Paola Elisabetta Cerioli
Corrispondenze
primo volume
Congregazione della Sacra Famiglia
a cura del Seminario Sacra Famiglia
Bergamo 2001
Corrispondenze
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Opera Omnia
Corrispondenza degli ecclesiastici
Corrispondenze
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Opera Omnia
Corrispondenze
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Opera Omnia
Corrispondenza di Pietro Luigi Speranza,
vescovo
CORRISPONDENZA 1
da Berg. 14 febbr. 1855
Preg.ma Gentil.ma Signora
finché tu stai nella mia Diocesi sei mia diocesana: e debbo dirti la
verità che ti può giovare. Guarda che tu sei impedita e imbrogliata da
tanti, non voglio dir più fili di stoppa, ma fili di ragnatele. Sbrigati,
vien fuori. Sei come quel giovine del Vangelo che volea seguire il
Signore; ma avea tante cose del mondo che lo impedivano. Tu dici di
essere disposta, di non voler altro che fare la volontà di Dio, d'esser
pronta, e ti parrà di non cercare che il miglior bene da fare; ma invero
credimi che sei legata e impedita: non mi sembri vuota e morta, nè
distaccata col tuo spirito da tutto come dovresti essere: anzi è poco che
non mi sembri, non sei. Tante cure, tanti pensieri, tanta importanza
che dài a tante cose che non sono che bagatelle in fine! Mi fai
compassione davvero. Distaccati, muori, pensa all'anima tua; il
mondo è nulla; è nulla per te lo stesso bene che puoi disporre a questo
mondo; che giova il far del bene per gli altri? Prima per noi, in casa
nostra, Dio ha diritto che lo serviamo bene noi prima di tutto. Se ci
fosse S. Ignazio ti metterebbe negli esercizi; ma verrebbero lunghi,
finchè non l'intendi affatto. Io ti propongo di metterti nell'anticamera
della morte, e poi star lì, anzi tenerti fra un uscio e l'altro, lì per entrar
dentro. Oh procura di morire a tutto! Distaccati da tutto e da te stessa,
Corrispondenze
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Opera Omnia
e vivi al mondo un pò qui, e col tuo animo più di là con Dio, coi Santi,
e colla Vergine all'eternità. Gesù nel cuore, eternità nella mente,
mondo sotto i piedi e soprattutto amore, amore a Dio. S. Catarina da
Genova come ti diceva, è vero che non si può andar se non ci chiama
Iddio; ma a considerare queste verità dobbiamo andar avanti noi. Tu
sei impedita, tu sei legata, tu non puoi essere di Dio finché non muori.
Per riguardo ai lasciti tutto è fatto subito, e tutto va bene. Se ti
pare così, fa così; se ti parrà altrimenti, farai altrimenti. Non è che non
ti sia obbligato del bene che fai o che hai intenzione di disporre in
questa mia Diocesi. Ti sarò obligatissimo, e farò che siano adempite
appuntino tutte le tue prescrizioni; e se vorrai mutarle, o levarle di
qui, sempre sarai padrona. Ma quel che ora mi preme si è di acquistar
bene te e l'anima tua. Fa bene, e poi sii in pace o qui o al tuo paese, e fa
quello che Dio t'ispira; e il consiglio nostro facciamo sempre presto a
dartelo, e a buon mercato, senza necessitarti, nè sforzarti
menomamente; poichè quando sarai buona, il Signore suggerirà a te o
di conservare o di mutare come che sia nelle tue disposizioni; e quel
che ti suggerisce, lo farai, che non v'è difficoltà nel disporre delle
nostre cose; la difficoltà è nel dispor bene di noi. Addio. Ti benedico
aff.mo servo in X.sto
+Pietro Luigi V.vo
Corrispondenze
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Opera Omnia
CORRISPONDENZA 2
Berg. 24 Febbr. 1855
Car.ma e stim.ma in X.sto
Chi non sa che la beneficienza sarà buona anche a Seriate? Ma
adesso tu non hai bisogno di pensare alla robba, ma a te stessa.
Quando sarai in regola tu, allora metteremo a suo posto anche la tua
robba. Guardati dagli uomini che ti cercheranno per aver la tua robba.
Procurati Dio. Che importa mai tutto questo mondo? Nella tua mente
ha una grande importanza, eppure non è niente per te come per tutti.
Io se fossi nel caso tuo non ci penserei neanche alla robba. Penserei a
procurarmi un galantuomo, ma di quei che sono rarissimi al dì d'oggi,
e a lui darei incombenza di fare tutti i conti, e mettere tutta la robba in
buon ordine; e poi vorrei che della robba se ne tenesse dacconto, perchè
è grazia di Dio, e se n'ha da far buon uso, e non ha da andar male
niente. Dopo pensarei al mio Dio, alla mia eternità, alle massime della
fede, e mi purgarei e distaccarei da tutto meglio che potessi; e poi dopo
vedremmo che cosa s'ha da fare di più bello e buono colla mia robba. Ti
benedico. Vieni quando vuoi.
+Pietro Luigi V.vo
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Opera Omnia
CORRISPONDENZA 3
da casa 7 Genn. 1856
Gent.ma Stim.ma Signora
Ho concesso al Capellano di Comonte le facoltà che V. S. Gent.ma
mi domandava, e quel Capellano gliele concederà sempre al bisogno,
purchè non si ecceda a buon giudizio prudente, e finchè io non dia
disposizioni diverse. Intanto però se ne servano con animo e cuore
tranquillo.
Mi hanno parlato alcun poco di una certa giustazione che
restava a
fare tra Lei e il Sac.te che da anni è in sua casa al servizio del suo
marito di fel. mem.1 e di Lei. Se vale una mia parola io opinarei che a V.
S. Stim.ma convenga di non lasciarlo andare e contentarlo
discretamente. Qual altro potrebbe trovare? E un altro costerebbe di
più; e converrebbe di meno; e vi sono altre ragioni, che ella stessa avrà
già considerato. Superi e non badi tanto. Che qualche giorno sarà da
venire a fare codeste Cresime e io verrò volentieri, nell'aprirsi la
stagione anche meglio. Intanto si immagini che codesta figliuola gli e la
ha consegnata Iddio, che è il padrone di Lei, e di loro, e di tutta la
robba che Ella ha; e quindi la serva alla meglio, e la conservi ed allevi
bene codesta creatura per il Signore, e se gliene manda altre bisognerà
prenderle. Io benedico essa e loro.
aff.mo servo
+Pietro Luigi V.vo
1
Felice memoria
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Opera Omnia
CORRISPONDENZA 4
1 dicembre 1856
N.Reveriss.ma Signora
Approvo che adatti l'orario alle sue circostanze. Le regole che ha
creduto di aggiungere non mi dispiacciono. La comunione tutti i
lunedi mi parrebbe un pò troppo. Giova anche il desiderio e dispone a
cavar più frutto quando si fa la Comunione. Però non proibisco, col
consenso del confessore. Gli esercizi quando credono meglio.L'omelia
non è che una buona cosa, essendocchè non ne viene nessun disturbo.
Anche le esposizioni può farle; ma desidero che usino una certa
parsimonia, e si facciano benedir sempre dal Signore colla fede.
Credo che qui sia tutto quel che mi ha dimandato, Carma
Dna.Costanza: ma tocca a Lei a fare, a reggere, a regolare cotesta sua
Famiglia. Quel che fa, lo faccia tutto per Iddio, e dinnanzi a Lui. Egli
benedirà perchè aggradisce sempre grandemente la carità.
Riguardo alla sua anima vada avanti. Non occorre che dica
orazioni vocali, quando parla al Signore col cuore oppure il Signore
parla a noi. Ascoltare ed ubbidire, fare il bene ed aspettare il premio
nell'altra vita. Qui patire e meritare.
Dio la benedica colle sue figliuole
Aff.mo Servo
+Pietro Luigi Vescovo
P.S. - Non ho risposto più presto perchè mi dissero che veniva in
persona a prendere la risposta.
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Opera Omnia
CORRISPONDENZA 5
Dal Vescovado 16 febbraio 1857
Gentilma Signora!
Accetti pure la giovane2 di Seriate che tutto considerato mi pare
che abbia da essere volontà di Dio che la accetti. La orfana da accettare
il giorno di S.Giuseppe se vorrà gliela manderà questo gran Santo e
potentissimo protettore della vita e della morte. Ho da dargli anche la
licenza di tenere il SS.mo tutta quaresima? Dimandi al Signore se sta
volentieri con loro, oppure si impegnino esse ad amarlo più
svisceratamente, ed Egli starà con loro. Ma conviene uscire di sè per
amare Iddio in cotal modo com'io vorrei dire. Epperò impegni e se
medesima e le sue compagne a non saper nulla di sè, ne voler nulla;
perdersi, obliarsi, morire, dimettere il proprio che è niente; che siamo
noi? Per il Signore siamo un capital passivo; per Lui più guadagno
sarebbe il perderci che il trovarci, tutti, tutti; ma la sua bontà ci conta
per farci bene: dunque lasciamo andare che sappiamo che cosa va: e
ricordiamoci solo di Dio che solo merita di essere amato e servito e che
tutte le creature si perdano e si consumino per Lui. Con questi
sentimenti tengano adunque il SS.mo tutta la quaresima e facciano la
esposizione, ricevendo con fede la benedizione del nostro Dio il
giovedi. Non digiuni V.S. N.ma, perchè ho paura le faccia male, dorma
sul letto come prima Ella e le sue compagne e coi Voti3 aspettiamo
ancora un pò. Faccia i suoi interessi, che può farli. Soltanto non si
aggravi con essi, e ringrazi Dio che può farli curare ed eseguire da un
altro. Tenere alcuni bigatti in casa non sarà male anche per istruire le
ragazze a levarli bene a dovere. Di quell'altra donna infelice ha fatto
bene a liberarsi, ed è un dovere per Lei di non mischiare con le
compagne e con le figlie persone infelici in questo modo.Riguardo alla
carta mi intenderò con D.nAlessandro. Viva quieta, tranquilla e non
voglia nè temere nè dubitare. Si consideri come figlia del Signore: lo
ami e riverisca come Padre, ed operi sicura come sua Figlia. Dio l'ha
2
Suor Leonilde Valsecchi, entrata il 26-2-1857.
3
L’8-2- 1857, aveva fatti i voti sola in Episcopio, forse consigliava di attendere di
manifestrli ad altri.
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Opera Omnia
benedetta e la benedirà; ed io prego che la benedica amorosamente e
abbondantemente con tutta la sua casa e famiglia.
Aff.mo ed Oblmo. in Xto
+ Pietro Luigi V.vo
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Opera Omnia
CORRISPONDENZA 6
1 Aprile 1857
D.na Costanza
L'esposizione non si fa nel Triduo della settimana santa. La
faranno meglio dopo nei giorni già concessi. Gli esercizi come Ella dice
anche ad alcune giovani circonvicine saranno ben fatti, e raccolga e
tenga in casa quelle che può. Il predicatore là li vicino D.n Bartolomeo
Tommasi: si intenda e stabilisca con lui: se può anche subito.Avverta
poi D.n Bartolomeo che le figlie del S.Cuore contano sopra di Lui per
gli esercizi alle giovani di S.Angelo sul Lodigiano subito dopo Pasqua.
Faccia grazia ad avvisarlo subito, poichè non so se sia stato avvisato, e
non vorrei che intervenissero male intelligenze. Riguardo al resto ora
tutto bene, ma risponderò un altra volta perchè ora non posso, anzi
non ho potuto per anco leggere neppur tutta la sua lettera. Faccia bene
V.S. N.ma e Stim.ma, e preghi in questi giorni con quiete e tranquillità e
confidenza. Riguardo alla Pasqua io le do licenza di farla in casa, ma si
consigli con i suoi Preti se forse fosse più edificazione andare alla
Parocchia. Preghino per me
Caro aff.mo e servo
+ Pietro Luigi V.vo
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Opera Omnia
CORRISPONDENZA 7
26 And.1857
Stimat.ma Signora Rev.da
Tenga pure il Santissimo anche in tempo degli esercizi. Dopo
faremo un pò si e un pò no; e se saranno savie e virtuose un pò
davvero e sul sodo, che non appariscano, ma lo siano proprio dinnanzi
a Dio, forse verremo anche a lasciarglielo di continuo. Ella si lamenta,
R.da.Sigra, che non si ricorda, e non sa fare in modo da dirmi e
dimandarmi molte cose quando ha occasione di parlarmi; ed io ho
piacere che non abbia niente e che non possa dirmi niente o quasi
niente. Non vede che è inutile, perchè ha da far Lei nel luogo e nelle
circostanze? Se il Signore vorrà che si regga avanti codesta famiglia
che Ella ha incominciato, darà i lumi a Lei di conoscere e di saper fare.
Perchè il Signore ha da fare un miracolo a far conoscere a me che sto
qui? Ho da fare io la Superiora delle sue figliuole? La Madre Verzeri mi
parlava di sè secondo che gli era di bisogno, ma delle sue figlie e cose
mai. Così anche altre Superiore più illuminate da Dio dell'ordinario
ch'io ho conosciuto. V.S. faccia tutto quello che va bene. Io non mi
riservo che il diritto di sgridarla ma fortemente e castigarla se avrà
fatto male. Il Signore benedica davvero Lei,e le sue figlie, e le sue
orfane; e preghino di cuore per me.
+ Aff.mo Pietro Luigi V.o
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Opera Omnia
CORRISPONDENZA 8
18 Aprile 1857
N.Gent.ma Signora
Ho piacere che sieno andati bene e con frutto i suoi esercizi
come mi ha riferito D.n Bortolo ieri. Adesso tocca al Signore
conservare il frutto in quelle anime colla santa sua grazia la quale
arriva a bisogna dappertutto. Non faccia molto nè con ansia o fretta,
mia carissima Signora; ma adagio una cosa dietro all'altra e di mano in
mano che vengono tutte, a amore e gloria di Dio, ed per ajuto delle
anime altrui e della nostra, per servire all'Altissimo, per piacergli e fare
il nostro dovere. Che bisogno di far molto? Dobbiamo fare quel che
Dio vuole come fedeli servi suoi. E Dio dispone e disponerà sempre
piano ed ovvio quel che Egli vuole da noi perchè lo serviamo. Sia
dunque quieta. Quando occorre che cambi qualche regola, o le occorre
di fare qualche cosa, faccia: io mi riservo di dirgli dopo se ha fatto
male. Preghino per tanti nostri bisogni; e il Signore benedica Lei D.na
Costanza, e le sue figliuole tutte e i suoi interessi.
Aff.mo + Pietro Luigi V.vo
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Opera Omnia
CORRISPONDENZA 9
Dal Vecovado 8 agosto 1857
N.ma D.na Costanza
Oggi ripassando un momento le carte del mio scritto ho trovato
il libricino dell'apparecchio colla sua lettera, isieme riposto con altri
libretti di idee, e di Regole, che V. S. N.ma mi ha mandato, ed insieme
colla dispposizione dell'ultima sua volontà, e coll'istruzione che
l'accompagna. Questo io Le comunitco, acciò stia quieta.
Continui nella sua intrapresa che gli è stata disposta da Dio. Dio
non mancherà mai di assisterla, purché Ella gli stia attaccata e fedele.
Ha cominciato a benedire la sua opera fino ad ora e proseguirà anche
nei maschi, se sarà di suo beneplacito. Preghi, e faccia pregare per tutti
i miei bisogni, e dei miei diocesani. La benedico cum omnibus.
Aff.mo ed Obl.mo
+Pietro Luigi V.vo
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Opera Omnia
CORRISPONDENZA 10
23 febbraio 1858
M.R.Madre
Stia quieta, faccia bene, e non dubiti. Ne avrà sempre dei
pensieri nella sua testa, o che fa bene, o che fa male, che Dio l'ha cara,
o che l'abbandonerà. Pensa sempre qualche cosa la nostra testa. Si usi
a non badarci. Perché l'ha da abbandonare il Signore che non
abbandona nessuno se prima non è abbandonato? E' di fede perché lo
dice il concilio di Trento. Procuri di attendere al bene, alla virtù, al
sacrificio di tutte quante le cose, e di tutta se stessa, all'amore ed alla
gloria di Dio. In quanto può faccia bene anche alle anime, perché sono
di Dio, e sono nostri prossimi tutti. Preghi e faccia pregare acciò si
faccia bene il S. Giubileo nella nostra città. Si regoli colla fede, e si
tenga ferma secondo il dovere. Le facoltà le dò al P.Manzini per loro.
Egli dirà loro quello che hanno da fare. Mi raccomandino in
particolare che io le benedico tutte e mi dichiaro
Loro Aff.mo
Servo in Xto
+Pietro Luigi V.o.
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Opera Omnia
CORRISPONDENZA 11
Dal Vesc. 24 Aprile 1858.
Mia.R. Superiora
Domani io non posso venire a Comonte, perchè debbo andare in
visita a Brembate. Verrò poi forse con più benedizione e profitto.
Preghi N.M.R., e faccia pregare le sue Figliuole, molto anche secondo la
mia intenzione. S.Giuseppe la custodirà bene se gli saranno divote.
Abbiano gran fede e carità. Io la benedico particolarmente mia cara
madre e benedico la sua famiglia.
aff.mo in G.C.
+Pietro Luigi V.vo
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Opera Omnia
CORRISPONDENZA 12
Berg. 28 Xbre 1858
M.R. Madre
Le mando la formula dei Voti tutta cancellata, ma Ella capirà.
Dica alle sue compagne che li pronuncino più col cuore che colla bocca,
che si consacrino a Dio che le accetterà, e accettate le terrà e custodirà:
ma siano fedeli. Con Domine Dio pochi segni esteriori, ma molta
realtà, tutto il cuore e poca apparenza. Che cosa vogliono fare? Non si
può mica darla ad intendere a Dio, che ci vede dentro di noi e ci
penetra tutti. Bisogna essere e non credersi nè farsi credere. C'è poi
tanto bel fare con Dio, perchè aggradisce sempre subito ed ajuta,
compatisce, e vuol bene. Lo amino, e lo servano di cuore, e lo preghino
con umiltà. Benedico lei R. Madre e le sue Compagne e le Figliuole.
aff.mo
+ Pietro Luigi V.vo
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Opera Omnia
CORRISPONDENZA 13
Berg. 3 marzo 1859
Car.ma e Stim.ma
Di quella dell'altra volta non mi ricordo. Di questa nuova sua
lettera rispondo una parola sola perchè non ho tempo. Faccia le
esposizioni solite. Dispensi le sue figliuole ove occorra. Ella non
digiuni, è dispensata da tutto, meno che dal far bene. Preghi e faccia
pregare. Non vede quanti bisogni gravissimi? Per S.Giuseppe non
posso dir niente perchè sono venduto. Posso dirle che verrei
volentieri, e che verrò tuttor che potrò. Bisogna che sieno savie coteste
sue creature, che non sono buone da niente, compresa anche Lei! La
benedico con tutto ciò di cuore.
aff.mo
+Pietro Luigi V.vo
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Opera Omnia
CORRISPONDENZA 14
[Pentecoste 27 maggio 1860]
Car.ma
Da casa or ora
Dite alla B.ma V.ne Im.ta che ci faccia Ella la grazia di prepararvi a
dovere alla venuta dello Sp°. S.°. Ella avrà ottenuto là nel cenacolo più
immensamente di tutti insieme gli altri per se stessa quantunque fosse
già si piena e santa; e poi avrà ottenuto che Sp°. S.° si diffondesse in
quella misura, che si è diffuso sopra gli Apostoli, e i Discepoli, e le Pie
Donne, ed anche sopra i fedeli, che cominciarono a credere,
massimamente Ella colle sue preghiere e supplicazioni amattissime a Dio.
Anche adesso su in Paradiso Dio guarda giù alla sua SS.ma Madre
immensamente che a tutto il loro intierissimo di tutti gli Angeli e i santi.
Fate poi quel che potete per disporvi anche voi, specialmente col
vuotarvi, e col morire; ma morite bene a tutto quanto; e in questo tutto
quanto ricordatevi che siete compresa voi stessa. Verrò a Comonte,
ma fissarvi il giorno non posso. Benedico le vostre Monache e voi; ma
non unitamente ai bigatti. Addio
aff.mo + Pietro Luigi V.vo
Corrispondenze
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Opera Omnia
CORRISPONDENZA 15
12 And.[1860]
Car.ma in G.C.
Verrò a far le Cresime quando sarò in Gavarno: ma non è
necessario stare un giorno a Comonte. Sarà meglio passarvi due volte
che starvi un giorno, e più commodo anche per noi. Il Prof. Rossi piace
anche a me per gli esercizi; ma quando si facciano Ella non me l'ha
detto nella sua lettera. Quindi io li approvo e benedico per allor che
sono. Questa sera vado a fargli esercizii anch'io con i Preti al Paradiso.
Mi raccomando alle orazioni di V.M.R. e delle sue Compagne e
Figliuole se sono buone di ottenere a me e agli altri molta grazia del
Signore secondo il nostro bisogno. V.M. faccia bene; faccia tirar dritte
le su Compagne e Figlie; non tenga conto di se; nè se va avnti o indietro;
butti nel sacco; e guardaveni dentro di voi. La benedico con tutte.
aff.mo obbli.mo
+ Pietro Luigi V.vo
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Opera Omnia
CORRISPONDENZA 16
11 10: bre 1861
Car.ma nel Signore
In fretta
dal Gavarno
Ho letto: non c'è male; ma bisogna migliorare, e perfezionare.
Un pò alla volta col riflettervi e provare, si farà.
Concedo la messa della mezzanotte: ma la communione non si
può; e se dimandiamo al Papa, verrà la risposta per l'anno 21; se pure
verrà; perchè il Papa vorrà sapere chi sono queste buone donne prima
di favorirle. Miga fretta, tranne quella di far del bene, e di servire, e di
amare il Signore; che è venuto al mondo proprio apposta per farsi
amare da tutti. Grazie per la buona disposizione di accettare quella
nostra figliuola Ella fa una bella e buona carità. Benedico Lei, e tutte le
sue Religiose,e ragazze che non ho veduto.Preghino
Aff.mo
+Pietro Luigi V.vo
Corrispondenze
22
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 17
11 Febbr, 1862
Car.ma
Ho letto la vostra lettera. Per quanto alla Quaresima non occorre:
fate tutto come al solito: anche tutte le dispense e la facoltà di darle,
secondo che vi occorre: e fate la Quaresima santamente coll'orazione,
col raccoglimento, collo spirito di penitenza, e con benignità e
larghezza per quanto al digiuno ed ai cibi; poichè vi sono ragioni
d'avvanzo per dispensarvi e per non stare al rigore.
Riguardo agli Esercizii sono un bene che fate, e se guadagnaste
qualche anima non sarebbe che un bene di più.
Riguardo a voi in particolare state quieta. Non farete che meglio
quanto più quieta. Non sono che disturbi che vi intoppano nell'andare
a Dio tutte le inquietudini che avete. Credete all'ubbidienza che le cose
vanno bene così per l'anima vostra e di tutto che occorrerà vi farà
avvertire il Signore. Ringraziate Dio. Pregatelo. E tirate avanti. Vi
benedico con tutte.
aff.mo
+ Pietro Luigi V.vo
Corrispondenze
23
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 18
7 Marzo 1862
da Bergamo
M.R.Madre
Procurerò di venire il giorno di S.Giuseppe, e condurrò anche il
Can:co Valsecchi, se vorrà venire. Raccomando quiete, divozione,
e spirito vero e sodo. Le licenze sono ben interpretate e ben supposte,
perchè mi intendo di darle sempre. Facciano fervorosamente la
Novena. Preghino ognora secondo che siamo soliti di raccomandare
per tutti e pel meglio; ma con confidenza e sicurezza, che il Signore
vorrà esaudire senza fallo; e interpongano e la V.e Im.ta, e S.Giuseppe,
e gli Angeli, ed i Santi Protettori.
Benedico V.M.R., e le sue Figliuole Religiose e secolari. Mi credano
R.mo
Aff.mo
+ Pietro Luigi V.vo
Corrispondenze
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Opera Omnia
CORRISPONDENZA 19
13 And Marzo 1862
Carissima e stimatissima
Le licenze gliele dò tutte, e per l'Esposizion,e e per la chiesa, e per
la casa, e per le ragazze, e per le sorelle, e per Lei. Non mi dimandi
altro. Faccia da Vescovo in casa sua; e non dica niente nè al medico, nè
al confessore, nè a preti, nè a romiti, nè a nessuno. Che piacere avrà
anche lei a poter fare un pò a modo suo! Fa tanto, ed ha fatto tanto
tempo a modo degli altri! Adesso faccia un pò a modo suo nel fare il
bene del suo Istituto, che il Signore è contento così. A S. Giuseppe
vedremo di venire, se sarà possibile.
Dar le licenze è subito fatto, ma dare spirito e voglia di far bene
non è così. Vada del Cuor del Signore, e lo secchi bene, finchè non la
manda a far benedire, contenta per Le,i e per la sua casa, e pei
peccatori attorno, che almeno l'ha da disturbare per cosa che importi
la spesa. Benedico tutte.
+ Aff. Pietro Luigi V.vo
Corrispondenze
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Opera Omnia
CORRISPONDENZA 20
6 Aprile 1862
N. Car.ma Sig.ra M.Sup.ecc.
Lodo dell'apertura di cotesta loro casa, che spero sarà benedetta
dal Signore, e farà del bene in codeste anime. Ho tanto piacere che Sua
Ecc.a R.ma M.r Vescovo di Cremona venga a felicitarla e benedirla. Se
potessi trovarmi presente goderei con loro anch'io, e bacierei la mano
a M.re e lo ringrazierei tanto insieme con loro. Esse gli sono veramente
obbligate in modo particolare; e gli dicono che esse pregheranno al
modo dei frati, pregando per lui, perchè non possono pagare in altro
modo; però la preghie: è buon pagamento prezioso, se saranno buone
di farla. V.M.R. sia contenta e quieta; bacio, come le ho detto, anche
per me l'anello a M.re e mi creda sempre.
aff.mo obb.mo + Pietro Luigi V.vo
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Opera Omnia
CORRISPONDENZA 21
dal Gavarno
22 Aprile 1862
Dilett.ma Madre Sup.ecc
Che donna è mai Lei! Stia quieta. Vada a Soncino, e fondi bene la
sua casa, o preghi il Signore che la fondi bene Lui a sua gloria ed a
vantaggio delle anime bisognose di sostegno e di ajuto. Se anderà a
Genivolta non sarà che bene; e quel V.vo la vedrà volentieri, la gradirà,
e benedirà. Gli bacci la mano anche per me, ed a nome mio ma con
affetto particolare. Se il Can. Valsecchi La accompagnerà Ella ringrazii e
Lui e il Signore dell'assistenza sua. Intanto che cotesta sua pia Istituzione
ha il buono spirito, va bene colla benedizione del Signore, può anche
propagarsi, e giovare in diversi luoghi a più anime bisognose, non vi è
ragione di trepidare, piuttosto di ringraziar Dio, che benedice; e noi
star attenti a non far altro che guardare di seguir puramente la sua
volontà con perfetta sominissione ed abbandono a tutte le
disposizioni sue future; le quali speriamo saranno sempre anche
secondo le nostre idee buone, dateci non da altri che da Lui; ma se
fossero anche molto o poco diverse, egli è sempre il Padrone, e noi i
suoi servi, e tutte della S.Famiglia la sua ancella, e più delle altre la
Superiora che, come ha cominciato, così proseguisce senza propria
testa, senza interesse, e con mira sempre di far del bene e non del
male. La benedico assai di cuore con tutte. Memento mai
Alla Superiora delle figlie della Sacra Famiglia in Comonte
+ Pietro Luigi V.vo.
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Opera Omnia
CORRISPONDENZA 22
Bergamo 17 Maggio 1862
Car.ma Figliuola in G.C.
Ho scritto jeri al Vescovo di Cremona dimandandogli scusa,
perchè mi sono dimenticato di scrivergli più presto e a suo tempo, e
dicendogli di compatire anche le Suore della S.a Famiglia, perchè non
sanno quel che si fanno, e per ora non hanno inteso di mettere una
Casa Religiosa nella Diocesi Cremonese, senza licenza e senza il
consenso del V.vo, ma solo di andare come private in una casa loro
propria per vedere e preparare di poter fare poi se piacerà a Dio, e ai
superiori del luogo.
Ho sentito dal R.mo Can.co Valsecchi, lo stato della casa e delle
cose costì. Io ho somma paura della calce nuova, assai più che non
abbiano gli altri, compreso anche il Can.co Valsecchi, che mi ha fatto
tanta paura anche Lui nelle Fabbriche del suo Collegio! Se voi siete
buona di fare dei miracoli, potete andare anche nel fuoco, che non
abbruciarete. Ma i Santi che erano buoni proprio di far dei miracoli, non
credevano facilmente di poterli fare; e poi non arrischiavano per gli
altri nè mancavano punto di osservare le regole della previdenza
naturale, nè volevano mai tentare Dio. Voi, badate bene a quel che
dico, voi non vi inquietate per quello che avete fatto: raccomandatevi
a Dio a S.Giuseppe, e alla B.V.ne Im.ta, e non ci pensate altro, state
quietissima nell'anima vostra. Ma da qui in avanti usate e subito tutte
le cautele possibili e impossibili. Non vi fidate se in fatto finora voi o le
ragazze o le compagne non avete sentito niente nè patito niente. Fate
come se aveste patito assai. Ricordatevi che se per grazie e per
miracolo non aveste da patire, io non vi approvo nenche mò, perchè
dovete fare in modo che nessuno vi possa rimproverare, massime in
questo genere, nemmeno il D.n Bortolo4 di Comonte per ischerzo. Anzi,
notate bene, in questo voglio che dicano: guarda che Donnina
prudente, che è quella Superiora, ad onta che non l'avremmo mai
giudicata così! e dir così tutti.
4
Tommasi.
Corrispondenze
28
Opera Omnia
Fatte bene e fatte far bene il resto che abbiamo del mese di Maria.
Fate pregare sempre pel meglio in tutti i grandi bisogni presenti che
riguardano tutti; e quando abbiamo pregato dormiamo quieti nella
cura e nella provvidenza di Dio. Vi benedico di tutto cuore con tutte le
vostre.
aff.mo obl.mo +Pietro Luigi V.vo
Corrispondenze
29
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 23
da Bergamo 28 Luglio 1862
Car.ma e Stim.ma
Ho ricevuto la lettera che mi avete mandato fino dal 23 and. ma
in questi giorni continue brighe mi hanno impedito di rispondervi una
sola parola. Il voto lo potete fare, così, che comprenda tutte le vostre
azioni deliberate anche piccole. Già si sa, tutte le nostre azioni sono
piccole; e che sono mai dinanzi a Dio tutte le nostre azioni, anzi anche
noi stessi? Offeritevi tutta alla gloria di Dio, e quello che siete e quello
che avete, e quello che fate dalla mattina alla sera sia grande sia
piccolo, e unitelo ai meriti del nostro Signor G.C. Sposo vostro per farlo
aggradire dalla Divina Maestà e offeritelo per ora e per sempre in tutta
la vostra breve vita e pregate Dio che l'aiutti per tutta l'eternità et ultra.
Che bisogno di riserve, nè di molti timori? Le vostre offerte e i vostri
voti si intendano sempre subordinati all'ubbidienza, che li farà cessare
quando crederà meglio per voi. Il giorno 5 del pr. mese è sacro a
Maria: fate in sua mano le vostre offerte, e pregate molto anche per
me.
Vostro +P.L.V.
Corrispondenze
30
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 24 5
Bergamo
14 7bre 62.
Car.ma in G.C.
Mi ha scritto il Sac. Ferrari di Grumello: il Can.co Valsecchi ha
letto la lettera.
Ho parlato al Prev.to di Mornico 6 : Farà bene e approvo e
benedico le buone opere di carità che si vogliono fare. Più presto che
potrò verrò anche a visitare Comonte. Le buone istituzioni che,
prosperano con Giusto Spirito del Signore, mi fanno sperare che il
Signore non voglia lasciarci andare dietro la nostra fatuità. Bisogna far
pregare di continuo, perchè Iddio non sottragga la sua grazia, come da
noi si meriterebbe, e non ci abbandoni, ma ci sostenga, e faccia far
bene anche a chi non vuole. Mi raccomando in particolare, e benedico
tutte.
aff.mo + Pietro Luigi V.o
5
Di Bianchi annota: v. Ep. 39;43:344
6
Di Bianchi annota: Cossali D.Gv. Battista: 1860-1873
Corrispondenze
31
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 25
dal Gavarno 12 Ott.e 1862
Car.ma Madre Superiora
Io ho da mandare questa lettera ad una certa Sig.ra Carolina Gola
lì a Brusaporto. Prego la sua gentilezza a farvi la soprascritta, e
mandarla, che anderà meglio sicura.
Tornerò presto a visitare le sue Figliuole, e spero di essere più
fortunato nel viaggio, giacchè il tempo della tempesta dovrebbe essere
passato.
Faccia che le sue Figliuole si preparino bene per solennizzare la
Purità di Maria SS.ma; e preghino non solo per sé; ma anche per gli altri
in generale al mondo; poichè la virtù della purità è necessaria per
piacere a Dio; e in questi tempi, nonchè coltivarla, si vorrebbe
sbandirla; e si cerca di introdurre infatti una corruzione, ed una licenza
che fa inorridire. Anzi proprio per massima si studia di generalizzare
il malcostume, per avere più facilità a condurre la gente in ogni errore
contro il buono Stato e contro la Religione. Per provvidenza non ci
potranno arrivare così presto; ma conviene però che noi, e ci
guardiamo, e procuriamo di fare che si guardino tutti, speccialmente la
gioventù; e faremo un gran bene se alleveremo la gioventù in modo
che ami, che stimi, che coltivi questa virtù; e al contrario inorridisca
alla bruttezza e deformità del vejio opposto. Può anche V.M.R. parlare
sovente della bellezza del candore colle sue Figliuole, e dell'orrore del
vizio contrario. Anche senza intendere di più, capiranno le sue figlie
abbastanza, perchè sieno sempre savie e virtuose. Preghi e faccia
pregare anche per me il Signore e la V.ne Im.ta, ed io La benedico con
tutte ecc.
aff.mo
+Pietro Luigi V.o
Corrispondenze
32
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 26
Berg. 14 X.bre 1862
M.R.Madre
Ho sentito ed ho piacere di tutto. Adesso bisogna provvedere un
buon prete, opportuno per la famiglia delle Religiose, ed utile anche al
paese, come desidera quel zelantissimo M.R. Vescovo, al quale V.M. e
le sue Figlie sono obbligate. Il Can.co Valsecchi avrebbe messo gli occhi
su un certo Sacc. Gritti; che assistette finora quelle del Conventino, ed a
me parrebbe confacente. Nel caso si combini che egli accetti, lo
raccomando alla loro carità pel trattamento secondo che stabiliranno; e
scriverò al V.vo di Cremona, perchè le ammetta e benedica. Venire io a
Comonte prima di Natale sarà difficile; dopo procurerò. Intanto faccia
bene la Novena V.M.R., e la faccia fare molto bene a tutte le sue
Compagne e Figliuole. Par impossibile che noi possiamo essere così
poco dabbene dopo che abbiamo Dio venuto a far tanto per noi! Ma
V.M. non faccia conti, nè riflessi nè pensieri: Vada avanti con la testa
nel sacco per quanto a Lei. Si consiglii sempre e si contenti. Le altre le
faccia far bene, perchè è dovere. Benedico.
Aff.mo + P.L.V.vo
Corrispondenze
33
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 27
Berg.3 marzo 1863.
Car.ma
Una riga anche a voi, giacché mi sovviene, e prima che mi
dimentichi di nuovo. Ho avuto ed ho tante cose! Ed è malato, o manca
chi mi ha da assistere. Se pregate, e fate pregare per i miei bisogni e
interni e esterni mi fate carità. Si faccia il meglio, e la volontà di Dio!
Riguardo alle facoltà e licenze ritenetele sempre di averle tutte da me.
Fatene soltanto buon uso, e fate bene.
Riguardo agli esercizii ho piacere, e tanto! perché è un bene, ed
una carità grande, che il vostro Istituto fa a quelle anime che vogliono
e se ne approfittano. Raccomando al predicatore di far bene, e di
battere sul giusto e sul sodo. Raccomando di usare i migliori
Confessori, che possansi ritrovare. Concedo la esposizione del SS.mo
tutte le sere degli esercizii, se commoda di farla, ma a dovere. ecc.
Riguardo alla Quaresima ho raccomandato agli altri Monasteri,
ove ho potuto andare, di non digiunare rigorosamente, ma
largamente; e di fare invece più che si può, e più bene che si può la
penitenza interiore, contrizione, umiltà, preghiera; ma davvero
dinanzi a Dio. Voi avete fatto bene, e dovete dispensare affatto dal
digiuno (come siete voi dispensata da ma) quelle che non sono in casa,
perché inferme, deboli, occupate, ecc; e tutto come credete a prima
vista nel Signore con libertà; e fatele in vece essere più ubbidienti e più
savie; e raccomandate loro che preghino un pò di più, se non altro
stando più raccolte. Voi che potete mantenervi in libertà come
superiora, oltre questo, che dico per le altre, fate in particolare ogni
giorno che potete, un quarto d'ora di apposita Visita al SS.mo
Sacramento, pregando ivi dinnanzi a Dio per tutte le cose vostre e degli
altri nella Chiesa di Dio, massima al presente.
Riguardo a S.Giuseppe preparatevi bene, e fate che si preparino
le vostre Figliuole ad onorarlo, e raccomandarsi molto a Lui, che è così
gran Santo, credo sopra tutti in Paradiso dopo la B.ma V.na Im.ta ed è si
caro a G.C., e sarà si potente a intercedere da Lui! Io verrò, e sarò alla
Casa Vostra per l'ora della Messa Conventuale, ossia della Messa della
Comunità; e comunicherò voi, e le vostre Figliuole.
Corrispondenze
34
Opera Omnia
Riguardo al vostro spirito sapete quel che v'ho già detto più
volte, libertà, generosità, fiducia, offerta, abbandono, umiltà,
preghiera, ecc.; e state quieta; e siate sempre contenta; che sotto Dio
avete ragione, e dovere di essere ognora contentissima. Addio:
Benedico voi, e tutte di pieno cuore, anche a Soncino per quanto
posso, e il Prete vi faccia bene per voi altre, e per quelle anime del
Signore, che sono nel paese. Credetemi
aff.mo obbl.mo
+ Pietro Luigi V.vo
Corrispondenze
35
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 28
dal Gav. 7 Ott.e 1863
M.R. Madre
Potete dire, e potete anche aspettare a dire da qui a un pò,
quando la cosa vada proprio ad effettuarsi, e prendere consistenza. In
queste cose dovete regolarvi secondo il vostro giudizio, e secondo le
circostanze per fare più bene; perché qualunque direzione che aveste,
anche di S.Filippo Neri o di S. Fr.co di Sales, ancor mo' vivi a questo
mondo, non potrebbe esservi buona, come sarà il vostro giudizio
presente. Che se a voi pare di non aver giudizio, e di non sapere come
una ragazza di tre anni; io vi dico che non è vero; e poi vi dico che non
dovete essere così; e poi vi aggiungo che siete obbligata a non essere
così; e il giudizio dovete averlo; e non vi è risposta. Andate dal
Signore, andate dalla B. V. Im.ta, andate da S. Giuseppe, e dite che
qualcheduno il giudizio ve lo ha da dare; perché nel caso vostro vi
bisogna per questa cosa non solo, ma per tutte le altre che vi
anovverano tutti i dì. Fate e non subitate, che è meglio che falliate.
Addio. Pregate.
Bacciate per me la mano al V.vo
Riverentemente
aff.mo obl.mo
+Pietro Luigi V.vo
Corrispondenze
36
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 29
17 and - Nov. 1863
Car.ma in G.C.S.N.
Stia quieta. Quando ha fatto quello che vedeva bene, e di puro
suo dovere dinanzi a Dio, per massima stia sempre quieta. Nel
particolare di quello, che mi ha scritto, mi pare che abbia ordinato
bene; e credo che gioverà, specialmente sul principio; perchè non
bisogna che si illudano; nè che credano di esser chiamati agli ozii della
contemplazione; ma a lavorare, a sacrificarsi pel dovere, a stentare, a
tribolare. Non si santifica l'anima a mettersi a guardare al Signore,
come si bello; ma a spogliarsi, a morire colla Divina Grazia a tutto e a sè
medesimi, e a praticare la virtù, e con fatica d'anima e di corpo e con
sudore e stento. Allora la creatura nostra vecchia si distrugge, e si
forma la nuova secondo il Cuore del Signore, cui sia gloria ed onore
per sempre. Preghi e faccia pregare, e confidi che non mancherà
l'assistenza di Dio.
Ho tardato a rispondere perchè fui assente e impedito.
aff.mo
Corrispondenze
37
Opera Omnia
Memento mei.
+ Pietro Luigi V.o
CORRISPONDENZA 30
Berg. 5 10:bre 1863
Car.ma in G.C.S.N.
Ringraziate Dio, che sul bel principio ha cominciato a
dimostrarvi che vuol pensar Lui e provveder bene per la nuova
Istitutzione che a servirlo voi avete incominciato. L'aver subito fatto
sorgere tanto che servisse a purificare la scelta dei soggetti che
debbono cominciarla è grazia che dimostra la sua buona volontà, ed è
benedizione e favore distinto; tanto più se anche quelli, che si sono
ritirati tosto, hanno ben capito, e fatto il loro passo con armonia; e
tanto più se quelli che restano sono di lena, e si sostengono bene nello
spirito. Questi frattanto facciano alla meglio che sanno fare; e si
ricordino che il loro non è che un buon esperimento, il quale giova a
tutte le maniere; e dietro la strada vedranno meglio quello che vuole
Dio per loro, e per voi altre. E voi altre dovete consacrfarvi bene al
Signore ed al suo servizio, con totalità di offerta e di sacrificio, senza
riserva alcuna per voi stesse, abbandonandovi interamente alla cura
ed amor suo. E non avete a temere, perché Dio non manca e non
abbandona mai nessuno. Adesso offeritevi per mezzo della B.ma V.ne
Im.ta, che avrà si piacere di darvi al suo Figliuolo. Voi in particolare
tirate avanti con la tesa nel sacco.
Saluto tutti e vi benedico per quanto posso
aff.mo
+ Pietro Luigi V.o
Corrispondenze
38
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 31
Da Berg. 5 Giugno 1864
Car.ma nel nostro Signore
Vi compatisco se dovete combattere per poter fare del bene!
Sappiate però che la cosa a questo mondo è sempre andata così. E se
ne intende facilmente anche la ragione; perché il bene
necessariamente ha sempre i suoi contrarii, e quanto è migliore tanto
peggiori. Dunque non vi stupite ne perdetevi mai d'animo; anzi
quanto più cercano di impedirvi voi confermatevi di più nelle vostre
buone risoluzioni, e procurate di capire tutto quello che nel Signore
avete ben ideato di fare a gloria sua ed a vantaggio dei vostri simili. Lo
compirete; perché il Signore vi darà grazia; e stanti le contradizioni il
vostro operare sarà più puro e con maggiore merito; e questo sarà
sempre il vero frutto, che la Provvidenza permettendo le contradizioni
vorrà cavare per voi. Approvo poi grandemente che vi serviate del
R.mo Can.co Valsecchi. Tutte le volte che vi accorrono difficoltà ed
imbroglii ricorrete a Lui, che meglio di ogni altro saprà districare ogni
cosa e vi diriggerà in modo che vada bene. Io non posso che far
coraggio a voi e alle vostre Compagne sul vero appoggio della
infallibilità ed immancabilità di Dio, che aggradisce il bene che noi
facciamo, e lo sostenta ognora; e più si può dire particolarmente
quando quel bene inchiude la carità, che si fa ai poveri Figliuoli, e alle
povere figliuole, che sono le creature più care al suo Cuore.
Il Signore vi benedica tutte; e pregate Lui e la B.ma V.ne per me.
vostro aff.mo
+Pietro Luigi V.vo
Corrispondenze
39
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 32
Berg. 19 7:bre 1864
Car.ma nel Signore
Ho ricevuto un pò tardi la vostra lettera quand'ero in visita. Le
cose che avete ideato van bene. I Direttori che cercate per gli Esercizii
delle vostre Religiose sono opportuni. Fate pure; e procurate di far
tutto bene, che io sono contento. Voi manentenetevi quieta, e tirate
avanti. Quando vi vengono le apprenzioni su quello che fate, o che non
fate, voi mandatele a spasso. Solo procurate di crescere in voi più che
potete la fede, la Speranza, e la Carità. Distaccatevi da tutto, anche da
voi stessa; e disprezzate tutto il mondo, che non val niente; e
apprezzate Dio solo; e cercate che egli sia contento dell'anima vostra,
perché gli servite e lo amate. Guardate che è facile contentar Dio, il
quale vede ed ajuta. Vi benedico con tutte le vostre.
aff.mo
+Pietro Luigi V.o
Corrispondenze
40
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 33
da Bergamo 15 9:bre 1864
R.da Madre
Ho ricevuto la lettera, che mi avete mandato da Soncino. Ma
finora non ho potuto riscontrarvela. Io sarò a Leffe a fare la visita
pastorale giovedì otto; ma come prevedo non mi avvanserà tempo da
trattenermi quavi con voi o colle vostre Figliuole. Sarà meglio che venga
un giorno di Avvento a trovarvi a Comonte, dove se non perderemo i
momenti inutilmente potrò sentir voi, e dire una parola anche alle
vostre Figliuole ed anche alle Fanciulle. Ma voi per l'anima vostra ferete
sempre meglio se tirarete dritto senza pensare, e senza intopparvi. Se
vorrete guardar per minuto, voi non farete che imbrogliarvi. Quando
avete dato a Dio tutta voi; e non volete che Lui; non cercate che di
servirlo; e di piacergli; a che prendervi pensiero di altre cose? Perchè
intopparvi? perchè dubitare? perchè riflettere? perchè sminuzzare cose
già piccole? perchè volervi intricare come un pulcino nella stoppa?
Raccomandatevi bene alla B.ma V.ne Im.ta; e fate che tutte le vostre
preghino per sè, e per i bisogni comuni in questa Novena; e poi tirino
avanti fiduciose anche esse; giacchè il Signore si serve bene da voi col
cuore sincero e generoso, non con delle minute osservanze.
Pregate, e fate pregare anche per me
Vostro aff.mo
+ Pietro Luigi V.vo
Corrispondenze
41
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 34
[1864]
Car.ma in G.C.
Ricevo la sua del 9.corr. da Villa Campagna. Desidero che questa
Villa si coltivi bene e frutti bene colla benedizione di Dio e colla
intercessione di M.SS.ma Im.ta, e di S.Giuseppe, e degli Angeli Custodi, e
dei Santi Massime i Protettori. Il R.mo Can.co Valsecchi, cui Ella, R. Madre
e le sue Figliuole sono obligatissime a questo mondo,mi ha contato tutto
il successo costì, e i buoni avviamenti che vi sono, e le accoglienze
cordialissime che hanno avuto da cotesto buon Vescovo tribolato, ed
anche mi ha fatto sentire una lettera, in cui si diceva che il V.vo avea
procurato bene e presto pel Prete da assistere alla casa loro, ecc. bello
come mi dice V.R. nella sua lettera che ricevo adesso. Ho ringraziato
Dio anch'io con loro; e lo ringraziino esse ripetutamente e preghino
anche per quel buon V.vo loro Superiore costì, e loro Padre amoroso ed
impegnato del loro bene a ciò Dio lo assita in tutto, illumini e
benedica. Quando può gli bacci la mano per me, e gli faccia sapere che
a principio quando sa anche V.R. io gli ho scritto.
Riguardo al Prete non so se basteranno le ottocento lire per
vivere. a ogni modo il Valsecchi pensa di trovare e di scegliere questo
Prete opportuno, ed io lo concederò volentieri perchè faccia del bene
costì presso di loro, ed anche in cotesti buonissimi fedeli.
Sono stato a Comonte anche quando minacciava la tempesta; si
figuri se non vi tornerò quando non più tempesti.
Che bisogno di dubbi e di scrupoletti, adesso che vi è tanto da
fare pel servizio di Dio e delle anime. Gli Apostoli aveano da fondar la
Chiesa nel mondo, e quindi trattavano un affare un pò più grande di
quello che ha V.M.R. Però non ne aveano nessuno dei dubbi, degli
scrupoli, ed operavano per sola gloria di Dio e bene delle anime con
ogni libertà di coscienza Li imiti nel suo […]
Il Signore conservi V.M.R. a bene e a gloria sua ed Ella mi creda
memento mei.
Suo aff.mo
+ Pietro Luigi V.vo
Corrispondenze
42
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 35
16 And. [luglio 1863]
Car.ma
in G.C.
Il Can.co Valsecchi mi ha mandato su questa mattina la vostra
lettera del giorno 12 del and.e. Io vi lascio scegliere fra i nostri Preti
come vi piace; perché desidero che siate bene assistite e servite perché
è un bene considerevole il vostro, e quello di cotesta buona
popolazione; perché vorrei soddisfare a quel V.vo e a quel Paroco; e
perché spero non vogliate dispararmi l'Altar maggiore, e spero di
poter supplire a quel voto che mi farete. Quindi se volete intendervi
anche col Mussinelli, fattelo. Sebbene mi rincrescerebbe privarmi di un
buon Prete, in un paese, come è quello, in cui si trova il Mussinelli;
però non posso neanche privar Lui di un vantaggio forse necessario.
Dio illumini, e provveda a voi, a Lui; e a noi! Pregate molto, e fate
pregare le vostre Religiose, e le Figliuole, secondo la retta intenzione,
che mi farete grande carità. Vi benedico di cuore.
aff.mo
+ Pietro Luigi V.vo
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43
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 36
Berg. 31. Genn. 1865.
Car.ma
Il Paroco di Mornico lo vogliono tutti; ed egli a tutti non può
prestarsi; ed io gli dico di preferire quelli, pei quali importa di più.
Quello di Telgate vi farà assai bene anch'egli; ed è più facile che si
trovi in libertà. Quello di Marne è buonino; e potrà giovare egli pure
moltissimo. Scegliete; che io mi fido di voi, anche se mettete gli occhii
sopra qualche d'un altro, quello che potete trovare.
Ho benedetto il fazzoletto per la vostra Compagna. Fatela
guarire. Pregharò e la benedico di mani nella S.Messa.
Fate bene voi e le vostre Compagne, e fate far bene alle vostre
Figliuole. Le benedico tutte anch'esse.
Adesso bisogna pregare di continuo: supplicare Dio e la B.ma V.ne
Im.ta,e gli Angeli, e i Santi. S.Giuseppe è vostro Protettore particolare. Il
bisogno nostro incalza, anzi che cessare. Arriveremo ad ottenere
secondo la volontà di Dio. Se voi volete fare qualche breve visita di
più al SS.mo, e qualche poca cosa di più, potete farla per la necessità
particolare; ma fate bene, senza scrupoli,, senza timori, con
confidenza, con contentezza invariabile dell'anima vostra, con
sicurezza, perchè non servite miga a Dio il quale sia duro, alieno,
inflessibile verso di voi; ma servite a Dio, che vi ama, che può tutto,
che sa tutto, che vuole assistervi ed ajutarvi, e che vi compatisce con
tanta bontà, e vi perdona quando mancate, e che dispone ogni cosa
dentro e fuori e intorno di voi per il vostro profitto. E' bel fare con Dio;
è bel servire a Lui. Ci è Padre, è gran Padre, è più che Padre, se sarete
pusillanime, farete torto a Dio, e conchiuderete poco. Se sarete generosa,
superiore a tutto, e grande di cuore e di risoluzione Dio vi abbraccierà,
e vi porterà.
Pregate anche per me, e fate pregare.
Vi benedico, in particolare, e sarò a voi.
aff.mo
+ Pietro Luigi V.vo
Corrispondenze
44
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 37
1 Marzo 65
Car.ma
Le facoltà le avete tutte al solito. Voi siete dispensata. Dispensate
anche le altre, o Compagne o Fgliuole secondo che stimate meglio.
Bisogna custodire quella poca forza e sanità che abbiamo per potere
impiegarsi nel bene che si ha da fare. Pregate, e fate pregare
istantemente sempre per tutti i bisogni che sempre crescono: ma il
Signore ha buona disposizione di ajutare e di benedire se noi
confidando in lui lo preghiamo. E chi sa che presto non faccia vedere
l'opera sua ognor più manifesta? Pregate anche la B.V. Im.ta e S.
Giuseppe; e meditate la Passione.
aff.mo
+ Pietro Luigi V.o
Corrispondenze
45
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 38
Bergamo 8 Aprile 1865
Car.ma
e
Stim.ma
in G.C.
La Chiesa generalmente ha stabilito che alle Vergini consacrate
al Signore e viventi in clausura si cambii il Confessore ogni tre anni,
dando inoltre a loro più volte all'anno altro Confessore straordinario.
Sebbene voi colle vostre Religiose non siate precisamente nel caso, pel
quale ha ordinato la Chiesa, però farete sempre bene ad avere in vista
le sue prescrizioni per imparare, ed uniformarvi in quanto potete, ed è
bene. Adesso lasciate che il Confessore, che avete costì di presente,
termini il suo secondo triennio; e se vi occorre necessità o di
correggere le vostre Religiose, o di ammonire rispettosamente lo stesso
Confessore, fatelo pel migliore andamento della vostra casa con tutta
libertà, che non vi sarà che obligato il Confessore ed anche le vostre
Religiose; giacchè non si tratta che del miglior bene tra persone che
tutte lo cercano e lo vogliono. Dopo a scegliere il Confessore più
opportuno vedremo e penseremo; perchè è cosa che importa più di
quello che si può dire per una Casa Religiosa, e femminile, la quale si
voglia o non si voglia vien sempre ad essere ispirata ed informata dal
Confessore e se aveste anche da scommodarvi un pò per avere il
Confessore più opportuno, non vi rincresca; che sarà un guadagno.
Intanto ringraziate il Signore per quello che avete, che è buono,
giudizioso, e prudente; ed a voi tocca di tenerlo avvertito di quello che
nell'interno della casa nasce o fa di bisogno.
Su a Leffe vi do licenza di fare come fate costì a Comonte.
Riguardo alle Figliuole verranno a formarsi un pò alla volta
ottime ai vostri bisogni quelle, che avete; ed è vostro dovere di formar
bene quelle, che il Signore vi ha dato. Colla sua grazia, e colla continua
istruzione, e quasi nuova educazione, che dovete dare a Loro voi
stessa, e le migliori Compagne, che vi ajutano, (e notate bene: dico solo
vi ajutano; perchè la istituzione principale alle vostre Religiose la
dovete dar voi) impareranno, si emenderanno, si perfezioneranno le
Religiose presenti; e Dio non mancherà di aggiungervene delle altre,
che saranno scelte, e destinate da Lui. Non trascurate,nè vogliate fare
minor conto di quelle, che vi ha dato, sospirando altre che vi abbia da
dare.
Corrispondenze
46
Opera Omnia
Sono infine della lettera, e a voi parrà che io trascuri voi perchè
non vi ho detto nulla in particolare. Non è vero v'ho detto il più. E poi
in questi giorni che volete fare altro che guardare al Signore, morire
con Lui, pregarlo, e confidare sia per voi, sia per le vostre, sia per tutti
e così vi benedico insieme con tutta codesta vostra famiglia.
aff.mo
+ Pietro Luigi V.o
Corrispondenze
47
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 39
Berg 16 7:bre 18657
Car.ma
Concedo le licenze al solito; e facciano bene tutte. Ma l'Arciprete
di Telgate io mi trovo averlo promesso al V.vo di Crema per gli esercizii
del Clero. Colà non potrà mancare. Per le Figliuole si troveranno altri;
ed uno lo suggerisco subito, e piace anche a loro, nella persona del
mio Curato del Gavarno. Egli ha fatto le meditazioni per simili esercizii
su ad Albino con buon successo.
