n. 148 luglio - agosto 2009 distribuzione gratuita
il mensile del vivere naturale
IL TRENO CHE NON CI SARà MAI
trieste trasporti: l’altra campana
Estate... dissetarsi con il cibo
L’Italia in seconda classe
Martedì 14 luglio alle ore 19
al Museo Ferroviario, Campo Marzio, Trieste
Paolo Rumiz parlerà di
treni, viaggi, incontri, letture, TAV, decrescita...
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Egregio Direttore,
sono un´insegnante e da 15 anni sono a contatto con gli studenti e con le problematiche riguardanti l´apprendimento, oltre ad avere esperienza come madre di un figlio di 14 anni.
Sono rimasta sorpresa dalle ultime iniziative istituzionali riguardo il disegno di legge sulla
dislessia.
Nel disegno di legge viene sancito in modo perentorio e inconfutabile che la difficoltà di lettura
o di calcolo, e gli errori nello scrivere, sono considerati disturbi dell´apprendimento di origine
costituzionale che persisteranno per tutta la vita. Per questo vengono attivate modalità di insegnamento specifiche, come si fa con i portatori di handicap, tutto ciò sotto la supervisione della
neuropsichiatria infantile.
Ho cercato invano dei riscontri scientifici riguardo tali diagnosi e purtroppo ho trovato solo teorie soggettive, opinioni e conclusioni su ipotesi di prestazioni medie che gli alunni dovrebbero
ottenere. Chi non rientra in queste ipotetiche “prestazioni medie” concordate, viene diagnosticato dislessico, discalculo, disgrafico ecc..
Nella mia esperienza ho visto un´infinità di difficoltà negli studenti e grazie al mio intuito,
desiderio di aiutare, e grande pazienza ho scoperto che dietro ad ogni difficoltà degli alunni
c’era qualche motivazione specifica e risolvendola pian piano migliorava raggiungendo buoni
risultati.
Sono preoccupata per il futuro di molti bambini che, diagnosticati attraverso semplici test, si
troveranno sbarrata la porta dell´istruzione, perché verrà loro negato l´esercizio dello scrivere,
del leggere, del fare calcoli, risolvere problemi, tutti strumenti utilizzati da sempre nella scuola
e fondamentali per imparare a leggere, scrivere e far di calcolo. Al posto di questi strumenti, per
gli alunni diagnosticati con disturbi di apprendimento, la legge prevede che la loro “istruzione”
debba avvenire mediante l´utilizzo di sintetizzatori vocali, registratori che leggono al posto
dell´alunno, computer con correttore ortografico, video scrittura, calcolatrici.
Appare evidente l´incongruenza di questa legge che da una parte vuole garantire il diritto
all´istruzione, rimuovendone gli ostacoli, dall´altra crea dei futuri cittadini disabili.
Se questa legge fosse esistita 30 anni fa, quanti fra noi, insegnanti, medici, avvocati, giornalisti
attraverso una di queste diagnosi avrebbero visto svanire nel nulla i loro sogni e carriere? Perché
dobbiamo riservare questo trattamento alle generazioni future?
I bambini e i genitori di fronte alle “autorità” non hanno gli strumenti per contrastare tali diagnosi, sta ad ognuno di noi vigilare e garantire che l´istruzione resti libera, come recita l´articolo
33 della Costituzione e che le scuole siano dei luoghi dove i bambini vanno per imparare, e non
per raggiungere ipotetiche medie nazionali di abilità. Non dobbiamo creare una nuova “razza
ariana”.
Maria Covini
SOSTENIBILITÀ ECONOMICA RIGASSIFICATORE DI ZAULE
Alla base di ogni progetto dall’evidente impatto ambientale dovrebbero essere approfonditi i
temi che riguardano la sostenibilità economica degli interventi, i così detti costi-benefici, cosa
che spesso, come nel caso del rigassificatore di Zaule, è disattesa.
Infatti alle evidenti carenze progettuali della valutazione dell’impatto ambientale concernenti
le ricadute sull’ambiente e sulla sicurezza dei cittadini, che si sono concluse con l’esposto alla
Procura presentato dai comuni di Muggia e Dolina e dalle associazioni ambientaliste, si sono
aggiunte anche le mutate condizioni socio-economiche, per le quali detto impianto risulta
antieconomico e limitante per il futuro sviluppo delle attività portuali e del relativo entroterra.
Nello specifico, come si evince dal Rapporto dell’Autorità per l’Energia Elettrica e del Gas (luglio
2008), il mercato del GNL è profondamente mutato rispetto a diversi anni or sono, nei quali
si pensava che tale fonte di approvvigionamento potesse creare concorrenza tra produttori/
fornitori, alleggerendo la dipendenza italiana dai gasdotti russi e algerini, con conseguente
diminuzione delle tariffe per cittadini ed imprese.
Il Rapporto in questione dichiara infatti testualmente:
La crescente affermazione di un mercato globale del GNL è evidenziata da numerosi sviluppi
nel corso del 2007, con carichi di gas liquefatto che in molte occasioni hanno seguito le offerte
di prezzo più alte in giro per il mondo, anziché la rotta contrattata, per coprire deficit inattesi
o non pianificati. Il processo è stato innescato dall’aumento della generazione a base di gas
in Giappone per far fronte al deficit procurato dal fermo di uno dei maggiori insediamenti
nucleari a seguito del terremoto dell’estate 2007. Questo evento ha avuto un effetto domino
sul commercio internazionale di GNL. Decine di navi metaniere con destinazione Corea, Cina
e Taiwan sono state deviate in Giappone, disposto a pagare prezzi maggiorati del 60%. Il
Giappone ha attirato anche diversi carichi di GNL algerino ed egiziano destinati alla Spagna. A
sua volta la Spagna ha dovuto fare ricorso a GNL caraibico per coprire il deficit di gas, peraltro
aggravato dalla siccità che ha ridotto la generazione idroelettrica in questo paese in novembre
3 Konrad luglio-agosto 2009
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lettere a konrad
e dicembre. Nell’ultimo trimestre dell’anno, ben 37 dei 48 carichi
di GNL provenienti dai terminali di liquefazione di Trinidad e
Tobago e originariamente destinati agli Stati Uniti, sono stati
deviati verso Spagna, Corea, Cina e Taiwan, provocando un
aumento del 90% nel prezzo del GNL nel corso degli ultimi mesi.
Si evidenzia inoltre che, mentre per il rigassificatore offshore di
Rovigo - in funzione a breve coprendo un fabbisogno nazionale
del 10 % di gas - esiste una garanzia delle forniture, essendo la
società costruttrice e gestrice dell’impianto partecipata da uno
dei principali produttori di gas, la Qatar Petroleum, la quale
con un contratto trentennale garantirà la fornitura di GNL,
l’impianto proposto a Trieste non possiede queste garanzie: Il
che lo renderebbe antieconomico, facendo svanire gli asseriti
vantaggi sull’abbassamento di tariffe per i cittadini ed imprese,
su possibili introiti da royalty o sulla creazione di nuovi posti di
lavoro. Si evidenziano inoltre le recenti intese per la costruzione
di nuovi gasdotti nel sud Europa (South Stream e Nabucco),
che apriranno nuovi scenari di approvvigionamento del gas
dal Mar Nero e dal Mar Caspio, rendendo di fatto più sicuro e
conveniente il trasporto del metano.
Marco Finocchiaro
In realtà una delibera dell’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas
(la n. 178 del 2005) prevede come “incentivo alla realizzazione di
nuovi terminali (di rigassificazione – NdR)” che l’80 per cento dei
ricavi dei nuovi terminali sia comunque assicurato “anche in caso di
mancato utilizzo degli impianti” per 20 anni e a carico del sistema
tariffario di trasporto. Cioè a carico di chi il gas lo distribuisce (per
esempio l’ACEGAS), il quale ovviamente si rivarrà sulle bollette
pagate dai consumatori. L’economicità del rigassificatore di Trieste
è quindi garantita, per Gas Natural, comunque, che ci sia o no il gas
da rigassificare: pagheremo tutti noi….
UNA TRIESTINA IN ABRUZZO
Anversa degli abruzzi è un piccolo comune di 250 abitanti,
incastonato tra le montagne e i parchi d’Abruzzo, conosciuto
fino al 5 aprile grazie alle Gole del Sagittario (Riserva naturale),
all’Oasi del WWF, e alle produzioni biologiche di formaggi e
carne d’agnello. è qui che vivo, da un po’ di anni, con la mia
famiglia, da “emigrata triestina”; e da qui, approfittando di
questo spazio che Konrad ha voluto dedicarci con grande spirito
di solidarietà e attenzione, voglio lanciare un piccolo grande
appello. Il nostro paese, come tanti altri in provincia de l’Aquila,
non ha subito molti danni materiali per il terremoto, ma risente
in modo drammatico delle ripercussioni di una attenzione dei
media non sempre con effetti positivi a causa di una eccessiva
spettacolarizzazione della tragedia. Così il nostro paese,
Anversa degli Abruzzi, che si trova al di fuori da ogni sostegno
economico previsto per i paesi colpiti dal sisma, ha risentito
drammaticamente del calo del turismo, con annullamenti di
prenotazioni anche alla nostra Azienda - che da molti anni
propone con successo l’iniziativa “Adotta una pecora – difendi la
natura” (www.adottaunapecora.com) , ospitando turisti da tutto
il mondo – che sono piovute da subito. La politica adottata per
il dopo terremoto è miope, e non prevede nessuna gradazione
dei già magri interventi, nessuna considerazione per la diversità
dei territori, per i danni economici connessi al sisma in tutta
l’area. Le iniziative prese, già insufficienti anche per il solo
capoluogo, sono malamente ritagliate secondo la formula “o
dentro o fuori”: se sei nella lista, usufruisci di tutti i vantaggi, se
sei fuori, niente. Da queste considerazioni nasce questo appello:
in questo periodo tante sono state le espressioni di solidarietà
da parte di privati, singoli, associazioni, fondazioni, che hanno
davvero mostrato la parte migliore dell’Italia. A questa vogliamo
rivolgerci per segnalare un’opportunità in più di sostenere
l’Abruzzo perché possa risollevarsi e ripartire con le sue forze,
con quelle - spesso piccole - realtà sul territorio che tengono in
piedi un’economia fatta di un turismo sensibile all’ambiente, ai
prodotti genuini, alla cura del territorio, alla biodiversità. Piccole
realtà come Anversa degli Abruzzi, di fronte alla splendida
Majella, ma che offrono davvero tutte le condizioni per ospitare
non solo turisti ma anche iniziative, convegni, stage, corsi…
Il paese offre infatti 80 posti letto tra agriturismi e “albergo
diffuso” (abitazioni storiche ristrutturate), tre ristoranti, due bar,
due negozi di alimentari, un’edicola-tabacchi, ufficio postale,
bancomat e sportello bancario, farmacia; è sede di un’Oasi
del WWF ed è inserito in area protetta SIC e Riserva regionale
(Gole del Sagittario). E’ a tre chilometri dal casello autostradale
(uscita Cocullo - A25 Roma-Pescara), a soli 120 Km da Roma,
ed è segnalato su molte guide enogastronomiche grazie alle
produzioni locali biologiche di formaggi e salumi. Come aiutare
questa realtà vitale, che ora rischia di spegnersi a causa della
pubblicità negativa e delle ripercussioni sul turismo?
Il nostro appello è questo: a chiunque organizzi convegni,
stage, corsi, o sta ancora programmando le vacanze, o qualsiasi
altra iniziativa che duri una giornata o un fine settimana o
più: organizzateli in uno di questi paesi che come il nostro ha
bisogno di una boccata d’aria per resistere e risollevarsi! Là
dove la miopia degli interventi governativi non arriva, possiamo
arrivare con le risorse attivate dalle reti, dall’associazionismo,
dalle aziende, dalle fondazioni, dagli istituti ed università, dalle
istituzioni pubbliche e dai privati, che stanno già facendo molto,
senza clamore, per dare una mano. Davvero per un piccolo
centro dove molte delle attività economiche vivono di turismo,
una boccata d’aria come questa può fare la differenza tra
ripartire o chiudere.
Molti si stanno chiedendo in questi giorni come aiutare: questa
può essere una risposta. Per contattarmi scrivete all’email
[email protected]
Elettra Rinaldi
IVAN DELLA MEA
E così anche Ivan Della Mea ci ha lasciato. Adesso ognuno a sinistra cercherà di rivendicare la sua eredità. Ho già notato
qualcosa del genere tra il 15 ed il 16 giugno sulle prime pagine di giornali politici comunisti o ex comunisti come
Liberazione, Il Manifesto, L’Unità. Senza contare la massa sterminata di stupidaggini che verranno scritte sui vari fogli,
foglietti e fogliacci cosiddetti rivoluzionari che saranno distribuiti nelle piazze in occasione delle varie manifestazioni “anti
G8”.Io da parte mia credo che il suo migliore epitafffio possa essere la canzone Se qualcuno ti fa morto contenuta nel LP
omonimo del 1972, del quale io possiedo una copia.
La canzone scritta dallo stesso Ivan della Mea è dedicata al grande cantore della cultura proletaria Gianni Bosio scomparso
nel 1971. In essa si polemizza contro la tendenza all´agiografia, malvezzo diffuso già allora nelle organizzazioni di sinistra
per evitare di fare i conti con la Storia. A ciò si aggiungono i vari tentativi di museificazione della complessa eredità
politica proveniente dalla Resistenza Antifascista. Concludo con le parole di Ivan: “Se qualcuno ti fa morto un motivo c’è
monumenti e lacrime due parole e poi un ricordo un sorriso la medaglia e niente più costa poco piangere capir costa di
più e un ritratto appeso al muro lo si può levar.”
Gianni Ursini
4 Konrad luglio-agosto 2009
Questo giornale è stato realizzato da un gruppo di esseri umani non infallibili, che cercano di scoprire
cosa è successo nel mondo, spesso interrogando altre persone che a volte sono riluttanti a parlare, a
volte oppongono un deciso ostruzionismo e in altre occasioni parlano troppo.
I costi di Konrad sono interamente ricoperti dagli annunci e dalle inserzioni esplicitamente pubblicitarie. Ma
la sua uscita sarebbe impossibile se tutta la redazione (direttore compreso) non collaborasse gratuitamente.
konrad n. 148
luglio-agosto
2009
Questo numero di Konrad è dedicato a “tank man”, il manifestante
(rimasto sconosciuto) che il 5 giugno 1989 fermò una colonna
di carri armati a piazza Tien An Men a Pechino, diventando
il simbolo della protesta non-violenta che chiedeva libertà e
democrazia in Cina.
Dopo vent’anni non si sa ancora quante siano state le vittime
(la Croce Rossa ne stimò 2.600) della sanguinosa repressione
seguita alla protesta, dimenticata da chi ammira - e cita a modello - il “miracolo” economico cinese.
Mentre a sinistra c’è ancora chi, come Edoardo Sanguineti, parla dei manifestanti come di “quaranta
ragazzetti innamorati del mito occidentale e della Coca-Cola” approvando di fatto il massacro.
SOMMARIO
6 Il treno che
non ci sarà mai
8 Trieste Trasporti:
l’altra campana
Pedalando
9
9 Fotografie di Londra
10 Antartide:
al chiaro di luna
12 Parco della Concordia
Fax 1782090961
[email protected] - www.konradnews.it
Aut. Trib. di Udine n. 485
del 5/9/80 Aut. fil. di Trieste
13 Istria
14 Libri:
Il Petalo giallo
La psicologia del male
15 Gorizia è la storia
16 Fumetti: Mario Alberti
18 Cinema:
Poliziesco made in Europe
Direttore editoriale: Roberto Valerio
Direttore responsabile: Dario Predonzan
Pubblicità:
Alex Cibin
cell. 340 4000934
[email protected]
10
Hanno collaborato:
Massimo Amodeo, Tiziano Babic, Claudio
Bisiani, Nadia e Giacomo Bo, Davide
Casali, Michele Colucci, Luciano Comida,
Stefano Crisafulli, Clelia Deponte, Livio
Dorigo, Sergio Franco, Graziano Ganzit,
Laura Genoni, Laura Mullich, Luisella
Pacco, Claudio Pettirosso, Giuliano
Prandini, Livio Prodan, Marco Segina,
Giovanni Tius, Gianni Ursini, Federica Veos
19 Teatri di confine
20 Alimentazione
21 La dichiarazione
di guerra (non) è stata
consegnata...
22 Colonna vertebrale
12
23 Cinofilia
24 Amnesty: Rapporto 2009
27 Shalom
Musica
29 Appuntamenti
di luglio e agosto
Puoi scaricare Konrad in formato
pdf dal sito: www.konradnews.it
5 Konrad luglio-agosto 2009
Konrad
Mensile di informazione
di Naturalcubo s.n.c.
Redatto dall’Associazione Konrad
via Corti 2a - 34123 Trieste
19
Grafica e stampa:
Tip. Villaggio del Fanciullo - Opicina
Trieste - [email protected]
Stampato su carta riciclata
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cura inserire nell’archivio informatico della
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la massima riservatezza e utilizzandoli
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dell’art. 13 della legge 675/96 i dati potranno
essere cancellati dietro semplice richiesta da
inviare alla redazione.
il treno che non ci s
Il punto sulla situazione della TAV in Friuli Venezia Giulia
6 Konrad
luglio-agosto
2009
la vignetta di Colucci
Quale sarà – se ci sarà - il collegamento
ferroviario diretto tra Trieste e Capodistria?
Magari quello progettato da RFI (e dai
colleghi delle Ferrovie slovene), che
prevede una galleria con due tornanti
– v. immagine – dalla nuova stazione
sotterranea prevista a Roiano fino a
Divaccia, da dove partirà la nuova linea
che (anche questa in galleria) arriverà
finalmente a Capodistria, per un totale di
circa 36 km e al modico costo di quasi 2,5
miliardi di Euro, cioè circa 5.000 miliardi di
vecchie lire.
Questi alcuni dei numeri contenuti nello
studio di fattibilità per la linea TriesteDivaccia, che fa parte del cosiddetto
“Corridoio 5” (o PP6 - Progetto Prioritario
n. 6 - secondo l’Unione Europea), l’insieme
di infrastrutture che dovrebbero collegare
Lione al confine ucraino, passando per la
pianura padana e toccando Torino, Milano,
Verona, Venezia, Trieste, Lubiana, Zagabria
e Budapest.
Altri numeri
Altri numeri danno un’idea di quello che la
nuova linea comporterebbe. Per esempio
quelli sugli scavi previsti. Lo studio stima
che per la realizzazione delle gallerie si
estrarrebbero circa 9,5 milioni di metri
cubi di roccia, metà calcare e metà flysch.
Tra le vaghe indicazioni sullo smaltimento
di questo materiale, si accenna al progetto
sloveno per la costruzione di un’isola
artificiale in mare, tra Capodistria e Isola,
che assorbirebbe al massimo 1,5 milioni di
metri cubi.
Siccome un camion può portare al
massimo 20 mc di roccia, i 9,5 milioni di mc
citati corrispondono ad almeno 475.000
camion, vale a dire a 950.000 viaggi (tra
andata e ritorno) tra il cantiere e i luoghi di
smaltimento del materiale.
Oltre alle gallerie tra Trieste e Divaccia, se
ne vorrebbero però realizzare altre (lunghe
almeno 24 km) tra Ronchi sud e Trieste. Il
che comporterebbe l’estrazione di altri 8
milioni di metri cubi di roccia. Il totale dei
viaggi di camion necessari salirebbe così a
1.750.000.
Ipotizzando – ottimisticamente - che i
lavori di scavo durino dieci anni, sulla
base di 250 giornate lavorative annue, si
avrebbero quindi 700 camion in più ogni
giorno in transito sulla rete stradale locale,
soprattutto ovviamente quella più vicina
ai cantieri.
Perché questo tracciato?
Le ragioni della scelta di questo tracciato
sono sostanzialmente due. La prima è
che la Slovenia intende realizzare ad
ogni costo la nuova linea ferroviaria tra
Divaccia e Capodistria, in funzione del
porto (l’unico del Paese) oggi mal servito
dalla linea esistente, a binario unico e con
pendenze troppo elevate per un traffico
merci efficiente.
La seconda è che si dà per scontato l’arrivo
della TAV a Trieste da ovest attraverso
la già ricordata galleria sotto il Carso,
con relativa costruzione di una stazione
sotterranea all’altezza di Roiano, quindi
a livello del mare. Il collegamento con
la futura linea slovena è stato stabilito
– nessuno ha mai spiegato perché – a
Divaccia: di qui la necessità di superare
i 430 m. di dislivello tra le due località,
con una pendenza non superiore al 17
per mille. Inevitabile perciò prevedere
lunghe e tortuose (e assai costose) gallerie.
Essendo obbligati e indiscutibili i punti
di partenza e di arrivo, le alternative di
tracciato studiate presentano differenze
marginali.
Una maggiore flessibilità esiste per le
cosiddette “finestre”, cioè le aperture
previste lungo il percorso sotterraneo sia
per consentire l’entrata e l’uscita dei mezzi
e dei materiali, sia - una volta completata
l’opera – come punti di aerazione e vie di
fuga in caso di incidente.
Finestre ovviamente da collegare alla
viabilità esistente con appositi raccordi.
Una è prevista dallo studio di fattibilità
nei pressi di Draga S. Elia (all’interno della
riserva naturale della Val Rosandra), ma
secondo RFI si tratta di ipotesi, modificabili
previo confronto con le comunità locali.
