Anno XXIV N. 2 Marzo 2012 IL GRILLO BRAMANTE Periodico del liceo Bramante di Magenta ea SPAZIO IMMAGINE PRIMA PAGINA Version ne! colori onli In que sto num ero L’ INS ERTO SCIEN TIFIC O IN QUESTO NUMERO: La nostra scuola Intervista ad Isabelle Serve un po’ di “Talent”! A Natale puoi… L’ Arte come espressione della realtà Occhio all’ etichetta Trofeo “Scuola e Sport” Stage Alpino Dal territorio Scrivere… Che Passione! Scienza/Scienze Latte per fare vestiti? Si può! Opinioni Vita: consigli per l’uso Verso la meta Democrazia e informazione L’ inchiesta Let’ s spend the night together! Rubriche Il Bramante.. Ai fornelli! Top Ten Questionario di Proust Pagina 2 Docenti referenti: Prof.ssa Luigina Marcogiuseppe e Prof. Claudino Antognazzi Articolisti in questo numero: A. Albatrino, M. Atis, C. Bighiani, N. Bramani, G. Caprioglio, G. Colombo, E. Finucci, G. Galimberti, S. Garavaglia, E. Giora, D. Gardini, M. Montonati, E. Nava, E. Porta, V. Pirovano, L. Rondena, A. Sapuppo, F. Sarri, S. Segato, A. Timeto, E. Tosello, E. Trezzi, V. Tufaro, G. Vaghi, D. Zarinelli Impaginazione: M. Bigatti, N. Bramani, E. Giora, L. Morabito, V. Pisoni, S. Redaelli, L. Rondena, F. Sarri Immagine di copertina e fumetto: E. Pernigotti Si ringraziano i Prof. Baglio, Luciano, Maltagliati, Masuzzi, Moneta, Parrini, Troncon A partire da questo mese G. Romano e F. Sarri sono i fotografi ufficiali del nostro Liceo. Potrete trovare le loro foto nei prossimi numeri del Grillo Bramante. Riceviamo e pubblichiamo Prof.ssa V. Maltagliati Ho letto con vivo interesse l’articolo La parola ai nuovi arrivati, pubblicato sull’ultimo numero del Grillo Bramante. L’idea di dare “la parola ai nuovi arrivati”, invitandoli ad esprimere le loro considerazioni sui primi mesi di frequenza della scuola superiore, e la competenza, con cui è stata realizzata, mi sono sembrate particolarmente rappresentative di ciò che il nostro liceo vuole essere: una scuola attenta a promuovere la socializzazione e l’integrazione, perché ogni allievo sia sostenuto e incoraggiato nell’affascinante, ma impegnativo percorso della conoscenza di sé e dello studio. In quest’ottica, penso che sia davvero degna di lode un’iniziativa partita dagli studenti stessi. Inoltre, i dati emersi dall’accurato sondaggio proposto dalla redazione mi hanno offerto molti spunti di riflessione ed elementi utili per individuare i punti di forza e di debolezza del progetto Accoglienza, di cui sono la docente referente. Sicuramente io e i miei colleghi della commissione li terremo presenti nella predisposizione del progetto per il prossimo anno scolastico. Approfitto, perciò, di questo spazio per ringraziare la redazione dell’ottimo lavoro svolto ed esprimere il mio apprezzamento per l’impegno profuso.Colgo l’occasione per rivolgere un saluto anche ai “nuovi arrivati”, gli alunni delle classi prime, ormai membri, a tutti gli effetti, della comunità del Bramante: insieme ai ragazzi della redazione e a tutti gli studenti che li hanno accompagnati con grande disponibilità, auspico che possano proseguire con serenità il cammino intrapreso e mantenere lo “spirito” positivo delle prime settimane di scuola. Voglio ricordare che in questi mesi abbiamo lavorato intensamente anche per presentare l’offerta formativa del nostro Istituto ai ragazzi delle classe terza della scuola secondaria di primo grado ed essere loro d’aiuto nell’impegnativa scelta che devono compiere. Abbiamo potuto portare a termine questo impegno grazie non solo alla collaborazione dei docenti, ma anche alla disponibilità e all’entusiasmo di numerosi studenti che hanno “animato” le giornate di Scuola aperta. A tutti un sincero e caloroso ringraziamento. Pagina 3 LA NOSTRA SCUOLA Intervista a Isabelle Di G. Caprioglio ed E. Tosello G: Ciao Isabelle, tu sei per quest’anno scolastico un’alunna della classe 4^H, ma all’interno dell’istituto molti ancora non ti conoscono. Raccontaci qualcosa di te! I: Ciao a tutti, mi chiamo Isabelle Arnsten e ho 18 anni; sono nata a Stoccolma, dove la mia famiglia tuttora vive, ed una volta tornata a casa dovrò frequentare l’ultimo anno di studi prima di accedere all’università. Ho viaggiato molto, sia con la mia famiglia che con i miei amici, e si può dire che abbia visitato quasi tutta l’Europa: sono stata in Spagna, Germania, Inghilterra, Svizzera, Croazia, Grecia, Turchia, Austria (dove ho vissuto per quattro anni), Norvegia, Finlandia, Danimarca e Polonia. Per viaggiare è ovviamente necessario saper parlare più della propria lingua, per questo ho studiato il tedesco, l’inglese e l’italiano, e conosco un po’ lo spagnolo. Ho praticato atletica fino a quando avevo 14 anni, e mi piacerebbe in futuro diventare infermiera. E: Per quale motivo hai deciso di venire a studiare un anno in Italia? I: Perché desideravo imparare bene la lingua, dal momento che ho lontane origini italiane: infatti la mia bisnonna quando era giovane viveva qui, a Como, e si era poi trasferita in Svezia una volta essersi sposata. G: Cosa ne pensi, in generale, del nostro Paese? I: Innanzitutto, mi piacciono molto i piatti della cucina italiana ed il clima, perché qui non fa così freddo come in Svezia. Non mi piacciono, invece, la moda italiana ed il fatto che ci sia poco verde pubblico e tanta sporcizia per le strade ed i parchi. Una cosa che ho notato è che le case qui da voi sono un po’ tristi: in Svezia sono gene- ralmente più grandi e fatte di legno, e sono tutte colorate! Bisogna però dire che, mentre a Stoccolma la periferia della città è più bella, per quanto riguarda il centro città, Milano mi piace di più. E: Cosa ti manca di più del tuo Paese? I: Beh, ovviamente mi mancano molto la mia famiglia ed i miei amici, ma anche i nostri buonissimi dolci tradizionali! G: Come ti trovi tra di noi? I: Sono contenta, mi trovo molto bene perché gli Italiani sono amichevoli! E: Quali sono le principali differenze tra la nostra scuola e quella che frequenti in Svezia? I: Allora, per quanto riguarda gli orari di entrata e di uscita da scuola, questi variano a seconda delle lezioni alle quali si partecipa: ci sono infatti delle materie fisse (matematica, fisica, inglese, svedese e scienze) e delle materie facoltative (per esempio geografia). L’orario scolastico non si protrae comunque oltre le 16.00, ma ciò vuol dire che dobbiamo pranzare a scuola portandoci le cose da casa, oppure in città utilizzando i ticket; il sabato non si frequentano lezioni, e se si sta assenti o, se si deve uscire prima da scuola, non è necessario portare alcuna giustificazione scritta. L’anno scolastico inizia più o meno il 25 agosto, per terminare intorno al 5 giugno; durante l’anno vi sono però più vacanze rispetto alle vostre, soprattutto in concomitanza con il periodo più freddo. Le scuole in Svezia sono esteriormente più belle di quelle italiane, ogni studente va alle lezioni portando il proprio personal computer, e c’è un diverso rapporto professorealunno, meno formale e più familiare. G: Ok Isabelle, ti ringraziamo per la tua disponibilità e la tua sincerità! Che ne dici di salutare gli alunni del nostro istituto nella tua lingua madre? I: Certo! A tutti: hej, lycka till med skolaret! (Traduzione: ciao, buona fortuna per l’anno scolastico!) Pagina 4 LA NOSTRA SCUOLA Serve un po’ di “Talent”! di S.Garavaglia Chi non ha mai sognato di diventare famoso o di apparire in televisione? Beh oggi questo sogno è realizzabile. Alessandro De Ciccio e Sara Catenazzi sono i rispettivi nomi di una ragazzo e di una ragazza della nostra scuola, che hanno avuto l’opportunità di partecipare ad “Italia’s got talent”, programma televisivo dedicato ai giovani talenti italiani, superando le prime fasi. Entrambi fanno parte del corso di danza di Maura Paparo a Magenta e, insieme ad altri loro compagni, hanno inscenato un balletto che si distingueva per un particolare gioco di ombre: il tutto avveniva, infatti, dietro ad un telone bianco. Ma cerchiamo di saperne di più chiedendo ai diretti interessati, ovviamente contrassegnando con la lettera S le parole pronunciate da Sara e con A quelle di Alessandro. 