COMUNE DI CASERTA
VERBALE DI CONSIGLIO COMUNALE
SEDUTA DEL 28 MAGGIO
COMUNE DI CASERTA
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2009
CONSIGLIO COMUNALE DEL 28 MAGGIO 2009
(SECONDA CONVOCAZIONE)
INIZIO ORE
17,05
IL SEGRETARIO GENERALE PROCEDE ALL’APPELLO.
RISULTANO ASSENTI:
DEL GAUDIO, GRECO GIUSEPPE, CATERINO EMILIO,
PUOTI, LOMBARDI, LINO, CERRETO, DI LELLA, ACCONCIA, GALLICOLA,
VENTRE, BARBIERI, CECERI,
FERRARA, DELLO STRITTO, SANTILLO,
BONAVOLONTA’. CAPOBIANCO, UCCIERO, COMUNALE, DELL’AQUILA, MELORIO.
PRESENTI N. 19
SONO PRESENTI GLI ASSESSORI:ALOIS, CIONTOLI, MARRONE, CASELLA,
CARNEVALE, DEL ROSSO, PISCITELLI, ESPOSITO, GRECO, NATALE, FIERRO,
OLIVA, D’AMICO, GIGLIOFIORITO.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Risultano presenti 19 Consiglieri,
quindi abbiamo il numero legale,
possiamo procedere ai lavori di
questo Consiglio Comunale.
ALLE ORE 17,06 ENTRA DELL’AQUILA .
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Prima di dare inizio
alla fase
dedicata, come da prassi alle interrogazioni, devo fare alcune
comunicazioni.
“COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE”
INTERVENTO DEL PRESIDENTE - E’ pervenuto all’Ufficio di Presidenza
la comunicazione del Consigliere Giovanni Comunale che informa il
Consiglio della decisione
di lasciare il gruppo
degli
Indipendenti e di aderire a quello del partito dei Socialisti
Europei. In pari data è
arrivata una comunicazione dei
Consiglieri Corvino e Comunale con la quale si informa
il
Consiglio Comunale che a conclusione della riunione in cui, leggo
testualmente “ hanno analizzato le modalità
organizzative che
dovranno informare la vita
e l’azione del medesimo
gruppo
consiliare, hanno deciso di affidare a Giovanni Comunale la carica
di Capogruppo che si esprimerà attraverso la rappresentanza nel
corso in cui tutte le occasioni in
cui il gruppo del partito
Socialista Europeo esprimerà la sua linea all’interno
degli
organismi di indirizzo del Comune di Caserta”.
In data 30 aprile è pervenuta sempre all’Ufficio di Presidenza la
comunicazione del Consigliere Comunale Salvatore
Ferrara che
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dichiara di aderire al gruppo consiliare del partita Socialista
Europeo, da quella data.
Da ultimo ricordo a tutti i Consiglieri che bisogna indicare due
Consiglieri
uno di maggioranza ed uno di opposizione
quali
componenti
della
Commissione
per
la
concessione
della
Cittadinanza Onoraria e Benemerita; quindi vi prego di
far
pervenire presso l’Ufficio di Presidenza i nominativi dei
Consiglieri interessati
a far parte di questa Commissione.
Al fine di migliorare sempre di più il servizio di comunicazione
e di notifica di convocazione dei Consigli Comunali, vi prego di
compilare , quindi fornire delle risposte, ad un modulo che vi
verrà consegnato
a cura dei collaboratori dell’Ufficio di
Presidenza, dove andrete ad indicare uno o
più
metodi da voi
preferiti per la comunicazione delle convocazioni
dei Consigli
Comunali, vi sono alcune opzioni, ne potete scegliere anche
più
di una, al fine di rendere effettiva
questa comunicazione.
Possiamo passare alle interrogazioni e alle interpellanze.
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PUNTO N.1(EX 2) ALL’ORDINE DEL GIORNO:
“INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE”.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Vi ricordo che per le interrogazioni
ed interpellanze è dedicata un’ora e mezza, rispettiamo
i tempi
cos’ riusciamo a soddisfare un maggior numero di interrogazioni.
La prima iscritta è quella del Consigliere Puoti all’Assessore
Greco, non vedo né l’uno e né l’altro, quindi passiamo alla n.12,
sempre però del Consigliere Puoti; passiamo quindi alla n.31 che è
del Consigliere Ventre che non c’è; la n.32 è sempre del
Consigliere Ventre che
non c’è;
poi c’è quella del Consigliere
Cerreto che
non c’è. Passo quindi alla interrogazione n.9 del
Consigliere Spirito del 15 /01 /09 avente oggetto:” Utilizzo delle
entrate a specifica
destinazione e dei mutui per investimenti”,
l’interrogato è l’Assessore Marrone. Prego Consigliere Spirito.
CONSIGLIERE SPIRITO ANELLO L’interrogazione risale a gennaio
2009, ed in qualche parte è stata anche superata dall’ultima
delibera di Giunta per l’evoluzione dei mutui che riguardano due
dei soggetti indicati nella mia interrogazione,
cioè la piscina
comunale in via Serao
ed il progetto per area attrezzata a
parcheggio Piazza Carlo III bis. Chiedevo
però di conoscere in
generale , Assessore,
se i
soldi utilizzati per le spese
correnti,
perché
durante
il
dibattito
consiliare
dell’approvazione del consuntivo 2007, dopo l’interruzione non fu
più data notizia al Consiglio
della
destinazione dei 3.406.330
euro utilizzati per spese correnti non istituiti, cioè
se
ricordate bene il consuntivo
2007, faceva presente al Consiglio
che erano stati utilizzati questa cifra dei fondi vincolati e
alla data del 31 dicembre 2007 non è stato restituito. Allora più
di un Consigliere Comunale, compreso il sottoscritto, chiesero
all’Assessore al ramo ed al Dirigente di conoscere quali erano i
soldi utilizzati,
non restituiti e non fu data nessun tipo di
risposta. Io chiedo di conoscere se
i soldi utilizzati per le
spese correnti fossero quelli riservati ad investimenti, quindi ai
mutui,
se la cassa è stata reintegrata e com’è
la situazione
attuale in riferimento
all’utilizzo delle entrate a specifica
destinazione, cioè se attualmente oggi esistono delle entrate a
specifica destinazione sottratte al loro originario investimento
e dedicate per spese correnti e non ancora rimpiazzate. Grazie
ALLE ORE 17,15
ENTRANO: CERRETO, GALLICOLA, SANTILLO
ASSESSORE MARRONE - Sarà sintetico: relativamente ai mutui citati
prima, ovviamente si tratta di mutui
che non sono
stati
incassati e quindi
le relative entrate non possono essere state
in alcun modo utilizzate. Per quanto riguarda invece l’altra
richiesta che il Consigliere Spirito faceva, e cioè,
quella
relativa all’utilizzo di fondi vincolati per
l’importo di 3
milioni e dispari
al 31.12.2007, le fornisco un dato più
aggiornato e le dico che la cifra delle entrate a specifica
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destinazione che sono attualmente utilizzate, così come da norma
di legge è aumentata e si è quasi raddoppiata e trattasi
precisamente di: 3.370.000
circa che sono derivati da un
finanziamento del Ministero dell’Ambiente, il vincolo è il n.244
che è finalizzato al risanamento idrogeologico
di San LeucioVaccheria; ci sono altri 700 mila euro circa che rappresentano un
residuo sulla rinegoziazione dei mutui, o meglio si trattava di
un’estinzione di mutui fatti nel 2004,
cioè all’epoca
furono
presi tutti i mutui che erano in corso con la Cassa Depositi e
Prestiti e con delle banche private si fece una rinegoziazione,
cioè le banche diedero i soldi, la Cassa DD.PP. erogò l’intero
importo e questo intero importo venne poi pagato dalle banche
private, quindi i mutui sono
attualmente in corso con le banche
private.
Quel 1,9 milioni della Regione Campania per il parcheggio Carlo
III,però ci sono anche altri 150 mila euro per altre opere; ci
sono 28.951 euro per programma di sviluppo sostenibili - vincolo
205 - e 290 mila euro per recupero cave anche questi finanziati
dalla Regione Campania - il vincolo è 220.
Questo è l’importo complessivo ad oggi di entrata a destinazione
vincolata, il cui importo deve essere ricompresso, così come dice
la legge,
nell’ ambito dell’importo massimo ottenibile come
anticipazione di cassa, quindi
l’importo, la cifra massima
ottenibile è
pari al 25% dei primi
tre titoli
di entrata del
penultimo esercizio di 19 milioni e dispari
di euro, ovviamente
per l’utilizzo bisogna tener necessariamente
conto
anche di
questi
importi. Quindi, queste cifre utilizzate in maniera
vincolata, casa consentita dalla legge,
perché il legislatore
dice : prima di andare in anticipazione di cassa e corrispondere
degli interessi al Tesoriere,
utilizza prima i fondi, però
tenendone conto nel conteggio
dell’anticipazione complessiva, in
modo da poterli reintegrare all’uopo. Questo è il quadro attuale.
CONSIGLIERE SPIRITO ANIELLO - Sono soddisfatto della risposta
dell’Assessore Marrone, ma al contempo sono preoccupato del
contenuto della stessa,
perché
mi aspettavo una risposta nel
senso di dire, quei 3 milioni li abbiamo reintegrati, e
quindi
siamo zero a zero, ma
invece
sono raddoppiati. Addirittura
l’Assessore Marrone dice che sono stati utilizzate delle risorse
destinate al parcheggio Carlo III bis, anzi mi dite senza “bis”,
ma è ancora peggio, perché quella
è un’opera
che
dovremmo
averla già ultimata, secondo l’Assessore Alois doveva essere
completata già da qualche tempo, sembra
invece, ci sono passato
ultimamente per andare al teatro di corte, ma sta ancora là
abbandonata.
Questo testimonia ancora una volta di più la
difficoltà economica dell’Ente che è costretta a ricorrere per un
importo notevole
alle entrate
a specifica destinazione, e la
fortuna o la sfortuna di quest’Amministrazione è che le opere
pubbliche stentano a decollare, non c’è programmazione e quindi
quei soldi non vengono utilizzati, perché
se vi fosse un
programma delle opere pubbliche che viaggiasse in maniera spedita,
oggi si
sarebbe di fronte ad una scelta
o si dovrebbero
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rimpinguare quei soldi perché bisogna andare avanti con l’opera,
ma ci si troverebbe in difficoltà con le spese correnti. Invece il
fatto che arrivano dei finanziamenti per
delle opere pubbliche
che vengono fatte, vengono magari
solo designate sulla carta
o
in un
mezzo rigo del piano triennale delle opere pubbliche,
permette all’Ente di utilizzare quei soldi per le spese correnti,
cosa che poi al 31 dicembre, il 31 dicembre arriva e quei soldi
devono essere rimpinguati; speriamo di assistere,
ma
io sono
convinto che non sarà così,
ad un consuntivo migliore,
è una
deriva che mi preoccupa e che attesta le difficoltà
sempre più
gravi di questo Ente in materia finanziaria e, dai dati, poi se
ne discuterà
nei prossimi giorni, da quelle che sono le
previsioni del futuro, non sono certo incoraggianti.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE - Procediamo con la numero 17 sempre a
firma del Consigliere Spirito del 20/01/ 09 avente ad oggetto:
“Via Feudo San Martino” rispondono gli Assessori Alois
e Del
Rosso.
CONSIGLIERE SPIRITO ANIELLO – Questa
è una interrogazione a cui
tengo particolarmente, anche se, le parole, gli scritti,
per
questa interrogazione rendono poco, bisognerebbe farsi una
passeggiata in
quella strada per rendersi conto
di com’è la
situazione,
e in
qualunque ora, in qualunque giorno della
settimana vogliono gli Assessori Del Rosso ed Alois passare per
via Feudo San Martino si renderanno conto di com’è la situazione.
“In quella zona
il progetto comunitario Urban 2
prevedeva la
riqualificazione del quartiere Acquaviva e fu deciso dalal passata
Amministrazione di realizzare un impianto sportivo…..”
(Legge l’interrogazione agli atti).
ALLE ORE 17,25 ENTRA PUOTI.
ASSESSORE ALOIS - Volevo comunicare che, data l’interrogazione e
gli argomenti, l’ho già comunicato prima, si tratta di cose
che
riguardano fondamentalmente l’Assessore Del Rosso, però
c’ho
tenuto
a rispondere,
anche per dire al Consigliere Spirito che
le argomentazioni precedentemente poste, personalmente non le
ritengo realisticamente tali, parlo di Piazza Carlo III, perché
sappiamo
tutti bene che rispetto alle cose che si stanno
svolgendo
ci sono stati dei problemi che non dipendono
dell’Amministrazione, anzi l’Amministrazione si sta impegnando in
maniera molto solerte a vederli risolvere e, come lei ben sa, dal
punto di vista anche giuridico-amministrativo non sono problemi
di facile soluzione. Fra l’altro ricordo pure,
ne approfitto,
percè è una cosa di cui ne andiamo orgogliosi,
l’abbiamo fatta
questa mattina, sempre in merito a quella filosofia che prima
ricordava, anche su questo le prove fatte di questa mattina,
conferenza stampa per 19 milioni di euro che
sono stati
finanziati dalla Regione Campania
per realizzare
due arterie
stradali importantissime, quelle legate al Policlinico e l’arteria
di San Leucio, sono operazioni che appunto vanno nella direzione
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contraria. Quindi era una precisazione dovuta alle osservazioni
del Consigliere Spirito. Poi per quanto riguarda Urban 2 c’è
l’Assessore Del Rosso che gestisce la sua parte di Urban 2, le
risponderà.
ASSESSORE DEL ROSSO Su una cosa devo dare ragione, quella
strada è sempre invasa dai rifiuti, ma purtroppo non è l’unica
strada sempre invasa dai rifiuti, perché purtroppo il controllo
del territorio è sempre molto scarso. Quindi
credo che il
Consigliere Spirito avrebbe dovuto fare un’interrogazione un po’
più complessa
su questo,
perché io tutto sommato
devo solo
raccogliere i rifiuti, ma non posso controllare la strada, cioè
fare il controllo del territorio, cosa che non mi compete. Poi
anche la questione dei marciapiedi neanche mi compete, perché io
devo solo raccogliere l’immondizia, questo per essere proprio
chiari, perché questo è il mio ruolo e questo tento di fare.
Chiaramente la sopra è uno sversamento continuo, costante, quindi
ripeto che il controllo del territorio non mi compete, quindi
avrebbe dovuto fare un’interrogazione diversa e chiedere a chi ha
il controllo del territorio perché non controlla quella parte la.
Certamente noi quando li troviamo, li raccogliamo e li portiamo,
ma purtroppo non siamo abilitati a fare questo perché io non ho
Polizia Municipale e ne altri tipi di mezzi per poter fare questi
tipi di controlli e ne’ ne ho il potere.
Per quanto
riguarda
la questione comunitaria,
oggi
il primo
lotto dell’originario intervento PIC Urban 2
misura 4.1,
l’inviato
ha acquisito il parere favorevole alla Commissione di
Vigilanza sul locale di pubblico spettacolo, il 4 aprile 2008, è
stato
accatastato ad ottobre 2008 ed indicato agibile con
certificazione
di dicembre 2008, collaudato il 20 gennaio 2009.
L’impianto risulta utilizzabile in questo momento. Per quanto
attiene il 2° lotto, perché erano divisi su due lotti: viabilità
e parcheggi, la rendicontazione definitiva di Urban - prima faseal 31.12.2008, poi prorogato a giugno 2009, hanno
imposto di
espungere le somme relative agli interventi del 2° lotto di
1.501.000 dalla rendicontazione, sostituendo tre interventi
con
altri progetti coerenti già realizzati la cui spesa risulta già
sostenuta, cioè è stato trasportato quell’importo su altri
progetti. Questo è per la rendicontazione economica.
Le opere di 2° lotto già
previste
c’è
la realizzazione di
idonea di viabilità e parcheggi espunti da Urban 2, ma restano
nel programma di quest’Amministrazione
e saranno oggetto
di un
prossimo intervento di riarticolazione progettuale, quindi sono
usciti da Urban 2, ma rientreranno nell’amministrazione su altri
tipi di rendicontazione, in quanto questi soldi sono stati
utilizzati per altri tipi di interventi di Urban 2.
Quindi
gli atti di approvazione dell’originale progetto del 2°
lotto furono annullati dal TAR a seguito di ricorso.
ALLE ORE 17,30
ENTRANO: COMUNALE, MELORIO, DEL GAUDIO, VENTRE.
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CONSIGLIERE
SPIRITO
ANIELLO
Presidente
sono
alquanto
imbarazzato, totalmente insoddisfatto, quasi, quasi
mi vergogno
di essere Consigliere
Comunale di questa città, perché un
Consiglio Comunale all’unanimità decide di approvare un progetto
per riqualificare un quartiere importante, e non so chi, e non
so con quale atto, decide che improvvisamente quel progetto
scompare e che quei soldi vengono utilizzati da un’altra parte.
Allora io
vi chiedo: ma se la competenza
originaria era del
Consiglio, quale Consiglio Comunale, in quale data, ha deciso di
sottrarre quei fondi da quel progetto, io voglio tutte le carte
e queste carte le presenterò alla Corte dei Conti, perché adesso
mi sono scocciato, perché qui ne va del nostro ruolo di
Consiglieri Comunali e chiederei ai Consiglieri di maggioranza di
fare attenzione su queste cose, perché mentre noi ci impegniamo
a fare delle cose, poi c’è un atto amministrativo fatto da un
burocrate
qualsiasi, con l’avvallo di qualche Assessore di
riferimento o del Sindaco,
cancella la programmazione decisa da
un intero Consiglio Comunale! Ma non è più possibile che questo
accada, non è
più possibile, non è immaginabile! Perché i
cittadini fermano noi per strada, a noi chiedono questo! Cioè noi
veniamo a sapere che di fronte ad un progetto comunitario che il
31
dicembre doveva vedere la sua conclusione, dobbiamo venir a
sapere che quei soldi non ci sono più, quel progetto non esiste
più! E in più, quel progetto non è compreso neppure nel piano
triennale delle opere pubbliche di quest’anno! Perché non solo
quel progetto non si fa più con i soldi Urban, ma non è previsto
nemmeno nel
progetto di quest’anno, quindi non lo vogliono fare
neppure con i nostri soldi, quindi dobbiamo dire ai cittadini di
quella zona che devono continuare a vivere nel degrado! Dobbiamo
dire che abbiamo preso delle risorse dalla Comunità Europea e li
abbiamo buttate, perché non abbiamo riqualificato niente, nessun
quartiere! Non si
sa più che fine hanno fatto, forse saranno
servite per le isole ecologiche di San Benedetto, forse saranno
servite per la centralina di San Clemente, forse saranno servite
per altro ancora,
ma dobbiamo dire ai cittadini di quella zona
che devono continuare a vivere nel degrado che
il quartiere
Acquaviva non sarà riqualificato
e in più quest’Amministrazione
con delibera di Giunta, con difetto di competenza, caro Segretario
Comunale, ha deciso di devolvere dei mutui, destinati sempre in
quella zona, per 1 milione di euro ad
altro. Ma qua veramente
stiamo scherzando con il fuoco! Mi raccomando, ripeto, lo dico
pubblicamente,
portate quella delibera di evoluzione dei mutui
in Consiglio Comunale allegata al bilancio, perché la Giunta non
ha
competenza specifica, quindi
prima che vado a dichiarare la
illegittimità di quella delibera fatela confermare dal Consiglio
Comunale, la Giunta non ha competenza in materia di investimenti,
gli investimenti li decide il Consiglio Comunale, il Consiglio
Comunale decise di fare sottopasso di viale
Carlo III,
il
Consiglio Comunale decide di non fare più il sottopasso di viale
Carlo III! Il
Consiglio Comunale decise di fare la piscina
comunale in via Acquaviva, il Consiglio Comunale decide di non
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fare più la piscina in via Acquaviva. Il
Consiglio Comunale
decide Urban 2 e non so chi ha deciso di non farlo più! Grazie.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE - Grazie Consigliere Spirito.
Nel frattempo è arrivato il Consigliere Puoti..il Consigliere
Ventre ha chiesto la parola, prego.
CONSIGLIERE VENTRE RICCARDO – Presidente, ero arrivato alle 16.00,
all’orario di convocazione
del Consiglio,
mi riservo di
scriverle una lettera affinché,
con l’ausilio della Conferenza
dei Capigruppo, finisca questa burla, sostanzialmente, della
convocazione per un’ ora e il riunirsi un’ora dopo in seconda
convocazione, perché diventa poi arbitrio del Presidente quando
riunirsi, o comunque dei gruppi di maggioranza.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Consigliere Ventre resto in attesa
della sua lettera, che è gradita,
sono pronto a recepirne la
sostanza ed il merito che lei ha esposto oggi,
ci riuniremo in
Conferenza dei Capigruppo e penso che
possiamo cambiare questa
che però lei riconoscerà è una prassi di questo Organo.
CONSIGLIERE VENTRE RICCARDO - Grazie
Signor Presidente.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE Quindi è presente il Consigliere
Puoti e discutiamo questa interrogazione molto risalente nel
tempo,
è la n.103 del 17/12/07 avente ad oggetto: “ Utilizzo
carta riciclata nei pubblici uffici”, risponde l’Assessore Greco.
CONSIGLIERE
PUOTI
PIERPAOLO
Presidente,
grazie,
l’interrogazione
è
datata,
ma
c’è
anche
una
parte
di
responsabilità del sottoscritto nel non aver incrociato in questo
Consiglio l’Assessore Greco. Assessore, credo che sia semplice il
quesito
sull’utilizzo e sull’impiego di, credo che anche la
risposta sia esaustiva ed altrettanto semplice,
noi gradiremmo
aver applicata questa norma di indirizzo soprattutto e di
buon
senso che ci consentirebbe di utilizzare
carta riciclata
risparmiando in termini di impatto ambientale
molto per questo
Ente e per questa Comunità,
purtroppo il dato concreto è che
l’utilizzo di carta riciclata in questo Comune non se ne fa, ed
anche in altri Enti, quindi gradiremmo capire se esiste una
programmazione in tal senso e se è possibile ripristinare questo
obbligo normativo. Grazie
ASSESSORE GRECO Grazie Consigliere. Un po’ la risposta l’ha
data
stesso
il
Consigliere
interrogante
perché
la
sua
interrogazione non è una interrogazione per conoscere lo stato
delle cose,
che
lei conosce, perché
girando gli uffici
comunali non vede carta riciclata che esce dalle stampanti o dalle
fotocopiatrici, dalla relazione che ho ricevuto
dall’Ufficio si
attesta che
all’ entrata in vigore della normativa del 2002
l’Amministrazione dell’epoca,
i Dirigenti hanno provveduto ad
iniziare una utilizzazione della carta riciclata, che però
ha
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dato problemi alle macchine che abbiamo, perché sono evidentemente
incongrue, da quello che mi è stato rappresentato, e che quindi
hanno
problemi,
sia
le
stampanti
che
le
fotocopiatrici,
all’utilizzo di questa carta. Certo è, una utile sollecitazione,
quella del Consigliere Puoti, perché insieme all’attivazione della
raccolta differenziata
dei rifiuti anche all’interno dell’Ente,
sicuramente questo diventa un altro elemento qualificante in
termini di politica ambientale
di questo Comune. Certo,
Consigliere Puoti, se lei mi chiede lealmente: ci sono oggi le
risorse per adeguare tutte le strutture, le macchine nostre, a
questo tipo di esigenza? Credo di no, non riguarda esattamente il
mio campo amministrativo, ma credo di no. E’ ben noto che questo
Ente versa in condizioni economiche molto difficili, vorrò terrà
conto che non è attribuibile all’ esclusiva responsabilità di chi
parla o di amministra oggi la situazione della quale stiamo
discutendo, e purtroppo credo che alcune giuste esigenze, come
questa, rispetto a delle necessità, mi verrebbe da dire primarie,
prioritarie, passano in secondo ordine, me ne dolgo, mi dispiace,
ma tant’è. So che la mia risposta non è esaustiva, è una risposta
sincera.
