Lunedì 22 ottobre 2012
Speciale Auto & Motori
AUTO USATA? LA VERITÀ IN UN APP
di PAOLO CUOZZO
C
omprare o non comprare un’auto di
seconda mano? In tempi di crisi, col
mercato del nuovo che arretra, quello dell’usato senza dubbio avanza.
Gioco-forza. Ma la ricerca di un’auto usata è
sempre un dilemma e la fregatura sempre
dietro l’angolo. Anche perché una volta acquistata, a meno che non si compri da un
concessionario con tanto di garanzia — ma
anche in questo caso i margini per intervenire sono pochi — c’è poco da fare se la vettura non è come l’abbiamo vista esposta o ha
molte ammaccature che nelle foto di questo
o quel sito internet non si vedevano.
Inutile dire che le difficoltà sono sempre
in agguato. Come si sceglie il modello giusto? Quale chilometraggio può essere accettabile? E così via per cercare di evitare spiacevoli sorprese. La soluzione? Arriva direttamente dallo smart phone grazie alla nuova
App sviluppata da Dekra, tra le principali organizzazioni a livello mondiale, specializzata nei servizi anche per il settore automotive. Un successo, quello della società tedesca
(nata nel 1925) favorito anche e soprattutto
dall’imponente database raccolto nel corso
degli anni. Un libro digitale che segnala tutti i difetti dei vari modelli di auto e li organizza in modo da essere consultati tramite
quest’applicazione gratuita «Dekra Report
Usato», disponibile sia per dispositivi Apple
che Android.
In questo modo, prima di scegliere un’auto usata, la cosa più sensata da fare è dare
un’occhiata e scoprire quali siano i difetti tipici e il grado di difettosità delle varie auto,
un dato evidenziato da Dekra analizzando
15 milioni di veicoli.
A disposizione degli utenti ben 280 modelli, raggruppati in 8 segmenti e a classi di
percorrenza (chilometri/anno). Un esempio
concreto? Se si vuole acquistare una Opel
Corsa D, con un chilometraggio superiore ai
50 mila chilometri, grazie a quest’App sarà
facile scoprire che il 79.7 per cento degli
esemplari non presenta difetti gravi, il 13.2
per cento ha difetti lievi e il 7.1 per cento ha
invece grossi problemi. Per lo più quelli tipici si individuano su sterzo e sospensioni
(sul 4 per cento delle auto), motore (2.4 per
cento), carrozzeria, telaio o abitacolo (1.4
per cento), impianto frenante (8.9 per cento) e impianto elettrico, elettronica, luci
(13.4 per cento).
Un modello esemplare — spiega l’azienda — , con una delle quote di difettosità più
basse fra le automobili di piccola cilindrata.
A chilometraggi molto elevati aumentano
talvolta il gioco ai cuscinetti e ai giunti portanti, nonché le perdite d’olio dal motore e
dagli ingranaggi.
Fra i difetti tipici si segnalano l’ampio gio-
co dei cuscinetti e del mozzo, motore o cambio che si sporcano d’olio e lo squilibrio dell’efficienza frenante. Basterà? Di sicuro, l’applicazione aiuterà gli automobilisti più pigri: coloro, cioè, che prima di comprare una
vettura usata non chiedono magari una visura all’Ania per verificare se la vettura che
si sta acquistando ha avuto incidenti rilevanti e magari è stata rifatta interamente da
un bravo carrozziere; oppure all’Aci o al Pra,
per capire realmente la provenienza, magari
vedere l’età dei precedenti proprietari e così
via. Cose semplice che però, insieme all’App, possono servire per evitare una fregatura.
da 50 anni sempre
al vostro servizio
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Lunedì 22 Ottobre 2012 Corriere del Mezzogiorno
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Anteprima Presentate a Parigi le più importanti novità del prossimo anno
Uno show
da record
B
en dodicimila giornalisti, più di cento ore di servizi televisivi in quattordici giorni di apertura al pubblico. E ancora, cento anteprime mondiali e centotredici nazioni presenti. Questi, solo alcuni
dei numeri che hanno segnato il successo
del salone dell’auto di Parigi che ha chiuso i
battenti non più di una settimana fa. La scorsa edizione, quella del 2010, aveva riscontrato l’adesione di 60 case costruttrici per 323
marchi totali rappresentati, con una presenza di pubblico di oltre 1milion e 200mila visitatori. Quest’anno i visitatori che nelle due
settimane d’apertura hanno affollato gli
stand del motor show sono stati addirittura
1.231.416. Insomma, quello parigino, doveva essere ed è stato il salone dei record.
Un risultato importante anche come risposta alla crisi, perché capace di offrire a tutto
l’ambiente una buona dose di ottimismo.
D’eccezione anche la cornice dell’evento, il
Parco delle Esposizioni attrezzato per l’occasione con nove padiglioni e 96 mila metri
quadrati di spazio espositivo. Anche quest’anno, come in passato il motor show di Parigi è riuscito a cavalcare i grandi cambiamenti nel settore automobilistico, in particolare nei settori della sicurezza, della nuova
energia e dell’ambiente, nel comportamento
in campo industriale e dei nuovi consumatori. Nonostante la circolazione dei prodotti e
dei mercati automobilistici verso i paesi
emergenti ha confermato il suo fascino e consolidato la sua posizione di prima Fiera mondiale.
Non sorprende dunque che il salone, nonostante si tenga solo ogni due anni, sia comunque considerato come uno dei più importanti eventi legati al mondo dell’auto.
Non si deve poi dimenticare che il Mondial
de l’automobile, questo il suo nome ufficiale, ha dalla sua anche una lunga tradizione.
Si tratta infatti del più antico motor show
al mondo. La prima edizione fu voluta dal
pioniere automobilistico Albert de Dion nel
lontano 1898 grazie ad Albert de Dion. In
quegli anni il nome della kermesse era «Sa-
Più di un milione di visitatori
per il salone d’Oltralpe
lon de l’Automobile» e lo fu fino al 1986.
Guardando alle vere protagoniste della
kermesse, spazio non solo ai modelli più
commerciali. A Parigi non sono mancate anche le spuer sportive che, nonostante i prezzi, hanno saputo giocare un ruolo importante. A dominare la scena, naturalmente: Ferrari, Lamborghini, Maserati, Porsche, Mercedes ed a sorpresa la Peugeot che nell’occasione ha mostrato la Onyx. Una vettura straordi-
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Il numero delle nazioni che quest’anno sono state
rappresentate al salone dell’auto di Parigi. Un risultato
che conferma il ruolo di primo piano dell’esposizione
12mila
Il numero dei giornalisti che si sono accreditati nei 14 giorni
di expò, dando vita a più di cento ore di servizi televisivi
nei quali hanno trovato ampio spazio tutte le nuove proposte
naria che ha lasciato a bocca aperta anche
molti degli addetti ai lavori. Alimentata da
un motore sportivo di 3,7 litri da ben 600 cavalli, la Onyx è dotata anche di un’unità elettrica da 80 cavalli, alimentata da batterie a ioni di litio posizionate sotto il pianale e in grado di ricaricarsi in frenata.
Semplicemente strabiliante la soluzione
adottata per il serbatoio del carburante in cristallo e collocato al centro della consolle. Ovviamente a Parigi, tra le sportive, non potevano mancare i marchi italiani, tra i quali Maserati che ha mostrato la versione cabrio del
top di gamma Gran Cabrio MC. Una vera a
propria gran turismo da corsa senza tetto, simile alla coupè per aspetto ed alimentata da
un V8 di 4,7 litri che eroga ben 450 cavalli.
Dal canto suo, Lamborghini ha invece continuato a puntare sul classico. Sia nel design
che nella tecnica, dove spiccano i potenti motori endotermici.
