CONSIGLIO PROVINCIALE DI MILANO
Processo verbale dell'adunanza dell’11 maggio 2006
Addì, undici maggio duemilasei, in Milano, nell'Aula consiliare di via Vivaio n. 1, si è
riunito il Consiglio provinciale per la trattazione degli argomenti iscritti agli ordini del
giorno ordinario e supplementari dall’uno al tredici diramati in data 12, 19, 26 e 31
gennaio, 2, 9, 23 febbraio, 4, 12, 20 aprile, 4, 11 maggio 2006, con atti provinciali n.
3861/2006/2.1/2004/4662.
A norma dell'art. 34 dello Statuto, la Presidenza dell'adunanza viene assunta dal
Presidente del Consiglio provinciale, Vincenzo Ortolina.
Partecipa alla seduta il Vice Segretario generale della Provincia, dott.ssa Liana Bavaro.
Alle ore 15.50 il Presidente del Consiglio invita il Vice Segretario a procedere all'appello
nominale dei presenti.
Rispondono all'appello i seguenti trentatrè Consiglieri:
Ortolina Vincenzo
Albetti Roberto
Angiuoni Pierluigi
Ariazzi Costanzo
Arrigoni Vittorio
Bruschi Marco detto Max
Calaminici Arturo
Caputo Roberto
Casati Ezio
Cavicchioli Arianna
Clerici Michele
Dapei Bruno
De Gaspari Mario
Esposito Francesco
Foglia Giuseppe
Fortunati Ombretta
Frassinetti Paola
Gaiardelli Andrea
Gavazzi Attilio
Greco Luigi
Lombardi Ruggiero
Maestri Pietro
Malinverno Marco
Mauri Matteo
Meroni Fabio
Modugno Roberto
Nobili Ernesto
Patta Antonello
Pezzoni Alessandro
Pioli Pier Mauro
Pozzati Vittorio
Scarano Giuseppe
Tranquillino Luigi
Sono altresì presenti gli Assessori provinciali Carlino e Casati.
Assente giustificato il Consigliere Censi.
Constatato che l’adunanza è valida per legalmente deliberare, il Presidente del
Consiglio, dichiarata aperta la seduta, così si esprime: “Alcune comunicazioni
“di servizio”. Ho avuto qualche sollecitazione affinché la seduta di stasera non si
protragga molto, per via di impegni politici vari. Siamo ancora, d’altronde,
ahimè o per fortuna, in campagna elettorale: fino a fine maggio. Tra l’altro, il
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Consigliere Mario De Gaspari, Sindaco di Pioltello, ha invitato tutti noi a quella
che potrei definire una festa d’addio come Sindaco. In relazione anche a ciò,
cioè al fatto che siamo un po’ tutti impegnati ancora per qualche settimana,
dopo un ripetuto confronto con i capi Gruppo, vi segnalo - e la comunicazione
formale vi sarà fatta durante la seduta - che abbiamo riprogrammato le prossime
sedute consiliari nel seguente modo:
• La prossima seduta sarà martedì 16. Anche in questo caso, per le ragioni
sopra dette, siamo chiamati a tenere una seduta abbastanza breve,
possibilmente. Quindi, l’orario fissato sarà indicativamente:15.00/18.00.
• La settimana successiva, che è l’ultima prima del voto amministrativo a
Milano, tenuto conto, insisto, di alcune richieste di Consiglieri e tenuto conto
delle disponibilità o indisponibilità degli Assessori, saltiamo la seduta, che
viene riprogrammata per martedì 30 maggio, ore 16.00.
Ricapitolando: le prossime sedute saranno quelle di martedì 16 maggio, ore
15.00/18.00, e di martedì 30 maggio orario abituale.
Io non posso, poi, cari Consiglieri, non iniziare questa seduta porgendo un
affettuoso saluto al neo Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Di
fronte a sé, il Capo dello Stato, questo Capo dello Stato, ha indubbiamente un
compito non facile. Dovrà governare una fase storica complessa, agevolando questo è anche il mio auspicio - il dialogo tra gli schieramenti, in un Paese che,
come ci diciamo tutti, magari con interpretazioni non sempre simili, è diviso in
due. Personalmente non mi sarebbe spiaciuta una scelta condivisa, perlomeno in
una certa misura, anche dal centrodestra, ma registro che, in ogni caso, non sono
mancati segnali di apertura anche dai leader dell’opposizione nei confronti del
nuovo Presidente.
Questo, io credo, è un segnale di disponibilità da tenere in debita considerazione.
Giorgio Napolitano, certamente, è un uomo e un nome di prestigio. Deputato
della Repubblica dal 1953 al 1997, Presidente della Camera negli anni difficili
della crisi della politica e dell’azzeramento dei vecchi partiti, Ministro degli
Interni. Il suo curriculum politico e istituzionale parla da sé, ma è il suo
comportamento, sempre improntato alla correttezza e al rispetto delle istituzioni,
a farne indubbiamente una figura di alto profilo. Sono certo che egli eserciterà al
meglio la sua funzione, e la sua funzione è quella di fare ciò che gli detta la
Costituzione. E’ una persona indubbiamente di parte, se pensiamo alla sua storia,
ma d’altronde chi non sarebbe di parte se pensiamo alle storie nostre? Una
persona che però ha sempre dimostrato una grande sensibilità istituzionale. Per
questo non credo ci possano essere dubbi sulla sua capacità di essere “super
partes.”
Cari Consiglieri, fra qualche minuto darò la parola per gli interventi ex art. 83,
durante i quali ciascuno esprimerà ovviamente quello che desidera esprimere.
Volevo però prima approfittare per dare ancora un paio di comunicazioni. La
prima è segnalare la presenza della neo Assessora/e Giuliana Carlino, che
presento, e alla quale do subito la parola. Prego Assessore.”
Assessore Carlino: “Grazie innanzi tutto al Presidente Ortolina e in questa
occasione desidero ringraziare il Presidente Penati che ha avuto fiducia in me,
concedendomi di entrare a partecipare a questo governo della Provincia di
Milano. Scusate per la voce ma ho un po’ di mal di gola in questi giorni, dovuto
forse alla campagna elettorale continua. Poi voglio ringraziare il mio partito per
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avermi dato questo nuovo incarico. Inoltre il mio predecessore Giorgio Calò,
oggi in carica al Parlamento italiano come Deputato per il lavoro che ha svolto
in maniera davvero seria e proficua.
Un piccolo appunto. Avete letto sulla stampa di ieri che mi hanno rinviato a
giudizio per aver autenticato le firme false l’anno scorso, in occasione della
campagna per le regionali. Per questo a ottobre dovrò comparire di fronte al
magistrato e rilasciare la mia deposizione in merito. Se fossi di un altro partito,
direi che si tratta di una giustizia ad orologeria, visto che la notizia mi è stata
data a pochi giorni dalla mia nomina a questo ruolo, ma dal momento che il mio
partito della legalità ne ha fatto la sua bandiera e il suo programma, dico che i
giudici stanno eseguendo con coscienza il loro lavoro e io al momento
opportuno, in sede di dibattimento, dimostrerò la mia innocenza. Pensare che io
sia stata d’accordo con il partito Alternativa Sociale di aver truccato le elezioni,
oppure di aver tratto in inganno la Commissione Elettorale, credo che non sia
una cosa credibile, non sta né in cielo né in terra. Sono sicuramente una vittima e
non l’artefice di questo inganno di cui mi si accusa. Sono fiduciosa nell’iter
della magistratura, alla quale sono sicura che al momento opportuno potrò
dimostrare la mia buonafede.
Concludo confermando il mio impegno, la mia voglia di disponibilità, di lavoro
serio con i quali affronterò questo nuovo incarico. Ringrazio tutti i colleghi
Assessori che mi hanno già accolto con tanta cordialità e tutti i membri di questo
Consiglio, e sono sicura che insieme potremo lavorare in sintonia e con grande
collaborazione.”
Nel frattempo è entrato in aula l’Assessore Ponti.
Presidente del Consiglio: “Volevo continuare con le comunicazioni per
ricordare, un po’ come da prassi, come facciamo una volta l’anno in quest’aula,
che il Difensore Civico ha rassegnato a tutti i Consiglieri, che penso l’abbiano
letta, l’annuale relazione sulla sua attività. Un’attività che, nel 2005, il Difensore
ha indirizzato nel senso della promozione del tema della difesa civica in
particolare fra i ragazzi delle scuole superiori della Provincia, che l’hanno
seguito con interesse e curiosità. Per quanto riguarda l’attività strettamente
istituzionale, nella relazione si legge che sono stati rubricati 153 interventi, di
cui 143 definiti nel 2005, 5 definiti all’inizio del 2006. Gli oggetti di questi
interventi sono ovviamente descritti nelle pagine interessate. Nel corso del 2005
le telefonate ricevute dal Difensore Civico sono state circa 800 e i visitatori del
sito internet del Difensore Civico realizzato da luglio sono stati, nel mese di
ottobre 379, in novembre 432, in dicembre 336, mentre il numero dei
collegamenti nei rispettivi mesi sono stati 695, 989, 906. I casi specifici sono
riportati nella relazione, cui ovviamente rimando.
Il Difensore Civico segnala che si è registrato un notevole incremento di casi
trattati in modo informale e diretto, senza la necessità di condurre un’istruttoria
scritta. Si sottolinea l’opera, tra l’altro, di sussidiarietà che il Difensore Civico
Provinciale ha fatto anche nei confronti dell’ufficio del Difensore Civico del
Comune di Milano che sta per diventare operante in questi mesi. Poi c’è un
dettaglio, nella relazione, di tutti i casi riportati.
Ringrazio il Difensore Civico, dicendo che potrà essere necessario che qualche
volta ci confrontiamo direttamente in aula con l’interessato per capire, per porre
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questioni e problemi.
Ciò detto, apro gli interventi ex art. 83. Do la parola al Consigliere Caputo.”
Nel frattempo sono entrati in aula i Consiglieri Grimoldi e Musciacchio.
(presenti 35)
Consigliere Caputo: “La ringrazio Presidente. Intervenivo per tre questioni in
aula ex art. 83. Ho presentato due ordini del giorno in base a relazioni fattemi da
cittadini milanesi che mi hanno segnalato alcuni particolari momenti di disagio
che vivono, soprattutto per quanto riguarda le case ex demaniali date in gestione
alla Gefi Edilnord e Romeo, che vivono una condizione di non manutenzione sia
per quanto riguarda gli ascensori, il riscaldamento, manutenzione effettiva di
queste case, cioè una trascuratezza che ormai sta rasentando purtroppo una non
cura di questi appartamenti. Soprattutto questi appartamenti sono abitati da
persone anziane, che quindi vivono una condizione particolarmente disagevole.
E’ evidente che questo problema non riguarda la Provincia di Milano, ma io
intendo coinvolgere la Giunta provinciale perché si impegni presso il Comune di
Milano, perché possa almeno lenire queste condizioni di disagio che vivono i
cittadini.
L’altra questione riguarda piazzale Cuoco, il Parco Alessandrini. Il Parco
Alessandrini è stato recentemente ristrutturato dal Comune di Milano, in una
parte di questo parco, che era prima dedicato ad un rifugio per cassette
dell’ortomercato, è stato ripulito e ora è in una situazione di abbandono, in
questa terra di nessuno sostanzialmente vengono ospitate attività le più
variegate, tra cui anche attività circensi. Questo provoca un grosso disagio per la
popolazione di quella zona e le promesse invece erano che tutta quella zona,
tutto il Parco Alessandrini nel suo complesso, fosse un polmone verde che molto
serve in quella situazione già disagiata per la presenza dell’ortomercato, per la
presenza di camion, per la presenza di numeroso traffico, quindi inquinamento
ad altissimo livello, un polmone verde sarebbe stato di grande aiuto per la
qualità della vita di questo quartiere. Anche questo ovviamente non è nei compiti
della Provincia, però possiamo fare opere anche per questo nei confronti della
Giunta comunale, spero la prossima Giunta comunale che sia più attenta ai
problemi delle periferie, perché possa intervenire nei confronti di questi cittadini
che non hanno trovato riscontro alle loro istanze presso gli Assessori di
competenza, e di questo me ne dolgo.
L’ultima cosa, non vedo e mi spiace, il Presidente Penati, era una questione che
volevo rivolgere a lui personalmente, però sono presenti alcuni Assessori di
questa Giunta e quindi spero che loro stessi riferiranno al Presidente Penati o
loro stessi si prenderanno questo impegno. Io chiedo che il Presidente Penati e la
Giunta si facciano partecipi di una mia problematica, ovvero che anche per
quanto riguarda i Consiglieri provinciali sia adottata l’immunità provinciale.
Visto che vi è un’immunità che riguarda il Parlamento europeo di cui si è
avvalsa il Sindaco Albertini, credo che anch’io, Roberto Caputo, come
Consigliere provinciale, possa avere un’indennità provinciale, per cui nelle
prossime azioni politiche che avverranno dopo la nomina del nuovo Sindaco, io
possa criticare il Sindaco o il Presidente di questa Giunta senza incorrere in
pericoli giudiziari. Spero che il Presidente Penati accolga questa mia richiesta e
tutta la Giunta, perché anch’io possa svolgere la mia attività politica in maniera
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tranquilla, senza dover correre pericoli gravosi.”
Nel frattempo sono entrati in aula i Consiglieri Barbaro e Re. (presenti 37)
Consigliere Foglia: “Io volevo riallacciarmi all’argomento oggetto
dell’introduzione di questa seduta da parte del Presidente Ortolina, se
ovviamente l’aula lo consente, per rivolgere un piccolo pensiero all’elezione del
nuovo Presidente. Con Giorgio Napolitano giunge per la prima volta al
Quirinale, al vertice del nostro Stato una personalità esplicitamente di sinistra,
un iscritto ai Democratici di Sinistra e con una storia politica iniziata nel Partito
Comunista Italiano.
Da questo punto di vista la sua elezione mi pare che acquisti una precisa valenza
storica, della quale forse nemmeno tutti oggi riusciamo completamente a
capacitarci. La nomina al vertice dello Stato di un comunista, dopo che per molti
versi la campagna elettorale era stata concentrata da alcuni, ancora una volta nel
2006, sulla caccia ai comunisti, credo segni di converso la cessazione definitiva
della conventio ad escludendum, così come era stata chiamata un po’ di anni fa.
Cioè di quel patto scellerato, secondo me ovviamente, di esclusione durato 60
anni e fatto valere troppo spesso nei confronti della più grande forza della
sinistra italiana, che rappresentava da sola quanto oggi nessuna nuova o meno
nuova forza politica è in condizione di rappresentare.
Il voto di ieri dei Senatori, dei Deputati e dei rappresentanti delle Regioni
italiane, determina la svolta, speriamo senza ritorno, verso una democrazia
compiuta e una democrazia priva di steccati sia a sinistra come a destra,
ovviamente. Infine, se a rappresentare l’unità nazionale viene chiamato chi ha
combattuto per la Resistenza, chi ha combattuto e si è speso per la Costituzione
della Repubblica e per la stessa costituzione del nostro Stato, si può dire che ne
abbia pieno titolo e non sia dunque una proposta avventata o dell’ultima ora.
Giorgio Napolitano, come ricordava il Presidente Ortolina, è una figura di
indubbio spessore politico ed istituzionale, nessuno può negarlo e credo che da
nessuno sia stato negato, pur nelle distinzioni politiche che hanno caratterizzato
le nomine dei più alti vertici dello Stato in questi giorni. Ne sono testimonianza
di questo suo spessore politico e istituzionale le qualità dimostrate nella
conduzione della Camera dei Deputati in anni difficili come quelli di
tangentopoli, e da Ministro degli Interni del primo Governo Prodi.
Noi siamo convinti che la sua Presidenza sarà una garanzia per tutti, soprattutto
in questa legislatura dove si dovrà porre mano alla riscrittura condivisa delle
regole fondamentali di questo Stato, a cominciare da quella legge definita
“porcata” dallo stesso sottoscrittore, Ministro Calderoli, la legge relativa
appunto al sistema elettorale. Non faremo passare credo, non farà lo stesso
Presidente della Repubblica, passare inosservata una definizione così limpida e
precisa fatta da parte dello stesso Ministro che quella legge ha scritto. Credo che
sia giusto accontentare anche il Ministro Calderoli e mettere mano a quella
“porcata” di legge che lui ha firmato.
Concludo, credo che un arbitro come Napolitano sia la migliore garanzia che non
ci saranno strappi né forzature a danno di nessuno. La storia politica interna al
suo stesso partito di origine sta a dimostrare che l’uomo, per natura, è un uomo
di grande equilibrio e che sicuramente non compirà forzature, o strappi a danno
di nessuno. Fra pochi giorni si darà vita, speriamo, al nuovo Governo, da troppo
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tempo questa Nazione è in balia della provvisorietà. Non credo che spetti
sicuramente al Presidente della Repubblica scegliere i Ministri o attuare il
programma ma dare indicazioni e consigli, firmare le leggi o rispedire queste
leggi al mittente, e nei suoi confronti credo che i leader del centrosinistra
dovranno assumere un atteggiamento se possibile ancora più rispettoso di quello
che normalmente deve essere riferito al Capo dello Stato, proprio perché il
Presidente della Repubblica è stato fino a ieri, perché da oggi non può più avere
tessere di partito, un esponente di una forza politica come i D.S. e un esponente
del centrosinistra.