ALLE ORE 17,40 ENTRA DI
LELLA.
CONSIGLIERE PUOTI PIERPAOLO – Assessore, apprezzo come al solito
la sincerità, l’onestà, comprenderà, anche
il tono della
interrogazione che è tesa ovviamente a cercare di migliorare quel
po’ che è possibile; a me suona strano che i tecnici le abbiano
potuto riferire che questa carta non è utilizzabile per le nostre
cose, perché
notoriamente la Regione Campania non è un Ente che
funziona benissimo, però
se lei da qualche anno a questa parte,
prova ad avere dei documenti dai settori competenti della Regione
Campania,
scoprirà
di
ricevere
carta
intestata,
non
riutilizzabile, ed è carta riciclata. Non credo che abbiano
ammodernato
gli uffici della Regione Campania
i loro parchi
macchine, le dico che utilizzo carta riciclata nel mio lavoro
quotidiano, non
ho cambiato le macchine, non ho cambiato le
fotocopiatrici, ma la grammatura è sempre la stessa, quindi
non
riesco ad intendere quale possa essere il problema e la
limitazione. E’ ovvio che
non possiamo pensare di cambiare il
parco macchine,
anche se credo che la maggior parte delle
macchine siano in noleggio e con il soggetto che detiene queste
macchine si potrebbe aprire un discorso
sulla fattibilità
operativa in questo senso, perché essendo
macchine che vanno a
copie, immagino,
come tutti i contratti di noleggio è semplice
adattare queste
macchine, le ripeto che io ho molti dubbi sul
fatto che si debbano
adattare, ma qualora
dovessero adattarsi,
non è difficile avendo
un contratto di noleggio
e non avendo
delle macchine acquisite di proprietà.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Grazie Consigliere Puoti, ma lei ha
un’altra interrogazione la n.12 dell’11 gennaio 2008.
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CONSIGLIERE PUOTI PIERPAOLO – Presidente, siccome è superata nei
fatti, per quello che mi è dato di sapere,
mi permetto di fare
solo una considerazione di carattere generale, se Lei me lo
consente.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Sì, l’unica cosa è che il Sindaco in
questo momento
non è presente in aula, aspettiamo che ritorni,
giusto perché era l’interrogato.
CONSIGLIERE PUOTI PIERPAOLO – Credo che interesse tutti, poi se
vuole glielo ripetiamo. La mia considerazione
è semplicissima,
noi
abbiamo affrontato questo argomento tempo fa,
avevamo dato
un impegno a questo Consiglio di tenerlo informato, se si ricorda
questa era una riproposizione, ma
io come Consigliere non ho
avuto questa informazione, il motivo per cui non l’ho ritirata,
anche se so che nei fatti mi sembra superata, però
mi premeva
dire al Consiglio, prima ancora che al Sindaco, che quando si
assume un impegno di riferire, forse, l’impegno non era solo del
Sindaco, era un impegno che avevamo preso collegialmente, perché
se la memoria non mi inganna, collegialmente su questo tema
avevamo detto ci riaggiorneremo
quando le cose sono più chiare,
lo sono state…
RIENTRA IL SINDACO.
CONSIGLIERE PUOTI PIERPAOLO Sindaco Lei non c’era, le ripeto
semplicemente questo, sull’interrogazione n.12 che è superata nei
fatti, ho solo lamentato, non l’ho ritirata per questo, ho solo
lamentato
che quando se n’è
discusso a tempo giusto, l’intero
Consiglio, non mi riferivo solo alla sua persona, ma anche a Lei,
s’era dato un impegno di aggiornamento sulla vicenda, perché era
una vicenda delicata sulla quale avevamo fatto tutti un po’ delle
riflessioni. Questo aggiornamento a me personalmente è arrivato
con un po’ di
ritardo ed avevo lamentato questo difetto di
comunicazione che col tempo, spero, si correggerà. Grazie
INTERVENTO DEL SINDACO – Me ne dispiace e faccio ammenda, però
l’importante è la sostanza
della cosa, l’impegno è stato
mantenuto, ci sono state tre udienze la prossima è fissata al 3
giugno.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – La prossima è del Consigliere Ventre,
che però non vedo in aula, quindi passiamo a quella
del
Consigliere Cerreto
la n.3 che interroga l’Assessore Del Rosso,
perché per quelle precedenti l’Assessore Ciontoli ha chiesto dieci
minuti di tempo perché aveva un’esigenza improrogabile, poi
ritornerà.
Quindi passiamo alla n.3 a firma del Consigliere Cerreto del
13/01/2009 avente ad oggetto:”Rifiuti in Via Cupa”, risponde
l’Assessore Del Rosso.
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CONSIGLIERE CERRETO MARCO – Purtroppo
Presidente, ragionavo
poc’anzi con il mio Capogruppo
circa la quasi inutilità
dell’interrogazione che mi trovo a discutere, perché grazie a Dio
oggi la situazione a Via Cupa sembra migliorata,
colgo
l’occasione per divagare un attimo, le ricordo che abbiamo votato
all’unanimità un regolamento per il “question time” quindi questa
delibera sarebbe efficace se Lei
attiva
quel regolamento,
probabilmente ci fa cosa gradita, e dovrebbe essere l’ultimo
giovedì del mese e dovrebbe essere automatico secondo me.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – È automatico, ma
da discutere.
se non c’è materia
CONSIGLIERE CERRETO MARCO Ma questa mia era proprio
un’interrogazione a risposta breve,
perché Presidente, io
sto
discutendo oggi una interrogazione
del 2 gennaio, la vogliamo
discutere, discutiamola!
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – La mia interpretazione è che standoci
le interrogazioni a risposta breve convochiamo il “question time”
per l’ ultimo giovedì del mese,
ma solo se ci sono ci
convochiamo.
CONSIGLIERE CERRETO MARCO – Allora Presidente, io sarò qui tutti
gli ultimi giovedì del mese perché
farò interrogazioni solo a
risposta breve e farò in modo che quando le presento lo scrivo
proprio “a
risposta breve”, almeno ne discutiamo, perché non è
possibile è un’ interrogazione di 5 mesi fa, ma forse perché non
essendoci
la dicitura “risposta breve” vengono tutte registrate
come interrogazioni ex articolo 28, normali, così è, e sbagliamo
noi perché le discuteremo con la prossima Amministrazione quelle
che abbiamo presentato oggi.
Comunque, detto questo, io avevo presentato, ma
questa non è
un’accusa a Lei Presidente, perché
è stato sensibile, io l’ho
detto pubblicamente perché
ha recepito, però
io mi impegno a
presentarle tutte a risposta breve.
Comunque, io avevo interrogato l’Assessore Del Rosso
circa la
situazione che in
via Cupa, lei ricorderà, nelle festività
natalizie
era non solo invasa dai raccoglitori che all’epoca
l’Amministrazione
utilizzò
per
risolvere
il
problema
dell’emergenza,
ma
ahimè, vedeva non solo la
pista ciclabile
oggetto di
invasione di rifiuti di natura indeterminata,
cosa
che poi si è verificata non solo lì in quella frazione, ma anche
in altre frazioni, ma
chiedevo appunto all’Amministrazione di
intervenire per risolvere il problema. La questione del resto è
nota in città, perché è stata oggetto anche di un’inchiesta
giornalistica e televisiva, per cui le chiedo, a distanza di 5
mesi di riferire cosa l’Amministrazione ha posto in essere per
risolvere il problema.
ASSESSORE DEL ROSSO
- Come lei ben
sa, noi abbiamo installato
delle postazioni dei container, questo si è reso necessario per
12
evitare di avere quei cassonetti per tutte le strade, dove era
un continuo emergenza rifiuti perché si incendiavano e quant’altro
accadeva. Ovviamente su questa strada la tipologia di rifiuti e
quant’altro è lo sversamento continuo, per cui
noi abbiamo
provveduto a fare degli ordini di servizio alla società SABA, ed
ho qui gli allegati, il 12 gennaio, abbiamo risollecitato il 13
gennaio, il 16 gennaio, perché si puliva e sversavano un’altra
volta, pulivano e sversavano; questo purtroppo è un problema serio
sullo svernamento incontrollato che abbiamo non solo su via Cupa,
ma anche su tante altre strade.Purtroppo
il controllo del
territorio, su questo in verità ho fatto anche una segnalazione
mia al Sindaco, perché il problema del controllo del territorio,
come sulle ordinanze che vengono emesse, il controllo
del
territorio non può essere fatto solo dalla Polizia Municipale, se
fosse
efficiente al 100%, ma dovrebbe essere fatto
anche dalle
Forze dell’Ordine, ma le Forze dell’Ordine fanno solo il verbale
che c’è il rifiuto la sopra, però non hanno mai trovato qualcuno
che ha posto furtivamente quei rifiuti sul territorio. Quindi il
problema del controllo del territorio, io ho chiesto proprio al
signor Sindaco di fare una riunione in Prefettura, affinché
vengano sollecitate tutte le Forze dell’Ordine che sul controllo
del territorio si spendano anche loro, proprio per evitare quello
che è successo a via Cupa e per evitare quello che succede a via
Feudo San Martino o in quelle altre strade che noi conosciamo
perfettamente. Ci auguriamo che le Forze dell’Ordine
ci possano
permettere di avere questa realtà, oggi comunque,
via Cupa,
ringraziando a Dio, tolti i contenitori, come le altre strade,
sono abbastanza vivibili.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Va bene, non c’è replica
del
Consigliere Cerreto.
Consigliere
Puoti,
quindi
possiamo
trattare
un’altra
sua
interrogazione perché quella precedente sostanzialmente la ritira,
quindi passiamo alla n.37 del 4/06/08 avente ad oggetto “Ordinanza
di riduzione posti degenza Tin A.O. Caserta “, interrogato è il
Sindaco, che adesso è assente in aula, quindi passiamo alla
interrogazione n.38 del 4/6/2008
sempre a firma del Consigliere
Puoti avente ad oggetto:” Gestione della villetta di Briano
lottizzazione Lea” risponde l’Assessore Alois.
CONSIGLIERE PUOTI PIERPAOLO - Questa interrogazione è la terza o
la quarta sullo stesso argomento, e riguarda una villetta
realizzata a via Grassi
in zona di Briano che giace come un
oggetto misterioso che non ha ancora una sua veste,
mentre
l’intera frazione sta soffrendo perché non ha nessuno sfogo, io
sono a Briano da pochi anni, non sono di Briano, mi rivolgo
all’Assessore che conoscerà sicuramente meglio di me quelle zone,
però Briano per sua conurbazione non è riuscita mai ad avere uno
spazio per i ragazzi, un oratorio che sia degno di questo nome, un
parco giochi, insomma un minimo di svago per i ragazzi di quella
frazione che poi così piccola non è. La fortuna
ha voluto che
nascesse questa opera e tutti ci aspettavamo
che avesse una
13
grande valenza. Ho chiesto che vi fosse il Sindaco, perché la mia
interrogazione è sostanzialmente la ripetizione pedissequa di un
intervento che ha fatto il Sindaco rispondendo ad una mia
precedente interrogazione sull’ argomento, che chiedeva
se
esistevano
in
atti
dell’Amministrazione
richieste
per
l’utilizzazione di quel manufatto e delle opere intorno a quel
manufatto. Il Sindaco a quella data, era il 28.12.2007,
mi
rispose che non era pervenuta alcuna istanza, siccome quello fu
il periodo
in cui il Sindaco sbatteva i pugni sopra al tavolo
dicendo “ mi dovete chiedere scusa”, adesso li sto battendo io e
voglio essere io a ricevere le scuse del Sindaco, perché in atti
esistevano due richieste fatte dal Parroco Don Mimì Buozza della
chiesa si Briano che chiedeva e chiede ancora, disperatamente,
che quell’ area e quella villetta siano destinate ad attività
sociali,
sotto la sua diretta responsabilità, e quindi che sia
consentito
ai ragazzi di quella frazione di fruire di un’opera
che è donata in conseguenza della lottizzazione che
è stata
realizzata. Mi sembra invece che noi, ne approfitto, depauperiamo
ulteriormente la frazione di Briano, è di questi
giorni la
notizia che anche la delegazione di Briano pare che sia stata in
qualche maniera smantellata, e chiedo a qualcuno che
può darmi
una risposta, di farmi sapere, ed è stata spostata al Belvedere.
Ora, che il Belvedere sia un luogo per metterci degli uffici sta
diventando, a mio avviso, una cosa che sfugge alla mia
considerazione,
lei mi
guarda esterrefatto dottore Piscitelli,
per carità io ho una visione completamente diversa di quel sito,
ho una visione completamente diversa di quella destinazione, e mai
mi sarei sognato che quest’ Amministrazione cancellasse da Briano
la delegazione e la portasse al Belvedere; Assessore se ha modo di
riferirmi, mi fa piacere avere una sua considerazione, non riesco
a seguire. Certo il dato è questo, in questi giorni quello che
era il luogo storico
della delegazione, sembra che sia stato in
qualche maniera dismesso e sia stato trasferito al Belvedere.
Quindi le mie domande sono due: una, sapere se, quando, come e
perché, non è stata avviata una fase di gestione di questa opera
che è nella disponibilità dell’Amministrazione comunale; il perché
non mi è stata data una
risposta coerente
rispetto agli atti
presenti e perché, esisteva la richiesta di una Parroco, di una
Parrocchia e perché il manufatto non è stato passato a loro; ed
in ultima la motivazione di questo
continuo depauperamento di
quelle poche presenze di quest’Amministrazione nella frazione di
Briano.
ALLE ORE 17,45 ENTRANO LOMBARDI E FERRARA.
ASSESSORE ALOIS – Questa interrogazione, come prima stavo
accennando
al
Consigliere
Puoti,
mentre
era
qua,
non
è
un’interrogazione di mia competenza, perché non riguarda un lavoro
pubblico effettuato dal Comune, ma come prima ricordava il
Consigliere Puoti è un’opera
realizzata dai soggetti che hanno
fatto la lottizzazione. Però, mi sento di rispondere anche a nome
del Sindaco, anche se il Sindaco non c’è adesso, perché al di là
14
della comunicazione, che forse
al Sindaco in quel momento
risultava essere vera, perché non c’erano richieste da parte di
alcuno, poi successivamente
anche da azione svolte da me
personalmente, insieme al Sindaco, ma
non nella qualità, ma
semplicemente sollecitati da alcuni soggetti a cercarne di venire
a capo di questa situazione,
abbiamo fatto
insieme al Sindaco,
insieme ai tecnici, alcuni mesi fa, una perlustrazione presso il
sito ed abbiamo attivato un percorso. Questo percorso però, e
voglio cercare di fare anche un passo avanti su questa questione,
perché, ripeto, rispondo non tanto come interrogato, ma come
interessato a che questa cosa venga risolta in tempi
quanto più
brevi possibile. L’ipotesi all’epoca era di legarla, avendo il
Comune un’esigenza di delegazione, Consigliere Puoti, perché
pagava un fitto presso un altro locale, quindi un’esigenza di
contemperare anche l’esigenza di risparmio e di utilizzo della
struttura stessa, per la parte che poteva eccedere l’utilizzo
della delegazione. Questo era l’indirizzo sul quale si stava
discutendo alcuni mesi fa. Oggi, quindi facciamo una sorta di
question time, andiamo anche avanti; oggi anch’io apprendo
l’eliminazione del fitto, quindi della location della delegazione
a Briano, perché mentre lei faceva l’interrogazione io chiedevo
al Dirigente Sorbo la veridicità di questo fatto, immagino che ci
siano ragioni ovvie ed utili,
però questo corrisponde alla
realtà. Corrispondendo
alla realtà, significa che la struttura
di Briano non avrebbe più l’esigenza di dover contenere
la
delegazione, e quindi io, voglio dire al Consigliere, che alla
luce di questa novità,
mi prendo l’incarico, la responsabilità,
anche insieme al Sindaco che avrebbe dovuto rispondere, di andare
avanti sull’ipotesi appunto, venuta meno l’esigenza specifica, di
poterla attivare nell’utilizzazione,
secondo norme e leggi,
perché non è che si può fare una richieste e poi al soggetto che
la chiede
gliela si da’, anche se il soggetto in questione,
questo è il mio parere personale, ha tutti i requisiti per poterla
gestire al meglio,e
potrebbe anche alla fine essere così, però
bisogna attivare una procedure, ed
io questo che dico,
personalmente cercherò di sensibilizzare tutti i soggetti attivi
in questo senso,per fare in modo che la cosa vada a buon fine.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Grazie Assessore,
Consigliere Puoti per l’eventuale replica.
la
parola
al
ALLE ORE 18,00 ENTRANO LINO E BARBIERI.
CONSIGLIERE PUOTI PIERPAOLO La replica è doverosa. Avete
presente quando si dice: quale sarà il prossimo allenatore della
Juventus? Allora,
nessuno mi sa rispondere, stanno 40 minuti a
parlare però
non si capisce chi sarà
l’allenatore della
Juventus. Sostanzialmente, perché sia incomprensibile alle persone
che sono qui presenti in aula, noi abbiamo un bene che viene
conferito all’Amministrazione Comunale a scomputo di oneri di
urbanizzazione,
questo
bene
è
abbandonato,
vi
garantisco
abbandonato perché io abito a tre metri da questo manufatto,quindi
15
sono due anni che è lasciato a se, è stato fatto recentemente un
intervento di recinzione, perché mancava
anche la recinzione;
questo è un bene che rimane inoperoso alla mercè di chiunque, e vi
garantisco che fino a quando non c’era la recinzione era anche mal
frequentato,
perché purtroppo dobbiamo anche confrontarci con
questa realtà in città; il risultato è che un’ istanza fatta dal
Parroco
per aprirci
un centro oratoriale giace alla vostra
attenzione, dell’Amministrazione, alla
mia attenzione come
Consigliere Comunale, grosso modo da novembre 2007. Ora, se noi
dobbiamo impiegare
due anni, e
non abbiamo ancora risolto, la
vicenda,
per valutare la proposta di apertura di un
centro
oratoriale in un manufatto che vi garantisco
è un manufatto di
70Mq.
non di più, non stiamo
parlando di nessuna cosa sulla
quale
è pensabile fare attività speculativa,
parliamo di cose
assai modeste anche come dimensioni, però noi ci impieghiamo due
anni per fare una valutazione. Io capisco che dobbiamo ridurre i
costi e dobbiamo
abbattere i costi passivi per fitti, ma non
credo che valga solo per Briano questo, mi pare che Briano
sia stata la
prima vittima di questa opera che, spero che
l’Assessore Marrone ci illustri bene, e spero che ci siano
a
questo punto molte altre riduzioni di fitti passivi, che si sia
partiti da Briano per puro caso ad eliminare quella delegazione,
ed io dico eliminare Assessore Carnevale, perché io dico che è
stata eliminata la delegazione
a Briano. Ma la cosa che io
ritengo assolutamente scandalosa, perché a Briano l’unica cosa che
rappresentava
la
presenza
di
quest’Amministrazione
e
dell’Amministrazione comunale in genere, era quella porticina,
quella stanza di 20 Mq.,dove c’era un impiegato comunale, né più
e né meno. Io credo che
la presenza
del Comune in quella
frazione non si veda per nessun altro motivo, io non vedo
pattuglie di Polizia Municipale, non vedo presidi di Polizia
Municipale a Briano, non vedo interventi di nessuna natura, non
vedo niente! L’ Amministrazione comunale è come se non ci fosse!
Al di là del fatto che non ci stanno interventi programmati per
quella frazione, io parlo del centro storico e non delle aree
introno alla lottizzazione che chiaramente sono state oggetto di
intervento.
Quindi
mi
chiedo,
se
è
possibile
che
quest’Amministrazione ci metta due anni per valutare la proposta
di apertura di un centro oratoriale, come
è pensabile poter
gestire
cose sicuramente più articolate e complesse che siamo
chiamati tutti quanti, con responsabilità, ad affrontare.
ALLE ORE 18,10
ENTRANO CAPOBIANCO E CECERI.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE Consigliere Cerreto è in aula
l’Assessore Ciontoli, quindi possiamo trattare
l’interrogazione
n.52 del 2008 o la n.2 del 2009, facciamo, quindi la n.52.
Ma c’è insistentemente il Consigliere Garofalo che chiede di
intervenire, ma le ricordo
che in sede di interrogazione i
Consiglieri non possono intervenire, se non gli interroganti e gli
Assessori interrogati, comunque faccio uno strappo, non mi faccia
pentire, 30 secondi.
16
CONSIGLIERE GAROFALO NICOLA – Presidente, le chiedo scusa, ma non
è possibile che noi
stiamo discutendo in questa assise
interrogazioni del 2007! Ma l’interrogazione è un qualcosa per
spingere l’Amministrazione a fare delle cose, noi addirittura
discutiamo
delle
interrogazioni
presentate
dai
Consiglieri
Comunali a distanza di due anni, ma stiamo perdendo solo tempo, e
la gente aspetta qua! Questo era l’intervento che volevo fare,
grazie!
INTERVENTO DEL PRESIDENTE –
Grazie a lei Consigliere. Volevo
salutare il Consigliere Franco Capobianco che è entrato in aula.
Allora passiamo all’interrogazione n. 52
del 16/12/2008 a firma
del Consigliere Cerreto, avente ad oggetto: “Trasferimento fondi
regionali T.P.L. all’ACMS”, risponde l’Assessore Ciontoli.
CONSIGLIERE CERRETO MARCO Noi poniamo l’accento
sempre sulla
questione dell’ACMS, che ci sta a cuore e che dovrebbe stare a
cuore a tutta l’Amministrazione, in quanto come città di Caserta
siamo soci di questo ente al 9%,
e ci chiediamo, in quanto la
Regione Campania, in base
al piano regionale dei trasporti,
conferisce alla città di Caserta, annualmente, all’Amministrazione
della città di Caserta,
dei fondi che dovrebbero poi
essere
dall’ACMS utilizzati per facilitare il piano trasporti e per
attuare tutte quelle cose, quei disservizi che abbiamo più volte
denunciato in questa assise, che non vanno.
Noi riteniamo che questi fondi dovrebbero essere trasferiti
all’ACMS,
perché se vengono
conferiti al Comune di Caserta,
perché
questo in qualità di socio dell’ACMS,
debba poi
trasferirli all’azienda per far sì che in questa città ci siano
dei servizi maggiori, migliori, e che evidentemente vadano spesi
in tal senso, vorremmo aver contezza che questo sia effettivamente
fatto. Per cui riteniamo che questo tipo di vincolo debba e possa,
anzi debba per legge, trovare una sua ricognizione e collocazione
all’interno del bilancio. Ora,
stando a quelle che sono
indiscrezioni
giornalistiche, perché noi non abbiamo il piacere
di visualizzare gli atti dell’ACMS, in quando alle assemblee dei
soci, nelle migliori delle ipotesi ci va il Sindaco oppure delega
l’Assessore, quindi chiediamo
al Sindaco o all’Assessore se
effettivamente questi fondi vengono erogati
dalla Regione
Campania, così come risulta da bilancio regionale,
se questi
fondi,
una volta erogati al Comune,
vengano poi effettivamente
trasferiti
all’uopo
che per legge essi sono
devoluti. Allora
vorremo sapere quando è stato fatto, perché delle due l’una,
Assessore, o la
cosa non è stata fatta dalla Regione o la cosa
non è stata fatta dalla città, se no dovremmo necessariamente
pensare che qualcuno all’ACMS
è bugiardo, poiché non riteniamo
che
qualcuno
all’ACMS
è
bugiardo,
vogliamo
capire
se
effettivamente voi avete ricevuto i soldi dalla Regione, per prima
cosa; e se questi soldi che avete ricevuto dalla Regione siano
stati effettivamente
devoluti e conferiti all’ACMS, perché
all’ACMS
ritengono che questo non sia stato fatto, o almeno
17
all’epoca, Assessore, poiché io mi trovo a discutere questa
interrogazione che è del 10 dicembre,
all’epoca dei fatti si
dicevano queste cose,
mi auguro che ora
lei possa dissipare
questi dubbi. Grazie.
