ISTITUTO TECNICO STATALE COMMERCIALE E PER GEOMETRI
“F. P. MERENDINO”
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PROGETTO “LA STAMPA IN CLASSE”
ARTICOLI DI ATTUALITA’ – LETTERE AL DIRETTORE
GLI ALUNNI DELLA CLASSE 2^ A COMMERCIALE
ANNO SCOLASTICO 2001-2002
a cura del
PROF. ROBERTO RIFICI
PROGETTO "LA STAMPA IN CLASSE"
CLASSE 2^ A COMMERCIALE A. S.2001/2002
PREMESSA
Il progetto "LA STAMPA IN CLASSE" utilizza il giornale in classe come strumento didattico (l'iniziativa è patrocinata
dall'UNESCO).
L'attività principale riguarda lo svolgimento dei lavori proposti nei fascicoli che vengono distribuiti uno per ciascuno studente ed
elaborati a seguito della consultazione delle copie del quotidiano "LA STAMPA". Il lavoro si avvia con un breve corso, per imparare a
leggere e scrivere vari tipi di articolo: cronaca, cultura, economia, scienza, spettacolo, sport, articolo di fondo, cui segue la parte
pratica (esercizi).
Alla classe vengono forniti fogli che riproducono, nel formato e nello schema, la prima pagina del quotidiano "LA STAMPA"
(menabò), fogli che devono contenere articoli contenenti notizie prese dal giornale stesso e con quelle che gli studenti ritengono di
particolare interesse, con foto, illustrazioni scelte liberamente. La pagina montata dovrà contenére l'articolo di fondo. Un'ulteriore
possibilità creativa propone due attività: "Che cosa mettiamo in prima pagina?" e "Ragazzi all’Opera", da svolgere in gruppo.
La realizzazione del progetto sarà coordinata dai Docenti della classe dal 4 al 9 febbraio 2002. Il valore didattico dell'attività consiste
nel portare lo studente ad una migliore comprensione del linguaggio specifico del giornale, mettendolo in grado di leggere e valutare
criticamente ogni informazione ed anche di arrivare ad utilizzare in proprio tale linguaggio.
OBIETTIVO SPECIFICO
“Portare lo studente ad una migliore comprensione del linguaggio specifico del giornale, mettendolo in grado di leggere e valutare
criticamente ogni informazione ed anche arrivare ad utilizzare in proprio tale linguaggio". L'obiettivo corrisponde al D.M. n° 390 del
18/09/1998 (sulla forma scelta dal candidato agli esami di Stato tra modelli di scrittura diversi].
OBIETTlVI GENERALI
Migliorare la qualità del saper leggere e scrivere.
Sviluppare le capacità organizzative e la creatività.
Potenziare l'apprendimento per scoperta.
Creare trasversalità tra le varie discipline.
IL COORDINATORE
(prof. Roberto Rifici)
Ore Lunedì
4 febbario
I Trattamento Testi
prof.ssa Riolo
II Scienza Natura
prof. Giunta
III Matematica
prof. Chimenti
IV
V
VI
Martedì
5 febbraio
Matematica
prof. Chimenti
Storia
prof. Rifici
Lingua Francese
prof. Ferrara
Mercoledì
6 febbraio
Scienza Materia
prof. Morreale
Italiano
prof. Rifici
Italiano
prof. Rifici
Giovedì
7 febbraio
Storia
prof. Rifici
Lingua Inglese
prof. Viola
Matematica
prof. Chimenti
Venerdì
8 febbraio
Sabato
9 febbraio
Italiano
prof. Rifici
Diritto
prof. Cuccia
Lingua Inglese
prof. Viola
Matematica
prof. Chimenti
Italiano
prof. Rifici
Ec. Aziendale
prof. Fiocco
Italiano
prof. Rifici
Scienza Natura
prof. Giunta
PREMESSA
Il progetto “La Stampa”, ossia la lettura del giornale in classe, è stata un’iniziativa accolta dai ragazzi con entusiasmo, essendo
convinzione unanime di tutti i docenti della classe che l’abitudine alla lettura come piacere vada coltivata sin da piccoli.
Quest’ultima diventa un’occasione perduta, quando il leggere viene considerato un compito da eseguire, un esercizio obbligato e
non una fonte di gioia.
