REGOLAMENTO D’ISTITUTO
A. S. 2011/12
Premessa
Ogni comunità ha bisogno di regolamentare la sua vita interna e di fissare delle norme
per l’organizzazione delle sue attività. Il rispetto delle regole comunitarie, specie se frutto di
autodeterminazione, è un’esigenza fondamentale per consentire un proficuo e sereno
svolgimento dell’attività scolastica.
In un’ottica che vede lo studente non semplice destinatario delle norme, la
regolamentazione contribuisce a rendere gli alunni partecipi della vita della Comunità
scolastica e sociale, realizzando quello che è lo scopo principale della Scuola, vale a dire la
formazione dell’uomo e del cittadino all’interno di una Società democratica.
Art. 1
Nella stesura del presente Regolamento il Consiglio d’Istituto del Liceo Classico
“Jacopo Stellini” di Udine si è attenuto al rispetto delle leggi e degli ordinamenti dello Stato
e della Scuola, riconoscendo:
1. il diritto degli studenti ad avere una scuola organizzata in funzione dei loro bisogni
formativi;
2. le competenze e le responsabilità proprie del personale direttivo, docente e non
docente;
3. il ruolo centrale della famiglia nell’educazione e nella formazione dei figli;
4. la necessità della collaborazione della scuola con la comunità locale e con gli enti
territoriali.
Art. 2
Il Liceo è luogo di formazione, dialogo, educazione, ricerca ed esperienza sociale
mediante lo studio, l’acquisizione delle conoscenze, lo sviluppo della coscienza critica e il
recupero delle situazioni di svantaggio.
Gli allievi vengono formati ai valori democratici, al senso di responsabilità e alla crescita
della persona secondo le potenzialità individuali.
Art. 3
All’interno del Liceo ciascuna componente, con pari dignità e nella diversità dei ruoli,
opera per garantire il conseguimento dei suddetti obiettivi in armonia con i princìpi sanciti
dalla Costituzione italiana.
Art. 4
Il Piano dell’Offerta Formativa (P.O. F.) è elaborato dal Collegio dei Docenti sulla base
degli indirizzi generali per le attività della scuola e delle scelte generali di gestione e di
amministrazione definiti dal Consiglio di Istituto, tenuto conto delle proposte e dei parerei
formulati da tutte le componenti della scuola. Il Piano è adottato dal Consiglio di Istituto.
Art. 5
Con l’impegno e il contributo di tutte le componenti, il Liceo Classico “Jacopo Stellini”
persegue la realizzazione di un sereno clima relazionale, di una progettualità articolata e
condivisa, nel rispetto della libertà di espressione, di pensiero, di coscienza e di religione e
nel segno della reciproca tolleranza.
2
ORGANI COLLEGIALI
Art. 6
La scuola, per la sua funzione sociale di sviluppo dell’individuo, garantisce e diffonde
la conoscenza e la cultura in ogni suo aspetto per mezzo di tutte le componenti – studenti,
docenti, personale non docente, genitori – che contribuiscono al suo funzionamento organico
attraverso i loro rappresentanti negli Organi Collegiali e attraverso proprie forme
organizzative.
Art. 7
Sono Organi Collegiali dell’Istituto: i Consigli di Classe, il Collegio dei Docenti, il
Consiglio di Istituto, la Giunta Esecutiva, il Comitato per la Valutazione del Servizio degli
Insegnanti.
Art. 8
Ciascun Organo Collegiale delibera nell’ambito delle competenze previste dalla legge
operando in forma coordinata con gli altri Organi Collegiali.
Art. 9
Verrà considerato decaduto un membro eletto negli Organi Collegiali che risulti assente
senza giustificazione per tre riunioni consecutive, e/o con giustificazione per cinque riunioni
consecutive.
Art. 10
Non è consentita alcune forma di presenza di pubblico esterno alle riunioni degli Organi
Collegiali, né è consentito l’accesso ai verbali redatti in tali occasioni, ad eccezione di coloro
che vi abbiano interesse, secondo le procedure e i termini previsti dal capo V della Legge
7.8.1990, n. 241 e successive norme di applicazione.
3
ASSEMBLEE
Art. 11
Ciascuna delle componenti presenti nel Consiglio di Istituto ha diritto di riunirsi in
assemblea. Per il proprio funzionamento ogni assemblea deve darsi un regolamento che
viene inviato in visione al Consiglio stesso.
Art. 12
Le assemblee degli studenti si svolgono secondo le modalità previste dagli artt. 12, 13 e
14 del Decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e le indicazioni contenute nello specifico
Regolamento approvato dagli studenti e costituiscono, con pari dignità dell’attività didattica,
occasione speciale di approfondimento dei problemi della scuola e della società in funzione
della formazione culturale e civile degli studenti stessi.
Art. 13
L’assemblea d’istituto degli studenti è convocata su richiesta della maggioranza del comitato
studentesco o del 10% degli studenti con rappresentanza proporzionale di tutte le classi.
Art. 14
In occasione delle assemblee di istituto viene sospesa l’attività didattica. I docenti che
non intendono assistere all’assemblea hanno comunque l’obbligo di essere presenti a scuola:
1. se il Dirigente Scolastico affida loro incarichi di vigilanza degli studenti durante
l’assemblea;
2. se nel proprio orario settimanale è prevista l’ora a disposizione per il colloquio con i
genitori;
3. se il Collegio dei docenti delibera attività nell’ambito dei doveri di servizio.
Art. 15
La richiesta di assemblea di classe, corredata dell’O.d.G., delle firme dei rappresentanti
di classe e quelle dei docenti delle ore interessate, deve essere presentata al Dirigente
Scolastico o a un suo delegato almeno 3 giorni prima del suo svolgimento.
Art. 16
Il Comitato studentesco d’Istituto è espressione dei rappresentanti degli studenti nei
consigli di classe e di istituto. Si riunisce per discutere gli aspetti della vita studentesca nella
scuola, per preparare i lavori delle assemblee mensili, per avanzare proposte. Il Dirigente
Scolastico può convocare il Comitato studentesco per offrire informazioni e/o per assumere
orientamenti e pareri
Art. 17
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Le riunioni del Comitato studentesco si tengono fuori dell’orario delle lezioni, salvo
casi di particolare urgenza valutati dal Dirigente Scolastico.
Art. 18
Le assemblee dei genitori si svolgono secondo le modalità previste dall’art. 15 del
Decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297.
Art. 19
I rappresentanti dei genitori nei Consigli di Classe e di Istituto possono esprimere un
Comitato dei genitori dell’Istituto. Del Comitato possono far parte anche i genitori non eletti
consiglieri.
Art. 20
Il Personale A.T.A. si riunisce in assemblea, secondo un proprio Regolamento, sotto la
presidenza del Dirigente Scolastico o del Direttore dei Servizi generali Amministrativi.
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DIRITTI E DOVERI DEGLI STUDENTI
Art. 21
Gli studenti hanno diritto ad una formazione culturale e professionale adeguata
attraverso:


l’apprendimento delle discipline;
la possibilità di formulare richieste anche riguardo a temi liberamente scelti ed
iniziative autonome coerenti con il P.O. F.;

l’orientamento in entrata e in uscita.
Art. 22
I docenti vagliano le manifestazioni culturali proposte, le presentano agli allievi per
un’eventuale partecipazione nel rispetto delle attività curricolari, rendendosi disponibili per
lavori di ricerca e di approfondimento, secondo gli indirizzi del Collegio dei Docenti.
Art. 23
Gli studenti partecipanti a gare o concorsi riconosciuti dall’istituto ed i vincitori di
concorso sono giustificati per l’assenza dalle lezioni curricolari nelle date previste da tali
attività e i docenti facilitano al loro rientro il recupero delle attività scolastiche non seguite.
Art. 24
Gli studenti hanno il diritto di apprendere i doveri che li riguardano e di essere
informati sulle decisioni e le norme che regolano la vita della scuola. Le informazioni
vengono diffuse tempestivamente mediante direttive, dettate dall’insegnante della lezione o
affisse in punti ben visibili dell’Istituto.
Art. 25
Il libretto personale delle comunicazioni costituisce il mezzo ordinario per
l’informazione delle famiglie. Fanno parte del Regolamento di Istituto le istruzioni d’uso ivi
sintetizzate che potranno all’occorrenza subire modifiche o revisioni previa consultazione
delle componenti scolastiche.
Art. 26
I docenti si rendono disponibili per maggiori informazioni sul profitto e sul
comportamento degli alunni nel giorno e nell’ora stabiliti per il ricevimento e notificati alla
famiglia.
Art. 27
6
Sono previsti due ricevimenti pomeridiani con la presenza di tutti i docenti in date
proposte dal Collegio dei Docenti e deliberate dal Consiglio di Istituto nella
calendarizzazione di tutte le attività.
