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NOTIZIARIO PARROCCHIALE N. 2
7 - FEBBRAIO 20
10
27
201
STAMPATO IN PROPRIO - e-mail: [email protected]
Sito: http://www.parrocchie.it/trento/santostefano/
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QUARESIMA 2010
Dalla cenere morta
al fuoco vivo
Il tempo di Quaresima come cammino verso la Pasqua inizia il Mercoledì
delle Ceneri e termina il Sabato Santo.
Primo mercoledì di Quaresima e Vigilia
di Pasqua trovano nella cenere, nel fuoco
e nell’acqua i loro simboli più efficaci.
Attorno a questi tre simboli vorrei articolare la mia riflessione in questo tempo
penitenziale. Essa verrà arricchita da alcune considerazioni sulla Via Crucis, legate anche all’aver dato finalmente visibilità nella nostra chiesa a questo pio esercizio tramite le nuove quindici stazioni,
come tutti possono constatare osservando la parete di fronte al coro. In questo
modo possiamo seguire passo passo gli
eventi della Via Dolorosa che caratterizza ogni venerdì del periodo quaresimale.
1-
Cenere morta
La cenere del primo giorno di
Quaresima è immagine della
pochezza e della fragilità dell’uomo. Nella tradizione biblica, poi,
diventa simbolo della condizione
umana. L’uomo e la donna sono
plasmati con la polvere del suolo
e dopo la loro morte ad essa ritorneranno: «polvere tu sei e in polvere ritornerai» (Gen.3,19). La
cenere cosparsa sul capo è anche
segno di lutto, dolore e pentimento, così per Davide dopo le sue gravi trasgressioni, come pure per gli
abitanti di Ninive che si sottopongono a dura penitenza dopo la
predicazione di Giona. Il salmo
102.10 parla di cibarsi di cenere
come di dolore. Il riferimento a
Giobbe poi è più che naturale.
Per questo motivo, nel cristianesimo antico, l’uso delle ceneri è
stato legato alla disciplina
penitenziale. Accadde così che nei
primi secoli i pubblici peccatori
si presentavano al vescovo nel primo giorno di Quaresima e costui,
con un rito solenne, imponeva le
ceneri sul loro capo e li vestiva con
l’abito della penitenza. Nel decimo
secolo, terminato l’uso della penitenza pubblica, tutta la comunità
cristiana venne a sostituirsi spontaneamente agli antichi penitenti. Si
sottoponeva al rito dell’imposizione delle ceneri vivendo il tempo quaresimale come tempo di conversione.
Questo
atteggiamento
penitenziale è stato conservato nella liturgia del Mercoledì delle Ceneri da parte della Chiesa con il rito
di benedizione e imposizione delle
ceneri. Il messaggio della cenere è
dunque chiaro: dalla polvere del
pentimento rinasce la vita nuova;
dalla penitenza, la gioia del perdono. Bello questo segno del legno di
ulivo che brucia lentamente donando calore e producendo una cenere
candida che un tempo veniva usata
dalle donne per fare il bucato. Ricorda con chiarezza il bucato dello
spirito! Questa cenere-bucato, deposta sulla testa, trova quindi come
luogo privilegiato il capo, luogo della dignità della persona umana, che
verrà definitivamente rinnovata nella Pasqua di Cristo.
Queste brevi note possono aiutarci a comprendere e a meglio vivere il rito medesimo nella sua bellezza, nel suo significato e nel suo
valore. Come vedremo subito, il rito
del primo mercoledì di Quaresima
contiene anche un significativo legame con la Settimana Santa.
2-
del Passio durante la messa. Fa seguito nel pomeriggio, come da tradizione, un ampio spazio di silenzio e adorazione che necessita di
essere meglio valorizzato anche
dalla nostra comunità. Quegli ulivi agitati, come già detto, verranno bruciati e assumeranno un significato pasquale. Richiamano
infatti l’immagine del fuoco simbolo di purificazione, ma anche il
fuoco vivo e nuovo della Veglia
Pasquale.
Ritrovarsi fuori chiesa attorno ad un braciere o ad un fuoco
nel buio della sera ci ricorda Gesù,
luce del mondo. A questo fuoco
nuovo viene acceso il cero pasquale che rappresenta Gesù risorto. É
Lui la fornace infuocata, è Lui la
colonna di fuoco che accompagnava il popolo eletto nel deserto, è
Lui il luogo dell’amore dove
l’umanità impara che Dio ci ama
e ci invia come ambasciatori
d’amore. Nel buio della chiesa
brilla questa poca luce che diventerà decine di candeline e poi luce
sfolgorante di tutte le lampade accese: Gesù vera luce, che illumina
ogni uomo che viene in questo
mondo. Il ciclo dell’ulivo, iniziato la domenica delle Palme, passato attraverso le ceneri di inizio
Quaresima si chiude sopra le ceneri del braciere acceso, simbolo
del Risorto. Qualcosa deve bruciare per fare luce! Brucerà di sete
anche Gesù sulla croce donando
Fuoco vivo
Le ceneri usate all’inizio del
tempo quaresimale sono quelle ricavate dalla combustione dei rami
di ulivo benedetti nella Domenica
delle Palme. Splendida la processione con cui inizia la Settimana
Santa! La comunità che si riunisce
fuori dalla chiesa ( noi presso la
fontana di Villa de Mersi), che
ascolta il vangelo dell’entrata di
Gesù in Gerusalemme accompagnato dagli apostoli, dai bambini e
da altre persone e poi l’entrata in
Monte
Nebo: in modo solenne. I rami di
chiesa
il serpente
ulivo
che vengono agitati a me piacsi trasforma
ciono
in croce tantissimo: mi sembra fortemente evangelico che si riviva
questo momento il più fedelmente
possibile.
Dal momento della gloria a
quello dell’umiliazione-glorificazione: lettura solenne e dialogata
3-
la sua vita per amore. Ridotta in
“cenere” troverà una nuova manifestazione fuori dal sepolcro nel
giorno di Pasqua.
Acqua sorgiva
Quest’acqua scaturisce idealmente anche nel nostro fonte battesimale: acqua corrente che
fuoriesce dalla roccia. É l’acqua che
benedice i rami di ulivo nella domenica delle Palme, che santifica
le ceneri del primo giorno di Quaresima, che dà vita nuova e perenne al fuoco della Veglia Pasquale.
