COMUNE DI CASERTA VERBALE DI CONSIGLIO COMUNALE SEDUTA DEL 28 MAGGIO COMUNE DI CASERTA 1 2009 CONSIGLIO COMUNALE DEL 28 MAGGIO 2009 (SECONDA CONVOCAZIONE) INIZIO ORE 17,05 IL SEGRETARIO GENERALE PROCEDE ALL’APPELLO. RISULTANO ASSENTI: DEL GAUDIO, GRECO GIUSEPPE, CATERINO EMILIO, PUOTI, LOMBARDI, LINO, CERRETO, DI LELLA, ACCONCIA, GALLICOLA, VENTRE, BARBIERI, CECERI, FERRARA, DELLO STRITTO, SANTILLO, BONAVOLONTA’. CAPOBIANCO, UCCIERO, COMUNALE, DELL’AQUILA, MELORIO. PRESENTI N. 19 SONO PRESENTI GLI ASSESSORI:ALOIS, CIONTOLI, MARRONE, CASELLA, CARNEVALE, DEL ROSSO, PISCITELLI, ESPOSITO, GRECO, NATALE, FIERRO, OLIVA, D’AMICO, GIGLIOFIORITO. INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Risultano presenti 19 Consiglieri, quindi abbiamo il numero legale, possiamo procedere ai lavori di questo Consiglio Comunale. ALLE ORE 17,06 ENTRA DELL’AQUILA . INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Prima di dare inizio alla fase dedicata, come da prassi alle interrogazioni, devo fare alcune comunicazioni. “COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE” INTERVENTO DEL PRESIDENTE - E’ pervenuto all’Ufficio di Presidenza la comunicazione del Consigliere Giovanni Comunale che informa il Consiglio della decisione di lasciare il gruppo degli Indipendenti e di aderire a quello del partito dei Socialisti Europei. In pari data è arrivata una comunicazione dei Consiglieri Corvino e Comunale con la quale si informa il Consiglio Comunale che a conclusione della riunione in cui, leggo testualmente “ hanno analizzato le modalità organizzative che dovranno informare la vita e l’azione del medesimo gruppo consiliare, hanno deciso di affidare a Giovanni Comunale la carica di Capogruppo che si esprimerà attraverso la rappresentanza nel corso in cui tutte le occasioni in cui il gruppo del partito Socialista Europeo esprimerà la sua linea all’interno degli organismi di indirizzo del Comune di Caserta”. In data 30 aprile è pervenuta sempre all’Ufficio di Presidenza la comunicazione del Consigliere Comunale Salvatore Ferrara che 2 dichiara di aderire al gruppo consiliare del partita Socialista Europeo, da quella data. Da ultimo ricordo a tutti i Consiglieri che bisogna indicare due Consiglieri uno di maggioranza ed uno di opposizione quali componenti della Commissione per la concessione della Cittadinanza Onoraria e Benemerita; quindi vi prego di far pervenire presso l’Ufficio di Presidenza i nominativi dei Consiglieri interessati a far parte di questa Commissione. Al fine di migliorare sempre di più il servizio di comunicazione e di notifica di convocazione dei Consigli Comunali, vi prego di compilare , quindi fornire delle risposte, ad un modulo che vi verrà consegnato a cura dei collaboratori dell’Ufficio di Presidenza, dove andrete ad indicare uno o più metodi da voi preferiti per la comunicazione delle convocazioni dei Consigli Comunali, vi sono alcune opzioni, ne potete scegliere anche più di una, al fine di rendere effettiva questa comunicazione. Possiamo passare alle interrogazioni e alle interpellanze. 3 PUNTO N.1(EX 2) ALL’ORDINE DEL GIORNO: “INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE”. INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Vi ricordo che per le interrogazioni ed interpellanze è dedicata un’ora e mezza, rispettiamo i tempi cos’ riusciamo a soddisfare un maggior numero di interrogazioni. La prima iscritta è quella del Consigliere Puoti all’Assessore Greco, non vedo né l’uno e né l’altro, quindi passiamo alla n.12, sempre però del Consigliere Puoti; passiamo quindi alla n.31 che è del Consigliere Ventre che non c’è; la n.32 è sempre del Consigliere Ventre che non c’è; poi c’è quella del Consigliere Cerreto che non c’è. Passo quindi alla interrogazione n.9 del Consigliere Spirito del 15 /01 /09 avente oggetto:” Utilizzo delle entrate a specifica destinazione e dei mutui per investimenti”, l’interrogato è l’Assessore Marrone. Prego Consigliere Spirito. CONSIGLIERE SPIRITO ANELLO L’interrogazione risale a gennaio 2009, ed in qualche parte è stata anche superata dall’ultima delibera di Giunta per l’evoluzione dei mutui che riguardano due dei soggetti indicati nella mia interrogazione, cioè la piscina comunale in via Serao ed il progetto per area attrezzata a parcheggio Piazza Carlo III bis. Chiedevo però di conoscere in generale , Assessore, se i soldi utilizzati per le spese correnti, perché durante il dibattito consiliare dell’approvazione del consuntivo 2007, dopo l’interruzione non fu più data notizia al Consiglio della destinazione dei 3.406.330 euro utilizzati per spese correnti non istituiti, cioè se ricordate bene il consuntivo 2007, faceva presente al Consiglio che erano stati utilizzati questa cifra dei fondi vincolati e alla data del 31 dicembre 2007 non è stato restituito. Allora più di un Consigliere Comunale, compreso il sottoscritto, chiesero all’Assessore al ramo ed al Dirigente di conoscere quali erano i soldi utilizzati, non restituiti e non fu data nessun tipo di risposta. Io chiedo di conoscere se i soldi utilizzati per le spese correnti fossero quelli riservati ad investimenti, quindi ai mutui, se la cassa è stata reintegrata e com’è la situazione attuale in riferimento all’utilizzo delle entrate a specifica destinazione, cioè se attualmente oggi esistono delle entrate a specifica destinazione sottratte al loro originario investimento e dedicate per spese correnti e non ancora rimpiazzate. Grazie ALLE ORE 17,15 ENTRANO: CERRETO, GALLICOLA, SANTILLO ASSESSORE MARRONE - Sarà sintetico: relativamente ai mutui citati prima, ovviamente si tratta di mutui che non sono stati incassati e quindi le relative entrate non possono essere state in alcun modo utilizzate. Per quanto riguarda invece l’altra richiesta che il Consigliere Spirito faceva, e cioè, quella relativa all’utilizzo di fondi vincolati per l’importo di 3 milioni e dispari al 31.12.2007, le fornisco un dato più aggiornato e le dico che la cifra delle entrate a specifica 4 destinazione che sono attualmente utilizzate, così come da norma di legge è aumentata e si è quasi raddoppiata e trattasi precisamente di: 3.370.000 circa che sono derivati da un finanziamento del Ministero dell’Ambiente, il vincolo è il n.244 che è finalizzato al risanamento idrogeologico di San LeucioVaccheria; ci sono altri 700 mila euro circa che rappresentano un residuo sulla rinegoziazione dei mutui, o meglio si trattava di un’estinzione di mutui fatti nel 2004, cioè all’epoca furono presi tutti i mutui che erano in corso con la Cassa Depositi e Prestiti e con delle banche private si fece una rinegoziazione, cioè le banche diedero i soldi, la Cassa DD.PP. erogò l’intero importo e questo intero importo venne poi pagato dalle banche private, quindi i mutui sono attualmente in corso con le banche private. Quel 1,9 milioni della Regione Campania per il parcheggio Carlo III,però ci sono anche altri 150 mila euro per altre opere; ci sono 28.951 euro per programma di sviluppo sostenibili - vincolo 205 - e 290 mila euro per recupero cave anche questi finanziati dalla Regione Campania - il vincolo è 220. Questo è l’importo complessivo ad oggi di entrata a destinazione vincolata, il cui importo deve essere ricompresso, così come dice la legge, nell’ ambito dell’importo massimo ottenibile come anticipazione di cassa, quindi l’importo, la cifra massima ottenibile è pari al 25% dei primi tre titoli di entrata del penultimo esercizio di 19 milioni e dispari di euro, ovviamente per l’utilizzo bisogna tener necessariamente conto anche di questi importi. Quindi, queste cifre utilizzate in maniera vincolata, casa consentita dalla legge, perché il legislatore dice : prima di andare in anticipazione di cassa e corrispondere degli interessi al Tesoriere, utilizza prima i fondi, però tenendone conto nel conteggio dell’anticipazione complessiva, in modo da poterli reintegrare all’uopo. Questo è il quadro attuale. CONSIGLIERE SPIRITO ANIELLO - Sono soddisfatto della risposta dell’Assessore Marrone, ma al contempo sono preoccupato del contenuto della stessa, perché mi aspettavo una risposta nel senso di dire, quei 3 milioni li abbiamo reintegrati, e quindi siamo zero a zero, ma invece sono raddoppiati. Addirittura l’Assessore Marrone dice che sono stati utilizzate delle risorse destinate al parcheggio Carlo III bis, anzi mi dite senza “bis”, ma è ancora peggio, perché quella è un’opera che dovremmo averla già ultimata, secondo l’Assessore Alois doveva essere completata già da qualche tempo, sembra invece, ci sono passato ultimamente per andare al teatro di corte, ma sta ancora là abbandonata. Questo testimonia ancora una volta di più la difficoltà economica dell’Ente che è costretta a ricorrere per un importo notevole alle entrate a specifica destinazione, e la fortuna o la sfortuna di quest’Amministrazione è che le opere pubbliche stentano a decollare, non c’è programmazione e quindi quei soldi non vengono utilizzati, perché se vi fosse un programma delle opere pubbliche che viaggiasse in maniera spedita, oggi si sarebbe di fronte ad una scelta o si dovrebbero 5 rimpinguare quei soldi perché bisogna andare avanti con l’opera, ma ci si troverebbe in difficoltà con le spese correnti. Invece il fatto che arrivano dei finanziamenti per delle opere pubbliche che vengono fatte, vengono magari solo designate sulla carta o in un mezzo rigo del piano triennale delle opere pubbliche, permette all’Ente di utilizzare quei soldi per le spese correnti, cosa che poi al 31 dicembre, il 31 dicembre arriva e quei soldi devono essere rimpinguati; speriamo di assistere, ma io sono convinto che non sarà così, ad un consuntivo migliore, è una deriva che mi preoccupa e che attesta le difficoltà sempre più gravi di questo Ente in materia finanziaria e, dai dati, poi se ne discuterà nei prossimi giorni, da quelle che sono le previsioni del futuro, non sono certo incoraggianti. INTERVENTO DEL PRESIDENTE - Procediamo con la numero 17 sempre a firma del Consigliere Spirito del 20/01/ 09 avente ad oggetto: “Via Feudo San Martino” rispondono gli Assessori Alois e Del Rosso. CONSIGLIERE SPIRITO ANIELLO – Questa è una interrogazione a cui tengo particolarmente, anche se, le parole, gli scritti, per questa interrogazione rendono poco, bisognerebbe farsi una passeggiata in quella strada per rendersi conto di com’è la situazione, e in qualunque ora, in qualunque giorno della settimana vogliono gli Assessori Del Rosso ed Alois passare per via Feudo San Martino si renderanno conto di com’è la situazione. “In quella zona il progetto comunitario Urban 2 prevedeva la riqualificazione del quartiere Acquaviva e fu deciso dalal passata Amministrazione di realizzare un impianto sportivo…..” (Legge l’interrogazione agli atti). ALLE ORE 17,25 ENTRA PUOTI. ASSESSORE ALOIS - Volevo comunicare che, data l’interrogazione e gli argomenti, l’ho già comunicato prima, si tratta di cose che riguardano fondamentalmente l’Assessore Del Rosso, però c’ho tenuto a rispondere, anche per dire al Consigliere Spirito che le argomentazioni precedentemente poste, personalmente non le ritengo realisticamente tali, parlo di Piazza Carlo III, perché sappiamo tutti bene che rispetto alle cose che si stanno svolgendo ci sono stati dei problemi che non dipendono dell’Amministrazione, anzi l’Amministrazione si sta impegnando in maniera molto solerte a vederli risolvere e, come lei ben sa, dal punto di vista anche giuridico-amministrativo non sono problemi di facile soluzione. Fra l’altro ricordo pure, ne approfitto, percè è una cosa di cui ne andiamo orgogliosi, l’abbiamo fatta questa mattina, sempre in merito a quella filosofia che prima ricordava, anche su questo le prove fatte di questa mattina, conferenza stampa per 19 milioni di euro che sono stati finanziati dalla Regione Campania per realizzare due arterie stradali importantissime, quelle legate al Policlinico e l’arteria di San Leucio, sono operazioni che appunto vanno nella direzione 6 contraria. Quindi era una precisazione dovuta alle osservazioni del Consigliere Spirito. Poi per quanto riguarda Urban 2 c’è l’Assessore Del Rosso che gestisce la sua parte di Urban 2, le risponderà. ASSESSORE DEL ROSSO Su una cosa devo dare ragione, quella strada è sempre invasa dai rifiuti, ma purtroppo non è l’unica strada sempre invasa dai rifiuti, perché purtroppo il controllo del territorio è sempre molto scarso. Quindi credo che il Consigliere Spirito avrebbe dovuto fare un’interrogazione un po’ più complessa su questo, perché io tutto sommato devo solo raccogliere i rifiuti, ma non posso controllare la strada, cioè fare il controllo del territorio, cosa che non mi compete. Poi anche la questione dei marciapiedi neanche mi compete, perché io devo solo raccogliere l’immondizia, questo per essere proprio chiari, perché questo è il mio ruolo e questo tento di fare. Chiaramente la sopra è uno sversamento continuo, costante, quindi ripeto che il controllo del territorio non mi compete, quindi avrebbe dovuto fare un’interrogazione diversa e chiedere a chi ha il controllo del territorio perché non controlla quella parte la. Certamente noi quando li troviamo, li raccogliamo e li portiamo, ma purtroppo non siamo abilitati a fare questo perché io non ho Polizia Municipale e ne altri tipi di mezzi per poter fare questi tipi di controlli e ne’ ne ho il potere. Per quanto riguarda la questione comunitaria, oggi il primo lotto dell’originario intervento PIC Urban 2 misura 4.1, l’inviato ha acquisito il parere favorevole alla Commissione di Vigilanza sul locale di pubblico spettacolo, il 4 aprile 2008, è stato accatastato ad ottobre 2008 ed indicato agibile con certificazione di dicembre 2008, collaudato il 20 gennaio 2009. L’impianto risulta utilizzabile in questo momento. Per quanto attiene il 2° lotto, perché erano divisi su due lotti: viabilità e parcheggi, la rendicontazione definitiva di Urban - prima faseal 31.12.2008, poi prorogato a giugno 2009, hanno imposto di espungere le somme relative agli interventi del 2° lotto di 1.501.000 dalla rendicontazione, sostituendo tre interventi con altri progetti coerenti già realizzati la cui spesa risulta già sostenuta, cioè è stato trasportato quell’importo su altri progetti. Questo è per la rendicontazione economica. Le opere di 2° lotto già previste c’è la realizzazione di idonea di viabilità e parcheggi espunti da Urban 2, ma restano nel programma di quest’Amministrazione e saranno oggetto di un prossimo intervento di riarticolazione progettuale, quindi sono usciti da Urban 2, ma rientreranno nell’amministrazione su altri tipi di rendicontazione, in quanto questi soldi sono stati utilizzati per altri tipi di interventi di Urban 2. Quindi gli atti di approvazione dell’originale progetto del 2° lotto furono annullati dal TAR a seguito di ricorso. ALLE ORE 17,30 ENTRANO: COMUNALE, MELORIO, DEL GAUDIO, VENTRE. 7 CONSIGLIERE SPIRITO ANIELLO Presidente sono alquanto imbarazzato, totalmente insoddisfatto, quasi, quasi mi vergogno di essere Consigliere Comunale di questa città, perché un Consiglio Comunale all’unanimità decide di approvare un progetto per riqualificare un quartiere importante, e non so chi, e non so con quale atto, decide che improvvisamente quel progetto scompare e che quei soldi vengono utilizzati da un’altra parte. Allora io vi chiedo: ma se la competenza originaria era del Consiglio, quale Consiglio Comunale, in quale data, ha deciso di sottrarre quei fondi da quel progetto, io voglio tutte le carte e queste carte le presenterò alla Corte dei Conti, perché adesso mi sono scocciato, perché qui ne va del nostro ruolo di Consiglieri Comunali e chiederei ai Consiglieri di maggioranza di fare attenzione su queste cose, perché mentre noi ci impegniamo a fare delle cose, poi c’è un atto amministrativo fatto da un burocrate qualsiasi, con l’avvallo di qualche Assessore di riferimento o del Sindaco, cancella la programmazione decisa da un intero Consiglio Comunale! Ma non è più possibile che questo accada, non è più possibile, non è immaginabile! Perché i cittadini fermano noi per strada, a noi chiedono questo! Cioè noi veniamo a sapere che di fronte ad un progetto comunitario che il 31 dicembre doveva vedere la sua conclusione, dobbiamo venir a sapere che quei soldi non ci sono più, quel progetto non esiste più! E in più, quel progetto non è compreso neppure nel piano triennale delle opere pubbliche di quest’anno! Perché non solo quel progetto non si fa più con i soldi Urban, ma non è previsto nemmeno nel progetto di quest’anno, quindi non lo vogliono fare neppure con i nostri soldi, quindi dobbiamo dire ai cittadini di quella zona che devono continuare a vivere nel degrado! Dobbiamo dire che abbiamo preso delle risorse dalla Comunità Europea e li abbiamo buttate, perché non abbiamo riqualificato niente, nessun quartiere! Non si sa più che fine hanno fatto, forse saranno servite per le isole ecologiche di San Benedetto, forse saranno servite per la centralina di San Clemente, forse saranno servite per altro ancora, ma dobbiamo dire ai cittadini di quella zona che devono continuare a vivere nel degrado che il quartiere Acquaviva non sarà riqualificato e in più quest’Amministrazione con delibera di Giunta, con difetto di competenza, caro Segretario Comunale, ha deciso di devolvere dei mutui, destinati sempre in quella zona, per 1 milione di euro ad altro. Ma qua veramente stiamo scherzando con il fuoco! Mi raccomando, ripeto, lo dico pubblicamente, portate quella delibera di evoluzione dei mutui in Consiglio Comunale allegata al bilancio, perché la Giunta non ha competenza specifica, quindi prima che vado a dichiarare la illegittimità di quella delibera fatela confermare dal Consiglio Comunale, la Giunta non ha competenza in materia di investimenti, gli investimenti li decide il Consiglio Comunale, il Consiglio Comunale decise di fare sottopasso di viale Carlo III, il Consiglio Comunale decide di non fare più il sottopasso di viale Carlo III! Il Consiglio Comunale decise di fare la piscina comunale in via Acquaviva, il Consiglio Comunale decide di non 8 fare più la piscina in via Acquaviva. Il Consiglio Comunale decide Urban 2 e non so chi ha deciso di non farlo più! Grazie. INTERVENTO DEL PRESIDENTE - Grazie Consigliere Spirito. Nel frattempo è arrivato il Consigliere Puoti..il Consigliere Ventre ha chiesto la parola, prego. CONSIGLIERE VENTRE RICCARDO – Presidente, ero arrivato alle 16.00, all’orario di convocazione del Consiglio, mi riservo di scriverle una lettera affinché, con l’ausilio della Conferenza dei Capigruppo, finisca questa burla, sostanzialmente, della convocazione per un’ ora e il riunirsi un’ora dopo in seconda convocazione, perché diventa poi arbitrio del Presidente quando riunirsi, o comunque dei gruppi di maggioranza. INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Consigliere Ventre resto in attesa della sua lettera, che è gradita, sono pronto a recepirne la sostanza ed il merito che lei ha esposto oggi, ci riuniremo in Conferenza dei Capigruppo e penso che possiamo cambiare questa che però lei riconoscerà è una prassi di questo Organo. CONSIGLIERE VENTRE RICCARDO - Grazie Signor Presidente. INTERVENTO DEL PRESIDENTE Quindi è presente il Consigliere Puoti e discutiamo questa interrogazione molto risalente nel tempo, è la n.103 del 17/12/07 avente ad oggetto: “ Utilizzo carta riciclata nei pubblici uffici”, risponde l’Assessore Greco. CONSIGLIERE PUOTI PIERPAOLO Presidente, grazie, l’interrogazione è datata, ma c’è anche una parte di responsabilità del sottoscritto nel non aver incrociato in questo Consiglio l’Assessore Greco. Assessore, credo che sia semplice il quesito sull’utilizzo e sull’impiego di, credo che anche la risposta sia esaustiva ed altrettanto semplice, noi gradiremmo aver applicata questa norma di indirizzo soprattutto e di buon senso che ci consentirebbe di utilizzare carta riciclata risparmiando in termini di impatto ambientale molto per questo Ente e per questa Comunità, purtroppo il dato concreto è che l’utilizzo di carta riciclata in questo Comune non se ne fa, ed anche in altri Enti, quindi gradiremmo capire se esiste una programmazione in tal senso e se è possibile ripristinare questo obbligo normativo. Grazie ASSESSORE GRECO Grazie Consigliere. Un po’ la risposta l’ha data stesso il Consigliere interrogante perché la sua interrogazione non è una interrogazione per conoscere lo stato delle cose, che lei conosce, perché girando gli uffici comunali non vede carta riciclata che esce dalle stampanti o dalle fotocopiatrici, dalla relazione che ho ricevuto dall’Ufficio si attesta che all’ entrata in vigore della normativa del 2002 l’Amministrazione dell’epoca, i Dirigenti hanno provveduto ad iniziare una utilizzazione della carta riciclata, che però ha 9 dato problemi alle macchine che abbiamo, perché sono evidentemente incongrue, da quello che mi è stato rappresentato, e che quindi hanno problemi, sia le stampanti che le fotocopiatrici, all’utilizzo di questa carta. Certo è, una utile sollecitazione, quella del Consigliere Puoti, perché insieme all’attivazione della raccolta differenziata dei rifiuti anche all’interno dell’Ente, sicuramente questo diventa un altro elemento qualificante in termini di politica ambientale di questo Comune. Certo, Consigliere Puoti, se lei mi chiede lealmente: ci sono oggi le risorse per adeguare tutte le strutture, le macchine nostre, a questo tipo di esigenza? Credo di no, non riguarda esattamente il mio campo amministrativo, ma credo di no. E’ ben noto che questo Ente versa in condizioni economiche molto difficili, vorrò terrà conto che non è attribuibile all’ esclusiva responsabilità di chi parla o di amministra oggi la situazione della quale stiamo discutendo, e purtroppo credo che alcune giuste esigenze, come questa, rispetto a delle necessità, mi verrebbe da dire primarie, prioritarie, passano in secondo ordine, me ne dolgo, mi dispiace, ma tant’è. So che la mia risposta non è esaustiva, è una risposta sincera. ALLE ORE 17,40 ENTRA DI LELLA. CONSIGLIERE PUOTI PIERPAOLO – Assessore, apprezzo come al solito la sincerità, l’onestà, comprenderà, anche il tono della interrogazione che è tesa ovviamente a cercare di migliorare quel po’ che è possibile; a me suona strano che i tecnici le abbiano potuto riferire che questa carta non è utilizzabile per le nostre cose, perché notoriamente la Regione Campania non è un Ente che funziona benissimo, però se lei da qualche anno a questa parte, prova ad avere dei documenti dai settori competenti della Regione Campania, scoprirà di ricevere carta intestata, non riutilizzabile, ed è carta riciclata. Non credo che abbiano ammodernato gli uffici della Regione Campania i loro parchi macchine, le dico che utilizzo carta riciclata nel mio lavoro quotidiano, non ho cambiato le macchine, non ho cambiato le fotocopiatrici, ma la grammatura è sempre la stessa, quindi non riesco ad intendere quale possa essere il problema e la limitazione. E’ ovvio che non possiamo pensare di cambiare il parco macchine, anche se credo che la maggior parte delle macchine siano in noleggio e con il soggetto che detiene queste macchine si potrebbe aprire un discorso sulla fattibilità operativa in questo senso, perché essendo macchine che vanno a copie, immagino, come tutti i contratti di noleggio è semplice adattare queste macchine, le ripeto che io ho molti dubbi sul fatto che si debbano adattare, ma qualora dovessero adattarsi, non è difficile avendo un contratto di noleggio e non avendo delle macchine acquisite di proprietà. INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Grazie Consigliere Puoti, ma lei ha un’altra interrogazione la n.12 dell’11 gennaio 2008. 