Il cuneo di imposta sul capitale
Confronti internazionali, evoluzione, effetti economici
Silvia Giannini – Unibo
[email protected]
Scienza delle finanze – Lezione 3
LUISS – Roma
a.a. 2010-2011
Il concetto di cuneo di imposta
sul capitale
 Cuneo di imposta sul capitale: differenza fra
rendimento lordo per l’investitore e
rendimento netto (da imposte) per il
risparmiatore
 Due componenti (Italia):
 A carico dell’impresa (Ires/Irpef, in
funzione della forma giuridica, Irap)
 A carico del risparmiatore (imposte sui
redditi di capitale e diversi)
 Importante distinzione:
 Economia chiusa
 Economia aperta (mobilità dei capitali)
Effetti sul risparmio e sugli investimenti di una
imposta sui redditi di capitale (economia
chiusa)
r
S
(p-rn)/ p = cuneo
fiscale %
p=MPC
r0
Cuneo
fiscale
rn =MRS
I
I1
I0
S,I
3
(NB ipotesi che il risparmio sia canalizzato solo nell’acquisto di beni capitali)
Cuneo fiscale sul risparmio e sugli investimenti
Imprese
Tassazione dei profitti
Risparmiatore
Finanziamento con capitale
proprio:
• Dividendi
• Pulsvalenze
Si pone il problema di doppia
tassazione degli utili di impresa
Finanziamento con debito:
• Interessi
Non si pone il problema di doppia
tassazione perché i profitti tassabili
sono al netto interessi passivi
Cuneo di imposta sugli
investimenti: p -r
Cuneo di imposta sul risparmio:
r-rn
4
Tassazione del risparmio e degli
investimenti
In economia chiusa sia che si tassi il
risparmio, sia che si tassino gli investimenti,
un’imposta sul reddito di capitale:
 introduce un cuneo tra rendimenti lordi
(sull’investimento) e netti (sul risparmiatore)
 riduce S e I
Nel caso della tassazione del risparmio si può
annullare questo cuneo con ET (CFT o PPT).
Nel caso degli investimenti il ragionamento è
un po’ più complesso, ma vi sono comunque
sistemi neutrali.
5
La tassazione del risparmio e la
definizione di reddito
La tassazione del risparmio
Tre modelli di riferimento tassazione del
reddito :
 Comprehensive income tax (imposta sul redditoentrata)
 Expenditure tax (imposta sulla spesa o sul
consumo)
 Dual income tax (imposta duale sui redditi, di
lavoro e di capitale)
Criteri di valutazione
 Equità
 Efficienza
 Semplicità e applicabilità
Fonti e usi del reddito
Fonti
Redditi di lavoro
(dipendente ed autonomo)
Redditi di capitale
(interessi, rendite, profitti)
Plusvalenze (e
minusvalenze)
Entrate straordinarie e
occasionali
Usi
Consumo o
spesa
Risparmio
Reddito entrata, reddito prodotto,
reddito consumato
Reddito prodotto = redditi di lavoro, terra e di
capitale (valore aggiunto)
Reddito entrata = reddito prodotto + plusvalenze
nette + entrate straordinarie e occasionali =
consumo potenziale (consumo più variazioni della
ricchezza)
Reddito consumato = quota di reddito consumata (si
esenta il risparmio) oppure esenzione dei redditi
derivanti dall’impiego del risparmio
Dual income tax= il reddito di capitale è tassato
meno di quello di lavoro
Comprehensive Income Tax (1)
Shanz (1896), Haigh (1921), Simon
(1938):
– E’ reddito imponibile l’ammontare di risorse
che può potenzialmente essere consumato
in un determinato periodo di tempo,
mantenendo invariata la situazione
patrimoniale
– Si tassa la fonte del reddito
REt=Wt-Wt-1+Ct=SYi+CGt+Aet
Comprehensive Income Tax (2)
Problemi pratici e concettuali
– tassazione dei redditi occasionali o straordinari
(es. vincite o eredità) con aliquote progressive?
• L’onere potrebbe essere eccessivo.
– tassazione delle plusvalenze maturate?
