abbandonarsi a delicate effusioni liriche, il violoncellista svedese Torleif Thedeen si rivela l’interprete
ideale per queste splendide opere.
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Columnsweb - Novembre 2013
HENDRIK ANDRIESSEN
FERDINAND RIES
INTEGRALE DELLE OPERE ORCHESTRALI – VOLUME 2
DIE RAUBERBRAUT
Netherlands Symphony Orchestra, David Porcelijn
CPO777722 (CD alto prezzo) Barcode: 0761203772223
Solisti, WDR Rundfunkchor Köln WDR Sinfonieorchester
Köln, Howard Griffiths
CPO777655 (2 CD alto prezzo) Barcode: 0761203765522
H. Andriessen: Sinfonia n. 2; Ricercare; Mascherata; Wilhelmus van Nassouwe
«La musica di Hendrik Andriessen pulsa di un incessante vigore, facendo un uso molto limitato di intervalli e contrasti troppo
accentuati, e sfoggia sonorità piene e molto ricche, con una
strumentazione che può ricordare un organo. Queste opere
energiche vengono eseguite brillantemente da una formazione altrettanto energica in un disco che può risvegliare la forza
della vita in un attimo». Questo è un breve passaggio della
recensione con cui Fono Forum ha presentato nel marzo del
2013 il primo volume dell’integrale delle opere orchestrali di
Hendrik Andriessen varata dalla CPO. La stringata Seconda
Sinfonia fu composta nel 1937 per celebrare il cinquantesimo
anniversario della fondazione dell’Orchestra Reale del Concertgebouw di Amsterdam e fu dedicata a Eduard van Beinum,
che nel 1938 era stato scelto dai membri dell’orchestra come
secondo direttore dopo Willem Mengelberg. Rispetto alla Prima Sinfonia, la Seconda presenta una costruzione armonica di
gran lunga più avanzata. Sotto il profilo strutturale, quest’opera
va a collocarsi nel genere della fantasia più che in quello della
sinfonia, come si può notare fin dall’inizio del primo movimento. La strumentazione presenta molte analogie con quella di
Alphons Diepenbrock, il mentore di Andriessen. I tre lavori per
orchestra che completano questo disco ribadiscono l’altissimo
magistero compositivo di Andriessen, che nel corso degli anni
successivi scrisse altre due sinfonie e diverse altre opere per
orchestra sinfonica e orchestra d’archi.
8
Narrando la storia di due nobili rivali, un perfido cospiratore e
una donna dalle virtù eroiche, l’opera Die Räuberbraut assicurò nel 1828 un successo senza precedenti a Ferdinand Ries,
che all’epoca era già uno dei compositori più noti e apprezzati
d’Europa. Purtroppo, nel giro di pochi anni quest’opera cadde
nell’oblio, al punto che Ries è ricordato ancora oggi soprattutto
per essere stato allievo e in seguito biografo di Ludwig van Beethoven. In ogni caso, questa opportuna riproposizione di Die
Räuberbraut dimostra che Ries era senza dubbio un operista
di grande talento. La vigorosa interpretazione della WDR Sinfonieorchester Köln riesce a esprimere fino in fondo le intenzioni di Ries e Howard Griffiths possiede il talento necessario per
esaltare la ricchissima tavolozza sonora di quest’opera, anche
grazie all’apprezzabile contributo del WDR Rundfunkchor
Köln. Il cast vocale è guidato dal soprano Ruth Ziesak, che nei
panni di Laura sfoggia «un timbro meravigliosamente giovanile, che comunque non le impedisce di esprimere gli aspetti
più drammatici di quest’opera», come ha giustamente sottolineato Christoph Zimmermann nella recensione del concerto di
Colonia che ha preceduto la registrazione di questo cofanetto
pubblicata nel sito web www.klassik-info.de.
Columnsweb - Novembre 2013
JOHANN STEFFENS
ERICH WOLFGANG KORNGOLD
MADRIGALI E BALLETTI
OPERE CAMERISTICHE
Himlische Cantorey, Hamburger Ratsmusik, Simone Eckert
CPO777664 (CD medio prezzo) Barcode: 0761203766420
Henri Sigfridsson, pianoforte; Thomas Selditz; viola;
Marius Diaz, violoncello, Aron Quartett
CPO777600 (CD medio prezzo) Barcode: 0761203760022
Johann Steffens entrò nella lunga lista di organisti e maestri
del coro della Johanniskirche di Lüneburg prima dei suoi più
famosi successori Christian Flor e Georg Böhm. La stima di
cui Steffens godette per tutta la vita trova conferma nel fatto
che venne chiamato a far parte del gruppo dei 54 organisti
più autorevoli della Germania per il celebre esame del nuovo
organo di Groningen. Nelle opere profane di Steffens è possibile riconoscere alcuni elementi dello stile di Hans Leo Hassler
e della scuola madrigalistica italiana. Pubblicata postuma nel
1618 da suo figlio Heinrich, la raccolta Newe Teutsche Weltliche Madrigalia celebra «il vino, le donne e il canto», la natura e
l’amicizia e rispecchia il desiderio di divertimento – anche piuttosto grossolano – che i membri delle ricche famiglie di mercanti dell’epoca successiva alla Riforma volevano concedersi
dopo gli orrori della Guerra dei Trent’Anni. Questi brani ispirati
alla gioia, all’ebbrezza e all’amore ispirarono a Steffens non
solo accattivanti ritmi di danza e semplici strutture strofiche,
ma anche forme più elaborate, con la scrittura omofonica che
si alterna in modo molto eclettico a eleganti sezioni contrappuntistiche.
E.W. Korngold: Sestetto per archi op. 10; Suite per due violini,
violoncello e pianoforte mano sinistra op. 23
L’Aron Quartett ha ottenuto un meritato successo grazie alla
splendida registrazione dei quartetti per archi di Erich Wolfgang Korngold pubblicata dalla CPO, nella quale, come ha
scritto il critico della prestigiosa rivista Fono Forum, i quattro
musicisti tedeschi «hanno gettato piena luce sull’eccezionale
ricchezza di sfumature e di chiaroscuri di queste opere». In
questo disco l’Aron Quartett – rinforzato dal pianista Henri Sigfridsson, dal violista Thomas Selditz e dal violoncellista Marius
Diaz – presenta un’altra splendida antologia di opere del compositore tedesco, mettendo in grande evidenza la sua libertà
da qualsiasi pastoia stilistica e limite di natura intellettuale.
Korngold trovò nel repertorio cameristico la profonda pace a
cui agognava dopo aver portato a termine una serie di opere
di ampio respiro. Questo momento di relax dimostra meglio
di qualunque parola che il grande talento che Korngold aveva
dimostrato di possedere in ambito operistico e nel campo delle colonne sonore non era superiore alla sua propensione nel
comporre opere di dimensioni più ridotte. Le due opere presentate in questo disco – Il Sestetto per archi op.10 e la Suite op.
23 – dimostrano in maniera inequivocabile la concezione con
cui Korngold si accostava al genere cameristico. Il Sestetto è
l’opera di un giovane dotato di un talento sconfinato, in grado
di essere paragonato a Mozart e Mendelssohn. La Suite venne invece scritta subito dopo la sua opera più ambiziosa, Das
Wunder der Heliane, che Korngold portò a termine poco dopo
aver tagliato il traguardo dei trent’anni.
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Columnsweb - Novembre 2013
DORA PEJACEVIC
LUIGI CHERUBINI
OPERE PER VIOLINO E PIANOFORTE
CANTATE
Andrej Bielow, violino
Oliver Triendl, pianoforte
CPO777420 (CD medio prezzo) Barcode: 0761203742028
Mailys de Villoutreys, Ursula Eittinger, Andreas Karasiak
Kölner Akademie, Michael Alexander Willens
CPO777776 (CD alto prezzo) Barcode: 0761203777624
D. Pejacevic: Sonata per violino e pianoforte op. 26; Canzonetta per violino e pianoforte op. 8; Menuet per violino e
pianoforte op. 18; Romance per violino e pianoforte op. 22;
Elegie per violino e pianoforte op. 34; Sonata slava per violino
e pianoforte op. 43; Méditation per violino e pianoforte op. 51
La CPO prosegue la sua collana dedicata alla produzione cameristica di Dora Pejacevic con un terzo volume che consente
di gettare ulteriore luce sullo stile della contessa croata. Violinista di grande talento, la Pejacevic conosceva alla perfezione le
risorse tecniche e strumentali dello strumento e ne fece largo
uso in quelle che sono considerate da molti le sue opere migliori. La Canzonetta, il Menuet e la Romance sono miniature
di gradevolissimo ascolto concepite sul modello dei compositori romantici che la Pejacevic amava di più, primi tra tutti Antonín
Dvorák e Piotr Ilic Ciaikovsky. L’Elegie del 1913 e la Méditation
dimostrano in maniera del tutto convincente la grande maturità artistica della compositrice croata e rivelano quanto fosse
consapevole delle doti espressive delle costruzioni armoniche.
Tra le sonate per violino e pianoforte, la Sonata in re maggiore
segnò la definitiva maturazione compositiva della Pejacevic e
– grazie al suo ispirato primo movimento – può essere ritenuta
una sorta di Sonata Primavera. Come il Quintetto per archi e
pianoforte op. 40, la Phantasie concertante e il Quartetto per
archi op. 58, la Sonata slava è una delle opere più mature della compositrice croata, che nell’ultima fase della sua parabola
creativa elevò la ricerca dell’unità tematica a vero e proprio
principio espressivo.
L. Cherubini: Clytemnestre; Le mort de Mirabeau: Trois
choeurs; Circé; Amphion
Figura di primissimo piano nel panorama musicale francese
dei primi anni del XIX secolo, Luigi Cherubini iniziò a mettersi
in luce in ambito operistico in Italia e ottenne veri e propri trionfi
in Francia, dove le sue tragédie-lyrique gli consentirono di ottenere i prestigiosi incarichi di Surintendant de la musique du
Roi e di direttore del Conservatoire parigino. Come Meyerbeer,
Cherubini diede il meglio della sua arte nel genere dell’opera.
A spulciare i cataloghi si scopre che Cherubini compose anche
un buon numero di cantate, cadute quasi tutte nell’oblio. Oggi
di Cherubini si ricordano quasi esclusivamente il Requiem,
alcune delle sue opere francesi come la Medée e le ultime
messe. Questo disco che vede protagonista un eccellente
cast di cantanti accompagnati dalla Kölner Akademie diretta
da Michael Alexander Willens attinge invece alla produzione
meno conosciuta del maestro fiorentino, presentando quattro
incantevoli cantate francesi e brani corali, che sotto l’aspetto espressivo non possono essere considerati in alcun modo
inferiori alle opere più conosciute. Che sia stato ispirato dalla mitologia greca o dagli “eroi rivoluzionari” delle musiche di
scena che aveva scritto per i tre cori di La mort de Mirabeau,
Cherubini riesce a esprimere con straordinaria efficacia il dolore, la rabbia e la disillusione dei suoi personaggi, raggiungendo
un’altissima dimensione artistica.
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Columnsweb - Novembre 2013
FRANZ IGNAZ BECK
AA.VV.
NOVE SINFONIE
CANTATE DEO – A VOCE SOLA, IN DIALOGO
La Stagione Frankfurt, Michael Schneider
CPO777880 (3 CD basso prezzo) Barcode: 0761203788026
F.I. Beck: Sinfonia op. 3 n. 1; Sinfonia op. 3 n. 2; Sinfonia op.
3 n. 3; Sinfonia op. 3 n. 4; Sinfonia op. 3 n. 5; Sinfonia op. 3
n. 6; Sinfonia op. 4 n. 1; Sinfonia op. 4 n. 2; Sinfonia op. 4 n.