10 CONSIGLIERE PUOTI PIERPAOLO – Presidente, siccome è superata nei fatti, per quello che mi è dato di sapere, mi permetto di fare solo una considerazione di carattere generale, se Lei me lo consente. INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Sì, l’unica cosa è che il Sindaco in questo momento non è presente in aula, aspettiamo che ritorni, giusto perché era l’interrogato. CONSIGLIERE PUOTI PIERPAOLO – Credo che interesse tutti, poi se vuole glielo ripetiamo. La mia considerazione è semplicissima, noi abbiamo affrontato questo argomento tempo fa, avevamo dato un impegno a questo Consiglio di tenerlo informato, se si ricorda questa era una riproposizione, ma io come Consigliere non ho avuto questa informazione, il motivo per cui non l’ho ritirata, anche se so che nei fatti mi sembra superata, però mi premeva dire al Consiglio, prima ancora che al Sindaco, che quando si assume un impegno di riferire, forse, l’impegno non era solo del Sindaco, era un impegno che avevamo preso collegialmente, perché se la memoria non mi inganna, collegialmente su questo tema avevamo detto ci riaggiorneremo quando le cose sono più chiare, lo sono state… RIENTRA IL SINDACO. CONSIGLIERE PUOTI PIERPAOLO Sindaco Lei non c’era, le ripeto semplicemente questo, sull’interrogazione n.12 che è superata nei fatti, ho solo lamentato, non l’ho ritirata per questo, ho solo lamentato che quando se n’è discusso a tempo giusto, l’intero Consiglio, non mi riferivo solo alla sua persona, ma anche a Lei, s’era dato un impegno di aggiornamento sulla vicenda, perché era una vicenda delicata sulla quale avevamo fatto tutti un po’ delle riflessioni. Questo aggiornamento a me personalmente è arrivato con un po’ di ritardo ed avevo lamentato questo difetto di comunicazione che col tempo, spero, si correggerà. Grazie INTERVENTO DEL SINDACO – Me ne dispiace e faccio ammenda, però l’importante è la sostanza della cosa, l’impegno è stato mantenuto, ci sono state tre udienze la prossima è fissata al 3 giugno. INTERVENTO DEL PRESIDENTE – La prossima è del Consigliere Ventre, che però non vedo in aula, quindi passiamo a quella del Consigliere Cerreto la n.3 che interroga l’Assessore Del Rosso, perché per quelle precedenti l’Assessore Ciontoli ha chiesto dieci minuti di tempo perché aveva un’esigenza improrogabile, poi ritornerà. Quindi passiamo alla n.3 a firma del Consigliere Cerreto del 13/01/2009 avente ad oggetto:”Rifiuti in Via Cupa”, risponde l’Assessore Del Rosso. 11 CONSIGLIERE CERRETO MARCO – Purtroppo Presidente, ragionavo poc’anzi con il mio Capogruppo circa la quasi inutilità dell’interrogazione che mi trovo a discutere, perché grazie a Dio oggi la situazione a Via Cupa sembra migliorata, colgo l’occasione per divagare un attimo, le ricordo che abbiamo votato all’unanimità un regolamento per il “question time” quindi questa delibera sarebbe efficace se Lei attiva quel regolamento, probabilmente ci fa cosa gradita, e dovrebbe essere l’ultimo giovedì del mese e dovrebbe essere automatico secondo me. INTERVENTO DEL PRESIDENTE – È automatico, ma da discutere. se non c’è materia CONSIGLIERE CERRETO MARCO Ma questa mia era proprio un’interrogazione a risposta breve, perché Presidente, io sto discutendo oggi una interrogazione del 2 gennaio, la vogliamo discutere, discutiamola! INTERVENTO DEL PRESIDENTE – La mia interpretazione è che standoci le interrogazioni a risposta breve convochiamo il “question time” per l’ ultimo giovedì del mese, ma solo se ci sono ci convochiamo. CONSIGLIERE CERRETO MARCO – Allora Presidente, io sarò qui tutti gli ultimi giovedì del mese perché farò interrogazioni solo a risposta breve e farò in modo che quando le presento lo scrivo proprio “a risposta breve”, almeno ne discutiamo, perché non è possibile è un’ interrogazione di 5 mesi fa, ma forse perché non essendoci la dicitura “risposta breve” vengono tutte registrate come interrogazioni ex articolo 28, normali, così è, e sbagliamo noi perché le discuteremo con la prossima Amministrazione quelle che abbiamo presentato oggi. Comunque, detto questo, io avevo presentato, ma questa non è un’accusa a Lei Presidente, perché è stato sensibile, io l’ho detto pubblicamente perché ha recepito, però io mi impegno a presentarle tutte a risposta breve. Comunque, io avevo interrogato l’Assessore Del Rosso circa la situazione che in via Cupa, lei ricorderà, nelle festività natalizie era non solo invasa dai raccoglitori che all’epoca l’Amministrazione utilizzò per risolvere il problema dell’emergenza, ma ahimè, vedeva non solo la pista ciclabile oggetto di invasione di rifiuti di natura indeterminata, cosa che poi si è verificata non solo lì in quella frazione, ma anche in altre frazioni, ma chiedevo appunto all’Amministrazione di intervenire per risolvere il problema. La questione del resto è nota in città, perché è stata oggetto anche di un’inchiesta giornalistica e televisiva, per cui le chiedo, a distanza di 5 mesi di riferire cosa l’Amministrazione ha posto in essere per risolvere il problema. ASSESSORE DEL ROSSO - Come lei ben sa, noi abbiamo installato delle postazioni dei container, questo si è reso necessario per 12 evitare di avere quei cassonetti per tutte le strade, dove era un continuo emergenza rifiuti perché si incendiavano e quant’altro accadeva. Ovviamente su questa strada la tipologia di rifiuti e quant’altro è lo sversamento continuo, per cui noi abbiamo provveduto a fare degli ordini di servizio alla società SABA, ed ho qui gli allegati, il 12 gennaio, abbiamo risollecitato il 13 gennaio, il 16 gennaio, perché si puliva e sversavano un’altra volta, pulivano e sversavano; questo purtroppo è un problema serio sullo svernamento incontrollato che abbiamo non solo su via Cupa, ma anche su tante altre strade.Purtroppo il controllo del territorio, su questo in verità ho fatto anche una segnalazione mia al Sindaco, perché il problema del controllo del territorio, come sulle ordinanze che vengono emesse, il controllo del territorio non può essere fatto solo dalla Polizia Municipale, se fosse efficiente al 100%, ma dovrebbe essere fatto anche dalle Forze dell’Ordine, ma le Forze dell’Ordine fanno solo il verbale che c’è il rifiuto la sopra, però non hanno mai trovato qualcuno che ha posto furtivamente quei rifiuti sul territorio. Quindi il problema del controllo del territorio, io ho chiesto proprio al signor Sindaco di fare una riunione in Prefettura, affinché vengano sollecitate tutte le Forze dell’Ordine che sul controllo del territorio si spendano anche loro, proprio per evitare quello che è successo a via Cupa e per evitare quello che succede a via Feudo San Martino o in quelle altre strade che noi conosciamo perfettamente. Ci auguriamo che le Forze dell’Ordine ci possano permettere di avere questa realtà, oggi comunque, via Cupa, ringraziando a Dio, tolti i contenitori, come le altre strade, sono abbastanza vivibili. INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Va bene, non c’è replica del Consigliere Cerreto. Consigliere Puoti, quindi possiamo trattare un’altra sua interrogazione perché quella precedente sostanzialmente la ritira, quindi passiamo alla n.37 del 4/06/08 avente ad oggetto “Ordinanza di riduzione posti degenza Tin A.O. Caserta “, interrogato è il Sindaco, che adesso è assente in aula, quindi passiamo alla interrogazione n.38 del 4/6/2008 sempre a firma del Consigliere Puoti avente ad oggetto:” Gestione della villetta di Briano lottizzazione Lea” risponde l’Assessore Alois. CONSIGLIERE PUOTI PIERPAOLO - Questa interrogazione è la terza o la quarta sullo stesso argomento, e riguarda una villetta realizzata a via Grassi in zona di Briano che giace come un oggetto misterioso che non ha ancora una sua veste, mentre l’intera frazione sta soffrendo perché non ha nessuno sfogo, io sono a Briano da pochi anni, non sono di Briano, mi rivolgo all’Assessore che conoscerà sicuramente meglio di me quelle zone, però Briano per sua conurbazione non è riuscita mai ad avere uno spazio per i ragazzi, un oratorio che sia degno di questo nome, un parco giochi, insomma un minimo di svago per i ragazzi di quella frazione che poi così piccola non è. La fortuna ha voluto che nascesse questa opera e tutti ci aspettavamo che avesse una 13 grande valenza. Ho chiesto che vi fosse il Sindaco, perché la mia interrogazione è sostanzialmente la ripetizione pedissequa di un intervento che ha fatto il Sindaco rispondendo ad una mia precedente interrogazione sull’ argomento, che chiedeva se esistevano in atti dell’Amministrazione richieste per l’utilizzazione di quel manufatto e delle opere intorno a quel manufatto. Il Sindaco a quella data, era il 28.12.2007, mi rispose che non era pervenuta alcuna istanza, siccome quello fu il periodo in cui il Sindaco sbatteva i pugni sopra al tavolo dicendo “ mi dovete chiedere scusa”, adesso li sto battendo io e voglio essere io a ricevere le scuse del Sindaco, perché in atti esistevano due richieste fatte dal Parroco Don Mimì Buozza della chiesa si Briano che chiedeva e chiede ancora, disperatamente, che quell’ area e quella villetta siano destinate ad attività sociali, sotto la sua diretta responsabilità, e quindi che sia consentito ai ragazzi di quella frazione di fruire di un’opera che è donata in conseguenza della lottizzazione che è stata realizzata. Mi sembra invece che noi, ne approfitto, depauperiamo ulteriormente la frazione di Briano, è di questi giorni la notizia che anche la delegazione di Briano pare che sia stata in qualche maniera smantellata, e chiedo a qualcuno che può darmi una risposta, di farmi sapere, ed è stata spostata al Belvedere. Ora, che il Belvedere sia un luogo per metterci degli uffici sta diventando, a mio avviso, una cosa che sfugge alla mia considerazione, lei mi guarda esterrefatto dottore Piscitelli, per carità io ho una visione completamente diversa di quel sito, ho una visione completamente diversa di quella destinazione, e mai mi sarei sognato che quest’ Amministrazione cancellasse da Briano la delegazione e la portasse al Belvedere; Assessore se ha modo di riferirmi, mi fa piacere avere una sua considerazione, non riesco a seguire. Certo il dato è questo, in questi giorni quello che era il luogo storico della delegazione, sembra che sia stato in qualche maniera dismesso e sia stato trasferito al Belvedere. Quindi le mie domande sono due: una, sapere se, quando, come e perché, non è stata avviata una fase di gestione di questa opera che è nella disponibilità dell’Amministrazione comunale; il perché non mi è stata data una risposta coerente rispetto agli atti presenti e perché, esisteva la richiesta di una Parroco, di una Parrocchia e perché il manufatto non è stato passato a loro; ed in ultima la motivazione di questo continuo depauperamento di quelle poche presenze di quest’Amministrazione nella frazione di Briano. ALLE ORE 17,45 ENTRANO LOMBARDI E FERRARA. ASSESSORE ALOIS – Questa interrogazione, come prima stavo accennando al Consigliere Puoti, mentre era qua, non è un’interrogazione di mia competenza, perché non riguarda un lavoro pubblico effettuato dal Comune, ma come prima ricordava il Consigliere Puoti è un’opera realizzata dai soggetti che hanno fatto la lottizzazione. Però, mi sento di rispondere anche a nome del Sindaco, anche se il Sindaco non c’è adesso, perché al di là 14 della comunicazione, che forse al Sindaco in quel momento risultava essere vera, perché non c’erano richieste da parte di alcuno, poi successivamente anche da azione svolte da me personalmente, insieme al Sindaco, ma non nella qualità, ma semplicemente sollecitati da alcuni soggetti a cercarne di venire a capo di questa situazione, abbiamo fatto insieme al Sindaco, insieme ai tecnici, alcuni mesi fa, una perlustrazione presso il sito ed abbiamo attivato un percorso. Questo percorso però, e voglio cercare di fare anche un passo avanti su questa questione, perché, ripeto, rispondo non tanto come interrogato, ma come interessato a che questa cosa venga risolta in tempi quanto più brevi possibile. L’ipotesi all’epoca era di legarla, avendo il Comune un’esigenza di delegazione, Consigliere Puoti, perché pagava un fitto presso un altro locale, quindi un’esigenza di contemperare anche l’esigenza di risparmio e di utilizzo della struttura stessa, per la parte che poteva eccedere l’utilizzo della delegazione. Questo era l’indirizzo sul quale si stava discutendo alcuni mesi fa. Oggi, quindi facciamo una sorta di question time, andiamo anche avanti; oggi anch’io apprendo l’eliminazione del fitto, quindi della location della delegazione a Briano, perché mentre lei faceva l’interrogazione io chiedevo al Dirigente Sorbo la veridicità di questo fatto, immagino che ci siano ragioni ovvie ed utili, però questo corrisponde alla realtà. Corrispondendo alla realtà, significa che la struttura di Briano non avrebbe più l’esigenza di dover contenere la delegazione, e quindi io, voglio dire al Consigliere, che alla luce di questa novità, mi prendo l’incarico, la responsabilità, anche insieme al Sindaco che avrebbe dovuto rispondere, di andare avanti sull’ipotesi appunto, venuta meno l’esigenza specifica, di poterla attivare nell’utilizzazione, secondo norme e leggi, perché non è che si può fare una richieste e poi al soggetto che la chiede gliela si da’, anche se il soggetto in questione, questo è il mio parere personale, ha tutti i requisiti per poterla gestire al meglio,e potrebbe anche alla fine essere così, però bisogna attivare una procedure, ed io questo che dico, personalmente cercherò di sensibilizzare tutti i soggetti attivi in questo senso,per fare in modo che la cosa vada a buon fine. INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Grazie Assessore, Consigliere Puoti per l’eventuale replica. la parola al ALLE ORE 18,00 ENTRANO LINO E BARBIERI. CONSIGLIERE PUOTI PIERPAOLO La replica è doverosa. Avete presente quando si dice: quale sarà il prossimo allenatore della Juventus? Allora, nessuno mi sa rispondere, stanno 40 minuti a parlare però non si capisce chi sarà l’allenatore della Juventus. Sostanzialmente, perché sia incomprensibile alle persone che sono qui presenti in aula, noi abbiamo un bene che viene conferito all’Amministrazione Comunale a scomputo di oneri di urbanizzazione, questo bene è abbandonato, vi garantisco abbandonato perché io abito a tre metri da questo manufatto,quindi 15 sono due anni che è lasciato a se, è stato fatto recentemente un intervento di recinzione, perché mancava anche la recinzione; questo è un bene che rimane inoperoso alla mercè di chiunque, e vi garantisco che fino a quando non c’era la recinzione era anche mal frequentato, perché purtroppo dobbiamo anche confrontarci con questa realtà in città; il risultato è che un’ istanza fatta dal Parroco per aprirci un centro oratoriale giace alla vostra attenzione, dell’Amministrazione, alla mia attenzione come Consigliere Comunale, grosso modo da novembre 2007. Ora, se noi dobbiamo impiegare due anni, e non abbiamo ancora risolto, la vicenda, per valutare la proposta di apertura di un centro oratoriale in un manufatto che vi garantisco è un manufatto di 70Mq. non di più, non stiamo parlando di nessuna cosa sulla quale è pensabile fare attività speculativa, parliamo di cose assai modeste anche come dimensioni, però noi ci impieghiamo due anni per fare una valutazione. Io capisco che dobbiamo ridurre i costi e dobbiamo abbattere i costi passivi per fitti, ma non credo che valga solo per Briano questo, mi pare che Briano sia stata la prima vittima di questa opera che, spero che l’Assessore Marrone ci illustri bene, e spero che ci siano a questo punto molte altre riduzioni di fitti passivi, che si sia partiti da Briano per puro caso ad eliminare quella delegazione, ed io dico eliminare Assessore Carnevale, perché io dico che è stata eliminata la delegazione a Briano. Ma la cosa che io ritengo assolutamente scandalosa, perché a Briano l’unica cosa che rappresentava la presenza di quest’Amministrazione e dell’Amministrazione comunale in genere, era quella porticina, quella stanza di 20 Mq.,dove c’era un impiegato comunale, né più e né meno. Io credo che la presenza del Comune in quella frazione non si veda per nessun altro motivo, io non vedo pattuglie di Polizia Municipale, non vedo presidi di Polizia Municipale a Briano, non vedo interventi di nessuna natura, non vedo niente! L’ Amministrazione comunale è come se non ci fosse! Al di là del fatto che non ci stanno interventi programmati per quella frazione, io parlo del centro storico e non delle aree introno alla lottizzazione che chiaramente sono state oggetto di intervento. Quindi mi chiedo, se è possibile che quest’Amministrazione ci metta due anni per valutare la proposta di apertura di un centro oratoriale, come è pensabile poter gestire cose sicuramente più articolate e complesse che siamo chiamati tutti quanti, con responsabilità, ad affrontare. ALLE ORE 18,10 ENTRANO CAPOBIANCO E CECERI. INTERVENTO DEL PRESIDENTE Consigliere Cerreto è in aula l’Assessore Ciontoli, quindi possiamo trattare l’interrogazione n.52 del 2008 o la n.2 del 2009, facciamo, quindi la n.52. Ma c’è insistentemente il Consigliere Garofalo che chiede di intervenire, ma le ricordo che in sede di interrogazione i Consiglieri non possono intervenire, se non gli interroganti e gli Assessori interrogati, comunque faccio uno strappo, non mi faccia pentire, 30 secondi. 16 CONSIGLIERE GAROFALO NICOLA – Presidente, le chiedo scusa, ma non è possibile che noi stiamo discutendo in questa assise interrogazioni del 2007! Ma l’interrogazione è un qualcosa per spingere l’Amministrazione a fare delle cose, noi addirittura discutiamo delle interrogazioni presentate dai Consiglieri Comunali a distanza di due anni, ma stiamo perdendo solo tempo, e la gente aspetta qua! Questo era l’intervento che volevo fare, grazie! INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Grazie a lei Consigliere. Volevo salutare il Consigliere Franco Capobianco che è entrato in aula. Allora passiamo all’interrogazione n. 52 del 16/12/2008 a firma del Consigliere Cerreto, avente ad oggetto: “Trasferimento fondi regionali T.P.L. all’ACMS”, risponde l’Assessore Ciontoli. CONSIGLIERE CERRETO MARCO Noi poniamo l’accento sempre sulla questione dell’ACMS, che ci sta a cuore e che dovrebbe stare a cuore a tutta l’Amministrazione, in quanto come città di Caserta siamo soci di questo ente al 9%, e ci chiediamo, in quanto la Regione Campania, in base al piano regionale dei trasporti, conferisce alla città di Caserta, annualmente, all’Amministrazione della città di Caserta, dei fondi che dovrebbero poi essere dall’ACMS utilizzati per facilitare il piano trasporti e per attuare tutte quelle cose, quei disservizi che abbiamo più volte denunciato in questa assise, che non vanno. Noi riteniamo che questi fondi dovrebbero essere trasferiti all’ACMS, perché se vengono conferiti al Comune di Caserta, perché questo in qualità di socio dell’ACMS, debba poi trasferirli all’azienda per far sì che in questa città ci siano dei servizi maggiori, migliori, e che evidentemente vadano spesi in tal senso, vorremmo aver contezza che questo sia effettivamente fatto. Per cui riteniamo che questo tipo di vincolo debba e possa, anzi debba per legge, trovare una sua ricognizione e collocazione all’interno del bilancio. Ora, stando a quelle che sono indiscrezioni giornalistiche, perché noi non abbiamo il piacere di visualizzare gli atti dell’ACMS, in quando alle assemblee dei soci, nelle migliori delle ipotesi ci va il Sindaco oppure delega l’Assessore, quindi chiediamo al Sindaco o all’Assessore se effettivamente questi fondi vengono erogati dalla Regione Campania, così come risulta da bilancio regionale, se questi fondi, una volta erogati al Comune, vengano poi effettivamente trasferiti all’uopo che per legge essi sono devoluti. Allora vorremo sapere quando è stato fatto, perché delle due l’una, Assessore, o la cosa non è stata fatta dalla Regione o la cosa non è stata fatta dalla città, se no dovremmo necessariamente pensare che qualcuno all’ACMS è bugiardo, poiché non riteniamo che qualcuno all’ACMS è bugiardo, vogliamo capire se effettivamente voi avete ricevuto i soldi dalla Regione, per prima cosa; e se questi soldi che avete ricevuto dalla Regione siano stati effettivamente devoluti e conferiti all’ACMS, perché all’ACMS ritengono che questo non sia stato fatto, o almeno 17 all’epoca, Assessore, poiché io mi trovo a discutere questa interrogazione che è del 10 dicembre, all’epoca dei fatti si dicevano queste cose, mi auguro che ora lei possa dissipare questi dubbi. Grazie. ASSESSORE CIONTOLI – Ringrazio il Consigliere Cerreto per l’interrogazione posta su una questione che sta seriamente a cuore all’Amministrazione comunale in quanto attiene soprattutto all’ azienda consortile che si occupa della mobilità in città ed in provincia, e a fronte della quale mi permetto di rispondere subito, in risposta anche all’interrogazione, quali sono le modalità di conferimento dei fondi dalla Regione Campania, utilizzando una nota che mi è stata trasferita in tempo reale dal Dirigente del settore il 23 dicembre 2008, ossia una settimana dopo: “ In riferimento all’esposto citato in oggetto, si comunica che la Regione Campania trasferisce al Comune di Caserta risorse finanziarie relative al trasporto pubblico locale per un importo annuo di 2.626.182, importo pari alla quota di partecipazione quale socio azionista dell’ACMS che è del 9,98% più Iva al 10% che è a carico del Comune. Detto importo viene accreditato nelle casse comunali con rate bimestrali di euro 437.697; l’ufficio provvede ad emettere atto di liquidazione a favore dell’ACMS di pari importo per il bimestre di riferimento. Questo stando agli adempimenti tecnici che si devono compiere”. All’atto della sua interrogazione, cioè le somme di cui lei diceva all’atto della sua interrogazione, sono state regolarmente trasferite all’ACMS, ovviamente il trasferimento avviene dalla Regione Campania ed il Comune, con il tempo debito della pratica effettua i pagamenti. C’è un altro elemento, noi oggi siamo “morosi”, per una serie di rate che non sono state pagate, perché la somma non è a disposizione del Comune, poiché lo stesso importo è gravato da procedura esecutiva pendente dinnanzi al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ed è questo meccanismo tecnico che è calato sulla procedura che rende sfasate le procedure e crea queste disarmonie che sono state oggetto dell’ interrogazione. La questione posta all’attenzione dell’Amministrazione all’epoca ebbe soluzione successivamente, adesso ce ne sono altre pendenti che sono avvinte da questa procedura di cui ho detto poc’anzi. Poi c’è anche qui il Direttore Generale che segue passo passo la procedura, ovviamente nei tempi e con le modalità che sono consentite all’Amministrazione, i pagamenti vengono effettuati. Chiaro è che è nelle intenzioni dell’Amministrazione adempiere a tutti o passaggi che si devono compiere nei tempi e nelle modalità stabilite, chiaro è altrettanto, che quando si creano delle difficoltà legate soprattutto ad una serie di procedure che sono in corso, è chiaro che l’Amministrazione deve a sua volta segnare il passo. Questo è lo stato dell’arte, se c’è bisogno di qualche ulteriore dettaglio sulle procedure, tempi ed anche modalità di esecuzione, c’è il Direttore Generale qui che può arricchire la discussione stessa. 