n. 148 luglio - agosto 2009 distribuzione gratuita il mensile del vivere naturale IL TRENO CHE NON CI SARà MAI trieste trasporti: l’altra campana Estate... dissetarsi con il cibo L’Italia in seconda classe Martedì 14 luglio alle ore 19 al Museo Ferroviario, Campo Marzio, Trieste Paolo Rumiz parlerà di treni, viaggi, incontri, letture, TAV, decrescita... pregermogliato macinato a pietra ENERGIA + BENESSERE Unisci Con AKTIV ®, alimento d’orzo biologico pregermogliato ricco di betaglucani*. • • • • • BENEFICI DI AKTIV RESISTENZA ALLA FATICA SUPPORTO NELL’ATTIVITÀ SPORTIVA CONTROLLO DEGLI ZUCCHERI SUPPORTO NEI MOMENTI DI FAME RAFFORZAMENTO DEL SISTEMA IMMUNITARIO • SOSTEGNO IN CONVALESCENZA • COLESTEROLO • UTILE PER L’APPARATO DIGERENTE azione i l g o m r e g e r *nella pentano del 77% urre aum fibre utili a rid ni, i betaglulciavelli di colesterolo i AKTIV è in vendita nelle erboristerie, negozi specializzati e farmacie. 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Nel disegno di legge viene sancito in modo perentorio e inconfutabile che la difficoltà di lettura o di calcolo, e gli errori nello scrivere, sono considerati disturbi dell´apprendimento di origine costituzionale che persisteranno per tutta la vita. Per questo vengono attivate modalità di insegnamento specifiche, come si fa con i portatori di handicap, tutto ciò sotto la supervisione della neuropsichiatria infantile. Ho cercato invano dei riscontri scientifici riguardo tali diagnosi e purtroppo ho trovato solo teorie soggettive, opinioni e conclusioni su ipotesi di prestazioni medie che gli alunni dovrebbero ottenere. Chi non rientra in queste ipotetiche “prestazioni medie” concordate, viene diagnosticato dislessico, discalculo, disgrafico ecc.. Nella mia esperienza ho visto un´infinità di difficoltà negli studenti e grazie al mio intuito, desiderio di aiutare, e grande pazienza ho scoperto che dietro ad ogni difficoltà degli alunni c’era qualche motivazione specifica e risolvendola pian piano migliorava raggiungendo buoni risultati. Sono preoccupata per il futuro di molti bambini che, diagnosticati attraverso semplici test, si troveranno sbarrata la porta dell´istruzione, perché verrà loro negato l´esercizio dello scrivere, del leggere, del fare calcoli, risolvere problemi, tutti strumenti utilizzati da sempre nella scuola e fondamentali per imparare a leggere, scrivere e far di calcolo. Al posto di questi strumenti, per gli alunni diagnosticati con disturbi di apprendimento, la legge prevede che la loro “istruzione” debba avvenire mediante l´utilizzo di sintetizzatori vocali, registratori che leggono al posto dell´alunno, computer con correttore ortografico, video scrittura, calcolatrici. Appare evidente l´incongruenza di questa legge che da una parte vuole garantire il diritto all´istruzione, rimuovendone gli ostacoli, dall´altra crea dei futuri cittadini disabili. Se questa legge fosse esistita 30 anni fa, quanti fra noi, insegnanti, medici, avvocati, giornalisti attraverso una di queste diagnosi avrebbero visto svanire nel nulla i loro sogni e carriere? Perché dobbiamo riservare questo trattamento alle generazioni future? I bambini e i genitori di fronte alle “autorità” non hanno gli strumenti per contrastare tali diagnosi, sta ad ognuno di noi vigilare e garantire che l´istruzione resti libera, come recita l´articolo 33 della Costituzione e che le scuole siano dei luoghi dove i bambini vanno per imparare, e non per raggiungere ipotetiche medie nazionali di abilità. Non dobbiamo creare una nuova “razza ariana”. Maria Covini SOSTENIBILITÀ ECONOMICA RIGASSIFICATORE DI ZAULE Alla base di ogni progetto dall’evidente impatto ambientale dovrebbero essere approfonditi i temi che riguardano la sostenibilità economica degli interventi, i così detti costi-benefici, cosa che spesso, come nel caso del rigassificatore di Zaule, è disattesa. Infatti alle evidenti carenze progettuali della valutazione dell’impatto ambientale concernenti le ricadute sull’ambiente e sulla sicurezza dei cittadini, che si sono concluse con l’esposto alla Procura presentato dai comuni di Muggia e Dolina e dalle associazioni ambientaliste, si sono aggiunte anche le mutate condizioni socio-economiche, per le quali detto impianto risulta antieconomico e limitante per il futuro sviluppo delle attività portuali e del relativo entroterra. Nello specifico, come si evince dal Rapporto dell’Autorità per l’Energia Elettrica e del Gas (luglio 2008), il mercato del GNL è profondamente mutato rispetto a diversi anni or sono, nei quali si pensava che tale fonte di approvvigionamento potesse creare concorrenza tra produttori/ fornitori, alleggerendo la dipendenza italiana dai gasdotti russi e algerini, con conseguente diminuzione delle tariffe per cittadini ed imprese. Il Rapporto in questione dichiara infatti testualmente: La crescente affermazione di un mercato globale del GNL è evidenziata da numerosi sviluppi nel corso del 2007, con carichi di gas liquefatto che in molte occasioni hanno seguito le offerte di prezzo più alte in giro per il mondo, anziché la rotta contrattata, per coprire deficit inattesi o non pianificati. Il processo è stato innescato dall’aumento della generazione a base di gas in Giappone per far fronte al deficit procurato dal fermo di uno dei maggiori insediamenti nucleari a seguito del terremoto dell’estate 2007. Questo evento ha avuto un effetto domino sul commercio internazionale di GNL. Decine di navi metaniere con destinazione Corea, Cina e Taiwan sono state deviate in Giappone, disposto a pagare prezzi maggiorati del 60%. Il Giappone ha attirato anche diversi carichi di GNL algerino ed egiziano destinati alla Spagna. A sua volta la Spagna ha dovuto fare ricorso a GNL caraibico per coprire il deficit di gas, peraltro aggravato dalla siccità che ha ridotto la generazione idroelettrica in questo paese in novembre 3 Konrad luglio-agosto 2009 Cerchi informazioni sul risparmio energetico? Adesso c’è l’ECOSPORTELLO! Punto informativo gratuito della Provincia di Trieste progettato e realizzato da Legambiente. Presso l’ECOSPORTELLO riceverai informazioni sugli aspetti normativi e sulle agevolazioni fiscali e tariffarie in materia di isolamento termico, sui finanziamenti bancari, sugli impianti solari fotovoltaici e termici e sul risparmio energetico attraverso l’impiego di apparecchiature a elevata tecnologia che possano garantire una riduzione dei consumi e nel contempo ottimizzare le prestazioni. Rendere le nostre abitazioni efficienti energeticamente vuol dire consumare meno energia a parità di confort, quindi risparmiare! è possibile ottenere questi risultati senza sacrifici, mantenendo lo stesso benessere nelle abitazioni, o addirittura migliorandolo. Oggi l’uso dell’energia negli edifici rappresenta circa il 40% della domanda finale di energia. è dunque inevitabile che a scelte energetiche attente corrispondano un risparmio in bolletta e un maggior benessere sociale. orario:martedì dalle 10.00 alle 12.00 venerdì dalle 17.00 alle 19.00 a Trieste in via Donizetti, 5/a telefono:366-5239111 fax: 040-9890553 e-mail: [email protected] www.legambientetrieste.it/Ecosportello.htm circolo verdeazzurro - trieste Servizio realizzato in collaborazione con Banca Popolare Etica e Arci Nuova Associazione Trieste [email protected] lettere a konrad e dicembre. Nell’ultimo trimestre dell’anno, ben 37 dei 48 carichi di GNL provenienti dai terminali di liquefazione di Trinidad e Tobago e originariamente destinati agli Stati Uniti, sono stati deviati verso Spagna, Corea, Cina e Taiwan, provocando un aumento del 90% nel prezzo del GNL nel corso degli ultimi mesi. Si evidenzia inoltre che, mentre per il rigassificatore offshore di Rovigo - in funzione a breve coprendo un fabbisogno nazionale del 10 % di gas - esiste una garanzia delle forniture, essendo la società costruttrice e gestrice dell’impianto partecipata da uno dei principali produttori di gas, la Qatar Petroleum, la quale con un contratto trentennale garantirà la fornitura di GNL, l’impianto proposto a Trieste non possiede queste garanzie: Il che lo renderebbe antieconomico, facendo svanire gli asseriti vantaggi sull’abbassamento di tariffe per i cittadini ed imprese, su possibili introiti da royalty o sulla creazione di nuovi posti di lavoro. Si evidenziano inoltre le recenti intese per la costruzione di nuovi gasdotti nel sud Europa (South Stream e Nabucco), che apriranno nuovi scenari di approvvigionamento del gas dal Mar Nero e dal Mar Caspio, rendendo di fatto più sicuro e conveniente il trasporto del metano. Marco Finocchiaro In realtà una delibera dell’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas (la n. 178 del 2005) prevede come “incentivo alla realizzazione di nuovi terminali (di rigassificazione – NdR)” che l’80 per cento dei ricavi dei nuovi terminali sia comunque assicurato “anche in caso di mancato utilizzo degli impianti” per 20 anni e a carico del sistema tariffario di trasporto. Cioè a carico di chi il gas lo distribuisce (per esempio l’ACEGAS), il quale ovviamente si rivarrà sulle bollette pagate dai consumatori. L’economicità del rigassificatore di Trieste è quindi garantita, per Gas Natural, comunque, che ci sia o no il gas da rigassificare: pagheremo tutti noi…. UNA TRIESTINA IN ABRUZZO Anversa degli abruzzi è un piccolo comune di 250 abitanti, incastonato tra le montagne e i parchi d’Abruzzo, conosciuto fino al 5 aprile grazie alle Gole del Sagittario (Riserva naturale), all’Oasi del WWF, e alle produzioni biologiche di formaggi e carne d’agnello. è qui che vivo, da un po’ di anni, con la mia famiglia, da “emigrata triestina”; e da qui, approfittando di questo spazio che Konrad ha voluto dedicarci con grande spirito di solidarietà e attenzione, voglio lanciare un piccolo grande appello. Il nostro paese, come tanti altri in provincia de l’Aquila, non ha subito molti danni materiali per il terremoto, ma risente in modo drammatico delle ripercussioni di una attenzione dei media non sempre con effetti positivi a causa di una eccessiva spettacolarizzazione della tragedia. Così il nostro paese, Anversa degli Abruzzi, che si trova al di fuori da ogni sostegno economico previsto per i paesi colpiti dal sisma, ha risentito drammaticamente del calo del turismo, con annullamenti di prenotazioni anche alla nostra Azienda - che da molti anni propone con successo l’iniziativa “Adotta una pecora – difendi la natura” (www.adottaunapecora.com) , ospitando turisti da tutto il mondo – che sono piovute da subito. La politica adottata per il dopo terremoto è miope, e non prevede nessuna gradazione dei già magri interventi, nessuna considerazione per la diversità dei territori, per i danni economici connessi al sisma in tutta l’area. Le iniziative prese, già insufficienti anche per il solo capoluogo, sono malamente ritagliate secondo la formula “o dentro o fuori”: se sei nella lista, usufruisci di tutti i vantaggi, se sei fuori, niente. Da queste considerazioni nasce questo appello: in questo periodo tante sono state le espressioni di solidarietà da parte di privati, singoli, associazioni, fondazioni, che hanno davvero mostrato la parte migliore dell’Italia. A questa vogliamo rivolgerci per segnalare un’opportunità in più di sostenere l’Abruzzo perché possa risollevarsi e ripartire con le sue forze, con quelle - spesso piccole - realtà sul territorio che tengono in piedi un’economia fatta di un turismo sensibile all’ambiente, ai prodotti genuini, alla cura del territorio, alla biodiversità. Piccole realtà come Anversa degli Abruzzi, di fronte alla splendida Majella, ma che offrono davvero tutte le condizioni per ospitare non solo turisti ma anche iniziative, convegni, stage, corsi… Il paese offre infatti 80 posti letto tra agriturismi e “albergo diffuso” (abitazioni storiche ristrutturate), tre ristoranti, due bar, due negozi di alimentari, un’edicola-tabacchi, ufficio postale, bancomat e sportello bancario, farmacia; è sede di un’Oasi del WWF ed è inserito in area protetta SIC e Riserva regionale (Gole del Sagittario). E’ a tre chilometri dal casello autostradale (uscita Cocullo - A25 Roma-Pescara), a soli 120 Km da Roma, ed è segnalato su molte guide enogastronomiche grazie alle produzioni locali biologiche di formaggi e salumi. Come aiutare questa realtà vitale, che ora rischia di spegnersi a causa della pubblicità negativa e delle ripercussioni sul turismo? Il nostro appello è questo: a chiunque organizzi convegni, stage, corsi, o sta ancora programmando le vacanze, o qualsiasi altra iniziativa che duri una giornata o un fine settimana o più: organizzateli in uno di questi paesi che come il nostro ha bisogno di una boccata d’aria per resistere e risollevarsi! Là dove la miopia degli interventi governativi non arriva, possiamo arrivare con le risorse attivate dalle reti, dall’associazionismo, dalle aziende, dalle fondazioni, dagli istituti ed università, dalle istituzioni pubbliche e dai privati, che stanno già facendo molto, senza clamore, per dare una mano. Davvero per un piccolo centro dove molte delle attività economiche vivono di turismo, una boccata d’aria come questa può fare la differenza tra ripartire o chiudere. Molti si stanno chiedendo in questi giorni come aiutare: questa può essere una risposta. Per contattarmi scrivete all’email [email protected] Elettra Rinaldi IVAN DELLA MEA E così anche Ivan Della Mea ci ha lasciato. Adesso ognuno a sinistra cercherà di rivendicare la sua eredità. Ho già notato qualcosa del genere tra il 15 ed il 16 giugno sulle prime pagine di giornali politici comunisti o ex comunisti come Liberazione, Il Manifesto, L’Unità. Senza contare la massa sterminata di stupidaggini che verranno scritte sui vari fogli, foglietti e fogliacci cosiddetti rivoluzionari che saranno distribuiti nelle piazze in occasione delle varie manifestazioni “anti G8”.Io da parte mia credo che il suo migliore epitafffio possa essere la canzone Se qualcuno ti fa morto contenuta nel LP omonimo del 1972, del quale io possiedo una copia. La canzone scritta dallo stesso Ivan della Mea è dedicata al grande cantore della cultura proletaria Gianni Bosio scomparso nel 1971. In essa si polemizza contro la tendenza all´agiografia, malvezzo diffuso già allora nelle organizzazioni di sinistra per evitare di fare i conti con la Storia. A ciò si aggiungono i vari tentativi di museificazione della complessa eredità politica proveniente dalla Resistenza Antifascista. Concludo con le parole di Ivan: “Se qualcuno ti fa morto un motivo c’è monumenti e lacrime due parole e poi un ricordo un sorriso la medaglia e niente più costa poco piangere capir costa di più e un ritratto appeso al muro lo si può levar.” Gianni Ursini 4 Konrad luglio-agosto 2009 Questo giornale è stato realizzato da un gruppo di esseri umani non infallibili, che cercano di scoprire cosa è successo nel mondo, spesso interrogando altre persone che a volte sono riluttanti a parlare, a volte oppongono un deciso ostruzionismo e in altre occasioni parlano troppo. I costi di Konrad sono interamente ricoperti dagli annunci e dalle inserzioni esplicitamente pubblicitarie. Ma la sua uscita sarebbe impossibile se tutta la redazione (direttore compreso) non collaborasse gratuitamente. konrad n. 148 luglio-agosto 2009 Questo numero di Konrad è dedicato a “tank man”, il manifestante (rimasto sconosciuto) che il 5 giugno 1989 fermò una colonna di carri armati a piazza Tien An Men a Pechino, diventando il simbolo della protesta non-violenta che chiedeva libertà e democrazia in Cina. Dopo vent’anni non si sa ancora quante siano state le vittime (la Croce Rossa ne stimò 2.600) della sanguinosa repressione seguita alla protesta, dimenticata da chi ammira - e cita a modello - il “miracolo” economico cinese. Mentre a sinistra c’è ancora chi, come Edoardo Sanguineti, parla dei manifestanti come di “quaranta ragazzetti innamorati del mito occidentale e della Coca-Cola” approvando di fatto il massacro. SOMMARIO 6 Il treno che non ci sarà mai 8 Trieste Trasporti: l’altra campana Pedalando 9 9 Fotografie di Londra 10 Antartide: al chiaro di luna 12 Parco della Concordia Fax 1782090961 [email protected] - www.konradnews.it Aut. Trib. di Udine n. 485 del 5/9/80 Aut. fil. di Trieste 13 Istria 14 Libri: Il Petalo giallo La psicologia del male 15 Gorizia è la storia 16 Fumetti: Mario Alberti 18 Cinema: Poliziesco made in Europe Direttore editoriale: Roberto Valerio Direttore responsabile: Dario Predonzan Pubblicità: Alex Cibin cell. 340 4000934 [email protected] 10 Hanno collaborato: Massimo Amodeo, Tiziano Babic, Claudio Bisiani, Nadia e Giacomo Bo, Davide Casali, Michele Colucci, Luciano Comida, Stefano Crisafulli, Clelia Deponte, Livio Dorigo, Sergio Franco, Graziano Ganzit, Laura Genoni, Laura Mullich, Luisella Pacco, Claudio Pettirosso, Giuliano Prandini, Livio Prodan, Marco Segina, Giovanni Tius, Gianni Ursini, Federica Veos 19 Teatri di confine 20 Alimentazione 21 La dichiarazione di guerra (non) è stata consegnata... 22 Colonna vertebrale 12 23 Cinofilia 24 Amnesty: Rapporto 2009 27 Shalom Musica 29 Appuntamenti di luglio e agosto Puoi scaricare Konrad in formato pdf dal sito: www.konradnews.it 5 Konrad luglio-agosto 2009 Konrad Mensile di informazione di Naturalcubo s.n.c. Redatto dall’Associazione Konrad via Corti 2a - 34123 Trieste 19 Grafica e stampa: Tip. Villaggio del Fanciullo - Opicina Trieste - [email protected] Stampato su carta riciclata Konrad non è responsabile della mancata pubblicazione degli annunci o di eventuali inesattezze. Konrad inoltre non si assume la responsabilità dei contenuti degli annunci e degli spazi pubblicitari. Il rinvenimento del giornale in luoghi non autorizzati non è di responsabilità dell’editore. è vietata la riproduzione e l’utilizzazione esterna del materiale qui pubblicato, salvo espressa autorizzazione scritta dell’Editore. Informativa sulla legge che tutela la privacy. In conformità della legge 675/96 sarà nostra cura inserire nell’archivio informatico della redazione i dati personali forniti, garantendone la massima riservatezza e utilizzandoli unicamente per l’invio del giornale. Ai sensi dell’art. 13 della legge 675/96 i dati potranno essere cancellati dietro semplice richiesta da inviare alla redazione. il treno che non ci s Il punto sulla situazione della TAV in Friuli Venezia Giulia 6 Konrad luglio-agosto 2009 la vignetta di Colucci Quale sarà – se ci sarà - il collegamento ferroviario diretto tra Trieste e Capodistria? Magari quello progettato da RFI (e dai colleghi delle Ferrovie slovene), che prevede una galleria con due tornanti – v. immagine – dalla nuova stazione sotterranea prevista a Roiano fino a Divaccia, da dove partirà la nuova linea che (anche questa in galleria) arriverà finalmente a Capodistria, per un totale di circa 36 km e al modico costo di quasi 2,5 miliardi di Euro, cioè circa 5.000 miliardi di vecchie lire. Questi alcuni dei numeri contenuti nello studio di fattibilità per la linea TriesteDivaccia, che fa parte del cosiddetto “Corridoio 5” (o PP6 - Progetto Prioritario n. 6 - secondo l’Unione Europea), l’insieme di infrastrutture che dovrebbero collegare Lione al confine ucraino, passando per la pianura padana e toccando Torino, Milano, Verona, Venezia, Trieste, Lubiana, Zagabria e Budapest. Altri numeri Altri numeri danno un’idea di quello che la nuova linea comporterebbe. Per esempio quelli sugli scavi previsti. Lo studio stima che per la realizzazione delle gallerie si estrarrebbero circa 9,5 milioni di metri cubi di roccia, metà calcare e metà flysch. Tra le vaghe indicazioni sullo smaltimento di questo materiale, si accenna al progetto sloveno per la costruzione di un’isola artificiale in mare, tra Capodistria e Isola, che assorbirebbe al massimo 1,5 milioni di metri cubi. Siccome un camion può portare al massimo 20 mc di roccia, i 9,5 milioni di mc citati corrispondono ad almeno 475.000 camion, vale a dire a 950.000 viaggi (tra andata e ritorno) tra il cantiere e i luoghi di smaltimento del materiale. Oltre alle gallerie tra Trieste e Divaccia, se ne vorrebbero però realizzare altre (lunghe almeno 24 km) tra Ronchi sud e Trieste. Il che comporterebbe l’estrazione di altri 8 milioni di metri cubi di roccia. Il totale dei viaggi di camion necessari salirebbe così a 1.750.000. Ipotizzando – ottimisticamente - che i lavori di scavo durino dieci anni, sulla base di 250 giornate