NUOVE INDICAZIONI NAZIONALI IRC
corso di aggiornamento 1.10.2011 Villa Costabissara Vicenza
1- Premesso che la religione cattolica è parte costitutiva del patrimonio storico, culturale e umano
della società italiana, mentre offre una conoscenza dei dati storici-positivi della Rivelazione
cristiana, favorisce e accompagna lo sviluppo intellettuale e di tutti gli altri aspetti della persona,
mediante l’approfondimento critico delle diverse questioni che emergono dalla vita.
I contenuti dell’IRC sono legati da vicino alla religione cattolica secondo il pensiero della Chiesa che
è legata al processo di riforma scolastica nei suoi parametri basilari:
1) promozione della persona come cittadino (essere con gli altri)
2) subordinazione dell’insegnamento all’apprendimento (essere per gli altri)
3) acquisizione delle competenze entro cui adeguare le conoscenze
4) rapporto docenti/alunni/genitori/colleghi quali relazioni interpersonali nell’ottica educante delle
relazioni sociali
5) inserimento nei contesti collettivi
La presentazione di tali contenuti nell’ottica ecclesiale viene eseguita secondo i criteri di
1- genuinità
2- incorruttibilità
3- precisione
4- significatività
5-gerarchia della verità
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2- Orientamenti generali
L’insegnamento della religione cattolica nella scuola dell’obbligo e nelle superiori
accompagna gli alunni a maturare in modo progressivo la propria identità, sia personale che
culturale.
L’IRC offre all’alunno un’ampia ed efficace proposta formativa, originale e oggettivamente
fondata.
Sulla base di un funzionale percorso educativo gli alunni, attraverso la comunicazione di
esperienze, potranno misurarsi:
-con se stessi, nella scoperta delle proprie capacità e aspirazioni, delle proprie potenzialità e
dei propri ideali
-con la religione cattolica, nella quale trovano ambiti realistici di senso, che hanno distinto e
continuano a contrassegnare profondamente la storia e la cultura dei paesi europei e del
mondo
- con i diversi sistemi religiosi e di significato, con cui ci si deve confrontare nell’ambiente
scolastico e nel quotidiano.
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3.- Natura e finalità
L’IRC offre la possibilità di dare un senso primigenio e criticamente fondato alle tante
domande che il giovane si pone sull’esistenza.
Si configura come risorsa per cogliere, interpretare e comprendere la storia degli annunci
derivanti dalle varie tradizioni religiose e in particolare della cattolica.
Cura, infine, l’apertura al diverso religioso e ideologico, alla luce del Vaticano II, tramite il
confronto critico e il dialogo positivo tra le persone.
Più in dettaglio si può affermare che:
-L’insegnamento dell’IRC è presente nella storia con una vitalità fondante e coinvolgente.
Esso è intersezione con l’asse storico-sociale per lo sviluppo di una più matura
consapevolezza del sé e delle redici culturali. Favorisce e accompagna, di fatto, la formazione
dell’identità personale e sociale dell’uomo e del cittadino.
Si presenta come portata culturale primaria, adatta a tutti, in quanto induce a riflettere sui
dati positivi e pone la questione della Verità.
- È evento antropologico che si propone di parlare di Dio come centro della vita/ esperienza
umana, aiutando l’alunno a rispondere alle domande fondamentali di senso e arricchendo la
formazione globale della persona.
In quanto proposta di orientamento offre agli alunni gli elementi essenziali per approcciare al
cristianesimo attraverso l’attenzione su tre versanti:
Versante della rivelazione storica o dei contenuti cristiani.
Versante della comunicazione o delle fonti, in primo luogo della Bibbia.
Versante del confronto o del dialogo con le altre confessioni religiose
Si può notare come i quattro obiettivi si organizzano intorno al I nucleo Dio-uomo-Cristo3
Chiesa-etica.
4.- Veniamo ora alla domanda più immediata: Cosa significa fare una lettura biblico-teologica?