18 CONSIGLIERE CERRETO MARCO - Personalmente verificherò se queste somme sono state pignorate al Comune di Caserta, anche perché non penso che somme vincolate, cioè erogate dalla Regione ad un Ente pubblico al fine, ed esclusivo fine non di utilizzarle, ma di trasferirle in qualità di ente socio ad un altro ente pubblico, possano essere pignorate da creditore dell’ente finale di questo ente pubblico, in quanto se le dovessero pignorare le avrebbero pignorate all’ACMS e non al Comune di Caserta, se sono somme vincolate, come da bilancio regionale. Quindi io andrò a verificare se il Comune di Caserta effettivamente è stato aggredito da un pignoramento presso terzi relativamente alle somme vincolate che la Regione eroga al Comune che debbono essere riversate all’ACMS; poiché lei l’ha dichiarato io questo lo andrò a verificare e poi mi riservo, eventualmente, di intervenire. Ripeto, quindi mi sembra di aver capito questo concetto dalla risposta dell’Assessore: che le somme state riversate con ritardo, che le stesse nelle casse del Comune di Caserta sono state oggetto di un pignoramento presso terzi, in quanto Caserta ha delle morosità, evidentemente con l’ACMS, non capisco come delle somme vincolate da un bilancio regionale, che vengono erogate ad un Capoluogo di Provincia socio di un ente di mobilità pubblica, possano essere pignorate nelle casse del Comune senza aspettare che arrivino nelle casse dell’ACMS, mi sembra una procedura un po’ strana, l’andrò a verificare, perché non ho dubbi che l’Assessore mi abbia risposto la verità, però mi riservo di verificarlo ed andrò a verificare se effettivamente ci sono pignoramenti presso terzi che interessano somme che rispondono a quella voce di bilancio, perché la cosa mi risulta un po’ strana. INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Passiamo alla interrogazione del Consigliere Ferraro la n. 33 dell’ 11/03 /2009 avente ad oggetto:” “Ristrutturazione organizzativa del personale”, l’interrogato è l’Assessore Esposito. CONSIGLIERE FERRARO VINCENZO MARIO - Questa interrogazione nasce un po’ per caso, perché girava voce, ma molto tempo fa, perché questa interrogazione è di un paio di mesi fa, girava voce di questa movimentazione che si doveva fare a livello dirigenziale delle aree di intervento a cui dovevano afferire i “super dirigenti”, se li vogliamo chiamare così. Allora io mi rivolsi a qualcuno, non mi ricordo se parlai con l’Assessore, ma mi dissero “ no, assolutamente non c’è questa situazione di creare aree” , aree di “sovrapposizione” aggiungo io, ma poi alla fine siccome questa voce era molto insistente feci questa interrogazione, ma in effetti è un’interrogazione più per capire ed entrare nel meccanismo di quello che poi si andrà a fare, perché poi non si riesce capire nella composizione della macchina comunale questa situazione di quattro aree di intervento, manco stessimo al Comune di Milano! Ma per verificare e per capire come si muovono le cose credo che poi, ovviamente quando mi risponderà l’Assessore 19 vorrò capire un attimo come si muove, perché sono voci che girano. In effetti l’interrogazione era solo per capire bene come era la composizione dell’ area, se sarà affidata all’Ingegnere Iovino, se di questa nuova organizzazione è stato creato e fatto un iter normale per la delegazione trattante e per le alte professionalità con l’articolo 56 o 65; e quindi se poi effettivamente con questi passaggi che si faranno se ci sarà una modifica di pianta organica. E poi, non ultimo, quanto costerà all’Ente? Assessore, io vorrei che lei mi rispondesse per poi replicare. Grazie ASSESSORE ESPOSITO - Volevo innanzitutto mettere a conoscenza che questa mattina abbiamo approvato sia la dotazione organica del personale che la ristrutturazione. Per quanto concerne la richiesta di chiarimento per presumibili aree di coordinamento di questo tipo, lei non ha parlato con me, altrimenti le avrei già risposto in un certo modo, in quanto, se dovevo dirle una cosa inesatta sicuramente non gliela avrei detta. Noi il lavoro l’abbiamo completato anche per quanto concerne la macro-struttura, sicuramente lei ne è a conoscenza, è un funzionigramma che afferisce a tutto ciò che riguarda il personale dal settore dirigenziale fino all’ultimo dipendente delle maestranze. Noi riteniamo opportuno, e l’abbiamo messo in atto, che le aree di coordinamento non saranno più due ma saranno quattro, lei paventava una terza area, invece noi ne facciamo quattro.Ovviamente questo fatto che abbiamo ideato, pensato ed attuato di fare queste quattro aree di coordinamento è per un motivo molto semplice, perché noi siamo convinti che la facilitazione dei rapporti tra l’ultimo o il più semplice dei dipendenti rispetto al suo Dirigente ed il Dirigente rispetto al Coordinatore d’area, in questo modo diventa un rapporto più duttile, più pratico, per cui i risultati che si potrebbero avere sono senz’altro favorevoli per il buon rapporto tra le maestranze e questo che potrebbe facilitare anche il rapporto con la cittadinanza. Quindi le posso garantire che nella prossima Giunta porteremo anche questa delibera che afferisce alle macrostrutture, per cui abbiamo pensato, che le aree di coordinamento non saranno più due ma quattro. Poi per quanto riguarda il discorso finanziario, no, non si muoverà una lira dal fondo aziendale perché è previsto un fondo per i Dirigenti e questo fondo farà in modo che si applicherà la quota che spetta al coordinatore, ovviamente qualche Dirigente non prenderà più lo stesso importo ma sarà sfavorito perché aumenteremo le due aree di coordinamento. Quindi per quanto riguarda il capitolo di bilancio non si modificherà nulla. CONSIGLIERE FERRARO VINCENZO MARIO – Fa sempre piacere quando all’interno di un Ente si migliora, ma migliorano solo gli uomini, mai le cosa. Io, per la verità, sono parzialmente soddisfatto della risposta dell’Assessore, perché su questo non 20 voglio fare assolutamente un ragionamento in cui vado a toccare nomi o situazioni, non mi appartiene questa logica, per cui un ragionamento fatto in questo modo, parlando di persone che fanno o non fanno, sarebbe preso in un certo modo, ma credo che noi dobbiamo fare un’analisi di quella che è la gestione del personale, cioè quello che si dice bisogna tramutarlo poi in situazioni oggettive, di rapporti lavorativi e professionali all’interno dell’Amministrazione comunale. Io ho fatto l’Assessore al Personale, so che cosa significa la parola Dirigente, il Dirigente all’interno di un’Amministrazione è la massima espressione professionale, per cui ogni ragionamento che dovrebbe andare al di sopra è un ragionamento che dovrebbe essere motivato, ma avendo delle motivazioni talmente forti per creare aree di coordinamento, che dovrebbero andare a rivestire, ad analizzare un rapporto di qualità sul territorio, per quello che dove essere la professionalità di un coordinatore o di un super dirigente, perché di questo si tratta. Quando noi, Assessore, andiamo a verificare questo, e perciò dicevo che il Dirigente è la massima espressione dell’Ente, al di sopra non si va, questo mi stupisce come il Comune di Caserta con 80.000 abitanti ha bisogno della collocazione di persone nella creazione di aree di intervento. Io mi ricordo che quando noi abbiamo lavorato su questo, è stato fatto un ragionamento, ma c’erano delle motivazioni molto forti, che adesso non mi metto ad analizzare perché ci vorrebbe molto tempo, però io ritengo che questo movimento tra i Dirigenti, che sono nove, allora nove Dirigenti, togliamone quattro, ne restano cinque, secondo me, Assessore, non stiamo facendo un buon servizio al Personale, ai Dirigenti, e al Comune di Caserta, perché questo significa, a parte una situazione che poi si identifica in un ragionamento politico, e mi starebbe anche bene, ma questo va a mortificare quella che è una situazione di altri Dirigenti. Allora, noi in questo modo stiamo creando le condizioni affinché all’interno dell’Amministrazione comunale ci siano Dirigenti si serie A e di serie B, perché poi io vorrei capire perché l’ uno e non l’altro? Quali le condizioni che determinano questi passaggi? Quali sono stati i criteri? Poi, secondo me, quando si va entra nel merito di queste cose, credo che ci sia bisogno di un’analisi attenta di quello che si andrà a fare, quindi come fatto contrattuale o organizzativo se ci vogliono delle declaratorie, dei profili, bisogna capire bene questo coordinamento che cosa va a toccare, perché, se no alla fine, io ritengo che non stiamo facendo un buon servizio per l’Amministrazione comunale. Grazie INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Passiamo all’ultima interrogazione, la numero 24 dell’11/02/09 a firma del Consigliere Barbieri, avente ad oggetto: “Lavori in esecuzione sulle arterie cittadine” l’interrogato è l’Assessore Alois. La parola al Consigliere Barbieri. CONSIGLIERE BARBIERI ALESSANDRO – Grazie Presidente. 21 Questa interrogazione fu proposta a febbraio di quest’anno a seguito dei ritardi dei lavori posti in essere sulle strade principali di Via Roma e C.so Trieste. Rispetto al momento in cui è stata fatta questa interrogazione, a me sembra di poter rilevare che il cantiere di Piazza Amico sia stato completato, sia pure con le difficoltà che ha avuto quel cantiere di piazza Amico, e se ho visto bene ieri sera abbiamo avuto una coincidenza fortunata che l’illuminazione di via Roma si è accesa per la prima volta. Ma l’interrogazione vale, Assessore Alois, perché in realtà praticando io quelle strade mi sono reso conto che i lavori, a mio parere, non sono stati posti in essere a regola d’arte, basta attraversare Via Roma e Corso Trieste per rendersi conto che parecchie di quelle opere realizzate sono già ormai, potremmo dire, demolite, quindi andrebbero rifatte, al di là delle discrasie, del materiale che è stato usato, perché ci sono posti in cui questo materiale già è rotto, presumo che sia stato messo in opera sano, e comprendere anche perché per l’ennesima volta Corso Trieste è interessato ai lavori e se questi lavori sono esaustivi oppure dobbiamo aspettarci fra pochi di mesi la necessità di chiudere nuovamente Corso Trieste per poter riavviare i lavori. ASSESSORE ALOIS – Non entro nel merito dell’interrogazione, perché come ricordava il Consigliere Barbiere sono superate nello specifico. E’ chiaro che la qualità del lavoro dipenderà dal collaudo finale che viene certificato dai tecnici e noi non potremmo fare altro che attenerci e seguire quelle che saranno le indicazioni proposte dai nostri Dirigenti. Fatto sta che il lavoro che è stato rimesso in opera su Corso Trieste è stato da noi richiesto con forza, perché ci siamo resi conto che era non solo un lavoro mal fatto, ma che era anche in tante parti rischioso per la pubblica incolumità, per la sicurezza di coloro che attraversavano Corso Trieste. I lavori sul Corso, secondo il cronoprogramma, che stanno confermando, conclusi da qui a pochi giorni. Su via Roma i lavori sono conclusi, ed anche l’illuminazione la settimana prossima, l’Ing. De Crescenzo mi comunicava che verrà presa in carica la rete, e quindi accesa definitivamente. E’ chiaro che la sua interrogazione mi pone una riflessione dovuta, nel senso di comunicare agli addetti ai lavori eventuali anomalie che lei ha rilevato in questa seduta, per fare in modo che da una verifica questo possa essere fatto presente alla ditta e verificare se è una sua responsabilità, o responsabilità, come purtroppo molte volte accade, di imperizia e cattivo costume da parte di cittadini che purtroppo non seguono le regole, le norme della tutela del bene pubblico, come invece fanno nella propria abitazione, questo è un elemento che qui ricordo ma purtroppo lo sto verificando sempre di più in questa città in maniera crescente e non de crescente. CONSIGLIERE BARBIERI ALESSANDRO - Grazie Assessore, io le chiedo, al di là di quella che è la risposta che ha dato oggi e di cui 22 la ringrazio, una particolare attenzione soprattutto nei prossimi giorni, non solo per il completamento dei lavori su Corso Trieste, ma anche per l’arteria di Via Roma che in questo momento è interessata da un fortissimo flusso veicolare, glielo dico perché la nuova pubblica illuminazione posta in essere in questo momento coesiste con la vecchia, quindi vanno rimossi tutti i pali che fanno parte della vecchia rete di illuminazione, glielo dico perché proprio in prossimità dei vecchi pali il pavimento è sconnesso e ci sono diverse problematiche che vanno affrontate. Quindi chiedevo al suo garbo, pur sapendo che Lei fa l’Assessore e non il Dirigente, di verificare con attenzione tutti i lavori che sono posti in essere. ASSESSORE ALOIS – Forse non l’ho detto prima, ma i vecchi pali verranno levati e le mattonelle poste nei luoghi dove sono stati levati i pali vecchi. INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Abbiamo terminato il tempo dedicato alle interrogazioni e alle interpellanze, quindi possiamo continuare con l’ordine, del giorno, in verità dobbiamo fare un passo indietro per mia colpa, dobbiamo approvare il verbale della seduta precedente. 23 PUNTO N. 2 (EX1) ALL’ORDINE DEL GIORNO: “APPROVAZIONE DEL VERBALE DELLA SEDUTA PRECEDENTE” INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Se non ci sono interventi passiamo alla votazione per alzata di mano. Chi è favorevole? Tutti favorevoli. Approvato all’unanimità dei presenti. 24 PUNTO 3 ALL’ORDINE DEL GIORNO: “PETIZIONE: MODIFICA ART. 59 DELLO STATUTO COMUNALE” INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Richiamo una particolare attenzione su questo argomento, perché è la prima volta da quando questa città si è dotata dello Statuto che viene utilizzato questo strumento di Democrazia diretta della Petizione Popolare Art.32; quindi propongo al Consiglio di sospendere l’attività del Consiglio per 10 minuti, per dare la possibilità alle associazioni che hanno sottoscritto e sostenuto questa petizione e di relazionare in merito, e poi dopo riprendere il Consiglio e discutere su questa petizione. Quindi anche su questa proposta di sospensione penso che il Consiglio sia favorevole a votarla per alzata di mano. Chi è favorevole alla sospensione? Tutti favorevoli. Approvata all’unanimità dei presenti. Quindi possiamo sospendere il Consiglio e chiedere alle Associazioni che hanno sostenuto questa petizione di far venire un rappresentante che ha dieci minuti per illustrare l’oggetto della petizione. ALLE ORE 18,40 LA SEDUTA E‘ SOSPESA ALLE ORE 19,00 LA SEDUTA RIPRENDE IL SEGRETARIO PPROCEDE ALL’APPELLO. RISULTANO ASSENTI: FERRARO, LOMBARDI, LINO, ACCONCIA, GALLICOLA, VENTRE, SOLOFRANO, MARZO, DELLO STRITTO,GENTILE LORENZO, BONAVOLONTA’, UCCIERO. PRESENTI N.29 INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Presenti 29 valida ed il quorum è ampiamente garantito. quindi la seduta è ALLE ORE 19,02 ENTRA ACCONCIA. INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Passiamo alla discussione sulla petizione popolare, ci sono interventi? La parola al Consigliere Cerreto. CONSIGLIERE CERRETO MARCO - Desidero intervenire in questa discussione, e spero che la discussione su questo tema possa essere seria ed approfondita, e ringrazio la Professoressa Moretta e le Associazioni casertane che abbiano voluta sostenerla, ed abbiano voluto decidere di sottoporla all’attenzione della Presidenza al fine di essere inserita nel 25 Consiglio Comunale di oggi. La richiesta, che le anticipo subito Presidente, io sosterrò con il mio voto, è una richiesta che apre un dibattito importante, è un dibattito che io ritengo attualissimo e che dovrebbe meritare la partecipazione di tutti gli organi di questo Consiglio Comunale, perché il tema del controllo dell’ acqua, il tema della sovranità della stessa, è un tema che oggi interessa a livello globale le popolazioni. La questione oggi potrebbe non interessare a coloro che appartengono all’occidente opulente, e che quindi non hanno il problema, perché non hanno mai sofferto o non si sono mai attardati a riflettere su questo tema, perché noi sprechiamo l’acqua, nelle nostre famiglie, nella nostra abitudine, noi l’acqua la sprechiamo, però non serve andare in Africa oppure, dove io sono stato, nelle Filippine, a Manila, per comprendere quanto sia importante oggi fare una riflessione su questo. Ma basta essere un po’ conoscitore della nostra storia, della storia italica, per ricordare che non più tardi di 100 anni fa, e fino a qualche decina di anni fa, fino al dopoguerra, la mafia in Sicilia è stata colpevole di un’arretratezza culturale, economica, agricola, che deteneva il controllo dell’acqua materiale dei giacimenti irrigui della Sicilia stessa, facendone una questione di imposizione rispetto ai tanti che, grazie ai loro controlli e grazie ai loro sistemi, poi dovevano essere irrigati, cioè del tipo: se mi paghi il pizzo io ti faccio irrigare il campo, se non mi paghi il pizzo io non ti faccio irrigare il campo. Questo succedeva fino al 1946 sui monti Blei in Sicilia, nella provincia di Trapani, nella provincia di Enna e Caltanisetta, sono tanti gli intellettuali che l’hanno denunciato, sono tanti gli intellettuali che ce l’hanno tramandato, e che quindi anche a noi italiani, che siamo dei cittadini di quell’occidente opulento che non hanno avuto mai problemi con l’utilizzo dell’acqua, perché c’è n’è sempre stata tanta, è vicino è c’è stato tramandato un pericolosissimo esempio culturale, quello di un’organizzazione malavitosa che utilizzava l’acqua per detenere il controllo del territorio, e quindi delle popolazioni di quel territorio. Oggi questo tema si ripercuote nella sua grandissima attualità, probabilmente le organizzazioni multinazionali non sono organizzazioni mafiose o assimilabili alle organizzazioni mafiose, ma sicuramente, come giustamente sottolineava la professoressa Moretta, che ha splendidamente edotto questa assise nella sua esposizione, certamente non è assolutamente innegabile che hanno concentrato una serie di attività di carattere economico e lucrativo sulla entratura che le stesse stanno facendo nei grandi bacini idrici del mondo. Questo è un qualcosa di innegabile, e che ci sia oggi un duopolio nel mondo, controllato da due importantissime società francesi multinazionali che traggono origine dai loro capitali innanzitutto dalla Francia, si sono impossessati e si stanno impossessando di bacini idrici importantissimi, che servono milioni e milioni di persone. Da questo nasce poi un ragionamento che deve essere innanzitutto giuridico e poi deve anche essere sociologico e politico. 