Poste italiane spa - spedizione in a.p. D.L. 353/03 (conv. L. 46/04) art. 1 comma 1, DCB Ravenna - Rpto. Dcsp./1/10852/5681/102/88/BU - Anno XLVIII - supplemento al n. 45 del 6dicembre 2012 L’informazione online della provincia www.piunotizie.it Settimanale d’informazione Servizio a pagina 6 Propeller Club: il Timone d’Oro a Giordano Angelini Editoriale pagina 3 La forza sta nel cambiamento Di Salvatore Sangermano L’audacia è stata premiata dai nostri lettori e inserzionisti e, anche in questo numero, riproponiamo la formula del fumetto, che ha trovato ampio riscontro nel nostro pubblico di lettori. Siamo soddisfatti, perché pur in un momento difficile, come quello che sta vivendo il nostro Paese, lo sforzo di innovare i prodotti trova significativi consensi. Anche questo ci pare rappresenti un piccolo esempio che ha caratterizzato il nostro giornale. Mai stare fermi, e quando la situazione ce lo consente, cercare di apportare quelle migliorie necessarie per stare al passo con i tempi. Così è stato quando abbiamo affrontato il problema dell’innovazione e abbiamo scelto di puntare ad un sito che fosse accessibile ai non vedenti, scelta nata da un impegno sociale del giornale e premiata anche dal Ministero dei Beni culturali. E così continua ad esserlo anche quando ci cimentiamo nella ricerca di nuovi strumenti e soluzioni che possano migliorare il prodotto che tutte le settimane portiamo in edicola. La stessa attenzione che abbiamo cercato di proporre anche sui contenuti, interpretando i messaggi della nostra realtà locale, cercando al contempo di dare voce a quanti nei vari ambiti di attività, guardavano al cambiamento. Un dinamismo che si ricava, in questo numero, anche dalle interviste realizzate con i vari direttori che hanno guidato il giornale. Personalità e formazione diverse, ma accomunati dall’obiettivo di offrire un prodotto che sapesse leggere la realtà, interpretarla, darle voce in un’ottica di anticipare gli scenari futuri di una società che cambia velocemente. “ Mettere attorno ad un tavolo” la classe dirigente locale, le istituzioni cittadine, ma anche i soggetti destinatari delle decisioni, per fare emergere i vari punti di vista è stato il filo conduttore , la linea intrapresa. Al contempo sul nostro giornale hanno sempre trovato spazio quanti si opponevano alle scelte compiute dalle istituzioni locali, sempre in una ottica dialettica e non di polemica fine a se stessa. Un dare voce a tutti che non ha mai significato non prendere posizione. Al contrario, pensiamo che questo giornale si sia sempre fatto interprete, di proporre soluzioni a grandi temi, quali ad esempio il turismo, il porto, la sanità e l’economia del territorio. Unico rammarico di questi giorni è che il sindaco di Ravenna Fa- Giampaolo Pansa al Qui brizio Matteucci abbia disdetto l’abbonamento al nostro settimanale, ma forse il taglio è generalizzato a tutti i giornali a causa di una durissima spending review. Oggi possiamo affermare di aver conquistato l’autorevolezza necessaria che ci accompagnerà nei progetti futuri, forti del fatto di aver messo quelle solide radici che consentiranno di guidarci verso i futuri cambiamenti. Sommario Pagina 6 Speciale Propeller Da pagina 9 Vent’anni di QUI Da pagina 11 Interviste agli ex direttori Qui Magazine (già Bassa Romagna) Reg. Trib. RA n. 457 del 03/10/1964 Iscrizione R.O.C. n. 1133 (già RNS 2583 del 15/04/1989) www.quimagazine.it [email protected] Direttore Responsabile: Salvatore Sangermano Editore: media news Soc. Coop. di giornalisti Ravenna – Galleria Rasponi, 7 Stampa: Tipografia Moderna – Ra Da pagina 41 Speciale Fumetto in Romagna Il copyright di tutte le immagini presenti in questo numero è proprietà degli autori e degli aventi diritto Pubblicità Media News Tel: 0544/543511 Fax: 0544/543512 La testata fruisce dei contributi statali diretti di cui alla Legge 250/90. Il responsabile del trattamento dei dati raccolti in banche dati ad uso redazionale è il direttore responsabile. Per esercitare i diritti previsti dal D. Lgs n. 196/03 ci si può rivolgere alla redazione in Via G. Rasponi, 7 – Ra Tel. 0544 543511 - Fax: 0544 543512 Ai sensi del D. Lgs 196/2003. I suoi dati nome cognome e indirizzo presenti nel nostro archivio informatico verranno da noi utilizzati esclusivamente per il rapporto editore-abbonato. Potrà chiederne l’aggiornamento o la cancellazione. Il responsabile del trattamento è il direttore responsabile. Associato all’Unione Stampa Periodici Italiani USPI Chiuso in redazione il 06/12/2012 alle ore 18. Supplemento al n. 45 del 06/12/2012 In memoria Alfredo Francia Sono passati 19 anni ma sei sempre con noi. Tua moglie, i tuoi figli e le loro famiglie ti ricordano. I necrologi devono essere recapitati in redazione entro il venerdì che precede l’uscita del giornale pagina 4 pagina 5 Speciale Propeller Club pagina 6 Il Propeller riunisce la comunità portuale alla tradizionale cena degli auguri Per l’occasione verrà consegnato il Premio “Timone D’Oro” a Giordano Angelini RAVENNA - di Giovanni Bagnari - Venerdì 14 dicembre, alle 20 presso la splendida cornice del Palace Htel di Milano Marittima, il Consiglio Direttivo del The International Propeller Club Port of Ravenna organizza la tradizionale Cena degli Auguri. Sarà un’occasione di raccoglimento dell’intera Comunità Portuale nella ricorrenza del Santo Natale ed è anche l’occasione per l’incontro e la partecipazione alla vita del Club di famigliari ed amici. Nel corso della serata sarà consegnato il Premio “Timone D’Oro”, che, per l’anno 2012, è stato assegnato a Giordano Angelini con la seguente motivazione: “Dopo la laurea in Giurisprudenza diviene Consigliere comunale di Ravenna dal 1967 al 1988, poi Assessore al decentramento e servizi demografici dal gennaio 1974 al luglio 1974, in seguito Vice Sindaco con delega al Porto e allo sviluppo economico dal 1974 al 1980 e poi Sindaco dal novembre 1980 al maggio 1987 (anni in cui viene definito il Piano regolatore del Porto). Deputato al Parlamento (membro della Commissione Trasporti) dal 1987 al 2001 riveste la carica di Sottosegretario ai trasporti dall’ottobre 1998 al giugno 2001. In questi anni l’impulso di Giordano Angelini porta al completamento del finanziamento del raccordo ferroviario in sinistra canale e alla assegnazione di importanti risorse alla portualità, al varo della legge n. 84/1994 e all’inserimento della E55 nel Piano Generale Trasporti. Concluso l’impegno politico, viene eletto Presidente della Sapir, carica che ricopre dal 2001 al 2011, e, nel 2002, viene nominato nel Consiglio di Amministrazione e nel Comitato Esecutivo della Cassa di Risparmio s.p.a. di Ravenna, di cui fa tuttora parte. Dal 1947 si dedica incessantemente alla passione alieutica che condivide con gli amici del Porto di Ravenna”. La serata sarà allietata da eventi, sorprese, giochi pirotecnici ed omaggi, oltre che da una meravigliosa cena organizzata per dal Gruppo Select Hotels di Antonio Batani. Un Club per lo sviluppo del porto Il The International Propeller Club Port of Ravenna ha circa 200 soci accomunati dallo svolgere attività legate al mondo della portualità. Il Port of Ravenna aderisce a “The International Propeller Clubs”, federazione nazionale con circa 20 Clubs sparsi sul territorio italiano. E’ il secondo Club in Italia, dopo Genova, per numero di associati. Al Club di Ravenna sono associati professionisti, managers e imprenditori, che in sostanza rappresentano tutta la portualità ravennate, oltre che i massimi rappresentanti di tutte le Istituzioni Pubbliche, tra i quali, tradizionalmente, il Presidente ed il Segretario dell’Autorità Portuale, il Comandante della Capitaneria di porto e Direttore Marittimo, il Sindaco, il Presidente della Provincia, l’Assessore ai trasporti della Regione, il Presidente della Camera di Commercio ed i Presidenti ed i Segretari di pressochè tutte le associazioni di categoria di Ravenna. Il Club ha sede presso la Camera di Commercio di Ravenna e ciò costituisce un riconoscimento dell’importanza dell’attività svolta per la promozione dei traffici commerciali. Il Club trae la sua forza dall’indipendenza, che è ovviamente anzitutto politica, ma anche economica, essendo portatore di iniziative volte allo sviluppo della conoscenza e delle attività portuali in senso assoluto e non di categoria. The International Propeller Club Port of Ravenna ha tra i suoi compiti anche quello di favorire le relazioni tra i suoi associati che trovano nei momenti di convivialità organizzati dal Club un’occasione di miglior conoscenza personale e di stemperamento delle ten- Giordano Angelini sioni della vita lavorativa quotidiana. Alle iniziative si conferma sempre l’assidua partecipazione delle Autorità, volta a favorire un miglior rapporto tra gli operatori portuali ed interportuali e le Istituzioni, mai con atteggiamenti di piaggeria, ma sempre di stimolo nell’interesse della comunità portuale ravennate. I recenti vincitori del premio Timone d’Oro 2010: Emilio Ottolenghi. La motivazione: “Imprenditore del settore petrolifero, dopo la laurea in Chimica Pura presso l’Università di Torino consegue un Master of Science in Chimica Fisica all’Università di Chicago. Tra le altre cariche: dal 1959 al 2006 è Amministratore Delegato de La Petrolifera Italo-Rumena S.p.A. e dal 2006 è Presidente della stessa società. Dal 1988 al 1993 è Vice Presidente del gruppo bancario Credito Romagnolo S.p.A. di cui è poi Presidente dal 1993 al 1995; dal 1994 al 1998 è Consigliere di IMI; dal 1995 al 1998 Vice Presidente dell’Istituto Bancario San Paolo di Torino. Dal 1999 al 2002 ricopre la carica di Presidente di Sanpaolo IMI Private Equity e nel 1998 viene nominato Consigliere di Sanpaolo IMI. Presidente di Banca IMI S.p.A.. Consigliere di Gestione di Intesa Sanpaolo dalla data di costituzione. Consigliere della Porto Intermodale Ravenna Società per Azioni S.A.P.I.R.. Torinese di nascita, romagnolo di adozione, ha sempre coltivato la virtù della riservatezza. Sempre con toni cortesi, ma altrettanta fermezza, regge la barra del Timone e governa l’Elica di propulsione di un Gruppo di rilevanza internazionale che ha sempre radicato nel Porto di Ravenna le proprie fondamenta, basando il proprio operato sui valori della Emilo Ottolenghi pagina 7 professionalità e dell’ imprenditorialità”. 2011: Antonio Angelucci. La motivazione: “Dopo la laurea in Ingegneria Mineraria presso l’Università di Roma, intraprende una brillantissima carriera in AGIP per la quale verrà chiamato a ricoprire ruoli di assoluto vertice, divenendo uno dei massimi esperti mondiali del settore OIL & GAS. Le medesime capacità di propulsione e governo mette a disposizione di OMC (Offshore Mediterranean Conference) che in 20 anni di attività ha registrato, di edizione in edizione, successi crescenti in termini di presenze, di società espositrici e di qualità degli interventi tecnici, divenendo la principale vetrina dell’OIL & GAS del bacino del Mediterraneo, acquisendo una valenza internazionale assoluta”. 2009: Vittorio Morigi. La motivazione: “Diplomatosi geometra a Ravenna nel 1960, l’anno dopo viene assunto dalla Cooperativa Muratori e Cementisti ed assegnato alla conduzione di piccoli e medi lavori in zona, per poi finire con l’assumere il ruolo di Consigliere Delegato e Direttore Generale, Responsabile della conduzione globale dell’azienda e del coordinamento del Comitato Strategico Aziendale. Persona schiva e riservata, portatrice esemplare Vittorio Morigi Speciale Propeller Club dei migliori valori che si rinvengono nei nostri Operatori, ha saputo, con caparbietà e professionalità, arrivare a reggere la barra del Timone e a governare l’Elica di propulsione dell’azienda ravennate, leader internazionale nel settore delle costruzioni infrastrutturali, anche portuali, che occupa circa 5.700 persone”. 2008: Valerio Maioli. La motivazione: “al timone di un Gruppo che nel tempo ha assunto dimensioni e rilevanza internazionale, specializzato in applicazioni di elettronica e telecomunicazioni utilizzate ed apprezzate anche nel campo radiotelevisivo e nello sport ad altissimo livello quali la F.1, l’Off-Shore, lo Sci, il Ciclismo ed il Motociclismo, nonché nella illuminazione intesa come valorizzazione dei luoghi, facendo un uso intelligente della luce per illuminare una competizione sportiva o per far vivere un monumento, una piazza, una chiesa o un’opera d’arte. La propulsione dell’Azienda, data dal nostro Socio Valerio Maioli e dall’elevata professionalità del personale tecnico ed artistico di cui si avvale, l’ha portata a primeggiare a livello mondiale senza mai abbandonare il forte legame con la nostra città ed il nostro Porto” 2008: “ad honorem” a Josefa Idem. La motivazione: “il Timone d’oro esprime valori di eccellenza coniugando nel simbolo l’elica, come azione di spinta e propulsione, e il timone, come simbolo di indirizzo e guida per arrivare in porto con successo. Josefa Idem ha dimostrato pienamente di essere portatrice di tali valori. Con tenacia, sacrificio, passione e impegno ha raggiunto le mete più alte e si è ripetuta, rimanendo sempre misurata e semplice. Esempio di concretezza, come sono i nostri operatori, ha dato e dà lustro al nostro paese, al nostro territorio, alla nostra città, portando il simbolo del porto di Ravenna nel mondo”. 2007: Giancarlo Dellapasqua. La moti- Valerio Maioli vazione: “per aver contribuito al rilancio della nautica da diporto di medio/alto livello con la costruzione di imbarcazioni di sempre maggiore affidabilità e pregevolissimi allestimenti, facendo conoscere Ravenna ed il suo Porto anche fuori dei confini nazionali”. Josefa Idem Giancarlo Della Pasqua Dal 15 dicembre 2012 al 6 gennaio 2013 Piazza del Popolo - Ravenna SABATO 22 DICEMBRE - ORE 17 La Band itinerante LARGE STREET BAND accompagnerà BABBO NATALE con i suoi Elfi in Piazza del Popolo addobbo curato da Noi per Ravenna. Cioccolata calda DOMENICA 23 DICEMBRE - ORE 17 BABBO NATALE riceve i bambini nella sua casetta per leggere le letterine Piadina con Nutella Con il patrocinio del Comune di Ravenna DONATORI CON LA VALIGIA ve n a n LUNEDI’ 24 DICEMBRE - ORE 17 BABBO NATALE incontra i bimbi con le letterine I Donatori del tuo Ospedale SABATO 5 GENNAIO 2013 - ORE 17 Intrattenimento per bambini con gli origami MARTEDI’ 25 DICEMBRE - MERCO- DOMENICA 6 GENNAIO 2013 - ORE 15 LEDI’ 26 DICEMBRE - ORE 17 Diretta con RADIO STUDIO DELTA Festeggiamo insieme BEFANE IN VESPA con musiche natalizie a cura del Vespa Club Romagna SABATO 29 DICEMBRE - ORE 17 Mostra moto d’epoca anni 30 Cioccolata calda DOMENICA 30 DICEMBRE - ORE 17 Spettacolo di musica classica “FONTANE IN CONCERTO” Piadina con Nutella ore 17 ESTRAZIONE LOTTERIA DELLA BEFANA ADVS Sarà distribuito panettone, ciambella, thè e vin brulè EsTRAzIOnE 6 GEnnAIO ORE 17,00 1) Chevrolet Aveo 1.2 Benzina/Gpl* 2) Bici Elettrica Mod. 