l’UNIVERSITÀ P e r i o d i c o anno XXIV n. 4 - luglio/agosto 2006 Poste Italiane S.p.A. Sped. in abb. post. 70% legge 662/96 DCB Centro 1 Perugia Prezzo 1 Euro d e l l ’ A t e n e o d i P e r u g i a Le hit parade degli Atenei L’Università degli Studi di Perugia tra i primi posti nelle graduatorie nazionali il servizio alle pagine 3/4 pagine 5/6 pagina 7 pagina 10 pagina 15 Droga e Università Le scoperte dello SMAArt Manager in Olanda Comitato Pari Opportunità Inchiesta sul rapporto tra gli studenti e le sostanze stupefacenti. Il Centro d’Eccellenza perugino svela i segreti dei Maya. Intervista ad Andrea Ragnetti, “laureato illustre” in Scienze Politiche. Costituito il 9 maggio, ne fanno parte docenti, tecnici e studenti. l’UNIVERSITÀ La foto del mese Fotografare l’Università degli Studi di Perugia Da questo numero riserviamo la seconda pagina del periodico alla “foto del mese”, al fine di pubblicare gli scatti migliori sul tema dell’Università degli Studi di Perugia. Le fotografie possono essere inviate all’indirizzo e-mail: [email protected] o spedendola a: Staff Comunicazione e relazioni esterne, Piazza dell’Università 1, 06123 Perugia. Per informazioni: tel. 075.585.2395, fax 075.585.2182 l’UNIVERSITÀ Periodico d’informazione dell’Ateneo di Perugia Anno XXIV - n. 4 luglio - agosto 2006 Autorizzazione del Tribunale di Perugia n. 659 del 7/3/1983 Direttore: Laura Marozzi In redazione: Francesco Bircolotti, Andrea Possieri Hanno collaborato: Erika Baglivo, Erika Bellini, Giuliano Carella, Fabio D’Andrea, Elio De Nardis, Giuseppe Moscati, Adriana Rossi, Nicoletta Stradaioli, Leonardo Varasano. Fotografia realizzata da Lara Martini. Redazione: Piazza dell’Università, 1 06123 Perugia (PG) e-mail: [email protected] Tel.: 075/5852395 - Fax: 075/5852182 Stage e collaborazioni con l’Università La redazione de l’Università è aperta agli studenti per periodi di stage. Per informazioni rivolgersi a: Staff Comunicazione e relazioni esterne, Piazza dell’Università 1, 06123 Perugia - Tel. 075.585.2395 - fax 075.585.2182 e-mail: [email protected] Progetto grafico, impaginazione e stampa: Réclame Progetti Srl 2 l’Università n. 4 - luglio/agosto 2006 8 l’UNIVERSITÀ Primo piano Classifiche delle mie brame Per Perugia il punto di forza imprescindibile è la folta presenza Secondo La Repubblica, lo Studium perugino si colloca al 5° posto; di studenti per Il Sole-24 Ore al 12°. Nel mondo accademico, però, sono numerose “fuori sede”: le perplessità sui criteri di compilazione delle graduatorie stilate dai due quotidiani. 43 su 100 L’Ateneo di Perugia è stabilmente ai primi posti delle classifiche del 2006 stilate Il Sole-24 Ore, invece, stila un’unica graduatoria generale tenendo in considenon sono umbri dai quotidiani La Repubblica e Il Sole-24 Ore. Al quinto, secondo il giornale rorazione, però, sei differenti indicatori: i “laureati in tempo”, “l’attrattività”, “la camano; al dodicesimo, secondo la testata milanese di Confindustria. Lo Studium perusinum, dunque, viene inserito saldamente nella hit parade delle eccellenze. Le graduatorie che segnalano le migliori Università italiane sono ormai un refrain tradizionale che, da alcuni anni, contraddistingue il periodo estivo. Ogni estate, infatti, i maggiori quotidiani stilano una nuova classifica degli Atenei del Bel Paese premiando le migliori Accademie e assegnando la maglia nera alle ultime posizionate. Graduatorie da prendere con le molle, è bene ricordarlo subito. Sebbene gli indicatori statistici si raffinino sempre più, queste speciali classifiche rischiano spesso di fornire fotografie parziali (a volte anche fuorvianti) delle realtà universitarie. Da esse, per esempio, è assai difficile percepire la reale qualità della docenza e degli insegnamenti, così come l’effettiva preparazione degli studenti o le concrete condizioni di vita della popolazione universitaria. Insomma, questo tipo di graduatorie lasciano spazio a molte perplessità. Gli indicatori statistici utilizzati, anche se forniscono informazioni interessanti, non riescono a essere rappresentativi di tutta la complessa realtà accademica. Su questo punto pare esserci un coro unanime dei docenti intervistati da l’Università (si veda il box a pagina 4). Detto ciò, a onor di cronaca, non si può non rilevare come l’Ateneo perugino continui a occupare le migliori posizioni in tutte le diverse classifiche che sono state pubblicate. Secondo l’indagine compiuta dal quotidiano La Repubblica, condotta in collaborazione con il Censis, lo Studium Generale occupa il quinto posto nazionale tra le “grandi” Università pubbliche. Il quotidiano fondato da Scalfari, infatti, stila quattro differenti classifiche a seconda della dimensione degli Atenei che si distinguono in “mega”, “grandi”, “medi” e “piccoli”. A queste differenziazioni vanno aggiunte, poi, le Università “private” e i “politecnici”. Nella categoria di riferimento, dunque, l’Ateneo di Perugia risiede stabilmente ai piani alti. pacità di autofinanziamento”, “i talenti”, la “dispersione” e gli “inattivi”. In questa speciale classifica l’Ateneo umbro si colloca al dodicesimo posto. Insomma, da servizio di Andrea Possieri POSIZIONE ATENEO SERVIZI BORSA STRUTTURE WEB VOTO 1 Siena 102 87 100 102 97,8 2 Calabria 110 85 85 94 93,5 3 Pavia 94 84 102 93 93,3 4 Trieste 85 80 103 98 91,5 5 Perugia 86 89 86 93 88,5 6 Genova 79 85 102 86 88 7 Verona 78 91 87 91 86,8 8 Roma – Tor Vergata 70 74 99 94 86,5 9 Parma 78 74 99 94 86,3 9 Urbino 97 72 73 103 86,3 11 Cagliari 80 82 78 90 82,5 12 Messina 76 83 79 84 80,5 13 Lecce 73 68 81 94 79,0 14 Milano – Bicocca 71 75 83 82 77,8 15 Roma – Tre 68 81 69 93 77,8 16 Chieti 73 67 75 93 77,0 17 Napoli – Seconda 66 67 73 67 68,3 Nella tabella a fianco: La classifica dei “grandi” Atenei (fonte La Repubblica) continua a pagina 4 3 Classifiche delle mie brame l’UNIVERSITÀ Nella tabella a fianco: La classifica generale delle “Università pubbliche” (fonte Il Sole-24 Ore) Primo piano qualunque parte lo si guardi, lo Studium si colloca nella “serie A” dell’Accademia nazionale, rinforzando la tradizione consolidata nei suoi sette secoli di storia. Non si possono non notare comunque le difformità di valori assegnati ai singoli Atenei dalle due differenti classifiche. Clamoroso, per esempio, è il caso di Siena: al primo posto delle Accademie italiane secondo La Repubblica, solo sedicesima secondo Il Sole-24 Ore. Oppure Lecce: tredicesima secondo il quotidiano romano, addirittura sessantesima per la testata milanese. Nonostante queste evidenti discrasie, alcuni dati utilizzati per costruire le classifiche sono estremamente interessanti. Per esempio, l’indice di “attrattività”, che si riferisce alla quota di studenti provenienti da altre regioni sul totale degli iscritti. Questo fattore, infatti, sembra essere l’arma in più dell’Ateneo perugino: su 100 iscritti, ben 43 provengono da fuori regione. Se si compara questo dato con quelli delle “grandi” Università, il nostro Ateneo si situa al secondo posto preceduto soltanto da Bologna. Una percentuale di “fuori sede” molto alta che nella classifica generale de Il Sole-24 Ore (che racchiude grandi e piccoli Atenei) è superata solamente dalle Università marchigiane di Camerino e Urbino (59,6 la prima, 53 la seconda) e da quelle emiliane di Ferrara (52,7), Bologna (49) e Parma (49). Un segnale decisamente incoraggiante che premia gli sforzi effettuati, in questi ultimi anni, per consolidare una tradizione pluriennale da alcune zone “storiche” di provenienza (Calabria, Puglia e Lazio), ma soprattutto che testimonia le capacità di questo Ateneo nel reggere l’urto della concorrenza universitaria. Specialmente quella dei piccoli centri accademici nati nell’ultimo periodo e disseminati in tutto il territorio nazionale. POSIZIONE ATENEO PUNTI 1 Milano – Politecnico 394,0 2 Modena 393,6 3 Padova 378,7 4 Ancona 369,4 5 Parma 363,4 6 Torino – Politecnico 354,5 7 Pavia 341,8 8 Trento 333,6 9 Bologna 333,0 10 Firenze 331,9 11 Ferrara 331,7 12 Perugia 330,1 13 Venezia – Iuav 329,9 14 Udine 325,8 15 Torino 325,1 16 Siena 319,4 17 Messina 313,4 18 Piemonte – Orientale 312,8 19 Chieti 311,2 20 Venezia – Cà Foscari 304,4 L’OPINIONE DELLE FACOLTÀ: CLASSIFICHE NON ESAUSTIVE, MANCANO GLI “STUDI DI VALIDAZIONE” Alcuni indicatori forniscono delle informazioni utili sul rendimento degli Atenei ma le classifiche, nel loro complesso, non riescono a rappresentare in modo esaustivo la realtà universitaria. È questo, in sintesi, il giudizio espresso da alcuni docenti delle Facoltà perugine. Perplessità che vengono evidenziate efficacemente dal professore Giorgio Eduardo Montanari, Preside della Facoltà di Scienze Politiche. “Per valutare queste classifiche – afferma il docente di Statistica – bisogna fare una duplice riflessione. In primo luogo, le graduatorie presentano un difetto all’origine: sono basate sul reperimento di informazioni immediatamente disponibili, facilmente reperibili sul sito web del Ministero dell’Università. Questo vuol dire che si prendono in considerazione solo degli aspetti quantitativi (che sono, di per sé, parziali) e che manca una adeguata impostazione metodologica a monte. In secondo luogo, sarebbero necessari degli “studi di validazione” in grado di mettere in relazione gli indicatori con la realtà universitaria. Faccio un esempio: la progressione di carriera degli studenti. Il basso numero di fuori corso non è sempre indice di qualità degli studi in un Ateneo. In alcuni casi potremmo essere in presenza di un’efficace azione di tutorato che facilita l’apprendimento degli studenti; in altri casi, invece, potremmo essere in presenza di esami più semplici che permettono un facile accesso agli anni successivi. Insomma, è fondamentale capire quale realtà c’è dietro a questi indicatori. Nonostante tutto, però, almeno per gli aspetti considerati, da alcuni valori possiamo trarre indicazioni utili dal confronto con gli altri Atenei. Quello che manca, ripeto, sono gli “studi di validazione” degli indica- tori”. Il Preside della Facoltà di Ingeneria, professore Corrado Corradini, fornisce un giudizio in linea con il pensiero di Montanari: “Le classifiche degli Atenei sono in qualche misura utili, però non sono rigorosamente rappresentative della qualità delle Università. Faccio un esempio relativo alla Facoltà di Ingegneria, con il parametro “Relazionali internazionali”. Con questo indicatore, infatti, ci si riferisce principalmente al numero degli studenti che partecipano al programma di scambio internazionale Erasmus. La nostra Facoltà, però, ha deciso di non incentivare questo scambio perché le lauree in Europa nel settore ingegneristico sono di qualità sicuramente inferiore alle nostre. In altre parole, riconosciamo raramente l’equipollenza degli esami svolti all’estero, richiedendo nella maggior parte dei casi un colloquio integrativo da effettuarsi in Italia dopo il rientro dello studente dal soggiorno all’estero. Inoltre, è alquanto riduttivo valutare i rapporti internazionali quasi unicamente con il numero di studenti in mobilità in entrata e in uscita verso e dall’estero”. Più morbido, invece, il commento del Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, professore Giorgio Bonamente. Il docente di Storia Romana sostiene, infatti, che “le classifiche sono un punto di riferimento molto utile sebbene presentano dei momenti di debolezza. Tuttavia, un criterio non è mai neutro e va accettato tenendo conto di questo margine di relatività. Dando uno sguardo alle classifiche, comunque, non posso non notare che l’Ateneo di Perugia è collocato bene e quindi non posso che esserne soddisfatto”. I giardini del Rettorato. Classifiche delle mie brame 4 l’Università n. 4 - luglio/agosto 2006 l’UNIVERSITÀ Focus Niente spazio per la droga Le opinioni degli intervistati si dividono tra chi minimizza Viaggio tra la popolazione universitaria per conoscere il rapporto tra gli iscritti il problema e le sostanze stupefacenti: in Ateneo la situazione si mantiene tranquilla e sotto controllo. e chi ne segnala I dati forniti dalle Forze dell’ordine sul consumo tra i giovani. la gravità Esiste un concreto rischio-droga interno all’Ateneo? L’Università è un microcosmo del tutto speculare rispetto alla realtà che la circonda e dunque anche teatro di spaccio e consumo di droghe? E se questo fenomeno esiste pure nell’Ateneo, che incidenza ha? Tutte domande sempre più cogenti, soprattutto in virtù del triste primato di morti per overdose - primato, tra l’altro, che non rischia di essere spodestato a breve, visto il divario esistente con la media nazionale - raggiunto dalla città e dalla provincia di Perugia. Diciamo subito che, a tutt’oggi, non esiste, secondo le fonti di polizia, un problema-droga che investe in particolare la cittadella accademica. Non sono stati rilevati episodi né di spaccio né di consumo conclamato di sostanze stupefacenti all’interno dell’Accademia da parte di studenti. In sintesi, nel recente passato, non sono avvenute operazioni di polizia che si sono concentrate nell’ambiente universitario e, di conseguenza, non esistono statistiche che descrivano una presenza di questo fenomeno. Anche gli addetti alla sicurezza dell’amministrazione centrale dell’Ateneo confermano questa situazione. Non sono stati segnalati episodi che possono essere legati alla presenza di una questione-tossicodipendenza tra la popolazione studentesca, né sono stati rilevati fenomeni delinquenziali che possano essere ricondotti alla presenza di una qualche forma di associazione malavitosa. Purtroppo, lungo le strade limi- trofe alla cittadella universitaria sono state trovate dagli addetti alla pulizia tracce del consumo di sostanze stupefacenti – ad esempio delle siringhe – ma non è possibile legare, in alcun modo, questi ritrovamenti alla vita dello Studium dove, nelle aule, nei corridoi e nelle sale studio, non sembra trovare posto questa piaga sociale. L’Ateneo come un’oasi felice? Per ora sì, ma nulla è più sbagliato del cullarsi sugli allori. Per cercare di avere altre risposte, ci siamo rivolti a uno dei responsabili del servizio di assistenza medica di base offerto dall’Ateneo presso la Casa dello studente di via Faina (IV padiglione), il dottore Marcello Damiani, medico generico: “In base alla mia esperienza pluriennale, posso dire di non aver mai avuto la percezione di un preoccupante fenomeno droga tra gli studenti dell’Università degli Studi di Perugia. Mai un tossicodipendente in crisi d’astinenza. Ma non ho mai visto neppure ragazzi ubriachi. Certo, droghe leggere di cui è difficile percepire i sintomi circoleranno pure, ma niente tossici. È vero anche che un ragazzo che ha problemi di eroina è probabile non venga da noi, ma vada al pronto soccorso o al Sert. È certo, comunque, che se l’incidenza del fenomeno fosse macroscopica e dunque preoccupante, qualche caso arriverebbe anche a noi”. Quindi aggiunge dando motivi di sollievo: “Se all’interno dell’Ateneo c’è un fenomeno droga, esso non è un fenomeno statisticamente evidente e rilevante. 110 Nel grafico: Persone segnalate all’Autorità giudiziaria (dati per 100 mila abitanti di popolazione residente). Fonte: Polizia di Stato 2004 100 2005 90 servizio di Erika Baglivo, Nicoletta Stradaioli e Leonardo Varasano 80 70 60 50 40 30 20 10 �� ��� �� � �� �� � �� �� �� �� � �� �� � �� �� � � � �� �� �� �� �� �� 0 LE STATISTICHE DELLA POLIZIA A PERUGIA Dalla lettura dei dati forniti dalla Polizia di Stato si rileva che, dal 2003 a oggi, in Umbria si è registrato un boom nei sequestri di stupefacenti. A destare maggiore preoccupazione è la forte crescita delle quantità di droghe come cocaina (13,753 Kg nel 2005 con un aumento del 10,46% rispetto al 2004), eroina (+66,55%) e hashish (+242,19%). Mentre marijuana e cannabis erano in passato le droghe più diffuse, oggi il loro consumo sembrerebbe essere in calo. Certo, i soli dati relativi ai sequestri non permettono di descrivere il fenomeno della reale diffusione delle sostanze psicotrope, ma senza dubbio preoccupa la crescita delle quantità di droghe pesanti, notoriamente le più pericolose. In particolar modo “la polvere bianca”, che in passato rappresentava “la droga dei ricchi”, è oggi chiaramente molto più accessibile, inaugurando una pericolosa tendenza tra chi con leggerezza “sniffa”, illudendosi, forse, che non usando una siringa il danno sia minore. La provincia di Perugia si rivela il centro di questo traffico, dal momento che la quasi totalità dei sequestri si è verificata proprio nel capoluogo umbro. Il culmine si segnala nei mesi invernali, gennaio e febbraio. E proprio nello stesso periodo, nel capoluogo di regione, si sono verificati tre decessi. L’unico dato in controtendenza è il numero delle persone segnalate all’autorità giudiziaria, in calo rispetto al 2004. 