3; Ouverture a La mort d’Orphée; Ouverture a L’isle déserte
Questo cofanetto triplo offerto a un prezzo particolarmente
conveniente consente di scoprire la figura completamente dimenticata di Franz Ignaz Beck. Le sinfonie di questo Berlioz
settecentesco sono così incredibilmente vigorose e anticonvenzionali che ancora oggi non possiamo che meravigliarci
dei gusti innovativi del pubblico parigino che tributò a Beck un
vero e proprio trionfo. Sotto l’aspetto stilistico, Beck si rivela
un compositore originale e molto innovativo tra quanti fecero
parte della corrente dello Sturm und Drang, proiettando le risorse espressive dell’epoca in un futuro che era ancora tutto
da scrivere. Da Mannheim Beck si trasferì prima in Italia e poi a
Marsiglia, da dove le sue sinfonie si svilupparono, trasformandosi nei capolavori che avrebbero stregato il raffinato pubblico
dei Concerts spirituels parigini e che sarebbero stati pubblicati
più volte, un onore che in quel periodo era riservato solo alle
opere più grandi. La CPO presenta in questo cofanetto triplo
dal prezzo particolarmente conveniente le nove sinfonie delle
op. 3 e 4 nella attenta e ispirata interpretazione dell’ensemble
di strumenti originali La Stagione diretto da un eccellente Michael Schneider.
Marco Beasley, tenore
Accordone, Guido Morini
ALP535 (CD alto prezzo) Barcode: 3760014195358
B. Marini: Sonata Fuggi fuggi G.P. Cima: Sonata G.F. Sances: Stabat Mater A. Grandi: Cantabo Anonimo: Surrexit
pastor bonus; O beate Hieronime; Cantate Deo; Virgo prudentissima; Ave maris stella; In te Domine speravi G.B. Fontana:
Sonata G.P. Caprioli: Salve Regina C. Monteverdi: Salve Regina; Jubilet tota civitas
Con questo sensazionale disco Marco Beasley ci offre una
chiave di lettura del tutto originale per scoprire il repertorio sacro per due tenori della prima fase del Barocco italiano. Infatti
la sua impareggiabile esperienza di cantante gli ha permesso
di incidere da solo questi “concerti sacri per due voci” facendo
ricorso alla tecnica della doppia registrazione. Questa tecnica consente di ottenere una assoluta coerenza interpretativa,
che spalanca all’ascoltatore dimensioni finora assolutamente
inimmaginabili. Al di là dell’aspetto puramente tecnico, questo
disco rivela l’aspetto emotivo che si cela dietro l’esecuzione di
un artista a tutto tondo come Beasley. Il programma consente
di scoprire molti grandi compositori oggi ingiustamente dimenticati come Donati, Caprioli, Giamberti e Sances, il cui talento
non sfigura nemmeno di fronte a quello del sommo Claudio
Monteverdi, presente in questo disco con il Salve Regina e Jubilet tota civitas. Il programma è completato da tre magnifiche
sonate da chiesa di Dario Castello, Biagio Marini e Giovanni
Battista Fontana. Un disco assolutamente irrinunciabile!
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Columnsweb - Novembre 2013
L’ARPEGGIATA & CHRISTINA PLUHAR
GABRIEL FAURE
INTEGRALE DELLE REGISTRAZIONI PER LA ALPHA
INTEGRALE DELLE OPERE CAMERISTICHE CON PIANOFORTE – VOL. 4
Marco Beasley, Lucilla Galeazzi, Johannette Zomer,
Gianluigi Trovesi, L’Arpeggiata, Christina Pluhar
ALP818 (6 CD prezzo speciale) Barcode: 3760014198182
Eric Le Sage, Alexandre Tharaud, Emmanuel Pahud,
Pierre Colombet, Raphaël Merlin, François Salque
ALP603 (CD alto prezzo) Barcode: 3760014196034
G.G. Kapsberger: La villanella S. Landi: Homo fugit velut umbra E. de’ Cavalieri: Rappresentatione di Anima et di Corpo
AA.VV.: La tarantella AA.VV.: All’improvviso
Tra il 2000 e il 2005 l’ensemble L’Arpeggiata diretto da Christina Pluhar contribuì a spalancare nuove prospettive nella
riscoperta e nell’interpretazione del repertorio barocco meno
conosciuto. I cinque dischi realizzati per la Alpha sono tuttora
considerati imprescindibili punti di riferimento nella discografia di questo affascinante repertorio, grazie sia alla magistrale
padronanza tecnica e alla coinvolgente espressività dell’ensemble della Pluhar sia all’eccellente qualità sonora ottenuta
dagli ingegneri del suono della casa discografica belga. Oggi
la Alpha riunisce questi cinque titoli in un cofanetto offerto a un
prezzo estremamente conveniente.
G. Fauré: Dolly per pianoforte a quattro mani op. 56; Masques et bergamasques per pianoforte a quattro mani op. 112;
Souvenirs de Bayreuth “Fantaisie en forme de quadrille de R.
Wagner per pianoforte a quattro mani; Fantaisie per flauto e
pianoforte op. 79; Morceau de concours per flauto e pianoforte;
Sicilienne de Pelléas et Mélisande per flauto e pianoforte op.
78; Trio per pianoforte, violino e violoncello op. 120; Après un
rêve per violoncello e pianoforte; Sicilienne per violoncello e
pianoforte op. 78
Nel quarto e penultimo volume dell’integrale delle opere cameristiche con pianoforte di Gabriel Fauré il pianista Eric Le Sage
è affiancato da tre solisti del calibro di Alexandre Tharaud,
Emmanuel Pahud e François Salque, con i quali porta avanti
da tempo una proficua collaborazione artistica. Vincitrice di un
gran numero di premi e di riconoscimenti di grande prestigio,
questa integrale della Alpha è già considerata uno dei più autorevoli riferimenti della discografia di Fauré e una delle versioni
più ispirate della sua produzione cameristica con pianoforte.
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Columnsweb - Novembre 2013
GEORG PHILIPP TELEMANN
OUVERTURES A OTTO PER TRE OBOI, FAGOTTO, ARCHI E BASSO CONTINUO
Zefiro, Alfredo Bernardini
A371 (CD alto prezzo) Barcode: 3760195733714
G.P. Telemann: Ouverture per tre oboi, fagotto, archi e basso
continuo TWV 55:D15; Ouverture per tre oboi, fagotto, archi
e basso continuo TWV 55:d3; Ouverture per tre oboi, fagotto,
archi e basso continuo TWV 55:B10
Registrato nell’acustica chiara e trasparente del Teatro Bibiena di Mantova (definito da Leopold Mozart «il teatro più bello
del mondo»), il secondo disco realizzato dall’ensemble Zefiro
per la Arcana consente di andare alla scoperta del microcosmo vivace e coloratissimo delle ouvertures di Georg Philipp
Telemann. I tre capolavori presentati in questo disco esaltano
al massimo grado le caratteristiche tecniche ed espressive di
questo versatile ensemble di strumenti originali guidato dagli
oboisti Alfredo Bernardini e Paolo Grazzi e dal fagottista Alberto Grazzi e considerato tra gli interpreti più versatili del repertorio cameristico per fiati di epoca barocca.
PAUL HINDEMITH
OPERE CAMERISTICHE
Judith Ermert, violoncello
Daan Vanderwalle, pianoforte
FUG713 (CD alto prezzo) Barcode: 5400439007130
P. Hindemith: Variazioni su A frog he went a courting; Sonata
per violoncello solo op.25 n.3; Tre Pezzi per violoncello e pianoforte op. 8; Sonata per violoncello e pianoforte op. 11 n. 3
Nel 2013 il mondo della musica ha celebrato il cinquantesimo anniversario della scomparsa di Paul Hindemith, uno dei
compositori più importanti e innovativi del XX secolo. Per celebrare questa ricorrenza la violoncellista tedesca ha deciso di
registrare le sue opere per violoncello e pianoforte, un ambito
repertoriale che gode ancora oggi di una scarsa fama. Affiancata dal pianista belga Daan Vandewalle, considerato uno dei
massimi specialisti delle avanguardie del XX secolo, la Ermert
propone un questo disco un viaggio molto affascinante, che
consente di notare tutti gli aspetti della parabola artistica di
Hindemith, spaziando dallo stile postromantico dei Tre Pezzi
per violoncello e pianoforte op. 8 al suo caratteristico linguaggio ritmico passato alla storia della musica con il nome Motorik,
la cui eco richiama nella Sonata per violoncello solo op. 25 lo
sviluppo industriale che interessò i paesi europei nei primi anni
del XX secolo.
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Columnsweb - Novembre 2013
ALONSO LOBO – FRANCISCO GUERRERO
MARC-ANTONIE CHARPENTIER
OPERE SACRE
OPERE SACRE
La Grande Chapelle, Albert Recasens
LAU013 (CD alto prezzo) Barcode: 8436009809894
Freddy Eichelberger, organo; Les Dominos, Les Agrémens,
Choeur de Chambre de Namur, Florence Malgoire
RIC338 (CD alto prezzo) Barcode: 5400439003385
F. Guerrero: Prudentes virgines a cinque; Beato Dei genitrix a
sei A. Lobo: Missa Prudentes virgines a cinque; Missa Beata
Dei genitrix a sei
Alonso Lobo è considerato uno dei più grandi esponenti dell’epoca d’oro della polifonia spagnola. Allievo prediletto e poi devoto assistente a Siviglia di Francisco Guerrero, Lobo fu l’unico
compositore della sua epoca a ricoprire il prestigioso incarico
di maestro di cappella sia nella cattedrale di Siviglia sia in quella di Toledo, che tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo rappresentavano il vertice della chiesa spagnola. Nel 1602 Lobo
diede alle stampe il Liber primus missarum, una raccolta che
godette di una grande diffusione sia in Spagna sia nei paesi del
Nuovo Mondo. Delle sei messe comprese in questa raccolta a
stampa La Grande Chapelle ha scelto di presentare in questo
superlativo disco la Missa Prudentes virgines e la Missa Beata
Dei Genitrix, nessuna delle quali è al momento disponibile in
una moderna edizione critica. Prendendo come base gli omonimi mottetti di Guerrero, Lobo riesce a far coesistere con insuperabile maestria in queste meravigliose messe le tecniche
polifoniche più elaborate con un’audace ed espressiva scrittura armonica, che ha spinto parecchi musicologi a tracciare
paralleli tra queste opere e le celebri tele di El Greco, pittore di
grande talento che visse a Toledo nello stesso periodo di Lobo.
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M.-A. Charpentier: Pour un reposoir H.508; Noëls pour les
instruments; Sonate à huit H.548
Nonostante la vasta opera di riscoperta del repertorio antico
compiuta negli ultimi decenni, la produzione strumentale di
Marc-Antoine Charpentier continua a essere conosciuta solo
da un numero molto ristretto di appassionati. Charpentier
compose la Sonate à huit intorno al 1685, in un periodo in cui
diverse società musicali francesi avevano iniziato a scoprire
la sonata italiana. Charpentier si accostò a questo stile nello
stesso periodo di François Couperin, anch’egli autore di diverse sonate nello stile italiano. La Sonate à huit fonde in maniera mirabile lo stile italiano con le raffinate suite alla francese,
realizzando una perfezione formale che l’ha fatta considerare
tra i massimi capolavori del repertorio strumentale francese
della fine del XVII secolo. Le sinfonie Pour un Reposoir furono
scritte per accompagnare una processione nelle vie di Parigi.
La maggior parte del programma di questo disco è dedicata
ai Noëls pour les Instruments, brani di rapinosa bellezza che
Charpentier concepì per una ensemble strumentale e organo.
Per l’esecuzione di quest’opera la direttrice dell’ensemble Les
Dominos Florence Malgoire ha deciso di basarsi sui manoscritti originali e sul più rigoroso rispetto della strumentazione voluta da Charpentier. In questo disco sono state presentate anche
le versioni originali delle carole natalizie, con il testo integrale
pubblicato nelle edizioni francesi nei primi anni del XVIII secolo. Un disco di musica natalizia che si ascolta con grande
piacere anche negli altri mesi dell’anno!