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Cioccolata calda Ra in zz t e l a Vent’anni di Qui pagina 9 Vent’anni di Qui Dal 1992 ad oggi un giornale legato al territorio Il nostro settimanale celebra un importante traguardo e chiede ai suoi ex direttori una testimonianza di quegli anni. Come sanno bene i nostri lettori, quest’anno si celebrano i vent’anni del Qui. Una data importante, piena di cronaca e di fatti della provincia. Vent’anni di stretto rapporto con il territorio, di cui sono stati raccontati piccoli episodi e grandi storie. Anni ‘caldi’, che hanno visto intrecciarsi le vicende cittadine a quelle dell’Italia, e che sono stati raccontati dai tanti collaboratori e dai direttori che si sono avvicendati. E’ a loro che abbiamo chiesto di celebrare questo importante traguardo, invitandoli a regalarci ricordi di quell’esperienza. Ne è emersa una storia fatta di persone, una redazione ricca di collaboratori e di relazioni personali che hanno riempito le pagine di contenuti veri, anche quando potevano essere scomodi. Pier Giorgio Carloni, Gianfranco Camerini, Fausto Piazza, Alberto Mazzotti e Manuela Dradi sono solo alcuni di quei direttori che hanno vissuto gli anni salienti del giornale. A loro la parola per spiegare cosa è stato il Qui in quegli anni. C’era una volta la Cassa... e i nostri risparmi erano al sicuro C’era una volta la Cassa... e il sogno della nostra prima casa diveniva realtà... C’era una volta la Cassa... e un sogno nel cassetto diventava un’impresa reale la Vostra ... ! C’era una volta la Cassa... e una piccola idea prendeva forma cambiando la vita C’era una volta la Cassa... e la Cassa c’è ancora! Vent’anni di Qui pagina 11 Pier Giorgio Carloni “Raccontavamo una società incerta e sfiduciata. Era ieri, sembra oggi” Pier Giorgio Carloni, oggi direttore creativo alla Tuttifrutti, alla direzione del settimanale Qui ha trascorso un anno intero. “Ho fondato il settimanale nel 1992, insieme a validi collaboratori. Se non ricordo male, il Qui uscì nelle edicole nelle prime settimane di quell’anno. Sono rimasto al mio posto per poco più di un anno, poi in seguito a dissapori con la proprietà, preferii lasciare l’incarico”. Al fianco di Carloni tanti colleghi che continuano a lavorare in città, anche con incarichi di prestigio: “Insieme a me c’erano parecchi compagni d’avventura. Prima di tutto al mio fianco avevo Roberta Emiliani, che poi avrebbe lavorato a lungo per il Corriere di Ravenna e che ora è portavoce del sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci. Fra gli altri ricordo Fausto Piazza - che si occupava delle pagine culturali e che oggi è alla guida di Ravenna e Dintorni - e Alberto Mazzotti, che si occupava delle pagine sportive. Mi fermo qui perché non potrei citarli tutti, con il timore poi di dimenticarne qualcuno”. Già da allora si configurava il rapporto con il territorio che ha sempre contraddistinto il settimanale. Continua Carloni : “Il rapporto era speciale. Per tanti motivi. In primo luogo eravamo attenti alla cronaca locale, legati al territorio ed avevamo un’attenzione particolare per gli umori e le opinioni dei cittadini. Curavamo le lettere, le inchieste, i sondaggi, le interviste. Erano gli anni della fine della Prima Repubblica e di Tangentopoli e c’era mol- Pier Giorgio Carloni ta effervescenza, grande attenzione rispetto ai fatti della politica che noi raccontavamo. E il racconto non teneva conto solo del punto di vista dei maggiorenti locali di questo o quel partito, ma spesso partiva dall’umore della gente della strada. Non c’erano ancora i canali di informazione all news come oggi, né i social network: i cittadini erano spesso lettori attenti ed esigenti dei giornali”. Come verrà sottolineato anche da altri ex direttori, gli anni tra il ’92 ed il ’93 “sono stati cruciali per la vita dell’Italia e per Ravenna. Nel feb- braio del 1992, con l’arresto del mariuolo Mario Chiesa, scoppiava Tangentopoli. La Prima Repubblica franava sotto i colpi degli scandali e di Mani Pulite. C’era grande fermento nell’opinione pubblica, desiderio di pulizia e di onestà, voglia di cambiamento. Ci sarebbero state poi le prime elezioni dirette dei Sindaci che a Ravenna portarono Pierpaolo D’Attorre a Palazzo Merlato, nel 1993. Il corto circuito politica-giustizia coinvolse anche il sindaco di Ravenna Mauro Dragoni, che fu costretto alle dimissioni pur risul- è l a t ua s a l u t e . n o n fa r l a as p e t ta r e . i tuoi esami medici : in tempi brevi , con i migliori specialisti e nella tua regione . Sono attualmente 6 le strutture ospedaliere GVM dell’Emilia Romagna in grado di offrirti , una risposta pressoché immediata alle tue richieste di analisi ed esami diagnostici. Ospedali e poliambulatori dotati delle tecnologie più avanzate, capaci di offrirti il massimo dell’assistenza e garantirti, grazie anche al loro modello organizzativo, velocità di accettazione e prezzi contenuti. Qualche esempio? 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Il PCI non c’era più, era nato il PDS di Occhetto e da una sua costola era spuntata Rifondazione Comunista. Il PSI si stava decomponendo, la DC pure. Il PRI era in fibrillazione. Noi raccontavamo quegli avvenimenti con partecipazione e con passione”. Diverse, e di spessore, le figure di rilievo di allora. “La vita cittadina si polarizzava attorno ad alcune personalità politiche e ad alcune figure imprenditoriali. Da una parte c’erano il sindaco Mauro Dragoni del PCI-PDS e il Vice Sindaco Mario Boccacini del PSI, che rappresentavano le due anime della sinistra locale in eterna competizione. Sul piano imprenditoriale le figure di spicco erano quelle di Raul Gardini e di Carlo Sama del Gruppo Ferruzzi. Il primo era l’uomo che voleva diventare Re della chimica italiana, travolto da Mani Pulite. Di Sama si parlò per qualche tempo come di un papabile nuovo sindaco della società civile contrapposto alla xxx Vent’anni di Qui politica tradizionale. Il ciclone giudiziario e la crisi politica di quel tremendo biennio fecero piazza pulita di tutti questi protagonisti. Mauro Dragoni fu costretto alle dimissioni per un presunto scandalo da cui poi fu prosciolto. Ma la sua carriera politica fu azzerata e lui ne uscì distrutto. Mario Boccacini si è ritirato dalla politica e oggi è un brillante imprenditore. Raul Gardini è morto suicida. Di Carlo Sama e dei Ferruzzi si sono a lungo perse le tracce. Nel 1993 Ravenna cambiò volto. Ma quando parte di questa storia accadde, io già non ero più direttore del Qui”. Tra gli episodi più importanti avvenuti durante la sua direzione, Carloni ricorda la vicenda politicoprocessuale di Mauro Dragoni, che portò alle dimissioni del sindaco di Ravenna. “Dragoni era alla guida di una Giunta comunale PCIPDS, PSI, PRI e restò in carica fino al 3 settembre del 1992. Ad indurlo a chiudere la sua carriera amministrativa in anticipo fu l’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Ravenna per una casa ottenuta in comodato gratuito da un imprenditore ravennate. Noi seguimmo con attenzione sia la vicenda giudiziaria di Dragoni, sia quella politica che si aprì con le sue dimissioni, ovvero la costituzione di una nuova Giunta monocolore PDS pagina 14 affidata a Giovanni Miserocchi. Sulla vicenda giudiziaria, in particolare, noi non fummo mai giustizialisti e anzi seguimmo con crescente scetticismo un’inchiesta che si rivelava via via sempre più fragile ed evanescente. Dicemmo apertamente che quell’inchiesta era sostanzialmente una bufala e che Dragoni era innocente. Avevamo pienamente ragione. A Dragoni fu restituito l’onore quando ormai era troppo tardi”. Tra gli articoli scritti durante quell’anno, Carloni ne ricorda uno in particolare. “In uno dei primi numeri del settimanale uscì un’inchiesta che prendeva spunto dalla vicenda Mani Pulite di Antonio Di Pietro. Chiedemmo ai cittadini ravennati cosa pensassero in quel momento dei loro politici locali e ne uscì un quadro desolante. Era la fotografia di uno stato di disagio profondo. Infatti, il titolo dell’inchiesta più o meno recitava così, vado a memoria: Sì, per me rubano anche qui. Potete immaginare le reazioni del Palazzo. Ci furono telefonate, facce scure, rimbrotti. Noi andammo avanti per la nostra strada, anche se non piaceva a tutti. Raccontavamo una società inquieta e sfiduciata, in crisi di identità, ma ricca di istanze civili e in cerca di qualcosa di nuovo e di pulito in cui credere. Era ieri. Sembra oggi”. pagina 15 Vent’anni di Qui Gianfranco Camerini “Preferivo il tabloid” “Sono stato direttore del settimanale Qui dal 1993 al 1994 e nel 1995 sono stato presente per pochi mesi a causa di un grave problema di salute. Il tutto dopo essere stato presidente della cooperativa di giornalisti Media News, quando a dirigere il tabloid era Pier Giorgio Carloni”. Tanti i ‘compagni’ d’avventura ricordati dall’ex direttore. “La redazione, impostata dallo stesso Carloni, era di ottimo livello. A causa di una serie di rinunce sono state apportate modifiche all’organico con qualche innesto di grande qualità e mi riferisco al ravennate Paolo Pingani e alla faentina Cristina Vignoli, una vera professionista che ci ha lasciato troppo presto, ad appena 30 anni. Facevano parte della squadra Remo Emiliani, attuale capo ufficio stampa del Comune di Bagnacavallo, Fausto Piazza, responsabile della cultura, Roberta Emiliani in veste di vice direttore, Pier Francesco Bellini, Alberto Mazzotti ovvero l’uomo dello sport, Tiziano Zaccaria, Paolo Graziani, Gianfranco D’Attorre e Manuela Dradi, ora all’ufficio stampa dell’Ausl come responsabile. Al nucleo redazionale di cui inizialmente faceva parte anche Lorenza Montanari era affiancato un gruppo nutrito di collaboratori, indispensabili per poter redigere un prodotto che giudicavo e giudico tuttora di ottima qualità. E non voglio dimenticare una perfetta segreteria di redazione composta da Paola Argelli e Patrizia Gardini. Se qualche nominativo mi è rimasto nella tastiera del PC, chiedo venia, anche la mia memoria inizia ad avere qualche acciacco. Per quanto riguarda il rapporto con i lettori direi che siamo stati molto seguiti dal Ravennate, dal Faentino e dal Lughese, la prima cittadina ad apprezzarci davvero. Nel corso della mia direzione il giornale passò ad una foliazione di 48 pagine; la ritenni quella giu- Gianfranco Camerini pagina 16 pagina 17 Vent’anni di Qui sta, meno dispendiosa della precedente e comunque esaustiva. Il ruolo di Qui nella realtà di quegli anni era positivo; il giornale era credibile sotto tutti i punti di vista e, per quanto riguarda il profilo politico, penso sia stato anche utile in primo luogo alla crescita dei redattori (tutti scrivevano di tutto) e in second’ordine alla comunità stessa, che aveva in noi un punto di riferimento. Un rapporto positivo tra redazione, comuni e frazioni. Ricordo pochi episodi negativi di quel periodo se non quelli inerenti il mio stato di salute”. Ma come è cambiata, oggi, l’attenzione per la carta stampata? “Era pressoché simile, anche se mi rendo conto che questa frase può sembrare un’eresia. Si tratta solo di una questione inerente la popolazione. L’Italia è un Paese con la popolazione anziana. Il futuro è Internet, non si discute, ma il giorno del computer a portata di tutti non è così vicino come molti pensano. Considero un autentico babbeo colui che non vuole vedere oltre il proprio naso. Già i giornali si stanno organizzando con edizioni on-line ma gli editori e le redazioni sanno benissimo che la svolta vera e propria arriverà tra circa 15 anni. Ora viviamo un processo di transizione. Il passaggio da formato tabloid a rivista non mi è mai piaciuto, tuttavia sono molto legato al settimanale Qui che spero di poter leggere almeno per altri 15 anni, ovvero prima dell’invasione totale di Internet e company”. pagina 18 pagina 19 Vent’anni di Qui Fausto Piazza “Un’esperienza di passaggio che mi ha insegnato molto” “Il Qui per me è stata un’esperienza di passaggio, che mi ha permesso di imparare un lavoro che oggi pratico con maggiore consapevolezza e più passione”. Sono le parole di Fausto Piazza, che è stato direttore esecutivo del giornale nella seconda metà degli anni ’90, quando, dalla cultura alle infrastrutture, sono stati posti alcuni punti fermi che hanno portato alla costruzione della Ravenna che viviamo oggi. Tante, anche allora, le implicazioni politiche e gli equilibri difficili sia in città che all’interno del giornale. Poche, ma di struttura, le inchieste ricordate dall’ex direttore. In particolare Fausto ricorda un’inchiesta a metà tra costume e società dedicata agli omosessuali che ricevette i complimenti dell’allora direttore del Resto del Carlino Uber Dondini.