Distretto 2080
Anno di fondazione 1973
Rotary Club Cagliari Est
Anno XXXI - Notiziario n. 131
Gennaio - Giugno 2013
LA RUOTA
GIRA SEMPRE
sommario
Rotary Club
Cagliari Est
3
Un anno rotariano denso
di realizzazioni
5
Programma 2013-2014
(anno rotariano 2012/ 2013)
7
Il miglioramento della qualità
9
Tutti insieme al servizio della pace
17
Villa Italia in Brasile
da un progetto rotariano
20
Guerra e pace
nelle culture umane
24
Ricordo di Pino De Ferrari
27
Andiamo in libreria
30
Vita del Club settimana
per settimana
41
Presenze
44
Assiduità
Pubblicazione riservata
ai soci Rotariani
Direttore responsabile:
Marco Ghiani
In redazione:
Marco Ghiani, Michele Russo,
Alberto Aime, Cicci Ibba,
Maria Lucia Sancassano
Hanno collaborato a questo numero:
Alberto Aime,
Franco Cabras, Italo Doglio,
Nino Foddai, Cicci Ibba, Michele Russo,
Gigi Satta, Marcello Tuveri.
Autorizz. Trib. Cagliari n° 390
del 19 - 11 - 1979
Stampa e legatura
GRAFICHE GHIANI S.R.L.
Monastir (CA)
consiglio direttivo
SALVATORE FLORIS
MARCELLO ANGIUS
GRAZIANO SANNA
PAOLO EMILIO PASOLINI
DONATELLA MASALA
MICHELE RUSSO
CARLO ZUDDAS
GIORGIO VINCENZO PIRAS
ANNA RUZITTU
PAOLO USAI
LUIGI SATTA
Presidente
Presidente Eletto
Past President
Vice Presidente
Vice Presidente
Segretario
Tesoriere
Prefetto
Consigliere
Consigliere
Consigliere
Presidenti Commissioni
• Effettivo
Anna Ruzittu
• Progetti
Pietro Francesco Cadoni
• Fondazione Rotary
Luciano Airoldi
• Amministrazione del Club
Marco Ghiani
• Pubbliche relazioni
Nino Piattau
• Nuove generazioni
Luigi Satta
Commissione per la designazione del Presidente
Ninni Murru, Tore Plaisant, Giovanni Falorni, Nino Foddai, Enrico Vassena, Enzo Spano
Commissione premio Lamarmora
Salvatore Floris, Bruno Loviselli, Graziano Sanna,
Giampaolo Lallai, Alberto Aime, Michele Di Martino
Commissione per il quarantennale del Club
Graziano Sanna, Italo Doglio, Giovanni Falorni, Alberto Aime, Franco Cabras
Giorgio Vincenzo Piras, Michele Russo, Marcello Tuveri
Incarichi extra commissioni
Consulente legale: Enrico Vassena
Consulente Fiscale: Donatella Masala
Revisione regolamento: Enrico Vassena, Italo Doglio, Silvio Silvestri
Il consuntivo del Presidente Salvatore Floris
UN ANNO
ROTARIANO
DENSO
DI REALIZZAZIONI
Servire al di
sopra di ogni interesse personale
non è un semplice motto, ma
un modo di vivere che rende
più ricca e piena di significato la nostra esistenza; è questo lo spirito con il quale ho affrontato il
mio anno di presidente mettendo il mio
impegno a disposizione di tutti. Non so
se ci sono riuscito, ma certamente ho cercato di farlo. Dunque un ringraziamento soprattutto a coloro che non si sono
mai tirati indietro mettendosi al servizio
del Club con le loro competenze, a coloro
presenti alle riunioni del martedì, a quanti
si sono dedicati ai progetti ed alle conferenze spesso di alto livello.
Abbiamo iniziato l’anno rotariano,
contribuendo alla riuscita della giornata dedicata ai Militari caduti in missione
di pace, in collaborazione con il Comando Militare Autonomo della Sardegna, ed
abbiamo proseguito e portato a termine
con altri Club il programma incentrato
sulla legalità e cultura dell’etica come strumento di pace e di sviluppo sociale.
Altri programmi sono stati portati a
termine in collaborazione con la Croce
Rossa Italiana, come ad esempio la raccolta dei giocattoli in alcuni centri commerciali, poi distribuiti negli ospedali
pediatrici del Cagliaritano. Sempre in collaborazione con la CRI abbiamo raccolto,
nella scalinata della Chiesa di Bonaria generi alimentari e vestiario donati successivamente alle persone meno abbienti che
in questo periodo di crisi non fanno che
aumentare in maniera esponenziale.
Nel contempo, non è stato tralasciato
il Progetto distrettuale sulla cecità evitabile incentrato su interessanti conferenze tenute in alcune scuole cittadine tra cui il liceo ginnasio Dettori: alle conferenze sono
sempre seguite delle visite mediche oculistiche a titolo gratuito.
Abbiamo contribuito al programma
“alfabetizzazione in Camerun”e siamo
3
programma 2013-2014
quasi al traguardo con il progetto di finanziamento di un nuovo sistema di adduzione di acqua potabile in un villaggio
del Benin.
Il nostro Club ha partecipato alla maratona di Roma inviando un proprio Socio atleta che, insieme ad altri cinquanta
maratoneti rotariani solidali, ha contribuito ad una raccolta fondi devoluta al
grande “progetto polio plus”. In evidenza, come sempre il programma Scambio
Giovani che coinvolge migliaia di ragazzi
e ragazze in tutto il mondo, consentendo
di promuovere la comprensione e l’amicizia tra i popoli. Il nostro Distretto 2080
ha dimostrato di essere leader del programma in Italia e la Sardegna e Cagliari
Est leader del Distretto.
Da ricordare inoltre il progetto Ryla con i giovani da noi selezionati che accresceranno le loro doti di leadership nella futura vita lavorativa: vorrei però, che
il nostro compito, non si esaurisse con la
consegna dell’attestato di partecipazione,
ricordando sempre che i giovani sono un
investimento per il futuro e che le nostre
generazioni costituiranno il nostro futuro.
A proposito di nuove generazioni, devo ringraziare coloro che si sono prodigati
affinché un progetto, a cui tenevo molto,
abbia potuto realizzarsi: mi riferisco alla
costituzione del nuovo Interact Cagliari
Est. Di questo vado molto fiero.
Con loro ho partecipato a varie manifestazioni sportive di atleti diversamente
abili dello Special Olympic, ed ho avuto
modo di apprezzare la serietà e la dedizio-
ne a quanto facevano in favore dei ragazzi.
Una lode particolare quindi agli interactiani del Cagliari Est che su questa strada
devono proseguire. Sempre dall’Interact
è stata effettuata una raccolta fondi presso il Tennis Club di Monte Urpinudove i
giovanissimi hanno cantato e ballato con
molto successo. Con il Rotaract e l’Interact è stata organizzata una raccolta fondi
nel Pub Ritual di via Università, raccolta
destinata sempre agli atleti disabili intellettivi, che si è aggiunta alla nostra raccolta fondi per questi atleti speciali, figli della
nostra terra, permettendo loro di partecipare ai Campionati Nazionali del mese
scorso al Tanka Village di Villasimius.
Molte medaglie hanno vinto e tra
queste una d’oro nel calcetto misto. Ve
li ricordate la sera che son venuti qui al
Mediterraneo per presentarci il loro spettacolino? Gli stessi che poi hanno combattuto come leoni contro le squadre di
tutta Italia sempre fieri del loro giuramento che dice: “CHE IO POSSA VINCERE, MA SE NON RIUSCISSI, CHE
IO POSSA TENTARE CON TUTTE
LE MIE FORZE”.Indubbiamente è stata
una serata commovente ed indimenticabile, spero per tutti, ma sicuramente per
me.
Da ultimo, voglio ricordare l’istituzione del premio SHARDANA consegnato
questo primo anno al tenore ed al ballo rituante di Orgosolo con la seguente motivazione: ”A dei Sardi per aver contribuito
a valorizzare con il loro impegno artistico
la cultura sarda nel mondo”.
programma 2013-2014
Vado fiero per l’istituzione di questo premio, così come il Club, e mi piace ricordare che mentre cantava il tenore
e ballavano i rituanti mi sono commosso pensando alla nostra meravigliosa isola. Vi ricordo che anche l’Unione Sarda
del giorno dopo ha dato risalto all’avvenimento con un bell’articolo.
Infine, e mi appresto a concludere, una
comunicazione “gioiosa”: durante l’ultimo
Congresso Distrettuale, svoltosi ad Alghero, il nostro Club ha ricevuto quattro attestati dal Governatore tra cui una lode presidenziale. Non sono stati molti i Club del
Distretto che ci hanno eguagliato.
Bene, sono arrivato al termine, e faccio
ricorso alla dichiarazione di pace enunciata al Forum Mondiale di Hiroshima “La
pace comincia da te” ed essa, aggiungo io,
non è la destinazione finale da raggiungere ma un processo attivo e continuo.
Tutti noi siamo in grado di diventare edificatori di pace ed attraverso le nostre parole e le nostre azioni dimostreremo che la pace è possibile.
Restiamo uniti, quindi, per promuovere la pace attraverso il servire tutti insieme.
Un fervido augurio di buon lavoro al
Presidente entrante Marcello Angius.
Parla il nuovo Presidente Marcello Angius
Programma 2013-2014
Lo spartito
musicale dell’opera “Vivere il
Rotary – Cambiare vite” (tema del internazionale Ron
Burton e del
governatore Pier Giorgio Poddighe) che
abbiamo davanti è impegnativo: un’opera lunga un anno può risultare per tutto
il club molto impegnativa e la mano del
direttore che è stato scelto potrebbe essere insicura nel dirigere per un tempo così
lungo, perciò riteniamo che tutte le componenti della rappresentazione devono
sentirsi impegnate nell’esecuzione.
Abbiamo parlato di componenti poiché orchestra, coro, attrezzisti, ecc. siamo
tutti noi rotariani che facciamo parte del
club, in sostanza “ l’effettivo”.
Ecco una piccola presentazione dello stesso: ad oggi siamo in 83 di cui 90%
maschi e solo 10% gentili signore; a seguire 4% di età fra 30/39 anni, 7% fra
40/49, 23% fra 50/59, 34% fra 60/69,
33% fra 70ed oltre.
Di tutti gli 83 componenti risultano
impegnati come professori d’orchestra
54 amici rotariani, con vari livelli di partecipazione: il consiglio direttivo, i presidenti delle commissioni, i pdg, i pastpresidents; c’è poi il coro dei 48 soci che
(in media) partecipano alle riunioni.
5
programma 2013-2014
Stiamo cominciando a provare gli
strumenti: pensiamo che sia necessario
cercare di far aumentare le presenze alle
riunioni anche se riteniamo di dover trovare il modo di organizzare in maniera
differente gli incontri secondo lo schema
che segue:
1. Almeno una volta al mese pensiamo
di organizzare 1’“aperitivo al Rotary” con inizio alle ore 19,30, con tema relativo alla città (viabilità, scuola, ospedali, spettacoli ecc.), aperto
alla cittadinanza, con la partecipazione di personalità impegnate in tale
tema (un politico/tecnico, un giornalista ed un socio rotariano) che saranno protagonisti di una tavola rotonda
con tutti i soci (questi saranno impegnati ad invitare alla riunione almeno
due amici); il politico sarà chiamato a
riportare nelle sedi opportune le considerazioni emerse dalla riunione; il
giornalista sarà impegnato a riportare nella sua testata una nota della riunione, il socio dovrà preparare una
piccola relazione da pubblicare nel
bollettino.
2. Almeno una volta al mese pensiamo di organizzare un incontro interclub, con tema e relatore di buon livello nazionale, in modo da favorire
lo scambio di conoscenze con gli altri
rotariani di Cagliari e provincia.
3. Almeno una volta al mese pensiamo
di discutere di un argomento proposto da una delle varie commissioni,
con relatore un socio del club.
4. Almeno una volta al trimestre vorremmo organizzare una gita per tutti
i soci.
Riteniamo opportuno che ad ogni
riunione, a turno, i vari presidenti di
commissione informino tutti i soci delle eventuali proposte scaturite dai lavori
delle stesse commissioni.
Pensiamo che sia possibile attivare
qualche nuovo canale di comunicazione con i social media tipo Facebook o
Twitter affidando tale compito alla commissione Pubbliche relazioni .
