**************I^ COP 4 2012.qxd:doc Copertina
26-08-2012
9:58
Pagina 1
Anno XXVI - no 4 Luglio/Agosto 2012
Via Palmieri, 47 Milano - Spedizione in abbonamento postale - 45% - art.2 comma 20/b legge 662/96 - Fil .di Milano
48 pubb swissphone:Layout 1
5-03-2012
9:09
Pagina 48
01 sommario 4 2012.qxd:Layout 1
28-08-2012
ADERENTE ALLA FEDERAZIONE MONDIALE
DELLE ASSOCIAZIONI VIGILI DEL FUOCO
VOLONTARI (F.W.V.F.A.)
9:02
Pagina 1
L UGLIO /A GOSTO 2012
4
RIVISTA UFFICIALE DELLʼASSOCIAZIONE
NAZIONALE VIGILI DEL FUOCO VOLONTARI
Direttore Responsabile
Antonio Ascanio MANGANO
Segreteria Editoriale
P.I. Fabio MARANGONI
Comitato di Direzione
Cav di Gran Croce Gino GRONCHI
(Pres. Naz. Ass. Naz. VV.F.VV.)
Carlo Alberto COCCHI, Roberto MUGAVERO,
Mauro COLOMBINI, Francesco BIANCALANI,
Erminio CAPPARONI, Claudio DI MAIO, Rolando
FAGIOLI, Luca GERARDI, Gian Carlo NICOLI,
Gianluca RONDI, Massimiliano TOLOMEI,
Domenico VOLONTERIO, Marco ZUCCATO
(Consiglieri Naz. Ass. Naz. VV.F.VV)
Inviato di Redazione
Francesco MAZZILLI
Impaginazione e Grafica
SATECO [email protected]
Editore incaricato, ufficio abbonamenti
Sede centrale
Sicurezza Aziendale s.r.l.
Via Palmieri, 47 - 20141 Milano
tel. 02/89.500.256 - fax 02/89.500261
Agenzie per lʼItalia
CEAT tel. 02/89.500.256
CENTRO DIFFUSIONI TECNICHE tel. 02 204.79.80
Stampa:
Reggiani spa
Brezzo di Bedero (Va) Tel. 0332/549533
Abbonamenti:
Gratuita a Comandi e
Distaccamenti dei VV.F.
Sostenitori
€ 70,00
Benemerito da € 70,00 in su
Una copia
€ 8,00
Arretrati
€ 10,50
LʼAssociazione Nazionale Vigili del Fuoco Volontari
è estranea alla gestione economica della rivista. Gli
articoli firmati corrispondono al pensiero dellʼarticolista e non impegnano né la Rivista né lʼAssociazione.
La Redazione si riserva il diritto di rifacimenti e correzioni di quegli articoli che a sua discrezione riterrà
opportuno modificare. Eʼ vietata la riproduzione
anche parziale di articoli, fotografie, disegni qui pubblicati, Il personale addetto alla raccolta di abbonamenti, non appartiene al Corpo Nazionale VV.F.
Garanzia di riservatezza per gli abbonati
LʼEditore garantisce la massima riservatezza dei dati
forniti dagli abbonati e la possibilita di richiederne
gratuitamente la rettifica o la cancellazione, scrivendo a: Sicurezza Aziendale srl - Via Palmieri, 47 20141 Milano.
Le informazioni costudite nellʼarchivio elettronico
dellʼEditore saranno utilizzate al solo scopo di inviare la rivista o comunicazioni concernenti lʼabbonamento (Legge 675/96 sulla tutela dei dati personali).
Pubblicità Inferiore al 70%
Aut. Trib. Milano n. 855/89
w w w. a n v v f v. o r g
LA FOTO DI COPERTINA E DI WALTER TODARO (PUBBLIFOTO):
"INCENDIO NEL VARESOTTO, ALL'ALBA DOPO UNA NOTTE DI FIAMME".
EDITORIALE
2
EDITORIALE [A LATO]
3
OCCHIALI PER POMPIERI IN ARRIVO
10
VOLONTARIATO DI P.C. OTTO PILASTRI DI UNA NUOVA LEGGE
16
MILANO NEW EXTRICATION TECNOLOGY
VV.F. DEL TRENTINO PARALLELI ALLA SOCIETÀ CHE SI EVOLVE
4
12
2012, IN FUMO IL DOPPIO DEI BOSCHI
24
EUFEMINO DʼARGENTO PER I POMPIERI VOLONTARI DI ERBA
32
A OTTOBRE L’ASSEMBLEA PER IL RINNOVO DELLE CARICHE
LʼINCENDIO NELLE STRUTTURE DI PREGIO STORICO E ARTISTICO
CASTEL THUN, SCRIGNO PREZIOSO DʼARTE E DI STORIA
VIGILI IN CORNICE
30
36
44
48
Via Palmieri, 47 - Spedizione in abbonamento postale - 45% - art. 2 comma 20/b legge 662/96 - Fil. di Milano
EDITORIALE
EDITORIALE
EDITORIALE
EDITORIALE
editoriale e ed a lato n 4 2012.qxd:Layout 1
EDITORIALE
02 03
2
31-08-2012
7:40
Pagina 2
Per nessuno è una novità se a quasi quarant’anni anni dal mio primo ingresso in
Associazione e dopo 26 come Presidente nazionale, senza scordare i 43 anni trascorsi nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco, ritengo sia giunto il momento di lasciare ai
pompieri solo il mio cuore e i miei ricordi anche perché nell’attività associativa è bene
concedere spazio a colleghi più freschi e con le qualità necessarie per affrontare le
future sfide complesse e difficili che da sempre hanno coinvolto i vigili del fuoco volontari.
In questi quarant’anni ho vissuto momenti interessanti e talvolta tristi, dalla gioia per
aver conseguito molti risultati a qualche delusione per non essere riuscito a portare a
casa quanto legittimamente ci spettava, ma questa è la vita.
Il mio primo grande impegno come soccorritore fu nel 1963 come geniere alpino nella
tragedia del Vajont mentre il battesimo del fuoco come pompiere fu durante il terremoto del Friuli nel 1976. Nel 1980 seguì l’altro terremoto della Campania, l’alluvione in Liguria del 1992 e quelle in Piemonte del 1994 e 2000, mentre nel 1999 ci fu la
prima spedizione organizzata dall’Associazione in terra straniera per portare soccorso alle popolazioni kosovare ed albanesi.
Una grande scuola di vita merito anche di quei colleghi che mi hanno insegnato,
affiancato ed aiutato ad affrontare condizioni sempre irte di incognite, esperienze che
mi auguro di essere riuscito a trasmettere negli anni ai colleghi più giovani nella convinzione che non vi è alternativa se veramente aspiriamo a voler far del bene alla collettività che dai vigili del fuoco molto si
aspetta.
Un grazie a tutti quei colleghi che dagli anni ’80 ad oggi mi hanno offerto la loro collaborazione nei vari Consigli nazionali e
provinciali e a coloro che appartenenti al Corpo nazionale dei vigili del fuoco e alle Istituzioni si sono fattivamente prodigati
per rendere migliore la condizione del nostro volontariato. Negli anni della mia presidenza l’Associazione ha contribuito all’apertura di circa 170 nuove sedi volontarie, non poche se pensiamo la fatica che abbiamo dovuto sopportare.
Un commosso tributo lo dedico agli amici che hanno perso la vita per ideali di solidarietà, abnegazione ed altruismo il cui ricordo ha alleviato le nostre difficoltà nei momenti più critici.
A mia moglie Augusta e a mio figlio Mario, oltre a mia sorella Anita che nel 2010 ci ha lasciati dopo trent’anni di instancabile collaborazione associativa, voglio dedicare un profondo pensiero di gratitudine per aver sopportato questa mia passione che
ha rubato molto tempo ai miei affetti famigliari.
Consapevole che solo conoscendo il passato possiamo capire il presente e progettare il futuro, termino con un pensiero rivolto al nuovo Consiglio nazionale che emergerà dopo le elezioni di ottobre al quale auguro un proficuo lavoro per proseguire e
migliorare quanto svolto sinora.
Gino Gronchi
w w w. a n v v f v. o r g
Ai sensi dell’art. 9 dello Statuto dell’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco Volontari,
viste le decisioni formulate dal Consiglio nazionale, si convoca l’Assemblea Generale in via ordinaria
in prima convocazione per venerdì 05 ottobre 2012 alle ore 07.00
ed in seconda convocazione SABATO 06 OTTOBRE 2012 – ALLE ORE 9,00
Presso SALA “BRUT E BON” PIAZZA FORO BOARIO, 21 – FOSSANO (CN)
1.
CON IL SEGUENTE ORDINE DEL GIORNO
Presentazione del Bilancio economico anno 2010 all’Assemblea e relativa approvazione
2.
Elezione dei componenti del Consiglio nazionale, del Collegio dei Revisori dei Conti
3.
Varie ed eventuali
e del Collegio dei Probiviri, ai sensi degli articoli 14, 18 e 18 bis dello Statuto
Il seggio elettorale resterà aperto per quattro ore (ore 9.00-13.00),
dopo di che si procederà alle operazioni di spoglio.
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
02 03
editoriale e ed a lato n 4 2012.qxd:Layout 1
31-08-2012
7:40
Pagina 3
In effetti – dalla relazione del Corpo Forestale dello Stato
(pag. 24) – risulta un raddoppio della superficie boscata
incenerita, rispetto al 2011. Sarà per questo che possiamo
permetterci la più grande flotta di Canadair pubblici (sono
19 ma, per via delle manutenzioni, operativi soltanto 14
NdR) del mondo?
Il prefetto Gabrielli – capo del Dipartimento di Protezione Civile Nazionale, in un intervista al Corriere della Sera
– ritiene si tratti di «un dispendio di denaro pubblico impressionante e non si può immaginare che la strada sia solo
quella di implementare le risorse delle flotte. Gli investimenti servono anche ad altro, per esempio per le squadre a
terra. Meglio lavorano le squadre a terra meno servono quelle in volo.». Gabrielli ritiene i Canadair quale «medicina ultima, l’extrema ratio, peraltro costosissima» (130/150 milioni all’anno che l’anno prossimo diverranno soltanto 42 per via dei tagli alla spesa).
Devono far riflettere i 50 ettari di terreno compromesso di Trentino e Alto Adige, rispetto ai 4.263 della Calabria.
Ma non è certo solo merito di un sistema antincendi all’avanguardia (basato sui VVF volontari con caserme in tutti
i comuni e, in Provincia di BZ, anche nelle frazioni). Vi sarà una diversa attenzione al territorio, un’estate meno torrida, poca gente col vizio dei fiammiferi e della “Diavolina” e – diciamolo – pressoché nessuno che campa di solo
“lavoro stagional/forestale”.
Ma se in Trentino, i pompieri volontari, nel proprio armadietto in caserma hanno due tipi di DPI (uno per gli incendi civili e l’altro per i boschivi); nel resto della Penisola gli incendi di bosco non sono più di competenza del Corpo
Nazionale dei Vigili del Fuoco dal lontano 1975…riflettiamo.
A presto,
Ascanio
twitter@pompieri
[email protected]
facebook.com/pompieri.vfv
h t t p s : / / t w i t t e r. c o m / p o m p i e r i
Hanno firmato questa quarta edizione del 2012 di VFV:
Marco Buda; Luigi Manfredi e Glauco Bartesaghi.
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
EDITORIALE [ A LATO ] EDITORIALE [ A LATO ] EDITORIALE [ A LATO ]
Cari lettori/pompieri,
l’estate è arrivata (per la verità, quando
leggerete la rivista, sarà forse solo un ricordo) e ha portato
con sé i problemi di sempre. Il caldo torrido (in effetti è una
delle estati più calde dell’ultimo decennio, e questo ce
l’hanno detto in tutte le salse), la siccità, e gli immancabili
incendi boschivi, tanto che il 2012 sarà l’annus horribilis
per gli incendi di bosco (come fu già il 2007 e via dicendo).
3
04 09 art 598 extrication:Layout 1
29-08-2012
13:00
Pagina 4
FORMAZIONE
Milano
New Extrication Tecnology
Sempre più spesso i vigili del fuoco si trovano ad operare su
complessi scenari d’incidente stradale. Per liberare i feriti
rimasti intrappolati s’utilizzano i così detti “utensili di forza”
ma, per operare professionalmente, occorrono delicatezza,
conoscenza e aggiornamento continuo.
a cura di Marco Buda (*)
4
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
04 09 art 598 extrication:Layout 1
29-08-2012
13:00
Pagina 5
FORMAZIONE
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
5
04 09 art 598 extrication:Layout 1
29-08-2012
13:00
Pagina 6
Un tecnico specializzato mentre
illustra l’attrezzatura utilizzata e la
corretta manutenzione da eseguire.
condizioni, la verifica degli occupanti rimasti intrappolati
allʼinterno degli abitacoli, nelle cabine o al di sotto dei
mezzi stessi. Va considerato che gli automezzi coinvolti
potrebbero trasportare sostanze pericolose, tossiche o
infiammabili e che, a seguito dellʼurto, potrebbero essersi riversate sul luogo dellʼincidente.
Saper riconoscere gli autoveicoli ed i pericoli
Bisogna inoltre saper riconoscere le varie tipologie dʼautoveicoli: oggi giorno, infatti, possiamo trovarci di fronte
ad auto che hanno una propulsione alternativa (mi riferisco alle autovetture con alimentazione a GPL, a metano
– se non addirittura ad idrogeno anche se per ora si tratta solo di prototipi – ma anche alla vasta gamma delle
autovetture ibride con motori elettrici ecc.); tutti impianti
complessi che devono essere conosciuti per gestire in
sicurezza le emergenze.
Non ultimo vanno esaminate le condizioni delle strutture
della viabilità che possono essere state danneggiate e
che, divenute pericolanti, potrebbero costituire un ulteriore problema.
Preparazione, integrazione e aiuti “salvavita”
Come si può vedere, tanti sono i fattori in gioco e il servizio di soccorso reso dai VVF deve essere determinante e svolto in sinergia con gli altri Enti Istituzionali pre-
ra i compiti istituzionali svolti dal Corpo Nazionale
dei Vigili del Fuoco, gli incidenti stradali sono tra
le tipologie dei servizi tecnici urgenti per i quali
siamo chiamati ad intervenire con una certa frequenza.
