luglio 2014 Biblio news Il castello sforzesco di Milano Con il senno di poi, ossia con la sensibilità per la tutela del patrimonio artistico dei nostri tempi, il restauro del Castello di Milano messo in atto da Luca Beltrami a fine ‘800 può suscitare molte critiche. Ma, visto nel contesto storico, e con un piano regolatore a un passo dall’approvazione che autorizzava la creazione di un quartiere di abitazioni di lusso al posto della struttura sforzesca ormai ridotta in pessimo stato, l’intervento di Beltrami non può che essere definito provvidenziale. Piccola storia del castello sforzesco Le prime notizie sul castello di Milano risalgono alla seconda metà del XIV secolo quando Galeazzo II Visconti ritiene necessario costruire una nuova struttura a difesa della città. Il carattere di fortezza rimane fino a quando Galeazzo Maria Sforza vi trasferisce la sua corte (1466). Il massimo dello splendore si ha nell’ultimo ventennio del secolo XV, in particolare sotto Ludovico il Moro, ai tempi di Leonardo e Bramante. Il declino inizia con la facile conquista da parte di Luigi XII di Francia (1499), pretendente al ducato di Milano in quanto nipote di Valentina Visconti. La possente struttura nulla poté contro il tradimento di chi avrebbe dovuto difenderla. Il declino comunque non fu molto rapido, se il cardinale napoletano Luigi d’Aragona, passando da Milano dopo aver viaggiato in Francia, Fiandre e Germania, nel 1517 lo definì “forse il magiore non solo de Italia”. Solo quattro anni dopo però (1521) crolla la torre costruita a metà del secolo XV da Antonio di Pietro Averlino, detto il Filarete per l’esplosione di un deposito di polvere da sparo collocato sconsideratamente nella torre stessa. Nel 1535 Milano passa sotto il dominio spagnolo, il castello torna a essere considerato importante dal punto di vista militare e viene circondato da una cerchia di mura a stella (detta “la ghirlanda”). Dopo gli spagnoli, all’inizio del ‘700 arrivano gli austriaci i quali saranno cacciati da Napoleone che riporta Milano sotto il dominio francese ma solo fino al 1815 quando il Congresso di Vienna lo riassegnerà all’Austria. Gli eventi risorgimentali, le Cinque giornate, le guerre di Indipendenza fanno parte della cultura di base di tutti noi e non è il caso di dilungarci. Basti dire che nel 1859 Milano viene definitivamente liberata. Arriviamo al 1884. Il castello, che nei tre secoli e mezzo di occupazione straniera era stato utilizzato per vari scopi poco nobili, come guarnigione o prigione, è ormai in completo disarmo. La città è in pieno sviluppo e gruppi immobiliari spingono per una operazione di grandi proporzioni ossia la creazione di nuovi quartieri residenziali di prestigio ai lati di un nuovo asse stradale da Corso Sempione al Duomo, con la conseguente distruzione dei quartieri attraversati e la demolizione del castello, fatta eccezione per gli edifici attorno alla corte ducale e della Rocchetta. Il progetto muove enormi interessi e sembrerebbe indirizzato a realizzarsi senza grandi contrasti perché agli immobiliaristi non si oppone una opinione pubblica cosciente. Come nelle fiabe o nei film western o nelle opere, quando tutto sembra perduto spunta il cavaliere senza paura che si butta a capofitto in una impresa apparentemente disperata. Il nostro cavaliere si chiama Luca Beltrami. Laureato alla facoltà di Architettura del Politecnico, allievo di quel Camillo Boito progettista della Casa di riposo per musicisti Giuseppe Verdi, Beltrami all’epoca aveva già alle Il castello nel 1751 con le mura spagnole (dette la “ghirlanda”) Il castello nel ‘700 visto da Bernardo Bellotto L’unica testimonianza di com’era effettivamente la torre del Filarete si trova nella Cascina Pozzobonella, in via Andrea Doria 2. A