Come si vede lo spartito ha già preso
forma, i professori d’orchestra sono già al
lavoro, il coro ha già fatto qualche accenno di prova, anche gli attrezzisti (segretario, tesoriere, prefetto) hanno già fatto interessanti proposte (comunicazione
con i soci “finanziamenti” menù), che lasceremo sviluppare alla loro creatività; gli
amici intorno hanno elaborato qualche
progetto (acqua nel Benin, per esempio)
al quale parteciperemo con entusiasmo.
Il direttore ha già nelle orecchie la
musica, speriamo che tempo e il ritmo
siano quelli giusti confidando nella volontà e nella pazienza di tutti gli 83 soci,
ai quali verrà chiesto un solo e semplice impegno: presentare almeno un nuovo socio con meno di 35 anni entro il
primo semestre del nuovo anno sociale.
Siete attesi numerosi il 25 c.m. per
festeggiare il Presidente uscente Salvatore Floris e per ringraziarlo dell’impegno
profuso nell’anno appena trascorso.
L’argomento di base di un affollato RYLA
Il miglioramento continuo della qualità
di Luigi SATTA
Il giorno 23 marzo si è conclusa la
terza trance del Ryla sulla Verifica Revisione di Qualità (VRQ o MCQ acronimo di miglioramento continuo della
qualità). L’argomento peculiare per addetti ai lavori, non è tra quelli che più
frequentemente si trattano in seminari
di aggiornamento; ma è di certo di estrema importanza nel far germogliare,
in ragazzi in formazione, quelle competenze che poi li accompagneranno per
tutta la vita professionale.
Si tratta in sintesi di una serie di tecniche di analisi dei problemi e di ricerca
di soluzioni che rispondono ai criteri di
qualità, attraverso procedure ben standardizzate che prevedono uso di criteri, indicatori di qualità, eventi sentinella, stan-
dards e procedure di valutazione degli
obiettivi e dei processi per i più disparati ambiti professionali. Questi programmi formativi appannaggio in genere delle
classi dirigenti e/o responsabili di servizi
pubblici e privati (amministrazioni cittadine, servizi di mobilità territoriale, fabbriche, ospedali, scuola ecc.) permetto di
porre delle scelte sempre correlate ai bisogni e alle risorse, garantendo l’adeguatezza al contesto e al proprio mandato in
termini di efficacia e di efficienza.
I 24 ragazzi che hanno partecipato,
hanno dato prova di particolare propensione alla leadership, entrando perfettamente nel ruolo di discenti attivi.
Consapevoli della importanza dell’argomento trattato, hanno dimostrato,
7
RYLA su verifica della qualità
attraverso i lavori di gruppo gestiti da
tutor (rappresentanti delle precedenti edizioni ) di aver colto gli elementi salienti del seminario permettendo così il
soddisfacimento degli obiettivi che ci eravamo posti.
Voglio personalmente ringraziarli
tutti per le lusinghiere valutazioni formulate sul corso e complimentarmi per
la loro disponibilità, simpatia e partecipazione attiva.
Bravi ragazzi, avete dimostrato di a-
ver capito quale sia il “sale” della vita
professionale.
Un ringraziamento particolare ai docenti Prof. Alessandro Spano della facoltà di Economia, Ing. Antonio Saliu
responsabile per la Qualità della ARST
Sardegna, e il nostro socio Michele Russo sempre presente e senza il quale non
avremmo avuto la possibilità di usufruire di una sede così prestigiosa e confortevole come il Circolo Ufficiali dell’Ammiragliato della Marina Militare.
I partecipanti al RYLA sono stati:
Carlo Pinna, Alessandro Cau, Luca Baltolu, Federico Puddu Giovanni Baltolu, Roberta Farci, Eleonora Camboni, Andrea Pira, Giulia Baltolu, Alessandro Cocco, Federica Carta, Antonello Fiori, Paola Carcassi, Nicola Satta, Sara Eleonora Lucchi, Roberta Contini, Alessandro Coa, Davide Rossetti,
Giorgia Fiorilla, Francesca Fiorilla, Edoardo Sanna, Marco Pischedda, Martina Littera.
I docenti:
Prof. Alessandro Spano, Ing. Antonio Saliu, Dott. Luigi Satta, Com. Dott. Michele Russo,
Dott. Franco Cabras, Dott. Flaminio Giacobbe
Identità di principi tra Rotary e Costituzione
TUTTI INSIEME AL SERVIZIO DELLA PACE
di Italo DOGLIO
Il Rotary ha ormai una storia ultracentenaria, ha una organizzazione consolidata non statica ma in continua evoluzione
per adeguarsi ai tempi ed alle esigenze che
cambiano: ha statuti, regolamenti, una
struttura collaudata, Presidenti, distretti,
club ma soprattutto è composto da donne e uomini liberi che si impegnano nel
mondo a favore dell’umanità.
Dal 1989, il motto ufficiale del Rotary che, spiega, in modo conciso ma incisivo, la filosofia della nostra organizzazione
di servizio è “SERVICE ABOVE SELF”
(Servire al di sopra di ogni interesse personale).
Il Rotary realizza le sue finalità attraverso i progetti con l’attività, l’impegno
e la dedizione dei rotariani, che mettono a disposizione delle realtà locali, nazionali ed internazionali la loro competenza, il loro tempo, l’impegno personale,
la passione dell’appartenenza, nel convincimento che essere rotariani significa
essere attivi nel Servire. Il progetto Polio Plus – il progetto Benin – i restauri
di monumenti – l’attività nelle scuole –
le iniziative a favore di popolazioni sofferenti, e tante altre iniziative umanitarie
sono campi nei quali il Rotary interviene costantemente anche insieme ad altre
organizzazioni. Come rotariani non dobbiamo mai confondere le azioni umanitarie che ci proponiamo di realizzare con le
finalità del nostro operare: le azioni sono
il mezzo, l’obiettivo vero e reale è quello
di migliorare il territorio (locale o globale) attraverso il nostro contributo intellettuale e materiale che consenta di utilizzare al meglio le risorse presenti nei Club
per trovare soluzione ai fabbisogni, per
alleviare sofferenze e migliorare la qualità
della vita di chi sta peggio di noi. E sono
tanti. Per noi il Rotary deve diventare una
palestra dove allenarsi per tutelare i bisogni di chi è stato meno fortunato.
La pace che è uno degli obiettivi fondamentali del Rotary, è sempre stato un
punto centrale di tutte le attività o di tutti
i progetti anche se indirettamente.
9
tutti insieme al servizio della pace
Non è un caso che il Presidente Internazionale Sakuji Tanaka abbia scelto
come tema dell’anno “La pace attraverso il servizio” in continuità con il tema
dell’anno precedente “Conosci te stesso per abbracciare l’umanità” La pace è
stata posta da Tanaka al centro del suo
mandato ed in questo momento è ritenuta uno degli obiettivi principali da
portare all’attenzione del mondo, per
questo sono previsti quest’anno tre Forum sulla Pace Mondiale e verranno organizzati a Berlino, a Hiroshima ed a
Honolulu.
“La pace comincia da te”, come si discuterà nel forum di Honolulu sta a significare che la pace non si realizza solo con i trattati o con le iniziative dei
governi, ma si concretizza in un modo
diverso di affrontare i problemi, in un
modo di essere diverso ispirato al riconoscimento dei diritti delle persone, ai
principi di comprensione, di tolleranza,
di solidarietà che ogni giorno ciascuno
di noi può realizzare nella famiglia, nella comunità in cui viviamo, e ispirando e sostenendo la cooperazione internazionale.
La continuità nei temi dei governatori, indica lo strada:
prima di parlare della pace nel mondo, dovremmo cominciare a trovare pace ed equilibrio in noi stessi; per poi estenderla nella famiglia, portarla nella
comunità in cui viviamo e proporla in
comunità sempre più ampie.
Il Rotary è condivisione dei principi, se non li condividiamo, non ab-
tutti insieme al servizio della pace
biamo la possibilità di attuarli, di trasmettere agli altri questo nostro modo
di vedere e vivere.
Può sembrare un’utopia e tale sarà
se ognuno di noi non comincerà a pensare che ogni comportamento ispirato
a questi principi contribuisce a realizzare la pace.
“Conosci te stesso per abbracciare
l’umanità”, “La pace attraverso il servizio” rappresentano la continuità con il
motto del Rotary “Servire al di sopra di
ogni interesse personale” ed evidenziano l’attualità del tema della pace oggi
più che mai obiettivo primario non solo per il Rotary ma per l’intera umanità.
*****
richiamo alle condizioni in cui è nata
la Costituzione al fine di meglio comprendere il significato dell’art. 11 che
non va letto estrapolandolo dalle altre
norme della Costituzione ma nel complesso del tessuto costituzionale.
La nostra Costituzione di 139 articoli ha ormai 64 anni ed è ritenuta una delle migliori del mondo, anche se il
tempo e gli avvenimenti hanno scavato
qualche ruga che occorre curare per migliorarla e renderla più attuale.
Il quadro nel quale la Costituzione
è stata concepita è espressivo di una situazione disperata: l’Italia veniva fuori
da una guerra persa, a cui era seguita una guerra civile dolorosa nella quale il
nemico poteva essere il vicino di casa, il
Recita: l’art. 11 della Costituzione
“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli
e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un
ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”
Sarebbe riduttivo e di difficile comprensione il contenuto dell’art. 11 se
l’indagine fosse limitata ad esso articolo
che peraltro affronta il problema della
pace solo nei rapporti con gli altri stati.
Occorre, a mio giudizio, un breve
11
tutti insieme al servizio della pace
compagno di giochi di una volta, l’amico che un tempo si incontrava al bar, e
non il soldato che portava una divisa di
un altro Stato.
Richiamo e voglio ricordare questa
situazione perché la nostra, come tutte
le Costituzioni, è la risposta ad una esigenza, al desiderio di un popolo che aveva molto patito e voleva istituire un ordine, un ordine sociale diverso e antitetico
a quello dal quale è uscito, un ordine fondato sulla pace intesa non solo come non
belligeranza, come guerra, ma come affermazione di principi e diritti, di tutela e
certezze, di uguaglianza e democrazia intesa come confronto dialettico.
Per scrivere una Costituzione, dopo una guerra persa e un conflitto interno a-
troce, fratelli contro fratelli, occorre una
convergenza ideale di sentimenti che proviene dal popolo: una spinta condivisa solida, una voglia di sovvertimento che prospetti orizzonti in cui sulla conflittualità e
sulla violenza prevale la pace, come ordinata e libera espressione di sentimenti autenticamente umani.
La storia ci ha insegnato che questa
straordinaria convergenza di volontà non
è normale, essa di regola si verifica solo
in seguito a determinanti vicende storiche
che molti autori hanno definito “trauma
costituente come requisito non teorico ma
fattuale della genesi della carta Costituzionale”.
Mi piace, per conferma richiamare la
genesi di alcune carte Costituzionali.
tutti insieme al servizio della pace
La dichiarazione di Indipendenza delle ex colonie britanniche (1776) consegue
ai conflitti contro la madrepatria.
La dichiarazione dei diritti dell’uomo
e del cittadino (1791 e 1793) è frutto della rivoluzione francese.
La dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (1948) e le principali costituzioni europee nascono dalle ceneri della seconda guerra mondiale: in Francia
(1946); in Italia (1946-1947); in Germania (1948); in Spagna (1978) a poca distanza dalla morte di Franco.
Ebbene nel 1946/1947 i nostri politici, seppure con grandi difficoltà, ma
altrettanta intelligenza e pazienza riuscirono ad interpretare i sentimenti che
provenivano da un popolo vinto, ma vivo
che aveva voglia di riappropriarsi dei propri diritti, della propria libertà, della propria dignità.
E che ci fosse in Italia, questo “idem
sentire” è certificato dalle tre firme apposte
in calce alla Costituzione il 27 Dicembre
1947; quelle firme non esprimono solo la
solennità del momento e la fine di un non
facile lavoro, rappresentano la sintesi di
un meraviglioso momento di responsabilità e unità nazionale; segnano l’inizio di
una nuova epoca per l’Italia.
I firmatari, Enrico De Nicola, capo
provvisorio dello Stato liberale, Alcide De
Gasperi, presidente del Consiglio, democristiano, Umberto Terracini presidente
dell’Assemblea Costituente, Comunista,
certificavano che la Commissione dei 75
presieduta da Camillo Ruini aveva rac-
chiuso nei 139 articoli i sentimenti e le
attese che venivano dal popolo, i principi
e la forma per l’esercizio del potere in uno
stato repubblicano e democratico al riparo da ogni possibilità di ritorno al passato.
