Distretto 2080 Anno di fondazione 1973 Rotary Club Cagliari Est Anno XXXI - Notiziario n. 131 Gennaio - Giugno 2013 LA RUOTA GIRA SEMPRE sommario Rotary Club Cagliari Est 3 Un anno rotariano denso di realizzazioni 5 Programma 2013-2014 (anno rotariano 2012/ 2013) 7 Il miglioramento della qualità 9 Tutti insieme al servizio della pace 17 Villa Italia in Brasile da un progetto rotariano 20 Guerra e pace nelle culture umane 24 Ricordo di Pino De Ferrari 27 Andiamo in libreria 30 Vita del Club settimana per settimana 41 Presenze 44 Assiduità Pubblicazione riservata ai soci Rotariani Direttore responsabile: Marco Ghiani In redazione: Marco Ghiani, Michele Russo, Alberto Aime, Cicci Ibba, Maria Lucia Sancassano Hanno collaborato a questo numero: Alberto Aime, Franco Cabras, Italo Doglio, Nino Foddai, Cicci Ibba, Michele Russo, Gigi Satta, Marcello Tuveri. Autorizz. Trib. Cagliari n° 390 del 19 - 11 - 1979 Stampa e legatura GRAFICHE GHIANI S.R.L. Monastir (CA) consiglio direttivo SALVATORE FLORIS MARCELLO ANGIUS GRAZIANO SANNA PAOLO EMILIO PASOLINI DONATELLA MASALA MICHELE RUSSO CARLO ZUDDAS GIORGIO VINCENZO PIRAS ANNA RUZITTU PAOLO USAI LUIGI SATTA Presidente Presidente Eletto Past President Vice Presidente Vice Presidente Segretario Tesoriere Prefetto Consigliere Consigliere Consigliere Presidenti Commissioni • Effettivo Anna Ruzittu • Progetti Pietro Francesco Cadoni • Fondazione Rotary Luciano Airoldi • Amministrazione del Club Marco Ghiani • Pubbliche relazioni Nino Piattau • Nuove generazioni Luigi Satta Commissione per la designazione del Presidente Ninni Murru, Tore Plaisant, Giovanni Falorni, Nino Foddai, Enrico Vassena, Enzo Spano Commissione premio Lamarmora Salvatore Floris, Bruno Loviselli, Graziano Sanna, Giampaolo Lallai, Alberto Aime, Michele Di Martino Commissione per il quarantennale del Club Graziano Sanna, Italo Doglio, Giovanni Falorni, Alberto Aime, Franco Cabras Giorgio Vincenzo Piras, Michele Russo, Marcello Tuveri Incarichi extra commissioni Consulente legale: Enrico Vassena Consulente Fiscale: Donatella Masala Revisione regolamento: Enrico Vassena, Italo Doglio, Silvio Silvestri Il consuntivo del Presidente Salvatore Floris UN ANNO ROTARIANO DENSO DI REALIZZAZIONI Servire al di sopra di ogni interesse personale non è un semplice motto, ma un modo di vivere che rende più ricca e piena di significato la nostra esistenza; è questo lo spirito con il quale ho affrontato il mio anno di presidente mettendo il mio impegno a disposizione di tutti. Non so se ci sono riuscito, ma certamente ho cercato di farlo. Dunque un ringraziamento soprattutto a coloro che non si sono mai tirati indietro mettendosi al servizio del Club con le loro competenze, a coloro presenti alle riunioni del martedì, a quanti si sono dedicati ai progetti ed alle conferenze spesso di alto livello. Abbiamo iniziato l’anno rotariano, contribuendo alla riuscita della giornata dedicata ai Militari caduti in missione di pace, in collaborazione con il Comando Militare Autonomo della Sardegna, ed abbiamo proseguito e portato a termine con altri Club il programma incentrato sulla legalità e cultura dell’etica come strumento di pace e di sviluppo sociale. Altri programmi sono stati portati a termine in collaborazione con la Croce Rossa Italiana, come ad esempio la raccolta dei giocattoli in alcuni centri commerciali, poi distribuiti negli ospedali pediatrici del Cagliaritano. Sempre in collaborazione con la CRI abbiamo raccolto, nella scalinata della Chiesa di Bonaria generi alimentari e vestiario donati successivamente alle persone meno abbienti che in questo periodo di crisi non fanno che aumentare in maniera esponenziale. Nel contempo, non è stato tralasciato il Progetto distrettuale sulla cecità evitabile incentrato su interessanti conferenze tenute in alcune scuole cittadine tra cui il liceo ginnasio Dettori: alle conferenze sono sempre seguite delle visite mediche oculistiche a titolo gratuito. Abbiamo contribuito al programma “alfabetizzazione in Camerun”e siamo 3 programma 2013-2014 quasi al traguardo con il progetto di finanziamento di un nuovo sistema di adduzione di acqua potabile in un villaggio del Benin. Il nostro Club ha partecipato alla maratona di Roma inviando un proprio Socio atleta che, insieme ad altri cinquanta maratoneti rotariani solidali, ha contribuito ad una raccolta fondi devoluta al grande “progetto polio plus”. In evidenza, come sempre il programma Scambio Giovani che coinvolge migliaia di ragazzi e ragazze in tutto il mondo, consentendo di promuovere la comprensione e l’amicizia tra i popoli. Il nostro Distretto 2080 ha dimostrato di essere leader del programma in Italia e la Sardegna e Cagliari Est leader del Distretto. Da ricordare inoltre il progetto Ryla con i giovani da noi selezionati che accresceranno le loro doti di leadership nella futura vita lavorativa: vorrei però, che il nostro compito, non si esaurisse con la consegna dell’attestato di partecipazione, ricordando sempre che i giovani sono un investimento per il futuro e che le nostre generazioni costituiranno il nostro futuro. A proposito di nuove generazioni, devo ringraziare coloro che si sono prodigati affinché un progetto, a cui tenevo molto, abbia potuto realizzarsi: mi riferisco alla costituzione del nuovo Interact Cagliari Est. Di questo vado molto fiero. Con loro ho partecipato a varie manifestazioni sportive di atleti diversamente abili dello Special Olympic, ed ho avuto modo di apprezzare la serietà e la dedizio- ne a quanto facevano in favore dei ragazzi. Una lode particolare quindi agli interactiani del Cagliari Est che su questa strada devono proseguire. Sempre dall’Interact è stata effettuata una raccolta fondi presso il Tennis Club di Monte Urpinudove i giovanissimi hanno cantato e ballato con molto successo. Con il Rotaract e l’Interact è stata organizzata una raccolta fondi nel Pub Ritual di via Università, raccolta destinata sempre agli atleti disabili intellettivi, che si è aggiunta alla nostra raccolta fondi per questi atleti speciali, figli della nostra terra, permettendo loro di partecipare ai Campionati Nazionali del mese scorso al Tanka Village di Villasimius. Molte medaglie hanno vinto e tra queste una d’oro nel calcetto misto. Ve li ricordate la sera che son venuti qui al Mediterraneo per presentarci il loro spettacolino? Gli stessi che poi hanno combattuto come leoni contro le squadre di tutta Italia sempre fieri del loro giuramento che dice: “CHE IO POSSA VINCERE, MA SE NON RIUSCISSI, CHE IO POSSA TENTARE CON TUTTE LE MIE FORZE”.Indubbiamente è stata una serata commovente ed indimenticabile, spero per tutti, ma sicuramente per me. Da ultimo, voglio ricordare l’istituzione del premio SHARDANA consegnato questo primo anno al tenore ed al ballo rituante di Orgosolo con la seguente motivazione: ”A dei Sardi per aver contribuito a valorizzare con il loro impegno artistico la cultura sarda nel mondo”. programma 2013-2014 Vado fiero per l’istituzione di questo premio, così come il Club, e mi piace ricordare che mentre cantava il tenore e ballavano i rituanti mi sono commosso pensando alla nostra meravigliosa isola. Vi ricordo che anche l’Unione Sarda del giorno dopo ha dato risalto all’avvenimento con un bell’articolo. Infine, e mi appresto a concludere, una comunicazione “gioiosa”: durante l’ultimo Congresso Distrettuale, svoltosi ad Alghero, il nostro Club ha ricevuto quattro attestati dal Governatore tra cui una lode presidenziale. Non sono stati molti i Club del Distretto che ci hanno eguagliato. Bene, sono arrivato al termine, e faccio ricorso alla dichiarazione di pace enunciata al Forum Mondiale di Hiroshima “La pace comincia da te” ed essa, aggiungo io, non è la destinazione finale da raggiungere ma un processo attivo e continuo. Tutti noi siamo in grado di diventare edificatori di pace ed attraverso le nostre parole e le nostre azioni dimostreremo che la pace è possibile. Restiamo uniti, quindi, per promuovere la pace attraverso il servire tutti insieme. Un fervido augurio di buon lavoro al Presidente entrante Marcello Angius. Parla il nuovo Presidente Marcello Angius Programma 2013-2014 Lo spartito musicale dell’opera “Vivere il Rotary – Cambiare vite” (tema del internazionale Ron Burton e del governatore Pier Giorgio Poddighe) che abbiamo davanti è impegnativo: un’opera lunga un anno può risultare per tutto il club molto impegnativa e la mano del direttore che è stato scelto potrebbe essere insicura nel dirigere per un tempo così lungo, perciò riteniamo che tutte le componenti della rappresentazione devono sentirsi impegnate nell’esecuzione. Abbiamo parlato di componenti poiché orchestra, coro, attrezzisti, ecc. siamo tutti noi rotariani che facciamo parte del club, in sostanza “ l’effettivo”. Ecco una piccola presentazione dello stesso: ad oggi siamo in 83 di cui 90% maschi e solo 10% gentili signore; a seguire 4% di età fra 30/39 anni, 7% fra 40/49, 23% fra 50/59, 34% fra 60/69, 33% fra 70ed oltre. Di tutti gli 83 componenti risultano impegnati come professori d’orchestra 54 amici rotariani, con vari livelli di partecipazione: il consiglio direttivo, i presidenti delle commissioni, i pdg, i pastpresidents; c’è poi il coro dei 48 soci che (in media) partecipano alle riunioni. 5 programma 2013-2014 Stiamo cominciando a provare gli strumenti: pensiamo che sia necessario cercare di far aumentare le presenze alle riunioni anche se riteniamo di dover trovare il modo di organizzare in maniera differente gli incontri secondo lo schema che segue: 1. Almeno una volta al mese pensiamo di organizzare 1’“aperitivo al Rotary” con inizio alle ore 19,30, con tema relativo alla città (viabilità, scuola, ospedali, spettacoli ecc.), aperto alla cittadinanza, con la partecipazione di personalità impegnate in tale tema (un politico/tecnico, un giornalista ed un socio rotariano) che saranno protagonisti di una tavola rotonda con tutti i soci (questi saranno impegnati ad invitare alla riunione almeno due amici); il politico sarà chiamato a riportare nelle sedi opportune le considerazioni emerse dalla riunione; il giornalista sarà impegnato a riportare nella sua testata una nota della riunione, il socio dovrà preparare una piccola relazione da pubblicare nel bollettino. 2. Almeno una volta al mese pensiamo di organizzare un incontro interclub, con tema e relatore di buon livello nazionale, in modo da favorire lo scambio di conoscenze con gli altri rotariani di Cagliari e provincia. 