IDUL 2012
RETI E
PROTOCOLLI.
INTERNET.
IDEE PRINCIPALI IN QUESTA
LEZIONE
Reti:
Aspetto
‘logico’ della rete e tipologie: peer-to-peer, a hub, a bus
Trasmissione dei dati: commutazione di pacchetto (Packetswitching)
Protocolli
Internet
e TCP/IP
Application level:
Client
Email
Web
/ server
EVOLUZIONE DEI SISTEMI
INFORMATICI
Il modello centralizzato
Negli
anni settanta, prevalse il modello time-sharing multiutente (il modello centralizzato) che prevede il collegamento
di molti utenti ad un unico elaboratore potente attraverso
terminali
Terminale:
un dispositivo hardware, usato solo per inserire dati
e ricevere dati per la visualizzazione (per esempio, con tastiera,
schermo, mouse, ma senza capacità di elaborazione)
Il modello distribuito
Se
gli elaboratori sono collegati tra di loro, possono
condividere le risorse
Ogni utente ha a disposizione una macchina (per esempio,
un personal computer, come nel laboratorio) su cui lavorare,
ma può anche condividere le informazioni e le risorse con
gli altri utenti
L’informatica distribuita offre molteplici vantaggi rispetto
al modello centralizzato
Il modello distribuito: (s)vantaggi
rispetto al modello centralizzato
Flessibilità:
In
un sistema centralizzato, in caso di guasto all’elaboratore
centrale nessuno può lavorare
Nel caso distribuito invece, la rottura di una macchina blocca un
solo utente mentre gli altri possono continuare a lavorare
Di
contro:
Macchine
separate richiedono installazioni separate del
software e dell’hardware, riparazioni individuali, protezione
individuale dai virus, ecc.
In un sistema centralizzato il problema dei guasti può essere
affrontato rendendo ridondante il server (p.es. dischi RAID)
Il modello distribuito: (s)vantaggi
rispetto al modello centralizzato
Economicità:
In
termini di costi, la diffusione dei PC personali è stata la spinta
che ha portato alla produzione di massa e quindi al crollo del
costo dell’hardware.
La rete costa poco.
Di
I
contro:
PC sono quasi sempre sovradimensionati rispetto ai compiti
che devono eseguire. Gli utenti comprano potenza che non
usano.
Il modello distribuito: (s)vantaggi
rispetto al modello centralizzato
Sicurezza
Mantenere
i propri dati su PC assicura la massima libertà
su cosa condividere e cosa no.
Se i dati sono su un server, dobbiamo fidarci del grado di
privacy promesso dai gestori del server
Di
contro:
I
PC singoli possono essere rubati o danneggiati più
facilmente dei server.
Sono anche più soggetti a virus (ma meno ad attacchi web)
 La trasmissione dati tra server e PC, anche se criptata, può
essere intercettata.
COS’E’ UNA RETE
Un insieme di calcolatori AUTONOMI collegati
tra di loro tramite una connessione fisica o radio,
che si scambiano dati tramite protocolli di
comunicazione.