E’ doveroso, in primo luogo, ricordare che il mistero di Dio trova impulso nel mistero dell’uomo
secondo quella logica che “lo costringe a darsi una risposta” agli interrogativi fondamentali sulla sua
esistenza.
L’essere creato ad immagine di Dio (cfr. Gen 1,26) significa per l’uomo trovarsi nativamente radicato
nell’area del mistero. Avere sempre presente il mistero dell’uomo, con le sue domande di senso,
rappresenta una via non solo teologicamente opportuna, ma anche pedagogicamente più efficace
per conoscere la verità di Dio, per incontrare Dio come “Dio per l’uomo”.
L’IRC vuol essere la risposta (soluzione, aiuto, anzi salvezza in Cristo), che sollecita l’uomo ad avere il
coraggio della grandi domande.
L’ambito biblico-teologico, che non può prescindere dalla centralità di Cristo, riguarda, dunque,la
relazione DIO-UOMO in Gesù e si propone di rispondere, in tal senso, alle attese e ai bisogni della
persona.
I contenuti veicolati dagli obiettivi di apprendimento sono raggruppati in quattro ambiti tematici (o
nuclei): Dio e l’uomo, la Bibbia e le fonti, il linguaggio religioso, i valori etici e religiosi.
La materia non riguarda per sé Dio a se stante ma sempre la relazione Dio-uomo in Gesù Cristo,
secondo un’antropologia teologica e una teologia antropologica che insieme soddisfano le
aspettative e le richieste dell’alunno.
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Ambiti tematici degli OA
DIO E L’UOMO
LA BIBBIA E LE
ALTRE FONTI
IL
LINGUAGGIO
RELIGIOSO
I VALORI ETICI
RELIGIOSI
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Dio e l’uomo
• TSC da raggiungere
• L’alunno riflette su Dio Creatore e Padre, sui dati fondamentali
della vita di Gesù e sa collegare i contenuti principali del suo
insegnamento alle tradizioni dell’ambiente in cui vive;
• Conosce il messaggio e la figura di Gesù, punto di riferimento
essenziale per il cristiano.
• riconosce il significato cristiano del Natale e della Pasqua,
traendone motivo per interrogarsi sul valore di tali festività
nell’esperienza personale, familiare sociale.
• L’allievo è in grado di aprirsi alla sincera ricerca della verità
sviluppando un’identità capace di accoglienza, confronto e
dialogo.
• L’alunno si sa interrogare sul trascendente
• Conoscere l’evoluzione storica della Chiesa
• L’alunno acquisisce una panoramica sulle religioni del mondo
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Dio e l’uomo
• OBIETTIVI
• Cogliere nelle domande dell’uomo e in tante
sue vicende le tracce dell’esperienza religiosa
• Comprendere il ruolo e lo scopo della
religione nelle sue varie manifestazioni
storiche
• Individuare gli elementi e i significati dello
spazio sacro
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• Riconoscere nel cammino dell’uomo verso Dio
anche il cammino di Dio verso gli uomini
• Riconoscere le principali religioni del mondo
sapendole collocare sulla linea del tempo.
• Individuare ciò che accomuna le varie religioni
cogliendo anche ciò che le differenzia
• Approfondire l’identità storica, la predicazione e
l’opera di Gesù, riconoscendolo come Figlio di
Dio.
• Riconoscere che la Pasqua è l’evento centrale del
cristianesimo.
• Riconoscere la Chiesa come realtà voluta da Dio
per continuare la missione di Cristo
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La Bibbia e le altre fonti
• TSC da raggiungere:
• L’alunno riconosce che la Bibbia è il libro sacro
per i cristiani e gli ebrei, Codice dell’Occidente,
documento fondamentale della nostra cultura,
sapendola distinguere da altri testi;
• Sa identificare le caratteristiche essenziali di un
brano biblico;
• È in grado di individuare a partire dalla Bibbia le
tappe essenziali e i dati oggettivi della storia della
Salvezza, della vita e dell’insegna-mento di Gesù.