ASSESSORE CIONTOLI – Ringrazio il Consigliere Cerreto per
l’interrogazione
posta
su una questione che sta seriamente a
cuore all’Amministrazione comunale in quanto attiene
soprattutto
all’ azienda consortile che si occupa della mobilità in città ed
in provincia, e
a fronte della quale mi permetto di rispondere
subito, in risposta anche
all’interrogazione, quali sono le
modalità di
conferimento dei fondi dalla
Regione Campania,
utilizzando una nota che mi è stata trasferita in tempo reale dal
Dirigente del settore
il 23 dicembre 2008, ossia una settimana
dopo: “ In riferimento all’esposto citato in oggetto, si comunica
che la Regione Campania trasferisce al Comune di Caserta risorse
finanziarie relative al trasporto pubblico locale per un importo
annuo
di 2.626.182, importo pari alla quota di partecipazione
quale socio azionista dell’ACMS che è del 9,98% più Iva al 10%
che è a carico del Comune. Detto importo viene accreditato nelle
casse
comunali con rate bimestrali di euro 437.697; l’ufficio
provvede ad emettere atto di liquidazione a favore dell’ACMS di
pari importo
per il bimestre di riferimento. Questo stando agli
adempimenti tecnici che si devono compiere”.
All’atto della sua interrogazione,
cioè le somme di cui lei
diceva
all’atto
della
sua
interrogazione,
sono
state
regolarmente
trasferite all’ACMS, ovviamente il trasferimento
avviene dalla Regione Campania ed il Comune, con il tempo debito
della pratica effettua i pagamenti. C’è un altro elemento,
noi
oggi siamo “morosi”, per una serie di rate
che non sono state
pagate, perché la somma non è a disposizione del Comune, poiché lo
stesso importo è gravato da procedura esecutiva pendente dinnanzi
al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ed è questo meccanismo
tecnico che è calato sulla procedura che rende sfasate le
procedure e crea queste disarmonie che sono state oggetto dell’
interrogazione.
La questione posta all’attenzione dell’Amministrazione all’epoca
ebbe soluzione successivamente, adesso ce ne sono altre pendenti
che sono avvinte da questa procedura di cui ho detto poc’anzi. Poi
c’è anche qui
il Direttore Generale che segue passo passo la
procedura, ovviamente nei
tempi
e
con le modalità
che sono
consentite
all’Amministrazione, i pagamenti
vengono effettuati.
Chiaro è che è nelle intenzioni dell’Amministrazione adempiere a
tutti o passaggi
che si devono compiere nei tempi e nelle
modalità stabilite, chiaro è altrettanto, che quando si creano
delle difficoltà legate soprattutto ad una serie di procedure che
sono in corso, è chiaro che l’Amministrazione deve a sua volta
segnare il passo. Questo è lo stato dell’arte, se c’è bisogno di
qualche ulteriore dettaglio sulle procedure, tempi ed anche
modalità di esecuzione, c’è il Direttore Generale qui che può
arricchire la discussione stessa.
18
CONSIGLIERE CERRETO MARCO - Personalmente verificherò se queste
somme sono state pignorate al Comune di Caserta, anche perché non
penso che somme vincolate, cioè erogate dalla Regione ad un Ente
pubblico al fine, ed esclusivo fine non di utilizzarle, ma di
trasferirle in qualità di ente socio ad un altro ente pubblico,
possano essere pignorate da creditore dell’ente finale di questo
ente pubblico, in quanto se le dovessero pignorare
le avrebbero
pignorate all’ACMS
e non al Comune di Caserta, se
sono somme
vincolate, come da bilancio regionale. Quindi io andrò a
verificare se il Comune di Caserta effettivamente
è stato
aggredito da un pignoramento presso terzi
relativamente alle
somme vincolate
che la Regione eroga al Comune
che debbono
essere riversate all’ACMS; poiché lei l’ha dichiarato
io questo
lo andrò a verificare e poi mi riservo, eventualmente, di
intervenire.
Ripeto, quindi
mi sembra di aver capito questo concetto dalla
risposta dell’Assessore: che le somme state riversate con ritardo,
che le stesse nelle casse del Comune di Caserta
sono state
oggetto di un pignoramento presso terzi, in quanto Caserta ha
delle morosità, evidentemente con l’ACMS, non capisco come delle
somme vincolate da un bilancio regionale, che vengono erogate ad
un Capoluogo di Provincia socio di un ente di mobilità pubblica,
possano essere pignorate nelle casse del Comune senza aspettare
che arrivino nelle casse dell’ACMS, mi sembra una procedura un po’
strana, l’andrò a verificare, perché non ho dubbi che l’Assessore
mi abbia risposto la verità, però mi riservo di verificarlo ed
andrò a verificare se effettivamente ci sono pignoramenti presso
terzi che
interessano somme che rispondono a quella voce di
bilancio, perché la cosa mi risulta un po’ strana.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Passiamo alla interrogazione del
Consigliere Ferraro la n. 33 dell’ 11/03 /2009 avente ad oggetto:”
“Ristrutturazione organizzativa del personale”, l’interrogato è
l’Assessore Esposito.
CONSIGLIERE FERRARO VINCENZO MARIO - Questa interrogazione nasce
un po’ per caso, perché girava voce, ma molto tempo fa, perché
questa interrogazione è di un paio di mesi fa, girava voce
di
questa movimentazione che si doveva fare a livello dirigenziale
delle aree di intervento
a cui
dovevano afferire i “super
dirigenti”, se li vogliamo chiamare così. Allora io mi rivolsi a
qualcuno, non mi ricordo se parlai con l’Assessore, ma mi dissero
“ no,
assolutamente non c’è questa situazione di creare aree” ,
aree di “sovrapposizione” aggiungo io, ma poi alla fine siccome
questa voce era molto insistente feci questa
interrogazione, ma
in effetti è
un’interrogazione più per capire ed entrare nel
meccanismo di quello che poi si andrà a fare, perché poi non si
riesce capire nella composizione della macchina comunale questa
situazione di quattro aree di intervento, manco stessimo al Comune
di Milano! Ma per verificare e
per capire
come si muovono le
cose credo che poi, ovviamente
quando mi risponderà l’Assessore
19
vorrò capire un attimo come si muove,
perché sono voci che
girano. In effetti l’interrogazione era solo per capire bene come
era la composizione dell’ area,
se sarà affidata all’Ingegnere
Iovino, se di questa nuova organizzazione è stato creato e fatto
un
iter normale per la delegazione trattante e per le alte
professionalità
con l’articolo 56 o 65; e quindi se poi
effettivamente con questi passaggi che si faranno se ci sarà una
modifica di pianta organica. E
poi, non ultimo,
quanto costerà
all’Ente?
Assessore, io
vorrei che lei mi rispondesse per poi replicare.
Grazie
ASSESSORE ESPOSITO - Volevo innanzitutto mettere a conoscenza che
questa mattina abbiamo approvato
sia la dotazione organica del
personale che la ristrutturazione. Per quanto concerne
la
richiesta di chiarimento per presumibili aree di coordinamento di
questo tipo, lei non ha parlato con me, altrimenti le avrei già
risposto
in un certo modo, in quanto, se dovevo dirle una cosa
inesatta sicuramente non gliela avrei detta. Noi il lavoro
l’abbiamo completato anche per quanto concerne la macro-struttura,
sicuramente lei ne è a conoscenza,
è un funzionigramma che
afferisce a tutto ciò che riguarda il personale dal settore
dirigenziale fino all’ultimo dipendente delle maestranze.
Noi riteniamo opportuno, e l’abbiamo messo in atto, che le aree di
coordinamento non saranno più due ma
saranno quattro, lei
paventava
una
terza
area,
invece
noi
ne
facciamo
quattro.Ovviamente questo fatto che abbiamo
ideato, pensato ed
attuato di fare queste quattro aree di coordinamento è per un
motivo molto semplice, perché
noi siamo convinti che la
facilitazione dei rapporti tra l’ultimo o il più semplice
dei
dipendenti rispetto al suo Dirigente ed il Dirigente rispetto al
Coordinatore d’area,
in questo modo
diventa un rapporto più
duttile, più pratico,
per cui
i risultati
che si potrebbero
avere
sono senz’altro favorevoli
per il buon rapporto tra le
maestranze e questo che potrebbe facilitare anche il rapporto con
la cittadinanza. Quindi
le posso garantire che nella prossima
Giunta porteremo anche questa delibera
che afferisce alle
macrostrutture, per cui abbiamo pensato, che le aree
di
coordinamento non saranno più due ma quattro.
Poi per quanto riguarda il discorso
finanziario, no, non si
muoverà una lira
dal fondo aziendale perché è previsto un fondo
per i Dirigenti e questo fondo farà in modo che si applicherà la
quota che spetta al coordinatore, ovviamente qualche Dirigente non
prenderà
più lo stesso importo ma sarà sfavorito perché
aumenteremo le due aree di coordinamento.
Quindi
per quanto riguarda il capitolo di bilancio non si
modificherà nulla.
CONSIGLIERE FERRARO VINCENZO MARIO – Fa sempre piacere quando
all’interno di un Ente
si migliora, ma migliorano solo gli
uomini, mai le cosa. Io, per la verità, sono parzialmente
soddisfatto
della risposta dell’Assessore, perché su questo non
20
voglio fare assolutamente un ragionamento in cui vado a toccare
nomi o situazioni, non mi appartiene questa logica, per cui un
ragionamento fatto in questo modo, parlando di persone che fanno
o non fanno, sarebbe preso in un certo modo, ma credo che noi
dobbiamo fare un’analisi di quella che è la gestione del
personale,
cioè quello che si dice bisogna tramutarlo poi in
situazioni oggettive, di rapporti lavorativi
e professionali
all’interno dell’Amministrazione comunale. Io ho fatto l’Assessore
al Personale,
so che cosa significa la parola Dirigente, il
Dirigente
all’interno
di
un’Amministrazione
è
la
massima
espressione professionale,
per cui
ogni ragionamento
che
dovrebbe andare al di sopra è un ragionamento che dovrebbe essere
motivato, ma avendo delle motivazioni talmente forti
per creare
aree di coordinamento, che dovrebbero andare a rivestire, ad
analizzare un rapporto di qualità sul territorio, per quello che
dove essere la professionalità di un coordinatore o di un super
dirigente, perché di questo si tratta. Quando noi, Assessore,
andiamo a verificare questo, e perciò dicevo che
il Dirigente è
la massima espressione dell’Ente, al di sopra non si va,
questo
mi
stupisce come il Comune di Caserta
con 80.000 abitanti ha
bisogno della collocazione di persone nella creazione di aree di
intervento. Io mi ricordo
che quando noi abbiamo lavorato su
questo,
è stato fatto un ragionamento, ma c’erano delle
motivazioni molto forti, che adesso non mi
metto ad analizzare
perché ci vorrebbe molto tempo, però io
ritengo che
questo
movimento tra i Dirigenti, che sono nove, allora nove Dirigenti,
togliamone quattro, ne restano cinque, secondo me, Assessore, non
stiamo facendo un buon servizio al Personale, ai Dirigenti, e al
Comune
di Caserta, perché questo significa, a parte una
situazione che poi si identifica in un ragionamento politico,
e
mi starebbe anche bene, ma questo va a mortificare quella che è
una situazione di altri Dirigenti. Allora, noi
in questo modo
stiamo
creando
le
condizioni
affinché
all’interno
dell’Amministrazione comunale ci siano Dirigenti si serie A e di
serie B, perché poi io vorrei capire perché l’ uno e non l’altro?
Quali le condizioni che determinano questi passaggi? Quali sono
stati i criteri? Poi, secondo me, quando si va entra nel merito
di queste cose, credo che ci sia bisogno di un’analisi attenta di
quello che si andrà a fare,
quindi come fatto contrattuale o
organizzativo se ci vogliono delle declaratorie, dei profili,
bisogna capire bene
questo coordinamento che cosa va a toccare,
perché, se no alla fine, io ritengo
che
non stiamo facendo un
buon servizio per l’Amministrazione comunale. Grazie
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Passiamo all’ultima interrogazione, la
numero 24 dell’11/02/09 a firma del Consigliere Barbieri, avente
ad oggetto: “Lavori in esecuzione
sulle arterie cittadine”
l’interrogato è l’Assessore Alois.
La parola al Consigliere Barbieri.
CONSIGLIERE BARBIERI ALESSANDRO – Grazie Presidente.
21
Questa interrogazione fu proposta a febbraio di quest’anno a
seguito dei ritardi dei lavori
posti in essere sulle strade
principali di Via Roma e C.so Trieste. Rispetto al momento in cui
è stata fatta questa interrogazione, a
me sembra
di poter
rilevare che il cantiere di Piazza Amico sia stato completato, sia
pure con le difficoltà che ha avuto
quel cantiere di piazza
Amico,
e se ho visto bene
ieri
sera abbiamo avuto una
coincidenza fortunata
che l’illuminazione
di via Roma
si è
accesa
per la prima
volta. Ma l’interrogazione vale, Assessore
Alois, perché in realtà praticando io quelle strade mi sono reso
conto che i lavori, a mio parere, non sono stati posti in essere
a regola d’arte,
basta attraversare
Via Roma e Corso Trieste
per rendersi conto che parecchie di quelle opere realizzate sono
già ormai, potremmo dire, demolite, quindi andrebbero rifatte, al
di là delle discrasie, del materiale che è stato usato, perché ci
sono posti in cui questo materiale già è rotto, presumo che sia
stato messo in opera sano, e comprendere anche
perché per
l’ennesima volta
Corso Trieste è interessato ai lavori e se
questi lavori sono esaustivi oppure dobbiamo aspettarci fra pochi
di mesi la necessità
di chiudere nuovamente Corso Trieste per
poter riavviare i lavori.
ASSESSORE ALOIS – Non entro nel merito dell’interrogazione, perché
come ricordava il Consigliere Barbiere sono superate nello
specifico. E’ chiaro
che la qualità del lavoro dipenderà dal
collaudo finale che viene certificato dai tecnici e noi non
potremmo fare altro che attenerci e seguire quelle che saranno le
indicazioni proposte dai nostri Dirigenti.
Fatto sta che il
lavoro che è stato rimesso in opera su Corso Trieste è stato da
noi richiesto con forza, perché ci siamo resi conto che era non
solo un lavoro mal fatto, ma che era anche in tante parti
rischioso
per la
pubblica incolumità, per la sicurezza di
coloro che
attraversavano Corso Trieste. I lavori sul Corso,
secondo il cronoprogramma, che stanno confermando, conclusi da qui
a pochi giorni. Su via Roma i lavori
sono conclusi,
ed anche
l’illuminazione
la settimana prossima, l’Ing. De Crescenzo mi
comunicava che verrà presa in carica la rete, e quindi accesa
definitivamente. E’ chiaro che la sua interrogazione mi pone una
riflessione dovuta, nel senso di comunicare agli
addetti ai
lavori eventuali anomalie che lei ha rilevato in questa seduta,
per fare in modo che da una verifica questo possa essere fatto
presente
alla ditta e verificare se è una sua responsabilità, o
responsabilità, come purtroppo molte volte accade, di imperizia e
cattivo costume da parte di cittadini che purtroppo non seguono
le regole, le norme della tutela del bene pubblico, come
invece
fanno nella propria abitazione,
questo è un elemento che qui
ricordo ma purtroppo
lo sto verificando sempre di più in questa
città in maniera crescente e non de crescente.
CONSIGLIERE BARBIERI ALESSANDRO - Grazie Assessore, io le chiedo,
al di là di quella che è la risposta che ha dato oggi e di cui
22
la ringrazio, una particolare attenzione soprattutto nei prossimi
giorni, non solo
per il completamento dei lavori su Corso
Trieste, ma
anche per l’arteria
di Via Roma che in questo
momento è interessata da un fortissimo flusso veicolare,
glielo
dico perché la nuova pubblica illuminazione posta in essere in
questo momento coesiste con la vecchia, quindi vanno rimossi tutti
i pali che fanno parte della vecchia rete di illuminazione, glielo
dico perché proprio in prossimità dei vecchi pali il pavimento è
sconnesso e ci sono diverse problematiche che vanno affrontate.
Quindi chiedevo al suo garbo, pur sapendo che Lei fa l’Assessore e
non il Dirigente,
di verificare con attenzione
tutti i lavori
che sono posti in essere.
ASSESSORE ALOIS – Forse non l’ho detto prima, ma i vecchi pali
verranno levati e
le mattonelle
poste nei luoghi
dove sono
stati levati i pali vecchi.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Abbiamo terminato il tempo dedicato
alle interrogazioni e alle interpellanze, quindi
possiamo
continuare con l’ordine, del giorno, in
verità dobbiamo fare un
passo indietro per mia colpa, dobbiamo approvare il verbale della
seduta precedente.
23
PUNTO N. 2 (EX1) ALL’ORDINE DEL GIORNO:
“APPROVAZIONE DEL VERBALE DELLA SEDUTA PRECEDENTE”
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Se non ci sono interventi passiamo
alla votazione per alzata di mano.
Chi è favorevole?
Tutti favorevoli.
Approvato all’unanimità dei presenti.
24
PUNTO 3 ALL’ORDINE DEL GIORNO:
“PETIZIONE: MODIFICA ART. 59 DELLO STATUTO COMUNALE”
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Richiamo una particolare attenzione su
questo argomento, perché è la prima volta da quando questa città
si è dotata dello Statuto che viene utilizzato questo strumento
di Democrazia
diretta della Petizione Popolare Art.32;
quindi
propongo al Consiglio di sospendere l’attività del Consiglio per
10 minuti, per
dare la possibilità alle associazioni che hanno
sottoscritto e sostenuto
questa petizione e di relazionare in
merito, e poi dopo riprendere il Consiglio e discutere su questa
petizione.
Quindi anche su questa proposta di sospensione penso che il
Consiglio sia favorevole a votarla per alzata di mano.
Chi è favorevole alla sospensione?
Tutti favorevoli.
Approvata all’unanimità dei presenti.
Quindi
possiamo
sospendere
il
Consiglio
e
chiedere
alle
Associazioni
che hanno sostenuto questa petizione di far venire
un rappresentante
che ha dieci minuti per illustrare l’oggetto
della petizione.
ALLE ORE 18,40 LA SEDUTA E‘ SOSPESA
ALLE ORE 19,00 LA SEDUTA RIPRENDE
IL SEGRETARIO PPROCEDE ALL’APPELLO.
RISULTANO ASSENTI: FERRARO, LOMBARDI, LINO, ACCONCIA, GALLICOLA,
VENTRE,
SOLOFRANO,
MARZO,
DELLO
STRITTO,GENTILE
LORENZO,
BONAVOLONTA’, UCCIERO.
PRESENTI N.29
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Presenti
29
valida ed il quorum è ampiamente garantito.
quindi la seduta è
ALLE ORE 19,02 ENTRA ACCONCIA.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Passiamo alla discussione sulla
petizione popolare, ci sono interventi? La parola al Consigliere
Cerreto.
CONSIGLIERE CERRETO MARCO - Desidero intervenire in questa
discussione, e spero che la discussione su questo tema
possa
essere seria ed approfondita,
e ringrazio la Professoressa
Moretta
e le Associazioni casertane che abbiano voluta
sostenerla,
ed
abbiano
voluto
decidere
di
sottoporla
all’attenzione della Presidenza al fine di essere inserita nel
25
Consiglio Comunale di oggi. La richiesta, che le anticipo subito
Presidente, io sosterrò con il mio voto, è una richiesta che
apre un dibattito importante, è un dibattito
che
io ritengo
attualissimo e che dovrebbe meritare la partecipazione
di tutti
gli organi di questo Consiglio Comunale,
perché il tema del
controllo dell’ acqua, il tema della sovranità della stessa, è un
tema che oggi interessa a livello globale le popolazioni.
La questione oggi potrebbe non interessare a coloro che
appartengono all’occidente opulente, e che quindi non hanno il
problema, perché non hanno mai sofferto o non si sono mai
attardati a riflettere su questo
tema, perché noi sprechiamo
l’acqua, nelle nostre famiglie,
nella nostra abitudine, noi
l’acqua la sprechiamo, però non serve andare in Africa oppure,
dove io sono stato, nelle Filippine, a Manila, per comprendere
quanto sia importante oggi fare una riflessione su questo. Ma
basta essere un po’ conoscitore della nostra
storia,
della
storia italica, per ricordare che non più tardi di 100 anni fa, e
fino a qualche decina di anni fa, fino al dopoguerra, la mafia in
Sicilia
è
stata
colpevole
di
un’arretratezza
culturale,
economica, agricola, che deteneva
il controllo
dell’acqua
materiale dei giacimenti irrigui della Sicilia stessa, facendone
una questione di imposizione rispetto ai tanti che, grazie ai loro
controlli e grazie ai loro sistemi, poi dovevano essere irrigati,
cioè del tipo: se mi paghi il pizzo io ti faccio irrigare il
campo, se non mi paghi il pizzo io non ti faccio irrigare il
campo. Questo succedeva fino al 1946 sui monti Blei in Sicilia,
nella
provincia
di
Trapani,
nella
provincia
di
Enna
e
Caltanisetta, sono tanti gli intellettuali che l’hanno denunciato,
sono tanti gli intellettuali che ce l’hanno tramandato, e che
quindi anche a noi italiani, che siamo dei cittadini di
quell’occidente opulento che non hanno avuto mai problemi con
l’utilizzo dell’acqua, perché c’è n’è sempre stata tanta, è vicino
è c’è stato tramandato un pericolosissimo esempio culturale,
quello di un’organizzazione malavitosa che utilizzava l’acqua per
detenere il controllo del territorio, e quindi delle popolazioni
di quel territorio.
Oggi questo tema si ripercuote nella sua grandissima attualità,
probabilmente
le
organizzazioni
multinazionali
non
sono
organizzazioni
mafiose o assimilabili alle organizzazioni
mafiose,
ma sicuramente, come giustamente sottolineava la
professoressa Moretta, che ha splendidamente edotto questa assise
nella sua esposizione, certamente non è assolutamente innegabile
che hanno concentrato una serie di attività di carattere economico
e lucrativo sulla entratura che le stesse stanno facendo nei
grandi bacini idrici del mondo. Questo è un qualcosa di
innegabile, e che ci sia oggi un duopolio nel mondo, controllato
da due importantissime società francesi multinazionali che
traggono origine dai loro capitali innanzitutto dalla Francia, si
sono impossessati e si stanno impossessando di bacini idrici
importantissimi, che servono milioni e milioni di persone. Da
questo nasce poi un ragionamento che deve essere innanzitutto
giuridico e poi deve anche essere sociologico
e politico.
26
Innanzitutto giuridico, perché, come è stato ricordato prima, se
è vero che l’acqua, ed è vero, è un bene pubblico, che trae la
sua origine dalla natura stessa, è chiaro che per il diritto
positivo ed il diritto romano, non può essere alienabile, perché
trae la sua origine dal Pubblico, quindi
tutti noi siamo
proprietari
di un bene che è presente in natura, quindi già
questo basterebbe per affermare che l’acqua è un bene inalienabile
e che tutti
siamo in qualche modo proprietari dell’acqua che è
presente sull’orbe terraneo, non a caso si chiama orbe terraneo
il globo.