La Costituzione che entrò in vigore
nel 1948 costituiva un momento di rottura traumatica, irreversibile con il passato. I principi contenuti nella carta Costituzionale contengono questa forte rottura
non solo con l’ordinamento costituzionale precedente, ma con il nostro modo di
essere, di sentire, di comportarsi.
Al centro della Costituzione sono poste le persone titolari di diritti, uguali:
hanno pari dignità sociale, politica, non
esiste più differenza di razza, di lingua o
di religione. Non c’è più lo Stato etico di
matrice hegeliana in cui i diritti dei singoli sono una concessione dello Stato, ma la
repubblica democratica nella quale ogni
soggetto è titolare di propri diritti.
Contro l’egoismo e l’individualismo
viene affermato il principio di solidarietà
politica, economica e sociale, il confronto
democratico è la forma attraverso il quale
viene esercitata la sovranità popolare.
Questi principi se correttamente applicati sono finalizzati alla realizzazione
della pace interna, alla creazione di una
cultura della partecipazione e del confronto che se certamente non esclude la
conflittualità democratica esclude la possibilità di sovvertimenti di un’equilibrata
e pacifica esistenza per tutti.
Se noi andiamo a leggere la Costituzione ci rendiamo conto che la parola
13
tutti insieme al servizio della pace
“pace” compare poche volte nel tessuto
normativo; ma tutta la Costituzione, dai
presupposti che l’hanno ispirata ai principi che enuncia, sono un inno alla pace.
Pace che si realizza con un corretto esercizio dei diritti, quei diritti che proprio
la Carta Costituzionale attribuisce ai cittadini.
Forse conosciamo poco la Costituzione e forse la pratichiamo ancora meno,
però ci siamo affezionati perché percepiamo che propone principi sentiti ed elevati, perché in qualche modo ci difende e
ci protegge, perché a differenza delle altre
leggi, anche la Costituzione lo è, la legge
vede il cittadino dalla parte dei doveri, la
Costituzione lo considera dalla parte dei
diritti; la prima ci ordina, la seconda ci
tutela, sentiamo che è solidale, sentiamo
che sta dalla nostra parte, percepiamo che
il corretto esercizio dei diritti costituisce
un limite anche per coloro che per nostro
mandato esercitano il potere. Un potere
che non può prescindere o dimenticare
il popolo. La tripartizione dei poteri è espressione dell’equilibrio che i Costituenti hanno voluto imprimere per scongiurare derive di qualunque tipo impegnando
anche i cittadini di oggi.
Può sembrare un libro dei sogni, ma
il cittadino avverte che questa Costituzione, seppure in qualche parte segnata dal
tempo e perciò da migliorare e adattare,
disegna un paese nel quale sarebbe auspicabile e bello poter vivere, anche se quello nel quale di fatto si vive è differente dal
modello disegnato, perché ancora l’egoismo, la prepotenza sopravvivono e talvolta prevalgono.
Il cittadino avverte che nella Costituzione c’è un profondo senso di giustizia,
forse non riesce a definirlo, ma sa perfettamente cosa è il suo opposto. E’ consapevole e condivide l’uguaglianza tra gli
uomini, tra uomini e donne, crede nel
corretto esercizio della libertà di pensare
e di esprimersi, sa che vanno eliminate le
discriminazioni, i privilegi, l’indifferenza
sociale nei confronti di chi soffre: sa che
nella Costituzione è delineato un modello di società solidale, in cui la partecipazione e protagonismo di tutti deve e può
portare alla realizzazione di quella res publica che siamo tutti noi.
Le ingiustizie che esistono ancora non
sono colpa della Costituzione che traccia
la strada per eliminarle, la responsabilità
è di chi quella strada non percorre, di chi
tutti insieme al servizio della pace
con visioni personali non riesce ad interpretare correttamente la volontà, le esigenze del popolo.
La nascita della Costituzione è stata
un momento di grande “ethos “, è stato
un momento in cui i governanti hanno
saputo trasformare in principi un comune sentire.
Tornare a quell’ethos è la premessa per
superare i momenti di crisi sociale, economica quale quello che l’Italia oggi vive, per ritrovare una pax vera quella in cui
i principi costituzionali trovino una loro
realizzazione.
Il “ripudio della guerra”così come formulato in termini perentori nell’art. 11
non ammette discussioni o interpretazioni fuorvianti; tuttavia la norma precisa
cosa si deve intendere per guerra: “essa è
ripudiata come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”
Non ogni guerra, per quanto sempre
esecrabile è posta al bando e ripudiata,
ma quelle che offendono la libertà degli
altri popoli o che siano mezzo di risoluzione delle controversie.
L’art. 11 dice anche “promuove e favorisce le organizzazioni internazionali” rivolte ad assicurare la pace e la giustizia;
poiché l’Italia è membro dell’ONU deve
osservare lo statuto e le deliberazioni, fatti salvi i principi inviolabili della nostra
Carta.
Pertanto le limitazioni di sovranità alle quali l’art. 11 acconsente significano
che l’intransigenza del principio “il ripu-
dio della guerra” può doversi contemperare con altri principi.
La Carta istitutiva dell’ONU, approvata per acclamazione a San Francisco
il 26 giugno 1945, prevede la finalità di
“mantenere la pace e la sicurezza internazionale, e a questo scopo …efficaci misure
collettive per prevenire e rimuovere le minacce alla pace o le altre violazioni della pace”.
Ciò significa che esistono situazioni
che legittimano e giustificano interventi
nei confronti dello Stato o di chi minaccia la pace.
Sarebbe troppo lungo raccontare
quello che è avvenuto in questi ultimi anni, che hanno visto l’Italia partecipare a
missioni internazionali finalizzate a prevenire l’insorgenza di guerre o a debellare il terrorismo e la pirateria, sulla base
di decisioni dell’ONU e del Consiglio di
Sicurezza per noi vincolanti come Stato
membro.
Quando queste disposizioni non contrastano con la nostra Costituzione, dobbiamo partecipare, ma il nostro intervento dovrà essere sempre finalizzato a
ristabilire la pace, ovvero come dice l’art.
33 della Carta dell’ONU per prevenire o
fermare “una controversia la cui continuazione sia suscettibile di mettere in pericolo il
mantenimento della pace”, ma non dovrà
servire interessi di parte e non dovrà colpire soggetti innocenti.
Le vicissitudini di questi ultimi anni
hanno posto all’attenzione del mondo la
tutela dei diritti umani. Il terzo millen-
15
nio si va connotando per l’esplosione di
fenomeni quali il terrorismo, il genocidio
in Ruanda nel 1994, l’eccidio di Srebrenica nel 1995 e la carneficina nel Kossovo nel 1999, l’insurrezione libica e siriana
nel 2011 e tanti altri fenomeni di violenza contro le persone.
Il problema che si pone ogni volta è
sempre lo stesso: le nazioni democratiche
devono assistere indifferenti, o devono
intervenire, e se, come?
L’ONU è l’unica forma di governo
mondiale attualmente operante e ad esso
fa riferimento l’art. 11 della Costituzione,
per cui dobbiamo rispettarne ed attuarne
le decisioni. In questi tempi l’attenzione
universale è concentrata sulla crisi economica e finanziaria, è auspicabile, che pari attenzione venga indirizzata sui diritti
umani per la realizzazione di una tutela
effettiva; perché è la disuguaglianza che
crea l’ingiustizia e innesca processi di violenza e violazione e/o negazione dei diritti
della persona, minacciando così la pace.
La tutela dei diritti dei quali ogni individuo è portatore, non nasce dall’essere
nato in quel luogo od in quel paese, dal
colore della pelle o dalla forma degli occhi, ma dal suo essere persona. Dobbiamo impegnarci per la tutela effettiva di
quei diritti, ovunque essi vengano offesi
e ciò discende anche dall’art. 2 della Costituzione.
L’imperativo della solidarietà che intride di sé tutta la Carta Costituzionale,
va interpretato nel senso che non siamo
più responsabili solamente di noi stessi
mai abbiamo la responsabilità di tutelare
chi è più debole di noi, quando questo è
possibile e ci viene richiesto.
Lo spirito della Costituzione e i principi del Rotary sono, non solo, sotto questo profilo coincidenti, la pace è un obiettivo primario comune, noi come persone
e come rotariani siamo e dobbiamo essere costruttori di pace, non solo per evitare la guerra ma anche e soprattutto per
fornire il nostro contributo alla soluzione
di quelle situazioni che non sono “guerra”
ma rappresentano e sono un attentato ai
diritti delle persone.
Il vero spirito di servizio e il principio di solidarietà reale sono gli strumenti attraverso i quali ciascuna persona può
rendersi protagonista di un effettivo cambiamento e contribuire alla realizzazione
della pace alla quale tutti aspiriamo.
Voglio per concludere sottoporre alla
riflessione di tutti un pensiero (di Gandhi) che un caro amico ha citato nel prologo di una sua pubblicazione sul Rotary:
“…sono le azioni che contano… i nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono
trasformati in azioni. Sii il cambiamento
che vuoi vedere avvenire nel mondo”.
Villa Italia in Brasile
da un progetto rotariano
di Franco Cabras
“Realizzate 10 case in Brasile grazie
ad un contatto col Team Leader di un
GSE brasiliano ospite del nostro Distretto”.
Questa succinta nota, pubblicata
sul numero speciale del Notiziario del
nostro Club in occasione del 40° anno
dalla fondazione, ha suscitato qualche
curiosità in alcuni amici del Club, che
hanno chiesto delucidazioni. Curiosità
giustificata e apprezzabile che cercheremo di soddisfare.
Correva l’anno rotariano 1997/98
e il nostro Distretto aveva chiamato
N EVIO U RIO
a svolgere l’incarico di Governatore il
nostro socio Enrico Marcialis, il quale,
memore della sua giovanile esperienza
lavorativa in Brasile, aveva chiesto ed
ottenuto dalla Rotary Foundation di
poter effettuare il tradizionale “Scambio di gruppi di studio” tra un nostro
team e un gruppo brasiliano. A guidare
il nostro gruppo si propose un rotariano del Club di Roma, Claudio Marcello Rossi (oggi direttore della rivista distrettuale “Voce del Rotary”), anch’egli
forte di un’esperienza a suo tempo maturata quale Dirigente industriale in
PRONUNCIA IL DISCORSO INAUGURALE
17
villa Italia in Brasile
L AVORI
IN CORSO
Brasile, mentre il gruppo brasiliano avrebbe avuto come guida Nevio Urio,
un rotariano di Francisco Beltrao, cittadina dello Stato del Paranà. Nevio,
brasiliano di origine italiana, era Incoming Governor del Distretto 4640
e aveva un sogno nel cassetto: quello
di realizzare nella sua città delle case
di abitazione da assegnare a famiglie
particolarmente indigenti. Di questo
progetto umanitario, da proporre alla Rotary Foundation con il coinvolgimento di uno o più Club sponsor internazionali, durante la permanenza
del nostro Gruppo di Studio nel suo
Distretto, parlò con Marcello Rossi. Il
quale al rientro in Italia ne parlò con il
Club Roma (suo club di appartenenza) e con chi vi scrive (all’epoca Coordinatore Distrettuale della Rotary
Foundation). Informatone il Presiden-
te (Alberto Aime) e valutato l’impegno
finanziario necessario ci affrettammo
a comunicare all’Amico Nevio Urio
la nostra disponibilità ad avviare un
Machting Grant per la edificazione di
un lotto di 10 case, in linea con quanto
subitamente deliberato anche dal Club
di Roma, e gli suggerimmo di predisporre la relativa richiesta debitamente
firmata dai responsabili brasiliani del
progetto e di portarla con se in occasione della ormai prossima venuta in
Italia alla guida del proprio team. Così fu fatto e poterono essere inoltrate le
domande in tempi relativamente brevi. Ottenuta l’approvazione della Rotary Foundation, l’amico Nevio avviò
le pratiche con la municipalità locale, che si era impegnata a concedere i
terreni e le infrastrutture necessarie, e
potè quindi dare inizio ai lavori. Sorse
villa Italia in Brasile
così il primo nucleo di 20 abitazioni
(10 del Club Roma e 10 del Cagliari Est) all’immediata periferia della città di Francisco Beltrao, inizio di un
nuovo rione che fu da subito chiamato “Villa Italia”, destinato in seguito ad
ampliarsi fino ad oltre 50 abitazioni.