IL PUNTO DI VISTA FISICO:
TIPI DI RETI
Le
reti possono essere classificate sulla base della
loro
TOPOLOGIA
TECNOLOGIA DI
SCALA
TRASMISSIONE
TOPOLOGIA
Reti
PEER to PEER
Consistono
elaboratori
di molte connessioni individuali tra coppie di
RETI PEER-to-PEER
Vantaggi:
Semplicita’
Basso
costo
Svantaggi:
Utilizzabile
solo per pochi nodi (tipicamente non piu’
di 5)
a non confondere “reti peer to peer” con “scambio
dati peer-to-peer”; nel secondo caso I computer coinvolti non
sono direttamente collegati
Attenzione
RETI A STELLA / HUB
(Tipica
architettura per LAN di tipo Ethernet)
I nodi sono tutti collegati a un nodo centrale detto HUB
RETI A STELLA: VANTAGGI E
SVANTAGGI
Vantaggi
• Semplicità: facilità di gestione e manutenzione
• Flessibilità: facilità di connessione di nuovi nodi alla rete
• Bassi costi
• Affidabilità
Svantaggi
• Tutti i nodi dipendono da un singolo mezzo trasmissivo: in caso
di traffico elevato non è garantita la consegna del messaggio
in un intervallo predeterminato di tempo
TOPOLOGIA: RETI LINEARI
(A BUS)
Reti
lineari (broadcast)
Hanno un unico canale di comunicazione (dorsale) condiviso da tutte
le macchine della rete
I
messaggi inviati da un elaboratore vengono ricevuti da tutti ma solo
l’elaboratore destinatario elaborerà il messaggio, gli altri elaboratori lo
ignoreranno
(Altra
architettura molto usata per Ethernet)
RETI A BUS: VANTAGGI E
SVANTAGGI
SCHEDE DI RETE
Necessarie
su ogni
computer collegato in rete
Parallele o seriali
Dotate di numero MAC
(Media Access Control)
univoco
 Tra le periferiche più
economiche
TECNOLOGIA DI CONNESSIONE
La
trasmissione di dati tra calcolatori puo’ avvenire
tramite
MEZZI GUIDATI: linee fisiche che portano il
messaggio al ricevitore. (Esempio: doppino telefonico,
fibre ottiche)
 MEZZI NON GUIDATI: irradiazione di segnali nello
spazio. (Satelliti, wireless)

MEZZI GUIDATI
MEZZI NON GUIDATI
CARATTERISTICHE DELLA
TRASMISSIONE
Capacità del canale (larghezza di banda) misurata
in Mbps (Megabit al secondo)
 Grado di attenuazione del signale
(ripetitori)
 Interferenza
(cavi schermati o meno)
 Numero dei ricevitori

SCALA DELLE RETI

Reti locali: LAN (Local area networks)
si possono usare connessioni specializzate dedicate solo a
trasmissione di segnali digitali
Reti a lunga distanza (WAN, Wide Area
Networks)

si cerca di sfruttare le reti esistenti, in particolare la rete
telefonica, che pero’ e’ progettata per trasmettere dati analogici.
Uso crescente di connessioni in fibra ottica
Internet
il risultato della connessione tramita gateway di WAN, ottenendo
una rete globale.
TRASMISSIONE DIGITALE /
ANALOGICA
Nel
caso di trasmissioni a breve distanza su doppini
telefonici fatti per portare segnali analogici, occorre un
metodo per trasformare dati in forma digitale in
analogica, e viceversa.
Il MODEM (MODulatore DEModulatore)
Visto che il modem (come il fax) produce suoni udibili,
non si può usare se la linea è utilizzata per una
telefonata vocale.
 Ormai quasi interamente ripiazzato dall' ADSL (dove
possibile)
ADSL
Negli
ultimi anni i modem analogici sono stati soppiantati dalla
tecnologia DSL (Digital Subscriber Link), in particular
A(symmetrical)DSL (download veloce, upload lento)
ADSL
(<8Mbps), ADSL2 (<12Mbps), ADSL2+ (<24Mbps)…
queste velocità si riferiscono al download
Uso di frequenze inaudibili (>25KHz) per trasmettere i segnali in
formato digitale su doppino telefonico, senza interferire con il segnale
vocale.
Uso di filtri alle prese telefoniche per separare i due segnali.
Velocità effettive dipendenti dalla distanza percorsa dal segnale
Non
disponibile su tutte le linee (dipende da presenza di DSLAM;
tecnologie sorpassate quali MUX, UCR; distanza dalla centralina)
ADSL e Digital Divide
Vista
la quantità di servizi che passano su rete digitale, la
esclusione da una connessione ADSL comporta problemi
crescenti.
 Nonostante la presenza di centraline telefoniche adatte
all’ADSL nelle città la situazione nelle aree rurali ed in quelle
sotto centraline che non possono essere convertite all’ADSL
rimane insoddisfacente (vedi.
http://it.wikipedia.org/wiki/Copertura_ADSL )
 Possibile soluzione: reti wireless (UMTS, HDSPA, LTE; WIFI, Wi-Max). Problemi: troppi standard in competizione;
necessità di ulteriori frequenze radio (in parte liberate col
passaggio alla TV digitale; altre bande devono essere dismesse
dai militari).
Digital Divide
Da cosa si resta esclusi restando esclusi dal mondo digitale?
 Uso di base del computer (videoscrittura, email; lavoro)
 SE non si ha banda larga (ma uso del MODEM):
Nessun servizio che richiede di essere reperibili on-line (visto che
la linea è commutata): ad esempio VOIP (telefonia via internet)
 Difficoltà a scaricare materiali web di dimensioni sempre
crescenti
 Difficoltà a scaricare (magari in automatico) aggiornamenti
software (inclusi aggiornamenti antivirus)
 Difficoltà nelle ricerche su web
 Niente radio/TV via internet (per la TV non basta una ADSL
“lenta”)

