l’UNIVERSITÀ
P e r i o d i c o
anno XXIV n. 4 - luglio/agosto 2006
Poste Italiane S.p.A.
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d i
P e r u g i a
Le hit parade degli Atenei
L’Università degli Studi di Perugia tra i primi posti nelle graduatorie nazionali
il servizio alle pagine 3/4
pagine 5/6
pagina 7
pagina 10
pagina 15
Droga e Università
Le scoperte dello SMAArt
Manager in Olanda
Comitato Pari Opportunità
Inchiesta sul rapporto tra gli studenti
e le sostanze stupefacenti.
Il Centro d’Eccellenza perugino
svela i segreti dei Maya.
Intervista ad Andrea Ragnetti,
“laureato illustre” in Scienze Politiche.
Costituito il 9 maggio, ne fanno parte
docenti, tecnici e studenti.
l’UNIVERSITÀ
La foto del mese
Fotografare l’Università degli Studi di Perugia
Da questo numero riserviamo la seconda pagina del periodico alla “foto del mese”, al fine di pubblicare gli scatti migliori sul tema dell’Università degli Studi di Perugia.
Le fotografie possono essere inviate all’indirizzo e-mail: [email protected] o spedendola a: Staff Comunicazione e relazioni esterne, Piazza dell’Università 1, 06123
Perugia. Per informazioni: tel. 075.585.2395, fax 075.585.2182
l’UNIVERSITÀ
Periodico d’informazione
dell’Ateneo di Perugia
Anno XXIV - n. 4
luglio - agosto 2006
Autorizzazione del Tribunale di Perugia
n. 659 del 7/3/1983
Direttore: Laura Marozzi
In redazione:
Francesco Bircolotti, Andrea Possieri
Hanno collaborato:
Erika Baglivo, Erika Bellini, Giuliano
Carella, Fabio D’Andrea, Elio De Nardis,
Giuseppe Moscati, Adriana Rossi, Nicoletta
Stradaioli, Leonardo Varasano.
Fotografia realizzata da Lara Martini.
Redazione: Piazza dell’Università, 1
06123 Perugia (PG)
e-mail: [email protected]
Tel.: 075/5852395 - Fax: 075/5852182
Stage e collaborazioni con l’Università
La redazione de l’Università è aperta agli studenti per periodi di stage. Per informazioni rivolgersi a: Staff Comunicazione e relazioni esterne, Piazza dell’Università 1,
06123 Perugia - Tel. 075.585.2395 - fax 075.585.2182 e-mail: [email protected]
Progetto grafico, impaginazione e stampa:
Réclame Progetti Srl
2
l’Università n. 4 - luglio/agosto 2006
8
l’UNIVERSITÀ
Primo piano
Classifiche delle mie brame
Per Perugia
il punto di forza
imprescindibile
è la folta presenza
Secondo La Repubblica, lo Studium perugino si colloca al 5° posto; di studenti
per Il Sole-24 Ore al 12°. Nel mondo accademico, però, sono numerose “fuori sede”:
le perplessità sui criteri di compilazione delle graduatorie stilate dai due quotidiani. 43 su 100
L’Ateneo di Perugia è stabilmente ai primi posti delle classifiche del 2006 stilate
Il Sole-24 Ore, invece, stila un’unica graduatoria generale tenendo in considenon sono umbri
dai quotidiani La Repubblica e Il Sole-24 Ore. Al quinto, secondo il giornale rorazione, però, sei differenti indicatori: i “laureati in tempo”, “l’attrattività”, “la camano; al dodicesimo, secondo la testata milanese di Confindustria. Lo Studium
perusinum, dunque, viene inserito saldamente nella hit parade delle eccellenze.
Le graduatorie che segnalano le migliori Università italiane sono ormai un refrain
tradizionale che, da alcuni anni, contraddistingue il periodo estivo. Ogni estate, infatti, i maggiori quotidiani stilano una nuova classifica degli Atenei del Bel
Paese premiando le migliori Accademie e assegnando la maglia nera alle ultime
posizionate. Graduatorie da prendere con le molle, è bene ricordarlo subito. Sebbene gli indicatori statistici si raffinino sempre più, queste speciali classifiche
rischiano spesso di fornire fotografie parziali (a volte anche fuorvianti) delle realtà
universitarie. Da esse, per esempio, è assai difficile percepire la reale qualità della docenza e degli insegnamenti, così come l’effettiva preparazione degli
studenti o le concrete condizioni di vita della popolazione universitaria. Insomma, questo tipo di graduatorie lasciano spazio a molte perplessità. Gli indicatori
statistici utilizzati, anche se forniscono informazioni interessanti, non riescono a
essere rappresentativi di tutta la complessa realtà accademica. Su questo punto
pare esserci un coro unanime dei docenti intervistati da l’Università (si veda il
box a pagina 4).
Detto ciò, a onor di cronaca, non si può non rilevare come l’Ateneo perugino
continui a occupare le migliori posizioni in tutte le diverse classifiche che sono
state pubblicate. Secondo l’indagine compiuta dal quotidiano La Repubblica,
condotta in collaborazione con il Censis, lo Studium Generale occupa il quinto
posto nazionale tra le “grandi” Università pubbliche. Il quotidiano fondato da
Scalfari, infatti, stila quattro differenti classifiche a seconda della dimensione
degli Atenei che si distinguono in “mega”, “grandi”, “medi” e “piccoli”. A queste differenziazioni vanno aggiunte, poi, le Università “private” e i “politecnici”.
Nella categoria di riferimento, dunque, l’Ateneo di Perugia risiede stabilmente
ai piani alti.
pacità di autofinanziamento”, “i talenti”, la “dispersione” e gli “inattivi”. In questa
speciale classifica l’Ateneo umbro si colloca al dodicesimo posto. Insomma, da
servizio di
Andrea Possieri
POSIZIONE
ATENEO
SERVIZI
BORSA
STRUTTURE
WEB
VOTO
1
Siena
102
87
100
102
97,8
2
Calabria
110
85
85
94
93,5
3
Pavia
94
84
102
93
93,3
4
Trieste
85
80
103
98
91,5
5
Perugia
86
89
86
93
88,5
6
Genova
79
85
102
86
88
7
Verona
78
91
87
91
86,8
8
Roma – Tor Vergata
70
74
99
94
86,5
9
Parma
78
74
99
94
86,3
9
Urbino
97
72
73
103
86,3
11
Cagliari
80
82
78
90
82,5
12
Messina
76
83
79
84
80,5
13
Lecce
73
68
81
94
79,0
14
Milano – Bicocca
71
75
83
82
77,8
15
Roma – Tre
68
81
69
93
77,8
16
Chieti
73
67
75
93
77,0
17
Napoli – Seconda
66
67
73
67
68,3
Nella tabella a fianco:
La classifica dei “grandi” Atenei
(fonte La Repubblica)
continua a pagina 4
3
Classifiche delle mie brame
l’UNIVERSITÀ
Nella tabella a fianco:
La classifica generale
delle “Università pubbliche”
(fonte Il Sole-24 Ore)
Primo piano
qualunque parte lo si guardi, lo Studium si colloca nella “serie A” dell’Accademia
nazionale, rinforzando la tradizione consolidata nei suoi sette secoli di storia.
Non si possono non notare comunque le difformità di valori assegnati ai singoli
Atenei dalle due differenti classifiche. Clamoroso, per esempio, è il caso di Siena:
al primo posto delle Accademie italiane secondo La Repubblica, solo sedicesima
secondo Il Sole-24 Ore. Oppure Lecce: tredicesima secondo il quotidiano romano, addirittura sessantesima per la testata milanese.
Nonostante queste evidenti discrasie, alcuni dati utilizzati per costruire le classifiche sono estremamente interessanti. Per esempio, l’indice di “attrattività”,
che si riferisce alla quota di studenti provenienti da altre regioni sul totale degli
iscritti. Questo fattore, infatti, sembra essere l’arma in più dell’Ateneo perugino:
su 100 iscritti, ben 43 provengono da fuori regione.
Se si compara questo dato con quelli delle “grandi” Università, il nostro Ateneo si
situa al secondo posto preceduto soltanto da Bologna. Una percentuale di “fuori
sede” molto alta che nella classifica generale de Il Sole-24 Ore (che racchiude
grandi e piccoli Atenei) è superata solamente dalle Università marchigiane di
Camerino e Urbino (59,6 la prima, 53 la seconda) e da quelle emiliane di Ferrara
(52,7), Bologna (49) e Parma (49).
Un segnale decisamente incoraggiante che premia gli sforzi effettuati, in questi
ultimi anni, per consolidare una tradizione pluriennale da alcune zone “storiche”
di provenienza (Calabria, Puglia e Lazio), ma soprattutto che testimonia le capacità di questo Ateneo nel reggere l’urto della concorrenza universitaria. Specialmente quella dei piccoli centri accademici nati nell’ultimo periodo e disseminati
in tutto il territorio nazionale.
POSIZIONE
ATENEO
PUNTI
1
Milano – Politecnico
394,0
2
Modena
393,6
3
Padova
378,7
4
Ancona
369,4
5
Parma
363,4
6
Torino – Politecnico
354,5
7
Pavia
341,8
8
Trento
333,6
9
Bologna
333,0
10
Firenze
331,9
11
Ferrara
331,7
12
Perugia
330,1
13
Venezia – Iuav
329,9
14
Udine
325,8
15
Torino
325,1
16
Siena
319,4
17
Messina
313,4
18
Piemonte – Orientale
312,8
19
Chieti
311,2
20
Venezia – Cà Foscari
304,4
L’OPINIONE DELLE FACOLTÀ: CLASSIFICHE NON ESAUSTIVE, MANCANO GLI “STUDI DI VALIDAZIONE”
Alcuni indicatori forniscono delle informazioni utili sul rendimento degli Atenei ma
le classifiche, nel loro complesso, non riescono a rappresentare in modo esaustivo
la realtà universitaria. È questo, in sintesi, il giudizio espresso da alcuni docenti
delle Facoltà perugine. Perplessità che vengono evidenziate efficacemente dal
professore Giorgio Eduardo Montanari, Preside della Facoltà di Scienze Politiche.