5 continua a pagina 6 Niente spazio per la droga l’UNIVERSITÀ Focus D’altronde, a Perugia, di questi argomenti s’interessano periodicamente i Rettori di entrambi gli Atenei cittadini. Fino ad ora si può star tranquilli. La mia esperienza presso l’ufficio immigrati della Usl, inoltre, mi fornisce il parametro della gravità. E, anche in base a questo, posso dire che l’Università è ancora tranquilla”. Insomma, la situazione, dal punto di vista medico, appare sotto controllo. Per avere, però, un altro angolo visuale della questione, abbiamo chiesto l’opinione dei diretti interes- sati, degli studenti e dei rappresentanti delle maggiori associazioni studentesche. Lo spaccato che emerge è alquanto complesso e tutt’altro che scontato. “Non credo si debba essere allarmisti – afferma Michele, studente di Scienze della Comunicazione –, mi riferisco in particolar modo alle cosiddette ‘droghe leggere’, alla marijuana. Una canna, insomma, non compromette la salute”. Non la pensa allo stesso modo Giulia, iscritta al primo anno di Lettere: “Il problema della droga non va sottovalutato e va combattuto con l’informazione, la prevenzione e la sicurezza anche dentro l’Università laddove ce ne fosse bisogno”. Secondo Cristina, studentessa di Ingegneria, “l’Università in genere potrebbe diventare, nel prossimo futuro, un luogo a rischio perché ci sono tantissimi giovani, cioè dei potenziali consumatori. Servirebbe controllare l’Università in modo capillare con le forze dell’ordine”. Il problema della sicurezza è sentito anche da Marco, studente di Economia: “Vorrei che Polizia e Carabinieri fossero più presenti in Ateneo. Ho notato come alcune Facoltà hanno posizionato delle telecamere a circuito chiuso per meglio controllare quegli spazi più nascosti e quindi più a rischio. Forse però non è ancora sufficiente”. Secondo Francesco Zappulla, presidente dell’associazione Azione Universitaria, “le feste e i locali frequentati da studenti universitari si prestano quali luoghi privilegiati per la diffusione di stupefacenti. Lo stesso si può dire, potenzialmente, dei collegi universitari. Bisogna stare attenti – continua Zappulla – perché è capitato che nelle retate della Polizia incappassero sedicenti studenti, cioè ragazzi che usavano lo studio solo come una copertura: controllare l’ambiente universitario è comunque un’operazione fattibile, soprattutto in una città di medie dimensioni come Perugia”. La lettura del fenomeno droga in rapporto alla vita universitaria fatta da Zappulla, è solo in parte condivisa da Giacomo Chiodini, coordinatore del sindacato studentesco Sinistra universitaria/Udu: “Il fenomeno dell’uso di sostanze stupefacenti da parte degli universitari non va sottovalutato ma va legato principalmente alla giovane età. Non si può parlare di ‘emergenza droga’ riferendosi al mondo universitario: non ho mai visto tossicodipendenti o spacciatori all’interno delle Facoltà”. SEQUESTRI DI SOSTANZE STUPEFACENTI NEL 2005 (IN PARENTESI È RIPORTATA LA VARIAZIONE PERCENTUALE RISPETTO AL 2004, FONTE: POLIZIA DI STATO) Regione o Provincia Eroina (Kg) Cocaina (Kg) Hashish (Kg) Marijuana (Kg) Cannabis (n.) Droghe Sintetiche (n.) Altre droghe (n.) Umbria 6,473 (66,55) 13,753 (10,46) 65,259 (242,19) 34,551 (-30,35) 261 (-55,00) 820 (-37,36) Perugia 6,723 12,886 48,934 34,406 Terni 0,015 0,868 16,325 0,144 167 (-85,53) 820 QUANTITÀ DI DROGHE SEQUESTRATE NEL PRIMO QUADRIMESTRE DEL 2006 (FONTE: POLIZIA DI STATO) Perugia Terni Gen Feb Mar Apr Gen Feb Mar Apr Tot. droga sequestrata (Kg) 10,930 17,123 1,214 0,788 3,180 0,033 0,053 0,106 Eroina (Kg) 0,005 0,012 0,099 0,025 0,000 0,000 0,010 0,000 Cocaina (Kg) 1,553 0,073 0,934 0,331 0,140 0,030 0,007 0,001 Hashish (Kg) 9,333 17,015 0,179 0,432 3,040 0,003 0,035 0,105 Marijuana (Kg) 0,038 0,002 0,001 0,000 0,000 0,000 0,000 0,000 0,000 0,021 0,000 0,000 0,000 0,000 0,000 Cannabis Anfetaminici Ecstasy (Kg) Ecstasy (n.) 179 1 Operazioni (n.) 21 15 23 13 7 3 3 3 Persone denunciate Arresto (n.) 32 16 35 17 14 12 15 4 Libertà (n.) 3 5 1 1 1 2 16 1 2 2 2 Irreperibilità (n.) di cui Minori (n.) Stranieri (n.) Decessi (n.) Niente spazio per la droga 6 1 1 16 1 8 27 13 6 2 l’Università n. 4 - luglio/agosto 2006 8 l’UNIVERSITÀ Ricerca Maya, civiltà senza segreti Grazie al Molab i ricercatori possono spostarsi nei luoghi dove Il calendario astrologico precolombiano contenuto nel prezioso “Codice Cospi” sono conservate studiato dallo SMAArt, con il suo laboratorio mobile di analisi chimico-fisiche. le opere d’arte Per la prima volta, grazie al Centro di Eccellenza dell’Università degli Studi di Perugia SMAArt (Scientific Methodologies Applied to Archaeology and Art), in collaborazione con il Dipartimento di Paleografia e Medioevistica dell’Università di Bologna, è stato possibile effettuare analisi spettroscopiche non invasive (ovvero senza effettuare prelievi) su uno dei quindici codici precolombiani esistenti al mondo. Si tratta del famoso “Codice Cospi”, conservato presso la Biblioteca Universitaria di Bologna. A condurre le analisi, coordinate da Costanza Miliani (ricercatrice del CNR Istituto ISTM), è stato il gruppo di ricerca dei professori Antonio Sgamellotti e Brunetto Giovanni Brunetti, docenti di Chimica generale ed inorganica del Centro SMAArt. Il testo, risalente al XV secolo, è l’unico conservato in Italia dell’antica civiltà precolombiana. Contiene il calendario pittografico astrologico che affianca, alla scansione solare dei giorni e dei mesi, le corrispondenti divinità, in modo da determinare i giorni fausti e quelli infausti per le attività umane e i riti. Ma non solo: in esso sono rinvenibili, insieme alle suddivisioni numeriche e alla significazione dei colori dipinti, la geometria cosmica, la numerologia e il simbolismo religioso fissati dalle misteriose popolazioni mesoamericane. Quasi tutti i reperti simili al Codice sono stati bruciati pubblicamente dai conquistadores spagnoli, che li consideravano “opera del diavolo”, in quanto collegati ai riti antichi. Secondo notizie certe, il “Codice Cospi”, venne introdotto in Italia il 26 dicembre 1665 - come riportato sulla copertina - quale regalo da parte di un certo Valerio Zani al marchese Ferdinando Cospi, il quale prima lo conservò nel proprio museo e poi lo donò nel 1672 al Senato di Bologna, assieme alla sua intera collezione; quindi, il tutto fu trasferito nel 1743 all’Istituto delle Scienze del capoluogo emiliano. All’inizio degli anni ’90, l’Ateneo bolognese aveva già tentato di effettuare i rilievi sul prezioso libro precolombiano, con l’equipe dell’ormai compianto professore Alessandro Bertoluzza, docente di Biochimica. Ma saltò tutto, perché non si trovarono i fondi necessari per assicurare il trasporto del testo dalla biblioteca al Dipartimento di Chimica “Cimician”. Da allora, dopo quasi trent’anni, grazie allo sviluppo delle moderne tecnologie, “la montagna è andata da Maometto”. O meglio, con le strumentazioni portatili ad alta tecnologia per indagini non invasive in situ del laboratorio mobile (MOLAB), possedute dallo SMAArt di Perugia, è stato possibile compiere analisi quali la fluorescenza a raggi X, la spettroscopia infrarossa, la colorimetria, la fluorescenza UV-Vis, la spettroscopia micro-Raman. Le indagini hanno permesso uno studio integrato sul “Codice Cospi”, sia sul recto che sul verso, caratterizzando la natura del supporto, della preparazione, dei pigmenti, oltre a fornire indicazioni sulle tecniche esecutive e sui coloranti impiegati. Pare, infatti, che i materiali scelti dalle civiltà servizio di Giuliano Carella Eccellenze Cos’è il Molab mesoamericane per la composizione dei colori non venissero amalgamati arbitrariamente: per esempio, le tonalità ottenute dalle terre avevano valenza di collegamento con il “Mondo di Sotto”, mentre quelle fatte con le piante puntavano in alto, al cielo. A mettere in contatto i due Atenei è stata la professoressa Laura Laurencich Minelli, docente in pensione di Storia delle civiltà indigene d’America all’Università di Bologna, affascinata dal codice al punto da parlarne continuamente ai suoi allievi, fra i quali il figlio del professore Sgamellotti. “Mio padre – le disse un giorno il ragazzo durante un ricevimento – fa analisi non distruttive sui colori...”. Da lì, il fortunato sodalizio. Le tecnologie del centro SMAArt, inoltre, sono state già utilizzate per studiare opere celebri come il “David” di Michelangelo o “La Madonna dei Fusi” di Leonardo da Vinci. Il Molab (Mobile Laboratory) è un insieme unico di tredici strumenti portatili ad alta tecnologia, ideato dai professori Antonio Sgamellotti e Brunetto Giovanni Brunetti dell’Università degli Studi di Perugia. È a disposizione dei ricercatori europei che svolgono attività di studio e conservazione di opere d’arte, per misure non-invasive in situ, ossia nello stesso luogo in cui essi stanno, quindi in grado di svolgere il loro lavoro in una sala di un museo o su un monumento all’aperto. Normalmente, infatti, i ricercatori si devono spostare in un laboratorio, al fine di poter utilizzare gli strumenti ivi operanti. Nel caso del Molab, invece, è il laboratorio a muoversi, insieme a un gruppo di operatori, verso il luogo in cui si trova l’opera d’arte. Questo elimina i rischi connessi con il trasporto dell’opera in un laboratorio e riduce notevolmente i costi, perché trasporto e assicurazione sono molto meno costosi per gli strumenti che per le opere. Confrontando e combinando tra loro i dati ottenuti con le differenti strumentazioni portatili, senza muovere l’opera d’arte e senza prelevare alcun campione, si possono ottenere informazioni significative che, nel caso di dipinti, consistono nella rivelazione ad alta risoluzione del disegno preparatorio, nella evidenziazione di possibili microsollevamenti e ritocchi non documentati, nella identificazione della quasi totalità dei pigmenti e coloranti e nella indicazione dei gruppi di appartenenza delle vernici e dei leganti. Uno degli interventi internazionali del laboratorio Molab: lo studio di alcuni dipinti di Renoir e Cezanne presso il Courtauld Institute di Londra. 