3. Almeno una volta al mese pensiamo di discutere di un argomento proposto da una delle varie commissioni, con relatore un socio del club. 4. Almeno una volta al trimestre vorremmo organizzare una gita per tutti i soci. Riteniamo opportuno che ad ogni riunione, a turno, i vari presidenti di commissione informino tutti i soci delle eventuali proposte scaturite dai lavori delle stesse commissioni. Pensiamo che sia possibile attivare qualche nuovo canale di comunicazione con i social media tipo Facebook o Twitter affidando tale compito alla commissione Pubbliche relazioni . Come si vede lo spartito ha già preso forma, i professori d’orchestra sono già al lavoro, il coro ha già fatto qualche accenno di prova, anche gli attrezzisti (segretario, tesoriere, prefetto) hanno già fatto interessanti proposte (comunicazione con i soci “finanziamenti” menù), che lasceremo sviluppare alla loro creatività; gli amici intorno hanno elaborato qualche progetto (acqua nel Benin, per esempio) al quale parteciperemo con entusiasmo. Il direttore ha già nelle orecchie la musica, speriamo che tempo e il ritmo siano quelli giusti confidando nella volontà e nella pazienza di tutti gli 83 soci, ai quali verrà chiesto un solo e semplice impegno: presentare almeno un nuovo socio con meno di 35 anni entro il primo semestre del nuovo anno sociale. Siete attesi numerosi il 25 c.m. per festeggiare il Presidente uscente Salvatore Floris e per ringraziarlo dell’impegno profuso nell’anno appena trascorso. L’argomento di base di un affollato RYLA Il miglioramento continuo della qualità di Luigi SATTA Il giorno 23 marzo si è conclusa la terza trance del Ryla sulla Verifica Revisione di Qualità (VRQ o MCQ acronimo di miglioramento continuo della qualità). L’argomento peculiare per addetti ai lavori, non è tra quelli che più frequentemente si trattano in seminari di aggiornamento; ma è di certo di estrema importanza nel far germogliare, in ragazzi in formazione, quelle competenze che poi li accompagneranno per tutta la vita professionale. Si tratta in sintesi di una serie di tecniche di analisi dei problemi e di ricerca di soluzioni che rispondono ai criteri di qualità, attraverso procedure ben standardizzate che prevedono uso di criteri, indicatori di qualità, eventi sentinella, stan- dards e procedure di valutazione degli obiettivi e dei processi per i più disparati ambiti professionali. Questi programmi formativi appannaggio in genere delle classi dirigenti e/o responsabili di servizi pubblici e privati (amministrazioni cittadine, servizi di mobilità territoriale, fabbriche, ospedali, scuola ecc.) permetto di porre delle scelte sempre correlate ai bisogni e alle risorse, garantendo l’adeguatezza al contesto e al proprio mandato in termini di efficacia e di efficienza. I 24 ragazzi che hanno partecipato, hanno dato prova di particolare propensione alla leadership, entrando perfettamente nel ruolo di discenti attivi. Consapevoli della importanza dell’argomento trattato, hanno dimostrato, 7 RYLA su verifica della qualità attraverso i lavori di gruppo gestiti da tutor (rappresentanti delle precedenti edizioni ) di aver colto gli elementi salienti del seminario permettendo così il soddisfacimento degli obiettivi che ci eravamo posti. Voglio personalmente ringraziarli tutti per le lusinghiere valutazioni formulate sul corso e complimentarmi per la loro disponibilità, simpatia e partecipazione attiva. Bravi ragazzi, avete dimostrato di a- ver capito quale sia il “sale” della vita professionale. Un ringraziamento particolare ai docenti Prof. Alessandro Spano della facoltà di Economia, Ing. Antonio Saliu responsabile per la Qualità della ARST Sardegna, e il nostro socio Michele Russo sempre presente e senza il quale non avremmo avuto la possibilità di usufruire di una sede così prestigiosa e confortevole come il Circolo Ufficiali dell’Ammiragliato della Marina Militare. I partecipanti al RYLA sono stati: Carlo Pinna, Alessandro Cau, Luca Baltolu, Federico Puddu Giovanni Baltolu, Roberta Farci, Eleonora Camboni, Andrea Pira, Giulia Baltolu, Alessandro Cocco, Federica Carta, Antonello Fiori, Paola Carcassi, Nicola Satta, Sara Eleonora Lucchi, Roberta Contini, Alessandro Coa, Davide Rossetti, Giorgia Fiorilla, Francesca Fiorilla, Edoardo Sanna, Marco Pischedda, Martina Littera. I docenti: Prof. Alessandro Spano, Ing. Antonio Saliu, Dott. Luigi Satta, Com. Dott. Michele Russo, Dott. Franco Cabras, Dott. Flaminio Giacobbe Identità di principi tra Rotary e Costituzione TUTTI INSIEME AL SERVIZIO DELLA PACE di Italo DOGLIO Il Rotary ha ormai una storia ultracentenaria, ha una organizzazione consolidata non statica ma in continua evoluzione per adeguarsi ai tempi ed alle esigenze che cambiano: ha statuti, regolamenti, una struttura collaudata, Presidenti, distretti, club ma soprattutto è composto da donne e uomini liberi che si impegnano nel mondo a favore dell’umanità. Dal 1989, il motto ufficiale del Rotary che, spiega, in modo conciso ma incisivo, la filosofia della nostra organizzazione di servizio è “SERVICE ABOVE SELF” (Servire al di sopra di ogni interesse personale). Il Rotary realizza le sue finalità attraverso i progetti con l’attività, l’impegno e la dedizione dei rotariani, che mettono a disposizione delle realtà locali, nazionali ed internazionali la loro competenza, il loro tempo, l’impegno personale, la passione dell’appartenenza, nel convincimento che essere rotariani significa essere attivi nel Servire. Il progetto Polio Plus – il progetto Benin – i restauri di monumenti – l’attività nelle scuole – le iniziative a favore di popolazioni sofferenti, e tante altre iniziative umanitarie sono campi nei quali il Rotary interviene costantemente anche insieme ad altre organizzazioni. Come rotariani non dobbiamo mai confondere le azioni umanitarie che ci proponiamo di realizzare con le finalità del nostro operare: le azioni sono il mezzo, l’obiettivo vero e reale è quello di migliorare il territorio (locale o globale) attraverso il nostro contributo intellettuale e materiale che consenta di utilizzare al meglio le risorse presenti nei Club per trovare soluzione ai fabbisogni, per alleviare sofferenze e migliorare la qualità della vita di chi sta peggio di noi. E sono tanti. Per noi il Rotary deve diventare una palestra dove allenarsi per tutelare i bisogni di chi è stato meno fortunato. La pace che è uno degli obiettivi fondamentali del Rotary, è sempre stato un punto centrale di tutte le attività o di tutti i progetti anche se indirettamente. 9 tutti insieme al servizio della pace Non è un caso che il Presidente Internazionale Sakuji Tanaka abbia scelto come tema dell’anno “La pace attraverso il servizio” in continuità con il tema dell’anno precedente “Conosci te stesso per abbracciare l’umanità” La pace è stata posta da Tanaka al centro del suo mandato ed in questo momento è ritenuta uno degli obiettivi principali da portare all’attenzione del mondo, per questo sono previsti quest’anno tre Forum sulla Pace Mondiale e verranno organizzati a Berlino, a Hiroshima ed a Honolulu. “La pace comincia da te”, come si discuterà nel forum di Honolulu sta a significare che la pace non si realizza solo con i trattati o con le iniziative dei governi, ma si concretizza in un modo diverso di affrontare i problemi, in un modo di essere diverso ispirato al riconoscimento dei diritti delle persone, ai principi di comprensione, di tolleranza, di solidarietà che ogni giorno ciascuno di noi può realizzare nella famiglia, nella comunità in cui viviamo, e ispirando e sostenendo la cooperazione internazionale. La continuità nei temi dei governatori, indica lo strada: prima di parlare della pace nel mondo, dovremmo cominciare a trovare pace ed equilibrio in noi stessi; per poi estenderla nella famiglia, portarla nella comunità in cui viviamo e proporla in comunità sempre più ampie. Il Rotary è condivisione dei principi, se non li condividiamo, non ab- tutti insieme al servizio della pace biamo la possibilità di attuarli, di trasmettere agli altri questo nostro modo di vedere e vivere. Può sembrare un’utopia e tale sarà se ognuno di noi non comincerà a pensare che ogni comportamento ispirato a questi principi contribuisce a realizzare la pace. “Conosci te stesso per abbracciare l’umanità”, “La pace attraverso il servizio” rappresentano la continuità con il motto del Rotary “Servire al di sopra di ogni interesse personale” ed evidenziano l’attualità del tema della pace oggi più che mai obiettivo primario non solo per il Rotary ma per l’intera umanità. ***** richiamo alle condizioni in cui è nata la Costituzione al fine di meglio comprendere il significato dell’art. 11 che non va letto estrapolandolo dalle altre norme della Costituzione ma nel complesso del tessuto costituzionale. La nostra Costituzione di 139 articoli ha ormai 64 anni ed è ritenuta una delle migliori del mondo, anche se il tempo e gli avvenimenti hanno scavato qualche ruga che occorre curare per migliorarla e renderla più attuale. Il quadro nel quale la Costituzione è stata concepita è espressivo di una situazione disperata: l’Italia veniva fuori da una guerra persa, a cui era seguita una guerra civile dolorosa nella quale il nemico poteva essere il vicino di casa, il Recita: l’art. 11 della Costituzione “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.” Sarebbe riduttivo e di difficile comprensione il contenuto dell’art. 11 se l’indagine fosse limitata ad esso articolo che peraltro affronta il problema della pace solo nei rapporti con gli altri stati. Occorre, a mio giudizio, un breve 11 tutti insieme al servizio della pace compagno di giochi di una volta, l’amico che un tempo si incontrava al bar, e non il soldato che portava una divisa di un altro Stato. Richiamo e voglio ricordare questa situazione perché la nostra, come tutte le Costituzioni, è la risposta ad una esigenza, al desiderio di un popolo che aveva molto patito e voleva istituire un ordine, un ordine sociale diverso e antitetico a quello dal quale è uscito, un ordine fondato sulla pace intesa non solo come non belligeranza, come guerra, ma come affermazione di principi e diritti, di tutela e certezze, di uguaglianza e democrazia intesa come confronto dialettico. Per scrivere una Costituzione, dopo una guerra persa e un conflitto interno a- troce, fratelli contro fratelli, occorre una convergenza ideale di sentimenti che proviene dal popolo: una spinta condivisa solida, una voglia di sovvertimento che prospetti orizzonti in cui sulla conflittualità