SABATO 25 OTTOBRE 2014
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FONDATO NEL 1876
La sentenza
Fisco, Dolce e Gabbana
assolti dalla Cassazione
Società
Tempi
liberi
L’ultimo spazio
senza connessione
assediato dai social
di Luigi Ferrarella e Daniela Monti
a pagina 25
Partiti nature morte?
IL VUOTO
INTORNO
AL LEADER
U
na correzione del deficit
strutturale — quello depurato dall’effetto della congiuntura — pari allo 0,3% del Pil,
+0,2 rispetto a quanto previsto
dal governo: sarebbe questo il
compromesso tra Italia e Ue
dopo la lettera con cui l’eurocommissario Katainen aveva
chiesto chiarimenti sulla legge
di Stabilità. Soddisfatto Renzi:
«Hanno capito che non scherziamo». La «sponda» di Napolitano al governo: «Grave accapigliarsi sullo 0,1%».
IL MINISTRO PADOAN
«Non cambia
l’impronta»
C
Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano
di Fabio Savelli
a pagina 33
Renzi: sì dall’Europa alla manovra
Ma l’Italia correggerà il deficit
● GIANNELLI
di Ernesto Galli della Loggia
di Mario Sensini
S
e davvero la partita con l’Europa si chiudesse con una
correzione complessiva del deficit pubblico di 0,3 punti del
Pil, per il governo sarebbe un
risultato positivo: la manovra
resterebbe espansiva.
da pagina 2 a pagina 5
a pagina 5
Breda, Galluzzo, Meli
Credito I test Bce sulla solidità degli istituti della Ue. Convocati i consigli di Montepaschi e Carige
Esame verità per le banche
italiane (domani i risultati):
quasi tutti i 15 gruppi avrebbero raggiunto i limiti di capitale
richiesti. Mps e Carige — probabilmente tra la decina di istituti bocciati, forse con una
banca veneta — dovrebbero
rafforzare il proprio patrimonio senza aumenti di capitale.
a pagina 9
Massaro, Tamburini
IL COMMENTO
L’abbraccio di Obama contro la paura di Ebola
di Massimo Gaggi
rimo caso di Ebola a New York: riguarda un medico di 33 anni appena rientrato
dall’Africa. Intanto Obama riceve alla Casa Bianca e, contro la paura della malattia,
abbraccia Nina Pham ( foto), l’infermiera di Dallas dichiarata guarita dal virus. a pagina 15
P
Una spinta
all’economia
di Francesco Daveri
D
omani la Bce renderà pubblici i risultati della valutazione sui bilanci di 130 banche
europee. Sarebbe miope pensare che il test conti solo per gli
istituti. Conta anche per imprese e famiglie: dai loro radar è
scomparso il credito. Ed è solo
con banche capitalizzate e con
bilanci sicuri che tornerà ad
aprirsi il rubinetto del credito.
continua a pagina 31
a pagina 30
Così venne annunciata la strage Borsellino
Ecco il documento del comandante dei carabinieri scritto un mese prima dell’attentato
9 771120 498008
41 0 2 5>
SUI FONDI A BRUXELLES
La rivolta
di Cameron
di Luigi Offeddu
«N
on firmeremo assegni»: il premier britannico Cameron ha giudicato
«inaccettabile» la richiesta di
2,1 miliardi di euro in più di
contributo al bilancio della Ue.
a pagina 6 -a pagina 30
il commento di Luigi Ippolito
● SETTEGIORNI
di Francesco Verderami
Verdini e il no
Borsa ottimista sul sistema italiano. Almeno tre a rischio, misure per rafforzarsi al nuovo patto
del Nazareno:
a Borsa scommette sul suL
peramento degli stress test
Il virus Il presidente e l’infermiera guarita
potrei lasciare
della Bce da parte delle banche
ANSA / EPA / OLIVIER DOULIERY
ome unico erede
nonché unico
sopravvissuto sia pure
di secondo grado tra
tutti i fondatori della
Repubblica, era giusto che solo
dal Pd potesse venire la parola
fine all’intero universo
ideologico del Novecento
italiano e delle sue culture
politiche. Cosa che sta per
l’appunto avvenendo con Matteo
Renzi. Ma che certo non poteva
avvenire, per esempio, ad opera
di Silvio Berlusconi: la fine della
Prima Repubblica, del suo intero
sistema politico e culturale, non
poteva certo venire da uno che
non aveva mai sentito neppure
nominare «papà Cervi» (il padre
dei sette fratelli fucilati nel 1943
dai fascisti). Proprio perché non
sapeva praticamente niente del
vecchio, delle sue radici, della
sua narrazione, delle sue
mitologie, Berlusconi non è
stato in grado di dare inizio a
nulla di nuovo, neppure per
davvero alla Seconda
Repubblica. Eterno dilettante
«impolitico» della scena
pubblica italiana, in vent’anni
non è riuscito ad essere altro che
l’uomo del «prendi i voti e
scappa».
La fine, invece, poteva venire
solo da chi, seppure giovane
d’età, sapeva bene (o abbastanza
bene), però, che cosa sono stati
Alcide Cervi, Gramsci, il Pci, la
cultura cattolica, che cosa è stata
la vicenda politica del Paese, la
sua saga più o meno autentica, i
suoi tabù e i suoi non detti. E
naturalmente poteva venire solo
da chi fosse in grado di
abbattere la fortezza della
Sinistra: perché era dietro
queste mura che si era da tempo
rifugiato tutto l’establishment
repubblicano; perché,
scomparsa la Democrazia
cristiana e tutti gli altri, solo i
lontani eredi dell’antico Partito
comunista hanno custodito fino
a oggi l’ultima fiammella
dell’esarchia ciellenistica,
origine del sistema.
ANNO 139 - N. 253
di Giovanni Bianconi
Lancette indietro
T
Stanotte l’ora solare
ra le carte depositate nel
processo sulla presunta trattativa Stato-mafia c’è una nota riservata con data 20 giugno 1992
del comandante generale dei carabinieri in cui si certifica che,
un mese dopo l’omicidio di Giovanni Falcone e un mese prima
della strage di via D’Amelio,
c’erano segnali sul successivo
bersaglio: il procuratore aggiunto di Palermo Paolo Borsellino.
Nell’attentato morirono anche 5
agenti. (Accanto, il documento)
a pagina 23
Alle 3 le lancette
dell’orologio dovranno
essere portate sulle 2.
L’ora legale tornerà
nella notte tra
il 28 e il 29 marzo 2015
I
l patto del Nazareno somiglia sempre più a un accordo programmatico. E l’intesa
che sembrava circoscritta alla
legge elettorale e alle riforme
costituzionali, si scopre in realtà più ampia, comprende
anche le unioni civili e lo ius
soli: due temi sui quali Renzi
e Berlusconi si erano però limitati a un accordo sui «titoli». E allora come mai il Cavaliere ha deciso di aderire alle
tesi del leader del Pd?
La mossa ha provocato lo
sconcerto tra i forzisti, che
già vivono come un «tradimento» da parte del Cavaliere l’idea di accettare la proposta renziana per assegnare il
premio di maggioranza della
legge elettorale a un partito e
non più a una coalizione.
Perciò in molti hanno chiesto conto a Verdini, considerato il nume tutelare del
«patto», e tutti sono rimasti
stupiti quando gli hanno
sentito dire: «Non chiedete a
me. Io lascio».
continua a pagina 13
Sabato 25 Ottobre 2014 Corriere della Sera
2
#
Primo piano I conti pubblici
Correzione del deficit allo 0,3%. Fitch conferma il rating: bene il governo
Richiamo di Draghi: la speranza non è una strategia. E Merkel lo loda
Compromesso tra Renzi e Bruxelles
Il testo
Il governo
Renzi
ha presentato
la legge
di Stabilità
da 36 miliardi
lo scorso
15 ottobre.
Lo stesso
giorno il testo
è stato inviato
a Bruxelles
La lettera
Giovedì
è arrivata
da Bruxelles
una lettera
in cui l’Unione
europea chiede
chiarimenti.
Si rileva che
l’Italia viola
i vincoli europei
del Patto
di stabilità
La replica
Il governo
pubblica
la lettera
suscitando
la replica del
presidente
della
Commissione
José Barroso,
che si è detto
«contrario» alla
pubblicazione
Il vertice
Ieri la
mediazione al
Consiglio Ue,
oggi la risposta
di Padoan
ai rilievi europei
DAL NOSTRO INVIATO
«La Finanziaria, quella che riduce
le tasse, è andata. Va bene anche all’Europa».
Matteo Renzi lascia la capitale belga, rientra
in Italia ed esulta. «Hanno capito che non
scherziamo, ma ora dobbiamo fare quello
che abbiamo promesso». L’accordo, ancora
da definire nei dettagli, prevede una correzione dello 0,3% del deficit strutturale, 4,8 miliardi in tutto, il triplo di quanto aveva previsto l’Italia. Ma con una differenza che per il
premier è alla stregua di dettagli tecnici, la
sua impostazione sembra passata.
Ed una mano, forse, gliel’ha data anche
Mario Draghi. Alla fine del vertice, nonostante Hollande sia d’accordo con Renzi (quelle
della Ue sono «letterine»), nonostante Cameron lo porti ad esempio di equilibrio (ovviamente contro i tecnocrati europei) il vero, involontario, alleato di Matteo Renzi è il presidente della Bce.
Hanno passato, un po’ tutti, come sempre,
due giorni a litigare sulle lettere, le procedure, sull’annoso dibattito fra crescita e austerity: le indiscrezioni hanno dipinto la solita
Merkel in apparenza inflessibile, spalleggiata
dai Paesi nordici, il nostro Renzi scoppiettante, anche dentro il Consiglio («non ci fermiamo davanti a nessuno»), un premier britannico furioso per la storia delle compensazioni,
ma alla fine l’unico che fa scendere il silenzio
sul vertice, con parole di allarme che forse
non sono mai state tanto gravi, è proprio il
BRUXELLES
L’analisi
di Luigi Offeddu
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES Non
si è trasformato
certo in tortora, o gallina prataiola. Ma alla fine, colui che in
tanti dipingono come «falco»
si è rivelato un mediatore pragmatico e posato, almeno quanto il suo interlocutore: per ore,
ieri, il nordico Jyrki Katainen
ha parlato con il «nordico» Pier
Carlo Padoan (romano ma di
padre torinese, e cresciuto in
Canada), finché la soluzione
che sembrava introvabile è stata trovata, le cifre che volteggiavano come lucciole nel buio sono tornate sulla terra, e l’euro-
Il summit Il presidente francese François Hollande con il presidente della Bce Mario Draghi
governatore della Bce: «L’eurozona ha perso
slancio, gli investimenti sono deboli, rischiamo di ricadere in recessione, la credibilità è a
rischio».
E questa è solo la premessa: Draghi, rispetto al passato, punta anche l’indice. La Bce, aggiunge, «sta facendo la sua parte», ma ora, è la
sintesi, tocca a voi: «Occorre che la loro parte
la facciano anche i policy maker nazionali ed
europei, dobbiamo tornare a crescere e la speranza non è una strategia». Figuriamoci se lo
sono le incomprensioni sui decimali di correzione del deficit, lo scambio di epistole fra la
Commissione e i governi. Insomma quello del
banchiere centrale è come un fischio di fine
partita e la Merkel sarà la prima a riconoscer-
lo: «Dobbiamo ringraziare Draghi perché ci ha
fatto guardare tutti allo specchio, dobbiamo
prendere delle decisioni, non abbiamo mai
deciso quali riforme fare».
Renzi non può che essere soddisfatto: da
mesi dice che la Ue non ha strategia, che deve
cambiare. La questione del deficit, di un accordo che appare quasi fatto, viene trattata di
passaggio, all’uscita del summit: «Nelle prossime ore sarà chiuso quello che dovrà essere
chiuso, nessun problema o preoccupazione
particolare, la discussione è stata come sempre accesa e tosta, il problema resta la burocrazia e la tecnocrazia».
L’analisi allarmata di Draghi dà forza maggiore allo schieramento dei Paesi che chiedo-
no politiche mirate per la crescita. Renzi prima di tornare in Italia, diretto alla sua Leopolda, ribadisce ciò che ha detto a porte chiuse:
«A volte ci sono discussioni che farebbero diventare euroscettici anche Adenauer o De Gasperi, ma non ci fermiamo davanti a nessuno,
c’è una situazione di difficoltà di tutta l’Unione che va affrontata».
Vista l’atmosfera generale sembra che nessuno parli più di procedure di infrazione per
Francia o Italia. Lo stesso commissario Katainen dice in modo conciliante: «Tutti vogliamo
evitare lo scenario peggiore». A porte chiuse
la Merkel ha promosso lo schema di riforme
di Renzi, ma ha anche accusato l’Italia di non
attuare mai i suoi programmi; il premier le ha
ribattuto che le regole fiscali improntate all’austerity stanno compromettendo la ripresa,
che la Ue, e dunque anche Berlino, «stanno
sottovalutando la situazione, non capiscono
che bisogna cambiare approccio». Poi, dopo
tanti distinguo e incomprensioni, arriva il richiamo di Draghi: occorre «un’urgente strategia globale» e insieme «un calendario di attuazione, e un monitoraggio, di impegni forti
e credibili sulle riforme». A fine giornata arriva anche il giudizio, in chiaroscuro, dell’agenzia di rating Fitch: stabile l’outlook, insieme
alla valutazione sull’operato del governo. Che
«sta facendo progressi con l’agenda di riforme
strutturali e di bilancio». Anche se nella loro
«attuazione ci sono rischi politici».
Marco Galluzzo
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Katainen e la Cancelliera
I falchi si scoprono mediatori
litigata con l’Italia sulla riduzione del deficit strutturale si è
ricomposta in un accordo negoziato. I «capi», Matteo Renzi
per il governo italiano e JeanClaude Juncker per la Commissione europea (testimone ormai in partenza, il suo predecessore José Manuel Barroso),
hanno certo fornito le loro idee
e apposto il sigillo finale, ma da
una posizione in qualche modo defilata. E in questo fatto, si
è manifestata un’altra caratteristica che sembra accomunare
Katainen e Padoan: il finlandese, nomea da rigorista inflessibile ma tempra di mediatore
che sa anche quando riporre
l’elmetto, «scherma» Juncker
nelle trattative più dure, proprio come Padoan scherma
Renzi nelle stesse situazioni.
Per ora, è solo un’impressione. Ma basteranno forse poche
settimane o pochi mesi, per
metterla alla prova. Nel frat-
Profilo basso
Hollande preferisce
rimanere all’ombra
della Germania: l’asse
con Roma è ai minimi
tempo, i «niente diktat» e le
intemerate di Renzi hanno anche fatto da cartine di tornasole per gli «altri», i vari Paesi o
le fazioni in cui si raggruppano. La reazione più interessante è forse quella della Francia:
colpita anch’essa dalla lettera
di richiamo, e solo pochi mesi
fa definita come un’alleata sicura di Roma nel segno delle
crescita e della comunanza socialista dei due leader, ora
mantiene un profilo basso e
soprattutto si tiene all’ombra
di Angela Merkel: se mai c’è
stato, oggi il patto Renzi-Hollande sembra soffrire di pres-
Funzioni
● A novembre
la nuova
Commissione
Juncker
subentrerà
alla squadra
di Barroso
● Ha ricevuto
il via libera del
Parlamento Ue
il 22 ottobre: i
sì di popolari,
socialisti,
liberali
sione bassa.
Poi, c’è la sorpresa della Germania. Sempre vista da Roma
come un mastino di pronta
zanna, non si è smentita tenendo saldamente le posizioni
nel dibattito della mattinata,
ma alla fine Angela Merkel ha
partecipato anche lei alla mediazione con Junker e Barroso
per poi riferire a Renzi: «Caro
Matteo, ora siete sulla strada
giusta e dovete andare avanti».
Infine, gli antichi compagni
di sventura, cioè di debito pubblico, dell’Italia: Spagna, Grecia, Portogallo, Irlanda. Si limitano tutti a osservare dai bordi
del campo: in parte sono usciti
dalla bufera, non hanno interesse a riattirare l’attenzione su
di sé, neanche per amore di un
vecchio alleato.
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Alessandro Tunno
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Corriere della Sera Sabato 25 Ottobre 2014
3
Insieme
La Cancelliera
tedesca Angela
Merkel, 60
anni, con
Matteo Renzi,
39, a Bruxelles
durante il
Consiglio Ue.
«Ora siete sulla
strada giusta
e dovete
andare avanti.
Ma che brutti
ricordi
quelli relativi
alla situazione
dell’Italia di
due, tre anni
fa», avrebbe
detto Merkel
al premier
(Imagoeconomica)
Il retroscena
di Maria Teresa Meli
La soddisfazione del premier:
non mollo, basta con i mandarini
«Questo blocco va scardinato. O cambio l’Italia o cambio mestiere»
DAL NOSTRO INVIATO
L’agenda
«Dopo 36 ore a Bruxelles finalmente respiro, qui sto
veramente bene». Detta così da
un presidente del Consiglio
può suonare male. Detta da
Matteo Renzi suona normale.
«Loro — dice il presidente
del Consiglio ai collaboratori —
pensano che io sia alla stregua
di tutti i burocrati e i funzionari
dell’Europa, e quindi pensano
che io taccia. Ma si sbagliano.
Loro appena possono cercano
di ammazzare l’Italia, non sto
parlando dei leader politici, ovviamente, ma di quella pletora
di gente che prende i soldi per
fare quello che fa. Dei burocrati
e dei funzionari. Capisco che
faranno fatica a capire come sono fatto e soprattuto a comprendere che io non sono come
loro. Ma con me non passano,
affari loro».
Il premier è contento perché
alla fine ha portato a casa esattamente ciò che voleva, ma di
«quella banda che vorrebbe
ammazzare l’Italia» è ovvio che
non ne può più. Ne farebbe volentieri a meno. E i loro nomi
FIRENZE
● Dopo la
partita con
Bruxelles sulla
legge di
Stabilità, il
governo si
appresta ad
affrontare ora i
nodi Jobs Act e
legge elettorale
● Il Jobs act,
ottenuto il via
libera del
Senato, è ora
incardinato in
commissione
Lavoro a
Montecitorio
● Renzi vuole
varare
l’Italicum entro
fine anno. Il
testo,
approvato a
marzo alla
Camera, sarà
però rivisto ora
in Senato
non sono Barroso e nemmeno
gli altri che in fondo non amano tanto l’Italia. I loro nomi in
realtà non si conoscono perché «sono quei burocrati che
in Italia e all’estero cercano di
mettere alle corde il nostro Paese». «A me — insiste il premier — tocca difenderla, perché lo voglio fare sul serio, a
costo di pubblicare gli sprechi
di Bruxelles e di fargliene vedere delle belle».
«Io non mollo», dice e ridice il presidente del Consiglio.
Convinto com’è che, piazza San
Giovanni o meno, il Jobs Act
sia «la prima grande riforma
strutturale del mio governo»:
«Lo dicono tutti, Paesi stranieri o meno». E Renzi racconta
che quella riforma che tutti volevano e che lui aveva annunciato sin dall’inizio, ancora prima che l’Europa glielo chiedesse, l’ha fatta. In un ramo del
Parlamento almeno, nell’altro
ci proverà con maggior fatica.
Benché sia difficile che una
minoranza pd che si fa trainare
da Landini e Camusso possa
opporgli degli ostacoli invalicabili.
D’altra parte lo sa anche
Renzi, con tutti gli applausi
acritici che prende in questa
Leopolda, dove nessuno, almeno ieri sera, gli ha fatto una
domanda o un rilievo, che a
Montecitorio sarà diverso. E
più complicato. Non per l’esito
della votazione, che è scontato,
ma per la discussione che si
scatenerà. Dopo la piazza e dopo gli appunti della minoranza.
Il tavolo da gioco è diverso.
The Economist La copertina
sull’economia europea: un
pappagallo riverso. E accanto
Merkel dice: «Sta solo riposando»
Pure in Europa, nonostante il
punto segnato ieri: «O promuoviamo la crescita o l’euro è
finito», avverte a Bruxelles e
aggiunge: «Attenti a Marie Le
Pen presidente». E in Italia:
«Dobbiamo concludere le cose
importanti entro aprile, così
potremo finalmente parlare
francamente».
In Europa, in realtà, con
chiarezza ci parla già, quasi
non stesse a palazzo Chigi, tant’è vero che persino gli inglesi,
che pure fanno il tifo per lui, si
sono stupiti: «Se non cambio il
Paese cambio lavoro».
Affermazione impegnativa
da parte di chi ormai al governo ci sta. Ma proprio perché
Renzi ha cambiato palazzo e
dalla ex stazione della Leopolda è passato al Chigi, ha scoperto che «le resistenze burocratiche sono più forti di quanto si immagini». E che quindi è
guerra vera. Anche questa volta in Italia come in Europa:
«Sono sempre loro, i mandarini, che non vogliono che nulla
accada» e ora «occorre scardinare questo blocco», qui, come altrove. «Si possono fare
0,2
per cento
del Pil (3,3
miliardi): su
questa cifra
potrebbe
essere
raggiunto il
compromesso
con Bruxelles
sulla
correzione
aggiuntiva del
deficit pubblico
7
miliardi
diventerebbe
così il valore
della manovra
netta positiva:
l’effetto
espansivo della
legge di
Stabilità si
ridurrebbe solo
marginalmente
delle innovazioni, non dobbiamo averne paura», è il leit motiv del premier.
E le innovazioni sono anche
il rapporto con il sindacato. Ufficialmente Renzi è schierato
contro la Cgil punto e basta. In
realtà dalla Lombardia in giù i
suoi uomini a cominciare dal
vice segretario Lorenzo Guerini, stanno lavorando per aiutare chi nel sindacato vuole definire una linea autonoma rispetto a Susanna Camusso. E
non sono pochi.
Non c’è più un mondo sindacale compatto attorno alla
leader della più importante organizzazione sindacale che paragona il presidente del Consiglio a Margaret Thatcher.
E nel suo allargare il Partito
democratico altrove, Renzi sta
conquistando un altro territorio, un altro mondo. Quello del
terzo settore. Due i suoi interlocutori principali, il direttore
di «Vita», il giornale leader
dell’area no profit, Bonacina, e
il sottosegretario al Welfare
Bobba (ex Acli). Per la prima
volta nella legge di Stabilità
vengono dati più soldi per il
terzo settore. Un particolare
apparentemente trascurabile.
Se non fosse che Bonacina è
uno dei coordinatori dei tavoli
della Leopolda. E che Renzi
sembra avere tutta l’intenzione
di espandere la sua sfera d’influenza.
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4
Sabato 25 Ottobre 2014 Corriere della Sera
Corriere della Sera Sabato 25 Ottobre 2014
5
Primo piano I conti pubblici
Il Tesoro userà la riserva di 3,3 miliardi
Ma si riduce la spinta per la crescita
La soddisfazione di Padoan: per correggere i conti basta quanto è stato accantonato
● L’analisi
La sponda del Colle
per andare oltre
la parola austerity
di Marzio Breda
I
l primo avvertimento
Napolitano lo lanciò in
febbraio, quando disse
al Parlamento di Strasburgo
che «non regge più una
politica di austerità a ogni
costo» e che l’epoca del
rigore per il rigore va chiusa
per cambiare l’immagine di
«un’Europa intrappolata».
Era un anticipo della nostra
linea nel semestre di guida
europea. Adesso, mentre
Renzi duella con la
commissione per un
compromesso su pochi
decimali, il capo dello Stato
rincara. Alza uno scudo sul
governo, ragionando con
gli studenti su come i
cittadini percepiscono la
Ue. «Dopo anni di politiche
restrittive, disoccupazione
giovanile dilagante e una
recessione che rischia di
diventare stagnazione, è
giusto sollecitare uno
spostamento di attenzione
verso le esigenze della
ripresa e dello sviluppo pur
senza far venir meno gli
equilibri di bilancio». Ecco
la lancia che il capo dello
Stato spezza in favore della
manovra italiana,
definendo «grave che ci si
accapigli su uno 0,1 per
cento» e «grave che non si
parli» della costruzione
europea come di una serie
di successi. Polemiche,
queste ultime, agitate da
chi considera la Ue
«qualcosa di nebuloso,
ubicato dalle parti di
Bruxelles», un moloch di
tecnocrati, «un peso».
Polemiche, aggiunge, cui
partecipa gente
«competente, poco
competente, per nulla
competente». Confida il
presidente: «Ho dato una
rapida lettura alla bozza di
documento di Bruxelles e
ho notato che il termine
austerità stavolta non
compare». Forse perché «è
parso opportuno non dar
spazio alle polemiche». O
perché qualcuno aveva
«complessi di colpa». E,
rispetto al disorientamento
dell’opinione pubblica,
questo dipende dal fatto
che «il tema è stato ridotto
a un dilemma tra rigore e
impegno per la crescita».