1) Perché avete deciso di partecipare ad “Italia’s got talent”? Abbiamo deciso di partecipare al programma per metterci alla prova. 2) È il vostro primo debutto in televisione? S: sì, certo. A: Anche per me. 3) Cosa si prova a trovarsi su un palco davanti a centinaia di spettatori e da un pubblico ancora più numeroso che vi segue da casa? S: Ho provato una grande emozione e una ancor più grande soddisfazione nel vedere che l’esibizione che avevamo preparato era piaciuta al pubblico e ai giudici. A: È stata una grande emozione! Non ci si rende conto di quello che sta succedendo finchè non si finisce l’esibizione e si attende il verdetto dei giudici: in quel momento la tensione è alle stelle. Quando abbiamo realizzato di essere passati, con ben tre “SI’”, è stata una grande gioia per tutti. 4) Quale dei tre giudici si può definire il vostro preferito? S: Maria De Filippi. A: Beh, senz’altro Maria De Filippi! 5) Chi invece temevate maggiormente? S: certamente Rudy Zerby! A: Credo che il più temuto sia Rudy Zerby, per il semplice fatto che ha sempre dimostrato poco interesse per il mondo della danza, e quindi si teme sempre un suo ennesimo “NO”. Fortunatamente siamo stati così bravi da convincere anche lui! 6) Se doveste descrivere ciascun giudice con un solo aggettivo, quale scegliereste? S: Per Gerry Scotti sicuramente simpatico, Maria materna e Rudy… professionale. A: senz’altro esigente per Rudy, Amorevole per Maria e divertente per Gerry. 7) Una vostra impressione sui due presentatori. S: I due presentatori sono una bella coppia. Simone Annicchiarico è stato molto simpatico e socievole con noi e anche di Belen ho avuto più o meno la stessa impressione. A: I presentatori mi sono sembrati molto “alla mano” ,se così si può dire, soprattutto per il fatto che fossero i primi a scherzare con i concorrenti, con i giudici e perfino tra di loro. 8)Avete avuto la possibilità di conoscere gli altri concorrenti? Se sì, chi si è distinto e perché? S: Prima della registrazione, trovandoci tutti in una stessa sala, abbiamo avuto modo di conoscere gli altri concorrenti come: due ragazzi che ballavano il tip tap, una abbigliata da Lady Gaga ecc… A: Abbiamo avuto modo di conoscere solo una piccola parte dei tantissimi concorrenti che si sono iscritti al programma e, a mio parere, quelli che si sono distinti maggiormente sono i “ballerini ciccioni”, ragazzi che ballavano indossando dei costumi gonfiabili. Sono stati molto divertenti! 9) Una curiosità: cosa succede in studio durante la pausa pubblicitaria? S:La pausa pubblicitaria in realtà non esiste perché la puntata è registrata. A: Essendo la puntata registrata, non esiste una vera e propria pausa pubblicitaria: l’esibizione viene ripresa un po’ di volte e in seguito gli autori del programma valutano la migliore. 10) Ora che avete passato la prima fase, state già pensando alla prossima esibizione? Si può avere un piccolo anticipo? S: in realtà siamo passati anche ad una seconda selezione passando direttamente in semifinale, ma questo verrà annunciato più avanti in televisione. Per la prossima esibizione non abbiamo ancora preparato niente, ma inizieremo tra poco a metterci all’opera. A: Mi spiace, non sappiamo ancora bene in cosa consisterà la prossima esibizione. Stiamo valutando molte idee. 11)cosa vi ha colpito maggiormente di questa esperienza? S: È stata un’esperienza inaspettata, bella e soddisfacente. LA NOSTRA SCUOLA S: È stata un’esperienza inaspettata, bella e soddisfacente. A: Ciò che mi ha colpito maggiormente dell’esperienza è la velocità con cui si svolge l’intera registrazione e, soprattutto, la grande quantità di persone che lavora dietro le quinte e che da casa non si può nemmeno immaginare! 12) Un consiglio ai nostri lettori che desiderano salire sul palco di “Italia’s got talent”. S: Molti personaggi stravaganti hanno partecipato a Pagina 5 questo programma quindi… chiunque abbia qualcosa di originale da proporre, partecipi pure alla prossima edizione. A: Come consiglio ai desiderosi di provare quest’esperienza mi sento in dovere di dire che se qualcuno crede veramente in ciò che fa, nelle sue passioni e vuole mettersi alla prova, partecipare ad un programma come “Italia’s got talent” è un’ottima scelta. Provateci anche voi! A Natale puoi... di E. Porta Anche quest’anno il nostro liceo ha dimostrato la sua generosità, nonostante la crisi, attivando una raccolta fondi natalizia. I docenti e gli studenti hanno accolto con entusiasmo questo progetto partecipando proficuamente . Abbiamo dunque intervistato la professoressa Troncon, responsabile di tale iniziativa: A quanto ammonta il ricavato complessivo della raccolta delle offerte? Esso ammonta a euro 1450. A ciò si devono aggiungere euro 550 destinati specificamente all’opera di Maristella Bigogno in Togo, dei quali 500 euro versati da un donatore che ha voluto mantenere l’anonimato e 50 euro versati dalla classe VD. A quale associazione è stato devoluto il ricavato? Negli anni precedenti il ricavato veniva per tradizione devoluto unicamente all’opera di Maristella in Togo. Quest’anno, raccogliendo i suggerimenti avanzati da più parti, il Consiglio di Istituto ha deciso di frazionare su più Associazioni quanto raccolto, e precisamente: Euro 250 all’Associazione San Vincenzo di Magenta tramite Don Giovanni (per le necessità di alcuni studenti seguiti da tale associazione) Euro 200 alla Casa Famiglia di Suor Maria di Trecate che si occupa di bambini e adolescenti con gravi problemi familiari Euro 200 alla Caritas di Magenta Euro 100 alla Croce Bianca di Magenta Come mai proprio a queste associazioni? Vista la situazione di disagio economico che tocca tante famiglie della nostra zona si è preferito frazionare i fondi su più realtà locali senza peraltro dimenticare l’opera di Maristella e le adozioni a distanza africane. Il ricavato è andato anche a sostegno di due bambine. Da quanto tempo è in atto questo progetto? Il ricavato è andato per euro 500 a sostegno