I MECCANISMI DELLE RETI
Come avviene effettivamente la trasmissione dei
dati?

TRASMISSIONE DEI DATI:
COMMUTAZIONE DI PACCHETTO
Ogni
messaggio diviso in pacchetti numerati di
dimensione fissa
Ogni pacchetto contiene l’indirizzo del computer
destinatario e del computer mittente
Ogni pacchetto e’ inviato separatamente e
potenzialmente almeno può usare un percorso
completamente diverso
COMMUTAZIONE DI PACCHETTO
(PACKET SWITCHING)
PACKET SWITCHING
Mittente
Dati
Packet
Destinatario
PACKET SWITCHING
Controllo
Parte di dati
PACKET SWITCHING
PACKET SWITCHING
PACKET SWITCHING
I
pacchetti non arrivano necessariamente
nell’ordine giusto; il destinatario aspetta che
arrivino tutti prima di ricostruire il messaggio
Ogni pacchetto occupa la connessione per un
tempo molto breve. Potenzialmente, i pacchetti
possono essere inviati in parallelo.
LA RETE COME STRUMENTO
DI COMUNICAZIONE
L’uso
fondamentale di una rete è quello di consentire la
comunicazione tra i nodi
I nodi si scambiano dei dati sotto forma di messaggi
codificati in forma digitale
Ogni messaggio è caratterizzato da un mittente, un
destinatario, e un insieme di informazioni che costituiscono
il corpo del messaggio
PROTOCOLLI
Affinché
questa comunicazione possa avvenire in modo
corretto si deve definire un protocollo di comunicazione
Come
nella vita reale si stabiliscono delle convenzioni per il
comportamento tra gli individui, nel caso della comunicazione tra
gli elaboratori un protocollo definisce quell’insieme di regole
che il nodo mittente e il nodo destinatario devono seguire per
interagire tra loro
PROTOCOLLI
Un protocollo specifica:
A
che velocità vengono trasmessi i messaggi;
Come verificare la correttezza del messaggio;
Come segnalare che il messaggio è stato ricevuto;
Dove inviare il messaggio (addressing) ed attraverso
quale percorso (routing)
Comunicazione nelle reti –
protocolli
Un
protocollo “monolitico” che realizzi tutte le
funzionalità necessarie per la comunicazione tra
elaboratori in rete è difficile da realizzare
Inoltre, se cambia qualche componente della rete, si
deve modificare l’intero protocollo
Per ridurre la complessità di progettazione la maggior
parte dei protocolli è organizzata come una serie di livelli
Il
numero dei livelli, il loro nome, le funzionalità differiscono
da una rete ad un’altra
Comunicazione multilivello
Per
ogni coppia di livelli adiacenti esiste una
interfaccia
Le convenzioni usate nella conversazione sono il
protocollo
Si
tratta di un accordo tra i partecipanti su come deve
avvenire la comunicazione
Al
di sotto del livello più basso c’è il mezzo fisico che
serve per il trasferimento dei dati
Comunicazione multilivello: lo
standard ISO - OSI
Modello
teorico di riferimento per definire le
caratteristiche della comunicazione multilivello
OSI: Open Standard Interconnection
Application
Presentation
Session
Transport
Network
Data link
Physical
Comunicazione multilivello: ISO OSI
Modello
teorico di riferimento per definire le
