ISTITUTO STATALE D'ISTRUZIONE SUPERIORE
“ZAPPA - FERMI”
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RICERCA STORICA
LA NASCITA
DELLA SOCIETA’ OPERAIA
DI MUTUO SOCCORSO
A BORGOTARO
a cura di:
o
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o
o
AIELLO
GASPARINI
GRILLI
NANO
OLIVIERI
RADA
SANTONI
Angela
Elisabetta
Desy
Marsida
Omar
Eneida
Andrea
5^D S.P.P.
5^D S.P.P.
2^B IGEA
3^ EAT IPSCT
5^D S.P.P.
2^B IGEA
4^C Ling.
(LABORATORIO DELLA MEMORIA: GRUPPO DI RICERCA 2002)
1
PREMESSA
La presente ricerca, promossa dal bando relativo al premio di cultura “Ulisse ed Ester Pini” (istituito dalla famiglia Pini, con il patrocinio del Comune di Borgo Val di Taro e con la collaborazione dell’Associazione Ricerche Valtaresi “A. Emmanueli”, per avvicinare i giovani alla storia locale attraverso l’indagine sulla storia di una istituzione borgotarese), non accampa pretese di completezza e di esaustività e si limita a presentare in estrema sintesi i risultati provvisori di un’analisi parziale e forzatamente circoscritta nello spazio e nel tempo; intende tuttavia proporsi come primo, sia pur timido passo, in direzione del recupero del patrimonio storico di una delle più significative associazioni sorte e sviluppatesi nel nostro territorio nel periodo postunitario, e costituire il necessario presupposto per uno studio più articolato, ampio ed approfondito, quale è già stato prefigurato dal gruppo di lavoro a livello metodologico:
i giovanissimi ricercatori ­ che hanno manifestato vivo entusiasmo di fronte all’idea di mettersi in gioco in un appassionante lavoro di indagine per scavare nella memoria storica della Società di Mutuo Soccorso “Matteo Renato Imbriani” (tuttora vitale) e per ricostruire uno spaccato fedele della realtà socio­
economica borgotarese di fine Ottocento ­ hanno cercato di fare luce sulle caratteristiche originarie della Società scelta come oggetto di studio e si sono prefissi di rintracciare la documentazione indispensabile per dare risposte esaurienti e convincenti alle loro domande:
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Quando, come e perché nacque, a Borgotaro, la Società Operaia di Mutuo Soccorso?
Chi furono i suoi primi Soci? Che attività svolgevano? Cosa li spinse ad aderire?
Come funzionava la S.O.M.S.? Chi la dirigeva? Aveva un preciso orientamento politico?
A Borgotaro nacquero nell’Ottocento altre Società con gli stessi fini istituzionali? Se sì, si trattava di Società antagoniste? e, in tal caso, perché?
Ci furono contrasti interni alla S.O.M.S.? Se sì, è possibile individuarne le vere cause?
Chi era Matteo Renato Imbriani? Perché, e quando, la S.O.M.S. borgotarese gli fu intitolata?
Quale fu l’evoluzione della Società dal periodo postunitario al regime fascista?
2
Perché nel “ventennio” cambiò statuto e fu intitolata a F. Corridoni?
Come si è evoluta la Società fino ad oggi?…
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Gli strumenti individuati per lo sviluppo della ricerca sono i seguenti:
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manuali ed opere di sintesi
opere monografiche
fonti orali
fonti informatiche
fonti documentarie (fonti a stampa e manoscritti)
fonti iconografiche.
Ai fini della documentazione, considerata l’esiguità delle notizie desumibili dalle rare fonti a stampa sull’oggetto specifico dell’indagine, il gruppo di lavoro ha tentato un approccio diretto alle fonti archivistiche.
In particolare, vista l’attuale inaccessibilità di alcuni fondi particolarmente interessanti dell’Archivio di Stato di Parma, in attesa di verificare la presenza di materiali utili anche presso altri archivi (sia pubblici che privati), ci si è limitati ad esaminare ­ grazie alla cortese disponibilità del Presidente dr. Ivano Vignali ­ i rari atti e documenti ottocenteschi conservati presso la sede della Società stessa:
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Registro delle deliberazioni della Commissione dei Sindaci
pp. 01­70: COPIALETTERE (dal 29.10.1874 al 23.06.1882);
pp. 73­86: VERBALI del COMITATO dei SINDACI (dal 14.10.1892 al 18.12.1897)
pp. 87­98: COPIALETTERE (dal 28.12.1907 al 30.05.1909).
Carpetta contenente lettere ed altre carte del 1894 (oltre a: moduli, bollettari, biglietti, cartoline del primo ‘900 e Statuti a stampa del 1909 e del 1930).
Soprattutto su queste fonti, facilmente decifrabili grazie alla grafia sufficientemente ordinata e leggibile ed al buono stato di conservazione, si basa il semplice ma avvincente lavoro di analisi finora svolto, che i ragazzi dell’Istituto “Zappa­Fermi” impegnati nel “Laboratorio della memoria” consegnano come primo contributo di ricerca, con la speranza di poter completare lo studio intrapreso alla luce di altra e più copiosa documentazione. Si ringrazia sentitamente il sig. Mauro Delgrosso per aver prestato agli alunni la sua preziosa collaborazione come esperto di fotografia digitale.
Il coordinatore del gruppo di lavoro
Angelo ANGELLA
3
LE ORIGINI DELLA SOCIETÀ “IMBRIANI”
A Borgotaro la Società Operaia di Mutuo Soccorso si costituisce il 23 agosto 1874 e viene inaugurata ufficialmente il 3 gennaio 1875, come risulta dall’Invito al Municipio per la seduta d’inaugurazione, trasmesso il giorno di Capodanno:
“Onorevoli Sig.ri Borgotaro 1 Genajo 1875
Si è costituitta in Borgotaro il 23 Agosto dello scorso anno la Società degli Operaji e che va in vigore col primo Genajo 1875, il giorno 3 dello stesso Messe avra luogo l’innaugurazione, e percio si fa un dovere di invitare questa Giunta Municipale a volerci onorare della sua presenza e spero che vorano acciettare questo debole invito e con distinta stima.”1
Cfr. Archivio Società Operaia Mutuo Soccorso Imbriani (A.S.O.M.S.I.), Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 4, pp. 2­3.
1
Il Registro, unico dell’archivio della Società Imbriani risalente al sec. XIX, è così strutturato:
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pp. 01­70: COPIALETTERE (dal 29.10.1874 al 23.06.1882);
pp. 73­86: VERBALI del COMITATO dei SINDACI (dal 14.10.1892 al 18.12.1897);
pp. 87­98: COPIALETTERE (dal 28.12.1907 al 30.05.1909).
In tutti i passi riprodotti nella presente ricerca la trascrizione dei manoscritti rispetta fedelmente il testo originale.
4
Alla riunione, nonostante la cortese lettera d’invito, non partecipano né il Sindaco né la Giunta Municipale, come si evince dalla diplomatica ma quasi risentita risposta del primo cittadino, dott. Pietro Merelli:
“Borgotaro 3 Genajo 1875 Ilustrisimo Sig. Presidente
E ben dispiacente il sottoscritto di non potere oggi alle ore 3 pom. intervenire all’adunanza d’inaugurazione di codesta Società Operaia, come pure è dispiacente partecipare che anche questa Giunta non potrà intervenirvi, e cio perche l’ora e proprio impropizia.
Si augura alla Società ogni floridezza si esprime desiderio che una santa benefica istituzione duri fra voi perpetuamente.
Accetta onorevole sig.r Presidente gli attestati di stima. Merelli Dott. Pietro”2
La neonata Società ­ il cui Statuto, approvato in data 13 settembre 1874, verrà modificato a più riprese nei primi anni di vita del sodalizio, ma anche il 18 febbraio 1883 e il 12 novembre 1891,3 fino alla stesura definitiva pubblicata dalla tipografia Cavanna nel 19094 ­ è presieduta da Antonio Ferrari5 (che rimarrà in carica fino al 2
Cfr. A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 5, p. 3.
3
Cfr. A.S.O.M.S.I., Lettere, risposta a un Socio da parte del Presidente del Consiglio di Amministrazione Domenico Bombardi, 27 aprile 1894.
4
SOCIETA’ DI MUTUO SOCCORSO “MATTEO RENATO IMBRIANI”, Statuto sociale, Borgotaro, Tipografia C. Cavanna, 1909, pp. 29, artt. 71.
5
Cfr. A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 11, p. 6:
in calce a questa lettera di ringraziamento, trasmessa in data 14 ottobre 1875 ai “generosi e filantropici amici e confratelli della valle del monte Penna” per le offerte destinate alla vedova di un socio, compaiono per la prima volta, nel registro esaminato, il nome ed il cognome del Presidente della Società. 5
1882)6, ha come vicepresidente Giuseppe Castagnoli7 e come segretario Pietro Leonardi e si avvale di un nutrito Consiglio di Amministrazione, composto da:
Pietro Leonardi, Antonio Motta, Domenico Casali, Giovanni Molinari, Giuseppe Castagnoli, Angelo Pinazzi, Giuseppe Bracchi, Giovanni Gasparini, Antonio Oppici, Ottavio Oppici, Mario Sabini, Vincenzo Malaspina, Domenico Oppici, Luigi Mariani, Bartolomeo Battaglione, Antonio Beccarelli, Luigi Timozzi, Michele Castagnoli, Andrea Bosi, Giovanni Gasparini e Lorenzo Gasparini.8
L’atto istitutivo, “che pone a fondamenta della Società la solidarietà tra gli aderenti e l’elevazione culturale dei lavoratori”9, è analogo a quello di numerose
6
Cfr. A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 27, p. 58:
“Borgotaro li 10 Aprile 1882 Rispetabile Assemblea
Il sottoscritto Presidente da la dimissione in qualità di Presidente per ragione propria particolare: con stima di tutti mi dico vostro consocio e umilissimo servo. Firmato – Antonio Ferrari.”
7
Cfr. A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 18, p. 9.
Società Operaia di Mutuo Soccorso “M. R. Imbriani”– Un secolo di solidarietà nel 30° anniversario della Liberazione, Borgo Val di Taro, 6 luglio 1975 (opsucolo a stampa di pp. 32, in: Biblioteca Civica Comunale Parma, OP par B 119), p. 13: “Brevi note sulla vita della Società”.
8
9
Ibid., p. 10.
6
altre società di mutuo soccorso sorte nel secolo XIX, soprattutto dopo il 184010, per favorire solidarietà ed aiuto reciproco tra i lavoratori11 .
La Società di Mutuo Soccorso borgotarese “ha per base l’unione e la fratellanza, per iscopo il mutuo soccorso materiale, intellettuale e morale: tende quindi a procurare ai soci che la compongono un soccorso in caso di malattia e, permettendolo i suoi mezzi, un sussidio in caso di vecchiaia e di venire in aiuto alle famiglie dei soci defunti”12.
I soci effettivi, accolti a domanda su proposta di un socio già iscritto, devono aver compiuto 16 anni e non aver oltrepassato i 55, essere sani di mente e di corpo e 10
“… tra il 1840 e il 1848, quando Mazzini sollecitava l’organizzazione politica degli operai italiani nell’intento di portarli a partecipare come forza autonoma alla rivoluzione nazionale, si venivano diffondendo in varie regioni d’Italia (in Lombardia, in Piemonte, in Toscana, nel Veneto, nel Pontificio) le società operaie di mutuo soccorso. Nascevano, cioè, quelle associazioni che avrebbero costituito per qualche decennio l’ossatura del movimento operaio italiano.
La storia delle origini del Partito socialista deve prendere le mosse da queste associazioni, le quali nel momento che nascono non sono destinate né alla lotta per le rivendicazioni economiche, né alla lotta politica, ma costituiscono tuttavia il campo organizzato sul quale si svilupperà l’una e l’altra forma di lotta di classe.
Il compito istituzionale delle società di mutuo soccorso è l’assistenza e la previdenza, esercitate per mezzo della solidarietà (i soci versano una quota e ricevono un sussidio in caso di invalidità e di disoccupazione), ma la solidarietà tenderà lentamente ad estendersi anche al caso in cui i soci restano senza lavoro e senza salario in occasione di scioperi (Casse di resistenza). D’altra parte, l’attività educativa e di assistenza morale, che si accompagna sempre a quella materiale, tende ad investire il campo della questione sociale e quindi ad assumere carattere politico, specialmente là dove nella direzione della società prevalgono elementi mazziniani e democratici…”;
in: Gastone MANACORDA, Il socialismo nella storia d’Italia, Universale Laterza, Roma­Bari 19753 (Storia e società, 1966), vol. 1°, p. 68.
“Ad aprire le porte alla stagione mutualistica vera e propria concorsero, a metà del 1800, alcuni avvenimenti:
1) saliva nel 1848 al soglio pontificio il Cardinale Mastai Ferretti con il nome di Pio IX; 2) cadeva sotto i colpi della rivoluzione popolare la Monarchia di Luigi Filippo;
3) Marx dava alle stampe il Manifesto del Partito Comunista;
4) veniva promulgato lo Statuto Albertino che affermava il diritto all'inviolabilità del domicilio, l'inviolabilità del diritto di proprietà e, soprattutto, all'art. 32, riconosceva "il diritto ad adunarsi pacificamente e senz'armi, uniformandosi alle leggi che possono regolarne l'esercizio nell'interesse della cosa pubblica".
