Paola Elisabetta Cerioli Corrispondenze primo volume Congregazione della Sacra Famiglia a cura del Seminario Sacra Famiglia Bergamo 2001 Corrispondenze 2 Opera Omnia Corrispondenza degli ecclesiastici Corrispondenze 3 Opera Omnia Corrispondenze 4 Opera Omnia Corrispondenza di Pietro Luigi Speranza, vescovo CORRISPONDENZA 1 da Berg. 14 febbr. 1855 Preg.ma Gentil.ma Signora finché tu stai nella mia Diocesi sei mia diocesana: e debbo dirti la verità che ti può giovare. Guarda che tu sei impedita e imbrogliata da tanti, non voglio dir più fili di stoppa, ma fili di ragnatele. Sbrigati, vien fuori. Sei come quel giovine del Vangelo che volea seguire il Signore; ma avea tante cose del mondo che lo impedivano. Tu dici di essere disposta, di non voler altro che fare la volontà di Dio, d'esser pronta, e ti parrà di non cercare che il miglior bene da fare; ma invero credimi che sei legata e impedita: non mi sembri vuota e morta, nè distaccata col tuo spirito da tutto come dovresti essere: anzi è poco che non mi sembri, non sei. Tante cure, tanti pensieri, tanta importanza che dài a tante cose che non sono che bagatelle in fine! Mi fai compassione davvero. Distaccati, muori, pensa all'anima tua; il mondo è nulla; è nulla per te lo stesso bene che puoi disporre a questo mondo; che giova il far del bene per gli altri? Prima per noi, in casa nostra, Dio ha diritto che lo serviamo bene noi prima di tutto. Se ci fosse S. Ignazio ti metterebbe negli esercizi; ma verrebbero lunghi, finchè non l'intendi affatto. Io ti propongo di metterti nell'anticamera della morte, e poi star lì, anzi tenerti fra un uscio e l'altro, lì per entrar dentro. Oh procura di morire a tutto! Distaccati da tutto e da te stessa, Corrispondenze 5 Opera Omnia e vivi al mondo un pò qui, e col tuo animo più di là con Dio, coi Santi, e colla Vergine all'eternità. Gesù nel cuore, eternità nella mente, mondo sotto i piedi e soprattutto amore, amore a Dio. S. Catarina da Genova come ti diceva, è vero che non si può andar se non ci chiama Iddio; ma a considerare queste verità dobbiamo andar avanti noi. Tu sei impedita, tu sei legata, tu non puoi essere di Dio finché non muori. Per riguardo ai lasciti tutto è fatto subito, e tutto va bene. Se ti pare così, fa così; se ti parrà altrimenti, farai altrimenti. Non è che non ti sia obbligato del bene che fai o che hai intenzione di disporre in questa mia Diocesi. Ti sarò obligatissimo, e farò che siano adempite appuntino tutte le tue prescrizioni; e se vorrai mutarle, o levarle di qui, sempre sarai padrona. Ma quel che ora mi preme si è di acquistar bene te e l'anima tua. Fa bene, e poi sii in pace o qui o al tuo paese, e fa quello che Dio t'ispira; e il consiglio nostro facciamo sempre presto a dartelo, e a buon mercato, senza necessitarti, nè sforzarti menomamente; poichè quando sarai buona, il Signore suggerirà a te o di conservare o di mutare come che sia nelle tue disposizioni; e quel che ti suggerisce, lo farai, che non v'è difficoltà nel disporre delle nostre cose; la difficoltà è nel dispor bene di noi. Addio. Ti benedico aff.mo servo in X.sto +Pietro Luigi V.vo Corrispondenze 6 Opera Omnia CORRISPONDENZA 2 Berg. 24 Febbr. 1855 Car.ma e stim.ma in X.sto Chi non sa che la beneficienza sarà buona anche a Seriate? Ma adesso tu non hai bisogno di pensare alla robba, ma a te stessa. Quando sarai in regola tu, allora metteremo a suo posto anche la tua robba. Guardati dagli uomini che ti cercheranno per aver la tua robba. Procurati Dio. Che importa mai tutto questo mondo? Nella tua mente ha una grande importanza, eppure non è niente per te come per tutti. Io se fossi nel caso tuo non ci penserei neanche alla robba. Penserei a procurarmi un galantuomo, ma di quei che sono rarissimi al dì d'oggi, e a lui darei incombenza di fare tutti i conti, e mettere tutta la robba in buon ordine; e poi vorrei che della robba se ne tenesse dacconto, perchè è grazia di Dio, e se n'ha da far buon uso, e non ha da andar male niente. Dopo pensarei al mio Dio, alla mia eternità, alle massime della fede, e mi purgarei e distaccarei da tutto meglio che potessi; e poi dopo vedremmo che cosa s'ha da fare di più bello e buono colla mia robba. Ti benedico. Vieni quando vuoi. +Pietro Luigi V.vo Corrispondenze 7 Opera Omnia CORRISPONDENZA 3 da casa 7 Genn. 1856 Gent.ma Stim.ma Signora Ho concesso al Capellano di Comonte le facoltà che V. S. Gent.ma mi domandava, e quel Capellano gliele concederà sempre al bisogno, purchè non si ecceda a buon giudizio prudente, e finchè io non dia disposizioni diverse. Intanto però se ne servano con animo e cuore tranquillo. Mi hanno parlato alcun poco di una certa giustazione che restava a fare tra Lei e il Sac.te che da anni è in sua casa al servizio del suo marito di fel. mem.1 e di Lei. Se vale una mia parola io opinarei che a V. S. Stim.ma convenga di non lasciarlo andare e contentarlo discretamente. Qual altro potrebbe trovare? E un altro costerebbe di più; e converrebbe di meno; e vi sono altre ragioni, che ella stessa avrà già considerato. Superi e non badi tanto. Che qualche giorno sarà da venire a fare codeste Cresime e io verrò volentieri, nell'aprirsi la stagione anche meglio. Intanto si immagini che codesta figliuola gli e la ha consegnata Iddio, che è il padrone di Lei, e di loro, e di tutta la robba che Ella ha; e quindi la serva alla meglio, e la conservi ed allevi bene codesta creatura per il Signore, e se gliene manda altre bisognerà prenderle. Io benedico essa e loro. aff.mo servo +Pietro Luigi V.vo 1 Felice memoria Corrispondenze 8 Opera Omnia CORRISPONDENZA 4 1 dicembre 1856 N.Reveriss.ma Signora Approvo che adatti l'orario alle sue circostanze. Le regole che ha creduto di aggiungere non mi dispiacciono. La comunione tutti i lunedi mi parrebbe un pò troppo. Giova anche il desiderio e dispone a cavar più frutto quando si fa la Comunione. Però non proibisco, col consenso del confessore. Gli esercizi quando credono meglio.L'omelia non è che una buona cosa, essendocchè non ne viene nessun disturbo. Anche le esposizioni può farle; ma desidero che usino una certa parsimonia, e si facciano benedir sempre dal Signore colla fede. Credo che qui sia tutto quel che mi ha dimandato, Carma Dna.Costanza: ma tocca a Lei a fare, a reggere, a regolare cotesta sua Famiglia. Quel che fa, lo faccia tutto per Iddio, e dinnanzi a Lui. Egli benedirà perchè aggradisce sempre grandemente la carità. Riguardo alla sua anima vada avanti. Non occorre che dica orazioni vocali, quando parla al Signore col cuore oppure il Signore parla a noi. Ascoltare ed ubbidire, fare il bene ed aspettare il premio nell'altra vita. Qui patire e meritare. Dio la benedica colle sue figliuole Aff.mo Servo +Pietro Luigi Vescovo P.S. - Non ho risposto più presto perchè mi dissero che veniva in persona a prendere la risposta. Corrispondenze 9 Opera Omnia CORRISPONDENZA 5 Dal Vescovado 16 febbraio 1857 Gentilma Signora! Accetti pure la giovane2 di Seriate che tutto considerato mi pare che abbia da essere volontà di Dio che la accetti. La orfana da accettare il giorno di S.Giuseppe se vorrà gliela manderà questo gran Santo e potentissimo protettore della vita e della morte. Ho da dargli anche la licenza di tenere il SS.mo tutta quaresima? Dimandi al Signore se sta volentieri con loro, oppure si impegnino esse ad amarlo più svisceratamente, ed Egli starà con loro. Ma conviene uscire di sè per amare Iddio in cotal modo com'io vorrei dire. Epperò impegni e se medesima e le sue compagne a non saper nulla di sè, ne voler nulla; perdersi, obliarsi, morire, dimettere il proprio che è niente; che siamo noi? Per il Signore siamo un capital passivo; per Lui più guadagno sarebbe il perderci che il trovarci, tutti, tutti; ma la sua bontà ci conta per farci bene: dunque lasciamo andare che sappiamo che cosa va: e ricordiamoci solo di Dio che solo merita di essere amato e servito e che tutte le creature si perdano e si consumino per Lui. Con questi sentimenti tengano adunque il SS.mo tutta la quaresima e facciano la esposizione, ricevendo con fede la benedizione del nostro Dio il giovedi. Non digiuni V.S. N.ma, perchè ho paura le faccia male, dorma sul letto come prima Ella e le sue compagne e coi Voti3 aspettiamo ancora un pò. Faccia i suoi interessi, che può farli. Soltanto non si aggravi con essi, e ringrazi Dio che può farli curare ed eseguire da un altro. Tenere alcuni bigatti in casa non sarà male anche per istruire le ragazze a levarli bene a dovere. Di quell'altra donna infelice ha fatto bene a liberarsi, ed è un dovere per Lei di non mischiare con le compagne e con le figlie persone infelici in questo modo.Riguardo alla carta mi intenderò con D.nAlessandro. Viva quieta, tranquilla e non voglia nè temere nè dubitare. Si consideri come figlia del Signore: lo ami e riverisca come Padre, ed operi sicura come sua Figlia. Dio l'ha 2 Suor Leonilde Valsecchi, entrata il 26-2-1857. 3 L’8-2- 1857, aveva fatti i voti sola in Episcopio, forse consigliava di attendere di manifestrli ad altri. Corrispondenze 10 Opera Omnia benedetta e la benedirà; ed io prego che la benedica amorosamente e abbondantemente con tutta la sua casa e famiglia. Aff.mo ed Oblmo. in Xto + Pietro Luigi V.vo Corrispondenze 11 Opera Omnia CORRISPONDENZA 6 1 Aprile 1857 D.na Costanza L'esposizione non si fa nel Triduo della settimana santa. La faranno meglio dopo nei giorni già concessi. Gli esercizi come Ella dice anche ad alcune giovani circonvicine saranno ben fatti, e raccolga e tenga in casa quelle che può. Il predicatore là li vicino D.n Bartolomeo Tommasi: si intenda e stabilisca con lui: se può anche subito.Avverta poi D.n Bartolomeo che le figlie del S.Cuore contano sopra di Lui per gli esercizi alle giovani di S.Angelo sul Lodigiano subito dopo Pasqua. Faccia grazia ad avvisarlo subito, poichè non so se sia stato avvisato, e non vorrei che intervenissero male intelligenze. Riguardo al resto ora tutto bene, ma risponderò un altra volta perchè ora non posso, anzi non ho potuto per anco leggere neppur tutta la sua lettera. Faccia bene V.S. N.ma e Stim.ma, e preghi in questi giorni con quiete e tranquillità e confidenza. Riguardo alla Pasqua io le do licenza di farla in casa, ma si consigli con i suoi Preti se forse fosse più edificazione andare alla Parocchia. Preghino per me Caro aff.mo e servo + Pietro Luigi V.vo Corrispondenze 12 Opera Omnia CORRISPONDENZA 7 26 And.1857 Stimat.ma Signora Rev.da Tenga pure il Santissimo anche in tempo degli esercizi. Dopo faremo un pò si e un pò no; e se saranno savie e virtuose un pò davvero e sul sodo, che non appariscano, ma lo siano proprio dinnanzi a Dio, forse verremo anche a lasciarglielo di continuo. Ella si lamenta, R.da.Sigra, che non si ricorda, e non sa fare in modo da dirmi e dimandarmi molte cose quando ha occasione di parlarmi; ed io ho piacere che non abbia niente e che non possa dirmi niente o quasi niente. Non vede che è inutile, perchè ha da far Lei nel luogo e nelle circostanze? Se il Signore vorrà che si regga avanti codesta famiglia che Ella ha incominciato, darà i lumi a Lei di conoscere e di saper fare. Perchè il Signore ha da fare un miracolo a far conoscere a me che sto qui? Ho da fare io la Superiora delle sue figliuole? La Madre Verzeri mi parlava di sè secondo che gli era di bisogno, ma delle sue figlie e cose mai. Così anche altre Superiore più illuminate da Dio dell'ordinario ch'io ho conosciuto. V.S. faccia tutto quello che va bene. Io non mi riservo che il diritto di sgridarla ma fortemente e castigarla se avrà fatto male. Il Signore benedica davvero Lei,e le sue figlie, e le sue orfane; e preghino di cuore per me. + Aff.mo Pietro Luigi V.o Corrispondenze 13 Opera Omnia CORRISPONDENZA 8 18 Aprile 1857 N.Gent.ma Signora Ho piacere che sieno andati bene e con frutto i suoi esercizi come mi ha riferito D.n Bortolo ieri. Adesso tocca al Signore conservare il frutto in quelle anime colla santa sua grazia la quale arriva a bisogna dappertutto. Non faccia molto nè con ansia o fretta, mia carissima Signora; ma adagio una cosa dietro all'altra e di mano in mano che vengono tutte, a amore e gloria di Dio, ed per ajuto delle anime altrui e della nostra, per servire all'Altissimo, per piacergli e fare il nostro dovere. Che bisogno di far molto? Dobbiamo fare quel che Dio vuole come fedeli servi suoi. E Dio dispone e disponerà sempre piano ed ovvio quel che Egli vuole da noi perchè lo serviamo. Sia dunque quieta. Quando occorre che cambi qualche regola, o le occorre di fare qualche cosa, faccia: io mi riservo di dirgli dopo se ha fatto male. Preghino per tanti nostri bisogni; e il Signore benedica Lei D.na Costanza, e le sue figliuole tutte e i suoi interessi. Aff.mo + Pietro Luigi V.vo Corrispondenze 14 Opera Omnia CORRISPONDENZA 9 Dal Vecovado 8 agosto 1857 N.ma D.na Costanza Oggi ripassando un momento le carte del mio scritto ho trovato il libricino dell'apparecchio colla sua lettera, isieme riposto con altri libretti di idee, e di Regole, che V. S. N.ma mi ha mandato, ed insieme colla dispposizione dell'ultima sua volontà, e coll'istruzione che l'accompagna. Questo io Le comunitco, acciò stia quieta. Continui nella sua intrapresa che gli è stata disposta da Dio. Dio non mancherà mai di assisterla, purché Ella gli stia attaccata e fedele. Ha cominciato a benedire la sua opera fino ad ora e proseguirà anche nei maschi, se sarà di suo beneplacito. Preghi, e faccia pregare per tutti i miei bisogni, e dei miei diocesani. La benedico cum omnibus. Aff.mo ed Obl.mo +Pietro Luigi V.vo Corrispondenze 15 Opera Omnia CORRISPONDENZA 10 23 febbraio 1858 M.R.Madre Stia quieta, faccia bene, e non dubiti. Ne avrà sempre dei pensieri nella sua testa, o che fa bene, o che fa male, che Dio l'ha cara, o che l'abbandonerà. Pensa sempre qualche cosa la nostra testa. Si usi a non badarci. Perché l'ha da abbandonare il Signore che non abbandona nessuno se prima non è abbandonato? E' di fede perché lo dice il concilio di Trento. Procuri di attendere al bene, alla virtù, al sacrificio di tutte quante le cose, e di tutta se stessa, all'amore ed alla gloria di Dio. In quanto può faccia bene anche alle anime, perché sono di Dio, e sono nostri prossimi tutti. Preghi e faccia pregare acciò si faccia bene il S. Giubileo nella nostra città. Si regoli colla fede, e si tenga ferma secondo il dovere. Le facoltà le dò al P.Manzini per loro. Egli dirà loro quello che hanno da fare. Mi raccomandino in particolare che io le benedico tutte e mi dichiaro Loro Aff.mo Servo in Xto +Pietro Luigi V.o. Corrispondenze 16 Opera Omnia CORRISPONDENZA 11 Dal Vesc. 24 Aprile 1858. Mia.R. Superiora Domani io non posso venire a Comonte, perchè debbo andare in visita a Brembate. Verrò poi forse con più benedizione e profitto. Preghi N.M.R., e faccia pregare le sue Figliuole, molto anche secondo la mia intenzione. S.Giuseppe la custodirà bene se gli saranno divote. Abbiano gran fede e carità. Io la benedico particolarmente mia cara madre e benedico la sua famiglia. aff.mo in G.C. +Pietro Luigi V.vo Corrispondenze 17 Opera Omnia CORRISPONDENZA 12 Berg. 28 Xbre 1858 M.R. Madre Le mando la formula dei Voti tutta cancellata, ma Ella capirà. Dica alle sue compagne che li pronuncino più col cuore che colla bocca, che si consacrino a Dio che le accetterà, e accettate le terrà e custodirà: ma siano fedeli. Con Domine Dio pochi segni esteriori, ma molta realtà, tutto il cuore e poca apparenza. Che cosa vogliono fare? Non si può mica darla ad intendere a Dio, che ci vede dentro di noi e ci penetra tutti. Bisogna essere e non credersi nè farsi credere. C'è poi tanto bel fare con Dio, perchè aggradisce sempre subito ed ajuta, compatisce, e vuol bene. Lo amino, e lo servano di cuore, e lo preghino con umiltà. Benedico lei R. Madre e le sue Compagne e le Figliuole. aff.mo + Pietro Luigi V.vo Corrispondenze 18 Opera Omnia CORRISPONDENZA 13 Berg. 3 marzo 1859 Car.ma e Stim.ma Di quella dell'altra volta non mi ricordo. Di questa nuova sua lettera rispondo una parola sola perchè non ho tempo. Faccia le esposizioni solite. Dispensi le sue figliuole ove occorra. Ella non digiuni, è dispensata da tutto, meno che dal far bene. Preghi e faccia pregare. Non vede quanti bisogni gravissimi? Per S.Giuseppe non posso dir niente perchè sono venduto. Posso dirle che verrei volentieri, e che verrò tuttor che potrò. Bisogna che sieno savie coteste sue creature, che non sono buone da niente, compresa anche Lei! La benedico con tutto ciò di cuore. aff.mo +Pietro Luigi V.vo Corrispondenze 19 Opera Omnia CORRISPONDENZA 14 [Pentecoste 27 maggio 1860] Car.ma Da casa or ora Dite alla B.ma V.ne Im.ta che ci faccia Ella la grazia di prepararvi a dovere alla venuta dello Sp°. S.°. Ella avrà ottenuto là nel cenacolo più immensamente di tutti insieme gli altri per se stessa quantunque fosse già si piena e santa; e poi avrà ottenuto che Sp°. S.° si diffondesse in quella misura, che si è diffuso sopra gli Apostoli, e i Discepoli, e le Pie Donne, ed anche sopra i fedeli, che cominciarono a credere, massimamente Ella colle sue preghiere e supplicazioni amattissime a Dio. Anche adesso su in Paradiso Dio guarda giù alla sua SS.ma Madre immensamente che a tutto il loro intierissimo di tutti gli Angeli e i santi. Fate poi quel che potete per disporvi anche voi, specialmente col vuotarvi, e col morire; ma morite bene a tutto quanto; e in questo tutto quanto ricordatevi che siete compresa voi stessa. Verrò a Comonte, ma fissarvi il giorno non posso. Benedico le vostre Monache e voi; ma non unitamente ai bigatti. Addio aff.mo + Pietro Luigi V.vo Corrispondenze 20 Opera Omnia CORRISPONDENZA 15 12 And.[1860] Car.ma in G.C. Verrò a far le Cresime quando sarò in Gavarno: ma non è necessario stare un giorno a Comonte. Sarà meglio passarvi due volte che starvi un giorno, e più commodo anche per noi. Il Prof. Rossi piace anche a me per gli esercizi; ma quando si facciano Ella non me l'ha detto nella sua lettera. Quindi io li approvo e benedico per allor che sono. Questa sera vado a fargli esercizii anch'io con i Preti al Paradiso. Mi raccomando alle orazioni di V.M.R. e delle sue Compagne e Figliuole se sono buone di ottenere a me e agli altri molta grazia del Signore secondo il nostro bisogno. V.M. faccia bene; faccia tirar dritte le su Compagne e Figlie; non tenga conto di se; nè se va avnti o indietro; butti nel sacco; e guardaveni dentro di voi. La benedico con tutte. aff.mo obbli.mo + Pietro Luigi V.vo Corrispondenze 21 Opera Omnia CORRISPONDENZA 16 11 10: bre 1861 Car.ma nel Signore In fretta dal Gavarno Ho letto: non c'è male; ma bisogna migliorare, e perfezionare. Un pò alla volta col riflettervi e provare, si farà. Concedo la messa della mezzanotte: ma la communione non si può; e se dimandiamo al Papa, verrà la risposta per l'anno 21; se pure verrà; perchè il Papa vorrà sapere chi sono queste buone donne prima di favorirle. Miga fretta, tranne quella di far del bene, e di servire, e di amare il Signore; che è venuto al mondo proprio apposta per farsi amare da tutti. Grazie per la buona disposizione di accettare quella nostra figliuola Ella fa una bella e buona carità. Benedico Lei, e tutte le sue Religiose,e ragazze che non ho veduto.Preghino Aff.mo +Pietro Luigi V.vo Corrispondenze 22 Opera Omnia CORRISPONDENZA 17 11 Febbr, 1862 Car.ma Ho letto la vostra lettera. Per quanto alla Quaresima non occorre: fate tutto come al solito: anche tutte le dispense e la facoltà di darle, secondo che vi occorre: e fate la Quaresima santamente coll'orazione, col raccoglimento, collo spirito di penitenza, e con benignità e larghezza per quanto al digiuno ed ai cibi; poichè vi sono ragioni d'avvanzo per dispensarvi e per non stare al rigore. Riguardo agli Esercizii sono un bene che fate, e se guadagnaste qualche anima non sarebbe che un bene di più. Riguardo a voi in particolare state quieta. Non farete che meglio quanto più quieta. Non sono che disturbi che vi intoppano nell'andare a Dio tutte le inquietudini che avete. Credete all'ubbidienza che le cose vanno bene così per l'anima vostra e di tutto che occorrerà vi farà avvertire il Signore. Ringraziate Dio. Pregatelo. E tirate avanti. Vi benedico con tutte. aff.mo + Pietro Luigi V.vo Corrispondenze 23 Opera Omnia CORRISPONDENZA 18 7 Marzo 1862 da Bergamo M.R.Madre Procurerò di venire il giorno di S.Giuseppe, e condurrò anche il Can:co Valsecchi, se vorrà venire. Raccomando quiete, divozione, e spirito vero e sodo. Le licenze sono ben interpretate e ben supposte, perchè mi intendo di darle sempre. Facciano fervorosamente la Novena. Preghino ognora secondo che siamo soliti di raccomandare per tutti e pel meglio; ma con confidenza e sicurezza, che il Signore vorrà esaudire senza fallo; e interpongano e la V.e Im.ta, e S.Giuseppe, e gli Angeli, ed i Santi Protettori. Benedico V.M.R., e le sue Figliuole Religiose e secolari. Mi credano R.mo Aff.mo + Pietro Luigi V.vo Corrispondenze 24 Opera Omnia CORRISPONDENZA 19 13 And Marzo 1862 Carissima e stimatissima Le licenze gliele dò tutte, e per l'Esposizion,e e per la chiesa, e per la casa, e per le ragazze, e per le sorelle, e per Lei. Non mi dimandi altro. Faccia da Vescovo in casa sua; e non dica niente nè al medico, nè al confessore, nè a preti, nè a romiti, nè a nessuno. Che piacere avrà anche lei a poter fare un pò a modo suo! Fa tanto, ed ha fatto tanto tempo a modo degli altri! Adesso faccia un pò a modo suo nel fare il bene del suo Istituto, che il Signore è contento così. A S. Giuseppe vedremo di venire, se sarà possibile. Dar le licenze è subito fatto, ma dare spirito e voglia di far bene non è così. Vada del Cuor del Signore, e lo secchi bene, finchè non la manda a far benedire, contenta per Le,i e per la sua casa, e pei peccatori attorno, che almeno l'ha da disturbare per cosa che importi la spesa. Benedico tutte. + Aff. Pietro Luigi V.vo Corrispondenze 25 Opera Omnia CORRISPONDENZA 20 6 Aprile 1862 N. Car.ma Sig.ra M.Sup.ecc. Lodo dell'apertura di cotesta loro casa, che spero sarà benedetta dal Signore, e farà del bene in codeste anime. Ho tanto piacere che Sua Ecc.a R.ma M.r Vescovo di Cremona venga a felicitarla e benedirla. Se potessi trovarmi presente goderei con loro anch'io, e bacierei la mano a M.re e lo ringrazierei tanto insieme con loro. Esse gli sono veramente obbligate in modo particolare; e gli dicono che esse pregheranno al modo dei frati, pregando per lui, perchè non possono pagare in altro modo; però la preghie: è buon pagamento prezioso, se saranno buone di farla. V.M.R. sia contenta e quieta; bacio, come le ho detto, anche per me l'anello a M.re e mi creda sempre. aff.mo obb.mo + Pietro Luigi V.vo Corrispondenze 26 Opera Omnia CORRISPONDENZA 21 dal Gavarno 22 Aprile 1862 Dilett.ma Madre Sup.ecc Che donna è mai Lei! Stia quieta. Vada a Soncino, e fondi bene la sua casa, o preghi il Signore che la fondi bene Lui a sua gloria ed a vantaggio delle anime bisognose di sostegno e di ajuto. Se anderà a Genivolta non sarà che bene; e quel V.vo la vedrà volentieri, la gradirà, e benedirà. Gli bacci la mano anche per me, ed a nome mio ma con affetto particolare. Se il Can. Valsecchi La accompagnerà Ella ringrazii e Lui e il Signore dell'assistenza sua. Intanto che cotesta sua pia Istituzione ha il buono spirito, va bene colla benedizione del Signore, può anche propagarsi, e giovare in diversi luoghi a più anime bisognose, non vi è ragione di trepidare, piuttosto di ringraziar Dio, che benedice; e noi star attenti a non far altro che guardare di seguir puramente la sua volontà con perfetta sominissione ed abbandono a tutte le disposizioni sue future; le quali speriamo saranno sempre anche secondo le nostre idee buone, dateci non da altri che da Lui; ma se fossero anche molto o poco diverse, egli è sempre il Padrone, e noi i suoi servi, e tutte della S.Famiglia la sua ancella, e più delle altre la Superiora che, come ha cominciato, così proseguisce senza propria testa, senza interesse, e con mira sempre di far del bene e non del male. La benedico assai di cuore con tutte. Memento mai Alla Superiora delle figlie della Sacra Famiglia in Comonte + Pietro Luigi V.vo. Corrispondenze 27 Opera Omnia CORRISPONDENZA 22 Bergamo 17 Maggio 1862 Car.ma Figliuola in G.C. Ho scritto jeri al Vescovo di Cremona dimandandogli scusa, perchè mi sono dimenticato di scrivergli più presto e a suo tempo, e dicendogli di compatire anche le Suore della S.a Famiglia, perchè non sanno quel che si fanno, e per ora non hanno inteso di mettere una Casa Religiosa nella Diocesi Cremonese, senza licenza e senza il consenso del V.vo, ma solo di andare come private in una casa loro propria per vedere e preparare di poter fare poi se piacerà a Dio, e ai superiori del luogo. Ho sentito dal R.mo Can.co Valsecchi, lo stato della casa e delle cose costì. Io ho somma paura della calce nuova, assai più che non abbiano gli altri, compreso anche il Can.co Valsecchi, che mi ha fatto tanta paura anche Lui nelle Fabbriche del suo Collegio! Se voi siete buona di fare dei miracoli, potete andare anche nel fuoco, che non abbruciarete. Ma i Santi che erano buoni proprio di far dei miracoli, non credevano facilmente di poterli fare; e poi non arrischiavano per gli altri nè mancavano punto di osservare le regole della previdenza naturale, nè volevano mai tentare Dio. Voi, badate bene a quel che dico, voi non vi inquietate per quello che avete fatto: raccomandatevi a Dio a S.Giuseppe, e alla B.V.ne Im.ta, e non ci pensate altro, state quietissima nell'anima vostra. Ma da qui in avanti usate e subito tutte le cautele possibili e impossibili. Non vi fidate se in fatto finora voi o le ragazze o le compagne non avete sentito niente nè patito niente. Fate come se aveste patito assai. Ricordatevi che se per grazie e per miracolo non aveste da patire, io non vi approvo nenche mò, perchè dovete fare in modo che nessuno vi possa rimproverare, massime in questo genere, nemmeno il D.n Bortolo4 di Comonte per ischerzo. Anzi, notate bene, in questo voglio che dicano: guarda che Donnina prudente, che è quella Superiora, ad onta che non l'avremmo mai giudicata così! e dir così tutti. 4 Tommasi. Corrispondenze 28 Opera Omnia Fatte bene e fatte far bene il resto che abbiamo del mese di Maria. Fate pregare sempre pel meglio in tutti i grandi bisogni presenti che riguardano tutti; e quando abbiamo pregato dormiamo quieti nella cura e nella provvidenza di Dio. Vi benedico di tutto cuore con tutte le vostre. aff.mo obl.mo +Pietro Luigi V.vo Corrispondenze 29 Opera Omnia CORRISPONDENZA 23 da Bergamo 28 Luglio 1862 Car.ma e Stim.ma Ho ricevuto la lettera che mi avete mandato fino dal 23 and. ma in questi giorni continue brighe mi hanno impedito di rispondervi una sola parola. Il voto lo potete fare, così, che comprenda tutte le vostre azioni deliberate anche piccole. Già si sa, tutte le nostre azioni sono piccole; e che sono mai dinanzi a Dio tutte le nostre azioni, anzi anche noi stessi? Offeritevi tutta alla gloria di Dio, e quello che siete e quello che avete, e quello che fate dalla mattina alla sera sia grande sia piccolo, e unitelo ai meriti del nostro Signor G.C. Sposo vostro per farlo aggradire dalla Divina Maestà e offeritelo per ora e per sempre in tutta la vostra breve vita e pregate Dio che l'aiutti per tutta l'eternità et ultra. Che bisogno di riserve, nè di molti timori? Le vostre offerte e i vostri voti si intendano sempre subordinati all'ubbidienza, che li farà cessare quando crederà meglio per voi. Il giorno 5 del pr. mese è sacro a Maria: fate in sua mano le vostre offerte, e pregate molto anche per me. Vostro +P.L.V. Corrispondenze 30 Opera Omnia CORRISPONDENZA 24 5 Bergamo 14 7bre 62. Car.ma in G.C. Mi ha scritto il Sac. Ferrari di Grumello: il Can.co Valsecchi ha letto la lettera. Ho parlato al Prev.to di Mornico 6 : Farà bene e approvo e benedico le buone opere di carità che si vogliono fare. Più presto che potrò verrò anche a visitare Comonte. Le buone istituzioni che, prosperano con Giusto Spirito del Signore, mi fanno sperare che il Signore non voglia lasciarci andare dietro la nostra fatuità. Bisogna far pregare di continuo, perchè Iddio non sottragga la sua grazia, come da noi si meriterebbe, e non ci abbandoni, ma ci sostenga, e faccia far bene anche a chi non vuole. Mi raccomando in particolare, e benedico tutte. aff.mo + Pietro Luigi V.o 5 Di Bianchi annota: v. Ep. 39;43:344 6 Di Bianchi annota: Cossali D.Gv. Battista: 1860-1873 Corrispondenze 31 Opera Omnia CORRISPONDENZA 25 dal Gavarno 12 Ott.e 1862 Car.ma Madre Superiora Io ho da mandare questa lettera ad una certa Sig.ra Carolina Gola lì a Brusaporto. Prego la sua gentilezza a farvi la soprascritta, e mandarla, che anderà meglio sicura. Tornerò presto a visitare le sue Figliuole, e spero di essere più fortunato nel viaggio, giacchè il tempo della tempesta dovrebbe essere passato. Faccia che le sue Figliuole si preparino bene per solennizzare la Purità di Maria SS.ma; e preghino non solo per sé; ma anche per gli altri in generale al mondo; poichè la virtù della purità è necessaria per piacere a Dio; e in questi tempi, nonchè coltivarla, si vorrebbe sbandirla; e si cerca di introdurre infatti una corruzione, ed una licenza che fa inorridire. Anzi proprio per massima si studia di generalizzare il malcostume, per avere più facilità a condurre la gente in ogni errore contro il buono Stato e contro la Religione. Per provvidenza non ci potranno arrivare così presto; ma conviene però che noi, e ci guardiamo, e procuriamo di fare che si guardino tutti, speccialmente la gioventù; e faremo un gran bene se alleveremo la gioventù in modo che ami, che stimi, che coltivi questa virtù; e al contrario inorridisca alla bruttezza e deformità del vejio opposto. Può anche V.M.R. parlare sovente della bellezza del candore colle sue Figliuole, e dell'orrore del vizio contrario. Anche senza intendere di più, capiranno le sue figlie abbastanza, perchè sieno sempre savie e virtuose. Preghi e faccia pregare anche per me il Signore e la V.ne Im.ta, ed io La benedico con tutte ecc. aff.mo +Pietro Luigi V.o Corrispondenze 32 Opera Omnia CORRISPONDENZA 26 Berg. 14 X.bre 1862 M.R.Madre Ho sentito ed ho piacere di tutto. Adesso bisogna provvedere un buon prete, opportuno per la famiglia delle Religiose, ed utile anche al paese, come desidera quel zelantissimo M.R. Vescovo, al quale V.M. e le sue Figlie sono obbligate. Il Can.co Valsecchi avrebbe messo gli occhi su un certo Sacc. Gritti; che assistette finora quelle del Conventino, ed a me parrebbe confacente. Nel caso si combini che egli accetti, lo raccomando alla loro carità pel trattamento secondo che stabiliranno; e scriverò al V.vo di Cremona, perchè le ammetta e benedica. Venire io a Comonte prima di Natale sarà difficile; dopo procurerò. Intanto faccia bene la Novena V.M.R., e la faccia fare molto bene a tutte le sue Compagne e Figliuole. Par impossibile che noi possiamo essere così poco dabbene dopo che abbiamo Dio venuto a far tanto per noi! Ma V.M. non faccia conti, nè riflessi nè pensieri: Vada avanti con la testa nel sacco per quanto a Lei. Si consiglii sempre e si contenti. Le altre le faccia far bene, perchè è dovere. Benedico. Aff.mo + P.L.V.vo Corrispondenze 33 Opera Omnia CORRISPONDENZA 27 Berg.3 marzo 1863. Car.ma Una riga anche a voi, giacché mi sovviene, e prima che mi dimentichi di nuovo. Ho avuto ed ho tante cose! Ed è malato, o manca chi mi ha da assistere. Se pregate, e fate pregare per i miei bisogni e interni e esterni mi fate carità. Si faccia il meglio, e la volontà di Dio! Riguardo alle facoltà e licenze ritenetele sempre di averle tutte da me. Fatene soltanto buon uso, e fate bene. Riguardo agli esercizii ho piacere, e tanto! perché è un bene, ed una carità grande, che il vostro Istituto fa a quelle anime che vogliono e se ne approfittano. Raccomando al predicatore di far bene, e di battere sul giusto e sul sodo. Raccomando di usare i migliori Confessori, che possansi ritrovare. Concedo la esposizione del SS.mo tutte le sere degli esercizii, se commoda di farla, ma a dovere. ecc. Riguardo alla Quaresima ho raccomandato agli altri Monasteri, ove ho potuto andare, di non digiunare rigorosamente, ma largamente; e di fare invece più che si può, e più bene che si può la penitenza interiore, contrizione, umiltà, preghiera; ma davvero dinanzi a Dio. Voi avete fatto bene, e dovete dispensare affatto dal digiuno (come siete voi dispensata da ma) quelle che non sono in casa, perché inferme, deboli, occupate, ecc; e tutto come credete a prima vista nel Signore con libertà; e fatele in vece essere più ubbidienti e più savie; e raccomandate loro che preghino un pò di più, se non altro stando più raccolte. Voi che potete mantenervi in libertà come superiora, oltre questo, che dico per le altre, fate in particolare ogni giorno che potete, un quarto d'ora di apposita Visita al SS.mo Sacramento, pregando ivi dinnanzi a Dio per tutte le cose vostre e degli altri nella Chiesa di Dio, massima al presente. Riguardo a S.Giuseppe preparatevi bene, e fate che si preparino le vostre Figliuole ad onorarlo, e raccomandarsi molto a Lui, che è così gran Santo, credo sopra tutti in Paradiso dopo la B.ma V.na Im.ta ed è si caro a G.C., e sarà si potente a intercedere da Lui! Io verrò, e sarò alla Casa Vostra per l'ora della Messa Conventuale, ossia della Messa della Comunità; e comunicherò voi, e le vostre Figliuole. Corrispondenze 34 Opera Omnia Riguardo al vostro spirito sapete quel che v'ho già detto più volte, libertà, generosità, fiducia, offerta, abbandono, umiltà, preghiera, ecc.; e state quieta; e siate sempre contenta; che sotto Dio avete ragione, e dovere di essere ognora contentissima. Addio: Benedico voi, e tutte di pieno cuore, anche a Soncino per quanto posso, e il Prete vi faccia bene per voi altre, e per quelle anime del Signore, che sono nel paese. Credetemi aff.mo obbl.mo + Pietro Luigi V.vo Corrispondenze 35 Opera Omnia CORRISPONDENZA 28 dal Gav. 7 Ott.e 1863 M.R. Madre Potete dire, e potete anche aspettare a dire da qui a un pò, quando la cosa vada proprio ad effettuarsi, e prendere consistenza. In queste cose dovete regolarvi secondo il vostro giudizio, e secondo le circostanze per fare più bene; perché qualunque direzione che aveste, anche di S.Filippo Neri o di S. Fr.co di Sales, ancor mo' vivi a questo mondo, non potrebbe esservi buona, come sarà il vostro giudizio presente. Che se a voi pare di non aver giudizio, e di non sapere come una ragazza di tre anni; io vi dico che non è vero; e poi vi dico che non dovete essere così; e poi vi aggiungo che siete obbligata a non essere così; e il giudizio dovete averlo; e non vi è risposta. Andate dal Signore, andate dalla B. V. Im.ta, andate da S. Giuseppe, e dite che qualcheduno il giudizio ve lo ha da dare; perché nel caso vostro vi bisogna per questa cosa non solo, ma per tutte le altre che vi anovverano tutti i dì. Fate e non subitate, che è meglio che falliate. Addio. Pregate. Bacciate per me la mano al V.vo Riverentemente aff.mo obl.mo +Pietro Luigi V.vo Corrispondenze 36 Opera Omnia CORRISPONDENZA 29 17 and - Nov. 1863 Car.ma in G.C.S.N. Stia quieta. Quando ha fatto quello che vedeva bene, e di puro suo dovere dinanzi a Dio, per massima stia sempre quieta. Nel particolare di quello, che mi ha scritto, mi pare che abbia ordinato bene; e credo che gioverà, specialmente sul principio; perchè non bisogna che si illudano; nè che credano di esser chiamati agli ozii della contemplazione; ma a lavorare, a sacrificarsi pel dovere, a stentare, a tribolare. Non si santifica l'anima a mettersi a guardare al Signore, come si bello; ma a spogliarsi, a morire colla Divina Grazia a tutto e a sè medesimi, e a praticare la virtù, e con fatica d'anima e di corpo e con sudore e stento. Allora la creatura nostra vecchia si distrugge, e si forma la nuova secondo il Cuore del Signore, cui sia gloria ed onore per sempre. Preghi e faccia pregare, e confidi che non mancherà l'assistenza di Dio. Ho tardato a rispondere perchè fui assente e impedito. aff.mo Corrispondenze 37 Opera Omnia Memento mei. + Pietro Luigi V.o CORRISPONDENZA 30 Berg. 5 10:bre 1863 Car.ma in G.C.S.N. Ringraziate Dio, che sul bel principio ha cominciato a dimostrarvi che vuol pensar Lui e provveder bene per la nuova Istitutzione che a servirlo voi avete incominciato. L'aver subito fatto sorgere tanto che servisse a purificare la scelta dei soggetti che debbono cominciarla è grazia che dimostra la sua buona volontà, ed è benedizione e favore distinto; tanto più se anche quelli, che si sono ritirati tosto, hanno ben capito, e fatto il loro passo con armonia; e tanto più se quelli che restano sono di lena, e si sostengono bene nello spirito. Questi frattanto facciano alla meglio che sanno fare; e si ricordino che il loro non è che un buon esperimento, il quale giova a tutte le maniere; e dietro la strada vedranno meglio quello che vuole Dio per loro, e per voi altre. E voi altre dovete consacrfarvi bene al Signore ed al suo servizio, con totalità di offerta e di sacrificio, senza riserva alcuna per voi stesse, abbandonandovi interamente alla cura ed amor suo. E non avete a temere, perché Dio non manca e non abbandona mai nessuno. Adesso offeritevi per mezzo della B.ma V.ne Im.ta, che avrà si piacere di darvi al suo Figliuolo. Voi in particolare tirate avanti con la tesa nel sacco. Saluto tutti e vi benedico per quanto posso aff.mo + Pietro Luigi V.o Corrispondenze 38 Opera Omnia CORRISPONDENZA 31 Da Berg. 5 Giugno 1864 Car.ma nel nostro Signore Vi compatisco se dovete combattere per poter fare del bene! Sappiate però che la cosa a questo mondo è sempre andata così. E se ne intende facilmente anche la ragione; perché il bene necessariamente ha sempre i suoi contrarii, e quanto è migliore tanto peggiori. Dunque non vi stupite ne perdetevi mai d'animo; anzi quanto più cercano di impedirvi voi confermatevi di più nelle vostre buone risoluzioni, e procurate di capire tutto quello che nel Signore avete ben ideato di fare a gloria sua ed a vantaggio dei vostri simili. Lo compirete; perché il Signore vi darà grazia; e stanti le contradizioni il vostro operare sarà più puro e con maggiore merito; e questo sarà sempre il vero frutto, che la Provvidenza permettendo le contradizioni vorrà cavare per voi. Approvo poi grandemente che vi serviate del R.mo Can.co Valsecchi. Tutte le volte che vi accorrono difficoltà ed imbroglii ricorrete a Lui, che meglio di ogni altro saprà districare ogni cosa e vi diriggerà in modo che vada bene. Io non posso che far coraggio a voi e alle vostre Compagne sul vero appoggio della infallibilità ed immancabilità di Dio, che aggradisce il bene che noi facciamo, e lo sostenta ognora; e più si può dire particolarmente quando quel bene inchiude la carità, che si fa ai poveri Figliuoli, e alle povere figliuole, che sono le creature più care al suo Cuore. Il Signore vi benedica tutte; e pregate Lui e la B.ma V.ne per me. vostro aff.mo +Pietro Luigi V.vo Corrispondenze 39 Opera Omnia CORRISPONDENZA 32 Berg. 19 7:bre 1864 Car.ma nel Signore Ho ricevuto un pò tardi la vostra lettera quand'ero in visita. Le cose che avete ideato van bene. I Direttori che cercate per gli Esercizii delle vostre Religiose sono opportuni. Fate pure; e procurate di far tutto bene, che io sono contento. Voi manentenetevi quieta, e tirate avanti. Quando vi vengono le apprenzioni su quello che fate, o che non fate, voi mandatele a spasso. Solo procurate di crescere in voi più che potete la fede, la Speranza, e la Carità. Distaccatevi da tutto, anche da voi stessa; e disprezzate tutto il mondo, che non val niente; e apprezzate Dio solo; e cercate che egli sia contento dell'anima vostra, perché gli servite e lo amate. Guardate che è facile contentar Dio, il quale vede ed ajuta. Vi benedico con tutte le vostre. aff.mo +Pietro Luigi V.o Corrispondenze 40 Opera Omnia CORRISPONDENZA 33 da Bergamo 15 9:bre 1864 R.da Madre Ho ricevuto la lettera, che mi avete mandato da Soncino. Ma finora non ho potuto riscontrarvela. Io sarò a Leffe a fare la visita pastorale giovedì otto; ma come prevedo non mi avvanserà tempo da trattenermi quavi con voi o colle vostre Figliuole. Sarà meglio che venga un giorno di Avvento a trovarvi a Comonte, dove se non perderemo i momenti inutilmente potrò sentir voi, e dire una parola anche alle vostre Figliuole ed anche alle Fanciulle. Ma voi per l'anima vostra ferete sempre meglio se tirarete dritto senza pensare, e senza intopparvi. Se vorrete guardar per minuto, voi non farete che imbrogliarvi. Quando avete dato a Dio tutta voi; e non volete che Lui; non cercate che di servirlo; e di piacergli; a che prendervi pensiero di altre cose? Perchè intopparvi? perchè dubitare? perchè riflettere? perchè sminuzzare cose già piccole? perchè volervi intricare come un pulcino nella stoppa? Raccomandatevi bene alla B.ma V.ne Im.ta; e fate che tutte le vostre preghino per sè, e per i bisogni comuni in questa Novena; e poi tirino avanti fiduciose anche esse; giacchè il Signore si serve bene da voi col cuore sincero e generoso, non con delle minute osservanze. Pregate, e fate pregare anche per me Vostro aff.mo + Pietro Luigi V.vo Corrispondenze 41 Opera Omnia CORRISPONDENZA 34 [1864] Car.ma in G.C. Ricevo la sua del 9.corr. da Villa Campagna. Desidero che questa Villa si coltivi bene e frutti bene colla benedizione di Dio e colla intercessione di M.SS.ma Im.ta, e di S.Giuseppe, e degli Angeli Custodi, e dei Santi Massime i Protettori. Il R.mo Can.co Valsecchi, cui Ella, R. Madre e le sue Figliuole sono obligatissime a questo mondo,mi ha contato tutto il successo costì, e i buoni avviamenti che vi sono, e le accoglienze cordialissime che hanno avuto da cotesto buon Vescovo tribolato, ed anche mi ha fatto sentire una lettera, in cui si diceva che il V.vo avea procurato bene e presto pel Prete da assistere alla casa loro, ecc. bello come mi dice V.R. nella sua lettera che ricevo adesso. Ho ringraziato Dio anch'io con loro; e lo ringraziino esse ripetutamente e preghino anche per quel buon V.vo loro Superiore costì, e loro Padre amoroso ed impegnato del loro bene a ciò Dio lo assita in tutto, illumini e benedica. Quando può gli bacci la mano per me, e gli faccia sapere che a principio quando sa anche V.R. io gli ho scritto. Riguardo al Prete non so se basteranno le ottocento lire per vivere. a ogni modo il Valsecchi pensa di trovare e di scegliere questo Prete opportuno, ed io lo concederò volentieri perchè faccia del bene costì presso di loro, ed anche in cotesti buonissimi fedeli. Sono stato a Comonte anche quando minacciava la tempesta; si figuri se non vi tornerò quando non più tempesti. Che bisogno di dubbi e di scrupoletti, adesso che vi è tanto da fare pel servizio di Dio e delle anime. Gli Apostoli aveano da fondar la Chiesa nel mondo, e quindi trattavano un affare un pò più grande di quello che ha V.M.R. Però non ne aveano nessuno dei dubbi, degli scrupoli, ed operavano per sola gloria di Dio e bene delle anime con ogni libertà di coscienza Li imiti nel suo […] Il Signore conservi V.M.R. a bene e a gloria sua ed Ella mi creda memento mei. Suo aff.mo + Pietro Luigi V.vo Corrispondenze 42 Opera Omnia CORRISPONDENZA 35 16 And. [luglio 1863] Car.ma in G.C. Il Can.co Valsecchi mi ha mandato su questa mattina la vostra lettera del giorno 12 del and.e. Io vi lascio scegliere fra i nostri Preti come vi piace; perché desidero che siate bene assistite e servite perché è un bene considerevole il vostro, e quello di cotesta buona popolazione; perché vorrei soddisfare a quel V.vo e a quel Paroco; e perché spero non vogliate dispararmi l'Altar maggiore, e spero di poter supplire a quel voto che mi farete. Quindi se volete intendervi anche col Mussinelli, fattelo. Sebbene mi rincrescerebbe privarmi di un buon Prete, in un paese, come è quello, in cui si trova il Mussinelli; però non posso neanche privar Lui di un vantaggio forse necessario. Dio illumini, e provveda a voi, a Lui; e a noi! Pregate molto, e fate pregare le vostre Religiose, e le Figliuole, secondo la retta intenzione, che mi farete grande carità. Vi benedico di cuore. aff.mo + Pietro Luigi V.vo Corrispondenze 43 Opera Omnia CORRISPONDENZA 36 Berg. 31. Genn. 1865. Car.ma Il Paroco di Mornico lo vogliono tutti; ed egli a tutti non può prestarsi; ed io gli dico di preferire quelli, pei quali importa di più. Quello di Telgate vi farà assai bene anch'egli; ed è più facile che si trovi in libertà. Quello di Marne è buonino; e potrà giovare egli pure moltissimo. Scegliete; che io mi fido di voi, anche se mettete gli occhii sopra qualche d'un altro, quello che potete trovare. Ho benedetto il fazzoletto per la vostra Compagna. Fatela guarire. Pregharò e la benedico di mani nella S.Messa. Fate bene voi e le vostre Compagne, e fate far bene alle vostre Figliuole. Le benedico tutte anch'esse. Adesso bisogna pregare di continuo: supplicare Dio e la B.ma V.ne Im.ta,e gli Angeli, e i Santi. S.Giuseppe è vostro Protettore particolare. Il bisogno nostro incalza, anzi che cessare. Arriveremo ad ottenere secondo la volontà di Dio. Se voi volete fare qualche breve visita di più al SS.mo, e qualche poca cosa di più, potete farla per la necessità particolare; ma fate bene, senza scrupoli,, senza timori, con confidenza, con contentezza invariabile dell'anima vostra, con sicurezza, perchè non servite miga a Dio il quale sia duro, alieno, inflessibile verso di voi; ma servite a Dio, che vi ama, che può tutto, che sa tutto, che vuole assistervi ed ajutarvi, e che vi compatisce con tanta bontà, e vi perdona quando mancate, e che dispone ogni cosa dentro e fuori e intorno di voi per il vostro profitto. E' bel fare con Dio; è bel servire a Lui. Ci è Padre, è gran Padre, è più che Padre, se sarete pusillanime, farete torto a Dio, e conchiuderete poco. Se sarete generosa, superiore a tutto, e grande di cuore e di risoluzione Dio vi abbraccierà, e vi porterà. Pregate anche per me, e fate pregare. Vi benedico, in particolare, e sarò a voi. aff.mo + Pietro Luigi V.vo Corrispondenze 44 Opera Omnia CORRISPONDENZA 37 1 Marzo 65 Car.ma Le facoltà le avete tutte al solito. Voi siete dispensata. Dispensate anche le altre, o Compagne o Fgliuole secondo che stimate meglio. Bisogna custodire quella poca forza e sanità che abbiamo per potere impiegarsi nel bene che si ha da fare. Pregate, e fate pregare istantemente sempre per tutti i bisogni che sempre crescono: ma il Signore ha buona disposizione di ajutare e di benedire se noi confidando in lui lo preghiamo. E chi sa che presto non faccia vedere l'opera sua ognor più manifesta? Pregate anche la B.V. Im.ta e S. Giuseppe; e meditate la Passione. aff.mo + Pietro Luigi V.o Corrispondenze 45 Opera Omnia CORRISPONDENZA 38 Bergamo 8 Aprile 1865 Car.ma e Stim.ma in G.C. La Chiesa generalmente ha stabilito che alle Vergini consacrate al Signore e viventi in clausura si cambii il Confessore ogni tre anni, dando inoltre a loro più volte all'anno altro Confessore straordinario. Sebbene voi colle vostre Religiose non siate precisamente nel caso, pel quale ha ordinato la Chiesa, però farete sempre bene ad avere in vista le sue prescrizioni per imparare, ed uniformarvi in quanto potete, ed è bene. Adesso lasciate che il Confessore, che avete costì di presente, termini il suo secondo triennio; e se vi occorre necessità o di correggere le vostre Religiose, o di ammonire rispettosamente lo stesso Confessore, fatelo pel migliore andamento della vostra casa con tutta libertà, che non vi sarà che obligato il Confessore ed anche le vostre Religiose; giacchè non si tratta che del miglior bene tra persone che tutte lo cercano e lo vogliono. Dopo a scegliere il Confessore più opportuno vedremo e penseremo; perchè è cosa che importa più di quello che si può dire per una Casa Religiosa, e femminile, la quale si voglia o non si voglia vien sempre ad essere ispirata ed informata dal Confessore e se aveste anche da scommodarvi un pò per avere il Confessore più opportuno, non vi rincresca; che sarà un guadagno. Intanto ringraziate il Signore per quello che avete, che è buono, giudizioso, e prudente; ed a voi tocca di tenerlo avvertito di quello che nell'interno della casa nasce o fa di bisogno. Su a Leffe vi do licenza di fare come fate costì a Comonte. Riguardo alle Figliuole verranno a formarsi un pò alla volta ottime ai vostri bisogni quelle, che avete; ed è vostro dovere di formar bene quelle, che il Signore vi ha dato. Colla sua grazia, e colla continua istruzione, e quasi nuova educazione, che dovete dare a Loro voi stessa, e le migliori Compagne, che vi ajutano, (e notate bene: dico solo vi ajutano; perchè la istituzione principale alle vostre Religiose la dovete dar voi) impareranno, si emenderanno, si perfezioneranno le Religiose presenti; e Dio non mancherà di aggiungervene delle altre, che saranno scelte, e destinate da Lui. Non trascurate,nè vogliate fare minor conto di quelle, che vi ha dato, sospirando altre che vi abbia da dare. Corrispondenze 46 Opera Omnia Sono infine della lettera, e a voi parrà che io trascuri voi perchè non vi ho detto nulla in particolare. Non è vero v'ho detto il più. E poi in questi giorni che volete fare altro che guardare al Signore, morire con Lui, pregarlo, e confidare sia per voi, sia per le vostre, sia per tutti e così vi benedico insieme con tutta codesta vostra famiglia. aff.mo + Pietro Luigi V.o Corrispondenze 47 Opera Omnia CORRISPONDENZA 39 Berg 16 7:bre 18657 Car.ma Concedo le licenze al solito; e facciano bene tutte. Ma l'Arciprete di Telgate io mi trovo averlo promesso al V.vo di Crema per gli esercizii del Clero. Colà non potrà mancare. Per le Figliuole si troveranno altri; ed uno lo suggerisco subito, e piace anche a loro, nella persona del mio Curato del Gavarno. Egli ha fatto le meditazioni per simili esercizii su ad Albino con buon successo. Cerchino un altro per le Istruzioni; e si contentino; che in questo anno di Giubileo i più bravi mi premono per le Missioni nei paesi. Benedico a tutte, e mi dichiaro aff.mo + Pietro Luigi V.vo 7 Di Bianchi annota: mese errato: non settembre ma agosto perchè: 1- l'8 settembre per la Madonna va in altro posto. 2 - Presto avremo la Novena della natività di MAria. 