Columnsweb - Novembre 2013
L’ensemble Les Dominos su Ricercar:
ARNOLD SCHONBERG – ANTON WEBERN
OPERE ORCHESTRALI
ELISABETH JACQUET DE LA GUERRE
SONATE (1707)
Les Dominos, Florence Malgoire
RIC310 (CD alto prezzo)
Orchestre de Chambre de Lausanne, Heinz Holliger
ZZT328 (CD alto prezzo) Barcode: 3760009293281
FRANCOIS COUPERIN
INTEGRALE DELLE SONATE
Les Dominos, Florence Malgoire
RIC330 (CD alto prezzo)
A. Schönberg: Verklärte Nacht; Sinfonia da camera n. 2 op. 38
A. Webern: Langsamer Satz
Primo frutto della collaborazione tra la Zig Zag Territoires
e il grande direttore, compositore e oboista Heinz Holliger e
l’Orchestre de Chambre de Lausanne, questo disco presenta
le opere più significative di due dei massimi esponenti della
Seconda Scuola di Vienna, lavori scritti prima di abbandonare
la scrittura tonale e ancora fortemente legati agli stilemi tradizionali del Tardo Romanticismo, ma già in grado di rivelare
le risorse espressive che avrebbe garantito l’atonalità. Holliger è considerato una delle personalità musicali più stimolanti
dei nostri giorni, come dimostra il fatto che molti compositori
contemporanei gli hanno dedicato opere di grande importanza.
In questo splendido disco Holliger propone un’interpretazione
profondamente commovente di opere che troppo spesso vengono eseguito in maniera eccessivamente neutra, affiancato
da una Orchestre de Chambre de Lausanne in forma smagliante.
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Columnsweb - Novembre 2013
LUDWIG VAN BEETHOVEN
INTEGRALE DELLE SONATE PER PIANOFORTE
François-Frédéric Guy, pianoforte
ZZT333 (9 CD prezzo speciale) Barcode: 3760009293335
Questo cofanetto presenta l’integrale delle sonate per pianoforte di Beethoven registrata dal vivo da François-Frédéric Guy
nel corso dei concerti da lui tenuti all’Arsenale di Metz. Questa
registrazione di uno dei cicli più monumentali della storia della
musica dimostra meglio di qualsiasi parola la straordinaria maturità, l’intensità emotiva e la coerenza stilistica raggiunte da
Guy nel corso degli ultimi anni. Guy getta una luce molto affascinante su questo ciclo che vanta un gran numero di versioni
discografiche sia moderne sia d’epoca, sfoggiando uno slancio
e una spontaneità che solo i concerti live sono in grado di garantire. Come bonus, a questo cofanetto è stato accluso un
DVD Video con la ripresa del concerto tenuto da Guy all’Opéra
Garnier di Monaco il 20 giugno del 2013, nel corso del quale ha
eseguito tre delle gemme più preziose del meraviglioso diadema beethoveniano, vale a dire la Pastorale, la Al chiaro di luna
e la monumentale Hammerklaviersonate.
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MARK ANTHONY TURNAGE
SPERANZA. FROM THE WRECKAGE
Hakan Hardenberger, flugelhorn, tromba, tromba piccola
London Symphony Orchestra, Daniel Harding
LSO0744 (SACD alto prezzo) Barcode: 0822231174424
M.A. Hardenberger: Speranza (prima registrazione mondiale); From the Wreckage, concerto per tromba e orchestra
La LSO Live è orgogliosa di presentare la prima registrazione
mondiale di Speranza, opera orchestrale di ampio respiro di
Mark Anthony Turnage commissionata dalla London Symphony Orchestra nei primi mesi del 2013 durante il periodo di residenza del compositore inglese. Turnage è uno dei compositori
più apprezzati della sua generazione e può vantare una lunga
e proficua collaborazione con la grande orchestra londinese.
Questo disco segna anche il debutto di Daniel Harding con
la LSO Live. Speranza è sotto molti aspetti l’opera sinfonica
più ambiziosa scritta da Turnage fino a questo momento, un
vero e proprio monumento eretto alla forza dell’ottimismo in un
mondo pervaso da un’atmosfera sempre più cupa, come ha
sottolineato in una recente intervista lo stesso autore: «Ho iniziato a scrivere questo lavoro in un periodo in cui riflettevo sulla
mancanza di speranza. Mi sono sentito in dovere di dare il mio
contributo per sollevare il morale delle persone che potevo raggiungere con la mia musica». I quattro movimenti di quest’opera sono intitolati “Speranza” in quattro lingue diverse, arabo,
tedesco, irlandese ed ebraico. Il programma è completato da
From the Wreckage, un lavoro descritto dal critico del Times
in questi termini: «si tratta di un’opera davvero straordinaria,
che si apre con toni tempestosi, per poi scivolare gradualmente in uno swing dai tratti inconfondibilmente blues». From the
Wreckage è stato eseguito per la prima volta nel 2005 da Hakan Hardenberger, protagonista anche in questo disco. Le tre
sezioni in cui si divide quest’opera vedono il solista cambiare
ogni volta strumento, passando dal flugelhorn alla tromba e
infine alla tromba piccola.
Columnsweb - Novembre 2013
RICHARD STRAUSS
AA.VV.
DIE FRAU OHNE SCHATTEN
INCARNATION
Avgust Amonov, Mlada Khudoley, Olga Savova,
Edem Umerov, Olga Sergeyeva
Orchestra del Teatro Mariinsky di San Pietroburgo,
Valery Gergiev
MARDVD0543 (DVD Video alto prezzo) Barcode: 0822231854326
MARBD0544 (Blu-ray alto prezzo) Barcode: 0822231854425
Gabrieli Consort, Voci bianche del Coro della Cappella
Reale di Copenaghen, Paul McCreesh, direttore
SIGCD346 (CD alto prezzo) Barcode: 0635212034620
La Mariinsky Live presenta questo mese in versione DVD Video e Blu-ray Die Frau ohne Schatten, la più wagneriana delle
opere di Richard Strauss. Ripresa nel 2011 nella suggestiva
cornice del teatro di San Pietroburgo, quest’opera vede protagonisti il grande tenore russo Avgust Amonov nel ruolo dell’Imperatore, Mlada Khudolev e Olga Savova con la direzione di
Valery Gergiev. Nell’attuale panorama operistico il Mariinsky
è uno dei pochissimi teatri del mondo in grado di mettere in
scena Die Frau ohne Schatten con solisti capaci di affrontare
nel migliore dei modi gli impegnativi personaggi di Strauss, una
scenografia di adeguato splendore e l’ampio organico orchestrale previsto dalla partitura. Questo straordinario allestimento
andato in scena per la prima volta nel 2009 vede la collaborazione di due artisti inglesi di primissimo piano, il regista Jonathan Kent e lo scenografo Paul Brown, ed è diventato una
presenza fissa nel cartellone del teatro di San Pietroburgo. Die
Frau ohne Schatten è uno straordinario sfoggio di virtuosismo
e una delle partiture più complesse e timbricamente ricche del
compositore di Monaco. Basata su un eccellente libretto di
Hugo von Hofmannsthal, quest’opera può essere considerata
una favola esotica caratterizzata da una forte dimensione morale che si riallaccia ai temi di un futuro del tutto ipotetico e del
mondo soprannaturale.
Matthew Martin (1976): Adam Lay Ybounden Anonimo del
XIII secolo: Veni, veni Emanuel Herbert Howells (18921983): Long, long ago Anonimo del XIV secolo: Lullay,
Lullay: Als I Lay on Yoolis Night Francis Pott (1957): Balulalow
Anonimo del XIII-XIV secolo: Qui creavit celum Jonathan
Dove (1959): The Three Kings Anonimo del XV-XVI secolo:
This Endere Nyghth I Saw a Syghth Kenneth Leighton (19291988): A Hymn of the Nativity Anonimo del XII-XIII secolo:
Letabundus Benjamin Britten (1913-1976): A Boy Was Born
Questo disco presenta una suggestiva antologia di opera
natalizie antiche e moderne che culmina nel capolavoro di
Benjamin Britten A Boy Was Born, un programma evocativo e
dai toni piacevolmente contrastanti che spazia dal XII secolo ai
giorni nostri che vede protagonista il Gabrieli Consort di Paul
McCreesh, per l’occasione affiancato dalle voci bianche del
Coro della Cappella Reale di Copenaghen.
Paul McCreesh su Signum:
BENJAMIN BRITTEN
WAR REQUIEM
Susan Gritton, John Mark Ainsley, Christopher
Maltman, Coro Filarmonico di Wroclaw,
Gabrieli Young Singers Scheme, Voci bianche
del Choir of New College Oxford, Gabrieli
Consort and Players, Paul McCreesh
SIGCD340 (2 CD prezzo speciale)
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Columnsweb - Novembre 2013
FELIX MENDELSSOHN
THEOBALD BOEHM
ELIJAH
LA RIVOLUZIONE DEL FLAUTO
Rosemary Joshua, Sarah Connolly,
Robert Murray, Simon Keenlyside, Coro
Filarmonico di Wroclaw, Gabrieli Young
Singers’ Scheme, Gabrieli Consort &
Players, Paul McCreesh
SIGCD300 (2 CD prezzo speciale)
Konrad Hünteler, flauto
Michaela Pühn, fortepiano
MDG0708 (CD alto prezzo) Barcode: 0760623070827
AA.VV.
A NEW VENETIAN CORONATION (1595)
Gabrieli Consort & Players,
Paul McCreesh
SIGCD287 (CD alto prezzo)
AA.VV.
A SONG OF FAREWELL
Gabrieli Consort & Players,
Paul McCreesh
SIGCD281 (CD alto prezzo)
HECTOR BERLIOZ
GRANDE MESSE DES MORTS (1837)
Gabrieli Consort & Players,
Paul McCreesh
SIGCD280 (2 CD prezzo speciale)
Universalmente considerato il padre del flauto moderno, Theobald Boehm dimostra in questo disco di non essere stato solo
un geniale costruttore di strumenti molto innovativi per l’epoca,
ma anche un compositore e arrangiatore di notevole talento.
Konrad Hünteler esegue una brillante antologia di opere di
Boehm su strumenti storici prodotti nel suo laboratorio, evocando atmosfere di incomparabile bellezza. In questo disco
Hünteler – ritenuto da molti addetti ai lavori uno dei flautisti
più carismatici oggi in circolazione – è affiancato da Michaela
Pühn, una pianista di grande talento che si è messa in evidenza in ogni parte del mondo con concerti che l’hanno vista
esibirsi alla tastiera di strumenti storici. In questo disco la Pühn
suona un fortepiano Graf originale del 1835.