Sono purtroppo, sempre più numerosi i casi in cui ci troviamo ad operare per portare soccorso a persone infortunate e intrappolate nei veicoli.
T
Stabilizzazione e "scoperchiamento"
d'autovettura ribaltata su un fianco.
Su 27.150 interventi di soccorso - svolti dal Comando
Provinciale milanese nellʼarco del 2011 - 672 sono state
le uscite per incidenti stradali generici accaduti nei centri urbani, nelle strade extra urbane e nelle autostrade;
solitamente quando intervengono i Vigili del Fuoco è
perché lʼincidente è complesso.
Decisioni da prendere in fretta
Semplificando al massimo e generalizzando, possiamo
dire che ogni incidente si differenzia per tipologia, tecnica dʼintervento e attrezzatura da utilizzare.
Le decisioni sulle modalità delle procedure, oltre ad
essere prese il più velocemente possibile, devono tenere conto delle numerose varianti che ogni scenario presenta. Va considerato, per esempio, il numero dei mezzi
coinvolti e la loro posizione, il numero dei feriti e le loro
6
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
04 09 art 598 extrication:Layout 1
29-08-2012
13:00
Pagina 7
senti sul posto (SSUEm 118, Polizia Stradale,
Carabinieri, Polizia Locale, ecc).
La preparazione tecnica dei VVF devʼessere la più completa possibile e sempre in aggiornamento, per poter far
fronte ad ogni aspetto e comprendente, per esempio,
anche la parte di primo soccorso sanitario per poter praticare le tecniche salvavita. Eʼ indubbio però che, se sul
luogo dellʼincidente è presente anche il 118, questo
compito, sarà di sua esclusiva competenza.
Lo scopo comune primario, nel caso di incidente stradale, è quello di salvare le vite umane coinvolte.
Lʼobiettivo, quindi, è quello di far sì che i feriti possano
essere assistiti il più velocemente possibile.
Si può facilmente immaginare quanto sia importante il
trattamento sanitario diretto che ha inizio sul luogo dellʼincidente dove, fin da subito, si prestano cure specialistiche pre-ospedaliere. E si può altrettanto facilmente
comprendere, nelle varie fasi di qualsiasi intervento,
lʼimportanza e il ruolo determinante dei Vigili del Fuoco
che, con varie tecniche, tra cui quelle di “estricazione”
rendono possibili gli aiuti salvavita.
Le tecniche, lʼaggiornamento ed i nuovi rischi
Le tecniche di estrazione da un automezzo, leggero o
Il "sollevamento del cruscotto"
ed il taglio dei pedali.
pesante che sia, sono molteplici e richiedono un addestramento specifico, unʼattenta preparazione e un
aggiornamento continuo che vada di pari passo al progresso tecnologico. Di conseguenza anche le attrezzature e gli utensili di soccorso impiegati devono essere
molto specifici e devono avere una potenza notevole. Le
aziende di settore, in tal senso, costruiscono per gli
addetti ai lavori, attrezzature adeguate (regolamentate
da normative specifiche) sempre più allʼavanguardia.
Paradossalmente, invece, le nuove tecnologie utilizzate
dalle case automobilistiche per realizzare i sistemi di
sicurezza, che garantiscono sempre di più lʼincolumità di
chi si trova a bordo di un automezzo, possono diventare alquanto pericolose per i soccorritori. Così, i Vigili del
Fuoco che intervengono per liberare persone intrappolate tra le lamiere si trovano di fronte ad alcuni nuovi
rischi e a dover contemplare, nelle loro procedure dʼintervento, i nuovi materiali e i nuovi sistemi di sicurezza.
Gli elementi di sicurezza nei veicoli variano di anno in
anno e di conseguenza variano anche le caratteristiche
di progettazione e i loro modelli: un processo sempre in
evoluzione.
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
7
04 09 art 598 extrication:Layout 1
29-08-2012
13:00
Pagina 8
FORMAZIONE
te complessa sia per le fasi pratiche
che di studio vero e proprio ed è un
piacere poter ringraziare su queste
pagine i collaboratori permanenti, i
volontari e i professionisti esterni
che, grazie al loro impegno e alla
loro presenza fattiva, oltretutto
durante il loro tempo libero, hanno
reso possibile la realizzazione di
questo progetto.
Nelle date stabilite, nel campo di
Bovisio Masciago, gentilmente concesso in uso ai VVF dal Comune
omonimo, si allestisce uno scenario
utile per affrontare la parte pratica
con lʼutilizzo di automezzi, leggeri e
pesanti, donati da ditte esterne.
I contenuti teorico-pratici comprendono argomenti quali la NCT (New
Car Technology), lʼevoluzione delle
tecniche costruttive degli autoveicoli leggeri e pesanti.
Inoltre normative e Crash tests, i sistemi di sicurezza, gli
airbag, i pretensionatori, i Limitatori di Forza G, i sistemi
automatici di protezione in caso di Ribaltamento
(ROPS), lo studio di nuovi materiali e progettazioni.
Durante la giornata
formativa si simula
anche un incidente
con ribaltamento
d'un autobus di linea.
Utilizzo degli utensili
di forza per "creare spazio"
intorno al passeggero d'un
autobus. Un medico dell'AREU
118 darà indicazioni sulla
"estricazione" atraumatica.
Un corso che non cʼera
Da queste premesse è nata lʼesigenza di far partire il
“Corso di Aggiornamento Professionale sulle Tecniche
di Estricazione” e grazie al consenso e alla volontà del
Comandante Provinciale milanese, Silvano Barberi, è
divenuto realtà.
Il Corso - rivolto al personale Permanente e Volontario
del Comando di Milano – ha una durata di 8 ore, tra teoria e pratica, e sono state programmate 6 sessioni.
Inserito nella pianificazione didattica per lʼanno 2012 - a
cura dello Staff Amministrativo dellʼUfficio Formazione,
coadiuvato dal personale discontinuo - è un Corso di
recente concezione e molto innovativo e prevede di dare
priorità di partecipazione al personale qualificato; è iniziato quindi lʼaggiornamento con i Capi Squadra.
La collaborazione tra Enti preposti al soccorso
La preparazione di questo Corso è stata particolarmen-
8
Durante la giornata formativa - dopo aver trattato i
recenti sviluppi relativi alle nuove tecnologie automobilistiche – è un medico anestesista rianimatore (in servizio
su una delle auto mediche del 118 Milano) ad affrontare
la parte sanitaria riguardante i possibili traumi alle persone coinvolte in incidente stradale e il loro trattamento
sul luogo del sinistro.
Vengono poi date delle informazioni sugli automezzi
particolari come i blindati, le microcar e gli autoveicoli
dotati di propulsore ad alimentazione alternativa come il
GPL, il metano, lʼidrogeno (anche se per ora è solo sperimentale) nonché gli ibridi con motore elettrico.
La parte inerente ai rilievi e al codice della strada relativo agli incidenti, viene trattata dal personale della Polizia
Locale di Milano che offre la sua preziosa collaborazione volontariamente .
La parte teorica si conclude trattando le caratteristiche
tecniche degli utensili di soccorso: un tecnico specializzato spiega le più recenti innovazioni in materia facendo
conoscere tutta lʼattrezzatura utilizzata e la corretta
manutenzione di questʼultima.
Creare il maggior spazio possibile intorno
allʼinfortunato da estrarre
La parte pratica sulle tecniche di estrazione da autovei-
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
04 09 art 598 extrication:Layout 1
29-08-2012
13:00
Pagina 9
FORMAZIONE
colo inizia con la dimostrazione di
una simulazione dʼintervento per un
automezzo ribaltato su di un fianco:
stabilizzazione, rimozione dei cristalli e taglio del tetto. Si prosegue
con lʼapplicazione congiunta delle
tecniche per liberare le persone
dalle lamiere e le tecniche di primo
soccorso sanitario con lʼutilizzo di
tavole spinali ed “estricatori” (tipo
KED Kendrick Extrication Device)
per immobilizzare sul posto i feriti
garantendone la corretta estrazione.
Gli esercizi continuano utilizzando
nuove tecniche per liberare gli occupanti di un autoveicolo rimasti blocSi provano diversi metodi per il
sollevamento/allontanamento del cruscotto.
cati allʼinterno dellʼabitacolo tra le
lamiere con lʼimpiego di cesoie,
divaricatori e martinetti idraulici
(tagliare, divaricare e spingere le
parti della struttura incidentata dellʼautomezzo.)
Il concetto fondamentale è quello di creare il maggior
spazio possibile intorno al ferito creando dei veri e propri varchi per poterlo estrarre in sicurezza e senza provocare ulteriori traumi.
Lʼaddestramento prevede anche lʼapplicazione
delle tecniche di estricazione sui mezzi pesanti con
simulazione di incidente e lʼutilizzo di pedane per lavorare a quote differenti. Si effettuano manovre su autobus
e motrici di autoarticolati: tutta una serie di operazioni
che necessitano di attenzioni particolari per la complessità legata alle strutture e al peso di questi veicoli.
Innovazione e sicurezza stradale
Le innovazioni tecnologiche sono una vera e propria
sfida per i VVF che cercano di addestrarsi al meglio
nelle loro caserme ma è unʼimpresa molto impegnativa
e questo Corso vuole essere unʼopportunità in più per
trattare in modo specifico alcuni tipi di interventi.
Ma è lʼimportanza della sicurezza stradale a rimanere
alla base di questo delicato argomento: gli incidenti stradali provocano nel nostro paese ogni anno un numero
altissimo di decessi e di ricoveri ospedalieri, determinando feriti con lesioni più o meno gravi, che necessitano poi di cure riabilitative anche molto lunghe, e questo
è un preoccupante fenomeno in aumento.
Le tipologie di incidente sono molteplici: molte tra queste, sono riconducibili ad un comportamento scorretto
dellʼuomo (dati ISTAT), lʼeccesso di velocità, rimane la
L'autore dell'articolo-durante
una delle giornate formative
spiega come operare nel caso
d'una automobile schiacciata
da un mezzo pesante.
causa degli incidenti più pericolosi con il più alto numero di morti, segue lʼaumento degli automezzi in circolazione, sia leggeri che pesanti, per la richiesta crescente
del trasporto su gomma.
Ponendosi alla guida dʼun veicolo occorre osservare il
pieno rispetto delle regole del codice della strada per
poter ridurre il più possibile un fenomeno sociale così
grande e così grave di questi tempi.
(*) Capo Squadra Esperto - Istruttore professionale del
Comando Provinciale Vigili del Fuoco Milano
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
9
10 11 art 606 occhiali:Layout 1
28-08-2012
OCCHIALI
(ANCHE
8:15
Pagina 10
PER POMPIERI IN ARRIVO
ALLA GUIDA) MA IL
“PROPRIO”
CERTIFICATO MEDICO NON BASTA PIÙ
Più dʼun anno fa, la ditta selezionata dal Ministero aveva smesso di produrre la speciale
resina. Vigili (permanenti) con acuità visiva non eccellente furono messi dietro le
scrivanie, e quelli volontari lasciati a casa in attesa (ne avevamo parlato in aprile
dello scorso anno - VFV n°2/2011). Dopo diverse peripezie lʼazienda è tornata a
fabbricare il prezioso materiale e le lenti sono arrivate per tutti, anche per i volontari.
a cura della redazione
DM 3 Novembre 2003, a firma Ministro
Pisanu, era abbastanza chiaro e recitava –
riassumendo - Al personale di ruolo, nonché
al personale volontario, appartenente al settore tecnicooperativo del CNVVF, che rientri nelle condizioni di limitazione dellʼacutezza visiva stabilite da apposita
tabella, è consentito restare “operativi”
purché indossino occhiali di protezione
con lenti correttive fornite dal Corpo
quali DPI.
Eppure un vigile del fuoco volontario ha
dovuto districarsi tra mille cavilli (e interpretazioni varie) prima di poter far valere i
propri diritti, risultato? Eʼ rimasto NON OPERATIVO per ben quattro anni.
IL
Infatti, nonostante la chiarezza estrema della
Normativa riguardo allʼoggetto, delle Circolari applicative sulla medesima e delle Note emesse in varie occasioni dal Dipartimento sulla questione (ad esempio Prot.
998/S132 dellʼ Ufficio I del Gabinetto del Capo
Dipartimento dei VV.F.) alcuni tra i Responsabili Sanitari
ritenevano di non dover applicare tale Normativa al
Personale Volontario del C.N.VV.F. Ciò in base ad una
fuorviante interpretazione, che non distingue i requisiti
stabiliti per la permanenza nei Ruoli del Personale
Volontario da quelli stabiliti invece per lʼAccesso ai Ruoli
medesimi. I Sanitari non diedero seguito alle Richieste
loro pervenute e finalizzate allʼottenimento degli occhiali da vista, impedendo con ciò di fatto il recupero in servizio di soccorso di tale Personale Volontario.
Nuove disposizioni (prot. 9078 24/07/2012 a firma Pini –
prot. 9219 27/07/2012 a firma Agresta) inerenti il rila-
10
scio/rinnovo delle patenti terrestri e nautiche VF, regolamentano invece le modalità di rilascio dei certificati
medici e la guida con lenti.
Gli unici Enti abilitati al rilascio del Certificato medico dʼidoneità psico-fisica alla conduzione di
mezzi terrestri e natanti VF saranno: i medici del “Ruolo professionale dei Direttivi e
dei Dirigenti
medici del
CNVVF” e
quelli dalla
“Direzione
Sanità
di
Rete
Ferroviaria Italiana S.p.A.”
(in relazione alla convenzione stipulata col dipartimento VVF, SPDC. Non saranno quindi
più validi (ai fini dellʼottenimento delle patenti VF) i certificati rilasciati dalle ASL e dalle autoscuole.
Cambia qualcosa anche per lʼottenimento della patente
VF di prima categoria; non basterà più infatti presentare
la propria patente di categoria “B” civile, dal momento
che i nuovi requisiti psicofisici sono maggiormente
restrittivi. Dovrà quindi essere necessariamente allegato
il Certificato Medico, anche alla richiesta di patente di
prima categoria.