Cerchino un altro per le Istruzioni; e si contentino; che in questo
anno di Giubileo i più bravi mi premono per le Missioni nei paesi.
Benedico a tutte, e mi dichiaro
aff.mo
+ Pietro Luigi V.vo
7
Di Bianchi annota: mese errato: non settembre ma agosto perchè:
1- l'8 settembre per la Madonna va in altro posto.
2 - Presto avremo la Novena della natività di MAria.
3 - Sabato è festa di S. Alessandro 26 agosto. Nel 1865 cadde
proprio in sabato.
Corrispondenze
48
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 40
Berg. 23 7:bre8 1865
Car.ma
Forse potrò venire anche il giorno nono di 7:bre; ma temo di no;
perchè il giorno della Madonna, se posso, voglio andare in un altro
luogo; e facilmente sarò impedito il giorno seguente. E voi perchè vi
ostinate nel giorno nove? Presto verrò a Comonte ad ogni modo; e se
non vi sarà da fare la vestizione, vedrò voi e le vostre Figliuole e questo
mi basterà. Benedirò quella vostra buona Compagna. Fate che si
custodisca, e pregate Dio che ve la conservi. Direggete bene tutte le
vostre case; e fate che le Religiose, e le Fanciulle sieno virtuose
sodamente e davvero. I Figliuoli è più difficile impiantarli, e dirriggerli.
Il vostro uomo, che avete laggiù, spero che farà bene; e tocca a Lui. Mi
raccomandano due orfanelle di poca età, che restano in istrada,
essendo morto il Vicario di Rota Fuori che le avea raccolte con
altre.Voi mettete d'avermi detto tutto; e che io abbia sentito, e ben
capito tutto; e poi tirate avanti senza la vostra testa, e senza il vostro
cuore, e senza nessun vostro sentimento, e solo con un tantino di
orecchio da capire la parola, che vi dico, e poi fare quel, che vi dico
senza pensiero, nè riflesso, nè fastidio. Presto avremo la Novena della
Natività di Maria: fatela bene, e fatela far bene; e preghiamo, e
confidiamo. Sabbato sarà il giorno del nostro grande Protettore
Generale della Diocesi; e su in Paradiso potrà molto anche Lui pel bene
nostro. A profittare tanto voi come le vostre, debbamo perdere: a
misura che perderete, e morrete (essendo buone di capir bene questo
documento) anderete avanti nella virtù, e nello spirito, e nella
santificazione, e profittarete in merito, e realtà. Vi benedico con tutte, e
mi dichiaro vostro
aff.mo in G.C.
+ Pietro Luigi V.vo
8
Di Bianchi annota: Agosto
Corrispondenze
49
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 41
Bergamo dal Vescovato
5 St.bre 1865
Car.ma nel Signore
Volete fare il Vostro Giubileo; però se lo fate, quando si fa nella
Parochia, in cui si trovano le vostre case, non sarà che meglio. Visitate
due volte la Chiesa vostra; e pregate giusta la intenzione del Sommo
Pontefice, che ben possiamo anche indovinare quale sarà nelle
presenti circostanze: digiunate il mercoledì, il venerdì, ed il sabbato di
una settimana; il confessore potrà cambiarvi il digiuno, anche fuori di
Confessione, anche in comunione, anche dicendo alla Superiora, perchè
la Superiora dica a tutte, e faccia, e disponga per tutte; io a voi direi di
fare in vece del digiuno un pò di astinenza: confessatevi e
comunicatevi; la confessione in quattro parole, e la Comunione più
santamente che potete; alle ragazze, che non si comunicano, cambii il
confessore come sopra: fate un pò di limosina; avete sempre da dover
fare carità; avete sempre delle ragazze da potere o dover ricevere;
perchè cercano, e non è possibile liberarsi; tutto giova anche nel
Giubileo; e la Superiora supplisce nel far limosina anche alla limosina
che per lucrare il Giubileo dovrebbero fare le singole persone che sono
in sua mano. Santificatevi più che potete massime nel mese del
Giubileo; ed ecco che avete fatto tutto. Per quanto all'anima vostra, voi
avrete sempre bisogno di attendere alle principali virtù, alla Fede, alla
Speranza, alla Carità,. Attendete a questo, che morta a tutto viviate solo
in Dio. Non guardate a voi; sorpassatevi, e dimenticatevi; guardate a
Dio che è tutto. Potete non curare gli stessi vostri ordinarii mancamenti
se vi immergete in Dio affinchè Egli ve li asperga tutti e sia Egli il
vostro rimedio, consolazione, lume, conforto, e sostegno. Pregate
sempre e fate pregare per tutto e per tutti; e speriamo nella
intercessione della gran Vergine Immacolata.
Vi benedico di cuore con tutte le vostre e ricordatevi anche di
me e del mio Vicario.
Aff.mo
+ Pietro Luigi V.vo
Corrispondenze
50
Opera Omnia
Corrispondenza di Alessandro Valsecchi,
canonico
CORRISPONDENZA 42
il 23 Giugno 1852. Bergamo
Illustr.ma Sig.ra Contessa!
Non avendo potuto rispondere prima alla gentilissima sua del
19 corrente, né volendo lasciarla in una angosciosa incertezza circa la
condotta di suo figlio, scrivo la presente e la consegno al suo figlio
med.mo, il quale godrà sentirsi ripetere da Lei quello che vi si contiene;
giacché da molto tempo io non ho argomento di lamentarmi né
intorno agli studi né intorno alla disciplina anzi me ne lodo, e ho tutta
la lusinga che non sia per mancare a se stesso, a suoi superiori, e molto
più a suoi parenti. I rispetti umani pare che diano luogo, a poco a
poco, e vinti questi, credo che tutto il resto sia facilissimo. Le savie
ammonizioni e le incessanti preghiere colle quali Ella, adempiendo le
parti di madre veramente cristiana, assiste suo figlio, giovano al
medesimo assai più che le mie parole e le mie cure. Non che accusi suo
figlio, che anzi accuso me stesso vedendomi troppo inferiore al
delicato officio che mi sono addossato. V.S. adunque faccia di assistere
colle sue orazioni non solo il suo Carlo, ma il Rettore e avrà fatto un
gran bene ad amedue. Io la ricambierò alla meglio raccomandandola ai
miei sacrifizii e raddoppiando le attenzioni verso suo figlio. La prego
dei miei più ossequiosi rispetti all'ottimo suo marito nel mentre ho
l'onore di professarmi della S.V.I.
Umil.mo Divot.mo Obbl.mo servo
P.te Alessandro Valsecchi
Corrispondenze
51
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 439
1853
… Il vostro Carlino è malato; non vi turbate per ciò; il male non è
poi grave, ma potrebbe diventarlo. Io penso che nel collegio non potrà
trovare quelle cure che troverebbe in famiglia sotto gli occhi del padre,
tra le vostre cure amorevoli e sapienti… E che il respirare l'aria nativa
potrebbe essergli cagione di troncare l'apparso malanno e ridonargli
la primitivafreschezza…
9
(1853) da padre Nicola * Giugno da padre Severino(SC 91)
"dall'Orfanello Agosto 1921"
Corrispondenze
52
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 44
dal Collegio il 1° Aprile 1854
Ill.ma Signora!
Per di Lei quiete e a mia discolpa credo di doverla avvertire che
attendo da Mons. Vescovo di Brescia un'istruzione circa l'atto che io
tengo in mano. A quel Vescovo, mi hanno detto, che sia pervenuta
una grande sostanza per la fondazione di un Istituto di beneficienza;
ed io ho creduto bene informarmi del modo con cui è pervenuta al
medesimo questa sostanza per prender norma senza però manifestare
al medesimo né il nome né le intenzioni della S.V.I. Intanto io vado
digerendo l'atto, come mi pare meglio, sulle norme da Lei stessa
tracciatemi; e non sono ancora riuscito a terminarlo atteso le
straordinarie occupazioni avute in questi giorni per gli esami
semestrali. Mi pare però che non debba essere una cosa tanto urgente
avendo già Ella garantito abbastanza le sue intenzioni. Nelle vacanze
di Pasqua potrò terminare meglio ogni cosa e verrò io stesso a
riconsegnarle tutti gli atti.
Io sono lieto di poterla assistere secondo le deboli mie forze in
opera di tanta carità e prego Dio che la consoli colle sue consolazioni
che non sono quelle di questo mondo. La memoria del sagrifizio che la
B.ma V. Maria ha fatto per amor nostro nella morte del suo Divino
Unigenito varrà in questi giorni più che altro a confortarla nel dolore
della perdita per Lei e per chiunque ha conosciuto da vicino il suo
Carlo, sempre nuova. Io stesso ho perduto in esso il primogenito del
mio Collegio, e mi conforto pensando che sarà come le primizie di quei
frutti che saranno offerti a Dio in abbondanza da questo campo che ho
piantato e che vado coltivando con tante fatiche per la salvezza della
nostra Gioventù.
Aggradisca l'umile servitù e la rispettosa divozione di chi ha
l'onore di professarsi della S.V.I.
Umil.mo Obbl.mo servo
P.te Alessandro Valsecchi
Corrispondenze
53
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 45
Bergamo il 23 Aprile10
Ill.ma Signora!
Il notaio mi ha fatto leggere quella carta, l'approvo in ogni parte
ma prima di ritoccarla qua e là ha invitato purché avvi a ripetere alla
S.V.I. quanto circa le avea già avvertita, cioè che i legati della somma
complessiva di 84.000 lire e lire ottantaquattromille sembrano troppo
gravosi e pare che in tal modo calcolate le spese di riduzione o
acquisto di locali non vi potranno farle così bene. Le 60.000 per le
monache bastano appena pel locale e con questo legato si da una tal
ferita all'orfanotrofio da mettere in imbarazzo chi lo deve attivare.
Così il notaio, il quale supponeva meco che la sostanza disposta
potesse sommare a lire di circa 250.000. Quindi il medesimo
opinerebbe che si avesse a lasciare largo e ricco l'orfanotrofio che è la
prima istituzione destinata anche a perpetuare la memoria del suo
Carlo e riservarsi poi essa di attivare vivendo l'altre fondazione alla
quale, nel qual caso, potrebbe disporre un lascito di 20.000 lire. E'
meglio una cosa ben stabilita che due abbozzate.
Ella conosce meglio il suo asse prenda in seria considerazione i
riflessi del notaio e poi mi dica che si ha da fare e come combinare
l'atto.
Due giorni dopo la risposta potrà rimandare la persona di sua
confidenza a prendere l'atto che sarà allestito.
Monsignore ha aggradito il bel velo della pisside e mi ha
incombensato di attestarle la sua riconoscenza.
S'approfitti del tempo preziosissimo della tribolazione per il
maggior bene della sua anima; e si disponga in tal modo al compiere
la divina volontà sopra di Lei.
Mi perdoni la fretta e la confidenza con cui le ho scritto e
m'abbia sempre quale me le professo con stima e divozione
Divot.mo Obbl.mo servo
P.te Alessandro Valsecchi
10
1854 padre Nicola *
confermata da padre Severino (SV 103)
Corrispondenze
54
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 46
Bergamo il 26 Aprile 1854
Ill.ma Signora!
Ecco l'atto con tutte le modificazioni possibili e impossibili.
L'occupazione straordinaria che mi porta l'ingresso degli alunni
m'impedisce di trascriverlo e la S.V. mi avrà per scusato. Stia unita al
Sacro Cuore di Gesù e imparerà meglio che dalle creature come
consolare e santificare il suo dolore e la sua solitudine. Coi soliti sensi
di stima e di rispetto me le professo
Umil.mo Divot.mo Obbl.mo servo
P.te Alessandro Valsecchi
Corrispondenze
55
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 47
dal Collegio di S.Alessandro in Bergamo
il 16 Maggio del 1854
Illustrissima Signora!
Ho ricevuto e tengo in deposito la di Lei disposizioni del 26
aprile che ho trovato in piena regola, meno l'omissione di una parola
al N° 11, ove è detto dell'orfanotrofio e manca la parola nella Chiesa.
Per questo procurerò di venire un giorno a Comonte anche perché
sarà bene dichiarare che il foglio tagliato avanti il medesimo N° 11
conteneva nulla e fu tagliato da Lei stessa.
Riguardo ai due notai l'ultimo mi ha domandato due napoleoni;
e quanto Ella creda di darglieli mi pare che il primo non meriti meno.
La firma del Notaio mi dice il notaio stesso che sia inutile; ma
forse converrà meglio fare al medesimo una consegna legale della
disposizione, intorno alla qual cosa ci intenderemo a voce.
Godo assaissimo dei buoni sentimenti, da cui la vedo animata
nella tribolazione datale da Dio. Faccia in modo però che il tutto
proceda in Lei con la massima quiete ed umiltà senza sforzo, senza
violenza, senza inquietudine seguendo la volontà di Dio come una
figlia sua madre. Questa regola la mantenga sempre anche quando le
sembrasse di aver mancato in qualche cosa. Io non ho mai potuto far
pace con certe anime, che si propongono di raggiungere piuttosto una
certa idea e un certo grando di santità, che si sono formate nella loro
mente anzichè Dio stesso. Credo che una gran parte delle inquietudini
e mali umori nelle persone divote derivi da questo. Ella non ha
bisogno di questo mio consiglio, ma io ho voluto dirlo per tenerla
sempre più lontana da uno scoglio, in cui il di Lei sesso urta sì
facilmente. Ami Dio schiettamente con tutto il cuore, sia pronta per
Lui ad ogni sagrifizio, tenga libero il cuore d'ogni affezione e tutto il
resto verrà da sé.
In questo mese faccia qualche cosa ad onore di Maria e
specialmente qualche limosina di più ai poverelli. Dica qualche cosa
anche per me al suo Carlo in Paradiso ove certo mi avrà perdonato
tanti mali esempi e avrà di me maggior comprensione. Con tutta la
stima e rispetto sono della S.V.I.
Umil.mo Divot.mo Obbl.mo servo
P.te Alessandro Valsecchi
Corrispondenze
56
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 48
Bergamo il 2 Luglio 1854
Illust.ma Signora!
Dopo l'ultima volta, che io fui a Comonte, sono stato sempre
occupatissimo ed anche disturbato in modo, che per quanto lo
desiderassi, non ho potuto mai rispondere alle sue lettere, che pure mi
tornano sempre carissime. Mi pareva anche che non stava bene
scriverle senza mandare insieme le ricevute dei due legali e solamente
ieri l'altro ho potuto avere quelle del Dott. Roviglio. Riceva adunque
con la presente le due ricevute e insieme le scuse del mio ritardo.
Il buon desiderio, che Dio le mantiene, di amarlo e servirlo è la
maggiore ricompenza che potea darle per quanto ha fatto e sofferto per
Lui e ne lo ringrazii ben di cuore. Procuri poi di mandarlo ad effetto
mano mano che le si presentano occasioni di esercitare o la
rinnegazione o la carità, sia nelle piccole cose sia nelle maggiori; ma
seguendo naturalmente e quietamente l'ordine della Providenza senza
voler prevenire il tempo e la grazia di Dio. Bisogna sempre essere
padroni di se stesso, e ricordarsi sempre che Dio è quello che dat velle
et perficere: e che dal canto nostro ci dobbiamo guardarci dall'opporre
resistenza alla grazia di Dio. La memoria dei novissimi, la
meditazione dei patimenti di N.S.G.C., la frequente comunione, la
divozione a Maria SS.ma sono mezzi sicuri, efficacissimi per regolare i
movimenti della nostra volontà, e disporla sempre meglio alle
operazioni di Dio.
Desidero di venire un giorno a Comonte, ma non so quando
potrò effettuare questo desiderio. Intanto me le raccomando quanto so
e posso, perché sento uno straordinario bisogno delle altrui orazioni
per me e per questo Istituto ancora nascente e incerto e pieno di cure e
di travagli. Con tutta la stima e divozione mi professo della S.V.
Obbl.mo Divot.mo servo
P.te Alessandro Valsecchi
Corrispondenze
57
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 49
Bergamo il 5 agosto 1854
Stim.ma Signora!
Reduce da Ardesio era mia intenzione di fare una gita a
Comonte per combinare alla meglio l'affare di quel "volto", ma poi
alcuni riguardi mi hanno dissuaso. Ho procurato poi di intendermi
con D. Bartolo, il quale mi ha mostrato disegni e mi ha fatto conoscer
quanto ho voluto sapere. Io avrei proposto di rimettere il disegno in
mano del capo muratore Peverelli, persona molto intelligente,
sperimentata e dabbene. Egli verrà (in) sopraluogo, riformerà il
disegno in modo di fare una cosa decente ma senza lusso e poi saprà
dire il minimo della spesa. All'uopo s potrà incaricare il Peverelli
stesso dell'esecuzione facendo col medesimo come un contratto di
sorta per non sottostare a qualsiasi eventualità. La S.V. ci rifletta ed io
intanto senza impegno alcuno disporrò che il signor Peverelli venga a
Comonte più presto che sia possibile per concretare il suo progetto.
Mi faccio un dovere di mendarle una copia del programma che
ho fatto stampare alla fine dell'anno scolastico p.p. e sono dolente di
non poterle mandare insieme le memorie col suo Carlino. Nutro
fiducia però di poterlo fare, fra pochi mesi. Del resto non ho altro a
dirle se non che ripetere le solite raccomandazioni eccitandola ad
uniformarsi più perfettamente che sia possibile alla volontà di Dio
ripetendo spesso quelle parole così semplici così sublimi che erano
sempre sulle labra del Serafico S. Francesco "deus meus et omnia - Dio
mio e mio tutto".
Che luce, che ricchezza, che gaudio, che pace, in queste parole!
Se le faccia sue ma di cuore collo schivare ogni cosa che sappia
del singolare; col praticare in ogni incontro la annegazione, col
purificare sempre più la propria intenzione, col rivolgersi a Dio in ogni
cosa, coll'attendere assiduamente a qualche lavoro ed alle faccende
domestiche, come faceva la Beata Vergine e come fa ogni povera
donniciuola umile e timorata di Dio.
Con queste poche parole ho voluto venire a visitarla nella sua
solitudine perchè Ella ricordandolo non sia più solitaria. "Deus meus
et omnia". Mancheranno tutti gli uomini, mancheranno tutte le cose;
Corrispondenze
58
Opera Omnia
Dio non mai, e a Dio tutto, Deus meus et omnia, se ne ricordi e
m'abbia quale mi pregio con viva stima e gratitudine.
Umil.mo Div.mo
P.te Alessandro Valsecchi
Corrispondenze
59
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 50
Il 2 7bre 1854 Bergamo
Preg.ma Signora!
D.n Pietro Carrara mi ha consegnato una corona e sei pezzi da 20
fr. per D. Luigi Vitali. Ne la ringrazio io stesso di tutto cuore per l'ajuto
che presta a quel Sant'uomo in opera eminentemente rivolta alla
gloria di Dio.
Ho veduto l'altro ieri D.n Bortolo, abbiamo parlato di quella
faccenda a Lei nota, e l'ho affidato che la S.V.I. era ben intenzionata e
avrebbe fatto cosa da contentare anche codesta buona gente, tra la
quale vive da lungo tempo, ed ove la memoria del di Lei Carlo è più
viva ed affettuosa.
Non posso dire di più, né trattenermi più a lungo perché D.n
Pietro vuol partire ed io sono aspettato. La ringrazio dei riguardi che
mostra per me, e dei quali procurerò di essere non del tutto indegno.
M'abbia quale mi pregio con stima e gratitudine
Divot.mo Obbl.mo servo
P.te Alessandro Valsecchi
All’illustrissima Signora
La Sig. Costanza Cerioli Buscchi Tassis
Comonte
Corrispondenze
60
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 51
Dal Collegio il 19 7bre11
Stimat.ma Signora!
Perdonera se oso impacciarmi di cose che non mi appartengono
poiché questa volta non posso tralasciare e lo faccio anche per
consiglio di Mons. Vescovo. Quell'unica e piccola finestra nella
facciata della Chiesa di Comonte a un tale inconveniente, che sta bene
riparato adesso che non si sono ancora levati i ponti: Io ne ho parlato
con D.n Giuseppe, ma egli non ha mezzi di sorta per sobarcarsi alla
piccola spesa. La S.V., che ha fatto già tanto e va facendo tuttavia tanto
bene, non potrebbe fare anche questo di dare un po' di luce alla chiesa
della sua contrada? Così si renderebbe maggiormente benemerita
della casa di Dio e di cotesta buona gente, riparerebbe ad un
gravissimo inconveniente che certamente dovrà recare continuo
dispiacere ed incomodo a Lei med.ma ogniqualvolta si troverà a pregare
in quella chiesa. La si immagini quella piccola finestra colla luce
ristretta dal telaio, impedita dalla navata e più dalla cantoria larga che
le va sotto, e dai due muri avanzati e supponga un giorno nebuloso e
poi mi faccia ragione. So che Ella non vi ha colpa, che ha adempiuto
alla sua promessa, ma tutto questo non toglie che l'inconveniente sia
grave e che Ella non faccia una bella cosa e una azione molto meritoria
a corregerlo. Ciò basta, il di più sarebbe offenderla.
Del resto mi consolo molto con Lei poiché vedo che il Signore se
ne serve per il bene e la salute di molte anime. Procuri di tenersi
sempre avanti Iddio in grande indifferenza per tutto quello che vuole
da Lei, preghi e cerchi e scielga a preferenza quello che più serve alla di
Lei umiltà e annegazione. Vanitas vanitatum et omnia vanitas.
Raccomandi al Signore Iddio le mie cose e me stesso con promessa di
fare io stesso con Lei.
11
1854 dice padre Nicola * conferma padre Severino (SC 107)
Corrispondenze
61
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 52
Bergamo il 5 8bre 185412
Stim.ma Signora!
Reduce da Verdesio era mia intenzione di fare una gita a
Comonte per combinare alla maglio l'affare di quel volto, ma poi
alcuni riguardi mi hanno dissuaso. Ho procurato poi d'intendermi con
D.n Bortolo, il quale mi ha mostrato i disegni e mi ha fatto conoscere
quanto ho voluto sapere. Io avrei proposto di rimettere il disegno in
mano al Capo muratore Peverelli, persona molto intelligente,
sperimentata e dabbene. Egli verrà sopra-luogo, riformerà il disegno in
modo di fare una cosa decente ma senza lusso e poi saprà dire il
minimo della spesa. All'uopo si potrà incaricare il Peverelli (?) stesso
dell'esecuzione facendo col medesimo come un contratto di sorta per
non sottostare a qualsiasi eventualità.
La S.V. ci rifletta ed io intanto senza impegno alcuno disporrò
che il sig. Peverelli (?) venga a Comonte più presto che sia possibile
per concretare il suo progetto.
Mi faccio un dovere di mandarle una copia del Programma che
ho fatto stampare alla fine dell'anno scolastico po.po e sono dolente di
non poterle mandare insieme le memorie del suo Carlino. Nutro
fiducia però di poterlo fare fra pochi mesi. del resto non ho altro a dirle
se non che ripetere le solite raccomandazioni eccitandola ad
uniformarsi più perfettamente che sia possibile alla volontà di Dio
ripetendo spesso quelle parole così semplici e così sublimi che erano
sempre sulle labra (§) del serafico S. Franco. Deus meus et omnia. -Dio
mio e mio tutto. Che luce, che ricchezza, che gaudio, che pace in
queste parole! Se le faccia sue ma di cuore collo schivare ogni cosa che
sappia di singolare; col praticare in ogni incontro la annegazione (*), col
purificare sempre più la sua intenzione, col rivolgersi a Dio in ogni
cosa, coll'attendere assiduamente a qualche lavoro ed alle faccende
domestiche, come faceva la Beata Vergine e come farebbe una povera
donnicciuola umile e timorata di Dio.
12
padre Severino legge 5 Agosto 1854 ma chiaramente è un errore di lettura (SC
105-106)
Corrispondenze
62
Opera Omnia
Con queste poche parole ho voluto venire a visitarla nella sua
solitudine, perché Ella ricordandolo non sia più solitaria. =Deus meus
et omnia=. Mancheranno tutti gli uomini, mancheranno tutte le cose;
Dio non mai, e Dio è tutto. deus meus et omnia. Se ne ricordi e m'abbia
quale mi pregio con viva stima e gratitudine
Umil.mo Div.mo servo
P.te Ales. Valsecchi
Corrispondenze
63
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 53
Dal collegio il 6 9bre 1854
Ill.ma Signora!
Pur troppo sta bene che si approfitti del bellissimo tempo che
corre per fare la visita da lei divisata alle RR.MM. del Sacro Cuore, e
potrebbe farla domani mattina. Io non ho potuto ancora parlare con
quelle monache, ma lo farei stasera senza nessun fallo, desiderando io
che siano prevenute della di Lei venuta. Se mai passando per Bergamo
credesse anche di fare una visita a questo collegio, ove crebbe a tanta
virtù e a sì belle speranze il di Lei amatissimo e nostro carissimo
Carlino, e non trova soverchia ripugnanza nella di Lei sensibilità, lo
faccia in buon ora, che io e tutti ne saremo consolati e onorati. La di Lei
memoria è indivisibile da quella del figlio primogenito di questo
Istituto.
Si conservi e cresca al bene della Religione e alla maggior gloria
di Dio che per questo è buona cosa il differire anche il possesso della
gloria del Paradiso.
Con viva stima e devozione mi pregio della S.V.I.
Umil.mo Div.mo servo
P.te Ales. Valsecchi
Corrispondenze
64
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 54
il 22 xbre 1854 dal Collegio
Stimat.ma Signora
Sono in debito da un mese di risposta ad una sua lettera; ma la
morte di un mio cariss.mo Professore, il pericolo di un altro, la malattia
di diversi alunni i quali stanno ora tutti bene, mi hanno sinora così
occupato che non ho potuto fare altro.
Rileggo ora la di lei lettera e sento con piacere che è stata a fare
una visita alle RR. Madri e che di più ha ricevuto una lettera della R.
Madre Generale. Mi piace assai che Ella coltivi questa relazione,
perchè sono donne veramente di spirito e di uno spirito assai buono e
sodo; ed Ella potrà ritrarre grande vantaggio per l'anima sua. Tratti
con libertà e semplicità ciò che deve fare sempre quando parla
specialmente di cose di spirito, ma sia per bisogno e per giovamento
dell'anima sua esercitando qualche volta in ciò un pò di rinnegazione.
Non badi a tutti i sentimenti, e movimenti interni; purifichi, raddrizzi
spesso la sua intenzione, e quando è risolta di non voler che Dio e di
agire solo per Iddio, disprezzi tutto il resto ed anche certe
imperfezioni e colpe leggere, in cui potesse incorrere.
L'effetto che qualche volta le produce la memoria del suo Carlo,
cioè una conoscenza e gratitudine verso Dio ed una indifferenza di
essere certa la sua volontà è un effetto buono dello Spirito Santo ed
Ella ne ringrazi il Signore rinnovando la protesta di voler fare in tutto
e sempre la di Lui volontà santissima.
Circa il modo di orazione invece di ascoltare poco e parlare
molto vorrei che ascoltasse molto e parlasse poco secondando in ciò gli
interni movimenti della grazia e del cuore, imitando l'esempio di
S.Franco che in queste cose non è presunzione ma umiltà e prudenza
l'imparare dagli altri e specialmente dei Santi quello che dobbiamo
fare. Che se non le restasse tempo per tutte le orazioni vocali potrà
compendiarle col parere del suo confessore e questo è conforme
all'insegnamento di S.Frano di Sales e alla pratica dei Santi. Ma tutte
queste sono cose interne, segrete tra lei, Iddio e il suo confessore;
sicché non può temer. Di singolarita: ed in ogni modo bisogna fare così
perchè in queste cose bisogna seguire l'unico maestro, che è lo Spirito
Corrispondenze
65
Opera Omnia
Santo, che a noi si manifesta per gli interni impulsi e per mezzo
dell'ubbidienza. Nel resto tenga ferma la regola di fare manifestamente
in tutto come fanno le altre donne del suo stato ed alle sue condizioni.
Abbisognando qualche volta di consigli per le cose sue potrà
rivolgersi al Parroco di Brusaporto, onde regolarsi al momento coi
lumi di una persona discreta e dotta, potendo però regolarsi coi lumi
già avuti altra volta sia di quel Parroco sia da chi la dirige nello spirito,
è bene che operi da sè per non avvilupparsi e per esercizio di
ubbidienza. Se si trattasse di confessarsi potrà avere maggior libertà.
Del resto la ringrazio delle orazioni che conserva di me avanti al
Signore e procurerò secondo le mie forze di contrcambiare nelle mie
orazioni e sacrifizi. Godo della sua buona salute e procuri di
mantenerla alla maggior gloria di Dio e in servizio dell'ottimo suo
marito. Faccia opera di promuovere fra cotesta buona gente la
divozione al cuore immacolato di Maria per la conversione dei poveri
peccatori; goda dell'immacolato concepimento di Maria e ne festeggi
la definizione, come sono certo che la festeggerebbe il suo Carlino.
A Lei e al suo marito e a tutta la sua famiglia auguro ogni
benedizione in queste feste Natalizie di Nostro Signore e buon capo
d'anno. M'abbia sempre quale con tutto il rispetto e la devozione gode
professarmi
Umil.mo Obl.mo servo
P.te Ales. Valsecchi
Corrispondenze
66
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 55
Addì 10 marzo 1857 Bergamo
Pregiatissima Signora
ia lode al Signore. L'idea del nuovo Istituto ch'Ella mi ha dato a
leggere la mi è sembrata veramente una cosa la più perfetta e la più
semplice e insieme la più provvida perchè ha in mira una classe della
società molto trascurata e quasi esclusa da tutti gli altri Istituti. Io non
esito a pronunziare che la di Lei idea, sia una ispirazione preziosissima
di Dio, che vuol fare una bella grazia a quella povera gente, che tante
volte non riceve dell'ingiustizia e dalla durezza degli uomini la
mercede dovuta à suoi stenti e alle sue fatiche. Ella poi ha un grande
motivo di consolarsi e di benedire e ringraziare il Signore che l'abbia
scelta ad istrumento per compiere i suoi disegni. Vede bene quanto le
cresce anche per questo il motivo e il dovere di amar Dio con tutto il
cuore e di fargli il sacrificio di tutta se stessa, che è quello che Dio
vuole da Lei più che le sostanze.
Anche il modo con cui è scritta quell'idea mi parve molto adatto
e proprio perchè semplice ed effettuoso: tuttavia mi sono permesso
alcune correzioni per la chiarezza che non toccano mai la sostanza,
meno circa l'età dell'accettazione, il qual punto sarà bene ancora
consigliarlo con Mons. Vescovo e maturarlo nell'orazione. Quando
avrà copiato un'altra volta il di Lei scritto, lo rimetta al Prelato e senza
più si rimetta al giudizio del medesimo e poi non pensi che a far la
volontà di Dio nell'attuazione dell'Istituto. Preghi e preghi molto e
sempre e non faccia mai nulla senza pregare.
Le restituisco anche quelle disposizioni testamenatarie a Lei
note, giacchè vedo che vanno ad essere distrutte e surrogate da
un'altra. Mons. Vescovo mi ha detto una parola così alla sfuggita; ma
per ora non ci siamo intesi.
Raccomandi al Signore anche l'anima mia e le cose mie e mi
abbia quale mi professo con tutto il rispetto e la stima.
Divot.mo Obl.mo servo
P.te Ales. Valsecchi
Corrispondenze
67
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 56
Bergamo il 15 aprile 1857
Stimatissima Signora!
Ho ricevuto la gradma sua del giorno otto and.te mese unitamente
al libretto delle illustrazioni e regole per le sue figlie. La lettura, che ne
ho fatto, mi ha lasciato una favorevole impressione; e mi sono
sembrate molto opportune allo scopo, e dettate da uno spirito di
discrezione. Tuttavi converrà sperimentarle per qualche tempo,
poichè sarà facile trovar nella pratica qualche cosa da mutare e
migliorare. Così credo che abbiano fatto tutti i Fondatori di qualche
nuovo Istituto. Io poi non potrei nemmeno occuparmi presentemente
della correzione, perchè sono applicate interamente a scrivere
l'orazione funebre del Co: […]Giuseppe Benaglio. Subito dopo mi
occuperò delle cose sue.
Quell'apparecchio alla SS.ma Comunione è veramente degno e
dell'ottimo giovane, che l'ha scritto, e delle Figlie di S.Giuseppe.
Pochissime cose sarebbero da toccarsi, e nessuna intorno alla sostanza
ma solamente alcune poche intorno all'espressione. Lo farò al più
presto io stesso; ma mi dia tempo da sbrigare prima quelle di cui sono
debitore da già lungo tempo.
Ella m'accenna di alcune carte, che io dovrei mandarle ma non
so di quali carte mi parli, perchè tutte quelle che avea (cioè l'atto
scritto dal R.Roviglio) io l'ho già mandate a Lei nell'ultima mia lettera.
Forse intendeva parlare di altre carte, che, se non erro, stanno in mano
di Mons. a cui le ha consegnate Ella stessa; ma quelle carte io non le ho
mai vedute nonche avute da mano. Ciò per di Lei regola.
Non posso trattenermi più a lungo: m'abbia per scusato. Le
raccomando diffidenza di se stessa e confidenza in Dio, umiltà ed
orazione. Con tutto il rispetto e la devozione mi professo.
Umil.mo Obl.mo servo
P.te Ales. Valsecchi
Corrispondenze
68
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 57
[18 Aprile 1857]13
A.M.D.G.
Stim.ma Signora!
Da oltre un mese le sono debitore di risposta ad una sua lettera,
che mi è stata carissima specialmente per le consolanti notizie che mi
dava della di Lei preziosa salute e dell'opera di carità che Ella ha preso
a fondare per il bene delle anime e per la gloria di Dio. Io non ho mai
dubitato che Dio togliendo a Lei il suo Carlino perchè la malizia del
secolo non l'avesse a pervertire, l'avrebbe poi fatta madre in una guisa
tutta spirituale ed angelica di altri molti figlioli e molte figliole che Ella
avrebbe preso a raccogliere, a custodire ed educare pel Paradiso. Oh!
La grazia grande che le ha fatto il Signore! Oh! Lo scambio prezioso
che è avvenuto tra Lei e Dio! Impari dunque a essere sempre più
generosa nei suoi sacrifizi e si abbandoni tutta in Dio nostro Padre:
continui con lena e compia l'opera buona, a cui è stata chiamata. Ma
faccia tutte le cose con grande semplicità, e longanimità, seguendo e
non prevenendo l'impulso di Dio, non fidandosi di sè stessa, e
regalandosi in tutte secondo il consiglio e l'ubbidienza. Così riuscirà
tutto e sempre bene.
Ho sentito da D.n Bortolo il buon successo dei SS.Esercizi e ne ho
provato la più grande consolazione per il bene della di Lei anima e per
il bene che ne verrà il di Lei nascente Istituto. D.n Bortolo è un uomo di
Dio, lo tenga caro e lo ascolti. Si ricordi di me apresso il Signore perchè
mi aiuti e mi sostenga e lo cerchi e lo ami unicamente. Ciò desidero e
prego a Lei stessa e me le professo con tutta stima e il rispetto.
Umil.mo Divomo Obl.mo servo
P.te Ales. Valsecchi
P.S. Le molte dicerie, che si sono ripetute a carico del mio
collegio per non essere stato visitato da S.M., mi hanno consigliato a
13
Longoni: dopo 10 marzo 1857
Corrispondenze
69
Opera Omnia
stampare un articolo sul foglio patrio. Ne mando una copia anche a Lei,
perchè suppongo che quel rumore sarà giunto entro Comonte e
perchè mi è noto l'interessamento della S.V. per l'istituto, ove il di Lei
Carlino attinse i sodi principi della scienza e della virtù, per cui in età
ancora giovinetta visse caro e riverito da tutti e maturò per il cielo.
Corrispondenze
70
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 58
[Prima del 5 Maggio 1857]14
Stim.ma Signora!
Le restituisco gli atti di preparazione e di ringraziamento alla
SS.Comunione con poche correzioni ed aggiunte, se Ella od altri
crederanno di ritenerle. Dopo averli ricopiati sarà meglio che gli
presenti Ella stessa a Monsignor Vescovo per l'approvazione. Io li ho
trovati molto esatti, affettuosi ed opportuni; e ritengo che possano
presentarsi senza soggezione anche a Monsignore. Ad ogni modo la
bella lettera del loro autore potrà servire di ottima e potentissima
commendatizia.
Riguardo all'istrumento per ora niente di nuovo. Raccomando
alla di Lei carità una persona defunta, che mi sta grandemente a cuore.
Il Signore Iddio la benedica con tutte le sue figlie, e la faccia crescere
sempre più nella morte a se stessa e nella carità di Dio.
Con tutto il rispetto e la considerazione mi professo,
Suo Divomo Obl.mo servo
P.te Ales. Valsecchi
14
Vedi epistola 164- 165
Corrispondenze
71
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 59
Bergamo il 7 maggio 1857
Nobil.ma Signora!
Il Giureconsulto Bonomi, a cui mi sono raccomandato per l'atto di
fondazione di codesto Istituto nascente, desiderava conoscere la
precedente disposizione di ultime volontà che io Le ho restituito per
andare, se mai vi fosse qualche cognizione utile al nuovo scopo e
fors'anche qualche cosa da ritenersi. Ella potrà mandarmele, oppure,
ciò che mi pare meglio, scrivermi sopra un foglio i di Lei pensieri e
precisando la sostanza […] cosa e quelle ereitate dal di Lei marito, e gli
obblighi che per avventura incombessero all'una e all'altra e che si
vorrebbero mantenere.
Preghi e faccia pregare il Singoree perché il tutto procedi
secondo la sua divina volontà con perfetta subordinazione per queste
nostre; e ricorra più spesso in questo mese al patrocinio di Maria.
Godo ripetermi con vera stima e colla maggior considerazione.
Suo Umil.mo
Divomo Obl.mo servo
P.te Ales. Valsecchi
Corrispondenze
72
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 60
Bergamo il 22 feb.° 1858
Stim.ma Signora!
Fatto riflesso a tutte le attuali circostanze, la di Lei gita a Soncino
mi sembrerebbe immatura e meno opportuna. Torni a scrivere
piuttosto alla cognata invitando a passare qualche giorno a Comonte
giacchè la S.V. si trova nell'impossibilità di abbandonare il nascente
Istituto e di esporsi fuori della Diocesi con una divisa che non è ancora
riconosciuta fuori della Diocesi.
Ho ricevuto quello scritto, ma presentemente non posso
occuparmente, perché devo passare ad una missione troppo
importante.
Preghi e faccia pregare il Signore per il buon successo del
Giubileo e perché sieno dispersi i consigli a compiere l'audacia degli
empi all'onore di Dio, alla salute delle anime, all'esaltamento della
S.Madre Chiesa.
Con ossequiosa stima e innalterabile devozione mi professo della
S.V.R.
P.S. - Ho ricevuto anche i tre napoleoncini d'argento e li passerò
oggi o dimani in mano all'avvocato.
Umil.mo Devotmo Obl.mo servo
P.te Ales. Valsecchi
Corrispondenze
73
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 61
Bergamo il 30 8bre 1858
Illust.ma Sig. Contessa!
La giovine che fu presentata ieri alla S.V.I. dalla N. Tubacher zia
della giovine stessa e che Ella ha avuto la bontà di sistemare e
riservare in cod.o Istituto da Dio benedetto, è veramente degna d'ogni
riguardo perchè oltre all'essere senza persone che ne abbiano cura e
prevenzione, si trova anche esposta al pericolo della seduzione tanto
maggiore quanto più lusinghiere sono le doti di cui va fornita e
quanto è più supina la buona fede di chi dovrebbe preservarnela. La
zia, che l'ha tolta al pericolo con carità e prontezza e forza meritevoli
d'ogni elogio è stretta a frequentare per vivere le case di ricovero ed è
impossibilitata a fare la guardia e a mantenere la giovine. Io avrei
scritto anche prima, ma trattandosi di una eccezzione alle Regole
dell'Istituto, ho preferito di non farlo, se Ella prima non avesse
manifestato il proprio parere circa l'accettazione. Ora poi che la vedo
disposta a fare l'eccezione, in vista dell'urgenze e delle peculiari
circostanze del caso, mi faccio un dovere di assicurarla che quanto le
viene esposto dalla Tubacher è la pura verità, e devo ringraziarla io
stesso della carità usata con quella povera giovine e con me la
ringrazia Mons.Pro-vicario e il conte Procersi.
Non ho tempo di aggiungere […] poichè aspettavo queste due
righe. Coraggio, si abbandoni in Dio e avanti. L'opera che ha tra le
mani non può essere più santa e più opportuna, ed io che ne conosco i
principii e tutto lo sviluppo non posso dubitare che non sia opera
voluta da Dio.
Mi raccomandi al Signore. La riverisce il Parroco di Strozza qui
presente.
Umil.mo Devotmo servo
P.te Ales. Valsecchi
Corrispondenze
74
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 62
Bergamo 14 -10bre -1858
Colend.ma
Superiora
Finchè il suo Istituto non ha avuto la sanzione della S.Sede parmi
fuori di tempo il parlare di voti perpetuti e non posso approvare
pienamente il pensiero dell'Ill.mo e Rev.mo Prelato di farli […] di anno in
anno; però con certe formalità per distinguere le suore che
pronunciano annualmente i loro voti dalle novizie che non hanno
ancora pronunciato i voti annuali in faccia alla Società. Il quarto voto
potrà riservarlo a chi Ella crede, ed anche questo obbligatorio per un
anno. Tutte le suore che hanno pronunciato i tre voti vestiranno l'abito
dell'Istituto con la corona ai fianchi e la croce al collo. Così mi pare.
Mi consolo per le sue postulanti nuove che, spero, avranno lo
spirito dell'Istituto, mi consolo […] con D.n Antonio cui desidero
perfetta salute e lunga vita. Mi rincresce perchè la buona fattora sia
ridotta a così mal partito, n'abbia tutta la cura che la merita e nel caso
di una disgrazia potrebbe prevenire direttamente il Sig.Arciprete che
Ella desidera senza pregiudizio però dei diritti parrocchiali, di fare i
funerali nell'oratorio dell'Istituto. Per ora non bisogna pretendere di
più e mi par meglio […] anche del Vescovo per non creare dei mali
umori nel parroco e mettere il Vescovo in collisione col med.mo. Lasci il
tempo al tempo, bisogna cominciare a stabilire la fabbrica prima di
abbellirla.
Circa il velo io non farei cambiamenti, se Ella stessa o le sue
compagne non sono persuase. Devono sapere esse enon i Preti se quel
velo è più o meno comodo; e quanto sia scomodo, io lo trovo grave,
decente, opportuno, e ad ogni modo che non faccia le cose in fretta.
L’uso e la pratica suggeriranno il miglior consiglio.
Raccomandi alle sue consorelle e alle sue figlie raccomandi
caldamente la novena al SS.mo Natale. E' un mistero tutto amore, tutto
pietà, tutto semplicità: Gesù, Giuseppe, Maria si presentano nelle
circostanze le più care in un aspetto il più amabile e più semplice. Le
suore e le figlie di S:Giuseppe come persone di casa devono entrare
con confidenza nella grotta di Betlem e osservare tutto attentamente e
circondare con amore il presepio, e adorare e ringraziare, e benedire e
pregare il bambino Gesù. In quel modo che vedono farsi da Giuseppe
Corrispondenze
75
Opera Omnia
e da Maria. Se mi è lecito vorrei pregarla di recitare tre Gloria Patri
anche seconda le mie intenzioni. Gesù, Giuseppe e Maria sieno nel
cuore e nella mente di Lei e di tutte le sue sorelle e figlie unicamente.
Di Lei
Umil.mo Devotmo servo
Can. Ales. Valsecchi
Corrispondenze
76
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 63
Begamo, 18 Marzo 1859
Illust.ma Signora!
Presento alla S.V. la povera orfanella di Rossino figlia di una mia
cugina, morta or sono poche settimane colla morte dei giusti nel baccio
del Signore. Viene accompagnata dalla nonna e da una sorella donne
ambedue di gran cuore e di molta Religione. Altre sei sorelle senza
padre e senza madre restano a casa e tutte benedicono la carità della
S.V. e pregheranno sempre per Lei e non sarà senza pro perchè hanno
tutte il timore di Dio e sono piene di Religione e il Signore ascolta a
preferenza le preghiere dei poveri orfani che operano in Dio e le
amano.
Unisco io pure i miei ringraziamenti e le mie preghiere e niente
più desidero nella mia pochezza che di poterle significare nel miglior
modo la mia gratitudine. Intanto mi consolo con Lei che abbia voluto
onorare la memoria del grande Partriarca S.Giuseppe con una carità
che certamente deve tornare carissima allo Sposo della B.Vergine ed a
Lei ed al suo Istituto di gran benedizione. Raccomandi al Signore
l'anima mia e mi consideri, quale mi professo.
Umil.mo Devotmo Obl.mo servo
Can. Ales. Valsecchi
Corrispondenze
77
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 64
Bergamo. 10 7bre 1860
Molto Rev.da Madre!
Presentemente sono occupato nel dare gli Esercizii Sp.i colle Figlie
del Sacro Cuore qui sul Gromo, dopo sarò legato per 15 giorni al
Duomo per il turno autunnale, così che non posso essere in libertà
prima del giorno 7 ottobre. Dopo quell'epoca verrò volentieri a
passare qualche giorno nella solitudine di Comonte, e sarà circa la
metà di ottobre. Intanto la ringrazio di cuore del cortese e reiterato
invito; e di tanta considerazione che ha per me, che ne merito si poca.
Preghi e faccia pregare il Signore pei bisogni della S.Chiesa e per
la conversione dei peccatori. Ella potrà interporre con molta efficacia
la mediazione di S.Giuseppe, al quale in quest'anno ha fatto il sacrifizio
di tante sue Figlie. Vada avanti con semplicità e con confidenza e
cerchi solo la gloria di Dio e la salute delle anime e sovrattutto a suo
tempo e al di là d'ogni desiderio. Dica a S.Giuseppe una parola anche
per me e pel mio collegio e m'abbia per suo.
Suo Umil.mo
Devotmo Obl.mo servo
Can. Ales. Valsecchi
Corrispondenze
78
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 65
Bergamo, 18 9bre 1861
Molto Rev. Madre
Ritornato ieri sera da Torre Boldone ho trovato la di lei lettera e
le 2a parola. Oggi il Gildo viene a prendere quei libretti, che ella sà; ed
io glieli consegno quali li ho ricevuti dolento di non averli corretti,
come si richiedeva. Ma forse avrei fatto una fatica inutile, perchè ora
l'esperienza maggiore potrà suggerire a Lei stessa molti cambiamenti
ed alcuni anche radicali. Li emendi adunque a suo modo, ma prima di
tutto sarà bene che mi faccia vedere in un foglio l'indice della materia
che intende di trattare, che io le darò poi la decisione ordinata di tutto
o sarà come la tale, su cui Ella dovrà ricamare.
Al primo incontro le farò avere quella 2a parola, che per ora non
ha potuto leggere.
Mi consolo dell' aumento delle novizie. Il Giuseppe vuol fare a
corrente qualche cosa di bello, lo lasci fare e non gli corra innanzi. Mi
raccomandi al Signore e mi saluti le due orfanelle cugine, e mi
consideri quale con tutto il rispetto e la gratitudine mi dico.
Suo Umil.mo
Devotmo Obl.mo servo
C. Ales. Valsecchi
Corrispondenze
79
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 66
Bergamo, il 24 Dic. 1861
Rev. Madre
Eccole l'indice delle Regole; in seguito sarà forse necessario
togliere e aggiungere qualche cosa. Intanto Ella segua questa strada e
badi che quello che scrivo e che deve far parte delle Regole sia scritto
piuttosto in forma di codice che di predica. Si consigli più che altro col
Signore e ricorra a S. Giuseppe il quale avendole inspirato il buon
proposito dei suoi poveri contadini, gli suggerirà anche le Regole più
acconce allo scopo.
Il bambino Gesù e la sua Ill.ma Madre e S.Giuseppe stiano adesso
e sempre con Lei e con le sue sorelle in questa famiglia e procuri ora di
farmi buon servitore di Gesù, Giuseppe e Maria per il merito delle Sue
orazioni.
Umil.mo Devmo servo
Can. Ales. Valsecchi
Corrispondenze
80
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 67
La vigilia di Pasqua del 1862 Bergamo
A.M.D.G.
Madre in Xh Rev.da
Il primo giorno dopo le Feste Pasquali, Martedì della prossima
ventura settimana vado in Valtesse ad assistere ad un mio antico
convittore che celebra la prima S.Messa; il giorno dopo, cioè Mercoledì
verrò a pernottare a Comonte per recarmi il giorno dopo a Soncino
insieme con Lei e con la piccola famigliola di S.Giuseppe che va a
ricevere e a portare le benedizioni di Dio in […]. Oh che momento
solenne è mai questo per Lei e pel nuovo Istituto! Oh che giorno
memorando! Oh che felice preludio! confitemini domine quoniam bonus
quoniam in seculum misericordia […]. Sì, bisogna lodare, benedire,
ringraziare il Signore e con Lui la B.Vergine e S.Giuseppe e lodarli e
benedirli e ringraziarli grandemente e senpre, perchè fanno tutto e
tutto bene e contro i nostri meriti e prevengono gli stessi nostri
desideri e superano ogni aspettazione. Raccomando alle sue Monache
l'umiltà e la semplicità; alle sue orfane l'ubbidienza e l'amore alla
fatica, a tutte la confidenza in Dio solo e la preghiera.
Buone Feste a Lei e a tutta la sua Comunità. Sono col massimo
rispetto e devozione.
Umil.mo Devotmo servo
C. Ales. Valsecchi
Corrispondenze
81
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 68
Bergamo 19 maggio 1862
M. Rev.da Madre!
Mi sono consolato assai nel sentire che l'acquisto del convento di
S.Maria sta per concludersi. Sarà bene che procacci di farlo presto
istante che gli animi sono bene disposti e prima che il demonio susciti
qualche ostacolo contro un progetto che non deve vedere di buon
occhio. S.Giuseppe s'approfitta di tutti per far del bene anche dalla di
lei precipitazione. Ha fatto molto bene a scrivere a Mons. Vescovo e
non faccia nulla senza di Lui. Interessi cod.o R. Sig. Arciprete e per di lui
mezzo Mons. Vescovo perchè fatto l'acquisto del convento di S.Maria
gli sia applicato qualche capellania o qualche legato di messe.
Probabilmente l'antico convento avrà avuto alcuno di questi legati,
che nella soppressione saranno stati applicati a qualche altra chiesa:
ora il sig. Arciprete potrebbe ricordarli e ad ogni modo il Vescovo
trattandosi di stabilirvi un Istituto religioso di beneficienza potrà
togliere il superfluo dove soprabbonda e trasportarlo ove manca il
necessario.
Del nostro Vescovo nulla di nuovo. Si sta preparando una
risposta alla requisitoria del Consiglio di Stato e se ne spera un buon
esito anche per quel che è avvenuto a Bergamo ed a Brescia in questi
ultimi giorni. Certi spropositi madornali dei nemici del Vescovo
dovrebbero aprire gli occhi al Governo. Li aprirà? Speriamo e
preghiamo.
Qui a Bergamo ed a Comonte per quanto io sappia nulla di
nuovo.
Faccia tutte le cose con ordine e con quiete massime in principio,
perchè gli abusi introdotti non si tolgono mai senza difficoltà e senza
mormorazioni.
Mi raccomandi al Signore e mi consideri quale mi pregio
Umil.mo dev.mo servo
C. Aless. Valsecchi
Corrispondenze
82
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 69
Il 7 Luglio 1862, dal Collegio
M. Rev. Madre!
Sia benedetto il Signore per tutto quello che ella mi ha scritto.
Per ora non posso precisare il giorno che sarò a15 Comonte, perchè
conviene che prima io senta il Sac. Ferrari16. Appena l'avrò sentito,
scriverò. Ora bisogna di pregare molto, perchè S. Giuseppe che di
solito è lento, ora sembra che voglia fare presto, forse perchè vede i
nostri straordinarii bisogni. E cari santi benedetti. Lasci a lui le cure di
S. Maria.
La ringrazio della fretta fornitami e raccomandandomi alle di
Lei orazioni sono
Devotmo Obl.mo servo
C. Ales. Valsecchi
15
Di Bianchi suggerisce: 1854
16
Di Bianchi suggerisce: Ferrari D. Giovanni v. Ricerche storiche - Marzo Aprile
1980 in F.N.
Di Bianchi suggerisce: 10 febbraio 1863
Corrispondenze
83
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 70
Bergamo il 16 luglio 1862
M. Rev. Madre!
Alla lettera del sig. Arciprete unisco un'altra del sig. Prevosto
Broggi scrittami da pochi giorni perchè Ella stessa possa vedere
meglio come stanno le cose e vi rifletta. Dimani poi alle ore 4 quattro
pomeridiane manderà il bagher a prendermi qui a Bergamo ed io per
la sud.ta 17 ora sarò pronto e verrò a Comonte per combinare di
presenza le risposte da darsi. Senza prima parlare con Lei non mi
arrischio a rispondere.
Il Sacerdote di Grumello non si è lasciato vedere.
Preghi e faccia pregare per le sue faccende ed anche per le mie
del Collegio. Noi dobbiamo vincere colla pazienza e coll'orazione.
Sarò con tutto il rispetto e la devozione di Lei
Umil.mo Devotmo servo
C. Ales. Valsecchi
17
Suddetta
Corrispondenze
84
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 71
Bergamo il 20 luglio 1862
Rev.a Madre Superiora!
Le restituisco la lettera pel sig. Arciprete con una piccola
correzione ossia aggiunta e insieme le mando copia della lettera da me
scritta al sig. Prevosto di S. Giacomo, onde la conservi con le altre carte
relative al convento di S. Maria. A rivederci martedì sera.
Con tutto il rispetto e la devozione mi dico Lei.
Umil.mo Devotmo servo
C. Ales. Valsecchi
Corrispondenze
85
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 72
Bergamo il 22 7bre 1862
Reverenda Madre Superiora!
Sia lode al Signore che ha inspirato a Lei il consiglio ed ha dato
alla sig. Dedei la fortezza di abbracciarlo con animo risoluto e
generoso. Queste anime sono le più disposte ad operare grandi cose
per la gloria di Dio.
Mi pare non solo conveniente ma necessaria una visita a Leffe
per vedere e determinare il da farsi. Io, se Ella è disposta, sarò
domenica sera a Comonte e così potremo metterci in viaggio lunedì di
buon ora e, se crede, celebrerò la S. Messa a Desenzano nel santuario
della Madonna. Credo che sia previdenziale e da seguirsi il
suggerimento della sig. Dedei, cioè che la S.V. recandosi a Leffe non si
lasci vedere in abito da religiosa per non far dire la gente e forse
suscitare inbarazzi e tribolazioni a quella Signora e all'opera di Dio.
Preghi il Signore per me e pel collegio e mi consideri qual mi
professo pieno di stima e di considerazione di Lei
Umil.mo Devotmo servo
C. Ales. Valsecchi
Corrispondenze
86
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 73
Bergamo il 12 8bre 1862
Molto Rev. Madre!
Il giorno 20 venti di sera sarò a Comonte per partire
all'indomani alla volta di Soncino e così assistere il giorno dopo alla
conferenza col sig. Prevosto, coi Fabbriceri e Dio voglia con Monsig.
Vescovo. Volentieri prenderò io il possesso di S. Maria celebrandovi la
prima Messa e communicando per le prime le Suore della Sacra
Famiglia. Così piaccia al Signore di guardare propizio sopra di me e
sopra del mio collegio. Lo spero da Maria Vergine, da S. Giuseppe e da
S. Alessandro. Preghi anche per me come le cose mie e mi consideri
tutto suo
Umil.mo Devotmo servo
C. Ales. Valsecchi
Corrispondenze
87
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 74
Bergamo il 13 9bre 1862
[cappellano S. Maria: D. Franco Gritti]
Molto Rev. Madre!