Konrad Hünteler su MDG:
GEORG PHILIPP TELEMANN
MUSIQUE DE TABLE
Camerata of the 18th Century,
Konrad Hünteler
MDG0580 (4 CD prezzo speciale)
CARL PHILIP EMANUEL BACH
INTEGRALE DELLE SONATE PER FLAUTO
Konrad Hünteler, flauto;
Anner Bylsma, violoncello;
Jacques Ogg, fortepiano
MDG0284 (2 CD alto prezzo)
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Columnsweb - Novembre 2013
INTEGRALE DEI QUARTETTI PER ARCHI – VOL. 3
FRANZ JOSEPH HAYDN
Leipziger Streichquartett
MDG1683 (CD alto prezzo)
INTEGRALE DEI QUARTETTI PER ARCHI – VOL. 6
Leipziger Streichquartett
MDG1812 (CD alto prezzo) Barcode: 0760623181226
INTEGRALE DEI QUARTETTI PER ARCHI – VOL. 4
Leipziger Streichquartett
MDG1706 (CD alto prezzo)
INTEGRALE DEI QUARTETTI PER ARCHI – VOL. 5
F.J. Haydn: Quartetto per archi op. 33 n. 1; Quartetto per archi op. 33
n. 3; Quartetto per archi op. 33 n. 5
Nel sesto volume della loro straordinaria integrale dei quartetti per
archi di Franz Joseph Haydn i quattro componenti del Leipziger Streichquartett eseguono tre lavori tratti dalla raccolta opera 33. Dopo oltre
vent’anni di servizio esclusivo alla corte del principe Esterházy, il grande compositore di Rohrau decise di cercare fortuna sul mercato editoriale dell’epoca con questa raccolta di sei quartetti per archi. Come era
facile aspettarsi da un compositore di questa caratura, questo debutto
si rivelò un successo clamoroso. In particolare, queste opere sono caratterizzate da una libertà e da una serie di spunti quanto mai originali,
che esaltano al massimo grado il brillante stile esecutivo del Leipziger
Streichquartett, formazione che con questo nuovo titolo arricchisce di
una nuova gemma la sua prestigiosa discografia.
Leipziger Streichquartett
MDG1723 (CD alto prezzo)
AA.VV.
ARTEFACTS – OPERE PER PIANOFORTE DEGLI ANNI CINQUANTA
Steffen Schleiermacher, pianoforte
MDG1821 (CD alto prezzo) Barcode: 0760623182124
Già disponibili di Haydn:
INTEGRALE DEI QUARTETTI PER ARCHI – VOL.1
Leipziger Streichquartett
MDG1550 (CD alto prezzo)
INTEGRALE DEI QUARTETTI PER ARCHI – VOL.2
Leipziger Streichquartett
MDG1585 (CD alto prezzo)
C. Wolff: Sonata per tre pianoforti (prima versione); Sonata
per tre pianoforti (seconda versione) L. Dallapiccola: Quaderno musicale di Annalibera C. Wen-Chung: The Willows
Are New J.M. Hauer: Zwölftonspiel 28. Juli 1952 B.A. Zimmermann: Konfigurationen P. Dessau: Drei Intermezzi S.
Bussotti: Per Tre sul Piano W. Lutoslawski: Bukoliki G.
Berg: Éclatement V H.U. Engelmann: Suite n. 1 G. Ustvolskaja: Sonata
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Columnsweb - Novembre 2013
Una caleidoscopica varietà eretta a principio: nel suo ultimo disco Steffen Schleiermacher propone un sensazionale
programma incentrato sulla produzione pianistica degli anni
Cinquanta. Come punto di partenza per questo affascinante itinerario il pianista tedesco ha scelto Notations di John
Cage. Il libro del compositore americano mette insieme brani
musicali e citazioni di oltre duecento autori e quelli selezionati da Schleiermacher non potevano essere più diversi. Tra
questi brani spiccano l’unica opera per pianoforte scritta da
Luigi Dallapiccola e The Willows Are New, un lavoro pervaso
da una suggestiva atmosfera orientale di Chou Wen-Chung.
Per quanto il suo stile sia basato sulla scrittura dodecafonica e su tecniche contrappuntistiche, Dallapiccola non può
nascondere le sue origini italiane, legate in maniera molto
chiara alla grande tradizione belcantistica.
Chou Wen-Chung si sforzò invece di evocare i complessi
impasti sonori della musica cinese, creando effetti sonori
quanto mai sorprendenti. Il programma comprende anche
l’unica opera seriale di quello straordinario mago dei suoni che fu Bernd Alois Zimmermann, mentre Paul Dessau è
presente con tre intermezzi dodecafonici, che vanno interpretati come espressioni politiche nel contesto delle politiche
culturali dominanti nella Repubblica Democratica Tedesca
all’epoca in cui l’Unione Sovietica era ancora dominata da
Stalin. Sia Sylvano Bussotti sia Christian Wolff propongono
all’interprete sfide molto impegnative, scrivendo brani che
richiedono un organico più vasto del solo pianoforte. In particolare, il lavoro di Bussotti richiede al pianista di realizzare
una sorta di disegno grafico senza fornire ulteriori spiegazioni, un compito terribilmente arduo anche per un pianista
come Steffen Schleiermacher, che aggiunge un sorprendente inserto vocale. Bukoliki di Witold Lutoslawski reinterpreta
invece alcune famose melodie tradizionali polacche in uno
stile completamente nuovo.
La Sonata di Galina Ustvolskaja presenta i connotati di una
forza primigenia, con una rigorosa semplicità che ne rappresenterebbe anche l’elemento più affascinante. In questo
disco Schleiermacher dimostra che il repertorio pianistico
degli anni Cinquanta non può essere limitato alla produzione
seriale, ma che comprende un gran numero di gemme tuttora
quasi sconosciute.
Facendo leva sul suo stile interpretativo al tempo stesso
sensibile e vigoroso, Schleiermacher riesce a esprimere con
straordinaria immediatezza l’essenza di queste interessantissime opere, troppo spesso considerate semplici lavori di
routine.
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Steffen Schleiermacher su MDG:
MORTON FELDMAN
OPERE PER VIOLINO E PIANOFORTE
Andreas Seidel, violino
Steffen Schleiermacher, pianoforte
MDG1524 (CD alto prezzo)
JOSEF MATTHIAS HAUER
STUDI OP. 22
Steffen Schleiermacher, pianoforte
MDG1640 (CD alto prezzo)
FEDERICO MOMPOU
MUSICA CALLADA
Steffen Schleiermacher, pianoforte
MDG1792 (CD alto prezzo)
AA.VV.
OPERE PER PIANO DELLA SCUOLA DI DARMSTADT - VOL. 2
Steffen Schleiermacher, pianoforte
MDG1005 (CD alto prezzo)
AA.VV.
OPERE PER PIANO DELLA SCUOLA DI DARMSTADT - VOL. 1
Steffen Schleiermacher, pianoforte
MDG1004 (CD alto prezzo)
Columnsweb - Novembre 2013
FRANCIS POULENC
FRANCIS POULENC
MÉLODIES SUR DES POÈMES DE POÈTES DIVERS
MÉLODIES SUR DES POÈMES DE PAUL ELUARD
Holger Falk, baritono
Alessandro Zuppardo, pianoforte
MDG1776 (CD alto prezzo)
Holger Falk, baritono
Alessandro Zuppardo, pianoforte
MDG1822 (CD alto prezzo) Barcode: 0760623182223
AA.VV.
SONATE PER VIOLONCELLO E PIANOFORTE DI AUTORI OLANDESI – VOL. 6
Doris Hochscheid, violoncello; Frans van Ruth, pianoforte
MDGSA1823 (SACD alto prezzo) Barcode: 0760623182360
F. Poulenc: Chansons gaillardes; À sa guitare; Poèmes de
Ronsard; Épitaphe; Priez pour paix; Hymne; Chansons villageoises; Pierrot; Cocardes; Toréador; Deux Poèmes de Louis
Aragon; Le disparu; Dernier poème; Parisiana; Trois Chansons
de F. Garcia-Lorca; Le portrait; Paul et Virginie; Nuage
Questo disco costituisce il terzo e ultimo volume della straordinaria integrale delle mélodies per baritono e pianoforte di
Francis Poulenc affidata dalla MDG a Holger Falk e ad Alessandro Zuppardo. Il programma è eccezionalmente eclettico,
spaziando dai toni scanzonati e spesso irriverenti delle Chanson gaillardes alle incantevoli Cocardes basate su enigmatici
testi di Jean Cocteau e agli intensissimi e dolorosi brani ispirati
alla Resistenza. Questi brani sembrano essere stati scritti su
misura per Holger Falk, baritono dotato di una incredibile versatilità vocale e di una dizione perfetta, che gli consentono di
rendere questo disco un titolo assolutamente irrinunciabile per
tutti gli amanti del grande repertorio per voce e pianoforte (e
non solo per loro).
Già disponibili:
FRANCIS POULENC
MÉLODIES SUR DES POÈMES DE GUILLAUME
APOLLINAIRE
Holger Falk, baritono
Alessandro Zuppardo, pianoforte
MDG1658 (CD alto prezzo)
I. Lilien: Sonata n. 1 per violoncello e pianoforte H. Andriessen: Sonata per violoncello e pianoforte P. Ketting: Sonata per violoncello e
pianoforte L. Orthel: Sonata n. 2 per violoncello e pianoforte op. 41
Doris Hochscheid e Franz van Ruth hanno iniziato a percorrere una
strada poco battuta ma ricca di tesori destinati a entrare nel repertorio concertistico. La collana dedicata alle sonate per violoncello
e pianoforte di compositori olandesi è ormai diventata un vero e
proprio cult e non solo tra i violoncellisti. Come era già accaduto per
i volumi precedenti, questo disco – sesto tassello della serie – rivela una serie di compositori e di opere virtualmente sconosciuti. Da
giovane, Ignace Lilien affrontò un interminabile viaggio in bicicletta
che dalla sua città natale di Lemberg (l’attuale Lvov in Ucraina) lo
portò a visitare molte delle città più importanti d’Europa. Mentre si
trovava all’Aia scoppiò la prima guerra mondiale, che gli impedì di
fare ritorno in patria. Nel frattempo Lilien si era però imbevuto della
tradizione asburgica, i cui stilemi trovano piena espressione nella Sonata per violoncello e pianoforte presentata in questo disco.
Anche le sonate dei compositori olandesi DOC meritano di essere prese in seria considerazione. Per convincersene è sufficiente
ascoltare la magnifica espressività della Sonata di Leo Orthel, un
brano caratterizzato dalla presenza di sezioni dai tratti virtuosistici
che vedono protagonisti entrambi i musicisti, o l’elaborata scrittura
poliritmica e politonale della Sonata di Piet Ketting, nella quale è
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possibile riconoscere qualche elemento del suo maestro Willem
Pijper. Da parte sua, l’organista Henk Andriessen non può celare
le influenze dei compositori francesi – soprattutto di César Franck
e Albert Roussel – presenti nelle sue opere. Questo disco è una
nuova preziosissima addizione a questo repertorio e il coinvolgente
stile esecutivo dei due interpreti costituisce un graditissimo elemento destinato a renderlo un must assolutamente imperdibile per tutti
gli appassionati del repertorio cameristico meno noto.
JOHANNES BRAHMS (1833-1897)
CLARA SCHUMANN (1819-1896)
BRAHMS BELOVED – SINFONIE E LIEDER
Indra Thomas, soprano
Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano,
John Axelrod, direttore
TELCD34658 (2 CD al prezzo di uno) Barcode: 0888072346581
Già disponibili con D. Hochscheid al violoncello e F. van Ruth al pianoforte
AA.VV.
SONATE PER VIOLONCELLO E PIANOFORTE
DI AUTORI OLANDESI – VOLUME 1
MDG1534 (SACD alto prezzo)
AA.VV.
SONATE PER VIOLONCELLO E PIANOFORTE
DI AUTORI OLANDESI – VOLUME 2
MDG1574 (SACD alto prezzo)
AA.VV.
SONATE PER VIOLONCELLO E PIANOFORTE
DI AUTORI OLANDESI – VOLUME 3
MDG1655 (SACD alto prezzo)
AA.VV.
SONATE PER VIOLONCELLO E PIANOFORTE
DI AUTORI OLANDESI – VOLUME 4
MDG1703 (SACD alto prezzo)
AA.VV.