Poi c’è un motivo politico, il motivo politico sta anche nelle
considerazioni che sono state fatte, ovvero una cosa è l’utilizzo
pubblico
dell’acqua attraverso dei soggetti pubblici, che hanno
una sovranità democratica, e una cosa è invece l’utilizzo
interamente privatistico dell’acqua che è in mano a dei consigli
di amministrazione che rispondono a logiche multinazionali e che
quindi automaticamente essendo delle multinazionali e non delle
società
mutualistiche,
non
delle
cooperative,
né
delle
associazioni di volontariato, non potranno che utilizzare quel
bene al fine di merceologizzare quel bene, e quindi renderlo da un
bene di interesse pubblico e di interesse collettivo, ad un bene
in cui sfruttamento ed il cui utilizzo crea profitto. Questo è
sicuramente un tema che un’Amministrazione pubblica si deve porre,
ed è giusto che le associazioni abbiano posto alla città di
Caserta il tema
del fatto che, abbiamo o non il coraggio noi
oggi, di poter sancire con una modifica statutaria il fatto che
questa città ha la volontà di gestirsi l’acqua utilizzando la Cosa
Pubblica.
E’
un
fatto
importante,
perché
alla
luce
dell’architettura gestione dell’acqua, non solo ruotano oggi degli
interessi privati, che sicuramente sono interessi che vanno ad
occupare oggi la parte “ gestionale” o la parte che tanti Comuni
esternalizzano, penso ad esempio alla riscossione dei canoni
idrici, che è una legittima, ma attenzione, perché dietro questa
attività si può anche celare la possibilità o la strategia di
divenire
poi, perché basta poco, di cedere completamente
la
sovranità della gestione idrica e nel momento in cui un Comune, un
ATO, un consorzio fatto di Enti Pubblici, cede la propria
sovranità, allora a quel punto la conduzione della stessa, e non
soltanto, o la manutenzione, o la riscossione, o quant’altro, ma
tutto il ciclo delle acque, che oggi è un ciclo integrato, è un
ciclo integrato che riguarda l’uso pubblico dell’acqua, ma non
soltanto l’uso potabile, ma anche l’uso irriguo, non solo nel
campo agricolo, l’uso irriguo anche nel campo dell’energia,
perché l’acqua se utilizzata in un certo modo produce anche
energia, è chiaro che si pone un problema di carattere politico e
culturale. Io ritengo di sostenere la proposta che è stata posta
all’attenzione del Consiglio, perché ritengo giuridicamente, e
penso che su questo non ci sia alcun ombra di
dubbio, penso di
averlo
dimostrato,
ma
anche
politicamente
e
socialmente
opportuno, che i
Comuni inizino a cautelarsi, perché lì dove
abbiamo
assistito a vere e proprie gestioni privatistiche
dell’acqua, abbiamo visto che effettivamente questo servizio non
27
migliora, l’unica
cosa che cresce sono i canoni, perché,
ovviamente, l’unica cosa che interessa alle società private è
quello di fare utile. Poi possiamo discutere se questo è l’unico
aspetto, perché ci sono anche altri aspetti geo-politico che oggi
non si discutono, ma provate ad andare a parlare con qualche
Sindaco dell’Ungheria rispetto ad un’eventuale rischio di una
gestione
privatistica di tutte le risorse irrigue e idriche che
vengono dall’ex Repubblica Ceca, che è il rubinetto dell’Ungheria
che è invece una piana, possono cambiare la vita dei popoli la
gestione
politica dell’acqua. Quindi su questo tema io non solo
ritengo che debba essere attenzionato e sviluppato da una classe
dirigente competente, ma debba poi anche attivarsi un meccanismo
di autotutela
in virtù anche di quello che in Italia sta per
succedere o potrebbe succedere, anche in virtù delle recenti norme
che da questo Governo sono state emanate, che in un regime di
ideologia privatistica ritengono una facoltà degli Enti quella di
poter privatizzare le risorse idriche. Io a questo principio non
ci sto, ritengo che l’utilizzo dell’acqua debba necessariamente
rimanere pubblico, a questo però poi aggiungo una finestra non di
poco conto, perché qual è il punto debole che ha permesso, almeno
nei paesi occidentali e nei paesi in via di sviluppo, io non a
caso prima citavo le Filippine che sono stati uno dei primi paesi
del sud-est asiatico ad essere stata completamente colonizzata
dalla società multinazionale Violà, e ritengo che, nei paesi
occidentali il punto debole che ha permesso la penetrazione nel
mercato della gestione irrigua e idrica di multinazionali private
sia stata ovviamente, la mala gestio del Pubblico, perché noi
possiamo anche difendere ad oltranza il concetto che la risorsa
irrigua debba essere gestita dal Pubblico, ma se poi il Pubblico
produce dei buchi grandi così nella gestione irrigua ed integrata
del ciclo delle acqua, è normale che prima o poi si presenterà un
signore che salirà sulla Provincia, sulla Regione o sul Comune e
dirà “ scusate,
voi state perdendo centinaia di milioni di euro
all’anno, se permettete siamo arrivati noi, abbiamo giacca
e
cravatta, siamo dei manager, li sappiamo far tenere in ordine i
conti, perché abbiamo
interesse al profitto, e
quindi
automaticamente, se noi gestiamo bene l’acqua, traiamo profitto, e
quindi dateci la gestione a noi”. E’
un punto debole, è una
realtà però con la quale bisogna fare i conti, se no prendiamo in
giro noi stessi. Faccio l’esempio del Consorzio Idrico della
Provincia di Caserta, quella è una gestione pubblica di un
servizio irriguo sull’acqua potabile e sui contatori irrigui,
ebbene io, a costo di essere denunciato affermo qui che ci sono
ancora paesi nella provincia di Caserta che non hanno ancora i
contatori dell’acqua,
però quella è una gestione pubblica, una
gestione pubblica fatta da amministratori pubblici, che molto
spesso sono i Sindaci dei Comuni,
degli stessi Comuni che sono
soci e
quindi sono debitori di loro stessi o sono creditori di
loro stessi. E questo non è certamente un esempio, professoressa
Moretta, di un corretto uso pubblico dell’acqua, se pensiamo un
principio, se poi questo principio nella sua applicazione pratica
trova al posto di un Pubblico razionale un Pubblico sprecone che
28
utilizza i consorzi, le autorità d’ambito per fare dei carrozzoni,
come lo Statuto ultimo che c’ha presentato l’ex Presidente della
Provincia che prevedeva 250 cariche dirigenziali tra operai,
direttori, Cda, ebbene, io penso che arriverà molto presto una
società che dirà “ ma ve la gestiamo noi l’acqua, perché a voi
serve per far politica!” Ma allora manco possiamo pensare di
continuare a gestire l’acqua con il metodo con cui è stata
gestita, almeno nel Mezzogiorno, fino ad ora, perché questo metodo
ha creato delle passività, rispetto alle quali poi è arrivato il
privato. Allora noi oggi dobbiamo necessariamente
ribadire che
vogliamo come Comune, sostenendo questa petizione, modificare lo
Statuto in tal senso,
ma ci dobbiamo
anche seriamente
interrogazione, se poi saremo effettivamente capaci di gestirla
bene, se no è un cane che si morde la coda, e questo non va bene.
Se noi oggi abbiamo un consorzio idrico che
già parte come
soggetto gestore, parlo dell’ ATO di casa nostra, l’ATO 5, quello
che è più vicino a noi, se noi facciamo in modo che l’ATO 5, che
deve essere redigendo a Caserta, parte con 150 persone e poi il
soggetto gestore di questo ATO 5 è un consorzio idrico che viene
dentro l’ATO con 50 milioni di euro di passività con il suo CdA,
con il suo Direttore, il suo direttorio, i suoi operai, i suoi
dirigenti, le sue cose, allora vi renderete conto che il
meccanismo non sta in piedi. Allora io dico: ribadiamo il concetto
dell’uso pubblico e della sovranità pubblica dell’acqua,
però
interroghiamoci seriamente se sia ancora il caso di continuare a
tenere in vita questi carrozzoni. Grazie
ALLE ORE 19,08 RIENTRA GENTILE LORENZO.
CONSIGLIERE DELL’AQUILA ANTONIO – Io non potrei diversamente che
annunciare il voto favorevole del mio partito rispetto
a questa
petizione proposta dal medesimo
Comitato, che per la verità
qualche anno fa, esattamente
quattro anni fa, perché ricordo la
data di un Consiglio Comunale convocato durante la precedente
Amministrazione Falco, io fui primo firmatario e relatore di una
mozione che all’epoca impegnava
l’Amministrazione Comunale di
Caserta” di impegnare
il Sindaco ed i suoi delegati presso
l’allora
sua assemblea di ATO 2 ad adoperarsi
per chiedere la
riconvocazione
dell’Assemblea
dell’ATO
per
l’immediata
sospensione dei termini di affidamento di parte privata,
per il
ritiro della delibera n. 7 del 23 novembre 2004 e relativi atti
consequenziali,
e per la definizione infine di una gestione
in
house, cioè sotto il controllo pubblico del sistema idrico”. Per
altro,
tra gli altri impegni si sottolineava quello di
“promuovere, proteggere e utilizzare
l’acqua come bene
comune
mantenendo sotto controllo pubblico
la gestione del servizio
idrico
intergrato; ad aprire una discussione informando la
cittadinanza sulle modalità di gestione dei servizi pubblici, e a
respingere,
infine,
con
decisione
ogni
tentativo
di
privatizzazione del servizio idrico integrato”. Questa fu una
mozione
che
il
sottoscritto
presentò
nella
precedente
29
consiliatura,
come
risultanza
di un movimento che si era
affermato nei mesi e negli anni precedenti, attorno al tema della
necessità di una gestione pubblica
del bene acqua, ed attorno
all’affermazione dello stesso bene come bene comune.
Quindi è evidente che trattasi di una battaglia politica che
c’appartiene e che noi abbiamo sostenuto anche attivamente dentro
i vari comitati che regionalmente, ma razionalmente, ricordo anche
le battaglie di Padre
Alex Zanotelli
su questa vicenda,
rispetto a questo noi
abbiamo
investito, perché siamo persuasi
del fatto che la costruzione di un nuovo modello di sviluppo parte
attraverso la salvaguardia di quelli che sono livelli minimi che
vanno garantiti universalmente, e su cui il Pubblico, e
conseguentemente
la politica, perché
è evidente questo
meccanismo, mantieni la gestione di questo bene.
Per altro devo anche riconoscere non solo la sensibilità di questo
Consiglio Comunale, del Consiglio Comunale di Caserta, adesso ci
troviamo
su
fronti
diversi
prima
a
governare
era
un’Amministrazione di centro-destra con un’opposizione di centrosinistra e
con Rifondazione Comunista, io raccolsi attorno a
questa mozione, lo ricorderanno anche i Comitati, ricordo
la
quasi unanimità, a testimonianza di una sensibilità spiccata su
questa vicenda. Così come devo riconoscere a Marco Cerreto,
rileggevo
il
verbale
del
suo
precedente
intervento,
che
indipendentemente dalle sue posizioni politiche, anche di partito,
molte volte, su questa questione mantiene un profilo di autonomia
critica rispetto alla necessità della gestione pubblica, che poi
concretamente negli atti ed anche nelle iniziative di legge che
mette in campo il centro-destra
nazionalmente parlando, non
sempre vanno nella stessa direzione.
Ma dicasi parimenti dello schieramento politico, nazionalmente
parlando, al quale fino a qualche anno fa
noi concorrevamo a
partecipare,
pur esprimendo alle altre sensibilità del centrosinistra un dissenso rispetto ad alcune scelte che andavano in
direzione opposta a quella dell’affermazione del carattere e della
gestione pubblica dei servizi. Io penso che oggi siamo nelle
condizioni per ripetere quel
voto, dando anche eventualmente
forza rispetto a questa battaglia, ed io penso che oggi facciamo
un passa in avanti, perché ove mai trovi accoglimento, e
non
posso dubitare del contrario, atteso che i protagonisti della
precedente consiliatura, sono, quasi tutti,
i protagonisti di
questo Consiglio Comunale, di questo Civico Consesso, io penso che
sia importante una cosa a cui all’epoca, devo confessare, non
pensammo in fase di redazione e di rielaborazione dello Statuto,
affermare invece
questo principio
come principio informatore
della Carta fondamentale della nostra città, perché tale è di
fatto lo Statuto dell’Ente Comune.
Quindi io
intervengo
per riconfermare, testimoniare il voto
favorevole
rispetto a questa petizione,
mi impegno come
Capigruppo della maggioranza a sostenere insieme agli altri,
insieme alla Presidenza del Consiglio, insieme al contributo
eventuale degli
organi
tecnici dell’Amministrazione,
il
Segretario Comunale tra tutti, e con la I Commissione Consiliare
30
che è la Commissione competente in materia di Statuto e
Regolamenti,
a portare
sollecitamente in un prossimo Consiglio
Comunale la nuova proposta di Statuto, recependo le indicazioni
che sono emerse dalla discussione di questa sera, che per la
verità erano state introdotte è preannunciate da una discussione
di 4 anni fa;
ma
penso che si potrebbe fare
anche di più,
sarebbe importante anche sui livelli superiori cercare di
testimoniare la coerenza
delle posizioni, per cui se un’
Amministrazione, un Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la
Giunta a svolgere una battaglia nelle sedi competenti a cui i
semplici Consiglieri non hanno accesso, perché il loro accesso è
negato dalla Legge e dal nostro Ordinamento, ma alle quali, e ai
i quali livelli partecipano i Sindaci delle nostre città, siamo
impegnati coerentemente
a sostenere quello che il Consiglio
Comunale sovrano, come organo di indirizzo e di
controllo
politico-amministrativo, imputa loro in termini decisionali ed in
termini di attività e
di indirizzo
politico-amministrativo.
Penso che potremmo riprendere come iniziativa dell’Amministrazione
Comunale di Caserta uno degli impegni che noi
tutti abbiamo
condiviso, votando all’epoca
quel documento, quell’ordine del
giorno che si pronunciava contro ogni ipotesi di privatizzazione
dell’ acqua, quello cioè di aprire una discussione informando la
cittadinanza
sulle modalità di gestione dei servizi idrici,
perché penso che le intelligenze, quella parte di cittadinanza
attiva, questa parte di Consiglio Comunale, e fondamentalmente la
politica, debba essere in grado di mettere in campo un intervento
che arrivi a tutta la città, che arrivi nelle scuole, che sia in
grado di formare le giovani
generazioni alla cultura della
pubblicità dei servizi, e tra questi quello del bene fondamentale,
che è appunto quello dell’ acqua. Io penso che noi dovremmo
impegnarci, faccio voti in questa direzione, e riprendendo questo
vecchio impegno disatteso, probabilmente le circostanze legate al
termine
di
quell’esperienza
amministrativa,
alla
campagna
elettorale dopo,
c’ha in qualche modo allontanato da questa
necessità e da questo impegno, che il Consiglio Comunale
formulava all’Esecutivo, per promuovere una discussione a partire
dalla modifica dell’art.59 del
nostro Statuto,
a promuovere
nelle scuole, nelle università e in tutte le forme di aggregazione
della parte attiva della cittadinanza
casertana della
nostra
comunità, una discussione che sottolinei e ribadisca,
a quanto
pare emerga in maniera unanime, ancora una volta, rispetto ad un
tema sentito da una parte significativa della città. Vi ringrazio
CONSIGLIERE PUOTI PIERPAOLO - Per chi si approccia alla politica
è importantissimo questo tema e l’aver letto il caso emblematico
della
città di Latina, il caso di Latina é diventato un caso
emblematico di come una gestione privatistica porti alle estreme
conseguenze, non voglio aggiungere altro.
Io faccio un plauso ai proponenti, proprio perché ritengo il tema
di fondamentale importanza, avrei bisogno solo di un chiarimento
di ordine tecnico, perché noi oggi votando questo documento, è il
testo del documento che mi sfugge, cioè noi
votiamo perché
31
proporremo ulteriormente al Consiglio Comunale la modifica dello
Statuto, e quindi recepiremo in una seconda fase la proposta che
c’è pervenuta dai Comitati, oppure questo voto esprime già
la
volontà
chiara
alla
modifica
di
questo
articolo,
e
conseguentemente sancisce il principio che stiamo portando avanti
e che condividiamo tutti quanti? Questo per me è estremamente
importante,
perché il testo della petizione che noi andremo a
votare lascia
ancora una delega, cioè “ interroghiamoci e
proponiamo al Consiglio Comunale di discutere”,
se votassimo
questo documento
sostanzialmente avremmo votato un invito a
ridiscutere questo argomento in Consiglio Comunale, per come io
leggo il documento. Gradirei invece, che oggi
fosse precisato
questo aspetto e fosse
portato già una istanza di modifica
all’articolo del nostro Regolamento.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Ringrazio il Consigliere Puoti perché
mi dà la possibilità di offrire i risultati a cui sono addivenuto
dopo aver studiato l’argomento, che ripeto, è la prima volta che
capita a questo Consiglio una petizione popolare, tra l’altro una
petizione popolare
che chiede una modifica
dello Statuto
Comunale, insomma è una situazione abbastanza complessa.
Voglio chiarire ai Consiglieri che noi oggi,
votando ed
approvando questa petizione di certo non modifichiamo lo Statuto,
ma attiviamo tutta una serie di atti consequenziali che si
svolgeranno nelle Commissioni competenti con la collaborazione del
Segretario,
che attiverà il procedimento di
revisione dello
Statuto che è previsto dall’art.74 dello Statuto,
con un
procedimento
abbastanza laborioso che prevede soprattutto una
maggioranza
qualificata di 2/3; quindi
ritornerà, Consigliere
Puoti, sicuramente in Consiglio Comunale la proposta di modifica
dello Statuto, che poi sarà una modifica dell’articolo 59 o
l’introduzione di un nuovo articolo che specificamente riguarda
questo,
di certo, e spero di aver ben interpretato la sua
domanda, di
certo gli atti consequenziali
saranno in ogni caso
vincolato al rispetto, del senso che mi sembra palese di questa
petizione. Sicuramente non si andrà più a ridiscutere sul diritto
all’acqua, gestione pubblica o privatistica, etc., di questo non
si discuterà
più, si discute, secondo me, in Commissione come
attuare in atti concreti, quindi nella proposta di modifica dello
Statuto, lo spirito
e l’indirizzo che è consacrato in questa
petizione. Spero di essere stato chiaro, altrimenti cercherò di
esserlo maggiormente.
CONSIGLIERE PUOTI PIERPAOLO – Presidente, Lei è stato chiarissimo,
quindi il mio dubbio si è dimostrato concreto, io francamente
avrei spinto ulteriormente questa proposta, con un emendamento ad
oc, che portava già alla modifica dell’articolo del nostro
Regolamento, io naturalmente
vado avanti per
logica, se la
procedura amministrativa cozza con la mia logica non posso che
chinare il capo, ma per logica io avrei spinto ulteriormente
questo documento,
avrei già portato la modifica,
perché
credo
che in quest’aula, la maggioranza qualificata, ma credo che forse
32
la maggioranza
unanime
di questo Consiglio, avrebbe apportato
già questa modifica regolamentare. Grazie
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Mi scusino i Consiglieri se mi dilungo
un attimo su questo tema. Consigliere Puoti non è che non vogliamo
modificare direttamente lo Statuto, io dichiaro in questo momento,
pur essendo il Presidente di tutti, ma dichiaro
che sono
appassionato al tema e favorevole all’accoglimento, quindi più di
me avrebbe potuto fare subito, forzare i tempi. Ma io ho qui la
delibera del Consiglio Provinciale di Gorizia, che è una delle
tante che poi dopo nelle more si sono succedute, qui avevamo a
monte una proposta della Giunta, quindi bene articolata, eppure
il Consiglio Provinciale ha fatto quello che faremo noi oggi,
cioè
approvando questa delibera
diamo
l’avvio al procedimento
di revisione dello Statuto, che è un procedimento che richiede una
maggiore attenzione.
CONSIGLIERE CERRETO MARCO Ad adiuvandum
a quanto diceva il
Presidente, io penso che noi come Consiglio Comunale votiamo un
atto di indirizzo, quest’atto di indirizzo,
ai sensi del Testo
Unico,
il Segretario Generale mi conforterà, è un atto
vincolante. Poi,
poiché
nell’atto di indirizzo è contenuta una
proposta di modifica dello Statuto, essa deve seguire la procedura
che
è contenuto nel Regolamento delle attività consiliari, e
quindi come tale, trattandosi di procedimento aggravato in senso
di accezione amministrativa
del termine, deve contenere una
proposta di delibera che venga o dalla Giunta o dal Presidente,
o dai singoli proponenti come
da Regolamento
delle attività
consiliari. Quindi, riassumendo, noi
oggi votiamo
un atto di
indirizzo, poi dopo saremo noi di concerto con le associazioni,
proporremo una proposta di
delibera
per la modifica
dello
Statuto e la voteremo in Consiglio, che hanno bisogno dei 2/3
della maggioranza.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE –
E’
previsto dall’articolo 74 dello
Statuto che parla della revisione dello Statuto,
è un
procedimento aggravato, è compito mio, in qualità di Presidente,
quindi di vostro rappresentante,
di dare impulso agli atti
consequenziali, e questo sarà fatto, chiaramente manderò tutti
questi atti di approvazione della delibera e tutto, li manderò
alla I Commissione Consiliare, che in quel caso
sarà supportata
anche dalla collaborazione preziosa del nuovo Segretario Generale.
Quindi mi farò parte attiva nell’accelerare il più possibile
questi tempi. Vi ringrazio.
Se non ci sono più interventi, dichiaro chiusa alla discussione e
passare alla votazione. Ritengo di aver chiarito anche
il senso
del sì e quindi di converso del no, quindi chi è favorevole alla
petizione vota sì chi è sfavorevole vota no.
Possiamo
votare
per
alzata
di
mano.
Chi è favorevole?
Tutti favorevoli.
Approvata all’unanimità dei presenti la petizione popolare.
33
PUNTO N. 4 ALL’ORDINE DEL GIORNO:
“ MOZIONE:” APERTURA DI UN CENTRO DI IDENTIFICAZIONE PERSONALE NEL
TERRITORIO COMUNALE”.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Relatore
è il Consigliere Barbieri.
CONSIGLIERE BARBIERI ALESSANDRO Eviterò di leggere la mozione
che è abbastanza lunga, ed è una mozione che in questo momento
viene presentata in diversi Consigli Comunali. In realtà questa
mozione partiva da un episodio specifico, cioè la richiesta da
parte del Governo dell’apertura di nuovi centri di identificazione
e di espulsione, che tanto hanno fatto parlare negli ultimi mesi.