A lavori ultimati le abitazioni vennero consegnate ufficialmente ai beneficiari e nell’occasione venne scoperta
una lapide, incastonata in un cippo di
granito, nella quale viene ricordato il
nostro intervento. Come si può vedere
dalla fotografia a lato, la targa, scritta
in ben comprensibile brasiliano, recita così:
Vila Italia – Morro dois- abitazioni per 20 famiglie.
1° Progetto paritario n°9766 – programma case, 10 unità, partecipato
dal Rotary Club Cagliari Est/Sardegna- Italia
LA
TARGA COMMEMORATIVA
Dal Distretto 4640 su programma
Share distrettuale
Dalla Rotary foundation del RI
Dalla Municipalità di Francisco
Beltrao
Dal R.C. di Francisco Beltrao
2° Progetto paritario 13529 Roma per
10 unità abitative
Rotary Foundation del RI
RC Roma D 2080 Italia
RC Francisco Beltrao D 4640
Dalla Municipalità di Francisco
Beltrao.
Il Programma Scambio G.S. organizzato dai Governatori 97/98 Danilo
Tombini D 4640-Brasile e Enrico Marcialis D.2080 ha reso possibili i contatti fra i leaders dell Scambio Gruppi di
Studio Brasile/Italia: Gov.94/95 Nevio
Urio D 4640, Claudio Marcello Rossi
e Franco Cabras (Gov.93/94) D 2080
Italia.
Francisco Beltrao 23 settembre
2000”
Abbiamo mantenuto negli anni i
rapporti con Nevio Urio, e da questi
appreso che sono sempre vivi in Francisco Beltrao il ricordo e la riconoscenza per questa realizzazione avviata dai
Rotary Club di Roma e di Cagliari Est
e poi presa ad esempio da altri Club
del nostro e di altri Distretti Italiani,
che ha consentito di dare una casa a
tante famiglie particolarmente indigenti.
19
Un confronto che si è protratto nei secoli
GUERRA E PACE NELLE CULTURE UMANE
di Marcello TUVERI
L’anno rotariano che si conclude con
il mese di giugno è stato l’anno impegnato nella pace attraverso il servizio. Tra le
espressioni più alte in materia l’obiettivo
rotariano più alto in materia di costruire
la pace nel mondo ha trovato nella lettera
del Presidente Internazionale Sakujl Tanaka momenti di grande originalità.
giose, la guerra e le violenze ingombrano
ancora il nostro mondo. La pace invocata,
auspicata, ritenuta essenziale dall’umanità intera tarda ad affermarsi come principio fondamentale per la convivenza tra i
popoli. Anzi accade perfino che i conflitti
internazionali, con i quali uno stato o una
fazione tendono con la violenza organiz-
Tanaka ha ricordato che la pace risponde alla soddisfazione dei bisogni che
causano i conflitti: acqua, petrolio, nutrizione, settore igienico sanitario. Ricollegare le diverse declinazioni della pace in
un impegno unitario induce alla riflessione pratica sulla cultura della pace.
Nonostante i numerosi messaggi umanitari, gli appelli delle istituzioni di servizio e l’attività delle organizzazioni reli-
zata a dominare l’avversario sono definiti
ipocritamente azioni mirate alla pace. Talvolta il tentativo di risoluzione è considerato “pecking pacification” (opera di pacificazione).
Inutilmente ci si interroga sulle cause vicine o lontane della guerra nello spazio e nel tempo. Gli effetti devastanti delle
guerre per la vita associativa, le conseguenti emigrazioni da uno stato a quelli vicini,
guerra e pace nelle culture umane
la distruzione delle famiglie, di beni civili
e culturali sono ben noti. Ma alcune guerre, nonostante la terrificante scia di dolori e tristezze che lasciano, sono in atto in
nazioni che si bagnano nello stesso mare
in cui si affaccia il nostro paese. Nel continente asiatico si fronteggiano in maniera
ostile grandi, medie e piccole potenze. In
Africa i conflitti etnici, razziali, religiosi ed
economici tengono accese lotte che sembrano insanabili. La normalità delle relazioni tra i popoli e tra gli stati, la reciprocità del riconoscimento dei diritti civili, il
rispetto per l’integrità della vita tendono
ad affermarsi in linea di principio. Nonostante i molti tentativi, l’umanità, in molte parti del globo, sembra impotente davanti alla guerra. Eppure la guerra nasce
dalla mente degli uomini. L’ONU, l’Organizzazione delle Nazioni Unite cerca di
favorire il messaggio di pace per gli esseri
umani sin dal 1945. Oggi ancora la guerra è però sorretta da interessi assai più forti di quelli dei due miliardi di persone che
vivono nella fame.
Pontefici, responsabili di religioni, filosofi antichi e moderni, politici, uomini
d’impresa e delle professioni sostengono
C API
RELIGIOSI
insistentemente che lo sviluppo economico può realizzarsi solo in condizioni di
pace e di reciproca comprensione. Persiste, tuttavia, una concezione che supporta
la cultura del conflitto. Fin dall’antichità
della civiltà greco-romana i classici ricordano la massima che “la guerra è madre di
tutte le cose“. La guerra per lungo tempo
è stata ritenuta un fatto naturale ed inevitabile. La narrazione dei teorici della guerra è molto antica. Risale al terzo millennio avanti Cristo in India. continua con le
culture del conflitto in Cina e nell’Egitto
dei Faraoni. Il mondo romano perfeziona la tecnica della guerra e non vi è pe-
G UERRIERI
EGIZIANI
riodo dell’antichità che non abbia lasciato segni indelebili nella lotta dell’uomo
contro l’uomo, di sovrano contro un altro
sovrano. “L’arte della guerra” e “Le istorie
fiorentine” del nostro Niccolò Machiavelli (1469- 1527) distinguano tra l’ideale etico e religioso della pace e la realtà politica nella quale si manifesta la volontà di
potenza. L’imperatore Napoleone Bonaparte introduce a cavallo tra il settecento
e l’ottocento una vera rivoluzione nell’organizzazione militare. Ricordare la Prussia
del diciannovesimo secolo evoca ancora
21
guerra e pace nelle culture umane
dei famosi generali nonostante gli effetti dei conflitti che supportarono. E nella
nostra memoria sono incise le esplosioni
storiche di Hiroshima e Nagasaki con le
loro tragiche conseguenze. Se l’uomo di
Similaun (3400 a. C.) era armato di strumenti a mano (arco, frecce, coltello e ascia) per un rapporto offensivo- difensivo
tra uomo e uomo, con lo sviluppo della
scienza e della tecnologia bastò e basterebbe ancora premere un pulsante per uccidere e ferire centinai di migliaia di vittime
indifese e distruggere intere città. Non è
un caso che il giapponese Sukuji Tanaka,
presidente internazionale del Rotary Club
per l’anno 2012- 2013, ricordi di appartenere alla prima generazione del suo paese
“cresciuta dopo una terribile guerra” e dichiari di aver visto e registrato poi il male
prodotto dal militarismo nel suo paese e
la grande crescita economica che ha deciso di accogliere l’ideale di pace.
Eppure le esperienze positive del continente europeo con l’avvio della conquista tra stati, che nel secolo scorso si erano
selvaggiamente combattuti, rappresentano un’importante conquista verso la
composizione pacifica di interessi diversi.
Scienza e tecnologia hanno fatto progredire l’arte di distruggere e uccidere; la stessa cultura della pace ritrova, così, nella ricerca storica radici antiche e sicure anche
se poste in secondo piano. L’impegno e la
ricerca della pace si distende dai primi secoli storici in cui un Faraone (Akenaton)
nel 1300 a. C. bandiva la guerra dall’Egitto. Non mancano appelli per la pace an-
che in uno dei primi romanzi: l’Iliade di
Omero ispirata alla guerra di Troia.
Ma nel pensiero del mondo antico greco e romano è presente il concetto di pace
come concordia, giustizia e buone leggi.
Platone sostiene giusta la guerra contro i
barbari, cioè i non greci. L’educazione del
cittadino alla pace era presente nel pensiero di Aristotele. In non pochi scrittori
e poeti maturava il bisogno di pace sia in
Grecia che nel mondo romano.
“La pace sia con voi” dice Cristo ed
il saluto ebraico “shalom” e quello arabo
“salam” sono segni di ripulsa alla violenza
nel mondo giudaico, cristiano e in quello musulmano. Il maggior sostenitore della pace è Sant’Agostino che nel “De Civitate Dei” e nel “De Magistro” rilegge il
concetto di pace legato al Vangelo. Altri
padri della Chiesa proseguiranno nell’o-
S ANT ’A GOSTINO
guerra e pace nelle culture umane
pera di concepire la pace in tutti i sensi ed
ambiti. Erasmo da Rotterdam combatte
il determinismo ideologico e la predeterminazione e nel suo “Querela pacis” smaschera le nefandezze della guerra e perora
le esigenze del messaggio cristiano. Niccolò Machiavelli nel “Principe” riafferma la
violenza del Duca Valentino ed isola soprattutto nel momento etico religioso l’aspirazione alla pace.
Uno dei momenti più alti del pensiero umano lo ritroviamo nell’illuminismo
di Kant. Il saggio “Per la pace perpetua”
di oltre due secoli fa è ancora oggi di viva attualità. Dal filosofo di Treviri nasce
la proposta di una federazione europea di
popoli.
La storia del nostro tempo conosce oltre la figura di Gandhi, la grande anima
dell’indipendenza indiana, altri avversari
della violenza come Aldo Capitini, il fautore della marcia di pace da Perugia ad Assisi. Vive il pacifismo con intensa coerenza pratica di vita. Pur essendo antifascista
rifiuta di partecipare alla guerra partigiana
per essere fedele al principio cristiano non
“ammazzare”.
Quanti pensatori hanno affollato la
schiera degli amici per la pace. Da Martin Luther King a Bertrand Russel, da
Giovanni XIII del proclama “ogni atto di
guerra è un delitto contro Dio e l’umanità” sino a Giovanni Paolo II che, contravvenendo a un lungo passato che distingueva tra guerra giusta e la guerra
ingiusta, sostiene con forza come non esistono guerre giuste.
Ora il percorso sulla via per la pace a
assunto profili culturali diversi, nuovi, originali. Non mancano significati e angolazioni in campo politico, filosofico, religioso. Ma tantissime enciclopedie e altre
opere divulgative ignorano questo processo di aggiornamento sulla consapevolezza
della percezione della pace come valore universale.
La ricerca a più voci della pace nelle
diverse parti del mondo si fonda sul lavoro senza paura, sulla istruzione per tutti, sulla lotta alla fame, alla povertà e alle
malattie.
Il Rotary ha condotto tre forum sulla pace mondiale. L’obiettivo di ognuna
della 34000 comunità rotariane nel mondo è quello di tradurre il messaggio di tali
incontri nella logica della propria realtà.
Partendo dall’idea che ciò che conta nella vita sono l’uomo e la natura umana, si
deve arrivare a fare della pace un principio
deontologico e normativo.
23
RICORDO DI PINO DE FERRARI
di Nino FODDAI
Delineare in breve tempo la diversificata figura del carissimo Pino è assolutamente un compito improbo, considerato il fatto che questa straordinaria
persona ha dimostrato di possedere, nel
corso della sua vita, molteplici interessi
nei campi più diversi, tutti coltivati con
profonda competenza e alta cultura.
Cercherò nel contenuto tempo a disposizione, di ricordare gli aspetti più
salienti del lungo percorso della vita di
Pino da un punto di vista umano, professionale e rotariano.
Pino De Ferrari nasce a Genova
nel 1920 e, dopo una brillante carriera
scolastica e universitaria, si laurea il 5
agosto 1945, con il massimo dei voti, in
medicina e chirurgia.
La sua innata passione lo portò a
frequentare l’ambiente ospedaliero, pri-
mariamente quello militare di Genova,
che a quel tempo era ubicato a Quarto
dei Mille. E’ qui che inizia l’apprendimento pratico dell’arte medico chirurgica, sostanziato in tempi brevi, dalla
frequenza presso il Galliera di Genova
ove Pino rimase per un tempo piuttosto
breve prima di essere assunto dall’Inail.
E’ questo il momento cruciale in cui il
dottor De Ferrari passa dalla chirurgia
generale all’ortopedia e traumatologia
che diventa la vera passione della sua
vita professionale.