Così, a Parigi la casa italiana ha presentato
un restyling della Gallardo, con due versioni
inedite: la LP 560-4 e la LP 570-4 Edizione
Tecnica. Invariate le motorizzazioni, con il
V10 a farla da padrone. Questi solo alcuni dei
modelli e dei numeri che hanno fatto grande
la kermesse della capitale francese. Già fissato il prossimo appuntamento con il salone
parigino che sarà nuovamente protagonista
nel 2014, stavolta dal 4 al 19 ottobre.
Raffaele Nespoli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Le protagoniste del 2013
Dalla Fiesta alla Polo,
ecco le più gettonate
E Opel lancia la Adam
T
ra le vetture commerciali che hanno fatto girare la
testa ai visitatori del salone dell’auto di Parigi, una
delle stelle è stata certamente la nuova Ford Fiesta
sempre più tecnologica e accattivante. Le modifiche principali riguardano soprattutto il frontale che presenta oggi
una griglia anteriore trapezoidale, nuovi fari anteriori con
luci diurne a Led incorporate, un nuovo cofano motore e
una nuova illuminazione per i fari posteriori. Un piccolo
restyling interessa anche gli interni con materiali sempre
più confortevoli e una migliorare ergonomia dell’abitaco-
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Corriere del Mezzogiorno Lunedì 22 Ottobre 2012
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Concept Perfetto mix tra tecnologia e stile
Smart Forstars,
la piccola cittadina
diventa Suv
Sopra, la performante Lamborghini
Lp 560 - 4; in basso la Onyx, super sportiva
di casa Peugeot (per ora solo un prototipo)
che unisce stile e innovazione
lo grazie anche ad un rinnovato quadro strumenti. Per quanto
riguarda i propulsori, il motore che avrà senza dubbio maggior successo sarà il nuovo e rivoluzionario tre cilindri 1.0 litri
EcoBoost, il best in class nella categoria di motori più efficienti e più ecologici. Il piccolo propulsore avrà una potenza da
100 e 120 cavalli. Dalla Opel spazio invece alla citycar Adam,
diretta concorrente della Fiat 500 e del piccolo Suv Mokka.
Nessuna degna rivale invece per la Volkswagen Golf, giunta
ormai alla settima generazione con 29 milioni di esemplari
prodotti, leader indiscussa di tutte le classifiche. La stella tedesca è frutto della matita di Walter de Silva e dei risultati
della nuova piattaforma di Wolfsburg grazie alla quale è stato possibile ridurre il peso dell’auto di ben 100 chili e i consumi fino al 23 per cento. Tra le italiane, particolarmente
attesa ed apprezzata la Panda 4x4, anche questa una piccola
icona del settore. Gli altri modelli Fiat al momento restano
ben chiusi nei cassetti dei progettisti in attesa di tempi migliori. Importanti i cambiamenti in casa Renault dove si è
puntato con forza sulla nuova Clio. La cittadina di casa Renault è apparsa completamente rivoluzionata nel design (la
firma è del capo dello stile della casa francese, l'olandese
Laurens Van den Acker) ma anche nei contenuti tecnologici
grazie ad un concetto completamente rivisto di connettività
garantita dal nuovo sistema multimediale R- Link. Con questo modello la casa francese conferma la sua attenzione ai
giovani, lanciando un messaggio chiaro sia in fatto di stile
che in fatto di prestazioni.
R. Nes.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Verde, senza rinunciare alla grinta
S
mart Forstars, è questo
il nome della concept
car che oltre ad un look
accattivante vede dalla sua anche una grande attenzione
per l’ambiente. Il prototipo ha
tutta l’aria di un Suv a due posti, con una carrozzeria da
coupé rivestita con pannelli
colorati in materiale plastico.
Sotto il cofano batte poi il cuore verde della piccola (non
più piccola) Smart, un motore elettrico da 82 cavalli di potenza alimentato da una batteria al litio. La Smart Forstars
punta con decisione sull’allegria delle forme e sulle dotazioni hi-tech: nel cofano addirittura un videoproiettore che
può mostrare su una superficie davanti all’auto video ed
immagini contenute in un
iPhone. Spazio anche alla musica con un impianto audio
dotato di diffusori per i toni
bassi posizionati nelle aperture di ventilazione dietro le
porte, progettato per riprodurre il suono dei film proiettati.
Cambiando genere, altra concept che ha riscosso particolari consensi è quella di Nissan,
la tecnologica "Terra". Anche
in questo caso si tratta di un
Suv, ben più grande di quello
proposto da Smart ma altrettanto ecologico e tecnologico.
TeRRA monta infatti una propulsione elettrica a celle di
combustione. In particolare il
motore elettrico è un Qu per
le ruote anteriori, mentre due
motori elettrici Pivo alimentano ognuna delle due ruote po-
Hi-tech
Tra le caratteristiche
principali della Samrt
Forstars c’è
sicuramente la sua
capacità di stupire in
fatto di dotazioni
tecnologiche e di
tenere
il conducente
in contatto con
il mondo. Tra
i numerosi accessori
al posto del classico
specchietto
retrovisore interno
c'è uno smartphone,
collegato ad una
videocamera che
visualizza cosa
succede dietro
la vettura.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
steriori, e i tre motori sono alimentati da celle a idrogeno
che si trovano sotto il bagagliaio. Tutto questo per un Suv
4x4 che nella presentazione
dell’azienda giapponese dovrebbe garantire zero emissioni. Fondamentale per i successo di questa concept car anche il design avveniristico,
l’eccezionale capienza interna
e una dotazione tecnologica
all’avanguardia. Spazio insomma all’innovazione, con proposte che sanno coniugare stile ed alto contenuto tecnologico. Un primo e importante
banco di prova per i modelli
che a stretto giro di posta potrebbero conquistare nuove
fette di mercato.
Raimondo Nesti
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Allestimenti Disponibile a 4 o 5 posti e nelle versioni Pop, Easy, Lounge e Trekking
Ecco il turbo pulito
Presentata la nuova motorizzazione a metano e benzina della Fiat Panda
I
l 20 e 21 ottobre scorsi, presso la rete
di vendita Fiat italiana, si è svolto il
«porte aperte» dedicato alla nuova
Panda TwinAir Turbo Natural Power
da 80 cavalli, la prima vettura al mondo
equipaggiata con un piccolo motore bicilindrico turbocompresso, alimentato a
metano/benzina, pieno di brio, con un'elevata potenza specifica e coppia, che concilia in maniera perfetta la riduzione dei
consumi e il divertimento di guida.
Disponibile nelle configurazioni a 4 o
5 posti e negli allestimenti Pop, Easy,
Lounge e Trekking — i prezzi di listino
sono rispettivamente di 13.950 euro,
14.700 euro, 15.950 euro e 17.450 euro
— la nuova Fiat Panda 0.9 TwinAir Turbo Natural Power da 80 cavalli assicura
ridotti livelli di Co2 (86 grammi per chilometro) e consumi contenuti (3,1 chili
per 100 chilometri sul ciclo combinato
di omologazione) con l’alimentazione a
metano. In particolare, il dato sulle emissioni è un record assoluto tra le vetture
del Gruppo Fiat ed uno dei valori più bassi dell’intero mercato.
Senza contare che l’alimentazione meta-
no assicura costi chilometrici di percorrenza di gran lunga inferiori rispetto alle
versioni benzina, tanto che è possibile coprire con la medesima spesa il doppio dei
chilometri. Un esempio? In Italia, con meno di 12 euro di metano la Panda TwinAir
Turbo Natural Power percorre fino a 340
chilometri. Eccellente anche l’autonomia
che, a fronte di un miglioramento delle
prestazioni del 30%, è aumentata di circa
il 10% se confrontata con la Panda Classic
1.4 Natural Power.
Accompagnano il lancio commerciale
della nuova Panda a metano i primi due
spot realizzati dall’agenzia Leo Burnett e
diretti dal regista Daniel Benmayor. In onda sulle principali emittenti televisive nazionali, i filmati pubblicitari illustrano in
modo simpatico e innovativo, le capacità
«esagerate» di Fiat Panda che consentono
di superare le piccole e grandi difficoltà
della vita quotidiana.