Art. 28
Notizie riservate saranno comunicate alle famiglie mediante lettera o convocazione dei
genitori.
Art. 29
Gli studenti hanno il diritto di esprimere liberamente le loro idee, di esporre le proprie
esigenze, di organizzarsi per realizzare progetti e proposte e di disporre, nei limiti delle
strutture scolastiche e degli impegni di servizio del personale docente e non docente, di
locali e di tempi adeguati per assemblee ed incontri e per attività di ricerca e di studio.
Art. 30
Gli studenti hanno diritto di affiggere, negli appositi spazi, manifesti e comunicati di
carattere culturale o informativo, in forma corretta e rispettosa; essi dovranno essere
sottoscritti dai compilatori e autorizzati dal Dirigente Scolastico.
Art. 31
Gli studenti hanno il diritto e il dovere di contribuire – nell’ambito delle aree di loro
competenza – all’efficace organizzazione delle attività di istituto.
Art. 32
Gli studenti hanno il diritto e il dovere di partecipare in modo attivo, consapevole e
responsabile alla vita dell’istituto attraverso la conoscenza:





della Carta dei servizi e del Piano dell’Offerta Formativa;
dei criteri di verifica e di valutazione;
dei tempi e modalità delle verifiche scritte e orali;
delle modalità di recupero;
dell’esistenza di percorsi individualizzati di apprendimento per gli studenti disabili
autorizzati alla frequenza.
Art. 33
I Consigli di Classe concorderanno modalità atte ad evitare la sovrapposizione di più
verifiche scritte in una sola giornata e, ove possibile, la concentrazione di eccessive verifiche
scritte in una settimana.
Art. 34
La valutazione delle prove orali e scritte viene comunicata entro 20 giorni nel caso di
verifiche scritte ed immediatamente dopo le verifiche orali, affinché lo studente possa
imparare ad autovalutarsi e ad individuare lacune e incertezze.
7
Art. 35
L’istituto assicura, in base alla disponibilità delle risorse finanziarie, interventi integrativi e
di sostegno agli studenti sulla base delle necessità emerse e valutate all’interno dei singoli
Consigli di Classe.
Art. 36
L’istituto offre un servizio di promozione della salute ai giovani attraverso le attività
di Educazione alla salute e il Centro Informazioni e consulenza (C.I.C.).
Art. 37
La scuola si adopera ai fini di un inserimento quanto più efficace e del raggiungimento
di livelli minimi necessari al proseguimento degli studi anche degli alunni (stranieri),
provenienti da famiglie con basso reddito, iscritti all’istituto.
Art. 38
Il diritto allo studio e ad un percorso di formazione omogeneo e coerente implica il
dovere della frequenza regolare dei corsi curricolari e di tutte le altre attività svolte durante
l’orario scolastico. L’irregolarità nella frequenza sarà presa in considerazione dal Consiglio
di Classe come elemento di valutazione del percorso formativo. Salvo deroghe, “..ai fini
della validità dell’anno scolastico………per procedere alla valutazione finale di ciascuno
studente, è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato”
(D.P.R. n. 122 del 22 giugno 2009)
Art. 39
Gli studenti devono essere puntuali all’inizio di ogni lezione. I ritardatari per cause
motivate sono accolti in classe con l’autorizzazione del docente della prima ora entro le ore
8.30. Dopo tale termine, con l’autorizzazione del Dirigente Scolastico o del collaboratore
vicario.
Art. 40
Richieste di uscita anticipata documentate e ascrivibili a motivi di salute vanno
presentante prima dell’inizio delle lezioni in dirigenza e non possono essere concesse se non
per le ragioni sopra indicate. Per documentate situazioni che impediscono l’ingresso in
orario o che impongono l’uscita anticipata dalle lezioni resta la possibilità di una autonoma
valutazione della dirigenza anche oltre i limiti indicati. È comunque vietato arrivare a scuola
dopo la seconda ora di lezione e lasciare l’istituto prima dell’intervallo.
Art. 41
Gli studenti sono tenuti ad avere sempre con sé il libretto personale, in quanto
documento ufficiale e strumento di informazione: l’esserne sprovvisti comporta la
segnalazione sul registro di classe. Le pagine del libretto sono numerate e non devono essere
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distaccate. Gli studenti sono tenuti a riportare sulle apposite pagine i voti scritti e orali, le
note disciplinari del registro di classe e le comunicazioni tra scuola e famiglia.
Art. 42
Qualsiasi alterazione delle scritture sul libretto o asportazioni di fogli, come pure la
contraffazione della firma del genitore, sono gravi mancanze e possono diventare oggetto di
provvedimenti disciplinari.
Art. 43
Chi esercita la potestà dei genitori ha il diritto di conoscere qualsiasi aspetto della vita
scolastica. E’ suo dovere controllare sempre il libretto dello studente (anche se
maggiorenne), firmare le comunicazioni e prendere atto delle assenze effettuate, dei ritardi,
dei voti, delle note disciplinari e dei comunicati.
Art. 44
L’alunno sprovvisto di libretto personale dopo un’assenza deve ricevere il consenso
scritto della Presidenza per essere ammesso in classe. In caso di assenze ingiustificate, la
scuola prenderà contatto con la famiglia il giorno dopo.
Art. 45
La partecipazione a manifestazioni studentesche che comportino assenze dalle lezioni
curricolari non può essere giustificata sul libretto personale e richiede, per i minorenni, una
presa d’atto scritta del genitore.
Art. 46
Le richieste di giustificazione per assenze di durata superiore ai 4 giorni scolastici,
causate da malattia, devono essere accompagnate da certificato medico.
Art. 47
Le assenze superiori ai 5 giorni scolastici non causate da malattia devono essere
motivate dal genitori al Dirigente Scolastico.
Art. 48
In caso di smarrimento o deterioramento del libretto, l’allievo deve farsi rilasciare un
duplicato in segreteria. Di ciò viene informata la famiglia. il costo del libretto sarà
addebitato allo studente.
Art. 49
Gli studenti sono tenuti a mantenere durante tutta la permanenza nella scuola un
contegno consono alla dignità dell’istituto che li ospita.
Art. 50
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La disciplina è affidata all’autocontrollo degli studenti stessi ed alla vigilanza di tutti
gli operatori scolastici, che sono obbligati a segnalare eventuali mancanze alla Presidenza.
Art. 51
Durante le lezioni non si può lasciare l’aula senza grave motivo ed il permesso
dell’insegnante responsabile. La partecipazione all’attività didattica è fondamentale;
pertanto non è consentito recarsi in segreteria o al bar, o girare per l’istituto durante il suo
svolgimento.
Art. 52
Nel cambio dell’ora, qualora non sia previsto il trasferimento della classe in un’altra
aula specifica, gli studenti rimangono nella propria aula. Ogni classe utilizza i servizi del
corridoio di riferimento.
Art. 53
Gli studenti possono muoversi liberamente da un piano all’altro e accedere alle
distributrici di bevande e merendine soltanto durante la ricreazione o in particolari
circostanze di necessità. L’accesso al bar è consentito prima dell’inizio e dopo la fine delle
lezioni giornaliere, fatte salve le necessità dovute a malessere fisico.
Art. 54
L’uso dell’ascensore è consentito agli alunni solo su permesso del Dirigente scolastico,
per situazioni particolari.
Art. 55
L’uso del telefono pubblico della scuola è consentito durante la ricreazione, al termine della
giornata di lezione o, previa particolare autorizzazione dell’insegnante dell’ora, in casi di
stretta necessità. I telefoni cellulari devono rimanere spenti durante le attività didattiche.
Chiamate telefoniche dei genitori ad alunni devono essere riservate a comunicazioni urgenti
e gravi. Nel caso di indisponibilità del telefono pubblico, per comunicazioni urgenti potrà
essere utilizzato il telefono dell’istituto.
Art. 56
E’ rigorosamente proibito fumare all’interno dell’edificio, compreso il locale riservato al
bar.
Art. 57
Per quanto concerne le visite guidate, i viaggi di istruzione e gli scambi culturali si rimanda
all’allegato regolamento “Viaggi di integrazione culturale”.
Art. 58
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Gli alunni sono tenuti a partecipare alle periodiche esercitazioni volte all’acquisizione di
automatismi comportamentali nelle varie situazioni di emergenza. E’ affissa nei locali della
scuola, nei corridoi e nelle aule opportuna e chiara segnaletica secondo le norme vigenti.
Art. 59
Gli studenti condividono la responsabilità di rispettare, di rendere accogliente l’ambiente
scolastico e di averne cura come importante fattore di qualità della vita della scuola.
Art. 60
Ferma restando la possibilità di sanzioni disciplinari e anche di denuncia penale, eventuali
danni alle attrezzature e alle suppellettili devono essere risarciti dai responsabili.
