21/10/2009 GESTIONE AZIENDALE/GESTIONE DELL’INNOVAZIONE E DEI PROGETTI a a 2009-10 a.a. 2009 10 Prof. Corrado lo Storto DIEG, Dipartimento di Ingegneria Economico-gestionale Facoltà di Ingegneria, Università di Napoli Federico II email: [email protected] www.docenti.unina.it/corrado.lostorto tel: 081-768.2932 1 21/10/2009 Parte 3: lo sviluppo di nuovi prodotti Copyright 2006 – prof. corrado lo storto – riproduzione riservata 2 21/10/2009 Parte 3.4: catturare la voce del cliente Copyright 2006 – prof. corrado lo storto – riproduzione riservata 3 21/10/2009 Fase di sviluppo del concept Fase 1 Sviluppo d l conceptt del Fase 2 Design a li ll di sistema livello i t Fase 3 Design di d tt li dettaglio Fase 4 Testing e raffinamento ffi t Fase 5 Avvio della produzione d i Dichiarazione di intenti Identificare i bisogni dei clienti Stabilire le specifiche di target Generare concept di prodotto Selezionare un concept di prodotto Raffinare le p specifiche Realizzare un’analisi economica Pianificare il progetto di sviluppo rimanente Analizzare i prodotti della concorrenza Piano di sviluppo Sviluppo del concept Copyright 2006 – prof. corrado lo storto – riproduzione riservata 4 21/10/2009 Gli obiettivi per l’identificazione dei bisogni dei clienti 1. Assicurarsi che il prodotto sia focalizzato sugli obiettivi dei clienti. 2. Identificare bisogni inusuali o nascosti. 3. Fornire “un insieme di fatti” utili a “giustificare” le specifiche del prodotto; 4 4. Creare un database dei bisogni individuati; 5. Assicurarsi che non sia sfuggito all’analisi alcun bisogno critico del cliente; 6. Sviluppare una comprensione comune dei bisogni del cliente all’interno ll’i t d l gruppo di lavoro. del l Copyright 2006 – prof. corrado lo storto – riproduzione riservata 5 21/10/2009 I 6 passi nella identificazione dei bisogni del cliente 1. Definire l’ampiezza dello sforzo 2 2. Raccogliere le indicazioni dai clienti (dati grezzi) 3. Interpretare i dati grezzi in termini di bisogni del cliente 4. Organizzare i bisogni in una gerarchia di bisogni primari, secondari e terziari (se necessario) 5. Stabilire l’importanza relativa dei bisogni 6. Riflettere sui risultati ottenuti e sul processo utilizzato Copyright 2006 – prof. corrado lo storto – riproduzione riservata 6 21/10/2009 Passo 1: definire l’ampiezza • spesso la definizione dell’ampiezza è già compresa come Dichiarazione di Intenti o Dcumento di Progetto • Il Documento di Progetto di solito contiene: una descrizione del cliente e del mercato-obiettivo obiettivi di business chiave i bisogni critici del cliente che occorre soddisfare ipotesi chiave del programma i principali stakeholders Copyright 2006 – prof. corrado lo storto – riproduzione riservata 7 21/10/2009 Avvitatori elettrici senza filo Copyright 2006 – prof. corrado lo storto – riproduzione riservata 8 21/10/2009 La dichiarazione di intenti (esempio dell’avvitatore elettrico senza fili) Dichiarazione di intenti: il Progetto Avvitatore Descrizione del prodotto Principali obiettivi di business Mercato primario Mercato secondario • Un dispositivo portatile, alimentato, per installare elementi di fissaggio filettati • • Lancio del prodotto nel quarto trimestre del 2002 Margine lordo del 50% 10% del mercato dei cacciavite senza fili entro il 2004 • Cliente fai da te • Cliente occasionale Piccoli manutentori/installatori • • • Ipotesi e vincoli • • • • Stakeholder • • • • Portatile Alimentato Batteria ricaricabile con tecnologia al nichel-metallo-hydride Utilizzatori Rivenditori Settore vendite Servizi di assistenza Produzione Settore legale Copyright 2006 – prof. corrado lo storto – riproduzione riservata 9 21/10/2009 Passo 2: raccogliere