A raccontarle con graffiante ironia, l’inconfondibile voce di Piero Chiambretti
che continua ad essere testimonial della
nuova saga televisiva. In particolare, grazie alle ultime tecnologie digitali, nel pri-
Nella foto, la prima auto firmata dagli operai
mo spot la city-car Fiat si trasforma in un
agile scooter che affronta con disinvoltura il traffico urbano mentre nel secondo
assume le sembianze di un aereo cargo,
un simpatico Beluga che vanta uno straordinario spazio modulabile e il bagagliaio
più grande della categoria.
Chiude il messaggio promozionale:
«Nuova Panda da oggi anche a metano.
Meno di 12 euro per un pieno. Tua con
anticipo zero e tasso zero».
Infatti, fino al 31 ottobre 2012, la nuova
versione di Panda – come le altre vetture
Fiat Natural Power (benzina/metano) e
EasyPower (benzina/GPL) – è protagonista di una vantaggiosa promozione. Grazie anche al contributo delle concessionarie italiane, il cliente può usufruire di un
ecobonus Fiat che, a secondo del modello
scelto, può raggiungere i 5 mila euro.
Non solo, l’acquirente può accedere ad
un vantaggioso finanziamento Sava a 48
mesi con anticipo 0 e Tan 0 per cento. A
queste agevolazioni immediate si aggiungono i risparmi dell’impiego quotidiano
della vettura, basti pensare che il costo
chilometrico dei propulsori a metano è
meno della metà delle motorizzazioni a
benzina.
Ma i vantaggi del metano non si fermano ai consumi. In alcune regioni italiane
le vetture con questa alimentazione sono
esentate dal pagamento della tassa di possesso per cinque anni e – se l’impianto è
installato in fabbrica, come nel caso dei
modelli Fiat – anche per tutta la vita dell’auto.
Dunque, la Panda TwinAir Turbo Natural Power è la scelta in più di un modello
che soddisfa molteplici esigenze di utilizzo, come recita il nuovo claim «esageratamente Panda».
Peculiarità oggi ancora più forte con
l'introduzione delle nuove versioni Natural Power, 4x4 e Trekking con sistema
«Traction+» che vanno ad arricchire l’offerta più ampia e versatile della categoria
con 6 motorizzazioni, 3 trazioni, 3 trasmissioni, 5 allestimenti, 12 colori di carrozzeria, 13 ambienti interni e 7 stili di
cerchi diversi per oltre 850 combinazioni
possibili.
Antonio Scolamiero
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il focus Per loro la nuova versione adotta un sistema di trasmissione «Torque on demand» che entra in funzione automaticamente
La prima citycar a quattro ruote motrici
Oggi la nuova Panda 4x4 si conferma
una vettura «tuttofare» pronta
ad affrontare tutti i terreni possibili
L
a Fiat Panda 4x4 è l’unico modello a
trazione integrale del segmento A. Erede di un best seller che fece la sua prima apparizione 29 anni fa affermandosi come la più piccola e intrigante «esploratrice» della categoria, oggi la nuova Panda a
trazione integrale si conferma una vettura
«tuttofare» pronta ad affrontare con la stessa disinvoltura mulattiere di montagna e
«giungla» urbana. Oltre a una dotazione di
serie capace di soddisfare il più esigente
dei clienti, dal punto di vista tecnico, la
nuova Panda 4x4 migliora ancora una volta se stessa e si dimostra una degna concorrente di vetture off-road dalle dimensioni
(e dal prezzo) ben più importanti.
Proposto a cinque porte, il modello misura 368 centimetri di lunghezza, 167 di larghezza e 160 di altezza. Il passo è di 230 cm
mentre la carreggiata anteriore è di 141
centimetri e quella posteriore è di 140. Caratterizzata da marcate linee geometriche
dei paraurti anteriori e posteriori, completi
di riporti estetici color alluminio a sottolineare la presenza della protezione metallica sotto-scocca, la nuova Panda 4x4 può
«vestire» due inediti colori di carrozzeria:
l’arancio Sicilia (pastello) e il verde Toscana (metallizzato). All’interno, rispetto alle
versioni 4x2, spiccano alcune novità come
una nuova variante verde per la fascia che
incornicia strumentazione e tascone porta-oggetti, i sedili in tessuto dal design specifico in tre tinte (verde, sabbia, zucca) arricchiti da dettagli in eco-pelle e un ulteriore vano porta-oggetti in aggiunta ai 14 già
Proposto a cinque porte, il modello
misura 368 centimetri di lunghezza,
167 di larghezza e 160 di altezza
Il passo è di 230 centimetri mentre
la carreggiata anteriore è di 141
presenti sulle versioni 4x2.
Panda 4x4 è una vettura dalla spiccata personalità che saprà conquistare clienti esigenti, amanti dell'avventura e della vita all’aria
aperta. Per loro la nuova versione adotta un
sistema di trasmissione «Torque on demand» che entra in funzione automaticamente quando occorre, permettendo di superare con disinvoltura qualunque situazione. Inoltre, Panda 4x4 propone di serie il sistema Esc (Electronic Stability Control) completo di funzione Eld (Electronic Locking Differential), un ulteriore ausilio alla guida e allo spunto in partenza su percorsi a scarsa
aderenza (neve, ghiaccio, fango ecc.).
In più la Panda 4x4 dispone anche di tutte
quelle caratteristiche dinamiche e di
comfort che le consentono di superare comodamente percorsi lunghi e impegnativi
grazie soprattutto allo schema delle sospensioni rinnovate - a ruote indipendenti di tipo Mc Pherson per l'anteriore, a ruote interconnesse tramite ponte torcente al posteriore - e al cambio a 6 marce con prima accorciata, in abbinamento al motore TwinAir
Turbo, che accentua le doti off-road del modello garantendo un eccellente spunto nelle
partenze in salita. Infine, contribuiscono alla
massima aderenza su ogni superficie l'adozione di pneumatici specifici 175/65 R15 84T
M+S.
A. S.
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Risparmio garantito Con la versione metano, 100 mila chilometri con 7 mila euro in meno rispetto al benzina
Mercedes, ecco la Classe B
Tecnologia e affidabilità,
ecco il paradigma tedesco
per conquistare il mercato
A
ffidabilità, tecnologia e stile.
Tre punti chiave per le case costruttrici tedesche che, tra quelle che meno di tutte hanno risentito degli effetti della crisi.
Tra le nuove proposte, impossibile
non guardare alla Mercedes che punta
oggi sulla nuova Classe B Natural Gas
Drive. Auto che ha suscitato grande interesse al salone di Parigi, non solo per
le linee che distinguono il marchio, ma
anche per i consumi ridotti garantiti
dal sistema di alimentazione. Che in
tempi di caro benzina non è mai male.
La nuova nata dovrebbe essere in concessionaria a partire dal prossimo anno. Ottima la disposizione dei serbatoi
di metano che sono alloggiati sotto i sedili posteriori e hanno una capacità di
125 litri, pari a 21 chili, mantenendo invariato lo spazio nel bagagliaio. Peggiori le «prestazioni» del benzina che ne
contiene appena 12: del resto le vetture
a gas non sono convenienti se si utilizzano carburanti diversi. Il motore
bi-fuel di 2 litri da 156 cavalli ha un’autonomia di 500 chilometri e consumi ridotti e la nuova Classe B è già in regola
con le disposizioni Euro 6. Con la la
Classe B «Natural Gas Drive», inoltre, il
risparmio è garantito. L’auto percorre
infatti 100 mila chilometri, e secondo la
casa madre il risparmio calcolato è di 7
mila euro rispetto alla versione analoga
a benzina e di 3.600 rispetto alla diesel.
Buone anche le prestazioni, da 0 a 100
in 9 secondi circa.