e sulla violenza prevale la pace, come ordinata e libera espressione di sentimenti autenticamente umani. La storia ci ha insegnato che questa straordinaria convergenza di volontà non è normale, essa di regola si verifica solo in seguito a determinanti vicende storiche che molti autori hanno definito “trauma costituente come requisito non teorico ma fattuale della genesi della carta Costituzionale”. Mi piace, per conferma richiamare la genesi di alcune carte Costituzionali. tutti insieme al servizio della pace La dichiarazione di Indipendenza delle ex colonie britanniche (1776) consegue ai conflitti contro la madrepatria. La dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino (1791 e 1793) è frutto della rivoluzione francese. La dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (1948) e le principali costituzioni europee nascono dalle ceneri della seconda guerra mondiale: in Francia (1946); in Italia (1946-1947); in Germania (1948); in Spagna (1978) a poca distanza dalla morte di Franco. Ebbene nel 1946/1947 i nostri politici, seppure con grandi difficoltà, ma altrettanta intelligenza e pazienza riuscirono ad interpretare i sentimenti che provenivano da un popolo vinto, ma vivo che aveva voglia di riappropriarsi dei propri diritti, della propria libertà, della propria dignità. E che ci fosse in Italia, questo “idem sentire” è certificato dalle tre firme apposte in calce alla Costituzione il 27 Dicembre 1947; quelle firme non esprimono solo la solennità del momento e la fine di un non facile lavoro, rappresentano la sintesi di un meraviglioso momento di responsabilità e unità nazionale; segnano l’inizio di una nuova epoca per l’Italia. I firmatari, Enrico De Nicola, capo provvisorio dello Stato liberale, Alcide De Gasperi, presidente del Consiglio, democristiano, Umberto Terracini presidente dell’Assemblea Costituente, Comunista, certificavano che la Commissione dei 75 presieduta da Camillo Ruini aveva rac- chiuso nei 139 articoli i sentimenti e le attese che venivano dal popolo, i principi e la forma per l’esercizio del potere in uno stato repubblicano e democratico al riparo da ogni possibilità di ritorno al passato. La Costituzione che entrò in vigore nel 1948 costituiva un momento di rottura traumatica, irreversibile con il passato. I principi contenuti nella carta Costituzionale contengono questa forte rottura non solo con l’ordinamento costituzionale precedente, ma con il nostro modo di essere, di sentire, di comportarsi. Al centro della Costituzione sono poste le persone titolari di diritti, uguali: hanno pari dignità sociale, politica, non esiste più differenza di razza, di lingua o di religione. Non c’è più lo Stato etico di matrice hegeliana in cui i diritti dei singoli sono una concessione dello Stato, ma la repubblica democratica nella quale ogni soggetto è titolare di propri diritti. Contro l’egoismo e l’individualismo viene affermato il principio di solidarietà politica, economica e sociale, il confronto democratico è la forma attraverso il quale viene esercitata la sovranità popolare. Questi principi se correttamente applicati sono finalizzati alla realizzazione della pace interna, alla creazione di una cultura della partecipazione e del confronto che se certamente non esclude la conflittualità democratica esclude la possibilità di sovvertimenti di un’equilibrata e pacifica esistenza per tutti. Se noi andiamo a leggere la Costituzione ci rendiamo conto che la parola 13 tutti insieme al servizio della pace “pace” compare poche volte nel tessuto normativo; ma tutta la Costituzione, dai presupposti che l’hanno ispirata ai principi che enuncia, sono un inno alla pace. Pace che si realizza con un corretto esercizio dei diritti, quei diritti che proprio la Carta Costituzionale attribuisce ai cittadini. Forse conosciamo poco la Costituzione e forse la pratichiamo ancora meno, però ci siamo affezionati perché percepiamo che propone principi sentiti ed elevati, perché in qualche modo ci difende e ci protegge, perché a differenza delle altre leggi, anche la Costituzione lo è, la legge vede il cittadino dalla parte dei doveri, la Costituzione lo considera dalla parte dei diritti; la prima ci ordina, la seconda ci tutela, sentiamo che è solidale, sentiamo che sta dalla nostra parte, percepiamo che il corretto esercizio dei diritti costituisce un limite anche per coloro che per nostro mandato esercitano il potere. Un potere che non può prescindere o dimenticare il popolo. La tripartizione dei poteri è espressione dell’equilibrio che i Costituenti hanno voluto imprimere per scongiurare derive di qualunque tipo impegnando anche i cittadini di oggi. Può sembrare un libro dei sogni, ma il cittadino avverte che questa Costituzione, seppure in qualche parte segnata dal tempo e perciò da migliorare e adattare, disegna un paese nel quale sarebbe auspicabile e bello poter vivere, anche se quello nel quale di fatto si vive è differente dal modello disegnato, perché ancora l’egoismo, la prepotenza sopravvivono e talvolta prevalgono. Il cittadino avverte che nella Costituzione c’è un profondo senso di giustizia, forse non riesce a definirlo, ma sa perfettamente cosa è il suo opposto. E’ consapevole e condivide l’uguaglianza tra gli uomini, tra uomini e donne, crede nel corretto esercizio della libertà di pensare e di esprimersi, sa che vanno eliminate le discriminazioni, i privilegi, l’indifferenza sociale nei confronti di chi soffre: sa che nella Costituzione è delineato un modello di società solidale, in cui la partecipazione e protagonismo di tutti deve e può portare alla realizzazione di quella res publica che siamo tutti noi. Le ingiustizie che esistono ancora non sono colpa della Costituzione che traccia la strada per eliminarle, la responsabilità è di chi quella strada non percorre, di chi tutti insieme al servizio della pace con visioni personali non riesce ad interpretare correttamente la volontà, le esigenze del popolo. La nascita della Costituzione è stata un momento di grande “ethos “, è stato un momento in cui i governanti hanno saputo trasformare in principi un comune sentire. Tornare a quell’ethos è la premessa per superare i momenti di crisi sociale, economica quale quello che l’Italia oggi vive, per ritrovare una pax vera quella in cui i principi costituzionali trovino una loro realizzazione. Il “ripudio della guerra”così come formulato in termini perentori nell’art. 11 non ammette discussioni o interpretazioni fuorvianti; tuttavia la norma precisa cosa si deve intendere per guerra: “essa è ripudiata come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” Non ogni guerra, per quanto sempre esecrabile è posta al bando e ripudiata, ma quelle che offendono la libertà degli altri popoli o che siano mezzo di risoluzione delle controversie. L’art. 11 dice anche “promuove e favorisce le organizzazioni internazionali” rivolte ad assicurare la pace e la giustizia; poiché l’Italia è membro dell’ONU deve osservare lo statuto e le deliberazioni, fatti salvi i principi inviolabili della nostra Carta. Pertanto le limitazioni di sovranità alle quali l’art. 11 acconsente significano che l’intransigenza del principio “il ripu- dio della guerra” può doversi contemperare con altri principi. La Carta istitutiva dell’ONU, approvata per acclamazione a San Francisco il 26 giugno 1945, prevede la finalità di “mantenere la pace e la sicurezza internazionale, e a questo scopo …efficaci misure collettive per prevenire e rimuovere le minacce alla pace o le altre violazioni della pace”. Ciò significa che esistono situazioni che legittimano e giustificano interventi nei confronti dello Stato o di chi minaccia la pace. Sarebbe troppo lungo raccontare quello che è avvenuto in questi ultimi anni, che hanno visto l’Italia partecipare a missioni internazionali finalizzate a prevenire l’insorgenza di guerre o a debellare il terrorismo e la pirateria, sulla base di decisioni dell’ONU e del Consiglio di Sicurezza per noi vincolanti come Stato membro. Quando queste disposizioni non contrastano con la nostra Costituzione, dobbiamo partecipare, ma il nostro intervento dovrà essere sempre finalizzato a ristabilire la pace, ovvero come dice l’art. 33 della Carta dell’ONU per prevenire o fermare “una controversia la cui continuazione sia suscettibile di mettere in pericolo il mantenimento della pace”, ma non dovrà servire interessi di parte e non dovrà colpire soggetti innocenti. Le vicissitudini di questi ultimi anni hanno posto all’attenzione del mondo la tutela dei diritti umani. Il terzo millen- 15 nio si va connotando per l’esplosione di fenomeni quali il terrorismo, il genocidio in Ruanda nel 1994, l’eccidio di Srebrenica nel 1995 e la carneficina nel Kossovo nel 1999, l’insurrezione libica e siriana nel 2011 e tanti altri fenomeni di violenza contro le persone. Il problema che si pone ogni volta è sempre lo stesso: le nazioni democratiche devono assistere indifferenti, o devono intervenire, e se, come? L’ONU è l’unica forma di governo mondiale attualmente operante e ad esso fa riferimento l’art. 11 della Costituzione, per cui dobbiamo rispettarne ed attuarne le decisioni. In questi tempi l’attenzione universale è concentrata sulla crisi economica e finanziaria, è auspicabile, che pari attenzione venga indirizzata sui diritti umani per la realizzazione di una tutela effettiva; perché è la disuguaglianza che crea l’ingiustizia e innesca processi di violenza e violazione e/o negazione dei diritti della persona, minacciando così la pace. La tutela dei diritti dei quali ogni individuo è portatore, non nasce dall’essere nato in quel luogo od in quel paese, dal colore della pelle o dalla forma degli occhi, ma dal suo essere persona. Dobbiamo impegnarci per la tutela effettiva di quei diritti, ovunque essi vengano offesi e ciò discende anche dall’art. 2 della Costituzione. L’imperativo della solidarietà che intride di sé tutta la Carta Costituzionale, va interpretato nel senso che non siamo più responsabili solamente di noi stessi mai abbiamo la responsabilità di tutelare chi è più debole di noi, quando questo è possibile e ci viene richiesto. Lo spirito della Costituzione e i principi del Rotary sono, non solo, sotto questo profilo coincidenti, la pace è un obiettivo primario comune, noi come persone e come rotariani siamo e dobbiamo essere costruttori di pace, non solo per evitare la guerra ma anche e soprattutto per fornire il nostro contributo alla soluzione di quelle situazioni che non sono “guerra” ma