le indicazioni dal cliente (dati grezzi) • identificare i clienti o gli utenti tipici talora questi possono essere individui individui, altre volte gruppi • sviluppare un insieme di domande in grado di “tirare fuori” dai clienti i commenti necessari a elaborare informazioni sui bisogni • decidere se usare interviste o indagini • realizzare lo studio di mercato • catturare gli input dal cliente, le affermazioni scritte, la voce, registrazioni, ecc. • compilare in forma scritta la lista finale delle affermazioni del cliente Copyright 2006 – prof. corrado lo storto – riproduzione riservata 10 21/10/2009 I metodi per la raccolta delle indicazioni dai clienti • Interviste • Gruppi di discussione (focus group) • Osservazioni dell’uso del prodotto da parte dell’utente Copyright 2006 – prof. corrado lo storto – riproduzione riservata 11 21/10/2009 Esempio di informazione visiva: il design della borsa per libri Copyright 2006 – prof. corrado lo storto – riproduzione riservata 12 21/10/2009 Quanti clienti devono essere intervistati? Percentuale e di bisogni identifica ati 100 80 60 Interviste individuali (1 ora) Focus Group (2 ore) 40 20 0 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Numero di interviste o di gruppi fonte: Griffin, Abbie and John R. Hauser. “The Voice of the Customer”, Marketing Science. vol. 12, n. 1, Winter 1993. Copyright 2006 – prof. corrado lo storto – riproduzione riservata 13 21/10/2009 Matrice di selezione dei clienti per il progetto avvitatore senza fili Utenti chiave (lead user) Utente domestico (uso occasionale) 0 utenti Rivenditore Centri di o Reparto assistenza vendite 5 2 Appassionato di lavori manuali (uso frequente) 3 10 Professionista (uso pesante) 3 2 3 2 Copyright 2006 – prof. corrado lo storto – riproduzione riservata 14 21/10/2009 Le interviste per cogliere i bisogni del cliente • generare una lista di domande • domanda aperte vs domande chiuse esempio/i, metafore, …. stabilire regole per usare l’una o l’altra domanda • lasciar parlare il cliente, senza influenzarlo, ma…..essere flessibile • gestire bene il tempo • coinvolgere l’intero gruppo di lavoro Copyright 2006 – prof. corrado lo storto – riproduzione riservata 15 21/10/2009 Esempio di domande fatte nel corso dell’intervista • Quando e perché usa questo tipo di prodotto? • Può fare a meno di questo prodotto? • Ritiene che i prodotti venduti sul mercato che offrono simili funzionalità siano uguali? • Faccia vedere un tipico esempio di uso del prodotto • Cosa le piace dei prodotti esistenti? • Cosa non le piace dei prodotti esistenti? • Quali considerazioni fa quando decide di comprare il prodotto? • Quali miglioramenti apporterebbe al prodotto? Copyright 2006 – prof. corrado lo storto – riproduzione riservata 16 21/10/2009 Suggerimenti per una efficace interazione con il cliente • seguire il flusso del discorso • utilizzare stimoli e supporti visivi • eliminare ipotesi preconcette circa la tecnologia del prodotto • chiedere al cliente di fare una dimostrazione relativamente al modo in cui utilizza il prodotto • chiedere al cliente di spiegare quali sono le funzionalità/modalità d’uso tipiche del prodotto • fare attenzione alle esigenze espresse dal cliente per soddisfare bisogni latenti • prestare attenzione alle informazioni che non si manifestano attraverso la comunicazione verbale (ad esempio, quelle che emergono attraverso la gestualità o espressioni del volto) Copyright 2006 – prof. corrado lo storto – riproduzione riservata 17 21/10/2009 Documentare le interazioni con i clienti • Registrazione sonora • Appunti • Registrazione video • Fotografie Copyright 2006 – prof. corrado lo storto – riproduzione riservata 18 