Ma è soprattutto l’acqua che viene
resa sacra e viva per il dono della
vita nuova tramite il battesimo.
Noi immersi nelle acque battesimali riemergiamo come nuove creature in Cristo. Diventiamo membra della comunità dei
credenti che camminano con la
gioia della risurrezione nel
cuore lungo i sentieri della storia. Lasciato l’Egitto del male
e purificati attraverso il passaggio del Mar Rosso possiamo
cantare i salmi di coloro che
sono stati liberati dal faraone
del male.
Tutto questo noi lo ricordiamo con il gesto semplicissimo del segno di croce con
l’acqua benedetta ogni volta che entriamo in chiesa. L’acqua benedetta ci accompagna nella vita di ogni
giorno e dona ai nostri giorni un se-
gno della protezione divina. Quest’acqua, accolta con fede, ci libera dalle miserie spirituali, ci difende dalle insidie del maligno e ci
dona la protezione divina.
Ciò risulta particolarmente significativo, quando si ha
l’aspersione durante la messa,
quando viene benedetta la casa,
quando vengono benedetti luoghi,
animali o strumenti di lavoro, come
trattori o di divertimento ecc. É un
affidamento a Dio della nostra vita
attraverso questo bel gesto di fede
che fa parte dei sacramentali. Non
è qualcosa di magico che intende
catturare Dio piegandolo alle nostre
richieste, ma un affidare a lui la no-
stra vita riconoscendolo come Padre buono che guida e protegge tutti
i momenti del nostro vivere.
4-
Cenere, fuoco, acqua: ecco il
triangolo che farà da cornice al nostro cammino quaresimale nel presente anno. Dipenderà da noi incorniciare in queste linee le varie proposte che caratterizzeranno il nostro andare verso la Pasqua. In altra parte del nostro giornalino vengono date indicazioni precise e concrete sul nostro impegno quaresimale. Non sono dei dogmi, ma stimoli che devono risvegliare nel nostro cuore il desiderio di preparare
la prossima Pasqua del Signore con
generosità e apertura di cuore.
Di seguito intendo ora spiegare il pio esercizio della Via Crucis.
Tale scelta è legata al fatto che recentemente nella nostra chiesa parrocchiale è stata messa in opera la
sequenza completa di tale pia pratica, Risurrezione compresa. Le
quindici stazioni sono un dono di
una pittrice della nostra comunità
che ha voluto cimentarsi con la Passione del Signore, seguendo i classici momenti dell’itinerario tradizionale.
Via Crucis
La Via della Croce, detta anche Via Dolorosa, è un noto rito
della Chiesa Cattolica e Anglicana
con cui s’intende fare memoria del
percorso doloroso di Cristo che si
avvia alla crocifissione sul Golgota.
L’itinerario spirituale è stato recentemente completato con l’introdu-
zione della Via Lucis, che celebra i
fatti della vita di Cristo compresi
tra Risurrezione e Pentecoste, caratteristici del tempo pasquale.
L’origine della Via della Croce fa riferimento ai Francescani o,
secondo alcuni, a San Francesco
medesimo. Alcuni poi vorrebbero
legare questa devozione alle visite
della Madre del Salvatore ai luoghi della Passione. Originariamente la vera Via Crucis richiedeva di
portarsi materialmente in visita
presso i luoghi dove Gesù aveva
sofferto ed era stato messo a morte. Però tale pellegrinaggio a
Gerusalemme non era possibile a
tutti.
É stato in questo contesto che
il desiderio del Santo Viaggio ha
fatto fiorire l’idea di “trasportare”
nei singoli paesi le scene della Passione. Così idealmente tutti i fedeli
potevano vivere l’intensa emozione del viaggio di Gesù verso il Calvario. Tale pratica popolare venne
diffusa particolarmente dai pellegrini di ritorno dai Luoghi Santi di
Palestina. Chi aveva vissuto una
certa esperienza forte e coinvolgente non poteva non comunicare a chi
era rimasto a casa la straordinaria
bellezza dell’incontro con i posti
della Passione. Inizialmente furono i Minori Francescani a gestire
le rappresentazioni della Via Dolorosa, anche perché dal 1342 a loro
era stata affidata la custodia della
5-
Terrasanta. Uno dei maggiori
ideatori e propagatori della Via
Crucis fu il frate minore San
Leonardo da Porto Maurizio (16761751).
Da appannaggio dei discepoli
di Francesco il pio esercizio si era
diffuso gradatamente in tutte le
chiese, non senza qualche esagerazione, tanto che nel 1741 papa Benedetto XIV stabilì che non vi poteva essere più di una Via Dolorosa per parrocchia. Oggi molte chiese cattoliche dispongono di una serie di capitelli all’aperto che rappresentano le scene della Passione
e tutte almeno una completa sequenza murale all’interno della
chiesa parrocchiale. Il numero e i
nomi delle stazioni cambiarono radicalmente in diverse occasioni
nella storia della devozione. Ora
l’elenco di quattordici stazioni è
universalmente accettato. Recentemente a quelle tradizionali se ne è
aggiunta una quindicesima, la Risurrezione. Vi sono stazioni che
rappresentano episodi biblici, altre
come le cadute e l’incontro con la
Madre e la Veronica, sono state introdotte dalla pietà popolare.
Attualmente le varie Vie della
Croce, specialmente quelle all’aperto, radunano sempre una numerosa folla di fedeli che sentono
il desiderio di meditare sugli eventi dolorosi della vita di Gesù. Basti
pensare a quella presso il Colosseo
che da vari anni si svolge a Roma
sotto la guida del Sommo Pontefice. Non mancarono in passato, né
mancano oggi rappresentazioni della Passione del Signore che coinvolgono centinaia di figuranti.
Concludendo questa riflessione posso affermare che, partendo
dalla cenere morta del primo mercoledì di Quaresima, siamo chiamati a far esplodere dentro di noi il
fuoco vivo del Sabato Santo, sostenuti in questo dall’ideale passaggio
attraverso le acque del Mar Rosso
e illuminati dalla colonna di fuoco
che ha guidato il popolo eletto lungo le piste del deserto.