Enormi, poi, i problemi di interferenza
del percorso sotterraneo con le cavità e
la complessa idrologia carsica dell’area
sottostante e circostante la Val Rosandra:
non è remota la possibilità di sconvolgere
il regime idrico locale, lasciando
senz’acqua il torrente Rosandra…
I tecnici di RFI se la cavano rinviando
la soluzione dei problemi alla fase di
progettazione: questa dovrebbe aver
avuto inizio da poco e si protrarrà fino
al 2013 (!), come stabilito dall’Unione
Europea che l’ha co-finanziata al 50
per cento con 50,7 milioni di Euro. Una
bella torta da spartire, in ogni caso, a
disposizione anche di esperti, consulenti
e Università locali, che Ministero delle
infrastrutture e RFI hanno dichiarato di
voler coinvolgere.
E più ad ovest? E più ad est?
Ma è proprio vero che la TAV arriverà
in galleria a Trieste-Roiano? In realtà
il progetto preliminare (l’unico finora
presentato per l’intera tratta VeneziaTrieste-Lubiana) della linea Ronchi sudTrieste, che aveva cominciato la procedura
VIA nel maggio 2003, è stato ritirato alla
fine del 2005, dopo che sia il ministro
per i beni culturali, sia la Commissione
speciale VIA del ministero dell’ambiente lo
avevano bocciato, per il pesante impatto
sull’ambiente (specie quello ipogeo del
Carso) e per l’incertezza sull’effettiva
realizzabilità dell’opera, nonché sui costi
reali della stessa.
A tutt’oggi nessun nuovo progetto per
questa tratta è stato presentato, ma
tuttavia si continua a dare per scontato
che la medesima correrà sotto il Carso con
arrivo a Roiano…
Altrettanto, se non più nebuloso, il futuro
della tratta più occidentale, tra Venezia
e Ronchi sud: il progetto annunciato
nella primavera 2007 non è mai stato
ufficialmente presentato, anche perché
rimangono divergenze di fondo tra Veneto
e Friuli Venezia Giulia, con il primo che
vorrebbe un tracciato spostato verso sud,
per toccare le stazioni balneari dell’Alto
Adriatico (Jesolo, Bibione, Caorle), il
secondo che invece insiste per un tracciato
affiancato all’autostrada A4, dov’è prevista
sarà mai
Gli elaborati dello
studio di fattibilità
della linea TriesteDivaccia sono
disponibili – insieme
ad altro materiale
- nel sito www.
riservavalrosandra.it,
sezione “Corridoio 5”
ulteriore materiale
sull’argomento TAV,
nel sito www.wwf.it/
friuliveneziagiulia,
sezione “documenti”
7 Konrad luglio-agosto 2009
la costruzione della terza corsia.
Certo, l’idea di un treno superveloce che
si fermi a scaricare e caricare bagnanti,
appare alquanto bizzarra (non doveva
essere una linea soprattutto per le merci?)
… L’affiancamento di TAV e A4 pone però
il problema delle numerose interferenze
con la viabilità e gli svincoli esistenti:
chi pagherebbe i sovraccosti per le
indispensabili modifiche? Illy il problema
l’aveva “risolto” nel protocollo d’intesa
con il Governo Prodi, dove si stabiliva che
i costi supplementari sarebbero gravati
sulla ferrovia. Altrove (in Svizzera, per
esempio) si fa pagare al trasporto su
gomma una parte dei costi delle nuove
linee ferroviarie, mentre qui i sostenitori
della TAV scaricano sulla ferrovia i costi
delle autostrade. Il che spiega, in parte,
perché in Italia un km di linea TAV costi da
tre a quattro volte più che in Spagna o in
Francia.
Subentrata la Giunta Tondo, è stato
raggiunto un accordo con tutti i 17 sindaci
interessati dal percorso, per sganciare il
progetto della TAV da quello della terza
corsia della A4. Nel senso che quest’ultimo
procede “sparato”, mentre sull’altro si
studia …
Buio pesto anche ad est di Divaccia. Non
risulta alcuna notizia infatti su progetti di
nuove linee ferroviarie in Slovenia ed in
Ungheria, dove peraltro le pianificazioni
prevedono soltanto adeguamenti e
ammodernamenti – ma in tempi indefiniti
- delle linee esistenti, con velocità
massime di progetto pari a 160 km/h
(contro i 250 – 300 delle linee TAV previste
in Italia), peraltro sufficienti a sostenere un
forte incremento del traffico merci.
E intanto procedono le autostrade
Risultato di tutto ciò: nulla si muove in
realtà sul “fronte” ferroviario nel nord est
d’Italia, mentre procedono di gran lena,
come già accennato, progetti e opere
autostradali: Renzo Tondo Commissario
straordinario per accelerare i lavori
della terza corsia sulla A4 (ma c’è già chi
chiede la quarta…) e la Villesse – Gorizia:
il costo complessivo è già lievitato a
circa 2 miliardi di Euro. Poi si torna ad
insistere sull’autostrada Carnia – Cadore
(collegamento A 23 - A 27), ad un costo
che dai 2,2 miliardi iniziali è ora stimato
circa 4 miliardi di Euro. L’assessore
regionale alle infrastrutture, Riccardi,
dichiara poi che anche la SequalsGemona, pensata inizialmente come
“superstrada” a due corsie, dovrà avere
caratteristiche autostradali (con pedaggio)
per poter essere realizzata in project
financing.
Un barlume di ragionevolezza?
Mentre tra gli abitanti delle zone
che dovrebbero essere attraversate
si consolida l’opposizione alla TAV,
qualche barlume di ragionevolezza pare
cominci a farsi strada tra i rappresentanti
istituzionali. In un’audizione tenutasi
di recente nel Consiglio comunale di
Trieste, infatti, diversi consiglieri - anche
di maggioranza – hanno sollevato dubbi
sulla realizzabilità della tratta TriesteDivaccia e raccomandato di approfondire
l’argomento coinvolgendo il mondo
scientifico e le associazioni ambientaliste,
sottolineando inoltre che il previsto
aumento dei volumi di traffico del porto di
Trieste richiede un adeguamento in tempi
brevi della rete ferroviaria (la TAV sarà
pronta, se mai lo sarà, fra un ventennio…).
Lo stesso assessore Riccardi, nella
medesima occasione, pur confermando
la scelta politica per la TAV, ha dichiarato
di attendere risposte da RFI sulle ragioni
della scelta del tracciato per la TriesteDivaccia e sulla fattibilità di soluzioni
alternative.
Finora, tuttavia, le uniche occasioni di
dibattito ed approfondimento serio sono
state promosse dal Comune di S. DorligoDolina, che ha anche reso disponibile lo
studio di fattibilità della Trieste-Divaccia.
WWF e Legambiente hanno chiesto
al sindaco Dipiazza di fare altrettanto
a Trieste: staremo a vedere se e quale
risposta arriverà.
Le alternative ci sono
Soluzioni alternative esistono, sono anche
relativamente semplici e non richiedono
di fare 60 km di gallerie sotto il Carso. Per
collegare Trieste a Capodistria basterebbe
realizzare 6 km di linea “normale” (non
TAV), ricalcando il tracciato della vecchia
“Parenzana”. Il che consentirebbe di
istradare attraverso la nuova CapodistriaDivaccia (che la Slovenia realizzerà
comunque) le merci dirette dal Porto di
Trieste verso est.
Siccome però la maggior parte dei traffici
da e per il porto viaggia sulla direttrice
nord – sud, sono altri i colli di bottiglia
da risolvere con urgenza: in particolare il
raddoppio della tratta Cervignano-Udine
(per favorire il pieno utilizzo della nuova
“Pontebbana”, finora utilizzata sì e no per
un quarto della sua capacità) e in seguito
il raddoppio della tratta MonfalconeAurisina.
Tutti interventi da iscrivere però
nel quadro di una riorganizzazione
complessiva del trasporto merci e
passeggeri in Friuli Venezia Giulia, di cui
purtroppo non c’è traccia, men che meno
nelle menti dei responsabili romani.
Nella citata audizione a Trieste, l’arch.
Ferrazza, responsabile pianificazione
linee TAV a nord est per il Ministero
delle Infrastrutture, ha rivendicato la
paternità dello studio “strategico” Scott
Wilson sul “Corridoio 5”. Ne abbiamo
già scritto su Konrad (n. 136, maggio
2008): basti ricordare che si tratta dello
studio, redatto nel 2007, secondo cui la
TAV sull’intero “Corridoio 5” – tra Lione e
l’Ucraina - sarebbe pronta nel 2015 (!!!) e
porterebbe nel 2045 ad un incremento
del traffico merci su rotaia del 5 per cento
circa, rispetto allo scenario senza TAV… ma
anche con la TAV nel 2045 i due terzi circa
delle merci ed oltre il 90 per cento dei
passeggeri viaggerebbe su gomma!
Dario Predonzan
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trasporti e ambiente
Pedalando
8 Konrad luglio-agosto 2009
Trieste Trasporti: l’altra campana
A colloquio con il segretario regionale del sindacato R.d.B. Willy Puglia
Le chiedo che cosa rappresenta il vostro sindacato nel settore
trasporti
Siamo presenti da 20 anni come sindacato nel settore. Siamo il
secondo sindacato per numero di iscritti tra i lavoratori della Trieste
Trasporti. Posso tranquillamente affermare che siamo giudicati molto
scomodi perché affrontiamo tutte le situazioni di conflitto tra impresa
e lavoratori senza compromessi. Ciò ci è valsa l´esclusione dal tavolo
delle trattative con l´azienda sin dal 2005, avendo noi rifiutato il piano
industriale della Trieste Trasporti. Infatti tale piano prevedeva aumento
dei carichi di lavoro, riduzioni della busta paga, peggioramento della
sicurezza e delle condizioni di servizio.
Quale è la struttura societaria della Trieste Trasporti, che molti
cittadini ritengono pubblica?
La partecipazione dei privati è al 40%. Si tratta di un nutrito elenco di
ditte, che fanno capo ad una holding denominata Arriva Italia.
Quale è la Vostra posizione riguardo al piano del traffico?
Premesso che un piano del traffico ancora non esiste, alcune proposte
del progetto Camus (bocciato dal Comune di Trieste) ci sembrano
buone, ad esempio il previsto aumento delle corsie preferenziali per
gli autobus, l´impiego di semafori a chiamata per i bus, le navette
per collegare i parcheggi periferici al centro. Non spetta sicuramente
al Sindacato proporre un piano del trasporto pubblico. Ciò tuttavia
non significa che non mancheremo di collaborare - così come è stato
per i lavori di Agenda 21 - presentando delle proposte costruttive e
criticando gli eventuali aspetti negativi.
Cosa può fare il vostro sindacato a beneficio del trasporto
pubblico?
La difesa dei lavoratori, da noi perseguita in modo francamente
conflittuale e senza connivenze di sorta, coincide con l´interesse dei
cittadini-utenti.
Un esempio?
L´episodio, per certi versi emblematico, che vede 34 dipendenti della
Trieste Trasporti Spa ancora non utilizzati nelle mansioni di ausiliari
al traffico, con funzioni di prevenzione e repressione della sosta
selvaggia sulle aree di fermata e lungo i percorsi dei bus. Invece questo
personale non viene impiegato per il miglioramento della situazione
del traffico, ma destinato ad altre mansioni, nonostante il Protocollo
d´intesa sottoscritto dal Comune di Trieste e dalla Società di trasporto
già nel 2006.
E per quanto riguarda le misure agevolative per i cittadini
svantaggiati, anziani, disabili ecc.?
Vogliamo allora parlare del clamoroso fallimento delle misure
predisposte? Si tratta delle pedane per l´accesso agli autobus. Le
pedane ci sono, ma troppo spesso il meccanismo automatico non
funziona. Gli autisti sono addirittura costretti ad abbandonare il posto
di guida e ad azionarle manualmente!
Quale è lo stato economico della T.T. ?
Le rispondo con i dati ufficiali: l´azienda ha chiuso il bilancio 2008 con
un utile di esercizio di 2.706.430 euro. L´azienda tende al profitto degli
azionisti e non sembra destinare gli utili al miglioramento del servizio
o a beneficio degli utenti.
Le risulta che in altre città simili per dimensioni alla nostra il costo
del biglietto sia inferiore?
Non disponiamo di dati complessivi al riguardo, mi si dice che a Verona
il biglietto valido 60 minuti per tutta la rete urbana costa 1 euro e
quindi meno che a Trieste.
La Sua opinione in merito a metropolitana leggera e adozione di
mezzi a trazione elettrica
(tram e filobus)
Sembra auspicabile, la m.l., ma di difficile realizzazione nel nostro
territorio, sia per la sua conformazione fisica, sia per le caratteristiche
dei flussi di utenti. I filobus sarebbero molto più adatti con notevole
riduzione dell´inquinamento, sia atmosferico sia acustico. Ma qui
nessuno ne parla, mentre in altre città qualcosa si è fatto.
Un´ultima domanda, alla quale la vostra risposta è scontata: la
vostra organizzazione è favorevole a sostenere restrizioni del
traffico automobilistico nel centro città?
Ovviamente sì, e in modo non episodico, ma permanente e strutturale.
Penso che tutti ne trarrebbero grande beneficio, anche economico.
Infine un Suo commento sul piano estivo per i bus a Trieste?
Ancora una volta Trieste Trasporti intende aumentare gli utili di
bilancio, riducendo i bus tagliando le corse e peggiorando il servizio
per l´utenza.
Sergio Franco
Vivere una bicicletta
La bicicletta, come macchina, è l’unico mezzo di trasporto capace di
un’efficienza superiore a qualunque altro veicolo, di integrarsi così
bene con il corpo umano e di svilupparne le potenzialità invece che
ridurle. Chiunque, per qualunque motivo, inizi a muoversi in bicicletta,
avrà dei vantaggi fisici, psicologici e emotivi non indifferenti. A
differenza di qualunque altro mezzo.
Comincio con questa premessa per spiegare che una bicicletta
diventa sempre qualcosa di più di un semplice mezzo, ma come ogni
macchina è soggetta a usura, danni e incidenti.
Adesso che siete stati convinti dalla prova di aver attraversato la città
in tempi tali da ridicolizzare l’auto o lo scooter, adesso che a differenza
dei vostri colleghi difficilmente prendete un raffreddore perché il
vostro sistema immunitario si adatta a un clima diverso da quello
condizionato dell’automobile, ora che fare di corsa le scale o mangiare
qualunque delizia ipercalorica non portano più a brutte conseguenze,
vuol dire che è giunto il momento di guardare la bicicletta, perché
avrete già fatto chilometri a sufficienza. Di solito di lei ci si occupa solo
quando si rompe, ma spesso è già troppo tardi per risparmiare un bel
po’ di soldi.
Come veicolo, permette di trasmettere alla ruota la ridicola
potenza del corpo umano (0,8 hp, per i più allenati, 0,5 per tutti gli
altri), attraverso un sistema di leve, ingranaggi e catene. Sistema
criticatissimo come inefficiente, ma intanto l’unico capace di essere
economico, leggero e robusto. E’ composto da alcune parti di acciaio
(la catena), o di alluminio (le corone delle biciclette più belle e recenti),
e come ogni trasmissione meccanica è soggetto a usura. Essendo
la bicicletta l’unico veicolo a trasmissione esterna, l’unico modo
di proteggere la catena nella sua lotta quotidiana contro acqua,
polvere, morchia di veri residui metallici e minerali e fango, è l’olio.
Alcuni distinguo vanno fatti: la catena, se non lubrificata, si usura
prima e si allunga, allungando con sè anche gli ingranaggi su cui
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corre e portando la trasmissione a un’usura precoce. Se si usa un olio
qualunque (olio di macchina, grassi marini o misteriosi composti
rinvenuti nella cantina del nonno), si lubrificherà per breve tempo,
ma si causerà un ulteriore incollaggio di schifezze, aumentando la
consunzione e le macchie sui vestiti di chi sta in sella: quella catena
nera è carica di polveri metalliche che ne aumentano il consumo come
una carta vetrata. Usando un prodotto dato come guaritore di ogni
male, il CRC, la catena se la passerà meglio, ma si andranno a bagnare
con un solvente zone della bicicletta che sopravvivono solo grazie alle
loro riserve di grasso, come le foche: la ruota libera e il mozzo. Quindi,
in breve tempo, guai grossi. In realtà, in ogni negozio di biciclette,
trovate olii leggeri capaci di lubrificare la catena, ma anche di tenere
a distanza lo sporco. Costano un po’ di più, ma quanto hanno fatto
quella bicicletta e quella catena senza lamentarsi e chiedere nulla in
cambio? Basta che vi ricordiate, spruzzandoli, di non farli incrociare
con la pista frenante sul bordo del cerchio, altrimenti il passo da
ciclista a stuntman è un attimo.
Vi lascio con un’ultima raccomandazione: se ogni anno e mezzo d’uso
la portate dal meccanico e le fate sostituire catena, cavi e guaine
(un’operazione che in onestà non dovrebbe superare i 50 euro, se non
a causa di drammatiche sorprese), scoprirete che la vostra bicicletta
durerà molto di più nel tempo e sarà molto più piacevole da usare.
Un saluto e tante pedalate
Massimo Amodeo
L’Italia in seconda classe
Martedì 14 luglio alle ore 19
al Museo Ferroviario, Campo Marzio, Trieste
Paolo Rumiz parlerà di
treni, viaggi, incontri, letture, TAV, decrescita...
fotografie di londra
Ho visto l´incubo di Bin Laden e del leghista Borghezio. Anzi:
non soltanto l´ho visto, ma ci sono proprio stato in mezzo,
godendomi l´aria, i suoni, il paesaggio e i suoi abitanti. Dove si
trova, quest´incubo dei fanatici? Abbastanza vicino, a nemmeno
due ore d´aereo, e si chiama London (italianizzato in Londra). Per
me e mia moglie, è stato il primo viaggio nella capitale inglese:
quattro giorni e una cassa di sensazioni e riflessioni. Superficiali?
Certamente sì ma, come diceva Oscar Wilde, “solo le persone
superficiali non si fidano della prima impressione”.
E allora, senza nessuna pretesa scientifica o antropologica, ecco
le prime e frammentarie istantanee da London. (Le impressioni
dall´Irlanda, il prossimo mese).
- Nei locali e nelle strade di Londra non fuma quasi nessuno, un
pacchetto costa sui quattro euro, si vedono pochissime persone
con sigaretta pipa sigaro in bocca e per terra non agonizza quasi
nessuna cicca (ci sono gli appositi “spegnitoi”).
Londra multietnica
9 Konrad luglio-agosto 2009
- Non c’è nemmeno l´eco dello squillio ossessivo dei telefonini che
imperversa in Italia, la gente non cammina col cellulare in mano
e men che meno passa ore a urlarci dentro. Il primo telefonino
che abbiamo sentito apparteneva a un´insegnante italiota: a gran
voce raccontava alla mamma rimasta a casa che l´aria londinese le
stava provocando una seria stipsi.
- Non si vede la noiosa orgia (che da noi sembra obbligatoria)
di pantaloni dalla vita bassa e relative panze nude. Calcolando i
quattro giorni londinesi e i sette irlandesi, io e Tatjana abbiamo
contato solo due ombelichi esposti. Invece stanno tornando le
gonne corte con calze nere & allegre (paradosso, ma è così). Quasi
nessuno usa i berrettini da baseball con la visiera alla rovescia
come nell´Italy provinciale che vuò ffà l´amerikena.
- Anche gli adolescenti indossano abiti colorati e non la lugubre
divisa d’ordinanza (pantaloni neri col cavallotto all’altezza delle
ginocchia, maglie grigie o nere, giubbini neri, espressioni scure)
degli italian teen-ager.
- Ognuno si veste come gli pare, senza imbrancarsi in una submoda. E, se proprio si vuole scovare una tendenza, predominano i
vestiti variopinti, rossi, verdi, gialli, bianchi, arancione, azzurri.
- I bar, i ristoranti, i negozi, i luoghi pubblici, le strade non sono
infestate dall´orrida musicaccia che in Italia tracima da ogni luogo.
- I motorini non esistono e le moto sono pochissime.
- A Londra, molto spesso, gli automobilisti si fermano per far
passare i pedoni.
- Né a Londra né in Irlanda si vedono i suv, i fuoristrada e i similcarriarmati che scorrazzano nei centri urbani italiani.
- Abituati all’affollamento bancario italiota, e in particolare
triestino, dove gli sportelli bancari sono uno sopra l´altro, trovare
un bancomat a Londra è un’impresa non da poco.
- Complessivamente, le strade sono più pulite, nessuno
scribacchia sui muri e men che meno ci appiccica manifesti
pubblicitari.
- Nessuno va nel Regno Unito con lo scopo di gustare le prelibate
squisitezze della cucina britannica.
- Il caffè costa dai due euro e trenta in su ed è quasi sempre il
caffettone lungo all´americana: esiste anche in gigantesche tazze
che i turisti italiani osservano con stupore.
- I cibi pronti (freschi di giornata) si trovano ovunque, buoni e a
prezzi accettabili.
- I ristoranti etnici sono dodicimila e ce n´è per tutte le tasche e
per tutti i gusti.
- Il tipico e inglesissimo tè delle cinque comporta alcuni pasticcini
che possono causare overdose di burro.