Stante la statura professionale del
giovane De Ferrari, l’Inail, evento molto raro per quei tempi, lo invia a Vienna
nell’istituto più famoso per traumatizzati “Unfallkrankenhaus” diretto dal
mitico Lorenz Boehler che insegnava a
trattare il traumatizzato fino al completo recupero. Rientrato a Genova viene
nominato dall’Inail, nel 1954, aiuto
ospedaliero e trasferito all’ospedale di
Merano.
Nel 1957 vince una borsa di studio
per uno stage di tre mesi presso la clinica ortopedica dell’Università di Parigi,
diretta da un altro luminare ortopedico
il professor D’Aubignè.
Contemporaneamente
frequenta
l’Hopital Cochin, situato nella vicina
Nanterre ove lavorava il famoso Marc
Iselin come chirurgo della mano.
Successivamente vince il concorso
ricordo di Pino De Ferrari
per primari indetto dall’Inail e viene
trasferito per due anni al centro traumatologico di Milano. Quindi rienta a
Genova in un nuovo reparto dell’ospedale San Martino, convenzionato con
l’Inail. In seguito, frequenta l’Istituto
Ortopedico Toscano, diretto dal professor Scaglietti. Iniziano in questo periodo i primi contatti con la Sardegna.
Il 1961, infatti, vede Pino De Ferrari sostituire per un mese il primario
del Centro Traumatologico Ortopedico
di Iglesias, durante le sue ferie. Nonostante il viaggio periglioso che aveva
compiuto con tutta la famiglia- nella
traversata gli nacque anche una figlia- il
contatto con l’isola fu davvero entusiastico sia per la sua natura e sia anche per
l’accoglienza di tutto il personale ospedaliero che si accorse rapidamente della
statura professionale del Primario.
Dopo un breve periodo di supplenza nell’ospedale Regina Margherita di
Messina, epoca nella quale conseguì la
libera docenza, ritornò ad Iglesias definitivamente, per dirigere lo stesso Centro Ortopedico Traumatologico.
Le caratteristiche culturali, professionali ed umane lo portano in tempi
molto brevi a manifestare la sua serietà
e affidabilità in un ambiente affiatato e
cordiale con un lavoro che riteneva avvincente, come dice nel suo libro “Quo
vadis Igea” (uno dei diversi che Pino ha
scritto).
Da direttore il Professore De Ferrari
è stato un vero innovatore della chirur-
gia ortopedica ad Iglesias e in Sardegna
tutta e, con la sua esperienza, la sua passione e la costante ricerca ha contribuito efficacemente alla creazione di una
moderna traumatologia e ortopedia. Di
fatto ha creato la scuola chirurgico-specialistica e i suoi allievi sono stati tutti
di elevato livello professionale.
Successivamente, vicende politiche
anomale e soprattutto la perdita della
sua cara moglie Alba modificarono la
situazione con eventi che lo portarono
anche ad occuparsi di direzione sanitaria.
Nonostante ciò frequentava sala
operatoria e corsie dei malati e questi
ultimi gli manifestavano continuamente la loro grande riconoscenza e un indelebile ricordo.
In tutto questo periodo (e poi per
circa 20 anni) è stato anche Presidente e
Direttore dell’AVIS provinciale.
Con l’arrivo delle USL il CTO passa, per legge, all’Azienda Sanitaria e la
divisone di ortopedia e traumatologia,
prima unica, viene sdoppiata.
La pensione, si fa per dire, arriva nel
1990 e non è passato molto tempo in
cui L’Unione Sarda scrive che il CTO di
Iglesias è ormai decaduto.
Il vissuto professionale di Pino De
Ferrari è di per sè una chiara espressione
delle doti umane e comunitarie dimostrate nel corso degli anni e messe tutte,
con grande competenza, al servizio soprattutto del malato. Da questo aspetto
emerge la caratteristica genetica dell’uo-
25
ricordo di Pino De Ferrari
mo dotato di uno spirito di servizio per
gli altri, che rappresenta una delle basi
fondanti l’associazione rotariana di Paul
Harris.
Pino De Ferrari è uno dei Soci fondatori del Club di Iglesias ove viene
eletto Presidente negli anni rotariani 1970/ 1972 periodo nel quale ha
espletato le sue mansioni e suoi doveri
nel rispetto dell’etica e della filosofia
rotariana.
Successivamente, dopo il pensionamento, si trasferisce a Cagliari e viene
cooptato dal Rotary Club Cagliari Est
ove rapidamente si inserisce nell’attività vera e propria del Club divenendone
uno dei Soci più attivi e più ben voluti
da tutti.
La sua semplicità e saggezza non
hanno fatto fatica a renderlo anche
amico di tutti” e sempre con spontanea
e affettuosa disponibilità. Posso personalmente affermare che anche con me è
sempre stato molto affettuoso anche per
il ricordo del trascorso rotariano avuto
con mio fratello, che non c’è più, nel
club di Iglesias.
Ma di Pino non possiamo tralasciare
di sottolineare altri ed importantissimi
aspetti della sua vita nel nostro Club.
Infatti nell’anno rotariano 2001/ 2002
è stato brillante presidente del nostro
Club e nel lungo tempo “tutore” del
nostro bollettino rotariano di cui ne ha
curato, con particolare competenza e
passione, la messa a punto e i contenuti.
se ne parla
ANDIAMO IN LIBRERIA
di Cicci IBBA
LA PIRAMIDE DEL CAFFÈ
di Nicola Lecca
ed. Mondadori - € 17
Bellissimo questo libro che ci trasporta, dall’ Ungheria a Londra e da
Londra all’ Ungheria, con leggerezza e
il sapore di una fiaba a lieto fine, ricca,
però, di prospettive etiche che vengono incontro al lettore con passi felpati
e la semplicità che già si preannuncia
nella dedica che l’autore fa “A Jancsi e
ai suoi sogni semplici”.
Nicola Lecca, giovane scrittore cagliaritano - è nato nel 1976 ed è arrivato finalista allo Strega nel 1999 - cittadino del mondo e viaggiatore incallito
da quando di anni ne aveva soltanto
diciassette, ci racconta, con questo romanzo, la storia di Imi che, a diciotto anni lascia l’orfanotrofio ungherese
di Landor, per realizzare il suo sogno:
vivere e lavorare a Londra. E infatti a
Londra Imi troverà lavoro, presso la
Proper Cofee, una catena di caffetterie che,dal Regno Unito,vuole espandersi in tutto il mondo all’insegna di
un ottimo servizio al cliente e di una
efficiente organizzazione verticistica
all’interno.
Entusiasmo, ingenuità, incanto, sogni e speranze caratterizzano il rapporto di Imi con la Proper Coffee, ma la
realtà dietro l’angolo è ben diversa dalle fantasie di questo sereno diciottenne
che, poco per volta, inizierà a scoprire,
in un percorso di crescita e maturazione, come l’apparenza spesso inganna e come le cose che sembrano non
sempre stanno come appaiono, anche
se poi gli eventi, narrati nel romanzo,
trovano, grazie al favore del caso e alla
fortuna degli incontri, una loro felice
conclusione.
Questo libro è stato recensito da
tutte le maggiori testate nazionali,
quella del Sole 24 Ore del 3 marzo
2013 a firma Roberto Carnero, ci è
però sembrata la più illuminante. Ecco
27
l’acuta conclusione: “...la PIRAMIDE
DEL CAFFÈ è un libro che andrebbe
fatto leggere nelle scuole almeno per
due motivi. Innanzitutto perchè confronta i lettori, una volta tanto con alcuni valori positivi (fiducia nella vita,
apertura agli altri, attenzione alla società) e in secondo luogo per la qualitá
della scrittura di Nicola Lecca, caratterizzata da uno stile di notevole forza e
precisione”.
E, anche a noi, non resta che dire
grazie a questo giovane scrittore: ha
dato a tutti una lezione di vita. Complimenti.
GUARIRE DALLA CORRUZIONE
le antimafia. Sono parole semplici e
chiare quelle che usa Papa Francesco
per parlare di corruzione e corrotti,
ma la sua semplicità discende dalla
massima latina “Rem tene, verba sequentur”. Infatti il problema della
corruzione e il rapporto corruzionepeccato è ben chiaro nelle sue radici
e nelle sua morfologia a Papa Bergoglio e, come già in questi pochi mesi
abbiamo potuto vedere, Egli dice, a
chiare lettere, la sua su un argomento
oggi tanto scottante e problematico
per vastità e interessi in gioco.
Ma che cosa è la corruzione? È un
peccato oppure qualcosa di più sottile e quasi impalpabile che, come la
tela del ragno si espande e imprigiona, diventando contagiosa e pericolosa per l’intera società?
A pagina 26 il Papa dice senza
mezzi termini: “nel confrontarsi il
corrotto si erge a giudice degli altri:
è lui la misura del comportamento
morale”. Egli va a toccare, così, un
punto nevralgico e antropologica-
di Jorge Mario Bergoglio,
Papa Francesco
ed. EMI - € 6,90
Forse siamo davanti a 6,90 euro
spesi davvero bene: con una cifra
esigua acquistiamo un piccolo e prezioso libricino, corredato da un intervento di Pietro Grasso, presidente
del Senato e già Procuratore naziona-
se ne parla
mente basilare: l’arroganza di chi,
ponendosi a misura delle norme morali, le supera e le disprezza in nome
di un’autoreferenza in cui l’uomo
non si misura più con ciò che lo trascende, ma resta chiuso in se stesso
come principe e padrone unico e assoluto della sua vita e dei suoi comportamenti, per i quali non deve
rispondere a chicchessia. Qui, in
questa autoreferenzialità, stanno le
radici del male e della vita inquinata
che ne consegue e che non risparmia
nessuno, chiesa compresa, come lo
stesso Papa Francesco sostiene.
In tale prospettiva ha quindi un
senso ben preciso il suo invito: …ci
farà bene tornare a ripetersi l’un l’altro “peccatore sì, corrotto no”.
Riflettiamoci.
AMARE NELLA LIBERTÀ
rossivano e pieno di sdegno esclamò:
“perchè ti vergogni di una cosa onorabile?”
Da qui parte il testo per parlare di
amore e libertà: cosa significa amare? Si può amare lasciando agli altri
la libertà? Che cosa vuol dire vivere
veramente un amore non possessivo?
Queste domande rapportate a tematiche quali la menzogna, l’oppressione, il tradimento, la morte ci guidano verso una presa di coscienza e una
maggiore consapevolezza di noi stessi
nella condivisione e nelle relazioni
che sono allla base di ogni rapporto
che voglia dirsi umano. L’amore muove il mondo se noi sappiamo muovere
nella giusta direzione l’amore.
Amore e passione sono categorie
differenti e l’amore è tutto da imparare con la vita, certo, ma anche con
la riflessione e l’esperienza della gratuità che necessariamente comporta .
Da leggere e meditare.
di Timothy Radcliffe,
ed. Qiqajon - € 7,00
Ancora un piccolo ma speciale
libretto. Si racconta che un giorno
Giovanni Crisostomo mentre predicava sul sesso, notò che alcuni ar-
29
VITA DEL CLUB
SETTIMANA PER SETTIMANA
Riunione del 8 gennaio
Argomento della serata: “da Piciocas” a cura di Francesco Abate, un racconto di
Barbara Parodo
Relatore: Cicci Ibba
Soci presenti: Luciano Airoldi, Edwige Ancona, Marcello Angius, Franco Cabras,
Rita De Giorgi, Carlo Desogus, Antonio Dimitri, Giovanni Falorni, Salvatore
Floris, Giovanni Foddai, Ettore Gasperini, Marco Ghiani, Flaminio Giacobbe,
Cicci Ibba, Giampaolo Lallai, Bruno Loviselli, Giancarlo Nurchi, Giorgio
Vincenzo Piras, Antonio Pittau, Salvatore Plaisant, Michele Russo, Stefano Salis,
Maria Lucia Sancassano, Graziano Sanna, Luigi Satta, Lorenzo Spano, Giuseppe
Tilocca, Paolo Usai, Enrico Vassena, Carlo Zuddas.
Consorti presenti: Luciana Airoldi, Vasso Giacobbe, Anna Lallai, Angela
Vassena.
Ospiti: professoressa Barbara Parodo, signora Angela Imbesi Azara, signora Anna
Delogu Pozzo, Signora Mariangela Tuveri (del Club); professoressa Donatella
Nardi (di Cicci Ibba).