Tutti noi vorremmo che l’Italia diventasse finalmente un Paese “normale”, nel
senso delle norme elementari della convivenza civile e di regole uguali per tutti.
Il Presidente Ciampi, che ringraziamo anche da questi banchi per l’esemplare
conduzione del settennato passato, ed il nuovo Presidente Napolitano cui vanno i
nostri sentimenti di stima ed i nostri auguri, hanno rappresentato e rappresentano
il più alto baluardo in difesa della democrazia, della libertà e di quelle regole che
noi auspichiamo per il nostro Paese.”
Nel frattempo sono entrati in aula il Vice Presidente della Provincia Mattioli,
l’Assessore Matteucci ed il Consigliere Accame. (presenti 38)
Consigliere Bruschi: “Mi consentirà il capo Gruppo Foglia di esprimere una
parola di stima personale nei confronti del neo Presidente della Repubblica. Non
so a dir la verità se il Presidente Napolitano si possa definire comunista con il
“K” in senso stretto, è sempre stata, almeno a partire dagli anni ‘60 in avanti,
una persona che ha seguito un filone importante all’interno del Partito
Comunista Italiano, un filone altresì massacrato in epoca di tangentopoli e che
grazie a Dio ha ripreso vigore. Dico grazie a Dio perché tutti noi gradiremmo,
vorremmo, spereremmo in una sinistra democratica, moderata come quella
rappresentata da Giorgio Napolitano. Non parlerei però, caro Foglia, di una
conventio ad escludendum, vorrei ricordare a tutti che la conventio ad
escludendum nei confronti del Partito Comunista Italiano è sempre stata una
conventio ad escludendum degli elettori all’interno delle urne. Casomai, se
conventio ad escludendum c’è stata, è stata da parte dei colleghi di coalizione
del PCI, PDS, DS, che a lungo hanno contestato il fatto che un esponente che
viene da quella tradizione potesse assurgere a cariche istituzionali. Per cui, caro
Foglia, non è questa la scellerata conventio ad escludendum ma le scellerate
conventio ad escludendum che ad esempio hanno escluso un rappresentante del
PCI, PDS, DS dalla corsa tanto per la sindacatura a Milano, quanto in anni
precedenti per la Regione Lombardia. Ebbene caro Foglia è in casa dell’Unione,
Ulivo e quant’altro che si deve andare a guardare.
Assessore Carlino, io veramente non avrei voluto parlarle e rivolgermi a lei, però
Assessore Carlino la giustizia a orologeria che lei ha invocato come possibile
scusa di una parte politica, esordendo con una scivolata in quest’aula, me la
consenta, non significa che per un partito come l’Italia dei Valori i cui ……
Presidente Ortolina se poi l’Assessore Carlino vuole replicare lo può fare, ma
cominciamo con un ……Nel momento in cui l’Italia dei Valori e il suo
Presidente, che io ben ricordo in anni passati e di cui ben ricordo le cose dette
nei confronti di candidati che non dovevano neanche più essere ricandidati
perché erano stati assolti ma non si sapeva mai, la strage di garantismo certe
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battute Assessore Carlino non se le permetta, anche perché vorrei ricordarle che
io posso credere alla sua buonafede ma alla sua buonafede non ha creduto un
magistrato (non sappiamo quali carte abbia), che ha mandato assolti, che ha
mandato fuori dal procedimento una serie di Consiglieri, vuoi provinciali, vuoi
comunali, che quelle firme avevano autenticato in buonafede e solo lei ha
indagato con un’accusa pesantuccia. Questo non glielo avrei ricordato se lei non
avesse esordito con un brutto scivolone, lei in questo momento deve un po’
provare siccome sa di sale lo pane altrui, e soprattutto deve provare cosa
provarono e provano altri, penso a Turi Lombardo, addirittura escluso dalle liste
dell’Arcobaleno in Sicilia pur essendo stato mandato assolto da tutti i processi.
Per cui, Assessore Carlino, non ci venga a fare, sia pure con una battuta, la
morale. Ritengo che l’aver lei accettato questo incarico sia non una macchia per
noi che siamo garantisti fino in fondo, ma una macchia per il suo partito che
invece sul garantismo ha fatto altro……”
Presidente del Consiglio: “Scusi, Bruschi, per favore, moderi i termini per
cortesia.”
Consigliere Bruschi: “…… e le prometto, anzi le minaccio un’estrema
attenzione nei confronti del suo assessorato.”
Nel frattempo sono entrati in aula l’Assessore Brembilla ed i Consiglieri Elli e
Gatti. (presenti 40)
Presidente del Consiglio: “Io spero che si possa incominciare meglio e che lei
possa incominciare meglio il suo lavoro, non con questa posizione. Ha detto una
frase, per favore non aggraviamo la situazione. Prego Dapei.”
Consigliere Dapei: “Grazie Presidente. Io mi sono iscritto a parlare quando ho
sentito l’Assessore e la frase cui lei si riferisce. Io non riesco a capire perché
venga redarguito chi risponde, si difende, e non chi offende. Ho chiesto di
parlare a nome di Forza Italia per respingere la provocazione di questo nuovo
Assessore, che la volta scorsa non c’era neanche, già nominato, già in funzione,
già a libro paga della Provincia. Non c’era quando il Presidente Penati l’ha
presentato perché il Presidente ci ha detto era in campagna elettorale, quindi non
era a svolgere le sue funzioni istituzionali di questo ente ma era a fare gli
affaracci suoi altrove. Allora, che venga qua a raccontarci …… No, Presidente,
cerchi di capire. Si riesce a polemizzare con questa parte politica quando si
viene rinviati a giudizio, cioè non veniamo più criticati solo quando qualcuno di
noi incappa nelle maglie della giustizia, anche solo perché viene chiamato a
dover dimostrare la sua innocenza, come è capitato ad esempio a inizio
legislatura alla Presidente Colli che per mesi, per anni, abbiamo sentito vilipesa
al riguardo e poi neanche rinviata a giudizio, ma con un caso archiviato perché
lo stesso magistrato che indagava ha detto che non c’era nulla. Noi dobbiamo
sentire qui assistere al primo intervento di questo Assessore che ci viene a dire
che ci sono dei partiti che parlano di giustizia a orologeria. Cosa c’entra? Che
cosa cavolo c’entra la giustizia a orologeria con il Consiglio provinciale, con la
sua nomina ad Assessore e con il suo rinvio a giudizio? Noi non siamo quelli,
questa è la differenza, questa è la nostra caratteristica, che dicono che se uno è
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rinviato a giudizio, lo diceva anche il collega, allora non va candidato, allora non
va eletto, sono gli elettori che decidono, se poi ci sono le condanne, ci sono le
leggi a tutela del sistema. Venire qua per sentirci fare la morale da chi viene
rinviato a giudizio perché nel suo partito, quello della legalità, si dà un giudizio
rispetto a noi diverso al riguardo, ci sembra veramente paradossale.
Questa provocazione, se voleva essere un sistema, un’autodifesa, un alzare i toni
perché qualcuno forse l’aveva informata male sul fatto che qui qualcuno la stava
aspettando per criticarla al riguardo, diciamo che ha preso veramente una
cantonata, non avremmo avuto assolutamente neanche per l’anticamera del
cervello idea di intervenire sull’iter del suo caso, in cui noi ci auguriamo tutti
che possa provare la sua estraneità, a questo punto anche per il buon nome di
questo ente. Che cosa cavolo c’entrano certi partiti che poi sono in particolare il
mio, con il fatto che lei è stata rinviata a giudizio.
Davvero ci aspettiamo che dopo questo scivolone si apra una frase nuova per
questo nuovo Assessore e che almeno dai banchi della maggioranza, addirittura
dell’esecutivo non si cerchi di scaldare il dibattito, forse per coprire alcune
assenze, le assenze di proposte, le assenze di delibere, addirittura l’assenza del
Presidente Penati a fianco del suo nuovo Assessore.”
Consigliere Gavazzi: “Con l’emendamento al punto 70 dell’ordine del giorno del
22.11.2005 si è perpetrato un gravissimo strappo alle garanzie democratiche che
in questa Provincia sono state sempre salvaguardate sin dal dopoguerra. Con
questo atto, l’Amministrazione di sinistra centro guidata da Penati ha tolto la
maschera, mettendo allo scoperto il vero volto antidemocratico che è insito nel
DNA della sinistra quando governa. Come promesso, ho già provveduto a
divulgare nelle varie Amministrazioni della Brianza copia sia della delibera n.
70 che dell’emendamento scandaloso approvato da tutti i Gruppi di maggioranza
presenti in Consiglio provinciale: D.S., Margherita, Italia dei Valori,
Rifondazione Comunista, Verdi per la Pace e Comunisti Italiani.
Voglio entrare anch’io – come dicevo prima - nell’esordio del vostro, nostro
Assessore, la new entry …… Come? Ho capito, nostra perché faccio parte della
Provincia. So che mi considerate uomo di grande spessore, però aspettiamo un
attimo. Io dico con la new entry del nostro Assessore facendo parte anche noi
della Provincia, che si poteva risparmiare la sua battuta verso il problema di certi
modi in cui viene esercitata la giustizia e l’ha definita: se facessi parte di un
altro partito la definirei giustizia ad orologeria. Essendo noi Brianzoli, voglio
usare anche una frase latina per dire che siamo abbastanza acculturati, excusatio
non petita, manifesta. Nessuno di noi, specialmente noi che facciamo parte della
Brianza sapevamo manco che lei fosse stata rinviata a giudizio. Non l’ho letto,
lo sto leggendo adesso, e onestamente per essere rinviato a giudizio per aver
autenticato delle firme non la considero una tragedia, se è questa l’accusa,
assolutissimamente, e non la considero neanche un motivo di presentazione in un
Consiglio provinciale quello di mettere le mani avanti. Ma chi se ne frega! Se
l’ha fatto, l’ha fatto consapevole peggio per lei o meglio per lei, se non lo sapeva
ha peccato di ingenuità, ma lei sa benissimo che il suo Presidente del partito
l’ingenuità la considera non un motivo che sia positivo nell’esercitare il mandato
politico elettorale o la considera una scusa, lui giudica per gli atti che si
commettono. Quindi, caro il mio Assessore, un’altra piccola preghiera, si faccia
chiamare Assessore e non Assessora, tanto per essere un pochino tradizionalisti.
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Io, le ripeto, e mi associo al mio capo Gruppo, spero che sia stata una scivolata.
Poi ne ha commesso un’altra, ha ringraziato il suo predecessore per l’ottimo
lavoro svolto, mi dispiace che non c’è De Nicola, in due anni non l’abbiamo mai
sentito parlare. Ha svolto un buon lavoro sott’acqua. E’ maleducato il
Consigliere Foglia, però si approfitta della mia grande bontà, essendo io uomo di
pace. Ripeto, Assessore, cerchi di esprimere la sua personalità, io spero di
conoscerla, che lei possa dimostrarci le sue capacità e per cortesia, c’era un
clima di viva Napolitano, è arrivata la festa, li abbiamo fatti diventare tutti bravi,
siamo stati zitti, arriva lei e ci riporta in un clima che noi stiamo cercando in
tutti i modi, anche con il continuare a ripetere certe cose che noi reputiamo
questioni di principio, e si cerca sempre di collaborare e ragionare in un modo
che si affrontino i problemi e non chi li presenta, e si cerchi di risolverli, lei
arriva, ci dà una bacchettata sulle mani, ci scusi se le ridiamo un calcio nel
sedere.”
Nel frattempo è entrato in aula il Consigliere De Nicola. (presenti 41)
Presidente del Consiglio: ”Posso suggerire se possiamo chiudere questa
parentesi, ovviamente senza voler togliere a nessuno la libertà di parola? Do la
parola a Frassinetti.”
Consigliere Frassinetti: “Grazie Presidente. Volevo fare una riflessione
sull’elezione del Presidente della Repubblica, che si è svolta ieri in Parlamento,
e interloquire con il capo Gruppo dei D.S. Foglia, in quanto se sicuramente
esiste, c’è una novità in questa elezione di un ex comunista a Capo dello Stato,
credo che una riflessione più generale del quadro politico in cui stiamo andando
ad operare sia necessario. Io non credo che ci sia da scandalizzarsi perché è
andato a ricoprire la carica di Capo dello Stato un ex comunista. Anzi, se ve la
devo dire tutta, a questo punto se doveva essere un ex comunista, forse era
meglio una persona più giovane e anche più attiva nella politica italiana. Questo
è un mio convincimento personale ma sicuramente questa convergenza e questa
presa di posizione su Napolitano è stata un metodo per scongiurare una frattura
all’interno del centrosinistra. Credo che sia importante anche capire che se non
c’è una pregiudiziale, c’è sicuramente il rispetto per gli elettori che la Casa delle
Libertà, Alleanza Nazionale e gli altri partiti hanno dovuto sicuramente
effettuare, dando una dimostrazione di coerenza. Questa dimostrazione di
coerenza c’è stata grazie alla volontà di chi sul territorio conosce le realtà e le
volontà dei cittadini che ci hanno votato qualche mese fa, che alcune operazioni
guidate dal U.D.C. giustamente sono state messe nel nulla da una presa di
posizione compatta che ha visto alla fine l’elezione di un Presidente con la metà
dei voti dei Grandi Elettori del Parlamento, quindi di questo bisognerà riflettere,
perché io se credo che Napolitano avrà sicuramente un alto profilo istituzionale
che gli viene dato anche dalla sua intelligenza, dalla sua cultura e dalla sua
storia, non si può politicamente dimenticare questo dato. Se noi confrontiamo
questa elezione all’elezione del Presidente della Repubblica Ciampi, capiamo
che c’è stata una differenza, quindi è la metodologia che io contesto, alla quale
mi oppongo, una metodologia di occupazione di posti di potere totale, dove sul
nome del Presidente della Repubblica doveva esserci un’apertura per far sì che
non si aprisse una nuova stagione di confronti così aspri ma che si cominciasse
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invece a ragionare, magari anche in un clima più sereno. Questo non è stato
possibile, la campagna elettorale continua, con la differenza di soli 20.000 voti
vediamo un centrosinistra che ha e deve occupare tutti i posti di potere.
Io ritengo che comunque la nostra presa di posizione sarà sicuramente
apprezzata dai nostri elettori. Credo che tra qualche giorno avremo modo di
dimostrarlo nelle elezioni amministrative dei più grandi Comuni d’Italia, questo
sarà un primo test per vedere se gli italiani avranno apprezzato questo metodo,
questa metodologia, oppure se per fortuna daranno un segnale di discontinuità.”
Presiede il Vice Presidente del Consiglio Albetti.
Consigliere Gaiardelli: “Intervengo in merito alla questione della discarica di
Inzago perché il 5 maggio è stata depositata la sentenza del Tribunale della
Regione Lombardia sul ricorso proposto dal Comune di Inzago contro la
Regione e nei confronti della società Transeco. La sentenza del TAR ha
annullato gli atti impugnati che autorizzavano la discarica nel Comune di
Inzago, ovviamente vi risparmio le questioni di diritto, ma mi interessa la
controversia più di ragione politica perché in questo Consiglio provinciale ci
siamo battuti fortemente affinché anche la nostra istituzione, la nostra Provincia,
riprendesse in mano il proprio potere di pianificazione sul settore dei rifiuti, cosa
che era stata invece superata, su cui la Provincia era stata messa da parte con il
decreto della Regione Lombardia che autorizzava la discarica.
Nella sentenza del TAR si dice che l’assenza della pianificazione regionale sul
programma di gestione è stata una delle motivazioni per l’annullamento dei
decreti con cui veniva autorizzata la nuova discarica di Inzago. La questione ora
diventa chiaramente più di natura politica, perché la localizzazione degli
impianti doveva avvenire anche successivamente ad una consultazione
preliminare da farsi con i Comuni. Se ricordate, erano le motivazioni che noi in
questo Consiglio provinciale abbiamo sempre portato per rafforzare anche la
posizione del Comune di Inzago e degli altri Comuni, che si erano espressi con
contrarietà alla presenza di questa discarica, che comunque aveva già funzionato
per oltre 10 anni, ne veniva autorizzata una nuova proprio in barba ad ogni
possibile pianificazione. Questa pianificazione è una competenza della
Provincia, con il Piano di Gestione provinciale.
Io credo che questa sentenza permetta la restituzione alla politica di un
argomento in cui noi siamo attori principali, che è proprio quello della
pianificazione dei rifiuti, ci possa permettere di dire che la filiera dei rifiuti può
essere gestita senza le discariche e senza nuovi inceneritori in Provincia di
Milano. Ieri è stato dato il via alla valutazione ambientale strategica
dall’Assessore Brembilla, in merito proprio alla questione dei rifiuti e del nuovo
Piano provinciale. Adesso toccherà al Consiglio, alla commissione, a noi,
lavorare, io mi auguro che lo faremo appunto nella direzione che è quella di
nessuna discarica nuova sul nostro territorio provinciale, nessun inceneritore
nuovo, ma una maggiore raccolta differenziata e soprattutto maggiore
sensibilizzazione e collaborazione con i cittadini, proprio per ribadire che si può
gestire anche questo problema difficile che è quello dei rifiuti con una maggiore
attenzione all’ambiente e alla salute stessa dei cittadini.”
Vice Presidente del Consiglio: “Prima di dare la parola alla Consigliere
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Fortunati, riterrei chiusa la prenotazione per l’art. 83. Prego Consigliere.”