“Divenni direttore – spiega Fausto – nel periodo di passaggio tra la redazione di via Pirano e quella di viale Alberti. La struttura all’epoca era stata molto alleggerita e io governavo il giornale come una specie di ‘visconte dimezzato’: ero un coordinatore che garantiva un’uscita dignitosa ma priva di quell’autonomia necessaria alla realizzazione di un progetto innovativo di informazione locale”. Zoccolo duro della formazione di Fausto Piazza il filone culturale e quello sociale. “In quel periodo , dopo il fallimento de Il Messagge- ro, vennero a lavorare da noi Enrico Chiavegatti, che si occupò di cronaca, e due giovani collaboratori, Luca Pavarotti e Marco Montruccoli (oggi rispettivamente caporedattore della redazione ravennate del Corriere Romagna e di Ravenna 24, ndr), che ricordo con piacere e riconoscenza anche sul piano professionale”. Di lì a poco, però, le cose precipitarono e, a causa di progetti disattesi, nel 1997 Piazza abbandonò l’incarico. “Il Qui rimaneva comunque il periodico di riferimento della Sinistra di governo della provincia. Allora si era ancora fedeli alla linea dialettica e solo in seguito subentrarono le carriere personali dei vari dirigenti del partito post Occhetto . Non a caso il Qui, nella seconda metà degli anni ’90, ‘tirò la volata’ a Vidmer Mercatali sindaco, Gabriele Albonetti presidente della Provincia e Vasco Errani presidente della Regione. Indubbiamente tutti uomini politici locali che hanno fatto una notevole carriera come amministratori anche in Parlamento. E poi c’erano anche altri emergenti come Alberto Cassani, Carlo Pezzi, Filippo Brandolini, Elio Gasperoni, Gabrio Maraldi”. Pur non ricordando precisi fatti di cronaca, Fausto sottolinea l’importanza di un momento storico in cui si gettarono le basi per consolidamenti nella dimensione economica, sociale e culturale Fausto Piazza della città. “In campo urbanistico vennero introdotte le circonvallazioni a servizio di una grande espansione edilizia, in campo economico la nascita dell’autorità portuale, nel welfare la ristrutturazione dell’Ausl e dei Servizi sociali, nel turismo l’evoluzione di Marina di Ravenna come località incentrata sugli stabilimenti balneari. In campo culturale l’impronta di Riccardo e Cristina Muti con il Ravenna Festival, delle Albe e Fanny&Alexander nel teatro. Tracce e indirizzi che si sono trasformati in strade maestre”. pagina 20 pagina 21 È il Natale del 1992 quando la speranza di una vita normale per la piccola Emilie Tinarelli (che oggi ha vent’anni) diventa realtà grazie a un delicatissimo intervento chirurgico di trapianto del fegato realizzato in una clinica parigina. Per la piccola Emilie che aveva appena da poco compiuto 6 mesi si era mobilitata la cittadinanza in una nobile gara di solidarietà e in particolare il mondo calcistico ravennate aveva raccolto circa 20 milioni di lire. Omaggio della città al Cardinal Ersilio Tonini a sostegno dell’Hospice di Ravenna Concerto dei vincitori del concorso internazionale di canto “Renata Tebaldi” Ravenna - Teatro Alighieri lunedì 17 dicembre 2012 - ore 21.00 Anna Kasyan, soprano Teresa Sedlmair, soprano Romina Tomasoni, mezzo soprano Davide Giusti, tenore Filippo Bettoschi, baritono Kwang Ho Choi, basso pianoforte: Elisa Cerri, Davide Cavalli presenta: Guido Barbieri critico musicale de La Repubblica L’intero ricavato sarà destinato all’Hospice di Ravenna di prossima apertura si ringrazia la Comune di Ravenna Con il contributo di Prezzo dei biglietti 25 euro (platea e palchi fino al III ordine) 15 euro (palchi IV ordine, galleria e loggione) Prevendite biglietti da lunedì 26 novembre Biglietteria Teatro Alighieri / online: www.teatroalighieri.org Cassa di Risparmio di Ravenna (tutte le filiali) IAT Ravenna, via Salara 8, tel. 0544 482838 IAT Cervia, via Evangelisti 4, tel. 0544 974400 IAT Teodorico, via delle Industrie 14, tel. 0544 451539 pagina 23 Sanità Sostenere lo Ior per aiutare la città Un concerto per finanziare attrezzature e strumentazioni del nuovo hospice che sarà inaugurato ad aprile RAVENNA – A marzo prossimo l’Hospice di Ravenna diventerà realtà. A metà ottobre è infatti stato firmato un protocollo d’intesa che vedrà il Comune di Ravenna, l’Ausl di Ravenna, l’Opera Santa Teresa, la Cooperativa Sociale “Dolce” e lo IOR collaborare per la realizzazione e la gestione di un Hospice per pazienti oncologici in fase terminale nella frazione di Borgo Montone del Comune di Ravenna. La struttura verrà realizzata nell’immobile di proprietà dell’Opera di Santa Teresa che si trova nella frazione di Borgo Montone in via Fiume Montone Abbandonato n.447 . “L’immobile - spiega il vice presidente dello Ior Mario Pretolani - dovrebbe avere dai 10 ai 12 posti letto, e le camere saranno attrezzate per ospitare anche i familiari dei malati. Il servizio verrà erogato 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, nel pieno rispetto dei parametri organizzativi definiti dall’Ausl sulla base dei requisiti di accreditamento definiti dalla Regione. Come Ior ci occuperemo del finanziamento di attrezzature e strumentazioni mediche, ed è per questo che, per le 21 del prossimo lunedì 17 dicembre, abbiamo organizzato un concerto con i vincitori del La firma del protocollo per l’Hospice concorso internazionale di canto Renata Tebaldi”. Per la platea e i palchi fino al III ordine il costo sarà di 25 euro, mentre per i palchi di IV ordine, galleria e loggione il biglietto sarà di 15 euro. Per informazioni www.teatroalighieri.org; tutte le filiali della Cassa di Risparmio di Ravenna; Iat Ravenna, via Salara 8 (0544 482838); Iat Cervia, via Evangelisti 4, (tel. 0544 974400); Iat Teodorico, via delle Industrie 14, (tel. 0544 451539). “L’Hospice - riprende Pretolani - si chiamerà Villa Adalgisa in memoria della storica ‘Cicci’ Longo, per anni responsabile della sede ravennate dello Ior. “Conobbi Adalgisa (‘Cicci’ Longo) nel 1987, quando entrai nel Consiglio di amministrazione dello Ior. L’hospice sarà dedicato a lei e all’impegno profuso in tutti questi anni”. Solidarietà Vedersi bene per vivere al meglio Grazie al progetto ‘Margherita’ sono messe a disposizione parrucche per pazienti oncologiche RAVENNA – Vedersi bene aiuta. Lo sa bene l’Istituto Oncologico Romagnolo (IOR), che ha inaugurato a Ravenna i locali del “Progetto Margherita”, ove verranno fornite gratuitamente parrucche di pregevole rifinitura alle pazienti oncologiche che, a seguito di terapie, devono affrontare il delicato momento della caduta dei capelli. Il servizio è fornito gratuitamente dallo IOR e dall’Associazione Italiana contro le Leucemie (AIL), con la collaborazione di parrucchieri provenienti da tutta la provincia di Ravenna. Le signore che desiderano ricevere informazioni o un appuntamento si possono rivolgere sia agli uffici dello IOR in Via Salara a Ravenna (tel. 0544 34299) che alla sede dell’AIL presso l’Unità Operativa di Ematologia del Presidio Ospedaliero di Ravenna (tel. 0544 408913). L’iniziativa si è potuta realizzare anche grazie al generoso e sensibile sostegno con cui Marcello Casadio, titolare della ditta “Sì Anelli” di Via Cavour a Ravenna, ha voluto esprimere fattivamente la sua solidarietà da imprenditore ravennate offrendo la prima fornitura di parrucche. In una fase storica in cui la crisi finanziaria costringe le istituzioni a contenere gli interventi socioassistenziali, questo progetto innovativo è reso possibile grazie alla solidarietà sociale e alla grande generosità della popolazione e delle imprese ravennati, che danno vita ad una rete solidale in grado di sviluppare politiche di solidarietà di tali dimensioni. Il progetto “Margherita” è finalizzato al miglioramento della qualità della vita alle pazienti oncologiche in terapia. Questo servizio si accompagna ad altre importanti attività, come il progetto “La forza del sorriso”, un’iniziativa promossa dallo IOR già da alcuni anni e realizzata grazie a L.G.F.B. Italia, dove si organizzano, sempre presso la sede di via Salara, make-up gratuiti destinati alle signore in trattamento oncologico con lo scopo di insegnare loro a non rinunciare alla propria femminilità. L’Istituto Oncologico Romagnolo, da trentatré anni al fianco del paziente oncologico, è da sempre consapevole dei fondamentali benefici che la visione di sé e i relativi aspetti psicologici hanno nelle fasi di guarigione dalla malattia. pagina 25 Vent’anni di Qui Alberto Mazzotti “Quando si faceva satira…” Alberto Mazzotti è stato direttore del Qui per tre anni, dal 1998 al 2000. “All’epoca in redazione i giornalisti fissi erano sei o sette, la politica di quegli anni si apriva alle collaborazioni esterne rivolte a ragazzi che avevano voglia di fare questa esperienza. I fissi, se non ricordo male, erano Paolo Pingani, Alessandro Emiliani, Mar- co Montruccoli, Manuela Dradi, Tiziano Zaccaria, Remo Emiliani e Massimo Montanari, che coordinava una ricchissima redazione sportiva. In segreteria c’erano Patrizia e Paola Argelli che facevano parte a tutti gli effetti del corpo redazionale. Senza dimenticare il ruolo fondamentale del grafico Gianfranco Andraghetti. Fra l’altro furono anni divertenti, in cui il clima era davvero vitale. Il gruppo redazionale prese l’abitudine di trovarsi a cene divenute memorabili e spesso molto etiliche in luoghi lontani e vicini della Romagna Vent’anni di Qui pagina 27 Da sinistra Alberto Mazzotti e il magistrato Raffaele Cantone (e dei quali ho tuttora nostalgia)”. In quel periodo si rafforzarono i rapporti con i lettori, che da parte loro manifestavano un grande apprezzamento per la redazione. “Quello con i lettori era un rapporto abbastanza interattivo e ricordo l’impegno nel cercare di coinvolgere quelli più giovani grazie a collaborazioni con giornalisti più giovani e nuove rubriche. Ma ricordo con affetto anche alcuni vecchi abbonati che ci trattavano con molto riguardo e che ogni tanto portavano delle torte in redazione”. Ma qual era la linea del giornale? “Il Qui ha cercato di mantenere il ruolo di osservatore con una linea progressista abbastanza chiara, ma aprendosi in quegli anni anche a collaboratori fissi che venivano dalla società civile e portavano ognuno i propri valori e le proprie idee. Ricordo fra gli altri l’assessore Guido Pasi, il cervese Gabriele Giovannini, i ravennati Walter Paolucci e Franco Montanari”. Anche per Alberto uno dei personaggi dell’epoca fu Vidmer Mercatali, “che divenne sindaco in quel periodo ed impostò i suoi mandati sul concetto di concertazione in tutti i settori della città. Una filosofia di Governo che era molto stimolante anche per un giornale come il nostro, che poteva approfondire queste dinamiche. Alberto Cassani stava già consolidando il suo ruolo di amministratore della politica culturale cittadina e stava aiutando a costruire quelle idee che hanno portato al progetto di Ravenna Capitale della cultura. Un grande personaggio di quel periodo che ricordo volentieri fu Gabriele Albonetti, che proprio in quegli anni fu un ottimo presidente della Provincia. Ricordo che nel momento in cui lasciò la presidenza invitò i direttori dei giornali e ci regalò un libro, un lunario di fine millennio. Sono sempre stato appassionato di sport e quelli furono anni di grande crisi perché finì il periodo d’oro che aveva portato in alto le squadre ORTOPEDIA SPADONI Buone Feste! Viale L.B. Alberti, 106 RAVENNA tel 0544 406969 www.ortopediaspadoni.it . [email protected] Vent’anni di Qui di calcio, pallavolo e pallacanestro. Per lo sport ravennate fu un periodo molto buio, illuminato per fortuna dai lampi olimpici di Sefi Idem”. Come spesso avviene, la nuova direzione di Alberto venne salutata da un cambiamento grafico della testata. “Fu un cambiamento anche abbastanza importante, per il quale ci affidammo a Massimo Casamenti dell’Agenzia Image. pagina 28 Ricordo che puntavamo molto sulla copertina e il primo numero del giornale nuovo uscì d’estate. Quelli erano momenti caldissimi per la guerra in Kossovo, e ricordo che vagliammo una serie di possibilità che andavano da un ombrellone usato come tiro a segno, proprio per sottolineare la differenza con la nostra estate tranquilla, ed un aereo in partenza dalla base di Pisignano”. Come ci insegnano Vauro ed Ellekappa, in un giornale la satira è fondamentale, ed è a quella che corre la memoria di Alberto. “Più che citare un articolo ricordo con particolare piacere le vignette di terza pagina che affidavamo a Mauro Monaldini, che con una sola immagine ironica sapeva dare il senso del giornale o dell’articolo portante e del clima dell’epoca”. pagina 29 Natale a CeseNa iN CeNtro Con le bellissime luminarie che attraversano le sue vie il centro storico di Cesena si presenta accogliente e festoso e il luogo adatto per gli acquisti di Natale. Dall’abbigliamento agli accessori, per passare ai prodotti per il corpo e alla bellezza personale, all’oggettistica per la casa fino ai gioielli e alla pelletteria più chic in centro è possibile trovare la soluzione giusta da mettere sotto l’albero. Idee regalo per tutta la famiglia e occasioni da non perdere per acquistare la qualità, l’eleganza senza dimenticare le tendenze di questo inverno e le novità moda. Con il consorzio lo shopping diventa anche tanto divertente. Come da tradizione, infatti, “Cesena in Centro” promuove la nuova giostra dei piccoli da sabato 8 dicembre fino a domenica 13 gennaio in piazza Alboni (Barriera) ed il Trenino dei Bimbi (a favore di A.N.F.F.A.s.) per le vie del Centro storico con partenza dal capolinea di piazza Amendola dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 19,30 nelle domeniche del 16 e 23 dicembre. I biglietti gratuiti sia per la giostra che per il trenino si possono ritirare presso i negozi associati: Bar Roma - Benetton - Black sheep - Boutique swarovski - Caffeina - Caffè del Corso - Cartoleria Bettini - Cartoleria Minerva - Casadei Gioielleria - Chiodi Bianco Casa - Città del sole - Cosentino Abbigliamento - Farmacia Malossi - Fermoposta - Fotostudioart - Giunti al Punto - Imperabit - Landi Ivan Oreficeria L’angolo dell’Occhiale - Libreria Bettini - Manuzzi Gioielli - Margherita Barriera - Next - Original Marines - Osteria Michiletta - Ottica Fantini - Ottica Visani - Pasticceria Lanzoni - Profumeria Pierrot - Righi Ristorante Gianni - Roberto Ricci “Il Mercatino” - salone Gabriella - scout - sisley - stefanel - Undercolors Benetton - Uniport store - Univesti - Viaggi Manuzzi FERMATE ANIMATE, IL CENTRO STORICO IN MUSICA Per tre domeniche di Dicembre 9, 16 e 23 dalle 15 alle 20 - Atr (agenzia per la mobilità) e Start-Romagna con il Coro Corridore con megafoni, progetto di Aidoru, contribuiranno ad animare il centro storico di Cesena. Un quintetto acustico, formato da fisarmonica, trombone, percussioni, voce e banjo, si sposterà, salirà, scenderà fra gli autobus della linea urbana che attraversa il centro, suonerà durante i tragitti per trasformare gli spazi dell’andare e della sosta in luoghi di condivisione, incontro e festa. Per vivere in modo diverso l’attesa e lo spostarsi con il mezzo pubblico. Gli appuntamenti sono sugli autobus delle line 4, 5, 6 e in prossimità delle fermate Papa, Duomo, Barriera. Le domeniche con il Touring Club Italiano Durante le domenche 9, 16 e 23 dicembre in piazza Almerici sarà presente un gazebo del Touring Club Italiano con la possibilità di iscriversi alla prestigiosa e più antica associazione italiana di valorizzazione turistica, ritirando il pacco dono e, per chi si iscrive per la prima volta, l’omaggio di una bella e capiente borsa da viaggio griffata Touring. Per tutti quelli che lasceranno il loro contatto l’omaggio di una pubblicazione TCI. Dalle ore 15.30 alle ore 19.00. • Nelle stesse domeniche il Consorzio dei piccoli produttori di vino ed olio delle colline cesenati sarà presente con un proprio stand in piazza Almerici con degustazione e vendita di prodotti tipici • Domenica 9 dicembre con partenza dalle ore 15.30 dal Gazebo Touring Club, in piazza Almerici, visita guidata “Le grandi storie d’amore nella Cesena di ieri” condotta da Gabriele Papi. Prenotazione ed informazioni presso IAT Cesena tel. 0547 356327. pagina 30 pagina 31 Manuela Dradi “Quando intervistai il ministro Bersani…” Vent’anni di Qui Manuela Dradi Manuela Dradi è stata direttrice del Qui per circa cinque anni e, precisamente, da fine agosto 2000 a febbraio 2006. “La redazione del Qui è sempre stata in movimento e questo ha rappresentato la vitalità del nostro giornale e, al contempo, una palestra e una opportunità per chi si voleva cimentare nel lavoro di giornalista. Se dovessi fare l’elenco dei collaboratori esaurirei i caratteri a mia disposizione per l’intera intervista. Cito pertanto lo “zoccolo duro” della redazione: Marco Montruccoli, Marianna Carnoli, Elena Nencini, Letizia Magnani, Alberto Mazzotti, Paolo Pingani, Danilo Montanari, Federica Ferruzzi, Andrea Conti, Massimo Montanari, Tiziano Zaccaria. Anche se la domanda non è prevista, permettetemi però di spendere alcune parole su quella squadra anche