Riunione del 15 gennaio
Argomento della serata: “dove va l’odontoiatria”
Relatore: professoressa Elisabetta Cotti
Soci presenti: Marcello Angius, Franco Cabras, Giampaolo Caruso, Carlo
Corradini, Giuseppe De Ferrari, Michele Di Martino, Antonio Dimitri, Giovanni
Falorni, Salvatore Floris, Giovanni Foddai, Ettore Gasperini, Massimo Graziano,
Giampaolo Lallai, Donatella Masala, Francesco Morittu, Carlo Obino, Enrico
Orrù, Paolo Emilio Pasolini, Bruno Pin, Giorgio Vincenzo Piras, Antonio Pittau,
Michele Russo, Stefano Salis, Luigi Satta, Lorenzo Spano, Enrico Vassena, Carlo
Zuddas.
Consorti presenti: Giuliana Floris.
Ospiti: dottoressa Elisabetta Cotti, professore Brunello Acquas (del Club);
dottoressa Beatrice Caruso (di Giampaolo Caruso); dottore Nicola Satta (di Gigi
Satta).
vita del club
Riunione del 22 gennaio
Argomento della serata: “parliamo di Rotary”
Relatore: Graziano Sanna
Soci presenti: Luciano Airoldi, Edwige Ancona, Marcello Angius, Giangabriele
Carta, Carlo Corradini, Carlo Desogus, Luciano Di Martino, Michele Di Martino,
Antonio Dimitri, Italo Doglio, Giuseppe Dubois, Salvatore Floris, Giovanni Foddai,
Ettore Gasperini, Marco Ghiani, Flaminio Giacobbe, Massimo Graziano, Giampaolo
Lallai, Bruno Loviselli, Donatella Masala, Francesco Morittu, Pietro Paolo Murru,
Salvatore Ortu, Paolo Emilio Pasolini, Giorgio Vincenzo Piras, Antonio Pittau,
Salvatore Plaisant, Carlo Poledrini, Michele Russo, Stefano Salis, Maria Lucia
Sancassano, Graziano Sanna, Luigi Satta, Marcello Tuveri, Paolo Usai, Carlo Zuddas.
Consorti presenti: Giuliana Floris
Ospiti: signora Piera Gilardoni Sancassano (di Lucia Sancassano).
Riunione del 29 gennaio
Argomento della serata: “L’arte e la mitologia s’incontrano per rendere bello il
nostro sguardo”
Relatore: professoressa Maria Grazia Viscusa Rosella
Soci presenti: Alberto Aime, Luciano Airoldi, Edwige Ancona, Marcello Angius,
Franco Cabras, Giangabriele Carta, Giovanni Corona, Carlo Corradini, Carlo
Desogus, Luciano Di Martino, Antonio Dimitri, Italo Doglio, Giovanni Falorni,
Giovanni Foddai, Ettore Gasperini, Marco Ghiani, Flaminio Giacobbe, Massimo
Graziano, Cicci Ibba, Giampaolo Lallai, Bruno Loviselli, Luigi Maccioni,
Salvatore Ortu, Paolo Emilio Pasolini, Bruno Pin, Giorgio Vincenzo Piras,
Michele Russo, Stefano Salis, Maria Lucia Sancassano, Graziano Sanna, Lorenzo
Spano, Giuseppe Tilocca, Marcello Tuveri, Paolo Usai, Enrico Vassena.
Consorti presenti: Luciana Airoldi, Delio Montisci, Pia Carta, Fernanda
Corona, Gemma Di Martino, Anna Lallai, Angela Vassena.
Ospiti: Professoressa Maria Grazia Viscusa Rosella, dottor Mauro Rosella (del
club); prof.ssa Eugenia Marica (di Lucia Sancassano); dottor Enrico Valdes e
signora Paola Valdes (di Cicci Ibba).
Riunione interclub con il RC Cagliari Nord e il RC Cagliari Sud del 5 febbraio
Argomento della serata: “la EEMA Conference 2013”
Relatore: Luciano Di Martino
Soci presenti: Luciano Airoldi, Marcello Angius, Franco Cabras, Luciano Di
Martino, Michele Di Martino, Antonio Dimitri, Giovanni Falorni, Salvatore
31
vita del club
Floris, Giovanni Foddai, Marco Ghiani, Flaminio Giacobbe, Massimo Graziano,
Cicci Ibba, Giampaolo Lallai, Bruno Loviselli, Luigi Maccioni, Donatella Masala,
Pietro Paolo Murru, Carlo Obino, Enrico Orrù, Salvatore Ortu, Paolo Emilio
Pasolini, Bruno Pin, Giorgio Vincenzo Piras, Antonio Pittau, Salvatore Plaisant,
Carlo Poledrini, Michele Russo, Stefano Salis, Maria Lucia Sancassano, Graziano
Sanna, Luigi Satta, Lorenzo Spano, Paolo Usai, Nicola Vacca, Carlo Zuddas.
Consorti presenti: Gemma Di Martino, Liliana Falorni, Giuliana Floris,
Manuela Vacca
Ospiti: Jocelyn Lai, Morgan Strohbenh, Juan Mentucci, Camilla How, Logan
Goldhorn, Miriam Huwald (dello scambio giovani); Signora maria Teresa Sotgiu
(di Luciano Di Martino); Anna Delogu di Antonio Pittau; Angela Imbesi Azara
(del Club). N. 19 del RC Cagliari Nord e N. 7 del RC Cagliari Sud.
Riunione del 12 febbraio
Argomento della serata: “Diagnosi e trattamento nell’obesità”
Relatore: dottor Silvio Lorrai
Soci presenti: Luciano Airoldi, Edwige Ancona, Marcello Angius, Franco Cabras,
Giampaolo Caruso, Mario Cocco, Carlo Desogus, Michele Di Martino, Antonio
Dimitri, Giovanni Falorni, Salvatore Floris, Giovanni Foddai, Ettore Gasperini,
Massimo Graziano, Giampaolo Lallai, Bruno Loviselli, Paolo Emilio Pasolini,
Bruno Pin, Michele Russo, Stefano Salis, Graziano Sanna, Luigi Satta, Lorenzo
Spano, Carlo Zuddas.
Consorti presenti: Luciana Airoldi, Jyette Holdgaard Cocco, Giuliana Floris.
Ospiti: dottor Silvio Lorrai, dottor Virgilio Lorrai, dottoressa Stefania Rosas,
Signor Carlo Mascia (di Salvatore Floris).
Riunione del 19 febbraio
Argomento della serata: “Lo sviluppo urbanistico di Cagliari tra l’età punica e
romana”
Relatore: professore Antonello Greco
Soci presenti: Alberto Aime, Luciano Airoldi, Efisio Angius, Marcello Angius,
Giangabriele Carta, Mario Cocco, Carlo Corradini, Rita De Giorgi, Carlo
Desogus, Giuseppe Dubois, Giovanni Falorni, Salvatore Floris, Giovanni
Foddai, Marco Ghiani, Flaminio Giacobbe, Cicci Ibba, Bruno Loviselli, Luigi
Maccioni, Donatella Masala, Pietro Paolo Murru, Enrico Orrù, Salvatore Ortu,
Paolo Emilio Pasolini, Bruno Pin, Antonio Pittau, Michele Russo, Stefano Salis,
Maria Lucia Sancassano, Graziano Sanna, Marcello Tuveri.
vita del club
Consorti presenti: Luisella Aime, Concettina Angius, Jyette Cocco, Biba
Congiu.
Ospiti: professore Antonello Greco, signor Luciano Locci.
Riunione del 28 febbraio
Argomento della serata: riunione iterclub “Cagliari:una città che non volle
morire”
Soci presenti: Alberto Aime, Luciano Airoldi, Franco Cabras, Mario Cocco,
Giovanni Corona, Carlo Corradini, Carlo Desogus, Michele Di Martino,
Antonio Dimitri, Italo Doglio, Salvatore Floris, Ettore Gasperini, Flaminio
Giacobbe, Massimo Graziano, Cicci Ibba, Giampaolo Lallai, Bruno Loviselli,
Luigi Maccioni, Enrico Orrù, Bruno Pin, Antonio Pittau, Carlo Poledrini,
Giampaolo Porcu, Michele Russo, Stefano Salis, Graziano Sanna, Andrea Sechi,
Lorenzo Spano, Claudio Tozzi, Nicola Vacca, Carlo Zuddas.
Consorti presenti: Luisella Aime, Luciana Airoldi, Jyette Cocco, Fernanda
Corona, Giuliana Floris, Myriam Porcu, Francesca Tozzi, Manuela Vacca
Ospiti: dottoressa Pia Angius
Riunione del 5 marzo
Argomento della serata: “La cura dell’infanzia ferita”
Relatore: dottor Ugo Bressanello rappresentante di “Domus de luna”
Soci presenti: Marcello Angius, Mario Cocco, Carlo Corradini, Antonio Dimitri,
Giovanni Falorni, Giovanni Foddai, Ettore Gasperini, Flaminio Giacobbe,
Massimo Graziano, Cicci Ibba, Giampaolo Lallai, Bruno Loviselli, Luigi
Maccioni, Donatella Masala, Salvatore Ortu, Paolo Emilio Pasolini, Antonio
Pittau, Michele Russo, Maria Lucia Sancassano, Graziano Sanna, Silvio Silvestri,
Lorenzo Spano, Giuseppe Tilocca, Marcello Tuveri, Carlo Zuddas.
Consorti presenti: Jyette Cocco, Giuliana Floris, Paola Silvestri
Ospiti: dottor Ugo Bressanello e Signora Petra Paolini (del Club); avv Carla
Dettori, dottor Sandra Napoleone, dottor Michele Caria, dottor Mariella Brundu,
ing Giovanni Masala, Signora Maria Rosaria Masala (di Donatella Masala).
Riunione del 12 marzo
Argomento della serata: “Essere sardi e italiani”
Relatore: professor Pietro Ciarlo
Soci presenti: Alberto Aime, Luciano Airoldi, Marcello Angius, Franco Cabras,
Giangabriele Carta, Roberto Chessa, Mario Cocco, Giovanni Falorni, Vittorio
Faticoni, Salvatore Floris, Ettore Gasperini, Flaminio Giacobbe, Massimo
33
vita del club
Graziano, Cicci Ibba, Giampaolo Lallai, Bruno Loviselli, Francesco Morittu,
Bruno Pin, Giorgio Vincenzo Piras, Antonio Pittau, Salvatore Plaisant, Carlo
Poledrini, Michele Russo, Stefano Salis, Maria Lucia Sancassano, Graziano
Sanna, Luigi Satta, Lorenzo Spano, Marcello Tuveri, Paolo Usai, Enrico Vassena,
Carlo Zuddas.
Consorti presenti: Luciana Airoldi, Pia Carta, Maresa Chessa, Jyette Cocco,
Meri Plaisant
Ospiti: professor Pietro Ciarlo, signora Cinzia Ciarlo (del Club); dottoressa
Elisabetta Lecca (di Cicci Ibba); Ing. Filippo Chesi (di Lucia Sancassano)
Riunione del 19 marzo
Argomento della serata: “I sequestri di persona a scopo di estorsione in Sardegna”
Relatore: dottor Vincenzo Carrozza
Soci presenti: Alberto Aime, Edwige Ancona, Marcello Angius, Franco Cabras,
Giangabriele Carta, Mario Cocco, Carlo Desogus, Luciano Di Martino, Antonio
Dimitri, Giovanni Falorni, Salvatore Floris, Ettore Gasperini, Marco Ghiani,
Flaminio Giacobbe, Cicci Ibba, Bruno Loviselli, Luigi Maccioni, Enrico Orrù,
Salvatore Ortu, Bruno Pin, Giorgio Vincenzo Piras, Michele Russo, Stefano Salis,
Maria Lucia Sancassano, Graziano Sanna, Luigi Satta, Lorenzo Spano, Marco
Sulis, Carlo Zuddas.
Consorti presenti: Delio Montisci, Pia Carta, Jyette Holdgaard Cocco, Giuliana
Floris.
Ospiti: dottor Vincenzo Carrozza, dottor Alessio Giuffrida, dottor Massimo
Bontempi
Riunione del 26 marzo
Argomento della serata: “Tutto il mondo è burla”
Relatore: professoressa Donatella Davini Maciotta
Soci presenti: Luciano Airoldi, Marcello Angius, Franco Cabras, Mario Cocco,
Carlo Corradini, Carlo Desogus, Luciano Di Martino, Giovanni Falorni,
Salvatore Floris, Giovanni Foddai, Ettore Gasperini, Marco Ghiani, Flaminio
Giacobbe, Massimo Graziano, Cicci Ibba, Bruno Loviselli, Luigi Maccioni,
Francesco Morittu, Enrico Orrù, Salvatore Ortu, Bruno Pin, Giorgio Vincenzo
Piras, Michele Russo, Stefano Salis, Graziano Sanna, Lorenzo Spano, Giuseppe
Tilocca, Marcello Tuveri, Carlo Zuddas.