Art. 61
Per quanto concerne l’accesso e l’utilizzo delle aule speciali, della strumentazione, della
biblioteca e delle palestre ci si deve attenere agli appositi regolamenti affissi nei locali stessi
e la cui presa di visione è tassativa. Nei periodi di accoglienza i docenti illustreranno tali
regolamenti. Eventuali modifiche o aggiornamenti saranno diffusamente e tempestivamente
notificati.
Art. 62
Il Dirigente scolastico è tenuto a informare tempestivamente le famiglie in caso di uscita
anticipata o di ingresso posticipato di un'intera classe.
Art. 63
La scuola non risponde di eventuali smarrimenti o furti di denaro o di oggetti lasciati
incustoditi.
Art. 64
Le sanzioni per mancanze disciplinari devono ispirarsi ai principi delle finalità educative,
della responsabilità individuale, della trasparenza e proporzionalità, della riparazione del
danno. E’ sempre possibile la conversione della sanzione nello svolgimento di attività in
favore della scuola. Potrà essere inoltre attuato un intervento rieducativo, basato sulla
trasmissione di informazioni relative alle disposizioni di legge e di nozioni di educazione
civica.
Art. 65
Per quanto attiene ai comportamenti nell’ambito dell’Istituto si rimanda alle norme e allo
spirito dello Statuto degli Studenti e delle Studentesse.
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FUNZIONAMENTO DELLA BIBLIOTECA E DEI LABORATORI
Art. 66
Il Collegio dei Docenti, all’inizio di ogni anno, programma l’uso della biblioteca e dei
laboratori e ne nomina i responsabili cui sono affidati il materiale in dotazione e la
formulazione dei regolamenti.
Art. 67
La biblioteca in orario scolastico è aperta soltanto alle componenti scolastiche.
Art. 68
La biblioteca si qualifica come centro di promozione culturale all’interno dell’istituto.
Opportune iniziative anche d’intesa con gli Enti locali o con altre associazioni possono
essere attuate con il referente della biblioteca, dopo aver acquisito il parere del Consiglio
d’Istituto.
Art. 69
L’uso dei laboratori può essere concesso anche ad associazioni o enti esterni in base a
contratti stipulati nel rispetto della normativa vigente, sentito il parere del Consiglio
d’Istituto.
VIGILANZA SUGLI ALLIEVI
Art. 70
La normale vigilanza sugli allievi durante l’ingresso e la permanenza a scuola, nonché
durante l’uscita dalla medesima, è svolta dal personale docente. L’accompagnamento e il
controllo durante lo spostamento dalle aule scolastiche alle palestre e ai laboratori e
viceversa sono di competenza degli insegnanti della disciplina interessata e, in secondo
luogo, di altro personale docente a disposizione.
Art. 71
Il Dirigente scolastico incarica gli insegnanti responsabili della vigilanza durante l’intervallo
e le attività integrative complementari.
Art. 72
La vigilanza può essere affidata al personale non docente secondo la normativa vigente.
Art. 73
12
Non esiste obbligo di vigilanza sugli studenti che non si avvalgono dell’insegnamento della
religione cattolica e che, pur avendo scelto di allontanarsi dalla scuola, rimangono
all’interno dell’edificio. In questo caso comunque non possono aggirarsi liberamente
nell’edificio, ma devono fermarsi in un locale opportunamente indicato.
Art. 74
In caso di sciopero proclamato dal personale della scuola, il Dirigente scolastico è tenuto a
rispettare quanto previsto dalla L.146/90 integrata dalla L. 83 dell’11/04/00 in particolare
per quanto riguarda la vigilanza sui minori.
RAPPORTI CON LE FAMIGLIE
Art. 75
Le famiglie possono comunicare di regola con i docenti durante l’orario di ricevimento
individuale al mattino e durante i due incontri annuali pomeridiani collettivi. Per incontri
ulteriori è necessario fissare un appuntamento tramite richiesta orale o scritta sul libretto
personale degli allievi oppure tramite contatto telefonico con la segreteria dell’Istituto.
Art. 76
Il Dirigente scolastico può contattare personalmente le famiglie ed è a disposizione per
richieste di informazioni.
Art. 77
Il Dirigente scolastico o suo delegato informa tempestivamente le famiglie degli allievi in
caso di ripetute e frequenti assenze.
ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI
Art.78
Questa Amministrazione relativamente all’argomento si attiene alla Legge N.241 del 7
agosto 1990 e al Decreto Ministeriale del 7 dicembre 2006 N. 305.
Art. 79
Per quanto riguarda le modalità della presa visione e il rilascio di fotocopie di atti
amministrativi viene applicato il D.P.R. del 12 aprile 2006 N. 184.
Art. 80
Facendo riferimento all’art. n. 25, comma 1 della L. N. 241/1990, il Consiglio di Istituto
delibera che per i soggetti interni, previa domanda scritta, il rilascio di copie di compiti
scritti per uso didattico sia gratuito.
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Art. 81
Il C.I. stabilisce che, sempre in base all'art. n. 25, c. 1 della L. N.241/1990, ai
soggetti interni, che avanzino domanda di rilascio di fotocopie di atti amministrativi per uso legale,
e a tutti i soggetti esterni, indipendentemente dall'uso che intendano fare delle copie richieste di atti
amministrativi, venga chiesto il rimborso spesa di ? 0,10 a facciata di fotocopia A04, ? 0,30 a
facciata per diritto di ricerca e visura e l'applicazione di una marca da bollo di ? 0,26 ogni due
facciate di fotocopia A04. Il versamento della somma dovuta sarà effettuato tramite bollettino
postale o bonifico bancario.
In caso di richiesta di invio tramite posta, le spese saranno addebitate al Destinatario.
-
Il C.I. stabilisce che, sempre in base all’art. n. 25, c. 1 della L. N.241/1990, ai soggetti interni,
che avanzino domanda di rilascio di fotocopie di atti amministrativi per uso legale, e a tutti i
soggetti esterni, indipendentemente dall’uso che intendano fare delle copie richieste di atti
amministrativi, venga chiesto il rimborso spesa di € 0,10 a facciata di fotocopia A04, € 0,30 a
facciata per diritto di ricerca, per lavoro di cancellazione dei dati personali e sensibili, e
l’applicazione di una marca da bollo di € 0,26 ogni due facciate di fotocopie A04. Il versamento
della somma dovuta sarà effettuato tramite bollettino postale.
In caso di richiesta di invio tramite posta, le spese saranno addebitate al destinatario.
NORME GENERALI
Art. 82
Il Dirigente scolastico, su incarico del Consiglio d’Istituto, ricerca le opportune intese con il
Comune, con la Provincia e con le altre scuole per la definizione dei criteri d’uso delle
palestre e degli impianti sportivi.
Art. 83
Nell’Istituto vengono favorite tutte le attività complementari, legate sia a progetti specifici
interni, sia a programmi di più vasto ambito nazionale, che contribuiscono alla formazione
della personalità degli studenti, alla loro crescita culturale, al superamento di un loro
eventuale disagio. Ogni iniziativa proposta da docenti, genitori o studenti sarà valutata dal
Consiglio d’Istituto ed approvata se rispondente agli scopi sopra indicati.
Art. 84
Nella scuola non è consentita la propaganda scritta o orale di movimenti o di partiti politici.
Art. 85
14
Appositi spazi murali saranno messi a disposizione delle varie componenti della scuola.
Qualsiasi affissione deve essere preventivamente approvata dal Dirigente scolastico per
l’accertamento di eventuali responsabilità di natura penale o civile.
Art. 86
Le eventuali modifiche o integrazioni al presente regolamento devono essere deliberate dal
Consiglio d’Istituto a maggioranza di due terzi dei suoi componenti effettivi. Le richieste in
tal senso possono essere avanzate dal Dirigente scolastico, sentito il Collegio dei Docenti,
dalla Giunta Esecutiva a maggioranza semplice dei membri, da almeno un terzo dei membri
del Consiglio d’Istituto. Richieste possono essere fatte pervenire al Consiglio d’Istituto da
parte del Comitato degli studenti, da quello dei genitori e dall’assemblea del personale ATA:
Art. 87
Per quanto non espressamente previsto dal presente regolamento si fa riferimento alle norme
di leggi vigenti in materia.
REGOLAMENTO PER LE ATTIVITA’ DI INTEGRAZIONE CULTURALE
(VIAGGI D’ISTRUZIONE)
Art. 1
Le visite guidate e i viaggi d’istruzione rappresentano un momento di arricchimento
culturale degli studenti: pertanto la loro elaborazione si deve realizzare attraverso la
partecipazione attiva dei docenti con il coinvolgimento delle altre componenti in sede di
proposta.
Tutte le iniziative devono essere coerenti con il programma scolastico annuale, della cui
progettazione sono parte integrante, costituendone un complemento, un approfondimento,
un momento operativo.
Trattandosi di attività didattica, ne consegue che gli allievi non possono essere esonerati
dalle iniziative programmate, se non per documentati motivi.