SONATE PER VIOLONCELLO E PIANOFORTE
DI AUTORI OLANDESI – VOLUME 5
MDG1771 (SACD alto prezzo)
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Johannes Brahms (1833-1897): Sinfonia n. 4 in mi minore
op. 98; Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 73 Clara Schumann
(1819-1896): Am Strande; Ich stand in dunklen Träuman; Der
Abendstern; Die stille Lotosblume; Er ist gekommen in Sturm
und Regen; Liebst du um Schönheit; Liebeszauber; Der Mond
kommt still gegangen; Auf einem grünen Hügel; O Lust, o Lust
Pochi compositori condussero una vita piena di passione e di
energia creativa come Johannes Brahms. Le sue opere sono
pervase da un incontenibile dinamismo legato ai fatti salienti
della sua vita e alle relazioni di amore e di amicizia che ebbe
modo di intrecciare. Pur essendo legato da una sincera amicizia e da una profonda gratitudine a Robert Schumann, Brahms
portò avanti per tutta la vita un intenso sentimento per sua
moglie, la dotatissima pianista Clara Schumann, come dimostrano le numerose lettere che le scrisse, in una delle quali si
legge: «Rimpiango ogni parola che vi scrivo che non parli d’amore». Questo disco abbina le prime due sinfonie del grande
compositore amburghese a una silloge di Lieder di Clara, che
visti nel loro insieme danno un’immagine molto romantica del
loro rapporto. Questo cofanetto doppio offerto al prezzo di un
solo CD vede grandi protagonisti il soprano drammatico Indra
Thomas e John Axelrod alla testa dell’Orchestra Giuseppe Verdi di Milano, che per l’occasione fa il suo debutto nel prestigioso catalogo della Telarc.
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HANS KNAPPERTSBUSCH DIRIGE SCHUMANN E STRAUSS
Wiener Philharmoniker, Hans Knappertsbusch
IDI6655 (CD basso prezzo) Barcode: 8021945002708
R. Schumann: Sinfonia n.4 op. 120
R. Strauss: Tod und Verklärung
Questo disco completa la serie di registrazioni live che Hans
Knappertsbusch effettuò con i Wiener Philharmoniker al principio degli anni Sessanta del secolo scorso e che costituiscono
uno dei punti più alti della sua carriera di direttore d’orchestra.
Realizzate nello stesso giorno, le interpretazioni della Quarta Sinfonia di Schumann e di Tod und Verklärung di Richard
Strauss possono essere collocate sui gradini più alti di una ideale graduatoria delle migliori performance di queste due opere
oggi disponibili sul mercato discografico. La Quarta Sinfonia
di Schumann ha infatti una grandiosità epica e un’intensità
espressiva paragonabili solo a quelle che, in quest’opera, sapeva raggiungere Wilhelm Furtwängler. Tod und Verklärung è
invece dominato dal principio alla fine da una tensione spasmodica, da una feroce volontà di affermazione che si comunica immediatamente all’ascoltatore e che contribuisce a
rendere questa incisione uno dei punti di riferimento ineludibili
nell’interpretazione della produzione di Richard Strauss.
AA.VV.
IDA PRESTI E ALEXANDER LAGOYA: REGISTRAZIONI IN STUDIO 1956-1961 - VOL. 2
Ida Presti e Alexander Lagoya, chitarra
IDI6656 (CD basso prezzo) Barcode: 8021945002715
Opere di Johann Sebastian Bach, Domenico Scarlatti, Marella,
Ferdinando Carulli, Isaac Albéniz, Enrique Granados, Manuel
de Falla, Claude Debussy, Pierre Petit e Francis Poulenc
Straordinario, per molti aspetti, fu l’apporto dato all’arte chitarristica e alla storia dell’interpretazione musicale dal duo composto da Ida Presti (1924-67) e Alexandre Lagoya (1929-99).
Questi due musicisti non solo vinsero la scommessa di formare
un duo stabile, ognuno dei due interrompendo la propria carriera di solista, ma riuscirono anche a creare un repertorio concertistico unico e esclusivo, lasciando ai posteri incisioni che
rappresentano un riferimento assoluto e una serie di edizioni
tuttora oggetto di studio e di ripubblicazione. Si trattò di una attività intensissima, se si pensa che si svolse nell’arco di tempo
di poco più di una dozzina di anni ed ebbe il suo tragico epilogo
solo a causa della prematura scomparsa di Ida. Questo disco,
secondo volume della serie, completa la serie delle incisioni
effettuate dal duo tra il 1956 e il 1961 e costituisce un autentico
monumento all’arte chitarristica del XX secolo. Straordinaria, in
particolare, risulta l’esecuzione dei brani degli autori del Novecento, tra i quali spicca una spettacolare interpretazione della
brillante Toccata del francese Pierre Petit.
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JOHANNES BRAHMS – CESAR FRANCK
THE ART OF BORIS GOLDSTEIN – REGISTRAZIONI IN STUDIO DEL 1955
Boris Goldstein, violino; Julia Goldstein, pianoforte
IDI6658/59 (2 CD basso prezzo) Barcode: 8021945002739
J. Brahms: Sonata n. 1 per violino e pianoforte op. 78; Sonata
n. 2 per violino e pianoforte op. 100; Sonata n. 3 per violino e
pianoforte op. 108 C. Franck: Sonata per violino e pianoforte
«Il più brillante talento violinistico dell’Unione Sovietica». Tale
è Boris Goldstein (Odessa, 1922-Hannover, 1987) per Jascha
Heifetz, artista, si sa, stellare e rigorosissimo, anzitutto con se
stesso; uomo per nulla incline ai complimenti. Di diverso avviso
su Goldstein volle essere l’Unione Sovietica. A poco valsero
classificazioni importanti a concorsi internazionali come il quarto premio al “Wieniawski” del 1935 o la sensazione suscitata
allo “Ysaÿe”due anni più tardi. Il Politburo decise che “il violinista sovietico da esportare nel mondo” si chiamava David
Oistrakh, artista epocale, certo, ma anche figura ideale da esibire ovunque. Tale a partire dalla mole bonaria e dal faccione
pacioso e da buon papà (papà Oistrakh lo chiamavano gli allievi; anche un grandissimo estimatore di David quale Salvatore
Accardo). E poi. Oistrakh era ebreo e l’Unione Sovietica doveva e voleva negare urbi et orbi l’avversione, peraltro antica e
conclamata, nei confronti degli ebrei. L’ostilità riservata all’ebreo Goldstein, sempre costretto entro i confini di casa. L’ostilità nei confronti di Leonid Kogan, sia pure in quantità minore.
Quella per cui il violinista fu eterno secondo dopo Re David.
Altro aspetto. Goldstein, didatta sommo, era incline ai grandi
classici e romantici piuttosto che alle nuove leve di compositori
sovietici buoni per la macchina della propaganda. Goldstein
era portato, per esempio, a Mendelssohn. Anche alle Sonate
di Brahms e a quella di Franck, come questo prezioso cofanetto doppio ribadisce nel dare nuova vita a registrazioni fatte
in Germania che potremmo datare intorno agli anni Ottanta,
ovvero riconnettere all’autunno luminoso dell’artista. Perché
all’estero, finalmente, Goldstein andò (1974) ma costretto dalla
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mala vita in Russia e con la carriera solistica ormai compromessa, anzitutto, dalle vessazioni psicologiche. Lo troviamo
insegnante presso l’Università di musica di Wűrzburg dal 1976
fino alla morte. Le tardive registrazioni di quegli anni sono con
la figlia Julia, pianista e partner di assoluto rispetto, anch’essa
artista da riscoprire. Ascoltando questi dischi, di qualità sonora godibilissima, cogliamo anzitutto la dimensione cameristica
impressa dai due artisti alle Sonate di Brahms. Un suono morbido e pastoso, casto e bello, limpido senza asprezze nella
stesura soprana, rotondo e pieno di poesia che si espande nei
movimenti lenti (valga il tempo centrale della Seconda Sonata:
il canto largo, dolce, tenero). Ancora. La cavata di Goldstein
non è molto ampia, ma usa un vibrato felice e scorrevole. Il fraseggio si prende i giusti riposi ed esalta l’ariosità del discorso
brahmsiano. Osserviamo un gioco squisito di tinte, specie nelle
prime due Sonate, impregnate entrambe di temi e modi liederistici. L’intimità d’espressione non viene meno neanche nella
Terza Sonata, che è pure più ampia e ambiziosa (in quattro
anziché tre movimenti) e presenta una scrittura pianistica pensata per un virtuoso quale Hans von Bűlow. In Franck invece
i due solisti, da veri artisti, “cambiano faccia” e l’eccitazione,
la sensualità, i modi brucianti di fine secolo caratterizzano in
pieno la loro interpretazione. Potremmo aggiungere che anche
negli ultimi anni la tenuta strumentale ed espressiva di Goldstein fa onore alle parole dette da Heifetz riguardo l’artista da
giovane. Così, tanto in Brahms quanto in Franck, l’intonazione
è assolutamente immacolata, la tenuta d’arco non presenta
problemi e la capacità di concentrazione si mostra assoluta.
Portamenti e rallentando hanno la naturalezza degli interpreti
d’una volta. Sono rare le registrazioni disponibili di Goldstein.
Praticamente solo il Concerto in mi minore di Mendelssohn
su etichetta Melodiya. Gli estimatori dell’artista odessita rammentano anche una Ciaccona di Vitali e il Concerto di Glière.
Quanto alla lettura del Primo Concerto di Wieniawski, parlano
di risultati addirittura superiori a quelli, davvero apicali, di Michael Rabin.
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JOHANN SEBASTIAN BACH
GLENN GOULD PLAYS BACH – VOL. 3
Glenn Gould, pianoforte
Orchestra Sinfonica della Radio Svedese, Georg Ludwig Jochum
IDI6662 (CD basso prezzo) Barcode: 8021945002760
J.S. Bach: Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra BWV
1052; Variazioni Goldberg BWV 988
Anticonformista, provocatore, discutibile, ma sempre assolutamente geniale, Glenn Gould ha legato il suo nome di interprete a Bach più che a qualunque altro autore. È dunque con
grande piacere che la IDIS propone oggi al pubblico il terzo
volume della collana Glenn Gould plays Bach, che riunisce due
registrazioni live ancora assai poco conosciute. Memorabile, in
particolare, è la resa delle Variazioni Goldberg BWV 988, forse
la più straordinaria, in assoluto, tra le registrazioni di quest’opera lasciateci del pianista canadese.
IGOR MARKEVITCH DIRIGE WAGNER E DEBUSSY
Berliner Philharmoniker, Orchestre Lamoureux, Igor Markevitch
IDI6665 (CD basso prezzo) Barcode: 8021945002784
R. Wagner: Preludio al primo atto di Lohengrin; Preludio al
terzo atto di Lohengrin; Ouverture e Baccanale (Tannhäuser);
Cavalcata delle Walkirie (La Walkiria); Idillio di Sigfrido C. Debussy: Danse sacrée et Danse profane
Igor Markevitch è uno di quei direttori d’orchestra che non possono vantare una discografia pari alla loro straordinaria bravura. Eppure, ogni volta che si ascolta una sua incisione, ci si
rende conto di quanto grande sia stato e di quanto moderno
e anticonformistico fosse il suo modo di interpretare le opere
dei grandi classici. Questo disco riunisce tutte le registrazioni
wagneriane di Markevitch effettuate con i Berliner Philharmoniker e l’Orchestre Lamoureux di Parigi tra il 1954 e il 1958, che
nulla hanno da invidiare, per magnificenza sonora, a quelle dei
grandi specialisti wagneriani, da Furtwängler a Karajan. Il programma è completato dalla Danse sacrée e dalla Danse profane di Debussy, registrate a Parigi nel 1959 con quell’Orchestre
Lamoureux che Markevitch seppe portare a livelli di perfezione
mai più raggiunti.