• È in grado di confrontare gli orientamenti del
Magistero della Chiesa e i risultati della scienza
come letture distinte e non conflittuali
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La Bibbia e le altre fonti
• Obiettivi
• Saper adoperare la Bibbia come documento
storico culturale e riconoscere la sua importanza
all’interno della Chiesa.
• Conoscere l’impostazione generale della Bibbia,
le sue principali caratteristiche e suddivisioni
• Individuare i testi biblici che hanno ispirato le
principali produzioni artistiche (letterarie,
musicali, pittoriche…) italiane e d europee.
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Il linguaggio religioso
• TSC da raggiungere
• L’allievo è in grado di riconoscere i linguaggi
espressivi della fede, di individuarne le tracce
e di apprezzarle dal punto di vista artistico,
culturale e spirituale.
• È in grado di elaborare criteri per interpretare
consapevolmente le situazioni presenti e
passate
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Il linguaggio religioso
• Obiettivi
• L’alunno sa conoscere il Credo, i principali
simboli e segni del cristianesimo, il significato
delle celebrazioni liturgiche e dei sacramenti
della Chiesa.
• Sapere non solo chi è Dio ma anche come si
dice Dio.
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I valori etici e religiosi
• TSC da raggiungere
• L’alunno sa distinguere la specificità della proposta di
salvezza del cristianesimo.
• Coglie le implicazioni etiche della fede cristiana
• È in grado di riconoscere la complessità dell’esistenza,
di dar valore ai propri e altrui comportamenti, di
relazionarsi in maniera armoniosa con se stesso, con gli
altri, con il mondo che lo circonda.
• È in grado di cogliere le implicazioni etiche della fede
cristiana e di renderle oggetto di riflessione in vista di
scelte di vita progettuali e responsabili.
• Coglie il significato dei Sacramenti e si interroga sul
valore che essi hanno nella vita dei cristiani.
• Inizia a confrontarsi con la complessità dell’esistenza ed
è in grado di dare valore ai propri comportamenti
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I valori etici e religiosi
• Obiettivi
• Riconoscere l’originalità della proposta cristiana,
in risposta al bisogno di salvezza e di speranza
dell’uomo.
• Saper esporre i principali valori e motivazioni che
sostengono le scelte di vita dei cristiani-cattolici,
che hanno nel Decalogo e nel comandamento
evangelico dell’amore i punti di riferimento.
• Rilevare la stretta connessione tra parola e azione
in ambito biblico-etico e nell’etica cristiana.
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5.- Negli OA appaiono ripresi e integrati tutti i grandi contenuti del cristianesimo, il mistero di Dio, di Cristo, della
Chiesa, l’escatologia, la morale, le religioni.
La relazione Dio–uomo assume caratteristiche specifiche quali l’ascolto, l’amicizia, l’amore, la fedeltà, in una
storia, spazio e tempo e attraverso un dialogo che dà all’uomo significative risposte di salvezza al suo vivere in
questo mondo.
Dio-uomo, diviene l’ambito in cui si pone in relazione l’esperienza umana con i dati della fede. I contenuti bibliciteologici sono orientati alle esperienze della vita (mistero della vita, libertà, dono, compito, amore ecc.) e, a loro
volta, tali esperienze sono necessarie per incontrare quelle bibliche e cristiane.
Fanno da fonte sostanziale e indispensabile la Bibbia e i documenti della tradizione religiosa cristiana. La Bibbia
entra a pieno diritto come fonte-documento ricco di esperienze, in una prospettiva culturale e formativa.
Essa va incontrata in quanto testimonianza primaria e insostituibile della religione ebraico-cristiana; è contributo
al farsi dell’identità dell’Italia e dell’Europa; è criterio da mettere in relazione con la dimensione antropologica; è
fonte teologica.