Guidati da questa idea, il progetto “La Stampa in classe” è stato condiviso con esultanza da tutti gli alunni, i quali, nel sentirsi
protagonisti, hanno conosciuto ed apprezzato nella lettura dei diversi articoli il faticoso lavoro, l’impegno responsabile dei
giornalisti, molti dei quali, sino all’estremo sacrificio della loro vita, come le meteore bruciano quotidianamente, per illuminare
il nostro secolo.
Gli allievi della 2^ A commerciale, oltre al piacere di questa esperienza che hanno vissuto intensamente, hanno compreso che c’è
buona e corretta informazione, quando alle persone viene garantita la libertà di espressione che, nella vita di ogni Paese,
sicuramente aiuta a crescere meglio e bene l’individuo.
Ognuno, adesso, sa che di ogni pagina del giornale viene preparato uno schema, detto “menabò”, con cui si stabilisce la divisione
delle pagine su linee orizzontali, dette “tagli” e su linee verticali o colonne.
Ognuno, poi, ha appreso che l’articolo di fondo, detto anche editoriale o semplicemente fondo, scritto dal Direttore o da alcuni
suoi collaboratori, è il pezzo qualificante della prima pagina, che esprime il punto di vista ufficiale del giornale su uno dei più
importanti avvenimenti del giorno, ma che può essere slegato dalle notizie quotidiane.
Ognuno, inoltre, è al corrente che “enunciazione, argomentazioni, conseguenze, suggerimenti” sono le quattro parti essenziali,
per poter scrivere un articolo di fondo e che gli altri elementi della prima pagina della testata sono la tasca, l’articolo di spalla,
il commento, l’articolo di apertura: (occhiello, taglio centrale, sommario, richiamo, sintesi o civetta).
Il lavoro dei ragazzi della 2^A Commerciale del “Merendino” di Capo d’Orlando (Me), durante la settimana di lettura del
giornale in classe, si è svolto ordinatamente. Tutti, a conclusione intensa attività giornalistica, sono riusciti singolarmente, anche
con l’aiuto dei docenti della classe, a produrre, oltre la compilazione dell’allegato quaderno “La Stampa”, la redazione di un
articolo o di una lettera personale al Direttore del quotidiano “La Stampa”.
Il contenuto di questo lavoro esprime tutto ciò che ogni alunno liberamente ha deciso ed è riuscito a svolgere. Gli argomenti dei
loro primi articoli e delle lettere al Direttore sono soprattutto quelli che maggiormente hanno affascinato spontaneamente la
mente, la fantasia, l’immaginazione e la creatività dei ragazzi.
Nell’impaginazione del presente opuscolo, per non influenzare il lavoro di valutazione della commissione del progetto “La
Stampa”, si è seguito come criterio l’ordine alfabetico dei nomi degli alunni.
Per essere questa la loro prima esperienza, al di là di ogni ragionevole critica, si può asserire che, per lo scambio di opinioni, per
il confronto, per l’interesse e per le emozioni che si sono colti in tutti gli alunni, l’attività della lettura del giornale in classe sia
ben riuscita.
prof. Roberto Rifici
GLI ALUNNI DELLA 2^ A COMMERCIALE
ALI’
PATRIZIA
LEMBO
STEFANO
ANASTASI
MANUELA
MESSINA
CATERINA
BELVEDERE
IVANA
PALMERI
DANIELE
CERAOLO
ROSITA
PARAFIORITI
GIUSEPPE
FEDELE
ROSITA
PONZO
LUCIA
GIULIANO
GRAZIELLA
RICCIARDO
STEFANIA
LANZA
CALOGERO
VIRECCI FANO
ANTONINO
CONCLUSIONE
ESCI
VIOLENZA CHE CI OPPRIME
La nostra società è molta violenta e non viene risparmiata neanche la famiglia. Nel passaggio
dalla famiglia autoritaria a quella permissiva tante cose sono cambiate. I genitori non sono più
"padre padroni", permettono ai loro figli di fare tutto ciò che desiderano e li viziano. I ragazzi,
poi, vogliono a tutti costi ciò che desiderano, perché vivono in una società ricca e non vogliono
essere inferiori agli altri; se non si ottiene ciò che si chiede, si ricorre anche alla violenza. Nel
leggere notizie simili al caso di Novi Ligure, viene da chiedersi: « Dov'è finito il valore della
famiglia? E' possibile mai che i giovani abbiano dentro di sé sentimenti così violenti? Come
uscirne?»