5) venivano abrogati gli articoli del codice penale limitanti la libertà di associazione.”, in:
http://www.mutuosoccorso.it/storia.html.
11
“Ispirandosi ad esperienze realizzate in altri paesi, sulle ceneri delle vecchie e soppresse corporazioni, nacquero … anche in Italia le Società di Mutuo Soccorso. Le prime si costituirono con lo scopo soprattutto di aiutare, in caso di bisogno, l’operaio, il lavoratore, senza offenderne la dignità umana. Tutti gli aderenti dunque concorrevano in misura eguale, in modo che anche il più povero degli operai vi potesse partecipare e, presentandosi la necessità, beneficiare delle provvidenze previste…
Le Società di Mutuo Soccorso vedevano tuttavia al loro vertice in maggioranza uomini provenienti dalla borghesia moderata o liberal progressista: uomini di legge, liberi professionisti, qualche sacerdote o qualche artigiano; nelle loro riunioni, che registravano la partecipazione da 30 ad un massimo di circa 100 persone…, era difficile cogliere una presenza significativa e impegnata di rappresentanti diretti dei lavoratori manuali…
Se per i lavoratori le Società costituivano un momento coraggioso, dati i tempi, e contraddistinguevano un forte impegno di sostegno e di mutualità di classe, per coloro che le gestivano, appartenenti ad un altro mondo, anche se impegnati, costituivano il primo riferimento di una azione politica progressista inquadrata in una visione più ampia, che andava oltre i problemi contingenti dei lavoratori e investiva l’assetto politico del paese. Questi dirigenti erano ostili alle idee rivoluzionarie o sovversive e rifiutavano atteggiamenti decisi in favore della lotta di classe…
I regolamenti di queste Società prevedevano la corrensponsione di sussidi agli inabili al lavoro per infermità o vecchiaia, alle vedove e agli orfani dei soci e, eccezionalmente, anche ai soci disoccupati; si proponevano, tra l’altro, il miglioramento della situazione morale e materiale della benemerita classe operaia.
Le Società di Mutuo Soccorso furono dunque le prime organizzazioni operaie italiane e si svilupparono prevalentemente nell’Italia settentrionale assumendo un sempre più definito carattere mutualistico e di prima assistenza, così come risulta ampiamente dal Regolamento della Società di Mutuo Soccorso degli Artisti e degli Operai di Vigevano…”:
7
non aver subito “condanne infamanti”; pagano una tassa di ammissione (di entità inversamente proporzionale all’età anagrafica) e s’impegnano a versare regolarmente il contributo mensile prestabilito; sono inoltre tenuti a partecipare all’assemblea dei soci senza turbarne l’andamento con comportamenti scorretti ed offensivi, ad accettare le cariche sociali ricevute e a prestare assistenza ai soci infermi, salvo giustificato motivo; in caso di accertata malattia hanno diritto per 120 giorni a un sussidio giornaliero, all’assistenza dei consòci e ai medicinali prescritti dal medico; in caso di loro morte spetta ai superstiti una sovvenzione una tantum.13 in: Alberto BONIFAZI – Gianni SALVARANI, Dalla parte dei lavoratori. Storia del movimento sindacale italiano, Franco Angeli editore, Milano 1976, vol. I (1860­1906: dalle Società di Mutuo Soccorso alla prima organizzazione unitaria dei lavoratori, con un saggio introduttivo di Franco DELLA PERUTA), pp. 63­64.
Per un chiaro inquadramento storico a livello nazionale e locale, cfr. anche:
Aldo CARERA, L’azione sindacale in Italia dall’estraneità alla partecipazione, La Scuola, Brescia 1979, vol. 1° (Dalle origini all’involuzione corporativa), pp. 294;
Umberto SERENI, Il movimento cooperativo a Parma tra riformismo e sindacalismo, De Donato, Bari 1977, pp. 326.
Nel libro di Aldo Carera l’esperienza del mutualismo viene correttamente inserita nel contesto dell’economia preindustriale del nostro Paese al momento dell’Unificazione, con un capitolo introduttivo sulla “ruralità preponderante” , sulle caratteristiche del lavoro contadino e sulle condizioni di vita dei lavoratori, che trovano preciso riscontro negli atti dell’inchiesta Jacini per quanto riguarda il nostro circondario:
cfr. Rufino MUSSI, Sulle condizioni agrarie del circondario di Borgotaro, in ATTI DELLA GIUNTA PER L’INCHIESTA AGRARIA E SULLE CONDIZIONI DELLA CLASSE AGRICOLA, vol. II, fasc. 1°, Roma, Forzoni e C. ­ Tip. del Senato, 1881, pp. 674­733, in: Bibl. Com.le “Manara” – Borgo Val di Taro;
fedelmente riprodotto nella recente edizione:
Associazione Ricerche Storiche Valtaresi “A. Emmanueli” Borgotaro, L’ambiente rurale valtarese alla fine dell’Ottocento (atti della Giunta per la inchiesta agraria e sulle condizioni della classe agricola, tratti dalla relazione svolta al Senato nel 1881), Piemme, Chiavari 2001, pp. 86 con corredo iconografico.
12
Cfr. art. 2 dello Statuto Sociale del 1909 (tip. Cavanna), sul cui frontespizio compare l’emblema delle Società di Mutuo Soccorso: due mani che si stringono.
8
13
Per una puntuale disamina delle norme statutarie cfr. SOCIETA’ DI MUTUO SOCCORSO “MATTEO RENATO IMBRIANI”, Statuto sociale cit. (Appendice, I), tenendo conto che le numerose varianti intervenute riguardano soprattutto le cariche sociali, la composizione degli organi collegiali di gestione e di controllo e le modalità di convocazione e di elezione.
“Consolidamento ed ampliamento avviene anche negli scopi statutari. In caso di malattia il sussidio in denaro viene talvolta integrato dall’assistenza medica gratuita o dai medicinali gratuiti. Le pensioni ai soci inabili, permanenti o momentanei, al lavoro per infortunio o per malattia sono già nella consuetudine. Pensioni di vecchiaia ai soci anziani o pensioni ai superstiti dei defunti, sussidi alle puerpere e sussidi di baliatico, promozione delle attività cooperative, biblioteche ambulanti, collocamento e sussidio ai disoccupati: il mutualismo sceglie la strada di sopperire a gran parte delle evidenti lacune dello Stato nel campo previdenziale ed assistenziale. Da rilevare che, per darsi un minimo di garanzie economiche e di credibilità, le società operaie adottano come condizione prima e generale per l’ammissione che il futuro socio sia di costituzione sana, non soffra di malattie croniche ed abbia un’età minima di 14­15 anni e massima di 55­60”:
cfr. CARERA, op. cit., I, p. 20.
9
Oltre ai soci effettivi sono ammessi anche soci contribuenti (che con versamenti volontari incrementano le entrate senza fruire di vantaggi pecuniari accordati ai soci effettivi) e soci benemeriti (che “per lunga serie di servigi resi abbiano acquistato titoli non dubbi di riconoscenza”)14.
Fin dai primi mesi di vita il sodalizio, che dispone di entrate assai modeste se si vede costretto a dare con rammarico risposta negativa ad ogni richiesta di contributo per nobili scopi pervenuta da società consorelle15, cerca di estendere la cerchia dei propri aderenti designando ­ non sempre con successo ­ soci onorari tra i notabili e le persone più istruite e più facoltose16. 14
“Borgotaro 13 Novembre 76 Ill.mo Signor Presidente
Nell’accusare ricevuta dell’eloquente diploma, nel quale codesta Società si è compiaciuta nominarmi quale Socio Benemerito, pregolo a voler[si] rendere interprete per me verso la Società, per ringraziarla e dichiararli che io sempre ove potrò mi addimostrerò affezionato a tanto utile e benefica Società che forma onore di questa città.
Con stima Dev.mo Merelli Giovanni”:
A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 61, p. 30. 15
“Borgotaro li 13 Novembre 1874. Il Presidente a quella della Società Fratellanza Artigiana di Spezia.
Nel dare ricevuta della Circolare N° 1 di codesta Società alla datta 29 8bre anno corrente, chi scrive è spiacentissimo di non poter anuire a quella, giache questa Società Operaja è costituita da soli pochi giorni e non puo di conseguenza assumere obbligazioni di sorta ne sottostare a spesse per la quale difetta di fondi oportuni”:
Cfr. A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 2, pp. 1­2, in risposta all’accorato appello spezzino per una colletta in favore del Generale Giuseppe Garibaldi, gloria nazionale al cui nome “la classe operaia Italiana… volò nei campi di battaglia, e vinse” (ibidem, copialettere, N. 1, p. 1).
Cfr. anche A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 3, p.2 (richiesta di contributo da parte della Compagnia di Misericordia di Sestino, datata 15 settembre 1874 e rimasta inevasa nonostante il tono toccante della lettera, in cui si sollecita “un tenue caritativo obolo almeno di Lire Due per una sol volta, onde poter erigere un piccolo Ospitale a sollievo dei Poveri di questo Comune, impotente di per se per la traboccante miseria”.
16
“Borgotaro 28 Febrajo 1875 Illustrissimo Sig.r Presidente
Prego la S.V. a voler ringraziare a mio nome tutti quei membri della Società Operaia che vollero onorarmi nominandomi Socio Onorario e Maestro del Concerto Musicale della Società stessa. E’ con mio dispiacere percio che sono costretto a notificarle essermi assolutamente impossibile accettare tale incarico.
Pregandola a voler fare conoscere alla Società tale mia immutabile determinazione mi dico (…)”:
10
E’ necessario tenere presente che, se in tutta Italia ­ nell’Ottocento ­ la crescita di un movimento operaio organizzato viene rallentata dal ritardo nello sviluppo industriale17 e dalla conseguente assenza di un proletariato di fabbrica moderno e numericamente consistente, soprattutto nelle campagne le associazioni operaie (o, più esattamente, artigiane)18 hanno, almeno in origine, essenzialmente scopi di solidarietà (servono cioè ai soci per aiutarsi fra loro nei momenti di difficoltà e per organizzare elementari forme di previdenza) e non di rado ricorrono alla sensibilità ed alla munificenza di filantropi e benefattori: in molti di questi organismi è facile “trovare, assieme gli operai più istruiti e intraprendenti, artigiani, esponenti della borghesia illuminata, ricchi filantropi, notabili locali e attivi giovani che hanno partecipato sulle posizioni più avanzate ai movimenti per l’indipendenza nazionale”19. Non deve dunque sorprendere se vengono invitati a far parte della Società Operaia ­ come soci onorari – il farmacista Ciro Marchini20, l’avvocato Antonio A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 7, p. 3.
17
Cfr. Emilio SERENI, Il capitalismo nelle campagne (1860­1900), Einaudi, Torino 1947, 19682, pp. 369.
18
Cfr. Giampiero CAROCCI, Corso di storia, Zanichelli, Bologna 1985, vol. 3, p. 1035.
“Negli scritti dell’Apostolato popolare Mazzini […] esalta il nome di ‘operaio’, ne fa quasi una bandiera…; negli scritti seguenti ritorna ad espressioni assai più vaghe e comprensive, come ‘la classe la più povera’ di derivazione sansimoniana, oppure usa promiscuamente ‘operaio’ e ‘artigiano’, ‘classi operaie’ e ‘classi artigiane’; ma sempre, tuttavia, con riferimento alla popolazione della città (e non manca il richiamo ai lavoratori delle Arti medievali), ignorando i contadini. Nel paragone tra le condizioni delle classi lavoratrici in Italia e nei paesi industrializzati, Mazzini non sembra cogliere la differenza che dipende dalla nascita della grande industria…
L’esclusione dei contadini dalle forze motrici della rivoluzione italiana è doppiamente motivata da Mazzini:
con la negazione dell’esistenza di gravi contrasti sociali nelle campagne;
con l’impossibilità di mobilitare i contadini ignoranti e dispersi…
Il calcolo politico è bensì evidente tutte le volte che, non di rado, Mazzini mostra la sua cura di non spaventare la borghesia con lo spettro della legge agraria e del comunismo.”:
in: MANACORDA, op. cit., I, pp. 58­59. 19
Cfr. U. SERENI, op. cit., pp. 9­10.
20
Cfr. A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 29, p. 15 (nomina a Socio Onorario ­ 31.1.1876); N. 30, p. 15 (accettazione – 2.2.1876); N. 43, p. 21 (invio del diploma di Socio Onorario all’interessato – 5.2.1876).
La risposta del dr. Marchini, in data 2 febbraio 1876, è lunga e articolata: il farmacista, dopo aver espresso “grata sorpresa” e “onore” per la nomina conferitagli, che gli attesta la “stima dei … concitadini ed in modo speciale della Classe Operaja, una delle piu proficue alla società”, ringrazia sentitamente ed assicura: “faro del mio meglio perche i medicinali siano della migliore qualità, ed i prezzi più limitati”, ma aggiunge:
“Spero che l’Unione, l’Onore, la Stima reciproca faranno sempre piu prosperosa questa Società, la quale col tempo potrà accumulare fondi bastevoli per potere in modo convenevole soccorersi a vicenda. Ma ad otenere tale intento e necesario si rendi abituale in ciascun Socio l’idea del risparmio, un dei mezi più facili lo presentano le Casse di risparmio Postali, pertanto onde l’intera Società possa [avere] cognizione dell’istituzione stimo conveniente unire alla presente un libretto intestato al nome del Presidente della Società, il quale alla lettera dei singoli articoli spero vorà aggiungere amche diverse rifflesioni. Per esempio:
Un Artista Operajo paga £ 75 d’affito per la casa d’abbitazione, per essere puntuale alla scadenza porta una Lira e centesimi Quaranta alla Cassa di Risparmio per oggni setimana; alla fine dell’anno trovasi pronta la somma necesaria, piu un picolo interesse.