26 Innanzitutto giuridico, perché, come è stato ricordato prima, se è vero che l’acqua, ed è vero, è un bene pubblico, che trae la sua origine dalla natura stessa, è chiaro che per il diritto positivo ed il diritto romano, non può essere alienabile, perché trae la sua origine dal Pubblico, quindi tutti noi siamo proprietari di un bene che è presente in natura, quindi già questo basterebbe per affermare che l’acqua è un bene inalienabile e che tutti siamo in qualche modo proprietari dell’acqua che è presente sull’orbe terraneo, non a caso si chiama orbe terraneo il globo. Poi c’è un motivo politico, il motivo politico sta anche nelle considerazioni che sono state fatte, ovvero una cosa è l’utilizzo pubblico dell’acqua attraverso dei soggetti pubblici, che hanno una sovranità democratica, e una cosa è invece l’utilizzo interamente privatistico dell’acqua che è in mano a dei consigli di amministrazione che rispondono a logiche multinazionali e che quindi automaticamente essendo delle multinazionali e non delle società mutualistiche, non delle cooperative, né delle associazioni di volontariato, non potranno che utilizzare quel bene al fine di merceologizzare quel bene, e quindi renderlo da un bene di interesse pubblico e di interesse collettivo, ad un bene in cui sfruttamento ed il cui utilizzo crea profitto. Questo è sicuramente un tema che un’Amministrazione pubblica si deve porre, ed è giusto che le associazioni abbiano posto alla città di Caserta il tema del fatto che, abbiamo o non il coraggio noi oggi, di poter sancire con una modifica statutaria il fatto che questa città ha la volontà di gestirsi l’acqua utilizzando la Cosa Pubblica. E’ un fatto importante, perché alla luce dell’architettura gestione dell’acqua, non solo ruotano oggi degli interessi privati, che sicuramente sono interessi che vanno ad occupare oggi la parte “ gestionale” o la parte che tanti Comuni esternalizzano, penso ad esempio alla riscossione dei canoni idrici, che è una legittima, ma attenzione, perché dietro questa attività si può anche celare la possibilità o la strategia di divenire poi, perché basta poco, di cedere completamente la sovranità della gestione idrica e nel momento in cui un Comune, un ATO, un consorzio fatto di Enti Pubblici, cede la propria sovranità, allora a quel punto la conduzione della stessa, e non soltanto, o la manutenzione, o la riscossione, o quant’altro, ma tutto il ciclo delle acque, che oggi è un ciclo integrato, è un ciclo integrato che riguarda l’uso pubblico dell’acqua, ma non soltanto l’uso potabile, ma anche l’uso irriguo, non solo nel campo agricolo, l’uso irriguo anche nel campo dell’energia, perché l’acqua se utilizzata in un certo modo produce anche energia, è chiaro che si pone un problema di carattere politico e culturale. Io ritengo di sostenere la proposta che è stata posta all’attenzione del Consiglio, perché ritengo giuridicamente, e penso che su questo non ci sia alcun ombra di dubbio, penso di averlo dimostrato, ma anche politicamente e socialmente opportuno, che i Comuni inizino a cautelarsi, perché lì dove abbiamo assistito a vere e proprie gestioni privatistiche dell’acqua, abbiamo visto che effettivamente questo servizio non 27 migliora, l’unica cosa che cresce sono i canoni, perché, ovviamente, l’unica cosa che interessa alle società private è quello di fare utile. Poi possiamo discutere se questo è l’unico aspetto, perché ci sono anche altri aspetti geo-politico che oggi non si discutono, ma provate ad andare a parlare con qualche Sindaco dell’Ungheria rispetto ad un’eventuale rischio di una gestione privatistica di tutte le risorse irrigue e idriche che vengono dall’ex Repubblica Ceca, che è il rubinetto dell’Ungheria che è invece una piana, possono cambiare la vita dei popoli la gestione politica dell’acqua. Quindi su questo tema io non solo ritengo che debba essere attenzionato e sviluppato da una classe dirigente competente, ma debba poi anche attivarsi un meccanismo di autotutela in virtù anche di quello che in Italia sta per succedere o potrebbe succedere, anche in virtù delle recenti norme che da questo Governo sono state emanate, che in un regime di ideologia privatistica ritengono una facoltà degli Enti quella di poter privatizzare le risorse idriche. Io a questo principio non ci sto, ritengo che l’utilizzo dell’acqua debba necessariamente rimanere pubblico, a questo però poi aggiungo una finestra non di poco conto, perché qual è il punto debole che ha permesso, almeno nei paesi occidentali e nei paesi in via di sviluppo, io non a caso prima citavo le Filippine che sono stati uno dei primi paesi del sud-est asiatico ad essere stata completamente colonizzata dalla società multinazionale Violà, e ritengo che, nei paesi occidentali il punto debole che ha permesso la penetrazione nel mercato della gestione irrigua e idrica di multinazionali private sia stata ovviamente, la mala gestio del Pubblico, perché noi possiamo anche difendere ad oltranza il concetto che la risorsa irrigua debba essere gestita dal Pubblico, ma se poi il Pubblico produce dei buchi grandi così nella gestione irrigua ed integrata del ciclo delle acqua, è normale che prima o poi si presenterà un signore che salirà sulla Provincia, sulla Regione o sul Comune e dirà “ scusate, voi state perdendo centinaia di milioni di euro all’anno, se permettete siamo arrivati noi, abbiamo giacca e cravatta, siamo dei manager, li sappiamo far tenere in ordine i conti, perché abbiamo interesse al profitto, e quindi automaticamente, se noi gestiamo bene l’acqua, traiamo profitto, e quindi dateci la gestione a noi”. E’ un punto debole, è una realtà però con la quale bisogna fare i conti, se no prendiamo in giro noi stessi. Faccio l’esempio del Consorzio Idrico della Provincia di Caserta, quella è una gestione pubblica di un servizio irriguo sull’acqua potabile e sui contatori irrigui, ebbene io, a costo di essere denunciato affermo qui che ci sono ancora paesi nella provincia di Caserta che non hanno ancora i contatori dell’acqua, però quella è una gestione pubblica, una gestione pubblica fatta da amministratori pubblici, che molto spesso sono i Sindaci dei Comuni, degli stessi Comuni che sono soci e quindi sono debitori di loro stessi o sono creditori di loro stessi. E questo non è certamente un esempio, professoressa Moretta, di un corretto uso pubblico dell’acqua, se pensiamo un principio, se poi questo principio nella sua applicazione pratica trova al posto di un Pubblico razionale un Pubblico sprecone che 28 utilizza i consorzi, le autorità d’ambito per fare dei carrozzoni, come lo Statuto ultimo che c’ha presentato l’ex Presidente della Provincia che prevedeva 250 cariche dirigenziali tra operai, direttori, Cda, ebbene, io penso che arriverà molto presto una società che dirà “ ma ve la gestiamo noi l’acqua, perché a voi serve per far politica!” Ma allora manco possiamo pensare di continuare a gestire l’acqua con il metodo con cui è stata gestita, almeno nel Mezzogiorno, fino ad ora, perché questo metodo ha creato delle passività, rispetto alle quali poi è arrivato il privato. Allora noi oggi dobbiamo necessariamente ribadire che vogliamo come Comune, sostenendo questa petizione, modificare lo Statuto in tal senso, ma ci dobbiamo anche seriamente interrogazione, se poi saremo effettivamente capaci di gestirla bene, se no è un cane che si morde la coda, e questo non va bene. Se noi oggi abbiamo un consorzio idrico che già parte come soggetto gestore, parlo dell’ ATO di casa nostra, l’ATO 5, quello che è più vicino a noi, se noi facciamo in modo che l’ATO 5, che deve essere redigendo a Caserta, parte con 150 persone e poi il soggetto gestore di questo ATO 5 è un consorzio idrico che viene dentro l’ATO con 50 milioni di euro di passività con il suo CdA, con il suo Direttore, il suo direttorio, i suoi operai, i suoi dirigenti, le sue cose, allora vi renderete conto che il meccanismo non sta in piedi. Allora io dico: ribadiamo il concetto dell’uso pubblico e della sovranità pubblica dell’acqua, però interroghiamoci seriamente se sia ancora il caso di continuare a tenere in vita questi carrozzoni. Grazie ALLE ORE 19,08 RIENTRA GENTILE LORENZO. CONSIGLIERE DELL’AQUILA ANTONIO – Io non potrei diversamente che annunciare il voto favorevole del mio partito rispetto a questa petizione proposta dal medesimo Comitato, che per la verità qualche anno fa, esattamente quattro anni fa, perché ricordo la data di un Consiglio Comunale convocato durante la precedente Amministrazione Falco, io fui primo firmatario e relatore di una mozione che all’epoca impegnava l’Amministrazione Comunale di Caserta” di impegnare il Sindaco ed i suoi delegati presso l’allora sua assemblea di ATO 2 ad adoperarsi per chiedere la riconvocazione dell’Assemblea dell’ATO per l’immediata sospensione dei termini di affidamento di parte privata, per il ritiro della delibera n. 7 del 23 novembre 2004 e relativi atti consequenziali, e per la definizione infine di una gestione in house, cioè sotto il controllo pubblico del sistema idrico”. Per altro, tra gli altri impegni si sottolineava quello di “promuovere, proteggere e utilizzare l’acqua come bene comune mantenendo sotto controllo pubblico la gestione del servizio idrico intergrato; ad aprire una discussione informando la cittadinanza sulle modalità di gestione dei servizi pubblici, e a respingere, infine, con decisione ogni tentativo di privatizzazione del servizio idrico integrato”. Questa fu una mozione che il sottoscritto presentò nella precedente 29 consiliatura, come risultanza di un movimento che si era affermato nei mesi e negli anni precedenti, attorno al tema della necessità di una gestione pubblica del bene acqua, ed attorno all’affermazione dello stesso bene come bene comune. Quindi è evidente che trattasi di una battaglia politica che c’appartiene e che noi abbiamo sostenuto anche attivamente dentro i vari comitati che regionalmente, ma razionalmente, ricordo anche le battaglie di Padre Alex Zanotelli su questa vicenda, rispetto a questo noi abbiamo investito, perché siamo persuasi del fatto che la costruzione di un nuovo modello di sviluppo parte attraverso la salvaguardia di quelli che sono livelli minimi che vanno garantiti universalmente, e su cui il Pubblico, e conseguentemente la politica, perché è evidente questo meccanismo, mantieni la gestione di questo bene. Per altro devo anche riconoscere non solo la sensibilità di questo Consiglio Comunale, del Consiglio Comunale di Caserta, adesso ci troviamo su fronti diversi prima a governare era un’Amministrazione di centro-destra con un’opposizione di centrosinistra e con Rifondazione Comunista, io raccolsi attorno a questa mozione, lo ricorderanno anche i Comitati, ricordo la quasi unanimità, a testimonianza di una sensibilità spiccata su questa vicenda. Così come devo riconoscere a Marco Cerreto, rileggevo il verbale del suo precedente intervento, che indipendentemente dalle sue posizioni politiche, anche di partito, molte volte, su questa questione mantiene un profilo di autonomia critica rispetto alla necessità della gestione pubblica, che poi concretamente negli atti ed anche nelle iniziative di legge che mette in campo il centro-destra nazionalmente parlando, non sempre vanno nella stessa direzione. Ma dicasi parimenti dello schieramento politico, nazionalmente parlando, al quale fino a qualche anno fa noi concorrevamo a partecipare, pur esprimendo alle altre sensibilità del centrosinistra un dissenso rispetto ad alcune scelte che andavano in direzione opposta a quella dell’affermazione del carattere e della gestione pubblica dei servizi. Io penso che oggi siamo nelle condizioni per ripetere quel voto, dando anche eventualmente forza rispetto a questa battaglia, ed io penso che oggi facciamo un passa in avanti, perché ove mai trovi accoglimento, e non posso dubitare del contrario, atteso che i protagonisti della precedente consiliatura, sono, quasi tutti, i protagonisti di questo Consiglio Comunale, di questo Civico Consesso, io penso che sia importante una cosa a cui all’epoca, devo confessare, non pensammo in fase di redazione e di rielaborazione dello Statuto, affermare invece questo principio come principio informatore della Carta fondamentale della nostra città, perché tale è di fatto lo Statuto dell’Ente Comune. Quindi io intervengo per riconfermare, testimoniare il voto favorevole rispetto a questa petizione, mi impegno come Capigruppo della maggioranza a sostenere insieme agli altri, insieme alla Presidenza del Consiglio, insieme al contributo eventuale degli organi tecnici dell’Amministrazione, il Segretario Comunale tra tutti, e con la I Commissione Consiliare 30 che è la Commissione competente in materia di Statuto e Regolamenti, a portare sollecitamente in un prossimo Consiglio Comunale la nuova proposta di Statuto, recependo le indicazioni che sono emerse dalla discussione di questa sera, che per la verità erano state introdotte è preannunciate da una discussione di 4 anni fa; ma penso che si potrebbe fare anche di più, sarebbe importante anche sui livelli superiori cercare di testimoniare la coerenza delle posizioni, per cui se un’ Amministrazione, un Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta a svolgere una battaglia nelle sedi competenti a cui i semplici Consiglieri non hanno accesso, perché il loro accesso è negato dalla Legge e dal nostro Ordinamento, ma alle quali, e ai i quali livelli partecipano i Sindaci delle nostre città, siamo impegnati coerentemente a sostenere quello che il Consiglio Comunale sovrano, come organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo, imputa loro in termini decisionali ed in termini di attività e di indirizzo politico-amministrativo. Penso che potremmo riprendere come iniziativa dell’Amministrazione Comunale di Caserta uno degli impegni che noi tutti abbiamo condiviso, votando all’epoca quel documento, quell’ordine del giorno che si pronunciava contro ogni ipotesi di privatizzazione dell’ acqua, quello cioè di aprire una discussione informando la cittadinanza sulle modalità di gestione dei servizi idrici, perché penso che le intelligenze, quella parte di cittadinanza attiva, questa parte di Consiglio Comunale, e fondamentalmente la politica, debba essere in grado di mettere in campo un intervento che arrivi a tutta la città, che arrivi nelle scuole, che sia in grado di formare le giovani generazioni alla cultura della pubblicità dei servizi, e tra questi quello del bene fondamentale, che è appunto quello dell’ acqua. Io penso che noi dovremmo impegnarci, faccio voti in questa direzione, e riprendendo questo vecchio impegno disatteso, probabilmente le circostanze legate al termine di quell’esperienza amministrativa, alla campagna elettorale dopo, c’ha in qualche modo allontanato da questa necessità e da questo impegno, che il Consiglio Comunale formulava all’Esecutivo, per promuovere una discussione a partire dalla modifica dell’art.59 del nostro Statuto, a promuovere nelle scuole, nelle università e in tutte le forme di aggregazione della parte attiva della cittadinanza casertana della nostra comunità, una discussione che sottolinei e ribadisca, a quanto pare emerga in maniera unanime, ancora una volta, rispetto ad un tema sentito da una parte significativa della città. Vi ringrazio CONSIGLIERE PUOTI PIERPAOLO - Per chi si approccia alla politica è importantissimo questo tema e l’aver letto il caso emblematico della città di Latina, il caso di Latina é diventato un caso emblematico di come una gestione privatistica porti alle estreme conseguenze, non voglio aggiungere altro. Io faccio un plauso ai proponenti, proprio perché ritengo il tema di fondamentale importanza, avrei bisogno solo di un chiarimento di ordine tecnico, perché noi oggi votando questo documento, è il testo del documento che mi sfugge, cioè noi votiamo perché 31 proporremo ulteriormente al Consiglio Comunale la modifica dello Statuto, e quindi recepiremo in una seconda fase la proposta che c’è pervenuta dai Comitati, oppure questo voto esprime già la volontà chiara alla modifica di questo articolo, e conseguentemente sancisce il principio che stiamo portando avanti e che condividiamo tutti quanti? Questo per me è estremamente importante, perché il testo della petizione che noi andremo a votare lascia ancora una delega, cioè “ interroghiamoci e proponiamo al Consiglio Comunale di discutere”, se votassimo questo documento sostanzialmente avremmo votato un invito a ridiscutere questo argomento in Consiglio Comunale, per come io leggo il documento. Gradirei invece, che oggi fosse precisato questo aspetto e fosse portato già una istanza di modifica all’articolo del nostro Regolamento. INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Ringrazio il Consigliere Puoti perché mi dà la possibilità di offrire i risultati a cui sono addivenuto dopo aver studiato l’argomento, che ripeto, è la prima volta che capita a questo Consiglio una petizione popolare, tra l’altro una petizione popolare che chiede una modifica dello Statuto Comunale, insomma è una situazione abbastanza complessa. Voglio chiarire ai Consiglieri che noi oggi, votando ed approvando questa petizione di certo non modifichiamo lo Statuto, ma attiviamo tutta una serie di atti consequenziali che si svolgeranno nelle Commissioni competenti con la collaborazione del Segretario, che attiverà il procedimento di revisione dello Statuto che è previsto dall’art.74 dello Statuto, con un procedimento abbastanza laborioso che prevede soprattutto una maggioranza qualificata di 2/3; quindi ritornerà, Consigliere Puoti, sicuramente in Consiglio Comunale la proposta di modifica dello Statuto, che poi sarà una modifica dell’articolo 59 o l’introduzione di un nuovo articolo che specificamente riguarda questo, di certo, e spero di aver ben interpretato la sua domanda, di certo gli atti consequenziali saranno in ogni caso vincolato al rispetto, del senso che mi sembra palese di questa petizione. Sicuramente non si andrà più a ridiscutere sul diritto all’acqua, gestione pubblica o privatistica, etc., di questo non si discuterà più, si discute, secondo me, in Commissione come attuare in atti concreti, quindi nella proposta di modifica dello Statuto, lo spirito e l’indirizzo che è consacrato in questa petizione. Spero di essere stato chiaro, altrimenti cercherò di esserlo maggiormente. CONSIGLIERE PUOTI PIERPAOLO – Presidente, Lei è stato chiarissimo, quindi il mio dubbio si è dimostrato concreto, io francamente avrei spinto ulteriormente questa proposta, con un emendamento ad oc, che portava già alla modifica dell’articolo del nostro Regolamento, io naturalmente vado avanti per logica, se la procedura amministrativa cozza con la mia logica non posso che chinare il capo, ma per logica io avrei spinto ulteriormente questo documento, avrei già portato la modifica, perché credo che in quest’aula, la maggioranza qualificata, ma credo che forse 32 la maggioranza unanime di questo Consiglio, avrebbe apportato già questa modifica regolamentare. Grazie INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Mi scusino i Consiglieri se mi dilungo un attimo su questo tema. Consigliere Puoti non è che non vogliamo modificare direttamente lo Statuto, io dichiaro in questo momento, pur essendo il Presidente di tutti, ma dichiaro che sono appassionato al tema e favorevole all’accoglimento, quindi più di me avrebbe potuto fare subito, forzare i tempi. Ma io ho qui la delibera del Consiglio Provinciale di Gorizia, che è una delle tante che poi dopo nelle more si sono succedute, qui avevamo a monte una proposta della Giunta, quindi bene articolata, eppure il Consiglio Provinciale ha fatto quello che faremo noi oggi, cioè approvando questa delibera diamo l’avvio al procedimento di revisione dello Statuto, che è un procedimento che richiede una maggiore attenzione. CONSIGLIERE CERRETO MARCO Ad adiuvandum a quanto diceva il Presidente, io penso che noi come Consiglio Comunale votiamo un atto di indirizzo, quest’atto di indirizzo, ai sensi del Testo Unico, il Segretario Generale mi conforterà, è un atto vincolante. Poi, poiché nell’atto di indirizzo è contenuta una proposta di modifica dello Statuto, essa deve seguire la procedura che è contenuto nel Regolamento delle attività consiliari, e quindi come tale, trattandosi di procedimento aggravato in senso di accezione amministrativa del termine, deve contenere una proposta di delibera che venga o dalla Giunta o dal Presidente, o dai singoli proponenti come da Regolamento delle attività consiliari. Quindi, riassumendo, noi oggi votiamo un atto di indirizzo, poi dopo saremo noi di concerto con le associazioni, proporremo una proposta di delibera per la modifica dello Statuto e la voteremo in Consiglio, che hanno bisogno dei 2/3 della maggioranza. INTERVENTO DEL PRESIDENTE – E’ previsto dall’articolo 74 dello Statuto che parla della revisione dello Statuto, è un procedimento aggravato, è compito mio, in qualità di Presidente, quindi di vostro rappresentante, di dare impulso agli atti consequenziali, e questo sarà fatto, chiaramente manderò tutti questi atti di approvazione della delibera e tutto, li manderò alla I Commissione Consiliare, che in quel caso sarà supportata anche dalla collaborazione preziosa del nuovo Segretario Generale. Quindi mi farò parte attiva nell’accelerare il più possibile questi tempi. Vi ringrazio. Se non ci sono più interventi, dichiaro chiusa alla discussione e passare alla votazione. Ritengo di aver chiarito anche il senso del sì e quindi di converso del no, quindi chi è favorevole alla petizione vota sì chi è sfavorevole vota no. Possiamo votare per alzata di mano. Chi è favorevole? Tutti favorevoli. Approvata all’unanimità dei presenti la petizione popolare. 