Consigliere Fortunati: “Grazie Presidente. Quello che volevo dire si stacca un
po’ dalle cose che sono state dette prima, anche se vorrei stigmatizzare i toni e
anche alcuni termini che sono stati usati in questa sala consiliare, che secondo
me non fanno parte della normale dialettica politica ma eccedono.
Invece volevo portare un punto che è stato poco evidenziato anche sui giornali
purtroppo, una situazione molto grave che è avvenuta due giorni fa sulle
Ferrovie Nord, in particolare a Venegono. Come qualcuno forse saprà, una
persona disabile è scesa dal treno, è stato praticamente falciato nel senso che ha
avuto l’amputazione delle gambe ed era ancora ieri in prognosi riservata.
Chiaramente non è il caso né qui né in nessun altro luogo di fare nessun tipo di
strumentalizzazione né sul discorso disabili né sul discorso sicurezza, ecc. Però
mi sembrava corretto che insieme si ragionasse ancora una volta, l’avete già
portato questo tema soprattutto voi che utilizzate più di me le Ferrovie Nord, chi
è pendolare, io abito a Milano, spesso avete sottolineato situazioni anche di
emergenza cui si incorre nella normalità della vita quotidiana per una persona
che sia pendolare. In questo caso si è trattato di un disabile, ma la questione che
è in gioco è un discorso non di sicurezza normativa, perché mi risulta che i
vagoni del treno in causa fossero rispondenti alle normative europee, ma non
fossero uguali ai vagoni normalmente utilizzati nella grande percentuale dei casi
per l’Italia. Nel caso dei vagoni normalmente utilizzati abbiamo la chiusura delle
porte automatica, che una volta chiuse poi non si possono aprire, in questo caso
invece è una chiusura delle porte sempre centralizzata ma con la possibilità per
chi scende, fino a 5 km all’ora, di aprire comunque la porta. In questo caso si è
trattato evidentemente di una disfunzione nel momento in cui si stava scendendo,
nel caso specifico due persone stavano scendendo, due persone in realtà disabili,
che scendendo dal treno nell’attardarsi si sono trovati nella situazione in cui il
convoglio già stava partendo. Quindi una situazione che ha visto il Capo Treno
per forza di cose, visto il momento in cui è successo, nella primissima carrozza,
il treno è particolarmente lungo, dobbiamo ricordare che, essendo un treno di
questo tipo non fa poche fermate come Milano Napoli con l’Eurostar, ma fa una
fermata ogni tot, quindi i pericoli aumentano esponenzialmente. Appunto, non si
tratta in nessun modo di fare delle strumentalizzazioni ma si tratta insieme di
fare dei ragionamenti su tematiche che riguardano treni che sono molto usurati
dalla necessità delle richieste che vengono dagli utenti, molto usurati e che
anche se sono revisionati sono molto datati. Alcuni di essi sono convogli, come
in questo caso, svizzeri, non italiani perché noi non abbiamo un parco sufficiente
a rispondere, con diversità di apertura e chiusura delle porte, il che sembra una
cosa ininfluente ma vediamo che non lo è, perché quando tu hai un certo tipo di
logica nello scendere da una carrozza, voi sapete cosa succede, magari nel
momento in cui si arriva, in questo caso specifico erano due disabili non gravi,
quindi che potevano comunque muoversi autonomamente all’interno delle
carrozze, però con alcuni problemi. Questo poteva avvenire anche con una
persona anziana o con chiunque di noi che magari fa un attimo più tardi
nell’aprire la porta e può scendere lo stesso. Volevo sottolineare questo aspetto
che mi sembra particolarmente rilevante, i giornali hanno dato poco spazio a
questa cosa, è giusto non strumentalizzare ma anche fare riflessioni, che
ovviamente riguardano sia chi poi gestisce, sia anche noi come utenti, una
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struttura come quella delle Ferrovie Nord.”
Consigliere Pioli: “Io volevo fare soltanto una comunicazione in merito alla
convocazione della 6^ commissione, segmento del patrimonio, che si è effettuata
martedì, andando a visitare le nostre proprietà che abbiamo in Liguria, a
Bordighera e a Loano. Premetto che sono particolarmente felice per l’elezione
del Presidente della Repubblica Italiana, il quale affonda le radici
contemporaneamente al mio passato, perciò ne sono veramente orgoglioso.
Orgoglioso e contento.
Credo, ritornando al nostro argomento, che sia stato importante andare a visitare
questi luoghi, perché una cosa è avere la fotografia e la spiegazione teorica da
parte dei tecnici, una cosa è avere la visione esatta del patrimonio di cui
disponiamo. Bene, disponiamo di un patrimonio bello, in posizioni strategiche
eccezionali che credo la scelta che la Giunta e il Consiglio hanno compiuto di
non vendere è stata una scelta giusta, una scelta che evidentemente ha un valore
politico. E’ una struttura, quella del Comune di Bordighera, di un livello
eccezionale che, a mio avviso, per la sua conformazione e per la sua
collocazione dei moduli residenziali che ci sono, può essere adibita per funzioni
polivalenti, ed è una buona scelta quella che sta facendo l’assessorato di
percorrere la strada di una gara di appalto con un preciso capitolato che possa
permettere nel breve tempo di rimettere in attuazione queste struttura. L’altra,
quella di Loano, è una proprietà di una bellezza inaudita, in una posizione
strategica, 3 ettari di terreno con un palazzotto, il quale anch’esso può essere
riadattato a funzioni che tendano a concretizzare e valorizzare uno stato sociale
moderno, senza ripetere vecchie esperienze, ma trovando gli strumenti per dare
risposte ai bisogni nuovi che anche nelle nostre comunità esistono. Un
patrimonio che è stata buona cosa non vendere, un patrimonio che va riattato e
che evidentemente rappresenta un percorso importante per questa
amministrazione.
Una cosa, ripeto, è vedere e ascoltare, una cosa è vedere in proprio le proprietà.
Io vi invito, se avete occasione di andare da quelle parti, di fare una visita,
guardare cosa abbiamo, per comprendere quanto sono stati saggi nel passato i
nostri amministratori per darci questo patrimonio che, a mio avviso, deve essere
valorizzato in funzione, ripeto, di un modello nuovo di stato sociale. Abbiamo
fatto anche un pranzo di lavoro, ma solo un pranzo di lavoro.”
Vice Presidente del Consiglio: “Spero buono comunque. Prego Consigliere
Accame.”
Consigliere Accame: “Grazie Presidente. Io mi ero permesso di chiedere la
parola perché avevo visto presente in aula l’Assessore Brembilla a cui volevo
richiamare per i problemi relativi all’area di Muggiano, che avevo elencato la
volta scorsa. Vedo però che l’Assessore Brembilla non è più presente in aula,
quindi senza nessuna acrimonia, interverrò alla prossima seduta, quando
potremo entrare più nel merito dei problemi concreti. Grazie.”
Consigliere De Nicola: “Io la ringrazio Presidente di avermi dato la parola e
naturalmente non ringrazio invece questo mio elettore che mi chiama in questo
momento e speriamo non si spenga. Abbiamo perso un voto!
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Presidente, vorrei anch’io unire al coro di tutti gli altri colleghi la mia
soddisfazione e gli auguri di un proficuo lavoro alla nuova Assessore che stasera
ci onora della sua presenza. Mi dicono che l’Assessore ha parlato, quindi io sono
felice. Sono felice, glielo dico veramente di cuore, sono felice che lei sostituisca
il suo dante causa, che poi non so se dante causa, nel senso che io ho apprezzato
con grande piacere che l’Assessore Calò è diventato deputato di questa
Repubblica. La sua elezione mi fa pensare sempre peggio della Casa delle
Libertà, quella Casa delle Libertà per la quale lei, Assessore, si è impegnato, ma
non torno su questo argomento. Invece torno su questa riprovevole legge
elettorale che ha consentito ad un Assessore muto, perché l’Assessore Calò io
ignoro se abbia la parola, ma credo che come me lo ignori tutta l’aula, perché
l’Assessore Calò è muto e credo che abbia la parola, e credo proprio - e lo dico
con grande convinzione - che lui non abbia parlato non per quella logica
siciliana di non parlare, non credo che lui sia omertoso. Lui appartiene ad un
partito di grandi tradizioni, di valori e io ci credo, Assessore, e le auguro che lei
sia meno muta e meno - naturalmente non lo sarà mai, non lo è stata - omertosa.
Vede, l’Assessore Calò le lascia una eredità pesante, l’Assessore Calò non è
venuto in aula a raccontarci degli appalti superficiali fatti dall’assessorato di cui
lei oggi prende le redini. Noi apprendiamo che la gara per la sicurezza negli
immobili della Provincia è stata ancora prorogata. Noi apprendiamo che
l’Assessore Calò ha lasciato questo fulgido esempio di buona amministrazione.
Io mi auguro che lui faccia il Sottosegretario al Ministero che verrà dato
all’Onorevole Di Pietro, perché se sarà solerte e attento nella gestione del
Ministero delle infrastrutture così come è stato solerte e attento e omertoso nella
gestione dell’assessorato provinciale, io credo proprio che le sorti dell’Italia
saranno in buone mani.
Io quindi sono molto felice che lei sia subentrata all’Onorevole Calò perché
probabilmente, non solo stasera i miei colleghi hanno avuto il piacere di sentire
la sua voce, ma la sentirò anch’io. Io non entro nel merito di quella disavventura
giudiziaria della quale ci penserà la magistratura, con la quale il suo partito è
molto spesso contiguo, a valutare se è una bomba ad orologeria, come mi pare
lei abbia detto, o se magari lei è stata un tantino sventata e leggera. Ma
ciononostante io sono certo che la sua presenza qui innalzerà certamente, visto
che sostituisce l’assente come parola Calò, innalzerà pesantemente il valore
della Giunta attuale. Ciò detto, buon lavoro e felice di averla tra noi.
Invece, per quanto riguarda l’altro argomento, e mi spiace che manchi
l’Assessore Barzaghi, ma vedo presente l’Assessore Casati, io mi permetto di
segnalare ai colleghi, mi spiace che manca il collega Caputo, perché il collega
Caputo è stato molto attento nel presentare ben due interrogazioni, una relativa
agli immobili, dei quali la competenza l’ha il Comune di Milano, l’altra relativa
ad un altro giardino, del quale la competenza non è della Provincia, ma non è
campagna elettorale, Dio ce ne guardi. Io sarei stato felice che qualcuno della
maggioranza avesse chiesto, magari segnatamente il Consigliere Caputo, di un
immobile che è sempre nella zona dove abita Caputo, nel suo supposto orticello
elettorale, che avesse chiesto conto e ragione di questa scelta molto interessante
di chiudere il Provveditorato agli Studi, l’ex Provveditorato agli Studi, il CSA di
via Ripamonti, decidendo con una gara, ahimè, Assessore Casati, anche quella
strana. Mi dà l’idea ogni tanto che si fanno delle gare, che non sono delle corse,
degli appalti pubblici, nei quali si dice dobbiamo assumere uno che sia alto 1,80
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metri, abbia i capelli biondi, un occhio verde e uno nero e un neo sulla natica
destra. No, giuro che me ne guardo bene dal pensare che in quella gara si dice
già quale è la zona dove ospitare l’ex Provveditorato agli Studi. Cos’è il
Provveditorato agli Studi? E’ il luogo dove vanno le persone di cultura, quelli
che formano le future generazioni, i professori, i presidi. Hai l’apparecchio? Non
ho capito, io sono abituato a parlare in strada, capisci qual è il problema? Io sto
tra la gente, tu stai nei salotti……..
Mi hanno interrotto! Per chiudere,
vedete, il Provveditorato agli Studi è stato deciso di spostarlo in una zona
adeguata alla gente di cultura, a Figino, a Quarto Cagnino, in via dei Missaglia,
cioè tutti in zone terribilmente lontane. Assessore Casati, io le suggerisco, visto
che la protesta, caro Tranquillino, non nasce solo da De Nicola di Alleanza
Nazionale, la destra nostalgica, estrema, ottusa, nasce dai sindacati, dalla CGIL,
Assessore Casati, chi protesta è la sinistra perché non si può pensare a mettere i
disagiati nei palazzi centrali della Provincia in via Piceno, non si può pensare di
mandare ………, Consigliere Caputo che non c’è, desertificando via Ripamonti,
suo collegio elettorale. Si informi perché la Provincia in tutti questi anni non ha
mai pensato a comprarlo un immobile invece di pagare centinaia di milioni ogni
anno. Io ho presentato una interrogazione, debbo chiudere, Presidente, me ne
dolgo, ma ho tanti argomenti, facciamo più Consigli così possiamo parlare più
spesso e sentire anche le voci dei nostri Assessori, visto che finalmente abbiamo
Assessori muniti di favella e non muti.”
Nel frattempo è entrato in aula il Consigliere Del Nero. (presenti 42)
Consigliere Meroni: “Grazie Vice Presidente. Il Gruppo della Lega Nord porge
gli auguri al nuovo Assessore, non so se preferiamo l’Assessore muto o un
Assessore che parla, visto quello che ha detto oggi in aula. Noi non siamo né
garantisti né giustizialisti, siamo solamente razzisti a volte, siamo stolti, bigotti,
abbiamo tante cose, però noi, il nostro Segretario Federale, è stato accusato
perché qualcuno diede dei soldi a qualcuno, poi che se li fece rubare, mentre
magari il suo Presidente è stato non accusato, è stato magari anche scagionato
nonostante abbia restituito qualche centinaio di milioni in una scatola di scarpe.
Ma la storia poi su queste cose lascia il tempo che trova.
Noi le chiediamo solo una cosa, a noi non interessa, noi per esempio abbiamo
espresso solidarietà all’Assessore Gasparini per la sua vicenda giudiziaria e
vorremmo anche esprimere solidarietà a lei, però ci aspettiamo che perlomeno
lei ci informi per quello che eventualmente sarà il suo iter giudiziario fra
qualche tempo, non ci interessa oggi. Però noi siamo quelli che hanno espresso
solidarietà a chi magari ha anche delle accuse. Detta così però, come l’ha detta
lei oggi, ci riserviamo un po’, aspetteremo le conseguenze future.
All’amico Foglia, che non è in aula, anche noi prendiamo atto e auguriamo buon
lavoro al nostro nuovo Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, perché
comunque è stato eletto da una grande maggioranza, quella maggioranza che ha
fatto vincere alla sinistra le elezioni. Noi siamo sempre convinti che 24.000 voti
sono stati rubati dal centrosinistra alla coalizione di centrodestra. Noi siamo
sempre convinti, noi diciamo rubati perché l’ho già detto una volta e lo dico
anche a voi, io sono orgoglioso che la sinistra sta amministrando questo Paese
perché ha vinto con 45.000 voti della Lega Lombarda e quindi io da autonomista
convinto e da leghista, anzi da legalombardista sono contento, perché avete vinto
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con la Lega Lombarda. Però il concetto è molto semplice, questi 45.000 voti vi
hanno fatto vincere, noi abbiamo perso, la Corte Costituzionale non so cosa
dovranno fare, la Cassazione, ma non ci interessa più di tanto, è logico però che
quando si parla di una porcata della legge elettorale, purtroppo io non sono
molto amico del mio amico Calderoli, però lui l’ha detto in un momento molto
chiaro, prima ancora che fossero aperte le urne. Ha detto che è una porcata, tutti
hanno riso, però è stata definitivamente definita così perché abbiamo portato in
Parlamento chi ha voluto delle persone autorevoli e chi invece ha voluto portare
le ex mogli, non ci interessa, ha portato chi ha voluto. Il concetto è molto chiaro,
noi l’abbiamo detto prima che è una porcata, voi però state amministrando
questo Paese con una legge che è stata una porcata. Noi abbiamo sbagliato,
secondo voi, ma intanto voi state amministrando questo Paese. Se sarete bravi a
cambiare la legge nel primo anno, nei primi 100 giorni, nei primi 5 anni, nei
prossimi 10 anni, valuteremo quale legge proporrete, ma essere qui ancora
adesso a sentirsi dire o diffamare o deridere perché un Ministro, un ex Ministro,
ha detto una verità, che però questa verità ha favorito tutti i partiti, perché ci
sono tutti i partiti che onestamente, se voi andate a sentire, come dice qualcuno,
la cosiddetta base di tutti i partiti, ognuno ha da dire ai propri vertici per chi
hanno portato in Parlamento. Si può parlare di Rifondazione, si può parlare dei
D.S., si può parlare della Margherita, si può parlare di tutti i partiti, nessuno è
riuscito ad accontentare la totalità del partito. Perciò questa legge è servita anche
alla sinistra per mandare gli amici o le amiche degli amici. Perciò che sia chiaro,
la legge è una porcata, ma con la legge porcata anche voi vi siete adattati
subito.”
Vice Presidente del Consiglio: “L’Assessore Casati voleva intervenire
sull’intervento prima fatto dal Consigliere De Nicola inerente la gara di appalto,
ne ha facoltà.”