“Per valutare queste classifiche – afferma il docente di Statistica – bisogna fare
una duplice riflessione. In primo luogo, le graduatorie presentano un difetto all’origine: sono basate sul reperimento di informazioni immediatamente disponibili, facilmente reperibili sul sito web del Ministero dell’Università. Questo vuol dire che
si prendono in considerazione solo degli aspetti quantitativi (che sono, di per sé,
parziali) e che manca una adeguata impostazione metodologica a monte. In secondo luogo, sarebbero necessari degli “studi di validazione” in grado di mettere
in relazione gli indicatori con la realtà universitaria. Faccio un esempio: la progressione di carriera degli studenti. Il basso numero di fuori corso non è sempre indice
di qualità degli studi in un Ateneo. In alcuni casi potremmo essere in presenza di
un’efficace azione di tutorato che facilita l’apprendimento degli studenti; in altri
casi, invece, potremmo essere in presenza di esami più semplici che permettono
un facile accesso agli anni successivi. Insomma, è fondamentale capire quale
realtà c’è dietro a questi indicatori. Nonostante tutto, però, almeno per gli aspetti
considerati, da alcuni valori possiamo trarre indicazioni utili dal confronto con gli
altri Atenei. Quello che manca, ripeto, sono gli “studi di validazione” degli indica-
tori”. Il Preside della Facoltà di Ingeneria, professore Corrado Corradini, fornisce
un giudizio in linea con il pensiero di Montanari: “Le classifiche degli Atenei
sono in qualche misura utili, però non sono rigorosamente rappresentative della
qualità delle Università. Faccio un esempio relativo alla Facoltà di Ingegneria,
con il parametro “Relazionali internazionali”. Con questo indicatore, infatti, ci si
riferisce principalmente al numero degli studenti che partecipano al programma
di scambio internazionale Erasmus. La nostra Facoltà, però, ha deciso di non
incentivare questo scambio perché le lauree in Europa nel settore ingegneristico
sono di qualità sicuramente inferiore alle nostre. In altre parole, riconosciamo
raramente l’equipollenza degli esami svolti all’estero, richiedendo nella maggior
parte dei casi un colloquio integrativo da effettuarsi in Italia dopo il rientro dello
studente dal soggiorno all’estero. Inoltre, è alquanto riduttivo valutare i rapporti
internazionali quasi unicamente con il numero di studenti in mobilità in entrata e
in uscita verso e dall’estero”.
Più morbido, invece, il commento del Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia,
professore Giorgio Bonamente. Il docente di Storia Romana sostiene, infatti, che
“le classifiche sono un punto di riferimento molto utile sebbene presentano dei
momenti di debolezza. Tuttavia, un criterio non è mai neutro e va accettato tenendo conto di questo margine di relatività. Dando uno sguardo alle classifiche,
comunque, non posso non notare che l’Ateneo di Perugia è collocato bene e
quindi non posso che esserne soddisfatto”.
I giardini
del Rettorato.
Classifiche delle mie brame
4
l’Università n. 4 - luglio/agosto 2006
l’UNIVERSITÀ
Focus
Niente spazio per la droga
Le opinioni
degli intervistati
si dividono
tra chi minimizza
Viaggio tra la popolazione universitaria per conoscere il rapporto tra gli iscritti il problema
e le sostanze stupefacenti: in Ateneo la situazione si mantiene tranquilla e sotto controllo. e chi ne segnala
I dati forniti dalle Forze dell’ordine sul consumo tra i giovani. la gravità
Esiste un concreto rischio-droga interno all’Ateneo? L’Università è un microcosmo
del tutto speculare rispetto alla realtà che la circonda e dunque anche teatro di
spaccio e consumo di droghe? E se questo fenomeno esiste pure nell’Ateneo,
che incidenza ha? Tutte domande sempre più cogenti, soprattutto in virtù del
triste primato di morti per overdose - primato, tra l’altro, che non rischia di essere
spodestato a breve, visto il divario esistente con la media nazionale - raggiunto
dalla città e dalla provincia di Perugia. Diciamo subito che, a tutt’oggi, non esiste, secondo le fonti di polizia, un problema-droga che investe in particolare la
cittadella accademica. Non sono stati rilevati episodi né di spaccio né di consumo
conclamato di sostanze stupefacenti all’interno dell’Accademia da parte di studenti. In sintesi, nel recente passato, non sono avvenute operazioni di polizia che
si sono concentrate nell’ambiente universitario e, di conseguenza, non esistono
statistiche che descrivano una presenza di questo fenomeno. Anche gli addetti
alla sicurezza dell’amministrazione centrale dell’Ateneo confermano questa situazione. Non sono stati segnalati episodi che possono essere legati alla presenza
di una questione-tossicodipendenza tra la popolazione studentesca, né sono stati
rilevati fenomeni delinquenziali che possano essere ricondotti alla presenza di
una qualche forma di associazione malavitosa. Purtroppo, lungo le strade limi-
trofe alla cittadella universitaria sono state trovate dagli addetti alla pulizia tracce
del consumo di sostanze stupefacenti – ad esempio delle siringhe – ma non è
possibile legare, in alcun modo, questi ritrovamenti alla vita dello Studium dove,
nelle aule, nei corridoi e nelle sale studio, non sembra trovare posto questa piaga
sociale. L’Ateneo come un’oasi felice? Per ora sì, ma nulla è più sbagliato del
cullarsi sugli allori. Per cercare di avere altre risposte, ci siamo rivolti a uno dei
responsabili del servizio di assistenza medica di base offerto dall’Ateneo presso
la Casa dello studente di via Faina (IV padiglione), il dottore Marcello Damiani,
medico generico: “In base alla mia esperienza pluriennale, posso dire di non aver
mai avuto la percezione di un preoccupante fenomeno droga tra gli studenti dell’Università degli Studi di Perugia. Mai un tossicodipendente in crisi d’astinenza.
Ma non ho mai visto neppure ragazzi ubriachi. Certo, droghe leggere di cui è
difficile percepire i sintomi circoleranno pure, ma niente tossici. È vero anche che
un ragazzo che ha problemi di eroina è probabile non venga da noi, ma vada al
pronto soccorso o al Sert. È certo, comunque, che se l’incidenza del fenomeno
fosse macroscopica e dunque preoccupante, qualche caso arriverebbe anche a
noi”. Quindi aggiunge dando motivi di sollievo: “Se all’interno dell’Ateneo c’è un
fenomeno droga, esso non è un fenomeno statisticamente evidente e rilevante.
110
Nel grafico:
Persone segnalate all’Autorità
giudiziaria (dati per 100 mila abitanti
di popolazione residente).
Fonte: Polizia di Stato
2004
100
2005
90
servizio di
Erika Baglivo,
Nicoletta Stradaioli
e Leonardo Varasano
80
70
60
50
40
30
20
10
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���
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0
LE STATISTICHE DELLA POLIZIA A PERUGIA
Dalla lettura dei dati forniti dalla Polizia di Stato si rileva che, dal 2003 a oggi, in
Umbria si è registrato un boom nei sequestri di stupefacenti. A destare maggiore
preoccupazione è la forte crescita delle quantità di droghe come cocaina (13,753
Kg nel 2005 con un aumento del 10,46% rispetto al 2004), eroina (+66,55%) e
hashish (+242,19%). Mentre marijuana e cannabis erano in passato le droghe
più diffuse, oggi il loro consumo sembrerebbe essere in calo. Certo, i soli dati
relativi ai sequestri non permettono di descrivere il fenomeno della reale diffusione delle sostanze psicotrope, ma senza dubbio preoccupa la crescita delle
quantità di droghe pesanti, notoriamente le più pericolose. In particolar modo
“la polvere bianca”, che in passato rappresentava “la droga dei ricchi”, è oggi
chiaramente molto più accessibile, inaugurando una pericolosa tendenza tra chi
con leggerezza “sniffa”, illudendosi, forse, che non usando una siringa il danno sia
minore. La provincia di Perugia si rivela il centro di questo traffico, dal momento
che la quasi totalità dei sequestri si è verificata proprio nel capoluogo umbro. Il
culmine si segnala nei mesi invernali, gennaio e febbraio. E proprio nello stesso
periodo, nel capoluogo di regione, si sono verificati tre decessi. L’unico dato in
controtendenza è il numero delle persone segnalate all’autorità giudiziaria, in calo
rispetto al 2004.
5
continua a pagina 6
Niente spazio per la droga
l’UNIVERSITÀ
Focus
D’altronde, a Perugia, di questi argomenti s’interessano periodicamente i Rettori
di entrambi gli Atenei cittadini. Fino ad ora si può star tranquilli. La mia esperienza
presso l’ufficio immigrati della Usl, inoltre, mi fornisce il parametro della gravità. E,
anche in base a questo, posso dire che l’Università è ancora tranquilla”. Insomma,
la situazione, dal punto di vista medico, appare sotto controllo. Per avere, però, un
altro angolo visuale della questione, abbiamo chiesto l’opinione dei diretti interes-
sati, degli studenti e dei rappresentanti delle maggiori associazioni studentesche.
