Poste italiane spa - spedizione in a.p. D.L. 353/03 (conv. L. 46/04) art. 1 comma 1, DCB Ravenna - Rpto. Dcsp./1/10852/5681/102/88/BU - Anno XLVIII - supplemento al n. 45 del 6dicembre 2012
L’informazione online della provincia www.piunotizie.it
Settimanale d’informazione
Servizio a pagina 6
Propeller Club: il Timone
d’Oro a Giordano Angelini
Editoriale
pagina 3
La forza sta
nel cambiamento
Di Salvatore Sangermano
L’audacia è stata premiata dai nostri lettori e inserzionisti e, anche
in questo numero, riproponiamo la formula del fumetto, che ha
trovato ampio riscontro nel nostro pubblico di lettori. Siamo soddisfatti, perché pur in un momento difficile, come quello che sta
vivendo il nostro Paese, lo sforzo di innovare i prodotti trova significativi consensi.
Anche questo ci pare rappresenti un piccolo esempio che ha caratterizzato il nostro giornale. Mai stare fermi, e quando la situazione
ce lo consente, cercare di apportare quelle migliorie necessarie per
stare al passo con i tempi.
Così è stato quando abbiamo affrontato il problema dell’innovazione e abbiamo scelto di puntare ad un sito che fosse accessibile
ai non vedenti, scelta nata da un impegno sociale del giornale e
premiata anche dal Ministero dei Beni culturali. E così continua
ad esserlo anche quando ci cimentiamo nella ricerca di nuovi strumenti e soluzioni che possano migliorare il prodotto che tutte le
settimane portiamo in edicola.
La stessa attenzione che abbiamo cercato di proporre anche sui
contenuti, interpretando i messaggi della nostra realtà locale, cercando al contempo di dare voce a quanti nei vari ambiti di attività,
guardavano al cambiamento. Un dinamismo che si ricava, in questo numero, anche dalle interviste realizzate con i vari direttori
che hanno guidato il giornale. Personalità e formazione diverse,
ma accomunati dall’obiettivo di offrire un prodotto che sapesse
leggere la realtà, interpretarla, darle voce in un’ottica di anticipare
gli scenari futuri di una società che cambia velocemente. “ Mettere attorno ad un tavolo” la classe dirigente locale, le istituzioni
cittadine, ma anche i soggetti destinatari delle decisioni, per fare
emergere i vari punti di vista è stato il filo conduttore , la linea intrapresa. Al contempo sul nostro giornale hanno sempre trovato
spazio quanti si opponevano alle scelte compiute dalle istituzioni
locali, sempre in una ottica dialettica e non di polemica fine a se
stessa. Un dare voce a tutti che non ha mai significato non prendere posizione. Al contrario, pensiamo che questo giornale si sia
sempre fatto interprete, di proporre soluzioni a grandi temi, quali
ad esempio il turismo, il porto, la sanità e l’economia del territorio.
Unico rammarico di questi giorni è che il sindaco di Ravenna Fa-
Giampaolo Pansa al Qui
brizio Matteucci abbia disdetto l’abbonamento al nostro settimanale, ma forse il taglio è generalizzato a tutti i giornali a causa di
una durissima spending review. Oggi possiamo affermare di aver
conquistato l’autorevolezza necessaria che ci accompagnerà nei
progetti futuri, forti del fatto di aver messo quelle solide radici che
consentiranno di guidarci verso i futuri cambiamenti.
Sommario
Pagina 6 Speciale Propeller
Da pagina 9 Vent’anni di QUI
Da pagina 11 Interviste agli ex direttori
Qui Magazine
(già Bassa Romagna)
Reg. Trib. RA n. 457 del 03/10/1964
Iscrizione R.O.C. n. 1133
(già RNS 2583 del 15/04/1989)
www.quimagazine.it
[email protected]
Direttore Responsabile:
Salvatore Sangermano
Editore: media news
Soc. Coop. di giornalisti
Ravenna – Galleria Rasponi, 7
Stampa: Tipografia Moderna – Ra
Da pagina 41
Speciale Fumetto in Romagna
Il copyright di tutte le immagini presenti in questo numero è
proprietà degli autori e degli aventi diritto
Pubblicità
Media News
Tel: 0544/543511
Fax: 0544/543512
La testata fruisce dei contributi statali
diretti di cui alla Legge 250/90.
Il responsabile del trattamento dei dati
raccolti in banche dati ad uso redazionale
è il direttore responsabile.
Per esercitare i diritti previsti dal D. Lgs n.
196/03 ci si può rivolgere alla redazione in
Via G. Rasponi, 7 – Ra
Tel. 0544 543511 - Fax: 0544 543512
Ai sensi del D. Lgs 196/2003. I suoi dati nome
cognome e indirizzo presenti nel nostro archivio informatico verranno da noi utilizzati esclusivamente
per il rapporto editore-abbonato. Potrà chiederne
l’aggiornamento o la cancellazione. Il responsabile
del trattamento è il direttore responsabile. Associato all’Unione Stampa Periodici Italiani USPI
Chiuso in redazione il 06/12/2012 alle ore 18.
Supplemento al n. 45 del 06/12/2012
In memoria
Alfredo Francia
Sono passati 19 anni ma sei
sempre con noi. Tua moglie,
i tuoi figli e le loro famiglie ti
ricordano.
I necrologi devono essere recapitati in redazione entro il venerdì che precede l’uscita del giornale
pagina 4
pagina 5
Speciale Propeller Club
pagina 6
Il Propeller riunisce
la comunità portuale
alla tradizionale cena
degli auguri
Per l’occasione verrà consegnato il Premio
“Timone D’Oro” a Giordano Angelini
RAVENNA - di Giovanni Bagnari - Venerdì
14 dicembre, alle 20 presso la splendida
cornice del Palace Htel di Milano Marittima, il Consiglio Direttivo del The International Propeller Club Port of Ravenna organizza la tradizionale Cena degli Auguri.
Sarà un’occasione di raccoglimento dell’intera Comunità Portuale nella ricorrenza
del Santo Natale ed è anche l’occasione per
l’incontro e la partecipazione alla vita del
Club di famigliari ed amici. Nel corso della
serata sarà consegnato il Premio “Timone
D’Oro”, che, per l’anno 2012, è stato assegnato a Giordano Angelini con la seguente
motivazione: “Dopo la laurea in Giurisprudenza diviene Consigliere comunale di
Ravenna dal 1967 al 1988, poi Assessore al
decentramento e servizi demografici dal
gennaio 1974 al luglio 1974, in seguito Vice
Sindaco con delega al Porto e allo sviluppo
economico dal 1974 al 1980 e poi Sindaco
dal novembre 1980 al maggio 1987 (anni
in cui viene definito il Piano regolatore del
Porto). Deputato al Parlamento (membro
della Commissione Trasporti) dal 1987 al
2001 riveste la carica di Sottosegretario ai
trasporti dall’ottobre 1998 al giugno 2001.
In questi anni l’impulso di Giordano Angelini porta al completamento del finanziamento del raccordo ferroviario in sinistra
canale e alla assegnazione di importanti
risorse alla portualità, al varo della legge n.
84/1994 e all’inserimento della E55 nel Piano Generale Trasporti. Concluso l’impegno
politico, viene eletto Presidente della Sapir,
carica che ricopre dal 2001 al 2011, e, nel
2002, viene nominato nel Consiglio di Amministrazione e nel Comitato Esecutivo della Cassa di Risparmio s.p.a. di Ravenna, di
cui fa tuttora parte. Dal 1947 si dedica incessantemente alla passione alieutica che condivide con gli amici del Porto di Ravenna”.
La serata sarà allietata da eventi, sorprese,
giochi pirotecnici ed omaggi, oltre che da
una meravigliosa cena organizzata per dal
Gruppo Select Hotels di Antonio Batani.
Un Club per lo sviluppo
del porto
Il The International Propeller Club Port of
Ravenna ha circa 200 soci accomunati dallo svolgere attività legate al mondo della
portualità.
Il Port of Ravenna aderisce a “The International Propeller Clubs”, federazione nazionale con circa 20 Clubs sparsi sul territorio
italiano. E’ il secondo Club in Italia, dopo
Genova, per numero di associati.
Al Club di Ravenna sono associati professionisti, managers e imprenditori, che in
sostanza rappresentano tutta la portualità
ravennate, oltre che i massimi rappresentanti di tutte le Istituzioni Pubbliche, tra
i quali, tradizionalmente, il Presidente ed
il Segretario dell’Autorità Portuale, il Comandante della Capitaneria di porto e Direttore Marittimo, il Sindaco, il Presidente
della Provincia, l’Assessore ai trasporti della Regione, il Presidente della Camera di
Commercio ed i Presidenti ed i Segretari di
pressochè tutte le associazioni di categoria
di Ravenna.
Il Club ha sede presso la Camera di Commercio di Ravenna e ciò costituisce un riconoscimento dell’importanza dell’attività
svolta per la promozione dei traffici commerciali. Il Club trae la sua forza dall’indipendenza, che è ovviamente anzitutto
politica, ma anche economica, essendo
portatore di iniziative volte allo sviluppo
della conoscenza e delle attività portuali in
senso assoluto e non di categoria. The International Propeller Club Port of Ravenna
ha tra i suoi compiti anche quello di favorire le relazioni tra i suoi associati che trovano nei momenti di convivialità organizzati
dal Club un’occasione di miglior conoscenza personale e di stemperamento delle ten-
Giordano Angelini
sioni della vita lavorativa quotidiana. Alle
iniziative si conferma sempre l’assidua partecipazione delle Autorità, volta a favorire
un miglior rapporto tra gli operatori portuali ed interportuali e le Istituzioni, mai con
atteggiamenti di piaggeria, ma sempre di
stimolo nell’interesse della comunità portuale ravennate.
I recenti vincitori
del premio Timone d’Oro
2010: Emilio Ottolenghi. La motivazione: “Imprenditore del settore petrolifero,
dopo la laurea in Chimica Pura presso l’Università di Torino consegue un Master of
Science in Chimica Fisica all’Università
di Chicago. Tra le altre cariche: dal 1959 al
2006 è Amministratore Delegato de La Petrolifera Italo-Rumena S.p.A. e dal 2006 è
Presidente della stessa società. Dal 1988 al
1993 è Vice Presidente del gruppo bancario
Credito Romagnolo S.p.A. di cui è poi Presidente dal 1993 al 1995; dal 1994 al 1998
è Consigliere di IMI; dal 1995 al 1998 Vice
Presidente dell’Istituto Bancario San Paolo
di Torino. Dal 1999 al 2002 ricopre la carica
di Presidente di Sanpaolo IMI Private Equity e nel 1998 viene nominato Consigliere
di Sanpaolo IMI. Presidente di Banca IMI
S.p.A.. Consigliere di Gestione di Intesa
Sanpaolo dalla data di costituzione. Consigliere della Porto Intermodale Ravenna
Società per Azioni S.A.P.I.R.. Torinese di
nascita, romagnolo di adozione, ha sempre
coltivato la virtù della riservatezza. Sempre
con toni cortesi, ma altrettanta fermezza,
regge la barra del Timone e governa l’Elica
di propulsione di un Gruppo di rilevanza
internazionale che ha sempre radicato nel
Porto di Ravenna le proprie fondamenta,
basando il proprio operato sui valori della
Emilo Ottolenghi
pagina 7
professionalità e dell’ imprenditorialità”.
2011: Antonio Angelucci. La motivazione: “Dopo la laurea in Ingegneria Mineraria
presso l’Università di Roma, intraprende
una brillantissima carriera in AGIP per la
quale verrà chiamato a ricoprire ruoli di
assoluto vertice, divenendo uno dei massimi esperti mondiali del settore OIL & GAS.
Le medesime capacità di propulsione e
governo mette a disposizione di OMC (Offshore Mediterranean Conference) che in
20 anni di attività ha registrato, di edizione
in edizione, successi crescenti in termini di
presenze, di società espositrici e di qualità
degli interventi tecnici, divenendo la principale vetrina dell’OIL & GAS del bacino del
Mediterraneo, acquisendo una valenza internazionale assoluta”.
2009: Vittorio Morigi. La motivazione: “Diplomatosi geometra a Ravenna
nel 1960, l’anno dopo viene assunto dalla
Cooperativa Muratori e Cementisti ed assegnato alla conduzione di piccoli e medi
lavori in zona, per poi finire con l’assumere
il ruolo di Consigliere Delegato e Direttore
Generale, Responsabile della conduzione
globale dell’azienda e del coordinamento
del Comitato Strategico Aziendale. Persona schiva e riservata, portatrice esemplare
Vittorio Morigi
Speciale Propeller Club
dei migliori valori che si rinvengono nei
nostri Operatori, ha saputo, con caparbietà e professionalità, arrivare a reggere la
barra del Timone e a governare l’Elica di
propulsione dell’azienda ravennate, leader
internazionale nel settore delle costruzioni
infrastrutturali, anche portuali, che occupa
circa 5.700 persone”.
2008: Valerio Maioli. La motivazione:
“al timone di un Gruppo che nel tempo
ha assunto dimensioni e rilevanza internazionale, specializzato in applicazioni di
elettronica e telecomunicazioni utilizzate
ed apprezzate anche nel campo radiotelevisivo e nello sport ad altissimo livello quali la F.1, l’Off-Shore, lo Sci, il Ciclismo ed il
Motociclismo, nonché nella illuminazione
intesa come valorizzazione dei luoghi, facendo un uso intelligente della luce per illuminare una competizione sportiva o per
far vivere un monumento, una piazza, una
chiesa o un’opera d’arte. La propulsione
dell’Azienda, data dal nostro Socio Valerio
Maioli e dall’elevata professionalità del personale tecnico ed artistico di cui si avvale,
l’ha portata a primeggiare a livello mondiale senza mai abbandonare il forte legame
con la nostra città ed il nostro Porto”
2008: “ad honorem” a Josefa Idem. La
motivazione: “il Timone d’oro esprime valori di eccellenza coniugando nel simbolo
l’elica, come azione di spinta e propulsione, e il timone, come simbolo di indirizzo
e guida per arrivare in porto con successo.
Josefa Idem ha dimostrato pienamente di
essere portatrice di tali valori. Con tenacia,
sacrificio, passione e impegno ha raggiunto
le mete più alte e si è ripetuta, rimanendo
sempre misurata e semplice. Esempio di
concretezza, come sono i nostri operatori,
ha dato e dà lustro al nostro paese, al nostro
territorio, alla nostra città, portando il simbolo del porto di Ravenna nel mondo”.
2007: Giancarlo Dellapasqua. La moti-
Valerio Maioli
vazione: “per aver contribuito al rilancio
della nautica da diporto di medio/alto livello con la costruzione di imbarcazioni
di sempre maggiore affidabilità e pregevolissimi allestimenti, facendo conoscere Ravenna ed il suo Porto anche fuori dei confini nazionali”.
Josefa Idem
Giancarlo Della Pasqua
Dal
15 dicembre 2012 al 6 gennaio 2013
Piazza del Popolo - Ravenna
SABATO 22 DICEMBRE - ORE 17
La Band itinerante LARGE STREET
BAND accompagnerà
BABBO NATALE con i suoi Elfi
in Piazza del Popolo addobbo curato
da Noi per Ravenna.