Si vede proprio che l'affare di S. Maria è affare tutto di Dio e S.
Giuseppe l'ha preso sopra di sè. Che sia benedetto. La di Lei lettera mi
ha sorpreso non poco e mi ha commosso vedendo la cura tutta
speciale che Dio si prende di coloro che si abbandonano in Lui e
onorano lo sposo di Maria. Dopo S. Giuseppe bisogna ringraziare
Mons. Vescovo di cremona e voglio farlo io stesso con una lettera che
ora gli scrivo.
Col nostro Vescovo ho parlato del Capellano che potrebbe
destinarvi per Soncino e ci siamo combinati nell'attuale […] del
conventino D.n Franco Gritti Sacerdote di vita integerrima, di molte
cognizioni, che fu già Parroco di Somendenna e Professore nel mio
Collegio e nell'età di circa 48 anni. Egli è disposto ad accettare
l'incarico, ma prima desidera sapere quali sarebbero le funzioni
obbligatorie, cui assistere nella Pieve, quale l'alloggio, quante le Messe
libere riguardo alle applicazionio se è sperabile avere un piccolo orto
cui desidera sommamente avere.
Le raccomando di non strapazzarsi a curare la terra e non
pretendere di fare più di quello che comporta la propria salute. Dio
non vuole tutto da tutti egualmente, ma basta la rinnegazione della
volontà e l'ubbidienza per tutto e per tutti. Nelle cose che riguardano
la di Lei salute si lasci guidare e governare come l'ultima Figlia di
S.Giuseppe.
Desidero avere qualche notizia da Leffe. Mi tenga raccomandato
a Dio a cui creda quali con tutto il rispetto mi dico di Lei e di tutto
l'istituto.
Umil.mo Devotmo servo
C. Ales. Valsecchi
Corrispondenze
88
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 75
Il 10 febbraio 1863 Bergamo
Rev. Madre Superiora
Il M.R. Don Franco Gritti fu a Soncino a visitare il luogo e le
stanze assegnate al Capellano della nuova Casa Religiosa, che si vuole
aprire nell'ex convento di S. Maria. Egli trovò le cose diverse da quello
che si era immaginato. Le stanze, ampie come sono, gli parvero mal
riparate dal freddo e poco ventilate, il sito poco amico del sole etc.,
sicchè irresoluto, come era ed incerto, si decise di non accettare il
posto e già si licenziò con Mons. Vescovo ed ora mi incarica di darne
avviso anche a Lei! Io ho creduto di non instare punto, perchè l'ho
veduto sempre freddo e perchè giudico meglio che non accetti
piuttosto che rinunci dopo aver accettato. Bisogna dunque rivolgersi
altrove, forse per questo mi disse Mons. Vescovo, potrebbe essere
opportuno il Prof. Tiraboschi di Zanica. Io veramente nol conosco, ma
sento dirne bene. Procuri di vederlo e sentirlo.
Mons. Vescovo mi ha rimesso la lettera di Lei e quella del
Vescovo di Cremona perchè io le scriva analogamente quello che ne
penso. Dico sempre di rispondere a quel Vescovo che sinora si è
incontrato difficoltà a trovare un prete che assuma l'incarico di
Capellano a S. Maria fuori di Diocesi per la scarsità dell'onorario, che
però esso non pretendo ottenere di più, accetta le ottanta Messe di
libera applicazione, e procurerà del resto, ove sia necessario di fare
essa medesima nuovi sacrifici per combinare e finire al più presto le
cose. Questi sacrifizii oltre l'alloggio, la legna, la lavanderia, l'orto,
potrebbero determinarsi in cento lire austr. da aggiungersi
all'onorario delle Messe come corrispettivo dell'assistenza alle
funzioni della comunità e dell'istruzione delle ricoverate e delle Suore
e delle case delle inferme; e ciò sino a nuove risorse, che forse non
mancheranno in un paese ricco e pio come Soncino.
Le restituisco la lettera di Mons. Vescovo di Cremona e mi
raccomando alle orazioni di Lei e di tutta la comunità e mi dico con
tutto il rispetto e la devozione
Umil.mo Obl.mo servo
C. Ales. Valsecchi
Corrispondenze
89
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 76
Bergamo, L'11 Aprile 1863
Rev.ma Madre
Non posso che accompagnare col cuore la devota e simpatica
funzione dall'istallazione dell'istituto in S.Maria, perchè le malattie del
mio Vic. Rettore e quella del Prof. Arcangelo, sopra i quali sono solito
appoggiare il collegio nella mia assenza, m'impediscono d'intervenire,
come aveo promesso di fare. Già sono solito a vedermi costretto
rinunziare alle più desiderate consolazioni, ed ora mi tocca lo stesso.
Ella potrà suppelire alla mia assenza ricordando di quello che le ho
detto e servendosi del Cappellano; ma io non potrò avere altra
soddisfazione se non quella di fare la volontà di Dio e nel sentire poi
da Lei stessa il racconto della funzione. Si ricordi di umiliare a G.C. il
vescovo di Cremona e su quelli del nostro vescovo e se crede anche i
miei.
Dio la preservi e la benedica.
Umil.mo Devot. mo servo
C.Ales.Valsecchi
Corrispondenze
90
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 77
Bergamo il 17 settembre 1863
M.Rev.da Madre
Dalle informazioni del rev. sig. Carminati ho potuto rilevare che
quel soggetto è uomo di poca testa, che se la intente poco col proprio
Vescovo, sicchè bisognerebbe o non accettare o accettare a patto che
non abbia ad intrigarsi, ciò che non sarà difficile, perchè ha un
carattere piuttosto intrigante. Le informazioni sono poco
soddisfacenti, i soggetti sono scarsi, i mezzi non abbondano, sicchè io
sarei di avviso se non stracciare la faccenda, almeno di differirla a
tempo indeterminato e intanto parlare chiaro, esigere tutto ciò che si
deve esigere, mostrarsi indifferente e prendere consiglio dal Vescovo.
Riguardo alle informazioni intorno all'Armati non ho parlato
ancora col Can.co Pesenti, ci parlerò quanto prima.
Confido assai nelle di lei orazioni e in quella di tutta la comunità
e riverendola e pregandola a considerarmi servo della Sacra Famiglia
mi dico.
Umil.mo Devot. moservo
C.Ales.Valsecchi
Corrispondenze
91
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 78
Bergamo 18 novembre 1863
Molto Rev.da Madre
L'importanza della lettera ch'Ella mi scrisse il giorno 13
novembre certamente esigeva una risposta più sollecita, ma ho
creduto bene di differirla per aspettare intorno a Lei un pò più di
calma e presso di me un pò più di agio. Sì, un pò di calma. Bisogna
andare adagio a fare le cose, ma anche più adagio a disfarle; bisogna
tener conto dei sacrifici che hanno dovuto fare tutti quei fratelli ad
abbandonare le loro famiglie e i loro paesi, ove erano carissimi e
desideratissimi, a troncare ogni affetto, ogni occupazione per far cosa
poi? Quello che noi stessi non sapevamo bene, ed essi non
conoscevano e quasi non cercavano simili ad Abramo, che ad un
cenno di Dio uscì dalla sua terra senza sapere dove sarebbe andato:
Exiit nesciens quo iret (Heb,11,8). Simili ad Abramo, ad Isacco, a
Giacobbe, che solo per obbedienza vennero ad abitare nella terra di
promissione, ma allora terra straniera: In terra promissionis tamquam
in aliena.Bisogna considerare che codesti generosi fratelli non hanno
ancora ben chiara l'idea del nuovo Istituto, e avendola, sanno di
doverla tenere occulta, che però devono essere naturalmente incerti,
vaghi e se vuole un pò inerti nell'operare e che non possono tutto ad
un tratto dimenticare e dimettere il passato, e diventare perfetti
Religiosi oppure abituarsi in un punto e conoscere l'importanza di
certe pratiche a cui sono affatto nuovi. Basta che non le disprezzino ed
obbediscano per ora. La S.V. Reverendissima sembrami che spinga
troppo, mi piace il parlare, l'avvertire e se vuole anche lo sgridare, ma
non approvo il venir così presto ai fatti: D. Luigi ne è avvilito, il
Chiodini che è stato qui ieri e a cui la S.V. scrisse di richiamare da
Soncino il fratello Angelo di Lurano, si mostrò dispiacente e sorpreso,
Mons. Vescovo disse bensì di andare passo passo dietro alla
Provvidenza, ma poi disse niente in particolare abbandonò la cosa alla
nostra discrezione e quando vide Don Luigi la prima volta uscì in
queste parole: Oh questo sì! Per questo mi sono fatto un dovere di
tenermi in disparte anche per lasciare tutta la libertà a chi dovea e potea
agire, pronto del resto a prestare quell'assistenza ed anche più che ho
Corrispondenze
92
Opera Omnia
sempre prestato e presto tanto volentieri alle Suore della Sacra Famiglia
ed a Lei in particolare. Ma intanto, cosa si deve fare adesso? Eccole il
mio parere. Rimandare il piccolo ragazzo consegnato dalla Rossi e
condotto da Don Luigi, raccomanadre a Don Luigi che richiamo
presto anche il Colombi, come è persuaso di fare, ritenere l'Angelo che
sotto certi rapporti mi piace più degli altri, e fare quello che gli altri
non faranno. Tuttavia ho detto al Chiodini di venire quanto prima a
Soncino a intendersi meglio per l'avvenire. Intanto bisogna ch'Ella
pensi a soddisfare alla spesa del bagher che ha condotto costì i primi
fratelli. Io ringrazio il Signore, la Beata Vergine e San Giuseppe, che
nonostante la mia indegnità, non disdegnano essere serviti qualche
volta anche di me offrendomi così opportunità e mezzo di riparare al
male della mia passata vita e di adunare qualche merito per l'eternità
nei pochi giorni di vita che mi restano. Mi raccomandi e mi faccia
raccomandare al Signore me e i miei figliuoli. Colla massima
considerazione e rispetto mi dico di Lei.
Umil.mo Devot. mo servo
C.Ales.Valsecchi
Corrispondenze
93
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 79
Bergamo il 19 marzo 1864
A.M.D.G.
Molto Rev.Madre
Perchè possa meglio conoscere la di Lei posizione e quella del
suo Istituto nelle circostanze attuali e perchè sia in grado di apprezzare
i diversi consigli, come conviene, e intendere le mie parole, credo
necessario prima di rispondere distintamente alla di Lei lettera,
trascrivere qui tutte le disposizioni di Legge che la possono riguardare
e interessare.
Art. 32 dello Statuto fondamentale del Regno: “E' riconosciuto il
diritto di adunarsi pacificamente e senz'armi uniformandosi alle leggi
che possiae regolare l'esercizio nell'interesse della cosa pubblica”.
Legge organica sull'ordinamento della pubblica istruzione 13
9bre.1859:
art. 356 “Le persone che insegnano a titolo gratuito nelle scuole
festive per i fanciulli poveri o nelle scuole elementari per gli adulti od
in quelle dove si danno corsi speciali tecnici per gli artieri, sono
dispensati dal far constare la loro idoneità”
Art. 373 ”Le disposizioni di questa Legge, nelle quali non è fatto
cenno che della istruzione elementare maschile, si aplicheranno
egualmente all'istruzione elementare femminile, salvo le eccezioni che
emergono dall'indole propria di quest'ultime ecc.”
Regolamento per l'Istruzione Elementare 15 settembre 1860:
art. 20 Il Consiglio Provinciale sopra le scuole potrà nominare
speciali Sopraintendenti, i quali rappresentino l'Ispettore del
Circondario nelle scuole mantenute da corporazioni e da associazioni
private e pubbliche.
Questi eserciteranno anche negli Asili d'infanzia e negli altri
stabilimenti di istruzione elementare del distretto a cui sono preposti
la vigilanza che la legge attribuisce alla autorità scolastica.
art.21 Per le scuole […] saranno da ogni Comune nominate
alcune ispettrici per invigilare e dirigere i lavori donneschi e per
mantenere ferma, d'accordo coi sopraintendenti municipali, la buona
disciplina.
Corrispondenze
94
Opera Omnia
Ove i Comuni non adempiano quest'obbligo nel mese di ottobre,
l'ispettore del Circondario potrà fare la nomina d'ufficio.
art.148 L'ispezione delle scuole pubbliche elementari non si
estende all'insegnamento se non in quanto si riferisce alla moralità,
alla sanità, alle relazioni fondamentali dello Stato ed all'ordine
pubblico.
art. 169 I comuni, i privati e le pubbliche associazioni possono
aprire scuole Elementari per gli adulti e corsi speciali per gli artieri
purchè ne rendano consapevole l'ispettore del Circondario.
Gli insegnanti in queste scuole sono dispensati dal titolo di
idoneità.
art. 166 Le scuole degli adulti (credo oltre i 14 anni) sono
soggette come quella dei fanciulli alla vigilanza delle autorità
scolastiche; in caso di disordini possono essere chiuse.
art. 167 Sono dispensati dal presentare i titoli d'idoneità le
persone che insegnano gratuitamente nelle scuole festive ai fanciulli
poveri e privatamente ai fanciulli di sei anni od in pubblici asili
d'infanzia […] dal vscovo […] che l'approvazione dei nuovi Istituti
nella Chiesa non spetta ai Vescovi ma al Papa e che però quella
approvazione non ebbe altro scopo che di chiedere la benedizione di
Dio nell'esercizio delle opere di carità benedizione che si chiede
appunto ai vescovi e non ai magistrati civili.
Riguardo alle scuole comincerei a dire che nè essa nè le suore
sue compagne non hanno mai inteso di farla da maestra nel senso
rigoroso e legale della parola; ma rispetto alle ricoverate hanno fatto e
fanno quello che ogni madre crede di dover fare verso le proprie
figliole senza bisogno di chiedere il permesso alle autorità o di rendere
conto alla stessa. Il permesso l'hanno avuto dai padri, dalle madri, dai
tutori delle ricoverate istesse dal momento che hanno affidato loro le
proprie figliole. Anche rispetto alla scuole delle esterne vorrei sostenere
che propriamente non è una scuola per non lasciarsi imporre i
Sopraintendenti e le Sopraintendenti prescritte dalla legge direi che è un
convegno, una ricreazione, ove si insegna il catechismo sotto la
direzione dei Parrochi, una custodia per le figliole che non possono
essere custodite dei loro parenti, ma libera, ma gratuita, ma
temporanea e quindi nulla hanno a che fare i metodi […] le
sopraintendenti come nulla hanno a che fare colle famiglie private.
Così la cosa essere stata intesa a Bergamo così doversi intendere a
Soncino così gratuitamente come per mercede perchè prima ne
facciano consapevole l'Ispettore del Circondario.
Poste le quali così io sono d'avviso che non convenga chiedere
preventemente l'approvazione civile dell'Istituto come Istituto sia
Corrispondenze
95
Opera Omnia
perchè le associazioni pacifiche sono ammesse già dall'art. 32 dello
Statuto sia perchè si tratta […] di disfare tutte le corporazioni religiose
esistenti sia per poter meglio far valere la propria ragione e dire
questa è casa mia, questa è roba mia; le ricevute sono orfane sono
povere cui faccio guadagnare il pane col lavoro della mia terra, finchè
mi pare e piace, le Suore sono persone a me necessarie ed utili pei miei
interessi finchè tengo quelle orfane, quelle povere presso di me. Io
credo che nessuna autorità possa proibire di dare da mangiare a delle
poverelle affamate, di vestirle, di curarle perchè non si potrebbe fare
migliore uso delle proprie sostanze anche a beneficio della società.
L'obbligo poi di chiedere l'approvazione sarebbe già troppo, perchè
l'approvazione suppone già la continuazione di un'opera verso la
quale essa intende mantenersi libera nè vorrebbe obbligarsi oggi per
domani. In quanto all'abito particolare delle suore si potrebbe
rispondere che è libero a tutti vestirsi a proprio modo e che le leggi
non prescrivono ad accettare in privato alcuna foggia di vestimenti. In
quanto all'approvazione nei casi contrari preferirei di chiudere la loro
porta alle figliole del paese aspettando tempi migliori e mi limiterei
alle sole ricoverate. Non aggiungo parola intorno al convento della
Campagna, perche parmi che abbia già esposti come si conveniva. Parli
sicura allo stesso modo e non cambi parole e non ne discorra con
qualcuno e meno coi preti. Anche dei consigli da me suggeriti non
dica parola con chicchesia; parli o faccia, se crede, secondo gli stessi
ma sempre zitta. Intanto non faccia petizioni di sorta, vada avanti
nella sua strada e aspetti a rispondere quando sarà costretta. Allora
prenderà tempo per accordarsi colle proprie compagne, per
consigliarsi con persone di fiducia e poi mi farà avere lo scritto e
risponderò io stesso e le dirò il mio parere.
Stando le cose come sono, sarà bene che ella prolunghi costì la
sua dimora, finchè non venga alla luce qualche cosa e abbia
l'assicurazione che non se ne parta più, ciò che sarà poco probabile. Al
più al più tenteranno farla dichiarare, ma dopo una dichiarazione nel
senso che le ho detto qui sopra, non se ne parlerà più.
Torno a ripetere, non chieda niente, non accetti niente, non si
pieghi in niente. Guai se la trovano pieghevole o timida piuttosto che
chiudere le scuole e con questo termino e mi congratulo con lei e
coll'Istituto per la tribolazione che il Signore le ha dato che deve
servire a rassodarla e purificarla.
Mi tenga raccomandato a Dio a Maria a S.Giuseppe e mi abbia.
Umil. Dev. servo
C. Ales. Valsecchi
Corrispondenze
96
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 80
il 27 aprile 1864 Bergamo
Molto Rev. Madre
Per non accrescere sospetto crederie di lasciare trascrivere il
Capponi e l'Armati nel ruolo della popolazione di Soncino; inseguito
si potranno far acancellare colla stessa facilità colla quale ora si fanno
iscrivere. Parmi che i due pro-memoria possano bastare per avere ciò
che si desidera dai Sindaci di Bergamo e di Leffe essendo abbastanza
conosciuti amendue. Non credo probabile che V.M. possa essere
chiamata dal delegato di Soncino, tuttavia succedendo l'invito vada e
parli chiaro ed alto che le faranno scuse.
I dispiaceri e i contenti che prova, le siano una prova
dell'aggradimento di Dio e della rabbia del demonio e una caparra
della eterna ricompensa.
Confidi i S. Giuseppe e le serva di esempio e di spronno la di Lui
pazienza, rassegnazione, umiltà con giunta colla massima operosità e
confidenza. La ringrazio della carità, delle orazioni che mandano a
Dio per me, alle quali io mi appoggio con fiducia speciale e per le
quali prego loro da Dio le più elette benedizioni.
Di Lei
Umil.mo Devot. moservo
C.Ales.Valsecchi
Corrispondenze
97
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 81
Bergamo 25 giugno 1864
Rever.da Mdre!
Per quanto spetta all'Orfanotrofio e alla scuola interna va
benissimo quello che ha scritto a Suor Rosa e stia ferma a non
ammettere visite scolastiche, nè di altra sorta: se non si presentano con
un mandato apposito firmato dal Municipio o da altra componente
autorità. Per quanto spetta alla scuola esterna credo che non si possa
escludere interamente la sorveglianza governativa o municipale a
seconda degli articoli di legge, che altra volta le ho trascritto e che ora
non posso avere sott'occhio: Io dimani o dopodimani tornerò a scriverle
anche per rispondere alla lettera del sig. Ispettore e allora tornerò
sull'argomento della sorveglianza della scuola esterna. Intanto tenga
le cose in sospeso.
E' bene che procuri aver da Mons. Vescovo un documento per
garantirsi della Messa; per il nuovo Cappellano ne parlerò col nostro
Vescovo.
Mi congratulo del buon raccolto di galletta, contraccambio i miei
rispetti a Lei e a suor Rosa e mi raccomando alle loro orazioni e godo
professarmi di Lei.
Umil.mo Devot. mo servo
C.Ales.Valsecchi
Corrispondenze
98
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 82
Bergamo, il 27 Giugno 1864
Reverenda Madre!
Le accludo la minuta di risposta alla […] 16 Giugno and. del R.
Ispettore di Crema e alcuni articoli da me copiati dal Regolamento 15
Xbre 1860 delle scuole […], perchè sappia come regolarsi riguardo alle
scuole esterne. Per questo come vedrà, non è possibile sottrarsi ad
ogni ingerenza Governativa e Municipale ma avverta bene che la
visita non dovra mai abbracciare l'orfanotrofio ed anche la visita alle
scuole per le estere, trattandosi di scuole private, dovra essere entro i
limiti dell'art. 148 cioè non mai estendersi ad un esame scolastico.
Con ciò credo avere soddisfatto a tutto, occorrendole di più
scriva. Ma le raccomando perchè dica per me una parola ai […] degli
apostoli S.Pietro e S.Paolo e ne dica una anche pei miei figlioli, che mi
costano tanto. Dio, la B. Vergine, S. Giuseppe la benedicano e tengano
sempre la loro faccia rivolta verso di lei e del suo Istituto.
Suo Umil.mo Devot. mo servo
C.Ales.Valsecchi
Corrispondenze
99
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 83
Bergamo il 24 luglio 1864
Molto Rev.da Madre
Per le scuole esterne bisogna aver pazienza ammettere la visita,
non impedire assolutamente al visitatore di far interrogazioni che
sarebbe riguardata come un'opposizione alla visita ma quando il
visitatore diventasse molesto, facesse rimproveri o appunti sul
metodo seguito nell'Istituto o volesse imporvi qualche cosa, basterà
ripergli: si ricordi, Sig. ispettore, che questa è solo scuola privata, è
solo per le povere o per quelle che non hanno l'età legale per
frequentare le scuole elementari Communali ecc. secondo il caso.
Quando poi si avesse in qualche casa una scuola pubblica allora parla
la legge. Così si contengono anche le Figlie del Sacro Cuore.
Riguardo alla notifica si attenga pure a quelle di Soncino. Se mai
vi facessero osservazioni intorno ai locali delle scuole risponda che la
fabbrica non è ancora terminata e queste osservazioni potrà metterle
ancora nella notifica.
Non dica parola delle ricoverate se non è richiesta, e richiesta
risponda come a Soncino che Ella non ha mai inteso, nè vorrebbe mai
aprirvi un convitto in casa propria: ricoverate qualche orfana per
carità sinchè le pare e piace, questo sì. Di questo non essere tenuta a
rendere conto perchè ciascuno fa quell'uso che crede della propria
sostanza.
Se domandano il nome delle suore dicano il nome della
famiglia, cui ciascuno appartiene; se il nome dell'Istituto, dicano pure
Suore della Sacra Famiglia; se quello delle orfane dicano Figlie di
S.Giuseppe soggiungendo però che queste denominazioni non
significano un Istituto Pubblico, ma una privata associazione nel senso
permesso dalla legge, come sono a cagion d'esempio le società agrarie,
le società di mutuo soccorso, le case d'industria, di commercio, etc
Riguardo ai voti si risponde: in faccia alla società nessuno, in
faccia a Dio ce la intendiamo col nostro confessore.
Le raccomando di usare in generale buone maniere con questi
signori impiegati, di non urtarli, cattivando la benevolenza se si può
senza pregiudicarsi. Bisogna riservare la ragione del diritto pel caso
Corrispondenze
100
Opera Omnia
estremo, se no diventano sospettosi, stizzosi e stanno a tutto rigore di
legge, quando non passano oltre e allora come si fa?
Le donne e specialmente le monache possono ottenere in pratica
facilmente intendendosela privatamente con questi servitori del
Governo. Ella farà la meraviglia che io parli così ma mi sembra
necessario perchè ho motivo di credere che Ella pel suo Istituto, voglia
prendere norma da quello che si fa da noi pel Seminario e pei Collegi
Vescovili. Il caso è bene diverso; Suor Paola in faccia alla legge è
sempre la signora Costanza Cerioli. Ha capito? le accludo una lettera
del Capellano di Soncino, per di lei norma.
Preghi per le cose nostre e per la nostra gioventù: si vede
proprio che alle sue Sorelle e a S.Giuseppe, alla Madonna e non faccia
nulla finchè non vede liberata la nostra gioventù dal grave pericolo
che la minaccia.
si ricordi anche di me, che Dio ci aiuti e ci salvi.
Con tutto il rispetto La riverisco, sono di Lei.
Umil.mo Devot. mo servo
C.Ales.Valsecchi
Corrispondenze
101
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 84
Bergamo il 17 Agosto 1864
M. rev. Madre!
L'Alessandri mi aveva detto tutto, ma non mi avea datto né
l’Alessandri né lei, quello che mi dice il Gio. colla lettera da lei datami
a leggere. Quella lettera è un prezioso documento e la conservi. Vi si
vede chiaramente l'uomo di Dio pieno del suo spirito, vi si vede
l'eletto da Dio a fondare la nuova casa degli orfani. Egli ne ha l'idea
chiara, ne conosce già lo spirito, lo possiede, ha quella tranquilla,
serena, sicura confidenza che infonde Dio alle persone, cui scieglie per
una impresa della sua gloria. Me ne consolo assai e dò gloria a Dio e
ringrazio S.Giuseppe e la B.V.
Per ora non mi è possibile assegnare il tempo per la mia venuta a
Leffe. Devo prima sapere una risposta per altre faccende che mi
obbligano a stare a Bergamo e appena l'avrò le scriverò. Spero che sarà
presto.
Invece del Parroco di Cassano potrebbe cercare il Legnani che fu
Rettore nel Seminario di Cremona poi Canonico ed ora Parroco, io
credo. Potrebbe cercare l'Arciprete di Caravaggio, ma non verrà, altri,
altri non mi sovvengono qui su due piedi.
Tanti rispetti a Lei, a tutti. Mi ricordi spesso al Signore. Mi
consideri.
Umil.mo Devot. mo servo
C.Ales.Valsecchi
Corrispondenze
102
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 85
Il 5 Settembre 1864 Bergamo
M. Rev. Madre
Per il predicatore dei SS. Esercizii si rivolga a Monsig. Vescovo
pregandolo a destinare un sacerdote non tanto letterato, quanto
buono, zelante e discreto. A leffe desidero venire e sento un vivo
bisogno, ma non potrò farlo che in ottobre. Stabilire il giorno non
possoper ora.
Il Signore Iddio benedica lei e le sue sorelle e le sue figlie e i
fratelli della Campagna e tutte le esercitande. Preghi e faccia pregare
secondo le mie intenzioni e mi creda di Lei.
Umil.mo Devot. mo
Obl.mo servo
C.Ales.Valsecchi
Corrispondenze
103
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 86
Il 16 9bre 1864
Molta rev. sig. Superiora
Il patrocinio dei poveri e più dell'innocenza pericolante è officio
naturale, anzi è dovere del sacerdozio di Gesù Cristo. Però ella deve
compatirmi se troppo spesso vengo a disturbarla per simili cause. Due
fanciulle senza madre, senza tetto, senza pane e senza persone che le
vogliono accogliere e quello che è peggio con un padre che non
conosce i propri doveri e non le cura e da ultimo le ha abbandonate
fuggendo in Valtellina, implorano adesso la mia assistenza e la di lei
carità. Io non so se ella presentemente abbia qualche posto per queste
tapinelle, ma ad ogni modo è bene che lei veda, senta e ne parli con le
due buone donne che l'accompagnano per meglio conoscere il caso. Io
per garanzia di quello che scrivo ho il cappellano delle monache di
Zogno il M.R.D.n Carlo Mangili già mio vicedirettore. Se crede e se il
tempo è opportuno, potrebbe anche ricoverarne una sola, la più
grandicella naturalmente più esposta ai pericoli per non accettarla più
tardi e forse dopo qualche mala esperienza del mondo. Faccia lei
liberamente quello che Dio le ispira: so bene che tutte le carità non si
possono fare.
Ho ricevuto la di Lei lettera da Soncino ed era mio desidrio di
prevenirla scrivendole della mia gita a Leffe ma le occupazioni del
collegio me lo hanno vietato. Nel breve soggiorno in questa casa
religiosa io col mio compagno il M.R.D. Giacinto Dentella prof.e del
[…do] Seminario ed ora del mio collegio, sono stato molti molti
edificato dall’ordine dalla buona disciplina dalla pace dalla […] di
quella casa. Suor Nazzarena è una eccellente Superiora e quello che me
ne prova, ci crea ottima religiosa tutta di Dio e piena dello spirito
dell’Istituto e dotata di grande prudenza.
Mi consolo della buona riuscita dei SS. Esercizi a Soncino e del
buon andamento della […] casa degli esercizi. Il Giò ha tutti i caratteri
d’essere l’eletto da Dio per cio […] che promette tanto bene. Le lasci
fare e li farà tanto bene.
Si ricordi di me, del mio collegio e dica anche buona sua nella
che il Signore la chiamata a se ai sono cinque giorni.
Corrispondenze
104
Opera Omnia
Mi abbia di Lei quale […] in tanto […].
Umil.mo Devot. mo
Obl.mo servo
C.Ales.Valsecchi
Corrispondenze
105
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 87
Bergamo, il 27 dicembre 1864
M. Reverenda Madre
Lettera di Mons. Valsecchi
Ecco la minuta delle lettere che secondo il mio modo di vedere
sarebbe da scriversi al Sig Vicario di Leffe lettera io abbia creduto di
non accondiscendere ad alcun compenso, scrivendo; tuttavia nel caso
che si insistesse per averli, parmi che sarebbe conveniente fare qualche
sacrificio p.es. 40, e 50 franchi e questo perché l'atto di intenzione delle
Messe parla generalmente di sacre funzioni e non specifica la
predicazione e perchè si tratta di un supplente che ha dovuto fare
maggiori sacrifizii senza essere sicuro del posto e senza patto esplicito
o anche per prevenire mali umori ed avere sinistre impressioni nei
Preti del paese pel bel principio. Nominando il Capellano nuovo se
potranno fare quelli più chiari ed espliciti secondo che sarà dal capo.
Non le posso rimandare le due carte affidatami perchè non le
posso ritrovare attualmente fra il prologo della mia che ho fatto l'arte
di riduzione in curia, e non trovando le vere copie ne farò […] ch'ella
mi scusi.
Prego in lei e sopra tutta la sua famiglia le benedizioni di Dio
bambino che l'accompagni nell'andante anno o per tutta la vita.
Spero nell'eternità. Mi raccomandi nelle sue orazioni e le sue
sempre.
Umil.mo Devot.mo servo
Obl.mo Ales.dro Valsecchi
Corrispondenze
106
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 88
Bergamo, il 7 Gen.° 1865
Rev. Madre!
Monsig. Vescovo acconsente alla nomina del Cappellano nella
persona del Rev. Sig.° Moroni.
Riguardo alla riduzione delle Messe del legato Berdogna non
conoscendo io la fondiaria e mancando la dichiarazione del postino
non ho potuto parlare. Favorisco invitare il Sig. Vicario di Leffe a
scrivere alla Curia il suo progetto di riduzione unendoci gli atti e le
dichiarazioni necessarie e per ciò farò il visto.
Anche io verrei volentieri a Soncino, ma non posso abbandonare
il collegio frà duopo differite a tempo più opportuna. Se ella intanto
volesse cercare la carità con quel povero figliolo di Peppino, io ne
scriverei a quel Parroco.
[…] da Dio ogni […] per lei e pel di quella Istituto sono.
Umil.mo Devot.mo servo
Obl.mo Ales.dro Valsecchi
Dimani comincio gli S. Esercizii qui entro il alunni, preghi e faccia
pregare per loro.
Corrispondenze
107
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 89
Bergamo, il 10 aprile 1865
Molto Rev. Madre!
Avrei deciso di andare con Lei a Spinone il giorno dopo le Ss.
Feste Pasquali, perchè è mia intenzione di andare il mercoledì ed il
giovedì ad una passeggiata con alcuni miei alunni, che sono restati in
Collegio in questi giorni di vacanza. Ella dunque potrà mandarmi a
prendere la seconda Festa di Pasqua verso sera.
In rapporto alla Novizia di cui mi scrive, il caso non può essere
dubbio. Sino dalle prime volte che me ne hanno parlato mi è parso che
ci fossero tutti gli estremi per licenziarla, tuttavia ho veduto volentieri
che la si sperimentasse ancora col metterla in altro officio senza per
altro convincerla della mancanza di vocazione, dei suoi torti, della
ragionevolezza e discrizioni delle Superiore e chiuderle la bocca. Ma
ormai si è fatto abbastanza ed anche più per l'individuo, bisogna
adesso pensare e provvedere per l'Istituto, che necessita ed esige assai
più riguardo. Nel dubbio deve prevalere sempre la causa dell'Istituto,
cioè impedire il rilassamento della disciplina, togliere gli scandali, non
aggravare l'Istituto di persone inutili, curare le veramente utili e nel
nostro caso il pericolo e il timore è maggiore del dubbio. Per tutto
questo sarà bene troncare gli indugi e venire ad una risoluzione, ad
una misura definitiva anche perchè l'indugiare la renderebbe più
pregiudizievole e dura alla stessa Novizia. Questo è il mio parere.
Faccia Lei quello che Dio le ispira.
Colla medesima devozione e rispetto sono di Lei.
Umil.mo Devot.mo servo
Obl.mo Ales.dro Valsecchi
Corrispondenze
108
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 90
Bergamo, li 19 Aprile 1865
Molto rev. Madre!
Presento a V.M. il buon. Sacerdote D.n Antonio Frattino di
Viadanica, che desidera collocare un suo nipote tra i Figli di S.
Giuseppe a Soncino unendo le mie raccomandazioni a quelle del
supplicante.
Il Vescovo di Brescia che ieri fu visitato dal nostro Vescovo, ha
migliorato. La riverisco e la ringrazio della bella giornata che ieri mi
ha fatto provare.
Di Lei
Umil.mo Devot.mo servo
Obl.mo Ales.dro Valsecchi
Corrispondenze
109
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 91
Bergamo, il 26 Maggio 1869
M.Rev.Madre!
Restituisco la notifica colla mia risposta: ho creduto di mettere
come capo di casa Suor Nazarena e lo è difatti, sebbene non sia la
padrona, ma lo sono le affittuali, e tutta la famiglia dei contadini, che
abitano la casa dei loro padroni. Ella badi bene che Suor và ammesso e
se a maestra patentata aggiunga Nazarena....Maestra; se nò, il solo
nome e cognome. Riguardo alle figlie metteva per tutte orfane oppure
se non lo è, figlia miserabile mantenuta per carità e nella rubrica
seguente: addetta ai lavori di campagna ed ai mestieri femminili
contadineschi. Riguardo alle Monache non dirà mai che sono monache,
scriverà il solo nome e cognome senza quel suor, poi nella prima
rubrica metterà: semplice convivenza, nelle seconde: sorveglia ed
assiste le orfane. Nelle osservazioni, nullameno che si dice è meglio.
Della scuola, nulla; perchè non si cerca conto che della famiglia.
Le spedisco il dono di S.Giuseppe e la vita dell'arciprete Belletti.
La ringrazio dei orfani accettati ultimamente e da me pure
raccomandati. Trovo però necessario d'avvertirla che io non
conoscendo sui quali si preferenzia e quanto viene da accettarsi
intendo sempre che Ella faccia con pienissima libertà e senza alcun
riguardo a me quello che giudica meglio secondo il tempo e le
circostanze. Così vi scrivo e parlo con più libertà, se cioè dovrei
andare più lento o riguardare nell'assumerne delle raccomandazioni.
Godo che il S.N. Capponi sia ordinato, nelle sere tutti pregate
ma subito questa bella riuscita. Quel giorno che è stato da me l'ho
avuto carissima, mi è piaciuto moltissimo nella sua modestia, mi ha
lasciato compilatissimo.
Sento molto volentieri che i bigatti promettono bene, così si potrà
estimare la misericordia. Abbia confidenza. Io ho grande fiducia,
come ho detto di Giò Capponi, che Dio lo voglia benedire colla
benedizione di Abramo, d’Isacco, e di Giacobbe moltiplicando il seme
della di lei carità e con le stelle del cielo o come le vene del cuore Frat,
frat.
Corrispondenze
110
Opera Omnia
Mi tenga raccomandato a Maria e a S.Giuseppe, come io non mi
dimentico mai dell'Istituto della Sacra Famiglia Di Lei.
Umil.mo Devot.mo servo
Obl.mo Ales.dro Valsecchi
Corrispondenze
111
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 92
Bergamo il 7 Giugno 1865
Rev.da Madre!
Latore della presente è certo Bergamaschi Pietro di Martinengo,
che desidererebbe collocare due orfanelli, di cui è tutore, tra i Figli di S.
Giuseppe a Soncino. Persone degnissime di fede mi assicurano che i
due poverini sono veramente meritevoli della carità che implorano,
perchè oltre che essere miserabilissimi e di condizione contadinesca,
l'uno è privo di padre e di madre e l'altro non ha che il padre e questo
infermo. Non aggiungo parole, perché del resto non vorrei essere
indiscreto e importuno ed ella non ha bisogno se non che di essere
assicurata che la carità che al caso la carità sarebbe ben spesa.
Ieri è stata qui l'Annunciata che andava a casa col proprio
fratello. Mi pareva contenta sebbene mostrasse grande rincrescimento
ad abbandonare le sue Monache, a cui si professa obbligatissima. Io
stesso poi sento il dovere di ringraziare e benedire la di lei carità per il
tanto che ha fatto e tollerato per l'educazione di quella mia parente.
Colla mia viva gratitudine mi creda di Lei.
Umil.mo Obl.mo servo
C.ales.dro Valsecchi
Corrispondenze
112
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 93
Bergamo il 18 luglio 1865
Molto Rev.da Superiora
Io non scrivo che per dimandare la carità. Sono soverchio, sono
importuno, lo comprendo anch'io, ma però non posso tralasciare.
Vostra M. scelga fra le molte orfane che dimadano pane e riceverà
quelle che può e che trova più bisognose di soccorso. L'acclusa lettera
del parroco di Valnigra già mio Vicedirettore le informerà della
misera e pericolosa situazione di una fanciulla sua parrocchiana. Ella
mi faccia un piacere ad indicarmi cosa possa rispondere. Dimando
perdono di questo nuovo disturbo e mi raccomando alle sue orazioni.
Di Lei
servo
C. ales. Valsecchi
Umil.mo
Corrispondenze
113
Opera Omnia
Devot.mo
CORRISPONDENZA 94
[17 agosto 1865]
M. Rev. Madre
Io siccome non ho mai potuto vedere quel benedetto Prete che
deve indicarmi il nome, cognome, Parrocchia di quel Parroco Cremonese
che a mio giudizio sarebbe opportuno pei SS. Esercizii di Soncino, mi
riservo di scriverle su questo un'altra volta.
Ho letto e corretto la carta, che tratta della Festa dei Premi, da
farsi ogni anno nelle case dell'Istituto per dare incoraggiamento ai
lavori dell'agricoltura. Mi pare cosa ben fatta quel duplice fine di
ringraziare un pò solennemente Iddio, e di stimolare i Figliuoli e le
Figlie al lavoro e insieme fomentare nel loro cuore l'affetto, nella loro
mente in stima agli esercizi della campagna, alla vita agreste. La credo
anche opportuna a rompere quella monotonia di cui tanto facilmente
si annoia e si irrita la gioventù nonchè a far conoscere il bene
dell'Istituto ed ad invogliare anche altri a quel genere di vita e a
dissipare quelle male prevenzioni che si formano poco a poco nella
gente che non sa e che non vede e che inclina sempre a criticare e
parlar male.
E' stato da me, or sono pochi giorni, quel Quadri Luigi di
Chignolo, che abbandonò la Campagna, i Figli di S. Giuseppe e il loro
Superiore, per interessarmi a farlo riaccettare. Dice che dopo di essere
uscito non ha avuto più bene che non può vivere senza il Giò pel quale
si mostra pieno di venerazione, che nessuno Istituto al mondo, nessun
convento potrebbe fargli dimenticare la casa di S. Giuseppe, che se
può rientrare, non ne uscirà mai più e si sacrificherà tutto al lavoro,
all'obbedienza, all'Istituto; che non è uscito per un motivo inonesto, che
Egli stesso è stato ingannato da un parente, il quale gli ha inventato
non so qual cosa per farlo uscire, che è stato un balordo a credere, ma
che era ancor lontano dal sospettar male e che ora ha dovuto imparare
a suo danno etc. etc.. A me ha fatto buona impressione perchè parmi
sincero e leale, e mostra un affetto straordinario alla casa e una stima
straordinaria del Superiore. Dice anche che quel poco che ha di casa
sua vuole che sia di S. Giuseppe e non cerca altro per sè che di
lavorare e obbedire. Io volevo che venisse a presentarsi a lei a
Corrispondenze
114
Opera Omnia
Comonte ma ha voluto che io gli scrivessi prima e poi che esponessi la
risposta, la quale quando sia favorevole non verrà ma volerà a
Comonte o a Soncino. Nel partire mi disse anche che volea far
celebrare una Messa al di Lei marito, dal quale è sempre degno da
ricordarsi la fede e l'onestà, per ottenere la grazia che domanda.
Ella potrà interpellare il Giò, e poi mi scriverà cosa debba
rispondere.
Sono colla massima stima e considerazione.
Di Lei
Umil.mo Dev.mo servo
C.ales. Valsecchi
Corrispondenze
115
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 95
Bergamo 27 settembre 1865
M.Rev.i Madre!
M'incresce che operai d’Gazzaniga non abbiano ancora pagata
la piccola somma da loro promessa per l'orfana accettata con tanta
carità nella Casa di Leffe. Io, appena ricevuta la di Lei lettera, ne ho
parlato coi Canonici Bombardieri e Speranza, i quali si erano
interessati per l'orfano, ed ora mi dicono che dal Municipio di
Gazzaniga era stato dato ordine all'esattore di Leffe perchè pagasse a
quella Casa religiosa 70 sabaude franchi. Ella potrà scrivere a quella
Superiora, che s'informi ad assistendo l'ordine di pagamento lo esigga.
Non verificandosi l'ordine me lo dica e farò.
Mi creda e mi consideri sempre
di Lei.
Umil.mo Dev.mo. servo
C.ales. Valsecchi
Corrispondenze
116
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 96
Il 13 Novembre 1865
Rev. Madre!
Tutti questi giorni ho stimolato il mio vicedirettore, perchè
s'affretti a procurarmi la Messa a due voci da mandare ai Figli di S.
Giuseppe. Oggi ho letto la di lei lettera e non le darò pace sin chè non
ha appagato i miei e i di lei desideri.
La leggenda della Medaglia dovrebbe scolpirsi così "Non odierai
l'agricoltura istituita dall'Altissimo."
Sono importunato continuamente da persone che mi cercano
raccomandazioni, accompagnatorie per Comonte. Io mi mostro facile a
riceverle, ella sia più cauta nell'assecondarle, quando non ho io stesso
cognizione completa delle persone raccomandate. Molte volte non ho
tempo o non ho i mezzi o l'opportunità per informarmi bene e devo
scrivere.
Compilerò le carte genealogiche affidatemi e le verificherò.
Mi saluti il Giò e mi raccomandi anche alle sue orazioni e a
quelle di tutti.
Dev.mo Umil.mo servo
C.ales. Valsecchi
Corrispondenze
117
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 97
Bergamo, il 9 Xbre 1865
M.Reverenda Madre!
Le accludo due lettere scrittami l'una dal Parroco di Zogno da
oltre un mese, l'altra dal Parroco di Grumello del Monte al principio
del mese corrente. Ambedue hanno lo stesso scopo di ottenere la
carità dal vescovo per due orfanelle loro […]. Mi dica cosa devo
rispondere.
M. Giò Capponi mi ha scritto una bella lettera, a cui risponderò
quanto prima. Mi si mostra molto contento dei fratelli e dei figlioli e
dice che le poche regole sono ben osservate, che tra i figlioli vi è una
gara di lavorare che però più per meritarsi la medaglia, che il
cherubino è diventato più umano e pastore, che sono cinque fratelli ed
uno spirito solo ed è pieno di fiducia da Dio nel buon riuscimento
dell'opera, e a ciò fu chiamato. Nella vita per ora vissuta a Comonte la
porterò meco insieme coll'altra lettera della festa dei giovini scritta a
Lei.
Confido molto nelle di Lei orazioni e […] della sua enemerita
santa famiglia, dalla quale ambisco che considerate qual sono di Lei
Umil.mo Aff.mo Dev.mo
C.alessandro. Valsecchi
P.S. Se credesse di scrivere Lei stessa ai due Parrochi si
guadagnerebbe tempo.
Corrispondenze
118
Opera Omnia
Corrispondenza di Antonio Novasconi, vescovo
CORRISPONDENZA 98
Cremona li 19..Maggio 1862
Rispettabilissima Signora
M'arrecò moltissima consolazione la buona nuova che Ella s'è
compiaciuta dirmi nel suo pregiato foglio 15 corrente. Non dubito che
la santa impresa, a cui Ella s'accinge, riuscirà a grande vantaggio
spirituale a monte della popolazione di codesta Borgata, la quale
costituisce un'importante porzione del mio gregge; e perciò la di Lei
benefica opera sarà certamente benedetta dal Cielo. Ella poi ha tutto il
Diritto di contare sul mio interessamento ed appoggio, ed io Glielo
prometto fino d'ora con tutto l'animo. A questo fine io mi recherò
espressamente da Lei, nella mia prossima andata a Genivolta, e
prenderemo a vere le opportune intellijenze.
Gradisca intanto l'assicurazione della mia distinta stima e della
mia viva gratitudine, e riceva la Pastorale Benedizione che di cuore Le
imparto.
Devotissimo per Servirla
+ Antonio Vescovo di Cremona
Corrispondenze
119
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 99
Cremona il gno.o 7 Marzo 1863
M°.R.a Sig.a Superiora
Tengo a gradita notizia quant'Ella s'è compiaciuta riferirmi nel
suo riverito foglio 27 febb. p.p. circa la scelta del Cappellano pel nuovo
Istituto di Soncino, alla cui inaugurale apertura io interverrò ben
volentieri qualora essa abbia luogo in un giorno di mia libertà: su di
che attendo dalla di Lei gentilezza un’ulteriore cenno quando saremo
più prossimi alla precennata circostanza.
Il Signore continui nella sua valida assistenza a Lei in particolare,
ed a tutta la sua Religiosa Famiglia, affinchè tutte insieme possano
procurarsi sempre la maggior gloria di Lui, ed il maggior bene del
prossimo.
Le sono pieno di riverenza e gratitudine.
Devotissimo per Servirla
+ Antonio di Cremona
Corrispondenze
120
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 100
Cremona il gnoo 29. Marzo. 1863.
M°. Rev.da Sig.a Superiora.
In riscontro al di Lei benaccetto foglio 26. corrente, mi fo sollecito
di significarle che, dal canto mio, sarei in libertà, per la progettata
funzione inaugurale, nella mattina del lunedì successivo alla
Domenica in Albis, gnoo 14. del p.v. Aprile. Qualora torni correndo
anche a Lei l'anzidetto giorno, abbia la compiacenza di darmene
avviso. Per tutte le altre più dettagliate intelligenze e concerti, che
potessero occorrere, io sarò a Genivolta per la sera del Lunedì
precedente, gnoo 13. Aprile. Stante questa circostanza, non occorre che
il Sig. Dn Alessandro Tiraboschi si rechi espressamente a Cremona,
giacchè noi potremo vederci a Soncino in occasione della suaccennata
Funzione.
Ed intanto, per ogni occorrenza, io accordo al medesimo, per la
presente, ogni facoltà che potesse occorrergli pel disimpegno del
proprio ministero, compresa quella di ascoltar le sacramentali
confessioni, qualora fosse richiesto.
In attesa d'un suo gradito cenno in argomento, mi pregio di
riverirla; e con distinta stima e rispetto, Le imparto la Pastorale
Benedizione.
Aff.mo in Gesù Xsto
+ Card. Novasconi
Rev.ma Madre Superiora
dell'Istituto della S.Famiglia
in Soncino
Corrispondenze
121
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 101
Cremona 21 Ottobre 1863
Veneranda Sig.ra Superiora!
Mi premerebbe che riservatamente fosse consegnata nelle mani
della Signora Irene Viola la qui insita letteraina. Io mi prendo la libertà
di spedirla a Lei perchè colla prima occasione che capiterà in detta
Signora in Collegio voglia consegnargliela…
Mi fa di vero sollievo le poche ore che lunedì scorso ho passato
costì. La pace […] che regna in codesto luogo non è quella che può
dare il merito, ma solamente Dio. Ella e la sua Consorella siano grate al
dono di Dio, che Dio allaudeerà già colle sue grazie.
Ella preghi per me, io la benedico e mi protegga.
Aff.mo in Gesù Xsto
Corrispondenze
122
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 102
Cremona, 14 Maggio 1864.
Rev.da Madre Superiora
In riscontro al suo riverito foglio di ieri sono lieto d'annunciarle
che il Reg. Ispettore Scolastico, dalla visita testé praticata a codesto Pio
Istituto, ebbe a riportarne una favorevolissima impressione; appurò in
tutto il fondamento a operare che sieno per dissiparsi affatto i neri
vapori, e le dense nubi, che sembravano voler minacciare l'esistenza
od almeno la tranquillità di codesto benefico Stabilimento. Ella si
racconsoli adunque, ed abbia piena fiducia nella Provvidenza, che veglia
alla difesa dei suoi cari, e benedica sempre le opere della carità e della
beneficienza. Ella non lasci per questo di mettere in pratica i
suggerimenti e le prescrizioni che avesse creduto di darle il lodato
Sig.Ispettore; ed anche questo contribuirà alla maggior sicerezaza e
prosperità dell'Istituto.
Quanto amo reputerò sempre mio grato dovere e mia
consolazione il proteggere la benefica Istituzione sulla quale, ed in
particolare sulla benemerita fondatrice, invoco le più copiose
benedizioni del Signore.
Devotissimo per servirla
+ Antonio Novasconi
Corrispondenze
123
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 103
Cremona, 27 Settembre 1864
Rev.da Madre Superiora.
Vedendo tardar sì tanto la risposta di M. Vescovo al di Lei
riverito foglio g. corrente, Ella sarà stata tentata a credere che la lettera
andasse smarrita, ovvero fosse pagato in dimenticanza l'oggetto di cui
essa trattava. Ma la cosa non è così; imperocchè il motivo della tardanza
a rispondere fù non altro se non la difficoltà grande di rinvenire il
soggetto da Lei richiesto per gli spir.li Esercizii da darsi nella pia Casa di
S.Maria. Oggi però siamo finalmente in grado di poterle annunciare
che il Predicatore s'è trovato. E' questi il Reverendo Sig. D. Giulio Fusetti
Canonico Coadiutore in questa Cattedrale, che si assumerebbe di fare le
Istruzioni semprecchè gli spir.li Esercizii non incominciassero prima del
g.no 25. del p.v. Ottobre, avendo egli altri simili impegni nelle
settimane precedenti alla preaccennata epoca. Qualora Ella si trovi in
grado d'accettare l'opera di questo zelante Ecclesiastico, potrà Ella
stessa mettersi in diretta corrispondenza con lui per ogni opportuna
intelligenza, dando alle sue lettere il seguente Indirizzo:
Al Rev.mo Sig. D.Giulio Fusetti
Canonico Coadiutore nella Cattedrale di Cremona.
Assente M.Vescovo è toccato a me l'onòre di darle la suaccennata
notizia, insieme alla quale La prego di voler gradire le proteste della
mia più sentita riverenza con cui me Le professo, raccomandandomi
alle sue doverose orazioni,
Umilmo, Devotmo Servitore
P.G.Mondani Segrt.Vescovile
Corrispondenze
124
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 10418
Dal Palazzo Ves. di Cremona,
10 Aprile 1865.
Suor Paola Elisabetta Cerioli
Rev.da Madre Superiora
Concedo la già invocata facoltà per la Messa e Comunione nella
mattina di Giovedì Santo, datone avviso per norma al Parroco locale. M'interesserò per la pendenza, che riguarda codesto R. Cappellano. Ricambio le felicitazioni a Lei e a tutta la Comunità, a cui imparto la
Pastorale Benedizione.
+ Antonio Vescovo
18
Di Bianchi suggerisce:10 Aprile 1865- Riportata Da Ep.7/3.
Corrispondenze
125
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 105
Cremona 5 8bre 186519
Onoranda Sig.ra
Ben volentieri acconsento che unitamente al Sig. Prefessore
P.Rinaldo Rossi venga a fare la istruzione il R. Arciprete Gandini di
Faricella nella prossima muta di Esercizi spirituali in codesta casa di
Soncino. Spero che entrambi saranno benedetti dal Signore Iddio, e
che faranno del bene in codesta numerosa borgata.
Ho sentito più niente di codesto Cappellano; suppongo quindi
che si sia deciso di […] ad assistere codesto Collegio. Se Ella è contenta
io sono contentissimo.
Appena potrò fermarmi qualche giorno a Genivolta farò una
scapatta a Soncino, intanto benedico lei e tutta la sua comunità, e mi
professo.
Affe.mo in Gesù Xto
+ Antonio Vescovo
19
Di Bianche suggerisce:Predicatore SS. Esercizi - S. Maria.
Corrispondenze
126
Opera Omnia
Corrispondenza di Gaetano Bertolè, parroco
CORRISPONDENZA 106
Soncino 4 Luglio 1855
Nobilissima Signora.
In risposta alla di Lei gent.ma testè da me avuta, io le dico che
restai molto sorpreso come Ella si sia degnata di scegliermi non
ostante la mia pochezza qual confidente consigliere circa quella
qualunquesiasi sua pia determinazione: in quanto poi al venire da Lei
per potere a voce essere informato del detto suo desiderio io le faccio
nota […] avrei una mezza intenzione di ritirarmi dentro il convento a
S.Pellegrino per quivi passarvi una dozzina di giornate, se mai ciò si
effetuerà per un'opera questa mia idea impedimento alcuno farò del
tutto per combinare una gita anche a Comonte allo scopo prefisso. Stia
pur quieta che sarà mia obbligazione il custodire scrupolosamente il
segreto di tale sua confidenza. Impostando con tutto il rispetto e stima
mi dichiaro di lei
Obb.mo Servo […]
Gaetano Bertolè20
20
Sacerdote di Soncino, abitava in piazza S. Martino numero 384; morto il 21 11 1887
a 83 anni sepolto nella capella dei sacerdoti.
Corrispondenze
127
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 107
Soncino, 10 luglio 1855
Nobile e Stimatissima Signora
Mi fo a testemente rispondere all’ultima di lei pregiatissima col
dirle che invero ho stabilito concedendomelo […] dio) di portarmi a s.
pellegrino, e che […] il giorno prefisso della partenza da Soncino
sarebbe fissato in Giovedì p.v. 12 corrente. Per cui ella a prima vista si
imaginerebbe effettuato […] il dilei bellissimo e cortese piano! ma a mio
credere vi vedo dentro un […] stando che trattasi come […] […] […]
[…] […] poresse trapelarne tanto su poco; […] […] sapprà che la mi
gita si fa in compagnia del Sig. […] […] che è niente meno che cognato
del di Lei nobile Fratelloper aver per moglie una …, …. Temerei che
staccandomi da Lui a leviate per venire a Comonte, non si desse a
sospettare di un qualchè, […] […] […] […] […] […] per revizione
dell’itinerario … la cosa non alzasse polvere coldi Lei sangue.