Lo spaccato che emerge è alquanto complesso e tutt’altro che scontato. “Non
credo si debba essere allarmisti – afferma Michele, studente di Scienze della
Comunicazione –, mi riferisco in particolar modo alle cosiddette ‘droghe leggere’,
alla marijuana. Una canna, insomma, non compromette la salute”. Non la pensa allo stesso modo Giulia, iscritta al primo anno di Lettere: “Il problema della
droga non va sottovalutato e va combattuto con l’informazione, la prevenzione
e la sicurezza anche dentro l’Università laddove ce ne fosse bisogno”. Secondo
Cristina, studentessa di Ingegneria, “l’Università in genere potrebbe diventare,
nel prossimo futuro, un luogo a rischio perché ci sono tantissimi giovani, cioè dei
potenziali consumatori. Servirebbe controllare l’Università in modo capillare con le
forze dell’ordine”. Il problema della sicurezza è sentito anche da Marco, studente
di Economia: “Vorrei che Polizia e Carabinieri fossero più presenti in Ateneo. Ho
notato come alcune Facoltà hanno posizionato delle telecamere a circuito chiuso
per meglio controllare quegli spazi più nascosti e quindi più a rischio. Forse però
non è ancora sufficiente”. Secondo Francesco Zappulla, presidente dell’associazione Azione Universitaria, “le feste e i locali frequentati da studenti universitari
si prestano quali luoghi privilegiati per la diffusione di stupefacenti. Lo stesso si
può dire, potenzialmente, dei collegi universitari. Bisogna stare attenti – continua
Zappulla – perché è capitato che nelle retate della Polizia incappassero sedicenti
studenti, cioè ragazzi che usavano lo studio solo come una copertura: controllare l’ambiente universitario è comunque un’operazione fattibile, soprattutto in
una città di medie dimensioni come Perugia”. La lettura del fenomeno droga in
rapporto alla vita universitaria fatta da Zappulla, è solo in parte condivisa da Giacomo Chiodini, coordinatore del sindacato studentesco Sinistra universitaria/Udu:
“Il fenomeno dell’uso di sostanze stupefacenti da parte degli universitari non va
sottovalutato ma va legato principalmente alla giovane età. Non si può parlare di
‘emergenza droga’ riferendosi al mondo universitario: non ho mai visto tossicodipendenti o spacciatori all’interno delle Facoltà”.
SEQUESTRI DI SOSTANZE STUPEFACENTI NEL 2005
(IN PARENTESI È RIPORTATA LA VARIAZIONE PERCENTUALE RISPETTO AL 2004, FONTE: POLIZIA DI STATO)
Regione o Provincia
Eroina (Kg)
Cocaina (Kg)
Hashish (Kg)
Marijuana (Kg)
Cannabis (n.)
Droghe Sintetiche (n.) Altre droghe (n.)
Umbria
6,473
(66,55)
13,753
(10,46)
65,259
(242,19)
34,551
(-30,35)
261
(-55,00)
820
(-37,36)
Perugia
6,723
12,886
48,934
34,406
Terni
0,015
0,868
16,325
0,144
167
(-85,53)
820
QUANTITÀ DI DROGHE SEQUESTRATE NEL PRIMO QUADRIMESTRE DEL 2006 (FONTE: POLIZIA DI STATO)
Perugia
Terni
Gen
Feb
Mar
Apr
Gen
Feb
Mar
Apr
Tot. droga sequestrata (Kg)
10,930
17,123
1,214
0,788
3,180
0,033
0,053
0,106
Eroina (Kg)
0,005
0,012
0,099
0,025
0,000
0,000
0,010
0,000
Cocaina (Kg)
1,553
0,073
0,934
0,331
0,140
0,030
0,007
0,001
Hashish (Kg)
9,333
17,015
0,179
0,432
3,040
0,003
0,035
0,105
Marijuana (Kg)
0,038
0,002
0,001
0,000
0,000
0,000
0,000
0,000
0,000
0,021
0,000
0,000
0,000
0,000
0,000
Cannabis
Anfetaminici Ecstasy (Kg)
Ecstasy (n.)
179
1
Operazioni (n.)
21
15
23
13
7
3
3
3
Persone
denunciate
Arresto (n.)
32
16
35
17
14
12
15
4
Libertà (n.)
3
5
1
1
1
2
16
1
2
2
2
Irreperibilità (n.)
di cui
Minori (n.)
Stranieri (n.)
Decessi (n.)
Niente spazio per la droga
6
1
1
16
1
8
27
13
6
2
l’Università n. 4 - luglio/agosto 2006
8
l’UNIVERSITÀ
Ricerca
Maya, civiltà senza segreti
Grazie al Molab
i ricercatori
possono spostarsi
nei luoghi dove
Il calendario astrologico precolombiano contenuto nel prezioso “Codice Cospi” sono conservate
studiato dallo SMAArt, con il suo laboratorio mobile di analisi chimico-fisiche. le opere d’arte
Per la prima volta, grazie al Centro di Eccellenza dell’Università degli Studi di Perugia
SMAArt (Scientific Methodologies Applied to
Archaeology and Art), in collaborazione con
il Dipartimento di Paleografia e Medioevistica
dell’Università di Bologna, è stato possibile
effettuare analisi spettroscopiche non invasive (ovvero senza effettuare prelievi) su uno
dei quindici codici precolombiani esistenti al
mondo. Si tratta del famoso “Codice Cospi”,
conservato presso la Biblioteca Universitaria
di Bologna. A condurre le analisi, coordinate da Costanza Miliani (ricercatrice del CNR
Istituto ISTM), è stato il gruppo di ricerca dei
professori Antonio Sgamellotti e Brunetto Giovanni Brunetti, docenti di Chimica generale
ed inorganica del Centro SMAArt. Il testo, risalente al XV secolo, è l’unico conservato in
Italia dell’antica civiltà precolombiana.
Contiene il calendario pittografico astrologico
che affianca, alla scansione solare dei giorni
e dei mesi, le corrispondenti divinità, in modo
da determinare i giorni fausti e quelli infausti
per le attività umane e i riti. Ma non solo: in
esso sono rinvenibili, insieme alle suddivisioni
numeriche e alla significazione dei colori dipinti, la geometria cosmica, la numerologia e
il simbolismo religioso fissati dalle misteriose
popolazioni mesoamericane. Quasi tutti i reperti simili al Codice sono stati bruciati pubblicamente dai conquistadores spagnoli, che li consideravano “opera
del diavolo”, in quanto collegati ai riti antichi. Secondo notizie certe, il “Codice
Cospi”, venne introdotto in Italia il 26 dicembre 1665 - come riportato sulla
copertina - quale regalo da parte di un certo Valerio Zani al marchese Ferdinando Cospi, il quale prima lo conservò nel proprio museo e poi lo donò nel
1672 al Senato di Bologna, assieme alla sua intera collezione; quindi, il tutto
fu trasferito nel 1743 all’Istituto delle Scienze del capoluogo emiliano. All’inizio
degli anni ’90, l’Ateneo bolognese aveva già tentato di effettuare i rilievi sul
prezioso libro precolombiano, con l’equipe dell’ormai compianto professore
Alessandro Bertoluzza, docente di Biochimica. Ma saltò tutto, perché non si
trovarono i fondi necessari per assicurare il trasporto del testo dalla biblioteca
al Dipartimento di Chimica “Cimician”. Da allora, dopo quasi trent’anni, grazie
allo sviluppo delle moderne tecnologie, “la montagna è andata da Maometto”.
O meglio, con le strumentazioni portatili ad alta tecnologia per indagini non
invasive in situ del laboratorio mobile (MOLAB), possedute dallo SMAArt di
Perugia, è stato possibile compiere analisi quali la fluorescenza a raggi X, la
spettroscopia infrarossa, la colorimetria, la fluorescenza UV-Vis, la spettroscopia micro-Raman. Le indagini hanno permesso uno studio integrato sul “Codice Cospi”, sia sul recto che sul verso, caratterizzando la natura del supporto,
della preparazione, dei pigmenti, oltre a fornire indicazioni sulle tecniche esecutive e sui coloranti impiegati. Pare, infatti, che i materiali scelti dalle civiltà
servizio di
Giuliano Carella
Eccellenze
Cos’è il Molab
mesoamericane per la composizione dei colori non venissero amalgamati arbitrariamente: per esempio, le tonalità ottenute dalle terre avevano valenza di
collegamento con il “Mondo di Sotto”, mentre quelle fatte con le piante puntavano in alto, al cielo. A mettere in contatto i due Atenei è stata la professoressa
Laura Laurencich Minelli, docente in pensione di Storia delle civiltà indigene
d’America all’Università di Bologna, affascinata dal codice al punto da parlarne
continuamente ai suoi allievi, fra i quali il figlio del professore Sgamellotti. “Mio
padre – le disse un giorno il ragazzo durante un ricevimento – fa analisi non
distruttive sui colori...”. Da lì, il fortunato sodalizio. Le tecnologie del centro
SMAArt, inoltre, sono state già utilizzate per studiare opere celebri come il
“David” di Michelangelo o “La Madonna dei Fusi” di Leonardo da Vinci.
Il Molab (Mobile Laboratory) è un insieme unico di tredici strumenti portatili
ad alta tecnologia, ideato dai professori
Antonio Sgamellotti e Brunetto Giovanni Brunetti dell’Università degli Studi
di Perugia. È a disposizione dei ricercatori europei che svolgono attività di
studio e conservazione di opere d’arte,
per misure non-invasive in situ, ossia
nello stesso luogo in cui essi stanno,
quindi in grado di svolgere il loro lavoro
in una sala di un museo o su un monumento all’aperto. Normalmente, infatti,
i ricercatori si devono spostare in un
laboratorio, al fine di poter utilizzare gli
strumenti ivi operanti. Nel caso del Molab, invece, è il laboratorio a muoversi,
insieme a un gruppo di operatori, verso
il luogo in cui si trova l’opera d’arte.