Altro Operajo che provede generi necesarii pel mestiere, come per esempio Legniame, Ferro, Cojo, ecc. può col mettere a parte picola somma setimanale trovarsi pronto ad un scorto per ogni bisognio.
11
Conti21, il notaio Francesco Marchini22, il medico Domenico Molinari23 ed altri maggiorenti locali24, né se si arriva a proporre la carica di Presidente Onorario al principe Amedeo, Duca d’Aosta25, o a rendere omaggio per Capodanno e per le altre festività alle più alte cariche pubbliche, come il Procuratore del Re Antonio Ghironi, che puntualmente ricambia con affetto augurando ai Soci “quel lavoro che ritemprando con la serenità dell’animo la vigoria del corpo è fecondo delle più gradite consolazioni, perocché il lavoro è la più santa benedizione della vita, esso solo dà all’uomo il sentimento di quella dignità la quale deriva unicamente dalla Tali cose può anche farle senza la Cassa di Risparmio, ma sempre così gli viene la tentazione di godere un pajo di Lire: avendole in tasca le consuma, mentre se le a depositate alla Cassa di Risparmio l’amor proprio le impedisce di diferire la picola somma, e se ne astiene…
Insomma, il Sig. Presidente metti in rilievo i vantaggi che può ricavare l’Operajo da talli istituzione ed avrà fatto un opera degnia di Elogio.
Il libretto porta iscritta tenue somma a favore della Società; è picola l’offerta, ma mi lusingo che la Società più della somma terà conto dell’affetto con cui faccio il presente…”. 21
Cfr. A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 35, p. 18 (nomina a Socio Onorario – 31.01.1876) e N. 36, pp. 18­19 (risposta negativa, per evitare “equivoche interpretazioni” e “nuove inimicizie”, anche se con rammarico e con “tanta simpatia” per la “benemerita classe operaia” – 1.2.1876).
22
Cfr. A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 37, p. 19 (nomina a Socio Onorario – 31.01.1876) e N. 38, pp. 19­20 (risposta negativa per “motivi di salute” – 2.2.1876).
23
Cfr. A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 39, p. 20 (nomina a Socio Onorario in qualità di Sanitario – 31.01.1876) e N. 40, p. 20 (accettazione “con vera compiacenza” – 2.2.1876).
24
Cfr., ad es., A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere:
N. 46, p. 22 (accettazione della nomina di Socio Onorario e dell’incarico di Cassiere da parte del sig. Gian Antonino Tardiani, il quale in data 31.1.1876 comunica: “farò quanto potrò per il buon andamento di questa Società tanto utile in un paese di poche risorse quale è il nostro”);
N. 50, p. 25 (accettazione della nomina di Socio Onorario e dell’incarico di Revisore dei conti da parte del dottor Giuseppe Corvi, il quale in data 3.4.1876 ringrazia per l’”attestato di stima” nei suoi confronti);
N. 53, p. 27 (accettazione della nomina di Socio Onorario e dell’incarico di Revisore dei conti da parte del vicesindaco Alberto Boveri, il quale in data 6.4.1876 ringrazia “con lieto animo” per l’”onorevole impegno”).
25
Cfr. A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 31, pp. 16­17:
“Altezza Reale
Borgotaro li 13 Febbrajo 1876
La Società di Mutuo Socorso degli Operaj e Artieri di questa Città, adunatasi in Asemblea il 20 Gennajo u. o s.o, ah reclamato con voti unanimi V. A. R. a Presidente Onorario.
Il sottoscritto Presidente a lincarico di eseguire all’A. V. R. la copia del verbale della seduta, lo Statuto e il relativo Diploma di Socio benemerito. Nel rendere tutto cio a conoscenza di V. A. R. il sottoscritto interprete dei sentimenti unanimi della Società si lusinga che vorà concedere l’alto onore di far risposta.
Sorta questa picola Società in virtu delle Libere istituzioni elaargite dal Magnianimo Re Carlo Alberto e propugnate dal Re Prode e Galantuomo Vittorio Emanuele II Augusto Vostro Genitore, tutto spera dall’appoggio morale di V. A. R. che lanzidetta Società non potra che avere un felice suceso e verrà sempre piu a stringere l’Illustre dinastia Sabauda ai destini della Patria comune Italia.” Il trentenne Amedeo di Savoia, duca d’Aosta (secondogenito maschio del re Vittorio Emanuele II), che ha tenuto la corona di Spagna dal dicembre 1870 fino all’abdicazione del febbraio 1873, risponde sollecitamente da San Remo per il tramite del suo primo aiutante di campo, dichiarando di “accettare ben di buon grado” ed elargendo, unitamente ai “sentimenti di riconoscenza verso tutti i componenti la Società”, la “somma di £ 100 quale sua tenue offerta”: cfr. A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 32, p. 17.
12
coscienza di aver compiuto ­ ovunque e con tutti – il proprio dovere”.26 A Borgotaro il 1875, primo anno di vita della Società, è alquanto tormentato: la stragrande maggioranza delle lettere che pervengono alla presidenza, se si eccettuano alcune sentite espressioni di ringraziamento per accompagnamenti funebri27 , sono lettere di dimissioni:
“Preg.mo Sig. Presidente
Il dovere d’amor proprio mi impone a prendere tale risoluzione cioe a quella di ritirarmi dalla qui sopra indicata Società perche per mezzo di due Soci fui offeso nel Onore; e quindi invitati dalla S.V. invitati ad intervenire al giorno 4 nella Sala delle Adunanze per darne sudisfazione di quanto disero a mio riguardo, non comparvero. Percio mi credo dopiamente offesso anche a riguardo che non e ben tenuto conto della parola della S.V. Persuaso che non vora indegnarsi di quanto dico mentre con distinta stima mi dico Vostro Servo ed Amico (…)” 28;
“Il giorno undici prossimo passato Aprile la Semblea rimeteva al consiglio deritivo il prendere una definitiva delibra riguardo alla dimissione presentata del Socio Leonardi Pietro.
Il Consiglio stesso composto dai Signori Beccarelli Antonio Presidente
Battaglioni Bartolomeo Segretario
Mariani Antonino
Castagnioli Michele
Gasparini Giovanni assente
D’ora in poi la carta intestata della Società Artistica ed Operaia di Mutuo Soccorso ed Istruzione in Borgotaro riporterà la prestigiosa iscrizione “Presidente Onorario S.A.R. Principe Amedeo Duca d’Aosta”, come si evince da una lettera scritta di pugno dal presidente Antonio Ferrari in data 16 marzo 1881 e rinvenuta nel locale archivio comunale:
Archivio Comunale di Borgo Val di Taro, Cat. II (Opere Pie e Beneficenza), Baselica, anno 1880.
Cfr. A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 47, p. 23, ma anche N. 22, p. 11.
26
27
“Borgotaro li 23 Febrajo 1875 Egregio Sig.r Presidente
A nome della Vedova e della famiglia del defunto mio collega Corsi Pietro rendo alla V. S. Egregia ed all’Onorevole Società da Lei presieduta vive grazie per il nobile atto di aver accompagniata la salma di chi ha speso una lunga serie di anni nell’istruire ed educare i figli di questa popolazione. Prego V. S. di accettare e di partecipare alla lodata Società questi miei sentimenti, e di favorirmi una nota di coloro che hanno preso parte al detto onore funebre”:
A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 6, p. 3.
“Borgotaro li 28 dicembre 1875
I buoni e sinceri amici, le anime bennate e gentili si uniscono nella sventura. Questa verace sentenza vi sugerì e colla musica vi uniste alla cittadinanza Borgotarese e partecipaste al nostro luto dando cosi sincera e cordiale testimonianza di stima e di affetto al compianto nostro genitore e marito. A noi dolenti e sfortunati apportò solievo e conforto l’operato vostro gentile e ci confermò nel pensiero che il nostro povero defunto fece in questa vita mortale il proprio dovere. Grazie dunque a voi, onesti ed intemerati Operaj, grazie della vostra gentile dimostrazione di affetto. Noi non possiamo in alcuna guisa contracambiarvi, se non facendo un voto, che è la verace espressione dell’animo nostro commosso: Sorrida alla vostra Società l’avvenire e la pace, si dimostri essa degna mai sempre del plauso e del affetto universale.
Per la Vedova e gli altri figli
Conti Italo”:
A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 12, p. 7 (“Lettera per un compagnamento funebre a Sig. Dott. Conti Angelo”).
Cfr. anche A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 11, p. 6.
28
A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, s.d. (ma 5 aprile 1875) e s.n. (ma 7 bis), p. 4.
13
Oppici Domenico assente
Gasparini Lorenzo assente
radunatosi il giorno 13 Aprile acceta a pieni voti la suindicata dimissione escludendo così dalla Società stessa Leonardi Pietro. La presente lettera viene fatta inde notificare allo illustrissimo Signior Presidente della Assemblea col riassunto della suindicata delibera presa dall Consiglio che a sua volta ne dovra il signior Presidente dovra dare lettura alla Asemblea generale.” 29 “Ill. Signior Leonardi
Dispiacentisimo nel notificargli la deliberazione intorno alla vostra dimissione in datta del 5 aprile prossimo pasato presa dalla consiglio deritivo perche atorizato dalla Semblea, in sua Adunanza il Giorno 11° prossimo passato il quale decise quanto segue. Cioe acetatta la vostra dimissione perche riusite inutili tutte le pratiche fatte per una conciliazione cioe rifiutata una ritratazione in iscritto come anche per mal contegnio da lora in poi in punto alla Società. Noti bene non atribuisca questo ritardo ne a mancanza di rispetto, ne a negligenza ma ben si per vedere se si poteva in qualche modo meterci la pace.” 30
presente
“Ill.mo Sig. Presidente della Societa
La prego volermi [essere] cortese di dare lettura a questa Società Operaia in una prossima adunanza della Dellapina Domenico a datare da questo oggi si ritiene dimissionario tanto della qualità di Socio come relatore delle leggi.
Persuaso che vorra essermi gentile di prendere l’apunto di tale comunicazione si segna
Dellapina Domenico.”31
“Borgotaro i 29 Dicembre 1875
I disordini successi per lo passato, quelli che succedono presentemente mi costringono a ritirarmi dalla Societa; egli e percio che colla presente lo fo consapevole che dal oggi in poi io non appartengo(no) alla Società da Lei presieduta, salvo il ritornarvi quando secondo il mio vedere le cose andranno bene e piu meglio. Con stima
Mariani Antonino.”32 “Ill.mo Sig. Presidente dell Societa Operaia
Il sottoscritto partecipa alla S. V. Ill.ma che per affari suoi particolari non puo più far parte della Società Operaia e nel tempo istesso prega la S. V. far eliminare dalla (…) il suo nome.
Borgotaro a 6 Dicembre 1875.
Caselli Omero.”33
“Il sottoscrito fa noto alla S.V.I. far consapevole all’intera Società di non appartenere più in questa Società; ne come Socio Operaio ne come Socio filarmonico; esendo impossibile pure il disimpegno della Carica di Segretario che la medessima Società mi affidò credo pure siolto dagli impegni e da qualunque responsabilità derivante da detta Carica.
E per me di sommo rincrescimento il prendere dette risoluzioni, ma la mor proprio me lo impone.
Ringrazio vivamente tutta la Società per la stima che ebbe in me e possa esser di miglior selta la nomina che si dovra fare che con tutto il cuore e per il bene del Società lo desidero ardentemente; Tutti i sentimenti della piu viva stima.
Son Io Servo Mussi Natale
Borgotaro 29 dicembre 1875.”34
“Onorevole Sig. Presidente
29
A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 8, pp. 3­4.
30
A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 9, p. 4.
31
A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 13, p. 5.
32
A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 14, pp. 7­8 (29.12.1875).
33
A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 15, p. 8 (26.12.1875).
34
A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 16, p. 8 (29.12.1875).
14
Per le ingiurie ed offensive parole dette a me ieri sera dal Socio Gasparini Emilio nella sala delle adunanze della Società degli Operai dichiaro assolutamente di non voler piu far parte della predetta Società.
Con stima e rispetto me Le dichiaro
Suo Devotissimo Servo.
Borgotaro 21Dicembre 1875
Ferrari Giovanni Maestro”35 “La prego volermi essere cortese di dar lettura a questa Società Operaia in una prossima adunanza della presente: Castagnioli Giuseppe a datar da oggi si ritiene dimissionario tanto dalla qualità di socio come di Vice Presidente della Società stessa.
Persuaso che vorra essermi gentile di prendere la punto di tale comunicazione si segna.
Con stima dev.mo Servo Castagnioli Giuseppe.”36
“Il sottoscritto veduta l’impossibilità di poter far parte, per motivi troppo giusti, di detta Società, dall giorno 26 spirante mi credo estraneo della Società predeta.