7 Maya, civiltà senza segreti l’UNIVERSITÀ Mondo Universitario L’offerta formativa per l’ann Istituiti 132 Corsi di laurea. Si punta sulla qualità Facoltà di Medicina e Chirurgia Facoltà di Medicina Veterinaria Corsi di laurea triennale Corsi di laurea triennale Assistenza sanitaria (sede di Città di Castello) Igiene e qualità delle produzioni animali Dietistica Corsi di laurea specialistica a ciclo unico Fisioterapia (sede di Foligno) Medicina veterinaria Infermieristica (sede di Foligno) Infermieristica (sedi di Terni) Facoltà di Lettere e Filosofia Infermieristica (sedi di Perugia e Città di Castello) Corsi di laurea triennale Infermieristica (telematico) Filosofia Logopedia Lettere Ostetricia Lingue e culture straniere Podologia Operatore dei beni culturali (teledidattico) Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro (Città di Castello) Scienze della comunicazione (teledidattico) Tecniche di laboratorio biomedico Scienze dei beni archeologici e antropologici Tecniche di radiologia medica per immagini e radioterapia Scienze dei beni storico-artistici, archivistico librari e musicali Corsi di laurea specialistica a ciclo unico Mediazione linguistica applicata (sede di Perugia) Medicina e Chirurgia (sedi di Perugia e Terni) Corsi di laurea specialistica Odontoiatria e protesi dentaria Archeologia preistorica classica, medievale e generale e topografica Corsi di laurea Interfacoltà Corsi di laurea specialistica Filologia, letterature e storia dell’antichità Corsi di laurea triennale Biotecnologie mediche Storia, filologia e analisi del testo letterario Biotecnologie Etica delle relazioni umane Coordinamento delle attività di protezione civile (sede di Foligno) Facoltà di Economia Lingue e letterature moderne Economia e cultura dell’alimentazione Corsi di laurea triennale Scienze antropologiche Scienze motorie e sportive Economia aziendale Storia dell’arte Storia della società, della cultura e della politica Economia e gestione dei servizi turistici (sede di Assisi) Caratteri originari della storia europea Tecniche erboristiche Economia e legislazione d’impresa Lingue straniere per la comunicazione internazionale Tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni culturali Scienze della comunicazione Economia dei mercati e degli intermediari finanziari Statistica e informatica per la gestione delle imprese Facoltà di Farmacia Corsi di laurea specialistica Economia e amministrazione delle imprese (sede di Terni) Corsi di laurea triennale Scienze e tecnologie per la conservazione e restauro del patrimonio storico-artistico Economia e gestione delle imprese (teledidattico, sede di Terni) Controllo di qualità nel settore industriale farmaceutico e alimentare Comunicazione istituzionale e d’impresa Corsi di laurea specialistica Informazione scientifica sul farmaco Comunicazione multimediale Consulenza economica e giuridica per le imprese Corsi di laurea specialistica a ciclo unico Protezione e difesa civile Economia del turismo (sede di Assisi) Chimica e tecnologie farmaceutiche Scienze e tecnologie delle produzioni animali Finanza Farmacia Scienze e tecniche dell’attività sportiva Management aziendale Corsi di laurea specialistica Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattative Gestione dell’innovazione e dei rischi d’impresa (sede di Terni) Biotecnologie farmaceutiche Scienze dell’alimentazione e della nutrizione umana L’offerta formativa per l’anno accademico 2006/2007 8 l’Università n. 4 - luglio/agosto 2006 l’UNIVERSITÀ Mondo Universitario o accademico 2006/2007 della didattica e sui servizi agli studenti con un’attenzione particolare al mercato del lavoro. Nell’immagine al centro: Un particolare della matricola del Collegio dei giuristi (1630-1782) Corsi di laurea internazionali interuniversitari Corsi di laurea triennale Biotecnologie orientate alla creazione d’impresa Gestione degli agro-ecosistemi mediterranei Corsi di laurea specialistica Applicazioni mediche delle biotecnologie Facoltà di Agraria Corsi di laurea triennale Gestione tecnica del paesaggio Scienze agrarie e ambientali Scienze e tecnologie agroalimentari Scienze e tecnologie delle produzioni animali Facoltà di Ingegneria Viticoltura ed enologia Corsi di laurea triennale Corsi di laurea specialistica Ingegneria civile Biotecnologie agrarie e ambientali Ingegneria per l’ambiente e il territorio Tecnologie e biotecnologie degli alimenti Ingegneria energetica (sede di Terni) Difesa delle risorse agroalimentari e ambientali Ingegneria informatica e delle telecomunicazioni (sede di Orvieto) Economia e gestione dei sistemi agro-alimentari, ambientali e territoriali Ingegneria meccanica Scienze dei sistemi colturali e dell’ambiente agrario Ingegneria informatica ed elettronica Ingegneria gestionale (sede di Terni) Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali Corsi di laurea specialistica Corsi di laurea triennale Ingegneria civile Facoltà di Giurisprudenza Chimica Ingegneria dei materiali (sede di Terni) Corsi di laurea triennale Chimica ambientale Ingegneria elettronica Scienze giuridiche Fisica Ingegneria informatica e delle telecomunicazioni Scienze dei servizi giuridici Informatica Ingegneria meccanica Funzionario giudiziario e amministrativo (telematico) Matematica Ingegneria per l’ambiente e il territorio Corsi di laurea magistrale a ciclo unico Matematica per le applicazioni Corsi di laurea specialistica a ciclo unico Giurisprudenza Scienze biologiche Ingegneria edile-architettura Scienze naturali Facoltà di Scienze Politiche Scienze geologiche Facoltà di Scienze della Formazione Corsi di laurea triennale Corsi di laurea specialistica Corsi di laurea triennale Relazioni internazionali Biologia e ambiente Scienze della professionalità educativa Scienze politiche Biotecnologie chimico-industriali Esperto nella progettazione dell’insegnamento a distanza (sede di Terni) Scienze sociali e del servizio sociale Fisica Scienze e tecnologie della produzione artistica (sede di Terni) Cooperazione internazionale per lo sviluppo e la pace (sede di Terni) Matematica Scienze per l’investigazione e la sicurezza (sede di Narni) Scienze sociali della comunicazione interculturale (sede di Terni) Metodologie biochimiche e biomolecolari applicate Corsi di laurea specialistica Corsi di laurea specialistica Risorse e rischi geologici Consulenza pedagogica e coordinamento di interventi formativi Ricerca e programmazione delle politiche sociali Scienze chimiche Screen production: scienze dello spettacolo audiovisivo (sede Terni) Relazioni internazionali (sede di Perugia e Terni) Scienze della natura e dell’ambiente Corsi di laurea del previgente ordinamento Scienze politiche Scienze molecolari biomediche Scienze della formazione primaria 9 L’offerta formativa per l’anno accademico 2006/2007 l’UNIVERSITÀ Alumni L’impronta perugina al marketing mondiale La laurea nell’Ateneo umbro poi il lavoro all’estero: Londra, Parigi, Roma e infine Amsterdam Andrea Ragnetti da Scienze Politiche è approdato alla Philips. Tutto iniziò con la tesi in Teoria e tecniche della comunicazione di massa sulla TV inglese Channel Four. servizio di Andrea Possieri e Leonardo Varasano L’impronta perugina al marketing mondiale Una vita “itinerante” sempre in viaggio tra l’Italia e l’Europa. Sono queste le parole utilizzate da Andrea Ragnetti, membro del Comitato direttivo e Chief Marketing Officer della Philips ad Amsterdam, per descrivere la propria biografia. Un’infanzia trascorsa tra Roma, Cagliari, Palermo e Perugia seguendo il padre che percorreva in lungo e in largo la penisola per conto della Perugina. E poi, dopo gli studi liceali e universitari nel capoluogo umbro, ha inizio un’itineranza professionale tra le maggiori aziende europee: Portogallo, Francia, Gran Bretagna, Olanda e, naturalmente, Italia le mete di questo percorso. Dalla vita nella città di provincia a quella nelle maggiori capitali europee. Tutto inizia durante la stesura della tesi di laurea in Teorie e tecniche della comunicazione di massa con il professore Paolo Mancini della Facoltà di Scienze Politiche. Nel 1986 Andrea Ragnetti si trasferisce a Londra per studiare il canale televisivo Channel Four. Nel frattempo si sposa e inizia a lavorare nel Regno Unito. Un azzardo, una scommessa. A conti fatti una scommessa vinta. Inizia così una carriera professionale brillante, che lo ha portato ad essere uno dei sette manager che amministrano una multinazionale come la Philips. Tutto è iniziato a Perugia... Certamente sì! Sono nato a Roma nel 1960, poi ho vissuto un paio d’anni a Cagliari, quindi circa quattro anni a Palermo e poi di nuovo a Roma. A Perugia ho frequentato la scuola media, il Liceo classico Mariotti e infine l’Università. La mia vita universitaria è stata un po’ “complicata”. Inizialmente mi sono iscritto a Medicina e Chirurgia e ho frequentato per quattro anni, poi ho cambiato e mi sono iscritto a Scienze Politiche. Nel frattempo ho fatto il servizio militare. Mi sono laureato nel 1988, un anno dopo aver iniziato a lavorare. Perché scelse di iscriversi all’Università degli Studi di Perugia? Perché abitavo a Perugia e volevo frequentare un Ateneo vicino alla mia abitazione. E poi perché era una buona Università. La mia famiglia mi avrebbe visto volentieri medico, perché avevo in qualche modo la carriera “assicurata”: uno