Questo elimina i rischi connessi con
il trasporto dell’opera in un laboratorio
e riduce notevolmente i costi, perché
trasporto e assicurazione sono molto
meno costosi per gli strumenti che per
le opere. Confrontando e combinando
tra loro i dati ottenuti con le differenti
strumentazioni portatili, senza muovere
l’opera d’arte e senza prelevare alcun
campione, si possono ottenere informazioni significative che, nel caso di
dipinti, consistono nella rivelazione ad
alta risoluzione del disegno preparatorio, nella evidenziazione di possibili
microsollevamenti e ritocchi non documentati, nella identificazione della
quasi totalità dei pigmenti e coloranti e
nella indicazione dei gruppi di appartenenza delle vernici e dei leganti.
Uno degli interventi internazionali del
laboratorio Molab: lo studio di alcuni
dipinti di Renoir e Cezanne presso il
Courtauld Institute di Londra.
7
Maya, civiltà senza segreti
l’UNIVERSITÀ
Mondo Universitario
L’offerta formativa per l’ann
Istituiti 132 Corsi di laurea. Si punta sulla qualità
Facoltà di Medicina e Chirurgia
Facoltà di Medicina Veterinaria
Corsi di laurea triennale
Corsi di laurea triennale
Assistenza sanitaria (sede di Città di Castello)
Igiene e qualità delle produzioni animali
Dietistica
Corsi di laurea specialistica a ciclo unico
Fisioterapia (sede di Foligno)
Medicina veterinaria
Infermieristica (sede di Foligno)
Infermieristica (sedi di Terni)
Facoltà di Lettere e Filosofia
Infermieristica (sedi di Perugia e Città di Castello)
Corsi di laurea triennale
Infermieristica (telematico)
Filosofia
Logopedia
Lettere
Ostetricia
Lingue e culture straniere
Podologia
Operatore dei beni culturali (teledidattico)
Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro (Città di Castello)
Scienze della comunicazione (teledidattico)
Tecniche di laboratorio biomedico
Scienze dei beni archeologici e antropologici
Tecniche di radiologia medica per immagini e radioterapia
Scienze dei beni storico-artistici, archivistico librari e musicali
Corsi di laurea specialistica a ciclo unico
Mediazione linguistica applicata (sede di Perugia)
Medicina e Chirurgia (sedi di Perugia e Terni)
Corsi di laurea specialistica
Odontoiatria e protesi dentaria
Archeologia preistorica classica, medievale e generale e topografica
Corsi di laurea Interfacoltà
Corsi di laurea specialistica
Filologia, letterature e storia dell’antichità
Corsi di laurea triennale
Biotecnologie mediche
Storia, filologia e analisi del testo letterario
Biotecnologie
Etica delle relazioni umane
Coordinamento delle attività di protezione civile (sede di Foligno)
Facoltà di Economia
Lingue e letterature moderne
Economia e cultura dell’alimentazione
Corsi di laurea triennale
Scienze antropologiche
Scienze motorie e sportive
Economia aziendale
Storia dell’arte
Storia della società, della cultura e della politica
Economia e gestione dei servizi turistici (sede di Assisi)
Caratteri originari della storia europea
Tecniche erboristiche
Economia e legislazione d’impresa
Lingue straniere per la comunicazione internazionale
Tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni culturali
Scienze della comunicazione
Economia dei mercati e degli intermediari finanziari
Statistica e informatica per la gestione delle imprese
Facoltà di Farmacia
Corsi di laurea specialistica
Economia e amministrazione delle imprese (sede di Terni)
Corsi di laurea triennale
Scienze e tecnologie per la conservazione e restauro del patrimonio storico-artistico
Economia e gestione delle imprese (teledidattico, sede di Terni)
Controllo di qualità nel settore industriale farmaceutico e alimentare
Comunicazione istituzionale e d’impresa
Corsi di laurea specialistica
Informazione scientifica sul farmaco
Comunicazione multimediale
Consulenza economica e giuridica per le imprese
Corsi di laurea specialistica a ciclo unico
Protezione e difesa civile
Economia del turismo (sede di Assisi)
Chimica e tecnologie farmaceutiche
Scienze e tecnologie delle produzioni animali
Finanza
Farmacia
Scienze e tecniche dell’attività sportiva
Management aziendale
Corsi di laurea specialistica
Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattative
Gestione dell’innovazione e dei rischi d’impresa (sede di Terni)
Biotecnologie farmaceutiche
Scienze dell’alimentazione e della nutrizione umana
L’offerta formativa per l’anno
accademico 2006/2007
8
l’Università n. 4 - luglio/agosto 2006
l’UNIVERSITÀ
Mondo Universitario
o accademico 2006/2007
della didattica e sui servizi agli studenti con un’attenzione particolare al mercato del lavoro.
Nell’immagine al centro:
Un particolare della matricola
del Collegio dei giuristi (1630-1782)
Corsi di laurea internazionali interuniversitari
Corsi di laurea triennale
Biotecnologie orientate alla creazione d’impresa
Gestione degli agro-ecosistemi mediterranei
Corsi di laurea specialistica
Applicazioni mediche delle biotecnologie
Facoltà di Agraria
Corsi di laurea triennale
Gestione tecnica del paesaggio
Scienze agrarie e ambientali
Scienze e tecnologie agroalimentari
Scienze e tecnologie delle produzioni animali
Facoltà di Ingegneria
Viticoltura ed enologia
Corsi di laurea triennale
Corsi di laurea specialistica
Ingegneria civile
Biotecnologie agrarie e ambientali
Ingegneria per l’ambiente e il territorio
Tecnologie e biotecnologie degli alimenti
Ingegneria energetica (sede di Terni)
Difesa delle risorse agroalimentari e ambientali
Ingegneria informatica e delle telecomunicazioni (sede di Orvieto)
Economia e gestione dei sistemi agro-alimentari, ambientali e territoriali
Ingegneria meccanica
Scienze dei sistemi colturali e dell’ambiente agrario
Ingegneria informatica ed elettronica
Ingegneria gestionale (sede di Terni)
Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
Corsi di laurea specialistica
Corsi di laurea triennale
Ingegneria civile
Facoltà di Giurisprudenza
Chimica
Ingegneria dei materiali (sede di Terni)
Corsi di laurea triennale
Chimica ambientale
Ingegneria elettronica
Scienze giuridiche
Fisica
Ingegneria informatica e delle telecomunicazioni
Scienze dei servizi giuridici
Informatica
Ingegneria meccanica
Funzionario giudiziario e amministrativo (telematico)
Matematica
Ingegneria per l’ambiente e il territorio
Corsi di laurea magistrale a ciclo unico
Matematica per le applicazioni
Corsi di laurea specialistica a ciclo unico
Giurisprudenza
Scienze biologiche
Ingegneria edile-architettura
Scienze naturali
Facoltà di Scienze Politiche
Scienze geologiche
Facoltà di Scienze della Formazione
Corsi di laurea triennale
Corsi di laurea specialistica
Corsi di laurea triennale
Relazioni internazionali
Biologia e ambiente
Scienze della professionalità educativa
Scienze politiche
Biotecnologie chimico-industriali
Esperto nella progettazione dell’insegnamento a distanza (sede di Terni)
Scienze sociali e del servizio sociale
Fisica
Scienze e tecnologie della produzione artistica (sede di Terni)
Cooperazione internazionale per lo sviluppo e la pace (sede di Terni)
Matematica
Scienze per l’investigazione e la sicurezza (sede di Narni)
Scienze sociali della comunicazione interculturale (sede di Terni)
Metodologie biochimiche e biomolecolari applicate
Corsi di laurea specialistica
Corsi di laurea specialistica
Risorse e rischi geologici
Consulenza pedagogica e coordinamento di interventi formativi
Ricerca e programmazione delle politiche sociali
Scienze chimiche
Screen production: scienze dello spettacolo audiovisivo (sede Terni)
Relazioni internazionali (sede di Perugia e Terni)
Scienze della natura e dell’ambiente
Corsi di laurea del previgente ordinamento
Scienze politiche
Scienze molecolari biomediche
Scienze della formazione primaria
9
L’offerta formativa per l’anno
accademico 2006/2007
l’UNIVERSITÀ
Alumni
L’impronta perugina
al marketing mondiale
La laurea
nell’Ateneo umbro
poi il lavoro
all’estero: Londra,
Parigi, Roma
e infine
Amsterdam Andrea Ragnetti da Scienze Politiche è approdato alla Philips. Tutto iniziò con la tesi
in Teoria e tecniche della comunicazione di massa sulla TV inglese Channel Four.
servizio di
Andrea Possieri
e Leonardo Varasano
L’impronta perugina
al marketing mondiale
Una vita “itinerante” sempre in viaggio tra l’Italia e l’Europa. Sono queste le parole
utilizzate da Andrea Ragnetti, membro del Comitato direttivo e Chief Marketing
Officer della Philips ad Amsterdam, per descrivere la propria biografia. Un’infanzia
trascorsa tra Roma, Cagliari, Palermo e Perugia seguendo il padre che percorreva
in lungo e in largo la penisola per conto della Perugina. E poi, dopo gli studi liceali e
universitari nel capoluogo umbro, ha inizio un’itineranza professionale tra le maggiori aziende europee: Portogallo, Francia, Gran Bretagna, Olanda e, naturalmente,
Italia le mete di questo percorso. Dalla vita nella città di provincia a quella nelle
maggiori capitali europee. Tutto inizia durante la stesura della tesi di laurea in Teorie e tecniche della comunicazione di massa con il professore Paolo Mancini della
Facoltà di Scienze Politiche. Nel 1986 Andrea Ragnetti si trasferisce a Londra per
studiare il canale televisivo Channel Four. Nel frattempo si sposa e inizia a lavorare
nel Regno Unito. Un azzardo, una scommessa. A conti fatti una scommessa vinta.
Inizia così una carriera professionale brillante, che lo ha portato ad essere uno dei
sette manager che amministrano una multinazionale come la Philips.
Tutto è iniziato a Perugia...