Prego V. S. voler dar lettura della presente mia dimissione ed accogliere con stima i piu sentiti ringraziamenti
Suo Servo Mussi Giovanni.”37
“All’Ill.mo Signor Presidente della Società Operaia
I sottoscriti Soci operai non invitati come tutti gli altri all’assemblea di questa Sera quantunque non intervenghino perche mancanti d’invito che vi avevano diritto, pure credono nel loro interesse di esporre il loro parere interno alla riunione stessa.
Il motivo secondo la lettera e il seguente: e per dare schiarimenti dei disordini avvenuti domenica giorno 29 volgente mese.
Scandollezzati sommamente come il Signor Presidente firmi una lettera d’invito a Soci per intervenire in Assemblea onde dare schiarimenti per un oggetto che meglio d’esso Signor Presidente nessuno potrebbe darlo, in tutto convincimento dicono allo Stesso ed all’Assemblea che un disordine simile non sarebbe avvenuto, o sarebbe subito cessato, quando Essa come ebbe a fare pel principio con individui non di sua partito, avresse invitato anche gli altri di Sua all’ordine e non al difendere come ebbe a fare alzandosi ed associandosi ai tumultuanti per far vedere al Socio Feci Domenico il quadracontinente, l’Elenco dei Soci fondatori ed queritando l’assemblea a dichiarare se accetasse lo statuto nuovo oppure se voleva tuttora in vigore il vecchio.
Di fronte a tutto quanto sopra, e ritenendo assolutamente impossibile un accordo tra individui di tendenza naturalmente diversa per non suscitar discordie, che potrebbero arrivare allo scandalo, gli esponenti credono nel loro interesse di presentare la loro dimissione augurando alla Società stessa e suo Presidente prosperità; buon fine d’anno; buon principio del nuovo 1876.
E qui finiscono per non mettere in comparsa altre cose che farebbero disonore alla Società, ed a chi la presiede.
Con tutta stima si segnano
Pietro Gizani Gasparini Emilio Becarelli Antonio.”38
Per comprendere che cosa sia successo di tanto grave proprio nella fase di decollo del sodalizio ci vengono in soccorso alcune lettere davvero illuminanti, che ci portano ad escludere l’ipotesi di contrasti personali avulsi da scelte ideologiche.
In data 31 marzo 1876 lo stesso dr. Francesco Marchini, che il 2 gennaio precedente aveva declinato l’invito ad accettare la carica di Socio Onorario 35
A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 17, pp. 8­9 (21.12.1875).
36
A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 18, p. 9.
37
A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 19. p. 9 (29.12.1875).
38
A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 20, pp. 9­10.
15
adducendo a motivazione i gravi motivi di salute che gli avevano imposto di chiedere la dispensa dall’attività professionale di notaio, scrive con insolita franchezza al presidente Antonio Ferrari:
“Onorevole Signor Presidente
Borgotaro era forse l’unica città in Italia, nella quale non esistesse Società Operaia di Mutuo Soccorso. Perciò sentii con gioja istituirsi questa da S.V. presieduta: ma ben per questo fui dispiacente al vederla minacciata di morte al primo suo nascere per dissidii fra soci, che la componevano. Da questi dissidi sorse altra Società, alla quale fui ripetutamente invitato da associarmi.
Vedendola sorta in opposizione alla prima, le giudicai allora entrambe, e le sospetto tuttora, fonte di nuove discordie tra cittadini (e per verità ne esistono già abbastanza a danno di questo sfortunato paese). Perciò mi trovai in dovere di ricusarmi dal farne parte.
I motivi stessi che mi determinarono allora d’astenermi da quella, m’impediscono ora d’aggregarmi a questa anche come socio onorario.
Prego quindi l’onorevole S.V. di volere far noto alla Società la mia dispiacenza di non poter accettare il voto di fiducia, di cui la stessa mi ha voluto onorare; dichiarandole sicuramente che solo mi troverò fortunato di poter far parte di queste due società, allora che, scomparsa ogni idea d’antagonismo, le medesime saranno rifuse in una sola.
Gradisca ella intanto i sensi di stima coi quali mi dichiaro
Dev.mo Marchini Francesco.”39
Il 5 aprile dello stesso anno il Sindaco dottor Pietro Merelli torna sull’argomento stigmatizzando l’avvenuta frattura ed auspicando una pronta ricomposizione:
“Il signor Dott. Corvi Giuseppe di Tarsogno, recentemente nominato commissario del Vaccino nel Circondario di Borgotaro, con un animo generoso ha disposto che la metà dell’assegnatogli stipendio venga erogata a favore delle due Società di Mutuo Soccorso, e di Operai, e di Artieri, di questa Città, ed a tale scopo mi ha rimesso la somma di lire 229,30 invitandomi a distribuirla fra le dette due società.
Onde tale beneficenza venga equamente ripartita, io ho creduto di dover prendere a base il numero attuale dei soci effettivi di ciascuna Società, e fu a tale scopo che con altra mia in data del 3 corrente mese N° III Gab.o pregai la S. V. Ill.ma a darmi il preciso numero dei Soci.
Ora, eseguitosi il riparto, pregio di rimetterle di lire ottantanove cent. quarantotto, che giusta la mente del Benefattore ed i calcoli istituiti spetta al Sodalizio da Lei degnamente prescieduto, e nel congratularmi con Lei e con i Soci per la prova di benevolenza, che Loro è stata data, e per l’incoraggiamento al nobile scopo col quale la Società fu istituita, mi permetto di etternarle un desiderio che è sentito dalla maggioranza dei cittadini. Esso è, di vedere fondere in una sola le due Società che hanno identico scopo, giacché la vita ne diverrebbe più rigogliosa, e le risorse necessarie ai stabiliti sussidi si porgerebbero certamente più valide e più pronte, e ciò faccio senza dar gran peso a quello screzio che in una località, come questa non ricca d’abitanti, può apportare la separazione delle classi Artigiane e Operaie con due Società, screzio che se fino ad ora, e per buono senso de’ Soci e per la rettitudine dei loro Amministratori, non ha portato alcun inconveniente, pure potrebbe contenere i germi per l’avvenire…”40 39
A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 49, p. 24.
40
A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 52, pp. 25­26.
Cfr. anche A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 69, pp. 34­35:
16
Quale sia il sodalizio antagonista, che ha potuto avvalersi dell’emorragia di affiliati alla Società Operaia di Mutuo Soccorso fino al punto da superarla in consistenza numerica, non risulta in nessun passo del registro utilizzato come copialettere, ma sembra lecito ipotizzare che si tratti dell’Opera Pia denominata “Pio Istituto Manara”, il cui Statuto è stato approvato con Regio Decreto 1° aprile 1875,41 anche se la natura e gli scopi dell’ente morale (eretto nel lontano 1821 in quanto risalente a due testamenti olografi dell’abate borgotarese Domenico Manara) non sembrano porsi in diretta ed immediata concorrenza con la S.O.M.S.: distribuzione di doti a tre zitelle della città (artt. 8­10) e di sussidi a giovani studenti borgotaresi che “percorrono la via delle Scienze, delle Belle Arti e delle arti meccaniche”, con preferenza per la carriera ecclesiastica (artt. 11 sgg.).42
“Borgotaro 22 Febbr. 1880
Il Signor Dottor Giuseppe Corvi volendo solennizzare con opere di beneficenza il giorno del suo matrimonio, mi ha con lettera di ieri fatto pervenire la somma di £ 150,00, per essere distribuita alle due Società operaie costituitesi in questa Città nel modo che più sarà riputato conveniente.
Ad esaminamento dell’incarico ricevuto ho creduto di dovere ripartire detta somma fra le due Società in parti uguali, e perciò mi pregio di inviarle per la presente £ 75,00 di cui la S. V. vorrà essere cortese di accusarmene ricevuta.
In questa circostanza rinovo il desiderio già altra volta espresso dal mio predecessore quale è quello di vedere fondersi in una sola le due Società che hanno identico scopo.
Con stima
Il f.f. di Sindaco A. [Alberto] Boveri” 41
Cfr. Statuto organico dell’Opera Pia denominata Pio Istituto Manara amministrata dalla Congregazione di Carità del Comune di Borgotaro, approvato con Regio Decreto 1. Aprile 1875, Borgotaro, Tipografia F. Bergamini, 1.Giugno 1875, pp. 11 (in Archivio di Stato di Parma).
42
Ibidem.
17
La questione, che merita ulteriori approfondimenti, appare di sicuro interesse43; ancora più interessante può essere, ai fini della ricerca, individuare le cause dei contrasti che hanno dilaniato sul nascere la Società oggetto della nostra indagine e che hanno visto immediatamente sorgere e svilupparsi un’organizzazione alternativa.
Nel periodo storico preso in esame il caso di “città con due società contrapposte” è “assai frequente”: anche a Parma, come altrove, “l’intero dibattito fra le società operaie, provocando continue lacerazioni, ruotava proprio intorno alla questione se la politica potesse essere elemento della loro iniziativa”.44 A Parma si assisteva da tempo al dualismo tra la Società Centrale degli Operai, che aveva come presidente onorario Giuseppe Garibaldi e come socio onorario Giuseppe Mazzini ed era un “centro di politica agitazione”45, e la Società di mutuo soccorso fra gli operai e commessi del Comune di Parma, che ­ costituita nel 1862 dai moderati fuorusciti dal preesistente sodalizio e subito ribattezzata Società delle “covazze” – prevedeva l’obbligo statutario di “astenersi assolutamente da qualsiasi ingerenza politica”46. Certo è che nel 1908 la Società di mutuo soccorso fra gli operai del circondario convive a Borgotaro con la Società di mutuo soccorso intitolata “Prospero Manara”, come si evince da una precisazione fatta il 25 marzo 1908 alla Società Pietro Cocconi di Parma , a séguito di un equivoco, dal Presidente del Consiglio di Amministrazione Enrico Bernardi:
“Al signor Presidente soc. Pietro Coconi Parma
Giuntoci oggi relazione e progeto di statuto che la società gent. Spedisce.
Nell’ultima parte della relazione e cioè dove fa i nomi delle società aderenti questa codesta società pregia avisarli che fu comesso un erore essendo la nostra società intitolata intestata soto il titolo Società di mutuo socorso fra li operai del circondario di Borgotaro e non già come fu scrita Prospero Manara, essendo noi noi si siamo presi premura per non creare equivoci in avanti farli consapevole dell’erore: esistendo (di fato) in codesto capoluogo una società di Mutuo socorso intitolata Prospero Manara.
Credo che la S.V. Ill.ma vorà far conoscere alle consorele aderenti l’erore di nome essendo statta la nostra che à aderito e non la Prospero Manara.
Con ossequio e stima
Il Presidente consilio di amministrazione
Bernardi E.”:
A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 70, p. 89 (“25­3­908. Equivoco della società Pietro Coconi di Parma”).
43
44
Cfr. U. SERENI, Il movimento cooperativo a Parma, cit., p. 11.
45
Cfr. A. RAVA’, Storia delle assocazioni di mutuo soccorso e cooperative nelle province dell’Emilia, Bologna 1973, p. 272.
46
Cfr. U. SERENI, op. cit., p. 12.
La Società di Mutuo Soccorso fra gli Operai e Commessi del Comune di Parma pubblica (dal maggio 1879 all’aprile 1881) il giornale popolare di istruzione, educazione e beneficenza Il mutuo soccorso (tipografia Michele Adorni), mensile messo in vendita al prezzo di 5 centesimi, oggi reperibile presso le Biblioteche Palatina e Comunale di Parma (per la stampa locale dell’epoca cfr. l’utilissimo U. DARDANI, Repertorio parmense della stampa periodica dalle origini al 1925, Luigi Battei, Parma 1979, pp. 116).
Il mutuo soccorso, consultato dal gruppo di ricerca presso la Biblioteca Comunale di Parma, si proponeva di informare, istruire ed educare moralmente i lavoratori (cfr., passim, i diversi articoli di tono paternalistico, tra i quali: “L’economia politica spiegata agli operai: il salario”, “Il riconoscimento giuridico delle S.M.S.”, “Del diritto 18
Situazioni analoghe si erano verificate anche nella vicina Lunigiana: nel 1862 a Carrara era nata una Società di Mutuo Soccorso per iniziativa di un gruppo di democratici, ma i dirigenti (il presidente conte Carlo Lazzoni ed il tesoriere conte Alessandro Del Medico) erano riusciti a guadagnare l’adesione di molti moderati e a sopraffare coloro che avevano dato impulso alla società per farne un centro di diffusione delle idee repubblicane.47
Sicuramente l’organizzazione mutualistica, fin dalle origini, è stata soggetta all’influenza politica; altrettanto sicuramente le diverse idealità che animavano i gruppi dirigenti delle Società Operaie (mazzinianesimo, internazionalismo, cattolicesimo, conservatorismo)48 non potevano non sfociare in momenti di tensione e di aperta conflittualità.
A Borgotaro le dimissioni in massa sono sorprendentemente precedute da una missiva apparentemente innocua del 25 ottobre 1875 destinata al Presidente della Società e trascritta per ben due volte nel registro copialettere:
“Ho l’onore di accusare ricevuta della lettera che la S.V. si compiacque rivolgere il 18 corrente a me e agli Impiegati Superiori di questa Direzione.