zio medico senza figli maschi che mi avrebbe lasciato volentieri la sua “pratica”. Poi mi sono reso conto che le mie motivazioni non coincidevano affatto con la professione medica e ho lasciato questi studi con grande dispiacere di mio padre… che a quel punto mi ha “tagliato i viveri”. Da quel momento, mi sono mantenuto giocando a pallacanestro con il Perugia Basket. Per un certo periodo mi ha allenato Stefano Mogini (altro ex Alumno dell’Ateneo di Perugia, intervistato su l’Università n. 3/2006, n.d.r.) poi mi sono arrangiato, vendendo anche enciclopedie. Fin quando arriva la decisione a Scienze Politiche... Sì, mi sono iscritto alla Facoltà che volevo e ho dato tutti gli esami in tre anni e mezzo, facendo anche il servizio militare. Successivamente, 10 sono andato a Londra per preparare la tesi di laurea in Teorie e tecniche della comunicazione di massa e studiare l’allora nascente televisione inglese Channel Four. Sono stato un anno nella capitale britannica: studiavo, lavoravo in un albergo per mantenermi e nel frattempo mi sono anche sposato. Da Londra ho iniziato a scrivere ad una serie di aziende per avere dei colloqui di lavoro e mi sono reso conto di aver fatto la scelta giusta. Dall’Inghilterra le aziende che prima non mi avevano considerato a quel punto mi rispondevano. La mia era stata una scommessa, che alla fine posso dire di aver vinto. Non nego che a un certo momento la mia situazione mi sembrava disperata: sposato e senza soldi. Che locali frequentava durante l’Università? Soprattutto quelli frequentati da studenti stranieri, in particolare uno, del quale non ricordo il nome, in via dei Priori. Gli stranieri erano un po’ emarginati dal resto della popolazione universitaria, eppure in mezzo a loro c’erano tante persone interessanti, mi sembrava una follia non conoscerli meglio. Di fatto lo studente italiano non si “mischiava” con gli stranieri, erano due mondi distinti. Corso Vannucci era comunque il luogo di ritrovo anche per chi, come me, viveva in maniera “schizofrenica”. Coglievo la tranquillità del vivere in provincia ma anche l’angoscia di un contesto pressoché immutabile: quasi sempre le stesse facce, gli stessi commenti. Lo scontro politico nell’Università degli anni Ottanta era ancora presente? La mia generazione era quella della “Milano da bere”, dell’ossessione del successo economico e della carriera. Ma l’etica del lavoro e del successo cominciava a cambiare. Si iniziava a parlare anche di qualità della vita, oltre che di carriera. Ho vissuto a cavallo di questo cambiamento. Di politica si parlava di più al Liceo, alla fine degli anni Settanta. Ho conosciuto in quel periodo un po’ d’impegno politico e di scontri. All’Università molto meno. Ero in ritardo e molto determinato a recuperare il tempo perduto, quindi non pensavo ad altro. Si ricorda qualche docente che l’ha particolarmente colpita? Non ho vissuto l’Università in maniera “cerebrale” ma con pragmatismo. E credo proprio che all’Università italiana manchi ancora un po’ di pragmatismo. Devo anche dire, però, che all’Università incontrai il mio futuro professionale, il marketing, nel corso di un incontro organizzato da un’azienda all’interno dell’Ateneo. Che differenza c’è tra il laureato europeo e quello italiano? Quello europeo innanzitutto parla inglese. L’italiano no. Nella nostra cultura c’è tutto per avere successo nell’economia globalizzata, dove il mondo cambia ogni cinque anni. Servono flessibilità e capacità di organizzare il caos e gli italiani in questo sono bravissimi. Ma hanno una palla al piede: l’Italia, la qualità della vita, il non volersi spostare dal loro luogo di nascita, il non voler imparare un’altra lingua. Esiste una sorta di provincialismo. Anche qui però la qualità della vita comincia a scendere e ciò forse darà una scossa a questo stato di cose. Gli italiani che hanno fatto carriera nel mondo sono bravissimi, l’italiano medio però... Su cento laureati italiani in Ingegneria solo in tre conoscono bene l’inglese. In Olanda cento su cento sono bilingue. L’inglese non dà lustro intellettuale ma è fondamentale. Per questo i nostri laureati spesso non possono espatriare. Rifarebbe le sue scelte? Rifarei tutto, per filosofia personale non rinnego nulla. Alla fine tutto dipende dalla passione che si mette nelle cose. l’Università n. 4 - luglio/agosto 2006 Storia l’UNIVERSITÀ L’Ateneo per nobili in carriera Nonostante si perda la libertà comunale, i docenti Nel passaggio dal Comune alla Signoria l’Università si trasforma. proseguono E nel Quattrocento una nuova vitalità scientifica accende l’Accademia umbra. la gloriosa tradizione giuridica Da sinistra a destra i ritratti di Ristoro Castaldi (1507-1564), Tobia Nonio (1528-1570) e Pietro degli Ubaldi, fratello di Baldo (XIV sec.). Il professore Giuseppe Ermini nel seguire l’evoluzione dell’istituzione della quale fu a lungo Rettore, non aveva potuto fare a meno di constatare come, rispetto alle glorie dello Studium delle origini e soprattutto del XIV secolo, quello dei secoli successivi appariva immancabilmente diverso, per non dire peggiore. La perdita della libertà comunale sembrava aver intaccato lo spirito originario dell’istituzione universitaria, sottomessa ai desideri dei papi sovrani, ora munifici, ora dispotici. Tutto ciò che di quell’epoca l’Ateneo salvava era la vitalità scientifica dei docenti che, nonostante tutto, erano riusciti a proseguire la gloriosa tradizione, soprattutto giuridica, del passato. Se si volesse a tutti i costi stabilire una data simbolo, si potrebbe risalire a quel 1370 che segnò, dopo anni di crisi soprattutto economica, la fine del libero comune. Ancor più significativo è il 1400, quando, con la spontanea sottomissione al Duca di Milano, Perugia entra nell’orbita dei “poteri forti” della penisola. Anche Ermini distingue il passaggio dallo Studio signorile a quello principesco in tre fasi successive, dal 1400 al 1625. In ogni caso, mentre la città si dibatteva tra domìni e trattative, tra guerre e truppe da pagare e mentre si andavano delineando sempre più chiaramente i rapporti con la Curia pontificia, lo Studium viveva risentendo più delle carestie e pestilenze ricorrenti che degli sconvolgimenti politici. Anzi, si potrebbe dire che l’Università di Perugia, contrariamente ad altre Università legate a vere e proprie Signorie, presenta almeno nominalmente una continuità istituzionale sorprendente. Sono sempre il Collegio dei Priori e quello dei Camerari delle Arti e, a partire dai primi decenni del ‘300 i Savi dello Studio, a gestire la vita universitaria cittadina, come costante è l’impegno economico nell’assicurare i salari ai docenti e dunque un decoroso funzionamento dell’attività didattica. A leggere gli statuti cittadini, si fatica a percepire il passare di quasi tre secoli di storia dal primo statuto del 1285 a quello a stampa del 1526. Allo stesso tempo però, se è più difficile cogliere i mutamenti di una istituzione universitaria come quella perugina rispetto, per esempio, a Studium come quello di Padova, si comprende bene come la vita di un universitario dell’inizio del Trecento a Perugia dovesse essere molto diversa da quella di uno del ‘500. Cosa era cambiato? Basta citare alcuni aspetti fra i tanti che componevano la vita universitaria. Tra questi, il più evidente è forse la componente dottorale. Man mano che la città perdeva la sua autonomia, infatti, lo Studium era sempre più ambìto dai cittadini più eminenti. Le maggiori famiglie perugine, in particolare la componente nobiliare, già a partire dalla fine del ‘300 ma soprattutto dal ‘400 in poi, cominciarono a intraprendere la carriera universitaria, dapprima quella giuridica e, in seguito, con un po’ di ritardo, quella medica. Lo Studium accoglieva i suoi cittadini come docenti e anzi, col tempo, molti insigni lettori di diritto finirono per svolgere un ruolo di primo piano nella vita cittadina, dividendosi tra insegnamento, avvocatura, attività di consulenza nelle questioni più delicate - sia pubbliche che private - e nelle ambascerie presso pontefici e sovrani. Questa realtà sempre più municipale dello Studium dovette ribaltare la sua funzione originaria: anziché aprire la città all’esterno, tutt’al più riusciva a portare l’esterno dentro la città, attraverso la componente studentesca forestiera. È dunque poi così vero che fu l’amministrazione cittadina a mantenere viva l’istituzione universitaria a Perugia, opponendosi allo strapotere pontificio, o non fu piuttosto l’intervento dei pontefici, in quanto grandi e ricchi sovrani, a permettere che questa non soffocasse insieme all’autonomia della città? Considerando che le spese per lo stipendio dei docenti erano ovviamente assicurate dalla munificenza del signore, poiché la città non poteva più gestire in autonomia le proprie risorse, si può dire che uno strano equilibrio di poteri permise che si lasciasse nelle mani delle consuete magistrature cittadine la facoltà di prendere parte alla gestione dello Studium. D’altro canto, però, nulla poteva accadere senza previo consenso del legato, del camerario e degli altri vicari. Se questo vale in generale per tutte le dominazioni che conobbe Perugia tra XIV e XVI secolo, tanto più si applica alla dominazione pontificia. Alla città fu concessa una sorta di autonomia controllata, ma che corrispondeva anche a un forte interesse nel conservare in buona salute una Università dello Stato pontificio, in un’epoca in cui molte se ne stavano fondando accanto a quelle della prima ora, come Bologna, o almeno della seconda, come Roma e appunto Perugia. Nel ‘500 infatti il panorama delle Università europee cambia completamente e si assiste a una vera e propria esplosione di fondazioni universitarie. Nei soli domini pontifici tra il ‘300 e il ‘500 si passò da tre a otto nuovi Studia generalia, nella penisola da sei a tredici, in Europa da sedici a sessantacinque. L’Università di Perugia, dunque, entrava suo malgrado a far parte di un piano più vasto e complesso che certo non sempre abbracciava le esigenze dell’élite locale, anche se la politica dei pontefici, almeno fino alla riforma voluta da Urbano VIII nel 1625, non impedì che sopravvivesse un legame anche affettivo tra la città e il suo Studium. 