3 - Sabato è festa di S. Alessandro 26 agosto. Nel 1865 cadde proprio in sabato. Corrispondenze 48 Opera Omnia CORRISPONDENZA 40 Berg. 23 7:bre8 1865 Car.ma Forse potrò venire anche il giorno nono di 7:bre; ma temo di no; perchè il giorno della Madonna, se posso, voglio andare in un altro luogo; e facilmente sarò impedito il giorno seguente. E voi perchè vi ostinate nel giorno nove? Presto verrò a Comonte ad ogni modo; e se non vi sarà da fare la vestizione, vedrò voi e le vostre Figliuole e questo mi basterà. Benedirò quella vostra buona Compagna. Fate che si custodisca, e pregate Dio che ve la conservi. Direggete bene tutte le vostre case; e fate che le Religiose, e le Fanciulle sieno virtuose sodamente e davvero. I Figliuoli è più difficile impiantarli, e dirriggerli. Il vostro uomo, che avete laggiù, spero che farà bene; e tocca a Lui. Mi raccomandano due orfanelle di poca età, che restano in istrada, essendo morto il Vicario di Rota Fuori che le avea raccolte con altre.Voi mettete d'avermi detto tutto; e che io abbia sentito, e ben capito tutto; e poi tirate avanti senza la vostra testa, e senza il vostro cuore, e senza nessun vostro sentimento, e solo con un tantino di orecchio da capire la parola, che vi dico, e poi fare quel, che vi dico senza pensiero, nè riflesso, nè fastidio. Presto avremo la Novena della Natività di Maria: fatela bene, e fatela far bene; e preghiamo, e confidiamo. Sabbato sarà il giorno del nostro grande Protettore Generale della Diocesi; e su in Paradiso potrà molto anche Lui pel bene nostro. A profittare tanto voi come le vostre, debbamo perdere: a misura che perderete, e morrete (essendo buone di capir bene questo documento) anderete avanti nella virtù, e nello spirito, e nella santificazione, e profittarete in merito, e realtà. Vi benedico con tutte, e mi dichiaro vostro aff.mo in G.C. + Pietro Luigi V.vo 8 Di Bianchi annota: Agosto Corrispondenze 49 Opera Omnia CORRISPONDENZA 41 Bergamo dal Vescovato 5 St.bre 1865 Car.ma nel Signore Volete fare il Vostro Giubileo; però se lo fate, quando si fa nella Parochia, in cui si trovano le vostre case, non sarà che meglio. Visitate due volte la Chiesa vostra; e pregate giusta la intenzione del Sommo Pontefice, che ben possiamo anche indovinare quale sarà nelle presenti circostanze: digiunate il mercoledì, il venerdì, ed il sabbato di una settimana; il confessore potrà cambiarvi il digiuno, anche fuori di Confessione, anche in comunione, anche dicendo alla Superiora, perchè la Superiora dica a tutte, e faccia, e disponga per tutte; io a voi direi di fare in vece del digiuno un pò di astinenza: confessatevi e comunicatevi; la confessione in quattro parole, e la Comunione più santamente che potete; alle ragazze, che non si comunicano, cambii il confessore come sopra: fate un pò di limosina; avete sempre da dover fare carità; avete sempre delle ragazze da potere o dover ricevere; perchè cercano, e non è possibile liberarsi; tutto giova anche nel Giubileo; e la Superiora supplisce nel far limosina anche alla limosina che per lucrare il Giubileo dovrebbero fare le singole persone che sono in sua mano. Santificatevi più che potete massime nel mese del Giubileo; ed ecco che avete fatto tutto. Per quanto all'anima vostra, voi avrete sempre bisogno di attendere alle principali virtù, alla Fede, alla Speranza, alla Carità,. Attendete a questo, che morta a tutto viviate solo in Dio. Non guardate a voi; sorpassatevi, e dimenticatevi; guardate a Dio che è tutto. Potete non curare gli stessi vostri ordinarii mancamenti se vi immergete in Dio affinchè Egli ve li asperga tutti e sia Egli il vostro rimedio, consolazione, lume, conforto, e sostegno. Pregate sempre e fate pregare per tutto e per tutti; e speriamo nella intercessione della gran Vergine Immacolata. Vi benedico di cuore con tutte le vostre e ricordatevi anche di me e del mio Vicario. Aff.mo + Pietro Luigi V.vo Corrispondenze 50 Opera Omnia Corrispondenza di Alessandro Valsecchi, canonico CORRISPONDENZA 42 il 23 Giugno 1852. Bergamo Illustr.ma Sig.ra Contessa! Non avendo potuto rispondere prima alla gentilissima sua del 19 corrente, né volendo lasciarla in una angosciosa incertezza circa la condotta di suo figlio, scrivo la presente e la consegno al suo figlio med.mo, il quale godrà sentirsi ripetere da Lei quello che vi si contiene; giacché da molto tempo io non ho argomento di lamentarmi né intorno agli studi né intorno alla disciplina anzi me ne lodo, e ho tutta la lusinga che non sia per mancare a se stesso, a suoi superiori, e molto più a suoi parenti. I rispetti umani pare che diano luogo, a poco a poco, e vinti questi, credo che tutto il resto sia facilissimo. Le savie ammonizioni e le incessanti preghiere colle quali Ella, adempiendo le parti di madre veramente cristiana, assiste suo figlio, giovano al medesimo assai più che le mie parole e le mie cure. Non che accusi suo figlio, che anzi accuso me stesso vedendomi troppo inferiore al delicato officio che mi sono addossato. V.S. adunque faccia di assistere colle sue orazioni non solo il suo Carlo, ma il Rettore e avrà fatto un gran bene ad amedue. Io la ricambierò alla meglio raccomandandola ai miei sacrifizii e raddoppiando le attenzioni verso suo figlio. La prego dei miei più ossequiosi rispetti all'ottimo suo marito nel mentre ho l'onore di professarmi della S.V.I. Umil.mo Divot.mo Obbl.mo servo P.te Alessandro Valsecchi Corrispondenze 51 Opera Omnia CORRISPONDENZA 439 1853 … Il vostro Carlino è malato; non vi turbate per ciò; il male non è poi grave, ma potrebbe diventarlo. Io penso che nel collegio non potrà trovare quelle cure che troverebbe in famiglia sotto gli occhi del padre, tra le vostre cure amorevoli e sapienti… E che il respirare l'aria nativa potrebbe essergli cagione di troncare l'apparso malanno e ridonargli la primitivafreschezza… 9 (1853) da padre Nicola * Giugno da padre Severino(SC 91) "dall'Orfanello Agosto 1921" Corrispondenze 52 Opera Omnia CORRISPONDENZA 44 dal Collegio il 1° Aprile 1854 Ill.ma Signora! Per di Lei quiete e a mia discolpa credo di doverla avvertire che attendo da Mons. Vescovo di Brescia un'istruzione circa l'atto che io tengo in mano. A quel Vescovo, mi hanno detto, che sia pervenuta una grande sostanza per la fondazione di un Istituto di beneficienza; ed io ho creduto bene informarmi del modo con cui è pervenuta al medesimo questa sostanza per prender norma senza però manifestare al medesimo né il nome né le intenzioni della S.V.I. Intanto io vado digerendo l'atto, come mi pare meglio, sulle norme da Lei stessa tracciatemi; e non sono ancora riuscito a terminarlo atteso le straordinarie occupazioni avute in questi giorni per gli esami semestrali. Mi pare però che non debba essere una cosa tanto urgente avendo già Ella garantito abbastanza le sue intenzioni. Nelle vacanze di Pasqua potrò terminare meglio ogni cosa e verrò io stesso a riconsegnarle tutti gli atti. Io sono lieto di poterla assistere secondo le deboli mie forze in opera di tanta carità e prego Dio che la consoli colle sue consolazioni che non sono quelle di questo mondo. La memoria del sagrifizio che la B.ma V. Maria ha fatto per amor nostro nella morte del suo Divino Unigenito varrà in questi giorni più che altro a confortarla nel dolore della perdita per Lei e per chiunque ha conosciuto da vicino il suo Carlo, sempre nuova. Io stesso ho perduto in esso il primogenito del mio Collegio, e mi conforto pensando che sarà come le primizie di quei frutti che saranno offerti a Dio in abbondanza da questo campo che ho piantato e che vado coltivando con tante fatiche per la salvezza della nostra Gioventù. Aggradisca l'umile servitù e la rispettosa divozione di chi ha l'onore di professarsi della S.V.I. Umil.mo Obbl.mo servo P.te Alessandro Valsecchi Corrispondenze 53 Opera Omnia CORRISPONDENZA 45 Bergamo il 23 Aprile10 Ill.ma Signora! Il notaio mi ha fatto leggere quella carta, l'approvo in ogni parte ma prima di ritoccarla qua e là ha invitato purché avvi a ripetere alla S.V.I. quanto circa le avea già avvertita, cioè che i legati della somma complessiva di 84.000 lire e lire ottantaquattromille sembrano troppo gravosi e pare che in tal modo calcolate le spese di riduzione o acquisto di locali non vi potranno farle così bene. Le 60.000 per le monache bastano appena pel locale e con questo legato si da una tal ferita all'orfanotrofio da mettere in imbarazzo chi lo deve attivare. Così il notaio, il quale supponeva meco che la sostanza disposta potesse sommare a lire di circa 250.000. Quindi il medesimo opinerebbe che si avesse a lasciare largo e ricco l'orfanotrofio che è la prima istituzione destinata anche a perpetuare la memoria del suo Carlo e riservarsi poi essa di attivare vivendo l'altre fondazione alla quale, nel qual caso, potrebbe disporre un lascito di 20.000 lire. E' meglio una cosa ben stabilita che due abbozzate. Ella conosce meglio il suo asse prenda in seria considerazione i riflessi del notaio e poi mi dica che si ha da fare e come combinare l'atto. Due giorni dopo la risposta potrà rimandare la persona di sua confidenza a prendere l'atto che sarà allestito. Monsignore ha aggradito il bel velo della pisside e mi ha incombensato di attestarle la sua riconoscenza. S'approfitti del tempo preziosissimo della tribolazione per il maggior bene della sua anima; e si disponga in tal modo al compiere la divina volontà sopra di Lei. Mi perdoni la fretta e la confidenza con cui le ho scritto e m'abbia sempre quale me le professo con stima e divozione Divot.mo Obbl.mo servo P.te Alessandro Valsecchi 10 1854 padre Nicola * confermata da padre Severino (SV 103) Corrispondenze 54 Opera Omnia CORRISPONDENZA 46 Bergamo il 26 Aprile 1854 Ill.ma Signora! Ecco l'atto con tutte le modificazioni possibili e impossibili. L'occupazione straordinaria che mi porta l'ingresso degli alunni m'impedisce di trascriverlo e la S.V. mi avrà per scusato. Stia unita al Sacro Cuore di Gesù e imparerà meglio che dalle creature come consolare e santificare il suo dolore e la sua solitudine. Coi soliti sensi di stima e di rispetto me le professo Umil.mo Divot.mo Obbl.mo servo P.te Alessandro Valsecchi Corrispondenze 55 Opera Omnia CORRISPONDENZA 47 dal Collegio di S.Alessandro in Bergamo il 16 Maggio del 1854 Illustrissima Signora! Ho ricevuto e tengo in deposito la di Lei disposizioni del 26 aprile che ho trovato in piena regola, meno l'omissione di una parola al N° 11, ove è detto dell'orfanotrofio e manca la parola nella Chiesa. Per questo procurerò di venire un giorno a Comonte anche perché sarà bene dichiarare che il foglio tagliato avanti il medesimo N° 11 conteneva nulla e fu tagliato da Lei stessa. Riguardo ai due notai l'ultimo mi ha domandato due napoleoni; e quanto Ella creda di darglieli mi pare che il primo non meriti meno. La firma del Notaio mi dice il notaio stesso che sia inutile; ma forse converrà meglio fare al medesimo una consegna legale della disposizione, intorno alla qual cosa ci intenderemo a voce. Godo assaissimo dei buoni sentimenti, da cui la vedo animata nella tribolazione datale da Dio. Faccia in modo però che il tutto proceda in Lei con la massima quiete ed umiltà senza sforzo, senza violenza, senza inquietudine seguendo la volontà di Dio come una figlia sua madre. Questa regola la mantenga sempre anche quando le sembrasse di aver mancato in qualche cosa. Io non ho mai potuto far pace con certe anime, che si propongono di raggiungere piuttosto una certa idea e un certo grando di santità, che si sono formate nella loro mente anzichè Dio stesso. Credo che una gran parte delle inquietudini e mali umori nelle persone divote derivi da questo. Ella non ha bisogno di questo mio consiglio, ma io ho voluto dirlo per tenerla sempre più lontana da uno scoglio, in cui il di Lei sesso urta sì facilmente. Ami Dio schiettamente con tutto il cuore, sia pronta per Lui ad ogni sagrifizio, tenga libero il cuore d'ogni affezione e tutto il resto verrà da sé. In questo mese faccia qualche cosa ad onore di Maria e specialmente qualche limosina di più ai poverelli. Dica qualche cosa anche per me al suo Carlo in Paradiso ove certo mi avrà perdonato tanti mali esempi e avrà di me maggior comprensione. Con tutta la stima e rispetto sono della S.V.I. Umil.mo Divot.mo Obbl.mo servo P.te Alessandro Valsecchi Corrispondenze 56 Opera Omnia CORRISPONDENZA 48 Bergamo il 2 Luglio 1854 Illust.ma Signora! Dopo l'ultima volta, che io fui a Comonte, sono stato sempre occupatissimo ed anche disturbato in modo, che per quanto lo desiderassi, non ho potuto mai rispondere alle sue lettere, che pure mi tornano sempre carissime. Mi pareva anche che non stava bene scriverle senza mandare insieme le ricevute dei due legali e solamente ieri l'altro ho potuto avere quelle del Dott. Roviglio. Riceva adunque con la presente le due ricevute e insieme le scuse del mio ritardo. Il buon desiderio, che Dio le mantiene, di amarlo e servirlo è la maggiore ricompenza che potea darle per quanto ha fatto e sofferto per Lui e ne lo ringrazii ben di cuore. Procuri poi di mandarlo ad effetto mano mano che le si presentano occasioni di esercitare o la rinnegazione o la carità, sia nelle piccole cose sia nelle maggiori; ma seguendo naturalmente e quietamente l'ordine della Providenza senza voler prevenire il tempo e la grazia di Dio. Bisogna sempre essere padroni di se stesso, e ricordarsi sempre che Dio è quello che dat velle et perficere: e che dal canto nostro ci dobbiamo guardarci dall'opporre resistenza alla grazia di Dio. La memoria dei novissimi, la meditazione dei patimenti di N.S.G.C., la frequente comunione, la divozione a Maria SS.ma sono mezzi sicuri, efficacissimi per regolare i movimenti della nostra volontà, e disporla sempre meglio alle operazioni di Dio. Desidero di venire un giorno a Comonte, ma non so quando potrò effettuare questo desiderio. Intanto me le raccomando quanto so e posso, perché sento uno straordinario bisogno delle altrui orazioni per me e per questo Istituto ancora nascente e incerto e pieno di cure e di travagli. Con tutta la stima e divozione mi professo della S.V. Obbl.mo Divot.mo servo P.te Alessandro Valsecchi Corrispondenze 57 Opera Omnia CORRISPONDENZA 49 Bergamo il 5 agosto 1854 Stim.ma Signora! Reduce da Ardesio era mia intenzione di fare una gita a Comonte per combinare alla meglio l'affare di quel "volto", ma poi alcuni riguardi mi hanno dissuaso. Ho procurato poi di intendermi con D. Bartolo, il quale mi ha mostrato disegni e mi ha fatto conoscer quanto ho voluto sapere. Io avrei proposto di rimettere il disegno in mano del capo muratore Peverelli, persona molto intelligente, sperimentata e dabbene. Egli verrà (in) sopraluogo, riformerà il disegno in modo di fare una cosa decente ma senza lusso e poi saprà dire il minimo della spesa. All'uopo s potrà incaricare il Peverelli stesso dell'esecuzione facendo col medesimo come un contratto di sorta per non sottostare a qualsiasi eventualità. La S.V. ci rifletta ed io intanto senza impegno alcuno disporrò che il signor Peverelli venga a Comonte più presto che sia possibile per concretare il suo progetto. Mi faccio un dovere di mendarle una copia del programma che ho fatto stampare alla fine dell'anno scolastico p.p. e sono dolente di non poterle mandare insieme le memorie col suo Carlino. Nutro fiducia però di poterlo fare, fra pochi mesi. Del resto non ho altro a dirle se non che ripetere le solite raccomandazioni eccitandola ad uniformarsi più perfettamente che sia possibile alla volontà di Dio ripetendo spesso quelle parole così semplici così sublimi che erano sempre sulle labra del Serafico S. Francesco "deus meus et omnia - Dio mio e mio tutto". Che luce, che ricchezza, che gaudio, che pace, in queste parole! Se le faccia sue ma di cuore collo schivare ogni cosa che sappia del singolare; col praticare in ogni incontro la annegazione, col purificare sempre più la propria intenzione, col rivolgersi a Dio in ogni cosa, coll'attendere assiduamente a qualche lavoro ed alle faccende domestiche, come faceva la Beata Vergine e come fa ogni povera donniciuola umile e timorata di Dio. Con queste poche parole ho voluto venire a visitarla nella sua solitudine perchè Ella ricordandolo non sia più solitaria. "Deus meus et omnia". Mancheranno tutti gli uomini, mancheranno tutte le cose; Corrispondenze 58 Opera Omnia Dio non mai, e a Dio tutto, Deus meus et omnia, se ne ricordi e m'abbia quale mi pregio con viva stima e gratitudine. Umil.mo Div.mo P.te Alessandro Valsecchi Corrispondenze 59 Opera Omnia CORRISPONDENZA 50 Il 2 7bre 1854 Bergamo Preg.ma Signora! D.n Pietro Carrara mi ha consegnato una corona e sei pezzi da 20 fr. per D. Luigi Vitali. Ne la ringrazio io stesso di tutto cuore per l'ajuto che presta a quel Sant'uomo in opera eminentemente rivolta alla gloria di Dio. Ho veduto l'altro ieri D.n Bortolo, abbiamo parlato di quella faccenda a Lei nota, e l'ho affidato che la S.V.I. era ben intenzionata e avrebbe fatto cosa da contentare anche codesta buona gente, tra la quale vive da lungo tempo, ed ove la memoria del di Lei Carlo è più viva ed affettuosa. Non posso dire di più, né trattenermi più a lungo perché D.n Pietro vuol partire ed io sono aspettato. La ringrazio dei riguardi che mostra per me, e dei quali procurerò di essere non del tutto indegno. M'abbia quale mi pregio con stima e gratitudine Divot.mo Obbl.mo servo P.te Alessandro Valsecchi All’illustrissima Signora La Sig. Costanza Cerioli Buscchi Tassis Comonte Corrispondenze 60 Opera Omnia CORRISPONDENZA 51 Dal Collegio il 19 7bre11 Stimat.ma Signora! Perdonera se oso impacciarmi di cose che non mi appartengono poiché questa volta non posso tralasciare e lo faccio anche per consiglio di Mons. Vescovo. Quell'unica e piccola finestra nella facciata della Chiesa di Comonte a un tale inconveniente, che sta bene riparato adesso che non si sono ancora levati i ponti: Io ne ho parlato con D.n Giuseppe, ma egli non ha mezzi di sorta per sobarcarsi alla piccola spesa. La S.V., che ha fatto già tanto e va facendo tuttavia tanto bene, non potrebbe fare anche questo di dare un po' di luce alla chiesa della sua contrada? Così si renderebbe maggiormente benemerita della casa di Dio e di cotesta buona gente, riparerebbe ad un gravissimo inconveniente che certamente dovrà recare continuo dispiacere ed incomodo a Lei med.ma ogniqualvolta si troverà a pregare in quella chiesa. La si immagini quella piccola finestra colla luce ristretta dal telaio, impedita dalla navata e più dalla cantoria larga che le va sotto, e dai due muri avanzati e supponga un giorno nebuloso e poi mi faccia ragione. So che Ella non vi ha colpa, che ha adempiuto alla sua promessa, ma tutto questo non toglie che l'inconveniente sia grave e che Ella non faccia una bella cosa e una azione molto meritoria a corregerlo. Ciò basta, il di più sarebbe offenderla. Del resto mi consolo molto con Lei poiché vedo che il Signore se ne serve per il bene e la salute di molte anime. Procuri di tenersi sempre avanti Iddio in grande indifferenza per tutto quello che vuole da Lei, preghi e cerchi e scielga a preferenza quello che più serve alla di Lei umiltà e annegazione. Vanitas vanitatum et omnia vanitas. Raccomandi al Signore Iddio le mie cose e me stesso con promessa di fare io stesso con Lei. 11 1854 dice padre Nicola * conferma padre Severino (SC 107) Corrispondenze 61 Opera Omnia CORRISPONDENZA 52 Bergamo il 5 8bre 185412 Stim.ma Signora! Reduce da Verdesio era mia intenzione di fare una gita a Comonte per combinare alla maglio l'affare di quel volto, ma poi alcuni riguardi mi hanno dissuaso. Ho procurato poi d'intendermi con D.n Bortolo, il quale mi ha mostrato i disegni e mi ha fatto conoscere quanto ho voluto sapere. Io avrei proposto di rimettere il disegno in mano al Capo muratore Peverelli, persona molto intelligente, sperimentata e dabbene. Egli verrà sopra-luogo, riformerà il disegno in modo di fare una cosa decente ma senza lusso e poi saprà dire il minimo della spesa. All'uopo si potrà incaricare il Peverelli (?) stesso dell'esecuzione facendo col medesimo come un contratto di sorta per non sottostare a qualsiasi eventualità. La S.V. ci rifletta ed io intanto senza impegno alcuno disporrò che il sig. Peverelli (?) venga a Comonte più presto che sia possibile per concretare il suo progetto. Mi faccio un dovere di mandarle una copia del Programma che ho fatto stampare alla fine dell'anno scolastico po.po e sono dolente di non poterle mandare insieme le memorie del suo Carlino. Nutro fiducia però di poterlo fare fra pochi mesi. del resto non ho altro a dirle se non che ripetere le solite raccomandazioni eccitandola ad uniformarsi più perfettamente che sia possibile alla volontà di Dio ripetendo spesso quelle parole così semplici e così sublimi che erano sempre sulle labra (§) del serafico S. Franco. Deus meus et omnia. -Dio mio e mio tutto. Che luce, che ricchezza, che gaudio, che pace in queste parole! Se le faccia sue ma di cuore collo schivare ogni cosa che sappia di singolare; col praticare in ogni incontro la annegazione (*), col purificare sempre più la sua intenzione, col rivolgersi a Dio in ogni cosa, coll'attendere assiduamente a qualche lavoro ed alle faccende domestiche, come faceva la Beata Vergine e come farebbe una povera donnicciuola umile e timorata di Dio. 12 padre Severino legge 5 Agosto 1854 ma chiaramente è un errore di lettura (SC 105-106) Corrispondenze 62 Opera Omnia Con queste poche parole ho voluto venire a visitarla nella sua solitudine, perché Ella ricordandolo non sia più solitaria. =Deus meus et omnia=. Mancheranno tutti gli uomini, mancheranno tutte le cose; Dio non mai, e Dio è tutto. deus meus et omnia. Se ne ricordi e m'abbia quale mi pregio con viva stima e gratitudine Umil.mo Div.mo servo P.te Ales. Valsecchi Corrispondenze 63 Opera Omnia CORRISPONDENZA 53 Dal collegio il 6 9bre 1854 Ill.ma Signora! Pur troppo sta bene che si approfitti del bellissimo tempo che corre per fare la visita da lei divisata alle RR.MM. del Sacro Cuore, e potrebbe farla domani mattina. Io non ho potuto ancora parlare con quelle monache, ma lo farei stasera senza nessun fallo, desiderando io che siano prevenute della di Lei venuta. Se mai passando per Bergamo credesse anche di fare una visita a questo collegio, ove crebbe a tanta virtù e a sì belle speranze il di Lei amatissimo e nostro carissimo Carlino, e non trova soverchia ripugnanza nella di Lei sensibilità, lo faccia in buon ora, che io e tutti ne saremo consolati e onorati. La di Lei memoria è indivisibile da quella del figlio primogenito di questo Istituto. Si conservi e cresca al bene della Religione e alla maggior gloria di Dio che per questo è buona cosa il differire anche il possesso della gloria del Paradiso. Con viva stima e devozione mi pregio della S.V.I. Umil.mo Div.mo servo P.te Ales. Valsecchi Corrispondenze 64 Opera Omnia CORRISPONDENZA 54 il 22 xbre 1854 dal Collegio Stimat.ma Signora Sono in debito da un mese di risposta ad una sua lettera; ma la morte di un mio cariss.mo Professore, il pericolo di un altro, la malattia di diversi alunni i quali stanno ora tutti bene, mi hanno sinora così occupato che non ho potuto fare altro. Rileggo ora la di lei lettera e sento con piacere che è stata a fare una visita alle RR. Madri e che di più ha ricevuto una lettera della R. Madre Generale. Mi piace assai che Ella coltivi questa relazione, perchè sono donne veramente di spirito e di uno spirito assai buono e sodo; ed Ella potrà ritrarre grande vantaggio per l'anima sua. Tratti con libertà e semplicità ciò che deve fare sempre quando parla specialmente di cose di spirito, ma sia per bisogno e per giovamento dell'anima sua esercitando qualche volta in ciò un pò di rinnegazione. Non badi a tutti i sentimenti, e movimenti interni; purifichi, raddrizzi spesso la sua intenzione, e quando è risolta di non voler che Dio e di agire solo per Iddio, disprezzi tutto il resto ed anche certe imperfezioni e colpe leggere, in cui potesse incorrere. L'effetto che qualche volta le produce la memoria del suo Carlo, cioè una conoscenza e gratitudine verso Dio ed una indifferenza di essere certa la sua volontà è un effetto buono dello Spirito Santo ed Ella ne ringrazi il Signore rinnovando la protesta di voler fare in tutto e sempre la di Lui volontà santissima. Circa il modo di orazione invece di ascoltare poco e parlare molto vorrei che ascoltasse molto e parlasse poco secondando in ciò gli interni movimenti della grazia e del cuore, imitando l'esempio di S.Franco che in queste cose non è presunzione ma umiltà e prudenza l'imparare dagli altri e specialmente dei Santi quello che dobbiamo fare. Che se non le restasse tempo per tutte le orazioni vocali potrà compendiarle col parere del suo confessore e questo è conforme all'insegnamento di S.Frano di Sales e alla pratica dei Santi. Ma tutte queste sono cose interne, segrete tra lei, Iddio e il suo confessore; sicché non può temer. Di singolarita: ed in ogni modo bisogna fare così perchè in queste cose bisogna seguire l'unico maestro, che è lo Spirito Corrispondenze 65 Opera Omnia Santo, che a noi si manifesta per gli interni impulsi e per mezzo dell'ubbidienza. Nel resto tenga ferma la regola di fare manifestamente in tutto come fanno le altre donne del suo stato ed alle sue condizioni. Abbisognando qualche volta di consigli per le cose sue potrà rivolgersi al Parroco di Brusaporto, onde regolarsi al momento coi lumi di una persona discreta e dotta, potendo però regolarsi coi lumi già avuti altra volta sia di quel Parroco sia da chi la dirige nello spirito, è bene che operi da sè per non avvilupparsi e per esercizio di ubbidienza. Se si trattasse di confessarsi potrà avere maggior libertà. Del resto la ringrazio delle orazioni che conserva di me avanti al Signore e procurerò secondo le mie forze di contrcambiare nelle mie orazioni e sacrifizi. Godo della sua buona salute e procuri di mantenerla alla maggior gloria di Dio e in servizio dell'ottimo suo marito. Faccia opera di promuovere fra cotesta buona gente la divozione al cuore immacolato di Maria per la conversione dei poveri peccatori; goda dell'immacolato concepimento di Maria e ne festeggi la definizione, come sono certo che la festeggerebbe il suo Carlino. A Lei e al suo marito e a tutta la sua famiglia auguro ogni benedizione in queste feste Natalizie di Nostro Signore e buon capo d'anno. M'abbia sempre quale con tutto il rispetto e la devozione gode professarmi Umil.mo Obl.mo servo P.te Ales. Valsecchi Corrispondenze 66 Opera Omnia CORRISPONDENZA 55 Addì 10 marzo 1857 Bergamo Pregiatissima Signora ia lode al Signore. L'idea del nuovo Istituto ch'Ella mi ha dato a leggere la mi è sembrata veramente una cosa la più perfetta e la più semplice e insieme la più provvida perchè ha in mira una classe della società molto trascurata e quasi esclusa da tutti gli altri Istituti. Io non esito a pronunziare che la di Lei idea, sia una ispirazione preziosissima di Dio, che vuol fare una bella grazia a quella povera gente, che tante volte non riceve dell'ingiustizia e dalla durezza degli uomini la mercede dovuta à suoi stenti e alle sue fatiche. Ella poi ha un grande motivo di consolarsi e di benedire e ringraziare il Signore che l'abbia scelta ad istrumento per compiere i suoi disegni. Vede bene quanto le cresce anche per questo il motivo e il dovere di amar Dio con tutto il cuore e di fargli il sacrificio di tutta se stessa, che è quello che Dio vuole da Lei più che le sostanze. Anche il modo con cui è scritta quell'idea mi parve molto adatto e proprio perchè semplice ed effettuoso: tuttavia mi sono permesso alcune correzioni per la chiarezza che non toccano mai la sostanza, meno circa l'età dell'accettazione, il qual punto sarà bene ancora consigliarlo con Mons. Vescovo e maturarlo nell'orazione. Quando avrà copiato un'altra volta il di Lei scritto, lo rimetta al Prelato e senza più si rimetta al giudizio del medesimo e poi non pensi che a far la volontà di Dio nell'attuazione dell'Istituto. Preghi e preghi molto e sempre e non faccia mai nulla senza pregare. Le restituisco anche quelle disposizioni testamenatarie a Lei note, giacchè vedo che vanno ad essere distrutte e surrogate da un'altra. Mons. Vescovo mi ha detto una parola così alla sfuggita; ma per ora non ci siamo intesi. Raccomandi al Signore anche l'anima mia e le cose mie e mi abbia quale mi professo con tutto il rispetto e la stima. Divot.mo Obl.mo servo P.te Ales. Valsecchi Corrispondenze 67 Opera Omnia CORRISPONDENZA 56 Bergamo il 15 aprile 1857 Stimatissima Signora! Ho ricevuto la gradma sua del giorno otto and.te mese unitamente al libretto delle illustrazioni e regole per le sue figlie. La lettura, che ne ho fatto, mi ha lasciato una favorevole impressione; e mi sono sembrate molto opportune allo scopo, e dettate da uno spirito di discrezione. Tuttavi converrà sperimentarle per qualche tempo, poichè sarà facile trovar nella pratica qualche cosa da mutare e migliorare. Così credo che abbiano fatto tutti i Fondatori di qualche nuovo Istituto. Io poi non potrei nemmeno occuparmi presentemente della correzione, perchè sono applicate interamente a scrivere l'orazione funebre del Co: […]Giuseppe Benaglio. Subito dopo mi occuperò delle cose sue. Quell'apparecchio alla SS.ma Comunione è veramente degno e dell'ottimo giovane, che l'ha scritto, e delle Figlie di S.Giuseppe. Pochissime cose sarebbero da toccarsi, e nessuna intorno alla sostanza ma solamente alcune poche intorno all'espressione. Lo farò al più presto io stesso; ma mi dia tempo da sbrigare prima quelle di cui sono debitore da già lungo tempo. Ella m'accenna di alcune carte, che io dovrei mandarle ma non so di quali carte mi parli, perchè tutte quelle che avea (cioè l'atto scritto dal R.Roviglio) io l'ho già mandate a Lei nell'ultima mia lettera. Forse intendeva parlare di altre carte, che, se non erro, stanno in mano di Mons. a cui le ha consegnate Ella stessa; ma quelle carte io non le ho mai vedute nonche avute da mano. Ciò per di Lei regola. Non posso trattenermi più a lungo: m'abbia per scusato. Le raccomando diffidenza di se stessa e confidenza in Dio, umiltà ed orazione. Con tutto il rispetto e la devozione mi professo. Umil.mo Obl.mo servo P.te Ales. Valsecchi Corrispondenze 68 Opera Omnia CORRISPONDENZA 57 [18 Aprile 1857]13 A.M.D.G. Stim.ma Signora! Da oltre un mese le sono debitore di risposta ad una sua lettera, che mi è stata carissima specialmente per le consolanti notizie che mi dava della di Lei preziosa salute e dell'opera di carità che Ella ha preso a fondare per il bene delle anime e per la gloria di Dio. Io non ho mai dubitato che Dio togliendo a Lei il suo Carlino perchè la malizia del secolo non l'avesse a pervertire, l'avrebbe poi fatta madre in una guisa tutta spirituale ed angelica di altri molti figlioli e molte figliole che Ella avrebbe preso a raccogliere, a custodire ed educare pel Paradiso. Oh! La grazia grande che le ha fatto il Signore! Oh! Lo scambio prezioso che è avvenuto tra Lei e Dio! Impari dunque a essere sempre più generosa nei suoi sacrifizi e si abbandoni tutta in Dio nostro Padre: continui con lena e compia l'opera buona, a cui è stata chiamata. Ma faccia tutte le cose con grande semplicità, e longanimità, seguendo e non prevenendo l'impulso di Dio, non fidandosi di sè stessa, e regalandosi in tutte secondo il consiglio e l'ubbidienza. Così riuscirà tutto e sempre bene. Ho sentito da D.n Bortolo il buon successo dei SS.Esercizi e ne ho provato la più grande consolazione per il bene della di Lei anima e per il bene che ne verrà il di Lei nascente Istituto. D.n Bortolo è un uomo di Dio, lo tenga caro e lo ascolti. Si ricordi di me apresso il Signore perchè mi aiuti e mi sostenga e lo cerchi e lo ami unicamente. Ciò desidero e prego a Lei stessa e me le professo con tutta stima e il rispetto. Umil.mo Divomo Obl.mo servo P.te Ales. Valsecchi P.S. Le molte dicerie, che si sono ripetute a carico del mio collegio per non essere stato visitato da S.M., mi hanno consigliato a 13 Longoni: dopo 10 marzo 1857 Corrispondenze 69 Opera Omnia stampare un articolo sul foglio patrio. Ne mando una copia anche a Lei, perchè suppongo che quel rumore sarà giunto entro Comonte e perchè mi è noto l'interessamento della S.V. per l'istituto, ove il di Lei Carlino attinse i sodi principi della scienza e della virtù, per cui in età ancora giovinetta visse caro e riverito da tutti e maturò per il cielo. Corrispondenze 70 Opera Omnia CORRISPONDENZA 58 [Prima del 5 Maggio 1857]14 Stim.ma Signora! Le restituisco gli atti di preparazione e di ringraziamento alla SS.Comunione con poche correzioni ed aggiunte, se Ella od altri crederanno di ritenerle. Dopo averli ricopiati sarà meglio che gli presenti Ella stessa a Monsignor Vescovo per l'approvazione. Io li ho trovati molto esatti, affettuosi ed opportuni; e ritengo che possano presentarsi senza soggezione anche a Monsignore. Ad ogni modo la bella lettera del loro autore potrà servire di ottima e potentissima commendatizia. Riguardo all'istrumento per ora niente di nuovo. Raccomando alla di Lei carità una persona defunta, che mi sta grandemente a cuore. Il Signore Iddio la benedica con tutte le sue figlie, e la faccia crescere sempre più nella morte a se stessa e nella carità di Dio. Con tutto il rispetto e la considerazione mi professo, Suo Divomo Obl.mo servo P.te Ales. Valsecchi 14 Vedi epistola 164- 165 Corrispondenze 71 Opera Omnia CORRISPONDENZA 59 Bergamo il 7 maggio 1857 Nobil.ma Signora! Il Giureconsulto Bonomi, a cui mi sono raccomandato per l'atto di fondazione di codesto Istituto nascente, desiderava conoscere la precedente disposizione di ultime volontà che io Le ho restituito per andare, se mai vi fosse qualche cognizione utile al nuovo scopo e fors'anche qualche cosa da ritenersi. Ella potrà mandarmele, oppure, ciò che mi pare meglio, scrivermi sopra un foglio i di Lei pensieri e precisando la sostanza […] cosa e quelle ereitate dal di Lei marito, e gli obblighi che per avventura incombessero all'una e all'altra e che si vorrebbero mantenere. Preghi e faccia pregare il Singoree perché il tutto procedi secondo la sua divina volontà con perfetta subordinazione per queste nostre; e ricorra più spesso in questo mese al patrocinio di Maria. Godo ripetermi con vera stima e colla maggior considerazione. Suo Umil.mo Divomo Obl.mo servo P.te Ales. Valsecchi Corrispondenze 72 Opera Omnia CORRISPONDENZA 60 Bergamo il 22 feb.° 1858 Stim.ma Signora! Fatto riflesso a tutte le attuali circostanze, la di Lei gita a Soncino mi sembrerebbe immatura e meno opportuna. Torni a scrivere piuttosto alla cognata invitando a passare qualche giorno a Comonte giacchè la S.V. si trova nell'impossibilità di abbandonare il nascente Istituto e di esporsi fuori della Diocesi con una divisa che non è ancora riconosciuta fuori della Diocesi. Ho ricevuto quello scritto, ma presentemente non posso occuparmente, perché devo passare ad una missione troppo importante. Preghi e faccia pregare il Signore per il buon successo del Giubileo e perché sieno dispersi i consigli a compiere l'audacia degli empi all'onore di Dio, alla salute delle anime, all'esaltamento della S.Madre Chiesa. Con ossequiosa stima e innalterabile devozione mi professo della S.V.R. P.S. - Ho ricevuto anche i tre napoleoncini d'argento e li passerò oggi o dimani in mano all'avvocato. Umil.mo Devotmo Obl.mo servo P.te Ales. Valsecchi Corrispondenze 73 Opera Omnia CORRISPONDENZA 61 Bergamo il 30 8bre 1858 Illust.ma Sig. Contessa! La giovine che fu presentata ieri alla S.V.I. dalla N. Tubacher zia della giovine stessa e che Ella ha avuto la bontà di sistemare e riservare in cod.o Istituto da Dio benedetto, è veramente degna d'ogni riguardo perchè oltre all'essere senza persone che ne abbiano cura e prevenzione, si trova anche esposta al pericolo della seduzione tanto maggiore quanto più lusinghiere sono le doti di cui va fornita e quanto è più supina la buona fede di chi dovrebbe preservarnela. La zia, che l'ha tolta al pericolo con carità e prontezza e forza meritevoli d'ogni elogio è stretta a frequentare per vivere le case di ricovero ed è impossibilitata a fare la guardia e a mantenere la giovine. Io avrei scritto anche prima, ma trattandosi di una eccezzione alle Regole dell'Istituto, ho preferito di non farlo, se Ella prima non avesse manifestato il proprio parere circa l'accettazione. Ora poi che la vedo disposta a fare l'eccezione, in vista dell'urgenze e delle peculiari circostanze del caso, mi faccio un dovere di assicurarla che quanto le viene esposto dalla Tubacher è la pura verità, e devo ringraziarla io stesso della carità usata con quella povera giovine e con me la ringrazia Mons.Pro-vicario e il conte Procersi. Non ho tempo di aggiungere […] poichè aspettavo queste due righe. Coraggio, si abbandoni in Dio e avanti. L'opera che ha tra le mani non può essere più santa e più opportuna, ed io che ne conosco i principii e tutto lo sviluppo non posso dubitare che non sia opera voluta da Dio. Mi raccomandi al Signore. La riverisce il Parroco di Strozza qui presente. Umil.mo Devotmo servo P.te Ales. Valsecchi Corrispondenze 74 Opera Omnia CORRISPONDENZA 62 Bergamo 14 -10bre -1858 Colend.ma Superiora Finchè il suo Istituto non ha avuto la sanzione della S.Sede parmi fuori di tempo il parlare di voti perpetuti e non posso approvare pienamente il pensiero dell'Ill.mo e Rev.mo Prelato di farli […] di anno in anno; però con certe formalità per distinguere le suore che pronunciano annualmente i loro voti dalle novizie che non hanno ancora pronunciato i voti annuali in faccia alla Società. Il quarto voto potrà riservarlo a chi Ella crede, ed anche questo obbligatorio per un anno. Tutte le suore che hanno pronunciato i tre voti vestiranno l'abito dell'Istituto con la corona ai fianchi e la croce al collo. Così mi pare. Mi consolo per le sue postulanti nuove che, spero, avranno lo spirito dell'Istituto, mi consolo […] con D.n Antonio cui desidero perfetta salute e lunga vita. Mi rincresce perchè la buona fattora sia ridotta a così mal partito, n'abbia tutta la cura che la merita e nel caso di una disgrazia potrebbe prevenire direttamente il Sig.Arciprete che Ella desidera senza pregiudizio però dei diritti parrocchiali, di fare i funerali nell'oratorio dell'Istituto. Per ora non bisogna pretendere di più e mi par meglio […] anche del Vescovo per non creare dei mali umori nel parroco e mettere il Vescovo in collisione col med.mo. Lasci il tempo al tempo, bisogna cominciare a stabilire la fabbrica prima di abbellirla. Circa il velo io non farei cambiamenti, se Ella stessa o le sue compagne non sono persuase. Devono sapere esse enon i Preti se quel velo è più o meno comodo; e quanto sia scomodo, io lo trovo grave, decente, opportuno, e ad ogni modo che non faccia le cose in fretta. L’uso e la pratica suggeriranno il miglior consiglio. Raccomandi alle sue consorelle e alle sue figlie raccomandi caldamente la novena al SS.mo Natale. E' un mistero tutto amore, tutto pietà, tutto semplicità: Gesù, Giuseppe, Maria si presentano nelle circostanze le più care in un aspetto il più amabile e più semplice. Le suore e le figlie di S:Giuseppe come persone di casa devono entrare con confidenza nella grotta di Betlem e osservare tutto attentamente e circondare con amore il presepio, e adorare e ringraziare, e benedire e pregare il bambino Gesù. In quel modo che vedono farsi da Giuseppe Corrispondenze 75 Opera Omnia e da Maria. Se mi è lecito vorrei pregarla di recitare tre Gloria Patri anche seconda le mie intenzioni. Gesù, Giuseppe e Maria sieno nel cuore e nella mente di Lei e di tutte le sue sorelle e figlie unicamente. Di Lei Umil.mo Devotmo servo Can. Ales. Valsecchi Corrispondenze 76 Opera Omnia CORRISPONDENZA 63 Begamo, 18 Marzo 1859 Illust.ma Signora! Presento alla S.V. la povera orfanella di Rossino figlia di una mia cugina, morta or sono poche settimane colla morte dei giusti nel baccio del Signore. Viene accompagnata dalla nonna e da una sorella donne ambedue di gran cuore e di molta Religione. Altre sei sorelle senza padre e senza madre restano a casa e tutte benedicono la carità della S.V. e pregheranno sempre per Lei e non sarà senza pro perchè hanno tutte il timore di Dio e sono piene di Religione e il Signore ascolta a preferenza le preghiere dei poveri orfani che operano in Dio e le amano. Unisco io pure i miei ringraziamenti e le mie preghiere e niente più desidero nella mia pochezza che di poterle significare nel miglior modo la mia gratitudine. Intanto mi consolo con Lei che abbia voluto onorare la memoria del grande Partriarca S.Giuseppe con una carità che certamente deve tornare carissima allo Sposo della B.Vergine ed a Lei ed al suo Istituto di gran benedizione. Raccomandi al Signore l'anima mia e mi consideri, quale mi professo. Umil.mo Devotmo Obl.mo servo Can. Ales. Valsecchi Corrispondenze 77 Opera Omnia CORRISPONDENZA 64 Bergamo. 10 7bre 1860 Molto Rev.da Madre! Presentemente sono occupato nel dare gli Esercizii Sp.i colle Figlie del Sacro Cuore qui sul Gromo, dopo sarò legato per 15 giorni al Duomo per il turno autunnale, così che non posso essere in libertà prima del giorno 7 ottobre. Dopo quell'epoca verrò volentieri a passare qualche giorno nella solitudine di Comonte, e sarà circa la metà di ottobre. Intanto la ringrazio di cuore del cortese e reiterato invito; e di tanta considerazione che ha per me, che ne merito si poca. Preghi e faccia pregare il Signore pei bisogni della S.Chiesa e per la conversione dei peccatori. Ella potrà interporre con molta efficacia la mediazione di S.Giuseppe, al quale in quest'anno ha fatto il sacrifizio di tante sue Figlie. Vada avanti con semplicità e con confidenza e cerchi solo la gloria di Dio e la salute delle anime e sovrattutto a suo tempo e al di là d'ogni desiderio. Dica a S.Giuseppe una parola anche per me e pel mio collegio e m'abbia per suo. Suo Umil.mo Devotmo Obl.mo servo Can. Ales. Valsecchi Corrispondenze 78 Opera Omnia CORRISPONDENZA 65 Bergamo, 18 9bre 1861 Molto Rev. Madre Ritornato ieri sera da Torre Boldone ho trovato la di lei lettera e le 2a parola. Oggi il Gildo viene a prendere quei libretti, che ella sà; ed io glieli consegno quali li ho ricevuti dolento di non averli corretti, come si richiedeva. Ma forse avrei fatto una fatica inutile, perchè ora l'esperienza maggiore potrà suggerire a Lei stessa molti cambiamenti ed alcuni anche radicali. Li emendi adunque a suo modo, ma prima di tutto sarà bene che mi faccia vedere in un foglio l'indice della materia che intende di trattare, che io le darò poi la decisione ordinata di tutto o sarà come la tale, su cui Ella dovrà ricamare. Al primo incontro le farò avere quella 2a parola, che per ora non ha potuto leggere. Mi consolo dell' aumento delle novizie. Il Giuseppe vuol fare a corrente qualche cosa di bello, lo lasci fare e non gli corra innanzi. Mi raccomandi al Signore e mi saluti le due orfanelle cugine, e mi consideri quale con tutto il rispetto e la gratitudine mi dico. Suo Umil.mo Devotmo Obl.mo servo C. Ales. Valsecchi Corrispondenze 79 Opera Omnia CORRISPONDENZA 66 Bergamo, il 24 Dic. 1861 Rev. Madre Eccole l'indice delle Regole; in seguito sarà forse necessario togliere e aggiungere qualche cosa. Intanto Ella segua questa strada e badi che quello che scrivo e che deve far parte delle Regole sia scritto piuttosto in forma di codice che di predica. Si consigli più che altro col Signore e ricorra a S. Giuseppe il quale avendole inspirato il buon proposito dei suoi poveri contadini, gli suggerirà anche le Regole più acconce allo scopo. Il bambino Gesù e la sua Ill.ma Madre e S.Giuseppe stiano adesso e sempre con Lei e con le sue sorelle in questa famiglia e procuri ora di farmi buon servitore di Gesù, Giuseppe e Maria per il merito delle Sue orazioni. Umil.mo Devmo servo Can. Ales. Valsecchi Corrispondenze 80 Opera Omnia CORRISPONDENZA 67 La vigilia di Pasqua del 1862 Bergamo A.M.D.G. Madre in Xh Rev.da Il primo giorno dopo le Feste Pasquali, Martedì della prossima ventura settimana vado in Valtesse ad assistere ad un mio antico convittore che celebra la prima S.Messa; il giorno dopo, cioè Mercoledì verrò a pernottare a Comonte per recarmi il giorno dopo a Soncino insieme con Lei e con la piccola famigliola di S.Giuseppe che va a ricevere e a portare le benedizioni di Dio in […]. Oh che momento solenne è mai questo per Lei e pel nuovo Istituto! Oh che giorno memorando! Oh che felice preludio! confitemini domine quoniam bonus quoniam in seculum misericordia […]. Sì, bisogna lodare, benedire, ringraziare il Signore e con Lui la B.Vergine e S.Giuseppe e lodarli e benedirli e ringraziarli grandemente e senpre, perchè fanno tutto e tutto bene e contro i nostri meriti e prevengono gli stessi nostri desideri e superano ogni aspettazione. Raccomando alle sue Monache l'umiltà e la semplicità; alle sue orfane l'ubbidienza e l'amore alla fatica, a tutte la confidenza in Dio solo e la preghiera. Buone Feste a Lei e a tutta la sua Comunità. Sono col massimo rispetto e devozione. Umil.mo Devotmo servo C. Ales. Valsecchi Corrispondenze 81 Opera Omnia CORRISPONDENZA 68 Bergamo 19 maggio 1862 M. Rev.da Madre! Mi sono consolato assai nel sentire che l'acquisto del convento di S.Maria sta per concludersi. Sarà bene che procacci di farlo presto istante che gli animi sono bene disposti e prima che il demonio susciti qualche ostacolo contro un progetto che non deve vedere di buon occhio. S.Giuseppe s'approfitta di tutti per far del bene anche dalla di lei precipitazione. Ha fatto molto bene a scrivere a Mons. Vescovo e non faccia nulla senza di Lui. Interessi cod.o R. Sig. Arciprete e per di lui mezzo Mons. Vescovo perchè fatto l'acquisto del convento di S.Maria gli sia applicato qualche capellania o qualche legato di messe. Probabilmente l'antico convento avrà avuto alcuno di questi legati, che nella soppressione saranno stati applicati a qualche altra chiesa: ora il sig. Arciprete potrebbe ricordarli e ad ogni modo il Vescovo trattandosi di stabilirvi un Istituto religioso di beneficienza potrà togliere il superfluo dove soprabbonda e trasportarlo ove manca il necessario. Del nostro Vescovo nulla di nuovo. Si sta preparando una risposta alla requisitoria del Consiglio di Stato e se ne spera un buon esito anche per quel che è avvenuto a Bergamo ed a Brescia in questi ultimi giorni. Certi spropositi madornali dei nemici del Vescovo dovrebbero aprire gli occhi al Governo. Li aprirà? Speriamo e preghiamo. Qui a Bergamo ed a Comonte per quanto io sappia nulla di nuovo. Faccia tutte le cose con ordine e con quiete massime in principio, perchè gli abusi introdotti non si tolgono mai senza difficoltà e senza mormorazioni. Mi raccomandi al Signore e mi consideri quale mi pregio Umil.mo dev.mo servo C. Aless. Valsecchi Corrispondenze 82 Opera Omnia CORRISPONDENZA 69 Il 7 Luglio 1862, dal Collegio M. Rev. Madre! Sia benedetto il Signore per tutto quello che ella mi ha scritto. Per ora non posso precisare il giorno che sarò a15 Comonte, perchè conviene che prima io senta il Sac. Ferrari16. Appena l'avrò sentito, scriverò. Ora bisogna di pregare molto, perchè S. Giuseppe che di solito è lento, ora sembra che voglia fare presto, forse perchè vede i nostri straordinarii bisogni. E cari santi benedetti. Lasci a lui le cure di S. Maria. La ringrazio della fretta fornitami e raccomandandomi alle di Lei orazioni sono Devotmo Obl.mo servo C. Ales. Valsecchi 15 Di Bianchi suggerisce: 1854 16 Di Bianchi suggerisce: Ferrari D. Giovanni v. Ricerche storiche - Marzo Aprile 1980 in F.N. Di Bianchi suggerisce: 10 febbraio 1863 Corrispondenze 83 Opera Omnia CORRISPONDENZA 70 Bergamo il 16 luglio 1862 M. Rev. Madre! Alla lettera del sig. Arciprete unisco un'altra del sig. Prevosto Broggi scrittami da pochi giorni perchè Ella stessa possa vedere meglio come stanno le cose e vi rifletta. Dimani poi alle ore 4 quattro pomeridiane manderà il bagher a prendermi qui a Bergamo ed io per la sud.ta 17 ora sarò pronto e verrò a Comonte per combinare di presenza le risposte da darsi. Senza prima parlare con Lei non mi arrischio a rispondere. Il Sacerdote di Grumello non si è lasciato vedere. Preghi e faccia pregare per le sue faccende ed anche per le mie del Collegio. Noi dobbiamo vincere colla pazienza e coll'orazione. Sarò con tutto il rispetto e la devozione di Lei Umil.mo Devotmo servo C. Ales. Valsecchi 17 Suddetta Corrispondenze 84 Opera Omnia CORRISPONDENZA 71 Bergamo il 20 luglio 1862 Rev.a Madre Superiora! Le restituisco la lettera pel sig. Arciprete con una piccola correzione ossia aggiunta e insieme le mando copia della lettera da me scritta al sig. Prevosto di S. Giacomo, onde la conservi con le altre carte relative al convento di S. Maria. A rivederci martedì sera. Con tutto il rispetto e la devozione mi dico Lei. Umil.mo Devotmo servo C. Ales. Valsecchi Corrispondenze 85 Opera Omnia CORRISPONDENZA 72 Bergamo il 22 7bre 1862 Reverenda Madre Superiora! Sia lode al Signore che ha inspirato a Lei il consiglio ed ha dato alla sig. Dedei la fortezza di abbracciarlo con animo risoluto e generoso. Queste anime sono le più disposte ad operare grandi cose per la gloria di Dio. Mi pare non solo conveniente ma necessaria una visita a Leffe per vedere e determinare il da farsi. Io, se Ella è disposta, sarò domenica sera a Comonte e così potremo metterci in viaggio lunedì di buon ora e, se crede, celebrerò la S. Messa a Desenzano nel santuario della Madonna. Credo che sia previdenziale e da seguirsi il suggerimento della sig. Dedei, cioè che la S.V. recandosi a Leffe non si lasci vedere in abito da religiosa per non far dire la gente e forse suscitare inbarazzi e tribolazioni a quella Signora e all'opera di Dio. Preghi il Signore per me e pel collegio e mi consideri qual mi professo pieno di stima e di considerazione di Lei Umil.mo Devotmo servo C. Ales. Valsecchi Corrispondenze 86 Opera Omnia CORRISPONDENZA 73 Bergamo il 12 8bre 1862 Molto Rev. Madre! Il giorno 20 venti di sera sarò a Comonte per partire all'indomani alla volta di Soncino e così assistere il giorno dopo alla conferenza col sig. Prevosto, coi Fabbriceri e Dio voglia con Monsig. Vescovo. Volentieri prenderò io il possesso di S. Maria celebrandovi la prima Messa e communicando per le prime le Suore della Sacra Famiglia. Così piaccia al Signore di guardare propizio sopra di me e sopra del mio collegio. Lo spero da Maria Vergine, da S. Giuseppe e da S. Alessandro. Preghi anche per me come le cose mie e mi consideri tutto suo Umil.mo Devotmo servo C. Ales. Valsecchi Corrispondenze 87 Opera Omnia CORRISPONDENZA 74 Bergamo il 13 9bre 1862 [cappellano S. Maria: D. Franco Gritti] Molto Rev. Madre! Si vede proprio che l'affare di S. Maria è affare tutto di Dio e S. Giuseppe l'ha preso sopra di sè. Che sia benedetto. La di Lei lettera mi ha sorpreso non poco e mi ha commosso vedendo la cura tutta speciale che Dio si prende di coloro che si abbandonano in Lui e onorano lo sposo di Maria. Dopo S. Giuseppe bisogna ringraziare Mons. Vescovo di cremona e voglio farlo io stesso con una lettera che ora gli scrivo. Col nostro Vescovo ho parlato del Capellano che potrebbe destinarvi per Soncino e ci siamo combinati nell'attuale […] del conventino D.n Franco Gritti Sacerdote di vita integerrima, di molte cognizioni, che fu già Parroco di Somendenna e Professore nel mio Collegio e nell'età di circa 48 anni. Egli è disposto ad accettare l'incarico, ma prima desidera sapere quali sarebbero le funzioni obbligatorie, cui assistere nella Pieve, quale l'alloggio, quante le Messe libere riguardo alle applicazionio se è sperabile avere un piccolo orto cui desidera sommamente avere. Le raccomando di non strapazzarsi a curare la terra e non pretendere di fare più di quello che comporta la propria salute. Dio non vuole tutto da tutti egualmente, ma basta la rinnegazione della volontà e l'ubbidienza per tutto e per tutti. Nelle cose che riguardano la di Lei salute si lasci guidare e governare come l'ultima Figlia di S.Giuseppe. Desidero avere qualche notizia da Leffe. Mi tenga raccomandato a Dio a cui creda quali con tutto il rispetto mi dico di Lei e di tutto l'istituto. Umil.mo Devotmo servo C. Ales. Valsecchi Corrispondenze 88 Opera Omnia CORRISPONDENZA 75 Il 10 febbraio 1863 Bergamo Rev. Madre Superiora Il M.R. Don Franco Gritti fu a Soncino a visitare il luogo e le stanze assegnate al Capellano della nuova Casa Religiosa, che si vuole aprire nell'ex convento di S. Maria. Egli trovò le cose diverse da quello che si era immaginato. Le stanze, ampie come sono, gli parvero mal riparate dal freddo e poco ventilate, il sito poco amico del sole etc., sicchè irresoluto, come era ed incerto, si decise di non accettare il posto e già si licenziò con Mons. Vescovo ed ora mi incarica di darne avviso anche a Lei! Io ho creduto di non instare punto, perchè l'ho veduto sempre freddo e perchè giudico meglio che non accetti piuttosto che rinunci dopo aver accettato. Bisogna dunque rivolgersi altrove, forse per questo mi disse Mons. Vescovo, potrebbe essere opportuno il Prof. Tiraboschi di Zanica. Io veramente nol conosco, ma sento dirne bene. Procuri di vederlo e sentirlo. Mons. Vescovo mi ha rimesso la lettera di Lei e quella del Vescovo di Cremona perchè io le scriva analogamente quello che ne penso. Dico sempre di rispondere a quel Vescovo che sinora si è incontrato difficoltà a trovare un prete che assuma l'incarico di Capellano a S. Maria fuori di Diocesi per la scarsità dell'onorario, che però esso non pretendo ottenere di più, accetta le ottanta Messe di libera applicazione, e procurerà del resto, ove