lavorative annue, si avrebbero quindi 700 camion in più ogni giorno in transito sulla rete stradale locale, soprattutto ovviamente quella più vicina ai cantieri. Perché questo tracciato? Le ragioni della scelta di questo tracciato sono sostanzialmente due. La prima è che la Slovenia intende realizzare ad ogni costo la nuova linea ferroviaria tra Divaccia e Capodistria, in funzione del porto (l’unico del Paese) oggi mal servito dalla linea esistente, a binario unico e con pendenze troppo elevate per un traffico merci efficiente. La seconda è che si dà per scontato l’arrivo della TAV a Trieste da ovest attraverso la già ricordata galleria sotto il Carso, con relativa costruzione di una stazione sotterranea all’altezza di Roiano, quindi a livello del mare. Il collegamento con la futura linea slovena è stato stabilito – nessuno ha mai spiegato perché – a Divaccia: di qui la necessità di superare i 430 m. di dislivello tra le due località, con una pendenza non superiore al 17 per mille. Inevitabile perciò prevedere lunghe e tortuose (e assai costose) gallerie. Essendo obbligati e indiscutibili i punti di partenza e di arrivo, le alternative di tracciato studiate presentano differenze marginali. Una maggiore flessibilità esiste per le cosiddette “finestre”, cioè le aperture previste lungo il percorso sotterraneo sia per consentire l’entrata e l’uscita dei mezzi e dei materiali, sia - una volta completata l’opera – come punti di aerazione e vie di fuga in caso di incidente. Finestre ovviamente da collegare alla viabilità esistente con appositi raccordi. Una è prevista dallo studio di fattibilità nei pressi di Draga S. Elia (all’interno della riserva naturale della Val Rosandra), ma secondo RFI si tratta di ipotesi, modificabili previo confronto con le comunità locali. Enormi, poi, i problemi di interferenza del percorso sotterraneo con le cavità e la complessa idrologia carsica dell’area sottostante e circostante la Val Rosandra: non è remota la possibilità di sconvolgere il regime idrico locale, lasciando senz’acqua il torrente Rosandra… I tecnici di RFI se la cavano rinviando la soluzione dei problemi alla fase di progettazione: questa dovrebbe aver avuto inizio da poco e si protrarrà fino al 2013 (!), come stabilito dall’Unione Europea che l’ha co-finanziata al 50 per cento con 50,7 milioni di Euro. Una bella torta da spartire, in ogni caso, a disposizione anche di esperti, consulenti e Università locali, che Ministero delle infrastrutture e RFI hanno dichiarato di voler coinvolgere. E più ad ovest? E più ad est? Ma è proprio vero che la TAV arriverà in galleria a Trieste-Roiano? In realtà il progetto preliminare (l’unico finora presentato per l’intera tratta VeneziaTrieste-Lubiana) della linea Ronchi sudTrieste, che aveva cominciato la procedura VIA nel maggio 2003, è stato ritirato alla fine del 2005, dopo che sia il ministro per i beni culturali, sia la Commissione speciale VIA del ministero dell’ambiente lo avevano bocciato, per il pesante impatto sull’ambiente (specie quello ipogeo del Carso) e per l’incertezza sull’effettiva realizzabilità dell’opera, nonché sui costi reali della stessa. A tutt’oggi nessun nuovo progetto per questa tratta è stato presentato, ma tuttavia si continua a dare per scontato che la medesima correrà sotto il Carso con arrivo a Roiano… Altrettanto, se non più nebuloso, il futuro della tratta più occidentale, tra Venezia e Ronchi sud: il progetto annunciato nella primavera 2007 non è mai stato ufficialmente presentato, anche perché rimangono divergenze di fondo tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, con il primo che vorrebbe un tracciato spostato verso sud, per toccare le stazioni balneari dell’Alto Adriatico (Jesolo, Bibione, Caorle), il secondo che invece insiste per un tracciato affiancato all’autostrada A4, dov’è prevista sarà mai Gli elaborati dello studio di fattibilità della linea TriesteDivaccia sono disponibili – insieme ad altro materiale - nel sito www. riservavalrosandra.it, sezione “Corridoio 5” ulteriore materiale sull’argomento TAV, nel sito www.wwf.it/ friuliveneziagiulia, sezione “documenti” 7 Konrad luglio-agosto 2009 la costruzione della terza corsia. Certo, l’idea di un treno superveloce che si fermi a scaricare e caricare bagnanti, appare alquanto bizzarra (non doveva essere una linea soprattutto per le merci?) … L’affiancamento di TAV e A4 pone però il problema delle numerose interferenze con la viabilità e gli svincoli esistenti: chi pagherebbe i sovraccosti per le indispensabili modifiche? Illy il problema l’aveva “risolto” nel protocollo d’intesa con il Governo Prodi, dove si stabiliva che i costi supplementari sarebbero gravati sulla ferrovia. Altrove (in Svizzera, per esempio) si fa pagare al trasporto su gomma una parte dei costi delle nuove linee ferroviarie, mentre qui i sostenitori della TAV scaricano sulla ferrovia i costi delle autostrade. Il che spiega, in parte, perché in Italia un km di linea TAV costi da tre a quattro volte più che in Spagna o in Francia. Subentrata la Giunta Tondo, è stato raggiunto un accordo con tutti i 17 sindaci interessati dal percorso, per sganciare il progetto della TAV da quello della terza corsia della A4. Nel senso che quest’ultimo procede “sparato”, mentre sull’altro si studia … Buio pesto anche ad est di Divaccia. Non risulta alcuna notizia infatti su progetti di nuove linee ferroviarie in Slovenia ed in Ungheria, dove peraltro le pianificazioni prevedono soltanto adeguamenti e ammodernamenti – ma in tempi indefiniti - delle linee esistenti, con velocità massime di progetto pari a 160 km/h (contro i 250 – 300 delle linee TAV previste in Italia), peraltro sufficienti a sostenere un forte incremento del traffico merci. E intanto procedono le autostrade Risultato di tutto ciò: nulla si muove in realtà sul “fronte” ferroviario nel nord est d’Italia, mentre procedono di gran lena, come già accennato, progetti e opere autostradali: Renzo Tondo Commissario straordinario per accelerare i lavori della terza corsia sulla A4 (ma c’è già chi chiede la quarta…) e la Villesse – Gorizia: il costo complessivo è già lievitato a circa 2 miliardi di Euro. Poi si torna ad insistere sull’autostrada Carnia – Cadore (collegamento A 23 - A 27), ad un costo che dai 2,2 miliardi iniziali è ora stimato circa 4 miliardi di Euro. L’assessore regionale alle infrastrutture, Riccardi, dichiara poi che anche la SequalsGemona, pensata inizialmente come “superstrada” a due corsie, dovrà avere caratteristiche autostradali (con pedaggio) per poter essere realizzata in project financing. Un barlume di ragionevolezza? Mentre tra gli abitanti delle zone che dovrebbero essere attraversate si consolida l’opposizione alla TAV, qualche barlume di ragionevolezza pare cominci a farsi strada tra i rappresentanti istituzionali. In un’audizione tenutasi di recente nel Consiglio comunale di Trieste, infatti, diversi consiglieri - anche di maggioranza – hanno sollevato dubbi sulla realizzabilità della tratta TriesteDivaccia e raccomandato di approfondire l’argomento coinvolgendo il mondo scientifico e le associazioni ambientaliste, sottolineando inoltre che il previsto aumento dei volumi di traffico del porto di Trieste richiede un adeguamento in tempi brevi della rete ferroviaria (la TAV sarà pronta, se mai lo sarà, fra un ventennio…). Lo stesso assessore Riccardi, nella medesima occasione, pur confermando la scelta politica per la TAV, ha dichiarato di attendere risposte da RFI sulle ragioni della scelta del tracciato per la TriesteDivaccia e sulla fattibilità di soluzioni alternative. Finora, tuttavia, le uniche occasioni di dibattito ed approfondimento serio sono state promosse dal Comune di S. DorligoDolina, che ha anche reso disponibile lo studio di fattibilità della Trieste-Divaccia. WWF e Legambiente hanno chiesto al sindaco Dipiazza di fare altrettanto a Trieste: staremo a vedere se e quale risposta arriverà. Le alternative ci sono Soluzioni alternative esistono, sono anche relativamente semplici e non richiedono di fare 60 km di gallerie sotto il Carso. Per collegare Trieste a Capodistria basterebbe realizzare 6 km di linea “normale” (non TAV), ricalcando il tracciato della vecchia “Parenzana”. Il che consentirebbe di istradare attraverso la nuova CapodistriaDivaccia (che la Slovenia realizzerà comunque) le merci dirette dal Porto di Trieste verso est. Siccome però la maggior parte dei traffici da e per il porto viaggia sulla direttrice nord – sud, sono altri i colli di bottiglia da risolvere con urgenza: in particolare il raddoppio della tratta Cervignano-Udine (per favorire il pieno utilizzo della nuova “Pontebbana”, finora utilizzata sì e no per un quarto della sua capacità) e in seguito il raddoppio della tratta MonfalconeAurisina. Tutti interventi da iscrivere però nel quadro di una riorganizzazione complessiva del trasporto merci e passeggeri in Friuli Venezia Giulia, di cui purtroppo non c’è traccia, men che meno nelle menti dei responsabili romani. Nella citata audizione a Trieste, l’arch. Ferrazza, responsabile pianificazione linee TAV a nord est per il Ministero delle Infrastrutture, ha rivendicato la paternità dello studio “strategico” Scott Wilson sul “Corridoio 5”. Ne abbiamo già scritto su Konrad (n. 136, maggio 2008): basti ricordare che si tratta dello studio, redatto nel 2007, secondo cui la TAV sull’intero “Corridoio 5” – tra Lione e l’Ucraina - sarebbe pronta nel 2015 (!!!) e porterebbe nel 2045 ad un incremento del traffico merci su rotaia del 5 per cento circa, rispetto allo scenario senza TAV… ma anche con la TAV nel 2045 i due terzi circa delle merci ed oltre il 90 per cento dei passeggeri viaggerebbe su gomma! Dario Predonzan Commenta l’Articolo! [email protected] trasporti e ambiente Pedalando 8 Konrad luglio-agosto 2009 Trieste Trasporti: l’altra campana A colloquio con il segretario regionale del sindacato R.d.B. Willy Puglia Le chiedo che cosa rappresenta il vostro sindacato nel settore trasporti Siamo presenti da 20 anni come sindacato nel settore. Siamo il secondo sindacato per numero di iscritti tra i lavoratori della Trieste Trasporti. Posso tranquillamente affermare che siamo giudicati molto scomodi perché affrontiamo tutte le situazioni di conflitto tra impresa e lavoratori senza compromessi. Ciò ci è valsa l´esclusione dal tavolo delle trattative con l´azienda sin dal 2005, avendo noi rifiutato il piano industriale della Trieste Trasporti. Infatti tale piano prevedeva aumento dei carichi di lavoro, riduzioni della busta paga, peggioramento della sicurezza e delle condizioni di servizio. Quale è la struttura societaria della Trieste Trasporti, che molti cittadini ritengono pubblica? La partecipazione dei privati è al 40%. Si tratta di un nutrito elenco di ditte, che fanno capo ad una holding denominata Arriva Italia. Quale è la Vostra posizione riguardo al piano del traffico? Premesso che un piano del traffico ancora non esiste, alcune proposte del progetto Camus (bocciato dal Comune di Trieste) ci sembrano buone, ad esempio il previsto aumento delle corsie preferenziali per gli autobus, l´impiego di semafori a chiamata per i bus, le navette per collegare i parcheggi periferici al centro. Non spetta sicuramente al Sindacato proporre un piano del trasporto pubblico. Ciò tuttavia non significa che non mancheremo di collaborare - così come è stato per i lavori di Agenda 21 - presentando delle proposte costruttive e criticando gli eventuali aspetti negativi. Cosa può fare il vostro sindacato a beneficio del trasporto pubblico? La difesa dei lavoratori, da noi perseguita in modo francamente conflittuale e senza connivenze di sorta, coincide con l´interesse dei cittadini-utenti. Un esempio? L´episodio, per certi versi emblematico, che vede 34 dipendenti della Trieste Trasporti Spa ancora non utilizzati nelle mansioni di ausiliari al traffico, con funzioni di prevenzione e repressione della sosta selvaggia sulle aree di fermata e lungo i percorsi dei bus. Invece questo personale non viene impiegato per il miglioramento della situazione del traffico, ma destinato ad altre mansioni, nonostante il Protocollo d´intesa sottoscritto dal Comune di Trieste e dalla Società di trasporto già nel 2006. E per quanto riguarda le misure agevolative per i cittadini svantaggiati, anziani, disabili ecc.? Vogliamo allora parlare del clamoroso fallimento delle misure predisposte? Si tratta delle pedane per l´accesso agli autobus. Le pedane ci sono, ma troppo spesso il meccanismo automatico non funziona. Gli autisti sono addirittura costretti ad abbandonare il posto di guida e ad azionarle manualmente! Quale è lo stato economico della T.T. ? Le rispondo con i dati ufficiali: l´azienda ha chiuso il bilancio 2008 con un utile di esercizio di 2.706.430 euro. L´azienda tende al profitto degli azionisti e non sembra destinare gli utili al miglioramento del servizio o a beneficio degli utenti. Le risulta che in altre città simili per dimensioni alla nostra il costo del biglietto sia inferiore? Non disponiamo di dati complessivi al riguardo, mi si dice che a Verona il biglietto valido 60 minuti per tutta la rete urbana costa 1 euro e quindi meno che a Trieste. La Sua opinione in merito a metropolitana leggera e adozione di mezzi a trazione elettrica (tram e filobus) Sembra auspicabile, la m.l., ma di difficile realizzazione nel nostro territorio, sia per la sua conformazione fisica, sia per le caratteristiche dei flussi di utenti. I filobus sarebbero molto più adatti con notevole riduzione dell´inquinamento, sia atmosferico sia acustico. Ma qui nessuno ne parla, mentre in altre città qualcosa si è fatto. Un´ultima domanda, alla quale la vostra risposta è scontata: la vostra organizzazione è favorevole a sostenere restrizioni del traffico automobilistico nel centro città? Ovviamente sì, e in modo non episodico, ma permanente e strutturale. Penso che tutti ne trarrebbero grande beneficio, anche economico. Infine un Suo commento sul piano estivo per i bus a Trieste? Ancora una volta Trieste Trasporti intende aumentare gli utili di bilancio, riducendo i bus tagliando le corse e peggiorando il servizio per l´utenza. Sergio Franco Vivere una bicicletta La bicicletta, come macchina, è l’unico mezzo di trasporto capace di un’efficienza superiore a qualunque altro veicolo, di integrarsi così bene con il corpo umano e di svilupparne le potenzialità invece che ridurle. Chiunque, per qualunque motivo, inizi a muoversi in bicicletta, avrà dei vantaggi fisici, psicologici e emotivi non indifferenti. A differenza di qualunque altro mezzo. Comincio con questa premessa per spiegare che una bicicletta diventa sempre qualcosa di più di un semplice mezzo, ma come ogni macchina è soggetta a usura, danni e incidenti. Adesso che siete stati convinti dalla prova di aver attraversato la città in tempi tali da ridicolizzare l’auto o lo scooter, adesso che a differenza dei vostri colleghi difficilmente prendete un raffreddore perché il vostro sistema immunitario si adatta a un clima diverso da quello condizionato dell’automobile, ora che fare di corsa le scale o mangiare qualunque delizia ipercalorica non portano più a brutte conseguenze, vuol dire che è giunto il momento di guardare la bicicletta, perché avrete già fatto chilometri a sufficienza. Di solito di lei ci si occupa solo quando si rompe, ma spesso è già troppo tardi per risparmiare un bel po’ di soldi. Come veicolo, permette di trasmettere alla ruota la ridicola potenza del corpo umano (0,8 hp, per i più allenati, 0,5 per tutti gli altri), attraverso un sistema di leve, ingranaggi e catene. Sistema criticatissimo come inefficiente, ma intanto l’unico capace di essere economico, leggero e robusto. E’ composto da alcune parti di acciaio (la catena), o di alluminio (le corone delle biciclette più belle e recenti), e come ogni trasmissione meccanica è soggetto a usura. Essendo la bicicletta l’unico veicolo a trasmissione esterna, l’unico modo di proteggere la catena nella sua lotta quotidiana contro acqua, polvere, morchia di veri residui metallici e minerali e fango, è l’olio. Alcuni distinguo vanno fatti: la catena, se non lubrificata, si usura prima e si allunga, allungando con sè anche gli ingranaggi su cui Commenta l’Articolo! [email protected] corre e portando la trasmissione a un’usura precoce. Se si usa un olio qualunque (olio di macchina, grassi marini o misteriosi composti rinvenuti nella cantina del nonno), si lubrificherà per breve tempo, ma si causerà un ulteriore incollaggio di schifezze, aumentando la consunzione e le macchie sui vestiti di chi sta in sella: quella catena nera è carica di polveri metalliche che ne aumentano il consumo come una carta vetrata. Usando un prodotto dato come guaritore di ogni male, il CRC, la catena se la passerà meglio, ma si andranno a bagnare con un solvente zone della bicicletta che sopravvivono solo grazie alle loro riserve di grasso, come le foche: la ruota libera e il mozzo. Quindi, in breve tempo, guai grossi. In realtà, in ogni negozio di biciclette, trovate olii leggeri capaci di lubrificare la catena, ma anche di tenere a distanza lo sporco. Costano un po’ di più, ma quanto hanno fatto quella bicicletta e quella catena senza lamentarsi e chiedere nulla in cambio? Basta che vi ricordiate, spruzzandoli, di non farli incrociare con la pista frenante sul bordo del cerchio, altrimenti il passo da ciclista a stuntman è un attimo. Vi lascio con un’ultima raccomandazione: se ogni anno e mezzo d’uso la portate dal meccanico e le fate sostituire catena, cavi e guaine (un’operazione che in onestà non dovrebbe superare i 50 euro, se non a causa di drammatiche sorprese), scoprirete che la vostra bicicletta durerà molto di più nel tempo e sarà molto più piacevole da usare. Un saluto e tante pedalate Massimo Amodeo L’Italia in seconda classe Martedì 14 luglio alle ore 19 al Museo Ferroviario, Campo Marzio, Trieste Paolo Rumiz parlerà di treni, viaggi, incontri, letture, TAV, decrescita... fotografie di londra Ho visto l´incubo di Bin Laden e del leghista Borghezio. Anzi: non soltanto l´ho visto, ma ci sono proprio stato in mezzo, godendomi l´aria, i suoni, il paesaggio e i suoi abitanti. Dove si trova, quest´incubo dei fanatici? Abbastanza vicino, a nemmeno due ore d´aereo, e si chiama London (italianizzato in Londra). Per me e mia moglie, è stato il primo viaggio nella capitale inglese: quattro giorni e una cassa di sensazioni e riflessioni. Superficiali? Certamente sì ma, come diceva Oscar Wilde, “solo le persone superficiali non si fidano della prima impressione”. E allora, senza nessuna pretesa scientifica o antropologica, ecco le prime e frammentarie istantanee da London. (Le impressioni dall´Irlanda, il prossimo mese). - Nei locali e nelle strade di Londra non fuma quasi nessuno, un pacchetto costa sui quattro euro, si vedono pochissime persone con sigaretta pipa sigaro in bocca e per terra non agonizza quasi nessuna cicca (ci sono gli appositi “spegnitoi”). Londra multietnica 9 Konrad luglio-agosto 2009 - Non c’è nemmeno l´eco dello squillio ossessivo dei telefonini che imperversa in Italia, la gente non cammina col cellulare in mano e men che meno passa ore a urlarci dentro. Il primo telefonino che abbiamo sentito apparteneva a un´insegnante italiota: a gran voce raccontava alla mamma rimasta a casa che l´aria londinese le stava provocando una seria stipsi. - Non si vede la noiosa orgia (che da noi sembra obbligatoria) di pantaloni dalla vita bassa e relative panze nude. Calcolando i quattro giorni londinesi e i sette irlandesi, io e Tatjana abbiamo contato solo due ombelichi esposti. Invece stanno tornando le gonne corte con calze nere & allegre (paradosso, ma è così). Quasi nessuno usa i berrettini da baseball con la visiera alla rovescia come nell´Italy provinciale che vuò ffà l´amerikena. - Anche gli adolescenti indossano abiti colorati e non la lugubre divisa d’ordinanza (pantaloni neri col cavallotto all’altezza delle ginocchia, maglie grigie o nere, giubbini neri, espressioni scure) degli italian teen-ager. - Ognuno si veste come gli pare, senza imbrancarsi in una submoda. E, se proprio si vuole scovare una tendenza, predominano i vestiti variopinti, rossi, verdi, gialli, bianchi, arancione, azzurri. - I bar, i ristoranti, i negozi, i luoghi pubblici, le strade non sono infestate dall´orrida musicaccia che in Italia tracima da