Mentre il linguaggio religioso, nelle sue espressioni verbali e non verbali, diviene mediazione specifica per la
comunicazione della materia (apprendere chi è Dio e come si dice Dio). È la mediazione necessaria per la
comunicazione dei contenuti del dato religioso cristiano: i segni, i simboli, la narrazione. Importante diventa il
“come “ dire l’esperienza religiosa.
Infine, l’incidenza valoriale di quanto viene comunicato nell’ambito dell’etica e della prassi religiosa si rileva nella
relazione tra senso religioso e senso morale e nella efficacia della visione cristiana per una convivenza civile,
intesa come responsabilità e solidarietà.
La proposta della morale cristiana è per la realizzazione dell’ “essere” della persona e non per il puro e semplice
“dovere”. Importante è la riflessione sui valori autentici, sulla responsabilità, sulla coscienza morale e sulla libertà
da gestire.
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L’area biblico-teologica si inserisce nella comunicazione religiosa mediante l’acquisizione dei seguenti
processi :
a) imparare ad accostare la Bibbia come documento fondamentale del cristianesimo
b) saper inserire la storia di Gesù nell’esperienza del popolo ebraico
c) comprendere il linguaggio religioso come forma di comunicazione.
Mentre gli obiettivi didattici possono essere individuati in:
a) Conoscere in modo schematico l’ambiente ebraico in cui è nata la letteratura raccolta nel testo biblico
(storia, geografia, cultura, mondo concreto)
b) ricostruire la storia del popolo d’Israele attraverso le figure bibliche meglio conosciute (Abramo, Giosuè,
Mosè, Giovanni Battista)
c) individuare le principali forme letterarie con cui è stata redatta la Bibbia (linguaggi, generi letterari)
d) rielaborare i significati più importanti di alcuni eventi biblici
e) conoscere le parti principali del documento Bibbia
f) collocare la figura di Gesù nel tempo della storia palestinese
g) comprendere la figura di Cristo nella dimensione umana e divina (Rivelazione)
h) raccontare la vicenda di Gesù anche attraverso personaggi noti (Zaccheo, Matteo, Bartimeo ecc.)
i) comprendere che l’esperienza di salvezza iniziata da Gesù continua oggi attraverso la Chiesa
l) riconoscere le forme più semplici del linguaggio biblico (parabole, racconto, lettera).
6.- La prospettiva di fondo
L’area biblico-teologica affronta il fondamento della religione cristiana, proponendo non solo dei
contenuti (“il Dio di Gesù Cristo”), ma la logica che li unisce (la Rivelazione), il contesto in cui vanno
compresi (la storia della salvezza) e il documento che li testifica (la Sacra Scrittura).
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L’evento della Rivelazione
La religione cristiana si fonda sulla Rivelazione che è una scelta libera e del tutto gratuita di Dio di
autocomunicarsi. Le si addice il “mistero” come qualità intrinseca della sua verità e del suo modo di
accadere. È un gesto di grazia che vuol essere non una dimostrazione di potenza, ma di amicizia di Dio
verso l’uomo, al fine di salvarlo, facendolo suo familiare, portandolo a condividere la sua stessa natura
divina, con un intento tanto teologico, quanto antropologico. Ha le radici in alto, ma insieme corrisponde
in pieno alle attese (“domande di senso”) dal basso.
Tale autocomunicazione di sé Dio la realizza per mezzo dei segni che possiamo comprendere, parole ed
opere di verità e di amore, a cui è richiesto di corrispondere con un atteggiamento equivalente:
l’autocomunicazione dell’uomo a Dio, la sua incondizionata accoglienza, il suo assenso che è la fede,
dunque un atteggiamento di donazione personale (fides qua), mentre si vengono a conoscere e ad
accogliere determinate verità (fides quae).
Essa si manifesta pienamente in Cristo che è insieme il mediatore e la compiutezza di tutta intera la
rivelazione. In Gesù, la Rivelazione mostra di essere evento nella nostra storia, cui bisogna riferirsi per
arrivare a comprendere l’uomo.
La storia della salvezza, un progetto unificante
L’incontro tra Rivelazione e storia è inseparabile e si manifesta come “divina economia” (Padri della
Chiesa).