• sono difficili, a volte, da misurare;
• il contribuente potrebbe avere problemi di liquidità (mercati
del credito non perfetti)
– il sistema andrebbe indicizzato
• difficoltà non tanto per fenomeno di fiscal drag, ma per
indicizzazione dei redditi di capitale
– difficoltà definizione reddito di impresa e
integrazione imposte personali e societarie
• vero “profitto economico”
• piena integrazione
Expenditure tax (1)
 Precursore: Hobbes (nel Leviatano); Mill (1852),
Fisher (1942), Kaldor (1955), Einaudi (1958), Meade
Report (1978) …
 E’ reddito imponibile il consumo effettivo (si tassa
l’uso del reddito).
 “Quando le imposizioni sono sopra le cose che gli
uomini consumano, ogni uomo paga ugualmente per
quello che egli usa: né la collettività, è depauperata
dallo spreco fastoso dei privati” (Hobbes)
 Molto attraente ma molto controversa: “Expenditure
system of direct taxation …an idea which periodically
circles the world...without ever permanently finding a
home” (The Economist, June 28, 1978, p70)
Expenditure tax (2)
• RSt= Ct =REt- (Wt-Wt-1)
Prescindiamo da AE (AE=0)
• RSt= Ct =SYt+ CGt - (Wt-Wt-1)
• Wt-Wt-1 = CGt – (prelievi – versamenti) conti reg
• RSt= Ct =SYt+ (prelievi – versamenti) conti reg.
Cash flow tax (CFT): molto semplice e
attraente per società; meno facile da applicare
per persona fisica (a meno che tutto il risparmio
dei soggetti sia canalizzato in “conti registrati”
(es. forme di gestione patrimoniale con valutazione di
mercato, controllabili dalle autorità)
Expenditure tax (3)
Pre-payment Tax (PPT): esenzione dei redditi
di capitale (solo rendimento normale…). Non
si deduce il reddito risparmiato, ma si esentano i
frutti che derivano da quel reddito (redditi di
capitale). Più semplice da applicare.
Si tassano solo i redditi di lavoro.
Le due modalità di calcolo (CFT e PPT) sono
equivalenti, in valore attuale, se l’aliquota di
imposta è costante nell’arco vitale. Differiscono
per il momento in cui il soggetto è chiamato a
pagare l’imposta.
Confronto CIT e ET: Equità (1)
• Ottica uniperiodale: sembrerebbe preferibile
RE (tassa in modo uguale i soggetti,
indipendentemente dal fatto che decidano di
consumare o risparmiare il proprio reddito)
• Ottica multiperiodale: può essere più equa la
tassazione sul reddito-spesa.
Confronto CIT, ET e WT: Equità (2)
(due soggetti, due periodi: r=10%)
Imposta sul
reddito
(t=10%)
A
B
Periodo 1
reddito
imposta
consumo
risparmio
Periodo 2
interessi
imposta
consumo
Imposta (T)
VA Imposte
100
10
90
-
Imposta sul Imposta sul Imposta
consumo
consumo sul salario
(CFT)
(PPT)
A
B
A
B
A
B
100
10
90
100
10
90
100
100
100
10
90
9
0,9
- 98,10
10 10,9
10 10,82
10
10
10
11
99
11
10
10
10
-
100 100 100
10 10 10
- 90
90
- 90
9
-
99
10
10
10
10
9
99
10
10
Confronto CIT, ET e WT: Equità (3)
(due soggetti, due periodi: r=10%)
Imposta sul
reddito
(t=10%)
A
B
Periodo 1
reddito
imposta
consumo
risparmio
Periodo 2
interessi
imposta
consumo
Imposta (T)
VA Imposte
100
10
90
-
Imposta sul Imposta sul Imposta
consumo
consumo sul salario
(CFT)
(PPT)
A
B
A
B
A
B
100
10
90
100
10
90
100
100
100
10
90
9
0,9
- 98,10
10 10,9
10 10,82
10
10
10
11
99
11
10
10
10
-
100 100 100
10 10 10
- 90
90
- 90
9
-
99
10
10
10
10
9
99
10
10
Confronto CIT, ET e WT: Equità (3)
(due soggetti, due periodi: r=10%)
Imposta sul
reddito
(t=10%)
A
B
Periodo 1
reddito
imposta
consumo
risparmio
Periodo 2
interessi
imposta
consumo
Imposta (T)
VA Imposte
100
10
90
-
Imposta sul Imposta sul Imposta