Anno positivo anche per Bmw, Audi
e Wolksvagen. Guardando ai dati, nel
2012 le vendite in molti casi sono addirittura aumentate. A marzo Bmw ha incrementato le vendite del 12 per cento,
portando complessivamente il primo
trimestre del 2012 ad un più 11,2 per
cento. Anche Audi ha reso noto di aver
registrato a marzo un forte aumento
delle vendite, addirittura del 14,1 per
cento, raggiungendo la quota di
143.500 vetture. Stesso discorso per il
gruppo Wolksvagen che dall'inizio del
2012 ha consegnato 1,81 milioni di veicoli, il 9,4 per cento in più dello stesso
periodo nell’anno precedente. Guardando in casa Wolkswagen sono almeno
due le auto di punta: la nuova Golf 7 e
la piccola Up. La Golf 7 è più leggera di
100 chili ripetto alla precendente e quindi più efficiente nei consumi e nelle
emissioni, 6 centimetri di passo in più
che migliorano la spaziosità degli interni e aggiungono 30 litri al bagagliaio (fino agli attuali 380). Credenziali decisamente buone quelle della Golf VII generazione, ma Volkswagen non si accontenta e al Salone di Parigi ha portato, a
sorpresa, anche la versione sportiva
GTI e la diesel BlueMotion.
L’altra, la piccola Up ha invece di recente ottenuto le cinque stelle Euro
Ncap. La nuovissima city car, ora anche
5 porte, è stata premiata anche con
l’Advanced Award per l’innovativo sistema di frenata di emergenza «Emergency City Brake». Un risultato particolarmente importante perché nessun
modello della sua categoria ha mai conquistato entrambi i riconoscimenti e a
tutt’oggi rimane l’unica. Guardando in
casa Audi, invece, onore alla A 7 Soprtback. Una vettura capace di fondere
l'immagine della berlina alla funzionalità della Avant e al dinamismo del
coupé. Elegante sia dentro che fuori. Il
concept interno, infatti, avvolge il conducente e il passeggero trasmettendo
un gradevole senso di protezione e di
sicurezza. Comodo il cruscotto orientato al conducente e anche la consolle
centrale, mentre eleganti inserti definiscono l'abitacolo accentuandone il design con una linea perimetrale. Importante, come sempre, anche l’apporto tecnologico. Con l’innovativo «Mmi touch» è
possibile comandare il navigatore, gestire la riproduzione degli impianti media e telefonare: tutto «con un dito» e
senza distogliere lo sguardo dalla strada. Non da meno la risposta di Bmw,
con la serie 7 berlina, che si distingue
per sportività ed eleganza. La grande calandra a doppio rene trasmette grande
personalità e la linea marcata della spalla si estende per tutta la lunghezza della
vettura, si raccorda alle maniglie delle
porte fino a sfumare nel potente posteriore con gruppo ottico. Tra le diverse
motorizzazioni particolarmente interessante il propulsore Turbo TwinPower a
dodici cilindri benzina sviluppato per
creare nuovi standard e superare ogni
aspettativa.
A sinistra
la nuova
Mercedes
Classe B
Natural Gas
Driver
Sopra la Golf 7,
a destra l’Audi
A 7 sport,
sotto
la piccola Up
piccola cittadina
di casa
Wolksvagen
Renato Nappi
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All’avanguardia Soluzioni innovative per le linee della nuova nata. Nasce così un prodotto unico, capace di creare un nuovo segmento
Arriva la Jaguar XF Sportbrake,
station wagon dal cuore sportivo
P
uò una super sportiva per eccellenza adattarsi alle forme della
station wagon? Sì, e la prova è
nella Jaguar XF Sportbrake. Il nuovo
medello della gamma XF si ispira infatti alle più moderne station wagon.
Sia per versatilità, sia per funzionalità. Evidente il riferimento alle linee
coupè che hanno determinato il successo della berlina, una soluzione
che da vita ad un prodotto unico capace di creare un nuovo segmento.
La XF Sportbrake promette di essere
d’appeal per una clientela più ampia,
rappresentata dagli estimatori delle
station wagon di segmento D-E e dai
possessori dei Suv. Guardandola un
po’ più in dettaglio, la Jaguar XF Sportbrake è dotata di un frontale e di un
profilo laterale che ricordano da vicino le caratteristiche che hanno decretato il successo della XF berlina, ma
la parte posteriore dell’auto è stata
completamente ridisegnata dal montante centrale per ottenere una linea
sportiva ed accattivante in grado di
non compromettere lo spazio interno e la capacità di carico. Il portellone posteriore con sistema lavavetri e
chiusura «soft-close», ha uno spoiler
integrato che incorpora luci di posizione a Led e cristallo oscurato; sul
tetto delle esclusive barre integrate
di colore lucido (che consentono
montaggio di accessori). Gli esterni
della Sportbrake divengono ancor
più audaci con l’«Aero Pack», che include un paraurti anteriore con prese
maggiorate, minigonne laterali ed
un più ampio spoiler sul portellone
posteriore. Particolarmente interes-
Carattere sportivo
e capienza
da familiare
per la nuova
Jaguar Sportbrake
santi le motorizzazioni. Infatti, in
considerazione della domanda di
mercato, la XF Sportbrake è disponibile solo con motorizzazioni Diesel.
Con il 13MY si è data priorità all’incremento di potenza e alla riduzione
di emissioni e consumi di tutte le motorizzazioni della gamma: le 3.0 V6
Diesel (sia 240 cavalli che 275 cavalli) introducono la tecnologia
Stop/Start (prima disponibile solo
sul 2.2D). La potenza del motore
2.2D sulla Sportbrake come per le
berline XF 13MY, è stata incrementa-
ta da 190 cavalli a 200 cavalli. Il valore di emissione CO2 sul 2.2D di solo
135g/Kmh, rende la XF sempre più
competitiva. Altri punti di forza della
XF Sportbrake sono poi le sospensioni ad aria autolivellanti al posto delle
convenzionali molle elicoidali. Si tratta di sospensioni che permettono di
mantenere un eguale assetto anche
in condizioni di carico pesanti. Quanto ai cerchi, la XF Sportbrake monta
gli stessi della berlina.
R. Nes
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Internazionale Team da tutto il mondo alla conquista della Sicilia
Il mito
Una sfida
d’altri tempi
Triumph Tr3 A,
velocità e stile
senza precedenti
D
alla Campania alle asperità della Sicilia per rappresentare Napoli in una
delle gare più rinomate tra gli appassionati di auto d’epoca: il Raid dell’Etna. Per il secondo anno consecutivo Pasquale
Litterio, che oltre ad essere un rinomato avvocato nel panorama cittadino è anche sportivo di
razza e musicista di classe, ha accettato la sfida.
E stavolta in Sicilia c’è andato con un’altra delle
stelle che compongono il suo garage, la Austin
Healey Sprite Mk1 Frog Eye. Una macchina decisamente brillante con la quale ha percorso i mille chilometri del tracciato, tra prove cronometrate e di abilità. Al suo fianco, proprio come lo
scorso anno, il navigatore e amico Antonello
Somma. Litterio, vale la pena ricordarlo, l’ultima volta era sbarcato in Sicilia con la sua Citroën del 1953, e alla fine era riuscito a conquistare un ottimo piazzamento. Stavolta però la
sorte gli ha giocato un brutto scherzo. «Proprio
nelle fasi salienti della sfida — spiega Litterio
— la macchina ha cominciato a fare i capricci.
Sino a quel momento eravamo tra i primi della
corsa. Poi, a causa di questi guai, abbiamo iniziato a perdere terreno». E i guai dei quali parla
Litterio non sono stati da poco, inspiegabilmente la Frog Eye ha iniziato a sobbalzare ad ogni
accenno di salita. Qualche colpo, problemi di
carburazione, il motore che si ferma. Inutili tutti i tentativi di risolvere al volo il problema e
riprendere la testa della corsa.
Inutile anche la sostituzione di candele e collegamenti elettrici. Solo smontando il carburatore si è potuto arrivare alla verità.