perché il successo del giornale lo si deve all’azione collettiva, alla sintonia delle persone che vi lavorano e alla condivi- pagina 32 SOLUZIONI YOU. L’ASSICURAZIONE CHE FAI TU CON LE 5 AREE DI GARANZIA LA TRANQUILLITÀ È ASSICURATA! CHIEDI AL TUO AGENTE UNIPOL LA SOLUZIONE GIUSTA PER TE. Agente Generale Unipol RAVENNA • FORLÌ • CESENA • RIMINI RAVENNA Via Faentina, 106 | Tel. 0544 282111 [email protected] sione degli obiettivi. Eravamo una bella squadra, con tanto entusiasmo e voglia di fare. Qualcuno ricorderà le riunioni fiume di redazione e anche i toni alti che spesso le accompagnavano. Si discuteva animatamente, si confrontavano i vari punti di vista, a volte si litigava per far prevalere le rispettive ragioni, ma poi ci si rimboccavano le maniche e si cominciava a lavorare al nuovo numero. Senza astio o rancori. Un vero spirito di squadra. E a me toccava decidere e fare la sintesi. Il rapporto con i lettori era molto forte e partecipato. Appena usciva un nuovo numero del giornale, i telefoni cominciavano a suonare. Tanti apprezzamenti, ma anche critiche severe che però, di fondo, denotavano un senso di appartenenza. Avevamo l’ambizione di rappresentare uno straordinario libro di storia locale, che ospitava i piccoli e grandi fatti, le paure e le preoccupazioni della gente e registrava i momenti più importanti della comunità. Forti del fatto che in una epoca in cui pagina 33 si moltiplicano mezzi di comunicazione veloci e complessi, ognuno cerca di trovare sé stesso nelle pagine di un giornale che racconta della sua città, delle sue strade, dei problemi con cui si confronta ogni giorno. Per fare questo c’era molto da scarpinare… Ricordo le mini inchieste sulle frazioni dei comuni, la ricerca del bar, dell’edicolante o del parroco per carpire la realtà”. Manuela si sofferma sull’importanza del giornale nella situazione politica dell’epoca. “ Il nostro giornale ha sempre avuto un’anima progressista. Attenta a registrare i cambiamenti ma anche a promuoverli. Spesso andando anche contro corrente come quando, ad esempio, denunciò aspramente le politiche del turismo senza regole sui lidi ravennati e il caos che ne sarebbe derivato. Oppure quando affrontava i temi dello sviluppo economico ( porto, industria, università etc), cercando sempre di creare dibattito in un’ottica di stimolo e di critica costruttiva. Ricor- Vent’anni di Qui do vari forum svolti in redazione con i soggetti istituzionali e le associazioni di rappresentanza dei cittadini. Insomma, un giornale aperto alla città, non ‘bacchettone’. Ricordo una inchiesta fatta fra i giovani appartenenti ai movimenti politici della destra. Sento ancora le proteste di tanti nostri abbonati….”. All’epoca , infatti, il giornale cartaceo era il primo veicolo di informazione. Ma come è cambiato, per Manuela, il modo di fare informazione? “Oggi un giornale locale, legato al territorio ed espressione diretta della vita reale, rappresenta un antidoto alla malattia della globalizzazione, all’uniformità e all’eccesso di concentrazione dell’informazione. Non sarà il contenitore primario e strategico delle notizie, questo ruolo è assorbito dal web, ma sarà il luogo dove troveranno spazio, approfondimenti e servizi di più ampio respiro rispetto a quanto riservato sul web. D’altra parte anche la peculiarità del settimanale, rispetto al quotidiano, erano l’approfondimento e Vent’anni di Qui l’inchiesta. Oggi anche i quotidiani, per vincere la scommessa con il web, fanno inchieste ed approfondimenti. Certo è tutto più difficile. Occorre intelligenza, ma soprattutto tornare ad essere i giornalisti che con il taccuino scorazzano per la città a caccia di notizie. E questo sarebbe un bene anche per la nostra professione”. Tanti i protagonisti dell’epoca ricordati da Manuela. “Anche in questo caso la carrellata sarebbe lunga. In quei cinque anni vi è stato un ricambio significativo della classe dirigente. Stili diversi, permalosità e piccole ritorsioni nei confronti del giornale da parte di qualcuno ci sono state, ma ad una persona in particolare mi sento di rivolgere un riconoscimento per la franchezza nei rapporti. Penso al sindaco Mercatali, che anche nei momenti in cui il giornale non è stato ‘tenero’ su alcune scelte amministrative, non si è mai sottratto al confronto, e non ha mai serbato rancore. Una dote che considero fondamentale per un amministratore pubblico”. Diversi gli episodi citati dall’ex direttrice, “primo fra tutti, anche se apparentemente lontano, l’attentato alle torri gemelle nel 2001. Quell’evento cambiò il mondo e le coscienze di tutti e aprì la strada della paura. Anche in questo caso la nostra comunità locale seppe esprimere un grande moto di solidarietà. Poi ricordo quel grande evento che furono le primarie nel 2005 che decretarono la vittoria di Prodi”. E a proposito di politica, Manuela cita una piccola ‘impresa’ personale. “Ricordo che avevamo messo in cantiere un articolo sulle infrastrutture, ed allora ministro dei trasporti era Pierluigi Bersani. Volevo tentare di contattarlo per capire se c’erano novità sul destino delle nostre infrastrutture (E45-statale Romea etc). Ricordo che quando proposi in redazione questa intenzione, tutti si misero a ridere pensando ad una impresa impossibile. Riuscii a recuperare un recapito telefonico, pensando di dover passare chissà quanti filtri, per poi non concludere niente. Compongo il numero e sento dall’altra parte “ Sono il Ministro Bersani, con chi parlo?” Potete immaginare la mia espressione…”. pagina 34 è finalmente aperto pagina 35 SPECIALE NATALE Segui le novità Molino Spadoni anche su Facebook SPACCIO GASTRONOMICO Anche strenne natalizie personalizzate Federico Arcuri design Direttamente dalle nostre aziende! Tutti i prodotti delle aziende del Gruppo Spadoni con la convenienza dello spaccio aziendale. OFFICINE GASTRONOMICHE OFFICINE GASTRONOMICHE I FORMAGGI DIALETTALI oltre 100 tipi di farine formaggi carni fresche e salumi di mora romagnola pasta senza glutine liquori e aceti farine, riso e prodotti da forno biologici cioccolato A casa Spadoni trovi anche un’ampia selezione di prodotti dei “Presìdi Slow Food” e una vasta rassegna di vini delle colline romagnole Via Ravegnana, 746 – Coccolia (RA) – tel. 0544 569056 - Orari: Lunedì, martedì, mercoledì e venerdì: 8.30-12.30 e 15.30-19.30 - Giovedì e sabato: 8.30-12.30 Confcooperative pagina 37 A teatro con Capit Grande attesa per ‘Bulli e pupe’ e la ‘Contessa Maritza’ di Alice Bassi - Tornano le proposte culturali firmate Capit che allieteranno con divertenti rappresentazioni teatrali i pomeriggi ravennati. Sono due infatti le rassegne, in programma da dicembre ad aprile, che interessano i due teatri della città: l’Alighieri con «Operetta e musical» e il Teatro Rasi con «Ritroviamoci al Rasi». Il cartellone della XXVII edizione di «Operetta e musical» propone quattro successi indiscussi di questo divertente genere: dopo la partenza avvenuta sabato 8 dicembre con «Il Pipistrello» di Johann Strauss e seguita, domenica 9, con «Al Cavallino bianco» di Ralph Benatzky gli appuntamenti proseguono venerdì 21 dicembre alle 20,30 con «Bulli e pupe» il musical di Frank Loesser interpretato dalla compagnia In Scena di Corrado Abbati: «“Bulli e Pupe”, il celebre, divertente e colorato musical di Broadway dall’intreccio perfetto dove tutto funziona grazie al simpatico libretto di Abe Burrows ed alle vivaci ed immortali musiche di Frank Loesser, è la nuova produzione, in esclusiva per l’Italia, della compagnia di Corrado Abbati. - si legge nella presentazione dell’opera -. Un nuovo, grande spettacolo che porta in scena un cast di oltre venti artisti con voci importanti, costumi coloratissimi, balletti mozzafiato, scene eleganti, il tutto nel segno di una qualità assodata e riconosciuta». La rassegna «Operetta e musical» si concluderà sabato 5 gennaio alle 20,30 con «Contessa Maritza» di Emmerich Kalamànn portato in scena dalla compagnia Teatro Musica Novecento: «“La Contessa Maritza” ha rappresentato, per la sua musica straordinaria ed accattivante, il più grande successo del dopoguerra - spiegano gli organizzatori -. Nella partitura della “Contessa Ma- ritza” esiste l’ispirazione della musica popolare magiara-tzigana che si accoppia, magistralmente, con l’illuminata evoluzione del compositore attratto dai nuovi ritmi dell’amico Gershwin. Un canto raffinato, infuocate melodie di czarda ed un terzetto comicissimo, caratterizza questo spettacolo imperdibile». «Ritroviamoci al Rasi», la rassegna giunta alla XVIII edizione, propone invece ben 18 spettacoli pomeridiani (tutti alle ore 15) appartenenti alla tradizione più autentica del teatro popolare in dialetto romagnolo ed amatoriale in genere. Dal 16 dicembre al 28 aprile al Teatro Rasi si potrà assistere a rappresentazioni di testi classici e moderni del teatro romagnolo con alcuni spazi dedicati al teatro amatoriale in lingua ed alla musica di folclore. Per info: 0544 591715 - www.capitra.it Programma “Ritroviamoci al Rasi” Tutti gli spettacoli iniziano alle ore 15 - - - - - - - - - - - - - - - - - - domenica 16 dicembre: “Tre tenori” - associazione culturale “La zarzuela” di Bologna domenica 23 dicembre: “La camisa dla madona” – compagnia “Amici del teatro” di Cassanigo mercoledì 26 dicembre: “La Rumagna inte tu cor” – “Società canterini romagnoli”, Gruppo corale “Pratella Martuzzi” domenica 30 dicembre: “Lozal par lanterna” – “Compagnia della speranza” di Castelvecchio domenica 6 gennaio: “E…carburant” – gruppo teatrale “San Severo” di Ponte Nuovo, Ravenna domenica 13 gennaio: “Divix” - compagnia “05quartoatto” di Ravenna domenica 20 gennaio: “La broja” - compagnia “Piccolo teatro città di Ravenna”, Gad Gino Caprara domenica 27 gennaio: “Cusa fai la not i met e i ledar” – compagnia “Gad città di Lugo” domenica 10 febbraio: “E diretor dla scola” – compagnia “Cdt - la Rumagnola” di Bagnacavallo domenica 17 febbraio: “Gigion e va inti fre’” – compagnia “La Zercia” di Forlì domenica 24 febbraio: “Un pruces fat par ridar” – compagnia “Cvì de Magazèn” di S. Antonio, Ravenna domenica 3 marzo: “Tol inte sach, Giulio” – piccolo teatro “Arnaldo Martelli” della Repubblica di San Marino domenica 10 marzo: “Tre per uno” ovvero “L’anima gemella”, “L’eredità”, “Mammà” – compagnia “Il passaggio” di Ravenna domenica 17 marzo: “E parsot de signor” – compagnia “Cinercircolo del gallo” di Forlì domenica 24 marzo: “Crema e susezza” – compagnia “Quasi stabile” di Bubano domenica 7 aprile: “La bon’anma” – compagnia “Caveja e ravgnana” di Ravenna domenica 14 aprile: “Al tre surgeli” – compagnia “Quii de seneat” di Villanova di Bagnacavallo domenica 28 aprile: “Korna: matrimoni ed altri disastri” – laboratorio italiano del Piccolo teatro di Ravenna pagina 38 pagina 39 Casa delle meridiane di Silvio Piraccini - Un nome che trae origine dalla meridiana sulla facciata dell’edificio e dalla decina sparse qua e là sulle pareti della casa. Un vero e proprio museo della civiltà contadina, uno scrigno che racchiude gli strumenti della fatica dei campi che i nostri nonni facevano nel “tempo passato”, si trova a pochi chilometri dalla città. Per la precisione a San Bartolo, al civico 66 di via destra Ronco, proprio sotto l’argine del fiume. Negli ambienti dei circa 400 metri quadrati di quella che era un tempo una tipica casa colonica romagnola, trovano “ospitalità” migliaia di strumenti di lavoro e di uso per le attività quotidiana raccolti pazientemente dal notaio Giancarlo Pasi nel corso degli anni. Oggetti di piccole dimensioni, ma anche “pezzi” notevolmente ingombranti come carri, calessi, aratri e trebbiatrici e, qua è là, almeno una cinquantina di “caveje”, il simbolo più autentico della Romagna. Oltre ai locali interni la “tenuta” è dotata anche di due ettari ti terreno adibiti a bosco, orti e giardino. La Casa delle Meridiane è circondata dal verde e nelle vicinanze del porticato c’è anche una piscina, deliziosamente mosaicata e perfettamente integrata con l’ambiente circostante e tenuta con acqua riscaldata e salata per evitare l’utilizzo di additivi chimici a base di cloro. Un luogo ideale per accogliere eventi di ogni genere: riunioni, seminari, presentazioni e performance musicali. La casa dispone anche di un servizio di catering e spazi per cene e degustazioni. E per chi vuole “autogestirsi” c’è a disposizione anche un’ampia cucina dove preparare i piatti che più ispirano gli amanti del “fai da te”, eventualmente anche con la supervisione di esperti maestri cucinieri. Si sa, la gastronomia e la buona tavola è una delle caratteristiche della “romagnolità” e su questo piano, la Casa delle Meridiane organizza iniziative e corsi affidati ad una maestra di cucina: Giorgia Lagosti, laureata in chimica e insegnante di C.I.BO (Culinary Institut in Bologna). I consigli e la “filosofia” di Giorgia è quella di lasciarsi ispirare da gesti semplici, si basa sull’insegnamento di una cucina di casa i cui piatti siano riproducibili immediatamente, o dal giorno dopo, a casa propria da chi segue le lezioni. Corsi creati per non professionisti che vogliono anche comunicare la storia dei piatti romagnoli. Quindi nessuna “nouvelle cuisine” o mode d’avanguardia, ma “cucina consapevole”. Il prossimo corso è previsto per mercoledì 19 dicembre dalle 19 e 30 alle 23 con i partecipanti impegnati nella preparazione di dolci, marmellate e biscotti per confezioni regalo per amici e parenti. E molti “ingredienti” arrivano direttamente da dietro casa, negli orti coltivati direttamente dalla famiglia Pasi che cura anche il “recupero” di antichi sapori nostrani come quelli dei frutti dimenticati, tra cui nespole, mele cotogne, giuggiole e vari tipi di pera. Ma la “casa”, che sorge nei pressi della Colonna dei francesi, è molto di più: tra le attività anche rassegne cinematografiche (all’aperto d’estate e nei locali interni in invero), e poi l’organizzazione di corsi dei team building che utilizzano corsi di cucina o attività di preparazione di cibi per creare sinergie e affiatamento in una squadra aziendale. E nella ex casa colonica dove si può soggiornare per relax, prendere un aperitivo con amici sotto le stelle, sono disponibili anche comode stanze per passare notti di quiete e al mattino tuffarsi e nuotare nella piscina. Per ogni informazione ci si può rivolgere direttamente allo 0544497165 o ai cellulari 339-3295667 e 339-6360315 o consultare il sito internet www.casadellemeridiane.it. [email protected], [email protected] pagina 40 Speciale Fumetto in Romagna pagina 41 A cura di Lorenzo Mazzolini e StarCrash Studio Science Fiction: una piccola introduzione Il tema dello Speciale a Fumetti di quest’anno è la Fantascienza, il Fantastico e il Fantasy. La Science Fiction, come viene chiamata nei paesi di lingua inglese, nasce ufficialmente come genere letterario nel 1926, grazie a Hugo Gernsback, che coniò il suddetto