sia necessario di fare essa medesima nuovi sacrifici per combinare e finire al più presto le cose. Questi sacrifizii oltre l'alloggio, la legna, la lavanderia, l'orto, potrebbero determinarsi in cento lire austr. da aggiungersi all'onorario delle Messe come corrispettivo dell'assistenza alle funzioni della comunità e dell'istruzione delle ricoverate e delle Suore e delle case delle inferme; e ciò sino a nuove risorse, che forse non mancheranno in un paese ricco e pio come Soncino. Le restituisco la lettera di Mons. Vescovo di Cremona e mi raccomando alle orazioni di Lei e di tutta la comunità e mi dico con tutto il rispetto e la devozione Umil.mo Obl.mo servo C. Ales. Valsecchi Corrispondenze 89 Opera Omnia CORRISPONDENZA 76 Bergamo, L'11 Aprile 1863 Rev.ma Madre Non posso che accompagnare col cuore la devota e simpatica funzione dall'istallazione dell'istituto in S.Maria, perchè le malattie del mio Vic. Rettore e quella del Prof. Arcangelo, sopra i quali sono solito appoggiare il collegio nella mia assenza, m'impediscono d'intervenire, come aveo promesso di fare. Già sono solito a vedermi costretto rinunziare alle più desiderate consolazioni, ed ora mi tocca lo stesso. Ella potrà suppelire alla mia assenza ricordando di quello che le ho detto e servendosi del Cappellano; ma io non potrò avere altra soddisfazione se non quella di fare la volontà di Dio e nel sentire poi da Lei stessa il racconto della funzione. Si ricordi di umiliare a G.C. il vescovo di Cremona e su quelli del nostro vescovo e se crede anche i miei. Dio la preservi e la benedica. Umil.mo Devot. mo servo C.Ales.Valsecchi Corrispondenze 90 Opera Omnia CORRISPONDENZA 77 Bergamo il 17 settembre 1863 M.Rev.da Madre Dalle informazioni del rev. sig. Carminati ho potuto rilevare che quel soggetto è uomo di poca testa, che se la intente poco col proprio Vescovo, sicchè bisognerebbe o non accettare o accettare a patto che non abbia ad intrigarsi, ciò che non sarà difficile, perchè ha un carattere piuttosto intrigante. Le informazioni sono poco soddisfacenti, i soggetti sono scarsi, i mezzi non abbondano, sicchè io sarei di avviso se non stracciare la faccenda, almeno di differirla a tempo indeterminato e intanto parlare chiaro, esigere tutto ciò che si deve esigere, mostrarsi indifferente e prendere consiglio dal Vescovo. Riguardo alle informazioni intorno all'Armati non ho parlato ancora col Can.co Pesenti, ci parlerò quanto prima. Confido assai nelle di lei orazioni e in quella di tutta la comunità e riverendola e pregandola a considerarmi servo della Sacra Famiglia mi dico. Umil.mo Devot. moservo C.Ales.Valsecchi Corrispondenze 91 Opera Omnia CORRISPONDENZA 78 Bergamo 18 novembre 1863 Molto Rev.da Madre L'importanza della lettera ch'Ella mi scrisse il giorno 13 novembre certamente esigeva una risposta più sollecita, ma ho creduto bene di differirla per aspettare intorno a Lei un pò più di calma e presso di me un pò più di agio. Sì, un pò di calma. Bisogna andare adagio a fare le cose, ma anche più adagio a disfarle; bisogna tener conto dei sacrifici che hanno dovuto fare tutti quei fratelli ad abbandonare le loro famiglie e i loro paesi, ove erano carissimi e desideratissimi, a troncare ogni affetto, ogni occupazione per far cosa poi? Quello che noi stessi non sapevamo bene, ed essi non conoscevano e quasi non cercavano simili ad Abramo, che ad un cenno di Dio uscì dalla sua terra senza sapere dove sarebbe andato: Exiit nesciens quo iret (Heb,11,8). Simili ad Abramo, ad Isacco, a Giacobbe, che solo per obbedienza vennero ad abitare nella terra di promissione, ma allora terra straniera: In terra promissionis tamquam in aliena.Bisogna considerare che codesti generosi fratelli non hanno ancora ben chiara l'idea del nuovo Istituto, e avendola, sanno di doverla tenere occulta, che però devono essere naturalmente incerti, vaghi e se vuole un pò inerti nell'operare e che non possono tutto ad un tratto dimenticare e dimettere il passato, e diventare perfetti Religiosi oppure abituarsi in un punto e conoscere l'importanza di certe pratiche a cui sono affatto nuovi. Basta che non le disprezzino ed obbediscano per ora. La S.V. Reverendissima sembrami che spinga troppo, mi piace il parlare, l'avvertire e se vuole anche lo sgridare, ma non approvo il venir così presto ai fatti: D. Luigi ne è avvilito, il Chiodini che è stato qui ieri e a cui la S.V. scrisse di richiamare da Soncino il fratello Angelo di Lurano, si mostrò dispiacente e sorpreso, Mons. Vescovo disse bensì di andare passo passo dietro alla Provvidenza, ma poi disse niente in particolare abbandonò la cosa alla nostra discrezione e quando vide Don Luigi la prima volta uscì in queste parole: Oh questo sì! Per questo mi sono fatto un dovere di tenermi in disparte anche per lasciare tutta la libertà a chi dovea e potea agire, pronto del resto a prestare quell'assistenza ed anche più che ho Corrispondenze 92 Opera Omnia sempre prestato e presto tanto volentieri alle Suore della Sacra Famiglia ed a Lei in particolare. Ma intanto, cosa si deve fare adesso? Eccole il mio parere. Rimandare il piccolo ragazzo consegnato dalla Rossi e condotto da Don Luigi, raccomanadre a Don Luigi che richiamo presto anche il Colombi, come è persuaso di fare, ritenere l'Angelo che sotto certi rapporti mi piace più degli altri, e fare quello che gli altri non faranno. Tuttavia ho detto al Chiodini di venire quanto prima a Soncino a intendersi meglio per l'avvenire. Intanto bisogna ch'Ella pensi a soddisfare alla spesa del bagher che ha condotto costì i primi fratelli. Io ringrazio il Signore, la Beata Vergine e San Giuseppe, che nonostante la mia indegnità, non disdegnano essere serviti qualche volta anche di me offrendomi così opportunità e mezzo di riparare al male della mia passata vita e di adunare qualche merito per l'eternità nei pochi giorni di vita che mi restano. Mi raccomandi e mi faccia raccomandare al Signore me e i miei figliuoli. Colla massima considerazione e rispetto mi dico di Lei. Umil.mo Devot. mo servo C.Ales.Valsecchi Corrispondenze 93 Opera Omnia CORRISPONDENZA 79 Bergamo il 19 marzo 1864 A.M.D.G. Molto Rev.Madre Perchè possa meglio conoscere la di Lei posizione e quella del suo Istituto nelle circostanze attuali e perchè sia in grado di apprezzare i diversi consigli, come conviene, e intendere le mie parole, credo necessario prima di rispondere distintamente alla di Lei lettera, trascrivere qui tutte le disposizioni di Legge che la possono riguardare e interessare. Art. 32 dello Statuto fondamentale del Regno: “E' riconosciuto il diritto di adunarsi pacificamente e senz'armi uniformandosi alle leggi che possiae regolare l'esercizio nell'interesse della cosa pubblica”. Legge organica sull'ordinamento della pubblica istruzione 13 9bre.1859: art. 356 “Le persone che insegnano a titolo gratuito nelle scuole festive per i fanciulli poveri o nelle scuole elementari per gli adulti od in quelle dove si danno corsi speciali tecnici per gli artieri, sono dispensati dal far constare la loro idoneità” Art. 373 ”Le disposizioni di questa Legge, nelle quali non è fatto cenno che della istruzione elementare maschile, si aplicheranno egualmente all'istruzione elementare femminile, salvo le eccezioni che emergono dall'indole propria di quest'ultime ecc.” Regolamento per l'Istruzione Elementare 15 settembre 1860: art. 20 Il Consiglio Provinciale sopra le scuole potrà nominare speciali Sopraintendenti, i quali rappresentino l'Ispettore del Circondario nelle scuole mantenute da corporazioni e da associazioni private e pubbliche. Questi eserciteranno anche negli Asili d'infanzia e negli altri stabilimenti di istruzione elementare del distretto a cui sono preposti la vigilanza che la legge attribuisce alla autorità scolastica. art.21 Per le scuole […] saranno da ogni Comune nominate alcune ispettrici per invigilare e dirigere i lavori donneschi e per mantenere ferma, d'accordo coi sopraintendenti municipali, la buona disciplina. Corrispondenze 94 Opera Omnia Ove i Comuni non adempiano quest'obbligo nel mese di ottobre, l'ispettore del Circondario potrà fare la nomina d'ufficio. art.148 L'ispezione delle scuole pubbliche elementari non si estende all'insegnamento se non in quanto si riferisce alla moralità, alla sanità, alle relazioni fondamentali dello Stato ed all'ordine pubblico. art. 169 I comuni, i privati e le pubbliche associazioni possono aprire scuole Elementari per gli adulti e corsi speciali per gli artieri purchè ne rendano consapevole l'ispettore del Circondario. Gli insegnanti in queste scuole sono dispensati dal titolo di idoneità. art. 166 Le scuole degli adulti (credo oltre i 14 anni) sono soggette come quella dei fanciulli alla vigilanza delle autorità scolastiche; in caso di disordini possono essere chiuse. art. 167 Sono dispensati dal presentare i titoli d'idoneità le persone che insegnano gratuitamente nelle scuole festive ai fanciulli poveri e privatamente ai fanciulli di sei anni od in pubblici asili d'infanzia […] dal vscovo […] che l'approvazione dei nuovi Istituti nella Chiesa non spetta ai Vescovi ma al Papa e che però quella approvazione non ebbe altro scopo che di chiedere la benedizione di Dio nell'esercizio delle opere di carità benedizione che si chiede appunto ai vescovi e non ai magistrati civili. Riguardo alle scuole comincerei a dire che nè essa nè le suore sue compagne non hanno mai inteso di farla da maestra nel senso rigoroso e legale della parola; ma rispetto alle ricoverate hanno fatto e fanno quello che ogni madre crede di dover fare verso le proprie figliole senza bisogno di chiedere il permesso alle autorità o di rendere conto alla stessa. Il permesso l'hanno avuto dai padri, dalle madri, dai tutori delle ricoverate istesse dal momento che hanno affidato loro le proprie figliole. Anche rispetto alla scuole delle esterne vorrei sostenere che propriamente non è una scuola per non lasciarsi imporre i Sopraintendenti e le Sopraintendenti prescritte dalla legge direi che è un convegno, una ricreazione, ove si insegna il catechismo sotto la direzione dei Parrochi, una custodia per le figliole che non possono essere custodite dei loro parenti, ma libera, ma gratuita, ma temporanea e quindi nulla hanno a che fare i metodi […] le sopraintendenti come nulla hanno a che fare colle famiglie private. Così la cosa essere stata intesa a Bergamo così doversi intendere a Soncino così gratuitamente come per mercede perchè prima ne facciano consapevole l'Ispettore del Circondario. Poste le quali così io sono d'avviso che non convenga chiedere preventemente l'approvazione civile dell'Istituto come Istituto sia Corrispondenze 95 Opera Omnia perchè le associazioni pacifiche sono ammesse già dall'art. 32 dello Statuto sia perchè si tratta […] di disfare tutte le corporazioni religiose esistenti sia per poter meglio far valere la propria ragione e dire questa è casa mia, questa è roba mia; le ricevute sono orfane sono povere cui faccio guadagnare il pane col lavoro della mia terra, finchè mi pare e piace, le Suore sono persone a me necessarie ed utili pei miei interessi finchè tengo quelle orfane, quelle povere presso di me. Io credo che nessuna autorità possa proibire di dare da mangiare a delle poverelle affamate, di vestirle, di curarle perchè non si potrebbe fare migliore uso delle proprie sostanze anche a beneficio della società. L'obbligo poi di chiedere l'approvazione sarebbe già troppo, perchè l'approvazione suppone già la continuazione di un'opera verso la quale essa intende mantenersi libera nè vorrebbe obbligarsi oggi per domani. In quanto all'abito particolare delle suore si potrebbe rispondere che è libero a tutti vestirsi a proprio modo e che le leggi non prescrivono ad accettare in privato alcuna foggia di vestimenti. In quanto all'approvazione nei casi contrari preferirei di chiudere la loro porta alle figliole del paese aspettando tempi migliori e mi limiterei alle sole ricoverate. Non aggiungo parola intorno al convento della Campagna, perche parmi che abbia già esposti come si conveniva. Parli sicura allo stesso modo e non cambi parole e non ne discorra con qualcuno e meno coi preti. Anche dei consigli da me suggeriti non dica parola con chicchesia; parli o faccia, se crede, secondo gli stessi ma sempre zitta. Intanto non faccia petizioni di sorta, vada avanti nella sua strada e aspetti a rispondere quando sarà costretta. Allora prenderà tempo per accordarsi colle proprie compagne, per consigliarsi con persone di fiducia e poi mi farà avere lo scritto e risponderò io stesso e le dirò il mio parere. Stando le cose come sono, sarà bene che ella prolunghi costì la sua dimora, finchè non venga alla luce qualche cosa e abbia l'assicurazione che non se ne parta più, ciò che sarà poco probabile. Al più al più tenteranno farla dichiarare, ma dopo una dichiarazione nel senso che le ho detto qui sopra, non se ne parlerà più. Torno a ripetere, non chieda niente, non accetti niente, non si pieghi in niente. Guai se la trovano pieghevole o timida piuttosto che chiudere le scuole e con questo termino e mi congratulo con lei e coll'Istituto per la tribolazione che il Signore le ha dato che deve servire a rassodarla e purificarla. Mi tenga raccomandato a Dio a Maria a S.Giuseppe e mi abbia. Umil. Dev. servo C. Ales. Valsecchi Corrispondenze 96 Opera Omnia CORRISPONDENZA 80 il 27 aprile 1864 Bergamo Molto Rev. Madre Per non accrescere sospetto crederie di lasciare trascrivere il Capponi e l'Armati nel ruolo della popolazione di Soncino; inseguito si potranno far acancellare colla stessa facilità colla quale ora si fanno iscrivere. Parmi che i due pro-memoria possano bastare per avere ciò che si desidera dai Sindaci di Bergamo e di Leffe essendo abbastanza conosciuti amendue. Non credo probabile che V.M. possa essere chiamata dal delegato di Soncino, tuttavia succedendo l'invito vada e parli chiaro ed alto che le faranno scuse. I dispiaceri e i contenti che prova, le siano una prova dell'aggradimento di Dio e della rabbia del demonio e una caparra della eterna ricompensa. Confidi i S. Giuseppe e le serva di esempio e di spronno la di Lui pazienza, rassegnazione, umiltà con giunta colla massima operosità e confidenza. La ringrazio della carità, delle orazioni che mandano a Dio per me, alle quali io mi appoggio con fiducia speciale e per le quali prego loro da Dio le più elette benedizioni. Di Lei Umil.mo Devot. moservo C.Ales.Valsecchi Corrispondenze 97 Opera Omnia CORRISPONDENZA 81 Bergamo 25 giugno 1864 Rever.da Mdre! Per quanto spetta all'Orfanotrofio e alla scuola interna va benissimo quello che ha scritto a Suor Rosa e stia ferma a non ammettere visite scolastiche, nè di altra sorta: se non si presentano con un mandato apposito firmato dal Municipio o da altra componente autorità. Per quanto spetta alla scuola esterna credo che non si possa escludere interamente la sorveglianza governativa o municipale a seconda degli articoli di legge, che altra volta le ho trascritto e che ora non posso avere sott'occhio: Io dimani o dopodimani tornerò a scriverle anche per rispondere alla lettera del sig. Ispettore e allora tornerò sull'argomento della sorveglianza della scuola esterna. Intanto tenga le cose in sospeso. E' bene che procuri aver da Mons. Vescovo un documento per garantirsi della Messa; per il nuovo Cappellano ne parlerò col nostro Vescovo. Mi congratulo del buon raccolto di galletta, contraccambio i miei rispetti a Lei e a suor Rosa e mi raccomando alle loro orazioni e godo professarmi di Lei. Umil.mo Devot. mo servo C.Ales.Valsecchi Corrispondenze 98 Opera Omnia CORRISPONDENZA 82 Bergamo, il 27 Giugno 1864 Reverenda Madre! Le accludo la minuta di risposta alla […] 16 Giugno and. del R. Ispettore di Crema e alcuni articoli da me copiati dal Regolamento 15 Xbre 1860 delle scuole […], perchè sappia come regolarsi riguardo alle scuole esterne. Per questo come vedrà, non è possibile sottrarsi ad ogni ingerenza Governativa e Municipale ma avverta bene che la visita non dovra mai abbracciare l'orfanotrofio ed anche la visita alle scuole per le estere, trattandosi di scuole private, dovra essere entro i limiti dell'art. 148 cioè non mai estendersi ad un esame scolastico. Con ciò credo avere soddisfatto a tutto, occorrendole di più scriva. Ma le raccomando perchè dica per me una parola ai […] degli apostoli S.Pietro e S.Paolo e ne dica una anche pei miei figlioli, che mi costano tanto. Dio, la B. Vergine, S. Giuseppe la benedicano e tengano sempre la loro faccia rivolta verso di lei e del suo Istituto. Suo Umil.mo Devot. mo servo C.Ales.Valsecchi Corrispondenze 99 Opera Omnia CORRISPONDENZA 83 Bergamo il 24 luglio 1864 Molto Rev.da Madre Per le scuole esterne bisogna aver pazienza ammettere la visita, non impedire assolutamente al visitatore di far interrogazioni che sarebbe riguardata come un'opposizione alla visita ma quando il visitatore diventasse molesto, facesse rimproveri o appunti sul metodo seguito nell'Istituto o volesse imporvi qualche cosa, basterà ripergli: si ricordi, Sig. ispettore, che questa è solo scuola privata, è solo per le povere o per quelle che non hanno l'età legale per frequentare le scuole elementari Communali ecc. secondo il caso. Quando poi si avesse in qualche casa una scuola pubblica allora parla la legge. Così si contengono anche le Figlie del Sacro Cuore. Riguardo alla notifica si attenga pure a quelle di Soncino. Se mai vi facessero osservazioni intorno ai locali delle scuole risponda che la fabbrica non è ancora terminata e queste osservazioni potrà metterle ancora nella notifica. Non dica parola delle ricoverate se non è richiesta, e richiesta risponda come a Soncino che Ella non ha mai inteso, nè vorrebbe mai aprirvi un convitto in casa propria: ricoverate qualche orfana per carità sinchè le pare e piace, questo sì. Di questo non essere tenuta a rendere conto perchè ciascuno fa quell'uso che crede della propria sostanza. Se domandano il nome delle suore dicano il nome della famiglia, cui ciascuno appartiene; se il nome dell'Istituto, dicano pure Suore della Sacra Famiglia; se quello delle orfane dicano Figlie di S.Giuseppe soggiungendo però che queste denominazioni non significano un Istituto Pubblico, ma una privata associazione nel senso permesso dalla legge, come sono a cagion d'esempio le società agrarie, le società di mutuo soccorso, le case d'industria, di commercio, etc Riguardo ai voti si risponde: in faccia alla società nessuno, in faccia a Dio ce la intendiamo col nostro confessore. Le raccomando di usare in generale buone maniere con questi signori impiegati, di non urtarli, cattivando la benevolenza se si può senza pregiudicarsi. Bisogna riservare la ragione del diritto pel caso Corrispondenze 100 Opera Omnia estremo, se no diventano sospettosi, stizzosi e stanno a tutto rigore di legge, quando non passano oltre e allora come si fa? Le donne e specialmente le monache possono ottenere in pratica facilmente intendendosela privatamente con questi servitori del Governo. Ella farà la meraviglia che io parli così ma mi sembra necessario perchè ho motivo di credere che Ella pel suo Istituto, voglia prendere norma da quello che si fa da noi pel Seminario e pei Collegi Vescovili. Il caso è bene diverso; Suor Paola in faccia alla legge è sempre la signora Costanza Cerioli. Ha capito? le accludo una lettera del Capellano di Soncino, per di lei norma. Preghi per le cose nostre e per la nostra gioventù: si vede proprio che alle sue Sorelle e a S.Giuseppe, alla Madonna e non faccia nulla finchè non vede liberata la nostra gioventù dal grave pericolo che la minaccia. si ricordi anche di me, che Dio ci aiuti e ci salvi. Con tutto il rispetto La riverisco, sono di Lei. Umil.mo Devot. mo servo C.Ales.Valsecchi Corrispondenze 101 Opera Omnia CORRISPONDENZA 84 Bergamo il 17 Agosto 1864 M. rev. Madre! L'Alessandri mi aveva detto tutto, ma non mi avea datto né l’Alessandri né lei, quello che mi dice il Gio. colla lettera da lei datami a leggere. Quella lettera è un prezioso documento e la conservi. Vi si vede chiaramente l'uomo di Dio pieno del suo spirito, vi si vede l'eletto da Dio a fondare la nuova casa degli orfani. Egli ne ha l'idea chiara, ne conosce già lo spirito, lo possiede, ha quella tranquilla, serena, sicura confidenza che infonde Dio alle persone, cui scieglie per una impresa della sua gloria. Me ne consolo assai e dò gloria a Dio e ringrazio S.Giuseppe e la B.V. Per ora non mi è possibile assegnare il tempo per la mia venuta a Leffe. Devo prima sapere una risposta per altre faccende che mi obbligano a stare a Bergamo e appena l'avrò le scriverò. Spero che sarà presto. Invece del Parroco di Cassano potrebbe cercare il Legnani che fu Rettore nel Seminario di Cremona poi Canonico ed ora Parroco, io credo. Potrebbe cercare l'Arciprete di Caravaggio, ma non verrà, altri, altri non mi sovvengono qui su due piedi. Tanti rispetti a Lei, a tutti. Mi ricordi spesso al Signore. Mi consideri. Umil.mo Devot. mo servo C.Ales.Valsecchi Corrispondenze 102 Opera Omnia CORRISPONDENZA 85 Il 5 Settembre 1864 Bergamo M. Rev. Madre Per il predicatore dei SS. Esercizii si rivolga a Monsig. Vescovo pregandolo a destinare un sacerdote non tanto letterato, quanto buono, zelante e discreto. A leffe desidero venire e sento un vivo bisogno, ma non potrò farlo che in ottobre. Stabilire il giorno non possoper ora. Il Signore Iddio benedica lei e le sue sorelle e le sue figlie e i fratelli della Campagna e tutte le esercitande. Preghi e faccia pregare secondo le mie intenzioni e mi creda di Lei. Umil.mo Devot. mo Obl.mo servo C.Ales.Valsecchi Corrispondenze 103 Opera Omnia CORRISPONDENZA 86 Il 16 9bre 1864 Molta rev. sig. Superiora Il patrocinio dei poveri e più dell'innocenza pericolante è officio naturale, anzi è dovere del sacerdozio di Gesù Cristo. Però ella deve compatirmi se troppo spesso vengo a disturbarla per simili cause. Due fanciulle senza madre, senza tetto, senza pane e senza persone che le vogliono accogliere e quello che è peggio con un padre che non conosce i propri doveri e non le cura e da ultimo le ha abbandonate fuggendo in Valtellina, implorano adesso la mia assistenza e la di lei carità. Io non so se ella presentemente abbia qualche posto per queste tapinelle, ma ad ogni modo è bene che lei veda, senta e ne parli con le due buone donne che l'accompagnano per meglio conoscere il caso. Io per garanzia di quello che scrivo ho il cappellano delle monache di Zogno il M.R.D.n Carlo Mangili già mio vicedirettore. Se crede e se il tempo è opportuno, potrebbe anche ricoverarne una sola, la più grandicella naturalmente più esposta ai pericoli per non accettarla più tardi e forse dopo qualche mala esperienza del mondo. Faccia lei liberamente quello che Dio le ispira: so bene che tutte le carità non si possono fare. Ho ricevuto la di Lei lettera da Soncino ed era mio desidrio di prevenirla scrivendole della mia gita a Leffe ma le occupazioni del collegio me lo hanno vietato. Nel breve soggiorno in questa casa religiosa io col mio compagno il M.R.D. Giacinto Dentella prof.e del […do] Seminario ed ora del mio collegio, sono stato molti molti edificato dall’ordine dalla buona disciplina dalla pace dalla […] di quella casa. Suor Nazzarena è una eccellente Superiora e quello che me ne prova, ci crea ottima religiosa tutta di Dio e piena dello spirito dell’Istituto e dotata di grande prudenza. Mi consolo della buona riuscita dei SS. Esercizi a Soncino e del buon andamento della […] casa degli esercizi. Il Giò ha tutti i caratteri d’essere l’eletto da Dio per cio […] che promette tanto bene. Le lasci fare e li farà tanto bene. Si ricordi di me, del mio collegio e dica anche buona sua nella che il Signore la chiamata a se ai sono cinque giorni. Corrispondenze 104 Opera Omnia Mi abbia di Lei quale […] in tanto […]. Umil.mo Devot. mo Obl.mo servo C.Ales.Valsecchi Corrispondenze 105 Opera Omnia CORRISPONDENZA 87 Bergamo, il 27 dicembre 1864 M. Reverenda Madre Lettera di Mons. Valsecchi Ecco la minuta delle lettere che secondo il mio modo di vedere sarebbe da scriversi al Sig Vicario di Leffe lettera io abbia creduto di non accondiscendere ad alcun compenso, scrivendo; tuttavia nel caso che si insistesse per averli, parmi che sarebbe conveniente fare qualche sacrificio p.es. 40, e 50 franchi e questo perché l'atto di intenzione delle Messe parla generalmente di sacre funzioni e non specifica la predicazione e perchè si tratta di un supplente che ha dovuto fare maggiori sacrifizii senza essere sicuro del posto e senza patto esplicito o anche per prevenire mali umori ed avere sinistre impressioni nei Preti del paese pel bel principio. Nominando il Capellano nuovo se potranno fare quelli più chiari ed espliciti secondo che sarà dal capo. Non le posso rimandare le due carte affidatami perchè non le posso ritrovare attualmente fra il prologo della mia che ho fatto l'arte di riduzione in curia, e non trovando le vere copie ne farò […] ch'ella mi scusi. Prego in lei e sopra tutta la sua famiglia le benedizioni di Dio bambino che l'accompagni nell'andante anno o per tutta la vita. Spero nell'eternità. Mi raccomandi nelle sue orazioni e le sue sempre. Umil.mo Devot.mo servo Obl.mo Ales.dro Valsecchi Corrispondenze 106 Opera Omnia CORRISPONDENZA 88 Bergamo, il 7 Gen.° 1865 Rev. Madre! Monsig. Vescovo acconsente alla nomina del Cappellano nella persona del Rev. Sig.° Moroni. Riguardo alla riduzione delle Messe del legato Berdogna non conoscendo io la fondiaria e mancando la dichiarazione del postino non ho potuto parlare. Favorisco invitare il Sig. Vicario di Leffe a scrivere alla Curia il suo progetto di riduzione unendoci gli atti e le dichiarazioni necessarie e per ciò farò il visto. Anche io verrei volentieri a Soncino, ma non posso abbandonare il collegio frà duopo differite a tempo più opportuna. Se ella intanto volesse cercare la carità con quel povero figliolo di Peppino, io ne scriverei a quel Parroco. […] da Dio ogni […] per lei e pel di quella Istituto sono. Umil.mo Devot.mo servo Obl.mo Ales.dro Valsecchi Dimani comincio gli S. Esercizii qui entro il alunni, preghi e faccia pregare per loro. Corrispondenze 107 Opera Omnia CORRISPONDENZA 89 Bergamo, il 10 aprile 1865 Molto Rev. Madre! Avrei deciso di andare con Lei a Spinone il giorno dopo le Ss. Feste Pasquali, perchè è mia intenzione di andare il mercoledì ed il giovedì ad una passeggiata con alcuni miei alunni, che sono restati in Collegio in questi giorni di vacanza. Ella dunque potrà mandarmi a prendere la seconda Festa di Pasqua verso sera. In rapporto alla Novizia di cui mi scrive, il caso non può essere dubbio. Sino dalle prime volte che me ne hanno parlato mi è parso che ci fossero tutti gli estremi per licenziarla, tuttavia ho veduto volentieri che la si sperimentasse ancora col metterla in altro officio senza per altro convincerla della mancanza di vocazione, dei suoi torti, della ragionevolezza e discrizioni delle Superiore e chiuderle la bocca. Ma ormai si è fatto abbastanza ed anche più per l'individuo, bisogna adesso pensare e provvedere per l'Istituto, che necessita ed esige assai più riguardo. Nel dubbio deve prevalere sempre la causa dell'Istituto, cioè impedire il rilassamento della disciplina, togliere gli scandali, non aggravare l'Istituto di persone inutili, curare le veramente utili e nel nostro caso il pericolo e il timore è maggiore del dubbio. Per tutto questo sarà bene troncare gli indugi e venire ad una risoluzione, ad una misura definitiva anche perchè l'indugiare la renderebbe più pregiudizievole e dura alla stessa Novizia. Questo è il mio parere. Faccia Lei quello che Dio le ispira. Colla medesima devozione e rispetto sono di Lei. Umil.mo Devot.mo servo Obl.mo Ales.dro Valsecchi Corrispondenze 108 Opera Omnia CORRISPONDENZA 90 Bergamo, li 19 Aprile 1865 Molto rev. Madre! Presento a V.M. il buon. Sacerdote D.n Antonio Frattino di Viadanica, che desidera collocare un suo nipote tra i Figli di S. Giuseppe a Soncino unendo le mie raccomandazioni a quelle del supplicante. Il Vescovo di Brescia che ieri fu visitato dal nostro Vescovo, ha migliorato. La riverisco e la ringrazio della bella giornata che ieri mi ha fatto provare. Di Lei Umil.mo Devot.mo servo Obl.mo Ales.dro Valsecchi Corrispondenze 109 Opera Omnia CORRISPONDENZA 91 Bergamo, il 26 Maggio 1869 M.Rev.Madre! Restituisco la notifica colla mia risposta: ho creduto di mettere come capo di casa Suor Nazarena e lo è difatti, sebbene non sia la padrona, ma lo sono le affittuali, e tutta la famiglia dei contadini, che abitano la casa dei loro padroni. Ella badi bene che Suor và ammesso e se a maestra patentata aggiunga Nazarena....Maestra; se nò, il solo nome e cognome. Riguardo alle figlie metteva per tutte orfane oppure se non lo è, figlia miserabile mantenuta per carità e nella rubrica seguente: addetta ai lavori di campagna ed ai mestieri femminili contadineschi. Riguardo alle Monache non dirà mai che sono monache, scriverà il solo nome e cognome senza quel suor, poi nella prima rubrica metterà: semplice convivenza, nelle seconde: sorveglia ed assiste le orfane. Nelle osservazioni, nullameno che si dice è meglio. Della scuola, nulla; perchè non si cerca conto che della famiglia. Le spedisco il dono di S.Giuseppe e la vita dell'arciprete Belletti. La ringrazio dei orfani accettati ultimamente e da me pure raccomandati. Trovo però necessario d'avvertirla che io non conoscendo sui quali si preferenzia e quanto viene da accettarsi intendo sempre che Ella faccia con pienissima libertà e senza alcun riguardo a me quello che giudica meglio secondo il tempo e le circostanze. Così vi scrivo e parlo con più libertà, se cioè dovrei andare più lento o riguardare nell'assumerne delle raccomandazioni. Godo che il S.N. Capponi sia ordinato, nelle sere tutti pregate ma subito questa bella riuscita. Quel giorno che è stato da me l'ho avuto carissima, mi è piaciuto moltissimo nella sua modestia, mi ha lasciato compilatissimo. Sento molto volentieri che i bigatti promettono bene, così si potrà estimare la misericordia. Abbia confidenza. Io ho grande fiducia, come ho detto di Giò Capponi, che Dio lo voglia benedire colla benedizione di Abramo, d’Isacco, e di Giacobbe moltiplicando il seme della di lei carità e con le stelle del cielo o come le vene del cuore Frat, frat. Corrispondenze 110 Opera Omnia Mi tenga raccomandato a Maria e a S.Giuseppe, come io non mi dimentico mai dell'Istituto della Sacra Famiglia Di Lei. Umil.mo Devot.mo servo Obl.mo Ales.dro Valsecchi Corrispondenze 111 Opera Omnia CORRISPONDENZA 92 Bergamo il 7 Giugno 1865 Rev.da Madre! Latore della presente è certo Bergamaschi Pietro di Martinengo, che desidererebbe collocare due orfanelli, di cui è tutore, tra i Figli di S. Giuseppe a Soncino. Persone degnissime di fede mi assicurano che i due poverini sono veramente meritevoli della carità che implorano, perchè oltre che essere miserabilissimi e di condizione contadinesca, l'uno è privo di padre e di madre e l'altro non ha che il padre e questo infermo. Non aggiungo parole, perché del resto non vorrei essere indiscreto e importuno ed ella non ha bisogno se non che di essere assicurata che la carità che al caso la carità sarebbe ben spesa. Ieri è stata qui l'Annunciata che andava a casa col proprio fratello. Mi pareva contenta sebbene mostrasse grande rincrescimento ad abbandonare le sue Monache, a cui si professa obbligatissima. Io stesso poi sento il dovere di ringraziare e benedire la di lei carità per il tanto che ha fatto e tollerato per l'educazione di quella mia parente. Colla mia viva gratitudine mi creda di Lei. Umil.mo Obl.mo servo C.ales.dro Valsecchi Corrispondenze 112 Opera Omnia CORRISPONDENZA 93 Bergamo il 18 luglio 1865 Molto Rev.da Superiora Io non scrivo che per dimandare la carità. Sono soverchio, sono importuno, lo comprendo anch'io, ma però non posso tralasciare. Vostra M. scelga fra le molte orfane che dimadano pane e riceverà quelle che può e che trova più bisognose di soccorso. L'acclusa lettera del parroco di Valnigra già mio Vicedirettore le informerà della misera e pericolosa situazione di una fanciulla sua parrocchiana. Ella mi faccia un piacere ad indicarmi cosa possa rispondere. Dimando perdono di questo nuovo disturbo e mi raccomando alle sue orazioni. Di Lei servo C. ales. Valsecchi Umil.mo Corrispondenze 113 Opera Omnia Devot.mo CORRISPONDENZA 94 [17 agosto 1865] M. Rev. Madre Io siccome non ho mai potuto vedere quel benedetto Prete che deve indicarmi il nome, cognome, Parrocchia di quel Parroco Cremonese che a mio giudizio sarebbe opportuno pei SS. Esercizii di Soncino, mi riservo di scriverle su questo un'altra volta. Ho letto e corretto la carta, che tratta della Festa dei Premi, da farsi ogni anno nelle case dell'Istituto per dare incoraggiamento ai lavori dell'agricoltura. Mi pare cosa ben fatta quel duplice fine di ringraziare un pò solennemente Iddio, e di stimolare i Figliuoli e le Figlie al lavoro e insieme fomentare nel loro cuore l'affetto, nella loro mente in stima agli esercizi della campagna, alla vita agreste. La credo anche opportuna a rompere quella monotonia di cui tanto facilmente si annoia e si irrita la gioventù nonchè a far conoscere il bene dell'Istituto ed ad invogliare anche altri a quel genere di vita e a dissipare quelle male prevenzioni che si formano poco a poco nella gente che non sa e che non vede e che inclina sempre a criticare e parlar male. E' stato da me, or sono pochi giorni, quel Quadri Luigi di Chignolo, che abbandonò la Campagna, i Figli di S. Giuseppe e il loro Superiore, per interessarmi a farlo riaccettare. Dice che dopo di essere uscito non ha avuto più bene che non può vivere senza il Giò pel quale si mostra pieno di venerazione, che nessuno Istituto al mondo, nessun convento potrebbe fargli dimenticare la casa di S. Giuseppe, che se può rientrare, non ne uscirà mai più e si sacrificherà tutto al lavoro, all'obbedienza, all'Istituto; che non è uscito per un motivo inonesto, che Egli stesso è stato ingannato da un parente, il quale gli ha inventato non so qual cosa per farlo uscire, che è stato un balordo a credere, ma che era ancor lontano dal sospettar male e che ora ha dovuto imparare a suo danno etc. etc.. A me ha fatto buona impressione perchè parmi sincero e leale, e mostra un affetto straordinario alla casa e una stima straordinaria del Superiore. Dice anche che quel poco che ha di casa sua vuole che sia di S. Giuseppe e non cerca altro per sè che di lavorare e obbedire. Io volevo che venisse a presentarsi a lei a Corrispondenze 114 Opera Omnia Comonte ma ha voluto che io gli scrivessi prima e poi che esponessi la risposta, la quale quando sia favorevole non verrà ma volerà a Comonte o a Soncino. Nel partire mi disse anche che volea far celebrare una Messa al di Lei marito, dal quale è sempre degno da ricordarsi la fede e l'onestà, per ottenere la grazia che domanda. Ella potrà interpellare il Giò, e poi mi scriverà cosa debba rispondere. Sono colla massima stima e considerazione. Di Lei Umil.mo Dev.mo servo C.ales. Valsecchi Corrispondenze 115 Opera Omnia CORRISPONDENZA 95 Bergamo 27 settembre 1865 M.Rev.i Madre! M'incresce che operai d’Gazzaniga non abbiano ancora pagata la piccola somma da loro promessa per l'orfana accettata con tanta carità nella Casa di Leffe. Io, appena ricevuta la di Lei lettera, ne ho parlato coi Canonici Bombardieri e Speranza, i quali si erano interessati per l'orfano, ed ora mi dicono che dal Municipio di Gazzaniga era stato dato ordine all'esattore di Leffe perchè pagasse a quella Casa religiosa 70 sabaude franchi. Ella potrà scrivere a quella Superiora, che s'informi ad assistendo l'ordine di pagamento lo esigga. Non verificandosi l'ordine me lo dica e farò. Mi creda e mi consideri sempre di Lei. Umil.mo Dev.mo. servo C.ales. Valsecchi Corrispondenze 116 Opera Omnia CORRISPONDENZA 96 Il 13 Novembre 1865 Rev. Madre! Tutti questi giorni ho stimolato il mio vicedirettore, perchè s'affretti a procurarmi la Messa a due voci da mandare ai Figli di S. Giuseppe. Oggi ho letto la di lei lettera e non le darò pace sin chè non ha appagato i miei e i di lei desideri. La leggenda della Medaglia dovrebbe scolpirsi così "Non odierai l'agricoltura istituita dall'Altissimo." Sono importunato continuamente da persone che mi cercano raccomandazioni, accompagnatorie per Comonte. Io mi mostro facile a riceverle, ella sia più cauta nell'assecondarle, quando non ho io stesso cognizione completa delle persone raccomandate. Molte volte non ho tempo o non ho i mezzi o l'opportunità per informarmi bene e devo scrivere. Compilerò le carte genealogiche affidatemi e le verificherò. Mi saluti il Giò e mi raccomandi anche alle sue orazioni e a quelle di tutti. Dev.mo Umil.mo servo C.ales. Valsecchi Corrispondenze 117 Opera Omnia CORRISPONDENZA 97 Bergamo, il 9 Xbre 1865 M.Reverenda Madre! Le accludo due lettere scrittami l'una dal Parroco di Zogno da oltre un mese, l'altra dal Parroco di Grumello del Monte al principio del mese corrente. Ambedue hanno lo stesso scopo di ottenere la carità dal vescovo per due orfanelle loro […]. Mi dica cosa devo rispondere. M. Giò Capponi mi ha scritto una bella lettera, a cui risponderò quanto prima. Mi si mostra molto contento dei fratelli e dei figlioli e dice che le poche regole sono ben osservate, che tra i figlioli vi è una gara di lavorare che però più per meritarsi la medaglia, che il cherubino è diventato più umano e pastore, che sono cinque fratelli ed uno spirito solo ed è pieno di fiducia da Dio nel buon riuscimento dell'opera, e a ciò fu chiamato. Nella vita per ora vissuta a Comonte la porterò meco insieme coll'altra lettera della festa dei giovini scritta a Lei. Confido molto nelle di Lei orazioni e […] della sua enemerita santa famiglia, dalla quale ambisco che considerate qual sono di Lei Umil.mo Aff.mo Dev.mo C.alessandro. Valsecchi P.S. Se credesse di scrivere Lei stessa ai due Parrochi si guadagnerebbe tempo. Corrispondenze 118 Opera Omnia Corrispondenza di Antonio Novasconi, vescovo CORRISPONDENZA 98 Cremona li 19..Maggio 1862 Rispettabilissima Signora M'arrecò moltissima consolazione la buona nuova che Ella s'è compiaciuta dirmi nel suo pregiato foglio 15 corrente. Non dubito che la santa impresa, a cui Ella s'accinge, riuscirà a grande vantaggio spirituale a monte della popolazione di codesta Borgata, la quale costituisce un'importante porzione del mio gregge; e perciò la di Lei benefica opera sarà certamente benedetta dal Cielo. Ella poi ha tutto il Diritto di contare sul mio interessamento ed appoggio, ed io Glielo prometto fino d'ora con tutto l'animo. A questo fine io mi recherò espressamente da Lei, nella mia prossima andata a Genivolta, e prenderemo a vere le opportune intellijenze. Gradisca intanto l'assicurazione della mia distinta stima e della mia viva gratitudine, e riceva la Pastorale Benedizione che di cuore Le imparto. Devotissimo per Servirla + Antonio Vescovo di Cremona Corrispondenze 119 Opera Omnia CORRISPONDENZA 99 Cremona il gno.o 7 Marzo 1863 M°.R.a Sig.a Superiora Tengo a gradita notizia quant'Ella s'è compiaciuta riferirmi nel suo riverito foglio 27 febb. p.p. circa la scelta del Cappellano pel nuovo Istituto di Soncino, alla cui inaugurale apertura io interverrò ben volentieri qualora essa abbia luogo in un giorno di mia libertà: su di che attendo dalla di Lei gentilezza un’ulteriore cenno quando saremo più prossimi alla precennata circostanza. Il Signore continui nella sua valida assistenza a Lei in particolare, ed a tutta la sua Religiosa Famiglia, affinchè tutte insieme possano procurarsi sempre la maggior gloria di Lui, ed il maggior bene del prossimo. Le sono pieno di riverenza e gratitudine. Devotissimo per Servirla + Antonio di Cremona Corrispondenze 120 Opera Omnia CORRISPONDENZA 100 Cremona il gnoo 29. Marzo. 1863. M°. Rev.da Sig.a Superiora. In riscontro al di Lei benaccetto foglio 26. corrente, mi fo sollecito di significarle che, dal canto mio, sarei in libertà, per la progettata funzione inaugurale, nella mattina del lunedì successivo alla Domenica in Albis, gnoo 14. del p.v. Aprile. Qualora torni correndo anche a Lei l'anzidetto giorno, abbia la compiacenza di darmene avviso. Per tutte le altre più dettagliate intelligenze e concerti, che potessero occorrere, io sarò a Genivolta per la sera del Lunedì precedente, gnoo 13. Aprile. Stante questa circostanza, non occorre che il Sig. Dn Alessandro Tiraboschi si rechi espressamente a Cremona, giacchè noi potremo vederci a Soncino in occasione della suaccennata Funzione. Ed intanto, per ogni occorrenza, io accordo al medesimo, per la presente, ogni facoltà che potesse occorrergli pel disimpegno del proprio ministero, compresa quella di ascoltar le sacramentali confessioni, qualora fosse richiesto. In attesa d'un suo gradito cenno in argomento, mi pregio di riverirla; e con distinta stima e rispetto, Le imparto la Pastorale Benedizione. Aff.mo in Gesù Xsto + Card. Novasconi Rev.ma Madre Superiora dell'Istituto della S.Famiglia in Soncino Corrispondenze 121 Opera Omnia CORRISPONDENZA 101 Cremona 21 Ottobre 1863 Veneranda Sig.ra Superiora! Mi premerebbe che riservatamente fosse consegnata nelle mani della Signora Irene Viola la qui insita letteraina. Io mi prendo la libertà di spedirla a Lei perchè colla prima occasione che capiterà in detta Signora in Collegio voglia consegnargliela… Mi fa di vero sollievo le poche ore che lunedì scorso ho passato costì. La pace […] che regna in codesto luogo non è quella che può dare il merito, ma solamente Dio. Ella e la sua Consorella siano grate al dono di Dio, che Dio allaudeerà già colle sue grazie. Ella preghi per me, io la benedico e mi protegga. Aff.mo in Gesù Xsto Corrispondenze 122 Opera Omnia CORRISPONDENZA 102 Cremona, 14 Maggio 1864. Rev.da Madre Superiora In riscontro al suo riverito foglio di ieri sono lieto d'annunciarle che il Reg. Ispettore Scolastico, dalla visita testé praticata a codesto Pio Istituto, ebbe a riportarne una favorevolissima impressione; appurò in tutto il fondamento a operare che sieno per dissiparsi affatto i neri vapori, e le dense nubi, che sembravano voler minacciare l'esistenza od almeno la tranquillità di codesto benefico Stabilimento. Ella si racconsoli adunque, ed abbia piena fiducia nella Provvidenza, che veglia alla difesa dei suoi cari, e benedica sempre le opere della carità e della beneficienza. Ella non lasci per questo di mettere in pratica i suggerimenti e le prescrizioni che avesse creduto di darle il lodato Sig.Ispettore; ed anche questo contribuirà alla maggior sicerezaza e prosperità dell'Istituto. Quanto amo reputerò sempre mio grato dovere e mia consolazione il proteggere la benefica Istituzione sulla quale, ed in particolare sulla benemerita fondatrice, invoco le più copiose benedizioni del Signore. Devotissimo per servirla + Antonio Novasconi Corrispondenze 123 Opera Omnia CORRISPONDENZA 103 Cremona, 27 Settembre 1864 Rev.da Madre Superiora. Vedendo tardar sì tanto la risposta di M. Vescovo al di Lei riverito foglio g. corrente, Ella sarà stata tentata a credere che la lettera andasse smarrita, ovvero fosse pagato in dimenticanza l'oggetto di cui essa trattava. Ma la cosa non è così; imperocchè il motivo della tardanza a rispondere fù non altro se non la difficoltà grande di rinvenire il soggetto da Lei richiesto per gli spir.li Esercizii da darsi nella pia Casa di S.Maria. Oggi però siamo finalmente in grado di poterle annunciare che il Predicatore s'è trovato. E' questi il Reverendo Sig. D. Giulio Fusetti Canonico Coadiutore in questa Cattedrale, che si assumerebbe di fare le Istruzioni semprecchè gli spir.li Esercizii non incominciassero prima del g.no 25. del p.v. Ottobre, avendo egli altri simili impegni nelle settimane precedenti alla preaccennata epoca. Qualora Ella si trovi in grado d'accettare l'opera di questo zelante Ecclesiastico, potrà Ella stessa mettersi in diretta corrispondenza con lui per ogni opportuna intelligenza, dando alle sue lettere il seguente Indirizzo: Al Rev.mo Sig. D.Giulio Fusetti Canonico Coadiutore nella Cattedrale di Cremona. Assente M.Vescovo è toccato a me l'onòre di darle la suaccennata notizia, insieme alla quale La prego di voler gradire le proteste della mia più sentita riverenza con cui me Le professo, raccomandandomi alle sue doverose orazioni, Umilmo, Devotmo Servitore P.G.Mondani Segrt.Vescovile Corrispondenze 124 Opera Omnia CORRISPONDENZA 10418 Dal Palazzo Ves. di Cremona, 10 Aprile 1865. Suor Paola Elisabetta Cerioli Rev.da Madre Superiora Concedo la già invocata facoltà per la Messa e Comunione nella mattina di Giovedì Santo, datone avviso per norma al Parroco locale. M'interesserò per la pendenza, che riguarda codesto R. Cappellano. Ricambio le felicitazioni a Lei e a tutta la Comunità, a cui imparto la Pastorale Benedizione. + Antonio Vescovo 18 Di Bianchi suggerisce:10 Aprile 1865- Riportata Da Ep.7/3. Corrispondenze 125 Opera Omnia CORRISPONDENZA 105 Cremona 5 8bre 186519 Onoranda Sig.ra Ben volentieri acconsento che unitamente al Sig. Prefessore P.Rinaldo Rossi venga a fare la istruzione il R. Arciprete Gandini di Faricella nella prossima muta di Esercizi spirituali in codesta casa di Soncino. Spero che entrambi saranno benedetti dal Signore Iddio, e che faranno del bene in codesta numerosa borgata. Ho sentito più niente di codesto Cappellano; suppongo quindi che si sia deciso di […] ad assistere codesto Collegio. Se Ella è contenta io sono contentissimo. Appena potrò fermarmi qualche giorno a Genivolta farò una scapatta a Soncino, intanto benedico lei e tutta la sua comunità, e mi professo. Affe.mo in Gesù Xto + Antonio Vescovo 19 Di Bianche suggerisce:Predicatore SS. Esercizi - S. Maria. Corrispondenze 126 Opera Omnia Corrispondenza di Gaetano Bertolè, parroco CORRISPONDENZA 106 Soncino 4 Luglio 1855 Nobilissima Signora. In risposta alla di Lei gent.ma testè da me avuta, io le dico che restai molto sorpreso come Ella si sia degnata di scegliermi non ostante la mia pochezza qual confidente consigliere circa quella qualunquesiasi sua pia determinazione: in quanto poi al venire da Lei per potere a voce essere informato del detto suo desiderio io le faccio nota […] avrei una mezza intenzione di ritirarmi dentro il convento a S.Pellegrino per quivi passarvi una dozzina di giornate, se mai ciò si effetuerà per un'opera questa mia idea impedimento alcuno farò del tutto per combinare una gita anche a Comonte allo scopo prefisso. Stia pur quieta che sarà mia obbligazione il custodire scrupolosamente il segreto di tale sua confidenza. Impostando con tutto il rispetto e stima mi dichiaro di lei Obb.mo Servo […] Gaetano Bertolè20 20 Sacerdote di Soncino, abitava in piazza S. Martino numero 384; morto il 21 11 1887 a 83 anni sepolto nella capella dei sacerdoti. Corrispondenze 127 Opera Omnia CORRISPONDENZA 107 Soncino, 10 luglio 1855 Nobile e Stimatissima Signora Mi fo a testemente rispondere all’ultima di lei pregiatissima col dirle che invero ho stabilito concedendomelo […] dio) di portarmi a s. pellegrino, e che […] il giorno prefisso della partenza da Soncino sarebbe fissato in Giovedì p.v. 12 corrente. Per cui ella a prima vista si imaginerebbe effettuato […] il dilei bellissimo e cortese piano! ma a mio credere vi vedo dentro un […] stando che trattasi come […] […] […] […] […] poresse trapelarne tanto su poco; […] […] sapprà che la mi gita si fa in compagnia del Sig. […] […] che è niente meno che cognato del di Lei nobile Fratelloper aver per moglie una …, …. Temerei che staccandomi da Lui a leviate per venire a Comonte, non si desse a sospettare di un qualchè, […] […] […] […] […] […] per revizione dell’itinerario … la cosa non alzasse polvere coldi Lei sangue. Frattanto […] confuso delle interpretazioni in roposito; per il che io direi di ragione che noi si portassimo a S. Pellegrino, e di colà io poi scelto un giorno coll’idea di fare una gita a Bergamo per un certo mio affare di cartelle all’ V. A. pronte, io farei in quel caso noto a Lei il giorno suddetto [appena che / affinchè] se Ella volesse compiacersi di spedirmi di spedirmi il dilei comodo da Bergamo volerei a Comonte per confabularci seco: dato che questo mio sospetto possa essere da Lei approvato la risposta la leverò a S. Pellegrino. Frattanto con tutta la stima le offro i miei più cordiali convenevoli e mi […] di dichiarar […] di Lei Obbl.mo Servo […] Gaetano Bertolè Soncino 10. Luglio1855. Corrispondenze 128 Opera Omnia Corrispondenza di Francesco Broggi, parroco CORRISPONDENZA 108 Soncino li 23 Gennaio 1862 Illustre e Reverenda Signora Mi ha piùcchemai ferito l'animo il sentire oggi dal Sig. Achille Viola che le sia stato riferito essere io contrario all'uso che Ella avrebbe duopo di fare della Chiesa di S.Maria delle Grazie in Soncino. Ella sa come io mi sia sin dalle prime interessato perchè Ella concludesse il contratto d'acquisto dell'attiguo locale e conserverà ancora forse il Canonico Valsecchi la mia lettera che ne è inconfutabile prova. A sventare in proposito qualsiasi diceria ed a fare cadere improvviso il fantasma dalle supposte contrarietà tra me e Lei, Illustre Signora, Le dichiaro in questa mia la solenne dichiarazione che io sono disposto dispostissimo e con me vi sarà anche la veneranda fabbriceria di accordarle quanto le occorre di uso della suddetta Chiesa. Se Ella crederà bene di fissare un giorno in cui dovessimo trovarci alla Chiesa di S.Maria delle Grazie insieme al sig. Achille Viola e il sig. Conte Galantino qual rappresentate della fabbriceria, noi non mancheremo di essere puntuali, qualora ne sia prima dato avviso ed avvenga presto, specialmente avuto riguardo al sig. Conte Galantino che potrà forse assentarsi per qualche tempo. Dolente che Ella forse m'abbia creduto disposto ad avversare tanto ingiustamente ed assurdamente una così benemerita Istituzione ed agire contro i dettami della mia propria coscienza e contro il Corrispondenze 129 Opera Omnia desiderio del veneratissimo Vescovo che me ne ha fatto una particolare raccomandazione, sono pur oggi contento che mi si offra opportuna l'occasione di sincerarmi e raffermarmi ammiratore riconoscente di un tanto Istituto e veneratore sincero della di Lei Illustre Signoria alla quale mi pregio dichiarare l'alta e sincera mia stima professandomi Umil.° Dev.