ogni luogo. - I motorini non esistono e le moto sono pochissime. - A Londra, molto spesso, gli automobilisti si fermano per far passare i pedoni. - Né a Londra né in Irlanda si vedono i suv, i fuoristrada e i similcarriarmati che scorrazzano nei centri urbani italiani. - Abituati all’affollamento bancario italiota, e in particolare triestino, dove gli sportelli bancari sono uno sopra l´altro, trovare un bancomat a Londra è un’impresa non da poco. - Complessivamente, le strade sono più pulite, nessuno scribacchia sui muri e men che meno ci appiccica manifesti pubblicitari. - Nessuno va nel Regno Unito con lo scopo di gustare le prelibate squisitezze della cucina britannica. - Il caffè costa dai due euro e trenta in su ed è quasi sempre il caffettone lungo all´americana: esiste anche in gigantesche tazze che i turisti italiani osservano con stupore. - I cibi pronti (freschi di giornata) si trovano ovunque, buoni e a prezzi accettabili. - I ristoranti etnici sono dodicimila e ce n´è per tutte le tasche e per tutti i gusti. - Il tipico e inglesissimo tè delle cinque comporta alcuni pasticcini che possono causare overdose di burro. - Il whisky più geniale è lo scozzese Laphroaig. - Invece di correr dietro a tendenze sconsiderate (come si fa in Italia, dimenticando che nulla invecchia più velocemente dell´ultima moda), la maggioranza dei locali mantiene le insegne e gli arredamenti tradizionali. Col risultato di garantire una forte personalità al paesaggio urbano londinese e irlandese. - Anche sapendo poco e nulla della lingua inglese, ci si arrangia: la gestualità aiuta. - L´inglese più comprensibile è senza ombra di dubbio quello parlato dai non inglesi. - Alcune donne (in particolare nere) sono di una magnificenza sconvolgente. E i giovani più belli e sani sono il frutto di incroci misti, coppie etnicamente mescolatissime. A luminosa e definitiva dimostrazione che, ovunque, i meticci aperti al mondo riescono assai meglio dei consanguinei (basti vedere la desolante bruttezza di molti abitanti delle valli chiuse all´esterno). - Il futuro della Terra sarà questo: una vasta macedonia di culture, cibi, suoni, odori, abiti, fedi, lingue... oppure ci attende il disastro di qualche orrenda e triste dittatura religiosa e/o politica. Luciano Comida al chiaro di luna L’Antartide, il pianeta dentro il pianeta Terra Mentre in Italia le numerose spiagge si stanno popolando nelle giornate di sole, qui a Base Concordia, ai piedi del mondo, il cielo è un perenne sipario nero calato sul plateau antartico a – 70 gradi centigradi di media. Questa terra dall’aspetto cangiante, qualche volta avvenente ed ospitale, altre bruscamente austera e chiusa, è da novembre la mia unica realtà dove i gesti che eseguo quotidianamente risulterebbero assurdi in qualsiasi altro La torre meteo Al chiaro di luna contesto. Un esempio significativo è l’equipaggiamento che metto ogni giorno prima di uscire ad eseguire i miei lavori. Automaticamente, senza neanche più doverci pensare, indosso sopra una maglia e dei fuseaux di materiale tecnico, due pile e due pantaloni, del medesimo materiale e, per finire, la tuta rossa che posso a questo punto considerare come una seconda pelle. Sul viso: due passamontagna, gli occhiali, tipo maschera da sci, che non hanno le normali lenti scure bensì lenti trasparenti con lo scopo di riparare gli occhi dall’aria gelida e non dalla luce, ormai solo un pallido ricordo. Mancando la luce naturale e non avendo lampioni disseminati nel plateau, è d’obbligo non dimenticarsi una piccola lampada frontale la cui efficacia è limitata: per raggiungere gli shelter scientifici, soprattutto nelle giornate con scarsa visibilità a seguito del forte vento, occorre seguire i cavi elettrici che dipartono dalla base Concordia verso le istallazioni scientifiche. Infine, altrettanto fondamentale, la radio VHF (Very High Frequency) per poter comunicare con la base in caso di bisogno. Nei giorni di temperature particolarmente basse (fino a -75°C) o quando so che dovrò stare per molto tempo all’aperto a raccogliere campioni di neve o a pulire le stazioni meteo, nei guanti (di cui indosso 3 paia) e negli scarponi metto degli speciali scaldini (prodotto giapponese con all’interno una polvere mista di argilla, carboni attivi, ferro, segatura, sale e acqua). Così equipaggiata, mi allontano e percorro, al chiaro di luna anche quando l’orologio indica le 8,30 di mattina, gli 800 metri che mi separano dalle mie attività cercando di ricalcare le orme lasciate nei giorni precedenti perché, nel caso che il freddo abbia la meglio sulle batterie della luce frontale, solo le mie impronte risulteranno appena appena visibili su questa infinita bianca distesa, ormai nera. Molto spesso, alla fine di una mattinata passata fuori, anche la radio cede al gelo lasciandomi isolata nel silenzio e buio totali. L’unica cosa che interrompe questa calma è la voce del plateau, sordi tonfi che avvertono degli assestamenti della chilometrica coltre di ghiaccio. Ogni cosa, lavoro ed azione fatta all’esterno, è nuova ed estremamente difficile, non pensate di poter scrivere con le penne e i pennarelli, l’unica cosa che resiste a -70°C sono le matite! E’ impossibile tenere in mano il piccolo contenitore per raccogliere i campioni di neve superficiale con addosso le grosse muffole, inoltre per evitare di contaminarla mi devo togliere per un attimo i guanti…brrrr che freddo, cosa si fa per la scienza! Tengo invece tutte le tre paia di guanti con anche gli scaldini all’interno quando scalo le torri meteo per pulire i sensori di temperatura (termometri), umidità (igrometri), pressione atmosferica, velocità (anemometri) e direzione (gonianometri) del vento. Le stazioni meteo che devo monitorare e pulire per garantirne l’acquisizione dei dati sono due: la torre Milos 520, con un’altezza di 3 m, fornisce i dati meteo ogni minuto, che vengono visualizzati su uno dei computer presenti nel mio ufficio; la torre Argentini invece, alta 11 metri, registra i dati in un datalogger che scarico direttamente sul posto 2 volte al mese. Vista la considerevole altezza di questa torre cerco di salirvi verso le 11 di mattina quando una fievole luce, risultato dei pochi raggi del sole che si diffondono nell’atmosfera, appare a fatica all’orizzonte. Se ci trovassimo su un pianeta totalmente deserto e privo d’atmosfera, la notte apparirebbe immediatamente dopo la scomparsa del sole, privandoci così dei magnifici tramonti e crepuscoli che noi tutti abbiamo visto almeno una volta nella vita. Normalmente nelle giornate invernali il sole si trova a più di 18° sull’orizzonte; a Concordia, invece, in questi giorni la sua massima altezza è di 8°; così, persino nel cuore della notte polare (il 21 giugno, giorno del solstizio), a mezzogiorno in punto, il cielo non sarà nero al 100% ma avrà sempre un’infinitesima banda di pallida luce molto bassa sull’orizzonte, a memoria che dopotutto Concordia, quella che spesso chiamiamo casa, è comunque un posto sulla Terra. Laura Genoni ESERCIZIO FARMACEUTICO dott. Marco Esposito FARMACI SENZA OBBLIGO DI RICETTA OMEOPATIA - ERBORISTERIA ARTICOLI SANITARI Misurazione della pressione, glicemia e colesterolo. Convenzionato A.S.S. per alimenti per celiaci Trieste - via Giulia, 61/a - tel 040 5708329 HIC HABITAT FELICITAS bar - tabacchi - giornali “Un giorno senza sorriso, è un giorno perso”. Charlie Chaplin viale III Armata, 8/a - Trieste - tel. 040 309932 10 Konrad luglio-agosto 2009 Bencich Anita massaggio tradizionale cinese cell. 339 3204963 339.3204963 Via Coroneo, 1 -cell. 34133 Trieste - tel. e fax 040 638323 www.bencichanita.it - [email protected] Via Coroneo, 1 ◾ 34133 Trieste ◾ tel. e fax 040.638323 web: www.bencichanita.it ◾ mail: [email protected] Ritorna l’appuntamente con l’abitare. Udine Fiere A Udine Fiere dal 26 settembre al 5 ottobre 2009 26 settembresaprà accompagnare il visitatore lungo un percorso di qualità, di conoscenza e di opportunità potendo riscontrare con mano 5 ottobre 2009 un’offerta aggiornata, proiettata al futuro seppur salda ai Abitare uno spazio flessibile, dinamico, creativo, innovativo: abitare Casa Moderna. A Udine Fiere dal 26 settembre al 5 ottobre 2009 tornerà protagonista con la sua 56^ edizione Casa Moderna, uno degli eventi da sempre più attesi ed amati, la grande vetrina del nord est che da oltre mezzo secolo presenta le proposte per abitare attraverso le idee, i prodotti e le soluzioni chiave delle tendenze contemporanee. Anche quest’anno Casa Moderna migliori valori della tradizione: una panoramica merceologica proposta da 500 aziende con i più prestigiosi marchi nazionali e strutturata in 20 macro settori che satureranno l’intera superficie espositiva interna ed esterna del quartiere fieristico udinese. Casa Moderna rappresenta un’ occasione unica per scoprire i nuovi territori su cui si muove il mondo del design. Un viaggio che saprà guidare il visitatore dal mondo delle necessità, all’universo dei desideri, nel suo spazio più intimo: la casa. Casa Moderna resta infatti un evento che ha saputo crescere insieme ai suoi visitatori e sopratutto coglierne le esigenze che oggi, sempre di più, diventano espressione fedele dei desideri: mai fini a se stessi, ma abili portavoce del tempo in cui vivono. Asse portante ed elemento distintivo dell’attività di Udine e Gorizia Fiere, Casa Moderna, rappresenta un vero e proprio percorso di costruzione del valore che unisce tradizione e innovazione attraverso i prodotti esposti, le attività, i percorsi e gli approfondimenti pensati per un visitatore attento, sempre più orientato alla qualità e all’affidabilità di ciò acquista. Tra i percorsi di successo intrapresi torna con la sua 9^ edizione Casa Biologica dedicata ai prodotti, ai materiali, alle tecniche, alle aziende e alle categorie professionali che si occupano di bioarchitettura: non solo uno spazio fisico, quindi, ma anche un’esperienza, un contesto all’interno del quale è maturata la conoscenza e l’apprezzamento della bioarchitettura per un approccio naturale dell’abitare, per una casa in armonia con il territorio rispondendo a canoni di risparmio energetico e di salvaguardia ambientale. Oltre agli incontri di approfondimento “eco sostenibili” si rinnoverà anche l’appuntamento con il pool di architetti che offriranno ai visitatori consulenze gratuite e personalizzate su come arredare e rinnovare la propria casa trovando la soluzione su misura. «Casa Moderna è la prova tangibile di come ottimismo ed esperienza siano gli elementi irrinunciabili per affrontare qualunque momento di difficoltà». Per il presidente di Udine e Gorizia Fiere, Sergio Zanirato, dopo la pausa estiva sarà la 56^ edizione della Fiera della Casa Moderna il primo grande evento per poter rilanciare il settore del mobile. «Nel Triveneto – prosegue Zanirato - la Fiera della Casa Moderna è divenuta l’appuntamento più importante in quanto, a differenza di altre iniziative simili, ha saputo evolversi di anno in anno, ampliandosi e mantenendo, al contempo, sempre i piedi per terra. È ovvio – precisa – quello attuale è un momento difficile, ma è proprio adesso che la promozione diventa strategica. E se di promozione si deve parlare, bisogna aprirsi: abbiamo la fortuna di essere in un punto “cerniera” tra l’Italia e l’est Europa. Perché allora fermarsi solo al nostro Paese? Perché, se abbiamo un motore che può andare a mille, limitarsi a cento. Udine e Gorizia Fiere corre veloce e lo fa verso l’Europa». Idee chiare quelle di Zanirato. «Per attuarle – sottolinea – c’è bisogno di un grande gioco di squadra perché solo se ci sono obiettivi condivisi li si può raggiungere». Un appello, dunque, a fare squadra: «un’opportunità è tale se viene colta da tutti. Creare consenso attorno a un evento non costa nulla, o meglio richiede un grande impegno, e ha un effetto radicale in quanto solo facendo convergere gli obiettivi e le risorse alla fine si hanno dei risultati concreti e benefici comuni». parco della concordia Ho riletto con grande emozione la Lettera della professoressa Simonetta De Mattio a don Milani apparsa tempo addietro su Konrad. Mi ha fatto rivivere l’entusiasmo degli anni sessanta riflettere su quanto grande sia stato anche l’aiuto giunto da quel piccolo sperduto paese di Barbiana allo sviluppo dalla democrazia del nostro Paese: “Il problema degli altri è il mio problema. Sortirne tutti insieme è la politica“. Eravamo allora agli inizi di quella rivoluzione della comunicazione iniziata con la televisione, proseguita poi e pericolosamente sviluppatasi con l’avvento e la diffusione di strumenti mediatici che seppur estremamente importanti tendono a condurre soprattutto i nostri giovani attraverso forme di individualismo verso una realtà definita virtuale: individui solitari in un contesto sociale assai diverso da come lo desideravamo noi. Giovani che spesso ignorano molti aspetti della realtà. Qualcuno ci scherza su e così la preoccupazione viene rimossa quando dice “non sanno che le galline hanno le piume perché le hanno sempre viste spiumate al supermarket”. Si tende a perdere il naturale legame con il territorio, con le espressioni della vita che da esso si generano, con i suoi frutti, con il cibo, anche con i loro simili, pur se le loro manifestazioni più criticate dimostrino quanto bisogno abbiano di amicizia che non possono o non sanno trovare. Una società e la sua scuola, che dà ai giovani una visione sempre più virtuale della realtà e della natura. Sarebbe bello, penso, se potessero provare quella meravigliosa sensazione di benessere, immergendo le mani nella terra grassa di una volta. Quelle mani che hanno chiesto al cervello dello scimmione nudo di esser guidate e l’hanno obbligato a svilupparsi e a divenire homo sapiens ed ora sono ridotte a premere solo pulsanti, che non sanno accarezzare l’ancora vivo legno, ma solamente toccare inanimata plastica. Ed allora così, con le dita come radici, entrare in comunione con madre Natura e sentire che: “il problema degli altri, di tutti gli altri che con noi convivono sul territorio che ci ospita: piante, animali, insetti compresi, sarà il mio problema. Sortirne tutti insieme sarà la politica” In un terreno agricolo posto a cavallo del confine italo sloveno, a Cerei, nel territorio dei comuni di Muggia e Capodistria-Koper (Stato italiano e Stato sloveno ma oggi Unione Europea) per iniziativa del Circolo Istria, dell’Associazione culturale slovena di Muggia, la Compagnia del Boskarin di Capodistria – Koper e la Comunità Nazionale degli Italiani della Costiera autogestita, si sta attrezzando il Parco della Concordia che il Circolo Istria dedicherà all’apostolo della convivenza : Fulvio Tomizza. Qui ci si propone prioritariamente di raccogliere le essenze genetiche autoctone vegetali (vitigni, cultivar dell’ulivo, alberi da frutto ed essenze aromatiche in via di estinzione) ed animali (pecora, capra, bovino, gallina ceppi di ecotipi di api) ridotte a reliquie genetiche e nel contempo sviluppare iniziative didattiche rivolte alle scuole attraverso lezioni teoriche, ma soprattutto dimostrazioni pratiche per quanto concerne la tecnica apistica, la smielatura, la mungitura e la caseificazione, la vendemmia, la raccolta delle olive, in sintesi lezioni di educazione ecologica ed alimentare. Si ha paura di quello che non si conosce. Non puoi fare una passeggiata sul Carso se hai paura dell’insetto, della zecca o della biscia: non è uno svago, un’immersione nella natura, ma un percorso stressante non utile, anzi sotto alcuni aspetti dannoso. La visita dei giovani all’apiario rappresenta un’esperienza fantastica: tenere con le proprie mani, con sapienza, ed osservare da vicino un telaino su di cui si muovono e lavorano febbrilmente centinaia e centinaia di api è una sensazione gioiosa, è una conquista fondamentale : vinta la paura, inizia un volo meraviglioso nella Natura e questo pauroso insetto, ora conosciuto, diventa “nostra sora ape”. Non solo le scuole, ma anche altre strutture culturali: Legmbiente, Slow Food, WWF, Università della terza Età; a questo riguardo vorremmo dare in affidamento un’arnia ed un fazzoletto d’orto a coppie di nonno – nipote, garantendo assoluta continuità di assistenza tecnica per rafforzare sul campo il rapporto tra due generazioni e la continuità della tradizione ed il rafforzamento della propria identità. E così perché i giovani di oggi possano irrobustire ed espandere le loro radici nella loro terra madre per volare verso una Giovane Europa, verso il Mondo intero. Livio Dorigo Commenta l’Articolo! [email protected] Banca Etica nella regione Friuli Venezia Giulia Promotori finanziari Alice Pesiri - Via Donizetti 5/A, Trieste - tel. 040 638472 - 347 2690400 - [email protected] Dario Francescutto - Via S.Francesco 37 - Udine - tel. 0432 500744 - [email protected] Punti informativi Gorizia – Referente Rita Calligaris (Staranzano) tel. 348 7722120 - [email protected] Pordenone – c/o “L’altra metà”, Via della Motta - tel. 0434 524228 - [email protected] Trieste – Via Donizetti 5/A - tel. 040 638472 - [email protected] - www.bancaetica.org/trieste Udine – Via San Francesco, 37 - tel. 0432 500744 - www.bancaetica.org/udine Tolmezzo – c/o Comunità di Rinascita - Via G.Bonanni 15 - tel 0433 40461 12 Konrad luglio-agosto 2009 Istria T’amo Pio ...Boscarin! Il boscarin, bue gigante istriano è una delle figure immancabili del tradizionale paesaggio istriano. Detto “boscarin”, appartiene alle razze podoliche o “della steppa”, originarie della regione ucraina della Podolia. Secondo alcuni scrittori deve alle legioni romane la sua presenza millenaria in Istria, dove fu introdotto durante il rientro dalle loro campagne di conquiste in oriente. Nel passato la sua diffusione era notevole come risulta da un documento veneto del 1560 del Capitanio de Raspo che ne riporta anche la consistenza numerica per singole comunità: Montona si trovava al primo posto con 589 buoi, seguita da Albona con 415, Dignano con 405, Portole con 230 ecc.; complessivamente la Provincia istriana contava oltre 6000 bovini da lavoro. Nel 1894 lo studioso Franz S. Povse pubblicò in tedesco una ricerca intitolata “Rinde der Karst” (I buoi del Carso) sul bue istriano distinguendone ben cinque tipi diversi. Boscarin, Gaiardo, Caparin e Bachin: erano questi i nomi più usati per chiamarlo. Di colore bianco-grigio, robusto (può superare una tonnellata di peso), resistente, ma nel contempo obbediente, mansueto ed intelligente, nel corso dei secoli si è adattato al clima locale accontentandosi di pascoli modesti. Fino a qualche decennio fa non era insolito vederlo lungo le strade istriane accompagnato al pascolo da anziani o ragazzi, come la sua mitezza consentiva. Le pastoie di legno alle caviglie anteriori gli impedivano di allontanarsi dal prato. Dopo il pascolo veniva condotto ad abbeverarsi e, per incoraggiarne la bevuta, il pastore fischiettava ritmicamente, quasi ad incoraggiarlo. Nei campi costituiva un´impareggiabile forza lavoro, anche per il trasporto di materiali, quando aggiogato trainava, generalmente in coppia, i carri stipati di merci. La museruola fatta di fil di ferro o vimini aveva lo scopo di impedirgli di mangiare durante il lavoro, mentre sulle dott. Majaron Leonarda Bilanciamento craniosacrale - Cromopuntura Test intolleranze alimentari - Fiori di Bach Dieta Psicosomatica 13 Konrad luglio-agosto 2009 Associazione Regionale Via San Lazzaro, 7 - Trieste Biodinamica Cranio Sacrale 347 6910549 www.bcstrieste.it Centro Trattamento e Formazione [email protected] corna portava sfere protettive di ottone e al collo pendeva una campanella che consentiva di localizzarlo. D´estate una reticella appesa alla fronte aveva la funzione di tenere lontani dagli occhi le mosche ed altri insetti. Per facilitarne l´andatura sulle strade disagevoli veniva ferrata solo la metà esterna dello zoccolo. Nel passato il mercato del bestiame più apprezzato dell´Istria per scelta e qualità era quello di Laco, ai piedi di Montona dove affluiva un gran numero di bovini, asini, suini... Qui i bovini provenienti dalle terre bianche dell´interno erano maggiormente valutati per la loro unghia dura rispetto a quelli delle terre rosse che avevano l´unghia tenera. Sotto l´Italia per i frequenti furti di bestiame i bovini venivano marchiati e dovevano essere accompagnati da un documento di proprietà e identità. Ancora negli anni Sessanta c´erano circa 60.000 bovini in Istria, ma negli anni seguenti a causa dell´avvento della meccanizzazione, il loro numero diminuì drasticamente per arrivare a solo sei esemplari nel 1991. Un ingrato e triste destino attendeva il “pio bove” istriano dopo secoli di immani fatiche: da animale da fatica è passato a quello di razza da carne da gustare nei migliori agriturismi, poiché solo così il suo allevamento può essere economicamente remunerativo. Grazie all´Associazione degli allevatori della Razza Bovina Istriana e al Centro Regionale per la Tutela del Bovino Istriano il loro numero sta aumentando ed ha raggiunto circa 500 capi. Ancora oggi si possono ammirare nel mese di luglio i maestosi esemplari superstiti alla Fiera di Canfanaro-Kanfanar in occasione della Festa di San Giacomo. Livio Prodan Le polveri magiche per lo splendore di viso anima e corpo Shubangam - polvere ayurvedica Shubangam - “colui che è puro e bello” - è una miscela di vegetali e minerali sapientemente dosati secondo la tradizione ayurvedica. Il suo uso in massaggi, fanghi e bagni risveglierà in voi una sensazione di benessere generale oltre a tonificare i tessuti e migliorare l’aspetto della persona. Come va usata: stemperate la polvere in un po’ d’acqua e spargete l’impasto sul corpo bagnato massaggiando in senso orario dalla fronte alle caviglie. Il massaggio sarà continuo e regolare, profondo ma non forte. Più tempo verrà dedicato al massaggio, maggiore sarà il benessere. È un ottimo sostitutivo del sapone. Curiosità: come altre cose pregiate, anche questa polvere, se ben conservata, migliora nel tempo le sue qualità. Libri IL PETALO GIALLO di Boris Pahor € 13,00 2007, 187 pagine Zandonai Editore (collana I piccoli fuochi) Il petalo giallo Igor Sevken, di media statura, asciutto e agile, i capelli color delle foglie secche di granoturco, ha sessantacinque anni ma non li dimostra. Vive a Duino, in un beato angolo tra cielo e mare. Un giorno riceve una lettera. Lucie Huet, una psicologa di Parigi, gli ha scritto commentando il suo articolo sull’esperienza in un campo di sterminio nei Vosgi, apparso su una rivista francese. Igor dà per scontato si tratti di una coetanea che ha conosciuto lo stesso dolore e vuole condividerlo. È incerto su come risponderle, lascia la lettera tra la posta da smaltire, rimandando l’eventuale incontro alla sua successiva visita a Parigi. Ma lì, al caffè in Saint-Germain-des-Près dove si sono dati appuntamento, Igor incontra una donna bruna di capelli, minuta e graziosa, di trent’anni. Dunque, non è una ex deportata. Eppure Igor avvertiva una comunanza che non riusciva a spiegarsi, ma che dava l’impressione di un’insolita affinità interiore. Quale può essere lo strazio che così tanto la unisce al suo? Il 28 agosto Boris Pahor compirà 96 anni. Tanti auguri di buon compleanno da tutta la redazione di Konrad! 