Consorti presenti: Luciana Airoldi, Jyette Holdgaard, Vasso Giacobbe, Silvana Sanna.
Ospiti: Professoressa Donatella Davini Maciotta, Avvocato Bruno Maciotta.
vita del club
Riunione del 9 aprile
Argomento della serata: “L’esperienza di volontariato nel terzo mondo”
Relatore: dottoressa Alessandra Napoleone
Soci presenti: Alberto Aime, Marcello Angius, Franco Cabras, Mario Cocco,
Giovanni Corona, Antonio Dimitri, Giovanni Falorni, Salvatore Floris, Ettore
Gasperini, Marco Ghiani, Flaminio Giacobbe, Massimo Graziano, Bruno
Loviselli, Luigi Maccioni, Donatella Masala, Pietro Paolo Murru, Carlo Obino,
Paolo Emilio Pasolini, Giorgio Vincenzo Piras, Salvatore Plaisant, Anna Ruzzittu,
Stefano Salis, Graziano Sanna, Lorenzo Spano, Paolo Usai, Carlo Zuddas.
Consorti presenti: Jyette Holdgaard Cocco, Giuliana Floris, Biba Congiu.
Ospiti:dottoressa Alessandra Napoleone (del club); dottoressa Patrizia Maxia e
dottore Franco Pintus (di Donatella Masala).
Riunione del 16 aprile
Argomento della serata: “Quarantennale del Club”
Relatore: SE Mons Arrigo Miglio (l’esperienza delle settimane sociali) e Giovanni
Corona (ricordi di un socio fondatore)
Soci presenti: Alberto Aime, Luciano Airoldi, Edwige Ancona, Franco Cabras,
Pietro Francesco Cadoni, Giangabriele Carta, Giampaolo Caruso, Mario Cocco,
Giovanni Corona, Carlo Corradini, Carlo Desogus, Luciano Di Martino, Michele
Di Martino, Antonio Dimitri, Italo Doglio, Salvatore Floris, Giovanni Foddai,
Ettore Gasperini, Marco Ghiani, Flaminio Giacobbe, Massimo Graziano, Cicci
Ibba, Giuseppe La Sala, Bruno Loviselli, Luigi Maccioni, Donatella Masala,
Francesco Morittu, Enrico Orrù, Salvatore Ortu, Bruno Pin, Giorgio Vincenzo
Piras, Antonio Pittau, Salvatore Plaisant, Michele Russo, Stefano Salis, Graziano
Sanna, Luigi Satta, Lorenzo Spano, Giuseppe Tilocca, Enrico Vassena, Carlo
Zuddas.
Consorti presenti: Luisella Aime, Francesca Maria Cadoni, Pia Carta, Vittoria
Caruso, Jyette Holdgaard, Fernanda Corona, Giuliana Floris, Mariarosa Piras,
Meri Plaisant, Silvana Sanna, Angela Vassena.
Ospiti: SE Mons Arrigo Miglio, Governatore Silvio Piccioni, Giacomo ed
Anna Oppia, Gabriele e Rossella Andria, Aldo Barletta, Giuseppe Arca, Mauro
Manunza, i ragazzi dello scambio giovani, del Rotaract e dell’Interact (del club);
don Carlo Rotondo (di Pierfrancesco Cadoni), Signora Anna Delogu e Signora
Angela Imbesi (di Nino Pittau); professore Giorgio Cavallo e signora Lidia
Cavallo (di Alberto Aime), Francesco Gallistru e Marco Floris (di Salvatore
Floris).
35
vita del club
Riunione del 23 aprile
Argomento della serata: “serata dedicata ai giovani”
Soci presenti: Alberto Aime, Luciano Airoldi, Marcello Angius, Franco Cabras,
Mario Cocco, Antonello Cogoni, Carlo Corradini, Antonio Dimitri, Giovanni
Falorni, Salvatore Floris, Giovanni Foddai, Marco Ghiani, Flaminio Giacobbe,
Massimo Graziano, Giampaolo Lallai, Bruno Loviselli, Luigi Maccioni, Francesco
Morittu, Bruno Pin, Salvatore Plaisant, Michele Russo, Stefano Salis, Graziano
Sanna, Luigi Satta, Lorenzo Spano, Marcello Tuveri, Carlo Zuddas.
Consorti presenti: Meri Plaisant
Ospiti: dottor Antonio Saliu, professore Alessandro Spano (docenti del Ryla);
tutti i ragazzi che hanno partecipato al Ryla; tutti i ragazzi dello scambio giovani;
ragazzi dell’interact; signora Giovanna Corradini (di Carlo Corradini).
Riunione del 7 maggio
Argomento della serata: “Un Papa venuto dalla fine del mondo”
Relatore: Padre Maurizio Teani, preside facoltà di Teologia
Soci presenti: Alberto Aime, Marcello Angius, Franco Cabras, Giovanni Corona,
Carlo Corradini, Antonio Dimitri, Giovanni Falorni, Vittorio Faticoni, Salvatore
Floris, Giovanni Foddai, Ettore Gasperini, Marco Ghiani, Massimo Graziano,
Cicci Ibba, Giampaolo Lallai, Bruno Loviselli, Donatella Masala, Pietro Paolo
Murru, Carlo Obino, Enrico Orrù, Salvatore Ortu, Paolo Emilio Pasolini, Carlo
Pautasso, Giorgio Vincenzo Piras, Antonio Pittau, Stefano Salis, Maria Lucia
Sancassano, Graziano Sanna, Lorenzo Spano, Giuseppe Tilocca, Paolo Usai,
Carlo Zuddas.
Consorti presenti: Fernanda Corona, Giuliana Floris, Biba Congiu, Maria
Francesca Usai.
Ospiti:Padre Maurizio Teani (del Club); dottor Marcello Planta e Signora, dottor
Fabrizio Lecca e Signora (di Cicci Ibba); dottor Mauro Marchetti (di Donatella
Masala).
Riunione del 14 maggio
Argomento della serata: “le allergie in odontoiatria”
Relatore: Nino Pittau
Soci presenti: Alberto Aime, Marcello Angius, Giangabriele Carta, Antonello
Cogoni, Carlo Desogus, Luciano Di Martino, Antonio Dimitri, Giuseppe
Dubois, Giovanni Falorni, Salvatore Floris, Giovanni Foddai, Ettore Gasperini,
Giampaolo Lallai, Bruno Loviselli, Luigi Maccioni, Francesco Morittu, Pietro
vita del club
Paolo Murru, Salvatore Ortu, Paolo Emilio Pasolini, Giorgio Vincenzo Piras,
Antonio Pittau, Michele Russo, Anna Ruzzittu, Stefano Salis, Graziano Sanna,
Paolo Usai, Enrico Vassena, Carlo Zuddas.
Consorti presenti: Pia Carta, Mariarosa Piras, Angela Vassena.
Ospiti: Signora Angela Imbesi Azara, Signora Anna Angela Delogu Pozzo (di
Nino Pittau).
Riunione del 21 maggio
Argomento della serata: “La sardità: l’identità che non va persa”
Relatore: Giampaolo Lallai
Soci presenti: Alberto Aime, Edwige Ancona, Efisio Angius, Franco Cabras,
Giangabriele Carta, Antonello Cogoni, Carlo Desogus, Luciano Di Martino,
Michele Di Martino, Antonio Dimitri, Miro Falchi, Giovanni Falorni, Giovanni
Foddai, Ettore Gasperini, Flaminio Giacobbe, Massimo Graziano, Cicci Ibba,
Giampaolo Lallai, Pasquale Lavanga, Bruno Loviselli, Luigi Maccioni, Giancarlo
Nurchi, Enrico Orrù, Salvatore Ortu, Paolo Emilio Pasolini, Carlo Poledrini,
Michele Russo, Stefano Salis, Graziano Sanna, Luigi Satta, Marcello Tuveri,
Enrico Vassena, Carlo Zuddas.
Consorti presenti: Pia Carta, Elisabetta Falchi, Liliana Falorni, Anna Lallai,
Angela Vassena.
Ospiti: Signora Angela Imbesi Azara, Anna Angela Delogu Pozzo (del Club).
Riunione del 28 maggio
Argomento della serata: “I media e la percezione della realtà”. La conferenza è
stata preceduta da un ricordo del Socio Pino De Ferrari recentemente scomparso
Relatore: don Giuseppe Tilocca
Soci presenti: Alberto Aime, Luciano Airoldi, Edwige Ancona, Marcello Angius,
Franco Cabras, Antonello Cogoni, Carlo Corradini, Rita De Giorgi, Luciano Di
Martino, Michele Di Martino, Italo Doglio, Giovanni Falorni, Salvatore Floris,
Giovanni Foddai, Ettore Gasperini, Marco Ghiani, Flaminio Giacobbe, Cicci
Ibba, Giampaolo Lallai, Bruno Loviselli, Luigi Maccioni, Donatella Masala,
Pietro Paolo Murru, Giancarlo Nurchi, Enrico Orrù, Paolo Emilio Pasolini,
Giorgio Vincenzo Piras, Antonio Pittau, Michele Russo, Maria Lucia Sancassano,
Graziano Sanna, Luigi Satta, Giuseppe Tilocca, Marcello Tuveri, Carlo Zuddas.
Consorti presenti: Luciana Airoldi, Giuliana Floris, Silvana Sanna
Ospiti: Dottor Francesco De Ferrari e Signora Donatella, Geometra Emilio De
Ferrari e Signora Tittì; Avvocato Anna Maria Bonomo, Paolo Bonomo, Professore
37
vita del club
Italo Cao (del Club); signora Piera Gilardoni Sancassano, Dottoressa Anna Cau,
dottor Mauro Mura (di Lucia Sancassano); Dottor Fabrizio Lecca (di Cicci Ibba);
Signora Anna Angela Delogu (di Nino Pittau)
Rotariani in visita: Delio Montisci.
Riunione del 4 giugno
Argomento della serata: “Il sangue del cordone ombelicale, problemi medici ed
etico sociali”
Relatore: prof. Licinio Contu
Soci presenti: Alberto Aime, Edwige Ancona, Marcello Angius, Franco Cabras,
Carlo Corradini, Carlo Desogus, Michele Di Martino, Antonio Dimitri, Giuseppe
Dubois, Miro Falchi, Giovanni Falorni, Salvatore Floris, Giovanni Foddai, Ettore
Gasperini, Flaminio Giacobbe, Massimo Graziano, Luigi Maccioni, Donatella
Masala, Pietro Paolo Murru, Enrico Orrù, Paolo Emilio Pasolini, Carlo Pautasso,
Giorgio Vincenzo Piras, Antonio Pittau, Carlo Poledrini, Michele Russo, Stefano
Salis, Maria Lucia Sancassano, Graziano Sanna, Luigi Satta, Lorenzo Spano,
Paolo Usai, Carlo Zuddas.
Consorti presenti: Elisabetta Falchi, Giuliana Floris, Elena Graziano, Biba
Congiu, Maria Grazia Pautasso.
Ospiti: Prof. Licinio Contu (del Club); Signora Rosaria Floris e dottoressa Paola
Cossu (di Salavatore Floris).
Riunione del 11 giugno
Argomento della serata: “Le zone franche”
Relatore: dottor Piergiorgio Massidda
Soci presenti: Alberto Aime, Luciano Airoldi, Edwige Ancona, Marcello
Angius, Antonello Cogoni, Carlo Desogus, Antonio Dimitri, Giovanni
Falorni, Vittorio Faticoni, Salvatore Floris, Giovanni Foddai, Ettore
Gasperini, Marco Ghiani, Flaminio Giacobbe, Cicci Ibba, Bruno Loviselli,
Luigi Maccioni, Donatella Masala, Francesco Morittu, Giancarlo Nurchi,
Carlo Obino, Enrico Orrù, Paolo Emilio Pasolini, Carlo Pautasso, Antonio
Pittau, Michele Russo, Stefano Salis, Graziano Sanna, Lorenzo Spano,
Giuseppe Tilocca.
Consorti presenti: Giuliana Floris.