Certamente sì! Sono nato a Roma nel 1960, poi ho vissuto un paio d’anni a Cagliari, quindi circa quattro anni a Palermo e poi di nuovo a Roma. A Perugia ho frequentato la scuola media, il Liceo classico Mariotti e infine l’Università. La mia vita
universitaria è stata un po’ “complicata”. Inizialmente mi sono iscritto a Medicina
e Chirurgia e ho frequentato per quattro anni, poi ho cambiato e mi sono iscritto
a Scienze Politiche. Nel frattempo ho fatto il servizio militare. Mi sono laureato nel
1988, un anno dopo aver iniziato a lavorare.
Perché scelse di iscriversi all’Università
degli Studi di Perugia?
Perché abitavo a Perugia e volevo frequentare un Ateneo vicino alla mia abitazione. E poi
perché era una buona Università. La mia famiglia mi avrebbe visto volentieri medico, perché
avevo in qualche modo la carriera “assicurata”: uno zio medico senza figli maschi che mi
avrebbe lasciato volentieri la sua “pratica”. Poi
mi sono reso conto che le mie motivazioni non
coincidevano affatto con la professione medica
e ho lasciato questi studi con grande dispiacere
di mio padre… che a quel punto mi ha “tagliato
i viveri”. Da quel momento, mi sono mantenuto
giocando a pallacanestro con il Perugia Basket.
Per un certo periodo mi ha allenato Stefano
Mogini (altro ex Alumno dell’Ateneo di Perugia,
intervistato su l’Università n. 3/2006, n.d.r.) poi
mi sono arrangiato, vendendo anche enciclopedie.
Fin quando arriva la decisione a Scienze
Politiche...
Sì, mi sono iscritto alla Facoltà che volevo e ho
dato tutti gli esami in tre anni e mezzo, facendo anche il servizio militare. Successivamente,
10
sono andato a Londra per preparare la tesi di laurea in Teorie e tecniche della
comunicazione di massa e studiare l’allora nascente televisione inglese Channel
Four. Sono stato un anno nella capitale britannica: studiavo, lavoravo in un albergo
per mantenermi e nel frattempo mi sono anche sposato.
Da Londra ho iniziato a scrivere ad una serie di aziende per avere dei colloqui di
lavoro e mi sono reso conto di aver fatto la scelta giusta. Dall’Inghilterra le aziende
che prima non mi avevano considerato a quel punto mi rispondevano. La mia era
stata una scommessa, che alla fine posso dire di aver vinto. Non nego che a un
certo momento la mia situazione mi sembrava disperata: sposato e senza soldi.
Che locali frequentava durante l’Università?
Soprattutto quelli frequentati da studenti stranieri, in particolare uno, del quale non
ricordo il nome, in via dei Priori. Gli stranieri erano un po’ emarginati dal resto della
popolazione universitaria, eppure in mezzo a loro c’erano tante persone interessanti, mi sembrava una follia non conoscerli meglio. Di fatto lo studente italiano non si
“mischiava” con gli stranieri, erano due mondi distinti. Corso Vannucci era comunque il luogo di ritrovo anche per chi, come me, viveva in maniera “schizofrenica”.
Coglievo la tranquillità del vivere in provincia ma anche l’angoscia di un contesto
pressoché immutabile: quasi sempre le stesse facce, gli stessi commenti.
Lo scontro politico nell’Università degli anni Ottanta era ancora presente?
La mia generazione era quella della “Milano da bere”, dell’ossessione del successo economico e della carriera. Ma l’etica del lavoro e del successo cominciava a
cambiare. Si iniziava a parlare anche di qualità della vita, oltre che di carriera. Ho
vissuto a cavallo di questo cambiamento.
Di politica si parlava di più al Liceo, alla fine degli anni Settanta. Ho conosciuto in
quel periodo un po’ d’impegno politico e di scontri. All’Università molto meno. Ero
in ritardo e molto determinato a recuperare il tempo perduto, quindi non pensavo
ad altro.
Si ricorda qualche docente che l’ha particolarmente colpita?
Non ho vissuto l’Università in maniera “cerebrale” ma con pragmatismo. E credo
proprio che all’Università italiana manchi ancora un po’ di pragmatismo. Devo anche dire, però, che all’Università incontrai il mio futuro professionale, il marketing,
nel corso di un incontro organizzato da un’azienda all’interno dell’Ateneo.
Che differenza c’è tra il laureato europeo e quello italiano?
Quello europeo innanzitutto parla inglese. L’italiano no. Nella nostra cultura c’è
tutto per avere successo nell’economia globalizzata, dove il mondo cambia ogni
cinque anni.
Servono flessibilità e capacità di organizzare il caos e gli italiani in questo sono
bravissimi. Ma hanno una palla al piede: l’Italia, la qualità della vita, il non volersi
spostare dal loro luogo di nascita, il non voler imparare un’altra lingua. Esiste una
sorta di provincialismo. Anche qui però la qualità della vita comincia a scendere e
ciò forse darà una scossa a questo stato di cose. Gli italiani che hanno fatto carriera nel mondo sono bravissimi, l’italiano medio però... Su cento laureati italiani
in Ingegneria solo in tre conoscono bene l’inglese. In Olanda cento su cento sono
bilingue. L’inglese non dà lustro intellettuale ma è fondamentale. Per questo i nostri
laureati spesso non possono espatriare.
Rifarebbe le sue scelte?
Rifarei tutto, per filosofia personale non rinnego nulla. Alla fine tutto dipende dalla
passione che si mette nelle cose.
l’Università n. 4 - luglio/agosto 2006
Storia
l’UNIVERSITÀ
L’Ateneo per nobili in carriera
Nonostante
si perda la libertà
comunale, i docenti
Nel passaggio dal Comune alla Signoria l’Università si trasforma. proseguono
E nel Quattrocento una nuova vitalità scientifica accende l’Accademia umbra. la gloriosa
tradizione giuridica
Da sinistra a destra i ritratti
di Ristoro Castaldi (1507-1564),
Tobia Nonio (1528-1570)
e Pietro degli Ubaldi,
fratello di Baldo (XIV sec.).
Il professore Giuseppe Ermini nel seguire l’evoluzione dell’istituzione della quale
fu a lungo Rettore, non aveva potuto fare a meno di constatare come, rispetto alle
glorie dello Studium delle origini e soprattutto del XIV secolo, quello dei secoli
successivi appariva immancabilmente diverso, per non dire peggiore. La perdita
della libertà comunale sembrava aver intaccato lo spirito originario dell’istituzione
universitaria, sottomessa ai desideri dei papi sovrani, ora munifici, ora dispotici.
Tutto ciò che di quell’epoca l’Ateneo salvava era la vitalità scientifica dei docenti
che, nonostante tutto, erano riusciti a proseguire la gloriosa tradizione, soprattutto
giuridica, del passato.
Se si volesse a tutti i costi stabilire una data simbolo, si potrebbe risalire a quel
1370 che segnò, dopo anni di crisi soprattutto economica, la fine del libero comune. Ancor più significativo è il 1400, quando, con la spontanea sottomissione
al Duca di Milano, Perugia entra nell’orbita dei “poteri forti” della penisola. Anche
Ermini distingue il passaggio dallo Studio signorile a quello principesco in tre fasi
successive, dal 1400 al 1625. In ogni caso, mentre la città si dibatteva tra domìni
e trattative, tra guerre e truppe da pagare e mentre si andavano delineando sempre più chiaramente i rapporti con la Curia pontificia, lo Studium viveva risentendo
più delle carestie e pestilenze ricorrenti che degli sconvolgimenti politici. Anzi,
si potrebbe dire che l’Università di Perugia, contrariamente ad altre Università
legate a vere e proprie Signorie, presenta almeno nominalmente una continuità
istituzionale sorprendente.
Sono sempre il Collegio dei Priori e quello dei Camerari delle Arti e, a partire dai
primi decenni del ‘300 i Savi dello Studio, a gestire la vita universitaria cittadina,
come costante è l’impegno economico nell’assicurare i salari ai docenti e dunque
un decoroso funzionamento dell’attività didattica. A leggere gli statuti cittadini, si
fatica a percepire il passare di quasi tre secoli di storia dal primo statuto del 1285
a quello a stampa del 1526. Allo stesso tempo però, se è più difficile cogliere
i mutamenti di una istituzione universitaria come quella perugina rispetto, per
esempio, a Studium come quello di Padova, si comprende bene come la vita di
un universitario dell’inizio del Trecento a Perugia dovesse essere molto diversa da
quella di uno del ‘500.
Cosa era cambiato? Basta citare alcuni aspetti fra i tanti che componevano la
vita universitaria. Tra questi, il più evidente è forse la componente dottorale. Man
mano che la città perdeva la sua autonomia, infatti, lo Studium era sempre più
ambìto dai cittadini più eminenti. Le maggiori famiglie perugine, in particolare la
componente nobiliare, già a partire dalla fine del ‘300 ma soprattutto dal ‘400
in poi, cominciarono a intraprendere la carriera universitaria, dapprima quella
giuridica e, in seguito, con un po’ di ritardo, quella medica.
Lo Studium accoglieva i suoi cittadini come docenti e anzi, col tempo, molti insigni
lettori di diritto finirono per svolgere un ruolo di primo piano nella vita cittadina,
dividendosi tra insegnamento, avvocatura, attività di consulenza nelle questioni
più delicate - sia pubbliche che private - e nelle ambascerie presso pontefici e
sovrani. Questa realtà sempre più municipale dello Studium dovette ribaltare la
sua funzione originaria: anziché aprire la città all’esterno, tutt’al più riusciva a
portare l’esterno dentro la città, attraverso la componente studentesca forestiera.