La Rivelazione è, in primo luogo, l’agire di Dio sempre in atto e dunque attuale.
In secondo luogo Essa si costituisce come una storia della Rivelazione, le cui tappe sono: la Rivelazione
documentata dall’Antico Testamento; la stessa persona di Gesù, compimento del progetto divino e Ultima
Parola di Dio, documentata nel Nuovo Testamento .
Progetto, storia, Gesù Cristo, Bibbia, e naturalmente la persona di Dio sono, pertanto, fattori sostanziali ed
originari della religione cristiana
Dio di Gesù Cristo
Il Dio di Gesù Cristo diventa - teologicamente parlando - la realtà, il “mistero” per eccellenza, della
religione cristiana al cui centro vi è non una idea di Dio, ma Dio come Persona, che ha fatto la scelta della
Rivelazione di Sé. Il mistero di Dio è legato a Gesù Cristo come suo rivelatore storico, ed in Gesù Padre
dell’uomo. Dio va sempre compreso in Gesù e per Gesù, nel quadro della storia della salvezza.
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Al tema “Dio” occorre dare l’ampiezza che si merita per avvicinarsi a Lui come mistero di amore. “Dio” non
può essere un tema esauribile in una unità di qualche ciclo, ma il frutto di un processo che si tematizza
formalmente in momenti prestabiliti dei diversi cicli, la cui conoscenza cresce e matura lungo tutto il
processo formativo.
Non può mancare la riflessione su alcuni problemi nodali che riguardano il mistero di Dio, oggi
particolarmente avvertiti: il problema del male, della libertà, del sapere scientifico e del suo processo in
relazione alla onnipotenza, alla bontà, all’azione di Dio nella creazione. Come pure vanno affrontate altre
questioni rilevanti per una corretta relazione con Dio: la possibilità, il significato e l’esperienza della fede,
la preghiera, il senso del male (peccato) e della legge.
Identità umana e divina di Gesù
I nuovi programmi si muovono affermando la centralità della figura di Gesù, Parola di Dio, Figlio del Padre.
Il mistero di Dio si può esprimere genuinamente solo se si sosta a fondo sulla storia di Gesù.
Le esigenze maggiori allora diventano:
a) “La storia di Gesù”: riguarda la conoscenza della figura storica di Gesù di Nazaret intesa nelle sue
coordinate storiche, geografiche, culturali; la sua causa del Regno di Dio; il suo messaggio a riguardo di
Dio, dell’uomo, della vita, del futuro ultimo; le sue opere e i suoi miracoli; l’evento pasquale, della
passione, morte e risurrezione.
b) “Il mistero di Gesù”: riguarda l’identità profonda di Gesù nella comprensione sua e dei suoi discepoli:
maestro, profeta, figlio dell’uomo, figlio di Dio. È il Verbo preesistente nel mistero di Dio uno e trino che si
fa uomo per opera dello Spirito Santo, nascendo dalla vergine Maria. È il Messia o Cristo. È il Salvatore che
dà la sua vita per gli uomini per liberarli dal male. È il Signore che guida la storia della salvezza. È il giudice
ultimo.
Un nodo oggi inevitabile riguarda il senso e portata dell’unicità di Gesù come Messia e Salvatore nel
contesto del pluralismo religioso.
c) “La missione di Gesù”: sviluppo della Chiesa e annuncio della salvezza come continuazione della
missione di Gesù con la potenza del suo Spirito.
d) “L’esperienza di Gesù”: si vuol evidenziare un aspetto poco considerato e che pure fa parte della
identità di Gesù: la relazione che egli dice di volere intessere con i discepoli e dai discepoli. È l’esperienza
mistica cristiana che sarà ripresa nei nuclei tematici successivi, ma che deve mostrare le sue radici nel
mistero di Cristo.