Assessore Casati: “Come è stata rappresentata da De Nicola, non siamo alle
opinioni, che rispetterei comunque, ma siamo a dei giudizi che vengono dati su
un bando aperto, quindi è bene che il bando aperto, che comunque ricorderei a
De Nicola e ricorderei a tutti voi, è stato già presentato all’interno della
commissione, quindi non è una sorpresa, è un bando che è stato presentato,
consegnato, spero letto. Ciò detto, e al di là sempre di elementi del metodo, mi
compete fare delle precisazioni, che sono relative alla sostanza del bando. Vi
porto via solo cinque minuti, solo per richiamare, in premessa delle cose che
dirò, il fatto che noi, come Amministrazioni Provinciali, abbiamo il compito
istituzionale di provvedere a fornire adeguate sedi ai Centri di Servizi
Amministrativi, ex Provveditorati agli Studi. Noi abbiamo fatto questo
intervento su via Ripamonti, sede attuale del Provveditorato degli Studi, su
richiesta particolare appunto del Provveditore, oggi si chiama Direzione
Regionale Scolastica, di Milano.
Perché si è fatta questa richiesta da parte loro? Perché era ritenuta assolutamente
inadeguata l’attuale collocazione all’interno di via Ripamonti. Oltre che essere
in modo esagerato costosa ed essere strutturalmente inadeguata, la proprietà che
è una Fondazione, non interveniva né per manutenzioni straordinarie né per
manutenzioni ordinarie. Si era creato pertanto un contenzioso, ma il contenzioso
è di lungo periodo, non è soltanto con questa Giunta, che su richiesta noi
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andiamo a sciogliere.
Detto questo, guardiamo il bando che non abbiamo inventato noi, il bando è fatto
a due mani, la Provincia di Milano con il controllo diretto da parte appunto della
Direzione Generale Scolastica. Prima di tutto l’ubicazione, ho letto, Consigliere
De Nicola, alcune cose, poi si è in campagna elettorale e ognuno ha il diritto di
farsi……, però almeno si sappia dentro qui come stanno le cose. Quando ci
allineiamo con le stesse informazioni sulle cose, poi ognuno tragga i propri
giudizi, però le informazioni debbono essere allineate. Il bando, punto 1
dell’avviso pubblico, ribadisce che l’area di localizzazione dell’immobile
oggetto di ricerca è quella compresa tra la circonvallazione esterna e i confini
amministrativi del Comune di Milano. Pertanto, non si limita alle quattro zone di
estrema periferia, che vengono indicate in qualche organo di stampa, forse una
sia dichiarazione, comunque ho letto questo. (Intervento fuori microfono). L’ho
scritto io, e credo di dare per una volta l’interpretazione autentica, almeno delle
cose che…… Queste zone appaiono nell’allegato A del bando, ma come si usa
sono indicate per consentire esclusivamente la parametrazione dei costi delle
zone più esterne dell’area sopra indicata, secondo i criteri adottati dall’Agenzia
del Territorio. Questo non esaurisce assolutamente tutte le zone che sono
ammissibili alla ricerca. Quando poi si collocano i due parametri, si dice “area
tra i confini esterni e i confini amministrativi”, è l’area in cui si colloca
attualmente Ripamonti. Ripamonti, oltretutto, questo non viene messo in
evidenza, non è servita dalla metropolitana, mentre noi vorremmo che la sede,
Consigliere De Nicola, se andremo ad individuarla, abbia come elemento
prioritario anche all’interno del conteggio il servizio con la metropolitana.
Abbiamo anche questioni di budget della Provincia nel cercare di reperire un
immobile con queste caratteristiche. La superficie, che non è una superficie che
ci inventiamo noi, ma lo dice il Provveditore che ha un’esperienza, e lo
scriviamo sul bando, dovrebbe essere tra 10.000 e 12.500 mq, tra spazi uffici ed
archivio. Poi leggo che il sindacato contesta una cosa di questo genere, ma anche
il sindacato non va lontanissimo da dimensioni di questo genere. L’elemento
delle dimensioni e l’elemento del budget ci costringono ad estendere la ricerca in
queste due zone. D’altra parte, quando la Provincia di Milano ha dovuto fare
ricerche di immobili per sé, e cito due casi, l’immobile o l’insieme degli
immobili di via Jenner o l’immobile di via Principe Eugenio, li ha collocati
proprio dentro questa fascia. Viale Jenner oggi è servito dalla metropolitana, non
nel momento in cui è stato scelto, allora era un progetto e oggi c’è, mentre
quello di via Principe Eugenio ci sono altri mezzi, ma non la metropolitana.
Ricordiamo che l’ubicazione attuale di via Ripamonti è compresa dentro la
fascia, seppure, debbo dire, in prossimità della circonvallazione, 100 metri, è in
prossimità, ma non è adiacente, a nessuna stazione metropolitana.
Modalità di scelta dell’immobile. Noi abbiamo preferito adottare una soluzione
trasparente, quale quella dell’avviso pubblico per evitare qualunque
speculazione riguardo la scelta della nuova sede. Attenzione a questo passaggio
che non sta scritto nel bando. Dovesse risultare deserta la risposta al bando,
come può risultare deserta la risposta ai bandi di questo tempo da tante parti, per
tante ragioni che non sto ad almanaccare, parte un altro tipo di trattativa, che è
una trattativa diretta.
Verranno pertanto valutate, nel primo caso come nel secondo, che addirittura
considero auspicabile rispetto al primo, tutte le proposte che dovessero arrivarci
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rispettando la procedura, attraverso il lavoro di una commissione di gara che
prevede la presenza dei rappresentanti delle istituzioni, come la presenza……
Oggi il sindacato mi scrive, forse è a conoscenza della lettera, io incontrerò le
organizzazioni sindacali e se le organizzazioni sindacali sono d’accordo nel
partecipare ai lavori di commissione, ovviamente ben vengano. Abbiamo un
problema nel rapporto con le organizzazioni sindacali, e figuriamoci se io
contravvengo a questo tipo di problema, è il problema della rappresentanza
diretta e della rappresentanza indiretta, perché le organizzazioni sindacali
rispondono direttamente, non siamo noi gli interlocutori diretti, siamo
interlocutori indiretti, però troviamo la possibilità di rimediare questa questione
non insormontabile, non incontrando soltanto noi direttamente le organizzazioni
sindacali, ma chiamando anche le autorità scolastiche a partecipare all’incontro,
sono anche loro estensori del bando.
L’ultima questione, poi la smetto di tediarvi con questa roba, disponibilità
immobiliari della Provincia di Milano, so che questo sta al centro dei suoi
pensieri. Io assicuro tutti che la Provincia di Milano non possiede alcun
immobile disponibile che possa risultare idoneo alle necessità del
Provveditorato. Quando viene fatto il richiamo a via Piceno, lei l’ha fatto
direttamente, insomma ho letto che taluno fa richiamo a via Piceno, questo è un
complesso immobiliare condiviso con strutture dell’Azienda Ospedaliera
Fatebenefratelli e solo dopo un’annosa trattativa con l’Ospedale, che abbiamo
testé concluso, perché era rimasta in sospeso per qualche decennio, si è riusciti
recentemente a recuperare la disponibilità di circa 800 mq. Attenzione, 800 mq è
interessante portarli alle nostre disponibilità, poi non mi sottraggo all’elemento
che leggo già nei suoi occhi, ma 800 mq rispetto alla necessità, 8.000 dice il
sindacato, 10.000 diremmo noi, c’è uno scarto. Ora, questi 800 mq vengono
utilizzati per garantire il temporaneo ricovero per sei mesi agli sfrattati di via
Lecco, attraverso una convenzione diretta e sottoscritta con il Comune di
Milano, e in attesa appunto che il Comune di Milano - sua è la competenza individui una sede dignitosa per questi ultimi.
Pertanto, mi consenta, non esistono scelte dissennate e contraddizioni stridenti,
mi sembra che tutto sia, poi può essere anche non condiviso, ma tutto è
all’interno di una logica. In conclusione, io mi trovo a dover rigettare l’accusa
secondo la quale, sempre citando qualche dichiarazione, i giochi sono già fatti. I
giochi sono appena cominciati, poi li concluderemo insieme al Provveditore, a
questo punto li concludiamo insieme anche con le organizzazioni sindacali,
cercando di assegnare all’Autorità Scolastica, Direzione Regionale Scolastica,
assegnare io e l’Assessore Barzaghi, che siamo della partita, una sede dignitosa e
una sede più dignitosa di quanto non lo sia diventata, ahimè, via Ripamonti.”
Presiede il Presidente del Consiglio Ortolina.
Presidente del Consiglio: “Prego, per una breve replica, Consigliere De Nicola.”
Consigliere De Nicola: “Grazie Presidente, grazie all’Assessore. Assessore, è un
metodo molto bello quello che si intervenga in aula immediatamente, è un modo
per dare significato al Consiglio e io la ringrazio veramente di cuore per la sua
disponibilità e tempestività. Non la ringrazio con lo stesso cuore per le cose che
lei ha detto e che lei sa perfettamente che io non condivido. Ma non solo io,
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come ben sa non le condividono al momento nessuna delle organizzazioni
sindacali. Lei ha ragione quando dice che nel bando è esplicitata un’area, però sa
perfettamente che l’attuale sede del Provveditorato è immediatamente a ridosso
della zona semicentrale, centrale, di Milano, è a 200 metri dal Teatro Carcano,
per semplificare, e sa anche perfettamente che come esempio lei indica quattro
zone di Milano che sono l’ultima …… della città. Mi domando perché a questo
punto lei non ha citato delle zone semiperiferiche diverse, certamente Figino
dista da Piazza Duomo 100 volte in più di quanto disti l’attuale sede del
Provveditorato.
Dopodiché è ben vero tutte le considerazioni che lei ha fatto, non è che io mi
sento particolarmente tranquillo nel momento in cui lei dice che questa gara noi
ci auguriamo vada deserta, poi andremo a trattativa privata. Lei sa perfettamente
che la trattativa privata normalmente non è proprio il massimo e non è quello
che un amministratore possa augurarsi di dover scegliere come mezzo per
individuare il responsabile della controprestazione. Sinceramente, io sarei stato
felice, Assessore, mi permetto di suggerirglielo, proprio per la lealtà e la stima
che ho per lei, a prescindere dalla non condivisione delle scelte che lei ogni
tanto o spesso prende, ma la stima rimane uguale, io avrei battuto di più da un
lato nel chiedere una presenza pubblica, un immobile possibilmente di un ente
pubblico o di un ente di previdenza, di assistenza dei lavoratori. Secondo, avrei
fatto una gara con dei presupposti tali da consentire che l’offerta nascesse dalla
gara e non dalla trattativa privata, che la sua collega, e mi spiace perché mi
sembra che la voglia sempre evocare, la sua collega dell’Italia dei Valori si è
battuta con il suo partito da sempre per una trasparenza. Lei sa che la trattativa
privata non sempre va in sintonia con la trasparenza. Ciò detto io sono qui,
Assessore, ad aspettare di vedere quale sarà la scelta, augurandomi che si possa
individuare un immobile dignitoso. Io prendo atto di quello che lei mi dice, lo so
bene che l’immobile di via Ripamonti è molto ammalorato, so anche, e lei lo sa
meglio di me, che un’ipotesi poteva essere quella di trasferire momentaneamente
il Provveditorato da quella sede in un’altra sede e ripristinare, anche perché
presumibilmente era prevedibile, e nel contratto forse è previsto, che le eventuali
opere di miglioria e di adeguamento tecnologico dell’immobile di via Ripamonti
potevano essere portate a scomputo del costo di locazione, come normalmente
mi pare che si faccia.
Assessore, io sono molto preoccupato, e mi spiace che rubo gli ultimi venti
secondi, quell’area di via Ripamonti è un’area molto depressa dal punto di vista
della vita, del commercio e delle attività produttive. Portar via da lì l’unica
funzione essenziale, vuol dire condannare un’area prossima al centro di Milano
ad un degrado dal quale è difficile poi venire fuori. So bene che non sono questi
i fini della Provincia di Milano, né di condannare al degrado né di combattere il
degrado all’interno di una città, ma responsabilmente noi dovremmo pensare a
quale danno facciamo alle attività produttive della zona levando l’unica funzione
che le tiene in essere.”
Lo:
ARGOMENTO N. 1/38 DELL’ORDINE DEL GIORNO – Interrogazione
presentata in data 11 maggio 2006 dai Consiglieri De Nicola e Dapei, in merito a
un bando di locazione emesso dalla Provincia di Milano per la nuova sede del
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Centro Servizi Amministrativi – CSA (già Provveditorato agli Studi),
attualmente ubicato in via Ripamonti 42.
è stato così trattato.
Consigliere Nobili: “Grazie Signor Presidente. Prima di tutto esterno il mio
compiacimento per Giorgio Napolitano come nostro grande Presidente, che
penso sia la cosa migliore che abbiamo avuto in questi giorni. Poi, come fatto
personale, è un cugino di mio nipote acquisito.
In merito invece all’Assessore Carlino, io chiedo al Presidente che intervenga
con un richiamo ufficiale ai due Consiglieri dell’opposizione che hanno usato
volgarità e minacce al mio Assessore, perché non ritengo in questo Consiglio
che si agisca in questo modo. Ci vuole la correttezza, tralasciando poi che è una
donna, quindi chiedo per la seconda volta che si intervenga in modo chiaro,
specifico e soprattutto corretto, grazie.”
Presidente del Consiglio: “Io, da sempre, invito l’aula ad essere estremamente
corretta anche nei modi di esprimersi. Mi spiace che probabilmente (risentirò poi
la registrazione), si è andati al di là dei termini leciti. Forse, ho detto, perché
prima rileggerò la trascrizione di quanto si è detto. Colgo l’invito per dire, a
questo punto: guardiamo avanti, perché questo è, secondo me, quello che noi ci
dobbiamo prefiggere. L’invito resta sempre quello di mantenere in aula un
comportamento, anche verbale, il più possibile corretto, pur nella
consapevolezza che qualche volta la politica porta anche ad affermazioni che
uno intende come giudizio politico e che magari l’interessato, invece, recepisce
come un’offesa personale. Il distinguo, qualche volta, e il confine non sono
sempre evidentissimi. Tranquillino, prego.”
Consigliere Tranquillino: “Grazie Presidente. Dai toni e da quello che è stato
detto adesso da lei, mi pare di capire che sia facile accorgersi in quest’aula che
siamo in piena campagna elettorale. Ci si accorge e rifuggendo io, per mia
formazione, da una politica super istituzionale, non manco comunque di notare
che effettivamente ci sono state alcune cadute di stile. Spero che a furia di
scivoloni nessuna vada al Gaetano Pini, Signor Presidente, perché non vorrei che
a furia di capriole e di scivoloni dovessero incamminarsi verso il Cardinal
Ferrari.”
Presidente del Consiglio: “Cosa c’è in Cardinal Ferrari? Scusi l’ignoranza.”
Consigliere Tranquillino: “Il Gaetano Pini, Signor Presidente, un istituto
ortotraumatologico. Quello che io ho sentito nell’aula è stata una messe ricca di
temi diversi tra di loro, che spaziano dal panorama nazionale per arrivare al
Provveditorato attraverso la Provincia, e tutta una serie di questioni, arriviamo
persino in Liguria.
Io invece vorrei rimanere su Milano, Signor Presidente, e mi piacerebbe perché
vedete, Consiglieri dell’opposizione, nessuno può negare che in questa città noi
abbiamo l’Assessore Rotondi qui, voi nel Comune di Milano avete l’Assessore
Maiolo. Lo dico perché penso che …… (Intervento fuori microfono). Signor
Presidente, se volesse contenere le intemperanze del collega, mi aiuterebbe.”
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Presidente del Consiglio: “Non interloquiamo per cortesia, lasciamo finire
Tranquillino.”
Consigliere Tranquillino: “Mi riservo di recuperare del tempo, Signor
Presidente, come posso in queste condizioni?”
Presidente del Consiglio: “30 secondi, va bene.”
Consigliere Tranquillino: “La ringrazio. (Intervento fuori microfono).”
Presidente del Consiglio: “Questa è una provocazione bonaria, prego
Tranquillino.”
Consigliere Tranquillino: “Non la raccolgo, Signor Presidente.
Le politiche sociali. Nel mio peregrinare in questa città ho appreso, pur non
essendo io nella commissione di questa Provincia che si occupa della casa, che
la casa da noi è gestita naturalmente, come tutti sanno, da Aler e poi ci sono
alcuni gestori a cui il Comune di Milano dà in appalto la gestione degli immobili
comunali. Signor Presidente, le risparmio cosa voglia dire per coloro ai quali
viene riservata un’assegnazione, perché è un po’ una lotteria, o vai a finire sotto
Aler o sotto i gestori, e siccome nessuno di noi qui ha il problema della casa
incombente, mi sembra di capire, né ognuno di noi ha problemi magari di salario
perché, Signor Presidente, in questa città, senza estremizzare, ci sono tanti
laureati che percepiscono 900 euro al mese, 950 euro al mese, e devono pagare
affitti di 600 e 650 euro al mese. Il caso degli anziani, per esempio, devo dire
che nonostante il fatto che l’ex Presidente Silvio Berlusconi abbia vantato il
rialzo delle pensioni e il fatto che avesse promesso che andavano allo stadio
gratis, che avrebbero preso il treno gratis, che sarebbero potuti andare dal
parrucchiere gratis, e ancora un po’ non so cosa gli avrebbe riservato, devo dire
che mi è capitato di imbattermi in alcuni casi proprio di questi giorni, che dicono
come l’Assessore Maiolo abbia un tasso di ipocrisia, di cinismo e di
spregiudicatezza, Signor Presidente, che neanche Machiavelli avrebbe saputo
collocarla al meglio nei suoi famosissimi scritti su Il Principe. Devo dire che non
manco mai, io per formazione leninista sono un uomo disincantato, non mi
meraviglio di niente, però devo dire che questa santa donna fare la campagna che
fa, con questa spudoratezza, è un esempio. E’ veramente un esempio! E’ un
esempio di come si dovrebbero condurre certe battaglie, lei la sua la sta
conducendo per essere rieletta, poi da dove provenga, guardate, non è un grande
problema, Giuliano Ferrara ha venduto la sua convinzione un tanto al chilo,
infatti l’hanno pagato parecchio. Altri, come la Maiolo, sono passati dall’altra
parte senza grande difficoltà, per cui anche qui niente di nuovo sotto il sole.