33 PUNTO N. 4 ALL’ORDINE DEL GIORNO: “ MOZIONE:” APERTURA DI UN CENTRO DI IDENTIFICAZIONE PERSONALE NEL TERRITORIO COMUNALE”. INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Relatore è il Consigliere Barbieri. CONSIGLIERE BARBIERI ALESSANDRO Eviterò di leggere la mozione che è abbastanza lunga, ed è una mozione che in questo momento viene presentata in diversi Consigli Comunali. In realtà questa mozione partiva da un episodio specifico, cioè la richiesta da parte del Governo dell’apertura di nuovi centri di identificazione e di espulsione, che tanto hanno fatto parlare negli ultimi mesi. La vicenda di per se ha avuto altri momenti importanti nel corso degli ultimi mesi, soprattutto negli scontri istituzionali di rilevanza internazionale con altre nazioni, vedi l’esempio con Malta. Il problema è che in questa mozione, che ormai circola in tutta Italia e che fa riferimento anche ad un vecchio pronunciamento del Consiglio Comunale, un ordine del giorno del Consigliere Dell’Aquila contro la costituzione dei vecchi CTP nel territori comunali; dopo un preambolo che fa ricomprendere un po’ quello che è il concetto di immigrazione e di sfruttamento contro l’immigrazione e le dichiarazioni di esponenti di carattere internazionale sia dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite, sia di esponenti che si occupano dell’applicazione del Diritto Internazionale, in realtà questa mozione fa sì che, e qui mi permetto di leggere la parte finale: ” Si chiede al Consiglio Comunale di esprimere tramite votazione, evidenziare ed affermare la contrarietà alla realizzazione di un centro di identificazione o di espulsione o strutture similari sul territorio comunale, poiché ritenute lesive della dignità umana e della Costituzione Italiana, ed inidonee ad affrontare in termini civili e non emergenziale la problematica e la profonda iniquità di un sistema economico finanziario mondale che annienta intere popolazioni con fame e guerre, generando di riflesso immigranti, rifugiati e richiedenti asilo. Impegnare l’Amministrazione ad intervenire presso il Presidente della Provincia di Caserta” ovviamente adesso il Commissario- “ e della Regione Campania, per richiedere che adottino provvedimenti che dichiarano l’indisponibilità alla presenza sui loro e nostri territori di centri di identificazione ed espulsione o strutture similari, perché si impegnino a promuovere, favorire e sostenere sul territorio provinciale e regionale, progetti di iniziative finalizzate alla conoscenza, al rispetto e alla convivenza tra le diverse culture e religioni, dei soggetti portori di esse. Affinché la Regione Campania si attivi per l’adozione di una normativa regionale sulla immigrazione e sulla cooperazione decentrata allo sviluppo, finalizzata all’accoglienza, all’integrazione nel tessuto sociale e produttivo di emigranti, nonché allo sviluppo dei loro paesi di provenienze”. Il tutto tenendo conto, Presidente, che questa nostra nazione, negli ultimi due secoli è stata una delle nazioni che ha dato più 34 atto di quella che è la politica dell’immigrazione, quindi essendo stata una nazione di soggetti immigranti verso le Americhe o verso l’Australia, sarebbe opportuno che noi ricordando la nostra storia, non rifacessimo ricadere su gli immigranti di adesso e di oggi, quelle che sono state le colpe, e soprattutto i pesi e le responsabilità che i nostri concittadini hanno dovuto subire nel momento in cui hanno, viceversa, abbandonato l’Italia per altre Nazioni. INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Grazie Consigliere Barbieri. Apriamo la discussione, ci sono interventi? Prego, Consigliere Dell’Aquila. CONSIGLIERE DELL’AQUILA ANTONIO – Io ho sottoscritto la mozione del Consigliere Barbieri convintamene, l’ho sottoscritta e ne sostengo l’approvazione in questo Consiglio Comunale. Penso che noi stiamo assistendo ad un attacco poco civile in questo paese nei confronti di centinaia di migliaia di disperati che giungono sulle coste del nostro paese, delle nostro come di altri paesi, paesi nei quali è garantita quanto meno l’opportunità ad una vita civile e dignitosa, e la qual cosa è evidentemente preclusa nei paesi di origine, martoriati da decenni di occupazioni militari, di guerre, di carestie e di ogni sorta di calamità. Io penso che faccia poco onore al nostro paese anche l’azione promossa dal Governo Italiano di respingimento di cittadini che provengono da queste realtà ai confini del nostro territorio costiero e del territorio nazionale. Penso che questo contraddica la necessità ad una comunità ed una civiltà dell’accoglienza, ad una cultura dell’accoglienza che è necessaria in un paese in cui ci sono opportunità per una vita dignitosa, condizioni che ripeto e ribadiscono, non sono nei paesi di provenienza di questi immigrati. Io sono stato ripetutamente coinvolto nelle battaglie che riguardavano l’ immigrazione in questo paese, ho ripetutamente sollecitato il Consiglio Comunale con una serie di pronunciamenti sul tema dell’immigrazione e della cultura dell’accoglienza e dell’ospitalità e dell’integrazione. E devo dire, questo Consiglio Comunale, anche qui, molte volte inaspettatamente rispetto alle proposte di legge che nel frattempo maturavano e agli atti concreti che segnavano e segnano ancora la vita di centinaia di migliaia di persone, e su questo io ho raccolto al sensibilità, se non di tutto il Consiglio Comunale, almeno di una sua parte importante e significativa. Ricordo proprio a questo proposito l’approvazione da parte del Consiglio Comunale a maggioranza, di un ordine del giorno da me presentato, io ero primo firmatario di questo ordine del giorno, che impegnava l’Amministrazione a dichiarare la città di Caserta città contro l’istituzione di centri di permanenza temporanea all’interno del proprio territorio. E questa mozione, non senza, anche aspre polemiche, perché nel frattempo maturavano dentro allo schieramento che allora governava la città, passò con il contributo importante di settori significativi del Consiglio 35 Comunale. Io penso che l’ordine del giorno presentato dal Consigliere Barbieri sia profondamente pertinente, e per altro, oggi più che mai, e oggi più di allora è giusto sostenere tale rivendicazione in questo Consiglio Comunale, e ribadire una presa di posizione nei confronti dell’Istituzione di questi campi che all’epoca, ma anche oggi, definimmo campi lagher per le condizioni disumane nelle quali venivano trattenuti immigrati di ogni origine e nazionalità. E ricordo a questo proposito una spedita inchiesta dell’Espresso, oltre che di una serie di televisioni che denunciavano le condizioni di profonda inumanità nelle quali versavano queste vere e proprie carceri, queste vere e proprie celle di detenzione per gli extra comunitari. Penso che il Consigliere Barbieri abbia sottolineato, sempre pertinentemente, ricordando a questo paese, su un tema, per il quale oggi la maggioranza dei cittadini italiani guarda con più simpatia alle proposte e alle prese di posizioni di partiti con una matrice anche razzista, come quella dichiaratamente a cui si informa e si inspira la proposta politica della Lega, per esempio, ebbene, su questa cosa ricordare che questo paese e soprattutto questo Mezzogiorno, ed anche questa terra e probabilmente i nostri padri, i nostri predecessori, le generazioni che hanno costruito il nostro avvenire, sono stati coinvolti massicciamente dal fenomeno dell’ immigrazione; ed allora come oggi, scappavano da terre nelle quali l’opportunità di una vita dignitosa era preclusa, ed andavano lì dove queste opportunità potevano essere loro riconosciute, esportando cultura, esportando ricchezza per i paesi che li accoglievano, subendo tuttavia anche forme profonde di ingiustizia, che per altro ribadiscono e testimoniano diversi testi e la ricostruzione e la memoria storica di questo paese, di tanti cittadini italiani costretti ad emigrare in altri paesi, in condizioni di accoglienza pessime, ed in condizioni in cui il razzismo provocava grandi drammi e gravi disuguaglianze. Allora un paese che ha esportato tanti suoi concittadini, ricordarci, come ha fatto bene il Consigliere Barbieri, che essendo noi uno dei paesi più industrializzati al mondo, un paese nel quale le opportunità di 50 anni fa erano precluse, oggi ci sono e possono essere garantite diffusamente, perché nel frattempo in questo paese è cresciuta e maturata, oltre che una coscienza, anche una vera e propria svolta dal punto di vista economico, in termini di miglioramento diffuso delle condizioni di vita. Allora questo paese, e la memoria storica di questo paese, deve interrogarsi su quello che in questi giorni sta accadendo, in termini critici, problematici, di denuncia, verso i tentativi di respingimento che sulle coste stanno subendo questi sfortunati, e promuovere invece una cultura diversa sull’ esempio di altre regioni, sull’esempio di altri paesi dell’Europa, che anziché mettere muri tra se e chi è diverso da se, hanno invece aperto le porte di casa propria, ed investito soldi, ed investito tanto, per una vera e propria cultura dell’accoglienza. Io quindi mi congedo così da questo mio intervento, ringraziando il Consigliere Barbieri di aver riproposto all’attenzione del Consiglio Comunale un tema così importante, che penso sia in 36 assoluta coerenza con quanto già stabilito con quella mozione, ed in un momento in cui, purtroppo, siamo costretti a registrare atti di intolleranza insopportabili per la civiltà che, nel frattempo, faticosamente in tanti anni abbiamo costruito. Grazie CONSIGLIERE GAROFALO NICOLA - Volevo fare una premessa al Consigliere Barbieri, innanzitutto volevo dire che nell’Agenda di Governo questo centro a Caserta non c’è; poi un’altra considerazione che volevo fare è questa: perché gli extra comunitari non devono essere identificati nella nostra città? Se io vengo identificato con un documento di identità: chi sono, chi non sono e dove abito, perché un extra comunitario non deve essere identificato? Io ricordo che negli anni ’30 e ’40, quando i nostri genitori, i nostri antenati sono andati in America, prima di sbarcare venivano identificati, perché in Italia non deve succedere una cosa del genere? Noi abbiamo gente ai semafori, ed io sono il primo che do qualche cosa per farli vivere, ma non so chi è quella gente, che cosa fa, se spaccia droga, se è brava gente, se è cattiva gente! Cioè, non sappiamo chi sono! Noi abbiamo a che fare con gente che viene dall’Africa senza saperne niente e che vengono qua a farci dei danni! Vedi tante rapine che succedono nelle nostre abitazioni. Allora io dico che dobbiamo aprire a questa gente, ma dobbiamo sapere di questa che arriva in Italia: nome, cognome e paternità, altrimenti noi ci ritroveremo fra 10 anni con una popolazione che sulla carta è di 50 milioni di abitanti, poi in realtà in Italia ne abbiamo 80 milioni! E’ solo questa la cosa, non è che io sono contrario all’accesso degli extra comunitari nel nostro territorio. CONSIGLIERE SPIRITO ANIELLO - Condividevo la parte proposta del Consigliere Barbieri per la parte di non avere un centro di questo tipo in città, anche se, come diceva il Consigliere Garofalo, non mi sembra che sia nell’Agenda del Governo, né risulta da nessuna parte l’intenzione di aprire un centro di prima accoglienza in città. Non condivido però le osservazioni sulla politica in generale sull’ immigrazione votata da questo Governo, io penso che un paese senza regole è un paese che diventa non più presentabile, che fa più brutta figura di un paese che ha delle regole certe, del resto poi, se noi andiamo nei paesi di molti di questi signori anche noi dobbiamo soggiacere alle loro regole, faccio un esempio: penso che sia difficile trovare una chiesa cattolica in un paese islamico, perché è vero che non c’è mota immigrazione, ma è possibile che ci siano 100 cattolici che si trovano in questi per motivi di lavori e non possono professare la loro religione. Allora il problema è questo, ogni persona che arriva in uno stato, se ci vuole stare deve stare alle regole di quello stato, avere delle regole certe non significa essere intollerante, intollerante è chi ne fa una questione pregiudiziale, noi abbiamo vissuto dei periodi in cui, ed ancora oggi il problema non è risolto, ed io sarei contento se il problema fosse stato risolto e che questi respingimenti ci fossero davvero, ma qui il problema non è risolto, cioè ancora 37 questo Governo non è riuscito a risolvere il problema dell’immigrazione. Arrivano sempre di più persone nel nostro paese, così come diceva il Consigliere Garofalo, non identificate, non sappiamo da dove vengono, che cosa facevano prima, ma di qualunque nazionalità. Io penso che invece il Governo debba fare di più per la politica dell’immigrazione, noi nella nostra città, ma come penso in tutte le altre città d’Italia, ci sono tantissime badanti grazie alle quali i nostri anziani possono essere assistiti, perché ormai gli italiani non fanno più questo tipo di attività, oppure penso alle coltivazioni, ai campi coltivati dagli extra comunitari nella provincia di Caserta, ed è grazie al loro lavoro che si può ottenere un certo risultato. Ma da qui a dire che è una politica intollerante, estremista, io invece penso che fa bene il Governo ad adottare delle regole certe, a disciplinare il flusso migratorio, a fare in modo che le persone che arrivino soggiacciano alle nostre regole, ma penso che sia giusto ciò, perché se un cittadino italiano è sottoposto a determinate regole e vive nel suo paese, anche uno straniero che viene qua, a maggio ragione deve sottostare alle nostre regole, altrimenti se ne torna al sua paese se non vuole sottostare alle regole dello Stato Italiano. Quindi io se condivido da una parte l’ordine del giorno del Consigliere Barbieri, perché non vedo a Caserta, Caserta città turistica etc.etc., ma proprio per come è configurata Caserta, un posto dove poter realizzare un centro di tale portata; però devo anche dire che non sono per niente d’accordo sul risvolto governativo e sulla politica dell’ immigrazione, e le parole del Consigliere Dell’Aquila, e del resto devo dire che il Consigliere Barbieri ha fatto questo ordine del giorno sull’ onda dell’emotività, cioè quando da notizia giornalistica era uscita questa notizia, notizia poi smentita da autorevoli membri del Governo che si trovano in questa città, perché qui ci sono state dichiarazioni ufficiali di un Sottosegretario che abita a Caserta, che ha detto non c’è da nessuna parte nell’Agenda del Governo una cosa del genere! Quindi io all’amico Alessandro Barbieri, che ringrazio per la solerzia che avuto nel presentare questa mozione, ma io consiglio addirittura di ritirarla, perché è diventata quasi anacronistica, non ha alcun senso una mozione in tal senso. Poi per riguarda la politica governativa dello Stato Italiano per il problema dell’ immigrazione, io sono, devo esserlo per forza, per motivi di ideologia politica differente nei confronti del Consigliere Dell’Aquila, d’accordo, anzi spero che oltre ai proclami, perché per adesso stiamo assistendo a molti proclami, molte battage giornalistiche, ma nel concreto non è cambiato proprio niente rispetto alla politica dei Governi scorsi, si deve invece incominciare a passare dai proclami ai fatti e bisogna fare una politica seria dell’ immigrazione, per fare in modo che questa nazione sia presentabile agli occhi degli stati stranieri. Grazie. 38 CONSIGLIERE GRECO GIUSEPPE - Certamente l’argomento introdotto dalla mozione del Consigliere Barbieri induce ad una riflessione molto approfondita e debba essere, a mio giudizio, scevra da condizionamenti ideologici di parte, perché affrontiamo una tematica delicata. Una tematica rispetto alla quale, credo, nel passato e forse, sicuramente, anche oggi, i Governi che mano a mano hanno approcciato alla soluzione di questo problema, hanno trovato tantissime difficoltà a potervi rimediare. Qui non si pone un problema di voler discriminale, non si pone un problema di voler negare pari opportunità a coloro che miserabilmente vivono in una condizione di povertà e che sono spinti per ragioni di sopravivenza ad allontanarsi dal loro pese d’origine, con tante sofferenze, per potersi inventare una nuova vita, ahimè, speriamo che questo termine possa essere effettivamente tale, una nuova vita degna di questo nome in un altro paese. E in un altro paese come l’Italia, dove questo, nella particolare situazione anche economica, ma anche di coesione sociale che il paese vive, non sempre è facile che avvenga. Ma il problema resta tutto lì, non mi sembra che si possa avere un atteggiamento eccessivamente conciliante rispetto a questo tipo di problematica, non mi sembra che la soluzione sia quella di, che comunque chiunque possa e voglia entrare attraverso strumenti vari nel nostro paese lo possa fare. E quando dico strumenti vari, dobbiamo evidentemente fare dei distinguo ben precisi. Sappiamo come arrivano orde di persone che sono spinte da motivazioni che possono essere di base le stesse, ma che poi in effetti sono alla mercè di una serie di fatti che intorno a questo tipo di problema si può venire a determinare, una volta che queste persone hanno avviato nel loro interno, nel moro intimo, nella loro mente, il cosiddetto “viaggio della speranza”. E sappiamo benissimo come molti di questi viaggi siano nelle mani di chi costruisce artatamente un commercio di esseri umani, perché di questo si tratta, e di questo occorre che noi come società evoluta, come società civile ce ne facciamo carico, per far sì che questo tipo di attività criminale, perché di attività criminale in molti casi si tratta quando c’è qualcuno che è pronto ad approfittare di queste persone, possano appunto queste attività criminali, essere messe al bando. Allora che cosa significa? Significa che i respingimenti di cui in questi giorni, in particolar modo si sta parlando anche in relazione a quella che è l’attività legislativa che il Parlamento sta portando avanti, noi in questo caso li dobbiamo vedere, io mi auguro che si possano vedere, che siano tesi esclusivamente a debellare, a scoraggiare situazioni approfittamento di queste persone. Poi è ovvio, e va da se, che molti di noi, almeno io personalmente l’ho avuto un padre emigrante, quindi va da se che non c’è nell’animo, credo, almeno di questo Consiglio Comunale, in nessuno di noi, di voler creare a priori delle discriminazioni. Va da se che quando c’è la possibilità di tendere una mano a persone che sono obiettivamente, oggettivamente, così sfortunate, lo si debba fare con tutti i mezzi possibili. Ma con tutti i mezzi possibili significa, appunto, che essi possano avere anche qui da noi una 39 vita dignitosa, vita dignitosa che deve passare attraverso una organizzazione del sistema, e se mi permettete, forse, anche prima ancora, di una migliore organizzazione di quello che oggi è il nostro sistema sociale, di quello che sono gli aspetti di coesione nel sociale in generale. Quindi i centri di identificazione possono essere, credo io, una cosa che serve come iter procedurale, per poter in qualche modo mettere all’anagrafe del nostro paese coloro che entrano in Italia, che vi entrano attraverso passaggi che possono essere variegati, chi per un motivo chi per un altro, chi è soggiogato da certi poteri, chi riesce ad esserne al di fuori, ma credo che questo tipo di operazione, almeno per il momento, a meno che non ci si inventi sistemi più efficaci, e di cui posso dire fra qualche istante, credo che oggettivamente non si possa fare a meno. Sistemi più efficaci: il problema dell’immigrazione non è un problema italiano, non può essere trattato come un problema solamente italiano, e non può essere trattato come un problema rispetto al quale le parti politiche italiane si dividono in fazioni, in Guelfi e Ghibellini; è un problema che va oltre il nostro paese, che va ben oltre i confini della nostra nazione, e che deve investire la Comunità Internazionale tutta. Lo sforzo dei Governi, al di là di quello che può essere nel breve periodo l’ attività di legislazione che si sta mettendo in atto, che potrà sortire effetti, ma che potrebbe, come è stato detto, e che a quanto sembra nulla sta sortendo, potrebbe essere semplicemente un momento di transizione, per tendere a soluzioni che devono essere più globali, perché globalizzazione vuol dire, non solo inclusione economica, ma vuol dire anche globalizzazione di tutte le popolazioni del mondo. Quindi lungi da noi pensare che si possano avere atteggiamenti discriminatori. Allora credo che al di là del fatto che questo provvedimento, che è stato avanzato dal Consigliere Barbieri, laddove si dice “pensiamo che Caserta non debba avere un simile centro”, evidentemente per inclusione potremmo dire “che tutta l’Italia da domani possa deliberare che non ci debbano essere simili centri”, ma se non ci debbono essere “un simile centro”in tutte le parti del nostro paese, come noi pensiamo di potere regolare questi flussi? E che nel frattempo si possa arrivare ad affrontare il problema più seriamente, coinvolgendo quelli che sono i sistemi sopranazionali, evidentemente l’ONU, evidentemente la Comunità Europea, evidentemente coloro che sono istituzionalmente deputati ad affrontare simili problemi. Allora io dire, evitiamo per il momento di stare qui a fare retorica, perché altrimenti sarebbe facile dire: oggi è giusto affrontarlo in questo modo – è sbagliato affrontarlo in questo modo! E’ un problema serio rispetto al quale non abbiamo argini in questo momento e sicuramente, anche il provvedimento che ci si accinge a varare al Parlamento della Nazione, sicuramente, ritengo io, per come e congeniato non risolverà il problema, forse qualche problema potrà anche acuirsi. Però questo non significa che dobbiamo avere un atteggiamento remissivo, significa che mi aspetto, ci aspetteremo tutti quanti, perché 40 noi nel nostro piccolo possiamo fare ben poco, ma tutti insieme possiamo rendere una idea sul problema, ci aspetteremmo che chi è deputato a farlo per noi, possa avere, da questo punto di vista, un atteggiamento un po’ più aperto, meno fazioso, meno di parte, e che soprattutto si possa lavorare oltre quelle che sono le possibilità ed i confini della nostra nazione, per coinvolgere la Comunità Internazionale su questa vicenda; forse, solamente allora, potremo dire di essere in grado di pensare e di riuscire ad affrontare in maniera sistematica, una questione che altrimenti ci vedrà e ci vedrebbe, comunque e sempre divisi, ma comunque e sempre nelle stesse medesime situazioni, con viaggi della speranza che ogni giorno si verificano, ogni giorno si risolvono nel perpetrare abusi ai danni dei cittadini più sfortunati, e quindi probabilmente nulla da questo punto riusciremmo a sortire. Infine, centri di identificazione e centri di espulsione, al di là del fatto che credo che nessuno lo vorrebbe sul proprio Comune, e mi sembra che sia stato chiaro che non ci sono possibilità, almeno per il momento, non è in preventivo, auguriamoci che non lo sia mai, che questi centri possano essere realizzati sul nostro territorio, ma auguriamoci che in Italia ce ne possano essere quanti meno possibili, questo sarebbe indice di un problema che viene a soluzione, che viene messo finalmente a regime. Espulsione – ma va da se che il centri di espulsioni non siano autorizzati ad espellere chi viene in Italia, chiede un diritto d’asilo ed abbia i requisiti per poterlo chiedere. Credo che piuttosto, io non sono personalmente nella stanza dei bottoni, ma mi sembra, da quello che leggo sui giornali, da quello che sento dire, che l’espulsione è diretta esclusivamente diretta a quei casi di incompatibilità evidente con quello che è il sistema della giurisprudenza, con quella che è la legge vigente sul nostro territorio nazionale. Così come mi sembra di capire, e da quelli che sono i dati che sono resi ufficiali da questo Governo, nei primi 4 mesi di quest’anno, nel 2009 le espulsioni non arrivano ad essere nemmeno il 5% di quelli che vengono identificati come entrati in Italia, quindi tutto questo allarmismo mi sembra mal riposto, però