Come fare? Bisogna passare
attraverso quelle opere quaresimali, segno di conversione, che
ruotano attorno al digiuno, alla
preghiera e alla elemosina, come
ci suggerisce ogni anno l’evangelo
di Matteo nel giorno dell’imposizione delle ceneri. In questo cammino un posticino può essere riservato anche alla Via Crucis aiutati
in questo anche dalla acquisizione
di una nuova serie di stazioni che
abbelliscono la nostra chiesa parrocchiale.
Buon cammino quaresimale. Ciao!
Don Guido
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Nuova Via Crucis
La nostra chiesa parrocchiale si arricchirà all’inizio della Quaresima di una
Via Crucis, che verrà collocata sulla parete della chiesa di fronte al coro. É un
dono di una pittrice della nostra comunità, la signora Edda Ferrari, che intendo
qui ringraziare. Ma una via della Passione per essere vera richiede che stimoli
in noi sentimenti di fede e partecipazione che rendano vivi i singoli momenti
rappresentati. Non è sufficiente guardarla, bisogna percorrere questo cammino: è ciò che faremo ogni venerdì.
Quali sono le caratteristiche delle nostre stazioni?
Permettetemi di metterne in luce alcune, lasciando poi ad ognuno il compito
di seguire il proprio cuore.
La prima cosa che mi ha colpito è l’armonia con la nostra chiesa: ogni
quadro nella sua struttura si richiama alla vetrata di Santo Stefano. Vi è quindi
questo richiamo che accomuna la splendida vetrata del
nostro protettore con le quindici piccole “vetrate” della
via del Calvario.
L’abito di Gesù, poi, è sempre rosso opaco-porpora, come da tradizione. Il richiamo al sangue e alla vita
donata è evidente e non richiede parole. Anche il santo
diacono Stefano è ornato con la stola rossa del martire,
cioè della vita donata. Le parole di perdono pronunciate
dal Signore sulla croce (Lc.23,34) sono anche quelle di
Stefano durante la dolorosa lapidazione (At.7,60).
Nelle prime nove stazioni Gesù porta l’abito rosso, nella decima viene
spogliato e compare in parte il suo corpo bianco avorio. Dalla decima stazione
fino alla fine il Signore è tutto bianco, non c’è traccia di sangue. Anche sulla
croce è quasi un Gesù glorioso con il volto luminoso: non c’è traccia della
ferita al costato! Questa luminosità diventa esplosiva nell’ultima stazione in
cui partendo dal corpo di Gesù la luce va ad illuminare il globo terrestre che il
Redentore solleva con la mano destra: è veramente il re dell’universo. L’abito
bianco riveste pure Santo Stefano nella vetrata in fondo alla chiesa. Tutto ciò
non può non ricordare le parole dell’Apocalisse, quando Giovanni afferma che
i martiri portano vesti candide lavate con il sangue dell’agnello. Le grandi
solennità cristiane, a parte la Pentecoste, usano il colore bianco che sprigiona
la luce divina.
Dominante poi la croce in parecchie stazioni che, senza essere pesante, fa
sentire la sua forza salvatrice. Due stazioni mi hanno colpito per la loro forza
evocatrice: quella della Veronica con quel grande velo tenuto da due mani imploranti e poi la deposizione nel sepolcro. É un Gesù dormiente, quasi rannicchiato in posizione fetale pronto per il balzo della Risurrezione. E questa parola diventa evento nella quindicesima stazione.
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Quaresima 2010: un impegno e una grazia
Quaresima non deve richiamare alla mente qualcosa di interminabile, di faticoso e di noioso. Quaresima vuol dire tempo di gioia e di impegno: vogliamo
preparare la Pasqua! Vogliamo vedere sprigionarsi la vita dal sepolcro. Proprio in questa dimensione vorrei racchiudere in tre ambiti il significato operativo di questo tempo liturgico.
1. Ambito preghiera. Dare più spazio a Dio nella nostra vita. Ecco alcuni suggerimenti:
·partecipare mercoledì delle ceneri (17 febbraio) alle celebrazione di inizio quaresima con i ragazzi nel pomeriggio o
alla sera con la Santa Messa
·partecipare ad una S. Messa infrasettimanale
·intensificare la preghiera personale
·servirsi del calendario di preghiera proposto dalla diocesi
·meditare la Passione di Gesù con la nuova Via Crucis
·ogni mercoledì presso il santuario della Grotta S. Rosario
·pellegrinaggio familiare ad un santuario
·itinerario per i comunicandi
2. Ambito cultura. L’articolo iniziale di questo giornalino,
letto con simpatia parla di alcuni segni: cenere, fuoco e acqua. Poi la storia della Via Crucis è un piccolo contributo che
può aprire una finestra di riflessione.
Per il resto ecco quanto intendiamo proporre:
· ogni lunedì sera riflessione sul vangelo della domenica successiva
· leggere un libro, anche piccolo, che dia cibo alla nostra fede
· partecipare a qualche incontro cittadino di cultura
· 12 marzo incontro con padre Francesco Patton nella nostra casa parrocchiale
· giornata della carità organizzata dalla Caritas diocesana (un sabato di quaresima)
3. Ambito penitenza e carità. Digiuno e carità si tengono per mano.
S. Agostino ha scritto: “Sottrai alla tua ingordigia col digiuno quaresimale qualche cosa da offrire ai poveri. Estendi la tua carità a tutta la terra, se vuoi amare Cristo, perché le membra di Cristo si estendono a tutta la terra”.
Per il cristiano il digiuno acquista la massima valenza religiosa solo se quanto
‘risparmiato’ viene donato ai poveri.
Concretamente:
· digiuno dal cibo mercoledì delle Ceneri e Venerdì Santo
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·
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adeguata astensione dalle carni nei venerdì di quaresima
partecipazione alla cena del povero, specie se come famiglia (27 marzo p.v., vigilia della Domenica delle Palme)
un pane per amor di Dio (Giovedì Santo): il frutto delle proprie rinunce
digiuno dal fumo, alcool, gioco azzardo o altro….
rinuncia ad una vita lussuosa, allo spreco come scelta di sobrietà
COMUNICAZIONE
Con il mese di febbraio la Santa Messa domenicale delle ore 8.00 sarà sempre
celebrata dai padri Dehoniani tranne la domenica in cui la messa è presso il
santuario della Grotta. Similmente alle confessioni del sabato pomeriggio (dalle
ore 16.00 alle ore 18.00) sarà sempre presente un padre della Comunità
Dehoniana.