Tanto che «ha preso piede
un atteggiamento di
estraneità, contestazione e
rifiuto». Così, «sembra che
l’Ue appartenga ad apparati
tecnico-burocratici che
farebbero calare dall’alto
direttive di difficile
comprensione a carattere
economico». Ma, sentenzia
l’europeista critico
Napolitano, «l’Europa non
è una strana creatura, un
mostro che impone leggi
inapplicabili».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
ROMA La lettera di risposta al
commissario Jirki Katainen la
scriverà oggi, dopo aver visto il
premier Matteo Renzi di ritorno da Bruxelles e ascoltato i termini del possibile accordo con
Bruxelles sulla legge di bilancio. Ma già ieri sera il ministro
dell’Economia, Pier Carlo Padoan, in un incontro riservato
presso l’editore Laterza, mostrava una certa soddisfazione.
Se davvero la partita si chiudesse con una correzione aggiuntiva del deficit pubblico di 0,2
punti del Pil, 3,3 miliardi di euro, oltre al miliardo e mezzo di
riduzione già prevista, dicevano ieri nei corridoi del ministero, per il governo sarebbe un risultato senz’altro positivo.
L’impronta di fondo della
manovra, nella sostanza, non
cambierebbe, anche se si ridurrebbe di un terzo la spinta
per la crescita. Resterebbe comunque una legge di bilancio
espansiva, che dà all’economia
parecchio di più di quello che
toglie, cosa che non accadeva
da un pezzo. E, soprattutto, il
compromesso raggiunto a Bruxelles non modifica la filosofia
complessiva con la quale Renzi
e Padoan avevano impostato la
manovra. «I tre pilastri su cui si
fonda la legge di Stabilità»
Il convegno A Napoli
Quel dialogo
con Squinzi
Il ministro dell’Economia Pier Paolo Padoan e il presidente di
Confindustria Giorgio Squinzi hanno preso parte ieri insieme al
convegno «Fatti in Italia» dei giovani di Confindustria a Napoli
(nella foto). «Una politica di troppo rigore forse è proprio
l’errore che stiamo facendo — ha detto Squinzi poi a Lamezia
Terme —. Dobbiamo ritornare a investire su alcune cose ed io,
in questo senso, vedo due priorità: investimenti su ricerca e
sviluppo e poi sulle infrastrutture».
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commentavano ieri al Tesoro,
«restano intatti».
Sarebbe garantita l’attenzione ai conti pubblici, sia con il
rispetto del deficit nominale
(che resta e continuerà a essere
mantenuto sotto il tetto massimo del 3% del Pil), sia con la
correzione del deficit strutturale (quello depurato dall’effetto della congiuntura, che è il
parametro più importante per
Bruxelles) che passerebbe da
uno 0,1 allo 0,3% del Pil, con un
riflesso positivo anche sul debito. Ci sarebbe lo spazio per il
finanziamento delle riforme
strutturali. E resterebbe anche
un margine consistente per
una riduzione strutturale delle
tasse (con la conferma a regime del bonus di 80 euro e degli
sgravi Irap).
I soldi in più che servirebbero per ridurre il deficit strutturale e chiudere il compromesso con Bruxelles sono già stati
accantonati nel bilancio, per
cui non ci sarà bisogno di cancellare misure, o rivedere stanziamenti. Ci sono 3,3 miliardi
appena appostati nel fondo per
la riduzione della pressione fiscale, più un altro miliardo e
mezzo che era già stato previsto per l’abbattimento del deficit.
Se l’accordo con la Ue si
chiudesse destinando in tutto
4-5 miliardi alla correzione dei
conti, l’effetto espansivo della
legge di Stabilità si ridurrebbe
appunto di un terzo. Da una
manovra netta positiva di 10
miliardi, che derivava da minori entrate e maggiori spese per
Su Twitter
Il ministro ha preso
l’impegno di
disinnescare gli
aumenti dell’Iva
30 miliardi compensati solo da
20 miliardi di maggiori tasse e
tagli di spesa, si scenderebbe a
7 miliardi.
La spinta impressa all’economia dalla manovra, quindi,
si ridimensiona, e molto probabilmente ci sarà anche un effetto negativo sulla crescita,
anche se marginale. Ma è certamente meglio di dover fare una
manovra correttiva compresa
tra 15 e 40 miliardi, come chiedeva Bruxelles alla vigilia, tagli
e tasse che avrebbero avuto un
effetto depressivo «non sostenibile» dice il Tesoro.
In attesa di chiudere la partita con Bruxelles, Padoan sembra, intanto, aver già voltato pagina. Ieri, con un messaggio su
Twitter, il ministro ha preso
«l’impegno politico» di disinnescare gli aumenti dell’Iva,
che dovrebbero scattare nel
2016 per garantire la quadratura dei conti futuri.
L’incremento, progressivo,
dovrebbe essere molto consistente, 2 punti per l’aliquota del
10%, 2,5 punti per quella del 23.
Insieme al taglio delle detrazioni Irpef, altra misura prevista nella legge di Stabilità che si
cercherà di evitare, dovrebbe
portare 16 miliardi nel 2016, 24
miliardi nel 2017 e 28 l’anno
successivo. È un’ipoteca pesante sulla crescita del futuro, che
il governo avrà un intero anno
di tempo per cercare di evitare.
Al posto dell’aumento delle
tasse potrebbero essere decisi
altri tagli alla spesa pubblica,
ma anche in questo caso l’effetto negativo sul Pil non sarebbe
trascurabile.
Mario Sensini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Sabato 25 Ottobre 2014 Corriere della Sera
6
#
Primo piano Vertice europeo
«Non firmerò assegni»
Cameron si ribella alla Ue
e incassa il sì di Roma
In collera
Il premier
britannico
David Cameron
ieri durante
una conferenza
stampa
a Bruxelles (Ap)
Budget ricalcolato: Londra deve 2 miliardi, noi 340 milioni
❞
Su Renzi
Cito il
premier
italiano: ha
detto che
queste
cifre sono
un’arma
letale
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES «Non pensateci nep-
pure, che a dicembre io paghi
questo supplemento. Se qualcuno si illude che io lo faccia,
vedrà: non tireremo fuori il nostro libretto degli assegni». La
richiesta dell’Ue è bella tosta,
2,1 miliardi di euro in più di
contributo al bilancio della comunità, grazie al ricalcolo dei
vari Prodotti interni lordi che
oggi comprendono anche gli
incassi della droga, del gioco
d’azzardo e della prostituzione.
Ma lo scatto di rimbalzo esibito da un fiammeggiante David Cameron, lo è ancora di
più: il premier britannico chiede la convocazione di un Ecofin
straordinario (il vertice dei ministri delle Finanze della zona
euro, ndr), ha parole di apprezzamento per l’Italia che almeno
in apparenza condivide la stessa trincea dei tartassati (da versare all’Ue nel ricalcolo 340 milioni), ottiene l’appoggio dell’Olanda. «Cito la reazione del
premier italiano quando queste cifre sono state presentate:
ha detto che questo non è un
Italia
La Ue potrebbe
chiedere al
nostro Paese
versamenti
extra pari a
340 milioni in
base alla
revisione del Pil
Francia
Per Parigi
emergono
sconti dai nuovi
ricalcoli
europei: allo
Stato francese
ritornerebbero
1,02 miliardi
numero, ma un’arma letale»,
spiega Cameron (Renzi ha poi
smentito di aver parlato di «arma letale»). Insomma, ricorda
a Bruxelles che l’imperatore
Adriano non può più mettere
sull’attenti nessun britanno.
Così il vertice slitta in zuffa. E
quasi passa in seconda fila un
segnale importante per l’eurozona, la «riconciliazione» preannunciata da Angela Merkel
nei confronti del presidente
della Banca centrale europea:
«Stimo molto il lavoro di Mario
Draghi, ottimo per l’eurozona».
La «ribellione» di Cameron
non è comunque una novità
Germania
Buone notizie
anche per i
conti
di Berlino:
Bruxelles
rimborserà
alla Germania
779 milioni
esplosiva: si inserisce nell’eterna diatriba su chi contribuisce
di più o di meno al bilancio
dell’Ue, su chi gode di più dei
suoi fondi o più la aiuta a rifornirli. Cameron ricorda a tutti
che il suo Paese è un «net contributor», un contributore netto, cioè una nazione che dà all’Europa più di quanto riceva. E
i numeri gli danno ragione, ma
solo in parte. In Gran Bretagna
l’Ue spende infatti 6,5 miliardi
di euro, 105,12 euro per persona. Mentre la Gran Bretagna
contribuisce al bilancio Ue con
11,2 miliardi, quasi il doppio,
sbilancio del 42%. Ma poi scatta
Regno Unito
Salasso per
Londra. La Ue
chiede 2,125
miliardi
L’Olanda
dovrebbe
pagare 642
milioni
il noto meccanismo del «rebate», il rimborso versato dagli
Stati per risarcire la Gran Bretagna di quasi la metà dei contributi versati, in base a complessi accordi politici. Morale, Cameron non è la vittima sacrificale di Bruxelles. E altri pagano
quanto e più di lui. L’Italia, terzo contributore netto dell’Ue,
versa il 33% in più di quanto riceve: 9,5 i miliardi in arrivo
(157, 6 euro per abitante), e 14,3
quelli in partenza (235,8 euro
per abitante). La Francia, pure
nel mirino di Bruxelles, riceve
13,1 miliardi e ne versa 18. E se
anche Hollande dovesse rifiu-
tarsi di «tirar fuori il libretto
degli assegni», l’onda di terremoto si sentirebbe ovunque.
Poi ci sono gli altri, quelli in
attivo proprio perché deboli: la
Grecia riceve 6,5 miliardi e ricambia con 1,7 miliardi, attivo
netto del 271%; il Portogallo intasca 4,7 miliardi e ne versa 1,5,
attivo del 195%, e così via. È come se Cameron dicesse: «perché devo sussidiarli io?», intascando di nuovo il libretto degli assegni, ma non rifiutando
poi i rimborsi che l’Europa gli
accorda a piene mani.
Luigi Offeddu
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● Lo scenario
«Noi non dialoghiamo con i tweet»
Hollande si smarca da Renzi
e abbassa i toni con Bruxelles
di Stefano Montefiori
I
l commissario europeo
Jyrki Katainen ha inviato
la lettera a entrambi i
Paesi ma Italia e Francia
hanno reagito in modo
molto diverso. Se Matteo
Renzi l’ha subito resa
pubblica non nascondendo
l’irritazione, François
Hollande ha cercato di
sminuire la sua portata: si è
rifiutato di diffonderla
sostenendo che era «una
lettera molto banale, una
semplice richiesta di
informazioni». Non solo,
con una battuta il
presidente francese ha
sottolineato la differenza di
atteggiamento con il
premier italiano: «Con la
Commissione dialoghiamo
per telefono, non ancora
attraverso i tweet
(riferimento a Renzi, ndr), e
per via epistolare». Nel
pomeriggio di ieri poi,
quando il giornale online
Mediapart ha reso pubblica
la comunicazione di
Katainen alla Francia, si è
scoperto che i toni erano più
o meno gli stessi: «Vorrei
sapere come la Francia
prevede di conformarsi ai
suoi obblighi di politica
budgetaria nel 2015», chiede
Katainen. La risposta è che
Parigi non prevede affatto di
conformarsi, perché il
rapporto tra deficit pubblico
e Pil sarà ancora del 4,3 %
nel 2015, invece del 3 %
richiesto, e il suo deficit
strutturale ridotto dello 0,2
invece dello 0,8 per cento. E
questo nonostante i due
anni di proroga già ottenuti
nel 2013. Forse per questo il
governo di Parigi non ha
interesse ad alzare i toni. A
un presunto asse FranciaItalia, tante volte evocato in
questi mesi, Hollande
sembra preferire l’eterno
rapporto privilegiato con
Berlino, dove ha mandato in
missione i suoi ministri
Il rapporto
L’Eliseo sembra
preferire l’eterno
rapporto
privilegiato
con Berlino
Michel Sapin (Finanze) ed
Emmanuel Macron
(Economia) pochi giorni
prima del summit di
Bruxelles. E anche quanto al
ricalcolo dei fondi per il
budget europeo, Francia e
Italia si trovano su fronti
opposti: Hollande appoggia
Merkel (perché a Parigi
tornerebbero indietro dei
soldi), mentre Renzi sta con
il premier britannico
Cameron e dice no alla
richiesta di ulteriori
pagamenti.
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Corriere della Sera Sabato 25 Ottobre 2014
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Sabato 25 Ottobre 2014 Corriere della Sera
8
Primo piano La legge di Stabilità
I punti
della
manovra
Bonus bebè fino a 90 mila euro Meno Irap per le imprese
Per tutti i nati (o adottati) dal 1 gennaio
2015 al 31 dicembre 2017 arriva un
bonus da 960 euro l’anno, 80 al mese,
con limite a 90 mila euro di reddito
familiare. Il bonus passa da sgravio
fiscale a prestazione sociale
Tfr da marzo in busta paga
Le imprese che assumono nel 2015
godranno dell’azzeramento dei
contributi a loro carico per tre anni
(tetto a 8.060 euro). E la componente
lavoro diventerà deducibile
dall’imponibile Irap
La novità scatta da marzo 2015. Una
volta optato per il Tfr in busta ogni
mese, assoggettato a tassazione
ordinaria, la scelta è irrevocabile.
Esclusi i lavoratori pubblici, domestici e
del settore agricolo
Fondi pensione, più tasse
Sale dall’11 al 20% la tassazione sui
rendimenti di fondi pensione «dal
periodo d’imposta 2015». Sulla
rivalutazione dei fondi per il
trattamento di fine rapporto la
tassazione passa invece dall’11 al 17%
Tagli ai ministeri per 2 miliardi di euro
Dalla Difesa risparmi per 500 milioni
La lista delle riduzioni: dai 100 milioni per i non autosufficienti ai 150 milioni l’anno per i patronati
ROMA La legge di Stabilità 2015 è
arrivata ieri alla Camera, in
commissione Bilancio, ed è stata pubblicata sul sito del governo. Dalle tabelle riassuntive
emergono i costi delle misure e
le coperture trovate. Intanto
l’importo della manovra 2015 è
di 30,9 miliardi, poiché i 36 annunciati da Renzi comprendono interventi decisi nel 2014. Si
conferma che una parte di essa,
circa 11 miliardi, è finanziata in
deficit e che proprio da qui, dalle risorse appostate nel Fondo
per la riduzione della pressione
fiscale, sarà attinto quello che
dovrebbe servire a chiudere la
trattativa con Bruxelles.
900 dalla stretta sui giochi. Reverse charge e split payement,
portano 1,9 miliardi di maggior
gettito Iva, ma se non saranno
autorizzati dall’Ue, scatterà un
aumento del costo della benzina entro il 30 giugno prossimo.
I ministeri
Organi costituzionali
Da organi costituzionali
(Corte dei conti e Csm)
risparmi di 10 milioni
Una piccola parte delle risorse necessarie verrà dai tagli ai
ministeri. Considerando solo le
spese «interne», l’anno prossimo la spending peserà sulle
amministrazioni centrali un
miliardo e 17 milioni di euro,
che però arrivano a 2 considerando anche le sforbiciate ai
contributi vari che vengono veicolate dagli stessi ministeri. Il
sacrificio maggiore viene chiesto alla Difesa, che dovrà porta-
re in dote mezzo miliardo di risparmi, quasi tutti presi dalla
funzione «pianificazione e approvvigionamenti», in sostanza gli armamenti. Un effetto
della scelta di ridurre la spesa
per gli aerei F35, come da mozione approvata alla Camera. In
fondo non è una sorpresa: secondo le proposte presentate
dal commissario alla spending
review Carlo Cottarelli la Difesa
poteva risparmiare ancora di
più.
Gli altri tagli
Secondo una ricostruzione
dei numeri fatta dall’economista Tito Boeri sulla Voce.info, la
manovra presenterebbe maggiori spese per circa 20 miliardi
e tagli di tasse per circa 11,4, la
spending review si attesterebbe
a 15,4 miliardi, mentre le maggiori tasse varrebbero 9,4 miliardi. Numeri un po’ diversi da
quelli presentati dal premier
Matteo Renzi, non tanto per la
revisione della spesa, che fu ci-
Quelli dei ministeri non sono tagli lineari perché vengono
definite le riduzioni di spesa
per singolo programma. Ma a
scorrere le tabelle le sorprese
non mancano: non c’è solo il taglio da 100 milioni al fondo per
i non autosufficienti ma anche
il ministero dello Sviluppo perde 5 milioni per la lotta alla
contraffazione, quello dell’Interno che si vede tagliati 42 milioni per il contrasto al crimine,
quello dei Beni culturali che ne
perde 13 per la tutela del patrimonio artistico, quello degli
Esteri che cede 467 mila euro
alla voce promozione della pa-
Entrate fiscali
Attesi 2,2 miliardi di
maggiori entrate fiscali
per la tassazione della
quota del Tfr in busta
Lotta al crimine
Il ministero dell’Interno
dovrà fare a meno
di 42 milioni di euro per
il contrasto al crimine
frata in 15 miliardi, quanto per il
taglio delle tasse da 18 miliardi.
C’è da dire però che Renzi comprendeva il bonus di 80 euro,
che costa 9,5 miliardi nel 2015,
ed è stato trasformato in credito
d’imposta, tra i tagli delle tasse,
mentre contabilmente va considerato, come fa Boeri, una maggiore spesa.
ce e sicurezza internazionale.
Nel grande capitolo della spesa
non ministeriale dieci milioni
verranno risparmiati dagli organi a rilevanza costituzionale,
come la Corte dei conti o il
Csm. Altri 25 milioni arriveranno dal taglio dei contributi ad
organismi internazionali: 20
milioni in meno all’Onu, 150
mila all’Unesco, ma ci risparmieremo pure i 60 mila euro
che giravamo all’Istituto internazionale del freddo e i 7.500
per il comitato consultivo del
cotone, dai quali abbiamo deciso di uscire. Tagliato (di poco)
anche il cofinanziamento nazionale ai progetti realizzati
con i fondi europei: 50 milioni
su un fondo da 5 miliardi, l’1%. I
patronati perderanno 150 milioni l’anno. Altri 22 milioni
vengono dalla riduzione dei
trasferimenti a vari enti pubblici: 3 milioni in meno per l’Agea,
l’agenzia per i contributi in
agricoltura, che però ha sempre in mano un portafoglio da
100 milioni, 200 mila euro di taglio per la Consob, l’organismo
di controllo sulla Borsa. Taglietto, 100 mila euro su un contributo di quasi 3 milioni, anche per l’Anac, la nuova Autorità anticorruzione.
Antonella Baccaro
Lorenzo Salvia
Il bonus e le tasse
Due miliardi dal Tfr
Tra le altre misure, il taglio
dell’Irap costa 2,7 miliardi nel
2015, mentre la decontribuzione delle assunzioni a tempo indeterminato, circa 1,9 e il regime agevolato per gli autonomi
uno. Sul Tfr in busta-paga il
conteggio è più complesso, secondo l’ipotesi del Tesoro, la
misura, al netto dei 100 milioni
messi dallo Stato nel Fondo di
garanzia, si autofinanzierebbe.
A fronte di più di due miliardi
di minori entrate contributive
al Fondo Tfr dell’Inps, sono attesi 2,2 miliardi di maggiore entrate fiscali per la tassazione ordinaria della quota del Tfr che
finisce in busta-paga. Dall’aumento del prelievo sui Fondi
pensione arrivano 340 milioni,
altri 140 vengono dalla maggiore tassazione della rivalutazione del Tfr. Ben 920 milioni dall’aumento della ritenuta d’acconto sulle ristrutturazioni edilizie passata dal 4% all’8%, altri
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Corriere della Sera Sabato 25 Ottobre 2014
9
Primo piano Gli esami della Bce
Volano anche i grandi «sospettati»: rally del Montepaschi (+10%)
Corre Carige. Ma avranno bisogno di nuovi interventi sul capitale
Banche promosse, la Borsa ci crede
Le tappe
● Domenica
alle ore 12
saranno
pubblicati i
risultati degli
esami della
Banca centrale
europea
condotti sui
131 maggiori
istituti
dell’eurozona
● Il 4
novembre la
Banca centrale
europea
assumerà i
nuovi compiti
di vigilanza
sulle banche
dell’eurozona,
le banche
centrali dei
singoli Stati che
hanno adottato
la moneta
unica faranno
un passo
indietro su
questo fronte
● La
valutazione
complessiva
della Bce viene
realizzata su
due fronti. Da
un lato viene
effettuata,
con la
partecipazione
delle autorità
nazionali
competenti e
l’ausilio di
consulenti
indipendenti,
una revisione
approfondita
della qualità
degli attivi.
Dall’altro
viene
effettuato uno
stress test che
valuta la tenuta
dei bilanci agli
choc
economicofinanziari
La Borsa scommette sul superamento pressoché generalizzato delle banche italiane
negli stress test della Bce, i cui
risultati verranno svelati domani a mezzogiorno dopo essere
stati comunicati giovedì in via
riservata agli stessi istituti.
Quasi tutti i 15 gruppi italiani
avrebbero raggiunto i limiti di
capitale richiesti, mentre le
banche considerate più in difficoltà — come Montepaschi e
Carige — dovrebbero riuscire a
rafforzare ulteriormente il patrimonio senza ricorrere a nuovi aumenti di capitale ma grazie ad operazioni finanziarie
come prestiti obbligazionari o
cessioni di attività. Insomma
non emergerebbe un «caso Italia» tra le banche dell’Eurozona. Il mercato l’ha fiutato e così
ieri la banca presieduta da
Alessandro Profumo ha guadagnato oltre il 10% tornando sopra 1 euro, e l’istituto genovese
ha chiuso a +3,9%: forti recuperi dopo una settimana di cali e
di forte volatilità sui mercati.
Montepaschi e Banca Carige
dovrebbero essere tra la decina
di istituti che risulterebbe bocciata, sui 131 sottoposti ai test di
Francoforte in vista del passaggio alla vigilanza unica il prossimo 4 novembre. Ieri Bloomberg citava una bozza di documento della Bce dalla quale risulterebbe che 25 istituti
europei non hanno superato i
due esami, l’analisi sulla qualità degli attivi (asset quality review, o aqr) e la simulazione di
resistenza in uno scenario di
L’intervista
di Fabio Tamburini
Le banche a Piazza Affari
L’indice riassuntivo Ftse Italia degli istituti di credito
Ieri
+1,64%
a 14.570,58 punti
16.514
15.176
13.839
12.501
nov
dic
gen
feb
mar
apr
2013
mag
giu
lug
ago
set
ott
Ieri sui listini
Le principali variazioni
del settore
Monte dei Paschi
+10,68%
Credito Valtellinese
+5,56%
Banca Pop. dell’Etruria
+4,78%
Carige
+3,91%
Credito Emiliano
+3,15%
2014
Corriere della Sera
crisi intensa (stress test). Insieme con Mps e Carige (e forse
una terza banca veneta) ci sarebbe la irlandese Ptsb più altre
banche minori, per circa 15 miliardi di capitale mancante.
Proprio in vista del passaggio
alla Vigilanza unica, da metà
2013 gli istituti dell’Eurozona
hanno raccolto ben 203 miliardi di capitale. Tra le big, Deutsche Bank ha raccolto 8,5 miliardi, e per questo — secondo
Reuters — dovrebbe aver passato il test.
Gli esami della Bce presieduta da Mario Draghi si fermano
ai bilanci 2013. Francoforte poi
indicherà a parte il capitale aggiuntivo raccolto dalle banche
nel 2014. In più ci sarà un terzo
dato relativo alle altre operazioni avvenute nel 2014 —
mancata distribuzione di divi-
15
gli istituti di
credito italiani
sottoposti agli
stress test:
Carige, Mps,
Credito
Valtellinese,
Bper, Bpm,
Popolare
Sondrio,
Popolare
Vicenza, Banco
Popolare,
Credito
Emiliano, Iccrea
Holding, Intesa
Sanpaolo,
Mediobanca,
Unicredit, Ubi,
Veneto Banca
dendi, eliminazione di richieste aggiuntive di capitale, valutazioni dei rischi — che toccherà alle singole autorità nazionali, dunque anche alla
Banca d’Italia, valutare e indicare al mercato. Di conseguenza oltre che al numero finale
della Bce il mercato guarderà al
dato aggiornato che Palazzo
Koch fornirà alle ore 12,05. Sotto questo profilo, la situazione
degli italiani è meno grave di
un anno fa. E non è un caso: nel
2014 solo di aumenti di capitale
sono stati rastrellati oltre 10
miliardi (5 Mps, 1,5 Banco Popolare, 1 Popolare di Vicenza,
800 milioni Carige, 750 Bper,
490 Veneto Banca, 400 Creval,
350 Popolare di Sondrio).
Secondo indiscrezioni, il
Montepaschi potrebbe aver terminato l’esame Bce con un de-
ficit patrimoniale (shortfall) di
600-700 milioni. Per coprirlo
Siena ricorrerebbe all’emissione di bond cosiddetti «additional tier 1» (adottati nel 2014 già
da Unicredit e Santander), a riduzioni di attivi e ad assicurazioni sul credito. Un consiglio
sarebbe stato convocato per
domenica, anche se non ci sono conferme. La banca genovese guidata da Piero Luigi Montani avrebbe convocato a sua
volta due consigli, per la valutazione dei dati della Bce e per
l’approvazione della vendita
del ramo assicurativo al fondo
Usa Apollo, sembra per 300 milioni, come misura immediata.