- Il whisky più geniale è lo scozzese Laphroaig.
- Invece di correr dietro a tendenze sconsiderate (come si fa
in Italia, dimenticando che nulla invecchia più velocemente
dell´ultima moda), la maggioranza dei locali mantiene le insegne
e gli arredamenti tradizionali. Col risultato di garantire una forte
personalità al paesaggio urbano londinese e irlandese.
- Anche sapendo poco e nulla della lingua inglese, ci si arrangia: la
gestualità aiuta.
- L´inglese più comprensibile è senza ombra di dubbio quello
parlato dai non inglesi.
- Alcune donne (in particolare nere) sono di una magnificenza
sconvolgente. E i giovani più belli e sani sono il frutto di incroci
misti, coppie etnicamente mescolatissime. A luminosa e definitiva
dimostrazione che, ovunque, i meticci aperti al mondo riescono
assai meglio dei consanguinei (basti vedere la desolante
bruttezza di molti abitanti delle valli chiuse all´esterno).
- Il futuro della Terra sarà questo: una vasta macedonia di culture,
cibi, suoni, odori, abiti, fedi, lingue... oppure ci attende il disastro
di qualche orrenda e triste dittatura religiosa e/o politica.
Luciano Comida
al chiaro di luna
L’Antartide, il pianeta dentro il pianeta Terra
Mentre in Italia le numerose spiagge si
stanno popolando nelle giornate di sole,
qui a Base Concordia, ai piedi del mondo,
il cielo è un perenne sipario nero calato sul
plateau antartico a – 70 gradi centigradi di
media.
Questa terra dall’aspetto cangiante,
qualche volta avvenente ed ospitale,
altre bruscamente austera e chiusa, è
da novembre la mia unica realtà dove
i gesti che eseguo quotidianamente
risulterebbero assurdi in qualsiasi altro
La torre meteo
Al chiaro di luna
contesto.
Un esempio significativo è
l’equipaggiamento che metto ogni giorno
prima di uscire ad eseguire i miei lavori.
Automaticamente, senza neanche più
doverci pensare, indosso sopra una maglia
e dei fuseaux di materiale tecnico, due pile
e due pantaloni, del medesimo materiale e,
per finire, la tuta rossa che posso a questo
punto considerare come una seconda
pelle. Sul viso: due passamontagna, gli
occhiali, tipo maschera da sci, che non
hanno le normali lenti scure bensì lenti
trasparenti con lo scopo di riparare gli occhi
dall’aria gelida e non dalla luce, ormai solo
un pallido ricordo.
Mancando la luce naturale e non avendo
lampioni disseminati nel plateau, è
d’obbligo non dimenticarsi una piccola
lampada frontale la cui efficacia è
limitata: per raggiungere gli shelter
scientifici, soprattutto nelle giornate
con scarsa visibilità a seguito del forte
vento, occorre seguire i cavi elettrici che
dipartono dalla base Concordia verso le
istallazioni scientifiche. Infine, altrettanto
fondamentale, la radio VHF (Very High
Frequency) per poter comunicare con la
base in caso di bisogno.
Nei giorni di temperature particolarmente
basse (fino a -75°C) o quando so che
dovrò stare per molto tempo all’aperto a
raccogliere campioni di neve o a pulire le
stazioni meteo, nei guanti (di cui indosso
3 paia) e negli scarponi metto degli
speciali scaldini (prodotto giapponese
con all’interno una polvere mista di argilla,
carboni attivi, ferro, segatura, sale e acqua).
Così equipaggiata, mi allontano e percorro,
al chiaro di luna anche quando l’orologio
indica le 8,30 di mattina, gli 800 metri che
mi separano dalle mie attività cercando
di ricalcare le orme lasciate nei giorni
precedenti perché, nel caso che il freddo
abbia la meglio sulle batterie della luce
frontale, solo le mie impronte risulteranno
appena appena visibili su questa infinita
bianca distesa, ormai nera.
Molto spesso, alla fine di una mattinata
passata fuori, anche la radio cede al gelo
lasciandomi isolata nel silenzio e buio
totali. L’unica cosa che interrompe questa
calma è la voce del plateau, sordi tonfi
che avvertono degli assestamenti della
chilometrica coltre di ghiaccio.
Ogni cosa, lavoro ed azione fatta all’esterno,
è nuova ed estremamente difficile, non
pensate di poter scrivere con le penne e i
pennarelli, l’unica cosa che resiste a -70°C
sono le matite! E’ impossibile tenere in
mano il piccolo contenitore per raccogliere
i campioni di neve superficiale con addosso
le grosse muffole, inoltre per evitare di
contaminarla mi devo togliere per un
attimo i guanti…brrrr che freddo, cosa si fa
per la scienza!
Tengo invece tutte le tre paia di guanti
con anche gli scaldini all’interno quando
scalo le torri meteo per pulire i sensori
di temperatura (termometri), umidità
(igrometri), pressione atmosferica, velocità
(anemometri) e direzione (gonianometri)
del vento. Le stazioni meteo che devo
monitorare e pulire per garantirne
l’acquisizione dei dati sono due: la
torre Milos 520, con un’altezza di 3 m,
fornisce i dati meteo ogni minuto, che
vengono visualizzati su uno dei computer
presenti nel mio ufficio; la torre Argentini
invece, alta 11 metri, registra i dati in un
datalogger che scarico direttamente sul
posto 2 volte al mese. Vista la considerevole
altezza di questa torre cerco di salirvi verso
le 11 di mattina quando una fievole luce,
risultato dei pochi raggi del sole che si
diffondono nell’atmosfera, appare a fatica
all’orizzonte. Se ci trovassimo su un pianeta
totalmente deserto e privo d’atmosfera, la
notte apparirebbe immediatamente dopo
la scomparsa del sole, privandoci così dei
magnifici tramonti e crepuscoli che noi tutti
abbiamo visto almeno una volta nella vita.
Normalmente nelle giornate invernali il
sole si trova a più di 18° sull’orizzonte; a
Concordia, invece, in questi giorni la sua
massima altezza è di 8°; così, persino nel
cuore della notte polare (il 21 giugno,
giorno del solstizio), a mezzogiorno in
punto, il cielo non sarà nero al 100% ma
avrà sempre un’infinitesima banda di
pallida luce molto bassa sull’orizzonte, a
memoria che dopotutto Concordia, quella
che spesso chiamiamo casa, è comunque
un posto sulla Terra.
Laura Genoni
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10 Konrad luglio-agosto 2009
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Ritorna l’appuntamente con l’abitare.
Udine Fiere
A Udine Fiere dal 26 settembre
al 5 ottobre 2009
26 settembresaprà accompagnare il visitatore lungo un percorso di qualità,
di conoscenza e di opportunità potendo riscontrare con mano
5 ottobre 2009
un’offerta aggiornata, proiettata al futuro seppur salda ai
Abitare uno spazio flessibile, dinamico, creativo, innovativo:
abitare Casa Moderna.
A Udine Fiere dal 26 settembre al 5 ottobre 2009 tornerà
protagonista con la sua 56^ edizione Casa Moderna, uno degli
eventi da sempre più attesi ed amati, la grande vetrina del
nord est che da oltre mezzo secolo presenta le proposte per
abitare attraverso le idee, i prodotti e le soluzioni chiave delle
tendenze contemporanee. Anche quest’anno Casa Moderna
migliori valori della tradizione: una panoramica merceologica
proposta da 500 aziende con i più prestigiosi marchi nazionali e
strutturata in 20 macro settori che satureranno l’intera superficie
espositiva interna ed esterna del quartiere fieristico udinese.
Casa Moderna rappresenta un’ occasione unica per scoprire i
nuovi territori su cui si muove il mondo del design. Un viaggio
che saprà guidare il visitatore dal mondo delle necessità,
all’universo dei desideri, nel suo spazio più intimo: la casa. Casa
Moderna resta infatti un evento che ha saputo crescere insieme
ai suoi visitatori e sopratutto coglierne le esigenze che oggi,
sempre di più, diventano espressione fedele dei desideri: mai fini
a se stessi, ma abili portavoce del tempo in cui vivono.
Asse portante ed elemento distintivo dell’attività di Udine e
Gorizia Fiere, Casa Moderna, rappresenta un vero e proprio
percorso di costruzione del valore che unisce tradizione e
innovazione attraverso i prodotti esposti, le attività, i percorsi e
gli approfondimenti pensati per un visitatore attento, sempre
più orientato alla qualità e all’affidabilità di ciò acquista. Tra
i percorsi di successo intrapresi torna con la sua 9^ edizione
Casa Biologica dedicata ai prodotti, ai materiali, alle tecniche,
alle aziende e alle categorie professionali che si occupano di
bioarchitettura: non solo uno spazio fisico, quindi, ma anche
un’esperienza, un contesto all’interno del quale è maturata la
conoscenza e l’apprezzamento della bioarchitettura per un
approccio naturale dell’abitare, per una casa in armonia con
il territorio rispondendo a canoni di risparmio energetico e di
salvaguardia ambientale.
Oltre agli incontri di approfondimento “eco sostenibili” si
rinnoverà anche l’appuntamento con il pool di architetti che
offriranno ai visitatori consulenze gratuite e personalizzate su
come arredare e rinnovare la propria casa trovando la soluzione
su misura.
«Casa Moderna è la prova tangibile di come ottimismo ed
esperienza siano gli elementi irrinunciabili per affrontare
qualunque momento di difficoltà». Per il presidente di
Udine e Gorizia Fiere, Sergio Zanirato, dopo la pausa
estiva sarà la 56^ edizione della Fiera della Casa Moderna
il primo grande evento per poter rilanciare il settore del
mobile. «Nel Triveneto – prosegue Zanirato - la Fiera della
Casa Moderna è divenuta l’appuntamento più importante
in quanto, a differenza di altre iniziative simili, ha saputo
evolversi di anno in anno, ampliandosi e mantenendo, al
contempo, sempre i piedi per terra. È ovvio – precisa – quello
attuale è un momento difficile, ma è proprio adesso che la
promozione diventa strategica. E se di promozione si deve
parlare, bisogna aprirsi: abbiamo la fortuna di essere in
un punto “cerniera” tra l’Italia e l’est Europa. Perché allora
fermarsi solo al nostro Paese? Perché, se abbiamo un motore
che può andare a mille, limitarsi a cento. Udine e Gorizia
Fiere corre veloce e lo fa verso l’Europa». Idee chiare quelle
di Zanirato. «Per attuarle – sottolinea – c’è bisogno di un
grande gioco di squadra perché solo se ci sono obiettivi
condivisi li si può raggiungere». Un appello, dunque, a fare
squadra: «un’opportunità è tale se viene colta da tutti. Creare
consenso attorno a un evento non costa nulla, o meglio
richiede un grande impegno, e ha un effetto radicale in
quanto solo facendo convergere gli obiettivi e le risorse alla
fine si hanno dei risultati concreti e benefici comuni».
parco della concordia
Ho riletto con grande emozione la Lettera della professoressa
Simonetta De Mattio a don Milani apparsa tempo addietro su
Konrad. Mi ha fatto rivivere l’entusiasmo degli anni sessanta
riflettere su quanto grande sia stato anche l’aiuto giunto da
quel piccolo sperduto paese di Barbiana allo sviluppo dalla
democrazia del nostro Paese: “Il problema degli altri è il mio
problema. Sortirne tutti insieme è la politica“. Eravamo allora
agli inizi di quella rivoluzione della comunicazione iniziata con
la televisione, proseguita poi e pericolosamente sviluppatasi
con l’avvento e la diffusione di strumenti mediatici che seppur
estremamente importanti tendono a condurre soprattutto i
nostri giovani attraverso forme di individualismo verso una
realtà definita virtuale: individui solitari in un contesto sociale
assai diverso da come lo desideravamo noi.
Giovani che spesso ignorano molti aspetti della realtà. Qualcuno
ci scherza su e così la preoccupazione viene rimossa quando
dice “non sanno che le galline hanno le piume perché le hanno
sempre viste spiumate al supermarket”.
Si tende a perdere il naturale legame con il territorio, con le
espressioni della vita che da esso si generano, con i suoi frutti,
con il cibo, anche con i loro simili, pur se le loro manifestazioni
più criticate dimostrino quanto bisogno abbiano di amicizia che
non possono o non sanno trovare.
Una società e la sua scuola, che dà ai giovani una visione sempre
più virtuale della realtà e della natura. Sarebbe bello, penso, se
potessero provare quella meravigliosa sensazione di benessere,
immergendo le mani nella terra grassa di una volta. Quelle mani
che hanno chiesto al cervello dello scimmione nudo di esser
guidate e l’hanno obbligato a svilupparsi e a divenire homo
sapiens ed ora sono ridotte a premere solo pulsanti, che non
sanno accarezzare l’ancora vivo legno, ma solamente toccare
inanimata plastica.
Ed allora così, con le dita come radici, entrare in comunione con
madre Natura e sentire che: “il problema degli altri, di tutti gli
altri che con noi convivono sul territorio che ci ospita: piante,
animali, insetti compresi, sarà il mio problema. Sortirne tutti
insieme sarà la politica”
In un terreno agricolo posto a cavallo del confine italo sloveno,
a Cerei, nel territorio dei comuni di Muggia e Capodistria-Koper
(Stato italiano e Stato sloveno ma oggi Unione Europea) per
iniziativa del Circolo Istria, dell’Associazione culturale slovena
di Muggia, la Compagnia del Boskarin di Capodistria – Koper e
la Comunità Nazionale degli Italiani della Costiera autogestita,
si sta attrezzando il Parco della Concordia che il Circolo Istria
dedicherà all’apostolo della convivenza : Fulvio Tomizza.
Qui ci si propone prioritariamente di raccogliere le essenze
genetiche autoctone vegetali (vitigni, cultivar dell’ulivo, alberi
da frutto ed essenze aromatiche in via di estinzione) ed animali
(pecora, capra, bovino, gallina ceppi di ecotipi di api) ridotte
a reliquie genetiche e nel contempo sviluppare iniziative
didattiche rivolte alle scuole attraverso lezioni teoriche, ma
soprattutto dimostrazioni pratiche per quanto concerne la
tecnica apistica, la smielatura, la mungitura e la caseificazione,
la vendemmia, la raccolta delle olive, in sintesi lezioni di
educazione ecologica ed alimentare.
Si ha paura di quello che non si conosce. Non puoi fare una
passeggiata sul Carso se hai paura dell’insetto, della zecca o
della biscia: non è uno svago, un’immersione nella natura, ma un
percorso stressante non utile, anzi sotto alcuni aspetti dannoso.
La visita dei giovani all’apiario rappresenta un’esperienza
fantastica: tenere con le proprie mani, con sapienza, ed
osservare da vicino un telaino su di cui si muovono e lavorano
febbrilmente centinaia e centinaia di api è una sensazione
gioiosa, è una conquista fondamentale : vinta la paura, inizia
un volo meraviglioso nella Natura e questo pauroso insetto,
ora conosciuto, diventa “nostra sora ape”. Non solo le scuole,
ma anche altre strutture culturali: Legmbiente, Slow Food,
WWF, Università della terza Età; a questo riguardo vorremmo
dare in affidamento un’arnia ed un fazzoletto d’orto a coppie di
nonno – nipote, garantendo assoluta continuità di assistenza
tecnica per rafforzare sul campo il rapporto tra due generazioni
e la continuità della tradizione ed il rafforzamento della propria
identità. E così perché i giovani di oggi possano irrobustire ed
espandere le loro radici nella loro terra madre per volare verso
una Giovane Europa, verso il Mondo intero.
Livio Dorigo
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Banca Etica
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Promotori finanziari
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Tolmezzo – c/o Comunità di Rinascita - Via G.Bonanni 15 - tel 0433 40461
12 Konrad luglio-agosto 2009
Istria
T’amo Pio ...Boscarin!
Il boscarin, bue gigante istriano è una delle figure
immancabili del tradizionale paesaggio istriano. Detto
“boscarin”, appartiene alle razze podoliche o “della steppa”,
originarie della regione ucraina della Podolia. Secondo
alcuni scrittori deve alle legioni romane la sua presenza
millenaria in Istria, dove fu introdotto durante il rientro
dalle loro campagne di conquiste in oriente.
Nel passato la sua diffusione era notevole come risulta da
un documento veneto del 1560 del Capitanio de Raspo
che ne riporta anche la consistenza numerica per singole
comunità: Montona si trovava al primo posto con 589
buoi, seguita da Albona con 415, Dignano con 405, Portole
con 230 ecc.; complessivamente la Provincia istriana
contava oltre 6000 bovini da lavoro.
Nel 1894 lo studioso Franz S. Povse pubblicò in tedesco una
ricerca intitolata “Rinde der Karst” (I buoi del Carso) sul bue
istriano distinguendone ben cinque tipi diversi.
Boscarin, Gaiardo, Caparin e Bachin: erano questi i nomi più
usati per chiamarlo.
Di colore bianco-grigio, robusto (può superare una
tonnellata di peso), resistente, ma nel contempo
obbediente, mansueto ed intelligente, nel corso dei
secoli si è adattato al clima locale accontentandosi di
pascoli modesti. Fino a qualche decennio fa non era
insolito vederlo lungo le strade istriane accompagnato
al pascolo da anziani o ragazzi, come la sua mitezza
consentiva. Le pastoie di legno alle caviglie anteriori gli
impedivano di allontanarsi dal prato. Dopo il pascolo
veniva condotto ad abbeverarsi e, per incoraggiarne la
bevuta, il pastore fischiettava ritmicamente, quasi ad
incoraggiarlo. Nei campi costituiva un´impareggiabile
forza lavoro, anche per il trasporto di materiali, quando
aggiogato trainava, generalmente in coppia, i carri stipati
di merci. La museruola fatta di fil di ferro o vimini aveva lo
scopo di impedirgli di mangiare durante il lavoro, mentre sulle
dott. Majaron Leonarda
Bilanciamento craniosacrale - Cromopuntura
Test intolleranze alimentari - Fiori di Bach
Dieta Psicosomatica
13 Konrad luglio-agosto 2009
Associazione Regionale
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corna portava sfere protettive di ottone e al collo pendeva una
campanella che consentiva di localizzarlo. D´estate una reticella
appesa alla fronte aveva la funzione di tenere lontani dagli occhi
le mosche ed altri insetti. Per facilitarne l´andatura sulle strade
disagevoli veniva ferrata solo la metà esterna dello zoccolo.
Nel passato il mercato del bestiame più apprezzato dell´Istria
per scelta e qualità era quello di Laco, ai piedi di Montona
dove affluiva un gran numero di bovini, asini, suini... Qui
i bovini provenienti dalle terre bianche dell´interno erano
maggiormente valutati per la loro unghia dura rispetto a quelli
delle terre rosse che avevano l´unghia tenera. Sotto l´Italia
per i frequenti furti di bestiame i bovini venivano marchiati e
dovevano essere accompagnati da un documento di proprietà
e identità.
Ancora negli anni Sessanta c´erano circa 60.000 bovini in
Istria, ma negli anni seguenti a causa dell´avvento della
meccanizzazione, il loro numero diminuì drasticamente per
arrivare a solo sei esemplari nel 1991. Un ingrato e triste destino
attendeva il “pio bove” istriano dopo secoli di immani fatiche: da
animale da fatica è passato a quello di razza da carne da gustare
nei migliori agriturismi, poiché solo così il suo allevamento può
essere economicamente remunerativo.
Grazie all´Associazione degli allevatori della Razza Bovina
Istriana e al Centro Regionale per la Tutela del Bovino Istriano
il loro numero sta aumentando ed ha raggiunto circa 500
capi. Ancora oggi si possono ammirare nel mese di luglio i
maestosi esemplari superstiti alla Fiera di Canfanaro-Kanfanar in
occasione della Festa di San Giacomo. Livio Prodan Le polveri magiche
per lo splendore
di viso anima e corpo
Shubangam - polvere ayurvedica
Shubangam - “colui che è puro e bello” - è una
miscela di vegetali e minerali sapientemente
dosati secondo la tradizione ayurvedica. Il suo uso
in massaggi, fanghi e bagni risveglierà in voi una
sensazione di benessere generale oltre a tonificare
i tessuti e migliorare l’aspetto della persona.
Come va usata: stemperate la polvere in un po’
d’acqua e spargete l’impasto sul corpo bagnato
massaggiando in senso orario dalla fronte alle
caviglie. Il massaggio sarà continuo e regolare,
profondo ma non forte. Più tempo verrà dedicato
al massaggio, maggiore sarà il benessere. È un
ottimo sostitutivo del sapone.
Curiosità: come altre cose pregiate, anche questa
polvere, se ben conservata, migliora nel tempo le
sue qualità.
Libri
IL PETALO GIALLO
di Boris Pahor
€ 13,00
2007, 187 pagine
Zandonai Editore
(collana I piccoli fuochi)
Il petalo giallo
Igor Sevken, di media statura, asciutto e
agile, i capelli color delle foglie secche di
granoturco, ha sessantacinque anni ma
non li dimostra. Vive a Duino, in un beato
angolo tra cielo e mare.
Un giorno riceve una lettera. Lucie
Huet, una psicologa di Parigi, gli ha
scritto commentando il suo articolo
sull’esperienza in un campo di sterminio
nei Vosgi, apparso su una rivista francese.