non vorrei che rispetto a questo problema, qualora noi volessimo sostenere le tesi opposte, si potrebbe far apparire il nostro paese, come il paese dove tutti quanti possono venire e liberamente circolare, senza sottostare a quelle che sono le nostre leggi e, se mi permettete la nostra cultura, e vorrei aggiungere anche la nostra religione. Voglio chiudere questo mio pensiero semplicemente dicendo questo: chi di voi è stata in Terra Santa e qual è il percorso di umiliazione che noi Cristiani dobbiamo subire nel caso in cui ci rechiamo in quelle terre, e mi sembra che quel credo possa appartenere a tutti i popoli del mondo, senza distinzione alcuna, che poi uno voglia professare una religione, anziché un’ altra, rientra nella libertà assoluta di tutti quanti. Però questo ci deve far riflettere, ma non nella misura in cui noi dobbiamo vendicare, per carità, lungi da me quel tipo di atteggiamento, quel tipo di comportamento, ma perché dobbiamo sapere che quel 41 tipo di comportamento non si abbia nei nostri confronti, c’è bisogno che la siano istituite delle regole, come qua credo che debbano essere istituite delle regole per il rispetto reciproco di tutti quanti i popoli. Grazie. ALLE ORE 20,15 ENTRA CATERINO EMILIO CONSIGLIERE CERRETO MARCO Faccio una premessa, e sarò molto breve, io veramente stimo le persone che hanno presentato questo ordine del giorno, e le stimo talmente sinceramente che ritengo che essi siano state, come me del resto, forviate da notizie senza alcun fondamento politico rispetto all’eventuale, ipotetica, paventata apertura di questo centro, notizia per altro smentita, non solo dal Sottosegretario casertano, ma anche dal Sottosegretario agli Interni con delega Alfredo Mantovano, che in una sua recente visita al Comune di Casaluce disse che assolutamente non era nell’Agenda del Governo l’apertura di questo centro di identificazione. Per cui, poiché c’è una profonda stima, non solo nei confronti delle persone che l’hanno proposta, ma anche una profonda attenzione da parte mia sul tema, io ritengo ed invito il Consigliere e Collega Barbieri a ritirarlo quell’ordine del giorno, ritirarlo perché come m’hanno insegnato, è un ordine del giorno irricevibile, in quanto nel suo oggetto vi una richiesta rispetto alla quale non c’è avanzata nessuna candidatura, per cui il Consigliere Barbieri e gli altri proponenti chiedono che non venga fatta una cosa che nessuno ha proposto di fare, per cui è un principio per il quale io potrei fare un ordine del giorno, ad esempio, sul fatto che io non voglio a Caserta l’istituzione di un circo equestre, quando non c’è nessuno che l’ha proposta. Quindi su questo chiedo al Consigliere Barbieri di ritirare l’ordine del giorno e magari di proporre un ordine del giorno che possa essere attuale e che possa favorire una discussione sul tema, che va fatta, che va fatta, per carità! Premesso che io sono contrario ai centri di identificazione temporanei e permanenti, perché non mi piace né la parola né il meccanismo né la dinamica, non ho una soluzione migliore, non ho la bacchetta magica, non saprei se fossi effettivamente il Ministro degli Interni, caro Consigliere Dell’Aquila, al di là di tutte le belle parole che ha detto e che condivido con le dovute differenze, perché i nostri avi che si recavano negli Stati Uniti, altro che se venivano identificati, addirittura prima della partenza, caro Consigliere Dell’Aquila, cosa che non mi pare avvenga, purtroppo, ahimè, oggi. Detto questo comunque io non mi attardo, perché chi è che è contrario alle politiche dell’integrazione, alle politiche dell’accoglienza, ci mancherebbe altro! Io non penso Consigliere Dell’Aquila che tu come me, desideri vivere in città dove, pur di farci stare gli immigrati ci facciamo stare chi delinque, chi non sappiamo dove abita, oppure chi sappiamo dove abita ed abita in condizioni disumane, chi è in Italia, e siamo felici che ci sta, ma vende i fazzolettini; io non penso che a te faccia piacere questo tipo di immigrazione e non fa piacere nemmeno a me! Per cui 42 penso che ci dobbiamo confrontare su che tipo di politica effettivamente dobbiamo fare, per far sì che queste persone che vengano, come diceva giustamente il collega che m’ha preceduto, possano essere sostenute in un modello di vita sostenibile e non disumano, come spesso accade. Nella Bossi-Fini è contenuto questo, è contenuto il principio, la normativa e la disciplina sul centro di identificazione a me non piace, ma mi piace tantissimo il principio per cui se un italiano affitta un immobile, un tugurio a 12 immigrati clandestini, gli venga requisito e confiscato l’appartamento; penso che è una cosa buona! Consigliere Dell’Aquila lei sa che l’obbligo di denuncia dei medici non è prevista nella Bossi-Fini e sai già come la penso su questo, perché io sono a favore della tolleranza, non fosse altro che sono un libero professionista e come io non mi rifiuterei di difendere un immigrato, che per altro lo faccio, figuriamoci se potrei spronare un medico a denunciare un clandestino. Ma il problema sta a monte! Quando nell’ ordine del giorno vi è un richiamo che giustamente, a mio avviso anche strumentalmente, fa il proponente dell’ ordine del giorno sulla cultura dell’accoglienza, vorrei ricordare che le politiche dell’accoglienza sono quelle sì, legislazione concorrente, e vogliamo parlare delle politiche dell’accoglienza che ha fatto la Regione Campania? Vogliamo parlare dei corsi di formazione organizzati da qualche organizzazione sindacale che ancora oggi vedono processi penali, perché hanno fatto arrivare immigrati con la scusa di farli studiare 300 ore, e poi li hanno mandati nelle cooperative senza neanche fargli il libretto di lavoro e sanitario, per raccogliere i pomodori per qualche caporale di questa provincia? Vogliamo parlare degli immigrati che oggi vivono nei sobborghi di Napoli e sono la manovalanza della camorra? E’ questa la cultura dell’accoglienza che prevede la Regione che voi governate? Allora, come vedete, sono tanti i temi sui confronti dei quali ci dovremmo scontrare. Io invito il Consigliere Barbieri, che è un fine giurista a leggersi la sentenza della Corte Costituzionale n.300 del 2005, dove la Presidentessa Ferdinanda Canti disquisisce giuridicamente su questo, e stabilisce, rispetto ad una questione dell’Emilia Romagna, di illegittimità costituzionale, proprio la possibilità, io quello sono perfettamente d’accordo, su quella parte del suo ordine del giorno, dove le Regioni concorrano con il Governo sulle politiche di accoglienza e sulle politiche di integrazione. Fu sollevata una questione di illegittimità Costituzionale e la Corte Costituzionale ha affidato la questione, ma effettivamente la Regione Emilia Romagna aveva le possibilità e gli strumenti per concorrere su quelle politiche. Non mi pare, caro Consigliere Dell’Aquila, che la Regione Campania abbia oggi le potenzialità o abbia messo sul tavolo l’ipotesi che possano essere migliori di quelle previste dalla Legge Bossi-Fini, se ci sono, fatemele conoscere, perché sarò il primo a votarle, come abbiamo votato le delibere dell’Assessore D’Amico che riguardavano dei progetti sugli immigrati e sui richiedenti asilo. Quindi su questo non troverete 43 una resistenza di carattere culturale o ideologica o preconcetta, però non possiamo neanche accettare, cari colleghi, che voi un tema così importante lo possiate strumentalizzare per fare campagna elettorale o non so che, visto che, all’interno dell’ordine del giorno vi è un pronunciamento da parte del Consiglio Comunale su una cosa che non esiste, e né potrebbe esistere, perché Caserta, e voi lo sapete bene, è già sede della Commissione di coloro che chiedono asilo politico, ma vi pare che un Governo può mettere nella stessa città una Commissione di richiedenti asilo ed un centro di immigrazione temporanea e permanente, cioè noi casertani ce ne andiamo? Assessore D’Amico questo forse non sarà incompatibile, ma il Governo non l’ha mai chiesto, il Governo non ha mai candidato Caserta, mai in nessun atto ufficiale. Quindi in questo ordine del giorno è chiesto un voto contrario su una cosa che sta solo in teste a voi! Altrimenti, portatemi delle dichiarazioni che candidano Caserta a fare il centro di identificazione degli immigrati. Sulle politiche dell’accoglienza, vi rimando la palla sulle politiche regionali, confrontiamoci con queste politiche regionali della Regione Campania da voi governata, penso che abbiano prodotto solo immigrazione clandestina, talmente tanta immigrazione clandestina, che siamo assurti agli onori della cronaca europea sull’immigrazione clandestina. Quindi facciamo insieme qualche proposta, ma andiamola a presentare in Regione Campania, perché è la Regione Campania che può attivare quelle misure di politica di accoglienza secondo quello che dice la Legge e secondo quello che ha pronunciato recentemente la Corte Costituzionale. Ecco perché io mi asterrò a votare un ordine del giorno che secondo me, e vorrei anche il conforto del Segretario Generale in quanto non enuncia principi, ma enuncia fatti che non trovano fondamento nel proprio petitum, ritengo che sia irricevibile, invito i proponenti a ritiralo, e nel caso in cui questo non avvenga, annuncio la mia astensione dalla votazione. Grazie INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Segretario, il Consigliere Cerreto le chiede se è possibile andare a votare una mozione dove non c’è una proposta di… CONSIGLIERE CERRETO MARCO – Presidente, riformulo la domanda, ne faccio una questione procedurale, cioè poiché questo è uno strumento amministrativo che si chiama mozione, all’interno della quale non vi è un’enunciazione di principio, come quella che abbiamo discusso prima, ma vi è un preciso petitum all’interno del quale si chiede che questo Consesso si esprima contro l’ipotetica apertura di un centro, che è di competenza governativa, il cui organo non ha mai candidato questa città per aprire questo centro. Quindi secondo me è irricevibile, poi è vero che in Consiglio Comunale si possono presentare mozioni su tutto, ma non ritengo che così come è stata strutturata possa essere discussa in Consiglio Comunale, in quanto che, il Sindaco 44 sa bene che non c’è mai stata una candidatura di Caserta per aprire un centro di identificazione a Caserta. Quindi di che parliamo? Diverso è, se il Consigliere Barbieri e gli altri proponenti avessero prodotto una raccomandazione, un ordine del giorno che fosse enunciativo di principi positivi che il Consiglio potesse o meno accettare, affermare e quindi pronunciare un voto, noi in questo caso voteremmo su un petitum che non ha assolutamente una sua fonte, una sua origine, un suo oggetto, perché non esiste il problema . INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Risponde il Segretario Generale. SEGRETARIO GENERALE - Consigliere Cerreto lei parlava di irricevibilità della mozione, ma sostanzialmente la mozione può essere diretta anche ad un’ipotesi o un’eventualità, non necessariamente essere diretta ad un fatto concreto e reale, probabilmente è una questione di opportunità, ma non di essere ritenuta ricevibile e irricevibile, sotto questo aspetto. INTERVENTO DEL PRESIDENTE - Riprendiamo la discussione la parola al Consigliere Gentile. CONSIGLIERE GENTILE LORENZO – Il mio intervento sarà brevissimo, volevo fare solo alcune considerazioni rispetto alla questione in generale. L’atteggiamento dei vari Governi che si sono succeduti in Italia in merito all’immigrazione, in un certo senso ha favorito la clandestinità, perché il fatto di non fare mai una legge ferrea e non prendere di petto la questione, ha dato la possibilità a chiunque di arrivare in Italia e fare quello che vogliono. Quindi questo tipo di atteggiamento ha fatto in modo che i cosiddetti flussi di ingresso che noi teniamo e che ogni anno il Ministero emana, come numero di richieste all’ estero di disponibilità, viene sempre a diminuire, mentre i clandestini aumentano in Italia. Allora che cosa si dovrebbe fare? Si dovrebbe fare il procedimento inverso, cioè le frontiere, andare a vedere quali sono le esigenze delle famiglie italiane,e vi posso garantire che qua in tutte le famiglie c’è una extra comunitario che accudisce le famiglie. Allora, noi daremmo, invertendo l’atteggiamento, quindi partendo da un fatto legale ed arrivando al flusso, quindi individuando effettivamente quante sono le unità da poter portare in Italia, noi porteremo moltissimi extra comunitari in Italia, ma li porteremmo con tutti i crismi che la legge ci consente, avremmo la possibilità anche di far fare dai paesi dai quali provengono queste persone una selezione, cioè noi descriveremo a questi paesi un profilo della persona che noi vorremmo e non ci troveremo così persone che arrivano in Italia senza documenti e non sappiamo chi sono e né da dove vengono. Oggi c’è la possibilità di fare questa cosa, però i Governi devono invertire un po’ la rotta, perché le persone che attualmente stanno in Italia e stanno a posto con i documenti, dall’Italia hanno tutte le agevolazioni possibili, l’Assessore D’Amico è stato nel mio 45 ufficio pochi giorni fa alla Provincia, per organizzare dei corsi di lingua italiana, quindi una forma anche di integrazione sociale, di integrazione delle abitudini. Però, se continua questa clandestinità in questo modo, effettivamente non va bene, non va bene a nessuno. Perché oggi succede che non c’è un modo regolare di cercare il lavorante in famiglia, oggi il lavorante si va a chiedere non nelle sedi istituzionale, ma si va a chiedere o nella Parrocchia di Puccianiello o nella Parrocchia del Buon Pastore o attraverso le associazioni, si trovano questi lavoranti e poi alla fine vengono da me perché vogliono delle informazioni in merito di come possono poi legalizzarli in Italia, non c’è la possibilità di legalizzarli perché non hanno la documentazione idonea per poterli legalizzarli. Allora io dire questo procedimento inverso: chiusura delle frontiere, fare una verifica sul territorio di quelle che sono le disponibilità e dopo di ché chiedere ai governi extra Europei un profilo dei lavoranti e chiedere le unità, e questa sarebbe la cosa migliore, daremmo lustro a quest’operazione ed avremmo risolto un po’ tutti i problemi. Lo so che è una cosa difficile, ma non impossibile, ma se ci si lavora sopra questa cosa la si può risolvere. CONSIGLIERE BARBIERI ALESSANDRO – Delle precisazioni. Innanzitutto, ricevibilità dell’ atto, ma questo lo dico, non già perché il Segretario ha specificato alcune cose, a me sembra che un Consiglio Comunale possa decidere che sul proprio territorio certi eventi non debbano mai verificarsi. Noi incontriamo diverse città nel nostro cammino dove all’ingresso troviamo non solo il nome della città, ma sotto leggiamo “ denuclearizzato” non so se se anche Caserta è denuclearizzata, però sicuramente un Consiglio Comunale si è pronunciato ed ha detto “ in questa città non ci sarà mai una centrale nucleare”, è potestà governativa, dubito che il Governo di qualsiasi estrazione di colore voglia, possa insediare nella città di Caserta una centrale nucleare. Quindi il Consiglio Comunale ha tutti i poter per poter dire “questa cosa non mi sta bene, non la voglio a prescindere”. Prima precisazione. Seconda. Ho capito di aver indotto in voi un equivoco, cioè che la mozione presentata insieme con gli altri colleghi volesse impedire l’ istituzione di un centro di identificazione ed espulsione, perché ci creava dei problemi di ordine pubblico, assolutamente non è così! Noi siamo contro questi centri di identificazione ed espulsione. Riteniamo che siano centri indegni perché non sono centri dove uno entra, e come diceva il Consigliere Garofalo, gli viene presa l’impronta, gli si fa una fotografia e gli si chiede nome e cognome, no, sono centri di detenzione, usiamo le parole per quelle che sono. Però, che viviamo in una realtà, ormai da una ventina d’anni, onirica, cioè quello che dice la televisione, o che si usano belle parole per dipingere le cose che concretamente conosciamo bene, diciamo che i centri di identificazione ed espulsione sono dei centri di detenzione, tanto è vero che si ritiene che questa persona che 46 debba essere identificata, possa permanere là dentro per ben 18 mesi. Ora, con tutto lo sforzo di immaginazione che possiamo fare, pensare che ci voglia un anno e mezzo della vita nostra per identificare una persona, mi sembra altrettanto ridicolo, rispetto al nome che si è voluto dare a questo centro. Terza precisazione. Lo spunto fu dato non perché io ed altri amici, compagni casertani abbiamo sognato, no! Perché all’epoca il Ministro diede una serie di indicazioni, per dire, così come l’affetto annuncio vuole, mi fa piacere che non c’è pubblico, così ci possiamo dire le cose con grande serenità, anche affrontando argomenti un po’ più alti, rispetto a quelle che sono le nostre cose casertane. Allora, il Ministro Marone disse una cosa molto semplice, disse io farò dei nuovi centri che devono essere in prossimità di aeroporti, noi abbiamo l’aeroporto a Napoli che è Capodichino, in strutture pubbliche già esistenti, in particolar modo in strutture militari dimesse, ebbene, facendo un po’ la radiografia del territorio, la città di Caserta è una di quelle più favorite, perché di centri militari dimessi, abbandonati ne abbiamo parecchi, addirittura qualcuno parlò delle famose casermette. Allora Consigliere Cerreto, lei ricorderà bene, che non un’Amministrazione di centro-sinistra, ma di centrodestra, quella di San Nicola la Strada, ed il suo Sindaco, iniziò letteralmente ad urlare, dicendo che le casermette è vero che sono in territorio casertano, ma sono a ridosso del centro urbano di San Nicola la Strada. Quindi non è un’invenzione politica, né ci vogliamo fare la campagna elettorale. L’occasione è stata ideale non per fare una battaglia contro una questione di ordine pubblico, ma per fare una questione di dignità e di rispetto della Costituzione. Mi dispiace che l’architetto Greco che parla di differenze di religioni etc., evidentemente l’architetto ha dimenticato che noi abbiamo una Costituzione che dice che i cittadini italiani, ma questo equivale non solo per i cittadini italiani, perché nel momento in cui applichiamo un principio a noi stessi, chiaramente lo applichiamo a tutti coloro che passano per le nostre terre, sono uguali senza nessun tipo di distinzioni, di sesso, di razza, di colore, di religione, non c’è assolutamente differenza. Quindi fare differenziazioni fra chi è di cultura mussulmana o nono, a me sembra anche questa un’altra invenzione politica. Allora incominciamo a dipanare le invenzioni, gli extra comunitari non sono neri, ce ne sono una marea che vengono dall’ est europeo, questa è un’altra finzione su cui chiudiamo gli occhi, sono solo quei poveri cristi che vengono in quelle condizioni peggiori, su quelle barche, gli extra comunitari o sono tutta quella marea di badanti che a nero e di nascosto sta nelle nostre case? Allora, come diceva Lorenzo Gentile, questo è Governo che ha fatto diverse operazioni, e i Governi che si sono succeduti hanno fatto una politica all’immigrazione veramente folle. C’è stata la famosa sanatoria del 2002, e quella serviva per fare cassa; poi dopodiché ultimamente che cosa si fa? Si chiede di applicare una legge e si creano i clandestini, questo è un Governo che crea clandestini, e li crea nel momento in cui 47 di fronte ad una regolarizzazione con 170 mila posti disponibili, riceve domande per 900 mila richieste, e stiamo parlando non di 900 mila persone che sono all’estero, sono già qua, cioè 900 mila persone vorrebbero emergere dalla situazione di clandestinità. L’emersione di queste persone comporterebbe anche delle risoluzioni non solo della dignità umana, ma anche di carattere sociale e soprattutto, potremmo dire, di carattere previdenziale, perché queste persone versano, versano i contributi con cui paghiamo le pensioni ai cittadini italiani. Ma che cosa fa il nostro Governo? Blocca i flussi migratori, da due anni sono bloccati, perché si sta incominciando a scalare la graduatoria del 2007. Nel frattempo la politica non fa quello che deve fare governare, cioè governare un fenomeno esistenze. Chi fa politica, chi si candida a fare politica deve governare un fenomeno esistente non può chiudere gli occhi ed infilare la testa sotto la sabbia come uno struzzo. Noi prima abbiamo parlato dell’acqua, a me ha fatto piacere ascoltare le parole del Consigliere Cerreto, e lo dico perché so che il Consigliere Cerreto fa parte di una cultura, che è la cultura del cosiddetto Movimento Sociale che su alcune cose non può assolutamente indietreggiare. Consigliere Cerreto, però tu fai parte dei una coalizione dove il liberismo più sfrenato, a che cosa ha portato? Ha portata ad una deregolarizzazione di tutti quanti i rapporti all’interno della società civile, ha portato alla previdenzazione di tutto, noi abbiamo il modello argentino che c’ha insegnato tantissimo, io ho partenti in Argentina, abbiamo dovuto fare una colletta mondiale per mandare i soldi all’Argentina, dall’Italia, dal Canada, dagli Stati Uniti, i nostri parenti vivevano grazie alle nostre rimesse, ma rimesse che venivano portati manualmente in Argentina. C’è stato un periodo in cui l’Argentina per aver voluto privatizzare servizi pubblici essenziali è rimasta in ginocchio, ed ha fatto una politica che assolutamente era quella più folle. Anche questa dell’immigrazione è una politica folle. Io non ho la bacchetta magica, non ho un’idea di come si possa risolvere, però fin quando ci saranno i fenomeni che provvedono che noi, non riusciamo più a trovare sul mercato del lavoro, mi correggerà il Consigliere Gentile Lorenzo se sbaglio, le badanti perché nessuna italiana vuole fare la badante, nessun italiano vuole pulire le strade, nessun italiano vuole fare i lavori sporchi; fin quando ci sarà questa politica, Consigliere Cerreto nell’ Agricoltura, noi mangiamo la mozzarella, lo sai perfettamente quello che si sta verificando in provincia di Caserta, non c’è più un allevamento dove non ci sono gli indiani, gli indiani sono i migliori allevatori di bufale che esistono al mondo, sono tutti quanti clandestini! Tutti, vi assicuro! Perché i flussi prevedono questo, che siano clandestini, basta