delle adozioni a distanza di due bambine africane, Nancy e Cecilia di Gulu (Uganda). Inoltre il Consiglio di Istituto ha deciso di destinare ulteriori 200 euro all’orfanotrofio di Gulu. Come è stata accolta dagli studenti questa iniziativa secondo lei? L’iniziativa è stata accolta favorevolmente dagli studenti con la consapevolezza che ogni piccola goccia può generare un fiume. Cosa vorrebbe dire a favore di questa iniziativa? Le opere di carità testimoniano la consapevolezza di essere figli fortunati; fate di tutto per mantenerle vive. LA NOSTRA SCUOLA Pagina 6 L’ Arte come espressione della realtà di M. Atis Ai giorni nostri la concezione dell’arte è cambiata, soprattutto con l’evolversi delle tecnologie che hanno allontanato l’uomo sempre di più dal contatto con la realtà rendendolo pertanto dipendente dei macchinari che lui stesso ha creato e trasformando di conseguenza la vita in un corso monotono che si ripete quotidianamente. Ciò che non è cambiato invece è la funzione che svolge e ha svolto l’arte nel tempo e nello spazio. Ma che cos’è l’arte? L’arte non è altro che un mondo dove si possono affermare le proprie idee, un modo attraverso cui esprimere le proprie emozioni a livello esteriore. È un mondo irreale che rappresenta la realtà dell’uomo dove si insegna e si impara allo stesso tempo da ciò che è stato realizzato. Usando termini più tecnici “L’arte oggi è strumento che permette di alimentare l’humanitas, è la linfa stessa dell’humanitas” dice la prof.ssa Dipietromaria, referente del laboratorio teatrale. Malgrado non sia riuscita a far parte di attività artistiche nel corso della sua vita, è comunque convinta che il suo mestiere sia una forma d’arte e aggiunge “La cattedra è il palcoscenico dove ogni insegnante recita la sua parte e cresce grazie alla sinergia che si crea con gli studenti, suo pubblico privilegiato”. “L’arte è tutto ciò che vediamo con la vista e che ci dà delle emozioni” questa è la definizione del prof. Moneta secondo cui l’arte è stata sempre un fattore di arricchimento attraverso cui l’uomo è cresciuto. Da qui la seconda domanda: qual è la funzione dell’arte per noi? “L’arte è nutrimento e libertà per le persone” dice Roberta Villa, operatrice dell’associazione CIRIDI che dirige il laboratorio teatrale del mercoledì. Infatti essa non è altro che una via per uscire dal carcere che ci tiene rinchiusi in noi stessi e ci trattiene dall’esprimere le nostre idee e sentimenti. Grazie a questa abbiamo il modo di lasciare un segno per coloro che ci seguiranno, un segno con cui essere ricordati o ammirati. Ma tutto ciò ci dà l’opportunità di soffermarci alla riflessione e facendo questo sviluppiamo la nostra interiorità. È il mezzo migliore con cui trovare il proprio carattere, la propria personalità, scoprire innanzitutto se stessi che è forse la ricerca che compie ogni individuo nella sua vita. Queste sono le parole di coloro che hanno sentito l’esigenza di raccontare la realtà attraverso l’arte, di coloro che sono stati partecipi in una piccola comunità artistica che ha cercato di lasciare un “segno”, di coloro che condividevano delle stesse idee e pensieri, di coloro che non temevano la critica e i pregiudizi degli altri perche avevano già vinto la paura che si nascondeva al loro interno. Forse è questo il problema più grande dell’arte: la paura di essere criticati. Ma cos’è l’arte se non “la sfida di portare la bellezza nel mondo” dice Vaninka Riccardi, la collega di Roberta che dirige il laboratorio del giovedì. L’arte permette dunque di osservare le cose da diversi punti di vista e ci permette di scoprire la realtà per come è effettivamente e non per come appare o meglio si vuole far apparire. LA NOSTRA SCUOLA Anche il più semplice modo di partecipare all’arte può rivelarsi utile: “Ho imparato di più come osservatrice dagli incontri di teatro che dai corsi di aggiornamento e la cosa più importante che ho appreso è quella di valorizzare i ragazzi anche nel caso in cui non rispettano le consegne”. Questa affermazione della prof.ssa Dipietromaria è la dimostrazione di come il teatro abbia avuto degli effetti sulle sue idee. Infatti questa forma d’attività artistica che sembra per alcuni così lontana dall’individuo, così insensata e inutile per altri, è in realtà una delle poche vie di fuga dell’uomo per liberarsi dalla routine. “Il teatro ha dato lo strumento fisico e oratorio per elaborare quei principi che avevo dentro di me”. Questa espressione di William Piana che a prima lettura può sembrare una definizione filosofica della funzione dell’arte non è altro che la sintesi di ciò che hanno provato i giovani attori nel corso della loro esperienza. Ciò che meraviglia di più è la scoperta di se stessi; e ve lo dice uno che è cambiato di 180° dopo quest’avventura (è l’unico termine appropriato secondo me per definire tale esperienza) perché non solo ho ri-scoperto me stesso, ma ho imparato ad arricchirmi delle esperienze altrui e a volte ad insegnare ciò che ho appreso. Facendo tutto ciò ho avuto una piccola preoccupazione riguardo i pregiudizi degli altri, ma in fondo ho capito che sono proprio “pregiudizi”. Perché sono del parere che come per commentare un libro bisogna prima leggerlo, per sindacare un film bisogna prima vederlo così per criticare il teatro o qualsiasi altra forma d’arte bisogna prima averla esperimentata personalmente. Con questo dunque vi invito a partecipare ad attività artistiche rivolte a rendervi più umani perché a volte non siamo altro che burattini con un ruolo specifico nella società che recitano ogni giorno la medesima parte. “E forse l’unico ambiente – dice Giulia Colombo Pagina 7 – dove possiamo trasformarci in ciò che non siamo, essere ciò che vorremmo essere è proprio il teatro”. Ma non bisogna nutrire la paura di essere criticati poiché in tal caso si è già condannati alla sconfitta; e non bisogna nemmeno sentirsi incapaci perché come dice Alice Valenti “ognuno di noi ha un lato artistico; c’è chi lo reprime e c’è chi lo libera, ma l’importante è riuscire a trovare ciò che è nascosto al proprio interno”. “L’arte è l’espressione dei sentimenti e deve esprimere ciò che sente l’artista” dice Iris Daka. Naturalmente perche sia possibile si presuppone che l’artista creda in ciò che realizza: infatti l’unico problema è quello di un arte che si sta sempre più commercializzando e di conseguenza corrompendo. L’arte è libera e non dovrebbe essere commercializzata e in quanto tale non deve essere negata a qualcuno e nemmeno imposta. Ma qualunque cosa accada l’arte continuerà comunque a coinvolgere persone che sentono il bisogno di sfogarsi, di esprimersi, di dire la propria, ma anche di arricchirsi con nuove esperienze. Concludo ringraziando tutti coloro che hanno condiviso con me le loro idee per la realizzazione di questo articolo. E se questo è riuscito ad accendere in voi una scintilla o un interesse per l’arte, qualunque essa sia, significa che ciò che ho scritto ha raggiunto il suo fine. LA NOSTRA SCUOLA Pagina 8 Occhio all’ etichetta di