Frattanto […] confuso delle interpretazioni in roposito; per il che io
direi di ragione che noi si portassimo a S. Pellegrino, e di colà io poi
scelto un giorno coll’idea di fare una gita a Bergamo per un certo mio
affare di cartelle all’ V. A. pronte, io farei in quel caso noto a Lei il
giorno suddetto [appena che / affinchè] se Ella volesse compiacersi di
spedirmi di spedirmi il dilei comodo da Bergamo volerei a Comonte per
confabularci seco: dato che questo mio sospetto possa essere da Lei
approvato la risposta la leverò a S. Pellegrino. Frattanto con tutta la
stima le offro i miei più cordiali convenevoli e mi […] di dichiarar
[…] di Lei
Obbl.mo Servo
[…] Gaetano Bertolè
Soncino 10. Luglio1855.
Corrispondenze
128
Opera Omnia
Corrispondenza di Francesco Broggi, parroco
CORRISPONDENZA 108
Soncino li 23 Gennaio 1862
Illustre e Reverenda Signora
Mi ha piùcchemai ferito l'animo il sentire oggi dal Sig. Achille
Viola che le sia stato riferito essere io contrario all'uso che Ella avrebbe
duopo di fare della Chiesa di S.Maria delle Grazie in Soncino.
Ella sa come io mi sia sin dalle prime interessato perchè Ella
concludesse il contratto d'acquisto dell'attiguo locale e conserverà
ancora forse il Canonico Valsecchi la mia lettera che ne è inconfutabile
prova.
A sventare in proposito qualsiasi diceria ed a fare cadere
improvviso il fantasma dalle supposte contrarietà tra me e Lei, Illustre
Signora, Le dichiaro in questa mia la solenne dichiarazione che io sono
disposto dispostissimo e con me vi sarà anche la veneranda
fabbriceria di accordarle quanto le occorre di uso della suddetta
Chiesa. Se Ella crederà bene di fissare un giorno in cui dovessimo
trovarci alla Chiesa di S.Maria delle Grazie insieme al sig. Achille
Viola e il sig. Conte Galantino qual rappresentate della fabbriceria, noi
non mancheremo di essere puntuali, qualora ne sia prima dato avviso
ed avvenga presto, specialmente avuto riguardo al sig. Conte
Galantino che potrà forse assentarsi per qualche tempo.
Dolente che Ella forse m'abbia creduto disposto ad avversare
tanto ingiustamente ed assurdamente una così benemerita Istituzione
ed agire contro i dettami della mia propria coscienza e contro il
Corrispondenze
129
Opera Omnia
desiderio del veneratissimo Vescovo che me ne ha fatto una particolare
raccomandazione, sono pur oggi contento che mi si offra opportuna
l'occasione di sincerarmi e raffermarmi ammiratore riconoscente di un
tanto Istituto e veneratore sincero della di Lei Illustre Signoria alla quale
mi pregio dichiarare l'alta e sincera mia stima professandomi
Umil.° Dev.° servo
Broggi Francesco Parroco21
di S. Giacomo
21
Nato a Covo, successe al fratello Don. Pietro morto nel 1837 che dal 1823 era
parrocco di S. Giacomo; muore nel 1866 (vedi Galantino II, 447)
Corrispondenze
130
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 109
[14 Luglio 1862]
[…]
In quest'istante ebbi lo incontro di parlare col sig. Achille Viola.
Egli mi ha detto che quasi tutti gli inquillini diffidati si sono già
provvisti d'altra abitazione e con la voce sparsasi tanto più
dell'effettuato contratto prevede che nessuno si presenterà a chiedere
in affitto i locali e che quindi non così facilmente vorrebbe rassegnarsi
alla rescissione dello stipulato contratto e qualora non vi venisse
indotto nol farebbe mai senza almeno una previa dichiarazione della
contraente che lo assicuri del rifacimento. Mi dice inoltre che quanto
alla somma da pagarsi non avrebbe difficoltà ad accordare dilazione.
Per ogni buon conto intravegga un sollecito disbrigo di tale
vertenza.
(Calligrafia di Broggi Francesco)
Corrispondenze
131
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 11022
22
Questa lettera manca perchè è stata trasferita nel Carteggio, numero 139.
Corrispondenze
132
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 111
Soncino li 2 Agosto 1862
Pregiatissima e Nobile Signora
Il sig. Viola credeva che Ella volesse subito affrancare il livello e
il di lui mezzo e trovarsi certo in questi momenti di poterlo fare con
certo vantaggio. Ella invece vorrebbe farlo da sè e a tempo
indeterminato, vorrebbe raccogliere sola i vantaggi che si potessero
ottenere, e addossare in caso contrario al sig. Viola lo scapito che si
verificasse.
Va bene sig. Prevosto? Ella mi domanda nella pregiata di Lei
lettera; ed io Le rispondo che mi pare di no perchè vi troverei poca
equità.
Quando si voglia vincolare anche per l'avvenire il sig. Viola
converrà determinare un certo tempo e non tanto lontano non
volendo il sig. Viola vincolarsi all'infinito, converrà sentirlo quando si
tratti d'affrancare il livello, e volendolo esposto a compensare quel di
meno del 4 1/2 chiamarlo al vantaggio quel di più che si potrebbe
ottenere.
A dire il vero, Egregia Signora, se io fossi nel capo suo non
volendo intromissione di chicchessia, volendo esser libera a fare
l'affrancagione quando convenga e piaccia, troverei anche giusto di
assoggettarmi a qualsiasi eventualità del più e del meno.
Ella però faccia in proposito quello che giudica meglio. Le ripeto
che Ella ha fatto un vantaggiosissimo contratto, contratto che si ritiene
ultimato e da recarsi a formale […] a giorni secondo la lettera del 30
luglio del sig. Canonico Valsecchi.
Avrò caro un di Lei cenno di riscontro per sentire se entro 15 o
venti giorni verrà Lei o il signor Piccinelli. Aggradisca gentilissima
signora l'omaggio dell'alta mia venerazione e mi abbia
Di Lei Umil.Dev Servo
Broggi Francesco Parroco
di S.Giacomo
Corrispondenze
133
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 112
Soncino li 11 Agosto 1865
Illustre e Reverenda Madre
Suora Paola Cerioli!
Nella particolare udienza accordatami in Roma dal nostro Santo
Padre la mattina del 3 Luglio p.p. dopo di avere fatta menzione di
istituzioni e di notabilità che onorarono in passato questo insigne
Borgo di Soncino, mi feci pure debito di raccontare a Sua Santità,
come, V.S. rev., vedovata dal marito e cessando poco dopo di essere
Madre di un unico figlio, abbia tantosto divisato e risolto di addivenire
Madre a migliaia di povere orfanelle e di poveri orfani, cui ha già
aperto a quest'ora quattro case, due nella diocesi di Bergamo e due in
questa sua patria, consacrandovi il ricco suo patrimonio con saggio ed
eroico atto di carità.
A tale racconto l'angelica faccia del Beatissimo Padre brillò di
soavissima gioia e con slancio di paterno affetto stendendo le mani la
prego, disse di portare a questa generosa e benemerita Signora la mia
speciale benedizione, la quale la incoraggi, la aiuti e le sia pegno del
mio animo riconoscente.
Nel soddisfare, o Ill. e rev. Signora, ad un sì caro, sì nobile, sì
onorevole incarico, le protesto l'altissima mia considerazione
pregiandomi di lei.
Umil. e Dev.Servo
Broggi Francesco Prevosto
di S.Giacomo in Soncino"
Corrispondenze
134
Opera Omnia
Corrispondenza di Antonio Tassis, cappellano
CORRISPONDENZA 113
Nobilissima Signora!
Chiavenna lì 28 Marzo 1846.
E’ vero che nella mia lettera non le facea parola di queste signore
di Chiavenna benefattrici del predicatore, perché poche eccettuate son
meno ancora profuse le loro gentilezze come hanno fatto di poi.
Adesso mi convien dirle che ho pieno un rmadio di […] specie di
paste dolci, talchè non so’ di cosa farne; fino due focacce in un giorno
mi furono regalate ed oggi pure la terza e ne tengo ancora intiera una
botte piena senza le offelle pure di Spagna tagliato in fette, essi
amaretti ec. ec. fortunata […] che le focaccie sono di al qualità, che per
del temo non addivengono stantite. Oltre poi alle paste dolci vi sono
sia Signore che mi mantengono brocco/a spinaccie ed altra specie di
verdure bonissime. Da due altre mi fù regalato caffè, e zucchero ed una
baretta di cioccolato per ciascheduna. Ho poi avuti quattro gra[…]
fiaschi di vino generoso che ho collocato nella Cantina di questi
[…]onde conservarlo fresco perché io da molti giorni non fo caso a
motivo di un calore, che mi si è spiegato in bocca comprendendomi
pure la lingua dal […] malgrado continui rinfrescatici ed amoglienti
non ho potuto fin’ora liberarmene ancora del tutto e quantunque sia
una cosa peggiore tuttavia mi ha molto disturbato per la predicazione.
Non ho però mai tralasciata un predica, e questo è senza dubbio la
principal causa dell’ostinazione del male, perché predicando si irrita
sempre di più. Tutti mi consigliano di farmi trar sangue, ma Ella sa
Corrispondenze
135
Opera Omnia
quanto son io nemico di tal rimedio piacendomi di lasciare il sangue al
suo luogo. Quelle specialmente che mi stimolano a farmi cacciar
sangue sono tre Signore, colle quali mi trovo a conversazione dalle
sette di sera, perché non mi trovano di quel buon umore [?], ciò era
due anni fa; ed è vero perché la festa dovendo far due preti che alla
sera risento più del solito del mio incomodo ed abitando esse che la
mia ritrosia a farmi cavar sangue provenga da timore per la sorella di
questo Sig.r Arciprete mi han fatto suggerire che in Chiavenna vi ha
una Comare, che con un certo spronamento avea sangue con una
facilità e grazia, che non si accorge nemmeno, e nemmeno ho riso
moltissimo colla detta sorella del Sig.r Arciprete in tal suggerimento di
chiamare la Levatrice per farmi trar sangue. Ma la cosa però è vera, e
mi sarei deciso, se oggi non mi sentissi quasi del tutto riavuto di tal
mio incomodo almeno se domani dovendo far due prediche non torna
ad irritarsi. Certo che bramo e voglio liberarmene perché Martedì e
Giovedì della entrante Settimana sono invitato a pranzo da due Parrochi
fuori di Chiavenna cioè di Villa e di […] dove mi troverò in buona
compagnia di Preti. Domenica scorsa ho invitato nell’ospizio questo
Sig.r Arciprete ed altri due Sacerdoti a far gustare delle paste dolci, e
del buon vino che furono regalati, e Giovedì ancora l’Arciprete, sua
sorella gentilissima, ed un altro Sacerdote, i quali molto aggradirono.
Alcune Signore si sono però degnate quest’anno di farmi visita
all’Ospizio e in tale sforzo, che mi pareva di essere in una […] in un […]
le montagne. Venne pure per farmi visita il Diretore colla moglie, ma
con mio dispiacere non era nell’Ospizio.
Ho sentito con sommo piacere le buone nuove della
aggradevole di Lei famiglia, ed avendo occasione la prego di
rinnovare alla stessa i miei sentimenti di profonda stima ed ossequio.
Mi dispiacque pure della malattia della di Lei Sorella Nobile Signora
Cattina ma mi consolò nel porvi tempio nel Leggere che si è pure
ricuperata.
La prego di mille cose al di Lei marito, al caro Carlino, alla cui
letterina rispondo, e saluti a tutta Servitù.
Ella mi consideri sempre uguale con piena stima mi pregio di
rinnovarmi di Lei
Divotiss.mo ed Osseq.mo Servo ed amico
D. Antonio Tassis
Corrispondenze
136
Opera Omnia
Corrispondenza di Giovanni Mussinelli, parroco
CORRISPONDENZA 114
Adrara S. Martino li 20 Febbraio 1863
Signora Superiora!
Vedermi offerto un posto, altre volte desiderato invano,
simpatico sempre, e non poterlo accettare, umanamente parlando, la è
pur cosa rincrescevole, dolorosa.
Credetti che il mio dovere non fosse che di celebrare la Santa
Messa e confessare le persone che appartengono al convento. Ma
adesso rilevo che non è così. Vi sarebbe l'obbligo dell'omelia, l'obbligo
della dottrina e principalmente l'obbligo, o almeno la convenienza di
confessare tutti quelli, qualunque sieno, che si presentano e lo
dimandano. Le quali cose tutte, benchè io desideri sommamente
poterle fare, superano non di meno e di molto, le mie poche forze.
Desiderando adunque che altri faccia efficacemente e bene quello che
io non posso altro che desiderare e non devo assolutamente accettare,
come non accetto con la presente l'onorevole incarico offertomi.
Non mi resta, egregia Signora Superiora, che di ringraziarla
quanto so e posso, di tanta sua degnazione per la fattami offerta, e
delle parole gentilissime con le quali le piacque di esprimersi a mio
riguardo. Come pure sono sensibilissimo all'attestato del mio
superiore, il mio amatissimo Vescovo, splendore della chiesa di
Bergamo.
Lunedì prossimo, non potendo io, verrà da Lei, Signora
Superiora il curato della Costa, l'ottimo Signor Don Antonio Falconi,
Corrispondenze
137
Opera Omnia
col quale ieri ebbi il bene di trovarmi, e le darà a viva voce quelle
spiegazioni che occorreranno, per meglio chiarirle le mie circostanze,
come se fossi io stesso in persona.
Buona com'Ella è, Signora superiora, spero vorrà compatirmi, e
tanto più volentieri in quanto la disgrazia è tutta mia. Se la mia salute
avesse a migliorare, io sarò in altri incontri ai suoi comandi. Confido
nella Sua benevolenza, e più di tutto confido nelle sue orazioni in
unione delle quali ho il bene di dirmi con ogni stima e venerazione
Suo devotissimo, obbligatissimo servo
Sacerdote D. Giovanni Mussinelli
Corrispondenze
138
Opera Omnia
Corrispondenza di Luigi Tagliati, parroco
CORRISPONDENZA 115
Soncino, lì 2 Luglio 1862
Signora Mia Pregiatissima
Mandai a M.Vescovo le carte riguardanti la nota vertenza circa il
transito alla chiesa, e mi rispose, che non appena Egli avrà tempo di
prenderle in esame, vedrà come gli riesca pronunciarsi in argomento allo stesso tempo si compiacque di concedermi ch'ei possa delegare,
come farà posdomani, il Sac. D.Aquilino Lazzari ad assumere durante
la mia assenza la Direzione Spirituale delle Suore della Sacra Famiglia
che fossero intanto per dimorare in Villa Campagna.
Colgo in quest'incontro la opportunità per tranquillarla circa le
eventuali opposizioni del M.re Sig. Parroco Broggi, quand'Ella venisse
in possesso dello stabile di S.Maria, rammentandoLe, quanto ebbi
verbalmente ad affermarLe altra volta; ciò è che, ove sia provato con
presentazione di atti notarili il fatto per cui Lei parte di tale possesso, e
con […] Vescovile possa fuor di dubbio la facoltà d'aprirvi una Casa
Religiosa allo scopo lodevole a cui Ella intende, non Le tornerà
difficile con l'autorevole appoggio di Monsignore, l'ottenere le sia
concesso l'uso della chiesa; nel qual caso, o saran formulati
preventivamente, di concerto frà l'autorità Ecclesiastica e la Civile i di
Lei futuri rapporti col Parroco e colla Fabbriceria, ed esclusa quindi ogni
probabilità di spiacevoli collisioni: o fors'anco, verrà la chiesa S.ta N.a
sottratta alla giurisdizione Parrocchiale, e dichiarata dipendenza
diretta dell'ordinario, il quale poi nella sua saviezza potrà delegare
Corrispondenze
139
Opera Omnia
alla tutela e direzione del nascente Istituto quella persona che a Lui
sembrasse meglio del caso.
Il Sacerdote a cui m'era indirizzato per invitarlo ad assumere
l'ufficio di cappellano, ha mutato pensiero ed ama rimanere dov'è;
vennemi per altro assicurato che altro soggetto idoneo amerebbe
condursi a dimora in quelle parti, e per intanto gli feci scrivere che
potrebbe andare e gli si presentasse costì un impiego soddisfacente.
Ma,finor’Ella vede non si ponno spingere le pratiche in modo
serio, se non quando il posto di che si tratta sia effettivamente
disponibile.
La S.V. ad ogni modo non si smarrisca innanzi a difficoltà
inevitabili nel condurre gli affari, e più, allor chè trattasi di operare il
bene.[…] queste, difficoltà di tale natira, che nulla […] sentano di
grave, ne difficilmente super[…].
La S.V. prosegue ad ogniu modo a collocare […] sua fiducia in
Dio, che del buon volere […]. Veneratissimo nostro Prelato non può
[…] alcuna guisa dubitare; così come può […] certa chio Le sono […]
riconoscente animo
Umilis.[…]
[…] Luigi Tagliati.
Corrispondenze
140
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 116
S.ta Caterina presso Bormio,
11 Luglio 1862
Madre Rev.ma
Dopo il mio arrivo in questi luoghi, non ebbi notizie di
M.Vescovo circa la vertenza riguardante il passaggio alla Chiesa di
S.Bernardo; forse mi perverranno col primo corriere. - Intanto credo
opportuno rassicurarla nuovamente rispetto alle difficoltà ch'ella
intravedeva siccome probabili,forse che si fosse decisa ad effettuare
l'acquisto dello stabile di S.ta Maria. - Che se ella persistesse nel
desiderio di venirne assicurata in anticipazione, abbia la compiacenza
di manifestarmi i suoi pensieri in modo particolareggiato; e se lo crede
conveniente, mi dica se debba provarmi a stendere un memoriale in
quel senso a M.Vescovo, attendendone informazioni.
Ad ogni modo Ella mi farà grazia, se appena ricevuta questa
mia, mi scriverà le sue novelle, che spero sieno conformi ai miei
desideri.
Mi comandi liberamente; mi ricordi nelle sue preghiere, e mi
abbia quale con perfetta osservanza mi confesso
Di Lei
Servitore Devotimo
Luigi Tagliati
Corrispondenze
141
Opera Omnia
Corrispondenze
142
Opera Omnia
Corrispondenza dei religiosi e dei figli ‘della
Sacra Famiglia’
Corrispondenze
143
Opera Omnia
Corrispondenze
144
Opera Omnia
Corrispondenza di Giovanni Capponi, religioso
CORRISPONDENZA 117
Leffe 27-8-186223
Reverenda Signora Superiora
Seppi dalla Signora Adelaide che Ella desidera sapere qualche
cosa raporto a quella ragazza di Gandino, ed io oggi sono andato a
vederla e sentire un poco come la pensava sul recarsi costì; difatti mi
disse che aveva scritto il giorno 16 agosto dopo ricevuta la sua;
indicandole che entro 15 giorni sarebbe recata in convento per non più
sortire, La detta giovine mi ha incombensata di farla di nuovo avvertita
che domenica giorno 31 andante sarà da Lei, senza fallo...
In quanto ai giorni darà la risposta la suddetta giovine. La
prevengo che per i santi esercizii oltre a quelle due già indicate dalla
Sig. Adelaide ne sarà un'altra della medesima tavola.
Godo nel sentire dalla Sigora Adelaide, che Ella, abbia fatto
acquisto di quel convento a Soncino, certamente il Signore benedirà i
suoi grandi disegni con moltiplicare la Sacra Famiglia.
Dalla Signora Adelaide o sentito che è andata a visitare la casa
dove avrebbe intenzione di farne acquisto, ma l'ha trovata molto
logora e sembra da i padroni di questa casa che la vendono volontari e
hanno detto alla medesima se Ella volesse fare un cambio ed essa laciò
cadere la parola aspettando tempo più opportuno.
23
Vedi epistala 174.
Corrispondenze
145
Opera Omnia
Altro non ho da dirle solo mi raccomando alle sue calde orazioni
onde possa essere fedele esecutore dei divini voleri.
Godo anche che sia di ottima salute così pure le sue monache e
le giovani, e riverendola colla Signora Adelaide mi creda di Lei
Umilissimo servo
Capponi Giovanni di Leffe
P.S.
L'Adelaide mi disse di dirgli se potesse spedirle quella
preghiera del missionario, a Gesù Crocifisso. Io poi Le invio una
preghiera composta di nuova da S.S. Pio IX.”
Corrispondenze
146
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 11824
Leffe 3 9bre 1862
Degnissima Superiora
O consegnato alla signora Adelaide la inclusa sua lettera. Ma
riscontrato di scrivere due righe che è pronta a ogni sacrifizio, se Ella
dice anche di fuggire e pronta a il desiderio di rivederla per non mai
più separarsi fino alla morte, che non vede l'ora ed adopera anche la
sua forza e giusta pretesa con la sorella e il fratello molto di più. Però
la sorella andrà ai cinque o sei di novembre e cerca di fare in modo
anche col fratello di allontanarlo che basta solo dua giorni di
allontanamento per eseguire il suo proposito che e quanto prima di
essere a Comonte rinchiusa. Il fratello adesso sta meglio. Spero che il
Signore faccia sì-che questa figlia sia costante, abbia coraggio di
eseguire tutto quello che Ella dirà; e dice se Lei potesse farle avere una
risposta o di fuggire o di comodare in qualche maniera coi due
sopracennati fratelli, che essa è pronta a fare tutto quello che la
superiora crede bene di fare. Si raccomanda molto alle sue orazioni e
fare anche colle sue figlie i suoi ringraziamenti....
La riverisco Pregandola a ricordarsi anche di me nelle sue
orazioni Mi creda
Suo Aff.o servo
Capponi Giovana Giovani
24
L'indirizzo affettuoso con cui Paola Elisabetta si rivolgeva a Giovanni nella lettera
del 17 novembre 1862 indica che già se ne era conquistato l animo e la
collaborazione.
Corrispondenze
147
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 119
Soncino 21 dicembre 186325
Signora Reverenda Madre
Sapendo di doverle rendere notizie del nascente Istituto con
dirle che fino ad ora non havvi intoppo alcuno, la pace vi regna
accompagnata dalla più viva confidenza in Dio che mi chiamò in
questo luogo acciò possa fare non la mia volontà ma la sua, e difatti
provo una consolazione grande ed una lena francha in qualunque cosa
che mi venga avversa, oh sì che il giogo del Signore è dolce e benigno,
e misericordioso fa compatirmi nella mia miseria; con darmi sana e
perfettissima salute di corpo, lena e coraggio; non provo nessuna
difficolta se alle volte come successe coi dipendenti di alzare la voce
acciò faccio il suo dovere ecc. Insomma provo una contentezza senza
esagerazione, specialmente la sera tutti uniti qui. Il mio fratello Signor
Cesare coi miei due figli contandola così alla domestica è proprio
opera del Signore, la salute del fratello sig. Cesare a me pare che per le
Sante Feste Natalizie abbandonerà la fasciatura della faccia purchè si
sciogliano e vanno a maturazione, il figlio Giacomo il dolore è sparito
da tre giorni e sta benone, così l'altro il piccolo figlio Angelo è sempre
sano, dunque speriamo per la nostra festa, essendo il primo anno della
fondazione di essere tutti sani ed unire le nostre preghiere con quelle
delle nostre sorelle in Gesù Cristo; ad onorare la Sacra famiglia
immaginarsi col pensiero nella grotta di Betlemme col bambino Gesù e
Giuseppe e Maria.
La riscontro al di Lei gradito foglio inviato a mezzo del Maffi o
ricevuto il pezzo da venti franchi ed ho eseguito quanto ha me ha
suggerito. Sono ritrovato col signor Ludrini, mi disse che gli preme
anche a lui di saldare quanto prima la sua partita con voce un po'
disgustato, però io ho detto che in quest'anno non può spettare più di
un mese dalla scadenza che pensa a saldare perché si ritrova in stretta
posizione ma detto che fara il possibile per far che sia saldata più
presto che potra, forse a più presto chel del tempo prescritto, ecc.. in
quanto al stername abbiamo deciso un giorno col cappellano signor D.
25
(dal timbro)
Corrispondenze
148
Opera Omnia
Alessandro di andare a vederlo e contrattarlo perché ne abbisogna
molto....
Il Maffi si lamenta a mangiare col bifolco, vorrebbe fare il mangià
da persestesso, ed io gli o detto chel vengha là così in casa del bifolco che
la vediamo col tempo e lui mi disse che la cagione per cui vuole stare
per sé stesso è la vergogna.…. Il mio debole parere sarebbe di
esaudirlo acciò non abbia a stancarsi e gli utensili di cucina mi disse
che li ha a Comonte e che per le sante feste quando che viene a casa
dopo che ritorna vorrbbe portarli seco. Ne ho parlato anche alla
Signora Superiora Suor Rosa e mi disse di notificarle tutto alla Reverenda
Signora Madre acciò quando viene a Comonte gli dara quella
informazione che a Lei crederà opportuno;
Il bue malato è guarito e lavora con gli altri. Lunedì sono stato al
mercato di Soresina ma non ho fatto niente perché è una stagione
cattiva per vendere. Il cappellano m'ha detto che ho fatto bene a non
darli a quel prezzo così infimo ecc..
Dopo tre giorni di contratti con n. 6 voci, e compreso quella di S.
Maria e n. 9 alberi, alla fine dopo molti esami l'abbiamo fatto, alle
quali ho ricavato n. 12 da venti franchi e un quarto d'argento, ed oggi
stesso li ho consegnati alla Signora Reverenda Madre Suor Rosa
Superiora. Lunedì abbiamo deciso di saldare il muratore; il fornaio è
stato saldato perché me li ha cercati due volte.
Io non avrei per ora più ninete se non che se la permetta di
copiare l'esercizio della mattina e della sera per averme un uniforme
dei figli colle figlie; perché quando lo fo recitare me ai miei figli è di
una maniera corta, ma quelo del mio fratello signor Cesare è un po'
troppo lungho, così tronca il mio ed il suo, sempre però che a lei
gradisca; alla Superiora suor Rosa mi disse che andrebbe bene di
dimandarle a Lei, Reverenda Madre, così o fatto...
Avrei anche quello del rispetto, in qunto a questo in casa va
tutto uniforme ed anche all'interno ed esterno ecc
Ogni volta che mi reco a S. maria la Signora Superiora suor Rosa
essa chiede sempre conto del diportamento di me, del mio sig.no
fratello e dei miei figli; come la pensa ecc.. Insomma fa ogni volta le
sue veci dimandare sempre analogo dettaglio.
Torno a riptere si avvicina il giorno Natalizio del nostro Divin
Redentore, quindi è nostra festa, perché porta l'Istituto il nome di
questa Sacra Famiglia. Dunque fratelli e sorelle e figli uniam le preci ed
innalziamole, tutti uniti alla sacra famiglia, acciò bendeica tutte le
nostre intenzioni.
Corrispondenze
149
Opera Omnia
Colgo questo incontro per riverirla unitamente al fratello signor
Cesare e figli, augurando sia a lei reverenda Madre Superiora che alla
Madre suora Luigia Buone le Sante feste Natalizie; nel mentre mi
dichiaro
suo umilissimo fatello
in Gesù Cristo Capponi Giovanni Maria.
Intendo di riverire anche tutta la sacra famiglia.
Sia lodato G. C
Corrispondenze
150
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 120
[Dicembre 1863?]
Viva Gesù Giuseppe e Maria
Carissima Revendissima Madre Superiora
Per mezzo del sig. Giovanni ricevetti le di lei sempre care lettere
e darò la sua al fratello Cesare assieme la tanta sospirata corona, il
quale ne fu sommamente contento e le fa infiniti ringuraziamenti di
tutto.
Godei assai l'udire che Ella trovava contento alludire le nuove
della novella casa; e che bramava con giubilo le notizie se spariti i suoi
malinconici pensieri al Cesare. In questa settimana fu come un vento
che gli portò via ogni cosa; anche dal volto i stesso traspira allegrezza
e contento, e Domenica cominciò in poco, e poi ricevuta lunedì una
lettera dalla sua sorella monaca sparì un subito quel poco timore
perché la lettera era assai bene scritta, e le disse che era contenta del
sua stato e gli disse se in abito religioso o secolare, mostrva di saper
tutto e che aspettava il riscontro ecc. egli disse anche del padre e della
sorella che erano in bona salute tutti; dopo letta voleva fare il riscontro
se io gli permetteva, l'ho tirato avanti qualche giorno finché ricevute le
di Lei carissime lettere che mi autorizzano a lasciarlo scrivere tanto
alla famiglia quanto alla Sig.a Rossi, a dirgli proprio il vero il mio
pensiero era proprio di lasciarlo sfogare collo scrivere a suoi parenti se
no era di pregiudizio alla sua salute; così ricevuto il suo scritto e la
licenza dallo scrivere giubilava contento specialmente lo scrivere alla
signora Rossi, subito che a scritto tutti e due, ne ha scirtto un po' tanto,
specialmente alla Rossi quattro pagine e mezzo, non ho contraddetto
per non più molestarlo; gli dico proprio che è di sommo contento
specialmente quando vide nelle mani la sua corona, non fece che
baciarla e sfogare di gioia verso una Madre così pietosa in consentirlo
in tutto ciò che bramava.
Domenica lo lasciai andare alle funzioni il Cesare con il figlio,
ma quando venne a casa mi disse che era andato a trovare il padre
Serafino che faceva le quarantore a S. Giacomo e gli parlò dove si
trovava ma non gli disse cosa faceva. Il padre Serafino gli aveva detto
di andare a Cividino due o tre giorni insime con loro, egli ha detto che
non poteva, lui gli disse di fare due righe da dare al suo cugino ecc..
Corrispondenze
151
Opera Omnia
Quando è venuto a casa che mi raccontò questo io lo sgridai
dicendogli di non potersi fidare a lasciarlo solo andare nel paese
facendogli sapere che la Signora Madre Superiora non a voluto che
andassero nel tempo delle funzioni-missioni, e lui mi disse che non
poteva venire a casa se prima non gli avesse parlato ed io il giorno
dopo assieme col fratello siamo venuti dalla Superiora Suor Rosa e gli
degnò savi consigli e li accettò volentieri; il male già vien da me, io
però non sapevo chi predicasse, così anche questo gli è stato di gran
sollievo. Insomma in questa settimana per lui il Signore lo ha esaudito
in tutti i suoi desideri, faccia che sempre perseveri come spero,
nell'avvenire non vi sarà più niente come mi ha promesso che per
l'avvenire non vi sarà più motivo di lagnanza alcuna; dunque in
rigurdo al fratello non s'inquieti, che il Signore lo ha condotto e qui lo
assisterà.
A quanto o saputo dalla superiora suor Rosa e dalla mia lettera
conosco che anticipa il tempo di venire a Soncino, Il mio desiderio di
vederla è grande, ma però considero le stagioni e le grandi sue
faccende che ha da sostenere in riguardo alla nostra casa, non si
destini ad anticipare sperando sempre nella provvidenza, il suo aiuto
anche sopra la novella casa, come nella sua ultima l'ha scritto di
armarsi di fede e di speranza.
La mia salute è perfettisima come mi consolo anche delle suore e
di tutti in famiglia.
Io godo una perfetta pace e contentezza come anche costì 26
fratello e figli, sperando sempre nel potente nostro fondatore S.
Giuseppe il suo validissimo patrocinio? La prego di ricordarsi anche
di me e di tutti in famiglia nelle particolari orazioni, così anche noi
benché indegni lo faremo, e come anche nostro dovere di ricordarle di
Lei tutti i momenti finché viviamo? Sappia che io di patria non ho mai
sentito desiderio di andarvi né malinconia, la lontananza, grazie al
Signore, non credevo che così bene m'andassero le faccende, io mi
ritrovo a star qui più volentieri che a Leffe. Mi scusi se sono troppo
noioso o non ben concepito lo scritto.
Io riverisco distintamente assieme fratello e figli. Tanti saluti alla
reverenda suor Luisa e anche alla suor Costanza se è lecito di tornarlo
come anche del signor Canonico. La non si ricorda più della predica il
di di S. Carlo. Tanti saluti.
Suo Umilissimo figlio in G.C.
Capponi Giovanni
26
(=qui)
Corrispondenze
152
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 121
li 24 dicembre 186327
All’a Reverenda. Cara Madre Superiore Generale.
Alle ore11 antimte ricevei il di Lei Carissimo foglio Con Lorologio,
La lettera mia che unisco fu scritta ieri Sera, Dunque […] in quanto al
Maffi.Invece di spedire col carro il Maffi; Invio il Giovanni siccome il
desso affi arrisogna al Bifolco.Le spedisco il fieno ma cene poco anche
per Bisogno di questo Bestiame che sembrami di doverlo comperare
prima del taglio.
Col ritorno del Giovanni attendo, come gia disi nella mi […]
Lettera.
Il decisivo suo parere in merito del Signor Ludrini. Il caretto col
cavallo Lunedi di mattina necessita qui senza fallo siccome sincomincia
la […], essendo i buoi molto stanchi e Sabato secondo il Solito Salassati
tutti quindi per qualche giorni non si puo adoperarli, il cavallo col
caretto che attenderei per 15 giorni.
Nel Leggere e rileggiere La sua pregiatissima Lettera il mio Cuore
si Commuove ed Inspirandomi animo Coraggio e Lena in una
impresa tanto a Lei Cara, Dunque preghieremo Il Signore Con Maria e
Giuseppe, accio mi conceda La Sua Santa Benedizione nel
cominciamento del nuovo anno, e cresca la nostra speranza di veder
fiorire questa piccola Casa di Virtù e di Vita Nascosta e Laboriosa,
specialmente lo spirito della mansuetudine
Spero mimbattei coi regi Carabinieri e mi fermarono dicendomi
non essere da queste parti ed io o detto se non sia adesso sono mi disse
il mio inpiegho ed io o risposto fattore della Signora Costanza Cerioli,
che però se voglia vedere il mio recapito di Sicurezza faccia il piacere a
vinere quqttro passi che Lo farò vedere, ed essi bene andiamo.
Essi si fermarono sulla porta intanto io sono andato di sopra a
prenderla gliela presento e prima di Leggerla mi domandò il nome
27
Ormai il ghiaccio è rotto e il 24 dicembre 1863 Giovanni scrive a Paola Elisabetta
quest'altra lettera.
Corrispondenze
153
Opera Omnia
cognome provincia Circondario […] e paese ed io tutto contento gli
dissi tutta […] che ci La carta di sicurezza Confrontavano il mio nome
e paese ed anno
Visto tutto regolare, Vengono alla professione e trovano
possidente, e mi dice possibile un possidente fare il fatore ed io ha
tanto fatto che e gia due mesi che sono qui, mi disse se era tanto che io
conosceva questa Signora Cerioli ed io sono quasi due anni, allora mi
domand scusà di questo disturbo dicendomi chi era suo dovere ed io gli
risposi in un governo come il nostro che si chiama libero crederei di
poter fare senza La Carta Sicurezza, ed essi tutto va Bene ma però le
Cose Regolari sta sempre Bene mi salutai glie Lo tornai, ed io tutto
Contento seguii il mio cammino verso Santa Maria, e glie Lo raccontai
alla reverenda Superiora a cui mi fece coraggio come sempre mi fa Il
fratello Signor Cesare il giorno dopo spedito a Comonte insieme colle
sue mi domando scusa e perdono dello scandalo dato a me e ai figli col
Inportunirmi a spedire La Lettera io gli feci coraggio e Lena e […] in
tutto cio che ordinai e molto volontieri si capisce proprio vocazione
vera.
Infatti nel vestire i figli ad andare al pubblico io avevo un po di
rossore come vedra da laltro foglio il frate Cesare invece se ne godeva
io cercherai piutosto Nascosto almeno quello che si può a Lui e content
anche a vederli capisco anchio che il rispetto umano Bisogna vincerlo
Spero dal Signore questa grazia e di perseverare in questa.
Dunque Le Ripeto i Ringraziamenti sono contento che in perfetta
Salute e la riverisco
Mi Dichiaro Suo umilissimo Servo e Frat. In G. C.
Capponi Giovanni.
Corrispondenze
154
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 122
li 24 Xbre 186328
Alla Reverenda Cara Madre Superiora. Generale
Cogliendo l'occasione del Maffi le indirizzo le quì accluse due
lettere che il fratello sig. Cesare avrebbemi consegnato pel recapito a chi
sono dirette dcché il Maffi andrebbe a Bergamo in queste feste; qualora
io trovassi convegniente allo spedirle, ma io credei opportuno di inviarle
a Lei acciò ne faccia quello che la vuole se crede ono di farle avere;
E' più di un mese che mi seguita a dirmi se permetteva di
inviarle due righe alla russi quando avrebbe avuto l'occasione
opportuna per mandarli, ed io ho detto che quando si farà l'occasione
per un biglietto alla russi non negherò, in martedì sera sento che gli
dice al Maffi sel vorrebbe fare il piacere quando va a Comonte queste
feste ad andare a Bergamo con una piccola lettera ed il Maffi le dice di
sì ecco che l'ha preparata l'occasione. Io restai un poco così sossopra
però non badai al momento, quando o veduto da lì ad una mezz'ora
preparate due lettere che qui le unisco, ed io gli dimandai cosa facesse;
scrivo quelle due righe, e quell'altra è una donna vecchia e buona ecc..
allora cominciai un po' a dirgli che io non conosco né la russi né l'altra;
che siamo vicino alle Sante Feste, che dobbiamo fare dei sacrifici ecc
quando salto un po' la furiata, che subito però passò dicendomi che
era intelligenza della reverenda Madre Superiora che si scrivessero la
Russi a Me ed io a Lei, ed io gli ho detto non trovo opportuno di
spedirgli perché doveva dargli alla.. alla reverenda Madre Suor Luigia
ed almeno parlarne in quel tempo che siamo stati là assieme, ed esso
ma risposto che non glie venuto in mente, che se non vuol permettere
che faccia di quel che creda, li dimando scusa se l'ho importunato,
credevo che fosse una cosa oltrepassante i limiti perché le lettere le sono
ancora qui da leggere, ecc. e vi compatisco perche non conoscete la
Russi ed io gli ho detto si avvicina la festa non badiamo a lettere e lui
mi ha detto un po alterato le bruccirò o li straccerò ecc. ed io gli o detto
dammeli a me e voi non pensate più a niente, così labbiamo finita…
28
Ormai il ghiaccio è rotto e il 24 dicembre 1863 Giovanni scrive a Paola Elisabetta
quest'altra lettera.
Corrispondenze
155
Opera Omnia
Ieri mattina ho veduto due del mio paese a Soncino. Vado dal
fornaio per pane e pasta ma sento una voce a chiamarmi per nome: ed
io guardo: è un carrettiere ed un negoziante di coperte di Leffe. Mi
domandò se stavo bene, che avevo buona cera ecc. mi domandò cosa
facevo, se l'era vera quello che dicono a Leffe ed io non sapevo che
dirgli, cheadesso non c'è niente di convento, sela provvidenza vorrà chi
sa. Mi voleva menare a bere il vino bianco ed io li ho ringraziati, non
ho voluto andare aveva mille saluti da Leffe ed io ho detto tornateli a
tutti e ditegli che io son contento e sto benone sano e franco ecc, così
me la cavò colla fretta. Quando li ho visti mi si mescolò il sangue nelle
vene, invece di consolarmi mi rattristò al vederli ecc.
Abbiamo fatto un piccolo presepio anche noi che rende proprio
divozione. Cominciamo dal piccolo col grandirlo negli anni avvenire.
Speriamo che l'anno venturo sarà più uniforme.
Grazie al Signore la salute ci è propizia a tutta la famiglia quindi
speriamo di passare bene le sante feste a cui portiamo il nome di S. F.29
In pace e tranquillità.
Reverendola con doveri congiunti
buoni auguri nelle sante feste pel fine e del principio dell'anno
sia a Lei che a tutta la Sacra famiglia con profonda stima mi dico
suo umilissimo servo e fratello
Capponi Giovanni
P.S. Unisco altro foglio del fratello sig. Cesare
29
Sacra Famiglia
Corrispondenze
156
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 123
Villa Campagna 29.12.1863
Alla Reverenda Madre Superiora Generale
Evviva Gesù Giuseppe, Maria
Grazie al cielo passammo le sante feste natalizie, festa della
Sacra Famiglia ed a noi dedicata; in perfetta pace e tranquillità
d'animo e di corpo festeggiandole distintamente bene, giorni i quali
che i figli indossarono l'uniforme del suo abito, al popolo già
bisognava saperlo, abbiamo dato bastante motivo della nostra
fondazione, ma però anche prima che si fosse messo l'abito ai figli la
reverenda Superiora Suor Rosa mi disse che si era portato in convento a
S. Maria il prevosto di S. Giacomo e apertamente gli a detto che alla
Campagna ci era dei frati ecc.; così pure delle signore medesime
parole, io non posso capire da che fonte vengano queste voci, Il
Signore lo sa ed in Lui confido. Al veder l'abito il mio cuore giubilava
ed invidiava la sua bonta; ma che allistante sento in me un po' di
rossore vedendoli messi in dosso e doverli poretare subito in faccia al
popolo a cui la reverenda superiora mi domandò se andiamo ai vespri
a Soncino ed io 'l'intenzione era questa, però se creda che andiamo a
casa farò quanto mi dice ecc. Ma sento che mi dice di andare pure a
Soncino e di lasciare ai figli l'abito in dosso ed io gli dissi che avevo un
po' di rossore ma però lo farò volentieri acciò il bambino Gesù mi dia
coraggio a spezzare ogni riguardo umano e così fece anzi andammo ai
vespri tutto il popolo erano rivolti tutti su di noi: una fola di giovani
che mi segiuvano. lascio considerare Lei che cosa avrebbe pensato il
mio cuore, e pure appena fuori del convento di Santa Maria il rossore
sparì, un coraggio mi venne superiore alla mia debolezza ed abbiamo
sentito le nostre funzioni e poi sen'andammo a casa contentissimi più di
prima: La mattina nell'andare alla messa i giovani e le donne si
fermavano là di fuori della chiesa a guardare questi figli e tutti qui a
Campagna dicono che vogliono fare un convento ecc l'abito gli va
tanto bene che pare proprio pitturato indosso a tutti due.
Il signore Ludrini come avrà saputo dalla reverenda superiora
suor Rosa ha dato ancora otto marenghi e m'ha detto se voleva
comprare questo letame, ed io gli parlai al cappellano D. Allessandro
Corrispondenze
157
Opera Omnia
e mi disse di sì e che ne abbisogna tanto e d'andare presto a vederlo.
Difatti lunedì andammo insieme col cappellano ed il Bifolco, io
credendo di spendere n. 3 o 4 marenghi ma il cappellano mi disse che
bisogna per lo meno sette o otto, allora subito gli dissi, che prima dia
fare dei contratti voleva prima parlare ed essi mi disse di vederlo e
contrattarlo ma non fare il negozio così faciemmo. Sento la dimanda
di n. 12 marenghi, subito io scappai ed il signor D. Alessandro ne ha
offerti 9 1/2, dunque il negozio per ora non è fatto perché pare che
meno di dieci non si fa, prima che si faccia credo 2 a eredi dieci vorrei
un consiglio assoluto da lei perché il cappellano mi disse che è un
negozio da fare che della foglia ne è tanta e di non fare come l'anno
scorso a lasciare la terra sulla nuda terra e mi disse che lei l'aveva
promesso lire seicento per metterla un poco in ordine che a spenderne
trecento è ancora poco; ma io sto considerando i tanti urgenti bisogni
anche d'altri, come ho da fare se non mi da un consiglio assoluto, lo
attenderei quanto prima così è l'intenzione della superiora suor Rosa.
La tardanza del maffi reca lamenti in casa del bifolco e delle due
guantere essendo urgentissimi Bisogni di lavoro giacché il tempo
favorisce di lavorare e la sua assenza reca giornate di più ed il Bifolco
senza buoi non può stare, dunque l'attendo e presto.
Noi tutti stiamo in Perfetta Salute così pure il fratello Sig. Cesare
così speriamo anche di Lei, e di tutta la sacra famiglia.
P.S. Abbiamo due buoi un po' ammalati a Campagnola, però
non e di farne caso perché sono due Bignoni venuti a suppurazione;
l'altro di campagna e sano perfetto e quanto prima faremo che sia
venduto tutti e quattro perché adesso se li ingrassano quanto meglio si
può.
Io passo a riverirla assieme alla suor Luigia e tutta la famiglia
augurandole Buon fine e Buon principio dell'anno. Spero che godrà
perfetta salute e che il Signore la conservi sempre le sue sante
intenzioni.Jeri la superiore suor Rosa mi parlava del giorno 16 del
mese venturo e mi disse anche del giorno 25 di questo passato, del
passato siamo ancora in ottava, possiamo ancora triburargli quel
suffragio che il Signore le conceda la beatitudine perpetua, e speriamo
il 16 di suffragarlo proprio in quel giorno siccome nostro benefattore e
promotore di questo istituto. Mi dichiaro
suo Umil.mo servo
fratello Giovanni Capponi
Corrispondenze
158
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 124
Villacampagna 13.1.64
Reverenda Madre
Viva Gesù Maria e Giuseppe
Ecco che coll'ajuto divino incominciamo anche il nuovo anno 64,
e trascorse anche le sante feste e tutti passò colla perfetta pace e
concordia nella famiglia, Il cielo benedica quelle poche orazioni che
davanti alla piccola capanna, ai piedi del neonato bambino Gesù e che
uniti le abbiamo inviato nei trascorsi giorni; Dio voglia che siano da
lui accette ed esaudite; rendendo pur grazie al medesimo della florida
salute che tutti in casa godiamo come ne speriamo di Ella rev.a Madre,
ed ella signora suor Luigia e di tutta la loro famiglia e figlie; gia saputo
che qui in S. Maria è morta quella figlia di S. Giuseppe il sig.
Cappellano mi disse che abbiamo un angelo in più in paradiso a
pregare questa figlia pregherà anche per i fratelli della sacra sua
istituzione Il Signore accetti anche quei suffragi che gli offriamo questi
giorni a suo suffragio....
Il fratello Signor Cesare esso vien rispettato dai figli, come pure
dai dipendenti, e anche dagli esteri e lo ubbidiscono, mena proprio
una vita tutta proprio adatta al nostro Istituto, si conferma tutti i
giorni di più, quel che ha che mi rende un poco di fastidio a
confessarsi, che lo tiene proprio quasi mezz'ora per otto giorni l'ho
avvisato che facesse costare tanto nella confessione, mi disse che non
può fare a meno, ed io gli ho detto di non fare delle cose che andassero
negli scrupoli e me disse ridendo che non c'è pericolo ecc.
Finita quasi tutta la raccolta della foglia dalle due cascine, prima
della neve abbiamo cominciato a scalvare e continuiamo, ed o qui tutti
i giorni anche il Giovanni che mi conduce i figli e lavorano bene anche
i figli e lo rispettano in tutto ciò che egli dice. O proprio qui tutti due
fratelli che mi mortificano col suo buon esempio, invece di essere io a
dargli un Buon esempio ne cavo io da lui, come dal sig. Cesare e dal
sig. Giovanni ecc..
I detti figli superano bene la Dottrina Cristiana ed anche le altre
orazioni che è una specie di paradiso dal contento che provo in questi
due figli, si capisce proprio che il Signore vuol proprio fondare un
Corrispondenze
159
Opera Omnia
Istituto, perché la semenza dei figli è bonissima, voglia il Signore come
spero che la ingrandisca questa famiglia di giovani buoni docili acciò
dia lena e coraggio e coll'aiuto di Maria SS. e del suo sposo purissimo
San Giuseppe, a lui domani cominciamo la sua novena in memoria di
quei due santi sposi a cui il Signore ha voluto che si unissero accio
facessero d'una famiglia tutta sacra al tutto dall'eterno padre.
La ringrazio dell'orologio ch'Ella m'ha spedito e va benissimo e
me serve proprio bene per l'orario ed eseguiamo proprio alle ore
precise sia l'orazione sia il cibo, benché alle volte tocca a venire a casa
dopo l'Ave Maria perché siano sorvegliati i dipendenti sinora abbiamo
accomodato le nostre ore che tutto va bene. Il Maffi è contentissimo,
così anche noi siamo contenti perché così non c'è più lamentele.
Io termino col dire che debbo andare proprio di spesso dalla
superiora suor Rosa per danari, io resto a come volano fora i danari
senza quello che cerchiamo di schivare tanto da noi come dai
giornalieri ora una cosa ora un'altra e sempre o una cascina o l'altra
bisogna sempre io le dica questo per motivo di mancamenti di danaro
a noi qui in famiglia, che tutti i giorni la superiora suor Rosa la mi
disse sempre se mi abbisogna qualche cosa ora di uno ora di un'altro,
è proprio una cosa che io resto a dire quanti soldi abbisognano e tra
me stesso spero che l'anno venturo saranno almeno la metà, confido
proprio nell'opera che il Signore coronerà le nostre intenzioni, che
benedirà.
Colgo questa occasione per riverirla indistintamente
raccomandandomi alle sue preghiere, pregandola di riferire signora
suor Luigia e tutta la sua famiglia. Con stima e considerazione mi
dichiaro
suo umiliss.mo
servo e fratello in Gesù C.
Capponi Giovanni
P.S. Per mancanza di memoria
Unisco i complimenti anche del fratello signor Cesare e dei due
figli col signor Giovanni che è proprio tutto contento anche lui.
Corrispondenze
160
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 125
[15 Marzo 1864]
Cara Madre
Viva la Sacra Famiglia
Ecco l'incontro per spedire queste due righe per sapere di Lei e
suor Luigia, essendo stato aspettando due righe di consolazione e di
conforto, La provvidenza a disposto così e così sia fatto. Il figlio
arrivato jeri sera haunidea di essere buono, ed ha anche un poco
sviluppato nelle faccende, s'è fatto subito compagno agli altri in tutti
con lena, anche il Carlino è arrivato con dei dolori ma oggi non sente
niente, è nel suo primiero stato, noi qui siamo tutti di buona salute
solo di quando in quando gli viene i dolori di pansa al Cherubino non
di danno, continua a bossigare sempre Bisogna che usi riguardo col
cibo per non incontrare delle conseguenze, nei nostri lavori
continuamo benissimo se il tempo mi permetterà martedì o mercoledì
venturo termineremo anche da scalvare e abbiamo fatto da noi soli
senza […] e senza giornate e poi m'ha anche menato via tutte le gresse
e ributtato e condotto tutto da noi soli, Madre le una consolazione a
vedere questi Figli condurre il carro e caricarli di legna di ogni cosa
che occorre.
Sabato pasato gli o fatto una promessa se avessimo arrivato a
terminare una fila di onis di scalvare e condurre tutto a casa e
fascinarla Gli ho promesso per la festa dello sposalizio che avrei fatto i
cadonzei e dato il vino e noci, il Cherubino mi disse che n'era tanta
della scalva e venendo anche la neve sarebbe impossibile senza badare
né a neve né a freddo La legna alle ore 10 antimeridiane era tutta a
casa e alle ore 4 era tutta fasciata, hanno avuto tempo di fare anche
tutta la polizia per la domenica così ho fatto anche lunedi e gli ho fatto
il suo disegno e poi terminato avevo dato festa o cercato qualche cosa
anche alla Superiora suor Adealaide ed Essa m'ha fatto le frittole così
in quel giorno abbiamo terminato santamente ed allegramente.
La mattina abbiamo sentito tutti la santa messa, io ho fatto anche
la comunione e poi al suo disegno fatto a mezzodì abbiamo fatto la
visita a S. Giuseppe tutti insieme cantando anche le litanie ed altre
Corrispondenze
161
Opera Omnia
orazioni alla Vergine e S. Giuseppe e dopo li ho destinati al suo
disegno così alle ore 4 aveva tutti terminate e io sono andato a S. Maria
a prendere le frittole e m'han data anche una bottiglia di vino proprio
di festa e così la sera siamo divertiti cenando tutti insieme nella stalla e
sono stati tutti contenti anche i due fratelli, i figli poi mostravano una
allegrezza gioviale e così la passammo santamente e allegramente.
Compiendo anche tutti i nostri doveri sì spirituali che corporali.
Spero che il Signore abbia fondato anche qui le fondamenta
della nostra casa, non avendo più lamentele né chi dissaude
dall'impresa cominciata, dando anche ai figli lena e vigore e crescono
colle speranze di crescere e così essere tanti; il Signore benedica Le sue
parole e siano perseveranti nei suoi propositi.
Il fratello Battista vive contento, non parla mai d'andare a casa
né di lamentarsi in niente, e attento al lavoro e amabile coi figli e cerca
tutto il bene della casa, se manca alle volte qualche cosa non fa lamenti
dice che via tutto e si contenta di tutto, lo Spirito Santo lo illumini.
Anche il Cherubino è proprio per la nostra casa, ha un amore
alle bestie e cerca sempre di fare in modo che mangi tutto perché
l'erba che abbiamo fatto è un po' dura e lui a poco a poco le ha usato e
l'ha mangiano bene e cerca ogni mezzo per risparmiare il fieno e così
darlo poi nella primavera quando vi sarà il lavoro, essa dira mi dice
tutto degli altri e non dice niente di sé, Madre, il mio lavoro è proprio
poco un po una cosa un po l'altra mi viene sera senza accorgermene io
li conduco allavoro e poi gli sto fino alle ore 9 e poi vengo a fare il
desinare e poi li conduco un'altra volta sino alle ore 3 o 4 secondo il
bisogno di casa li preparo la cena per le ore 6, il desinare per le ore 10 o
11. In questi giorni o giustato a tutti le scarpe e sopei ecc. e cerco di fare
ogni cosa per non farmi vedere dai figli senza lavoro e così fare anche
cogli altri due fratelli, e ne sono contentissimo del mio stato, elevando
la mente qualche volta fra il giorno alla Sacra Famiglia accio mi dia la
Grazia di imitare nel distacco del mondo e così operare per la Gloria
di Dio, e ringraziando delle grazie che mi concede senza mio merito.
Basta il Signore spero che Benedica le nostre intenzioni che è di
crescere la sua Gloria e di salvare quei poveri meschini abbandonati
senza soccorso e senza sollievo.
Intanto la riverisco di tutto cuore e imploro la sua materna
benedizione per me e figli e salutandola tanto il fratello Cherubino e
tutti i figli che siamo tutti di buona salute non sperando niente di
contrario costì
Tanti saluti anche a suor Luigia e la superiora suor Rosa anche
dal Cherubino.
Corrispondenze
162
Opera Omnia
Cara Madre, quando la può non mi lasci privo di due righe, e la
mabbia presente nelle sue fervorose orazioni che o una grande
speranza di ottenere dal nostro padre San Giuseppe quanto desidero
per mezzo delle sue preghiere. Mi dichiaro
suo figlio
Capponi Giovanni
P.S. Gli spedisco i primi ovi che han fatto le novelle pollastre se
erano anche più l’avrei mandati hanno cominciato solo sei a farlo.
Corrispondenze
163
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 126
Villa Campagna 24 gennaio 64
Carisa Madre Superiora
Viva Gesù Giuseppe e Maria
L'occasione del fratello Giovanni mi mise il pensiero di
rivolgergli due righe, consolandomi della sua perfetta salute che Ella
sente, e di tutta la famiglia, anche noi, il Signore ci ha conservati sino
al presente tutti sani benché abbia fatto un freddo rigidissimo; mi
consolò la reverenda Superiora suor Rosa delle notizie che o sentito, da
lei collo spedirmi un figlio benché questo figlio sia un poco malaticcio,
questo mi sarà di prova maggiore alla vocazione di cui aspiro, a cui
sotto la protezione di mio padre S. Giuseppe vero modello eroico di
carità, e di tutte le virtù, spero in qualche maniera di imitarlo col suo
santissimo e validissimo Patrocinio.