Anche se qualcuno considera
inevitabile un ulteriore aumento di capitale.
Fabrizio Massaro
© RIPRODUZIONE RISERVATA
«Hanno scatenato la crisi
ma ora sono più solide»
David de Rothschild: dagli stress test nessuno sconvolgimento
«Non prevedo sconvolgimenti e non andrà così male
come qualcuno teme, anche se
qualche istituto soffrirà». La
previsione sui risultati delle verifiche europee che hanno esaminato la qualità dei bilanci
bancari è di David de Rothschild, presidente del gruppo, uno
dei pochi banchieri internazionali in un mondo di manager
bancari. «Sono controlli necessari», aggiunge, «perché servono banche solide che diano solidità al sistema e che contribuiscano allo sviluppo economico». Nato 72 anni fa a New York
ma cresciuto in Francia, sposato con un’italiana, è l’erede della dinastia fondata all’inizio
dell’Ottocento. In questi giorni
è a Milano, perché il gruppo
Rothschild lancia anche in Italia le attività nella gestione dei
grandi patrimoni. «L’entrata in
Italia, dove abbiamo una presenza consolidata nel mergers
and acquisitions, è un passo logico. Ci rivolgiamo a famiglie e
imprenditori che vogliono preservare la loro ricchezza e lo
facciamo grazie all’esperienza,
alla visione di lungo termine
MILANO
❞
Armonizzare la
fiscalità Ue?
Il sistema,
in fondo,
sopravvive
ugualmente
sui mercati e all’indipendenza».
Gli esami alle banche eviteranno una nuova crisi come
quella del 2008?
«In effetti quella crisi è arrivata dal sistema bancario. Gli
asset degli istituti di credito
erano cresciuti troppo e i rischi
erano troppo grandi e fuori
controllo. Oggi le banche sono
molto più capitalizzate e il rischio è decisamente inferiore,
ma non sono ammesse distrazioni».
Non ritiene che la loro attività e la fiscalità nei Paesi dell’Unione europea debbano essere armonizzate?
«Sì, naturalmente»
Verrà fatto?
«Non lo so. Il sistema, in fondo, sopravvive ugualmente».
Il presidente della Bce sta
facendo le scelte giuste?
«Sono, lo dico scherzando,
un fanatico sostenitore di Mario Draghi. Le sue decisioni
vanno nella direzione giusta.
Sta resistendo alle pressioni
della Germania e lo fa per il bene dell’Europa e del sistema
bancario».
La priorità assoluta al taglio del debito pubblico è un
errore?
«Tutto subito non funziona.
Troppa austerità fa male. Il rischio è creare più disoccupati e
più povertà, con effetti drammatici. La scommessa, per l’Italia e la Francia, è di avere e realizzare un piano di riforme decennale. Matteo Renzi e il premier francese, Manuel Valls,
sono sulla strada giusta. Stanno andando verso un socialismo moderno in cui non cambia molto chi è al governo. La
sostanza è che le scelte di fondo rimangano favorevoli al libero mercato. Ed è quanto basta. Sono preparati e determinati, vanno incoraggiati. Certo,
sulle riforme, la Germania ha
dieci anni di vantaggio».
Come può essere favorita la
ripresa economica?
«Per esempio lanciando
programmi d’investimento su
larga scala».
Con quali finanziamenti?
«Anche aumentando un po’
il debito».
Condivide la proposta di
utilizzare eurobond?
«L’idea è buona, ma l’argomento è complicato e in Europa manca l’accordo. Sul mercato, invece, c’è una liquidità
enorme, disponibile per progetti interessanti».
C’è da preoccuparsi per le
sbandate delle Borse?
«Fare previsioni è sempre
molto difficile e, quando si rileggono, sono spesso disattese. Ma oggi mancano alternative e gli investimenti rimarranno sull’azionario».
Perché è ottimista?
«Le società quotate stanno
molto meglio di tre, cinque anni fa e non ci sono segnali di
crisi strutturale dei mercati».
Perché avete nominato Paolo Scaroni, l’ex amministratore delegato Eni, in Rothschild group?
«Sono stato diversi anni con
lui nel board della banca olandese Abn Amro. E’ molto professionale, brillante, sofisticato, con un network di relazioni
internazionali nell’energia che
pochi hanno. Porterà un contributo importante alle nostre
attività internazionali».
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● La parola/1
STRESS TEST
Domani, domenica 26
ottobre, alle 12, saranno
pubblicati i risultati degli
esami della Banca centrale
europea sui 131 maggiori
istituti dell’eurozona in
vista dell’assunzione, da
parte della Bce, dei nuovi
compiti di vigilanza a
partire dal 4 novembre. Gli
istituti italiani sotto esame
sono 15. La valutazione
complessiva della Bce
riguarda da una parte la
qualità degli attivi, dall’altra
la tenuta dei bilanci a
eventuali shock economico
finanziari. È proprio a
questo proposito che si
parla di stress test. La Bce fa
le proprie valutazioni in
riferimento a uno scenario
di base e a uno
particolarmente avverso.
● La parola/2
SHORTFALL
Lo shortfall è il deficit di
patrimonio che una banca
potrebbe registrare al
termine degli stress test
della Banca centrale
europea. Secondo le regole
fissate per l’esame, il
patrimonio di vigilanza
(cosiddetto common equity
tier 1 ratio, o Cet1) deve
essere almeno pari all’8%
nella valutazione degli
attivi di bilancio (sulla base
del rischi). Per quanto
riguarda lo stress test, nello
scenario-base il Cet1 deve
essere almeno pari all’8%;
nello scenario peggiore
deve essere almeno pari al
5,5%. Se il livello è inferiore,
si verifica un ammanco o
un’esigenza di capitale,
appunto «capital shortfall»
● La parola/3
AQR
Acronimo che sta per asset
quality review. Tradotto:
revisione della qualità degli
attivi, riferito agli attivi
degli istituti di credito. La
Bce chiede che nell’Aqr il
Common Equity Tier 1 ratio
(Cet1 ratio) – espresso dal
capitale ordinario versato,
inclusi utili portati a nuovo
e riserve, rispetto alle
attività ponderate per il
rischio – risulti superiore o
uguale all’8%. Delle 131
banche sottoposte alla
valutazione 15 sono
italiane: Carige, Credito
Valtellinese, Bper, Bpm,
Popolare Sondrio, Popolare
Vicenza, Banco Popolare,
Credito Emiliano, Iccrea
Holding, Intesa Sanpaolo,
Mediobanca, Unicredit,
Ubi, Veneto Banca, Mps.
Sabato 25 Ottobre 2014 Corriere della Sera
10
Politica
Dietro
le quinte
La simulazione
Come sarebbero assegnati i seggi
alla Camera se si votasse oggi
Le nozze gay
fanno esplodere
«Spazio azzurro»
Alla «tedesca» o in
qualsiasi altra versione le
nozze gay non piacciono a
una parte del popolo
azzurro, che ha già dovuto
digerire Vladimir Luxuria a
cena ad Arcore. Il giorno
dopo l’apertura di
Berlusconi (che ancor ieri
ribadiva: «In Germania ci
sono, perché da noi no?»)
la bacheca online «Spazio
azzurro», termometro web
forzista, è stata presa
d’assalto. C’è chi minaccia
di non votare più FI, chi si
dice «deluso dalla svolta del
partito», chi è «addolorato
per l’apertura del mio
presidente ai gay». Molti se
la prendono con la
compagna Francesca
Pascale, individuata come
la «vera responsabile» di
questo cambio di rotta.
(M. Io.)
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E a Palermo
Grillo riparte
da Di Maio
Dopo
Milano,
dopo Roma,
stavolta è il
turno di
Palermo.
Domani, per
lo Sfiducia
Day al governatore siciliano
Rosario Crocetta, Luigi Di
Maio (nella foto) salirà sul
palco prima di Beppe Grillo
e passerà la parola al leader
Cinque Stelle, tirandogli la
volata. Uno schema che si
ripete inesorabilmente e
che comincia a suonare
come una investitura nelle
gerarchie dei pentastellati.
Prima del capo del M5S e
del vicepresidente della
Camera interverranno
anche alcuni fedelissimi,
come Nicola Morra, Paola
Taverna e Alessandro Di
Battista.
(Emanuele Buzzi)
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Nuove bandiere
davanti al Cnel
prima di chiudere
Il disegno di legge di
Stabilità congela il Cnel, il
Consiglio nazionale
dell’Economia che il
governo vuole chiudere. Dal
primo gennaio, presidente
e consiglieri non saranno
più pagati e non avranno
neanche i soldi per
assegnare incarichi esterni.
Una sorta di scioglimento
anticipato. Proprio mentre
il governo trasmetteva alla
Camera il testo del ddl di
Stabilità, il Cnel teneva la
sua assemblea generale. Il
consigliere Armando
Zingales ha fatto mettere a
verbale la richiesta di
cambiare le bandiere
esposte davanti alla sede:
«Ne servono di pulite e
sane, quelle che abbiamo
adesso sono strappate».
Almeno l’onore delle armi.
(Lorenzo Salvia)
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Simulazione elaborata sui sondaggi sulle
intenzioni di voto, considerando 630 seggi
(con quelli esteri acquisiti nei nazionali).
Si suppone che non ci siano coalizioni.
I partiti, anche se alleati, si presentano
in una sola lista
SCENARIO 1
Tutte le liste corrono da sole
maggioranza=316
4%
Sbarramento
121
60
296
630
seggi
153
PD
M5S
FI
LEGA
NCD
Fratelli
SEL
UDC
RIF
Altri
39,4
20,4
16,1
8,0
3,7
3,5
3,2
1,5
1,0
3,2
SCENARIO 2
Ncd e Udc formano un’unica lista
maggioranza=316
4%
35 114
57
280
630
seggi
Sbarramento
144
Sondaggi condotti da Ipsos PA nelle ultime tre settimane (dal 6 al 23 ottobre 2014) per un totale di 5.087 interviste
Il sistema
● Se si votasse
prima del via
libera alla
nuova legge
elettorale,
il sistema
sarebbe
il Consultellum
39,4
20,4
16,1
8,0
4,9
3,5
3,2
1,0
3,5
Corriere della Sera
Se si votasse ora solo larghe intese
Il Consultellum applicato alla Camera con i sondaggi attuali: inevitabile l’asse FI-Pd
Lo scenario non cambierebbe neppure nell’ipotesi che Ncd passasse la soglia del 4%
Sarebbero comunque
larghe intese, anche se si tornasse a votare oggi. Perché dalle urne il vincitore uscirebbe
azzoppato, senza maggioranza.
E pur sfiorando il 40%, al Pd,
primo partito, servirebbe comunque la stampella di Forza
Italia (vista la ritrosia degli altri
MILANO
● È un
proporzionale
con
sbarramento
al 4% per chi
corre da solo e
senza premio
di maggioranza
PD
M5S
FI
LEGA
Ncd+Udc
Fratelli
SEL
RIF
Altri
partiti di opposizione a dialogare con Renzi) per la fiducia.
Coalizione ancor più grossa
dell’attuale: l’appoggio di Ncd
non basterebbe. Per governare
da solo il Pd dovrebbe puntare
alto, ben oltre il risultato delle
Europee, al 45%.
È l’effetto del sistema eletto-
rale in vigore, il Consultellum,
un proporzionale senza premio di maggioranza, con sbarramento al 4% per i partiti che
corrono da soli. Secondo la simulazione elaborata da Ipsos e
da Paolo Natale, professore alla
Statale di Milano, su come sarebbero assegnati i seggi con il
Consultellum sulla base delle
intenzioni di voto rilevate nelle
ultime settimane — che prende in considerazione solo la
Camera —, il Pd di Renzi con il
39,4% si attesterebbe a 296 seggi. Addirittura uno in meno
della «non vittoria» di Bersani,
che però alle Politiche 2013 si
fermò ben 14 punti giù (25,4%).
E ben 20 in meno rispetto alla
maggioranza in Aula, a 316 seggi. Solo altre tre liste supererebbero lo sbarramento: 5 Stelle, Forza Italia, Lega. E via alle
larghe intese.
Per varcare la soglia di Montecitorio infatti, stando ai sondaggi, Ncd dovrebbe allearsi
con l’Udc: la lista di Alfano e
Casini otterrebbe 35 seggi con
il 4,9% (un po’ meno della somma delle due liste da sole, calo
fisiologico). Seggi «sottratti»
agli altri (come da grafico in
pagina): il Pd si ritroverebbe a
quota 280. Ma anche in questo
scenario non basterebbe l’alleanza con Ncd: i dem dovrebbero bussare in casa azzurra. Per
governare da soli, nella seconda simulazione, dovrebbero
puntare alla metà dei voti (il
49,8%). Per farlo con Alfano e i
centristi «basterebbe» il 39,8%.
Ma c’è un terzo scenario disegnato da Ipsos. Che le forze
di sinistra mettano da parte le
divisioni e si alleino: Sel, Rifondazione, i sostenitori di Tsipras, Verdi. Insieme otterrebbero il 4,2%, oltre la tagliola
dello sbarramento, per 29 seggi. Non basterebbero comunque al Pd (così a 267 seggi, perché la sinistra rosicchierebbe
posti agli altri) come eventuali
alleati. Per governare senza
Forza Italia, servendosi o al forno di Ncd-Udc o a quello della
sinistra, i democratici dovrebbero ottenere almeno il 44 per
cento. E dovrebbero puntare al
49%, in questo scenario, per governare da soli: un risultato ben
al di là anche delle più rosee
aspettative di vocazione maggioritaria.
Renato Benedetto
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Il progetto
La sfida di Salvini:
entro l’autunno
la Lega per il Sud
La Lega Nord va alla conquista
del Mezzogiorno con la «Lega
dei popoli»: un partito
gemello che raccoglierà
malumore e voti di «tanta
brava gente» del Sud, spiega
Matteo Salvini. Avrà un
proprio organigramma e
statuto, ma in comune con il
Carroccio il nome di Salvini
nel simbolo. «Partiamo entro
l’autunno. Senza fretta perché
vogliamo fare le cose per
bene», annuncia il segretario.
Corriere della Sera Sabato 25 Ottobre 2014
POLITICA
Il premier alla Leopolda attacca la Cgil:
non ci bloccano, quel tempo è finito
Lo scontro sulla manifestazione di oggi. «Nel 2011 capii che questo Paese era scalabile»
A Firenze
DAL NOSTRO INVIATO
A Roma
Gli altri
La minoranza
Sfileranno oggi
nella Capitale,
al corteo della
Cgil, alcuni
esponenti della
minoranza pd
critici sul Jobs
act: Cuperlo,
Civati, Bindi
(dall’alto),
Damiano,
Fassina. Andrà
l’ex leader del
sindacato
Epifani, che
non esclude di
passare anche
da Firenze
La terza via
Alcuni dem non
andranno né
alla Leopolda
né al corteo
Cgil. Tra questi
(nelle foto,
dall’alto), l’ex
segretario
Bersani; il
capogruppo
alla Camera,
Speranza, che
andrà a Matera,
capitale
europea della
cultura 2019; e
Orfini, che sarà
a Pechino
FIRENZE Si sono inventati perfi-
La squadra
Oltre a Boschi,
tra gli
organizzatori,
alla Leopolda
parteciperanno
Franceschini,
Orlando e
Moretti (foto,
dall’alto). Altri
membri della
squadra di
governo a
Firenze: Madia,
Poletti, Pinotti.
Ci saranno
deputati e
senatori
renziani
no la parete antigufi. Una serie
di poster dedicati alle previsioni clamorosamente smentite dalla storia: da quello sui
Beatles («Non ci piace il loro
sound e la musica con le chitarre è in declino» parole della
Decca Recording Company
quando nel 1962 rifiutò di
metterli sotto contratto) a
quello del direttore di giornale
che licenziò Walt Disney
(«Manca d’immaginazione e
non ha idee originali»). Storia
di incompresi, che hanno poi
fatto la storia. E naturalmente
ogni riferimento alla cosiddetta «rivoluzione» renziana è assolutamente voluto.
La Leopolda numero 5, che
si è aperta ieri sera nella ottocentesca ex stazione ferroviaria nella sua prima versione di
governo (o di potere, come insinuano le solite malelingue),
prima che «un’incubatrice di
idee» o una sfilata di vip, vuole
essere una risposta, e forte, alla piazza della Cgil che sfilerà
oggi a Roma contro il Jobs Act.
Matteo Renzi, sbarcato ieri sera a Firenze direttamente da
Bruxelles, ha affrontato di petto la questione con toni volutamente duri: «La piazza della
Cgil si caratterizza come protesta sindacale, ma anche politica contro di me e contro il mio
governo». Chiaro lo schema
messo in campo dal premiersegretario: loro e noi, due realtà distanti e diverse. «La Leopolda — ha proseguito — è
un’altra cosa: qui non si protesta, ma si propone».
Le parole di Vendola, che si
è augurato che la piazza romana sia l’antipasto di uno sciopero generale, sono la conferma — agli occhi del premier
— della deriva sempre più politica che ha assunto la manifestazione di piazza San Giovanni. E allora, pur esprimendo
«grande rispetto per la Camusso e la Cgil», il capo del
governo ha affondato il colpo:
«È finito il tempo in cui una
manifestazione blocca il go-
verno e il Paese. Così come
ascoltiamo il milione di persone che saranno in piazza, così
ascoltiamo anche i 60 milioni
di italiani che non ci saranno».
È una Leopolda così, forse
diversa da quella che sognava
Renzi. Rottamato il rottamabile, ora il problema è portare il
Paese fuori dalla secche. Lui fa
5
mila sono le
iscrizioni online
per la quinta
edizione della
Leopolda
Il sindacalista amico del leader
Il capo della Fiom di Firenze: io partecipo
ma non gli mando prima il mio discorso
Chi è
● Il segretario
della Fiom di
Firenze,
Daniele Calosi,
45 anni, ha
chiesto di
intervenire alla
Leopolda 5. Ma
in realtà, non sa
ancora se potrà
salire sul palco:
da
regolamento,
occorre
presentare in
anticipo il
proprio
intervento.
Cosa che Calosi
non ha fatto. E
non farà.
«Alla Leopolda andrò. Non so se per parlare dal
palco o per ascoltare». Daniele Calosi, 45 anni, è
il segretario della Fiom di Firenze. Non sa se
domenica parlerà al parterre del renzismo (oggi
è alla manifestazione gil di Roma), perché il
regolamento prevede che per ogni intervento (4
minuti) sia necessario consegnare in anticipo il
testo. Un po’ lontano dalle tradizioni della
sinistra: «Sì, un po’ anomalo. E infatti io non
presenterò nessun testo». Resta il fatto che la
presenza del segretario della Fiom, il sindacato
più severo con il governo, non sarebbe scontata.
Anche se Calosi conosce Renzi da tanto tempo e
in città ha organizzato iniziative a cui l’allora
sindaco ha dato un sostegno non banale,
concedendo location prestigiose. Calosi non ha
apprezzato il fatto che «qualcuno» (la ministro
Boschi) ha detto che alla Leopolda si ritroverà
«un’altra Italia» rispetto alla Cgil: «Con noi c’è
un pezzo di Paese vero, almeno altrettanto vero
di quello che si troverà alla Leopolda. Io credo,
spero, sia possibile farli dialogare. Arrivare a
sintesi. Per questo ho chiesto di intervenire alla
Leopolda». Eppure, il Jobs act e anche la legge
di Stabilità sembrano lontani da quanto dice la
Fiom (e la Cgil): «Non c’è dubbio. Ma credo che
la Leopolda sia un luogo di discussione
democratica. E dunque, ha senso esserci».
Marco Cremonesi
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professione di fede: «Eravamo
un’allegra brigata di sognatori,
ora siamo qui e non molliamo…». Volare alto è l’imperativo. Basta un’occhiata al palcoscenico in stile vintage —
con tavoli da falegname, vecchie bici, tv anni 60, voliera e
palloni — la cui ispirazione
non è uno scantinato qualsia-
Arrivi
La registrazione
degli iscritti
alla Leopolda
(Ansa)
11
si, ma il mitico garage di Steve
Jobs e della sua Apple. Dal palco Renzi carica i suoi, anche se
il pensiero resta fisso sulla
Cgil: «Già nel 2010 c’era l’usanza, quando noi facevamo la Leopolda, di fare un evento di
controprogrammazione. Quest’anno che siamo al vertice
del Pd pensavamo non ci fosse
nulla: e invece ecco la Cgil, che
ringraziamo…». Quindi un
pensiero per l’amico Civati,
con il quale tutto ebbe inizio
sotto queste volte: «Pippo, la
Leopolda è comunque anche
casa tua».
Per la verità, di tracce di Pd,
nell’ex ferrovia, non se ne vede
una neanche per sbaglio. «La
verità — obietta Renzi — è che
la nostra gente crede nella politica in modo diverso rispetto
al passato». Sarà. L’unico collegamento con la tradizione
del partito è la passione dei
500 volontari che tanto ricorda
le mitiche «rezdore» delle Feste dell’Unità. Renzi ripercorre
le 4 passate edizioni: «Quella
del 2011 mi ha fatto capire che
questo Paese era scalabile.
Quella del 2012, perse le primarie, è stata una palata in faccia, ma salutare». Quindi un
passaggio sul patto del Nazareno: «Lo difendo in tutte le
salse: se avete dei dubbi sulla
sua bontà, ricordate che Minzolini, Razzi e Scilipoti non
l’hanno votato…».
Oggi sarà la giornata dei 100
tavoli. Renzi gigioneggia: «Un
tempo venivo qui in bici, ora
un po’ pomposamente dal vertice di Bruxelles: qualcosa la
Leopolda ha davvero cambiato…».
Francesco Alberti
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12
Sabato 25 Ottobre 2014 Corriere della Sera
Corriere della Sera Sabato 25 Ottobre 2014
● La Nota
di Massimo Franco
LA DEBOLEZZA
DELL’EUROPA
AIUTA A TROVARE
UNA VIA D’USCITA
Settegiorni
di Francesco Verderami
POLITICA
Il compromesso, forse, sta prendendo
forma. E quando nelle prossime ore il ministro
dell’Economia, Pier Carlo Padoan, spiegherà
per iscritto all’Europa come pensa di
correggere la legge di Stabilità, il problema
potrebbe essere già quasi risolto. Per quanto
azzardata, la «strategia della voce grossa» di
Matteo Renzi sembra aver funzionato al
Consiglio Ue. Il risultato non c’è ancora ma il
presidente del Consiglio può tornare in Italia
con l’aria del vincitore. Gli avvertimenti della
Commissione sull’eccesso di spese rimangono;
bilanciati, però, dalla volontà di trovare una via
di mezzo tra la correzione dello 0,5 per cento
chiesto da Bruxelles e lo 0,1 di Palazzo Chigi.
Si parla di un salomonico 0,3, frutto di una
trattativa ruvida. Le nazioni nordeuropee
continuano a dichiarare che ogni Paese deve
rispettare i vincoli imposti dai trattati. Il
comandamento, però, è stato indebolito dal
«no» esplicito della Francia e da un mezzo
arretramento del fronte dell’austerità: almeno
nell’immediato. La parola d’ordine della ripresa
e della crescita, abbinata a 300 miliardi di euro
di investimenti, ha reso lo sfondo diverso dal
passato. Le concessioni che il governo starebbe
per ottenere sono legate alla realizzazione delle
riforme promesse.
Padoan pensa probabilmente a questo,
quando spera che in Parlamento la legge di
Stabilità sia migliorata ma «non ci sia uno
stravolgimento». D’altronde, quando ieri gli è
stato chiesto se esiste una questione Italia in
Europa, il premier ha risposto che «c’è anche
una questione Europa in Italia». E il presidente
della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha
offerto di nuovo una sponda a Palazzo Chigi,
sostenendo che «è grave ci si accapigli tutti
quanti — competenti, meno competenti e per
nulla competenti — sullo 0,1 per cento».
È stato un invito a riprendere in mano le
La voce grossa
La strategia della voce grossa
e l’appoggio del Quirinale aprono
una breccia nel partito dell’austerità
guidato dalla Germania
ragioni dell’integrazione europea, senza
sacrificarle sull’altare dei soli numeri. Il
tentativo, pare riuscito, è di spostare la
discussione dalle questioni tecniche a quelle
politiche, perché «le risorse per trovare la
soluzione sono ampiamente a portata di
mano», ha ribadito Renzi. È in nome di questo
primato politico che sono potuti passare in
secondo piano il pasticcio del mancato «via
libera» della Ragioneria generale dello Stato
alla legge di Stabilità; e una certa confusione.