G. Vaghi Se a ciascuno di noi venisse chiesto quali sono i cibi che mangiamo e che più ci piacciono, nessuno avrebbe difficoltà a rispondere, però non sempre le cose sono come sembrano. La verità è che molte volte il cibo ci inganna. Scommetto che dalla lista degli ingredienti pochi sarebbero in grado di risalire al prodotto considerato. Per aiutarci a essere più consapevoli di quello che mangiamo la scuola ha organizzato un corso di tre lezioni pomeridiane che ha visto come relatrice la Dottoressa Pasanisi del progetto DIANA presso l’Istituto dei Tumori di Milano. Vari studi hanno dimostrato che alcuni fattori nella nostra dieta favoriscono lo sviluppo di tumori e ne ostacolano la guarigione. La Dottoressa ci ha spiegato che l’uomo negli ultimi anni ha cambiato il suo modo di rapportarsi al cibo: mentre prima era fonte di sopravvivenza, ora spesso se ne abusa. Ciò porta ad alterazioni legate allo sviluppo di molte patologie. Tuttavia non ci si deve allarmare perché viviamo nel paese della “dieta mediterranea” che è uno degli stili di vita più sani. Abbiamo concluso il corso con un’ottima cena dove sono state messe in pratica tutte le regole principali per una sana alimentazione. Ecco alcune norme molto importanti per mantenerci in salute e seguire una dieta corretta: ☼ Guardare e soprattutto saper leggere un’etichetta è davvero importante per conoscere quello che si mangia. Bisogna tenere presente che gli ingredienti contenuti in quantità maggiore sono indicati per primi. Attenzione! A volte veniamo ingannati in quanto, per non far figurare lo zucchero al primo posto, lo si divide nei suoi vari componenti. Così troveremo indicato non solo lo zucchero, ma anche sciroppo di glucosio, di fruttosio, di zucchero invertito…. ☼ Una dieta troppo ricca di carni rosse e carni in scatola (anche prosciutti o salumi) sarebbe da evitare. Si consiglia di mangiare carne due o tre volte alla settimana (500 gr), non di più. Mentre il pesce è un alimento fortemente consigliato. ☼ Limitare il consumo di alimenti ad alta densità calorica ed evitare il consumo di be- vande zuccherate che hanno un alto apporto calorico, ma non aumentano il senso di sazietà. ☼ La Dottoressa ha caldamente consigliato l’utilizzo di cereali integrali, perché in quelli raffinati rimane solo amido, quindi sono molto calorici. Inoltre bisognerebbe integrare il proprio pasto con legumi; per abituarsi sarebbe meglio iniziare a mangiare quelli più piccoli per poi passare a quelli di dimensioni maggiori. Infine frutta e verdura sono molto importanti per mantenersi in forma, se ne dovrebbero mangiare cinque porzioni al giorno. Sono invece sconsigliate le patate. ☼ Limitare il consumo di bevande alcoliche e di sale. ☼ Mantenersi fisicamente attivi. Tutti i medici sono concordi nel ritenere questo consiglio essenziale per prevenire malattie. All’inizio basterebbe una camminata veloce per 30 minuti al giorno, ma si possono praticare anche degli sport, oppure fare spostamenti a piedi al posto di usare la macchina. L’ultimo suggerimento che ci è stato più volte offerto è quello di pensare di fare la spesa con la propria bisnonna e prendere solo quello che lei giudicherebbe opportuno! Ecco qualcosa a cui pensare la prossima volta che ci avventureremo in un supermercato… Buona spesa e soprattutto buon appetito! LA NOSTRA SCUOLA Pagina 9 Trofeo “Scuola e Sport” di E. Finucci e E. Trezzi Si è svolta presso il parco annesso al liceo donato bramante la prima fase relativa al 2° trofeo scuola & sport citta’ di magenta patrocinato e promosso dall’assesore alla p.i. Giovanni lami, mentre la parte tecnica organizzativa e’ stata demandata al liceo bramante con referente il prof. Emilio moscatelli. Scuola & sport prevede la partecipazione degli istituti scolastici superiori di magenta ad un trittico di gare quali la corsa campestre, lo sci alpino e la mtb. Discipline non particolarmente rappresentate sul territorio da societa’ ed enti sportivi e quindi da incentivare ed aiutare a diffondersi. “scuola & sport” ha quindi come obiettivo primario la promozione di discipline sportive non diffuse sul territorio o comunque poco rappresentate dalle societa’ sportive locali. Partecipazione numerosa e grande battaglia tra gli istituti che hanno preso parte alla gara di corsa campestre. Erano infatti presenti gli studenti del liceo classico s. Quasimodo, i.p.s.i.a l. Da vinci e il liceo scientifico d. Bramante, per un totale di oltre 80 atleti. Le categorie partecipanti erano quattro 2 maschili e due femminili e precisamente : Categoria allievi /e nati/e anno 1996/1997/1998. Categoria juniores m/f. Anno 1995/94/93/92. Nelle categorie allievi maschi affermazione indiscussa degli studenti del liceo scientifico d. Bramante che hanno occupato i primi 6 posti. Stessa cosa e’ successa nella categoria juniores maschile e femminile, mentre nella categoria allieve femminile primo e terzo posto sono stati appannaggio delle studentesse del quasimodo. Prossimo appuntamento al 9 marzo a pila per la prova di sci alpino di slalom gigante. Classifiche: Categoria allievi 1° Moscatelli Mirko liceo scientifico d. Bramante 2° Lualdi Luigi liceo scientifico d. Bramante 3°Saracchi Andrea liceo scientifico d. Bramante 4°Garavaglia giacomo liceo scientifico d. Bramante 5° Gorlezza Simone liceo scientifico d. Bramante 6°Pedroli Samuele liceo scientifico d. Bramante Categoria Allieve 1°Invernizzi Francesca liceo quasimodo 2°Oldano Camilla liceo scientifico d. Bramante 3°Pesarin Erica liceo quasimodo 4°Braga Martina liceo scientifico d. Bramante 5° Paleni Chiara liceo scientifico d. Bramante 6° Maggioni Beatrice liceo scientifico d. Bramante Categoria juniores femminile Categoria juniores maschile 1°Daghetti Ilenia liceo scientifico d. Bramante 2° Barenghi Benedetta liceo scientifico d. Bramante 1° Porcaro Alex liceo scientifico d. Bramante 3°Longoni Lisa 4°Stoppa Fabio liceo scientifico d. Bramante liceo scientifico d. Bramante 4°Venegoni Lisa liceo scientifico d. Bramante 5° Lazzaroni Silvia liceo scientifico d. Bramante 6° Baraban Chiara liceo scientifico d. Bramante 2°Braga Matteo liceo scientifico d. Bramante 3°Tonella Roberto liceo scientifico d. Bramante 5°Leopardi Luca liceo scientifico d. Bramante LA NOSTRA SCUOLA Pagina 10 Stage Alpino di A. Sapuppo Anche quest'anno è stata data dal nostro istituto la possibilità di partecipare allo stage alpino, progetto concepito ed attuato per la prima volta nell'anno scolastico 2000/01 e riproposto negli anni successivi visto l'interesse dimostrato dagli studenti. Lo stage ha la finalità di preparare gli studenti del nostro liceo, già in grado di praticare l'attività sciistica, per lo svolgimento di una gara di selezione per determinare la rappresentativa studentesca che parteciperà ai campionati studenteschi provinciali ed eventualmente regionali. Quest'anno è stato svolto tra il 17 e il 20 Dicembre 2012. Sabato 17 siamo partiti dal piazzale della scuola verso le ore 15 in modo tale da non perdere le lezioni mattutine; dopo circa due ore e trenta