Molta "violenza" è dovuta, oltre ai video giochi violenti che influenzano il comportamento dei
minori, anche all'abbandono in casa dei ragazzi da parte di entrambi i genitori, i quali a causa
dell'elevato costo della vita sono costretti a lavorare, senza potersi dedicare interamente ai loro
familiari.
Sarebbe bene, per risolvere il problema, fare delle pause di lavoro per stare più con i figli;
costruire nei luoghi di lavoro delle aree gioco riservate ai bambini, che così potrebbero stare
più vicino ai genitori.
L'alunna
Patrizia Alì
Egregio Signor Direttore
Le esprimo le mie congratulazioni per l'iniziativa che il giornale "La Stampa” ha portato avanti: leggere il
quotidiano e compilare l’allegato quaderno sono stati momenti di vita per me utili e istruttivi. Devo
confessarLe che preferisco guardare la Televisione, ascoltare la musica piuttosto che leggere i giornali
che mi limito a sfogliare, quando mi trovo dal parrucchiere o nella sala d'attesa dal medico di famiglia;
grazie a questo progetto, però, ho cominciato a provare una prima forma di piacere ed interesse per la
lettura del giornale, forse perché stimolata dalla presenza dei professori e dei miei compagni. All'inizio, il
nostro professore d'italiano ci ha spiegato l'importanza del giornale nella vita democratica di un Paese, del
menabò, qual è l'articolo di fondo, le sue caratteristiche, l'articolo di apertura, quello di spalla; poi,
singolarmente o a gruppi abbiamo cominciato a leggere alcuni articoli, particolarmente quelli dei due
supplementi del mercoledì e del sabato e a compilare il quaderno allegato al giornale.
Personalmente, ripeterei quest’esperienza il prossimo anno; vorrei, però, che all'interno del giornale vi
fosse uno spazio per uno sportello di Orientamento giovanile, affidato degli esperti che pensassero di più
al mondo giovanile e alla nuova Europa, all'informazione sull'obbligo scolastico e formativo dei ragazzi,
alle prospettive di lavoro.
Eliminerei una parte della pubblicità, che mi sembra eccessiva e farei posto ad una pagina sulle nuove
regole dell'educazione del Codice stradale, per formare una coscienza civile dei diritti e dei doveri del
cittadino e inserirei anche uno spazio riservato all'oroscopo, perché molti lettori, come me, lo leggono e
lo seguono volentieri.
Infine, il costo del giornale per tutti gli studenti, secondo me, dovrebbe essere agevolato e scendere da
0.77 a 0.52 euro. La conseguente crescita del numero dei lettori e l'incremento delle copie vendute, si
potrebbero colmare con la differenza di prezzo.
La ringrazio per l'attenzione che mi concede e con l'occasione Le porgo distinti saluti, estensibili a tutti i
suoi collaboratori.
L'alunna
Manuela Anastasi
LE VIOLENZE CHE NON SI HA IL CORAGGIO DI FERMARE.
In Sud Africa una donna su tre ha subito violenze sessuali; ogni due minuti avviene uno stupro. Molti
vedono, ma nessuno si preoccupa di aiutare, essendo spettatori passivi di una realtà che nessuno prova a
cambiare.
Ogni giorno centinaia di donne, anzi sarebbe meglio dire di ragazze, bambine di cinque, sei, sette anni o
addirittura, nei casi più sconvolgenti, di soli pochi mesi, vengono minacciate e poi stuprate da uomini
senza pietà, a volte da conoscenti, spesso anche da parenti; insomma, persone di cui si ha fiducia, ma che,
quando meno uno se l'aspetta, colpiscono alle spalle, spinte da un qualche impulso, che si potrebbe
definire «animale», che, nella maggioranza dei casi, non si ha neanche il coraggio di denunciare per
timore delle conseguenze. Paura questa, molto diffusa, nonostante il mutato clima politico e sociale, che
offre ai minori e alle donne maggiori garanzie.
Infatti, quando qualche ragazza racconta alla madre cosa le è accaduto, l'unica cosa che si sente dire, con
tanta rassegnazione, è che a tutte le donne della famiglia prima o poi capita. Se un caso di violenza
sessuale, poi, arrivasse in tribunale, si avrebbero esiti diversissimi a seconda delle zone in cui si vive.
Come si può porre fine a questa triste situazione, se non si reagisce? Ed ancora, come sarà la Società del
domani, se non si risolverà con urgenza questo problema, che ha ormai radici profonde? Queste sono le
domande che si pongono in molti, ma alle quali, purtroppo, nessuno sa dare una risposta esauriente.