Igor dà per scontato si tratti di una
coetanea che ha conosciuto lo stesso
dolore e vuole condividerlo. È incerto su
come risponderle, lascia la lettera tra la
posta da smaltire, rimandando l’eventuale
incontro alla sua successiva visita a Parigi.
Ma lì, al caffè in Saint-Germain-des-Près
dove si sono dati appuntamento, Igor
incontra una donna bruna di capelli,
minuta e graziosa, di trent’anni.
Dunque, non è una ex deportata.
Eppure Igor avvertiva una comunanza
che non riusciva a spiegarsi, ma che dava
l’impressione di un’insolita affinità interiore.
Quale può essere lo strazio che così tanto
la unisce al suo?
Il 28 agosto Boris Pahor compirà 96 anni.
Tanti auguri di buon compleanno da tutta la redazione di Konrad!
28.avgusta bo Boris Pahor praznoval 96 rojstni dan.
Redakcija Konrada mu želi vse najboljše.
Il petalo giallo (titolo originale Zibelka
sveta, poiché la donna è la culla del
mondo) è un romanzo d’amore, dalla
struttura leggera ma dal peso specifico
altissimo perché pone una domanda,
molte domande, sul Male.
Può il Male subito da milioni di persone,
in circostanze tragicamente eccezionali
come quelle dei campi di sterminio, essere
paragonato al male sofferto da un singolo
dalla vita esteriormente normale? Può il
senso di alienazione e perdita delle vittime
dei campi essere anche solo accostato al
secondo senza che il confronto sembri
un’eresia? Il Male marchia sempre allo
stesso modo? E soprattutto, il Male lascia
scampo alla capacità di amare ancora?
L’incontro di Igor e Lucie ha qualcosa di
miracoloso eppure di ovvio.
Ci sono sconosciuti che banalmente, in u
certo momento della vita, si conoscono. E
ce ne sono altri che si ritrovano, scoprendo
che, nonostante i labirinti e i giochi della
geografia e dell’anagrafe, “sconosciuti” non
lo sono stati mai. Basta poco: un caffè, una
voce, un silenzio, un’ombra negli occhi,
per riconoscersi come anime vicine e per
specchiarsi nudi e inermi nella verità propria
e dell’altro. Accade così a Igor e Lucie.
Eppure, dicevo, questo è un libro denso,
difficile. Lo si attraversa con la fatica,
l’obbligo, di dover capire qualcosa che
non viene né spontaneo né facile. L’amore
non è spontaneo né facile (nessuno ce
lo venga a raccontare, è una scemenza).
L’amore è forse la cosa più estenuante del
mondo, soprattutto per chi ha conosciuto
– in qualsiasi forma – il male. Molto più
comodo è chiudersi a riccio, dire di non
credere più a niente e a nessuno.
E questo è un libro ostico anche per
un’altra ragione. C’è, in ciascuno di noi,
una parte ipocrita giudicante e perbenista
che condannerebbe senz’altro un amore
così: per la troppa differenza d’età, per la
rapidità con cui Igor e Lucie infrangono
ogni barriera, per l’intimità intellettuale
e fisica che viene loro così naturale
(da invidiarli - o condannarli, appunto,
come quando non si vuole ammettere
l’invidia…), e soprattutto per l’apparente
bestemmia di equiparare il martirio di
milioni di persone al tormento privato di
una sola.
Potrebbe fare così, Igor. Potrebbe guardare
quella ragazza e dirle: “Cosa vuoi? Tu, tu
che non hai conosciuto niente, patito
niente, visto niente. Cosa vuoi capire? E
come osi paragonarti a me che sono uscito
dall’inferno?”
E anche Lucie, che scopriremo vittima della
più cupa delle violenze familiari, poteva
chiudersi. Poteva non scrivere affatto a
quel maturo signore, e rimanere reclusa
nella sfiducia verso tutti gli uomini.
E invece, Igor e Lucie si aprono l’un l’altra.
Non è una questione di “perdono”. Anche
chi perdona, dopotutto, è incatenato a
ciò che deve perdonare. È qualcosa di
più elevato e rinnovatore, qualcosa che
consente di andare avanti e di vivere
pienamente ancora.
C’è un passo in cui si fa cenno a
Hiroshima mon amour (Igor vede in
Lucie la protagonista, interpretata da
Emmanuelle Riva). E in effetti, i cardini del
romanzo di Boris Pahor e della struggente
sceneggiatura di Marguerite Duras sono gli
stessi: memoria, oblio, amore come dono
di se stessi e della propria desolazione.
Anche nel celebre film di Alain Resnais,
c’è un ardito, quasi blasfemo, parallelo tra
Mali diversi: quello intimo, esclusivo, di
lei che ha perduto il suo grande amore e
che per questo lutto ha sfiorato la pazzia;
e quello immane della bomba atomica su
Hiroshima. Il dolore piccolo di una singola
anima (ma può mai dirsi piccolo?) davanti
a un dolore che è diventato collettivo,
cicatrice del mondo.
L’analogia si manifesta anche nell’amore,
le spiega Igor. Come dice la Duras, l’eroina
offre all’amato quel che ha di più caro: la sua
sopravvivenza dopo la morte del suo amore
a Nevers […] Gli dona la sua devastazione
interiore. Be’, nel tuo caso è tutto ancora più
difficile, tu eri come morta al pari di chi ti
aveva fatto sfiorire. È per questo che tu in
amore offri molto di più.
La grande lezione di Igor, di Lucie e di
questo romanzo è che l’unica vera via di
scampo al male è proteggere la capacità
di amare, mantenerla cristallina come
quando eravamo innocenti, e spenderla
entusiasti come quando non avevamo
ancora subito alcuna offesa.
È assurdo pensare che chi è stato segnato dal
male possa sprecare il dono dell’amore, al
contrario: ne ha fame e sete con tutte le forze
del suo animo e le cellule del suo corpo.
Luisella Pacco
La psicologia del male
Piero Bocchiaro
Editori Laterza
Pag. 144
12 euro
14 Konrad
luglio-agosto 2009
Stanotte ho finito di leggere un piccolo libretto (poco più di
cento pagine che corrono via chiare e veloci)
Il titolo è Psicologia
del male.
L’ha scritto il trentasettenne Piero Bocchiaro,
ricercatore alla Vrije Universiteit di Amsterdam, autore di articoli
scientifici e di Introduzione alla psicologia sociale , docente
all´Università di Palermo.
La tesi da cui parte il libro è molto semplice: la malvagità non
appartiene solo a individui devianti e tutti noi, in particolari
circostanze, potremmo infierire contro un altro essere umano.
Un’ipotesi teorica e campata in aria? Proprio no, perchè la
psicologia sociale nasce da migliaia di studi, esperimenti,
ricerche.
La classica (e troppo semplicistica) dicotomia tra
Bene e Male ci è congeniale perchè ci permette un comodo
orientamento nella foresta della morale e ci fa identificare
immediatamente i cattivi: sarebbero sempre e solo loro i
responsabili di crimini e di violenze. Noi invece saremmo buoni,
incorruttibili, schierati a favore della moralità. Ma le cose non
stanno così: la psicologia sociale ci mette davanti a un´altra storia,
quella in cui ciascuno di noi è un potenziale carnefice. Non
siamo totalmente virtuosi, altruisti e sensibili.
Ma nemmeno
interamente disonesti, egoisti e distaccati. Essendo uomini
e donne, siamo un impasto di caratteristiche contraddittorie
che il principio di coerenza cerca di mantenere in cassettini
accuratamente separati. In più, i ritmi ripetitivi della vita
tendono a lasciare noi e i nostri conoscenti in contesti abituali,
dove a interagire sono i ruoli sociali.
I nostri comportamenti
sono dunque molto prevedibili e, generalmente, in linea con
le aspettative. Ma tutto ciò esplode e va in pezzi quando ci
troviamo di fronte a condizioni nuove, impreviste e drammatiche.
Diventa allora impossibile pronosticare ciò che sarà di noi e degli
altri, ciò che faremo.
Durante il nazismo saremmo stati esecutori
degli ordini superiori? Oppure avremmo cercato di ribellarci? O
(ancora) avremmo fatto finta di nulla, celati in una plumbea zona
grigia?
Fondato com’è su episodi concreti (Adolf Eichmann e la
Shoah, la strage dello stadio Heysel, un omicidio svoltosi davanti
a decine di testimoni che non mossero un dito, uno stupro in
strada a Bologna mentre i passanti non reagirono...), il libro è a
suo modo agghiacciante.
Difficile e duro da accettare.
Ma sapere
che tutti noi siamo una miscela di contraddizioni ci rende più
vigili nei confronti delle forze esterne, accrescendo le probabilità
di contrastarle. In fondo, i cinque punti cardinali a cui ancorarsi
per opporsi alla malvagità e all’indifferenza sono:
consapevolezza e senso critico,
autostima,
forte senso della giustizia,
empatia,
capacità di saper dire “NO”.
Luciano Comida
gorizia è la storia
Parziali cronache del V Festival Internazionale di Storia
“PATRIE” è stato quest´anno il tema scelto quale filo
conduttore del festival svoltosi a Gorizia dal 22 al 24 maggio.
L´impostazione delle conferenze ha sempre badato a non farsi
coinvolgere nei sentimenti contrastanti che possono essere
scatenati da questa parola. I relatori sembravano tutti aver
letto il saluto di Adriano Ossola, Presidente dell´Associazione
culturale èStoria, che cita lo storico francese Lucien Febvre: “... lo
storico... deve evitare di attribuire a sentimenti di ieri i connotati
dell´oggi...”.
La tradizionale collocazione del festival, sotto il verde dei
platani del parco di Corso Verdi, ha permesso di ospitare le
persone interessate senza evidenti affanni, nonostante l´afflusso
di pubblico sia stato, specialmente nelle ore pomeridiane e fino
a sera, straripante, tanto che gli interventi più seguiti, esauriti
i posti a sedere, vedevano una corona di persone in piedi
circondare i due tendoni (pardon: tenso-strutture) riservati alle
conferenze.
In una terza struttura era ospitata una doppia mostra, l´una
fotografica, verticale, sulle pareti, dedicata all´universo yiddish
ed ebraico, l´altra, di libri storici di pregio, orizzontale, nelle
bacheche, intesa a mostrare lo sforzo della duplice monarchia,
nella persona del Principe Rodolfo d´Asburgo, di ricondurre
le diverse nazionalità che la componevano ad un´unica Patria
comune.
Nelle conferenze è stato consequenziale che al tema delle patrie
si sia affiancato quello dei territori su cui costruirle, e parlando
di suolo in questo senso quasi sacrale non era evitabile parlare
di patrie sovrapposte e perciò contese. Perciò gran parte delle
discussioni proposte si riferiva a forze in conflitto per il possesso
della terra.
Merita annotare che, oltre alle analisi sui conflitti nazionali
in generale, molto del tempo complessivo di discussione
dell´intera manifestazione guardava a quel tipo di conflitti
suscitati da Nazioni in espansione che travolgono i popoli
insediati su un suolo che esse ritengono indispensabile per il
proprio affermarsi. Cioè a quegli scontri che oggi, guardando
alle forze in campo, chiamiamo asimmetrici.
Lungo questa falsariga una folla sempre interessata ha ascoltato
i relatori parlare della Gran Bretagna contro gli Irlandesi, degli
Stati Uniti contro i Pellerossa, della Turchia contro gli Armeni,
della Germania nazista contro gli Ebrei, dell´Italia contro gli
Sloveni, di Israele contro i Palestinesi.
A nostro parere da segnalare, nella trattazione del genocidio
armeno, la presentazione di un punto di vista assolutamente
originale nella persona del medico francese Yves Ternon,
specializzatosi in una branca che potremmo definire, senza
offesa, “splatter”: medicina dei genocidi, ovvero ai metodi
usati dapprima per tenere in vita, senza spendere troppo, le
vittime degli olocausti, se sfruttabili a fini economici, e poi per
assassinarle. Impressionante!
Un altro tema correlato a quello di Patrie è inevitabilmente
quello dell´Identità, ed è tanto più da citare per due conferenze
che riguardano da vicino la nostra identità, nei chiari e
negli scuri, di Italiani. In due occasioni si è parlato dell´Italia
in particolare, prima in riferimento alla seconda guerra
d´Indipendenza del 1859 e poi trattando direttamente proprio
l´identità italiana in un confronto fra storiografia nostrana ed
europea basato sulle più recenti acquisizioni culturali.
Gli storiografi Lucy Riall e Christopher Duggan hanno mostrato
ancora una volta un interesse inglese per l´Italia che è forse
erede del mito garibaldino, costruito più dagli anglosassoni che
dagli italiani. Ed ancora una volta (già nell´edizione del 2008
del festival uno storico inglese aveva espresso questo parere)
guardando ad alcuni aspetti del nostro carattere nazionale,
e non li cito ma non sono pregi, hanno puntato il dito sulla
presenza plurisecolare di un trasversale partito papista sul
nostro territorio, sorretto, of course, dalla presenza sul territorio
teoricamente italiano di un´altra patria: quella della Chiesa.
Lasciamo le considerazioni ai nostri lettori aiutati, se lo
vogliono, dal libro di Duggan, giunto alla seconda edizione, dal
titolo che più italiano non si può: “La forza del destino. Storia
d´Italia dal 1796 a oggi”.
Chiudiamo ricordando un´iniziativa diciamo più “leggera”.
Ogni sera, per un gruppo di 99 persone iscritte in base alla
velocità d´adesione e non alle raccomandazioni, in un cortile
nel retro della libreria dell´Editrice Goriziana, si sono tenute
conferenze aventi come tema la cucina nella Storia. Tutte molto
interessanti, ed alla fine un buffet e vini offerti da prestigiose
case vinicole regionali.
La ciliegina sulla torta.
Claudio Pettirosso
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15 Konrad luglio-agosto 2009
fumetti
Mario Alberti: quel sogno chiamato
A tu per tu con il disegnatore triestino autore di una miniserie
targata Marvel
Sono passati alcuni anni dal mio ultimo incontro con Mario Alberti, ma francamente non mi sembra affatto cambiato.
Nessuna mutazione antropologica apparente, anche dopo la chiamata della Marvel e la miniserie dell´Uomo Ragno
che lo ha impegnato negli ultimi tempi. Insomma, potrei affermare con certezza che Alberti non ha sviluppato alcun
senso di ragno, non è un “arrampicamuri” e non passa le giornate a svolazzare lanciando ragnatele da un tetto
all´altro della città. Almeno non ancora...
La terza chiacchierata dedicata ai comics, nell´abituale salottino
multicolore di “Seconda Stella a Destra”, è con uno tra i disegnatori
più noti del panorama fumettistico internazionale. Mario Alberti
non ha bisogno di troppe presentazioni. Dai primi passi a Fumo
di China e all´Intrepido, al salto di qualità con Nathan Never e
Leggs Weaver per la Sergio Bonelli, passando
per le copertine di alcune importanti testate
Nome: Mario
dell´americana DcComics. Nel 2000 prende il via
Cognome: Alberti
la collaborazione con Luca Enoch che porterà
Nato a: Trieste
alla nascita di Morgana e in seguito, con i testi
Classe: 1965
di Kurt Busiek, a quella di Redhand, due serie
Professione: disegnatore (Marvel e non solo…)
pubblicate dall´editore francese Les Humanoïdes
Segni particolari: ha un “affezionato” vicino di
Associés. Per Alberti c´è però ancora una vetta
casa di nome Peter Parker…
da scalare: si chiama Marvel, la mitica “casa delle
Passioni: una metropoli chiamata New York
idee” d´oltreoceano. La conquista è datata 2008,
16 Konrad luglio-agosto 2009
con la miniserie X-Men&Spider-Man firmata da Christos Gage, già
pubblicata da qualche mese negli Usa e che uscirà in Italia il prossimo
autunno.
Ci racconti questa sua lunga avventura professionale con
l´Uomo Ragno...
E´ stata bellissima, il coronamento di un sogno. Pensi che fin da
ragazzino, quando appunto leggevo l´Uomo Ragno, speravo
di essere morso da un ragno radioattivo...! Essere riusciti a
disegnare Spider-Man è stato per me un traguardo davvero
importante, non solo da un punto di vista professionale, ma
anche emozionale e affettivo. Insomma, mi sono divertito
tantissimo, a partire dal numero d´esordio della miniserie che
è ambientata negli anni Settanta. Proprio nel periodo in cui, ad
esempio, c´erano Gwen Stacy, la compagnia degli amici al Coffee
Beat e tutti quei personaggi storici che animavano le avventure
dell´Uomo Ragno quando le leggevo da piccolo. Per realizzare
i disegni ho voluto documentarmi bene, andando a ripescare i
vecchi fumetti dell´epoca e le foto di New York in quegli anni. E´
stata un´esperienza veramente emozionante che però credevo
terminasse lì, anche perché i miei progetti erano soprattutto rivolti
alla continuazione di “Morgana” con Les Humanoïdes...
...progetti che invece hanno subito una brusca frenata...
Purtroppo sì. Les Humanoïdes Associés sono attualmente in
amministrazione controllata, quindi in un periodo non facile dal
punto di vista finanziario. Ho dovuto interrompere il progetto
su “Morgana” e passare ad altro, come ad esempio una storia di
fantasmi uscita l´anno scorso per l´editrice Soleil. E poi, appunto, è
saltato fuori il discorso con la Marvel, anche se aspetto comunque
di vedere quale sarà la sorte degli Humanoïdes. Francamente non
sono troppo ottimista. Sia a me che a Luca Enoch piacerebbe dare
una degna conclusione a “Morgana” - dopo quattro volumi e con il
quinto interrotto a metà - ma adesso il suo futuro non dipende da
noi.
Tornando all´Uomo Ragno, quando è uscita la miniserie negli
Usa e quando la vedremo in Italia?
Negli Stati Uniti l´ultimo dei quattro numeri è uscito lo scorso
marzo, mentre in Italia - almeno da indiscrezioni che mi sono
giunte dalla Panini - la miniserie dovrebbe essere presentata
il prossimo autunno, fra ottobre e novembre, a Lucca Comics.
Fortunatamente la mia collaborazione con la Marvel sta
continuando con reciproca soddisfazione. Nel numero 600 di
“Amazing Spider-Man” infatti, un numero celebrativo della serie,
dopo la storia principale disegnata da John Romita jr. che porterà
un grande cambiamento nella vita di Peter Parker, ci saranno delle
brevi storie disegnate da altri autori, fra cui una mia dal taglio
molto simpatico e divertente. Inoltre, proprio adesso, sto lavorando
al numero 601 di “Amazing” in cui ci sarà appunto lo sviluppo
di questo grosso colpo di scena che, per ovvi motivi, non posso
svelare. A seguire, dovrei iniziare una nuova miniserie, sempre su
testi di Gage. E poi vedremo un po´ cosa porterà il futuro...
Parliamo di rapporti con la Marvel: che tipologia di lavoro
usate?
Fin dai contatti iniziali, passando poi alla spedizione della
Spider-Man
nella pagina accanto:
Mary Jane, Peter
Parker e Gwen
Stacy (copyright©
Marvel)
sopra: Spider-Man e
Tempesta (copyright©
Marvel)
sotto: Tavola tratta dal
5° volume di “Morgana”,
ancora inedito
sceneggiatura e a quella delle mie tavole,
abbiamo comunicato solo via mail. Non c´erano
alternative, dal momento che abitiamo in posti
troppo lontani. Per fortuna lo scorso febbraio ho
conosciuto di persona sia Steve Wacker, l´editor di
“Amazing”, sia Christos Gage al ComiCon di New
York. E´ stato emozionante, fra le altre cose, fare il
giro della redazione della Marvel, oltre a quello della
DC con cui avevo collaborato in passato. Sono stato
accolto molto bene, ma la cosa che mi ha colpito di più
è stata New York. Una città fantastica, indescrivibile, dalle
dimensioni e dai colori eccezionali, che sprizza un´energia che
si avverte e si sente sulla pelle. Insomma, un posto dove ti sembra
che possa accadere davvero di tutto!
Per disegnare la miniserie “X-Men&Spider-Man” le hanno
chiesto qualcosa in particolare o le hanno lasciato carta
bianca?
Prima di tutto sono stati loro a contattarmi alcuni anni fa.
Conoscevano “Morgana”, “Redhand” e avevano visto le copertine
che avevo disegnato per la DC. Mi hanno chiesto se ero interessato
a lavorare per la Marvel, all´inizio proponendomi una storia solo
degli X-Men. All´epoca risposi che, amando sin da piccolo l´Uomo
Ragno, avrei preferito disegnare lui. Da qui è nata l´idea di una
trama che vedesse protagonisti entrambi e che ha portato appunto
alla miniserie “X-Men&Spider-Man”. Dal punto di vista stilistico non
mi hanno chiesto nulla di particolare. In effetti mi ero domandato
varie volte se il mio tratto, definiamolo pure “europeo”, sarebbe
stato adatto e sarebbe piaciuto al pubblico americano. Invece,
fin dalle le prime tavole che ho spedito, ho trovato solo consensi
e anche i giudizi della critica sono stati positivi. Forse era proprio
quello che la Marvel cercava: uno stile e un disegno diversi da quelli
americani che portassero una ventata d´aria fresca e di novità.
Collaborare con la Marvel in che cosa l´ha arricchita o
cambiata?
In realtà mi sento cambiato dopo ogni cosa nuova che faccio. Per
me ogni esperienza è una sfida e un´occasione per migliorare.