28.avgusta bo Boris Pahor praznoval 96 rojstni dan. Redakcija Konrada mu želi vse najboljše. Il petalo giallo (titolo originale Zibelka sveta, poiché la donna è la culla del mondo) è un romanzo d’amore, dalla struttura leggera ma dal peso specifico altissimo perché pone una domanda, molte domande, sul Male. Può il Male subito da milioni di persone, in circostanze tragicamente eccezionali come quelle dei campi di sterminio, essere paragonato al male sofferto da un singolo dalla vita esteriormente normale? Può il senso di alienazione e perdita delle vittime dei campi essere anche solo accostato al secondo senza che il confronto sembri un’eresia? Il Male marchia sempre allo stesso modo? E soprattutto, il Male lascia scampo alla capacità di amare ancora? L’incontro di Igor e Lucie ha qualcosa di miracoloso eppure di ovvio. Ci sono sconosciuti che banalmente, in u certo momento della vita, si conoscono. E ce ne sono altri che si ritrovano, scoprendo che, nonostante i labirinti e i giochi della geografia e dell’anagrafe, “sconosciuti” non lo sono stati mai. Basta poco: un caffè, una voce, un silenzio, un’ombra negli occhi, per riconoscersi come anime vicine e per specchiarsi nudi e inermi nella verità propria e dell’altro. Accade così a Igor e Lucie. Eppure, dicevo, questo è un libro denso, difficile. Lo si attraversa con la fatica, l’obbligo, di dover capire qualcosa che non viene né spontaneo né facile. L’amore non è spontaneo né facile (nessuno ce lo venga a raccontare, è una scemenza). L’amore è forse la cosa più estenuante del mondo, soprattutto per chi ha conosciuto – in qualsiasi forma – il male. Molto più comodo è chiudersi a riccio, dire di non credere più a niente e a nessuno. E questo è un libro ostico anche per un’altra ragione. C’è, in ciascuno di noi, una parte ipocrita giudicante e perbenista che condannerebbe senz’altro un amore così: per la troppa differenza d’età, per la rapidità con cui Igor e Lucie infrangono ogni barriera, per l’intimità intellettuale e fisica che viene loro così naturale (da invidiarli - o condannarli, appunto, come quando non si vuole ammettere l’invidia…), e soprattutto per l’apparente bestemmia di equiparare il martirio di milioni di persone al tormento privato di una sola. Potrebbe fare così, Igor. Potrebbe guardare quella ragazza e dirle: “Cosa vuoi? Tu, tu che non hai conosciuto niente, patito niente, visto niente. Cosa vuoi capire? E come osi paragonarti a me che sono uscito dall’inferno?” E anche Lucie, che scopriremo vittima della più cupa delle violenze familiari, poteva chiudersi. Poteva non scrivere affatto a quel maturo signore, e rimanere reclusa nella sfiducia verso tutti gli uomini. E invece, Igor e Lucie si aprono l’un l’altra. Non è una questione di “perdono”. Anche chi perdona, dopotutto, è incatenato a ciò che deve perdonare. È qualcosa di più elevato e rinnovatore, qualcosa che consente di andare avanti e di vivere pienamente ancora. C’è un passo in cui si fa cenno a Hiroshima mon amour (Igor vede in Lucie la protagonista, interpretata da Emmanuelle Riva). E in effetti, i cardini del romanzo di Boris Pahor e della struggente sceneggiatura di Marguerite Duras sono gli stessi: memoria, oblio, amore come dono di se stessi e della propria desolazione. Anche nel celebre film di Alain Resnais, c’è un ardito, quasi blasfemo, parallelo tra Mali diversi: quello intimo, esclusivo, di lei che ha perduto il suo grande amore e che per questo lutto ha sfiorato la pazzia; e quello immane della bomba atomica su Hiroshima. Il dolore piccolo di una singola anima (ma può mai dirsi piccolo?) davanti a un dolore che è diventato collettivo, cicatrice del mondo. L’analogia si manifesta anche nell’amore, le spiega Igor. Come dice la Duras, l’eroina offre all’amato quel che ha di più caro: la sua sopravvivenza dopo la morte del suo amore a Nevers […] Gli dona la sua devastazione interiore. Be’, nel tuo caso è tutto ancora più difficile, tu eri come morta al pari di chi ti aveva fatto sfiorire. È per questo che tu in amore offri molto di più. La grande lezione di Igor, di Lucie e di questo romanzo è che l’unica vera via di scampo al male è proteggere la capacità di amare, mantenerla cristallina come quando eravamo innocenti, e spenderla entusiasti come quando non avevamo ancora subito alcuna offesa. È assurdo pensare che chi è stato segnato dal male possa sprecare il dono dell’amore, al contrario: ne ha fame e sete con tutte le forze del suo animo e le cellule del suo corpo. Luisella Pacco La psicologia del male Piero Bocchiaro Editori Laterza Pag. 144 12 euro 14 Konrad luglio-agosto 2009 Stanotte ho finito di leggere un piccolo libretto (poco più di cento pagine che corrono via chiare e veloci) Il titolo è Psicologia del male. L’ha scritto il trentasettenne Piero Bocchiaro, ricercatore alla Vrije Universiteit di Amsterdam, autore di articoli scientifici e di Introduzione alla psicologia sociale , docente all´Università di Palermo. La tesi da cui parte il libro è molto semplice: la malvagità non appartiene solo a individui devianti e tutti noi, in particolari circostanze, potremmo infierire contro un altro essere umano. Un’ipotesi teorica e campata in aria? Proprio no, perchè la psicologia sociale nasce da migliaia di studi, esperimenti, ricerche. La classica (e troppo semplicistica) dicotomia tra Bene e Male ci è congeniale perchè ci permette un comodo orientamento nella foresta della morale e ci fa identificare immediatamente i cattivi: sarebbero sempre e solo loro i responsabili di crimini e di violenze. Noi invece saremmo buoni, incorruttibili, schierati a favore della moralità. Ma le cose non stanno così: la psicologia sociale ci mette davanti a un´altra storia, quella in cui ciascuno di noi è un potenziale carnefice. Non siamo totalmente virtuosi, altruisti e sensibili. Ma nemmeno interamente disonesti, egoisti e distaccati. Essendo uomini e donne, siamo un impasto di caratteristiche contraddittorie che il principio di coerenza cerca di mantenere in cassettini accuratamente separati. In più, i ritmi ripetitivi della vita tendono a lasciare noi e i nostri conoscenti in contesti abituali, dove a interagire sono i ruoli sociali. I nostri comportamenti sono dunque molto prevedibili e, generalmente, in linea con le aspettative. Ma tutto ciò esplode e va in pezzi quando ci troviamo di fronte a condizioni nuove, impreviste e drammatiche. Diventa allora impossibile pronosticare ciò che sarà di noi e degli altri, ciò che faremo. Durante il nazismo saremmo stati esecutori degli ordini superiori? Oppure avremmo cercato di ribellarci? O (ancora) avremmo fatto finta di nulla, celati in una plumbea zona grigia? Fondato com’è su episodi concreti (Adolf Eichmann e la Shoah, la strage dello stadio Heysel, un omicidio svoltosi davanti a decine di testimoni che non mossero un dito, uno stupro in strada a Bologna mentre i passanti non reagirono...), il libro è a suo modo agghiacciante. Difficile e duro da accettare. Ma sapere che tutti noi siamo una miscela di contraddizioni ci rende più vigili nei confronti delle forze esterne, accrescendo le probabilità di contrastarle. In fondo, i cinque punti cardinali a cui ancorarsi per opporsi alla malvagità e all’indifferenza sono: consapevolezza e senso critico, autostima, forte senso della giustizia, empatia, capacità di saper dire “NO”. Luciano Comida gorizia è la storia Parziali cronache del V Festival Internazionale di Storia “PATRIE” è stato quest´anno il tema scelto quale filo conduttore del festival svoltosi a Gorizia dal 22 al 24 maggio. L´impostazione delle conferenze ha sempre badato a non farsi coinvolgere nei sentimenti contrastanti che possono essere scatenati da questa parola. I relatori sembravano tutti aver letto il saluto di Adriano Ossola, Presidente dell´Associazione culturale èStoria, che cita lo storico francese Lucien Febvre: “... lo storico... deve evitare di attribuire a sentimenti di ieri i connotati dell´oggi...”. La tradizionale collocazione del festival, sotto il verde dei platani del parco di Corso Verdi, ha permesso di ospitare le persone interessate senza evidenti affanni, nonostante l´afflusso di pubblico sia stato, specialmente nelle ore pomeridiane e fino a sera, straripante, tanto che gli interventi più seguiti, esauriti i posti a sedere, vedevano una corona di persone in piedi circondare i due tendoni (pardon: tenso-strutture) riservati alle conferenze. In una terza struttura era ospitata una doppia mostra, l´una fotografica, verticale, sulle pareti, dedicata all´universo yiddish ed ebraico, l´altra, di libri storici di pregio, orizzontale, nelle bacheche, intesa a mostrare lo sforzo della duplice monarchia, nella persona del Principe Rodolfo d´Asburgo, di ricondurre le diverse nazionalità che la componevano ad un´unica Patria comune. Nelle conferenze è stato consequenziale che al tema delle patrie si sia affiancato quello dei territori su cui costruirle, e parlando di suolo in questo senso quasi sacrale non era evitabile parlare di patrie sovrapposte e perciò contese. Perciò gran parte delle discussioni proposte si riferiva a forze in conflitto per il possesso della terra. Merita annotare che, oltre alle analisi sui conflitti nazionali in generale, molto del tempo complessivo di discussione dell´intera manifestazione guardava a quel tipo di conflitti suscitati da Nazioni in espansione che travolgono i popoli insediati su un suolo che esse ritengono indispensabile per il proprio affermarsi. Cioè a quegli scontri che oggi, guardando alle forze in campo, chiamiamo asimmetrici. Lungo questa falsariga una folla sempre interessata ha ascoltato i relatori parlare della Gran Bretagna contro gli Irlandesi, degli Stati Uniti contro i Pellerossa, della Turchia contro gli Armeni, della Germania nazista contro gli Ebrei, dell´Italia contro gli Sloveni, di Israele contro i Palestinesi. A nostro parere da segnalare, nella trattazione del genocidio armeno, la presentazione di un punto di vista assolutamente originale nella persona del medico francese Yves Ternon, specializzatosi in una branca che potremmo definire, senza offesa, “splatter”: medicina dei genocidi, ovvero ai metodi usati dapprima per tenere in vita, senza spendere troppo, le vittime degli olocausti, se sfruttabili a fini economici, e poi per assassinarle. Impressionante! Un altro tema correlato a quello di Patrie è inevitabilmente quello dell´Identità, ed è tanto più da citare per due conferenze che riguardano da vicino la nostra identità, nei chiari e negli scuri, di Italiani. In due occasioni si è parlato dell´Italia in particolare, prima in riferimento alla seconda guerra d´Indipendenza del 1859 e poi trattando direttamente proprio l´identità italiana in un confronto fra storiografia nostrana ed europea basato sulle più recenti acquisizioni culturali. Gli storiografi Lucy Riall e Christopher Duggan hanno mostrato ancora una volta un interesse inglese per l´Italia che è forse erede del mito garibaldino, costruito più dagli anglosassoni che dagli italiani. Ed ancora una volta (già nell´edizione del 2008 del festival uno storico inglese aveva espresso questo parere) guardando ad alcuni aspetti del nostro carattere nazionale, e non li cito ma non sono pregi, hanno puntato il dito sulla presenza plurisecolare di un trasversale partito papista sul nostro territorio, sorretto, of course, dalla presenza sul territorio teoricamente italiano di un´altra patria: quella della Chiesa. Lasciamo le considerazioni ai nostri lettori aiutati, se lo vogliono, dal libro di Duggan, giunto alla seconda edizione, dal titolo che più italiano non si può: “La forza del destino. Storia d´Italia dal 1796 a oggi”. Chiudiamo ricordando un´iniziativa diciamo più “leggera”. Ogni sera, per un gruppo di 99 persone iscritte in base alla velocità d´adesione e non alle raccomandazioni, in un cortile nel retro della libreria dell´Editrice Goriziana, si sono tenute conferenze aventi come tema la cucina nella Storia. Tutte molto interessanti, ed alla fine un buffet e vini offerti da prestigiose case vinicole regionali. La ciliegina sulla torta. Claudio Pettirosso Commenta l’Articolo! [email protected] libreria minerva Via san nicolò 20 - Trieste tel. 040-369340 [email protected] www.libreria-minerva.it 15 Konrad luglio-agosto 2009 fumetti Mario Alberti: quel sogno chiamato A tu per tu con il disegnatore triestino autore di una miniserie targata Marvel Sono passati alcuni anni dal mio ultimo incontro con Mario Alberti, ma francamente non mi sembra affatto cambiato. Nessuna mutazione antropologica apparente, anche dopo la chiamata della Marvel e la miniserie dell´Uomo Ragno che lo ha impegnato negli ultimi tempi. Insomma, potrei affermare con certezza che Alberti non ha sviluppato alcun senso di ragno, non è un “arrampicamuri” e non passa le giornate a svolazzare lanciando ragnatele da un tetto all´altro della città. Almeno non ancora... La terza chiacchierata dedicata ai comics, nell´abituale salottino multicolore di “Seconda Stella a Destra”, è con uno tra i disegnatori più noti del panorama fumettistico internazionale. Mario Alberti non ha bisogno di troppe presentazioni. Dai primi passi a Fumo di China e all´Intrepido, al salto di qualità con Nathan Never e Leggs Weaver per la Sergio Bonelli, passando per le copertine di alcune importanti testate Nome: Mario dell´americana DcComics. Nel 2000 prende il via Cognome: Alberti la collaborazione con Luca Enoch che porterà Nato a: Trieste alla nascita di Morgana e in seguito, con i testi Classe: 1965 di Kurt Busiek, a quella di Redhand, due serie Professione: disegnatore (Marvel e non solo…) pubblicate dall´editore francese Les Humanoïdes Segni particolari: ha un “affezionato” vicino di Associés. Per Alberti c´è però ancora una vetta casa di nome Peter Parker… da scalare: si chiama Marvel, la mitica “casa delle Passioni: una metropoli chiamata New York idee” d´oltreoceano. La conquista è datata 2008, 16 Konrad luglio-agosto 2009 con la miniserie X-Men&Spider-Man firmata da Christos Gage, già pubblicata da qualche mese negli Usa e che uscirà in Italia il prossimo autunno. Ci racconti questa sua lunga avventura professionale con l´Uomo Ragno... E´ stata bellissima, il coronamento di un sogno. Pensi che fin da ragazzino, quando appunto leggevo l´Uomo Ragno, speravo di essere morso da un ragno radioattivo...! Essere riusciti a disegnare Spider-Man è stato per me un traguardo davvero importante, non solo da un punto di vista professionale, ma anche emozionale e affettivo. Insomma, mi sono divertito tantissimo, a partire dal numero d´esordio della miniserie che è ambientata negli anni Settanta. Proprio nel periodo in cui, ad esempio, c´erano Gwen Stacy, la compagnia degli amici al Coffee Beat e tutti quei personaggi storici che animavano le avventure dell´Uomo Ragno quando le leggevo da piccolo. Per realizzare i disegni ho voluto documentarmi bene, andando a ripescare i vecchi fumetti dell´epoca e le foto di New York in quegli anni. E´ stata un´esperienza veramente emozionante che però credevo terminasse lì, anche perché i miei progetti erano soprattutto rivolti alla continuazione di “Morgana” con Les Humanoïdes... ...progetti che invece hanno subito una brusca frenata... Purtroppo sì. Les Humanoïdes Associés sono attualmente in amministrazione controllata, quindi in un periodo non facile dal punto di vista finanziario. Ho dovuto interrompere il progetto su “Morgana” e passare ad altro, come ad esempio una storia di fantasmi uscita l´anno scorso per l´editrice Soleil. E poi, appunto, è saltato fuori il discorso con la Marvel, anche se aspetto comunque di vedere quale sarà la sorte degli Humanoïdes. Francamente non sono troppo ottimista. Sia a me che a Luca Enoch piacerebbe dare una degna conclusione a “Morgana” - dopo quattro volumi e con il quinto interrotto a metà - ma adesso il suo futuro non dipende da noi. Tornando all´Uomo Ragno, quando è uscita la miniserie negli Usa e quando la vedremo in Italia? Negli Stati Uniti l´ultimo dei quattro numeri è uscito lo scorso marzo, mentre in Italia - almeno da indiscrezioni che mi sono giunte dalla Panini - la miniserie dovrebbe essere presentata il prossimo autunno, fra ottobre e novembre, a Lucca Comics. Fortunatamente la mia collaborazione con la Marvel sta continuando con reciproca soddisfazione. Nel numero 600 di “Amazing Spider-Man” infatti, un numero celebrativo della serie, dopo la storia principale disegnata da John Romita jr. che porterà un grande cambiamento nella vita di Peter Parker, ci saranno delle brevi storie disegnate da altri autori, fra cui una mia dal taglio molto simpatico e divertente. Inoltre, proprio adesso, sto lavorando al numero 601 di “Amazing” in cui ci sarà appunto lo sviluppo di questo grosso colpo di scena che, per ovvi motivi, non posso svelare. A seguire, dovrei iniziare una nuova miniserie, sempre su testi di Gage. E poi vedremo un po´ cosa porterà il futuro... Parliamo di rapporti con la Marvel: che tipologia di lavoro usate? Fin dai contatti iniziali, passando poi alla spedizione della Spider-Man nella pagina accanto: Mary Jane, Peter Parker e Gwen Stacy (copyright© Marvel) sopra: Spider-Man e Tempesta (copyright© Marvel) sotto: Tavola tratta dal 5° volume di “Morgana”, ancora inedito sceneggiatura e a quella delle mie tavole, abbiamo comunicato solo via mail. Non c´erano alternative, dal momento che abitiamo in posti troppo lontani. Per fortuna lo scorso febbraio ho conosciuto di persona sia Steve Wacker, l´editor di “Amazing”, sia Christos Gage al ComiCon di