consumo
consumo sul salario
(CFT)
(PPT)
A
B
A
B
A
B
100
10
90
100
10
90
100
100
100
10
90
9
0,9
- 98,10
10 10,9
10 10,82
10
10
10
11
99
11
10
10
10
-
100 100 100
10 10 10
- 90
90
- 90
9
-
99
10
10
10
10
9
99
10
10
Confronto CIT, ET e WT: Equità (3)
(due soggetti, due periodi: r=10%)
Imposta sul
reddito
(t=10%)
A
B
Periodo 1
reddito
imposta
consumo
risparmio
Periodo 2
interessi
imposta
consumo
Imposta (T)
VA Imposte
100
10
90
-
Imposta sul Imposta sul Imposta
consumo
consumo sul salario
(CFT)
(PPT)
A
B
A
B
A
B
100
10
90
100
10
90
100
100
100
10
90
9
0,9
- 98,10
10 10,9
10 10,82
10
10
10
11
99
11
10
10
10
-
100 100 100
10
10 10
- 90
90
- 90
9
-
99
10
10
10
10
9
99
10
10
Conclusioni
 In un’ottica uniperiodale CIT è superiore, ma nell’arco vitale no
 CIT tassa meno i soggetti che consumano rispetto a quelli
che risparmiano
 ET non discrimina in funzione delle scelte se consumare o
risparmiare
 Imposte sul consumo tipo CFT o PPT sono equivalenti in valore
attuale ed equivalgono ad un’imposta sul salario (ma sono diversi
i momenti in cui i soggetti sono chiamati a pagare le imposte)
 Se le imposte sono progressive, la diversa cadenza temporale
può dar luogo a oneri diversi
 I mercati dei capitali non sono perfetti!
 Se vi fossero lasciti ed eredità dovrebbero essere trattati come
consumo, secondo una ET
 La superiorità di CIT o ET dal punto di vista dell’equità è
controversa
Confronto CIT e ET: efficienza
(analisi grafica)
Da E0 a E2: effetto reddito.
Diminuisce sia C1 che C2
C2
Da E2 a E1: effetto
sostituzione Diminuisce C2,
aumenta C1
E0
E2
E1
EP
C1
Confronto CIT e ET: efficienza
(conclusioni)
 Un’imposta che tassa i redditi di capitale altera le scelte
fra consumo presente e futuro (disincentiva il risparmio):
è distorsiva
 Ma anche un’imposta che esenta i redditi di capitale (sul
salario) è distorsiva: influenza la scelta reddito-tempo
libero (se anche le ore di lavoro non diminuissero o
aumentassero, vi sarebbe distorsione)
 Non è detto che una sola (grande) distorsione sia
preferibile a più (piccole) distorsioni
 La tassazione ottimale dipende dalla complementarietà
del consumo presente e futuro al tempo libero.
 “…the optimality of neither income nor consumption
taxation can be established unambiguously even in the
simplest of theoretical lifecycle models…” (Zodrow, 2005)
Dual Income tax
 Riforme paesi Nordici inizio anni ’90
 “The DIT may be seen as a compromise between a
comprehensive income tax and an expenditure tax,
since it taxes capital income at a lower marginal tax rate
than other income (for taxpayers above the first tax
bracket)”. (Sorensen, 2005)
 Imposta proporzionale uniforme sui redditi di
capitale uguale all’aliquota base dell’imposta
personale progressiva sul reddito e all’aliquota
dell’imposta societaria.
 Nella sua forma pura: esenzione di dividendi e
plusvalenze azionarie in capo al socio e tassazione
degli interessi con l’aliquota proporzionale dei redditi di
capitale (interessi, dividendi e plusvalenze
sopporterebbero così la stessa aliquota complessiva,
personale e societaria)
Imposta sui profitti e scelte di
investimento e finanziamento
Imposta sui profitti e scelte di
investimento e finanziamento (1)
 Hp: prescindiamo da ammortamenti e, inizialmente,
anche da imposte
  F  w L  rK
con F(K, L) funzione di produzione
F  w
F r
L
K
 Un’impresa che massimizza i profitti impiega i fattori
produttivi fino a che la produttività marginale uguaglia il
loro costo.