Sono previste, dʼora in avanti, anche le lenti (propri
occhiali personali, non di sicurezza) alla guida dei mezzi
di soccorso ma escluse quelle a contatto.
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
10 11 art 606 occhiali:Layout 1
28-08-2012
8:16
Pagina 11
Oggetto: Direttiva tecnico-amministrativa concernente la revisione delle disposizioni inerenti il rilascio/rinnovo delle patenti terrestri e nautiche VF di cui alle
circolari n. 3 del 01106/2010 e MI.SA. n. 8 del 23/03/2006. nota DCFORM prot. n 16152 del 15/O5/2012.Con riferimento alla nota prot. n. 17088 del
23/05/2012 della Direzione Centrale,per la Fonnazione - Arca Pianificazione e controllo. si trasmette in allegato la direttiva esplicativa degli aspetti tecnicoamministrativi concernenti le recenti disposizioni sul rilascio/rinnovo delle patenti terrestri e nautiche di cui alla circolare DCFORM prot. n. 16152 del
15/05/2012. che entrerà in vigore a partire dal prossimo 1° agosto.
IL CAPO DEL CORPO NAZIONALE
DEI VIGILI DEL FUOCO
PINI
DIRETTIVA TECNlCO-AMMINISTRATIVA concernente modifiche alla Circolare n.3 del 01/06/2010 e MI.SA. n. 8 del 23/03/2006 e chiarimenti note
DCFORM prot. N. 16152 del 15/05/l011 e prot. n. 17088 del 23/05/2011
1) Guida con lenti degli automezzi e natanti VF
Le montature oftalmiche per vigili del fuoco (costituite da: montatura, lenti correttive incolori ed elastico per il fissaggio dietro la nuca), altresì dette
“occhiali di sicurezza”, sono dispositivi di protezione e correzione individuale, obbligatori per il personale impegnato in attività operative diverse dalla conduzione dei mezzi di soccorso.
Ferme restando specifiche necessità che dovessero emergere dalla valutazione del rischio in situazioni particolari, al personale con patente VF rilasciata con prescrizione di lenti è consentita la guida degli automezzi e la conduzione di natanti, anche in soccorso, con l’utilizzo di occhiali correttivi da vista
personali. Il personale conduttore impegnato in attività operative diverse dalla conduzione dei mezzi di soccorso è tenuto all’ utilizzo degli occhiali di sicurezza.
In ogni caso gli occhiali di sicurezza fomiti dall’ Amministrazione presentano caratteristiche tecniche che li rendono idonei all’utilizzo anche durante la conduzione dei mezzi di soccorso.
Resta inteso che quando il vigile del fuoco, cessa di svolgere l’incarico di conducente in maniera esclusiva. per effettuare altre attività operative sul
luogo dell’intervento (quali ad es. l’azionamento della pompa idraulica. la preparazione all’uso del materiale di caricamento, operazioni che richiedono l’uso
dell’elmo di protezione e/o dell’autoprotettore, o azioni che possono dar luogo a proiezione di piccoli frammenti di materiale anche con l’uso di apparecchiature ad aria compressa. etc.) l’uso degli occhiali di sicurezza diventa invece obbligatorio.
2) Palenti Nautiche Limitate
A parziale modifica del punto 2.7.9 della MI.SA. n. 8 viene istituita la patente nautica L “limitata al
soccorso”. In analogia a quanto previsto dal testo unico patenti terrestri la patente L consente la condotta di
mezzi nautici non in servizio di soccorso.
3) Palenti Terrestri Prima Categoria
Per il rilascio/rinnovo delle patenti terrestri di prima categoria. a parliale modifica dei punti 4.1.3 - 4.1.6 - 13.1 - 13.2 - 13.3 - 18.5 - 18.6 e del punto
“c” della Premessa della Circolare n. 3, dovrà necessariamente essere allegato il Certificato Medico.
I requisiti di idoneità non potranno più essere riconosciuti con la semplice esibizione della patente civile, dal momento che i nuovi requisiti psicofisici sono maggiormente restrittivi rispetto a quelli richiesti per il rilascio della patente civile.
Per il solo personale operativo in regola con il libretto sanitario. in caso di richiesta di rilascio/rinnovo della patente di guida VF di prima categoria,
il certificato medico potrà essere sostituito dalla dichiarazione del Comando (come fac-simile allegato) che attesti la regolarità del libretto sanitario.
4) Scadenza Certificato Medico
A parziale modifica del punto 7.6 della Circolare n. 3 e s.m.i. e del punto 2.7.7 della MI.SA. n. 8, il Certificato Medico sarà valido sei mesi dalla data
di rilascio, pertanto le richieste di rilascio/rinnovo di patente non saranno accettate dopo tale termine
5) comunicato Medico “D” e Comunicazione Esito Accertamento Sanitario “E”
A parziale modifica della nota prot. n. 16152 del 15/05/2012 si allega alla presente il modello di Certificato Medico (Allegato D) ed il nuovo modello di Comunicazione Esito Accertamento Sanitario (Allegato E), che dovranno essere trasmessi rispettivamente al Comando di appartenenza in forma riservata
e all’ufficio preposto al rilascio/rinnovo della patente (D.C.F. - Areu III Pianificazione e Controllo della Formazione o Direzione Regionale).
6) Prescrizione “ Obbligo di Lenti con esclusione lenti a contatto
Si precisa che in caso di rinnovo/rilascio di patente con “obbligo di lenti”, l’operatore in fase di inserimento dati dovrà inserire esclusivamente la prescrizione ‘“MO - Obbligo di usare le lenti con esclusione di lenti a contatto”, come indicato nella Direttiva tecnico-sanitaria elabomta dall’Ufficio Sanitario.
7) Patente Limitata “L” con esclusione della guida in servizio di soccorso eprescrizione “obbligo lenti”
In considerazione dell’aggiornamento dei requisiti attuato con le nuove disposizioni, il personale attualmente in possesso di patente limitata “L” con
prescrizione “obbligo di lenti”, potrà essere sottoposto a nuovo accertamento medico per la verifica del possesso dei requisiti psico-fisici al fine dell’ottenimento
dell’abilitazione senza limitazione.
A discrezione del Dirigente, l’accertamento medico può essere effettuato anche prima della naturale scadenza della patente.
IL DIRETTORE CENTRALE
AGRESTA
12 15 art 599 flaim:Layout 1
14-08-2012
8:44
Pagina 12
INTERVISTE
POMPIERI DEL TRENTINO
PARALLELI ALLA SOCIETÀ
CHE SI EVOLVE
Alberto Flaim, presidente della Federazione dei Corpi
Vigili del Fuoco Volontari della Provincia di Trento,
ha rilasciato una breve intervista al nostro direttore
che si trovava in Trentino per un convegno.
a cura della redazione
12
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
12 15 art 599 flaim:Layout 1
14-08-2012
8:44
Pagina 13
INTERVISTE
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
13
12 15 art 599 flaim:Layout 1
14-08-2012
8:44
Pagina 14
INTERVISTE
ta
aerea
antincendio
dal
Dipartimento della Protezione
Civile, a quello dei Vigili del Fuoco,
sa molto di ennesimo tentativo di
centralizzazione.
Chissà, forse i miei figli, se non i
nipoti, riusciranno a vedere un
Corpo dei Pompieri “decentrato”
con presidi volontari distribuiti
seguendo criteri di “prossimità”…ma parliamo di calamità:
quando ci fu il terremoto de
LʼAquila, interveniste subito in
forze, come mai stavolta il vostro
intervento si limita al “salvataggio” delle forme di Parmigiano
Reggiano?
Presidente, ogni qualvolta vengo invitato ad una
vostra manifestazione, torno a casa ricaricato di
positività ma, nel contempo, me ne vado con lʼamaro in bocca. Crede sia possibile esportare il vostro
capillare sistema di soccorso, basato sul volontariato puro e locale, nel resto della penisola?
Guarda direttore, il sistema che vedi - con le casermette in tutti i comuni della provincia - è una realtà che ci
siamo ritrovati, non abbiamo inventato nulla di nuovo. Bene hanno
fatto i nostri padri e noi facciamo
“solo” in modo di non disperdere
questo patrimonio.
Sulla “esportabilità” sono scettico,
non puoi cambiare il modo di pensare della gente dalla sera alla mattina; quantomeno non lo vedo come
un progetto a breve termine, la strada è tutta in salita. Anche se, nellʼottica dʼuno sviluppo del volontariato
VVF, “pescherei” dagli A.I.B.
(Volontari Antincendio Boschivo), in
diversi casi ragazzi molto preparati
che, in fondo, sono dei “pompieri
mancati” (cioè, se nel proprio paese
ci fossero stati i VVF volontari si
sarebbero aggregati a questi gruppi
fin da subito).
Restando in tema dʼincendi di
bosco, anche il passaggio della flot-
14
Il presidente della Regione Emilia
Romagna, Vasco Errani, ha ragionato così: “Finché ce la faccio, mi
arrangio con le mie risorse, se non
dovessi riuscirci, chiederò aiuto alle altre regioni.”. Se ci
rifletti, direttore, non è un discorso sbagliato.
In merito al Parmigiano, noi ci siamo assunti questa piccola fetta di lavoro in aiuto ai produttori locali di Rolo e
Reggio Emilia: nelle prime due settimane di trasferta
avevamo già movimentato 105.000 forme.
Eʼ un lavoro difficile, pesante? In cosa consiste con
esattezza?
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
12 15 art 599 flaim:Layout 1
14-08-2012
8:44
Pagina 15
INTERVISTE
Si avvicendano una media di 70
uomini a contingente e lavorano nei
magazzini per una settimana, ma
stiamo pensando di ridurre i turni, i
nostri ragazzi cenano e vanno a
letto esausti. Ogni forma pesa 40
Kg, il caldo ha fatto trasudare il formaggio e lʼha reso particolarmente
viscido, è un lavoro faticoso e scomodo. Abbiamo inviato la “cassa
crolli”, alcuni autocarri con braccio
meccanico e carrelli elevatori muniti
di piattaforme. Con le pinze idrauliche vengono tranciate le strutture
delle scaffalature crollate e poi, una
volta in sicurezza, si portano fuori le
forme ancora salvabili; tra lʼaltro
bisogna fare in fretta perché cʼè
molto caldo e gli impianti di refrigerazione sono saltati.
Vi siete appoggiati alla logistica
della ProCiv locale? Vi occuperete solo di formaggi questa volta? In Abruzzo avevate fatto un lavoro di carpenteria in legno (per i puntellamenti) da far invidia a qualunque professionista
del settore.
Questʼanno siamo andati in Emilia con una gestione
totalmente nostra, anche dal punto di vista logistico.
Tendopoli e cucine sono state allestite dai nostri bravi
Nu.Vol.A. (Nuclei Volontari Alpini – costola trentina
dellʼA.N.A.). Non solo formaggi, il Comune di San Felice
Sul Panaro ha richiesto il nostro supporto per la messa
in sicurezza dʼuna pubblica via (rimozione tegolato pericolante e puntellamenti in legno). A coordinare il lavoro
dei nostri VVF volontari in loco sono gli ispettori distrettuali che turnano insieme ai ragazzi.
Con lʼistituzione della “Scuola Antincendi” della
“Federazione dei Corpi VVF Volontari”, vi siete
appoggiati alla S.F.O. di Montelibretti (Corpo
Nazionale, Ministero) per istruire i futuri istruttori del
“Corso Base”. Come mai non la Scuola Provinciale
Antincendi di Vilpiano (BZ) – valida e già utilizzata in
altre occasioni – che, tra lʼaltro è più vicina a Trento
di quanto non sia Roma? Comunque ho saputo che
i suoi pompieri, presidente, hanno fatto un figurone
in capitale!
Vedi direttore, se non si fanno passi importanti, è difficile crescere; e noi desideriamo migliorare. Siamo andati
a Montelibretti perché era giusto guardarsi intorno,
conoscere la “tecnica formativa” oltre che la “tecnica
pompieristica”. Vero è che i nostri aspiranti istruttori, a
Roma, avevano un tutor dʼeccezione come Valentino
Graiff (già CR permanente/istruttore prof.le c/o Corpo
Permanente di TN, ora formatore e VF volontario nel
Corpo di Tassullo) che ha saputo trarre il meglio e dalle
strutture romane e dagli stessi istruttori della S.F.O.
Poi, sinceramente, credo sia corretto anche per noi che
siamo “autonomi” mantenere dei buoni rapporti col
Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, se non altro perché lʼobiettivo è comune: soccorso alle persone, salvaguardia dei beni, tutela dellʼambiente.
In Trentino avete un “sistema di soccorso tecnico
antincendi” che sfiora la perfezione, è ancora
migliorabile? Quali sono i prossimi passi?
- Formazione e ancora formazione, questo è lʼobiettivo
futuro, bisogna lavorare ancora sullʼistruzione dei nostri
pompieri volontari: la ventilazione e le tecniche per
aggredire lʼincendio con tutte le forze disponibili per
esempio, al fine di salvare le persone e salvaguardare i
nostri centri abitati.
- Poi i piani dʼallertamento (quali risorse inviare su una
determinata tipologia dʼintervento, fin dalla richiesta
telefonica di soccorso NdR), sta lavorandovi con grande
impegno
Matteo
(lʼispettore
Distrettuale
di
Mezzolombardo, Cattani NdR).
Non siamo più il Trentino di 50 anni fa: cambia la
società, cambiano le esigenze e bisogna muovere passi
per far si dʼessere paralleli alla società che si evolve.
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
15
16 23 art 605 manfredi:Layout 1
29-08-2012
V O L O N TA R I AT O
13:04
DI
Pagina 16
P. C .
VOLONTARIATO DI PROTEZIONE CIVILE
OTTO PILASTRI DI
UNA NUOVA LEGGE
(REPETITA
16
IUVANT) a cura del Generale Luigi Manfredi (*)
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
16 23 art 605 manfredi:Layout 1
29-08-2012
13:04
Pagina 17
V O L O N TA R I AT O
DI
P. C .
Una legge che vada a disciplinare le caratteristiche
e le capacità specifiche individuali e collettive che
sono richieste nei settori tipici della protezione civile.