Cerco sempre che sia la storia a guidare un po´ il mio disegno,
senza per questo rinunciare alla mia identità e al mio tratto. La
trama ha però le sue esigenze, in termini narrativi e stilistici, per
cui un minimo di “adattamento” ci deve essere per forza. Ecco
perché ogni volta si impara qualcosa di nuovo e di stimolante. La
caratteristica principale nel disegnare i supereroi, ad esempio, è
legata all´anatomia, sfoggiata in primo piano. E´ stata la cosa che
all´inizio mi ha messo abbastanza in difficoltà, dal momento che
ero abituato a vestire i personaggi che realizzavo. E´ stato un lavoro
impegnativo che però mi ha fatto crescere professionalmente.
Amo curare i dettagli di una storia, documentandomi sul periodo
storico in cui è ambientata, e prediligo i personaggi femminili,
come ad esempio Tempesta. L´unica cosa, invece, che mi mette in
crisi è la visiera di Ciclope. Può sembrare strano, ma è il particolare
che ancora mi risulta “indigesto” a disegnare...
Cosa ne pensa dei laboratori di fumetto? La stimola insegnare
e con quale spirito affronterà questa nuova esperienza a
“Seconda Stella a Destra”?
Mi è sempre piaciuta l´idea di insegnare. Capita di frequente
che tanti ragazzi mi mostrino i loro disegni, sperando di riuscire
a far diventare una passione anche una professione. So quanto
è difficile riuscire in questo mestiere, per cui solo l´idea di poter
aiutare qualcuno a trovare la sua strada, a muovere i primi passi
o ad affinare la sua tecnica, la trovo davvero interessante. Al di là
del classico laboratorio di disegno, mi piacerebbe affrontare nei
corsi anche argomenti specifici, come l´anatomia, la narrazione o la
sceneggiatura nel fumetto.
Per concludere una curiosità: qual è l´ultima cosa che ha
disegnato oggi e quale sarà la prima che disegnerà domani?
L´ultima cosa che ho disegnato oggi è la casa di zia May, mentre la
prima che disegnerò domani sarà... Peter Parker assieme ai tanti,
tantissimi parenti dell´intramontabile zia...
Claudio Bisiani
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17 Konrad luglio-agosto 2009
Cinema
Uomini che odiano le donne e CASH
Poliziesco made in Europe
Lo confesso: prima dell’uscita del film Uomini che odiano
le donne non avevo mai sentito parlare di Stieg Larsson e
nulla sapevo della trilogia “Millennium”. Il primo romanzo è
stato pubblicato in Italia nel 2007 da Marsilio, ma il genere
poliziesco è fuori dalla mia sfera di interessi. Sapevo che gli
svedesi stravedono per i gialli, basti pensare al successone
delle inchieste dell´ispettore Wallander (scritte da Henning
Mankell, edite sempre da Marsilio dal 1998) da cui
è tratta una serie TV trasmessa di recente o ai meno
noti (ma assai belli) libri di Sjowall-Wahloo. Poi mi
sono documentato e, utilizzando il meraviglioso
strumento chiamato Internet, ho appreso che
Larsson iniziò a scrivere romanzi appena a 49
anni, poco prima di morire d’infarto il 9 novembre
2004. Prima fu soprattutto un giornalista, attivista
per i diritti umani, fiero oppositore del razzismo e
dell´estremismo di destra, consulente di Scotland
Yard e del ministero di Giustizia svedese. E proprio
col successo mondiale della serie “Millennium”,
sarebbe diventato ricchissimo, a dimostrazione che
in qualche rara occasione si possono fare i soldi
pure con l´impegno politico antifascista. Anche
se a volte arriva il castigo divino sotto forma di un
colpo al cuore. Altra curiosità: per 32 anni Larsson
convisse con l´amore della sua vita, l´architetto
Eva Gabrielsson, senza mai sposarsi e al momento
della morte non c´era nessun testamento, per cui
tutta la cospicua eredità finì nelle mani del padre
e del fratello, con i quali non parlava da decenni.
Alla povera e alle organizzazioni antirazziste non
andò il becco di un quattrino. Forse i sostenitori
dell´utilità del matrimonio non hanno tutti i torti.
Ma torniamo al film. Quando il regista Niels Arden
Oplev fu interpellato, era come me: non aveva mai
letto Larsson. Il film però è un ottimo lavoro. Parte
da un vecchio miliardario che vuol ritrovare la nipote
scomparsa quarant´anni prima. A indagare sotto
lauto compenso viene chiamato un giornalista
caduto in disgrazia (l’attore Mikael Niqvist) che a sua
volta si vede costretto a chiedere aiuto alla hacker
Lisbeth Salander (Noomi Rapace). Spiazzante veder
correre in sala milioni di persone per un film non americano e
privo di attori famosi. Strano pure che il pubblico si affezioni
a questi gelidi personaggi: un uomo di mezza età un po’
acciaccato e una ragazzina anoressica, bisessuale e seguita
dai servizi sociali. Sullo sfondo, una Svezia livida, dominata
da grossi finanzieri pieni di scheletri nell´armadio, mentre i
fantasmi del nazismo riappaiono dal nulla proprio quando uno
meno se lo aspetta. Sconsiglio Uomini che odiano le donne ai
fan di inseguimenti mozzafiato, esplosioni e mirabolanti effetti
speciali. Nel film di Oplev non c´è nulla di tutto ciò: è basato
sul personaggi, anche se non mancano scene drammatiche,
soprattutto dal punto di vista della violenza sessuale. La
mostruosità dello stupro viene mostrata in maniera fin troppo
esplicita, con realismo e particolari agghiaccianti mai visti in
nessun film americano. E devo applaudire la brava giovane
attrice Noomi Rapace, che per entrare nella parte della hacker
Lisbeth ha dovuto farsi ricoprire il corpo con decine di piercing e
tatuaggi. Piccola e incazzosa, Lisbeth potrebbe essere definita la
prima icona femminile del terzo millennio: alla violenza risponde
con la vendetta. Il pubblico rimane spiazzato, ma poi se la gode
quando lei restituisce con gli interessi il dolore provocatole dagli
uomini che odiano le donne. Forse calca un po´ troppo la mano,
ma va bene così. Complimenti alla Svezia che manda un ottimo
prodotto cinematografico e controbatte il monopolio culturale
americano. Arriva invece dalla Francia un altro piccolo gioiello,
CASH. Anche se il doppiaggio tenta di affossarlo: la prima cosa
detta nel film “per ogni truffa ci vuole un pollo”. E lo schermo si
riempie di piccioni. Come mai? Più avanti, agli incapaci rovinati
dal loro stesso imbroglio viene regalata una scatola con una
penna di piccione, ma tra lo stupore e il disorientamento degli
spettatori il doppiaggio continua a parlare di polli. Il mistero è
presto risolto: in italiano la vittima di una truffa viene chiamata
“pollo”, in Francia “piccione”. Malgrado il doppiaggio scadente,
il regista Eric Besnard ha tutta la mia gratitudine, perché con
CASH mi fa compiere un vero e proprio viaggio nel tempo: tutto
ricorda alcuni piccoli capolavori del cinema brillante francese
anni ´60, come il celeberrimo Uomo di Rio (1964) di Philippe De
Broca, dove Jean Paul Belmondo impazzava in Brasile alla ricerca
della fidanzata scomparsa. CASH racconta beffardamente truffe
e truffatori, e il gioco sta tutto nello scoprire chi sarà l´ultima
vittima. Lo si scopre in una serie di finali e sottofinali a sorpresa
dei quali non parlerò affatto. Deliziose musiche di Jean-Michel
Bernard che ricordano quelle del famoso Sette uomini d´oro di
Marco Vicario (1965) e buona performance del semisconosciuto
protagonista Jean Dujardin, accompagnata dall´ottimo livello
di recitazione degli attori di contorno, tra cui segnalo il ben più
noto Jean Reno nella parte di un ladro internazionale, la nostra
Valeria Golino che fa la poliziotta cattiva e Alice Taglioni (una
spilungona che unisce statura notevole e irresistibile fascino
femminile). Attenzione, in film così niente è come sembra e le
trovate si susseguono una dopo l´altra come fuochi d´artificio.
Non certo un capolavoro, ma per gli spettatori disposti a stare al
gioco è una buona occasione per passare due ore divertenti in
sana allegria. Di questi tempi, non è poco.
Gianni Ursini
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Teatri di confine
MittelFest ricomincia da tre
Dopo l’era Moni Ovadia, il Mittelfest punta a un trittico di qualità per la direzione artistica, affidata a Furio Bordon per il teatro,
a Walter Mramor per la danza e a Claudio Mansutti per la musica. Il programma del 2009, ancora in via di realizzazione, dedica
questa nuova edizione ai vent’anni dal crollo del Muro di Berlino. Dal 18 al 26 luglio, quindi, giungeranno a Cividale numerosi artisti
dell’area mitteleuropea. A inaugurare il festival sarà, come da tradizione, un evento speciale. Qualche indiscrezione aveva addirittura
suggerito il nome dei Pink Floyd per questo evento, ma l’ipotesi è tramontata abbastanza presto. Sono certi, invece, i tre percorsi
tematici che Furio Bordon ha annunciato per il teatro sotto il segno di Kafka. ‘Vittime e carnefici’ recupera il racconto ‘Nella colonia
penale’, attraverso la mediazione interpretativa di altri autori, ‘Dentro e fuori la normalità’ si sviluppa da ‘Una conferenza accademica’
e infine ‘Genitori e figli’ non può che partire dalla ‘Lettera al padre’ per agganciare Handke e Simenon.
S.C.
“Fare mondi”
alla Biennale
Un telefono che squilla in continuazione, mani che si intrecciano,
un cadavere (finto) in una piscina (vera?), un giardino di piante
inquietanti, libri sospesi e galassie. Tutto questo e molto altro
si può trovare alla Biennale di Venezia, dal 7 giugno al 22
novembre (orario 10-18). Curata da Daniel Birnbaum, l’importante
rassegna d’arte contemporanea giunta alla 53esima edizione
porta quest’anno il titolo: ‘Fare mondi’. Come spiega l’attuale
neo-direttore l’opera d’arte è più di un oggetto e molto più di
sopra: Opera di Tomas Saraceno
sotto: Finto cadavere del padiglione nordico
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una merce: l’artista, con il suo lavoro, costruisce una visione del
mondo, anzi, un mondo, che può essere condiviso.
Un titolo che mantiene le sue promesse: nonostante le due ore
canoniche di treno per chi viene da Trieste e le file per il traghetto
e per il biglietto (18 euro quest’anno, alla faccia della crisi...),
si ha veramente la sensazione di entrare in nuove dimensioni.
Artistiche, sia ben chiaro, ma pur sempre in grado di restituire al
visitatore un vasto panorama dello stato dell’arte contemporanea
mondiale. Tastare il polso all’arte, magari per gioco, per curiosità
o anche solo per dire: “questo lo sapevo fare anch’io”, è un buon
esercizio di cultura attiva che offre imprevedibili scatti di genialità
anche al più scettico dei non addetti ai lavori.
Sarebbe stato impossibile descrivere in questa sede tutte le
esposizioni dei 77 paesi partecipanti, dislocate tra i Giardini
e l’Arsenale, per questo ci siamo limitati a pescare in modo
totalmente arbitrario tra i padiglioni, tralasciando, per motivi di
tempo, l’Arsenale e concentrandoci sui Giardini. Il telefono che
squilla si trova, ad esempio, nel padiglione russo, e fa parte di una
serie di opere sul tema emblematico della “vittoria sul futuro”. Ne
è l’autore Gosha Ostretsov, che fa entrare il visitatore in una sorta
di bunker, nel bel mezzo di una guerra del passato: c’è, appunto,
un telefono che suona in continuazione, mentre un ufficiale, con
gesti meccanici, firma una missiva, ma se si va a vedere più da
vicino sono ghirigori incomprensibili. Come le guerre per chi le fa
e per chi le subisce.
Le mani che si intrecciano sono opera di Bruce Nauman,
vecchia conoscenza dell’arte contemporanea, e sono esposte al
padiglione degli USA. A prima vista sembrerebbe gioioso vedere
questa vera e propria danza di mani che si danno la mano, tranne
per il fatto che manca il resto del corpo. In questo modo si fa
presto a scivolare dalla gioia apparente all’orrore grottesco, del
resto confermato da un’altra sala piena di teste che cozzano tra
di loro o si fondono, a scelta. Il cadavere nella piscina, che per
fortuna è finto, ma sembra vero, è un’installazione del padiglione
danese e nordico. Ciò che fa più impressione non è tanto la scena
in sé, ma la reazione degli astanti, che, come purtroppo a volte
succede in situazioni reali, si mettono allegramente a fotografare
il corpo, seguendo un macabro cortocircuito.
Il giardino di piante inquietanti è un’installazione della svedese
Nathalie Djurberg. Anche qui, all’inizio sembra di entrare nel
giardino dell’Eden, con piante gigantesche e lussureggianti,
ma poi si comincia ad avvertire una certa inquietudine: questa
frutta dai colori vivaci, a chi è destinata? E questi fiori enormi, chi
li coglierà? I libri sospesi, che poi son dizionari di lingue diverse,
sono opera di Richard Wentworth e, infine, le affascinanti galassie
fatte di corde elastiche, ulteriore esempio di come si fanno mondi
in laguna, sono di Tomas Saraceno.
Stefano Crisafulli
L’estate si caratterizza soprattutto per il caldo quasi insostenibile
che ci costringe a cercare l’acqua in modo disperato. L’afa, il
calore, il sole, ci fanno sudare e perdere ingenti quantitativi
di acqua corporea, insieme a importanti sali minerali ed altre
sostanze.
La ricerca dell’acqua e del fresco condiziona
inevitabilmente le nostre scelte quotidiane in
modo spesso incontrollabile: quando abbiamo
sete, beviamo la prima cosa liquida e fresca che
ci viene proposta, senza troppi pensieri sulla sua
possibile genuinità.
Quali sono le principali fonti di acqua da bere
che solitamente usiamo? Prima di tutto le bevande
gassate, come la coca cola, l’aranciata e così via. Presi
dalla sete dimentichiamo di verificare sull’etichetta la loro
composizione, e così non ci accorgiamo che queste in genere
contengono grossi quantitativi di zucchero, sono
colorate con additivi chimici, il loro gusto deriva da
aromi artificiali, e in alcuni casi contengono addirittura
caffeina. Una famosa aranciata in commercio viene
pubblicizzata con la scritta: “Sole arance rosse di Sicilia”
quando in etichetta sono presenti solo al 12%, mentre
troviamo anche coloranti artificiali (per dare il rosso) e
aromi chimici (per dare il gusto di arancia).
Dal punto di vista della salute, queste bevande sono
dannose, soprattutto per i giovani che sono anche
i principali consumatori. Accusate da anni di essere
responsabili di malattie come il diabete, l’obesità e
molto altro, ancora godono dei favori dei mass-media
e nessuno osa scontrarsi apertamente perché il potere
economico di queste multinazionali è spaventoso e
incontrastabile dal singolo consumatore.
Se i giovani bevono bibite, gli adulti preferiscono il
vino e soprattutto la birra per dissetarsi. In effetti,
l’alcol, essendo un dilatatore dei vasi sanguigni,
permette di sostenere meglio il caldo. Questo aspetto positivo
comunque non bilancia quelli negativi che conosciamo
purtroppo molto bene, per cui non ci soffermiamo oltre.
Quali alternative rimangono? La prima e la più scontata è la
semplice acqua. Bistrattata dai giovani che preferiscono le bibite
(negli Stati Uniti la coca cola è più venduta dell’acqua in bottiglia
e paradossalmente costa meno), l’acqua è l’unico liquido in
grado di dissetare veramente. A temperatura ambiente o
leggermente fresca, ma non gelata, fornisce un piacevole senso
di dissetamento, senza apportare altre sostanze, senza calorie,
senza controindicazioni.
Un’unica avvertenza: il vetro è l’unico materiale sicuramente non
tossico, mentre per la plastica ci sono molti dubbi, soprattutto
quando lasciata al sole e al caldo (come spesso avviene nei
piazzali dei supermercati).
L’acqua di rubinetto? Molti ricercatori sollevano dubbi sulla
sua salubrità. E’ potabile ma non per questo può essere sana,
soprattutto in città grandi e di pianura.
Vorremmo a questo punto suggerire un’alternativa spesso poco
presa in considerazione: il cibo. Il fabbisogno giornaliero di
acqua, più elevato d’estate che d’inverno, può essere soddisfatto
anche con il consumo di alimenti contenenti acqua. Parliamo
soprattutto di frutta e verdura, in estate particolarmente ricche
di acqua. Basti pensare che anguria e melone ne contengono al
95% (1 kg di anguria contiene quindi quasi un litro di acqua!).
Quasi tutta la frutta varia da un minimo dell’80% ad un massimo
del 95% e per la verdura le percentuali sono solo poco più basse.
Un’alimentazione quindi ricca di frutta e verdura fresche e
di stagione garantirà la maggior parte dell’acqua necessaria
all’organismo.
Quando consumarla? Mai dopo i pasti perché rende indigesto
tutto quanto, fermenta e produce acidità. L’ideale è alla mattina
con una colazione a base di frutta (e volendo un poco di yogurt
intero), oppure come spuntino circa 1 ora prima del pranzo, nella
merenda pomeridiana. Può addirittura sostituire un pasto intero.
I vantaggi sono notevoli: l’apporto di acqua molto pura,
pochissime calorie (5 kg di anguria hanno meno calorie di
un etto di formaggio fresco!), molti sali minerali e vitamine,
zuccheri semplici, sostanze benefiche per l’organismo come gli
antiossidanti.
Infine, sempre in tema di alimentazione, in estate occorre
ridurre tutti quei cibi che aumentano il fabbisogno di acqua:
stiamo parlando dei cibi secchi, come il pane, i biscotti e in
generale tutti i prodotti da forno, e di quelli con poca acqua,
come la carne e il pesce, i formaggi e i salumi, i fritti e i cibi cotti
a lungo. Occorre evitare i cibi molto salati, perché il sale obbliga
il corpo a trattenere acqua e quindi ne aumenta la sua richiesta.
Tutti questi cibi mettono sete e ci costringono a bere durante
i pasti, abitudine dannosa perché si diluiscono i succhi gastrici
compromettendo la digestione.
Vorremmo concludere con una considerazione generale:
lo stile di vita moderno ci ha abituati a consumare lo stesso
cibo per tutto l’anno. I menù hanno sempre minor variabilità
stagionale. Però, se osserviamo la natura noteremo che essa
è estremamente variabile, dandoci ad esempio frutti molto
acquosi in estate e più asciutti in inverno. Esistono ragioni
profonde di ciò e la maggior parte di queste ha a che fare con la
salute.
Nadia e Giacomo Bo
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Toni lamponi
alimentazione
20 Konrad luglio-agosto 2009
Estate... che caldo!
Dissetarsi con il cibo
gelateria
Campo Belvedere
La dichiarazione di guerra
(non) è stata consegnata...
Il 10 giugno di sessantanove anni fa questa frase, in affermativo,
segnò l´inizio del destino tragico della generazione di mio padre.
Il documento segnava, per volere di uno, il destino di molti e lo
legava ad un pezzo di carta. Di questi tempi un altro documento
doveva segnare il nostro destino e quello della terra e delle
nostre genti. Si tratta (uso il presente perché ancora in giro nelle
carte della Regione) della proposta di legge sulla coesistenza
tra l´agricoltura convenzionale, biologica ed OGM, che doveva
andare al vaglio della Commissione Agricoltura per poi
approdare in Aula prima delle ferie estive. Questo documento
rappresenta il “cavillo di Troia” degli OGM ai quali viene conferita,
con blande cautele, la possibilità di essere introdotti e coltivati.
Il documento, caldeggiato da quelli di Futuragra (la lobby pro
OGM) e appoggiato da alcuni consiglieri regionali filo-agrari
(UDC e PdL) è stato momentaneamente parcheggiato in attesa
di tempi migliori. Credo ci siano stati tre fattori concomitanti.
Il primo, le elezioni per le quali era meglio non sollevare puzze
visto il cattivo gradimento di certa “monnezza” da parte degli
elettori già incazzati con discariche ed elettrodotti. In secondo
luogo, al trionfalismo di Futuragra il sottoscritto ha risposto
colpo su colpo in tutte le occasioni e circostanze possibili.
Soprattutto i giornali locali hanno dato spazio alla polemica
ed i riscontri positivi alle nostre tesi non hanno avuto repliche.
Che siano stati terrorizzati dalla truppa che s´addestrava
alla “Caserma Konrad” ? Mah, boh,...buttiamola in ridere
mantenendo la guardia alta comunque. Altro fattore, non
secondario a mio avviso, sono state le dichiarazioni politiche
di Violino e di Zaia (sembrano gli unici verdi in circolazione!),
nonché le prese di posizione delle inquiline della “Casa Bianca”
e di Buckingham Palace. Molto interessante la Zaia-posizione,
in quanto egli stesso ha dichiarato di essere stato “pressato”
dall´ambasciatore USA Spogli affinché sollecitasse l´introduzione
degli OGM. Molto diplomaticamente (ti pareva!) il Ministro,
mostrando presumo le scarpe sporche di terra, ha risposto che
gli OGM potranno essere coltivati solo dopo una attenta, seria,
ponderata sperimentazione scientifica rigorosamente italiana.