Qualora la mancata adesione discenda da difficoltà economiche, spetta al Consiglio
d’Istituto, su richiesta degli alunni e dei genitori, intervenire per eliminare tale ostacolo.
A tal fine è opportuno che le proposte dei Consigli di Classe tengano conto degli aspetti
finanziari, evitando mete che comportino un costo eccessivo per un numero rilevante di
famiglie.
Art. 2
Ciascun Consiglio di Classe, nel proporre un meta, deve presentare un progetto di massima,
indicando su un modello predisposto dalla scuola:
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1. motivazioni del viaggio e loro collegamento con il programma scolastico annuale,
omologhi agli obiettivi educativi e didattici di ogni classe;
2. destinazione prescelta e articolazione del viaggio
3. periodo previsto per l’attuazione.
I Consigli di classe delle seconde liceali, qualora si intenda effettuare il viaggio d’istruzione
della terza entro il mese di novembre, formuleranno già alla fine dell’anno scolastico in
corso, eventuali indicazioni per l’anno scolastico seguente così da poter presentare nel primo
Consiglio di Classe utile un pacchetto di proposte concrete tra cui scegliere, documentate
anche in relazione ai costi.
Art. 3
(Durata)
Si possono effettuare due viaggi di istruzione nell'ambito dei quinquennio: generalmente uno
al termine del biennio con al massimo due pernottamenti , l'altro al termine dei triennio con
al massimo 5 pernottamenti. A giudizio dei consigli di classe il viaggio di V^ Ginnasio può
essere sostituito dalla settimana bianca da effettuarsi in quarta ginnasio nell’ambito del
progetto accoglienza. Per le altre classi si stabilisce un tetto annuale di 30 h, ripartite nel
seguente modo: una visita di istruzione di una giornata e quattro uscite di mezza giornata.
Art. 4
(Soggiorni a carattere prevalente sportivo) Si propone l’eliminazione
(In alternativa al viaggio d'istruzione di fine biennio il Consiglio di classe può proporre un
soggiorno sulla neve, a condizione che, oltre alla presenza di un docente di educazione
fisica, si garantisca la presenza di un altro docente della classe.)
Art. 5
(Soggiorni a carattere prevalente naturalistico e archeologico)
Nel biennio e nel triennio possono essere organizzate “ settimane verdi o archeologiche",
che devono essere realizzate sulla base di un preciso progetto (programma
multidisciplinare). Le "settimane verdi" possono essere programmate anche prevedendo due
periodi separati (uno alla fine di un anno scolastico e l'altro all'inizio dell'anno scolastico
successivo). Di norma i soggiorni (a carattere naturalistico) si organizzano in ambito
regionale e sono in alternativa alle visite di istruzione di più giorni.
Art. 6
(Scambi culturali in Italia e all'estero)
E' possibile, sulla base di un progetto specifico, organizzare scambi culturali con scuole
italiane e di paesi esteri che possono prevedere un numero superiore di giorni a quanto
indicato all'articolo 3, in alternativa alle visite di istruzione di fine biennio e triennio).
Art. 7
16
(Comportamento)
Lo studente, per l'intera durata dei viaggio, è tenuto a mantenere un comportamento corretto,
coerente con le finalità dei Progetto educativo della scuola in generale e con le finalità del
viaggio in particolare.
E' severamente vietato portare nel proprio bagaglio bevande alcoliche e, a maggior ragione,
farne uso, anche da parte degli allievi maggiorenni.

E’ d'obbligo:
- sui mezzi di trasporto, evitare ripetuti spostamenti e rumori eccessivi per esigenze di
sicurezza; in albergo, prendere in consegna la camera assegnata, verificarne lo stato e riferire
all'insegnante accompagnatore.
- Eventuali danni procurati saranno addebitati agli occupanti della stessa.
- Gli spostamenti all'interno dell'edificio devono avvenire in modo ordinato e rispettoso
dell'altrui tranquillità. E altrettanto appropriato deve essere il contegno in sale d'uso comune.
- Ogni studente deve tenere basso il volume del televisore e di qualunque altra fonte sonora.
- Durante la notte deve rimanere nella propria camera e osservare il silenzio dovuto.
- Nessuno studente può allontanarsi dall'albergo su iniziativa personale.

Durante la visita alla città:
- Il gruppo deve mantenersi compatto e attenersi alle indicazioni degli accompagnatori.
- La responsabilità degli allievi è personale; pertanto qualunque comportamento difforme
determina l'applicazione di provvedimenti disciplinari, graduabili alla gravità della
mancanza commessa.
- Nei casi più gravi, d'intesa fra i docenti accompagnatori e il Dirigente Scolastico, può
essere prevista l'immediata interruzione dei viaggio con onere finanziario a carico degli
allievi responsabili.
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REGOLAMENTO ASSEMBLEA STUDENTESCA D’ISTITUTO
Art. 1
L’ASSEMBLEA DI ISTITUTO
Gli studenti del liceo possono organizzare ogni mese un’assemblea d’istituto giornaliera.
Art. 2
COMPETENZE E FUNZIONI
2.1. L’assemblea può trattare tutti gli argomenti attinenti la vita degli studenti.
2.2 L’assemblea vuole essere strumento di partecipazione democratica, per cui ogni
decisione riguardante gli studenti può essere discussa in assemblea con diritti alla
documentazione.
2.3 L’assemblea esprime pareri da proporre a tutti gli altri Organi Collegiali.
2.4 Le ore destinate all’assemblea possono essere utilizzate per lo svolgimento di
attività di ricerca e di seminario per lavori di gruppo e per altre attività concordate.
2.5 Alle assemblee possono essere invitati (quattro volte l’anno in base al D. Lgs.
297/94) esperti di problemi sociali, culturali, artistici e scientifici esterni all’istituto su
richiesta degli studenti, previa autorizzazione del Consiglio di Istituto.
Art. 3
PROGRAMMAZIONE
Il Comitato studentesco si attiva per la programmazione delle assemblee, gli interventi
degli esperti e l’organizzazione di attività culturali(concerti, filmati, ecc.).
Art. 4
COMPONENTI
Sono componenti dell’assemblea tutti gli studenti regolarmente iscritti al liceo.
Art. 5
RESPONSABILITÀ E SORVEGLIANZA
La responsabilità di quanto accade durante l’assemblea è della presidenza
(obbligatoria) della stessa.
18
Tuttavia la sorveglianza, rivolta ad allievi minori, è assicurata anche dal Dirigente
Scolastico o da suoi delegati che sono tenuti ad operare in caso di disordini o di pericolo.
Art. 6
PRESIDENZA DELL’ASSEMBLEA
6.1. Il presidente è eletto dall’assemblea tra i suoi componenti, preferibilmente scelto
tra i rappresentanti degli studenti in Consiglio di Istituto.
6.2. Compiti del presidente sono la convocazione dell’assemblea, la salvaguardia delle
garanzie democratiche del suo svolgimento regolare, la sicurezza e la controfirma del
verbale.
6.3. Il presidente nomina un segretario di sua fiducia per la redazione del verbale di
seduta che raccoglie le proposte e le critiche dell’assemblea
Art. 7
MODALITÀ DI RICHIESTA E REALIZZAZIONE
7.1. L’assemblea è convocata secondo le modalità indicate nell’art. 13 del
Regolamento d’Istituto.
7.2 La data e l’o.d.g. dell’assemblea devono essere comunicati al Dirigente Scolastico
con almeno 7 giorni di anticipo quando sia plenaria; con 4 giorni di anticipo in caso sia
parziale.
7.3. Non possono essere convocate assemblee nel mese conclusivo delle lezioni.
7.4. Oltre a quella mensile, può essere concessa un’ulteriore assemblea, ma solo al di
fuori dell’orario di lezione.
Art. 8
STRUTTURAZIONE E MODALITÀ DELLE ASSEMBLEE
8.1. L’assemblea d’istituto può essere convocata, secondo le modalità previste, una
volta al mese per la durata di 5 ore (l’intera mattinata). Il Comitato studentesco può di volta
in volta deliberare a maggioranza per una durata minore dell’assemblea.
8.2. La partecipazione alle assemblee d’istituto non è obbligatoria; inoltre rientra nelle
facoltà del Dirigente Scolastico effettuare un controllo delle presenza. Tuttavia la
percentuale o il numero di studenti presenti all’assemblea non influisce in alcun modo sul
diritto di convocazione dell’assemblea il mese successivo. L’unico organo con autorità in
merito è il Comitato studentesco.
8.4. Gli argomenti delle assemblee verranno proposti e discussi dal Comitato
studentesco e dalla consulta interna.
19
Art. 9
MODIFICHE DEL REGOLAMENTO
La proposta di eventuali modifiche del presente Regolamento può essere fatta in forma
scritta da almeno il 10 % studenti, oltre che dal Consiglio di Istituto.