di viaggio siamo arrivati a Chiesa Valmalenco, località situata in provincia di Sondrio, e ci siamo recati presso il nostro alloggio, l'hotel Pizzo Scalino, che ogni anno ospita molto gentilmente i ragazzi della nostra scuola. Nei due giorni successivi noi studenti ci siamo comple- tamente dedicati all'allenamento in vista della gara dell'ultimo giorno. La mattina abbiamo affinato la tecnica e seguito i preziosi consigli degli istruttori di sci assegnati ai vari gruppi formatisi in base all'abilità degli alunni; il pomeriggio abbiamo proseguito l'allenamento accompagnati dagli insegnanti. L'ultimo giorno invece è stata svolta la gara di sci. Finita la gara abbiamo pranzato tutti insieme presso una baita situata direttamente sulle piste da sci, che è stata aperta esclusivamente per ospitare noi ragazzi della scuola. Dopo pranzo abbiamo intrapreso il viaggio di ritorno durante il quale è stata effettuata la premiazione. Si ringraziano i professori accompagnatori Moscatelli, Rondena e Durso che hanno permesso a noi studenti di fare quest'esperienza. Lo stage infatti, sebbene la sua finalità sia quella di prepararci per la gara finale, ci ha dato anche la possibilità di conoscere nuovi ragazzi all'interno dell'ambito scolastico e di instaurare nuove amicizie spesso destinate a continuare nel tempo. Vi comunichiamo ora l'esito della gara: ALLIEVI 1 Moscatelli Mirko ALLIEVE 1 Braga Martina 2 Lualdi Davide 2 Nannavecchhia Martina 3 Milana Matteo 3 Porta Federica JUNIORES MASCHILE 1 Mazzia Paolo JUNIORES FEMMINILE 1 Virga Marta 2 Braga Matteo 2 Sapuppo Anita 3 Grandi Matteo 3 Cerutti Alice L’ INCHIESTA Pagina 11 Let’s spend the night together! di F. Sarri Così cantavano i Rolling Stones nel lontano 1967; il loro era un invito alla “vita spericolata” di quegli anni, fatta di belle donne, di Rock e di momenti intensi vissuti al massimo. Ma noi, nel 2012, come vogliamo trascorrere le nostre notti?? Permettetemi di dire che dai famosi Sixties le abitudini dei giovani sono radicalmente cambiate: se in meglio o in peggio, lo lascio decidere a voi. Come sicuramente ricorderanno i nostri zii o genitori, la vita dei giovani negli anni 60 e 70 era profondamente influenzata dalla musica, da artisti del calibro dei Beatles e dei già citati Rolling Stones, molto più di quanto avvenga ai giorni nostri; non voglio inoltrarmi nella “selva oscura” degli effetti che la Musa Musica può esercitare sugli uomini, ma mi piacerebbe solamente richiamare alla mente e proporre un semplicissimo confronto sulle abitudini dei ragazzi di ieri e di oggi per quanto riguarda la serata per eccellenza: il Sabato Sera. Cinquanta anni fa i ragazzi della nostra età si ritrovavano nei vari locali della città (per farsi un’idea di come questi posti fossero effettivamente consiglio il telefilm Happy Days) dove potevano ascoltare buona musica grazie ai mitici Jukebox, bevendo una birra e cercando inevitabilmente il miglior modo per conquistare una ragazza. Una valida alternativa per la conquista di una ragazza era offerta dal Drive-in; e a questo proposito, chi non ricorda le memorabili scene del film Grease, in cui i T-Birds cercavano un disperato approccio alle ragazze, seduti comodamente sui sedili delle loro macchine mentre guardavano un film? Ma facciamo un salto nel tempo, fino ad arrivare ai giorni nostri. Come possiamo passare i nostri sabato sera? Le opzioni su come “spendere” il nostro tempo non sono tantissime, si possono contare sulle dita di una mano... Cinema, discoteca, pub: avete altre idee? I nostalgici Sogni di Rock’ n’ Roll sono ormai lontani ed ecco che noi giovani non possiamo far altro che prendere le nostre macchinine ed avventurarci Nella notte, in cerca di una discoteca o di un locale dove divertirci. Sì, divertirci, ma come? Alcuni di noi si accontentano di una birra, di un semplice cocktail, di quattro risate con gli amici; come insegnano i giornali, ci sono ancora troppi di noi che ricercano una via fuga da questa triste (volete definirla proprio così? ) realtà. Ed è proprio questo voler scappare a tutti i costi, questa smodata ricerca di spensieratezza, che spesso ci spinge ad esagerare. Esagerazione. Credo sia questa la parola chiave del sabato sera attuale, in cui ognuno di noi, volendo (forse anche giustamente) dimenticare tutti i problemi e le incombenze della scuola, spinge un po’ troppo sull’acceleratore. Per fare un esempio, si potrebbe citare uno dei siti internet più discussi del momento, Nonciclopedia. Qui, il sabato sera, viene definito “una scusa per bere”, uno spazio dilatato a causa di alcool e droga. Si potrebbero perdere ore ed ore a parlare di questo fenomeno ma ciò che conta, secondo me, è l’idea che i giovani e gli adulti hanno del sabato sera. Siamo veramente tutti disposti a farci catalogare dai media, o addirittura dalle persone che ci sono vicine, come alcolisti, drogati, ragazzi e ragazze che pensano soltanto a sballarsi? Io non lo sono, e spero di non essere l’unico. Un’ultima considerazione: ad ognuno di noi sarà sicuramente capitato di “sballarsi” o di ritrovarsi a fine serata un po’ “alticcio”; e magari proprio in quei momenti si sentiva invincibile, spiritoso, il ragazzo/ragazza più desiderato di questo mondo. Ma avete mai chiesto ai vostri amici o a chi era con voi come veramente foste? Se ne avrete l’occasione, ricordatevi di porgli questa domanda. E potrete constatare che la loro risposta sarà del tutto differente da quella che avreste voluto ricevere. OPINIONI Pagina 12 Vita: consigli per l’uso di E. Giora, N. Bramani e S. Segato Spesso ci siamo sentiti invitare a godere di ogni attimo, di ogni opportunità della vita perché ognuno di noi ne ha solo una a disposizione e la deve vivere appieno. Ma come interpretare quest’invito? Dobbiamo accettare quello oraziano del “carpe diem” o il consiglio che di recente una compagnia di telefonia mobile ci sta dando tramite uno spot: “life is now”? Orazio, nelle sue Odi, ci invita a godere la vita attimo per attimo, ma sia il verbo carpere sia il sostantivo dies sono portatori di due aspetti molto importanti riguardanti la vita. Il verbo esprime la qualità della vita suggerita dal poeta, cioè non un mero godimento di piaceri terreni, ma un invito ad agire sul presente e cercare di cogliere le occasioni, le opportunità, le gioie che si presentano oggi, senza alcun condizionamento derivante da speranze o ansiosi timori per il futuro, che non potrà mai essere influenzato dal nostro agire. Il sostantivo, invece, è portatore del concetto di fugacità della vita perché limitata e precaria, in quanto può essere bruscamente interrotta da qualsiasi fata- lità e che perciò dev'essere vissuta con intensità e consapevolezza. Life is now, al contrario, è una degradazione del modello oraziano dovuta ad un errata interpretazione dell’invito del poeta. Il motto, infatti, incita a godere di ogni situazione che la vita ci propone senza preoccuparci di cosa sia moralmente corretto, perché la vita è ora e quindi va vissuta sfruttandola al meglio. La differenza