Il mio problema potrebbe essere, Signor Presidente, anche il tema che avevamo
dibattuto in commissione, noi abbiamo un problema per gli psichiatrici, qui a
Milano, che è grandissimo. Siccome l’OMS aveva definito il benessere quella
somma di fattori biologici, sociali e psichici, Signor Presidente, c’è un problema
di psichiatria a Milano che grida vendetta e l’Assessore Maiolo, assolutamente
assente, dopo che ha aperto un numero verde, veramente uno specchio per le
allodole, una cosa anche quella spudorata, ipocrita e spregiudicata. Io credo che,
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ve lo dico con bonarietà, noi non possiamo accettare lezioni da voi. Ve lo dico
con bonarietà, sommessamente, non possiamo accettare nessuna lezione. Non da
voi! Voi, spesso e volentieri, come le elezioni che verranno, avete dimostrato di
potervi alleare con il male della terra, con i nazifascisti della Fiamma Tricolore
e, Signor Presidente, voglio qui estendere un plauso non solamente al Presidente
della Repubblica neo eletto ma anche al candidato Sindaco Bruno Ferrante, al
quale ho telefonato personalmente per dire che ha avuto un grande spirito di
civismo ed è stato un grande esempio sentirlo dire che la Moratti ha provocato
sia il 25 aprile che il 1 maggio, giacché non aveva i titoli per poter intervenire in
quelle manifestazioni.”
Consigliere Esposito: “Devo dire che dopo gli interventi, l’ultimo in particolare
del collega Tranquillino, si può veramente dire che in questo Consiglio
provinciale si può veramente ascoltare di tutto e che i colleghi hanno un
coraggio e una faccia tosta notevole. Due sono gli argomenti che sono stati
sollevati, l’Assessore Carlino si è presentata, l’amico e collega Nobili ha
auspicato che il Presidente invitasse l’opposizione a chiedere scusa. E’ un salto
logico che non capisco, perché l’Assessore Carlino si è presentata dicendo delle
cose sulla giustizia a orologeria, quindi mi sembrava che avesse parlato per
prima, prima dei colleghi della minoranza o dell’opposizione. Quindi gli amici e
colleghi del Gruppo hanno risposto ad una provocazione e qui viene detto che
deve essere chiesta scusa, o dovrebbe essere chiesta scusa dall’opposizione
all’Assessore Carlino che ha parlato di giustizia a orologeria senza che nessuno
le dicesse di farlo. Quindi, Assessore Carlino, sia cortese, io sono sicuro che lei
ha trovato non felice il suo intervento di presentazione, che sulla giustizia a
orologeria non ci azzeccava niente, e quindi invito l’Assessore Carlino a
chiedere scusa al partito, al capo Gruppo del partito e agli amici del partito che
qui rappresentiamo, per quello che è stato detto in termini di una pura illazione,
un’allusione, una cattiveria. Parentesi, nel programma che Fassino, il Segretario
dei D.S., in qualche modo suggeriva “programma” perché fosse accolta la
candidatura di D’Alema, alcune strane condizioni programmatiche per le quali la
persona di D’Alema fosse vista e gradita dalle file dell’opposizione, l’ultimo
punto, il quarto, e pregherò poi Max Bruschi, che è esperto di computer, di
tirarmi giù le quattro condizioni, ma l’ultima ricordo che riguardava proprio il
tema giustizia e una qualche preoccupazione, che poteva essere stata registrata
da Fassino e dalla parte che rappresentava, riguardo un’ombra che poteva
nascere in ordine a un uomo che io trovo intelligente, coerente, coraggioso e
coraggiosamente comunista. Io non capisco perché i comunisti, quando devono
proporre qualcuno politicamente o fanno riferimento a qualcuno che non ha la
loro storia comunista, oppure prendono qualcuno che è meno comunista di tutti.
Quando invece hanno qualcuno che in maniera coerente, coraggiosa, intelligente
rivendica le proprie storie e chiede alla coalizione di proporlo, gli fanno quello
sgambetto che gli hanno fatto e che voi intelligentemente sapete benissimo come
l’hanno conciato, tirando fuori la domenica pomeriggio il fatto che bisognasse
trovare un nome più gradito, perché bisognava condividere con l’opposizione e
l’hanno segato per la seconda volta, ha dovuto fare il bel gesto. Vedremo il beau
geste tra qualche tempo, se è l’uomo che conosco e che apprezzo, una risorsa,
credo, per i D.S. e per il centrosinistra, oltre che per la sinistra storica di questo
Paese, con la quale è bello avere un confronto che sia un confronto leale, di
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posizioni. C’è una storia luminosa e nobile, ma perché non bisogna
rappresentarla con il coraggio politico con il quale ……? Ma perché?
Detto questo, le scuse, Assessore, io sono sicuro che lei ha registrato una caduta
di stile sua personale riguardo a una presentazione per la quale nessuno le
chiedeva di dire qualcosa sulla giustizia a orologeria. Politicamente sono un po’
invece preoccupato perché avrei gradito che lei dicesse due cose sul suo
assessorato, sul programma, le linee programmatiche di Penati, come si usa di
solito dire in questo Consiglio provinciale, avremo in qualche modo percepito
una qualche sua intenzione politico amministrativa che ci avrebbe anche fatto
piacere e rimarco che il suo predecessore, lei è già meglio, sicuramente ha
parlato sia pure straparlando, le posso assicurare che lei ha già fatto un salto di
qualità, perché l’amico e collega Calò in questi due anni io non so che voce
abbia e quindi da questo punto di vista prendo atto del fatto che il silenzio in
politica è prezioso, porta in alto.
Per quanto riguarda il Presidente, noi siamo assolutamente d’accordo sulla
persona, che è assolutamente apprezzabile, anche se nel suo partito non ha avuto
tutte le fortune di cui adesso si parla, quindi le sue posizioni “social
democratiche, europeiste, paraoccidentali, miglioriste”, non hanno avuto vicende
fortunate che io sappia, ma forse leggevo giornali ……
Sto chiudendo, chiedo scusa, Presidente. Noi siamo assolutamente e veniamo da
una cultura per cui le regole sono state rispettate. C’è una maggioranza al quarto
turno, ci dispiace che l’invito a compartecipare a questa elezione di un
rappresentante super partes non sia stato raccolto, quindi il metodo sia stato
assolutamente disprezzato e calpestato. E’ un peccato, perché questa metà del
Paese, che è quasi pari o comunque pari all’altra, andava in qualche modo
rappresentata in una magistratura, quella del Presidente della Repubblica, che
deve necessariamente rappresentare tutti gli italiani. Credo che sia una
preoccupazione per quelli che hanno senso politico e guardano al futuro, anche
quello di medio periodo, non solo di lungo periodo, con qualche serietà. Questa
è una cosa non fatta bene.”
Presidente del Consiglio: “Scusi Tranquillino, il termine che ho sentito, faccia
tosta, in realtà non era riferito direttamente ad una persona. Inviterei a chiudere
questo fastidioso rimpallo, diciamo così. Chiudiamola qua, per favore.
(Intervento fuori microfono). Le do mezzo minuto, non di più.”
Consigliere Tranquillino: “Solamente……
(Interventi fuori microfono).”
Signor
Presidente,
scusi……
Presidente del Consiglio: “Noi parliamo di quelli in aula però, lui si è sentito,
perché in aula tirato in ballo. Mezzo minuto, per favore.”
Consigliere Tranquillino: “Chiariamo come stanno le cose, è stato pronunciato il
mio cognome e credo che lei lo abbia sentito distintamente, e non c’è bisogno
che glielo spieghi, penso. Dopodiché è venuto il fatto che qui ci sono state le
affermazioni con la faccia tosta. E’ chiaro? Altrimenti sembra una cosa tirata per
i capelli.
Primo, io penso che non sia da faccia tosta dire che c’è un’alleanza con
personaggi nazifascisti sui quali la Procura ha avviato un’indagine, perché è
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chiaro…… (Intervento fuori microfono). Presidente, mi scusi!...Non ha
importanza, il candore non attiene a quello di cui sto parlando, il candore è
un’altra cosa, di quello parlerà qualcun altro se lo ritiene.
Io ritengo che ricordare questo non sia assolutamente, anzi caso mai sia
questione di onestà intellettuale e vorrei che qualcun altro l’avesse. Penso
invece, al contrario, è qui che io ribalto, che occorra una notevole faccia tosta
dire che le regole sono state rispettate, quando si è invocata l’irregolarità del
voto fino all’altro ieri. Quindi, a differenza del collega, qualcun altro aveva detto
che il voto non era regolare.”
Presidente del Consiglio: “D’accordo, lei si è espresso. No, Clerici, se non è per
l’ordine dei lavori niente. Scusatemi, non è possibile. Vi do il suggerimento di
non replicare. Invito a non replicare. Fatto personale non l’ho sentito, Clerici, mi
spiace. (Interventi fuori microfono). Clerici, mezzo minuto, se non è fatto
personale le tolgo la parola.”
Consigliere Clerici: “Vedrà che è un fatto personale. Premetto che non ho sentito
gli interventi perché ero distratto da altre faccende, non voglio correre in
soccorso dell’Assessore Carlino, però credo che l’Assessore Carlino abbia fatto
un intervento esattamente come ho ritenuto di fare io, e lor Signori lo
ricorderanno, poiché l’Assessore Carlino ed io siamo accomunati in questa
vicenda più o meno per le stesse ragioni. Gli stessi capi d’accusa, esattamente.
Ripeto, non corro in soccorso dell’Assessore, però penso che l’Assessore
Carlino abbia provato lo stesso dovere che ho provato io di presentarsi a
quest’aula e dire: io ho fatto questa cosa, sono accusato di questa cosa, ritengo di
essere in buonafede, di aver agito in buonafede. Quindi io non dico che ha
ragione Dapei e torto Carlino, oppure ha ragione Carlino e torto Dapei. Non dico
questo, dico semplicemente che da esseri umani e da animali politici quali siamo
quando ci confrontiamo con gli altri Consiglieri di quest’aula, veniamo con la
nostra faccia, la manifestiamo e la diciamo fino in fondo. Io sono venuto un
giorno dicendo: Signori miei, ho fatto una “cavolata” ma l’ho fatta in buonafede,
sappiate che mi auguro che la giustizia…… Non lo so cosa ha detto, comunque
penso …… (Interventi fuori microfono).”
Presidente del Consiglio: “Basta per favore! E’ stato chiaro, Clerici.”
Consigliere Clerici: “Volevo semplicemente dire che umanamente ognuno di noi
si sente in dovere di esporre le cose come ritiene.”
Presidente del Consiglio: “Ex post le dico che sono contento di averle dato la
parola. Chiudiamo questa parentesi e passiamo alle interrogazioni.”
Il Presidente del Consiglio pone quindi in trattazione lo:
ARGOMENTO N. 1/35 DELL’ORDINE DEL GIORNO – Interrogazione
presentata in data 9 marzo 2006 dal Consigliere Bruschi, in merito a permanenza
e potenziamento dell’attività di produzione metalmeccanica nell’ambito del
P.R.U. Rubattino.
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Assessore Casati: “Rispondo all’interrogazione del Consigliere Bruschi, al quale
ho inviato una nota scritta, ricalco con qualche aggiornamento la nota scritta.
L’interrogazione pone due quesiti che entrano nel merito della soluzione trovata
della crisi Insse Presse di Lambrate. Il primo quesito richiede quali siano le
certezze in termini di produzione e competitività, che da oggi possono essere
rintracciate nell’officina che riapre i battenti. Il secondo quesito è relativo al
quando la produzione e le macchine potrebbero essere spostate in altra parte del
PRU Ribattino, che è dentro il programma di riqualificazione urbanistica, intesa
come Parco Maserati.
Io provo a rispondere. In relazione al primo quesito, l’acquirente subentrante,
che è il gruppo Genta, ha indubbiamente valutato il rischio d’impresa
dell’investimento, e forse ha per davvero valutato bene, alla luce della
committenza che oggi vediamo ritornare su Insse. Ci sono stati addirittura due
nuovi assunti, di questi tempi è importante, e si ricercano altre tre unità
specializzate. Del resto, debbo dire che non esiste nel nord Italia officina di
meccanica pesante di precisione come quella di Lambrate, quindi Genta avrebbe
letto la domanda reale. In ogni caso però nel mercato liberalizzato, dico
un’assoluta ovvietà, e mercato competitivo su scala globale, non esistono
certezze in assoluto, però il rilancio di Insse pare sia proprio partito con il piede
giusto.
La risposta che oggi è possibile dare al secondo quesito, che riassumo così, sarà
possibile o meno spostare questa officina, è intimamente connessa al primo. C’è
un futuro o meno per l’Insse nuova? Ma non c’è soltanto questo vincolo, c’è una
seconda incognita che grava, ed è quella relativa al contenuto dell’accordo che
intercorre tra privati, quindi tra la proprietà industriale subentrante in Insse e la
proprietà immobiliare Rubattino 87. Ora ai contenuti di questo accordo che tutti
i soggetti guardano, ci guardiamo noi, ci guarda il commissario, ci guardano i
lavoratori, ci guarda l’organizzazione sindacale, ci guarderà anche il Comune di
Milano, che dovrà prendere posizione sul PRU fra poco. Per ora non ci sono noti
i contenuti dell’accordo, so che è in definizione, però non ci sono noti. Quindi
non ci sono certezze, se non una. La certezza è questa, l’Insse Presse ieri non
c’era più, oggi c’è ancora, le macchine girano, la prospettiva non è definita.
Ora il punto che credo stia a cuore, se ho ben letto la sua interpellanza. Io in
ogni caso non mi sento di escludere il trasloco dell’officina in altra porzione di
area, qualora il Comune lo richiedesse. L’operazione, lo so, è difficile
tecnicamente, per il tipo di macchine, ma non è impossibile. Potrebbe essere
possibile, e io l’andrei a sostenere, lo ribadisco qui, e lo ribadirei anche per
iscritto, qualora:
1. il Comune tornasse a richiederlo;
2. se il buon andamento del mercato e il buon accordo con Rubattino 87
contribuissero a dissolvere le preoccupazioni che su questo caso si erano
accumulate.
Allora il trasloco non sarebbe inteso quale operazione surrettizia alla vendita
delle macchine e allo smantellamento di uno stabilimento tutto sommato
interessante. Alla luce di questa situazione, che è così rappresentata in modo
fluido, non forzerei la mano, come penso di interpretare il pensiero del Prefetto,
del commissario, del sindacato e forse anche del Comune. Oggi, senza enfasi,
guardo a questo caso come una pur simbolica inversione di tendenza rispetto a
un processo di deintrustrializzazione diffuso. Dopo 18 mesi di interventi a
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contrasto delle crisi, come mi è capitato di fare, questo è stato il primo caso in
cui si è salvata una fabbrica. Naturalmente lo dico senza enfasi, però colgo
anche dalle piccolissime cose, se non un’inversione di tendenza, un piccolo
segnale. Quando convocherò ancora la settima commissione, fra una decina di
giorni, avrò la soddisfazione di allineare altri due o tre casi. Con questo abbiamo
segnato un inizio di un percorse, se non altro interessante.”
Consigliere Bruschi: “La ringrazio Assessore Casati, del resto gli argomenti
della sua risposta mi erano stati amichevolmente già anticipati. La ringrazio per
l’attenzione che lei sempre porta con sollecitudine all’aula e che, glielo ribadisco
per l’ennesima volta, è un modello di comportamento tra Assessori e Consiglio.