È dunque poi così vero che fu l’amministrazione cittadina a mantenere viva l’istituzione universitaria a Perugia, opponendosi allo strapotere pontificio, o non fu
piuttosto l’intervento dei pontefici, in quanto grandi e ricchi sovrani, a permettere
che questa non soffocasse insieme all’autonomia della città? Considerando che le
spese per lo stipendio dei docenti erano ovviamente assicurate dalla munificenza
del signore, poiché la città non poteva più gestire in autonomia le proprie risorse,
si può dire che uno strano equilibrio di poteri permise che si lasciasse nelle mani
delle consuete magistrature cittadine la facoltà di prendere parte alla gestione
dello Studium.
D’altro canto, però, nulla poteva accadere senza previo consenso del legato, del
camerario e degli altri vicari. Se questo vale in generale per tutte le dominazioni
che conobbe Perugia tra XIV e XVI secolo, tanto più si applica alla dominazione pontificia. Alla città fu concessa una sorta di autonomia controllata, ma che
corrispondeva anche a un forte interesse nel conservare in buona salute una
Università dello Stato pontificio, in un’epoca in cui molte se ne stavano fondando
accanto a quelle della prima ora, come Bologna, o almeno della seconda, come
Roma e appunto Perugia. Nel ‘500 infatti il panorama delle Università europee
cambia completamente e si assiste a una vera e propria esplosione di fondazioni
universitarie. Nei soli domini pontifici tra il ‘300 e il ‘500 si passò da tre a otto
nuovi Studia generalia, nella penisola da sei a tredici, in Europa da sedici a sessantacinque. L’Università di Perugia, dunque, entrava suo malgrado a far parte di
un piano più vasto e complesso che certo non sempre abbracciava le esigenze
dell’élite locale, anche se la politica dei pontefici, almeno fino alla riforma voluta
da Urbano VIII nel 1625, non impedì che sopravvivesse un legame anche affettivo
tra la città e il suo Studium.
11
articolo di
Erika Bellini
L’Ateneo per nobili in carriera
l’UNIVERSITÀ
Libri
Le novità in libreria
Lauree honoris causa 2000-2005. Lectiones doctorales
di AA. VV.
recensione di
Giuseppe Moscati
AA. VV., (2005),
Lauree honoris causa 2000-2005.
Lectiones doctorales,
S. Maria degli Angeli (Assisi),
Tipolito Properzio.
Curato dallo Staff Comunicazione e relazioni esterne dell’Ateneo perugino è uscito il volume che raccoglie i materiali
relativi alle prestigiose lauree honoris causa del primo quinquennio del Duemila. Vengono così riproposti i testi delle
lectiones doctoralis, che spaziano dal diritto (Peter Stein) alle radici cristiane dell’Europa (Kirill), dall’arte teatrale (Luca
Ronconi) alla letteratura e filologia moderna (Luigi Meneghello), dalla ricerca sulle cellule staminali (Yair Reisner) a
quella chimico-farmacologica di frontiera (Frank Walsh), dagli aspetti socio-politici della globalizzazione (Rolando Mosca
Moschini) a quelli economico-sociali del mondo aziendale (Carlo Colaiacovo). In relazione al riconoscimento conferito a
Kirill, tra l’altro, compaiono anche i discorsi dei vescovi umbri Vincenzo Paglia e Giuseppe Chiaretti.
La pubblicazione, che costituisce il secondo volume della collana ideata nell’ambito delle iniziative per le Celebrazioni
del VII Centenario della nostra Università, si arricchisce di significative immagini (oltre alle foto dei relatori), quali alcune
icone d’epoca attinenti ai temi trattati, tra cui si fanno apprezzare soprattutto una miniatura del 1574 (I dottori giuristi
in Collegio) e uno stemma del 1630 (Collegio dei Medici di Perugia). A integrazione dei testi citati sopra, inoltre, di ogni
autore si riporta un breve curriculum vitae seguito dalle ragioni che hanno motivato il conferimento delle lauree e dall’indicazione del docente promotore. Il volume può essere richiesto allo Staff Comunicazione e relazioni esterne.
Alessi Bernini Borromini - Tre rilievi indiziari
di Paolo Belardi
Tre elementi indiziari guidano l’indagine, tre sentenze tendenziose orientano la sintesi dell’ultimo libro scritto da Paolo
Belardi, il dodicesimo della collana diretta da Roberto de Rubertis ed edita da Officina.
Una finestra-rudere nel giardino di Pieve del Vescovo a Corciano, un giudizio critico sul colonnato della piazza di San
Pietro a Roma, uno sbiadito disegno della chiesa della Madonna del Prato a Gubbio, sono infatti le premesse che consentono all’autore di ritenere i tre protagonisti rei di aver infranto le regole, a quel tempo universalmente condivise ed applicate: “Alessi si è reso colpevole di cedimento pittoresco; Bernini si è macchiato di licenziosità sintattica; Borromini ha
praticato il revisionismo critico”. Queste, in estrema sintesi, le sentenze di Belardi, mirabilmente sintetizzate da Giuseppe
Pagnano, che ne ha curato l’acuta prefazione. Nonostante l’apparente eterogeneità dei materiali, i tre rilievi, oggetto di
questo libro, si presentano come frammenti a incastro di un’unica e complessa questione basilare per la disciplina. Lo
scavo di rilievo, ricorsivo e profondo, è condotto attraverso considerazioni, osservazioni e ragionamenti presentati in
forma dialettica: l’autore non rifiuta il dubbio e l’incertezza, quando oggettivamente non vi sono né l’uno né l’altro, ma al
tempo stesso dipana, con continuità e ostinazione, un filo conduttore che, separando ciò che conta da ciò che è mera
didascalia, legittima la storia dei rapporti più significativi tra ricerca estetica e ricerca scientifica. È necessario sfocare
particolari per cogliere ciò che vi è di essenziale, sembra in fin dei conti dimostrare l’autore. Ed è così che, nel suo studio,
Paolo Belardi riconduce le tre indagini a un solo e unitario discorso sul disegno di architettura: nel primo caso emerge
ancora una volta come la pittura rappresenti l’occasione per un’ulteriore distinzione fra i metodi di indagine del reale;
nel secondo caso invece la storia delle teorie delle proporzioni sembra trovare un’altra occasione di contrasto insidioso
tra una concezione armonistica, deduttiva, costruttiva e un’altra, estetico-normativa, induttiva e mimetica; nel terzo
caso, infine, i rapporti di ricerca geometrica delle figure rivelano la speculazione astratta e idealizzante che si consuma
nell’equilibrio dinamico tra identità, differenze e fraintendimenti colti.
recensione di
Adriana Rossi
Seconda Università di Napoli
Paolo Belardi, (2006),
Alessi Bernini Borromini - Tre rilievi indiziari
Roma, Officina Edizione.
Del perturbante, Simmel e le emozioni
di Silvia Fornari
recensione di
Fabio D’Andrea
Silvia Fornari, (2005),
Del perturbante, Simmel e le emozioni,
Perugia, Morlacchi.
Le novità in libreria
L’opera di Georg Simmel si viene da tempo rivelando come qualcosa di più del lascito in moneta contante che egli stesso aveva
descritto. Dopo una fase in cui molti l’hanno esplorata clandestinamente, riportandone spunti presto incorporati in altre teorie,
nuove generazioni di studiosi hanno scelto un approccio nuovo, che riconosce il debito con l’antico maestro, dipartendosene per
nuove traiettorie, auspicabilmente capaci di interpretare meglio una quotidianità sempre più sfuggente e confusa. È questo il caso
di Silvia Fornari, che, con Del perturbante, Simmel e le emozioni (Morlacchi, 2005), prosegue un percorso di costante emancipazione dall’Autore di riferimento e di messa a punto di un’originalità teorica che si appunta, con coraggio ed efficacia, su un tema a
dir poco ”sdrucciolevole”: lo stigma che la cultura occidentale ha posto da lungo tempo su tutto ciò che non appare riducibile alla
ratio strumentale è infatti ancora ben vivo. E il segno di questo stigma la Fornari lo ritrova ed evidenzia nell’originale trattazione
di una delle emozioni più citate e invocate e perciò più lise! L’amore: sotto le spinte intellettualistiche e utilitarie esso diviene
paradossalmente “passione fredda”, ennesima caduta nella materia cartesiana; resta tuttavia viva, come brace, l’aspirazione al
rinnovamento spirituale che ogni passione ardente è capace di portare alla vita assediata da forme e routine, e quindi a maggior
ragione quella che ne è la regina, il caldo trasporto amoroso.
12
l’Università n. 4 - luglio/agosto 2006
In Ateneo
l’UNIVERSITÀ
Immatricola-azione “lampo”
Inaugurato il nuovo spazio all’interno delle Segreterie dedicato alle matricole:
accoglienza, informazioni sulle Facoltà, iscrizioni on-line e servizi per gli studenti.
Sette postazioni con operatori per il perfezionamento delle pratiche di immatricolazione; otto desk per le operazioni self-service di pre-immatricolazione; dieci
punti di informazione sulle diverse Facoltà dove l’aspirante matricola può ottenere
notizie e materiale informativo sui corsi.
Sono questi i numeri che sintetizzano l’attività del “Punto Immatricolazioni”, il
nuovo spazio creato dall’Università degli Studi di Perugia per accogliere le aspiranti matricole.
La nuova struttura è stata inaugurata lo scorso 27 luglio dal Pro Rettore, professoressa Anna Torti, che ha dato inizio alla cerimonia con il rituale taglio del nastro.
Sono intervenuti anche il Direttore amministrativo, dottoressa Angela Maria
Lacaita, e il Dirigente della Ripartizione
Didattica, dottore Alessandro Balducci,
alla presenza dei Presidi delle undici
Facoltà.
Collocato all’interno delle Segreterie
Studenti dell’Ateneo, il “Punto Immatricolazioni” agevolerà i neo diplomati
nella realizzazione di tutte le operazioni necessarie per iscriversi all’Università rendendo accessibili, in uno
stesso luogo l’orientamento, l’offerta
didattica, le procedure burocratiche
di immatricolazione, i servizi A.Di.S.U.,
le modalità di calcolo e di pagamento
delle tasse.