Cioccolata calda
DOMENICA 23 DICEMBRE - ORE 17
BABBO NATALE riceve i bambini nella
sua casetta per leggere le letterine
Piadina con Nutella
Con il patrocinio
del Comune di Ravenna
DONATORI
CON LA VALIGIA
ve n
a
n
LUNEDI’ 24 DICEMBRE - ORE 17
BABBO NATALE incontra i bimbi
con le letterine
I Donatori del tuo Ospedale
SABATO 5 GENNAIO 2013 - ORE 17
Intrattenimento per bambini
con gli origami
MARTEDI’ 25 DICEMBRE - MERCO- DOMENICA 6 GENNAIO 2013 - ORE 15
LEDI’ 26 DICEMBRE - ORE 17
Diretta con RADIO STUDIO DELTA
Festeggiamo insieme
BEFANE IN VESPA
con musiche natalizie
a cura del Vespa Club Romagna
SABATO 29 DICEMBRE - ORE 17
Mostra moto d’epoca anni 30
Cioccolata calda
DOMENICA 30 DICEMBRE - ORE 17
Spettacolo di musica classica
“FONTANE IN CONCERTO”
Piadina con Nutella
ore 17 ESTRAZIONE LOTTERIA
DELLA BEFANA ADVS
Sarà distribuito panettone,
ciambella, thè e vin brulè
EsTRAzIOnE 6 GEnnAIO ORE 17,00
1) Chevrolet Aveo 1.2 Benzina/Gpl*
2) Bici Elettrica Mod. Armony
3) City Bike Uomo/Donna Mis. 28
4) City Bike Uomo/Donna Mis. 28
5) Buono € 200 per acquisti da Conad Via Galilei/Centro Fontana
6) Buono € 200 per acquisti da Conad Via Galilei/Centro Fontana
7) Buono € 200 per acquisti da Conad Via Galilei/Centro Fontana
8) 3 gg Charme x 2 persone (a scelta 215 loc.) 2 notti e colazione + 1 cena
9) Buono € 150 per acquisti da Mediaworld Ravenna
10) Buono € 150 per acquisti da Mediaworld Ravenna
11) Buono € 150 per acquisti da Mediaworld Ravenna
12) 3 gg Charme x 2 persone (a scelta 630 loc.) 2 notti e colazione
13) Buono € 100 per acquisti da Conad Via Galilei/Centro Fontana
14) Prosciutto Nostrano
0
TTO A 2,5
15) Prosciutto Nostrano COsTO bIGLIE
*Iva, messa in strada
16) Prosciutto Nostrano
e IPT a carico del vincitore
tipografia commerciale ravenna
Na
DOMENICA 16 DICEMBRE - ORE 17
DJ Piero – musica per giovani
Piadina con Nutella
Pia
a
SABATO 15 DICEMBRE - ORE 17
Sotto l’albero spettacolo e rievocazione
anni 20 con musiche live dal vivo, balli
swing, charleston e tango,
in collaborazione con il gruppo Noi
per Ravenna. Cioccolata calda
Ra
in
zz
t
e
l
a
Vent’anni di Qui
pagina 9
Vent’anni di Qui
Dal 1992 ad oggi un giornale legato al territorio
Il nostro settimanale celebra un importante traguardo e chiede ai suoi ex direttori
una testimonianza di quegli anni. Come
sanno bene i nostri lettori, quest’anno si
celebrano i vent’anni del Qui. Una data importante, piena di cronaca e di fatti della
provincia. Vent’anni di stretto rapporto con
il territorio, di cui sono stati raccontati piccoli episodi e grandi storie. Anni ‘caldi’, che
hanno visto intrecciarsi le vicende cittadine a quelle dell’Italia, e che sono stati raccontati dai tanti collaboratori e dai direttori
che si sono avvicendati. E’ a loro che abbiamo chiesto di celebrare questo importante
traguardo, invitandoli a regalarci ricordi
di quell’esperienza. Ne è emersa una storia fatta di persone, una redazione ricca di
collaboratori e di relazioni personali che
hanno riempito le pagine di contenuti veri,
anche quando potevano essere scomodi.
Pier Giorgio Carloni, Gianfranco Camerini,
Fausto Piazza, Alberto Mazzotti e Manuela
Dradi sono solo alcuni di quei direttori che
hanno vissuto gli anni salienti del giornale.
A loro la parola per spiegare cosa è stato il
Qui in quegli anni.
C’era una volta la Cassa... e i nostri
risparmi erano al sicuro
C’era una volta la Cassa... e il sogno
della nostra prima casa diveniva realtà...
C’era una volta la Cassa... e un sogno
nel cassetto diventava un’impresa reale
la Vostra
... !
C’era una volta la Cassa... e una piccola
idea prendeva forma cambiando la vita
C’era una volta la Cassa...
e la Cassa c’è ancora!
Vent’anni di Qui
pagina 11
Pier Giorgio Carloni
“Raccontavamo una società incerta
e sfiduciata. Era ieri, sembra oggi”
Pier Giorgio Carloni, oggi direttore creativo
alla Tuttifrutti, alla direzione del settimanale
Qui ha trascorso un anno intero. “Ho fondato
il settimanale nel 1992, insieme a validi collaboratori. Se non ricordo male, il Qui uscì nelle
edicole nelle prime settimane di quell’anno.
Sono rimasto al mio posto per poco più di un
anno, poi in seguito a dissapori con la proprietà, preferii lasciare l’incarico”. Al fianco di
Carloni tanti colleghi che continuano a lavorare in città, anche con incarichi di prestigio:
“Insieme a me c’erano parecchi compagni
d’avventura. Prima di tutto al mio fianco avevo Roberta Emiliani, che poi avrebbe lavorato a lungo per il Corriere di Ravenna e che ora
è portavoce del sindaco di Ravenna Fabrizio
Matteucci. Fra gli altri ricordo Fausto Piazza
- che si occupava delle pagine culturali e che
oggi è alla guida di Ravenna e Dintorni - e Alberto Mazzotti, che si occupava delle pagine
sportive. Mi fermo qui perché non potrei citarli tutti, con il timore poi di dimenticarne
qualcuno”.
Già da allora si configurava il rapporto con
il territorio che ha sempre contraddistinto il
settimanale. Continua Carloni : “Il rapporto
era speciale. Per tanti motivi. In primo luogo
eravamo attenti alla cronaca locale, legati al
territorio ed avevamo un’attenzione particolare per gli umori e le opinioni dei cittadini.
Curavamo le lettere, le inchieste, i sondaggi,
le interviste. Erano gli anni della fine della Prima Repubblica e di Tangentopoli e c’era mol-
Pier Giorgio Carloni
ta effervescenza, grande attenzione rispetto
ai fatti della politica che noi raccontavamo.
E il racconto non teneva conto solo del punto di vista dei maggiorenti locali di questo o
quel partito, ma spesso partiva dall’umore
della gente della strada. Non c’erano ancora
i canali di informazione all news come oggi,
né i social network: i cittadini erano spesso
lettori attenti ed esigenti dei giornali”. Come
verrà sottolineato anche da altri ex direttori,
gli anni tra il ’92 ed il ’93 “sono stati cruciali
per la vita dell’Italia e per Ravenna. Nel feb-
braio del 1992, con l’arresto del mariuolo
Mario Chiesa, scoppiava Tangentopoli. La
Prima Repubblica franava sotto i colpi degli
scandali e di Mani Pulite. C’era grande fermento nell’opinione pubblica, desiderio di
pulizia e di onestà, voglia di cambiamento. Ci
sarebbero state poi le prime elezioni dirette
dei Sindaci che a Ravenna portarono Pierpaolo D’Attorre a Palazzo Merlato, nel 1993.
Il corto circuito politica-giustizia coinvolse
anche il sindaco di Ravenna Mauro Dragoni, che fu costretto alle dimissioni pur risul-
è l a t ua s a l u t e .
n o n fa r l a as p e t ta r e .
i tuoi esami medici : in tempi brevi ,
con i migliori specialisti e nella tua regione .
Sono attualmente 6 le strutture ospedaliere GVM
dell’Emilia Romagna in grado di offrirti
, una
risposta pressoché immediata alle tue richieste di analisi
ed esami diagnostici.
Ospedali e poliambulatori dotati delle tecnologie più
avanzate, capaci di offrirti il massimo dell’assistenza e garantirti, grazie anche al loro modello organizzativo, velocità di
accettazione e prezzi contenuti. Qualche esempio?
REFERTO ESAMI DEL SANGUE
disponibile in una
delle strutture entro
36 h
ACCESSO AGLI ESAMI DIAGNOSTICI
garantito in una
delle strutture entro
dal prelievo.
48 h
LE TARIFFE *
RADIOLOGIA
35.00 €
radiografia colonna cervicale,
dorsale, lombosacrale
RISONANZA MAGNETICA
(APERTA o CHIUSA)
cervicale, dorsale, lombare,
muscoloscheletrica
TAC
addome superiore e inferiore, rachide dorsale,
cervicale, arti superiori e inferiori, bacino, torace
ECOGRAFIA
mammella, addome superiore e inferiore,
tiroide, ostearticolare, muscolo tendineo
ESAME DEL SANGUE
check-up base
dalla prenotazione.
139.00 €
124.00 €
59.00 €
29.90 €
GVM: da 40 anni, al servizio della tua salute. Sono 25 le strutture GVM in Italia. Una rete di ospedali privati e poliambulatori che, per esperienza,
affidabilità del personale, tecnologie di avanguardia, costituisce oggi un vero polo di riferimento nel panorama dell’assistenza sanitaria del nostro paese.
MAR IA C EC I LIA HOSP ITAL • COTIG NOLA
(RA)
SA N P I E R DA M I A N O H O S P I TA L • FA E N Z A
SALUS HOSP ITAL • R EGG IO E M I LIA
P R I M US M E DICAL C E NTE R • FOR LÌ
VI LLA TOR R I HOSP ITAL • BOLOG NA
R AV E N N A M E D I C A L C E N T E R • R AV E N N A
P E R L’E L E N C O C O M P L ETO D I P R E STA Z I O N I E TAR I F F E:
gvmnet.it
P E R P R E N OTA Z I O N I E I N F O R MA Z I O N I
L U N-VE N 8.3 0-19.00 • SAB 8.3 0-13.00
*Valide per prestazioni effettuate entro il 31/12/12
Le tariffe non sono cumulabili con altre agevolazioni /convenzioni o scontistica in vigore.
pagina 12
La redazione del Qui del 1992
pagina 13
tando poi innocente. Tangentopoli travolse
Raul Gardini e l’impero Ferruzzi andò in crisi.
Cominciarono anni molto difficili per Ravenna”. E non c’era dubbi sul ‘colore’ del giornale.
“Qui era un settimanale di opinione orientato
chiaramente a Sinistra. Condivideva le ansie
e le speranze dei cittadini, e in particolare del
mondo della Sinistra ravennate. Il PCI non
c’era più, era nato il PDS di Occhetto e da una
sua costola era spuntata Rifondazione Comunista. Il PSI si stava decomponendo, la DC
pure. Il PRI era in fibrillazione. Noi raccontavamo quegli avvenimenti con partecipazione e con passione”. Diverse, e di spessore, le
figure di rilievo di allora. “La vita cittadina si
polarizzava attorno ad alcune personalità politiche e ad alcune figure imprenditoriali. Da
una parte c’erano il sindaco Mauro Dragoni
del PCI-PDS e il Vice Sindaco Mario Boccacini
del PSI, che rappresentavano le due anime
della sinistra locale in eterna competizione.
Sul piano imprenditoriale le figure di spicco
erano quelle di Raul Gardini e di Carlo Sama
del Gruppo Ferruzzi. Il primo era l’uomo che
voleva diventare Re della chimica italiana,
travolto da Mani Pulite. Di Sama si parlò per
qualche tempo come di un papabile nuovo
sindaco della società civile contrapposto alla
xxx
Vent’anni di Qui
politica tradizionale. Il ciclone giudiziario e la
crisi politica di quel tremendo biennio fecero piazza pulita di tutti questi protagonisti.
Mauro Dragoni fu costretto alle dimissioni
per un presunto scandalo da cui poi fu prosciolto. Ma la sua carriera politica fu azzerata
e lui ne uscì distrutto. Mario Boccacini si è
ritirato dalla politica e oggi è un brillante imprenditore. Raul Gardini è morto suicida. Di
Carlo Sama e dei Ferruzzi si sono a lungo perse le tracce. Nel 1993 Ravenna cambiò volto.
Ma quando parte di questa storia accadde, io
già non ero più direttore del Qui”. Tra gli episodi più importanti avvenuti durante la sua
direzione, Carloni ricorda la vicenda politicoprocessuale di Mauro Dragoni, che portò alle
dimissioni del sindaco di Ravenna. “Dragoni
era alla guida di una Giunta comunale PCIPDS, PSI, PRI e restò in carica fino al 3 settembre del 1992. Ad indurlo a chiudere la sua carriera amministrativa in anticipo fu l’inchiesta
aperta dalla Procura della Repubblica di
Ravenna per una casa ottenuta in comodato
gratuito da un imprenditore ravennate. Noi
seguimmo con attenzione sia la vicenda giudiziaria di Dragoni, sia quella politica che si
aprì con le sue dimissioni, ovvero la costituzione di una nuova Giunta monocolore PDS
pagina 14
affidata a Giovanni Miserocchi. Sulla vicenda
giudiziaria, in particolare, noi non fummo
mai giustizialisti e anzi seguimmo con crescente scetticismo un’inchiesta che si rivelava via via sempre più fragile ed evanescente.
Dicemmo apertamente che quell’inchiesta
era sostanzialmente una bufala e che Dragoni era innocente. Avevamo pienamente ragione. A Dragoni fu restituito l’onore quando
ormai era troppo tardi”. Tra gli articoli scritti
durante quell’anno, Carloni ne ricorda uno
in particolare. “In uno dei primi numeri del
settimanale uscì un’inchiesta che prendeva
spunto dalla vicenda Mani Pulite di Antonio
Di Pietro. Chiedemmo ai cittadini ravennati
cosa pensassero in quel momento dei loro
politici locali e ne uscì un quadro desolante. Era la fotografia di uno stato di disagio
profondo. Infatti, il titolo dell’inchiesta più o
meno recitava così, vado a memoria: Sì, per
me rubano anche qui. Potete immaginare
le reazioni del Palazzo. Ci furono telefonate,
facce scure, rimbrotti. Noi andammo avanti
per la nostra strada, anche se non piaceva a
tutti. Raccontavamo una società inquieta
e sfiduciata, in crisi di identità, ma ricca di
istanze civili e in cerca di qualcosa di nuovo e
di pulito in cui credere. Era ieri. Sembra oggi”.
pagina 15
Vent’anni di Qui
Gianfranco Camerini
“Preferivo il tabloid”
“Sono stato direttore del settimanale
Qui dal 1993 al 1994 e nel 1995 sono stato presente per pochi mesi a causa di un
grave problema di salute. Il tutto dopo
essere stato presidente della cooperativa
di giornalisti Media News, quando a dirigere il tabloid era Pier Giorgio Carloni”.
Tanti i ‘compagni’ d’avventura ricordati
dall’ex direttore. “La redazione, impostata dallo stesso Carloni, era di ottimo
livello. A causa di una serie di rinunce
sono state apportate modifiche all’organico con qualche innesto di grande
qualità e mi riferisco al ravennate Paolo
Pingani e alla faentina Cristina Vignoli,
una vera professionista che ci ha lasciato troppo presto, ad appena 30 anni.
Facevano parte della squadra Remo
Emiliani, attuale capo ufficio stampa del
Comune di Bagnacavallo, Fausto Piazza, responsabile della cultura, Roberta
Emiliani in veste di vice direttore, Pier
Francesco Bellini, Alberto Mazzotti ovvero l’uomo dello sport, Tiziano Zaccaria, Paolo Graziani, Gianfranco D’Attorre
e Manuela Dradi, ora all’ufficio stampa
dell’Ausl come responsabile. Al nucleo
redazionale di cui inizialmente faceva
parte anche Lorenza Montanari era affiancato un gruppo nutrito di collaboratori, indispensabili per poter redigere un
prodotto che giudicavo e giudico tuttora
di ottima qualità. E non voglio dimenticare una perfetta segreteria di redazione
composta da Paola Argelli e Patrizia Gardini. Se qualche nominativo mi è rimasto nella tastiera del PC, chiedo venia,
anche la mia memoria inizia ad avere
qualche acciacco. Per quanto riguarda il
rapporto con i lettori direi che siamo stati molto seguiti dal Ravennate, dal Faentino e dal Lughese, la prima cittadina ad
apprezzarci davvero. Nel corso della mia
direzione il giornale passò ad una foliazione di 48 pagine; la ritenni quella giu-
Gianfranco
Camerini
pagina 16
pagina 17
Vent’anni di Qui
sta, meno dispendiosa della precedente
e comunque esaustiva.
Il ruolo di Qui nella realtà di quegli anni
era positivo; il giornale era credibile sotto tutti i punti di vista e, per quanto riguarda il profilo politico, penso sia stato
anche utile in primo luogo alla crescita
dei redattori (tutti scrivevano di tutto)
e in second’ordine alla comunità stessa,
che aveva in noi un punto di riferimento. Un rapporto positivo tra redazione,
comuni e frazioni. Ricordo pochi episodi negativi di quel periodo se non quelli
inerenti il mio stato di salute”. Ma come
è cambiata, oggi, l’attenzione per la carta stampata? “Era pressoché simile, anche se mi rendo conto che questa frase
può sembrare un’eresia. Si tratta solo di
una questione inerente la popolazione.