21/10/2009 Esempio di scheda cliente per il progetto Avvitatore Elettrico (AE) senza fili Cliente: Indirizzo: Paolo Rossi Via Monte di Pietà, Marcianise (CE) Domanda Dichiarazione del cliente Intervistatore/i: Data intervista: Tipo utente: Attualmente usa: Ho bisogno di avvitare velocemente delle viti, più velocemente che a mano • A volte faccio lavori sulle grondaie; utilizzo viti per lamiere metalliche • Molti componenti elettrici (es. coprinterruttore, prese) • Utilizzi tipici Lati p positivi dell’utensile attuale Mi piace il manico della pistola; è la presa migliore • Mi piace la punta magnetizzata • Lisa xx/yy/1999 Manutenzione edifici Craftsman modello A3 Bisogno (interpretazione) L’AE avvita più velocemente che a mano L’AE pianta viti per lamiere nelle grondaie • L’AE può essere utilizzato per viti su apparecchiature elettriche • • • • L’AE ha una impugnatura confortevole La punta dell’AE trattiene la vite prima di farla ruotare La punta dell’AE resta allineata con la testa della vite senza scivolare • L’utente può applicare una torsione manualmente all’AE per girare la vite • L’AE riesce a piantare viti nel legno massiccio • L’AE non rovina le teste delle viti • Non mi piace quando la punta scivola via dalla vite • Vorrei poterlo bloccare per utilizzarlo anche quando la batteria è scarica • Non riesco ad avvitare le viti nel legno massiccio • A volte spano le viti dure • Lati negativi dell’utensile attuale • L’AE riesce a raggiungere le viti sul fondo Una prolunga che mi consenta di arrivare al fondo di fori di fori profondi e stretti stretti • L’AE permette all’utente di lavorare con viti • Una punta per poter rimuovere la vernice dalla testa su cui si è verniciato delle viti • L’AE può essere utilizzato per creare un Copyright 2006 – prof. corrado lo storto – riproduzione riservata • Sarebbe bello se potesse fare un foro pilota foro pilota • Suggerimenti per miglioramenti 19 21/10/2009 Passo 3: interpretare le indicazioni (dati grezzi) in termini di bisogni dei clienti • esprimere i bisogni in termini di cosa deve fare il prodotto, non in termini di come potrebbe farlo • cercare di ottenere una interpretazione dei dati con lo stesso livello di dettaglio dell’input proveniente dal cliente • usare espressioni affermative e non negative • esprimere i bisogni nella forma di attributi del prodotto • evitare it di usare i termini t i i deve d e dovrebbe d bb Copyright 2006 – prof. corrado lo storto – riproduzione riservata 20 21/10/2009 Esempi che illustrano le linee guida per scrivere dichiarazioni di bisogno Linee guida Dichiarazione del cliente Espressione di bisogno corretta Espressione di bisogno errata “cosa” e non “come” “perché non mettete delle coperture di protezione attorno ai contatti delle batterie?” La batteria dell’AE è protetta da cortocircuito accidentale I contatti della batteria dell’AE sono coperti da un coperchio scorrevole in plastica Specificità “L’AE mi cade sempre” L’AE funziona normalmente dopo cadute ripetute L’AE è resistente Positivo, non negativo “Non importa se piove; di sabato devo comunque lavorare all’aperto” L’AE funziona normalmente sotto la pioggia L’AE non viene danneggiato dalla pioggia Un attributo del prodotto “Vorrei poter caricare la batteria con l’attacco dell’accendisigari” dell accendisigari La batteria dell’AE può essere ricaricata attraverso un accendisigari da automobile Un adattatore per accendisigari da automobile può ricaricare la batteria dell’AE Evitare “deve” e “dovrebbe” “Detesto non sapere quanta carica è rimasta nelle batterie del mio utensile senza fili” L’AE fornisce un’indicazione del livello di energia della batteria L’AE dovrebbe fornire un’indicazione