rappresentano e sono un attentato ai diritti delle persone. Il vero spirito di servizio e il principio di solidarietà reale sono gli strumenti attraverso i quali ciascuna persona può rendersi protagonista di un effettivo cambiamento e contribuire alla realizzazione della pace alla quale tutti aspiriamo. Voglio per concludere sottoporre alla riflessione di tutti un pensiero (di Gandhi) che un caro amico ha citato nel prologo di una sua pubblicazione sul Rotary: “…sono le azioni che contano… i nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo”. Villa Italia in Brasile da un progetto rotariano di Franco Cabras “Realizzate 10 case in Brasile grazie ad un contatto col Team Leader di un GSE brasiliano ospite del nostro Distretto”. Questa succinta nota, pubblicata sul numero speciale del Notiziario del nostro Club in occasione del 40° anno dalla fondazione, ha suscitato qualche curiosità in alcuni amici del Club, che hanno chiesto delucidazioni. Curiosità giustificata e apprezzabile che cercheremo di soddisfare. Correva l’anno rotariano 1997/98 e il nostro Distretto aveva chiamato N EVIO U RIO a svolgere l’incarico di Governatore il nostro socio Enrico Marcialis, il quale, memore della sua giovanile esperienza lavorativa in Brasile, aveva chiesto ed ottenuto dalla Rotary Foundation di poter effettuare il tradizionale “Scambio di gruppi di studio” tra un nostro team e un gruppo brasiliano. A guidare il nostro gruppo si propose un rotariano del Club di Roma, Claudio Marcello Rossi (oggi direttore della rivista distrettuale “Voce del Rotary”), anch’egli forte di un’esperienza a suo tempo maturata quale Dirigente industriale in PRONUNCIA IL DISCORSO INAUGURALE 17 villa Italia in Brasile L AVORI IN CORSO Brasile, mentre il gruppo brasiliano avrebbe avuto come guida Nevio Urio, un rotariano di Francisco Beltrao, cittadina dello Stato del Paranà. Nevio, brasiliano di origine italiana, era Incoming Governor del Distretto 4640 e aveva un sogno nel cassetto: quello di realizzare nella sua città delle case di abitazione da assegnare a famiglie particolarmente indigenti. Di questo progetto umanitario, da proporre alla Rotary Foundation con il coinvolgimento di uno o più Club sponsor internazionali, durante la permanenza del nostro Gruppo di Studio nel suo Distretto, parlò con Marcello Rossi. Il quale al rientro in Italia ne parlò con il Club Roma (suo club di appartenenza) e con chi vi scrive (all’epoca Coordinatore Distrettuale della Rotary Foundation). Informatone il Presiden- te (Alberto Aime) e valutato l’impegno finanziario necessario ci affrettammo a comunicare all’Amico Nevio Urio la nostra disponibilità ad avviare un Machting Grant per la edificazione di un lotto di 10 case, in linea con quanto subitamente deliberato anche dal Club di Roma, e gli suggerimmo di predisporre la relativa richiesta debitamente firmata dai responsabili brasiliani del progetto e di portarla con se in occasione della ormai prossima venuta in Italia alla guida del proprio team. Così fu fatto e poterono essere inoltrate le domande in tempi relativamente brevi. Ottenuta l’approvazione della Rotary Foundation, l’amico Nevio avviò le pratiche con la municipalità locale, che si era impegnata a concedere i terreni e le infrastrutture necessarie, e potè quindi dare inizio ai lavori. Sorse villa Italia in Brasile così il primo nucleo di 20 abitazioni (10 del Club Roma e 10 del Cagliari Est) all’immediata periferia della città di Francisco Beltrao, inizio di un nuovo rione che fu da subito chiamato “Villa Italia”, destinato in seguito ad ampliarsi fino ad oltre 50 abitazioni. A lavori ultimati le abitazioni vennero consegnate ufficialmente ai beneficiari e nell’occasione venne scoperta una lapide, incastonata in un cippo di granito, nella quale viene ricordato il nostro intervento. Come si può vedere dalla fotografia a lato, la targa, scritta in ben comprensibile brasiliano, recita così: Vila Italia – Morro dois- abitazioni per 20 famiglie. 1° Progetto paritario n°9766 – programma case, 10 unità, partecipato dal Rotary Club Cagliari Est/Sardegna- Italia LA TARGA COMMEMORATIVA Dal Distretto 4640 su programma Share distrettuale Dalla Rotary foundation del RI Dalla Municipalità di Francisco Beltrao Dal R.C. di Francisco Beltrao 2° Progetto paritario 13529 Roma per 10 unità abitative Rotary Foundation del RI RC Roma D 2080 Italia RC Francisco Beltrao D 4640 Dalla Municipalità di Francisco Beltrao. Il Programma Scambio G.S. organizzato dai Governatori 97/98 Danilo Tombini D 4640-Brasile e Enrico Marcialis D.2080 ha reso possibili i contatti fra i leaders dell Scambio Gruppi di Studio Brasile/Italia: Gov.94/95 Nevio Urio D 4640, Claudio Marcello Rossi e Franco Cabras (Gov.93/94) D 2080 Italia. Francisco Beltrao 23 settembre 2000” Abbiamo mantenuto negli anni i rapporti con Nevio Urio, e da questi appreso che sono sempre vivi in Francisco Beltrao il ricordo e la riconoscenza per questa realizzazione avviata dai Rotary Club di Roma e di Cagliari Est e poi presa ad esempio da altri Club del nostro e di altri Distretti Italiani, che ha consentito di dare una casa a tante famiglie particolarmente indigenti. 19 Un confronto che si è protratto nei secoli GUERRA E PACE NELLE CULTURE UMANE di Marcello TUVERI L’anno rotariano che si conclude con il mese di giugno è stato l’anno impegnato nella pace attraverso il servizio. Tra le espressioni più alte in materia l’obiettivo rotariano più alto in materia di costruire la pace nel mondo ha trovato nella lettera del Presidente Internazionale Sakujl Tanaka momenti di grande originalità. giose, la guerra e le violenze ingombrano ancora il nostro mondo. La pace invocata, auspicata, ritenuta essenziale dall’umanità intera tarda ad affermarsi come principio fondamentale per la convivenza tra i popoli. Anzi accade perfino che i conflitti internazionali, con i quali uno stato o una fazione tendono con la violenza organiz- Tanaka ha ricordato che la pace risponde alla soddisfazione dei bisogni che causano i conflitti: acqua, petrolio, nutrizione, settore igienico sanitario. Ricollegare le diverse declinazioni della pace in un impegno unitario induce alla riflessione pratica sulla cultura della pace. Nonostante i numerosi messaggi umanitari, gli appelli delle istituzioni di servizio e l’attività delle organizzazioni reli- zata a dominare l’avversario sono definiti ipocritamente azioni mirate alla pace. Talvolta il tentativo di risoluzione è considerato “pecking pacification” (opera di pacificazione). Inutilmente ci si interroga sulle cause vicine o lontane della guerra nello spazio e nel tempo. Gli effetti devastanti delle guerre per la vita associativa, le conseguenti emigrazioni da uno stato a quelli vicini, guerra e pace nelle culture umane la distruzione delle famiglie, di beni civili e culturali sono ben noti. Ma alcune guerre, nonostante la terrificante scia di dolori e tristezze che lasciano, sono in atto in nazioni che si bagnano nello stesso mare in cui si affaccia il nostro paese. Nel continente asiatico si fronteggiano in maniera ostile grandi, medie e piccole potenze. In Africa i conflitti etnici, razziali, religiosi ed economici tengono accese lotte che sembrano insanabili. La normalità delle relazioni tra i popoli e tra gli stati, la reciprocità del riconoscimento dei diritti civili, il rispetto per l’integrità della vita tendono ad affermarsi in linea di principio. Nonostante i molti tentativi, l’umanità, in molte parti del globo, sembra impotente davanti alla guerra. Eppure la guerra nasce dalla mente degli uomini. L’ONU, l’Organizzazione delle Nazioni Unite cerca di favorire il messaggio di pace per gli esseri umani sin dal 1945. Oggi ancora la guerra è però sorretta da interessi assai più forti di quelli dei due miliardi di persone che vivono nella fame. Pontefici, responsabili di religioni, filosofi antichi e moderni, politici, uomini d’impresa e delle professioni sostengono C API RELIGIOSI insistentemente che lo sviluppo economico può realizzarsi solo in condizioni di pace e di reciproca comprensione. Persiste, tuttavia, una concezione che supporta la cultura del conflitto. Fin dall’antichità della civiltà greco-romana i classici ricordano la massima che “la guerra è madre di tutte le cose“. La guerra per lungo tempo è stata ritenuta un fatto naturale ed inevitabile. La narrazione dei teorici della guerra è molto antica. Risale al terzo millennio avanti Cristo in India. continua con le culture del conflitto in Cina e nell’Egitto dei Faraoni. Il mondo romano perfeziona la tecnica della guerra e non vi è pe- G UERRIERI EGIZIANI riodo dell’antichità che non abbia lasciato segni indelebili nella lotta dell’uomo contro l’uomo, di sovrano contro un altro sovrano. “L’arte della guerra” e “Le istorie fiorentine” del nostro Niccolò Machiavelli (1469- 1527) distinguano tra l’ideale etico e religioso della pace e la realtà politica nella quale si manifesta la volontà di potenza. L’imperatore Napoleone Bonaparte introduce a cavallo tra il settecento e l’ottocento una vera rivoluzione nell’organizzazione militare. Ricordare la Prussia del diciannovesimo secolo evoca ancora 21 guerra e pace nelle culture umane dei famosi generali nonostante gli effetti dei conflitti che supportarono. E nella nostra memoria sono incise le esplosioni storiche di Hiroshima e Nagasaki con le loro tragiche conseguenze. Se l’uomo di Similaun (3400 a. C.) era armato di strumenti a mano (arco, frecce, coltello e ascia) per un rapporto offensivo- difensivo tra uomo e uomo, con lo sviluppo della scienza e della tecnologia bastò e basterebbe ancora premere un pulsante per uccidere e ferire centinai di migliaia di vittime indifese e distruggere intere città. Non è un caso che il giapponese Sukuji Tanaka, presidente internazionale del Rotary Club per l’anno 2012- 2013, ricordi di appartenere alla prima generazione del suo paese “cresciuta dopo una terribile guerra” e dichiari di aver visto e registrato poi il male prodotto dal militarismo nel suo paese e la grande crescita economica che ha deciso di accogliere l’ideale di pace. Eppure le esperienze positive del continente europeo con l’avvio della conquista tra stati, che nel secolo scorso si erano selvaggiamente combattuti, rappresentano un’importante conquista verso la composizione pacifica di interessi diversi. Scienza e tecnologia hanno fatto progredire l’arte di distruggere e uccidere; la stessa cultura della pace ritrova, così, nella ricerca storica radici antiche e sicure