La mattina 20 andante il fratello Giovanni mia portato una
lettera, a cui ne era inclusa un'altra che venivano da Leffe a cui le aprì
costì al fuoco insieme ai due fratelli e poi ho guardato chi mi scriveva:
erano la madre dell'Ospitale e un'altro mio giovane amico quando s'era
a Leffe appena leggi quella della Madre così una scappata a metà della
pagina sento le notizie dell'ospitale che anno cambiato varie cose,
come nella messa più non la sona l'orario difficile tutto quello che
voleva intavolare quattro anni fa; lanno eseguito adesso questo
pensiero più non ci entro; e poi sento che la mi dice daver scritto due
lettere, non o mai dato riscontro se o ricevuto quello che mà spedito. Io
spero che lì avrete avuti, almeno dirmi o sì o no, e se avesse scritto e
sia persa la lettera ecc. e poi mi dice essere stata di gran dolore a tutti i
malati la mia partenza perché adesso anno cambiato sistema e sono
come in prigione, non avendo più nessuno da far valere le ragioni;
Basta lo sai e lo puoi sperare come possono andare le cose, anche me
sono in procinto di andare perché non posso fare più la vostra vita, ma
che se vado a casa lo sai mio padre di che sentimenti è eseguire la mie
intenzioni non posso, la lascio considerare a voi almeno se non potete
scrivere preghate il Signore perme acciòmi dia la sua santa grazia ecc. e
mi disse che é ancora il mio posto vacante e che non si assuefà troppo
Corrispondenze
164
Opera Omnia
bene il posto ed altre cose. Vedo che ce n'è tre pagine di questi lamenti
e nel cuore mi si conturba prima o poi un cambiamento subitaneo che
senza leggere quellaltra o se finirla quella della madre dell'ospitale la
gittai nel fuoco alla presenza del signor frat.o Cesare e Giovanni e feci
una bella fiammata. Il frat.o Cesare resto uno poco mortificato
dicendomi che almeno doveva finirla di leggere e mi disse che era una
cosa da conservarla perché era di mio onore; nel mio cuore mi pareva
di nausearmi ed una certa cosa di compasione che lo creduto una
tentazione il terminarla e difatti era prima del pranzo fui stato
contento daverla bruciata, dopo la pensai tra me e dicevo se non davo
ascolto a venire dove ora mi ritrovo che ne sarebbe di me se fossi stato
a Leffe perché certo mi sarei scaldato e che sa come sarebbe di me; un
novo motivo di ringraziamento che devo porgere al Signore e di
pregarlo a perseverare nel suo santo servizio allo stato che mi a
chiamato.
Gli raccontai tutto appena venuta il giorno dopo alla rev.
Superiora suor Rosa, e mi disse che feci male il brucciarla e non farla
vedere alla rev. Madre. Cara Madre mi compatisca feci un impulso nel
mio cuore subitaneo che non feci riflessione al momento ma dopo
celermente appena bruciata mi correva alla mente anche questo
pensiero e sera lì come di che fare e dicevo se la faccio a vedere mi
pareva superbia e non farla vedere pare nascondargli insomma la mi
compatisca…
Noi in famiglia stiamo bene tutti e mi raccomanda di riverirla
tanto il sigor Cesare uniti ai figli e mi dissero che anno il desiderio di
vederla il sigor Cesare anzi mi pregò due volte sel concedevo di venire
a ritrovarla a Comonte invece del Giovanni a menare la legna ed io o
detto un bel no a seguitato quando o detto che vol venire presto il
Cesare mi pare che la pensi un poco sulla sua famiglia (di casa
propria), el presagisce della grandi disgrazie nella sua mente e sta
molte volte pensieroso mi pare che sia sensibile, sinsògna molto la
notte e dal giorno pensa ai sogni ora una cosa ora laltra; dimanda
sempre quando va a Soncino qualcheduno di andare alla posta se vi è
lettere per lui. Su questo gli patisce molto.
Ieri mattina mi disse che si era sognato che me, e lui, la superiora
mi aveva licenziato perché non ha intenzione adesso di fare quello che
la voleva mà che quando si effettuerà, che la mi avrà presente ecc. io
gli scridai e gli dissi a non badare a quei pensieri che erano tentazioni
del Demonio, e lui mi disse che quando anche per il passato presagiva
qualche cosa si effettuava; ed io o detto che e tutta presunzione e che
dal giorno invece di macchinarla cantasse e non pensasse più a queste
Corrispondenze
165
Opera Omnia
cose, Sino al figlio Giacomo due volte gli a detto Signor Cesare e
malato o a qualche cosa nella mente e lui diceva che non a niente e che
tutto poneva nelle mani di Dio ecc. Tra me stesso penso chel desidera
due righe in riscontro a quello che lui a scritto alla reverenda Madre
questo lo penso da me perché è da giorni che aspetta lettera o da
parenti o dalla rev. Madre o dalla Rossi ecc. Io cerco di distorgli ogni
pensiero.
Il Bruciare come o fatto la lettera alla sua presenza è stato bene
perché mi disse che lui non lavrebbe fatto il Cesare come o fatto me che
invece lavrebbe conservata ed io o detto che debbo pensare a
Villacampagna e più a Leffe e non vorrei che nessuno mi scrivesse
acciò non mi conturbi la mente, a tante cose che gli diceva a fine di
distorlo dogni pensiero; Io so che sarà superbia a dare correzione agli
altri senza praticarla prima me, faccia il Signore che sia fatta la sua e
non la mia volontà.
Queste faccende gliele racconta alla rev. superiora suor Rosa e mi
disse che è bene fargli noto alla reverenda. Madre Superiora e così in
questoggi, giorno di festa, votai il mio cuore e la pregho a compatirmi
sperando che il Signore faccia venire il momento di consolarla; e mi
disse di scrivere due righe anche in riscontro a Leffe se credevo ma
prima di sigillarla da spedirla alla siga Madre, se crederà di mandarla
la manderà, se no al fuoco.
Il mio pensiero sarebbe questo quando anno riscontro di scrivere
a Leffe per mezzo duna ragazza di scuola, mandarla a dirgli che io sto
benissimo dove mi trovo, che o ricevuto tutto quello che mi a
mandato, che preghi il Signore per me, che così farò anch'io per loro e
mi saluti tutti qualli dellOspitale e tutti quelli che mi anno dimandato di
me ecc. Se creda di spedire due righe saranno qui incluse.
Oggi deve compatirmi perché è festa se ho scritto troppo.
intanto chel figlio col sigor Cesare sono andati a Soncino alla messa
cantata; io o scritto perché doveva ancora stare a casa.
Intanto prendo loccasione di riverirla unitmante alla Sacra
Famiglia. Ne o unaltra faccenda ma questa unaltra volta essendo
piutosto da ridere non cosa d'importanza.
La riverisco distintamente e mi assicura alla madre suor Luigia.
Dichiaro suo umil.o
Figlio in Gesù Cristo
Capponi Giovanni
Io mi trovo contentissimo del mio stato
Corrispondenze
166
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 127
Villa Campagna 21.3.64
Viva Gesù Giuseppe e Maria
Carissima Madre,in Gesù Cristo
Ecco Passato il giorno faustissimo del Nostro avocato e padre S.
Giuseppe, a cui a questa festa an preso parte anche i tre figli con
sentire la santa messa la mattina, e la benedizione la sera, uniti in
santa carità fraterna ha Santa Maria; il giorno i tre figli sono stati
nell'orto a lavorare, io dopo la messa non o potuto starer insieme
perchè era tre giorni che non andavi più a vedere a fare le foglie a S.
Michele così son tornato a prenderli la sera.
In questi giorni i figli an proprio lavorato, quello che laveva detto
il Giovanni lbbiamo fatto tanto nelle lame quanto alle prune ed alla
foglia, unito al letame frammischio e portato al campo ecc…
Il Cesare un giorno fù un poco sorpreso duna poca febre che gli
cessò anche in quel giorno medesimo, è andato nel bosco a cui è
venuto a casa alle ore una, a cui s'era a casa anch'io a lavorare
nell'orto. L'ho parlata colla superiora quando o menato i figli la
mattina, o detto in questo giorno vado a casa nell'orto; ed anche se alle
volte fosse continuata la febbre non fu che una piccola indisposizione.
Il giorno 28 abbiamo venduto il riso come sapra. L'abbiam
venduto al prezzo che lhanno venduto anche D.r Costanzo,. Sono stato
a domandare in casa che prezzo l'ha venduto a lire 32:10 milanesi, così
abbiamo fatto anche noi era some n. 12:2 = lire 394:4:6.
In questa settimana compero poi la linosa ed il fieno così anche
la somensina, ma son generi tutti cari. Li bisogna ecc.
I figli li lascio venire tutta la settimana col Giovanni là a Santa
Maria perché ci vuole tutta la settimana, però le foglie là a S. Michele
dunque uno là bisogna prendere anche le lame perché lerba comincia a
crescere così anch'io di qui per combinare il lavoro a suo tempo.
In quanto allorto qui a casa le semenze che n'è stati dati, li o
seminati. La vite lho terminata un poco al giorno lo terminero anche il
resto.
Corrispondenze
167
Opera Omnia
Ho ricevuto i cinque restelli questi m'è stati così per compire le
donne a pradare, anche i sopei o ricevuti ma d'una misura stragrande,
non vanno bene a nessuno dei figli, un para va bene a me e mi son cari
per la casa.
In quanto al melgotto spedito, i braccianti mi dicono essere quello
il quarantino più bello e più stagionato. Se non è bello potrà servire
per dare ai braccianti per suo uso. E provare sette o otto some di quel
bello grosso se lei crederà. Già anche qui è due giorni che è tornato a
25 = 25:10 ecc. e calato 2:2:10.
Oggi il Cesare a fatto la sua risposta del suo Padre in quanto allo
scrivere e stato moderato e seccho o fatto o fatto mettere quello che Ella
ma detto di servire così o fatto, ed alla posta la portero poi me, non sarà
meno di venerdì santo acciò la abbia per le Buone Feste A cambiato un
poco aspetto di quello di prima, e si addata a tutte le vicende, così son
contento anchio.
Noi siamo tutti in perfetta salute come sempre desidero anche a
lei con tutta la sua famiglia; quello che le raccomando sulla mia
condotta di avermi a compatimento se alle volte non trova
soddisfamento nelle facende della novella casa, non è per malizia né per
qualche altro fine, solo effetto dignoranza, che anchio machinando alle
volte tra me stesso de suoi consigli a me dati trovo proprio mancanze
benché inavvedute ma posso ben regolarmi nellavvenire a fare che
dallignoranza possa mettere collajuto di Dio lintelligenza e lndustria a
fine desempio ecc.
Dunque cara Madre in Gesù Cristo in questa settimana Santa, e
che corre anche laltra del Nostro Padre S. Giuseppe la prego a ricordarsi
anche di me, così anch'io come è anche mio dovere contracambierò in
modo particolare verso di Lei. E buone feste pasquali. Intanto la
riverisco distintamente. Unisco i miei saluti con quelli del Cesare e
figli; così i miei doveri anche verso la superiora suor Luigia e famiglia.
Mi Creda Suo Umilo
Figlio in G. C. Capponi Giovanni
Corrispondenze
168
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 128
Villacampagna 30 Marzo 1864 sera
Viva Gesù Giuseppe e Maria
Carissima reverenda Madre Superiora
Una cosa inaspettata ho a notificarle, ieri a mezzo giorno venne
costì l'Ispettore Provinciale di Crema insieme col Vicario di Soncino
appena giunti a Villa Campagna sono andati dal Sacerdote D.
Aquilino, e poi son venuti nella nostra casa appena entrati il Cesare gli
andò incontro li riverì, ed il Vicario di Soncino gli disse se era a casa il
suo compagno gli disse di sì. Vennero e furono condotti nella sala
grande.
Appena seduti, subito parlò se vi era un Istituto ovvero un
orfanatrofio, perché a avuto ordine di portarsi sul luogo per vedere se
era veramante vero quei rapporti fatti al Ministero di torino e alla
prefettura che qui esiste degli Ordini; Cominciò a dimandare sui figli
quanti erano, soli 3 o di più io o detto che tre soli se sapevano leggere,
o se li fa leggere il Cesare dissi di sì, Lispettore disse dove sono questi
figli ed io gli o detti che lavoravano nellorto 'fateli venire da me' disse
lispettore, voi sapere come leggono, ed io o detto che abbiamo poco
tempo nel leggere perché abbiamo i nostri affari di campagna da
attendere e dei figli cene due soli qui e uno a S. Maria che era il Carlino
che era restato là per il cattivo tempo, ecc.
Dopo mi dimandano a noi se abbiamo fatti i voti, se siamo
carmelitani o francescani ed io o detto né l'uno né laltro nemmeno o
fatto dei voti ed egli mi disse cosa fate voi qui, facciamo il fattore, alle
due cassine Campo e Campagna Bene, ditemi il vostro salario. Il salario
non è che alla fine dellanno, che intanto non lo so anch'io.
Dopo L'Ispettore domandò letà dove erano i figli ecc.
Indi si posero a fare il processo verbale di visita sul luogo,
estraendo dalle loro tasche un libro sulla nuova legge, i due o tre
rapporti fatti contra di noi, fatti al ministero, che esso doveva qui
recarsi in visita, Indi annunciando esservi qui dei frati Carmelitani
fondando un orfanatrofio maschile e che qui si dava scuola, ecc.
Corrispondenze
169
Opera Omnia
Quindi scrissero non esser qui un Monastero ma bensì una
fattoria essendosi ancora in casa bifolchi e Braccianti ecc. tutti mantenuti
dalla contessa Cerioli reverenda Madre degli orfani di Soncino, mi
dissero cosa lavora i figli; o detto lavorano la campagna. Dunque non
vie nissuno principio di monastero di quello notificato dal Ministero;
che anche il locale non e adatto perché è troppo piccolo, non è vero che
esiste un oratorio privato in casa di sorta alcuna e che noi tutti di casa
come i lavoranti dipendenti vanno alle funzioni ecclesiastiche in
Soncino, e questi lo a tutto steso sul suo verbale ed o detto anche la
pasqua labbiamo fatta a Soncino; perché man detto dove abbiamo preso
pasqua. Dopo mi fecero varie dimande sulla condotta che si dava
qualche motivo su quello che parlava, ed io gli o detto che la mia
condotta fù nel passato al mio paese e la tengho anche a Soncino, che il
giudizio lo saprà Iddio se bene o male ecc.
Ed egli mi disse che tutti abbiamo qualche cosa di privato anche
a casa chi una maniera chi l’altra, ma che però daremo quello che è di
Dio a Dio, quello del prossimo al prossimo, anche al Governo che non
intendiamo di defraudare ciò che appartiene in modo di dire, ed io o
detto rispetto quello di chiesa, come anche le leggi mi fecero altre
dimande che al presente non me ne ricordo.
Mi dissero poi di incaricare Lei, reverenda madre che se intende
fondare questo istituto agricolo resta obbligata a insinuare all'Ispettore
del circondario in Crema una documentata istanza per ottenere dal
Regio Governo l'approvazione governativa, ecc.
Siccome restammo ad un tratto attoniti a tante domande ed al
sentire che fu noto al Ministero che noi siamo frati, e rispose che la
fonte mi fu l'essere venuti in casa dei sacerdoti estranei, i quali furono
quelli che diedero motivo di notiziare al Ministero ciò che le o
annunciato, i nostri pensieri furono sui n. 3 sacerdoti che qui le dico D.
Luigi Palazzolo, D. Allesandro Tiraboschi, e l'arciprete di Seriate.
Dopo finito il processo verbale si fanno avanti il vicario e
l'Ispettore ed invito noi alla firma alla quale noi abbiamo noi abbiamo
fatto resistenza, lispettore mi disse che era cosa necessaria la mia firma
acciò sia confermato vero ciò che abbiamo detto contro i rapporti, e
noi all’ora abbiamo firmato in questa maniera: Capponi Giovanni,
fattori presenti ecc. Nella partenza mi dissero di non aver paura che
abbiamo trovato tutto al contrario di quello che hanno scritto contra,
ed io ho detto quando si ha nette le mani non si ha paura ecc. Così si
finì.
Dopo andati di qui sono andati a S. Maria alla quale mi disse la
reverenda superiora che anno fatto la visita così alla fuggita e che Ella
Corrispondenze
170
Opera Omnia
non Le scrive perché non cie stato niente, anno interrogato il Carlino
sulla Religione, che a ben risposto, il quale si ritrovava a S. Maria.
Lo scannio a quelli di Campagnola gli è dato verbalmente ma ce
lo vorrebbe regolarmente per non aver questioni da S. Martino ecc..
Con gran dispiacere o sentito dal Giovanni che Ella è un poco
indisposta, che si fece applicare le sanguesughe, ma che però sembra
poca cosa, però avrei piacere a sentire di sua salute non potendo Ella
per mezzo della reverenda suor Luigia come deisdera tanto anche la
reverenda superiora suor Rosa la quale mincarica di notificarle e
saperne notizia.
Io mi ritrovo in perfetta salute come il Cesare ed i figli,
specialmente il Carlino comincia ad accquistare forza tutti i giorni, e
continua bene tutti tre là a S. Maria a lavorare insieme col Giovanni;
solo in questoggi per un gran temporale an dovuti stare a casa il
Giacomo ed l'Angelino.
Ma scritto l'Angelo [Bianchi] di Lorano quello che era fratello un
volta e mi disse di riverirla tanto Lei come suor Luigia e la prega a
ricordarsi di lui nelle sue orazioni ecc. Quando verrà gliela farò
leggere.
Il Cesare a avuto riscontro dalla Rossi, un'altra non è firmati
nissuno ma si vede che sono da Bergamo ed un'altra dun ragazzo, in
quanto alla Rossi non è che una predica ecc. Il foglio cose da niente,
laltra mi pare una inferiora non contiene che saluti e desiderio di
riscontro ecc.
Io la riverisco distintamente unito alla suor sup. Luigia, la pregho
a tenersi di conto e conservarsi in salute e mi creda
suo umil.mo figlio in Gesù Cristo
Capponi Giovanni
Corrispondenze
171
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 129
Villa Campagna 1-7-64
Viva Gesù Giuseppe e Maria
Cara Reverenda madre
Aspettai qualche giorno, a scrivere per dargli notizia dove si
trova il Sig.e Cesare. E' già otto giorni, né ma scritto niente né di
condurre la sua roba e con segno io dubito che sia fermato a Cividino
e forse non vi permetterà che scriva, ad ogni maniera vorrà venire o
mandare a prenderla ed appena sapro il sito dove si trova glielo faro
sapere.
Domenica scorsa siamo andati tutti quattro a Crema, abbiamo
fatto un buonissimo viaggio, anche il Carlino in quel giorno era tutto
allegro e non aveva la sua malattia che lo disturbasse, e stato forse
l'unico giorno a cui si sentiva così bene, perché la vigilia era tutto
gonfio ed in quel giorno non aveva niente, siamo a dirittura inviati al
santuario e là abbiamo fatto la nostra visita, e poi abbiamo fatto la
colazione. Dopo fatto quattro passi fin tanto che suonava la messa
grande, difatti al fine del sono tutti quattro inviati alla chiesa e là an
sentito tutte le funzioni che an recitato prima e dopo messa in onore di
Maria SS. E quello che a rallegrato la nostra festa e stata la predica che
an fatto, l'argomento, sulla Provvidenza ovvero sui miracoli operati dal
Signore con cinque pani e due pesci ecc.
Dopo pranzo siamo inviati tutti in Crema e là abbiamo fatto le
nostre spese di cappelli e paste, e siamo andati a spasso due ore tutti
insieme finché an sonato dottrina dopo terminate le funzioni ma preso
un po' di pane e poi pacificamente inviati a Soncino tutti allegri e
contenti.
Già qualche giorno che sono in contratto per vendere quattro
campi di lino, il prezzo è di 33 scudi al carro ed io 36 ma quel che mi
rende pigro nel venderlo sono il peso delle stroppe che li calcolano
pesi 24 al carro; o provato a dimandare, mi disse che è solito così il
carro di lino, è di 124 compreso le stroppe, a me mi pare uno
sproposito però mi uniformerò al costume meglio che potrò. O
condotto il lino di lavorare a S. Maria perché qui in Cassina non avevo
Corrispondenze
172
Opera Omnia
più posto di metterlo come gliel notificai a Lei revend. Madre prima
che partisse la reverenda superiora e con tutta ragione ma
rimproverato il troppo lino condotto;che la parte dei dipendenti
dovevo darla subito e non condurlo a santa Maria. Ma i dipendenti
sono tutti impegnati nel frumento e lasciare la linosa così a torno di
quindici giorni senza lavorarlo mi rendeva troppo dubbioso ed io
credevo d'avere fatto bene col metterlo al sicuro, però un fatto sarà per
me di pensar bene prima da disponersi.
Domani terminiamo di taglilare il frumento a Campagna e
Campagnola il frumento e bellissimo; va continuando col quarantino
con otto giorni sarà tutto terminato a questo; abbiamo Lostanello
belissimo, il Signore continui la sua benedizione, specialmente sulle
bestie perché qui a Campagna varie cascine sono infette dalla malattia
della soppina noi finora siamo illesi, speriamo che non succeda niente.
Un fatto qui a Campagna come avrà forse sentito, ci fu un occasione,
un uomo chiamato il tessadro a massato con un podetto uno che si
chiama sigolotto, lo a disteso subitaneo, gli ha tagliato i cannelli della
gola; fu in cose da niente, a fatto grande stupore a tutti questo caso.
I Moroni la mattina appena partito il Cesare son venuti a dirmi
se volevo dargli la casa del frosio e del traforino in affitto qui a
Campagna e di fargli lavorare perche non trovano sito di andare; ed io
francamenter o detto che non dubito no che di queste cose la cassina a
da essere serrata nessun fittavolo o dipendente a da ritrovarsi dopo S.
Martino, che devono provvedersi che del tempo glienanoavuto sino che
vogliono e lanno anche adesso sono stati avvisati per tempo ecc.
Il frat’ Cesare prima di partire mi raccomandò la famiglia dei
Moroni. Io o detto che an tempo di provvedersi fin che vogliono ecc.
La reverenda Superiora mi disse di aver fato male a dargli una camisa
delle mie al Cesare, o visto quattro o cinque camise tutte rote, ma
renduto un po' compassione, ed io glio detto ve la daro io per fare il
viaggio una discreta, già prima di offrire dovevo dimandare e con
giusta ragione, non o proprio badato mi servirà desempio.
Noi qui stiamo tutti in bona salute; ma il Carlino è da due giorni
che si trova a letto tutto gonfio come prima e tutto rassegnato e
contento nel suo stato, se venisse anche la Morte e disposto volontieri
ad accettarla, il Giacomino continua tutti i giorni a Santa Maria il suo
lavoro. Io sono di perfetta salute come non dubito su di Lei e famiglia.
Io termino col riverirla distintamente unitamente all'assistente
suor Luigia e famiglia.
Tanti saluti per parte della signra Caterina e i tre figli.
La prego di raccomandarmi nelle sue fervide orazioni
Corrispondenze
173
Opera Omnia
Mi creda suo figlio in G.C.
Capponi Giovanni"
Corrispondenze
174
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 130
Villacampagna 26.7.64
Cara Madre
Viva Gesù Giuseppe Maria
E' più di quindici giorni che voleva scrivere ma mai si terminava
la faccenda acciò gli dicesse qualche frutto che abbiamo raccolto,
adesso che labbiamo venduto tutto le diro O venduto n. 33/31 di lino
cioè pesi 66 a scudi 34. In tutto lire 517,70. Ne abbiamo tenuto qui di
lavorare circa carri 4 1/2 uno al convento, mezzo alla Maddalena e
mezzo per uno ai quattro braccianti e mezzo per uno l'Istituto.
Il lino abbondò di più di quello che me l'aveva stimato questo
son contentissimo, ma più contento quello che ho venduto perché
benché abbia dato molte proroghe domani l'latro a venire a
prendenrlo ma però abbiamo in cassa netti di spesa n. 25,1/10
marenghi. Sa stagnato qualchecosa. Sabbato passato sono andato al
convento per avere danari per lordinario, ma la reverenda madre
superiora mi disse non aver niente si credeva che io avessi venduto il
lino e così supplire; invece di venire un martedì ne è venuto unaltro a
prenderlo; bene allora andate dal sig. Don Costanzo a scotere
quellaffitto e poi anche la semenza ed io corsi subito; quando lo
aspettato circa una mezzora perché ora era a pranzo, dopo el viene, mi
disse cosa avevo di nuovo ed io gli o detto il motivo; Ma egli mi disse
aver altro debito che la semenza e di 15 franchi e laffitto e stato pagato
quando an firmato le carte, e stato compreso anche laffitto. Io restai
come fora di me credevo di andare al sicuro invece mi disse che son
pagati.
Io feci le mi scuse dicendogli esse mandato dalla reverenda
superiora a nome della Reverenda Madre, ma più credevo che fossero
stati calcolati nei conti perche nel riscontro dato lei alla sua zia che
entro 15 giorni avrebbe saldato ed essi crederono di venire sicuri, però
mi scusasse ecc. ed essi mi dissero di andare dal sig. Pietro Scotti o dal
sig. Piccinelli che gli avrebbero renduto tutti i suoi conti ecc. Volai al
Convento gli raccontai tutto alla reverenda superiora e restata anche
lei fora, di sé e mi voleva quasi importunire a tornargli in casa e farmi
Corrispondenze
175
Opera Omnia
spieghare più bene, io gli o detto che non e prudenza finché non ha la
Reverenda Madre verificato dal Signore Piccinelli le cose come sono e
la superiora stessa m'incarica di scrivergli questa cosa e la faccia poi
Lei quel che più credera per lordinario siamo sinora arrivati un po' data
e un po promessi. no a metà settimana dopo venduto il lino e così e
passata anche questa. Il frumento di quella abbondanza che credevo
non mi dà tutto quello che sospettavo. La semenza già le andata
quando col giorno 26 giugno e venuta un po' di grandine si credeva
non avesse fatto niente ma invece se ne è accorto nel terreno che era
tutto buttato per terra alla Campagna an finito di batterlo, e quattro
giorni che lo battono anche a Campagnola e ci vorra ancora vari giorni
per terminare allora dirò tutta la raccolta netta, al convento abbondo
assai ne an fatto some nette 7:3 questi se fossero stati tante pertiche che
frutto avrebbero prodotto. La linosa fatta fora al convento e stata poca
le una cosa generale in questanno la linosa scarsissima è di some n. 4.
Al convento ne o poi 4 conto la batterò 2 anch'io qui alla Campagna e
domani la magoleranno
Credero che a farne poca ne faro una soma però questa darà più
poco di quel che si dice; o fatto bene a venderlo il lino e se non fosse
stato per farlo lavorare i dipendenti l'avrebbero venduto tutto pero son
contento così.
Noi qui abbiamo un orto con tutti i frutti nebbiati si credeva una
bellezza di brogne di piro di olane invece an tutte il cane e una cosa che
si resta al vedere tanta nebbia, nelluva ce n'è anche su tanta, ma parte
anche di questa a il male, abbiamo belle le verze e le altre cose di
verdura questo sono bellissimi ma quello che mi dà abbondanza sono
i cucumeri di questi ne raccolgo due cavagnoletti alla settimana da
mandare al convento, senza quelli che mangiamo noi quì tutti i giorni
quanto a persec niente Meloni e inghrie ne abiamo una cinquantina ma
restano piccoli però almeno si vede qualche cosa, di questi ultimi a
casa non potevo ne anche vederli perché non mi piaceva adesso qui
mi pare un balsamo o proprio cambiato affatto di palato; la al paese
tante cose mi rendeva nausea quì invece m'è tutto gustoso tutto
buono. Insomma ho un appetito tanto bono benche faccia così caldo,
che non l'ho avuto mai quando s'era all'Ospitale nei giorni più robusti,
Il Signore mi premia proprio contro mio merito. Lasciamo fare la
Provvidenza ed ella mi guidera sicuro.Ella dira che cuore duro lo dica
anchio, dopo andato via il fratello Cesare, e dopo che e venuto a
prendere la sua roba, non mè piu venuto in mente come se non fosse
mai stato qui altro che ieri assieme colla signora Catterina glio detto
anche a lei mi pare una cosa impossibile il non ricordarmi proprio mai
Corrispondenze
176
Opera Omnia
del Cesare, viene poi da un cuore duro, viene poi da una memoria che
non mi serve io non soi Dio solo vede tutto.
Noi quì le due mesi che non viene mai acqua pare impossibile se
non ci fosse da adacquare che caos di cose ci sarebbe abbiamo un
melgotto molto belissimo in fighura ma lo vedremo quando sara sul
solajo se e bella e tanta, Bisogna che faccia acquisto di pesi sei di
semenzina un po' di verghetta ecc per fare qualche prati ed anche una
lama a Campagnola, già il lino venuto fera dalla lama madato il
prodotto per tre anni, senza il quarantino che venira fora una ventina
di some, ma ci vorra qualche spesa a farne altra lama per due anni basta
lasciamo fare al Signore.
Il prato a Campagnola ma dato proprio pochissimo ed anche
una lama avrei paura d'una scarsità di fieno, abbondera piu bene un
altra volta fare fare molte sime e foglio del melgotto tenero a ma la
paglia e fare qualche mangiatura faremo come meglio potremo per
fare che abbiamo da comprarne più poco che si potrà, siamo qui per
cordare il campere pel cios e pel melgotto, luva nel cios ne sù tanta ma
parte a il male; Io però sempre col suo consenso se non acordato Ell’ a
un altro avrei designato di cordarlo a metà col Corradino che sorveglia
la lambrusca, essendo il primo anno non so che fare se lo da cordare solo
od assieme ne vorrei uno anche a mio modo per vigilare anche sul
melgotto, pero starò a suoi consigli in questo per più assicurarmi.
O comperato un può di reissioni per mettere nella lama corta e mi
dicono di metterli dentro tanto che è proprio il suo terreno per i
reissioni nel terreno posato e ne cavero molto sto per comprare anche un
altro […] acciò possa compire. Il Signore li benedica […] la piccola
Intanto la riverisco distintamente non dubitando della sua
salute che il Signore gliela concederà prospera e felice anche della suor
Luigia. Spero che non vi serva più niente e me la riverisca unita alla
reverenda Superiora suor Rosa.
Madre correva nella mente la settimana passata che venisse costì
se fosse indovino almeno per la ventura, ma il desiderio e grande di
vederla se non me concesso sia fatta la di lei volontà. Solo mi dia la sua
santa benedizione e mi sarà preziosa. La Superiora suor Adelaide fa le
sue veci di cuor la riverisco a nome anche dei fratelli e figli e salutano
tanto anche suor Luigia.
Mi dichiaro
suo umil.mo servo
Figlio Capponi Giovanni
Corrispondenze
177
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 131
Villa Campagna 8.8.64
Viva la Sacra Famiglia
Cara Reverenda Madre
Con Somma Allegrezza sentii la notizia della venuta dei due
fratelli; ma più nel vederli ieri a mezzo giorno comparirmi in casa
assieme colla signora Caterina che s'era portata al convento essendo
festa. L’A Divina Provvidenza a provveduto al bisogno dei fondamneti
della nuova casa, proprio adatti al nostro scopo, una cosa qundo pare
che si disperda, quando è opera di Dio, più si ingrandisce, e da più
spirito acciò si compisca.
All’a prima vista subito il mio cuore ed il mio spirito, s'allegrò
d'un contento tale che non posso esprimermi considerando quanto fa
la Provvidenza per questo Istituto. Ne a mandato ed illuminato gli
altri due fratelli ad uscirne dalla nostra casa prima, che si dia principio
proprio da noi soli, all'Istituto, per darmene dei più adatti, e proprio
specialmente il fratello Giuseppe che è il più piccolo, questo ha uno
zelo di campagna, ed intendimento, ed e lavoratore adatto al nostro
Istituto. L'altro il frato Antogno a la vocazione di più na un coraggio e si
mette con lena e premura ad adattarsi a fare tutto ed a volontà risoluta
di operare per il novo Istituto, Facendo da me stesso nel mio animo al
considerare, quando il Signore a disposto qualche cosa in sua gloria;
dà tutti i mezzi opportuni all'uomo acciò faccia le cose secondo lo
spirito di Dio; Io non merito quasta grazia sì segnalata, essendo opera
delle anime sante e giuste nella grazia del Signore, ah scelto il più
indegno per primo a fondare una casa per figli, a cui sono in mezzo
all'inedia e alla miseria, per cui questi figli abbiano ricovero, pane, si
faccia acquistare amore al lavoro, ed a istruirsi nelle cose della sua
anima; Considerando nel mio interno essere questo il Volere di Dio che
io mi sacrifichi a pro di questi giovani; mi sento un tal contento uno
spirito di confidenza nel nostro Padre e Padrone di questOpera S.
Giuseppe che mi otterrà unitamente alla sua amata Sposa Maria SS. dal
suo Figlio che rappresentava sulla terra ed ora gode in cielo la santa
Corrispondenze
178
Opera Omnia
Perseveranza, lume e cognizione, di fare in tutto e per tutto la sua Santa
Volontà, la sua Gloria e il suo Amore
jeri sera poi allave Maria man portato la sua bellissima lettera,
che la conservaro come una cosa a me tanto cara, avendo una Madre
ispirata da Dio, a grandi disegni, per la sua Gloria, e per togliere dal
Mondo tante anime che anderebbero a perdersi eternamente per gli
inganni che al giorno doggi vi sono! acciò il Sangue Divino non sia
sparso inutile per questi orfani; derelitti; L’a leggèi più volte e più mi
sentiva lo spirito a leggerla a mente e a conservarla per sempre.
Considerando essere fratello duna famiglia che il Signore la fe'
fiorire rapidamente colla sua santa benedizione coi consigli adatti alla
casa ecc. sperando anch'io dalle sue unite preghiere la benedizione
anche in questa.
In quanto ai due fratelli che hanno il desiderio di venire qui, a
me mi uniformo alla intenzione di Lei considerando, prima di
uniformarsi noi nello spirito dell'Istituto e cercare di fare in modo che
quando vengha qualche altro, possiamo di essere capaci di istruirli
perfetti in maniera come ell’a desidera, e l'Istituto merita.
Terminando colla Alegrezza nel cuore riverendola distintamente
ringraziandola tanto della premura che Ell’a à verso di me, usando
tanto caritA ad istruirmi in cose sì sante considerando la sua voce
come una voce che il Signore adopera per a mia santificazione, ad mio
bene ecc.Già di contracambiare come si conviene non posso e non
potro mai, solo gli dico di tutto cuore, lo sempre nelle mie poche
orazioni sempre presente, ma tutto il giorno mi va crescendo di
raccomandarla a quel Dio che la fatta Madre di tante povere fanciulle,
e compire anche più i figlioli, essendo questa anche l'intenzione del
suo unigenito Carlino, figlio a L Ei tanto caro sì per le virtù che per la
bontà, che aveva come ma espresso il Canonico Valsecchi. O gran
confidenza in questo figlio suo che pregherà per questopera a Lui di
memoria perpetua ecc. La riverisco distintamente a nome die fratelli, e
figli, ed anche la signora Catterina. Mi riverisca la superiora suor
Adelaide e sorelle sue.
Mi dichiaro
Suo figlio
Giovanni Capponi
Corrispondenze
179
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 132
Villa=Campagna 16.8.64
Viva Gesù Giuseppe e Maria
Cara Reveda Madre
Una nova dispiecevole a L’Ei questa mia lettera, ed anche a me
un po' di conturbazione, né anche per questo non mi abatto
nell'impresa già cominciata; che anzi considerata nel suo fondamento
e una grazia che la Divina Provvidenza ma fatto,.ed anche una
istruzione per più essere cauti, a non fidarsi solo delle parole ma a
fatti. ed anche a considerare bene che la elezione del suo stato non
viene il sapere bene esprimersi, in parole e complimenti ma da Dio
solo autore e creatore dell'uman genere.
Veniamo ai fatti come sono andata La partenza del Giuseppe30;
Dal primo giorno sino alla domenica ottava di sua dimora qui nel
nostro Istituto; pareva un uomo mandato dal paradiso almeno in
parole faceva mostra di allegria di contento di avere proprio scelto il
suo stato e di essere stato da Dio favorito straordinariamente poiche
diceva che in questi giorni aveva acquistato molto nello spirito e nel
coraggio ecc. egliela espresso varie volte alla signora Catterina che
aveva proprio una grazia segnalata da Dio. Alla reverenda Superiora
poi le promise chel faceva era cosa incredibile quando vedeva il
compagno un po' pensieroso gli diceva di farsi coraggio che questa è
proprio la nostra chiamata e che Monsignore Vescovo se vi fosse stato
degli impedimenti non mi avrebbe fatto tanto coraggio e varie altre
proposte che le […].
Il giorno della solennità di Maria quando siam venuti a casa
dalla chiesa; il Giuseppe ha voluto andare a S. Maria a sentire la messa
perché ma detto che non aveva sentito messa intiera, ed io glio detto se
non la sentita chel vada pur così a fatto. Dopo pranzo mi disse se
permetteva di andare a S. Maria ed io gli ho detto per qual motivo
essendo stati là tre ore ieri ed egli mi disse che in questo giorno a
pregato la Vergine SS. a volergli scegliere la sua vocazione e che Maria
SS. gli a ispirato di andare a casa a sostenere la famiglia: notando
30
Tronca
Corrispondenze
180
Opera Omnia
Madre che in tutta la settimana diceva che Maria SS. gli aveva fatto
dimenticare tutti i suoi parenti; specialmente come la rev. Superiora la
ma detto dopo che lera partito, chel si sentiva una consolazione
straordinaria. Insomma la rev. Superiora non aveva termini per lodarlo
di tanto che gli aveva promesso. E poi se nol costringeva a dirmi cosa
voleva fare a Santa Maria landava senza né dirmi né perchené se a avuto
qualche disguto ecc. Risoluto di volere andare a Santa Maria bene
allora verro anchio se credete a farvi compagnia ed esso mi disse di sì.
Dietro la strada lo interrogai del motivo, Quello che mi disse e questo e
così la detto anche alla Superiora che egli aveva una faccenda che se
non andava a casa per lui era di grande importanza star qui a fare del
bene agli altri e dannarmi, avendo dei debiti da pagare, e che non lo
sanno nessuno di quelli di sua famiglia. Ma fatto di tutto colla
Superiora vedendo che il pregare e cosa inutile la Superiora bene fate
quello che credete guardate di non pentirvi, ed esso non a mai risposto
niente, egli quando andava di fora diceva alla Superiora chissà che forse
da S. Martino che torno ancora se mi vogliono tenere il posto, E la
Superiora gli disse prima di mettersi a questa impresa queste faccende
l'avrete bene saputo; certo, ed io son venuto a vedere come lera la
faccenda, seno sarebbe tornato a casa. Gli altri giorni non era così il
vostro parlare. Ed esso oggi la Vergine ma illuminato e così voglio
fare! La Superiora gli disse addio. ed andò ecc.(Ma la restò tanto
conturbata povera Superiora che gli morì la parola in bocca, Madre le
stata una cosa che non verrà mai più cosa simile.
Il dirgli dell'altro e come dirgli che a giorni e a casa dopo partito
le due giorni ammalato e sta anche in letto. Disse che a la testa che non
sa quello chel faccia. Ora e tutto fervore ora pensa di andare a casa,
tutto un rimorso di coscienza che gli dice se tu lasci questo posto non
avrai più bene in tua vita si capisce chel ci sta più che mai volentieri a
mille agitazioni cerco tutti i mezzi per persuaderlo, così anche la
Catterina, Ma il Signore mi vuole dare la croce da portare. Mi dia la
grazia di accettarla volentieri in sconto dei miei peccati ed a
ringraziamento di tanti favori ottenuti dal Signore.
Adesso gli dirò più bene il motivo della partenza così me la
spiegato il fratello Antogno. Prima di tutto il Giuseppe si credeva di
venire in un Istituto sì ma che avrebbe avuto paga! Queste sono parole
dette da Giuseppe al togno la notte quando veniva a farsi frate...
Secondo chel veniva a provare, e vedere come erano le regole come
sarebbe diportato per lavvenire, terzo che non si poteva fermare tanto
perche aveva degli affari grandi a casa e che non li sapeva nissuno né
padre, né madre. Ma non gli disse cosa erano questi affari... Il fratello
Corrispondenze
181
Opera Omnia
Antoghno mi disse però che la faccenda che il Giuseppe diceva che lui
gli sapeva, ma perche aveva paura di mormorare non me li voleva dire,
io gli o detto non e mormorare il sapere dei motivi giusti e necessari
per bene dun Istituto. Ed egli mi disse tutto questo che gli notifico.
Che aveva delle promesse fatte ad una giovine che erano quasi
per pubblicarsi in Chiesa, ed e per questo motivo che a preso del soldo
in prestito senza saputa della famiglia, ed il soldo e andato, perche a il
vizio dellosteria che a lui quando erano in paese non andava quasi mai
insieme la festa per questo motivo, e non a niente in dosso fori di un
vestito perche gli piace molto il vino, e mi dise che anche la Rossi era
informata che più volte aveva intenzione di ammogliarsi specialmente
in questanno tutto il paese ne parlava… Madre chi non avrebbe
creduto una riuscita magnifica al modo dal parlare e zelo chel’mostrava
el contento chel rappresentava… Cara Madre la Madonna ha fatto a
noi la grazia, se tale è la condotta accennata ecc.
Cara Madre, adesso non ho parlato che degli altri. Dirò ancora
che la nostra famiglia siamo di buona salute tutti. La campagna va
bene, o raccolto some 21, 1/5 di lesini some 10 li o venduti a lire 22,
some 3 li o qui in caro per le bestie 8 1/5 lio seminati dove seminerò il
frumento per l'anno venturo oggi raccolto il quarantino bello assai ma
a venderlo non vogliono dare niente di più di 15,50 la soma Il muratore
a terminato la stanza del Cappellano dice se a da fare la rimessa Lo
detto alla Superiora e ma detto di scrivergli in proposito.
La riverisco distintamente. La prego di me nelle sue orazioni.
Riverisco anche la Superiora Suor Adelaide e le suore ecc.
Suo figlio in G.C.
Capponi Giovanni
P.S. Ne raccomando di spedirne due altrie rimpiazzarmi il posto
dei due altri, così la superiora mi raccomanda di scrivergli queste due
righe, e dirgli se permette vendere il quarantino, benché sia buon
mercato la annata di melicone e bonissima, e mi dice che ne a sul solaro
some n 40 di quel vecchio dei fratelli, me la raccomanda di fargli
provare le prove avanti di farli venire qui e parlargli chiaro che non
vengono per pagarli ma per lavorare e faticare per quelli che la
provvidenza mi manderà di custodire.
La riverisco a nome della Superiora.
Suo figlio Giovanni Capponi
Corrispondenze
182
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 133
Villacamapagna 5.9.64
Viva Gesù Giuseppe e Maria
Carissima Madre
In riscontro alla sua mandatami per espresso a mezzo del Maffi
mi conturbò un poco vedendola quasi smossa dall'impresa
incominciata, gli assicuro che in quanto al fratello si fermerà di più dei
quindici giorni che è a prova a me pare e sarei sicuro che non va via
più perché ieri andando a spasso assieme a i figli era molto contento
ed a giocato insieme ed è più così malinconico degli altri giorni e ma
manifestato le intenzioni chel si ferma volentieri che mai ma chel mi
disse che la campagna finché non è usato a gran paura che gli faccia
male il sole, ma questo non importa. Lo subito comodato ad attendere
l'uva nel chioso ed un poco al giorno a cattarla. Gli dico che è contento
per ora e non parla e non parla mai di tornare alla sua patria e
desidera molto di lavorare da maringone se avesse gli strumenti
necessari ed io gli o detto che penseremo anche per questo. Madre
benché non sia di campagna sarà molto caro di maringone come gli ho
espresso anche a lui. Gli strumenti mi disse di averli a casa sua in
Valtellina ma per ora non desidera di andare là almeno fino alla fine
di questo mese se occorrerà qualche cosa in riguardo al suo mestiere
cercheremo si contentarlo, acciò facia le radici come non dubito perché
appena glio o parlato chel sarà caro per i figli nel suo mestiere per
istruirli nel falegname e che per suo mezzo del gran frutto allora tutto
si consolò e mi disse se occorreva qualche volta in campagna per
assuefarsi andarà volontieri; Allora questo è un segno che vuol fermarsi
il Signore gli dia la sua santa benedizione, ai suoi propositi, Non la
dubiti chel si fermerà.
In riguardo ai figli sono tutti sani ed anch'io grazie al Signore mi
sono sentito molto bene e sono contentissimo non mi e mai venuto
pensiero di non riuscirvi confidando sempre che il Signore compirà la
già intrapresa opera a sua gloria, colla scorta e sotto la protezione di S.
Giuseppe.
Corrispondenze
183
Opera Omnia
In questa settimana abbiamo fatto un a quantità di erba almeno
cinque carri e poi ne faremo un po' anche in questa settimana così per
terminare i campi e nettarli un poco. Madre i figli specialmente il
Giacomino e molto assiduo al lavoro anche gli altri due cominciano
con lena e ne sento grande consolazione anch'io a vederli occupati e
con questo in questa settimana ed un poco anche dell'altra abbiamo
fatto si può dire per tre marenghi di fieno e anche di più, son persuaso
che l'anno venturo di non comperare più fieno i prati son segati e
m'hanno dato discreto con l'erba e cime. La posso fora benissimo. gli
raccomando se la potrà pesare i buoi piccoli e grandicello per
adoperare alla semina del frumento per schivare un poco quei vecchi
come gli o accennato. L'oste è disposto a darmi quei due piccoli per
Campagnola. La superiora ma detto se o il permesso di lei di
comperarli così attendo riscontro quanto prima. Il melicone e bello.
Io la riverisco tanto e la prego molto a non indietreggiare spero
che il Signore la sosterrà con animo e vighore sperando buona riuscita
collajuto di Maria SS.
Termino con dimandargli scusa se per lo passato non a trovato
conforme o Ella desiderava procurando per l'avvenire di fare in modo
che abbia a far sì meglio il più che posso sì nel distacco che
nell'assiduo dovere verso i figli a farli lavorare.
Lo scritto così in fretta in questa mattina mentre il Maffi ma
spettato e non ho potuto copiarla per il tempo troppo avanzato mi
perdoni.
La riverisco distintamente. La prego di riverirmi anche suor
Luigia e Maria
Mi dichiaro suo figlio
Capponi Giovanni"
Corrispondenze
184
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 134
2.10.64 Villacampagna
Viva la S. Famiglia
Reverenda. Cara Madre
Oggi giorno di solenità di Maria SS… e dei S. Angeli Custodi;
giorno per me in cui resto solo coi Fligli, dei quali due sono sani, ed il
Carlino è tornato ancora venire tutto gonfio sino alla gola, ed è tre
giorni che è a letto, oggi però sta più bene spero che leverà in questo
giorno, Il Signore celo conservi vivo se è sua volontà, mi giova assai
per la casa fa bene tutti i suoi uffici con impegno, li altri due continua
a [lavorare] a erba e faletto. Sono proprio attenti e volenterosi in fare
quello che gli comando e ne sono contento, spero bonissima riuscita
del Giacomino e di esempio anche se ne verrà degli altri, in sua
compagnia come non dubito e presto, Benché mi ritrovo solo non me
mai Grazia a Dio un giorno a cui sia perso la speranza né dai fratelli né
di timore per difficoltà, Solo dico tra me stesso, se è volontà di Dio si
compirà e mi darà la grazia, che speriamo a sua maggior Gloria ed a
bene del nostro Prossimo.
Col 1 di 8bre abbiamo terminato di mettere al granaio il Melicone
ostanello di some 180:7 cie ancora 70 Pertiche di quarantino di raccogliere
cominciamo in questa settina a raccoglierlo ed è tutto bello e secco
bene stagionato, e cominciato anche il riso, lo raccolto la metà, le state
10:3 al solaio vedrò la settimana ventura cosa mi darà laltra meta
essendo ancora verde.
Ieri aspettavo il fratello Cherubino. La aspetto oggi: come la
reverenda Superira ma accenato ieri, me ne fo molto capitale su questo
Fratello. Il mio parere in quanto al Joseph31 ed all'Antonio32, direi se
vogliono andare a Roma di lasciarli andare tuttora che credono, se
venisse essi a pregare, allora gli faccia gli esami e poi gli parli chiaro
apertamente, si in quanto al cibo che in quanto al lavoro, ed a tutto
31
[Tronca].
32
Bavaresi.
Corrispondenze
185
Opera Omnia
quello che abbisogna per il buon ordine, acciò non dica delle scuse
quando che sono qualche mese che abitano nella nuova casa ecc.
Non gli dico altro perché la Catterina gli darà tutte le notizie
della nuova casa.
Nel suo santo ritiro gli raccomando una grazia, anche per mè,
che il Signore mi dia tutti quei lumi necessari per il ben andamento
della casa, che mi dia proprio lo spirito di religione, quella
mortificazione necessaria onde superare ogni ostacolo che potesse
insorgere alla nuova Fondazione, e quella dipendenza che richiede
verso quelli che Ella ma sottomessa, se arrivare potessi a quello spirito
che Ella desidera, e prendere quelle regole che dalla sua bontà
minsinua, quanto sarei Felice, ma giacché la mia debolezza è tanta il
mio spirito è imperfetto, a Lei unita a tutte le suore le raccomando
acciò il Signore conceda quella benedizione sopra la Nostra Famiglia,
quella che a dato ad Abramo Isacco ecc come è anche il suo desiderio
di Fondare questo Istituto raffigurandosi quel tempo in cui aveva il suo
gregge in mano di quei Patriarchi Protetti da Dio.
Insomma gli raccomando che non usi dei riguardi in quanto a
me, sì nel coreggermi, nel comandarmi in tutto quello che richiede,
acciò mi uniformi in tutto ciò che è mio dovere, di carità, e di giustizia
e quel che più ciò chell’a desidera. Perché pare a me che la reverenda
Superiora abbia qualche riguardo in quanto a riprendermi, usa tutta
quella carità col tacere acciò non abbia a male; gli dico proprio di
verità, che la correzione mi rende più contento, resto più illuminato
acciò non cada più nei mancamenti passati. Così sarà più facile lavere
la sommissione a chi si deve; mi consideri debole a tutto, e o bisogno
che continui la sua carità sopra di me.
Mi consolo che è di buona salute, ed il Signore gli dia la sua
Benedizione. La riverisco distintamente, ed anche la suor Ligia unita
alle suore. La riverisco anche a nome dei tre figli.
Mi dichiaro suo umile servo
Suo figlio Capponi Giovanni
Corrispondenze
186
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 135
Villacampagna 8.10.64
Viva Gesù, Giuseppe, e Maria
Carissima Madre
In questa volta scrivo con lena a dargli buone notizie; Il Signore
vuole proprio che si cominci con questa novella casa a sua maggior
Gloria perché, ma dato i due figli ubbidienti ed anno volontà all’avoro e
si sottomettono a qualunque lavoro, non anno lamenti sul cibo né
inquanto allandamento della nostra casa; Il Cherubino è arrivato venerdì
cioè ieri ed è disposto più bene di prima, appena venuto ma
consegnato Franchi 24,54 che li o marcati alla partita dell'entratE ma
consegnato due lettere che si contiene un capitale a mutuo di lire 16
ecc. ed un'altra di some di melicone consegnato ad un altro, ecc..
Sembrami contento di più che laltra volta, faccia il Signore che resti
sempre, come di questo più non dubito, avendogli provato prima è
più facile rimarcarvi.
In qual giorno che credevo di restar solo coi Figli il Signore a
Povveduto coll'Illuminarla a darmi un'altra donna che majutasse in
questa casa.
Siccome ne sono molto contento, a amore ai Figli, col fare il cibo
si adatta al nostro andamento, ad opera tutta la economia, sta ritirata
sempre in casa, non sono di quelle che sta solo a fare dire orazioni, ma
appena il necessario e poi continua il suo lavoro, è un poco longa nel
Fare il cibo questo non viene perché faccia delle cose non adatte a noi,
ma perché non è stata usata alla cucina, Madre, ne son proprio
contentissimo; Il Signore continui a compire questa casa col dargli a
L’Ei quei lumi più necessari per ben principiarla. Mi raccomanda la
siga Marianna che gli provveda pei berrettini dei Figli n. 5 soggoli simili
a quelli dei Bottoni e Fibbia e provvederli per sua sicurezza dal Rosso
Suardi berrettinario alle colonne di prato, e se mandasse la Fassa nera
pel il mio berretto perché non lo può lavorare senza questo; ed anche i
bottoni bianchi per mettere alle sottogole dei Figli ed il mio. Dei beretti
ne a quasi finito quattro gli mando solo piccole foderine. Per qualche
giorno lo fatta dimettere dall’avorare i beretti perche vi è i Figli che anno
Corrispondenze
187
Opera Omnia
bisogno di giustargli le camise ed altre cose necessarie e subito la messo
mano ed a premura che resti politi ecc.
Mi raccomando di riverirla tanto che ci sta volontieri, e di riverire
tanto anche le suore ecc. e disse se creda bene di spedirgli i suoi
stivalini che se è dimenticata costì perche non a che un paio di sobre.
Madre il Cherubino bramerebbe una cassa per mettere i suoi
vestiti, e bisogna anche per quella dei Figli perche non sanno dove
mettere le sue vesti festive, Se e Ella credera bene.
Mi raccomanda tanto la suor Giuseppa di riverirla tanto unita a
suor Francesca, ed a gran desiderio di vederla e mi disse che per gli
Eserciizi ne a due altri una di Soncino e a dato anche i cinque franchi,
l'altra e venuta una lettera per posta d'una signora che dice di scriverla
al numero che verra senza fallo. Giovedì abbiamo cavato il vino ed e
buono e sano, si conta brente bergamasche non meno di dieciotto 18
brente compreso il torciato, quello di S. Maria e di brente circa 12 il
resto della Campagna.
Per occupare secondo il suo desiderio i Figli i giorni piovosi gli
domanderei una rasegha e qualche scarpello, o piloletto per maringone e
per calzolaio se avesse l'incontro per mezzo di qualcuno di comperare
qualche forma a Bergamo come la misura quì unita, o provato a dare
qualche punto nelle scarpe vedo che mi somministra alla memoria
qualche idea di questo mestiere così faro il più che posso onde
impiegare il tempo per me ed a bene dei Figli. Il desiderio di vedere
occupati i Figli mi sta proprio a cuore; ed il mio cuore mi somministra
una certa contentezza che non o mai provato; non voglia il Signore
allontanarmi questi incitamenti al bene che mi somministra alla
mente, ma mi aguti a perseverare colla intercezzione di Maria SS. e del
nostro protettore e avvocato S. Giuseppe, e a compiere lopera
incomnciata e conservarla, innocente umile laboriosa sacrificata alla
gloria di Dio. E secondo il suo desiderio, di rinvenire ai tempi delle
famiglie antiche patriarcali, famiglie predilette dal Signore perche non
faceva cosa opposta alla sua legge, ma tutto operava e faticava per la
gloria del suo benefattore.
Il dire e pensare alle famiglie antiche va bene ma bisogna
mettere in pratica anche i mezzi onde fare quello che facevano quegli
uomini giusti; già conosco le mie imperfezioni la mia inabilita ma faro
in maniera almeno di imitarli cerchero di mettere bene in pratica tutto
quello che Ell’A mi dira e cerchera di operare in modo conveniente e
praticante nel suo, gia benedetto suo fondato Istituto, e che operi
secondo che il Signore a Lei spira considerando la sua voce come
quella di Abramo, Isacco, Giacobbe e Mose ecc che il Signore li
Corrispondenze
188
Opera Omnia
illuminava acciò le sue famiglie osservassero la legge di Dio: e così
tirare sopra la nostra casa quella benedizione che il Signore soleva
dare a quegli uomini prediletti Madre o bisogno del suo soccorso, non
si inquieti se alle volte non fò quello che Ell’a mi dice non lo fò per
malizia né per altro fine anzi cerco tutto il possibile di poter fare in
modo che venga quel giorno che e vedere e praticare, e fare quello che
mi comanda, abbia di me compassione, mi sento un desiderio di fare;
ma vedo che o bisogno che Ell’A continui la sua carita verso di me.