 Le imposte introducono un “cuneo” fra questi due valori
 Questo “cuneo” è una misura da cui dipendono gli effetti
distorsivi dell’imposta
Imposta sui profitti e scelte di
investimento e finanziamento (2)
Fk, r
Assenza di imposte
Fk
B
r
Costo
opportunità
K0
K
Imposta sui profitti e scelte di
investimento e finanziamento (3)
 Hp: imposta sui profitti con interessi deducibili.
Finanziamento con debito
  F  wL  rK - t(F  wL  rK)
FK (1  t)  r(1  t)
FK  r
 L’imposta è neutrale (ma attenzione non stiamo
considerando gli ammortamenti!)
Imposta sui profitti e scelte di
investimento e finanziamento (3)
 Hp: imposta sui profitti. Finanziamento con capitale
proprio
  F  wL  rK - t(F  wL)
FK (1  t)  r
FK  r
 L’imposta è distorsiva sulle scelte di investimento
Imposta sui profitti e scelte di
investimento e finanziamento (2)
Fk, r)
Imposta sui profitti
Fk
Cuneo
B
r
Costo
opportunità
K1
K0
K
Conclusioni
L’imposta sui profitti (con interessi deducibili e
ammortamento uguale al vero ammortamento
economico):
 è neutrale se il finanziamento è con debito
 è distorsiva se il finanziamento è con capitale
proprio
 Distorce le scelte di finanziamento (incentivo a
indebitarsi)
Precisazioni/estensioni:
 Ammortamenti fiscali e “vero” ammortamento
economico
 Imposte personali
 Inflazione
Economia aperta
31
Principi di tassazione internazionale dei
redditi di capitale: principio di fonte
 Principio di fonte: i redditi esteri sono tassati solo nel
paese fonte (esenzione nel paese di residenza)
rH (1-tH) =rF (1-tF)
 Si uguagliano solo i rendimenti netti: è rispettata la
Capital import neutrality (CIN)
 La CIN garantisce un’efficiente allocazione
internazionale del risparmio
 Ma i capitali tendono a muoversi dove le aliquote sono
più basse: c’è incentivo alla concorrenza fiscale
 In presenza di aliquote diverse, il rendimento lordo è
diverso e la CEN è violata (non c’è una allocazione
efficiente del capitale)
32
Source principle and CIN (Griffith et al, 2010)
 A pure source-based tax gives us capital
import neutrality (CIN) - investment into the
UK is treated the same for tax purposes
regardless of the country of origin. CIN is
achieved when foreign and domestic
investors in a given country are taxed at the
same effective rate and residence countries
exempt foreign income from domestic tax.
33
Principi di tassazione internazionale dei
redditi di capitale: principio di residenza
 Principio di residenza: i redditi percepiti all’estero
sono tassati nel paese di residenza del percettore,
alla stessa aliquota a cui sono tassati i redditi di
origine interna
rH (1-tH) =rF (1-tH)
rH=rF=r
 Si uguagliano anche i rendimenti lordi: è rispettata la
Capital export neutrality (CEN)
 La CEN garantisce una efficiente allocazione
internazionale dello stock di capitale (il capitale va
dove è più produttivo e non dove è meno tassato)
 Perché si realizzi è necessario poter accertare i
redditi esteri
34
Residence principle and CEN (Griffith et al, 2008)
A pure residence-based tax gives us capital
export neutrality (CEN) - investments from the
UK are treated the same for tax purposes
regardless of the destination.
 While consistent residence-based taxation ensures
CEN, this type of neutrality may also be attained
even if source countries tax the income from inbound
investment, provided residence countries offer a full
credit for foreign taxes against the domestic tax bill
(vedi dopo).
35
Ancora su CEN e CIN (Devereux, 2010)
 CEN implies that
a) the international tax system will not distort the location
decisions of any individual investor,
b) the pre-tax rate of return in all jurisdictions will be the
same (production will be efficiently organized), but
c) investors in different jurisdictions may face different
post-tax rates of return on their investment, and hence
different incentives to save.