Un’importante novità è costituita anche dall’introduzione della fase di pre-
iscrizione self-service via web. In questo modo, le aspiranti matricole potranno
effettuare, anche dal computer di casa, l’inserimento nella banca dati dell’Ateneo
dei propri dati anagrafici, del titolo di studio superiore e dell’autocertificazione
dei redditi, così da ottenere l’immediato rilascio del libretto universitario e godere
immediatamente di tutti i servizi derivanti dall’immatricolazione.
Allo stesso tempo, l’Amministrazione universitaria potrà beneficiare, grazie alle
nuove procedure, di un risparmio reale di tempo, di una drastica riduzione degli
errori di trascrizione e, infine, della possibilità di utilizzare in tempo reale i dati
delle immatricolazioni per tutte le attività amministrative.
Orientamento: come scegliere la Facoltà giusta
Al via la Start Cup Perugia Camerino 2006
Si sono svolte “Lugliorienta” e “Agostorienta”, due iniziative promosse dall’Ufficio Orientamento Universitario per aiutare i neo diplomati a conoscere l’offerta
formativa dell’Università degli Studi di
Perugia. “Lugliorienta” si è rivolta a tutti
coloro che intendevano iscriversi alle Facoltà di Medicina e Chirurgia, di Medicina
Veterinaria e di Farmacia.
Per questo tipo di corsi, il consueto intervento di orientamento, previsto per agosto, è stato anticipato a luglio per consentire a coloro che intendevano iscriversi di
potersi adeguatamente preparare al test
d’ingresso previsto per potervi accedere.
Il 26 luglio è stato possibile assistere alla
presentazione della Facoltà di Medicina
e Chirurgia, del Corso di laurea in Odontoiatria e protesi dentaria e delle Lauree
sanitarie triennali. Poi è stata la volta della
Facoltà di Medicina Veterinaria, quindi a
fine mese è stato possibile visitare la Facoltà di Farmacia. Lo stesso modello per
“Agostorienta”, che si è invece soffermata
su tutte le altre Facoltà dell’Ateneo.
Il percorso informativo tra i corsi di studio
è iniziato il 31 agosto con la presentazione
della Facoltà di Ingegneria e si è concluso
il 13 settembre con la Facoltà di Lettere e
Filosofia. Tutte le giornate di orientamento
si sono svolte presso le sedi di ciascuna
Facoltà, alla presenza dei Presidi, dei
Presidenti dei Corsi di laurea e dei docenti che hanno illustrato i vari percorsi
formativi e hanno risposto alle domande
dei visitatori.
L’Ufficio Orientamento è tuttora a disposizione degli studenti, per informazioni:
Tel. 075.5729602 (fax 075.5725532)
oppure e-mail: [email protected].
articolo di
Andrea Possieri
Da sinistra, il presidente della II Circoscrizione Petrit Haznedari, il Pro Rettore Anna
Torti, il Direttore Amministrativo Angela
Maria Lacaita e il Consigliere comunale
di Perugia Marco Tosti.
News
Il professore Mauro Volpi
eletto al Consiglio Superiore
della Magistratura
Fornire a borsisti, ricercatori, assegnisti,
laureati e laureandi le competenze di
base per l’avvio di un’attività d’impresa.
Questo il fine del corso di formazione
(organizzato dall’Università degli Studi
di Perugia, Consorzio Cresci e circuito
Inter Get Up) durante il quale la dottoressa Laura Bizzarri, (Ufficio per il Trasferimento delle Conoscenze dell’Ateneo
perugino) ha annunciato che sono aperte le iscrizioni alla Start Cup Perugia Camerino 2006, business plan competition
locale giunta alla sua terza edizione.
Durante i tre giorni del corso, svoltosi a Palazzo Murena, il dottore Andrea
De Carlo, commercialista e consulente
dell’Ateneo di Perugia, ha fornito le indicazioni di base relative alla costituzione
d’impresa, allo statuto societario e ai
rapporti societari in genere. Il professore
Alessandro Montrone ha poi illustrato la
procedura di approccio alla compilazione di un business plan, trattando, tra gli
altri, anche il tema delle indagini di mercato, approfondito successivamente dal
dottore Giovanni Zazzerini. È stata anche
l’occasione per discutere i temi relativi ai finanziamenti alle imprese, trattati
dettagliatamente dalla professoressa
Rita Moroni, e alla struttura organizzativa
delle srl, descritta nello specifico dal dottore Zazzerini.
La sessione conclusiva è stata interamente dedicata alla tutela della proprietà
intellettuale, con l’avvocato Nicola Sbrenna che si è occupato del codice della
proprietà intellettuale e del Regolamento
brevetti d’Ateneo, strumento indispensabile per la tutela delle idee innovative
frutto della ricerca accademica.
13
Lo scorso 4 luglio il Preside della Facoltà
di Giurisprudenza, professore Mauro Volpi, è stato eletto al Consiglio Superiore
della Magistratura. Con 678 voti, espressi dal Parlamento in seduta comune, è
uno degli 8 componenti laici che siederanno nell’organo di autogoverno dei
magistrati per il quadriennio 2006-2010.
Mauro Volpi è professore universitario di
prima fascia dal 1990 e ha insegnato
Diritto Costituzionale Italiano e Comparato nella Facoltà di Scienze Politiche e
Diritto Costituzionale Comparato nella
Facoltà di Giurisprudenza dell’Università
di Perugia. Al momento insegna Diritto
Costituzionale e Diritto Pubblico Comparato nella Facoltà di Giurisprudenza. Dal
1994 al 2005 è stato membro del Comitato direttivo e attualmente è membro
del Comitato Scientifico e insegna Diritto
Pubblico nella Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Ponte Felcino. Ha organizzato numerosi convegni di rilievo nazionale e internazionale, ha tenuto molte
conferenze all’estero (tra cui alla Sorbona di Parigi) e ha al suo attivo importanti
pubblicazioni per case editrici autorevoli
come Il Mulino e Laterza.
Immatricola-azione “lampo”
l’UNIVERSITÀ
In Ateneo
Un bronzo per l’Ateneo
Importante affermazione del Circolo Universitario San Martino che per la prima
volta nella sua storia sale sul podio del Trofeo Nazionale Universitario di tiro a volo.
articolo di
Elio De Nardis
Nella foto da sinistra,
Enrico Cassetta, Fausto Sorbaioli,
Giovanni Magara e Vito Rastelli.
Ottima performance del gruppo di tiro a volo del Circolo Universitario San Martino
di Perugia che, per la prima volta nella sua storia, si classifica al terzo posto della
graduatoria finale del Trofeo Nazionale Universitario. Una prestazione che, senza
dubbio, ha premiato il carattere, il sacrificio e lo spirito di squadra. Grazie a queste qualità il dream team perugino è riuscito a battere compagini blasonate che
potevano contare su tiratori di categoria superiore. Pur non avendo nelle proprie
fila tiratori di Eccellenza, infatti, ovvero appartenenti alla 1° e alla 2° categoria
della FITAV (Federazione Italiana Tiro a Volo), il Circolo Universitario San Martino è
riuscito ad arrivare al terzo posto di una manifestazione che ha visto partecipare
89 tiratori in rappresentanza di ben 16 Atenei per complessive 22 squadre. La
competizione, svoltasi a Carisio, in provincia di Vicenza, è stata organizzata dall’Università degli Studi di Torino e ha visto la vittoria dell’Ateneo di Catania davanti
a quello di Padova. Il risultato della squadra perugina, formata da Enrico Cassetta,
Giovanni Magara, Fausto Sorbaioli e Vito Rastelli, è maturato dopo due giorni di
gara densa di colpi di scena.
Dopo i 50 piattelli del primo giorno della competizione, la compagine umbra era
al quinto posto della classifica, ma la determinazione e uno splendido rush finale
hanno fatto recuperare i punti decisivi per risalire fino al podio. Individualmente,
nella categoria “agonisti”, i tiratori del nostro Ateneo si sono classificati al primo
e al terzo posto. A primeggiare è stato Enrico Cassetta, vero dominatore della
categoria in entrambe le giornate, con 85 piattelli su 100. Nel gradino più basso
del podio si è classificato, invece, Giovanni Magara che con un’entusiasmante
rimonta (che lo ha portato dal settimo posto del primo giorno al terzo) ha chiuso
la propria prestazione totalizzando 82 piattelli. Nella categoria “dilettanti”, invece,
Fausto Sorbaioli ha conquistato il quarto posto sfiorando il “bronzo” per soli due
piattelli. Anche Vito Rastelli, dopo la promozione nella nuova categoria ottenuta
l’anno scorso, ha ottenuto un onorevole piazzamento e ha contribuito al terzo
posto definitivo della squadra perugina in questo prestigioso torneo a livello nazionale.
Pet therapy, un Master a Perugia
per curare con l’aiuto degli animali
A Ingegneria nasce un progetto di scuola “sostenibile”
per i bambini del Camerun
Curare disabili, anziani e bambini con
l’aiuto degli animali, in particolare dei
cani. È questo l’obiettivo finale del Master
di 1° livello in “Attività e terapie assistite
svolte con l’ausilio di animali
(AAA/AAT)”, con cui si intende
formare professionisti specializzati per lo svolgimento di attività e terapie realizzate con
l’impiego di animali. Il corso,
che sarà attivato nell’anno
accademico 2006-2007, è
nato dalla collaborazione tra
la Facoltà di Medicina Veterinaria e quella di Medicina e
Chirurgia dell’Università degli
Studi di Perugia. Il Master,
che vede gli animali quali
co-terapeuti per l’uomo (comunemente pet therapy), è riservato ai laureati del vecchio
Un bronzo per l’Ateneo
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ordinamento e ai possessori della laurea
specialistica presso le Facoltà di Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria, Psicologia, Sociologia, Scienze Biologiche,
Scienze della Formazione. Possono inoltre partecipare al corso i possessori di un
diploma universitario dell’area sanitaria
o del diploma di assistente sociale, o di
una laurea conseguita all’estero che fornisca competenze equivalenti a tali titoli.