Io L’A riverisco distintamente nelle sue fervide orazioni mabbia
presente vedra che il Signore l'esaudira lei
Mi riverisca tanto anche la suor Luigia non che le due superiore,
e suore, anche la catterina.
In quanto al gioco o fatto quello che Ella ma raccomandato non
giochiamo alla palla che alla festa e poco anche questa o nascosto
crivelli palle e boccie anche quello del Cherubino ho nascosto.
Mi creda suo umile figlio
Capponi Giovanni
Corrispondenze
189
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 136
Villa Campagna
[novembre 1864]
Cara Madre
Dirà di bello, spedisco vestiti per Fratelli vestiti per i Figli o
spedito tutto ciò che desiderava si ai Fratelli che ai Figli e mai non o
avuto un ringraziamento non o mai avuto un segno del dono di tanto
amore che ad essi gli porto, per essi; Cara Madre un degno
compatimento alla mia debolezza, se la sapesse quante volte o fatto
per ringraziarla anche quando era costì e mi mancava la parola in
bocca, mi pareva di non essere buono a fare i ringraziamenti come si
dovrebbe verso di Lei mi pare tutte piccole cose il fare i ringraziamenti
così come fo io, non essendo mai stato a complimenti, sempre anche a
casa non sono mai stato buono, a fare i ringraziamenti come si
conviene verso di una sì larga benefattrice come Ella fa con mè e questi
poveri figli. Lo so che tutto sara ricompensato dalla divina Sapienza in
ogni sua azione.Ma anche da parte nostra,non nostra da parte mia più
di tutti dovevo a lei tributargli i miei ringraziamenti che più di tutti ne
o ricevuti dalla sua bontà a mè elargiti e continua quotidianamente;
Cara Madre se in tanto tempo non lo mai ringraziata di tanti benefici
accetti adesso questi miei ringraziamenti di tutto cuore altro non
posso scrivere perche non o e non avro mai parole che basti per l'amore
che a verso questa Casa a L’Ei tanto cara. Altro non dico faro tutto
quanto che Ella dirà a me di fare, cercherò anchio di più sacrificare la
mia volonta e fare ciò che mi dira in vece sua la Superiora, suor Rosa e
suora Adelaide capisco che sarebbe ancora poco offrire a Dio benche a
mio dovere senza dirglielo che le mie puoche orazioni e fare il possibile
per colla grazia di Dio di ubbidirla in tutto. Madre tra me stesso
conosco bene le donazioni da chi viene di spiegarli non sono buono.
Madre ma molto cara quella continuazione delle letture benche
abbia poco tempo a leggerle però quel poco mi risveglia assai e mi
illumina anche nella lettura e mi risveglia nel cuore belle virtù da
esercitare.
L’A nostra casa pare che abbia messo radici anche i Fratelli. Il
Cherubino Madre s'è tutto cambiato da quel che era prima, più
Corrispondenze
190
Opera Omnia
confidente, si adatta di piu anche nelle cose che diceva non essere
buono, per ora son contento, anche laltro a buona intenzione e
lavorante non così di figura ma seguente e le molto contento anche lui
di questa vita e ubbidisce in tutto Le continua così come non sono o più
dubbi faremo anche qualche lavoro perche fino adesso ma fatto poco
perche due varie, un puo le bestie, un puo le foglie un po' ruda scalva da
noi soli si poteva fare poco, perche giornate troppo curte benche non
facevo fare neanche gli uffici di casa per andare a buonora e
concludere un puo di lavoro; anche ala sera a qualche abbiamo finito
tutto e comodato le bestie viene sempre ore 6 e la sera li occupa
sempre fino alle 10 chi a pestare i melgacci e fare scupe di brocche,
adesso siamo messi a fare anche i saccoli la sera.
Noi siamo tutti sani e franchi, anche il Carlino acquista di più,
Anche di L’Ei e la casa spero saranno tutti di buona salute. Me molto
cara la continuazione della suora Adelaide alla Campagna. Altro gli
dico che mi compatisca e mabbia come suo figlio a continuare sopra di
me la sua bonta colla pazienza sperando dal Signore la ricompensata
fatica le sue lettere mi sono di grande giovamento e di grande utile per
la novella casa o gran desiderio di vederla. Spero che la sarà di buona
salute il signore la conservi colla sua santa benedizione, e la riverisco
distintamente.
Tanti saluti anche a suor Luigia e suor Costanza e sorelle.
suo umilis figlio
che desidera la sua santa benedizione
Capponi Giovanni
Tanti saluti anche da parte dei due Fratelli, tutti i Figli.
Corrispondenze
191
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 137
[primi giorni di dicembre]
Viva Gesù Giuseppe Maria
Alla molto Rev.da
Carissima Madre
Con allegrezza di cuore o aperta la di L’Ei lettera gia aspettavamo
con ansieta notizie a me tanto care e di consolazione; era tre o quattro
giorni che volevo scriverLe ma mi rincresceva il dargli notizie non di
consolazione ma piutosto di rammarico, come glie la annunciato la rev.
suor Adelaide, ma però oggi posso accertarla che le malattie van pian
piano a migliorare: Gli diro che per il Fratello Cherubino e stato un
risanamento per lui quelle spiegazioni che an fatto o schivato una
malattia e però adesso continua a lavorare così anche i suoi carboni
van a spegnersi seccando a poco a poco: Il Figlio Carlo va più bene ma
non a ancora la cognizione perfetta continua ancora a stare a letto
sperando da giorni di portarlo nella stalla.
Il Figlio Davide 33 va migliorando da giorno in giorno, dopo
mandato il fazzoletto e fassata la gamba a dormito tutta la notte e due
notti e due giorni che non sente così i dolori benche anche oggi applico
le sanguette e olio delicido perchea bisogno che sia purgato ma non
dubito che per l'Immacolata di averlo in stalla quasi guarito del
miglioramento in questi due giorni ne stato tanto. Non so in che modo
fare a ringraziarla di tanta premura con spedirmi tutto quanto o
desiderato per me e i miei Figli. Madre la sua lettera mi fa piangre di
consolazione. Considerando tanta premura che Ella ha per me e i miei
Figli della nostra casa. Cara Madre lo so che non mi valgono le mie
preghiere perche sono preghiere fatte senza merito di uniformita al
volere di Dio... Ma unito ai miei figli figli dellinocenza il Signore
esaudira le nostre suppliche a prò di L’Ei che la conservi una lunga vita
a bene dei figli abbandonati e tutto secondo la sua intenzione ed anche
del suo carissimo figlio tutti i giorni unito coi nostri Figli gli tributiamo
e applichiamo a lui i nostri suffragi acciò meglio di noi preghi l'eterno
Iddio a concedergli tutte quelle grazie che Ella desidera a gloria di Dio
33
Boccardini.
Corrispondenze
192
Opera Omnia
ed a bene dei Figli e Figlie sprovviste di genitori… Madre la mabbia a
compassione se non faccio come Ella avrà desiderio. Desidero di averlo
e di fare come lei brama ma conosco anche da mestesso che mi manca
ancora qualche cosa e tanto. Ma preghero tanto Sant Giuseppe e Maria
SS. che mi dara quelle grazie necessarie per far bene l'adempimento ai
miei doveri ecc. Cara Madre la prego a continuare sopra di me la sua
pazienza a darmi quei consigli e quelle informazioni necessarie per
fare una cosa sola con la sua oltre un medesimo scopo ed una
medesima casa. Madre in quanto alla dipendenza col cercare e
comperare mi fa questa ritrosia un poco di vergogna prima di parlare
sì ma dopo aperto il discorso ecco con facilita gli dico tutti i bisogni
della casa e così resto più contento che prima. In quanto alla
confidenzqa col Cherubino non me ne a fatte mai neanche una volta, le
di compatire intanto che a avute i suoi dolori pero a bunone risoluzioni
ed a premura per la casa.
Stando allintelligenza con L’Ei in riguardo allanimale di
ammazzarlo per le feste natalizie dimanderei a L’Ei se fosse possibile
anticiparlo per l'immacolata perche non mangia bene la polenta e mi
pare che invece di crescere chel resti così avendo mangiato una soma di
melgotto doveva dare segni di crescimento invece non da niente di
crescita. L’Ei spetto il modo e continuarlo o participarlo.
Oggi me arrivati all'improvviso la reverenda Superiora con suor
Adelaide a visitare gli ammalati man trovato un poco sporco varie
stanze cerchero d'ora in avanti di farli fare più bene essendo questi
giorni stati un po' troppo occupati conosco anche tanti miei doveri che
o tralasciato non per malizia ma le faccende domestiche spero che il
Signore mi dara grazia di fare il tutto quello che e mio dovere.
Cara Madre altro gli dico che preghi anche per me chel Signore
mi dia la grazia di fare come Ella desidera, cara suo […] Maria domani
parte a bonora il Giovanni non o potuto esprimermi come mio
desiderio perche l'ora tarda mi compatisca.
Intanto la riverisco distintamente.
Tanti saluti a suor Luigia con tutte le suore ecc..
Io mi ritrovo di buonissima salute sono contento in tutto loperato
anche della dipendenza e mi rallegra più il cuore quado o cercato o
dipendute che prima quando non facevo così Il Signore, mi dia
proporio la sua grazia e spero confermarmi secondo l'istituzione a cui
progrediamo a gloria Dio.
Suo umil.mo servo
Figlio Capponi Giovanni
Corrispondenze
193
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 138
Villa Campagna 14.12.64
Carissima Madre
Ecco l'occasione opportuna per dargli le notizie mie e della
nostra casa a cui speriamo che il Signore dara a questa la sua Santa
Benedizione.
L’à sua prima lettera me stata di grande sollievo, perche dopo
partita la suor Luigia a fatto quello che Essa ma detto ma chè per due o
tre giorni le faccende della casa pareva che il Signore mavesse
abbandonato! Ammalati che son venuti a star piu male tutti e due il
tempo cattivo non potendo fare asciugare le lenzuola da cambiare,non
avendo una pezza immaginabile da cambiare. Il Carlo che continuava
a piangere di freddo essendo sempre bagnato! A fare le cose di casa
cercavo di distormi dalla mente dei pensieri che il Demonio mi
suggeriva s era quasi per perdere la pazienza! In mezzo a tente
angustie o scritto un biglietto alla reverenda Superiora gli o espresso il
mio sentimento dicendogli che mi pareva mavesse troppo precipitato
col tor via tre persone insieme in un colpo in mezzo a malati e bestie da
custodire e vigilare, e fare in modo che non restassero soli i Figli ecc.
L’A suor Adelaide con una Figlia e poi venuti qui due giorni a lavorare
e così fare un po' scorta per poter cambiare.
I lamenti non erano indiretti a me perche mi paresse troppo il
lavoro, ma a tante mancanze che andavo omettendo per non poter
arrivare a eseguire tutto quello che vedevo necessario all'ulile della
casa ed al nuovo andamento già incominciato; Dopo venuta suor
Adelaide la messo ad ognuno i suoi uffici a i Figli man mandato tutto
le necessarie biancherie pei Figli ammalati; e messo il nuovo ordine
regolare che così non c'e più le cose sossopra venendo ora la suor
Adelaide con la Superiora a fare quelle disposizioni necessarie.
In quanto al sistema del cibo e cosa assai giovevole perche sacquista
le ore più belle della giornata e più comune per la nostra casa facendo
cosa da contadino e adattarsi anche nelle ore contadine.
In quanto all’avoro dellaratro in quanto al Cherubino ma detto di
cercarne pure un altro a fare questo lavoro che in quanto a lui non
vuol saperne: mi dice che fara qualunque altro lavoro tutto quel chel
Corrispondenze
194
Opera Omnia
sapra sadoperera in tutto ma in quanto ad adoperare il piò dice non
intenderla chi sa forse quando la intendera, col tempo a me pare chel si
piegherà. Spererei in questo che e venuto il nuovo che si pieghera perche
le prime due giornate lavorava con lena e mi pare contento
dell'abitazione però quando sara per decidere la stabilità ne daro
ragguaglio.
In quanto alle cose da intraprendersi a bene fondare la casa con
vantaggio mi giova molto la suor Adelaide facendomi coraggio e
francamente decidere nei lavori a stare al mio posto con persuasione
di fare più riuscita in tutto.
Abbiamo una cosa che molto mi premerebbe il suo consiglio, in
quanto al Giacomino; Se lo lascio continuare sotto Marino ancora
quindici giorni là a Campagnola il Figlio può adopereare i buoi
quando chel vuole sotto larato almeno ne o uno buono per il carro sel si
adatasse anche lultimo Fratello sotto prova quindici giorni soli bastera
per fare da noi soli lavorare il terreno. In quanto a me lo lascerei
andare come sarebbe di parere la suor Adelaide pero prima sentire
anche la sua risposta prima di comprommettermi in cose senza di
Lei…
In quanto di andare alla Dottrina faro tutto il possibile per andare
in paese mà per ora siamo troppo pochi e sono corti i giorni ed avendo
in casa le bestie per fare le cose almeno necessarie non bisogna
allontanarsi che pochi momenti; andare al paese ci vuole per lo meno
ore tre un puo la dottrina un puo il viaggio coi Figli viene sera e si
moltiplica, La quando sara guariti i Figli si potra allontanare e andare
anche alla Dottrina.
In quanto all’avoro alle ore cinque questo lo fanno il Cherubino e
il Giacomino34; e continua a stare là a dormire nella cucina del bifolco
essendo più vicino alla stalla e per ogni assicurazione di tutto, in
quanto all'umidità per ora non parlo per non mettere delle discordie
ora ce luno ora ce laltro; però con suor Adelaide ma guardato non pare
più umida, mi sembrerebbe più umida la camerina piccola non avendo
il suolo cotto! La stanza del Fattore e troppo lontana dalla stalla però
stabilito che sara anche laltro Fratello faro in modo di trattarne e così
stabilirne tra noi;
I Figli vanno meglio tutti due il Carlino35 e nella stalla tutti i
giorni va piu bene; Laltro continua a sortire materia e dolori di quando
in quando pero il medico jeri ma detto che va bene. In quanto agli altri
34
Paris.
35
Zana.
Corrispondenze
195
Opera Omnia
Figli sono tutti sani il Cherubino se ristabilito in salute, In quanto alle
cose signorili e cosa che sta benissimo lessere oniformati secondo i
costumi delle famiglia agricole adattarsi un puo a tutto.
Le altre cose che vi sono per la sera faro in modo che le nostre
serate siano occupate ora una cosa ora laltra ecc. ecc. Qello che gli
raccomando che non abbi riguardo a scrivermi che le sue lettere mi
dispongono con più sicurezza al mio dovere e mi da quello spirito a
piu conformarmi nella nostra casa. Gli raccomando in questa santa
novena a me particolarmente.
Li riverisco distintamente e la mi compatisca tanta doveri anche
a suor Luigia e suore.
Suo umil.mo servo suo figlio
Capponi Giovanni"
Corrispondenze
196
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 139
[Dicembre 1864]
Cara Madre
io sono assai contento che il Cherubino36 si sia così sfogato e ne
provo leffetto in questi due giorni che sono per me di gran
consolazione a vederlo più che prima sul sistema della nostra casa, gia
il Demonio di quando in qunado prova con grandi assalti, S. Giuseppe
e più forte del Demonio.
La mia speranza e grande, e coll'ajuto di Dio, spero che si fara
secondo il di Lei spirito, intanto passo col cuore a Riverirla tanto e
confidando nelle sue orazioni cammino sicuro nella novella casa che
non succedera di fare altrove di quello che e da LEi rev.ma Ispirato dal
Divino Spirito, Faro anchio benche imperfetto altrettanto per LEi.
Colla speranza mi assicuro La Materna Sua Benedizione.
La Riverisco a nome dei Fratelli tutti insieme ai Figli. Illaspetto il
da praticarsi nella novena del S. Natale.
Mi riverisca tanto suor Luigia a nome anche del Frat Cherubino
e mi disse chel si credeva di trovare sul carretto quello che gli a
promesso Ella sopra meglio ecc. Anno aperto il Giubileo jeri sera anche
qui. Mi segno
Di LEi aff.o figlio
Capponi Giovanni"
36
Cattinelli.
Corrispondenze
197
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 140
Buon Capodanno sera 1.1.65
Viva Gesù Giuseppe e Maria
Carissima Madre
Ecco già cominciato il nuovo anno colla Grazia di Dio; Gia son
passati anche i giorni del 1864, almeno se avessi fatto registrare
nell’Ibro della vita eterna qualche buona opera; questa sono sicuro che
non passera mai, ma vivra sino al Giorno Universale Ma... Scorrendo la
mia vita nellanno scorso trovai tanti favori, tanti mezzi per la vita
eterna, che il Signore ma messo alle mani acciò metessi mano a sua
gloria e a mia santificazione. Invece trovo non aver fatto nulla di bene;
lamor proprio ma privato di tante grazie, e dei doveri omessi, non
adoperandomi con quello Spirito di abnegazione che richiede ad un
posto al quale merce la Divina Provvidenza mi a chiamato ed a cui mi
conserva tuttora accio una volta adempisca a preferenza di molti con
buona volontà le sue ispirazioni gli eccitamenti al sacrificio
dell'abnegazione alla mia volonta ed alla sommissione a quelli che il
Signore mi diede a mio bene sì spirituale che temporale;… Faccia il
Signore che mantenga i miei propositi fermi e stabili in quest'anno a
cui ma dato a cominciare e che operi a sua gloria con quello spirito
proprio, di adoperarmi a vantaggio di quei miserabili che la
provvidenza destinera e mi dia la sua santa benedizione da quella
capanna di Umigliazione, di rassegnazione, e di non curare le delizie di
questo mondo che conosco bene fallaci caduchi e che non fanno altro
che aggravare la coscienza.
Madre, abbiamo passato le sante feste bene; almeno a me ne
sono trovato contentissimo; benche giorni fa o avuto un po di
rammarico per il Fratello che e andato a casa, però anche questo e stato
dalla provvidenza tutto a nostro bene ed a vantaggio della nostra casa
e a maggior lume a mè ed al Cherubino nonché a tutti i Figli
conoscendo la malizia che avava adoperato per distor via tutti i Figli:
non era contento di uno proprio tutti cercava di menarli seco dopo le
Feste natalizie. Fortunatamente che la Provvidenza senza saputo del
Fratello e stato la sera avvertito che dovesse andare a casa la mattina
Corrispondenze
198
Opera Omnia
avendo la congiuntura del maringone coll'asino. Questa a considerarla
bene madre e stato un ispirazione del cielo, perche non a potuto fare
tutto quello che ai Figli aveva promesso ecc. Questo a servito di lume a
mè Mà anche a Cherubino perche la sera dopo siamo venuti così a
parlamenti sel tornava onò. El Cherubino mi rispose che sel tornava che
gli era di gran disgusto ed io non sapendo niente o cominciato ad
interrogarlo su in che motivo non gli piaceva ed esso ma risposto: in
niente affatto che sel sapesse cosa diceva quando lavorava non era
cosa di tenerlo neanche fino adesso, ma perche aveva paura di
portargli del danno non voleva perlare,allora Madre me venuto un puo
di collera col Cherubino ed obbligandolo a dirmi tutto specialmente
riguardo ai Figli, stette un poco penseroso e poi ma detto tutto, ma più
era al Giacomino che haveva quasi del tutto distolto, lamentandosi di
tutto inverso al Cherubino ma a me non si mostrava mai niente solo la
sera avanti mi pareva anche a me malinconico ma io non ne o fatto
caso, dopo o interrogai il Giacomo con franchessa e poi lo sgridato forte
ed esso ma detto che l'aveva avuto due o tre volte l'intenzione di
dirmelo ma siccome gli avevo proibito di dirlo a me, e guai se
conosceva che io mostrava di sapere qualcosa di quello che lui parlava
per paura tutti tacevano: qui a casa pareva urtassse tutto il mondo
coll’avoro sel comandavo tutto ubbidiva senza replica, e così a questa
maniera aveva rovinato la nostra casa, Allora o chiamato tutti i Figli e il
Cherubino, ed a tutti o fatto dire cosa aveva detto e gli o raccomandato
di non farne caso: che era tutto a nostro bene e da guardarsi da queli
che vi dicono delle cose contrarie spoecialmente quando vi dicono o vi
proibiscono di parlare, perche questi conoscono che fanno male.
proibiscono di dirgli a suoi superiori per non farsi mascherare acciò
non li scridi.
Grazia a Dio i Figli non ne anno fatto caso. Il Giacomino ma
dimandato scusa e ma promesso chel fara più bene, e di fatti le eseguisce
le promesse le fattemi.
Cara Madre col fratello Cherubino avro fatto troppo o detto così.
Se credete di tradirmi anche voi, o se pensate di stare qui fino alla
primavera e poi piantarmi parlate chiaro e non vogliate rovinare la
casa, perche quando vi o raccomandato i Figli di tenerli seco nell’avoro e
non mai col Giuseppe e di stare attento a quel che diceva così mi
raccomanda la reverenda Madre o dovrete fare il vostro dovere e quel
che vi dico o se nò dirmi chiaro che non vi comoda questa cosa perche
per paura di rovinare uno che e a prova sel comoda o no avete
rovinato la casa col vostro tacere. però non sapendolo le niente, adesso
che vedete lesperienza se o ragione o no di dirvi se mi tradite o no,
Corrispondenze
199
Opera Omnia
allora ma detto apertamente chel conosceva il male che a fatto col tacere
e che la sua intenzione e di stare per sempre tosto chel il Signor le dia la
sua santa grazia e mi domando di tutto scusa e che adoperera tutto
quello che e buono e che anche in quanto ai buoi fara tutto il possibile.
E di fatti Madre sadopera di piu di prima adopera i buoi sotto i
carri da sé solo e a anche una gran passione alle bestie più che prima.
Tanti saluti a tutti i Figli col Cherubino.
Madre, le altre cose le avrà sentite dalla rev.da suor Adelaide.
Torno alle sante [feste]. Le dico che le abbiamo passate bene. La sera
prima siamo confessati tutti Fratelli e Figli e poi siamo andati a letto un
po' più presto per levare un po' più presto. Così alle 5 siamo levati;
abbiamo fatto il nostro esercizio, abbiamo cantato qualche orazioni a
Gesù Bambino, e poi o preparato la Colazione o messo un capone
impienito alla pentola per fare la zupa, a tutti dopo le tre messe, e poi
intanto che e venuto il tempo delle messe o fatto un po' distruzione
sulla Nascita; o fatto conoscere la povertà, lumiltà, e la rassegnazione al
Volere di Dio, Dopo messa e fatta la colazione dalì ad un ora abbiamo
fatto una visita alla chiesa o spiegato il Vangelo ecc. in riguardo al cibo
sono stato distinto dagli altri giorni; o fatto il capone a lesso e brusole a
rosto o dato anche ai Figli delluno e dellaltro ed anche dei frutti, pomi,
peri e brogne; Dopo alle ore 1 siamo andati a Soncino la abbiamo sentito
tutto il vespro con la benedizione, siamo arrivati a casa ore 5 o fatto da
cena e poi abbiamo recitato il Rosario nel nostro piccolo oratorio ci
abbiamo fatto anche il presepio e poi siamo andati a letto alle ore 9 1/2
questo giorno non abbiamo giocato a niente così anche la vigilia an
tutt’digiunato
La festa dopo siamo levati allora solita, abbiamo fatto i nostri
uffici e poi messa ecc. dopo le ore 10 o spiegato il Vangelo, o fatto la
visita alla Chiesa e dopo desinare siamo andati in Chiesa a Campagna
che an dato la santa Benedizione col SS. Sacramento dopo abbiamo fatto
una passeggiata a Santa Maria dalla rev.da Superiora, son venuti a casa
o fatto la cena presto cme i giorni feriali, o detto il santo Rosario, poi o
fatto un poco distruzione questa lo fatta sulla dottrina piccola dopo
abbiamo giocato tutti a tombola sino alle 9,1/2 o messo qualche frutti e
così siamo divertiti benissimo anche i Figli sono stati contenti la prima
domenica o dato anche il vino ai Figli a noi in tavola due bichieri ecc.
ed un torone per uno me el Cherubino e le stato molto contento. E così
abbiamo fatto anche oggi primo giorno col primo sempre come la
seconda.
I Figli sono stati franchi il cherubino anche lui anceh il Carlino
acquista tutti i giorni, il Davide lan menato all'ospedale peri il suo
Corrispondenze
200
Opera Omnia
padre e la sua zia me rincresciuto molto, gia la malattia sara longhissima
faccia Dio che sia corta mà… Laltro Fratello che e venuto piace molto
anche al Cherubino Madre se anche questo mancasse di parola non
saprei dirgli più niente; ma questo a me pare come sinora
esternamente contento mi piacie assai a insistito dopo che gli pare di
non fare niente a quanto a giudizio dipende in tutte le minime cose Io
spero che il Signore mi vuole fare cominciare lanno bene in tutto, in
quanto allavoro siamo a fare un puo di tutto ora a scalva' ora a foglia' ora
a veder i prati ma siamo troppo pochi almeno qualche Figlio cie la
necessità del tempo anche a questi ne fa perdere quasi mai ne lora del
disna sempre appena mangiati il conduco al suo destino. Faccia il
Signore che arrivi una volta a fare quello che L’Ei desidera. La
riverisco distintamente, gli torni a suor Luigia i miei doveri, nonche a
suor Caterina ecc. Mi compatisca.
Suo Figlio
Capponi Giovanni
Corrispondenze
201
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 141
Villa Campagna 16.1.1865
Viva Gesù Giuseppe e Maria
Cara Madre
Ecco una bella occasione per scrivergli due righe della nostra
cosa. Oggi gli assicuro che siamo tutti di polenta e tutti siamo a
scalvare la legna, adesso che sono guariti gli dico che la settimana
passata avevo cinque ammalati n. 3 Figli, e i due Fratelli, ma che i Figli
ed il Fratello Battista in quattro giorni erano guariti, mà il Cherubino ne
a avuto un poco di paura; aveva i dolori di pansa e gomito affetto di
malattia vecchia e sono continuati quattro giorni ma domenica di
notte scorsa era dolori forti e continuati più di tutti gli altri giorni,
adesso sta meglio. Il Battista aveva il dolore di testa era balordo non
aveva niente di cibo, il Figlio Giovanni Maspero aveva malati gli occhi
il Giacomo aveva una gamba infrattumata gli aveva fatto male le
scarpe Gli aveva fatto piaga e tutti an cominciato in un giorno insieme
pareva chel facesse aposta la Provvidenza a visto la necessita me li a
guariti presto.
In quanto a fare le carte del Figlio Carlo37 il Medico non me li a
voluto fare, mi disse che non giovano le carte perche il Figlio e capace
di condurlo perche sta bene e che il Medico Poli non vuole andare in
compromesso, perche le facesse le carte e poi mandesse la Polizzia a
verificare il Figlio.
Se e vero quello che o scritto mi ritroverebbe falsificato le carte e
portar danno anche a quelli che lo ritengono, e disse quello che non fa
il dottore unito al Sindaco di Seriate non lo può fare nissuno, Gli o
detto che il Sindico di Seriate gli bastava una sua dichiarazione non a
voluto sapere mi disse dovete condurlo. Allora concertati con suor
Adelaide altro mezzo che condurlo perche disse anche il Sindaco senza
dichiarazione del medico non puo fare niente. O fatto dunque con
rincrescimento man dovuto condurlo e così schivare ogni disgusto.
37
Zana.
Corrispondenze
202
Opera Omnia
Oh sentito con gran dispiacere la malattia di suor Luigia. In quel
giorno medesimo che sono portato a S. Maria a dargli notizie di miei
ammalati sento anche mi disse suor Adelaide essere andata a
Comonte in questa mattina la superiora con urgenza… Abbiamo fatto
subito la Novena a S. Giuseppe e in questa sera sera l'ultima sera
spero sentire buone notizie ricevuto notizie del Davide Boccordini ieri
e disse essere quindici giorni che e allospitale e nel medesimo essere di
prima e gli disse il professore Locatelli per salvare la vita al Figlio
bisogna tagliarla. Fanno delle prove alla fine gli disse bisognerà
risolversi mi disse che non parla altro che del nostro istituto. Gli viene
sempre in mente, Povero Figlio e degno di raccomandarlo al Signore
che gli dia grazie di sopportare tutto a gloria di Dio. Mi ringrazia tutti
della carità ecc.
In quanto al lavoro noi qui alla Campagna se il tempo permette
lo portiamo avanti bene a rudare38 i prati e lame non ne abbiamo che un
campo solo perche non e in ordine il letame a scalvare con quindici
giorni se il tempo permette e mi lascia sani termineremo, anche le
foglie più della meta labbiamo fatto, altro che a fare da per noi siamo
troppo pochi le giornate sono corte, benche alle ore 7 mattina siamo gia
al posto dellavoro sino alle ore 6 la sera sempre lavoriamo eccetto dalle
10-11 porto il desinare del resto sempre fuori, viene anche suor
Adelaide non trova fatto quella pulizia che si conviene lo fatto intanto
che favorisce il tempo cerco tutti i mezzi per portarsi avanti, e così fare
poi il tempo anche per la pulizia dopo fatto il lavoro.
Jeri siamo andati a Santa maria coi Figli ed il fratello Battista. La
suor Adelaide aveva parlato di fargli le braghe in questa settimana
perche e senza quando si alza che era seduto e gli dice a suor Adelaide
di non volergli fare niente adesso perche prima vuol parlare con sua
Madre e se sua Madre non e contenta neanche lui non vuol fare torto a
sua genitrice e disse che gli a detto alla sua Madre che veniva a
lavorare ma non come noi crediamo, a stare per sempre ma che dopo
morta sua Madre se l'avessi ancora per buono chel verra volentieri. Se
ci fosse il mezzo per persuadere sua Madre sarebbe meglio.
Perche le un uomo tanto semplice nel suo parlare e nel modo che
si comporta che assomoglia proprio un’omo della famiglia di Abramo
proprio adattoto al nostro scopo. Porta un grande amore a sua Madre
sarà imposibile chel ga stia. Che la Provvidenza ne fasse capitare qualche
d'uno non la ritardi a spedirlo forse allora si risolvera anche il Battista a
tutti gli pare che siamo troppo pochi a confonto della campagna che
38
(spargere il letame: rut=letame)
Corrispondenze
203
Opera Omnia
vedono, non la capiscono che cominciamo a fondarlo; Basta
confidando nella provvidenza spero che si stabilira, e sara tutto a
nostro bene quel non fermarsi dei Fratelli, lasciamo operare il Signore;
non mi ferma il pensiero di non arrivare che anzi vi e più motivo di
replicare le preghiere e di mettere radice ferme e stabili e che alla fine
il Signore mi dara soggetti adatti e senza cercarli, intanto cara Madre
cerchiamo e facciamo di tutto pel bene di questi Figli a suo tempo il
Signore la paghera.
L’E un po tempo che volevo mandare costì qualche pollastrelli ma
erano piccoli essendo stati degli ultimi credo che il ritenergli invece di
crescere vien piccoli così li mando tal qual je ne mando 10. Spero che in
questanno di mandarli di più e presto.
Io sono grazie a Dio di buona salute come non dubito di Lei, e la
riversico tanto, Mi riverisca anche suor Luigia e spero sentire buone
notizie di sua salute. La riverisco a nome dei Fratelli e Figli tutti mi
compatisca.
(Il Giacomino a bisogno di un paio di scarpe fa proprio il suo
dovere e bene, se non ci fosse così calca di lavori cercherei di fare il
possibile a fargli e provare se sono buono).
Suo Umil.mo Figlio
Capponi Giovanni
Corrispondenze
204
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 142
[fine Marzo 1865]
Cara Madre
Ecco di nuovo tornati sani e salvi alle ore due siamo stati a Santa
Maria, subito o dimandato del Fratello Luigi 39 come e stata la sua
facenda quando e stata in giudicatura mi son tutto consolato quando go
sentito che era cosa di casa sua perche due anni fa gli e stato mancato
del melgotto, a lui e in quella casa medesima e stato rubato del vino da
poco tempo, gli anno poi dimandato se aveva qualche sospetto a
qualcheduno […] in casa o trovato i Fratelli tutti due di buona armonia e
le cose tutte in ordine e contenti tutti e due, al nostro arrivo.
Cara Madre i suoi Figli non fanno che rammemorare quel giorno
felice di S. Giuseppe del buon tempo avuto a Comonte e dice che
quello che la Madre gli aveva promesso il dì di S. Carlo si e anche
effettuato. queste massime mi e molto care anche a me, prima per fare
rinnovare ai Figli se la nostra Madre concede dei giorni di festa, anche
noi dobbiamo corrispondere in quello che LEi desidera per nostro
bene e a gloria di Dio, e del rispetto che noi dobbiamo avere a una
Madre così benigna co i suoi Figli ad un tempo stesso averla sempre a
mente nelle sue orazioni private e pubbliche ed adempiere con
diligenza i nostri doveri, e mi raccomanda tanto di ringraziarla tutti,
che faranno tutto ciò che gli comanderò in suo nome già il suo nome
nella nostra casa risuona dolce alle nostre labbra altro cara Madre io
non posso che ringraziarla tanto Le parole non bastano ma ci vogliono
le opere procurero di fare quanto potro per fare tutte le cose bene e con
diligenza.
La riverisco tanto ed anche i due Fratelli con tutti i Figli, mi
compatisca con questo scritto in fretta.
M'abbia qual suo
Figlio Capponi Giovanni
39
Quadri.
Corrispondenze
205
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 143
Villa Campagna 27.3.65
Reverenda Superiora
Io vengo con queste due righe notificando la necessita dell’avoro
di fare a giornate, essendo troppo alto il quarantino ed avendo molto
bisogno di zapparlo per l'erba che vi sopraggiunge, non potendo noi
farlo per altro lavoro più urgente in casa, d'impegnare tutti i Figli per
più giorni oltre i bigatti, secondi, e poi abbiamo la seganda tutta
all'ordine di tagliarlo che e più di 80 pertiche…
Noi siamo qui tutti di buona salute, i bigatti del Giuseppone la
Provvidenza per ora e di ringraziarla tanto a confronto, dei nostri vicini
di campagna sono quasi tutti morti, anche quelli della seconda
rimessa, quelli del Caucaso sono di una levata magnifica e danno una
speranza sicura, ed anche una redata40 di più di quello che si aspettava.
Faccia S. Giuseppe, non dubito che li conservi sani e noi faremo
quanto spetta a noi per compire i nostri doveri per la gloria di Dio e pel
bene dei Figli di S. Giuseppe Oggi terminiamo i boschi però quel del
Giappone gran pazienza ci vuole per condurli al suo casotto. Basta
vada bene ciò non importa la custodia…
Sentendo qualche lamentela che non operiamo come dobbiamo
e come essi desiderano, ciò che stato sia dai Fratelli sia dai Figli tutto lo
veramente disposto me secondo che mi pareva bene per dare l'impiego
a tutti i Figli e pel bene della casa cercando il più utile e bisognoso, e se
alle volte fui restio ora per non avere ciò che necessitava per non dare
tanti imbrogli ora poco l’uno o l'altro cercando sempre però di non
dargli a nessuno delle sopraggiunture. Però quando v'era la necessità lo
fatto istesso. Desiderando che i falli commessi che si a a me
rimproverati acciò mi regoli secondo essi mi diranno e no per mezzo
dei Figli od altri, perche dopo ordinato una cosa e poi disfarlo per non
aver incontrato ciò che più bisognava, e a loro era più caro solo può
non farmi perdere il rispetto…
Dimandando scusa e perdono del riscaldamento avuto in questa
mattina col bigattino avendomi fatto sentire che essi si lamentano di
40
(resa).
Corrispondenze
206
Opera Omnia
noi e operiamo a nostro capriccio, un compatimento per cui per il
momento a cui sia non dico per il lavoro che fa poco ma per
l'occupazione che e necessaria il desiderio era di venire costì ma non
v'era nissuna importanza
Salutandola di tutto cuore unita alla suor Adelaide mi segno
suo servo
Capponi Giovanni
Corrispondenze
207
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 144
Villa Campagna 1.6.65
Cara Madre
E' già più giorni che il mio desiderio di scrivere due righe per
sapere di L’Ei notizia, non o saputo mai niente dopo la sua partenza
parendo abbandonato e perso, tra me stesso, vado di tratto in tratto a
dire chisà forse arriverà qualche notizia, se viene o sta, perche gli otto
giorni sono passati e non so quando verra, e non o avuta mai notizia
neanche da Santa Maria perche non o mai potuto andare che una volta
dopo la sua partenza e di fretta a prendere delle Figlie per i bisogni dei
bigatti, Essendo solito confortarmi nelle grandi solennità ed animarmi
co’ suoi consigli e colle sue eccitazioni allo spirito ed alla rassegnazione
ai divini voleri, cosi nell'incontro che so che il Giovanni viene domani
il mio cuore giubilava nello scrivere e così darne notizia della casa ed
anche di tutta la famiglia ed averne da l’ei conforto e spirito a ben
dispormi alle Sante feste, Colle sue preghiere unisco anche il mio
desiderio di far parte anche me dei doni che lo Spirito Santo desidero
che le infonda e che le dia tutto quello spirito e vigore che anno
ricevuto gli Apostoli nel cenacolo, e così spargerne parte ai suoi Figli e
Figlie, ma speccial modo al più bisognoso quale io mi ritrovo più coi
tutti, Non mi lasci deluso d'una speranza così desiderata acciò le Sante
Feste unisco anche il gaudio della Madre colla solennità che la Chiesa
va solennizzando.
Cara Madre un po' di raffreddamento c'era nei Fratelli, nella
riunione di Domenica pareva che tutti due Cherubino ed il Luigi
fossero due giorni che abitano qui nella casa al modo che essi
parlavano il Luigi mi disse che lui prova ora si raffredda ora si pente
gli diro tutto alla sua venuta costì perche il tempo e troppo ristretto
dovendo il bigattino partire per Santa Maria e così darla a lui da
portarla.
Il Giammaria non potevo mai capire una scioltessa, domenica glio
detto che anche prendesse parte parlare libero di quello che si sente
difficoltoso o sia qualche cosa, ed egli mi disse che lui e contento di
tutto altro se non sono contento me che in quanto lui tutto gli va bene
ma così pauroso. Così io o provato o adoprato la Mercede a provare a
Corrispondenze
208
Opera Omnia
dirgli se e contento così alla lontana e sentire alle volte gli avesse detto
qualche cosa od il Luigi od il Cherubino vedendolo così freddo ed egli
alla Mercede a detto di essere contento più che mai e che il paese non
gli viene mai in mente né meno i suoi parenti e se mui parla poco dice
che gli fo troppo soggezzione che nella riunione non a detto niente
perche vedeva che avrebbe col Luigi perlato chiaro che era quasi per
mandarlo a casa. Madre non sono stato troppo altiero sola la ragione
lo detta senza rispetto umano e gli o detto che quasi se mi fidassero
d'aver bisogno d'un uomo solo in Dio o riposto la speranza della
buona riuscita, a sua gloria, e che se andassero a casa tutti non sono
più quello che prima mi pareva necessita, ma volere di Dio che così
dispone ecc.
Alla suor Adelaide glio contato tutto ciò che abbiamo fatto e che
o detto e ma detto che andava tutto bene Oggi la suora Adelaide ma
detto di provarlo il Giammaria ed incaricarlo degli uffici, e così lo dato
tutto l'ufficio di Maestro così lo chiamato in disparte e glio annunciato
tutto. Allora Madre mi consolò colle sue risposte e mi disse essere tutto
contento ed a preso con impegno subito ed era piuttosto timoroso di
non contentarmi colle sue fatiche perche gli parlavo proprio di necessita
e mai non può come o fatto adesso a confidarmi, Lo Spirito Santo lo
confermi e gli dia i suoi doni colle sui vistù, i Figli sono tutti di buona
salute e ne sono molto contento di quei grandi perche an fatto proprio
le cose bene ed anno lavorato continuamente, solo oggi il Masper a un
dolore d'una parte e molta febbre gli o dato loglio vedrò l'effetto che se
gli cessa il dolore se no mandero a chiamare il Dottore.
I bigatti del Giappone li o terminati martedì, non ne o trovato
uno di quelli che sono andati in malora, ma non sono contento a
vederli nel bosco pare più pochi di quelli che credo gli altri dalle
donne sono d'una bellezza come lanno scorso ed oggi termino
d'imboscarli spero che questi compenserà i Giapponesi, Le donne a me
pare che sabato avranno poco a fare perche oggi comincia bene ad
andare al bosco, La Mercede ne sono stato contento molto ed a giovato
tanto perche se vi era solo le donne non abbiamo potuto resistere perche
il lavoro se unito troppo in un colpo e tante cose necessarie di
campagna alla fine non o potuto fare di meno di non prendere delle
giornate e poi continuare finché terminati i bigatti.
La raccolta dei ravissoni sono bellissimi e se non sopravveniva la
tempesta ne avrei fatto più di dieci some però i primi due carri che o
battutti pare che dara di più la soma al carro, i carri sono otto così
spero che sette o otto soma però vedero dove misurati il lino ravagno e
bellissimo, il nostrano e raro e basso invece di dare ogni quattro
Corrispondenze
209
Opera Omnia
pertiche un carro bisogna calcolarne sei. Dio lo benedica e che lo
conservi che e sempre di più quello che mi dà.
Cara Madre termino col riverirla tanto ed anche a nome dei
Fratelli e i Figli pregandola a contraccambiare i saluti alla reverenda
suor Luigia congratulandomi della buona salute che gode, a Madre
faccia scendere il Santo Spirito nelle nostre case e così santificarci tutti
nel Signore. La sua santa benedizione imploro e termino.
Suo indegno Figlio
Capponi Giovanni
Corrispondenze
210
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 145
10.6.65
Cara Madre
Con questa mia lettera vengo a darle notizia della nostra casa
essendo il Figlio Giuseppe Boccardini venuto arrogante di maniera
chel merita d'essere cacciato via subito. Lo fatto andare un giorno alla
campagna a lavorare cogli altri dopo dessere stato a bottega tre
settimane la sera a menato la zuca, col non voler cenare e tramare
anche gli a fare l'istesso col dire che a mondato la rovaglia il Carlo e
inventare delle storie per non farne mangiare agli altri. La sera non o
detto niente lo messa via e o detto la mangerete a colazione, la mattina
e quella ancora ed io lo condotto nella sala e lo rimproverato, anche
dello scandalo che da agli altri, che fino suo fratello l'Acquilino la
rimproverato ed esso ma risposto che lui vuole imparare il mestiere e
continuare in quello se no vuole andare a casa, essendo questo anche il
mio pensiero di farlo andare a casa, così le dimando il modo come
avvisare i suoi parenti, avendo pochi giorni fa scritto una lettera che
gli raccomanda tanto di stare volentieri, e a scitto anche lui che gli sta
volentieri! avendo provato a fare il calzolaio a perso lamore alla
campagna che disapprova anche gli altri come a fatto coll'Enrico di
Chignolo, che tratta anche lui di andare a casa, ma questo, non vi sarà
niente purche sia via il Beppo; Vi e una cosa che molto mi premeresse e
quello di Caravaggio, la mia intenzione era dandare qui dagosto, ma i
Figli lan presa troppo in sinistra parte credendosi di non andare più,
già abbiamo promesso colla suor Adelaide dopo il lavoro che abbiamo
fatto vedendosi delusi la menano troppo il mio pensiero sarebbe la
settimana ventura perche dopo vi e molto lavoro. Però mi al di L’Ei
parere come mi consiglia a fare, come o di fare per il viaggio
parendomi a me troppa spesa pel vapore però sempre che e di suo
parere, perche la promesso L’Ei tutto. Faro quello che Ell’a mi dirà, a me
parrebbe piutosto cordare un nollo spenderemo più poco e più
spediente e i Figli saranno contenti istesso, e cosa o di comprare, e come
siamo da diportarci nel cibo ecc. O Langelino un poco ammalato ma
adesso sta bene. Noi Fratelli siamo tutti uniti collo spedire il Beppo e
mel custodiamo gelosamente acciò più non questi gli altri.
Corrispondenze
211
Opera Omnia
Cara Madre quando che credo le cose vanno bene, ve sempre
qualche cosa che conturba la pace, e dà un poco a pensare non perche
mi rincresce a sminuire i Figli piuttosto che andare dal Figlio a fare una
vita non buona perche e permaloso e impetoso, avendo già provato per
le strade a girare! Lo avvisato a buone glio contato tutte le ragioni che
gli potra avvenire, ed esso invece di darmi ascolto dice che patisce
dalla fame, e che a casa sua lavora più poco e si mangia più bene, ecc.
Ciò che il dispone sarò pronto a fare e così la finita. A L’Ei ne dò
notizia aspettando sul da farsi. No qui siamo tutti di buona salute,
benche Giammaria era qualche giorno mal disposto però sta bene
anch'esso e mi raccomanda tutti e tre di riverirla tanto e anche i Figli.
Tra di noi Fratelli abbiamo una pace concorde e viviamo come se
fossimo un solo e stato così anche coi Figli sempre nel passato non e
che giorni fa che ve stati questi imbrogli specialmente col Beppo, vi e
stato anche un giorno della settimana passata coi Figli grandi un puo
di sommossa per essere a caso borlato forì così senza saputa il
Cherubino, a dare dellasino ai Figli. L'avevan presa col Cherubino che
non volevano più lavorare insieme ma la mattina gli o fatto una
rimproverata a tutti quattro e gli o fatto toccare con mano quanto bene
vuole ai Figli il Cherubino che se gli insegna lo fa tutto per bene e che
non bisogna essere permalosi né superbi che alla fine anbisogno
dimparare e se non vi e chi insegna come fare ad operare da noi soli
come anno desiderio anche i Figli, questo subito finì e non fu più
niente, gli o raccomandato anche al Cherubino dastenersi da certe
parole un puo offensive e di adoperare la dolcezza, ecc.
Intanto la riverisco di tutto cuore e mi raccomando alla sua carita
nelle di L’Ei orazioni ne o molto di bisogno, e ne imploro la sua
benedizione
Mi dichiaro suo Figlio
Capponi Giovanni
Tanti saluti alla reverenda superiora, anche suor Nazarena e
suore.
Vado a darne notizia anche alla superiora e suor Delaide del
Beppo e che se continuo anche il loro parere, La suor Delaide ma
raccomandato di farlo andare alla campagna, e non volendo farlo
spero che sarà contenta a spedirlo perche vedeva anch'ella la poca
voglia che aveva di lavorare.
Corrispondenze
212
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 146
2 luglio 1865
Cara Madre
Ieri mi fece improvvisata alla Campagna Monsignor Vescovo di
Cremona apposita per venire a ritrovare i Figli! Mi domandò dove al
presente erano i Figli, cosa lavoravano, se erano lontani perche erano le
ore 7 sera e aveva il gran desiderio di vederli cogli arnesi di campagna
in mano che appunto e venuto con questa intenzione, a trovarli, dopo
lo invitato a sedersi nella sala a cui stette sino alle ore 8 finche era il
momento di venire a casa i Figli, e così nel tempo che siamo stati in
sala con Monsignore abbiamo sempre parlato del nostro Istituto!
Giuiva dallegrezza al sentire il lavoro che i Figli an fatto da per se stessi
mi domando quanta campagna abbiamo da lavorare, quando leviamo
alla mattina, a che ora andiamo a letto, come disponiamo il lavoro, gli
esercizi di divozione, che orario di ricreazione, a valuto sapere tutto il
corso della giornata, come si diportiamo noi, Fratelli, se vi e unione, la
pace, ecc. come si diportano i Figli, se lavorano volentieri se ne andato
a casa qualche Figlio, mi domandò quanto tempo i Figli vanno alla
confessione e alla comunione che tempo ve duna volta all'altra così
anche dei Fratelli, se vanno di spesso ed io gli o detto tutto tal quale noi
facciamo ed operiamo sì al lavoro come agli esercizi di divozione,
listruzione la scuola! quanto tempo vanno ai SS. Sacramenti sì i Fratelli
che i Figli e secondo le disposizioni dei giovani li adatto al bene e più
spesso che può, o detto noi Fratelli lintenzione della Reverenda Madre
Generale i Fratelli ogni otto giorni a me ma assegnato anche il venerdì
della settimana, i Figli grandi ogni quindici o tre settimane ai più
piccoli una volta al mese, inquanto alla confessione mi raccomandò
molto (a me pare che gli pare troppo lontano farli confessare una volta
al mese troppo lungo pero non penso che me questo). Mi domandò se
vi era qualche fondamento o qualche idea di quello che noi abbiamo
abbiamo di formare questIstituto e lideamento per lavvenire in che base
fondamentale si appoggia le forme. Io gli o detto tutto il nostro scopo e
quello di allevare buoni contadini questo e l'impianto per il presente e
lavvenire ed e l'unica idea della Fondatrice la Reverenda Madre. Mi
raccomandò di farli acquistare amore alla Parrocchia alla Dottrina, ed
altre orazioni pubbliche, ed io glio detto che il desiderio della Madre e
Corrispondenze
213
Opera Omnia
questo e per segno che dico il vero gli farò vedere lideamento di quanto
la Rev.da Madre, si unisce a suoi desideri. E gli feci vedere quella carta
che aveva portato al Gavarno. La letta un poco gli piaceva molto, e me
la dimandò se gliela lasciavo per qualche giorno per leggerla che me
lavrebbe restituita dopo bene esaminata, dopo le 8 ore sonai la
campanella chiamai a casa i Figli, che tutti correvano perche erano stati
avvisati duno che in casa vi era il Vescovo in un subito furo a casa e
Monsignore gli a ammessi al bacio a interrogato ad uno ad uno, gli a
dimandato se lavoravano volentieri, se vi stavano volentieri e cosa
avenvano lavorato in oggi e tutti anno risposto francamente, Gli a
domandato se andavano volentieri a Soncino alle funzioni tutti anno
detti sì dopo gli o schiarito le circostanze se alle volte non possiamo
andare, e quello che facciamo in supplemento invece dandare a
Soncino tutto approvò e furono tutti contenti, dopo mi raccomandò
particolarmente di fare le opere di cuore di fare da vero padre ecc..
Dopo mi domando di L’Ei, Reverenda Madre o detto che al
presente si ritrovava a Leffe e che aveva un gran desiderio di parlargli,
e che giovedì passato sono stato a Genivolta a dimandare se sapesse
dover venire da queste parti perche a da degli urgenti affari, e che era
quasi disposta a venire a Cremona. Ed il Vescovo ma detto che L’Ei
non si muova da Santa Maria che quando che Ell’a si ritrovera al
convento di Soncino che verra in persona, qui e fara anche la cresima ai
Figli, e che per qualche tempo si ritrova a Genivolta, e mi disse se in
questo tempo venisse di avvisarlo che verra subito appena che lo sapra
e dopo si licenziammo tutti i Figli ritornando a baciargli lanello e mi
benedisse tutti e continuo fino fuori della porta a benedire e così finì il
bene e contento dei Figli e noi Fratelli specialemente il Giammaria
saltava dalleggrezza mi raffigurava il Re Davide davanti all'arca del
Signore ecc. Gli o raccontato tutto alla Revereanda Superiora e suor
Adelaide e subito mi disse di annunciarlo tutto e così o fatto benche o
mica spiegato bene perche glielo racconterò quando Ella verra qui
intanto la riverisco di tutto cuore e mabbia qual suo Figlio, mi di disse
di riverirla tanto la rev.da Superiora e suor Adelaide da Santa Maria.
Suo Figlio
Capponi Giovanni
Corrispondenze
214
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 147
[estate 65]
Cara Madre
Ecco adempiendo ad un mio dovere notificando quel giorno
felice che Ella ma concordato per Caravaggio dicendo tutta la nostra
giornata come labbiamo passata. Noi fummo n. 14 dodici figli e due dei
Fratelli, siamo partiti alla mezzanotte dalla Campagna e siamo arrivati
a Caravaggio alle ore 6 col fresco, lungo la strada siamo stati un po'
conturbati dal cavallo che a indietreggiato con grande precipizio se
faceva un passo ancora indietro perche v'era un fossato alto circa sei
braccia e dovevamo tutti perire infangati e farsi del male tanto. S.
Giuseppe, con Maria SS. manno liberato da quel pericolo già lungo la
strada fummo tutti muti non si parlavamo più niente tra luno e laltro
ma con silenzio tutti andavamo a vicinarsi a Caravaggio, quando
cominciò a vedersi la cupola della chiesa del Santuario allora ritornò
nei nostri cuori lallegrezza e il contento e tutti giubilando larrivo al
nostro soggiorno con la medesima allegria di prima e lungo la strada
da Caravaggio che va al Santuario non erano che giubili di
ringraziamento al Signore d'avermi liberato iun questa notte d'ogni
pericolo. Appena arrivati al Santuario polite le nostre vesti che erano
polverose e comodato bene il cavallo siamo andati in chiesa e poi
dimandato il cancegliere del Santuario per far celebrare la Santa Messa,
e subito fui condotto e là o fatto l'elemosina come e la tariffa fissa sì per
il Santo Sacrificio che per il canto delle litanie alla B.V. e disquarciarla41
Intanto che noi siamo per prepararci per la SS. Comunione mi venne a
dire che prima di tutto celebrava la messa grande messa cantata e che
dopo mavrebbero comodato di tutto noi abbiamo sentito la Messalta,
dopo e venuto il sacerdote a condurmi sotto l'altare per il canto delle
litanie alla Vergine SS. Cinque sacerdoti vi furono assistenti e molta
gente che la circondava e noi mavevano messo vicini alla vergine ed
abbiamo cantato le litanie, dopo molte orazioni siamo venuti di sopra
e siamo portati allaltare per la SS. comunione dopo fatto il dovuto
ringraziamento siamo stati condotti sotto i piedi di Maria SS. e là
abbiamo bevuti lacqua Miracolosa, che prima di cavar l'acqua anno
41
(=svelarla).
Corrispondenze
215
Opera Omnia
acceso quattro candele e detta qualche orazione, e così siamo saziati
del desiderio che abbiamo di bevere, e sonavano le otto ore e tutti
siamo stati d'appetito siamo andati all'ombra, la reverenda superiora
m'aveva dato un cavagnolino di brogne e pane tre chili di pane non
furono abbastanza per saziarci dopo abbiamo spasseggiato tutto
l'intorno sino alle dieci che era l'ora della celebrazione della nostra
santa Messa, dopo sentita la Messa venne due signori e fecero
disquarciare anch'essi la Madonna e là siamo andati ancora noi, ed
abbiamo cantato le litanie come prima, dopo siamo andati a cercare
una vettura per andare a Treviglio e a Caravaggio abbiamo trovato un
onnibus ed al mezzogiorno siamo partiti per Treviglio, appena arrivati
siamo andati al parrocchia e poi a visitare il Santuario della Madonna
delle lacrime, dopo recitate qualche orazioni siamo andati a vedere
qualche altre chiese ma erano chiuse dopo spasseggiato un poco siamo
tornati al nostro soggiorno e l’a abbiamo pranzato alle ore 2½ ed
abbiamo fatto proprio un bel pasto, la suor Adelaide m'aveva portato
di cibi in abbondanza proprio di festa e messi bene in ordine, là gli o
fatto portare una minestra e pane, e feci fare la polenta non restò che la
creanza, del pane non posso dirglielo, l'era tanta la contentezza che
noi provavamo in questo pranzo che fu simile a quello di S. Giuseppe
il 19 marzo 1865. Dopo, abbiamo dimandato al curato se mi lasciavano
cantare delle orazioni in chiesa e mi fu tutto permesso di fare tutto
quello che crediamo prima abbiamo recitato il Ss. Rosario e tutti colla
corona che gli o comperato e fatta benedire dopo cantato le litanie e
delle altre orazioni alla Vergine dopo cantate le nostre orazioni,
abbiamo recitato qualche orazio di ringraziamento di tutta la giornata,
e pregando nel medesimo tempo la grazia di fare un buon viaggio
sotto scorta sicura di Maria SS. Dopo siamo stati condotti in sacrestia
che vi erano cinque sacerdoti che desideravano sapere del nostro
Istituto compiacendosi di tutti siamo licenziati e fummo di ritorno per
la nostra casa, e fu un continuo canto d'allegria, e non me successo
niente di incontrario, fummo arrivati alla Campagna alle ore dieci e
siamo andati a letto tutti contenti.