L’Italia è un Paese con la popolazione
anziana. Il futuro è Internet, non si discute, ma il giorno del computer a portata di tutti non è così vicino come molti
pensano. Considero un autentico babbeo colui che non vuole vedere oltre il
proprio naso. Già i giornali si stanno organizzando con edizioni on-line ma gli
editori e le redazioni sanno benissimo
che la svolta vera e propria arriverà tra
circa 15 anni. Ora viviamo un processo
di transizione. Il passaggio da formato
tabloid a rivista non mi è mai piaciuto,
tuttavia sono molto legato al settimanale Qui che spero di poter leggere almeno
per altri 15 anni, ovvero prima dell’invasione totale di Internet e company”.
pagina 18
pagina 19
Vent’anni di Qui
Fausto Piazza
“Un’esperienza
di passaggio che mi
ha insegnato molto”
“Il Qui per me è stata un’esperienza di passaggio, che mi ha permesso di imparare
un lavoro che oggi pratico con maggiore
consapevolezza e più passione”. Sono le
parole di Fausto Piazza, che è stato direttore esecutivo del giornale nella seconda
metà degli anni ’90, quando, dalla cultura alle infrastrutture, sono stati posti alcuni punti fermi che hanno portato alla
costruzione della Ravenna che viviamo
oggi. Tante, anche allora, le implicazioni
politiche e gli equilibri difficili sia in città che all’interno del giornale. Poche, ma
di struttura, le inchieste ricordate dall’ex
direttore. In particolare Fausto ricorda
un’inchiesta a metà tra costume e società
dedicata agli omosessuali che ricevette
i complimenti dell’allora direttore del
Resto del Carlino Uber Dondini.“Divenni
direttore – spiega Fausto – nel periodo
di passaggio tra la redazione di via Pirano e quella di viale Alberti. La struttura
all’epoca era stata molto alleggerita e io
governavo il giornale come una specie di
‘visconte dimezzato’: ero un coordinatore che garantiva un’uscita dignitosa ma
priva di quell’autonomia necessaria alla
realizzazione di un progetto innovativo
di informazione locale”. Zoccolo duro
della formazione di Fausto Piazza il filone culturale e quello sociale. “In quel periodo , dopo il fallimento de Il Messagge-
ro, vennero a lavorare da noi Enrico Chiavegatti, che si occupò di cronaca, e due
giovani collaboratori, Luca Pavarotti e
Marco Montruccoli (oggi rispettivamente
caporedattore della redazione ravennate
del Corriere Romagna e di Ravenna 24,
ndr), che ricordo con piacere e riconoscenza anche sul piano professionale”. Di
lì a poco, però, le cose precipitarono e, a
causa di progetti disattesi, nel 1997 Piazza abbandonò l’incarico. “Il Qui rimaneva comunque il periodico di riferimento
della Sinistra di governo della provincia.
Allora si era ancora fedeli alla linea dialettica e solo in seguito subentrarono le carriere personali dei vari dirigenti del partito post Occhetto . Non a caso il Qui, nella
seconda metà degli anni ’90, ‘tirò la volata’ a Vidmer Mercatali sindaco, Gabriele Albonetti presidente della Provincia
e Vasco Errani presidente della Regione.
Indubbiamente tutti uomini politici locali che hanno fatto una notevole carriera
come amministratori anche in Parlamento. E poi c’erano anche altri emergenti
come Alberto Cassani, Carlo Pezzi, Filippo Brandolini, Elio Gasperoni, Gabrio
Maraldi”. Pur non ricordando precisi fatti
di cronaca, Fausto sottolinea l’importanza di un momento storico in cui si gettarono le basi per consolidamenti nella dimensione economica, sociale e culturale
Fausto Piazza
della città. “In campo urbanistico vennero introdotte le circonvallazioni a servizio di una grande espansione edilizia, in
campo economico la nascita dell’autorità
portuale, nel welfare la ristrutturazione
dell’Ausl e dei Servizi sociali, nel turismo
l’evoluzione di Marina di Ravenna come
località incentrata sugli stabilimenti balneari. In campo culturale l’impronta di
Riccardo e Cristina Muti con il Ravenna
Festival, delle Albe e Fanny&Alexander
nel teatro. Tracce e indirizzi che si sono
trasformati in strade maestre”.
pagina 20
pagina 21
È il Natale del 1992 quando la speranza di una vita normale per la piccola Emilie Tinarelli
(che oggi ha vent’anni) diventa realtà grazie a un delicatissimo intervento chirurgico di
trapianto del fegato realizzato in una clinica parigina.
Per la piccola Emilie che aveva appena da poco compiuto 6 mesi si era mobilitata la cittadinanza in una nobile gara di solidarietà e in particolare il mondo calcistico ravennate
aveva raccolto circa 20 milioni di lire.
Omaggio della città
al Cardinal Ersilio Tonini
a sostegno dell’Hospice di Ravenna
Concerto dei vincitori
del concorso internazionale di canto
“Renata Tebaldi”
Ravenna - Teatro Alighieri
lunedì 17 dicembre 2012 - ore 21.00
Anna Kasyan, soprano
Teresa Sedlmair, soprano
Romina Tomasoni, mezzo soprano
Davide Giusti, tenore
Filippo Bettoschi, baritono
Kwang Ho Choi, basso
pianoforte: Elisa Cerri, Davide Cavalli
presenta: Guido Barbieri
critico musicale de La Repubblica
L’intero ricavato sarà destinato
all’Hospice di Ravenna di prossima apertura
si ringrazia la
Comune di Ravenna
Con il contributo di
Prezzo dei biglietti
25 euro
(platea e palchi fino al III ordine)
15 euro
(palchi IV ordine, galleria e loggione)
Prevendite biglietti da lunedì 26 novembre
Biglietteria Teatro Alighieri / online: www.teatroalighieri.org
Cassa di Risparmio di Ravenna (tutte le filiali)
IAT Ravenna, via Salara 8, tel. 0544 482838
IAT Cervia, via Evangelisti 4, tel. 0544 974400
IAT Teodorico, via delle Industrie 14, tel. 0544 451539
pagina 23
Sanità
Sostenere lo Ior per aiutare la città
Un concerto per finanziare attrezzature e strumentazioni del nuovo hospice che sarà inaugurato ad aprile
RAVENNA – A marzo prossimo l’Hospice
di Ravenna diventerà realtà. A metà ottobre è infatti stato firmato un protocollo
d’intesa che vedrà il Comune di Ravenna,
l’Ausl di Ravenna, l’Opera Santa Teresa, la
Cooperativa Sociale “Dolce” e lo IOR collaborare per la realizzazione e la gestione di
un Hospice per pazienti oncologici in fase
terminale nella frazione di Borgo Montone del Comune di Ravenna. La struttura
verrà realizzata nell’immobile di proprietà
dell’Opera di Santa Teresa che si trova nella frazione di Borgo Montone in via Fiume
Montone Abbandonato n.447 . “L’immobile - spiega il vice presidente dello Ior Mario Pretolani - dovrebbe avere dai 10 ai 12
posti letto, e le camere saranno attrezzate
per ospitare anche i familiari dei malati.
Il servizio verrà erogato 24 ore su 24, 365
giorni all’anno, nel pieno rispetto dei parametri organizzativi definiti dall’Ausl sulla
base dei requisiti di accreditamento definiti
dalla Regione. Come Ior ci occuperemo del
finanziamento di attrezzature e strumentazioni mediche, ed è per questo che, per le 21
del prossimo lunedì 17 dicembre, abbiamo
organizzato un concerto con i vincitori del
La firma del protocollo per l’Hospice
concorso internazionale di canto Renata
Tebaldi”. Per la platea e i palchi fino al III
ordine il costo sarà di 25 euro, mentre per
i palchi di IV ordine, galleria e loggione il
biglietto sarà di 15 euro. Per informazioni
www.teatroalighieri.org; tutte le filiali della
Cassa di Risparmio di Ravenna; Iat Ravenna, via Salara 8 (0544 482838); Iat Cervia,
via Evangelisti 4, (tel. 0544 974400); Iat
Teodorico, via delle Industrie 14, (tel. 0544
451539). “L’Hospice - riprende Pretolani - si
chiamerà Villa Adalgisa in memoria della
storica ‘Cicci’ Longo, per anni responsabile della sede ravennate dello Ior. “Conobbi
Adalgisa (‘Cicci’ Longo) nel 1987, quando
entrai nel Consiglio di amministrazione
dello Ior. L’hospice sarà dedicato a lei e
all’impegno profuso in tutti questi anni”.
Solidarietà
Vedersi bene per vivere al meglio
Grazie al progetto ‘Margherita’ sono messe a disposizione parrucche per pazienti oncologiche
RAVENNA – Vedersi bene aiuta. Lo sa bene l’Istituto Oncologico
Romagnolo (IOR), che ha inaugurato a Ravenna i locali del “Progetto Margherita”, ove verranno fornite gratuitamente parrucche
di pregevole rifinitura alle pazienti oncologiche che, a seguito di
terapie, devono affrontare il delicato momento della caduta dei
capelli. Il servizio è fornito gratuitamente dallo IOR e dall’Associazione Italiana contro le Leucemie (AIL), con la collaborazione di
parrucchieri provenienti da tutta la provincia di Ravenna. Le signore che desiderano ricevere informazioni o un appuntamento
si possono rivolgere sia agli uffici dello IOR in Via Salara a Ravenna (tel. 0544 34299) che alla sede dell’AIL presso l’Unità Operativa di Ematologia del Presidio Ospedaliero di Ravenna (tel. 0544
408913). L’iniziativa si è potuta realizzare anche grazie al generoso e sensibile sostegno con cui Marcello Casadio, titolare della
ditta “Sì Anelli” di Via Cavour a Ravenna, ha voluto esprimere fattivamente la sua solidarietà da imprenditore ravennate offrendo
la prima fornitura di parrucche. In una fase storica in cui la crisi
finanziaria costringe le istituzioni a contenere gli interventi socioassistenziali, questo progetto innovativo è reso possibile grazie
alla solidarietà sociale e alla grande generosità della popolazione
e delle imprese ravennati, che danno vita ad una rete solidale in
grado di sviluppare politiche di solidarietà di tali dimensioni. Il
progetto “Margherita” è finalizzato al miglioramento della qualità della vita alle pazienti oncologiche in terapia. Questo servizio
si accompagna ad altre importanti attività, come il progetto “La
forza del sorriso”, un’iniziativa promossa dallo IOR già da alcuni
anni e realizzata grazie a L.G.F.B. Italia, dove si organizzano, sempre presso la sede di via Salara, make-up gratuiti destinati alle signore in trattamento oncologico con lo scopo di insegnare loro
a non rinunciare alla propria femminilità. L’Istituto Oncologico
Romagnolo, da trentatré anni al fianco del paziente oncologico, è
da sempre consapevole dei fondamentali benefici che la visione
di sé e i relativi aspetti psicologici hanno nelle fasi di guarigione
dalla malattia.



























pagina 25
Vent’anni di Qui
Alberto Mazzotti
“Quando si faceva satira…”
Alberto Mazzotti è stato direttore del Qui
per tre anni, dal 1998 al 2000. “All’epoca in redazione i giornalisti fissi erano sei
o sette, la politica di quegli anni si apriva
alle collaborazioni esterne rivolte a ragazzi che avevano voglia di fare questa esperienza. I fissi, se non ricordo male, erano
Paolo Pingani, Alessandro Emiliani, Mar-
co Montruccoli, Manuela Dradi, Tiziano
Zaccaria, Remo Emiliani e Massimo Montanari, che coordinava una ricchissima
redazione sportiva. In segreteria c’erano
Patrizia e Paola Argelli che facevano parte a tutti gli effetti del corpo redazionale.
Senza dimenticare il ruolo fondamentale
del grafico Gianfranco Andraghetti. Fra
l’altro furono anni divertenti, in cui il clima
era davvero vitale. Il gruppo redazionale
prese l’abitudine di trovarsi a cene divenute memorabili e spesso molto etiliche
in luoghi lontani e vicini della Romagna
Vent’anni di Qui
pagina 27
Da sinistra Alberto Mazzotti e il magistrato Raffaele Cantone
(e dei quali ho tuttora nostalgia)”. In quel
periodo si rafforzarono i rapporti con i lettori, che da parte loro manifestavano un
grande apprezzamento per la redazione.
“Quello con i lettori era un rapporto abbastanza interattivo e ricordo l’impegno nel
cercare di coinvolgere quelli più giovani
grazie a collaborazioni con giornalisti più
giovani e nuove rubriche. Ma ricordo con
affetto anche alcuni vecchi abbonati che ci
trattavano con molto riguardo e che ogni
tanto portavano delle torte in redazione”.
Ma qual era la linea del giornale? “Il Qui ha
cercato di mantenere il ruolo di osservatore con una linea progressista abbastanza
chiara, ma aprendosi in quegli anni anche
a collaboratori fissi che venivano dalla società civile e portavano ognuno i propri
valori e le proprie idee. Ricordo fra gli altri
l’assessore Guido Pasi, il cervese Gabriele
Giovannini, i ravennati Walter Paolucci e
Franco Montanari”.
Anche per Alberto uno dei personaggi
dell’epoca fu Vidmer Mercatali, “che divenne sindaco in quel periodo ed impostò i
suoi mandati sul concetto di concertazione in tutti i settori della città. Una filosofia
di Governo che era molto stimolante anche
per un giornale come il nostro, che poteva
approfondire queste dinamiche. Alberto
Cassani stava già consolidando il suo ruolo
di amministratore della politica culturale
cittadina e stava aiutando a costruire quelle idee che hanno portato al progetto di
Ravenna Capitale della cultura.
Un grande personaggio di quel periodo
che ricordo volentieri fu Gabriele Albonetti, che proprio in quegli anni fu un ottimo
presidente della Provincia. Ricordo che nel
momento in cui lasciò la presidenza invitò
i direttori dei giornali e ci regalò un libro,
un lunario di fine millennio. Sono sempre
stato appassionato di sport e quelli furono
anni di grande crisi perché finì il periodo
d’oro che aveva portato in alto le squadre
ORTOPEDIA
SPADONI
Buone Feste!
Viale L.B. Alberti, 106 RAVENNA tel 0544 406969
www.ortopediaspadoni.it . [email protected]
Vent’anni di Qui
di calcio, pallavolo e pallacanestro. Per lo
sport ravennate fu un periodo molto buio,
illuminato per fortuna dai lampi olimpici di Sefi Idem”. Come spesso avviene, la
nuova direzione di Alberto venne salutata
da un cambiamento grafico della testata.
“Fu un cambiamento anche abbastanza
importante, per il quale ci affidammo a
Massimo Casamenti dell’Agenzia Image.
pagina 28
Ricordo che puntavamo molto sulla copertina e il primo numero del giornale nuovo
uscì d’estate. Quelli erano momenti caldissimi per la guerra in Kossovo, e ricordo che
vagliammo una serie di possibilità che andavano da un ombrellone usato come tiro
a segno, proprio per sottolineare la differenza con la nostra estate tranquilla, ed un
aereo in partenza dalla base di Pisignano”.
Come ci insegnano Vauro ed Ellekappa, in
un giornale la satira è fondamentale, ed è
a quella che corre la memoria di Alberto.
“Più che citare un articolo ricordo con particolare piacere le vignette di terza pagina
che affidavamo a Mauro Monaldini, che
con una sola immagine ironica sapeva dare
il senso del giornale o dell’articolo portante
e del clima dell’epoca”.
pagina 29
Natale
a CeseNa iN CeNtro
Con le bellissime luminarie che attraversano le sue vie
il centro storico di Cesena si presenta accogliente e festoso
e il luogo adatto per gli acquisti di Natale.
Dall’abbigliamento agli accessori, per passare ai prodotti
per il corpo e alla bellezza personale, all’oggettistica per
la casa fino ai gioielli e alla pelletteria più chic in centro
è possibile trovare la soluzione giusta da mettere sotto
l’albero. Idee regalo per tutta la famiglia e occasioni da
non perdere per acquistare la qualità, l’eleganza senza
dimenticare le tendenze di questo inverno e le novità
moda.
Con il consorzio lo shopping diventa anche tanto divertente.
Come da tradizione, infatti, “Cesena in Centro” promuove
la nuova giostra dei piccoli da sabato 8
dicembre fino a domenica 13 gennaio in
piazza Alboni (Barriera) ed il Trenino
dei Bimbi (a favore di A.N.F.F.A.s.)
per le vie del Centro storico con
partenza dal capolinea di piazza
Amendola dalle 10,30 alle
12,30 e dalle 15,30 alle 19,30
nelle domeniche del 16 e 23
dicembre.
I biglietti gratuiti sia per la giostra che per il trenino si possono ritirare
presso i negozi associati: Bar Roma - Benetton - Black sheep - Boutique
swarovski - Caffeina - Caffè del Corso - Cartoleria Bettini - Cartoleria
Minerva - Casadei Gioielleria - Chiodi Bianco Casa - Città del
sole - Cosentino Abbigliamento - Farmacia Malossi - Fermoposta
- Fotostudioart - Giunti al Punto - Imperabit - Landi Ivan Oreficeria L’angolo dell’Occhiale - Libreria Bettini - Manuzzi Gioielli - Margherita
Barriera - Next - Original Marines - Osteria Michiletta - Ottica Fantini
- Ottica Visani - Pasticceria Lanzoni - Profumeria Pierrot - Righi Ristorante Gianni - Roberto Ricci “Il Mercatino” - salone Gabriella
- scout - sisley - stefanel - Undercolors Benetton - Uniport store
- Univesti - Viaggi Manuzzi
FERMATE ANIMATE,
IL CENTRO STORICO IN MUSICA
Per tre domeniche di Dicembre 9, 16 e
23 dalle 15 alle 20 - Atr (agenzia per
la mobilità) e Start-Romagna con il
Coro Corridore con megafoni, progetto
di Aidoru, contribuiranno ad animare il
centro storico di Cesena. Un quintetto
acustico, formato da fisarmonica,
trombone, percussioni, voce e banjo, si
sposterà, salirà, scenderà fra gli autobus
della linea urbana che attraversa il centro,
suonerà durante i tragitti per trasformare
gli spazi dell’andare e della sosta in
luoghi di condivisione, incontro e festa.