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Concretamente, osservando anche l’esperienza di questi anni nella scuola, tre sono le richieste maggiori:
parlare di Gesù secondo una teologia aggiornata e conforme al senso della Chiesa;
parlarne in confronto e dialogo con la condizione culturale, spirituale e per moltissimi anche
religiosa dei giovani di oggi;
parlarne ancora in relazione alla domande di senso che stimolano, come abbiamo visto, tutto il
percorso dell’IRC scolastico, mettendo in luce l’umanesimo del Vangelo, in base al principio teologico che
la Rivelazione del Dio fatto uomo è anche Rivelazione dell’uomo a se stesso secondo parametri divini (cfr.
Gaudium et spes 22).
La Bibbia, il libro di Dio
Della Bibbia va offerta una esperienza veritiera ed è, pertanto, importante giungere:
1- ad una conoscenza autentica superando stereotipi e precomprensioni. Questo avviene
progressivamente lungo il percorso scolastico, ed ha il suo migliore stimolo sia a livello culturale (nel
confronto con altri documenti culturali significativi presenti nella scuola e nella società) sia a livello
esperienziale religioso.
2- a riconoscere l’identità della Bibbia, nella sua realtà di storia, di letteratura, di messaggio.
3- a un uso corretto della Bibbia attraverso una partecipazione diretta dei testi biblici in certi momenti
strategici della conoscenza del mistero di Dio, di Cristo, dell’uomo.
Tutta la realtà di Gesù (storia e mistero) è documentata dalla Scrittura (i vangeli) ed ha il suo legittimo
approfondimento nella dottrina cristologica della Chiesa (v. Concili, Magistero).
Alcuni nodi diventano centrali: origine e natura dei Vangeli (racconto del Gesù ‘terreno’ alla luce di Lui
come ‘risorto’ e da parte degli apostoli all’interno delle prime comunità cristiane); la “storicità” di Gesù (il
senso corretto da darvi); la qualità ‘ebraica’ di Gesù (il suo inserimento singolare nella storia del popolo
ebraico).
La traccia testimoniale, inoltre, perviene a delineare chi è Gesù partendo dai suoi discepoli migliori lungo i
secoli, soprattutto nel sec. XX. Tale proposta, che evidenzia la spiritualità cristiana vissuta, può avere un
impatto formativo ed insieme culturale decisivamente forte.
Attraverso l’apporto culturale si è in grado di presentare Gesù sul versante artistico-letterario,
massmediatico, etico, sociale, e gli esiti dell’umanesimo evangelico in venti secoli di storia. In tale contesto
culturale risulta rilevante il dibattito attorno a Gesù nelle correnti di pensiero moderne, ma anche
all’interno della coscienza giovanile.
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La Chiesa
Il discorso sulla Chiesa non può avere una centralità di fine, ma di mezzo, ossia in quanto
“sacramento” vivo e necessario della Rivelazione, dunque del mistero di Dio in relazione con
l’uomo, più direttamente del mistero di Cristo che conduce a quello di Dio (cfr. Lumen gentium 1).
La Chiesa è anche il luogo della visibilità del Vangelo di Gesù che deve tenere uniti tre obiettivi: la
sua necessaria sacramentalità, la sua indispensabile purificazione, la sua capacità di rispondere con
segni visibili e credibili alle domande di senso e alla ricerca religiosa. Teologia, storia, esperienza
devono intrecciarsi per giungere alla identità genuina o “mistero della Chiesa”.
Possiamo individuare i seguenti punti:
a) Progetto di Dio o storia della salvezza
La Chiesa appare come popolo di Dio degli ultimi tempi, radunato da Gesù Cristo e animato dallo
Spirito Santo. Emergono due poli di interesse:
- Il momento storico-fondativo. Dai due Testamenti, testimoni di un’unica “alleanza mai revocata”
(Giovanni Paolo II), si profila il mistero di Israele (dell’umanità) chiamata ad essere popolo di Dio.