New York. E´ stato emozionante, fra le altre cose, fare il giro della redazione della Marvel, oltre a quello della DC con cui avevo collaborato in passato. Sono stato accolto molto bene, ma la cosa che mi ha colpito di più è stata New York. Una città fantastica, indescrivibile, dalle dimensioni e dai colori eccezionali, che sprizza un´energia che si avverte e si sente sulla pelle. Insomma, un posto dove ti sembra che possa accadere davvero di tutto! Per disegnare la miniserie “X-Men&Spider-Man” le hanno chiesto qualcosa in particolare o le hanno lasciato carta bianca? Prima di tutto sono stati loro a contattarmi alcuni anni fa. Conoscevano “Morgana”, “Redhand” e avevano visto le copertine che avevo disegnato per la DC. Mi hanno chiesto se ero interessato a lavorare per la Marvel, all´inizio proponendomi una storia solo degli X-Men. All´epoca risposi che, amando sin da piccolo l´Uomo Ragno, avrei preferito disegnare lui. Da qui è nata l´idea di una trama che vedesse protagonisti entrambi e che ha portato appunto alla miniserie “X-Men&Spider-Man”. Dal punto di vista stilistico non mi hanno chiesto nulla di particolare. In effetti mi ero domandato varie volte se il mio tratto, definiamolo pure “europeo”, sarebbe stato adatto e sarebbe piaciuto al pubblico americano. Invece, fin dalle le prime tavole che ho spedito, ho trovato solo consensi e anche i giudizi della critica sono stati positivi. Forse era proprio quello che la Marvel cercava: uno stile e un disegno diversi da quelli americani che portassero una ventata d´aria fresca e di novità. Collaborare con la Marvel in che cosa l´ha arricchita o cambiata? In realtà mi sento cambiato dopo ogni cosa nuova che faccio. Per me ogni esperienza è una sfida e un´occasione per migliorare. Cerco sempre che sia la storia a guidare un po´ il mio disegno, senza per questo rinunciare alla mia identità e al mio tratto. La trama ha però le sue esigenze, in termini narrativi e stilistici, per cui un minimo di “adattamento” ci deve essere per forza. Ecco perché ogni volta si impara qualcosa di nuovo e di stimolante. La caratteristica principale nel disegnare i supereroi, ad esempio, è legata all´anatomia, sfoggiata in primo piano. E´ stata la cosa che all´inizio mi ha messo abbastanza in difficoltà, dal momento che ero abituato a vestire i personaggi che realizzavo. E´ stato un lavoro impegnativo che però mi ha fatto crescere professionalmente. Amo curare i dettagli di una storia, documentandomi sul periodo storico in cui è ambientata, e prediligo i personaggi femminili, come ad esempio Tempesta. L´unica cosa, invece, che mi mette in crisi è la visiera di Ciclope. Può sembrare strano, ma è il particolare che ancora mi risulta “indigesto” a disegnare... Cosa ne pensa dei laboratori di fumetto? La stimola insegnare e con quale spirito affronterà questa nuova esperienza a “Seconda Stella a Destra”? Mi è sempre piaciuta l´idea di insegnare. Capita di frequente che tanti ragazzi mi mostrino i loro disegni, sperando di riuscire a far diventare una passione anche una professione. So quanto è difficile riuscire in questo mestiere, per cui solo l´idea di poter aiutare qualcuno a trovare la sua strada, a muovere i primi passi o ad affinare la sua tecnica, la trovo davvero interessante. Al di là del classico laboratorio di disegno, mi piacerebbe affrontare nei corsi anche argomenti specifici, come l´anatomia, la narrazione o la sceneggiatura nel fumetto. Per concludere una curiosità: qual è l´ultima cosa che ha disegnato oggi e quale sarà la prima che disegnerà domani? L´ultima cosa che ho disegnato oggi è la casa di zia May, mentre la prima che disegnerò domani sarà... Peter Parker assieme ai tanti, tantissimi parenti dell´intramontabile zia... Claudio Bisiani Commenta l’Articolo! [email protected] 17 Konrad luglio-agosto 2009 Cinema Uomini che odiano le donne e CASH Poliziesco made in Europe Lo confesso: prima dell’uscita del film Uomini che odiano le donne non avevo mai sentito parlare di Stieg Larsson e nulla sapevo della trilogia “Millennium”. Il primo romanzo è stato pubblicato in Italia nel 2007 da Marsilio, ma il genere poliziesco è fuori dalla mia sfera di interessi. Sapevo che gli svedesi stravedono per i gialli, basti pensare al successone delle inchieste dell´ispettore Wallander (scritte da Henning Mankell, edite sempre da Marsilio dal 1998) da cui è tratta una serie TV trasmessa di recente o ai meno noti (ma assai belli) libri di Sjowall-Wahloo. Poi mi sono documentato e, utilizzando il meraviglioso strumento chiamato Internet, ho appreso che Larsson iniziò a scrivere romanzi appena a 49 anni, poco prima di morire d’infarto il 9 novembre 2004. Prima fu soprattutto un giornalista, attivista per i diritti umani, fiero oppositore del razzismo e dell´estremismo di destra, consulente di Scotland Yard e del ministero di Giustizia svedese. E proprio col successo mondiale della serie “Millennium”, sarebbe diventato ricchissimo, a dimostrazione che in qualche rara occasione si possono fare i soldi pure con l´impegno politico antifascista. Anche se a volte arriva il castigo divino sotto forma di un colpo al cuore. Altra curiosità: per 32 anni Larsson convisse con l´amore della sua vita, l´architetto Eva Gabrielsson, senza mai sposarsi e al momento della morte non c´era nessun testamento, per cui tutta la cospicua eredità finì nelle mani del padre e del fratello, con i quali non parlava da decenni. Alla povera e alle organizzazioni antirazziste non andò il becco di un quattrino. Forse i sostenitori dell´utilità del matrimonio non hanno tutti i torti. Ma torniamo al film. Quando il regista Niels Arden Oplev fu interpellato, era come me: non aveva mai letto Larsson. Il film però è un ottimo lavoro. Parte da un vecchio miliardario che vuol ritrovare la nipote scomparsa quarant´anni prima. A indagare sotto lauto compenso viene chiamato un giornalista caduto in disgrazia (l’attore Mikael Niqvist) che a sua volta si vede costretto a chiedere aiuto alla hacker Lisbeth Salander (Noomi Rapace). Spiazzante veder correre in sala milioni di persone per un film non americano e privo di attori famosi. Strano pure che il pubblico si affezioni a questi gelidi personaggi: un uomo di mezza età un po’ acciaccato e una ragazzina anoressica, bisessuale e seguita dai servizi sociali. Sullo sfondo, una Svezia livida, dominata da grossi finanzieri pieni di scheletri nell´armadio, mentre i fantasmi del nazismo riappaiono dal nulla proprio quando uno meno se lo aspetta. Sconsiglio Uomini che odiano le donne ai fan di inseguimenti mozzafiato, esplosioni e mirabolanti effetti speciali. Nel film di Oplev non c´è nulla di tutto ciò: è basato sul personaggi, anche se non mancano scene drammatiche, soprattutto dal punto di vista della violenza sessuale. La mostruosità dello stupro viene mostrata in maniera fin troppo esplicita, con realismo e particolari agghiaccianti mai visti in nessun film americano. E devo applaudire la brava giovane attrice Noomi Rapace, che per entrare nella parte della hacker Lisbeth ha dovuto farsi ricoprire il corpo con decine di piercing e tatuaggi. Piccola e incazzosa, Lisbeth potrebbe essere definita la prima icona femminile del terzo millennio: alla violenza risponde con la vendetta. Il pubblico rimane spiazzato, ma poi se la gode quando lei restituisce con gli interessi il dolore provocatole dagli uomini che odiano le donne. Forse calca un po´ troppo la mano, ma va bene così. Complimenti alla Svezia che manda un ottimo prodotto cinematografico e controbatte il monopolio culturale americano. Arriva invece dalla Francia un altro piccolo gioiello, CASH. Anche se il doppiaggio tenta di affossarlo: la prima cosa detta nel film “per ogni truffa ci vuole un pollo”. E lo schermo si riempie di piccioni. Come mai? Più avanti, agli incapaci rovinati dal loro stesso imbroglio viene regalata una scatola con una penna di piccione, ma tra lo stupore e il disorientamento degli spettatori il doppiaggio continua a parlare di polli. Il mistero è presto risolto: in italiano la vittima di una truffa viene chiamata “pollo”, in Francia “piccione”. Malgrado il doppiaggio scadente, il regista Eric Besnard ha tutta la mia gratitudine, perché con CASH mi fa compiere un vero e proprio viaggio nel tempo: tutto ricorda alcuni piccoli capolavori del cinema brillante francese anni ´60, come il celeberrimo Uomo di Rio (1964) di Philippe De Broca, dove Jean Paul Belmondo impazzava in Brasile alla ricerca della fidanzata scomparsa. CASH racconta beffardamente truffe e truffatori, e il gioco sta tutto nello scoprire chi sarà l´ultima vittima. Lo si scopre in una serie di finali e sottofinali a sorpresa dei quali non parlerò affatto. Deliziose musiche di Jean-Michel Bernard che ricordano quelle del famoso Sette uomini d´oro di Marco Vicario (1965) e buona performance del semisconosciuto protagonista Jean Dujardin, accompagnata dall´ottimo livello di recitazione degli attori di contorno, tra cui segnalo il ben più noto Jean Reno nella parte di un ladro internazionale, la nostra Valeria Golino che fa la poliziotta cattiva e Alice Taglioni (una spilungona che unisce statura notevole e irresistibile fascino femminile). Attenzione, in film così niente è come sembra e le trovate si susseguono una dopo l´altra come fuochi d´artificio. Non certo un capolavoro, ma per gli spettatori disposti a stare al gioco è una buona occasione per passare due ore divertenti in sana allegria. Di questi tempi, non è poco. Gianni Ursini Commenta l’Articolo! [email protected] realizzazione e se r v izio a Auto ll’umanità Meditazione - Ser vizio so ciale i Y Corsi d oga e cucina v e g e tariana Cene indiane per benefic en z a Ananda Marga Organizzazione Umanitaria 18 Konrad luglio-agosto 2009 Cordenons PN - Piazza San Pietro 10 Tel. 0434 931364 - Cell. 348 9035858 www.apnu.net Via San Giuliano, 35 - Pordenone tel./fax: 0434 28043 - [email protected] Teatri di confine MittelFest ricomincia da tre Dopo l’era Moni Ovadia, il Mittelfest punta a un trittico di qualità per la direzione artistica, affidata a Furio Bordon per il teatro, a Walter Mramor per la danza e a Claudio Mansutti per la musica. Il programma del 2009, ancora in via di realizzazione, dedica questa nuova edizione ai vent’anni dal crollo del Muro di Berlino. Dal 18 al 26 luglio, quindi, giungeranno a Cividale numerosi artisti dell’area mitteleuropea. A inaugurare il festival sarà, come da tradizione, un evento speciale. Qualche indiscrezione aveva addirittura suggerito il nome dei Pink Floyd per questo evento, ma l’ipotesi è tramontata abbastanza presto. Sono certi, invece, i tre percorsi tematici che Furio Bordon ha annunciato per il teatro sotto il segno di Kafka. ‘Vittime e carnefici’ recupera il racconto ‘Nella colonia penale’, attraverso la mediazione interpretativa di altri autori, ‘Dentro e fuori la normalità’ si sviluppa da ‘Una conferenza accademica’ e infine ‘Genitori e figli’ non può che partire dalla ‘Lettera al padre’ per agganciare Handke e Simenon. S.C. “Fare mondi” alla Biennale Un telefono che squilla in continuazione, mani che si intrecciano, un cadavere (finto) in una piscina (vera?), un giardino di piante inquietanti, libri sospesi e galassie. Tutto questo e molto altro si può trovare alla Biennale di Venezia, dal 7 giugno al 22 novembre (orario 10-18). Curata da Daniel Birnbaum, l’importante rassegna d’arte contemporanea giunta alla 53esima edizione porta quest’anno il titolo: ‘Fare mondi’. Come spiega l’attuale neo-direttore l’opera d’arte è più di un oggetto e molto più di sopra: Opera di Tomas Saraceno sotto: Finto cadavere del padiglione nordico Impianti elettrici a basso inquinamento elettromagnetico - biointerruttori PACIO IMPIANTI ELETTRICI di Michele Paccione 19 Konrad luglio-agosto 2009 Trieste - Via della Guardia, 14A Tel. 040 3481208 - Fax. 040 3472773 - cell. 337 543834 Commenta l’Articolo! [email protected] una merce: l’artista, con il suo lavoro, costruisce una visione del mondo, anzi, un mondo, che può essere condiviso. Un titolo che mantiene le sue promesse: nonostante le due ore canoniche di treno per chi viene da Trieste e le file per il traghetto e per il biglietto (18 euro quest’anno, alla faccia della crisi...), si ha veramente la sensazione di entrare in nuove dimensioni. Artistiche, sia ben chiaro, ma pur sempre in grado di restituire al visitatore un vasto panorama dello stato dell’arte contemporanea mondiale. Tastare il polso all’arte, magari per gioco, per curiosità o anche solo per dire: “questo lo sapevo fare anch’io”, è un buon esercizio di cultura attiva che offre imprevedibili scatti di genialità anche al più scettico dei non addetti ai lavori. Sarebbe stato impossibile descrivere in questa sede tutte le esposizioni dei 77 paesi partecipanti, dislocate tra i Giardini e l’Arsenale, per questo ci siamo limitati a pescare in modo totalmente arbitrario tra i padiglioni, tralasciando, per motivi di tempo, l’Arsenale e concentrandoci sui Giardini. Il telefono che squilla si trova, ad esempio, nel padiglione russo, e fa parte di una serie di opere sul tema emblematico della “vittoria sul futuro”. Ne è l’autore Gosha Ostretsov, che fa entrare il visitatore in una sorta di bunker, nel bel mezzo di una guerra del passato: c’è, appunto, un telefono che suona in continuazione, mentre un ufficiale, con gesti meccanici, firma una missiva, ma se si va a vedere più da vicino sono ghirigori incomprensibili. Come le guerre per chi le fa e per chi le subisce. Le mani che si intrecciano sono opera di Bruce Nauman, vecchia conoscenza dell’arte contemporanea, e sono esposte al padiglione degli USA. A prima vista sembrerebbe gioioso vedere questa vera e propria danza di mani che si danno la mano, tranne per il fatto che manca il resto del corpo. In questo modo si fa presto a scivolare dalla gioia apparente all’orrore grottesco, del resto confermato da un’altra sala piena di teste che cozzano tra di loro o si fondono, a scelta. Il cadavere nella piscina, che per fortuna è finto, ma sembra vero, è un’installazione del padiglione danese e nordico. Ciò che fa più impressione non è tanto la scena in sé, ma la reazione degli astanti, che, come purtroppo a volte succede in situazioni reali, si mettono allegramente a fotografare il corpo, seguendo un macabro cortocircuito. Il giardino di piante inquietanti è un’installazione della svedese Nathalie Djurberg. Anche qui, all’inizio sembra di entrare nel giardino dell’Eden, con piante gigantesche e lussureggianti, ma poi si comincia ad avvertire una certa inquietudine: questa frutta dai colori vivaci, a chi è destinata? E questi fiori enormi, chi li coglierà? I libri sospesi, che poi son dizionari di lingue diverse, sono opera di Richard Wentworth e, infine, le affascinanti galassie fatte di corde elastiche, ulteriore esempio di come si fanno mondi in laguna, sono di Tomas Saraceno. Stefano Crisafulli L’estate si caratterizza soprattutto per il caldo quasi insostenibile che ci costringe a cercare l’acqua in modo disperato. L’afa, il calore, il sole, ci fanno sudare e perdere ingenti quantitativi di acqua corporea, insieme a importanti sali minerali ed altre sostanze. La ricerca dell’acqua e del fresco condiziona inevitabilmente le nostre scelte quotidiane in modo spesso incontrollabile: quando abbiamo sete, beviamo la prima cosa liquida e fresca che ci viene proposta, senza troppi pensieri sulla sua possibile genuinità. Quali sono le principali fonti di acqua da bere che solitamente usiamo? Prima di tutto le bevande gassate, come la coca cola, l’aranciata e così via. Presi dalla sete dimentichiamo di verificare sull’etichetta la loro composizione, e così non ci accorgiamo che queste in genere contengono grossi quantitativi di zucchero, sono colorate con additivi chimici, il loro gusto deriva da aromi artificiali, e in alcuni casi contengono addirittura caffeina. Una famosa aranciata in commercio viene pubblicizzata con la scritta: “Sole arance rosse di Sicilia” quando in etichetta sono presenti solo al 12%, mentre troviamo anche coloranti artificiali (per dare il rosso) e aromi chimici (per dare il gusto di arancia). Dal punto di vista della salute, queste bevande sono dannose, soprattutto per i giovani che sono anche i principali consumatori. Accusate da anni di essere responsabili di malattie come il diabete, l’obesità e molto altro, ancora godono dei favori dei mass-media e nessuno osa scontrarsi apertamente perché il potere economico di queste multinazionali è spaventoso e incontrastabile dal singolo consumatore. Se i giovani bevono bibite, gli adulti preferiscono il vino e soprattutto la birra per dissetarsi. In effetti, l’alcol, essendo un dilatatore dei vasi sanguigni, permette di sostenere meglio il caldo. Questo aspetto positivo comunque non bilancia quelli negativi che conosciamo purtroppo molto bene, per cui non ci soffermiamo oltre. Quali alternative rimangono? La prima e la più scontata è la semplice acqua. Bistrattata dai giovani che preferiscono le bibite (negli Stati Uniti la coca cola è più venduta dell’acqua in bottiglia e paradossalmente costa meno), l’acqua è l’unico liquido in grado di dissetare veramente. A temperatura ambiente o leggermente fresca, ma non gelata, fornisce un piacevole senso di dissetamento, senza apportare altre sostanze, senza calorie, senza controindicazioni. Un’unica avvertenza: il vetro è l’unico materiale sicuramente non tossico, mentre per la plastica ci sono molti dubbi, soprattutto quando lasciata al sole e al caldo (come spesso avviene nei piazzali dei supermercati). L’acqua di rubinetto? Molti ricercatori sollevano dubbi sulla sua salubrità. E’ potabile ma non per questo può essere sana, soprattutto in città grandi e di pianura. Vorremmo a questo punto suggerire un’alternativa spesso poco presa in considerazione: il cibo. Il fabbisogno giornaliero di acqua, più elevato d’estate che d’inverno, può essere soddisfatto anche con il consumo di alimenti contenenti acqua. Parliamo soprattutto di frutta e verdura, in estate particolarmente ricche di acqua. Basti pensare che anguria e melone ne contengono al 95% (1 kg di anguria contiene quindi quasi un litro di acqua!). Quasi tutta la frutta varia da un minimo dell’80% ad un massimo del 95% e per la verdura le percentuali sono solo poco più basse. Un’alimentazione quindi ricca di frutta e verdura fresche e di stagione garantirà la maggior parte dell’acqua necessaria all’organismo. Quando consumarla? Mai dopo i pasti perché rende indigesto tutto quanto, fermenta e produce acidità. L’ideale è alla mattina con una colazione a base di frutta (e volendo un poco di yogurt intero), oppure come spuntino circa 1 ora prima del pranzo, nella merenda pomeridiana. Può addirittura sostituire un pasto intero. I vantaggi sono notevoli: l’apporto di acqua molto pura, pochissime calorie (5 kg di anguria hanno meno calorie di un etto di formaggio fresco!), molti sali minerali e vitamine, zuccheri semplici, sostanze benefiche per l’organismo come gli antiossidanti. Infine, sempre in tema di alimentazione, in estate occorre ridurre tutti quei cibi che aumentano il fabbisogno di acqua: stiamo parlando dei cibi secchi, come il pane, i biscotti e in generale tutti i prodotti da forno, e di quelli con poca acqua, come la carne e il pesce, i formaggi e i salumi, i fritti e i cibi cotti a lungo. Occorre evitare i cibi molto salati, perché il sale obbliga il corpo a trattenere acqua e quindi ne aumenta la sua richiesta. Tutti questi cibi mettono sete e ci costringono a bere durante i pasti, abitudine dannosa perché si diluiscono i succhi gastrici compromettendo la digestione. Vorremmo concludere con una considerazione generale: lo stile di vita moderno ci ha abituati a consumare lo stesso cibo per tutto l’anno. I menù hanno sempre minor variabilità stagionale. Però, se osserviamo la natura noteremo che essa è estremamente variabile, dandoci ad esempio frutti molto acquosi in estate e più asciutti in inverno. Esistono ragioni profonde di ciò e la maggior parte di queste ha a che fare con la salute. Nadia e Giacomo Bo www.ricerchedivita.it Commenta l’Articolo! [email protected] Toni lamponi alimentazione 20 Konrad luglio-agosto 2009 Estate... che caldo! Dissetarsi con il cibo gelateria Campo Belvedere La dichiarazione di guerra (non) è stata consegnata... Il 10 giugno di sessantanove anni fa questa frase, in affermativo, segnò l´inizio