Resta un punto cruciale. Io sono stato in visita in quell’area, disgrazia vuole che
fermo restando le cose, e le chiederei una grande attenzione di monitoraggio
rispetto agli accordi tra il Comune, PRU Rubattino, nuova proprietà e
quant’altro, che quell’area così come torna a vivere, e questo è un augurio che
faccio agli operai dell’Insse Presse per quello che l’Insse Presse ha rappresentato
per Milano, mi consenta un po’ di orgoglio milanese, rispetto alle note industrie
del bresciano e della bergamasca, potrebbe di nuovo morire. Il problema è che
quel capannone industriale, quell’insediamento industriale, unico superstite in
quell’area, va ad insediarsi in una zona che se non verrà riqualificata dal punto
di vista urbanistico, è inevitabilmente destinata a tramutarsi in un raduno di
degrado. Glielo dico avendola visitata. L’Insse Presse è in mezzo ad un’area
dove ci sono altri capannoni dismessi, la sopravvivenza dell’Insse Presse, che da
un certo punto di vista salutiamo anche con un certo orgoglio di una Milano che
riparte, dall’altro punto di vista rischia di creare dei problemi per la successiva
urbanizzazione di quella zona, per la creazione del parco, per l’insediamento
dell’università e quant’altro. Lo ripeto, non si tratta di speculazione e vorrei
fosse assolutamente chiaro che non si parla né di vendita delle macchine né di
smantellamento né di altro, si tratta solamente di una necessità di ricollocazione,
a fronte di un’area che così come è messa adesso da un punto di vista
urbanistico, rischia di diventare esplosiva. C’è stato già un omicidio, ci sono
state diverse segnalazioni di insediamenti di drogati, gruppi abusivi di rom,
sbandati, punkabbestia, quant’altro, in una zona che è stata non solo e
semplicemente riurbanizzata, ma che è stata riurbanizzata specialmente per
giovani coppie. Ci sono un sacco di giovani famiglie, ci sono un sacco di
bambini che rischiano quotidianamente incontri indesiderati, non dico solo con
persone ma anche banalmente con siringhe, con materiale che nessuno di noi
vorrebbe vedere nelle mani e tra i piedi dei nostri figli. Come l’Assessore avrà
visto, io ho una successiva mozione all’ordine del giorno, nel momento in cui ci
dovesse essere un impegno da parte dell’assessorato a farsi parte attiva rispetto
ad un processo che so io per primo non sarà breve, quella mozione può essere
riscritta e rimaneggiata, perché quello che mi interessa è il risultato e che ci
siano più pressioni possibili affinché si raggiunga una situazione che vada bene
per i residenti, per il Comune di Milano, per l’Insse Presse con la nuova
proprietà e per il PRU. Questa è un’offerta che mi auguro possa essere accolta.”
Nel frattempo è entrata in aula l’Assessore Gasparini.
Presidente del Consiglio: “A questo punto mi interessa l’opinione dell’Assessore
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rispetto al tema mozione, che in effetti è calendarizzata per oggi.”
Assessore Casati: “Concordo con le considerazioni che sviluppava il
Consigliere. Faccio una proposta di metodo che poi si incontra con la sua
proposta di merito, ed è quella che abbiamo già fissato, poi verrà comunicato per
vedere se vi va bene, una data di incontro della 7^ commissione, che vorremmo
fare sul sito dentro l’Insse Presse. Dentro questa riunione io mi proporrò con lei,
con voi, di riscrivere il testo di una mozione che valga per tutti. Vorrei far
vedere alla commissione il sito, fabbrica e contesto, e insieme mettere a punto
una posizione che poi porteremmo insieme in Consiglio.”
Consigliere Bruschi: “Se posso brevemente reintervenire in questo dialogo, è
opportuno però tenere conto di momenti distinti, nel senso che non vorrei si
arrivasse ad un tipo di posizione che non possa essere condivisa. Lei Assessore
mi capisce, ha letto il testo della mozione, come vede è molto “amministrativa”.
Io sono dispostissimo ad accettare questa reciproca apertura di credito, e
aspettare un risultato che però a quel punto mi auguro possa essere raggiunto in
tempi brevi, cioè riunione della commissione in sito, con anche visita però di
quello che c’è intorno perché limitarci al sito vorrebbe dire rischiare di non
vedere i pasticci che ci sono lì intorno, e a quel punto una mozione da approvare
prontamente in Consiglio. Da questo punto di vista chiederei al Presidente non di
ritirare ma di sospendere la discussione della mozione.”
Presidente del Consiglio: “Ovviamente mi è chiaro, quindi proseguirà il
confronto sulla mozione 2/20 che era stata calendarizzata per oggi.
In assenza del Presidente Penati, quindi anche a nome suo, il Vice Presidente
Mattioli risponde ad un’altra interrogazione del Consigliere Bruschi, che
ricordiamo in aula fu presentata anche con contorno musicale. Prego Vice
Presidente.”
Il Presidente del Consiglio pone quindi in trattazione lo:
ARGOMENTO N. 1/21 DELL’ORDINE DEL GIORNO – Interrogazione
presentata in data 12 gennaio 2006 dal Consigliere Bruschi, in merito al CD dal
titolo “Gemme liriche”, interpretato dal soprano Benedetta Faucci.
Vice Presidente Mattioli: “Do lettura della risposta inviata al Consigliere
Bruschi il 20.1.2006. In relazione all’interrogazione presentata il 12 gennaio
scorso dal Consigliere Max Bruschi, relativa al CD “Gemme Liriche”,
interpretato da Benedetta Faucci e prodotto da questo ente, si rende noto:
1. Il costo della registrazione del C ammonta a € 12.670, di cui: € 3.000 di
cachet alla cantante, € 2.000 al pianista, € 1.200 per il mixaggio; € 4.500 per
lo studio di registrazione, € 850 per l’affitto di un pianoforte a coda, € 1.000
per il progetto, € 120 per gli spartiti. Altri € 3.500 sono stati destinati alla
duplicazione di 1000 CD, pratica SIAE compresa.
2. Il criterio in base al quale è stata scelta Benedetta Faucci risponde alla
volontà di questa Amministrazione di offrire spazi di espressione ai giovani
che operano in campo artistico. L’idea di fondo è quella di offrire loro una
possibilità di espressione che, come noto, faticano a trovare.
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Benedetta Faucci, pittrice fra l’altro, diplomata presso il Conservatorio Duca
Marenzio di Brescia, ha vinto nel 1998 il concorso a posti del coro
dell’Orchestra Verdi di Milano e attualmente insegna musica e organizza eventi
culturali che legano la musica alla storia dell’arte. Ha presentato un progetto che
ha come comune denominatore la milanesità delle opere, tutte infatti sono state
eseguite a Milano per la prima volta.
Il direttore del settore comunicazione, Franco Maggi, in accordo con il
Presidente, ha ritenuto per queste ragioni e per quelle suddette, che fosse un
progetto adatto come strenna natalizia di un’Amministrazione milanese.”
Consigliere Bruschi: “Quante cose si potrebbero dire! Io purtroppo sì. Il guaio,
caro Consigliere Pioli, è che oltre ad essere un appassionato ho qualche
esperienza in materia. Qual è il problema? Non che sia stata data la possibilità di
espressione a un giovane artista, il problema è che è stata data non solo la
possibilità ma è stata pagata la possibilità di espressione a una giovane artista
stonata come una campana rotta. Io non metto in dubbio che Maggi abbia
semplicemente letto il programma, ma questo non è il criterio di una buona
amministrazione. Io non so disegnare, se io da privato cittadino vi propongo un
progetto sulla milanesità attraverso i miei pasticci, e voi mi deste la vostra
approvazione, voi buttereste nel cestino i soldi dei cittadini, perché non si parte
da un principio. Il principio era che questa signora o signorina andava ascoltata,
ci doveva essere un minimo di commissione se si voleva proprio fare una strenna
natalizia ai Consiglieri. Io avrei potuto segnalarle giovani artisti ben più
meritevoli della Signora/Signorina Faucci, la cui unica cosa gradevole sono le
fattezze. Mi si dice che è stato noleggiato un pianoforte a coda, beh il pianoforte
a coda per di più era scordato, come io e il Consigliere Pozzati abbiamo avuto
modo di percepire dalla registrazione.
Assessore Mattioli, lei non è assolutamente responsabile di quello che è
successo. Lei, come spesso accade, fa da portavoce, in questo caso da portavoce
stonato di altri. Io mi auguro che simili eventi non abbiano più a ripetersi, mi
spiace non avere trovato i margini per un ricorso alla Corte dei Conti, che ci
sarebbe stato in pieno, non per i 12.000 euro che sono niente, ma per come
questi 12.000 euro sono stati erogati a capocchia. Io so che la Signora/Signorina
Faucci impazza per la Provincia di Milano, a me non importa se la
Signora/Signorina Faucci sia di centrodestra, di centrosinistra, amica di Tizio, di
Caio o di Sempronio, dico semplicemente che è una iattura, come qualche altro
Consigliere provinciale mi ha testimoniato per qualunque pubblico
amministratore incappi in questa Signora.
Ne approfitto brevissimamente per dire un argomento connesso. Mi spiace che
sia stato fatto per una ripicca nei confronti del Teatro alla Scala e della
situazione che tutti conosciamo, ma il fatto che una quantità di mi sembra €
500.000 sia stata dall’Assessore Benelli devoluto a strutture di piccoli teatri
privati di Provincia è una cosa che, al di là poi del giudizio sui fatti artistici che
si andranno a finanziare, mi fa assolutamente piacere. Mi spiace ma per me la
Scala non è la Scala, la Scala per avere un certo nome deve meritarselo e ritengo
inoltre che il ruolo istituzionale della Provincia sia quello di mobilitare le risorse
artistiche alternative sul territorio, ed è lo stesso motivo per cui se in quest’aula
fosse arrivata la proposta di entrare nella fondazione e quant’altro, io avrei
votato di no, non è compito di questa Provincia. E’ compito di questa Provincia
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andare sui paesi, rafforzare la presenza culturale nelle cittadine, fare progetti
come quello eccellente di Metropoli, ma non occuparsi di Teatri che saranno
anche di grande spolvero ma che non rientrano nel ruolo istituzionale della
Provincia di Milano, almeno per come io lo concepisco.”
Nel frattempo è entrata in aula l’Assessore Dioli.
Il Presidente del Consiglio pone quindi in trattazione lo
ARGOMENTO N. 1/26 DELL’ORDINE DEL GIORNO – Interrogazione
presentata in data 26 gennaio 2006, primo firmatario il Consigliere Dapei, in
merito alla determinazione dirigenziale n. 1/2006 del 16.1.2006 – prot.
9303/2006 – Raccolta Generale n. 264/2006 – Fasc. 9.1/2005/2339, avente per
oggetto “Approvazione della spesa di Euro 50.000,00 IVA inclusa per spese di
rappresentanza del Settore Comunicazione – Anno 2006 – 1° trimestre”.
Presidente del Consiglio: “Il Vice Presidente fa ancora da “portavoce” per
leggere in aula la risposta all’interrogazione del Consigliere Dapei in merito ad
una determinazione dirigenziale che riguardava le spese di rappresentanza del
settore comunicazione per il primo trimestre del 2006.”
Vice Presidente Mattioli: “Il regolamento di contabilità, all’art. 7, comma 2,
prevede una norma che è stata superata dall’art. 163, comma 3, del D.Lgs.
267/2000. Tale norma prevede, ove la scadenza del termine per la deliberazione
del bilancio di previsione sia stata fissata da norme statali in un periodo
successivo all’inizio dell’esercizio finanziario di riferimento, l’esercizio
provvisorio si intende automaticamente autorizzato sino a tale termine, e si
applicano le modalità di gestione di cui al comma 1 dello stesso art. 163,
intendendosi come riferimento l’ultimo bilancio definitivamente approvato.
Il comma 1 dell’art. 163 stabilisce che si possono effettuare, per ciascun
intervento, spese in misura non superiore mensilmente ad 1/12 delle somme
previste nel bilancio deliberato, con esclusione delle spese tassativamente
regolate dalla legge e non suscettibili di pagamento frazionato in dodicesimi. Le
due norme di cui sopra sono state recepite nella deliberazione assunta dalla
Giunta provinciale in data 13 gennaio, in atti 6646/7.1/2005/1982, che autorizza
i dirigenti ad assumere atti di impegno durante il primo trimestre 2006
riguardante le attività ricorrenti e il proseguimento delle iniziative attivate con il
PEG dell’esercizio 2005.
La norma di legge va interpretta nel senso che i singoli dirigenti possono
assumere impegni di spesa entro i limiti delle somme stanziate nel bilancio
dell’esercizio precedente nello specifico intervento e con l’effettuazione della
spesa entro i limiti di 1/12 mensile. Infatti, il tesoriere respingerebbe eventuali
mandati emessi, nel caso in cui risultasse superato il limite di 1/12 se emessi in
gennaio, 2/12 se emessi in febbraio, 3/12 se emessi in marzo, riferiti allo
stanziamento complessivo dello specifico intervento, mentre l’impegno deve
essere contenuto nell’importo massimo dallo stanziamento dell’intervento
stesso.
Nel caso specifico, l’intervento 1010903 del bilancio definitivo dell’esercizio
2005 al quale fa riferimento la spesa di € 50.000, ammonta a € 18.097,672, per
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cui gli impegni possono essere assunti entro tale tetto e i pagamenti non possono
superare, per gennaio, il dodicesimo dell’importo stesso, che aumenta a partire
da febbraio di un altro dodicesimo. La determinazione n. 1/2006, riportata in
oggetto, di € 50.000, riguarda spese di rappresentanza ma anche spese ricorrenti
e di prosecuzione di iniziative, per cui è contenuta nei limiti voluti dalla legge e
rientra nei termini previsti dalla delibera assunta dalla Giunta in data 13 gennaio
scorso.
Per quanto attiene agli obblighi di trasmissione alla Corte dei Conti di
provvedimenti di spesa, come previsto dalle leggi finanziarie 2005 e 2006, si
assicura che gli uffici hanno predisposto adeguate procedure in merito, tenendo
conto degli attuali orientamenti della Corte.”
Presidente del Consiglio: “Ringraziamo il Ragionier Mattioli e diamo la parola a
Dapei per la replica. Era una battuta, ovviamente.”
Consigliere Dapei: “Grazie Presidente. La battuta era anche simpatica, però
credo che si tocca un argomento, non solo per i suoi aspetti ragionieristici, ma si
è voluto sollevare una questione di non poco conto, adesso in un certo senso
superata, perché il bilancio è stato finalmente predisposto e anche approvato, ma
per parecchi mesi la Provincia si è dovuta muovere in assenza di un documento
approvato. Io non mi sono ritrovato d’accordo con tutto quello che ho sentito,
ma credo che su queste materie certamente ho tanto da imparare, ma anche le
interpretazioni possono essere varie, anche discordanti, e tutte comunque
difendibili. Innanzi tutto io non credo che il decreto cui si faceva riferimento si
possa intendere che superi il nostro regolamento di contabilità. Nell’ottica
nuova, dipendente dalla modifica costituzionale vigente, non quella ancora da
sottoporre a referendum, l’autonomia regolamentare degli enti locali è
addirittura un principio costituzionale. Adesso la dico da profano. Quindi noi
potremmo assolutamente essere nel giusto nel dire che quella norma è un paletto
in più, non è un paletto che la legge può superare. Nel momento in cui la legge
mette degli ulteriori paletti, non può togliere un paletto che abbiamo messo qui
da noi. E’ vero che il regolamento di contabilità è precedente a tutte le varie
riforme con cui oggi dobbiamo fare i conti, ma è anche vero che non è mai stato
poi toccato. Quindi se il regolamento di contabilità dice testualmente che finché
il Consiglio non approva il bilancio, e non approva il Consiglio con una
deliberazione, l’idea che si possa procedere a dodicesimi, questo non si può fare
anche se a livello nazionale, per gli altri enti locali, un decreto può disporre,
come è stato fatto, che ciò accada. Se c’è una nostra disposizione locale che
nessuno in tutti questi anni ha deciso di togliere, che prevede un caso che si sta
avverando, non si capisce perché si debba andare per analogia quando il caso è
assolutamente previsto. Quindi cosa dice il nostro regolamento di contabilità?
Addirittura fa ancora riferimento al CO.RE.CO, diceva se il Consiglio ha
approvato, ma il Comitato non ha ancora dato validità al documento di bilancio,
si è in una certa modalità, se il Consiglio non ha ancora approvato si è in
un’altra modalità. Tolto il caso del Comitato, perché il Comitato è stato raso al
suolo dalla modifica costituzionale, io credo che il nostro regolamento di
contabilità lega le mani all’ente. Quindi la morale di tutto ciò è che noi
dobbiamo mettere mano al regolamento di contabilità, ma io credo che sia stato
fatto un pasticcio ben superiore a questo non andando semplicemente a novellare
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a cascata su tutte le varie norme che si sono via via stratificate sull’argomento,
che sono norme importante, cioè non è che ci siamo dimenticati un cavillo, ci
siamo o dimenticati oppure abbiamo deciso di lasciare com’erano, abbiamo
lasciato molto discutibili norme rispetto a che cosa succede in un caso che non è
assolutamente limite, non è assolutamente peregrino pensare che possa
ricapitare, cioè che al 2 gennaio si sia senza un bilancio approvato. Il pasticcio
che è stato fatto al riguardo è una delibera di Giunta che è stata trasmessa a tutte
le Direzioni, a tutti gli uffici, per la quale essendo in questa modalità abbastanza
nuova perché da cinque anni il bilancio veniva approvato entro dicembre, e alla
luce di questo decreto si diceva che tutta la gestione doveva passare dalla
Giunta, cioè si diceva fin quando non verrà approvato il bilancio c’è il limite dei
dodicesimi ma dovete, prima di dare vita a qualsiasi tipo di determina, passare
dalla Giunta, che è un principio assolutamente contrario, opposto alla Bassanini,
alla separazione dei poteri fra gestione e indirizzo politico. Io posso capire che
in buonafede, forse in maniera anche pragmatica, si sia fatto finta che il nostro
regolamento di contabilità non permetterebbe in una situazione in cui eravamo di
spendere, ma non si può superare questa impasse, non impasse, visto che era
stata superata, usando una mancanza che proviene dai politici, cioè sono stati gli
organi politici a stabilire di non approvare il bilancio per tempo, utilizzare la
risultanza di una nostra mancanza per riappropriarci noi politici di un potere che
la legge ci ha tolto e che in nessun modo mai ci potrebbe essere ridato. Il fatto
che si sia superato questo ingorgo istituzionale dicendo che c’erano i dodicesimi,
ma che prima si dovesse passare dalla Giunta, io purtroppo non mi aspettavo
oggi e ringrazio che mi si rispondesse, quindi non ho sottomano né il
regolamento di contabilità né questa delibera di Giunta ma me la ricordo
perfettamente e se la ricorderà anche l’Assessore al bilancio, che ovviamente mi
può smentire, se mi sto ricordando male, avete organizzato i lavori in una
maniera assolutamente pasticciata, che chi detiene il potere di gestione dovesse
passare dalla Giunta perché non c’era il bilancio approvato è una cosa che grida
vendetta, per chi ancora crede che la riforma sia stata fatta per essere applicata.