«Dalla pompa della benzina — racconta Litterio — è venuta fuori acqua. A tutto avrei pensato ma non a quello, ce ne stava abbastanza da
riempire una bottiglia». Ecco spiegato il mistero delle difficoltà in salita e i problemi di carburazione. In una delle soste, nel bel mezzo del
Buon risultato per i napoletani
impegnati nel Raid dell’Etna
nulla, l’equipaggio deve aver fatto rifornimento di «benzina sporca», un mix di carburante e
acqua che in breve tempo ha messo ko la piccola Frog Eye. Eppure, a ben vedere, neanche la
sfortuna ha domato l’indole e il temperamento
del pilota partenopeo, che non si è mai arreso, e
sopportando nella sua decappottabile temperature oltre i 39 gradi ha portato a termine la stragrande maggioranza delle prove previste. Una
determinazione che alla fine ha convinto gli organizzatori ad assegnare al fuoriclasse partenopeo, definito «il pilota più agguerrito e veloce
del Raid», e al suo co-driver, una menzione speciale ed una coppa per «essersi distinti per caparbietà, tenacia ed ostinazione volte a condurre al traguardi la loro piccola Austin Healey, afflitta da reiterati problemi di meccanica». Una
grossa mano per l’avvocato partenopeo è venuta dal centro assistenza Porche di Catania di Rosario Palazzo che con impeccabile professionalità durante la gara ha fatto di tutto per risolvere
ogni problema. Al di là del lato sportivo c’è poi
da sottolineare la perfetta gestione della kermesse, che anche quest’anno ha coinvolto piloti e
Menzione speciale
Al fuoriclasse partenopeo, definito «il pilota
più agguerrito e veloce del Raid», e al suo co-driver,
è anfata una menzione speciale: «Per essersi
distinti per caparbietà, tenacia e ostinazione»
team provenienti da ogni parte del mondo: Argentina, Brasile, Germania (15 equipaggi), Svizzera (12), Belgio, Lussemburgo e tanti altri.
«L’atmosfera che si respira — conclude Litterio
— è veramente unica. In pochi giorni si riesce a
fare amicizia con tutti, nonostante ci sia una
grande rivalità a macchine ferme c’è sempre
una grande allegria nel gruppo. Non posso che
complimentarmi con Stefano Consoli, Giovanni
Spina, Aldo di Paola, Mario Seria e Nicola Calcara, responsabili dalla Scuderia del Mediterraneo, associazione catanese di vetture storiche».
Sono loro che anche quest’anno (per la quindicesima edizione) hanno brillantemente organizzato la gara. Una sfida vissuta anche quest’anno su strade arse dal sole ma che poi, spenti i motori, fa vivere ai concorrenti momenti
unici alla scoperta di residenze nobiliari, aperte
esclusivamente per i partecipanti in occasione
di pranzi o di cene. Non è mancata ovviamente
anche una gita per le Eolie, isole che i piloti e i
loro accompagnatori hanno visitato con un battello privato. Ora, terminata questa quindicesima edizione del Raid si pensa già al prossimo
appuntamento che vedrà nuovamente impegnati piloti, navigatori, meccanici, accompagnatori e tutto lo staff. Appuntamento al prossimo 29 settembre per un nuovo, appassionante
itinerario sulle strade siciliane, alla scoperta
dei luoghi meno noti dell’isola e delle più belle
dimore nobiliari.
Raffaele Nespoli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
In alto, tutti i partecipanti al Raid dell’Etna
riuniti su una delle scale pià caratteristiche
dell’isola di Lipari; a sinistra la Austin
Healey Sprite Mk1 Frog Eye di Litterio
durante una delle prove cronometriche;
a destra l’equipaggio partenopeo
si misura con gli avversari
su un percorso cittadino
Tra le auto che compongono la scuderia
di Litterio anche una grintosa Triumph
Tr3 A del ‘58. Una macchina che stupisce
per maneggevolezza e potenza, e cattura
tutti con le sue forme sinuose. Proprio
con la Triumph l’avvocato e pilota
partenopeo avrebbe dovuto prendere
parte al Raid dell’Etna, ma alla fine una
serie infinita di guai tecnici lo hanno
costretto ad un cambio di rotta. Ad ogni
modo la Tr3 A resta tra le preferite di
Litterio. Rispetto ai precedenti modelli,
l’auto prevede una mascherina più
ampia, fari leggermente arretrati e freni
anteriori a disco: la prima auto al mondo
a montarli di serie. La potenza del
motore crebbe fino a 101 cavalli,
assicurando al roadster inglese
prestazioni che per l’epoca erano
veramente eccellenti. L’ultima evoluzione
del modello fu la Tr3 B del 1960, con
motore maggiorato. Il modello uscì di
scena nel 1962, quando fu lanciata una
roadster completamente nuova: la Tr4.
Dalla Tr3 A la carrozzeria torinese
Vignale su design di Giovanni Michelotti,
derivò una versione coupé: la Triumph
Italia 2000 Coupé, costruita dal 1959 al
1962 in 329 esemplari. Va detto che le
denominazioni Tr3 A e Tr3 B non sono
mai state ufficialmente adottate dalla
Triumph Motor Company, ma sono
derivate dall’uso comune; in particolare
la A nella Tr3 A stava per America, visto
che il modello era destinato in gran parte
al mercato d’oltremanica. Tra le curiosità
che accompagnano la nascita di quella
che in seguito sarebbe diventata una vera
e propria stella, una riguarda Ken
Richardson (esperto collaudatore) che
dopo aver testato la Triumph Tr 20 Ts la
liquidò dicendo: "È la peggior macchina
che abbia mai guidato, una trappola
mortale". Un duro colpo per il prototipo,
praticamente definitivo, della nuova
roadster della casa inglese, esposto già al
London Motorshow del 1952. Eppure, il
commento di Richardson, fatta davanti ai
tecnici impietriti e al numero uno di
Triumph ebbe effetti positivi: fu invitato
a testare a lungo l’auto e a contribuire
per eliminarne i difetti.
R. Nes.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Guardando al futuro Nuovi allestimenti e tanta tecnologia a bordo
Una Clio
tutta nuova
I
l best seller di Renault torna in una versione completamente rinnovata. Si parla
naturalmente di Clio, diventata negli anni un vero e proprio punti di riferimento sul mercato, con circa 12 milioni di unità
vendute dal 1990. E proprio a partire dalle
qualità della cittadina più amata di sempre,
adatta ad ogni occasione nella vita quotidiana, Renault presenta l’inedita Nuova Clio,
che mette l’accento sulla seduzione, aggiungendo l’emozione ai suoi fondamentali. Per
svelare il Dna di questo nuovo gioiellino le
concessionarie Renault hanno previsto uno
speciale porte aperte anche nel prossimo
week end.
Cosa aspettarsi? Anzitutto una vera e propria rivoluzione che porta il nome di «Smart
nav» e Renault «R-Link», la nuova Clio ha
compiuto infatti un importante passo tecnologico in avanti, e con la sua offerta di personalizzazione accessibile a tutti si adatta ai gusti di ciascuno. Migliorata anche la versatilità, grazie alla tenuta di strada e all’ulteriore
miglioramento del comfort del telaio, equipaggiato con motorizzazioni leader per consumi ed emissioni di CO2 ai vertici del mercato dei Diesel, sulla versione Ecobusiness riservata alle aziende. Potenziata anche la capacità di carico grazie al vano bagagli di grandi
dimensioni. Progettato con il massimo rigore, prodotto secondo i più esigenti standard
qualitativi di Renault, il modello punta all’eccellenza in tema di sicurezza attiva e passiva,
e non a caso ha ottenuto le 5 stelle ai Crash
Test EuroNcap.