La creazione di unʼAutorità unica, che impartisca le
necessarie disposizioni sullʼintervento, ma anche un
Impiego strettamente connesso con le capacità in
relazione alle esigenze. Una formazione che sia
“assistita e aiutata” e non lasciata soltanto a cura
delle stesse associazioni. Andrebbero poi censite
le “specializzazioni” (e le attrezzature) dei gruppi
– anche in base alla morfologia del territorio e quindi
al tipo di rischio – onde evitare ridondanze e carenze.
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
17
16 23 art 605 manfredi:Layout 1
29-08-2012
13:04
Pagina 18
volontariato di protezione
civile continua ad essere
uno degli argomenti di
importanza determinante nel sistema nazionale di protezione civile. Eʼ
convinzione ormai universalmente
condivisa che il volontariato di
Protezione civile, così come quello
sociale, sia una componente indispensabile per affrontare i piccoli e
grandi eventi calamitosi. A causa
della loro indeterminatezza e della
loro possibile estensione temporale
e spaziale, non possono essere
affrontati con le sole forze istituzionali permanenti specifiche (i vigili
del fuoco) e quelle istituzionali con
compiti
complementari
di
Protezione civile. Le Forze armate,
ormai ridotte allʼessenziale per compiti di difesa e di peace keeping,
non sono più in grado di contribuire
come un tempo alle grandi emergenze di protezione
civile e, tanto meno, ad attività di previsione e prevenzione.
IL
Oggi, nel 2012, abbiamo raggiunto un livello di preparazione e di organizzazione ottimale del volontariato di
protezione civile? Ho riletto quanto scrissi in merito sul
portale di ISPRO nel 2008. A distanza di 4 anni è cambiato qualcosa? Sono stati eliminati i difetti che riscontrai allora? Usando un termine prudenziale ed eufemistico, mi pare che ci siano ancora margini di miglioramento.
ISPRO lavorò anni orsono ad un lodevole censimento
del volontariato di protezione civile in Italia e i primi risultati, noti nel 2008, furono perlomeno sconcertanti: non
cʼerano ruolini ufficiali in molte regioni, esistevano
aggregazioni con specializzazioni le più disparate e talvolta senza attinenza alla protezione civile, esisteva una
sovrabbondanza di talune specializzazioni e scarseggiavano o mancavano altre assolutamente necessarie,
molte associazioni non erano raggiungibili in tempi brevi
(telefono, fax o posta elettronica), ecc.
Il volontariato di protezione civile si muove e opera tuttora tra enormi difficoltà, fortunatamente non in tutte le
regioni, ricco di buona volontà e di professionalità ma
senza un inquadramento normativo adeguato e, troppo
spesso, senza aiuti da parte di quelle pubbliche
Amministrazioni che non ne apprezzano il contributo
determinante, se non in occasione di un evento calamitoso, e se ne dimenticano quando cessa lʼemergenza.
18
Non nascondiamoci che è necessario fare finalmente un
salto di qualità generalizzato nella formazione e nellʼutilizzazione del volontariato di protezione civile. Sʼimpone,
però, per perseguire questo obiettivo, un approccio al
problema sistematico e scientifico, che muova da unʼindagine sotto il profilo sociale e psicologico del volontariato stesso. Occorre, con uno studio
pragmatico della fenomenologia delle grandi e piccole calamità e una valutazione concreta delle esigenze e delle
risorse disponibili, giungere a mettere in evidenza che
cosa si
deve ancora
fare per aiutare il volontariato che ha
dato molto,
ma finora ha
avuto poco.
Non mi è apparso, pertanto,
superfluo riproporre ai lettori della
rivista “VFV Tecnica
Antincendio e
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
16 23 art 605 manfredi:Layout 1
29-08-2012
13:04
Pagina 19
no la loro attività gratuitamente a
favore del prossimo, spesso con
una passione superiore a quella con
la quale affrontano il proprio lavoro
e che non creano problemi di luogo
e di tempo quando scatta lʼallarme?
Quali sono le motivazioni che le animano?
Protezione Civile” le argomentazioni che pubblicai allora. I romani sostenevano, infatti, saggiamente che repetita iuvant.
Partiamo con il piede giusto e domandiamoci, prima di
tutto, che cosʼè il volontariato. In una collettività come
quella occidentale, tesa al profitto e a unʼalta qualità
della
vita,
quindi
sostanzialmente
egoistica, dove il
senso
dello
Stato lascia a
desiderare e
dove lʼambito della solidarietà non
va in genere oltre i
confini
della fami
glia, il
volontariato sociale e
di protezione
civile è una ricchezza che merita prima di
tutto un approfondimento sociologico e psicologico.
Perché in una società che vuole abolire
tutto ciò che è obbligatorio e che aspira a ogni possibile
agevolazione personale, esistono persone che dedica-
Non si può impiegare al meglio il
volontariato se non se ne conoscono pregi e difetti, se non se ne valutano le similitudini, ma anche le differenze, rispetto allʼoperatore di professione e, prima di tutto, se non se
ne comprende lo spirito e la psicologia. Per apprezzare la funzione del
volontariato nella protezione civile
dovremmo inoltre conoscere meglio
la teoria e la pratica del complesso
sistema della Protezione civile stessa, che sono ancora mal conosciute
non solo dal grande pubblico ma, purtroppo, anche da
molti responsabili istituzionali nelle Amministrazioni
regionali e locali.
Che cosa ci attendiamo dal volontariato? Una migliore
conoscenza degli aspetti caratteristici del volontariato
consentirebbe di valorizzarlo e utilizzarlo meglio. In altri
termini, è necessario preventivamente capire la vera
essenza psicologica e sociale del volontario.
Unʼindagine approfondita del genere, fino ad ora, non è
stata ancora condotta, perché ci si è prevalentemente
interessati degli aspetti organizzativi e logistici del volontariato. Lʼanalisi non è, infatti, fine a se stessa. Essa è
indispensabile per capire quali sono le soluzioni migliori
dei problemi connessi con la promozione, il reclutamento, lʼequipaggiamento, lʼaddestramento, lʼimpiego, le
garanzie e il rimborso spese dei volontari.
Sono i quesiti principali, ma sicuramente non gli unici,
che ci dobbiamo porre e ai quali è necessario dare una
risposta, con il contributo di tutti coloro che hanno a
cuore il volontariato, per meglio capire e utilizzare lʼenorme potenziale umano che, con grande generosità,
ma spesso solo con quella, desidera essere dʼaiuto a chi
è in difficoltà o soffre. Ci sono ancora troppe lacune che
possono e devono essere colmate.
In tema di organizzazione generale, esiste il
(1)
“Regolamento per il volontariato di protezione civile”
che disciplina i rapporti tra le associazioni e lo Stato ma
non i rapporti tra le stesse e le Regioni o
Amministrazioni locali. Ciò è corretto trattandosi di un
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
19
16 23 art 605 manfredi:Layout 1
29-08-2012
13:04
Pagina 20
regolamento a livello nazionale, ma è indubbio che
sarebbe auspicabile una legge quadro che disciplini
compiutamente diritti e doveri dei volontari di protezione
civile, a tutti i livelli. Eʼ necessario, infatti, favorire lʼassociazionismo, il reclutamento, la formazione, lʼimpiego e
le garanzie giuridiche e assicurative. Del resto, in molti
settori le procedure adottate sono state già modificate
rispetto a quanto prescrive il regolamento.
Sono ad esempio ancora marcate le differenze tra Regione e
Regione, particolarmente fastidiose per le
associazioni che hanno diffusione nazionale. Eʼ altresì fuorviante e motivo di confusione il permanere di
norme che sono talvolta in contrasto tra di loro (2).
Dʼaltro canto lʼesigenza di leggi e
regolamenti onnicomprensivi,
semplici, senza rimandi o riferimenti ad altre norme in parte
abrogate, in parte valide, è un
sogno comune per tutte
le materie. Essa è particolarmente sentita
nel campo della protezione civile, ove
dovrebbero fare premio la semplicità e la
delle
concretezza
disposizioni, perché si
opera in condizioni di
emergenza. Entrando
più approfonditamente
in argomento, quali
sono dunque gli aspetti
del volontariato di protezione civile, che dovrebbero
essere meglio definiti e disciplinati? Credo
che possano essere individuati come otto
pilastri di una auspicabile futura legge.
Il primo pilastro dovrebbe essere un quadro di riferimento chiaro e inequivocabile che definisca non solo
che cosa sia il volontario di protezione civile, ma anche
semplifichi le varie possibili forme di aggregazione e
conseguentemente lʼAmministrazione di riferimento. La
legge dovrebbe, inoltre, disciplinare le caratteristiche e
le capacità specifiche individuali e collettive che sono
richieste nei settori tipici della protezione civile, sotto i
profili della previsione e programmazione, della pianificazione e dellʼorganizzazione sia delle attività di prevenzione sia dei soccorsi in emergenza.
Sempre sotto il punto di vista di una corretta definizione
del volontario e della formazione nellʼambito
della quale opera, appare necessario uno specifico riferimento alle varie possibili specializzazioni che sono richieste nelle attività di protezione civile. Tra di esse si possono citare, a
titolo dʼesempio, sanità, servizio antincendio, speleologica, recupero
e salvataggio in acqua,
comunicazioni,
logistica
generale, sicurezza antisismica, direzione del traffico, ecc.
Eʼ perciò indispensabile che in ogni regione sia
predisposta unʼindagine conoscitiva per individuare quali siano i rischi sul territorio e, conseguentemente, quali siano le specializzazioni volontarie di cui la regione ha bisogno. Una siffatta classificazione consentirà non solo una corretta registrazione delle formazioni
volontarie a livello locale, regionale e nazionale, ma soprattutto
un impiego delle
stesse
con
caratteristiche
di professionalità ed efficienza. Va da
sé che lʼiscrizione
nei “registri” o “elenchi” o “ruolini”, ai vari
livelli, debba essere semplificata al massimo. Resta
ovviamente ferma la necessità di controllo da parte
dellʼAutorità competente di protezione civile con lʼeventuale coraggiosa radiazione nei confronti delle formazioni inadempienti. Per inciso, anche il proliferare della terminologia non aiuta certo chi si vuol muovere nelle giungle burocratiche delle varie Amministrazioni.
1 Regolamento di attuazione dellʼart. 18 della Legge 225/24.02.1992, emanato con DPR 613 del 21.09.1994 e successivamente abrogato con
DPR n. 194 dellʼ8 febbraio 2001, che contiene il regolamento tuttora valido per il volontariato di protezione civile.
2 Il decreto del Presidente della Repubblica 6 febbraio 1981, n. 66 che prevede i i ruolini prefettizi, oppure la legge 11 agosto 1991, n. 266, recan-
te norme quadro sul volontariato, oppure la legge 25 settembre 1996, n. 496, recante norme in merito alla partecipazione delle organizzazioni di
volontariato alle attività di protezione civile.
20
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
16 23 art 605 manfredi:Layout 1
29-08-2012
13:04
Pagina 21
Il secondo pilastro riguarda lʼutilizzazione stessa
del volontariato. Non è infrequente, infatti, che i
volontari non sappiano a chi riferirsi, siano costretti
a scegliersi gli obiettivi dʼintervento, siano sovrabbondanti o carenti per difetto di direttive. Lʼimpiego
specializzazione. Conseguentemente la sua formazione, senza peraltro intaccare il principio base del
libero e volontario associazionismo, deve essere
assistita e aiutata e non lasciata a cura delle associazioni stesse cui sono semplicemente concessi qualche contributo e la gentile presenza del-
lʼassessore di turno
alle
manifestazioni,
come troppo spesso
succede.
delle formazioni volontarie dovrebbe quindi essere disciplinato secondo due criteri principali, quello dellʼ
Autorità unica, che impartisca le necessarie disposizioni per lʼintervento, e quello dellʼImpiego strettamente connesso con le capacità in relazione alle
esigenze. Sempre sotto questo profilo, il regolamento dovrebbe inoltre valorizzare maggiormente
le capacità delle formazioni di volontariato per
quelle attività, come la programmazione nel
campo della prevenzione o la pianificazione nel
settore dellʼintervento oppure la formazione nelle
scuole. Ancor oggi marginalmente impiegati,
mentre potrebbero essere utilissime per coprire
le lacune soprattutto delle Amministrazioni locali
in quei settori.
Il terzo pilastro della futura legge dovrebbe essere una
radicale revisione migliorativa delle garanzie per il
volontario. Il volontariato è, infatti, una delle espressioni
più qualificanti della società moderna, ma la pubblica
Amministrazione non sempre ha affrontato con la dovuta convinzione e sollecitudine lʼesigenza per il volontario, che interviene gratuitamente, di avere adeguate
garanzie giuridiche, assicurative, occupazionali e di sollecito rimborso delle spese sostenute. Sul piano normativo non siamo allʼanno zero, ma ci sono ampi spazi di
miglioramento in tutti questi settori, affinché non siano
frustrate e demotivate le grandi potenzialità del volontariato.
Un quarto pilastro riguarda la formazione del volontario, che dovrebbe essere posta allʼattenzione dello Stato
e delle Regioni con unʼelevata priorità. Non ci sono
ormai più dubbi che il volontariato di protezione civile sia
indispensabile per la gestione delle emergenze e da
esso si richiedono sempre maggiore professionalità e
Un quinto pilastro
importante riguarda le
dotazioni tecniche. Oggi si
ottengono risultati soddisfacenti
nellʼorganizzazione dei soccorsi soltanto se si dispone di idoneo equipaggiamento e
di valide e moderne attrezzature, che non solo
sono scarse ma altresì lasciate alla discrezione
delle singole associazioni. Attualmente lo Stato e le
Regioni possono concedere contributi a tali scopi,
ma le risorse a disposizione sono esigue, se confrontate con le esigenze di quasi un milione e mezzo
di operatori attivi. Si aggiunga, inoltre, che è previsto
un criterio selettivo che premia chi è stato in grado di
presentare le richieste in modo burocraticamente corretto e in tempo utile. Non esiste il criterio di prediligere quelle associazioni che ne hanno più bisogno o sono
più meritevoli. Al tema delle modalità di concessione di
contributi alle associazioni di volontariato di protezione
civile il Regolamento (D.P.R. 8 febbraio 2001, n. 194)
dedica ben sette articoli su diciassette e ciò starebbe a
significare la grande importanza che la norma gli attribuisce. Il risultato è abbastanza deludente, perché i contributi sono assegnati sulla base di una disponibilità
annuale assolutamente insufficiente, con criteri eccessivamente burocratici e in percentuale ridotta al di sotto
del cinquanta percento rispetto alle esigenze prospettate. I criteri in tema di concessione di contributi che si
auspicano per ottimizzare lʼaiuto dello Stato e delle
Regioni, dovrebbero essere basati, invece, su unʼindagine di merito, di specializzazione delle singole formazioni volontarie e di validità delle attrezzature richieste. In
altri e più chiari termini, unʼassociazione è utile solo se è
addestrata e se ha anche le attrezzature idonee per lʼintervento richiesto, altrimenti è soltanto di peso. Anche
sotto lʼaspetto burocratico, la concessione dei contributi
potrebbe essere semplificata e snellita, peraltro contestualmente alla predisposizione di accertamenti preventivi e controlli successivi che la Pubblica
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
21
16 23 art 605 manfredi:Layout 1
29-08-2012
13:04
Pagina 22
Amministrazione dovrebbe obbligatoriamente fare.