NOTA.
Digiuno laico. Può essere praticato per protesta, per contestazione, per partecipazione alle aspirazioni e alle lotte degli uomini trattati ingiustamente.
Per motivi personali si parla più correttamente di diete che talora possono
rasentare situazioni patologiche o contenere motivazioni estetiche o di altra
natura.
Digiuno religioso. Ebrei e musulmani praticano un loro digiuno. Ma qual è lo
specifico del digiuno cristiano? E’ primariamente
· digiuno dai peccati
· digiuno dal cibo o altro (es. fumo, alcool, vita lussuosa ecc ) per donare il corrispettivo ai poveri
· digiuno per motivi ascetici (oggi meno sentito rispetto al passato).
BATTESIMI
E’ diventata figlia di Dio con il battesimo:
Cimadon Cheyenne
DEFUNTI
Sono tornati alla casa del Padre:
Perna Giuliano
Farneti Virgilio
Tommasi Annalena
Sperotto Giovanni
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Corn Maria
I PRESEPI DI NATALE E IL PRESEPIO DI OGNI GIORNO
Vogliamo presentare cinque situazioni di Natale che hanno reso più ricco il nostro tempo natalizio.
Tre statuine nel presepio.
Nella sala c’era un caminetto, che da anni nessuno più accendeva. Nel
caminetto c’era un presepe e nel presepe tre personaggi che discutevano e
quasi bisticciavano. Erano un ciabattino, un fruttivendolo e una donna che
portava un fascio di legna.
Ognuno di loro pensava che il dono più
bello fosse il suo. «Con le scarpe che gli ho donato, il bambino potrà camminare» diceva il
ciabattino. Ma gli altri due rispondevano che un
bambino così piccolo non ha bisogno di scarpe.
«Con la frutta che gli ho donato, il Bambino potrà nutrirsi» diceva il fruttivendolo. Ma gli altri
due rispondevano che un bambino così piccolo
si nutre solo del latte della mamma. «Con la legna che gli ho regalato, il Bambino potrà riscaldarsi» diceva la donna della legna. Ma gli altri
due rispondevano che il Bambino si riscaldava
con il fiato del bue e dell’asinello.
Infine venne avanti un pastorello che aveva
le mani vuote. Quando si avvicinò al Bambino, i
tre personaggi protestarono: «Ma non ti vergogni di venire alla capanna senza doni?» Il pastorello, senza badare alle loro
parole, si chinò sulla culla e cominciò a cantare. Aveva una voce bellissima,
così bella che tutti gli angeli del presepe vennero a sedersi sulla paglia per
ascoltarlo bene. Quando il canto finì, il cielo sembrava più luminoso. E il Bambino rideva. Il pastorello fece un inchino e si girò per andarsene, ma i tre
personaggi lo fermarono. E videro che era scalzo e tremava a causa del freddo e della fame. «Tieni - gli disse il ciabattino - con queste scarpe camminerai
meglio». «Tieni - gli disse il fruttivendolo - un po’ di frutta ti farà bene», «Tieni - gli disse la donna - la mia legna ti riscalderà». Il pastorello ringraziò. Indossò le scarpe e mise sotto braccio la fascina di legna e la cesta con la frutta, poi
partì, attraversò il ponte sul laghetto di specchio e se ne andò lontano. Più
tardi si accese un lumicino sulle montagne del presepe: era il fuoco del
pastorello che cantava sotto le stelle.
10 -
Una famiglia straniera a Villazzano
L’insediamento dello straniero in terra altrui avviene per diversi motivi:
alcuni lasciano la loro Patria per motivi economici, politici, religiosi, culturali
ecc..
Nel 2003 noi siamo arrivati a Trento per motivi di studio, infatti, abbiamo
trovato un orientamento da parte dell’ateneo (opera universitaria), specializzato nell’accogliere gli studenti, soprattutto quando vengono da lontano. Ha
agevolato la nostra vita di studenti, consentendoci di impegnarci
con serenità negli studi.
Sono passati anni, ed il destino ci ha portato in questa località di Villazzano dove siamo residenti da 18 mesi. Arrivati, una
delle prime cose che abbiamo
trovato - come credenti - è la chiesa. Una domenica dopo la Santa
Messa, ci siamo recati dal parroco per presentarci, don Guido ci
ha accolto con molta simpatia e
gioia. Alcuni giorni dopo è venuto a trovarci a casa. Da allora è iniziato il vero
approccio con la parrocchia ossia con il parroco ed i fedeli.
Una conoscenza che prescinde dalla stessa fede che condividiamo in Cristo Gesù e scaccia ogni differenza e diffidenza. Ecco perché, con molta allegria, abbiamo accettato l’invito del parroco che sia la nostra famiglia a rappresentare la famiglia di Nazaret nello scorso Natale, e tutta la comunità ci ha
accolto con affetto. Per noi è stato un momento di grande emozione e grande
significato. Questa è l’accoglienza, virtù che dà significato all’esistenza dell’altro. Un gesto fraterno che valorizza la persona umana.
Abbiamo iniziato un cammino che può diventare un’opportunità di integrare conoscenze e di creare occasione per una vera conoscenza. Noi siamo
disponibili e desideriamo continuare in questo cammino che porta ad una
convivenza fraterna.
Grazie per la vostra accoglienza!
Famiglia Cabral
Che Dio ci Benedica!
Io Francisco e Monica sposati da anno abbiamo una figlia, Alanan, di 4
mesi e siamo residenti in via Banala a Villazzano. Io stò specializzandomi in
giurisprudenza, Monica è laureanda in informatica.
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Visita alla mostra presepi presso il Santuario delle Laste
Forse non tutti sono a conoscenza della Mostra di Presepi che ogni anno
si svolge, dalla prima domenica di Avvento sino all’Epifania, presso il Santuario della Madonna delle Laste a Cognola.
È una mostra particolare in quanto, oltre a proporre presepi di provenienza, dimensioni, e materiali diversi, trova il suo punto di forza e la sua
originalità nell’esposizione di singole scene, che raccontano i momenti più
salienti dei primi anni di vita di Gesù, dall’Annunciazione della sua nascita fino
al Battesimo nel Giordano.