Rendere le pene per violenze sessuali più dure e rigide, infondere alle donne più coraggio per farsi
rispettare ed eliminare finalmente quella forma di tirannia, in cui il violento esercita il proprio potere
illegittimo attraverso la forza a danno di coloro che si sentono inferiori, potrebbero essere le prime misure
da adottare.
L’alunna
Ivana Belvedere
L'AMBIENTE E L'INQUINAMENTO
E’ noto a tutti come, in questi ultimi due secoli, il progresso e i vari problemi abbiano infinito
sull'ambiente, apportandogli numerose modifiche, a volte, con conseguenze gravi sia per il territorio
stesso che per la sopravvivenza degli uomini. L'inquinamento, molte razze animali ormai in estinzione,
quindi le specie animali rare minacciate, l'alto tasso di mortalità annuo, mentre le nascite sono del tutto
basse, sono sicuramente dei dati allarmanti.
Per risolvere queste problematiche, si è provato a trovare una soluzione; ma, su tutte, ce n'è sempre una
che prevale sulle altre: l'inquinamento.
Esso è un fenomeno che, oggi, convive con noi sotto i nostri occhi. Per esempio, chi vive in città è
sottoposto a varie forme d'inquinamento: il fumo nero delle fabbriche (inquinamento dell’aria); il
traffico, i rumori assordanti nelle strade, gli aeroporti (inquinamento acustico); sostanze nocive, scaricate
nelle acque e quindi contaminate (inquinamento delle acque) ecc.
Una vera e propria testimonianza, in tal senso, ci arriva direttamente dal Carso: un ambiente unico al
mondo per la sua bellezza ma in pericolo, perché è continuamente sottoposto al fenomeno
dell'inquinamento. Questo magnifico territorio, infatti, registra la scomparsa di oltre 300 grotte, adesso
utilizzate per lo scarico di rifiuti di ogni genere e quindi ormai rovinate.
Tante sono state le opere di tutela, ma non sono servite. Poi, dopo anni, si è arrivati alla costruzione di un
Parco Regionale e di uno Internazionale, sperando che questo provvedimento giovi alla salvaguardia
dell'ambiente.
Sollecitare l'interesse nazionale e internazionale europeo, affinché gli ambienti naturali abbiano una vera
e propria tutela con mezzi adeguati e specifici, sarebbe la logica vincente per ogni Paese che intenda
seriamente bloccare qualsiasi speculazione contro la Natura.
L'alunna
Rosita Ceraolo
L'ARTICOLO DI FONDO
L'articolo di fondo che mi ha colpito di più è stato quello sul "Carso" per i gravi problemi che ci sono
su questo altipiano, situato tra 1' Italia e la Slovenia. Qui, sono scomparse oltre 300 grotte, perché
l'altopiano carsico molti anni fa è stato utilizzato come pattumiera ed anche il sottosuolo ha subito dei
gravi danni, causati da scarichi abusivi di prodotti petroliferi, catrame e bitume.
Per cercare di evitare questo degrado ambientale, sono state varate delle leggi, che, purtroppo non
hanno mostrato un'adeguata efficacia.
Soltanto l'avvio di un Parco Nazionale, previsto anche da una legge nazionale, potrebbe assicurare la
tutela del territorio, delle sue valenze storiche, culturali e ambientali. Penso che noi tutti dovremmo
rispettare di più la natura.
Selezionando e mettendo negli appositi contenitori i diversi rifiuti quotidiani, risolveremmo, in una
certa qual misura, il problema dell'inquinamento ambientale.
L'alunna
Rosita Fedele
L'EFFERATO DELITTO DEL PICCOLO SAMUELE.
Alcuni giorni fa a Cogne, un piccolo paesino della Valle d'Aosta, è successo un fatto che ha scosso
l'opinione pubblica: l'omicidio del piccolo Samuele Lorenzi. Si presume che sia successo durante
l'assenza della madre, che, uscita di casa, per accompagnare il figlio maggiore alla fermata
dell'autobus, ha trovato il piccolo Samuele in una pozza di sangue.
I sospetti sono caduti subito sulla famiglia; poi, in un secondo momento, le indagini si sono allargate
su altre piste : si è pensato a qualcuno che si è voluto vendicare del padre oppure ad un pedofilo dei
dintorni.
I carabinieri hanno perlustrato la zona intorno alla villetta, per cercare l'arma del delitto, ma ancora
non l' hanno trovata.