 CIN implies that
a) the marginal pre-tax rates of return will differ across
jurisdictions (there will not be production efficiency),
but
b) investors in different jurisdictions will face the same
post-tax rate of return on each of their investments, and
hence all face the same incentive to save.
36
CEN holds in both countries if tAA = tAB and tBA = tBB: that is, each individual
investor faces the same effective tax rate on the returns from both assets. In
this special case, equalizing post-tax rates of return for either investor will
ensure that the pre-tax rates of return from the two assets will also be equal,
implying that production will be efficiently organized. In this case as well, both
investors can hold both assets—though if their tax rates differ— tAA = tBB—
then their post-tax rates of return will also differ.
By contrast, CIN holds in both countries if tAA = tBA and tAB = tBB: that is both
investors face the same effective tax rate when investing in a single asset. In
this case, and assuming that the effective tax rates on the two assets are
different from each other, equalization of post-tax rates of return will not
generate equalization of pre-tax rates of return. However, the post-tax rates of
return faced by each investor will be the same.
The distinction between these two notions of neutrality has led to some debate as
to which is the more important (see, for example, Keen, 1993). The economic
literature has generally favoured CEN, on the grounds that it generates
production efficiency (discussed further below), though this has not always
met with approval. Thus, for example, McLure (1992) has claimed that:
‘economists have generally favoured CEN because it maximizes global
welfare . . . but businessmen generally favor the “level playing field” provided
by CIN’. However, through a number of contributions discussed below, the
question of the optimal tax structure has now progressed well beyond a simple
analysis of CEN and CIN. (Devereux 2010)
37
Principi di tassazione internazionale dei
redditi di capitale: la realtà (1)
Nella realtà solitamente:
 Si applicano sistemi misti. Esempio:
 tassazione nel paese fonte,
 tassazione nel paese di residenza,
 credito per le imposte pagate all’estero
 il credito è solitamente limitato alle imposte interne
dovute su quel reddito estero (per evitare di dare un
rimborso per imposte pagate all’estero).
 Se l’aliquota interna è superiore a quella estera, il
risultato è uguale a quello che si avrebbe con principio puro
di residenza (senza alcuna tassazione alla fonte). E’ però
diversa la ripartizione del gettito fra gli stati
 Se l’aliquota interna è inferiore a quella estera, non si dà
rimborso e l’aliquota rilevante resta quella estera, come nel
caso di applicazione del principio di fonte.
38
Principi di tassazione internazionale dei
redditi di capitale: la realtà (2)
Nella realtà solitamente:
 Si applicano sistemi diversi per redditi attività
finanziarie e di impresa (investimenti di portafoglio e
diretti)
 Tendenze:
 Tassazione in base al principio di residenza dei redditi
derivanti da investimenti di portafoglio esteri (i frutti del
risparmio allocato all’estero da parte di un investitore-persona
fisica). Soprattutto non si tassano i redditi dei non residenti. La
capacità di tassare i redditi esteri dei residenti dipende dalle
possibilità di accertamento.
 Tassazione con il principio di fonte dei redditi derivanti da
investimenti diretti (una sussidiaria estera di una madre
residente è tassata nel paese estero e i redditi sono esenti nel
paese di residenza della madre; Direttiva UE madri-figlie
435/90/CE lascia in realtà opzione fra credito ed esenzione…)
39
Tassazione del risparmio in economia (piccola)
aperta
Paese importatore di capitali:
tassazione del risparmio in base al principio di residenza
r
S’
S
Importazioni di
capitali
r*
I
S1
S0
I0
S, I
40
Tassazione del risparmio in economia (piccola) aperta
 Il risparmio interno si riduce (vi è distorsione nelle scelte di
risparmio, legata alla tassazione dei redditi di capitale)
 Gli investimenti non si riducono
 Aumentano infatti le importazioni di capitali dall’estero
 HP restrittive:
 Capitali perfettamente mobili
 Possibilità di accertare i redditi da capitale (interni ed
esteri): piena applicazione del principio di residenza
 Se invece di tassare il risparmio (in base al principio di
residenza), si tassassero gli investimenti (in base al
principio di fonte) l’effetto sarebbe molto diverso
(diminuirebbero gli investimenti e le importazioni di capitale).