Sono infatti rappresentate scene che normalmente non trovano spazio
nei nostri presepi tradizionali, ma che raccontano episodi che ci accompagnano
nelle liturgie durante tutto
il periodo del Natale: la visita di Maria alla cugina Elisabetta, l’infruttuosa ricerca dell’alloggio a Betlemme,
la fuga in Egitto, Gesù
dodicenne nel Tempio di
Gerusalemme che parla ai
maestri della Legge e ancora Gesù bambino a Nazaret
mentre impara il mestiere
di falegname e via dicendo.
Ebbene quest’anno, come animatori della catechesi di terza elementare,
abbiamo pensato di invitare i nostri ragazzi e le loro famiglie a trascorrere un
pomeriggio di festa in preparazione al Natale, proprio presso il Santuario delle Laste.
La stessa esperienza è stata vissuta anche dai gruppi di seconda,
quarta e quinta elementare.
Arrivati al Santuario siamo stati
calorosamente accolti dal curatore
della mostra Padre Gino Busnardo,
che abbiamo apprezzato anche
come autore di alcuni presepi, e che
ci ha guidati durante la visita.
È stato bello osservare come i
bambini rimanevano colpiti proprio
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dal veder rappresentati concretamente momenti di vita di Gesù, di cui normalmente hanno sempre solo letto o sentito il racconto. Così, invitati a parlare della scena che più li entusiasmava, la maggior parte di loro ha espresso la
propria preferenza proprio per quei presepi che rappresentavano episodi diversi dalla Natività.
Un grazie particolare va a Padre Oliviero, che ci ha accompagnati e aiutati soprattutto nel momento di riflessione e scambio di idee.
L’incontro, che si è protratto con un momento conviviale e si è concluso
con la Santa Messa in Parrocchia, ci ha dato l’occasione di trascorrere in perfetto spirito natalizio un momento di catechesi che ha coinvolto, speriamo in
modo piacevole, genitori e figli.
Cristina Grassi
Il presepio nella nostra chiesa
Il nostro presepio, costruito pezzo
per pezzo da un gruppo di uomini
della nostra comunità è stato stupendo nell’intenzione e nella realizzazione. Le due foto ci presentano due particolari: il nostro asilo
di via Giordano, che ha compiuto
cento anni nel 2009, realizzato in
scala con tutti i particolari e poi la
grotta di Betlemme
costruita con vari ceppi assemblati insieme.
Un grazie di cuore ai
nostri artisti anche per
la meravigliosa testimonianza di armonia e
collaborazione che ci
hanno donato.
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Concorso “Il presepe più bello 2009”
“La magia del presepe che si rinnova”
Quando noi della commissione esaminatrice del concorso ci accingiamo
ogni anno a compiere il nostro lavoro di valutazione dei presepi siamo sempre presi da un po’ di sconforto, sia perché si fa sempre più fatica a trovare
adesioni, e tante volte dobbiamo essere noi che le sollecitiamo, sia perché la
formula proposta è probabilmente un po’ superata e forse avrebbe bisogno di
essere rinnovata.
Ma, via via che procediamo nel nostro percorso che ci porta di casa in
casa, riscopriamo la magia della rappresentazione della Natività e ne veniamo
di nuovo affascinati. Sarà anche il sorriso sul volto di chi ci accoglie nelle loro
case e l’orgoglio con il quale ci mostrano i loro lavori ed ecco che sotto i nostri
occhi sfilano presepi tradizionali che conosciamo ormai da tempo ma che si
arricchiscono di qualche particolare nuovo o che non avevamo notato prima,
o presepi che ormai hanno raggiunto un grado tale di bellezza da essere dei
piccoli capolavori. Ma le sorprese non mancano! E’ bello scoprire che dietro
ad un lavoro c’è la mano di un bambino che lo ha realizzato da solo usando del
mais colorato o di un intera famiglia che ha creato un presepe usando solo
carta e cartone. E cosa dire della fantasia di Suor Albertina?Assemblando conchiglie e materiale marino ha dato vita ad un lavoro con un forte messaggio
religioso. Bisogna proprio riconoscere che i partecipanti hanno dimostrato
originalità e creatività, come Armando Casagranda che ha realizzato il suo
presepe addirittura in una vecchia bicicletta Bianchi!
Insomma ogni lavoro ha qualcosa di inedito ed è davvero difficile per
noi fare una valutazione veramente obiettiva.
Vorrei spendere due parole per i vincitori della categoria “Gruppi” che
sono Fiori Bernardo e Bottura Davide, zio e nipote, i quali hanno ricostruito
minuziosamente un villaggio palestinese ai tempi di Gesù con un pittoresco
mercato, lavoro che li ha impegnati per quasi due anni. Poi vorrei menzionare
Francesca Verzotto, vincitrice della categoria “Adulti” la quale si è distinta per
l’originalità dei materiali usati e per l’estro creativo realizzando un lavoro ricco anche di spunti simbolici. Ed ecco gli altri vincitori: Enrica Brugnara, che ha
realizzato il presepe di mais colorato, e Raffaele Lorenzi, che ha realizzato il
presepe in carta e cartone, entrambi premiati a pari merito per la categoria
“Bambini”.
14 -
Sono stati infine segnalati i presepi di Linda Trentini e Hausbergher Sara
per il messaggio religioso, quello di Mario Pizzini per l’ambientazione ed infine quello di Suor Albertina sopracitato.
Le iscrizioni al concorso sono state 25. La premiazione è avvenuta il
6 gennaio presso la Casa parrocchiale.
Un discorso a parte si deve fare per il presepe realizzato in chiesa che è
fuori concorso ma che meriterebbe sicuramente un premio speciale. Ogni
volta il gruppo di lavoro compie un’opera davvero stupefacente inserendo di
anno in anno nel presepe ricostruzioni fedeli in scala degli edifici significativi
esistenti a Villazzano.: quest’anno è stata aggiunta la sede della scuola materna di via Giordano di cui si è voluto ricordare il centenario della nascita. Un
lavoro di grande impegno cominciato già nel mese di ottobre per quasi tutte
le sere e con non poche difficoltà di realizzazione che sono state superate
con grande spirito di collaborazione ed anche con tanta allegria. Ognuno ha
messo la propria abilità chi in un campo chi nell’altro ed il risultato è semplicemente stupendo.