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JOHANNES BRAHMS
GIACOMO PUCCINI
INTEGRALE DELLE SINFONIE
TURANDOT
Philharmonia Orchestra, Wiener Philharmoniker,
Berliner Philharmoniker, Herbert von Karajan
URNWS165 (3 CD prezzo speciale) Barcode: 8051776571654
Orchestra e Coro dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma,
Alberto Erede
URNWS202 (2 CD a prezzo speciale) Barcode: 8051776572026
J. Brahms: Sinfonia n. 1 op.68; Sinfonia n.2 op. 73; Sinfonia n.
3 op. 90; Sinfonia n. 4 op. 98; Variazioni su un tema di Haydn
op. 56a; Otto Danze ungheresi
Questa edizione non è mai stata pubblicata per la semplice
ragione che tre di queste sinfonie, per la precisione la Prima, la
Seconda e la Quarta, sono state registrate dalla Columbia-EMI
e la mancanza della Terza non permise alla EMI di immettere sul mercato l’integrale delle sinfonie di Brahms diretta da
Herbert von Karajan. Essendo diventata di pubblico dominio
la registrazione della Terza realizzata dalla Decca del 1960,
la Urania ha pensato di accorpare quest’ultima registrazione
con le tre della Columbia, per dare un quadro completo della
visione sinfonica brahmsiana di Karajan. Il programma di questo cofanetto triplo comprende anche due importanti versioni
delle Variazioni su un tema di Haydn e una scelta delle Danze
Ungheresi, anche queste registrate da Karajan all’inizio degli
anni Sessanta. Le orchestre in questione sono tre, unificate
dalla poetica del grande maestro austriaco.
Bonus: Inge Borkh interpreta arie di Carl Maria von Weber e
di Richard Strauss
Incisa originariamente dalla Decca nel 1955, questa edizione
di Turandot colpisce in primo luogo per l’altissima qualità della
registrazione. L’esecuzione è in qualche modo emblematica
dell’approccio al repertorio della giovane scuola degli anni a
cavallo del secondo conflitto mondiale, di cui questa incisione
rappresenta ancora un esempio perfetto. Una lettura finalizzata in primo luogo a esaltare la prestanza vocale dei singoli
interpreti all’interno di un quadro orchestrale teso alla massima
spettacolarizzazione dell’insieme. La direzione di Erede procede per grandi quadri sonori di granitica definizione e di sicuro
impatto specie per il pubblico dell’epoca. Un’imponenza sonora favorita dalla possanza delle voci a disposizione e che in
quest’ottica ottiene certamente i risultati voluti. Da sottolineare
l’importanza del programma sul bonus.
Solisti: Inge Borkh, Renata Tebaldi, Mario Del Monaco. Nicola Zaccaria, Fernando Corena, Mario Carlin, Renato Ercolani,
Gaetano Fanelli, Ezio Giordano
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SCHUBERT
MUSICA DA CAMERA PER CLARINETTO CON SOPRANO E ARPA
Luigi Magistrelli, clarinetto, Claudia Bracco, piano
Margherita Tomasi, soprano, Elena Gorna, arpa
LDV14016 (CD medio prezzo) Barcode 8051776570169
Eccellente la raccolta di brani per clarinetto di Schubert, in parte inediti, ad opera di Luigi Magistrelli.
Il lied Der Hirt auf dem Felsen (Il pastore sulla roccia) fu composto nel 1828 su richiesta della cantante Anna Milder, che
volle avere una composizione destinata a una vasta audience,
con caratteristiche brillanti e di variegato interesse espressivo.
Schubert mise insieme materiale derivante da tre testi differenti, due di Wilhem Mueller (Der Berghirt e Liebesgedanken)
e un testo anonimo, probabilmente ascrivibile a Helmina von
Chezy. Si tratta senz.altro della composizione romantica con
soprano, pianoforte e clarinetto obbligato di maggiore spessore musicale.
Il Salve Regina D. 27, qui inciso per la prima volta, fu composto da Schubert a quindici anni. L’organico era formato dal
soprano accompagnato da un clarinetto in do obbligato (o
oboe), secondo clarinetto in do (o oboe), archi, 2 corni, timpani
e organo. Interessante notare che questa composizione non
ebbe nessuna esecuzione pubblica e fu pubblicata per la prima
volta nel 1928.
L.Offertorium Totus in corde lanqueo deve essere stato con
ogni probabilità destinato a una delle cerimonie sacre organizzate negli abiti monastici o nobiliari, piuttosto frequenti in
Austria, Bohemia, e Germania. Ancora una volta è richiesto
l.uso del clarinetto in do, più consono timbricamente e vicino
al soprano nel registro medio-acuto. La piccola Cavatina (Romanza), tratta dal melodramma Die Verschworeren, fu scritta
nel 1823 su libretto di Franz Castelli, che lo ricavò dall.Aristophanes.
Schubert compose l.opera Die Zauberharfe su libretto di
G.Von Hoffman, nel 1820, per il Theatre an der Wien, dove fu
rappresentata solo otto volte fra l.agosto e il novembre dello
stesso anno. I 13 numeri che la costituiscono sono stati concepiti sotto forma di melologo. L.arpa è la protagonista dell.opera
e appare ovviamente in diverse situazioni: nel Chor der Troubadoure und Palmerin e nel Chor der Troubadoure und Ritter.
Nella seconda parte del numero 9 si colloca l.assolo della seconda arpa (con fagotti e corni) insieme al clarinetto obbligato.
Da questa parte è stato estrapolato l.assolo del presente CD.
La Serenata rappresenta la tipologia del brano melodico per
eccellenza, universalmente conosciuto, e composto da Schubert in un momento di improvvisa ispirazione. In origine pensata per contralto e coro maschile, fu poi destinata a un coro
interamente femminile. Nel CD è presentata la versione arrangiata per clarinetto, in forma rapsodica, ad opera di Domenico
Liverani (1805-1877).
Di altre proporzioni e spessore musicale è invece a celeberrima Sonata Arpeggione, scritta nel 1824 per uno
strumento particolare a sei corde, accordato esattamente
come la chitarra e somigliante a una viola da gamba.
Schubert, intravvedendo in questo strumento la facilità di eseguire gli arpeggi, scrisse la sua Sonata con il sottotitolo di Arpeggione. La tonalità in sol minore, scelta per il clarinetto dall.
arrangiatore Stephan Korody Kreutzer, è dettata da esigenze
di registro clarinettistico più congeniali allo strumento
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GIUSEPPE SARTI
ISABELLA COLBRAN
INTEGRALE DELLE OPERE DA CAMERA E PER TASTIERA
ARIE ITALIANE PER VOCE E ARPA
Chiara Cattani, clavicembalo, clavicordo e fortepiano
Roberto Noferini violino; Silvia Moroni, flauto traversiere
TC721950 (6 CD a prezzo speciale) Barcode: 8007194600018
Maria Chiara Pizzoli, soprano
Marianne Gubri, arpa
TC780302 (CD alto prezzo) Barcode: 8007194105711
G. Sarti: Integrale delle sonate per clavicembalo e violino, delle sonate per clavicembalo e per clavicordo, delle sonate per
fortepiano e per organo e delle sonate per flauto traversiere e
basso continuo
Questo cofanetto dedicato all’illustre compositore Giuseppe
Sarti, faentino di nascita ma cittadino d’Europa per tutta la
vita, si propone come un viaggio attraverso la sua opera per
tastiera, per la maggior parte in versione solistica, poi con l’accompagnamento del violino in funzione concertante e infine
come basso continuo per il flauto solista. Il viaggio attraversa
i 50 anni più ricchi di cambiamenti del XVIII secolo, dallo stile
galante, fino alle radici del Romanticismo. Rilevante peculiarità
è l’utilizzo esclusivo di strumenti storici e la loro varietà: otto
differenti strumenti a tastiera, oltre al violino e al traversiere,
rendono questa edizione un tassello prezioso nel panorama
delle registrazioni dedicate al Classicismo, frutto della meticolosa cura con cui gli interpreti hanno approfondito l’interpretazione esecutiva, dopo aver svolto un grande lavoro di ricerca
nelle biblioteche di tutta Europa.
M. Colbran: Già la notte s’avvicina; Sei Canzoncine ou petits
airs italiens (Povero cor tu palpiti; Il pie’ s’allontana; Benché ti
sia crudel; Per costume o mio bel nume; Vorrei che almen per
gioco; Chi sa qual core); Sei Canzoncine ou petits airs italiens
(La speranza al cor mi dice; Ad onta del fato; T’intendo sì mio
core; Ch’io mai vi possa; Voi siete luci belle; Mi lagnerò tacendo); Sei petits airs italiens (Placido zeffiretto; Amo te solo; Vanne felice rio; Vanne al mio bene; Sempre più t’amo; Voi siete o
luci belle); Six petits airs italiens (Ombre amene; Quel cor che
più prometti; Più bella aurora; So che un sogno è la speranza;
Se son lontano; Quel ruscelletto); Parto vi lascio addio; Abbellimento sopra O nume tutelar
Nata a Madrid, Isabella si è formata all’arte della musica grazie a suo padre, Juan Colbran, violinista della Cappella Reale.
Si è dedicata al canto grazie ai suoi celebri maestri cantanti
d’opera e castrati di origine italiana, Carlo Martinelli e Girolamo Crescentini; a quest’ultimo dedicherà una delle raccolte di
ariette, oltre ad essersi esibita cantando numerose delle sue
composizioni. Composti tra il 1805 e il 1809, i quattro libri di
Canzoncine ou Petits Airs Italiens di Isabella Colbran (17841845) coincidono col periodo giovanile della cantante, ancora
prima del suo matrimonio nel 1822 con Gioacchino Rossini e
della sua carriera come Diva dei teatri italiani. Le composizioni
di Isabella Colbran sono tipiche del repertorio dilettantistico da
camera: si tratta di arie melodiche, brevi, durchkomponiert con
due testi, l’uno in lingua italiana tratto dalle poesie di Metastasio, l’altro, una libera traduzione su di essi in lingua francese.
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AA.VV.
GIUSEPPE VERDI
OPERE PER FAGOTTO
SINFONIE PER ORGANO A QUATTRO MANI
Paolo Carlini, fagotto
Matteo Fossi & Enrico Pieranunzi, pianoforte
Orchestra della Toscana, Francesco Lanzillotta
TC920001 (CD alto prezzo) Barcode: 8007194105445
Silvio Celeghin e Federica Iannella, organo
TC812204 (CD alto prezzo) Barcode: 8007194105742
G. Gaslini: Koralfandango per fagotto e pianoforte E. Pieranunzi: Tango Bassoon per fagotto e pianoforte L. de Pablo:
Per Fagotto per fagotto solo M. Betta: Sonata per fagotto e
pianoforte N. Sani: AchaB per fagotto solo M. Fabrizio: Sad
City per fagotto e pianoforte E. Morricone: Totem n. 3 (Segnali) per fagotto e pianoforte G. Cardini: Fiore perduto per fagotto e pianoforte G. Colombo Taccani: Dura roccia per fagotto
e orchestra d’archi
Il raro e sgargiante programma ideato da Paolo Carlini porta
in luce uno strumento non abbastanza considerato solisticamente dai compositori di oggi, nonostante sia stato tra i primi a
evolversi tecnicamente.
Fu proprio il fagotto, negli anni sessanta, a seguito delle ricerche sui multipli (esecuzione di più suoni simultanei) realizzate
da Bruno Bartolozzi e Sergio Penazzi, a individuare e praticare
pionieristicamente le nuove sonorità degli strumenti a fiato. Ma
anche l’estensione, l’agilità e la varietà timbrica del fagotto al
naturale hanno suggerito confronti stilistici novecenteschi di
cui quest’antologia propone diverse interessanti coniugazioni,
tutte dedicate al solista.
G. Verdi: Ouverture da Giovanna d’Arco; Preludio da La traviata; Ouverture da I vespri siciliani; Va’ pensiero (Nabucco);
Ouverture da La forza del destino; Preludio da Macbeth; Ouverture da Nabucco; Marcia trionfale (Aida)
Questo progetto nasce dalla comune passione di Silvio Celeghin e Federica Iannella per la musica operistica.