20
REGOLAMENTO DEL COMITATO STUDENTESCO
CAP. 1 FONDAMENTI
Art. 1 Istituzione del Comitato
All’interno del Liceo Classico “Jacopo Stellini” è
un’assemblea democratica denominata “Comitato Studentesco”.
costituita
ufficialmente
Art. 2 Funzioni
Il Comitato si ritiene pertinente riguardo ad ogni questione che interessi la vita degli
studenti all’interno del Liceo. Il Comitato vuole essere strumento di partecipazione
democratica degli studenti nella gestione della scuola. Il Comitato intende essere unico
organo decisionale degli studenti all’interno del Liceo, ribadendo che ogni decisione
riguardante gli studenti debba essere preventivamente discussa e messa ai voti
esclusivamente in questa assemblea. Il Comitato esprime pareri che possono essere
comunicati ai Consigli di Classe o d’Istituto.
Art. 3 Relazioni
Il Comitato collabora attivamente con ogni gruppo interessato al problema della
scuola, con gli studenti e gli ex studenti, genitori, docenti e non docenti.
CAP. 2 COMPONENTI ED ESECUTIVO
Art. 4 Componenti
Sono ritenuti componenti del Comitato i rappresentanti di classe, d’istituto e della
consulta provinciale della componente studentesca legalmente eletti ogni anno. Vi possono
altresì prendere parte, con possibilità di intervento ma non di voto, tutte le persone
interessate alle argomentazioni del Comitato, previo accordo con il presidente
dell’assemblea.
Art. 5 Sorveglianza
Trattandosi di una riunione interna che prevede la presenza di minorenni, la
sorveglianza è garantita dalla presenza di un docente, previa la sua disponibilità, delegato
dal Dirigente Scolastico. Tale sorvegliante non è tenuto a partecipare attivamente
all’assemblea, ma controfirma il verbale ed eventualmente è obbligato a segnare su di esso il
verificarsi di incidenti e inconvenienti gravi. La firma di tale sorvegliante non ha valore
notarile sulle decisioni prese dall'assemblea.
Art. 6 Esecutivo
L’assemblea nomina un presidente e un vicepresidente. Non sono eleggibili i
rappresentanti d’istituto e della consulta. Il presidente nomina il segretario.
21
Art. 7 Presidente del Comitato
Compiti del presidente del Comitato sono:






Convocare l’assemblea;
Garantire lo svolgimento democratico e regolare della stessa;
Controfirmare il verbale della seduta;
Mantenere i contatti fra i rappresentanti di ogni grado;
Raccogliere e presentare eventuali documenti e mozioni;
Nominare un segretario di sua fiducia per ogni seduta;
Art. 8 Segretario della assemblea
Viene nominato dal presidente e si occupa di redigere il verbale della seduta, di curare
le procedure di voto di scrutinio, di controllare le presenze, di inviare copia agli assenti e al
Dirigente Scolastico.
CAP. 3 RIUNIONI
Art. 9 Richiesta di riunione
Le riunioni del Comitato Studentesco si svolgono dopo la concessione del locale da
parte del Dirigente Scolastico. La richiesta deve contenere: data, ora, l’ordine del giorno,
copia allegata di eventuali documenti da esaminare. Il Dirigente Scolastico si occupa di
reperire un locale adeguato all’interno della scuola, indicando il giorno e l’ora in caso della
non disponibilità del locale nella giornata richiesta.
Art. 10 Luogo ed orario della riunione
Le riunioni del Comitato si svolgono all’interno della scuola e devono essere autorizzate con
anticipo tale da permettere la convocazione con almeno tre giorni di anticipo.
Art. 11 Convocazione dell’assemblea
Gli aventi diritto, ovvero i rappresentanti di classe, d’istituto e della consulta, e
chiunque ne fosse interessato, sono convocati con almeno tre giorni di preavviso tramite
circolare contenente l’ordine del giorno.
Art. 12 Controllo presenze
La presenza viene verificata tramite appello dei componenti il Comitato e di coloro
che sono ammessi dal presidente. Nel caso in cui una classe non invii nessun rappresentante
per due convocazioni consecutive, il presidente del Comitato indaga sulle motivazioni
dell’assenza; nel caso che queste siano giustificate ne prende atto; in caso contrario prima
informa gli studenti della classe interessata, subito dopo sottopone il caso al Comitato che
delibera a maggioranza eventuali provvedimenti.
Art. 13. Periodicità
Il Comitato si riunisce almeno una volta al mese.
22
Art. 14 Verbale di riunione
Viene redatto dal segretario dell’assemblea. Deve riportare luogo, data e ora della
riunione, l’ordine del giorno, il resoconto della discussione, documenti, mozioni, votazioni.
Il verbale reca in calce la firma del presidente o del vice, del segretario e del docente
delegato alla sorveglianza.
CAP. 4 VOTAZIONI
Art. 15 Oggetto delle votazioni
Vengono poste ai voti le questioni riguardanti gli studenti, mozioni o problematiche
emerse dai consigli di classe e d’istituto, mozioni promosse da singoli studenti o gruppi di
essi operanti all’interno della scuola, documenti prodotti da gruppi di lavoro.
Art. 16 Diritto di voto
Hanno diritto di voto tutti i rappresentanti di classe, d’istituto e della consulta della
componente studentesca.
Art. 17 Modalità di voto
Le votazioni possono svolgersi a scrutinio palese o segreto, per alzata di mano, con
schede di votazione o con l’apposizione della firma della componente in calce alla mozione
scritta, specificando la propria posizione (favorevole - contrario - astenuto). La scelta della
modalità di voto è a discrezione del presidente (o del vicepresidente).
Le delibere richiedono la presenza di almeno il 50%+1 degli aventi diritto al voto, con
la maggioranza semplice dei voti. In caso di parità il voto del presidente è determinante. I
risultati devono essere resi pubblici all’interno della stessa assemblea, qualunque sia il
metodo di voto.
CAP. 5 VARIE
Art. 18 Succursali
Deve essere garantita la partecipazione alle assemblee di tutti i rappresentanti, sia della
sede centrale sia delle eventuali succursali o sedi staccate.
Art. 19 Discussione degli atti
Le riunioni dell’assemblea ed ogni suo atto sono di pubblico dominio; i verbali sono
depositati presso la segreteria dell’istituto e possono essere consultati dagli interessati. Una
copia verrà affissa all’albo degli studenti.
23
Art. 20 Documentazione
I rappresentanti d’istituto si impegnano a depositare presso la segreteria entro la fine
dell’anno scolastico i più importanti documenti approvati durante l’anno. Inoltre
depositeranno una lista delle iniziative in corso d’opera. Il Dirigente Scolastico si impegna a
consegnare tale materiale ai futuri rappresentanti di istituto.
Art. 21 Modifiche al regolamento
Eventuali richieste di modifica al presente regolamento devono essere inoltrate al
presidente del Comitato studentesco in forma scritta da almeno 10 firmatari componenti il
Comitato. Sono valide le procedure previste ai punti 16 e 17
Art. 22 Procedure d’emergenza
In casi di estrema urgenza, ovvero solo quando il Comitato non possa essere
convocato in tempo utile, il Presidente del Comitato studentesco, i rappresentanti d’Istituto e
i rappresentanti di consulta hanno la delega di prendere posizione e deliberare. Il Comitato,
però, deve essere informato e ratificare il prima possibile le posizioni e le decisioni prese.
Art. 23 Compiti fondamentali ed iniziative













Verificare l’andamento del P.O. F. e del Regolamento d’Istituto
Richiedere le assemblee d’Istituto
Verificare l’attuazione delle delibere d’istituto
Creare commissioni orizzontali per discutere della scelta dei libri di testo e
dell’organizzazione dei libri usati
Organizzare attività di accoglienza per le classi prime, portando a conoscenza dei
nuovi studenti strutture e funzioni della scuola
Creare una Consulta di cinque studenti che si riuniscano per questioni urgenti ed
presidente del Comitato due rappresentanti d’istituto. Nel caso in cui si formi un
gruppo di ex studenti, è possibile inserire un rappresentante di questi al posto di uno
dell’istituto
Organizzare concerti
Organizzare l’esibizione del gruppo teatrale
Promuovere iniziative culturali
Sostenere il giornalino della scuola
Convenzione pasti con l’Università o ristoranti
Stimolare la creazione di un gruppo di ex stelliniani
Arredare la scuola con dipinti e posters, piante e cestini per la raccolta differenziata.
24
REGOLAMENTO RELATIVO A MANCANZE DISCIPLINARI
(ai sensi dello Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria DPR
del 24 giugno 1998, n. 249)
I provvedimenti disciplinari hanno finalità educativa e tendono al rafforzamento del
senso di responsabilità ed al ripristino di rapporti corretti all’interno della comunità
scolastica. Nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari gravi senza essere stato
invitato ad esporre le proprie ragioni. Nessuna infrazione disciplinare connessa al
comportamento può influire sulla valutazione del profitto.