sinistra cos’è rimasto del graffito, a destra lo schizzo che ne ha ricavato Luca Beltrami e riportato nella sua “Guida storica del Castello di Milano 1368-1894” 2 spalle il restauro dei castelli di Soncino e di Pandino e aveva trascorso tre anni a Parigi. Qui aveva partecipato al restauro dell'Hôtel de Ville come sotto-ispettore, attività che l’aveva fatto molto apprezzare negli ambienti francesi e che l’aveva messo a contatto con Viollet-le-Duc il restauratore di Notre-Dame. Tornato a Milano, aveva restaurato Palazzo Marino dotandolo di nuova facciata verso piazza della Scala. Inoltre, nel 1884 Beltrami era docente al Politecnico e all’Accademia di Brera, giornalista per varie testate tra cui L’Illustrazione italiana e il Corriere della Sera (di cui fu comproprietario), membro molto influente della Società Storica Lombarda, assessore al Comune di Milano nonché deputato al Parlamento da tre legislature (avrebbe concluso la sua carriera politica con la nomina a senatore nel 1905. La discesa in campo di un personaggio di tale levatura, non solo accademica ma anche politica, contro il progetto di lottizzazione, fa perciò molto rumore. La Società Storica Lombarda si pronuncia immediatamente per il restauro conservativo del castello. Il Ministero della Pubblica Istruzione vincola l’intero complesso. La Commissione Permanente delle Belle Arti richiede uno studio dettagliato che Beltrami prontamente sottomette (ci lavorava da tempo) accompagnato da un volume intitolato “Guida storica del Castello di Milano 1368-1894”, disponibile in commercio dal 2009 come ristampa anastatica, che è stato utilizzato come una delle fonti di questi testi. La posizione di Beltrami è molto intelligente perché non si schiera contro gli interessi degli immobiliaristi ma a difesa del patrimonio artistico, architettonico e storico della città al di sopra di qualsiasi considerazione economica. La sua azione mira a dimostrare come il castello, anche nei suoi periodi più bui, sia stato una componente imprescindibile della storia di Milano. Un’altra mossa intelligente di Beltrami è stata quella di proporre il restauro di solo una parte dell’enorme struttura, proponendola come sede di musei, sacrificando molto la componente militare che agli occhi della popolazione ricordava tante sconfitte. Il progetto viene approvato e inserito nel piano regolatore del 1886. I lavori procedono lentamente con molte difficoltà, soprattutto economiche, fino al 1905 quando sono coronati con l’inaugurazione della ricostruita torre del Filarete, dedicata a Umberto I di Savoia, assassinato pochi anni prima. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Ciò che Beltrami realizzò non è allineato al 100% con gli attuali criteri che regolano la preservazione dei reperti architettonici delle epoche passate. In particolare molte parti autentiche sono state demolite perché considerate incompatibili con il progetto e molte precedentemente inesistenti sono state costruite ex novo, ma alla fine dell’’800 questo era la norma, come dimostrano tanti altri restauri famosi, per esempio quello di Notre-Dame di Parigi di Viollet-le-Duc. Comunque, senza Luca Beltrami oggi Milano avrebbe un castello in meno e tanti bei palazzi ottocenteschi in più. Torre di Bona di Savoia prima e dopo il restauro Piazza Castello senza torre del Filarete Torre del Filarete in fase di restauro 3 Il sito del castello Sforzesco è molto ben fatto. In particolare dalla pagina relativa alle “visite virtuali”, che qui sopra riportiamo, si può accedere alle pagine dedicate alle varie visite perché gli indirizzi sono attivi. Le visite sono libere tranne quelle alle merlate, al rivellino e alle stanze delle guardie e quella alla strada coperta della ghirlanda. Ad esse infatti si può accedere