del livello di energia della batteria Copyright 2006 – prof. corrado lo storto – riproduzione riservata 21 21/10/2009 Passo 4: organizzare i bisogni in una scala gerarchica • trascrivere ciascuna espressione affermativa relativa ad un bisogno in una singola scheda • eliminare le espressioni ridondanti • raggruppare le schede in funzione di quanto i bisogni siano simili l’uno all’altro • scegliere g una u a etichetta a per p ciascun a u gruppo g uppo di d note o • cercare gruppi di livello superiore per sottogruppi simili (i gruppi superiori devono essere costituiti da almeno 2 o al max 5 gruppi) • completato il processo di aggregazione, tornare indietro per valutare la bontà di quanto fatto ed evantualmente modificare l’organizzazione delle espressioni di bisogno Copyright 2006 – prof. corrado lo storto – riproduzione riservata 22 21/10/2009 Passi nella definizione della gerarchia di bisogni del cliente Soggetto Definire l’ampiezza del progetto o la dichiarazione di intenti per il prodotto. Soggetto Catturare gli input del cliente (una scheda per ciascun cliente). Soggetto Soggetto Raggruppare bisogni simili. Etichettare i gruppi. Soggetto Comporre i gruppi e mostrare le relazioni tra i gruppi. Soggetto Votare per individuare i bisogni più importanti e tirare le conclusioni dell’analisi. conclusione Copyright 2006 – prof. corrado lo storto – riproduzione riservata 23 21/10/2009 Lista gerarchica dei bisogni primari e secondari del cliente per l’avvitatore elettrico senza fii L’AE fornisce molta potenza per avvitare le viti • L’AE mantiene la potenza per molte ore di uso continuo (*) • L’AE riesce a piantare le viti nel legno duro. L’AE pianta le viti per fogli metallici nelle grondaie (**) • L’AE avvita it più iù velocemente l t che h a mano (***) L’AE rende facile l’avvitamento di una vite • L’AE trattiene la vite prima di farla ruotare (*) • L’AE può essere utilizzato per eseguire un foro pilota (*!) L’AE funziona con molti tipi di vite • L’AE può avvitare viti phillips, torx, a incastro e a testa esagonale (**) • L’AE può avvitare viti di varie misure ((**)) LAE L’AE riesce a raggiungere la maggioranza delle viti • L’AE può essere manovrato in piccoli spazi (*) • L’AE può raggiungere viti sul fondo di foroi profondi e stretti (**) L’AE riesce ad avvitare viti danneggiate • L’AE può essere utilizzato per rimuovere unto e sporco delle viti • L’AE permette all’utente di lavorare con viti su cui si è verniciato L’AE è facile da controllare mentre si avvita/svita • L’utente può spingere facilmente sull’AE (***) • L’utente può opporre facilmente resistenza alla torsione dell’AE (***) Copyright 2006 – prof. corrado lo storto – riproduzione riservata 24 21/10/2009 Passo 5: stabilire l’importanza relativa dei bisogni • Come prima alternativa cercare di ottenere il consenso di tutti i componenti del gruppo • Come seconda alternativa chiedere ai componenti del gruppo di lavoro di esprimere un voto • Fare attenzione che tutti i bisogni primari siano allo stesso livello di importanza • Se nella valutazione è possibile fare ricorso a clienti chiave, chiedere a questi ultimi di stabilire l’importanza o attraverso indagini a campione o in focus group Copyright 2006 – prof. corrado lo storto – riproduzione riservata 25 21/10/2009 Un esempio di scala per la valutazione dell’importanza dei bisogni Scala per il sondaggio su un avvitatore elettrico senza fili Si indichi ll’importanza importanza con una scala da 1 a 5 di ciascuna delle seguenti caratteristiche di un avvitatore elettrico senza fili. Si utilizzi la scala indicata di seguito: 1. 2. 3. 4 4. 