Contro le sanzioni disciplinari gravi è ammesso ricorso entro 15 giorni dalla
comunicazione della loro irrogazione, ad un apposito “organo di garanzia” interno alla
scuola.
1. MANCANZE RELATIVE A FREQUENZA IRREGOLARE E AL MANCATO
ASSOLVIMENTO DEGLI IMPEGNI DI STUDIO
Mancanza
Sanzione
Mancata
giustificazione Richiamo
verbale
e
dell’assenza tramite libretto
annotazione sul registro di
classe
Mancata presentazione di Non ammissione in classe,
certificato
medico
dopo salvo
autorizzazione
del
cinque giorni di assenza
Dirigente Scolastico
Ritardo occasionale
Richiamo
verbale
e
annotazione sul registro di
classe
Ritardo abituale o reiterato
Segnalazione sul registro di
classe e sul libretto personale
Entrata posticipata e uscita Lettera alla famiglia
anticipata
in
numero
superiore a 6 nell’arco
dell’anno scolastico


Organo competente
Insegnante o, se reiterata, avviso
al Dirigente
Dirigente Scolastico
Insegnante
Insegnante o
Dirigente Scolastico
Dirigente Scolastico
I permessi d’uscita anticipata non consentono il rientro a scuola nella giornata.
I permessi d’ingresso posticipato dovranno essere preventivamente accettati dal
Dirigente Scolastico.
Mancanza
Dimenticanza
personale
Sanzione
Organo competente
libretto Annotazione sul registro di Insegnante
classe.
Dopo 3 dimenticanze lettera
25
Mancanza
Sanzione
Organo competente
alla famiglia
Dirigente Scolastico
Smarrimento libretto personale Acquisto duplicato a prezzo Dirigente
Scolastico,
su
raddoppiato
segnalazione dell’Insegnante
Mancato assolvimento degli Richiamo
verbale
e/o Insegnante
impegni di studio
segnalazione
sul
libretto
personale
Reiterata mancanza
Lettera alla famiglia
Dirigente Scolastico
Utilizzo di materiali estranei Sequestro temporaneo (sulla Insegnante
all’uso
scolastico
(riviste, cattedra) e annotazione sul
walkman, telefonino, ecc.)
registro di classe
Uso di materiali atti a Immediato
sequestro; Dirigente Scolastico
offendere o ferire
provvedimenti in base alla
gravità delle conseguenze
2. Mancanze relative al rispetto nei confronti del personale scolastico, dei
compagni e di sé stessi
Mancanza
Sanzione
Rispetto nei confronti del Capo
d’Istituto, dei Docenti e del
Personale ausiliario
Scorrettezza lieve
Richiamo verbale
Scorrettezza lieve reiterata
Ammonizione
personale
Organo competente
Insegnante
sul
libretto Dirigente Scolastico
Segnalazione alla famiglia con
Ingiurie, espressioni e gesti lettera
Dirigente Scolastico
volgari e/o incivili
Provvedimenti in base alla
Atti di violenza verbale e/o gravità
fisica
Consiglio di classe e Dirigente
Scolastico, secondo la norma
Rispetto nei confronti dei
compagni
Scorrettezza verbale
Richiamo verbale
Insegnante
Scorrettezza lieve reiterata
Ammonizione
personale
sul
libretto Dirigente Scolastico
Segnalazione alla famiglia con
Ingiurie, espressioni e gesti lettera
26
Mancanza
volgari e/incivili
Sanzione
lettera
Atti di violenza verbale e/o Provvedimenti in
fisica
gravità
Rispetto nei confronti di se
stessi
Igiene
personale, Richiamo verbale
abbigliamento non adeguato
alla vita di comunità che la
scuola implica.
Organo competente
Dirigente Scolastico
base
alla Consiglio di Classe e Dirigente
Scolastico, secondo la norma
Insegnante
Reiterata mancanza
Annotazione sul registro di Dirigente Scolastico
classe
Atteggiamenti non consoni
all'’ ambiente
In base alla gravità del fatto
Consiglio di Classe o Dirigente
Scolastico
3. Mancanze relative al rispetto DELLE REGOLE DI ORGANIZZAZIONE E
SICUREZZA STABILITE ALL’INTERNO DELL’ISTITUTO
Mancanza
Comportamento
scorretto
nell’edificio
scolastico
o
all’esterno di esso
In caso di emergenza
Sanzione
Organo competente
Provvedimento in base alla Consiglio di classe
gravità del fatto
Provvedimento in base alla Consiglio di classe
gravità del fatto
Ingiustificato allontanamento Provvedimento in base alla Consiglio di classe e Dirigente
dalla scuola o dal gruppo gravità del fatto
Scolastico secondo la norma
durante
la
visita/viaggio
d’istruzione
Chiamare persone estranee Provvedimento in base alla Consiglio di classe e Dirigente
all’interno della scuola
gravità del fatto
Scolastico secondo la norma
Parcheggiare nelle aree di Ammonimento verbale
Dirigente Scolastico
transito e di parcheggio
riservate alla scuola
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4. Mancanze relative al CORRETTO UTILIZZO DELLE STRUTTURE
SCOLASTICHE E ALLA CURA DELL’AMBIENTE SCOLASTICO
Mancanza
Insudiciamento
dei
locali
scolastici
Danneggiamento intenzionale
con scritte o rotture (banchi,
porte, muri, servizi sanitari,
cuffie laboratorio linguistico,
attrezzature sportive, ecc.)
Sottrazione e furto
Sanzione
Pulizia dei locali insudiciati
Organo competente
Insegnante
e/o
Dirigente
Scolastico
Contributo per la riparazione o Consiglio di classe e Dirigente
la sostituzione e sanzione in Scolastico
base alla gravità del fatto
Provvedimento in base alla Consiglio di classe e Dirigente
gravità del fatto
Scolastico
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PATTO DI CORRESPONSABILITA’
Regolamento dell’Istituzione Scolastica Liceo Classico “J. Stellini” in materia disciplinare degli
alunni (DPR n. 235 del 21/11/2007 recante modifiche ed integrazioni al DPR n. 249 del 24/06/98)
ARTICOLO 1 - COMUNITA’ SCOLASTICA
1. La Scuola è luogo di formazione e di educazione mediante lo studio, l’acquisizione delle
conoscenze, lo sviluppo della coscienza critica e il rispetto delle regole.
2. La Scuola è una comunità di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale. In essa ognuno con
pari dignità e nella diversità dei ruoli opera per garantire la formazione alla cittadinanza, la
realizzazione del diritto allo studio, lo sviluppo delle potenzialità di ciascuno e il recupero
delle situazioni di svantaggio.
3. La Comunità Scolastica interagendo con la più ampia comunità civile e sociale, fonda il suo
progetto e la sua azione educativa sulla qualità delle relazioni insegnante-studente,
contribuisce allo sviluppo della personalità dei giovani, anche attraverso l’educazione alla
consapevolezza e alla valorizzazione delle identità di genere, del loro senso di responsabilità
e della loro autonomia individuale.
4. La vita della Comunità Scolastica si basa sulla libertà di espressione, di pensiero, di
coscienza e di religione, sul rispetto reciproco di tutte le persone che la compongono, quale
che sia la loro età e condizione, nel ripudio di ogni barriera ideologica, sociale e culturale.
ARTICOLO 2 - DIRITTI DEGLI STUDENTI
1. Lo Studente ha diritto ad una formazione culturale e professionale qualificata che rispetti e
valorizzi l’identità di ciascuno e sia aperta alla pluralità delle idee. La scuola valorizza le
inclinazioni particolari degli studenti.
2. La Comunità Scolastica promuove la solidarietà tra i suoi componenti e tutela il diritto dello
studente alla riservatezza.
3. Lo Studente ha diritto di essere informato sulle decisioni e sulle norme che regolano la vita
della Scuola.
4. Lo Studente ha diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola. Lo
studente ha inoltre diritto a una valutazione trasparente e tempestiva, volta ad attivare un
processo di autovalutazioni che lo conduca ad individuare i propri punti di forza e di
debolezza e a migliorare il proprio rendimento.
5. Gli Studenti stranieri hanno diritto al rispetto della vita culturale e religiosa della comunità
alla quale appartengono. La scuola promuove e favorisce iniziative volte all’accoglienza e
alla tutela della loro lingua e cultura e alla realizzazione di attività interculturali.
