Diocesi di Lodi Fondo di Solidarietà per le Famiglie TESTIMONIANZE 1 Diocesi di Lodi Fondo di Solidarietà per le Famiglie “Il Fondo di solidarietà per le famiglie non è “solo” un contributo economico. E’ un insieme di storie, di volti, di incontri. Un intreccio di relazioni che cercano di contrastare difficoltà e solitudine. Un desiderio di comunità che vuole essere presente anche per chi “non ha voce”, con l’atteggiamento e lo sguardo di chi si impegna a condividere. Il Fondo di solidarietà è soprattutto un richiamo verso nuovi “modelli di benessere” che, rispettosi della dignità di ogni persona, chiedono di ripensare seriamente al modo di vivere, consumare, risparmiare, interagire con gli altri, perchè il vero benessere è costituito da quella ricerca del bene comune che da senso alla vita propria ed altrui.” 2 Diocesi di Lodi Fondo di Solidarietà per le Famiglie DARE O RICEVERE? CHIEDERE O DONARE? Un giorno di maggio 2009, il Parroco, mi chiede se posso interessarmi del progetto “Fondo di Solidarietà” lanciato dalla nostra Diocesi per aiutare le famiglie che sono in difficoltà per la perdita di lavoro (di reddito), causata dalla crisi finanziaria che stava, e sta ancora, coinvolgendo tutto il mondo occidentale, e non solo. Mi informo presso le strutture centrali della Caritas Diocesana e, decido che posso, che devo, prendermi in carico la missione che mi è stata proposta; non più la carità personale, ma, la Carità, il “DONO” che il popolo della chiesa, il popolo di Dio offre ai fratelli più bisognosi. D’accordo con il Parroco, decidiamo che non “ASCOLTERÒ” le povertà delle famiglie presso le strutture parrocchiali, ma, “INCONTRERÒ” le famiglie presso la loro abitazione. L’idea è quella di portare la Carità (dono che Cristo ha dato agli uomini), accanto, dentro la povertà. Solo così, la Carità, Grazia di Dio, può diventare lievito! Le situazioni di difficoltà, mi vengono sottoposte dal Parroco, poi, direttamente dagli altri parrocchiani. Mi presento così: Buona sera, (gli incontri si svolgono quasi sempre a sera), mi chiamo… e sono un incaricato del Parroco, porto un sacchetto di viveri, dono ed espressione di carità dei nostri parrocchiani. No, no, non ringraziate me o Tizio, Caio, Sempronio, siamo i tuoi fratelli!!!. Siamo qui, vicino a te, siamo qui con TE! Siamo qui in ascolto, per aiutarci vicendevolmente. In molte famiglie, la Parrocchia è vicina solo con il pacco viveri. Ci sono pareri contrastanti a questo modo di porsi di fronte ai poveri, soprattutto stranieri! Possono venire loro a prendere il pacco viveri! A noi sembrava e sembra il modo se non giusto, il migliore per dire loro: “Ecco, Cristo, Colui che ci ha detto: avevo fame, avevo sete, ecc.. mi manda a Te”. Ho incontrato molte famiglie, ascoltato le loro storie, altre ho avuto la possibilità di leggerle tramite le schede del Fondo, e, si assomigliano tutte; quelle con grossissimi disagi, famiglie anche di 4 – 7 persone, nessuno lavora (ufficialmente), (e questa è la povertà della nostra società), madri sole con 2 – 3 bambini che non possono abbandonare a casa, ma, chi dà loro sostentamento?. La Signora straniera abbandonata dal marito perché non riesce a dargli un figlio, entra in depressione e perde il lavoro, e poi la POVERTÀ GRANDE che ho incontrato, stava nelle famiglie dove il reddito non era già più garantito prima del 2008, per questo automaticamente impossibilitate ad accedere al Fondo di Solidarietà. Chi deve aiutare questi fratelli? chi può aiutare questi fratelli? Da ragazzo, sentivo spesso, questa espressione: “Figlioli, dobbiamo tirare la cinghia, rinunciare a qualcosa per aiutare la famiglia della signora che è rimasta vedova, con figli da mandare a scuola”. I negozianti e gli artigiani facevano credito, vi ricordate il famoso libretto? E oggi??? Nessuno vuol più tirare la cinghia. Se il PIL non cresce… e allora, se vendo meno, alzo i prezzi, debbo garantirmi il mio status quo. Le aziende non devono produrre di più o meglio, debbono garantire l’utile di guadagno degli azionisti, costi quel che costi! Si riduce il personale, chi rimane deve fare più ore. A chi giova tutto questo accumulare se poi il vicino non ha di che vivere? 