 A differenza economia chiusa, in economia aperta non è la
stessa cosa tassare il risparmio o gli investimenti.
41
Tassazione degli investimenti in
economia (piccola) aperta (principio di
fonte)
r
S
Importazioni di
capitali
rl
r*
I
I’
S0
I1
I0
S, I
42
Tassazione degli investimenti in economia
(piccola) aperta
Il risparmio interno non si riduce, ma si
riducono gli investimenti
La tassazione alla fonte con aliquote
diverse dei profitti può provocare.
 Inefficiente allocazione del capitale (il capitale va
dove è meno tassato invece di dove è più produttivo)
 Concorrenza fiscale per attrarre investimenti esteri
 Un indicatore di questa concorrenza fiscale è l’aliquota
legale
 L’aliquota legale di imposizione societaria è calata
notevolmente e la tendenza (come abbiamo visto)
non sembra arrestarsi…
43
Sorensen, 2007
“Under the source principle (the return to) capital is taxed only
in the country where it is invested. Source-based taxes may
therefore be termed taxes on investment. Under the residence
principle the tax is levied only on (the return to) the wealth
owned by domestic residents, regardless of whether the
wealth is invested at home or abroad. Since wealth is
accumulated saving, residence-based taxes may also be
termed taxes on saving.
The most important example of a source-based capital tax is the
corporate income tax, since most countries only tax corporate
income generated within their borders.In contrast, the
personal income tax as well as the personal wealth tax are
based on the residence principle, since domestic residents
are liable to tax on their worldwide capital income and on
wealth invested abroad as well as at home. As a rough
approximation, we may therefore say that the corporation tax
is a tax on investment,whereas the personal taxes on capital
income and wealth are taxes on saving…..
….ma attenzione alle difficoltà di accertamento… (nota 6)
44
45
Sorensen, 2007
•
•
In an open economy with free international mobility of capital, the two
types of taxes have very different effects on the domestic economy and
on international capital flows. This is illustrated in Figure 1 where the
horizontal axis measures the volumes of domestic saving and
investment, while the vertical axis measures the real rates of return on
saving and investment. The downward-sloping curve labelled ‘I’
indicates how the level of domestic investment varies with the required
pre-tax rate of return. The lower is the required return, the greater is the
volume of investment which will be deemed profitable. The upwardsloping curve denoted by ‘S’ shows how the level of domestic saving
varies with the after-tax rate of return. The positive slope of this curve
reflects the common assumption that a higher after-tax return will
induce a higher volume of saving…
…… In Figure 1 a rise in the savings tax tS implies a movement down
along the S-curve, leading to a lower volume of domestic saving
and a higher level of capital imports without affecting domestic
investment. By contrast, a rise in the investment tax tI reduces the
level of domestic investment and leads to lower capital imports
but does not affect domestic saving..
46
Sorensen, 2007
 This analysis has important implications for tax policy. In
particular, it shows that if the government of a small open
economy wishes to stimulate domestic real investment
through lower taxes on capital, it should concentrate on
lowering source-based taxes on investment such as the
corporation tax. According to Figure 1, a lowering of
savings taxes such as the personal taxes on dividends and
capital gains on shares will not stimulate domestic
investment. Rather, it will stimulate domestic saving and
will most likely imply that some shares in domestic
companies that were previously owned by foreign investors
will be taken over by domestic investors, thus increasing
the share of the domestic business sector controlled by
domestic owners.
 E’ preferibile (per un’economia piccola e aperta) ridurre
l’imposta sulle società (alla fonte), piuttosto che quella sul
socio (residenza).
47
Principi di tassazione internazionale dei redditi di
capitale e delle società: diversi concetti di neutralità (1)
Principio di fonte: CIN
Principio di residenza : CEN
rH (1-tH) =rF (1-tF)
Solo se le aliquote di imposta sono uguali
(tH = tF) sono contemporaneamente
rispettate la CEN e la CIN
48
Principi di tassazione internazionale dei redditi di
capitale e delle società: diversi concetti di neutralità (2)
 In assenza di armonizzazione delle aliquote fra
paesi:
 il rispetto della CEN è ritenuto preferibile al rispetto
della CIN per i redditi delle attività finanziarie:
 le distorsioni nell’allocazione del flusso di risparmio
internazionale (che si ha quando si applica il principio di
residenza e sono diversi i rendimenti netti nei diversi paesi)
sono ritenute meno importanti (meno penalizzanti in termini
di benessere) delle distorsioni nell’allocazione dello stock di
capitale;
 l’applicazione del principio di residenza (CEN) è coerente
con il principio di equità orizzontale;
 deve però essere possibile accertare i redditi derivanti da
investimenti di portafoglio esteri!