6. La Scuola si impegna a porre progressivamente in essere le condizioni per assicurare:
29
a) un ambiente favorevole alla crescita integrale della persona e un servizio educativo –
didattico di qualità;
b) offerte formative aggiuntive e integrative, anche mediante il sostegno di iniziative assunte
dagli studenti;
c) iniziative concrete per il recupero di situazioni di ritardo e di svantaggio;
d) la salubrità e la sicurezza degli ambienti, che debbono essere adeguati a tutti gli studenti,
anche con handicap;
e) la disponibilità di una adeguata strumentazione tecnologica;
f) servizi di sostegno e promozione della salute e di assistenza psicologico;
ARTICOLO 3 - DOVERI DEGLI STUDENTI
1. Gli Studenti sono tenuti a frequentare regolarmente le lezioni e ad assentarsi solo per motivi
seri documentati e di salute.
2. Gli Studenti sono tenuti ad avere nei confronti del Dirigente Scolastico, dei docenti, del
Personale tutto della Scuola e dei loro compagni lo stesso rispetto, anche formale, che
chiedono per se stessi.
3. Nell’esercizio dei loro diritti e nell’adempimento dei loro doveri gli Studenti sono tenuti a
mantenere un comportamento corretto e coerente con i principi di cui all’articolo 1.
4. Gli Studenti sono tenuti ad osservare le disposizioni organizzative e di sicurezza dettate dai
regolamenti scolastici.
5. Gli Studenti sono tenuti ad utilizzare correttamente le strutture, i sussidi didattici e a
comportarsi nella vita scolastica in modo da non arrecare danni al patrimonio della scuola.
6. Gli Studenti condividono la responsabilità di rendere accogliente l’ambiente scolastico e
averne cura come importante fattore di qualità della vita della Scuola.
ARTICOLO 4 – MANCANZE DISCIPLINARI
1. I comportamenti contrari ai doveri di cui all’articolo 3 e al Patto di Corresponsabilità
configurano mancanze disciplinari. In particolare, costituiscono mancanze disciplinari i
seguenti comportamenti:
a) ritardi reiterati
b) assenze non giustificate cioè tutte quelle non documentate sia per gravi motivi di famiglia
o salute
c) mancanza del materiale didattico occorrente
d) non rispetto delle consegne a casa
e) non rispetto delle consegne a scuola
f) disturbo delle attività didattiche
g) tenere il telefonino o altri apparecchi elettronici accesi
h) linguaggio irriguardoso e offensivo verso gli altri
i) danneggiare materiale, arredi e strutture
l) violenze psicologiche verso gli altri
m) violenze fisiche verso gli altri
30
2. In caso di mancanze disciplinari, gli Organi di cui all’articolo 6 valutano le opportunità di
irrogare le sanzioni di cui all’articolo 5
ARTICOLO 5 – SANZIONI
a) richiamo verbale ;
b) ammonizione scritta sul registro di classe;
c) sequestro del telefonino o di altre apparecchiature il cui uso è vietato e consegna degli
stessi alla famiglia.;
d) esclusione delle attività didattiche che si svolgono fuori dalla scuola ( viaggi d’istruzione,
visite guidate, stages);
e) allontamento dalla scuola fino a quindici giorni;
f) allontamento dalla scuola oltre i quindici giorni;
g) allontamento dalla scuola con esclusione dallo scrutinio finale con la non ammissione
all’esame di stato conclusivo del corso di studi;
h) per la mancanze di cui all’articolo 4 lettera i lo studente è tenuto a pagare il danno se
individuato o altrimenti il danno arrecato viene risarcito da tutti gli allievi.
ARTICOLO 6 – ORGANI COMPETENTI AD INFLIGGERE LA SANZIONE
1
Il singolo Docente e il Dirigente Scolastico possono irrogare le sanzioni di cui all’articolo 5
dalla lettera a alla lettera c;
2
per le mancanze di cui all’articolo 4 lettera i possono irrogare le sanzioni il Consiglio di
Classe e il Dirigente Scolastico.;
3
Il Consiglio di Classe può irrogare le sanzioni di cui all’articolo 5 lettera d ed e ;
4
Il Consiglio d’Istituto può irrogare le sanzioni di cui all’articolo 5 lettere f e g ;
ARTICOLO 7 – PROCEDIMENTO DISCIPLINARE
1
Le sanzioni disciplinari sono erogate a conclusione di un procedimento articolato come
segue:contestazione dei fatti da parte del Docente o del Dirigente Scolastico; esercizio del
diritto di difesa da parte dello Studente; decisione.
2 Lo Studente può esporre le proprie ragioni verbalmente o per iscritto
3 Per le sanzioni che prevedono l’allontamento dalla Scuola e il pagamento del danno, lo
Studente può esporre le proprie ragioni in presenza dei genitori.
4 Può essere offerta allo Studente la possibilità di convertire la sospensione dalle lezioni con
attività in favore della comunità scolastica.
In caso di sanzione con sospensione si dovrà dare comunicazione ai genitori a cura del Dirigente
Scolastico
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ARTICOLO 8 – ORGANO DI GARANZIA E IMPUGNAZIONI
1 Contro le sanzioni disciplinari è ammesso ricorso, da parte di chiunque vi abbia interesse,
entro quindici giorni dalla comunicazione della loro irrogazione, all’organo di garanzia
interno alla Scuola, che decide nel termine di dieci giorni.
2 Dell’organo di garanzia fanno parte : un Docente, un rappresentante degli Studenti e un
rappresentante dei Genitori ed è presieduto dal Dirigente Scolastico, dura in carica tre anni.
3 L’organo di garanzia di cui al comma 1 decide, su richiesta degli Studenti della Scuola
Secondaria Superiore o di chiunque vi abbia interesse, anche sui conflitti che sorgono
all’interno della Scuola in merito all’applicazione del presente regolamento.
4 Il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale o un Dirigente da questi delegato, decide in
via definitiva sui reclami proposti dagli Studenti della Scuola Secondaria Superiore o di
chiunque vi abbia interesse, contro le violazioni del presente regolamento e dello
Statuto delle Studentesse e degli Studenti.
32
REGOLAMENTO DEL COLLEGIO DOCENTI DEL LICEO
CLASSICO J. STELLINI
LECOMPETENZE
Art.1
Come si evince dalla normativa vigente il Collegio dei docenti è chiamato ad attuare la primaria
funzione dell'Istituzione scolastica, che è quella didattica - educativa – formativa.
Art.2
Entro tale ambito ogni suo intervento deve essere il risultato di un attento lavoro collegiale, mirato
ad una calibrata programmazione e all'effettiva verifica degli obiettivi raggiunti, nel rispetto della
libertà nella didattica di ogni singolo docente e in ottemperanza alla trasparenza di ogni atto
ufficiale.
Art.3
E’ammessa alla riunione la sola componente docente, salvo diversa deliberazione assunta con il
voto favorevole della metà più uno dei presenti.
Art4.
Durante la seduta è richiesto un comportamento che consenta a tutti un'attiva partecipazione ai
lavori.
LA CONVOCAZIONE
Art.5
Il Collegio dei Docenti si insedia all'inizio di ciascun anno scolastico e si riunisce secondo il piano
delle attività proposto dal Dirigente Scolastico e votato dal Collegio. Il Collegio può essere altresì
convocato in seduta straordinaria su richiesta di almeno 1/3 dei componenti o nel caso in cui il
Dirigente ne ravvisi la necessità. La convocazione della seduta ordinaria contenente l'o.d.g. deve
essere comunicata con direttiva almeno 8 giorni prima della data fissata per la convocazione.
L'elaborazione dell'o.d.g. è disposta dal Dirigente ma è suscettibile d'integrazione da parte del
Collegio, sulla base di una proposta sottoscritta da almeno 1/3 della componente docente. Eventuali
integrazioni possono essere aggiunte fino a 2 giorni prima della seduta del Collegio.
Art.6
Il Collegio, anche su iniziativa di un solo componente, può deliberare l'inserimento di uno o più
punti all'O.d.g. per la seduta successiva.
Art.7
Contestualmente alla convocazione del Collegio, la Presidenza rende disponibile presso l'Ufficio
Didattica il materiale informativo necessario in merito agli argomenti all’ordine del giorno.
ATTRIBUZIONI DELLA PRESIDENZA
Art. 8
Il Dirigente Scolastico presiede il Collegio e ne assicura il corretto e proficuo funzionamento. In
particolare:
- apre e chiude la seduta
- dà la parola agli iscritti a parlare, guida e modera la discussione
- cura l’ordinato svolgersi dei lavori
- stabilisce la sequenza delle votazioni;
33
In relazione all'art. 15 del decreto legislativo 165/2001, il Dirigente Scolastico:
- predispone il programma per l’attuazione del POF
- realizza il programma nell’esercizio dei compiti e delle sue funzioni
- comunica la nomina dei collaboratori della dirigenza
Il Collaboratore vicario sostituisce il Dirigente Scolastico in caso di assenza o impedimento.
Art.9
Il Segretario del Collegio, designato di norma dal Dirigente Scolastico tra i collaboratori,
sovrintende alla stesura del processo verbale, che deve contenere le deliberazioni e gli atti della
riunione; se richiesto ne dà lettura. Le richieste di variazione del verbale devono essere redatte in
forma scritta e, se approvate, fanno parte integrante del medesimo verbale oggetto di approvazione.