3 Diocesi di Lodi Fondo di Solidarietà per le Famiglie Dalla lettera di san Giacomo apostolo: “Ora a voi ricchi: piangete e gridate per le sciagure che cadranno su di voi! Le vostre ricchezze sono marce, i vostri vestiti… la loro ruggine si alzerà ad accusarvi (accusarci) e divorerà le vostre carni. Avete accumulato tesori per gli ultimi giorni!”. Ecco, qui sta la VERA POVERTA’! IL NOSTRO EGOISMO! Accumulare, ci hanno fatto credere che questo serve, quest’altro anche, di questo è meglio averne due. Quante cose abbiamo accumulato e, non ci servono a niente! Entro nelle case dei cosiddetti poveri e, anche qui, trovi cose che costano, di cui la società non può più fare a meno, spieghi che si potrebbe risparmiare spendendo meglio e spendendo di meno, ma è difficile! Non gli abbiamo insegnato a vivere ma a tenere cose sempre più inutili. La richiesta, unica, di tutte queste famiglie è stata: mi trovi un posto di lavoro. Non voglio continuare a parlare delle povertà (ne parlerò ugualmente), ma, farvi partecipi degli incontri avuti, della dignità ritrovata nel presentare la propria, grave situazione, della tenacia con la quale questo popolo continua a sperare, a credere. Società che non avremmo mai incontrato se non ci fosse stata questa crisi, del probabile rinserrarsi in noi stessi con le idee che, negli anni scorsi, facevano capolino nella società civile (civile?). Ognuno con il proprio ceto, ognuno che pensa di essere migliore degli altri. Chi è più forte, chi grida di più rappresenta il modello ideale da imitare, da seguire perché questi sono quelli che salvaguarderanno i nostri interessi, chi dissente, FUORI!, la nostra cultura, cultura?. Quale, quella che stavano (o stanno) uccidendo? Mi vien da pensare che se fosse una persona, la Cultura si ribalterebbe nella tomba. Ci hanno fatto intendere che il popolo non è in grado di governarsi, per far passare l’idea che noi saremmo stati il loro popolo. Non più idee conciliari, ma, conta solo il pensiero del capopopolo, colui che decide per te, colui che decide per se! (l’abbiamo imparato dopo). Chi non la pensa come me, fuori! Questa è la vera miseria alla quale andavamo incontro! Che ricchezza avremmo conquistato! La crisi ci ha svegliato dal torpore. Questo incontro di mondi, di popoli, di culture, e di miserie, doveva realizzarsi. Gli uomini della terra devono dialogare tra di loro, capirsi, non contrapporsi. Aiutare tutti i figli di Dio a crescere in pace ed in abbondanza. La Chiesa è Corpo di Cristo, noi siamo la Chiesa. Se le membra del Corpo non agiscono in sintonia, ne soffre tutto il corpo. Non è ammissibile che una parte del Corpo, si sviluppi più delle altre, ci sarà una disarmonia, gli altri organi andranno in sofferenza e ciò non avvantaggerà l’intero corpo. Nello svolgere il mio incarico, ho scoperto anche altre cose: La CARITA’ è dare o ricevere? CHIEDERE è anche DONARE, PRETENDERE è EGOISMO! Chiedete e riceverete e, se il Cristiano riceve ha l’obbligo di DONARE. Quando chiedi un aiuto, qualcosa, un parere, dai agli altri la possibilità di donarti la loro disponibilità, Perché nessuno di noi è perfetto, anzi, dobbiamo ricordarci spesso che non siamo