Per vivere in modo diverso l’attesa e lo
spostarsi con il mezzo pubblico.
Gli appuntamenti sono sugli autobus
delle line 4, 5, 6 e in prossimità delle
fermate Papa, Duomo, Barriera.
Le domeniche con il Touring Club Italiano
Durante le domenche 9, 16 e 23 dicembre in piazza Almerici sarà presente un gazebo del Touring Club Italiano
con la possibilità di iscriversi alla prestigiosa e più antica associazione italiana di valorizzazione turistica, ritirando il pacco
dono e, per chi si iscrive per la prima volta, l’omaggio di una bella e capiente borsa da viaggio griffata Touring. Per tutti
quelli che lasceranno il loro contatto l’omaggio di una pubblicazione TCI. Dalle ore 15.30 alle ore 19.00.
• Nelle stesse domeniche il Consorzio dei piccoli produttori di vino ed olio delle colline cesenati sarà presente con
un proprio stand in piazza Almerici con degustazione e vendita di prodotti tipici
• Domenica 9 dicembre con partenza dalle ore 15.30 dal Gazebo Touring Club, in piazza Almerici, visita guidata “Le grandi storie
d’amore nella Cesena di ieri” condotta da Gabriele Papi. Prenotazione ed informazioni presso IAT Cesena tel. 0547 356327.
pagina 30
pagina 31
Manuela Dradi
“Quando intervistai
il ministro Bersani…”
Vent’anni di Qui
Manuela Dradi
Manuela Dradi è stata direttrice del Qui
per circa cinque anni e, precisamente,
da fine agosto 2000 a febbraio 2006.
“La redazione del Qui è sempre stata in
movimento e questo ha rappresentato
la vitalità del nostro giornale e, al contempo, una palestra e una opportunità
per chi si voleva cimentare nel lavoro
di giornalista. Se dovessi fare l’elenco
dei collaboratori esaurirei i caratteri a
mia disposizione per l’intera intervista.
Cito pertanto lo “zoccolo duro” della redazione: Marco Montruccoli, Marianna
Carnoli, Elena Nencini, Letizia Magnani,
Alberto Mazzotti, Paolo Pingani, Danilo
Montanari, Federica Ferruzzi, Andrea
Conti, Massimo Montanari, Tiziano Zaccaria. Anche se la domanda non è prevista, permettetemi però di spendere
alcune parole su quella squadra anche
perché il successo del giornale lo si deve
all’azione collettiva, alla sintonia delle
persone che vi lavorano e alla condivi-
pagina 32
SOLUZIONI
YOU. L’ASSICURAZIONE CHE FAI TU
CON LE 5 AREE DI GARANZIA LA TRANQUILLITÀ È ASSICURATA!
CHIEDI AL TUO AGENTE UNIPOL LA SOLUZIONE GIUSTA PER TE.
Agente Generale Unipol
RAVENNA • FORLÌ • CESENA • RIMINI
RAVENNA
Via Faentina, 106 | Tel. 0544 282111
[email protected]
sione degli obiettivi. Eravamo una bella squadra, con tanto
entusiasmo e voglia di fare. Qualcuno ricorderà le riunioni
fiume di redazione e anche i toni alti che spesso le accompagnavano. Si discuteva animatamente, si confrontavano i vari
punti di vista, a volte si litigava per far prevalere le rispettive
ragioni, ma poi ci si rimboccavano le maniche e si cominciava a lavorare al nuovo numero. Senza astio o rancori. Un vero
spirito di squadra. E a me toccava decidere e fare la sintesi. Il
rapporto con i lettori era molto forte e partecipato. Appena
usciva un nuovo numero del giornale, i telefoni cominciavano
a suonare. Tanti apprezzamenti, ma anche critiche severe che
però, di fondo, denotavano un senso di appartenenza. Avevamo l’ambizione di rappresentare uno straordinario libro di
storia locale, che ospitava i piccoli e grandi fatti, le paure e le
preoccupazioni della gente e registrava i momenti più importanti della comunità. Forti del fatto che in una epoca in cui
pagina 33
si moltiplicano mezzi di comunicazione veloci e complessi,
ognuno cerca di trovare sé stesso nelle pagine di un giornale che racconta della sua città, delle sue strade, dei problemi
con cui si confronta ogni giorno. Per fare questo c’era molto da
scarpinare… Ricordo le mini inchieste sulle frazioni dei comuni, la ricerca del bar, dell’edicolante o del parroco per carpire la
realtà”. Manuela si sofferma sull’importanza del giornale nella
situazione politica dell’epoca.
“ Il nostro giornale ha sempre avuto un’anima progressista.
Attenta a registrare i cambiamenti ma anche a promuoverli. Spesso andando anche contro corrente come quando, ad
esempio, denunciò aspramente le politiche del turismo senza regole sui lidi ravennati e il caos che ne sarebbe derivato.
Oppure quando affrontava i temi dello sviluppo economico
( porto, industria, università etc), cercando sempre di creare
dibattito in un’ottica di stimolo e di critica costruttiva. Ricor-
Vent’anni di Qui
do vari forum svolti in redazione con i soggetti istituzionali e
le associazioni di rappresentanza dei cittadini. Insomma, un
giornale aperto alla città, non ‘bacchettone’. Ricordo una inchiesta fatta fra i giovani appartenenti ai movimenti politici
della destra. Sento ancora le proteste di tanti nostri abbonati….”. All’epoca , infatti, il giornale cartaceo era il primo veicolo
di informazione. Ma come è cambiato, per Manuela, il modo
di fare informazione? “Oggi un giornale locale, legato al territorio ed espressione diretta della vita reale, rappresenta un
antidoto alla malattia della globalizzazione, all’uniformità e
all’eccesso di concentrazione dell’informazione. Non sarà il
contenitore primario e strategico delle notizie, questo ruolo è
assorbito dal web, ma sarà il luogo dove troveranno spazio, approfondimenti e servizi di più ampio respiro rispetto a quanto
riservato sul web. D’altra parte anche la peculiarità del settimanale, rispetto al quotidiano, erano l’approfondimento e
Vent’anni di Qui
l’inchiesta. Oggi anche i quotidiani, per vincere la scommessa
con il web, fanno inchieste ed approfondimenti. Certo è tutto
più difficile. Occorre intelligenza, ma soprattutto tornare ad
essere i giornalisti che con il taccuino scorazzano per la città
a caccia di notizie. E questo sarebbe un bene anche per la nostra professione”. Tanti i protagonisti dell’epoca ricordati da
Manuela. “Anche in questo caso la carrellata sarebbe lunga.
In quei cinque anni vi è stato un ricambio significativo della
classe dirigente. Stili diversi, permalosità e piccole ritorsioni
nei confronti del giornale da parte di qualcuno ci sono state,
ma ad una persona in particolare mi sento di rivolgere un riconoscimento per la franchezza nei rapporti. Penso al sindaco
Mercatali, che anche nei momenti in cui il giornale non è stato
‘tenero’ su alcune scelte amministrative, non si è mai sottratto al confronto, e non ha mai serbato rancore. Una dote che
considero fondamentale per un amministratore pubblico”.
Diversi gli episodi citati dall’ex direttrice, “primo fra tutti, anche se apparentemente lontano, l’attentato alle torri gemelle
nel 2001. Quell’evento cambiò il mondo e le coscienze di tutti
e aprì la strada della paura. Anche in questo caso la nostra comunità locale seppe esprimere un grande moto di solidarietà. Poi ricordo quel grande evento che furono le primarie nel
2005 che decretarono la vittoria di Prodi”. E a proposito di politica, Manuela cita una piccola ‘impresa’ personale. “Ricordo
che avevamo messo in cantiere un articolo sulle infrastrutture, ed allora ministro dei trasporti era Pierluigi Bersani. Volevo
tentare di contattarlo per capire se c’erano novità sul destino
delle nostre infrastrutture (E45-statale Romea etc). Ricordo
che quando proposi in redazione questa intenzione, tutti si
misero a ridere pensando ad una impresa impossibile. Riuscii
a recuperare un recapito telefonico, pensando di dover passare chissà quanti filtri, per poi non concludere niente. Compongo il numero e sento dall’altra parte “ Sono il Ministro Bersani,
con chi parlo?” Potete immaginare la mia espressione…”.
pagina 34
è
finalmente
aperto
pagina 35
SPECIALE
NATALE
Segui le novità
Molino Spadoni
anche su Facebook
SPACCIO GASTRONOMICO
Anche
strenne natalizie
personalizzate
Federico Arcuri design
Direttamente
dalle nostre aziende!
Tutti i prodotti delle aziende del Gruppo Spadoni
con la convenienza dello spaccio aziendale.
OFFICINE GASTRONOMICHE
OFFICINE GASTRONOMICHE
I FORMAGGI DIALETTALI
oltre 100 tipi
di farine
formaggi
carni fresche e salumi
di mora romagnola
pasta senza glutine
liquori e aceti
farine, riso e prodotti
da forno biologici
cioccolato
A casa Spadoni trovi anche un’ampia selezione di prodotti dei “Presìdi Slow Food” e una vasta rassegna di vini delle colline romagnole
Via Ravegnana, 746 – Coccolia (RA) – tel. 0544 569056 - Orari: Lunedì, martedì, mercoledì e venerdì: 8.30-12.30 e 15.30-19.30 - Giovedì e sabato: 8.30-12.30
Confcooperative
pagina 37
A teatro con Capit
Grande attesa per ‘Bulli e pupe’ e la ‘Contessa Maritza’
di Alice Bassi - Tornano le proposte culturali firmate Capit che allieteranno con divertenti rappresentazioni teatrali i pomeriggi ravennati. Sono due infatti le rassegne, in programma da dicembre ad
aprile, che interessano i due teatri della città: l’Alighieri con «Operetta e musical» e il Teatro Rasi con «Ritroviamoci al Rasi».
Il cartellone della XXVII edizione di «Operetta e musical» propone
quattro successi indiscussi di questo divertente genere: dopo la
partenza avvenuta sabato 8 dicembre con «Il Pipistrello» di Johann
Strauss e seguita, domenica 9, con «Al Cavallino bianco» di Ralph
Benatzky gli appuntamenti proseguono venerdì 21 dicembre alle
20,30 con «Bulli e pupe» il musical di Frank Loesser interpretato
dalla compagnia In Scena di Corrado Abbati: «“Bulli e Pupe”, il
celebre, divertente e colorato musical di Broadway dall’intreccio
perfetto dove tutto funziona grazie al simpatico libretto di Abe
Burrows ed alle vivaci ed immortali musiche di Frank Loesser, è
la nuova produzione, in esclusiva per l’Italia, della compagnia
di Corrado Abbati. - si legge nella presentazione dell’opera -. Un
nuovo, grande spettacolo che porta in scena un cast di oltre venti
artisti con voci importanti, costumi coloratissimi, balletti mozzafiato, scene eleganti, il tutto nel segno di una qualità assodata
e riconosciuta». La rassegna «Operetta e musical» si concluderà
sabato 5 gennaio alle 20,30 con «Contessa Maritza» di Emmerich
Kalamànn portato in scena dalla compagnia Teatro Musica Novecento: «“La Contessa Maritza” ha rappresentato, per la sua musica
straordinaria ed accattivante, il più grande successo del dopoguerra - spiegano gli organizzatori -. Nella partitura della “Contessa Ma-
ritza” esiste l’ispirazione della musica popolare magiara-tzigana
che si accoppia, magistralmente, con l’illuminata evoluzione del
compositore attratto dai nuovi ritmi dell’amico Gershwin. Un canto raffinato, infuocate melodie di czarda ed un terzetto comicissimo, caratterizza questo spettacolo imperdibile».
«Ritroviamoci al Rasi», la rassegna giunta alla XVIII edizione, propone invece ben 18 spettacoli pomeridiani (tutti alle ore 15) appartenenti alla tradizione più autentica del teatro popolare in dialetto
romagnolo ed amatoriale in genere. Dal 16 dicembre al 28 aprile
al Teatro Rasi si potrà assistere a rappresentazioni di testi classici
e moderni del teatro romagnolo con alcuni spazi dedicati al teatro amatoriale in lingua ed alla musica di folclore. Per info: 0544
591715 - www.capitra.it
Programma
“Ritroviamoci al Rasi”
Tutti gli spettacoli iniziano alle ore 15
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
domenica 16 dicembre: “Tre tenori” - associazione culturale “La zarzuela” di Bologna
domenica 23 dicembre: “La camisa dla madona” – compagnia “Amici del teatro” di Cassanigo
mercoledì 26 dicembre: “La Rumagna inte tu cor” – “Società canterini romagnoli”, Gruppo corale “Pratella Martuzzi”
domenica 30 dicembre: “Lozal par lanterna” – “Compagnia della speranza” di Castelvecchio
domenica 6 gennaio: “E…carburant” – gruppo teatrale “San Severo” di Ponte Nuovo, Ravenna
domenica 13 gennaio: “Divix” - compagnia “05quartoatto” di Ravenna
domenica 20 gennaio: “La broja” - compagnia “Piccolo teatro città di Ravenna”, Gad Gino Caprara
domenica 27 gennaio: “Cusa fai la not i met e i ledar” – compagnia “Gad città di Lugo”
domenica 10 febbraio: “E diretor dla scola” – compagnia “Cdt - la Rumagnola” di Bagnacavallo
domenica 17 febbraio: “Gigion e va inti fre’” – compagnia “La Zercia” di Forlì
domenica 24 febbraio: “Un pruces fat par ridar” – compagnia “Cvì de Magazèn” di S. Antonio, Ravenna
domenica 3 marzo: “Tol inte sach, Giulio” – piccolo teatro “Arnaldo Martelli” della Repubblica di San Marino
domenica 10 marzo: “Tre per uno” ovvero “L’anima gemella”, “L’eredità”, “Mammà” – compagnia “Il passaggio” di Ravenna
domenica 17 marzo: “E parsot de signor” – compagnia “Cinercircolo del gallo” di Forlì
domenica 24 marzo: “Crema e susezza” – compagnia “Quasi stabile” di Bubano
domenica 7 aprile: “La bon’anma” – compagnia “Caveja e ravgnana” di Ravenna
domenica 14 aprile: “Al tre surgeli” – compagnia “Quii de seneat” di Villanova di Bagnacavallo
domenica 28 aprile: “Korna: matrimoni ed altri disastri” – laboratorio italiano del Piccolo teatro di Ravenna
pagina 38
pagina 39
Casa delle
meridiane
di Silvio Piraccini - Un nome che trae origine dalla meridiana sulla facciata dell’edificio e dalla decina sparse qua e là sulle pareti della casa.
Un vero e proprio museo della civiltà contadina, uno scrigno che
racchiude gli strumenti della fatica dei campi che i nostri nonni facevano nel “tempo passato”, si trova a pochi chilometri dalla città. Per
la precisione a San Bartolo, al civico 66 di via destra Ronco, proprio
sotto l’argine del fiume. Negli ambienti dei circa 400 metri quadrati di
quella che era un tempo una tipica casa colonica romagnola, trovano
“ospitalità” migliaia di strumenti di lavoro e di uso per le attività quotidiana raccolti pazientemente dal notaio Giancarlo Pasi nel corso degli
anni. Oggetti di piccole dimensioni, ma anche “pezzi” notevolmente
ingombranti come carri, calessi, aratri e trebbiatrici e, qua è là, almeno
una cinquantina di “caveje”, il simbolo più autentico della Romagna.
Oltre ai locali interni la “tenuta” è dotata anche di due ettari ti terreno
adibiti a bosco, orti e giardino. La Casa delle Meridiane è circondata
dal verde e nelle vicinanze del porticato c’è anche una piscina, deliziosamente mosaicata e perfettamente integrata con l’ambiente circostante e tenuta con acqua riscaldata e salata per evitare l’utilizzo di
additivi chimici a base di cloro.
Un luogo ideale per accogliere eventi di ogni genere: riunioni, seminari, presentazioni e performance musicali. La casa dispone anche di
un servizio di catering e spazi per cene e degustazioni. E per chi vuole
“autogestirsi” c’è a disposizione anche un’ampia cucina dove preparare i piatti che più ispirano gli amanti del “fai da te”, eventualmente
anche con la supervisione di esperti maestri cucinieri.