La vicenda di per se ha avuto altri momenti importanti nel corso
degli ultimi mesi, soprattutto negli
scontri
istituzionali di
rilevanza internazionale con altre
nazioni, vedi l’esempio con
Malta. Il problema è che in questa mozione, che ormai circola in
tutta Italia e che fa riferimento anche ad
un vecchio
pronunciamento del Consiglio Comunale, un ordine del giorno del
Consigliere Dell’Aquila contro la costituzione dei vecchi CTP nel
territori comunali; dopo un preambolo
che fa ricomprendere
un
po’ quello che è il concetto di immigrazione e
di sfruttamento
contro l’immigrazione e
le dichiarazioni
di esponenti di
carattere
internazionale sia dell’Alto Commissariato delle
Nazioni Unite, sia di esponenti che si occupano dell’applicazione
del Diritto Internazionale, in realtà questa mozione fa sì che, e
qui mi permetto di leggere la parte
finale: ” Si chiede al
Consiglio Comunale di esprimere tramite votazione, evidenziare ed
affermare la contrarietà alla realizzazione di un centro
di
identificazione
o di espulsione o strutture similari
sul
territorio comunale, poiché ritenute lesive della dignità umana e
della Costituzione Italiana, ed inidonee ad affrontare in termini
civili e non emergenziale la problematica e la profonda iniquità
di un sistema economico finanziario
mondale che annienta intere
popolazioni con fame e guerre, generando di riflesso immigranti,
rifugiati e richiedenti asilo. Impegnare l’Amministrazione ad
intervenire
presso il Presidente della Provincia di Caserta”
ovviamente adesso
il Commissario- “ e della Regione Campania,
per richiedere che adottino provvedimenti
che dichiarano
l’indisponibilità alla presenza
sui loro e nostri
territori di
centri di identificazione ed espulsione o strutture similari,
perché si impegnino a promuovere, favorire
e sostenere sul
territorio provinciale e regionale, progetti di iniziative
finalizzate alla conoscenza, al rispetto e alla convivenza tra le
diverse culture e religioni, dei soggetti portori di esse.
Affinché la Regione Campania
si attivi per l’adozione
di una
normativa regionale sulla
immigrazione e sulla
cooperazione
decentrata
allo
sviluppo,
finalizzata
all’accoglienza,
all’integrazione
nel tessuto sociale e produttivo di emigranti,
nonché allo sviluppo dei loro paesi di provenienze”.
Il tutto tenendo conto, Presidente,
che questa nostra nazione,
negli ultimi due secoli è stata una delle nazioni che ha dato più
34
atto di quella che è la politica dell’immigrazione, quindi
essendo stata una nazione di
soggetti immigranti verso le
Americhe o verso l’Australia, sarebbe opportuno che noi ricordando
la nostra storia, non rifacessimo ricadere su gli immigranti di
adesso e di oggi, quelle che sono state le colpe, e soprattutto i
pesi e le responsabilità
che i nostri concittadini hanno dovuto
subire
nel momento
in cui
hanno, viceversa,
abbandonato
l’Italia per altre Nazioni.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Grazie Consigliere Barbieri. Apriamo
la
discussione,
ci
sono
interventi?
Prego,
Consigliere
Dell’Aquila.
CONSIGLIERE DELL’AQUILA ANTONIO – Io ho sottoscritto la mozione
del Consigliere Barbieri
convintamene, l’ho sottoscritta e ne
sostengo
l’approvazione in questo Consiglio Comunale. Penso che
noi stiamo assistendo ad un attacco
poco civile in questo paese
nei confronti di centinaia di migliaia di disperati che giungono
sulle coste del nostro paese, delle nostro come di altri
paesi,
paesi nei quali è garantita quanto meno l’opportunità ad una vita
civile e dignitosa, e la qual cosa è evidentemente preclusa nei
paesi di origine, martoriati da decenni di occupazioni militari,
di guerre, di carestie e di ogni sorta di calamità. Io penso che
faccia poco onore al nostro paese anche l’azione promossa dal
Governo Italiano di respingimento di cittadini che provengono da
queste realtà ai confini del nostro territorio costiero e del
territorio nazionale. Penso che questo contraddica la necessità ad
una comunità ed una
civiltà dell’accoglienza,
ad una cultura
dell’accoglienza che è necessaria in un paese in cui ci
sono
opportunità per una vita dignitosa, condizioni che ripeto e
ribadiscono,
non sono nei paesi di provenienza di questi
immigrati. Io sono stato ripetutamente coinvolto nelle battaglie
che riguardavano l’ immigrazione in questo paese, ho ripetutamente
sollecitato il Consiglio Comunale con una serie di pronunciamenti
sul tema dell’immigrazione
e della cultura dell’accoglienza e
dell’ospitalità e dell’integrazione. E devo dire,
questo
Consiglio Comunale, anche qui, molte volte inaspettatamente
rispetto alle proposte di legge che nel frattempo maturavano e
agli atti concreti che segnavano e segnano
ancora la vita di
centinaia di migliaia di persone, e su questo io ho raccolto al
sensibilità, se non di tutto il Consiglio Comunale,
almeno
di
una sua parte importante e significativa. Ricordo proprio a questo
proposito l’approvazione da parte del Consiglio Comunale
a
maggioranza, di un ordine del giorno da me presentato, io ero
primo firmatario di questo ordine del giorno, che impegnava
l’Amministrazione a dichiarare la città di Caserta città contro
l’istituzione di centri di permanenza temporanea all’interno del
proprio territorio. E questa mozione, non senza, anche aspre
polemiche,
perché
nel
frattempo
maturavano
dentro
allo
schieramento che allora governava la città,
passò con il
contributo importante
di settori significativi del Consiglio
35
Comunale. Io penso che l’ordine del giorno presentato dal
Consigliere Barbieri sia profondamente pertinente, e per altro,
oggi più
che mai, e oggi più di allora è giusto sostenere tale
rivendicazione
in questo Consiglio Comunale,
e ribadire una
presa di posizione nei confronti dell’Istituzione di questi campi
che all’epoca, ma anche oggi,
definimmo campi lagher
per le
condizioni disumane
nelle quali
venivano trattenuti immigrati
di ogni origine e nazionalità. E ricordo a questo proposito una
spedita inchiesta dell’Espresso, oltre che di una serie
di
televisioni che denunciavano le condizioni di profonda inumanità
nelle quali versavano queste vere e proprie carceri, queste vere
e proprie
celle di detenzione per gli extra
comunitari. Penso
che
il
Consigliere
Barbieri
abbia
sottolineato,
sempre
pertinentemente,
ricordando a questo paese, su un tema, per il
quale oggi la maggioranza dei cittadini
italiani guarda con più
simpatia alle proposte e alle prese di posizioni di partiti con
una matrice anche razzista, come quella dichiaratamente a cui si
informa e si inspira la proposta politica della Lega, per esempio,
ebbene, su questa cosa ricordare che questo paese e soprattutto
questo Mezzogiorno, ed anche questa terra e probabilmente
i
nostri
padri, i nostri predecessori, le generazioni che hanno
costruito il nostro avvenire, sono stati coinvolti massicciamente
dal fenomeno dell’ immigrazione; ed allora come oggi,
scappavano
da terre nelle quali l’opportunità di una vita dignitosa
era
preclusa, ed andavano lì dove queste opportunità potevano essere
loro riconosciute, esportando cultura, esportando ricchezza per i
paesi che li accoglievano, subendo tuttavia anche forme profonde
di ingiustizia, che per altro ribadiscono e testimoniano diversi
testi e la ricostruzione e la memoria storica di questo paese,
di
tanti
cittadini italiani costretti ad emigrare in altri
paesi, in condizioni di accoglienza pessime, ed in condizioni in
cui il razzismo provocava grandi drammi e gravi disuguaglianze.
Allora un paese che ha
esportato tanti suoi concittadini,
ricordarci, come ha fatto bene il Consigliere Barbieri, che
essendo noi
uno dei
paesi
più industrializzati al mondo, un
paese nel quale le opportunità di 50 anni fa erano precluse, oggi
ci sono e possono essere garantite diffusamente, perché nel
frattempo in questo paese
è cresciuta e maturata, oltre che una
coscienza,
anche una vera e propria
svolta dal punto di vista
economico, in termini
di miglioramento diffuso delle condizioni
di vita. Allora questo paese, e la memoria storica
di questo
paese,
deve interrogarsi
su quello che in questi giorni
sta
accadendo, in termini critici, problematici, di denuncia, verso i
tentativi di respingimento che sulle coste stanno subendo questi
sfortunati, e promuovere invece
una cultura diversa
sull’
esempio di altre regioni, sull’esempio di altri paesi dell’Europa,
che anziché mettere
muri
tra se e chi è diverso da se, hanno
invece aperto le porte di casa propria, ed investito soldi, ed
investito tanto, per una vera e propria cultura dell’accoglienza.
Io quindi mi congedo così da questo mio intervento, ringraziando
il Consigliere Barbieri
di aver riproposto all’attenzione del
Consiglio Comunale
un tema così importante, che penso sia in
36
assoluta coerenza con quanto già stabilito con quella mozione, ed
in un momento in cui, purtroppo, siamo costretti a registrare
atti di intolleranza insopportabili
per la civiltà che, nel
frattempo,
faticosamente in tanti anni abbiamo costruito. Grazie
CONSIGLIERE GAROFALO NICOLA - Volevo fare una premessa al
Consigliere Barbieri, innanzitutto volevo dire che nell’Agenda di
Governo questo centro a Caserta non c’è; poi
un’altra
considerazione che volevo fare è questa: perché gli extra
comunitari non devono essere identificati nella nostra città? Se
io vengo identificato
con un documento di identità: chi sono,
chi non sono e dove abito, perché un extra comunitario non deve
essere identificato? Io ricordo che negli anni ’30 e ’40, quando
i nostri genitori,
i nostri antenati
sono andati in America,
prima di sbarcare venivano identificati, perché in Italia non deve
succedere una cosa del genere? Noi abbiamo gente ai semafori, ed
io sono il primo che do qualche cosa per farli vivere, ma non so
chi è quella gente, che cosa fa, se spaccia droga, se è brava
gente, se è cattiva gente! Cioè, non sappiamo chi sono! Noi
abbiamo a che fare con gente che viene dall’Africa senza saperne
niente e che vengono qua a farci dei danni! Vedi tante rapine che
succedono nelle nostre abitazioni. Allora io dico che dobbiamo
aprire a questa gente, ma dobbiamo sapere di questa che arriva
in Italia: nome, cognome e
paternità,
altrimenti noi ci
ritroveremo fra 10 anni con una popolazione che sulla carta è di
50
milioni di abitanti, poi in realtà in Italia ne abbiamo 80
milioni! E’ solo questa la cosa, non
è che
io sono contrario
all’accesso degli extra comunitari nel nostro territorio.
CONSIGLIERE SPIRITO ANIELLO - Condividevo la parte proposta del
Consigliere Barbieri
per la parte di non avere un centro di
questo tipo in città, anche se, come diceva il Consigliere
Garofalo, non mi sembra che sia nell’Agenda del Governo,
né
risulta da nessuna parte
l’intenzione di
aprire un centro di
prima accoglienza in città. Non condivido
però le osservazioni
sulla politica
in generale sull’ immigrazione
votata da questo
Governo, io penso che un paese senza regole è un paese che diventa
non più presentabile, che fa più brutta figura di un paese che ha
delle regole certe, del resto poi,
se noi andiamo nei paesi di
molti di questi signori anche noi dobbiamo soggiacere alle loro
regole, faccio un esempio:
penso che sia difficile trovare una
chiesa cattolica in un paese islamico, perché è vero che non c’è
mota immigrazione, ma è possibile che ci siano 100 cattolici che
si trovano in questi per motivi di
lavori e non possono
professare la loro religione. Allora il problema è questo, ogni
persona che arriva in uno stato, se ci
vuole stare deve stare
alle regole di quello stato,
avere delle regole certe non
significa essere intollerante, intollerante è
chi ne fa una
questione pregiudiziale, noi abbiamo vissuto dei periodi in cui,
ed ancora oggi il problema non è risolto, ed io sarei contento se
il problema fosse stato risolto
e che questi respingimenti ci
fossero davvero, ma qui il problema non è risolto, cioè ancora
37
questo
Governo
non
è
riuscito
a
risolvere
il
problema
dell’immigrazione. Arrivano sempre di più persone
nel nostro
paese, così come diceva il Consigliere Garofalo, non identificate,
non sappiamo da dove vengono,
che cosa
facevano prima, ma di
qualunque nazionalità. Io penso che invece il Governo debba fare
di più per la politica dell’immigrazione,
noi
nella nostra
città, ma come penso in tutte le altre città d’Italia, ci sono
tantissime badanti grazie alle quali i nostri anziani possono
essere assistiti, perché ormai gli italiani non fanno più questo
tipo di attività, oppure penso
alle coltivazioni, ai campi
coltivati dagli extra comunitari nella provincia di Caserta, ed è
grazie al loro lavoro che si può ottenere un certo risultato. Ma
da qui a dire che è una politica intollerante,
estremista, io
invece
penso che
fa bene il Governo ad adottare
delle regole
certe, a disciplinare il flusso migratorio, a fare in modo che
le persone che arrivino soggiacciano alle nostre regole, ma penso
che sia giusto ciò, perché se un cittadino italiano è sottoposto a
determinate regole e vive nel suo paese, anche uno straniero che
viene qua, a maggio ragione deve sottostare alle nostre regole,
altrimenti se ne torna al sua paese se non vuole sottostare alle
regole dello Stato Italiano.
Quindi io se condivido da una parte l’ordine del giorno del
Consigliere Barbieri, perché non vedo a Caserta, Caserta città
turistica etc.etc., ma proprio per come è configurata Caserta,
un posto dove poter realizzare un centro di tale portata; però
devo anche dire che non sono
per niente d’accordo sul risvolto
governativo e sulla politica dell’ immigrazione, e le parole del
Consigliere Dell’Aquila, e del resto devo dire che il Consigliere
Barbieri
ha fatto questo ordine del giorno sull’ onda
dell’emotività, cioè quando da notizia giornalistica era uscita
questa notizia, notizia poi smentita da autorevoli membri del
Governo che si trovano in questa città, perché qui ci sono state
dichiarazioni ufficiali di un Sottosegretario che abita a Caserta,
che ha detto non c’è da nessuna parte nell’Agenda del Governo una
cosa del genere!
Quindi io all’amico Alessandro
Barbieri, che ringrazio per la
solerzia che avuto nel presentare questa mozione, ma io consiglio
addirittura di ritirarla, perché è diventata quasi anacronistica,
non ha alcun senso una mozione in tal senso.
Poi per riguarda la politica governativa dello Stato Italiano per
il problema dell’ immigrazione,
io sono,
devo esserlo per
forza, per motivi di ideologia politica differente nei confronti
del Consigliere Dell’Aquila, d’accordo, anzi spero che oltre
ai
proclami, perché per adesso stiamo assistendo a molti proclami,
molte battage
giornalistiche, ma nel concreto
non è cambiato
proprio niente rispetto alla politica dei Governi scorsi, si deve
invece incominciare
a passare dai proclami ai fatti
e bisogna
fare una politica seria dell’ immigrazione, per fare in modo che
questa nazione sia presentabile agli occhi degli stati stranieri.
Grazie.
38
CONSIGLIERE GRECO GIUSEPPE - Certamente l’argomento introdotto
dalla mozione del Consigliere Barbieri induce ad una riflessione
molto approfondita e debba essere, a mio giudizio,
scevra
da
condizionamenti ideologici di parte, perché
affrontiamo una
tematica delicata. Una tematica rispetto alla quale, credo,
nel
passato e forse, sicuramente, anche oggi, i Governi che mano a
mano hanno approcciato alla soluzione di questo problema, hanno
trovato tantissime difficoltà a potervi rimediare. Qui non si pone
un problema di voler discriminale, non si pone un problema di
voler negare pari opportunità a coloro che miserabilmente vivono
in una condizione di povertà e
che sono spinti per ragioni di
sopravivenza ad allontanarsi dal loro pese d’origine, con tante
sofferenze,
per potersi inventare una nuova vita, ahimè,
speriamo che questo termine possa essere effettivamente tale, una
nuova vita degna di questo nome in un altro paese. E in un altro
paese come l’Italia, dove questo, nella
particolare situazione
anche economica, ma anche di coesione sociale che il paese vive,
non sempre è facile che avvenga. Ma il problema resta tutto lì,
non mi sembra che si possa avere un atteggiamento eccessivamente
conciliante rispetto a questo tipo di problematica, non mi sembra
che la soluzione sia quella di,
che comunque chiunque possa e
voglia
entrare attraverso strumenti vari nel nostro paese
lo
possa fare. E quando dico strumenti vari, dobbiamo evidentemente
fare dei distinguo ben precisi. Sappiamo come arrivano orde di
persone che sono spinte da motivazioni che possono essere di base
le stesse, ma che poi in effetti sono alla mercè di una serie di
fatti che intorno a questo tipo di problema si può venire a
determinare, una volta che queste persone hanno avviato nel loro
interno, nel moro intimo, nella loro mente,
il
cosiddetto
“viaggio della speranza”. E
sappiamo benissimo
come molti di
questi viaggi siano nelle mani di chi costruisce
artatamente un
commercio di esseri umani, perché
di questo si tratta, e di
questo occorre che noi come società evoluta, come società civile
ce ne facciamo carico, per far sì
che questo tipo di attività
criminale, perché di attività criminale in molti casi si tratta
quando c’è qualcuno che è
pronto ad approfittare di queste
persone, possano appunto queste attività criminali, essere messe
al bando. Allora che cosa significa? Significa che i respingimenti
di cui
in questi
giorni, in particolar modo
si sta parlando
anche
in relazione a quella che è l’attività legislativa che il
Parlamento sta portando avanti, noi in questo caso li dobbiamo
vedere, io mi auguro che si possano vedere,
che siano tesi
esclusivamente
a
debellare,
a
scoraggiare
situazioni
approfittamento di queste persone. Poi è ovvio, e va da se, che
molti di noi, almeno
io
personalmente l’ho avuto un padre
emigrante, quindi va da se che non c’è nell’animo, credo, almeno
di questo Consiglio Comunale, in nessuno di noi, di voler creare a
priori delle discriminazioni. Va da se che
quando c’è la
possibilità
di
tendere
una
mano
a
persone
che
sono
obiettivamente, oggettivamente, così sfortunate, lo si debba fare
con tutti i mezzi possibili. Ma con tutti i mezzi possibili
significa, appunto, che essi possano avere anche
qui da noi una
39
vita dignitosa, vita dignitosa che deve
passare attraverso una
organizzazione del sistema, e se mi permettete, forse, anche prima
ancora, di una migliore organizzazione
di quello che oggi è il
nostro sistema sociale,
di quello che sono gli aspetti di
coesione
nel
sociale
in
generale.
Quindi
i
centri
di
identificazione possono essere, credo io, una cosa che serve come
iter procedurale, per poter in qualche modo mettere all’anagrafe
del nostro paese coloro che entrano in Italia,
che vi entrano
attraverso passaggi
che possono essere variegati,
chi per un
motivo chi per un altro, chi è soggiogato da certi poteri, chi
riesce ad esserne al di fuori,
ma credo che questo tipo di
operazione, almeno per il momento, a meno che non ci si inventi
sistemi più efficaci, e di cui posso dire fra qualche istante,
credo che oggettivamente non si possa fare a meno.
Sistemi più efficaci: il problema dell’immigrazione non è un
problema
italiano,
non può essere trattato come un problema
solamente italiano,
e non può essere trattato come un problema
rispetto al quale le parti politiche italiane si dividono in
fazioni, in Guelfi e Ghibellini; è un problema che va oltre
il nostro paese, che
va
ben oltre i confini della nostra
nazione,
e che deve investire la Comunità Internazionale tutta.
Lo sforzo dei Governi, al di là di quello che può essere
nel
breve periodo l’ attività di legislazione che si sta mettendo in
atto, che potrà sortire effetti, ma che
potrebbe, come è stato
detto,
e
che a quanto sembra nulla sta sortendo,
potrebbe
essere semplicemente
un momento di transizione,
per tendere a
soluzioni che devono essere più globali,
perché globalizzazione
vuol
dire, non solo inclusione economica, ma
vuol dire anche
globalizzazione di tutte le popolazioni del mondo. Quindi lungi
da noi pensare che si possano avere atteggiamenti discriminatori.
Allora credo che al di là
del fatto che questo provvedimento,
che è stato
avanzato dal Consigliere Barbieri,
laddove si dice
“pensiamo che Caserta non debba avere un simile centro”,
evidentemente per inclusione potremmo dire “che tutta l’Italia da
domani possa deliberare che non ci debbano essere simili centri”,
ma se non ci debbono essere “un simile centro”in tutte le parti
del nostro paese, come noi pensiamo di potere regolare questi
flussi? E che nel frattempo si possa arrivare ad affrontare il
problema più seriamente, coinvolgendo quelli che sono i sistemi
sopranazionali,
evidentemente l’ONU, evidentemente la Comunità
Europea,
evidentemente
coloro
che
sono
istituzionalmente
deputati ad affrontare simili problemi.
Allora io dire, evitiamo per il momento
di stare qui a fare
retorica, perché altrimenti sarebbe facile dire: oggi è giusto
affrontarlo in questo modo – è sbagliato affrontarlo in questo
modo! E’
un problema serio rispetto al quale non abbiamo argini
in questo momento e sicuramente, anche il provvedimento che ci si
accinge a varare al Parlamento della Nazione,
sicuramente,
ritengo io,
per come e congeniato non risolverà il problema,
forse qualche problema potrà anche acuirsi. Però questo non
significa che
dobbiamo avere un atteggiamento remissivo,
significa che mi aspetto,
ci aspetteremo tutti
quanti, perché
40
noi nel nostro piccolo possiamo fare ben poco, ma
tutti insieme
possiamo rendere una idea sul problema, ci aspetteremmo che chi è
deputato a farlo per noi, possa avere, da questo punto di vista,
un atteggiamento un
po’ più
aperto,
meno fazioso, meno di
parte, e che soprattutto si possa lavorare oltre quelle che sono
le possibilità ed i confini della nostra nazione, per coinvolgere
la Comunità Internazionale su questa vicenda; forse, solamente
allora, potremo dire di essere in grado di pensare e di riuscire
ad affrontare in maniera sistematica,
una questione che
altrimenti
ci vedrà e ci vedrebbe, comunque e sempre divisi, ma
comunque e sempre
nelle stesse medesime situazioni,
con viaggi
della speranza che ogni giorno si verificano, ogni giorno
si
risolvono nel perpetrare abusi ai danni dei cittadini
più
sfortunati, e quindi
probabilmente
nulla
da questo punto
riusciremmo a sortire.
Infine, centri di identificazione e centri di espulsione,
al di
là del fatto che credo che nessuno lo vorrebbe sul proprio Comune,
e mi sembra che sia stato chiaro che non ci sono possibilità,
almeno per il momento, non è in preventivo, auguriamoci che non
lo sia mai, che questi centri
possano essere realizzati
sul
nostro territorio, ma auguriamoci
che in Italia
ce ne possano
essere quanti meno possibili, questo sarebbe indice di un problema
che viene a soluzione,
che
viene messo finalmente a regime.
Espulsione – ma va da se che il centri di espulsioni non siano
autorizzati ad espellere chi viene in Italia, chiede un diritto
d’asilo
ed
abbia i requisiti
per poterlo chiedere. Credo che
piuttosto, io non sono personalmente nella stanza dei bottoni, ma
mi sembra, da quello che leggo sui giornali, da quello che sento
dire,
che l’espulsione è diretta esclusivamente diretta
a quei
casi di incompatibilità evidente con quello che è il sistema della
giurisprudenza,
con quella che è la legge vigente sul nostro
territorio nazionale. Così come mi sembra di capire, e da quelli
che sono i dati che sono resi ufficiali da questo Governo, nei
primi 4 mesi di quest’anno, nel 2009 le espulsioni
non arrivano
ad essere nemmeno il 5% di quelli che vengono identificati come
entrati in Italia, quindi tutto questo allarmismo mi sembra mal
riposto, però non vorrei che rispetto a questo problema, qualora
noi volessimo sostenere le tesi opposte, si potrebbe far apparire
il nostro paese, come il paese dove tutti quanti possono venire
e
liberamente circolare, senza sottostare a quelle che sono le
nostre leggi e, se mi permettete la nostra cultura,
e vorrei
aggiungere anche la nostra religione.