La salma di Samuele è stata sottoposta a tre autopsie, che hanno stabilito che il bambino è stato
colpito per ben diciassette volte con un oggetto che si presume sia un soprammobile.
La madre è stata più volte interrogata come persona informata sui fatti.
Nella villetta sono stati presi tanti oggetti, per essere esaminati e per risalire eventualmente all'arma
del delitto. I risultati saranno resi noti tra una quindicina di giorni; fino ad allora non si avranno più
notizie su questo fatto, che non è il primo di questo genere. Si pensi alla tragedia di Novi Ligure e, di
recente, al bambino autistico, ucciso dalla madre, la quale, per nascondere il suo folle gesto, simulò
una rapina.
Questi fatti di cronaca nera turbano l'opinione pubblica e la gente ha paura, perché di fronte a simili
comportamenti bestiali non c'è alcun rimedio: solo Dio può salvarci dalla follia umana.
L'alunna
Graziella Giuliano
Al Signor Direttore del giornale" La Stampa"
Sono uno studente dell' I.T.C.G. Merendino di Capo d' Orlando che, nella settimana dal 4 al 9 Febbraio
del corrente anno, assieme ai compagni della classe 2'A commerciale, ha piacevolmente partecipato al
progetto "La Stampa in classe". È la prima volta che aderisco ad un 'iniziativa del genere. Quando il
nostro professore di Lettere italiane ci ha proposto l'idea della lettura del giornale in classe, tutti siamo
stati entusiasti, perché abbiamo pensato che in questo modo avremmo messo da parte lo studio delle
materie scolastiche, almeno per sei giorni. Durante la settimana ,invece, con la lettura della”Stampa” in
classe, ho scoperto cose che prima d'ora non conoscevo e, piano piano, ho preso conoscenza del
misterioso mondo dell'informazione.
Io sono un ragazzo che legge di più quotidiani sportivi, ma, dopo questa esperienza della lettura del
giornale "LA STAMPA", incomincerò a leggere anche il vostro giornale. Sono rimasto molto ben
colpito dall'impaginazione del quotidiano e dalla diversità degli argomenti trattati: fatti di cronaca,
economia, cultura, spettacolo e anche cronaca sportiva. Ho trovato poi, interessanti ed apprezzabili i
due supplementi, quello di mercoledì "Tutto Scienze e Tecnologia" e l'altro del sabato "Tutto libri
tempo libero", ricchi di molte informazioni.
Durante questa settimana ho letto alcuni articoli; quello, però, che mi ha colpito maggiormente, è stato
l'articolo del sabato sul concetto di pluralismo, evidenziato dal Presidente della Repubblica Carlo
Azeglio Ciampi, ossia non c'è democrazia sana, se non c'è pluralismo dell'informazione nella carta
stampata e nel sistema radiotelevisivo.
Il vostro giornale mi è sembrato obiettivo nelle valutazioni politiche, cioè al di sopra delle parti e, per
questo, lo considero un giornale serio. Concludendo questa mia piccola riflessione , vorrei come
lettore, che nel giornale vi fosse uno spazio in cui le notizie del giorno, almeno quelle più importanti,
fossero filtrate ed espresse con semplicità di contenuti, corredati anche di un glossario, utile ai
giovanissimi lettori e non solo, per la corretta comprensione dell'informazione. Resto del parere che la
diffusione del quotidiano sia legata al pensiero, che io condivido, di un giornalista , il quale sostiene
che "Un articolo deve essere capito da qualsiasi tipo di lettore".
Congratulazioni e distinti saluti per Lei e tutta la redazione "La Stampa"
L'alunno
Calogero Lanza
Nuovo Allarme Mucca Pazza
Un nuovo allarme "Mucca Pazza" si è verificato in Sicilia a Trapani, ai danni di una giovane 24enne.
Per questo caso, i medici dell' ospedale siciliano hanno espresso parere favorevole al trasferimento
della ragazza in Inghilterra, perché sembra che qui la scienza medica abbia scoperto un farmaco che
può contrastare questo male. Appena questa notizia si è resa pubblica, i consumatori di carne si sono
allarmati e quindi il Ministro della salute ha messo a disposizione dei consumatori un numero verde.
E' inutile negare adesso l'evidenza: il dato certo è che ci vogliono più controlli, meno utilizzo di farine
animali e più fiducia da parte dei consumatori.