Se il risultato sarà quello annunciato ieri, la
stessa accusa a Napolitano di avere firmato un
testo impresentabile, rivoltagli da FI, va
ridimensionata. E la reazione di giovedì del
presidente del Consiglio alla lettera della
Commissione, apparsa scomposta ed eccessiva,
riletta su questo sfondo. «La decisione sarà
presa la settimana prossima», insiste il
presidente della Commissione uscente José
Manuel Barroso: come se nulla fosse ancora
deciso sull’Italia. «Non si viene qui a prendere
lezioni o reprimende», avverte Renzi. Forse, la
trattativa non è ancora chiusa.
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II nuovo patto del Nazareno
che fa arrabbiare Verdini
In una lettera il senatore indica la data di scadenza del suo incarico
La vicenda
● L’Italicum
approvato
alla Camera
prevede
un premio
di maggioranza
(fino a 340
seggi) per
la prima lista o
la prima
coalizione
● Renzi
ha proposto
modifiche
all’Italicum:
eliminate
le coalizioni,
premio al
singolo partito,
al primo o al
secondo turno
SEGUE DALLA PRIMA
Era già accaduto che «l’uomo dei numeri» del Cavaliere
fosse stato sul punto di mollare, ma dopo averlo minacciato
era sempre tornato sui propri
passi, cedendo agli appelli di
Berlusconi. Stavolta però Verdini è andato oltre, perché non
solo l’ha detto a voce al capo di
Forza Italia, l’ha anche scritto
in una lettera dove ha aggiunto
la data di scadenza dell’incarico, così da dare tempo di organizzare l’avvicendamento. Da
più di una settimana l’ex premier mostra la missiva e ne
parla con apparente preoccupazione.
Chissà se anche stavolta riuscirà a comporre lo strappo. Il
fatto è che Verdini è stanco di
fare il cireneo: lui che era stato
additato in Forza Italia come
«la tessera numero due del Pd»
per la sua «eccessiva vicinanza» a Renzi, non accetta di essere usato nel rapporto con il
premier e di vedersi poi delegittimato. Problemi di linea
politica si intrecciano a questioni di credibilità personale,
visto che agli occhi dei parlamentari forzisti ormai vale più
un selfie della corte di Berlusconi che la parola di un dirigente incaricato di gestire la
trattativa con Palazzo Chigi.
«Speriamo che Silvio si svegli», ha sospirato Verdini, commentando la decisione. Le
oscillazioni del Cavaliere a suo
Il piano per ricandidarsi
Berlusconi e i servizi sociali:
possibile scadenza anticipata
«La scadenza del mio affidamento ai compiti
di servizio sociale dovrebbe essere anticipata
al 15 febbraio. Questo potrebbe avvenire per
il modo con cui ho accettato e condotto
questo servizio»: Silvio Berlusconi annuncia
così in collegamento con «la Telefonata» su
Canale 5 il possibile sconto sulla pena. L’ex
premier (nella foto, in una delle sessioni di
servizi sociali a Cesano Boscone) lancia un
messaggio ad alleati e avversari: «Appena la
sciagurata sentenza sui diritti Mediaset verrà
cancellata dalla Corte europea, sono
assolutamente sicuro che mi ricandiderò».
Intanto Mariarosaria Rossi, tesoriere di Forza
Italia, sta studiando un piano di risanamento
che prevede tagli e spazio al fundraising.
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modo di vedere mettono a repentaglio il futuro del partito.
L’approccio su temi sensibili
quali le unioni civili e lo ius soli
aprono una faglia con la Lega,
dove rischiano peraltro di finire inghiottiti voti forzisti. E
l’opzione del premio di maggioranza da assegnare a una lista e non a una coalizione per
la futura legge elettorale «sarebbe per noi esiziale».
Ma Berlusconi non sembra
dargli retta. La proposta di
Renzi, «con i dovuti accorgimenti su soglie di sbarramento
e blocco delle preferenze», sa-
365
i voti con
cui l’Italicum a
marzo è stato
approvato alla
Camera. Anche
FI ha detto sì.
I no sono stati
156, 40
gli astenuti
13
rebbe secondo Berlusconi «utile al sistema»: «Meglio che governi un solo partito. L’ho sempre sostenuto. Se penso a quello che ho dovuto sopportare
con Fini, Casini e Bossi quando
ero a Palazzo Chigi...». Per certi
versi è l’eterno alibi con cui il
Cavaliere ha coperto le inadempienze del suo contratto
con gli italiani: «Non mi hanno
lasciato lavorare».
Una tesi che può reggere sulla riforma della giustizia e su
quella del fisco, sulla riforma
della burocrazia e su quella
dello Stato, ma che cade quan-
do si parla del partito unico di
centrodestra. Perché fu Berlusconi a promettere di voler «lasciare in eredità agli italiani la
più grande forza moderata della storia». Ma fu lui che dopo
esser salito sul predellino decise di scenderci e di tornare a
Forza Italia. E oggi è consapevole che lo scontro con Renzi è
impari: per numeri, per uomini, per struttura di partito e soprattutto per il fattore tempo,
che non gioca a suo vantaggio.
Così il Cavaliere sembra applicare la massima secondo la
quale se non si può battere un
nemico ci si allea. Il problema è
se, alleandosi con il nemico, si
perdono gli alleati: cioè il partito, attraversato da forti tensioni
interne che vengono monitorate anche da Renzi, a cui stanno
bene gli attuali equilibri di sistema, e che è preoccupato
quindi dal rischio di una disgregazione di Forza Italia. In
questo contesto è maturato il
distacco tra Berlusconi e Verdini, che ha prodotto una novità.
Nel gruppo dirigente del
partito è infatti cresciuta l’impressione che si sia saldato un
sodalizio tra lo stesso Verdini e
Gianni Letta, che insieme gestiscono le trattative con Palazzo Chigi. Per quanto diversi per
carattere e per approccio, hanno in comune la conoscenza
della sintassi politica, laddove
alla corte del Cavaliere (quasi)
tutti sono digiuni di grammatica. Ma tant’è. E «Denis» non accetta più di assistere ad errori
persino di ortografia.
Non è chiaro quali siano le
motivazioni che hanno indotto
Berlusconi alle ultime svolte. In
Forza Italia esistono due scuole
di pensiero. C’è la tesi politica,
secondo cui il leader si ritrova
senza più bandiere: perso il
vessillo delle riforme economiche per mano di Renzi, senza
più lo stendardo dei temi etici
che vuole intestarsi Ncd, lasciato per forza di cose il ruolo di
forza anti-europeista alla Lega,
l’immagine «liberal» servirebbe al Cavaliere per accreditarsi
presso una parte di opinione
pubblica che pure non lo vota.
Ma con cui magari spera di avvicinarsi per allearsi con Renzi.
C’è poi un’altra tesi, quella di
chi dice che se Sky entrasse sul
mercato italiano delle tv generaliste per Berlusconi sarebbe
un problema.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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14
Sabato 25 Ottobre 2014 Corriere della Sera
Corriere della Sera Sabato 25 Ottobre 2014
15
#
Esteri
Ebola, New York sfida la paura
E Obama abbraccia l’infermiera
Diplomazie
di Davide Frattini
Israele, l’omaggio
di un leader-falco
alle tombe arabe
Primo caso nella metropoli Usa. Quarantena per tutti gli operatori di ritorno dall’Africa
Altri casi
R
euven Rivlin è stato
eletto presidente
dopo il carismatico
Shimon Peres, i capelli
argento pacifisti che tutti
riconoscono in Europa. In
contrapposizione con il
Nobel per la pace, Rivlin
(irrobustito e irrigidito
nella destra israeliana)
non crede alla soluzione
dei due Stati – i palestinesi
non otterranno
l’indipendenza da Israele –
eppure continua a cercare
soluzioni per quella che
ormai considera una
società «malata». Ha
girato un video muto che
commuove più di mille
parole contro la
violenza/bullismo a
scuola assieme a un
bambino arabo, ha
ripetuto gli appelli contro
il razzismo più di qualsiasi
slogan nazionalista.
Vuole provare a mettere
insieme i cocci di un Paese
e di una Storia fratturati,
«tikkun olam» è
l’espressione in ebraico.
Uno dei vasi frantumati nel
passato che il neopresidente vuole
ricomporre è la memoria
del massacro a Kfar
Kassem, villaggio arabo
dove nel 1956, primo
giorno della guerra del
Sinai, la polizia di frontiera
israeliana (fa parte
dell’esercito) uccise 47
persone, tra loro 9 donne e
17 bambini, non avevano
rispettato il coprifuoco.
Domani una cerimonia
commemora la strage e
Rivlin ha voluto esserci. Il
Likud, il suo partito, lo ha
attaccato. Non ha cambiato
idea, ha voluto esserci,
l’aveva promesso prima di
ricevere l’incarico. Perché
– gli riconosce Haaretz, da
sempre quotidiano della
sinistra israeliana – sta
cercando di essere il
presidente di tutti. Anche
degli arabi israeliani, di
quelli che vogliono essere
chiamati palestinesi e
hanno la cittadinanza
(come minoranza) dello
Stato ebraico. Sono loro ad
aspettarsi che a Kfar
Kassem nel discorso Rivlin
dica «abbiamo sbagliato,
chiediamo scusa». La
diplomazia israeliana —
proclama un detto
confermato negli ultimi 35
anni — è fatta da politici
di destra che firmano gli
accordi di pace. Anche la
pace con se stessi, quella
che riconosce gli errori
commessi, non solo i torti
subiti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
● Prima di
Craig Spencer
(foto), sono 8 le
persone
risultate
positive al virus
Ebola negli Usa
da agosto.
Primo caso, il
liberiano
Thomas
Duncan, morto
l’8 ottobre a
Dallas. Quattro
giorni dopo è
risultata infetta
un’infermiera
che lo aveva
curato, Nina
Pham. Ieri la
donna è stata
dimessa
perché
«guarita».
Anche l’altra
infermiera del
paziente zero,
Amber Vinson,
contagiata, da
ieri risulta
negativa
● Ashoka
Mukpo,
cameraman di
Nbc news in
Liberia, guarito
il 21 ottobre.
Un americano
(anonimo),
contagiato in
Sierra Leone e
dimesso il 19
ottobre.
In precedenza
altri 3
americani
contagiati in
Liberia e curati
negli Usa sono
guariti: la
volontaria
Nancy Writebol
e i medici Kent
Brantly e Rick
Sacra
medico nelle ore precedenti
l’insorgere della febbre infettiva sono stati ispezionati. Il Gutter club di Williamsburg, a
Brooklyn, dove è andato a giocare a bowling è stato disinfettato e riaperto al pubblico. Nessun problema per metrò e taxi.
Cessato allarme sull’High Line,
la passeggiata sopraelevata dove era andato a prendere una
boccata d’aria e, forse, a mangiare un gelato. Chiuso, invece,
«Meatball Shop», il ristorante
del West Village dove ha mangiato prima del ricovero.
Le autorità sanitarie sono
convinte di poter evitare il contagio: Spencer è stato ricoverato ai primi sintomi — nausea e
febbre — e il personale del Bellevue, l’ospedale di riferimento
per le malattie contagiose, non
dovrebbe ripetere gli errori
commessi a Dallas, anche perché ha appena effettuato nuovi
DAL NOSTRO INVIATO
NEW YORK A Washington Barack Obama riceve alla Casa
Bianca e abbraccia con insolito
calore Nina Pham, l’infermiera
di Dallas che si è ammalata di
Ebola e che è stata appena dichiarata libera dal virus a
Bethesda: l’ospedale alle porte
della Capitale che l’ha curata.
Ma per un’emergenza rientrata, ecco un nuovo allarme con
la terribile patologia che colpisce per la prima volta New
York: Craig Spencer, un medico
33 enne volontario di Medici
senza Frontiere, tornato pochi
giorni fa dall’Africa dove ha curato malati di Ebola, è stato ricoverato al Bellevue Hospital di
Manhattan.
Proprio quando negli Usa la
crisi sanitaria sembrava andare
verso una soluzione — nessun
nuovo caso da parecchi giorni,
tutte le persone a contatto col
primo malato, il liberiano Thomas Duncan morto alcune settimane fa a Dallas, dichiarate
fuori pericolo, come anche le
due infermiere contagiate — il
nuovo caso alimenta un nuovo
allarme. Terrore a «Gotham city»? Il titolo è suggestivo, ma la
situazione oggi sembra diversa
rispetto allo smarrimento di
qualche settimana fa. Dopo le
incertezze e gli errori iniziali, la
macchina della prevenzione e
delle cure ora sembra funzionare e Obama ha qualche motivo per mostrarsi sollevato.
Certo, è ancora tutto aleatorio: dopo la conferma del caso
di Ebola a New York, la Borsa
ha avuto un sussulto attribuito
al timore degli operatori del
diffondersi del contagio. E i governatori del New Jersey e di
New York, Chris Christie e Andrew Cuomo, hanno deciso
unilateralmente di mettere in
quarantena medici e infermieri
che sono andati volontari in
Africa a curare i malati di Ebola
quando tornano all’aeroporto
Kennedy o a quello di Newark.
Una misura già applicata a tre
medici nelle ultime ore. E che
fa discutere: secondo le organizzazioni filantropiche la quarantena farà crollare il numero
di volontari disposti ad andare
in Africa, dove Ebola ha colpito
un altro Stato: primo caso con-
In Mali
Il virus ha colpito un
altro Stato africano:
in Mali è morta ieri
una bimba di due anni
fermato in Mali, una bimba di
due anni. I governatori respingono il sospetto di una mossa
preelettorale e replicano che il
protocollo del Cdc di Atlanta
(chiede a questi sanitari solo di
misurare la temperatura per 21
giorni, senza limiti alla loro
Alla Casa Bianca
Nello Studio Ovale
Obama con Nina
Pham, l’infermiera
contagiata dal
paziente zero, ieri
dichiarata guarita
(Afp)
mobilità) è inadeguato.
New York, comunque, ha reagito con compostezza. L’abitazione di Spencer è stata, ovviamente, sigillata, mentre la fidanzata e altre due persone a
lui vicine sono finite in isolamento. Tutti i luoghi visitati dal
● Gli spostamenti
NEW
JERSEY
NEW
YORK
7 Presbyterian
Hospital
5
Harlem
Bronx
METRO
Linea A
Linea 1
Linea L
MANHATTAN
Queens
High Line 3
Meatball Shop 4
Grand
Central
r
1 Herald Square
Empire
State
Building
6 Bellevue Hospital
2 Gutter
Hall
km
2
Brooklyn
C
raig Spencer nei giorni
precedenti il ricovero si è
spostato più volte in città.
1 A Herald Square, col metrò 1
2 Al Gutter , locale di bowling
di Brooklyn, con i metrò A e L
3 A Manhattan con un taxi
Uber. Passeggiata sulla High
Line, il parco di Chelsea
4 Cena al Meatball Shop, nel
West Village
5 Giovedì 23 Spencer prelevato
dalla sua casa ad Harlem
6 Trasportato al Bellevue
Hospital Center
7 Non si è mai recato al lavoro,
al Presbyterian Hospital
cicli di addestramento.
Certo, l’idea che un malato di
Ebola venga curato a Manhattan e a poche decine di metri
da un reparto di maternità, una
certa sensazione la suscita. Ma
i cronisti che chiedono ai
newyorchesi nelle stazioni del
metrò se sono allarmati per
Ebola, spesso si sentono rispondere che fa più paura l’influenza che uccide molta più
gente. Ieri il sindaco Bill de Blasio, sceso in campo insieme al
governatore Andrew Cuomo
per tranquillizzare la popolazione, ha usato proprio questo
argomento: «Non c’è pericolo,
l’Ebola non si trasmette con facilità: ci vuole un contatto diretto coi liquidi organici. Siate
cauti ma non cambiate abitudini: continuate pure a usare la
subway. Piuttosto vaccinatevi
contro l’influenza: meno gente
influenzata ci sarà, meno controlli dovremo fare su persone
con una sindrome febbrile».
Massimo Gaggi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L’aggressore con l’ascia era un aspirante jihadista
Indagini a New York dopo l’attacco a 4 agenti mentre cresce l’allarme per i lupi solitari
WASHINGTON Un altro lupo solitario. Un altro convertito trasformatosi in jihadista. Quello
di Zale Thompson, l’uomo che
ha attaccato a colpi di accetta 4
agenti in una strada di New
York, è stato un atto terroristico. Lo scenario era già stato
prospettato dopo l’agguato, avvenuto nella serata di giovedì,
ma ha preso consistenza dopo
che gli investigatori hanno interrogato familiari, amici ed
hanno potuto controllare il
computer dell’uomo.
Thompson ha colto di sorpresa alcuni agenti in una strada del Queens. Erano uno a
fianco all’altro per farsi una foto e lui li ha aggrediti branden-
do un’accetta. Due sono rimasti
feriti in modo serio, gli altri
hanno reagito sparando contro
l’assalitore. Zale Thompson, 32
anni, afroamericano, è rimasto
sul marciapiede. Senza vita. Ferita anche una passante, centrata dai proiettili degli agenti.
Il caso è stato affidato all’unità anti-terrorismo che ha scoperto elementi interessanti.
Thompson è stato in Marina da
dove lo hanno congedato per
cattiva condotta, inoltre è sempre stato un fautore di «Potere
nero».
E su Facebook ha lasciato tes t i d ove p a r l a va d i l ot t a :
«L’America è forte militarmente all’estero ma non ha mai af-
frontato una rivolta di massa
dentro i suoi confini. Loro sono deboli, noi siamo decentralizzati. Pensate ad uno sciame
di vespe nere che circondano e
attaccano un elefante (l’Ameri-
Armato L’uomo
con l’ascia in
un’immagine
tratta da una
telecamera di
sorveglianza
ca) fino alla morte».
Due anni fa si è convertito all’Islam e, secondo suo padre, si
è auto-indottrinato. Successivamente si è avvicinato ai temi
legati ad al Qaeda. E in questi
giorni avrebbe svolto ricerche
sul web sull’attentato di Ottawa. Poi è andato all’assalto
con l’unica arma che aveva: l’accetta.
Un terrorismo fai-da-te, facile da emulare e che rischia di
diventare una tendenza. Purtroppo non serve molto, basta
la determinazione. Come hanno detto tante volte gli ideologi
dell’Isis.
G.O.
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Sabato 25 Ottobre 2014 Corriere della Sera
Corriere della Sera Sabato 25 Ottobre 2014
ESTERI
17
LE ELEZIONI TUNISIA
Simbolo Una
gigantesca
immagine di
Mohammed
Bouazizi, il
tunisino che si
diede fuoco il 17
dicembre 2010,
domina la piazza
centrale della
posta nella
cittadina di Sidi
Bouzid. Con quel
gesto è diventato
il simbolo della
rivoluzione dei
gelsomini
Primavera
L’ambulante, la poliziotta, i parenti
Che ne è stato della rivolta araba
Ritorno a Sidi Bouzid, dove tre anni fa scoccò la scintilla delle primavere
DAL NOSTRO INVIATO
SIDI BOUZID (TUNISIA) Nemmeno i
Bouazizi sanno se andranno a
votare. «Ci fosse almeno Ben
Ali... Con lui le cose andavano
meglio…». A zio Rida spiace
per suo nipote Basbusa, sia
chiaro, e lo chiama con rispetto
lo shahid, il martire: «Basbusa
ci ha cambiato la storia». Ma
dopo tutta questa rivoluzione a
zio Rida Bouazizi, 42 anni e un
piede torto, spiace soprattutto
per sé: «Da allora, abbiamo solo la libertà di lamentarci». Dice che in famiglia la pensano
come lui, si stava meglio quando si stava peggio: «Guarda
quest’uva: ai tempi di Ben Ali,
la compravo a mezzo dinaro e
la vendevo a uno. Adesso la
compro a tre e la vendo a tre e
mezzo. Me ne andavano venti
cassette al giorno: stasera, se va
bene, ne ho venduta una».
La famosa carriola che una
gante, Fedia Hamdi, scontati
quattro mesi di prigione è tornata al suo lavoro e, anzi, è stata promossa tenente colonnello. Il funzionario che aveva negato la licenza a Basbusa, sospeso quattro mesi, è di nuovo
il segretario del Comune e ora
se la ridacchia: «Bouazizi? Un
ubriacone che s’è dato fuoco
senza neanche rendersene
conto… — è sprezzante Mohamed Salah Masoudi —. La sua
famiglia? Spazzatura. La rivoluzione? Eccola qui: terroristi e
disoccupazione. Ogni 17 dicembre organizziamo una cerimonia in piazza per ricordare
"il grande gesto": ma lo sa che è
una festa identica a quella che
facevamo per Ben Ali?». Anche
la casetta di calce grezza dell’ambulante è sbarrata. I vetri
rotti a sassate, i vicini che sanno poco. «Era gente che non
veniva nemmeno in moschea»,
liquida l’imam Mohaddin.
❞
Adesso
abbiamo solo
la libertà di
lamentarci ma
mio nipote è
un martire
Rida
Bouazizi
poliziotta della Tunisia centrale decise di confiscare all’ambulante Mohammed «Basbusa» Bouazizi, il rivoluzionario
zero, spingendolo a darsi fuoco
e ad accendere le rivolte fino in
Yemen, quel carretto oggi è un
banchetto un po’ più grande,
senza ruote e senza clienti, gestito da zio Rida dietro la via
principale di Sidi Bouzid. Il
marciapiede dove Basbusa s’incendiò quattro anni fa è stato
pavimentato: c’è un monumento alla carriola — «Tunisiens, tout le mond est fier de
vous!» —, sopra il palazzo delle poste una gigantografia di
Bouazizi con le foto delle piazze arabe che da quel 17 dicembre si sollevarono. La memoria
però si ferma qui: intorno, tutto è cambiato perché nulla
cambiasse. La poliziotta arro-
Mamma Manoubia e i quattro
fratelli Bouazizi vivono ormai
fra un elegante residence di
Tunisi e il Canada. Qui, li detestano: «Hanno fatto i soldi
sfruttando la memoria del
martire — dice Nizar, 33 anni,
un ingegnere —, hanno avuto
pensioni, case gratis. Li hanno
portati da Ban Ki-moon. Un loro parente s’è costruito una villa con le iniziali sul cancello.
Ma per la città non hanno fatto
nulla. Se tornano, la gente li
prende a calci».
Sidi Bouzid è la cartolina dell’autunno tunisino. Invelenita,
disoccupata, spaventata: in
quattro anni, qui hanno visto
insediarsi solo una fabbrica di
yogurt, migliaia di profughi libici, decine di radicali islamici.
Unica rivoluzione araba scampata alle piaghe d’Egitto, di Si-
23
anni, il periodo
in cui è stato al
potere il leader
tunisino Ben Ali
ria e di Libia, capace di darsi
una Costituzione avanzata per i
diritti delle donne, la primavera tunisina sta perdendo il dolce profumo del gelsomino: oggi fornisce al Califfato dei tagliagole più volontari di qualunque altro Paese al mondo.
Ed è certo che molti di loro non
andranno alle urne, né domani
per eleggere il Parlamento, né
il 23 novembre per il nuovo
presidente. La campagna elettorale non s’è vista, con la polizia impegnata a sventare attentati all’ambasciatore americano
● Il 17
dicembre 2010
Mohammed
Bouazizi
(sopra), un
commerciante
ambulante, si
dà fuoco dopo
aver subito
maltrattamenti
da un’agente,
Fedia Hamdi
(nella foto)
● È l’avvio
delle primavere
arabe che si
propagheranno
in tutta l’area
e a stanare cellule jihadiste: ieri, in una sparatoria alla periferia di Tunisi, ci sono andati di
mezzo sei civili. Niente sondaggi, risultati imprevedibili:
data per probabile la vittoria di
Ennahda, onnipresente partito
che gioca il ruolo dell’islamico
moderato anti-Isis; scontata la
sorpresa di Nidaa Tounes (Appello alla Tunisia) che si rifà alla tradizione laica del padre
della patria Bourghiba, pur imbarcando vecchi arnesi del regime e puntando alla premiership con un giurassico leader,
Beji Caid Essebsi, 88 anni suonati; possibile una grande coalizione che costringa Ennahda
a mantenere un volto rassicurante, evitando quegli strappi
da ultrà islamici che dopo Ben
Ali hanno spaventato un Paese
rimasto legato, comunque, a
modelli di laicità francese. «Sarà un voto decisivo», s’appella il
presidente uscente Moncef
Marzouki. «Comincia il vero
dopo-rivoluzione», dice Hassan Zahar, editorialista di Réalité: «Le domande sono: dopo
la democrazia, arriverà lo sviluppo? O i tunisini dovranno
pentirsi d’aver aperto questa
strada?». A Sidi Bouzid, le risposte se le danno già.
Francesco Battistini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Sabato 25 Ottobre 2014 Corriere della Sera
Corriere della Sera Sabato 25 Ottobre 2014
ESTERI
La hippy sedotta dall’agente segreto
Così Scotland Yard scambiava le vite
Il caso di Jacqui, che ebbe anche un bambino. Per lei risarcimento di 540 mila euro
La vicenda
● Nel 1984
Bob Lambert fu
incaricato da
Scotland Yard
di infiltrarsi nei
gruppi
ecologisti e
animalisti.