Si sa, la gastronomia e la buona tavola è una delle caratteristiche della
“romagnolità” e su questo piano, la Casa delle Meridiane organizza
iniziative e corsi affidati ad una maestra di cucina: Giorgia Lagosti, laureata in chimica e insegnante di C.I.BO (Culinary Institut in Bologna).
I consigli e la “filosofia” di Giorgia è quella di lasciarsi ispirare da gesti
semplici, si basa sull’insegnamento di una cucina di casa i cui piatti
siano riproducibili immediatamente, o dal giorno dopo, a casa propria
da chi segue le lezioni. Corsi creati per non professionisti che vogliono anche comunicare la storia dei piatti romagnoli. Quindi nessuna
“nouvelle cuisine” o mode d’avanguardia, ma “cucina consapevole”.
Il prossimo corso è previsto per mercoledì 19 dicembre dalle 19 e 30
alle 23 con i partecipanti impegnati nella preparazione di dolci, marmellate e biscotti per confezioni regalo per amici e parenti.
E molti “ingredienti” arrivano direttamente da dietro casa, negli orti
coltivati direttamente dalla famiglia Pasi che cura anche il “recupero”
di antichi sapori nostrani come quelli dei frutti dimenticati, tra cui nespole, mele cotogne, giuggiole e vari tipi di pera.
Ma la “casa”, che sorge nei pressi della Colonna dei francesi, è molto di
più: tra le attività anche rassegne cinematografiche (all’aperto d’estate
e nei locali interni in invero), e poi l’organizzazione di corsi dei team
building che utilizzano corsi di cucina o attività di preparazione di cibi
per creare sinergie e affiatamento in una squadra aziendale.
E nella ex casa colonica dove si può soggiornare per relax, prendere
un aperitivo con amici sotto le stelle, sono disponibili anche comode
stanze per passare notti di quiete e al mattino tuffarsi e nuotare nella
piscina.
Per ogni informazione ci si può rivolgere direttamente allo 0544497165 o ai cellulari 339-3295667 e 339-6360315 o consultare il sito
internet www.casadellemeridiane.it.
[email protected], [email protected]
pagina 40
Speciale Fumetto in Romagna
pagina 41
A cura di Lorenzo Mazzolini e StarCrash Studio
Science
Fiction:
una piccola
introduzione
Il tema dello Speciale a Fumetti di quest’anno è la
Fantascienza, il Fantastico e il Fantasy. La Science Fiction, come viene chiamata nei paesi di lingua inglese, nasce ufficialmente come genere letterario nel 1926, grazie a Hugo Gernsback, che coniò il suddetto termine,
direttore e fondatore di Amazing Stories, la prima
rivista ufficiale dedicata a questo genere, dove
autori importantissimi come Asimov, Ursula
K. Le Guin, Zelazny e altri, pubblicarono per
la prima volta i loro racconti. Tracce di Fantastico, però, ci sono sempre state fin dagli albori
della letteratura, basti pensare all’Epopea di Gilgamesh, il
primo romanzo epico della storia dell’uomo, all’Odissea di
Omero, alle Storie Vere di Luciano di Samosata, che tratta di un viaggio sulla luna e dell’incontro con degli alieni chiamati Seleniti, alle Metamorfosi di Apuleio. Prima
La fantascienza
a fumetti:
una breve
digressione
storica
Un genere che, anche grazie a Star Wars,
continua ad essere molto seguito
di Lorenzo Mazzolini © StarCrash Studio
Anche i fumetti non sono stati immuni alla Fantascienza: il 7 gennaio
1929 sulle pagine di numerosissimi quotidiani statunitensi fu pubblicato Buck Rogers, scritto e ideato da Phil Nowlan e disegnato da Dick
Culkins, il primo fumetto di fantascienza della storia dell’editoria, per i
cui dettagli rimando all’articolo apposito (Little Nemo in Slumberland
degli anni 20 del secolo scorso altri
autori si cimentarono con tematiche fantastiche, come Bacon con
la Nuova Atlantide, Ariosto con
l’Orlando Furioso, in particolare
il viaggio sulla luna di Astolfo,
Jonathan Swift con i viaggi di Gulliver, Giulio Verne e soprattutto
Jean de la Hire, autore di romanzi
d’appendice considerato il primo
precursore della moderna Science
Fiction. La fantascienza è un genere che piace ed è sempre piaciuto
perché, come diceva Ursula K.
Le Guin, “preme un bottone che
è nell’anima”, cioè la visione di
Mondi fantastici, città futuribili, la
presenza di personaggi come Alieni, Supereroi, Cyborg, Mutanti, Robot e Mostri, Astronavi più o meno
grandi e potenti, viaggi nel tempo, sono tutti
argomenti che hanno sempre affascinato non
solo i fans ma anche i curiosi, gli scienziati che
vogliono vedere assurde teorie applicate a vere
leggi matematiche e fisiche, tutti gli uomini che abbiano un’anima per sognare o che vogliano mettersi a
sognare. Benvenuti in questo piccolo ma intenso viaggio
nella fantascienza dove gran parte delle suddette tematiche verranno affrontate.
pagina 42
non rientra in questa categoria).
Il successo di Buck Rogers fu tale che subito
dopo fiorirono emuli come Brick Bradford
il viaggiante nello spazio e il più importante Flash Gordon, che ha quasi sorpassato
il suo capostipite grazie ai disegni di Alex
Raymond quasi realistici rispetto ai canoni
dell’epoca, di gran lunga superiori di quelli in
stile liberty di Dick Culkins.
Anche l’Italia è stata ‘colpita’ dal virus del
fumetto di Fantascienza: nel dicembre 1936
viene pubblicata all’interno de ‘I Tre Porcellin’i prima, e su altre testate sempre della
Mondadori poi, Saturno contro la Terra, primissimo fumetto italiano del genere, ad opera di Cesare Zavattini e di Federico Pedrocchi
per i testi e il talentuoso Giovanni Scolari per
le tavole. La storia narra di un’invasione aliena da parte degli abitanti di Saturno e del loro
dittatore Rebo- riconoscibili dalla cresta sulla
testa- e della resistenza terrestre da parte del
Prof. Marcus e del suo assistente Ciro. Alla
fine degli anni ’30 negli USA gli eroi come
Flash Gordon vengono iperbolizzati, ma inseriti in un contesto urbano e quotidiano con
l’avvento dei Supereroi, il cui capostipite si
può ricondurre a Superman, di Siegel e Shuster. Da lì il filone dei comics di Fantascienza
si contestualizza in un sottofilone che, ora
più che mai, è divenuto un genere a sé stante: il fumetto supereroistico, che già negli
anni 30’/40’ vantava fra le sue fila personaggi come Capitan America, Batman, la Torcia
Umana, Sandman, Namor the Submariner,
ecc.. i quali si sono evoluti oggi in tutti i personaggi molto conosciuti della Marvel, della
DC e di numerose altre case editrici. Negli
anni 40’, 50’ e 60’ negli Stati Uniti- nonostante la terribile condanna ad opera del folle Dr.
Wertham- e in Europa, c’è stato un fiorire di
riviste e fumetti di Fantascienza, come Weird
Science, Planet Comics, la britannica Eagle che
presentava le storie di Dan Dare. Il Giappone
proponeva, invece, Astroboy (Tetsuwan Atomu) di Osamu Tezuka, storia di un ragazzo
robot coi sentimenti umani dimostrando,
quindi, di non essere insensibile alla fantascienza. Sempre agli inizi degli anni ’60
dall’Argentina approda in tutto il mondo L’Eternauta, una delle più belle e interessanti saghe fantascientifiche della storia del fumetto,
ad opera di Hector G. Oesterheld ai testi,
autore desaparecido alla fine degli anni ’70,
e Solano Lopez e Alberto Breccia ai disegni.
Dal Giappone, poi, negli anni ‘70 arrivano una
serie di Manga e Cartoni animati fantascientifici grazie alle opere di Go Nagai, il creatore di
Mazinga, Ufo Robot Grendizer (in Italia conosciuto come Goldrake), ecc, Leiji Matsumoto
con Capitan Harlock e Galaxy Express 999, e
Yoshiyuki Tomino con Gundam. Gran parte
di queste storie avevano come protagonisti
dei robottoni che difendevano la terra da
minacce aliene. L’aspetto particolare era la
simbiosi fra robot e pilota, poiché se il primo
veniva colpito anche l’altro soffriva come se
fosse stato colpito a sua volta.
In Occidente, in particolare in Francia, nella seconda metà degli anni ‘70 il fumetto di
Fantascienza ha avuto la sua consacrazione
grazie al gruppo de Les Humanoides Associeè,
fra le cui fila si annoveravano i nomi di Moebius, Gal, Dionnet, Caza, Druillet che hanno
dato un tono più adulto al genere consacrandolo in vere e proprie opere d’arte come Arzach, Gli abitanti del Crepuscolo, Salammbo,
tutte pubblicate sulla loro rivista Metal Hurlant, diffusa in tutto il mondo e che, contrariamente a quanto accade, avrà l’apice nella
sua versione americana Heavy Metal, poiché
presentava e presenta tuttora l’elite degli autori internazionali.
Sempre nella seconda metà degli anni ‘70,
grazie anche al successo di Star Wars, in tutto
il mondo ci fu un exploit della Fantascienza
e un fiorire (e morire) di tantissime riviste a
fumetti, come Astroavventure, con i disegni
di Buzzelli, Kosmos, Fantasy ( anche se pubblicava materiale dell’inglese Starblazer). Al
giorno d’oggi questo genere di comics continua a sopravvivere e ad essere seguito ovunque, anche in Italia grazie anche ai nostrani
Nathan Never e Termite Bianca per citare i
casi più eclatanti.
pagina 43
Speciale Fumetto in Romagna
La produzione fanzinara
di fantascienza in Italia
Di Gianluca Umiliacchi (Fanzinotecario)
Il mondo dell’editoria fanzinara italiana è
poco conosciuto, pur essendo una produzione che affonda le sue radici nei lontani
anni ‘50, è una realtà ignota ai più, sia per
una disinformazione da parte della società,
sia per l’ostentato disinteresse del mondo
fanzinaro di presentarsi e proporsi a livello ufficiale. Ciò non evita di prendere atto
come le fanzine, pubblicazioni di appassionati, da oltre 60 anni prolifichino in Italia,
generazione dopo generazione, il mondo
fanzinaro non ha visto tregua, la passione
non ha subito crisi e, una dietro l’altra, le
migliaia di testate hanno lasciato il loro,
seppur labile, segno nella realtà italiana.
Ma che cos’è una fanzine? Termine formato dalla fusione dell’inizio di “fan Club” e
il finale di “magazine”, serve a definire la
pubblicazione realizzata per comunicare e
confrontarsi su una specifica passione. Una
periodizzazione documentata sull’editoria
fanzinara di fantascienza, prendere avvio
nel 1962, quando a Milano grazie al giovane e futuro regista Luigi Cozzi il pubblico
di appassionati dell’ambito fantascientifico
può leggere la prima fanzine dedicata alla
fantascienza “Futuria Fantasia” che dovrebbe essere la capostipite di tale ambito.
La fantascienza, produzione di letteratura
osservata con sospetto dalla cultura sociale, veniva considerata come prodotto per
consumatori di un genere minore. Per la
prima volta questo mondo era proposto
sotto una luce diversa, più attiva e dinamica, quella dei fanzinari. Andava formandosi
e cresceva la voglia di esprimersi attraverso
nuove impostazioni capaci di stravolgere il
punto di vista stereotipato sulla comunicazione e confronto, un’eredità d’oltre oceano
pronta a fondare le sue radici in Italia. La risposta a quella prima proposta è immediata, gradualmente iniziano a prendere corpo le varie testate fanzinare degli anni ‘60,
come “Fantascienza Minore” di Fossati, per
citarne una su tutte, perché in realtà la produzione fanzinara da quell’inizio in poi ha
proposto migliaia di testate, dai nomi più
svariati e coloriti, dalle forme più estroverse e dai contenuti più eterogenei. Bisogna-
va andarsele a cercare, con il passa parola o
nelle fiere mercato, e non sempre si riuscivano a trovare, le fanzine uscivano quando
e come potevano con i loro enormi problemi economici e distributivi realizzate da
pionieri di un’editoria “a misura d’uomo”
che, negli anni seguenti, darà corpo ad una
vera e propria editoria fanzinara nazionale.
Moltissime, dicevamo, le testate dedicate
alla fantascienza che, di generazione in generazione, si susseguono, una produzione
più grande di quanto lo si possa immaginare. Negli anni a seguire il rinnovamento è
dinamico e i fanzinari di fantascienza, che
all’inizio si misuravano in decine, ora si misurano in varie centinaia che, nel volgere di
pochi anni, incrementano notevolmente
il loro numero. Il nuovo millennio porta
con se l’influenza dei nuovi media così ci si
trova a viaggiare in rete tra le ‘FanNet’, produzioni dei fans Internet, ma la vera produzione fanzinara prosegue imperterrita. Le
fanzine sono una produzione che ha, con
i suoi anni di frenetica attività, contribuito
notevolmente allo sviluppo e alla crescita
critica, artistica e narrativa del linguaggio
culturale, tutto ciò dovrebbe dare la giusta
dignità a prodotti troppo spesso sbeffeggiati, ricchi invece di enormi potenzialità
comunicative, formative e artistiche.
pagina 44
pagina 45
Stelle del Fumetto in Romagna
L’Importante è raccontare
Intervista a Filippo Scozzari
Scòzzari da dove e verso dove? Perché
cominciare col fumetto?
“Sin da bambino ho avuto la mania dei
fumetti, leggerli e farli. Una mania da cui
sono parzialmente guarito: non li leggo
più”.
Questo è l’inizio, ma come è arrivato a
Il Mago?
“Fu il punto di approdo di una lunghissima quest. A Milano bussai a quasi tutte le
redazioni, allora ce n’erano un fracco, e di
ogni tipo, ma venivo respinto: la Corno,
Nino Cannata, Gandini, Gino Sansoni, che
unico e per una cicca fumata mi pubblicò
tre storie di fantascienza. E alla fine, enfin!
dicono i francesi, Bepi Zancan, pubblicò i
miei fumetti su Il Mago, un’idiozia della
Mondadori. Acquisii un mestiere che mi
mancava in toto. Venivo dal liceo scientifico e per me disegnare donne o cavalli era
un problema. Il mio apprendistato fu proprio l’essere pubblicato”.
Dopo c’è l’incontro col gruppo di Cannibale.
“No. Dopo ci fu Re Nudo. E poi Linus, enfin!, mia meta agognatissima. Pensai che il
mio destino fosse in discesa; in realtà non
sapevo che da lì a poco avrei incontrato
Tamburini, poi Pazienza, poi la combriccola assieme alla quale a Roma avrei costruito prima Cannibale, poi a Frigidaire, dopo
l’esperienza de Il Male. Rimando i particolari di queste mie avventure alla lettura di
Prima pagare poi ricordare. Con Tamburini, Mattioli, Liberatore e Pazienza c’era un
continuo scambio di idee; fu una seconda
scuola, imparai cosa si racconta alla gente,
come lo si racconta, quali le trappole da
evitare” .
Dopo Frigidaire c’è Blue della Coniglio
Editore.
“Chiusa l’esperienza Frigidaire, arrivai a
Blue, che ripubblicò il lunghissimo Il Mar
delle blatte e molte altre cose. Fu il periodo
mercantile della mia vita: non disegnavo
per la gloria ma per i soldi, poiché vendevo
anche i miei disegni originali. Abbandonai
il fumetto e il disegno quasi completamente perché mi èra venuta voglia di scrivere.
Mi sto pentendo: se non disegni qualcosa
tutti i giorni dimentichi quello che hai imparato. Mi è tornata la voglia di disegnare
grazie al volume integrale di Suor Dentona,
il personaggio che ha più girovagato nelle
redazioni. L’ho ripreso con molta fatica, e
questo tipo di palestra ha prodotto il miracolo di un libro di oltre duecento pagine.
Per cui per rispondere alla domanda da
dove e verso dove posso dire: Dallo zero
degli inizi allo zero della fine, per ogni fine
c’è sempre un inizio e come c’è stato un
grandissimo inizio allora ci può essere un
grandissimo inizio, anche adesso”.
Chi è Scòzzari oggi?
“Nelle mie storie non troverai occhioni
manga, caricature politiche, cowboy caracollanti al tramonto, supereroi in pigiamini cretini. La mia missione nel mondo è
quella di migliorarlo coi fumetti il che fornisce la misura esatta della mia follia. Che
sia una matita, una chitarra o una macchina da scrivere, l’importante è raccontare”.
Che consiglio daresti a chi oggi vorrebbe intraprendere la strada dei fumetti?