Un sesto pilastro riguarda i rimborsi delle spese sostenute nelle attività di protezione civile e i rimborsi ai datori di lavoro degli emolumenti versati ai lavoratori. Anche
in questo campo spesso i ritardi sono eccessivi e le procedure defatiganti.
Il settimo pilastro dovrebbe riguardare la rivalutazione
della rappresentatività delle associazioni nellʼambito
delle strutture istituzionali di protezione civile. Il problema si pone a livello centrale, ove opera il Comitato
nazionale del volontariato di protezione civile, ma anche
a livello regionale. Pluralità, diffusione, esigenze multiformi e professionalità raggiunte dalle associazioni di
volontariato sono ormai così elevate che sarebbe veramente un errore non avvalersi di un organismo di coordinamento sia a livello centrale sia regionale, pur salvaguardando le competenze istituzionali di chi ha la
responsabilità politica e tecnica in tema di protezione
civile ai vari livelli. Le competenze dei predetti Comitati,
del resto elettivi, non possono essere limitate alla sola
consulenza generica nei confronti delle Autorità istituzionali, ma a loro si può e si deve chiedere di essere anche
i portatori degli interessi delle associazioni che rappresentano e, inoltre, i portavoce degli intendimenti
dellʼAutorità nei confronti delle stesse associazioni.
22
Infine un ultimo pilastro, lʼottavo, della nuova legge
che immagino. Eʼ assolutamente necessario ridisegnare
il rapporto stesso tra Pubblica Amministrazione e
Volontariato, che non può continuare a essere attivato
soltanto in occasione delle emergenze. La costante
conoscenza reciproca, lʼattenzione continua, non solo
da parte delle Associazioni stesse ma, altresì, da parte
delle Autorità di protezione civile, alle condizioni logistiche, di addestramento, di specializzazione e di efficienza in previsione dellʼimpiego dei volontari, sono presupposti essenziali ai fini di un coordinato ed efficace impiego del Volontariato.
Lʼattenzione della Pubblica Amministrazione, se si vuole
efficienza ed efficacia, deve essere senza soluzione di
continuità nel tempo, così come avviene nei Corpi armati dello Stato anche in tempo di pace e non solo in tempo
di guerra.
Ho toccato sinteticamente i problemi e le esigenze
essenziali del volontariato di protezione civile. La materia non è esaurita in queste note che desidero concludere ribadendo lʼesigenza di un nuovo rapporto tra
Pubblica Amministrazione e Volontariato.
Si riuscirà in questo intento?
Chi ha responsabilità di governo o parlamentare e ha a
cuore la protezione civile dovrebbe considerarlo un
compito prioritario.
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
16 23 art 605 manfredi:Layout 1
29-08-2012
13:05
Pagina 23
(*) Luigi Manfredi (79 anni) è torinese d’origine,
coniugato, due figli.
Risiede a IMPERIA.
Generale di Corpo d’Armata degli Alpini in congedo
.
Laureato in scienze strategiche, ha compiuto i suoi studi presso
l’Accademia militare di Modena ed ha frequentato la Scuola di
Guerra in Italia ed in Germania.
E’ stato Addetto Militare presso L’Ambasciata d’Italia a Bonn e
Comandante del 4° Corpo d’Armata Alpino.
Già responsabile del Dipartimento per la Protezione civile presso
la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ha condotto studi per la
salvaguardia ecologica della Liguria di Ponente, per il recupero e
la valorizzazione delle antiche mura e fortificazioni di Genova, per
la semplificazione dei rapporti tra la Pubblica Amministrazione e i cittadini, per l’organizzazione delle
attività di soccorso e la lotta antincendio boschivo, per il riordinamento delle Truppe alpine e la migliore
utilizzazione del personale militare.
E’ stato Senatore eletto nella XIII e XIV legislatura.
E’ vicepresidente dell’ISPRO, l’Istituto di Studi e Ricerche sulla Protezione Civile e Difesa Civile presieduto da Giuseppe Zamberletti.
Due parole col nostro direttore
Gentile Generale,
La ringrazio per il Suo scritto che dimostra, innanzitutto, onestà intellettuale. I volontari non
vanno solo lodati quando, sporchi di fango o di polvere, si sono “ritrovati“ sullʼennesima emergenza.
Le chiedo una cosa, secondo Lei si potrà mai arrivare ai “pompieri comunali” (volontari, come in Francia,
Germania ma anche Trentino e Alto Adige) che, oltre a intervenire - nellʼimmediato - in caso di micro/macro calamità, possano occuparsi anche del “soccorso tecnico urgente” (quanto meno in prima istanza e, ovviamente, formati a dovere)?
In Italia i tempi di risposta della macchina VVF superano ancora abbondantemente i 20ʼ...con punte che toccano
le 2 ore. In quanto a numero di VVF volontari rispetto a quelli di ruolo, lʼItalia è fanalino di coda dʼEuropa, superata persino dal Mozambico.
A. A. Mangano
Caro direttore,
per rispondere alla sua importante domanda, sono assolutamente convinto che sia possibile realizzare
quanto lei auspica. Sarebbe, però, necessario avere una classe politica che non pensi soltanto al proprio orticello
elettorale ma abbia il coraggio di imporla.
Ce lʼabbiamo? Penso proprio di no!
Luigi Manfredi.
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
24 29 art forestale:Layout 1
22-08-2012
10:13
Pagina 24
ATTIVITÀ DI PREVENZIONE E CONTRASTO
AGLI INCENDI BOSCHIVI
DATI PROVVISORI
In termini provvisori e di stima, il confronto dei dati statistici relativi al fenomeno degli incendi boschivi, relativamente al periodo 1 gennaio – 12 agosto, con riferimento allʼanno precedente, evidenzia un marcato
aumento del numero degli eventi (circa il 79% in più
di incendi rispetto allʼanno precedente) associato ad un
consistente aumento delle superfici colpite (circa il
104% in più di superficie totale rispetto allʼanno precedente. Rispetto allʼanno 2011 si registra in particolare
un maggiore incremento (+146%) delle superfici boscate rispetto a quelle non boscate (+61%).
Durante il periodo di attenzione invernale e in primavera, a causa delle particolari condizioni climatiche e
dei conseguenti fattori predisponenti sfavorevoli che
hanno interessato alcune Regioni settentrionali
(Lombardia, Liguria, Piemonte, Friuli VG) e centro-meridionali (Toscana, Campania, Calabria, Lazio, Basilicata)
si sono verificati numerosi incendi in più rispetto alla
media del periodo (+130%): questo dà ragione di un
24
dato provvisorio al di sopra della media per queste
Regioni in relazione al periodo.
Complessivamente, con riferimento alla data del 12 agosto 2012 e ferme restando le gravi situazioni registrate
in Sicilia i cui dati non sono ancora quantificabili, le maggiori criticità si riscontrano in Sardegna (805),
Campania (677), Calabria (635), Puglia (560),
Toscana (504) e Lazio (467): in queste Regioni si sono
concentrati ad oggi quasi il 70% del totale degli eventi e delle superfici totali percorse dal fuoco.
Si registra rispetto allʼanno 2011 un lieve aumento della
superficie media (+14%) percorsa dal fuoco per incendio: in valore assoluto essa si attesta a 6,2 ha, un dato
comunque ben al di sotto della media di lungo periodo quarantennale, pari a 12 ha. Questa tendenza, oltre
che ricollegarsi a fattori ambientali e climatici, è un indicatore del progressivo miglioramento dellʼefficienza
dellʼorganizzazione di contrasto.
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
24 29 art forestale:Layout 1
22-08-2012
10:13
Pagina 25
ATTIVITÀ DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO
NEL SETTORE A.I.B.
Il Corpo forestale dello Stato collabora con le Regioni,
che hanno competenza primaria nel campo degli incendi, attraverso Convenzioni e Accordi di Programma
che prevedono lʼimpiego del Corpo in attività di previsione, prevenzione, coordinamento, lotta attiva, partecipazione nelle SOUP (Sale Operative Unificate
Permanenti), rilievo delle superfici percorse dal fuoco.
Il monitoraggio e lʼanalisi del fenomeno è realizzato dal
Corpo forestale dello Stato mediante specifiche procedure informatiche in seno al Sistema Informativo della
Montagna e che consentono lʼaggiornamento del
“Fascicolo Territoriale” costituito per la gestione di
tutte le specifiche informazioni territoriali, funzionali sia
alle attività di polizia che di protezione civile. Attraverso
il fascicolo territoriale viene reso disponibile il sistematico rilievo delle superfici percorse dal fuoco, che può
essere utilizzato dai Comuni per la realizzazione del
catasto delle aree incendiate.
Di fondamentale importanza è lʼattività preventiva attuata con il controllo del territorio e lʼattività investigativa e repressiva che viene portata avanti in autonomia
con personale altamente specializzato e che consente
di individuare le cause di innesco.
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
25
24 29 art forestale:Layout 1
22-08-2012
10:13
Pagina 26
predette strutture sono assegnate
idonee risorse strumentali e personale specializzato del Corpo che
può allʼoccorrenza agire autonomamente ovvero in collaborazione con
le altre componenti della protezione
civile a livello locale e nazionale.
Complessivamente a livello nazionale, il CFS dispone sul territorio di
214 autobotti per le attività AIB.
In quasi tutte le Regioni ad eccezione di quelle a Statuto speciale e
nelle Province autonome, il personale del CFS è impegnato altresì
nelle attività di Direzione delle
Operazioni
di
Spegnimento
(DOS), compito che richiede specifica professionalità ed esperienza
anche per il coordinamento delle
operazioni antincendio boschivo di
aerocooperazione.
Per la segnalazione di emergenze ambientali (tra cui gli
incendi boschivi) è sempre attivo 24 ore al giorno il
numero telefonico di pubblica utilità 1515, che coordina
lʼattività sul territorio di pattuglie specifiche di pronto
intervento. Fino al 10 agosto sono giunte al numero
1515 oltre 52.000 chiamate che hanno portato a circa
13.000 segnalazioni di emergenza, la maggior parte
delle quali (oltre il 65%) sono relative ad incendi boschivi e altre richieste di soccorso.
Il CFS dispone sul territorio nazionale di 15 Centri
Operativi Antincendi Boschivi (COAB), nonché di una
rete di Nuclei operativi speciali e di protezione civile
(NOS), distribuiti in 20 presidi permanenti nelle 15
regioni a statuto ordinario. Eʼ prevista inoltre la possibilità per i Comandi Regionali di istituire nei periodi a maggior rischio ulteriori presidi temporanei allʼuopo attivabili in caso di necessità. Nel corso della Campagna AIB
estate 2012 ne sono stati individuati in totale 25,
distribuiti in 8 Regioni, portando così a 45 il numero
complessivo dei NOS presenti a livello nazionale. Alle
26
Il Corpo forestale dello Stato è
anche costantemente impegnato
per mettere a punto lʼorganizzazione,le azioni, le tecniche e le metodologie più innovative ed efficaci
per contrastare e controllare il fenomeno ed agire in maniera coordinata e sistemica nei vari livelli, da quello centrale a quelli territoriali e locali, in sinergia fra i numerosi soggetti
istituzionali coinvolti. In questo contesto, al fine di offrire
una risposta immediata alle istanze delle aree che ogni
anno vengono flagellate dal fenomeno degli incendi
boschivi, con particolare riguardo al Mezzogiorno
dʼItalia, il Corpo forestale dello Stato ha messo in campo
strumenti tecnologicamente avanzati, in grado di elaborare, in tempi celeri, una notevole quantità di informazioni per il supporto alle decisioni. Dallʼanno 2010 nelle
Regioni Campania, Basilicata, Calabria e Puglia,
sono entrati permanentemente in esercizio i 19 mezzi
speciali (Centrali Operative Mobili, Comandi Stazione
Mobili, Laboratori Mobili) assegnati agli Uffici territoriali
del CFS e realizzati con i fondi europei dellʼObiettivo/1
– PON Sicurezza. Per lʼimpiego dei mezzi speciali sono
state
formate
256
unità
di
personale
dellʼAmministrazione nelle quattro Regioni PONObiettivo1. Nella Direttiva Operativa 2012 è quindi previsto un pieno utilizzo delle attrezzature e del personale
così formato, anche per le attività di presidio del territorio e di monitoraggio durante il periodo critico della corrente campagna AIB estiva.
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
24 29 art forestale:Layout 1
22-08-2012
10:13
Pagina 27
ATTIVITÀ DEL CENTRO OPERATIVO
AEREO DEL CFS
Il Centro Operativo Aereo del CFS, ha in dotazione 35
elicotteri utilizzabili per attività AIB.
In particolare, i 4 elicotteri pesanti Erikson S-64F,
capaci di scaricare sulle fiamme fino a 10.000 litri di
liquido estinguente, sono gestiti dal 2009 in convenzione con il DPC/COAU, utilizzando anche piloti e tecnici
del Corpo forestale dello Stato.