Sotto falso
nome, iniziò
una relazione
con un’attivista
che rimase
incinta. Restò al
suo fianco
spiandola. Nel
1986
l’abbandonò
● Solo nel
2012 Jacqui ha
appreso per
caso la vera
identità di Bob
Lambert
apprese per caso di un’inchiesta sulle infiltrazioni di
Scotland Yard nei gruppi dell’ambientalismo. E chi ritrovò
fra gli spioni? Il suo Bob «Robinson», o meglio Bob Lambert, che se l’era svignata dal
1986 e che si era riunito alla vera moglie e agli altri due figli.
Sedotta e abbandonata per ragioni di Stato.
Scotland Yard avrebbe tanto
voluto tenere la vicenda sepolta
sotto tonnellate di sabbia ma,
un po’ perché il Guardian ha
scoperchiato la rete degli infil-
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA Scotland Yard non può
pensare di avere chiuso il caso
pagando 425 mila sterline (540
mila euro) a Jacqui per risarcirla di quello che lei ha chiamato
«uno stupro di Stato». La mitica polizia londinese ha presentato le sue scuse e ha promesso
che non accadrà più ma ciò che
i suoi «coraggiosi» infiltrati nei
movimenti ambientalisti e di
sinistra hanno combinato negli anni Ottanta e Novanta resta
e resterà una pessima macchia
nella storia delle operazioni
«sotto copertura». Altro che
medaglie. Vergogna.
Che il sesso sia l’arma migliore per portare a casa qualche soffiata importante può
anche essere vero (la realtà, il
cinema e la letteratura insegnano). E pure normale. Ma
Bob Lambert, ex agente delle
«Special Demonstration
Squad», le squadre speciali di
Scotland Yard, è andato molto
al dà dei doveri di (ex) novello
James Bond. Nel 1984 gli fu
chiesto di intrufolarsi nelle
«formazioni ecologiste e animaliste». Lì dentro non c’erano
pericolosi terroristi (che stavano altrove) però questo era l’ordine e lui, giovane coi capelli
lunghi e l’armamentario estetico dell’attivismo politico, convintissimo passò all’azione.
Presentandosi come Bob
«Robinson» conobbe una ra-
Inchiesta
Altre 10 donne hanno
rivelato storie simili: il
ministero dell’Interno
ha aperto un’inchiesta
gazza, Jacqui (un nome di fantasia per non rivelare la vera
identità) che, allora ventiduenne, militava nelle organizzazioni sotto osservazione. Finirono
a letto (consenzienti) e lei rimase incinta. Bob recitava la
parte dell’innamorato, presenziò pure al parto, ma il sabato e
la domenica tornava in famiglia, la sua, e scriveva rapporti
per Scotland Yard. La farsa (o
peggio) proseguì fino a che
Bob, un paio d’anni dopo, sparì. «Scappo all’estero — disse a
Jacqui — mi cerca la polizia»
(lo ha confermato). Rientrò invece nei ranghi, ottenendo la
promozione a ispettore, fregandosene di Jacqui e del bambino, che era il suo bambino.
Se non che, nel 2012, Jacqui
Anni Ottanta
L’attivista Jacqui
(nome di fantasia,
per non svelare la
sua vera identità)
con il figlio avuto
dall’agente Bob
Lambert
trati e un po’ perché lo stesso
Bob, una volta lasciata la polizia, ha spiegato tutto, ha ora
dovuto risarcire Jacqui. Però
non è calato il sipario. Il ministero dell’Interno ha un’inchiesta aperta: 10 donne accusano
di avere subito, sempre anni
Ottanta e Novanta, lo stesso
trattamento dagli agenti in incognito. Letto. Finti amanti.
Finti padri. Spioni. Se non è
violenza, che cosa è?
F. C.
@fcavalera
© RIPRODUZIONE RISERVATA
19
● Le rivelazioni
Osservati speciali
anche gli storici
Hobsbawm e Hill
di Fabio Cavalera
P
oco importa che Eric
Hobsbawn e
Cristopher Hill, due
fra i massimi storici inglesi
(entrambi morti), nel 1956
avessero condannato
l’invasione sovietica in
Ungheria e preso le
distanze dal regime di
Mosca, dai «crimini di
Stalin». Erano stati
comunisti. Restavano
comunisti. E dovevano
essere spiati. Per decenni,
almeno dal 1942 dalla loro
adesione al partito
comunista britannico, i due
storici sono rimasti nel
mirino dell’MI5, uno dei
due rami dei servizi segreti
britannici. Telefoni,
corrispondenza, lezioni
accademiche, viaggi. Tutto
scrutinato. Lo rivelano i
documenti pubblicati dallo
stesso MI5. E non solo Eric
Hobsbawm (al quale, su
insistenza dei servizi
segreti, fu sempre negata la
cattedra di Cambridge) e
Cristopher Hill. Ma anche
colleghi di università, come
AJP Taylor storico a Oxford,
e scrittrici. Come Iris
Murdoch. E Doris Lessing,
Nobel della letteratura del
2007: firmò assieme a
Hobsbawm e Hill l’appello
ai vertici comunisti
britannici per convincerli a
distaccarsi da Mosca. E
tanto le valse le attenzioni
dell’intelligence.
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Sabato 25 Ottobre 2014 Corriere della Sera
Corriere della Sera Sabato 25 Ottobre 2014
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Sabato 25 Ottobre 2014 Corriere della Sera
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Cronache
Eni, altri indagati. «Tangenti da 197 milioni»
Due manager chiamano in causa l’ex amministratore delegato Scaroni per i soldi versati a politici algerini
L’accusa: «Saipem pagò il ministro dell’Energia e un manager petrolifero». Chiesto l’incidente probatorio
L’ex
● L’ex
amministratore
delegato di Eni,
Paolo Scaroni,
è anche
indagato
nell’ambito
dell’inchiesta
per corruzione
internazionale
su una
presunta maxi
tangente per
l’acquisto della
concessione di
un giacimento
in Nigeria
MILANO Due indagati ex manager di Saipem puntano il dito
contro l’ex amministratore delegato di Eni Paolo Scaroni al
punto che la Procura di Milano
chiede al giudice delle indagini preliminari di cristallizzare
le loro dichiarazioni accusatorie in un «incidente probatorio», cioè in una sorta di anticipazione di un segmento di dibattimento nel quale Pietro Varone e Tullio Orsi potranno
essere controinterrogati dai
difensori delle altre cinque
persone — nonché delle due
persone giuridiche Eni e Saipem, pure loro indagate — che
anche sulla scorta delle loro
parole, oltre che delle rogatorie internazionali, sono accusate dai pm milanesi di corruzione internazionale: e precisamente di aver tra il 2007 e il
2010 fatto pagare alla Saipem
197 milioni di tangenti a politici e burocrati dell’Algeria (su
conti a Dubai, Libano e Svizzera) per assicurare alla società
controllata dal cane a sei zampe contratti petroliferi del valore di 8 miliardi di euro, che
alla fine del 2012 avevano fruttato un profitto netto (prima
delle imposte) di un miliardo
di euro.
Assieme a Scaroni (e ovviamente a Orsi e Varone) risultano indagati Alessandro Bernini, direttore finanziario di Sai-
pem sino all’agosto 2008 e poi
di Eni sino a dicembre 2012;
Antonio Vella, già responsabile
Eni per il Nord Africa; Pietro
Tali, tra il 2007 e 2012 presidente e amministratore delegato di Saipem; Farid Bedjaoui,
il fiduciario algerino (con base
a Dubai) dei politici algerini ritenuti corrotti; e il suo braccio
destro Samyr Ouraied.
Rogatorie condotte non solo
in Algeria ma anche in Libano
consentono ai pm Fabio De Pa-
squale, Sergio Spadaro e Isidoro Palma di individuare, come
destinatari delle tangenti intermediate da Bedjaoui, l’allora ministro dell’Energia algerino, Chekib Kelil; il capo di gabinetto dell’ente petrolifero
8
Miliardi
Il valore
dei contratti
In un liceo a Seattle
Spara sui compagni
Un morto e cinque feriti
Tutti con le mani in alto. In fuga da uno come loro che si è messo a
sparare in un liceo americano, la Marysville-Pilchuck High School, a nord
di Seattle (foto da Kirotv.com). Il bilancio è di almeno uno studente
ucciso e altri cinque feriti (tre sarebbero in gravi condizioni). Secondo la
polizia locale l’aggressore è uno studente (che si è poi tolto la vita) e che
di recente, riferisce la Cnn, sarebbe stato vittima di bullismo: avrebbe
aperto il fuoco nella mensa del liceo contro un gruppo di 4-6 giovani che
erano tutti seduti allo stesso tavolo.
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statale algerino (Sonatrach),
Rèda Hemce, al quale viene ricondotto ad esempio un conto
con 1,7 milioni di dollari sulla
Banque Privée Edmond Rothschild di Ginevra; e un soggetto qualificato dai pm come
«faccendiere» per conto sempre dell’entourage del ministro, Omar Habour, di cui a
Beirut è stato afferrato il filo di
un conto da 34,3 milioni di
dollari presso la Banca Audi
Saradar.
I pm stilano per la prima volta una formale imputazione di
corruzione internazionale contro Scaroni, di cui vengono evidenziati gli «incontri informali» organizzati da Tali e Varone,
grazie all’intermediazione di
Bedjaoui, «a Parigi e Vienna
con il ministro dell’Energia»; e
sempre delle tangenti si sarebbe discusso anche in altri «incontri riservati all’Hotel Bulgari
di Milano» con Bedjaoui, Bernini, Varone e Orsi. In questa
inchiesta sulle tangenti Saipem
in Algeria non è indagato l’attuale amministratore delegato
di Eni, Claudio Descalzi, che invece lo è nell’altra indagine
aperta su tangenti Eni a politici
della Nigeria.
Luigi Ferrarella
[email protected]
Giuseppe Guastella
[email protected]
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La sentenza Sea
Assolto Gamberale
«Non ci fu nessuna
gara truccata»
Chi è
Vito Gamberale
(sotto), 70 anni,
è stato
amministratore
delegato del
fondo per le
infrastrutture
F2i per 2 anni,
dall’ottobre del
2012
❞
Le accuse
Ho sofferto
per 2 anni
il Comune
mi ha
voltato
le spalle
MILANO Può riflettersi sullo scontro tra il procuratore milanese Edmondo Bruti Liberati e l’aggiunto Alfredo Robledo l’assoluzione ieri di Vito
Gamberale («perché il fatto non sussiste») dall’accusa di turbativa dell’asta di dicembre 2011
del Comune di Milano e sfociata nella vendita
del 29,75% della Sea (la società aeroportuale milanese) al fondo F2i per un euro in più rispetto
alla base di 385 milioni. La storia del fascicolo
«dimenticato in cassaforte» da Bruti (indagato a
Brescia), e dell’inchiesta che Robledo sia davanti
al Csm sia ieri in aula ha sostenuto fosse stata penalizzata dalla dinamica iniziale, è infatti uno
dei più aspri terreni di contenzioso tra i due.
Per il giudice Anna Zamagni il proscioglimento secco dipende dal fatto che l’ipotesi di una gara truccata non ha proprio fondamento, smentita com’è da testimonianze e documenti. Partito
dal sospetto che in Comune l’appalto fosse stato
«cucito» addosso ad F2i, il pm aveva peraltro poi
puntato su un successivo accordo «collusivo» tra
il fondo F2i e quello indiano Srei, che avrebbe
permesso al primo di vincere presentando la sua
offerta in ritardo dietro promessa al secondo di
una quota del 5/7% delle azioni. Ma per il gup
l’invito a astenersi dalla gara fatto da Mauro Maia
(manager di Gamberale difeso da Giampiero
Biancolella) a Behari Vinod Sahai (rappresentante degli indiani assistito da Gian Alberto Elli)
non è stato neppure preso in considerazione, in
quanto il fondo indiano si ritirò perché puntava
piuttosto alla maggioranza delle azioni in vendita, e non al solo 5/7%.
«Ho sofferto per due anni e mezzo, dobbiamo
ringraziare la giustizia se è venuto fuori il vuoto
torricelliano», commenta Gamberale con i difensori Elisa Scaroina e Enrico Giarda dopo il
proscioglimento anche di Maia e Sahai. E critica
il Comune parte civile: «Il sindaco Pisapia è un
pover’uomo, hanno voltato le spalle a chi si è offerto di aiutare il Comune».
L.Fer.
G. Gua.
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Corriere della Sera Sabato 25 Ottobre 2014
CRONACHE
23
I giudici: il legale di Riina può interrogare Napolitano
Stato-mafia, domande lecite anche sull’allerta attentati del 1993. Necessaria la disponibilità del presidente
L’udienza a porte chiuse del
Quirinale diventa a porte blindate,
sorde e silenziose, dal momento
che a magistrati e avvocati ammessi sarà impedito di portare con sé
personal computer, tablet, telefonini e ogni apparecchio adibito alla registrazione. La deposizione di
Giorgio Napolitano al processo
sulla cosiddetta trattativa Statomafia, fissata per martedì alle 10, si
allarga negli argomenti da trattare,
ma si restringe nella comunicazione immediata di ciò che verrà detto, dopo che gli uffici della presidenza della Repubblica hanno comunicato le regole con cui si potrà
seguire l’udienza: presenti solo le
parti processuali, senza gli imputati, e nessun collegamento audio
né video con l’esterno del palazzo
che per qualche ora ospiterà la
ROMA
corte d’assise di Palermo. Solo a fine udienza — chissà quando, normalmente ci vogliono giorni d’attesa — sarà disponibile il verbale
con le domande di giudici, accusa
e difese, e le risposte del capo dello
Stato.
La corte ieri ha deciso, dopo il
deposito di nuovi atti tra cui l’informativa del Sismi su un ipotetico
attentato allo stesso Napolitano
nel 1993, di ampliare il tema della
testimonianza. Si comincerà con
la lettera inviata al presidente nel
giugno 2012 da Loris D’Ambrosio,
in cui l’allora consigliere giuridico
esprimeva il timore (come «ipotesi, solo ipotesi») di «essere stato
considerato solo un ingenuo e utile scriba di cose utili a fungere da
scudo per indicibili accordi» nel
periodo fra il 1989 e il ‘93. Napoli-
tano ha già fatto sapere di non sapere nulla di più delle poche parole scritte da D’Ambrosio (morto un
mese dopo), ma molte domande
cercheranno di scavare intorno a
questo argomento. E chissà se la
corte le riterrà ammissibili, visti i
limiti imposti dalla recente sentenza della Consulta su prerogative
presidenziali e immunità connesse.
Poi però si farà un salto indietro
di vent’anni con i quesiti sulle minacce d’attentato riferite dal servizio segreto militare quando il capo
dello Stato era presidente della Camera. I pubblici ministeri lo considerano un argomento collegato alla lettera di D’Ambrosio, poiché ricompreso nel periodo citato nella
missiva, e dunque è prevedibile
che chiedano lumi al testimone
La lettera
● L’udienza
al Quirinale
di martedì
prenderà le
mosse dalla
lettera inviata a
Napolitano nel
2012 dall’allora
consigliere
giuridico Loris
D’Ambrosio
(foto sopra)
anche su questo punto. Poi si passerà al controesame delle parti civili e quindi dei difensori. L’avvocato Luca Cianferoni, che assiste
Totò Riina, non solo potrà tornare
sui temi evidenziati dall’accusa,
ma ha chiesto alla corte di interrogare il presidente della Repubblica
sui pericoli evidenziati dal Sismi
nel ‘93 (sebbene lo stesso Servizio,
nelle informative acquisite nel
processo, abbia specificato lo
«scarso coefficiente di affidabilità» dell’informatore, e il fatto che
avesse indicato Spadolini e Napolitano come obiettivi solo a titolo
«esemplificativo»).
La corte ha stabilito ieri che il difensore di Riina potrà porre quelle
domande. Tuttavia il «capitolato
di prova» della difesa, senza un accordo delle parti, potrebbe essere
rinviato a un’udienza successiva.
Inoltre nell’ordinanza con cui hanno ammesso le domande dell’avvocato Cianferoni, i giudici ricordano che la deposizione del capo
dello Stato è legata alla sua «facoltà di revocare in qualunque momento la disponibilità a testimoniare», e in tal caso «la corte non
potrà che prenderne atto». Per
mancanza «di poteri coercitivi di
sorta» nei confronti del presidente
della Repubblica, e per via delle
«prerogative costituzionali che in
generale tutelano la persona che
svolge detta funzione». Si prepara
dunque un avvenimento storico,
poiché senza precedenti nella storia giudiziaria, dove nulla o quasi
può essere dato per scontato.
Gio. Bia.
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Il documento
di Giovanni Bianconi
Non c’è soltanto l’allarme per
un eventuale attentato contro
Giovanni Spadolini o Giorgio
Napolitano, ipotizzato da una
«sottofonte» del Sismi nell’estate 1993, tra le nuove carte
depositate nel processo sulla
presunta trattativa fra lo Stato e
la mafia.
C’è pure una nota riservata
del comandante generale dell’Arma dei carabinieri, indirizzata al direttore del servizio segreto militare il 20 giugno
1992, che per l’accusa può forse
rivelarsi più importante e significativa. Perché certifica che
a quella data — un mese dopo
la strage di Capaci in cui era
stato ucciso Giovanni Falcone,
e un mese prima di quella di via
D’Amelio in cui sarà trucidato
Paolo Borsellino — c’erano
«Seri pericoli per il dottor Borsellino»
L’allarme un mese prima della strage
Ecco la nota riservata dei Carabinieri con i riferimenti al clima in cui nacque la trattativa
I passaggi
Lo scenario
L’appunto lascia
● 1)
trasparire l’idea di un
Senza usare
ricatto alle istituzioni da il termine
«trattativa»,
parte di Cosa nostra
precisi segnali sul successivo
bersaglio di Cosa nostra: il procuratore aggiunto di Palermo
Borsellino, per l’appunto, che
«correrebbe seri pericoli per la
sua incolumità a causa delle ultime inchieste sulla mafia trapanese che, fortemente colpita
dai recenti successi investigativi, ha di molto ridotto la propria credibilità in seno ai vertici
dell’organizzazione». Non solo. In quello stesso appunto si
ribadisce che erano a rischio
anche i politici siciliani Calogero Mannino e Salvo Andò, già
segnalati nelle informative successive all’omicidio di Salvo Lima, bollate dall’allora capo del
governo Giulio Andreotti come
una «patacca».
Pur senza usare il termine
«trattativa», l’appunto del comandante dei carabinieri fa
esplicito riferimento agli obiettivi perseguiti dalle bombe mafiose; e sembra collimare con
l’idea del ricatto alle istituzioni
ipotizzato dall’accusa nel processo che vede alla sbarra boss,
ex ufficiali dei carabinieri ed
esponenti politici dell’epoca.
Tra i quali Mannino, che proprio temendo per la propria vi-
l’appunto del
generale Viesti
al direttore
del Sismi
fa esplicito
riferimento
agli obiettivi
perseguiti
dalle bombe
mafiose
● 2)
Il documento
è stato scritto
il 20 giugno del
1992, ovvero
un mese dopo
l’assassinio
di Falcone e un
mese prima
della strage
di via D’Amelio
che uccise
Borsellino
La bomba
1
2
ta avrebbe dato l’input per avviare i primi contatti tra investigatori e «uomini d’onore».
Scriveva il generale Antonio
Viesti al direttore del Sismi:
«Nel quadro dell’attività informativa finalizzata a chiarificare
le attuali direttrici operative di
Cosa Nostra, sono state acquisite da più fonti fiduciarie notizie circa l’intendimento dei
vertici dell’organizzazione criminale di opporsi con determinazione all’attuale azione di
contrasto dello Stato, agendo
contemporaneamente su due
fronti». Con le seguenti finalità: «Indurre un clima di grave
intimidazione nei confronti di
politici, per flemmatizzare
l’impegno contro la criminalità, ed eliminare fisicamente alcuni inquirenti evidenziatisi
nella recente, proficua attività
di repressione».
Al di là della terminologia
usata (il verbo flemmatizzare
rientra nel linguaggio militare), al primo punto si può intravedere il presupposto della
trattativa attraverso la minaccia
ai politici; in particolare quelli
siciliani, come Mannino e Andò, che secondo la vulgata poi
riferita dai pentiti di mafia venivano considerati traditori di
vecchi patti non rispettati, oppure «rami secchi» di un sistema dei partiti a cui Cosa nostra
s’era appoggiata in passato e
che non serviva più.
Quanto agli inquirenti nel
mirino, il nome di Paolo Borsellino scritto in maiuscolo
continua a suscitare impressione anche a ventidue anni di distanza: un mese dopo quella
informativa, trasmessa a tutti i
ministeri e uffici competenti, il
commando mafioso poté agire
indisturbato davanti all’abitazione della madre del magistrato, dove Borsellino si recava
regolarmente; non si riuscì
nemmeno a imporre un divieto
di sosta con rimozione automezzi per evitare che vi venisse
parcheggiata l’autobomba utilizzata il 19 luglio ‘92 per uccidere lui e cinque agenti di scorta.
L’appunto dei carabinieri indica come possibili vittime del-
I destinatari
L’informazione
venne trasmessa
ai ministeri competenti
e agli organi di polizia
la mafia anche due carabinieri
all’epoca in servizio a Palermo:
il capitano Umberto Sinico e il
maresciallo Carmelo Canale,
che lavorava con Borsellino.
Nel processo di primo grado
contro l’ex generale Mario Mori
(ora imputato anche per la trattativa), nel 2012, proprio Sinico
testimoniò che a fine giugno
‘92 lui stesso comunicò al magistrato di aver appreso da un
confidente che il prossimo bersaglio sarebbe stato lui.
Borsellino gli rispose di esserne consapevole, ma di voler
affrontare il pericolo senza alzare troppo le misure di sicurezza per non mettere in pericolo i suoi cari: «Devo lasciare
qualche spiraglio, altrimenti se
la prendono con la mia famiglia».
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Via d’Amelio, a
Palermo, il 19
luglio 1992,
dopo
l’attentato in
cui furono
uccisi il giudice
Paolo
Borsellino e 5
agenti della sua
scorta. Così ha
descritto
l’esplosione
l’unico
sopravvissuto,
il poliziotto
Antonino Vullo:
«Improvvisamente è stato
l’inferno. Ho
visto una
grossa
fiammata, ho
sentito
sobbalzare la
blindata.
L’onda d’urto
mi ha sbalzato
dal sedile»
(Ansa)
24
Sabato 25 Ottobre 2014 Corriere della Sera
Corriere della Sera Sabato 25 Ottobre 2014
CRONACHE
25
Chiuso il caso Dolce e Gabbana: assolti
La Cassazione annulla la condanna per evasione fiscale: «Il fatto non sussiste». La reazione: viva l’Italia
MILANO Ammesso che sia inquadrabile come reato di
«omessa dichiarazione» l’aggressiva politica di ottimizzazione fiscale praticata dalla società di diritto lussemburghese
Gado srl quando gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana le cedettero nel 2004 i propri marchi, è da verificare in un
Appello-bis se sia reato riconducibile al legale rappresentante della società Alfonso Dolce (fratello di Domenico), mentre di certo «il fatto non sussiste» per i due stilisti e tre loro
professionisti.
Lo ha stabilito ieri la Cassazione che, all’esito di una altalena di verdetti dal 2011, ha annullato senza rinvio la condanna in primo e secondo grado a 1
anno e 6 mesi degli stilisti difesi dagli avvocati Dinoia, Simbari e Taglioretti; annullate anche
le condanne del commercialista Luciano Patelli nonché dei
direttori generale e finanziario
Cristina Ruella e Giuseppe Minoni (difesi dai legali Coppi,
Bana, Cagnola, Mucciarelli,
Centonze); e ordinato un nuovo Appello per il solo Domenico Dolce, con cancellazione intanto dei 500.000 euro di danni
all’Agenzia delle Entrate e prescrizione tra soli 7 giorni.
Nel 2004 gli stilisti costituiscono la lussemburghese Gado
alla quale cedono i marchi ad
un prezzo ritenuto dall’accusa
sottostimato, con il risultato
che le royalties vengono tassate
più favorevolmente in Lussemburgo. Nel 2007 i pm Laura Pedio e Gaetano Ruta contestano
però che la Gado srl sia solo fit-
L’inchiesta a Brescia
Robledo indagato
Parlò con il legale
del Carroccio
sul caso Albertini
Il marchio
Su Twitter
● Il marchio
Dolce&Gabbana è uno dei
gruppi leader
nella moda e
nel lusso.
L’azienda viene
fondata a
Legnano nel
1985 dagli
stilisti
Domenico
Dolce e Stefano
Gabbana
Il sollievo
degli stilisti
«Sempre stati
cittadini onesti»
● Ad oggi il
marchio è
presente in 40
Paesi nel
mondo e ha
251 punti
vendita
monomarca
● L’anno
scorso il
fatturato
complessivo
del marchio è
stato di 970
milioni di euro,
in crescita
dell’1%
rispetto al
2012
tiziamente in Lussemburgo, e
che invece tutta in Italia sia la
gestione dei marchi che genera
reddito. Ma l’1 aprile 2011 il gup
Simone Luerti proscioglie tutti
perché giudica uno schema di
elusione del tutto incompatibile con i principi di tassatività e
determinatezza alla base delle
responsabilità penali.