11 articolo di Erika Bellini L’Ateneo per nobili in carriera l’UNIVERSITÀ Libri Le novità in libreria Lauree honoris causa 2000-2005. Lectiones doctorales di AA. VV. recensione di Giuseppe Moscati AA. VV., (2005), Lauree honoris causa 2000-2005. Lectiones doctorales, S. Maria degli Angeli (Assisi), Tipolito Properzio. Curato dallo Staff Comunicazione e relazioni esterne dell’Ateneo perugino è uscito il volume che raccoglie i materiali relativi alle prestigiose lauree honoris causa del primo quinquennio del Duemila. Vengono così riproposti i testi delle lectiones doctoralis, che spaziano dal diritto (Peter Stein) alle radici cristiane dell’Europa (Kirill), dall’arte teatrale (Luca Ronconi) alla letteratura e filologia moderna (Luigi Meneghello), dalla ricerca sulle cellule staminali (Yair Reisner) a quella chimico-farmacologica di frontiera (Frank Walsh), dagli aspetti socio-politici della globalizzazione (Rolando Mosca Moschini) a quelli economico-sociali del mondo aziendale (Carlo Colaiacovo). In relazione al riconoscimento conferito a Kirill, tra l’altro, compaiono anche i discorsi dei vescovi umbri Vincenzo Paglia e Giuseppe Chiaretti. La pubblicazione, che costituisce il secondo volume della collana ideata nell’ambito delle iniziative per le Celebrazioni del VII Centenario della nostra Università, si arricchisce di significative immagini (oltre alle foto dei relatori), quali alcune icone d’epoca attinenti ai temi trattati, tra cui si fanno apprezzare soprattutto una miniatura del 1574 (I dottori giuristi in Collegio) e uno stemma del 1630 (Collegio dei Medici di Perugia). A integrazione dei testi citati sopra, inoltre, di ogni autore si riporta un breve curriculum vitae seguito dalle ragioni che hanno motivato il conferimento delle lauree e dall’indicazione del docente promotore. Il volume può essere richiesto allo Staff Comunicazione e relazioni esterne. Alessi Bernini Borromini - Tre rilievi indiziari di Paolo Belardi Tre elementi indiziari guidano l’indagine, tre sentenze tendenziose orientano la sintesi dell’ultimo libro scritto da Paolo Belardi, il dodicesimo della collana diretta da Roberto de Rubertis ed edita da Officina. Una finestra-rudere nel giardino di Pieve del Vescovo a Corciano, un giudizio critico sul colonnato della piazza di San Pietro a Roma, uno sbiadito disegno della chiesa della Madonna del Prato a Gubbio, sono infatti le premesse che consentono all’autore di ritenere i tre protagonisti rei di aver infranto le regole, a quel tempo universalmente condivise ed applicate: “Alessi si è reso colpevole di cedimento pittoresco; Bernini si è macchiato di licenziosità sintattica; Borromini ha praticato il revisionismo critico”. Queste, in estrema sintesi, le sentenze di Belardi, mirabilmente sintetizzate da Giuseppe Pagnano, che ne ha curato l’acuta prefazione. Nonostante l’apparente eterogeneità dei materiali, i tre rilievi, oggetto di questo libro, si presentano come frammenti a incastro di un’unica e complessa questione basilare per la disciplina. Lo scavo di rilievo, ricorsivo e profondo, è condotto attraverso considerazioni, osservazioni e ragionamenti presentati in forma dialettica: l’autore non rifiuta il dubbio e l’incertezza, quando oggettivamente non vi sono né l’uno né l’altro, ma al tempo stesso dipana, con continuità e ostinazione, un filo conduttore che, separando ciò che conta da ciò che è mera didascalia, legittima la storia dei rapporti più significativi tra ricerca estetica e ricerca scientifica. È necessario sfocare particolari per cogliere ciò che vi è di essenziale, sembra in fin dei conti dimostrare l’autore. Ed è così che, nel suo studio, Paolo Belardi riconduce le tre indagini a un solo e unitario discorso sul disegno di architettura: nel primo caso emerge ancora una volta come la pittura rappresenti l’occasione per un’ulteriore distinzione fra i metodi di indagine del reale; nel secondo caso invece la storia delle teorie delle proporzioni sembra trovare un’altra occasione di contrasto insidioso tra una concezione armonistica, deduttiva, costruttiva e un’altra, estetico-normativa, induttiva e mimetica; nel terzo caso, infine, i rapporti di ricerca geometrica delle figure rivelano la speculazione astratta e idealizzante che si consuma nell’equilibrio dinamico tra identità, differenze e fraintendimenti colti. recensione di Adriana Rossi Seconda Università di Napoli Paolo Belardi, (2006), Alessi Bernini Borromini - Tre rilievi indiziari Roma, Officina Edizione. Del perturbante, Simmel e le emozioni di Silvia Fornari recensione di Fabio D’Andrea Silvia Fornari, (2005), Del perturbante, Simmel e le emozioni, Perugia, Morlacchi. Le novità in libreria L’opera di Georg Simmel si viene da tempo rivelando come qualcosa di più del lascito in moneta contante che egli stesso aveva descritto. Dopo una fase in cui molti l’hanno esplorata clandestinamente, riportandone spunti presto incorporati in altre teorie, nuove generazioni di studiosi hanno scelto un approccio nuovo, che riconosce il debito con l’antico maestro, dipartendosene per nuove traiettorie, auspicabilmente capaci di interpretare meglio una quotidianità sempre più sfuggente e confusa. È questo il caso di Silvia Fornari, che, con Del perturbante, Simmel e le emozioni (Morlacchi, 2005), prosegue un percorso di costante emancipazione dall’Autore di riferimento e di messa a punto di un’originalità teorica che si appunta, con coraggio ed efficacia, su un tema a dir poco ”sdrucciolevole”: lo stigma che la cultura occidentale ha posto da lungo tempo su tutto ciò che non appare riducibile alla ratio strumentale è infatti ancora ben vivo. E il segno di questo stigma la Fornari lo ritrova ed evidenzia nell’originale trattazione di una delle emozioni più citate e invocate e perciò più lise! L’amore: sotto le spinte intellettualistiche e utilitarie esso diviene paradossalmente “passione fredda”, ennesima caduta nella materia cartesiana; resta tuttavia viva, come brace, l’aspirazione al rinnovamento spirituale che ogni passione ardente è capace di portare alla vita assediata da forme e routine, e quindi a maggior ragione quella che ne è la regina, il caldo trasporto amoroso. 12 l’Università n. 4 - luglio/agosto 2006 In Ateneo l’UNIVERSITÀ Immatricola-azione “lampo” Inaugurato il nuovo spazio all’interno delle Segreterie dedicato alle matricole: accoglienza, informazioni sulle Facoltà, iscrizioni on-line e servizi per gli studenti. Sette postazioni con operatori per il perfezionamento delle pratiche di immatricolazione; otto desk per le operazioni self-service di pre-immatricolazione; dieci punti di informazione sulle diverse Facoltà dove l’aspirante matricola può ottenere notizie e materiale informativo sui corsi. Sono questi i numeri che sintetizzano l’attività del “Punto Immatricolazioni”, il nuovo spazio creato dall’Università degli Studi di Perugia per accogliere le aspiranti matricole. La nuova struttura è stata inaugurata lo scorso 27 luglio dal Pro Rettore, professoressa Anna Torti, che ha dato inizio alla cerimonia con il rituale taglio del nastro. Sono intervenuti anche il Direttore amministrativo, dottoressa Angela Maria Lacaita, e il Dirigente della Ripartizione Didattica, dottore Alessandro Balducci, alla presenza dei Presidi delle undici Facoltà. Collocato all’interno delle Segreterie Studenti dell’Ateneo, il “Punto Immatricolazioni” agevolerà i neo diplomati nella realizzazione di tutte le operazioni necessarie per iscriversi all’Università rendendo accessibili, in uno stesso luogo l’orientamento, l’offerta didattica, le procedure burocratiche di immatricolazione, i servizi A.Di.S.U., le modalità di calcolo e di pagamento delle tasse. Un’importante novità è costituita anche dall’introduzione della fase di pre- iscrizione self-service via web. In questo modo, le aspiranti matricole potranno effettuare, anche dal computer di