Siamo rimasti in pochi, anzi ormai io mi chiamo fuori anche da questa mischia,
anch’io ho capito che tutte quelle belle cose o non condivisibili cose che
avevamo capito che dovevano informare l’azione degli enti locali non valgono.
Quello che vale è quello che si riesce a fare senza essere tagliati da ricorsi o
altro, quindi avete stabilito delle modalità secondo me comunque fuori dallo
spirito, dalla filosofia della legge e nello specifico fuori anche dalle previsioni
del nostro regolamento. Io credo che però dobbiamo assolutamente mettere a
frutto i sette mesi che rimangono da qui alla prossima fine dell’esercizio
finanziario per un ragionamento vero sulle modalità che dobbiamo mettere a
disposizione degli uffici soprattutto, e anche della Giunta e del Consiglio al
riguardo. Passeranno probabilmente sei mesi e mezzo e ci sentiremo dire o che
c’è una modifica di regolamento urgentissima da fare, che va subito approvata,
oppure che di nuovo ci dovremo affidare alla legge di chi urla più forte, che
all’interno di un ente locale è ovviamente la Giunta che ha il pallino in mano di
fatto, ma su queste cose non di diritto. Comunque io spero che sia stata utile
l’interrogazione per muovere le acque rispetto a delle colpe che sono trasversali
su chi si è succeduto dal 1997 ad oggi alla guida politica dell’ente, dobbiamo
assolutamente sistemare il regolamento di contabilità perché veramente fa acqua
da tutte le parti, ma non per questo le toppe che sono state messe le abbiamo
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trovate adeguate.”
Il Presidente del Consiglio pone quindi in trattazione lo:
ARGOMENTO N. 1/27 DELL’ORDINE DEL GIORNO – Interrogazione
presentata in data 31 gennaio 2006 dal Consigliere Dapei, per sapere se il
Direttore del Settore Comunicazione abbia adempiuto agli obblighi previsti
dall’art. 59 comma 3 (ex 2) dello Statuto e per conoscere se sia stato verificato il
possesso dei titoli previsti dalla vigente normativa per l’accesso alla dirigenza.
Presidente del Consiglio: “Ultima risposta a un’interrogazione, sempre del
Consigliere Dapei, al riguardo del Direttore del settore comunicazione. Anche
per questa do la parola al Vice Presidente, prego.”
Vice Presidente Mattioli: “Grazie Presidente. In relazione all’interrogazione
consiliare presentata, si fa presente quanto segue:
1. La pubblicità patrimoniale dei Dirigenti della Provincia di Milano è
un’attività garantita annualmente dalla Direzione centrale personale e sistemi
informativi, in attuazione a quanto disposto dalla legge 15.3.1997, n. 127, art.
17, comma 22 e dall’art. 59, comma 3, del vigente Statuto della Provincia di
Milano, che così recita: “Ai Dirigenti si applicano, in materia di pubblicità
patrimoniale le stesse norme previste per i Consiglieri provinciali”.
2. Viene gestita mediante la compilazione, a cura dei Dirigenti, di apposita
scheda di rilevazione trasmessa dalla Direzione centrale personale sistemi
informativi, cui viene allegata copia del modello di dichiarazione dei redditi,
compilato per l’anno di riferimento a proprio titolo e dei componenti del
nucleo familiare.
3. La Direzione centrale personale sistema informativi inserisce in apposite
schede di sintesi i dati comunicati dai Dirigenti e quelli rilevati dalla
dichiarazione dei redditi.
Per quanto attiene all’oggetto dell’interpellanza si fa presente che la pubblicità
patrimoniale è finalizzata alla rilevazione del patrimonio dei Dirigenti, fatta per
le annualità in cui gli stessi risultano in servizio presso l’ente. Si precisa inoltre
che la possibilità di affidare un incarico dirigenziale ai soggetti esterni alla
pubblica amministrazione, come previsto dall’art. 19 del D.Lgs. 165/2001,
sottostà esclusivamente ai limiti numerici, alla temporaneità dell’incarico e alla
verifica della particolare e comprovata qualificazione professionale del Dirigente
prescelto. Il rispetto di tali limiti e la verifica delle qualificazioni professionali
sono tutti rispettati nell’attribuzione dell’incarico in parola.”
Nel frattempo è uscito dall’aula il Consigliere Meroni. (presenti 41)
Presidente del Consiglio: “Dapei, volevo segnalarle che prima ha impiegato
quasi nove minuti come commento, la pregherei di essere possibilmente breve.”
Consigliere Dapei: “Non era proporzionale alla risposta ma al numero di mesi di
attesa per potermi esprimere. Cercherò di essere molto breve. Quando in questa
Provincia, Presidente Ortolina, si applicavano le norme, cioè prima che
arrivassero gli esponenti dei partiti della legalità, ma la legalità si praticava, ogni
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anno noi ricevevamo un libretto, come si fa altrove, con i risultati delle
dichiarazioni dei redditi dei Consiglieri provinciali. Da quando c’è questa nuova
maggioranza, questa usanza prevista dalla legge e prevista dal nostro
regolamento, non si è più praticata. Leggendo lo Statuto, che non è sicuramente
in questo caso una risulta di stratificazioni che ne hanno poi snaturato la volontà
iniziale, lo Statuto all’art. 59 recita, al comma 2, l’ha ricordato anche
l’Assessore: “Ai Dirigenti si applicano in materia di pubblicità patrimoniale, le
stesse norme previste per i Consiglieri Provinciali”. Quindi in effetti non è girato
nessuno schemino dei Consiglieri provinciali, ma quando mai si dovesse fare, io
credo che non ci siano dubbi che quando si dice le stesse norme, vale la stessa
questione. Io mi riferivo ovviamente soprattutto ai nuovi Dirigenti, anche per il
principio che lei diceva. Quindi, o togliamo questa norma dallo Statuto o
l’applichiamo. Quindi non mi riferivo ad altro che a quella pubblicità specifica,
il fatto che l’ente, raccolta questa informazione, la metta dentro qualche sistema
mi interessa fino ad un certo punto, perché non si riferisce questo alla pubblicità
patrimoniale, mentre invece la norma statutaria fa questo. Quindi la richiesta è
duplice, di dare via libera alla pubblicazione di quel librettino che ogni anno
girava e/o di togliere l’art. 59, comma 2, o di applicarlo nella medesima misura
anche ai dirigenti. “
Il Presidente del Consiglio pone quindi in trattazione lo:
ARGOMENTO N. 23 DELL’ORDINE DEL GIORNO – Approvazione dei
criteri di riparto del fondo a disposizione dei Gruppi consiliari per l’anno 2006.
Presidente del Consiglio: “Voi sapete che tutti gli anni il Consiglio assume
questa deliberazione. La proposta, per ora, è quella di confermare le cifre
storiche, stiamo facendo una riflessione su questo argomento, pertanto la
proposta è quella di definire la formula per la distribuzione dei contributi come
segue:
€ 17.043, quota fissa annuale per ogni singolo Gruppo consiliare;
€ 5.681, quota annuale per ogni Consigliere.
E’ sostanzialmente la cifra che distribuiamo da qualche anno, tradotta a suo
tempo da lire a euro. E’ aperta la discussione. Prego Nobili.”
Consigliere Nobili: “Grazie Signor Presidente. In merito a questa approvazione
di maggiorare le spese nostre……”
Presidente del Consiglio: “No, mi scusi, per intanto la delibera conferma la cifra dello
scorso anno e degli anni scorsi.”
Consigliere Nobili: “Allora diciamo che € 18.000 quota fissa annuale per Gruppo e 6.500
annuale per Consigliere sono decaduti? Non vengono approvati?”
Presidente del Consiglio: “La delibera attuale dice € 17.043 per ogni singolo Gruppo
consiliare e € 5.681 quale quota annuale per ogni Consigliere.”
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Consigliere Nobili: “E’ quello che prendiamo attualmente. Si deve confermare
questo?”
Presidente del Consiglio: “Per ora viene confermata questa. C’è una richiesta di
variazione, che però deve seguire il percorso della modifica di bilancio, oggi stiamo
riconfermando le stesse cifre in atto.”
Consigliere Nobili: “Approvo le cifre che abbiamo attualmente, perché se è
giusto toglierci il 10% per la finanziaria, non ritengo corretto aumentare invece
le nostre spese correnti.”
Presidente del Consiglio: “Per ora è la cifra dello scorso anno.”
Consigliere Nobili: “Approvo, grazie.”
Presidente del Consiglio: “Prego Dapei.”
Consigliere Dapei: “Credo che in Brianza si dica in questi casi che si è basiti,
perché credo che veramente il partito della lista Di Pietro, Italia dei Valori o
come si chiama, oggi stia veramente esagerando. Quando qualcuno si dimette da
tutte le commissioni per guadagnare di più e poi viene a fare le morali ancora
una volta sul fatto che qualcuno propone di aumentare di neanche € 1.000
all’anno il fondo in dotazione di un Gruppo, veramente stiamo superando il
limite entro il quale uno si morde anche la lingua. Qui ci sono dei Consiglieri
che fanno centinaia di sedute tra commissioni e Consigli, che guadagnano di
meno rispetto ai furbacchioni che si sono dimessi da tutte le commissioni in
modo da non fare assenze, e siccome lo stipendio base viene decurtato a seconda
delle assenze, allora quella è la legalità. La legalità è beccare i 5 milioni al mese
senza decurtazioni, mentre gli altri fanno il lavoro, le centinaia di sedute o altro,
e la volta che mancano, siccome sono nominati nelle commissioni, guadagnano
pure di meno se hanno scelto l’indennità mensile. Se hanno scelto di andare a
gettoni ovviamente la cosa non ……
Presidente, diteci un po’ come stanno le cose, c’è una maggioranza o ci sono
varie maggioranze a seconda dell’argomento di cui si sta trattando? Il problema
che è stato posto qui oggi è veramente quanto di più fuorviante si possa pensare.
I fondi di dotazione dei Gruppi non sono gli stipendi dei Consiglieri, poi
evidentemente qualcuno la vede così, quindi si è trovato anche il modo di
arrotondare il già pingue stipendio mai decurtato anche con i soldi in più. I fondi
di dotazione dei Gruppi, soprattutto per l’opposizione che non ha gli assessorati,
non ha tutto quello che comporta essere in maggioranza per le rispettive forze
politiche, per noi era così per cinque anni, adesso non lo è più, i fondi di
dotazione dei Gruppi sono le risorse per fare politica, ma per farla anche
all’interno dell’ente. Noi abbiamo un regolamento che prevede, per esempio, il
nostro regolamento attuale, quello che avete trovato quando siete arrivati,
prevede che ai Gruppi consiliari, come succede in Comune, siano destinati ai
Gruppi consiliari, non solo al Consiglio, dei dipendenti dell’ente. I Gruppi
consiliari dell’opposizione hanno numero dipendenti dell’ente zero, devono
mettere mano al loro portafoglio per pagare qualche persona che assicura la
presenza, per ricevere i fax, girare la posta, trovare il materiale per i colleghi,
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per fare politica all’interno dell’ente. I nostri elettori direbbero per contribuire al
buon andamento dell’attività istituzionale, gli elettori avversi, riferendosi a noi,
direbbero per fare propaganda e viceversa. Nel momento in cui si è ipotizzato, io
non ho nessun problema a dire che è anche una nostra proposta, nel momento in
cui noi abbiamo detto: non è il caso di ritoccare verso l’alto queste cifre? Ci è
stato giustamente risposto: è una cosa che deve fare la sua strada, ne parleremo
all’interno della prossima variazione di bilancio. Che questa cosa venga
snaturata al punto di dire che siccome c’è stata una diminuzione da una parte,
sarebbe una partita di giro aumentare l’altra, veramente è una cosa inaccettabile.
Io credo che se il Gruppo di Forza Italia avrà più risorse da spendere, avrà modo
di avere per più ore la persona o le persone che collaborano con noi, potrà
riconoscere al suo addetto stampa più delle poche centinaia di euro che siamo in
grado di dargli oggi, potrà organizzare un’iniziativa in più per spiegare ai nostri
elettori cosa stiamo facendo, potrà mandare a più persone un’informativa per
posta sulla nostra attività o quant’altro. Certo c’è un ragionamento che lega i due
capitoli, cioè l’ente locale, non per sua scelta, ma per scelta del Parlamento
quando è stata approvata la finanziaria, ha un risparmio dai nostri stipendi.
Questo risparmio comunque c’è, l’ente locale spenderà il 10% in meno per le
indennità mensili o di presenza dei Consiglieri e questi soldi in qualche maniera
andranno spesi. Noi diciamo che una parte di questi soldi potrebbero benissimo
andare a finanziare l’attività politico istituzionale dei Gruppi. Che adesso questa
nostra proposta venga ribaltata con questo tormentone della legalità solo quando
fa comodo, è francamente spiacevole.
Io non vorrei che, come in precedenza, dire le cose come stanno, o quantomeno
come le pensiamo, poi nel tam-tam dei minuti che passano durante la seduta
diventi di nuovo il fatto che qualcuno ha insultato qualcun altro. Come non
abbiamo insultato l’Assessore Carlino e abbiamo detto che ci siamo sentiti
provocati dall’accenno alla questione della giustizia ad orologeria e quant’altro,
ci sentiamo toccati dal fatto che ci sia questo incredibile, inqualificabile grado di
ipocrisia in chi razzola secondo me malissimo, ma possiamo anche far finta di
non vedere, e poi viene qui a pontificare. Questo non credo che possa essere
considerato un insulto, ma il dire le cose veramente come stanno, il rifiutarsi di
sottostare ad un’ipocrisia francamente inaccettabile.”
Presidente del Consiglio: “Io confermo che i fondi dei Gruppi sono ovviamente
finalizzati al complesso di attività politico istituzionale dei Gruppi e dei
Consiglieri, non farei un parallelo fra i due momenti se non in termini
strumentali dicendo sappiamo che in effetti c’è stato un risparmio, però
l’obiettivo è la migliore funzionalità dell’attività istituzionale dei Gruppi. In
ogni caso questa proposta, ribadisco, al momento conferma le cifre in essere lo
scorso anno e negli anni precedenti. C’è una richiesta di modifica in aumento
che non è ancora sul tappeto formalmente perché bisogna procedere alla
modifica del bilancio, e quindi ne parleremo in un secondo tempo, oggi la
proposta è criteri già in atto lo scorso anno e negli anni precedenti. Consigliere
Nobili voleva intervenire?”
Consigliere Nobili: “Grazie Presidente. Il Consigliere Dapei, che è molto
gentile, compreso gli altri due suoi colleghi che oggi hanno insultato e
minacciato, mi ha dato del furbacchione. Lo ringrazio molto, è persona molto
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corretta e gentile, non pensando che io per due volte mi sono sentito male, mi
hanno portato in ospedale e dopo ho rinunciato a due commissioni solo per
questo, perché i dottori gentilmente mi hanno detto: per piacere, si calmi. Quindi
un’altra volta quando parla, cerchi di essere più moderato, grazie.”
Presidente del Consiglio: “D’accordo. No, dice che manca perché è stato male,
prendiamo questa affermazione che è vera. Prego Clerici. (Interventi fuori
microfono). No, per favore, non apriamo questo capitolo adesso, lasciamo
parlare Clerici. Scusate, non apriamo questo capitolo, siamo in seduta pubblica.”
Consigliere Clerici: “Abbiate pietà, che ho già poca voce. Io non sono tra coloro
che si lamentano, però volevo fare osservare al Consigliere Nobili, che ha un
pochino mischiato le due cose, ossia indennità, gettoni e la delibera che rinnova
o che chiede una maggiorazione delle disponibilità per i Gruppi. Io voglio
ricordare che è vero che la finanziaria prevede una decurtazione del 10%, è
altresì vero che la 265, poi diventata T.U. 267, noi l’abbiamo applicata sempre,
non abbiamo mai applicato l’Istat. Se guardiamo l’Istat di cinque anni, lei vede
che va ben oltre il 10%, arriverà al 12-13%, immagino. Quindi, non voglio con
questo rivendicare alcunché, dico che comunque noi il decreto del famoso 10%
di decurtazione lo paghiamo come minimo due volte.”
Presiede il Vice Presidente Vicario del Consiglio Cavicchioli.
Vice Presidente Vicario del Consiglio: “Bruschi, sull’ordine dei lavori. Ricordo
solo l’oggetto della delibera, l’aumento sarà relativo eventualmente nella
deliberazione. Cerchiamo di ritornare all’oggetto della delibera. Bruschi, prego.”
Consigliere Bruschi: “Brevemente Presidente, mi riservo di intervenire
successivamente e spiegare perché ritiro già quella proposta di emendamento di
fronte ad alcuni rilievi che mi sono stati fatti in sede tecnica, poi spiegherò
perché l’ho presentato comunque.”