I pm del pool di Francesco
Greco ricorrono allora in Cassazione, puntando con questo
caso-pilota ad affermare pure
la responsabilità dei professionisti che costruiscono le architetture elusive del Fisco. E il 22
novembre 2011 la Cassazione,
mentre conferma il proscioglimento dalla truffa allo Stato,
annulla invece quello per
omessa dichiarazione. Si celebra così il processo, dove il 19
giugno 2013 il Tribunale assolve gli imputati dall’accusa di
avere sottratto base imponibile
con la sottovalutazione delle
plusvalenze prodotte dalla cessione dei marchi alla Gado, ma
condanna per l’omessa dichiarazione. A sorpresa il 29 aprile
2014, nell’Appello, il pg Gaetano Santamaria chiede l’assoluzione condividendo le tesi difensive, ma i giudici confermano la condanna, ritenendo la
Gado solo fittiziamente in Lussemburgo, e quindi l’omessa
dichiarazione in Italia scientemente finalizzata a conseguire
maxirisparmi fiscali. Ieri, però,
la Cassazione riporta le lancette all’iniziale proscioglimento
del gup. «Siamo persone oneste, W l’Italia», festeggiano gli
stilisti per i quali resta aperto il
fronte delle Commissioni Tributarie, dove, versati all’erario
circa 40 milioni di omessa Iva,
pendono ricorsi per circa 350
milioni.
Luigi Ferrarella
[email protected]
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Insieme
Gli stilisti
italiani
Stefano
Gabbana
(a sinistra),
51 anni,
e Domenico
Dolce, 56
Sono passati due minuti, i suoi
avvocati hanno appena
pronunciato la parola
«assolti», spiegando che
«abbiamo vinto su tutta la
linea», e il telefono di Stefano
Gabbana ricomincia a
suonare. «Sono inondato di
messaggi — dice —. Siamo in
partenza per New York.
Torneremo a parlarne, ma a
bocce ferme». Un attimo
prima su Twitter aveva scritto:
«Eravamo certi!!! Siamo delle
persone oneste!!! Viva l’Italia».
La nota ufficiale inviata dalla
casa di moda milanese resterà
nella storia come uno dei
comunicati più brevi di
sempre:«La Cassazione assolve
Domenico Dolce e Stefano
Gabbana: non c’è stata
evasione fiscale». Poi un
virgolettato: «Siamo sempre
stati delle persone oneste,
finalmente la giustizia italiana
l’ha riconosciuto e ne siamo
molto fieri. W l’Italia» con le
firme dei due stilisti. Sintetici,
essenziali. Ieri, erano a Milano
entrambi. Aspettavano. Poi è
scoppiato il diluvio. Gabbana
ha sfogato la tensione su
Twitter (Dolce è poco
tecnologico) ritwittando tutti
gli articoli dei siti online che
❞
La solidarietà
Stiamo ricevendo decine
di messaggi, adesso
partiamo per New York
poi ne parleremo
MILANO Il procuratore aggiunto
di Milano, Alfredo Robledo, è
indagato dalla Procura di
Brescia dopo che la Procura di
Reggio Calabria ha
intercettato un anno fa
sull’utenza dell’avvocato
Domenico Aiello (non si sa se
come indagato o come
«terzo» non inquisito ma solo
in contatto con indagati)
telefonate tra il magistrato e il
difensore della Lega e del
segretario lumbàrd Maroni.
Robledo, che aveva e ha in
corso indagini sulla Lega,
discuteva con Aiello della
procedura e della tempistica
con la quale la commissione
giuridica dell’Europarlamento
(dove la Lega aveva un
membro) avrebbe proposto
all’aula di concedere o negare
all’ex sindaco di Milano ed ex
eurodeputato Gabriele
Albertini l’immunità che egli
invocava contro una causa
civile intentatagli a Brescia da
Robledo (immunità poi non
concessa). Nelle telefonate,
trasmesse per competenza ai
pm di Brescia che secondo
l’Espresso sarebbero orientati
a chiedere l’archiviazione, i
due parlavano anche della
plausibilità o meno della
natura privatistica dei gruppi
parlamentari, che Aiello
propugnava (sinora senza
esito) nell’indagine di Robledo
sulla Lega per truffa allo Stato
nei rimborsi elettorali senza
rendiconti.
L.Fer.
[email protected]
via via rilanciavano la notizia:
Stati Uniti, Inghilterra, Spagna.
Ai suoi 470 mila follower ha
ritwittato tutte le breaking
fashion news. Ha ritwittato la
studentessa di giurisprudenza
che scriveva «ho seguito il caso
dall’inizio, sentenza più che
giusta». Ha ritwittato l’ex
onorevole Melania Rizzoli:
«Nessuno vi ripagherà del
dolore morale, danno
d’immagine ed economico
subìto #orgoglioferito». Ha
ritwittato Oscar Giannino:
«L’assoluzione
#DolceGabbana faccia
riflettere gli insultatori a gogo
di chi come me, #Panorama e
pochi altri li difendeva, carte
alla mano».«E adesso fatevi
ripagare», gli scrivono, «e
adesso in tanti devono
chiedervi scusa, anche nella
giunta di Milano». E torna
fuori l’episodio del luglio 2013
quando un assessore di
Giuliano Pisapia disse che dal
Comune i due potevano
scordarsi di ottenere spazi in
cui sfilare, «non abbiamo
bisogno di farci rappresentare
da due evasori fiscali». Gli
stilisti se n’erano risentiti,
chiudendo per tre giorni i loro
negozi, il primo sciopero «per
indignazione» mai visto nel
magico mondo del lusso. Sette
anni di indagini. Adesso che è
finita, alla maison raccontano
che «ci vengono le lacrime agli
occhi per la felicità».
Daniela Monti
@danicorr
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26
Sabato 25 Ottobre 2014 Corriere della Sera
Corriere della Sera Sabato 25 Ottobre 2014
CRONACHE
Il papà di Elena Ceste difende il genero
«Per me è innocente, mi fido di lui»
L’uomo da ieri è indagato per l’omicidio della donna, ritrovata a 9 mesi dalla scomparsa
I volti
Il compagno
Per l’omicidio
di Elena Ceste
è indagato da
ieri Michele
Buoninconti,
44 anni, vigile
del fuoco e
marito della
donna (sopra,
nella foto Ansa)
Il padre
Franco Ceste
(sotto), il padre
della donna, ha
difeso il genero
insieme alla
famiglia
❞
DALLA NOSTRA INVIATA
COSTIGLIOLE D’ASTI Per il padre di
Elena Ceste, Franco, non è
cambiato nulla. Michele era e
resta il brav’uomo che ha sposato sua figlia e il padre dei
suoi quattro nipotini. Punto.
Che facciano, gli inquirenti.
Che indaghino pure su suo genero per omicidio volontario.
A casa Ceste Michele è uno di
famiglia, non un sospettato:
«Per noi è innocente fino a
prova contraria. Ci siamo sempre fidati di lui e non c’è una
sola ragione per non farlo più
adesso».
Il signor Franco e la sorella
di Elena, Daniela, affidano le
loro convinzioni al marito di
Daniela che da ieri mattina risponde ai loro cellulari e parla
per conto loro: «Lo abbiamo
detto e lo ripetiamo, finché
non avremo una prova provata
che Michele ha fatto questo o
quello staremo vicino a lui e ai
suoi bambini».
Ieri mattina di buon’ora i carabinieri di Asti hanno consegnato al marito di Elena Ceste
un avviso di garanzia per omicidio volontario, appunto, e
per occultamento di cadavere.
E non è chiaro se davvero come
giurano gli inquirenti sia soltanto «un atto dovuto» oppure
se ci sia qualche elemento
nuovo — emerso in questi
giorni, dopo il ritrovamento
del cadavere — che li ha con-
Non
abbiamo
motivo
di dubitare
di Michele
Staremo
vicini a lui
e ai suoi
bambini
Fino
a prova
contraria
per noi
non è
il colpevole
della fine
della nostra
Elena
Madre Elena Ceste , 37 anni, scomparsa il 24 gennaio a Costigliole d’Asti e ritrovata cadavere il 18 ottobre. Aveva 4 figli (Ansa)
vinti ad aprire un’inchiesta
contro di lui.
Scomparsa il 24 gennaio
2014, Elena, 37 anni, è stata ritrovata sabato a 800 metri dalla
sua casa, in un canale che i
proprietari del terreno stavano
ripulendo dopo le piene delle
settimane scorse. Senza quelle
operazioni di pulizia nessuno
avrebbe notato il cadavere, impigliato fra rovi, rami e fango.
Potenza
Operata da morta, arrestati tre medici
Avrebbero continuato a operare una donna anche dopo averne
constatato la morte. Tre medici dell’ospedale San Carlo di
Potenza sono stati arrestati con l’accusa di omicidio colposo in
concorso di una 71enne morta nel 2013. Tra loro c’è il primario
del reparto di cardiochirurgia, accusato anche di aver falsificato
il registro operatorio.
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27
Addosso nessun vestito o indumento, niente che potesse
renderla riconoscibile fino alla
conferma del dna. Ed è proprio
dopo quella conferma che la
procura di Asti ha deciso di
iscrivere Michele Buoniconti,
44 anni, nel registro degli indagati. Dice un investigatore
che sta seguendo il caso: «C’era
il suo racconto, a volte un po’
contraddittorio. C’era la storia
dei vestiti di lei che lui ha ritrovato asciutti davanti a casa e
c’era la lite la sera prima della
scomparsa. Ci ha detto che lei
aveva ammesso di averlo tradito con due uomini. Tutto questo, però, da solo non sarebbe
bastato a inquisirlo per omicidio. Con il corpo ritrovato le
cose sono cambiate...».
Strano tipo, Michele. Cattolico molto praticante, geloso,
con quattro figli piccoli ma
molto insistente per averne
ancora anche se lei non voleva.
Dopo la scomparsa di Elena lui
ipotizza nel tempo mille possibili piste: dal ricatto alla setta,
dall’esistenza di un video misterioso a quella di fotografie
compromettenti. Dettagli di
cui non si è mai avuta una sola
conferma. I carabinieri hanno
sentito ottanta persone che
nell’ora presunta della scomparsa (fra e 8 e le 9) si trovavano da quelle parti: niente.
Hanno rintracciato gli uomini
che avevano avuto relazioni
con Elena nel 2013: sempre
niente di utile per ritrovarla.
Avevano setacciato le case di
amici e amiche, le parrocchie
locali e perfino i conventi immaginando una possibile fuga: nessuna traccia. Fino a
quel corpo nudo, a un passo
da casa.
Giusi Fasano
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Sabato 25 Ottobre 2014 Corriere della Sera
Corriere della Sera Sabato 25 Ottobre 2014
CRONACHE
Terra-Marte
(sola andata)
La prima missione, la più
complicata, l’ha portata a termine: convincere la moglie Anna ad accettare che lui possa
essere il primo uomo a partire
per il pianeta Marte. Viaggio di
sola andata. «Intanto il primo
lancio è previsto nel 2024. E poi
sono sicuro che qualcosa cambierà, non credo che ci lasceranno morire lì su Marte».
Giacinto De Taranto, 33 anni, candidato astronauta, è un
sognatore ma con gran senso
di pragmatismo. Non uno
sprovveduto: napoletano, laurea in ingegneria aerospaziale
Il progetto
● Giacinto De
Taranto, 33
anni, (nella foto
sotto, al centro)
è uno dei
candidati
italiani in corsa
per partecipare
al progetto
«Mars One»
● Ideato
dall’olandese
Bas Lansdorp,
Un ingegnere aerospaziale
è tra gli 11 italiani selezionati per
colonizzare il pianeta: «Spero
non ci lascino morire lassù»
Il Pianeta Rosso
Marte è il quarto pianeta del sistema solare, l’ultimo di tipo terrestre
Mercurio
Sole
Terra
Venere
Distanza tra Terra
e Marte
circa 56 milioni
di chilometri
Viaggio stimato
200 giorni
Rivoluzione attorno
al Sole
687 giorni
Giorno solare
24 ore, 39 minuti
e 35 secondi
Satelliti
2 (Fobos e Deimos)
Giove
Saturno
Marte
TEMPERATURA
30
20°
0
DIAMETRO
EQUATORIALE
Marte
6.804,9
km
-30
-60
-90
-120
-150
Min.
Plutone
GRAVITÀ
Accelerazione pari
a 0,376 volte
quella terrestre
26,3 kg
su
Marte
«equivalgono» a
Terra
12.756
km
-140°
LE MISSIONI
Nettuno
Urano
1964
1971
Mariner 4
della Nasa
(primo
passaggio
in prossimità
del pianeta)
Mars 2
(sonda Urss,
la prima a
impattare
il suolo
di Marte)
COMPOSIZIONE
DELL’ATMOSFERA
Anidride carbonica
96%
Azoto 2,7%
Argon 1,6%
Ossigeno 0,13%
70 kg
sulla Terra
Acqua 0,03%
Monossido di azoto
0,01%
Mas.
❞
Corriere della Sera
aeronautica, ha vinto una borsa
di studio a Montreal ed è stato
ricercatore in Kansas. Adesso è
a Napoli, la sua città, in attesa
di un lavoro e di una risposta
da «Mars One», il progetto per
colonizzare il Pianeta Rosso:
primo equipaggio (due donne
e due uomini) programmato
tra dieci anni, 705 aspiranti ancora in corsa, 11 italiani, tra cui
lui.
«Ho saputo negli Stati Uniti
«Mars One»
prevede di
stabilire una
colonia su
Marte. Il primo
gruppo di 4
astronauti
dovrebbe
partire nel
2014 e arrivare
dopo 200
giorni di
viaggio
che cercavano astronauti. Non
ho esitato, anche se c’era quella
clausola della sola andata».
Prima un questionario con una
quindicina di domande («Tipo: qual è stata l’esperienza più
choccante? Ho risposto: un incidente in macchina, sono vivo
per miracolo»). Poi un video di
60 secondi, nel quale convincere tutti di essere il candidato
ideale e spergiurare di avere
senso dell’umorismo. Richie-
sta curiosa. «Evidentemente
danno importanza alla capacità di essere allegri, non vogliono musoni».
Il progetto della società dell’olandese Bas Lansdorp, sostenuto anche dal Nobel Gerard’t
Hooft, è alla disperata ricerca
di fondi (stime per il primo
lancio intorno ai 5 miliardi di
euro). La Endemol (quella che
produce Il Grande fratello) si è
fatta avanti. «Le troupe segui-
ranno i prossimi test, le prove
di intelligenza e di adattabilità
in un ambiente ostile» spiega
De Taranto. Alquanto dubbioso: «In verità sognavo di andare
nello spazio, non in un reality».
Nonostante questo, insiste.
«Sin da piccolo è stato il mio
sogno, da quanto a 12 anni i
miei genitori mi hanno regalato un telescopio». A detta degli
scienziati del Mit di Boston rischia però di trasformarsi in
Il primo
lancio è
previsto per
il 2024: mia
moglie sa
che voglio
vivere lì
incubo: secondo i loro studi
nessuno può resistere su Marte
per più di 68 giorni. E «Mars
One» (per motivi economici,
come onestamente ammettono gli organizzatori) non prevede biglietti di ritorno. «Nessuna sorpresa. È una materia
che ho studiato e conosco bene
— si mostra tranquillo De Taranto —. So che allo stato ci sono molti problemi da superare.
Primo fra tutti, le radiazioni solari. Se non si trova il modo di
schermarle è impossibile sopravvivere». Dunque? «Tutti gli
esperti concordano che, se si
vuole, l’uomo metterà presto
piede su Marte. Non c’è solo
questa iniziativa, altri privati e
le agenzie spaziali internazionali stanno studiando come
riuscirci. Adesso non abbiamo
la tecnologia, ma io sono ottimista, tra dieci anni chissà».
Per questo si è candidato e
per questo Giacinto De Taranto
spera di spuntarla. Nell’attesa,
conduce una vita normalissima. «Ho un fisico quasi atletico, mi mantengo in forma con
qualche corsetta. Mangio poca
frittura e carne, ma questo da
sempre». Con la moglie Anna
assicura che va a gonfie vele.
«Ho contatti per andare a lavorare in Francia o in Germania.
Lei mi seguirà». Su Marte non
potrà farlo. Ma ancora mancano dieci anni, se va bene.
Riccardo Bruno
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● Il ricordo
Tullio Regge, dalla teoria della relatività
alle battaglie per una scienza sociale
di Edoardo Boncinelli
T
ullio Regge è stato una delle grandi menti dei nostri
tempi. Fisico teorico di grande spicco, ha dato per anni
lustro al nostro Paese in uno dei campi di studio più
ostici, la teoria della Relatività soprattutto in un’epoca nella
quale quella sembrava rappresentare solo un trastullo per
menti eminentemente matematiche. La teoria è cresciuta e ha
raggiunto un livello di tutto rispetto proprio grazie a ingegni
come il suo, che ne hanno saputo penetrare i segreti e chiarire
gli enigmi. Quando occuparsi di tali temi poteva spaventare
qualsiasi cervello, Regge propose una teoria dello spazio
tempo relativistico che si impose nel mondo. Il nocciolo di
tale teoria, «i poli di Regge», ha dominato per anni il quadro
fisico matematico della struttura dell’universo e del suo
rapporto con i corpi celesti in esso immersi. Molti lo
ricorderanno per quello, ma Regge non è stato solo quello. A
partire da una certa età si è impegnato in questioni di
applicabilità delle conquiste scientifiche e di etica sociale.
Soprattutto in una rubrica della quale è stato titolare per anni
sulla rivista Le Scienze, edizione italiana di Scientific
American, Regge ha condotto mitiche battaglie per affermare
le verità della scienza e il suo diritto a dire la sua nella
programmazione della vita sociale e del suo progresso.
Famose tra le tante sono le battaglie a favore degli Ogm e di
altre proposte della scienza e della tecnica moderne. Io le
conosco in prima persona, perché quando lui, in là con gli
anni e fiaccato da una maligna infermità dovette lasciare la
rubrica mensile, Enrico Bellone, allora direttore della rivista,
mi chiamò a sostituirlo. In un senso molto particolare posso
dirmi un suo continuatore, almeno nella divulgazione e nella
polemica civile. Grande scienziato dunque, e voce dei diritti
della scienza, Regge lascia un grande vuoto e ci lascia più soli
e smarriti, orfani della luce del suo intelletto. La scienza può
essere bellissima e illuminante nelle mani giuste. Non tutti
però possono raggiungere tale altezza.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Le borse delle meraviglie
a cura di Fabiana Giacomotti
Il volume celebrativo
dei sessant’anni
della illustre
maison fiorentina
184 pagine, 191 illustrazioni a colori, cartonato
Genio
della fisica
Tullio Regge, nato
a Torino l’11 luglio
1931, laureato in
fisica a 21 anni, ha
lavorato a lungo a
Princeton: da
tempo malato,
è morto
giovedì sera
29
Presentazione martedì 28 ottobre 2014
alle ore 18.30
presso la libreria della Triennale di Milano
viale Alemagna 6
In libreria e su braccialini.it
segui Braccialini su
30
Sabato 25 Ottobre 2014 Corriere della Sera
●
Supervisore unico Domani la Bce renderà pubblici
tutti i risultati delle valutazioni di 130 istituti di credito
È solo con bilanci più trasparenti che il rubinetto del
credito tornerà ad aprirsi per imprese e famiglie
ANALISI
& COMMENTI
D
di Luigi Ippolito
Le ottusità burocratiche
di Bruxelles che portano
la Gran Bretagna
sull’orlo dell’euro-addio
N
on potrebbero essere due leader più
diversi, David Cameron e Matteo
Renzi, per temperamento personale
e storia politica. Eppure il gesto
malaccorto di Bruxelles, che ha chiesto
all’improvviso a Gran Bretagna e Italia di
staccare sostanziosi assegni per
rimpinguare le casse europee, ha finito per
rafforzare un asse potenziale rivolto contro
le ottusità burocratiche della Commissione.
Ma soprattutto ha dato fiato a quanti in
Inghilterra chiedono a gran voce l’uscita di
Londra dall’Unione. Lo stesso premier
britannico ha ammonito ieri che le pretese
della Commissione «non sono di aiuto sulla
questione dell’appartenenza della Gran
Bretagna alla Ue». E lo dice a ragion veduta,
Cameron: sul suo fianco destro preme lo
Ukip, lo United Kingdom Independence
Party, che cavalca le paure per
l’immigrazione (comunitaria, prima ancora
che extra) e fa dell’uscita dall’Europa la
propria bandiera. Lo Ukip ha da poco
conquistato il primo seggio a Westminster,
si appresta a strapparne un secondo e vola
alto nei sondaggi nazionali. E nello stesso
partito conservatore al governo le correnti
euroscettiche hanno preso vigore come non
mai. Per questo Cameron deve guardarsi le
spalle, indurire i toni sugli immigrati e sui
contributi alla Ue. Ma soprattutto deve
riuscire a rinegoziare un rapporto con
Bruxelles che sia «vendibile» agli elettori, ai
quali ha promesso entro il 2017 un
referendum sulla permanenza della Gran
Bretagna in Europa. Ecco allora che non
bastano le rassicurazioni di José Barroso,
presidente uscente della Commissione,
secondo cui «Bruxelles è stata attenta a non
politicizzare il processo»: sembra invece che
nelle stanze dell’Unione abbia prevalso
quella miopia che sta spingendo sempre più
Londra al largo della Manica. Ma se una
Gran Bretagna fuori dall’Europa sarebbe
una piccola Inghilterra, anche l’Unione
senza gli inglesi, che siano Shakespeare o gli
One Direction, sarebbe una piccola Europa.
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analisi dei nostri
editorialisti e
commentatori:
le trovi su
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opo mesi di lavori preparatori,
domani la Banca centrale europea renderà pubblici i risultati
della valutazione complessiva
dello stato di salute dei bilanci
di 130 grandi banche europee,
l’82% degli attivi bancari di tutta l’Unione. Si avranno così informazioni più precise su
quanto valgano davvero i crediti iscritti a bilancio dalle banche e, con i risultati degli stress
test, anche quanto questi valori
potrebbero scendere in condizioni macroeconomiche e di
mercato particolarmente negative. Nelle due settimane successive alla pubblicazione, le
banche con capitale insufficiente a sostenere le loro esposizioni dovranno presentare
piani per colmare la loro carenza di capitale entro la metà del
2015. I risultati degli stress test
saranno usati dalla Bce che, dal
primo novembre, diventerà il
supervisore unico dell’attività
bancaria delle grandi banche
in Europa.
Arriva così finalmente a
compimento un passo cruciale
del processo di unione bancaria. L’idea di trasferire la supervisione alla Bce deriva da una
presa d’atto: negli ultimi anni i
bubboni finanziari che hanno
messo in ginocchio il sistema
bancario spagnolo (poi salvato
con i soldi del fondo europeo
Salva-Stati) come anche i più
recenti scandali del portoghese
Banco Espirito Santo e della
banca austriaca Hypo Alpe
Adria sono usciti dalla opacità
dei bilanci bancari a sua volta
consentita dalla frammenta-
CHIARA DATTOLA
● Il corsivo del giorno
DAI TEST SULLE BANCHE
SPINTA ALL’ECONOMIA
di Francesco Daveri
zione delle regole e delle supervisioni nazionali. Prima di
assumere la supervisione, in
questi mesi Francoforte ha
scritto corposi libri di istruzioni che hanno costretto le banche a intraprendere uno sforzo
per uniformare le definizioni
dei loro crediti poco liquidabili
e di dubbia esigibilità. Uno
sforzo che ha già prodotto risultati tangibili.
Parlando di ripulitura dei bilanci bancari, molto è già avvenuto nell’ultimo anno. In Italia,
già nel 2013 sono cominciate
drastiche operazioni di pulizia
dei bilanci. Unicredit ha concluso il 2013 con una maxi-perdita da 14 miliardi di euro. Intesa Sanpaolo ha chiuso l’anno
con perdite da oltre 4,5 miliardi e con rettifiche di valore per
altri 6,8 miliardi. Varie manovre straordinarie hanno interessato anche le altre banche
coinvolte dai test della Bce. Domani si saprà per chi queste
operazioni sono state sufficienti e a chi sarà richiesto uno
sforzo supplementare. Di sicuro le banche di tutta Europa
hanno cominciato da tempo a
rafforzare il proprio stato patrimoniale in vista di un esame
che punta a restituire la fiducia
degli investitori internazionali
nella solidità del sistema finanziario della Ue. È solo con un
recupero di trasparenza dei bilanci bancari che il capitale degli investitori ritornerà a premiare le banche e i banchieri
che fanno bene il loro mestiere
di reperire fondi e di allocare il
credito all’economia, anziché
riversarsi a pioggia nel settore
bancario nella fondata speranza del prossimo salvataggio
pubblico.