casa, l’inserimento nella banca dati dell’Ateneo dei propri dati anagrafici, del titolo di studio superiore e dell’autocertificazione dei redditi, così da ottenere l’immediato rilascio del libretto universitario e godere immediatamente di tutti i servizi derivanti dall’immatricolazione. Allo stesso tempo, l’Amministrazione universitaria potrà beneficiare, grazie alle nuove procedure, di un risparmio reale di tempo, di una drastica riduzione degli errori di trascrizione e, infine, della possibilità di utilizzare in tempo reale i dati delle immatricolazioni per tutte le attività amministrative. Orientamento: come scegliere la Facoltà giusta Al via la Start Cup Perugia Camerino 2006 Si sono svolte “Lugliorienta” e “Agostorienta”, due iniziative promosse dall’Ufficio Orientamento Universitario per aiutare i neo diplomati a conoscere l’offerta formativa dell’Università degli Studi di Perugia. “Lugliorienta” si è rivolta a tutti coloro che intendevano iscriversi alle Facoltà di Medicina e Chirurgia, di Medicina Veterinaria e di Farmacia. Per questo tipo di corsi, il consueto intervento di orientamento, previsto per agosto, è stato anticipato a luglio per consentire a coloro che intendevano iscriversi di potersi adeguatamente preparare al test d’ingresso previsto per potervi accedere. Il 26 luglio è stato possibile assistere alla presentazione della Facoltà di Medicina e Chirurgia, del Corso di laurea in Odontoiatria e protesi dentaria e delle Lauree sanitarie triennali. Poi è stata la volta della Facoltà di Medicina Veterinaria, quindi a fine mese è stato possibile visitare la Facoltà di Farmacia. Lo stesso modello per “Agostorienta”, che si è invece soffermata su tutte le altre Facoltà dell’Ateneo. Il percorso informativo tra i corsi di studio è iniziato il 31 agosto con la presentazione della Facoltà di Ingegneria e si è concluso il 13 settembre con la Facoltà di Lettere e Filosofia. Tutte le giornate di orientamento si sono svolte presso le sedi di ciascuna Facoltà, alla presenza dei Presidi, dei Presidenti dei Corsi di laurea e dei docenti che hanno illustrato i vari percorsi formativi e hanno risposto alle domande dei visitatori. L’Ufficio Orientamento è tuttora a disposizione degli studenti, per informazioni: Tel. 075.5729602 (fax 075.5725532) oppure e-mail: [email protected]. articolo di Andrea Possieri Da sinistra, il presidente della II Circoscrizione Petrit Haznedari, il Pro Rettore Anna Torti, il Direttore Amministrativo Angela Maria Lacaita e il Consigliere comunale di Perugia Marco Tosti. News Il professore Mauro Volpi eletto al Consiglio Superiore della Magistratura Fornire a borsisti, ricercatori, assegnisti, laureati e laureandi le competenze di base per l’avvio di un’attività d’impresa. Questo il fine del corso di formazione (organizzato dall’Università degli Studi di Perugia, Consorzio Cresci e circuito Inter Get Up) durante il quale la dottoressa Laura Bizzarri, (Ufficio per il Trasferimento delle Conoscenze dell’Ateneo perugino) ha annunciato che sono aperte le iscrizioni alla Start Cup Perugia Camerino 2006, business plan competition locale giunta alla sua terza edizione. Durante i tre giorni del corso, svoltosi a Palazzo Murena, il dottore Andrea De Carlo, commercialista e consulente dell’Ateneo di Perugia, ha fornito le indicazioni di base relative alla costituzione d’impresa, allo statuto societario e ai rapporti societari in genere. Il professore Alessandro Montrone ha poi illustrato la procedura di approccio alla compilazione di un business plan, trattando, tra gli altri, anche il tema delle indagini di mercato, approfondito successivamente dal dottore Giovanni Zazzerini. È stata anche l’occasione per discutere i temi relativi ai finanziamenti alle imprese, trattati dettagliatamente dalla professoressa Rita Moroni, e alla struttura organizzativa delle srl, descritta nello specifico dal dottore Zazzerini. La sessione conclusiva è stata interamente dedicata alla tutela della proprietà intellettuale, con l’avvocato Nicola Sbrenna che si è occupato del codice della proprietà intellettuale e del Regolamento brevetti d’Ateneo, strumento indispensabile per la tutela delle idee innovative frutto della ricerca accademica. 13 Lo scorso 4 luglio il Preside della Facoltà di Giurisprudenza, professore Mauro Volpi, è stato eletto al Consiglio Superiore della Magistratura. Con 678 voti, espressi dal Parlamento in seduta comune, è uno degli 8 componenti laici che siederanno nell’organo di autogoverno dei magistrati per il quadriennio 2006-2010. Mauro Volpi è professore universitario di prima fascia dal 1990 e ha insegnato Diritto Costituzionale Italiano e Comparato nella Facoltà di Scienze Politiche e Diritto Costituzionale Comparato nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Perugia. Al momento insegna Diritto Costituzionale e Diritto Pubblico Comparato nella Facoltà di Giurisprudenza. Dal 1994 al 2005 è stato membro del Comitato direttivo e attualmente è membro del Comitato Scientifico e insegna Diritto Pubblico nella Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Ponte Felcino. Ha organizzato numerosi convegni di rilievo nazionale e internazionale, ha tenuto molte conferenze all’estero (tra cui alla Sorbona di Parigi) e ha al suo attivo importanti pubblicazioni per case editrici autorevoli come Il Mulino e Laterza. Immatricola-azione “lampo” l’UNIVERSITÀ In Ateneo Un bronzo per l’Ateneo Importante affermazione del Circolo Universitario San Martino che per la prima volta nella sua storia sale sul podio del Trofeo Nazionale Universitario di tiro a volo. articolo di Elio De Nardis Nella foto da sinistra, Enrico Cassetta, Fausto Sorbaioli, Giovanni Magara e Vito Rastelli. Ottima performance del gruppo di tiro a volo del Circolo Universitario San Martino di Perugia che, per la prima volta nella sua storia, si classifica al terzo posto della graduatoria finale del Trofeo Nazionale Universitario. Una prestazione che, senza dubbio, ha premiato il carattere, il sacrificio e lo spirito di squadra. Grazie a queste qualità il dream team perugino è riuscito a battere compagini blasonate che potevano contare su tiratori di categoria superiore. Pur non avendo nelle proprie fila tiratori di Eccellenza, infatti, ovvero appartenenti alla 1° e alla 2° categoria della FITAV (Federazione Italiana Tiro a Volo), il Circolo Universitario San Martino è riuscito ad arrivare al terzo posto di una manifestazione che ha visto partecipare 89 tiratori in rappresentanza di ben 16 Atenei per complessive 22 squadre. La competizione, svoltasi a Carisio, in provincia di Vicenza, è stata organizzata dall’Università degli Studi di Torino e ha visto la vittoria dell’Ateneo di Catania davanti a quello di Padova. Il risultato della squadra perugina, formata da Enrico Cassetta, Giovanni Magara, Fausto Sorbaioli e Vito Rastelli, è maturato dopo due giorni di gara densa di colpi di scena. Dopo i 50 piattelli del primo giorno della competizione, la compagine umbra era al quinto posto della classifica, ma la determinazione e uno splendido rush finale hanno fatto recuperare i punti decisivi per risalire fino al podio. Individualmente, nella categoria “agonisti”, i tiratori del nostro Ateneo si sono classificati al primo e al terzo posto. A primeggiare è stato Enrico Cassetta, vero dominatore della categoria in entrambe le giornate, con 85 piattelli su 100. Nel gradino più basso del podio si è classificato, invece, Giovanni Magara che con un’entusiasmante rimonta (che lo ha portato dal settimo posto del primo giorno al terzo) ha chiuso la propria prestazione totalizzando 82 piattelli. Nella categoria “dilettanti”, invece, Fausto Sorbaioli ha conquistato il quarto posto sfiorando il “bronzo” per soli due piattelli. Anche Vito Rastelli, dopo la promozione nella nuova categoria ottenuta l’anno scorso, ha ottenuto un onorevole piazzamento e ha contribuito al terzo posto definitivo della squadra perugina in questo prestigioso torneo a livello nazionale. Pet therapy, un Master a Perugia per curare con l’aiuto degli animali A Ingegneria nasce un progetto di scuola “sostenibile” per i bambini del Camerun Curare disabili, anziani e bambini con l’aiuto degli animali, in particolare dei cani. È questo l’obiettivo finale del Master di 1° livello in “Attività e terapie assistite svolte con l’ausilio di animali (AAA/AAT)”, con cui si intende formare professionisti specializzati per lo svolgimento di attività e terapie realizzate con l’impiego di animali. Il corso, che sarà attivato nell’anno accademico 2006-2007, è nato dalla collaborazione tra la Facoltà di Medicina Veterinaria e quella di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Perugia. Il Master, che vede gli animali quali co-terapeuti per l’uomo (comunemente pet therapy), è riservato ai laureati del vecchio Un bronzo per l’Ateneo 14 ordinamento e ai possessori della laurea specialistica presso le Facoltà di Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria, Psicologia, Sociologia, Scienze Biologiche, Scienze della Formazione. Possono inoltre partecipare al corso i possessori di un diploma universitario dell’area sanitaria o del diploma di assistente sociale, o di una laurea conseguita all’estero che fornisca competenze equivalenti a tali titoli. Il Master è aperto a un numero massimo di 25 partecipanti, di cui il 50% riservato alle donne. L’ammissione è subordinata all’espletamento di una selezione per titoli e colloquio orale, volta a verificare il possesso da parte dei candidati delle conoscenze di base indispensabili per partecipare. La quota di iscrizione è subordinata alla presenza di eventuali cofinanziamenti e potrà raggiungere un massimo di 2.600 euro. È stato presentato presso la Facoltà di Ingegneria di Perugia il “Progetto Camerun” per la realizzazione di una scuola materna/elementare per i bambini di Yaoundè. Il progetto ‘ecosostenibile’, in base a un accordo stipulato tra il Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale dell’Università degli Studi di Perugia e la Educational Rights Onlus (Associazione riconosciuta dall’ONU nata per il diritto allo studio nei paesi sottosviluppati), è stato realizzato da un gruppo interdisciplinare formato da studenti, borsisti, dottorandi e docenti della Facoltà di Ingegneria. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il Preside di Ingegneria Corrado Corradini, Justine Edanga (Presidente dell’Associazione interculturale Italia/Camerun), Pietro Caschera (Presidente Associazione Educational Rights Onlus) e Wladimiro Boccali (Assessore all’Urbanistica e alla Cooperazione internazionale del Comune di Perugia). Il professore Paolo Verducci, che ha curato gli aspetti architettonici e costruttivi del progetto, ha spiegato che “in questo caso, si è cercato di contemperare il recupero di materiali e tecniche costruttive locali con l’esigenza di produrre un’architettura chiara e autonoma sul piano formale”. Inoltre, il professore Umberto Desideri, responsabile per la progettazione degli impianti e del risparmio energetico, ha ricordato che per la scuola saranno necessari dei sistemi di climatizzazione dell’ambiente e che perciò già “sono in fase di studio alcuni sistemi solari attivi e un sistema di raffrescamento dell’aria senza consumo di energia elettrica”. l’Università n. 4 - luglio/agosto 2006 In Ateneo l’UNIVERSITÀ Al via le azioni del Comitato Pari Opportunità Ufficialmente si è costituito il 9 maggio scorso: oltre al Presidente, Alessandra Sensini, ne fanno parte dodici componenti, equamente suddivisi tra docenti, tecnici e studenti. “Voglio dire a tutti coloro che operano in questa Università, e in particolar modo alle donne, di essere consci del proprio valore, orgogliosi del lavoro che fanno e di quanto danno all’Ateneo di Perugia”. Sono queste le parole con le quali si presenta il Presidente del neonato Comitato per le Pari Opportunità, dottoressa Alessandra Sensini, ricercatrice presso la Sezione di Microbiologia del Dipartimento di Medicina Sperimentale e Scienze Biochimiche. “Ovviamente – continua Alessandra Sensini – ora che esiste questo Comitato non significa che tutti i problemi saranno risolti ma, attraverso questo strumento, si potranno cogliere e rappresentare le istanze e le esigenze di tutto il mondo universitario”. Dopo una lunga fase di gestazione, dunque, anche a Perugia è nato il Comitato per le Pari Opportunità. Il 9 maggio si è ufficialmente costituito e si sono già svolte le prime riunioni. Oltre al Presidente, Sensini, ne fanno parte dodici componenti equamente suddivisi tra personale docente, tecnici-amministrativi e studenti. I docenti sono le professoresse Francesca Conti e Caterina Firenze, le dottoresse Antonella Barbati e Valeria Marsili. Gli amministrativi sono Anna Muraro, Giuseppa Montagnoli, Anna Montanucci e Brunella Pagnotta. I rappresentanti degli studenti sono Valentina Abbati, Sara Bistocchi, Beatrice Ramadori e Francesca Varasano. Il compito che si prefigge il Comitato è quello di promuovere la realizzazione di “azioni positive” per garantire le pari opportunità nel lavoro e nello studio, tra uomini e donne, all’interno dell’Università. Scopo ultimo, afferma il regolamento, è quello di individuare e “evitare discriminazioni di genere” e di essere promotore delle iniziative necessarie per la loro rimozione. In casi di molestie sessuali o di mobbing, per esempio, il Comitato dovrà intervenire e proporre codici di condotta. “Adesso siamo in una fase di conoscenza e di approfondimento”, afferma Alessandra Sensini. “Si potrebbe dire che stiamo facendo un periodo di formazione. Ogni membro del Comitato sta valutando la realtà universitaria in cui è immerso quotidianamente e sta studiando cosa succede altrove. Infatti, stiamo studiando i regolamenti delle altre Università e abbiamo preso i primi contatti informali con il consigliere regionale per le pari opportunità, Marina Toschi”. Benché all’inizio, il Comitato ha già preso tre decisioni importanti: aderire al “Coordinamento nazionale dei Comitati Pari Opportunità delle Università Italiane” (Coordinamento UNI CPO); richiedere all’Amministrazione centrale un capitolo di spesa dedicato; conoscere il numero degli uomini e delle donne (oltre che la loro distribuzione professionale) all’interno dell’Ateneo di Perugia. Infine, è prevista anche la costruzione della propria pagina web. Sarà, quindi, anche una comunità virtuale, attraverso la quale conoscere tutta l’attività del Comitato e segnalare tutte le situazioni discriminatorie. Riorganizzazione degli uffici amministrativi, nominati tre nuovi dirigenti dell’Ateneo Master di II livello in “Styles of Life” per studenti italiani e cinesi Nel luglio scorso l’Amministrazione centrale dell’Università degli Studi di Perugia, ha nominato con decreto rettorale, tre nuovi dirigenti. Alla dottoressa Tiziana Bonaceto è stato conferito l’incarico di Dirigente della Ripartizione Gestione Risorse Finanziarie a decorrere dal primo luglio e per la durata di tre anni. La dottoressa Claudia De Giorgi, invece, è stata nominata Dirigente della Ripartizione Affari Generali, Legali e Contratti a decorrere dal primo luglio e per la durata di tre anni. Infine, al dottore Maurizio Padiglioni è stato assegnato l’incarico di Dirigente della Ripartizione del Personale, anche in questo caso per la durata di tre anni, ma decorrenti dal 15 dicembre 2005. Proprio nell’ambito di questa Ripar- tizione, nel mese di luglio il dottore Padiglioni ha provveduto a nominare responsabile ad interim dell’Ufficio Manutenzione Ordinaria l’ingegnere Antonio Pagnotta, già responsabile dell’Area Sviluppo edilizio e Gestione Global Service, e la dottoressa Laura Bizzarri, nell’ambito della completa riorganizzazione della Ripartizione Ricerca, responsabile dell’Area per il trasferimento della conoscenza e per la valorizzazione dei risultati della ricerca. L’Ateneo, infatti, da anni sta operando numerosi interventi per offrire una nuova e più efficace organizzazione amministrativa che garantisca lo svolgimento di tutte le attività didattiche e di ricerca e possa offrire servizi sempre migliori alla popolazione studentesca. È stato presentato, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Murena, il Master di II livello in “Styles of Life”, istituito dalla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Perugia in cooperazione con la Beijing University of Technology. Il Master, nato con la collaborazione di Confindustria Umbria e Camera di Commercio di Perugia, e sostenuto da “Brunello Cucinelli”, “Barilla”, “Arnaldo Caprai”, “Studio Roscini” e “Raggio Verde”, è riservato a studenti italiani e cinesi. L’iniziativa di alta formazione è stata illustrata dal Rettore, dal Pro Rettore, professoressa Anna Torti, dal coordinatore del Master, professore Sergio Rufini, e dall’imprenditore Brunello Cucinelli. Sono, inoltre, intervenuti la professoressa Anna Tung Chang, docente di Sinologia nella Facoltà di Lettere e Filo- articolo di Andrea Possieri sofia e co-coordinatrice del Master, e la professoressa Elda Gaino, delegata per le Relazioni Internazionali dell’Ateneo. Sulla specificità del Master è entrato il professore Sergio Rufini, ricordando che l’idea maturò due anni fa quando si tenne a Perugia il convegno sul tema “Dalla Cina Imperiale alla Cina Globale”. “La peculiarità del master – ha spiegato il professore Sergio Rufini – sta nel fatto di voler affrontare simultaneamente due aspetti del sapere: la formazione economica e quella culturale, senza far prevalere l’una sull’altra. Si punta, infatti, a far crescere gli allievi, italiani e cinesi, approfondendo la conoscenza degli stili di vita dei due Paesi”. 15 Al via le azioni del Comitato Pari Opportunità Le edicole di Perugia dove trovare: Edicola P.zza Vittorio Veneto (Stazione Fontivegge) Edicola P.zzale Bellucci (Stazione S. Anna) Edicola P.zza Cavallotti Edicola Monotti, S. Andrea delle Fratte (ex Ospedale Silvestrini) Edicola Via F. Innamorati (Elce) Edicola P.zza Fortebraccio Edicola “L’Amuleto”, Strada S. Lucia Edicola Via A. Vecchi (Elce) Edicola San Marco Fornaci l’UNIVERSITÀ Il periodico dell’Ateneo in edicola