Adempio ad un grato dovere esprimendo alla S. V. ed a tutti i componenti codest’Associazione i sensi di sincera riconoscenza [che proviamo per le cortesi espressioni usate di aver lavoro”, “Le letture dell’operaio”, “Chi sono gli amici degli operai”, “Il rispetto umano”, “Della moralità”, “All’operaio dissoluto”, “L’ubriachezza”, “Buoni esempi”, “Guerra al vizio”, “Il suicidio”…) ed è oggi una preziosa miniera di notizie non soltanto sulle condizioni di vita dei lavoratori (le professioni in cui la morbosità è massima sono nell’ordine: pellettieri, conciapelli, guardie, facchini, agricoltori, chiodajuoli, stovigliaj, lavoranti tabacchi, infermieri e barcajuoli) ma anche sul panorama nazionale e regionale delle S.M.S.:
nel 1878 le Società di Mutuo Soccorso sono in Italia 1995, con 327.173 soci effettivi (296.322 maschi – 27.778 femmine) ed altri 28.971 aderenti fra soci onorari, contribuenti e benefattori; l’Emilia è al 4° posto (dopo Piemonte, Lombardia e Toscana) per numero di soci (36.857 effettivi e 2.849 classificati come “altri”):
cfr. Il mutuo soccorso, anno II, n. 7, novembre 1980, pp. 1­2 (Le Società di Mutuo Soccorso in Italia).
Per un quadro storico d’insieme cfr. anche http://www.mutuosoccorso.it/storia.html:
“Caratteristiche in larga parte comuni alle 115 società operaie presenti nel Piemonte sabaudo alla vigilia dell'unificazione e alle rimanenti 91, concentrate nelle regioni settentrionali della penisola (in Lombardia, Liguria, Emilia e Veneto) erano la localizzazione urbana, la forte coesione professionale e la neutralità politica. Queste caratteristiche mutarono dopo l'unificazione. I moti risorgimentali aprirono infatti una frattura tra le società operaie che si ispirarono ai principi solidaristici e democratici di Mazzini a quelle che aderirono al programma dei moderati, guidate e in parte sostenute finanziariamente da vecchi e nuovi filantropi, esponenti dei ceti nobiliari e della grande borghesia terriera e finanziaria, interessati ad un controllo paternalistico delle classi lavoratrici.”
47
Cfr. Renato MORI, La lotta sociale in Lunigiana (1859­1904), Le Monnier, Firenze 1958, pp. 30 sgg.
“La Società di Mutuo Soccorso degli operai di Carrara tenne la prima adunanza il 23 febbraio 1862. […] Dopo pochi giorni il Conte Lazzoni assicurava il Prefetto di Massa dell’assoluta apoliticità dell’organizzazione. Il Prefetto rispondeva ringraziandolo dell’informazione e concludeva: “Io non dubito che sotto la provvida direzione della S. V. I. cotesta Società persevererà ognora in questi lodevoli princìpi (miglioramento morale e materiale delle classi operaie), e non sviata da preoccupazioni estranee al proprio mandato potrà attendere allo sviluppo di questa importante istituzione.” (ibid., p. 31). 48
Cfr. A. CARERA, op. cit., pp. 24 sgg.
19
a nostro riguardo, e nutriamo la speranza che lo sviluppo] che gradatamente vanno prendendo i nostri lavori verra a rendere più saldi i legami di stima e di affetto che ci uniscono agli Operai di questa Provincia.
Personalmente poi mi sia lecito esprimere i voti sinceri che formo per la prosperità di codesta Società e per il ben essere dei membri della stessa.
Nemico di qualsiasi associazione politica, riconosco come uno dei più preziosi privilegi degli Operai – a qualsiasi classe appartengano – quello di potersi unire per soccorrersi vicendevolmente e sviluppare la loro mente mediante una sana istruzione.
Queste sono a mio giudizio le sole Associazioni veramente utili all’Operaio – e per l’incremento di queste formo voti sinceri.
Voglia la S.V. gradire i sensi della mia particolare stima e considerazione.
Henry de Thierry” 49 Se c’è chi fa pressioni per una gestione apolitica della Società, c’è anche chi – come Demetrio Prada, presidente della Società operaia milanese intitolata ad Abramo Lincoln (Linclon, secondo l’ingenua ricorrente metàtesi dell’ignaro copista) – contemporaneamente fornisce al Presidente in carica Statuti di ben altro tenore.50
49
A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 10, pp. 4­5, e N. 25, pp. 12­13 (con le integrazioni necessarie – qui riportate tra parentesi quadre – omesse nella precedente trascrizione, probabilmente per banale dimenticanza di una riga di testo) .
A proposito del cav. Henry de Thierry, cfr. la sintetica ma efficace presentazione del personaggio sul sito della Valtaro http://www.valtaro.it/santamaria1.htm:
Santa Maria del Taro, a vederla così, in fondo all'alta e stretta valle del fiume, si direbbe nient' altro che un piccolo borgo montano tutto dedito all'agricoltura. E' curioso invece scoprire che, unico forse tra i tanti paesi vicini, Santa Maria del Taro ebbe e ha tuttora una vocazione artigiano­industriale. Già alla fine dell'800, il cav. Henry De Thierry, agente di una società inglese, aveva acquistato gran parte del territorio del Monte Penna per utilizzarne le risorse naturali, in particolare le miniere di rame e le foreste di faggio. De Thierry fondò nel paese una società commerciale che aveva come scopo principale quello di sfruttare intensamente il faggio e i suoi derivati, infatti il nome della ditta era: "Soc. Acetati e Derivati". La fabbrica produceva alcool metilico, che serviva per la confezione di vernici; acetato di calce, che a sua volta dava luogo ad acido acetico per le tintorie ed acetone per la fabbricazione della polvere bianca utilizzata per le armi da fuoco. Inoltre si ricavava catrame e molto carbone di legna. Il cav. De Thierry, attivò lo sfruttamento delle miniere di rame, impiantò una teleferica lunga parecchi chilometri che dal Monte Penna arrivava direttamente a Santa Maria del Taro; entrarono, pure, in funzione grandi segherie e una moderna lavorazione del legno. Il Penna era dunque ed è ancora oggi la fonte di vita per gli abitanti del paese.
La sua faggeta millenaria ne circondava la sommità, la cui punta aguzza rappresentava il Dio Pennino adorato dagli antichissimi liguri.Se un tempo dunque il Penna era considerato una divinità, il faggio che cresceva sui suoi fianchi, era il suo profeta. Questa pianta fu sempre il simbolo vivo di questa montagna e del paese che era sorto ai suoi piedi lungo il primo corso del Taro, anche lui nato dal Penna. Oggi il faggio continua ad essere l’emblema della laboriosità di Santa Maria del Taro. Con questo legno si costruiscono centinaia, migliaia di sedie artistiche. Alle antiche industrie chimiche si è infatti sostituita una moderna fabbrica che produce sedie note in tutto il mondo come “chiavarine”, “parigine”e “campanino”. Fu infatti a Chiavari, cittadina della riviera ligure, un paio di secoli fa, che un ingegnoso falegname di nome Campanino, cominciò a costruire sedie dalle caratteristiche inconfondibili. Ancora oggi questo tipo di sedie sono prodotte a Santa Maria del Taro e conservano le caratteristiche di un tempo: leggerezza, robustezza ed eleganza. Inoltre si sono aggiunte forme nuove e moderne che servono a mantenere alta e viva la fama di queste fabbriche. Nello stabilimento si lavora, oltre il faggio, anche l’acero, il noce e il ciliegio. Le fabbriche di seggiole sono una delle vere attrattive e particolarità del piccolo borgo montano, ma non è la sola. Un'altra risorsa offerta dall'ambiente è il suggestivo paesaggio che offre il fiume Taro il quale, nasce da una greppia muscosa sotto la fitta faggeta della foresta demaniale del Penna. Nella parte alta del suo percorso, ha un andamento irregolare e il suo letto è cosparso di ciottoli e scogli; si allarga poi, fuori dal paese in un ruscello dalle rive fiorite. Queste caratteristiche devono aver affascinato gli antichi liguri della zona, infatti la parola Taro, in dialetto "Tà", è presente nel dizionario di lingua celtica e sta a significare: "indocile, turbolento, impetuoso". Inoltre, il suo letto irregolare, favorisce lo svolgersi di gare di canoa. La corrente impetuosa del Taro è l'ambiente ideale della Trota Fario, preda molto ambita dei pescatori che convergono qui da tutta la provincia... non a caso Santa Maria del Taro è definita “la perla dell’alta Val Taro”! A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 24, p. 12, “Lettera della Società di Abramo Linclon”:
“Milano li 17 Otobre 1875
Mi faccio premura di trasmetervi la copia del nostro Statuto sendo persuaso vi tornera utile per vostro bisognio. O il piacere di stringervi cordialmente la mano.
50
20
E’ probabile che il responsabile della Società di Mutuo Soccorso borgotarese abbia fatto quest’ultima scelta di campo, se è vero che in data 6 dicembre 1875 cerca di nuovo il contatto con il presidente della “Lincoln” per chiedergli ­ con una certa apprensione ­ se non abbia ancora ricevuto la nuova proposta di Statuto. 51 Poche settimane dopo i tumulti assembleari del 29 dicembre 1975 ­ che comportano la fuoruscita di buona parte degli aderenti, “scandalizzati” per l’atteggiamento fazioso del Presidente 52 ­ il socio Lorenzo Gasparini si reca in visita ufficiale presso la Società milanese e consegna personalmente le bozze del nuovo Statuto (che ha costituito oggetto di tante polemiche) al fine di ottenere suggerimenti in merito agli emendamenti più opportuni.53 Il Presidente Prada Demetrio”.
Non è certo casuale il fatto che, sette anni dopo, il registro copialettere (N. 34, p. 62, 18 maggio 1882) riporti un appello agli Italiani affinché partecipino a Genova, il 22 giugno 1882, alla scoperta del monumento a Giuseppe Mazzini:
“Sappia il mondo che il monumento a Mazzini non si arresta al marmo che si pone in suo nome, ma grandeggia imperituro, come la sua religione e il suo sacrificio, nella riconoscenza d’Italia, per lui destata alla vita”. Ancor più eloquente appare la successiva lettera, in cui si invita il destinatario a rappresentare a Genova il sodalizio: “Borgotaro 20 Giugno 1882.
Onorevole Signor Angelo.
Questa Società non potendo, a causa delle gravi spese per che sostiene per ammalati, intervenire alle feste che si tengono in Genova per l’inaugurazione del monumento a Giuseppe Mazzini e ai caduti nelle patrie battaglie, si rivolge alla S.V. Ill.ma onde qual Socio Onorario della stessa Società voglia rappresentare la Società stessa unitamente a d’altri nostri concittadini che esso stesso vorrà scegliere e coi medesimi far vedere che la nostra Società tuttora vivi…
Il vice Presidente
Firmato Silvio De’ Martini”:
A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 42, p. 66.
Delega analoga avverrà di lì a poco, nei confronti del socio Ettore Castellina, ricevitore del Dazio (poi ostacolato nella missione dall’Amministrazione Comunale), affinché partecipi per conto della Società alla “commemorazione solenne del grande patriota e condottiero Giuseppe Garibaldi” “in Parma”, “nel pubblico giardino”, il 24 giugno 1882, “alle ore 12 ½ meridiane”:
A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 43 e N. 44, p. 67; N. 45 e N. 46, p. 68.
51
A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 26, p. 14:
“Borgotaro li 6 Dicembre 1875
Non vorei eseregli importuno ma non sapendo cosa pensare, dubitando anzi che non vi sia recapitata la mia in risposta alla di Lei pregiata Lettera, mi credo in dovere di scrivergli la presente, onde pregarla nel caso che non avese ricevuto la prima, di farmelo sapere che in allora con tutta premura gli comunicerò quanto gli dicevo nella prima, e se credesse oportuno la S. V. senza incomodo a volersi recare all’Ufficio postale di questa Città perche unitamente alla mia gli facievo recapitare un Libretto del nostro Statuto.” 52
Cfr. p. 14 e nota 38.
53
A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 41, p. 21, “Lettera avuta dalla Società Abramo Linclon”:
“Milano li 4 Febbrajo 1876
Oggi abbiamo avutto il piaciere di stringere la mano al vostro caro Socio Sig.r Gasparini Lorenzo, il quale ci a portato i vostri piu cordiali salluti che noi acogliamo di buon cuore.
21
Dal 1876 in poi cessa lo stillicidio delle dimissioni54 e la Società Operaia riprende la sua attività istituzionale,55 iscrivendo nuovi Soci, tra cui il libraio Andrea Marchini56 e lo stesso sindaco Pietro Merelli, che il 16 novembre 1876 chiede espressamente di poter “assistere alla […] adunanza al fine di comunicare alcune sue idee nell’interesse e decoro della stessa Società”57 e il 30 gennaio 1877 accetta di buon grado il diploma di socio onorario dicendosi “vivamente comosso per tanta diferenza e tanta stima” ed aggiungendo:
“… Ben poco io ho fatto, ed ha ben poco io valgo, pur tuttavia dal canto mio nulla lascierò intentato per cooperare al bene e al lustro della Società stessa e […] a quello di questa nostra città natale, procurando d’istruire e, molto più, di educare gli animi e i cuori ad una vera e soda moralità; cosa questa necessarissima e senza della quale a nulla vale l’istruzione letteraria e perche non si potrà mai dall’umano consorzio giungere alla vera civiltà, al vero progresso se ne’ popoli manca l’educazione morale.