tra i due concetti porta ad assumere una posizione favorevole al primo invito sotto diversi punti di vista. Prima di tutto le fonti: carpe diem proviene da una lirica di un poeta classico, life is now è invece usato come immagine per fini commerciali, è chiara quindi la disparità anche dal contesto in cui sono usate. In secondo luogo il comportamento suggerito e le ricadute che questo ha, una volta applicato: mentre l’invito oraziano creerebbe uomini con sani principi e con una vita attiva e propositiva, life is now al contrario incita a comportamenti non sempre riconducibili ad una morale corretta e talvolta deleteri per chi li compie e per chi ne subisce le conseguenze. A questo punto sembra chiaro quale invito accettare. Seguendo il modello oraziano è possibile vivere ogni occasione della vita pienamente senza esagerazioni. Ciò non vuol dire trascorrere una vita monacale, strettamente legati alla regola, perché, si sa, questa affermazione è soltanto un luogo comune. OPINIONI Pagina 13 Verso la meta di L. Rondena In Italia e in molti altri paesi lo sport più popolare e vicino alla gente è sicuramente il calcio. Infatti non c’è dubbio che il calcio sia lo sport più amato, pagato e seguito dai giovani e dagli adulti del vecchio e nuovo continente. Il suo impatto mediatico e i soldi che girano intorno a questo sport ed ai suoi campioni è incredibile e a volte vergognosamente ingente. Ma negli anni si sono affermati anche altri sport in Italia, dalla pallacanestro alla pallavolo, dove gli azzurri si sono sempre contraddistinti, anche a livello internazionale, per i risultati raggiunti e i trofei vinti. Ma il pallone è solo rotondo? Certo che no ed è importante non sottovalutare e comprendere l’espansione del fenomeno sportivo rugby tra persone di tutte le età. Prima di tutto, cos’è il rugby? Il rugby non è solo lo sport con la palla ovale, ma è un impegno atletico sotto ogni punto di vista. Infatti i giocatori di questo nobile sport sfruttano non solo la propria forza fisica durante gli scontri ma anche le gambe per correre, recuperare la posizione e soprattutto serve tanta testa e gioco di squadra. Probabilmente è uno degli sport più completi e più accessibili. Qualunque sia la tua costituzione fisica, puoi trovare il tuo ruolo in squadra. Su un campo grande poco più di quello di San Siro due squadre di 15 giocatori l’una si sfidano per ottanta minuti, riposandosi per dieci minuti circa a metà incontro. Agli estremi del campo ci sono dei pali a forma di “H” che secondo il regolamento devono essere alti almeno 3,4 metri e che uniti da una traversa rappresentano la calcistica porta del giocatore di rugby. Infatti l’ovale, passando sopra la traversa e tra i pali, consente alla squadra in attacco di guadagnare punti in relazione all’azione dalla quale nasce il tiro vincente. Ma il vero goal del rugby è la meta. La meta è il massimo punto che si può realizzare durante una partita e consiste nel metter palla a terra oltre una linea, chiamata linea di meta, la quale delimita il campo sul lato corto di esso, dove si trovano anche i pali. L’adrenalina che spinge un uomo a correre verso la fine del campo evitando i placcaggi avversari è difficile da trovarsi in altri sport. Sicuramente la peculiarità di que- sto sport è il passaggio. Infatti nel rugby si può passare la palla solo all’indietro o di lato, se si usano le mani, mentre si può passare in avanti con i piedi se il giocatore attaccante che riceve è lo stesso che ha tirato o se si trovava dietro al tiratore al momento del passaggio. Non è semplice spiegare per filo e per segno tutte le regole del rugby ed è ancora più difficile spiegarlo in poche parole. Però per imparare a vivere e a sentire davvero questo sport pulsare nelle vene, per capire ogni regola e capire che non è solo lo sport con la palla ovale bisogna provarlo sulla propria pelle. Grazie all’esperienza sul campo, anche ignorando tante regole all’inizio, si può apprezzare la realtà di questa comunione sportiva tra forza, agilità, concentrazione e passione. Invito chiunque non conosca il rugby e chiunque lo identifica spesso come uno sport rozzo e volgare a provarlo personalmente prima di giudicarlo ed estraniarlo dalla propria vita perché è uno sport che permette di sfogare e svuotare la mente, di liberare quello che sentiamo, di lasciarci andare e di ricaricare l’animo. Provare per credere! OPINIONI Pagina 14 Democrazia e informazione di V. Tufaro Il miglior sistema politico oggi, come sempre, è la democrazia. Esso è però imperfetto e non risulta perfettibile poiché la natura della sua imperfezione ha radici in un problema intrinseco in esso. La questione riguarda la modalità con la quale le persone sono legittimate a governare: come è noto chi ha il potere legislativo è stato prima eletto da un popolo. Proprio in tale passaggio è radicato il problema; infatti è del tutto opinabile che una scelta fatta dal cittadino debba per forza esser legittima. La questione non riguarda il fatto che un cittadino abbia potere di nominare altre persone affinché esse governino in sua vece poiché è del tutto impraticabile la democrazia diretta. Impossibilitati dunque gli individui a gestire direttamente la cosa pubblica essi esprimono la scelta di un'altra persona che se ne occupi in modo consonante alle loro idee. Il problema è radicato nel fatto che un individuo non ha per forza cognizione di causa su come si debbano risolvere i problemi politici. Per averne consapevolezza è fondamentale un elemento: il tempo. Bisogna avere la possibilità di pensare ai problemi per poterne avere un opinione. Ecco già un primo intoppo al processo decisionale: il cittadino medio non ha tempo a sufficienza per fare ciò, che, poi, è quanto ha sostenuto nella prima metà del XIX secolo Benjamin Constant. Non avendo l’occasione per andarsi a informare per conto proprio l’elettore prima di votare si informa da altre persone. Tali altre persone costituiscono canali di fruizione dell’informazione che permettono di concentrare massicciamente una certa mole di notizie in poco tempo. Così in teoria sarebbe risolto il problema ma tale risoluzione è discutibile poiché innanzitutto si è perpetrata un’altra delega: oltre a delegare gli altri per governare si delegano altri ancora per essere informati. Certamente ci si potrebbe fidare se gli uomini fossero perfetti ma essi non lo sono e perciò pare evidente che in qualche modo chi detiene il potere influenzerà anche chi eroga le informazioni. Oltrepassando tale aspetto si deve anche considerare che le informazioni date ad un telegiornale, elencano i fatti ma non li mettono in relazione e ciò non consente di potersi fare un’ idea. Di conseguenza l’offerta informativa viene incrementata con programmi di approfondimento siano essi trasmissioni televisive o rubriche di giornali. Tale servizio così permette di affidare anche ad altri il compito di pensare. La democrazia da quanto detto risulta perciò essere fondata su un circolo vizioso: si delegano altri perché non si ha tempo ma proprio