unicamente con visite guidate su prenotazione organizzate dalle società Ad Artem (Tel. 02/6596937, E mail: [email protected] e Opera d'Arte (Tel. 02/45487399, E mail: [email protected] ). Una visita più breve (90 minuti), sempre alle merlate, è quella chiamata “Milano a volo d’uccello”, organizzata ogni domenica alle 10.30 da Opera d’Arte. Si inizia con la salita fino a livello dei camminamenti di ronda con una scala che parte dal cortile della Rocchetta. La salita non è breve (120 gradini secondo la guida) ma è comoda ed è comunque l’unica di tutto il giro: chi ha problemi di mobilità può comunque chiedere di utilizzare l’ascensore. Si procede verso la Torre Falconiera, che è la torre quadrata all’angolo nord del castello, ammirando i merli, ricostruiti da Luca Beltrami a coda di rondine, ossia in stile ghibellino, le feritoie, dove si sarebbero appostati gli armigeri, e le caditoie, dove sarebbe stata fatta colare pece bollente, in caso di assedio fatto che però non si è mai verificato. La Torre Falconiera è chiamata così perché la stanza alla sommità era utilizzata per l’allevamento dei falconi da caccia. Perciò nella stanza era riprodotto per quanto possibile un ambiente naturale con stuoie a terra che davano l’illusione dell’erba, alberi finti e particolari arazzi di basso costo alle pareti che simulavano una foresta. Ma la cosa più interessante di questa stanza è l’ingegnoso Un tratto delle merlate sistema di capriate incrociate inventato da La Visita alle merlate, alla stanza delle guardie e alla corte ducale, della durata di 150’, organizzata da Ad Artem, si effettua ogni domenica alle ore 15.00. Si possono percorrere le merlate, ossia i camminamenti di ronda che collegano le varie torri del Castello, dai quali si percepisce esattamente la struttura architettonica dell'edificio, con vista sul centro della città; la stanza delle guardie, ricostruita all'interno del Torrione dei Carmini così com'era in età sforzesca, con le armi che costituivano l'equipaggiamento dei soldati del Castello e alcuni oggetti d'uso comune tipici del XV e XVI secolo e infine la corte ducale, dove si conservano sculture e frammenti pervenuti da diversi edifici milanesi. Costo per persona: intero: €13.00 ridotto €10.00 (tra 8 e 18 anni e sopra i 65 anni. Ai bimbi sotto gli 8 anni non è consentita la partecipazione) 4 Leonardo che permette di scaricare i carichi statici del tetto su un unico punto centrale. La struttura è stata restaurata ma è largamente ancora quella originale. Da notare che alla base della Torre Falconiera c’è la Sala delle Asse ossia l’ambiente del castello dove maggiore è la testimonianza di Leonardo pittore. Questa parte attualmente è in restauro ma è comunque visitabile nel percorso del museo di arte antica. Ai tempi di Ludovico il Moro era adibita a sala da pranzo. La decorazione consiste in una serie di alberi di gelso dai rami fittamente intrecciati, pianta il cui nome latino è morus alba: questo potrebbe spiegarne la scelta: pura piaggeria. Alla base però potrebbe esserci anche un’operazione di "marketing" a supporto della coltivazione intensiva delle piante di gelso rilanciata dal Moro per stimolare la produzione della seta che era una delle attività economiche principali dei suoi territori. Proseguendo sul lato nord-est si può ammirare dall’alto il loggiato della Ponticella, una elegante struttura che custodiva lo studiolo privato di Ludovico il Moro, tradizionalmente attribuito, anche se non all’unanimità, al Bramante. I locali, attualmente non visitabili, custodiscono graffiti leonardeschi. La visita prosegue lungo il lato nord-est fino al Torrione dei Carmini, una delle due torri circolari all’estremità della facciata del castello, quella verso la città. Nella sala sommitale