migliori, siamo peccatori ma, fortunatamente come cristiani abbiamo il più grande degli anticorpi: CRISTO! “CHI NON E’ CON ME, E’ CONTRO DI ME”, ma, LUI POTEVA DIRLO! Perché CRISTO, E’ VERBO DI DIO FATTO CARNE! E ci ha detto: “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo, a tutte le genti”, ricordandoci di quanto sta scritto nel secondo Vangelo di Marco (9,38-41), Gesù rispondendo alla richiesta di Giovanni di impedire ad altri di scacciare i demòni (fare i miracoli) in suo 4 Diocesi di Lodi Fondo di Solidarietà per le Famiglie nome, dice: “NON GLIELO IMPEDITE, PERCHÉ NON C’È NESSUNO CHE FACCIA UN MIRACOLO NEL MIO NOME E SUBITO POSSA PARLARE MALE DI ME: “CHI NON E’ CONTRO DI NOI E’ PER NOI””. Potrei parlare, anzi, scrivere per altre ore, preferisco invece ringraziare di cuore tutte le persone che ho incontrato in questi anni; poveri e ricchi, credenti e non. Nel mio cuore rimarranno sempre presenti i sorrisi disinteressati dei bambini, pieni di stupore nel vedere un vecchio signore che stava a parlare ore coi loro genitori, per molti di loro in una lingua non comprensibile. Così come non scorderò mai gli occhi colmi di disappunto composto, quando comunichi che la domanda per accedere al fondo non è stata accolta, cosa possiamo offrirle? o, lo sguardo di sollievo del padre o della madre di famiglia a cui consegnavi la quota mensile. Cosa possiamo offrirle?’ Niente, anzi no, PREGATE, per il popolo di Dio, Padre di tutti NOI, perché possano gli uomini ritrovarsi e camminare assieme. Ho CHIESTO a TUTTI, di PREGARE anche per me, e, sono certo che tutti mi hanno fatto dono delle Loro PREGHIERE, che mi hanno aiutato a superare un poco le mie povertà, i miei egoismi. Ora, il mio pensiero va a TUTTI QUELLI che hanno assolto il mio stesso compito, con lo stesso metodo o in altro modo, hanno adempiuto il loro mandato con cuore generoso, per fare proprie le Parole di Cristo: “Avevo fame e mi avete aiutato…”, hanno sicuramente provato molte delle gratitudini che ho avuto io. Da parte mia non mancherà una preghiera per tutti loro, e, come non ricordarmi di quanti hanno voluto, organizzato, stimolato, sostenuto questo progetto perché sono le colonne di basalto che hanno permesso a questo progetto di innalzarsi, continuare ad AIUTARE, e a superare molte difficoltà. Le persone coinvolte in questa opera di carità, sono tante e tutte disinteressate, ecco, la RICCHEZZA che emerge da questa crisi: La CARITA’ non è il DOVERE di pochi, ma il DIRITTO di molti. LA MESSE È TANTA, MA GLI OPERAI SONO POCHI; OGGI SONO UN PÒ DI PIÙ… Sono certo che anche tutti questi compagni di cammino, FIGLI DI DIO e FRATELLI IN CRISTO, dedicheranno una preghiera, ogni tanto, per questo peccatore. Questo è ciò che questo progetto mi ha permesso di riscoprire, di vivere, e ne sono grato! Grazie di cuore, per avermi fatto partecipare. Dio ci benedica tutti! Flavio (operatore Caritas) P.S. DARE o RICEVERE? ----- CHIEDERE o DONARE? SE LO FAI CON CRISTO, QUESTI VERBI SONO ESPRESSIONE DELL’EUCARISTIA! (Lodi, 02/10/2012) 5 Diocesi di Lodi Fondo di Solidarietà per le Famiglie UN RAPPORTO CHE VA OLTRE… Non ci si interroga mai abbastanza sulla condizione di fragilità dell'uomo e di come le alterne vicende della vita possano travolgere il suo delicato cammino e mai definitivo equilibrio. Certamente dal 2009 ad oggi chi opera alla Caritas ha fatto incontri ravvicinati e dolorosi con innumerevoli persone e nuclei famigliari che quasi improvvisamente hanno perso il lavoro e con esso l'autonomia e la libertà: si perché se ti manca il necessario per sostentare dignitosamente la tua famiglia ti senti impotente, arrabbiato, solo. Eppure è capitato e capita che persone