Sarebbe però miope pensare
che il test sui bilanci conti solo
per banche e banchieri. Conta
anche per imprese e famiglie
europee. È dai loro radar che è
scomparso il credito in questi
anni. Ed è solo con banche finalmente capitalizzate e con
bilanci più sicuri che il rubinetto del credito bancario tornerà
ad aprirsi per famiglie e imprese. Ma quella di domani è anche una pagina importante per
l’Europa politica, per riavviare
la costruzione di un’Europa più
multipolare e meno germanocentrica, basata su regole simmetriche e condivise. Solo in
un’Europa in cui anche le banche tedesche (comprese le
pubbliche) possano essere valutate ed eventualmente indotte alla ricapitalizzazione o alla
fusione da un supervisore unico si può pensare che i governi
nazionali come quello italiano
e francese possano accettare di
sottoporre i loro bilanci all’approvazione preventiva di Bruxelles. In ballo, da domani, non
ci sarà solo il destino delle banche europee, ma un pezzo del
futuro dell’Unione Europea.
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Corriere della Sera Sabato 25 Ottobre 2014
CITTADINANZA
IMMIGRAZIONE E IUS SOLI
GLI ERRORI BIPARTISAN
DI UN DIBATTITO SURREALE
di Claudio Martelli
Diritti Le proposte del
premier porterebbero a
conseguenze paradossali,
le polemiche della Lega
dimostrano mancanza di
memoria. E Forza Italia è
più interessata a spiazzare
Ncd che ai migranti
C
aro direttore, a folate improvvise si accende e si spegne il dibattito sull’immigrazione. Questa volta protagonisti sono il premier Matteo Renzi, il leader
della Lega Matteo Salvini e, a seguire,
Silvio Berlusconi. Il primo vuole introdurre lo
ius soli ma solo per i bambini stranieri che nati
in Italia completano un ciclo di studi scolastici
di almeno cinque anni. Il secondo vuole accogliere i profughi ed espellere gli immigrati clandestini. Il terzo più che alla materia sembra interessato a spiazzare Angelino Alfano scavalcandolo in progressismo. Andiamo con ordine.
Il presidente del Consiglio sembra ignorare
che lo ius soli è già previsto dalla legge sulla cittadinanza del 1992 tuttora in vigore e ritiene, erroneamente, che ius soli significhi solo diritto di
essere cittadini là dove si è nati. Viceversa, nella
stragrande maggioranza dei Paesi europei significa, anzitutto, diritto di essere cittadini là dove
si occupa il suolo, dove si vive da un certo numero di anni: insomma, si tratta di un diritto che
deriva dalla residenza, non dalla nascita.
In Italia per diventare cittadini occorrono dieci anni di residenza, in Germania otto, in Francia
cinque, nel Regno Unito quattro, eccetera. In
ogni caso, in nessun Paese europeo la cittadinanza viene concessa ai bambini indipendentemente dalla condizione dei genitori, dalla durata
della loro permanenza regolare nel territorio
dello stato e, in Francia come in Italia, solo al
raggiungimento dei 18 anni. Il perché è intuitivo.
Se la proposta di Matteo Renzi diventasse legge potrebbe dar luogo a conseguenze surreali
come le premesse da cui deriva. Qual è la ragione per cui dovremmo escludere dallo stesso diritto di diventare italiani, dopo cinque anni, gli
adulti che, a differenza dei bambini, l’Italia
l’hanno scelta, ci lavorano e pagano le tasse? Che
senso avrebbe avere bambini italiani per diritto
di nascita figli di genitori che restano invece
stranieri?
Perché, dunque, non seguire la strada maestra di una riduzione a cinque, sei, sette anni del
periodo di residenza necessario perché tutti gli
stranieri — adulti, genitori e bambini — ottengano il diritto di cittadinanza?
Lo ius soli nella accezione assoluta in cui ne
parla il nostro presidente del Consiglio esiste solo nel nuovo mondo e in particolare negli Stati
Uniti dove — attenzione — aveva il senso e la
funzione di distinguere i diritti dei nativi — born
in the Usa — da quelli degli immigrati. Dunque
una misura concepita per restringere i diritti,
non per allargarli, tant’è che solo i nativi possono, per esempio, diventare presidenti mentre da
questa possibilità restano esclusi coloro che pur
essendo cittadini americani non sono nati negli
Stati Uniti. È questa discriminazione l’obiettivo
degli ignari imitatori italiani? Tra l’altro, dopo
tante proposte e tanti rinvii, il presidente statunitense Barack Obama ha annunciato una riforma di questo aspetto della Costituzione americana.
In Europa, originariamente e fino a Napoleone Bonaparte Primo console, lo ius soli fondava
non un diritto dei cittadini ma quello del sovrano di annettere alla propria autorità e di trattare
come sudditi gli uomini e le donne che abitavano nel territorio dello stato compresi i territori
frutto di conquiste militari più o meno recenti.
E veniamo alla Lega. Matteo Salvini ha riempito Piazza Duomo a Milano di una gran folla reclamando a gran voce: «I profughi vanno accolti, i
clandestini vanno espulsi!». Parole salutate con
grande entusiasmo dai presenti e contestate po-
❞
Proclami e Costituzione
Salvini sui profughi ha detto parole
in linea con la Carta: ma sino a ieri il
Carroccio li respingeva in mare aperto
lemicamente dai partiti di centro sinistra. E così
è andato in scena un altro dibattito surreale. Le
parole di Salvini sono del tutto in linea con la Costituzione della Repubblica (articolo 10) e con le
leggi vigenti. Dunque il Partito democratico e la
sinistra anziché polemizzare dovrebbero rallegrarsi di questo annuncio e di questo impegno
che rovesciano come un guanto la politica a lungo seguita dalla Lega in materia di immigrazione. A protestare dovrebbero essere, semmai, i
militanti leghisti che, viceversa, oggi applaudono Salvini evidentemente dimentichi che sino a
ieri la Lega, col suo ministro dell’Interno Roberto Maroni, respingeva i profughi in mare aperto
mentre, a botte di sanatorie, accoglieva sei, settecentomila clandestini alla volta.
L’immigrazione è un problema serio ma ancora più serio è il problema della mancanza di
memoria e di conoscenze dei nostri politici e
l’abitudine ormai invalsa a polemizzare a prescindere da quel che ciascuno dice e, soprattutto, a prescindere dai fatti.
Ex ministro della Giustizia, autore nel 1990
della Legge sull’immigrazione che porta il suo nome.
31
●S
LA TRASPARENZA ASIMMETRICA
DEL GOVERNO SU UE E SPRECHI
COMMENTI
DAL MONDO
La Francia rischia
se rompe
tutti i suoi tabù
della crisi
●
❞ L’ampiezza
economica giustifica
forse la rottura di molti tabù,
ammette Alexandra
Schwartzbrod nel suo
editoriale su Libération. Ma,
attenzione: dopo aver
aperto una breccia nel
principio dell’universalità
della protezione sociale,
modulando gli assegni
famigliari sul reddito, il
primo ministro francese
Valls intende liberalizzare il
lavoro domenicale: «Buona
idea, se resta volontario e
viene equamente
remunerato. Ma chi ci dice
che un giorno non diventerà
invece obbligatorio?» si
chiede l’opinionista.
Messico, il mondo
parallelo
del Presidente
proposito di diritti
●
❞ Aumani,
il Messico sta
attraversando «la peggior
crisi degli ultimi anni»
avverte l’economista
Gerardo Esquivel dalle
pagine de El Universal. Otto
militari sono accusati della
mattanza di almeno 15
civili, tra cui 3 adolescenti, a
Tlatlaya, sud ovest della
capitale, e poliziotti di Iguala
e Cocula sono inquisiti per 6
omicidi e la scomparsa di 43
studenti, dopo una protesta.
Ciononostante il Presidente
della Repubblica ha
rinnovato la sua stima e la
sua fiducia alle Forze
Armate, come se vivesse «in
un mondo parallelo dove
tutto va bene e funziona».
a cura di Elisabetta Rosaspina
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Mart—Rovereto
ul principio dovremmo
essere tutti d’accordo: il
rapporto di fiducia tra
governo e cittadini non
può che rafforzarsi se
c’è trasparenza, cioè se il governo decide di fornire il maggior
quantitativo di informazioni
possibile su ciò che il governo
stesso fa o non fa, e su quali
vincoli esso debba fronteggiare. Bisogna però essere rigorosi
nel mettere in pratica questa
trasparenza, evitando di farne
un’arma politica impropria, e
alla lunga controproducente.
Giovedì scorso il governo
Renzi ha preso la decisione
piuttosto forte di rendere disponibile sul sito del ministero
dell’Economia la lettera del
commissario europeo per gli
affari economici e monetari
Jyrki Katainen in cui si chiedono modifiche alla legge di Stabilità. Tutti hanno potuto leggere la clausola «strettamente
confidenziale» stampigliata
sulla lettera stessa, clausola
evidentemente tenuta in scarsa
considerazione dal governo.
Poco dopo il presidente del
Corso Bettini, 43
38068 Rovereto / TN
Orari d’apertura
Mar / Dom 10.00 / 18.00
Ven 10.00 / 21.00
Lunedì chiuso
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IL VUOTO INTORNO AL LEADER
PARTITI NATURE MORTE?
SEGUE DALLA PRIMA
I
nfine perché se si vuole
davvero cambiare l’Italia,
la prima cosa è una rivoluzione culturale contro un
insieme di stereotipi del
passato che hanno il loro habitat elettivo proprio a sinistra.
Questa rivoluzione dall’alto
(l’ennesima «rivoluzione passiva» della nostra storia) è quella
a cui si è dedicato Matteo Renzi
smantellando virtualmente il
Pd (hanno ragione i suoi avversari interni): gettandone via
pezzi della storia, distruggendone i luoghi comuni della tradizione, le idee ricevute del suo
«popolo». Lo fa quasi sempre
con poco garbo, è vero, spargendo sulle ferite aceto anziché
miele, ma si spiega: se in tanto
tempo i padri, i vari D’Alema e
Bersani — che avevano tutto il
garbo necessario — non sono
stati capaci di cambiare nulla,
cercando invece di far sopravvivere tutto con la speranza che
funzionasse ancora, allora è
inevitabile che i figli procedano senza guardare troppo in
faccia a nessuno.
Ma proprio per le cose appena dette, smantellando il Pd,
cioè smantellando la Sinistra
esistente, Renzi manda all’aria
tutto, perché era su quella Sinistra che storicamente ormai
tutto si reggeva. Inevitabilmen-
te, cioè, egli smantella anche la
Destra. Mostrando l’obsolescenza dell’una mostra l’inconsistenza pure dell’altra, che in
Italia è stata sempre priva di
una vita propria.
Accade così che per circostanze riguardanti in buona
misura la vicenda italiana, e
dunque indipendenti dalla sua
volontà, Renzi abbia ben poche
speranze di essere un ricostruttore. Per cercare di rimettere in
moto la storia del Paese egli ha
dovuto per forza sbarazzarsi
del Pd: ma facendolo vede farsi
il vuoto intorno a sé. Oggi infatti, vuoi nel sistema dei partiti,
vuoi sul tavolo delle proposte
politiche, vuoi in lizza per
eventuali leadership alternative, oltre il Pd di Renzi — cioè
oltre Renzi — non c’è più nulla:
solo una tabula rasa. Non a caso al presidente del Consiglio
arride un consenso plebiscitario che non conosce confini di
Destra e Sinistra, avendoli egli
cancellati virtualmente tutti ed
essendo rimasto di fatto l’unico
in campo. Il suo successo si accompagna dunque alla solitudine. È la solitudine di un giovane vincitore, certo. Ma proprio in quella solitudine, bisogna dirlo, c’è qualcosa che
inquieta: l’ombra di un rischio,
il sentore di un eccesso.
Ernesto Galli della Loggia
© RIPRODUZIONE RISERVATA
0 4 /1 0 .1 4 — 2 0 / 0 9 .1 5
2014
Mart Rovereto
Museo di arte moderna
e contemporanea
di Trento e Rovereto
Consiglio ha rincarato la dose,
rivendicando su Twitter l’esigenza della trasparenza anche
a livello di bilancio dell’Unione
Europea.
Il presidente Renzi sembra
però sottovalutare la memoria
degli italiani, i quali ancora
non hanno avuto il piacere — o
il dispiacere — di leggere i 25
documenti finali relativi alla
spending review dell’ex Commissario Carlo Cottarelli. Nella
sua versione iniziale — presentata sotto forma di una serie di
slide — la legge di Stabilità trova(va) risorse per 15 miliardi
dalla revisione della spesa pubblica, mentre la versione depositata alla Camera sembra già
rassegnarsi a più modesti tagli
per 5 miliardi. Perché mai i cittadini che pagano le tasse non
hanno il diritto di leggere le
proposte fatte al governo proprio da Cottarelli per tagliare la
spesa che queste tasse finanziano? Chi decide il confine fra
la trasparenza buona e quella
cattiva?
Riccardo Puglisi
Info e prenotazioni
800 397760
+39 0464 438887
[email protected]
mart.trento.it/guerra
twitter: @mart_museum
1914
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32
Sabato 25 Ottobre 2014 Corriere della Sera
Corriere della Sera Sabato 25 Ottobre 2014
Tempi liberi
Benessere
Viaggi
Food
Moda
Fonte Discovery Italia/
The Marketing Lab
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SuperMan alla guida del carrello
Fanno la spesa una o più volte la settimana, si fanno
guidare dalla pubblicità, dai nuovi prodotti e si concedono
quelli «fuori lista». Ecco gli uomini al supermercato
34% Funzionali
13%
Entusiasti
Esperti
Design
14%
Tecnologia
39%
Distaccati
Famiglia
Il tempo trascorso in volo è l’unico in cui siamo davvero «sconnessi» da tutto. Ma le cose stanno
cambiando: siamo assediati da start-up che vogliono farci lavorare (e socializzare) per forza anche lì
L’ultimo spazio vuoto
di Fabio Savelli
● L’Agenzia
europea per la
sicurezza aerea
(Easa) ha dato
il via libera il 26
settembre
scorso
all’utilizzo
in modalità
connessa degli
apparecchi
elettronici sugli
aerei,
eliminando
l’obbligo
di metterli in
«modalità
volo» e dunque
concedendo
la possibilità
di avere
connessioni
wi-fi.
● Spetta ora
a ciascuna
compagnia
di volo stabilire
se ci sono le
condizioni
di sicurezza
per permettere
l’uso in volo
di apparecchi
elettronici
connessi
Single
I
l più lesto a fiutare il cambiamento è stato – anche stavolta – un italiano: Ugo. Di cognome fa
Vanuzzi ed è un designer trapiantato a Parigi da
diversi anni. Ha appena lanciato un’applicazione – acquistata già da diversi vettori – che incorpora giochi, film, musica, Facebook, prenotazione taxi, noleggio auto, quotidiani e riviste
tramite connessione wi-fi a 10 mila metri di altezza. Il primo aereo con «Ugo» a bordo (sì,
l’app si chiama come lui) decollerà entro la fine
di quest’anno dopo il recentissimo via libera
dell’Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) che ha eliminato l’obbligo della «modalità
in volo» per gli apparecchi elettronici sdoganando, di fatto, Internet in alta quota anche nella Vecchia Europa.
Vueling, la compagnia di volo controllata da
un holding paritetica tra Iberia e British Airways, attratta dal mantra dei servizi a valore
aggiunto, ha invece agito sulla leva del marketing. Ha appena sponsorizzato un evento ideato
da Assolombarda mettendo insieme 100 giovani imprenditori italiani e spagnoli cercando di
liberare (su un aereo di linea) gli «animal spirits» del capitalismo. Tema: startup nel turismo.
In filigrana c’era l’interesse a trovare nuove idee
di business nel tempo perso – finora – del volo.
La maieutica socratica ha così prodotto una sorta di LinkedIn aereo: la compagnia di volo condivide su una piattaforma social i nomi (e le
professioni) dei passeggeri a bordo. I quali possono conoscere e presentarsi tra loro nel caso
intravedano possibili sinergie lavorative. Il meeting sulla tratta Milano-Barcellona ha partorito anche un’applicazione basata sul teorema
della formazione a distanza: sei a bordo, clicchi
sull’icona, ti metti la cuffia e migliori il tuo inglese attraverso una serie di esercizi à la carte.
Ora immaginate di essere un direttore delle
risorse umane di una multinazionale in volo
per gli Stati Uniti. A bordo, grazie a questo nuovo LinkedIn, potreste scoprire di avere decine di
potenziali candidati affascinati dall’idea di far
parte della vostra realtà. Potreste ricevere decine di curricula cartacei all’istante se i dispositivi
sono collegati via wi-fi con una stampante in
Gli aerei e il wi-fi
Dal LinkedIn che permette di
intrecciare rapporti di lavoro con
il vicino di fila all’app che unisce
Facebook e prenotazione taxi
ILLUSTRAZIONE DI ANNA RESMINI
Le tappe
facevano volare. Anche con la testa. Senza
«scocciature». Senza dover lavorare anche tra le
nuvole. Nell’ultimo spazio vuoto rimasto.
Una situazione che potrebbe diventare ingestibile se siamo sul volo più lungo del mondo:
Sydney-Dallas, compagnia Qantas, 13.804 chilometri di oceano Pacifico, 15 ore e 25 minuti di
vuoto pneumatico ora coperto dal vicino di sedile a caccia di finanziamenti. I tuoi.
Se questo è lo scenario sempre più realistico
resta un’incognita: come funzionerà il modello
di business ad alta quota. Che ci suggerisce una
serie di domande: quanto ci faranno pagare la
connessione? Verrà inserita nel costo del biglietto? I prezzi, quindi, saliranno? Scandagliando le offerte commerciali dei vettori che si
stanno affacciando al nuovo che avanza si capisce subito che a diecimila metri Internet rischia
di essere classista.
Perché nella stragrande maggioranza dei casi
il wi-fi è destinato solo ai passeggeri in classe
business. Altre, come la russa Aeroflot, la Singapore Airlines e la Tap Portugal, hanno trovato
una formula ibrida: paghi la connessione in
proporzione al traffico dati consumato (quindi
occhio ai video-tutorial: l’inglese può costarci
caro anche in altitudine). Altre ancora – come
Air Canada, American Airlines, Emirates,
3,2
miliardi di passeggeri viaggiano
ogni anno su voli di linea. Secondo
la Iata il numero è destinato a
raggiungere i 7,4 miliardi nel 2035,
con una crescita annua del 4%
grado anche di sfornare biglietti da visita alla
bisogna. O peggio: siete un gestore di grandi
patrimoni sulla linea Londra-Singapore. Dopo
qualche minuto calamiterete decine di startupper a caccia di finanziamenti per la loro straordinaria idea di business: un’applicazione social
all’ultimo grido. Così potreste anche trovarvi a
rimpiangere i voli offline. Anche se li trovate
terribilmente noiosi e improduttivi. Almeno vi
Etihad (socio di Alitalia), Japan Airlines, Lufthansa – propongono diversi tipi di abbonamento a seconda del tempo di utilizzo della
connessione. British, Qatar e Tam Airlines sono
più riluttanti a concedere il wi-fi e per ora hanno messo a disposizione solo il servizio Gsm a
bordo. D’altronde il tema riguarda le economie
di scala del servizio. Perché non per tutte risulta
conveniente coprire i costi degli impianti (senza ovviamente inficiare sulla sicurezza delle trasmissioni) se il servizio viene utilizzato da un
numero esiguo di passeggeri.
Così il rischio semmai è che – una volta liberalizzato il wi-fi sui voli – le compagnie proveranno a venderci tutta la gamma di applicazioni/esperienze che nel frattempo avranno implementato sulle loro piattaforme. Potranno
persino noleggiarci tablet e smartphone nel caso ne fossimo sprovvisti. Da qui il tema della
privacy: dovremo fornire tutti i nostri dati? Verremo schedati con inevitabili pressioni di tipo
commerciale? E se il telefono del compagno di
viaggio suonerà ininterrottamente a causa della
sua fastidiosa chat?
@fabiosavelli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
di Antonella Baccaro
QUEL TERZO OCCHIO
CHE FA VEDERE
I TRAUMI ALTRUI
(E A VOLTE I PROPRI)
C
apita quando si è single
da un po’ di tempo e gli
incontri alle spalle rischiano di diventare
più di quelli venturi, di sviluppare quel «terzo occhio» che ci
fa guardare gli altri come se
fossero trasparenti, individuandone le crepe prodotte dal
tempo e dalle esperienze. Si è
seduti amabilmente con un calice in mano ma la mente già
elabora una fotografia: «arrabbiato», perché la compagna lo
ha lasciato male; «dissociato»,
perché è un’altra la vita che vorrebbe ma non sa come procurarsela; «sovraeccitato», per-
ché ha scoperto che anche da
adulto può vivere i sentimenti
con la leggerezza (e l’irresponsabilità) di un ragazzino.
Poi, man mano che si va
avanti, affiorano brandelli di
vita e la diagnosi si fa più precisa: ricordi di una mamma troppo presente, di un padre molto
duro, di un’adolescenza ritardata. Passo dopo passo gli occhi scrutano e la mente registra
dettagli che ricompone in una
storia, quella di chi ci sta avanti, e magari desidera proprio liberarsi di quel passato che ci
sta raccontando. Può essere
che ci sfuggano le nostre com-
plessità, ma quelle dell’altro le
vediamo benissimo, proprio
quando vorremmo dimenticarci di tutto e buttarci a capofitto
in una storia. Ed è così, proprio
durante una conversazione potenzialmente romantica, che
può affiorare la domanda: «Ma
tu l’hai mai fatta l’analisi?».
Il fatto è che tutti a un certo
punto perdiamo il filo di noi
stessi e incontrare persone
nuove può aiutare a guardarci
dall’esterno. A patto di non restarci troppo male se qualcuno
ci vede «ossessivi», «psicotici», insomma non «normali»,
ma soprattutto purché non si
❞
Passo dopo
passo, si
ricompone
la storia
segreta di
chi abbiamo
di fronte
pensi che l’altro possa essere la
cura dei nostri mali.
A volte vedere con chiarezza i
traumi altrui è scoraggiante,
ma può esserlo ancor di più
prendere coscienza dei propri
nello sguardo altrui. Forse non
c’è niente di meno eccitante
che scoprire le nostre falle
quando vorremmo apparire
sublimi. Talvolta si fugge. Ma
può succedere che le debolezze
s’intreccino in un incastro perfetto. Fateci caso la prossima
volta che anziché chiedervi di
che segno sia, penserete: ma ci
sarà andato in analisi?
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34
Sabato 25 Ottobre 2014 Corriere della Sera
TEMPI LIBERI
Moda
I protagonisti
Canale Moda
Quando il pancione
(e le altre rotondità)
sono sexy
www.corriere.it/moda
L’azienda
● Fondato
a Trivero
(Biella) nel
1910, il gruppo
Ermenegildo
Zegna ha un
fatturato
(2013) di 1,27
miliardi di euro.
Presente in
100 Paesi,
l’export supera
il 90 per cento
della
produzione. La
Cina pesa per il
25% sui ricavi
del gruppo: da
due anni è il
primo mercato
per fatturato
mentre
l’Europa resta
il secondo
mercato,
seguita dalle
Americhe
È
tempo, anche, di bilanci qui a
Shanghai, per Zegna. C’è un
cortometraggio da festeggiare,
«A rose, reborn» per la regia di
Park Chan-wook, con l’ultimo
episodio di quattro presentato
a un pubblico di potenziali (o
potenti) clienti cinesi, e
un’estetica da portare avanti e
su cui lo stilista Stefano Pilati
sta facendo un lavoro preciso
che dopo due anni, quattro
s t a g i o n e e t r e s f i l a te h a
un’identità già definita. «Mancavo dalla Cina dal 2005 e debbo dire — racconta — che
quello che mi ha colpito è il feeling con la gente. Dal punto
di vista estetico, sono talmente tanti (30 milioni solo a
Shanghai ndr) che non puoi
capire o catalogare. Però c’è
qualcosa di sincero e vero nel
loro modo di essere. Cammino senza paure. Non posso dire lo stesso di Tokyo: una città
che mi inibisce perché mi
chiede si essere sempre attento». La passione di Pilati per
l’Oriente non è certamente un
mistero: «Ma non è stato per
questo che abbiamo scelto di
presentare “A rose, reborn”
qui, di ambientarlo in parte in
Magra è (ancora) bello?
Sembra proprio che l’aria stia cambiando,
soprattutto dopo che Steven Meisel ha
voluto Candice Huffine (foto) — 90 kg per un
metro e ottanta di altezza, quinta di
reggiseno — sul Calendario Pirelli 2015
accanto alle filiformi Adriana Lima, Natalia
Vodianova, Isabeli Fontana, Raquel
Zimmermann. E per le curvy apre anche un
portale. Servizio di Maria Teresa Veneziani
Seducenti con il pancione
Ancora (dolci) rotondità sotto i riflettori: sono
quelle di Blake Lively, che sul red carpet ha
esibito il pancione fasciato da un abito Gucci.