Nella fiducia di rispondere, per quanto mi danno le mie forze, alla spettativa che di me si è formato questo benemerito soddalizio, pregoLa, Ill.mo S. presidente d’accettare le proteste di mia stima e di rendersi interprete dei miei sentimenti con codesta Società degnamente da Lei prescieduta, e mi ritengo sempre Dev.mo
P. Merelli”58. Quanto prima vi manderemo il vostro Statuto corretto secondo il nostro debole criterio, e vi daremo quel consiglio che ci sara posibile, per tutto cio che ci avette cortesemente domandato.
Al medesimo vostro confratello abbiamo comunicato che il 15 del mese di Agosto avra luogo la festa della nostra asociazione alla quale gradiremo la presenza di una vostra rapresentanza asicurandovi del nostro ricambio in ocasione della vostra.” 54
L’ultima lettera di dimissioni allude a un non meglio precisato equivoco:
“Borgotaro 2 Gennajo 1876
Per equivoco avenuto inttorno alla mia iscrizione alla Società Operaja, di cui Ella sostiene la carica di Presidente con lode e disinteresse, sto pregandola pertanto di fare depenare la mia inscrizione per non fare piu parte alla Società stessa null’altro che per motivi personali…”:
A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 28, pp. 14­15, “Lettera di dimisione del Socio Bergamini Francesco”.
55
Cfr., ad es., A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere:
N. 48, p. 23, 5 marzo1876, “Ringraziamento Delnevo Luigi alla Società” per l’“affettuosa dimostrazione prestata […] nella circostanza del trasporto alla Chiesa della salma dell’amatissimo suo genitore”;
N. 72, p. 36, 14 aprile 1880, “Funerali Dott. Corvi”;
N. 74, p. 38, 23 maggio 1880, “Distribuzione di premi ai Soci (14 libretti della Cassa di Risparmio per £ 80) in occasione della festa dello Statuto”;
N. 76, p. 39, 1 giugno 1878, “Richiesta dei seguenti dati da parte del Sottoprefetto: ammontare del patrimonio, ammontare delle spese secondo l’ultimo bilancio, numero soci effettivi, numero soci onorari, numero soci contribuenti.”;
N. 86, p. 46, 23 gennaio 1876, “Lettere di nomina alle Cariche di Presidente, Conisgliere, Segretario ecc.”…
A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. omesso, p. 32, 26 ottobre 1876.
56
57
A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 63, p. 30, 16 novembre 1876.
58
A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. omesso, pp. 33­34, 30 gennaio 1877.
22
Le norme dello Statuto vengono applicate sempre più rigorosamente,59 al punto da determinare la revoca del sussidio giornaliero nei confronti dei Soci inadempienti60 anche in situazioni di gravissima difficoltà, per le quali c’è chi si vede costretto ad implorare “a mani giunte” una provvidenziale deroga (in qualche caso eccezionalmente concessa da parte del Consiglio di Amministrazione):
“Ill.mo Sig.re Presidente della Società Operaia di Borgotaro
Gasparini Luigi, fu Giuseppe, scarpelino residente in Borgotaro, padre di due figli di tenera età, trovandosi nella più squallida miseria in conseguenza di malattia soferta, come appare al qui unito certificato medico, osa inoltrare la presente a cotesta Società alla quale esso fa parte qual socio, chiedendo a mani giunte un socorso onde con questo far fronte alle pasività incontrate durrante i giorni di malatia ed ai più necessari bisogni quotidiani.
L’esponente sa pure che il regolamento sociale si oppone a che vengano sussidiati in caso di malattia quei soci che non sono in corente nel pagamento delle tasse mensili, nel qual caso il sottoscritto si trova; ma sicome è pure a sua conoscenza che altri soci ammalati che si trovarono nelle condizioni del presente, gli è stato, in via eccezionale, accordato il susidio, innoltra la presente istanza a cotesto onorevole Sodalizio affinché voglia usare pari tratamento verso l’esponente, assicurandolo che d’ora in avanti farà ogni sforzo per poter pagare gli arretrati e metersi cosi al corente.
Persuaso chi scrive che cotesta onorevole società vorrà prendere in considerazione la presente ne anticipa infinite azioni di grazie.
Onorandosi di sottoscriversi.
Della S. V. Ill.ma
Gasparini Luigi
Borgotaro 21 Luglio 1882.”61
A partire dal 1880 il sodalizio borgotarese ­ oltre ad esercitare i consueti compiti statutari ­ organizza “conferenze istruttive” per la popolazione62 e sembra prestare una sempre maggior attenzione all’acceso dibattito politico­sociale che si sviluppa nei Comitati elettorali democratici63 e nei Congressi Nazionali delle Società di Mutuo Soccorso,64 in particolare ai progetti sul riconoscimento giuridico 59
Sono numerose le “punizioni” inflitte a Soci nei primi anni del ‘900 (generalmente 3 o 6 mesi di sospensione, ma anche – in non rari casi ­ l’ espulsione) per “contegno poco decoroso tenuto nella sede sociale”; cfr. A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 74­81 e 83­97, p. 90 sgg.
60
A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 48, p. 70, 7.8.1882.
61
A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 47, p. 69, 21.7.1882.
62
A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 107, p. 95, 10.11.1908.
63
A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 37, p. 64, 25.5.1882.
64
A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 77­78­79, pp. 40­43, settembre­ottobre 1880: meritano un particolare approfondimento il programma dell’Associazione Democratica bolognese [N. 78 – p. 41] e le proposte del Marchese Pepoli [N. 79 – pp. 42­43]. 23
delle S.O.M.S., al disegno di legge sulla Cassa Nazionale di Pensione per gli Operai ed alla riforma elettorale65 (“Le società operaie, che sono costituite dalla parte più intelligente ed operosa delle classi lavoratrici, debbono affermare solennemente il principio della universalità del voto”)66 e delibera l’invio di rappresentanti alle adunanze provinciali e regionali,67 nonché alle feste delle altre Società di “fratellanza operaia” 68: anche a Borgotaro, dove, “atteso il nessun lavoro esistente, gli Operai sono costretti quasi tutti ad emigrare lasciando in una desolazione le proprie famiglie”69 si avverte la necessità di un passaggio deciso dalla beneficenza alla previdenza, dal paternalismo al mutualismo, dall’atteggiamento prevalentemente passivo dei lavoratori a un loro ruolo più organizzato e consapevole. 65
Per un puntuale quadro storico sulle riforme elettorali tra ‘800 e ‘900, cfr.:
Pier Luigi BALLINI, Le elezioni nella storia d’Italia dall’Unità al fascismo. Profilo storico­statistico, Il Mulino, Bologna 1988, pp. 475. 66
A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 80­81­82, pp. 43­45, ottobre 1880.
A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 78, p. 42, e N. 20 (nuova numerazione), p. 53.
67
68
A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 98, p. 93 (“Adesione festa società fratelanza operaia La Magra in Villafranca”, mediante “5 rappresentanti con vessilo”).
A.S.O.M.S.I., Registro delle Deliberazioni della Commissione dei Sindaci, copialettere, N. 14 (nuova numerazione), 10 febbraio 1881, “Lettera del presidente Antonio Ferrari a S.A.R. il Presidente onorario per richiesta di lavoro”:
“Il sottoscritto a nome di tutti fa voti a S. Maestà di far effettuare se fosse possibile qualche lavoro, o qualche pezzo della strada ferrata Parma­Spezia, nelle vicinanze del paese, come per esempio il tunel del Borgallo”.
Analoga richiesta viene fatta, cinque giorni dopo, “all’Avv. [Enrico] Cardinali, perché interceda presso il Governo per effettuar lavoro” (N. 15, p. 47, 15 febbraio 1881).
L’avvocato Cardinali, presto insignito della carica di Socio Onorario (N. 24, p. 56), non manca di interessarsi della questione, se il 7 giugno 1882 fa pervenire al Presidente De’ Martini il seguente messaggio:
“Domani pubblicati avvisi lavori Galleria Borgallo Borgotaro­Giunadi, Salute. Cardinali” (N. 38, p. 64).
69
24
Se nel 1884, per festeggiare i 10 anni di vita della Società Operaia borgotarese, viene organizzato un banchetto sociale al quale gli aderenti sono ammessi “previo pagamento in Lire 3”70, nel 1894 la ricorrenza viene celebrata in modo speciale:
“Società di M.o S. o fra gli operai del Circondario di Borgotaro
Questa associazione operaia festeggerà domenica prossima 19 agosto 1894, il XX anniversario della sua fondazione, inaugurando la nuova bandiera sociale, auspice e padrino l’On. M. R. Imbriani.
Operai,
Quanto maggiore sarà il vostro concorso, tanto più gradita e solenne riuscirà la festa che, rafforzando i vincoli della solidarietà e dell’amore, ci unirà in falange compatta attorno al sacro emblema del lavoro, nostra forza e nostro orgoglio.
Concorrete adunque numerosi sulle rive del Taro a stringere la mano che questi forti lavoratori vi tendono con entusiasmo e con affetto di fratelli.
Programma:
Ore 12.30 ­ Arrivo e ricevimento dell’On. Imbriani alla Stazione
“ 15 ­ Inaugurazione della Bandiera al Teatro Comunale
“ 17 ­ Banchetto sociale
“ 20 ­ Concerto vocale e strumentale al Teatro Comunale a benefizio dell’Asilo
Infantile.
Borgotaro, 15 agosto 94
Il Segretario
G. Bonfiglio
70
Il Presidente G. Bracchi” 71
A.S.O.M.S.I., Carpetta contenente lettere ed altre carte del 1894, invito (“10 anni”). 71
A.S.O.M.S.I., Carpetta contenente lettere ed altre carte del 1894, invito (XX anniversario), 15.08.1894. Nella stessa cartella (“20°”) si trova copia della seguente lettera:
“Società di M.S. tra gli Operai del Circondario di Borgotaro
Borgotaro Agosto 1894
Il giorno 19 del mese corrente questo Sodalizio Operaio commemora il 20.mo anniversario della sua fondazione, inaugurando la nuova bandiera sociale, auspice e padrino l’On. M. R. Imbriani.
Invitiamo pertanto codesta Spettabile Società a volere col suo intervento partecipare alla Festa la quale stringerà sempre più i vincoli di fratellanza e d’amore che legano gli operai delle varie d’Italia tutta e cementerà l’unione dei cuori nella comunanza degli intenti e delle aspirazioni.
Il PresidenteBracchi Il Segretario G. Bonfiglio”
25
“Auspice e padrino” dell’imponente manifestazione è dunque l’onorevole repubblicano Matteo Renato Imbriani Poerio (1843­1901)72 ­ ex garibaldino noto per le vivaci battaglie parlamentari condotte insieme ad Agostino Bertani e a Felice 72
Per una prima documentazione cfr.:
IMBRIANI Matteo Renato, in Enciclopedia italiana di scienze, lettere ed arti, Istituto dell’Enciclopedia Italiana fondato da Giovanni Treccani, Roma 1951, p. 876;
Matteo Renato IMBRIANI, Ave, Patria, morituri te salutant!, Napoli 1879;
G. PROTOMASTRO, Matteo Renato Imbriani Poerio, Trani 1904;
Irene SCODNIK (vedova di M. R. IMBRIANI), Notizie della vita di Matteo Renato Imbriani, Cozzolino, Napoli 1924, pp. 56;
Mario GAROFALO, Matteo Renato Imbriani e l’imbrianismo in Irpinia tra ‘800 e ‘900, in Annuario ’87­’88 della Scuola Media Statale “M. R. Imbriani” di Roccabascerana (valle Caudina), pp. 554­587 (con biografia);
Rino AZAN, Ricordo di Matteo Renato Imbriani, San Martino Valle Caudina 1978.
26
Cavallotti73 e per aver coniato il termine “irredentismo”74 ­ che anche in questa occasione dà prova di straordinaria eloquenza e di grande passione etica e politica pronunciando un memorabile discorso di fronte al folto pubblico convenuto per applaudirlo e per trarre nuovo vigore dalle sue parole di fuoco.
73
Cfr.: Giorgio CANDELORO, Storia dell’Italia moderna, VI (1871­1896), U.E. Feltrinelli, Milano 1978, pp. 130, 439, 459;
Denis MACK SMITH, Storia d’Italia (1861­1958), UL Laterza, Bari 1965, vol. I, pp. 222, 234, 279. 74
Cfr. Irredentismo, in www.italica.rai.it:
Con "irredentismo" si designa l’aspirazione di un popolo a completare sul piano territoriale la propria unità nazionale, liberando le terre soggette al dominio straniero. La paternità di questa parola va attribuita al patriota e uomo politico Matteo Renato Imbriani, che nel 1877, ai funerali del padre Paolo Emilio, usò l’espressione "terre irredente", cioè non salvate; subito dopo, un giornalista viennese lo definì "irredentista" per dileggiarlo.