“ È inutile e pericoloso cercare subito la
rivista di grido – che peraltro sono sparite
–; bisognerebbe prima passare un po’ di
anni nelle fanzine a far palestra, sotto gli
occhi vigili di un inflessibile giudice interiore. Palestra, ragazzi: allenarsi, palestra,
allenarsi, palestra. Grinta, e niente auto
indulgenza”.
pagina 46
pagina 47
Stelle del Fumetto in Romagna
Il prossimo sogno?
Disegnare Stars Wars!
Intervista a Domenico Neziti
Come ti sei appassionato ai Fumetti, quali fumetti leggevi da
ragazzo e quali artisti ti hanno maggiormente influenzato?
“Da bambino amavo i supereroi e tutto quello che era ‘fantastico’. Il
fumetto era la perfetta fusione tra racconti e immagini. Quando vivevo in Canada facevo il paperboy (il ragazzo che distribuisce il giornale
ndr) e con i soldi guadagnati mi compravo le mie serie preferite come
X-men, Fantastici Quattro, Iron Man e Thor. A scuola me la cavavo
bene in disegno e fu una sfida per me provare a disegnare i miei personaggi preferiti e fare i miei piccoli fumetti personali.
Guardavo i miei disegnatori preferiti che allora erano John Byrne, Jim
Starlin e Walter Simonson e cercavo di assorbire quanto più possibile
dalle loro tecniche. Mi ostinavo a carpire i trucchi del mestiere e riempivo pagine di mani, braccia, volti e studi di anatomie. Al mio arrivo in
Italia ebbi la fortuna di colmare molte lacune con il corso di fumetto
a Forlì dove ho trovato due grandi maestri come Davide Fabbri e Guglielmo Signora”.
Parlaci del tuo esordio con il numero 3 di Examen per la Phoenix editore di Daniele Brolli.
“Tutto fu grazie al corso e all’aiuto di Davide Fabbri che già collaborava con Daniele Brolli su vari progetti della Phoenix editore. Volevano
lanciare delle testate supereroistiche e avevano bisogno di disegnatori. Dopo vari anni di corso Davide mi chiese se me la sentivo di fare
il grande salto e io non mi feci sfuggire l’occasione. Fu dura affrontare
un numero intero di Examen e confrontarmi con le difficoltà di seguire una sceneggiatura e riproporre su carta inquadrature, prospettive e
sensazioni, ma alla fine diedi tutto me stesso visto che era quello che
volevo. Pochi anni prima avevo lasciato il mio lavoro sicuro di operaio per questo misterioso mondo del fumetto e finalmente stavo per
pubblicare il mio primo fumetto come disegnatore”.
Dopo varie illustrazioni per tornei di giochi di ruolo hai iniziato a collaborare con Davide Fabbri per varie iniziative fra
cui l’adattamento a fumetti di Planet of the Apes. Come è nata
questa sinergia ?
“Dopo aver lavorato con la Phoenix, iniziai a collaborare con Davide su vari progetti. Lui già lavorava con la casa editrice Dark Horse e
quell’anno ci fu il remake del film Il Pianeta delle Scimmie. Era un lavoro molto importante ed era importantissimo rispettare le esigenze
grafiche del film e sopratutto completare il fumetto per l’anteprima
del film negli States. Davide mi chiese di dargli una mano e cosi, insieme a Christian Dalla Vecchia, altro allievo di Fabbri, lo aiutammo
nelle chine della novel. Piccolo inciso simpatico, l’ultima settimana
prima di consegnare il lavoro facevamo i turni per dormire sui divani
per finire in tempo!”.
Cos’è la Drow Art Studio, di cui sei uno dei fondatori?
“La Drow Art Studio nacque come luogo di lavoro comune dove poter lavorare concentrati e stimolati. Assieme a Christian Dalla Vecchia,
Matteo Lolli, Christian Cornia ed il sottoscritto iniziammo a lavorare in
un unico ambiente e a condividere le nostre esperienze. Abbiamo la-
vorato su vari progetti insieme in cui ognuno si occupava di una parte
dello sviluppo del lavoro: bozzetti, matite, colori e grafiche. Abbiamo
sviluppato illustrazioni e grafiche per molti giochi di carte e fumetti
oltre a sviluppare style guide per mascotte e personaggi. Tentammo
di proporci in Francia come unico studio di sviluppo per progetti a fumetti ma eravamo troppo poco ‘tradizionali’ dal loro punto di vista. Ci
vollero ancora degli anni per far si che gli studio di lavorazione fossero
accettati, ahimè”.
Cosa ci puoi dire del tuo contributo per le nuove serie di Star
Wars (serie che a me sta davvero a cuore)?
Attorno al 2005/2006 iniziai a dedicarmi ad un aspetto dell’arte che
avevo solo parzialmente affrontato, la colorazione. Ho scoperto un
nuovo mondo che comprendeva toni caldi, freddi ombre e luci e i
segreti per valorizzare le scene disegnate. Dopo la collaborazione
con Fabbri sul fumetto Planet of the Apes della Dark Horse, ebbi la
fortuna di poter colorare dei numeri di Star Wars sempre della stessa
casa editrice, film a cui ero particolarmente legato fin da bambino. Fu
un’altro sogno realizzato e mi diede la possibilità di mettere a frutto
le mie capacità come colorista. Grazie a quel lavoro ebbi molte altre
colorazioni con grosse case editrici come la Soleil, Image e la Marvel.
Spero di poter disegnare un numero di Star Wars un giorno e di avere
la possibilità di colorare le mie tavole
pagina 48
Stelle del Fumetto in Romagna
pagina 49
Quando lavoravo con Andrea Pazienza…
Intervista a Ugo Bertotti
Come ti sei appassionato ai Fumetti, quali fumetti leggevi da ragazzo e quali artisti
ti hanno maggiormente influenzato?
“Da ragazzo leggevo Tex, L’Uomo Mascherato,
Diabolik. All’inizio ho cominciato lavorando a
Milano nel film d’animazione, il fumetto è venuto di conseguenza. Mi sono studiato in particolare Moebius, Chaland, Barnet, Pratt e Jacovitti”.
Parlaci della tua esperienza del lontano
giugno 1984 del “restauro della Fontana
Masini” per l’evento La Piazza ritrovata,
in cui hai collaborato con Andrea Pazienza, Igort e Carpinteri .
Di questa esperienza ricordo in particolare il
lavoro della star Pazienza, circondato da ragazzini che l’aiutavano a stendere zone il colore
sul suo disegno. Igort non c’era
Dopo una prima collaborazione, nell’82,
con Alter della Milano libri edizioni, dal
1986 hai iniziato a collaborare per con la
rivista Corto Maltese edita dagli stessi,
puoi parlarci di questa esperienza?
Consideravo Corto una specie di laboratorio,
mi venivano delle idee le proponevo, alcune
venivano accettate.
Oltre al fumetto ti dedichi anche a illustrazioni e magliette e soprattutto alle
animazioni in Flash, cosa ti ha portato
alla scelta della multimedialità?
L’animazione in Flash è il proseguimento della
mia attività originale, il disegno in movimento
ce l’ho dentro da sempre. Flash è lo strumento
adatto per mandare le animazioni in rete senza dover fare documenti pesantissimi (come i
gif, ad esempio).
Cosa ci puoi dire della tua ultima graphic
novel per la Francia Les Femmes du Yemen?
Una mia amica fotografa ha vissuto nello Yemen, ha fatto foto, interviste, video. Mi ha
proposto di raccontare la sua esperienza ed ho
colto al volo l’opportunità.
Dal film al fumetto:
la graphic novelization
di fantascienza
La Novelization consiste nella trasposizione letteraria di un film (ma
anche di un fumetto o di un videogioco) in romanzo. Per quello che
riguarda i film, questo fenomeno nasce per un motivo di marketing diventando una sorta di souvenir dello stesso, visto che si è creata in un
periodo in cui non c’erano né Videocassette nè DVD e i fan volevano
possedere qualcosa della loro pellicola preferita. Oltre che con i romanzi, negli U.S.A. molte trasposizioni di film, soprattutto di Fantascienza
e Horror, furono rese a fumetti, con risultati altalenanti; anche in Italia
vennero tradotte ad opera di diverse case editrici, come la Corno (2001
e la fondamentale collana SuperFumetti in film), la Cenisio, la Fabbri, la
Euredit , la Comic Art e la Play Press. In America, se si eccettua la Gold
Key, la più grande e importante casa editrice americana di novelization a fumetti è stata la Marvel, che inizialmente pubblicava gli adattamenti dopo l’uscita del film; fra le opere meglio riuscite si possono
annoverare Il Pianeta delle Scimmie, 2001 odissea nello spazio scritto e
disegnato da Jack Kirby, Alien di Walter Simonson e La Fuga di Logan.
Nel 1977, molto prima dell’uscita del film, venne commissionata alla
Marvel una trasposizione a fumetti di Star Wars basandosi solo sulla
sceneggiatura originale senza visionare alcuna foto di scena. Così nel
comics scritto da Roy Thomas e disegnato da Howard Chaykin, troviamo scene non presenti nella prima versione cinematografica di Guerre
Stellari e una versione di Jabba the Hutt e di altri personaggi minori
diversa da quella ufficiale. Il successo fu tale che oltre a risollevare la
Marvel da un impasse economica, fece proseguire la serie a fumetti
con storie inedite fino al 1985. A prescindere dal risultato della trasposizione, queste novelization grafiche ( ma anche quelle letterarie) sono
importanti perché si basano sulla sceneggiatura originale e si può vedere il film così come era stato concepiti prima dei tagli imposti dalla
produzione, in una specie di director’s cut apocrifa o involontaria.
pagina 50
Stelle del Fumetto in Romagna
pagina 51
Dai supereroi
a “Cielo di fuoco”
Intervista a Stefano Babini
Come ti sei appassionato ai Fumetti, quali fumetti leggevi da ragazzo e quali artisti
ti hanno maggiormente influenzato?
“Da piccolo leggevo Topolino, ma la mia simpatia è sempre andata a Paperino. Poi Tex,
Zagor e i fumetti dei Supereroi editati all’epoca dalla Corno , mi piacevano Thor e Capitan
America. Ricordo che ricopiavo le figure di
questi fumetti e inventavo storie assurde, ero
già stato ipnotizzato de questo mondo ai miei
occhi dorato. Anni dopo ho scoperto Hugo
Pratt, Dino Battaglia, Sergio Toppi e in quel
momento ho deciso che quella sarebbe stata
la mia strada”.
Parlaci dei tuoi rapporti con il grande
Hugo Pratt e del tuo esordio sulle pagine
di Zona X per la Sergio Bonelli Editore.
“Ho raccontato molte volte il mio incontro con
Pratt. E’ stato solo grazie ad una sua segnalazione che sono approdato alla Bonelli; quando è venuto a mancare lui, non è morto solo
un disegnatore, ma un vero e proprio pezzo
di cultura. Alla Bonelli mi sono trovato bene,
ma all’epoca ero giovane ed irrequieto, era
difficile stare inchiodato al tavolo da disegno
per produrre tavole di qualità e reggere un ritmo legato ad uscite mensili. Così ho mollato,
anche perché sentivo l’esigenza di raccontare
storie sulle mie corde, ancora una volta Pratt è
intervenuto nel mio destino lavorativo”.
Come è iniziata la collaborazione con La
Rivista Aeronautica e la conseguente creazione del tuo personaggio Attilio Blasi?
“Pratt aveva da poco pubblicato a puntate il
suo Saint Exupery e, per impegni presi in precedenza, non fu più in grado di continuare la
collaborazione e mi mise in contatto con la
Rivista Aeronautica. Così ho iniziato, con una
certa incoscienza devo ammettere, a scrivere
da solo anche i testi. Erano storie più che altro
ambientate durante il secondo conflitto mondiale; l’anno scorso è uscito il volume dal titolo
Cielo di Fuoco (Dada Editore) che le raccoglie
tutte”.
Puoi parlarci della tua collaborazione
con la astorina per Diabolik ?
“A Diabolik sono arrivato per caso. Mario
Gomboli, Art Director dell’Astorina, ed io ci
siamo incontrati a una fiera del fumetto e mi
ha chiesto di fare delle prove sul personaggio che sono andate bene quindi ho iniziato.
Purtroppo, quasi contemporaneamente, ho
avuto seri problemi di salute che mi porto
ancora dietro e, mio malgrado, ho dovuto
sospendere, però adesso ho realizzato un
albo scritto e disegnato interamente da me
in occasione dei 50 anni del personaggio su
e-bay, albo già molto ricercato dai collezionisti. Ho anche realizzato una cover per un
albo “recuperato” dal Diabolik club, un albo
realizzato negli anni ’60 che era scomparso.
Nel mio sito, www.stefanobabini.it, spesso
mi arrivano mail che mi chiedono disegni
di Diabolik e soprattutto di Eva. Sono forti
i fans di Diabolik”!
Come è nata la graphic novel Non è stato un pic nic ?
“Non è nato come progetto editoriale bensì
come una sorta di diario di bordo, una specie di terapia per arginare un periodo piuttosto cupo. È venuto fuori un prodotto metà
fumetto e metà romanzo. Come spesso accade, le cose non studiate a tavolino e prive
di paletti editoriali funzionano meglio che
altre. Infatti ne hanno parlato tutti, è finito
nelle mani giuste e in breve tempo è andato
esaurito (Vanity Fair l’ha annoverato fra i 10
libri più cool di un paio di anni fa ndr). C’è
anche altro che bolle in pentola circa questo
libro, ma non dico altro per scaramanzia”.
Quali progetti hai per il futuro?
“Essendo reduce da mostre e fiere del fumetto di mezza Europa devo riposarmi,
però non posso farlo: sto lavorando a una
storia per il mercato francese ambientata
in Nord Africa nel ‘43; il protagonista principale è un ufficiale tedesco al comando di
un U-boat. Non è una vera e propria storia
di guerra, è un fumetto di avventura ambientato in un contesto storico ben preciso;
quando avrò finito mi butterò a capofitto
nel seguito di Non è stato un pic nic! il cui
titolo sarà Ferisce il mio cuore con monotono
languore”.
pagina 52
Speciale Fumetto in Romagna
pagina 53
Buck Rogers, come nasce
la fantascienza a fumetti
Da pilota dell’aviazione ad eroe che protegge la terra
di Lorenzo Mazzolini
Buck Rogers è, a tutti gli effetti, il primo
fumetto di Fantascienza della storia dell’editoria. Questo personaggio ha avuto un’origine letteraria: negli anni ’20 del secolo
scorso, negli Stati Uniti, vi fu un boom di
riviste che pubblicavano racconti fantastici come Amazing Stories e Weird Tales
solo per citare le più famose. Sul numero
di Amazing Stories dell’agosto 1928, Philip
F. Nowlan pubblica una racconto intitolato Armageddon 2419 A.D. il cui successo
è tale che viene pubblicato nel marzo del
1929 un seguito, Airlords of Han. Questa
la storia: Anthony Rogers, pilota dell’aviazione americana caduto in coma mentre
ispeziona una grotta piena di gas radioattivi che ne hanno preservato il corpo,
si risveglia nel 25mo secolo quando una
scossa di terremoto provoca una frana
che libera il suo corpo e lo riporta alla vita
grazie all’aria e alla luce. Il mondo futuro
però, dapprima, lo spiazza, perché si trova
ad aver a che fare con astronavi, raggi laser,
robot. Torna a fare il pilota, ma questa volta di astronavi, al fianco della bella Wilma
Deering e del dottor Elias Huer, e combatte
il cattivissimo Killer Kane, un imperatore
mongolo, che vuole conquistare la Terra
appoggiato dalla principessa aliena Ardala, diventando salvatore dell’umanità ed
eroe dello spazio. Grazie al successo raggiunto dai due racconti John F. Dille, presidente del National Newspaper Service
di Chicago, società che vende anche strips
sindacate a tutti i quotidiani statunitensi,
decide di introdurre la fantascienza nel
mondo dei comics. Così commissiona a
Nowlan una lunga sceneggiatura basata
sul primo racconto e la fa disegnare da Richard “Dick” Calkins. Il nome del protagonista dei racconti Anthony Rogers cambia
in omaggio all’attore di film western Buck
Jones e il 7 gennaio 1929 viene stampato
‘Buck Rogers in the year 2429’. Le strisce,
che poco tempo dopo vengono corredate
da tavole domenicali a colori, continuano
a essere disegnate da Culkins fino al 1947,
e sono pubblicate fino al 1967 con l’alter-
narsi di vari autori, come Murphy Anderson (1947 – 49), Dworkins (1949 - 51), Yager
(1951-58) e George Tuska (1958-67) che
rivoluzionò l’immagine del personaggio
al punto che in alcune testate americane
uscì come Ted Rogers il fratello di Buck.
Dal settembre del 1979 al dicembre del
1983 viene ripreso con i testi di Cary Bates
e i disegni di Gray Morrow grazie al successo dell’omonima serie televisiva uscita
nel 1978. Nel 2010 viene pubblicato un reboot in 12 numeri dalla Dynamite Comics
ad opera di Scott Beatty e Carlos Rafael.