Conoscendo i nostri tempi biblico-scientifici ed il denaro a
disposizione, si può immaginare abbia detto un NO tondo
(anche a Tondo) e inequivocabile, solo incartato nel tipico
linguaggio curial-politico esclusivamente italiano. Questo fa
ben sperare e, se verranno accolte le richieste di Aprobio per il
lavoro di sperimentazione sulla via biologica al seme autoctono
del mais, ci sarà un buon motivo di speranza affinché simili
schifezze restino dove le producono. Lo sapete che l´Austria ci
chiede mais biologico in grande quantità perché siamo liberi da
OGM? E sapete dove va il mais una volta trasformato in amido?
E´ destinato al mercato statunitense per applicazioni speciali
ogmfree. Incongruenze della globalizzazione, visto che dall´altra
parte spingono a vendere ciò che non vogliono comprare. Bene,
per ora sono all´angolo e pertanto vi posso dare in tranquillità
il “rompete le righe” mandandovi in licenza e attendendovi per
il rientro dove dovremo addestrarci al prossimo avversario,
cioè il “Codex Alimentarius” che andrà in vigore alla fine di
quest´anno. Assumete informazioni (internet, giornali, ecc) su
questo subdolo nemico burocratico che normerà strettamente,
restringendo le libertà e le tradizioni plurisecolari dei popoli,
il nostro tipo di alimentazione. E´ un pericolo per noi bio:
ci dovremo confrontare con una scienza che vuole rendere
la Natura sterile come una sala operatoria. Contro questo
abominio, e per prepararvi, riposatevi e tornate freschi ed
abbronzati.
Vi saluto e buone vacanze.
Graziano Ganzit  Commenta l’Articolo!
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Per una spesa di stagione...
21 Konrad luglio-agosto 2009
FRUTTA: Albicocche, fragole, lamponi, mele
precoci, more, mirtilli, pere, pesche, pesche noci,
prugne, meloni. VERDURA:
Aglio, anguria, bietole rosse,
basilico, bietole costa, carote,
cavolfiore, cavolo cappuccio,
cetriolo, cicoria da tag lio, cime
di rapa, cipollotti, fagioli freschi, fagiolini, lattuga da taglio,
lattuga da cespo, melanzane,
peperoni, piselli, patate, pomodori, prezzemolo, radicchio
da cespo, ravanelli, rucola, spinaci, valerianella,
zucche, zucchine.
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colonna vertebrale
Mal di schiena e attività fisica:
istruzioni per l’uso
Il mal di schiena è spesso il motivo dell’abbandono di ogni
tipo di attività fisica/sportiva perché ritenuta l’origine di tutti i
dolori. Molte volte però vi sono dei fattori scatenanti che non
sono legati al movimento fisico ma piuttosto alla mancanza di
questo, associata a scorrette abitudini quotidiane.
Fattori di rischio
Tra i fattori di rischio per il mal di schiena spiccano la
sedentarietà, il sovrappeso, le scarse o insufficienti
condizioni fisiche atte a sostenere sforzi pesanti
o ancora, le posture scorrette prolungate. Da ciò
deriva che un esercizio adeguato possa aiutare sia
coloro che vogliono prevenire un episodico mal
di schiena, sia quelli che vogliono minimizzarne le
ripercussioni.
Infatti, recenti statistiche scientifiche
internazionali ritengono che il riposo, dopo un
attacco di lombalgia non sia la cura migliore
ma anzi, se protratto troppo a lungo, rischia di
peggiorare la situazione, soprattutto in termini di
recidive, disabilità e cronicizzazione del problema.
Normalmente accade però che la comparsa di
dolore o sintomi venga
affrontata con l’abbandono
istintivo di ogni forma di
movimento, determinando
così un generale
indebolimento della
muscolatura interessata.
Ciò a sua volta implica un
aumento del dolore, che
inevitabilmente si traduce in
ulteriore riposo, peggiorando
nuovamente i sintomi. È
dunque opportuno allenare
i muscoli ad essere più
forti, resistenti ed elastici
offrendo una maggiore
stabilità della colonna
vertebrale; interrompendo
così una spirale morbosa che
altrimenti porterebbe alla
CHIEDI agli esperti
[email protected]
Buongiorno. Mi rivolgo a voi perchè soffro di lombalgia da alcuni anni e
mi è stato consigliato di nuotare a dorso ma non ho capito il motivo. So
solo che quando esco dalla vasca sto peggio di prima. Devo continuare?
Parlare di lombalgia è troppo generico. Esistono diversi sottogruppi di
dolori lombari riconducibili a cause differenti. Anche il suo peggioramento/
miglioramento va interpretato e capito a fondo. Per casi come il suo, una
valutazione funzionale è indispensabile per mettere in luce quali sono le
attività; posizioni; gesti che la migliorano e/o peggiorano.
Potrebbe accadere che la posizione che Lei addotta durante lo stile a dorso è
PER LEI una posizione da evitare, e magari scoprire che lo stile a “rana” è quello
più benefico. Provi a variare stile ed ascoltare come si modificano i sintomi
prima e dopo la sessione di nuoto.
Dott. Tiziano Babic
22 Konrad luglio-agosto 2009
cronicizzazione. Sembra pertanto banale dire che praticare
un’attività fisica faccia bene a tutti, ed in particolare a coloro
che soffrono di mal di schiena. Questa affermazione, per
quanto corretta, può nascondere alcune insidie!
L´approfondimento
Innanzitutto è necessario distinguere se la persona che
deve accostarsi ad un’attività fisica è sana o soffre di disturbi
lombari, dorsali o cervicali:
- nel primo caso la scelta avrà lo scopo di prevenire eventuali
sintomi, stando attenti però che alcuni gesti sportivi, se
eccessivi o mal eseguiti possono comportare, a lungo andare,
dei problemi.
- nel secondo sarà suggerito un esercizio di mantenimento
e ricondizionamento, una volta superata la fase “calda” della
patologia.
Se nella prima ipotesi non ci sono grosse controindicazioni
nella scelta del lavoro da svolgere, nel secondo caso invece
bisogna fare un po’ d’attenzione a quale attività viene
intrapresa.
E allora che fare?
E’ sempre valido il binomio attività fisica/lombalgia?
Che attività è più indicata per chi ha mal di schiena?
La risposta non è semplice, tuttavia la guida più attendibile
nel farci capire cosa e quanto si possa fare a livello motorio
è il dolore stesso: se esso compare durante o subito dopo la
fine di un allenamento, si è in una fase troppo precoce per
la suddetta attività, oppure è il caso che in questa vi siano
movimenti o posizioni provocative del dolore che, se fatta una
corretta diagnosi fisioterapica, vengono individuate e a loro
volta sconsigliate o modificate.
Fermo restando che fare dell’attività fisica è importante,
bisogna capire di caso in caso, quale è quella più adatta a
ciascuno di noi.
Una corretta valutazione fisioterapica permette di
impostare un opportuno programma di trattamento e
ricondizionamento ed individuare il momento più consono
per iniziare un’attività fisica e le modalità con cui eseguirla.
Da questa risulterà ad esempio che il nuoto non è SEMPRE la
soluzione più adatta ad ogni tipo di rachialgia; in alcune sì, ma
in altre può essere dannoso.
Prendiamo in esame tutte le persone che non sanno
nuotare o che NON essendo provviste di una buona tecnica
potrebbero peggiorare la situazione! Inoltre è discutibile
allenare una “colonna vertebrale” in condizioni di assenza di
gravità quando invece, durante il giorno, si è costantemente
sottoposti a questa forza. In linea di massima, per avere dei
benefici bisogna praticare un’attività fisica con continuità 2-3
volte alla settimana e sopratutto bisogna trarre piacere da
quello che si fa, dopo aver verificato che questo non provochi
un peggioramento dei sintomi.
Tiziano Babic
Marco Segina
cinofilia
Dove vado a prendere il cane?
Finalmente abbiamo deciso... nella nostra casa entrerà un
cane! A questo punto insorge un grande dubbio: “dove vado
a prendere il cane che tanto desidero?” Forse a molti questa
sembrerà una domanda banale ma innanzi tutto se si tratta
di un cane di razza la domanda che segue è: “mi rivolgo ad
un allevamento oppure ad un privato?” Anche se non è
mia intenzione, solleverò un gran polverone ma solo con la
speranza di chiarire e non annebbiare
la risposta che vi siete già dati. Molti
CHIEDI ALL’ESPERTO
[email protected]
attribuiscono alla situazione familiare
maggiori attenzioni, affetto e tempo
Ho sentito voci secondo cui non tutti gli
dedicato, ritenendo che il fattore
addestratori di animali sono affidabili,
guadagno venga in secondo piano. Ciò
anzi è meglio stare attenti specialmente
che rispondo a chi favorisce questa
a quelli che tengono il tuo cane lontano
scelta a discapito dell´allevamento è
per giorni, ho sentito parlare di percosse,
una parola sola: professionalità. E´ pur
violenze, restrizioni, ecc. Può essere vero?
vero che per certi versi può sembrar così,
Grazie e continua così. Alberto
però bisogna mettere sul piatto della
Ciao Alberto, la cinofilia moderna per
bilancia anche il fattore responsabilità
fortuna si avvale del metodo definito gentile,
e soprattutto il fatto che il guadagno
del quale parleremo approfonditamente
derivato dalla vendita dei cuccioli da
più avanti. Purtroppo ancora oggi ci sono
parte di un allevamento, deve essere
pseudo addestratori che utilizzano la
certificato ed offre il sostentamento
coercizione, se poi possono agire senza la
all´allevatore ed alla sua eventuale
presenza del proprietario o approfittando
famiglia. A questo punto è d´obbligo
della sua scarsa conoscenza, sicuramente
ritenere che l´immettere sul mercato
riescono ancor meglio nel loro intento.
un animale con reali o possibili difetti
fisici non può altro che screditare il
nome dell´allevatore e quindi negargli
l´unica fonte di sostentamento. Un bravo
allevatore sa perfettamente quali siano
i suoi obblighi e doveri, nonché le sue
eventuali responsabilità; pertanto, deve
essere il più professionale possibile, cosa
che invece non rappresenta un obbligo
per un cittadino qualunque che desidera
far accoppiare il proprio cane. Attenzione
però, non voglio fare di tutta l´erba un
fascio e quindi mi riconduco a quanto
scritto nell’articolo apparso sullo scorso
numero di Konrad e cioè che ci si deve
CHIEDI ALL’ESPERTO
[email protected]
Spesso, dopo una passeggiata sul Carso,
spazzolando il mio cane, trovo alcune
zecche anche se uso l’antiparassitario.
Cosa mi consigli di fare?
Innanzitutto l’antiparassitario deve essere
applicato regolarmente, seguendo le
indicazioni sul prodotto. Anche pochi giorni
di ritardo nell’applicazione permettono
ai parassiti di agire. Se si usa un prodotto
in gocce, è bene aprire bene il pelo ed
accertarsi che raggiunga la cute, se il pelo
è molto folto o lungo può essere necessaria
una dose leggermente maggiore di quella
consigliata in base al peso dell’animale.
Alcuni antiparassitari, poi, hanno bisogno di
qualche tempo per agire ed il fatto di trovare
alcune zecche dopo una passeggiata non
significa che il prodotto non funzioni.
23 Konrad luglio-agosto 2009
sempre rivolgere ad un professionista ben inserito nel mondo
cinofilo. Infatti, sono numerosi i cani acquistati/adottati presso
famiglie che non danno alcun tipo di problema caratteriale né
tanto meno fisico. Se si è deciso di rivolgersi ad un allevamento,
sarà opportuno non andare in quelli che trattano diverse razze,
situazioni che fortunatamente vanno diminuendo, questo per
evitare un´ovvia superficialità ed l’interesse esclusivo verso
il guadagno; se invece si è deciso per la cucciolata allevata
presso una famiglia, assicuratevi di vedere tutti i certificati
che vi possano garantire lo stato di salute dei due genitori e
soprattutto di poterli vedere materialmente, non attraverso
belle quanto inutili fotografie. Se invece di un cucciolo di razza
abbiamo deciso di adottare un cane “fantasia” (più conosciuto
come bastardino o meticcio) e magari portarlo via da un canile?
Qui sollevo un altro polverone! Molte persone ritengono che
questo sia il vero atto d´amore verso un cane dimenticando che,
quale essere vivente, l’animale fonda la sua conoscenza e quindi
il comportamento sulle esperienze fatte sino a quel giorno. Se
la storia di un cane è costituita da una situazione di disagio,
questi si sarà sicuramente adattato a quella determinata
situazione, adottando dei comportamenti che ne preservino la
vita; quindi, se l´essere aggressivo lo ha preservato, non si può
pretendere che tale comportamento non venga riproposto
ogni qual volta il cane veda lesa la propria incolumità od il
possesso di una fonte di sostentamento. Non è sufficiente
offrire un giaciglio comodo o un pasto caldo e sicuro, per avere
al proprio fianco un cane equilibrato e tollerante a qualsiasi
pulsione negativa e la difficoltà nel gestire questo tipo di cane
sarà maggiore se l´età del soggetto è avanzata. Come sempre,
non generalizziamo perché contrariamente ai concetti sopra
esposti, conosco diverse famiglie che hanno adottato un cane
e non hanno avuto alcun problema. Quello che desidero però è
informare per evitare quel traumatico dentro - fuori dal canile di
un essere vivente che ha, come unica colpa, quella di vivere in
un posto sbagliato nel momento sbagliato. Ed eccoci alle vostre
domande:
Giovanni Tius
Associazione Cinofila “TOUCH PET”
Per trascorrere un’estate tranquilla
é tempo di andare al mare, molti cani amano nuotare e giocare o stendersi nell’acqua. Il movimento, l’aria ed
il sole li rendono sani e felici. Con pochi accorgimenti possiamo eliminare gli eventuali fastidi di una giornata
sulla spiaggia. Ricordiamoci sempre che i cani appoggiano le zampe direttamente sul terreno (vale anche per
l’asfalto in città), il quale nelle ore più calde potrebbe essere rovente. Sudano soltanto attraverso la lingua ed
i polpastrelli, per questo può essergli difficile raffreddarsi: è importante quindi tenerli all’ombra e bagnarli o
permettergli di farlo spesso. Durante le passeggiate in città è opportuno portare con sé una bottiglia d’acqua
con cui bagnare, ogni tanto, la testa, le orecchie e la pancia del cane. Ve ne sarà grato, anche se l’operazione sul
momento può infastidirlo.
Dopo una giornata al mare, sarà bene sciacquare con cura il mantello del nostro cane perché sappiamo bene
che la salsedine, quando è asciutta, provoca prurito soprattutto sulla schiena ed il cane, grattandosi, potrebbe
procurarsi delle lesioni. Se il soggetto ha una pelle molto sensibile, alla fine del risciacquo, possiamo diluire una
minuscola quantità (una punta di coltello) di balsamo per cani in un paio di litri d’acqua e, con questo, cospargerlo massaggiando per raggiungere la cute. Se si tratta di un soggetto a pelo lungo, è importante che venga
spazzolato accuratamente per togliere il pelo morto prima di entrare in acqua altrimenti è molto probabile che
il mantello si infeltrisca. Anche in questo caso dopo averlo sciacquato, useremo il balsamo diluito.
NEGOZIO PER ANIMALI
Federica Veos
i PREZZI PIù BASSI DI TRIESTE
VIALE Raffaello SANZIO 2
APERTI DAL LUNEDì AL SABATO
TEL. 040 9990060
CONSEGNE A DOMICILIO
amnesty: rapporto 2009
Il 28 maggio Amnesty International ha reso pubblico il Rapporto
annuale (http://www.amnesty.it/Rapporto-Annuale-2009.
html) sulla situazione dei diritti umani nel mondo e denunciato
limitazioni alla libertà di espressione, uso della pena di morte,
esecuzioni extragiudiziali, torture, processi iniqui, respingimento
di richiedenti asilo, casi di prigionieri di coscienza, sgomberi
forzati in molti paesi. L´appello con cui nasceva nel 1961
Amnesty International era in difesa dei
prigionieri dimenticati. A distanza di quasi
cinquant´anni, l´organizzazione umanitaria
lancia la campagna “Io pretendo dignità”
(http://www.amnesty.it/io-pretendo-dignita.
html) a sostegno dei prigionieri della
povertà. Perché privazione, disuguaglianza,
ingiustizia, insicurezza e oppressione violano
la dignità: il primo dei diritti umani.
“Dietro alla crisi economica si cela un’esplosiva crisi dei diritti
umani” - ha dichiarato Christine Weise, presidente della Sezione
Italiana di Amnesty International “ ... prima, i diritti umani erano
messi in secondo piano in nome della sicurezza, ora in nome
della crisi economica”.
“... la crisi ha a che fare con la mancanza di cibo, di lavoro, di
acqua potabile, di terra e di alloggio ma anche con l’aumento di
disuguaglianza, xenofobia, razzismo, violenza e repressione”.
In Brasile, Messico e India i diritti delle comunità indigene
continuano ad essere ignorati. In Cambogia, con il pretesto dello
sviluppo economico, migliaia di persone rischiano lo sgombero
forzato. L´aumento dei prezzi ha aggravato fame e malattie in
Corea del Nord, Myanmar e Zimbabwe.
L´Europa ha introdotto misure ancora più restrittive per frenare
l´ingresso di immigrati.
E dove, come in Tunisia, Egitto, Camerun e altri paesi africani, la
popolazione ha protestato per il peggioramento della situazione
economica, sociale e politica i governi hanno risposto con la
repressione.
I conflitti da Gaza al Darfur, dall’est della Repubblica
Democratica del Congo al nord dello Sri Lanka e l´intensificarsi
delle operazioni militari in Afghanistan e Pakistan hanno causato
perdite pesantissime tra la popolazione civile.
Italia
Tra i 157 paesi e territori esaminati vi è anche l´Italia.
Ha preoccupato la decisione di condurre forzatamente in Libia,
nel maggio 2009, circa 500 tra migranti e richiedenti asilo, senza
valutare il pericolo di persecuzioni, torture e altre gravi violazioni
dei diritti umani che parte di essi avrebbe potuto subire.
I rom sono stati vittime di attacchi di stampo razzista, comprese
aggressioni fisiche e verbali.
Le violenze contro i manifestanti alla caserma di Bolzaneto e
alla scuola Armando Diaz (2001) hanno portato il tribunale di
Genova a condannare in primo grado agenti di polizia e medici.
Le politiche antiterrorismo hanno consentito la rendition
dell’imam egiziano Abu Omar rapito a Milano nel 2003 e
trasferito in Egitto dove è stato detenuto senza imputazione
sino al 2007 e, secondo quanto denunciato, sottoposto a torture;
persone “sospette” sono state espulse in paesi in cui potrebbero
essere a rischio di tortura.
Una buona notizia
Grecia. A seguito della consegna, da parte della sezione greca
di Amnesty International, di una petizione firmata da 22.868
persone (di cui 2.796 dall´Italia), l´11 maggio 2009 il governo
di Atene si è impegnato ad assicurare giustizia alla cittadina
bulgara Konstantina Kouneva, una sindacalista aggredita
e sfigurata con l´acido da sconosciuti il 22 dicembre 2008.
Kouneva stava guidando una rivendicazione sindacale degli
addetti alle pulizie, di cui fanno parte moltissimi migranti
sfruttati, privi di assicurazione anti-infortuni e sottopagati.
“Konrad” aveva ricordato il caso nel numero di aprile 2009.
Giuliano Prandini
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24 Konrad luglio-agosto 2009
Oriri
C’era una volta una casa dove viveva una
ricca famiglia in cui c’era anche una bambina;
questa bambina aveva sì una bella famiglia
che l’adorava e molti giocattoli, ma le
mancavano dei fratellini che potessero essere
dei simpatici compagni per le sue giornate.
Questa bambina cresceva tranquilla,
ben educata e in mezzo a tanto amore e
attenzione, ma era sempre un po’ sola e
malinconica, in quella grande casa piena di
spazi e di balocchi.
Un giorno la sua mamma ebbe un’idea: perché non chiamare
da fuori dei bambini per riempire di allegria e di voci la casa?
Così cominciò ad organizzare delle feste, tutte piene di colori e di
musiche, alle quali erano invitati molti bambini: quelli più vicini e i
loro amici, e gli amici degli amici…
C’erano buone merende per tutti e sempre la possibilità di giocare
nei modi più vari, con i balocchi più raffinati, ma anche con la palla,
le mollette, le carte da tagliare, la creta da modellare.
Quella casa diventò un piccolo paradiso, con la serenità che vi
regnava sovrana.
La bambina che abitava lì non si sentì più sola, perché viveva tra
tanti amici in una casa sempre piena di gioia e di vita.
Questa, che abbiamo presentato in modo un po’ romanzato, è
una storia vera, svoltasi nella nostra città, proprio dove abbiamo
avuto la fortuna di trovare il luogo dove abbiamo organizzato il
nostro studio.
La vita è certamente il bene più prezioso che un individuo possiede.
Sembra un’affermazione banale, ma la banalità scompare se
ci guardiamo attorno, dal momento che non possiamo non
essere colpiti dalla constatazione che ciò che dovrebbe essere
l’emblema della serenità e della gioia troppe volte diventa
motivo di ansia, eccesso di medicalizzazione, talvolta conflitto e
depressione.