termine, direttore e fondatore di Amazing Stories, la prima rivista ufficiale dedicata a questo genere, dove autori importantissimi come Asimov, Ursula K. Le Guin, Zelazny e altri, pubblicarono per la prima volta i loro racconti. Tracce di Fantastico, però, ci sono sempre state fin dagli albori della letteratura, basti pensare all’Epopea di Gilgamesh, il primo romanzo epico della storia dell’uomo, all’Odissea di Omero, alle Storie Vere di Luciano di Samosata, che tratta di un viaggio sulla luna e dell’incontro con degli alieni chiamati Seleniti, alle Metamorfosi di Apuleio. Prima La fantascienza a fumetti: una breve digressione storica Un genere che, anche grazie a Star Wars, continua ad essere molto seguito di Lorenzo Mazzolini © StarCrash Studio Anche i fumetti non sono stati immuni alla Fantascienza: il 7 gennaio 1929 sulle pagine di numerosissimi quotidiani statunitensi fu pubblicato Buck Rogers, scritto e ideato da Phil Nowlan e disegnato da Dick Culkins, il primo fumetto di fantascienza della storia dell’editoria, per i cui dettagli rimando all’articolo apposito (Little Nemo in Slumberland degli anni 20 del secolo scorso altri autori si cimentarono con tematiche fantastiche, come Bacon con la Nuova Atlantide, Ariosto con l’Orlando Furioso, in particolare il viaggio sulla luna di Astolfo, Jonathan Swift con i viaggi di Gulliver, Giulio Verne e soprattutto Jean de la Hire, autore di romanzi d’appendice considerato il primo precursore della moderna Science Fiction. La fantascienza è un genere che piace ed è sempre piaciuto perché, come diceva Ursula K. Le Guin, “preme un bottone che è nell’anima”, cioè la visione di Mondi fantastici, città futuribili, la presenza di personaggi come Alieni, Supereroi, Cyborg, Mutanti, Robot e Mostri, Astronavi più o meno grandi e potenti, viaggi nel tempo, sono tutti argomenti che hanno sempre affascinato non solo i fans ma anche i curiosi, gli scienziati che vogliono vedere assurde teorie applicate a vere leggi matematiche e fisiche, tutti gli uomini che abbiano un’anima per sognare o che vogliano mettersi a sognare. Benvenuti in questo piccolo ma intenso viaggio nella fantascienza dove gran parte delle suddette tematiche verranno affrontate. pagina 42 non rientra in questa categoria). Il successo di Buck Rogers fu tale che subito dopo fiorirono emuli come Brick Bradford il viaggiante nello spazio e il più importante Flash Gordon, che ha quasi sorpassato il suo capostipite grazie ai disegni di Alex Raymond quasi realistici rispetto ai canoni dell’epoca, di gran lunga superiori di quelli in stile liberty di Dick Culkins. Anche l’Italia è stata ‘colpita’ dal virus del fumetto di Fantascienza: nel dicembre 1936 viene pubblicata all’interno de ‘I Tre Porcellin’i prima, e su altre testate sempre della Mondadori poi, Saturno contro la Terra, primissimo fumetto italiano del genere, ad opera di Cesare Zavattini e di Federico Pedrocchi per i testi e il talentuoso Giovanni Scolari per le tavole. La storia narra di un’invasione aliena da parte degli abitanti di Saturno e del loro dittatore Rebo- riconoscibili dalla cresta sulla testa- e della resistenza terrestre da parte del Prof. Marcus e del suo assistente Ciro. Alla fine degli anni ’30 negli USA gli eroi come Flash Gordon vengono iperbolizzati, ma inseriti in un contesto urbano e quotidiano con l’avvento dei Supereroi, il cui capostipite si può ricondurre a Superman, di Siegel e Shuster. Da lì il filone dei comics di Fantascienza si contestualizza in un sottofilone che, ora più che mai, è divenuto un genere a sé stante: il fumetto supereroistico, che già negli anni 30’/40’ vantava fra le sue fila personaggi come Capitan America, Batman, la Torcia Umana, Sandman, Namor the Submariner, ecc.. i quali si sono evoluti oggi in tutti i personaggi molto conosciuti della Marvel, della DC e di numerose altre case editrici. Negli anni 40’, 50’ e 60’ negli Stati Uniti- nonostante la terribile condanna ad opera del folle Dr. Wertham- e in Europa, c’è stato un fiorire di riviste e fumetti di Fantascienza, come Weird Science, Planet Comics, la britannica Eagle che presentava le storie di Dan Dare. Il Giappone proponeva, invece, Astroboy (Tetsuwan Atomu) di Osamu Tezuka, storia di un ragazzo robot coi sentimenti umani dimostrando, quindi, di non essere insensibile alla fantascienza. Sempre agli inizi degli anni ’60 dall’Argentina approda in tutto il mondo L’Eternauta, una delle più belle e interessanti saghe fantascientifiche della storia del fumetto, ad opera di Hector G. Oesterheld ai testi, autore desaparecido alla fine degli anni ’70, e Solano Lopez e Alberto Breccia ai disegni. Dal Giappone, poi, negli anni ‘70 arrivano una serie di Manga e Cartoni animati fantascientifici grazie alle opere di Go Nagai, il creatore di Mazinga, Ufo Robot Grendizer (in Italia conosciuto come Goldrake), ecc, Leiji Matsumoto con Capitan Harlock e Galaxy Express 999, e Yoshiyuki Tomino con Gundam. Gran parte di queste storie avevano come protagonisti dei robottoni che difendevano la terra da minacce aliene. L’aspetto particolare era la simbiosi fra robot e pilota, poiché se il primo veniva colpito anche l’altro soffriva come se fosse stato colpito a sua volta. In Occidente, in particolare in Francia, nella seconda metà degli anni ‘70 il fumetto di Fantascienza ha avuto la sua consacrazione grazie al gruppo de Les Humanoides Associeè, fra le cui fila si annoveravano i nomi di Moebius, Gal, Dionnet, Caza, Druillet che hanno dato un tono più adulto al genere consacrandolo in vere e proprie opere d’arte come Arzach, Gli abitanti del Crepuscolo, Salammbo, tutte pubblicate sulla loro rivista Metal Hurlant, diffusa in tutto il mondo e che, contrariamente a quanto accade, avrà l’apice nella sua versione americana Heavy Metal, poiché presentava e presenta tuttora l’elite degli autori internazionali. Sempre nella seconda metà degli anni ‘70, grazie anche al successo di Star Wars, in tutto il mondo ci fu un exploit della Fantascienza e un fiorire (e morire) di tantissime riviste a fumetti, come Astroavventure, con i disegni di Buzzelli, Kosmos, Fantasy ( anche se pubblicava materiale dell’inglese Starblazer). Al giorno d’oggi questo genere di comics continua a sopravvivere e ad essere seguito ovunque, anche in Italia grazie anche ai nostrani Nathan Never e Termite Bianca per citare i casi più eclatanti. pagina 43 Speciale Fumetto in Romagna La produzione fanzinara di fantascienza in Italia Di Gianluca Umiliacchi (Fanzinotecario) Il mondo dell’editoria fanzinara italiana è poco conosciuto, pur essendo una produzione che affonda le sue radici nei lontani anni ‘50, è una realtà ignota ai più, sia per una disinformazione da parte della società, sia per l’ostentato disinteresse del mondo fanzinaro di presentarsi e proporsi a livello ufficiale. Ciò non evita di prendere atto come le fanzine, pubblicazioni di appassionati, da oltre 60 anni prolifichino in Italia, generazione dopo generazione, il mondo fanzinaro non ha visto tregua, la passione non ha subito crisi e, una dietro l’altra, le migliaia di testate hanno lasciato il loro, seppur labile, segno nella realtà italiana. Ma che cos’è una fanzine? Termine formato dalla fusione dell’inizio di “fan Club” e il finale di “magazine”, serve a definire la pubblicazione realizzata per comunicare e confrontarsi su una specifica passione. Una periodizzazione documentata sull’editoria fanzinara di fantascienza, prendere avvio nel 1962, quando a Milano grazie al giovane e futuro regista Luigi Cozzi il pubblico di appassionati dell’ambito fantascientifico può leggere la prima fanzine dedicata alla fantascienza “Futuria Fantasia” che dovrebbe essere la capostipite di tale ambito. La fantascienza, produzione di letteratura osservata con sospetto dalla cultura sociale, veniva considerata come prodotto per consumatori di un genere minore. Per la prima volta questo mondo era proposto sotto una luce diversa, più attiva e dinamica, quella dei fanzinari. Andava formandosi e cresceva la voglia di esprimersi attraverso nuove impostazioni capaci di stravolgere il punto di vista stereotipato sulla comunicazione e confronto, un’eredità d’oltre oceano pronta a fondare le sue radici in Italia. La risposta a quella prima proposta è immediata, gradualmente iniziano a prendere corpo le varie testate fanzinare degli anni ‘60, come “Fantascienza Minore” di Fossati, per citarne una su tutte, perché in realtà la produzione fanzinara da quell’inizio in poi ha proposto migliaia di testate, dai nomi più svariati e coloriti, dalle forme più estroverse e dai contenuti più eterogenei. Bisogna- va andarsele a cercare, con il passa parola o nelle fiere mercato, e non sempre si riuscivano a trovare, le fanzine uscivano quando e come potevano con i loro enormi problemi economici e distributivi realizzate da pionieri di un’editoria “a misura d’uomo” che, negli anni seguenti, darà corpo ad una vera e propria editoria fanzinara nazionale. Moltissime, dicevamo, le testate dedicate alla fantascienza che, di generazione in generazione, si susseguono, una produzione più grande di quanto lo si possa immaginare. Negli anni a seguire il rinnovamento è dinamico e i fanzinari di fantascienza, che all’inizio si misuravano in decine, ora si misurano in varie centinaia che, nel volgere di pochi anni, incrementano notevolmente il loro numero. Il nuovo millennio porta con se l’influenza dei nuovi media così ci si trova a viaggiare in rete tra le ‘FanNet’, produzioni dei fans Internet, ma la vera produzione fanzinara prosegue imperterrita. Le fanzine sono una produzione che ha, con i suoi anni di frenetica attività, contribuito notevolmente allo sviluppo e alla crescita critica, artistica e narrativa del linguaggio culturale, tutto ciò dovrebbe dare la giusta dignità a prodotti troppo spesso sbeffeggiati, ricchi invece di enormi potenzialità comunicative, formative e artistiche. pagina 44 pagina 45 Stelle del Fumetto in Romagna L’Importante è raccontare Intervista a Filippo Scozzari Scòzzari da dove e verso dove? Perché cominciare col fumetto? “Sin da bambino ho avuto la mania dei fumetti, leggerli e farli. Una mania da cui sono parzialmente guarito: non li leggo più”. Questo è l’inizio, ma come è arrivato a Il Mago? “Fu il punto di approdo di una lunghissima quest. A Milano bussai a quasi tutte le redazioni, allora ce n’erano un fracco, e di ogni tipo, ma venivo respinto: la Corno, Nino Cannata, Gandini, Gino Sansoni, che unico e per una cicca fumata mi pubblicò tre storie di fantascienza. E alla fine, enfin! dicono i francesi, Bepi Zancan, pubblicò i miei fumetti su Il Mago, un’idiozia della Mondadori. Acquisii un mestiere che mi mancava in toto. Venivo dal liceo scientifico e per me disegnare donne o cavalli era un problema. Il mio apprendistato fu proprio l’essere pubblicato”. Dopo c’è l’incontro col gruppo di Cannibale. “No. Dopo ci fu Re Nudo. E poi Linus, enfin!, mia meta agognatissima. Pensai che il mio destino fosse in discesa; in realtà non sapevo che da lì a poco avrei incontrato Tamburini, poi Pazienza, poi la combriccola assieme alla quale a Roma avrei costruito prima Cannibale, poi a Frigidaire, dopo l’esperienza de Il Male. Rimando i particolari di queste mie avventure alla lettura di Prima pagare poi ricordare. Con Tamburini, Mattioli, Liberatore e Pazienza c’era un continuo scambio di idee; fu una seconda scuola, imparai cosa si racconta alla gente, come lo si racconta, quali le trappole da evitare” . Dopo Frigidaire c’è Blue della Coniglio Editore. “Chiusa l’esperienza Frigidaire, arrivai a Blue, che ripubblicò il lunghissimo Il Mar delle blatte e molte altre cose. Fu il periodo mercantile della mia vita: non disegnavo per la gloria ma per i soldi, poiché vendevo anche i miei disegni originali. Abbandonai il fumetto e il disegno quasi completamente perché mi èra venuta voglia di scrivere. Mi sto pentendo: se non disegni qualcosa tutti i giorni dimentichi quello che hai imparato. Mi è tornata la voglia di disegnare grazie al volume integrale di Suor Dentona, il personaggio che ha più girovagato nelle redazioni. L’ho ripreso con molta fatica, e questo tipo di palestra ha prodotto il miracolo di un libro di oltre duecento pagine. Per cui per rispondere alla domanda da dove e verso dove posso dire: Dallo zero degli inizi allo zero della fine, per ogni fine c’è sempre un inizio e come c’è stato un grandissimo inizio allora ci può essere un grandissimo inizio, anche adesso”. Chi è Scòzzari oggi? “Nelle mie storie non troverai occhioni manga, caricature politiche, cowboy caracollanti al tramonto, supereroi in pigiamini cretini. La mia missione nel mondo è quella di migliorarlo coi fumetti il che fornisce la misura esatta della mia follia. Che sia una matita, una chitarra o una macchina da scrivere, l’importante è raccontare”. Che consiglio daresti a chi oggi vorrebbe intraprendere la strada dei fumetti? “ È inutile e pericoloso cercare subito la rivista di grido – che peraltro sono sparite –; bisognerebbe prima passare un po’ di anni nelle fanzine a far palestra, sotto gli occhi vigili di un inflessibile giudice interiore. Palestra, ragazzi: allenarsi, palestra, allenarsi, palestra. Grinta, e niente auto indulgenza”. pagina 46 pagina 47 Stelle del Fumetto in Romagna Il prossimo sogno? Disegnare Stars Wars! Intervista a Domenico Neziti Come ti sei appassionato ai Fumetti, quali fumetti leggevi da ragazzo e quali artisti ti hanno maggiormente influenzato? “Da bambino amavo i supereroi e tutto quello che era ‘fantastico’. Il fumetto era la perfetta fusione tra racconti e immagini. Quando vivevo in Canada facevo il paperboy (il ragazzo che distribuisce il giornale ndr) e con i soldi guadagnati mi compravo le mie serie preferite come X-men, Fantastici Quattro, Iron Man e Thor. A scuola me la cavavo bene in disegno e fu una sfida per me provare a disegnare i miei personaggi preferiti e fare i miei piccoli fumetti personali. Guardavo i miei disegnatori preferiti che allora erano John Byrne, Jim Starlin e Walter Simonson e cercavo di assorbire quanto più possibile dalle loro tecniche. Mi ostinavo a carpire i trucchi del mestiere e riempivo pagine di mani, braccia, volti e studi di anatomie. Al mio arrivo in Italia ebbi la fortuna di colmare molte lacune con il corso di fumetto a Forlì dove ho trovato due grandi maestri come Davide Fabbri e Guglielmo Signora”. Parlaci del tuo esordio con il numero 3 di Examen per la Phoenix editore di Daniele Brolli. “Tutto fu grazie al corso e all’aiuto di Davide Fabbri che già collaborava con Daniele Brolli su vari progetti della Phoenix editore. Volevano lanciare delle testate supereroistiche e avevano bisogno di disegnatori. Dopo vari anni di corso Davide mi chiese se me la sentivo di fare il grande salto e io non mi feci sfuggire l’occasione. Fu dura affrontare un numero intero di Examen e confrontarmi con le difficoltà di seguire una sceneggiatura e riproporre su carta inquadrature, prospettive e sensazioni, ma alla fine diedi tutto me stesso visto che era quello che volevo. Pochi anni prima avevo lasciato il mio lavoro sicuro di operaio per questo misterioso mondo del fumetto e finalmente stavo per pubblicare il mio primo fumetto come disegnatore”. Dopo varie illustrazioni per tornei di giochi di ruolo hai iniziato a collaborare con Davide Fabbri per varie iniziative fra cui l’adattamento a fumetti di Planet of the Apes. Come è nata questa sinergia ? “Dopo aver lavorato con la Phoenix, iniziai a collaborare con Davide su vari progetti. Lui già lavorava con la casa editrice Dark Horse e quell’anno ci fu il remake del film Il Pianeta delle Scimmie. Era un lavoro molto importante ed era importantissimo rispettare le esigenze grafiche del film e sopratutto completare il fumetto per l’anteprima del film negli States. Davide mi chiese di dargli una mano e cosi, insieme a Christian Dalla Vecchia, altro allievo di Fabbri, lo aiutammo nelle chine della novel. Piccolo inciso simpatico, l’ultima settimana prima di consegnare il lavoro facevamo i turni per dormire sui divani per finire in tempo!”