La mattina alle ore cinque tutti erano nel campo a zappare e
l'anno zappato in un giorno, quello che gli altri giorni ci voleva di più
di due giorni o sì quando non c'e di quelli che non tirano indietro nel
lavoro lavorano anche i Figli di più di quello che saspetta.
Ecco la nostra festa porti sempre il frutto come sono stati questi
giorni passati che an fatto vedere che sono stati a divertirsi ma bisogna
anche noi diportarsi bene come difatti dà molto da sperare in bene,
anche lavvenire.
Corrispondenze
216
Opera Omnia
Ah Madre non erano solo i Figli che avvano il desiderio d'andare
a Caravaggio anch'io aspettavo quel giorno ed e venuto proprio
com'era il mio pensiero, così anche il Giammaria e stato molto
contento a che la pace supera qualunque tesoro, e la discordia fa la
famiglia misera, Noi intanto uniti con L’ei Madre ringrazieremo il
Signore per il passato procurando anche da ottenere anche per
l'avvenire tutto quello che ci sarà necessario per arrivare alla fine che
siamo creati. Io non dico altro perche temo d'averla in questa volta
troppo disturbata solo procurero di più uniformarmi ai suoi voleri, dei
Fratelli non dico niente perche anch'essi gliinviano due righe per
ringraziamento a tutto quello che Ella opera con noi e del contento che
provamo tutti nella nostra casa anche al Cherubino ed al Doro o portato
la corona bendetta da Caravaggio e l'anno tolta molto volentieri e sono
stati contenti! Tutto il nostro operato di quel giorno fu per L’Ei come
nostro dovere.
Intanto di tutto cuore La riverisco tanto e La prego di me nelle
sue orazioni particolari, Tanti saluti alla Madre suor Luigia, anche a
suor Costanza se la permette di salutarla e dirgli che baci quella
novella croce anche per me e la saluti e me ne congratulo della sua ecc.
Di nuovo mi segno quale suo Figlio che aspetta la sua materna
benedizione.
Capponi Giovanni
Corrispondenze
217
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 148
Villa Campagna 20 Agosto 65
Cara Madre
Colgo loccasione, essendo sacra alla Campagna San Bernardo, di
mandargli queste poche linee da parte mia, dandogli buone notizie, e
parte dell’a consolazione che godo nell'essere tornato sui primi passi,
in riguardo ai Figli, ed ai Fratelli, il Giacomino, s'é tutto cambiato dopo
quella lettera non e più quello, anzi anima agli altri a continuare bene
le cose, nell’avoro non fa tanti spaventi quando ordinavo questo lavoro
lo voglio fatto a sera invece adesso anima a farne di più e si tira anche
gli altri sul buon sentiero si al lavoro che in altre occupazioni così
fanno anche gli altri due Pietro e Gorlago, senza adulazione non posso
dirne che bene, e lavorano con gusto: degli altri quello se li fa fare
come si vogliono, eccettuato che l'andrea che e sempre un puo
indisposto che alle volte si perde via nel suo lavoro; questo non fa
perche la indisposizione cagiona una lentezza nell'animo che non
possono fare di più, però lubbidienza che prima non ne voleva sapere,
adesso appena gli si dice subito corre ed almeno dice le ragioni ecc..
Anche dei Fratelli fanno bene ed andiamo proprio tutti quattro
d'accordo e pare unaltra casa di quella che era giorni fa certamente che
lunione, fa forza ed anche il nostro spirito più acquista nel ben operare
vedendo andare le cose un poco sull'ordine, almeno dar […]
E così perseverare nella nostra buona intenzione Cerco di fare
tutto quello che mi disse, ma alla volte senza saperlo trovo daver certe
mancanze in riguardo ai Figli col mettere insieme quei grandi, nel
lavoro benche alle volte sono necessarie per il lavoro forte non potendo
sempre due Fratelli essere sempre presenti, ed anche sull'orario ora mi
chiama uno ora l'altro dovendo fare il cibo alle volte vengono dal
lavoro gli tocca aspettare questo mi rincresce fortemente perche non
vorrei essere causa di male esempio, ed anche a far perdere delle ore
dell'avoro questo mi spina un po' il cuore..Del resto cara Madre ne sono
proprio contento di tutti i Figli e Fratelli e spero nel Signore che vorra
continuare colla sua grazia per i meriti del mio Padre S. Giuseppe che o
posto tutta la mia confidenza. Con gran dispiacere o sentito dal nostro
Giovanni della tardanza di venire in Soncino, perche la suor Luigia era
Corrispondenze
218
Opera Omnia
un puoco mal disposta. Sperando che non vi sarà più niente di nuovo
ed avrei gran desiderio di sentire se sta bene, perche mi sta molto a
cuore e chi sa!... che presto avro forse la consolazione di venire a
ritrovare un Figlio che desidera da tanto tempo rivedere la reverenda
sua Madr, risanata una sorella pel bene della nostra casa e tutto per
maggior gloria di Dio, così anchio esternar più tento la mia felicità…
Io spero che per lavvenire gli daro delle buone notizie e la novella
casa si piantera bene, procurero di essere più esatto più disinvolto
nell'orario più cauto sui Figli, mettero quanto posso, colla grazia di Dio,
il mio cuore nell'eseguimento a miei doveri, e le regole per causa mia
procurero di farle osservare così anche da miei Fratelli ecc..
I figli Madre anno bisogno dun capello per tutti i giorni gli o detto
anche alla suor Adelaide e ma detto di sì che abbisogna, adesso che
andiamo contro all'inverno bisognera dei capelli di quelli neri di panno
o di non so come gli dicono a quelli che tutti portano in giornata nanno
proprio gran necessità, essendo giorni di fiera e se la potesse farli
comprare n. 13 che costerà a mio credere un franco e qualche
centesimo, ed avrei gran desiderio di comprare anche larato che si usa
costì e spererei gran bene nei Figli ed anche dal Cherubino son
persuaso che si metterà anche lui.
Intanto la riverisco di tutto cuore mi consolo che e di buona
salute il Signore la conservi sempre. Tanti saluti alla Madre maestra
suor Luigia e sia tranquilla nella volontà di Dio, con sopportare
volontieri, tutto avendo un gran mezzo da imitare nostro Signore
paziente nei suoi dolori, ed avra un gran premio eterno. Tanti saluti a
tutte le suore mentre mi dico
suo affezionatissimo Figlio
Capponi Giovanni
Corrispondenze
219
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 149
[prima del 4 settembre]1865
Mia Cara Madre
La di Ei dimora che fece qui in Soncino fu per tanti di
consolazone, e di profitto, in questa volta cara Madre fui restato e
sono ancora insensibile non posso tormi dalla mente che Ell’a sia stata
qui me restata una malinconia che non so dirle, vedendo che aveva
tanti bisogni di manifestargli ed in quei momenti trattenuti seco L’Ei
non venivami in mente solo che dopo la partenza ed alle volte che
volevo manifestargli il discorso si cambiava il tempo ristretto, questa
sarà forse scusa, ma gli dico la verità che ne sento ancora oggi della
sua partenza, in questa volta bisogna che marmi alla pazienza la
Provvidenza però e grande dandomi suor Adelaide a mio conforto
manifestando tutto quanto succede ed ella tutta sollecita nel guidarmi,
e premurosa acciò non manchi cosa nella casa. Benche a L’Ei Madre
parera che sia stretta come gli ultimi momenti di sua partenza si
dimostrava, aveva più consolazione nel cuore la sera quando mi
trovavo sprovvisto, avendo da pensare e trovandomi occupato a
provare leconomia ed a pensare senza andare alla bottega a preparare
cibo che adesso che tutti i giorni mi provvedono, benche lo conosco che
sarebbe male il volere fare come prima per l'attenzione che bisogna ai
muratori ecc. adesso mi pare di essere ozioso non avendo più come
prima e gli dico con sincerità che prego il Signore che le dia la salute
acciò continui in quella guida così felice che mi sarà cara un giorno.
I di Lei consigli dati ai Figli an fatto un gran profitto sì nel lavoro
che in altre cose sono proprio la nostra consolazione, così man detto
anche il Cherubino ed il Giammaria ed anche il lavoro lo vedono come
il Cherubino lo vuole, oggi suor Adelaide gli a fatto listruzione: mi
disse essere stata molto contenta, il Signore li benedica e li conservi
sempre a sua gloria ecc.
L'incontro che il Giammaria torna da Leffe avrebbe bisogno di
L’Ei col fargli capire che non va bene il mormorare alle volte se il
lavoro ordinato dal Cherubino non e in quel tempo che bramerebbe
loro ed alle volte che lo vedono un poco ostinato nel comandargli una
cosa non a sua soddisfazione, il dire le sue ragioni va bene manifestare
il suo sentimento e la sua abilità ma sempre però rispettare i più
Corrispondenze
220
Opera Omnia
anziani senza querela questo e un difetto grande che ha ed a Lei lo
raccomando in modo grande né meno poi il lamentarsi quando vi e il
Doro e i Figli ecc.. Vi e un poco anche nel Cherubino che alle volte
disapprova l'operato che fanno i Fratelli ed anche alla presenza di
qualunque si ritrova e per questo vi resta un poco direi quasi di
gelosia… che invece pregando lun laltro anderanno tutto bene e la
campagna più ben ordinata e senza mormorazioni che spero che tutto
si adatterà alla nostra maniera.
Colla fabbrica andiamo avanti ed anno fatto i coloni domani
comincia la travellatura e fatto tutto secondo e stato stabilito colla suor
Adelaide benche vi sia qualche lamento del Cherubino ma son
persuaso che dopo fatto convera con noi che una altezza così alta come
lui dice essendo il portico stretto in confronto alla grande altezza che
lui vorrebbe e sarebbe anche ridicolo secondo la mia idea io sono molto
contento benche vedo l'ora di terminarli e cosi mettere tutto a dovere le
cose in buon ordine, cara Madre o sempre la volonta ma mai i fatti,
spero nel Signor di poter giovare a fare come l'Istituto deve essere di
frutti e non solo in parole e ne vedo la grande necessità.
Intanto di tutto cuore la riverisco e nelle sue fervorose preghiere
o tanto fiducia che il Signore mi dia quanto necessario per non
edificare la novella casa del suo padre Putativo e così meritare la sua
protezione.
Tanti saluti alla Madre Maestra suor Luigia e spero buone notizie
della sua salute il Signore la consoli in riguardo a campagner spero che
ne dica il Giovanni.
La riverisco e mi dico
Suo Figlio
Capponi Giovanni
Corrispondenze
221
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 150
Santa Maria 10/9/65
Cara Madre
Avendo combinato la sera 8 andante la rev. Superiora con suor
Adelaide di non mandarlo per mezzo del caretto ma per altra via acciò
non venga a disturbare con delle cose inutili noi labbiamo mandato via
il giorno 9 per non stare più sospesi e siamo tutti contenti per davere
fatto questo. In quanto al Pietro disse che non vuole andare a casa e
che se venissero i fratelli non […] andare nessuna maniera che vi sta
bene.
Inquestoggi o ricevuto la di L’Ei carissima e mi come consola
assai. La ringrazio del piò. Credevo che i Figli si raffreddassero non
lanno ne pure ruminato cesso perche la penna più non va.
La riverisco suo Figlio
Capponi Giovanni"
Corrispondenze
222
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 151
Villa Campagna 20/9/65
Viva S. Giuseppe
Mia Cara Madre
Ecco terminato anche il portico ne sono contentissimo ma più
ancora perche colla grazia di Dio sino all'ultimo giorno spero di non
avere tradito il mio dovere coll’a sorveglianza, benche non mi poteva
più vedere, perche non intendente di nulla ecc.
Oggi abbiamo cresciuta la nostra casa, un Figlio di Soncino danni
10 era più giorni che mi pregava lo incontrato che veniva alla
campagna a tornare a pregare, e siamo andati a Santa Maria. Là con la
R. Superiora labbiamo accettato, la R. Superiora mi disse Se la Madre
laccetterà o detto che la penultima volta che e stata costì, se venisse quel
Figlio di Soncino di accettarlo, Io appoggiato a questo lo accettato, per
ora vi sta volentieri vedremo in avanti il suo diportamento. Gli altri
Figli mi disse il Cherubino fanno bene, mappoggio al Cherubino se o da
credere se fanno bene, perche alla mia presenza anno della malizia
quando mi vedono si mettono tutti al’avoror e con lena.
Oh Madre mia e gia due volte che non posso intendere cosa gli o
fatto, col non permettere nemmeno di riverirla alla partenza, almeno
concedermi di riverire il sig. Canonico; non viene mai, e venuto una
volta non o potuto riverirlo né ringraziarlo di quello che la sera avanti
a dato ai Figli lusingandomi a ringraziarlo in quel giorno che e venuto
con L’ei: ne sono contento però che e restato contento il Cherubino
questo mi preme più che tuttaltro era tutto allegro quando sono
venuto a casa al desinare, almeno resti consolati i più degni. Benche mi
vedo privato, dell’a dolce presenza di una Madre che cerca il bene ai
suoi Figli e condurli sulla strada dritta e camminare sicuro, al fine che
Ella a designato questa sua casa, non potendo in sua presenza almeno
senta i miei pensieri che ingombrano la mia mente. Riguardo ai Fratelli
che sono andati via, che gli dia qualche motivo per farli andare non
essendo buono di stare al posto e sapere concertare le cose come si
conviene al suo stato o privandoli, o concedendoli secondo le loro ide
insomma che venisse per causa mia a non fermarsi… Daltra parte sono
Corrispondenze
223
Opera Omnia
contento d'avere prima contato tutta la minuta relazione alla suor
Adelaide prima da decidere o fare,od operare, per bene, non o il
pensiero che mi rimorde d'avere secondato il mio capriccio né d'avere
fatto cosa alcuna che non sappia la suor Adelaide, questo e un
pensiero che mi solleva assai, e poi tanti non so il perche vanno, solo la
vigilia lo so, o laria o i parenti o il non essere regolari ecc. Sino a
quando S. Giuseppe benedirà le nostre suppliche e così andare avanti
anche coi Fratelli e formare una buona e grossa famiglia il desiderio ve
compito ma vi manca lopera ed o forse quello che S. Giuseppe vuole
prima di tutto,
Sperando colla grazia di Dio di fare quanto potro per la sua gloria
o per il bene dell'anima mia più bisognosa al tutto, e contento di essere
da Dio provato tutto rassegnato ai divini voleri sono contento e ne sto
certo una buona riuscita quanto prima.
Noi qui siamo in buona salute a meno il Gorlago dopo la di L’Ei
partenza se messo a letto e non leva su più che col levarlo fora dalletto.
Una spina dorsale che gli vuole venire a supporazione o del taglio o
forse dunuguento che si onta42 mattina e sera e vi e sempre un po' di
febbre la pellagra che a bisogno di ben sostenerlo intanto la passa cos’.
Mischia di dolori di febbre non dorme la notte né di giorno. A una
grazia che non si lagna sui dolori e quieto fa alle volte qualche lacrima
pei grandi quando si muove e mi disse di riverirla tanto che si
raccomanda alle sue orazioni ed a gran fede in suo Padre S. Giuseppe
che lo guarira. Sarei di parere di avvisare i suoi parenti perche alle volte
potesse succedere di quello che non si aspetta avendo detto il Dr. Noli
che e una male più grave dell'altro Figlio della gamba essendo questo
attaccato alla schiena dorsale.
La riverisco di tutto cuore, a nome anche del Fratello Cherubino.
Noi vi viviamo pacifici, la nostra casa va avanti benone, e sperando
buone notizie e compatirmi se non fo al suo deisiderio bene come si
conviene o sempre il desiderio d'operare bene far le cose che sia a L’Ei
di pacificazione, ma il Signore da questa parte non m'ascolta.
Tanti saluti alla Madre maestra suor Luigia.
Il suo Figlio
Capponi Giovanni
La riverisce anche i Figli tutti insieme".
42
(unge).
Corrispondenze
224
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 152
Novembre 1865 - dopo St. Carlo
Mia Cara Madre
Viva San Giuseppe
Glincludo le lettere dei Figli, allincontro chel Cherubino va a
Bolgare a finire i suoi conti, e quelli dell'Antogno sperando che sara
lultima volta che spero bene, La suor Adelaide ma detto di incaricare il
Cherubino a comprare il vestito all’Antogno avendo un gran bisogno
di tutto, ciò che può scuotere lo spendi tutto nel vestirlo, in camice
scarpe ecc. Vi e anche il Doro che e a bisogno, ma prima si vedrà il
saldato come sarà, mi rincrescerebbe se gli toccasse, ma speriamo
nella provvidenza esso non gli pensa mai e non va a casa ne anche a
tirare il ponte, che e il 23 di detto mese dice che non va che alla visita,
perche in questa non si può scapare, e se non fosse questa disse che Lui
Filago non lo vedrebbe più di tanto che vi sta volentieri qui, anche
L’Antogno vi sta volontieri e non a mai parlato più di casa e fa molto
bene per le Bestie ed è amoroso assai. In quanto alla Cura del Bestiame il
Signore ma provveduto bene e poi anche per Campagna e dove arrivo
più difficoltà, anche in questo va bene, anzi va tanto bene che non
vuole mai dipendere in niente dal biul43 di Campagnola, fanno tutto
senza ne anche dimandare sel va bene o no, e con vantaggio grande di
Somenza, il Frumento seminato dal Cherubino sorte come un giglio
quale e ben comodato, quelli di Campagnola sono un po' al roverso
vedendo non dipendere più, ed anno detto al Cherubino el Biul el
Frosio che provano anche in questanno a Campagnola e poi vogliono
cambiare gia cara Madre avevano ancora la speranza di tornare alla
Campagna, sia credeva che non si sarebbe effettuato niente, ma si
sono ingannati perche lopera di Dio non viene mai meno benche vi sia
stato delle sommosse e dei cambiamenti dei Fratelli. Il Signore a
provato noi ed anche la purificato in maniera finché vi era quelli adatti
per il nostro scopo di campagna, come difatti dei Fratelli che sono
andati via a parlargli di piò44 era per loro una spina al cuore.
43
(bifolco)
44
(aratro)
Corrispondenze
225
Opera Omnia
Essi si credevano tuttaltro da quello che e nostro scopo di
contadini ecc. La divina provvidenza mantenga sempre vivo per
L’intercessione di San Giuseppe lo spirito del Signore come si trova nei
Fratelli presenti e sperando buon Frutto per Lavvenire. O un gran
desiderio Madre di vederla una volta in pace e quieta per questa
novella casa, gia La Festa dei Premi e un indizio buonissimo, in verità fu
per me un giorno di delizie e di consolazione nel Signore, e ne […] al
presente che le stata propia una spirazione divina quella Festa dei Premi
perche nei Figli si conosce in questi otto giorni un effetto grande
dubbidienza e di amore ad ogni qualunque lavoro ed amorosi ma più
nei grandi si svegliò in loro lo spirito di Fermezza nel ben operare, il
Signore mantengha i suoi proponimenti, gli dico proprio di cuore Madre
in due anni che sono quì non o mai visto i Figli a dimandare perdono e
scusarsi lun dopo laltro dicendo che conosceva che fanno proprio male
quel lavoro e quelle parole, di abbandonare la casa al meno in questi
giorni fatte dei proponimenti non da giovani ma da vecchi,
Avevano un grande desiderio anche i figli piccoli che gli scriva a
L’Ei anche per loro? Accetterà queste due righe anche per quelli Suoi
Figli che non sono buoni di scrivere, prima la ringraziano tanto e gli
prometto che faranno bene per lavorare e che pregherà sempre il
Signore per L’Ei e di riverirla tanto tanto e per riscontro la nomina
anche i piccoli che al sentirli a nominare da L’Ei si sentono giubilare
nel suo cuore il solo dire che la R. Madre, li saluta, il Suo Spirito si sente
animoso al ben operare. Al presente il mio cuore più si sente spinto al
bene che in avvenire a da succedere, ed animato a più conformare il
mio debole spirito alle Sue disposizioni, Preghero tanto il Signore che
mi faccia sempre camminare secondo Lo Spirito di L’Ei, e sicuro
camminero, San Giuseppe supplisca alle mie imperfezioni per L’Ei.
Oggi e venuto il Luigi45 di Chignolo a trovarmi così e stato anche a
Santa Maria e ma detto se volevo tenerlo che lui vi stava molto
volontieri ecc. O detto che sono andati più non vi e posto ecc.
Intanto accetti i miei cordiali saluti di tutto cuore distintamente
e ne renda anche alla suor Luigia, e sperando alle sue preghiere
Fermezza in tutto, secondo il di L’Ei Spirito,
Suo amato. Figlio
Capponi Giovanni
In questa volta Cara Madre mi compatisca se o troppo allungato.
Noi siamo tutti di Buona Salute il Gorlago acquista bene tutti i giorni, e
45
(Quadri)
Corrispondenze
226
Opera Omnia
ne spero anche di L’Ei e suore, Gli Mando i ringraziamenti che
mincaricarvi i Figli, Ma di questo glio detto che non sono contento
debbono ringraziarla in scritta da per sé Ognuno almeno i premiati mi
disse che lo faranno e per giovedì gli spedirò a mezzo del Cherubino
che va a terminare i suoi conti come dintelligenza anche per il Togno
ecc.
A dirgli La Condotta dei Figli essendo stata sotto i premi tutti
cercavano dadempire i loro doveri, spero che faranno un gran Frutto
per lavvenire perche jeri sera erano tutti di buone promesse e bona
volontà e desiderio della medaglia. Per lanno venturo però Infondo
dubbidienza e sommissione. In questa parte ne tanta di mestieri più non
si parla abbastanza anche di agricoltura! Spero che mi darà il Signore
La Perseveranza.
Gli raccomando se potesse fare i beretti a quei due di Soncino.
La riverisco distintamente desiderandole di L’Ei Benedizione
Suo Figlio
Capponi Giovanni
Corrispondenze
227
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 153
1 Dicembre 1865
Cara Madre
Il novello Fratello mi dice di raccomandare a suor Nazarena che
spedisca presto quell facotto che avrà portato la sua sorella al Convento
di Leffe e mi dice di raccomandargli che sia anche i Ferri per i sopei46 e
i meder47 che se a casa la sorella avesse dimenticato di portare i Ferri
che non spedisco il Furetto se non vie e i Ferri Fare in modo di spedire e
farlo sapere alla sorella questi ferri ecc.
Suo Figlio
Capponi Giovanni
46
Zoccoli
47
Modelli
Corrispondenze
228
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 154
[novembre 1864?]
Cara Madre
Stante all'Inteligenza con la Reva. Suor Adelaide di annunziare al
Battista se avesse desiderio di vedere sua Madre sel volesse partire
mercoledì; ed egli la ricevuta volontieri la nuova e ma detto sel volevo
lasciare andare lunedì o martedì perche fanno il Triduo al suo Paese el
mostrava dandarvi volontieri Lunedì invece lo trasferito martedì così
abbiamo terminato la scalva48.
Madre a L’Ei lo raccomando dinteressarlo a ritornare perche me
molto caro ed è di grande esempio anche ai Figli perche e difficile chel
riposi un momento, non à mai una parola in bocca dincontrario. Ah mè
ma promesso chel tornerà venerdì o lunedì e gli o molto raccomandato
e ma promesso che gli sta volontieri costì, dove a qualche dubbio alla
suor Adelaide quando le stato a Santa Maria quando glia detto che Sua
Madre e contenta, invece di trovarsi contento della buona nuova le
restato così un po' dubbioso forse sara il suo naturale, o che si sara
creduto di non andare più a casa a comodare i suoi Interessi perche si
capisce che con sua Madre a qualche lega in via d'interessi con parole
però qualunque sia la cosa se il Signore mel concede me cosa
desiderabile se no Fiat... Facciamo il possibile chel ritorni, La Suor
Adelaide dice di fare comperare le scarpe del Figlio Giacomo in Albino
per avere una scusa onde ritorni, e proprio senza affatto ne o giustato
un paia ma gli fa male perche sono piccole e le il Figli che lavora più di
tutti, e fa molto bene gli avrei fatti a me ma o paura di non esser bono
non avendo tutto per fare scarpe da uomo.
Giacché si parla di scarpe sarei a cercargli un po' di corame49 per
aggiustare perche non ne o più delle suole né tumere e poi anche un po'
di Mascudiccio50 per coregi51e da buoi ed un para scure per iscepare la
legna nei giorni piovosi, una qualche vangha per vanghare gli orti, In
quanto allavoro siamo avanti per ora adesso permerttendo il tempo
48
Potatura delle piante, fatta nel periodo autunnale.
49
Cuoio, tomaia.
50
Mascudiscio: cuoio speciale.
51
Briglie.
Corrispondenze
229
Opera Omnia
faremo anche un po' di Foglia ed abbiamo anche il lavoro pei giorni
freddi e piovosi.
Noi qui siamo tutti di buona salute come non dubito di L’Ei e
Famiglia.
La riverisco di tutto cuore e gli dimando La Sua Santa Benedizione,
Tanti saluti alla suor Luigia e la superiora suor Rosa e tutte le sorelle.
suo umil.o
Figlio Capponi Giovanni
Tanti saluti il Cherubino ed i Figli tutti.
Corrispondenze
230
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 155
[dopo il 17 agoisto 1865.
Quando chiese di
rientrare: cor 88]
Cara Madre
Il Frato Luigi ma cercato di fargli un paro di Braghe come aveva
detto alla Mercede, Io o creduto bene il parlargli chiaro, col dirgli ciò
che aveva detto dopo che e venuto costì la seconda volta che per due o
tre anni noi non abbiamo a pensare più a niente per riguardo al Vestito
che lera portato o che quando avrebbe finito quelli che seco aveva
avrebbe pensato lui a farne delgi altri ecc.
E lui mi dice di non aver bene inteso perche a capito male, che lui
sintendea di camise che di questi per due o tre anni non mi avrebbe
disturbato, ma in riguardo al vestito si e intenduto che glie li farebbe il
Convento, ed io gli o fatto capire bene che non o inteso male ma che a
parlato chiaro, non solo a me ma anche alla suor Adelaide, e di sua
propria volontà senza che io lo cercassi ma detto anche quello che gli e
stato detto a Comonte quando a condotto la sua roba e che sono le
medesime che man detto anche a me, anzi ma detto dopo che suor
Luigia che quando avrebbe terminati i suoi conti che gli avrebbe dato
subito a me e a lui a risposto di non pensare a niente che laveva da
pensare lui, ed io queste parole glielo dette, e dice che non o inteso, ma
lasciato fora una Metafora che lui adoperera i suoi soldi. Sintende quei
due marenghi almeno penso me, perche questo non me la detto solo
questa parola adoperero i miei soldi, altro. Dopo a mostrato un po' mal
contento Lo lasciai così in bella maniera, e ma detto chel vuol venire
costì ad intendersi con L’Ei.o altro.
Mi dira forse che sono stato un po' troppo a parlargli così, o
cercat di dirglielo in bella maniera e fargli intendere di non dire una
cosa, e poi dire che abbiamo capito male, che vale più essere sinceri
che avere qualunque tesoro del mondo.
In questa mattina mi sono dimenticato di dirgli che a
Campagnola gli abbisogna n. 13 mine52 di Melicone per seminare Lo
detto al bigattino spero che non si sara dimenticato.
52
Mezzo staio: unità di misura.
Corrispondenze
231
Opera Omnia
Tra me stesso o pensato in questa maniera col fieno, domani di
condurlo a Campagna tal quale si ritrova e così torlo dalla strada chel
potrebbe mancare benche lo tendono, e farlo securo costì per non
lasciare venire i Figli soli senza chi li conduce, non potendo il
Giovanni per continuare ai quadrelli ecc. Anche noi abbiamo il
melicone chel va avanti e così sotto il portico lo facessimo seccare, però
io parlo L’Ei disponera.
La riverisco tanto e mi compatisca.
Suo Figlio
Capponi Giovanni
Corrispondenze
232
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 156
[agosto 1864]
Cara Madre
Viva S. Giuseppe
Quanto mi e stata cara la di lei carissima lettera e quanto la più
leggo più mi fa toccare con mano ciò che Ella mi dice, della poca
pratica, e non fidarsi di quanto essi mi dicono, e della sorveglianza
non mai essere stata abbastanza, e la bella lezione che o avuta in questi
momenti ad essere sempre in guardia a quanto dicono e fanno e la
necessità d'essere tutti uniti d'uno stesso spirito, con miei Fratelli
amandosi e confidarsi lun laltro.
Le circostanze della novella casa e l'andamento, dei Figli che sia
uniforme al nostro Istituto buoni lavoratori e fedeli contadini e del non
fidarsi né lasciarli soli quei grandi né mandarli via di casa da soli ecc
con tutta ragione avrei risparmiato tutti i disordini succeduti se avessi
fatto quanto Ella minsegna. E di tenerle osservate quelle poche regole
gia incorse, e stare sull'orario in tutto sia sullistruzione che nell’avoro e
nelle altre cose che riguradano il bene della casa. Con tutta ragione
posso dire essere stata mia la causa delle trascuranze delle regole già
stabilite, e non o scuse che mi difendano essendo stato affidato a me
l'eseguirle quanto e prescritto, e avere il merito dell'ubbidienza se
l'avessi fatto le cose non m'avrebbero così sturbati.
Dopo la di L’Ei scrittura o messo ancora in vigore tutte quelle
regole per farle osservare sì ai Fratelli sì ai Figli. Colla rev. suor
Adelaide mettiamo in ordine la casa dello straforino, che era occupata
di lino, e sighel53 e farò quanto Ella mi disse colle persone estere, benche
siano dipendenti, per questo del bene certamente non ne potrà che
portare, perche sarebbe bastevole una parola, benche non la dicano per
malizia, per raffreddare sì i Fratelli molto più i Figli. A cara Madre
sempre promesse di fare di ubbidire, in tutto ciò che Ella mi dice e
sempre lo stesso di prima, alle volte il mio amor proprio mi ripugna
col dire le cose a L’Ei che fara bene e mai lesecuzione a quando dico, e
53
Segale.
Corrispondenze
233
Opera Omnia
come fare senza i suoi consigli, vedendo la mia poca attenzione in
quanto e di mio dovere,! Sperando nell’a onnipotenza e misericordia di
Dio che per mezzo di San Giuseppe otterro di ubbidirlo,a quanto mi
costasse sacrificio, allora conoscero che Dio mi esaudira in riguardo
all'andamento secondo il di L’Ei desiderio, intanto mi perdoni e
mabbia compassione alla mia ignoranza, e dalla mia debolezza:
conoscendomi bene che per mancanze; che alloservazzione dei voleri
di Dio.
In riguardo al melicone vecchio ve ne sara fino alla fine dell'anno
se appena arrivera, l'annata la spero buonissima dell'ostanello 54 sì a
Campagna ed anche a Campagnola, il quarantin55o di pertiche 15 lo
raccoglieremo la settimana ventura questo n'aspetto pochissimo non
essendo venuto più acqua da S. Pietro in poi e morto via così senza
compire il grano non potendolo adacquare perche e sul sut 56 campo
troppo alto e l'acqua non vi va. In generale i quarantini del sut sono
morti vivi senza compiere il grano. Il frumento siamo assai dietro a
batterlo in questa settimana non posso dirgli quanto ne faro perche e
ancora da batterlo però ne aspetto poco come scritto anche le altre
cascine anche a Santa Maria le più poco di quello che si giudica sel
giudicava dieci o undici some appena se arrivi li 7.
I luini57 un poco li o streppati alla Campagna e erano some 4 a
Campagnola ne giudico 10 o dodici some vedremo la settimana
ventura. Questi sono ancora cari un marengo la soma, o fatto dieci some
di vena, cinque le vendiamo e cinque le torniamo, La campagna per ora
e in bonissimo essere speriamo anche per lavvenire. Il prezzo del
melicone vecchio e fr./18/19 il frumento e di fr.1.38. il mio parere in
quanto al melicone e di tenerlo noi quel vecchio e vendere presto se il
prezzo sara un po' discreto quel che si raccoglierà di nuovo, siamo
scarsi di fieno in confronto dell'anno scorso, vi e anche poca erba per i
campi essendo andata sempre la siccità continuata anche le bestie fora
non sanno di che mangiare, abbiamo la nostra vacca che continua
sempre di quando in quando il morbo nel latte e restiamo senza tante
volte ed a replicato cinque volte questo anche d'una parte sola adesso
sta bene, noi qui siamo tutti dibuona salute, Fratelli e Figli, vi regna
ancora la pace di prima la provvidenza e ancora colla nostra famiglia
anche i Fratelli si conosce la contentezza, e più spirito nellopera e anche
54
(raccolta d'agosto).
55
Tipo di granoturco.
56
(asciutto).
57
(lupini).
Corrispondenze
234
Opera Omnia
nelle nostre unioni della domenica cominciano a dire le sue difficoltà
ed altre cose che passano per la settimana e si mostra contenti in fare
ciò e se continuano ne spero un gran bene. I Figli per ora ne dico bene
in verità sono ubbidienti e lavorano con gusto e con attenzione, gli o
avvisati anche quando sono nel campo a non fare schiamazzi a non
parlare con persone estere ecc. In casa gli permetto anche lavorando
qualche cantata così uniti per qualche momento, sperando collajuto di
Dio di arrivare a formare i Figli al nostro Istituto. Buoni e utili per la
casa.
La rev.da Superiora suor Rosa ma detto se noi mi comoda quello
di Leffe di spirito a casa, e mi dice così il motivo che non sono
contento, ed io gli o detto non vuole adattarsi all’avoro forse non potra
per non essere usato alla campagna, perche e un Figlio così mutuante
che non si può capire che idea abbia; in quanto al cattivo spirito questo
non posso dirlo, la mia difficolta e che non posso capire se sta volentieri
o no a dirgli qualche cosa resta confuso non si fa assieme agli altri Figli
sempre sta da solo pensando questi erano i miei lamenti che o verso
questo. E la superiora unita colla suor Adelaide, mi disse non essere un
motivo per spedirlo a casa: perche forse si fara col tempo prendera amore
alla casa forse di più che gli altri già si capisce che il Figlio a patito ed
alla campagna mai stato ci vorrà il tempo a comodarlo. In quanto alla
lettera del Pietro di Leffe lo scritta me un biglietto che’o messo quando
lo spedito al Vicario di Leffe che avevo scritto che […] di venire a casa.
Perche aveva saputo che i suoi fratelli la passavano bene che sarebbe
andato a csa anche lui ce li bisognasse ai fratelli ed io o creduto bene
avvisare il Vicario del figlio acciò scrivesse al figlio conferma era
linclinazione che la messo qui., Il Vicario a risposto in questa settimana
con un rimprovero al Pietro ma il Pietro ma detto che non voleva
andare a casa altro che per un giorno che gliela promesso il Giammaria
per questautunno ma era il momento in cui il demonio aveva messo li
piedi.
Io mi trovo molto contento dei Figli e ne spero bene anche per
lavvenire, sta a me il volerlo, intanto la riverisco tanto e la ringrazio di
tutto cuore di quello che fa per me, e laspetto presto. Tanti saluti alla
Madre suor Luigia e suore. Mi compatisca di cuore.
Suo Figlio
Capponi Giovanni
Corrispondenze
235
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 157
[]
Cara Madre
Oh quanti furono graditi ai Fratelli la di Lei pregiatissima lettera,
ed anche ai Figli così cara, ma a me di rammarico grande perche non
vedendo compirsi quello che si dovrebbe, almeno di dovere, i Fratelli
invece di vederli più spiritosi e più distinti nella carriera a ben fondare
i principi della novella casa e fare ciò che Ell’a gli raccomanda, e la
consolazione che proveranno per lavvenire ed il premio che si fa per
laltra vita, li vedo freddi timorosi anno paura a comandare i figli perche
an pavura che vadino a casa, vorrebbero vedere crescere non diminuire
ecc. e per questo mancano di confidenza col non dirmi mai quello che
succede nel lavoro e se mi dicono qualche cosa me la dicono così quasi
non vi fosse niente e invece ne scorgo un male grande perche manca di
rispetto ai Fratelli benche dici da ridere si assuefa anche da vero sono
restate ancora le radici del Beppo58 e vedo quello spirito medesimo nei
Figli grandi. Vi e stato a trovare l'Aquilino suo padre e lo voleva
menare a casa il Figlio non a voluto andare a detto che vi sta bene ed e
contento il padre mi disse che e venuto magro che gli fa male la
campagna gli o risposto che il Figlio e sano più di prima chel venisse a
se patisse qualche cosa la verità la può dire suo Figlio che e presente.
Mi disse d'impigarlo in qualche mestiere o detto se vi comoda il
mestiere e la campagna a preferenza di tutto se non vi comoda il Figlio
e vostro, l'Aquilino non a mai consentito d'andare a casa, così anche
l'Andrea Fumagalli ve stato il suo zio insieme col padre del Beppo e lo
voleva anch'esso condurre a casa: il medesimo a seguito l'Aquilino,
tutto va bene che siano fermati ma avendo quelli che li favorisce a casa
certamente la prima volta che occorrerà di correggerlo subito dicono
che vogliono andare a casa, ecco che lordine si sconvolge, i Fratelli
temono e la casa non si fonda come il suo grande desiderio a me alle
volte non so dove sono, perche vorrei fare una cosa non sapendo niente
di quello che succede nellavoro ne vedo compiere unaltra per adattare i
Figli e i Fratelli che dovrebbero subito chiamarmi al campo e schiarire
la verita taciono dei giorni, e potrebbe guastarmi anche quelli che non
58
(Boccardini Giuseppe).
Corrispondenze
236
Opera Omnia
pensano adesso che non corgono della malizia dei Figli, li volgio
condurli meco al lavoro e fare il cibo il Giammaria a provare come la
pensano che e il Pietro di Leffe il Gorlago vi e anche il Giacomino alle
volte un poco superbo si conosce che e buono di fare qualche cosa. La
sua lettera un poco a quest'ultimo gli a fatto un poco dimpressione.
Adesso conosco bene anchio che ve delle grandi difficoltà a
fondare, ma tanto, non per questo mi vien meno il coraggio che anzi o
raccontato tutto al R.da Superiora, e suor Adelaide e che piutosto che
vedere il male che ve stato pel passato subito che appena che vedo li
licenzio all'atto, e sarò sempre più contento a diminuire per ben
piantare la casa che crescere e andare tutto al contrario del nostro
spirito, la Rev. Superiora con suor Adelaide mi fanno un gran coraggio
e m'aiutano grandemente e le ringrazio bene il Signore che mi dà tutti
gli aiuti mancanti alla capacità, sperando tanto anche nel mio Padre
San Giuseppe che dopo la tribolazione che mi conceda la consolazione
di vedere l'ordine stabilito e la casa ferma nella nostra regola. Il
demonio a messo le corna a seminato la zizzania ma speriamo di
sradicarlo e presto
In questi giorni s'era un poco mal disposto in salute ma oggi e
ieri sono sul mio corso di prima, Noi siamo tutti di buona salute,
speriamo chel non sara niente d'incontrario costi. O grande desiderio
ma tanto di sfogare il mio cuore con L’Ei Madre spero che verrà presto
il momento. Intanto non si conturbi con questa mia lettera che al
presente con ve niente ed adopero i mezzi sicuri per isradicare il male
e così non avere più rammarichi.
Intanto la riverisco di tutto cuore e la prego di ricordarsi di me
ne o molto bisogno. La prego dei saluti alla Madre Maestra suor Luigia
la carriera che ella a colle novizie la mandata tutta alla campagna. Basta
il Signore tutto benedirà alla sua maggior gloria.
Mi dichiaro suo umil.mo Figlio e ne imploro la di lei materna
benedizione.
Capponi Giovanni
Corrispondenze
237
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 158
[dicembre 1864]
Cara Madre
Oggi o ricevuto la di L’Ei cara lettera e che deisdera un riscontro
in quanto ai quadrelli e calce, o.girato quattro giornate a Soresina, a
Crema ed a Gallignano ed agli Ursi vecchi per calce. In quanto ai sassi
questi mi pare un buon interesse a soldi 22 al quadrino condotti a S.
Maria ma non o serato il contratto sino che non son sicuro che L’Ei non
sia contenta in quanto ai quadrelli a soresina da tre fornaci chi 55 chi 50
lire al milla condotti a Santa Mria tutti forti grossi cinque centimetri,
lunghi 26 centimetri sono un terzo di più di quello che o portato via da
Comonte A Crema vogliono più caro anco metà forti e metà dolci L. 50
al mila condotti e lire 35 a fare noi condotta. In Soncino non o provato a
fare nessuno contratto finché non so se debbo trattare o no perche
finché vi e dei mezzanti non son persuaso di niente, perche i padroni
dei quadrelli dovevano pagare le senserie dei mezzani me li fanno
pagare di più come o visto anche quei dei sassi il capo Ginepra diceva
chei voleva 26 soldi ed a me 22 il resto restava ai mezzani se a di fare
dei contratti con questi di Soncino, anderò in via privata come in
persona così e l'intelligenza colla suor Adelaide, sempre che però che
non labbia stabilita a malpaga59.
In via di condotta soresina e Crema sono troppo cari non
conviene: in quanto alla calce ne o vista un poco mi pare brutta come
anche delle informazioni degli altri L. 30 al carro. Avrei ideato di
andare a iseu60 che c'e la una fornace condotta costi non meno di L.
30-31. Questo e quello che la posso disporre in quanto al materiale.
In quanto al Luigi giorni fa pareva difficoltà le regole da L’Ei
prescritte adesso che a capitepiù bene e la informato molto anche la
Superiora con suor Adelaide.
La suor Adelaide e costi tutto il giorno ad insegnarmi a mettere
un po' d'ordine e di regolare a me e a i Fratelli e ai Figli, mi rincresce
prorpio di cuore a non vederla soddisfatta in tutto quello che desidero
gia a sur Adelaide a me pare poco contenta in quanto allorario e ad
59
È una località.
60
Iseo.
Corrispondenze
238
Opera Omnia
altre cose domestiche e mi raccomanda tanto ora una cosa ora unaltra
cercho prorpio di fare sì ai Fratelli che ai Figli bisogna essere sempre
continuamente sul punto a tenerli acciò non perda tempo alle volte
manco di quello che sarebbe necessario gli o raccomandato tanto a
suor Adelaide che la mi scusi un poco in quanto alle mancanze ecc e di
venire costi improvvisata sì in quanto a me che in quanto ai Fratelli e
Figli ecc.
Mi rincresce molto di suor Luigia spero che non vi sara pericoli e
che San Giuseppe me la vorrà conservare e sara mia premura
ricordarsi di L’Ei e farla ricordare anche dai Figli nelle orazioni
pubbliche e private acciò il Signore mi esaudisca.
Cara Madre La riverisco tanto e La prego a compatirmi nelle mie
mancanze. Termino perche suor Adelaide aspetta che finisca perche e
tardi. Tanti saluti anche a suor Luigia. La raccomando di tenerla di
conto perche sono malattie molto pericolose.
Mi dichiaro suo
Figlio Capponi Giovanni
Corrispondenze
239
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 159
[Giugno 1865]
Cara Madre
In questo giorno scrivo col cuore giubilante dovendo scrivere ad
una Madre tanto sollecita pel mio bene e dovendo anchio recargli
buonissime notizie di quanto facciamo ed operiamo, nella casa di S.
Giuseppe da L’Ei fondata, gia era mio desiderio di scrivere più presto
com'era anche un dovere ma aspettavo che compissero ed arrivassimo
al fine d'un lavoro tutti insieme uniti, spettando o vedendo se una
volta potessi scrivere davere fatto qualche cosa da noi soli, senza
giornata.
Ecco a notificargli tutto quello che fatto abbiamo da noi soli.
Dopo la sua partenza abbiamo tagliato il sighel61, e tutto il frumento
abbiamo incolmato quasi tutto il melicone e di questo ne abbiamo quasi
tutto il lunedì o martedì venturo abbiamo coltivato tutto il lino, oltre
che la streppatura questa lo fatta fare il resto tutti i Figli abbiamo arato
trenta 5 pertiche di quarantino e tutto seminato e comodato da noi soli
meno il bifolco ed un bracciante una giornata sola m'anno dovuto
aiutare per il troppo caldo che le bestie non volevano più lavorare
andovuto per forza far venire in aiuto li soprannominati, abbiamo
menato a casa venti cinque carri di legna fascinata e fascinata in circa sei
carri, anche noi abbiamo segato tutto i prati e lame di La Campagna e
lavorato il fieno dai Figli, insomma vi era una macchia di lavoro tutto
insieme che non si sapeva dove cominciare, collajuto di Dio tutto va a
compiersi senza perdere più una giornata, e arrivato in tempo
opportuno anche il Doro62, questo e proprio un vero agricoltore e non
l'anno ingannata quando gli anno detto che era un lavorantone che e
proprio verità e lavora proprio bene e volentieri; e mi piace perche
parla poco e attende ai suoi doveri con dilingenza, piacesse a S.
Giuseppe di stabilirlo,! Intanto il Signore mi benedice più del mio
merito e mi da una pace benedizione consolante al cuore vedendo
andare le cose con ordine e ubbidienza in tutto da tutti, come fa parte
anche la suor Adelaide la Superiora alla mia allegrezza! Vedendo tutti
61
(segala).
62
(Paris).
Corrispondenze
240
Opera Omnia
occupati dalle ore 6 della mattina sine alle nove di sera sempre nel
campo senza nessuna lamentazione né dai Fratelli né dai Figli. Fatto
disporre le cose con precauzione cercando di dividerli era da fare una
cosa con Figli e Fratello, gli altri con altro Fratello e vedendo tutto
soddisfatto benche siamo Figli non avvezzi a mestieri di campagna ed a
mettersi con lena e per vedere chi sono i più bravi e chi fa più presto
ad arrivare in cima alla colla63, insomma Madre e un'opera di Dio
infallibilmente perche vedendo questi innocenti occupati senza dare ne
meno lora di riposo, perche appena mangiato subito vi era i carri di
scaricare ed appena terminati subito li conduceva al suo posto e tutti
andavano benche il caldo si faceva arditamente sentire, oppure non
badavano a nulla andavano cantando d'allegrezza Dopo terminati
l'incolmare darò poi le ore anche di riposo perche della fuga di fare
presto come al presente spero che non verra più ad ammucchiarsi il
lavoro, perche per tempo procurerò di anticiparlo così abbiamo
concertati colla suor Adelaide e daccordo con L’Ei disponiamo il lavoro
come abbiamo di fare così tra noi soli. E poi io gli notifico ai Fratelli se
sta bene a fare questo o quest'altro sempre facendo le cose insieme in
pace e con soddisfazione, a gloria di Dio, come e nostro desiderio.
Oh quanto mi giovano i di L’Ei consigli quando ben apportano a
me e alla casa eseguendo quanto Ella mi mi disse, perche ne vedo in
effetto le conseguenze, conosco proprio che per il passato essere stata
mia la colpa s’e vero del malcontento dei Fratelli ne vedo adesso il bene
che ne viene dà unione e fratellanza e che frutto ne ridona alla casa e
che pace vi regna e che ubbidienza nei lavori a fare più una cosa che
laltra, a Madre la mi perdoni la mia superbia cagione del mal passato,
procurando in avvenire di rileggere i di L’Ei consigli e stampargli bene
in mente che la superbia fu la cagione che Dio creò l'inferno e che
l'umiltà e la carità e l'amore fraterno fu quello l'origine a cui Dio liberò
l'uomo dall'inferno ecc. e che fece Dio alleanza cogli antichi Padri e che
gli a promesso grandi beni dalla sua stirpe perche l'ubbidienza regnava
in quelle antiche case come il Signore voleva.
Era il mio dovere annunciare la partenza del Fratello Luigi64, nel
mentre che lo annunciato alla Reverenda. Superiora, suor Adelaide mi
disse essere dietro a scrivere alla Madre e così gli avessi notificato la
partenza tal qual era dopo o trascurato di scrivergli perche da giorno
all'altro avevo intenzioe di scrivere questa mia lettera notificando
quanto le o annunziato. Dopo quattro giorni il Quadri fu tornato a
63
(striscia).
64
(Quadri).
Corrispondenze
241
Opera Omnia
prendere la sua robba e voleva stare ancora, e che diceva essere stato
causa suo Fratello a farlo andare a casa subito con una impostura ed
esso credendomi bisognoso credeva di tornare come sicuro ed io gli o
detto che abbiamo già provveduto e che non faceva più per la mia casa
e chel non pensasse ne anche a fare dei passi per raccomandarsi a
chichessia perche tutto vano. Perche in quella maniera che a fatto lui a
piantarmi in due piedi, bisogna chio vada a casa perche sta male mia
sorella, così anch'io li o detto chel pensasse a condurre la sua roba ché
per me non siete più, i vostri vi vogliono a casa e veramente dunque
state sempre là e i vostri in pace ecc esso non voleva sapere niente,
perche non voleva la taccia di essere licenziato almeno s'e espresso col
Cherubino, se io sapeva chel voleva il ben servito perche era andato di
sua volontà io glielo faceva subito, Basta San Giuseppe a adoperata una
maniera miracolosa col farlo andare a casa in quella maniera così
subitanea acciò aver un motivo di licenziamento perche tutto quello chel
passava diceva o faceva in casa si conosce che anche i carabinieri
erano consapevoli del nostro operare che grazie il Signore ma fatto: Il
Signore sia sempre con noi colla sua grazia,..
Cara Madre spero che sara di buona salute e sperando grandi
vantaggi dalla sua bontà col compatirmi, promettendo di fare quanto
mi dirà colla grazia di Dio, operando al solo fine onde per fui
chiamato. Mi raccomando alle sue fervide preghiere, e ne o grande
speranza, che il Signore per mezzo di L’Ei mi darà quanto me
necessario per ben formarmi ai voleri di Dio.
Intanto La riverisco distintamente. Unisco anche i saluti dei
Fratelli e Figli ringraziando sempre il Signore d'una provvidenza così
grande che per mezzo di L’Ei a noi ne viene. Tanti saluti alla Madre e
Maestra suor Luigia e suore desiderando a tutti di cuore che il Signore
la benedica con grazie speciali.
[senza firma]
Corrispondenze
242
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 160
[aprile 1865]
Cara Madre
Dalla Casa di S. Giuseppe
Adesso cara Madre la nostra piccola casa di S. Giuseppe la va
proprio a dar principio con degli uomini che le rassomigli al nostro
Padrone, come lè il Fratello Luigi e prorio una provvidenza grande per
bonta ed amore verso dei Figli. Oggi viene col Giovanni fino a Seriate e
poi va a casa a comodare le sue faccende, ma mi disse che e molto
contento di tutto quello che si fa nella nostra casa e che non a bisogno
di tanti giorni per prova tutto gli piace, solo che ma dimandato che
destini dufficio sara il suo ed io gli o destinato tutti gli uffici della casa
in riguardo al cibo ed alle bestie che resta a casa e gli orti ecc. Ma in
caso che occorre anche in campagna o cogli altri che abbia dandare
anche lui senza niente dincontrario ed esso la accettato volentieri tutto e
ma assicurato che lunedì otto condurrà la sua poca roba a Comonte
che il primo incontro glie la spedira, gli o dato il colpo di condurre
anche la vacca che la in casa ma questo me lo lasciò morta a me quanto
pare condurrà poco. O fatto il possibile per far condurre tutto; forse
vorra vedere degli anni prima di spogliarsi, lasciamo fare la
provvidenza. Cara Madre Ella dira di bello a destinare uffici senza il
suo consenso, o cercato di fare il più bene per la casa vedendolo un
uomo più adatto alle cose domestiche che ad altre cose di campagna e
mi pare che giovera tanto. Il Battista quando a veduto questo nuovo
Fratello gli mancò la parola in bocca non aveva più quello spirito, si
dibatte in maniera che era quasi per piangere. Subito ma detto se
avevo lordine di mandare a casa perche gli si stava finche avesse
provveduto, così lintelligenza colla Reverenda Madre, e poi ma contato il
suo motivo per cui non poteva fermarsi essere la causa sua Madre
vecchia ed avendo preso informazione gli a detto che e in prima
mantenere i genitori e più bene vedendola così vecchia ecc. (A me
pare che il consiglio dato non e conforme al vangelo) e ma
raccomandato sel tenevo ancora che lui gli si sta molto volentieri e gli
pare di fare una gran cosa ad andare a casa di trovarsi pentito daltra
parte a sempre sott'occhio le parole di sua Madre di non abbandonarla
Corrispondenze
243
Opera Omnia
sugli ultimi momenti ecc. Ed io gli o detto finche gli comoda a stare gli
stesse, e quando vole andare a casa chel vada con bella maniera.
La ringrazio tanto della premura del faletto (=strame) benche ne
abbiamo comperato 3 barozze, della grossa ne abbisogna tanta avendo
ancora tutto il melgasso d'ingrassare. La Superiora suor Adelaide a
permesso ai Figli una coreggia perche non anno che della corda per
cintura e sarei a pregarla quando compera il corame65 per le scarpe se
la volesse comperargli anche queste ma molto di bisogno, mi
bisognerebbe per la cascina Campagnola una strogia66 ed una broscia67
Cara Madre me tanti dei ferri che abbisognano che e o quasi vergogna a
cercarli perche o quasi paura di stufarla, Andare neanche dal Binda qui
a Soncino mi pare una bottega troppo alterata tutti i mesi si può dire
19-20 franchi che ci vuole. Le cose sono necessarie per lavorare glieli
cerchero unaltra volta abbiamo bisogno Madre la mi compatisca duna
pignatta la famiglia cresce l'abbiamo piccola, e qualche tondi e scodelle
ed anche qualche copertine di sopra. Alla suora Adelaide glielo detto
mi disse di non voler privare le Figlie non avendone più di cercarle a
L’Ei Madre faro di tutto per protarsi avanti nell’avoro e non perdere
delle giornate e così cercare di farli guadagnare d'altra parte non gli
cerco per fare comparire e per pompa perche non anno sopra che una
copertina leggera di cotone filato ed anno freddo la notte.
Mi consola assai la notizia della salute di suor Luigia
desiderandogli dal Signore la salute perfetta nel suo primiero stato di
prima essendo a noi e a tutta la famiglia di grande vantaggio. Il
Signore avra esaudito le nostre preghiere pel bene della sua gloria.
Madre mi viene in mente il Giacomo che e in estrema necessità
delle scarpe. Ringraziandola di tutto desiderangli dal Signore la salute e
li celestiali suoi accompagnamenti ai suoi desideri; Ritornando alla
Superiora suor Rosa, e suor Luigia i saluti pregandole di ricordarsi
anche di me nella sua pazienza.
Riverendola di tutto cuore e desiderando la sua materna
benedizione ne o grande speranza come vedo dall'esperienza pel
contento che ne provo e della salute che mi favorisce e di avermi qual
mi dichiaro.
suo Figlio
Capponi Giovanni
65
Cuoio.
66
(striglia).
67
(spazzola).
Corrispondenze
244
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 161
[5 novembre 1865]
Cara Madre
Una speranza certissima della di L’Ei venuta al primo anno della
Festa dei Premi ai nostri Figli, che tanto lo desiderava, già il tempo
troppo in dirotta pioggia impedì la nostra speranza.
Come faremo noi a ringraziarla come si conviene una Madre
così amante e generosa verso dei suoi Figli che li contenta di più dei
suoi meriti, non solo può animarli a rinnovazioni del principio di
nostra fondazione, ma invece a premiare quelli che distinti, nellopera
di Dio, ed a vantaggio dei Figli medesimi, come dico potremo
ringraziarla; come questi due anni passati! HA… mi trema la penna in
mano a dirlo sempre promesse di sempre fare tutto ciò che Ella
desidera per nostro bene, e vantaggio grande anche in questi Figli
ma… fra i mancanti di promesse verso una Madre così salutare, vi
sono anche Capponi Giovanni più di tutti i beneficiato da L’Ei mi
vergogno il dirlo ma in verità non posso tacerlo perche riandando la
mia condotta trovo non poche promesse non eseguite.