per controllare e scegliere questi ultimi bisogna avere tempo. Stando così le cose le riforme e i grandi cambiamenti non sono in realtà il risultato del flusso della coscienza collettiva ma delle decisioni di una ristretta cerchia di lobby e think tank che sapendo esprimere una volontà decisa ed essendo in grado di influenzare la classe politica concretizzano le idee. Essi, in cambio, forniscono alle altre comuni persone l’illusione di poter scegliere che cosa si debba fare lasciando decidere il candidato che più è gradito a loro. RUBRICHE Pagina 15 Questionario di Proust Fra le carte giovanili di Marcel Proust è stato trovato questo questionario,proposto all’origine da un giornale inglese, con le risposte del futuro autore della Recherche. Da allora il questionario viene definito come “Questionario di Proust”. Abbiamo chiesto a due prof del Liceo Bramante, prof Luciano e prof Masuzzi, di rispondere alle stesse domande. Ecco le loro risposte, cui potrete aggiungere le vostre. La tua idea dell’infelicità Luciano: il prevalere dell’istinto sulla ragione Masuzzi: una situazione senza sbocco Il colore che ami Luciano: il rosso Masuzzi: il verde acqua Il fiore che ami Luciano: la rosa Masuzzi: la rosa canina, il caprifoglio, le bacche rosse d’inverno Dove vorresti vivere Luciano: in riva al mare Masuzzi: nel Nord Europa, o dove ci sia una eterna primavera I tuoi scrittori preferiti Luciano: Pirandello, Verga, Pavese Masuzzi: Stephen King, Tolkien, Camilleri I tuoi poeti preferiti Luciano: Foscolo, Neruda, Baudelaire Masuzzi: Elisabetta Galli, Mariangela Broggi (locali) I tuoi pittori e musicisti preferiti Luciano: Picasso, Wahrol, Michelangelo, Klimt, Schiele. De André e Vecchioni. Masuzzi: Gabriele Lisca (locale) Turner e Constable. Mozart I tuoi eroi nella vita reale Luciano: Mandela, Madre Teresa, Martin Luther King. Masuzzi: Federico Rampini, Messner Quello che apprezzi di più in un essere umano Luciano: l’umiltà Masuzzi: l’umanità, la comprensione, la sincerità Le qualità che preferisci in un uomo Luciano: l’intelligenza Masuzzi: l’umanità, la comprensione, la sincerità Le qualità che preferisci in una donna Luciano: la bellezza fisica Masuzzi: l’umanità, la comprensione, la sincerità La tua occupazione preferita Luciano: la mia Masuzzi: camminare (esplorare), leggere Il tratto principale del tuo carattere Luciano: l’ambizione Masuzzi: la resistenza (da bravo Capricorno) La tua idea della felicità Luciano: è solo una “idea” Le tue eroine nella vita reale Masuzzi: assaporare (fermare) Luciano: non ne ho l’attimo Masuzzi: mia moglie I tuoi eroi nella finzione Luciano: Spider Man, Charlot Masuzzi: Tex Willer Le tue eroine nella finzione Luciano: non ne ho Masuzzi: Lisbeth Salander Il tuo cibo e la tua bevanda preferita Luciano: maccheroni al ragù, vino Masuzzi:la pizza, i pizzoccheri, il Radler, il succo d’uva I nomi che preferisci Luciano: il mio Masuzzi: Marco, Stefano Se non fossi tu, chi vorresti essere Luciano: nessun altro Masuzzi: un ragazzo di oggi (con la mia esperienza di oggi) Come vorresti morire Luciano: di morte subitanea Masuzzi: rapidissimamente, guardando un bel panorama Il tuo motto favorito Luciano: Carpe diem! Masuzzi: “Domani è un altro giorno” RUBRICHE Pagina 16 Il Bramante… Ai fornelli di V. Pirovano e A. Timeto Cari ragazzi, come promesso, anche questo mese, siamo pronte a proporvi una nuova golosa ricetta e questa volta la protagonista sarà la torta foresta nera. Il nome deriva dall’omonima regione della Germania e ci sono molte teorie riguardo la sua origine; alcuni credono che il nome di questa torta sia un tributo al sapore delle ciliegie, altri dicono che i riccioli di cioccolato che guarniscono la torta ricordano gli alberi spessi che si sviluppano nella foresta nera. Sicuramente molto conosciuta, non è particolarmente difficile da preparare come può sembrare; l’unica cosa che serve è una buona dose di pazienza e l’aiuto di qualche amico per rendere ancora più divertente la preparazione. Il risultato: una delizia per gli occhi e per il palato! INGREDIENTI Per l’impasto: 75 g di burro 50 g di lievito chimico in polvere 140 g di cioccolato fondente 6 uova 100 g di farina 180 g di zucchero Per la guarnizione: 750 ml di panna fresca 80g di zucchero 60 g di zucchero a velo 500 g di ciliegie nere 100 g di cioccolato per la guarnizione finale (riccioli) (suggerimento: noi abbiamo preferito usare le fragole e la panna spray per semplicità.) PREPARAZIONE: Per iniziare sciogliate il cioccolato fondente a bagnomaria e quando sarà completamente fuso, aggiungete il burro tagliato a cubetti; fatelo sciogliere completamente, quindi lasciate intiepidire. Nel frattempo sbattete i tuorli d’uovo con 90 g di zucchero e quindi montate per bene il tutto fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Versate il composto di cioccolato ormai tiepido dentro alla massa di uova mescolando e aggiungete delicatamente gli albumi che andranno montati a neve con altri 90 g di zucchero. Sempre mescolando incorporate gli albumi alla massa di cioccolato e poi aggiungete poco per volta la farina e il lievito. A questo punto imburrate una tortiera e versatevi il preparato, infine infornate (forno già caldo a 180° per 45 minuti circa). Non appena cotta, estraete la torta dal forno, lasciatela raffreddare e quindi tagliatela in tre dischi di uguale spessore. Per la guarnizione, iniziate ricavando dei riccioli da una tavoletta di cioccolato attraverso un pelapatate. Successivamente montate la panna fresca con lo zucchero fino ad ottenere un composto cremoso. Dunque lavate le ciliegie lasciando il nocciolo non dimenticando di tagliarne alcune a rondelle. Assemblate dunque la torta: appoggiate il primo disco su un piatto, ricopritelo di crema e quindi aggiungete le ciliegie a rondelle. Procedete sovrapponendo il secondo disco e ripetete l’operazione. Quindi appoggiate il terzo disco e decorate la superficie della torta a vostro piacere con le ciliegie intere e la panna. Infine cospargete i bordi laterali della torta e la base superiore con i riccioli di cioccolato. DAL TERRITORIO Pagina 17 Scrivere… che passione! Di G. Colombo Il Concorso letterario per aspiranti scrittori organizzato dalla Biblioteca comunale di Corbetta è ormai giunto alla sua nona edizione. E’ articolato in due sezioni: sez. Incipit (i partecipanti devono presentare un elaborato inedito a partire da incipit indicati nel bando) e sez. Open (racconto inedito a tema libero). Prevede inoltre tre categorie : Scuola Secondaria di primo grado, Scuola Secondaria di secondo grado, Scrittori. Intervistiamo in questo numero del Grillo Bramante il Prof. Mauro Parrini, docente di filosofia e storia nel nostro liceo, nonché vincitore del concorso letterario nella categoria “Scrittori”, nell’edizione 2011.Partendo da un incipit, scelto fra i molti proposti, il nostro professore ha raccontato in modo avvincente e suggestivo la morte del grande scrittore Cechov, vista dalla parte del medico che lo ha assistito negli ultimi istanti di vita. Come