. Cos’è la Drow Art Studio, di cui sei uno dei fondatori? “La Drow Art Studio nacque come luogo di lavoro comune dove poter lavorare concentrati e stimolati. Assieme a Christian Dalla Vecchia, Matteo Lolli, Christian Cornia ed il sottoscritto iniziammo a lavorare in un unico ambiente e a condividere le nostre esperienze. Abbiamo la- vorato su vari progetti insieme in cui ognuno si occupava di una parte dello sviluppo del lavoro: bozzetti, matite, colori e grafiche. Abbiamo sviluppato illustrazioni e grafiche per molti giochi di carte e fumetti oltre a sviluppare style guide per mascotte e personaggi. Tentammo di proporci in Francia come unico studio di sviluppo per progetti a fumetti ma eravamo troppo poco ‘tradizionali’ dal loro punto di vista. Ci vollero ancora degli anni per far si che gli studio di lavorazione fossero accettati, ahimè”. Cosa ci puoi dire del tuo contributo per le nuove serie di Star Wars (serie che a me sta davvero a cuore)? Attorno al 2005/2006 iniziai a dedicarmi ad un aspetto dell’arte che avevo solo parzialmente affrontato, la colorazione. Ho scoperto un nuovo mondo che comprendeva toni caldi, freddi ombre e luci e i segreti per valorizzare le scene disegnate. Dopo la collaborazione con Fabbri sul fumetto Planet of the Apes della Dark Horse, ebbi la fortuna di poter colorare dei numeri di Star Wars sempre della stessa casa editrice, film a cui ero particolarmente legato fin da bambino. Fu un’altro sogno realizzato e mi diede la possibilità di mettere a frutto le mie capacità come colorista. Grazie a quel lavoro ebbi molte altre colorazioni con grosse case editrici come la Soleil, Image e la Marvel. Spero di poter disegnare un numero di Star Wars un giorno e di avere la possibilità di colorare le mie tavole pagina 48 Stelle del Fumetto in Romagna pagina 49 Quando lavoravo con Andrea Pazienza… Intervista a Ugo Bertotti Come ti sei appassionato ai Fumetti, quali fumetti leggevi da ragazzo e quali artisti ti hanno maggiormente influenzato? “Da ragazzo leggevo Tex, L’Uomo Mascherato, Diabolik. All’inizio ho cominciato lavorando a Milano nel film d’animazione, il fumetto è venuto di conseguenza. Mi sono studiato in particolare Moebius, Chaland, Barnet, Pratt e Jacovitti”. Parlaci della tua esperienza del lontano giugno 1984 del “restauro della Fontana Masini” per l’evento La Piazza ritrovata, in cui hai collaborato con Andrea Pazienza, Igort e Carpinteri . Di questa esperienza ricordo in particolare il lavoro della star Pazienza, circondato da ragazzini che l’aiutavano a stendere zone il colore sul suo disegno. Igort non c’era Dopo una prima collaborazione, nell’82, con Alter della Milano libri edizioni, dal 1986 hai iniziato a collaborare per con la rivista Corto Maltese edita dagli stessi, puoi parlarci di questa esperienza? Consideravo Corto una specie di laboratorio, mi venivano delle idee le proponevo, alcune venivano accettate. Oltre al fumetto ti dedichi anche a illustrazioni e magliette e soprattutto alle animazioni in Flash, cosa ti ha portato alla scelta della multimedialità? L’animazione in Flash è il proseguimento della mia attività originale, il disegno in movimento ce l’ho dentro da sempre. Flash è lo strumento adatto per mandare le animazioni in rete senza dover fare documenti pesantissimi (come i gif, ad esempio). Cosa ci puoi dire della tua ultima graphic novel per la Francia Les Femmes du Yemen? Una mia amica fotografa ha vissuto nello Yemen, ha fatto foto, interviste, video. Mi ha proposto di raccontare la sua esperienza ed ho colto al volo l’opportunità. Dal film al fumetto: la graphic novelization di fantascienza La Novelization consiste nella trasposizione letteraria di un film (ma anche di un fumetto o di un videogioco) in romanzo. Per quello che riguarda i film, questo fenomeno nasce per un motivo di marketing diventando una sorta di souvenir dello stesso, visto che si è creata in un periodo in cui non c’erano né Videocassette nè DVD e i fan volevano possedere qualcosa della loro pellicola preferita. Oltre che con i romanzi, negli U.S.A. molte trasposizioni di film, soprattutto di Fantascienza e Horror, furono rese a fumetti, con risultati altalenanti; anche in Italia vennero tradotte ad opera di diverse case editrici, come la Corno (2001 e la fondamentale collana SuperFumetti in film), la Cenisio, la Fabbri, la Euredit , la Comic Art e la Play Press. In America, se si eccettua la Gold Key, la più grande e importante casa editrice americana di novelization a fumetti è stata la Marvel, che inizialmente pubblicava gli adattamenti dopo l’uscita del film; fra le opere meglio riuscite si possono annoverare Il Pianeta delle Scimmie, 2001 odissea nello spazio scritto e disegnato da Jack Kirby, Alien di Walter Simonson e La Fuga di Logan. Nel 1977, molto prima dell’uscita del film, venne commissionata alla Marvel una trasposizione a fumetti di Star Wars basandosi solo sulla sceneggiatura originale senza visionare alcuna foto di scena. Così nel comics scritto da Roy Thomas e disegnato da Howard Chaykin, troviamo scene non presenti nella prima versione cinematografica di Guerre Stellari e una versione di Jabba the Hutt e di altri personaggi minori diversa da quella ufficiale. Il successo fu tale che oltre a risollevare la Marvel da un impasse economica, fece proseguire la serie a fumetti con storie inedite fino al 1985. A prescindere dal risultato della trasposizione, queste novelization grafiche ( ma anche quelle letterarie) sono importanti perché si basano sulla sceneggiatura originale e si può vedere il film così come era stato concepiti prima dei tagli imposti dalla produzione, in una specie di director’s cut apocrifa o involontaria. pagina 50 Stelle del Fumetto in Romagna pagina 51 Dai supereroi a “Cielo di fuoco” Intervista a Stefano Babini Come ti sei appassionato ai Fumetti, quali fumetti leggevi da ragazzo e quali artisti ti hanno maggiormente influenzato? “Da piccolo leggevo Topolino, ma la mia simpatia è sempre andata a Paperino. Poi Tex, Zagor e i fumetti dei Supereroi editati all’epoca dalla Corno , mi piacevano Thor e Capitan America. Ricordo che ricopiavo le figure di questi fumetti e inventavo storie assurde, ero già stato ipnotizzato de questo mondo ai miei occhi dorato. Anni dopo ho scoperto Hugo Pratt, Dino Battaglia, Sergio Toppi e in quel momento ho deciso che quella sarebbe stata la mia strada”. Parlaci dei tuoi rapporti con il grande Hugo Pratt e del tuo esordio sulle pagine di Zona X per la Sergio Bonelli Editore. “Ho raccontato molte volte il mio incontro con Pratt. E’ stato solo grazie ad una sua segnalazione che sono approdato alla Bonelli; quando è venuto a mancare lui, non è morto solo un disegnatore, ma un vero e proprio pezzo di cultura. Alla Bonelli mi sono trovato bene, ma all’epoca ero giovane ed irrequieto, era difficile stare inchiodato al tavolo da disegno per produrre tavole di qualità e reggere un ritmo legato ad uscite mensili. Così ho mollato, anche perché sentivo l’esigenza di raccontare storie sulle mie corde, ancora una volta Pratt è intervenuto nel mio destino lavorativo”. Come è iniziata la collaborazione con La Rivista Aeronautica e la conseguente creazione del tuo personaggio Attilio Blasi? “Pratt aveva da poco pubblicato a puntate il suo Saint Exupery e, per impegni presi in precedenza, non fu più in grado di continuare la collaborazione e mi mise in contatto con la Rivista Aeronautica. Così ho iniziato, con una certa incoscienza devo ammettere, a scrivere da solo anche i testi. Erano storie più che altro ambientate durante il secondo conflitto mondiale; l’anno scorso è uscito il volume dal titolo Cielo di Fuoco (Dada Editore) che le raccoglie tutte”. Puoi parlarci della tua collaborazione con la astorina per Diabolik ? “A Diabolik sono arrivato per caso. Mario Gomboli, Art Director dell’Astorina, ed io ci siamo incontrati a una fiera del fumetto e mi ha chiesto di fare delle prove sul personaggio che sono andate bene quindi ho iniziato. Purtroppo, quasi contemporaneamente, ho avuto seri problemi di salute che mi porto ancora dietro e, mio malgrado, ho dovuto sospendere, però adesso ho realizzato un albo scritto e disegnato interamente da me in occasione dei 50 anni del personaggio su e-bay, albo già molto ricercato dai collezionisti. Ho anche realizzato una cover per un albo “recuperato” dal Diabolik club, un albo realizzato negli anni ’60 che era scomparso. Nel mio sito, www.stefanobabini.it, spesso mi arrivano mail che mi chiedono disegni di Diabolik e soprattutto di Eva. Sono forti i fans di Diabolik”! Come è nata la graphic novel Non è stato un pic nic ? “Non è nato come progetto editoriale bensì come una sorta di diario di bordo, una specie di terapia per arginare un periodo piuttosto cupo. È venuto fuori un prodotto metà fumetto e metà romanzo. Come spesso accade, le cose non studiate a tavolino e prive di paletti editoriali funzionano meglio che altre. Infatti ne hanno parlato tutti, è finito nelle mani giuste e in breve tempo è andato esaurito (Vanity Fair l’ha annoverato fra i 10 libri più cool di un paio di anni fa ndr). C’è anche altro che bolle in pentola circa questo libro, ma non dico altro per scaramanzia”. Quali progetti hai per il futuro? “Essendo reduce da mostre e fiere del fumetto di mezza Europa devo riposarmi, però non posso farlo: sto lavorando a una storia per il mercato francese ambientata in Nord Africa nel ‘43; il protagonista principale è un ufficiale tedesco al comando di un U-boat. Non è una vera e propria storia di guerra, è un fumetto di avventura ambientato in un contesto storico ben preciso; quando avrò finito mi butterò a capofitto nel seguito di Non è stato un pic nic! il cui titolo sarà Ferisce il mio cuore con monotono languore”. pagina 52 Speciale Fumetto in Romagna pagina 53 Buck Rogers, come nasce la fantascienza a fumetti Da pilota dell’aviazione ad eroe che protegge la terra di Lorenzo Mazzolini Buck Rogers è, a tutti gli effetti, il primo fumetto di Fantascienza della storia dell’editoria. Questo personaggio ha avuto un’origine letteraria: negli anni ’20 del secolo scorso, negli Stati Uniti, vi fu un boom di riviste che pubblicavano racconti fantastici come Amazing Stories e Weird Tales solo per citare le più famose. Sul numero di Amazing Stories dell’agosto 1928, Philip F. Nowlan pubblica una racconto intitolato Armageddon 2419 A.D. il cui successo è tale che viene pubblicato nel marzo del 1929 un seguito, Airlords of Han. Questa la storia: Anthony Rogers, pilota dell’aviazione americana caduto in coma mentre ispeziona una grotta piena di gas radioattivi che ne hanno preservato il corpo, si risveglia nel 25mo secolo quando una scossa di terremoto provoca una frana che libera il suo corpo e lo riporta alla vita grazie all’aria e alla luce. Il mondo futuro però, dapprima, lo spiazza, perché si trova ad aver a che fare con astronavi, raggi laser, robot. Torna a fare il pilota, ma questa volta di astronavi, al fianco della bella Wilma Deering e del dottor Elias Huer, e combatte il cattivissimo Killer Kane, un imperatore mongolo, che vuole conquistare la Terra appoggiato dalla principessa aliena Ardala, diventando salvatore dell’umanità ed eroe dello spazio. Grazie al successo raggiunto dai due racconti John F. Dille, presidente del National Newspaper Service di Chicago, società che vende anche strips sindacate a tutti i quotidiani statunitensi, decide di introdurre la fantascienza nel mondo dei comics. Così commissiona a Nowlan una lunga sceneggiatura basata sul primo racconto e la fa disegnare da Richard “Dick” Calkins. Il nome del protagonista dei racconti Anthony Rogers cambia in omaggio all’attore di film western Buck Jones e il 7 gennaio 1929 viene stampato ‘Buck Rogers in the year 2429’. Le strisce, che poco tempo dopo vengono corredate da tavole domenicali a colori, continuano a essere disegnate da Culkins fino al 1947, e sono pubblicate fino al 1967 con l’alter- narsi di vari autori, come Murphy Anderson (1947 – 49), Dworkins (1949 - 51), Yager (1951-58) e George Tuska (1958-67) che rivoluzionò l’immagine del personaggio al punto che in alcune testate americane uscì come Ted Rogers il fratello di Buck. Dal settembre del 1979 al dicembre del 1983 viene ripreso con i testi di Cary Bates e i disegni di Gray Morrow grazie al successo dell’omonima serie televisiva uscita nel 1978. Nel 2010 viene pubblicato un reboot in 12 numeri dalla Dynamite Comics ad opera di Scott Beatty e Carlos Rafael. Grazie a Buck Rogers la fantascienza ha cominciato a prendere sempre più piede nell’immaginario collettivo mondiale: è stato tradotto in quasi tutto il pianeta, anche in Italia a partire dal 1936 con il nome di Elio Fiamma durante il periodo fascista, poi su altre testate e con il suo vero nome come Il Nuovo Sceriffo, Jezebel e Smack. Ha talmente influenzato Ray Bradbury da fargli intraprendere la via della scrittura che lo ha reso uno dei più importanti autori di fantascienza mondiali. Sono tante le serializzazioni radiofoniche, televisive e cinematografiche, modellini, action figures e altri gadget legati al suo merchandising che vengono prodotti tuttora. pagina 54 pagina 55 Stelle del Fumetto in Romagna Con Blue vidi per la prima volta il mio nome su un fumetto Intervista a Mauro Masi Come si è appassionato ai fumetti, quali fumetti leggeva da ragazzo e quali artisti la hanno maggiormente influenzato? “Da bambino ho divorato tonnellate di Topolino, poi sono passato ai supereroi Marvel, ai fumetti di Bonelli, in primis Zagor. Ricordo ancora l’attesa trepidante quando si avvicinava l’uscita mensile in edicola e di come li custodivo con cura. Mi