caratteristiche della comunicazione multilivello
OSI: Open Standard Interconnection
Application
Presentation
Session
Transport
Network
Data link
Physical
Per esempio:
Servizi per utilizzo delle rete
Comunicazione end-to-end
Indirizzamento, routing tra reti
Ethernet, TokenRing, 802.11
ethernet, doppino,..
Comunicazione multilivello: ISO OSI
Application
Application
Presentation
Presentation
Session
Session
Transport
Transport
Network
Network
Data link
Data link
Physical
Physical
ETHERNET
Serie
di protocolli a livello DATA LAYER e
PHYSICAL LAYER sviluppati meta’ anni 70 che ha
soppiantato tecnologie precedenti
Idee chiave:
NODI
connessi da SEGMENTI
Messaggi inviati in blocchi chiamati FRAMEs
Scheda internet ed indirizzi MAC x ogni nodo
Ethernet REPEATER ogni certo numero di segmenti
Protocollo per OSSERVARE COLLISIONI
INTERNET
La reti delle reti: collega fra loro reti locali,
metropolitane, geografiche e singoli computer di tutto
il mondo
INTERNET: STORIA IN
BREVE
1962:
inizio del progetto ARPANET: creare una rete sperimentale che
collega siti universitari e governativi negli USA
1964: prima LAN (Lawrence Livermore Labs)
1973: Metcalfe pubblica paper su Ethernet
1974: Kahn & Cerf propongono idee di base
1978: separazione di TCP da IP
1990: 3000 reti e 200.000 computer (detti host)
1992: viene collegato il milionesimo host
Agli esordi il numero di host cresce in modo esponenziale mentre in
questi anni si osserva un rallentamento, con incremento annuo del del
6%
2002: hanno accesso ad Internet 457 milioni di persone (di cui 174
milioni negli Stati Uniti)
INTERNET: STORIA IN
BREVE
1962:
inizio del progetto ARPANET: creare una rete sperimentale che
collega siti universitari e governativi negli USA
1964: prima LAN (Lawrence Livermore Labs)
1973: Metcalfe pubblica paper su Ethernet
1974: Kahn & Cerf propongono idee di base
1978: separazione di TCP da IP
1990: 3000 reti e 200.000 computer (detti host)
1992: viene collegato il milionesimo host
Agli esordi il numero di host cresce in modo esponenziale mentre in
questi anni si osserva un rallentamento, con incremento annuo del del
6%
2002: hanno accesso ad Internet 457 milioni di persone (di cui 174
milioni negli Stati Uniti)
INTERNET
Una
macchina è in Internet se:
utilizza
il protocollo di rete TCP/IP
ha un suo indirizzo IP (Internet Protocol)
ed ha la capacità di spedire pacchetti IP a tutte le
altre macchine su Internet
Come funziona Internet
Un
aspetto importante di Internet è la sua topologia distribuita
e decentrata
•In questo modo se un
percorso è interrotto o
troppo trafficato i dati
possono prendere strade
alternative
•Questo aspetto deriva dalla
storia (militare) di internet
(vedi:
N1
N5
N2 N7
N6
N4
http://www.youtube.com/watch?v=9hIQjrMHTv4 )
N3
LIVELLI DI PROTOCOLLI
INTERNET
I DUE PROTOCOLLI DI BASE:
TCP / IP
Insieme, si occupano di:
Dividere il messaggio in pacchetti
 Instradarli
 Assicurarsi che arrivino (tramite meccanismi di
conferma della ricezione e segnalazione di errori)