Dal desiderio di aiutare e sostenere le donne e le coppie a vivere
nel miglior modo possibile l’esperienza della maternità e della
genitorialità, utilizzando le diverse competenze che abbiamo
la fortuna di vedere riunite nell’équipe del nostro studio, è nato
un progetto che abbiamo voluto chiamare ORIRI, attingendo
dalla lingua latina un verbo che significa nascere, aver inizio, ma
anche sorgere, spuntare. Come la vita nella sua forma naturale,
che è l’elemento che a nostro avviso costituisce il contesto
ideale per lo sviluppo e la crescita fisica e psichica della Persona.
Ecco dunque la nostra idea: uno spazio e un tempo dedicato
alle donne e alle coppie in cui queste possano trovare le risposte
e il sostegno più accogliente e completo alle loro esigenze nel
momento bellissimo quanto delicato dell’attesa e dell’arrivo
di un figlio. Abbiamo quindi pensato di proporre tecniche
di rilassamento volte alla preparazione al parto, sessioni di
posizioni prese dallo yoga specifiche per il parto, musicoterapia,
danzaterapia, sostegno psicologico, pedagogico ed educativo
pre e post-parto, sostegno nella costruzione del rapporto
madre-bambino sia attraverso tecniche verbali che attraverso
il suono, counseling in allattamento materno, massaggio e
massaggio sonoro, yoga per mamma e bambino, terapia della
depressione post-parto, primi passi educativi. Tutto questo
avvalendoci delle nostre competenze all’interno dell’équipe e
della collaborazione con professionisti esterni.
La possibilità di crearsi il proprio percorso personalizzato
di accompagnamento alla genitorialità costituisce a nostro
avviso l’elemento di novità rispetto alle altre offerte presenti
sul territorio: non quindi un pacchetto preconfezionato, ma un
ventaglio di opportunità da scegliere utilizzando ciò che nei
vari momenti dell’attesa e dell’accoglienza della nuova vita si
percepisca come utile a vivere questa esperienza serenamente,
permettendo anche al proprio bambino di iniziare nella serenità
il proprio percorso esistenziale.
Il nostro obiettivo è quello di far sì che i bisogni pratici, ma
anche quelli affettivi e spirituali, di chi vive l’esperienza della
maternità trovino un riscontro da parte di persone che, oltre ad
una competenza professionale, offrono anche la loro umanità.
Saremo felici se verrete a curiosare e a conoscerci, la porta
è aperta: festeggeremo insieme la nascita di questa nostra
creatura…
Laura Mullich
ORIRI
nascere …. in armonia
Progetto per una nascita serena
e una genitorialità consapevole
Studio Integrato THERAPEIA
Trieste - Viale XX Settembre, 24
Tel e fax 040/639122
L’8/7 a Udine
A pesca su
Inglese, nato nel ‘48, Steve Winwood fu un enfant prodige: bianco dalla formidabile
voce nera, suonava tastiere e chitarre, scriveva ottime canzoni, a diciassette anni si
impose nello Spencer Davis Group, poi a cavallo del 1970 fu leader dei Traffic, che
miscelavano folk jazz blues psichedelia rock. Li vidi nel ‘71 o ‘73 (non ricordo con
esattezza) al Palasport di Udine: resta uno dei concerti più elettrizzanti della mia vita.
Poi, finiti i Traffic, Steve continuò una carriera solista. Discreta, a tratti eccitante, ma
non all’altezza del passato.
Però dal vivo è sempre lui: musicista vero che suona musica vera.
Gimme some lovin:
www.youtube.com/watch?v=BFaT69CyyKU
Luciano Comida
La Bottega delle Spezie
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26 Konrad luglio-agosto 2009
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shalom
Nun, XV lettera dell’alfabeto
musica
Bene siamo arrivati alla 15a puntata e parliamo della lettera Nun,
che è la quattordicesima lettera dell’alfabeto ebraico e ha il
valore numerico di 50.
Come si può appunto vedere in alto ci sono due
lettere: la prima versione viene usata in tutte le parole
dell´alfabeto mentre l´altra muta la forma quando si
trova in finale di parola; ci sono altre quattro lettere
dell´alfabeto ebraico che hanno questa caratteristica.
La lettera NUN rappresenta lealtà, anima ed apparizione.
La NUN appare in due forme: quella normale e quella allungata
che si usa solo alla fine di una parola. La parola AMEN, sta per
EMUNA’ (fede). Quando si risponde Amen, ciò sta a significare
che riconosciamo di credere nella manifestazione di Dio posta in
ciò che abbiamo appena sentito. (Shabbat 110b).
Quando lo Shemà è recitato senza il minyan (dieci uomini
ebrei riuniti per pregare insieme), è preceduto dalla frase
EL MELECH NEEMAN (Dio Re Fedele). Le iniziali delle tre parole
formano la parola Amen, che sta per: ALEF (primo) MEM (Re)
AHARON (infinito oltre il tempo), perché quando tutto è andato,
Dio rimane. (Maharal)
Aggiungendo la NUN alla fine della radice, si può formare
un aggettivo, esprimendo così la differenza tra una qualità
occasionale ed una abituale: LEZ (lez) è uno che di tanto in tanto
beffa, un LEIZAN è un clown. Un SHAKAR mente saltuariamente,
un SHAKRAN è un bugiardo cronico. GANAV è un ladro, ma un
GANVAN ruba sempre. Un ZECHER è un ricordo, ma lo ZIKARON
è memoria perpetua.
NUN in sé e per sé implica speranza, redenzione ed,
eventualmente, la Futura Risurrezione: la NUN sta per NEFILA’
(caduta), ma, allo stesso tempo, implica i concetti di NER
(candela) luce nel buio e NESHAMA’ (anima), spirito del corpo.
Il termine NUN (pesce in aramaico) rappresenta propagazione;
NIN (discendente) sta per il futuro del nostro popolo e YNNON
(Messia) nomina il Redentore.
Quando la lettera NUN si avvicinò al Santo, benedetto egli
sia, fece valere il fatto che essa era in testa alle parole Norà, il
“timore” e naweh, la bellezza. D-o rispose “Torna al tuo posto
perché per causa tua samekh (lettera successiva) è tornata al
suo posto”, e parlando alla Nun disse di appoggiarsi alla sameck
perché è scritto: il Signore sostiene tutti quelli che vacillano,
difatti vedremo nella prossima puntata che sameckh è il
sostegno e quelli che vacillano sono i noflim. Il timore norà è
quello del nun forma davanti a or la “luce”.
Anche questa puntata è finita. Spero che sia stato tutto chiaro:
aspetto vostri suggerimenti e domande a presto e Shalom, se
avete dei dubbi non esitate a scrivermi cercherò di rispondervi.
Davide Casali
40° Festival Internazionale
dell’Operetta 2009 a Trieste
Nonostante le numerose difficoltà economiche,affrontate con decisione e gran coraggio dal Sovrintendente Zanfagnin, il cartellone
del Festival è ricco di ghiotte novità a iniziare dalle sedi che rispetto al passato, sono diversificate. Il Teatro Lirico “G.Verdi”, con
l’intramontabile “Vedova Allegra” (4, 11, 17, 19, 22, 25 luglio) e il Concerto Finale “Tutti insieme operettisticamente” (31 luglio). La Sala
De Banfield-Tripcovich e il Piazzale del Castello di Udine con l’atteso “Carosello dell’Operetta Ungherese” (12 e 13 luglio). Il Castello
di Miramare, la Piazza Marconi di Muggia e l’Auditorium della Cultura Friulana di Gorizia che ospiteranno lo spettacolo “Il Conte di
Lussemburgo” (7, 10, 15, 19 Luglio). Ma nella lista delle sedi si segnala oltre al prestigioso Palazzo Gopcevich con la Mostra storica
dell’Operetta “Tu che m’hai preso il cuor” in occasione del quarantennale del Festival (16 Giugno-26 Luglio), anche il Cinema Daniel
di Paluzza (UD) con lo spettacolo “Sogno di un valzer”. L’altra novità di rilievo è l’inserimento nel “cast” artistico del festival di un
folto gruppo di voci nuove liriche, molte delle quali provenienti dal prezioso “serbatoio artistico” della Fondazione, ovvero dal Coro,
portato ad un eccellente livello dal Maestro toscano Lorenzo Fratini. Ne citiamo alcuni: Ilaria Zanetti, Massimo Marsi, Miriam Spano,
Francesco Paccorini, Loredana Pellizzari, Simonetta Cavalli, Elena Boscarol, Giuliano Pelizon. Questo gruppo affiancherà gli artisti
tradizionali del Festival: Julian Kovatchev, Elio Pandolfi, Andrea Binetti, ecc. Un Festival da vedere, ascoltare, frequentare e anche da
sostenere!!! R. Zand Associazione musica libera presenta:
27 Konrad luglio-agosto 2009
1 luglio presentazione “Medea
fuori dal mito” film di Davide Casali
Maremetraggio Trieste ore 18.30
2 luglio Festival Erev/Laila Ensemble “Lucidarium” musica antica
ebraica ghetto ebraico di Trieste ore 21.00
- Festival Erev/Laila concerto klezmer “ Il Fondaco dei suoni “
(6 luglio ore 21.00 Terrazza del Museo ebraico di Trieste) - Festival Erev/Laila “Klezmer&klassik “
(8 luglio ore 21.00 Terrazza del Museo ebraico di Trieste) - Quartetto n°2 Morton Feldman
(12 luglio ore 15.00 Erev/Laila Topolò) - presentazione del film “Medea fuori dal mito “
(12 luglio ore 21.00 Stazione di Topolò) - Festival dell’[In]utilità (15 e 16 luglio dalle ore 15.00 Polo di
Aggregazione Giovanile del Toti via del Castello 4 Trieste) - Festival per band under 25 Opening Band live
(20, 21, 22, 24 luglio ore 19.30 Trieste) Trieste Summer Rock Festival Claudio Simonetti(ex Goblin musica
profondo Rosso), Gong, Van Der Graaf Generator
31 luglio, 1 e 2 agosto Piazza Unità d’Italia Trieste
Festival Erev/Laila Musica, dibattiti, assaggi di cucina ebraica
30,31 agosto Porto San Rocco Muggia
estate a pordenone
Ha tutta la vivacità e il colore dei pappagallini che
quest’anno fanno da leit motiv visivo l’Estate in
Città 2009, approntata dagli Assessorati alla Cultura,
Sport e Tempo Libero del Comune di Pordenone,
con il sostegno di Regione, Provincia, Camera di
Commercio, ConCentro, Ascom, Banca Popolare
FriulAdria e Sim2.
Non c’è l’ansia di stupire, né di grandeggiare,
ma semplicemente di accompagnare in modo
intelligente e vario l’estate, partendo dalle risorse
del fitto tessuto sociale e culturale della città,
Possiamo ben dire che la manifestazione cerca di
essere il più possibile a km 0, laddove inserisce
alcuni eventi di grande portata in una ricca trama
di appuntamenti creati e realizzati dalla associazioni culturali
cittadine. Molti sono i laboratori e le visite guidate all’aria aperta,
nei parchi, nei giardini e nei cortili, con un invito esplicito a
riappropriarsi degli spazi cittadini.
I must dell’estate
A “dare il la”, il 30 giugno in piazza XX Settembre, sarà il concerto
lirico inaugurale dell’Orchestra Filarmonia Veneta “Malipiero”,
diretta dal maestro Eddi De Nadai e torna anche l’appuntamento
con l’opera della Società Filarmonia, che porterà il “Don Pasquale”
di Donizetti (10 luglio). Atteso come grande appuntamento
popolare che sa riunire un pubblico assolutamente eterogeneo
è il Festival Show (27 luglio) di Radio Birikina e Radio Bella &
Monella, condotto quest’anno dall’affascinante Matilde Brandi,
con Angelo Branduardi, Ivan Cattaneo e Anna Tatangelo come
artisti di punta, mentre si preannuncia già come una grande
festa con tutti i colori della comunità straniera più numerosa
di Pordenone il Folkest, che propone, sempre in piazza XX
Settembre (20 luglio), il gruppo ghanese degli Adesa.
Nei suoni dei luoghi, sceglie invece (12 agosto) la cornice più
intima del Convento di San Francesco per portare il proprio
messaggio di amicizia tra i popoli. Non potrà mancare un Tributo
a Fabrizio De Andrè (16 agosto), con la sua poesia militante a
sostegno dell’impegno e dei valori di Emergency. Stuzzicante
novità in cartellone è la Sfida swing che vedrà l’Abbey Town jazz
Orchestra e la Real Flexible Orchestra sfidarsi a colpi di note il
27 agosto in piazza XX Settembre. Il Festival Blues, il 30 agosto
al parco di San Valentino, accenderà l’ultimo fuoco dell’estate
prima del gran finale del 31 agosto affidato come da tradizione al
Concerto Grosso, a cura dell’Orchestra e Coro San Marco.
Musica e ancora musica
Il Chiostro di San Francesco si conferma la cittadella culturale di
Pordenone, luogo prediletto delle rassegne musicali tematiche
che caratterizzano i giorni della settimana: classica al mercoledì,
jazz al giovedì e concerti aperitivo la domenica mattina.
L’appuntamento per l’aperitivo musicale a ritmo di banda è di
sabato al parco San Valentino.
Tutti a teatro, a passo di danza
Svincolato dai suoi spazi deputati il teatro aleggia libero e
frizzante “Fuori dai teatri”, “Fresco” e divertente al parco di San
Valentino al martedì, con un pensiero anche all’Abruzzo grazie
allo spettacolo di una compagnia dell’Aquila, mentre le Letture
in castello a Torre sono dedicate a “Il riso e la satira”. Cresce il
cartellone della danza, che abita al parco il venerdì e il sabato, e si
apre a prospettive extraregionali.
Cinema mon amour
Numerosi e sempre di grande appeal gli appuntamenti dedicati
alla settima arte con le “Visioni sonore” proposte da Cinemazero
che si aprono in piazzetta San Marco il 3 luglio e proseguono
al Convento di San Francesco al martedì con Filmmakers e al
venerdì con Jazzimmagine, che quest’anno propone due inediti
intrecci con il fumetto. Agosto è il mese del Cinema sotto le
stelle, al lunedì, mercoledì e venerdì in piazzetta Calderari dove si
incastona anche una mitica serata (il 17) dedicata a Woodstock.
Andar per mostre
Su tutte campeggia l’esclusiva mostra sul designer e scultore
Harry Bertoia, allestita al Museo Civico e negli Spazi espositivi
della Provincia, che corona un programma ricco e diversificato. Il
Castello di Torre dà ospitalità al viaggio archeologico nel Sudan
“Nubai” e al “Circo mai visto” fulcro del Festival della Creatività.
“I Giardini d’Arte” fioriscono negli angoli del centro storico ,
protagonista lo scultore Claudio Mrakic e piazza XX Settembre
propone l’Armonia Di(F)forme di Alberto Patron.
Il bello di esser bimbi
Ai bambini e le famiglie l’Estate in Città riserva un attenzione
particolare, offrendo il Teatro C’era una volta (al lunedì nel parco
di San Valentino), letture animate e laboratori di ogni fatta e
misura: nei musei, nei parchi, nei cortili; per giocare, sperimentare,
creare, imparare, cimentarsi con l’archeologia, disegnare,
osservare la natura e persino “circondirondirondellare”.
I Giovedì sotto le stelle
Il giovedì è la serata dedicata allo shopping, con i negozi aperti
e tante iniziative in città, tra cui un inedito percorso di incontri
didattici per adulti “Scoprire la natura”.
Info www.comune.pordenone.it/estate; 0434/392916,
0434/392914
Clelia Delponte
2-11 luglio al Rototom di Osoppo
28
L’African Village del Rototom Sunsplash si rinnova
proponendosi come uno spazio dove le sonorità e le
danze dell’Africa si fondono alla cultura.
Il villaggio africano, coordinato dall’Onlus TimeForAfrica,
offrirà oltre all’immancabile corso di percussioni con
Sene Abdoulaye (Senegal), un corso di danze dal Kenya
con Eugene Magina, un appuntamento quotidiano
di informazione in collaborazione con la redazione
di Afriradio, la prima web-radio italiana dedicata
all’Africa, un percorso nei cibi d’Africa e alcuni workshop
sull’artigianato africano.
Vasto spazio sarà dedicato ai dibattiti su temi di interesse
e attualità come: le dinamiche dell’informazione
sull’Africa, con la giornalista Irene Panozzo (03/07); il
significato delle danze nelle società di ieri e di oggi,
sempre con Eugene Magina (05/07); i paradossi dello sviluppo
in Mozambico con Anuar Abdula (06/07); la povertà urbana
documentata da Gianpaolo Rampini in una docu-fiction sugli
slum di Nairobi (09/07) realizzata nell’ambito di un progetto
di cooperazione decentrata dell’ICS (Consorzio italiano di
Solidarietà) di Trieste; infine, l’ultimo dibattito, sul turismo
responsabile e comunitario proposto come risorsa di sviluppo
Konrad luglio-agosto 2009 locale, sarà tenuto da Alex Sarr dell’associazione Chiama il
Senegal e Umberto Marin di TimeForAfrica (10/07). I dibattiti
saranno ritrasmessi da Afriradio.
TimeForAfrica con queste iniziative vuole contagiare l’African
Village del Sunsplash con la sua vocazione: la promozione della
conoscenza dell’Africa, libera da antichi esotismi e stereotipi
da superare. L’Africa è un continente in movimento per il ritmo
incessante che l’attraversa, ma non solo: anche per gli stili di vita,
i modelli economici, il rapporto uomo-ambiente, le relazioni
sociali che in queste terre affiorano e si affermano. L’Africa è un
mosaico di vite, di uomini e donne come quelli raffigurati nel
logo dell’African Village 2009, creato dalla grafica e illustratrice
Dunja Jogan. Sarà in funzione un chiosco africano di bevande
i cui proventi verranno utilizzati da TimeForAfrica a sostegno
del progetto di turismo comunitario Muganga Zitundo, nel
distretto di Matutuine in Mozambico. Inoltre, sarà esposta la
mostra “Persone. Africa, società civile, cambiamento”, a cura
del Coordinamento CIPSI e di Chiama l’Africa, mentre nei punti
informativi dedicati saranno presentate le attività a favore
delle popolazioni africane di alcune organizzazioni no-profit.
TimeForAfrica sarà felice di fornirvi informazioni più dettagliate
e organizzare interviste con gli ospiti dell’African Village.
Il programma completo è disponibile sul sito dell’African Village:
www.rototomsunsplash.com/African-Village-9.phtml
Appuntamenti di luglio e agosto
su www.konradnews.it i vostri annunci di settembre entro il 21 agosto
Trieste luglio
2 giovedì
Yoga all’Ausonia
Corso estivo di Yoga all’Ausonia. Verrà tenuto da
Carlo Guni dal 2 luglio alle ore 20 e per tutti i martedì e
giovedì sera del mese di luglio. Per la semplicità delle
pratiche il corso è aperto a tutti. Info 040 8333343.
2 giovedì
Studio Therapeia di viale XX Settembre 24, 2° p. Info
338 9058904.
16 giovedì
Spettacolo teatrale Jamski Clovek
One man show, un successo internazionale realizzato
dal Teatro Gustav e coprodotto dal teatro islandese
Theatre Mogul, di Rob Becket con Uroš Fürst. Alle ore
21 presso Prosvetni dom Opicina Via Ricreatorio 1.
Info www.skdtabor.it
Concerto del gruppo Prifarski muzikanti
Il gruppo musicale sloveno vi trascinerà sulle note delle
melodie sempreverdi e delle canzoni popolari dalmate,
russe e irlandesi. Alle ore 21 presso Prosvetni dom
Opicina Via Ricreatorio 1. Info www.skdtabor.it
20 lunedì
2 giovedì
ingresso libero
23 giovedì
3 venerdì
ingresso libero
I chakra nel corpo
Conferenza introduttiva al corso sui chakra con il
dott Andrea Catanese, alle ore 20 presso lo studio
Therapeia di viale XX Settembre 24. Info 339 7832686.
23 giovedì
6 e 27 lunedì
24 venerdì
ingresso libero
9 giovedì
Serata di folklore serbo
Serata con canti e balli, si esibiranno i gruppi: Akud
Kolo di Capodristria, Mostovi – Pontes di Trieste e Skd
Sloga di Nova Gorica. Alle ore 21 presso Prosvetni
dom Opicina Via Ricreatorio 1. Info www.skdtabor.it
10 venerdì
ingresso libero
Presentazione de il padrone di casa
Il romanzo di Alberto Samonà sarà presentato alle 18
alla Casa della Musica di Trieste in via dei Capitelli 3.
Un romanzo dall’evidente contenuto “iniziatico”, ma
accessibile a tutti. E’ in programma un reading a più
voci. Info 329 0717296.
11 sabato
Craniosacrale biod: pratica introduttiva
Introduzione al craniosacrale con esercizi di pratica
guidata all’ascolto del sistema respiratorio primario.
Organizza l’Ass. Reg. BCS ad Aurisina (Ts) presso Igo
Gruden. Orario 9.30-17. Info e prenotazioni 347 6910549.