° servo Broggi Francesco Parroco21 di S. Giacomo 21 Nato a Covo, successe al fratello Don. Pietro morto nel 1837 che dal 1823 era parrocco di S. Giacomo; muore nel 1866 (vedi Galantino II, 447) Corrispondenze 130 Opera Omnia CORRISPONDENZA 109 [14 Luglio 1862] […] In quest'istante ebbi lo incontro di parlare col sig. Achille Viola. Egli mi ha detto che quasi tutti gli inquillini diffidati si sono già provvisti d'altra abitazione e con la voce sparsasi tanto più dell'effettuato contratto prevede che nessuno si presenterà a chiedere in affitto i locali e che quindi non così facilmente vorrebbe rassegnarsi alla rescissione dello stipulato contratto e qualora non vi venisse indotto nol farebbe mai senza almeno una previa dichiarazione della contraente che lo assicuri del rifacimento. Mi dice inoltre che quanto alla somma da pagarsi non avrebbe difficoltà ad accordare dilazione. Per ogni buon conto intravegga un sollecito disbrigo di tale vertenza. (Calligrafia di Broggi Francesco) Corrispondenze 131 Opera Omnia CORRISPONDENZA 11022 22 Questa lettera manca perchè è stata trasferita nel Carteggio, numero 139. Corrispondenze 132 Opera Omnia CORRISPONDENZA 111 Soncino li 2 Agosto 1862 Pregiatissima e Nobile Signora Il sig. Viola credeva che Ella volesse subito affrancare il livello e il di lui mezzo e trovarsi certo in questi momenti di poterlo fare con certo vantaggio. Ella invece vorrebbe farlo da sè e a tempo indeterminato, vorrebbe raccogliere sola i vantaggi che si potessero ottenere, e addossare in caso contrario al sig. Viola lo scapito che si verificasse. Va bene sig. Prevosto? Ella mi domanda nella pregiata di Lei lettera; ed io Le rispondo che mi pare di no perchè vi troverei poca equità. Quando si voglia vincolare anche per l'avvenire il sig. Viola converrà determinare un certo tempo e non tanto lontano non volendo il sig. Viola vincolarsi all'infinito, converrà sentirlo quando si tratti d'affrancare il livello, e volendolo esposto a compensare quel di meno del 4 1/2 chiamarlo al vantaggio quel di più che si potrebbe ottenere. A dire il vero, Egregia Signora, se io fossi nel capo suo non volendo intromissione di chicchessia, volendo esser libera a fare l'affrancagione quando convenga e piaccia, troverei anche giusto di assoggettarmi a qualsiasi eventualità del più e del meno. Ella però faccia in proposito quello che giudica meglio. Le ripeto che Ella ha fatto un vantaggiosissimo contratto, contratto che si ritiene ultimato e da recarsi a formale […] a giorni secondo la lettera del 30 luglio del sig. Canonico Valsecchi. Avrò caro un di Lei cenno di riscontro per sentire se entro 15 o venti giorni verrà Lei o il signor Piccinelli. Aggradisca gentilissima signora l'omaggio dell'alta mia venerazione e mi abbia Di Lei Umil.Dev Servo Broggi Francesco Parroco di S.Giacomo Corrispondenze 133 Opera Omnia CORRISPONDENZA 112 Soncino li 11 Agosto 1865 Illustre e Reverenda Madre Suora Paola Cerioli! Nella particolare udienza accordatami in Roma dal nostro Santo Padre la mattina del 3 Luglio p.p. dopo di avere fatta menzione di istituzioni e di notabilità che onorarono in passato questo insigne Borgo di Soncino, mi feci pure debito di raccontare a Sua Santità, come, V.S. rev., vedovata dal marito e cessando poco dopo di essere Madre di un unico figlio, abbia tantosto divisato e risolto di addivenire Madre a migliaia di povere orfanelle e di poveri orfani, cui ha già aperto a quest'ora quattro case, due nella diocesi di Bergamo e due in questa sua patria, consacrandovi il ricco suo patrimonio con saggio ed eroico atto di carità. A tale racconto l'angelica faccia del Beatissimo Padre brillò di soavissima gioia e con slancio di paterno affetto stendendo le mani la prego, disse di portare a questa generosa e benemerita Signora la mia speciale benedizione, la quale la incoraggi, la aiuti e le sia pegno del mio animo riconoscente. Nel soddisfare, o Ill. e rev. Signora, ad un sì caro, sì nobile, sì onorevole incarico, le protesto l'altissima mia considerazione pregiandomi di lei. Umil. e Dev.Servo Broggi Francesco Prevosto di S.Giacomo in Soncino" Corrispondenze 134 Opera Omnia Corrispondenza di Antonio Tassis, cappellano CORRISPONDENZA 113 Nobilissima Signora! Chiavenna lì 28 Marzo 1846. E’ vero che nella mia lettera non le facea parola di queste signore di Chiavenna benefattrici del predicatore, perché poche eccettuate son meno ancora profuse le loro gentilezze come hanno fatto di poi. Adesso mi convien dirle che ho pieno un rmadio di […] specie di paste dolci, talchè non so’ di cosa farne; fino due focacce in un giorno mi furono regalate ed oggi pure la terza e ne tengo ancora intiera una botte piena senza le offelle pure di Spagna tagliato in fette, essi amaretti ec. ec. fortunata […] che le focaccie sono di al qualità, che per del temo non addivengono stantite. Oltre poi alle paste dolci vi sono sia Signore che mi mantengono brocco/a spinaccie ed altra specie di verdure bonissime. Da due altre mi fù regalato caffè, e zucchero ed una baretta di cioccolato per ciascheduna. Ho poi avuti quattro gra[…] fiaschi di vino generoso che ho collocato nella Cantina di questi […]onde conservarlo fresco perché io da molti giorni non fo caso a motivo di un calore, che mi si è spiegato in bocca comprendendomi pure la lingua dal […] malgrado continui rinfrescatici ed amoglienti non ho potuto fin’ora liberarmene ancora del tutto e quantunque sia una cosa peggiore tuttavia mi ha molto disturbato per la predicazione. Non ho però mai tralasciata un predica, e questo è senza dubbio la principal causa dell’ostinazione del male, perché predicando si irrita sempre di più. Tutti mi consigliano di farmi trar sangue, ma Ella sa Corrispondenze 135 Opera Omnia quanto son io nemico di tal rimedio piacendomi di lasciare il sangue al suo luogo. Quelle specialmente che mi stimolano a farmi cacciar sangue sono tre Signore, colle quali mi trovo a conversazione dalle sette di sera, perché non mi trovano di quel buon umore [?], ciò era due anni fa; ed è vero perché la festa dovendo far due preti che alla sera risento più del solito del mio incomodo ed abitando esse che la mia ritrosia a farmi cavar sangue provenga da timore per la sorella di questo Sig.r Arciprete mi han fatto suggerire che in Chiavenna vi ha una Comare, che con un certo spronamento avea sangue con una facilità e grazia, che non si accorge nemmeno, e nemmeno ho riso moltissimo colla detta sorella del Sig.r Arciprete in tal suggerimento di chiamare la Levatrice per farmi trar sangue. Ma la cosa però è vera, e mi sarei deciso, se oggi non mi sentissi quasi del tutto riavuto di tal mio incomodo almeno se domani dovendo far due prediche non torna ad irritarsi. Certo che bramo e voglio liberarmene perché Martedì e Giovedì della entrante Settimana sono invitato a pranzo da due Parrochi fuori di Chiavenna cioè di Villa e di […] dove mi troverò in buona compagnia di Preti. Domenica scorsa ho invitato nell’ospizio questo Sig.r Arciprete ed altri due Sacerdoti a far gustare delle paste dolci, e del buon vino che furono regalati, e Giovedì ancora l’Arciprete, sua sorella gentilissima, ed un altro Sacerdote, i quali molto aggradirono. Alcune Signore si sono però degnate quest’anno di farmi visita all’Ospizio e in tale sforzo, che mi pareva di essere in una […] in un […] le montagne. Venne pure per farmi visita il Diretore colla moglie, ma con mio dispiacere non era nell’Ospizio. Ho sentito con sommo piacere le buone nuove della aggradevole di Lei famiglia, ed avendo occasione la prego di rinnovare alla stessa i miei sentimenti di profonda stima ed ossequio. Mi dispiacque pure della malattia della di Lei Sorella Nobile Signora Cattina ma mi consolò nel porvi tempio nel Leggere che si è pure ricuperata. La prego di mille cose al di Lei marito, al caro Carlino, alla cui letterina rispondo, e saluti a tutta Servitù. Ella mi consideri sempre uguale con piena stima mi pregio di rinnovarmi di Lei Divotiss.mo ed Osseq.mo Servo ed amico D. Antonio Tassis Corrispondenze 136 Opera Omnia Corrispondenza di Giovanni Mussinelli, parroco CORRISPONDENZA 114 Adrara S. Martino li 20 Febbraio 1863 Signora Superiora! Vedermi offerto un posto, altre volte desiderato invano, simpatico sempre, e non poterlo accettare, umanamente parlando, la è pur cosa rincrescevole, dolorosa. Credetti che il mio dovere non fosse che di celebrare la Santa Messa e confessare le persone che appartengono al convento. Ma adesso rilevo che non è così. Vi sarebbe l'obbligo dell'omelia, l'obbligo della dottrina e principalmente l'obbligo, o almeno la convenienza di confessare tutti quelli, qualunque sieno, che si presentano e lo dimandano. Le quali cose tutte, benchè io desideri sommamente poterle fare, superano non di meno e di molto, le mie poche forze. Desiderando adunque che altri faccia efficacemente e bene quello che io non posso altro che desiderare e non devo assolutamente accettare, come non accetto con la presente l'onorevole incarico offertomi. Non mi resta, egregia Signora Superiora, che di ringraziarla quanto so e posso, di tanta sua degnazione per la fattami offerta, e delle parole gentilissime con le quali le piacque di esprimersi a mio riguardo. Come pure sono sensibilissimo all'attestato del mio superiore, il mio amatissimo Vescovo, splendore della chiesa di Bergamo. Lunedì prossimo, non potendo io, verrà da Lei, Signora Superiora il curato della Costa, l'ottimo Signor Don Antonio Falconi, Corrispondenze 137 Opera Omnia col quale ieri ebbi il bene di trovarmi, e le darà a viva voce quelle spiegazioni che occorreranno, per meglio chiarirle le mie circostanze, come se fossi io stesso in persona. Buona com'Ella è, Signora superiora, spero vorrà compatirmi, e tanto più volentieri in quanto la disgrazia è tutta mia. Se la mia salute avesse a migliorare, io sarò in altri incontri ai suoi comandi. Confido nella Sua benevolenza, e più di tutto confido nelle sue orazioni in unione delle quali ho il bene di dirmi con ogni stima e venerazione Suo devotissimo, obbligatissimo servo Sacerdote D. Giovanni Mussinelli Corrispondenze 138 Opera Omnia Corrispondenza di Luigi Tagliati, parroco CORRISPONDENZA 115 Soncino, lì 2 Luglio 1862 Signora Mia Pregiatissima Mandai a M.Vescovo le carte riguardanti la nota vertenza circa il transito alla chiesa, e mi rispose, che non appena Egli avrà tempo di prenderle in esame, vedrà come gli riesca pronunciarsi in argomento allo stesso tempo si compiacque di concedermi ch'ei possa delegare, come farà posdomani, il Sac. D.Aquilino Lazzari ad assumere durante la mia assenza la Direzione Spirituale delle Suore della Sacra Famiglia che fossero intanto per dimorare in Villa Campagna. Colgo in quest'incontro la opportunità per tranquillarla circa le eventuali opposizioni del M.re Sig. Parroco Broggi, quand'Ella venisse in possesso dello stabile di S.Maria, rammentandoLe, quanto ebbi verbalmente ad affermarLe altra volta; ciò è che, ove sia provato con presentazione di atti notarili il fatto per cui Lei parte di tale possesso, e con […] Vescovile possa fuor di dubbio la facoltà d'aprirvi una Casa Religiosa allo scopo lodevole a cui Ella intende, non Le tornerà difficile con l'autorevole appoggio di Monsignore, l'ottenere le sia concesso l'uso della chiesa; nel qual caso, o saran formulati preventivamente, di concerto frà l'autorità Ecclesiastica e la Civile i di Lei futuri rapporti col Parroco e colla Fabbriceria, ed esclusa quindi ogni probabilità di spiacevoli collisioni: o fors'anco, verrà la chiesa S.ta N.a sottratta alla giurisdizione Parrocchiale, e dichiarata dipendenza diretta dell'ordinario, il quale poi nella sua saviezza potrà delegare Corrispondenze 139 Opera Omnia alla tutela e direzione del nascente Istituto quella persona che a Lui sembrasse meglio del caso. Il Sacerdote a cui m'era indirizzato per invitarlo ad assumere l'ufficio di cappellano, ha mutato pensiero ed ama rimanere dov'è; vennemi per altro assicurato che altro soggetto idoneo amerebbe condursi a dimora in quelle parti, e per intanto gli feci scrivere che potrebbe andare e gli si presentasse costì un impiego soddisfacente. Ma,finor’Ella vede non si ponno spingere le pratiche in modo serio, se non quando il posto di che si tratta sia effettivamente disponibile. La S.V. ad ogni modo non si smarrisca innanzi a difficoltà inevitabili nel condurre gli affari, e più, allor chè trattasi di operare il bene.[…] queste, difficoltà di tale natira, che nulla […] sentano di grave, ne difficilmente super[…]. La S.V. prosegue ad ogniu modo a collocare […] sua fiducia in Dio, che del buon volere […]. Veneratissimo nostro Prelato non può […] alcuna guisa dubitare; così come può […] certa chio Le sono […] riconoscente animo Umilis.[…] […] Luigi Tagliati. Corrispondenze 140 Opera Omnia CORRISPONDENZA 116 S.ta Caterina presso Bormio, 11 Luglio 1862 Madre Rev.ma Dopo il mio arrivo in questi luoghi, non ebbi notizie di M.Vescovo circa la vertenza riguardante il passaggio alla Chiesa di S.Bernardo; forse mi perverranno col primo corriere. - Intanto credo opportuno rassicurarla nuovamente rispetto alle difficoltà ch'ella intravedeva siccome probabili,forse che si fosse decisa ad effettuare l'acquisto dello stabile di S.ta Maria. - Che se ella persistesse nel desiderio di venirne assicurata in anticipazione, abbia la compiacenza di manifestarmi i suoi pensieri in modo particolareggiato; e se lo crede conveniente, mi dica se debba provarmi a stendere un memoriale in quel senso a M.Vescovo, attendendone informazioni. Ad ogni modo Ella mi farà grazia, se appena ricevuta questa mia, mi scriverà le sue novelle, che spero sieno conformi ai miei desideri. Mi comandi liberamente; mi ricordi nelle sue preghiere, e mi abbia quale con perfetta osservanza mi confesso Di Lei Servitore Devotimo Luigi Tagliati Corrispondenze 141 Opera Omnia Corrispondenze 142 Opera Omnia Corrispondenza dei religiosi e dei figli ‘della Sacra Famiglia’ Corrispondenze 143 Opera Omnia Corrispondenze 144 Opera Omnia Corrispondenza di Giovanni Capponi, religioso CORRISPONDENZA 117 Leffe 27-8-186223 Reverenda Signora Superiora Seppi dalla Signora Adelaide che Ella desidera sapere qualche cosa raporto a quella ragazza di Gandino, ed io oggi sono andato a vederla e sentire un poco come la pensava sul recarsi costì; difatti mi disse che aveva scritto il giorno 16 agosto dopo ricevuta la sua; indicandole che entro 15 giorni sarebbe recata in convento per non più sortire, La detta giovine mi ha incombensata di farla di nuovo avvertita che domenica giorno 31 andante sarà da Lei, senza fallo... In quanto ai giorni darà la risposta la suddetta giovine. La prevengo che per i santi esercizii oltre a quelle due già indicate dalla Sig. Adelaide ne sarà un'altra della medesima tavola. Godo nel sentire dalla Sigora Adelaide, che Ella, abbia fatto acquisto di quel convento a Soncino, certamente il Signore benedirà i suoi grandi disegni con moltiplicare la Sacra Famiglia. Dalla Signora Adelaide o sentito che è andata a visitare la casa dove avrebbe intenzione di farne acquisto, ma l'ha trovata molto logora e sembra da i padroni di questa casa che la vendono volontari e hanno detto alla medesima se Ella volesse fare un cambio ed essa laciò cadere la parola aspettando tempo più opportuno. 23 Vedi epistala 174. Corrispondenze 145 Opera Omnia Altro non ho da dirle solo mi raccomando alle sue calde orazioni onde possa essere fedele esecutore dei divini voleri. Godo anche che sia di ottima salute così pure le sue monache e le giovani, e riverendola colla Signora Adelaide mi creda di Lei Umilissimo servo Capponi Giovanni di Leffe P.S. L'Adelaide mi disse di dirgli se potesse spedirle quella preghiera del missionario, a Gesù Crocifisso. Io poi Le invio una preghiera composta di nuova da S.S. Pio IX.” Corrispondenze 146 Opera Omnia CORRISPONDENZA 11824 Leffe 3 9bre 1862 Degnissima Superiora O consegnato alla signora Adelaide la inclusa sua lettera. Ma riscontrato di scrivere due righe che è pronta a ogni sacrifizio, se Ella dice anche di fuggire e pronta a il desiderio di rivederla per non mai più separarsi fino alla morte, che non vede l'ora ed adopera anche la sua forza e giusta pretesa con la sorella e il fratello molto di più. Però la sorella andrà ai cinque o sei di novembre e cerca di fare in modo anche col fratello di allontanarlo che basta solo dua giorni di allontanamento per eseguire il suo proposito che e quanto prima di essere a Comonte rinchiusa. Il fratello adesso sta meglio. Spero che il Signore faccia sì-che questa figlia sia costante, abbia coraggio di eseguire tutto quello che Ella dirà; e dice se Lei potesse farle avere una risposta o di fuggire o di comodare in qualche maniera coi due sopracennati fratelli, che essa è pronta a fare tutto quello che la superiora crede bene di fare. Si raccomanda molto alle sue orazioni e fare anche colle sue figlie i suoi ringraziamenti.... La riverisco Pregandola a ricordarsi anche di me nelle sue orazioni Mi creda Suo Aff.o servo Capponi Giovana Giovani 24 L'indirizzo affettuoso con cui Paola Elisabetta si rivolgeva a Giovanni nella lettera del 17 novembre 1862 indica che già se ne era conquistato l animo e la collaborazione. Corrispondenze 147 Opera Omnia CORRISPONDENZA 119 Soncino 21 dicembre 186325 Signora Reverenda Madre Sapendo di doverle rendere notizie del nascente Istituto con dirle che fino ad ora non havvi intoppo alcuno, la pace vi regna accompagnata dalla più viva confidenza in Dio che mi chiamò in questo luogo acciò possa fare non la mia volontà ma la sua, e difatti provo una consolazione grande ed una lena francha in qualunque cosa che mi venga avversa, oh sì che il giogo del Signore è dolce e benigno, e misericordioso fa compatirmi nella mia miseria; con darmi sana e perfettissima salute di corpo, lena e coraggio; non provo nessuna difficolta se alle volte come successe coi dipendenti di alzare la voce acciò faccio il suo dovere ecc. Insomma provo una contentezza senza esagerazione, specialmente la sera tutti uniti qui. Il mio fratello Signor Cesare coi miei due figli contandola così alla domestica è proprio opera del Signore, la salute del fratello sig. Cesare a me pare che per le Sante Feste Natalizie abbandonerà la fasciatura della faccia purchè si sciogliano e vanno a maturazione, il figlio Giacomo il dolore è sparito da tre giorni e sta benone, così l'altro il piccolo figlio Angelo è sempre sano, dunque speriamo per la nostra festa, essendo il primo anno della fondazione di essere tutti sani ed unire le nostre preghiere con quelle delle nostre sorelle in Gesù Cristo; ad onorare la Sacra famiglia immaginarsi col pensiero nella grotta di Betlemme col bambino Gesù e Giuseppe e Maria. La riscontro al di Lei gradito foglio inviato a mezzo del Maffi o ricevuto il pezzo da venti franchi ed ho eseguito quanto ha me ha suggerito. Sono ritrovato col signor Ludrini, mi disse che gli preme anche a lui di saldare quanto prima la sua partita con voce un po' disgustato, però io ho detto che in quest'anno non può spettare più di un mese dalla scadenza che pensa a saldare perché si ritrova in stretta posizione ma detto che fara il possibile per far che sia saldata più presto che potra, forse a più presto chel del tempo prescritto, ecc.. in quanto al stername abbiamo deciso un giorno col cappellano signor D. 25 (dal timbro) Corrispondenze 148 Opera Omnia Alessandro di andare a vederlo e contrattarlo perché ne abbisogna molto.... Il Maffi si lamenta a mangiare col bifolco, vorrebbe fare il mangià da persestesso, ed io gli o detto chel vengha là così in casa del bifolco che la vediamo col tempo e lui mi disse che la cagione per cui vuole stare per sé stesso è la vergogna.…. Il mio debole parere sarebbe di esaudirlo acciò non abbia a stancarsi e gli utensili di cucina mi disse che li ha a Comonte e che per le sante feste quando che viene a casa dopo che ritorna vorrbbe portarli seco. Ne ho parlato anche alla Signora Superiora Suor Rosa e mi disse di notificarle tutto alla Reverenda Signora Madre acciò quando viene a Comonte gli dara quella informazione che a Lei crederà opportuno; Il bue malato è guarito e lavora con gli altri. Lunedì sono stato al mercato di Soresina ma non ho fatto niente perché è una stagione cattiva per vendere. Il cappellano m'ha detto che ho fatto bene a non darli a quel prezzo così infimo ecc.. Dopo tre giorni di contratti con n. 6 voci, e compreso quella di S. Maria e n. 9 alberi, alla fine dopo molti esami l'abbiamo fatto, alle quali ho ricavato n. 12 da venti franchi e un quarto d'argento, ed oggi stesso li ho consegnati alla Signora Reverenda Madre Suor Rosa Superiora. Lunedì abbiamo deciso di saldare il muratore; il fornaio è stato saldato perché me li ha cercati due volte. Io non avrei per ora più ninete se non che se la permetta di copiare l'esercizio della mattina e della sera per averme un uniforme dei figli colle figlie; perché quando lo fo recitare me ai miei figli è di una maniera corta, ma quelo del mio fratello signor Cesare è un po' troppo lungho, così tronca il mio ed il suo, sempre però che a lei gradisca; alla Superiora suor Rosa mi disse che andrebbe bene di dimandarle a Lei, Reverenda Madre, così o fatto... Avrei anche quello del rispetto, in qunto a questo in casa va tutto uniforme ed anche all'interno ed esterno ecc Ogni volta che mi reco a S. maria la Signora Superiora suor Rosa essa chiede sempre conto del diportamento di me, del mio sig.no fratello e dei miei figli; come la pensa ecc.. Insomma fa ogni volta le sue veci dimandare sempre analogo dettaglio. Torno a riptere si avvicina il giorno Natalizio del nostro Divin Redentore, quindi è nostra festa, perché porta l'Istituto il nome di questa Sacra Famiglia. Dunque fratelli e sorelle e figli uniam le preci ed innalziamole, tutti uniti alla sacra famiglia, acciò bendeica tutte le nostre intenzioni. Corrispondenze 149 Opera Omnia Colgo questo incontro per riverirla unitamente al fratello signor Cesare e figli, augurando sia a lei reverenda Madre Superiora che alla Madre suora Luigia Buone le Sante feste Natalizie; nel mentre mi dichiaro suo umilissimo fatello in Gesù Cristo Capponi Giovanni Maria. Intendo di riverire anche tutta la sacra famiglia. Sia lodato G. C Corrispondenze 150 Opera Omnia CORRISPONDENZA 120 [Dicembre 1863?] Viva Gesù Giuseppe e Maria Carissima Revendissima Madre Superiora Per mezzo del sig. Giovanni ricevetti le di lei sempre care lettere e darò la sua al fratello Cesare assieme la tanta sospirata corona, il quale ne fu sommamente contento e le fa infiniti ringuraziamenti di tutto. Godei assai l'udire che Ella trovava contento alludire le nuove della novella casa; e che bramava con giubilo le notizie se spariti i suoi malinconici pensieri al Cesare. In questa settimana fu come un vento che gli portò via ogni cosa; anche dal volto i stesso traspira allegrezza e contento, e Domenica cominciò in poco, e poi ricevuta lunedì una lettera dalla sua sorella monaca sparì un subito quel poco timore perché la lettera era assai bene scritta, e le disse che era contenta del sua stato e gli disse se in abito religioso o secolare, mostrva di saper tutto e che aspettava il riscontro ecc. egli disse anche del padre e della sorella che erano in bona salute tutti; dopo letta voleva fare il riscontro se io gli permetteva, l'ho tirato avanti qualche giorno finché ricevute le di Lei carissime lettere che mi autorizzano a lasciarlo scrivere tanto alla famiglia quanto alla Sig.a Rossi, a dirgli proprio il vero il mio pensiero era proprio di lasciarlo sfogare collo scrivere a suoi parenti se no era di pregiudizio alla sua salute; così ricevuto il suo scritto e la licenza dallo scrivere giubilava contento specialmente lo scrivere alla signora Rossi, subito che a scritto tutti e due, ne ha scirtto un po' tanto, specialmente alla Rossi quattro pagine e mezzo, non ho contraddetto per non più molestarlo; gli dico proprio che è di sommo contento specialmente quando vide nelle mani la sua corona, non fece che baciarla e sfogare di gioia verso una Madre così pietosa in consentirlo in tutto ciò che bramava. Domenica lo lasciai andare alle funzioni il Cesare con il figlio, ma quando venne a casa mi disse che era andato a trovare il padre Serafino che faceva le quarantore a S. Giacomo e gli parlò dove si trovava ma non gli disse cosa faceva. Il padre Serafino gli aveva detto di andare a Cividino due o tre giorni insime con loro, egli ha detto che non poteva, lui gli disse di fare due righe da dare al suo cugino ecc.. Corrispondenze 151 Opera Omnia Quando è venuto a casa che mi raccontò questo io lo sgridai dicendogli di non potersi fidare a lasciarlo solo andare nel paese facendogli sapere che la Signora Madre Superiora non a voluto che andassero nel tempo delle funzioni-missioni, e lui mi disse che non poteva venire a casa se prima non gli avesse parlato ed io il giorno dopo assieme col fratello siamo venuti dalla Superiora Suor Rosa e gli degnò savi consigli e li accettò volentieri; il male già vien da me, io però non sapevo chi predicasse, così anche questo gli è stato di gran sollievo. Insomma in questa settimana per lui il Signore lo ha esaudito in tutti i suoi desideri, faccia che sempre perseveri come spero, nell'avvenire non vi sarà più niente come mi ha promesso che per l'avvenire non vi sarà più motivo di lagnanza alcuna; dunque in rigurdo al fratello non s'inquieti, che il Signore lo ha condotto e qui lo assisterà. A quanto o saputo dalla superiora suor Rosa e dalla mia lettera conosco che anticipa il tempo di venire a Soncino, Il mio desiderio di vederla è grande, ma però considero le stagioni e le grandi sue faccende che ha da sostenere in riguardo alla nostra casa, non si destini ad anticipare sperando sempre nella provvidenza, il suo aiuto anche sopra la novella casa, come nella sua ultima l'ha scritto di armarsi di fede e di speranza. La mia salute è perfettisima come mi consolo anche delle suore e di tutti in famiglia. Io godo una perfetta pace e contentezza come anche costì 26 fratello e figli, sperando sempre nel potente nostro fondatore S. Giuseppe il suo validissimo patrocinio? La prego di ricordarsi anche di me e di tutti in famiglia nelle particolari orazioni, così anche noi benché indegni lo faremo, e come anche nostro dovere di ricordarle di Lei tutti i momenti finché viviamo? Sappia che io di patria non ho mai sentito desiderio di andarvi né malinconia, la lontananza, grazie al Signore, non credevo che così bene m'andassero le faccende, io mi ritrovo a star qui più volentieri che a Leffe. Mi scusi se sono troppo noioso o non ben concepito lo scritto. Io riverisco distintamente assieme fratello e figli. Tanti saluti alla reverenda suor Luisa e anche alla suor Costanza se è lecito di tornarlo come anche del signor Canonico. La non si ricorda più della predica il di di S. Carlo. Tanti saluti. Suo Umilissimo figlio in G.C. Capponi Giovanni 26 (=qui) Corrispondenze 152 Opera Omnia CORRISPONDENZA 121 li 24 dicembre 186327 All’a Reverenda. Cara Madre Superiore Generale. Alle ore11 antimte ricevei il di Lei Carissimo foglio Con Lorologio, La lettera mia che unisco fu scritta ieri Sera, Dunque […] in quanto al Maffi.Invece di spedire col carro il Maffi; Invio il Giovanni siccome il desso affi arrisogna al Bifolco.Le spedisco il fieno ma cene poco anche per Bisogno di questo Bestiame che sembrami di doverlo comperare prima del taglio. Col ritorno del Giovanni attendo, come gia disi nella mi […] Lettera. Il decisivo suo parere in merito del Signor Ludrini. Il caretto col cavallo Lunedi di mattina necessita qui senza fallo siccome sincomincia la […], essendo i buoi molto stanchi e Sabato secondo il Solito Salassati tutti quindi per qualche giorni non si puo adoperarli, il cavallo col caretto che attenderei per 15 giorni. Nel Leggere e rileggiere La sua pregiatissima Lettera il mio Cuore si Commuove ed Inspirandomi animo Coraggio e Lena in una impresa tanto a Lei Cara, Dunque preghieremo Il Signore Con Maria e Giuseppe, accio mi conceda La Sua Santa Benedizione nel cominciamento del nuovo anno, e cresca la nostra speranza di veder fiorire questa piccola Casa di Virtù e di Vita Nascosta e Laboriosa, specialmente lo spirito della mansuetudine Spero mimbattei coi regi Carabinieri e mi fermarono dicendomi non essere da queste parti ed io o detto se non sia adesso sono mi disse il mio inpiegho ed io o risposto fattore della Signora Costanza Cerioli, che però se voglia vedere il mio recapito di Sicurezza faccia il piacere a vinere quqttro passi che Lo farò vedere, ed essi bene andiamo. Essi si fermarono sulla porta intanto io sono andato di sopra a prenderla gliela presento e prima di Leggerla mi domandò il nome 27 Ormai il ghiaccio è rotto e il 24 dicembre 1863 Giovanni scrive a Paola Elisabetta quest'altra lettera. Corrispondenze 153 Opera Omnia cognome provincia Circondario […] e paese ed io tutto contento gli dissi tutta […] che ci La carta di sicurezza Confrontavano il mio nome e paese ed anno Visto tutto regolare, Vengono alla professione e trovano possidente, e mi dice possibile un possidente fare il fatore ed io ha tanto fatto che e gia due mesi che sono qui, mi disse se era tanto che io conosceva questa Signora Cerioli ed io sono quasi due anni, allora mi domand scusà di questo disturbo dicendomi chi era suo dovere ed io gli risposi in un governo come il nostro che si chiama libero crederei di poter fare senza La Carta Sicurezza, ed essi tutto va Bene ma però le Cose Regolari sta sempre Bene mi salutai glie Lo tornai, ed io tutto Contento seguii il mio cammino verso Santa Maria, e glie Lo raccontai alla reverenda Superiora a cui mi fece coraggio come sempre mi fa Il fratello Signor Cesare il giorno dopo spedito a Comonte insieme colle sue mi domando scusa e perdono dello scandalo dato a me e ai figli col Inportunirmi a spedire La Lettera io gli feci coraggio e Lena e […] in tutto cio che ordinai e molto volontieri si capisce proprio vocazione vera. Infatti nel vestire i figli ad andare al pubblico io avevo un po di rossore come vedra da laltro foglio il frate Cesare invece se ne godeva io cercherai piutosto Nascosto almeno quello che si può a Lui e content anche a vederli capisco anchio che il rispetto umano Bisogna vincerlo Spero dal Signore questa grazia e di perseverare in questa. Dunque Le Ripeto i Ringraziamenti sono contento che in perfetta Salute e la riverisco Mi Dichiaro Suo umilissimo Servo e Frat. In G. C. Capponi Giovanni. Corrispondenze 154 Opera Omnia CORRISPONDENZA 122 li 24 Xbre 186328 Alla Reverenda Cara Madre Superiora. Generale Cogliendo l'occasione del Maffi le indirizzo le quì accluse due lettere che il fratello sig. Cesare avrebbemi consegnato pel recapito a chi sono dirette dcché il Maffi andrebbe a Bergamo in queste feste; qualora io trovassi convegniente allo spedirle, ma io credei opportuno di inviarle a Lei acciò ne faccia quello che la vuole se crede ono di farle avere; E' più di un mese che mi seguita a dirmi se permetteva di inviarle due righe alla russi quando avrebbe avuto l'occasione opportuna per mandarli, ed io ho detto che quando si farà l'occasione per un biglietto alla russi non negherò, in martedì sera sento che gli dice al Maffi sel vorrebbe fare il piacere quando va a Comonte queste feste ad andare a Bergamo con una piccola lettera ed il Maffi le dice di sì ecco che l'ha preparata l'occasione. Io restai un poco così sossopra però non badai al momento, quando o veduto da lì ad una mezz'ora preparate due lettere che qui le unisco, ed io gli dimandai cosa facesse; scrivo quelle due righe, e quell'altra è una donna vecchia e buona ecc.. allora cominciai un po' a dirgli che io non conosco né la russi né l'altra; che siamo vicino alle Sante Feste, che dobbiamo fare dei sacrifici ecc quando salto un po' la furiata, che subito però passò dicendomi che era intelligenza della reverenda Madre Superiora che si scrivessero la Russi a Me ed io a Lei, ed io gli ho detto non trovo opportuno di spedirgli perché doveva dargli alla.. alla reverenda Madre Suor Luigia ed almeno parlarne in quel tempo che siamo stati là assieme, ed esso ma risposto che non glie venuto in mente, che se non vuol permettere che faccia di quel che creda, li dimando scusa se l'ho importunato, credevo che fosse una cosa oltrepassante i limiti perché le lettere le sono ancora qui da leggere, ecc. e vi compatisco perche non conoscete la Russi ed io gli ho detto si avvicina la festa non badiamo a lettere e lui mi ha detto un po alterato le bruccirò o li straccerò ecc. ed io gli o detto dammeli a me e voi non pensate più a niente, così labbiamo finita… 28 Ormai il ghiaccio è rotto e il 24 dicembre 1863 Giovanni scrive a Paola Elisabetta quest'altra lettera. Corrispondenze 155 Opera Omnia Ieri mattina ho veduto due del mio paese a Soncino. Vado dal fornaio per pane e pasta ma sento una voce a chiamarmi per nome: ed io guardo: è un carrettiere ed un negoziante di coperte di Leffe. Mi domandò se stavo bene, che avevo buona cera ecc. mi domandò cosa facevo, se l'era vera quello che dicono a Leffe ed io non sapevo che dirgli, cheadesso non c'è niente di convento, sela provvidenza vorrà chi sa. Mi voleva menare a bere il vino bianco ed io li ho ringraziati, non ho voluto andare aveva mille saluti da Leffe ed io ho detto tornateli a tutti e ditegli che io son contento e sto benone sano e franco ecc, così me la cavò colla fretta. Quando li ho visti mi si mescolò il sangue nelle vene, invece di consolarmi mi rattristò al vederli ecc. Abbiamo fatto un piccolo presepio anche noi che rende proprio divozione. Cominciamo dal piccolo col grandirlo negli anni avvenire. Speriamo che l'anno venturo sarà più uniforme. Grazie al Signore la salute ci è propizia a tutta la famiglia quindi speriamo di passare bene le sante feste a cui portiamo il nome di S. F.29 In pace e tranquillità. Reverendola con doveri congiunti buoni auguri nelle sante feste pel fine e del principio dell'anno sia a Lei che a tutta la Sacra famiglia con profonda stima mi dico suo umilissimo servo e fratello Capponi Giovanni P.S. Unisco altro foglio del fratello sig. Cesare 29 Sacra Famiglia Corrispondenze 156 Opera Omnia CORRISPONDENZA 123 Villa Campagna 29.12.1863 Alla Reverenda Madre Superiora Generale Evviva Gesù Giuseppe, Maria Grazie al cielo passammo le sante feste natalizie, festa della Sacra Famiglia ed a noi dedicata; in perfetta pace e tranquillità d'animo e di corpo festeggiandole distintamente bene, giorni i quali che i figli indossarono l'uniforme del suo abito, al popolo già bisognava saperlo, abbiamo dato bastante motivo della nostra fondazione, ma però anche prima che si fosse messo l'abito ai figli la reverenda Superiora Suor Rosa mi disse che si era portato in convento a S. Maria il prevosto di S. Giacomo e apertamente gli a detto che alla Campagna ci era dei frati ecc.; così pure delle signore medesime parole, io non posso capire da che fonte vengano queste voci, Il Signore lo sa ed in Lui confido. Al veder l'abito il mio cuore giubilava ed invidiava la sua bonta; ma che allistante sento in me un po' di rossore vedendoli messi in dosso e doverli poretare subito in faccia al popolo a cui la reverenda superiora mi domandò se andiamo ai vespri a Soncino ed io 'l'intenzione era questa, però se creda che andiamo a casa farò quanto mi dice ecc. Ma sento che mi dice di andare pure a Soncino e di lasciare ai figli l'abito in dosso ed io gli dissi che avevo un po' di rossore ma però lo farò volentieri acciò il bambino Gesù mi dia coraggio a spezzare ogni riguardo umano e così fece anzi andammo ai vespri tutto il popolo erano rivolti tutti su di noi: una fola di giovani che mi segiuvano. lascio considerare Lei che cosa avrebbe pensato il mio cuore, e pure appena fuori del convento di Santa Maria il rossore sparì, un coraggio mi venne superiore alla mia debolezza ed abbiamo sentito le nostre funzioni e poi sen'andammo a casa contentissimi più di prima: La mattina nell'andare alla messa i giovani e le donne si fermavano là di fuori della chiesa a guardare questi figli e tutti qui a Campagna dicono che vogliono fare un convento ecc l'abito gli va tanto bene che pare proprio pitturato indosso a tutti due. Il signore Ludrini come avrà saputo dalla reverenda superiora suor Rosa ha dato ancora otto marenghi e m'ha detto se voleva comprare questo letame, ed io gli parlai al cappellano D. Allessandro Corrispondenze 157 Opera Omnia e mi disse di sì e che ne abbisogna tanto e d'andare presto a vederlo. Difatti lunedì andammo insieme col cappellano ed il Bifolco, io credendo di spendere n. 3 o 4 marenghi ma il cappellano mi disse che bisogna per lo meno sette o otto, allora subito gli dissi, che prima dia fare dei contratti voleva prima parlare ed essi mi disse di vederlo e contrattarlo ma non fare il negozio così faciemmo. Sento la dimanda di n. 12 marenghi, subito io scappai ed il signor D. Alessandro ne ha offerti 9 1/2, dunque il negozio per ora non è fatto perché pare che meno di dieci non si fa, prima che si faccia credo 2 a eredi dieci vorrei un consiglio assoluto da lei perché il cappellano mi disse che è un negozio da fare che della foglia ne è tanta e di non fare come l'anno scorso a lasciare la terra sulla nuda terra e mi disse che lei l'aveva promesso lire seicento per metterla un poco in ordine che a spenderne trecento è ancora poco; ma io sto considerando i tanti urgenti bisogni anche d'altri, come ho da fare se non mi da un consiglio assoluto, lo attenderei quanto prima così è l'intenzione della superiora suor Rosa. La tardanza del maffi reca lamenti in casa del bifolco e delle due guantere essendo urgentissimi Bisogni di lavoro giacché il tempo favorisce di lavorare e la sua assenza reca giornate di più ed il Bifolco senza buoi non può stare, dunque l'attendo e presto. Noi tutti stiamo in Perfetta Salute così pure il fratello Sig. Cesare così speriamo anche di Lei, e di tutta la sacra famiglia. P.S. Abbiamo due buoi un po' ammalati a Campagnola, però non e di farne caso perché sono due Bignoni venuti a suppurazione; l'altro di campagna e sano perfetto e quanto prima faremo che sia venduto tutti e quattro perché adesso se li ingrassano quanto meglio si può. Io passo a riverirla assieme alla suor Luigia e tutta la famiglia augurandole Buon fine e Buon principio dell'anno. Spero che godrà perfetta salute e che il Signore la conservi sempre le sue sante intenzioni.Jeri la superiore suor Rosa mi parlava del giorno 16 del mese venturo e mi disse anche del giorno 25 di questo passato, del passato siamo ancora in ottava, possiamo ancora triburargli quel suffragio che il Signore le conceda la beatitudine perpetua, e speriamo il 16 di suffragarlo proprio in quel giorno siccome nostro benefattore e promotore di questo istituto. Mi dichiaro suo Umil.mo servo fratello Giovanni Capponi Corrispondenze 158 Opera Omnia CORRISPONDENZA 124 Villacampagna 13.1.64 Reverenda Madre Viva Gesù Maria e Giuseppe Ecco che coll'ajuto divino incominciamo anche il nuovo anno 64, e trascorse anche le sante feste e tutti passò colla perfetta pace e concordia nella famiglia, Il cielo benedica quelle poche orazioni che davanti alla piccola capanna, ai piedi del neonato bambino Gesù e che uniti le abbiamo inviato nei trascorsi giorni; Dio voglia che siano da lui accette ed esaudite; rendendo pur grazie al medesimo della florida salute che tutti in casa godiamo come ne speriamo di Ella rev.a Madre, ed ella signora suor Luigia e di tutta la loro famiglia e figlie; gia saputo che qui in S. Maria è morta quella figlia di S. Giuseppe il sig. Cappellano mi disse che abbiamo un angelo in più in paradiso a pregare questa figlia pregherà anche per i fratelli della sacra sua istituzione Il Signore accetti anche quei suffragi che gli offriamo questi giorni a suo suffragio.... Il fratello Signor Cesare esso vien rispettato dai figli, come pure dai dipendenti, e anche dagli esteri e lo ubbidiscono, mena proprio una vita tutta proprio adatta al nostro Istituto, si conferma tutti i giorni di più, quel che ha che mi rende un poco di fastidio a confessarsi, che lo tiene proprio quasi mezz'ora per otto giorni l'ho avvisato che facesse costare tanto nella confessione, mi disse che non può fare a meno, ed io gli ho detto di non fare delle cose che andassero negli scrupoli e me disse ridendo che non c'è pericolo ecc. Finita quasi tutta la raccolta della foglia dalle due cascine, prima della neve abbiamo cominciato a scalvare e continuiamo, ed o qui tutti i giorni anche il Giovanni che mi conduce i figli e lavorano bene anche i figli e lo rispettano in tutto ciò che egli dice. O proprio qui tutti due fratelli che mi mortificano col suo buon esempio, invece di essere io a dargli un Buon esempio ne cavo io da lui, come dal sig. Cesare e dal sig. Giovanni ecc.. I detti figli superano bene la Dottrina Cristiana ed anche le altre orazioni che è una specie di paradiso dal contento che provo in questi due figli, si capisce proprio che il Signore vuol proprio fondare un Corrispondenze 159 Opera Omnia Istituto, perché la semenza dei figli è bonissima, voglia il Signore come spero che la ingrandisca questa famiglia di giovani buoni docili acciò dia lena e coraggio e coll'aiuto di Maria SS. e del suo sposo purissimo San Giuseppe, a lui domani cominciamo la sua novena in memoria di quei due santi sposi a cui il Signore ha voluto che si unissero accio facessero d'una famiglia tutta sacra al tutto dall'eterno padre. La ringrazio dell'orologio ch'Ella m'ha spedito e va benissimo e me serve proprio bene per l'orario ed eseguiamo proprio alle ore precise sia l'orazione sia il cibo, benché alle volte tocca a venire a casa dopo l'Ave Maria perché siano sorvegliati i dipendenti sinora abbiamo accomodato le nostre ore che tutto va bene. Il Maffi è contentissimo, così anche noi siamo contenti perché così non c'è più lamentele. Io termino col dire che debbo andare proprio di spesso dalla superiora suor Rosa per danari, io resto a come volano fora i danari senza quello che cerchiamo di schivare tanto da noi come dai giornalieri ora una cosa ora un'altra e sempre o una cascina o l'altra bisogna sempre io le dica questo per motivo di mancamenti di danaro a noi qui in famiglia, che tutti i giorni la superiora suor Rosa la mi disse sempre se mi abbisogna qualche cosa ora di uno ora di un'altro, è proprio una cosa che io resto a dire quanti soldi abbisognano e tra me stesso spero che l'anno venturo saranno almeno la metà, confido proprio nell'opera che il Signore coronerà le nostre intenzioni, che benedirà. Colgo questa occasione per riverirla indistintamente raccomandandomi alle sue preghiere, pregandola di riferire signora suor Luigia e tutta la sua famiglia. Con stima e considerazione mi dichiaro suo umiliss.mo servo e fratello in Gesù C. Capponi Giovanni P.S. Per mancanza di memoria Unisco i complimenti anche del fratello signor Cesare e dei due figli col signor Giovanni che è proprio tutto contento anche lui. Corrispondenze 160 Opera Omnia CORRISPONDENZA 125 [15 Marzo 1864] Cara Madre Viva la Sacra Famiglia Ecco l'incontro per spedire queste due righe per sapere di Lei e suor Luigia, essendo stato aspettando due righe di consolazione e di conforto, La provvidenza a disposto così e così sia fatto. Il figlio arrivato jeri sera haunidea di essere buono, ed ha anche un poco sviluppato nelle faccende, s'è fatto subito compagno agli altri in tutti con lena, anche il Carlino è arrivato con dei dolori ma oggi non sente niente, è nel suo primiero stato, noi qui siamo tutti di buona salute solo di quando in quando gli viene i dolori di pansa al Cherubino non di danno, continua a bossigare sempre Bisogna che usi riguardo col cibo per non incontrare delle conseguenze, nei nostri lavori continuamo benissimo se il tempo mi permetterà martedì o mercoledì venturo termineremo anche da scalvare e abbiamo fatto da noi soli senza […] e senza giornate e poi m'ha anche menato via tutte le gresse e ributtato e condotto tutto da noi soli, Madre le una consolazione a vedere questi Figli condurre il carro e caricarli di legna di ogni cosa che occorre. Sabato pasato gli o fatto una promessa se avessimo arrivato a terminare una fila di onis di scalvare e condurre tutto a casa e fascinarla Gli ho promesso per la festa dello sposalizio che avrei fatto i cadonzei e dato il vino e noci, il Cherubino mi disse che n'era tanta della scalva e venendo anche la neve sarebbe impossibile senza badare né a neve né a freddo La legna alle ore 10 antimeridiane era tutta a casa e alle ore 4 era tutta fasciata, hanno avuto tempo di fare anche tutta la polizia per la domenica così ho fatto anche lunedi e gli ho fatto il suo disegno e poi terminato avevo dato festa o cercato qualche cosa anche alla Superiora suor Adealaide ed Essa m'ha fatto le frittole così in quel giorno abbiamo terminato santamente ed allegramente. La mattina abbiamo sentito tutti la santa messa, io ho fatto anche la comunione e poi al suo disegno fatto a mezzodì abbiamo fatto la visita a S. Giuseppe tutti insieme cantando anche le litanie ed altre Corrispondenze 161 Opera Omnia orazioni alla Vergine e S. Giuseppe e dopo li ho destinati al suo disegno così alle ore 4 aveva tutti terminate e io sono andato a S. Maria a prendere le frittole e m'han data anche una bottiglia di vino proprio di festa e così la sera siamo divertiti cenando tutti insieme nella stalla e sono stati tutti contenti anche i due fratelli, i figli poi mostravano una allegrezza gioviale e così la passammo santamente e allegramente. Compiendo anche tutti i nostri doveri sì spirituali che corporali. Spero che il Signore abbia fondato anche qui le fondamenta della nostra casa, non avendo più lamentele né chi dissaude dall'impresa cominciata, dando anche ai figli lena e vigore e crescono colle speranze di crescere e così essere tanti; il Signore benedica Le sue parole e siano perseveranti nei suoi propositi. Il fratello Battista vive contento, non parla mai d'andare a casa né di lamentarsi in niente, e attento al lavoro e amabile coi figli e cerca tutto il bene della casa, se manca alle volte qualche cosa non fa lamenti dice che via tutto e si contenta di tutto, lo Spirito Santo lo illumini. Anche il Cherubino è proprio per la nostra casa, ha un amore alle bestie e cerca sempre di fare in modo che mangi tutto perché l'erba che abbiamo fatto è un po' dura e lui a poco a poco le ha usato e l'ha mangiano bene e cerca ogni mezzo per risparmiare il fieno e così darlo poi nella primavera quando vi sarà il lavoro, essa dira mi dice tutto degli altri e non dice niente di sé, Madre, il mio lavoro è proprio poco un po una cosa un po l'altra mi viene sera senza accorgermene io li conduco allavoro e poi gli sto fino alle ore 9 e poi vengo a fare il desinare e poi li conduco un'altra volta sino alle ore 3 o 4 secondo il bisogno di casa li preparo la cena per le ore 6, il desinare per le ore 10 o 11. In questi giorni o giustato a tutti le scarpe e sopei ecc. e cerco di fare ogni cosa per non farmi vedere dai figli senza lavoro e così fare anche cogli altri due fratelli, e ne sono contentissimo del mio stato, elevando la mente qualche volta fra il giorno alla Sacra Famiglia accio mi dia la Grazia di imitare nel distacco del mondo e così operare per la Gloria di Dio, e ringraziando delle grazie che mi concede senza mio merito. Basta il Signore spero che Benedica le nostre intenzioni che è di crescere la sua Gloria e di salvare quei poveri meschini abbandonati senza soccorso e senza sollievo. Intanto la riverisco di tutto cuore e imploro la sua materna benedizione per me e figli e salutandola tanto il fratello Cherubino e tutti i figli che siamo tutti di buona salute non sperando niente di contrario costì Tanti saluti anche a suor Luigia e la superiora suor Rosa anche dal Cherubino. Corrispondenze 162 Opera Omnia Cara Madre, quando la può non mi lasci privo di due righe, e la mabbia presente nelle sue fervorose orazioni che o una grande speranza di ottenere dal nostro padre San Giuseppe quanto desidero per mezzo delle sue preghiere. Mi dichiaro suo figlio Capponi Giovanni P.S. Gli spedisco i primi ovi che han fatto le novelle pollastre se erano anche più l’avrei mandati hanno cominciato solo sei a farlo. Corrispondenze 163 Opera Omnia CORRISPONDENZA 126 Villa Campagna 24 gennaio 64 Carisa Madre Superiora Viva Gesù Giuseppe e Maria L'occasione del fratello Giovanni mi mise il pensiero di rivolgergli due righe, consolandomi della sua perfetta salute che Ella sente, e di tutta la famiglia, anche noi, il Signore ci ha conservati sino al presente tutti sani benché abbia fatto un freddo rigidissimo; mi consolò la reverenda Superiora suor Rosa delle notizie che o sentito, da lei collo spedirmi un figlio benché questo figlio sia un poco malaticcio, questo mi sarà di prova maggiore alla vocazione di cui aspiro, a cui sotto la protezione di mio padre S. Giuseppe vero modello eroico di carità, e di tutte le virtù, spero in qualche maniera di imitarlo col suo santissimo e validissimo Patrocinio. La mattina 20 andante il fratello Giovanni mia portato una lettera, a cui ne era inclusa un'altra che venivano da Leffe a cui le aprì costì al fuoco insieme ai due fratelli e poi ho guardato chi mi scriveva: erano la madre dell'Ospitale e un'altro mio giovane amico quando s'era a Leffe appena leggi quella della Madre così una scappata a metà della pagina sento le notizie dell'ospitale che anno cambiato varie cose, come nella messa più non la sona l'orario difficile tutto quello che voleva intavolare quattro anni fa; lanno eseguito adesso questo pensiero più non ci entro; e poi sento che la mi dice daver scritto due lettere, non o mai dato riscontro se o ricevuto quello che mà spedito. Io spero che lì avrete avuti, almeno dirmi o sì o no, e se avesse scritto e sia persa la lettera ecc. e poi mi dice essere stata di gran dolore a tutti i malati la mia partenza perché adesso anno cambiato sistema e sono come in prigione, non avendo più nessuno da far valere le ragioni; Basta lo sai e lo puoi sperare come possono andare le cose, anche me sono in procinto di andare perché non posso fare più la vostra vita, ma che se vado a casa lo sai mio padre di che sentimenti è eseguire la mie intenzioni non posso, la lascio considerare a voi almeno se non potete scrivere preghate il Signore perme acciòmi dia la sua santa grazia ecc. e mi disse che é ancora il mio posto vacante e che non si assuefà troppo Corrispondenze 164 Opera Omnia bene il posto ed altre cose. Vedo che ce n'è tre pagine di questi lamenti e nel cuore mi si conturba prima o poi un cambiamento subitaneo che senza leggere quellaltra o se finirla quella della madre dell'ospitale la gittai nel fuoco alla presenza del signor frat.o Cesare e Giovanni e feci una bella fiammata. Il frat.o Cesare resto uno poco mortificato dicendomi che almeno doveva finirla di leggere e mi disse che era una cosa da conservarla perché era di mio onore; nel mio cuore mi pareva di nausearmi ed una certa cosa di compasione che lo creduto una tentazione il terminarla e difatti era prima del pranzo fui stato contento daverla bruciata, dopo la pensai tra me e dicevo se non davo ascolto a venire dove ora mi ritrovo che ne sarebbe di me se fossi stato a Leffe perché certo mi sarei scaldato e che sa come sarebbe di me; un novo motivo di ringraziamento che devo porgere al Signore e di pregarlo a perseverare nel suo santo servizio allo stato che mi a chiamato. Gli raccontai tutto appena venuta il giorno dopo alla rev. Superiora suor Rosa, e mi disse che feci male il brucciarla e non farla vedere alla rev. Madre. Cara Madre mi compatisca feci un impulso nel mio cuore subitaneo che non feci riflessione al momento ma dopo celermente appena bruciata mi correva alla mente anche questo pensiero e sera lì come di che fare e dicevo se la faccio a vedere mi pareva superbia e non farla vedere pare nascondargli insomma la mi compatisca… Noi in famiglia stiamo bene tutti e mi raccomanda di riverirla tanto il sigor Cesare uniti ai figli e mi dissero che anno il desiderio di vederla il sigor Cesare anzi mi pregò due volte sel concedevo di venire a ritrovarla a Comonte invece del Giovanni a menare la legna ed io o detto un bel no a seguitato quando o detto che vol venire presto il Cesare mi pare che la pensi un poco sulla sua famiglia (di casa propria), el presagisce della grandi disgrazie nella sua mente e sta molte volte pensieroso mi pare che sia sensibile, sinsògna molto la notte e dal giorno pensa ai sogni ora una cosa ora laltra; dimanda sempre quando va a Soncino qualcheduno di andare alla posta se vi è lettere per lui. Su questo gli patisce molto. Ieri mattina mi disse che si era sognato che me, e lui, la superiora mi aveva licenziato perché non ha intenzione adesso di fare quello che la voleva mà che quando si effettuerà, che la mi avrà presente ecc. io gli scridai e gli dissi a non badare a quei pensieri che erano tentazioni del Demonio, e lui mi disse che quando anche per il passato presagiva qualche cosa si effettuava; ed io o detto che e tutta presunzione e che dal giorno invece di macchinarla cantasse e non pensasse più a queste Corrispondenze 165 Opera Omnia cose, Sino al figlio Giacomo due volte gli a detto Signor Cesare e malato o a qualche cosa nella mente e lui diceva che non a niente e che tutto poneva nelle mani di Dio ecc. Tra me stesso penso chel desidera due righe in riscontro a quello che lui a scritto alla reverenda Madre questo lo penso da me perché è da giorni che aspetta lettera o da