Un grazie di cuore a tutti!
Andreina Condini
15 -
Note dal Consiglio Pastorale
Un secolo di ecumenismo (1910 –2010).
Continuare l’impegno indicatoci da papa Giovanni XXIII e cioé puntare su quello che ci unisce piuttosto che su ciò che ci divide. La nostra Chiesa e le Chiese
Sorelle ci invitano, ogni anno, a pregare per l’unità dei cristiani, ed in particolare, in questa settimana (18-25 gennaio); così da giungere un giorno, quando Dio vorrà, all’unità del gregge sotto un solo Pastore. Preghiamo: “O Signore Dio nostro, ti ringraziamo per la saggezza che apprendiamo dalle Scritture. Infondici il coraggio di aprire il nostro cuore e la nostra mente al prossimo, ai vicini di altre confessioni cristiane e di altre fedi. Concedici la grazia di
superare le barriere dell’indifferenza, del pregiudizio e dell’odio; donaci la
visione degli ultimi giorni, quando i cristiani potranno camminare insieme
verso la festa finale, quando le lacrime e il dissenso saranno superati attraverso l’amore. Amen”.
Piano pastorale parrocchiale.
Abbiamo esaminato il documento e riscontrato notevoli miglioramenti, tuttavia per essere in tema con il piano pastorale diocesano e considerato il
contesto attuale ci sembra più consono partire dal nostro piano pastorale
parrocchiale per individuare un ambito su cui indirizzare la nostra pastorale
comunitaria. Forse, diceva don Guido, si potrebbe passare, in via sperimentale, ad uno degli ambiti proposti dal Convegno Ecclesiale di Verona.
Gestione casa parrocchiale.
Scambio di idee su come gestire in futuro la casa parrocchiale. Ci sono stati
interventi interessanti, dove emergeva il fatto che a tutti noi preme che la
casa sia una casa viva (abitata da una o più persone), accogliente ed aperta a
tutti, evitando che diventi solo erogatrice di servizi. Per il momento e fino a
settembre c.a. non c’è problema in tal senso perché la casa è abitata da don
Guido. Ci sembra opportuno, comunque, incominciare a pensarci seriamente per trovare una soluzione ottimale e condivisa.
Grest e campeggi.
I sig.ri Rita e Paolo Errigo evidenziavano quanto siano positive le esperienze
dei campeggi quando sono preparate e ben guidate. Infatti, essi hanno parlato del prezioso apporto del sig. Renzo Grieco, che grazie alla sua esperienza,
si è dimostrato punto di riferimento sicuro per gli animatori e i ragazzi con
l’ottima riuscita del grest. Inoltre il sig. Paolo faceva presente che occorre
un’animazione religiosa per quando manca il sacerdote e auspicava il
coinvolgimento di nuove persone disposte a formarsi per divenire animatori
competenti di queste belle e necessarie attività. Con febbraio si parte con i
primi incontri per programmare i campeggi e i grest estivi.
16 -
Ultime notizie.
a) avvicendamento del nostro parroco che lascerà la parrocchia alla fine dell’anno pastorale (maggio-giugno 2010) per trasferirsi nella sua terra d’origine (zona di Lecco);
b) a partire da febbraio la santa Messa domenicale delle ore 8.00 sarà celebrata sempre da un padre dehoniano: sarà sospesa, quando la messa verrà
celebrata alle ore 8.30 presso il santuario della Grotta. Inoltre, sempre da
febbraio, ogni sabato per le Confessioni sarà sempre presente un padre
dehoniano dalle 16.00 alle 18.00
c) il 23/05/10 alle ore 15.00 ci sarà la festa del malato. In tale circostanza ci
auguriamo che la festa sia arricchita anche dalla presenza di alcune nostre
cittadine che nel presente anno raggiungeranno i cento anni: complimenti!
d) su proposta presentata nella scorsa assemblea con i parrocchiani della
Grotta si è deciso di tenere aperto il piazzale antistante la casa parrocchiale
solo per le tre Messe festive (delle ore 19.00 sabato sera e 8.00 e 10,00
domenica mattina) per consentire soprattutto ai malati, anziani ed ai più
distanti di parcheggiare vicino alla chiesa;
e) accompagniamo con la preghiera i bambini che iniziano il percorso alla
prima Comunione che sarà l’11/04/10.
Preghiamo con fiducia.
Lodiamo il Signore per i poveri e gli ultimi, per gli emarginati e gli esclusi
dalla società, primi custodi della Buona Notizia”…Identifichiamo tali poveri
particolarmente con la popolazione di Haiti colpiti recentemente da un terribile terremoto in attesa di esprimere la nostra solidarietà e aiuto durante
la domenica a loro dedicata.
Alfredo Rubino segretario
TESSERAMENTO BAOBAB 2010
Si ricorda che al 31 gennaio 2010 sono scadute le
tessere di adesione all’Associazione BAOBAB
Per il rinnovo e per nuove iscrizioni si prega
di rivolgersi a
Renzo Nicolini o Andreina Condini
Grazie
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Post-Battesimo: sarebbe a dire?
Certo un’altra novità, ma il mondo va avanti in fretta e lo diciamo tante volte.
Nessuno vorrebbe restare indietro nel suo lavoro, ma per la propria fede è la
stessa cosa, o almeno dovrebbe esserlo.
E la comunità cristiana cosa fa all’interno di questo mondo che corre? Possiamo
dire che in questi anni ha fatto tanto, anche se la comunicazione resta ancora
l’anello debole. Innanzitutto riflette sulla situazione e si interroga sui cambiamenti in atto (pensiamo solo in sede locale al 1° anno del Piano pastorale all’insegna
dell’Ascolto), poi cerca di individuare delle strategie per venir incontro all’uomo
di oggi, sempre ingolfato dagli impegni, ma soprattutto invita i cristiani a mettere
al bando sterili nostalgie o inutili lamentele. “Andate e annunciate” è stato l’imperativo di Gesù: non abbiamo altro che metterlo in pratica, con umiltà e saggezza. “Una pastorale di conservazione non basta più” ci raccomandavano i nostri
Vescovi indicando l’impegno missionario della parrocchia.