In base alle Convenzioni e agli Accordi di Programma
vigenti con le Regioni a Statuto ordinario, è stato inoltre
definito, a partire dal 2009, lʼimpiego degli elicotteri del
Corpo forestale dello Stato nellʼambito delle flotte aeree
regionali, con il contributo finanziario delle Regioni
medesime per circa 2,5 mln di euro.
I velivoli impiegati in regime di Convenzione nel
2012 sono in totale 12, distribuiti in 7 Regioni.
Grazie a questa sinergia istituzionale tra Enti di Stato
e Regioni si realizza un virtuoso incremento di efficienza ed economicità dellʼintero sistema, consentendo da un lato di dislocare i velivoli nelle aree regionali
più a rischio e dallʼaltro di realizzare un migliore impiego
delle risorse finanziarie pubbliche.
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
27
24 29 art forestale:Layout 1
22-08-2012
10:13
Pagina 28
ATTIVITÀ INVESTIGATIVA DEL CFS
DATI PROVVISORI
Nel corso degli ultimi mesi lʼazione del CFS, attraverso
la competente Divisione 3^, si è concentrata sia nel
campo delle attività di prevenzione che di repressione
del fenomeno degli incendi boschivi.
Considerati gli ottimi risultati conseguiti dallʼattività di
analisi del NIAB, per lʼindividuazione delle aree del
Paese in cui è particolarmente ripetitivo il fenomeno
degli incendi boschivi e dal conseguente supporto operativo messo in atto a partire dalla campagna AIB 2010,
si è ritenuto utile concentrare lo sforzo anche in sede
prevenzione del fenomeno, garantendo nelle regioni del
mezzogiorno dʼItalia, un presidio particolarmente
attento nei periodi di pericolosità degli incendi boschivi
dal 15 luglio al 15 settembre.
Nel settore della repressione del fenomeno, i Comandi
Regionali hanno provveduto per lʼanno 2012, come delineato nella Direttiva Operativa di II livello, ad assicurare
che siano impiegate almeno 2 unità di repertatori e di
investigatori per provincia, coordinati dai nuovi 113
funzionari, recentemente entrati in ruolo il primo
luglio, che sono stati appositamente formati nel
28
corso del biennio addestrativo, con uno speciale
modulo di “Esperto in investigazioni AIB” al fine di
aumentare la capacità di coordinamento info-investigativa dei reparti territoriali, dedicati alle attività
di repressione del reato dʼincendio boschivo.
Il compito di queste pattuglie specializzate è quello di
intervenire su indicazione del personale N.I.A.B. a livello centrale, su richiesta della Centrale Operativa
Regionale o dʼiniziativa, in ausilio ai Comandi Stazione,
per quanto concerne lʼindividuazione dellʼarea dʼinsorgenza dellʼincendio e la conseguente attività di repertazione tecnica e successiva richiesta di accertamenti sul
materiale sottoposto a sequestro penale.
Questa potenziata organizzazione ha consentito, dallʼinizio del corrente anno, con riferimento alla data del 10
agosto, di denunciare a piede libero per il reato di
incendio boschivo, 295 persone e di trarne in arresto 7 in flagranza di reato, con un aumento di oltre il
40% nel numero degli autori identificati del reato in parola, sempre rispetto al stesso periodo dello scorso anno.
Sul totale delle comunicazioni di notizie di reato emesse
finora nel 2012, il 10% è relativo ad eventi dolosi mentre il 90% si riferisce ad eventi colposi.
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
24 29 art forestale:Layout 1
22-08-2012
10:13
Pagina 29
30 31 fossano:Layout 1
23-08-2012
9:24
Pagina 30
e istruzioni per la votazione, la
convocazione formale e lʼatto
di delega per chi non potrà
partecipare, come già avvenuto in
passato, saranno oggetto di una
apposita comunicazione. Vi anticipiamo alcune informazioni di carattere pratico.
L
RAGGIUNGERE FOSSANO
Per chi arriva in autostrada è consigliabile la A6 Torino-Savona con
uscita al casello di Marene o di
Fossano. Uscendo a Fossano percorrere lʼintero raccordo autostradale (circa 6 km) che termina alla grande rotonda posizionata allʼingresso
della città. La sala è ubicata nelle
immediate vicinanze.
FOSSANO (CN)
A OTTOBRE LʼASSEMBLEA
PER IL RINNOVO DELLE
CARICHE ASSOCIATIVE NAZIONALI
La provincia di Cuneo avrà lʼonore di ospitare la
prossima Assemblea della nostra Associazione,
prevista a Fossano per la giornata di sabato 6 ottobre.
Si tratta di un appuntamento importante in quanto si
terranno le elezioni per la formazione del nuovo Consiglio
nazionale nonché le votazioni per lʼapprovazione
del bilancio economico associativo.
30
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
LA SALA PER LʼASSEMBLEA
Il Comune di Fossano, da sempre
vicino alla nostra realtà di volontariato, ha messo a disposizione per
lʼintera giornata (dalle h. 08.00 alle
h. 20.00) la Sala Congressi “Brut e
Bon”, un ampio salone dedicato alla
memoria di un noto artista fossanese, autore tra lʼaltro di una bellissima poesia dialettale - la “Cioca del
feu” – dedicata ai VVF volontari fossanesi.
S
i
trova nella parte bassa della città
(piazza Dompè/Foro Boario) e
dispone di un ampio parcheggio, utilizzabile anche dai camper. Presidio
ecologico camper Area Servizio
AGIP, in Via Regina Elena, allʼuscita
del paese sulla statale per Bra Cervere
CENA E PERNOTTAMENTO
Chi desidera pernottare in città la
notte precedente o successiva
allʼAssemblea può usufruire dellʼapposita convenzione stipulata con il
Dama Hotel (Via Circonvallazione,
10 – 12045 Fossano – tel.
0172/69.18.60 – fax 0172/65.73.43
– [email protected] –
www.damahotelfossano.com) che
prevede le seguenti tariffe preferenziali per lʼANVVFV in pernottamento
e prima colazione:
30 31 fossano:Layout 1
23-08-2012
9:24
Pagina 31
338/852.13.32) che offrirà anche la possibilità di pranzare a buffet alla tariffa particolare di 15 euro (piatti in
plastica, posto a sedere).
Per motivi organizzativi del gestore è richiesta la prenotazione.
Il menù preparato per lʼoccasione prevede:
- antipasti alla piemontese (vitello tonnato, fettina allʼalbese, verdure con bagna caoda, salciccia e funghi, insalata del contadino)
- ravioli al ragù
- bis di dolci
- sono inclusi vino, acqua e caffè
- camera doppia uso singola = 45 euro
- camera doppia/matrimoniale = 65 euro
- camera tripla = euro 85
Visto il numero delle camere legate alla tariffa promozionale riservataci è importante far pervenire allʼhotel la
propria adesione preferibilmente entro il 20 settembre.
Sono garantite queste tariffe anche in altre strutture
alberghiere presenti in Fossano ma
– importante - la prenotazione andrà
sempre e comunque fatta presso il
Dama Hotel che si occuperà della
gestione delle camere.
ATTRAZIONI TURISTICHE
La città di Fossano e i dintorni sono ricchi di attrazioni
turistiche.
Citiamo ad esempio il castello dei Principi di Acaja, le
fortificazioni cinquecentesche e le numerose chiese (la
Cattedrale, le chiese della S.S. Trinità e di S.Filippo)
oppure la vicina Bene Vagienna, bandiera arancione del
Touring Club, conosciuta per gli scavi romani in frazione
Roncaglia.
Chi desiderasse maggiori informazioni può contattare il
locale ufficio turistico consultando i siti www.iatfossanese.com, www.touristlab.it, www.comune.fossano.cn.it
LʼHotel è a Vs disposizione per
suggerirVi eventuali locali per la
cena. Vi segnaliamo comunque il
vicino ristorante/pizzeria Salfood
(via Torquato Tasso 9 – tel.
0172/69.53.49 – www.salfood.it –
aperto dalle h.19.00 alle h.24.00)
che offre sempre un trattamento
particolare ai tesserati dellʼANVVFV.
Si consiglia la prenotazione.
PRANZO DURANTE I LAVORI
A fianco della citata Sala “Brut e
Bon” per lʼintera giornata dei lavori
funzionerà il Bar Ristorante “Da
Lory” (Piazza Dompè, 13 – tel.
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
31
32 35 art 600 erba:Layout 1
28-08-2012
8:10
Pagina 32
D I S TA C C A M E N T I
EUFEMINO D’ARGENTO PER I
POMPIERI VOLONTARI DI ERBA
Alla presenza di autorità civili, militari e a una numerosa rappresentanza della città è stata conferita ai Vigili del Fuoco
Volontari di Erba, la massima benemerenza rilasciata dallʼamministrazione comunale erbese: lʼEufemino dʼargento.
A cura di Glauco Bartesaghi
uestʼanno, oltre ai pompieri
erbesi, hanno ricevuto la benemerenza 4 associazioni di
volontariato e un frate dellʼospedale
Fatebenefratelli di Erba; la serata è
stata allietata da brani musicali cantati
dal coro dellʼUniversità della Terza Età
di Erba.
Presente alla cerimonia S.E. il Prefetto
di Como Dott. Michele Tortora che è
intervenuto compiacendosi per questo
riconoscimento conferito a organizzazioni di volontariato e ne ha rimarcato
la fondamentale opera che svolgono a
favore della comunità.
Erano presenti anche il Commissario
Capo della Polizia di Stato Marco
Grimaldi in rappresentanza del
Questore di Como; il Sottotenente dei
Carabinieri Sabina Ferraris in rappresentanza del Comando di Como e il
Luogotenente Luciano Gallorini della
Stazione Carabinieri di Erba. Poi il
Marescialo
Capo
Domenico
Montenegro della Guardia di Finanza in
rappresentanza del Comando GdF di
Como e il Comandante della Polizia
Locale di Erba Marco Giglio.
Venuto a conoscenza dellʼevento il
Direttore Regionale dei Vigili del Fuoco
della regione Lombardia, Antonio
Monaco, si è complimentato per lʼambito riconoscimento e ha fatto i suoi personali auguri a tutto il personale in servizio e a riposo. Profondo rammarico
ha destato lʼassenza alla serata del
Comandante Provinciale dei Vigili del
Fuoco di Como e o di un suo delegato.
Q
32
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
32 35 art 600 erba:Layout 1
28-08-2012
8:11
Pagina 33
D I S TA C C A M E N T I
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
33
32 35 art 600 erba:Layout 1
28-08-2012
8:11
Pagina 34
D I S TA C C A M E N T I
deceduti per cause di servizio.
Negli anni ʻ50 la sede si trasferì in
via Turati, dove i custodi, che ricevevano le chiamate, azionavano la
sirena posta sul campanile della
chiesa di S. Eufemia. Con i mezzi
Fiat 1100 ELR e una Isotta Fraschini
affrontavano interventi sempre più
impegnativi, lʼacqua era prelevata
dagli idranti e dai fontanili.
Il comando da Antonio Buzzi passò
nel 1964 a Luigi Frigerio. Dal 1965
inizia il lungo comando del geom.
Buzzi Gerolamo figlio di Antonio,
trentun anni per la precisione. Fu
questo un periodo ricco di vicende e
avvenimenti, a partire dalla consegna, finalmente, di una autopompa,
grazie alla protesta dei pompieri e
allʼinteressamento del Sindaco
Bartesaghi. Nel corso di questi 112
anni gli interventi sono stati innumerevoli, per avere un dato:la media di
questi anni si avvicina a 500 interventi annuali.
Attualmente il distaccamento di
Erba è guidato da Ferruccio Miotto,
funzionario tecnico antincendi
volontario, supportato da 7 capi
squadra e 25 vigili del fuoco con competenza su 17
Comuni per unʼarea di circa 97 km2.
Ogni giorno, ogni notte i Vigili del Fuoco Volontari sono
pronti ad intervenire a soccorso di persone, a salvaguardia di beni, a tutela dellʼambiente. La rapidità dʼintervento, la competenza e lʼesperienza acquisita in attività di protezione civile, si sono dimostrate fondamentali nellʼopera di soccorso alle popolazioni colpite da calamità naturali o in occasione di grandi eventi disastrosi.
I Vigili del Fuoco di Erba sono impegnati a fianco dei
bambini dal 1989, da quando cioè Il Corpo Nazionale
dei Vigili del Fuoco ha ricevuto la nomina di
“Ambasciatore di Buona Volontà” da parte del Comitato
Italiano per lʼUnicef.
Una squadra pronta a rispondere alle chiamate di soccorso e a prendere decisioni importanti anche in pochi
secondi, così che ogni intervento sia portato a termine
nel modo migliore. Di certo ognuno di loro porterà nel
proprio cuore la felicità di aver salvato qualcuno e nei
propri occhi le immagini di scene che rivivranno per tutta
la vita.
PROFILO VIGILI
DEL FUOCO VOLONTARI
DI ERBA
Vigili del Fuoco Volontari di Erba fanno parte del
Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, e sono coordinati direttamente dal Comando Provinciale di Como.
Operano sul territorio da 112 anni. I primi documenti a
disposizione portano la data del 22 luglio 1901.
Nellʼanno successivo il Sindaco di Erba Zappa, lʼassessore Gaffuri per Incino e il Sindaco di Crevenna Ballabio
nominano i primi undici pompieri.
A Erba Alta la prima sede, le chiamate dʼintervento avvenivano con il suono delle campane a martello. Negli anni
ʻ30 la direzione fu affidata al colonnello Monti e al Signor
Dino Guida. Alla fine degli anni ʻ30 il “Corpo dei Civici
Pompieri” si trasferisce in via Dante. Alle soglie della
seconda guerra mondiale, il comando del Corpo passa
allʼing. Pozzoli, il quale mise a disposizione una parte
del capannone dove sorgeva la ditta paterna che fabbricava le famose stufe “brianzole”.
Nel 1946, fra i pompieri di Erba si costituì la cooperativa
del “Mutuo Soccorso”. La società per statuto durò dieci
anni e attuava numerose iniziative a favore dei soci in
condizioni di bisogno, nonché ai famigliari dei pompieri
I
34
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
32 35 art 600 erba:Layout 1
28-08-2012
8:11
Pagina 35
D I S TA C C A M E N T I
nche la sezione di Pavia della ANVVFV è stata insignita dʼuna prestigiosa benemerenza provinciale
“...movendo da sentimenti di solidarietà, opera in tutto il territorio provinciale con efficienza e spirito
di abnegazione, dedicandosi alla salvaguardia della sicurezza e dellʼincolumità dellʼintera comunità.”.