Dalle trascrizioni delle ouvertures per pianoforte a quattro mani
(Ed. Ricordi) e dall’analisi delle partiture originali, i due interpreti hanno cercato - ripercorrendo la prassi esecutiva dell’epoca
- di imitare le peculiarità del linguaggio orchestrale tramite i
timbri e gli accorgimenti espressivi dell’organo di Padre Davide
da Bergamo (organo Serassi Opus 408 della Basilica di Santa
Maria di Campagna – Piacenza), universalmente riconosciuto
come il simbolo della ‘teatralità organistica’. Questo strumento
rappresenta dunque il corrispettivo ideale dell’orchestrazione
verdiana, modello di sonorità strumentale profondamente italiana e diversa da ogni altra europea.
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RAY BROWN TRIO
THE DOORS
SOULAR ENERGY
THE DOORS
Ray Brown, contrabbasso; Gene Harris, pianoforte;
Mickey Roker, batteria
ASLP268/45 (2 LP da 200 gr a 45 giri) Barcode: 0753088026874
The Doors
ASLP74007/45 (2 LP da 200 grammi a 45 giri)
Exactly Like You; Cry Me A River; Teach Me Tonight; Take The
‘A’ Train; Mistreated But Undefeated Blues; That’s All; Easy
Does It; Sweet Georgia Brown
Ray Brown era un jazzista molto prolifico al pari di tanti suoi
contemporanei, ma con pochi eguali; Soular Energy è un album intriso di tutti quei piccoli particolari che rivestono un’importanza fondamentale per noi audiofili. Risulta evidente lo
scorrere delle dita di Ray sullo strumento e la presenza fisica degli interpreti che “accompagnano” a tempo la musica. Il
pianista scelto da Ray è perfetto, infatti in questo disco Gene
Harris riesce a dare il meglio di sé. Il suo senso del tempo e del
ritmo in Soular Energy appare veramente fenomenale. Inoltre
non bisogna dimenticare la qualità della registrazione. Troppo
spesso (almeno così mi sembra) i pianoforti vengono registrati
(o masterizzati) in modo indecente, come se i tecnici presenti
nello studio spostassero le paratie per evitare le sovrapposizioni sonore negli altri microfoni, sbagliassero completamente la
scelta del microfono o la sua posizione oppure – ancora peggio
– equalizzassero il pianoforte in maniera irreale. Grazie al cielo questo album è veramente ben registrato. Il mastering e la
stampa di questo famoso titolo sono totalmente nuove. Kevin
Gray al Coherent Audio ha fatto un magnifico lavoro per questo
doppio album a 45 giri. La stampa è stata effettuata alla Quality
Records Pressing. Un disco da non perdere!
30
Break On Through (To The Other Side); Soul Kitchen; The
Crystal Ship; Twentieth Century Fox; Alabama Song (Whisky
Bar); Light My Fire; Back Door Man; I Looked At You; End Of
The Night; Take It As It Comes; The End
J.J. CALE
TROUBADOUR
J.J. Cale
ASLP050 (LP da 200 grammi) Barcode: 0753088105012
Hey Baby; Travelin’ Light; You Got Something; Ride Me High;
Hold On; Cocaine; I’m A Gypsy Man; The Woman That Got
Away; Super Blue; Let Me Do It To You; Cherry; You Got Me
on So Bad
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ROBERT CRAY
STRONG PERSUADER
Robert Cray
ASLP051 (LP da 200 grammi) Barcode: 0753088005015
un sound graffiante e ruvido. Webster ebbe però sempre timbri più ampi, plasmando un suono corposo e animato da una
sensuale sinuosità che egli contribuì ad associare in maniera
quasi imprescindibile al sax. Questa versione su doppio LP a
45 giri stampato su uno splendido vinile da 200 grammi presso
la Quality Records è la versione definitiva di questo album.
Smoking Gun; I Guess I Showed Her; Right Next Door (Because Of Me); Nothin’ But A Woman; Still Around; More Than I
Can Stand; Foul Play; I Wonder; Fantasized; New Blood
BEN WEBSTER
SOULVILLE
Ben Webster, sax tenore; Ray Brown, contrabbasso; Herb Ellis, chitarra; Stan Levey, batteria; Oscar Peterson, pianoforte
ASLPVER8274 (2 LP da 200 gr a 45 giri) Barcode: 0753088827419
Soulville; Late Date; Time on My Hands; Lover, Come Back to
Me; Where Are You; Makin’ Whoopee; Ill Wind
Ben Webster è stato con Coleman Hawkins e Lester Young uno
dei tre più importanti tenorsassofonisti di estrazione ‘swing’.
Tra i due egli imparò soprattutto da Hawkins, in particolare l’uso dei registri bassi, del vibrato e della tecnica del growl, una
particolare emissione del suono che ha la funzione di modulare
la colonna d’aria in entrata donando al timbro dello strumento
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BILLY JOEL
52ND STREET
Billy Joel
MUDSACD2091 (SACD alto prezzo) Barcode: 0821797209168
CHARLIE BYRD
Big Shot; Honesty; My Life; Zanzibar; Stiletto; Rosalinda’s
Eyes; Half a Mile Away; Until the Night; 52nd Street
Galvanizzato dal grande successo ottenuto con The Stranger,
Billy Joel fece ritorno in sala di registrazione con il producer
Phil Ramone per registrare il seguito, 52nd Street. Invece di
allontanarsi dal sound che aveva utilizzato in The Stranger,
Joel decise di espanderlo, dando vita a una scrittura più sofisticata e con qualche reminiscenza jazz. Con questo album
Joel mise in mostra tutto il suo grande talento melodico e uno
stile esecutivo molto grintoso, dimostrando di conoscere alla
perfezione il modo in cui deve essere realizzato un disco. Se
giudicato canzone per canzone, 52nd Street potrebbe sembrare inferiore a The Stranger, tuttavia tutti i brani in programma
sono di buon livello – in effetti “Honesty”, “My Life” e “Until the
Night” sono considerate tra le canzoni più belle di Joel – e si
ascoltano sempre con grande piacere grazie all’elegante produzione di Ramone e alla vena melodica di Joel. Non si può
che rimanere ammirati nel notare che con appena tre album
al suo attivo, Joel era riuscito a trovare la formula giusta per
produrre dischi di successo, una formula che non lo rese solo
uno degli artisti più venduti della sua epoca, ma anche l’interprete più apprezzato del mainstream. 52nd Street costituisce
la prova più evidente di questo grande successo.
Corcovado; Jazz’n’Samba; That Look You Wear; The Girl
from Ipanema; Samba do Aviao; Engano; Amor e Paz; Dindi;
Cancao do Amor Demais; As Praias Desertas; Samba Torto;
Someone to Light up My Life
Sebbene gli arrangiamenti per archi, legni e ottoni di Tommy
Newsom proposti in questa nuova rimasterizzazione della
Pure Pleasure possano sembrare fin troppo sdolcinati e i dodici brani eccessivamente concisi (quasi tutti durano meno di tre
minuti), Brazilian Byrd consente di concedersi un’esperienza
d’ascolto sorprendentemente gradevole. Il chitarrista acustico
Charlie Byrd ha sempre avuto una grande affinità con il jazz
brasiliano e in questo disco presenta una splendida silloge di
brani di straordinaria bellezza di Antonio Carlos Jobim.
Registrazione effettuata nel 1965.
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BRAZILIAN BYRD
Charlie Byrd
PPCS9137 (LP da 180 grammi) Barcode: 5060149621868
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CHARLIE MINGUS
JOHANN SEBASTIAN BACH – LUDWIG VAN BEETHOVEN
TIJUANA MOODS
CONCERTI PER PIANOFORTE E ORCHESTRA
Charlie Mingus, contrabbasso; Curtis Porter, sax contralto;
Jimmy Knepper, trombone; Clarence Shaw, tromba; Bill
Triglia, pianoforte; Dannie Richmond, Frankie Dunlop, percussioni; Danny Richmond, batteria; Lonnie Elder, voce
SC-LSP2533 (LP da 180 grammi) Barcode: 4260019714480
Glenn Gould, pianoforte
Columbia Symphony Orchestra, Vladimir Golschmann,
Leonard Bernstein
SC-MS1 (3 LP da 180 grammi) Barcode: 4260019714497
Dizzy Moods; Ysabel’s Table Dance; Tijuana Gift Shop; Los
Mariachis (The Street Musicians); Flamingo
Quando venne pubblicato per la prima volta nel 1982, questo album si vide assegnare il numero di stelle più elevato di
Downbeat, la rivista di jazz più importante e influente di quegli
anni. Il fatto che la registrazione di Tijuana Moods fosse stata effettuata ben cinque anni prima, la dice lunga su quanto il
compositore e arrangiatore Charlie Mingus fosse avanti con
i tempi in cui viveva. Come contrabbassista, Mingus sfoggiò
un virtuosismo nettamente inferiore rispetto a quello dei suoi
colleghi, un fatto che appare evidente in questo e altri album. In
ogni caso, i cinque brani in programma meritano ampiamente
tutte e cinque le stelle che furono attribuite da Downbeat. In
particolare, questi brani consentono di apprezzare la straordinaria maestria con cui Mingus sapeva eseguire la musica
tradizionale messicana e il suo grande talento nell’integrarla
nel suo stile jazz. La piccola band formata dal trombettista Clarence Shaw, che Mingus lodò con il massimo entusiasmo per
le sue straordinarie doti improvvisative, da Jimmy Knepper, un
vero e proprio asso del trombone, dal leggendario tenorsassofonista Shafi Hadi e dal suo grande amico Dannie Richmond
alla batteria si rivela una formazione di altissima caratura, anche se il sestetto del 1963-64 sfoggiò una creatività ancora
maggiore. Nessuna discoteca potrebbe dirsi completa senza
questo album. Per questo, vi consigliamo caldamente di non
farvi sfuggire l’occasione di arricchire la vostra collezione con
questo gioiello, caratterizzato anche da una qualità sonora decisamente elevata.
J.S. Bach: Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra BWV
1052; Concerto n. 3 per pianoforte e orchestra BWV 1054;
Concerto n. 4 per pianoforte e orchestra BWV 1055; Concerto
n. 5 per pianoforte e orchestra BWV 1056; Concerto n. 7 per
pianoforte e orchestra BWV 1058 L. van Beethoven: Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra op. 15
Nel corso degli ultimi decenni sono stati compiuti numerosi
tentativi per descrivere nel modo più calzante possibile la complessa personalità di Glenn Gould e lo stile sorprendente e non
di rado eccentrico delle sua interpretazioni. Che lo si voglia
considerare un maniaco ricco di sensibilità, un individualista
nevrotico o un incontestabile genio, Gould continua ad attirare
l’attenzione, a provocare e ad affascinare gli appassionati anche dopo la sua morte avvenuta nel 1982. Nel 1964 il pianista
canadese pose fine alla sua carriera concertistica, ritenendo
del tutto inaccettabile l’idea di esibirsi di fronte al pubblico e
preferendo concentrarsi sulle registrazioni in studio. Ai compositori del Classicismo viennese, che non prese mai troppo
sul serio (per quanto le sue esecuzioni riflettessero in maniera
molto evidente il concetto ritmico di Beethoven), Gould preferì
di gran lunga le opere di Johann Sebastian Bach, compositore che scelse come suo nume tutelare. Il proverbiale rigore
di Gould permette di apprezzare anche i più piccoli dettagli di
queste celebri partiture. In particolare, il pianista canadese delinea con incredibile precisione le complesse linee architettoniche bachiane, con una insuperabile articolazione che consente di portarne alla luce anche le sfumature più intime. Non ci
troviamo di fronte a una interpretazione rispettosa della passi
filologica, ma di una lettura creativa realizzata da un pianista
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che si propone anche come compositore aggiunto, in grado
di esprimere lo spirito più autentico di queste opere con una
vitalità e una tavolozza sonora fino ad allora assolutamente
inimmaginabili. Nel 1980, in occasione dell’uscita della 80th
Birthday Edition, il critico musicale Werner Theurich scrisse:
«nessuno ha mai eseguito queste opere in maniera più sognante o intensa. Il fatto che le interpretazioni di Glenn Gould
siano un vero e proprio paradiso in terra è sotto gli occhi e nelle
orecchie di tutti. Tutto il resto è pura musica».