risiedevano i soldati di guardia. L’uso originario è ricordato da alcune armi (alabarde, picche, balestre) appese ai muri. Si torna indietro sul lato nord est per dirigersi verso la torre di Bona di Savoia, vedova di Galeazzo Maria e madre dell’erede legittimo Gian Galeazzo Maria, quella torre quadrata che sta a lato del passaggio verso la corte ducale. Si trattava di una struttura militare a protezione della stessa Bona che viveva nel castello praticamente prigioniera del cognato Ludovico il Moro che aveva usurpato la corona ducale del nipote, ma comunque protetta da una guarnigione a lei fedele. Proseguendo si raggiunge la Torre del Tesoro, praticamente gemella della Torre Falconiera, con le stesse capriate leonardesche. Originariamente in questa torre si custodiva il tesoro degli Sforza di cui si sono perse le tracce. La visita guidata alla Strada coperta della Ghirlanda ha luogo ogni sabato con partenza alle 14.30 e alle 16.00. La visita, dalla durata di 60’, parte dal rivellino Santo Spirito, il meglio conservato dei molti che circondavano il castello. Per i meno esperti di architettura medioevale, i rivellini erano un tipo di fortificazione indipendente posto a protezione di una porta di un castello o di altra struttura principale. Dai sotterranei del rivellino Santo Spirito parte un cammino sotterraneo abbastanza largo da essere percorribile anche a cavallo, scavato sotto le mura spagnole della “ghirlanda”, che univa tutti i rivellini del castello. Lungo il percorso si incontrano dei cunicoli di dimensioni più ridotte che la tradizione dice conducessero ad altri edifici cittadini come il palazzo ducale (sito dove oggi è palazzo reale) e la chiesa di Santa Maria delle Grazie. Ma ciò non è dimostrato né lo sarà in futuro a causa dei lavori della metropolitana hanno interessato il terreno attorno al castello. Costo per persona: intero: €10.00 ridotto €8.00 (tra 8 e 18 anni e sopra i 65 anni. Ai bimbi sotto gli 8 anni non è consentita la partecipazione) Per queste manifestazioni è obbligatoria la prenotazione, che si può effettuare dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00, entro il venerdì precedente la visita. Nel periodo estivo il programma delle manifestazioni si arricchisce con visite pomeridiane e serali e con tre eventi intitolati “Leonardo ingegnere, architetto e pittore alla corte di Ludovico il Moro”, “Leonardo e i sistemi difensivi” e “La Pietà si racconta”. Dettagli, orari e costi sul sito di Ad Artem. Strada coperta della Ghirlanda Il rivellino Santo Spirito 5 Il Sapore dell’arte Difficile creare dei percorsi tematici in una struttura museale come quella del castello di Milano che vanta un’offerta così vasta e differenziata, suddivisa in 7 diversi musei. Un tentativo però è stato fatto con il percorso temporaneo chiamato “Il sapore dell’arte” che sarà attivo fino a fine Expo, chiaramente ispirato ai temi della prossima esposizione universale. Diciamo subito che la sfida è stata vinta come dimostra l’omonimo libretto edito da Skira che oggi permette una lettura più approfondita del percorso e che domani potrà restare come una traccia, un esempio per altre iniziative analoghe. I curatori, tra le innumerevoli opere stabilmente esposte nei vari musei, ne hanno scelto 15 che contengono un qualche riferimento alla cucina. A ciascuna di esse è stata abbinata una scheda che riporta una ricetta d’epoca in qualche modo collegata all’oggetto. Qualche esempio potrà chiarire meglio il concetto. Nella sala XXX, al secondo piano della Rocchetta, è esposto un servizio da tavola della manifattura Pasquale Rubati (1780 circa), presentato come fosse su una tavola apparecchiata, con posate, bottiglia e bicchieri. A esso è stata abbinata la ricetta del risotto alla milanese di Giovan