Il Dirigente o il Collaboratore vicario, al momento di votare, espongono in termini chiari il
contenuto e le modalità di espressione del voto
ATTRIBUZIONI DEL COLLEGIO
Art.10
Premesso che il Collegio dei docenti elabora il POF sulla base delle norme in materia di autonomia
delle Istituzioni scolastiche stabilite dal DPR n. 275, 8 marzo 1999, tenendo conto sia degli indirizzi
generali per le attività della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione definiti dal
consiglio di Istituto sia delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni dei
genitori e degli studenti, il Collegio dei docenti, nell’esercizio dell’autonomia didattica,
organizzativa,
e
dell’autonomia
di
ricerca,
sperimentazione
e
sviluppo:
- cura la programmazione dell’azione educativa, anche al fine di adeguare i tempi
dell’insegnamento e dello svolgimento delle singole discipline e attività nel modo più idoneo allo
loro
tipologia
e
ai
ritmi
di
apprendimento
degli
studenti;
- formula proposte al Dirigente per la formazione e la composizione delle classi e l’assegnazione ad
esse dei docenti, per la formulazione dell’orario delle lezioni, comprese le iniziative di recupero,
sostegno,
continuità,
potenziamento,
orientamento
e/o
riorientamento
scolastico;
- provvede che la scelta, l’adozione e l’utilizzazione delle metodologie e degli strumenti didattici,
ivi compresi i libri di testo, siano coerenti con il POF e siano attuate con criteri di trasparenza e
tempestività;
- propone al Dirigente Scolastico l'intervento di esperti al fine di arricchire l'offerta formativa
Art. 11
Per migliorare la propria organizzazione il Collegio dei docenti può articolarsi in commissioni di
lavoro da individuare nelle seguenti aree:
1. monitoraggio/qualità
2. orientamento in uscita
3. didattica
4. biblioteca
5. interventi e servizi per gli studenti (CIC)
6. utilizzazione delle tecnologie informatiche.
Ogni commissione può articolarsi in sottocommissioni finalizzate allo studio e al raggiungimento di
obiettivi specifici e alla realizzazione di servizi prefissati dal POF.
Art. 12
Il coordinatore delle commissioni e sottocommissioni eventualmente individuate è di norma un
docente eletto fra i membri della commissione.
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e - sovrintendere alla informazione, al sito web e a tutto ciò che riguarda l’immagine pubblica
dell’Istituto
f
predisporre
le
iniziative
culturali
aperte
al
territorio.
La commissione (che viene rinnovata ogni anno) si riunisce su iniziativa del Dirigente Scolastico
secondo il piano delle attività deliberato dal Collegio ogni anno scolastico. La commissione è
presieduta da un docente eletto in seno alla stessa. In particolare per quanto riguarda il punto a- la
Commissione avrà il compito di predisporre per il Collegio di fine anno scolastico un quadro il più
possibile organico di tutti i progetti che si intendono attuare nel corso dell’anno scolastico
successivo.
VALIDITA’ DELLE SEDUTE
Art. 13
Le Funzioni Strumentali insieme al Dirigente Scolastico, al suo Vicario, ai referenti di
dipartimento, costituiscono una Commissione di Autonomia al fine di:
a - predisporre il progetto POF per l’anno successivo
b - favorire la gestione unitaria di tutte le attività previste dal POF
c - assicurare la maggior qualità possibile ai processi formativi
d - attuare una valutazione dell’efficacia del POF
Art. 14
Il segretario procede all’appello nominale per verificare il numero dei presenti. La seduta è valida se
è presente la metà più uno dei componenti.
Art. 15
Tutte le assenze relative all'intera seduta o parte di essa devono essere giustificate.
Art. 16
Le sedute del Collegio sono, di norma, prioritarie su qualsiasi altra attività del personale docente.
LAVORI DELLE SEDUTE
a.la discussione
Art.17
I lavori del Collegio si aprono con l'approvazione del verbale della seduta precedente; con decisione
unanime è possibile astenersi dalla lettura dello stesso, salvo il diritto d'intervento per chi intenda
proporre rettifiche. In caso di lettura del verbale eventuali interventi relativi al suo contenuto
devono essere effettuati solo al termine della lettura e solo da parte di chi intenda proporre una
rettifica o chiarire o correggere il proprio pensiero espresso in Collegio oppure per fatto personale.
In seguito all'approvazione del verbale il Presidente espone le sue Comunicazioni, se poste all
'o.d.g.
Art.18
E' possibile richiedere di modificare la successione dei punti all'O.d.g. o di proporre
un'integrazione. La richiesta viene accolta se approvata con voto favorevole della metà più uno dei
presenti.
Art. 19
Sugli argomenti posti all'O.d.g. i docenti si iscrivono a parlare durante la seduta.
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Art. 20
Il Presidente nel concedere la parola segue l'ordine delle iscrizioni a parlare.
Art. 21
Nessun docente può, di norma, iscriversi a parlare più di una volta per ogni punto all'O.d.g., oltre
all'eventuale dichiarazione di voto.
Art. 22
La durata degli interventi nella discussione di ogni punto al'O.d.g. non può superare i 5 minuti; il
docente che presenta una proposta, ha a disposizione altri 3 minuti per illustrare la stessa.
Art. 23
Ogni docente è tenuto a rispettare i tempi prefissati; in caso contrario il Presidente, dopo un
richiamo, ha la facoltà di togliere la parola.
Art. 24
Ogni docente ha diritto di replica una sola volta per ogni argomento all'Ordine del giorno per un
tema non superiore a due minuti.
Art. 25
Eventuali emendamenti alle proposte di delibera vanno presentati per iscritto e inseriti dal
Segretario in fase di esposizione definitiva della proposta.
Art. 26
Le comunicazioni del Dirigente Scolastico in apertura di seduta non sono di norma soggette a
discussione.
b. le votazioni
Art. 27
Ogni componente del Collegio è tenuto ad esprimere il proprio parere con il suo voto.
Art. 28
Quando una proposta viene messa ai voti non è più consentito alcun intervento.
Art.29
Tutte le votazioni avvengono per voto palese. Il voto per appello nominale avviene su proposta di
uno dei presenti, se appoggiata da almeno 1/3 dei presenti. Si distinguono due tipi di maggioranza:
maggioranza relativa: (metà più 1 dei presenti non astenuti) per proposte e iniziative la cui
attuazione non coinvolge l'intero corpo docente
maggioranza assoluta: (metà più 1 degli aventi diritto al voto) per proposte e iniziative riguardanti
questioni d'indirizzo didattico, riguardanti tutti i docenti (mutamenti al curricolo esistente,
modificazioni del quadro orario, organizzazione didattica e del lavoro, calendario delle attività).
Nel caso in cui una proposta già deliberata preveda ulteriori opzioni plurime da deliberare, tutti i
componenti del Collegio hanno diritto di esprimere volta per volta il proprio voto su ciascuna
opzione e passa l'opzione che riscuote il maggior numero di consensi.
La votazione avviene comunque a scrutinio segreto se riguarda le persone.
Art. 30
Conclusa la votazione, il Presidente proclama i risultati della stessa.
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Art. 31
Fatti salvi i diritti della libertà nella didattica previsti dalla legge, le deliberazioni del Collegio sono
vincolanti per tutti i docenti e devono essere attuate secondo le modalità previste.
Art.32
Il Collegio può prendere in esame, su richiesta di un terzo dei componenti, eventuali motivate
proposte di modifica del presente regolamento. Per l'approvazione di tale proposta è richiesta la
maggioranza dei 2/3 dei componenti
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CONSIGLIO D'ISTITUTO
Dirigente Scolastico
Presidente
Componente genitori
Prof.ssa Giovanna Marsoni
Ing. Prof. Roberto D’Agostini
Ing. Roberto D’Agostini
Flank Maria
Fiorissi Cristina
Avv. Francesca Motretti
Prof.ssa Monica De Nardi
Prof.ssa Silvana Foti
Prof. Agostino Longo
Prof.ssa Giuliana Maisto
Prof.Aniello Marano
Prof. Paolo Mesaglio
Prof.ssa Beatrice Rigatti
Prof.ssa Annarosa Termini
Manuela Lai
Mariangela Rizzolatti
Galatea Bernardis
Luigi D’Angelo
Elena Gheller
Enrico Nadbath
Componente docenti
Componente ATA
Componente allievi
GIUNTA ESECUTIVA
Dirigente Scolastico
Componente genitori
Componente Dsga
Componente Docenti
Componente studentesca
Prof.ssa Giovanna Marsoni
Ing. Roberto D’Agostini
Mariangela Rizzolatti
Aniello Marano
Elena Gheller
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regolamento d`istituto - Liceo classico "Jacopo Stellini"