parenti o dalla rev. Madre o dalla Rossi ecc. Io cerco di distorgli ogni pensiero. Il Bruciare come o fatto la lettera alla sua presenza è stato bene perché mi disse che lui non lavrebbe fatto il Cesare come o fatto me che invece lavrebbe conservata ed io o detto che debbo pensare a Villacampagna e più a Leffe e non vorrei che nessuno mi scrivesse acciò non mi conturbi la mente, a tante cose che gli diceva a fine di distorlo dogni pensiero; Io so che sarà superbia a dare correzione agli altri senza praticarla prima me, faccia il Signore che sia fatta la sua e non la mia volontà. Queste faccende gliele racconta alla rev. superiora suor Rosa e mi disse che è bene fargli noto alla reverenda. Madre Superiora e così in questoggi, giorno di festa, votai il mio cuore e la pregho a compatirmi sperando che il Signore faccia venire il momento di consolarla; e mi disse di scrivere due righe anche in riscontro a Leffe se credevo ma prima di sigillarla da spedirla alla siga Madre, se crederà di mandarla la manderà, se no al fuoco. Il mio pensiero sarebbe questo quando anno riscontro di scrivere a Leffe per mezzo duna ragazza di scuola, mandarla a dirgli che io sto benissimo dove mi trovo, che o ricevuto tutto quello che mi a mandato, che preghi il Signore per me, che così farò anch'io per loro e mi saluti tutti qualli dellOspitale e tutti quelli che mi anno dimandato di me ecc. Se creda di spedire due righe saranno qui incluse. Oggi deve compatirmi perché è festa se ho scritto troppo. intanto chel figlio col sigor Cesare sono andati a Soncino alla messa cantata; io o scritto perché doveva ancora stare a casa. Intanto prendo loccasione di riverirla unitmante alla Sacra Famiglia. Ne o unaltra faccenda ma questa unaltra volta essendo piutosto da ridere non cosa d'importanza. La riverisco distintamente e mi assicura alla madre suor Luigia. Dichiaro suo umil.o Figlio in Gesù Cristo Capponi Giovanni Io mi trovo contentissimo del mio stato Corrispondenze 166 Opera Omnia CORRISPONDENZA 127 Villa Campagna 21.3.64 Viva Gesù Giuseppe e Maria Carissima Madre,in Gesù Cristo Ecco Passato il giorno faustissimo del Nostro avocato e padre S. Giuseppe, a cui a questa festa an preso parte anche i tre figli con sentire la santa messa la mattina, e la benedizione la sera, uniti in santa carità fraterna ha Santa Maria; il giorno i tre figli sono stati nell'orto a lavorare, io dopo la messa non o potuto starer insieme perchè era tre giorni che non andavi più a vedere a fare le foglie a S. Michele così son tornato a prenderli la sera. In questi giorni i figli an proprio lavorato, quello che laveva detto il Giovanni lbbiamo fatto tanto nelle lame quanto alle prune ed alla foglia, unito al letame frammischio e portato al campo ecc… Il Cesare un giorno fù un poco sorpreso duna poca febre che gli cessò anche in quel giorno medesimo, è andato nel bosco a cui è venuto a casa alle ore una, a cui s'era a casa anch'io a lavorare nell'orto. L'ho parlata colla superiora quando o menato i figli la mattina, o detto in questo giorno vado a casa nell'orto; ed anche se alle volte fosse continuata la febbre non fu che una piccola indisposizione. Il giorno 28 abbiamo venduto il riso come sapra. L'abbiam venduto al prezzo che lhanno venduto anche D.r Costanzo,. Sono stato a domandare in casa che prezzo l'ha venduto a lire 32:10 milanesi, così abbiamo fatto anche noi era some n. 12:2 = lire 394:4:6. In questa settimana compero poi la linosa ed il fieno così anche la somensina, ma son generi tutti cari. Li bisogna ecc. I figli li lascio venire tutta la settimana col Giovanni là a Santa Maria perché ci vuole tutta la settimana, però le foglie là a S. Michele dunque uno là bisogna prendere anche le lame perché lerba comincia a crescere così anch'io di qui per combinare il lavoro a suo tempo. In quanto allorto qui a casa le semenze che n'è stati dati, li o seminati. La vite lho terminata un poco al giorno lo terminero anche il resto. Corrispondenze 167 Opera Omnia Ho ricevuto i cinque restelli questi m'è stati così per compire le donne a pradare, anche i sopei o ricevuti ma d'una misura stragrande, non vanno bene a nessuno dei figli, un para va bene a me e mi son cari per la casa. In quanto al melgotto spedito, i braccianti mi dicono essere quello il quarantino più bello e più stagionato. Se non è bello potrà servire per dare ai braccianti per suo uso. E provare sette o otto some di quel bello grosso se lei crederà. Già anche qui è due giorni che è tornato a 25 = 25:10 ecc. e calato 2:2:10. Oggi il Cesare a fatto la sua risposta del suo Padre in quanto allo scrivere e stato moderato e seccho o fatto o fatto mettere quello che Ella ma detto di servire così o fatto, ed alla posta la portero poi me, non sarà meno di venerdì santo acciò la abbia per le Buone Feste A cambiato un poco aspetto di quello di prima, e si addata a tutte le vicende, così son contento anchio. Noi siamo tutti in perfetta salute come sempre desidero anche a lei con tutta la sua famiglia; quello che le raccomando sulla mia condotta di avermi a compatimento se alle volte non trova soddisfamento nelle facende della novella casa, non è per malizia né per qualche altro fine, solo effetto dignoranza, che anchio machinando alle volte tra me stesso de suoi consigli a me dati trovo proprio mancanze benché inavvedute ma posso ben regolarmi nellavvenire a fare che dallignoranza possa mettere collajuto di Dio lintelligenza e lndustria a fine desempio ecc. Dunque cara Madre in Gesù Cristo in questa settimana Santa, e che corre anche laltra del Nostro Padre S. Giuseppe la prego a ricordarsi anche di me, così anch'io come è anche mio dovere contracambierò in modo particolare verso di Lei. E buone feste pasquali. Intanto la riverisco distintamente. Unisco i miei saluti con quelli del Cesare e figli; così i miei doveri anche verso la superiora suor Luigia e famiglia. Mi Creda Suo Umilo Figlio in G. C. Capponi Giovanni Corrispondenze 168 Opera Omnia CORRISPONDENZA 128 Villacampagna 30 Marzo 1864 sera Viva Gesù Giuseppe e Maria Carissima reverenda Madre Superiora Una cosa inaspettata ho a notificarle, ieri a mezzo giorno venne costì l'Ispettore Provinciale di Crema insieme col Vicario di Soncino appena giunti a Villa Campagna sono andati dal Sacerdote D. Aquilino, e poi son venuti nella nostra casa appena entrati il Cesare gli andò incontro li riverì, ed il Vicario di Soncino gli disse se era a casa il suo compagno gli disse di sì. Vennero e furono condotti nella sala grande. Appena seduti, subito parlò se vi era un Istituto ovvero un orfanatrofio, perché a avuto ordine di portarsi sul luogo per vedere se era veramante vero quei rapporti fatti al Ministero di torino e alla prefettura che qui esiste degli Ordini; Cominciò a dimandare sui figli quanti erano, soli 3 o di più io o detto che tre soli se sapevano leggere, o se li fa leggere il Cesare dissi di sì, Lispettore disse dove sono questi figli ed io gli o detti che lavoravano nellorto 'fateli venire da me' disse lispettore, voi sapere come leggono, ed io o detto che abbiamo poco tempo nel leggere perché abbiamo i nostri affari di campagna da attendere e dei figli cene due soli qui e uno a S. Maria che era il Carlino che era restato là per il cattivo tempo, ecc. Dopo mi dimandano a noi se abbiamo fatti i voti, se siamo carmelitani o francescani ed io o detto né l'uno né laltro nemmeno o fatto dei voti ed egli mi disse cosa fate voi qui, facciamo il fattore, alle due cassine Campo e Campagna Bene, ditemi il vostro salario. Il salario non è che alla fine dellanno, che intanto non lo so anch'io. Dopo L'Ispettore domandò letà dove erano i figli ecc. Indi si posero a fare il processo verbale di visita sul luogo, estraendo dalle loro tasche un libro sulla nuova legge, i due o tre rapporti fatti contra di noi, fatti al ministero, che esso doveva qui recarsi in visita, Indi annunciando esservi qui dei frati Carmelitani fondando un orfanatrofio maschile e che qui si dava scuola, ecc. Corrispondenze 169 Opera Omnia Quindi scrissero non esser qui un Monastero ma bensì una fattoria essendosi ancora in casa bifolchi e Braccianti ecc. tutti mantenuti dalla contessa Cerioli reverenda Madre degli orfani di Soncino, mi dissero cosa lavora i figli; o detto lavorano la campagna. Dunque non vie nissuno principio di monastero di quello notificato dal Ministero; che anche il locale non e adatto perché è troppo piccolo, non è vero che esiste un oratorio privato in casa di sorta alcuna e che noi tutti di casa come i lavoranti dipendenti vanno alle funzioni ecclesiastiche in Soncino, e questi lo a tutto steso sul suo verbale ed o detto anche la pasqua labbiamo fatta a Soncino; perché man detto dove abbiamo preso pasqua. Dopo mi fecero varie dimande sulla condotta che si dava qualche motivo su quello che parlava, ed io gli o detto che la mia condotta fù nel passato al mio paese e la tengho anche a Soncino, che il giudizio lo saprà Iddio se bene o male ecc. Ed egli mi disse che tutti abbiamo qualche cosa di privato anche a casa chi una maniera chi l’altra, ma che però daremo quello che è di Dio a Dio, quello del prossimo al prossimo, anche al Governo che non intendiamo di defraudare ciò che appartiene in modo di dire, ed io o detto rispetto quello di chiesa, come anche le leggi mi fecero altre dimande che al presente non me ne ricordo. Mi dissero poi di incaricare Lei, reverenda madre che se intende fondare questo istituto agricolo resta obbligata a insinuare all'Ispettore del circondario in Crema una documentata istanza per ottenere dal Regio Governo l'approvazione governativa, ecc. Siccome restammo ad un tratto attoniti a tante domande ed al sentire che fu noto al Ministero che noi siamo frati, e rispose che la fonte mi fu l'essere venuti in casa dei sacerdoti estranei, i quali furono quelli che diedero motivo di notiziare al Ministero ciò che le o annunciato, i nostri pensieri furono sui n. 3 sacerdoti che qui le dico D. Luigi Palazzolo, D. Allesandro Tiraboschi, e l'arciprete di Seriate. Dopo finito il processo verbale si fanno avanti il vicario e l'Ispettore ed invito noi alla firma alla quale noi abbiamo noi abbiamo fatto resistenza, lispettore mi disse che era cosa necessaria la mia firma acciò sia confermato vero ciò che abbiamo detto contro i rapporti, e noi all’ora abbiamo firmato in questa maniera: Capponi Giovanni, fattori presenti ecc. Nella partenza mi dissero di non aver paura che abbiamo trovato tutto al contrario di quello che hanno scritto contra, ed io ho detto quando si ha nette le mani non si ha paura ecc. Così si finì. Dopo andati di qui sono andati a S. Maria alla quale mi disse la reverenda superiora che anno fatto la visita così alla fuggita e che Ella Corrispondenze 170 Opera Omnia non Le scrive perché non cie stato niente, anno interrogato il Carlino sulla Religione, che a ben risposto, il quale si ritrovava a S. Maria. Lo scannio a quelli di Campagnola gli è dato verbalmente ma ce lo vorrebbe regolarmente per non aver questioni da S. Martino ecc.. Con gran dispiacere o sentito dal Giovanni che Ella è un poco indisposta, che si fece applicare le sanguesughe, ma che però sembra poca cosa, però avrei piacere a sentire di sua salute non potendo Ella per mezzo della reverenda suor Luigia come deisdera tanto anche la reverenda superiora suor Rosa la quale mincarica di notificarle e saperne notizia. Io mi ritrovo in perfetta salute come il Cesare ed i figli, specialmente il Carlino comincia ad accquistare forza tutti i giorni, e continua bene tutti tre là a S. Maria a lavorare insieme col Giovanni; solo in questoggi per un gran temporale an dovuti stare a casa il Giacomo ed l'Angelino. Ma scritto l'Angelo [Bianchi] di Lorano quello che era fratello un volta e mi disse di riverirla tanto Lei come suor Luigia e la prega a ricordarsi di lui nelle sue orazioni ecc. Quando verrà gliela farò leggere. Il Cesare a avuto riscontro dalla Rossi, un'altra non è firmati nissuno ma si vede che sono da Bergamo ed un'altra dun ragazzo, in quanto alla Rossi non è che una predica ecc. Il foglio cose da niente, laltra mi pare una inferiora non contiene che saluti e desiderio di riscontro ecc. Io la riverisco distintamente unito alla suor sup. Luigia, la pregho a tenersi di conto e conservarsi in salute e mi creda suo umil.mo figlio in Gesù Cristo Capponi Giovanni Corrispondenze 171 Opera Omnia CORRISPONDENZA 129 Villa Campagna 1-7-64 Viva Gesù Giuseppe e Maria Cara Reverenda madre Aspettai qualche giorno, a scrivere per dargli notizia dove si trova il Sig.e Cesare. E' già otto giorni, né ma scritto niente né di condurre la sua roba e con segno io dubito che sia fermato a Cividino e forse non vi permetterà che scriva, ad ogni maniera vorrà venire o mandare a prenderla ed appena sapro il sito dove si trova glielo faro sapere. Domenica scorsa siamo andati tutti quattro a Crema, abbiamo fatto un buonissimo viaggio, anche il Carlino in quel giorno era tutto allegro e non aveva la sua malattia che lo disturbasse, e stato forse l'unico giorno a cui si sentiva così bene, perché la vigilia era tutto gonfio ed in quel giorno non aveva niente, siamo a dirittura inviati al santuario e là abbiamo fatto la nostra visita, e poi abbiamo fatto la colazione. Dopo fatto quattro passi fin tanto che suonava la messa grande, difatti al fine del sono tutti quattro inviati alla chiesa e là an sentito tutte le funzioni che an recitato prima e dopo messa in onore di Maria SS. E quello che a rallegrato la nostra festa e stata la predica che an fatto, l'argomento, sulla Provvidenza ovvero sui miracoli operati dal Signore con cinque pani e due pesci ecc. Dopo pranzo siamo inviati tutti in Crema e là abbiamo fatto le nostre spese di cappelli e paste, e siamo andati a spasso due ore tutti insieme finché an sonato dottrina dopo terminate le funzioni ma preso un po' di pane e poi pacificamente inviati a Soncino tutti allegri e contenti. Già qualche giorno che sono in contratto per vendere quattro campi di lino, il prezzo è di 33 scudi al carro ed io 36 ma quel che mi rende pigro nel venderlo sono il peso delle stroppe che li calcolano pesi 24 al carro; o provato a dimandare, mi disse che è solito così il carro di lino, è di 124 compreso le stroppe, a me mi pare uno sproposito però mi uniformerò al costume meglio che potrò. O condotto il lino di lavorare a S. Maria perché qui in Cassina non avevo Corrispondenze 172 Opera Omnia più posto di metterlo come gliel notificai a Lei revend. Madre prima che partisse la reverenda superiora e con tutta ragione ma rimproverato il troppo lino condotto;che la parte dei dipendenti dovevo darla subito e non condurlo a santa Maria. Ma i dipendenti sono tutti impegnati nel frumento e lasciare la linosa così a torno di quindici giorni senza lavorarlo mi rendeva troppo dubbioso ed io credevo d'avere fatto bene col metterlo al sicuro, però un fatto sarà per me di pensar bene prima da disponersi. Domani terminiamo di taglilare il frumento a Campagna e Campagnola il frumento e bellissimo; va continuando col quarantino con otto giorni sarà tutto terminato a questo; abbiamo Lostanello belissimo, il Signore continui la sua benedizione, specialmente sulle bestie perché qui a Campagna varie cascine sono infette dalla malattia della soppina noi finora siamo illesi, speriamo che non succeda niente. Un fatto qui a Campagna come avrà forse sentito, ci fu un occasione, un uomo chiamato il tessadro a massato con un podetto uno che si chiama sigolotto, lo a disteso subitaneo, gli ha tagliato i cannelli della gola; fu in cose da niente, a fatto grande stupore a tutti questo caso. I Moroni la mattina appena partito il Cesare son venuti a dirmi se volevo dargli la casa del frosio e del traforino in affitto qui a Campagna e di fargli lavorare perche non trovano sito di andare; ed io francamenter o detto che non dubito no che di queste cose la cassina a da essere serrata nessun fittavolo o dipendente a da ritrovarsi dopo S. Martino, che devono provvedersi che del tempo glienanoavuto sino che vogliono e lanno anche adesso sono stati avvisati per tempo ecc. Il frat’ Cesare prima di partire mi raccomandò la famiglia dei Moroni. Io o detto che an tempo di provvedersi fin che vogliono ecc. La reverenda Superiora mi disse di aver fato male a dargli una camisa delle mie al Cesare, o visto quattro o cinque camise tutte rote, ma renduto un po' compassione, ed io glio detto ve la daro io per fare il viaggio una discreta, già prima di offrire dovevo dimandare e con giusta ragione, non o proprio badato mi servirà desempio. Noi qui stiamo tutti in bona salute; ma il Carlino è da due giorni che si trova a letto tutto gonfio come prima e tutto rassegnato e contento nel suo stato, se venisse anche la Morte e disposto volontieri ad accettarla, il Giacomino continua tutti i giorni a Santa Maria il suo lavoro. Io sono di perfetta salute come non dubito su di Lei e famiglia. Io termino col riverirla distintamente unitamente all'assistente suor Luigia e famiglia. Tanti saluti per parte della signra Caterina e i tre figli. La prego di raccomandarmi nelle sue fervide orazioni Corrispondenze 173 Opera Omnia Mi creda suo figlio in G.C. Capponi Giovanni" Corrispondenze 174 Opera Omnia CORRISPONDENZA 130 Villacampagna 26.7.64 Cara Madre Viva Gesù Giuseppe Maria E' più di quindici giorni che voleva scrivere ma mai si terminava la faccenda acciò gli dicesse qualche frutto che abbiamo raccolto, adesso che labbiamo venduto tutto le diro O venduto n. 33/31 di lino cioè pesi 66 a scudi 34. In tutto lire 517,70. Ne abbiamo tenuto qui di lavorare circa carri 4 1/2 uno al convento, mezzo alla Maddalena e mezzo per uno ai quattro braccianti e mezzo per uno l'Istituto. Il lino abbondò di più di quello che me l'aveva stimato questo son contentissimo, ma più contento quello che ho venduto perché benché abbia dato molte proroghe domani l'latro a venire a prendenrlo ma però abbiamo in cassa netti di spesa n. 25,1/10 marenghi. Sa stagnato qualchecosa. Sabbato passato sono andato al convento per avere danari per lordinario, ma la reverenda madre superiora mi disse non aver niente si credeva che io avessi venduto il lino e così supplire; invece di venire un martedì ne è venuto unaltro a prenderlo; bene allora andate dal sig. Don Costanzo a scotere quellaffitto e poi anche la semenza ed io corsi subito; quando lo aspettato circa una mezzora perché ora era a pranzo, dopo el viene, mi disse cosa avevo di nuovo ed io gli o detto il motivo; Ma egli mi disse aver altro debito che la semenza e di 15 franchi e laffitto e stato pagato quando an firmato le carte, e stato compreso anche laffitto. Io restai come fora di me credevo di andare al sicuro invece mi disse che son pagati. Io feci le mi scuse dicendogli esse mandato dalla reverenda superiora a nome della Reverenda Madre, ma più credevo che fossero stati calcolati nei conti perche nel riscontro dato lei alla sua zia che entro 15 giorni avrebbe saldato ed essi crederono di venire sicuri, però mi scusasse ecc. ed essi mi dissero di andare dal sig. Pietro Scotti o dal sig. Piccinelli che gli avrebbero renduto tutti i suoi conti ecc. Volai al Convento gli raccontai tutto alla reverenda superiora e restata anche lei fora, di sé e mi voleva quasi importunire a tornargli in casa e farmi Corrispondenze 175 Opera Omnia spieghare più bene, io gli o detto che non e prudenza finché non ha la Reverenda Madre verificato dal Signore Piccinelli le cose come sono e la superiora stessa m'incarica di scrivergli questa cosa e la faccia poi Lei quel che più credera per lordinario siamo sinora arrivati un po' data e un po promessi. no a metà settimana dopo venduto il lino e così e passata anche questa. Il frumento di quella abbondanza che credevo non mi dà tutto quello che sospettavo. La semenza già le andata quando col giorno 26 giugno e venuta un po' di grandine si credeva non avesse fatto niente ma invece se ne è accorto nel terreno che era tutto buttato per terra alla Campagna an finito di batterlo, e quattro giorni che lo battono anche a Campagnola e ci vorra ancora vari giorni per terminare allora dirò tutta la raccolta netta, al convento abbondo assai ne an fatto some nette 7:3 questi se fossero stati tante pertiche che frutto avrebbero prodotto. La linosa fatta fora al convento e stata poca le una cosa generale in questanno la linosa scarsissima è di some n. 4. Al convento ne o poi 4 conto la batterò 2 anch'io qui alla Campagna e domani la magoleranno Credero che a farne poca ne faro una soma però questa darà più poco di quel che si dice; o fatto bene a venderlo il lino e se non fosse stato per farlo lavorare i dipendenti l'avrebbero venduto tutto pero son contento così. Noi qui abbiamo un orto con tutti i frutti nebbiati si credeva una bellezza di brogne di piro di olane invece an tutte il cane e una cosa che si resta al vedere tanta nebbia, nelluva ce n'è anche su tanta, ma parte anche di questa a il male, abbiamo belle le verze e le altre cose di verdura questo sono bellissimi ma quello che mi dà abbondanza sono i cucumeri di questi ne raccolgo due cavagnoletti alla settimana da mandare al convento, senza quelli che mangiamo noi quì tutti i giorni quanto a persec niente Meloni e inghrie ne abiamo una cinquantina ma restano piccoli però almeno si vede qualche cosa, di questi ultimi a casa non potevo ne anche vederli perché non mi piaceva adesso qui mi pare un balsamo o proprio cambiato affatto di palato; la al paese tante cose mi rendeva nausea quì invece m'è tutto gustoso tutto buono. Insomma ho un appetito tanto bono benche faccia così caldo, che non l'ho avuto mai quando s'era all'Ospitale nei giorni più robusti, Il Signore mi premia proprio contro mio merito. Lasciamo fare la Provvidenza ed ella mi guidera sicuro.Ella dira che cuore duro lo dica anchio, dopo andato via il fratello Cesare, e dopo che e venuto a prendere la sua roba, non mè piu venuto in mente come se non fosse mai stato qui altro che ieri assieme colla signora Catterina glio detto anche a lei mi pare una cosa impossibile il non ricordarmi proprio mai Corrispondenze 176 Opera Omnia del Cesare, viene poi da un cuore duro, viene poi da una memoria che non mi serve io non soi Dio solo vede tutto. Noi quì le due mesi che non viene mai acqua pare impossibile se non ci fosse da adacquare che caos di cose ci sarebbe abbiamo un melgotto molto belissimo in fighura ma lo vedremo quando sara sul solajo se e bella e tanta, Bisogna che faccia acquisto di pesi sei di semenzina un po' di verghetta ecc per fare qualche prati ed anche una lama a Campagnola, già il lino venuto fera dalla lama madato il prodotto per tre anni, senza il quarantino che venira fora una ventina di some, ma ci vorra qualche spesa a farne altra lama per due anni basta lasciamo fare al Signore. Il prato a Campagnola ma dato proprio pochissimo ed anche una lama avrei paura d'una scarsità di fieno, abbondera piu bene un altra volta fare fare molte sime e foglio del melgotto tenero a ma la paglia e fare qualche mangiatura faremo come meglio potremo per fare che abbiamo da comprarne più poco che si potrà, siamo qui per cordare il campere pel cios e pel melgotto, luva nel cios ne sù tanta ma parte a il male; Io però sempre col suo consenso se non acordato Ell’ a un altro avrei designato di cordarlo a metà col Corradino che sorveglia la lambrusca, essendo il primo anno non so che fare se lo da cordare solo od assieme ne vorrei uno anche a mio modo per vigilare anche sul melgotto, pero starò a suoi consigli in questo per più assicurarmi. O comperato un può di reissioni per mettere nella lama corta e mi dicono di metterli dentro tanto che è proprio il suo terreno per i reissioni nel terreno posato e ne cavero molto sto per comprare anche un altro […] acciò possa compire. Il Signore li benedica […] la piccola Intanto la riverisco distintamente non dubitando della sua salute che il Signore gliela concederà prospera e felice anche della suor Luigia. Spero che non vi serva più niente e me la riverisca unita alla reverenda Superiora suor Rosa. Madre correva nella mente la settimana passata che venisse costì se fosse indovino almeno per la ventura, ma il desiderio e grande di vederla se non me concesso sia fatta la di lei volontà. Solo mi dia la sua santa benedizione e mi sarà preziosa. La Superiora suor Adelaide fa le sue veci di cuor la riverisco a nome anche dei fratelli e figli e salutano tanto anche suor Luigia. Mi dichiaro suo umil.mo servo Figlio Capponi Giovanni Corrispondenze 177 Opera Omnia CORRISPONDENZA 131 Villa Campagna 8.8.64 Viva la Sacra Famiglia Cara Reverenda Madre Con Somma Allegrezza sentii la notizia della venuta dei due fratelli; ma più nel vederli ieri a mezzo giorno comparirmi in casa assieme colla signora Caterina che s'era portata al convento essendo festa. L’A Divina Provvidenza a provveduto al bisogno dei fondamneti della nuova casa, proprio adatti al nostro scopo, una cosa qundo pare che si disperda, quando è opera di Dio, più si ingrandisce, e da più spirito acciò si compisca. All’a prima vista subito il mio cuore ed il mio spirito, s'allegrò d'un contento tale che non posso esprimermi considerando quanto fa la Provvidenza per questo Istituto. Ne a mandato ed illuminato gli altri due fratelli ad uscirne dalla nostra casa prima, che si dia principio proprio da noi soli, all'Istituto, per darmene dei più adatti, e proprio specialmente il fratello Giuseppe che è il più piccolo, questo ha uno zelo di campagna, ed intendimento, ed e lavoratore adatto al nostro Istituto. L'altro il frato Antogno a la vocazione di più na un coraggio e si mette con lena e premura ad adattarsi a fare tutto ed a volontà risoluta di operare per il novo Istituto, Facendo da me stesso nel mio animo al considerare, quando il Signore a disposto qualche cosa in sua gloria; dà tutti i mezzi opportuni all'uomo acciò faccia le cose secondo lo spirito di Dio; Io non merito quasta grazia sì segnalata, essendo opera delle anime sante e giuste nella grazia del Signore, ah scelto il più indegno per primo a fondare una casa per figli, a cui sono in mezzo all'inedia e alla miseria, per cui questi figli abbiano ricovero, pane, si faccia acquistare amore al lavoro, ed a istruirsi nelle cose della sua anima; Considerando nel mio interno essere questo il Volere di Dio che io mi sacrifichi a pro di questi giovani; mi sento un tal contento uno spirito di confidenza nel nostro Padre e Padrone di questOpera S. Giuseppe che mi otterrà unitamente alla sua amata Sposa Maria SS. dal suo Figlio che rappresentava sulla terra ed ora gode in cielo la santa Corrispondenze 178 Opera Omnia Perseveranza, lume e cognizione, di fare in tutto e per tutto la sua Santa Volontà, la sua Gloria e il suo Amore jeri sera poi allave Maria man portato la sua bellissima lettera, che la conservaro come una cosa a me tanto cara, avendo una Madre ispirata da Dio, a grandi disegni, per la sua Gloria, e per togliere dal Mondo tante anime che anderebbero a perdersi eternamente per gli inganni che al giorno doggi vi sono! acciò il Sangue Divino non sia sparso inutile per questi orfani; derelitti; L’a leggèi più volte e più mi sentiva lo spirito a leggerla a mente e a conservarla per sempre. Considerando essere fratello duna famiglia che il Signore la fe' fiorire rapidamente colla sua santa benedizione coi consigli adatti alla casa ecc. sperando anch'io dalle sue unite preghiere la benedizione anche in questa. In quanto ai due fratelli che hanno il desiderio di venire qui, a me mi uniformo alla intenzione di Lei considerando, prima di uniformarsi noi nello spirito dell'Istituto e cercare di fare in modo che quando vengha qualche altro, possiamo di essere capaci di istruirli perfetti in maniera come ell’a desidera, e l'Istituto merita. Terminando colla Alegrezza nel cuore riverendola distintamente ringraziandola tanto della premura che Ell’a à verso di me, usando tanto caritA ad istruirmi in cose sì sante considerando la sua voce come una voce che il Signore adopera per a mia santificazione, ad mio bene ecc.Già di contracambiare come si conviene non posso e non potro mai, solo gli dico di tutto cuore, lo sempre nelle mie poche orazioni sempre presente, ma tutto il giorno mi va crescendo di raccomandarla a quel Dio che la fatta Madre di tante povere fanciulle, e compire anche più i figlioli, essendo questa anche l'intenzione del suo unigenito Carlino, figlio a L Ei tanto caro sì per le virtù che per la bontà, che aveva come ma espresso il Canonico Valsecchi. O gran confidenza in questo figlio suo che pregherà per questopera a Lui di memoria perpetua ecc. La riverisco distintamente a nome die fratelli, e figli, ed anche la signora Catterina. Mi riverisca la superiora suor Adelaide e sorelle sue. Mi dichiaro Suo figlio Giovanni Capponi Corrispondenze 179 Opera Omnia CORRISPONDENZA 132 Villa=Campagna 16.8.64 Viva Gesù Giuseppe e Maria Cara Reveda Madre Una nova dispiecevole a L’Ei questa mia lettera, ed anche a me un po' di conturbazione, né anche per questo non mi abatto nell'impresa già cominciata; che anzi considerata nel suo fondamento e una grazia che la Divina Provvidenza ma fatto,.ed anche una istruzione per più essere cauti, a non fidarsi solo delle parole ma a fatti. ed anche a considerare bene che la elezione del suo stato non viene il sapere bene esprimersi, in parole e complimenti ma da Dio solo autore e creatore dell'uman genere. Veniamo ai fatti come sono andata La partenza del Giuseppe30; Dal primo giorno sino alla domenica ottava di sua dimora qui nel nostro Istituto; pareva un uomo mandato dal paradiso almeno in parole faceva mostra di allegria di contento di avere proprio scelto il suo stato e di essere stato da Dio favorito straordinariamente poiche diceva che in questi giorni aveva acquistato molto nello spirito e nel coraggio ecc. egliela espresso varie volte alla signora Catterina che aveva proprio una grazia segnalata da Dio. Alla reverenda Superiora poi le promise chel faceva era cosa incredibile quando vedeva il compagno un po' pensieroso gli diceva di farsi coraggio che questa è proprio la nostra chiamata e che Monsignore Vescovo se vi fosse stato degli impedimenti non mi avrebbe fatto tanto coraggio e varie altre proposte che le […]. Il giorno della solennità di Maria quando siam venuti a casa dalla chiesa; il Giuseppe ha voluto andare a S. Maria a sentire la messa perché ma detto che non aveva sentito messa intiera, ed io glio detto se non la sentita chel vada pur così a fatto. Dopo pranzo mi disse se permetteva di andare a S. Maria ed io gli ho detto per qual motivo essendo stati là tre ore ieri ed egli mi disse che in questo giorno a pregato la Vergine SS. a volergli scegliere la sua vocazione e che Maria SS. gli a ispirato di andare a casa a sostenere la famiglia: notando 30 Tronca Corrispondenze 180 Opera Omnia Madre che in tutta la settimana diceva che Maria SS. gli aveva fatto dimenticare tutti i suoi parenti; specialmente come la rev. Superiora la ma detto dopo che lera partito, chel si sentiva una consolazione straordinaria. Insomma la rev. Superiora non aveva termini per lodarlo di tanto che gli aveva promesso. E poi se nol costringeva a dirmi cosa voleva fare a Santa Maria landava senza né dirmi né perchené se a avuto qualche disguto ecc. Risoluto di volere andare a Santa Maria bene allora verro anchio se credete a farvi compagnia ed esso mi disse di sì. Dietro la strada lo interrogai del motivo, Quello che mi disse e questo e così la detto anche alla Superiora che egli aveva una faccenda che se non andava a casa per lui era di grande importanza star qui a fare del bene agli altri e dannarmi, avendo dei debiti da pagare, e che non lo sanno nessuno di quelli di sua famiglia. Ma fatto di tutto colla Superiora vedendo che il pregare e cosa inutile la Superiora bene fate quello che credete guardate di non pentirvi, ed esso non a mai risposto niente, egli quando andava di fora diceva alla Superiora chissà che forse da S. Martino che torno ancora se mi vogliono tenere il posto, E la Superiora gli disse prima di mettersi a questa impresa queste faccende l'avrete bene saputo; certo, ed io son venuto a vedere come lera la faccenda, seno sarebbe tornato a casa. Gli altri giorni non era così il vostro parlare. Ed esso oggi la Vergine ma illuminato e così voglio fare! La Superiora gli disse addio. ed andò ecc.(Ma la restò tanto conturbata povera Superiora che gli morì la parola in bocca, Madre le stata una cosa che non verrà mai più cosa simile. Il dirgli dell'altro e come dirgli che a giorni e a casa dopo partito le due giorni ammalato e sta anche in letto. Disse che a la testa che non sa quello chel faccia. Ora e tutto fervore ora pensa di andare a casa, tutto un rimorso di coscienza che gli dice se tu lasci questo posto non avrai più bene in tua vita si capisce chel ci sta più che mai volentieri a mille agitazioni cerco tutti i mezzi per persuaderlo, così anche la Catterina, Ma il Signore mi vuole dare la croce da portare. Mi dia la grazia di accettarla volentieri in sconto dei miei peccati ed a ringraziamento di tanti favori ottenuti dal Signore. Adesso gli dirò più bene il motivo della partenza così me la spiegato il fratello Antogno. Prima di tutto il Giuseppe si credeva di venire in un Istituto sì ma che avrebbe avuto paga! Queste sono parole dette da Giuseppe al togno la notte quando veniva a farsi frate... Secondo chel veniva a provare, e vedere come erano le regole come sarebbe diportato per lavvenire, terzo che non si poteva fermare tanto perche aveva degli affari grandi a casa e che non li sapeva nissuno né padre, né madre. Ma non gli disse cosa erano questi affari... Il fratello Corrispondenze 181 Opera Omnia Antoghno mi disse però che la faccenda che il Giuseppe diceva che lui gli sapeva, ma perche aveva paura di mormorare non me li voleva dire, io gli o detto non e mormorare il sapere dei motivi giusti e necessari per bene dun Istituto. Ed egli mi disse tutto questo che gli notifico. Che aveva delle promesse fatte ad una giovine che erano quasi per pubblicarsi in Chiesa, ed e per questo motivo che a preso del soldo in prestito senza saputa della famiglia, ed il soldo e andato, perche a il vizio dellosteria che a lui quando erano in paese non andava quasi mai insieme la festa per questo motivo, e non a niente in dosso fori di un vestito perche gli piace molto il vino, e mi dise che anche la Rossi era informata che più volte aveva intenzione di ammogliarsi specialmente in questanno tutto il paese ne parlava… Madre chi non avrebbe creduto una riuscita magnifica al modo dal parlare e zelo chel’mostrava el contento chel rappresentava… Cara Madre la Madonna ha fatto a noi la grazia, se tale è la condotta accennata ecc. Cara Madre, adesso non ho parlato che degli altri. Dirò ancora che la nostra famiglia siamo di buona salute tutti. La campagna va bene, o raccolto some 21, 1/5 di lesini some 10 li o venduti a lire 22, some 3 li o qui in caro per le bestie 8 1/5 lio seminati dove seminerò il frumento per l'anno venturo oggi raccolto il quarantino bello assai ma a venderlo non vogliono dare niente di più di 15,50 la soma Il muratore a terminato la stanza del Cappellano dice se a da fare la rimessa Lo detto alla Superiora e ma detto di scrivergli in proposito. La riverisco distintamente. La prego di me nelle sue orazioni. Riverisco anche la Superiora Suor Adelaide e le suore ecc. Suo figlio in G.C. Capponi Giovanni P.S. Ne raccomando di spedirne due altrie rimpiazzarmi il posto dei due altri, così la superiora mi raccomanda di scrivergli queste due righe, e dirgli se permette vendere il quarantino, benché sia buon mercato la annata di melicone e bonissima, e mi dice che ne a sul solaro some n 40 di quel vecchio dei fratelli, me la raccomanda di fargli provare le prove avanti di farli venire qui e parlargli chiaro che non vengono per pagarli ma per lavorare e faticare per quelli che la provvidenza mi manderà di custodire. La riverisco a nome della Superiora. Suo figlio Giovanni Capponi Corrispondenze 182 Opera Omnia CORRISPONDENZA 133 Villacamapagna 5.9.64 Viva Gesù Giuseppe e Maria Carissima Madre In riscontro alla sua mandatami per espresso a mezzo del Maffi mi conturbò un poco vedendola quasi smossa dall'impresa incominciata, gli assicuro che in quanto al fratello si fermerà di più dei quindici giorni che è a prova a me pare e sarei sicuro che non va via più perché ieri andando a spasso assieme a i figli era molto contento ed a giocato insieme ed è più così malinconico degli altri giorni e ma manifestato le intenzioni chel si ferma volentieri che mai ma chel mi disse che la campagna finché non è usato a gran paura che gli faccia male il sole, ma questo non importa. Lo subito comodato ad attendere l'uva nel chioso ed un poco al giorno a cattarla. Gli dico che è contento per ora e non parla e non parla mai di tornare alla sua patria e desidera molto di lavorare da maringone se avesse gli strumenti necessari ed io gli o detto che penseremo anche per questo. Madre benché non sia di campagna sarà molto caro di maringone come gli ho espresso anche a lui. Gli strumenti mi disse di averli a casa sua in Valtellina ma per ora non desidera di andare là almeno fino alla fine di questo mese se occorrerà qualche cosa in riguardo al suo mestiere cercheremo si contentarlo, acciò facia le radici come non dubito perché appena glio o parlato chel sarà caro per i figli nel suo mestiere per istruirli nel falegname e che per suo mezzo del gran frutto allora tutto si consolò e mi disse se occorreva qualche volta in campagna per assuefarsi andarà volontieri; Allora questo è un segno che vuol fermarsi il Signore gli dia la sua santa benedizione, ai suoi propositi, Non la dubiti chel si fermerà. In riguardo ai figli sono tutti sani ed anch'io grazie al Signore mi sono sentito molto bene e sono contentissimo non mi e mai venuto pensiero di non riuscirvi confidando sempre che il Signore compirà la già intrapresa opera a sua gloria, colla scorta e sotto la protezione di S. Giuseppe. Corrispondenze 183 Opera Omnia In questa settimana abbiamo fatto un a quantità di erba almeno cinque carri e poi ne faremo un po' anche in questa settimana così per terminare i campi e nettarli un poco. Madre i figli specialmente il Giacomino e molto assiduo al lavoro anche gli altri due cominciano con lena e ne sento grande consolazione anch'io a vederli occupati e con questo in questa settimana ed un poco anche dell'altra abbiamo fatto si può dire per tre marenghi di fieno e anche di più, son persuaso che l'anno venturo di non comperare più fieno i prati son segati e m'hanno dato discreto con l'erba e cime. La posso fora benissimo. gli raccomando se la potrà pesare i buoi piccoli e grandicello per adoperare alla semina del frumento per schivare un poco quei vecchi come gli o accennato. L'oste è disposto a darmi quei due piccoli per Campagnola. La superiora ma detto se o il permesso di lei di comperarli così attendo riscontro quanto prima. Il melicone e bello. Io la riverisco tanto e la prego molto a non indietreggiare spero che il Signore la sosterrà con animo e vighore sperando buona riuscita collajuto di Maria SS. Termino con dimandargli scusa se per lo passato non a trovato conforme o Ella desiderava procurando per l'avvenire di fare in modo che abbia a far sì meglio il più che posso sì nel distacco che nell'assiduo dovere verso i figli a farli lavorare. Lo scritto così in fretta in questa mattina mentre il Maffi ma spettato e non ho potuto copiarla per il tempo troppo avanzato mi perdoni. La riverisco distintamente. La prego di riverirmi anche suor Luigia e Maria Mi dichiaro suo figlio Capponi Giovanni" Corrispondenze 184 Opera Omnia CORRISPONDENZA 134 2.10.64 Villacampagna Viva la S. Famiglia Reverenda. Cara Madre Oggi giorno di solenità di Maria SS… e dei S. Angeli Custodi; giorno per me in cui resto solo coi Fligli, dei quali due sono sani, ed il Carlino è tornato ancora venire tutto gonfio sino alla gola, ed è tre giorni che è a letto, oggi però sta più bene spero che leverà in questo giorno, Il Signore celo conservi vivo se è sua volontà, mi giova assai per la casa fa bene tutti i suoi uffici con impegno, li altri due continua a [lavorare] a erba e faletto. Sono proprio attenti e volenterosi in fare quello che gli comando e ne sono contento, spero bonissima riuscita del Giacomino e di esempio anche se ne verrà degli altri, in sua compagnia come non dubito e presto, Benché mi ritrovo solo non me mai Grazia a Dio un giorno a cui sia perso la speranza né dai fratelli né di timore per difficoltà, Solo dico tra me stesso, se è volontà di Dio si compirà e mi darà la grazia, che speriamo a sua maggior Gloria ed a bene del nostro Prossimo. Col 1 di 8bre abbiamo terminato di mettere al granaio il Melicone ostanello di some 180:7 cie ancora 70 Pertiche di quarantino di raccogliere cominciamo in questa settina a raccoglierlo ed è tutto bello e secco bene stagionato, e cominciato anche il riso, lo raccolto la metà, le state 10:3 al solaio vedrò la settimana ventura cosa mi darà laltra meta essendo ancora verde. Ieri aspettavo il fratello Cherubino. La aspetto oggi: come la reverenda Superira ma accenato ieri, me ne fo molto capitale su questo Fratello. Il mio parere in quanto al Joseph31 ed all'Antonio32, direi se vogliono andare a Roma di lasciarli andare tuttora che credono, se venisse essi a pregare, allora gli faccia gli esami e poi gli parli chiaro apertamente, si in quanto al cibo che in quanto al lavoro, ed a tutto 31 [Tronca]. 32 Bavaresi. Corrispondenze 185 Opera Omnia quello che abbisogna per il buon ordine, acciò non dica delle scuse quando che sono qualche mese che abitano nella nuova casa ecc. Non gli dico altro perché la Catterina gli darà tutte le notizie della nuova casa. Nel suo santo ritiro gli raccomando una grazia, anche per mè, che il Signore mi dia tutti quei lumi necessari per il ben andamento della casa, che mi dia proprio lo spirito di religione, quella mortificazione necessaria onde superare ogni ostacolo che potesse insorgere alla nuova Fondazione, e quella dipendenza che richiede verso quelli che Ella ma sottomessa, se arrivare potessi a quello spirito che Ella desidera, e prendere quelle regole che dalla sua bontà minsinua, quanto sarei Felice, ma giacché la mia debolezza è tanta il mio spirito è imperfetto, a Lei unita a tutte le suore le raccomando acciò il Signore conceda quella benedizione sopra la Nostra Famiglia, quella che a dato ad Abramo Isacco ecc come è anche il suo desiderio di Fondare questo Istituto raffigurandosi quel tempo in cui aveva il suo gregge in mano di quei Patriarchi Protetti da Dio. Insomma gli raccomando che non usi dei riguardi in quanto a me, sì nel coreggermi, nel comandarmi in tutto quello che richiede, acciò mi uniformi in tutto ciò che è mio dovere, di carità, e di giustizia e quel che più ciò chell’a desidera. Perché pare a me che la reverenda Superiora abbia qualche riguardo in quanto a riprendermi, usa tutta quella carità col tacere acciò non abbia a male; gli dico proprio di verità, che la correzione mi rende più contento, resto più illuminato acciò non cada più nei mancamenti passati. Così sarà più facile lavere la sommissione a chi si deve; mi consideri debole a tutto, e o bisogno che continui la sua carità sopra di me. Mi consolo che è di buona salute, ed il Signore gli dia la sua Benedizione. La riverisco distintamente, ed anche la suor Ligia unita alle suore. La riverisco anche a nome dei tre figli. Mi dichiaro suo umile servo Suo figlio Capponi Giovanni Corrispondenze 186 Opera Omnia CORRISPONDENZA 135 Villacampagna 8.10.64 Viva Gesù, Giuseppe, e Maria Carissima Madre In questa volta scrivo con lena a dargli buone notizie; Il Signore vuole proprio che si cominci con questa novella casa a sua maggior Gloria perché, ma dato i due figli ubbidienti ed anno volontà all’avoro e si sottomettono a qualunque lavoro, non anno lamenti sul cibo né inquanto allandamento della nostra casa; Il Cherubino è arrivato venerdì cioè ieri ed è disposto più bene di prima, appena venuto ma consegnato Franchi 24,54 che li o marcati alla partita dell'entratE ma consegnato due lettere che si contiene un capitale a mutuo di lire 16 ecc. ed un'altra di some di melicone consegnato ad un altro, ecc.. Sembrami contento di più che laltra volta, faccia il Signore che resti sempre, come di questo più non dubito, avendogli provato prima è più facile rimarcarvi. In qual giorno che credevo di restar solo coi Figli il Signore a Povveduto coll'Illuminarla a darmi un'altra donna che majutasse in questa casa. Siccome ne sono molto contento, a amore ai Figli, col fare il cibo si adatta al nostro andamento, ad opera tutta la economia, sta ritirata sempre in casa, non sono di quelle che sta solo a fare dire orazioni, ma appena il necessario e poi continua il suo lavoro, è un poco longa nel Fare il cibo questo non viene perché faccia delle cose non adatte a noi, ma perché non è stata usata alla cucina, Madre, ne son proprio contentissimo; Il Signore continui a compire questa casa col dargli a L’Ei quei lumi più necessari per ben principiarla. Mi raccomanda la siga Marianna che gli provveda pei berrettini dei Figli n. 5 soggoli simili a quelli dei Bottoni e Fibbia e provvederli per sua sicurezza dal Rosso Suardi berrettinario alle colonne di prato, e se mandasse la Fassa nera pel il mio berretto perché non lo può lavorare senza questo; ed anche i bottoni bianchi per mettere alle sottogole dei Figli ed il mio. Dei beretti ne a quasi finito quattro gli mando solo piccole foderine. Per qualche giorno lo fatta dimettere dall’avorare i beretti perche vi è i Figli che anno Corrispondenze 187 Opera Omnia bisogno di giustargli le camise ed altre cose necessarie e subito la messo mano ed a premura che resti politi ecc. Mi raccomando di riverirla tanto che ci sta volontieri, e di riverire tanto anche le suore ecc. e disse se creda bene di spedirgli i suoi stivalini che se è dimenticata costì perche non a che un paio di sobre. Madre il Cherubino bramerebbe una cassa per mettere i suoi vestiti, e bisogna anche per quella dei Figli perche non sanno dove mettere le sue vesti festive, Se e Ella credera bene. Mi raccomanda tanto la suor Giuseppa di riverirla tanto unita a suor Francesca, ed a gran desiderio di vederla e mi disse che per gli Eserciizi ne a due altri una di Soncino e a dato anche i cinque franchi, l'altra e venuta una lettera per posta d'una signora che dice di scriverla al numero che verra senza fallo. Giovedì abbiamo cavato il vino ed e buono e sano, si conta brente bergamasche non meno di dieciotto 18 brente compreso il torciato, quello di S. Maria e di brente circa 12 il resto della Campagna. Per occupare secondo il suo desiderio i Figli i giorni piovosi gli domanderei una rasegha e qualche scarpello, o piloletto per maringone e per calzolaio se avesse l'incontro per mezzo di qualcuno di comperare qualche forma a Bergamo come la misura quì unita, o provato a dare qualche punto nelle scarpe vedo che mi somministra alla memoria qualche idea di questo mestiere così faro il più che posso onde impiegare il tempo per me ed a bene dei Figli. Il desiderio di vedere occupati i Figli mi sta proprio a cuore; ed il mio cuore mi somministra una certa contentezza che non o mai provato; non voglia il Signore allontanarmi questi incitamenti al bene che mi somministra alla mente, ma mi aguti a perseverare colla intercezzione di Maria SS. e del nostro protettore e avvocato S. Giuseppe, e a compiere lopera incomnciata e conservarla, innocente umile laboriosa sacrificata alla gloria di Dio. E secondo il suo desiderio, di rinvenire ai tempi delle famiglie antiche patriarcali, famiglie predilette dal Signore perche non faceva cosa opposta alla sua legge, ma tutto operava e faticava per la gloria del suo benefattore. Il dire e pensare alle famiglie antiche va bene ma bisogna mettere in pratica anche i mezzi onde fare quello che facevano quegli uomini giusti; già conosco le mie imperfezioni la mia inabilita ma faro in maniera almeno di imitarli cerchero di mettere bene in pratica tutto quello che Ell’A mi dira e cerchera di operare in modo conveniente e praticante nel suo, gia benedetto suo fondato Istituto, e che operi secondo che il Signore a Lei spira considerando la sua voce come quella di Abramo, Isacco, Giacobbe e Mose ecc che il Signore li Corrispondenze 188 Opera Omnia illuminava acciò le sue famiglie osservassero la legge di Dio: e così tirare sopra la nostra casa quella benedizione che il Signore soleva dare a quegli uomini prediletti Madre o bisogno del suo soccorso, non si inquieti se alle volte non fò quello che Ell’a mi dice non lo fò per malizia né per altro fine anzi cerco tutto il possibile di poter fare in modo che venga quel giorno che e vedere e praticare, e fare quello che mi comanda, abbia di me compassione, mi sento un desiderio di fare; ma vedo che o bisogno che Ell’A continui la sua carita verso di me. Io L’A riverisco distintamente nelle sue fervide orazioni mabbia presente vedra che il Signore l'esaudira lei Mi riverisca tanto anche la suor Luigia non che le due superiore, e suore, anche la catterina. In quanto al gioco o fatto quello che Ella ma raccomandato non giochiamo alla palla che alla festa e poco anche questa o nascosto crivelli palle e boccie anche quello del Cherubino ho nascosto. Mi creda suo umile figlio Capponi Giovanni Corrispondenze 189 Opera Omnia CORRISPONDENZA 136 Villa Campagna [novembre 1864] Cara Madre Dirà di bello, spedisco vestiti per Fratelli vestiti per i Figli o spedito tutto ciò che desiderava si ai Fratelli che ai Figli e mai non o avuto un ringraziamento non o mai avuto un segno del dono di tanto amore che ad essi gli porto, per essi; Cara Madre un degno compatimento alla mia debolezza, se la sapesse quante volte o fatto per ringraziarla anche quando era costì e mi mancava la parola in bocca, mi pareva di non essere buono a fare i ringraziamenti come si dovrebbe verso di Lei mi pare tutte piccole cose il fare i ringraziamenti così come fo io, non essendo mai stato a complimenti, sempre anche a casa non sono mai stato buono, a fare i ringraziamenti come si conviene verso di una sì larga benefattrice come Ella fa con mè e questi poveri figli. Lo so che tutto sara ricompensato dalla divina Sapienza in ogni sua azione.Ma anche da parte nostra,non nostra da parte mia più di tutti dovevo a lei tributargli i miei ringraziamenti che più di tutti ne o ricevuti dalla sua bontà a mè elargiti e continua quotidianamente; Cara Madre se in tanto tempo non lo mai ringraziata di tanti benefici accetti adesso questi miei ringraziamenti di tutto cuore altro non posso scrivere perche non o e non avro mai parole che basti per l'amore che a verso questa Casa a L’Ei tanto cara. Altro non dico faro tutto quanto che Ella dirà a me di fare, cercherò anchio di più sacrificare la mia volonta e fare ciò che mi dira in vece sua la Superiora, suor Rosa e suora Adelaide capisco che sarebbe ancora poco offrire a Dio benche a mio dovere senza dirglielo che le mie puoche orazioni e fare il possibile per colla grazia di Dio di ubbidirla in tutto. Madre tra me stesso conosco bene le donazioni da chi viene di spiegarli non sono buono. Madre ma molto cara quella continuazione delle letture benche abbia poco tempo a leggerle però quel poco mi risveglia assai e mi illumina anche nella lettura e mi risveglia nel cuore belle virtù da esercitare. L’A nostra casa pare che abbia messo radici anche i Fratelli. Il Cherubino Madre s'è tutto cambiato da quel che era prima, più Corrispondenze 190 Opera Omnia confidente, si adatta di piu anche nelle cose che diceva non essere buono, per ora son contento, anche laltro a buona intenzione e lavorante non così di figura ma seguente e le molto contento anche lui di questa vita e ubbidisce in tutto Le continua così come non sono o più dubbi faremo anche qualche lavoro perche fino adesso ma fatto poco perche