innamorai, in seguito, di Pratt e di tutte le sue opere, questo grazie ai miei due fratelli più grandi che leggevano molti fumetti. Tramite loro conobbi tutto il mondo del fumetto chiamiamolo ‘adulto’: “Linus”, “Alter alter”, “Metal Hurlant”, “Frigidaire” erano tutte riviste che arrivavano in casa regolarmente e lì conobbi i più grandi disegnatori. Riguardo agli artisti che mi hanno influenzato, devo essere sincero: non lo so, anche perchè ho uno stile diverso a seconda della storia che devo raccontare, riuscendo a passare con disinvoltura da uno realistico ad uno comico. Ci può parlare del suo esordio prima come inchiostratore e poi come disegnatore completo per la Star Comics con Agenzia Incantesimi? “Ho inchiostrato un fumetto di Winx Magazine nel 2009. Forse non tutti lo sanno ma molte case editrici, hanno una persona che scrive le storie, una che disegna a matita, un’altra ripassa a china (inchiostra), un’altra colora e un’altra impagina inserendo il testo. Il mio lavoro fu quello, appunto, di inchiostrare un intero fumetto, lavoro faticosissimo, soprattutto per i tempi veloci di consegna del lavoro. Nello stesso anno disegnai una storia per Agenzia Incantesimi: “il cane che sapeva troppo”, casa editrice Star Comics. Matite, inchiostrazione e colori su testi di Federico Memola (ideatore del personaggio Jonathan Steele). Fu un bellissimo lavoro misurarsi con un grande narratore come Memola. Dopo varie collaborazioni è approdato su Blue la rivista di fumetti erotici della Coniglio Editore, cosa ci può raccontare di questa collaborazione? “Era la fine degli anni ’90, ero un giovane aspirante fumettaro. Conobbi ad un corso Filippo Scòzzari e non lo mollai più. Andavo a trovarlo spesso, gli facevo vedere i miei disegni, raccoglievo le sue critiche. Scozzari collaborava per Blue (Coniglio editore), celebre rivista di fumetto erotico e, dietro suo suggerimento, pensai a una storia da proporre alla rivista. In quegli anni ero pattinatore, scorrazzavo tra Rimini e Riccione sui roller e immaginai una divertente scena di un ‘contatto amoroso’ fra un pattinatore e una pattinatrice. Ne venne fuori “Rollerdream”. Filippo mi seguì nella realizzazione, fino a suggerirmi la battuta che chiude la storia. Piacque all’editore e venne pubblicata. Era il 1997, avevo 30 anni e fu una gioia immensa: il mio nome su una rivista in edicola!!!” Se non erro ha realizzato due storie, ‘Disturbi sulla Luna’ e ‘Le libellule non sono adatte’, su soggetto del grande Filippo Scozzari, cosa ci può raccontare di questa esperienza ? “Sono state frutto del rapporto tra me e Filippo, un rapporto di stima e amicizia, un rapporto tra allievo e maestro. Non ricordo a chi dei due venne l’idea di provare a disegnare i racconti del suo libro “XXXX! Racconti porni”, fatto sta che ne feci due. “Le libellule non sono adatte” esilarante e grottesca parodia del rapporto tra Trilly e Peter Pan e “Disturbi sulla linea”, una storia sulla pulzella d’Orleans, rivisitata solo come Scòzzari poteva fare. Vennero pubblicate su Blue anche queste”. Quali sono i suoi progetti futuri? “E’ uscito quest’anno, per conto di Tempesta Editore, un libro intitolato “Masinfonia” che raccoglie le mie storie apparse su Blue e altro materiale inedito. Promozione di quest’opera a parte, proseguo nel mio lavoro a 360 gradi, spaziando tra illustrazioni pubblicitarie, libri per l’infanzia, storyboard per spot di prodotti commerciali, lezioni e laboratori di fumetto nelle scuole”. pagina 56 pagina 57 Speciale Fumetto in Romagna Fumetto/Dialetto, il dialetto romagnolo nella Nona Arte di Gianluca Umilacchi Nel contesto della seconda edizione della manifestazione “Nuvole Parlanti a Forlì”, promossa dalla Fanzinoteca d’Italia, è stato proposta un’esposizione e un incontro, presso i locali della Provincia di Forlì – Cesena, incentrato sull’ambito del “Fumetto/ Dialetto”. Per la prima volta, in Romagna, si è presentato e parlato della Nona Arte in dialetto Romagnolo. Una mostra di 20 pannelli, con due precisi percorsi, attraverso i quali si propone e sviluppa un dialogo fra fumetto e linguaggio, grazie alla rappresentazione di tavole e vignette realizzate sia in dialetto romagnolo, sia nei diversi dialetti d’Italia. Il primo percorso, legato al concetto di arte sequenziale e dialetto romagnolo, proponeva il lavoro realizzato da Cristina Brunacci per la testata La Lòzla, dove dal 2005 fino al 2009 si sono pubblicati brevi storie a fumetti con personaggi che parlavano in dialetto forlivese, 11 numeri che dimostrano come l’intento e la volontà di muoversi verso questa direzione non manchino. Il secondo percorso, invece, poneva l’attenzione a tutta quella produzione che da tantissimi anni si realizza in regioni come la Sardegna, la Sicilia, il Veneto oppure zone più provinciali come il napoletano, il friulano, il barese e tantissimi altri dialetti che vengono proposti ai giovani grazie alla produzione fumettistica locale. La mostra è stata proposta al pubblico come un importante strumento di approfondimento, una sorta di grande lente di ingrandimento che facilita la lettura trasversale della possibile produzione di letteratura disegnata, abbinata alla ricerca delle origini territoriali. Anche l’incontro pubblico “Fumetto/Dialetto”, tenutosi sempre presso i locali dalla Provincia, è stato un dibattito preciso e mirato che, grazie alla partecipazioni di grossi nomi nel campo dialettale, come Gabriele Zelli (Associazione “E’ Sdaz” Forlì FC), Gianfranco Camerani (Associazione “Federico Schürr” Santo Stefano a Ravenna), Maurizio Balestra (Associazione “Te ad chi sit e fiol?” Cesena FC), e dell’ambito fumettistico nazionale e locale come Stefano Babini (ultimo allievo di Hugo Pratt), Marco Verni (matita di punta del personaggio Zagor), Cristina Brunacci (autrice dei fumetti pubblicati dalla La Lòzla), si è potuto discutere, nella serata condotta e moderata da Giulio Marabini (Presidente Circoscrizione n. 2), in relazione al contesto dialettale romagnolo e la sua interazione con i vari media e, più precisamente, alla Nona Arte ovvero il fumetto. Si tratta di una delle poche, se non proprio unica, occasione di considerare sotto un aspetto più ampio e diversificato la veicolazione della “lingua madre”, che qui in Romagna, purtroppo, tende ad essere sempre più sconosciuta e non vissuta direttamente dal proprio popolo. pagina 58 pagina 59 Stelle del Fumetto in Romagna In fuga dalla psicologia Intervista a Romano Garofalo Come è nata la sua passione per i fumetti? “Dopo la laurea in Lettere e filosofia all’Università di Bologna sono andato a Milano per specializzarmi in psicologia. A differenza di quanto si possa pensare, la mia passione è nata quasi per caso o forse è stata una fuga da una professione “lo psicologo” che, in quegli anni ,era “ideologicamente contestata”. Eravamo alla fine degli anni ’60, si pensava che la psicologia e la psicanalisi servissero per “riadattare” le persone ad un ambiente sociale che era di per sé alienante, vera radice del loro problema. A distanza di anni, non so se le cose stavano davvero in questi termini, ma il fumetto era per me una bella fuga dalla realtà e un sicuro rifugio nel magico mondo dell’immaginazione”. Quali fumetti leggeva e quali autori l’hanno maggiormente influenzato? “Leggevo solo i Peanuts che considero quanto di meglio si possa fare in questo settore”. Come è nato Jonny Logan la sua prima creazione? “Volevo realizzare qualcosa di assolutamente nuovo nel mondo del fumetto, almeno in Italia. Un progetto che mi permettesse di scrivere storie di satira di costume e politica e che si rivolgesse a un target “privilegiato” di teenagers”. Come è avvenuto il passaggio dal fumetto alla multimedialità? Mi riferisco al passaggio dal fumetto alla televisione sia di Jonny Logan su Supergulp che di Mostralfonso su Slurp fino alla creazione della Mostralfonso Multimedia Editions “Jonny Logan è approdato in TV come scelta editoriale degli editori e dei curatori della trasmissione “Supergulp”. MostrAlfonso è, invece, un personaggio scelto per fare da protagonista e conduttore in un contenitore del pomeriggio a nome Slurp, proiettato su Odeon TV, allora circuito televisivo di grandi ambizioni che doveva rappresentare il terzo polo televisivo a fianco di RAI e Fininvest. Il programma che ho scritto in 203 sceneggiature, venne prodotto dall’ “Italiana produzioni” di Stefania Craxi. La Mostralfonso Multimedia Editions è, infine, una realtà abbastanza articolata che va dalla realizzazione di format in animazione e cinematografici , alle strisce umoristiche, alla realizzazione di eBook di tutti i miei personaggi a fumetti. Può considerarsi il naturale proseguimento della mia attività come autore di fumetti che, dalla carta stampata, è passato alla TV e alle nuove tecnologie. Mi muovo anche su altre realtà di lavoro che, però, fanno sempre riferimento come “ immagine” ai miei personaggi a fumetti. A breve, sul mio sito, sarà operativo uno “strumento di consultazione per gli acquisti on-line” dove si potranno trovare i più importanti store del web, a nome Pagine Giovani. La presentazione è qui http://paginegiovani.mostralfonso. com/?l= Ha qualche progetto futuro? “Nuovi fumetti, cartoni animati, libri elettronici, racconti per bambini e molto altro. Non scendo nel dettaglio per non rovinare la “sorpresa” editoriale”. Cosa consiglierebbe ai giovani che vorrebbero diventare disegnatori o autori nel mondo del fumetto e dell’illustrazione? “Andate a lavorare all’estero dove ancora esistono delle opportunità!” pagina 60 pagina 61 Stelle del Fumetto in Romagna Nuovemani, la fanzine a km zero Intervista a Sara Sax Guidi Come è nata la tua passione per i Fumetti? “Ho sempre disegnato da quando ho memoria. Guardavo mio fratello scarabocchiare i libri di scuola con caricature e personaggi simpatici e ricordo che pensavo allora che avrei voluto essere anch’io brava come lui. Poi la passione si è sviluppata con il tempo avvicinandomi ai cartoni animati, alle strisce di Lupo Alberto, per passare ai manga, a Brendon della Bonelli, ai supereroi americani. Alle superiori ho seguito alcuni corsi con Gugliemo Signora, Davide Fabbri e Denis Medri”. Quali fumetti leggi e leggevi e quali autori ti hanno maggiormente influenzata? “Ho cercato di leggere svariati generi e confrontarmi con vari stili, per cercare di crearne uno mio, e questa ricerca non è ancora finita. La prima volta che andai a Lucca comics conobbi di persona Simone Bianchi e Massimiliano Frezzato. Apprezzo il primo per la precisione anatomica che possiede, per le illustrazioni che fa, dei veri capolavori. Di Frezzato mi piace molto lo stile, il tratto, l’uso dei colori. Se vedi un lavoro di Frezzato lo riconosci immediatamente, è unico. Nelle fiere, cerco sempre di portarmi a casa qualche suo albo. I tarocchi che ha fatto di Pinocchio sono poesia per gli occhi. Infine, uno degli ultimi disegnatori che ho avuto modo di conoscere e apprezzare è Skottie Young, ne “Il meraviglioso mago di oz” un colpo di fulmine anche perché il romanzo è uno dei miei preferiti. Dalla Primavera del 2012 in collaborazione con Gianluca Umiliacchi, presidente della Fanzinoteca d’Italia, è nata la nuova fanzine forlivese a km zero Nuovemani, di cui tu sei direttore artistico. Ci parli della nascita di questo progetto e delle sue future evoluzioni ? “Oltre a me e Umiliacchi collabora, nel comitato scientifico, anche Ilario Gradassi che è il direttore editoriale e con cui ho avuto già modo di collaborare in passato per una raccolta di storie di fumetto in un volume chiamato ‘Caterina a fumetti’ nel 2006 la cui copertina la realizzò Guglielmo Signora. L’idea della Fanzine è nata per far “sentire la propria voce, meglio ancora, farla leggere!” Ricercare, impaginare, stampare, distribuire, tutta la catena che fa perno sull’editoria ufficiale viene qui riprodotta a KM 0, con un semplice “click”, è scaricabile gratuitamente in pdf dal sito di Nuovemani (http://www. fanzineitaliane.it/nuovemani/). Nuovemani comprende ragazzi appassionati che, come me, hanno ricercato uno spazio in cui semplicemente fare fumetto, confrontarsi e migliorarsi a vicenda. È una palestra per aspiranti fumettisti, liberi di sperimentare, scambiare consigli e collaborare insieme. Lo stimolo per la realizzazione di questa produzione fanzinara affonda le sue radici nelle basi di ricerca di un confronto non solo nuovo, innovativo ma, soprattutto, libero come solo la passione può essere. E in futuro, chissà, molti impegni nati come passione potrebbero trasformarsi in impegni professionali; non sarebbe la prima volta e neppure l’ultima. Tra gli ex fanzinari non posso non citare Red Ronnie con la sua Red Ronnie Bazar; Stefano Tamburini e Andrea Pazienza con Cannibale; e poi ancora Brolli, Davide Fabbri, Enrico Brizzi e, ancora, moltissimi altri. Cosa significa fanzine a km zero? “Si tratta di una fanzine in grado di raggiungere chiunque senza spostarsi, al contempo i fanzinari potranno aggirare il difficile ostacolo della distribuzione. In questa maniera la distanza che divide i fanzinari dai lettori si annulla, è scaricabile dal Web e con il copyleft la distanza tra chi produce e chi consuma è meno di 0, è pari alla stringa di un link. Per mezzo della Rete, a partire dal sito ufficiale della fanzine, Nuovemani si fa promozione da sola e il lettore può poi decidere se rimanere all’intangibilità della copia digitale o toccare con mano l’albo di Nuovemani stampato”. Hai qualche progetto futuro? “Mi piacerebbe lavorare nel campo della grafica editoriale, illustrare storie, fumetti; trasformare la passione anche in un lavoro. Come sempre, se non puoi seguire la strada diretta, te la costruisci da solo. Di progetti ce ne sono tanti: il prossimo anno la fanzine diverrà bimestrale, un lavoro fatto ancora meglio, in cui gli autori potranno alternarsi per le pubblicazioni. Nuovi autori si sono aggiunti e presto mostreranno cosa sono in grado di fare. Invito tutti a seguirci e per chi ancora non ci conosce e vorrebbe entrare a far parte dello staff collegatevi al sito di Nuovemani (http://www.fanzineitaliane. it/nuovemani/) oppure contattatemi direttamente ([email protected])” pagina 62 pagina 63 Speciale Fumetto in Romagna Termite Bianca una space opera con rimandi cinematografici di Star Crash Studio - Fra le attuali serie a fumetti fantascientifiche nate in Italia ce n’è una molto interessante e bellissima che ha riscosso e sta riscuotendo un successo internazionale, Termite Bianca. È un progetto concepito da Marco Bianchini, Disegnatore, Sceneggiatore e Direttore Artistico della Scuola Internazionale dei Comics di Firenze e Jesi con la collaborazione di Marco Santucci e Simone Peruzzi; nasce come progetto di animazione in 2D e 3D, pensato per il grande schermo o per una serie televisiva. Peccato che il mondo della produzione cinematografica italiana