Gesù Cristo rinnova questo popolo, lo fa Chiesa. Essa è vitalmente animata dallo Spirito Santo
(Pentecoste) e resa visibile nelle comunità cristiane particolari o locali (diocesi), pienamente
inserite nella storia, ma in cammino verso lo Sposo, il Signore Gesù.
- Il mistero di Cristo coinvolge e costituisce la Chiesa come “mistero”, creatura dello Spirito, che vive
una quadruplice esperienza: ascolto ed annuncio della Parola di Dio, celebrazione liturgica, attraverso i sacramenti che sono la Grazia divina, la comunione nell’unità e nell’amore, la diaconia della
carità.
b) Struttura della Chiesa
Si intende la Chiesa come istituzione storica, contemplata secondo il concetto di “corpo di Cristo”,
ossia come un organismo vivo e dinamico, insieme divino ed umano, con un’anima ed un corpo,
interagenti sotto l’azione dello Spirito di Gesù Cristo e della collaborazione dei credenti. Qui viene
sviluppato il tema dell’unità e diversità nella Chiesa, dove si manifestano doni o carismi eterogenei,
varietà di ministeri, diversità di vocazioni o stati di vita (laicale, ministeriale ordinato, religioso.
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c) La missione della Chiesa
Esprime la intrinseca vocazione missionaria della comunità dei credenti che consiste nel rivelare e
comunicare l’amore salvifico di Dio per mezzo di Gesù (annuncio del Vangelo o evangelizzazione).
Tale impegno missionario si esprime in particolare per quanti ignorano il Vangelo (non cristiani),
tramite una visibile testimonianza della verità nella carità e il dialogo interreligioso.
Si può parlare della Chiesa seguendo alcune piste:
a) La traccia biblico-teologica, che precisa il senso “misterico”, della Chiesa, sostando sul progetto di
Gesù e degli apostoli (Atti degli apostoli, le lettere di S. Paolo). La Lumen gentium è fondamentale
per delineare il quadro di riferimento.
b) La traccia storica, che affronta con lucidità e discernimento il cammino della Chiesa nel tempo,
segnatamente nel secolo XX ed oggi, con la riforma conciliare e il servizio apostolico di Giovanni
Paolo II, con i grandi gesti della “purificazione della memoria” e della “memoria dei martiri”, sintesi
efficace di un modo di leggere e volere la Chiesa oggi.
c) La traccia esperienziale, che si ferma sull’incidenza umana della Chiesa nella storia, con
testimoni significativi di ieri e di oggi, promuovendo le grandi scelte morali, l’impegno sociale, e
provocando significativi effetti culturali nell’ethos, nell’arte, nello stile di vita.
La vita nello Spirito i valori del cristianesimo
Questo nucleo tematico non si circoscrive nella consueta area dei doveri morali o dell’etica, ma più
ampiamente, prende in considerazione l’umanesimo cristiano, ossia come la visione religiosa
cristiana tocchi la vita concreta delle persone, come il “Dio di Gesù Cristo” rivelatosi come Dio per
l’uomo, sia un Padre, che, mediante Gesù e nella forza dello Spirito, con i segni e servizi proposti
dalla Chiesa, cammina con il suo popolo verso il Regno di Dio.
Chiaramente è in questo momento che le tante domande di senso che hanno innescato la ricerca
religiosa, possono trovare una risposta anche sul versante pratico, esistenziale e operativo.
Ne deriva che la personalità del cristiano è quella che tecnicamente viene chiamata “antropologia
soprannaturale”, ossia la rivelazione dell’uomo a se stesso alla luce della rivelazione di Dio.
Ciò richiede la presentazione della personalità del cristiano nelle sue dimensioni fondamentali: la
“divina figliolanza” (vita di grazia e di comunione con Dio mediante l’esercizio della fede, speranza e
carità); la libertà; la legge e l’amore come fondamento spirituale-etico; la coscienza come piena
assunzione consapevole e responsabile della vita secondo la dignità di cristiano; il peccato, la
conversione e il cammino verso la santità come tensione ascetica.
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Lettura biblico-teologica (prof. A. Ambrosi)