provate duramente dalla crisi abbiano espresso, oltre all'aiuto economico, il desiderio di intrecciare con noi una relazione significativa e solida che dura nel tempo. Ebbene questi vincoli d'amore, di rispetto, di condivisione e comprensione che si sono creati ci inteneriscono e ci portano a gustare a pieno l'amore di Gesù. Questi incontri con queste famiglie che si trovano nel disagio ci impegnano a spalancare occhi, orecchi e cuore per accogliere le parole di Gesù "amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi", questa è la strada da percorrere. In questi incontri che abitualmente facciamo, siamo davvero interpellati dalla domanda di vita autentica che molte persone rivelano con gli occhi quando li si ascolta, il loro bisogno di raccontare la propria vita, le proprie difficoltà e le proprie disperazioni è sanante per loro e per noi, soprattutto per noi che sappiamo che il Regno, nel suo farsi, chiede la collaborazione di tutti e che Cristo si fa tutto in tutti. Operatrice Caritas 6 Diocesi di Lodi Fondo di Solidarietà per le Famiglie IL FONDO DI SOLIDARIETÀ: UN SEGNO DI SPERANZA A dire il vero, quando mi fu presentata questa nuova iniziativa, mi sembrò alquanto complicata e mi sentivo a disagio nel porre tutte quelle domande elencate nel modulo di richiesta alle mie famiglie, delle quali sapevo così poco. E’ difficile entrare nelle situazioni private, di disagio, di disperazione. In fondo, chi sono io, per poter violare la loro privacy, per fare tante domande e chiedere di vedere documenti riservati? Certo, il progetto era validissimo e avrebbe portato loro un poco di sollievo ma, per farla breve, non sapevo proprio da dove cominciare, così iniziai a studiare quel modulo per capire meglio come avrei potuto affrontare l’argomento e nella mia testa cercavo di trovare le parole giuste e l’atteggiamento più idoneo per avvicinare le famiglie. Questa esperienza mi ha fornito un’ulteriore prova che il Signore trova sempre la strada giusta per guidare i nostri passi, e tutto quell'imbarazzo svanì davanti al sorriso di un papà che aveva perso il lavoro e gravava in serie difficoltà economiche. Davanti alla mia paura lui scosse la testa e mi disse che rispondeva volentieri alle mie domande personali perché rappresentavano una speranza di aiuto che avrebbe permesso alla famiglia di pagare l 'affitto. Quale lezione di umiltà mi ha dato! Da allora ho imparato che il Fondo Diocesano è davvero benedetto dal Signore poiché, se pur nella difficoltà, ci dà la possibilità di incontrare il cuore dei nostri fratelli, ci unisce davanti alla speranza, ci fa condividere il cammino e dona momenti di fraternità. Forza amici, non cediamo dinnanzi a questo periodo di scoramento, andiamo avanti nel nostro progetto, Dio nella sua infinita bontà ci sosterrà. Ho imparato tanto attraverso questo progetto e voglio ringraziare di cuore quanti si sono impegnati con generosità e pazienza. Donatella (operatrice Caritas) . 7 Diocesi di Lodi Fondo di Solidarietà per le Famiglie ALCUNE TESTIMONIANZE 8 Diocesi di Lodi Fondo di Solidarietà per le Famiglie 9 Diocesi di Lodi Fondo di Solidarietà per le Famiglie 10 Diocesi di Lodi Fondo di Solidarietà per le Famiglie INTERVISTA: LA CHIAMERO’ SIGNORA La chiamerò semplicemente Signora e risiede in un vicariato del lodigiano. E’ in Italia da 11 anni, immigrata dall’Ecuador nel lontano 1999. Ha lavorato come operaia fino al 2008, quando, a causa della chiusura della ditta presso cui prestava la propria opera, ha perso il lavoro. Sola, con una piccola bocca da sfamare ancora incapace di comprendere perché a volte si è costretti a vivere in ristrettezza, ha cercato conforto nel marito, che l’ha raggiunta