anche se poste in secondo piano. L’impegno e la ricerca della pace si distende dai primi secoli storici in cui un Faraone (Akenaton) nel 1300 a. C. bandiva la guerra dall’Egitto. Non mancano appelli per la pace an- che in uno dei primi romanzi: l’Iliade di Omero ispirata alla guerra di Troia. Ma nel pensiero del mondo antico greco e romano è presente il concetto di pace come concordia, giustizia e buone leggi. Platone sostiene giusta la guerra contro i barbari, cioè i non greci. L’educazione del cittadino alla pace era presente nel pensiero di Aristotele. In non pochi scrittori e poeti maturava il bisogno di pace sia in Grecia che nel mondo romano. “La pace sia con voi” dice Cristo ed il saluto ebraico “shalom” e quello arabo “salam” sono segni di ripulsa alla violenza nel mondo giudaico, cristiano e in quello musulmano. Il maggior sostenitore della pace è Sant’Agostino che nel “De Civitate Dei” e nel “De Magistro” rilegge il concetto di pace legato al Vangelo. Altri padri della Chiesa proseguiranno nell’o- S ANT ’A GOSTINO guerra e pace nelle culture umane pera di concepire la pace in tutti i sensi ed ambiti. Erasmo da Rotterdam combatte il determinismo ideologico e la predeterminazione e nel suo “Querela pacis” smaschera le nefandezze della guerra e perora le esigenze del messaggio cristiano. Niccolò Machiavelli nel “Principe” riafferma la violenza del Duca Valentino ed isola soprattutto nel momento etico religioso l’aspirazione alla pace. Uno dei momenti più alti del pensiero umano lo ritroviamo nell’illuminismo di Kant. Il saggio “Per la pace perpetua” di oltre due secoli fa è ancora oggi di viva attualità. Dal filosofo di Treviri nasce la proposta di una federazione europea di popoli. La storia del nostro tempo conosce oltre la figura di Gandhi, la grande anima dell’indipendenza indiana, altri avversari della violenza come Aldo Capitini, il fautore della marcia di pace da Perugia ad Assisi. Vive il pacifismo con intensa coerenza pratica di vita. Pur essendo antifascista rifiuta di partecipare alla guerra partigiana per essere fedele al principio cristiano non “ammazzare”. Quanti pensatori hanno affollato la schiera degli amici per la pace. Da Martin Luther King a Bertrand Russel, da Giovanni XIII del proclama “ogni atto di guerra è un delitto contro Dio e l’umanità” sino a Giovanni Paolo II che, contravvenendo a un lungo passato che distingueva tra guerra giusta e la guerra ingiusta, sostiene con forza come non esistono guerre giuste. Ora il percorso sulla via per la pace a assunto profili culturali diversi, nuovi, originali. Non mancano significati e angolazioni in campo politico, filosofico, religioso. Ma tantissime enciclopedie e altre opere divulgative ignorano questo processo di aggiornamento sulla consapevolezza della percezione della pace come valore universale. La ricerca a più voci della pace nelle diverse parti del mondo si fonda sul lavoro senza paura, sulla istruzione per tutti, sulla lotta alla fame, alla povertà e alle malattie. Il Rotary ha condotto tre forum sulla pace mondiale. L’obiettivo di ognuna della 34000 comunità rotariane nel mondo è quello di tradurre il messaggio di tali incontri nella logica della propria realtà. Partendo dall’idea che ciò che conta nella vita sono l’uomo e la natura umana, si deve arrivare a fare della pace un principio deontologico e normativo. 23 RICORDO DI PINO DE FERRARI di Nino FODDAI Delineare in breve tempo la diversificata figura del carissimo Pino è assolutamente un compito improbo, considerato il fatto che questa straordinaria persona ha dimostrato di possedere, nel corso della sua vita, molteplici interessi nei campi più diversi, tutti coltivati con profonda competenza e alta cultura. Cercherò nel contenuto tempo a disposizione, di ricordare gli aspetti più salienti del lungo percorso della vita di Pino da un punto di vista umano, professionale e rotariano. Pino De Ferrari nasce a Genova nel 1920 e, dopo una brillante carriera scolastica e universitaria, si laurea il 5 agosto 1945, con il massimo dei voti, in medicina e chirurgia. La sua innata passione lo portò a frequentare l’ambiente ospedaliero, pri- mariamente quello militare di Genova, che a quel tempo era ubicato a Quarto dei Mille. E’ qui che inizia l’apprendimento pratico dell’arte medico chirurgica, sostanziato in tempi brevi, dalla frequenza presso il Galliera di Genova ove Pino rimase per un tempo piuttosto breve prima di essere assunto dall’Inail. E’ questo il momento cruciale in cui il dottor De Ferrari passa dalla chirurgia generale all’ortopedia e traumatologia che diventa la vera passione della sua vita professionale. Stante la statura professionale del giovane De Ferrari, l’Inail, evento molto raro per quei tempi, lo invia a Vienna nell’istituto più famoso per traumatizzati “Unfallkrankenhaus” diretto dal mitico Lorenz Boehler che insegnava a trattare il traumatizzato fino al completo recupero. Rientrato a Genova viene nominato dall’Inail, nel 1954, aiuto ospedaliero e trasferito all’ospedale di Merano. Nel 1957 vince una borsa di studio per uno stage di tre mesi presso la clinica ortopedica dell’Università di Parigi, diretta da un altro luminare ortopedico il professor D’Aubignè. Contemporaneamente frequenta l’Hopital Cochin, situato nella vicina Nanterre ove lavorava il famoso Marc Iselin come chirurgo della mano. Successivamente vince il concorso ricordo di Pino De Ferrari per primari indetto dall’Inail e viene trasferito per due anni al centro traumatologico di Milano. Quindi rienta a Genova in un nuovo reparto dell’ospedale San Martino, convenzionato con l’Inail. In seguito, frequenta l’Istituto Ortopedico Toscano, diretto dal professor Scaglietti. Iniziano in questo periodo i primi contatti con la Sardegna. Il 1961, infatti, vede Pino De Ferrari sostituire per un mese il primario del Centro Traumatologico Ortopedico di Iglesias, durante le sue ferie. Nonostante il viaggio periglioso che aveva compiuto con tutta la famiglia- nella traversata gli nacque anche una figlia- il contatto con l’isola fu davvero entusiastico sia per la sua natura e sia anche per l’accoglienza di tutto il personale ospedaliero che si accorse rapidamente della statura professionale del Primario. Dopo un breve periodo di supplenza nell’ospedale Regina Margherita di Messina, epoca nella quale conseguì la libera docenza, ritornò ad Iglesias definitivamente, per dirigere lo stesso Centro Ortopedico Traumatologico. Le caratteristiche culturali, professionali ed umane lo portano in tempi molto brevi a manifestare la sua serietà e affidabilità in un ambiente affiatato e cordiale con un lavoro che riteneva avvincente, come dice nel suo libro “Quo vadis Igea” (uno dei diversi che Pino ha scritto). Da direttore il Professore De Ferrari è stato un vero innovatore della chirur- gia ortopedica ad Iglesias e in Sardegna tutta e, con la sua esperienza, la sua passione e la costante ricerca ha contribuito efficacemente alla creazione di una moderna traumatologia e ortopedia. Di fatto ha creato la scuola chirurgico-specialistica e i suoi allievi sono stati tutti di elevato livello professionale. Successivamente, vicende politiche anomale e soprattutto la perdita della sua cara moglie Alba modificarono la situazione con eventi che lo portarono anche ad occuparsi di direzione sanitaria. Nonostante ciò frequentava sala operatoria e corsie dei malati e questi ultimi gli manifestavano continuamente la loro grande riconoscenza e un indelebile ricordo. In tutto questo periodo (e poi per circa 20 anni) è stato anche Presidente e Direttore dell’AVIS provinciale. Con l’arrivo delle USL il CTO passa, per legge, all’Azienda Sanitaria e la divisone di ortopedia e traumatologia, prima unica, viene sdoppiata. La pensione, si fa per dire, arriva nel 1990 e non è passato molto tempo in cui L’Unione Sarda scrive che il CTO di Iglesias è ormai decaduto. Il vissuto professionale di Pino De Ferrari è di per sè una chiara espressione delle doti umane e comunitarie dimostrate nel corso degli anni e messe tutte, con grande competenza, al servizio soprattutto del malato. Da questo aspetto emerge la caratteristica genetica dell’uo- 25 ricordo di Pino De Ferrari mo dotato di uno spirito di servizio per gli altri, che rappresenta una delle basi fondanti l’associazione rotariana di Paul Harris. Pino De Ferrari è uno dei Soci fondatori del Club di Iglesias ove viene eletto Presidente negli anni rotariani 1970/ 1972 periodo nel quale ha espletato le sue mansioni e suoi doveri nel rispetto dell’etica e della filosofia rotariana. Successivamente, dopo il pensionamento, si trasferisce a Cagliari e viene cooptato dal Rotary Club Cagliari Est ove rapidamente si inserisce nell’attività vera e propria del Club divenendone uno dei Soci più attivi e più ben voluti da tutti. La sua semplicità e saggezza non hanno fatto fatica a renderlo anche amico di tutti” e sempre con spontanea e affettuosa disponibilità. Posso personalmente affermare che anche con me è sempre stato molto affettuoso anche per il ricordo del trascorso rotariano avuto con mio fratello, che non c’è più, nel club di Iglesias. Ma di Pino non possiamo tralasciare di sottolineare altri ed importantissimi aspetti della sua vita nel nostro Club. Infatti nell’anno rotariano 2001/ 2002 è stato brillante presidente del nostro Club e nel lungo tempo “tutore” del nostro bollettino rotariano di cui ne ha curato, con particolare competenza e passione, la messa a punto e i contenuti. se ne parla ANDIAMO IN LIBRERIA di Cicci IBBA LA PIRAMIDE DEL CAFFÈ di Nicola Lecca ed. Mondadori - € 17 Bellissimo questo libro che ci trasporta, dall’ Ungheria a Londra e da Londra all’ Ungheria, con leggerezza e il sapore di una fiaba a lieto fine, ricca, però, di prospettive etiche che vengono incontro al lettore con passi felpati e la semplicità che già si preannuncia nella dedica che l’autore fa “A Jancsi e ai suoi sogni semplici”. Nicola Lecca, giovane scrittore cagliaritano - è nato nel 1976 ed è arrivato finalista allo Strega nel 1999 - cittadino del mondo e viaggiatore incallito da quando di anni ne aveva soltanto diciassette, ci racconta, con questo romanzo, la storia di Imi che, a diciotto anni lascia l’orfanotrofio ungherese di Landor, per realizzare il suo sogno: vivere e lavorare a Londra. E infatti a Londra Imi troverà lavoro, presso la Proper Cofee, una catena di caffetterie che,dal Regno Unito,vuole espandersi in tutto il mondo all’insegna di un ottimo servizio al cliente e di una