Voglio chiudere questo mio pensiero semplicemente dicendo questo:
chi di voi è stata in Terra Santa e qual è il percorso di
umiliazione che noi Cristiani dobbiamo subire nel caso in cui ci
rechiamo
in quelle terre, e
mi sembra che quel
credo possa
appartenere a tutti i popoli del mondo, senza distinzione alcuna,
che poi uno voglia professare una religione, anziché un’ altra,
rientra nella libertà assoluta di tutti quanti. Però
questo ci
deve far riflettere, ma non nella misura in cui noi dobbiamo
vendicare, per carità,
lungi da me quel tipo di atteggiamento,
quel tipo di comportamento, ma perché dobbiamo sapere che quel
41
tipo di comportamento non si abbia nei nostri confronti, c’è
bisogno che la siano istituite delle regole, come qua credo che
debbano essere istituite delle regole per il rispetto reciproco di
tutti quanti i popoli. Grazie.
ALLE ORE 20,15 ENTRA CATERINO EMILIO
CONSIGLIERE CERRETO MARCO Faccio una premessa, e sarò molto
breve, io veramente stimo le persone che hanno presentato questo
ordine del giorno, e le stimo talmente sinceramente che
ritengo
che essi siano state, come me del resto,
forviate da notizie
senza alcun fondamento politico rispetto all’eventuale, ipotetica,
paventata apertura di questo centro, notizia per altro smentita,
non
solo
dal
Sottosegretario
casertano,
ma
anche
dal
Sottosegretario agli Interni
con delega Alfredo Mantovano, che
in una sua recente visita
al Comune di Casaluce disse che
assolutamente non era nell’Agenda del Governo l’apertura di questo
centro di
identificazione. Per cui, poiché c’è una profonda
stima, non solo nei confronti delle persone che l’hanno proposta,
ma anche una profonda attenzione da parte mia sul tema, io ritengo
ed invito il Consigliere e Collega Barbieri a ritirarlo
quell’ordine del giorno, ritirarlo perché come m’hanno insegnato,
è un ordine del giorno irricevibile, in quanto nel suo oggetto vi
una richiesta rispetto alla quale non c’è avanzata nessuna
candidatura,
per cui il Consigliere Barbieri e gli altri
proponenti chiedono che non venga fatta una cosa
che nessuno ha
proposto di fare, per cui è un principio per il quale io potrei
fare un ordine del giorno, ad esempio, sul fatto che io non voglio
a Caserta l’istituzione di un circo equestre,
quando non c’è
nessuno che l’ha proposta.
Quindi
su questo chiedo al
Consigliere Barbieri di ritirare l’ordine del giorno e magari di
proporre un ordine del giorno
che possa essere attuale
e che
possa favorire una discussione sul tema,
che va fatta,
che va
fatta, per carità! Premesso che io sono contrario ai centri di
identificazione temporanei e permanenti, perché non mi piace né
la parola né il meccanismo né la dinamica, non ho una soluzione
migliore,
non ho la bacchetta magica, non saprei se
fossi
effettivamente il Ministro degli Interni, caro Consigliere
Dell’Aquila, al di là di tutte le belle parole che ha detto e che
condivido con le dovute differenze, perché i nostri avi che si
recavano negli Stati Uniti, altro che se venivano identificati,
addirittura prima
della partenza, caro Consigliere Dell’Aquila,
cosa che non mi pare avvenga, purtroppo, ahimè, oggi.
Detto questo comunque io non mi attardo, perché chi è che è
contrario
alle
politiche
dell’integrazione,
alle
politiche
dell’accoglienza, ci mancherebbe altro! Io non penso Consigliere
Dell’Aquila che tu come me, desideri vivere in città dove, pur di
farci stare gli immigrati ci facciamo stare chi delinque, chi non
sappiamo dove abita, oppure chi sappiamo dove abita ed abita in
condizioni disumane, chi è in Italia, e siamo felici che ci sta,
ma vende i fazzolettini; io non penso che a te faccia piacere
questo tipo di immigrazione e non fa piacere nemmeno a me! Per cui
42
penso che ci dobbiamo confrontare su che tipo
di politica
effettivamente dobbiamo fare, per far sì che queste persone
che
vengano, come diceva giustamente il collega che m’ha preceduto,
possano essere sostenute in un modello di vita sostenibile e non
disumano, come spesso accade. Nella Bossi-Fini è contenuto questo,
è contenuto il principio, la normativa e la disciplina sul centro
di identificazione a me non piace,
ma mi piace tantissimo il
principio per cui se un italiano affitta un immobile, un tugurio
a 12 immigrati
clandestini, gli venga requisito e confiscato
l’appartamento;
penso
che
è
una
cosa
buona!
Consigliere
Dell’Aquila lei sa che
l’obbligo di denuncia dei medici non è
prevista nella Bossi-Fini e sai già come la penso su questo,
perché io sono a favore della tolleranza,
non fosse altro che
sono un libero professionista
e come io non mi rifiuterei di
difendere un immigrato, che per altro lo faccio, figuriamoci se
potrei spronare un medico a denunciare un clandestino. Ma il
problema sta a monte! Quando nell’ ordine del giorno vi è un
richiamo che giustamente, a mio avviso anche strumentalmente, fa
il
proponente
dell’
ordine
del
giorno
sulla
cultura
dell’accoglienza,
vorrei
ricordare
che
le
politiche
dell’accoglienza
sono quelle sì, legislazione concorrente, e
vogliamo parlare delle politiche dell’accoglienza che ha fatto la
Regione Campania? Vogliamo parlare dei corsi di formazione
organizzati da qualche organizzazione sindacale che ancora oggi
vedono
processi
penali, perché
hanno fatto arrivare immigrati
con la scusa di farli studiare
300 ore, e poi li hanno mandati
nelle cooperative senza neanche fargli il libretto di lavoro e
sanitario, per raccogliere i pomodori per qualche caporale di
questa provincia? Vogliamo parlare degli
immigrati che oggi
vivono nei sobborghi di Napoli e sono la manovalanza della
camorra? E’
questa la cultura dell’accoglienza che prevede la
Regione che voi governate? Allora, come vedete, sono tanti i temi
sui confronti dei quali ci dovremmo scontrare.
Io invito il Consigliere Barbieri, che è un fine
giurista
a
leggersi la sentenza della Corte
Costituzionale n.300 del 2005,
dove
la
Presidentessa
Ferdinanda
Canti
disquisisce
giuridicamente su questo, e stabilisce, rispetto ad una questione
dell’Emilia Romagna, di illegittimità costituzionale, proprio la
possibilità, io quello sono perfettamente d’accordo, su quella
parte del suo ordine del giorno,
dove le Regioni concorrano con
il Governo
sulle politiche di accoglienza e sulle politiche di
integrazione. Fu sollevata una questione
di
illegittimità
Costituzionale e la Corte Costituzionale ha affidato la questione,
ma effettivamente la Regione Emilia Romagna aveva le possibilità e
gli strumenti per concorrere su quelle politiche.
Non
mi pare, caro Consigliere Dell’Aquila, che la Regione
Campania abbia oggi le potenzialità o abbia messo sul tavolo
l’ipotesi che possano essere migliori
di quelle previste dalla
Legge Bossi-Fini,
se ci sono, fatemele conoscere, perché sarò
il
primo
a
votarle,
come
abbiamo
votato
le
delibere
dell’Assessore D’Amico
che riguardavano dei progetti sugli
immigrati e sui richiedenti asilo. Quindi su questo non troverete
43
una resistenza di carattere culturale o ideologica o preconcetta,
però non possiamo neanche accettare, cari colleghi, che voi un
tema così importante lo possiate strumentalizzare per fare
campagna elettorale o non so che, visto che, all’interno
dell’ordine del giorno vi è un pronunciamento da parte del
Consiglio Comunale su una cosa che non esiste, e né potrebbe
esistere,
perché Caserta, e voi lo sapete bene,
è
già
sede
della Commissione di coloro che chiedono asilo politico, ma
vi
pare che un Governo può mettere nella stessa città
una
Commissione
di richiedenti asilo ed un centro di immigrazione
temporanea e permanente, cioè
noi casertani ce ne andiamo?
Assessore D’Amico
questo forse non sarà incompatibile,
ma il
Governo non l’ha mai chiesto, il Governo non ha mai candidato
Caserta, mai in nessun atto ufficiale. Quindi in questo ordine
del giorno è chiesto un voto contrario su una cosa che sta solo in
teste a voi! Altrimenti,
portatemi delle dichiarazioni che
candidano Caserta
a fare il centro di identificazione degli
immigrati.
Sulle politiche dell’accoglienza, vi
rimando la palla
sulle
politiche regionali,
confrontiamoci con
queste politiche
regionali della Regione Campania da voi governata, penso che
abbiano prodotto solo immigrazione clandestina, talmente tanta
immigrazione clandestina,
che siamo assurti agli onori della
cronaca europea
sull’immigrazione clandestina. Quindi facciamo
insieme qualche proposta, ma
andiamola a presentare in Regione
Campania,
perché è la Regione Campania che può
attivare quelle
misure di politica di accoglienza
secondo quello che dice la
Legge e secondo quello che ha pronunciato recentemente
la Corte
Costituzionale. Ecco perché io mi asterrò a votare un ordine del
giorno che secondo me, e vorrei anche il conforto del Segretario
Generale in quanto non enuncia principi, ma enuncia fatti che non
trovano
fondamento
nel
proprio
petitum,
ritengo
che
sia
irricevibile, invito i proponenti a ritiralo, e nel caso in cui
questo non avvenga, annuncio la mia astensione dalla votazione.
Grazie
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Segretario, il Consigliere Cerreto le
chiede se è possibile andare a votare una
mozione dove non c’è
una proposta di…
CONSIGLIERE CERRETO MARCO – Presidente, riformulo la domanda, ne
faccio una questione procedurale, cioè
poiché
questo è uno
strumento amministrativo
che
si chiama mozione, all’interno
della quale non
vi è un’enunciazione di principio, come quella
che abbiamo discusso prima, ma vi è un
preciso petitum
all’interno del quale si
chiede che questo Consesso si esprima
contro l’ipotetica apertura di un centro, che è di competenza
governativa, il cui organo non ha mai candidato questa città per
aprire questo centro. Quindi secondo me è irricevibile,
poi è
vero che in Consiglio Comunale
si possono presentare mozioni su
tutto, ma non ritengo che così come è stata strutturata
possa
essere discussa in Consiglio Comunale, in quanto che, il Sindaco
44
sa bene che non c’è mai stata una candidatura di Caserta per
aprire un centro di identificazione
a Caserta. Quindi di che
parliamo? Diverso è, se il Consigliere Barbieri e gli
altri
proponenti avessero prodotto una raccomandazione, un
ordine del
giorno che fosse enunciativo di principi positivi che il
Consiglio potesse o meno accettare,
affermare e quindi
pronunciare un voto, noi in questo caso voteremmo su un petitum
che non ha assolutamente una sua fonte, una sua origine, un suo
oggetto, perché non esiste il problema .
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Risponde il Segretario Generale.
SEGRETARIO GENERALE
- Consigliere
Cerreto
lei parlava di
irricevibilità della mozione, ma sostanzialmente
la mozione può
essere diretta anche ad
un’ipotesi
o un’eventualità, non
necessariamente essere diretta ad un fatto concreto e reale,
probabilmente
è una questione di opportunità, ma non di essere
ritenuta ricevibile e irricevibile, sotto questo aspetto.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE - Riprendiamo la discussione la parola
al Consigliere Gentile.
CONSIGLIERE GENTILE LORENZO – Il mio intervento sarà brevissimo,
volevo fare solo alcune considerazioni rispetto alla questione in
generale. L’atteggiamento dei vari Governi che si sono succeduti
in Italia in merito all’immigrazione, in un certo senso ha
favorito la clandestinità, perché il fatto di non fare mai una
legge ferrea e
non prendere di petto la questione,
ha dato la
possibilità a chiunque di arrivare in Italia e fare quello che
vogliono.
Quindi questo tipo di atteggiamento ha fatto in modo
che i cosiddetti
flussi di ingresso che noi teniamo e che ogni
anno il Ministero emana, come numero di richieste all’ estero di
disponibilità, viene sempre a diminuire, mentre i clandestini
aumentano in Italia.
Allora che cosa si dovrebbe fare? Si dovrebbe fare il procedimento
inverso, cioè
le frontiere,
andare a vedere quali sono le
esigenze delle
famiglie italiane,e
vi posso garantire che
qua
in tutte le famiglie c’è una extra comunitario
che accudisce le
famiglie. Allora, noi daremmo, invertendo l’atteggiamento, quindi
partendo da un fatto legale ed arrivando al flusso, quindi
individuando effettivamente quante sono le unità da poter portare
in Italia, noi porteremo moltissimi extra comunitari in Italia,
ma li porteremmo con tutti i
crismi
che la legge ci consente,
avremmo la possibilità
anche di far fare dai
paesi
dai quali
provengono queste persone una selezione, cioè noi descriveremo a
questi paesi un profilo della persona che noi vorremmo e non ci
troveremo così persone che arrivano in Italia senza documenti e
non sappiamo
chi sono
e né da dove vengono. Oggi c’è la
possibilità di fare questa cosa, però i Governi devono invertire
un po’ la rotta,
perché le persone che attualmente stanno in
Italia e stanno a posto con i documenti, dall’Italia hanno tutte
le agevolazioni possibili,
l’Assessore
D’Amico è stato nel mio
45
ufficio pochi giorni fa alla Provincia, per organizzare dei corsi
di lingua italiana, quindi una forma anche di integrazione
sociale, di integrazione
delle abitudini. Però,
se continua
questa clandestinità in questo modo, effettivamente non va bene,
non va bene a nessuno. Perché oggi succede che non c’è un modo
regolare di cercare il lavorante in famiglia, oggi il lavorante
si va a chiedere non nelle sedi istituzionale, ma si va a chiedere
o
nella Parrocchia
di Puccianiello o nella Parrocchia del Buon
Pastore o
attraverso le associazioni,
si trovano questi
lavoranti e poi alla fine vengono da me perché vogliono delle
informazioni in merito di come
possono poi legalizzarli in
Italia,
non c’è la possibilità di legalizzarli perché non hanno
la documentazione idonea
per poterli
legalizzarli. Allora io
dire questo procedimento inverso: chiusura delle frontiere, fare
una verifica sul territorio di quelle che sono le disponibilità e
dopo di ché chiedere ai governi extra Europei un profilo dei
lavoranti e chiedere le unità, e questa sarebbe la cosa migliore,
daremmo lustro a
quest’operazione ed avremmo risolto un po’
tutti i problemi. Lo so che è una cosa difficile, ma non
impossibile, ma se ci si lavora sopra questa cosa la si può
risolvere.
CONSIGLIERE
BARBIERI
ALESSANDRO
–
Delle
precisazioni.
Innanzitutto, ricevibilità dell’ atto, ma questo lo dico, non già
perché il Segretario ha specificato alcune cose, a me sembra che
un Consiglio Comunale possa decidere che sul proprio territorio
certi eventi
non debbano mai verificarsi. Noi
incontriamo
diverse città nel nostro cammino dove all’ingresso troviamo non
solo il nome della città, ma sotto leggiamo “ denuclearizzato” non
so se se anche Caserta è denuclearizzata, però sicuramente un
Consiglio Comunale si è pronunciato ed ha detto “ in questa città
non ci sarà mai
una centrale nucleare”, è potestà governativa,
dubito che
il Governo di qualsiasi estrazione di colore voglia,
possa insediare nella
città di Caserta una centrale nucleare.
Quindi il Consiglio Comunale ha tutti i poter
per poter dire
“questa cosa non mi sta bene, non la voglio a prescindere”. Prima
precisazione.
Seconda. Ho capito di aver indotto in voi un equivoco, cioè che
la mozione presentata insieme con gli altri colleghi
volesse
impedire l’ istituzione di un centro di identificazione ed
espulsione,
perché ci creava dei
problemi di ordine pubblico,
assolutamente non è così! Noi
siamo contro questi
centri di
identificazione ed espulsione. Riteniamo che siano centri indegni
perché non sono centri dove
uno entra, e come diceva il
Consigliere Garofalo, gli viene presa l’impronta, gli si fa una
fotografia e gli si
chiede nome e cognome, no, sono centri di
detenzione, usiamo le parole per quelle che sono. Però, che
viviamo
in una
realtà, ormai da una ventina d’anni,
onirica,
cioè quello che dice la televisione, o che si usano belle parole
per dipingere le cose che concretamente conosciamo bene, diciamo
che i centri di identificazione ed espulsione sono dei centri di
detenzione, tanto è vero che si ritiene che questa persona che
46
debba essere identificata, possa permanere là dentro per ben 18
mesi. Ora, con tutto lo sforzo di immaginazione che possiamo fare,
pensare che ci voglia un anno e mezzo
della vita nostra per
identificare
una persona,
mi sembra altrettanto
ridicolo,
rispetto al nome che si è voluto dare a questo centro.
Terza precisazione. Lo spunto fu dato non perché io ed altri
amici, compagni casertani abbiamo sognato, no! Perché all’epoca
il Ministro diede una serie di indicazioni, per dire, così come
l’affetto annuncio
vuole, mi fa piacere che non c’è pubblico,
così ci possiamo dire le cose con grande
serenità, anche
affrontando argomenti un po’ più alti, rispetto a quelle che sono
le nostre cose casertane.
Allora, il Ministro Marone
disse una
cosa molto semplice,
disse io farò dei nuovi centri che devono
essere in prossimità di aeroporti, noi abbiamo l’aeroporto a
Napoli che è Capodichino, in strutture pubbliche già esistenti,
in particolar modo in strutture militari dimesse, ebbene, facendo
un po’ la radiografia del territorio, la città di Caserta è una
di quelle
più favorite, perché di centri militari dimessi,
abbandonati ne abbiamo parecchi, addirittura qualcuno parlò delle
famose
casermette. Allora Consigliere Cerreto, lei ricorderà
bene, che non un’Amministrazione di centro-sinistra, ma di centrodestra, quella di San Nicola la Strada, ed il suo Sindaco, iniziò
letteralmente ad
urlare, dicendo che le
casermette è vero che
sono
in territorio casertano, ma sono
a ridosso del centro
urbano di San Nicola la Strada. Quindi non è un’invenzione
politica, né ci vogliamo fare la campagna elettorale.
L’occasione è stata ideale non per fare una battaglia contro una
questione di ordine pubblico, ma per fare una questione di dignità
e di rispetto della Costituzione.
Mi dispiace che l’architetto Greco che parla di differenze di
religioni etc., evidentemente l’architetto ha dimenticato che noi
abbiamo una Costituzione che dice che
i cittadini italiani, ma
questo equivale non solo per i cittadini italiani,
perché nel
momento in cui
applichiamo
un principio a noi stessi,
chiaramente lo applichiamo
a tutti coloro che passano per le
nostre terre,
sono uguali
senza nessun tipo di distinzioni, di
sesso, di razza, di colore, di religione, non c’è assolutamente
differenza. Quindi fare differenziazioni
fra
chi è di cultura
mussulmana o nono, a me sembra
anche questa un’altra invenzione
politica. Allora incominciamo
a dipanare le invenzioni, gli
extra comunitari non sono neri, ce ne sono una marea che vengono
dall’ est
europeo, questa è un’altra finzione su cui chiudiamo
gli occhi, sono solo quei poveri cristi
che vengono in quelle
condizioni peggiori, su quelle barche, gli extra comunitari o sono
tutta quella marea di badanti che a nero e di nascosto sta nelle
nostre case? Allora, come diceva Lorenzo Gentile,
questo è
Governo che ha fatto diverse operazioni, e i Governi che si sono
succeduti
hanno fatto una politica all’immigrazione veramente
folle. C’è stata la famosa sanatoria del 2002, e quella serviva
per fare cassa; poi dopodiché
ultimamente che cosa si fa? Si
chiede di applicare una legge e si creano i clandestini, questo è
un Governo
che crea clandestini,
e li crea nel momento in cui
47
di
fronte
ad
una
regolarizzazione
con
170
mila
posti
disponibili, riceve domande per 900 mila richieste, e stiamo
parlando non di 900 mila persone che sono all’estero, sono già
qua, cioè 900 mila persone vorrebbero emergere dalla situazione di
clandestinità. L’emersione di queste persone comporterebbe anche
delle
risoluzioni non solo della dignità umana, ma anche di
carattere
sociale e soprattutto, potremmo dire,
di
carattere
previdenziale,
perché queste persone versano, versano
i
contributi
con cui
paghiamo le pensioni ai cittadini italiani.
Ma che cosa fa il nostro Governo? Blocca i flussi migratori, da
due anni sono bloccati, perché si sta incominciando a scalare la
graduatoria del 2007. Nel frattempo la politica non fa quello che
deve fare governare, cioè governare un fenomeno esistenze. Chi fa
politica, chi si candida a fare politica deve governare un
fenomeno
esistente non può chiudere gli occhi ed infilare la
testa sotto la sabbia come uno struzzo. Noi prima abbiamo parlato
dell’acqua,
a me
ha fatto piacere ascoltare le parole del
Consigliere Cerreto, e lo dico perché so che il Consigliere
Cerreto fa parte di una cultura, che è la cultura del cosiddetto
Movimento Sociale
che su alcune cose non può assolutamente
indietreggiare. Consigliere Cerreto, però tu fai parte dei una
coalizione dove
il liberismo
più sfrenato, a che cosa ha
portato? Ha portata ad una deregolarizzazione di tutti quanti i
rapporti all’interno della società civile, ha portato alla
previdenzazione di tutto,
noi abbiamo il modello argentino che
c’ha insegnato tantissimo, io ho partenti in Argentina,
abbiamo
dovuto fare una colletta mondiale
per mandare i soldi
all’Argentina, dall’Italia, dal Canada, dagli Stati Uniti, i
nostri parenti vivevano grazie alle nostre rimesse, ma rimesse
che venivano portati
manualmente in Argentina. C’è stato un
periodo in cui l’Argentina per aver voluto privatizzare servizi
pubblici essenziali
è rimasta in ginocchio,
ed ha
fatto una
politica che assolutamente era quella più folle.
Anche questa dell’immigrazione è
una politica folle. Io
non ho
la bacchetta magica, non ho un’idea di come si possa risolvere,
però
fin quando ci saranno i fenomeni che provvedono che
noi,
non riusciamo più a trovare sul mercato del lavoro, mi correggerà
il Consigliere Gentile Lorenzo se sbaglio,
le badanti perché
nessuna italiana vuole
fare la badante, nessun italiano vuole
pulire le strade, nessun italiano vuole
fare i lavori sporchi;
fin quando ci sarà questa politica, Consigliere Cerreto nell’
Agricoltura, noi mangiamo la mozzarella, lo sai perfettamente
quello che si sta verificando in provincia di Caserta, non c’è
più un allevamento
dove non ci sono
gli
indiani, gli indiani
sono i migliori allevatori
di
bufale che esistono al mondo,
sono tutti quanti clandestini! Tutti, vi assicuro!
Perché i
flussi prevedono questo,
che siano clandestini, basta vedere la
tabella dei flussi, vedi quante sono le riserve per gli indiani;
allora no praticamente stiamo creando i clandestini.
Il problema quindi è un problema di dignità, di dire che questi
centri
di identificazione ed espulsione non sono certamente
la
risoluzione ad un problema enorme, che va affrontato, come
48
dicevate anche voi,
in maniera molto più organica, molto più
trans-nazionale;
ma sicuramente
mettere
queste persone
18
mesi, un anno e mezzo, chiusi là dentro
per identificarli, è
contro la nostra Costituzione, contro la dignità umana e secondo
me, anche contro l’intelligenza ed il
buon senso,
che in
una
civiltà come la nostra che dicesi essere cattolica
ed
ispirata
anche ai principi sociali
del cattolicesimo, è assolutamente
impossibile ritenere che possa rispondere a questi principi, che
sono i principi su cui si fonda la nostra Costituzione.