due varie, un puo le bestie, un puo le foglie un po' ruda scalva da noi soli si poteva fare poco, perche giornate troppo curte benche non facevo fare neanche gli uffici di casa per andare a buonora e concludere un puo di lavoro; anche ala sera a qualche abbiamo finito tutto e comodato le bestie viene sempre ore 6 e la sera li occupa sempre fino alle 10 chi a pestare i melgacci e fare scupe di brocche, adesso siamo messi a fare anche i saccoli la sera. Noi siamo tutti sani e franchi, anche il Carlino acquista di più, Anche di L’Ei e la casa spero saranno tutti di buona salute. Me molto cara la continuazione della suora Adelaide alla Campagna. Altro gli dico che mi compatisca e mabbia come suo figlio a continuare sopra di me la sua bonta colla pazienza sperando dal Signore la ricompensata fatica le sue lettere mi sono di grande giovamento e di grande utile per la novella casa o gran desiderio di vederla. Spero che la sarà di buona salute il signore la conservi colla sua santa benedizione, e la riverisco distintamente. Tanti saluti anche a suor Luigia e suor Costanza e sorelle. suo umilis figlio che desidera la sua santa benedizione Capponi Giovanni Tanti saluti anche da parte dei due Fratelli, tutti i Figli. Corrispondenze 191 Opera Omnia CORRISPONDENZA 137 [primi giorni di dicembre] Viva Gesù Giuseppe Maria Alla molto Rev.da Carissima Madre Con allegrezza di cuore o aperta la di L’Ei lettera gia aspettavamo con ansieta notizie a me tanto care e di consolazione; era tre o quattro giorni che volevo scriverLe ma mi rincresceva il dargli notizie non di consolazione ma piutosto di rammarico, come glie la annunciato la rev. suor Adelaide, ma però oggi posso accertarla che le malattie van pian piano a migliorare: Gli diro che per il Fratello Cherubino e stato un risanamento per lui quelle spiegazioni che an fatto o schivato una malattia e però adesso continua a lavorare così anche i suoi carboni van a spegnersi seccando a poco a poco: Il Figlio Carlo va più bene ma non a ancora la cognizione perfetta continua ancora a stare a letto sperando da giorni di portarlo nella stalla. Il Figlio Davide 33 va migliorando da giorno in giorno, dopo mandato il fazzoletto e fassata la gamba a dormito tutta la notte e due notti e due giorni che non sente così i dolori benche anche oggi applico le sanguette e olio delicido perchea bisogno che sia purgato ma non dubito che per l'Immacolata di averlo in stalla quasi guarito del miglioramento in questi due giorni ne stato tanto. Non so in che modo fare a ringraziarla di tanta premura con spedirmi tutto quanto o desiderato per me e i miei Figli. Madre la sua lettera mi fa piangre di consolazione. Considerando tanta premura che Ella ha per me e i miei Figli della nostra casa. Cara Madre lo so che non mi valgono le mie preghiere perche sono preghiere fatte senza merito di uniformita al volere di Dio... Ma unito ai miei figli figli dellinocenza il Signore esaudira le nostre suppliche a prò di L’Ei che la conservi una lunga vita a bene dei figli abbandonati e tutto secondo la sua intenzione ed anche del suo carissimo figlio tutti i giorni unito coi nostri Figli gli tributiamo e applichiamo a lui i nostri suffragi acciò meglio di noi preghi l'eterno Iddio a concedergli tutte quelle grazie che Ella desidera a gloria di Dio 33 Boccardini. Corrispondenze 192 Opera Omnia ed a bene dei Figli e Figlie sprovviste di genitori… Madre la mabbia a compassione se non faccio come Ella avrà desiderio. Desidero di averlo e di fare come lei brama ma conosco anche da mestesso che mi manca ancora qualche cosa e tanto. Ma preghero tanto Sant Giuseppe e Maria SS. che mi dara quelle grazie necessarie per far bene l'adempimento ai miei doveri ecc. Cara Madre la prego a continuare sopra di me la sua pazienza a darmi quei consigli e quelle informazioni necessarie per fare una cosa sola con la sua oltre un medesimo scopo ed una medesima casa. Madre in quanto alla dipendenza col cercare e comperare mi fa questa ritrosia un poco di vergogna prima di parlare sì ma dopo aperto il discorso ecco con facilita gli dico tutti i bisogni della casa e così resto più contento che prima. In quanto alla confidenzqa col Cherubino non me ne a fatte mai neanche una volta, le di compatire intanto che a avute i suoi dolori pero a bunone risoluzioni ed a premura per la casa. Stando allintelligenza con L’Ei in riguardo allanimale di ammazzarlo per le feste natalizie dimanderei a L’Ei se fosse possibile anticiparlo per l'immacolata perche non mangia bene la polenta e mi pare che invece di crescere chel resti così avendo mangiato una soma di melgotto doveva dare segni di crescimento invece non da niente di crescita. L’Ei spetto il modo e continuarlo o participarlo. Oggi me arrivati all'improvviso la reverenda Superiora con suor Adelaide a visitare gli ammalati man trovato un poco sporco varie stanze cerchero d'ora in avanti di farli fare più bene essendo questi giorni stati un po' troppo occupati conosco anche tanti miei doveri che o tralasciato non per malizia ma le faccende domestiche spero che il Signore mi dara grazia di fare il tutto quello che e mio dovere. Cara Madre altro gli dico che preghi anche per me chel Signore mi dia la grazia di fare come Ella desidera, cara suo […] Maria domani parte a bonora il Giovanni non o potuto esprimermi come mio desiderio perche l'ora tarda mi compatisca. Intanto la riverisco distintamente. Tanti saluti a suor Luigia con tutte le suore ecc.. Io mi ritrovo di buonissima salute sono contento in tutto loperato anche della dipendenza e mi rallegra più il cuore quado o cercato o dipendute che prima quando non facevo così Il Signore, mi dia proporio la sua grazia e spero confermarmi secondo l'istituzione a cui progrediamo a gloria Dio. Suo umil.mo servo Figlio Capponi Giovanni Corrispondenze 193 Opera Omnia CORRISPONDENZA 138 Villa Campagna 14.12.64 Carissima Madre Ecco l'occasione opportuna per dargli le notizie mie e della nostra casa a cui speriamo che il Signore dara a questa la sua Santa Benedizione. L’à sua prima lettera me stata di grande sollievo, perche dopo partita la suor Luigia a fatto quello che Essa ma detto ma chè per due o tre giorni le faccende della casa pareva che il Signore mavesse abbandonato! Ammalati che son venuti a star piu male tutti e due il tempo cattivo non potendo fare asciugare le lenzuola da cambiare,non avendo una pezza immaginabile da cambiare. Il Carlo che continuava a piangere di freddo essendo sempre bagnato! A fare le cose di casa cercavo di distormi dalla mente dei pensieri che il Demonio mi suggeriva s era quasi per perdere la pazienza! In mezzo a tente angustie o scritto un biglietto alla reverenda Superiora gli o espresso il mio sentimento dicendogli che mi pareva mavesse troppo precipitato col tor via tre persone insieme in un colpo in mezzo a malati e bestie da custodire e vigilare, e fare in modo che non restassero soli i Figli ecc. L’A suor Adelaide con una Figlia e poi venuti qui due giorni a lavorare e così fare un po' scorta per poter cambiare. I lamenti non erano indiretti a me perche mi paresse troppo il lavoro, ma a tante mancanze che andavo omettendo per non poter arrivare a eseguire tutto quello che vedevo necessario all'ulile della casa ed al nuovo andamento già incominciato; Dopo venuta suor Adelaide la messo ad ognuno i suoi uffici a i Figli man mandato tutto le necessarie biancherie pei Figli ammalati; e messo il nuovo ordine regolare che così non c'e più le cose sossopra venendo ora la suor Adelaide con la Superiora a fare quelle disposizioni necessarie. In quanto al sistema del cibo e cosa assai giovevole perche sacquista le ore più belle della giornata e più comune per la nostra casa facendo cosa da contadino e adattarsi anche nelle ore contadine. In quanto all’avoro dellaratro in quanto al Cherubino ma detto di cercarne pure un altro a fare questo lavoro che in quanto a lui non vuol saperne: mi dice che fara qualunque altro lavoro tutto quel chel Corrispondenze 194 Opera Omnia sapra sadoperera in tutto ma in quanto ad adoperare il piò dice non intenderla chi sa forse quando la intendera, col tempo a me pare chel si piegherà. Spererei in questo che e venuto il nuovo che si pieghera perche le prime due giornate lavorava con lena e mi pare contento dell'abitazione però quando sara per decidere la stabilità ne daro ragguaglio. In quanto alle cose da intraprendersi a bene fondare la casa con vantaggio mi giova molto la suor Adelaide facendomi coraggio e francamente decidere nei lavori a stare al mio posto con persuasione di fare più riuscita in tutto. Abbiamo una cosa che molto mi premerebbe il suo consiglio, in quanto al Giacomino; Se lo lascio continuare sotto Marino ancora quindici giorni là a Campagnola il Figlio può adopereare i buoi quando chel vuole sotto larato almeno ne o uno buono per il carro sel si adatasse anche lultimo Fratello sotto prova quindici giorni soli bastera per fare da noi soli lavorare il terreno. In quanto a me lo lascerei andare come sarebbe di parere la suor Adelaide pero prima sentire anche la sua risposta prima di comprommettermi in cose senza di Lei… In quanto di andare alla Dottrina faro tutto il possibile per andare in paese mà per ora siamo troppo pochi e sono corti i giorni ed avendo in casa le bestie per fare le cose almeno necessarie non bisogna allontanarsi che pochi momenti; andare al paese ci vuole per lo meno ore tre un puo la dottrina un puo il viaggio coi Figli viene sera e si moltiplica, La quando sara guariti i Figli si potra allontanare e andare anche alla Dottrina. In quanto all’avoro alle ore cinque questo lo fanno il Cherubino e il Giacomino34; e continua a stare là a dormire nella cucina del bifolco essendo più vicino alla stalla e per ogni assicurazione di tutto, in quanto all'umidità per ora non parlo per non mettere delle discordie ora ce luno ora ce laltro; però con suor Adelaide ma guardato non pare più umida, mi sembrerebbe più umida la camerina piccola non avendo il suolo cotto! La stanza del Fattore e troppo lontana dalla stalla però stabilito che sara anche laltro Fratello faro in modo di trattarne e così stabilirne tra noi; I Figli vanno meglio tutti due il Carlino35 e nella stalla tutti i giorni va piu bene; Laltro continua a sortire materia e dolori di quando in quando pero il medico jeri ma detto che va bene. In quanto agli altri 34 Paris. 35 Zana. Corrispondenze 195 Opera Omnia Figli sono tutti sani il Cherubino se ristabilito in salute, In quanto alle cose signorili e cosa che sta benissimo lessere oniformati secondo i costumi delle famiglia agricole adattarsi un puo a tutto. Le altre cose che vi sono per la sera faro in modo che le nostre serate siano occupate ora una cosa ora laltra ecc. ecc. Qello che gli raccomando che non abbi riguardo a scrivermi che le sue lettere mi dispongono con più sicurezza al mio dovere e mi da quello spirito a piu conformarmi nella nostra casa. Gli raccomando in questa santa novena a me particolarmente. Li riverisco distintamente e la mi compatisca tanta doveri anche a suor Luigia e suore. Suo umil.mo servo suo figlio Capponi Giovanni" Corrispondenze 196 Opera Omnia CORRISPONDENZA 139 [Dicembre 1864] Cara Madre io sono assai contento che il Cherubino36 si sia così sfogato e ne provo leffetto in questi due giorni che sono per me di gran consolazione a vederlo più che prima sul sistema della nostra casa, gia il Demonio di quando in qunado prova con grandi assalti, S. Giuseppe e più forte del Demonio. La mia speranza e grande, e coll'ajuto di Dio, spero che si fara secondo il di Lei spirito, intanto passo col cuore a Riverirla tanto e confidando nelle sue orazioni cammino sicuro nella novella casa che non succedera di fare altrove di quello che e da LEi rev.ma Ispirato dal Divino Spirito, Faro anchio benche imperfetto altrettanto per LEi. Colla speranza mi assicuro La Materna Sua Benedizione. La Riverisco a nome dei Fratelli tutti insieme ai Figli. Illaspetto il da praticarsi nella novena del S. Natale. Mi riverisca tanto suor Luigia a nome anche del Frat Cherubino e mi disse chel si credeva di trovare sul carretto quello che gli a promesso Ella sopra meglio ecc. Anno aperto il Giubileo jeri sera anche qui. Mi segno Di LEi aff.o figlio Capponi Giovanni" 36 Cattinelli. Corrispondenze 197 Opera Omnia CORRISPONDENZA 140 Buon Capodanno sera 1.1.65 Viva Gesù Giuseppe e Maria Carissima Madre Ecco già cominciato il nuovo anno colla Grazia di Dio; Gia son passati anche i giorni del 1864, almeno se avessi fatto registrare nell’Ibro della vita eterna qualche buona opera; questa sono sicuro che non passera mai, ma vivra sino al Giorno Universale Ma... Scorrendo la mia vita nellanno scorso trovai tanti favori, tanti mezzi per la vita eterna, che il Signore ma messo alle mani acciò metessi mano a sua gloria e a mia santificazione. Invece trovo non aver fatto nulla di bene; lamor proprio ma privato di tante grazie, e dei doveri omessi, non adoperandomi con quello Spirito di abnegazione che richiede ad un posto al quale merce la Divina Provvidenza mi a chiamato ed a cui mi conserva tuttora accio una volta adempisca a preferenza di molti con buona volontà le sue ispirazioni gli eccitamenti al sacrificio dell'abnegazione alla mia volonta ed alla sommissione a quelli che il Signore mi diede a mio bene sì spirituale che temporale;… Faccia il Signore che mantenga i miei propositi fermi e stabili in quest'anno a cui ma dato a cominciare e che operi a sua gloria con quello spirito proprio, di adoperarmi a vantaggio di quei miserabili che la provvidenza destinera e mi dia la sua santa benedizione da quella capanna di Umigliazione, di rassegnazione, e di non curare le delizie di questo mondo che conosco bene fallaci caduchi e che non fanno altro che aggravare la coscienza. Madre, abbiamo passato le sante feste bene; almeno a me ne sono trovato contentissimo; benche giorni fa o avuto un po di rammarico per il Fratello che e andato a casa, però anche questo e stato dalla provvidenza tutto a nostro bene ed a vantaggio della nostra casa e a maggior lume a mè ed al Cherubino nonché a tutti i Figli conoscendo la malizia che avava adoperato per distor via tutti i Figli: non era contento di uno proprio tutti cercava di menarli seco dopo le Feste natalizie. Fortunatamente che la Provvidenza senza saputo del Fratello e stato la sera avvertito che dovesse andare a casa la mattina Corrispondenze 198 Opera Omnia avendo la congiuntura del maringone coll'asino. Questa a considerarla bene madre e stato un ispirazione del cielo, perche non a potuto fare tutto quello che ai Figli aveva promesso ecc. Questo a servito di lume a mè Mà anche a Cherubino perche la sera dopo siamo venuti così a parlamenti sel tornava onò. El Cherubino mi rispose che sel tornava che gli era di gran disgusto ed io non sapendo niente o cominciato ad interrogarlo su in che motivo non gli piaceva ed esso ma risposto: in niente affatto che sel sapesse cosa diceva quando lavorava non era cosa di tenerlo neanche fino adesso, ma perche aveva paura di portargli del danno non voleva perlare,allora Madre me venuto un puo di collera col Cherubino ed obbligandolo a dirmi tutto specialmente riguardo ai Figli, stette un poco penseroso e poi ma detto tutto, ma più era al Giacomino che haveva quasi del tutto distolto, lamentandosi di tutto inverso al Cherubino ma a me non si mostrava mai niente solo la sera avanti mi pareva anche a me malinconico ma io non ne o fatto caso, dopo o interrogai il Giacomo con franchessa e poi lo sgridato forte ed esso ma detto che l'aveva avuto due o tre volte l'intenzione di dirmelo ma siccome gli avevo proibito di dirlo a me, e guai se conosceva che io mostrava di sapere qualcosa di quello che lui parlava per paura tutti tacevano: qui a casa pareva urtassse tutto il mondo coll’avoro sel comandavo tutto ubbidiva senza replica, e così a questa maniera aveva rovinato la nostra casa, Allora o chiamato tutti i Figli e il Cherubino, ed a tutti o fatto dire cosa aveva detto e gli o raccomandato di non farne caso: che era tutto a nostro bene e da guardarsi da queli che vi dicono delle cose contrarie spoecialmente quando vi dicono o vi proibiscono di parlare, perche questi conoscono che fanno male. proibiscono di dirgli a suoi superiori per non farsi mascherare acciò non li scridi. Grazia a Dio i Figli non ne anno fatto caso. Il Giacomino ma dimandato scusa e ma promesso chel fara più bene, e di fatti le eseguisce le promesse le fattemi. Cara Madre col fratello Cherubino avro fatto troppo o detto così. Se credete di tradirmi anche voi, o se pensate di stare qui fino alla primavera e poi piantarmi parlate chiaro e non vogliate rovinare la casa, perche quando vi o raccomandato i Figli di tenerli seco nell’avoro e non mai col Giuseppe e di stare attento a quel che diceva così mi raccomanda la reverenda Madre o dovrete fare il vostro dovere e quel che vi dico o se nò dirmi chiaro che non vi comoda questa cosa perche per paura di rovinare uno che e a prova sel comoda o no avete rovinato la casa col vostro tacere. però non sapendolo le niente, adesso che vedete lesperienza se o ragione o no di dirvi se mi tradite o no, Corrispondenze 199 Opera Omnia allora ma detto apertamente chel conosceva il male che a fatto col tacere e che la sua intenzione e di stare per sempre tosto chel il Signor le dia la sua santa grazia e mi domando di tutto scusa e che adoperera tutto quello che e buono e che anche in quanto ai buoi fara tutto il possibile. E di fatti Madre sadopera di piu di prima adopera i buoi sotto i carri da sé solo e a anche una gran passione alle bestie più che prima. Tanti saluti a tutti i Figli col Cherubino. Madre, le altre cose le avrà sentite dalla rev.da suor Adelaide. Torno alle sante [feste]. Le dico che le abbiamo passate bene. La sera prima siamo confessati tutti Fratelli e Figli e poi siamo andati a letto un po' più presto per levare un po' più presto. Così alle 5 siamo levati; abbiamo fatto il nostro esercizio, abbiamo cantato qualche orazioni a Gesù Bambino, e poi o preparato la Colazione o messo un capone impienito alla pentola per fare la zupa, a tutti dopo le tre messe, e poi intanto che e venuto il tempo delle messe o fatto un po' distruzione sulla Nascita; o fatto conoscere la povertà, lumiltà, e la rassegnazione al Volere di Dio, Dopo messa e fatta la colazione dalì ad un ora abbiamo fatto una visita alla chiesa o spiegato il Vangelo ecc. in riguardo al cibo sono stato distinto dagli altri giorni; o fatto il capone a lesso e brusole a rosto o dato anche ai Figli delluno e dellaltro ed anche dei frutti, pomi, peri e brogne; Dopo alle ore 1 siamo andati a Soncino la abbiamo sentito tutto il vespro con la benedizione, siamo arrivati a casa ore 5 o fatto da cena e poi abbiamo recitato il Rosario nel nostro piccolo oratorio ci abbiamo fatto anche il presepio e poi siamo andati a letto alle ore 9 1/2 questo giorno non abbiamo giocato a niente così anche la vigilia an tutt’digiunato La festa dopo siamo levati allora solita, abbiamo fatto i nostri uffici e poi messa ecc. dopo le ore 10 o spiegato il Vangelo, o fatto la visita alla Chiesa e dopo desinare siamo andati in Chiesa a Campagna che an dato la santa Benedizione col SS. Sacramento dopo abbiamo fatto una passeggiata a Santa Maria dalla rev.da Superiora, son venuti a casa o fatto la cena presto cme i giorni feriali, o detto il santo Rosario, poi o fatto un poco distruzione questa lo fatta sulla dottrina piccola dopo abbiamo giocato tutti a tombola sino alle 9,1/2 o messo qualche frutti e così siamo divertiti benissimo anche i Figli sono stati contenti la prima domenica o dato anche il vino ai Figli a noi in tavola due bichieri ecc. ed un torone per uno me el Cherubino e le stato molto contento. E così abbiamo fatto anche oggi primo giorno col primo sempre come la seconda. I Figli sono stati franchi il cherubino anche lui anceh il Carlino acquista tutti i giorni, il Davide lan menato all'ospedale peri il suo Corrispondenze 200 Opera Omnia padre e la sua zia me rincresciuto molto, gia la malattia sara longhissima faccia Dio che sia corta mà… Laltro Fratello che e venuto piace molto anche al Cherubino Madre se anche questo mancasse di parola non saprei dirgli più niente; ma questo a me pare come sinora esternamente contento mi piacie assai a insistito dopo che gli pare di non fare niente a quanto a giudizio dipende in tutte le minime cose Io spero che il Signore mi vuole fare cominciare lanno bene in tutto, in quanto allavoro siamo a fare un puo di tutto ora a scalva' ora a foglia' ora a veder i prati ma siamo troppo pochi almeno qualche Figlio cie la necessità del tempo anche a questi ne fa perdere quasi mai ne lora del disna sempre appena mangiati il conduco al suo destino. Faccia il Signore che arrivi una volta a fare quello che L’Ei desidera. La riverisco distintamente, gli torni a suor Luigia i miei doveri, nonche a suor Caterina ecc. Mi compatisca. Suo Figlio Capponi Giovanni Corrispondenze 201 Opera Omnia CORRISPONDENZA 141 Villa Campagna 16.1.1865 Viva Gesù Giuseppe e Maria Cara Madre Ecco una bella occasione per scrivergli due righe della nostra cosa. Oggi gli assicuro che siamo tutti di polenta e tutti siamo a scalvare la legna, adesso che sono guariti gli dico che la settimana passata avevo cinque ammalati n. 3 Figli, e i due Fratelli, ma che i Figli ed il Fratello Battista in quattro giorni erano guariti, mà il Cherubino ne a avuto un poco di paura; aveva i dolori di pansa e gomito affetto di malattia vecchia e sono continuati quattro giorni ma domenica di notte scorsa era dolori forti e continuati più di tutti gli altri giorni, adesso sta meglio. Il Battista aveva il dolore di testa era balordo non aveva niente di cibo, il Figlio Giovanni Maspero aveva malati gli occhi il Giacomo aveva una gamba infrattumata gli aveva fatto male le scarpe Gli aveva fatto piaga e tutti an cominciato in un giorno insieme pareva chel facesse aposta la Provvidenza a visto la necessita me li a guariti presto. In quanto a fare le carte del Figlio Carlo37 il Medico non me li a voluto fare, mi disse che non giovano le carte perche il Figlio e capace di condurlo perche sta bene e che il Medico Poli non vuole andare in compromesso, perche le facesse le carte e poi mandesse la Polizzia a verificare il Figlio. Se e vero quello che o scritto mi ritroverebbe falsificato le carte e portar danno anche a quelli che lo ritengono, e disse quello che non fa il dottore unito al Sindaco di Seriate non lo può fare nissuno, Gli o detto che il Sindico di Seriate gli bastava una sua dichiarazione non a voluto sapere mi disse dovete condurlo. Allora concertati con suor Adelaide altro mezzo che condurlo perche disse anche il Sindaco senza dichiarazione del medico non puo fare niente. O fatto dunque con rincrescimento man dovuto condurlo e così schivare ogni disgusto. 37 Zana. Corrispondenze 202 Opera Omnia Oh sentito con gran dispiacere la malattia di suor Luigia. In quel giorno medesimo che sono portato a S. Maria a dargli notizie di miei ammalati sento anche mi disse suor Adelaide essere andata a Comonte in questa mattina la superiora con urgenza… Abbiamo fatto subito la Novena a S. Giuseppe e in questa sera sera l'ultima sera spero sentire buone notizie ricevuto notizie del Davide Boccordini ieri e disse essere quindici giorni che e allospitale e nel medesimo essere di prima e gli disse il professore Locatelli per salvare la vita al Figlio bisogna tagliarla. Fanno delle prove alla fine gli disse bisognerà risolversi mi disse che non parla altro che del nostro istituto. Gli viene sempre in mente, Povero Figlio e degno di raccomandarlo al Signore che gli dia grazie di sopportare tutto a gloria di Dio. Mi ringrazia tutti della carità ecc. In quanto al lavoro noi qui alla Campagna se il tempo permette lo portiamo avanti bene a rudare38 i prati e lame non ne abbiamo che un campo solo perche non e in ordine il letame a scalvare con quindici giorni se il tempo permette e mi lascia sani termineremo, anche le foglie più della meta labbiamo fatto, altro che a fare da per noi siamo troppo pochi le giornate sono corte, benche alle ore 7 mattina siamo gia al posto dellavoro sino alle ore 6 la sera sempre lavoriamo eccetto dalle 10-11 porto il desinare del resto sempre fuori, viene anche suor Adelaide non trova fatto quella pulizia che si conviene lo fatto intanto che favorisce il tempo cerco tutti i mezzi per portarsi avanti, e così fare poi il tempo anche per la pulizia dopo fatto il lavoro. Jeri siamo andati a Santa maria coi Figli ed il fratello Battista. La suor Adelaide aveva parlato di fargli le braghe in questa settimana perche e senza quando si alza che era seduto e gli dice a suor Adelaide di non volergli fare niente adesso perche prima vuol parlare con sua Madre e se sua Madre non e contenta neanche lui non vuol fare torto a sua genitrice e disse che gli a detto alla sua Madre che veniva a lavorare ma non come noi crediamo, a stare per sempre ma che dopo morta sua Madre se l'avessi ancora per buono chel verra volentieri. Se ci fosse il mezzo per persuadere sua Madre sarebbe meglio. Perche le un uomo tanto semplice nel suo parlare e nel modo che si comporta che assomoglia proprio un’omo della famiglia di Abramo proprio adattoto al nostro scopo. Porta un grande amore a sua Madre sarà imposibile chel ga stia. Che la Provvidenza ne fasse capitare qualche d'uno non la ritardi a spedirlo forse allora si risolvera anche il Battista a tutti gli pare che siamo troppo pochi a confonto della campagna che 38 (spargere il letame: rut=letame) Corrispondenze 203 Opera Omnia vedono, non la capiscono che cominciamo a fondarlo; Basta confidando nella provvidenza spero che si stabilira, e sara tutto a nostro bene quel non fermarsi dei Fratelli, lasciamo operare il Signore; non mi ferma il pensiero di non arrivare che anzi vi e più motivo di replicare le preghiere e di mettere radice ferme e stabili e che alla fine il Signore mi dara soggetti adatti e senza cercarli, intanto cara Madre cerchiamo e facciamo di tutto pel bene di questi Figli a suo tempo il Signore la paghera. L’E un po tempo che volevo mandare costì qualche pollastrelli ma erano piccoli essendo stati degli ultimi credo che il ritenergli invece di crescere vien piccoli così li mando tal qual je ne mando 10. Spero che in questanno di mandarli di più e presto. Io sono grazie a Dio di buona salute come non dubito di Lei, e la riversico tanto, Mi riverisca anche suor Luigia e spero sentire buone notizie di sua salute. La riverisco a nome dei Fratelli e Figli tutti mi compatisca. (Il Giacomino a bisogno di un paio di scarpe fa proprio il suo dovere e bene, se non ci fosse così calca di lavori cercherei di fare il possibile a fargli e provare se sono buono). Suo Umil.mo Figlio Capponi Giovanni Corrispondenze 204 Opera Omnia CORRISPONDENZA 142 [fine Marzo 1865] Cara Madre Ecco di nuovo tornati sani e salvi alle ore due siamo stati a Santa Maria, subito o dimandato del Fratello Luigi 39 come e stata la sua facenda quando e stata in giudicatura mi son tutto consolato quando go sentito che era cosa di casa sua perche due anni fa gli e stato mancato del melgotto, a lui e in quella casa medesima e stato rubato del vino da poco tempo, gli anno poi dimandato se aveva qualche sospetto a qualcheduno […] in casa o trovato i Fratelli tutti due di buona armonia e le cose tutte in ordine e contenti tutti e due, al nostro arrivo. Cara Madre i suoi Figli non fanno che rammemorare quel giorno felice di S. Giuseppe del buon tempo avuto a Comonte e dice che quello che la Madre gli aveva promesso il dì di S. Carlo si e anche effettuato. queste massime mi e molto care anche a me, prima per fare rinnovare ai Figli se la nostra Madre concede dei giorni di festa, anche noi dobbiamo corrispondere in quello che LEi desidera per nostro bene e a gloria di Dio, e del rispetto che noi dobbiamo avere a una Madre così benigna co i suoi Figli ad un tempo stesso averla sempre a mente nelle sue orazioni private e pubbliche ed adempiere con diligenza i nostri doveri, e mi raccomanda tanto di ringraziarla tutti, che faranno tutto ciò che gli comanderò in suo nome già il suo nome nella nostra casa risuona dolce alle nostre labbra altro cara Madre io non posso che ringraziarla tanto Le parole non bastano ma ci vogliono le opere procurero di fare quanto potro per fare tutte le cose bene e con diligenza. La riverisco tanto ed anche i due Fratelli con tutti i Figli, mi compatisca con questo scritto in fretta. M'abbia qual suo Figlio Capponi Giovanni 39 Quadri. Corrispondenze 205 Opera Omnia CORRISPONDENZA 143 Villa Campagna 27.3.65 Reverenda Superiora Io vengo con queste due righe notificando la necessita dell’avoro di fare a giornate, essendo troppo alto il quarantino ed avendo molto bisogno di zapparlo per l'erba che vi sopraggiunge, non potendo noi farlo per altro lavoro più urgente in casa, d'impegnare tutti i Figli per più giorni oltre i bigatti, secondi, e poi abbiamo la seganda tutta all'ordine di tagliarlo che e più di 80 pertiche… Noi siamo qui tutti di buona salute, i bigatti del Giuseppone la Provvidenza per ora e di ringraziarla tanto a confronto, dei nostri vicini di campagna sono quasi tutti morti, anche quelli della seconda rimessa, quelli del Caucaso sono di una levata magnifica e danno una speranza sicura, ed anche una redata40 di più di quello che si aspettava. Faccia S. Giuseppe, non dubito che li conservi sani e noi faremo quanto spetta a noi per compire i nostri doveri per la gloria di Dio e pel bene dei Figli di S. Giuseppe Oggi terminiamo i boschi però quel del Giappone gran pazienza ci vuole per condurli al suo casotto. Basta vada bene ciò non importa la custodia… Sentendo qualche lamentela che non operiamo come dobbiamo e come essi desiderano, ciò che stato sia dai Fratelli sia dai Figli tutto lo veramente disposto me secondo che mi pareva bene per dare l'impiego a tutti i Figli e pel bene della casa cercando il più utile e bisognoso, e se alle volte fui restio ora per non avere ciò che necessitava per non dare tanti imbrogli ora poco l’uno o l'altro cercando sempre però di non dargli a nessuno delle sopraggiunture. Però quando v'era la necessità lo fatto istesso. Desiderando che i falli commessi che si a a me rimproverati acciò mi regoli secondo essi mi diranno e no per mezzo dei Figli od altri, perche dopo ordinato una cosa e poi disfarlo per non aver incontrato ciò che più bisognava, e a loro era più caro solo può non farmi perdere il rispetto… Dimandando scusa e perdono del riscaldamento avuto in questa mattina col bigattino avendomi fatto sentire che essi si lamentano di 40 (resa). Corrispondenze 206 Opera Omnia noi e operiamo a nostro capriccio, un compatimento per cui per il momento a cui sia non dico per il lavoro che fa poco ma per l'occupazione che e necessaria il desiderio era di venire costì ma non v'era nissuna importanza Salutandola di tutto cuore unita alla suor Adelaide mi segno suo servo Capponi Giovanni Corrispondenze 207 Opera Omnia CORRISPONDENZA 144 Villa Campagna 1.6.65 Cara Madre E' già più giorni che il mio desiderio di scrivere due righe per sapere di L’Ei notizia, non o saputo mai niente dopo la sua partenza parendo abbandonato e perso, tra me stesso, vado di tratto in tratto a dire chisà forse arriverà qualche notizia, se viene o sta, perche gli otto giorni sono passati e non so quando verra, e non o avuta mai notizia neanche da Santa Maria perche non o mai potuto andare che una volta dopo la sua partenza e di fretta a prendere delle Figlie per i bisogni dei bigatti, Essendo solito confortarmi nelle grandi solennità ed animarmi co’ suoi consigli e colle sue eccitazioni allo spirito ed alla rassegnazione ai divini voleri, cosi nell'incontro che so che il Giovanni viene domani il mio cuore giubilava nello scrivere e così darne notizia della casa ed anche di tutta la famiglia ed averne da l’ei conforto e spirito a ben dispormi alle Sante feste, Colle sue preghiere unisco anche il mio desiderio di far parte anche me dei doni che lo Spirito Santo desidero che le infonda e che le dia tutto quello spirito e vigore che anno ricevuto gli Apostoli nel cenacolo, e così spargerne parte ai suoi Figli e Figlie, ma speccial modo al più bisognoso quale io mi ritrovo più coi tutti, Non mi lasci deluso d'una speranza così desiderata acciò le Sante Feste unisco anche il gaudio della Madre colla solennità che la Chiesa va solennizzando. Cara Madre un po' di raffreddamento c'era nei Fratelli, nella riunione di Domenica pareva che tutti due Cherubino ed il Luigi fossero due giorni che abitano qui nella casa al modo che essi parlavano il Luigi mi disse che lui prova ora si raffredda ora si pente gli diro tutto alla sua venuta costì perche il tempo e troppo ristretto dovendo il bigattino partire per Santa Maria e così darla a lui da portarla. Il Giammaria non potevo mai capire una scioltessa, domenica glio detto che anche prendesse parte parlare libero di quello che si sente difficoltoso o sia qualche cosa, ed egli mi disse che lui e contento di tutto altro se non sono contento me che in quanto lui tutto gli va bene ma così pauroso. Così io o provato o adoprato la Mercede a provare a Corrispondenze 208 Opera Omnia dirgli se e contento così alla lontana e sentire alle volte gli avesse detto qualche cosa od il Luigi od il Cherubino vedendolo così freddo ed egli alla Mercede a detto di essere contento più che mai e che il paese non gli viene mai in mente né meno i suoi parenti e se mui parla poco dice che gli fo troppo soggezzione che nella riunione non a detto niente perche vedeva che avrebbe col Luigi perlato chiaro che era quasi per mandarlo a casa. Madre non sono stato troppo altiero sola la ragione lo detta senza rispetto umano e gli o detto che quasi se mi fidassero d'aver bisogno d'un uomo solo in Dio o riposto la speranza della buona riuscita, a sua gloria, e che se andassero a casa tutti non sono più quello che prima mi pareva necessita, ma volere di Dio che così dispone ecc. Alla suor Adelaide glio contato tutto ciò che abbiamo fatto e che o detto e ma detto che andava tutto bene Oggi la suora Adelaide ma detto di provarlo il Giammaria ed incaricarlo degli uffici, e così lo dato tutto l'ufficio di Maestro così lo chiamato in disparte e glio annunciato tutto. Allora Madre mi consolò colle sue risposte e mi disse essere tutto contento ed a preso con impegno subito ed era piuttosto timoroso di non contentarmi colle sue fatiche perche gli parlavo proprio di necessita e mai non può come o fatto adesso a confidarmi, Lo Spirito Santo lo confermi e gli dia i suoi doni colle sui vistù, i Figli sono tutti di buona salute e ne sono molto contento di quei grandi perche an fatto proprio le cose bene ed anno lavorato continuamente, solo oggi il Masper a un dolore d'una parte e molta febbre gli o dato loglio vedrò l'effetto che se gli cessa il dolore se no mandero a chiamare il Dottore. I bigatti del Giappone li o terminati martedì, non ne o trovato uno di quelli che sono andati in malora, ma non sono contento a vederli nel bosco pare più pochi di quelli che credo gli altri dalle donne sono d'una bellezza come lanno scorso ed oggi termino d'imboscarli spero che questi compenserà i Giapponesi, Le donne a me pare che sabato avranno poco a fare perche oggi comincia bene ad andare al bosco, La Mercede ne sono stato contento molto ed a giovato tanto perche se vi era solo le donne non abbiamo potuto resistere perche il lavoro se unito troppo in un colpo e tante cose necessarie di campagna alla fine non o potuto fare di meno di non prendere delle giornate e poi continuare finché terminati i bigatti. La raccolta dei ravissoni sono bellissimi e se non sopravveniva la tempesta ne avrei fatto più di dieci some però i primi due carri che o battutti pare che dara di più la soma al carro, i carri sono otto così spero che sette o otto soma però vedero dove misurati il lino ravagno e bellissimo, il nostrano e raro e basso invece di dare ogni quattro Corrispondenze 209 Opera Omnia pertiche un carro bisogna calcolarne sei. Dio lo benedica e che lo conservi che e sempre di più quello che mi dà. Cara Madre termino col riverirla tanto ed anche a nome dei Fratelli e i Figli pregandola a contraccambiare i saluti alla reverenda suor Luigia congratulandomi della buona salute che gode, a Madre faccia scendere il Santo Spirito nelle nostre case e così santificarci tutti nel Signore. La sua santa benedizione imploro e termino. Suo indegno Figlio Capponi Giovanni Corrispondenze 210 Opera Omnia CORRISPONDENZA 145 10.6.65 Cara Madre Con questa mia lettera vengo a darle notizia della nostra casa essendo il Figlio Giuseppe Boccardini venuto arrogante di maniera chel merita d'essere cacciato via subito. Lo fatto andare un giorno alla campagna a lavorare cogli altri dopo dessere stato a bottega tre settimane la sera a menato la zuca, col non voler cenare e tramare anche gli a fare l'istesso col dire che a mondato la rovaglia il Carlo e inventare delle storie per non farne mangiare agli altri. La sera non o detto niente lo messa via e o detto la mangerete a colazione, la mattina e quella ancora ed io lo condotto nella sala e lo rimproverato, anche dello scandalo che da agli altri, che fino suo fratello l'Acquilino la rimproverato ed esso ma risposto che lui vuole imparare il mestiere e continuare in quello se no vuole andare a casa, essendo questo anche il mio pensiero di farlo andare a casa, così le dimando il modo come avvisare i suoi parenti, avendo pochi giorni fa scritto una lettera che gli raccomanda tanto di stare volentieri, e a scitto anche lui che gli sta volentieri! avendo provato a fare il calzolaio a perso lamore alla campagna che disapprova anche gli altri come a fatto coll'Enrico di Chignolo, che tratta anche lui di andare a casa, ma questo, non vi sarà niente purche sia via il Beppo; Vi e una cosa che molto mi premeresse e quello di Caravaggio, la mia intenzione era dandare qui dagosto, ma i Figli lan presa troppo in sinistra parte credendosi di non andare più, già abbiamo promesso colla suor Adelaide dopo il lavoro che abbiamo fatto vedendosi delusi la menano troppo il mio pensiero sarebbe la settimana ventura perche dopo vi e molto lavoro. Però mi al di L’Ei parere come mi consiglia a fare, come o di fare per il viaggio parendomi a me troppa spesa pel vapore però sempre che e di suo parere, perche la promesso L’Ei tutto. Faro quello che Ell’a mi dirà, a me parrebbe piutosto cordare un nollo spenderemo più poco e più spediente e i Figli saranno contenti istesso, e cosa o di comprare, e come siamo da diportarci nel cibo ecc. O Langelino un poco ammalato ma adesso sta bene. Noi Fratelli siamo tutti uniti collo spedire il Beppo e mel custodiamo gelosamente acciò più non questi gli altri. Corrispondenze 211 Opera Omnia Cara Madre quando che credo le cose vanno bene, ve sempre qualche cosa che conturba la pace, e dà un poco a pensare non perche mi rincresce a sminuire i Figli piuttosto che andare dal Figlio a fare una vita non buona perche e permaloso e impetoso, avendo già provato per le strade a girare! Lo avvisato a buone glio contato tutte le ragioni che gli potra avvenire, ed esso invece di darmi ascolto dice che patisce dalla fame, e che a casa sua lavora più poco e si mangia più bene, ecc. Ciò che il dispone sarò pronto a fare e così la finita. A L’Ei ne dò notizia aspettando sul da farsi. No qui siamo tutti di buona salute, benche Giammaria era qualche giorno mal disposto però sta bene anch'esso e mi raccomanda tutti e tre di riverirla tanto e anche i Figli. Tra di noi Fratelli abbiamo una pace concorde e viviamo come se fossimo un solo e stato così anche coi Figli sempre nel passato non e che giorni fa che ve stati questi imbrogli specialmente col Beppo, vi e stato anche un giorno della settimana passata coi Figli grandi un puo di sommossa per essere a caso borlato forì così senza saputa il Cherubino, a dare dellasino ai Figli. L'avevan presa col Cherubino che non volevano più lavorare insieme ma la mattina gli o fatto una rimproverata a tutti quattro e gli o fatto toccare con mano quanto bene vuole ai Figli il Cherubino che se gli insegna lo fa tutto per bene e che non bisogna essere permalosi né superbi che alla fine anbisogno dimparare e se non vi e chi insegna come fare ad operare da noi soli come anno desiderio anche i Figli, questo subito finì e non fu più niente, gli o raccomandato anche al Cherubino dastenersi da certe parole un puo offensive e di adoperare la dolcezza, ecc. Intanto la riverisco di tutto cuore e mi raccomando alla sua carita nelle di L’Ei orazioni ne o molto di bisogno, e ne imploro la sua benedizione Mi dichiaro suo Figlio Capponi Giovanni Tanti saluti alla reverenda superiora, anche suor Nazarena e suore. Vado a darne notizia anche alla superiora e suor Delaide del Beppo e che se continuo anche il loro parere, La suor Delaide ma raccomandato di farlo andare alla campagna, e non volendo farlo spero che sarà contenta a spedirlo perche vedeva anch'ella la poca voglia che aveva di lavorare. Corrispondenze 212 Opera Omnia CORRISPONDENZA 146 2 luglio 1865 Cara Madre Ieri mi fece improvvisata alla Campagna Monsignor Vescovo di Cremona apposita per venire a ritrovare i Figli! Mi domandò dove al presente erano i Figli, cosa lavoravano, se erano lontani perche erano le ore 7 sera e aveva il gran desiderio di vederli cogli arnesi di campagna in mano che appunto e venuto con questa intenzione, a trovarli, dopo lo invitato a sedersi nella sala a cui stette sino alle ore 8 finche era il momento di venire a casa i Figli, e così nel tempo che siamo stati in sala con Monsignore abbiamo sempre parlato del nostro Istituto! Giuiva dallegrezza al sentire il lavoro che i Figli an fatto da per se stessi mi domando quanta campagna abbiamo da lavorare, quando leviamo alla mattina, a che ora andiamo a letto, come disponiamo il lavoro, gli esercizi di divozione, che orario di ricreazione, a valuto sapere tutto il corso della giornata, come si diportiamo noi, Fratelli, se vi e unione, la pace, ecc. come si diportano i Figli, se lavorano volentieri se ne andato a casa qualche Figlio, mi domandò quanto tempo i Figli vanno alla confessione e alla comunione che tempo ve duna volta all'altra così anche dei Fratelli, se vanno di spesso ed io gli o detto tutto tal quale noi facciamo ed operiamo sì al lavoro come agli esercizi di divozione, listruzione la scuola! quanto tempo vanno ai SS. Sacramenti sì i Fratelli che i Figli e secondo le disposizioni dei giovani li adatto al bene e più spesso che può, o detto noi Fratelli lintenzione della Reverenda Madre Generale i Fratelli ogni otto giorni a me ma assegnato anche il venerdì della settimana, i Figli grandi ogni quindici o tre settimane ai più piccoli una volta al mese, inquanto alla confessione mi raccomandò molto (a me pare che gli pare troppo lontano farli confessare una volta al mese troppo lungo pero non penso che me questo). Mi domandò se vi era qualche fondamento o qualche idea di quello che noi abbiamo abbiamo di formare questIstituto e lideamento per lavvenire in che base fondamentale si appoggia le forme. Io gli o detto tutto il nostro scopo e quello di allevare buoni contadini questo e l'impianto per il presente e lavvenire ed e l'unica idea della Fondatrice la Reverenda Madre. Mi raccomandò di farli acquistare amore alla Parrocchia alla Dottrina, ed altre orazioni pubbliche, ed io glio detto che il desiderio della Madre e Corrispondenze 213 Opera Omnia questo e per segno che dico il vero gli farò vedere lideamento di quanto la Rev.da Madre, si unisce a suoi desideri. E gli feci vedere quella carta che aveva portato al Gavarno. La letta un poco gli piaceva molto, e me la dimandò se gliela lasciavo per qualche giorno per leggerla che me lavrebbe restituita dopo bene esaminata, dopo le 8 ore sonai la campanella chiamai a casa i Figli, che tutti correvano perche erano stati avvisati duno che in casa vi era il Vescovo in un subito furo a casa e Monsignore gli a ammessi al bacio a interrogato ad uno ad uno, gli a dimandato se lavoravano volentieri, se vi stavano volentieri e cosa avenvano lavorato in oggi e tutti anno risposto francamente, Gli a domandato se andavano volentieri a Soncino alle funzioni tutti anno detti sì dopo gli o schiarito le circostanze se alle volte non possiamo andare, e quello che facciamo in supplemento invece dandare a Soncino tutto approvò e furono tutti contenti, dopo mi raccomandò particolarmente di fare le opere di cuore di fare da vero padre ecc.. Dopo mi domando di L’Ei, Reverenda Madre o detto che al presente si ritrovava a Leffe e che aveva un gran desiderio di parlargli, e che giovedì passato sono stato a Genivolta a dimandare se sapesse dover venire da queste parti perche a da degli urgenti affari, e che era quasi disposta a venire a Cremona. Ed il Vescovo ma detto che L’Ei non si muova da Santa Maria che quando che Ell’a si ritrovera al convento di Soncino che verra in persona, qui e fara anche la cresima ai Figli, e che per qualche tempo si ritrova a Genivolta, e mi disse se in questo tempo venisse di avvisarlo che verra subito appena che lo sapra e dopo si licenziammo tutti i Figli ritornando a baciargli lanello e mi benedisse tutti e continuo fino fuori della porta a benedire e così finì il bene e contento dei Figli e noi Fratelli specialemente il Giammaria saltava dalleggrezza mi raffigurava il Re Davide davanti all'arca del Signore ecc. Gli o raccontato tutto alla Revereanda Superiora e suor Adelaide e subito mi disse di annunciarlo tutto e così o fatto benche o mica spiegato bene perche glielo racconterò quando Ella verra qui intanto la riverisco di tutto cuore e mabbia qual suo Figlio, mi di disse di riverirla tanto la rev.da Superiora e suor Adelaide da Santa Maria. Suo Figlio Capponi Giovanni Corrispondenze 214 Opera Omnia CORRISPONDENZA 147 [estate 65] Cara Madre Ecco adempiendo ad un mio dovere notificando quel giorno felice che Ella ma concordato per Caravaggio dicendo tutta la nostra giornata come labbiamo passata. Noi fummo n. 14 dodici figli e due dei Fratelli, siamo partiti alla mezzanotte dalla Campagna e siamo arrivati a Caravaggio alle ore 6 col fresco, lungo la strada siamo stati un po' conturbati dal cavallo che a indietreggiato con grande precipizio se faceva un passo ancora indietro perche v'era un fossato alto circa sei braccia e dovevamo tutti perire infangati e farsi del male tanto. S. Giuseppe, con Maria SS. manno liberato da quel pericolo già lungo la strada fummo tutti muti non si parlavamo più niente tra luno e laltro ma con silenzio tutti andavamo a vicinarsi a Caravaggio, quando cominciò a vedersi la cupola della chiesa del Santuario allora ritornò nei nostri cuori lallegrezza e il contento e tutti giubilando larrivo al nostro soggiorno con la medesima allegria di prima e lungo la strada da Caravaggio che va al Santuario non erano che giubili di ringraziamento al Signore d'avermi liberato iun questa notte d'ogni pericolo. Appena arrivati al Santuario polite le nostre vesti che erano polverose e comodato bene il cavallo siamo andati in chiesa e poi dimandato il cancegliere del Santuario per far celebrare la Santa Messa, e subito fui condotto e là o fatto l'elemosina come e la tariffa fissa sì per il Santo Sacrificio che per il canto delle litanie alla B.V. e disquarciarla41 Intanto che noi siamo per prepararci per la SS. Comunione mi venne a dire che prima di tutto celebrava la messa grande messa cantata e che dopo mavrebbero comodato di tutto noi abbiamo sentito la Messalta, dopo e venuto il sacerdote a condurmi sotto l'altare per il canto delle litanie alla Vergine SS. Cinque sacerdoti vi furono assistenti e molta gente che la circondava e noi mavevano messo vicini alla vergine ed abbiamo cantato le litanie, dopo molte orazioni siamo venuti di sopra e siamo portati allaltare per la SS. comunione dopo fatto il dovuto ringraziamento siamo stati condotti sotto i piedi di Maria SS. e là abbiamo bevuti lacqua Miracolosa, che prima di cavar l'acqua anno 41 (=svelarla). Corrispondenze 215 Opera Omnia acceso quattro candele e detta qualche orazione, e così siamo saziati del desiderio che abbiamo di bevere, e sonavano le otto ore e tutti siamo stati d'appetito siamo andati all'ombra, la reverenda superiora m'aveva dato un cavagnolino di brogne e pane tre chili di pane non furono abbastanza per saziarci dopo abbiamo spasseggiato tutto l'intorno sino alle dieci che era l'ora della celebrazione della nostra santa Messa, dopo sentita la Messa venne due signori e fecero disquarciare anch'essi la Madonna e là siamo andati ancora noi, ed abbiamo cantato le litanie come prima, dopo siamo andati a cercare una vettura per andare a Treviglio e a Caravaggio abbiamo trovato un onnibus ed al mezzogiorno siamo partiti per Treviglio, appena arrivati siamo andati al parrocchia e poi a visitare il Santuario della Madonna delle lacrime, dopo recitate qualche orazioni siamo andati a vedere qualche altre chiese ma erano chiuse dopo spasseggiato un poco siamo tornati al nostro soggiorno e l’a abbiamo pranzato alle ore 2½ ed abbiamo fatto proprio un bel pasto, la suor Adelaide m'aveva portato di cibi in abbondanza proprio di festa e messi bene in ordine, là gli o fatto portare una minestra e pane, e feci fare la polenta non restò che la creanza, del pane non posso dirglielo, l'era tanta la contentezza che noi provavamo in questo pranzo che fu simile a quello di S. Giuseppe il 19 marzo 1865. Dopo, abbiamo dimandato al curato se mi lasciavano cantare delle orazioni in chiesa e mi fu tutto permesso di fare tutto quello che crediamo prima abbiamo recitato il Ss. Rosario e tutti colla corona che gli o comperato e fatta benedire dopo cantato le litanie e delle altre orazioni alla Vergine dopo cantate le nostre orazioni, abbiamo recitato qualche orazio di ringraziamento di tutta la giornata, e pregando nel medesimo tempo la grazia di fare un buon viaggio sotto scorta sicura di Maria SS. Dopo siamo stati condotti in sacrestia che vi erano cinque sacerdoti che desideravano sapere del nostro Istituto compiacendosi di tutti siamo licenziati e fummo di ritorno per la nostra casa, e fu un continuo canto d'allegria, e non me successo niente di incontrario, fummo arrivati alla Campagna alle ore dieci e siamo andati a letto tutti contenti. La mattina alle ore cinque tutti erano nel campo a zappare e l'anno zappato in un giorno, quello che gli altri giorni ci voleva di più di due giorni o sì quando non c'e di quelli che non tirano indietro nel lavoro lavorano anche i Figli di più di quello che saspetta. Ecco la nostra festa porti sempre il frutto come sono stati questi giorni passati che an fatto vedere che sono stati a divertirsi ma bisogna anche noi diportarsi bene come difatti dà molto da sperare in bene, anche lavvenire. Corrispondenze 216 Opera Omnia Ah Madre non erano solo i Figli che avvano il desiderio d'andare a Caravaggio anch'io aspettavo quel giorno ed e venuto proprio com'era il mio pensiero, così anche il Giammaria e stato molto contento a che la pace supera qualunque tesoro, e la discordia fa la famiglia misera, Noi intanto uniti con L’ei Madre ringrazieremo il Signore per il passato procurando anche da ottenere anche per l'avvenire tutto quello che ci sarà necessario per arrivare alla fine che siamo creati. Io non dico altro perche temo d'averla in questa volta troppo disturbata solo procurero di più uniformarmi ai suoi voleri, dei Fratelli non dico niente perche anch'essi gliinviano due righe per ringraziamento a tutto quello che Ella opera con noi e del contento che provamo tutti nella nostra casa anche al Cherubino ed al Doro o portato la corona bendetta da Caravaggio e l'anno tolta molto volentieri e sono stati contenti! Tutto il nostro operato di quel giorno fu per L’Ei come nostro dovere. Intanto di tutto cuore La riverisco tanto e La prego di me nelle sue orazioni