del destino tragico della generazione di mio padre. Il documento segnava, per volere di uno, il destino di molti e lo legava ad un pezzo di carta. Di questi tempi un altro documento doveva segnare il nostro destino e quello della terra e delle nostre genti. Si tratta (uso il presente perché ancora in giro nelle carte della Regione) della proposta di legge sulla coesistenza tra l´agricoltura convenzionale, biologica ed OGM, che doveva andare al vaglio della Commissione Agricoltura per poi approdare in Aula prima delle ferie estive. Questo documento rappresenta il “cavillo di Troia” degli OGM ai quali viene conferita, con blande cautele, la possibilità di essere introdotti e coltivati. Il documento, caldeggiato da quelli di Futuragra (la lobby pro OGM) e appoggiato da alcuni consiglieri regionali filo-agrari (UDC e PdL) è stato momentaneamente parcheggiato in attesa di tempi migliori. Credo ci siano stati tre fattori concomitanti. Il primo, le elezioni per le quali era meglio non sollevare puzze visto il cattivo gradimento di certa “monnezza” da parte degli elettori già incazzati con discariche ed elettrodotti. In secondo luogo, al trionfalismo di Futuragra il sottoscritto ha risposto colpo su colpo in tutte le occasioni e circostanze possibili. Soprattutto i giornali locali hanno dato spazio alla polemica ed i riscontri positivi alle nostre tesi non hanno avuto repliche. Che siano stati terrorizzati dalla truppa che s´addestrava alla “Caserma Konrad” ? Mah, boh,...buttiamola in ridere mantenendo la guardia alta comunque. Altro fattore, non secondario a mio avviso, sono state le dichiarazioni politiche di Violino e di Zaia (sembrano gli unici verdi in circolazione!), nonché le prese di posizione delle inquiline della “Casa Bianca” e di Buckingham Palace. Molto interessante la Zaia-posizione, in quanto egli stesso ha dichiarato di essere stato “pressato” dall´ambasciatore USA Spogli affinché sollecitasse l´introduzione degli OGM. Molto diplomaticamente (ti pareva!) il Ministro, mostrando presumo le scarpe sporche di terra, ha risposto che gli OGM potranno essere coltivati solo dopo una attenta, seria, ponderata sperimentazione scientifica rigorosamente italiana. Conoscendo i nostri tempi biblico-scientifici ed il denaro a disposizione, si può immaginare abbia detto un NO tondo (anche a Tondo) e inequivocabile, solo incartato nel tipico linguaggio curial-politico esclusivamente italiano. Questo fa ben sperare e, se verranno accolte le richieste di Aprobio per il lavoro di sperimentazione sulla via biologica al seme autoctono del mais, ci sarà un buon motivo di speranza affinché simili schifezze restino dove le producono. Lo sapete che l´Austria ci chiede mais biologico in grande quantità perché siamo liberi da OGM? E sapete dove va il mais una volta trasformato in amido? E´ destinato al mercato statunitense per applicazioni speciali ogmfree. Incongruenze della globalizzazione, visto che dall´altra parte spingono a vendere ciò che non vogliono comprare. Bene, per ora sono all´angolo e pertanto vi posso dare in tranquillità il “rompete le righe” mandandovi in licenza e attendendovi per il rientro dove dovremo addestrarci al prossimo avversario, cioè il “Codex Alimentarius” che andrà in vigore alla fine di quest´anno. Assumete informazioni (internet, giornali, ecc) su questo subdolo nemico burocratico che normerà strettamente, restringendo le libertà e le tradizioni plurisecolari dei popoli, il nostro tipo di alimentazione. E´ un pericolo per noi bio: ci dovremo confrontare con una scienza che vuole rendere la Natura sterile come una sala operatoria. Contro questo abominio, e per prepararvi, riposatevi e tornate freschi ed abbronzati. Vi saluto e buone vacanze. Graziano Ganzit Commenta l’Articolo! [email protected] Per una spesa di stagione... 21 Konrad luglio-agosto 2009 FRUTTA: Albicocche, fragole, lamponi, mele precoci, more, mirtilli, pere, pesche, pesche noci, prugne, meloni. VERDURA: Aglio, anguria, bietole rosse, basilico, bietole costa, carote, cavolfiore, cavolo cappuccio, cetriolo, cicoria da tag lio, cime di rapa, cipollotti, fagioli freschi, fagiolini, lattuga da taglio, lattuga da cespo, melanzane, peperoni, piselli, patate, pomodori, prezzemolo, radicchio da cespo, ravanelli, rucola, spinaci, valerianella, zucche, zucchine. solo SCOPRI A EREN Z DI LA FF prodotti biologici e biodinamici di qualità l’albero del pane trieste viale Miramare 27 tel. 040 421128 viale XX Settembre 39 tel. 040 636332 colonna vertebrale Mal di schiena e attività fisica: istruzioni per l’uso Il mal di schiena è spesso il motivo dell’abbandono di ogni tipo di attività fisica/sportiva perché ritenuta l’origine di tutti i dolori. Molte volte però vi sono dei fattori scatenanti che non sono legati al movimento fisico ma piuttosto alla mancanza di questo, associata a scorrette abitudini quotidiane. Fattori di rischio Tra i fattori di rischio per il mal di schiena spiccano la sedentarietà, il sovrappeso, le scarse o insufficienti condizioni fisiche atte a sostenere sforzi pesanti o ancora, le posture scorrette prolungate. Da ciò deriva che un esercizio adeguato possa aiutare sia coloro che vogliono prevenire un episodico mal di schiena, sia quelli che vogliono minimizzarne le ripercussioni. Infatti, recenti statistiche scientifiche internazionali ritengono che il riposo, dopo un attacco di lombalgia non sia la cura migliore ma anzi, se protratto troppo a lungo, rischia di peggiorare la situazione, soprattutto in termini di recidive, disabilità e cronicizzazione del problema. Normalmente accade però che la comparsa di dolore o sintomi venga affrontata con l’abbandono istintivo di ogni forma di movimento, determinando così un generale indebolimento della muscolatura interessata. Ciò a sua volta implica un aumento del dolore, che inevitabilmente si traduce in ulteriore riposo, peggiorando nuovamente i sintomi. È dunque opportuno allenare i muscoli ad essere più forti, resistenti ed elastici offrendo una maggiore stabilità della colonna vertebrale; interrompendo così una spirale morbosa che altrimenti porterebbe alla CHIEDI agli esperti [email protected] Buongiorno. Mi rivolgo a voi perchè soffro di lombalgia da alcuni anni e mi è stato consigliato di nuotare a dorso ma non ho capito il motivo. So solo che quando esco dalla vasca sto peggio di prima. Devo continuare? Parlare di lombalgia è troppo generico. Esistono diversi sottogruppi di dolori lombari riconducibili a cause differenti. Anche il suo peggioramento/ miglioramento va interpretato e capito a fondo. Per casi come il suo, una valutazione funzionale è indispensabile per mettere in luce quali sono le attività; posizioni; gesti che la migliorano e/o peggiorano. Potrebbe accadere che la posizione che Lei addotta durante lo stile a dorso è PER LEI una posizione da evitare, e magari scoprire che lo stile a “rana” è quello più benefico. Provi a variare stile ed ascoltare come si modificano i sintomi prima e dopo la sessione di nuoto. Dott. Tiziano Babic 22 Konrad luglio-agosto 2009 cronicizzazione. Sembra pertanto banale dire che praticare un’attività fisica faccia bene a tutti, ed in particolare a coloro che soffrono di mal di schiena. Questa affermazione, per quanto corretta, può nascondere alcune insidie! L´approfondimento Innanzitutto è necessario distinguere se la persona che deve accostarsi ad un’attività fisica è sana o soffre di disturbi lombari, dorsali o cervicali: - nel primo caso la scelta avrà lo scopo di prevenire eventuali sintomi, stando attenti però che alcuni gesti sportivi, se eccessivi o mal eseguiti possono comportare, a lungo andare, dei problemi. - nel secondo sarà suggerito un esercizio di mantenimento e ricondizionamento, una volta superata la fase “calda” della patologia. Se nella prima ipotesi non ci sono grosse controindicazioni nella scelta del lavoro da svolgere, nel secondo caso invece bisogna fare un po’ d’attenzione a quale attività viene intrapresa. E allora che fare? E’ sempre valido il binomio attività fisica/lombalgia? Che attività è più indicata per chi ha mal di schiena? La risposta non è semplice, tuttavia la guida più attendibile nel farci capire cosa e quanto si possa fare a livello motorio è il dolore stesso: se esso compare durante o subito dopo la fine di un allenamento, si è in una fase troppo precoce per la suddetta attività, oppure è il caso che in questa vi siano movimenti o posizioni provocative del dolore che, se fatta una corretta diagnosi fisioterapica, vengono individuate e a loro volta sconsigliate o modificate. Fermo restando che fare dell’attività fisica è importante, bisogna capire di caso in caso, quale è quella più adatta a ciascuno di noi. Una corretta valutazione fisioterapica permette di impostare un opportuno programma di trattamento e ricondizionamento ed individuare il momento più consono per iniziare un’attività fisica e le modalità con cui eseguirla. Da questa risulterà ad esempio che il nuoto non è SEMPRE la soluzione più adatta ad ogni tipo di rachialgia; in alcune sì, ma in altre può essere dannoso. Prendiamo in esame tutte le persone che non sanno nuotare o che NON essendo provviste di una buona tecnica potrebbero peggiorare la situazione! Inoltre è discutibile allenare una “colonna vertebrale” in condizioni di assenza di gravità quando invece, durante il giorno, si è costantemente sottoposti a questa forza. In linea di massima, per avere dei benefici bisogna praticare un’attività fisica con continuità 2-3 volte alla settimana e sopratutto bisogna trarre piacere da quello che si fa, dopo aver verificato che questo non provochi un peggioramento dei sintomi. Tiziano Babic Marco Segina cinofilia Dove vado a prendere il cane? Finalmente abbiamo deciso... nella nostra casa entrerà un cane! A questo punto insorge un grande dubbio: “dove vado a prendere il cane che tanto desidero?” Forse a molti questa sembrerà una domanda banale ma innanzi tutto se si tratta di un cane di razza la domanda che segue è: “mi rivolgo ad un allevamento oppure ad un privato?” Anche se non è mia intenzione, solleverò un gran polverone ma solo con la speranza di chiarire e non annebbiare la risposta che vi siete già dati. Molti CHIEDI ALL’ESPERTO [email protected] attribuiscono alla situazione familiare maggiori attenzioni, affetto e tempo Ho sentito voci secondo cui non tutti gli dedicato, ritenendo che il fattore addestratori di animali sono affidabili, guadagno venga in secondo piano. Ciò anzi è meglio stare attenti specialmente che rispondo a chi favorisce questa a quelli che tengono il tuo cane lontano scelta a discapito dell´allevamento è per giorni, ho sentito parlare di percosse, una parola sola: professionalità. E´ pur violenze, restrizioni, ecc. Può essere vero? vero che per certi versi può sembrar così, Grazie e continua così. Alberto però bisogna mettere sul piatto della Ciao Alberto, la cinofilia moderna per bilancia anche il fattore responsabilità fortuna si avvale del metodo definito gentile, e soprattutto il fatto che il guadagno del quale parleremo approfonditamente derivato dalla vendita dei cuccioli da più avanti. Purtroppo ancora oggi ci sono parte di un allevamento, deve essere pseudo addestratori che utilizzano la certificato ed offre il sostentamento coercizione, se poi possono agire senza la all´allevatore ed alla sua eventuale presenza del proprietario o approfittando famiglia. A questo punto è d´obbligo della sua scarsa conoscenza, sicuramente ritenere che l´immettere sul mercato riescono ancor meglio nel loro intento. un animale con reali o possibili difetti fisici non può altro che screditare il nome dell´allevatore e quindi negargli l´unica fonte di sostentamento. Un bravo allevatore sa perfettamente quali siano i suoi obblighi e doveri, nonché le sue eventuali responsabilità; pertanto, deve essere il più professionale possibile, cosa che invece non rappresenta un obbligo per un cittadino qualunque che desidera far accoppiare il proprio cane. Attenzione però, non voglio fare di tutta l´erba un fascio e quindi mi riconduco a quanto scritto nell’articolo apparso sullo scorso numero di Konrad e cioè che ci si deve CHIEDI ALL’ESPERTO [email protected] Spesso, dopo una passeggiata sul Carso, spazzolando il mio cane, trovo alcune zecche anche se uso l’antiparassitario. Cosa mi consigli di fare? Innanzitutto l’antiparassitario deve essere applicato regolarmente, seguendo le indicazioni sul prodotto. Anche pochi giorni di ritardo nell’applicazione permettono ai parassiti di agire. Se si usa un prodotto in gocce, è bene aprire bene il pelo ed accertarsi che raggiunga la cute, se il pelo è molto folto o lungo può essere necessaria una dose leggermente maggiore di quella consigliata in base al peso dell’animale. Alcuni antiparassitari, poi, hanno bisogno di qualche tempo per agire ed il fatto di trovare alcune zecche dopo una passeggiata non significa che il prodotto non funzioni. 23 Konrad luglio-agosto 2009 sempre rivolgere ad un professionista ben inserito nel mondo cinofilo. Infatti, sono numerosi i cani acquistati/adottati presso famiglie che non danno alcun tipo di problema caratteriale né tanto meno fisico. Se si è deciso di rivolgersi ad un allevamento, sarà opportuno non andare in quelli che trattano diverse razze, situazioni che fortunatamente vanno diminuendo, questo per evitare un´ovvia superficialità ed l’interesse esclusivo verso il guadagno; se invece si è deciso per la cucciolata allevata presso una famiglia, assicuratevi di vedere tutti i certificati che vi possano garantire lo stato di salute dei due genitori e soprattutto di poterli vedere materialmente, non attraverso belle quanto inutili fotografie. Se invece di un cucciolo di razza abbiamo deciso di adottare un cane “fantasia” (più conosciuto come bastardino o meticcio) e magari portarlo via da un canile? Qui sollevo un altro polverone! Molte persone ritengono che questo sia il vero atto d´amore verso un cane dimenticando che, quale essere vivente, l’animale fonda la sua conoscenza e quindi il comportamento sulle esperienze fatte sino a quel giorno. Se la storia di un cane è costituita da una situazione di disagio, questi si sarà sicuramente adattato a quella determinata situazione, adottando dei comportamenti che ne preservino la vita; quindi, se l´essere aggressivo lo ha preservato, non si può pretendere che tale comportamento non venga riproposto ogni qual volta il cane veda lesa la propria incolumità od il possesso di una fonte di sostentamento. Non è sufficiente offrire un giaciglio comodo o un pasto caldo e sicuro, per avere al proprio fianco un cane equilibrato e tollerante a qualsiasi pulsione negativa e la difficoltà nel gestire questo tipo di cane sarà maggiore se l´età del soggetto è avanzata. Come sempre, non generalizziamo perché contrariamente ai concetti sopra esposti, conosco diverse famiglie che hanno adottato un cane e non hanno avuto alcun problema. Quello che desidero però è informare per evitare quel traumatico dentro - fuori dal canile di un essere vivente che ha, come unica colpa, quella di vivere in un posto sbagliato nel momento sbagliato. Ed eccoci alle vostre domande: Giovanni Tius Associazione Cinofila “TOUCH PET” Per trascorrere un’estate tranquilla é tempo di andare al mare, molti cani amano nuotare e giocare o stendersi nell’acqua. Il movimento, l’aria ed il sole li rendono sani e felici. Con pochi accorgimenti possiamo eliminare gli eventuali fastidi di una giornata sulla spiaggia. Ricordiamoci sempre che i cani appoggiano le zampe direttamente sul terreno (vale anche per l’asfalto in città), il quale nelle ore più calde potrebbe essere rovente. Sudano soltanto attraverso la lingua ed i polpastrelli, per questo può essergli difficile raffreddarsi: è importante quindi tenerli all’ombra e bagnarli o permettergli di farlo spesso. Durante le passeggiate in città è opportuno portare con sé una bottiglia d’acqua con cui bagnare, ogni tanto, la testa, le orecchie e la pancia del cane. Ve ne sarà grato, anche se l’operazione sul momento può infastidirlo. Dopo una giornata al mare, sarà bene sciacquare con cura il mantello del nostro cane perché sappiamo bene che la salsedine, quando è asciutta, provoca prurito soprattutto sulla schiena ed il cane, grattandosi, potrebbe procurarsi delle lesioni. Se il soggetto ha una pelle molto sensibile, alla fine del risciacquo, possiamo diluire una minuscola quantità (una punta di coltello) di balsamo per cani in un paio di litri d’acqua e, con questo, cospargerlo massaggiando per raggiungere la cute. Se si tratta di un soggetto a pelo lungo, è importante che venga spazzolato accuratamente per togliere il pelo morto prima di entrare in acqua altrimenti è molto probabile che il mantello si infeltrisca. Anche in questo caso dopo averlo sciacquato, useremo il balsamo diluito. NEGOZIO PER ANIMALI Federica Veos i PREZZI PIù BASSI DI TRIESTE VIALE Raffaello SANZIO 2 APERTI DAL LUNEDì AL SABATO TEL. 040 9990060 CONSEGNE A DOMICILIO amnesty: rapporto 2009 Il 28 maggio Amnesty International ha reso pubblico il Rapporto annuale (http://www.amnesty.it/Rapporto-Annuale-2009. html) sulla situazione dei diritti umani nel mondo e denunciato limitazioni alla libertà di espressione, uso della pena di morte, esecuzioni extragiudiziali, torture, processi iniqui, respingimento di richiedenti asilo, casi di prigionieri di coscienza, sgomberi forzati in molti paesi. L´appello con cui nasceva nel 1961 Amnesty International era in difesa dei prigionieri dimenticati. A distanza di quasi cinquant´anni, l´organizzazione umanitaria lancia la campagna “Io pretendo dignità” (http://www.amnesty.it/io-pretendo-dignita. html) a sostegno dei prigionieri della povertà. Perché privazione, disuguaglianza, ingiustizia, insicurezza e oppressione violano la dignità: il primo dei diritti umani. “Dietro alla crisi economica si cela un’esplosiva crisi dei diritti umani” - ha dichiarato Christine Weise, presidente della Sezione Italiana di Amnesty International “ ... prima, i diritti umani erano messi in secondo piano in nome della sicurezza, ora in nome della crisi economica”. “... la crisi ha a che fare con la mancanza di cibo, di lavoro, di acqua potabile, di terra e di alloggio ma anche con l’aumento di disuguaglianza, xenofobia, razzismo, violenza e repressione”. In Brasile, Messico e India i diritti delle comunità indigene continuano ad essere ignorati. In Cambogia, con il pretesto dello sviluppo economico, migliaia di persone rischiano lo sgombero forzato. L´aumento dei prezzi ha aggravato fame e malattie in Corea del Nord, Myanmar e Zimbabwe. L´Europa ha introdotto misure ancora più restrittive per frenare l´ingresso di immigrati. E dove, come in Tunisia, Egitto, Camerun e altri paesi africani, la popolazione ha protestato per il peggioramento della situazione economica, sociale e politica i governi hanno risposto con la repressione. I conflitti da Gaza al Darfur, dall’est della Repubblica Democratica del Congo al nord dello Sri Lanka e l´intensificarsi delle operazioni militari in Afghanistan e Pakistan hanno causato perdite pesantissime tra la popolazione civile. Italia Tra i 157 paesi e territori esaminati vi è anche l´Italia. Ha preoccupato la decisione di condurre forzatamente in Libia, nel maggio 2009, circa 500 tra migranti e richiedenti asilo, senza valutare il pericolo di persecuzioni, torture e altre gravi violazioni dei diritti umani che parte di essi avrebbe potuto subire. I rom sono stati vittime di attacchi di stampo razzista, comprese aggressioni fisiche e verbali. Le violenze contro i manifestanti alla caserma di Bolzaneto e alla scuola Armando Diaz (2001) hanno portato il tribunale di Genova a condannare in primo grado agenti di polizia e medici. Le politiche antiterrorismo hanno consentito la rendition dell’imam egiziano Abu Omar rapito a Milano nel 2003 e trasferito in Egitto dove è stato detenuto senza imputazione sino al 2007 e, secondo quanto denunciato, sottoposto a torture; persone “sospette” sono state espulse in paesi in cui potrebbero essere a rischio di tortura. Una buona notizia Grecia. A seguito della consegna, da parte della sezione greca di Amnesty International, di una petizione firmata da 22.868 persone (di cui 2.796 dall´Italia), l´11 maggio 2009 il governo di Atene si è impegnato ad assicurare giustizia alla cittadina bulgara Konstantina Kouneva, una sindacalista