L'alunno
Stefano Lembo
IL RIENTRO DEI SAVOIA
Il fatto che Vittorio Emanuele di Savoia giuri fedeltà alla Costituzione repubblicana non lascia dubbi.
Infatti, il Re ritiene la nostra Repubblica anche la sua Repubblica; quindi, la sua dichiarazione è un
sufficiente valore formale, per riammetterli in patria.
Naturalmente non sarà re; però, dopo il voto espresso dal Senato, che ha abrogato la norma che vieta
l'ingresso e il soggiorno sul territorio nazionale degli ex sovrani, si restituiscono ai Savoia i diritti
politici che i Costituenti gli avevano sottratto. In futuro essi potranno votare, ma soprattutto farsi
votare. Comunque, c’è ancora chi chiede al re di riconoscere o ammettere le colpe storiche per i
rapporti con il fascismo e per il tradimento.
Si potrebbe, poi, supporre che il re dopo il rientro in Italia si candidi per le prossime elezioni o che
abbia qualcosa in testa.
Ci sono tante ipotesi, ma è opinione comune di molti che i Savoia desiderano rientrare in Italia con
buone intenzioni e rimanere fedeli alla nostra Repubblica, sorta dopo il referendum istituzionale.
L'alunna
Caterina Messina
L'OLIMPIADE DELLA PAURA
L'olimpiade è la più importante manifestazione sportiva, consistente in un complesso svolgimento
di gare internazionali, davvero emozionanti per la spettacolarità e per l'agonismo degli atleti.
Nell'antica Grecia, i giochi si svolgevano ogni quattro anni presso Olimpia, nell'Elide, in occasione
delle feste in onore di Zeus. A partire dal 1896, la sede dei giochi olimpici è stata diversa; però,
l'agonismo dei partecipanti è sempre stato lo stesso. Quest'anno le Olimpiadi, che si svolgono a Salt
Lake City nello Utah, sono state battezzate le "Olimpiadi della paura", per il rischio di possibili
attentati terroristici, simili a quello contro le "Twin Towers" di New York.
E' una grande manifestazione, a cui partecipano migliaia e migliaia di persone e il pericolo che un
folle entri nello stadio, imbottito di "tritolo", pronto a farsi esplodere, sarebbe una catastrofe. Per
scongiurare questo pericolo, si è deciso di chiudere per tre miglia il traffico aereo, accrescendo la
vigilanza da parte delle forze militari statunitensi intorno al campo, come opera di prevenzione.
Passando alla cronaca più lieta, cioè la cerimonia in sé, durante la quale nello stadio c'erano 44mila
persone che hanno assistito ai canti e agli spettacoli da Far West, ho provato una grande emozione nel
vedere la voglia di un pubblico, deciso di voler voltare pagina, di divertirsi senza però dimenticare.
La cerimonia di apertura di questa 19^ Olimpiade di Salt Lake City è stata presieduta dal
presidente americano, George W. Bush, che ha assistito con aria assorta e pensosa, ma nello stesso
tempo rassicurante. E' stato uno spettacolo grandissimo, in vero stile americano; il momento più
emozionante, però, è stato quello dell'entrata della bandiera americana a stelle e strisce lacerata, perché
ritrovata sotto le macerie delle due torri. Essa mi ha riportato con la mente all'undici settembre del
2001, giorno dell'attacco terroristico al cuore di New York; una data che nessuno riuscirà a
dimenticare, né dovrà dimenticare. La speranza di tutti è che queste gare sportive non diventino le
Olimpiadi della paura.
L’alunno
Daniele Palmeri
Egregio Signor Direttore,
sono uno studente dell'I.T.C.G. "Francesco Paolo Merendino" di Capo D'Orlando che Le scrive, per
renderLa partecipe della felice esperienza del progetto-lettura del giornale "La Stampa in classe",
vissuta piacevolmente durante la prima settimana del corrente mese.
E' la prima volta che la mia classe aderisce ad una simile iniziativa, accolta da tutti noi con entusiasmo,
forse perché ognuno ha pensato che avrebbe messo da parte lo studio di alcune materie scolastiche.
Durante la settimana, poi, ci siamo ricreduti e, prendendo coscienza che l'informazione aiuta a
crescere, abbiamo apprezzato il lavoro del giornalista.