sia orientato verso cose meno impegnative e di più facile realizzazione.Cosi fu deciso circa 9 anni fa di far conoscere il progetto tramite quel popolare mezzo di diffusione che è il fumetto, con la speranza in futuro di ritornare sul progetto animato, con già una nutrita schiera di fans. Con questo intento fu contattato il talentuoso Patrizio Evangelisti, agli esordi nel modo dei fumetti, perchè desse a Termite Bianca una veste grafica più realistica e più conforme alle richieste del modo dei fumetti. L’editore Vittorio Pavesio ha pubblicato un volume cartonato, interamente illustrato, che racconta tutta l’articolata storia editoriale del progetto Termite Bianca, dagli studi di ani- mazione alla versione a fumetti per il mercato italiano e francese. Il suo titolo è “Termite Bianca making of” ed è ancora disponibile e può essere ordinato anche da questo sito. Termite Bianca è stata, negli scorsi anni, una delle serie più interessanti tra quelle prodotte dalla Vittorio Pavesio Production. Una space opera molto ben congegnata e avvincente con continui rimandi al cinema di fantascienza.. In un tempo futuro le poche terre emerse sono ridotte a rocciosi deserti e lande desolate, la razza umana si è divisa in due popoli avversari: il popolo del mare I Nautili ed il popolo della terra. I Geosiani. La guerra tra le due razze, non trova più ne vincitori ne vinti. Ma a scuotere la situazione è un evento inaspettato: tra i Nautili inizia a manifestarsi un terribile morbo genetico che pare incurabile nonostante il sapere degli Hugu, la casta degli scienziati. E fu così che, proprio per curare questa malattia, uno scienziato di nome Rudbekius affronterà un viaggio verso l’ultimo avamposto della razza degli Antichi, l’Arca, una enorme base-laboratorio che pare contenere tutti i mezzi per ricreare il DNA. Nell’Arca Rudbekius troverà la risposta a molte delle sue domande ed una neonata della razza antica dal cui DNA potrà estrarre la cura per il morbo. Incosapevole di essere seguito da Uther, ambizioso principe terricolo, darà anche a lui la possibilità di entrare nell’Arca, dove scoprirà invece altri terribili segreti che l’avamposto ha custodito per millenni e ne riporterà indietro uno tanto potente quanto pericoloso. Condotta al mondo marino da Rudbekius, la neonata crescerà prendendo il nome di Bianca, adottata con timoroso rispetto dallo scienziato che intuisce gli sconosciuti e sorprendenti poteri della giovane e della sua razza estinta. Uther nel frattempo, preso oramai dalla follia, conquisterà il trono dei Geosiani con la forza diventando un tiranno. Bianca, la nuova Eva, custode dei geni e dei poteri immensi degli Antichi, si troverà nel mezzo di questo nuovo, selvaggio conflitto e dovrà lottare suo malgrado per riportare l’ordine e la pace, pena la fine di tutto ciò che è. combattendo per degli ideali, senza diffidare dei diversi, trovando la forza di credere nelle nostre capacità anche quando la lotta sembra al di sopra delle nostre possibilità. È una eroina splendida e conturbante, mai doma e narrativamente stimolante I primi tre volumi, dagli Abissi - Destini Paralleli . Caccia Spietata - sono stati tutti realizzati graficamente da Patrizio Evangelisti . Le tecniche pittoriche utilizzate sono quelle dell’acquerello e delle ecoline, quindi tecniche manuali. Patrizio dopo aver finito le matite dipinge ogni singola tavola a mezzatinta, in grigio, per poi proseguire e stendere i colori a successive velature ad acquarello o ecoline, a seconda del risultato da ottenere. Un lavoro meticoloso e lungo che richiede tempo e tanta applicazione, infatti occorre quasi un anno per completare tutte le pagine necessarie al singolo volume. pagina 64 pagina 65 pagina 66 pagina 67 Stelle del Fumetto in Romagna Disegnare è come un gioco Intervista a Matteo Modonesi Come ti sei appassionato ai fumetti, quali fumetti leggevi e quali artisti ti hanno maggiormente influenzato? “Disegno da quando sono bambino e, come allora, mi diverto. Inizialmente le mie fonti d’ispirazione erano i classici Disney, in particolare “La sirenetta”: la disegnavo in tutti i modi possibili. Successivamente mi sono avvicinato all’animazione giapponese e non l’ho più abbandonata. Ho scoperto i manga alle scuole medie, grazie ad un amico che me ne parlava sempre e mi prestò qualche numero di “Ranma ½” di Rumiko Takahashi. Nacque subito un grande amore per questo genere di fumetto, che ancora oggi ha un’influenza molto importante sul mio stile di disegno. Un altro manga che mi ha appassionato tantissimo è stato “Sailor Moon” di Naoko Takeuchi, negli anni ’90 fu un vero e proprio fenomeno e un’icona che spopolò sia tra i tenn-agers che i bambini. Fu la bella combattente vestita alla marinaretta a fortificare il mio sogno di diventare un fumettista. Successivamente ne ho letti tanti altri, ma gli autori ai quali sono maggiormente affezionato e ai quali mi ispiro sono: Yumiko Igarashi (Candy Candy), Tsukasa Hojo (City Hunter), le CLAMP (Magic Knight Rayearth) e naturalmente la grande Rumiko Takahashi. Parlaci in breve del tuo esordio con la storia fantasy fantascientifica “Dark Soul”. “Dark Soul” è un racconto fantasy che ho scritto mentre frequentavo il corso di fumetti a Bologna a “La Nuova Eloisa” nel 2006/2007. La storia è incentrata sull’eterna lotta tra bene e male: quattro ragazzi adolescenti, ognuno dei quali rappresenta un elemento naturale e tutelato da una divinità greca, hanno l’arduo compito di salvare la Terra da Dark Soul, l’entità malvagia materializzatasi dall’unione dei sentimenti negativi che albergano nel cuore delle persone, come l’invidia, l’ipocrisia, la cattiveria. Il tutto è ambientato a Ravenna negli anni ’80. Questa storia la sento molto “mia” perché, al protagonista, Steven, ho attribuito tutte le mie caratteristiche: è timido, riservato, altruista e un po’ permaloso, mentre per gli altri personaggi mi sono ispirato a persone che mi circondano, anche quotidianamente e i diretti interessati non lo sanno (ride). Anche se è un fantasy, ho voluto lasciare un po’ di spazio anche alla vita quotidiana dei protagonisti, soffermandomi sulle problematiche, le speranze, le insicurezze e le fragilità che caratterizzano la loro età”. Dal 2006, in giro per la Romagna, hai realizzato esposizioni personali con i tuoi disegni molto vicini allo stile manga classico e vicini allo stile di Tsukasa Hojo. Ci puoi parlare di queste mostre? “Ho iniziato a fare mostre a 19 anni. La mia prima personale c’è stata a novembre 2006 al Fontanone di Faenza. A spronarmi è stata una pittrice faentina con la quale sono amico da molti anni, Anna Maria Briccolani, la quale ha sempre mostrato interesse verso i miei lavori e mi ha proposto più volte di condividere la mia passione con più persone. A lei va la mia più sincera gratitudine. Dopo Faenza ho esposto a Ravenna, Cesena, Lugo dando vita ad un percorso impor- tante e costellato di emozioni. Chi viene alle mie mostre trova illustrazioni degli eroi del ventennio ‘80-‘90, affiancate da disegni con personaggi di mia invenzione e, ultimamente, anche qualche gadget. Alle mie esposizioni vengono persone di tutte le età, dai ragazzini agli adulti e questa per me è una grande soddisfazione. Molto spesso i fumetti vengono sminuiti e molti tendono a dar loro poca importanza, invece, secondo il mio punto di vista, sono anch’essi una forma d’arte che, come tale, può fare cultura. Grazie alle mostre ho avuto modo di conoscere tante nuove persone e tanti ragazzi che coltivano la mia stessa passione, inoltre c’è stato anche chi, in seguito, mi ha contattato per alcune commissioni. Ogni volta è come se fosse la prima, l’adrenalina e l’emozione sono sempre molto forti e le gambe mi tremano. Disegnare per me è come un gioco e continuo a farlo con tanta passione e tanta umiltà, mettendoci tutto me stesso ed essendo anche molto emotivo e poco intraprendente ho sempre mille dubbi su ciò che faccio, in particolare durante l’allestimento di una mostra: avrò scelto i disegni giusti? piaceranno? e se l’evento non riesce? Finora l’afflusso di pubblico, l’interesse dimostrato con parole di approvazione mi hanno confermato che questa è la mia strada, è il mio modo di esprimermi e il mio percorso deve proseguire, perché mi sento responsabile nei confronti di chi si aspetta ancora molto da me”. Quali sono i tuoi progetti per il tuo futuro? “Attualmente mi sto dedicando alla realizzazione di un fumetto tratto da un racconto della scrittrice bolognese Scilla Bonfiglioli, intitolato “Al di là del suo sorriso”. E’ un progetto al quale sto lavorando con grande entusiasmo perchè la storia è drammatica e “intrigante”, inoltre Scilla è una mia cara amica e una persona molto alla mano per cui lavorare al suo fianco è molto bello. Una volta concluso il nostro sodalizio, tornerò ad occuparmi del mio manga “Dark Soul”, che spero tanto di poter pubblicare un giorno. Dal 15 al 22 dicembre, invece, sarò impegnato con la mia prossima personale a Lugo e che per la prima volta si terrà in fumetteria (“Momomanga” in via concordia 13), perciò sono doppiamente emozionato. Un altro obiettivo per il futuro è quello di poter portare a termine il mio corso di studi alla facoltà di Scienze matematiche e fisiche: sono ad un passo dalla fine e se lasciassi perdere sarebbe un peccato”. pagina 68 Lorenzo Mazzolini pagina 69 I miei collaboratori Di Lorenzo Mazzolini Per realizzare questo numero mi sono avvalso, oltre ai membri dello StarCrash Studio, un’associazione di artisti, scrittori e sceneggiatori fondata da me, anche di altri collaboratori, tutti artisti di fama internazionale. MICHELA CACCIATORE Michela, disegnatrice molto famosa in Italia, grazie a Gabbia Dorata, Alice Dark e Vampire’s Tears per citarne alcune, e anche Oltralpe, possiede un tratto che incanta. Nelle sue opere ci sono molteplici aspetti che catturano immediatamente l’attenzione. Il primo è la minuziosità dei dettagli, la cura precisa e pignola per il particolare, al fine di dare una dimensione alla vignetta meno bidimensionale e imperfetta e più inserita in un contesto ben definito e molto realistico. Poi ci sono le donne. Ebbene si, le donne che Michela crea con le sue magiche mani sono bellissime, sinuose, al top della sensualità di stampo dannunziano e quindi mai volgari, capaci di incantare il lettore anche solo con una semplice espressione degli occhi,davvero incantevoli. Inoltre si dovrebbero versare fiumi d’inchiostro sia sull’uso della tecnica mista, foto e disegni, che crea un amalgama perfetto al punto da non far capire al lettore qual è il reale e quale il disegnato, sia sulla maestria dell’uso del colore, poiché con qualsiasi tipo di colorazione, digitale e non, lei raggiunge livelli altissimi e perfettamente confacenti al contesto. Mi piacerebbe tantissimo che anche lei potesse entrare negli StarCrash Studio! DARIO GRILLOTTI Dario, oltre ad essere un artista molto duttile e un membro degli StarCrash Studio, ha fra i suoi pregi un’infinita pazienza che lo porta ad affrontare qualsiasi tipo di “sfida disegnata” gli si proponga. Il suo tratto varia molto da storia a storia, in alcune, come quelle umoristiche, ha un tratto pulito e caricaturale, con un segno netto e dei chiaroscuri ben definiti, in altre si può a ragione definire l’erede di Ivo Milazzo, con un segno tratteggiato che fa risaltare l’espressività ed una cura poetica per ambienti interni ed esterni, al punto da rendere ancora migliore un edificio disegnato da lui piuttosto che una foto dal vero! Dario è capace di cogliere l’attimo, il raggio di sole che spunta dalle nubi ed illumina il muro in un certo modo; la sua serie di schizzi presenti sul suo blog Cacciucco di china sono un gioiello grafico pregno di poesia, una poesia minimale delle cose reali trasposte con una mano sicura e posseduta dalle Muse. FEDERICA MANFREDI Federica è già famosissima. Il suo curriculum di artista è davvero lungo e disseminato di perle preziose come The Black Cat e Kid Colt and Arizona Girl, tutte e due per la Marvel, e dicendo questo avrei già detto tutto! Però vorrei soffermarmi sullo stile solare di Federica, chiaro, pulito, morbido. Uno stile che ricorda molto John Buscema, Steve Rude e Frank Cho, ma personalizzato, unito ad un sapiente uso della colorazione bidimensionale e tridimensionale. Federica riesce a rendere reali le storie più fantasiose grazie al suo tratto molto vicino allo stile americano supereroistico! Per non parlare della bellezza della composizione delle tavole, dell’interazione e la consequenzialità fra una vignetta e l’altra, della sua determinazione e del suo impegno, della sapiente conoscenza della regia di una tavola, al punto di trasformare in capolavoro qualsiasi sceneggiatura ! Vorrei tanto che anche lei entrasse a far parte degli StarCrash Studio. MIRELLA MENCIASSI Mirella, oltre ad essere un membro degli StarCrash Studio ha i super poteri, riesce a leggere nella mente delle persone. Quando le scrivo una sceneggiatura, non importa che sia dettagliatissima, riesce a rendere le vignette uguali se non migliori rispetto a quanto avevo pensato! Inoltre Mirella possiede svariati bellissimi stili. Uno è un tratto dolce e poetico alla Disney vecchio stile soprattutto per quello che concerne storie con protagonisti animali, un altro è un tratto moderno cartoonesco con una lievissima influenza giapponese, un altro ancora è uno stile realistico, sia in B/N che a Colori, con un chiaroscuro netto, fluido, sicuro, incantevole a vedersi. Un’altra bravura di Mirella risiede nella colorazione. Infatti a seconda della storia, lei riesce a dotarla della colorazione adeguata, solare, realistica o surreale, utilizzando sia tecniche digitali che a mano libera. Le espressioni che fornisce ai personaggi in ogni suo stile sono molto più che umane, al limite della perfezione, rendendo al meglio la narrazione degli eventi Mirella è già stata pubblicata da alcune case importanti italiane ed francesi. ELISA POGGESE Elisa è anche lei un membro degli StarCrash Studio, inoltre è la graphic designer e co-creatrice del mio fumetto Evil Eyed Jack. Elisa lavora nel campo del Fumetto e dell’Illustrazione. Il suo è un tratto bellissimo, pulito, unico, come non se ne vedono in giro, a metà fra il supereroistico puro ed il fumetto d’autore francese. Le scene d’azione sono perfette, le espressioni, i volti e le anatomie dei personaggi sono ineccepibili e di una bellezza che sfocia nel realismo. Il suo uso del colore è qualcosa di meraviglioso e di realistico, al punto che sembra di vedere un film e non un fumetto. Le inquadrature sono sempre geniali e mai lasciate per caso, sempre funzionali ad una narrazione serrata ed incalzante. Elisa è precisa e metodica ed anche se non è superveloce, vale sempre il tempo dell’attesa perché ogni tavola le riesce davvero benissimo e i risultati si possono commentare da soli.