5. La caratteristica è indesiderabile. Non prenderei in considerazione un prodotto con questa caratteristica. La caratteristica non è importante, ma non mi dispiacerebbe che ci fosse. Sarebbe bello avere questa caratteristica anche se non è necessario. La caratteristica è molto desiderabile desiderabile, ma considererei anche un prodotto che non la presenta. La caratteristica è critica. Non prenderei in considerazione un prodotto senza questa caratteristica. Marcare la casella a destra se si ritiene che la caratteristica sia unica, particolarmente interessante e/o inattesa indicando l’importanza della caratteristica su una scala da 1 a 5: ___ilil cacciavite mantiene la potenza per diverse ore di utilizzo continuato ___il cacciavite riesce ad avvitare le viti nel legno duro ___La velocità del cacciavite può essere controllata dall’utente mentre sta avvitando ___Il cacciavite emette un rumore piacevole durante l’utilizzo Copyright 2006 – prof. corrado lo storto – riproduzione riservata 26 21/10/2009 Passo 6: riflettere sui risultati e sul processo • Tale metodo non costituisce una scienza esatta • Sono stati considerati tutti i clienti significativi del mercato obiettivo? • Si è guardato oltre ai bisogni legati esclusivamente a prodotti esistenti, cercando di individuare anche bisogni latenti dei clienti potenziali? • Esistono aree deboli dell dell’analisi analisi condotta? Aree che devono essere sviluppate con ulteriori interviste o indagini? • I risultati ottenuti rappresentano una sorpresa? Perché? • Quali tra I clienti con cui si è parlato potrebbero diventare utili collaboratori nelle attività di sviluppo del prodotto? • Sono stati coinvolti tutti gli stakeholder? • Come si può migliorare il processo per realizzare futuri progetti? Copyright 2006 – prof. corrado lo storto – riproduzione riservata 27 21/10/2009 Caveats • Catturate “che cosa, non come”. • Incontrate i clienti nell’ambiente in cui essi utilizzano il prodotto. • Raccogliete dati visivi, verbali e testuali. • Un atteggiamento propositivo stimola le rispoiste del cliente. • Le interviste sono uno strumento di raccolta delle informazioni più efficiente dei focus group. • Intervistate tutti gli stakeholder e gli utenti chiave. • Sviluppate una lista organizzata delle espressioni dei bisogni. • Cercate i bisogni latenti. • Fate una indagine alla ricerca di trade-off. trade off • Realizzate un video o una presentazione in power point per comunicare i risultati. Copyright 2006 – prof. corrado lo storto – riproduzione riservata 28 21/10/2009 Esercizio sulla traduzione dei bisogni: esempio del design della borsa per i libri • “guarda come la pelle sul fondo della borsa è tutta graffiata; è una cosa sgradevole da vedere.” • “quando faccio la fila alla cassa e cerco di trovare il libretto degli assegni bilanciando la borsa sul ginocchio, mi sembra di essere una cicogna.” • “questa q borsa è la mia vita;; se la perdo p sarà una grande g pena p per p me.” • “non c’è niente di peggio di una banana che è stata trasformata in marmellata dallo spigolo di un libro di testo.” • “non non uso mai entrambe le cinghie del mio zaino; lo metto semplicemente su una spalla.” Copyright 2006 – prof. corrado lo storto – riproduzione riservata 29 21/10/2009 Esercitazione • All’interno del vostro gruppo di lavoro sviluppate una valutazione dei bisogni del cliente per il vostro progetto. develop a “customer” needs d evaluation l ti for f your project. j t Usate U t il metodo t d della d ll scheda. h d • Chi sono i vostri clienti? Chi realizza le interviste? • Stabilite una graduatoria dei bisogni e determinate le aree in cui può essere necessaria una ulteriore analisi più dettagliata. Copyright 2006 – prof. corrado lo storto – riproduzione riservata 30