In altre parole, abbiamo scoperto l'interesse e il gusto per l'informazione, magistralmente arricchita
dall'inserto del mercoledì «Tutto Scienze e Tecnologia» e da quello del sabato «Tutto Libri Tempo
libero». Personalmente sono stato interessato, tra i diversi articoli, da quello di apertura del 9 febbraio
sul pluralismo dell'informazione, sostenuto dal nostro Presidente Ciampi, in occasione della sua visita
al "Secolo XIX: «Non c'è democrazia sana, se non c'è pluralismo nell'informazione». Anch’io
condivido questo pensiero, essendo convinto che senza informazione completa e obiettiva, qualsiasi
Società civile, degna di questo nome, non sarà mai libera, indipendente e ricca di valori.
Apprezzo l'obiettività delle notizie riportate dal giornale "La Stampa", che crescerebbe e migliorerebbe
la qualità del rapporto con i suoi lettori, se, oltre ad alcune pagine di pubblicità, riducesse anche il
prezzo del giornale, almeno per noi studenti. L'inserimento, poi, di un glossario, che potesse spiegare
quei termini di non facile comprensione per la gente comune, sarebbe notevolmente utile a tutti i
lettori. Con le congratulazioni per il servizio che la Sua redazione svolge quotidianamente con
sensibilità e serietà, Le porgo tanti cordiali saluti, estensibili a tutta la redazione.
L'alunno
Giuseppe Alessandro Parafioriti
DELITTO A COGNE: UCCISO IL PICCOLO SAMUELE.
Le stragi in famiglia terrorizzano più delle guerre, perché se c'è un luogo dove si cerca riparo affetto e
comprensione, quello è proprio la famiglia.
Eppure, mercoledì mattina, tra le 8.16 e le 8.24, a Cogne è stato assassinato il piccolo Samuele Lorenzi
di tre anni.
Il delitto è avvenuto in casa Lorenzi, mentre la madre era uscita, per accompagnare il fratello Davide
alla fermata dell'autobus. L'assassino, nascosto a pochi metri di distanza dalla casa, è entrato nella
stanza matrimoniale dalla porta, che Anna Maria aveva lasciato socchiusa..
Secondo le prime indagini del Ris e dell'autopsia, il piccolo Samuele Lorenzi è stato ucciso da una
roncola o da una piccozza con venti colpi.
Difficile dire se l'arma è stata presa in casa nella cantina, dove Stefano Lorenzi teneva un gran numero
di attrezzi.
Si presuppone che l'assassino sia una persona adulta; il particolare emerge dall'altezza negli schizzi di
sangue sul muro. I sospetti cadono all'interno delle mura domestiche, in particolar modo sulla madre,
ma non trovano fondamento e nessun dato concreto. Il padre ha lanciato un appello: "Togliete l'assedio
dalla mia famiglia!" Anche la pediatra del piccolo Samuele definisce Anna Maria, una madre
dolcissima.
La famiglia Lorenzi non ha nemici: potrebbe essere solo la vendetta di un folle che ha
inspiegabilmente soppresso la vita di un bambino innocente e indifeso.
L'alunna
Lucia Ponzo
L'EFFERATO OMICIDIO DEL PICCOLO SAMUELE.
In un piccolo paese Cogne, in valle d'Aosta, un bambino di nome Samuele, è stato ucciso da uno
squilibrato mentale, privo di rimorsi ed insensibile davanti al grido di rabbia e di dolore della famiglia
e degli abitanti della zona.
I cinque punti dell'inchiesta sono: l'arma, i diciassette colpi inferti alla vittima, il pigiama della madre,
l'identità dell'assassino, l'interrogativo se Samuele dormisse o fosse sveglio. Sull'arma del delitto, gli
inquirenti pensano ad un soprammobile a spigolo senza manico.
Sui diciassette colpi, inferti a Samuele, soltanto i primi due sono stati mortali. Il cuore del bambino ha
cessato di battere dopo due minuti; quindi,. non ha vomitato sangue ed era morto quando l' hanno
portato via con l'elicottero.
Si è capito che il bambino non dormiva, ma che era seduto sul letto o in piedi; forse si stava alzando,
perché aveva sentito arrivare qualcuno.
L'omicidio è stato commesso da un adulto, perché i colpi sono stati troppo violenti e la vittima è stata
colpita dall'alto. E' stato anche analizzato il pigiama della madre, perché essendo sporco di sangue,
poteva essere sul letto o forse era stato utilizzato dall'assassino per pulirsi. Capire e scoprire
l'assassino, è molto difficile. Molti investigatori, infatti, stanno lavorando su questo caso, che è uno dei
delitti più atroci dopo quello di Novi Ligure. E' orribile pensare che qualcuno possa infierire così
atrocemente su un bambino piccolo. Chiunque sia stato, è un mostro e dovrebbe essere trattato allo
stesso modo.