12 domenica
ingresso libero
Star bene insieme ad Aurisina
Giornata di Festa all’aria aperta all’insegna del
Benessere. Presso il Centro Diurno per la salute
mentale di via delle cave 9 ad Aurisina. Per tutti
adulti bambini umanita varia. Il programma prevede:
biciclettata ed escursione a piedi sul carso. Pranzo
e cena bio, animazione per bambini, trattamenti di
benessere e reflessologia, conferenze, musica, danza
del ventre e altro Info 040 660805 l’Arnia, 040 53460
Liburnia, 040 200988 Centro diurno Aurisina.
14 martedì
ingresso libero
Allattare: il contatto più dolce chec’è
Incontro informativo e di condivisione dell’esperienza
dell’allattamento al seno insieme alla dott. Antonella
Chiurco, IBCLC-Consulente Professionale in
allattamento materno, dalle ore 16 alle 18, presso lo
ingresso libero
Difficoltà scolastiche?
Aiutiamo i nostri figli con il metodo Tomatis, incontro
gratuito su prenotazione con il dott. Pillinini in piazza
Ospedale 2, ore 18.30 (secondo piano scala A). Info
333 3215490, 388 7433771.
Firewalk di trasformazione con Navyo
Questo weekend sarà dedicato a purificare tutto
ciò che ci lega al passatp familiare per proseguire
in leggerezza. Conferenza introduttiva al seminario
Firewalk, alle ore 20.30 alla Rosa Bianca in via San
Francesco 38. Il seminario si terrà il 4 e 5 luglio. Info
Krisana 348 4469159.
Meditazione di luce per la terra
Un invito di cuore a tutti, e a chi si chiede il perchè dei
cambiamenti in atto, dove stiamo andando, perchè
siamo qui? Meditazione di Luce per il Passaggio della
Terra e l’Umanità, guidata da Arleen, in connessione
con altri gruppi e rete di luce del pianeta; l’incontro sarà
introdotto da una breve spiegazione a titolo informativo,
e dopo la maditazione seguirà un aggiornamento
sulla situazione attuale del passaggio di frequenza e
cambiamento di coscienza della Terra. Ogni lunedì alle
20.30, presso Assoc. LAM-Il Sentiero, piazza Benco 4.
Partecipazione libera. Info 347 2154583, 040 417119,
[email protected]
ingresso libero
Brian Weiss: ricordi di vite precedenti
Incontro tenuto dalla dott.ssa Giulia Ghietti alle ore 21
presso la Grotta di Cristallo, via Mazzini 30 III piano.
Info 339 6908654.
Cinema all’aperto The millionaire
Malik, un orfano proveniente da un slum indiano che
partecipando al quiz »Chi vuole essere milionario« si
trova davanti all’ultima domanda. Alle ore 21 presso
Prosvetni dom Opicina Via Ricreatorio 1.
Info www.skdtabor.it
24 lunedì
ingresso libero
25 martedì
ingresso libero
31 lunedì
ingresso libero
Brian weiss: ricordi di vite precedenti
Incontro tenuto dalla dott.ssa Giulia Ghietti alle ore 21
presso la Grotta di Cristallo in via Mazzini 30 III p. Info
3396908654
Allattare: il contatto più dolce chec’è
Incontro informativo e di condivisione dell’esperienza
dell’allattamento al seno insieme alla dott. Antonella
Chiurco, IBCLC-Consulente Professionale in allattamento
materno, dalle ore 16 alle 18, presso lo Studio Therapeia
di viale XX Settembre 24, 2° p. Info 338 9058904.
Terapia di gruppo
Presentazione ed iscrizione al gruppo terapeutico sui
problemi di dipendenze (cibo, alcool, affettività, gioco)
tenuto dalla dott. Alice Conte psicologa-psicoterapeuta
presso lo studio in via Foscolo 2 alle ore 18.
Info 338 8511074.
ingresso libero
2012 anno di luce, la via del cuore
2°parte, continuiamo l’approffondimento
sull’argomento: Cosa accadrà nel 2012? i grossi
cambiamenti a livello individuale, sociale e planetario,
segnali del risveglio di coscienza e spirituale,
del passaggio di frequenza, già in atto; questa
meravigliosa opportunità di ascensione in 4° e 5°
dimensione per la Terra e l’Umanità, attesa con gioia
in seno alla Fratellanza Galattica di Luce. Messaggi
di condivisione per vivere al meglio questi momenti di
trasformazione interiore e nel quotidiano. Conferenza
a cura di Arleen, alle 20.15 presso Assoc. LAM-Il
Sentiero, piazza Benco 4. Info 347 2154583, 040
417119, [email protected]
28 martedì
mentale di via delle cave 9 ad Aurisina Per tutti
adulti bambini umanita varia. Il programma prevede:
biciclettata ed escursione a piedi sul carso. Pranzo
e cena bio, animazione per bambini, trattamenti di
benessere e reflessologia, conferenze, musica, danza
del ventre e altro Info 040 660805 l’Arnia, 040 53460
Liburnia, 040 200988 Centro diurno Aurisina.
ingresso libero
Allattare: il contatto più dolce chec’è
Incontro informativo e di condivisione dell’esperienza
dell’allattamento al seno insieme alla dott. Antonella
Chiurco, IBCLC-Consulente Professionale in
allattamento materno, dalle ore 16 alle 18, presso lo
Studio Therapeia di viale XX Settembre 24, 2° p. Info
338 9058904.
30 giovedì
Concerto cantante americana Gwen Hughes
vincitrice del merit Grammy, la sua musica è un
insieme di stili diversi con sfumature di blues, funky,
jazz, latino e musica popolare. Il concerto si terrà alle
ore 21 presso Prosvetni dom Opicina Via Ricreatorio 1.
Info www.skdtabor.it
Trieste agosto
11 martedì
ingresso libero
20 giovedì
ingresso libero
23 domenica
ingresso libero
Allattare: il contatto più dolce chec’è
Incontro informativo e di condivisione dell’esperienza
dell’allattamento al seno insieme alla dott. Antonella
Chiurco, IBCLC-Consulente Professionale in allattamento
materno, dalle ore 16 alle 18, presso lo Studio Therapeia
di viale XX Settembre 24, 2° p. Info 338 9058904.
Difficoltà scolastiche?
Aiutiamo i nostri figli con il metodo Tomatis, incontro
gratuito su prenotazione con il dott. Pillinini in piazza
Ospedale 2, ore 18.30 (secondo piano scala A). Info
333 3215490, 388 7433771.
Star bene insieme ad Aurisina
Giornata di Festa all’aria aperta all’insegna del
Benessere. Presso il Centro Diurno per la salute
...turismo alla scoperta di Trieste
e Alpe Adria
Le proposte per l'estate 2009
Parte una nuova iniziativa di turismo in treno dal
Fvg verso le più belle località di Alpe Adria
1 - 2 agosto
SAGRA DI VILLACO in treno da Trieste
con pernottamento al Faaker See!
FESTIVAL DI LUBIANA... con transfer da Trieste
6 luglio Pink Floyd Ballet - con il Corpo di Ballo
del Teatro alla Scala
14 luglio il tenore Ramon Vargas in concerto
20 agosto Valerij Gergiev e "The London Symphony Orchestra"
dal 24 al 27 agosto - Evgenij Onegin di
Čaikovskij - Teatro Bolshoi
In agenzia sono disponibili i biglietti per tutte le
manifestazioni
ARKè TRIESTE: la città che non hai mai
conosciuto
22 luglio pescaturismo - uscita in barca con i
pescherecci - pranzo incluso
24 luglio ...una notte a pesca nel Golfo di Trieste
in collaborazione con la Cooperativa Pescatori
di Trieste
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- pacchetti e soggiorni dei maggiori tour operator
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Appuntamenti di luglio e agosto
su www.konradnews.it i vostri annunci di settembre entro il 21 agosto
Corso base gratuito di Tuina
Trieste
Concorso letterario la mia estate
L´associazione culturale Kreattività ha pubblicato sul
proprio sito ( http://www.kreattivita.it ) il bando del
concorso letterario per prosa, poesie, haiku dal titolo
“La MIA Estate”. Info 340 8076016 tra le 20 e le 21.
Introduzione ad EFT
venerdì 3 luglio: Serata introduttiva ad EFT (Emotional
Freedom Techniques) tenuta da Andrea Fredi alle ore
20 presso Lam Il sentiero in piazza Benco 4 Trieste.
Info Laura 347 3181278.
Performance: sala a disposizione
Salone di 70 metri quadri usufruibile per ginnastiche,
feste bambini e conferenze. Info 347 9229579,
[email protected]
Ass. Agricoltura Biodinamica
Le attività sono sospese nei mesi di luglio e agosto,
riprenderanno mercoledì 2 settembre. Info 333 7864810.
Danza del ventre - attività estiva
A La Noce via degli Artisti 7/A dal 7/7 al 30/7. Sala
climatizzata. Mart 19.30 base, 20.40 int, giov 19 int.
Tecnica cultura e spiritualità. Da mart 8/9 ampia scelta
orari. Info 339 5732712.
Incontri
con Legambiente
Puoi trovarci ogni mercoledì dalle 18 alle 20 nella
sede di via Donizetti, 5/a (presso il punto informativo
dei soci di Trieste della Banca Popolare Etica).
Circolo Verdeazzurro di Legambiente Trieste. Info
040 577013, 366 3430369, fax 040 9890553, info@
legambientetrieste.it - Segui le nostre iniziative su
www.legambientetrieste.it
Società Antroposofica di Trieste
Le attività sono sospese nei mesi di luglio e agosto,
riprenderanno il 1° settembre. A disposizione per
eventuali richieste ed info 339 7809778, www.
rudolfsteiner.it
Scuola per diventare istruttori di yoga
Sono aperte le iscrizioni per la scuola istruttori
yoga “Oriente-Occidente” certificata UISP. Info Ass.
Metamorfosys 347 1312034, [email protected]
L’incontro! il nostro salone è per te
Hai qualcosa da dire o da fare, ma non hai lo spazio
a disposizione? Bene, l’Incontro affitta il suo grande
salone per le tue conferenze e i tuoi corsi! Info 347
2637990, Giacomo De Giosa via San Francesco 34.
Corso base gratuito di Shiatsu
Sono aperte le iscrizioni al corso di base gratuito di
shiatsu che si svolgerà dai primi giorni di settembre
presso l’Associazione il Giardino di Via lazzaretto
Vecchio 19 a Trieste. Info 040 3223500, 333 4691092,
www.shiatsuilgiardino.it
Sono aperte le iscrizioni al corso di base gratuito di
tuina che si svolgerà dai primi giorni di settembre
presso l’Associazione il Giardino di Via Lazzaretto
Vecchio 19 a Trieste. Info 040 3223500, 333 4691092,
www.shiatsuilgiardino.it
Guardiani...
artisti in bosco
Passeggiate, laboratori creativi e musicali, organizzati
dall’Associazione Eoh San -Solo Amanti della Natura
in collaborazione con SPURG Spazi Urbani in Gioco,
tutti i lunedì, mercoledì e giovedì di luglio e agosto,
dalle ore 16 alle 18.30, in Parco Farneto (Boschetto)–
ingresso via de Marchesetti ang. Via Chiadino– bus 25,
26; per bambini dai 4 ai 12 anni. Info www.eohsan.it.
Artlight: il canto, il suono, la voce
L’uso del suono e della voce quale mezzo riequilibrante
del benessere psicofisico;Rilevamento del proprio
suono fondamentale o tonica individuale;Effetti e uso
consapevole delle scale e intervalli musicali;Risonanza
corporea e organi interni;Gestualità, voce e corpo;Canti,
stili, espressione; Armonizzazione dei Chakra e dei corpi
sottili; I suoni creatori di luce, forme e colori; Il Canto
Armonico e Overtones. Lezioni individuali, frequenze e
orari personalizzati; a richiesta si organizzano laboratori
e seminari di gruppo. Info ArtLight 347 2154583,
040417119, [email protected]
Estate a Muggia
Mostre, sport, cinema, teatro, musica e ristorazione.
Dal 10 luglio al 31 agosto nelle calli e piazze di
Muggia cultura e divertimento a braccetto nelle
tradizionali rassegne estive “Muggia sotto le stelle” e
“56° Carnevale estivo”. Novità la collaborazione con il
Teatro Lirico “Giuseppe Verdi” di Trieste con concerti
e nell’ambito del festival Triesteoperetta con due
titoli amatissimi dai melomani che verranno ospitati
nella piazza principale della cittadina. Info Comune di
Muggia Servizio Cultura e Promozione 040 3360340,
e-mail: [email protected], www.
comune.muggia.ts.it) e www.carnevaldemuja.com.
Il linguaggio dei tarocchi
Con lo studio degli Arcani analizzeremo assieme, le
immagini, i numeri e il loro significato, percorrendo così
le tappe obbligatorie di ogni esistenza. Info consulti e
corsi 347 1098771.
Joytinat Yoga Ayurveda
Nell’augurare a tutti una buona estate rammentiamo
che l’area trattamenti e massaggi ayurvedici è sempre
aperta mentre i corsi di yoga riprendono a settembre.
Tel-fax 040 3220384, www.joytinat-trieste.org
Sensitiva
Dotata di capacità medianiche ti mette in contatto
con la tua parte non risolta offrendoti una chiave per
ritrovare la serenità. Sostegno psicologico. Offerta
libera. Info 347 7498114 Lina.
Gorizia luglio
6 lunedì
Brahmadanda
Larabafenice presenta Brahmadanda - la colonna
vertebrale, seminario teorico pratico di yoga. Gli
inconti si svolgeranno a partire da martedì 7 luglio ogni
martedì dalle 19.30 alle 21.30 presso i laghi in viale
Trieste a Romans d’Isonzo. Presentazione giovedì
25 giugno h. 19.30 presso la Biblioteca Comunale di
Romans d’Isonzo. Info 339 1928447,
[email protected], [email protected]
16 giovedì
ingresso libero
L’amore nella cura
Il Centro di Salute Mentale di Gorizia, nell’ambito di
Dolce-mente, approcci olistici alla cura psichica e
al bene-essere, presenta un incontro con interventi
teorico-esperienziali di professionisti, operatori,
volontari, più intermezzi musicali. Dalle 17 alle 20.30,
Parco Basaglia, via Vittorio Veneto 174, Gorizia.
Info 0481 594103.
Satya Istituto di Yoga
incontri estivi di yoga evolutivo, qi gong (ginnastica
tradizionale cinese) e meditazione tutti i mercoledi di
luglio e agosto dalle 20.15 alle 22 presso la palestra
Spazio di via Marega, 26 a Lucinico; inizio mercoledì 1
luglio 2009. Info 0481 32990 Anna, 339 4716758 Licia.
Udine luglio
1 mercoledì
ingresso libero
6 lunedì
ingresso libero
Gioca con noi a migliorare la tua vita
Conferenza gratuita aperta a tutti con “giochino a quiz”
per chi vuole conoscere i suoi livelli di salute generale
e i metodi per migliorarla. Con Ilaria Forte–Medico
esperto in omeopatia, omotossicologia, naturopatia;
Giuliana Cossettini–Naturopata. C/o Ass. GEM, via
Canova 13 - Feletto U.(UD). Ore 20.30. Info 0432
574002, www.nutrivita.it
Guru Purnima
Guru Purnima, il plenilunio dedicato a tutti i Maestri.
Noi, nel nostro piccolo, a Diabasi lo ricordiamo con una
Meditazione, dei canti Devozionali, la proiezione dei un
filmato inerente la Pratica Spirituale. Alle ore 19 nella
sala Yoga del centro Diabasi, v.le Tricesimo 103, sopra
la concessionaria Ferrari. Info Gianna 340 2233994,
[email protected]
6 lunedì
La nascita
Scegliere insieme come e dove accogliere il vostro
bambino. Corso per le coppie in gravidanza. Un
incontro dedicato alle mamme e i papà per affrontare
in modo inedito il momento della nascita: a confronto
paure, pregiudizi, tensioni, bisogni, per creare armonia
Conosci le migliori marche bio?
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Il Fiore dell’arte di sanare
del dott. Dario Blasich
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Ronchi dei Legionari (Go) - via Carducci 21 - tel. 0481 475545
Per questa pubblicità: 340 4000934, [email protected]
nella coppia e scoprire il proprio naturale ruolo in
questo incredibile evento. Conduce l’incontro Donatella
De Marco, psicologa e ricercatrice nel campo delle
abilità umane e dell’educazione.
Info e iscrizioni 338 4052214.
8 mercoledì
ingresso libero
Serata aperta di costellazioni familiari
Per conoscere dal vivo questo straordinario metodo
di risoluzione dei problemi di vita e per scoprire una
nuova opportunità per essere felici. Ass.ne Waira, via
S. Rocco 2 ore 20.30. Info 0432728071 Giacomo Bo.
9 giovedì
ingresso libero
Serate d’esoterismo al Rosa Pineta
Il Cerchio Firenze 77: la più grande esperienza italiana
di dialoghi con l’aldilà. Conferenza con il dr Luca
Picichè, alle ore 21.15, all’Hotel Rosa Pineta (angolo
arco del libeccio - raggio dei peoci) di Lignano Pineta.
Info 0431 422383 Franca, 347 4080072.
11 e 19 sabato e domenica
Yoga + colazione?
La pratica yoga mattutina dalle ore 7.30 alle 8.30
all’aria aperta seguita dalla colazione in agriturismo.
Prenotazione obbligatoria. Info Marida 339 5746203,
www.circololagoccia.it
15 mercoledì
ingresso libero
Ritiro intensivo di illuminazione
Presentazione dello straordinario ritiro di meditazione
che si terrà ad agosto nel monastero di Monte
Illuminato. Ass.ne Waira, via S. Rocco 2, ore
20.30. Info 0432 728071 Giacomo Bo, www.
intensivodiilluminazione.it
15 mercoledì
ingresso libero
Alimentazione estiva
Nutrimento e nutrienti per la stagione calda. Ore
20.30. Con Ilaria Forte–Medico esperto in omeopatia,
omotossicologia, naturopatia; Giuliana Cossettini–
Naturopata. C/o Ass. GEM, via Canova 13 - Feletto
U.(UD). Info 0432 574002, www.nutrivita.it
12 domenica
Giornata di costellazioni familiari
Corso base per apprendere questo straordinario
metodo di risoluzione dei problemi personali e per
verificarne in prima persona i risultati. Beano di
Codroipo. Info 0432.728071 Giacomo Bo.
13 lunedì
di stare insieme e assecondare le trasformazioni che
la gravidanza porta all’interno della coppia. Imparare
a rilassarsi, massaggiarsi, ricercare la complicità e
l’unione che saranno importantissimi durante il parto
e dopo per accogliere pieni di energia il nascituro. La
nascita diviene così elemento di consapevolezza e la
nuova esistenza che entrerà a far parte della vostra
vita sarà anche arricchimento e stimolo di crescita
per il vostro rapporto di coppia. Verranno utilizzate
tecniche dolci di rilassamento, esercizi di respirazione,
tecniche di ascolto (di sé e dell’altro) e massaggio
rilassante affinché ogni coppia possa ritrovare armonia
e imparare ad eliminare le tensioni fisiche ed emotive
che la gravidanza tende ad aumentare.
Info e iscrizioni 338 4052214.
17 giovedì
Corso per le coppie in gravidanza
Il massaggio e il contatto nella coppia in dolce attesa.
L’incontro è tenuto da Irene Tessarin, fisioterapista e
doula. L’uno di fronte all’altro per ritrovare il piacere
Il massaggio del neonato
Introduzione per le donne in gravidanza.
Conduce l’incontro Maria Pellegrino, fisioterapista
diplomata AIMI. In questo incontro teorico e pratico
verrà presentata l’importanza per il neonato di
ricevere fin dal 6° giorno dalla nascita il massaggio
in quanto, già nel grembo materno, per nove mesi,
questa condizione è presente e quindi a lui nota. Il
massaggio del neonato, oltre ad essere una tecnica,
se praticata con tenerezza e consapevolezza dei gesti,
è un’espressione d’amore, un valido strumento per
approfondire e consolidare la vostra relazione.
Info e iscrizioni 338 4052214.
Udine agosto
1 e 22 sabato
Yoga + colazione?
La pratica yoga mattutina dalle ore 7.30 alle 8.30
all’aria aperta seguita dalla colazione in agriturismo.
Prenotazione obbligatoria. Info Marida 339 5746203,
www.circololagoccia.it
23 domenica
ingresso libero
Ganesha Chaturthi
Ganesha è la Divinità hindu che abbatte gli ostacoli,
che aiuta i praticanti nel loro percorso spirituale.
Celebriamo questa ricorrenza con Canti devozionali
e ritualità. Abbiamo l’onore di ospitare il gruppo che
accompagna Swami Nirvanananda: i Bhajan Sisters &
Brothers. Siete invitati a partecipare, con abiti comodi
per la sistemazione su tappetini. Alle ore 17 nella sala
Yoga del centro Diabasi, v.le Tricesimo 103, sopra
la concessionaria Ferrari. Info Gianna 340 2233994,
[email protected]
Fuori Regione agosto
2-15 da domenica a sabato
Ritiro intensivo di illuminazione
Uno straordinario ritiro di meditazione nel monastero
francescano di Monte Illuminato, alla ricerca
dell’Illuminazione, la consapevolezza di se stessi.
Lunano (Urbino). Info 0432 728071 Giacomo Bo,
www.intensivodiilluminazione.it
arredare con la natura
nat_spaziocorti
Trieste, via Corti 2 (vicino a Piazza Venezia)
tel. 040 9990006
orario estivo: da martedì a sabato 10-13 e 16-19
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