aggredita e sfigurata con l´acido da sconosciuti il 22 dicembre 2008. Kouneva stava guidando una rivendicazione sindacale degli addetti alle pulizie, di cui fanno parte moltissimi migranti sfruttati, privi di assicurazione anti-infortuni e sottopagati. “Konrad” aveva ricordato il caso nel numero di aprile 2009. Giuliano Prandini Commenta l’Articolo! [email protected] Per informazioni e per iniziare un sostegno: 348 9035858 [email protected] www.apnu.net 24 Konrad luglio-agosto 2009 Oriri C’era una volta una casa dove viveva una ricca famiglia in cui c’era anche una bambina; questa bambina aveva sì una bella famiglia che l’adorava e molti giocattoli, ma le mancavano dei fratellini che potessero essere dei simpatici compagni per le sue giornate. Questa bambina cresceva tranquilla, ben educata e in mezzo a tanto amore e attenzione, ma era sempre un po’ sola e malinconica, in quella grande casa piena di spazi e di balocchi. Un giorno la sua mamma ebbe un’idea: perché non chiamare da fuori dei bambini per riempire di allegria e di voci la casa? Così cominciò ad organizzare delle feste, tutte piene di colori e di musiche, alle quali erano invitati molti bambini: quelli più vicini e i loro amici, e gli amici degli amici… C’erano buone merende per tutti e sempre la possibilità di giocare nei modi più vari, con i balocchi più raffinati, ma anche con la palla, le mollette, le carte da tagliare, la creta da modellare. Quella casa diventò un piccolo paradiso, con la serenità che vi regnava sovrana. La bambina che abitava lì non si sentì più sola, perché viveva tra tanti amici in una casa sempre piena di gioia e di vita. Questa, che abbiamo presentato in modo un po’ romanzato, è una storia vera, svoltasi nella nostra città, proprio dove abbiamo avuto la fortuna di trovare il luogo dove abbiamo organizzato il nostro studio. La vita è certamente il bene più prezioso che un individuo possiede. Sembra un’affermazione banale, ma la banalità scompare se ci guardiamo attorno, dal momento che non possiamo non essere colpiti dalla constatazione che ciò che dovrebbe essere l’emblema della serenità e della gioia troppe volte diventa motivo di ansia, eccesso di medicalizzazione, talvolta conflitto e depressione. Dal desiderio di aiutare e sostenere le donne e le coppie a vivere nel miglior modo possibile l’esperienza della maternità e della genitorialità, utilizzando le diverse competenze che abbiamo la fortuna di vedere riunite nell’équipe del nostro studio, è nato un progetto che abbiamo voluto chiamare ORIRI, attingendo dalla lingua latina un verbo che significa nascere, aver inizio, ma anche sorgere, spuntare. Come la vita nella sua forma naturale, che è l’elemento che a nostro avviso costituisce il contesto ideale per lo sviluppo e la crescita fisica e psichica della Persona. Ecco dunque la nostra idea: uno spazio e un tempo dedicato alle donne e alle coppie in cui queste possano trovare le risposte e il sostegno più accogliente e completo alle loro esigenze nel momento bellissimo quanto delicato dell’attesa e dell’arrivo di un figlio. Abbiamo quindi pensato di proporre tecniche di rilassamento volte alla preparazione al parto, sessioni di posizioni prese dallo yoga specifiche per il parto, musicoterapia, danzaterapia, sostegno psicologico, pedagogico ed educativo pre e post-parto, sostegno nella costruzione del rapporto madre-bambino sia attraverso tecniche verbali che attraverso il suono, counseling in allattamento materno, massaggio e massaggio sonoro, yoga per mamma e bambino, terapia della depressione post-parto, primi passi educativi. Tutto questo avvalendoci delle nostre competenze all’interno dell’équipe e della collaborazione con professionisti esterni. La possibilità di crearsi il proprio percorso personalizzato di accompagnamento alla genitorialità costituisce a nostro avviso l’elemento di novità rispetto alle altre offerte presenti sul territorio: non quindi un pacchetto preconfezionato, ma un ventaglio di opportunità da scegliere utilizzando ciò che nei vari momenti dell’attesa e dell’accoglienza della nuova vita si percepisca come utile a vivere questa esperienza serenamente, permettendo anche al proprio bambino di iniziare nella serenità il proprio percorso esistenziale. Il nostro obiettivo è quello di far sì che i bisogni pratici, ma anche quelli affettivi e spirituali, di chi vive l’esperienza della maternità trovino un riscontro da parte di persone che, oltre ad una competenza professionale, offrono anche la loro umanità. Saremo felici se verrete a curiosare e a conoscerci, la porta è aperta: festeggeremo insieme la nascita di questa nostra creatura… Laura Mullich ORIRI nascere …. in armonia Progetto per una nascita serena e una genitorialità consapevole Studio Integrato THERAPEIA Trieste - Viale XX Settembre, 24 Tel e fax 040/639122 L’8/7 a Udine A pesca su Inglese, nato nel ‘48, Steve Winwood fu un enfant prodige: bianco dalla formidabile voce nera, suonava tastiere e chitarre, scriveva ottime canzoni, a diciassette anni si impose nello Spencer Davis Group, poi a cavallo del 1970 fu leader dei Traffic, che miscelavano folk jazz blues psichedelia rock. Li vidi nel ‘71 o ‘73 (non ricordo con esattezza) al Palasport di Udine: resta uno dei concerti più elettrizzanti della mia vita. Poi, finiti i Traffic, Steve continuò una carriera solista. Discreta, a tratti eccitante, ma non all’altezza del passato. Però dal vivo è sempre lui: musicista vero che suona musica vera. Gimme some lovin: www.youtube.com/watch?v=BFaT69CyyKU Luciano Comida La Bottega delle Spezie erboristeria dott. Manuela Zippo spezie e tè dal mondo - cioccolate selezionate integratori alimentari - fitocosmesi 26 Konrad luglio-agosto 2009 via combi 12 - trieste - tel. 040 303555 shalom Nun, XV lettera dell’alfabeto musica Bene siamo arrivati alla 15a puntata e parliamo della lettera Nun, che è la quattordicesima lettera dell’alfabeto ebraico e ha il valore numerico di 50. Come si può appunto vedere in alto ci sono due lettere: la prima versione viene usata in tutte le parole dell´alfabeto mentre l´altra muta la forma quando si trova in finale di parola; ci sono altre quattro lettere dell´alfabeto ebraico che hanno questa caratteristica. La lettera NUN rappresenta lealtà, anima ed apparizione. La NUN appare in due forme: quella normale e quella allungata che si usa solo alla fine di una parola. La parola AMEN, sta per EMUNA’ (fede). Quando si risponde Amen, ciò sta a significare che riconosciamo di credere nella manifestazione di Dio posta in ciò che abbiamo appena sentito. (Shabbat 110b). Quando lo Shemà è recitato senza il minyan (dieci uomini ebrei riuniti per pregare insieme), è preceduto dalla frase EL MELECH NEEMAN (Dio Re Fedele). Le iniziali delle tre parole formano la parola Amen, che sta per: ALEF (primo) MEM (Re) AHARON (infinito oltre il tempo), perché quando tutto è andato, Dio rimane. (Maharal) Aggiungendo la NUN alla fine della radice, si può formare un aggettivo, esprimendo così la differenza tra una qualità occasionale ed una abituale: LEZ (lez) è uno che di tanto in tanto beffa, un LEIZAN è un clown. Un SHAKAR mente saltuariamente, un SHAKRAN è un bugiardo cronico. GANAV è un ladro, ma un GANVAN ruba sempre. Un ZECHER è un ricordo, ma lo ZIKARON è memoria perpetua. NUN in sé e per sé implica speranza, redenzione ed, eventualmente, la Futura Risurrezione: la NUN sta per NEFILA’ (caduta), ma, allo stesso tempo, implica i concetti di NER (candela) luce nel buio e NESHAMA’ (anima), spirito del corpo. Il termine NUN (pesce in aramaico) rappresenta propagazione; NIN (discendente) sta per il futuro del nostro popolo e YNNON (Messia) nomina il Redentore. Quando la lettera NUN si avvicinò al Santo, benedetto egli sia, fece valere il fatto che essa era in testa alle parole Norà, il “timore” e naweh, la bellezza. D-o rispose “Torna al tuo posto perché per causa tua samekh (lettera successiva) è tornata al suo posto”, e parlando alla Nun disse di appoggiarsi alla sameck perché è scritto: il Signore sostiene tutti quelli che vacillano, difatti vedremo nella prossima puntata che sameckh è il sostegno e quelli che vacillano sono i noflim. Il timore norà è quello del nun forma davanti a or la “luce”. Anche questa puntata è finita. Spero che sia stato tutto chiaro: aspetto vostri suggerimenti e domande a presto e Shalom, se avete dei dubbi non esitate a scrivermi cercherò di rispondervi. Davide Casali 40° Festival Internazionale dell’Operetta 2009 a Trieste Nonostante le numerose difficoltà economiche,affrontate con decisione e gran coraggio dal Sovrintendente Zanfagnin, il cartellone del Festival è ricco di ghiotte novità a iniziare dalle sedi che rispetto al passato, sono diversificate. Il Teatro Lirico “G.Verdi”, con l’intramontabile “Vedova Allegra” (4, 11, 17, 19, 22, 25 luglio) e il Concerto Finale “Tutti insieme operettisticamente” (31 luglio). La Sala De Banfield-Tripcovich e il Piazzale del Castello di Udine con l’atteso “Carosello dell’Operetta Ungherese” (12 e 13 luglio). Il Castello di Miramare, la Piazza Marconi di Muggia e l’Auditorium della Cultura Friulana di Gorizia che ospiteranno lo spettacolo “Il Conte di Lussemburgo” (7, 10, 15, 19 Luglio). Ma nella lista delle sedi si segnala oltre al prestigioso Palazzo Gopcevich con la Mostra storica dell’Operetta “Tu che m’hai preso il cuor” in occasione del quarantennale del Festival (16 Giugno-26 Luglio), anche il Cinema Daniel di Paluzza (UD) con lo spettacolo “Sogno di un valzer”. L’altra novità di rilievo è l’inserimento nel “cast” artistico del festival di un folto gruppo di voci nuove liriche, molte delle quali provenienti dal prezioso “serbatoio artistico” della Fondazione, ovvero dal Coro, portato ad un eccellente livello dal Maestro toscano Lorenzo Fratini. Ne citiamo alcuni: Ilaria Zanetti, Massimo Marsi, Miriam Spano, Francesco Paccorini, Loredana Pellizzari, Simonetta Cavalli, Elena Boscarol, Giuliano Pelizon. Questo gruppo affiancherà gli artisti tradizionali del Festival: Julian Kovatchev, Elio Pandolfi, Andrea Binetti, ecc. Un Festival da vedere, ascoltare, frequentare e anche da sostenere!!! R. Zand Associazione musica libera presenta: 27 Konrad luglio-agosto 2009 1 luglio presentazione “Medea fuori dal mito” film di Davide Casali Maremetraggio Trieste ore 18.30 2 luglio Festival Erev/Laila Ensemble “Lucidarium” musica antica ebraica ghetto ebraico di Trieste ore 21.00 - Festival Erev/Laila concerto klezmer “ Il Fondaco dei suoni “ (6 luglio ore 21.00 Terrazza del Museo ebraico di Trieste) - Festival Erev/Laila “Klezmer&klassik “ (8 luglio ore 21.00 Terrazza del Museo ebraico di Trieste) - Quartetto n°2 Morton Feldman (12 luglio ore 15.00 Erev/Laila Topolò) - presentazione del film “Medea fuori dal mito “ (12 luglio ore 21.00 Stazione di Topolò) - Festival dell’[In]utilità (15 e 16 luglio dalle ore 15.00 Polo di Aggregazione Giovanile del Toti via del Castello 4 Trieste) - Festival per band under 25 Opening Band live (20, 21, 22, 24 luglio ore 19.30 Trieste) Trieste Summer Rock Festival Claudio Simonetti(ex Goblin musica profondo Rosso), Gong, Van Der Graaf Generator 31 luglio, 1 e 2 agosto Piazza Unità d’Italia Trieste Festival Erev/Laila Musica, dibattiti, assaggi di cucina ebraica 30,31 agosto Porto San Rocco Muggia estate a pordenone Ha tutta la vivacità e il colore dei pappagallini che quest’anno fanno da leit motiv visivo l’Estate in Città 2009, approntata dagli Assessorati alla Cultura, Sport e Tempo Libero del Comune di Pordenone, con il sostegno di Regione, Provincia, Camera di Commercio, ConCentro, Ascom, Banca Popolare FriulAdria e Sim2. Non c’è l’ansia di stupire, né di grandeggiare, ma semplicemente di accompagnare in modo intelligente e vario l’estate, partendo dalle risorse del fitto tessuto sociale e culturale della città, Possiamo ben dire che la manifestazione cerca di essere il più possibile a km 0, laddove inserisce alcuni eventi di grande portata in una ricca trama di appuntamenti creati e realizzati dalla associazioni culturali cittadine. Molti sono i laboratori e le visite guidate all’aria aperta, nei parchi, nei giardini e nei cortili, con un invito esplicito a riappropriarsi degli spazi cittadini. I must dell’estate A “dare il la”, il 30 giugno in piazza XX Settembre, sarà il concerto lirico inaugurale dell’Orchestra Filarmonia Veneta “Malipiero”, diretta dal maestro Eddi De Nadai e torna anche l’appuntamento con l’opera della Società Filarmonia, che porterà il “Don Pasquale” di Donizetti (10 luglio). Atteso come grande appuntamento popolare che sa riunire un pubblico assolutamente eterogeneo è il Festival Show (27 luglio) di Radio Birikina e Radio Bella & Monella, condotto quest’anno dall’affascinante Matilde Brandi, con Angelo Branduardi, Ivan Cattaneo e Anna Tatangelo come artisti di punta, mentre si preannuncia già come una grande festa con tutti i colori della comunità straniera più numerosa di Pordenone il Folkest, che propone, sempre in piazza XX Settembre (20 luglio), il gruppo ghanese degli Adesa. Nei suoni dei luoghi, sceglie invece (12 agosto) la cornice più intima del Convento di San Francesco per portare il proprio messaggio di amicizia tra i popoli. Non potrà mancare un Tributo a Fabrizio De Andrè (16 agosto), con la sua poesia militante a sostegno dell’impegno e dei valori di Emergency. Stuzzicante novità in cartellone è la Sfida swing che vedrà l’Abbey Town jazz Orchestra e la Real Flexible Orchestra sfidarsi a colpi di note il 27 agosto in piazza XX Settembre. Il Festival Blues, il 30 agosto al parco di San Valentino, accenderà l’ultimo fuoco dell’estate prima del gran finale del 31 agosto affidato come da tradizione al Concerto Grosso, a cura dell’Orchestra e Coro San Marco. Musica e ancora musica Il Chiostro di San Francesco si conferma la cittadella culturale di Pordenone, luogo prediletto delle rassegne musicali tematiche che caratterizzano i giorni della settimana: classica al mercoledì, jazz al giovedì e concerti aperitivo la domenica mattina. L’appuntamento per l’aperitivo musicale a ritmo di banda è di sabato al parco San Valentino. Tutti a teatro, a passo di danza Svincolato dai suoi spazi deputati il teatro aleggia libero e frizzante “Fuori dai teatri”, “Fresco” e divertente al parco di San Valentino al martedì, con un pensiero anche all’Abruzzo grazie allo spettacolo di una compagnia dell’Aquila, mentre le Letture in castello a Torre sono dedicate a “Il riso e la satira”. Cresce il cartellone della danza, che abita al parco il venerdì e il sabato, e si apre a prospettive extraregionali. Cinema mon amour Numerosi e sempre di grande appeal gli appuntamenti dedicati alla settima arte con le “Visioni sonore” proposte da Cinemazero che si aprono in piazzetta San Marco il 3 luglio e proseguono al Convento di San Francesco al martedì con Filmmakers e al venerdì con Jazzimmagine, che quest’anno propone due inediti intrecci con il fumetto. Agosto è il mese del Cinema sotto le stelle, al lunedì, mercoledì e venerdì in piazzetta Calderari dove si incastona anche una mitica serata (il 17) dedicata a Woodstock. Andar per mostre Su tutte campeggia l’esclusiva mostra sul designer e scultore Harry Bertoia, allestita al Museo Civico e negli Spazi espositivi della Provincia, che corona un programma ricco e diversificato. Il Castello di Torre dà ospitalità al viaggio archeologico nel Sudan “Nubai” e al “Circo mai visto” fulcro del Festival della Creatività. “I Giardini d’Arte” fioriscono negli angoli del centro storico , protagonista lo scultore Claudio Mrakic e piazza XX Settembre propone l’Armonia Di(F)forme di Alberto Patron. Il bello di esser bimbi Ai bambini e le famiglie l’Estate in Città riserva un attenzione particolare, offrendo il Teatro C’era una volta (al lunedì nel parco di San Valentino), letture animate e laboratori di ogni fatta e misura: nei musei, nei parchi, nei cortili; per giocare, sperimentare, creare, imparare, cimentarsi con l’archeologia, disegnare, osservare la natura e persino “circondirondirondellare”. I Giovedì sotto le stelle Il giovedì è la serata dedicata allo shopping, con i negozi aperti e tante iniziative in città, tra cui un inedito percorso di incontri didattici per adulti “Scoprire la natura”. Info www.comune.pordenone.it/estate; 0434/392916, 0434/392914 Clelia Delponte 2-11 luglio al Rototom di Osoppo 28 L’African Village del Rototom Sunsplash si rinnova proponendosi come uno spazio dove le sonorità e le danze dell’Africa si fondono alla cultura. Il villaggio africano, coordinato dall’Onlus TimeForAfrica, offrirà oltre all’immancabile corso di percussioni con Sene Abdoulaye (Senegal), un corso di danze dal Kenya con Eugene Magina, un appuntamento quotidiano di informazione in collaborazione con la redazione di Afriradio, la prima web-radio italiana dedicata all’Africa, un percorso nei cibi d’Africa e alcuni workshop sull’artigianato africano. Vasto spazio sarà dedicato ai dibattiti su temi di interesse e attualità come: le dinamiche dell’informazione sull’Africa, con la giornalista Irene Panozzo (03/07); il significato delle danze nelle società di ieri e di oggi, sempre con Eugene Magina (05/07); i paradossi dello sviluppo in Mozambico con Anuar Abdula (06/07); la povertà urbana documentata da Gianpaolo Rampini in una docu-fiction sugli slum di Nairobi (09/07) realizzata nell’ambito di un progetto di cooperazione decentrata dell’ICS (Consorzio italiano di Solidarietà) di Trieste; infine, l’ultimo dibattito, sul turismo responsabile e comunitario proposto come risorsa di sviluppo Konrad luglio-agosto 2009 locale, sarà tenuto da Alex Sarr dell’associazione Chiama il Senegal e Umberto Marin di TimeForAfrica (10/07). I dibattiti saranno ritrasmessi da Afriradio. TimeForAfrica con queste iniziative vuole contagiare l’African Village del Sunsplash con la sua vocazione: la promozione della conoscenza dell’Africa, libera da antichi esotismi e stereotipi da superare. L’Africa è un continente in movimento per il ritmo incessante che l’attraversa, ma non solo: anche per gli stili di vita, i modelli economici, il rapporto uomo-ambiente, le relazioni sociali che in queste terre affiorano e si affermano. L’Africa è un mosaico di vite, di uomini e donne come quelli raffigurati nel logo dell’African Village 2009, creato dalla grafica e illustratrice Dunja Jogan. Sarà in funzione un chiosco africano di bevande i cui proventi verranno utilizzati da TimeForAfrica a sostegno del progetto di turismo comunitario Muganga Zitundo, nel distretto di Matutuine in Mozambico. Inoltre, sarà esposta la mostra “Persone. Africa, società civile, cambiamento”, a cura del Coordinamento CIPSI e di Chiama l’Africa, mentre nei punti informativi dedicati saranno presentate le attività a favore delle popolazioni africane di alcune organizzazioni no-profit. TimeForAfrica sarà felice di fornirvi informazioni più dettagliate e organizzare interviste con gli ospiti dell’African Village. Il programma completo è disponibile sul sito dell’African Village: www.rototomsunsplash.com/African-Village-9.phtml Appuntamenti di luglio e agosto su www.konradnews.it i vostri annunci di settembre entro il 21 agosto Trieste luglio 2 giovedì Yoga all’Ausonia Corso estivo di Yoga all’Ausonia. Verrà tenuto da Carlo Guni dal 2 luglio alle ore 20 e per tutti i martedì e giovedì sera del mese di luglio. Per la semplicità delle pratiche il corso è aperto a tutti. Info 040 8333343. 2 giovedì Studio Therapeia di viale XX Settembre 24, 2° p. Info 338 9058904. 16 giovedì Spettacolo teatrale Jamski Clovek One man show, un successo internazionale realizzato dal Teatro Gustav e coprodotto dal teatro islandese Theatre Mogul, di Rob Becket con Uroš Fürst. Alle ore 21 presso Prosvetni dom Opicina Via Ricreatorio 1. Info www.skdtabor.it Concerto del gruppo Prifarski muzikanti Il gruppo musicale sloveno vi trascinerà sulle note delle melodie sempreverdi e delle canzoni popolari dalmate, russe e irlandesi. Alle ore 21 presso Prosvetni dom Opicina Via Ricreatorio 1. Info www.skdtabor.it 20 lunedì 2 giovedì ingresso libero 23 giovedì 3 venerdì ingresso libero I chakra nel corpo Conferenza introduttiva al corso sui chakra con il dott Andrea Catanese, alle ore 20 presso lo studio Therapeia di viale XX Settembre 24. Info 339 7832686. 