49
Principi di tassazione internazionale dei redditi di capitale
e delle società: diversi concetti di neutralità (3)
 Per la tassazione degli investimenti sono
importanti sia la CIN sia la CEN.
 La CIN garantisce che imprese di nazionalità
diversa siano tassate in modo uguale quando
operano su uno stesso mercato;
 la CEN garantisce che la tassazione sia la
medesima su un investimento di fonte interna e su
uno di fonte estera.
 Da qui, altro concetto di neutralità: Capital
Ownership neutrality (CON)
 Worldwide taxation (con credito pieno)
 Esenzione
 Occorrerebbe armonizzazione….
50
 “The distinction between these two notions of
neutrality has led to some debate as to which is the
more important (see, for example, Keen, 1993). The
economic literature has generally favoured CEN, on
the grounds that it generates production efficiency…,
though this has not always met with approval. Thus,
for example, McLure (1992) has claimed that:
“economists have generally favoured CEN because it
maximises global welfare ... but businessmen
generally favor the ‘level playing field’ provided by
CIN”.
 However, through a number of contributions
discussed below, the question of the optimal tax
structure has now progressed well beyond a simple
analysis of CEN and CIN.”
(Devereux, 2008)
51
Principi di tassazione internazionale dei redditi di capitale
e delle società: diversi concetti di neutralità (4)
 Da qui, altro concetto di neutralità: Capital Ownership
neutrality (CON), che tiene presente la proprietà (la
produttività di un asset dipende da chi detiene la
proprietà):
 Worldwide taxation (con credito pieno)
 Esenzione (soddisfa NON: vedi dopo)
 Anche CON si presta a diverse interpretazioni:
 “A broader interpretation of CON is therefore that one
company has no competitive advantage over another as a
result of differential effective tax rates depending on
ownership” (Devereux, 2008)
52
Difficoltà ad applicare il principio di fonte per
l’imposta societaria (1)
 Unfortunately, identifying that there is no clear rationale for
taxing the returns to outbound investment, and hence
exempting income earned by foreign affiliates from
domestic tax, is relatively straightforward compared to the
problems of implementing a pure source-based tax system.
 A number of difficult problems arise as income and costs
need in principle be allocated between jurisdictions.
 Yet not only is that difficult to achieve in practice, in many
cases there is simply no conceptual basis to support any
particular approach.
(Devereux, 2010)
53
Difficoltà ad applicare il principio di fonte per
l’imposta societaria (2)
 In a simple case, we can consider for example a British
resident company that wholly owns a subsidiary which is
registered, and which carries out all its activities –
employment, production, sales – in, say, France. Then
France would typically be considered to be the source of
the corporate profit. Conventionally, we can also drop
sales from the list of activities: if the subsidiary exported
all its product to Germany, France would still
conventionally be regarded as the source of the profit
(although in economic terms it is less clear why this
would be the case).
54
Difficoltà ad applicare il principio di fonte per
l’imposta societaria (3)
 Things are less clear, however, if the British holding company
owns several subsidiaries in different countries, which undertake
different aspects of the multinational’s activities: for example,
finance, marketing, R&D, production, sales.
 The existing system of separate accounting requires all
transactions between these different parts of the group to be
valued, in order to divide total profit between the countries
involved. The contribution made by each would be determined
using “arm’s length pricing” – in principle, the price that would be
charged by each subsidiary for its services as if it were dealing
with an unrelated party. Of course, such a procedure is difficult in
practice since in many cases no such arm’s length price can be
observed; transactions between subsidiaries of the same
corporation may not be replicated between third parties. But in
many cases, not only is this difficult to administer, it has no
conceptual foundation.