A
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
35
36/43 inc strut storiche:Layout 1
TIPOLOGIE
26-08-2012
11:26
Pagina 36
D’INTERVENTO
L’INCENDIO
NELLE STRUTTURE
DI PREGIO STORICO E ARTISTICO
La Federazione dei Corpi Vigili del Fuoco volontari della Provincia
di Trento in collaborazione con il Corpo Nazionale dei Vigli del
Fuoco, Il Servizio Antincendi della P.A.T., lʼOrdine professionale
degli Ingegneri, il Castello del Buonconsiglio, i Vigili del fuoco
volontari dellʼUnione di Mezzolombardo e del Corpo VV.F.VV. di Ton,
ha organizzato un seminario sullʼincendio nelle “strutture tutelate”.
Convegno e particolari manovre antincendio, si sono svolte nella
caratteristica cornice di Castel Thun, maniero visitato da 141mila
persone nel 2010, anno in cui fu riaperto dopo un delicato restauro.
a cura di Antonio Ascanio Mangano
36
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
36/43 inc strut storiche:Layout 1
26-08-2012
11:27
Pagina 37
Quando la salvaguardia dei beni
raggiunge un’importanza notevole,
occorre asportare e conservare
le opere d’arte contenute nei
fabbricati storici.
L'approvvigionamento
idrico: Castel Thun non è
raggiungibile con mezzi
antincendio "pesanti".
(nella foto sopra un
"vascone" di rimando).
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
37
36/43 inc strut storiche:Layout 1
TIPOLOGIE
26-08-2012
11:27
Pagina 38
D’INTERVENTO
ono vivi in tutti noi i concitati
momenti del “salvataggio”
della Sacra Sindone dal
Duomo di Torino avvolto dalle fiamme, mentre dal soffitto piovevano
ettolitri dʼacqua, era la notte tra lʼundici e il dodici aprile del 1987. Nove
anni più tardi le fiamme avevano,
invece, interamente distrutto il Gran
Teatro della Fenice e, nel 2010, era
stata lʼacqua di spegnimento a danneggiare una tela del Tiziano che si
trovava fissata sul soffitto della
Basilica della Salute di Venezia (ne
avevamo parlato su VFV n°6/2010).
Come intervenire quindi in un edificio tutelato, nella malaugurata ipotesi si sviluppi un incendio, quando la
salvaguardia dei beni raggiunge
unʼimportanza notevole? Come limitare al massimo i danni da acqua e
come asportare e conservare le opere dʼarte contenute
nei fabbricati storici.
S
Lʼingegner Bosetti (Direttore dellʼUfficio Prevenzione
Incendi del Corpo Permanente VVF di Trento) ha rimarcato quanto sia notevole lʼimportanza della salvaguardia
dei beni durante lʼintervento in un edificio “tutelato” dalla
Sovrintendenza.
Silvano Zamboni (Castello di Buonconsiglio) ha sottolineato lʼimportanza di formare i vigili del fuoco al trattamento e allʼevacuazione dei beni culturali, dopo il fatto
calamitoso. «I volontari vanno coinvolti e motivati – ha
detto – quando un bene culturale va distrutto, è come
aver perduto uno di famiglia.» (portando lʼesempio de La
Fenice per i veneziani).
Dal maggio 2007, tra lʼaltro, anche in Italia è stata introdotta la possibilità di impiegare lʼapproccio ingegneristico (Fire Safety Engineering) per la progettazione della
sicurezza antincendio degli edifici e delle attività produttive. Questo nuovo approccio risulta particolarmente efficace nella progettazione delle costruzioni prive di norme
tecniche specifiche, nellʼottenimento delle deroghe di
prevenzione incendi, negli interventi sui beni culturali e
sugli edifici complessi. Su questi aspetti hanno relazionato Emanuele Gissi (vicecomandante Comando
Prov.le VVF di Genova), e Giovanni Longobardo
(Direzione Centrale Prevenzione e Sicurezza Tecnica
del CNVVF), questʼultimo ha fatto un apposito studio
sullʼesodo in caso dʼincendio proprio da Castel Thun.
«Castel Thun rappresenta sicuramente unʼinteressante
opportunità per lʼapplicazione di quanto previsto nel DM
38
Interno 9 maggio 2007 - Direttive per lʼattuazione dellʼapproccio ingegneristico alla sicurezza antincendio.» ha detto Longobardo durante il suo intervento.
«Infatti il campo applicativo del Decreto Ministeriale
comprende sia Insediamenti di tipo complesso o a tecnologia avanzata, sia Edifici di particolare rilevanza
architettonica e/o costruttiva, ivi compresi quelli pregevoli per arte o storia o ubicati in ambiti urbanistici di particolare specificità.».
In una prima fase occorre valutare vincoli progettuali
derivanti, in questo particolare caso, da esigenze peculiari dellʼattività, vanno altresì studiate le caratteristiche
degli occupanti in relazione alla tipologia dʼedificio e alla
destinazione dʼuso prevista. Vanno identificati gli “obiettivi di sicurezza antincendio” va garantita la sicurezza
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
36/43 inc strut storiche:Layout 1
26-08-2012
11:27
Pagina 39
TIPOLOGIE
D’INTERVENTO
sicurezza delle squadre di soccorso.
Questi obiettivi coincidono con la
sicurezza antincendio che è orientata alla salvaguardia dellʼincolumità
delle persone ed alla tutela dei beni
e dellʼambiente. Questa dʼaltronde è
la mission del CNVVF e anche dei
Corpi VVF Volontari.
Nel processo dʼindividuazione degli
scenari dʼincendio di progetto, devono essere valutati tutti gli incendi
realisticamente ipotizzabili, scegliendo i più gravosi per lo sviluppo
e la propagazione del fuoco, la conseguente sollecitazione strutturale,
la salvaguardia degli occupanti e la
sicurezza delle squadre di soccorso.
La norma tecnica statunitense
NFPA 101 fornisce utili indicazioni
sugli scenari dʼincendio.
ANCHE GLI OCCUPANTI, CON LE LORO CARATTERISTICHE COMPORTAMENTALI DOVUTE AD ETAʼ,
GENERE, RAZZA, PERSONALITAʼ INDIVIDUALI,
EVENTUALI DISABILITAʼ, FANNO PARTE INTEGRANTE DELLO SCENARIO DI RIFERIMENTO .
degli occupanti e dei soccorritori, occorre inoltre valutare il danno accettabile e le condizioni limite dʼincendio.
Ma quali sono gli obiettivi indicati nella direttiva
CE/89/106:
La capacità portante dellʼopera deve
essere garantita per un periodo di tempo determinato;
La propagazione del fuoco alle opere
vicine deve essere limitata;
Gli occupanti devono essere in grado di
lasciare lʼopera o di essere soccorsi altrimenti;
Deve essere presa in considerazione la
Lʼincendio di progetto
Lʼincendio di progetto è la descrizione quantitativa di un
focolaio previsto allʼinterno di uno scenario di incendio.
Il termine scenario di incendio di progetto indica la
descrizione qualitativa dellʼevoluzione di un incendio
che individua gli eventi chiave che lo caratterizzano e
che lo differenziano dagli altri incendi. Di solito può comprendere le seguenti fasi: innesco, crescita, incendio
pienamente sviluppato, decadimento. In questa fase si
deve anche definire lʼambiente nel quale si sviluppa lʼincendio di progetto ed i sistemi che possono avere impatto sulla sua evoluzione, come ad esempio eventuali
impianti di protezione attiva.
Nella seconda fase occorre dapprima scegliere il
modello di calcolo: Lʼadozione di metodi calcolo sofisticati presuppone ovviamente una particolare competenza nel loro utilizzo, nonché una approfondita conoscenza dei fondamenti teorici che ne sono alla base sia della
fluidodinamica dellʼincendio che delle teorie sullʼesodo
delle persone da ambienti confinati ed in presenza di
incendio.
I modelli di calcolo nellʼingegneria antincendio
I modelli di fluidodinamica computazionale costituiscono
lʼasse portante dellʼapproccio prestazionale ma occorre
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
39
36/43 inc strut storiche:Layout 1
TIPOLOGIE
26-08-2012
11:27
Pagina 40
D’INTERVENTO
Inoltre è necessario ricordare che
anche altre “voci” dellʼingegneria
antincendio sono descritte da
modelli matematici:
•
la resistenza al fuoco delle
strutture;
•
la reazione al fuoco dei materiali;
•
i rivelatori di fumo e calore e le
testine
sprinklers ;
•
gli impianti sprinkler e water
mist;
•
•
in alto:in primo piano l'Ing. Giovanni Longobardo
(Direzione Centrale Prevenzione e Sicurezza
Tecnica del CNVVF). In uniforme, al microfono,
Emanuele Gissi (Direttore Vicedirigente C.do
Prov.le VVF Genova)
Sopra:’ingegner Bosetti (Direttore dell’Ufficio
Prevenzione Incendi del Corpo Permanente VVF
di Trento).
Pagina a fianco: E' importante formare i vigili del
fuoco al trattamento e allʼevacuazione dei beni
culturali, dopo il fatto calamitoso.
precisare che si può anche progettare mediante lʼausilio
degli algoritmi di Fire Dynamics che possono essere
reperiti nella letteratura internazionale. Anzi è consigliabile, sia in fase pre-progettuale che in fase di verifica,
lʼuso di tali algoritmi, di cui è però necessario conoscere
le ipotesi che stanno alla loro base ed i limiti di utilizzo.
40
il comportamento dei vetri;
lʼesodo delle persone.
Nei modelli di simulazione di esodo è necessario caratterizzare la popolazione di individui presenti in termini di
dimensioni medie normalizzate, velocità, lunghezze e
larghezze delle vie di esodo, descrizione dei percorsi
orizzontali e sub-orizzontali (scale), coefficienti di handicap da applicare ad eventuali persone con disabilità ,
definizione degli intervalli di tempo che concorrono a
definire il tempo di evacuazione (tempo di rilevazione,
tempo di allarme, tempo di pre-movimento e tempo di
percorrenza).
«A titolo dʼesempio – ha proseguito Longobardo nel suo
intervento - le persone in movimento, mantengono una
determinata distanza dalle pareti durante lʼesodo (forza
di repulsione). Inoltre, molto influisce la larghezza delle
porte (parrà paradossale ma vi sono “modelli” dove
porte con larghezza inferiore a 70mm non danno luogo
a esodo. Va detto anche che la “densità” gioca un ruolo
importantissimo: 4/5 persone per mq comportano intollerabilità e panico (3,8 sarebbe il limite da non valicare).» .
Ulteriori informazioni importanti riguardano la stima del
tempo di evacuazione totale; in particolare, devono
essere fornite apposite indicazioni per permettere di stimare la valutazione di:
•
il tempo di rilevazione e segnalazione di allarme
incendio che dipende da vari fattori: presenza di un
impianto di rivelazione automatica dʼincendio, criterio di
allarme utilizzato nella centrale di controllo e segnalazione dellʼimpianto, nonché eventuale presenza di ritardo introdotta prima che venga diramata la segnalazione
di allarme, ecc;
•
il tempo di inizio evacuazione e i valori che possono ritenersi accettabili nelle varie circostanze;
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
36/43 inc strut storiche:Layout 1
26-08-2012
11:27
Pagina 41
TIPOLOGIE
D’INTERVENTO
•
il tempo per raggiungere un
luogo sicuro e le sue modalità di calcolo, considerando anche gli eventuali algoritmi che possono utilizzarsi qualora si voglia procedere con
una
semplice
determinazione
manuale.
Nella verifica di un sistema di
evacuazione la variabile che
interessa è il tempo, in particolare quello necessario per raggiungere un luogo sicuro dove
le persone possano fermarsi,
tutelate dagli effetti dellʼincendio; tempo che deve risultare
notevolmente inferiore a quello
in cui si sviluppano le condizioni
di incompatibilità ambientale.
Questi valori vengono identificati nei riferimenti internazionali con i termini di RSET
(Required Safe Escape Time) il primo, e di ASET
(Available Safe Escape Time) il secondo.
La modellizzazione dellʼesodo di Castel Thun
Per le simulazioni di esodo si è usato il software
PathFinder della ThunderHead Engineering che è
ben rappresentativo dei modelli basati sul movimento e che nellʼultima versione prevede anche una
caratterizzazione di ciascuna persona che lo avvicina ai modelli comportamentali.
PathFinder dispone di due opzioni per la descrizione del movimento delle persone (agents):
Il modo SFPE che implementa i concetti di Nelson e Mowrer riportati nel SFPE
Handbook of Fire Protection Engineering: è un
modello di flusso dove le velocità di percorrenza
sono determinate dalla densità degli occupanti
dentro ciascuna stanza ed il flusso attraverso le
porte è controllato dalla larghezza delle stesse;
Il modo Steering che è basato sullʼidea
di comportamento di guida invertita tratto da un
lavoro presentato da Craig Reynolds nel 1999.
Il modello informatico elaborato da Reynolds è
basato su i ʻboidsʼ ed è un modo per simulare i movimenti coordinati visti in stormi di uccelli o pesci. Il
nome “boid” identifica un esempio delle creature
simulate.
Il modello originale si basa su tre comportamenti
distinti:
1- Il comportamento della separazione che è stato
utilizzato per prevenire situazioni in cui i membri del
gruppo che si accalcavano uno sullʼaltro.
2 - Il comportamento dellʼAllineamento che è stato
utilizzato per guidare tutti gli elementi del gruppo in
una direzione comune.
Infine il terzo comportamento, di coesione, serve al
singolo ʻboidʼ per ricavare la sua posizione media in
relazione ad altri “boids” ed ad ostacoli naturali.
Per le simulazioni del castello di Thun è stato usato
il modo Steering.
In PathFinder possono essere creati dei profili ad
hoc per gli occupanti e tali profili possono essere
assegnati a tutti oppure solo ad alcuni, avendo gli
altri occupanti assegnati eventuali altri profili.