Ospiti: dottor Piergiorgio Massidda, dottor Marco Fanni (del Club); dottor
Angelo Lobina e dottor Severo Pulixi (di Edwige Ancona).
Rotariani in visita: Anna Maria Bonomo, Delio Montisci.
vita del club
Riunione del 18 giugno
Argomento della serata: “Assegnazione del primo premio Shardana ai Tenores di
Orgosolo e al Ballo rituante di Orgosolo”
Soci presenti: Luciano Airoldi, Edwige Ancona, Efisio Angius, Marcello Angius,
Franco Cabras, Giangabriele Carta, Carlo Corradini, Antonio Dimitri, Miro
Falchi, Giovanni Falorni, Vittorio Faticoni, Salvatore Floris, Giovanni Foddai,
Ettore Gasperini, Marco Ghiani, Flaminio Giacobbe, Massimo Graziano, Cicci
Ibba, Bruno Loviselli, Luigi Maccioni, Donatella Masala, Pietro Paolo Murru,
Salvatore Ortu, Antonio Pittau, Michele Russo, Stefano Salis, Graziano Sanna,
Luigi Satta, Silvio Silvestri, Lorenzo Spano, Giuseppe Tilocca, Marcello Tuveri,
Paolo Usai, Enrico Vassena, Carlo Zuddas.
Consorti presenti: Luciana Airoldi, Concettina Angius, Pia Carta, Elisabetta
Falchi, Liliana Falorni, Stefania Faticoni, Giuliana Floris, Giuliana Loviselli,
Maria Laura Salis, Silvana Sanna, Tiziana Satta, Paola Silvestri, Angela Vassena.
Ospiti: Tenores di Orgosolo, Compagnia del Ballo rituante di Orgosolo; Gabrilla
Collu Pitea (Innerwheel), Angela Azara (del Club), Marco Floris e Danile Rossetti
(del Rotaract); Avv. Stefania Banditelli e dottor Roberto Aratini (di Stefano Salis);
dottor Enrico Deplano e Signora Mira Caselius (di Vittorio Faticoni); Signora
Rosaria Floris (di Salvatore Floris).
Rotariani in visita: 53 Soci, consorti e ospiti del RC Cagliari Nord.
Riunione del 25 giugno
Argomento della serata: “serata di gala per il passaggio della campana tra
Salvatore Floris e Marcello Angius”
Soci presenti: Alberto Aime, Luciano Airoldi, Edwige Ancona, Marcello Angius,
Franco Cabras, Pietro Francesco Cadoni, Giangabriele Carta, Antonello Cogoni,
Giovanni Corona, Carlo Corradini, Carlo Desogus, Luciano Di Martino,
Michele Di Martino, Antonio Dimitri, Italo Doglio, Benedetto Etzi, Giovanni
Falorni, Vittorio Faticoni, Salvatore Floris, Giovanni Foddai, Flaminio Giacobbe,
Cicci Ibba, Giuseppe La Sala, Bruno Loviselli, Luigi Maccioni, Donatella
Masala, Pietro Paolo Murru, Giancarlo Nurchi, Salvatore Ortu, Paolo Emilio
Pasolini, Bruno Pin, Giorgio Vincenzo Piras, Antonio Pittau, Salvatore Plaisant,
Giampaolo Porcu, Michele Russo, Anna Ruzzittu, Stefano Salis, Maria Lucia
Sancassano, Graziano Sanna, Luigi Satta, Lorenzo Spano, Marco Sulis, Marcello
Tuveri, Paolo Usai, Enrico Vassena, Carlo Zuddas.
Consorti presenti: Luisella Aime, Luciana Airoldi, Delio Montisci, Maria
Grazia Angius, Francesca Maria Cadoni, Pia Carta, Maria Pia Cogoni, Fernanda
39
vita del club
Corona, Donatella Desogus, Gemma Di Martino, Alida Doglio, Carla Etzi,
Liliana Falorni, Maria Carla La Sala, Giuliana Loviselli, Biba Congiu, Meri
Plaisant, Myriam Porcu, Graziella Russo, Silvana Sanna, Tiziana Satta, Antonella
Sulis, Maria Francesca Usai, Marinella Zuddas.
Ospiti: dottor Gabriele Andria, dottoressa Rossella Ricciardi Andria, avv. Anna
Maria Bonomo, signora Maria Marcialis, signora Jolanda Tumbarello, signora
Anna Angela Delogu Pozzo, signora Anna Angela Imbesi Azara (del Club);
Emanuele Angius, signora Maria Cristina De Santis, avv. Claudia Motzo,
dottor Alberto Desogus, signora Marisa Desogus, dottor Sandro Loche, signora
Antonella Loche (di Marcello Angius); signora Luciana Montaldo, professore
Piero Montaldo (di Nino Pittau); dottoressa Valeria Antuofermo (di Tore
Plaisant); dottor Renato Tumbarello, dottoressa Elisabetta Pisano (di Ninni
Murru); ing Ginni Loi, dottoressa Lucia Mura (di Bruno Loviselli); Francesca
Fiorilla, Antonello Fiori, Marco Floris (del Rotaract); Claudia Giancheddu,
Alessandro Gaspardini, Gabriele Manca (dell’Interact); Juan Mentucci, Camilla
How, Morgan Strohbenh, Jocelyn Lai, Marco Usai, Michle Melis (dello scambio
giovani).
PRESENZE
LUGLIO - AGOSTO - SETTEMBRE - OTTOBRE - NOVEMBRE - DICEMBRE
COGNOME
AIME
AIROLDI
ANCONA
ANGELUCCI
ANGIUS
ANGIUS
CABRAS
CADONI
CAPPELLACCI
CARTA
CARUSO
CHESSA
CIABATTI
COCCO
COGONI
CORONA
CORRADINI
COSSU
CUALBU
DE GIORGI
DESOGUS
DI MARTINO
DI MARTINO
DIMITRI
DOGLIO
DUBOIS
ETZI
FALCHI
FALORNI
FATICONI
NOME
Alberto
Luciano
Edwige
Emanuele
Efisio
Marcello
Franco
Pierfrancesco
Ugo
Giangabriele
Giampaolo
Roberto
Luigi
Mario
Antonello
Giovanni
Carlo
Guido
Gualtiero
Rita
Carlo
Luciano
Michele
Antonio
Italo
Giuseppe
Benedetto
Miro
Giovanni
Vittorio
TOTALE
PRESENZE
ASSIDUITÀ
SEMESTRALE
ASSIDUITÀ
TRIM. PREC.
15
15
12
0
3
20
21
2
0
10
3
1
0
10
6 (su 9)
6
14
0
0
3
14
10
10
19
6
4
1
3
20
5
65,22%
65,22%
52,17%
0,00%
13,04%
86,96%
91,30%
8,70%
0,00%
43,48%
13,04%
4,35%
0,00%
43,48%
66,67% (su 9)
26,09%
60,87%
0,00%
0,00%
13,04%
60,87%
100% (*)
43,48%
82,61%
26,09%
17,39%
4,35%
13,04%
86,96%
21,74%
100,00%
81,25%
43,75%
18,75%
31,25%
81,25%
93,75%
31,25%
0,00%
62,50%
12,50%
12,50%
0,00%
56,25%
//
12,50%
87,50%
6,25%
0,00%
6,25%
43,75%
100,00% (*)
6,25%
75,00%
43,75%
25,00%
0,00%
0,00%
75,00%
25,00%
41
le nostre presenze
COGNOME
FIORILLA
FLORIS
FLORIS
FODDAI
GASPERINI
GHIANI
GIACOBBE
GRAZIANO
IBBA
LALLAI
LA SALA
LAVANGA
LOVISELLI
MACCIONI
MADDALONI
MANCA BITTI
MASALA
MORITTU
MURRU
MURRU
NURCHI
OBINO
ORRU’
ORTU
PASOLINI
PAUTASSO
PIN
PIRAS
PISU
PITTAU
PLAISANT
POLEDRINI
NOME
Giovanni
Emilio
Salvatore
Giovanni
Ettore
Marco
Flaminio
Massimo
Vincenza
Giampaolo
Giuseppe
Pasquale
Bruno
Luigi
Giovanni
Guido
Donatela
Francesco
Mauro
Pietro Paolo
Giancarlo
Carlo
Enrico
Salvatorangelo
Paolo Emilio
Carlo
Bruno
Giorgio Vincenzo
Maria Bonaria
Antonio
Salvatore
Carlo
TOTALE
PRESENZE
ASSIDUITÀ
SEMESTRALE
ASSIDUITÀ
TRIM. PREC.
0
0
20
19
19
14
19
16
16
14
2
1
22
17
0
0
13
8
0
10
5
5
12
13
15
3
12
15
0
15
9
6
0,00%
0,00%
86,96%
82,61%
82,61%
60,87%
82,61%
69,57%
69,57%
60,87%
8,70%
4,35%
95,65%
73,91%
0,00%
0,00%
56,52%
34,78%
0,00%
43,48%
21,74%
21,74%
52,17%
56,52%
65,22%
13,04%
52,17%
65,22%
0,00%
65,22%
39,13%
26,09%
0,00%
0,00%
100,00%
87,50%
75,00%
81,25%
//
62,50%
62,50%
68,75%
18,75%
0,00%
75,00%
56,25%
0,00%
0,00%
87,50%
56,25%
0,00%
68,75%
18,75%
56,25%
43,75%
75,00%
87,50%
12,50%
62,50%
75,00%
6,25%
81,25%
37,50%
25,00%
le nostre presenze
COGNOME
PORCU
PRANTEDDU
RUSSO
RUZITTU
SALIS
SANCASSANO
SANNA
SATTA
SECHI
SEEBERGER
SILVESTRI
SPANO
SULIS
TILOCCA
TOZZI
TUVERI
USAI
VACCA
VASSENA
ZUDDAS
NOME
TOTALE
PRESENZE
ASSIDUITÀ
SEMESTRALE
ASSIDUITÀ
TRIM. PREC.
2
0
21
3
21
12
22
14
1
0
3
17
2
9
1
11
11
2
9
20
8,70%
0,00%
91,30%
13,04%
91,30%
52,17%
95,65%
60,87%
4,35%
0,00%
13,04%
73,91%
8,70%
39,13%
4,35%
47,83%
47,83%
8,70%
39,13%
86,96%
25,00%
0,00%
100,00%
75,00%
68,75%
93,75%
87,50%
81,25%
12,50%
12,50%
25,00%
100,00%
56,25%
37,50%
6,25%
68,75%
37,50%
12,50%
56,25%
93,75%
Giampaolo
Antonio
Michele
Anna
Stefano
Maria Lucia
Graziano
Luigi
Andrea
Gerhard
Silvio
Lorenzo
Marco
Bruno
Claudio
Marcello
Paolo
Nicola
Enrico
Carlo
Soci evidenziati sono Dispensati
(*) Hanno compensato una o più riunioni con altra attività rotariana.
43
ASSIDUITÀ
GENNAIO - FEBBRAIO - MARZO - APRILE - MAGGIO - GIUGNO
Data
riunione
Presenti totali
8/1
15/1
22/1
29/1
5/2
12/2
19/2
28/2
5/3
12/3
19/3
26/3
9/4
16/4
23/4
7/5
14/5
21/5
28/5
4/6
11/6
18/6
25/6
30
27
36
35
36
24
30
31
26
32
29
29
26
41
27
32
29
33
35
33
31
35
47
Presenti
escluso i
dispensati
20
17
25
23
27
14
21
19
16
19
20
19
16
25
17
20
18
19
23
20
21
22
30
Assiduità
escluso i
dispensati
34,39 %
29,31 %
43,10 %
39,66 %
47,37 %
25,00 %
37,50 %
33,93 %
29,63 %
35,19 %
37,04 %
35,19 %
29,63 %
46,30 %
31,48 %
37,04 %
33,33 %
35,19 %
42,59 %
37,74 %
39,62 %
41,51 %
56,60 %
Assiduità
totale
56,32 %
52,87 %
62,07 %
59,77 %
65,12 %
50,59 %
58,82 %
56,47 %
54,22 %
57,83 %
59,04 %
57,83 %
54,22 %
65,06 %
55,42 %
59,04 %
56,63 %
57,83 %
62,65 %
59,76 %
60,98 %
62,20 %
71,95 %
Soci totali: - 87 fino al 5febbraio, 86 fino al 12 febbraio 85 fino al5 marzo,
83 fino al 4 giugno, attualmente 82.
- 29 Soci dispensati
- Dal 25 giugno due Soci Onorari.
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