L’irredentismo italiano di fine Ottocento si caratterizzò soprattutto come movimento antiaustriaco mirante al riscatto del Trentino e della Venezia Giulia, rimasti sotto la sovranità dell’Austria dopo il 1866 (meno significativa la sua variante antifrancese, tesa al recupero di Nizza e della Savoia). Infatti, dopo i disastri della Terza guerra d’indipendenza e i deludenti risultati del congresso di Berlino (1878) che assicurava all’Austria una accresciuta influenza sui Balcani contro gli interessi dell’Italia, la propaganda per la "redenzione" delle province italiane in mano allo straniero potè far breccia nell’opinione pubblica, alimentandosi ancora degli ideali risorgimentali. Mentre all’interno del paese erano attivi organismi come l’Associazione in pro dell’Italia irredenta, nel Trentino e, più cautamente, nelle terre giuliane si svolgevano manifestazioni separatiste; ma i governi italiani, trattenuti da calcoli di opportunità nel sistema delle alleanze, per lungo tempo evitarono di abbracciare l’ideologia irredentista. All’inizio del Novecento, nel quadro dei sempre più logorati rapporti italo­austriaci, riprese vigore la propaganda del movimento, la cui matrice ideologica nel frattempo si era modificata e vedeva un’attenuazione delle originarie posizioni democratico­risorgimentali a tutto favore di componenti che lo avvicinavano alla destra nazionalista e alle prospettive di alcuni settori economici. Allo scoppio della prima guerra mondiale (1914), gli irredentisti furono alla testa della campagna interventista, e alla fine del conflitto reclamarono una definizione dei nuovi confini in base al criterio degli interessi economici e della preponderanza militare, criterio che di fatto prevalse nei trattati di pace.
27
Monumento a M. R. Imbriani (Corato ­ Bari)
Il 26 aprile 1909 la nomina a voti unanimi di Oscar Vietti75 quale Presidente del sodalizio sarà accompagnata dalla deliberazione assembleare di intitolare la Società al nome di Matteo Renato Imbriani76.
Matteo Renato IMBRIANI 75
Oscar VIETTI
Su Oscar Vietti, comerciante e piccolo proprietario terriero nato proprio nel 1874 (come la Società da lui presieduta) e permeato di idealità tipiche del radicalismo mazziniano post­risorgimentale, cfr. Società Operaia di Mutuo Soccorso “M. R. Imbriani”– Un secolo di solidarietà nel 30° anniversario della Liberazione, Borgo Val di Taro, 6 luglio 1975 (opsucolo a stampa di pp. 32, in: Biblioteca Civica Comunale Parma, OP par B 119), p. 16. 76
Ibid., p. 15.
28
Le vicende successive ­ dall’acquisto dell’area per la “Casa del Popolo” (1911) all’inaugurazione della nuova sede di via Corridoni (1912) alla fusione della “Imbriani” e della “Manara” nella Società “Filippo Corridoni”77 (1929) all’attività svolta durante il ventennio fascista al ripristino dell’intitolazione a Matteo Renato Imbriani subito dopo la Liberazione (maggio 1945) alle iniziative di promozione della solidarietà e della cultura attuate nell’ultimo mezzo secolo ­ saranno oggetto di ulteriori indagini, da realizzare non soltanto con l’ausilio di tutto il materiale reperibile (manoscritti, stampe, giornali e periodici, fotografie…) ma anche attraverso il ricorso a preziose fonti orali.
* * *
*
77
Società di Mutuo Soccorso “Filippo Corridoni” di Borgo Val di Taro, Statuto e Regolamento, Tip. Ditta Cesare Cavanna, Borgotaro 1930, pp. 20.
29
Gli studenti del “laboratorio della memoria”
Istituto Superiore “Zappa­Fermi” di Borgo Val di Taro
Borgo Val di Taro, 28 novembre 2002
30
31
Società di Mutuo Soccorso
“MATTEO RENATO IMBRIANI”
STATUTO SOCIALE
Borgotaro TIP. C. CAVANNA
1909
CAPITOLO I.
Costituzione e scopo della società
Art. 1. – In base all’articolo 32 dello Statuto del Regno è costituita fra gli operai del Circondario una Società con sede in Borgotaro e col titolo “ Società di M. S. Matteo Renato Imbriani ”.
Art. 2. – Essa ha per base l’unione e la fratellanza, per iscopo il mutuo soccorso materiale, intellettuale e morale: tende quindi a procurare ai soci che la compongono un soccorso in caso di malattia e permettendolo i suoi mezzi un sussidio in caso di vecchiaia e di venire in aiuto alle famiglie dei soci defunti.
CAPITOLO II.
Amministrazione
Art. 3. – La società è diretta ed amministrata da un Consiglio eletto a maggioranza assoluta fra i suoi soci effettivi di nove membri e cioè: di un Presidente, Vice­Presidente, un Segretario, un Vice­
Segretario e cinque Consiglieri aventi tutti voto deliberativo, e dureranno in carica un anno e sono rieleggibili.
Oltre al Consiglio nel modo suesposto sarà pure eletto un Cassiere estraneo al Consiglio.
CAPITOLO III.
Sindaci e Probiviri
Art. 4. – Per la sorveglianza delle operazioni sociali e per la revisione dei bilanci è costituito un comitato di Sindaci in numero di tre eletti a maggioranza assoluta di voti tra i soci effettivi.
32
Art. 5. – Per procurare il buon accordo è istituito un collegio di Probiviri, composto di tre membri, in modo che le controversie che possono nascere tra i soci vengano definite amichevolmente; sarà pure esso nominato a maggioranza assoluta tra i soci effettivi.
CAPITOLO IV.
Ammissione ed esclusione dei soci
Art. 6. – La Società si compone di tre categorie di soci:
1° – Soci effettivi
2° – Soci contribuenti
3° – Soci benemeriti.
Art. 7. – Possono far parte della Società quali soci effettivi tutti coloro che ne fanno domanda e che:
1° abbiano compiuto l’età di sedici anni
2° siano sani di mente e di corpo
3° non abbiano subito condanne infamanti.
Art. 8. – Sono soci contribuenti coloro che col pagamento di speciale contribuzione, non inferiore alle L. 2.00 mensili, procurano l’incremento della Società senza fruire dei vantaggi pecuniari accordati ai soci effettivi.
Art. 9. – Possono essere proclamati soci benemeriti coloro che per lunga serie di servigi resi alla società abbiano acquistato titoli non dubbi di riconoscenza.
Art. 10. – La tassa d’ammissione per i soci effettivi è fissata come segue:
da anni 16 ai 25 L. 1,00
id. 25 ai 35 L. 2,00
id. 35 ai 45 L. 5,00
id. 45 ai 50 L.10,00
id. 50 ai 55 L.20,00
Oltrepassata l’età dei 55 anni nessuno potrà essere ammesso come socio effettivo.
Art. 11. – Per essere ammessi soci effettivi è necessario essere proposti in iscritto da un socio al Consiglio di amministrazione.
Nella domanda sarà espresso nome, cognome, paternità, luogo di nascita, residenza, mestiere od arte e si dovrà unire un certificato medico comprovante lo stato di salute.
Art. 12. – Il nome del proposto colle indicazioni di cui all’articolo precedente sarà scritto in apposita tabella collocata nella sala di adunanza e vi rimarrà per la durata di un’assemblea, trascorso il qual termine il Consiglio di amministrazione con votazione segreta a maggioranza di voti delibererà sulla di lui ammissione, sempre che non sia avvenuta qualche osservazione in contrario da parte di soci; nel qual caso l’accettazione verrà rimessa alla ventura assemblea dei soci.
Art. 13 – Qualora il proposto fosse dal consiglio respinto, avrà diritto di appellarsi all’assemblea: nel qual caso in detta adunanza il consiglio di amministrazione comunicherà i motivi della non accettazione.
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Art. 14. – Il socio il quale risulti che prima dell’ammissione era affetto da malattia incurabile, fisica o mentale, inabile al lavoro, decade di diritto dalla qualità di socio.
Art. 15 – Decade senz’altro da socio colui che dopo l’ammissione risulterà che avrà riportate condanne infamanti.
Art. 16. – Sono espulsi dalla Società:
1° coloro che incaricati di amministrare i fondi sociali ne cambiano la destinazione, o trattengono indebitamente il denaro che devono amministrare;
2° coloro che nonostante l’ammonizione del Presidente continuano ad insultare un socio od un membro del Consiglio di amministrazione in funzione od in relazione alla carica da esso coperta, o turberanno l’ordine dell’assemblea, o che si rifiuteranno all’esecuzione del regolamento e dello statuto, o danneggeranno con fatti e parole la Società;
3° coloro che simuleranno per più di una volta una malattia, o maliziosamente la prolungheranno od aggraveranno; od anche semplicemente chiederanno una retribuzione senz’essere effettivamente impotenti al lavoro;
4° coloro che si rifiuteranno senza giustificato motivo di prestare l’assistenza personale ad un socio infermo o ne altereranno nei rapporti il vero stato di malattia.
Art. 17. – I soci espulsi non potranno essere riammessi se non trascorso il termine di tre anni e ricadendo nuovamente nell’espulsione non si darà più luogo alla loro riammissione.
CAPITOLO V.
Doveri e diritti dei Soci
Art. 18. – Tutti i soci devono sul proprio onore osservare fedelmente il presente statuto, i regolamenti e tutte le altre disposizioni che venissero approvate.
Art. 19. – Ogni socio si obbliga:
1° di pagare entro un mese dall’iscrizione la tassa di ammissione di cui allo articolo 10. Ed il contributo mensile che viene fissato in L. 1,20;
2° di intervenire alle adunanze della Società e di accettare le cariche alle quali viene designato dal voto dei soci salvo esimersi in seguito a giustificato motivo.
Art. 20. – I soci effettivi chiamati per leva sono dispensati nel tempo della loro assenza dal pagamento dei contributi, ma durante la loro assenza non hanno diritto ad alcun sussidio. Reduci dal servizio e riprendendo il pagamento dei contributi, rientrano nei loro diritti, purché al loro arrivo siano dichiarati in salute mediante certificato medico da presentarsi non più tardi di tre mesi.
Art. 21. – Il socio effettivo acquista il diritto al sussidio nei casi e nei motivi previsti dal presente statuto dopo sei mesi dalla sua iscrizione.
Art. 22. – Il socio effettivo che per qualsiasi motivo deve allontanarsi dal circondario può continuare a far parte della Società con gli stessi diritti e doveri dei soci residenti nel Circondario.
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Art. 23. – Il socio che incorre nella morosità di oltre tre mesi, ma non supererà il quarto mese, sarà ammesso al pagamento degli arretrati, ma cadendo ammalato non avrà diritto ad alcun sussidio se non trascorsi cinque giorni dall'eseguito pagamento.
Art. 24. – Il socio effettivo, colpito da malattia che lo rende temporaneamente inabile al lavoro, purché si trovi iscritto da sei mesi alla Società e sia in corrente nei pagamenti, ha diritto ad un sussidio giornaliero di L. 1,50 per la durata di giorni centoventi ed ai medicinali ordinati dal medico.
Art. 25. – La malattia si ritiene continua, e quindi cronica, per la quale conseguentemente cessa, dopo i primi centoventi giorni, la corresponsione, se dalla guarigione ad altra malattia dell’identica natura, non sono trascorsi cento giorni.
Art. 26. – Al socio che cade ammalato fuori dal Comune di Borgotaro, verrà corrisposto, semprechè sia in corrente nei contributi mensili, un sussidio di L. 2,30 al giorno, dedotte le spese postali e non avrà diritto perciò né all’assistenza medica né ai medicinali; dovrà però comprovare la propria malattia mediante certificato medico legalizzato dal Sindaco del luogo di residenza.
Art. 27. – La malattia s’intende incominciata il giorno nel quale l’ammalato avvisa un medico e questo ne constati la malattia.
Art. 28. – Sono esclusi dal sussidio gli infermi che ricadono per trasgressione alle prescrizioni mediche e quei soci che sono affetti da malattie veneree o provenienti da ubriachezza o in conseguenza di risse o scherzi.
Art. 29. – Quel socio che nel caso di malattia non intendesse valersi del sussidio al quale ha diritto ne dovrà dare avviso al Consiglio dichiarando in pari tempo a qual uso debba destinarsi la retribuzione che gli spetterebbe.
Art. 30. – Il socio che cade ammalato dovrà darne avviso al Consiglio, il quale invierà all’ammalato stesso un apposito modulo a stampa che verrà firmato dal medico sia all’inizio della malattia che durante la stessa di otto in otto giorni fino alla completa guarigione, semprechè non oltrepassi i 120 giorni; detto modulo, così vidimato, verrà presentato al consiglio d’amministrazione di otto in otto giorni per il ritiro del sussidio: tale sussidio non verrà concesso se il suddetto modulo non sarà presentato entro tre giorni dopo l’ultima firma del medico.
Art. 31. – Il socio ammalato verrà dispensato dal pagamento del contributo mensile quando la malattia oltrepassi il sedicesimo giorno.
Art. 32. – Al socio che ne farà richiesta sarà concessa l’assistenza di due consoci che verranno incaricati dal Consiglio per turno per la durata di sei ore.
Art. 33. – Il socio che declinasse, per giustificato motivo, l’incarico di assistere un socio ammalato gli sarà concesso di farsi surrogare da altro socio.
Art. 34. – Il socio in corrente al pagamento che dopo sei mesi di iscrizione morendo lascia superstiti è data una sovvenzione di L. 50 e cosi:
Alla vedova
Ai figli
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Ai genitori
Alle sorelle nubili
Sempre che constatino che convivevano col defunto e ne facciano entro quindici giorni la regolare domanda.
CAPITOLO VI.