Emendamento alla delibera avente per oggetto “Approvazione dei criteri…”
Nel dispositivo aggiungere il punto
“1) bis: di stabilire che, in caso di fusione tra gruppi, la quota fissa annuale per
ogni singolo gruppo consiliare venga eventualmente attribuita aggiuntivamente
al gruppo frutto della fusione, sia che esso muti nome, sia che mantenga un
nome preesistente”
Consigliere Tranquillino: “Signor Presidente, io volevo dire, come diceva
Clerici, probabilmente c’è stata solo un po’ di confusione tra la delibera e quello
che era pervenuto all’ufficio di supporto in relazione all’aumento per i Gruppi.
Però mi interesserebbe intervenire perché mi sento tirato per i capelli. Io credo
che avendo cognizione dei colleghi, ci ricordiamo tutti quando il nostro collega è
stato poco bene, sappiamo che anagraficamente è più avanti in età, devo dire
invece che ho a che fare nella mia circoscrizione, non so se gli altri colleghi
abbiano fatto un’esperienza di questo tipo, perché forse con Clerici e Scarano
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sono uno dei pochi che provengono dalle circoscrizioni di Milano, però le posso
assicurare che fino a quando le commissioni non sono state remunerate, ed è
questa una cosa che abbiamo detto nel nostro Consiglio, a Milano adesso le
commissioni sono remunerate e sono remunerate in misura maggiore che in
tantissimi Comuni della Provincia di Milano, anche con la diminuzione del 10%.
Per carità, sono commisurate, poi sono zone complessissime. Però, Signor
Presidente, parlo per la mia zona, abbiamo tacciato i colleghi della maggioranza,
che a Milano è di centrodestra, di non averli mai visti quando in commissione il
gettone ancora non era stato istituito. E’ così, Scarano? Però vede, Signor
Presidente, la differenza sta nel fatto che questi erano in giovane età, pimpanti e
arrembanti. Solo che erano assenti quando c’erano le commissioni, perché non
c’era il gettone. Mi pare, voglio usare un eufemismo, ingeneroso scagliare una
pietra addosso ad un collega che sappiamo tutti, forse io non l’avrei neanche
messo nelle condizioni di doversi “giustificare” e consiglierei per questi motivi,
anche per motivi che si devono generalmente a coloro che hanno un po’ più di
esperienza di noi, hanno un passato antifascista glorioso come quello del collega
Nobili, di cui io mi onoro di essere collega in maggioranza sui banchi di questo
Consiglio, io direi che forse un linguaggio un pochino più cauto si attaglierebbe
di più anche alla dignità che ci è stata data da coloro che ci hanno eletti per
venire in questo Consiglio.
Sull’aumento invece, ma mi pare che non era quello il tema, mi riservo di
intervenire successivamente e quindi ho finito.”
Vice Presidente Vicario del Consiglio: “Del Nero, ricordo sempre l’oggetto della
delibera.”
Consigliere Del Nero: “Il tema oggetto della delibera è molto chiaro, ma
argomenti esterni sono stati introdotti da altri. Il comportamento personale resta
un fatto che uno confronta con il proprio elettorato e ognuno può avere le sue
ragioni, per essere assunto: chi è anziano fa fatica, chi è giovane può avere il
lavoro, altri impegni; dopodiché è con l’elettorato che si confronta e non è un
problema di moralizzazione …… (Interventi fuori microfono). Sto facendo un
intervento molto tranquillo…. Sto solo dicendo che il confronto è con il proprio
elettorato e gli impegni possono essere i più diversi. E’ il proprio partito che poi,
a fronte del comportamento di un proprio Consigliere, deve prendere le dovute
conseguenze. Quello che secondo me non va bene è che uno qui venga a fare la
predica agli altri. Non è corretto assumere un atteggiamento moralista rispetto al
comportamento degli altri; e questo atteggiamento è sempre di alcuni soggetti,
alcuni partiti che si sentono in dovere di dettare le regole morali e fare la predica
agli altri. Mi rendo conto che di fronte all’anzianità ci debba essere rispetto, ma
ci sono modalità e modalità di svolgere il proprio ruolo e percepire la
conseguente remunerazione per il lavoro svolto. Ci sono due possibilità, basta
scegliere una anziché l’altra.
Detto questo, ribadisco la necessità di approvare stasera la delibera così come
formulata, e di andare verso un ampliamento della dotazione. Anch’io ho
iniziato a fare politica addirittura non nelle istituzioni e in forma totalmente
gratuita. Ho fatto il Consigliere di zona dagli anni ‘90 senza percepire nulla, ora
ho rinunciato a ricandidarmi in consiglio di zona perché ritengo che sia difficile
essere presenti in modo costante in due enti di questo tipo. Nel mese di marzo
36
scorso, fra zona e Consiglio provinciale, fra Commissioni e Consigli ho
partecipato a 36 sedute. Non so quanti hanno fatto altrettanto, non firmando ma
stando presente alle sedute, e quindi ritengo di non dover assolutamente subire
rimproveri da questo punto di vista. Ma ritengo che l’impegno politico a questo
livello necessita di risorse. Dico di più, anche la Presidenza del Consiglio deve
essere dotata di maggiori risorse per il ruolo che svolge. Faccio riferimento alla
Presidenza del Consiglio comunale di Milano, che ha risorse ben più ampie, così
come i Gruppi in Consiglio comunale di Milano. L’attività che adesso
svolgiamo, che svolge la Presidenza di questo Consiglio, richiede
dignitosamente risorse maggiori; quindi non è un problema solo nostro ma è un
problema della dignità del Consiglio nel suo complesso, rispetto a quanto per
esempio la Giunta e gli Assessori usufruiscono.”
Presiede il Presidente del Consiglio Ortolina.
Presidente del Consiglio: “Bruschi, rispetto al suo emendamento? Prego.”
Consigliere Bruschi: “L’emendamento risulta ritirato perché mi sono state poste
delle obiezioni di carattere tecnico, altre anche di carattere politico, ed è da
approfondire. Io vorrei che quando affrontiamo questioni come queste ci
togliessimo un pesante velo di ipocrisia da una parte e dall’altra, per cui mi
viene da dire al Consigliere Nobili, che pure ha per molti versi la mia simpatia
umana e non solo, ricordo essere stato uno dei pochi ad esprimermi solidarietà
quando sono incappato in un incidente stravagante non cercato da me e non
voluto. Però il Consigliere Nobili potrò mozzare veramente tutte le orecchie che
vuole nel momento in cui passerà dall’indennità al gettone. Fino a quel momento
su questi argomenti non parli e non si parli soprattutto nei confronti di alcuni
Consiglieri di Forza Italia che l’indennità a gettone l’hanno e che si fanno tutte
le sacrosante sedute di commissione o sottocommissione dal primo minuto
all’ultimo o che magari se escono, escono per fare pipì o perché arriva una
telefonata.
Detto questo, noi abbiamo un problema già più volte sollevato dal Consigliere
Caputo (ecco perché prima parlavo di ipocrisia) già più volte sottoposto agli
uffici, che si chiama revisione complessiva dell’indennità, dei fondi dei Gruppi e
del loro utilizzo. Presidente Ortolina, io non la vorrei più vedere annuire ma la
vorrei vedere passare, assieme agli uffici, ad atti concreti.
Spiego la ratio del mio emendamento. L’ho ritirato per motivazioni
tecniche/politiche, ma non è possibile ad esempio che se in futuro due Gruppi
vogliano unirsi, siano Gruppi di centrodestra o di centrosinistra, l’unica
motivazione per cui non lo fanno è una ragione di piccola bottega spicciola. Io
vorrei che siano esclusivamente ragioni politiche che impediscono, che so, al
Gruppo di Alleanza Nazionale di unirsi al Gruppo del U.D.C. o al Gruppo dei
D.S. di unirsi al Gruppo della Margherita, perché nell’economia di un Gruppo
consiliare € 16.000 in queste condizioni sono sempre € 16.000. Si tratta, spesso e
volentieri, dello stipendio magari di un collaboratore. Per cui io vorrei che si
pensasse ad un meccanismo dove con una serie di compensazioni, si trovi la
strada per evitare che meccanismi di aggregazione, che io politicamente, forse
perché romanticamente come spesso mi rimprovera il mio capo Gruppo, sono
affezionato alle regole del gioco che valgono per tutti, per cui non mi importa di
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favorire un meccanismo di aggregazione nel centrosinistra o un meccanismo di
aggregazione nel centrodestra, ma penso semplicemente che più i partiti si
compattano meglio è per l’elettorato e in generale per la politica che soffre
comunque sempre di frammentazione. E’ giusto che comunque anche questo mio
ragionamento venga riassorbito in una regola generale.
Però Presidente Ortolina, però Avvocato Caruso, facciamola, non lavoriamoci,
non pensiamoci. Facciamola! Fuori da ipocrisia e augurandomi che in quel
frangente non si alzi o non si abbia paura che si alzi il Consigliere Tizio, il
Consigliere Caio, il Consigliere Sempronio che poi di quei fondi usufruirà per
stracciarsi la toga dicendo: non ci sto. Veramente, usciamo da questa logica e
ragioneremo su questi temi tutti insieme molto, molto meglio.”
Presidente del Consiglio: “D’accordo. Mettiamo in votazione la delibera. Prego
Dapei.”
Consigliere Dapei: “Grazie Presidente. Noi voteremo a favore del
provvedimento, anche se ci aspettiamo che si continuerà a lavorare per
migliorarlo. Voglio riprendere il ragionamento che faceva il collega Bruschi,
perché assolutamente in tempi non sospetti dobbiamo risolvere alcune criticità
che sicuramente possono succedere e che addirittura sono già successe al
riguardo. Faccio l’esempio dell’anno scorso. L’anno scorso il nostro Gruppo
consiliare ha perso due elementi strada facendo, Caputo ha cambiato partito, il
Senatore Colli ha fatto un suo Gruppo autonomo. Cosa sarebbe successo - vado
subito al paradosso per usare meno parole - se il Gruppo avesse già impegnato i
fondi risultanti dalla loro appartenenza? E’ stato applicato un criterio che non
abbiamo assolutamente messo in discussione, che fino al giorno in cui facevano
parte di Forza Italia si conteggiava la quota parte annua di competenza e da quel
giorno in poi i fondi andassero altrove. Facciamo il caso che diceva il
Consigliere Bruschi, che non è successo ma potrebbe succedere, e potrebbe
succedere in cinque anni da entrambe le parti. Se il Gruppo più piccolo i soldi li
ha già spesi perché ha fatto un contratto annuale ad un collaboratore, ha già fatto
tutte le fotocopie, le telefonate, i soldi li ha già spesi e il Consigliere cambia
Gruppo, cosa succede? Succede che in automatico si ottiene questo, siccome non
credo che qualcuno andrà a richiedergli i soldi indietro, perché poi la cosa non è
normata, di fatto si raggiungerà la somma dei due Gruppi. Invece, se i soldi non
saranno già stati tutti impegnati, qualcuno giustamente dirà che in precedenza si
è fatto che se uno se ne andava i soldi venivano tagliati da quel giorno.
Io concordo con il collega Bruschi, anche se votiamo a favore del
provvedimento, perché è stato giustamente portato, correttamente portato oggi in
questa forma. Si impone, perché siamo ancora in tempi non sospetti, che si
incida sulle norme al riguardo. Se noi andiamo a vedere la norma per cui noi
oggi siamo qua, cioè quella che prevede che insieme al bilancio il Consiglio
stabilisca le dotazioni, la norma è un po’ più estesa di quella che poi nella prassi
viene applicata. Quella norma permetterebbe a questo tipo di delibera di andare
oltre alle semplici cifre, perché parla di modalità. Con una delibera come questa
potremmo anche tagliare la testa al toro anche su questioni come la sala
consiliare senza stare a scomodare regolamenti ad hoc e quant’altro. Cioè noi
oggi dovremmo stabilire quanto, cosa e come rispetto alle risorse per i Gruppi.
Stabiliamo il quanto che è già importante, altrimenti siamo in una vacatio, ma
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senza ipocrisie ci diciamo: attenzione che ci sono alcune norme da stabilire in
tempi non sospetti. Non lo facciamo con questa delibera, allora facciamolo per
esempio con il regolamento del funzionamento del Consiglio, altrimenti andiamo
incontro a dei problemi che vedranno altre logiche, se non quella del super
partes, nel momento in cui i bubboni scoppieranno. E’ fondamentale che in
tempi non sospetti e senza sapere se si sta parlando dell’Onorevole Colli o del
candidato Presidente che verrà, oppure del Gruppo di Malinverno o dei
Comunisti Italiani che decide di fondersi in Parlamento con i Verdi e quindi si fa
anche qua, in tempi non sospetti andiamo a stabilire queste norme per poi non
avere problemi, per non essere tacciati da una parte o dall’altra di avere tirato la
coperta a proprio vantaggio.
In conclusione, pur votando a favore, quindi esprimendo apprezzamento per la
proposta, ribadiamo con forza il fatto che i Gruppi consiliari, ovviamente perché
siamo noi ma anche per la natura, la fisiologia di queste cose, di più i Gruppi
consiliari dell’opposizione hanno grossi problemi, hanno meno spazi di quelli
che necessiterebbero per avere pieno svolgimento del loro mandato, hanno meno
risorse hardware, accesso ai PC e quant’altro, hanno meno risorse umane di
quelle previste dal regolamento, perché se il regolamento prevede dei
dipendenti, si può litigare se debba essere uno o 100 ma se il numero è zero
siamo sotto, perché abbiamo delle ottime persone che si occupano dell’Ufficio di
Presidenza e di tutti i Gruppi ma i singoli gruppi si devono poi attrezzare con i
loro fondi e questo apre delle problematiche che sono assolutamente fisiologiche
in 7.500 degli 8.000 e più enti locali italiani, ma che un pochino stonano con il
prestigio e le spalle larghe della Provincia di Milano. Abbiamo a poche centinaia
di metri il Comune di Milano in cui, lo racconto perché l’ho appreso di recente,
non lo sapevo, poi posso anche essere smentito, mi dicono che i nostri colleghi
ogni due Consiglieri hanno una persona di ruolo, cioè un dipendente dell’ente a
loro disposizione. Non stiamo chiedendo questo ma stiamo dicendo che c’è un
problema e che insieme dovremo cercare di risolverlo.”
Dopodiché, chiusa la discussione, il Presidente del Consiglio sottopone ai voti del
Consiglio il provvedimento.
Il Presidente del Consiglio dà inizio alla votazione con sistema elettronico.
Assenti al momento della votazione il Presidente della Provincia Penati e i
Consiglieri Accame, Caputo, Censi, Colli, De Gaspari, De Nicola, Elli, Frassinetti,
Gavazzi, Grimoldi, Guerra, Malinverno, Meroni, Musciacchio e Pozzati.
E così risultano presenti 30 Consiglieri.
Sono altresì presenti gli Assessori Brembilla, Carlino, Casati, Dioli, Gasparini,
Matteucci, Mattioli e Ponti.
Non partecipa al voto il Consigliere Nobili.
Terminate le operazioni di voto, dichiara approvata la deliberazione con ventinove
voti a favore.
Il Presidente del Consiglio dà atto del risultato della votazione.
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Il Presidente del Consiglio, stante l'urgenza del provvedimento, propone di dichiarare
la presente deliberazione immediatamente eseguibile, ai sensi dell'art. 134, comma 4,
del D. lgs. 18 agosto 2000, n. 267.
Assenti al momento della votazione il Presidente della Provincia Penati e i
Consiglieri Caputo, Censi, Colli, De Gaspari, Del Nero, De Nicola, Elli, Frassinetti,
Gavazzi, Grimoldi, Guerra, Malinverno, Meroni e Musciacchio.
E così risultano presenti 31 Consiglieri.
Sono altresì presenti gli Assessori Brembilla, Carlino, Casati, Dioli, Gasparini,
Matteucci, Mattioli e Ponti.
La proposta risulta approvata con trentuno voti a favore.
Presidente del Consiglio: “Avevamo calendarizzato tre ordini del giorno, uno è
stato congelato, mi riferisco a quello di Bruschi, per le ragioni che abbiamo
detto. Meroni se n’è andato. Avevo detto che c’era qualche esigenza di chiudere
in fretta, non abbiamo un lunghissimo elenco di ordini del giorno ad oggi
calendarizzati, la proposta è quella di chiudere questa sera e rivederci martedì 16
per discutere degli ordini del giorno. Prego Gatti.”
Consigliere Gatti: “Io sono d’accordo sul rinvio, vorrei chiedere al Presidente
Ortolina assolutamente di fare in modo di mantenere la trattazione del punto la
volta prossima, e di ricordare cortesemente, poi lo tratteremo ugualmente data
l’importanza dell’ordine del giorno presentato sui lavori ex Paullese, di ricordare
al settore viabilità, all’Assessore alla viabilità, se cortesemente potesse essere
presente nella seduta del 16.”
Presidente del Consiglio: “D’accordo, grazie.”
Dopodiché, alle ore 18.55 dell’11 maggio 2006, il Presidente del Consiglio toglie la
seduta e significa che il Consiglio è convocato per giovedì 16 maggio 2006.
Del che si è redatto il presente verbale che viene come in appresso sottoscritto.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
(Vincenzo Ortolina)
IL VICE SEGRETARIO GENERALE
(Liana Bavaro)
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11 maggio 2006 - Città metropolitana di Milano