Felice Luraschi (Nuovo cuoco milanese economico, Milano 1853) interessante come testimonianza storica ma poco utile per realizzare un buon risotto ai giorni nostri, visto che usa ingredienti ormai in disuso come il “cervellato”, salsiccia a base di cervello e sangue di maiale. Così a questa ricetta ne è stata affiancata una attuale, perfettamente realizzabile. Un altro esempio. Nella sala XXXVII, al primo piano della Rocchetta, sono esposti i celebri arazzi Trivulzio, ciclo di dodici arazzi – uno per ogni mese dell’anno – commissionato alla manifattura di Vigevano da Gian Giacomo Trivulzio, allora governatore di Milano, in veste di Maresciallo di Francia, titolo conferitogli nel 1499 per aver conquistato la sua città natale per conto del re Luigi XII di Francia. Questi arazzi, realizzati su disegno di Bramantino, sono uno dei fiori all’occhiello dei musei del castello, non solo per il loro notevole pregio artistico, ma anche perché, essendo databili al 1503-1508, sono la più antica serie d'arazzi realizzata interamente da artefici italiani, senza ricorso a maestranze fiamminghe. L’arazzo dedicato al mese di maggio presenta in primo piano un bel cesto di ciliegie. E’ stata perciò scelta la ricetta “Per fare torta di cerase rosse e rose” dal “Libro de arte coquinaria” di un certo Maestro Martino che risale al 1450. Anche in questo caso, a fianco della ricetta d’epoca, ne è stata presentata una moderna, molto più facile da realizzare. Il castello in Biblioteca Beltrami, Luca Il Castello di Milano Alberici, Clelia Grandi collezioni di arte decorativa nel castello sforzesco Fiorio, Maria Teresa Il Castello Sforzesco di Milano Ali, Roberto Ludovico il Moro signore di Milano Zuffi, Stefano I musei del Castello Sforzesco di Milano Amoroso, Filiberto Alla corte del Moro Per i ragazzi Abbiati, Alessandra Milano - Castello Sforzesco Basso, Laura La pinacoteca del Castello sforzesco a Milano 6 Le biblioteche del castello Se è universalmente noto che il castello di Milano ospita numerose, pregevoli collezioni artistiche, forse non altrettanto noto è che è pure un importante polo bibliotecario. Quattro infatti sono le biblioteche ospitate. La Biblioteca d’Arte ha origine alla fine dell'Ottocento come centro di raccolta e consultazione di bibliografia e documenti inerenti alla storia dell’arte, soprattutto di Milano e della Lombardia, con funzioni di supporto per i Musei civici di arte e archeologia. I volumi conservati sono 100.000. Si possono solo consultare previa iscrizione gratuita. La Civica Biblioteca Archeologica e Numismatica nasce nel 1808, erede delle collezioni librarie e archivistiche del Gabinetto Numismatico di Brera (1808–1917) e del Museo Patrio di Archeologia (1863–1903).Possiede circa 35.000 unità bibliografiche a stampa, periodici, fondi speciali, microfilm, collezioni digitali, materiali multimediali, oltre a importanti fondi d'archivio. La Biblioteca Trivulziana, specializzata in storia e letteratura, in particolare del periodo umanistico -rinascimentale, attualmente possiede circa 180.000 volumi. I codici manoscritti sono circa 1500, molti dei quali finemente miniati: il più antico risale al secolo VIII. Il più famoso è il "libretto d'appunti" di Leonardo da Vinci. La Trivulziana conserva anche un manoscritto della Divina Commedia risalente al 1337 e, tra i circa 2000 incunaboli, tutte le edizioni quattrocentesche della Divina Commedia. Alla Biblioteca Trivulziana è collegato l’Archivio Storico che ha un patrimonio che comprende manoscritti (il più antico risale al secolo VIII), libri antichi, libri moderni, periodici, microfilm, fotografie, manifesti, stampe, carte geografiche, fondi archivistici (Belgiojoso). L'Archivio Storico conserva i fondi archivistici comunali antichi dal 1385 