Metodo per l’elezione alle cariche Art. 35. – Ogni anno nella seconda quindicina di dicembre si procederà alle elezioni delle cariche sociali.
Art. 36. – Tutti i candidati alle cariche devono essere scelti fra i soci iscritti almeno da un anno ed al corrente nel pagamento delle quote.
Art. 37. – Tutte le votazioni alle cariche sociali si faranno a scrutinio segreto mediante tre schede; in una delle quali verrà segnato il solo nome del proposto a presidente, nella seconda il nome degli otto proposti a consiglieri e di quello proposto a cassiere e nella terza il nome dei tre sindaci, dei tre probiviri e due banderali. Chi dei consiglieri avrà maggiori voti assumerà la carica di vice­
presidente.
Art. 38. – Nella prima adunanza i nuovi eletti nomineranno fra loro un segretario ed un vice­
segretario.
Art. 39. – Il seggio provvisorio sarà formato da tre facenti parte del Consiglio di amministrazione che sarà surrogato da cinque soci non appena nella sala ne siano presenti almeno quindici; non raggiungendo tale numero dopo un’ora il seggio provvisorio sarà definitivo aggregandosi due soci presenti: le operazioni elettorali avranno principio dalle ore 10 alle 16.
Trascorso tale tempo si passerà allo scrutinio e quindi alla proclamazione degli eletti ed a parità di voti si darà la preferenza al più anziano per iscrizione alla Società.
Tutti i soci devono votare con schede manoscritte, gli elettori illetterati potranno farsela scrivere da altro socio, qualunque socio potrà scrivere una sola scheda oltre la sua. Tutte le schede dovranno essere scritte nella sede sociale; non saranno ritenute valide quelle schede che non porteranno il timbro sociale, come pure quelle scritte a lapis o stampate.
Tre membri almeno dell’ufficio devono trovarsi sempre nella sala.
Art. 40. – Non potranno far parte delle cariche sociali coloro che occupano cariche presso altre società di mutuo soccorso.
Art. 41. – I nuovi eletti entrano in carica il primo gennaio e riceveranno la consegna dai rispettivi predecessori non appena l’assemblea avrà approvato il rendiconto dell’ultimo trimestre.
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CAPITOLO VII.
Attribuzioni per le cariche
Del Presidente
Art. 42. – Il presidente è il capo ed il rappresentante della Società verso i terzi; invigila tutti i rami della azienda sociale, firma le lettere e deliberazioni, mandati e in genere tutti gli atti della Società. Presiede e dirige le discussioni del consiglio e della assemblea, ed è in facoltà di delegare il vice presidente a rappresentarlo in tutto quanto è sopra detto. Il vice presidente è in mancanza del presidente investito di tutta la sua autorità e diritti.
Dei Consiglieri
Art. 43. – Il consiglio esercita tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione che nel presente statuto non sono riserbati all’assemblea generale od ai sindaci. Fa eseguire le deliberazioni della assemblea. Le deliberazioni del Consiglio sono firmate dal presidente o da chi ne fa le veci e dal segretario.
Art. 44. – Il consiglio d’amministrazione deve:
1° vigilare per la somministrazione dei sussidi;
2° compilare ogni tre mesi la situazione finanziaria della Società;
3° compilare il bilancio della Società e proporne l’approvazione in adunanza generale nella prima quindicina di gennaio di ogni anno, facendone la relazione dell’andamento morale e materiale della Società;
4° il consiglio vota ad alta voce, per appello nominale o per alzata o seduta; le sole deliberazioni concernenti persone si prendono a suffragio segreto;
5° le convocazioni del consiglio verranno spedite 24 ore prima;
6° tiene un registro in cui annota tutte le fedi mediche;
7° è in obbligo di compilare trimestralmente la nota degli ammalati da affiggere nella sala sociale.
Art. 45. – Saranno dichiarati decaduti dalle rispettive cariche sociali coloro che senza giustificazione mancheranno per tre volte consecutive alle adunanze.
Art. 46. – Tutti i funzionari della Società che per qualsivoglia motivo cessano dall’ufficio loro, nel corso dell’esercizio sono prontamente surrogati da altri che al loro posto debbono essere eletti dall’Assemblea o dal Consiglio alla prima adunanza.
Gli eletti dureranno in carica per tutto il tempo che vi sarebbero rimasti coloro ai quali subentrano.
Art. 47. – Nei casi di assoluta urgenza e quando non vi sia più tempo a convocare l’assemblea, il consiglio potrà prendere deliberazioni di competenza della stessa con l’obbligo di darne ad essa comunicazione nel più breve tempo possibile.
Dei Sindaci
Art. 48. – I sindaci devono:
1° stabilire d’accordo col Consiglio della Società la forma dei bilanci;
2° esaminare ogni trimestre i libri della Società per conoscere le operazioni sociali vidimandole con la propria firma;
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3° fare frequenti ed improvvisi riscontri di cassa;
4° riconoscere almeno una volta al mese con la scorta dei libri sociali l’esistenza dei titoli di valore di qualunque specie depositati in pegno o custoditi presso la Società;
5° verificare l’adempimento delle disposizioni dello statuto riguardanti le norme stabilite per l’intervento dei soci nelle assemblee;
6° convocare colle norme stabilite nello statuto l’assemblea ordinaria o straordinaria in caso di omissione da parte degli amministratori;
7° sorvegliare che le disposizioni dello statuto siano adempiute dagli amministratori;
8° sorvegliare le operazioni di liquidazione in caso di scioglimento della Società;
9° intervenire a tutte le assemblee generali.
Art. 49. – La responsabilità degli amministratori e dei sindaci sono regolate dalle vigenti leggi ed in genere dalle norme che regolano il loro mandato.
Del Cassiere
Art. 50. – Il cassiere tiene la contabilità della Società; custodisce i titoli ed il denaro ad esso affidato; esige le quote mensili e le tasse d’ammissione; deve dar nota mensilmente al segretario dei soci morosi; paga i mandati regolarmente vidimati; colloca a tenore dello statuto il denaro sociale; tiene un registro in cui annota i mandati di pagamento spediti durante l’anno; è in obbligo a richiesta del Presidente, o di chi ne fa le veci, o dei sindaci di rassegnare in qualunque momento lo stato della cassa sociale; non potrà tenere presso di se una somma maggiore di quanto è necessario per pagare i sussidi mensili e tale somma verrà fissata dal consiglio.
Del Segretario
Art. 51. – Il segretario assiste alle adunanze del Consiglio e dell’Assemblea generale e ne redige i verbali; i processi verbali saranno estesi; dovranno indicare i punti principali delle discussioni, il numero dei voti resi pro e contro ogni proposta, il nome dei soci presenti ad ogni assemblea e saranno poi letti all’adunanza successiva e dalla medesima approvati. I verbali del Consiglio e dell’Assemblea dovranno portare le firme del Presidente e del Segretario; controfirma i mandati di pagamento e tutta la corrispondenza in unione al Presidente e mantiene ordinato tutto il carteggio sociale; in assenza del Segretario il vice ne assume le funzioni.
Dei Probiviri
Art. 52. – E’ ufficio dei Probiviri di adoperarsi a comporre con mezzi ufficiosi tutte le controversie che possono nascere nel seno della Società o per affari alla stessa attinenti. Ove i probiviri non riescano con mezzi amichevoli a comporre le controversie, proferiranno per iscritto debitamente motivato il loro giudizio che sarà obbligatorio per tutti.
Del Bidello
Art. 53. – Il bidello sarà nominato dal consiglio e resterà in carica finché non vi siano motivi da esonerarlo dalle sue funzioni; dovrà tenere la pulizia necessaria al locale e al mobilio sociale, distribuirà i manoscritti concernenti la Società, come pure recapiterà a domicilio gli avvisi di 38
adunanza del consiglio e dell’assemblea; la di lui retribuzione sarà fissata dal consiglio d’amministrazione.
CAPITOLO VIII.
Adunanze e deliberazioni dell’assemblea
Art. 54. – Le adunanze dell’assemblea sono ordinarie e straordinarie; le ordinarie avranno luogo nella sede della Società la seconda settimana di ogni trimestre, e le straordinarie saranno convocate dal presidente quando egli lo ritenga opportuno, o dietro domanda dei sindaci, o di almeno quindici soci. Le convocazioni avranno luogo mediante avviso personale, nelle adunanze ordinarie e straordinarie non potranno trattarsi altri argomenti fuorché quelli posti all’ordine del giorno, che sarà affisso nella sala di adunanza in apposita tabella.
Art. 55. – Ogni adunanza sarà valida trascorsi trenta minuti dall’ora fissata, purché vi siano presenti almeno un quarto dei soci; trascorsa un’ora sarà valida qualunque sia il numero degli intervenuti, purché il numero dei presenti superi il numero dei consiglieri.
Art. 56. – Se la Società sarà in numero per deliberare ai sensi dell’articolo precedente, il presidente lo annuncia e dichiara aperta la seduta; quindi fa dar lettura del verbale della seduta precedente e ne porrà ai voti l’approvazione; ordinerà la lettura della materia da trattarsi e portata all’ordine del giorno. Annunciati in appresso i nuovi soci dichiara aperta la discussione.
Art. 57. – Le proposte dovranno essere presentate in iscritto al Presidente almeno 24 ore prima dell’assemblea. Il proponente avanti che sia aperta la discussione sulle materie poste all’ordine del giorno, potrà chiedere in via d’urgenza la trattazione della sua proposta e passerà a svolgerla qualora la sua domanda venga accolta dalla assemblea.
Non accordando l’assemblea l’urgenza, stabilirà l’adunanza in cui si dovrà discutere la sua proposta.
Art. 58. – Nessuno tranne l’autore della proposta, od il relatore di una Commissione potrà prendere la parola, se non gli è stata accordata dal Presidente, il quale dovrà concederla per ordine di domanda e non più di tre volte ad un socio sullo stesso argomento.
Ha però precedenza su tutti:
1° chi intenderà rispondere ad un fatto personale;
2° il richiamo allo statuto;
3° la posizione della questione;
4° gli emendamenti.
Art. 59. – Chi ha la parola non può essere interrotto salvo che per ragioni di richiamo allo statuto. Quando un socio chiede la chiusura della discussione il presidente la metterà in votazione e se sarà approvata non avranno più parola che gli iscritti.
Art. 60. – Il presidente toglierà la parola a chiunque dei soci che con importune ed inutili discussioni potesse compromettere l’ordine e la dignità dell’adunanza.
Art. 61. – Chiunque turberà l’ordine e la calma nelle adunanze o cagionerà rumori, sarà richiamato all’ordine dal presidente; in caso di resistenza sarà dal presidente invitato ad uscire dalla sala sotto 39
pena della decadenza dalla qualità di socio. Se non si possa ristabilire l’ordine chi presiede potrà dichiarare sospesa e, se fosse d’uopo, sciolta la seduta.
La pena non potrà essere applicata che per deliberazione dell’assemblea nella sua prima riunione susseguente a quella in cui ebbe origine il disordine.
Art. 62. – Il preside è in obbligo prima di iniziare la votazione di spiegare chiaramente quale sia il punto intorno a cui devesi deliberare.
Art. 63. – La votazione si farà per alzata e seduta salvo che da dieci soci non venga chiesta la votazione per appello nominale; trattandosi di materie attinenti a persone la votazione sarà fatta a suffragio segreto.
L’approvazione di una proposta è determinata dalla maggioranza assoluta di voti.
In caso di parità la proposta s’intende respinta.
Impiego del denaro sociale
Art. 64. – Il denaro che sopravanza da quanto fa d’uopo per le occorrenti spese verrà collocato presso l’Agenzia della Cassa di Risparmio di Parma in Borgotaro.
CAPITOLO IX.
Disposizioni generali transitorie
Art. 65. – Avvenendo la morte di qualche socio la Società sarà in obbligo di accompagnare il feretro.
Art. 66. – Lo statuto dopo la sua approvazione non potrà essere riveduto in tutto od in parte se non in generale assemblea coll’intervento di almeno una metà dei soci effettivi.
Art. 67. – Lo scioglimento della Società non sarà valido se non approvato da quattro quinti dei soci iscritti.
In caso di scioglimento per qualunque evento i fondi sociali saranno devoluti alla Cassa Nazionale di Previdenza per la vecchiaia ed invalidità degli operai.
Art. 68. – Saranno affissi nella sala sociale i rendiconti trimestrali ed annuali otto giorni prima della loro approvazione.
Art. 69. – La Società ha una propria bandiera e la conserva nella sede sociale; la espone in date ricorrenze e cioè: 1° Gennaio (Festa sociale); 1° Maggio; 1a Domenica di giugno; per gli anniversari della morte di M. R. Imbriani, G. Garibaldi, G. Mazzini, F. Cavallotti, XX settembre e quando hanno luogo le assemblee generali; la porta inoltre con se ogni qualvolta come corpo deve intervenire a qualche solennità per deliberazione del Consiglio.
La Società non interviene mai come corpo dove non può essere presente la propria bandiera.
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Art. 70. – Coll’adozione del presente statuto cessano di avere vigore e sono perciò abrogate tutte le precedenti disposizioni statuarie e regolamenti della Società operaia di Mutuo Soccorso in Borgotaro.
Art. 71. – Tutti i soci sono obbligati di acquistare il presente statuto al prezzo di centesimi 50. * * *
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TESTO COMPLETO - Società di Mutuo Soccorso Matteo