Grazie a Buck Rogers la fantascienza ha
cominciato a prendere sempre più piede
nell’immaginario collettivo mondiale: è
stato tradotto in quasi tutto il pianeta, anche in Italia a partire dal 1936 con il nome
di Elio Fiamma durante il periodo fascista,
poi su altre testate e con il suo vero nome
come Il Nuovo Sceriffo, Jezebel e Smack. Ha
talmente influenzato Ray Bradbury da fargli intraprendere la via della scrittura che
lo ha reso uno dei più importanti autori di
fantascienza mondiali. Sono tante le serializzazioni radiofoniche, televisive e cinematografiche, modellini, action figures
e altri gadget legati al suo merchandising
che vengono prodotti tuttora.
pagina 54
pagina 55
Stelle del Fumetto in Romagna
Con Blue vidi
per la prima volta
il mio nome su un fumetto
Intervista a Mauro Masi
Come si è appassionato ai fumetti, quali
fumetti leggeva da ragazzo e quali artisti
la hanno maggiormente influenzato?
“Da bambino ho divorato tonnellate di Topolino, poi sono passato ai supereroi Marvel, ai
fumetti di Bonelli, in primis Zagor. Ricordo ancora l’attesa trepidante quando si avvicinava
l’uscita mensile in edicola e di come li custodivo con cura. Mi innamorai, in seguito, di Pratt e
di tutte le sue opere, questo grazie ai miei due
fratelli più grandi che leggevano molti fumetti. Tramite loro conobbi tutto il mondo del
fumetto chiamiamolo ‘adulto’: “Linus”, “Alter
alter”, “Metal Hurlant”, “Frigidaire” erano tutte
riviste che arrivavano in casa regolarmente e lì
conobbi i più grandi disegnatori. Riguardo agli
artisti che mi hanno influenzato, devo essere
sincero: non lo so, anche perchè ho uno stile
diverso a seconda della storia che devo raccontare, riuscendo a passare con disinvoltura
da uno realistico ad uno comico.
Ci può parlare del suo esordio prima
come inchiostratore e poi come disegnatore completo per la Star Comics con
Agenzia Incantesimi?
“Ho inchiostrato un fumetto di Winx Magazine nel 2009. Forse non tutti lo sanno ma molte case editrici, hanno una persona che scrive
le storie, una che disegna a matita, un’altra
ripassa a china (inchiostra), un’altra colora e
un’altra impagina inserendo il testo. Il mio lavoro fu quello, appunto, di inchiostrare un intero fumetto, lavoro faticosissimo, soprattutto
per i tempi veloci di consegna del lavoro.
Nello stesso anno disegnai una storia per
Agenzia Incantesimi: “il cane che sapeva troppo”, casa editrice Star Comics. Matite, inchiostrazione e colori su testi di Federico Memola
(ideatore del personaggio Jonathan Steele).
Fu un bellissimo lavoro misurarsi con un
grande narratore come Memola.
Dopo varie collaborazioni è approdato su
Blue la rivista di fumetti erotici della Coniglio Editore, cosa ci può raccontare di
questa collaborazione?
“Era la fine degli anni ’90, ero un giovane aspirante fumettaro. Conobbi ad un corso Filippo
Scòzzari e non lo mollai più. Andavo a trovarlo
spesso, gli facevo vedere i miei disegni, raccoglievo le sue critiche. Scozzari collaborava
per Blue (Coniglio editore), celebre rivista di
fumetto erotico e, dietro suo suggerimento,
pensai a una storia da proporre alla rivista. In
quegli anni ero pattinatore, scorrazzavo tra
Rimini e Riccione sui roller e immaginai una
divertente scena di un ‘contatto amoroso’ fra
un pattinatore e una pattinatrice. Ne venne
fuori “Rollerdream”. Filippo mi seguì nella
realizzazione, fino a suggerirmi la battuta che
chiude la storia. Piacque all’editore e venne
pubblicata. Era il 1997, avevo 30 anni e fu una
gioia immensa: il mio nome su una rivista in
edicola!!!”
Se non erro ha realizzato due storie, ‘Disturbi sulla Luna’ e ‘Le libellule non sono
adatte’, su soggetto del grande Filippo
Scozzari, cosa ci può raccontare di questa
esperienza ?
“Sono state frutto del rapporto tra me e Filippo, un rapporto di stima e amicizia, un rapporto tra allievo e maestro. Non ricordo a chi
dei due venne l’idea di provare a disegnare i
racconti del suo libro “XXXX! Racconti porni”, fatto sta che ne feci due. “Le libellule non
sono adatte” esilarante e grottesca parodia del
rapporto tra Trilly e Peter Pan e “Disturbi sulla
linea”, una storia sulla pulzella d’Orleans, rivisitata solo come Scòzzari poteva fare. Vennero
pubblicate su Blue anche queste”.
Quali sono i suoi progetti futuri?
“E’ uscito quest’anno, per conto di Tempesta
Editore, un libro intitolato “Masinfonia” che
raccoglie le mie storie apparse su Blue e altro
materiale inedito. Promozione di quest’opera
a parte, proseguo nel mio lavoro a 360 gradi,
spaziando tra illustrazioni pubblicitarie, libri
per l’infanzia, storyboard per spot di prodotti
commerciali, lezioni e laboratori di fumetto
nelle scuole”.
pagina 56
pagina 57
Speciale Fumetto in Romagna
Fumetto/Dialetto, il dialetto
romagnolo nella Nona Arte
di Gianluca Umilacchi
Nel contesto della seconda edizione della
manifestazione “Nuvole Parlanti a Forlì”,
promossa dalla Fanzinoteca d’Italia, è stato proposta un’esposizione e un incontro,
presso i locali della Provincia di Forlì – Cesena, incentrato sull’ambito del “Fumetto/
Dialetto”. Per la prima volta, in Romagna,
si è presentato e parlato della Nona Arte
in dialetto Romagnolo. Una mostra di 20
pannelli, con due precisi percorsi, attraverso i quali si propone e sviluppa un dialogo
fra fumetto e linguaggio, grazie alla rappresentazione di tavole e vignette realizzate
sia in dialetto romagnolo, sia nei diversi
dialetti d’Italia. Il primo percorso, legato
al concetto di arte sequenziale e dialetto
romagnolo, proponeva il lavoro realizzato da Cristina Brunacci per la testata La
Lòzla, dove dal 2005 fino al 2009 si sono
pubblicati brevi storie a fumetti con personaggi che parlavano in dialetto forlivese, 11
numeri che dimostrano come l’intento e
la volontà di muoversi verso questa direzione non manchino. Il secondo percorso,
invece, poneva l’attenzione a tutta quella
produzione che da tantissimi anni si realizza in regioni come la Sardegna, la Sicilia, il Veneto oppure zone più provinciali
come il napoletano, il friulano, il barese e
tantissimi altri dialetti che vengono proposti ai giovani grazie alla produzione fumettistica locale. La mostra è stata proposta al
pubblico come un importante strumento
di approfondimento, una sorta di grande
lente di ingrandimento che facilita la lettura trasversale della possibile produzione di
letteratura disegnata, abbinata alla ricerca
delle origini territoriali.
Anche l’incontro pubblico “Fumetto/Dialetto”, tenutosi sempre presso i locali dalla Provincia, è stato un dibattito preciso
e mirato che, grazie alla partecipazioni di
grossi nomi nel campo dialettale, come
Gabriele Zelli (Associazione “E’ Sdaz” Forlì
FC), Gianfranco Camerani (Associazione
“Federico Schürr” Santo Stefano a Ravenna), Maurizio Balestra (Associazione “Te
ad chi sit e fiol?” Cesena FC), e dell’ambito
fumettistico nazionale e locale come Stefano Babini (ultimo allievo di Hugo Pratt),
Marco Verni (matita di punta del personaggio Zagor), Cristina Brunacci (autrice
dei fumetti pubblicati dalla La Lòzla), si è
potuto discutere, nella serata condotta e
moderata da Giulio Marabini (Presidente
Circoscrizione n. 2), in relazione al contesto dialettale romagnolo e la sua interazione con i vari media e, più precisamente,
alla Nona Arte ovvero il fumetto. Si tratta
di una delle poche, se non proprio unica,
occasione di considerare sotto un aspetto
più ampio e diversificato la veicolazione
della “lingua madre”, che qui in Romagna,
purtroppo, tende ad essere sempre più
sconosciuta e non vissuta direttamente
dal proprio popolo.
pagina 58
pagina 59
Stelle del Fumetto in Romagna
In fuga dalla psicologia
Intervista a Romano Garofalo
Come è nata la sua passione per i fumetti?
“Dopo la laurea in Lettere e filosofia all’Università di Bologna sono andato a Milano per
specializzarmi in psicologia. A differenza di
quanto si possa pensare, la mia passione è
nata quasi per caso o forse è stata una fuga da
una professione “lo psicologo” che, in quegli
anni ,era “ideologicamente contestata”. Eravamo alla fine degli anni ’60, si pensava che
la psicologia e la psicanalisi servissero per
“riadattare” le persone ad un ambiente sociale che era di per sé alienante, vera radice del
loro problema. A distanza di anni, non so se le
cose stavano davvero in questi termini, ma il
fumetto era per me una bella fuga dalla realtà
e un sicuro rifugio nel magico mondo dell’immaginazione”.
Quali fumetti leggeva e quali autori l’hanno maggiormente influenzato?
“Leggevo solo i Peanuts che considero quanto
di meglio si possa fare in questo settore”.
Come è nato Jonny Logan la sua prima
creazione?
“Volevo realizzare qualcosa di assolutamente
nuovo nel mondo del fumetto, almeno in Italia. Un progetto che mi permettesse di scrivere
storie di satira di costume e politica e che si
rivolgesse a un target “privilegiato” di teenagers”.
Come è avvenuto il passaggio dal fumetto alla multimedialità? Mi riferisco
al passaggio dal fumetto alla televisione
sia di Jonny Logan su Supergulp che di
Mostralfonso su Slurp fino alla creazione
della Mostralfonso Multimedia Editions
“Jonny Logan è approdato in TV come scelta editoriale degli editori e dei curatori della
trasmissione “Supergulp”.
MostrAlfonso
è, invece, un personaggio scelto per fare da
protagonista e conduttore in un contenitore
del pomeriggio a nome Slurp, proiettato su
Odeon TV, allora circuito televisivo di grandi
ambizioni che doveva rappresentare il terzo
polo televisivo a fianco di RAI e Fininvest. Il
programma che ho scritto in 203 sceneggiature, venne prodotto dall’ “Italiana produzioni”
di Stefania Craxi. La Mostralfonso Multimedia Editions è, infine, una realtà abbastanza
articolata che va dalla realizzazione di format
in animazione e cinematografici , alle strisce
umoristiche, alla realizzazione di eBook di tutti i miei personaggi a fumetti. Può considerarsi il naturale proseguimento della mia attività
come autore di fumetti che, dalla carta stampata, è passato alla TV e alle nuove tecnologie.
Mi muovo anche su altre realtà di lavoro che,
però, fanno sempre riferimento come “ immagine” ai miei personaggi a fumetti. A breve,
sul mio sito, sarà operativo uno “strumento di
consultazione per gli acquisti on-line” dove
si potranno trovare i più importanti store del
web, a nome Pagine Giovani. La presentazione è qui http://paginegiovani.mostralfonso.
com/?l=
Ha qualche progetto futuro?
“Nuovi fumetti, cartoni animati, libri elettronici, racconti per bambini e molto altro. Non
scendo nel dettaglio per non rovinare la “sorpresa” editoriale”.
Cosa consiglierebbe ai giovani che vorrebbero diventare disegnatori o autori
nel mondo del fumetto e dell’illustrazione?
“Andate a lavorare all’estero dove ancora esistono delle opportunità!”
pagina 60
pagina 61
Stelle del Fumetto in Romagna
Nuovemani, la fanzine a km zero
Intervista a Sara Sax Guidi
Come è nata la tua passione per i Fumetti?
“Ho sempre disegnato da quando ho memoria. Guardavo mio fratello scarabocchiare i
libri di scuola con caricature e personaggi
simpatici e ricordo che pensavo allora che
avrei voluto essere anch’io brava come lui.
Poi la passione si è sviluppata con il tempo
avvicinandomi ai cartoni animati, alle strisce di Lupo Alberto, per passare ai manga, a
Brendon della Bonelli, ai supereroi americani. Alle superiori ho seguito alcuni corsi con
Gugliemo Signora, Davide Fabbri e Denis
Medri”.
Quali fumetti leggi e leggevi e quali autori ti hanno maggiormente influenzata?
“Ho cercato di leggere svariati generi e confrontarmi con vari stili, per cercare di crearne uno mio, e questa ricerca non è ancora
finita. La prima volta che andai a Lucca comics conobbi di persona Simone Bianchi e
Massimiliano Frezzato. Apprezzo il primo
per la precisione anatomica che possiede,
per le illustrazioni che fa, dei veri capolavori.
Di Frezzato mi piace molto lo stile, il tratto,
l’uso dei colori. Se vedi un lavoro di Frezzato
lo riconosci immediatamente, è unico. Nelle
fiere, cerco sempre di portarmi a casa qualche suo albo. I tarocchi che ha fatto di Pinocchio sono poesia per gli occhi. Infine, uno
degli ultimi disegnatori che ho avuto modo
di conoscere e apprezzare è Skottie Young,
ne “Il meraviglioso mago di oz” un colpo di
fulmine anche perché il romanzo è uno dei
miei preferiti.
Dalla Primavera del 2012 in collaborazione con Gianluca Umiliacchi, presidente della Fanzinoteca d’Italia, è nata
la nuova fanzine forlivese a km zero
Nuovemani, di cui tu sei direttore artistico. Ci parli della nascita di questo progetto e delle sue future evoluzioni ?
“Oltre a me e Umiliacchi collabora, nel comitato scientifico, anche Ilario Gradassi che è
il direttore editoriale e con cui ho avuto già
modo di collaborare in passato per una raccolta di storie di fumetto in un volume chiamato ‘Caterina a fumetti’ nel 2006 la cui copertina la realizzò Guglielmo Signora. L’idea
della Fanzine è nata per far “sentire la propria
voce, meglio ancora, farla leggere!”
Ricercare, impaginare, stampare, distribuire, tutta la catena che fa perno sull’editoria
ufficiale viene qui riprodotta a KM 0, con un
semplice “click”, è scaricabile gratuitamente
in pdf dal sito di Nuovemani (http://www.
fanzineitaliane.it/nuovemani/).
Nuovemani comprende ragazzi appassionati che, come me, hanno ricercato uno spazio
in cui semplicemente fare fumetto, confrontarsi e migliorarsi a vicenda. È una palestra
per aspiranti fumettisti, liberi di sperimentare, scambiare consigli e collaborare insieme.
Lo stimolo per la realizzazione di questa
produzione fanzinara affonda le sue radici
nelle basi di ricerca di un confronto non solo
nuovo, innovativo ma, soprattutto, libero
come solo la passione può essere. E in futuro, chissà, molti impegni nati come passione
potrebbero trasformarsi in impegni professionali; non sarebbe la prima volta e neppure l’ultima. Tra gli ex fanzinari non posso non
citare Red Ronnie con la
sua Red Ronnie Bazar; Stefano Tamburini e
Andrea Pazienza con Cannibale; e poi ancora
Brolli, Davide Fabbri, Enrico Brizzi e, ancora,
moltissimi altri.
Cosa significa fanzine a km zero?
“Si tratta di una fanzine in grado di raggiungere chiunque senza spostarsi, al contempo i fanzinari potranno aggirare il difficile
ostacolo della distribuzione. In questa maniera la distanza che divide i fanzinari dai
lettori si annulla, è scaricabile dal Web e con
il copyleft la distanza tra chi produce e chi
consuma è meno di 0, è pari alla stringa di
un link.
Per mezzo della Rete, a partire dal sito ufficiale della fanzine, Nuovemani si fa promozione da sola e il lettore può poi decidere se
rimanere all’intangibilità della copia digitale
o toccare con mano l’albo di Nuovemani
stampato”.
Hai qualche progetto futuro?
“Mi piacerebbe lavorare nel campo della
grafica editoriale, illustrare storie, fumetti;
trasformare la passione anche in un lavoro.
Come sempre, se non puoi seguire la strada
diretta, te la costruisci da solo.