al 1927 circa e la sua biblioteca è specializzata in storia e letteratura locale. L'Archivio conserva inoltre numerosi fondi privati. Infine la biblioteca specialistica annessa alla Raccolta delle Stampe "Achille Bertarelli che conserva, oltre a 600 testate di periodici, 3.500 libri antichi illustrati e 20.000 volumi moderni inerenti la storia e le tecniche dell’incisione, la grafica editoriale e la grafica pubblicitaria, cataloghi di collezioni museali e di mostre. La sezione costumi è costituita da 1100 monografie riguardanti la storia della moda e dalla biblioteca personale di Rosita Levi Pisetzky, comprendente 1300 pubblicazioni antiche e moderne che documentano l’evoluzione storica della moda e dell’arte tessile. Il castello Orari di apertura: dal lunedì alla domenica 7.00-18.00 (orario invernale) | 7.00-19.00 (orario estivo) Ingresso gratuito (Musei del Castello esclusi) Il Castello è raggiungibile con i seguenti mezzi: MM1 (fermate Cadorna e Cairoli), MM2 (fermate Cadorna e Lanza) autobus 18,50,37,58,61,94 tram 1,2,4,12,14,19 Informazioni: tel. 02/88463700 Musei del castello Orari di apertura: dal martedì alla domenica 9.00 - 17.30 (l'accesso è consentito fino alle ore 17.00) biglietteria: tel. 02/88463703 chiusi il lunedì (compresi festivi) Consigliata la prenotazione per le scolaresche per il Museo Egizio tel. 02/20421469 Chiusura per le seguenti festività: 25 dicembre, 1 gennaio, 1 maggio, lunedì di Pasqua Tariffe Biglietto intero biglietto ridotto abbonamento annuale intero abbonamento annuale ridotto € € € € 3,00 1,50 15,00 7,50 Ingresso gratuito fino al compimento dei 18 anni di età Ingresso con riduzione per gli studenti universitari e di accademie delle belle arti e per gli adulti oltre 65 anni. Ingresso libero: venerdì, dalle 14.00 alle 17.30 martedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica dalle 16.30 alle 17.30 (accesso consentito fino alle 17.00). Ulteriori dettagli 7 Biblioteca Comunale Sistema Bibliotecario Milano Est Biblioteca Comunale - Sede centrale Centro Civico Verdi - Via XXV Aprile 20090 Segrate Tel. 02 26902374 / 02 26902366 [email protected] [email protected] La Biblioteca Comunale di Segrate, Prossimi incontri presente sul territorio dal 1970, garantisce a tutti i cittadini la possibilità di informarsi attraverso la consultazione e il prestito di libri, quotidiani, periodici, dvd, cd musicali, cd-rom e risorse digitali. In Biblioteca è possibile navigare in internet da postazioni multimediali fisse oppure attraverso la rete wireless gratuita e accedere alla biblioteca digitale per consultare online quotidiani italiani e stranieri, banche dati professionali, risorse audio e video, e-book. La biblioteca organizza iniziative per promuovere la lettura coinvolgendo lettori di tutte le età, dai bambini agli adulti, e favorisce lo scambio tra culture diverse e l’accesso alle risorse informative e culturali da parte di tutti i cittadini, senza distinzione di età, razza, sesso, religione, nazionalità, lingua o condizione sociale. La Biblioteca Comunale, con le sue sedi decentrate, possiede circa 64.000 volumi e circa 6500 cd e dvd. Fa parte del Sistema Bibliotecario Milano Est che dispone di circa 760.000 documenti che si possono richiedere con il servizio di prestito interbibliotecario. Nei mesi di luglio e agosto la rassegna Vicini di pagina è sospesa. Riprenderà il 26 settembre con l’incontro intitolato “Voci nuove”, a cura di Annalisa Alfano e Giovanni Maglietta. Seguirà, il 31 ottobre, “La vipera e il diavolo” a cura di Luigi Barnaba Frigoli. Entrambi gli incontri si terranno presso l’auditorium Luigi Favalli del Centro civico Cascina Ovi, via Olgia 9, Segrate, con inizio alle ore 18.30. Ingresso libero. Seguici su facebook www.bibliomilanoest.it 8