definitivamente nel tentativo -peraltro non riuscito- di garantirle una vita dignitosa e serena. Come è stata la tua vita quando sei arrivata in Italia? Quando sono venuta in Italia ero piena di speranze e questo Paese non mi ha deluso. Non ho avuto difficoltà a trovare lavoro e ho potuto persino comprare un piccolo appartamento. Poi, improvvisamente la dura realtà del licenziamento e un lavoro che ancora oggi mi manca”. Quale la tua reazione… “Non nascondo di avere avuto anche pensieri suicidi. Senza stipendio non è facile dar da mangiare a un figlio, se si vuole rimanere persone oneste. Si può provare a bussare a qualche porta… ma quasi tutte restano chiuse. E’ successo così con qualche amico, lo stesso è avvenuto con l’istituzione pubblica. Di appelli e richieste di aiuto ne ho lanciati tanti … ma la mia voce pareva non fare abbastanza rumore”. Poi qualcosa però è successo… “Sì, quando la mia voce sembrava inascoltata, qualcuno è stato capace di sentirla. Ho bussato alla porta della parrocchia e mi hanno aperto. Sono stata accolta con rispetto, senza essere giudicata e senza la richiesta di referenze: finalmente tornavo ad essere considerata come persona, incolpevole di una situazione di disagio che non avevo voluto e che per prima stavo subendo. Don Massimo (chiamerò così il sacerdote che mi ha accolta), che con molta pazienza ha ascoltato tutte le mie traversie, mi ha invitata a fare domanda al 11 Diocesi di Lodi Fondo di Solidarietà per le Famiglie Fondo di Solidarietà della Diocesi, creato –così mi ha spiegato- proprio per chi, a causa della perdita del lavoro, si trovava in situazioni problematiche”. Il Fondo ti ha aiutato? “Sì, la mia domanda è stata accolta: per 10 mesi mi è stata tolta la preoccupazione di come riuscire a proteggere mio figlio da quanto io ero in grado di sopportare. Caritas e San Vincenzo hanno fatto il resto”. La storia di Signora però non finisce qui, perché, quasi al termine dell’aiuto mensile stanziato dal Fondo di Solidarietà, Signora si accorge che sarà di nuovo mamma. No, questo bambino arriva al momento meno opportuno: forse è meglio non farlo nascere. La tentazione di Signora è questa e la confida a don Massimo. Fortunatamente, Signora ha bussato di nuovo alla porta della parrocchia e la parrocchia non la lascia sola: ispirandosi al Progetto Gemma già in atto altrove, in un primo tempo sostiene economicamente in modo diretto la sua gravidanza e successivamente trova una famiglia in grado di accompagnarla ancora per altri cinque mesi con un sussidio. Ora una bella bambina fa sorridere di orgoglio e di felicità Signora, nonostante la situazione economica non sia ancora risolta. Signora è sposata con un musulmano. Racconta lei stessa: “Io sono cattolica, ma anche mio marito che è musulmano riconosce che solo la Chiesa ha saputo darci una mano”. In tempi in cui persino la religione diventa a volte causa di divisione, la comunità cristiana ha dato chiara testimonianza di come la carità autentica sia veramente capace di abbattere le barriere, ridonare speranza e generare vita. Giovanna e “Signora” 12 Diocesi di Lodi Fondo di Solidarietà per le Famiglie La raccolta da parte di Parrocchie e Associazioni, Istituti di credito, Fondazioni Bancarie, imprese e cittadini ha raggiunto a settembre 2012 la quota di 1.816.351 €. In più di tre anni di attività, il Fondo di Solidarietà ha assegnato 1.574.100 €. N 1233 796 782 5 9 Schede pervenute Accolte Fondo perduto Una tantum Microcredito % delle accolte 64,6 98,3 0,6 1,1 Domande Domande Accolte Respinte Totali %sul totale Casalpusterlengo 215 134 349 28 Codogno 121 44 165 13 Lodi 161 112 273 22 Lodi Vecchio 40 26 66 5 Paullo 71 36 107 9 