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
41
36/43 inc strut storiche:Layout 1
TIPOLOGIE
26-08-2012
11:27
Pagina 42
D’INTERVENTO
Nel caso in esame si è creato un ProfileThun che è così caratterizzato:
Velocità degli occupanti descritto da una funzione di distribuzione del tipo normale standard con:
V media= 1,0 m/s
Limite inferiore = 0,75 m/s
Dev. Standard = 0,25 m/s
Limite superiore=1,25 m/s
Larghezza del dorso descritta da una funzione di tipo uniforme con:
Limite inferiore = 42 cm
Limite superiore= 54 cm
Inoltre è stato creato un comportamento Thun caratterizzato da:
un tempo di pre-movimento descritto da una funzione di distribuzione di tipo uniforme con:
Limite inferiore = 30 s
Limite superiore = 60 s
Si sono adottati tali valori in quanto il Castello di Thun è dotato di un tipo di gestione di livello elevato classificato M1 secondo BS PD 7974-6 ed un sistema di allarme anchʼesso di tipo diffuso e riportato ad una centrale operativa allocata allʼinterno della struttura stessa.
Infine si sono distribuiti i visitatori ai vari piani del castello, tenendo presente le prescrizioni procedurali che
limitano i visitatori totali a 240 unità, distribuiti in non più di 90 persone per piano. Nella simulazione ThunFull
si ha la seguente distribuzione:
Piano 3° - 87 persone
Piano 2° - 58 persone
Piano 1° - 35 persone
Piano T - 50 persone
Con queste ipotesi di progetto la simulazione ha evidenziato un tempo totale di evacuazione pari a 4 minuti e 46 secondi. Il terzo piano è stato lasciato dallʼultima persona dopo 207 secondi.
. Nella simulazione ThunPT si è invece ipotizzato un affollamento notevole solo al Piano Terra ed al 1°
Piano, per un totale di 103 persone.
Con queste ipotesi di progetto la simulazione ha evidenziato un tempo totale di evacuazione pari a 116
secondi che però devono essere ben correlati con la
simulazione dʼincendio che prevede il focolaio dʼinnesco al piano seminterrato. Infatti, poiché si sono
evidenziate delle criticità in questo scenario, occorrerà indagare meglio sullʼinterazione con i prodotti
gassosi dellʼincendio.
Ma se Pathfinder è un software “proprietario”, esistono
applicativi “opensource” molto validi ai fini della progettazione FSE (Fire Safety Engineering). FDS, versione 5
– ad esempio - è un modello di “fluidodinamica computazionale” di un flusso alimentato col fuoco. Il modello
42
In occasione del seminario, è stata anche
proposta una manovra d'incendio con
attrezzature ed equipaggiamenti d'epoca.
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
36/43 inc strut storiche:Layout 1
26-08-2012
11:27
Pagina 43
TIPOLOGIE
risolve numericamente una serie di
equazioni Navier-stokes adatte per
un flusso a velocità bassa, alimentato termicamente, mettendo in evidenza fumo e calore prodotti dallʼincendio.
Nella soluzione parziale delle equazioni di conservazione di massa,
tempo ed energia sono approssimate come differenze finite e la soluzione è aggiornata nel tempo su una
griglia a 3 dimensioni lineari. La
radiazione termica è calcolata usando una tecnica a volume definito
sulla stessa griglia del flusso solutore.
D’INTERVENTO
Utilizzati "mini-sistemi"
ad acqua/schiuma compresse, in dotazione ai
Corpi VVF Volontari della
Val di Non, e testato un
sistema per la protezione
della respirazione a lunga
autonomia.
Le particelle “lagrangiane”(1) sono
utilizzate per simulare il movimento
del fumo, lo scarico degli “splinkler”
e gli “spruzzi” di combustibile.
Smokeview, invece, è un programma associato a FDS che produce
immagini
e
“animazioni
Smokeviewed” dei risultati.
Smokeview è capace di visualizzare
fuoco e fumo in maniera corretta e
realistica. Per via dei suoi “renderings” tridimensionali, Smokeview è
una parte integrale del modello fisico poiché permette di valutare la
visibilità allʼinterno dʼun compartimento incendiato in modi che i tradizionali software non riescono a fare.
Sebbene nessuna parte del kit
FDS/Smokeview sia stata adottata
dal NIST (National Institute of
Standards and Technology) ci sono
molte componenti aggiuntive al FDS
– sviluppate da terze parti - sia disponibili commercialmente sia detenute da privati. La prima versione del
FDS è stata rilasciata nel 2000.
[1] In matematica e fisica, ed in generale nel calcolo delle variazioni,
l'equazione di Eulero-Lagrange, anche detta equazione di Eulero o
equazione di Lagrange, è un'equazione differenziale la cui soluzione è
tale da essere un punto stazionario per un dato funzionale.
L'equazione è stata formulata da Leonhard Euler e Joseph Louis
Lagrange nel XVIII secolo. (fonte: Wikipedia)
Tra le fonti:
“Materiali del seminario” elaborati da Ing. Giovanni Longobardo
(Direzione Centrale Prevenzione e Sicurezza Tecnica del CNVVF
Area V – Protezione passiva)
“An introduction to Fire Simulation with FDS and Smokeview” autore
Ing. Emanuele Gissi (Direttore Vicedirigente C.do Prov.le VVF
Genova)
Si ringraziano: i relatori per il materiale fornito e per la
disponibilità; il Corpo Vigili del Fuoco Volontari di Ton,
lʼUnione Distrettuale di Mezzolombardo e la
Federazione dei Corpi VVF Volontari della Provincia
Autonoma di Trento, per il supporto fornito e per la cordiale ospitalità.
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
43
44 47 articolo 603 thun storia:Layout 1
29-08-2012
13:07
Pagina 44
CASTEL THUN
SCRIGNO
PREZIOSO D ’ ARTE E DI STORIA
Un lungo e peculiare lavoro di restauri ha reso possibile la sua visione
attuale, rendendo questo imponente castello unʼopera corale.
dal nostro inviato
44
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
44 47 articolo 603 thun storia:Layout 1
29-08-2012
13:08
Pagina 45
ANTICHE DIMORE
La vista, all'imbrunire, da dentro le mura.
Il cantinone
La vecchia cucina
La stanza del Vescovo
Il castello si poggia su un colle boscato
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
45
44 47 articolo 603 thun storia:Layout 1
29-08-2012
13:08
Pagina 46
piano primo fuori terra: nel 2001 si
diede quindi inizio ai lavori di “deumidificazione” delle murature e risanamento degli intonaci degradati
dallʼumidità. Venne creato un cunicolo aerato perimetrale ed installato
un impianto funzionante per elettroosmosi.
el 1992 la Provincia Autonoma di Trento acquisì
Castel Thun, inclusi arredi e una parte importante dellʼarchivio della famiglia Thun. Il castello fu
affidato alla direzione del Museo del Castello del
Buonconsiglio, di cui divenne quarta sede e fu quindi
oggetto dʼuna serie dʼinterventi: la conservazione della
costruzione, lʼindividuazione e la valorizzazione di mobilie e suppellettili, nonché la reintegrazione delle dotazioni disperse. Ovviamente occorse adeguare la struttura
alle norme vigenti, al fine dʼagevolarne la visita.
Il Castello del Buonconsiglio lavorò in piena sinergia con
le Soprintendenze provinciali (storico/artistiche; archivistiche; architettoniche). Un cantiere straordinario dove
ogni scelta poneva a confronto esigenze, conoscenze e
sensibilità diverse, unʼopera corale.
N
travi e riparazioni.
Il Castello è raggiungibile a piedi attraverso un breve
sentiero nel bosco, questʼanno sono previsti il restauro
del “cantinone” (spazio freschissimo dove sʼè tenuto il
seminario antincendi) ed il restauro delle facciate.
Il colonnato ed il cortile interno. con il pozzo
Lʼapertura al pubblico segnò un importante traguardo: il
visitatore si ritrova a percorrere un viaggio nel tempo,
nellʼevoluzione dei modi e dei gusti dellʼabitare.
Giungere al castello nelle diverse stagioni dellʼanno,
offre uno spettacolo affascinante; in molte tele sono
infatti riprodotti i paesaggi osservabili dalle finestre del
castello. Le porte fortificate ed i percorsi obbligati che
permettono ai visitatori, dapprima di salire, per poi
discendere nel giardino allʼitaliana (costruito tra le cinte
castellari) e, infine, il prato con la fontana ottagonale che
pare tuttʼun paesaggio sino alla Rocchetta.
Il castello si poggia su un colle boscato e ha come sfondo le montagne, innevate dʼinverno.
Per restaurare Castel Thun, occorse unʼarticolata campagna di diagnostica preliminare, al fine di puntare ad
un restauro specialistico. Una criticità riguardava il tasso
elevatissimo dʼumidità presente dallʼinterrato sino al
46
Nel 2007 sʼavviarono i progetti per
lʼimpiantistica e per lʼilluminazione e
si cominciarono le opere di restauro
di secondo e terzo piano, lavori terminati nel 2009. Le nevicate dello
stesso anno costrinsero a lavori di
solidificazione delle coperture e
restauro della carpenteria in legno
del tetto. Fu lʼoccasione per accorgersi di rimaneggiamenti eseguiti
nei secoli: tasselli e rappezzi sulle
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
44 47 articolo 603 thun storia:Layout 1
29-08-2012
13:08
Pagina 47
(La cronologia del restauro è tratta
da: LE TRE VENEZIE testata giornalistica multimediale di cultura, storia, arte e turismo)
Castel Thun è un esempio raro e
prezioso di dimora principesca, il più
importante per la Provincia autonoma di Trento e, in particolar modo,
per la Val di Non. Scrigno prezioso
dʼarte e di storia, il castello è da sempre un luogo di meraviglie, un richiamo costante di quello che dovettero
significare, per le genti trentine di un
passato ormai lontano, il peso del
potere, la forza dellʼautorità, il fasto
della ricchezza tradotto in edifici
imponenti, in mura possenti.
Unʼautentica miniera di arredi originali, quadri e dipinti dʼaltissimo pregio ma anche di emozioni e rievocazioni al suo interno.
La storia della nostra Provincia si riappropria di un testimone silenzioso di quel che fu il potere di principi-vescovi nelle sue diverse stagioni e scrive una pagina impor
tante su una delle famiglie nobiliari che – assieme ai
Lodron, agli Spaur e a poche altre – influirono in modo
significativo sulle vicende di questa terra. Un viaggio a
ritroso nella memoria, una piacevole “lezione di storia”
che dà lʼemozione di attraversare otto secoli del nostro
passato.
a cura di Franco Panizza
Assessore alla Cultura della Provincia Autonoma di Trento
L'antica dimora protetta dalle mura.
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
47
48 ART 592 VIGILI IN CORNICE:Layout 1
14-08-2012
9:41
Pagina 48
ne tra famiglie, single, amici, personaggi famosi e persone
comuni, gente che scherza con il fuoco e gente che il fuoco lo
spegne, scienziati e creativi, pupazzi e burlesque, ballerine e
rugbisti, musicisti, scrittori, gli oggetti di ieri e i progetti di
domani. Mauro Turatti e Mattia Giani li hanno semplicemente messi i cornice per raccontare le storie di chi, ogni giorno,
cerca di fare della propria vita un piccolo capolavoro.
ONE
One life, one frame, one picture: 111 stories
Famiglie, single, amici, personaggi famosi e persone comuni,
gente che scherza con il fuoco e gente che il fuoco lo spegne,
scienziati e creativi, pupazzi e burlesque, ballerine e rugbisti,
musicisti, scrittori, gli oggetti di ieri e i progetti di domani. Uno
spaccato della società, dentro e intorno ad una cornice, per
curiosare dentro e intorno alla vita di oggi.
VIGILI
IN CORNICE
Anche i vigili Urbani di Milano hanno posato per la cornice
di Hiyperactive Studio, e non potevano essere da meno
neppure i cuginetti del Fuoco. Il progetto ONE nasce
intorno e dentro una grande cornice. Di quelle preziose
di una volta, di quelle destinate a contenere ritratti
importanti e storie da raccontare.
quale storia merita di essere raccontata più di quella della
nostra vita? Anche quelle apparentemente più ordinarie,
nascondono pennellate originali e colori inaspettati.
Lo stesso punto di vista uguale per ogni fotografia, dove a
rendere unico lo scatto sono le cose che ci rappresentano, gli
oggetti e le persone che amiamo, che ci raccontano, che ci
definiscono. In meno di 6 mesi la cornice ha ospitato 356 persone , 2 cani, 1 gatto, uno Zoo, 5 neonati, 1.354 lattine di birra,
23 valigie, 2 frustini, 3 biciclette, 12 dischi dʼepoca, 45 pupazzi, qualche pagliaccio, gente non meno folle ma anche seri
professionisti. 111 scatti per 111 diverse storie. Affidandosi
solo a facebook in poco tempo la pagina di Hyperactive
Studio ha registrato oltre 2000 contatti, con una crescente
richiesta di finire immortalati e finire immortalati e “appesi al
muro”. Un progetto che si è sviluppato solo grazie al passaparola: chi ci ha visto un luogo per esprimersi, chi uno spazio per
raccontarsi, chi voleva semplicemente esserci.
E la sfida di scegliere quei pochi oggetti capaci di riassumere
se stessi e la propria vita. Un lavoro di sintesi affascinante, una
caccia alle priorità e la possibilità di scegliere quello per cui si
vuole essere ricordati. Unʼoperazione che, senza pretese
sociologiche, ci regala un piccolo spaccato della società di
oggi e ci permette di osservare un poʼ il quadro della situazio-
Lo stesso punto di vista, uguale per ogni scatto, dove
a rendere tutto unico e originale sono le cose che ci
rappresentano, gli oggetti e le persone che amiamo,
che ci raccontano, che ci definiscono.
Noi li abbiamo semplicemente messi in una cornice. Per
raccontare le storie di chi, ogni giorno, cerca di fare
della propria vita un piccolo capolavoro.
E
48
V F V L U G L I O / A G O S TO 2 0 1 2
IIII cop pub lav moige:Layout 1
26-08-2012
10:19
Pagina III
IV cop pub lav:Layout 1
26-08-2012
10:15
Pagina IV
Scarica

t ipologie d - Primapartenza