Spinta dalla passione dei suoi progettisti,
Nuova Clio dimostra di avere sempre «tutto
di una grande», per offrire una risposta razionale ed emozionale alle attese e alle esigenze
del mercato. All’interno la nuova Clio offre 7
varianti: 4 tinte (Nero, Rosso, Blu e Avorio) e
2 motivi «Black» e «Sport», abbinati ai 2
stripping esterni in esclusiva sulle rispettive
Limited Edition. Queste decorazioni sono applicate su volante, maniglie delle porte, base
della leva del cambio e contorno delle bocchette di ventilazione. I motivi sono direttamente integrati negli elementi, con una tecnologia di tipo «inser molding».
Sul livello Energy, per l’ambiente interno
si può scegliere tra 4 tinte: Nero, Rosso, Blu
o Avana, applicabili sulla fascia della plancia
e i pannelli delle controporte, con un richiamo sulle sellerie nella tinta corrispondente.
Ciascun ambiente può essere completato
con i copri tappetini coordinati (disponibili
tra gli accessori). Elementi di novità sono
poi le dotazioni tecnologiche, tra le quali una
Il «best seller» Renault
più accattivante che mai
radio bluetooth per l’ascolto di musica da lettori portatili in streaming audio e la telefonia
vivavoce. La radio può recuperare i contatti
(in funzione dei modelli di telefono), il microfono è integrato nel veicolo e l’elaborazione del suono è ottimizzata. Tutte le radio
hanno una presa Usb per ricaricare e pilotare
i lettori audio portatili o il telefono. Altra novità è poi lo Smart Nav (di serie su due dei
tre livelli di equipaggiamento) con il navigatore Nav & Go con display 2D e 3D (Birdview). Grazie alla porta Usb e all’interfaccia
Web dedicata, è possibile anche aggiornare i
contenuti delle mappe Navteq.
Altro punto di forza della nuova Clio è poi
la sicurezza. Tra i sistemi che rendono più
semplice la guida si distingue, ad esempio,
l’assistenza alle partenze in salita. Quando il
piede del conducente rilascia il pedale del fre-
no, il sistema, abbinato all’Esc mantiene l’auto immobile sul pendio per un tempo di 2
secondi. Quando il conducente accelera, il sistema si disattiva progressivamente. Tutte le
versioni sono equipaggiate con l’insieme
Esc, Asr, Abs e Afe, e servosterzo ad assistenza variabile elettrica e tutte propongono,
inoltre, il limitatore di velocità di serie.
Nuova Clio dispone anche di lampeggiatori con «modalità autostrada», molto comoda
in sorpasso, che attiva tre volte il lampeggiatore dopo un unico impulso sul comando.
Sul fronte della praticità la nuova Clio abbandona poi la chiave a vantaggio della card
elettronica, associata alla funzione apertura
e avviamento senza chiave. Su tutte le versioni c’è anche volante regolabile in altezza e
profondità. Non mancano retrovisori elettrici auto sbrinanti e alzacristalli elettrici.
Anche dal punto di vista dei consumi la
stella di casa Renault non ha nulla da invidiare alle sue rivali. La gamma di motorizzazioni benzina e Diesel è stata infatti ampiamente rinnovata. I due nuovi motori benzina
Energy TCe 90 e TCe 120 Edc associano consumi ed emissioni di CO2 particolarmente ridotti ad autentiche sensazioni di accelerazione e ripresa. In tema di Diesel, il propulsore
Energy dCi 90 di nuova generazione, rivisto
in profondità, permette a Nuova Renault
Clio di battere record di sobrietà, con un piacere di guida preservato. Consumi ridotti anche grazie ai nuovi pneumatici a bassissima
resistenza al rotolamento.
Grazie alla specifica mescola di gomma,
questi pneumatici contribuiscono a ridurre i
consumi e il livello di CO2. Ottimizzati anche
molti altri elementi come: cerchi, linea di scarico, sospensioni del motore, arresti delle
porte, traversa della plancia, sottoscocca, impianto frenante, barra antirollio (cava), e assi di trasmissione.
Raimondo Nesti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La Nuova Clio è stata realizzata
per soddisfare gli automobilisti più esigenti
Oltre alla dotazione tecnologica
Renault ha realizzato un profondo restyling
Novità Goodyear presenta il suo nuovo pneumatico «intelligente» per affrontare senza problemi le condizioni meteo più avverse
«UltraGrip», il nome della sicurezza
Lamelle ibride ad alta densità
per un ottimo controllo sulla neve
S
i chiama «UltraGrip 8 Performance» ed è
l’ultimo ritrovato della Goodyear per affrontare l’inverno in tutta sicurezza. L’UltraGrip, sviluppato proprio per offrire valide
prestazioni su fango, neve e strade ghiacciate,
è stato messo a punto basandosi su una ricerca che ha tenuto conto dei suggerimenti dei
consumatori e su un’analisi costante delle condizioni del traffico e delle strade invernali in
tutta Europa. I risultati della ricerca hanno dimostrato quanto forte fosse la richiesta di
pneumatici con elevate proprietà di frenata,
aderenza e comportamento, e hanno evidenziato la preoccupazione degli automobilisti relativamente al controllo dell’auto sulla neve.
E a fare la differenza, ancora una volta, è la
tecnologia. Una mescola del battistrada interamente a base di silice conserva l’elasticità del
pneumatico alle basse temperature. In condizioni nevose, l’UltraGrip 8 Performance abbina scanalature basate su tre diverse tecnologie
progettate per offrire rigidità e un‘eccellente
qualità di guida. Anche le lamelle ibride ad alta densità e grande profondità offrono un ottimo comportamento sulla neve per l’intera durata di vita del pneumatico, mentre un numero maggiore di spigoli con una sequenza di solchi più fitta contribuisce a migliorare le presta-
zioni complessive sulla neve. I progressi conseguiti nel comportamento si riflettono anche nei test indipendenti che mostrano un
miglioramento medio delle prestazioni del 3
per cento in termini di comportamento sulla
I nuovi pneumatici
Goodyear sono stati
realizzati per affrontare
al meglio le differenti
condizioni di guida
della stagione invernale,
grazie a soluzioni
ingegnose non temono
neve, acqua e fango
neve. L’UltraGrip 8 Performance ha anche una
scalanatura specifica, profonda 6millimetri,
lungo tutta la circonferenza che offre una
maggiore aderenza laterale grazie ai tasselli
spaiati.
In frenata, la costolatura centrale a forma di
sega agisce come uno spazzaneve, riducendo
lo spazio di frenata sulla neve del 6 per cento
rispetto alla media degli altri pneumatici,
mentre un angolo a forma di sega con bordi
variabili garantisce una migliore trazione del
pneumatico sulla neve.
Dal momento che la neve è sempre presente insieme alla fanghiglia, Goodyear ha previsto che le ampie scanalature sulla spalla del
pneumatico permettessero un’efficace drenaggio del fango durante la marcia. Un’area di
contatto più estesa al centro, con un’impronta maggiorata, migliora le prestazioni di frenata e il controllo sul ghiaccio, rispetto ai vecchi
pneumatici.
R. Nes.
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Attenzione all’ambiente Consumi ridotti senza rinunciare alle prestazioni. Ecco la nuova generazione delle auto ecologiche
Le ibride si fanno strada
Lexus e Peugeot, modelli all’avanguardia al servizio della mobilità verde
C
onsumi ridotti al minimo, emissioni zero e
soprattutto un altissimo apporto tecnologico. Questo il bigliettino da visita delle nuove proposte verdi, auto ibride che promettono di rivoluzionare il concetto stesso di mobilità.
Tra i modelli che sembrano
aver raggiunto ottimi risultati
in questa direzione ci sono
senza alcun dubbio quelli proposti dalla Lexus, oggi all’avanguardia per la sua gamma Hybrid. Un esempio?
La Ct 200 h, non solo ecologica ma anche brillante e altamente accessoriata. Non a caso si tratta della prima compatta due volumi full hybrid.
In fatto di tecnologia, un primo assaggio arriva dalla strumentazione della plancia che
fornisce tutte le informazioni
necessarie utilizzando la luce
e colorandosi in modo diverso in base alla modalità di guida. Le possibilità sono quattro e il selettore è posizionato
sulla consolle centrale.