Io però assolutamente non ritiro la mozione perché ritengo che sia
ben calibrata e che dia il senso delle cose.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE Se non ci sono
passiamo alla votazione per appello nominale.
più
interventi
INTERVENTO DEL SINDACO – DICHIARAZIONE DI VOTO –
Il mio voto è favorevole, della questione ho ampiamente dibattuto
in televisione quando si è prospettata l’ipotesi di costituire un
centro di identificazione e di
espulsione a Caserta,
cosa alla
quale mi sono manifestato assolutamente
contrario, per i motivi
umanitari ed
anche tecnici, quelli e quelli; confermo questa
opinione e voto a favore della mozione.
IL SEGRETARIO GENERALE PROCEDE ALL'APPELLO:
PETTERUTI
DI PALO
DEL GAUDIO
FERRARO
GRECO
SPIRITO
CATERINO
GAROFALO
PUOTI
LOMBARDI
LINO
CERRETO
DI LELLA
ACCONCIA
GALLICOLA
VENTRE
MAZZARELLA
SOLOFRANO
RUSSO
AMATO
BARBIERI
ZULLO
MARZO
CECERI
FERRARA
DELLO STRITTO
GENTILE
NICODEMO (SINDACO)……………………………………..SI
ARTURO …………………………………………………………………..SI
PIO...............................NO
VINCENZO MARIO....................ASSENTE
GIUSEPPE..........................ASTENUTO
ANIELLO...........................NO
EMILIO............................NO
NICOLA............................NO
PIERPAOLO.........................ASSENTE
GIOVANNI..........................ASSENTE
CESARE............................NO
MARCO.............................ASTENUTO
ANTONIO…………………………………………………………………..ASTENUTO
ANTONIO...........................NO
LIVIO.............................ASSENTE
RICCARDO..........................ASSENTE
FILIPPO...........................NO
ROSARIA...........................ASSENTE
MASSIMO...........................SI
GABRIELE………………………………………………………………….ASSENTE
ALESSANDRO........................SI
SALVATORE.........................SI
PAOLO ……………………………………………………………………..ASSENTE
RAFFAELE ……………………………………………………………..ASSENTE
SALVATORE.........................SI
MAURIZIO………………………………………………………………..ASSENTE
LORENZO...........................SI
49
SANTILLO
GENTILE
TOSCANO
BONAVOLONTA'
BOCCAGNA
CAPOBIANCO
GRECO
CATERINO
TRONCO
CORVINO
UCCIERO
COMUNALE
DELL'AQUILA
MELORIO
ALDO…………………………………………………………………………..SI
NICOLA……………………………………………………………………..SI
PASQUALE..........................SI
ROSA..............................ASSENTE
ANDREA............................ASSENTE
FRANCESCO.........................SI
AGOSTINO..........................SI
PAOLO ……………………………………………………………………..SI
CATELLO...........................SI
PASQUALE..........................SI
TERESA............................ASSENTE
GIOVANNI..........................SI
ANTONIO...........................SI
EMILIO.........................…..ASSENTE
INTERVENTO DEL PRESIDENTE - L'esito della votazione è il
seguente:
Presenti
n.27
Favorevoli n.17
Astenuti
n. 3
Contrari
n. 7
Approvato a maggioranza
50
PUNTO N.5 ALL’ORDINE DEL GIORNO:
“O.D.G.:ZONA A TRAFFICO LIMITATO”
INTEREVENTO
Garofalo.
DEL
PRESIDENTE
-
Il
relatore
è
il
Consigliere
CONSIGLIERE GAROFALO NICOLA – Premesso che noi abbiamo presentato
quest’ordine del giorno, perché spinti sia dai commercianti che
dalle associazioni dei cittadini, per trattare in Consiglio
Comunale questo argomento, ma io vedo che hanno fatto” armatevi e
partite”, perché qua non è presente nessun commerciante; qualche
amico mi diceva ritira l’ordine del giorno, ma io in verità volevo
convocare un Consiglio Comunale ad oc per sentire le lamentele o
le proposte delle associazioni e dei commercianti,
i quali,
ripeto, non vedo presenti, allora, poiché più volta la Giunta ed
il Sindaco si sono riuniti per determinare alcuni correttivi, al
provvedimento.
Però, poiché le associazioni ci dicono che noi abbiamo fatto parte
del tavolo di trattativa con la Giunta, lo dicono a questa parte
politica, però a noi né la Giunta né il Sindaco e né l’Assessore
competente al ramo, non c’hanno mai chiamato per dire “guardate
che noi stiamo facendo un piano traffico, se lo vogliamo
concordare assieme” oppure farci capire quale che cosa in materia.
Noi all’improvviso, per lo meno io, mi sono trovato nella stanza
di un impiegato
ed ho visto questo piano traffico con questi
stampini che ha fatto l’Assessore Ciontoli. Allora, poiché più
volte abbiamo avuto delle lamentale da parte dei commercianti e
dai cittadini, i quali si sono
riuniti con la Giunta e con il
Sindaco e che l’impegno che aveva preso l’Amministrazione non è
stato mantenuto con loro, c’ hanno spinto a presentare un ordine
del giorno, perchè loro ci chiedevano
di fare un Consiglio
Comunale
in convocazione
straordinaria
per questa materia e
volevano presentare le loro proposte, cioè le proposte dei
commercianti che ora non ci sono e dei cittadini che non ci
stanno,
ed il Consiglio Comunale su quelle proposte, dei
commercianti e dei cittadini,
dava una indicazione,
e
poi,
essendo di competenza della Giunta, fare una delibera
in merito
a queste cose. Questa era la mia intenzione per questo ordine del
giorno, poi se lo vogliamo votare lo votiamo, se non lo vogliamo
votare non lo votiamo.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE - Consigliere Garofalo, mi faccia capire
che significa “ se lo vogliamo votare la votiamo, se non la
vogliamo votare non la votiamo”, per la regolarità formale,
lei
la ritira o no?
CONSIGLIERE GAROFALO NICOLA – No, non la ritiro.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Va bene, allora sta in discussione. Il
primo iscritto a parlare è il Sindaco.
51
INTERVENTO DEL SINDACO – Consigliere Garofalo mi sento di dire
che, tirare fuori ogni occasione per fare confusione, forse non è
il metodo più opportuno. Su questa questione
ci sono stati
incontri
e
ci
sono
stati
anche
scontri,
ci
sono
stati
provvedimenti, correttivi, si è aperto un tavolo permanente tra
le Associazioni del Commercio e l’Amministrazione comunale. Per
cui tutte quelle cose delle quali si dovrebbe parlare in questo
Consiglio Comunale, cosa
che si può anche fare, ma io direi il
tempo di utilizzarlo in maniera conveniente, utile, che produca
effetti. Ora se votiamo
l’ordine del giorno, non lo so come
finirà, ma è prevedibile, gli effetti quali sono? Non è che c’è
una negazione di
questo diritto all’interlocuzione che è già in
essere, perché
c’è un tavolo di consultazione permanente, nel
quale si
trattano
tutte queste cose. Poi, tra l’altro, l’ha
detto lo stesso Consigliere Garofalo,
se ci fosse stato
un
interesse là
ci stava qualcuno,
invece ci stanno le sedie
vuote, perché innanzitutto l’evento è maturato in città, se n’è
capita
l’importanza,
si
è
capito
con
quanto
senso
di
responsabilità l’Amministrazione abbia trattato il problema, e
questa conflittualità, che sembra essere rappresentata da questo
documento, direi che non esiste più al momento, a meno di qualche
testa calda che continua la sua battaglia per fini più di altra
natura, se non quelli effettivamente contenuti
nel preteso
dissenso dei commercianti. Allora, se dobbiamo votare, votiamo,
ma penso che sarebbe preferibile la cosa
già inizialmente il
Consigliere Garofalo aveva ritenuto la cosa più opportuna, proprio
dalla constatazione che le parti che l’hanno sollecitato stanno da
un’altra parte, non ci stanno!
CONSIGLIERE GAROFALO NICOLA – Sindaco,
premesso che il Corso
Trieste è nato come progettazione
per isola pedonale, perché si
nota anche dai dossi fatti dalla vecchia Amministrazione. Voi
sulla zona a traffico limitato non avete minimamente convocato
l’opposizione, perché noi, e sfido chiunque della minoranza, non
c’avete convocato per sapere che cosa stavate facendo sulla zona
a traffico limitato.
Sindaco queste sono parole dette da te, quando hai detto che per
le cose che interessano la città volevi coinvolgere la maggioranza
e la minoranza, cosa che non hai fatto o per lo meno l’Assessore
non l’ha fatto. C’hai convocato in una sola occasione quando c’è
stata l’emergenza rifiuti
per
quanto riguarda l’interdizione
della ditta SABA, e che noi come opposizione
abbiamo capito il
problema e ti siamo stati vicini, e vero o non è vero? Ti siamo
stati vicini! Oggi io vedo che quando parliamo di zona a traffico
limitato nella città di Caserta, è un qualche cosa che interessa
tutta la città, perché non ci chiama e ci informi su quello che
state facendo, prima che esce sulla stampa? Io come Consigliere
Comunale scendendo dal Comune di Caserta, quando avete approvato
questa delibera, persi la strada per andare a casa, perché non me
ne sapevo più andare a casa, ed è vero Sindaco! Allora, Sindaco tu
non ci devi tenere a noi come opposizione solo quando fa comodo
52
all’Amministrazione!
Noi
abbiamo
detto
che
noi
vogliamo
collaborare con l’Amministrazione sui grossi problemi della città,
mi sembra che tu ci fai collaborare, tu
o l’Assessore,
io in
questo
momento
mi
rivolgo
a
te,
ma
questo
un
compito
dell’Assessore
Ciontoli! Ma voi ci tenete solo come carta di
riserva! Se noi abbiamo dato una disponibilità in altre occasioni,
perché non dovevamo dare la nostra disponibilità
per la zona a
traffico limitato? Questa è la domanda che io mi faccio!
Io ho visto che questa Amministrazione ha attuato un dispositivo
con degli stampini che trovai sulle scrivanie di un impiegato, lui
me ne diede un pacchetto a me per distribuirlo alla città, ma è
mai possibile che un amministratore a cose fatte viene a sapere
che a Corso Trieste dalla sera alla mattina non si cammina più?
Questa è la contestazione che facciamo noi! Poi se vogliamo
entrare nel merito, perché se facevate qualche riunione con la
minoranza può essere che potevamo dare qualche suggerimento utile
e potevamo dire perché va bene e perché non va bene, questo c’ha
spinto a presentare questo ordine del giorno. Se noi avessimo
concordato con voi un piano del genere o se avessimo partecipato a
qualche riunione, noi certamente non ci permettevamo minimamente,
perché era intenzione anche
della vecchia Amministrazione fare
l’isola pedonale. Quindi ripeto, è solo questa la contestazione!
Grazie.
CONSIGLIERE SPIRITO ANIELLO –Premesso che per quanto mi riguarda
è la prima volta che vedo l’ordine del giorno, ordine del giorno
che ad oggi, forse ha ragione il Sindaco,
è superfluo potrebbe
essere ritirato, vista la situazione attuale. Io
però non
dimentico quello che ho vissuto sulla mia pelle per quanto
riguarda il piano traffico del quartiere Acquaviva, quando ero
maggioranza, e mi
ricordo tutto quello che i Consiglieri di
minoranza, oggi Assessori,
fecero a quel tempo, addirittura
si
parlò di difetto di competenza, perché
era un piano traffico e
quindi era
di competenza del Consiglio, e questo avveniva dopo
mesi e mesi di consultazioni e di partecipazione dei cittadini,
presso la chiesa di Lourdes, presso tutti, perché dall’esperienza
che ho avuto con l’Amministrazione Falco non ho mai visto una cosa
più partecipata e condivisa come quel piano traffico del quartiere
Acquaviva. Ebbene, allora ci furono manifestazioni, ed anche
l’Assessore Ciontoli allora forse si sbagliava, perché riteneva
che quel piano traffico era sbagliato, però da quando sei
diventato Assessore l’unica cosa che hai fatto in quella zona è
che hai messo un parcheggio per le donne incinte, quindi non ha
cambiato nemmeno un senso unico.
Per il resto devo dire che molte volte le cose che si dicono poi
si devono seguire, anche se si cambia ruolo, se allora per quel
piano traffico era competente il Consiglio, penso che un piano
traffico ancora più importante come quello che avete fatto voi,
richiedeva forse,
non una partecipazione tra qualche amico
favorito rispetto ad altri, perché poi gli interlocutori uno se li
può scegliere a secondo quello che gli fa può comodo, ma piuttosto
richiedere un dibattito
aperto in Consiglio in modo che tutti
53
quanti, la città, potesse ascoltare le diverse posizioni, e poteva
uscire, chi sa, perché no, anche un documento condiviso.
Per me, per quanto riguarda tutte le variazioni fatte inerenti al
traffico,
proprio in
base alla mia esperienza che ho vissuto
personalmente sul quartiere Acquaviva,
non sono mai intervenuto
né sui giornali, né in Consiglio Comunale, ma sulla
questione
traffico, perché capisco che cosa succede ogni qualvolta si va
mettere mano al traffico. Quindi l’Assessore Ciontoli
da parte
mia non ha mai avuto su questa questione del Corso Trieste un
mio
intervento contrario, tant’è vero
proprio oggi
in
televisione,
alla domanda ho detto che se ci sono stati dei
problemi in un primo momento, questi problemi mi sembrano che si
siano risolti, anche se è giusto fare qualche cosa a favore delle
attività commercianti che già vivono una crisi
nazionale, e che
forse
è stata acuita ancora di più dai cantieri che ancora si
protraggono in viale Carlo III e soprattutto su Corso Trieste.
Però, io dico, mettiamoci d’accordo una volta per sempre,anche
perché può darsi che tra qualche anno
o tra poco
le parti si
invertono un’altra volta e mi ritroverò
a fare
l’Assessore ad
Traffico, ad esempio, e l’Assessore
Greco invece andrà ad
occupare le strade con i cittadini e dirà che è tutto sbagliato!
Allora chiariamoci, perché se veramente vogliamo fare un discorso
serio sul piano traffico non serve
la concertazione amichevole,
Consigliere Garofalo, ma bisogna
in Commissione affrontare un
progetto più ampio che riguarda tutta la città di Caserta, perché
in pratica in
due anni
abbiamo
fatto tutto il piano traffico
della città di Caserta, ma l’abbiamo fatto a step, prima abbiamo
fatto il quartiere Acquaviva, poi Corso Trieste e siamo arrivati
fino a piazza Matteotti,
piazza Mercato, quindi
abbiamo
interessato una zona
ampia e tutte le traverse laterali, poi
ancora poco tempo fa abbiamo fatto anche
rione Tescione, quindi
alla fine abbiamo fatto un piano traffico, Assessore Ciontoli,
che andava
proprio contro la tua idea che avevi quando
facevi
il Consigliere
Comunale, ed
imputavi, forse anche giustamente,
all’Amministrazione Falco il fatto di procedere attraverso atti di
Giunta senza interessare il Consiglio, altrimenti non si capisce
il legislatore quando dice che il Consiglio è competente per il
piano traffico, ma quando accade ciò? Io ho fatto il Consigliere
Comunale per tanti anni eppure non abbiamo mai parlato di
piano
traffico, eppure la città ha subito profondi mutamenti in tal
senso. Allora,
senza
nessun tipo di critica volevo ricordare a
me stesso ed anche all’Assessore Ciontoli che allora faceva il
Consigliere Comunale di opposizione, quella situazione, fermo
restando che per me dal punto di vista del traffico si possono
cambiari tutti i sensi di questo mondo, io non sono un tecnico e
non mi faccio paladino di nessun tipo di interesse, perché credo
che lo spirito dell’Amministrazione quando adotta un nuovo piano
traffico sia quello di farlo nell’interesse della comunità, senza
nessun altro tipo di interesse particolareggiato. Eppure, molte
volte, interessi particolareggiati, io
penso a via Borsellino,
furono anche invocati,
quando fu cambiato il senso di via
Borsellino sembrava che quell’Amministrazione chi sa quale grosso
54
affare dovesse fare, ma io affari non ne ho fatti quando abbiamo
cambiato via Borsellino, eppure sembrava che dovessimo fare degli
affari quando abbiamo cambiato quel senso unico!
Allora io personalmente, se fossi il Consigliere Garofano
accoglierei, ma il Consigliere Garofalo non ha bisogno di
suggerimenti, ma accoglierei l’ invito il Sindaco a ritirare
questo ordine del giorno,
il cui interesse è chiaramente
dimostrato dall’ assenza totale dei cittadini, e che poteva avere
un
senso
allora,
ma
dopo
le
varie
discussioni,
litigi,
suggerimenti,
avvertenze e correzioni, forse
oggi non ha più
senso di esistere. Grazie.
CONSIGLIERE DEL GAUDIO
PIO – Presidente, non sono d’accordo con
il Consigliere Spirito, anche se condivido il principio, non sono
d’accordo, perché al di là di ricordare quello che è accaduto
quando eravamo maggioranza, minoranza, eccetera, ma io ora
leggevo la versione ultima dell’ ordine del giorno che abbiamo
presentato, ma in effetti si tratta solo di una discussione sul
piano traffico che coinvolga la città, d’altra parte
l’abbiamo
fatto prima per quanto riguarda il discorso delle acque, quindi io
non credo che ci siano difficoltà ad affrontare un argomento che è
importante e che riguarda la mobilità nella nostra città. Noi
critiche
specifiche non le abbiamo fatte al piano traffico, ma
abbiamo criticato il metodo, come ben diceva il Consigliere
Garofalo, d’altra parte non le potevamo fare perché fummo noi a
presentare una mozione
qualche anno fa relativa
all’isola
pedonale, io la conservo ancora, e mi fu scritto dal Sindaco che
l’isola pedonale si sarebbe fatta al termine dei lavori. Questo
non è avvenuto, noi vorremmo
capire modi e tempi dei lavori,
quindi non è un discorso solo relativo al piano traffico, se no
veramente
banalizzeremmo, cioè noi estremo mai nel merito,
una
strada in un senso
piuttosto che in un altro, è normale che da
cittadini utenti, non da Consiglieri Comunali, se mi bloccano via
Roma
ed accompagno i bambini in via Roma, in quel momento mi
lamento, però
come Consiglieri Comunali questo non lo possiamo
fare. Quindi, il nostro ordine del giorno era relativo, prima di
tutto
a ragionare di mobilità; secondo a
coinvolgere le
Associazioni dei Commercianti, poi i consumatori, ma soprattutto
a fare una serie di domande all’Amministrazione. In tal senso io
credo che questo ordine del giorno vada votato, perché è
necessaria una discussione di questo
tipo. D’altra parte noi
siamo talmente favorevoli dell’isola pedonale, che ci darà atto
l’Assessore Esposito con il Dirigente Piscitelli ed il Presidente
Massimo Russo, che noi in Commissione abbiamo discusso proprio di
isola pedonale, tant’è vero che da qui a poco andremo ad approvare
tutti un Regolamento che di fatto
ha come base proprio l’isola
pedonale su Corso Trieste,
perché le strutture che abbiamo in
qualche modo
condiviso,
non si potrebbero mettere se non in
un’isola pedonale.
Però io dico una cosa, è la metodologia che
non
c’è piaciuta, mentre invece c’è piaciuta
la metodologia
Esposito, con la quale noi siamo stati coinvolti, abbiamo
discusso, e dopo voteremo sicuramente a favore.
55
Noi dobbiamo comunque contestualizzare quelle che erano le nostre
esigenze politiche, e come bene ha detto il Consigliere Garofalo,
noi abbiamo chiesto un Consiglio Comunale in quanto
Consiglieri
Comunali di questa città, non siamo stati né coinvolti nelle
metodologie
con le quali è stata adottata l’isola pedonale, ma
soprattutto non siamo stati coinvolti in una discussione sui tempi
dei lavori.
Per questo motivo ritengo che il Consiglio Comunale vada fatto, e
non si può banalizzare dicendo che in quel Consiglio Comunale si
andrà a parlare dei sensi delle strade, perché non è quello. Noi
in quel Consiglio Comunale vogliamo sapere dall’Assessore Ciontoli
e dal Sindaco qual è il cronoprogramma, quali sono le intenzioni
dell’ Amministrazione, d’altra parte abbiamo
fatto degli
emendamenti anche sul bilancio preventivo in tal senso, cioè
assodato che l’isola pedonale è un’esigenza di tutti, vogliamo
sapere
nell’isola pedonale l’Amministrazione in che tempi e in
che forme vorrà porre in essere iniziative per agevolare
i
commercianti ed i consumatori. In tal senso vogliamo adottare il
metodo Esposito di coinvolgimento di tutti. Questa era l’esigenza
e credo che vada ribadita.
CONSIGLIERE GRECO GIUSEPPE – Al di là della questione ZTL che ha
sortito una serie di lamentele in certo periodo, ed è anche
normale che questo avvenga, anzi devo dire, Assessore Ciontoli che
una ZTL, per quello che mi concerne è sempre una conquista in una
città. Però il problema non è quello della ZTL a Corso Trieste o
il cambiare il senso di qualche strada, il problema di questa
città è quello di affrontare in maniera serio un piano di mobilità
urbana, perché,
e faccio una considerazione semplicissima,
pensate adesso che noi possiamo affidare in questo lasso di tempo,
non so che cosa succederà domani, ho visto nel frattempo qualche
grafico nella sala Giunta, poi dopo magari dirò qualcosa. Ma
il
fatto di dover affidare in questo frangente la mobilità, adesso è
un periodo che fa caldo, quindi inizia a scemare un po’ il flusso
del traffico, lei Assessore che da questo punto di visto essere
uno studioso, al di là di occuparsi in maniera asettica
dell’argomento, cioè si preoccupa di queste cose. Ma il problema
è che da qui a qualche tempo, appena ad inizio autunno, qualora la
viabilità fosse affidata in fatto di collegamento est-ovest alle
attuali arterie, credo che succederà il rinomando Assessore,
perché le faccio presente che in una situazione già complicata,
cioè quella che esisteva in precedenza, in quanto da questo punto
nel collegamento est-ovest interveniva l’arteria di via Gramsci,
che pur essendo un’unica corsia contribuiva a
rendere questo
servizio, e poi
c’era il Corso Trieste che non è cosa da poco,
perché non stiamo parlando di una stradina, ma di una via
che
veniva impropriamente utilizzata
come grande comunicazione
urbana, impropriamente, ripeto, perché sono assolutamente in linea
di principio favorevole con la ZTL, su Corso Trieste particolare.
Ed è di questo che noi dobbiamo iniziare a parlare, cioè quali
sono le progettualità che quest’Amministrazione ha in campo,
quali sono le idee,
quali sono i
propositi che si intende
56
mettere in atto da qui a poco, perché altrimenti siamo destinati a
mettere la toppa di in giorno in giorno, ma il problema
fondamentale, quello grosso rimane sempre lì; perché se le strade
sono sempre quelle, se qualcuna abbiamo provveduto ad escluderla
dalla viabilità carrabile, evidentemente questo tipo di situazione
non può essere migliorativa rispetto ad una situazione di per se
già deficitaria, ma va da se che incontreremo qualche difficoltà
in più.