Ricorre quest’anno il 30° anniversario del documento “Il rinnovamento della
catechesi”, intesa come catechesi di
iniziazione cristiana.
Anche nella nostra parrocchia sono
arrivate le novità: dal 2001 è in atto
il percorso di catechesi con le famiglie, inizialmente ideato e seguito passo passo dall’Ufficio catechistico. La maggioranza delle famiglie che chiedono i sacramenti anche nella nostra diocesi sono lontane dalla pratica cristiana (i dati
del sociologo don Capraro davano
oltre vent’anni fa un 26% di partecipazione alla messa sul totale dei trentini!), occorreva ripartire, come nel resto
d’Italia e d’Europa, da una nuova evangelizzazione. E se questa si concentra
solo sui più piccoli, la mentalità corrente è portata a credere che andare in chiesa… sia roba da bambini! Prima Comunione e Cresima diventano solo delle
tappe di crescita che scandiscono la vita dei figli: le foto con la tunichetta, i
regali dei parenti, il pranzo e poco più. Se alle spalle dei figli non c’è una famiglia che ha deciso di mettere al centro delle proprie scelte la sequela del Vangelo, tutti gli sforzi sono destinati ad inaridirsi se poi accade che bambini e ragazzi
vengono parcheggiati all’ora di catechesi, inviati a messa o a fare il chierichetto
e … i genitori non vivono da adulti la loro appartenenza alla comunità cristiana.
Una volta cresciuti, sarà giocoforza comportarsi così: ormai sono grande, ho
altro da fare. Ce lo ricordano da anni esperti di pastorale e catechesi, tutti i
nostri vescovi e noi siamo chiamati a rifletterci su e agire di conseguenza.
Per la richiesta del battesimo dei figli è un po’ la stessa cosa: il percorso di
pastorale pre-battesimale è nato per questo. Nella nostra parrocchia, a differen18 -
za di altre vicine, sono ancora la stragrande maggioranza a chiedere il sacramento per i loro figli, ma per molte famiglie si tratta del primo approccio alla
parrocchia dopo il corso in preparazione al matrimonio, se la coppia si è sposata in chiesa. Talvolta non sono tanto le “conoscenze da catechismo” ad essere
sbiadite, quanto la percezione stessa della comunità cristiana, della Chiesa come
popolo di Dio ad essere quasi sconosciute. Gli incontri pre-battesimali fra coppie portano spesso a delle autentiche “scoperte” per tanti, ma nasce la voglia di
incontrarsi all’interno di questa grande famiglia di famiglie che è la Chiesa.
Nessuno è maestro (uno solo è il Maestro), nessuno insegna, si dialoga tra
coppie di genitori e ciascuno ha da imparare dall’altro, a partire dagli animatori (non catechisti!). Ma, una volta passata la celebrazione del Battesimo, non
può tutto finire lì. Troppo spesso i genitori con figli più grandi
ci hanno ricordato che “dopo” hanno sperimentato il vuoto: la messa
senza un’attenzione per le famiglie con figli piccoli, le
iniziative parrocchiali in orario serale non certo a misura
di famiglia. Per alcuni genitori non è rimasto che “espatriare”
vuoi nella parrocchia d’origine, vuoi in altre attività.
Se in quest’anno pastorale dobbiamo puntare all’Ascolto, occorreva fare qualcosa, almeno un tentativo per allargare il cerchio della comunità. Così, in occasione della Festa del Battesimo di Gesù, la proposta di un incontro con quanti
hanno chiesto il Battesimo per il proprio figlio/figlia nel corso del 2009. Sono
stati 28 i bambini battezzati lo scorso anno, alcuni dei quali residenti fuori
parrocchia, ma le famiglie hanno risposto positivamente. Se teniamo conto
della novità, dei malanni di stagione, delle poste che hanno recapitato lettere
ad incontro già avvenuto, della stanchezza di tanti genitori che arrivano stremati al venerdì sera dopo una settimana di lavoro, sono state 8 le famiglie che
hanno partecipato (il 28,6%, oltre il dato di Capraro vent’anni dopo …). Un
incontro semplice a misura di bimbi piccoli, fratellini più grandi, genitori, nonni: una sala parrocchiale in festa (grazie al lavoro prezioso di sr. Agnese), un
bel cartellone con le foto dei piccoli, ma il nome anche di tutti coloro che per
qualche motivo non hanno potuto esserci, e poi l’incontro davanti all’Icona
della maternità con il canto e la recita dell’Ave Maria (per qualche bimbo una
“novità”), la lettura di qualche passo dal Catechismo dei Bambini (a ricordarci
che è dall’amore dei genitori tra loro e con i figli che i bimbi “imparano” l’Amore
di Dio), brevi parole di don Guido, la recita del Padre Nostro attorno all’altare
e il segno di Pace. Da ultimo quella piantina di ciclamini da portare a casa,
segno della vita che cresce e, per chi è potuto restare, una merenda insieme
ringraziando quella torta anonima depositata in cucina e il contributo di tanti
altri.
Tutto a ricordarci quelle parole di papa Benedetto XVI che sono un po’ lo
slogan di tutta la pastorale pre e post-battesimale: “Chi riceve il Battesimo non
è più solo: viene inserito in una compagnia di amici che è la famiglia di Dio, la
Chiesa”. E questo è solo l’inizio.
Maria Teresa e Francesco Pederiva
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Dal messaggio di Benedetto XVI in occasione della
QUARESIMA DI FRATERNITÀ 2010
“La giustizia di Dio si è manifestata
per mezzo della fede in Cristo”
(Rm 3,21-22)
Cari Fratelli e Sorelle!
ogni anno, in occasione della Quaresima, la Chiesa ci invita a una sincera revisione della nostra vita alla luce degli insegnamenti evangelici.
Mi soffermo in primo luogo sul significato del termine “giustizia”, che
nel linguaggio comune implica “dare a ciascuno il suo”...
Gesù stesso si è preoccupato di guarire i malati, di sfamare le folle che
lo seguivano e di certo condanna l’indifferenza che anche oggi costringe, centinaia di milioni di esseri umani alla morte per mancanza di cibo,
di acqua e di medicine, ma la giustizia distributiva non rende all’essere
umano tutto il “suo” che gli è dovuto. Come e più del pane, egli ha
infatti bisogno di Dio…
Dicembre 2009 Benedetto XVI
Nell’ambito della Quaresima di Fraternità,
sollecitati dal Gruppo Missionario e
in collaborazione con il Gruppo Donne,
avrà luogo la tradizionale
“Cena del Povero”
che si terrà sabato 27 marzo (vigilia delle Palme)
ad ore 19.00 al posto della messa del sabato sera.