S. Angelo 104 54 158 13 S. Martino 42 14 56 5 Spino d'Adda 42 17 59 5 13 Diocesi di Lodi Fondo di Solidarietà per le Famiglie INIZIATIVE NATE SUL TERRITORIO L’istituzione del Fondo di Solidarietà per le Famiglie ha permesso: • di realizzare un percorso di solidarietà vissuto a livello diocesano attraverso una progettualità condivisa; • una prossimità concreta nelle parrocchie; • una positiva collaborazione con le istituzioni del territorio. Alcune parrocchie/vicariati hanno già attivato esperienze significative. Iniziative avviate in questi anni: 1. Famiglie in rete: promossa nel vicariato di Codogno. Potrebbe essere uno stimolo alla costituzione di Fondi locali integrativi per famiglie in difficoltà; 2. Famiglie che si prendono cura: interventi a sostegno delle famiglie in difficoltà attraverso la vicinanza, l’accompagnamento, di alcune famiglie “tutor” che cercano di vivere la dimensione della prossimità. In una parrocchia il parroco ha proposto questo servizio al gruppo famiglie. Alcune famiglie hanno risposto positivamente. Le altre si sono impegnate, attraverso un’autotassazione, da effettuarsi in occasione degli incontri formativi e di preghiera programmati dal gruppo stesso, a sostenere alcune famiglie in difficoltà segnalate dal parroco. La gestione dell’aiuto economico, per delicatezza e riservatezza, è rimasta al parroco. (Lodi e Casalpusterlengo); 3. Alcune parrocchie/vicariati hanno promosso momenti di riflessione, preghiera (Vicariati di: Casalpusterlengo, Lodi, Codogno, S.Angelo); 4. Un regalo che vale doppio: in occasione di feste/circostanze particolari (S. Natale, compleanni, comunioni, cresime, matrimoni, ecc.) alcune persone hanno chiesto di sostituire i doni con un’offerta mirata, spiegando con un biglietto il significato del gesto e l’idea del “regalo che vale doppio” (scelte personali) 5. “Dieci per dieci”: la Caritas di Maleo propone un’offerta di €.10 al mese per dieci mesi per supportare il Fondo di solidarietà parrocchiale finalizzato a sostenere le famiglie in difficoltà. 6. Dall’inizio del 2011, presso l’oratorio di Paullo si è costituita l’associazione di solidarietà “La Goccia” che si compone di singoli e di famiglie che si autotassano mensilmente con la scopo di aiutare famiglie e persone povere presenti sul territorio. 7. Alcune proposte promosse dall’Azione Cattolica diocesana per ragazzi, giovani e adulti. In particolare il fondo “La Dimora” prevede forme di sostegno economico ed accompagnamento per le famiglie segnalate dal fondo di Solidarietà in collaborazione con i parroci. 14 Diocesi di Lodi Fondo di Solidarietà per le Famiglie Puoi fare la tua donazione: A. Mediante bonifico su conto corrente bancario intestato a: DIOCESI DI LODI c/c presso la Banca Popolare di Lodi (Sede di Lodi – Via Cavour) Codice IBAN: IT 09 P 05034 20301 000000183752 Oppure c/c presso BCC Centropadana (Sede di Lodi – Via Garibaldi) Codice IBAN: IT 14 M 08324 20301 000000190152 (per le imprese è prevista la detraibilità del contributi versati) FONDAZIONE COMUNITARIA DELLA PROVINCIA DI LODI – ONLUS c/c presso la Banca Popolare di Lodi (Ag. 1 Piazza Vittoria 39 LODI) Codice IBAN: IT 31 H 05164 20302 000000158584 (per le imprese e per le persone fisiche è prevista la detraibilità del contributi versati secondo le normative fiscali vigenti) Indicando come causale “Fondo di Solidarietà per le Famiglie – Diocesi di Lodi B. Presso l’Ufficio della Caritas Lodigiana c/o Diocesi di Lodi – Via Cavour 31 LODI Aperto dal Martedì al Sabato dalle 9.00 alle 12.30 Tel. 0371.544625 – Fax 0371.544602 E-mail: [email protected] Per informazioni: CARITAS LODIGIANA Tel. 0371.544625 Fax 0371.544602 E-mail: [email protected] 15