Buona anche la capacità di
carico, fino ad un massimo di
985 litri coi sedili ripiegati grazie anche alla soluzione adottata per l’alloggiamento delle
batterie. E nella Ct 200 h tutto
è a portata di mano. Grazie al
selettore della modalità di guida è possibile adattare la vettura alle proprie caratteristiche ed esigenze.
Nella modalità «Veicolo
Elettrico» il silenzio è garantito e naturalmente le emissioni restano a zero. Altre due op-
zioni di guida sono poi quelle
«Eco» e «Normal», che consentono di raggiungere velocità più elevate. Finché si guida
in queste tre modalità l’illuminazione della strumentazione
e dell’abitacolo è blu e «l’econometro» costituisce un valido supporto per guidare in
maniera più efficiente.
Se invece si preferisce
un’andatura dinamica non
serve altro che selezionare la
modalità «Sport», in questo
modo la sensibilità dell’acceleratore cambia radicalmente.
Al servizio del pilota anche il
servosterzo elettrico e il controllo elettronico della stabili-
La Peugeot 508
Rxh 2.0 HDi FAP
HYbrid4
è caratterizzata
dall’assetto
rialzato da terra,
carreggiate
allargate,
e fari diurni a Led
tà e della trazione.
Inoltre, l’econometro si trasformerà in un contagiri e l’illuminazione della strumentazione e della plancia passera
da blu a rossa. Tutto questo
viene ben riassunto nello slogan scelto dalla casa madre:
«Tutto dell’ibrido. Niente dell’ibrido», volendo naturalmente lasciar intendere che ai
consumi ridotti si aggiunge
una grande potenza.
Sempre tra le ibride, stella
di casa Peugeot è la 508 Rxh
2.0 HDi FAP HYbrid4. Fortemente caratterizzanti sono
l’assetto rialzato da terra
(18,4 centimetri), le carreggia-
te allargate, i fari diurni a Led
e i cerchi da 18. In sostanza,
un crossover ibrido diesel da
200 cavalli dotato di un motore a gasolio da 163 cavalli e di
un motore elettrico da 37 cavalli. Anche nel caso della Peugeot i due propulsori possono funzionare simultaneamente o in modo alternato,
con una prevalenza di quello
termico nei percorsi extraurbani e autostradali e dell’unità elettrica nel traffico cittadino o in condizioni di guida a
bassa velocità con soste e partenze frequenti, in cui il motore elettrico è più efficiente e
permette un notevole risparmio di carburante. Il passaggio dalla modalità elettrica al
ciclo misto avviene in automatico grazie allo start & stop.
Particolarmente interessanti
le prestazioni con una velocità massima di 210 chilometri
orari e uno scatto da 0 a 100
chilometri orari in poco meno di 9 secondi. Ottimo anche
il consumo medio che è di 4,2
litri per 100 chilometri con
emissioni di CO2 pari a 109
grammi per chilometro. Due
esempi che esprimono al meglio l’evoluzione, ma sarebbe
più corretto dire la rivoluzione, del mercato verde in un
mondo che vede i consumi
del carburante salire alle stelle. Per non parlare dei benefici in termini di impatto ambientale che possono arrivare
da una diffusione su larga scale delle tecnologie ibride.
La Ct 200 h è ecologica ma anche brillante e altamente accessoriata. Non è certo un caso che sia proprio la stella della Lexus
la prima compatta due volumi full hybrid
Renato Nappi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Radar Grazie a dei sensori il computer di bordo è capace di individuare gli ostacoli e se necessaerio può fermare il veicolo
Audi punta sul «Pre sense»
Un sistema elettronico frena automaticamente in caso di pericolo
P
Grazie al sistema
di frenata assistita
il computer può
rallentare o addirittura
arrestare la vettura
prima che si verifichi
un impatto
otenza e consumi ridotti non sono le uniche caratteristiche che le auto di oggi devono dimostrare di possedere. Aspetto
sempre più importante per gli automobilisti è
infatti quello della sicurezza, che può essere
garantita solo con strumentazioni (sia attive
che passive) altamente tecnologiche.
Da questo punto di vista tutte le case automobilistiche europee hanno mostrato di possedere una spiccata sensibilità e ancora una
volta, su tutte, in fatto di innovazione tecnolo-
gica la Volkswagen si è attestata al vertice.
In particolare, tra i sistemi che la casa ha
messo a punto, si distingue il «City Emergency Braking», meccanismo per le frenate di
emergenza con sensore ottico lidar che aiuta
il conducente ad evitare incidenti a basse velocità o a ridurne la gravità. Come funziona?
Se l’auto si muove ad una velocità compresa tra i 5 e i 30 chilometri orari, il City Emergency Braking controlla su un’area di 10 metri davanti alla vettura la presenza di veicoli
che possano costituire un rischio di collisione. Se esiste un rischio effettivo, il computer
pre-carica i freni e allerta l’Emergency Brake
Assist in modo che il veicolo risponda tempestivamente all’azione frenante del conducente. Se il conducente non interviene e la collisione è imminente, il City Emergency Braking
aziona autonomamente il freno.
In questo modo se la velocità relativa tra la
vettura e l’ostacolo è inferiore a 20 chilometri
orari, l’auto sarà in grado di frenare ed evitare
la collisione. A velocità relative superiori, il City Emergency Braking non sarà in grado di impedire l’urto, ma almeno potrà ridurre la velocità di impatto.
Esattamente come avviene per qualsiasi
strumento di giuda assistita, se il conducente
interviene tentando di evitare l’incidente accelerando o sterzando, il City Emergency
Braking si disattiva e consente di completare
la manovra correttiva in tutta sicurezza.
Il City Emergency Braking non fornisce al
conducente un avviso della possibile collisione e frena molto energicamente solo all’ultimo momento. Una scelta bel precisa per evitare che chi è alla guida si affidi al sistema per
evitare impatti in città.
Particolarmente avanzato, e simile nel funzionamento, è il sistema «Pre sense» sviluppato da Audi. La versione basic include differenti sistemi di protezione preventiva dei passeggeri che si attivano nel caso in cui stiano per
sopraggiungere situazioni di guida critiche. Il
sistema comprende pretensionatori delle cinture di sicurezza anteriori, chiusura del tettuccio apribile (se presente) e dei finestrini.
Molto sofisticato il Pre sense rear Audi che
esegue la scansione del traffico dietro la vettura grazie ai sensori posteriori del sistema Audi side assist che aiuta il conducente a cambiare corsia in modo assistito. Il sistema è anche
capace di muove automaticamente i sedili
con funzione di memoria nella posizione più
sicura in caso di tamponamento. Se presenti,
i fianchetti pneumatici dei sedili vengono
gonfiati per migliorare il sostegno dei passeggeri. Questi, solo due dei sistemi più avanzati
che sono stati sviluppati per muoversi in sicurezza. Le auto non saranno ancora in grado di
guidare al posto nostro nostro, ma sono già
più che capaci di darci una mano in vista di
situazioni pericolose.
Raffaele Nespoli
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Protagoniste Dalla Yaris alla Smart passando per iQ e Mini
Passione
per
le
City
P
er evitare di restare bloccati nel traffico cittadino l’unica soluzione è quella
di affidarsi ad una compagna di strada che sia contenuta nelle dimensioni
ma scattante. E proprio su questi presupposti si è creata negli ultimi anni la fortuna delle City car.