Network layer: IP
Internet può essere vista come una collezione di
sottoreti diverse (eterogenee) connesse tra loro
(internetworking)
 La “colla” che tiene insieme le varie sottoreti è
l’Internet Protocol (IP)
 Permette di trasportare i dati dalla sorgente alla
destinazione, sfruttando la presenza di reti intermedie
lungo il percorso

Network layer: IP
Ogni computer collegato ad Internet possiede un indirizzo
univoco detto indirizzo IP (32 bit)
 I 32 bit di un indirizzo IP sono suddivisi in 4 campi da 8 bit
ciascuno


Per esempio: 10000000 00010100 00111110 10101011
Di solito si usa una rappresentazione formata da 4 numeri
decimali separati da un punto


Per esempio: 128.10.2.30
Network layer: IP

Gli indirizzi IP devono essere univoci
Per questo motivo è stata istituita una
organizzazione, Internet Assigned Number
Authority (IANA) (emanazione di ICANN, un
organismo del governo americano), preposta ad
assegnare gli indirizzi IP garantendone
l’univocità

Quando vi collegate ad Internet da casa è il
provider che vi assegna un indirizzo IP
scegliendolo tra quelli che ha acquistato
(dunque IP diversi in sessioni diverse)

IP: il problema del numero
La numerazione IP garantiva >4 miliardi di
indirizzi. Sembravano tanti ma:

– Dispositivi internet portatili (p.es. Smartphone, netbook) e
mercati emergenti (Cina, India, Brasile)
Soluzione temporanea: uso di indirizzi “privati”
nelle sottoreti

– I nodi di una LAN possono avere indirizzi identici a quelli altri
nodi in altre reti, ma questi indirizzi non sono visibili dal resto di
internet (IP pubblico/privato)
– La rete ha un nodo gateway che smista i messaggi tramite un
meccanismo di Network Address Translation (NAT)
Ipv4 vs. IPv6
Di fatto, gli indirizzi IP si sono recentemente
esauriti (anche se non tutti sono stati distribuiti agli
utenti finali)
 Soluzione a lungo termine: passare ad un sistema
con indirizzi di 4 numeri di 32 bit (IPv6)


La migrazione è in corso, e potrebbe assumere il
carattere di una emergenza.
IPv6 prevede 2128 indirizzi: abbastanza per poter
assegnare indirizzi univoci a qualsiasi oggetto o
posto sul pianeta.

Movimento verso una internet delle cose (URI, Uniform Resource
Identifier per qualsiasi risorsa, vedi
http://www.ietf.org/rfc/rfc3986.txt.)
Network layer: IP
IP
fornisce anche l’instradamento (routing) dei
pacchetti tra mittente e destinatario
Protocollo di routing:
Scopo: determinare un “buon” percorso nella rete tra
sorgente e destinazione
 Percorso “buono”: in genera significa “più corto”
 La topologia della rete può cambiare (qualche router o
link si può guastare)

Transport layer
Il
compito del livello Transport è quello di
fornire un trasporto affidabile dall’host di origine
a quello di destinazione, indipendentemente dalla
rete utilizzata
In Internet il protocollo di questo livello è
chiamato Transmission Control Protocol (TCP)
Application layer
Si
colloca al di sopra del livello Transport ed è il livello nel
quale viene svolto il “lavoro utile” per l’utente
In questo livello si trovano diversi protocolli, alcuni relativi
alle applicazioni che usiamo abitualmente in Internet
HTTP:
HyperText Transfer Protocol
SMTP: Simple Mail Transfer Protocol
POP: Post Office Protocol
FTP: File Transfer Protocol
SSH: Secure Shell
Pagine web
Invio E-Mail
Scaricamento E-Mail
Trasporto File
«Login» criptato su un
computer remoto
I PROTOCOLLI INTERNET
Application layer
HTTP FTP
SMTP
TELNET
TCP
…
UDP
IP
DNS
…
Transport layer
Network layer
Link + physical layer
APPLICATION LAYER:
POSTA ELETTRONICA
Un’ applicazione Internet che permette lo scambio di
messaggi tra gli utenti collegati alla rete
 È necessario fornire:

L’indirizzo
del mittente
L’indirizzo del destinatario
Il corpo del messaggio
Gli indirizzi devono avere un formato ben preciso
 Non sono sensibili alla differenza tra maiuscole e
minuscole.