particolari, Tanti saluti alla Madre suor Luigia, anche a suor Costanza se la permette di salutarla e dirgli che baci quella novella croce anche per me e la saluti e me ne congratulo della sua ecc. Di nuovo mi segno quale suo Figlio che aspetta la sua materna benedizione. Capponi Giovanni Corrispondenze 217 Opera Omnia CORRISPONDENZA 148 Villa Campagna 20 Agosto 65 Cara Madre Colgo loccasione, essendo sacra alla Campagna San Bernardo, di mandargli queste poche linee da parte mia, dandogli buone notizie, e parte dell’a consolazione che godo nell'essere tornato sui primi passi, in riguardo ai Figli, ed ai Fratelli, il Giacomino, s'é tutto cambiato dopo quella lettera non e più quello, anzi anima agli altri a continuare bene le cose, nell’avoro non fa tanti spaventi quando ordinavo questo lavoro lo voglio fatto a sera invece adesso anima a farne di più e si tira anche gli altri sul buon sentiero si al lavoro che in altre occupazioni così fanno anche gli altri due Pietro e Gorlago, senza adulazione non posso dirne che bene, e lavorano con gusto: degli altri quello se li fa fare come si vogliono, eccettuato che l'andrea che e sempre un puo indisposto che alle volte si perde via nel suo lavoro; questo non fa perche la indisposizione cagiona una lentezza nell'animo che non possono fare di più, però lubbidienza che prima non ne voleva sapere, adesso appena gli si dice subito corre ed almeno dice le ragioni ecc.. Anche dei Fratelli fanno bene ed andiamo proprio tutti quattro d'accordo e pare unaltra casa di quella che era giorni fa certamente che lunione, fa forza ed anche il nostro spirito più acquista nel ben operare vedendo andare le cose un poco sull'ordine, almeno dar […] E così perseverare nella nostra buona intenzione Cerco di fare tutto quello che mi disse, ma alla volte senza saperlo trovo daver certe mancanze in riguardo ai Figli col mettere insieme quei grandi, nel lavoro benche alle volte sono necessarie per il lavoro forte non potendo sempre due Fratelli essere sempre presenti, ed anche sull'orario ora mi chiama uno ora l'altro dovendo fare il cibo alle volte vengono dal lavoro gli tocca aspettare questo mi rincresce fortemente perche non vorrei essere causa di male esempio, ed anche a far perdere delle ore dell'avoro questo mi spina un po' il cuore..Del resto cara Madre ne sono proprio contento di tutti i Figli e Fratelli e spero nel Signore che vorra continuare colla sua grazia per i meriti del mio Padre S. Giuseppe che o posto tutta la mia confidenza. Con gran dispiacere o sentito dal nostro Giovanni della tardanza di venire in Soncino, perche la suor Luigia era Corrispondenze 218 Opera Omnia un puoco mal disposta. Sperando che non vi sarà più niente di nuovo ed avrei gran desiderio di sentire se sta bene, perche mi sta molto a cuore e chi sa!... che presto avro forse la consolazione di venire a ritrovare un Figlio che desidera da tanto tempo rivedere la reverenda sua Madr, risanata una sorella pel bene della nostra casa e tutto per maggior gloria di Dio, così anchio esternar più tento la mia felicità… Io spero che per lavvenire gli daro delle buone notizie e la novella casa si piantera bene, procurero di essere più esatto più disinvolto nell'orario più cauto sui Figli, mettero quanto posso, colla grazia di Dio, il mio cuore nell'eseguimento a miei doveri, e le regole per causa mia procurero di farle osservare così anche da miei Fratelli ecc.. I figli Madre anno bisogno dun capello per tutti i giorni gli o detto anche alla suor Adelaide e ma detto di sì che abbisogna, adesso che andiamo contro all'inverno bisognera dei capelli di quelli neri di panno o di non so come gli dicono a quelli che tutti portano in giornata nanno proprio gran necessità, essendo giorni di fiera e se la potesse farli comprare n. 13 che costerà a mio credere un franco e qualche centesimo, ed avrei gran desiderio di comprare anche larato che si usa costì e spererei gran bene nei Figli ed anche dal Cherubino son persuaso che si metterà anche lui. Intanto la riverisco di tutto cuore mi consolo che e di buona salute il Signore la conservi sempre. Tanti saluti alla Madre maestra suor Luigia e sia tranquilla nella volontà di Dio, con sopportare volontieri, tutto avendo un gran mezzo da imitare nostro Signore paziente nei suoi dolori, ed avra un gran premio eterno. Tanti saluti a tutte le suore mentre mi dico suo affezionatissimo Figlio Capponi Giovanni Corrispondenze 219 Opera Omnia CORRISPONDENZA 149 [prima del 4 settembre]1865 Mia Cara Madre La di Ei dimora che fece qui in Soncino fu per tanti di consolazone, e di profitto, in questa volta cara Madre fui restato e sono ancora insensibile non posso tormi dalla mente che Ell’a sia stata qui me restata una malinconia che non so dirle, vedendo che aveva tanti bisogni di manifestargli ed in quei momenti trattenuti seco L’Ei non venivami in mente solo che dopo la partenza ed alle volte che volevo manifestargli il discorso si cambiava il tempo ristretto, questa sarà forse scusa, ma gli dico la verità che ne sento ancora oggi della sua partenza, in questa volta bisogna che marmi alla pazienza la Provvidenza però e grande dandomi suor Adelaide a mio conforto manifestando tutto quanto succede ed ella tutta sollecita nel guidarmi, e premurosa acciò non manchi cosa nella casa. Benche a L’Ei Madre parera che sia stretta come gli ultimi momenti di sua partenza si dimostrava, aveva più consolazione nel cuore la sera quando mi trovavo sprovvisto, avendo da pensare e trovandomi occupato a provare leconomia ed a pensare senza andare alla bottega a preparare cibo che adesso che tutti i giorni mi provvedono, benche lo conosco che sarebbe male il volere fare come prima per l'attenzione che bisogna ai muratori ecc. adesso mi pare di essere ozioso non avendo più come prima e gli dico con sincerità che prego il Signore che le dia la salute acciò continui in quella guida così felice che mi sarà cara un giorno. I di Lei consigli dati ai Figli an fatto un gran profitto sì nel lavoro che in altre cose sono proprio la nostra consolazione, così man detto anche il Cherubino ed il Giammaria ed anche il lavoro lo vedono come il Cherubino lo vuole, oggi suor Adelaide gli a fatto listruzione: mi disse essere stata molto contenta, il Signore li benedica e li conservi sempre a sua gloria ecc. L'incontro che il Giammaria torna da Leffe avrebbe bisogno di L’Ei col fargli capire che non va bene il mormorare alle volte se il lavoro ordinato dal Cherubino non e in quel tempo che bramerebbe loro ed alle volte che lo vedono un poco ostinato nel comandargli una cosa non a sua soddisfazione, il dire le sue ragioni va bene manifestare il suo sentimento e la sua abilità ma sempre però rispettare i più Corrispondenze 220 Opera Omnia anziani senza querela questo e un difetto grande che ha ed a Lei lo raccomando in modo grande né meno poi il lamentarsi quando vi e il Doro e i Figli ecc.. Vi e un poco anche nel Cherubino che alle volte disapprova l'operato che fanno i Fratelli ed anche alla presenza di qualunque si ritrova e per questo vi resta un poco direi quasi di gelosia… che invece pregando lun laltro anderanno tutto bene e la campagna più ben ordinata e senza mormorazioni che spero che tutto si adatterà alla nostra maniera. Colla fabbrica andiamo avanti ed anno fatto i coloni domani comincia la travellatura e fatto tutto secondo e stato stabilito colla suor Adelaide benche vi sia qualche lamento del Cherubino ma son persuaso che dopo fatto convera con noi che una altezza così alta come lui dice essendo il portico stretto in confronto alla grande altezza che lui vorrebbe e sarebbe anche ridicolo secondo la mia idea io sono molto contento benche vedo l'ora di terminarli e cosi mettere tutto a dovere le cose in buon ordine, cara Madre o sempre la volonta ma mai i fatti, spero nel Signor di poter giovare a fare come l'Istituto deve essere di frutti e non solo in parole e ne vedo la grande necessità. Intanto di tutto cuore la riverisco e nelle sue fervorose preghiere o tanto fiducia che il Signore mi dia quanto necessario per non edificare la novella casa del suo padre Putativo e così meritare la sua protezione. Tanti saluti alla Madre Maestra suor Luigia e spero buone notizie della sua salute il Signore la consoli in riguardo a campagner spero che ne dica il Giovanni. La riverisco e mi dico Suo Figlio Capponi Giovanni Corrispondenze 221 Opera Omnia CORRISPONDENZA 150 Santa Maria 10/9/65 Cara Madre Avendo combinato la sera 8 andante la rev. Superiora con suor Adelaide di non mandarlo per mezzo del caretto ma per altra via acciò non venga a disturbare con delle cose inutili noi labbiamo mandato via il giorno 9 per non stare più sospesi e siamo tutti contenti per davere fatto questo. In quanto al Pietro disse che non vuole andare a casa e che se venissero i fratelli non […] andare nessuna maniera che vi sta bene. Inquestoggi o ricevuto la di L’Ei carissima e mi come consola assai. La ringrazio del piò. Credevo che i Figli si raffreddassero non lanno ne pure ruminato cesso perche la penna più non va. La riverisco suo Figlio Capponi Giovanni" Corrispondenze 222 Opera Omnia CORRISPONDENZA 151 Villa Campagna 20/9/65 Viva S. Giuseppe Mia Cara Madre Ecco terminato anche il portico ne sono contentissimo ma più ancora perche colla grazia di Dio sino all'ultimo giorno spero di non avere tradito il mio dovere coll’a sorveglianza, benche non mi poteva più vedere, perche non intendente di nulla ecc. Oggi abbiamo cresciuta la nostra casa, un Figlio di Soncino danni 10 era più giorni che mi pregava lo incontrato che veniva alla campagna a tornare a pregare, e siamo andati a Santa Maria. Là con la R. Superiora labbiamo accettato, la R. Superiora mi disse Se la Madre laccetterà o detto che la penultima volta che e stata costì, se venisse quel Figlio di Soncino di accettarlo, Io appoggiato a questo lo accettato, per ora vi sta volentieri vedremo in avanti il suo diportamento. Gli altri Figli mi disse il Cherubino fanno bene, mappoggio al Cherubino se o da credere se fanno bene, perche alla mia presenza anno della malizia quando mi vedono si mettono tutti al’avoror e con lena. Oh Madre mia e gia due volte che non posso intendere cosa gli o fatto, col non permettere nemmeno di riverirla alla partenza, almeno concedermi di riverire il sig. Canonico; non viene mai, e venuto una volta non o potuto riverirlo né ringraziarlo di quello che la sera avanti a dato ai Figli lusingandomi a ringraziarlo in quel giorno che e venuto con L’ei: ne sono contento però che e restato contento il Cherubino questo mi preme più che tuttaltro era tutto allegro quando sono venuto a casa al desinare, almeno resti consolati i più degni. Benche mi vedo privato, dell’a dolce presenza di una Madre che cerca il bene ai suoi Figli e condurli sulla strada dritta e camminare sicuro, al fine che Ella a designato questa sua casa, non potendo in sua presenza almeno senta i miei pensieri che ingombrano la mia mente. Riguardo ai Fratelli che sono andati via, che gli dia qualche motivo per farli andare non essendo buono di stare al posto e sapere concertare le cose come si conviene al suo stato o privandoli, o concedendoli secondo le loro ide insomma che venisse per causa mia a non fermarsi… Daltra parte sono Corrispondenze 223 Opera Omnia contento d'avere prima contato tutta la minuta relazione alla suor Adelaide prima da decidere o fare,od operare, per bene, non o il pensiero che mi rimorde d'avere secondato il mio capriccio né d'avere fatto cosa alcuna che non sappia la suor Adelaide, questo e un pensiero che mi solleva assai, e poi tanti non so il perche vanno, solo la vigilia lo so, o laria o i parenti o il non essere regolari ecc. Sino a quando S. Giuseppe benedirà le nostre suppliche e così andare avanti anche coi Fratelli e formare una buona e grossa famiglia il desiderio ve compito ma vi manca lopera ed o forse quello che S. Giuseppe vuole prima di tutto, Sperando colla grazia di Dio di fare quanto potro per la sua gloria o per il bene dell'anima mia più bisognosa al tutto, e contento di essere da Dio provato tutto rassegnato ai divini voleri sono contento e ne sto certo una buona riuscita quanto prima. Noi qui siamo in buona salute a meno il Gorlago dopo la di L’Ei partenza se messo a letto e non leva su più che col levarlo fora dalletto. Una spina dorsale che gli vuole venire a supporazione o del taglio o forse dunuguento che si onta42 mattina e sera e vi e sempre un po' di febbre la pellagra che a bisogno di ben sostenerlo intanto la passa cos’. Mischia di dolori di febbre non dorme la notte né di giorno. A una grazia che non si lagna sui dolori e quieto fa alle volte qualche lacrima pei grandi quando si muove e mi disse di riverirla tanto che si raccomanda alle sue orazioni ed a gran fede in suo Padre S. Giuseppe che lo guarira. Sarei di parere di avvisare i suoi parenti perche alle volte potesse succedere di quello che non si aspetta avendo detto il Dr. Noli che e una male più grave dell'altro Figlio della gamba essendo questo attaccato alla schiena dorsale. La riverisco di tutto cuore, a nome anche del Fratello Cherubino. Noi vi viviamo pacifici, la nostra casa va avanti benone, e sperando buone notizie e compatirmi se non fo al suo deisiderio bene come si conviene o sempre il desiderio d'operare bene far le cose che sia a L’Ei di pacificazione, ma il Signore da questa parte non m'ascolta. Tanti saluti alla Madre maestra suor Luigia. Il suo Figlio Capponi Giovanni La riverisce anche i Figli tutti insieme". 42 (unge). Corrispondenze 224 Opera Omnia CORRISPONDENZA 152 Novembre 1865 - dopo St. Carlo Mia Cara Madre Viva San Giuseppe Glincludo le lettere dei Figli, allincontro chel Cherubino va a Bolgare a finire i suoi conti, e quelli dell'Antogno sperando che sara lultima volta che spero bene, La suor Adelaide ma detto di incaricare il Cherubino a comprare il vestito all’Antogno avendo un gran bisogno di tutto, ciò che può scuotere lo spendi tutto nel vestirlo, in camice scarpe ecc. Vi e anche il Doro che e a bisogno, ma prima si vedrà il saldato come sarà, mi rincrescerebbe se gli toccasse, ma speriamo nella provvidenza esso non gli pensa mai e non va a casa ne anche a tirare il ponte, che e il 23 di detto mese dice che non va che alla visita, perche in questa non si può scapare, e se non fosse questa disse che Lui Filago non lo vedrebbe più di tanto che vi sta volentieri qui, anche L’Antogno vi sta volontieri e non a mai parlato più di casa e fa molto bene per le Bestie ed è amoroso assai. In quanto alla Cura del Bestiame il Signore ma provveduto bene e poi anche per Campagna e dove arrivo più difficoltà, anche in questo va bene, anzi va tanto bene che non vuole mai dipendere in niente dal biul43 di Campagnola, fanno tutto senza ne anche dimandare sel va bene o no, e con vantaggio grande di Somenza, il Frumento seminato dal Cherubino sorte come un giglio quale e ben comodato, quelli di Campagnola sono un po' al roverso vedendo non dipendere più, ed anno detto al Cherubino el Biul el Frosio che provano anche in questanno a Campagnola e poi vogliono cambiare gia cara Madre avevano ancora la speranza di tornare alla Campagna, sia credeva che non si sarebbe effettuato niente, ma si sono ingannati perche lopera di Dio non viene mai meno benche vi sia stato delle sommosse e dei cambiamenti dei Fratelli. Il Signore a provato noi ed anche la purificato in maniera finché vi era quelli adatti per il nostro scopo di campagna, come difatti dei Fratelli che sono andati via a parlargli di piò44 era per loro una spina al cuore. 43 (bifolco) 44 (aratro) Corrispondenze 225 Opera Omnia Essi si credevano tuttaltro da quello che e nostro scopo di contadini ecc. La divina provvidenza mantenga sempre vivo per L’intercessione di San Giuseppe lo spirito del Signore come si trova nei Fratelli presenti e sperando buon Frutto per Lavvenire. O un gran desiderio Madre di vederla una volta in pace e quieta per questa novella casa, gia La Festa dei Premi e un indizio buonissimo, in verità fu per me un giorno di delizie e di consolazione nel Signore, e ne […] al presente che le stata propia una spirazione divina quella Festa dei Premi perche nei Figli si conosce in questi otto giorni un effetto grande dubbidienza e di amore ad ogni qualunque lavoro ed amorosi ma più nei grandi si svegliò in loro lo spirito di Fermezza nel ben operare, il Signore mantengha i suoi proponimenti, gli dico proprio di cuore Madre in due anni che sono quì non o mai visto i Figli a dimandare perdono e scusarsi lun dopo laltro dicendo che conosceva che fanno proprio male quel lavoro e quelle parole, di abbandonare la casa al meno in questi giorni fatte dei proponimenti non da giovani ma da vecchi, Avevano un grande desiderio anche i figli piccoli che gli scriva a L’Ei anche per loro? Accetterà queste due righe anche per quelli Suoi Figli che non sono buoni di scrivere, prima la ringraziano tanto e gli prometto che faranno bene per lavorare e che pregherà sempre il Signore per L’Ei e di riverirla tanto tanto e per riscontro la nomina anche i piccoli che al sentirli a nominare da L’Ei si sentono giubilare nel suo cuore il solo dire che la R. Madre, li saluta, il Suo Spirito si sente animoso al ben operare. Al presente il mio cuore più si sente spinto al bene che in avvenire a da succedere, ed animato a più conformare il mio debole spirito alle Sue disposizioni, Preghero tanto il Signore che mi faccia sempre camminare secondo Lo Spirito di L’Ei, e sicuro camminero, San Giuseppe supplisca alle mie imperfezioni per L’Ei. Oggi e venuto il Luigi45 di Chignolo a trovarmi così e stato anche a Santa Maria e ma detto se volevo tenerlo che lui vi stava molto volontieri ecc. O detto che sono andati più non vi e posto ecc. Intanto accetti i miei cordiali saluti di tutto cuore distintamente e ne renda anche alla suor Luigia, e sperando alle sue preghiere Fermezza in tutto, secondo il di L’Ei Spirito, Suo amato. Figlio Capponi Giovanni In questa volta Cara Madre mi compatisca se o troppo allungato. Noi siamo tutti di Buona Salute il Gorlago acquista bene tutti i giorni, e 45 (Quadri) Corrispondenze 226 Opera Omnia ne spero anche di L’Ei e suore, Gli Mando i ringraziamenti che mincaricarvi i Figli, Ma di questo glio detto che non sono contento debbono ringraziarla in scritta da per sé Ognuno almeno i premiati mi disse che lo faranno e per giovedì gli spedirò a mezzo del Cherubino che va a terminare i suoi conti come dintelligenza anche per il Togno ecc. A dirgli La Condotta dei Figli essendo stata sotto i premi tutti cercavano dadempire i loro doveri, spero che faranno un gran Frutto per lavvenire perche jeri sera erano tutti di buone promesse e bona volontà e desiderio della medaglia. Per lanno venturo però Infondo dubbidienza e sommissione. In questa parte ne tanta di mestieri più non si parla abbastanza anche di agricoltura! Spero che mi darà il Signore La Perseveranza. Gli raccomando se potesse fare i beretti a quei due di Soncino. La riverisco distintamente desiderandole di L’Ei Benedizione Suo Figlio Capponi Giovanni Corrispondenze 227 Opera Omnia CORRISPONDENZA 153 1 Dicembre 1865 Cara Madre Il novello Fratello mi dice di raccomandare a suor Nazarena che spedisca presto quell facotto che avrà portato la sua sorella al Convento di Leffe e mi dice di raccomandargli che sia anche i Ferri per i sopei46 e i meder47 che se a casa la sorella avesse dimenticato di portare i Ferri che non spedisco il Furetto se non vie e i Ferri Fare in modo di spedire e farlo sapere alla sorella questi ferri ecc. Suo Figlio Capponi Giovanni 46 Zoccoli 47 Modelli Corrispondenze 228 Opera Omnia CORRISPONDENZA 154 [novembre 1864?] Cara Madre Stante all'Inteligenza con la Reva. Suor Adelaide di annunziare al Battista se avesse desiderio di vedere sua Madre sel volesse partire mercoledì; ed egli la ricevuta volontieri la nuova e ma detto sel volevo lasciare andare lunedì o martedì perche fanno il Triduo al suo Paese el mostrava dandarvi volontieri Lunedì invece lo trasferito martedì così abbiamo terminato la scalva48. Madre a L’Ei lo raccomando dinteressarlo a ritornare perche me molto caro ed è di grande esempio anche ai Figli perche e difficile chel riposi un momento, non à mai una parola in bocca dincontrario. Ah mè ma promesso chel tornerà venerdì o lunedì e gli o molto raccomandato e ma promesso che gli sta volontieri costì, dove a qualche dubbio alla suor Adelaide quando le stato a Santa Maria quando glia detto che Sua Madre e contenta, invece di trovarsi contento della buona nuova le restato così un po' dubbioso forse sara il suo naturale, o che si sara creduto di non andare più a casa a comodare i suoi Interessi perche si capisce che con sua Madre a qualche lega in via d'interessi con parole però qualunque sia la cosa se il Signore mel concede me cosa desiderabile se no Fiat... Facciamo il possibile chel ritorni, La Suor Adelaide dice di fare comperare le scarpe del Figlio Giacomo in Albino per avere una scusa onde ritorni, e proprio senza affatto ne o giustato un paia ma gli fa male perche sono piccole e le il Figli che lavora più di tutti, e fa molto bene gli avrei fatti a me ma o paura di non esser bono non avendo tutto per fare scarpe da uomo. Giacché si parla di scarpe sarei a cercargli un po' di corame49 per aggiustare perche non ne o più delle suole né tumere e poi anche un po' di Mascudiccio50 per coregi51e da buoi ed un para scure per iscepare la legna nei giorni piovosi, una qualche vangha per vanghare gli orti, In quanto allavoro siamo avanti per ora adesso permerttendo il tempo 48 Potatura delle piante, fatta nel periodo autunnale. 49 Cuoio, tomaia. 50 Mascudiscio: cuoio speciale. 51 Briglie. Corrispondenze 229 Opera Omnia faremo anche un po' di Foglia ed abbiamo anche il lavoro pei giorni freddi e piovosi. Noi qui siamo tutti di buona salute come non dubito di L’Ei e Famiglia. La riverisco di tutto cuore e gli dimando La Sua Santa Benedizione, Tanti saluti alla suor Luigia e la superiora suor Rosa e tutte le sorelle. suo umil.o Figlio Capponi Giovanni Tanti saluti il Cherubino ed i Figli tutti. Corrispondenze 230 Opera Omnia CORRISPONDENZA 155 [dopo il 17 agoisto 1865. Quando chiese di rientrare: cor 88] Cara Madre Il Frato Luigi ma cercato di fargli un paro di Braghe come aveva detto alla Mercede, Io o creduto bene il parlargli chiaro, col dirgli ciò che aveva detto dopo che e venuto costì la seconda volta che per due o tre anni noi non abbiamo a pensare più a niente per riguardo al Vestito che lera portato o che quando avrebbe finito quelli che seco aveva avrebbe pensato lui a farne delgi altri ecc. E lui mi dice di non aver bene inteso perche a capito male, che lui sintendea di camise che di questi per due o tre anni non mi avrebbe disturbato, ma in riguardo al vestito si e intenduto che glie li farebbe il Convento, ed io gli o fatto capire bene che non o inteso male ma che a parlato chiaro, non solo a me ma anche alla suor Adelaide, e di sua propria volontà senza che io lo cercassi ma detto anche quello che gli e stato detto a Comonte quando a condotto la sua roba e che sono le medesime che man detto anche a me, anzi ma detto dopo che suor Luigia che quando avrebbe terminati i suoi conti che gli avrebbe dato subito a me e a lui a risposto di non pensare a niente che laveva da pensare lui, ed io queste parole glielo dette, e dice che non o inteso, ma lasciato fora una Metafora che lui adoperera i suoi soldi. Sintende quei due marenghi almeno penso me, perche questo non me la detto solo questa parola adoperero i miei soldi, altro. Dopo a mostrato un po' mal contento Lo lasciai così in bella maniera, e ma detto chel vuol venire costì ad intendersi con L’Ei.o altro. Mi dira forse che sono stato un po' troppo a parlargli così, o cercat di dirglielo in bella maniera e fargli intendere di non dire una cosa, e poi dire che abbiamo capito male, che vale più essere sinceri che avere qualunque tesoro del mondo. In questa mattina mi sono dimenticato di dirgli che a Campagnola gli abbisogna n. 13 mine52 di Melicone per seminare Lo detto al bigattino spero che non si sara dimenticato. 52 Mezzo staio: unità di misura. Corrispondenze 231 Opera Omnia Tra me stesso o pensato in questa maniera col fieno, domani di condurlo a Campagna tal quale si ritrova e così torlo dalla strada chel potrebbe mancare benche lo tendono, e farlo securo costì per non lasciare venire i Figli soli senza chi li conduce, non potendo il Giovanni per continuare ai quadrelli ecc. Anche noi abbiamo il melicone chel va avanti e così sotto il portico lo facessimo seccare, però io parlo L’Ei disponera. La riverisco tanto e mi compatisca. Suo Figlio Capponi Giovanni Corrispondenze 232 Opera Omnia CORRISPONDENZA 156 [agosto 1864] Cara Madre Viva S. Giuseppe Quanto mi e stata cara la di lei carissima lettera e quanto la più leggo più mi fa toccare con mano ciò che Ella mi dice, della poca pratica, e non fidarsi di quanto essi mi dicono, e della sorveglianza non mai essere stata abbastanza, e la bella lezione che o avuta in questi momenti ad essere sempre in guardia a quanto dicono e fanno e la necessità d'essere tutti uniti d'uno stesso spirito, con miei Fratelli amandosi e confidarsi lun laltro. Le circostanze della novella casa e l'andamento, dei Figli che sia uniforme al nostro Istituto buoni lavoratori e fedeli contadini e del non fidarsi né lasciarli soli quei grandi né mandarli via di casa da soli ecc con tutta ragione avrei risparmiato tutti i disordini succeduti se avessi fatto quanto Ella minsegna. E di tenerle osservate quelle poche regole gia incorse, e stare sull'orario in tutto sia sullistruzione che nell’avoro e nelle altre cose che riguradano il bene della casa. Con tutta ragione posso dire essere stata mia la causa delle trascuranze delle regole già stabilite, e non o scuse che mi difendano essendo stato affidato a me l'eseguirle quanto e prescritto, e avere il merito dell'ubbidienza se l'avessi fatto le cose non m'avrebbero così sturbati. Dopo la di L’Ei scrittura o messo ancora in vigore tutte quelle regole per farle osservare sì ai Fratelli sì ai Figli. Colla rev. suor Adelaide mettiamo in ordine la casa dello straforino, che era occupata di lino, e sighel53 e farò quanto Ella mi disse colle persone estere, benche siano dipendenti, per questo del bene certamente non ne potrà che portare, perche sarebbe bastevole una parola, benche non la dicano per malizia, per raffreddare sì i Fratelli molto più i Figli. A cara Madre sempre promesse di fare di ubbidire, in tutto ciò che Ella mi dice e sempre lo stesso di prima, alle volte il mio amor proprio mi ripugna col dire le cose a L’Ei che fara bene e mai lesecuzione a quando dico, e 53 Segale. Corrispondenze 233 Opera Omnia come fare senza i suoi consigli, vedendo la mia poca attenzione in quanto e di mio dovere,! Sperando nell’a onnipotenza e misericordia di Dio che per mezzo di San Giuseppe otterro di ubbidirlo,a quanto mi costasse sacrificio, allora conoscero che Dio mi esaudira in riguardo all'andamento secondo il di L’Ei desiderio, intanto mi perdoni e mabbia compassione alla mia ignoranza, e dalla mia debolezza: conoscendomi bene che per mancanze; che alloservazzione dei voleri di Dio. In riguardo al melicone vecchio ve ne sara fino alla fine dell'anno se appena arrivera, l'annata la spero buonissima dell'ostanello 54 sì a Campagna ed anche a Campagnola, il quarantin55o di pertiche 15 lo raccoglieremo la settimana ventura questo n'aspetto pochissimo non essendo venuto più acqua da S. Pietro in poi e morto via così senza compire il grano non potendolo adacquare perche e sul sut 56 campo troppo alto e l'acqua non vi va. In generale i quarantini del sut sono morti vivi senza compiere il grano. Il frumento siamo assai dietro a batterlo in questa settimana non posso dirgli quanto ne faro perche e ancora da batterlo però ne aspetto poco come scritto anche le altre cascine anche a Santa Maria le più poco di quello che si giudica sel giudicava dieci o undici some appena se arrivi li 7. I luini57 un poco li o streppati alla Campagna e erano some 4 a Campagnola ne giudico 10 o dodici some vedremo la settimana ventura. Questi sono ancora cari un marengo la soma, o fatto dieci some di vena, cinque le vendiamo e cinque le torniamo, La campagna per ora e in bonissimo essere speriamo anche per lavvenire. Il prezzo del melicone vecchio e fr./18/19 il frumento e di fr.1.38. il mio parere in quanto al melicone e di tenerlo noi quel vecchio e vendere presto se il prezzo sara un po' discreto quel che si raccoglierà di nuovo, siamo scarsi di fieno in confronto dell'anno scorso, vi e anche poca erba per i campi essendo andata sempre la siccità continuata anche le bestie fora non sanno di che mangiare, abbiamo la nostra vacca che continua sempre di quando in quando il morbo nel latte e restiamo senza tante volte ed a replicato cinque volte questo anche d'una parte sola adesso sta bene, noi qui siamo tutti dibuona salute, Fratelli e Figli, vi regna ancora la pace di prima la provvidenza e ancora colla nostra famiglia anche i Fratelli si conosce la contentezza, e più spirito nellopera e anche 54 (raccolta d'agosto). 55 Tipo di granoturco. 56 (asciutto). 57 (lupini). Corrispondenze 234 Opera Omnia nelle nostre unioni della domenica cominciano a dire le sue difficoltà ed altre cose che passano per la settimana e si mostra contenti in fare ciò e se continuano ne spero un gran bene. I Figli per ora ne dico bene in verità sono ubbidienti e lavorano con gusto e con attenzione, gli o avvisati anche quando sono nel campo a non fare schiamazzi a non parlare con persone estere ecc. In casa gli permetto anche lavorando qualche cantata così uniti per qualche momento, sperando collajuto di Dio di arrivare a formare i Figli al nostro Istituto. Buoni e utili per la casa. La rev.da Superiora suor Rosa ma detto se noi mi comoda quello di Leffe di spirito a casa, e mi dice così il motivo che non sono contento, ed io gli o detto non vuole adattarsi all’avoro forse non potra per non essere usato alla campagna, perche e un Figlio così mutuante che non si può capire che idea abbia; in quanto al cattivo spirito questo non posso dirlo, la mia difficolta e che non posso capire se sta volentieri o no a dirgli qualche cosa resta confuso non si fa assieme agli altri Figli sempre sta da solo pensando questi erano i miei lamenti che o verso questo. E la superiora unita colla suor Adelaide, mi disse non essere un motivo per spedirlo a casa: perche forse si fara col tempo prendera amore alla casa forse di più che gli altri già si capisce che il Figlio a patito ed alla campagna mai stato ci vorrà il tempo a comodarlo. In quanto alla lettera del Pietro di Leffe lo scritta me un biglietto che’o messo quando lo spedito al Vicario di Leffe che avevo scritto che […] di venire a casa. Perche aveva saputo che i suoi fratelli la passavano bene che sarebbe andato a csa anche lui ce li bisognasse ai fratelli ed io o creduto bene avvisare il Vicario del figlio acciò scrivesse al figlio conferma era linclinazione che la messo qui., Il Vicario a risposto in questa settimana con un rimprovero al Pietro ma il Pietro ma detto che non voleva andare a casa altro che per un giorno che gliela promesso il Giammaria per questautunno ma era il momento in cui il demonio aveva messo li piedi. Io mi trovo molto contento dei Figli e ne spero bene anche per lavvenire, sta a me il volerlo, intanto la riverisco tanto e la ringrazio di tutto cuore di quello che fa per me, e laspetto presto. Tanti saluti alla Madre suor Luigia e suore. Mi compatisca di cuore. Suo Figlio Capponi Giovanni Corrispondenze 235 Opera Omnia CORRISPONDENZA 157 [] Cara Madre Oh quanti furono graditi ai Fratelli la di Lei pregiatissima lettera, ed anche ai Figli così cara, ma a me di rammarico grande perche non vedendo compirsi quello che si dovrebbe, almeno di dovere, i Fratelli invece di vederli più spiritosi e più distinti nella carriera a ben fondare i principi della novella casa e fare ciò che Ell’a gli raccomanda, e la consolazione che proveranno per lavvenire ed il premio che si fa per laltra vita, li vedo freddi timorosi anno paura a comandare i figli perche an pavura che vadino a casa, vorrebbero vedere crescere non diminuire ecc. e per questo mancano di confidenza col non dirmi mai quello che succede nel lavoro e se mi dicono qualche cosa me la dicono così quasi non vi fosse niente e invece ne scorgo un male grande perche manca di rispetto ai Fratelli benche dici da ridere si assuefa anche da vero sono restate ancora le radici del Beppo58 e vedo quello spirito medesimo nei Figli grandi. Vi e stato a trovare l'Aquilino suo padre e lo voleva menare a casa il Figlio non a voluto andare a detto che vi sta bene ed e contento il padre mi disse che e venuto magro che gli fa male la campagna gli o risposto che il Figlio e sano più di prima chel venisse a se patisse qualche cosa la verità la può dire suo Figlio che e presente. Mi disse d'impigarlo in qualche mestiere o detto se vi comoda il mestiere e la campagna a preferenza di tutto se non vi comoda il Figlio e vostro, l'Aquilino non a mai consentito d'andare a casa, così anche l'Andrea Fumagalli ve stato il suo zio insieme col padre del Beppo e lo voleva anch'esso condurre a casa: il medesimo a seguito l'Aquilino, tutto va bene che siano fermati ma avendo quelli che li favorisce a casa certamente la prima volta che occorrerà di correggerlo subito dicono che vogliono andare a casa, ecco che lordine si sconvolge, i Fratelli temono e la casa non si fonda come il suo grande desiderio a me alle volte non so dove sono, perche vorrei fare una cosa non sapendo niente di quello che succede nellavoro ne vedo compiere unaltra per adattare i Figli e i Fratelli che dovrebbero subito chiamarmi al campo e schiarire la verita taciono dei giorni, e potrebbe guastarmi anche quelli che non 58 (Boccardini Giuseppe). Corrispondenze 236 Opera Omnia pensano adesso che non corgono della malizia dei Figli, li volgio condurli meco al lavoro e fare il cibo il Giammaria a provare come la pensano che e il Pietro di Leffe il Gorlago vi e anche il Giacomino alle volte un poco superbo si conosce che e buono di fare qualche cosa. La sua lettera un poco a quest'ultimo gli a fatto un poco dimpressione. Adesso conosco bene anchio che ve delle grandi difficoltà a fondare, ma tanto, non per questo mi vien meno il coraggio che anzi o raccontato tutto al R.da Superiora, e suor Adelaide e che piutosto che vedere il male che ve stato pel passato subito che appena che vedo li licenzio all'atto, e sarò sempre più contento a diminuire per ben piantare la casa che crescere e andare tutto al contrario del nostro spirito, la Rev. Superiora con suor Adelaide mi fanno un gran coraggio e m'aiutano grandemente e le ringrazio bene il Signore che mi dà tutti gli aiuti mancanti alla capacità, sperando tanto anche nel mio Padre San Giuseppe che dopo la tribolazione che mi conceda la consolazione di vedere l'ordine stabilito e la casa ferma nella nostra regola. Il demonio a messo le corna a seminato la zizzania ma speriamo di sradicarlo e presto In questi giorni s'era un poco mal disposto in salute ma oggi e ieri sono sul mio corso di prima, Noi siamo tutti di buona salute, speriamo chel non sara niente d'incontrario costi. O grande desiderio ma tanto di sfogare il mio cuore con L’Ei Madre spero che verrà presto il momento. Intanto non si conturbi con questa mia lettera che al presente con ve niente ed adopero i mezzi sicuri per isradicare il male e così non avere più rammarichi. Intanto la riverisco di tutto cuore e la prego di ricordarsi di me ne o molto bisogno. La prego dei saluti alla Madre Maestra suor Luigia la carriera che ella a colle novizie la mandata tutta alla campagna. Basta il Signore tutto benedirà alla sua maggior gloria. Mi dichiaro suo umil.mo Figlio e ne imploro la di lei materna benedizione. Capponi Giovanni Corrispondenze 237 Opera Omnia CORRISPONDENZA 158 [dicembre 1864] Cara Madre Oggi o ricevuto la di L’Ei cara lettera e che deisdera un riscontro in quanto ai quadrelli e calce, o.girato quattro giornate a Soresina, a Crema ed a Gallignano ed agli Ursi vecchi per calce. In quanto ai sassi questi mi pare un buon interesse a soldi 22 al quadrino condotti a S. Maria ma non o serato il contratto sino che non son sicuro che L’Ei non sia contenta in quanto ai quadrelli a soresina da tre fornaci chi 55 chi 50 lire al milla condotti a Santa Mria tutti forti grossi cinque centimetri, lunghi 26 centimetri sono un terzo di più di quello che o portato via da Comonte A Crema vogliono più caro anco metà forti e metà dolci L. 50 al mila condotti e lire 35 a fare noi condotta. In Soncino non o provato a fare nessuno contratto finché non so se debbo trattare o no perche finché vi e dei mezzanti non son persuaso di niente, perche i padroni dei quadrelli dovevano pagare le senserie dei mezzani me li fanno pagare di più come o visto anche quei dei sassi il capo Ginepra diceva chei voleva 26 soldi ed a me 22 il resto restava ai mezzani se a di fare dei contratti con questi di Soncino, anderò in via privata come in persona così e l'intelligenza colla suor Adelaide, sempre che però che non labbia stabilita a malpaga59. In via di condotta soresina e Crema sono troppo cari non conviene: in quanto alla calce ne o vista un poco mi pare brutta come anche delle informazioni degli altri L. 30 al carro. Avrei ideato di andare a iseu60 che c'e la una fornace condotta costi non meno di L. 30-31. Questo e quello che la posso disporre in quanto al materiale. In quanto al Luigi giorni fa pareva difficoltà le regole da L’Ei prescritte adesso che a capitepiù bene e la informato molto anche la Superiora con suor Adelaide. La suor Adelaide e costi tutto il giorno ad insegnarmi a mettere un po' d'ordine e di regolare a me e a i Fratelli e ai Figli, mi rincresce prorpio di cuore a non vederla soddisfatta in tutto quello che desidero gia a sur Adelaide a me pare poco contenta in quanto allorario e ad 59 È una località. 60 Iseo. Corrispondenze 238 Opera Omnia altre cose domestiche e mi raccomanda tanto ora una cosa ora unaltra cercho prorpio di fare sì ai Fratelli che ai Figli bisogna essere sempre continuamente sul punto a tenerli acciò non perda tempo alle volte manco di quello che sarebbe necessario gli o raccomandato tanto a suor Adelaide che la mi scusi un poco in quanto alle mancanze ecc e di venire costi improvvisata sì in quanto a me che in quanto ai Fratelli e Figli ecc. Mi rincresce molto di suor Luigia spero che non vi sara pericoli e che San Giuseppe me la vorrà conservare e sara mia premura ricordarsi di L’Ei e farla ricordare anche dai Figli nelle orazioni pubbliche e private acciò il Signore mi esaudisca. Cara Madre La riverisco tanto e La prego a compatirmi nelle mie mancanze. Termino perche suor Adelaide aspetta che finisca perche e tardi. Tanti saluti anche a suor Luigia. La raccomando di tenerla di conto perche sono malattie molto pericolose. Mi dichiaro suo Figlio Capponi Giovanni Corrispondenze 239 Opera Omnia CORRISPONDENZA 159 [Giugno 1865] Cara Madre In questo giorno scrivo col cuore giubilante dovendo scrivere ad una Madre tanto sollecita pel mio bene e dovendo anchio recargli buonissime notizie di quanto facciamo ed operiamo, nella casa di S. Giuseppe da L’Ei fondata, gia era mio desiderio di scrivere più presto com'era anche un dovere ma aspettavo che compissero ed arrivassimo al fine d'un lavoro tutti insieme uniti, spettando o vedendo se una volta potessi scrivere davere fatto qualche cosa da noi soli, senza giornata. Ecco a notificargli tutto quello che fatto abbiamo da noi soli. Dopo la sua partenza abbiamo tagliato il sighel61, e tutto il frumento abbiamo incolmato quasi tutto il melicone e di questo ne abbiamo quasi tutto il lunedì o martedì venturo abbiamo coltivato tutto il lino, oltre che la streppatura questa lo fatta fare il resto tutti i Figli abbiamo arato trenta 5 pertiche di quarantino e tutto seminato e comodato da noi soli meno il bifolco ed un bracciante una giornata sola m'anno dovuto aiutare per il troppo caldo che le bestie non volevano più lavorare andovuto per forza far venire in aiuto li soprannominati, abbiamo menato a casa venti cinque carri di legna fascinata e fascinata in circa sei carri, anche noi abbiamo segato tutto i prati e lame di La Campagna e lavorato il fieno dai Figli, insomma vi era una macchia di lavoro tutto insieme che non si sapeva dove cominciare, collajuto di Dio tutto va a compiersi senza perdere più una giornata, e arrivato in tempo opportuno anche il Doro62, questo e proprio un vero agricoltore e non l'anno ingannata quando gli anno detto che era un lavorantone che e proprio verità e lavora proprio bene e volentieri; e mi piace perche parla poco e attende ai suoi doveri con dilingenza, piacesse a S. Giuseppe di stabilirlo,! Intanto il Signore mi benedice più del mio merito e mi da una pace benedizione consolante al cuore vedendo andare le cose con ordine e ubbidienza in tutto da tutti, come fa parte anche la suor Adelaide la Superiora alla mia allegrezza! Vedendo tutti 61 (segala). 62 (Paris). Corrispondenze 240 Opera Omnia occupati dalle ore 6 della mattina sine alle nove di sera sempre nel campo senza nessuna lamentazione né dai Fratelli né dai Figli. Fatto disporre le cose con precauzione cercando di dividerli era da fare una cosa con Figli e Fratello, gli altri con altro Fratello e vedendo tutto soddisfatto benche siamo Figli non avvezzi a mestieri di campagna ed a mettersi con lena e per vedere chi sono i più bravi e chi fa più presto ad arrivare in cima alla colla63, insomma Madre e un'opera di Dio infallibilmente perche vedendo questi innocenti occupati senza dare ne meno lora di riposo, perche appena mangiato subito vi era i carri di scaricare ed appena terminati subito li conduceva al suo posto e tutti andavano benche il caldo si faceva arditamente sentire, oppure non badavano a nulla andavano cantando d'allegrezza Dopo terminati l'incolmare darò poi le ore anche di riposo perche della fuga di fare presto come al presente spero che non verra più ad ammucchiarsi il lavoro, perche per tempo procurerò di anticiparlo così abbiamo concertati colla suor Adelaide e daccordo con L’Ei disponiamo il lavoro come abbiamo di fare così tra noi soli. E poi io gli notifico ai Fratelli se sta bene a fare questo o quest'altro sempre facendo le cose insieme in pace e con soddisfazione, a gloria di Dio, come e nostro desiderio. Oh quanto mi giovano i di L’Ei consigli quando ben apportano a me e alla casa eseguendo quanto Ella mi mi disse, perche ne vedo in effetto le conseguenze, conosco proprio che per il passato essere stata mia la colpa s’e vero del malcontento dei Fratelli ne vedo adesso il bene che ne viene dà unione e fratellanza e che frutto ne ridona alla casa e che pace vi regna e che ubbidienza nei lavori a fare più una cosa che laltra, a Madre la mi perdoni la mia superbia cagione del mal passato, procurando in avvenire di rileggere i di L’Ei consigli e stampargli bene in mente che la superbia fu la cagione che Dio creò l'inferno e che l'umiltà e la carità e l'amore fraterno fu quello l'origine a cui Dio liberò l'uomo dall'inferno ecc. e che fece Dio alleanza cogli antichi Padri e che gli a promesso grandi beni dalla sua stirpe perche l'ubbidienza regnava in quelle antiche case come il Signore voleva. Era il mio dovere annunciare la partenza del Fratello Luigi64, nel mentre che lo annunciato alla Reverenda. Superiora, suor Adelaide mi disse essere dietro a scrivere alla Madre e così gli avessi notificato la partenza tal qual era dopo o trascurato di scrivergli perche da giorno all'altro avevo intenzioe di scrivere questa mia lettera notificando quanto le o annunziato. Dopo quattro giorni il Quadri fu tornato a 63 (striscia). 64 (Quadri). Corrispondenze 241 Opera Omnia prendere la sua robba e voleva stare ancora, e che diceva essere stato causa suo Fratello a farlo andare a casa subito con una impostura ed esso credendomi bisognoso credeva di tornare come sicuro ed io gli o detto che abbiamo già provveduto e che non faceva più per la mia casa e chel non pensasse ne anche a fare dei passi per raccomandarsi a chichessia perche tutto vano. Perche in quella maniera che a fatto lui a piantarmi in due piedi, bisogna chio vada a casa perche sta male mia sorella, così anch'io li o detto chel pensasse a condurre la sua roba ché per me non siete più, i vostri vi vogliono a casa e veramente dunque state sempre là e i vostri in pace ecc esso non voleva sapere niente, perche non voleva la taccia di essere licenziato almeno s'e espresso col Cherubino, se io sapeva chel voleva il ben servito perche era andato di sua volontà io glielo faceva subito, Basta San Giuseppe a adoperata una maniera miracolosa col farlo andare a casa in quella maniera così subitanea acciò aver un motivo di licenziamento perche tutto quello chel passava diceva o faceva in casa si conosce che anche i carabinieri erano consapevoli del nostro operare che grazie il Signore ma fatto: Il Signore sia sempre con noi colla sua grazia,.. Cara Madre spero che sara di buona salute e sperando grandi vantaggi dalla sua bontà col compatirmi, promettendo di fare quanto mi dirà colla grazia di Dio, operando al solo fine onde per fui chiamato. Mi raccomando alle sue fervide preghiere, e ne o grande speranza, che il Signore per mezzo di L’Ei mi darà quanto me necessario per ben formarmi ai voleri di Dio. Intanto La riverisco distintamente. Unisco anche i saluti dei Fratelli e Figli ringraziando sempre il Signore d'una provvidenza così grande che per mezzo di L’Ei a noi ne viene. Tanti saluti alla Madre e Maestra suor Luigia e suore desiderando a tutti di cuore che il Signore la benedica con grazie speciali. [senza firma] Corrispondenze 242 Opera Omnia CORRISPONDENZA 160 [aprile 1865] Cara Madre Dalla Casa di S. Giuseppe Adesso cara Madre la nostra piccola casa di S. Giuseppe la va proprio a dar principio con degli uomini che le rassomigli al nostro Padrone, come lè il Fratello Luigi e prorio una provvidenza grande per bonta ed amore verso dei Figli. Oggi viene col Giovanni fino a Seriate e poi va a casa a comodare le sue faccende, ma mi disse che e molto contento di tutto quello che si fa nella nostra casa e che non a bisogno di tanti giorni per prova tutto gli piace, solo che ma dimandato che destini dufficio sara il suo ed io gli o destinato tutti gli uffici della casa in riguardo al cibo ed alle bestie che resta a casa e gli orti ecc. Ma in caso che occorre anche in campagna o cogli altri che abbia dandare anche lui senza niente dincontrario ed esso la accettato volentieri tutto e ma assicurato che lunedì otto condurrà la sua poca roba a Comonte che il primo incontro glie la spedira, gli o dato il colpo di condurre anche la vacca che la in casa ma questo me lo lasciò morta a me quanto pare condurrà poco. O fatto il possibile per far condurre tutto; forse vorra vedere degli anni prima di spogliarsi, lasciamo fare la provvidenza. Cara Madre Ella dira di bello a destinare uffici senza il suo consenso, o cercato di fare il più bene per la casa vedendolo un uomo più adatto alle cose domestiche che ad altre cose di campagna e mi pare che giovera tanto. Il Battista quando a veduto questo nuovo Fratello gli mancò la parola in bocca non aveva più quello spirito, si dibatte in maniera che era quasi per piangere. Subito ma detto se avevo lordine di mandare a casa perche gli si stava finche avesse provveduto, così lintelligenza colla Reverenda Madre, e poi ma contato il suo motivo per cui non poteva fermarsi essere la causa sua Madre vecchia ed avendo preso informazione gli a detto che e in prima mantenere i genitori e più bene vedendola così vecchia ecc. (A me pare che il consiglio dato non e conforme al vangelo) e ma raccomandato sel tenevo ancora che lui gli si sta molto volentieri e gli pare di fare una gran cosa ad andare a casa di trovarsi pentito daltra parte a sempre sott'occhio le parole di sua Madre di non abbandonarla Corrispondenze 243 Opera Omnia sugli ultimi momenti ecc. Ed io gli o detto finche gli comoda a stare gli stesse, e quando vole andare a casa chel vada con bella maniera. La ringrazio tanto della premura del faletto (=strame) benche ne abbiamo comperato 3 barozze, della grossa ne abbisogna tanta avendo ancora tutto il melgasso d'ingrassare. La Superiora suor Adelaide a permesso ai Figli una coreggia perche non anno che della corda per cintura e sarei a pregarla quando compera il corame65 per le scarpe se la volesse comperargli anche queste ma molto di bisogno, mi bisognerebbe per la cascina Campagnola una strogia66 ed una broscia67 Cara Madre me tanti dei ferri che abbisognano che e o quasi vergogna a cercarli perche o quasi paura di stufarla, Andare neanche dal Binda qui a Soncino mi pare una bottega troppo alterata tutti i mesi si può dire 19-20 franchi che ci vuole. Le cose sono necessarie per lavorare glieli cerchero unaltra volta abbiamo bisogno Madre la mi compatisca duna pignatta la famiglia cresce l'abbiamo piccola, e qualche tondi e scodelle ed anche qualche copertine di sopra. Alla suora Adelaide glielo detto mi disse di non voler privare le Figlie non avendone più di cercarle a L’Ei Madre faro di tutto per protarsi avanti nell’avoro e non perdere delle giornate e così cercare di farli guadagnare d'altra parte non gli cerco per fare comparire e per pompa perche non anno sopra che una copertina leggera di cotone filato ed anno freddo la notte. Mi consola assai la notizia della salute di suor Luigia desiderandogli dal Signore la salute perfetta nel suo primiero stato di prima essendo a noi e a tutta la famiglia di grande vantaggio. Il Signore avra esaudito le nostre preghiere pel bene della sua gloria. Madre mi viene in mente il Giacomo che e in estrema necessità delle scarpe. Ringraziandola di tutto desiderangli dal Signore la salute e li celestiali suoi accompagnamenti ai suoi desideri; Ritornando alla Superiora suor Rosa, e suor Luigia i saluti pregandole di ricordarsi anche di me nella sua pazienza. Riverendola di tutto cuore e desiderando la sua materna benedizione ne o grande speranza come vedo dall'esperienza pel contento che ne provo e della salute che mi favorisce e di avermi qual mi dichiaro. suo Figlio Capponi Giovanni 65 Cuoio. 66 (striglia). 