Così, nel tempo, il concetto di mobilità urbana è stato completamente riscritto, stabilendo standard sempre più alti. Vera protagonista di questo segmento è senza alcun dubbio la Yaris che continua la sua corsa in diverse configurazioni, da tre e cinque porte, con
allestimenti differenti per accontentare tutti
i suoi fan. Tra le motorizzazioni spiccano tre
propulsori: la classe benzina è rappresentata
da il 1.0 tre cilindri da 60 cavalli e il 1.3 quattro cilindri da 98 cavalli mentre il diesel si
difende con il 1.4 D-4D da 90 cavalli che può
essere abbinato con il cambio robotizzato a
sei rapporti M-MT. I motori a benzina, invece, sono abbinati al cambio manuale o, in alternativa, all'automatico a variazione continua Cvt e sono integrati dal sistema
Start&Stop per la riduzione dei consumi e
delle emissioni. Quattro gli allestimenti, da
quello base a quello intermedio denominato
Active. Il primo comprende sette airbag, controllo della stabilità e della trazione, Abs e radio con lettore Cd ed Mp3 oltre a quattro altoparlanti. Altra auto che ha segnato l’evoluzione delle City car è poi la iQ prodotta dalla
giapponese Toyota. Al suo esordio (al Salone
di Francoforte del 2007) la vettura fu presentata come concept car, e il suo nome era
Toyota iQ Concept.
La prima versione da strada fu invece svelata nel marzo 2008 al Salone Internazionale
dell’Automobile di Ginevra. A novembre
2008 via con la produzione nello stabilimento di Takaoka e contemporaneamente la commercializzazione in Giappone. Le vendite in
Europa invece sono iniziate nel 2009. E da
quel momento è stato un successo. A rendere unica la iQ non solo le dimensioni estremamente ridotte ma anche e soprattutto
l’abitacolo in grado di accogliere fino a quat-
Piccole, economiche e versatili,
le cittadine si rifanno il look
tro persone, tre adulti ed un bambini. Per ottenere questo risultato, l’auto è stata progettata con soluzioni innovative capaci di massimizzare l’abitabilità interna. Tra queste: il posizionamento del differenziale davanti al motore (situato anteriormente), il serbatoio alto 12 centimetri collocato nel sottoscocca,
l’unità di climatizzazione compatta, il disegno sottile dei sedili e la plancia asimmetrica. Decisamente sopra le righe, ma pur sempre da annoverare tra le City car, è poi la Minor. In questo caso l’auto di quelle veramente «cattive». Potente e aggressiva nel look, la
Mini Minor ha negli anni rinnovati le dotazioni e la cura dei dettagli, senza mai rinunciare allo stile che da sempre l’ha resa inconfondibile.
Particolarmente apprezzata dagli appassionati del genere è la Mini Countryman. Una
macchina particolarmente tecnologica che riconosce i pericoli prima che diventino reali.
L’auto è capace di avvertire il guidatore in caso di pericoli. L’interazione perfetta di telaio
e freni aumenta poi il divertimento e soprat-
Non solo «urban»
Una delle caratteristiche essenziali delle City
è quella di essere versatile. Oltre a dimensioni
e consumi ridotti l’auto deve essere capace
di sopportare agevolmente dei fuori porta
tutto rende possibile fronteggiare anche le situazioni più difficili. Un capitolo a parte lo
merita poi la piccola per eccellenza, la Smart
teen. E il suo nome svela il target al quale si
rivolge. Si nota subito che è stata realizzata
realizzata sulla base della fortwo, rientra nei
limiti previsti dall'articolo 117 del Codice
della strada per i neopatentati (chi ha la
patente B da meno di un anno non può guidare auto con più di 55 kW/tonnellata e più
di 70 kW in assoluto), e l'allestimento è di
quelli che sanno bene come stuzzicare la fantasia dei più giovani. La teen monta infatti
cerchi sportivi Brabus, look «nero assoluto»
e navigatore satellitare Pioneer di serie. Interessante anche il Kit vivavoce smart Bluetooth che comprende un controller wireless
sulla consolle e un microfono disposto in posizione discreta, oltre naturalmente ad una
valida riproduzione vocale e sonora grazie
gli altoparlanti della vettura. Si possono inoltre riprodurre brani tramite Bluetooth audiostreaming o kit di integrazione iPod a richiesta. Caratteristiche che fanno di questo vivavoce un accessorio molto accattivante. Insomma, mai come in questo caso, per ciascun automobilista una soluzione ad hoc.
L’importante è mantenere ridotti i consumi
e poter contare su di una macchina che sia
capace di portarci a destinazione anche in
qualche piccolo fuoriporta.
Renato Nappi
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Per la sicurezza Comandi al volante e chiave elettronica d’accensione
Restyling Hyundai,
spazio alla nuova i20
Perfetto mix tra sportività e classe
S
erietà e dedizione al servizio del
cliente, per garantire il meglio che il
mondo Hyundai possa offrire. È questa la filosofia che ispira la concessionaria
Roby Cars. E nelle tre filiali (a Napoli in
via Nazario Sauro, ad Agnano in via Pisciarelli e a Melito in Corso Europa) è possibile trovare tutti gli ultimi modelli proposti
dalla casa coreana, mentre dal sito
(www.robycars.it) si può prenotare un
test drive.
La più richiesta del momento? La i20.
Auto che coniuga al meglio stile e sostanza. Ogni aspetto della nuova Hyundai i20
unisce design elegante con funzionalità e
praticità. Massima attenzione è stata dedicata all’aerodinamica, alla visibilità, al miglioramento della sicurezza e della stabilità. Sul frontale l’auto ripercorre il family
feeling dei più recenti modelli Hyundai,
grazie alla nuova griglia con finitura nera
lucida. A conferire carattere alla i20 ci pensano le luci diurne a Led, che migliorano
lo stile e la sicurezza con la loro forma arrotondata. Inoltre, i fari fendinebbia ad alta potenza massimizzano l’illuminazione
della strada in condizioni meteo avverse.
Sopra, la scattante
cittadina Toyota iQ
nella versione
«total white»;
a sinistra,
la sorprendente
Mini Cooper
(anche questa
nella versione total
white). Adetsra,
la Hyundai i20
sound edition
e la ix35
La i 20 propone anche un nuovo gruppo
ottico posteriore in grado di garantire ottima visibilità. Vera chicca sono i cerchi in
lega da 15’’, con rifiniture che le conferiscono un tocco di sportività.
Non da meno quelli in lega da 16’’ che
aggiungono stile ed eleganza.
Aprendo il tetto elettrico si può anche
godere della guida all’aria aperta e, grazie
alla superficie in vetro, la luminosità è garantita.
Tra le dotazioni tecnologiche la retrocamera posteriore con schermo integrato
nel retrovisore interno elettrocromatico
per massimizzare la praticità. Inoltre, il retrovisore interno si oscura automaticamente in base all’intensità luminosa dei
veicoli che seguono. Comodo e sicuro anche il meccanismo di apertura delle portiere affidata ad una smart key. Una volta all’interno, basterà premere un tasto per
mettere il moto l’auto, senza necessità di
chiave di avviamento. Non mancano i comandi audio al volante che garantiscono
il massimo della sicurezza e della praticità
e consentono di regolare il volume o cambiare sorgente audio senza distogliere lo
sguardo dalla strada. Altra stella di casa
Hyuondai è poi la ix35. Un’auto che esprime dinamismo anche quando non è in
movimento. La stella di casa Hyundai è la
perfetta espressione di un design all’avanguardia e di uno stile originale in ogni linea.
Sportiva e potente, ma al tempo stesso
raffinata ed elegante. La griglia del radiatore esagonale è grintosa, così come l’imponente paraurti posteriore raccoglie in
sè tutte le morbide linee caratteristiche di
Hyundai ix35. Quanti alle motorizzazioni,
l’auto unisce bene prestazioni ed efficienza. La gamma dei motori comprende infatti un benzina 1.6 da 135 cavalli e uno 2.0
da 163 cavalli, mentre i motori diesel disponibili sono un 1.7 da 115 cavalli e un
2.0 da 136 e 184 cavalli. Vibrazioni e rumore ridotti al minimo grazie a nuove tecnologie di assorbimento. Inoltre, il peso
complessivo ridotto migliora il risparmio
di carburante. Dinamica e potente, ma
tranquilla ed efficace. Ottimo connubio
tra potenza ed economia dei consumi.
Raimondo Nesti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Lunedì 22 Ottobre 2012 Corriere del Mezzogiorno
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