efficiente organizzazione verticistica all’interno. Entusiasmo, ingenuità, incanto, sogni e speranze caratterizzano il rapporto di Imi con la Proper Coffee, ma la realtà dietro l’angolo è ben diversa dalle fantasie di questo sereno diciottenne che, poco per volta, inizierà a scoprire, in un percorso di crescita e maturazione, come l’apparenza spesso inganna e come le cose che sembrano non sempre stanno come appaiono, anche se poi gli eventi, narrati nel romanzo, trovano, grazie al favore del caso e alla fortuna degli incontri, una loro felice conclusione. Questo libro è stato recensito da tutte le maggiori testate nazionali, quella del Sole 24 Ore del 3 marzo 2013 a firma Roberto Carnero, ci è però sembrata la più illuminante. Ecco 27 l’acuta conclusione: “...la PIRAMIDE DEL CAFFÈ è un libro che andrebbe fatto leggere nelle scuole almeno per due motivi. Innanzitutto perchè confronta i lettori, una volta tanto con alcuni valori positivi (fiducia nella vita, apertura agli altri, attenzione alla società) e in secondo luogo per la qualitá della scrittura di Nicola Lecca, caratterizzata da uno stile di notevole forza e precisione”. E, anche a noi, non resta che dire grazie a questo giovane scrittore: ha dato a tutti una lezione di vita. Complimenti. GUARIRE DALLA CORRUZIONE le antimafia. Sono parole semplici e chiare quelle che usa Papa Francesco per parlare di corruzione e corrotti, ma la sua semplicità discende dalla massima latina “Rem tene, verba sequentur”. Infatti il problema della corruzione e il rapporto corruzionepeccato è ben chiaro nelle sue radici e nelle sua morfologia a Papa Bergoglio e, come già in questi pochi mesi abbiamo potuto vedere, Egli dice, a chiare lettere, la sua su un argomento oggi tanto scottante e problematico per vastità e interessi in gioco. Ma che cosa è la corruzione? È un peccato oppure qualcosa di più sottile e quasi impalpabile che, come la tela del ragno si espande e imprigiona, diventando contagiosa e pericolosa per l’intera società? A pagina 26 il Papa dice senza mezzi termini: “nel confrontarsi il corrotto si erge a giudice degli altri: è lui la misura del comportamento morale”. Egli va a toccare, così, un punto nevralgico e antropologica- di Jorge Mario Bergoglio, Papa Francesco ed. EMI - € 6,90 Forse siamo davanti a 6,90 euro spesi davvero bene: con una cifra esigua acquistiamo un piccolo e prezioso libricino, corredato da un intervento di Pietro Grasso, presidente del Senato e già Procuratore naziona- se ne parla mente basilare: l’arroganza di chi, ponendosi a misura delle norme morali, le supera e le disprezza in nome di un’autoreferenza in cui l’uomo non si misura più con ciò che lo trascende, ma resta chiuso in se stesso come principe e padrone unico e assoluto della sua vita e dei suoi comportamenti, per i quali non deve rispondere a chicchessia. Qui, in questa autoreferenzialità, stanno le radici del male e della vita inquinata che ne consegue e che non risparmia nessuno, chiesa compresa, come lo stesso Papa Francesco sostiene. In tale prospettiva ha quindi un senso ben preciso il suo invito: …ci farà bene tornare a ripetersi l’un l’altro “peccatore sì, corrotto no”. Riflettiamoci. AMARE NELLA LIBERTÀ rossivano e pieno di sdegno esclamò: “perchè ti vergogni di una cosa onorabile?” Da qui parte il testo per parlare di amore e libertà: cosa significa amare? Si può amare lasciando agli altri la libertà? Che cosa vuol dire vivere veramente un amore non possessivo? Queste domande rapportate a tematiche quali la menzogna, l’oppressione, il tradimento, la morte ci guidano verso una presa di coscienza e una maggiore consapevolezza di noi stessi nella condivisione e nelle relazioni che sono allla base di ogni rapporto che voglia dirsi umano. L’amore muove il mondo se noi sappiamo muovere nella giusta direzione l’amore. Amore e passione sono categorie differenti e l’amore è tutto da imparare con la vita, certo, ma anche con la riflessione e l’esperienza della gratuità che necessariamente comporta . Da leggere e meditare. di Timothy Radcliffe, ed. Qiqajon - € 7,00 Ancora un piccolo ma speciale libretto. Si racconta che un giorno Giovanni Crisostomo mentre predicava sul sesso, notò che alcuni ar- 29 VITA DEL CLUB SETTIMANA PER SETTIMANA Riunione del 8 gennaio Argomento della serata: “da Piciocas” a cura di Francesco Abate, un racconto di Barbara Parodo Relatore: Cicci Ibba Soci presenti: Luciano Airoldi, Edwige Ancona, Marcello Angius, Franco Cabras, Rita De Giorgi, Carlo Desogus, Antonio Dimitri, Giovanni Falorni, Salvatore Floris, Giovanni Foddai, Ettore Gasperini, Marco Ghiani, Flaminio Giacobbe, Cicci Ibba, Giampaolo Lallai, Bruno Loviselli, Giancarlo Nurchi, Giorgio Vincenzo Piras, Antonio Pittau, Salvatore Plaisant, Michele Russo, Stefano Salis, Maria Lucia Sancassano, Graziano Sanna, Luigi Satta, Lorenzo Spano, Giuseppe Tilocca, Paolo Usai, Enrico Vassena, Carlo Zuddas. Consorti presenti: Luciana Airoldi, Vasso Giacobbe, Anna Lallai, Angela Vassena. Ospiti: professoressa Barbara Parodo, signora Angela Imbesi Azara, signora Anna Delogu Pozzo, Signora Mariangela Tuveri (del Club); professoressa Donatella Nardi (di Cicci Ibba). Riunione del 15 gennaio Argomento della serata: “dove va l’odontoiatria” Relatore: professoressa Elisabetta Cotti Soci presenti: Marcello Angius, Franco Cabras, Giampaolo Caruso, Carlo Corradini, Giuseppe De Ferrari, Michele Di Martino, Antonio Dimitri, Giovanni Falorni, Salvatore Floris, Giovanni Foddai, Ettore Gasperini, Massimo Graziano, Giampaolo Lallai, Donatella Masala, Francesco Morittu, Carlo Obino, Enrico Orrù, Paolo Emilio Pasolini, Bruno Pin, Giorgio Vincenzo Piras, Antonio Pittau, Michele Russo, Stefano Salis, Luigi Satta, Lorenzo Spano, Enrico Vassena, Carlo Zuddas. Consorti presenti: Giuliana Floris. Ospiti: dottoressa Elisabetta Cotti, professore Brunello Acquas (del Club); dottoressa Beatrice Caruso (di Giampaolo Caruso); dottore Nicola Satta (di Gigi Satta). vita del club Riunione del 22 gennaio Argomento della serata: “parliamo di Rotary” Relatore: Graziano Sanna Soci presenti: Luciano Airoldi, Edwige Ancona, Marcello Angius, Giangabriele Carta, Carlo Corradini, Carlo Desogus, Luciano Di Martino, Michele Di Martino, Antonio Dimitri, Italo Doglio, Giuseppe Dubois, Salvatore Floris, Giovanni Foddai, Ettore Gasperini, Marco Ghiani, Flaminio Giacobbe, Massimo Graziano, Giampaolo Lallai, Bruno Loviselli, Donatella Masala, Francesco Morittu, Pietro Paolo Murru, Salvatore Ortu, Paolo Emilio Pasolini, Giorgio Vincenzo Piras, Antonio Pittau, Salvatore Plaisant, Carlo Poledrini, Michele Russo, Stefano Salis, Maria Lucia Sancassano, Graziano Sanna, Luigi Satta, Marcello Tuveri, Paolo Usai, Carlo Zuddas. Consorti presenti: Giuliana Floris Ospiti: signora Piera Gilardoni Sancassano (di Lucia Sancassano). Riunione del 29 gennaio Argomento della serata: “L’arte e la mitologia s’incontrano per rendere bello il nostro sguardo” Relatore: professoressa Maria Grazia Viscusa Rosella Soci presenti: Alberto Aime, Luciano Airoldi, Edwige Ancona, Marcello Angius, Franco Cabras, Giangabriele Carta, Giovanni Corona, Carlo Corradini, Carlo Desogus, Luciano Di Martino, Antonio Dimitri, Italo Doglio, Giovanni Falorni, Giovanni Foddai, Ettore Gasperini, Marco Ghiani, Flaminio Giacobbe, Massimo Graziano, Cicci Ibba, Giampaolo Lallai, Bruno Loviselli, Luigi Maccioni, Salvatore Ortu, Paolo Emilio Pasolini, Bruno Pin, Giorgio Vincenzo Piras, Michele Russo, Stefano Salis, Maria Lucia Sancassano, Graziano Sanna, Lorenzo Spano, Giuseppe Tilocca, Marcello Tuveri, Paolo Usai, Enrico Vassena. Consorti presenti: Luciana Airoldi, Delio Montisci, Pia Carta, Fernanda Corona, Gemma Di Martino, Anna Lallai, Angela Vassena. Ospiti: Professoressa Maria Grazia Viscusa Rosella, dottor Mauro Rosella (del club); prof.ssa Eugenia Marica (di Lucia Sancassano); dottor Enrico Valdes e signora Paola Valdes (di Cicci Ibba). Riunione interclub con il RC Cagliari Nord e il RC Cagliari Sud del 5 febbraio Argomento della serata: “la EEMA Conference 2013” Relatore: Luciano Di Martino Soci presenti: Luciano Airoldi, Marcello Angius, Franco Cabras, Luciano Di Martino, Michele Di Martino, Antonio Dimitri, Giovanni Falorni, Salvatore 31 vita del club Floris, Giovanni Foddai, Marco Ghiani, Flaminio Giacobbe, Massimo Graziano, Cicci Ibba, Giampaolo Lallai, Bruno Loviselli, Luigi Maccioni, Donatella Masala, Pietro Paolo Murru, Carlo Obino, Enrico Orrù, Salvatore Ortu, Paolo Emilio Pasolini, Bruno Pin, Giorgio Vincenzo Piras, Antonio Pittau, Salvatore Plaisant, Carlo Poledrini, Michele Russo, Stefano Salis, Maria Lucia Sancassano, Graziano Sanna, Luigi Satta, Lorenzo Spano, Paolo Usai, Nicola Vacca, Carlo Zuddas. Consorti presenti: Gemma Di Martino, Liliana Falorni, Giuliana Floris, Manuela Vacca Ospiti: Jocelyn Lai, Morgan Strohbenh, Juan Mentucci, Camilla How, Logan Goldhorn, Miriam Huwald (dello scambio giovani); Signora maria Teresa Sotgiu (di Luciano Di Martino); Anna Delogu di Antonio Pittau; Angela Imbesi Azara (del Club). N. 19 del RC Cagliari Nord e N. 7 del RC Cagliari Sud. Riunione del 12 febbraio Argomento della serata: “Diagnosi e trattamento nell’obesità” Relatore: dottor Silvio Lorrai Soci presenti: Luciano Airoldi, Edwige Ancona, Marcello Angius, Franco Cabras, Giampaolo Caruso, Mario Cocco, Carlo Desogus, Michele Di Martino, Antonio Dimitri, Giovanni Falorni, Salvatore Floris, Giovanni Foddai, Ettore Gasperini, Massimo Graziano, Giampaolo Lallai, Bruno Loviselli, Paolo Emilio Pasolini, Bruno Pin, Michele Russo, Stefano Salis, Graziano Sanna, Luigi Satta, Lorenzo Spano, Carlo Zuddas. Consorti presenti: Luciana Airoldi, Jyette Holdgaard Cocco, Giuliana Floris. Ospiti: dottor Silvio Lorrai, dottor Virgilio Lorrai, dottoressa Stefania Rosas, Signor Carlo Mascia (di Salvatore Floris). Riunione del 19 febbraio Argomento della serata: “Lo sviluppo urbanistico di Cagliari tra l’età punica e romana” Relatore: professore Antonello Greco Soci presenti: Alberto Aime, Luciano Airoldi, Efisio Angius, Marcello Angius, Giangabriele Carta, Mario Cocco, Carlo Corradini, Rita De Giorgi, Carlo Desogus, Giuseppe Dubois, Giovanni Falorni, Salvatore Floris, Giovanni Foddai, Marco Ghiani, Flaminio Giacobbe, Cicci Ibba, Bruno Loviselli, Luigi Maccioni, Donatella Masala, Pietro Paolo Murru, Enrico Orrù, Salvatore Ortu, Paolo Emilio Pasolini, Bruno Pin, Antonio Pittau, Michele Russo, Stefano Salis, Maria Lucia Sancassano, Graziano Sanna, Marcello Tuveri. vita del club Consorti presenti: Luisella Aime, Concettina Angius, Jyette Cocco, Biba Congiu. Ospiti: professore Antonello Greco, signor Luciano Locci. Riunione del 28 febbraio Argomento della serata: riunione iterclub “Cagliari:una città che non volle morire” Soci presenti: Alberto Aime, Luciano Airoldi, Franco Cabras, Mario Cocco, Giovanni Corona, Carlo Corradini, Carlo Desogus, Michele Di Martino, Antonio Dimitri, Italo Doglio, Salvatore Floris, Ettore Gasperini, Flaminio Giacobbe, Massimo Graziano, Cicci Ibba, Giampaolo Lallai, Bruno Loviselli, Luigi Maccioni, Enrico Orrù, Bruno Pin, Antonio Pittau, Carlo Poledrini, Giampaolo Porcu, Michele Russo, Stefano Salis, Graziano Sanna, Andrea Sechi, Lorenzo Spano, Claudio Tozzi, Nicola Vacca, Carlo Zuddas. Consorti presenti: Luisella Aime, Luciana Airoldi, Jyette Cocco, Fernanda Corona, Giuliana Floris, Myriam Porcu, Francesca Tozzi, Manuela Vacca Ospiti: dottoressa Pia Angius Riunione del 5 marzo Argomento della serata: “La cura dell’infanzia ferita” Relatore: dottor Ugo Bressanello rappresentante di “Domus de luna” Soci presenti: Marcello Angius, Mario Cocco, Carlo Corradini, Antonio Dimitri, Giovanni Falorni, Giovanni Foddai, Ettore Gasperini, Flaminio Giacobbe, Massimo Graziano, Cicci Ibba, Giampaolo Lallai, Bruno Loviselli, Luigi Maccioni, Donatella Masala, Salvatore Ortu, Paolo Emilio Pasolini, Antonio Pittau, Michele Russo, Maria Lucia Sancassano, Graziano Sanna, Silvio Silvestri, Lorenzo Spano, Giuseppe Tilocca, Marcello Tuveri, Carlo Zuddas. Consorti presenti: Jyette Cocco, Giuliana Floris, Paola Silvestri Ospiti: dottor Ugo Bressanello e Signora Petra Paolini (del Club); avv Carla Dettori, dottor Sandra Napoleone, dottor Michele Caria, dottor Mariella Brundu, ing Giovanni Masala, Signora Maria Rosaria Masala (di Donatella Masala). Riunione del 12 marzo Argomento della serata: “Essere sardi e italiani” Relatore: professor Pietro Ciarlo Soci presenti: Alberto Aime, Luciano Airoldi, Marcello Angius, Franco Cabras, Giangabriele Carta, Roberto Chessa, Mario Cocco, Giovanni Falorni, Vittorio Faticoni, Salvatore Floris, Ettore Gasperini, Flaminio Giacobbe, Massimo 33 vita del club Graziano, Cicci Ibba, Giampaolo Lallai, Bruno Loviselli, Francesco Morittu, Bruno Pin, Giorgio Vincenzo Piras, Antonio Pittau, Salvatore Plaisant, Carlo Poledrini, Michele Russo, Stefano Salis, Maria Lucia Sancassano, Graziano Sanna, Luigi Satta, Lorenzo Spano, Marcello Tuveri, Paolo Usai, Enrico Vassena, Carlo Zuddas. Consorti presenti: Luciana Airoldi, Pia Carta, Maresa Chessa, Jyette Cocco, Meri Plaisant Ospiti: professor Pietro Ciarlo, signora Cinzia Ciarlo (del Club); dottoressa Elisabetta Lecca (di Cicci Ibba); Ing. Filippo Chesi (di Lucia Sancassano) Riunione del 19 marzo Argomento della serata: “I sequestri di persona a scopo di estorsione in Sardegna” Relatore: dottor Vincenzo Carrozza Soci presenti: Alberto Aime, Edwige Ancona, Marcello Angius, Franco Cabras, Giangabriele Carta, Mario Cocco, Carlo Desogus, Luciano Di Martino, Antonio Dimitri, Giovanni Falorni, Salvatore Floris, Ettore Gasperini, Marco Ghiani, Flaminio Giacobbe, Cicci Ibba, Bruno Loviselli, Luigi Maccioni, Enrico Orrù, Salvatore Ortu, Bruno Pin, Giorgio Vincenzo Piras, Michele Russo, Stefano Salis, Maria Lucia Sancassano, Graziano Sanna, Luigi Satta, Lorenzo Spano, Marco Sulis, Carlo Zuddas. Consorti presenti: Delio Montisci, Pia Carta, Jyette Holdgaard Cocco, Giuliana Floris. Ospiti: dottor Vincenzo Carrozza, dottor Alessio Giuffrida, dottor Massimo Bontempi Riunione del 26 marzo Argomento della serata: “Tutto il mondo è burla” Relatore: professoressa Donatella Davini Maciotta Soci presenti: Luciano Airoldi, Marcello Angius, Franco Cabras, Mario Cocco, Carlo Corradini, Carlo Desogus, Luciano Di Martino, Giovanni Falorni, Salvatore Floris, Giovanni Foddai, Ettore Gasperini, Marco Ghiani, Flaminio Giacobbe, Massimo Graziano, Cicci Ibba, Bruno Loviselli, Luigi Maccioni, Francesco Morittu, Enrico Orrù, Salvatore Ortu, Bruno Pin, Giorgio Vincenzo Piras, Michele Russo, Stefano Salis, Graziano Sanna, Lorenzo Spano, Giuseppe Tilocca, Marcello Tuveri, Carlo Zuddas. Consorti presenti: Luciana Airoldi, Jyette Holdgaard, Vasso Giacobbe, Silvana Sanna. Ospiti: Professoressa Donatella Davini Maciotta, Avvocato Bruno Maciotta. vita del club Riunione del 9 aprile Argomento della serata: “L’esperienza di volontariato nel terzo mondo” Relatore: dottoressa Alessandra Napoleone Soci presenti: Alberto Aime, Marcello Angius, Franco Cabras, Mario Cocco, Giovanni Corona, Antonio Dimitri, Giovanni Falorni, Salvatore Floris, Ettore Gasperini, Marco Ghiani, Flaminio Giacobbe, Massimo Graziano, Bruno Loviselli, Luigi Maccioni, Donatella Masala, Pietro Paolo Murru, Carlo Obino, Paolo Emilio Pasolini, Giorgio Vincenzo Piras, Salvatore Plaisant, Anna Ruzzittu, Stefano Salis, Graziano Sanna, Lorenzo Spano, Paolo Usai, Carlo Zuddas. Consorti presenti: Jyette Holdgaard Cocco, Giuliana Floris, Biba Congiu. Ospiti:dottoressa Alessandra Napoleone (del club); dottoressa Patrizia Maxia e dottore Franco Pintus (di Donatella Masala). Riunione del 16 aprile Argomento della serata: “Quarantennale del Club” Relatore: SE Mons Arrigo Miglio (l’esperienza delle settimane sociali) e Giovanni Corona (ricordi di un socio fondatore) Soci presenti: Alberto Aime, Luciano Airoldi, Edwige Ancona, Franco Cabras, Pietro Francesco Cadoni, Giangabriele Carta, Giampaolo Caruso, Mario Cocco, Giovanni Corona, Carlo Corradini, Carlo Desogus, Luciano Di Martino, Michele Di Martino, Antonio Dimitri, Italo Doglio, Salvatore Floris, Giovanni Foddai, Ettore Gasperini, Marco Ghiani, Flaminio Giacobbe, Massimo Graziano, Cicci Ibba, Giuseppe La Sala, Bruno Loviselli, Luigi Maccioni, Donatella Masala, Francesco Morittu, Enrico Orrù, Salvatore Ortu, Bruno Pin, Giorgio Vincenzo Piras, Antonio Pittau, Salvatore Plaisant, Michele Russo, Stefano Salis, Graziano Sanna, Luigi Satta, Lorenzo Spano, Giuseppe Tilocca, Enrico Vassena, Carlo Zuddas. Consorti presenti: Luisella Aime, Francesca Maria Cadoni, Pia Carta, Vittoria Caruso, Jyette Holdgaard, Fernanda Corona, Giuliana Floris, Mariarosa Piras, Meri Plaisant, Silvana Sanna, Angela Vassena. Ospiti: SE Mons Arrigo Miglio, Governatore Silvio Piccioni, Giacomo ed Anna Oppia, Gabriele e Rossella Andria, Aldo Barletta, Giuseppe Arca, Mauro Manunza, i ragazzi dello scambio giovani, del Rotaract e dell’Interact (del club); don Carlo Rotondo (di Pierfrancesco Cadoni), Signora Anna Delogu e Signora Angela Imbesi (di Nino Pittau); professore Giorgio Cavallo e signora Lidia Cavallo (di Alberto Aime), Francesco Gallistru e Marco Floris (di Salvatore Floris). 35 vita del club Riunione del 23 aprile Argomento della serata: “serata dedicata ai giovani” Soci presenti: Alberto Aime, Luciano Airoldi, Marcello Angius, Franco Cabras, Mario Cocco, Antonello Cogoni, Carlo Corradini, Antonio Dimitri, Giovanni Falorni, Salvatore Floris, Giovanni Foddai, Marco Ghiani, Flaminio Giacobbe, Massimo Graziano, Giampaolo Lallai, Bruno Loviselli, Luigi Maccioni, Francesco Morittu, Bruno Pin, Salvatore Plaisant, Michele Russo, Stefano Salis, Graziano Sanna, Luigi Satta, Lorenzo Spano, Marcello Tuveri, Carlo Zuddas. Consorti presenti: Meri Plaisant Ospiti: dottor Antonio Saliu, professore Alessandro Spano (docenti del Ryla); tutti i ragazzi che hanno partecipato al Ryla; tutti i ragazzi dello scambio giovani; ragazzi dell’interact; signora Giovanna Corradini (di Carlo Corradini). Riunione del 7 maggio Argomento della serata: “Un Papa venuto dalla fine del mondo” Relatore: Padre Maurizio Teani, preside facoltà di Teologia Soci presenti: Alberto Aime, Marcello Angius, Franco Cabras, Giovanni Corona, Carlo Corradini, Antonio Dimitri, Giovanni Falorni, Vittorio Faticoni, Salvatore Floris, Giovanni Foddai, Ettore Gasperini, Marco Ghiani, Massimo Graziano, Cicci Ibba, Giampaolo Lallai, Bruno Loviselli, Donatella Masala, Pietro Paolo Murru, Carlo Obino, Enrico Orrù, Salvatore Ortu, Paolo Emilio Pasolini, Carlo Pautasso, Giorgio Vincenzo Piras, Antonio Pittau, Stefano Salis, Maria Lucia Sancassano, Graziano Sanna, Lorenzo Spano, Giuseppe Tilocca, Paolo Usai, Carlo Zuddas. Consorti presenti: Fernanda Corona, Giuliana Floris, Biba Congiu, Maria Francesca Usai. Ospiti:Padre Maurizio Teani (del Club); dottor Marcello Planta e Signora, dottor Fabrizio Lecca e Signora (di Cicci Ibba); dottor Mauro Marchetti (di Donatella Masala). Riunione del 14 maggio Argomento della serata: “le allergie in odontoiatria” Relatore: Nino Pittau Soci presenti: Alberto Aime, Marcello Angius, Giangabriele Carta, Antonello Cogoni, Carlo Desogus, Luciano Di Martino, Antonio Dimitri, Giuseppe Dubois, Giovanni Falorni, Salvatore Floris, Giovanni Foddai, Ettore Gasperini, Giampaolo Lallai, Bruno Loviselli, Luigi Maccioni, Francesco Morittu, Pietro vita del club Paolo Murru, Salvatore Ortu, Paolo Emilio Pasolini, Giorgio Vincenzo Piras, Antonio Pittau, Michele Russo, Anna Ruzzittu, Stefano Salis, Graziano Sanna, Paolo Usai, Enrico Vassena, Carlo Zuddas. Consorti presenti: Pia Carta, Mariarosa Piras, Angela Vassena. Ospiti: Signora Angela Imbesi Azara, Signora Anna Angela Delogu Pozzo (di Nino Pittau). Riunione del 21 maggio Argomento della serata: “La sardità: l’identità che non va persa” Relatore: Giampaolo Lallai Soci presenti: Alberto Aime, Edwige Ancona, Efisio Angius, Franco Cabras, Giangabriele Carta, Antonello Cogoni, Carlo Desogus, Luciano Di Martino, Michele Di Martino, Antonio Dimitri, Miro Falchi, Giovanni Falorni, Giovanni Foddai, Ettore Gasperini, Flaminio Giacobbe, Massimo Graziano, Cicci Ibba, Giampaolo Lallai, Pasquale Lavanga, Bruno Loviselli, Luigi Maccioni, Giancarlo Nurchi, Enrico Orrù, Salvatore Ortu, Paolo Emilio Pasolini, Carlo Poledrini, Michele Russo, Stefano Salis, Graziano Sanna, Luigi Satta, Marcello Tuveri, Enrico Vassena, Carlo Zuddas. Consorti presenti: Pia Carta, Elisabetta Falchi, Liliana Falorni, Anna Lallai, Angela Vassena. Ospiti: Signora Angela Imbesi Azara, Anna Angela Delogu Pozzo (del Club). Riunione del 28 maggio Argomento della serata: “I media e la percezione della realtà”. La conferenza è stata preceduta da un ricordo del Socio Pino De Ferrari recentemente scomparso Relatore: don Giuseppe Tilocca Soci presenti: Alberto Aime, Luciano Airoldi, Edwige Ancona, Marcello Angius, Franco Cabras, Antonello Cogoni, Carlo Corradini, Rita De Giorgi, Luciano Di Martino, Michele Di Martino, Italo Doglio, Giovanni Falorni, Salvatore Floris, Giovanni Foddai, Ettore Gasperini, Marco