Colla grazia di Dio, e collajuto del nostro Padrone San Giuseppe
spero che l'avvenire sia conforme a suoi desideri, il mio cuore si sente
tutto spinto animato d'una speranza di buoni fondamenti nell'opera
già avanzata, la mia capacità e debole e miserabile ma la provvidenza
a già chi supplisce alla mia ignoranza acciò vada a seconda dei
fondamenti ed al fine a cui a eretta questa casa, sì dirlo ben posso a
lode che sono proprio i strumenti necessari assai acciò uniformare
sempre le opere secondo le diverse aspirazioni che il Santo Spirito a
L’Ei infonde, a spirituale e corporale vantaggio degli abbandonati
miseri Figli e Figlie, dell'immensa sua carita Iddio solo gli rimarrà
come si conviene, essendo il dator d'ogni bene, fo e farò quanto anchio
per L’Ei, il mio cuore si sente tutto essere per la gloria di Dio, i di L’Ei
consigli sono quelli che desta in me lo spirito al bene. Ma dovra
compatire la mia debolezza,… Gli dò notizia come la passammo la
nostra Festa dei Premi; tal quale che e stata la scrivo, acciò mi corregga
per l'anno venturo a stare a ciò che L’Ei mi dice.
Corrispondenze
245
Opera Omnia
Prima di tutto noi tutti abbiamo unito d'un sol pensiero
coll'offrire a Dio, tutte le nostre Opere di questa Festa, e secondo le
intenzioni della nostra Rverenda Madre, dopo l'esercizio in comune la
mattina abbiamo recitate le sacre offerte al di L’Ei Figlio, acciò si
interponga appresso il giorno e per l'avvenire dopo o prepararto i Figli
alla confessione, o fatto celebrare il Santo Sacrificio della Messa, dopo la
Messa siamo tutti confessati e tutti comunicati quelli che anno letà e
sanno bene le cose gli o permesso la comunione.
Dopo il ringraziamento siamo venuti a casa a fare la colazione
che era circha ore 10 perche sonò la messa alle 8, e dopo e stata lunga
doverne confessare n. 18 in questo ma servito benissimo, nel venire di
fora di chiesa capita il Giovanni ed a un sacco il mio cuore giubilava
pensando che fosse venuta mia Madre, così anche i Figli subito gli
domando al Giovanni se fosse venuta la Madre il Giovanni gli disse di
no e furono tutti muti a questa risposta. Gli consegnò un sacco di
castagne che L’Ei gli mandava allora torna viva nei Figli la loquela; io
gli domando se vera qualche cosa per me e mi disse che m'aspettava
subito a Santa Maria, feci colazione e subito andai di corsa, appena
arrivato la suor Adelaide mi disse che vi era come fare a dispensare i
premi e come dispensarli questa e stata proprio per me una bella
soddisfazione. La reverenda Superiora me la lesse e poi gliela cercai per
me e così me la data, e corsi subito a casa a disporre pel desinare che a
mezzo giorno arrivavo alla Campagna, feci empire due teglie e la
facemmo il pranzo alle ore 1 che furono preparati una quantità di
cadonzelli, e la minestra vino e delle noci ecc anche noi Fratelli siamo
uniti nella stanza a mangiare coi Figli e vi era anche il nostro Giovanni,
la mangiammo pacificamente e ne stato proprio quello che voleva
anche nel cibo, dopo pranzo o mandato subito a Santa Maria il Doro a
prendere una schissata68 che la maveva preparata, intanto i Figli gli o
dato un poco di ricreazione, e poi abbiamo fatto una piccola visita al
SS. Sacramento venuti a casa già preparata la stanza con le banche ai
Figli e scranne ai Fratelli ed un piccolo tavolo su cui si posava i premi. Il
profondo silenzio regnava in questa stanza là tutti uniti, gli feci vedere
i premi che la nostra R.a Madre a disposti per voi ai quali si seria
distinto e la medaglia non ancora arrivata da Milano ma che sara data
quannto prima a quello destinato,in questo silenzio cominciai col fargli
conoscere i benefici che il Signore fa a noi alla nostra casa, in due anni
come siamo moltiplicati da 1 a 19 e che si va sempre crescendo gli feci
conoscere i benefici alla campagna e la spiegai più che o potuto il bene
68
(=torta)
Corrispondenze
246
Opera Omnia
che ne ridonda ad essere amorosi del lavoro, gli o fatto un confronto
dalla vita che si mena di fora a quella che tiene la nostra casa che essi si
può dire che sono santificati tutti i passi che fanno perche regolati dalla
ubbidienza ai pericoli che si sono tolti e il contento che avranno
quando avanzati in età d'aver menata la sua gioventù nel santo timor
di Dio e così secondo l'adattamento della casa, dopo venni al merito
dei premi chi era i degni, cominciai dal Giacomo a dirgli che era un
poco di vergogna per lui il lasciarsi scappare il titolo di Abele e gli
spiegai cosa faceva Abele e la gli o manifestati in presenza di tutti i
suoi demeriti, essendo stato da Dio scelto a Primogenito della casa di
San Giuseppe, ed anno dovuto confessare che era vero, ma con voce
mancante in bocca gli o dato un libro di quei grossi, e così passai al
Frattini69e Maspero70 che anche an meritato il premio ma che doveva
anch'essi procurare di meritarsi la medaglia ecc.. così dopo passai al
Pietro Lubrini, e gli feci un po' di correzione della vita si pigra che
prima menava anche a suo danno, ma che adesso pare che cammini un
po' più di lena che per lui era destinato per la sua casa se non cambiava
vita come sara anche per lavvenire se non continuerà a far bene, dopo
me restato un libro grosso il più bello per il facende Abele ed uno
piccolo che non conserva più meriti a premio lo messo d'una parte e
poi gli o detto che vi era ancora il primo fra i più distinti se lavesse
veduto cara Madre l'Aquilino era venuto come la neve quando si
vedeva fare a tutti i premi e lui mai nominato in niente, prima di dare
il premio all'Aquilino o creduto bene dargli una immagine a quelli che
non anno avuto niente e quel libro piccola all'Andrea così per regalo
ma non a titolo di premio, che era tutto stravolto a non mai nominarlo,
dopo li feci levare tutti in piedi senza dire cosa voleva fare preparai
l'inno di San Giuseppe da cantare e si credeva che fosse terminati i
premi senza dichiarare chi era quello della medaglia. Dopo tutto
preparato chiamai l'Aquilino in mezzo a tutti i Figli e là che gli o
annunciato il premio più distinto fra tutti i Figli che qui si trovava cioe
la Medagli e non solo la Medaglia che portera appesa al petto ma anche
questo libro il più bello di tutti voi, e mentre consegno il libvro intonai
l'inno di San Giuseppe dopo due versetti gli o fatto conoscere a i Figli
qualera stato il merito che s'e acquistato e l'appoggiato alle parole
medesime dei Figli quando vi era il suo Fratello che lo consigliava ad
abbandonare la chiamata al suo stato da Dio a preferenza di tanti così
appoggiato a voi nellavoro di agricoltori di campagna a forse messo
69
Luigi
70
Giovanni
Corrispondenze
247
Opera Omnia
delle lagnanze mai ma sempre premuroso colle bestie ed andare fora
in qualunque ora il suo costume lo indica se lo merita o no ecc." e tutti
Fratelli e Figli anno detto che lo meritava dopo terminato l'inno mentre
era in mezzo gli o fatto cantare questa poesia che o insegnata ai Figli
appunto per questo:
Vivà vivà l'Aquilino
il più degno di tutti i Figli
questo
VivA viva l'Aquilino
e la nostra amata Madre
Coroniamo di rosa il capo
di letizia un giorno e
chi sta dolente e mesto
non e degno di pietà.
P.S. Credendo che fosse abbastanza mezzo foglio perche non si
empirà così o divuto farne un'altra per compire il racconto della così
dopo i canti abbiamo mangiato la schissada abbiamo recitato il santo
Rosario cantato il Tedeum in ringraziamento nel nostro piccolo oratorio
alla cena nessuno aveva abbiamo messo un qualche castagne e due
bottiglie di vino e così abbiamo fatto venire ore 9 e dopo siamo andati
a letto. Prima dandare a letto o fatto anche ai Fratelli una memoria
anche a loro della Festa, al Cherubino gli o dato una pazienza di seta in
ricordo al Doro un libretto per la chiesa perche non ne aveva e
all'antogno una medaglia da mettersi al collo,ecc questa fu la giornata
dei Premi in verità non mene sono accorto che il giorno e passato come
un volo.
Corrispondenze
248
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 162
[fine dicembre 1864?]
Viva Gesù Giuseppe e Maria
Gli auguro buone e sante Feste.
Carissima Madre
In questa sera mi spedisce suor Adelaide di preparare la lettera
perche a deciso di spedire il maringone domani, e così combinare e
spedire anche il Fratello il Giuseppe coll'asino; perche a piedi s'e
espresso essere il viaggio troppo lungo. Lintenzione del Giuseppe era
di fare le Feste qui, e venire dopo le Feste a Comonte. Forse le lo fara
perche e senza danari per queste due Feste almeno si e espresso così col
Cherubino a me non ma detto niente di queste cose, solo ma detto che
gli rincresceva molto a partire. La volonta pare che abbia l'intenzione
di fare le cose bene ma di cognizione proprio di campagna a me pare
che nabbia poca, volonta di lavorare questo sì, anzi alle volte fa il lavoro
che pare un matto, questo lavra fatto così per bravata, essendo a prova,
altro non dice! Se avesse sempre quella volonta che a avuto questi
giorni di prova a mio parere mi piace. In quanto all'ubbidire e pronto
in tutto quello che il comandavo e lo faceva con gusto e premura, ma a
un difetto, che e troppo bufunesco non delle cose cattive ma così
proprio da giovinastro bravante. Già le un difetto cattivo in presenza
dei Figli questo prima chel torna e di avvisarlo bene a il difetto della
fuma, ma nel tempo che e stato qui non a fumato neanche una volta. Si
lamentava e diceva chel pativa molto perche a casa ci voleva soldi 6 al
giorno di puro fumo, adoperava tutti i modi per ottenere da me il
permesso, ed io non o mai dato retta di capire e così; a passato 12
giorni senza fumare e non e morto come si esprimeva nei primi giorni.
Le parole che gli o detto prima di partire sono queste: chel pensa
bene prima, se gli accomoda di tornare, che bisognera stare in
campagna anche delle notti intere quando verrà di adacquare bisognera
indoperare larato e il piò bisognera accomodarsi a tutte le circostanze del
tempo, che bisognera stare a tutto ciò ch'e l'ubbidienza v'impone ecc.
disse che e disposto a tutto, prima pensi bene.
Corrispondenze
249
Opera Omnia
In questa sera a mezzo del Cherubino o saputo che mastica la
foglia, ovvero tabacco, sel sapeva lui n'ebbe avvisato ma siccome
questa sera dorme a Santa Maria così la prego che gli canti chiaro né
cicca né fuma né tabacca si tronchi subito, non morirà no ma starà più
bene… In quanto al mio parere torno a dire che lo confermo al ritorno
ma prima gli canti chiaro tutto ciò che il nostro scopo coporta ma molto
di adattarsi collarato e col piò ecc.. In quanto a cose spirituali non c'e
male s'e confessato anche domenica scorsa e disse che anderà tutti gli
otto giorni, del resto non dice che quelle in comune e con divozione e
in questo sono contento. Al Cherubino non gli gradisce molto il
Giuseppe si mostra poco contento del soggetto, Madre a me invece
avrei più fiducia del Giuseppe che del Cherubino però spero che San
Giuseppe stabilisca tutte le cose un poco alla volta e si adattera in tutto,
dell’avoro ce n'e per tanti.
Adesso cominciamo la scalva e n'abbiamo tanta alla campagna
da scalvae. Così vi e l'impegno per i Figli e Fratelli. Madre i miei timori
sono svaniti il Signore in questa santa novena mi accordi la sua santa
grazia di ricopiare almeno alla lontana, le sue belle virtù che l’a
esercitato nella stalla di Betlemme e mi dia la grazia di riceverlo
degnamente in questa solennità, e rinascere spiritualmente anche nel
mio cuore e così meritarmi la sua santa benedizione, nella mia azione
a sua maggior gloria, Madre gli racconto particolarmente alle sue
fervorose orazioni, così farò come e anche mio dovere in privato che
unito in famiglia a sempre ricordarmi di L’Ei… E faccia che il Signore
mi esaudisca nelle mie poche orazioni ecc. Cara Madre o il Figlio
ancora a letto con gamba piuttosto grossa e continua a fare materia71
tanta oggi o fatto dimandare ancora il medico perche e qualche giorno
che dà molto a pensare speriamo che finirà presto. Il Figlio Carlo tutti i
giorni lo porto nella stalla non a tutta la cognizione ma pero va
migliorando.72
71
Infezzione.
72
Queta lettera non ha una conclussione.
Corrispondenze
250
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 163
Cara Madre
Dalla casa di S.an Giuseppe
L’Incontro del Giovanni a venire costi o creduto bene a scrivergli
[…] dalla Casa di S.an Giuseppe, e tutto il nostro Lavoro ed
occupazioni benche sia poco tempo, Madre il tempo me stato oppur …
per le Foglie se permette due o tre giorni terminiamo tutto di Festa e
possiamo gia anche a Casa ed abbiamo anche terminate i prati da
rudare meno che ci verra due ore per mancanza di Letame, inquanto la
grassa questo siamo scarsissimi se non me ne spedisce del Faletto di
Castì, oggi ne hanno esebiti due Barozze ne o parlato alla Suor Delaide
e ma detto se cia la convenienza di comprarlo o mandato il Cherubino
a vederla assieme il Marito non posso dirle se mindara da cordio, an
Nao proprio una casa della Foglia secca ma la mia intenzione e di
salvarla al tempo dei Bigatti Perche … quel tempo non ci sara tempo da
perdere, e così Labbiamo pronta a nostro bisogno, Cara Madre con
allegrezza o ricevuto La Sera del 3 andante dal Battista e dal Figlio ma
più nel vedere La di Lei Lettera, mi sentiva a mancarvi la parola finche
non o visto la sua Lettera allora mi sentii una allegrezza anche dei due
venuti e Fare i miei Doveri se nò mi pareva tutto spazio.
Il Figlio per ora fa benissimo ed è religioso ed anche Le asciutto
di parole a anche didei di Campagna finora gli dico […] e non dubitto
neanche ne per Lavvenire perche Leivuole mostra di essere buono in
quanto a casa della religione in queste La appena necessario del pecter
in quanto a Confessione e cose importanti del catechismo niente
affatto questo col tempo Limparera. Madre oggi o Sentito dal Frate il
Battista Le sue novità della Suor Adelaide che intenzione a di stare qui
fino alla fine Febbrajo Forse alla meta di marzo Basta, non si può Fidarsi
poco in queste … anche da quelli che mostra di essere contenti.
La Suor Adelaide ma detto il giorno dopo che e venuta la Sera
contento, […], dico che essere contento essendo venuto quello che
desideravo ma detto nel mostrare allegria e contente di essere tornato,
in questo era come prima o creduto un naturale così a non Fare mostra
niente di contento, e Lei ma detto che la Sera […] […] Santa Maria se
mostrato allegro e contento. Con Suor Adelaide siamo Lasciati così
Corrispondenze
251
Opera Omnia
indifferenti sentendo il mio col suo discorrere quasi malcontento, ma
però sepre col dire e tornato e segno che non vi e niente di nuovo;
e Meglio che si chiarisse presto che così prevediamo Secondo il
nostro bisogno per non lasciare sprovisti i Figli senza sorveglianza nel
tempo dellavoro, I Figli posso assicurarla che Fanno bene tutti … un
puo il rota che e un po furbo e poca voglia a lavoro a forza di seridarlo e
castigarlo col Cibo e privarlo di qualche Frutto mene degli degli altri,
comincia a piegarsi e mettersi con Lena solo che non bisogna perderlo
di vista. non sa proprio poco anche riguardo a santo del lesercizio pare
allevato nel bosco, Il cherùbino Ma detto che per pasqua Le Feste Le
vuole fare a bulgaro voleva andare a Fare il Triduo qui gli ultimi giorni
di Carnovale invece ma detto e Meglio che vado da Pasqua che così
Termino tutte le mie faccende […] cosi non va poi altro a bolgaro fara il
suo trasporto e si stabilisce tutti i suoi Affari Madre questo spero che
non mingannero perche Lamore alla casa Le interessante.
Nell’inconttro che il Giovanni va a Leffe come ma Espresso Suor
Adelaide gli raccomando i […] da […] e […] che si ritrovano e se cia
del farro rotto questo si serviva credo che vi sia anche un rasgone se
non minganno di […] e se pare anche a L’ei di cercargli il giardinetto di
Maria al Carlo Pilizzare per mezzo del Giovanni, dargli il nome e
cognome che cosi non isbagliera però che fosse contenta […]
Corrispondenze
252
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 164
[(6?) Settembre] 1865
Cara Madre
Mi rincresce assai del disturbo se la conturbo con questa mia
lettera, e tutta disposizione di Dio, siamo proprio alle prove, e duri
saremo colla grazia del Signore, benche si diminuisca i Fratelli: Il
Giammaria73 non a avuto il coraggio di dirlo a L’Ei che non voleva più
tornare a Soncino perche dice che gli fa male laria ecco i Frati dellaria,
son proprio volatili e di pensare sono curti e si troveranno pentiti ma
non vi sara più luogo - quella sera che e arrivato o disposto tutti i Figlie
e Figle buona accoiglienza della sua venuta e lanno fatta bene. Io nel
domandargli come laveva passata non potevo capire in quella sera di
che pensare forse lo creduta stanchezza gli o dato una buona cena e poi
andato a letto ecc.. Il giorno dopo gli domando se a posato bene e se e
stanco mi dice di no che non va male e così si mette allavoro cogli altri.
Il giorno dopo che e mercoledì lo vedo perso e pensieroso, gli
domando se a qualche cosa. Mi disse che gli e venuto il sangue dal
naso a bere questo mi pare che non sara niente - allora di merenda
siamo a casa tutti tre meno il Cherubino che era coi buoi lo vedo
ancora così pensieroso torno a domandargli come si sente se a bisogno
o di qualche cibo o medicina ecc mi disse un bel no. Salta fori il Doro a
paura di morire, così grignando 74 , io o detto che prima di morire
bisogna che impianti bene la casa di San Giuseppe e mettere buone
radici il Doro torna fora a dice che il Giammaria non vuole mettere i
radici così seco, allora me passato in mente che certo a qualche idea
solo o detto che la casa le piantata e vi sara che fara le radici e le rame e
poi tutti siamo levati a condurre i Figli al lavoro. Il Giammaria lo fatto
andare coi Figli ed il Doro lo fermato a casa a lavorare col motivo di
farmi spiegare quelle parole, benche avevo inteso il senso, egli mi disse
che non vuole stare più perche gli fa male l'aria che quando stava a
Leffe stava più bene essendo tornato si sente ancora male, però a idea
di dirlo anche a me da qui a qualche giorno, e mi disse il Doro che a
detto al Pietro che i suoi Fratelli vogliono venire a prendere il Figlio e
73
Pezzoli.
74
(ridendo).
Corrispondenze
253
Opera Omnia
condurlo a casa, in quel frammezzo viene la Superiora e suor Adelaide
lascio il Doro e gli vo incontro e le prime parole sono queste che a L’Ei
o detto. Sono restate stupiti a tale nuova mi dissero di scrivere subito a
L’Ei Madre e siccome avrebbe l'idea dandare alla meta del mese avrei
paura che mi metta qualche Figlio e desidero dalla sua bonta come o da
fare, N. B.in questa sera dopo che tutti erano a letto lo chiamato in
disparte e gli o detto di spiegarmi quelle parole del Doro, e ma detto
chel vuole andare a casa capisce che laria gli fa male e non vuole sapere
né che sono tentazioni né se alle volte gli avessero raffreddati
qualcheduno, ecc. mi disse non gli fa laria, tutto capisce che e
concordato bene ma non e chiamato a star qui, queste sono le precise
parole e poi e andato a letto che era ore 10 incirca, ed io invece sono
andato a trovare San Giuseppe e poi mi son messo al tavolo perche la
mattina non o tempo e così dargli questa notizia benche col cuore lavria
schivata.
In riguardo alla mia casa a Leffe io non penso più a niente Lei
dispone come sua proprio ciò che la crede faccia senza più nominarla.
Solo ma detto il Giammaria che il 15 di detto mese bisogna presentarla
al municipio e gli a detto che manno spedito a me la carta per dargli la
nota, io non o ricevuto niente né alla posta non vi e niente bisognera
prima del 15 dirgli al municipio che ora dia unaltra e così farla avere in
tempo ne anche al convento anno ricevuto niente quella carta non fa
bisogno che vi sia la mia persona insieme colle sue che faccia
presentare in sieme colle sue ecc
L'ora tarda la riverisco di tutto cuore e dalla provvidenza non
mai dipartirsi, tanti saluti a suor Luigina e suore e l'aspetto volentieri
dopo la Madonna conduca anche la Madre Maestra suor Luigia così vi
starà più di cuore abbiamo bisogno proprio di Madre
(senza data e firma)
Corrispondenze
254
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 165
Dicembre 1856 [1865]
Viva S. Giuseppe
Mia cara Madre
L'incontro del Giovanni, mè caro per dargli notizie della nostra
casa e di me esendo in modo particolare più in dovere di notificargli il
mio stato, vedendo le cose andare prosperosamente potra immaginare
la consolazione, e lo spirito che più sacquista per landamento secondo
mi viene da L’Ei rev.da ingiunto, il novello Fratello e venuto più
stabilito e fermo che di quello che possa immaginare, sadatta a tutto ciò
che gli dico, e prova anchegli un contento nel suo cuore nel passare la
sua vita regolata dall'ubbidienza, e amoroso verso i Figli e grazioso
nella maniera di trattare coi nostri Fratelli si sono subito incontrati veri
Fratelli, a grandi idee nell’avoro e come un Pezzoli di Leffe che e buono
a tutto fino a mettere i vetri ed a qui il diamante, abbiamo cominciato
il portico colla terra forte e gera, erano dalla porta alla stalla a mettere
solo la gera non si può mai farlo sodo essendo tutta terra un poco di
acqua che viene la gera saimmischiava colla terra, e più fangoso che
senza gera, lunica cosa che abbiamo stabilito colla rev. suor Adelaide
sarebbe di fare il risiolo75 comme a L’Ei sarebbe il suo desiderio il
novello Fratello a preso le sue misure che e di cinquanta metri, ci
vorrebbe 25 carretti di sassi, questi per ora non o parlato niente come o
di fare prima che L’Ei mi dica sul da fare, i sassi andere a prenderli e
cercargli su a Loi76 ci vuole soldi 10 al carretto.
Vi sarebbe di provare cosa costano a farli fare al carretto in
questo starò a quanto al di L’Ei parere il Fratello e desideroso di far
presto e lo fa volentieri essendo molto bisognoso per la pulizia ecc..
adesso il Fratello a sbianchigiato la stalla va rappezzando dove più
abbisogna vuole comodare le stanze in buona tenuta se persevera
come non dubito ma di essere si gran vantaggio. Io spero adesso che
San Giuseppe mavra provato nella costanza, se siamo fermi, ne spero
75
(pavimentazione a sassi).
76
Il fiume Oglio
Corrispondenze
255
Opera Omnia
che adesso me li confermerà acciò crescere il buon seme nella sua casa
e idearsi lo spirito di Dio. Noi qui lavoriamo chi a fare le siepi di
riparo verso strada chi a fare le rovede cio e spini per queste e così si
bosca77 anche per fare le foglie, e parte vanno a sulcare coi due piò e
siamo avanti benone in questo se il tempo si stabilisce si potrebbe fare
delle foglie ma non si può perche tutti i giorni sbroffa la terra lacqua e
così mi tiene in ballo duna necessità stragrande ed e per questo che
abbiamo sollecitato il Giovanni costi per la gran necessità del Fratello, a
L’Ei mi rivolgo cara Madre, il Cherubino mi raccomanda di comprare i
scarfogli 78 perche non ne abbiamo più nissuno ed abbiamo già
terminato il terzarolo per mancanza di scarfogli lunedì cominciamo
anche a scalvare la legna e queste ne abbiamo tanta dalla scalva alla
campagna, mi sarebbe caro due o tre pesi di canne, perche o n. 28 tavoli
pei bigatti mal in ordine e nei tempi piovosi mi sara caro per impiegare
i Figli chi a scerpare quei grandi chi dietro le tavole acciò avere di che
impiegarli essendo anche le tavole i primi soldi […] in questa
primavera.
La Rev. suor Adelaide mi disse che avrà il mezzo di farli venire o
da Spinone o da Predore ecc sono ancora a cercargli dei fazzoletti pei
Figli e pei Fratelli sono pei Fratelli assai necessari non avendone che uno
intanto che lo lavo sono senza ed a volte adopera Anche i Figli ne anno
uno per uno ma quattro li a lasciati andare nel cesso, l’aveva in seno e
gli sono scappati e questi ne anno molto bisogno,la ringrazio tanto di
quello che mi a spedito e ne sarò grato ai benfici da L’Ei ricevuti,
domenica fanno la lettera di spedire al Signore Canonico in
ringraziamento di tutto, il Cherubino e venuto giorni fa un poco altero
veramente non sa quello che dice perche non lo direbbe. Dove me
rincresciuto che si fa sentire dagli altri Fratelli a dire che non gli può
capitare di dover cercare tutto alle monache come a cercare la carità
come il vino la farina ecc. e ne danno così poca alla volta e che noi
finché dipenderemo dalle monache non andremo mai bene, perche ora
si lamenta che non abbiamo raccolto poco ora che non facciamo la tal
cosa o l'altra ecc.. Dopo che aveva parlato esso lo diceva ridendo ma a
me e stato un poco piccante così in bella maniera gli o detto che lui gli
mancava e mi disse che per lui non gli manca niente e che carità va a
cercare alle monache, mi disse che non era perche andasse lui ma a
vedere che quando manca qualche cosa subito va là!.
77
Tagliare l’erba sui cigli delle stade e dei canali d’inrigazione.
78
L’involucro esterno della pannocchia.
Corrispondenze
256
Opera Omnia
Io gli o detto che non si prendesse fastidio di questo perche e mio
desiderio e sara mio dovere che no vi manchi nulla secondo le nostre
regole già incorse e in quanto al lamentarsi se non abbiamo raccolto
più o meno non vanno però mai rimproverati in niente affatto e stia
pure in pace il vostro cuore, che non vi sara lamenti, e dice anche che si
abbia a preparare del faletto79 se vogliamo ingrassare i campi ecc anche
per questo per ora non siamo anora restati senza, sicuro che alle volte
non sono pronte tutte quelle cose che desideriamo gli manca ai signori
più grandi del mondo qualche cosa sempre, e così in disparte lo
chiamai e restò un puo' mortificato e disse che non lo diceva che era lui
che cercasse la carità, ma che gli rincresceva a me il dover sempre
andare a cercare, in questo gli o fatto conoscere come vero Fratello il
vero spirito dove consiste non solo nell’avere ciò che si deisdera ma
più nel ceracre ciò che bisogna, esseando lumiliazione che manca alla
via sicura ma che però mi crederà piaciuto che si e sfogato in ciò che
gli […] ma che desideravo che quando v’e la presenza di qualche
fratello sestesso il dire certe parole, se a qualche cosa me lo dica a me e
tutto avra calma, restò colpito più che mai e quelle cose che volevo fare
che a lui non gl comodava s'e messo lui stesso e con spirito buono.
Noi siamo tutti di buona salute come spero anche L’Ei! Il
Signore piova sull’abellanima lo Spirito Santo e ne infiammi il suo
cuore acciò infonda anche ai suoi Figli e la riverisco di tutto cuore e
per quanto agli altri Fratelli fanno benissimo tutti. Il Cherubino dopo
che lo avvisato di quella sua sfogazione fa benissimo, e più, così nelle
aspre e a voluto comodare mezzo il portico lui solo, che era quello che
non voleva che lo facesse se non nell'inverno.
Mi riverisca anche la Maestra suor Luigia e mi raccomandi al
Signore. Imploro la di L’Ei materna benedizione e vado al riposo. Mi
dichiaro
suo Figlio
Capponi Giovanni
79
Paglia o foglie su cui si sdraianoi gli animali: mucche.
Corrispondenze
257
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 166
li 9 dicembre 1865
Mia cara Madre
Viva San Giuseppe
La mia consolazione cara Madre e grande nel sentire di L’Ei che
San Giuseppe manda gli uomini senza cercarli, desidera il mio parere
in quanto all'accettazine di questo uomo il mio animo mi parrebbe di
fare un intorto al nostro padre S. Giuseppe dopo tante preghiere fatte
appunto per mandare gli uomini che venissero di sua volonta a non
cercargli noi perche il cercargli e impossibile, che vi sia la volonta
secondo la idea di questa casa, facciamo dei lavoratori nella vigna del
Signore che appunto la eretta questa casa. Abbiamo la grande
speranza che Dio, provvedera secondo il nostro operare alla sua
maggior gloria, nella via siamo inviati dopo due anni due anni di
cerca e ricerca alla fine esaudisce i nostri preci accetiamoli come dono
di Dio. Questi uomini sentendo che a L’Ei Madre gli piace che l'esterno
la vocazione che a chi sa che faccia una buona riuscita essendo anche
campagnolo, sel potra fare un buon contadino essendo giovine. O
dimandato il Giuseppe80 linformazione e mi disse che sara un Franchini
Pietro e un buon giovane che lo si potra fidarsi, ma se e Franchini
Giuseppe non lo conosce perche non e parente, dice s'e Calandrina
Giuseppe, vie anche questo che lavaria questa intenzione e buono e a
l'idea d'anadare a frate di quell'età. Non conosce che questi due ed era
suoi compagni che na anche un altro che sta via servitore un certo
Perani ma a l'età del ventotto del Giuseppe s'e uno di questi me ne
disse bene Ma cara Madre prima dell'accettazione non sia fatta che per
le Feste di Natale per veder prima il Giuseppe da che parte viene e
come fa jeri e laltro fece benissimo e mi promette che quella
risoluzione che a fatto la vuol mantenere ad ogni costo, ed a promesso
alla R. Superiora, e a suor Adelaide che mi ubbidirà in tutto, che
dimandarà quando vorra fare la S. comunione e tante altre cose che gli
vuol scrivere la R. Superiora che sentirà più bene estesa il noviziato che
80
Franchini.
Corrispondenze
258
Opera Omnia
sia impossibile subito distaccato. Lo credo, ma lubbidienza mi parrebbe
la prima cosa principale dogni virtù in questi due giorni sono contento
e anche lui si mostra contento in fare tutto quello che gli dico e a ferma
volonta di fare delle grandi cose però fina alle sante Feste non saccetti
laltro, e prima di tutto gli canti chiaro come la nostra casa si trova che
non si creda che venga vestirsi da Frato né a credere che si faccia solo
orazioni e comunioni, ma che abbiamo le cose solo principiate e non si
credano di avere delle regole terziarie ecc. perche quando sono avvisati
allora più pensano prima di venire e così o sono risoluti o non
vengono a sapere cosa facciamo noi, e mi preme molto che gli dice che
non si pipa ne si tabacca ne meno poi si cica, perche o qui il Giuseppe che
patisce forte a non poter cicare dopo mangiato o fumare ecc. io non
capisco comunicare tutti i giorni e cicare sempr, ma cercato tre volte
una palanca due volte non o fatto capire di sentire e la terza o detto un
bel no, che qui non si pipa e nemmeno poi si cica che e cosa indecente
anche nella casa propria né meno poi negli istituti, La presa in pace e
spero che non ne cerchera piu perche lo proprio mortificato sera per
dirgli che lera ua vergogna andare alla comugnione tutti i giorni ed
avere sempre in bocca la cica, e poi mi sono trattenuto, in questa
mattina aspetto il sartore per far tagliare i suoi panni per dire come la
suor Adelaide cosa manca non sarò a tempo perche il Giovanni vuol
partire e il sertore non capita così in idea da vestirli tutti e però a me
pare che ne vorra una dozzina di braccia, però gli dara il ragguaglio
suor Adelaide dopo tagliati, e di grande necessita il Doro da vestirlo gli
viene fora il gombet dal giacché81, e lo merita un vestito opera molto
bene e gli preme di fare tutto quello che gli dico, anche la suor
Adelaide a dato qualche ufficio li attende a farli e con che premura li
fa, IL vedersi noi tutti vestiti e lui così restai un po' mortificato se lo dà
lo merita assai ma domandato giorni fa il permesso di lasciarlo
[smarrita la continuazione]
81
Gli esce il gomito talla giacca.
Corrispondenze
259
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 167
Villacampagna 20/9/65
Cara mia Madre
Viva San Giuseppe
Ecco un bellincontro notificando come viene il nuovo piò va
ottimamente senza fatica ne di quelli che lo adopera né quelli che
tirano pajono che vada a spasso. Martedì o fatto cominciare il
primogenito a farne le prove, e adesso vanno a gara a voler arare, di
tanto chel va bene, cie arrivato il Cherubino a dire che e una cosa ben
fatta e giova moltissimo, prima pel gran fondo che gli dà e poi meno
fatica assai che quelli vecchi anche gli esteri lanno visto ad adoperarlo
restano anch'essi a vedere il gran fondo che gli dà. Oggi spero
terminare di raccolgiere il quarantino e poi e terminato tutto il raccolto,
a vedere Madre il quarantino tutto mondato pare melicone grosso di
tanto che e bello e mi abbonda di più di quello che labbiamo stimato,
una trentina di pertiche l'abbiamo già arato e seminato, se il tempo
permette per San Carlo spero d'aver terminato tutto di seminare alla
Campagna a Campagnola San Martino.
I Figli continuano ancora a fare bene anno i mente le parole e i
ricordi dell'Arciprete e li fanno fanno bene il suo dovere. Il Giacomo e
l'Aquilino continua benissimo ad arare sono si può dire come il biul, di
tanto che lo fanno con gusto e volentieri, il Doro a imparato bene
anche lui a varare così si va avanti due piò se avessi il cavallo ad
erpegare le cose mandrebbero anche troppo bene ci vuole qualche cosa
che manchi per esercitare la pazienza.
Laltro uomo si sottomette a tutto ciò che lo comandiamo. La sera
faccimo a venire le undici ore per scarfogliare spero che domani a sera
sara finita anche questanno. Lunedì battiremo e parte al loro destino
varare acciò quando viene qui pei morti possimao aver finito almeno
sel tempo permette, il Cherubino gli e rincresciuto a torgli via il cavallo
e venuto un poco impazientito oggi ma però tutto gli passa perche dice
che glielo lascia il cavallo solo quando piove, non considera più le
necessità che vi e nelle altre case a poco alla volta verrà tutto perche alla
fine a lajuto in tutto specialmente nel varare ne a tre che sono buoni.
Corrispondenze
260
Opera Omnia
Dietro alle bestie n'e il Togno il Doro il Giacomo e l'Aquilino se leva
un'ora più presto la mattina lo faccio andare più presto la sera, il suo
destino e di sorvegliare seminare e comodare a suo genio i campi che
non a nissuno che lo incomoda crederei che non vi possa aver più scuse
se alle volte come o detto oggi vi manca qualche cosa non bisogna
impazientirsi perche alla fine gli altri non anno che un piò e noi ne
abbiamo due in giornata dunque il tempo del cavallo l'acquisteremo
ancora solo il tempo che mi permette la presa in pace e spero chel
venirà sul nostro col considerare anche per le altre case, Cara Madre in
verità gli dico che più volentieri manchi a me qui che alle altre case
per causa mia o per comodità delle urgenti alla fine dobbiamo
considerare una cosa sola ma queste cose il Cherubino a un po' del
Cesare in questa parte perche dice tante volte che essi non sanno niente
in campagna che e ben differente il suo del nostro ecc.. Alle volte si
lamenta quando faccio qualche cosa che suora Adelaide mi disse e
meglio questo che l'altro. Sta pensieroso e non persuaso che tra se
stesso che il comandare in tanti non lo pssa ottenere invece ciò che a di
suo disegno, Le cose importanti lo lascio fare a suo modo sempre però
quando vedo l'utile ma alle volte i Fratelli devono negare anche la sua
volonta in cose che non anno bisogno dessere taciuti in cose da niente mi
rincresce proprio anche a me perche vorrei veder tutto in ordine benche
contadini però anche le cose debbono essere al suo posto sempre fisso
in tutto ciò che appartine ma specialmente quando ella mi dice e
meglio che facevate questo e non lasciarlo più, il mio desiderio e di
farlo fare subito e lo anche fatto benche a lui gli ripugnava ma quando
fo queste cose allincontrario lo fo fare anche al medesimo e lo fa spero
che lo ridurro a poco la volta se andassero bene tutti allora avrei paura
che ne succede di peggio, tra me stesso queste cosarelle mantengono la
pace in casa.
La riverisco distintamente così i Fratelli e Figli tutti insieme
l'aspettano ai premi. Il Gorlago va meglio tutti i giorni spero che
quando Ella verra sara ripristinato sul primiero.
[manca la chiusa]
Corrispondenze
261
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 168 [169]
7 Dicembre 1865
Mia Cara Madre
Viva San Giuseppe
Non si inqueti se le scrivo queste due linee, non posso star
quieto se non gli dico quanto succede nella nostra casa, benche sia poco
che glie lo scritto in riguardo al nuovo Fratello benche a grandi speranze
che San Giuseppe me lo confermerà sui suoi proponimenti. Il nuovo
Fratello a dei grandi cose nella testa e volubile nel suo pensare se cerco
di fare tutto quello che posso acciò si uniformi secondo la nostra casa
cerco di lasciarlo fare ciò che gli piace in quanto al lavoro cerco di
persuaderlo a non badare alle sue tentazioni che gli viene, i Fratelli
lanno tutti a caro e si sono fratellati come se fossero degli anni insieme,
i Figli si mostrano affabili alle sue chiamate e ubbidiscono a gara
quando ne chiama nel suo mestiere a prestargli ajuto, ma con tutto
questo la R. Superiora con suor Adelaide oggi mi anno un poco turbato,
essendo oggi il Fratello a lavorare a Santa Maria a sbiancare una stanza
ed anno provato a dimandargli se vi sta volentieri se come s'e stabilito
e se gli piace ecc.. ed esso a risposto che a i suoi pensieri e che il suo
Arciprete di Carnigo aveva ragione di non impacciarsi con lui,
quando parlava d'andare a farsi religioso perche non a stabilimento nel
suo pensare va qualche giorno e poi gli viene in mente d'andare a
casa, così fa anche adesso gli viene dei pensieri che non sa di quel che
pensa né opera dice che e qui come se fosse a casa sua ora pensa per la
casa ora cerca d'andare altrove a lavorare. Nei nostri trattenimenti lo
trovo che a fermezza, ma detto che a qualunque costo vuol fermarsi ed
a stabilito il suo pensiero in questa cosa: tutto gli poiace, benche
credeva che vi fosse delle regole più sistimate, pensa quanto tempo
starà a vestirsi religioso pensa dove fare la chiesa, gli pare che non
siamo fermi nellavvenire a lIstituto come il governo la pensera e tanti
altri pensieri che tutto il giorno va macchinando.
Se cerco di dissuaderlo in tutto pare che faccio un po' frutto, ma
cara Madre, sara una tentazione ed e forte per me, perche sentirà a me
pare che il signor Canonico gli aveva detto che stia all'ubbidienza in
Corrispondenze
262
Opera Omnia
riguardo alla Ss. Comunione e in questa parte per ora la fa cotidiana tutti
i giorni fa le sue visite fra il giorno, che la regola di S. Francesco
Saverio e cargato di orazioni e cerca di volergli imitare tutti allora
bisogna che stia sempre in orazione, O provato a dirgli che oggi non
faccia la Comunione che la faremo domani insieme era un santo
apostolo e se l'avesse visto come s'era conturbato gli o dovuto dire che
la faccia, per liberarlo dalla triste malinconia che s'era messo. Io non
posso intendere dove fanno consistere la santità a suo modo ed in pari
tempo farsi religioso, fare la sua volonta, se alle volte cerco di proibirgli
qualche cosa delle sue orazioni resta lì come stupito non si puo capire
che pensa; delle ore intere le sere cerca di stare unito acciò farlo nostro
a poco a poco, lo dico anche a San Giuseppe farò la mia parte quanto
potrò.
In quanto alla tentazione che amo pero che mi sara un passo a
formarsi questa maniera colla grazia di Dio procurerò di sbandirlo
dalla mente e mettervi invece tutta la mia capacità ed industria acciò si
formi, vedendolo di gran vantaggio per la nostra casa e tanto bene che
ne potra succedere per lavvenire, da parte mia faro in modo che S.
Giuseppe non si lamenti perche non o adoprati tutti i mezzi per
persuaderlo.
Intanto carissima Madre starò in attesa sul da fare in riguardo
alle comugnioni e le orazioni del giorno ecc.: se lasciarlo seguitare o
parlargli chiaro, lui ama delle regole, ma se osservasse solo quelle che
abbiamo sarebbe già abbastanza senza le regole terziarie in questo
m'appoggio alla mia cara Madre lo sciogliermi e se non o spiegato bene
questo scritto mi compatirà perche lo fatta di notte perche non o il tempo
di giorno, essendo troppo curti però o detto tutto alla Superiora.
[169]82
Noi tutti siamo di buona salute come non dubito neanche di L’Ei
e raccomandandogli la festa della nostra istituzione sotto la quale
siamo appoggiati che e la Sacra Famiglia a cui gli raccomando tanto i
Figli col Cherubino a pregargli anche per loro farà quanto potranno
anchessi per L’Ei e la riveriscono tanto il fratello Cherubino, e i suoi
figli.
Grande consolazione per me la premura che a suor Adelaide e
come gli preme di vedere tutto al suo posto e zelante per questa casa a
cui cominciamo a stabilirsi certe idee non di casa moralmente
82
Questa lettera si suppone sia la continuazione della lettera precedente (168), non
ha inizio.
Corrispondenze
263
Opera Omnia
canonica: ma anche quello spirito di differenza dalle altre; proprio dun
Istituto agricolo e adattato al nostro scopo, la grazia di Dio compisca i
nostri disegni a sua maggiore gloria.
Cara Madre io non posso dirgli che mi trovo molto più contento
adesso avendo più ocupazione che prima, per non tediarla la riverisco
tanto e la mi compatisca. Tanti saluti anche a suor Luigia e suore e gli
da buone Feste.
Suo umil.mo
Figlio Capponi Giovanni
Corrispondenze
264
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 170
[Prima del 5 Agosto 1864]
Cara Madre
I Figli an bisogno duna camicia per uno questo lo sa la rev.
Superiora.
Adesso che o sritto cose di campagna dico qualche cosa anche
della novella casa, già dopo la sua partenza non so più niente di L’Ei
se non per mezzo del Giovanni un saluto. So stato contento di sapere
che e in perfetta salute, tutti anche là in casa ecc. Anche noi qui siamo
stati sempre bene, anche il Figlio Carlo e già 22 giorni che si e giustato
ovvero non e più venuto gonfio ed a volonta proprio di lavorare quello
che può con tutti i mezzi per fare vedere qualche cosa di lavorato il
Giacomino non parlo;il piccolo Figlio Angelo questo a proprio alle
volte poca volonta di lavorare lo castigato più volte la castigato più
volte la sig. Caterina fa bene tre o quattro giorni e poi fa il azzucco83 lo
castigo col serrarlo su e col non dargli da mangiare, adesso pare che si
assogggetti bene staremo a vedere come fara. Già e piccolo ma però a il
suo sentimento e la fino sel potrà impiegarlo in bene fara una buona
riouscita.
Nelle ore più belle la signora Caterina gli fa la scuola a tutti tre e
pare che acquistino anche collo scrivere e leggere e conti acquista
proprio, in materia di dottrina ne sanno discretamente le cose
necessarie sì da confessarsi che di esercizio cristiano e le cose
necessarie per un buon cristiano. In questo mi sono contentissimo, in
quanto al lavoro quando ci era il fresco il Giacomo lo fatto andare
insieme al Giovanni adesso abbiamo qui i due orti pieni d'erba li
netteremo.
C'e stato qualche giorno dopo la sua partenza che la signora
Caterina tanto malinconica e piangente che faceva proprio
compassione ne o parlato anche alla rev. Superiora e là una domenica si
sono intese. Io non so era poi malata e non voleva fare sapere niente
era poi altre intenzioni e come meglio voglia di venire a Comonte;
questa e più chiara che tutte. Io avevo detto alla Madre Superiora che
83
(testone).
Corrispondenze
265
Opera Omnia
mi abbisogna molto molto più me cara per i Figli, se fosse stata per
rovinarla in salute o perche non ci starà volentieri ecc. no detto faro
come più potrò e cosi se desiderava di stare a Santa Maria di lasciarla.
So che a scritto una lettera a L’Ei così ma detto la Superiora ma però non
la mandata perche adesso e quattro o cinque giorni che se comodata
affatto e spero che non ci sara più niente. Io termino perche conosco
anch'io che la tedio un po' troppo. Io non posso dire che sono
cntentissimo sia di salute che d'altre faccende sperando però una
buona compagnia questo e il desiderio però quello che Ella fa ed opera
e ben fatto. I Moroni anno acquistato un posto a Bra sul Bresciano e
manno cercato il ben servito, io o detto che faro il ben servito su quello
che an servito a me, e quello passato nonmenimpaccio, così e stati
contenti e così sono comodati. Il rispetto mel porta più bene adesso che
prima e tutto quello che lo comando lo fanno con prontezza. Insomma
non sono più i Moroni come prima questo debbo proprio ringraziare il
Signore perche dopo la partenza del Cesare son venuti con una
prepotenza perche non trovavano posto e voleva che li assicurasse
anche per l'avvenire ed io con prontezza e senza paura o detto un bel
no e poi no, francamente, e così sono andati a cercare,e an trovato,
come ma detto il Marino e il bovaro di Campagnola, che sono
comodati bene.
In quanto alle bestie sono tutti comodati ed o il ben servizio
sanitario che il dubbio sulla sopina e passato e che posso andare a
Soncino e dove vuoi coi buoi. Il Giovanni lo manderò venerdì perche il
carro ne abbisogna molto però adesso adopero i buoi.
Avrei a caro ad avere il libro cioe il Vangelo di tutte le
domeniche, perche qui la festa da Pasqua in poi an fatto tre o quattro
dottrine dunque la festa non o che la pura messa e il rosario, il prete la
sona la dottrina ma non viene nessuno ad ascoltarla perche vanno a
Soncino e così non la fanno però se la crederà bene ecc..
Una altra cosa cerco di lasciarmi o mandarmi una o due o tre
crivelli e qualche balla per divertirmi coi Figli la festa là nei prati, la
festa la impiego così la mattina tutte le cose necessarie messa
comunione e visita e poi le tre ore di scola e poi disnà e poi due ore di
gioco e poi se fan dottrina andiamo alla dotrinao se no il rosario e poi
visita e poi unora di scola e poi andare coi Figli a spasso nei campi
questa e la festa; ma nelle ore di ricreazione la balla me anche a me di
sollievo ne o sempre avuto pensiero di dirglielo.
Io passo a riverirla ed a pregarla distintamente che si ricordi di
me nelle sue fervorose orazioni. Tanti saluti all'Assistente suor Luigia
Corrispondenze
266
Opera Omnia
nonché tutte le sorelle. Tanti saluti anche da parte dei Figli e signora
Caterina. Mi dichiaro
Suo Figlio
Capponi Giovanni
Corrispondenze
267
Opera Omnia
Corrispondenze
268
Opera Omnia
Corrispondenza di Cesare Armati, Gianmaria
Pezzoli, Cherubino Cottinelli, Giacomo Paris
CORRISPONDENZA 171
Villacampagna 30/12/63
Reverenda Madre Superiora
Colgo anche questo incontro per ringraziarla infinitamente delle
istruzioni datemi col il di L’Ei inaspettato ed a me assai gradito foglio:
voglia il cielo che le di L’Ei proposizioni s'attacchino alla mia mente e
che mi siano così giovevoli secondo le brame.
L'intenzione mia e di continuare in questo esercizio in cui
intrapresi il desiderio si e di uniformarmi in tutto e per tutto al volere
delle regole dell'Istituto di L’Ei, del Fratello Giovanni, ecc. il quale e
quello che il cielo mi chiama. La volonta si e pure di ringraziare pure i
miei sentimenti, di purificarmi continuamente secondo lo spirito
dell'Istituto desiderio di non rendere disgusto ad alcuno ne superiori
ne altri indi di veder sempre più a rifiorire l'Istituto e guidare con ciò i
Figli a Gesù Cristo e darle quell'esempio, quell'istruzione necessaria
allo scopo, ma non son buono, non son degno, se non che la mano
Divina le di Lui ispirazioni, la vera fede di Lui, mi ajudi: Siccome poi
vedo che il Cielo, Iddio fu tanto buono verso di me, e mi guidò in
questa casa, dandomi per Padre, Protettore, e Custode, e Specchio
S.Giuseppe.
Scaccio ogni dubbio, ogni tentazione, e mi adoprerò col suo ajuto
con zelo e spirito e fermezza nel minuto e perfetto adempimento dei
miei doveri, andando di perfetta concordia col Fratello sig.Giovanni, e
seguendo i suoi esempi, costumi e volontà.
Se fino ad ora fuvoi a dire qualche cosa sopra il carteggiatore
principalmente per quelle due lettere, una quella al sig.Rossi e l'altra
Corrispondenze
269
Opera Omnia
quella al sig. Ferrari, d'ora in avanti ne spero vi sara più nulla a dire:
però le scrissi col consenso suo e non senza.
Il cielo, ripeto, non poteva darmi miglior Fratello, miglior
superiore: sono assai contento e spero in Dio che in avvenire non le
darà la minima contraddizione, e così anche L’Ei Rev.Madre Superiora
non avrà a sentire lamenti, e così sara il suo cuore consolato, e il
Signore ci benedirà col far fiorire la casa aumentandola di Figli e
Fratelli.
Sperando di essere compatito dei miei trascorsi falli, nel mio mal
spiegarmi finisco col riverirla, e coll'augurarle salute, prosperità e
lunga vita; buon fine e buon principio d'animo, così pure alla sig.a
Vicaria Suor Luigia, nel mentre mi pregio dichiarare della Rev.Madre
Superiora.
Umile servo e Fratello
in Gesù Cristo
Cesare Armati
Riavetti il Crocefisso: mi raccomando assai nelle loro orazioni.
Questi foglietti di carta non furono ora comperati ma un tempo da me
a Bergamo.
Corrispondenze
270
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 172
[Giugno 1865]
Signora Reverenda Madre
E' tanto tempo che o il desiderio di scrivergli due righe per
attestarle la mia congratulazione e il mio contento che provo in mezzo
a questi Figli. Il superiore mi dice scrivere oggi avendo l'incontro del
Giovanni per costi.
Io mi ritorvo a starvi bene e il Signore mi premia più del mio
merito sono contentissimo di tutto che qui si fa e si operi vededo noi
quattro Fratelli essere un solo in sentimento una la volonta sia al lavoro
che in altre cose vedendo i Figli che fano tutto quello che possono e mi
sono obbedientissimi anch'io loro contraccambio coll'amore che gli
porto ed il bene che o in prassi in aiutarli. In ciò che posso secondo le
mie forze desiderando di aiutarli e di condurli sulla buona strada e
alla Madre dei Figli che portino il rispetto e l'amore a chi le tanto
benefica Già la zizzania e sradicata dalla casa essendo spedito il Beppo
a casa e anche l'Enrico gli rimasti sono tutti contenti e furono
contentissimio del viaggio che anno fatto a Carivaggio anche me in
questa ne sono stato molto contentissimo avendo passata una giornata
così bella e divotissima e allegra nello spirito del Signore e per
compimento nessuna cosa a conturbata la festa io non posso che
ringraziarla tanto dell'amore che Ella a verso di me miserabile e tante
volte a mezzo del signor Giovanni manda tanti saluti premendogli la
buona riuscita nella cortesia che il Signore ma chiamato sono debole
ma colla ajuto di Dio proseguiremo di fare quanto le mie forze mi
permettono a bene della casa.
Passo a ringraziarla di tutto domandargli scusa se non opero
come Ella desidera procurando di fare qualche cosa.
Al primo incontro se ella permette di salutarmi i miei di casa e
dirli che mi sto molto volentieri. Sto bene anche di salute che
procurino anch'essi di stare sani. Addio addio.
La riverisco tanto tanto e la prego delle sue orazioni di ricordarsi
di me e così faro anch'io verso di L’Ei. E mi dichiaro
Suo ubbidientissimo Figlio
Pezzoli Giammaria
Corrispondenze
271
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 173
[Dpo il Giugno 64]
Cara Madre Superiora
Noi siamo contenti del nostro stato e viviamo in santa concordia
e nella nostra famiglia procurando di allevare dei bravi Figlioli col
nostro buon esempio sì nellavoro che nella condotta a L’Ei in viam
queste due righe che il signore Giovanni che tanto prega di spedirli e
di aprirli in nostro cuore che ella a a cuore. Noi li diciamo che siamo
contenti di tutto ciò che Ella fa per noi desidernado che cresca i Figlioli
nella nostra casa desiderando sempre sapere la crescita dei Figli per la
gloria di Dio noi 3 Fratelli la ringraziamo di tutto e ci ugni amo tutti
contenti.
La preghi amo nelle sue orazioni che altrettanto corrisponderemo
benche peccatori.
Pezzoli Giammaria
Cherubino Cottinelli
Doro Paris
Corrispondenze
272
Opera Omnia
CORRISPONDENZA 174
[Novembre 1864]
Alla Signora Madre
Viva S. Giuseppe
Sono a ringraziarla del premio che ma spedito conosco che non
meritavo niente sentendo aquello che ma detto il mio Superriore ne o
dimandate scusa e […] in avvenire di fare tutto chel mi dira e cercherò
di fare bene accio lanno veniente mi possa meritarmi la medaglia, non
mi lascero più fare […] a quelli che mi diranno e dandare a casa, perche
capisco che erano la mia rovina e do cattivo esempio agli altri, gli
domando perdono.
Gli prometto che saro ubbidiente e lavorero volentieri, preghiero il
mio Signore che mi dia la perseveranza in tanto la riverisco tanto e
desidero di vederla presto e ringraziarla tanto tanto la raccomando al
Signore tutti i giorni il suo figlio i giorni.
Giacomo Paris
Corrispondenze
273
Opera Omnia
Corrispondenze
274
Opera Omnia
INDICE
Corrispondenza degli ecclesiastici ________________________________ 3
Corrispondenza di Pietro Luigi Speranza, vescovo __________ 5
Corrispondenza di Alessandro Valsecchi, canonico_________ 51
Corrispondenza di Antonio Novasconi, vescovo __________ 119
Corrispondenza di Gaetano Bertolè, parroco _____________ 127
Corrispondenza di Francesco Broggi, parroco ____________ 129
Corrispondenza di Antonio Tassis, cappellano ___________ 135
Corrispondenza di Giovanni Mussinelli, parroco _________ 137
Corrispondenza di Luigi Tagliati, parroco _______________ 139
Corrispondenzadei religiosi e dei figli ‘della Sacra Famiglia’ __________ 143
Corrispondenza di Giovanni Capponi, religioso __________ 145
Corrispondenza di Cesare Armati, Gianmaria Pezzoli,
Cherubino Cottinelli, Giacomo Paris __________________ 269
Corrispondenze
275
Opera Omnia
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A – Corrispondenti I volume - Congregazione Sacra Famiglia