Il Master è aperto a un numero massimo
di 25 partecipanti, di cui il 50% riservato
alle donne. L’ammissione è subordinata
all’espletamento di una selezione per
titoli e colloquio orale, volta a verificare
il possesso da parte dei candidati delle
conoscenze di base indispensabili per
partecipare. La quota di iscrizione è
subordinata alla presenza di eventuali
cofinanziamenti e potrà raggiungere un
massimo di 2.600 euro.
È stato presentato presso la Facoltà
di Ingegneria di Perugia il “Progetto
Camerun” per la realizzazione di una
scuola materna/elementare per i bambini di Yaoundè. Il progetto ‘ecosostenibile’, in base a un accordo stipulato
tra il Dipartimento di Ingegneria civile
e ambientale dell’Università degli Studi di Perugia e la Educational Rights
Onlus (Associazione riconosciuta dall’ONU nata per il diritto allo studio nei
paesi sottosviluppati), è stato realizzato da un gruppo interdisciplinare formato da studenti, borsisti, dottorandi
e docenti della Facoltà di Ingegneria.
All’incontro hanno partecipato, tra gli
altri, il Preside di Ingegneria Corrado
Corradini, Justine Edanga (Presidente
dell’Associazione interculturale Italia/Camerun), Pietro Caschera (Presidente Associazione Educational Rights
Onlus) e Wladimiro Boccali (Assessore
all’Urbanistica e alla Cooperazione internazionale del Comune di Perugia).
Il professore Paolo Verducci, che
ha curato gli aspetti architettonici e
costruttivi del progetto, ha spiegato
che “in questo caso, si è cercato di
contemperare il recupero di materiali e tecniche costruttive locali con
l’esigenza di produrre un’architettura
chiara e autonoma sul piano formale”.
Inoltre, il professore Umberto Desideri,
responsabile per la progettazione degli
impianti e del risparmio energetico, ha
ricordato che per la scuola saranno
necessari dei sistemi di climatizzazione dell’ambiente e che perciò già
“sono in fase di studio alcuni sistemi
solari attivi e un sistema di raffrescamento dell’aria senza consumo di
energia elettrica”.
l’Università n. 4 - luglio/agosto 2006
In Ateneo
l’UNIVERSITÀ
Al via le azioni del
Comitato Pari Opportunità
Ufficialmente si è costituito il 9 maggio scorso: oltre al Presidente, Alessandra Sensini,
ne fanno parte dodici componenti, equamente suddivisi tra docenti, tecnici e studenti.
“Voglio dire a tutti coloro che operano in questa Università, e in particolar modo
alle donne, di essere consci del proprio valore, orgogliosi del lavoro che fanno e di
quanto danno all’Ateneo di Perugia”. Sono queste le parole con le quali si presenta
il Presidente del neonato Comitato per le Pari Opportunità, dottoressa Alessandra
Sensini, ricercatrice presso la Sezione di Microbiologia del Dipartimento di Medicina Sperimentale e Scienze Biochimiche. “Ovviamente – continua Alessandra
Sensini – ora che esiste questo Comitato non significa che tutti i problemi saranno
risolti ma, attraverso questo strumento, si potranno cogliere e rappresentare le
istanze e le esigenze di tutto il mondo universitario”. Dopo una lunga fase di gestazione, dunque, anche a Perugia è nato il Comitato per le Pari Opportunità. Il 9
maggio si è ufficialmente costituito e si sono già svolte le prime riunioni.
Oltre al Presidente, Sensini, ne fanno parte dodici componenti equamente suddivisi tra personale docente, tecnici-amministrativi e studenti. I docenti sono le
professoresse Francesca Conti e Caterina Firenze, le dottoresse Antonella Barbati
e Valeria Marsili. Gli amministrativi sono Anna Muraro, Giuseppa Montagnoli, Anna
Montanucci e Brunella Pagnotta.
I rappresentanti degli studenti sono Valentina Abbati, Sara Bistocchi, Beatrice Ramadori e Francesca Varasano. Il compito che si prefigge il Comitato è quello di
promuovere la realizzazione di “azioni positive” per garantire le pari opportunità
nel lavoro e nello studio, tra uomini e donne, all’interno dell’Università. Scopo ultimo, afferma il regolamento, è quello di individuare e “evitare discriminazioni di
genere” e di essere promotore delle iniziative necessarie per la loro rimozione. In
casi di molestie sessuali o di mobbing, per esempio, il Comitato dovrà intervenire
e proporre codici di condotta. “Adesso siamo in una fase di conoscenza e di approfondimento”, afferma Alessandra Sensini. “Si potrebbe dire che stiamo facendo
un periodo di formazione. Ogni membro del Comitato sta valutando la realtà universitaria in cui è immerso quotidianamente e sta studiando cosa succede altrove.
Infatti, stiamo studiando i regolamenti delle altre Università e abbiamo preso i primi
contatti informali con il consigliere regionale per le pari opportunità, Marina Toschi”. Benché all’inizio, il Comitato ha già preso tre decisioni importanti: aderire al
“Coordinamento nazionale dei Comitati
Pari Opportunità delle Università Italiane” (Coordinamento UNI CPO); richiedere all’Amministrazione centrale un
capitolo di spesa dedicato; conoscere il
numero degli uomini e delle donne (oltre che la loro distribuzione professionale) all’interno dell’Ateneo di Perugia.
Infine, è prevista anche la costruzione
della propria pagina web. Sarà, quindi,
anche una comunità virtuale, attraverso la quale conoscere tutta l’attività del
Comitato e segnalare tutte le situazioni
discriminatorie.
Riorganizzazione degli uffici amministrativi,
nominati tre nuovi dirigenti dell’Ateneo
Master di II livello in “Styles of Life”
per studenti italiani e cinesi
Nel luglio scorso l’Amministrazione
centrale dell’Università degli Studi
di Perugia, ha nominato con decreto rettorale, tre nuovi dirigenti. Alla
dottoressa Tiziana Bonaceto è stato
conferito l’incarico di Dirigente della
Ripartizione Gestione Risorse Finanziarie a decorrere dal primo luglio e
per la durata di tre anni. La dottoressa Claudia De Giorgi, invece, è stata
nominata Dirigente della Ripartizione
Affari Generali, Legali e Contratti a decorrere dal primo luglio e per la durata
di tre anni. Infine, al dottore Maurizio
Padiglioni è stato assegnato l’incarico di Dirigente della Ripartizione del
Personale, anche in questo caso per
la durata di tre anni, ma decorrenti dal
15 dicembre 2005.
Proprio nell’ambito di questa Ripar-
tizione, nel mese di luglio il dottore
Padiglioni ha provveduto a nominare
responsabile ad interim dell’Ufficio
Manutenzione Ordinaria l’ingegnere
Antonio Pagnotta, già responsabile
dell’Area Sviluppo edilizio e Gestione
Global Service, e la dottoressa Laura
Bizzarri, nell’ambito della completa
riorganizzazione della Ripartizione
Ricerca, responsabile dell’Area per
il trasferimento della conoscenza e
per la valorizzazione dei risultati della ricerca. L’Ateneo, infatti, da anni
sta operando numerosi interventi per
offrire una nuova e più efficace organizzazione amministrativa che garantisca lo svolgimento di tutte le attività
didattiche e di ricerca e possa offrire
servizi sempre migliori alla popolazione studentesca.
È stato presentato, nel corso di una
conferenza stampa a Palazzo Murena,
il Master di II livello in “Styles of Life”,
istituito dalla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Perugia
in cooperazione con la Beijing University of Technology. Il Master, nato con la
collaborazione di Confindustria Umbria
e Camera di Commercio di Perugia, e
sostenuto da “Brunello Cucinelli”, “Barilla”, “Arnaldo Caprai”, “Studio Roscini”
e “Raggio Verde”, è riservato a studenti
italiani e cinesi. L’iniziativa di alta formazione è stata illustrata dal Rettore, dal Pro
Rettore, professoressa Anna Torti, dal
coordinatore del Master, professore Sergio Rufini, e dall’imprenditore Brunello
Cucinelli. Sono, inoltre, intervenuti la professoressa Anna Tung Chang, docente di
Sinologia nella Facoltà di Lettere e Filo-
articolo di
Andrea Possieri
sofia e co-coordinatrice del Master, e la
professoressa Elda Gaino, delegata per le
Relazioni Internazionali dell’Ateneo. Sulla
specificità del Master è entrato il professore Sergio Rufini, ricordando che l’idea
maturò due anni fa quando si tenne a
Perugia il convegno sul tema “Dalla
Cina Imperiale alla Cina Globale”.
“La peculiarità del master – ha
spiegato il professore Sergio
Rufini – sta nel fatto di voler
affrontare simultaneamente
due aspetti del sapere: la
formazione economica e
quella culturale, senza far
prevalere l’una sull’altra. Si
punta, infatti, a far crescere gli allievi, italiani e cinesi,
approfondendo la conoscenza
degli stili di vita dei due Paesi”.
15
Al via le azioni del
Comitato Pari Opportunità
Le edicole di Perugia dove trovare:
Edicola P.zza Vittorio Veneto (Stazione Fontivegge)
Edicola P.zzale Bellucci (Stazione S. Anna)
Edicola P.zza Cavallotti
Edicola Monotti, S. Andrea delle Fratte (ex Ospedale Silvestrini)
Edicola Via F. Innamorati (Elce)
Edicola P.zza Fortebraccio
Edicola “L’Amuleto”, Strada S. Lucia
Edicola Via A. Vecchi (Elce)
Edicola San Marco Fornaci
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luglio/agosto 2006 - Università degli Studi di Perugia