vedere la tabella dei flussi, vedi quante sono le riserve per gli indiani; allora no praticamente stiamo creando i clandestini. Il problema quindi è un problema di dignità, di dire che questi centri di identificazione ed espulsione non sono certamente la risoluzione ad un problema enorme, che va affrontato, come 48 dicevate anche voi, in maniera molto più organica, molto più trans-nazionale; ma sicuramente mettere queste persone 18 mesi, un anno e mezzo, chiusi là dentro per identificarli, è contro la nostra Costituzione, contro la dignità umana e secondo me, anche contro l’intelligenza ed il buon senso, che in una civiltà come la nostra che dicesi essere cattolica ed ispirata anche ai principi sociali del cattolicesimo, è assolutamente impossibile ritenere che possa rispondere a questi principi, che sono i principi su cui si fonda la nostra Costituzione. Io però assolutamente non ritiro la mozione perché ritengo che sia ben calibrata e che dia il senso delle cose. INTERVENTO DEL PRESIDENTE Se non ci sono passiamo alla votazione per appello nominale. più interventi INTERVENTO DEL SINDACO – DICHIARAZIONE DI VOTO – Il mio voto è favorevole, della questione ho ampiamente dibattuto in televisione quando si è prospettata l’ipotesi di costituire un centro di identificazione e di espulsione a Caserta, cosa alla quale mi sono manifestato assolutamente contrario, per i motivi umanitari ed anche tecnici, quelli e quelli; confermo questa opinione e voto a favore della mozione. IL SEGRETARIO GENERALE PROCEDE ALL'APPELLO: PETTERUTI DI PALO DEL GAUDIO FERRARO GRECO SPIRITO CATERINO GAROFALO PUOTI LOMBARDI LINO CERRETO DI LELLA ACCONCIA GALLICOLA VENTRE MAZZARELLA SOLOFRANO RUSSO AMATO BARBIERI ZULLO MARZO CECERI FERRARA DELLO STRITTO GENTILE NICODEMO (SINDACO)……………………………………..SI ARTURO …………………………………………………………………..SI PIO...............................NO VINCENZO MARIO....................ASSENTE GIUSEPPE..........................ASTENUTO ANIELLO...........................NO EMILIO............................NO NICOLA............................NO PIERPAOLO.........................ASSENTE GIOVANNI..........................ASSENTE CESARE............................NO MARCO.............................ASTENUTO ANTONIO…………………………………………………………………..ASTENUTO ANTONIO...........................NO LIVIO.............................ASSENTE RICCARDO..........................ASSENTE FILIPPO...........................NO ROSARIA...........................ASSENTE MASSIMO...........................SI GABRIELE………………………………………………………………….ASSENTE ALESSANDRO........................SI SALVATORE.........................SI PAOLO ……………………………………………………………………..ASSENTE RAFFAELE ……………………………………………………………..ASSENTE SALVATORE.........................SI MAURIZIO………………………………………………………………..ASSENTE LORENZO...........................SI 49 SANTILLO GENTILE TOSCANO BONAVOLONTA' BOCCAGNA CAPOBIANCO GRECO CATERINO TRONCO CORVINO UCCIERO COMUNALE DELL'AQUILA MELORIO ALDO…………………………………………………………………………..SI NICOLA……………………………………………………………………..SI PASQUALE..........................SI ROSA..............................ASSENTE ANDREA............................ASSENTE FRANCESCO.........................SI AGOSTINO..........................SI PAOLO ……………………………………………………………………..SI CATELLO...........................SI PASQUALE..........................SI TERESA............................ASSENTE GIOVANNI..........................SI ANTONIO...........................SI EMILIO.........................…..ASSENTE INTERVENTO DEL PRESIDENTE - L'esito della votazione è il seguente: Presenti n.27 Favorevoli n.17 Astenuti n. 3 Contrari n. 7 Approvato a maggioranza 50 PUNTO N.5 ALL’ORDINE DEL GIORNO: “O.D.G.:ZONA A TRAFFICO LIMITATO” INTEREVENTO Garofalo. DEL PRESIDENTE - Il relatore è il Consigliere CONSIGLIERE GAROFALO NICOLA – Premesso che noi abbiamo presentato quest’ordine del giorno, perché spinti sia dai commercianti che dalle associazioni dei cittadini, per trattare in Consiglio Comunale questo argomento, ma io vedo che hanno fatto” armatevi e partite”, perché qua non è presente nessun commerciante; qualche amico mi diceva ritira l’ordine del giorno, ma io in verità volevo convocare un Consiglio Comunale ad oc per sentire le lamentele o le proposte delle associazioni e dei commercianti, i quali, ripeto, non vedo presenti, allora, poiché più volta la Giunta ed il Sindaco si sono riuniti per determinare alcuni correttivi, al provvedimento. Però, poiché le associazioni ci dicono che noi abbiamo fatto parte del tavolo di trattativa con la Giunta, lo dicono a questa parte politica, però a noi né la Giunta né il Sindaco e né l’Assessore competente al ramo, non c’hanno mai chiamato per dire “guardate che noi stiamo facendo un piano traffico, se lo vogliamo concordare assieme” oppure farci capire quale che cosa in materia. Noi all’improvviso, per lo meno io, mi sono trovato nella stanza di un impiegato ed ho visto questo piano traffico con questi stampini che ha fatto l’Assessore Ciontoli. Allora, poiché più volte abbiamo avuto delle lamentale da parte dei commercianti e dai cittadini, i quali si sono riuniti con la Giunta e con il Sindaco e che l’impegno che aveva preso l’Amministrazione non è stato mantenuto con loro, c’ hanno spinto a presentare un ordine del giorno, perchè loro ci chiedevano di fare un Consiglio Comunale in convocazione straordinaria per questa materia e volevano presentare le loro proposte, cioè le proposte dei commercianti che ora non ci sono e dei cittadini che non ci stanno, ed il Consiglio Comunale su quelle proposte, dei commercianti e dei cittadini, dava una indicazione, e poi, essendo di competenza della Giunta, fare una delibera in merito a queste cose. Questa era la mia intenzione per questo ordine del giorno, poi se lo vogliamo votare lo votiamo, se non lo vogliamo votare non lo votiamo. INTERVENTO DEL PRESIDENTE - Consigliere Garofalo, mi faccia capire che significa “ se lo vogliamo votare la votiamo, se non la vogliamo votare non la votiamo”, per la regolarità formale, lei la ritira o no? CONSIGLIERE GAROFALO NICOLA – No, non la ritiro. INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Va bene, allora sta in discussione. Il primo iscritto a parlare è il Sindaco. 51 INTERVENTO DEL SINDACO – Consigliere Garofalo mi sento di dire che, tirare fuori ogni occasione per fare confusione, forse non è il metodo più opportuno. Su questa questione ci sono stati incontri e ci sono stati anche scontri, ci sono stati provvedimenti, correttivi, si è aperto un tavolo permanente tra le Associazioni del Commercio e l’Amministrazione comunale. Per cui tutte quelle cose delle quali si dovrebbe parlare in questo Consiglio Comunale, cosa che si può anche fare, ma io direi il tempo di utilizzarlo in maniera conveniente, utile, che produca effetti. Ora se votiamo l’ordine del giorno, non lo so come finirà, ma è prevedibile, gli effetti quali sono? Non è che c’è una negazione di questo diritto all’interlocuzione che è già in essere, perché c’è un tavolo di consultazione permanente, nel quale si trattano tutte queste cose. Poi, tra l’altro, l’ha detto lo stesso Consigliere Garofalo, se ci fosse stato un interesse là ci stava qualcuno, invece ci stanno le sedie vuote, perché innanzitutto l’evento è maturato in città, se n’è capita l’importanza, si è capito con quanto senso di responsabilità l’Amministrazione abbia trattato il problema, e questa conflittualità, che sembra essere rappresentata da questo documento, direi che non esiste più al momento, a meno di qualche testa calda che continua la sua battaglia per fini più di altra natura, se non quelli effettivamente contenuti nel preteso dissenso dei commercianti. Allora, se dobbiamo votare, votiamo, ma penso che sarebbe preferibile la cosa già inizialmente il Consigliere Garofalo aveva ritenuto la cosa più opportuna, proprio dalla constatazione che le parti che l’hanno sollecitato stanno da un’altra parte, non ci stanno! CONSIGLIERE GAROFALO NICOLA – Sindaco, premesso che il Corso Trieste è nato come progettazione per isola pedonale, perché si nota anche dai dossi fatti dalla vecchia Amministrazione. Voi sulla zona a traffico limitato non avete minimamente convocato l’opposizione, perché noi, e sfido chiunque della minoranza, non c’avete convocato per sapere che cosa stavate facendo sulla zona a traffico limitato. Sindaco queste sono parole dette da te, quando hai detto che per le cose che interessano la città volevi coinvolgere la maggioranza e la minoranza, cosa che non hai fatto o per lo meno l’Assessore non l’ha fatto. C’hai convocato in una sola occasione quando c’è stata l’emergenza rifiuti per quanto riguarda l’interdizione della ditta SABA, e che noi come opposizione abbiamo capito il problema e ti siamo stati vicini, e vero o non è vero? Ti siamo stati vicini! Oggi io vedo che quando parliamo di zona a traffico limitato nella città di Caserta, è un qualche cosa che interessa tutta la città, perché non ci chiama e ci informi su quello che state facendo, prima che esce sulla stampa? Io come Consigliere Comunale scendendo dal Comune di Caserta, quando avete approvato questa delibera, persi la strada per andare a casa, perché non me ne sapevo più andare a casa, ed è vero Sindaco! Allora, Sindaco tu non ci devi tenere a noi come opposizione solo quando fa comodo 52 all’Amministrazione! Noi abbiamo detto che noi vogliamo collaborare con l’Amministrazione sui grossi problemi della città, mi sembra che tu ci fai collaborare, tu o l’Assessore, io in questo momento mi rivolgo a te, ma questo un compito dell’Assessore Ciontoli! Ma voi ci tenete solo come carta di riserva! Se noi abbiamo dato una disponibilità in altre occasioni, perché non dovevamo dare la nostra disponibilità per la zona a traffico limitato? Questa è la domanda che io mi faccio! Io ho visto che questa Amministrazione ha attuato un dispositivo con degli stampini che trovai sulle scrivanie di un impiegato, lui me ne diede un pacchetto a me per distribuirlo alla città, ma è mai possibile che un amministratore a cose fatte viene a sapere che a Corso Trieste dalla sera alla mattina non si cammina più? Questa è la contestazione che facciamo noi! Poi se vogliamo entrare nel merito, perché se facevate qualche riunione con la minoranza può essere che potevamo dare qualche suggerimento utile e potevamo dire perché va bene e perché non va bene, questo c’ha spinto a presentare questo ordine del giorno. Se noi avessimo concordato con voi un piano del genere o se avessimo partecipato a qualche riunione, noi certamente non ci permettevamo minimamente, perché era intenzione anche della vecchia Amministrazione fare l’isola pedonale. Quindi ripeto, è solo questa la contestazione! Grazie. CONSIGLIERE SPIRITO ANIELLO –Premesso che per quanto mi riguarda è la prima volta che vedo l’ordine del giorno, ordine del giorno che ad oggi, forse ha ragione il Sindaco, è superfluo potrebbe essere ritirato, vista la situazione attuale. Io però non dimentico quello che ho vissuto sulla mia pelle per quanto riguarda il piano traffico del quartiere Acquaviva, quando ero maggioranza, e mi ricordo tutto quello che i Consiglieri di minoranza, oggi Assessori, fecero a quel tempo, addirittura si parlò di difetto di competenza, perché era un piano traffico e quindi era di competenza del Consiglio, e questo avveniva dopo mesi e mesi di consultazioni e di partecipazione dei cittadini, presso la chiesa di Lourdes, presso tutti, perché dall’esperienza che ho avuto con l’Amministrazione Falco non ho mai visto una cosa più partecipata e condivisa come quel piano traffico del quartiere Acquaviva. Ebbene, allora ci furono manifestazioni, ed anche l’Assessore Ciontoli allora forse si sbagliava, perché riteneva che quel piano traffico era sbagliato, però da quando sei diventato Assessore l’unica cosa che hai fatto in quella zona è che hai messo un parcheggio per le donne incinte, quindi non ha cambiato nemmeno un senso unico. Per il resto devo dire che molte volte le cose che si dicono poi si devono seguire, anche se si cambia ruolo, se allora per quel piano traffico era competente il Consiglio, penso che un piano traffico ancora più importante come quello che avete fatto voi, richiedeva forse, non una partecipazione tra qualche amico favorito rispetto ad altri, perché poi gli interlocutori uno se li può scegliere a secondo quello che gli fa può comodo, ma piuttosto richiedere un dibattito aperto in Consiglio in modo che tutti 53 quanti, la città, potesse ascoltare le diverse posizioni, e poteva uscire, chi sa, perché no, anche un documento condiviso. Per me, per quanto riguarda tutte le variazioni fatte inerenti al traffico, proprio in base alla mia esperienza che ho vissuto personalmente sul quartiere Acquaviva, non sono mai intervenuto né sui giornali, né in Consiglio Comunale, ma sulla questione traffico, perché capisco che cosa succede ogni qualvolta si va mettere mano al traffico. Quindi l’Assessore Ciontoli da parte mia non ha mai avuto su questa questione del Corso Trieste un mio intervento contrario, tant’è vero proprio oggi in televisione, alla domanda ho detto che se ci sono stati dei problemi in un primo momento, questi problemi mi sembrano che si siano risolti, anche se è giusto fare qualche cosa a favore delle attività commercianti che già vivono una crisi nazionale, e che forse è stata acuita ancora di più dai cantieri che ancora si protraggono in viale Carlo III e soprattutto su Corso Trieste. Però, io dico, mettiamoci d’accordo una volta per sempre,anche perché può darsi che tra qualche anno o tra poco le parti si invertono un’altra volta e mi ritroverò a fare l’Assessore ad Traffico, ad esempio, e l’Assessore Greco invece andrà ad occupare le strade con i cittadini e dirà che è tutto sbagliato! Allora chiariamoci, perché se veramente vogliamo fare un discorso serio sul piano traffico non serve la concertazione amichevole, Consigliere Garofalo, ma bisogna in Commissione affrontare un progetto più ampio che riguarda tutta la città di Caserta, perché in pratica in due anni abbiamo fatto tutto il piano traffico della città di Caserta, ma l’abbiamo fatto a step, prima abbiamo fatto il quartiere Acquaviva, poi Corso Trieste e siamo arrivati fino a piazza Matteotti, piazza Mercato, quindi abbiamo interessato una zona ampia e tutte le traverse laterali, poi ancora poco tempo fa abbiamo fatto anche rione Tescione, quindi alla fine abbiamo fatto un piano traffico, Assessore Ciontoli, che andava proprio contro la tua idea che avevi quando facevi il Consigliere Comunale, ed imputavi, forse anche giustamente, all’Amministrazione Falco il fatto di procedere attraverso atti di Giunta senza interessare il Consiglio, altrimenti non si capisce il legislatore quando dice che il Consiglio è competente per il piano traffico, ma quando accade ciò? Io ho fatto il Consigliere Comunale per tanti anni eppure non abbiamo mai parlato di piano traffico, eppure la città ha subito profondi mutamenti in tal senso. Allora, senza nessun tipo di critica volevo ricordare a me stesso ed anche all’Assessore Ciontoli che allora faceva il Consigliere Comunale di opposizione, quella situazione, fermo restando che per me dal punto di vista del traffico si possono cambiari tutti i sensi di questo mondo, io non sono un tecnico e non mi faccio paladino di nessun tipo di interesse, perché credo che lo spirito dell’Amministrazione quando adotta un nuovo piano traffico sia quello di farlo nell’interesse della comunità, senza nessun altro tipo di interesse particolareggiato. Eppure, molte volte, interessi particolareggiati, io penso a via Borsellino, furono anche invocati, quando fu cambiato il senso di via Borsellino sembrava che quell’Amministrazione chi sa quale grosso 54 affare dovesse fare, ma io affari non ne ho fatti quando abbiamo cambiato via Borsellino, eppure sembrava che dovessimo fare degli affari quando abbiamo cambiato quel senso unico! Allora io personalmente, se fossi il Consigliere Garofano accoglierei, ma il Consigliere Garofalo non ha bisogno di suggerimenti, ma accoglierei l’ invito il Sindaco a ritirare questo ordine del giorno, il cui interesse è chiaramente dimostrato dall’ assenza totale dei cittadini, e che poteva avere un senso allora, ma dopo le varie discussioni, litigi, suggerimenti, avvertenze e correzioni, forse oggi non ha più senso di esistere. Grazie. CONSIGLIERE DEL GAUDIO PIO – Presidente, non sono d’accordo con il Consigliere Spirito, anche se condivido il principio, non sono d’accordo, perché al di là di ricordare quello che è accaduto quando eravamo maggioranza, minoranza, eccetera, ma io ora leggevo la versione ultima dell’ ordine del giorno che abbiamo presentato, ma in effetti si tratta solo di una discussione sul piano traffico che coinvolga la città, d’altra parte l’abbiamo fatto prima per quanto riguarda il discorso delle acque, quindi io non credo che ci siano difficoltà ad affrontare un argomento che è importante e che riguarda la mobilità nella nostra città. Noi critiche specifiche non le abbiamo fatte al piano traffico, ma abbiamo criticato il metodo, come ben diceva il Consigliere Garofalo, d’altra parte non le potevamo fare perché fummo noi a presentare una mozione qualche anno fa relativa all’isola pedonale, io la conservo ancora, e mi fu scritto dal Sindaco che l’isola pedonale si sarebbe fatta al termine dei lavori. Questo non è avvenuto, noi vorremmo capire modi e tempi dei lavori, quindi non è un discorso solo relativo al piano traffico, se no veramente banalizzeremmo, cioè noi estremo mai nel merito, una strada in un senso piuttosto che in un altro, è normale che da cittadini utenti, non da Consiglieri Comunali, se mi bloccano via Roma ed accompagno i bambini in via Roma, in quel momento mi lamento, però come Consiglieri Comunali questo non lo possiamo fare. Quindi, il nostro ordine del giorno era relativo, prima di tutto a ragionare di mobilità; secondo a coinvolgere le Associazioni dei Commercianti, poi i consumatori, ma soprattutto a fare una serie di domande all’Amministrazione. In tal senso io credo che questo ordine del giorno vada votato, perché è necessaria una discussione di questo tipo. D’altra parte noi siamo talmente favorevoli dell’isola pedonale, che ci darà atto l’Assessore Esposito con il Dirigente Piscitelli ed il Presidente Massimo Russo, che noi in Commissione abbiamo discusso proprio di isola pedonale, tant’è vero che da qui a poco andremo ad approvare tutti un Regolamento che di fatto ha come base proprio l’isola pedonale su Corso Trieste, perché le strutture che abbiamo in qualche modo condiviso, non si potrebbero mettere se non in un’isola pedonale. Però io dico una cosa, è la metodologia che non c’è piaciuta, mentre invece c’è piaciuta la metodologia Esposito, con la quale noi siamo stati coinvolti, abbiamo discusso, e dopo voteremo sicuramente a favore. 55 Noi dobbiamo comunque contestualizzare quelle che erano le nostre esigenze politiche, e come bene ha detto il Consigliere Garofalo, noi abbiamo chiesto un Consiglio Comunale in quanto Consiglieri Comunali di questa città, non siamo stati né coinvolti nelle metodologie con le quali è stata adottata l’isola pedonale, ma soprattutto non siamo stati coinvolti in una discussione sui tempi dei lavori. Per questo motivo ritengo che il Consiglio Comunale vada fatto, e non si può banalizzare dicendo che in quel Consiglio Comunale si andrà a parlare dei sensi delle strade, perché non è quello. Noi in quel Consiglio Comunale vogliamo sapere dall’Assessore Ciontoli e dal Sindaco qual è il cronoprogramma, quali sono le intenzioni dell’ Amministrazione, d’altra parte abbiamo fatto degli emendamenti anche sul bilancio preventivo in tal senso, cioè assodato che l’isola pedonale è un’esigenza di tutti, vogliamo sapere nell’isola pedonale l’Amministrazione in che tempi e in che forme vorrà porre in essere iniziative per agevolare i commercianti ed i consumatori. In tal senso vogliamo adottare il metodo Esposito di coinvolgimento di tutti. Questa era l’esigenza e credo che vada ribadita. CONSIGLIERE GRECO GIUSEPPE – Al di là della questione ZTL che ha sortito una serie di lamentele in certo periodo, ed è anche normale che questo avvenga, anzi devo dire, Assessore Ciontoli che una ZTL, per quello che mi concerne è sempre una conquista in una città. Però il problema non è quello della ZTL a Corso Trieste o il cambiare il senso di qualche strada, il problema di questa città è quello di affrontare in maniera serio un piano di mobilità urbana, perché, e faccio una considerazione semplicissima, pensate adesso che noi possiamo affidare in questo lasso di tempo, non so che cosa succederà domani, ho visto nel frattempo qualche grafico nella sala Giunta, poi dopo magari dirò qualcosa. Ma il fatto di dover affidare in questo frangente la mobilità, adesso è un periodo che fa caldo, quindi inizia a scemare un po’ il flusso del traffico, lei Assessore che da questo punto di visto essere uno studioso, al di là di occuparsi in maniera asettica dell’argomento, cioè si preoccupa di queste cose. Ma il problema è che da qui a qualche tempo, appena ad inizio autunno, qualora la viabilità fosse affidata in fatto di collegamento est-ovest alle attuali arterie, credo che succederà il rinomando Assessore, perché le faccio presente che in una situazione già complicata, cioè quella che esisteva in precedenza, in quanto da questo punto nel collegamento est-ovest interveniva l’arteria di via Gramsci, che pur essendo un’unica corsia contribuiva a rendere questo servizio, e poi c’era il Corso Trieste che non è cosa da poco, perché non stiamo parlando di una stradina, ma di una via che veniva impropriamente utilizzata come grande comunicazione urbana, impropriamente, ripeto, perché sono assolutamente in linea di principio favorevole con la ZTL, su Corso Trieste particolare. Ed è di questo che noi dobbiamo iniziare a parlare, cioè quali sono le progettualità che quest’Amministrazione ha in campo, quali sono le idee, quali sono i propositi che si intende 56 mettere in atto da qui a poco, perché altrimenti siamo destinati a mettere la toppa di in giorno in giorno, ma il problema fondamentale, quello grosso rimane sempre lì; perché se le strade sono sempre quelle, se qualcuna abbiamo provveduto ad escluderla dalla viabilità carrabile, evidentemente