55
Difficoltà ad applicare il principio di fonte per
l’imposta societaria (4)
 The treatment of different forms of income creates another
problem: for example, interest payments are typically taxed in
the country where they are received, rather than the country
from which they are paid; yet this is in contradiction to the
general principle that tax should be levied only where the
income-generating activity took place.
 It is not clear why the form of financing of a foreign affiliate by
its parent should turn the international tax system from one
based on source (for equity-financed investment) to one based
on residence (for debt-financed investment).
 … The basic structure of the international tax system for
multinational companies is close to a source-based tax for
equity-financed investment, but a corporate-residence based
tax for debt financed investment. It is hard to think of a sensible
economic rationale for this practice, especially when the
finance provided is internal to the multinational company.
(Devereux, 2008)
56
Race to the bottom?
 Prevalenza tassazione alla fonte, per l’imposta
societaria
 Concorrenza fiscale: tendenza al ribasso delle
aliquote (più marcata nei paesi più piccoli)
 Modello base di concorrenza fiscale: prevede che
un’imposta alla fonte su un fattore mobile come il
capitale sia destinata a scomparire. Anzi sarebbe
meglio non tassarlo, il capitale, perchè in ultima
istanza l’incidenza sarebbe sul fattore immobile
(tipicamente il lavoro)
 Ma il “race to the bottom” non si è verificato: le
aliquote (legali e un po’ meno METR e AETR) sono
calate, ma CIT/Pil no, è anche aumentato soprattutto
nei paesi medi e piccoli……
57
58
59
Indicatori forward looking
 ALIQUOTE => rendimento lordo – rendimento
netto su un progetto di investimento (in %)
 EFFETTIVE => tengono conto dei criteri di
determinazione dell’imponibile (es.
deducibilità ammortamenti, interessi,..) e
imposta (es. crediti)
 MARGINALI => se riferite ad un investimento che
copre appena i costi (rendimento lordo = “costo del
capitale”)
 MEDIE => se riferite ad un investimento che genera
extra-profitti (rendimenti lordi maggiori del “costo
del capitale”)
60
Relazione (usuale) fra aliquote effettive,
marginali e medie, e aliquota legale
Aliquota legale
Aliquote medie effettive
(ciascuna in corrispondenza
di un diverso livello di extraprofitto)
Aliquota marginale
Effettiva (una)
0
Extra-profitti
61
I due indicatori forniscono informazioni diverse
e complementari
Aliquote effettive
marginali di
imposta (METR)
Aliquote effettive
medie di
imposta (AETR)
 Quanto investire
 Che beni capitali
 Dove investire
 Che fonte
finanziaria
62
63
64
… sulla relazione fra t, METR e AETR
“In a world of increased international capital
mobility, we highlight how the corporate tax
system can affect
1. where firms choose to locate their investment,
2. how much they invest, and
3. where they choose to locate their profits.
The average tax rate in different countries
might influence the first decision, the
marginal tax rate the second, and the
statutory tax rate the third” (Auerbach et
al, 2008 ES).
65
66
Lower tax burdens but no decrease in
corporate tax revenues
• Despite the strong reduction in statutory
corporate tax rates, corporate tax revenues have
kept pace with – or even exceeded – the growth in
GDP, and the growth in revenues from other taxes
in many OECD countries. The fact that small-sized
and medium-sized OECD countries now raise
more revenue from taxing corporate income and
that large-sized OECD countries, except for
Japan, do not raise less revenue seems to be
inconsistent with the strong reductions in
statutory corporate tax rates and marginal and
average effective tax rates. Indeed, this is a puzzle
which requires further research and explanation.
A number of arguments might however offer an
explanation…… (sempre da OECD, 2007)
67
Riduzione aliquota legale e tenuta del gettito
Spiegazioni possibili:
1. Aumento base imponibile
2. Crescita settore corporate
3. Spostamento dal società di persone a società di
capitali
4. Crescita settore finanziario (elevati profitti)
5. Meno convenienza (date minori aliquote) a
elusione/evasione
6. Politiche antielusive più stringenti
Questi fattori non possono continuare in futuro a
sostenere il gettito (con la crisi economicofinanziaria il gettito ha infatti iniziato a calare…)
68
Scarica

Scienza delle Finanz..