L'alunna
Stefania Ricciardo
Il delitto di Cogne
La triste vicenda di Samuele Lorenzi e della sua famiglia sembrerebbe una storia come tante altre.
L'inizio vede una coppia, serena, armoniosa, due persone che si sono conosciute e amate in Valle d
'Aosta.
Ad allietare il quadro nel tempo sono arrivati due bambini. Questo fino a pochi anni fa, quando, a
distruggere quella felicità, è arrivato il male.
Non si sa ancora quale sia il volto dell'omicida, forse ha le sembianze di un malato di mente, di un
pedofilo.
Gli investigatori insegnano che la prima cosa da individuare, per arrivare all'assassino, è il movente
dell' omicidio.
La domanda essenziale, cui va data subito una risposta, è sempre questa. Nel delitto di Cogne a questa
prima domanda non si è ancora risposto.
La pista del pedofilo è stata scartata; inoltre, ci sono anche altri motivi per così dire « tecnici» che non
quadrano.
Un assassino al di fuori alla famiglia avrebbe avuto pochissimi minuti per entrare nella villetta, trovare
Samuele, ucciderlo, lavarsi, cambiarsi gli abiti macchiati di sangue della vittima e fuggire: dalle 8,18
alle 8,23, infatti, la casa e il bimbo sono rimasti incustoditi.
Un altro aspetto è quello delle vie di fuga.
C'è una sola strada percorribile in auto ed è quella percorsa dalla mamma del bambino per andare alla
fermata della scuolabus; un'altra direzione può essere che l'omicida possa essere scappato verso i
campi o verso il paese, ma, nessuno ha visto niente.
Certo è che gli investigatori avranno delle indagini molto complesse da compiere prima di arrivare alla
soluzione del caso.
L'alunno
Antonino Fano Virecci
CONCLUSIONE
LA LETTURA: UN PROBLEMA CHE RIGUARDA TUTTI, PICCOLI E GRANDI.
Quantunque dal 1990, in Italia, si legga di più e il settore dei libri per l’infanzia procede bene,
ancora si legge poco, in modo occasionale e quando rimane qualche ritaglio di tempo libero da altri
impegni di attività e di svago. Non a tutti piace la lettura e, oggi, il leggere per molti è proprio una
fatica. Questo costume tipico della nostra popolazione, messo a nudo peraltro da un’indagine Doxa, si
spiega con il modesto stimolo alla lettura da parte dello Stato, della Scuola e delle famiglie, che fanno
ben poco per suscitare nelle persone adulte e soprattutto nei ragazzi la sete e l’amore del leggere. I dati
a riguardo non sono confortanti: la percentuale degli adulti che leggono un testo non scolastico è
appena del 49,8%; le dotazioni librarie all’interno della Scuola sono modeste, disordinate e, fatta le
debite eccezioni, non esiste la figura istituzionale del bibliotecario che svolge unicamente questa
mansione; infine, non tutti i docenti risultano preparati a promuovere la lettura per la lettura.
Inoltre, da non sottovalutare l’influenza della televisione, del computer, del telefonino e delle
tante altre opportunità quotidiane, vere distrazioni che distolgono l’attenzione dalla lettura, che è un
problema che riguarda tutti, piccoli e grandi. Una Società civile, degna di questo appellativo, non può
rimanere insensibile di fronte a questo fenomeno; al contrario, essa deve promuovere la mentalità del
“leggere per il leggere” sin da piccoli, affidandosi al lavoro serio e responsabile di tutti i docenti di
ogni ordine e grado e non solo di quelli di Lettere.
Migliorare la piccola dotazione libraria di ogni Istituto scolastico, curare l’aggiornamento delle
enciclopedie, l’acquisto di nuovi libri, la funzionalità della sala lettura, dell’emeroteca, favorire i
contatti esterni con altre biblioteche ed incontri con l’autore, far diventare la Biblioteca all’interno di
ogni scuola luogo di lettura, di comunicazione e di incontro sociale, dovrebbero essere i primi passi,
per promuovere il piacere della lettura che risolverebbe un problema che riguarda tutti.
prof. Roberto RIFICI
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