Allora, su queste cose che cosa si sta pensando, laddove io sono
stato tra quelli che
quando si è parlato di interramento, anzi
del mancato interramento di viale Douhet, io
sono stato tra
quelli che ha detto che quell’interramento non mi piace, perché
faccio una valutazione mia
personale,
al di là di essere di
parte
rispetto a quel progetto. Però ci aspettavamo e ci
aspettiamo che rispetto a quella X che cassava
quella
infrastruttura, ci fosse, e mi auguro che
ci sia, qualche
eventuale proposta alternativa, altrimenti si
sa benissimo che
dire no è abbastanza facile, è trovare le soluzioni che in qualche
modo impegna oltre, anche a quelle che sono le possibilità
operative più immediata. Che cosa voglio dire? Voglio dire
che
l’impegno
da questo punto di vista deve essere soprattutto
diretto
a
risolvere
il
nodo
di
Piazza
Carlo
III,
la
pedonalizzazione di Piazza Carlo III non
può essere affidata al
blocco delle autovetture,
va affidata a sistemi
alternativi di
viabilità. Quali sono le progettualità che sono attualmente allo
studio? Ho
visto che per quanto riguarda la bretella di San
Leucio, ho visto quel grafico, posso pensare, o quanto meno da
quello che ho sentito, che finalmente questo tipo di progetto è
arrivato al finanziamento, e probabilmente quello servirà
ad
alleviare la situazione di traffico
sull’arteria di corso
Giannone ed anche
sull’arteria della
strada che porta
da via
Tescione verso la strada di via Cappuccini, perché quella strada
oggi
è quasi percorso obbligato per andare a prendere la
variante. Però nella parte più a sud della città
il problema
resta
completamente irrisolto,
le faccio notare che le
difficoltà di collegamento
per e da Santa Maria Capua Vetere si
riflettono anche sul generale nodo della mobilità in direzione
nord-sud, perché ovviamente intasandosi tutte le arterie di Viale
Beneduce e quant’altro, il collegamento nord-sud è completamente
in tilt, e questo lo dobbiamo pensare, anzi lo dobbiamo ripensare
in funzione del Policlinico, in funzione del fatto che
l’area
Saint-Gobain nel frattempo sta assumendo in tutto e per tutto le
caratteristiche di un polo direzionale o quanto meno di un polo di
servizi. Se noi rispetto a questi argomenti siamo fermi, se
rispetto a questi argomento non siamo oggi già avanzati in una
progettualità che veda molto più in avanti,
è chiaro che noi
potremmo parlare di ZTL su
una strada anziché su un’ altra, ma
alla fine restano problemi di mobilità irrisolti
che sono ben
oltre la portata di una semplice ZTL.
Sulla vicenda specifica devo dire che magari al di là dell’ordine
del giorno che sicuramente in questo momento può giungere
fuori
tempo massimo, ma c’è tuttavia da stigmatizzare il comportamento,
57
o almeno una fase o più di una fase del comportamento
dell’Amministrazione noi
l’abbiamo appreso dai giornali e dal
dire popolare, quindi da quello che si raccontava in giro, e c’è
stato almeno per un certo momento una sorta di muro contro muro,
e credo che questo
sia stato
poi un po’ stemperato negli
atteggiamenti dell’Amministrazione, l’ha detto il Sindaco, che
questi tipo di avvenimenti,
anche in considerazione del
particolare momento che vive il commercio casertano, ma non solo,
perché basta un po’
informarsi in giorno, un po’
la crisi
economica, ma anche
quanto è stato fatto alle porte di Caserta,
ha
contribuito a mettere in ginocchio non solo il commercio
casertano
ma di
molte città contermini. Quindi, avere
un’attenzione anche da questo punto di vista un po’ più diretta,
credo che sia cosa opportuna da fare. Ma soprattutto vorremmo noi
confrontarci, vorremmo noi
discutere, vorremo noi
partecipare,
se è possibile,
a quelli che sono i processi di pianificazione
della mobilità da qui a qualche anno. Grazie
CONSIGLIERE DI LELLA ANTONIO - Volevo approfittare della presenza
anche dell’Assessore, perché gli riconosco tutte le doti di
disponibilità, però anche quella di una testardaggine, non voglio
entrare nel particolare del piano traffico, naturalmente perché
sarebbe troppo complesso,
soprattutto per quanto riguarda
l’arteria di via Roma che ritengo che sia prossima a scoppiare, ma
voglio ribadire la situazione che le ho sottoposto con 300 e più
firme, che riguarda piazza Sant’Anna,
via Verdi e via Napoli, e
l’accesso per poter arrivare a questo posto, per coloro che ci
lavorano, per coloro che ci vivono, per coloro che hanno attività
commerciali. Dalla richiesta iniziale che era quella di cambiare i
sensi di via De Martino o via Vico per poter accedere o da
via
Ferrarecce o
via Roma,
si era aggiunta
anche la proposta di
aprire da parte della stazione ferroviaria di via Verde, e quella
è stata fatta. Però posso garantire che il flusso che lei diceva
che
era indispensabile
per veicolare le macchine verso la zona
della Saint Gobain non corrisponde a verità,
perché su 10
macchine che vengono da via Verdi, almeno 9 vanno diritte su via
Napoli, quindi 1 su 10 può interessare la zona sud di via
Acquaviva, via Saint Gobain,
perché altrimenti potrebbero altre
direttrici. Allora
l’unica cosa che chiedo è di valutare, anche
insieme all’Ingegnere Natale, io diverse
glielo l’ho detto,
via Napoli
per quella che è non e è
sfruttata, è diventata una strada, già lo era, ma ancora
più
morta, e quindi valutare l’opportunità di entrare o anche va via
Fratelli Pagano o da via
Vico o da via De Martino, per poter
sollevare anche un po’
di più le altre strade, tipo via Roma o
altre, per poter dare la possibilità di accedere più facilmente a
queste zone. Grazie
INTERVENTO DEL PRESIDENTE –
Non essendoci altri interventi, la
discussione è chiusa, quindi
passiamo alla votazione e
alle
dichiarazioni di voto.
58
CONSIGLIERE DELL’AQUILA ANTONIO – DICHIARAZIONE DI VOTO –
Per dichiarazione di voto ribadisco le perplessità che ho, per la
verità,
già indicato al proponente al Consigliere Garofalo in
sede di Conferenza dei Capigruppo, laddove sottolineavo il fatto
che la mozione non recava un dispositivo preciso, ma si appellava
genericamente alla necessità di celebrare un Consiglio Comunale e
condividere nel Consiglio Comunale le preoccupazioni importanti
che su questo tema si sono espresse. Preoccupazioni, e non solo,
perché penso vada sottolineato, in maniera chiara, il fatto che a
nostro
modo di vedere e giudicare le cose, questo intervento ha
incontrato la soddisfazione ed il consenso di una larga parte
della
città. Noi quindi ribadiamo, e quindi con questo mio
brevissimo intervento sotto forma di dichiarazione di voto, io
volevo ringraziare l’Assessore Ciontoli per lo splendido lavoro
messo in
campo, anche per l’impegno
con cui l’Assessore si
dedica ai
problemi della città e a questa questione in
particolare,
e naturalmente mi sento con lui di condividere
politicamente, insieme all’Amministrazione, la paternità politica
di un provvedimento che cambia il volto della città e che anzi
merita un ulteriore investimento di energie e di proposte da parte
di questa maggioranza, già per altro recentemente,
in concerto
con la partecipazione di artisti locali ha rappresentato un punto
di promozione
rispetto a questo esperimento,
che mi sento di
sottolineare
in
questa
sede
in
maniera
importante
e
significativa.
Questo è quello che volevo dire, chiedendo, se è
possibile, anche
un intervento dell’Assessore rispetto a questa
cosa, e sottolineando
che noi
una posizione su Corso Trieste
sulla zona a traffico limitata ce l’abbiamo, invece sono ancora
in attesa di comprendere fino in fondo, qual è la posizione delle
altre parti politiche che pure in città svolgono un ruolo ed un
contributo decisivo.
CONSIGLIERE GAROFALO NICOLA - DICHIARAZIONE DI VOTO –
In riferimento a quello che ha detto il Consigliere Dell’Aquila,
quando abbiamo fatto la riunione dei Capigruppo, Dell’Aquila e gli
altri Capigruppo
insistevano nella motivazione
che la mia
richiesta non andava messa all’ordine del giorno, ma andava messa
come interrogazione. Ma il Consigliere Dell’Aquila
aveva torto,
perché hanno interpellato il Segretario, ed il Segretario disse
che quella valutazione che avete fatto voi ed i vostri Capigruppo
con il Presidente,
era una valutazione errata,
tant’è vero che
il Segretario ha messo all’ordine del giorno la mia richiesta.
Per quanto riguarda la paternità del traffico limitato a
Corso
Trieste, io poco fa ho anticipato al Sindaco che quella
progettazione a Corso di Trieste
è di paternità della vecchia
Amministrazione,
tant’è vero che la progettazione di Corso
Trieste è stata fatta in modo da diventare zona a traffico
limitato. Allora
ribadisco ancora una volta che
la paternità
della zona a traffico limitato a Corso
Trieste certamente non è
di quest’ Amministrazione, quest’Amministrazione l’ha attuata,
e
ma la progettazione é stata fatta dalla vecchia Amministrazione
che già
intendeva che Corso Trieste
doveva diventare zona a
59
traffico limitato, con altre cognizioni
e con altri progetti,
certamente diversa da come l’avete fatta voi. Grazie.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Terminate le dichiarazioni di voto
passiamo alla votazione per appello nominale.
IL SEGRETARIO GENERALE PROCEDE ALL'APPELLO:
PETTERUTI
DI PALO
DEL GAUDIO
FERRARO
GRECO
SPIRITO
CATERINO
GAROFALO
PUOTI
LOMBARDI
LINO
CERRETO
DI LELLA
ACCONCIA
GALLICOLA
VENTRE
MAZZARELLA
SOLOFRANO
RUSSO
AMATO
BARBIERI
ZULLO
MARZO
CECERI
FERRARA
DELLO STRITTO
GENTILE
SANTILLO
GENTILE
TOSCANO
BONAVOLONTA'
BOCCAGNA
CAPOBIANCO
GRECO
CATERINO
TRONCO
CORVINO
UCCIERO
COMUNALE
DELL'AQUILA
MELORIO
NICODEMO (SINDACO)……………………………………..NO
ARTURO …………………………………………………………………..NO
PIO...............................SI
VINCENZO MARIO....................ASSENTE
GIUSEPPE..........................ASSENTE
ANIELLO...........................ASTENUTO
EMILIO............................SI
NICOLA............................SI
PIERPAOLO.........................SI
GIOVANNI..........................ASSENTE
CESARE............................ASSENTE
MARCO.............................SI
ANTONIO…………………………………………………………………..SI
ANTONIO...........................ASSENTE
LIVIO.............................ASSENTE
RICCARDO..........................ASSENTE
FILIPPO...........................SI
ROSARIA...........................ASSENTE
MASSIMO...........................NO
GABRIELE………………………………………………………………….ASSENTE
ALESSANDRO........................NO
SALVATORE.........................NO
PAOLO ……………………………………………………………………..NO
RAFFAELE ……………………………………………………………..ASSENTE
SALVATORE.........................NO
MAURIZIO………………………………………………………………..ASSENTE
LORENZO...........................NO
ALDO…………………………………………………………………………..NO
NICOLA……………………………………………………………………..NO
PASQUALE..........................NO
ROSA..............................ASSENTE
ANDREA............................NO
FRANCESCO.........................NO
AGOSTINO..........................ASSETE
PAOLO ……………………………………………………………………..ASSENTE
CATELLO...........................NO
PASQUALE..........................NO
TERESA............................ASSENTE
GIOVANNI..........................NO
ANTONIO...........................NO
EMILIO.........................…..ASSENTE
60
INTERVENTO DEL PRESIDENTE - L'esito della votazione è il
seguente:
Presenti
n. 24
Favorevoli n. 6
Astenuti
n. 1
Contrari
n. 17
L’ordine del giorno è respinto.
61
PUNTO N.6 ALL’ORDINE DEL GIORNO:
“REGOLAMENTO COMUNALE PER L’OCCUPAZIONE DI SUOLO PUBBLICO”.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Il relatore è l’Assessore Esposito.
ASSESSORE ESPOSITO - Questa delibera riguarda la regolamentazione
del suolo pubblico, prima di entrare nel vivo volevo un po’
brevissimamente
rivolgermi
alle
parole
prima
dette
dal
Consigliere Del Gaudio. Io sono convinto che un Regolamento è
fatto nell’interesse della città, e certamente è
frutto delle
idee di tutti i componenti della maggioranza e della minoranza,
per cui uno può essere il promotore, iniziare certe discussioni,
però senza la collaborazione, che almeno a me è la prima volta che
mi è stata data da tutti i componenti della I e III Commissione,
per cui devo riconoscere che ho avuto un valido contributo. Non so
l’esito della votazione quale sarà, però devo riconoscere, e lo
dico pubblicamente, che è stato dato un apporto veramente fattivo
da tutti i componenti. Per cui, a prescindere dalla votazione io
già in anticipo li voglio ringraziare.
Questa delibera, dobbiamo fare un po’ di marcia indietro, è nata
con il Regolamento di Polizia Urbana che prevede l’occupazione di
aree e spazi pubblici, quindi è stato fatto il Regolamento per
l’occupazione del suolo pubblico, che era un po’ carente, da certi
punti di vista, tipo l’arredo urbano, per cui allo stato non
rappresenta uno strumento completo per il perfezionamento in tempi
brevi di procedimenti amministrativi ed autorizzativi. Inoltre è
necessario procedere ad una rivisitazione sistematica di una serie
di norme regolamentari contenute in atti diversi, a volte anche
confliggenti tra loro, nell’ottica prevista dal Codice degli Enti
Locali che distingue nettamente la sfera di
competenza
dell’organo consiliare da quello giuntale.
Per
conseguire
questi
obiettivi,
si
rende
necessaria
la
formulazione di criteri
a cui dovrà sottostare l’azione
amministrativa
per
la
concessione
delle
autorizzazioni
all’occupazione
al suolo pubblico, la regolamentazione che ne
definisca i limiti temporali e le modalità e le caratteristiche
degli elementi di arredo, l’individuazione della tipologia delle
strutture, ed ovviamente tutto ciò deve essere in sintonia con il
miglioramento dell’ambiente urbano.
Questo Regolamento l’abbiamo concepito in modo da riunire le varie
cose che riguardano l’occupazione del suolo, per cui non riguarda
esclusivamente i cosiddetti DEORS, ma anche i passi carrabili, e
poi le a attività per
manifestazioni, attività per spettacoli
viaggianti, attività per comizi pubblica utilità, riparazione di
veicoli, attività
per traslochi ed
interventi edilizi;
e poi
occupazione permanenti
quali il suolo ed il soprasuolo, tende
fisse e detraibili.
Alla luce di questa
veloce esposizione io chiedo che questo
Regolamento per occupazione di suolo pubblico
venga approvato
nell’identico testo allegato, che forma parte integrante e
62
sostanziale del presente Regolamento. Ovviamente, siccome
il
discorso è nato con le Commissioni ha dato luogo alla nascita di
più eccezioni ed alcuni emendamenti, ovviamente, io
mi permetto
di dire già,
prima dell’inizio della discussione, da parte dei
componenti della Commissione
che cosa è stato proposto e quindi
emendare: “ All’art.5 è aggiunto il seguente comma 9 : nella ZTL
e nell’area pedonale è possibile occupare….”
(Legge gli emendamenti agli atti).
Vista la proposta di Regolamento
per l’occupazione di suolo
pubblico, chiedo che questo Regolamento venga approvato. Grazie
INTERVENTO DEL PRESIDENTE -
E’ aperta la discussione.
CONSIGLIERE GRECO GIUSEPPE Assessore, io non sono riuscito a
seguire in maniera compiuta gli emendamenti che sono stati
proposti e quindi come essi intervengono sul documento che noi
abbiamo a disposizione, però quello che volevo chiedere è questo,
mi lascio guidare in queste considerazioni che faccio, da questi
grafici,
che
sono anche più attinenti alla mia professione,
quindi
mi risultano essere più facilmente leggibili,
e quindi
intendo riferirmi ai grafici per quanto riguarda le pedane ed i
DEORS. Mi sembra di capire Assessore, che nel caso in cui siamo
in presenza di una strada con parcheggio a raso parallelo al
marciapiede, la possibilità
di occupazione del suolo, sia
consentita per una misura massima di 10 Mt. per 2,50, quindi per
un
totale di 25 metri; nel caso invece
in cui non vi sia una
simile condizione di parcheggio,e
cioè,
o non vi è
proprio
parcheggio oppure la disposizione dei parcheggi è a pettine o con
postazioni
perpendicolari al marciapiede, l’ingombro dell’area
occupabile
sia di un massimo di 5 metri per 2,50 metri, se ho
capito bene. Be’ io posso capire anche la ratio che ha portato a
questo tipo di normativa che si intende approvare con il presente
Regolamento,
però mi sembra che vi sia una sperequazione
eccessiva tra chi si trova nella condizione uno o nella condizione
due, e faccio per altro presente, che tecnicamente occupare una
fascia di 2,50 Mt. nel caso in cui ci trovassimo di fronte ad una
strada in cui
vige la ZTL, potrebbe essere limitativo
nella
misura in cui ci sono comunque le condizioni per consentire il
traffico veicolare parallelamente
all’area occupata. Poi ancora
una considerazione, laddove siamo in presenza di slarghi, di
piazze o quant’altro, perché limitare in una fascia così stretta
l’occupazione di suolo? Mi sembra di capire che in 2,50 Mt., nel
migliore dei casi ci vanno due tavolini, ovviamente di quelli di
diametro 60,
con lo spazio che occorre per poter alloggiare le
sedie, probabilmente
questi tavolini possono essere allocati
l’uno
accanto all’altro, quindi
in fila indiana. Se potessi
avere da
questo punto di vista delle spiegazioni, quanto meno
delle motivazioni più tecniche, per giustificare questo tipo
di
scelta, e soprattutto perché si pensa di limitare, nel caso in cui
non ci siano parcheggi a raso, così fortemente l’area di possibile
occupazione,
quando per esempio ci troviamo di fronte ad
un’attività commerciale, un bar che magari si presenta con due o
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tre vetrine, 5 metri potrebbero essere molto pochi per prestare un
servizio all’aperto. Grazie.
CONSIGLIERE RUSSO MASSIMO – Intervengo, a nome anche di tutta la
Commissione anche per il lavoro che
abbiamo fatto, per gli
incontri che abbiamo avuto in queste settimane, per ringraziare
l’Assessore Esposito, al di là delle
questioni tecniche, di cui
non capisco quasi niente, però mi è piaciuta la condivisione che
è stata fatta anche con la Commissione dell’Avvocato Gentile, ed è
un lavoro che andava fatto. Ora, così
come per
tutti i
Regolamenti, è chiaro che
si può migliorare ed attrezzare in
maniera migliore, ma quello che mi fa piacere è la condivisione
che abbiamo avuto sui Regolamenti e
su
gli schemi che non
riguardano una parte, ma riguarderanno la città ed il futuro della
nostra città, ed è una cosa che andava normata, era una sorta di
situazione selvaggia
che si era creata, per cui
credo che sia
stato un buon ragionamento, una buona base di partenza.
Abbiamo visto in Commissione anche la questione più specifica di
Corso Trieste,
la questione dei famosi
gazebo, DEORS, che ci
sono stati illustrati, ed abbiamo capito che per adesso le
condizioni, almeno da quello che ci diceva l’ufficio tecnico, per
il momento non ci sono. Però, è già una prima pietra
per
immaginare quello che può essere successivamente il
centro
storico attrezzato,
quindi questa, almeno da parte mia,
è un’
ipotesi che va percorsa, è un’ipotesi per rendere il centro città
un centro più accogliente e più vivibile, io immagino sempre che
i turisti non debbano scappare, cioè uscire dalla Reggia e creare
questo grande percorso
che porta alla vita ed al momento del
centro
per
rianimare questa città. Per cui l’invito
è andare
avanti su questa strada, sia sulla questione regolamentare,
ma
soprattutto anche sulla questione
attrezzature, cioè rendere
quella che è la nostra arteria principale, la nostra strada più
importante,
un luogo di accoglienza ed un luogo che possa far
rinascere questo centro, che purtroppo ora i lavori, ora le
trasformazioni,
ha subito negli ultimi anni
una serie di
problematiche. Per cui
esprimo il parere favorevole, e credo di
interpretare anche il parere delle Commissioni che hanno lavorato
a questo provvedimento. Grazie
CONSIGLIRE GAROFALO NICOLA - Non faccio nessuna discussione,
voglio
solo fare i complimenti all’Assessore Esposito per
l’ottimo lavoro che ha fatto in questi giorni,
ed anche per
l’ottimo lavoro che ha fatto perché dopo tanti anni Caserta si
ritrova ad essere una città turistica, c’abbiamo provato per tanti
anni, non ce l’abbiamo fatto, l’ Assessore Esposito è riuscito a
fare una cosa del genere. Grazie
CONSIGLIERE GRECO GIUSEPPE Volevo precisare che credo di aver
sollevato un falso problema, perché il grafico mi aveva indotto in
errore, mentre nel Regolamento è
chiaramente detto che vi è
equivalenza tra chi occupa un’ area, nel caso in cui esiste la
postazione di parcheggio
in un modo o in un altro modo, in
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effetti quello è solo indicativo del modulo, ma i moduli, se ho
capito bene, sono reiterabili ad un massimo di due. Quindi quella
di prima è un’osservazione che ritiro, ed
avevo anche omesso di
dire, ma era di per se omnicomprensivo,
il fatto che vi è
l’apprezzamento sul lavoro svolto.
ALLE ORE 21,50
ESCE IL CONSIGLIERE SPIRITO.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Se non ci sono più interventi
passiamo alla votazione
del Regolamento così come emendato
dall’Assessore in fase di proposta. Mi è parso di capire che vi
sia una volontà unanime di approvazione, quindi votiamo per alzata
di mano.
Chi è favorevole?
Tutti favorevoli.
Approvato all’unanimità dei presenti.
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PUNTO N.7 ALL’ORDINE DEL GIORNO.
“REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA
TERMICI”
DEI
CONTROLLI
DEGLI
IMPIANTI
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Il relatore è l’Assessore Del Rosso.
ASSESSORE DEL ROSSO - É un obbligo di legge che stiamo mettendo su
per quanto riguarda il controllo delle caldaie,
lo prevede la
legge 551 del 1999. Il Comune dovrà accertare la manutenzione e
l’esercizio degli impianti…..
INTERVENTO DEL PRESIDENTE –…. un attimo Assessore, poiché
vedo
un numero esiguo di Consiglieri, credo che non ci sia il numero
legale, Segretario, vogliamo procede all’appello.
IL SEGRETARIO PROCEDE ALL’APPELLO.
RISULTANO PRESENTI: PETTERUTI, DI PALO, GRECO GIUSEPPE, CERRETO,
DI LELLA, MARZO, FERRARA, GENTILE LORENZO, GENTILE NICOLA,
TOSCANO, CAPOBIANCO, DELL’AQUILA.
ASSENTI N.29
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – La seduta è sciolta per mancanza di
numero legale, ci sono solo 12 presenti e 29 assenti.
ALLE ORE 22,00 LA SEDUTA E’ SCIOLTA
DURANTE LA SEDUTA, ALTERNATIVAMENTE ALCUNI CONSIGLIERI SI SONO
ALLONTANATI DALL'AULA E POI RIENTRATI, PERTANTO, SI PRECISA CHE
LA PRESENZA IN AULA DEI CONSIGLIERI E' RILEVATA ALL'ATTO DELLE
VOTAZIONI DEI PUNTI ALL'ORDINE DEL GIORNO DEL CONSIGLIO COMUNALE.
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comune di caserta - Carlo Marino per Caserta