Di progetti ce ne sono tanti: il prossimo anno
la fanzine diverrà bimestrale, un lavoro fatto ancora meglio, in cui gli autori potranno
alternarsi per le pubblicazioni. Nuovi autori
si sono aggiunti e presto mostreranno cosa
sono in grado di fare. Invito tutti a seguirci e
per chi ancora non ci conosce e vorrebbe entrare a far parte dello staff collegatevi al sito
di Nuovemani (http://www.fanzineitaliane.
it/nuovemani/) oppure contattatemi direttamente ([email protected])”
pagina 62
pagina 63
Speciale Fumetto in Romagna
Termite Bianca
una space opera con
rimandi cinematografici
di Star Crash Studio - Fra le attuali serie a fumetti fantascientifiche nate in Italia ce n’è una
molto interessante e bellissima che ha riscosso e sta riscuotendo un successo internazionale, Termite Bianca.
È un progetto concepito da Marco Bianchini,
Disegnatore, Sceneggiatore e Direttore Artistico della Scuola Internazionale dei Comics di
Firenze e Jesi con la collaborazione di Marco
Santucci e Simone Peruzzi; nasce come progetto di animazione in 2D e 3D, pensato per
il grande schermo o per una serie televisiva.
Peccato che il mondo della produzione cinematografica italiana sia orientato verso cose
meno impegnative e di più facile realizzazione.Cosi fu deciso circa 9 anni fa di far conoscere il progetto tramite quel popolare mezzo di
diffusione che è il fumetto, con la speranza in
futuro di ritornare sul progetto animato, con
già una nutrita schiera di fans. Con questo
intento fu contattato il talentuoso Patrizio
Evangelisti, agli esordi nel modo dei fumetti,
perchè desse a Termite Bianca una veste grafica più realistica e più conforme alle richieste
del modo dei fumetti.
L’editore Vittorio Pavesio ha pubblicato un
volume cartonato, interamente illustrato, che
racconta tutta l’articolata storia editoriale del
progetto Termite Bianca, dagli studi di ani-
mazione alla versione a fumetti per il mercato italiano e francese. Il suo titolo è “Termite
Bianca making of” ed è ancora disponibile e
può essere ordinato anche da questo sito. Termite Bianca è stata, negli scorsi anni, una delle
serie più interessanti tra quelle prodotte dalla
Vittorio Pavesio Production. Una space
opera molto ben congegnata e avvincente con
continui rimandi al cinema di fantascienza.. In
un tempo futuro le poche terre emerse sono
ridotte a rocciosi deserti e lande desolate, la
razza umana si è divisa in due popoli avversari: il popolo del mare I Nautili ed il popolo
della terra. I Geosiani.
La guerra tra le due razze, non trova più ne
vincitori ne vinti. Ma a scuotere la situazione è
un evento inaspettato: tra i Nautili inizia a manifestarsi un terribile morbo genetico che pare
incurabile nonostante il sapere degli Hugu,
la casta degli scienziati. E fu così che, proprio
per curare questa malattia, uno scienziato di
nome Rudbekius affronterà un viaggio verso
l’ultimo avamposto della razza degli Antichi,
l’Arca, una enorme base-laboratorio che pare
contenere tutti i mezzi per ricreare il DNA.
Nell’Arca Rudbekius troverà la risposta a molte delle sue domande ed una neonata della
razza antica dal cui DNA potrà estrarre la cura
per il morbo. Incosapevole di essere seguito da
Uther, ambizioso principe terricolo, darà anche a lui la possibilità di entrare nell’Arca, dove
scoprirà invece altri terribili segreti che l’avamposto ha custodito per millenni e ne riporterà
indietro uno tanto potente quanto pericoloso.
Condotta al mondo marino da Rudbekius, la
neonata crescerà prendendo il nome di Bianca, adottata con timoroso rispetto dallo scienziato che intuisce gli sconosciuti e sorprendenti poteri della giovane e della sua razza
estinta. Uther nel frattempo, preso oramai dalla follia, conquisterà il trono dei Geosiani con
la forza diventando un tiranno. Bianca, la nuova Eva, custode dei geni e dei poteri immensi
degli Antichi, si troverà nel mezzo di questo
nuovo, selvaggio conflitto e dovrà lottare suo
malgrado per riportare l’ordine e la pace, pena
la fine di tutto ciò che è. combattendo per degli ideali, senza diffidare dei diversi, trovando
la forza di credere nelle nostre capacità anche
quando la lotta sembra al di sopra delle nostre
possibilità. È una eroina splendida e conturbante, mai doma e narrativamente stimolante I primi tre volumi, dagli Abissi - Destini
Paralleli . Caccia Spietata - sono stati tutti
realizzati graficamente da Patrizio Evangelisti
. Le tecniche pittoriche utilizzate sono quelle
dell’acquerello e delle ecoline, quindi tecniche
manuali. Patrizio dopo aver finito le matite
dipinge ogni singola tavola a mezzatinta, in
grigio, per poi proseguire e stendere i colori a
successive velature ad acquarello o ecoline, a
seconda del risultato da ottenere. Un lavoro
meticoloso e lungo che richiede tempo e tanta
applicazione, infatti occorre quasi un anno per
completare tutte le pagine necessarie al singolo volume.
pagina 64
pagina 65
pagina 66
pagina 67
Stelle del Fumetto in Romagna
Disegnare
è come un gioco
Intervista a Matteo Modonesi
Come ti sei appassionato ai fumetti, quali fumetti leggevi e
quali artisti ti hanno maggiormente influenzato?
“Disegno da quando sono bambino e, come allora, mi diverto. Inizialmente le mie fonti d’ispirazione erano i classici Disney, in particolare “La sirenetta”: la disegnavo in tutti i modi possibili. Successivamente mi sono avvicinato all’animazione giapponese e non l’ho
più abbandonata. Ho scoperto i manga alle scuole medie, grazie ad
un amico che me ne parlava sempre e mi prestò qualche numero di
“Ranma ½” di Rumiko Takahashi. Nacque subito un grande amore
per questo genere di fumetto, che ancora oggi ha un’influenza molto importante sul mio stile di disegno. Un altro manga che mi ha
appassionato tantissimo è stato “Sailor Moon” di Naoko Takeuchi,
negli anni ’90 fu un vero e proprio fenomeno e un’icona che spopolò sia tra i tenn-agers che i bambini. Fu la bella combattente vestita
alla marinaretta a fortificare il mio sogno di diventare un fumettista.
Successivamente ne ho letti tanti altri, ma gli autori ai quali sono
maggiormente affezionato e ai quali mi ispiro sono: Yumiko Igarashi (Candy Candy), Tsukasa Hojo (City Hunter), le CLAMP (Magic
Knight Rayearth) e naturalmente la grande Rumiko Takahashi.
Parlaci in breve del tuo esordio con la storia fantasy fantascientifica “Dark Soul”.
“Dark Soul” è un racconto fantasy che ho scritto mentre frequentavo
il corso di fumetti a Bologna a “La Nuova Eloisa” nel 2006/2007. La
storia è incentrata sull’eterna lotta tra bene e male: quattro ragazzi
adolescenti, ognuno dei quali rappresenta un elemento naturale e
tutelato da una divinità greca, hanno l’arduo compito di salvare la
Terra da Dark Soul, l’entità malvagia materializzatasi dall’unione dei
sentimenti negativi che albergano nel cuore delle persone, come
l’invidia, l’ipocrisia, la cattiveria. Il tutto è ambientato a Ravenna negli anni ’80. Questa storia la sento molto “mia” perché, al protagonista, Steven, ho attribuito tutte le mie caratteristiche: è timido, riservato, altruista e un po’ permaloso, mentre per gli altri personaggi mi
sono ispirato a persone che mi circondano, anche quotidianamente
e i diretti interessati non lo sanno (ride). Anche se è un fantasy, ho
voluto lasciare un po’ di spazio anche alla vita quotidiana dei protagonisti, soffermandomi sulle problematiche, le speranze, le insicurezze e le fragilità che caratterizzano la loro età”.
Dal 2006, in giro per la Romagna, hai realizzato esposizioni
personali con i tuoi disegni molto vicini allo stile manga classico e vicini allo stile di Tsukasa Hojo. Ci puoi parlare di queste mostre?
“Ho iniziato a fare mostre a 19 anni. La mia prima personale c’è stata a novembre 2006 al Fontanone di Faenza. A spronarmi è stata
una pittrice faentina con la quale sono amico da molti anni, Anna
Maria Briccolani, la quale ha sempre mostrato interesse verso i miei
lavori e mi ha proposto più volte di condividere la mia passione con
più persone. A lei va la mia più sincera gratitudine. Dopo Faenza ho
esposto a Ravenna, Cesena, Lugo dando vita ad un percorso impor-
tante e costellato di emozioni. Chi viene alle mie mostre trova illustrazioni degli eroi del ventennio ‘80-‘90, affiancate da disegni con
personaggi di mia invenzione e, ultimamente, anche qualche gadget. Alle mie esposizioni vengono persone di tutte le età, dai ragazzini agli adulti e questa per me è una grande soddisfazione. Molto
spesso i fumetti vengono sminuiti e molti tendono a dar loro poca
importanza, invece, secondo il mio punto di vista, sono anch’essi
una forma d’arte che, come tale, può fare cultura. Grazie alle mostre
ho avuto modo di conoscere tante nuove persone e tanti ragazzi che
coltivano la mia stessa passione, inoltre c’è stato anche chi, in seguito, mi ha contattato per alcune commissioni. Ogni volta è come se
fosse la prima, l’adrenalina e l’emozione sono sempre molto forti e le
gambe mi tremano. Disegnare per me è come un gioco e continuo a
farlo con tanta passione e tanta umiltà, mettendoci tutto me stesso
ed essendo anche molto emotivo e poco intraprendente ho sempre
mille dubbi su ciò che faccio, in particolare durante l’allestimento
di una mostra: avrò scelto i disegni giusti? piaceranno? e se l’evento
non riesce? Finora l’afflusso di pubblico, l’interesse dimostrato con
parole di approvazione mi hanno confermato che questa è la mia
strada, è il mio modo di esprimermi e il mio percorso deve proseguire, perché mi sento responsabile nei confronti di chi si aspetta
ancora molto da me”.
Quali sono i tuoi progetti per il tuo futuro?
“Attualmente mi sto dedicando alla realizzazione di un fumetto tratto da un racconto della scrittrice bolognese Scilla Bonfiglioli, intitolato “Al di là del suo sorriso”. E’ un progetto al quale sto lavorando
con grande entusiasmo perchè la storia è drammatica e “intrigante”,
inoltre Scilla è una mia cara amica e una persona molto alla mano
per cui lavorare al suo fianco è molto bello. Una volta concluso il
nostro sodalizio, tornerò ad occuparmi del mio manga “Dark Soul”,
che spero tanto di poter pubblicare un giorno. Dal 15 al 22 dicembre,
invece, sarò impegnato con la mia prossima personale a Lugo e che
per la prima volta si terrà in fumetteria (“Momomanga” in via concordia 13), perciò sono doppiamente emozionato.
Un altro obiettivo per il futuro è quello di poter portare a termine il
mio corso di studi alla facoltà di Scienze matematiche e fisiche: sono
ad un passo dalla fine e se lasciassi perdere sarebbe un peccato”.
pagina 68
Lorenzo Mazzolini
pagina 69
I miei collaboratori
Di Lorenzo Mazzolini
Per realizzare questo numero mi sono
avvalso, oltre ai membri dello StarCrash
Studio, un’associazione di artisti, scrittori e
sceneggiatori fondata da me, anche di altri
collaboratori, tutti artisti di fama internazionale.
MICHELA CACCIATORE
Michela, disegnatrice molto famosa in
Italia, grazie a Gabbia Dorata, Alice Dark e
Vampire’s Tears per citarne alcune, e anche
Oltralpe, possiede un tratto che incanta.
Nelle sue opere ci sono molteplici aspetti
che catturano immediatamente l’attenzione. Il primo è la minuziosità dei dettagli, la
cura precisa e pignola per il particolare, al
fine di dare una dimensione alla vignetta
meno bidimensionale e imperfetta e più
inserita in un contesto ben definito e molto
realistico. Poi ci sono le donne. Ebbene si, le
donne che Michela crea con le sue magiche
mani sono bellissime, sinuose, al top della
sensualità di stampo dannunziano e quindi mai volgari, capaci di incantare il lettore
anche solo con una semplice espressione
degli occhi,davvero incantevoli. Inoltre si
dovrebbero versare fiumi d’inchiostro sia
sull’uso della tecnica mista, foto e disegni,
che crea un amalgama perfetto al punto
da non far capire al lettore qual è il reale e
quale il disegnato, sia sulla maestria dell’uso del colore, poiché con qualsiasi tipo di
colorazione, digitale e non, lei raggiunge
livelli altissimi e perfettamente confacenti
al contesto. Mi piacerebbe tantissimo che
anche lei potesse entrare negli StarCrash
Studio!
DARIO GRILLOTTI
Dario, oltre ad essere un artista molto duttile e un membro degli StarCrash Studio, ha
fra i suoi pregi un’infinita pazienza che lo
porta ad affrontare qualsiasi tipo di “sfida
disegnata” gli si proponga. Il suo tratto varia molto da storia a storia, in alcune, come
quelle umoristiche, ha un tratto pulito e
caricaturale, con un segno netto e dei chiaroscuri ben definiti, in altre si può a ragione
definire l’erede di Ivo Milazzo, con un segno
tratteggiato che fa risaltare l’espressività ed
una cura poetica per ambienti interni ed
esterni, al punto da rendere ancora migliore un edificio disegnato da lui piuttosto che
una foto dal vero! Dario è capace di cogliere
l’attimo, il raggio di sole che spunta dalle
nubi ed illumina il muro in un certo modo;
la sua serie di schizzi presenti sul suo blog
Cacciucco di china sono un gioiello grafico
pregno di poesia, una poesia minimale delle cose reali trasposte con una mano sicura
e posseduta dalle Muse.
FEDERICA MANFREDI
Federica è già famosissima. Il suo curriculum di artista è davvero lungo e disseminato di perle preziose come The Black Cat
e Kid Colt and Arizona Girl, tutte e due per
la Marvel, e dicendo questo avrei già detto
tutto! Però vorrei soffermarmi sullo stile
solare di Federica, chiaro, pulito, morbido.
Uno stile che ricorda molto John Buscema,
Steve Rude e Frank Cho, ma personalizzato, unito ad un sapiente uso della colorazione bidimensionale e tridimensionale.
Federica riesce a rendere reali le storie più
fantasiose grazie al suo tratto molto vicino allo stile americano supereroistico! Per
non parlare della bellezza della composizione delle tavole, dell’interazione e la
consequenzialità fra una vignetta e l’altra,
della sua determinazione e del suo impegno, della sapiente conoscenza della regia
di una tavola, al punto di trasformare in
capolavoro qualsiasi sceneggiatura ! Vorrei
tanto che anche lei entrasse a far parte degli StarCrash Studio.
MIRELLA MENCIASSI
Mirella, oltre ad essere un membro degli
StarCrash Studio ha i super poteri, riesce a
leggere nella mente delle persone. Quando
le scrivo una sceneggiatura, non importa
che sia dettagliatissima, riesce a rendere le
vignette uguali se non migliori rispetto a
quanto avevo pensato! Inoltre Mirella possiede svariati bellissimi stili. Uno è un tratto dolce e poetico alla Disney vecchio stile
soprattutto per quello che concerne storie
con protagonisti animali, un altro è un tratto moderno cartoonesco con una lievissima influenza giapponese, un altro ancora è
uno stile realistico, sia in B/N che a Colori,
con un chiaroscuro netto, fluido, sicuro,
incantevole a vedersi. Un’altra bravura di
Mirella risiede nella colorazione. Infatti a
seconda della storia, lei riesce a dotarla della colorazione adeguata, solare, realistica
o surreale, utilizzando sia tecniche digitali
che a mano libera. Le espressioni che fornisce ai personaggi in ogni suo stile sono
molto più che umane, al limite della perfezione, rendendo al meglio la narrazione degli eventi Mirella è già stata pubblicata da
alcune case importanti italiane ed francesi.
ELISA POGGESE
Elisa è anche lei un membro degli
StarCrash Studio, inoltre è la graphic designer e co-creatrice del mio fumetto Evil
Eyed Jack. Elisa lavora nel campo del Fumetto e dell’Illustrazione. Il suo è un tratto
bellissimo, pulito, unico, come non se ne
vedono in giro, a metà fra il supereroistico
puro ed il fumetto d’autore francese. Le
scene d’azione sono perfette, le espressioni, i volti e le anatomie dei personaggi sono
ineccepibili e di una bellezza che sfocia nel
realismo. Il suo uso del colore è qualcosa
di meraviglioso e di realistico, al punto che
sembra di vedere un film e non un fumetto. Le inquadrature sono sempre geniali e
mai lasciate per caso, sempre funzionali ad
una narrazione serrata ed incalzante. Elisa
è precisa e metodica ed anche se non è superveloce, vale sempre il tempo dell’attesa
perché ogni tavola le riesce davvero benissimo e i risultati si possono commentare da
soli.
Scarica

20 anni di Qui con inserto fumetto