67 (spazzola). Corrispondenze 244 Opera Omnia CORRISPONDENZA 161 [5 novembre 1865] Cara Madre Una speranza certissima della di L’Ei venuta al primo anno della Festa dei Premi ai nostri Figli, che tanto lo desiderava, già il tempo troppo in dirotta pioggia impedì la nostra speranza. Come faremo noi a ringraziarla come si conviene una Madre così amante e generosa verso dei suoi Figli che li contenta di più dei suoi meriti, non solo può animarli a rinnovazioni del principio di nostra fondazione, ma invece a premiare quelli che distinti, nellopera di Dio, ed a vantaggio dei Figli medesimi, come dico potremo ringraziarla; come questi due anni passati! HA… mi trema la penna in mano a dirlo sempre promesse di sempre fare tutto ciò che Ella desidera per nostro bene, e vantaggio grande anche in questi Figli ma… fra i mancanti di promesse verso una Madre così salutare, vi sono anche Capponi Giovanni più di tutti i beneficiato da L’Ei mi vergogno il dirlo ma in verità non posso tacerlo perche riandando la mia condotta trovo non poche promesse non eseguite. Colla grazia di Dio, e collajuto del nostro Padrone San Giuseppe spero che l'avvenire sia conforme a suoi desideri, il mio cuore si sente tutto spinto animato d'una speranza di buoni fondamenti nell'opera già avanzata, la mia capacità e debole e miserabile ma la provvidenza a già chi supplisce alla mia ignoranza acciò vada a seconda dei fondamenti ed al fine a cui a eretta questa casa, sì dirlo ben posso a lode che sono proprio i strumenti necessari assai acciò uniformare sempre le opere secondo le diverse aspirazioni che il Santo Spirito a L’Ei infonde, a spirituale e corporale vantaggio degli abbandonati miseri Figli e Figlie, dell'immensa sua carita Iddio solo gli rimarrà come si conviene, essendo il dator d'ogni bene, fo e farò quanto anchio per L’Ei, il mio cuore si sente tutto essere per la gloria di Dio, i di L’Ei consigli sono quelli che desta in me lo spirito al bene. Ma dovra compatire la mia debolezza,… Gli dò notizia come la passammo la nostra Festa dei Premi; tal quale che e stata la scrivo, acciò mi corregga per l'anno venturo a stare a ciò che L’Ei mi dice. Corrispondenze 245 Opera Omnia Prima di tutto noi tutti abbiamo unito d'un sol pensiero coll'offrire a Dio, tutte le nostre Opere di questa Festa, e secondo le intenzioni della nostra Rverenda Madre, dopo l'esercizio in comune la mattina abbiamo recitate le sacre offerte al di L’Ei Figlio, acciò si interponga appresso il giorno e per l'avvenire dopo o prepararto i Figli alla confessione, o fatto celebrare il Santo Sacrificio della Messa, dopo la Messa siamo tutti confessati e tutti comunicati quelli che anno letà e sanno bene le cose gli o permesso la comunione. Dopo il ringraziamento siamo venuti a casa a fare la colazione che era circha ore 10 perche sonò la messa alle 8, e dopo e stata lunga doverne confessare n. 18 in questo ma servito benissimo, nel venire di fora di chiesa capita il Giovanni ed a un sacco il mio cuore giubilava pensando che fosse venuta mia Madre, così anche i Figli subito gli domando al Giovanni se fosse venuta la Madre il Giovanni gli disse di no e furono tutti muti a questa risposta. Gli consegnò un sacco di castagne che L’Ei gli mandava allora torna viva nei Figli la loquela; io gli domando se vera qualche cosa per me e mi disse che m'aspettava subito a Santa Maria, feci colazione e subito andai di corsa, appena arrivato la suor Adelaide mi disse che vi era come fare a dispensare i premi e come dispensarli questa e stata proprio per me una bella soddisfazione. La reverenda Superiora me la lesse e poi gliela cercai per me e così me la data, e corsi subito a casa a disporre pel desinare che a mezzo giorno arrivavo alla Campagna, feci empire due teglie e la facemmo il pranzo alle ore 1 che furono preparati una quantità di cadonzelli, e la minestra vino e delle noci ecc anche noi Fratelli siamo uniti nella stanza a mangiare coi Figli e vi era anche il nostro Giovanni, la mangiammo pacificamente e ne stato proprio quello che voleva anche nel cibo, dopo pranzo o mandato subito a Santa Maria il Doro a prendere una schissata68 che la maveva preparata, intanto i Figli gli o dato un poco di ricreazione, e poi abbiamo fatto una piccola visita al SS. Sacramento venuti a casa già preparata la stanza con le banche ai Figli e scranne ai Fratelli ed un piccolo tavolo su cui si posava i premi. Il profondo silenzio regnava in questa stanza là tutti uniti, gli feci vedere i premi che la nostra R.a Madre a disposti per voi ai quali si seria distinto e la medaglia non ancora arrivata da Milano ma che sara data quannto prima a quello destinato,in questo silenzio cominciai col fargli conoscere i benefici che il Signore fa a noi alla nostra casa, in due anni come siamo moltiplicati da 1 a 19 e che si va sempre crescendo gli feci conoscere i benefici alla campagna e la spiegai più che o potuto il bene 68 (=torta) Corrispondenze 246 Opera Omnia che ne ridonda ad essere amorosi del lavoro, gli o fatto un confronto dalla vita che si mena di fora a quella che tiene la nostra casa che essi si può dire che sono santificati tutti i passi che fanno perche regolati dalla ubbidienza ai pericoli che si sono tolti e il contento che avranno quando avanzati in età d'aver menata la sua gioventù nel santo timor di Dio e così secondo l'adattamento della casa, dopo venni al merito dei premi chi era i degni, cominciai dal Giacomo a dirgli che era un poco di vergogna per lui il lasciarsi scappare il titolo di Abele e gli spiegai cosa faceva Abele e la gli o manifestati in presenza di tutti i suoi demeriti, essendo stato da Dio scelto a Primogenito della casa di San Giuseppe, ed anno dovuto confessare che era vero, ma con voce mancante in bocca gli o dato un libro di quei grossi, e così passai al Frattini69e Maspero70 che anche an meritato il premio ma che doveva anch'essi procurare di meritarsi la medaglia ecc.. così dopo passai al Pietro Lubrini, e gli feci un po' di correzione della vita si pigra che prima menava anche a suo danno, ma che adesso pare che cammini un po' più di lena che per lui era destinato per la sua casa se non cambiava vita come sara anche per lavvenire se non continuerà a far bene, dopo me restato un libro grosso il più bello per il facende Abele ed uno piccolo che non conserva più meriti a premio lo messo d'una parte e poi gli o detto che vi era ancora il primo fra i più distinti se lavesse veduto cara Madre l'Aquilino era venuto come la neve quando si vedeva fare a tutti i premi e lui mai nominato in niente, prima di dare il premio all'Aquilino o creduto bene dargli una immagine a quelli che non anno avuto niente e quel libro piccola all'Andrea così per regalo ma non a titolo di premio, che era tutto stravolto a non mai nominarlo, dopo li feci levare tutti in piedi senza dire cosa voleva fare preparai l'inno di San Giuseppe da cantare e si credeva che fosse terminati i premi senza dichiarare chi era quello della medaglia. Dopo tutto preparato chiamai l'Aquilino in mezzo a tutti i Figli e là che gli o annunciato il premio più distinto fra tutti i Figli che qui si trovava cioe la Medagli e non solo la Medaglia che portera appesa al petto ma anche questo libro il più bello di tutti voi, e mentre consegno il libvro intonai l'inno di San Giuseppe dopo due versetti gli o fatto conoscere a i Figli qualera stato il merito che s'e acquistato e l'appoggiato alle parole medesime dei Figli quando vi era il suo Fratello che lo consigliava ad abbandonare la chiamata al suo stato da Dio a preferenza di tanti così appoggiato a voi nellavoro di agricoltori di campagna a forse messo 69 Luigi 70 Giovanni Corrispondenze 247 Opera Omnia delle lagnanze mai ma sempre premuroso colle bestie ed andare fora in qualunque ora il suo costume lo indica se lo merita o no ecc." e tutti Fratelli e Figli anno detto che lo meritava dopo terminato l'inno mentre era in mezzo gli o fatto cantare questa poesia che o insegnata ai Figli appunto per questo: Vivà vivà l'Aquilino il più degno di tutti i Figli questo VivA viva l'Aquilino e la nostra amata Madre Coroniamo di rosa il capo di letizia un giorno e chi sta dolente e mesto non e degno di pietà. P.S. Credendo che fosse abbastanza mezzo foglio perche non si empirà così o divuto farne un'altra per compire il racconto della così dopo i canti abbiamo mangiato la schissada abbiamo recitato il santo Rosario cantato il Tedeum in ringraziamento nel nostro piccolo oratorio alla cena nessuno aveva abbiamo messo un qualche castagne e due bottiglie di vino e così abbiamo fatto venire ore 9 e dopo siamo andati a letto. Prima dandare a letto o fatto anche ai Fratelli una memoria anche a loro della Festa, al Cherubino gli o dato una pazienza di seta in ricordo al Doro un libretto per la chiesa perche non ne aveva e all'antogno una medaglia da mettersi al collo,ecc questa fu la giornata dei Premi in verità non mene sono accorto che il giorno e passato come un volo. Corrispondenze 248 Opera Omnia CORRISPONDENZA 162 [fine dicembre 1864?] Viva Gesù Giuseppe e Maria Gli auguro buone e sante Feste. Carissima Madre In questa sera mi spedisce suor Adelaide di preparare la lettera perche a deciso di spedire il maringone domani, e così combinare e spedire anche il Fratello il Giuseppe coll'asino; perche a piedi s'e espresso essere il viaggio troppo lungo. Lintenzione del Giuseppe era di fare le Feste qui, e venire dopo le Feste a Comonte. Forse le lo fara perche e senza danari per queste due Feste almeno si e espresso così col Cherubino a me non ma detto niente di queste cose, solo ma detto che gli rincresceva molto a partire. La volonta pare che abbia l'intenzione di fare le cose bene ma di cognizione proprio di campagna a me pare che nabbia poca, volonta di lavorare questo sì, anzi alle volte fa il lavoro che pare un matto, questo lavra fatto così per bravata, essendo a prova, altro non dice! Se avesse sempre quella volonta che a avuto questi giorni di prova a mio parere mi piace. In quanto all'ubbidire e pronto in tutto quello che il comandavo e lo faceva con gusto e premura, ma a un difetto, che e troppo bufunesco non delle cose cattive ma così proprio da giovinastro bravante. Già le un difetto cattivo in presenza dei Figli questo prima chel torna e di avvisarlo bene a il difetto della fuma, ma nel tempo che e stato qui non a fumato neanche una volta. Si lamentava e diceva chel pativa molto perche a casa ci voleva soldi 6 al giorno di puro fumo, adoperava tutti i modi per ottenere da me il permesso, ed io non o mai dato retta di capire e così; a passato 12 giorni senza fumare e non e morto come si esprimeva nei primi giorni. Le parole che gli o detto prima di partire sono queste: chel pensa bene prima, se gli accomoda di tornare, che bisognera stare in campagna anche delle notti intere quando verrà di adacquare bisognera indoperare larato e il piò bisognera accomodarsi a tutte le circostanze del tempo, che bisognera stare a tutto ciò ch'e l'ubbidienza v'impone ecc. disse che e disposto a tutto, prima pensi bene. Corrispondenze 249 Opera Omnia In questa sera a mezzo del Cherubino o saputo che mastica la foglia, ovvero tabacco, sel sapeva lui n'ebbe avvisato ma siccome questa sera dorme a Santa Maria così la prego che gli canti chiaro né cicca né fuma né tabacca si tronchi subito, non morirà no ma starà più bene… In quanto al mio parere torno a dire che lo confermo al ritorno ma prima gli canti chiaro tutto ciò che il nostro scopo coporta ma molto di adattarsi collarato e col piò ecc.. In quanto a cose spirituali non c'e male s'e confessato anche domenica scorsa e disse che anderà tutti gli otto giorni, del resto non dice che quelle in comune e con divozione e in questo sono contento. Al Cherubino non gli gradisce molto il Giuseppe si mostra poco contento del soggetto, Madre a me invece avrei più fiducia del Giuseppe che del Cherubino però spero che San Giuseppe stabilisca tutte le cose un poco alla volta e si adattera in tutto, dell’avoro ce n'e per tanti. Adesso cominciamo la scalva e n'abbiamo tanta alla campagna da scalvae. Così vi e l'impegno per i Figli e Fratelli. Madre i miei timori sono svaniti il Signore in questa santa novena mi accordi la sua santa grazia di ricopiare almeno alla lontana, le sue belle virtù che l’a esercitato nella stalla di Betlemme e mi dia la grazia di riceverlo degnamente in questa solennità, e rinascere spiritualmente anche nel mio cuore e così meritarmi la sua santa benedizione, nella mia azione a sua maggior gloria, Madre gli racconto particolarmente alle sue fervorose orazioni, così farò come e anche mio dovere in privato che unito in famiglia a sempre ricordarmi di L’Ei… E faccia che il Signore mi esaudisca nelle mie poche orazioni ecc. Cara Madre o il Figlio ancora a letto con gamba piuttosto grossa e continua a fare materia71 tanta oggi o fatto dimandare ancora il medico perche e qualche giorno che dà molto a pensare speriamo che finirà presto. Il Figlio Carlo tutti i giorni lo porto nella stalla non a tutta la cognizione ma pero va migliorando.72 71 Infezzione. 72 Queta lettera non ha una conclussione. Corrispondenze 250 Opera Omnia CORRISPONDENZA 163 Cara Madre Dalla casa di S.an Giuseppe L’Incontro del Giovanni a venire costi o creduto bene a scrivergli […] dalla Casa di S.an Giuseppe, e tutto il nostro Lavoro ed occupazioni benche sia poco tempo, Madre il tempo me stato oppur … per le Foglie se permette due o tre giorni terminiamo tutto di Festa e possiamo gia anche a Casa ed abbiamo anche terminate i prati da rudare meno che ci verra due ore per mancanza di Letame, inquanto la grassa questo siamo scarsissimi se non me ne spedisce del Faletto di Castì, oggi ne hanno esebiti due Barozze ne o parlato alla Suor Delaide e ma detto se cia la convenienza di comprarlo o mandato il Cherubino a vederla assieme il Marito non posso dirle se mindara da cordio, an Nao proprio una casa della Foglia secca ma la mia intenzione e di salvarla al tempo dei Bigatti Perche … quel tempo non ci sara tempo da perdere, e così Labbiamo pronta a nostro bisogno, Cara Madre con allegrezza o ricevuto La Sera del 3 andante dal Battista e dal Figlio ma più nel vedere La di Lei Lettera, mi sentiva a mancarvi la parola finche non o visto la sua Lettera allora mi sentii una allegrezza anche dei due venuti e Fare i miei Doveri se nò mi pareva tutto spazio. Il Figlio per ora fa benissimo ed è religioso ed anche Le asciutto di parole a anche didei di Campagna finora gli dico […] e non dubitto neanche ne per Lavvenire perche Leivuole mostra di essere buono in quanto a casa della religione in queste La appena necessario del pecter in quanto a Confessione e cose importanti del catechismo niente affatto questo col tempo Limparera. Madre oggi o Sentito dal Frate il Battista Le sue novità della Suor Adelaide che intenzione a di stare qui fino alla fine Febbrajo Forse alla meta di marzo Basta, non si può Fidarsi poco in queste … anche da quelli che mostra di essere contenti. La Suor Adelaide ma detto il giorno dopo che e venuta la Sera contento, […], dico che essere contento essendo venuto quello che desideravo ma detto nel mostrare allegria e contente di essere tornato, in questo era come prima o creduto un naturale così a non Fare mostra niente di contento, e Lei ma detto che la Sera […] […] Santa Maria se mostrato allegro e contento. Con Suor Adelaide siamo Lasciati così Corrispondenze 251 Opera Omnia indifferenti sentendo il mio col suo discorrere quasi malcontento, ma però sepre col dire e tornato e segno che non vi e niente di nuovo; e Meglio che si chiarisse presto che così prevediamo Secondo il nostro bisogno per non lasciare sprovisti i Figli senza sorveglianza nel tempo dellavoro, I Figli posso assicurarla che Fanno bene tutti … un puo il rota che e un po furbo e poca voglia a lavoro a forza di seridarlo e castigarlo col Cibo e privarlo di qualche Frutto mene degli degli altri, comincia a piegarsi e mettersi con Lena solo che non bisogna perderlo di vista. non sa proprio poco anche riguardo a santo del lesercizio pare allevato nel bosco, Il cherùbino Ma detto che per pasqua Le Feste Le vuole fare a bulgaro voleva andare a Fare il Triduo qui gli ultimi giorni di Carnovale invece ma detto e Meglio che vado da Pasqua che così Termino tutte le mie faccende […] cosi non va poi altro a bolgaro fara il suo trasporto e si stabilisce tutti i suoi Affari Madre questo spero che non mingannero perche Lamore alla casa Le interessante. Nell’inconttro che il Giovanni va a Leffe come ma Espresso Suor Adelaide gli raccomando i […] da […] e […] che si ritrovano e se cia del farro rotto questo si serviva credo che vi sia anche un rasgone se non minganno di […] e se pare anche a L’ei di cercargli il giardinetto di Maria al Carlo Pilizzare per mezzo del Giovanni, dargli il nome e cognome che cosi non isbagliera però che fosse contenta […] Corrispondenze 252 Opera Omnia CORRISPONDENZA 164 [(6?) Settembre] 1865 Cara Madre Mi rincresce assai del disturbo se la conturbo con questa mia lettera, e tutta disposizione di Dio, siamo proprio alle prove, e duri saremo colla grazia del Signore, benche si diminuisca i Fratelli: Il Giammaria73 non a avuto il coraggio di dirlo a L’Ei che non voleva più tornare a Soncino perche dice che gli fa male laria ecco i Frati dellaria, son proprio volatili e di pensare sono curti e si troveranno pentiti ma non vi sara più luogo - quella sera che e arrivato o disposto tutti i Figlie e Figle buona accoiglienza della sua venuta e lanno fatta bene. Io nel domandargli come laveva passata non potevo capire in quella sera di che pensare forse lo creduta stanchezza gli o dato una buona cena e poi andato a letto ecc.. Il giorno dopo gli domando se a posato bene e se e stanco mi dice di no che non va male e così si mette allavoro cogli altri. Il giorno dopo che e mercoledì lo vedo perso e pensieroso, gli domando se a qualche cosa. Mi disse che gli e venuto il sangue dal naso a bere questo mi pare che non sara niente - allora di merenda siamo a casa tutti tre meno il Cherubino che era coi buoi lo vedo ancora così pensieroso torno a domandargli come si sente se a bisogno o di qualche cibo o medicina ecc mi disse un bel no. Salta fori il Doro a paura di morire, così grignando 74 , io o detto che prima di morire bisogna che impianti bene la casa di San Giuseppe e mettere buone radici il Doro torna fora a dice che il Giammaria non vuole mettere i radici così seco, allora me passato in mente che certo a qualche idea solo o detto che la casa le piantata e vi sara che fara le radici e le rame e poi tutti siamo levati a condurre i Figli al lavoro. Il Giammaria lo fatto andare coi Figli ed il Doro lo fermato a casa a lavorare col motivo di farmi spiegare quelle parole, benche avevo inteso il senso, egli mi disse che non vuole stare più perche gli fa male l'aria che quando stava a Leffe stava più bene essendo tornato si sente ancora male, però a idea di dirlo anche a me da qui a qualche giorno, e mi disse il Doro che a detto al Pietro che i suoi Fratelli vogliono venire a prendere il Figlio e 73 Pezzoli. 74 (ridendo). Corrispondenze 253 Opera Omnia condurlo a casa, in quel frammezzo viene la Superiora e suor Adelaide lascio il Doro e gli vo incontro e le prime parole sono queste che a L’Ei o detto. Sono restate stupiti a tale nuova mi dissero di scrivere subito a L’Ei Madre e siccome avrebbe l'idea dandare alla meta del mese avrei paura che mi metta qualche Figlio e desidero dalla sua bonta come o da fare, N. B.in questa sera dopo che tutti erano a letto lo chiamato in disparte e gli o detto di spiegarmi quelle parole del Doro, e ma detto chel vuole andare a casa capisce che laria gli fa male e non vuole sapere né che sono tentazioni né se alle volte gli avessero raffreddati qualcheduno, ecc. mi disse non gli fa laria, tutto capisce che e concordato bene ma non e chiamato a star qui, queste sono le precise parole e poi e andato a letto che era ore 10 incirca, ed io invece sono andato a trovare San Giuseppe e poi mi son messo al tavolo perche la mattina non o tempo e così dargli questa notizia benche col cuore lavria schivata. In riguardo alla mia casa a Leffe io non penso più a niente Lei dispone come sua proprio ciò che la crede faccia senza più nominarla. Solo ma detto il Giammaria che il 15 di detto mese bisogna presentarla al municipio e gli a detto che manno spedito a me la carta per dargli la nota, io non o ricevuto niente né alla posta non vi e niente bisognera prima del 15 dirgli al municipio che ora dia unaltra e così farla avere in tempo ne anche al convento anno ricevuto niente quella carta non fa bisogno che vi sia la mia persona insieme colle sue che faccia presentare in sieme colle sue ecc L'ora tarda la riverisco di tutto cuore e dalla provvidenza non mai dipartirsi, tanti saluti a suor Luigina e suore e l'aspetto volentieri dopo la Madonna conduca anche la Madre Maestra suor Luigia così vi starà più di cuore abbiamo bisogno proprio di Madre (senza data e firma) Corrispondenze 254 Opera Omnia CORRISPONDENZA 165 Dicembre 1856 [1865] Viva S. Giuseppe Mia cara Madre L'incontro del Giovanni, mè caro per dargli notizie della nostra casa e di me esendo in modo particolare più in dovere di notificargli il mio stato, vedendo le cose andare prosperosamente potra immaginare la consolazione, e lo spirito che più sacquista per landamento secondo mi viene da L’Ei rev.da ingiunto, il novello Fratello e venuto più stabilito e fermo che di quello che possa immaginare, sadatta a tutto ciò che gli dico, e prova anchegli un contento nel suo cuore nel passare la sua vita regolata dall'ubbidienza, e amoroso verso i Figli e grazioso nella maniera di trattare coi nostri Fratelli si sono subito incontrati veri Fratelli, a grandi idee nell’avoro e come un Pezzoli di Leffe che e buono a tutto fino a mettere i vetri ed a qui il diamante, abbiamo cominciato il portico colla terra forte e gera, erano dalla porta alla stalla a mettere solo la gera non si può mai farlo sodo essendo tutta terra un poco di acqua che viene la gera saimmischiava colla terra, e più fangoso che senza gera, lunica cosa che abbiamo stabilito colla rev. suor Adelaide sarebbe di fare il risiolo75 comme a L’Ei sarebbe il suo desiderio il novello Fratello a preso le sue misure che e di cinquanta metri, ci vorrebbe 25 carretti di sassi, questi per ora non o parlato niente come o di fare prima che L’Ei mi dica sul da fare, i sassi andere a prenderli e cercargli su a Loi76 ci vuole soldi 10 al carretto. Vi sarebbe di provare cosa costano a farli fare al carretto in questo starò a quanto al di L’Ei parere il Fratello e desideroso di far presto e lo fa volentieri essendo molto bisognoso per la pulizia ecc.. adesso il Fratello a sbianchigiato la stalla va rappezzando dove più abbisogna vuole comodare le stanze in buona tenuta se persevera come non dubito ma di essere si gran vantaggio. Io spero adesso che San Giuseppe mavra provato nella costanza, se siamo fermi, ne spero 75 (pavimentazione a sassi). 76 Il fiume Oglio Corrispondenze 255 Opera Omnia che adesso me li confermerà acciò crescere il buon seme nella sua casa e idearsi lo spirito di Dio. Noi qui lavoriamo chi a fare le siepi di riparo verso strada chi a fare le rovede cio e spini per queste e così si bosca77 anche per fare le foglie, e parte vanno a sulcare coi due piò e siamo avanti benone in questo se il tempo si stabilisce si potrebbe fare delle foglie ma non si può perche tutti i giorni sbroffa la terra lacqua e così mi tiene in ballo duna necessità stragrande ed e per questo che abbiamo sollecitato il Giovanni costi per la gran necessità del Fratello, a L’Ei mi rivolgo cara Madre, il Cherubino mi raccomanda di comprare i scarfogli 78 perche non ne abbiamo più nissuno ed abbiamo già terminato il terzarolo per mancanza di scarfogli lunedì cominciamo anche a scalvare la legna e queste ne abbiamo tanta dalla scalva alla campagna, mi sarebbe caro due o tre pesi di canne, perche o n. 28 tavoli pei bigatti mal in ordine e nei tempi piovosi mi sara caro per impiegare i Figli chi a scerpare quei grandi chi dietro le tavole acciò avere di che impiegarli essendo anche le tavole i primi soldi […] in questa primavera. La Rev. suor Adelaide mi disse che avrà il mezzo di farli venire o da Spinone o da Predore ecc sono ancora a cercargli dei fazzoletti pei Figli e pei Fratelli sono pei Fratelli assai necessari non avendone che uno intanto che lo lavo sono senza ed a volte adopera Anche i Figli ne anno uno per uno ma quattro li a lasciati andare nel cesso, l’aveva in seno e gli sono scappati e questi ne anno molto bisogno,la ringrazio tanto di quello che mi a spedito e ne sarò grato ai benfici da L’Ei ricevuti, domenica fanno la lettera di spedire al Signore Canonico in ringraziamento di tutto, il Cherubino e venuto giorni fa un poco altero veramente non sa quello che dice perche non lo direbbe. Dove me rincresciuto che si fa sentire dagli altri Fratelli a dire che non gli può capitare di dover cercare tutto alle monache come a cercare la carità come il vino la farina ecc. e ne danno così poca alla volta e che noi finché dipenderemo dalle monache non andremo mai bene, perche ora si lamenta che non abbiamo raccolto poco ora che non facciamo la tal cosa o l'altra ecc.. Dopo che aveva parlato esso lo diceva ridendo ma a me e stato un poco piccante così in bella maniera gli o detto che lui gli mancava e mi disse che per lui non gli manca niente e che carità va a cercare alle monache, mi disse che non era perche andasse lui ma a vedere che quando manca qualche cosa subito va là!. 77 Tagliare l’erba sui cigli delle stade e dei canali d’inrigazione. 78 L’involucro esterno della pannocchia. Corrispondenze 256 Opera Omnia Io gli o detto che non si prendesse fastidio di questo perche e mio desiderio e sara mio dovere che no vi manchi nulla secondo le nostre regole già incorse e in quanto al lamentarsi se non abbiamo raccolto più o meno non vanno però mai rimproverati in niente affatto e stia pure in pace il vostro cuore, che non vi sara lamenti, e dice anche che si abbia a preparare del faletto79 se vogliamo ingrassare i campi ecc anche per questo per ora non siamo anora restati senza, sicuro che alle volte non sono pronte tutte quelle cose che desideriamo gli manca ai signori più grandi del mondo qualche cosa sempre, e così in disparte lo chiamai e restò un puo' mortificato e disse che non lo diceva che era lui che cercasse la carità, ma che gli rincresceva a me il dover sempre andare a cercare, in questo gli o fatto conoscere come vero Fratello il vero spirito dove consiste non solo nell’avere ciò che si deisdera ma più nel ceracre ciò che bisogna, esseando lumiliazione che manca alla via sicura ma che però mi crederà piaciuto che si e sfogato in ciò che gli […] ma che desideravo che quando v’e la presenza di qualche fratello sestesso il dire certe parole, se a qualche cosa me lo dica a me e tutto avra calma, restò colpito più che mai e quelle cose che volevo fare che a lui non gl comodava s'e messo lui stesso e con spirito buono. Noi siamo tutti di buona salute come spero anche L’Ei! Il Signore piova sull’abellanima lo Spirito Santo e ne infiammi il suo cuore acciò infonda anche ai suoi Figli e la riverisco di tutto cuore e per quanto agli altri Fratelli fanno benissimo tutti. Il Cherubino dopo che lo avvisato di quella sua sfogazione fa benissimo, e più, così nelle aspre e a voluto comodare mezzo il portico lui solo, che era quello che non voleva che lo facesse se non nell'inverno. Mi riverisca anche la Maestra suor Luigia e mi raccomandi al Signore. Imploro la di L’Ei materna benedizione e vado al riposo. Mi dichiaro suo Figlio Capponi Giovanni 79 Paglia o foglie su cui si sdraianoi gli animali: mucche. Corrispondenze 257 Opera Omnia CORRISPONDENZA 166 li 9 dicembre 1865 Mia cara Madre Viva San Giuseppe La mia consolazione cara Madre e grande nel sentire di L’Ei che San Giuseppe manda gli uomini senza cercarli, desidera il mio parere in quanto all'accettazine di questo uomo il mio animo mi parrebbe di fare un intorto al nostro padre S. Giuseppe dopo tante preghiere fatte appunto per mandare gli uomini che venissero di sua volonta a non cercargli noi perche il cercargli e impossibile, che vi sia la volonta secondo la idea di questa casa, facciamo dei lavoratori nella vigna del Signore che appunto la eretta questa casa. Abbiamo la grande speranza che Dio, provvedera secondo il nostro operare alla sua maggior gloria, nella via siamo inviati dopo due anni due anni di cerca e ricerca alla fine esaudisce i nostri preci accetiamoli come dono di Dio. Questi uomini sentendo che a L’Ei Madre gli piace che l'esterno la vocazione che a chi sa che faccia una buona riuscita essendo anche campagnolo, sel potra fare un buon contadino essendo giovine. O dimandato il Giuseppe80 linformazione e mi disse che sara un Franchini Pietro e un buon giovane che lo si potra fidarsi, ma se e Franchini Giuseppe non lo conosce perche non e parente, dice s'e Calandrina Giuseppe, vie anche questo che lavaria questa intenzione e buono e a l'idea d'anadare a frate di quell'età. Non conosce che questi due ed era suoi compagni che na anche un altro che sta via servitore un certo Perani ma a l'età del ventotto del Giuseppe s'e uno di questi me ne disse bene Ma cara Madre prima dell'accettazione non sia fatta che per le Feste di Natale per veder prima il Giuseppe da che parte viene e come fa jeri e laltro fece benissimo e mi promette che quella risoluzione che a fatto la vuol mantenere ad ogni costo, ed a promesso alla R. Superiora, e a suor Adelaide che mi ubbidirà in tutto, che dimandarà quando vorra fare la S. comunione e tante altre cose che gli vuol scrivere la R. Superiora che sentirà più bene estesa il noviziato che 80 Franchini. Corrispondenze 258 Opera Omnia sia impossibile subito distaccato. Lo credo, ma lubbidienza mi parrebbe la prima cosa principale dogni virtù in questi due giorni sono contento e anche lui si mostra contento in fare tutto quello che gli dico e a ferma volonta di fare delle grandi cose però fina alle sante Feste non saccetti laltro, e prima di tutto gli canti chiaro come la nostra casa si trova che non si creda che venga vestirsi da Frato né a credere che si faccia solo orazioni e comunioni, ma che abbiamo le cose solo principiate e non si credano di avere delle regole terziarie ecc. perche quando sono avvisati allora più pensano prima di venire e così o sono risoluti o non vengono a sapere cosa facciamo noi, e mi preme molto che gli dice che non si pipa ne si tabacca ne meno poi si cica, perche o qui il Giuseppe che patisce forte a non poter cicare dopo mangiato o fumare ecc. io non capisco comunicare tutti i giorni e cicare sempr, ma cercato tre volte una palanca due volte non o fatto capire di sentire e la terza o detto un bel no, che qui non si pipa e nemmeno poi si cica che e cosa indecente anche nella casa propria né meno poi negli istituti, La presa in pace e spero che non ne cerchera piu perche lo proprio mortificato sera per dirgli che lera ua vergogna andare alla comugnione tutti i giorni ed avere sempre in bocca la cica, e poi mi sono trattenuto, in questa mattina aspetto il sartore per far tagliare i suoi panni per dire come la suor Adelaide cosa manca non sarò a tempo perche il Giovanni vuol partire e il sertore non capita così in idea da vestirli tutti e però a me pare che ne vorra una dozzina di braccia, però gli dara il ragguaglio suor Adelaide dopo tagliati, e di grande necessita il Doro da vestirlo gli viene fora il gombet dal giacché81, e lo merita un vestito opera molto bene e gli preme di fare tutto quello che gli dico, anche la suor Adelaide a dato qualche ufficio li attende a farli e con che premura li fa, IL vedersi noi tutti vestiti e lui così restai un po' mortificato se lo dà lo merita assai ma domandato giorni fa il permesso di lasciarlo [smarrita la continuazione] 81 Gli esce il gomito talla giacca. Corrispondenze 259 Opera Omnia CORRISPONDENZA 167 Villacampagna 20/9/65 Cara mia Madre Viva San Giuseppe Ecco un bellincontro notificando come viene il nuovo piò va ottimamente senza fatica ne di quelli che lo adopera né quelli che tirano pajono che vada a spasso. Martedì o fatto cominciare il primogenito a farne le prove, e adesso vanno a gara a voler arare, di tanto chel va bene, cie arrivato il Cherubino a dire che e una cosa ben fatta e giova moltissimo, prima pel gran fondo che gli dà e poi meno fatica assai che quelli vecchi anche gli esteri lanno visto ad adoperarlo restano anch'essi a vedere il gran fondo che gli dà. Oggi spero terminare di raccolgiere il quarantino e poi e terminato tutto il raccolto, a vedere Madre il quarantino tutto mondato pare melicone grosso di tanto che e bello e mi abbonda di più di quello che labbiamo stimato, una trentina di pertiche l'abbiamo già arato e seminato, se il tempo permette per San Carlo spero d'aver terminato tutto di seminare alla Campagna a Campagnola San Martino. I Figli continuano ancora a fare bene anno i mente le parole e i ricordi dell'Arciprete e li fanno fanno bene il suo dovere. Il Giacomo e l'Aquilino continua benissimo ad arare sono si può dire come il biul, di tanto che lo fanno con gusto e volentieri, il Doro a imparato bene anche lui a varare così si va avanti due piò se avessi il cavallo ad erpegare le cose mandrebbero anche troppo bene ci vuole qualche cosa che manchi per esercitare la pazienza. Laltro uomo si sottomette a tutto ciò che lo comandiamo. La sera faccimo a venire le undici ore per scarfogliare spero che domani a sera sara finita anche questanno. Lunedì battiremo e parte al loro destino varare acciò quando viene qui pei morti possimao aver finito almeno sel tempo permette, il Cherubino gli e rincresciuto a torgli via il cavallo e venuto un poco impazientito oggi ma però tutto gli passa perche dice che glielo lascia il cavallo solo quando piove, non considera più le necessità che vi e nelle altre case a poco alla volta verrà tutto perche alla fine a lajuto in tutto specialmente nel varare ne a tre che sono buoni. Corrispondenze 260 Opera Omnia Dietro alle bestie n'e il Togno il Doro il Giacomo e l'Aquilino se leva un'ora più presto la mattina lo faccio andare più presto la sera, il suo destino e di sorvegliare seminare e comodare a suo genio i campi che non a nissuno che lo incomoda crederei che non vi possa aver più scuse se alle volte come o detto oggi vi manca qualche cosa non bisogna impazientirsi perche alla fine gli altri non anno che un piò e noi ne abbiamo due in giornata dunque il tempo del cavallo l'acquisteremo ancora solo il tempo che mi permette la presa in pace e spero chel venirà sul nostro col considerare anche per le altre case, Cara Madre in verità gli dico che più volentieri manchi a me qui che alle altre case per causa mia o per comodità delle urgenti alla fine dobbiamo considerare una cosa sola ma queste cose il Cherubino a un po' del Cesare in questa parte perche dice tante volte che essi non sanno niente in campagna che e ben differente il suo del nostro ecc.. Alle volte si lamenta quando faccio qualche cosa che suora Adelaide mi disse e meglio questo che l'altro. Sta pensieroso e non persuaso che tra se stesso che il comandare in tanti non lo pssa ottenere invece ciò che a di suo disegno, Le cose importanti lo lascio fare a suo modo sempre però quando vedo l'utile ma alle volte i Fratelli devono negare anche la sua volonta in cose che non anno bisogno dessere taciuti in cose da niente mi rincresce proprio anche a me perche vorrei veder tutto in ordine benche contadini però anche le cose debbono essere al suo posto sempre fisso in tutto ciò che appartine ma specialmente quando ella mi dice e meglio che facevate questo e non lasciarlo più, il mio desiderio e di farlo fare subito e lo anche fatto benche a lui gli ripugnava ma quando fo queste cose allincontrario lo fo fare anche al medesimo e lo fa spero che lo ridurro a poco la volta se andassero bene tutti allora avrei paura che ne succede di peggio, tra me stesso queste cosarelle mantengono la pace in casa. La riverisco distintamente così i Fratelli e Figli tutti insieme l'aspettano ai premi. Il Gorlago va meglio tutti i giorni spero che quando Ella verra sara ripristinato sul primiero. [manca la chiusa] Corrispondenze 261 Opera Omnia CORRISPONDENZA 168 [169] 7 Dicembre 1865 Mia Cara Madre Viva San Giuseppe Non si inqueti se le scrivo queste due linee, non posso star quieto se non gli dico quanto succede nella nostra casa, benche sia poco che glie lo scritto in riguardo al nuovo Fratello benche a grandi speranze che San Giuseppe me lo confermerà sui suoi proponimenti. Il nuovo Fratello a dei grandi cose nella testa e volubile nel suo pensare se cerco di fare tutto quello che posso acciò si uniformi secondo la nostra casa cerco di lasciarlo fare ciò che gli piace in quanto al lavoro cerco di persuaderlo a non badare alle sue tentazioni che gli viene, i Fratelli lanno tutti a caro e si sono fratellati come se fossero degli anni insieme, i Figli si mostrano affabili alle sue chiamate e ubbidiscono a gara quando ne chiama nel suo mestiere a prestargli ajuto, ma con tutto questo la R. Superiora con suor Adelaide oggi mi anno un poco turbato, essendo oggi il Fratello a lavorare a Santa Maria a sbiancare una stanza ed anno provato a dimandargli se vi sta volentieri se come s'e stabilito e se gli piace ecc.. ed esso a risposto che a i suoi pensieri e che il suo Arciprete di Carnigo aveva ragione di non impacciarsi con lui, quando parlava d'andare a farsi religioso perche non a stabilimento nel suo pensare va qualche giorno e poi gli viene in mente d'andare a casa, così fa anche adesso gli viene dei pensieri che non sa di quel che pensa né opera dice che e qui come se fosse a casa sua ora pensa per la casa ora cerca d'andare altrove a lavorare. Nei nostri trattenimenti lo trovo che a fermezza, ma detto che a qualunque costo vuol fermarsi ed a stabilito il suo pensiero in questa cosa: tutto gli poiace, benche credeva che vi fosse delle regole più sistimate, pensa quanto tempo starà a vestirsi religioso pensa dove fare la chiesa, gli pare che non siamo fermi nellavvenire a lIstituto come il governo la pensera e tanti altri pensieri che tutto il giorno va macchinando. Se cerco di dissuaderlo in tutto pare che faccio un po' frutto, ma cara Madre, sara una tentazione ed e forte per me, perche sentirà a me pare che il signor Canonico gli aveva detto che stia all'ubbidienza in Corrispondenze 262 Opera Omnia riguardo alla Ss. Comunione e in questa parte per ora la fa cotidiana tutti i giorni fa le sue visite fra il giorno, che la regola di S. Francesco Saverio e cargato di orazioni e cerca di volergli imitare tutti allora bisogna che stia sempre in orazione, O provato a dirgli che oggi non faccia la Comunione che la faremo domani insieme era un santo apostolo e se l'avesse visto come s'era conturbato gli o dovuto dire che la faccia, per liberarlo dalla triste malinconia che s'era messo. Io non posso intendere dove fanno consistere la santità a suo modo ed in pari tempo farsi religioso, fare la sua volonta, se alle volte cerco di proibirgli qualche cosa delle sue orazioni resta lì come stupito non si puo capire che pensa; delle ore intere le sere cerca di stare unito acciò farlo nostro a poco a poco, lo dico anche a San Giuseppe farò la mia parte quanto potrò. In quanto alla tentazione che amo pero che mi sara un passo a formarsi questa maniera colla grazia di Dio procurerò di sbandirlo dalla mente e mettervi invece tutta la mia capacità ed industria acciò si formi, vedendolo di gran vantaggio per la nostra casa e tanto bene che ne potra succedere per lavvenire, da parte mia faro in modo che S. Giuseppe non si lamenti perche non o adoprati tutti i mezzi per persuaderlo. Intanto carissima Madre starò in attesa sul da fare in riguardo alle comugnioni e le orazioni del giorno ecc.: se lasciarlo seguitare o parlargli chiaro, lui ama delle regole, ma se osservasse solo quelle che abbiamo sarebbe già abbastanza senza le regole terziarie in questo m'appoggio alla mia cara Madre lo sciogliermi e se non o spiegato bene questo scritto mi compatirà perche lo fatta di notte perche non o il tempo di giorno, essendo troppo curti però o detto tutto alla Superiora. [169]82 Noi tutti siamo di buona salute come non dubito neanche di L’Ei e raccomandandogli la festa della nostra istituzione sotto la quale siamo appoggiati che e la Sacra Famiglia a cui gli raccomando tanto i Figli col Cherubino a pregargli anche per loro farà quanto potranno anchessi per L’Ei e la riveriscono tanto il fratello Cherubino, e i suoi figli. Grande consolazione per me la premura che a suor Adelaide e come gli preme di vedere tutto al suo posto e zelante per questa casa a cui cominciamo a stabilirsi certe idee non di casa moralmente 82 Questa lettera si suppone sia la continuazione della lettera precedente (168), non ha inizio. Corrispondenze 263 Opera Omnia canonica: ma anche quello spirito di differenza dalle altre; proprio dun Istituto agricolo e adattato al nostro scopo, la grazia di Dio compisca i nostri disegni a sua maggiore gloria. Cara Madre io non posso dirgli che mi trovo molto più contento adesso avendo più ocupazione che prima, per non tediarla la riverisco tanto e la mi compatisca. Tanti saluti anche a suor Luigia e suore e gli da buone Feste. Suo umil.mo Figlio Capponi Giovanni Corrispondenze 264 Opera Omnia CORRISPONDENZA 170 [Prima del 5 Agosto 1864] Cara Madre I Figli an bisogno duna camicia per uno questo lo sa la rev. Superiora. Adesso che o sritto cose di campagna dico qualche cosa anche della novella casa, già dopo la sua partenza non so più niente di L’Ei se non per mezzo del Giovanni un saluto. So stato contento di sapere che e in perfetta salute, tutti anche là in casa ecc. Anche noi qui siamo stati sempre bene, anche il Figlio Carlo e già 22 giorni che si e giustato ovvero non e più venuto gonfio ed a volonta proprio di lavorare quello che può con tutti i mezzi per fare vedere qualche cosa di lavorato il Giacomino non parlo;il piccolo Figlio Angelo questo a proprio alle volte poca volonta di lavorare lo castigato più volte la castigato più volte la sig. Caterina fa bene tre o quattro giorni e poi fa il azzucco83 lo castigo col serrarlo su e col non dargli da mangiare, adesso pare che si assogggetti bene staremo a vedere come fara. Già e piccolo ma però a il suo sentimento e la fino sel potrà impiegarlo in bene fara una buona riouscita. Nelle ore più belle la signora Caterina gli fa la scuola a tutti tre e pare che acquistino anche collo scrivere e leggere e conti acquista proprio, in materia di dottrina ne sanno discretamente le cose necessarie sì da confessarsi che di esercizio cristiano e le cose necessarie per un buon cristiano. In questo mi sono contentissimo, in quanto al lavoro quando ci era il fresco il Giacomo lo fatto andare insieme al Giovanni adesso abbiamo qui i due orti pieni d'erba li netteremo. C'e stato qualche giorno dopo la sua partenza che la signora Caterina tanto malinconica e piangente che faceva proprio compassione ne o parlato anche alla rev. Superiora e là una domenica si sono intese. Io non so era poi malata e non voleva fare sapere niente era poi altre intenzioni e come meglio voglia di venire a Comonte; questa e più chiara che tutte. Io avevo detto alla Madre Superiora che 83 (testone). Corrispondenze 265 Opera Omnia mi abbisogna molto molto più me cara per i Figli, se fosse stata per rovinarla in salute o perche non ci starà volentieri ecc. no detto faro come più potrò e cosi se desiderava di stare a Santa Maria di lasciarla. So che a scritto una lettera a L’Ei così ma detto la Superiora ma però non la mandata perche adesso e quattro o cinque giorni che se comodata affatto e spero che non ci sara più niente. Io termino perche conosco anch'io che la tedio un po' troppo. Io non posso dire che sono cntentissimo sia di salute che d'altre faccende sperando però una buona compagnia questo e il desiderio però quello che Ella fa ed opera e ben fatto. I Moroni anno acquistato un posto a Bra sul Bresciano e manno cercato il ben servito, io o detto che faro il ben servito su quello che an servito a me, e quello passato nonmenimpaccio, così e stati contenti e così sono comodati. Il rispetto mel porta più bene adesso che prima e tutto quello che lo comando lo fanno con prontezza. Insomma non sono più i Moroni come prima questo debbo proprio ringraziare il Signore perche dopo la partenza del Cesare son venuti con una prepotenza perche non trovavano posto e voleva che li assicurasse anche per l'avvenire ed io con prontezza e senza paura o detto un bel no e poi no, francamente, e così sono andati a cercare,e an trovato, come ma detto il Marino e il bovaro di Campagnola, che sono comodati bene. In quanto alle bestie sono tutti comodati ed o il ben servizio sanitario che il dubbio sulla sopina e passato e che posso andare a Soncino e dove vuoi coi buoi. Il Giovanni lo manderò venerdì perche il carro ne abbisogna molto però adesso adopero i buoi. Avrei a caro ad avere il libro cioe il Vangelo di tutte le domeniche, perche qui la festa da Pasqua in poi an fatto tre o quattro dottrine dunque la festa non o che la pura messa e il rosario, il prete la sona la dottrina ma non viene nessuno ad ascoltarla perche vanno a Soncino e così non la fanno però se la crederà bene ecc.. Una altra cosa cerco di lasciarmi o mandarmi una o due o tre crivelli e qualche balla per divertirmi coi Figli la festa là nei prati, la festa la impiego così la mattina tutte le cose necessarie messa comunione e visita e poi le tre ore di scola e poi disnà e poi due ore di gioco e poi se fan dottrina andiamo alla dotrinao se no il rosario e poi visita e poi unora di scola e poi andare coi Figli a spasso nei campi questa e la festa; ma nelle ore di ricreazione la balla me anche a me di sollievo ne o sempre avuto pensiero di dirglielo. Io passo a riverirla ed a pregarla distintamente che si ricordi di me nelle sue fervorose orazioni. Tanti saluti all'Assistente suor Luigia Corrispondenze 266 Opera Omnia nonché tutte le sorelle. Tanti saluti anche da parte dei Figli e signora Caterina. Mi dichiaro Suo Figlio Capponi Giovanni Corrispondenze 267 Opera Omnia Corrispondenze 268 Opera Omnia Corrispondenza di Cesare Armati, Gianmaria Pezzoli, Cherubino Cottinelli, Giacomo Paris CORRISPONDENZA 171 Villacampagna 30/12/63 Reverenda Madre Superiora Colgo anche questo incontro per ringraziarla infinitamente delle istruzioni datemi col il di L’Ei inaspettato ed a me assai gradito foglio: voglia il cielo che le di L’Ei proposizioni s'attacchino alla mia mente e che mi siano così giovevoli secondo le brame. L'intenzione mia e di continuare in questo esercizio in cui intrapresi il desiderio si e di uniformarmi in tutto e per tutto al volere delle regole dell'Istituto di L’Ei, del Fratello Giovanni, ecc. il quale e quello che il cielo mi chiama. La volonta si e pure di ringraziare pure i miei sentimenti, di purificarmi continuamente secondo lo spirito dell'Istituto desiderio di non rendere disgusto ad alcuno ne superiori ne altri indi di veder sempre più a rifiorire l'Istituto e guidare con ciò i Figli a Gesù Cristo e darle quell'esempio, quell'istruzione necessaria allo scopo, ma non son buono, non son degno, se non che la mano Divina le di Lui ispirazioni, la vera fede di Lui, mi ajudi: Siccome poi vedo che il Cielo, Iddio fu tanto buono verso di me, e mi guidò in questa casa, dandomi per Padre, Protettore, e Custode, e Specchio S.Giuseppe. Scaccio ogni dubbio, ogni tentazione, e mi adoprerò col suo ajuto con zelo e spirito e fermezza nel minuto e perfetto adempimento dei miei doveri, andando di perfetta concordia col Fratello sig.Giovanni, e seguendo i suoi esempi, costumi e volontà. Se fino ad ora fuvoi a dire qualche cosa sopra il carteggiatore principalmente per quelle due lettere, una quella al sig.Rossi e l'altra Corrispondenze 269 Opera Omnia quella al sig. Ferrari, d'ora in avanti ne spero vi sara più nulla a dire: però le scrissi col consenso suo e non senza. Il cielo, ripeto, non poteva darmi miglior Fratello, miglior superiore: sono assai contento e spero in Dio che in avvenire non le darà la minima contraddizione, e così anche L’Ei Rev.Madre Superiora non avrà a sentire lamenti, e così sara il suo cuore consolato, e il Signore ci benedirà col far fiorire la casa aumentandola di Figli e Fratelli. Sperando di essere compatito dei miei trascorsi falli, nel mio mal spiegarmi finisco col riverirla, e coll'augurarle salute, prosperità e lunga vita; buon fine e buon principio d'animo, così pure alla sig.a Vicaria Suor Luigia, nel mentre mi pregio dichiarare della Rev.Madre Superiora. Umile servo e Fratello in Gesù Cristo Cesare Armati Riavetti il Crocefisso: mi raccomando assai nelle loro orazioni. Questi foglietti di carta non furono ora comperati ma un tempo da me a Bergamo. Corrispondenze 270 Opera Omnia CORRISPONDENZA 172 [Giugno 1865] Signora Reverenda Madre E' tanto tempo che o il desiderio di scrivergli due righe per attestarle la mia congratulazione e il mio contento che provo in mezzo a questi Figli. Il superiore mi dice scrivere oggi avendo l'incontro del Giovanni per costi. Io mi ritorvo a starvi bene e il Signore mi premia più del mio merito sono contentissimo di tutto che qui si fa e si operi vededo noi quattro Fratelli essere un solo in sentimento una la volonta sia al lavoro che in altre cose vedendo i Figli che fano tutto quello che possono e mi sono obbedientissimi anch'io loro contraccambio coll'amore che gli porto ed il bene che o in prassi in aiutarli. In ciò che posso secondo le mie forze desiderando di aiutarli e di condurli sulla buona strada e alla Madre dei Figli che portino il rispetto e l'amore a chi le tanto benefica Già la zizzania e sradicata dalla casa essendo spedito il Beppo a casa e anche l'Enrico gli rimasti sono tutti contenti e furono contentissimio del viaggio che anno fatto a Carivaggio anche me in questa ne sono stato molto contentissimo avendo passata una giornata così bella e divotissima e allegra nello spirito del Signore e per compimento nessuna cosa a conturbata la festa io non posso che ringraziarla tanto dell'amore che Ella a verso di me miserabile e tante volte a mezzo del signor Giovanni manda tanti saluti premendogli la buona riuscita nella cortesia che il Signore ma chiamato sono debole ma colla ajuto di Dio proseguiremo di fare quanto le mie forze mi permettono a bene della casa. Passo a ringraziarla di tutto domandargli scusa se non opero come Ella desidera procurando di fare qualche cosa. Al primo incontro se ella permette di salutarmi i miei di casa e dirli che mi sto molto volentieri. Sto bene anche di salute che procurino anch'essi di stare sani. Addio addio. La riverisco tanto tanto e la prego delle sue orazioni di ricordarsi di me e così faro anch'io verso di L’Ei. E mi dichiaro Suo ubbidientissimo Figlio Pezzoli Giammaria Corrispondenze 271 Opera Omnia CORRISPONDENZA 173 [Dpo il Giugno 64] Cara Madre Superiora Noi siamo contenti del nostro stato e viviamo in santa concordia e nella nostra famiglia procurando di allevare dei bravi Figlioli col nostro buon esempio sì nellavoro che nella condotta a L’Ei in viam queste due righe che il signore Giovanni che tanto prega di spedirli e di aprirli in nostro cuore che ella a a cuore. Noi li diciamo che siamo contenti di tutto ciò che Ella fa per noi desidernado che cresca i Figlioli nella nostra casa desiderando sempre sapere la crescita dei Figli per la gloria di Dio noi 3 Fratelli la ringraziamo di tutto e ci ugni amo tutti contenti. La preghi amo nelle sue orazioni che altrettanto corrisponderemo benche peccatori. Pezzoli Giammaria Cherubino Cottinelli Doro Paris Corrispondenze 272 Opera Omnia CORRISPONDENZA 174 [Novembre 1864] Alla Signora Madre Viva S. Giuseppe Sono a ringraziarla del premio che ma spedito conosco che non meritavo niente sentendo aquello che ma detto il mio Superriore ne o dimandate scusa e […] in avvenire di fare tutto chel mi dira e cercherò di fare bene accio lanno veniente mi possa meritarmi la medaglia, non mi lascero più fare […] a quelli che mi diranno e dandare a casa, perche capisco che erano la mia rovina e do cattivo esempio agli altri, gli domando perdono. Gli prometto che saro ubbidiente e lavorero volentieri, preghiero il mio Signore che mi dia la perseveranza in tanto la riverisco tanto e desidero di vederla presto e ringraziarla tanto tanto la raccomando al Signore tutti i giorni il suo figlio i giorni. Giacomo Paris Corrispondenze 273 Opera Omnia Corrispondenze 274 Opera Omnia INDICE Corrispondenza degli ecclesiastici ________________________________ 3 Corrispondenza di Pietro Luigi Speranza, vescovo __________ 5 Corrispondenza di Alessandro Valsecchi, canonico_________ 51 Corrispondenza di Antonio Novasconi, vescovo __________ 119 Corrispondenza di Gaetano Bertolè, parroco _____________ 127 Corrispondenza di Francesco Broggi, parroco ____________ 129 Corrispondenza di Antonio Tassis, cappellano ___________ 135 Corrispondenza di Giovanni Mussinelli, parroco _________ 137 Corrispondenza di Luigi Tagliati, parroco _______________ 139 Corrispondenzadei religiosi e dei figli ‘della Sacra Famiglia’ __________ 143 Corrispondenza di Giovanni Capponi, religioso __________ 145 Corrispondenza di Cesare Armati, Gianmaria Pezzoli, Cherubino Cottinelli, Giacomo Paris __________________ 269 Corrispondenze 275 Opera Omnia