questo tipo di situazione non può essere migliorativa rispetto ad una situazione di per se già deficitaria, ma va da se che incontreremo qualche difficoltà in più. Allora, su queste cose che cosa si sta pensando, laddove io sono stato tra quelli che quando si è parlato di interramento, anzi del mancato interramento di viale Douhet, io sono stato tra quelli che ha detto che quell’interramento non mi piace, perché faccio una valutazione mia personale, al di là di essere di parte rispetto a quel progetto. Però ci aspettavamo e ci aspettiamo che rispetto a quella X che cassava quella infrastruttura, ci fosse, e mi auguro che ci sia, qualche eventuale proposta alternativa, altrimenti si sa benissimo che dire no è abbastanza facile, è trovare le soluzioni che in qualche modo impegna oltre, anche a quelle che sono le possibilità operative più immediata. Che cosa voglio dire? Voglio dire che l’impegno da questo punto di vista deve essere soprattutto diretto a risolvere il nodo di Piazza Carlo III, la pedonalizzazione di Piazza Carlo III non può essere affidata al blocco delle autovetture, va affidata a sistemi alternativi di viabilità. Quali sono le progettualità che sono attualmente allo studio? Ho visto che per quanto riguarda la bretella di San Leucio, ho visto quel grafico, posso pensare, o quanto meno da quello che ho sentito, che finalmente questo tipo di progetto è arrivato al finanziamento, e probabilmente quello servirà ad alleviare la situazione di traffico sull’arteria di corso Giannone ed anche sull’arteria della strada che porta da via Tescione verso la strada di via Cappuccini, perché quella strada oggi è quasi percorso obbligato per andare a prendere la variante. Però nella parte più a sud della città il problema resta completamente irrisolto, le faccio notare che le difficoltà di collegamento per e da Santa Maria Capua Vetere si riflettono anche sul generale nodo della mobilità in direzione nord-sud, perché ovviamente intasandosi tutte le arterie di Viale Beneduce e quant’altro, il collegamento nord-sud è completamente in tilt, e questo lo dobbiamo pensare, anzi lo dobbiamo ripensare in funzione del Policlinico, in funzione del fatto che l’area Saint-Gobain nel frattempo sta assumendo in tutto e per tutto le caratteristiche di un polo direzionale o quanto meno di un polo di servizi. Se noi rispetto a questi argomenti siamo fermi, se rispetto a questi argomento non siamo oggi già avanzati in una progettualità che veda molto più in avanti, è chiaro che noi potremmo parlare di ZTL su una strada anziché su un’ altra, ma alla fine restano problemi di mobilità irrisolti che sono ben oltre la portata di una semplice ZTL. Sulla vicenda specifica devo dire che magari al di là dell’ordine del giorno che sicuramente in questo momento può giungere fuori tempo massimo, ma c’è tuttavia da stigmatizzare il comportamento, 57 o almeno una fase o più di una fase del comportamento dell’Amministrazione noi l’abbiamo appreso dai giornali e dal dire popolare, quindi da quello che si raccontava in giro, e c’è stato almeno per un certo momento una sorta di muro contro muro, e credo che questo sia stato poi un po’ stemperato negli atteggiamenti dell’Amministrazione, l’ha detto il Sindaco, che questi tipo di avvenimenti, anche in considerazione del particolare momento che vive il commercio casertano, ma non solo, perché basta un po’ informarsi in giorno, un po’ la crisi economica, ma anche quanto è stato fatto alle porte di Caserta, ha contribuito a mettere in ginocchio non solo il commercio casertano ma di molte città contermini. Quindi, avere un’attenzione anche da questo punto di vista un po’ più diretta, credo che sia cosa opportuna da fare. Ma soprattutto vorremmo noi confrontarci, vorremmo noi discutere, vorremo noi partecipare, se è possibile, a quelli che sono i processi di pianificazione della mobilità da qui a qualche anno. Grazie CONSIGLIERE DI LELLA ANTONIO - Volevo approfittare della presenza anche dell’Assessore, perché gli riconosco tutte le doti di disponibilità, però anche quella di una testardaggine, non voglio entrare nel particolare del piano traffico, naturalmente perché sarebbe troppo complesso, soprattutto per quanto riguarda l’arteria di via Roma che ritengo che sia prossima a scoppiare, ma voglio ribadire la situazione che le ho sottoposto con 300 e più firme, che riguarda piazza Sant’Anna, via Verdi e via Napoli, e l’accesso per poter arrivare a questo posto, per coloro che ci lavorano, per coloro che ci vivono, per coloro che hanno attività commerciali. Dalla richiesta iniziale che era quella di cambiare i sensi di via De Martino o via Vico per poter accedere o da via Ferrarecce o via Roma, si era aggiunta anche la proposta di aprire da parte della stazione ferroviaria di via Verde, e quella è stata fatta. Però posso garantire che il flusso che lei diceva che era indispensabile per veicolare le macchine verso la zona della Saint Gobain non corrisponde a verità, perché su 10 macchine che vengono da via Verdi, almeno 9 vanno diritte su via Napoli, quindi 1 su 10 può interessare la zona sud di via Acquaviva, via Saint Gobain, perché altrimenti potrebbero altre direttrici. Allora l’unica cosa che chiedo è di valutare, anche insieme all’Ingegnere Natale, io diverse glielo l’ho detto, via Napoli per quella che è non e è sfruttata, è diventata una strada, già lo era, ma ancora più morta, e quindi valutare l’opportunità di entrare o anche va via Fratelli Pagano o da via Vico o da via De Martino, per poter sollevare anche un po’ di più le altre strade, tipo via Roma o altre, per poter dare la possibilità di accedere più facilmente a queste zone. Grazie INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Non essendoci altri interventi, la discussione è chiusa, quindi passiamo alla votazione e alle dichiarazioni di voto. 58 CONSIGLIERE DELL’AQUILA ANTONIO – DICHIARAZIONE DI VOTO – Per dichiarazione di voto ribadisco le perplessità che ho, per la verità, già indicato al proponente al Consigliere Garofalo in sede di Conferenza dei Capigruppo, laddove sottolineavo il fatto che la mozione non recava un dispositivo preciso, ma si appellava genericamente alla necessità di celebrare un Consiglio Comunale e condividere nel Consiglio Comunale le preoccupazioni importanti che su questo tema si sono espresse. Preoccupazioni, e non solo, perché penso vada sottolineato, in maniera chiara, il fatto che a nostro modo di vedere e giudicare le cose, questo intervento ha incontrato la soddisfazione ed il consenso di una larga parte della città. Noi quindi ribadiamo, e quindi con questo mio brevissimo intervento sotto forma di dichiarazione di voto, io volevo ringraziare l’Assessore Ciontoli per lo splendido lavoro messo in campo, anche per l’impegno con cui l’Assessore si dedica ai problemi della città e a questa questione in particolare, e naturalmente mi sento con lui di condividere politicamente, insieme all’Amministrazione, la paternità politica di un provvedimento che cambia il volto della città e che anzi merita un ulteriore investimento di energie e di proposte da parte di questa maggioranza, già per altro recentemente, in concerto con la partecipazione di artisti locali ha rappresentato un punto di promozione rispetto a questo esperimento, che mi sento di sottolineare in questa sede in maniera importante e significativa. Questo è quello che volevo dire, chiedendo, se è possibile, anche un intervento dell’Assessore rispetto a questa cosa, e sottolineando che noi una posizione su Corso Trieste sulla zona a traffico limitata ce l’abbiamo, invece sono ancora in attesa di comprendere fino in fondo, qual è la posizione delle altre parti politiche che pure in città svolgono un ruolo ed un contributo decisivo. CONSIGLIERE GAROFALO NICOLA - DICHIARAZIONE DI VOTO – In riferimento a quello che ha detto il Consigliere Dell’Aquila, quando abbiamo fatto la riunione dei Capigruppo, Dell’Aquila e gli altri Capigruppo insistevano nella motivazione che la mia richiesta non andava messa all’ordine del giorno, ma andava messa come interrogazione. Ma il Consigliere Dell’Aquila aveva torto, perché hanno interpellato il Segretario, ed il Segretario disse che quella valutazione che avete fatto voi ed i vostri Capigruppo con il Presidente, era una valutazione errata, tant’è vero che il Segretario ha messo all’ordine del giorno la mia richiesta. Per quanto riguarda la paternità del traffico limitato a Corso Trieste, io poco fa ho anticipato al Sindaco che quella progettazione a Corso di Trieste è di paternità della vecchia Amministrazione, tant’è vero che la progettazione di Corso Trieste è stata fatta in modo da diventare zona a traffico limitato. Allora ribadisco ancora una volta che la paternità della zona a traffico limitato a Corso Trieste certamente non è di quest’ Amministrazione, quest’Amministrazione l’ha attuata, e ma la progettazione é stata fatta dalla vecchia Amministrazione che già intendeva che Corso Trieste doveva diventare zona a 59 traffico limitato, con altre cognizioni e con altri progetti, certamente diversa da come l’avete fatta voi. Grazie. INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Terminate le dichiarazioni di voto passiamo alla votazione per appello nominale. IL SEGRETARIO GENERALE PROCEDE ALL'APPELLO: PETTERUTI DI PALO DEL GAUDIO FERRARO GRECO SPIRITO CATERINO GAROFALO PUOTI LOMBARDI LINO CERRETO DI LELLA ACCONCIA GALLICOLA VENTRE MAZZARELLA SOLOFRANO RUSSO AMATO BARBIERI ZULLO MARZO CECERI FERRARA DELLO STRITTO GENTILE SANTILLO GENTILE TOSCANO BONAVOLONTA' BOCCAGNA CAPOBIANCO GRECO CATERINO TRONCO CORVINO UCCIERO COMUNALE DELL'AQUILA MELORIO NICODEMO (SINDACO)……………………………………..NO ARTURO …………………………………………………………………..NO PIO...............................SI VINCENZO MARIO....................ASSENTE GIUSEPPE..........................ASSENTE ANIELLO...........................ASTENUTO EMILIO............................SI NICOLA............................SI PIERPAOLO.........................SI GIOVANNI..........................ASSENTE CESARE............................ASSENTE MARCO.............................SI ANTONIO…………………………………………………………………..SI ANTONIO...........................ASSENTE LIVIO.............................ASSENTE RICCARDO..........................ASSENTE FILIPPO...........................SI ROSARIA...........................ASSENTE MASSIMO...........................NO GABRIELE………………………………………………………………….ASSENTE ALESSANDRO........................NO SALVATORE.........................NO PAOLO ……………………………………………………………………..NO RAFFAELE ……………………………………………………………..ASSENTE SALVATORE.........................NO MAURIZIO………………………………………………………………..ASSENTE LORENZO...........................NO ALDO…………………………………………………………………………..NO NICOLA……………………………………………………………………..NO PASQUALE..........................NO ROSA..............................ASSENTE ANDREA............................NO FRANCESCO.........................NO AGOSTINO..........................ASSETE PAOLO ……………………………………………………………………..ASSENTE CATELLO...........................NO PASQUALE..........................NO TERESA............................ASSENTE GIOVANNI..........................NO ANTONIO...........................NO EMILIO.........................…..ASSENTE 60 INTERVENTO DEL PRESIDENTE - L'esito della votazione è il seguente: Presenti n. 24 Favorevoli n. 6 Astenuti n. 1 Contrari n. 17 L’ordine del giorno è respinto. 61 PUNTO N.6 ALL’ORDINE DEL GIORNO: “REGOLAMENTO COMUNALE PER L’OCCUPAZIONE DI SUOLO PUBBLICO”. INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Il relatore è l’Assessore Esposito. ASSESSORE ESPOSITO - Questa delibera riguarda la regolamentazione del suolo pubblico, prima di entrare nel vivo volevo un po’ brevissimamente rivolgermi alle parole prima dette dal Consigliere Del Gaudio. Io sono convinto che un Regolamento è fatto nell’interesse della città, e certamente è frutto delle idee di tutti i componenti della maggioranza e della minoranza, per cui uno può essere il promotore, iniziare certe discussioni, però senza la collaborazione, che almeno a me è la prima volta che mi è stata data da tutti i componenti della I e III Commissione, per cui devo riconoscere che ho avuto un valido contributo. Non so l’esito della votazione quale sarà, però devo riconoscere, e lo dico pubblicamente, che è stato dato un apporto veramente fattivo da tutti i componenti. Per cui, a prescindere dalla votazione io già in anticipo li voglio ringraziare. Questa delibera, dobbiamo fare un po’ di marcia indietro, è nata con il Regolamento di Polizia Urbana che prevede l’occupazione di aree e spazi pubblici, quindi è stato fatto il Regolamento per l’occupazione del suolo pubblico, che era un po’ carente, da certi punti di vista, tipo l’arredo urbano, per cui allo stato non rappresenta uno strumento completo per il perfezionamento in tempi brevi di procedimenti amministrativi ed autorizzativi. Inoltre è necessario procedere ad una rivisitazione sistematica di una serie di norme regolamentari contenute in atti diversi, a volte anche confliggenti tra loro, nell’ottica prevista dal Codice degli Enti Locali che distingue nettamente la sfera di competenza dell’organo consiliare da quello giuntale. Per conseguire questi obiettivi, si rende necessaria la formulazione di criteri a cui dovrà sottostare l’azione amministrativa per la concessione delle autorizzazioni all’occupazione al suolo pubblico, la regolamentazione che ne definisca i limiti temporali e le modalità e le caratteristiche degli elementi di arredo, l’individuazione della tipologia delle strutture, ed ovviamente tutto ciò deve essere in sintonia con il miglioramento dell’ambiente urbano. Questo Regolamento l’abbiamo concepito in modo da riunire le varie cose che riguardano l’occupazione del suolo, per cui non riguarda esclusivamente i cosiddetti DEORS, ma anche i passi carrabili, e poi le a attività per manifestazioni, attività per spettacoli viaggianti, attività per comizi pubblica utilità, riparazione di veicoli, attività per traslochi ed interventi edilizi; e poi occupazione permanenti quali il suolo ed il soprasuolo, tende fisse e detraibili. Alla luce di questa veloce esposizione io chiedo che questo Regolamento per occupazione di suolo pubblico venga approvato nell’identico testo allegato, che forma parte integrante e 62 sostanziale del presente Regolamento. Ovviamente, siccome il discorso è nato con le Commissioni ha dato luogo alla nascita di più eccezioni ed alcuni emendamenti, ovviamente, io mi permetto di dire già, prima dell’inizio della discussione, da parte dei componenti della Commissione che cosa è stato proposto e quindi emendare: “ All’art.5 è aggiunto il seguente comma 9 : nella ZTL e nell’area pedonale è possibile occupare….” (Legge gli emendamenti agli atti). Vista la proposta di Regolamento per l’occupazione di suolo pubblico, chiedo che questo Regolamento venga approvato. Grazie INTERVENTO DEL PRESIDENTE - E’ aperta la discussione. CONSIGLIERE GRECO GIUSEPPE Assessore, io non sono riuscito a seguire in maniera compiuta gli emendamenti che sono stati proposti e quindi come essi intervengono sul documento che noi abbiamo a disposizione, però quello che volevo chiedere è questo, mi lascio guidare in queste considerazioni che faccio, da questi grafici, che sono anche più attinenti alla mia professione, quindi mi risultano essere più facilmente leggibili, e quindi intendo riferirmi ai grafici per quanto riguarda le pedane ed i DEORS. Mi sembra di capire Assessore, che nel caso in cui siamo in presenza di una strada con parcheggio a raso parallelo al marciapiede, la possibilità di occupazione del suolo, sia consentita per una misura massima di 10 Mt. per 2,50, quindi per un totale di 25 metri; nel caso invece in cui non vi sia una simile condizione di parcheggio,e cioè, o non vi è proprio parcheggio oppure la disposizione dei parcheggi è a pettine o con postazioni perpendicolari al marciapiede, l’ingombro dell’area occupabile sia di un massimo di 5 metri per 2,50 metri, se ho capito bene. Be’ io posso capire anche la ratio che ha portato a questo tipo di normativa che si intende approvare con il presente Regolamento, però mi sembra che vi sia una sperequazione eccessiva tra chi si trova nella condizione uno o nella condizione due, e faccio per altro presente, che tecnicamente occupare una fascia di 2,50 Mt. nel caso in cui ci trovassimo di fronte ad una strada in cui vige la ZTL, potrebbe essere limitativo nella misura in cui ci sono comunque le condizioni per consentire il traffico veicolare parallelamente all’area occupata. Poi ancora una considerazione, laddove siamo in presenza di slarghi, di piazze o quant’altro, perché limitare in una fascia così stretta l’occupazione di suolo? Mi sembra di capire che in 2,50 Mt., nel migliore dei casi ci vanno due tavolini, ovviamente di quelli di diametro 60, con lo spazio che occorre per poter alloggiare le sedie, probabilmente questi tavolini possono essere allocati l’uno accanto all’altro, quindi in fila indiana. Se potessi avere da questo punto di vista delle spiegazioni, quanto meno delle motivazioni più tecniche, per giustificare questo tipo di scelta, e soprattutto perché si pensa di limitare, nel caso in cui non ci siano parcheggi a raso, così fortemente l’area di possibile occupazione, quando per esempio ci troviamo di fronte ad un’attività commerciale, un bar che magari si presenta con due o 63 tre vetrine, 5 metri potrebbero essere molto pochi per prestare un servizio all’aperto. Grazie. CONSIGLIERE RUSSO MASSIMO – Intervengo, a nome anche di tutta la Commissione anche per il lavoro che abbiamo fatto, per gli incontri che abbiamo avuto in queste settimane, per ringraziare l’Assessore Esposito, al di là delle questioni tecniche, di cui non capisco quasi niente, però mi è piaciuta la condivisione che è stata fatta anche con la Commissione dell’Avvocato Gentile, ed è un lavoro che andava fatto. Ora, così come per tutti i Regolamenti, è chiaro che si può migliorare ed attrezzare in maniera migliore, ma quello che mi fa piacere è la condivisione che abbiamo avuto sui Regolamenti e su gli schemi che non riguardano una parte, ma riguarderanno la città ed il futuro della nostra città, ed è una cosa che andava normata, era una sorta di situazione selvaggia che si era creata, per cui credo che sia stato un buon ragionamento, una buona base di partenza. Abbiamo visto in Commissione anche la questione più specifica di Corso Trieste, la questione dei famosi gazebo, DEORS, che ci sono stati illustrati, ed abbiamo capito che per adesso le condizioni, almeno da quello che ci diceva l’ufficio tecnico, per il momento non ci sono. Però, è già una prima pietra per immaginare quello che può essere successivamente il centro storico attrezzato, quindi questa, almeno da parte mia, è un’ ipotesi che va percorsa, è un’ipotesi per rendere il centro città un centro più accogliente e più vivibile, io immagino sempre che i turisti non debbano scappare, cioè uscire dalla Reggia e creare questo grande percorso che porta alla vita ed al momento del centro per rianimare questa città. Per cui l’invito è andare avanti su questa strada, sia sulla questione regolamentare, ma soprattutto anche sulla questione attrezzature, cioè rendere quella che è la nostra arteria principale, la nostra strada più importante, un luogo di accoglienza ed un luogo che possa far rinascere questo centro, che purtroppo ora i lavori, ora le trasformazioni, ha subito negli ultimi anni una serie di problematiche. Per cui esprimo il parere favorevole, e credo di interpretare anche il parere delle Commissioni che hanno lavorato a questo provvedimento. Grazie CONSIGLIRE GAROFALO NICOLA - Non faccio nessuna discussione, voglio solo fare i complimenti all’Assessore Esposito per l’ottimo lavoro che ha fatto in questi giorni, ed anche per l’ottimo lavoro che ha fatto perché dopo tanti anni Caserta si ritrova ad essere una città turistica, c’abbiamo provato per tanti anni, non ce l’abbiamo fatto, l’ Assessore Esposito è riuscito a fare una cosa del genere. Grazie CONSIGLIERE GRECO GIUSEPPE Volevo precisare che credo di aver sollevato un falso problema, perché il grafico mi aveva indotto in errore, mentre nel Regolamento è chiaramente detto che vi è equivalenza tra chi occupa un’ area, nel caso in cui esiste la postazione di parcheggio in un modo o in un altro modo, in 64 effetti quello è solo indicativo del modulo, ma i moduli, se ho capito bene, sono reiterabili ad un massimo di due. Quindi quella di prima è un’osservazione che ritiro, ed avevo anche omesso di dire, ma era di per se omnicomprensivo, il fatto che vi è l’apprezzamento sul lavoro svolto. ALLE ORE 21,50 ESCE IL CONSIGLIERE SPIRITO. INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Se non ci sono più interventi passiamo alla votazione del Regolamento così come emendato dall’Assessore in fase di proposta. Mi è parso di capire che vi sia una volontà unanime di approvazione, quindi votiamo per alzata di mano. Chi è favorevole? Tutti favorevoli. Approvato all’unanimità dei presenti. 65 PUNTO N.7 ALL’ORDINE DEL GIORNO. “REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA TERMICI” DEI CONTROLLI DEGLI IMPIANTI INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Il relatore è l’Assessore Del Rosso. ASSESSORE DEL ROSSO - É un obbligo di legge che stiamo mettendo su per quanto riguarda il controllo delle caldaie, lo prevede la legge 551 del 1999. Il Comune dovrà accertare la manutenzione e l’esercizio degli impianti….. INTERVENTO DEL PRESIDENTE –…. un attimo Assessore, poiché vedo un numero esiguo di Consiglieri, credo che non ci sia il numero legale, Segretario, vogliamo procede all’appello. IL SEGRETARIO PROCEDE ALL’APPELLO. RISULTANO PRESENTI: PETTERUTI, DI PALO, GRECO GIUSEPPE, CERRETO, DI LELLA, MARZO, FERRARA, GENTILE LORENZO, GENTILE NICOLA, TOSCANO, CAPOBIANCO, DELL’AQUILA. ASSENTI N.29 INTERVENTO DEL PRESIDENTE – La seduta è sciolta per mancanza di numero legale, ci sono solo 12 presenti e 29 assenti. ALLE ORE 22,00 LA SEDUTA E’ SCIOLTA DURANTE LA SEDUTA, ALTERNATIVAMENTE ALCUNI CONSIGLIERI SI SONO ALLONTANATI DALL'AULA E POI RIENTRATI, PERTANTO, SI PRECISA CHE LA PRESENZA IN AULA DEI CONSIGLIERI E' RILEVATA ALL'ATTO DELLE VOTAZIONI DEI PUNTI ALL'ORDINE DEL GIORNO DEL CONSIGLIO COMUNALE. 66