HEADER DI UN MESSAGGIO
From: Roberto Zamparelli
<[email protected]>
To: Caio Sempronio
<[email protected]>
CC: Massimo Poesio
<[email protected]>
Subject: Posta elettronica
Date: 24/02/2010
Caro Caio, ….
POSTA ELETTRONICA:
DUE APPROCCI
Scaricare
la posta dal server al proprio computer,
La posta attende sul server, da dove viene scaricata
tramite i protocolli POP ed inviata tramite il protocollo
SMTP.
 Una volta ricevuta, la posta risiede su mio computer
 Posso leggerla o rispondervi scollegato dalla rete

Oppure,
consultarla sul web tramite un browser.
La posta resta sul browser; lettura e composizione
venegono effettuati tramite il browser.
 Posso accedere alla posta da qualsiasi computer,
purchè connesso ad internet

Sistemi
“ibridi” (p.es. protocollo IMAP)
Application layer: DNS
Gli
indirizzi IP numerici sono difficili da ricordare
Si usano quindi degli indirizzi simbolici che sono più
significativi per l’essere umano
dit.unitn.it,
Gli
essex.ac.uk, www.mozilla.org
indirizzi simbolici hanno il formato:
… nome5.nome4.nome3.nome2.nome1
Questi nomi vengono poi tradotti in indirizzi IP
numerici mediante il Domain Name System (DNS)
Indirizzi simbolici
Sono
costruiti a partire da uno schema gerarchico di nomi basato sul
concetto di dominio
root
com
edu
gov
mil
net
org
au
…
it
unitn
gnu
…
zw
unito
Livello 1
Livello 2
www.gnu.org
www
www.lett.unitn.it
lett
dit
di
Livello 3
www
www
www
Livello 4
Nuovi domini Top-Level
Oltre
a .com, .it, .edu ecc., sono stati recentemente
aggiunti una serie di nuovi domini di primo livello
non nazionali (generici)
P.es. biz, info, name, museum
Vedi:
http://it.wikipedia.org/wiki/Domini_di_primo_livello_generici
Application layer: DNS
dominio deve essere in grado di “risolvere i nomi”
dei calcolatori di sua competenza
Ogni
Si
usano i domain name server, che gestiscono la
corrispondenza tra nomi simbolici e indirizzi IP numerici
Quando
un’applicazione deve collegarsi ad una risorsa di
cui conosce il nome logico (ad es. www.unitn.it), invia una
richiesta al suo name server locale, ottenendone l' IP
A volte non si riesce a “collegarsi a internet” solo perchè il
DNS è irraggiungibile (soluzione: selezionare un altro DNS)
 Come si fa a scoprirlo? Basta provare a collegarsi ad un sito
internet di cui si sa l’IP (p.es. Google: http://209.85.148.103/). Se si
passa, è un problema di DNS.
Statistiche sull’ uso di internet
(marzo 2011)
Da: http://www.internetworldstats.com/stats.htm
APPLICATION LAYER:
WORLD WIDE WEB
Una `ragnatela’ (web) di documenti multimediali collocati
su computer in tutto il mondo
 Il piu’ grande serbatoio di informazioni che sia mai
esistito
 Si accede tramite:

Un client chiamato browser (esempi: InternetExplorer,
MozillaFirefox, GoogleChrome, AppleSafari, ...)
 Servers software installati su host che distribuiscono
informazione (p.es. tramite Apache)


Basato su:
Il protocollo HTTP per la trasmissione di documenti
 La nozione di ipertesto

STORIA BREVE DEL WWW
Fine anni ’80: iniziativa di Tim Berners-Lee al CERN di
Ginevra per la condivisione di documenti tra fisici delle alte
energie
 1989-1991: prime definizioni di URL, HTTP, ed HTML
 1993-1993: primi browser facile da usare; NCSA
MOSAIC
 1995: Nascita del browser NETSCAPE, inizio della
crescita esplosiva del web
 Oggi: >1,000,000,000,000 web pages

DALL’IPERTESTO AL WEB
Un ipertesto (HYPERTEXT) e’ un testo diviso in
parti testuali vere e proprie collegate da rimandi
(Puntatori / Link)
 Un ipertesto multimediale può contenere anche
immagini, anche in movimento, che posso a loro
volta essere puntatori.