è nata la sua passione per la scrittura? Dalla passione per la lettura: dopo quasi mezzo secolo di letture ho voluto provare a scrivere qualcosa che altri potessero leggere. Come mai ha scelto di partecipare a questo concorso? Per caso, ho visto la brochure, c’era un incipit di un racconto di Cechov, di cui sono un ammiratore, ho pensato di scrivere la morte di questo scrittore. Si aspettava la vittoria? La vittoria non mi ha sorpreso del tutto perché il racconto mi sembrava interessante e abbastanza ben riuscito. In quanto tempo ha scritto questo racconto? L’ ho scritto in poco tempo, ho impiegato molto più tempo a riscriverlo e a correggerlo perchè in un racconto i dettagli sono fondamentali... parole, aggettivi, virgole hanno un senso che va pensato. Che titolo darebbe a questo racconto? “ La morte di uno scrittore” prendendo spunt da un libro giovanile di Cechov “La morte di un impiegato”. Quando ha iniziato a scriverlo aveva già in mente la trama di tutta la storia? Conoscevo la conclusione, il percorso l’ho scoperto scrivendolo, ed è stato divertente Ha mai pensato, dopo il successo riscontrato, di scrivere un libro o una raccolta di racconti?Pensato si, ma non mi riconosco una grande capacità di scrivere storie fantastiche. Ha partecipato ad altri concorsi letterari? Si, ho partecipato ad altri concorsi, ho vinto il premio “Torino in sintesi” scrivendo un libretto di aforismi “A mani alzate”, nel 2010. Secondo lei, cosa è necessario per sapere scrivere bene? Avere letto molto e un pizzico di predisposizione. Si è mai cimentato in altri generi letterari? Si, qualche volta: ho scritto una favola e anche un libro sulla scuola , “Cento e lode”, un dizionario in 100 voci che è stato pubblicato nel 2010. Quali generi letterari predilige? La letteratura in genere, la prosa dell’800/900, i classici e anche racconti di diverso genere. Qual è il suo libro preferito? “Guerra e pace” di Tolstoj. Quanto tempo dedica alla lettura? Troppo, non dovrei. Quali sono i suoi progetti futuri? Ho scritto una biografia politico/sportiva su un ciclista toscano che è stato giustiziato dai partigiani a Firenze poiché era un brigatista nero, spero di pubblicarlo al più presto. Per concludere...un aforisma per i nostri lettori. “Saper scrivere è importante, saper vivere lo è molto di più”. Ringraziamo l ’ eclettico prof. Parrini per il tempo che ci ha dedicato, complimentandoci per i successi ottenuti e sperando di poter leggere al più presto le sue future opere letterarie!!! SC SCIENZA/SCIENZE Pagina 18 Latte per fare vestiti? Si può! di E. Nava Sono due ragazze italiane che, dopo essere state in una latteria, hanno avuto una brillante idea: quella di utilizzare gli scarti del latte per la produzione di tessuti. E’ nato così “Made with milk” un marchio di moda completamente dedicato al latte ed ai suoi derivati. Le due ideatrici, Vera Facchetti e Chiara Pochetti, volevano esprimere una creazione basata sull’amore, per questo, hanno deciso di creare t-shirt al 100% latte, utilizzato a volte anche mescolandolo con la seta o il lino, regalando a chi le indossa freschezza e comfort. Per produrre questa fibra il latte viene prima disidratato, poi scremato e successivamente viene estratta la proteina e reso sempre più fluido per ottenere il filato che viene poi lavorato per mezzo di un filatoio meccanico. Questa nuova linea di abbigliamento e di moda contiene tutti i più svariati colori del latte e dei suoi derivati: burro, gelato alla fragola, sorbetto alla nocciola, milkshake alla nocciola, creando così capi di abbigliamento come bluse e piccoli top color gesso, abitini monacali con scolli profondi sul retro, gonne a corolla di pizzo e t-shirt rosa polvere. Questa produzione è arrivata anche in Germania dove una giovane ragazza tedesca di soli 28 anni è riuscita, dopo circa due anni di studi e ricerche , a creare dei tessuti ecosostenibili adatti alle persone con problemi alla pelle. A inventarlo è stata Anke Domaske, laureata, appunto, in microbiologia, che grazie alle sue competenze nel campo ha fatto questa scoperta ed è riuscita a realizzare il suo sogno. E’ nato cosi “Qmilch”, (dall’unione delle pa- role “Milch”, che in tedesco significa latte, e “Qualitat”) una linea di abbigliamento il cui tessuto è realizzato quasi interamente di caseina senza l’aggiunta di componenti chimici. Al tatto “Qmilch” sembra seta, e grazie agli aminoacidi contenuti nella proteina del latte possiede proprietà antibatteriche e antietà. Il tessuto può anche contribuire a regolare la temperatura corporea e la circolazione sanguigna. Questo tessuto, simile a quello ideato dalle ragazze italiane, viene realizzato utilizzando i residui della produzione del latte che non sono commestibili; in questo modo, si può anche favorire la produzione di questo tessuto utilizzando scarti. Infatti- spiega Anke- per ottenere la stoffa necessaria per creare un abito intero, sono sufficienti 6 litri di latte con l’aggiunta di soli due litri di acqua per la produzione di un chilogrammo di fibre latteo organiche. La sua scoperta ha vinto il premio annuale messo in palio dall’Associazione di Ricerca Tessile Tedesca che ha riconosciuto questo tessuto come rivoluzionario per l’industria dell’abbigliamento. Anke inoltre ha avuto molte richieste: i produttori di automobili ritengono questo tessuto ideale per i rivestimenti interni, le industrie farmaceutiche sono interessate al materiale come prodotto ipoallergenico per gli ospedali, l’industria alberghiera lo potrebbe utilizzare per creare lenzuola o coperte. I primi abiti che verranno confezionati con questo tessuto saranno sul mercato il prossimo anno. A tutti auguro buon cambio dell’armadio e soprattutto… buono shopping! Pagina 19 Io sono la tesi e tu l’antitesi: che dici di fare la sintesi? (l’arte della seduzione secondo Hegel) Certo che è vero, a Magenta c’è un microclima particolare! Vi ricordate quando era tutto bianco? Sembrava Narnia! Sei già un pericolo in pubblico. Chi di voi è andato alla GMG a Badrid? MONETA: "Aveva bisogno del sottoscritto, di Moneta sonante”. "Hai runningato?" "Ho ancora in casa il tonno che ho comprato alla svendita del '73”. "Ancora fate le versioni di latino? Non vi vergognate alla vostra età?!" ALUNNA: "Prof non estragga con l'agenda che escono sempre gli stessi numeri”. PROF: "Ma nooo ragazzi la mia agenda ha tutti i numeri!" ”Fate gli articoli 7, 8, 9 della Costituzione… In alternativa saltate sul banco e cantate la Marsigliese!” Dopo che l’allarme del laboratorio è suonato due volte... “Carolina, quando andremo a fuoco fammelo sapere!” “Tentar non cuoce” “Sei lì budineggiante” La divisione è dovuta essere ‘strafatta’ .. come ad esempio la centrale nucleare di Cernybol (Cernobyl) ‘come mai è stato condannato Rubi?’ ‘Prof, è Rudi’. Pensate, si poteva entrare con la corrozza (carrozza) ‘In primo piano potete notare due fanciulle in riva al mare’ ‘la Senna è un fiume…’ Color oca, no ocra scusate Dal fuoco cadiamo nella brace! Porto il punto direttamente al punto di foga.