Ghiani, Flaminio Giacobbe, Cicci Ibba, Giampaolo Lallai, Bruno Loviselli, Luigi Maccioni, Donatella Masala, Pietro Paolo Murru, Giancarlo Nurchi, Enrico Orrù, Paolo Emilio Pasolini, Giorgio Vincenzo Piras, Antonio Pittau, Michele Russo, Maria Lucia Sancassano, Graziano Sanna, Luigi Satta, Giuseppe Tilocca, Marcello Tuveri, Carlo Zuddas. Consorti presenti: Luciana Airoldi, Giuliana Floris, Silvana Sanna Ospiti: Dottor Francesco De Ferrari e Signora Donatella, Geometra Emilio De Ferrari e Signora Tittì; Avvocato Anna Maria Bonomo, Paolo Bonomo, Professore 37 vita del club Italo Cao (del Club); signora Piera Gilardoni Sancassano, Dottoressa Anna Cau, dottor Mauro Mura (di Lucia Sancassano); Dottor Fabrizio Lecca (di Cicci Ibba); Signora Anna Angela Delogu (di Nino Pittau) Rotariani in visita: Delio Montisci. Riunione del 4 giugno Argomento della serata: “Il sangue del cordone ombelicale, problemi medici ed etico sociali” Relatore: prof. Licinio Contu Soci presenti: Alberto Aime, Edwige Ancona, Marcello Angius, Franco Cabras, Carlo Corradini, Carlo Desogus, Michele Di Martino, Antonio Dimitri, Giuseppe Dubois, Miro Falchi, Giovanni Falorni, Salvatore Floris, Giovanni Foddai, Ettore Gasperini, Flaminio Giacobbe, Massimo Graziano, Luigi Maccioni, Donatella Masala, Pietro Paolo Murru, Enrico Orrù, Paolo Emilio Pasolini, Carlo Pautasso, Giorgio Vincenzo Piras, Antonio Pittau, Carlo Poledrini, Michele Russo, Stefano Salis, Maria Lucia Sancassano, Graziano Sanna, Luigi Satta, Lorenzo Spano, Paolo Usai, Carlo Zuddas. Consorti presenti: Elisabetta Falchi, Giuliana Floris, Elena Graziano, Biba Congiu, Maria Grazia Pautasso. Ospiti: Prof. Licinio Contu (del Club); Signora Rosaria Floris e dottoressa Paola Cossu (di Salavatore Floris). Riunione del 11 giugno Argomento della serata: “Le zone franche” Relatore: dottor Piergiorgio Massidda Soci presenti: Alberto Aime, Luciano Airoldi, Edwige Ancona, Marcello Angius, Antonello Cogoni, Carlo Desogus, Antonio Dimitri, Giovanni Falorni, Vittorio Faticoni, Salvatore Floris, Giovanni Foddai, Ettore Gasperini, Marco Ghiani, Flaminio Giacobbe, Cicci Ibba, Bruno Loviselli, Luigi Maccioni, Donatella Masala, Francesco Morittu, Giancarlo Nurchi, Carlo Obino, Enrico Orrù, Paolo Emilio Pasolini, Carlo Pautasso, Antonio Pittau, Michele Russo, Stefano Salis, Graziano Sanna, Lorenzo Spano, Giuseppe Tilocca. Consorti presenti: Giuliana Floris. Ospiti: dottor Piergiorgio Massidda, dottor Marco Fanni (del Club); dottor Angelo Lobina e dottor Severo Pulixi (di Edwige Ancona). Rotariani in visita: Anna Maria Bonomo, Delio Montisci. vita del club Riunione del 18 giugno Argomento della serata: “Assegnazione del primo premio Shardana ai Tenores di Orgosolo e al Ballo rituante di Orgosolo” Soci presenti: Luciano Airoldi, Edwige Ancona, Efisio Angius, Marcello Angius, Franco Cabras, Giangabriele Carta, Carlo Corradini, Antonio Dimitri, Miro Falchi, Giovanni Falorni, Vittorio Faticoni, Salvatore Floris, Giovanni Foddai, Ettore Gasperini, Marco Ghiani, Flaminio Giacobbe, Massimo Graziano, Cicci Ibba, Bruno Loviselli, Luigi Maccioni, Donatella Masala, Pietro Paolo Murru, Salvatore Ortu, Antonio Pittau, Michele Russo, Stefano Salis, Graziano Sanna, Luigi Satta, Silvio Silvestri, Lorenzo Spano, Giuseppe Tilocca, Marcello Tuveri, Paolo Usai, Enrico Vassena, Carlo Zuddas. Consorti presenti: Luciana Airoldi, Concettina Angius, Pia Carta, Elisabetta Falchi, Liliana Falorni, Stefania Faticoni, Giuliana Floris, Giuliana Loviselli, Maria Laura Salis, Silvana Sanna, Tiziana Satta, Paola Silvestri, Angela Vassena. Ospiti: Tenores di Orgosolo, Compagnia del Ballo rituante di Orgosolo; Gabrilla Collu Pitea (Innerwheel), Angela Azara (del Club), Marco Floris e Danile Rossetti (del Rotaract); Avv. Stefania Banditelli e dottor Roberto Aratini (di Stefano Salis); dottor Enrico Deplano e Signora Mira Caselius (di Vittorio Faticoni); Signora Rosaria Floris (di Salvatore Floris). Rotariani in visita: 53 Soci, consorti e ospiti del RC Cagliari Nord. Riunione del 25 giugno Argomento della serata: “serata di gala per il passaggio della campana tra Salvatore Floris e Marcello Angius” Soci presenti: Alberto Aime, Luciano Airoldi, Edwige Ancona, Marcello Angius, Franco Cabras, Pietro Francesco Cadoni, Giangabriele Carta, Antonello Cogoni, Giovanni Corona, Carlo Corradini, Carlo Desogus, Luciano Di Martino, Michele Di Martino, Antonio Dimitri, Italo Doglio, Benedetto Etzi, Giovanni Falorni, Vittorio Faticoni, Salvatore Floris, Giovanni Foddai, Flaminio Giacobbe, Cicci Ibba, Giuseppe La Sala, Bruno Loviselli, Luigi Maccioni, Donatella Masala, Pietro Paolo Murru, Giancarlo Nurchi, Salvatore Ortu, Paolo Emilio Pasolini, Bruno Pin, Giorgio Vincenzo Piras, Antonio Pittau, Salvatore Plaisant, Giampaolo Porcu, Michele Russo, Anna Ruzzittu, Stefano Salis, Maria Lucia Sancassano, Graziano Sanna, Luigi Satta, Lorenzo Spano, Marco Sulis, Marcello Tuveri, Paolo Usai, Enrico Vassena, Carlo Zuddas. Consorti presenti: Luisella Aime, Luciana Airoldi, Delio Montisci, Maria Grazia Angius, Francesca Maria Cadoni, Pia Carta, Maria Pia Cogoni, Fernanda 39 vita del club Corona, Donatella Desogus, Gemma Di Martino, Alida Doglio, Carla Etzi, Liliana Falorni, Maria Carla La Sala, Giuliana Loviselli, Biba Congiu, Meri Plaisant, Myriam Porcu, Graziella Russo, Silvana Sanna, Tiziana Satta, Antonella Sulis, Maria Francesca Usai, Marinella Zuddas. Ospiti: dottor Gabriele Andria, dottoressa Rossella Ricciardi Andria, avv. Anna Maria Bonomo, signora Maria Marcialis, signora Jolanda Tumbarello, signora Anna Angela Delogu Pozzo, signora Anna Angela Imbesi Azara (del Club); Emanuele Angius, signora Maria Cristina De Santis, avv. Claudia Motzo, dottor Alberto Desogus, signora Marisa Desogus, dottor Sandro Loche, signora Antonella Loche (di Marcello Angius); signora Luciana Montaldo, professore Piero Montaldo (di Nino Pittau); dottoressa Valeria Antuofermo (di Tore Plaisant); dottor Renato Tumbarello, dottoressa Elisabetta Pisano (di Ninni Murru); ing Ginni Loi, dottoressa Lucia Mura (di Bruno Loviselli); Francesca Fiorilla, Antonello Fiori, Marco Floris (del Rotaract); Claudia Giancheddu, Alessandro Gaspardini, Gabriele Manca (dell’Interact); Juan Mentucci, Camilla How, Morgan Strohbenh, Jocelyn Lai, Marco Usai, Michle Melis (dello scambio giovani). PRESENZE LUGLIO - AGOSTO - SETTEMBRE - OTTOBRE - NOVEMBRE - DICEMBRE COGNOME AIME AIROLDI ANCONA ANGELUCCI ANGIUS ANGIUS CABRAS CADONI CAPPELLACCI CARTA CARUSO CHESSA CIABATTI COCCO COGONI CORONA CORRADINI COSSU CUALBU DE GIORGI DESOGUS DI MARTINO DI MARTINO DIMITRI DOGLIO DUBOIS ETZI FALCHI FALORNI FATICONI NOME Alberto Luciano Edwige Emanuele Efisio Marcello Franco Pierfrancesco Ugo Giangabriele Giampaolo Roberto Luigi Mario Antonello Giovanni Carlo Guido Gualtiero Rita Carlo Luciano Michele Antonio Italo Giuseppe Benedetto Miro Giovanni Vittorio TOTALE PRESENZE ASSIDUITÀ SEMESTRALE ASSIDUITÀ TRIM. PREC. 15 15 12 0 3 20 21 2 0 10 3 1 0 10 6 (su 9) 6 14 0 0 3 14 10 10 19 6 4 1 3 20 5 65,22% 65,22% 52,17% 0,00% 13,04% 86,96% 91,30% 8,70% 0,00% 43,48% 13,04% 4,35% 0,00% 43,48% 66,67% (su 9) 26,09% 60,87% 0,00% 0,00% 13,04% 60,87% 100% (*) 43,48% 82,61% 26,09% 17,39% 4,35% 13,04% 86,96% 21,74% 100,00% 81,25% 43,75% 18,75% 31,25% 81,25% 93,75% 31,25% 0,00% 62,50% 12,50% 12,50% 0,00% 56,25% // 12,50% 87,50% 6,25% 0,00% 6,25% 43,75% 100,00% (*) 6,25% 75,00% 43,75% 25,00% 0,00% 0,00% 75,00% 25,00% 41 le nostre presenze COGNOME FIORILLA FLORIS FLORIS FODDAI GASPERINI GHIANI GIACOBBE GRAZIANO IBBA LALLAI LA SALA LAVANGA LOVISELLI MACCIONI MADDALONI MANCA BITTI MASALA MORITTU MURRU MURRU NURCHI OBINO ORRU’ ORTU PASOLINI PAUTASSO PIN PIRAS PISU PITTAU PLAISANT POLEDRINI NOME Giovanni Emilio Salvatore Giovanni Ettore Marco Flaminio Massimo Vincenza Giampaolo Giuseppe Pasquale Bruno Luigi Giovanni Guido Donatela Francesco Mauro Pietro Paolo Giancarlo Carlo Enrico Salvatorangelo Paolo Emilio Carlo Bruno Giorgio Vincenzo Maria Bonaria Antonio Salvatore Carlo TOTALE PRESENZE ASSIDUITÀ SEMESTRALE ASSIDUITÀ TRIM. PREC. 0 0 20 19 19 14 19 16 16 14 2 1 22 17 0 0 13 8 0 10 5 5 12 13 15 3 12 15 0 15 9 6 0,00% 0,00% 86,96% 82,61% 82,61% 60,87% 82,61% 69,57% 69,57% 60,87% 8,70% 4,35% 95,65% 73,91% 0,00% 0,00% 56,52% 34,78% 0,00% 43,48% 21,74% 21,74% 52,17% 56,52% 65,22% 13,04% 52,17% 65,22% 0,00% 65,22% 39,13% 26,09% 0,00% 0,00% 100,00% 87,50% 75,00% 81,25% // 62,50% 62,50% 68,75% 18,75% 0,00% 75,00% 56,25% 0,00% 0,00% 87,50% 56,25% 0,00% 68,75% 18,75% 56,25% 43,75% 75,00% 87,50% 12,50% 62,50% 75,00% 6,25% 81,25% 37,50% 25,00% le nostre presenze COGNOME PORCU PRANTEDDU RUSSO RUZITTU SALIS SANCASSANO SANNA SATTA SECHI SEEBERGER SILVESTRI SPANO SULIS TILOCCA TOZZI TUVERI USAI VACCA VASSENA ZUDDAS NOME TOTALE PRESENZE ASSIDUITÀ SEMESTRALE ASSIDUITÀ TRIM. PREC. 2 0 21 3 21 12 22 14 1 0 3 17 2 9 1 11 11 2 9 20 8,70% 0,00% 91,30% 13,04% 91,30% 52,17% 95,65% 60,87% 4,35% 0,00% 13,04% 73,91% 8,70% 39,13% 4,35% 47,83% 47,83% 8,70% 39,13% 86,96% 25,00% 0,00% 100,00% 75,00% 68,75% 93,75% 87,50% 81,25% 12,50% 12,50% 25,00% 100,00% 56,25% 37,50% 6,25% 68,75% 37,50% 12,50% 56,25% 93,75% Giampaolo Antonio Michele Anna Stefano Maria Lucia Graziano Luigi Andrea Gerhard Silvio Lorenzo Marco Bruno Claudio Marcello Paolo Nicola Enrico Carlo Soci evidenziati sono Dispensati (*) Hanno compensato una o più riunioni con altra attività rotariana. 43 ASSIDUITÀ GENNAIO - FEBBRAIO - MARZO - APRILE - MAGGIO - GIUGNO Data riunione Presenti totali 8/1 15/1 22/1 29/1 5/2 12/2 19/2 28/2 5/3 12/3 19/3 26/3 9/4 16/4 23/4 7/5 14/5 21/5 28/5 4/6 11/6 18/6 25/6 30 27 36 35 36 24 30 31 26 32 29 29 26 41 27 32 29 33 35 33 31 35 47 Presenti escluso i dispensati 20 17 25 23 27 14 21 19 16 19 20 19 16 25 17 20 18 19 23 20 21 22 30 Assiduità escluso i dispensati 34,39 % 29,31 % 43,10 % 39,66 % 47,37 % 25,00 % 37,50 % 33,93 % 29,63 % 35,19 % 37,04 % 35,19 % 29,63 % 46,30 % 31,48 % 37,04 % 33,33 % 35,19 % 42,59 % 37,74 % 39,62 % 41,51 % 56,60 % Assiduità totale 56,32 % 52,87 % 62,07 % 59,77 % 65,12 % 50,59 % 58,82 % 56,47 % 54,22 % 57,83 % 59,04 % 57,83 % 54,22 % 65,06 % 55,42 % 59,04 % 56,63 % 57,83 % 62,65 % 59,76 % 60,98 % 62,20 % 71,95 % Soci totali: - 87 fino al 5febbraio, 86 fino al 12 febbraio 85 fino al5 marzo, 83 fino al 4 giugno, attualmente 82. - 29 Soci dispensati - Dal 25 giugno due Soci Onorari. INDUSTRIA GRAFICA GRAFICHE GHIANI Stampatori da 30 anni www.graficheghiani.it S.S. 131, km 17,450 Z.I. Monastir CA tel. 070 9165222 fax 070 9165050 [email protected]