TESTI: LETTURA
SEQUENZIALE
IPERTESTI
Sito 1
Sito 2
ESEMPI DI IPERTESTI
Quasi tutte le opere enciclopediche oggi hanno forma
ipertestuale


Esempio: http://it.wikipedia.org/wiki/Ipertesto
Formato molto comune anche per articoli scientifici
(bibliografia, note a pie’ di pagina)

Per esempio, nella Biomedicina
 Ma anche nelle materieumanistiche



Narrativa ipertestuale:
Lettore puo’ scegliere che percorso seguire
 Primo esempio riconosciuto: Afternoon, a story di Michael
Joyce
 La Electronic Literature Organization mantiene una Electronic
Literature Directory

DALL’IPERTESTO AL WEB
1945
Vannevar Bush: l’organizzazione ‘lineare’ dei testi
non corrisponde veramente a come pensiamo
 Il termine HYPERTEXT introdotto da Ted Nelson (1965)
 Nel 1980 Bill Atkinson sviluppo’ per la Apple il
programma HYPERCARD che permetteva di creare
ipertesti tramite il linguaggio HYPERTALK
 1989 Tim Berners-Lee sviluppa come parte del progetto
“World Wide Web” il linguaggio HTML, che permette di
esprimere link.
 Il WWW e’ un immenso hypertext distribuito su internet.
ASPETTI TECNICI CHIAVE
DEL WWW
Meccanismo
di indirizzamento universale: URL
Protocollo HTTP per la trasmissione di documenti
Linguaggio HTML per la formattazione dei
documenti
HTML
Il
linguaggio ‘storico’ della Web
Un linguaggio di annotazione dei documenti che
permette di collegare documenti in un ipertesto
Due funzioni principali:
Specificare
come il documento dev’essere
visualizzato
Specificare links (usando URL)
Discusso
nel laboratorio di Paolo Massa
HTML
Il linguaggio ‘storico’ della Web
 Oggi giunto alla versione 5 (permette di
rappresentare contenuti multimedialia anche in
movimento, ad esempio questo, in alternativa a
programmi esterni come Adobe Flash o Microsoft
Silverlight)
 Standard internazionale pubblico, gestito dal
Consorzio W3C

 (a differenza di PDF, Flash, Silverlight, che sono marchi
della Adobe e della Microsoft, ed hanno specifiche che
potrebbero cambiare in qualsiasi momento)
INDIRIZZI SU RETE: URL
URL (Uniform
Resource Locator) e’ lo standard
per gli indirizzi delle risorse su Web
Specifica:
Come
accedere alla risorsa (PROTOCOLLO)
Dove si trova la risorsa (indirizzo dell’host)
Nome della risorsa (path)
Formato:
protocollo://host/path
URL per HTTP
Forma
generale:
scheme://host:port/path?parameter=value#anchor
Esempi:
http://www.unitn.it/
http://www.dit.unitn.it/~poesio/Teach/IU
http://www.google.it/search?hl=it&q=URL
HTTP
Si
basa sul protocollo HTTP (HyperText Transfer Protocol)
che gestisce l’interazione tra un client e un server web
Client e server si scambiano dei messaggi
Richieste da parte del client
Risposte da parte del server
Più precisamente:
L’utente richiede una pagina residente su un server
e il suo browser richiede una connessione TCP con
il server
Il server accetta la connessione iniziata dal browser
Il browser ed il server si scambiano messaggi
La connessione viene chiusa
ESEMPIO DI
COMUNICAZIONE HTTP
GET /wiki/Pagina_principale HTTP/1.1
Connection: Keep-Alive
User-Agent: Mozilla/5.0 (compatible; Konqueror/3.2; Linux)
(KHTML, like Gecko)
Accept: text/html, image/jpeg, image/png, text/*, image/*, */*
Accept-Encoding: x-gzip, x-deflate, gzip, deflate, identity
Accept-Charset: iso-8859-1, utf-8;q=0.5, *;q=0.5
Accept-Language: en
Host: it.wikipedia.org
BROWSER
HTTP/1.0 200 OK
Date: Mon, 28 Jun 2004 10:47:31 GMT
Server: Apache/1.3.29 (Unix) PHP/4.3.4
Content-Language: it
Content-Type: text/html; charset=utf-8 ….
<HTML> [ ...]
SERVER
LETTURE
Lazzari,
cap. 3
Su Wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Rete_informatica
http://it.wikipedia.org/wiki/Internet
http://it.wikipedia.org/wiki/Sistemi_Client/Server
Postaelettronica
World
Wide Web
Scarica

idul12-part7