ALLAN TAYLOR
ALL IS ONE
Allan Taylor, voce e chitarra; Ian Melrose, chitarre e flauto;
Lutz Möller, pianoforte, tastiere, Hammond B3; Barnaby Taylor, pianoforte; Lea Morris, voce; Lucile Chaubard, violoncello; Grischka Zepf, basso elettrico; Hans-Jörg Maucksch,
basso; Sven von Samson, percussioni; Beo Brockhausen,
percussioni, salterio ad arco e sax; Vlado Kreslin, voce
SFSA4078 (SACD alto prezzo) Barcode: 4013357407824
DIE TOMMYS
VOLUME 1
Die Tommys
SC-BMS1304 (LP da 180 grammi)
Chanson d’Amour; The Look of Love; Chega de Saudade;
Somewhere My Love; All of You; Bilitis
Questo disco presenta sei meravigliose ballate eseguite da
due musicisti dotati di un talento sensazionale, vale a dire
Lutz Krajenski all’Hammond B-3 e Matthias Meusel alla batteria. Questi strumenti esaltano al massimo grado i raffinati
arrangiamenti di Krajenski. Grazie a una sofisticata tecnica di
registrazione, questo splendido disco consente ai due artisti
di tratteggiare indimenticabili atmosfere con assoluta libertà.
Alla fine, sei titoli dallo stile completamente diverso si fondono,
dando vita a un insieme incredibilmente omogeneo.
Registrazione effettuata nel febbraio del 2011 presso lo Studio 1 degli Emil Berliner Studios di Berlino dagli ingegneri del
suono Stephan Flock e Maarten de Boer e dai producer Rainer
Maillard e Stephan Flock.
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Endless Highway; Let The Music Flow; All Is One; We Stood As
One; I Followed Her Into The West; One Last Smile; Plenty For
The Few; The Sky; Like A Cloud (Canzone del Ripensamento);
The Best I Can
Da oltre quattro decenni Allan Taylor, nato a Brighton nel 1945,
è considerato uno dei musicisti più raffinati dei giorni nostri, un
cantautore che con la sua grazia letteraria ha saputo esprimere meglio di chiunque altro le vicende di eroi del tutto sconosciuti, vale a dire le persone che ci circondano e che passano
spesso del tutto inosservate. Le sue canzoni nascono da una
vita trascorsa in viaggio, osservando con attenzione e sensibilità tutto quello che si incontra, una vignetta che racconta
uno stralcio di vita tra un whisky e l’altro in un bar. Ogni storia
racconta qualcosa che conoscono tutti gli ascoltatori, i personaggi prendono vita con incredibile realismo e i luoghi narrati
assumono i connotati di posti ben conosciuti.
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AA.VV.
THE STOCKFISCH DMM – CD/SACD – VOLUME 1
Artisti vari
SFSA5900 (SACD alto prezzo) Barcode: 4013357590021
Chris Jones: No Sanctuary Here Steve Strauss: Closer
Brooke Miller: What You Know The Greater Good: If I Could
Ewen Carruthers: That Train Sara K e Chris Jones: Stop
Those Bells (Live) Paul O’Brien: Sonny’s Dream Carl Cleves
e Parissa Bouas: Tough David Munyon: Four Wild Horses
David Roth: The Greater Good of All McKinley Black: My
Diamond Mine Allan Taylor: Like a Cloud Mary McMaster e
Donald Hay: No Sleep
BERLIOZ
sinfonia fantastica
Orchestre National de France,Leonard Bernstein
HIQXRCD014 (XRCD24 alto prezzo) barcode 5060218891420
Leonard Bernstein è uno dei direttori e compositori più registrati della storia del disco e, se tutti sanno che la maggior parte delle sue incisioni fu pubblicata dalla CBS e dalla Deutsche
Grammophon, vale la pena di ricordare che nel corso degli
anni Settanta la EMI realizzò numerosi dischi che videro l’indimenticabile Lenny alla testa dell’Orchestre National de France, formazione conosciuta anche come Orchestre National de
l’Office de Radiodiffusion Télévision Française (ORTF) che
raggiunse l’apice del suo splendore quando venne nominato
direttore principale Jean Martinon. Il grande direttore americano entrò subito in sintonia con l’orchestra, ottenendo risultati
di altissimo livello, come si può notare da una entusiastica
recensione pubblicata nel 1977 da Gramophone, nella quale
il critico della prestigiosa rivista inglese affermava: «L’orchestra francese dà il meglio di sé sotto la bacchetta di Bernstein,
riuscendo a esprimere fino in fondo gli stacchi di tempo imposti dal direttore americano». Registrata nella famosa Salle
Wagram di Parigi, questa straordinaria versione della Sinfonia
fantastica di Hector Berlioz fu realizzata dal producer John
Mordler e dal celebre ingegnere del suono Paul Vavasseur.
Nella recensione di questo disco pubblicata su Gramophone
nel 1977, il critico John Warwick scrisse: «Un disco davvero
eccellente […] Uno degli elementi indispensabili per eseguire
in maniera impeccabile la Sinfoniafantastica di Berlioz è costituito da una spiccata propensione virtuosistica del direttore
che deve misurarsi con il virtuosismo del compositore; sotto
questo aspetto Bernstein dimostra di aver capito alla perfezione che il virtuosismo non deve limitarsi alla tecnica strumentale, ma informare di sé anche l’aspetto fantasioso e l’espressività di questa partitura. Per questo motivo, ritengo che quella
di Bernstein sia la migliore versione del capolavoro di Berlioz
oggi disponibile su disco.
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L’interpretazione di Bernstein possiede una spiccata originalità, presentando tratti al tempo stesso meditativi e molto
vigorosi, è eseguita in maniera assolutamente impeccabile e
registrata prestando la massima attenzione anche ai più piccoli
dettagli».
VIVALDI
le quattro stagioni
London Philharmonic Orchestra
Itzhak Perlman, violino e direzione
HIQXRCD025 (XRCD24 alto prezzo) Barcode 5060218892526
La HI·Q Supercuts ripropone su XRCD 24 uno dei titoli più
famosi della Philips, le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi nella brillante interpretazione di Itzhak Perlman nel doppio ruolo di solista e diretto della London Philharmonic Orchestra. A
dispetto dell’affermazione della prassi filologica, secondo la
quale il repertorio filologico andrebbe eseguito con strumenti
originali, una formazione orchestrale ridotta e il rispetto della tecnica esecutiva dell’epoca, questa versione di Perlman
conserva una straordinaria freschezza e una insospettabile
attualità, riuscendo a cogliere in maniera quanto mai efficace
l’essenza più intima della scrittura del Prete Rosso grazie a
uno stupefacente virtuosismo e a una cantabilità che trovano
pochi confronti nel pur inflazionatissimo mercato discografico
odierno. A tutto questo va aggiunta la splendida qualità sonora
della HI·Q Supercuts, che vi consentirà di apprezzare il suono
del violino di Perlman con un grado di fedeltà fino a poco fa del
tutto inimmaginabile.
Nato il 31 agosto del 1945, il violinista e direttore israeliano
Itzhak Perlman è unanimemente considerato tra i violinisti più
carismatici del XX e del XXI secolo, grazie a una tecnica assolutamente inappuntabile e a un’espressione diretta e di rara
precisione. Nel corso della sua carriera Perlman si è esibito con
tutte le orchestre più importanti del mondo, sfoggiando il suo
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talento cristallino in un gran numero di festival, recital e concerti che lo hanno visto acclamando dal pubblico. Ormai entrato
nel pantheon che riunisce i più grandi violinisti di tutti i tempi,
Perlman è oggi ritenuto una vera e propria superstar, uno status che viene attribuito solo in pochissimi casi a un musicisti
classico. Adorato non solo per il suo incredibile virtuosismo ma
anche per il suo fascino e la sua umanità, Perlman gode del
favore del pubblico di tutto il mondo, che dimostra di apprezzare al massimo grado sia il suo in commensurabile talento
sia la gioia di suonare che comunica in ogni suo concerto. Nel
gennaio del 2009 Perlman è stato invitato a prendere parte alla
cerimonia di insediamento del presidente americano Barack
Obama, eseguendo un brano scritto per l’occasione da John
Williams con il clarinettista Anthony McGill, la pianista Gabriela
Montero. Nel dicembre del 2003 il John F. Kennedy Center for
the Performing Arts ha assegnato a Perlman il prestigioso Kennedy Center Honor in considerazione degli straordinari risultati
ottenuti nel corso della sua carriera e del concreto contributo
offerto allo sviluppo della cultura e dell’istruzione degli Stati
Uniti. Nel maggio del 2007 Perlman si è esibito alla cena di
stato offerta alla Casa Bianca dal presidente George W. Bush
e dalla First Lady alla regina d’Inghilterra Elisabetta II e a suo
marito Filippo principe di Edimburgo. Oltre ai numerosi concerti
che lo vedono protagonista in ogni parte del mondo in veste
di violinista, Perlman svolge una intensa carriera da direttore
con alcune delle orchestre migliori del mondo, ricoprendo dal
2002 al 2004 l’incarico di consulente musicale della St Louis
Symphony Orchestra e dal 2001 al 2005 quello di principale
direttore ospite della Detroit Symphony Orchestra. In seguito
Perlman ha diretto la New York Philharmonic Orchestra, la Chicago Symphony Orchestra, la Philadelphia Orchestra, la Boston Symphony Orchestra, la National Symphony Orchestra,
la Los Angeles Philharmonic Orchestra, la St Paul’s Chamber
Orchestra, le orchestre sinfoniche di San Francisco, Dallas,
Houston Pittsburgh, Seattle, Montreal, Atlanta e Toronto e e le
orchestre del Ravinia Festival e dell’OK Mozart Festival. Al di
fuori degli Stati Uniti Perlman ha diretto i Berliner Philharmoniker, l’Orchestra del Concertgebouw di Amsterdam, la London Philharmonic Orchestra, la English Chamber Orchestra e
la Israel Philharmonic Orchestra. Nel corso della sua carriera
Perlman si è aggiudicato quattro Emmy Award e ben quindici
Grammy Award, nel 2006 si è esibito alla notte degli Oscar e al
gala organizzato al Lincoln Center per celebrare il centesimo
anniversario della fondazione della Juilliard School, trasmesso
in diretta da Live in tutti gli Stati Uniti. Uno dei traguardi più prestigiosi della carriera di Perlman è stata la sua collaborazione
con il celebre compositore di colonne sonore John Williams per
il film diretto da Steven Spielberg Schindler’s List, nel quale ha
eseguito i brani per violino solo.
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Già disponibili:
GRIEG: Music from the Peer Gynt
Royal Philharmonic Orchestra, Beecham
HIQXRCD02
HOLST: The Planets
London Symphony Orchestra,
Andre Previn
HIQXRCD03
BEETHOVEN: Concerto Triplo
Berliner Philharmoniker, Karajan
HIQXRCD06
TCHAIKOVSKY: Overture 1812,e altre
opere
London Symphony Orchestra,
Andre Previn
HIQXRCD07
ORFF: Carmina Burana
London Symphony Orchestra & Chorus,
Andre Previn
HIQXRCD08
BACH: Concerti per violino
Bath Festival Orchestra,
Yehudi Menuhin violino e direzione
HIQXRCD09
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Via Mazzarosa, 105 - 55100 Lucca
Tel. 0583 581327 - Fax 0583 419115
[email protected] - www.soundandmusic.com
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