Tutti sono invitati alla Santa Messa delle ore 10.00 della
Sollenità delle Palme, il giorno sucessivo.
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Nelle edizioni passate questo evento era generalmente animato
dalla presenza di ospiti, laici o religiosi, che riportavano esperienze
vissute in zone colpite da profonde povertà e conflitti. L’incontro di
sabato 27 marzo presenterà invece uno spicchio della vita di una
religiosa del nostro sobborgo, la missionaria comboniana
Suor Giuseppina Margoni
Margoni,
che quest’anno ricorda 60 anni di vita religiosa tutta dedicata al
Sudan.
Come di consueto, l’incontro inizierà in chiesa, per
proseguire poi con la cena
vera e propria presso la casa
parrocchiale. La riflessione in
chiesa sarà aiutata da brani
musicali e canti, oltre che da
immagini commentate sia in
viva voce che con sottotitoli.
Il “menù” della cena sarà ovviamente povero e essenziale (pane, riso, acqua), simile
cioè a quello che si può permettere, quando ci riesce, la
gran moltitudine dei poveri
del mondo. Le offerte raccolte saranno destinate infatti a loro, all’interno dell’impegno quaresimale (offerte raccolte tramite le buste
allegate al bollettino) e, insieme a quelle delle altre parrocchie, saranno poi divise tra tutti i missionari trentini nel mondo.
A questa edizione della “Cena del Povero” contribuisce in parti.V
.I.S. di Villazzano (donatori di sangue) con la reacolare anche l’A
l’A.V
.V.I.S.
lizzazione di un D
VD sull’operat
o di Suor Giuseppina in Sudan che,
DVD
sull’operato
oltre ad una intervista a Suor Giuseppina stessa, presenta i luoghi e
le persone, tra cui donne, bambini, poveri, lebbrosi, che lei incontrava e amava nella sua vita quotidiana in quel paese africano.
Tutti sono pregati di segnalare la pr
opria adesione alla cena del
propria
o sul ffoglio
oglio che a suo ttem
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po sarà post
o in ffondo
ondo alla chiesa.
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empo
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21 -
I COMUNICANDI E LA QUARESIMA
Si sa che il momento più atteso dai ragazzi della catechesi è la loro
Prima Comunione, dopo di che a volte, purtroppo, è più difficile tener
vivo il loro interesse.
Proprio perché questo Sacramento
non resti fine a se stesso e non si concluda con la tanto desiderata festa, da
qualche anno si sta cercando di coinvolgere i comunicandi nelle messe dei sabati di Quaresima, in modo che colgano
l’importanza della celebrazione
eucaristica nella sua interezza.
Durante tali messe, che essi stessi
animano, i ragazzi ricevono dei segni particolari, la cui simbologia è ricavata dal
Vangelo o dalle letture domenicali: gli anni scorsi, ad esempio, la frase
“convertitevi e credete al Vangelo” ha dato lo spunto per donare loro un
bel Vangelo “tascabile”; la Trasfigurazione ha suggerito il simbolo della
veste bianca, la stessa indossata poi il giorno della Prima Comunione;
è stato quindi il momento dell’acqua e della luce (candela). Da ultimo, il
Vangelo di Giovanni “Se il chicco di grano non muore, non porta frutto”,
tema centrale del sacrificio di Cristo, ha suggerito il segno della spiga.
La sera del Giovedì Santo, inoltre, i ragazzi “vivono” la lavanda dei
piedi, in quanto i sacerdoti celebranti lavano i piedi a dodici di loro,
come Gesù fece ai suoi Apostoli.
Altre esperienze coinvolgenti per i
comunicandi sono la messa di presentazione alla comunità e il “ritiro” di una giornata
che, a tutta prima, spaventa un pochino, ma
che, in realtà, oltre a momenti di riflessione
prevede molte attività manuali e giochi, che
i ragazzi vivono con gioia.
L’ora di catechesi, la confessione, le prove, inoltre, tengono impegnati i bambini qualche pomeriggio in più rispetto al solito: quello
che li aspetta è un periodo impegnativo ma
che, se vissuto nella giusta misura, saprà dare
i suoi frutti.
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VITA DI MARIA
nelle tele del santuario della Grotta di Villazzano
Il libro dal titolo sopra indicato e scritto da don Guido è un piccolo
manuale o, se preferite, una guida per conoscere ed apprezzare il nostro santuario. In particolare sono
spiegate:
- le tele sulla vita di Maria ivi presenti
- la fonte biblica o extra-biblica che
le ha ispirate
- e la festa liturgica a cui i quadri stessi fanno riferimento.
Il volumetto è ricco di foto a colori che lo arricchiscono e abbelliscono. Il linguaggio è piano e anche il carattere usato risulta di facile lettura.
Vuole essere un contributo culturale
per entrare più profondamente in un
aspetto della nostra realtà locale. Non
mi dispiacerebbe vedere qualche famiglia che, libretto alla mano, rifletta
sui quadri del santuario…
Intendo qui ringraziare in particolare la Cassa Rurale di Trento, la Provincia Autonoma di Trento, la
Circoscrizione di Villazzano e l’Associazione Iniziative Grotta che con il
loro impegno economico hanno reso possibile la pubblicazione.
Il libro verrà distribuito durante la Quaresima alle famiglie della
nostra contrada chiedendo un piccolo contributo libero che andrà a
beneficio del debito della nostra Casa Parrocchiale. Passeranno persone incaricate che consegneranno il libro e a cui, se volete, potrete
dare la vostra offerta.
Il libro comunque è per tutti coloro che lo desiderano. Non verrà
messo nella bussola delle lettere. Chi non lo ricevesse potrà sempre
richiederlo alla parrocchia. Chi ne volesse più copie per regalarlo a
parenti ed amici fuori paese non ha che da farsi avanti.
Parrocchia Villazzano stampato
24 - in proprio febbraio 2010
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2010 02 n. 27 Quaresima