23 giovedì 6 e 27 lunedì 24 venerdì ingresso libero 9 giovedì Serata di folklore serbo Serata con canti e balli, si esibiranno i gruppi: Akud Kolo di Capodristria, Mostovi – Pontes di Trieste e Skd Sloga di Nova Gorica. Alle ore 21 presso Prosvetni dom Opicina Via Ricreatorio 1. Info www.skdtabor.it 10 venerdì ingresso libero Presentazione de il padrone di casa Il romanzo di Alberto Samonà sarà presentato alle 18 alla Casa della Musica di Trieste in via dei Capitelli 3. Un romanzo dall’evidente contenuto “iniziatico”, ma accessibile a tutti. E’ in programma un reading a più voci. Info 329 0717296. 11 sabato Craniosacrale biod: pratica introduttiva Introduzione al craniosacrale con esercizi di pratica guidata all’ascolto del sistema respiratorio primario. Organizza l’Ass. Reg. BCS ad Aurisina (Ts) presso Igo Gruden. Orario 9.30-17. Info e prenotazioni 347 6910549. 12 domenica ingresso libero Star bene insieme ad Aurisina Giornata di Festa all’aria aperta all’insegna del Benessere. Presso il Centro Diurno per la salute mentale di via delle cave 9 ad Aurisina. Per tutti adulti bambini umanita varia. Il programma prevede: biciclettata ed escursione a piedi sul carso. Pranzo e cena bio, animazione per bambini, trattamenti di benessere e reflessologia, conferenze, musica, danza del ventre e altro Info 040 660805 l’Arnia, 040 53460 Liburnia, 040 200988 Centro diurno Aurisina. 14 martedì ingresso libero Allattare: il contatto più dolce chec’è Incontro informativo e di condivisione dell’esperienza dell’allattamento al seno insieme alla dott. Antonella Chiurco, IBCLC-Consulente Professionale in allattamento materno, dalle ore 16 alle 18, presso lo ingresso libero Difficoltà scolastiche? Aiutiamo i nostri figli con il metodo Tomatis, incontro gratuito su prenotazione con il dott. Pillinini in piazza Ospedale 2, ore 18.30 (secondo piano scala A). Info 333 3215490, 388 7433771. Firewalk di trasformazione con Navyo Questo weekend sarà dedicato a purificare tutto ciò che ci lega al passatp familiare per proseguire in leggerezza. Conferenza introduttiva al seminario Firewalk, alle ore 20.30 alla Rosa Bianca in via San Francesco 38. Il seminario si terrà il 4 e 5 luglio. Info Krisana 348 4469159. Meditazione di luce per la terra Un invito di cuore a tutti, e a chi si chiede il perchè dei cambiamenti in atto, dove stiamo andando, perchè siamo qui? Meditazione di Luce per il Passaggio della Terra e l’Umanità, guidata da Arleen, in connessione con altri gruppi e rete di luce del pianeta; l’incontro sarà introdotto da una breve spiegazione a titolo informativo, e dopo la maditazione seguirà un aggiornamento sulla situazione attuale del passaggio di frequenza e cambiamento di coscienza della Terra. Ogni lunedì alle 20.30, presso Assoc. LAM-Il Sentiero, piazza Benco 4. Partecipazione libera. Info 347 2154583, 040 417119, [email protected] ingresso libero Brian Weiss: ricordi di vite precedenti Incontro tenuto dalla dott.ssa Giulia Ghietti alle ore 21 presso la Grotta di Cristallo, via Mazzini 30 III piano. Info 339 6908654. Cinema all’aperto The millionaire Malik, un orfano proveniente da un slum indiano che partecipando al quiz »Chi vuole essere milionario« si trova davanti all’ultima domanda. Alle ore 21 presso Prosvetni dom Opicina Via Ricreatorio 1. Info www.skdtabor.it 24 lunedì ingresso libero 25 martedì ingresso libero 31 lunedì ingresso libero Brian weiss: ricordi di vite precedenti Incontro tenuto dalla dott.ssa Giulia Ghietti alle ore 21 presso la Grotta di Cristallo in via Mazzini 30 III p. Info 3396908654 Allattare: il contatto più dolce chec’è Incontro informativo e di condivisione dell’esperienza dell’allattamento al seno insieme alla dott. Antonella Chiurco, IBCLC-Consulente Professionale in allattamento materno, dalle ore 16 alle 18, presso lo Studio Therapeia di viale XX Settembre 24, 2° p. Info 338 9058904. Terapia di gruppo Presentazione ed iscrizione al gruppo terapeutico sui problemi di dipendenze (cibo, alcool, affettività, gioco) tenuto dalla dott. Alice Conte psicologa-psicoterapeuta presso lo studio in via Foscolo 2 alle ore 18. Info 338 8511074. ingresso libero 2012 anno di luce, la via del cuore 2°parte, continuiamo l’approffondimento sull’argomento: Cosa accadrà nel 2012? i grossi cambiamenti a livello individuale, sociale e planetario, segnali del risveglio di coscienza e spirituale, del passaggio di frequenza, già in atto; questa meravigliosa opportunità di ascensione in 4° e 5° dimensione per la Terra e l’Umanità, attesa con gioia in seno alla Fratellanza Galattica di Luce. Messaggi di condivisione per vivere al meglio questi momenti di trasformazione interiore e nel quotidiano. Conferenza a cura di Arleen, alle 20.15 presso Assoc. LAM-Il Sentiero, piazza Benco 4. Info 347 2154583, 040 417119, [email protected] 28 martedì mentale di via delle cave 9 ad Aurisina Per tutti adulti bambini umanita varia. Il programma prevede: biciclettata ed escursione a piedi sul carso. Pranzo e cena bio, animazione per bambini, trattamenti di benessere e reflessologia, conferenze, musica, danza del ventre e altro Info 040 660805 l’Arnia, 040 53460 Liburnia, 040 200988 Centro diurno Aurisina. ingresso libero Allattare: il contatto più dolce chec’è Incontro informativo e di condivisione dell’esperienza dell’allattamento al seno insieme alla dott. Antonella Chiurco, IBCLC-Consulente Professionale in allattamento materno, dalle ore 16 alle 18, presso lo Studio Therapeia di viale XX Settembre 24, 2° p. Info 338 9058904. 30 giovedì Concerto cantante americana Gwen Hughes vincitrice del merit Grammy, la sua musica è un insieme di stili diversi con sfumature di blues, funky, jazz, latino e musica popolare. Il concerto si terrà alle ore 21 presso Prosvetni dom Opicina Via Ricreatorio 1. Info www.skdtabor.it Trieste agosto 11 martedì ingresso libero 20 giovedì ingresso libero 23 domenica ingresso libero Allattare: il contatto più dolce chec’è Incontro informativo e di condivisione dell’esperienza dell’allattamento al seno insieme alla dott. Antonella Chiurco, IBCLC-Consulente Professionale in allattamento materno, dalle ore 16 alle 18, presso lo Studio Therapeia di viale XX Settembre 24, 2° p. Info 338 9058904. Difficoltà scolastiche? Aiutiamo i nostri figli con il metodo Tomatis, incontro gratuito su prenotazione con il dott. Pillinini in piazza Ospedale 2, ore 18.30 (secondo piano scala A). Info 333 3215490, 388 7433771. Star bene insieme ad Aurisina Giornata di Festa all’aria aperta all’insegna del Benessere. Presso il Centro Diurno per la salute ...turismo alla scoperta di Trieste e Alpe Adria Le proposte per l'estate 2009 Parte una nuova iniziativa di turismo in treno dal Fvg verso le più belle località di Alpe Adria 1 - 2 agosto SAGRA DI VILLACO in treno da Trieste con pernottamento al Faaker See! FESTIVAL DI LUBIANA... con transfer da Trieste 6 luglio Pink Floyd Ballet - con il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala 14 luglio il tenore Ramon Vargas in concerto 20 agosto Valerij Gergiev e "The London Symphony Orchestra" dal 24 al 27 agosto - Evgenij Onegin di Čaikovskij - Teatro Bolshoi In agenzia sono disponibili i biglietti per tutte le manifestazioni ARKè TRIESTE: la città che non hai mai conosciuto 22 luglio pescaturismo - uscita in barca con i pescherecci - pranzo incluso 24 luglio ...una notte a pesca nel Golfo di Trieste in collaborazione con la Cooperativa Pescatori di Trieste ed ancora: - proposte viaggi responsabili in tutto il mondo - pacchetti e soggiorni dei maggiori tour operator - Grecia e Spagna con partenza da Lubiana Vivete la vostra estate con Mittelnet! Via San Giorgio 7/a - Trieste Tel. 040/9896112 fax.040/4606996 Mobile 333/3848001 - 393/4552120 [email protected] - www.mittelnet.com Appuntamenti di luglio e agosto su www.konradnews.it i vostri annunci di settembre entro il 21 agosto Corso base gratuito di Tuina Trieste Concorso letterario la mia estate L´associazione culturale Kreattività ha pubblicato sul proprio sito ( http://www.kreattivita.it ) il bando del concorso letterario per prosa, poesie, haiku dal titolo “La MIA Estate”. Info 340 8076016 tra le 20 e le 21. Introduzione ad EFT venerdì 3 luglio: Serata introduttiva ad EFT (Emotional Freedom Techniques) tenuta da Andrea Fredi alle ore 20 presso Lam Il sentiero in piazza Benco 4 Trieste. Info Laura 347 3181278. Performance: sala a disposizione Salone di 70 metri quadri usufruibile per ginnastiche, feste bambini e conferenze. Info 347 9229579, [email protected] Ass. Agricoltura Biodinamica Le attività sono sospese nei mesi di luglio e agosto, riprenderanno mercoledì 2 settembre. Info 333 7864810. Danza del ventre - attività estiva A La Noce via degli Artisti 7/A dal 7/7 al 30/7. Sala climatizzata. Mart 19.30 base, 20.40 int, giov 19 int. Tecnica cultura e spiritualità. Da mart 8/9 ampia scelta orari. Info 339 5732712. Incontri con Legambiente Puoi trovarci ogni mercoledì dalle 18 alle 20 nella sede di via Donizetti, 5/a (presso il punto informativo dei soci di Trieste della Banca Popolare Etica). Circolo Verdeazzurro di Legambiente Trieste. Info 040 577013, 366 3430369, fax 040 9890553, info@ legambientetrieste.it - Segui le nostre iniziative su www.legambientetrieste.it Società Antroposofica di Trieste Le attività sono sospese nei mesi di luglio e agosto, riprenderanno il 1° settembre. A disposizione per eventuali richieste ed info 339 7809778, www. rudolfsteiner.it Scuola per diventare istruttori di yoga Sono aperte le iscrizioni per la scuola istruttori yoga “Oriente-Occidente” certificata UISP. Info Ass. Metamorfosys 347 1312034, [email protected] L’incontro! il nostro salone è per te Hai qualcosa da dire o da fare, ma non hai lo spazio a disposizione? Bene, l’Incontro affitta il suo grande salone per le tue conferenze e i tuoi corsi! Info 347 2637990, Giacomo De Giosa via San Francesco 34. Corso base gratuito di Shiatsu Sono aperte le iscrizioni al corso di base gratuito di shiatsu che si svolgerà dai primi giorni di settembre presso l’Associazione il Giardino di Via lazzaretto Vecchio 19 a Trieste. Info 040 3223500, 333 4691092, www.shiatsuilgiardino.it Sono aperte le iscrizioni al corso di base gratuito di tuina che si svolgerà dai primi giorni di settembre presso l’Associazione il Giardino di Via Lazzaretto Vecchio 19 a Trieste. Info 040 3223500, 333 4691092, www.shiatsuilgiardino.it Guardiani... artisti in bosco Passeggiate, laboratori creativi e musicali, organizzati dall’Associazione Eoh San -Solo Amanti della Natura in collaborazione con SPURG Spazi Urbani in Gioco, tutti i lunedì, mercoledì e giovedì di luglio e agosto, dalle ore 16 alle 18.30, in Parco Farneto (Boschetto)– ingresso via de Marchesetti ang. Via Chiadino– bus 25, 26; per bambini dai 4 ai 12 anni. Info www.eohsan.it. Artlight: il canto, il suono, la voce L’uso del suono e della voce quale mezzo riequilibrante del benessere psicofisico;Rilevamento del proprio suono fondamentale o tonica individuale;Effetti e uso consapevole delle scale e intervalli musicali;Risonanza corporea e organi interni;Gestualità, voce e corpo;Canti, stili, espressione; Armonizzazione dei Chakra e dei corpi sottili; I suoni creatori di luce, forme e colori; Il Canto Armonico e Overtones. Lezioni individuali, frequenze e orari personalizzati; a richiesta si organizzano laboratori e seminari di gruppo. Info ArtLight 347 2154583, 040417119, [email protected] Estate a Muggia Mostre, sport, cinema, teatro, musica e ristorazione. Dal 10 luglio al 31 agosto nelle calli e piazze di Muggia cultura e divertimento a braccetto nelle tradizionali rassegne estive “Muggia sotto le stelle” e “56° Carnevale estivo”. Novità la collaborazione con il Teatro Lirico “Giuseppe Verdi” di Trieste con concerti e nell’ambito del festival Triesteoperetta con due titoli amatissimi dai melomani che verranno ospitati nella piazza principale della cittadina. Info Comune di Muggia Servizio Cultura e Promozione 040 3360340, e-mail: [email protected], www. comune.muggia.ts.it) e www.carnevaldemuja.com. Il linguaggio dei tarocchi Con lo studio degli Arcani analizzeremo assieme, le immagini, i numeri e il loro significato, percorrendo così le tappe obbligatorie di ogni esistenza. Info consulti e corsi 347 1098771. Joytinat Yoga Ayurveda Nell’augurare a tutti una buona estate rammentiamo che l’area trattamenti e massaggi ayurvedici è sempre aperta mentre i corsi di yoga riprendono a settembre. Tel-fax 040 3220384, www.joytinat-trieste.org Sensitiva Dotata di capacità medianiche ti mette in contatto con la tua parte non risolta offrendoti una chiave per ritrovare la serenità. Sostegno psicologico. Offerta libera. Info 347 7498114 Lina. Gorizia luglio 6 lunedì Brahmadanda Larabafenice presenta Brahmadanda - la colonna vertebrale, seminario teorico pratico di yoga. Gli inconti si svolgeranno a partire da martedì 7 luglio ogni martedì dalle 19.30 alle 21.30 presso i laghi in viale Trieste a Romans d’Isonzo. Presentazione giovedì 25 giugno h. 19.30 presso la Biblioteca Comunale di Romans d’Isonzo. Info 339 1928447, [email protected], [email protected] 16 giovedì ingresso libero L’amore nella cura Il Centro di Salute Mentale di Gorizia, nell’ambito di Dolce-mente, approcci olistici alla cura psichica e al bene-essere, presenta un incontro con interventi teorico-esperienziali di professionisti, operatori, volontari, più intermezzi musicali. Dalle 17 alle 20.30, Parco Basaglia, via Vittorio Veneto 174, Gorizia. Info 0481 594103. Satya Istituto di Yoga incontri estivi di yoga evolutivo, qi gong (ginnastica tradizionale cinese) e meditazione tutti i mercoledi di luglio e agosto dalle 20.15 alle 22 presso la palestra Spazio di via Marega, 26 a Lucinico; inizio mercoledì 1 luglio 2009. Info 0481 32990 Anna, 339 4716758 Licia. Udine luglio 1 mercoledì ingresso libero 6 lunedì ingresso libero Gioca con noi a migliorare la tua vita Conferenza gratuita aperta a tutti con “giochino a quiz” per chi vuole conoscere i suoi livelli di salute generale e i metodi per migliorarla. Con Ilaria Forte–Medico esperto in omeopatia, omotossicologia, naturopatia; Giuliana Cossettini–Naturopata. C/o Ass. GEM, via Canova 13 - Feletto U.(UD). Ore 20.30. Info 0432 574002, www.nutrivita.it Guru Purnima Guru Purnima, il plenilunio dedicato a tutti i Maestri. Noi, nel nostro piccolo, a Diabasi lo ricordiamo con una Meditazione, dei canti Devozionali, la proiezione dei un filmato inerente la Pratica Spirituale. Alle ore 19 nella sala Yoga del centro Diabasi, v.le Tricesimo 103, sopra la concessionaria Ferrari. Info Gianna 340 2233994, [email protected] 6 lunedì La nascita Scegliere insieme come e dove accogliere il vostro bambino. Corso per le coppie in gravidanza. Un incontro dedicato alle mamme e i papà per affrontare in modo inedito il momento della nascita: a confronto paure, pregiudizi, tensioni, bisogni, per creare armonia Conosci le migliori marche bio? erboristeria Il Fiore dell’arte di sanare del dott. Dario Blasich ERBE SALUTE ED ALTRO Essenze, fiori di Bach, aura-soma, incensi, cristalli, fitocosmesi, miele, alimenti biologici, libri ...le puoi trovare qui o g ni mese in offerta! Ronchi dei Legionari (Go) - via Carducci 21 - tel. 0481 475545 Per questa pubblicità: 340 4000934, [email protected] nella coppia e scoprire il proprio naturale ruolo in questo incredibile evento. Conduce l’incontro Donatella De Marco, psicologa e ricercatrice nel campo delle abilità umane e dell’educazione. Info e iscrizioni 338 4052214. 8 mercoledì ingresso libero Serata aperta di costellazioni familiari Per conoscere dal vivo questo straordinario metodo di risoluzione dei problemi di vita e per scoprire una nuova opportunità per essere felici. Ass.ne Waira, via S. Rocco 2 ore 20.30. Info 0432728071 Giacomo Bo. 9 giovedì ingresso libero Serate d’esoterismo al Rosa Pineta Il Cerchio Firenze 77: la più grande esperienza italiana di dialoghi con l’aldilà. Conferenza con il dr Luca Picichè, alle ore 21.15, all’Hotel Rosa Pineta (angolo arco del libeccio - raggio dei peoci) di Lignano Pineta. Info 0431 422383 Franca, 347 4080072. 11 e 19 sabato e domenica Yoga + colazione? La pratica yoga mattutina dalle ore 7.30 alle 8.30 all’aria aperta seguita dalla colazione in agriturismo. Prenotazione obbligatoria. Info Marida 339 5746203, www.circololagoccia.it 15 mercoledì ingresso libero Ritiro intensivo di illuminazione Presentazione dello straordinario ritiro di meditazione che si terrà ad agosto nel monastero di Monte Illuminato. Ass.ne Waira, via S. Rocco 2, ore 20.30. Info 0432 728071 Giacomo Bo, www. intensivodiilluminazione.it 15 mercoledì ingresso libero Alimentazione estiva Nutrimento e nutrienti per la stagione calda. Ore 20.30. Con Ilaria Forte–Medico esperto in omeopatia, omotossicologia, naturopatia; Giuliana Cossettini– Naturopata. C/o Ass. GEM, via Canova 13 - Feletto U.(UD). Info 0432 574002, www.nutrivita.it 12 domenica Giornata di costellazioni familiari Corso base per apprendere questo straordinario metodo di risoluzione dei problemi personali e per verificarne in prima persona i risultati. Beano di Codroipo. Info 0432.728071 Giacomo Bo. 13 lunedì di stare insieme e assecondare le trasformazioni che la gravidanza porta all’interno della coppia. Imparare a rilassarsi, massaggiarsi, ricercare la complicità e l’unione che saranno importantissimi durante il parto e dopo per accogliere pieni di energia il nascituro. La nascita diviene così elemento di consapevolezza e la nuova esistenza che entrerà a far parte della vostra vita sarà anche arricchimento e stimolo di crescita per il vostro rapporto di coppia. Verranno utilizzate tecniche dolci di rilassamento, esercizi di respirazione, tecniche di ascolto (di sé e dell’altro) e massaggio rilassante affinché ogni coppia possa ritrovare armonia e imparare ad eliminare le tensioni fisiche ed emotive che la gravidanza tende ad aumentare. Info e iscrizioni 338 4052214. 17 giovedì Corso per le coppie in gravidanza Il massaggio e il contatto nella coppia in dolce attesa. L’incontro è tenuto da Irene Tessarin, fisioterapista e doula. L’uno di fronte all’altro per ritrovare il piacere Il massaggio del neonato Introduzione per le donne in gravidanza. Conduce l’incontro Maria Pellegrino, fisioterapista diplomata AIMI. In questo incontro teorico e pratico verrà presentata l’importanza per il neonato di ricevere fin dal 6° giorno dalla nascita il massaggio in quanto, già nel grembo materno, per nove mesi, questa condizione è presente e quindi a lui nota. Il massaggio del neonato, oltre ad essere una tecnica, se praticata con tenerezza e consapevolezza dei gesti, è un’espressione d’amore, un valido strumento per approfondire e consolidare la vostra relazione. Info e iscrizioni 338 4052214. Udine agosto 1 e 22 sabato Yoga + colazione? La pratica yoga mattutina dalle ore 7.30 alle 8.30 all’aria aperta seguita dalla colazione in agriturismo. Prenotazione obbligatoria. Info Marida 339 5746203, www.circololagoccia.it 23 domenica ingresso libero Ganesha Chaturthi Ganesha è la Divinità hindu che abbatte gli ostacoli, che aiuta i praticanti nel loro percorso spirituale. Celebriamo questa ricorrenza con Canti devozionali e ritualità. Abbiamo l’onore di ospitare il gruppo che accompagna Swami Nirvanananda: i Bhajan Sisters & Brothers. Siete invitati a partecipare, con abiti comodi per la sistemazione su tappetini. Alle ore 17 nella sala Yoga del centro Diabasi, v.le Tricesimo 103, sopra la concessionaria Ferrari. Info Gianna 340 2233994, [email protected] Fuori Regione agosto 2-15 da domenica a sabato Ritiro intensivo di illuminazione Uno straordinario ritiro di meditazione nel monastero francescano di Monte Illuminato, alla ricerca dell’Illuminazione, la consapevolezza di se stessi. Lunano (Urbino). Info 0432 728071 Giacomo Bo, www.intensivodiilluminazione.it arredare con la natura nat_spaziocorti Trieste, via Corti 2 (vicino a Piazza Venezia) tel. 040 9990006 orario estivo: da martedì a sabato 10-13 e 16-19 fuori orario su appuntamento [email protected] - www.natdesign.it Udine Fiere 26 settembre 5 ottobre 2009 Casa Moderna: da 56 anni in contatto con le tue esigenze. L’appuntamento più innovativo per chi vuole conoscere in anteprima le nuove frontiere dell’abitare. Casa Moderna ritorna con tantissime idee e i preziosi consigli di architetti, designer e arredatori. Prenota una consulenza gratuita con uno dei professionisti de “L’Esperto Risponde” e trova la soluzione che stavi cercando. 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