L’attrice è una delle «yummy mummy». A
guidare la lista c’è Kate Middleton, che è
apparsa all’Action on addiction Autumn
Gala, con un abito nero e pancino in vista.
Servizio di Michela Proietti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Stefano Pilati, designer di Zegna, in un corto presentato a Shanghai rilegge
i codici della moda maschile e mixa i blu e le grisaglie per inediti abiti
spezzati. «Bisogna rompere le regole, ma senza eccessi. Con personalità»
L’eleganza «sbagliata»
dei nuovi leader
Il corto
Un’immagine di
«A rose reborn»,
il corto voluto
da Zegna per la
regia di Park
Chan-wook
Cina, di scegliere un regista
coreano e uno dei protagonisti
(Daniel Wu) fra i giovani attori
emergenti nel Paese. La filosofia era di dare un re-bust a Zegna dopo oltre vent’anni di
presenza. Ri-accendere in-
somma una storia già forte per
inserirla in un nuovo progetto
di interscambio fra culture.
Empatia, ecco quello che volevo ottenere. E solo i miei collaboratori sanno quanti scritti
ho buttato via».
Dal film parecchi messaggi
di estetica e di contenuti, una
sorta di manifesto di quella
che Pilati chiama la New Generation Leadership: un ingegnere si lancia in un’avventura
al buio, fra Londra, Shanghai e
il cimitero monumentale di
Milano, pur di incontrare un
finanziatore che lo aiuti nella
sua start up. «Innanzitutto volevo che fosse Zegna dall’inizio
alla fine. Poi volevo che fosse
definita la figura del nuovo
leader, focalizzato sul trade
ma anche con una profonda
coscienza globale che è diventata un’attitudine spontanea,
direi di pancia».
Manager umani, è questo
che si evince dal film: capaci di
procedere al buio pur di portare avanti una giusta causa, anche se di business trattasi. «Ne
conosco parecchi: avvocati,
imprenditori, scienziati, ingegneri che comunque vivono in un mondo dove la
formalità è importante,
certo ma è una nuova formalità “vestita” anche
d’altro». E si arriva all’abito: «La filosofia che sta
dietro all’idea che ho
lanciato del Broken Suit,
che non è banalmente
un completo spezzato,
ma un’attitudine: sei un
uomo che veste da anni
il lusso, hai 35-40 anni ,
ti conosci e con personalità e originalità ti diverti a rompere le regole. Non chiedo di indossare la giacca rosa e il
pantalone giallo, ma di
mixare le grisaglie o le
microstrutture o i blu,
rispettando la formalità.
Chiedo un atto di stile più
che di moda».
Le rivoluzioni non sono
mai piaciute a Pilati, suo
da sempre il principio che
da giovani si seguono le
mode poi si elimina e si
elimina, e quel che resta
è la personalità. Ma non
teme danni estetici? Gli
azzardi, insomma. «Innanzitutto ai nostri venditori stiamo facendo
un training molto attento perché per primi
imparino e sappiano
consigliare». La moda
«sbagliata» tanto invocata da Miuccia Prada:
potrebbe essere questo il filone? «Sì, decisamente. Là dove
“sbagliata” la percepisco come
gesto spontaneo
che nel formalismo non c’è, ma qui diventa
qualcosa di sofisticato, che definisce la personalità che è poi
la nuova e intrigante sfida di
oggi». Pilati in Zegna ha ritrovato la grinta: «Non puoi fare
questo lavoro se non c’è la passione sia che tu lavori per Zegna, Zigna o Zugna! Ma è vero
che questa azienda mi ha permesso di esprimermi. Posso
urlare, ridere, parlare, ascoltare e mi lasciano fare e questo
mi permette di lavorare con
una visione veramente unica».
Paola Pollo
© RIPRODUZIONE RISERVATA
4
1
2
3
1 È nel giugno del 2012, al suo
esordio in Zegna che Stefano Pilati
(nella foto il suo look Zegna nella
serata di gala a Shanghai) lancia
l’idea del Broken Suit, letteralmente
l’abito spezzato. Da non
fraintendere con giacca blu e
pantalone grigio. Il suggerimento è
un altro: mixare giacche e pantaloni
di abiti impercettibilmente diversi:
grisaglie, gessati, finestrati,
microstrutture, operati. Risultato
(anche pratico): con due completi
se ne ottengono quattro
2 Il nuovo Broken Suit
ha la giacca un po' più lunga
3 Altro dettaglio importante
è il pantalone un po' più corto
4 La personalizzazione arriva
con l’accessorio: per cravatta una
lunghissima sciarpa
Corriere della Sera Sabato 25 Ottobre 2014
TEMPI LIBERI
17 rubini
Il (buon) senso
di Longines
per il passato
di Augusto Veroni
Rivisitare la propria storia ha senso se il
passato viene ripreso senza nostalgia, ma
piuttosto come base per creare il futuro in
maniera armonica, coerente. È quel che sta
facendo Longines con la collezione Heritage
(ormai ci sono una quarantina di modelli in
catalogo), utilizzata sia per riflettere sulla
propria tradizione che per attualizzarli con
evidenti vantaggi per le collezioni totalmente
moderne. Il Longines Heritage Legend Diver
si riferisce al passato soprattutto per quanto
riguarda l’estetica del quadrante. Il resto, a
partire dal moderno diametro di 42
millimetri, è tecnica attuale: la bella lunetta
interna girevole (molti la considerano più
sicura di quella esterna e la presenza di due
corone costringe ad alloggiarle in posizione
non fastidiosa per la pelle del polso) è
eseguita con ottima cura, come pure è
ottima l’impermeabilità garantita (30
«Il lusso non è spreco
La bellezza purifica l’anima»
Wei Lai, fotografo delle star cinesi, e la mostra a Pechino con Peuterey
«Vorrei ritrarre la Bellucci, alle nostre artiste dico di ispirarsi a lei»
A
Chi è
● Wei Lai, 38
anni, ha una
laurea in
filologia cinese
ed è il
fotografo delle
star cinesi: tra
queste Ni Ni,
protagonista
dei «Fiori della
Guerra» e Li
Bingbing,
attrice di
«Transformers
4». Ha firmato
la mostra con
Peuterey
rriva con un’ora buona di ritardo. Ha
una giustificazione: oggi a Pechino si
inaugura la sua prima grande mostra
fotografica e all’ultimo momento ha
avuto un ripensamento sulla qualità della stampa, che non rendeva bene il suo gioco di luci in
bianco e nero. Nuova carta fatta arrivare dalla
Germania e ristampa di tutti i cento ritratti. È
un perfezionista Wei Lai, «il fotografo delle stelle», come lo chiamano in Cina, perché sotto la
sua lente sono passate tutte le celebrità del cinema locale.
Wei, 38 anni, ha una laurea in filologia cinese
e lavora con attrici splendide, famose anche in
Occidente, come Ni Ni, protagonista dei «Fiori
della Guerra» di Zhang Yimou; Li Bingbing, che
abbiamo visto in «Transformers 4»; Gao
Yuanyuan. Perché si è specializzato in star? «In
Cina crediamo al destino, forse sono le stelle
che mi hanno scelto. Ma la verità è che io amo le
immagini di bellezza classica e interiore e voglio mostrarle per quello che sono». Ha mai ritratto un’attrice italiana? «Mi piacerebbe Monica Bellucci perché è naturale, molto vera, rilassata. A volte consiglio alle attrici cinesi di essere
come lei sul set».
In Cina il presidente Xi Jinping ha lanciato
una campagna contro la stravaganza e l’edonismo, sembra che i clienti di Wei Lai facciano
Ritratti Due scatti di Wei Lai in mostra a Pechino: a sinistra l’attrice Ni Ni, a destra la
collega Xiong Naijin con un coat Peuterey della collezione autunno inverno 2014/2015
Il primo lavoro
«Da ragazzo ho fatto
anche l’impiegato nella
sede del partito»
parte della categoria scomunicata dal partito.
Wei non è d’accordo: «Io li conosco, si impegnano molto per migliorare le loro prestazioni,
il lusso per loro è solo garanzia di qualità, non
sprecano. Mi creda, io non frequento nessuno
che abbia una stanza guardaroba riempita di
cose assurde».
Lucia vestiva così
Che spettacolo i costumi
dei «Promessi Sposi»
Il trio
Tullio Solenghi
e Anna
Marchesini
nei panni di
Renzo e Lucia
nella parodia
degli anni 90
filologici (una Lucia con camicia
in popeline con colletto
ricamato «come le allieve delle
Marcelline di Piazza
Tommaseo» scrive nel catalogo
Fabiana Giacomotti, cocuratrice della mostra con
Massimo Bernardini e Marina
Messina) della versione tv di
Sandro Bolchi con Paola
Pitagora e Nino Castelnuovo
che mostrano come l’Italia degli
anni 60 interpretava il
capolavoro nazionale. A quelli
di Alessandro Lai per il musical
di Michele Guardì che per
anticare gli abiti dei suoi bravi
sostiene di essersi ispirato a
Martin Margiela più che alla
filologia. Reinterpretazioni che
creano un effetto straniante di
riavvicinamento e nuovo
interesse per il mondo
dell’opera più amata/odiata
dagli italiani. Sarà per questo
che all’inaugurazione Gabriella
Dompè, socialite dal vestire
individualmente griffato,
appena ha visto quel trompel’oeil fra ieri e oggi incarnato dal
costume della tata
dell’Innominato, ha detto: Lo
voglio!
Maria Luisa Agnese
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atmosfere); il movimento, meccanico a
carica automatica, è un affidabilissimo Eta,
prodotto da una fabbrica appartenente,
come Longines, allo Swatch Group. Notevole
anche la qualità del cinturino in caucciù con
una chiusura pieghevole che comprende le
estensioni per indossare l’orologio sulla
muta da sub. Il prezzo è in linea con la qualità
di materiali e realizzazione: 1.810 euro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Wei Lai parla con competenza anche di moda. È sostenuto da Peuterey, il marchio italiano
del soft luxury sportswear. E Peuterey si è fatta
consigliare da lui Ni Ni come testimonial per il
mercato cinese, quando l’anno scorso è sbarcata a Shanghai. Ora l’azienda toscana ha una dozzina di punti vendita nella Repubblica Popolare. Ieri ne ha inaugurato un altro a Wangfujing,
la grande via dello shopping vicina alla Tienanmen. L’amministratore delegato e direttore artistico Riccardo Coppola è molto soddisfatto:
«Il cliente cinese apprezza tutta la nostra collezione, non solo giacconi invernali e piumini. Ci
piacciono i giovani talenti come Wei Lai, abbiamo una filosofia urbana nutrita di eventi, mo-
La boutique
L’azienda toscana ha una dozzina di
negozi in Cina: ieri ne ha inaugurato
un altro, sulla via dello shopping
vicino a piazza Tienanmen
La mostra
La tata sadomaso
dell’Innominato portata alla
gloria dal Trio MarchesiniSolenghi-Lopez sfoggiava un
abito nero di articolata fattura,
pelle e pizzo plastificato sul
davanti, tulle trasparente sul
dietro, un insieme da far invidia
alle pop star professioniste del
twerking. Lo indossava Anna
Marchesini nella parodia ultra
nazional popolare dei Promessi
Sposi da 17 milioni di spettatori
negli anni 90 ma potrebbe
tentare le Crudelie Demon del
Duemila. L’abito ora tolto
dall’oblio dei laboratori svetta
su un imponente manichino
nelle sale di Palazzo Morando a
Milano insieme a tanti altri
vestiti dei Promessi sposi
rivisitati negli anni da tv, cinema
e teatro, nella mostra «Lo
spettacolo dei Promessi sposi»,
nata su idea di Duccio Forzano:
iniziativa che con linguaggi
diversi, vuole avvicinare alla
grande opera. Riuscirà il web a
fare il miracolo, togliendo i
Promessi sposi dalle zone
uggiose in cui l’avevano
confinati le letture coatte della
nostra infanzia? Intanto
cominciamo proprio dai vestiti:
da quelli più semplici e finto
35
MARC MÁRQUEZ
MOTOGP™ WORLD CHAMPION
WITH SARA SAMPAIO
da, arte». Per questo Coppola ha deciso di collaborare con la mostra «Attraverso gli occhi di
Lai».
Xi Jinping dice (ordina) che gli artisti debbono servire il popolo. Lei pensa di servire il popolo signor Wei? «Non ci ho mai riflettuto, ma
ho fatto cose sincere: il senso estetico è importante per la Cina, la bellezza può purificare
l’anima». Poi si rifugia in una battuta: «Non ho
fatto solo il fotografo, da ragazzo sono stato impiegato nell’ufficio del partito comunista a Urumqi, nello Xinjiang».
Guido Santevecchi
@guidasant
© RIPRODUZIONE RISERVATA
36
Sabato 25 Ottobre 2014 Corriere della Sera
TEMPI LIBERI
Moda
A New York
Cabina armadio
Brunello Cucinelli ha il suo bel da fare ad andare a
ritirare premi. L’ultimo, giovedì sera a New York, il
«Fashion Star Honoree Award 2014» assegnato
all’imprenditore umbro dal Fashion Group
International «per aver creato un’impresa che ha
per fine la “dignità morale ed economica”
dell’essere umano nel lavoro». «The Protagonists»,
Cucinelli pigliatutto, ancora premiato il suo «capitalismo umanistico»
il titolo della cerimonia che si è svolta nella
suggestiva cornice del ristorante Cipriani di Wall
Street» davanti a un parterre di oltre 500 ospiti. A
Cucinelli non è rimasto che riconfermare il suo
impegno «a rinnovare il connubio tra creatività,
qualità, artigianalità ed esclusività».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Stivaletti, il pezzo facile dell’autunno
Rilanciati dai pantaloni alla caviglia, s’indossano anche con la gonna (e a gamba nuda)
I
più nuovi hanno tacco e
decori texani o assomigliano agli scarponcini di
montagna. La donna fa
sentire il suo spirito libero anche così, con un paio di stivaletti. Più versatile e confortevole dello stivale al ginocchio,
contraltare del cuissard assassino a metà coscia che in pochissime si possono permettere, il bootie si conferma la scarpa d’elezione dell’inverno 2015
e lo sarà anche nella stagione
prossima, sull’onda del revival
degli anni 60-70.
«Lo stivaletto è un capo importante del guardaroba come
il cappotto, non si compra mai
per caso, si sceglie con cura in
base alla personalità», com-
menta Cesare Casadei. Per Casadei la scelta dell’inverno cade
tra il biker — alternativa alla
scarpa da ginnastica — «ma
devi sentirlo perché ti sembra
di camminare un po’ sulle uova» e lo stile Beatles, con l’elastico, che il designer propone
con il tipico tacco a lancia in acciaio. «Con un blazer diventa
l’emblema della sensualità
contemporanea». Rilanciato
anche dai nuovi pantaloni sopra la caviglia, lo stivaletto, da
sempre guardato con sospetto
sulla gamba nuda, oggi a sorpresa viene proposto abbinato
alle gonne proprio dagli stilisti
— Marc Jacobs, Max Mara,
Louis Vuitton, Missoni, Lanvin,
tra gli altri —. Nuovo simbolo
Per non sbagliare
1
Il biker piatto resta il modello più
scelto. Perfetto con i jeans e per
chi ha le gambe sottili
2
Lo stivaletto con dettagli un po’
western è di gran tendenza. Basso
alla caviglia slancia la gamba
3
Lo scarponcino è l’altra novità
dell’inverno. Da portare con i
calzettoni un po’ scesi, anche
sopra ai collant
di eleganza dinamica che si diverte a rompere gli schemi.
Il segreto per portarlo con la
gonna? «Sceglierlo basso alla
caviglia, che slancia la gamba
— risponde Giuseppe Zanotti
—. Quelli al polpaccio richiedono gambe lunghe: se poi ti
ritrovi il polpaccio romagnolo
è un disastro...». Il tronchetto
richiede uno studio iniziale per
renderlo proporzionato e sinuoso. «L’errore è pensare di
voler tagliare uno stivale alto».
La scelta di Zanotti cade sul bootie nero, un po’ aggressivo,
con grafiche western. «L’alternativa è quello con il tubo un
po’ largo e zip all’esterno....
Con pantalone, elegante o un
jeans, non sbagli mai». «Lo sti-
valetto aggraziato è bello anche
con l’abito corto. Ed è più facile
da abbinare dello stivale lungo», interviene Gianvito Rossi
che per l’inverno propone bootie vagamente texani dal tacco
solido 8.5 cm. «Conferiscono
un tocco un po’ ribelle a un
abito in pizzo», spiega.
Stivaletti ma anche mocassini alti e scarponcini similtrekking, quelli più di tendenza
secondo Monica Ciabattini di
Le Silla. Scarpe solide che hanno già conquistato tutte le donne. Gli uomini, si sa, hanno bisogno un po’ di tempo per abituarsi al cambiamento.
Maria Teresa Veneziani
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Missoni
Lo stivaletto
con la
parigina:
sport chic
sensuale
Corriere della Sera Sabato 25 Ottobre 2014
TEMPI LIBERI
Moda
La mostra
I protagonisti
Ha stregato il mondo con la foto della ragazzina
afghana dagli occhi verdi. Poi si è cimentato nel
Calendario Pirelli. Ora la mostra di Steve McCurry,
«Oltre lo sguardo», allestita alla Villa Reale di Monza
dal 30 ottobre al 6 aprile 2015, offre un inedito
viaggio. In esposizione 150 immagini spiegate
dall’audioguida con la voce registrata dell’artista
Dal calendario Pirelli all’Etiopia, il viaggio di McCurry
«E così ho detto a Gimmo:
metti alla prova Kean
Non vedi come si veste?»
La dinastia degli Etro, un libro racconta 30 anni di moda
«Noi quattro fratelli, stipendio uguale per tutti»
L
o sfogliano con allegria,
seduti attorno al grande
tavolo dove, probabilmente, quel grande librone con in copertina «Neverending Supper» di Christopher Griffith (1997), lo hanno messo a punto fra ricordi,
riflessioni, discussioni, decisione. Ragazzi in gamba questi
Etro, Jacopo, Kean e Veronica,
manca solo Ippolito perché si è
preso una pausa o forse qualcosa di più, ma va bene cosi,
spiegheranno. Trecentosettantacinque pagine (edito da Rizzoli con prefazione di Renata
Molho) e più del doppio in foto
(molte inedite) stanno li, senza
un motivo apparente («gli anniversari? Per carità li detestiamo, se è per questo pensiamo
che ogni giorno ci sia qualcosa
da festeggiare») ma tanta voglia di raccontarsi: «Trent’anni
37
Il libro
Famiglia
I quattro fratelli
Etro. Da sinistra
Ippolito, Kean
(il designer della
linea uomo),
Veronica
(linea donna)
e Jacopo
mondo è il primo passo verso
la nascita di un’idea».
Ultimo capitolo, ma che è il
primo di questa bella saga familiare, il dialogo di Gimmo
Etro, il fondatore, con Monique
Lévy Strauss, massima esperta
di paisley, la tipica fantasia
cashmere su cui l’azienda ita-
Immagini tratte
da «Etro»,
Rizzoli editore.
A destra, la
campagna per
la collezione
97/98. Sopra, il
motivo Paisley,
simbolo di Etro
americano che racconta anche molto del suo
lavoro. Come nella foto in cui McCurry parla con un
uomo della tribù Surma (Etiopia, 2012). «Se sei
paziente le persone dimenticano la macchina
fotografica e la loro anima comincia a librarsi verso
di te». La mostra (sponsor Jacob Cohen e Lavazza)
è curata da Biba Giacchetti e Peter Bottazzi
liana ha costruito parte della
sua fortuna. «Ci sembrava giusto lasciare a Gimmo (Kean e
Jacopo non lo chiamano papà
ndr) la conversazione sul tessuto sul quale lui ha costruito il
dna di famiglia». Stima, fiducia, rispetto, continuità: questo
si percepisce chiacchierando
con gli Etro, che svelano di riunirsi spesso nei Cdf (Consigli di
famiglia) feste comandate incluse. Eppure dicono che in Italia le imprese familiari siano il
problema della continuità di
questo Paese. «Nessuna regola.
Se ci sono persone valide all’interno di una famiglia ben vengano, così come sono ben accetti gli aiuti qualificati dall’esterno».
Sempre uniti voi, anche da
ragazzini? «Sempre, anche se
noi maschi siamo cresciuti in
collegio. Però uniti e con la capacità di darci il cambio l’un
con l’altro nella leadership. Vedi ora con Ippolito (47 anni
ndr), ha tirato avanti per anni:
il primo ad arrivare e l’ultimo
ad andarsene, perché gli andava sì, ma non era felice. Ed era
stanco, aveva bisogno si staccare e occuparsi delle cose gli
piacciono», dicono mostrando
la grande foto sul libro che li ritrae insieme. «Lo capisco —
interviene Kean — anche io ad
un certo punto non ce la facevo
più ad andare avanti e chiamai
Veronica che studiava a Londra
❞
❞
❞
❞
di moda. Non è stato facile condensare tutto».
Ecco Kean, 50 anni, il sognatore: «Volevamo qualcosa che
rispecchiasse le diversità di
ognuno di noi però in un abbraccio». Jacopo, 52 anni, il più
«ancorato» al suolo: «Un libro
globale che parlasse anche a
popoli meno sofisticati». Veronica, 40 anni, la «piccola» saggia: «Nessuna casualità nei testi, ma la nostra storia a temi
affrontati con persone speciali». Così Kean filosofeggia con
Carlo Petrini, il fondatore di
Slow Food, di economia sostenibile e con l’artista Katsumi
Komagata di gioco («se non
giochiamo la vita diventa noiosa»). E poi Veronica divertita
dall’incontro con Liu Bolin, il
camaleonte, l’uomo invisibile,
nella chiacchierata sull’arte e
poi con Leatrice Eiseman, massima esperta di cromie che rivela che un giorno «gli esseri
umani vedranno effetti del colore mai sperimentati prima».
Infine Jacopo prima in viaggio
con Robert Penn, giornalista
itinerante, e dopo in riflessione
con il duo d’arte indiano
Thukral & Tagra sulla globalizzazione: «L’osservazione del
e le dissi che avevo bisogno di
lei perché si occupasse delle
collezione donna: ero esaurito,
depresso, stanco. E lei arrivò ed
ora guardatela: fantastica, e io
da allora sono libero di giocare
come piace a me».
Mai pensato di fare qualcosa
d’altro? Veronica: «Io ho sempre sognato qualcosa di manuale, creativo, artistico. E alla
Saint Martins sono entrata in
Paradiso. E ora posso spaziare:
dal cinema, alla fotografia».
Kean: «A me piacevano la storia, la ricerca, i libri e oggi racconto favole con gli abiti. All’inizio ero molto timido e non
è sempre stato facile». Interviene Jacopo: «La colpa è mia.
Gimmo cercava un designer e
io gli dissi: “guarda Kean come
si veste, è elegante ma originale
e divertente, prendi lui è perfetto”! Gimmo mi rispose: “tu
credi?” Ma avevo ragione! Per
me, invece, era inevitabile che
mi occupassi di stoffe e fornitori: ho passato l’infanzia negli
scatoloni di tessuti». E con gli
stipendi come ve la cavate?
«Per tutti lo stesso, che domanda».
Paola Pollo
Jacopo, il maggiore
Papà cercava uno stilista
Ho avuto ragione a dirgli
che doveva guardare in
famiglia
Veronica, la «piccola»
Ho sempre sognato
qualcosa di artistico.
Alla Saint Martins sono
entrata in Paradiso
Kean, il poeta
Ad un certo punto
non ce la facevo più, ero
esaurito. Ho chiamato
Veronica: devi aiutarmi
La «pausa» di Ippolito
Sempre il primo
ad arrivare e l’ultimo
ad andarsene. Aveva
bisogno di staccare
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Sabato 25 Ottobre 2014 Corriere della Sera
Corriere della Sera Sabato 25 Ottobre 2014
TEMPI LIBERI
Il corto
Guida
al benessere
di Giancarla Ghisi
Il siero esfoliante
che fa «riparare»
meglio
la pelle di notte
L
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Dalle extension
ai super mascara
Le nuove ragazze
dalle ciglia
extra lunghe
L
a cronobiologia per
contrastare
l’invecchiamento
cutaneo. È il punto
di partenza per i laboratori
dell’Istituto Ganassini
nella formulazione di
Rilastil Re-Sleep,
trattamento in due fasi
per la notte. «L’attività
biochimica dell’organismo
— spiegano — opera sul
ritmo circadiano, un ciclo
che dura pressappoco 24
ore, regola molti
fenomeni, come le fasi di
sonno-veglia, il ritmo
cardiaco, la pressione
sanguigna e la difesa
immunitaria. Questo
ritmo, determinato da
fattori dell’organismo, è
anche soggetto a fenomeni
quali la rotazione della
terra o il campo magnetico.
È stato scientificamente
provato che le cellule
della pelle lo regolano
autonomamente attraverso
precisi meccanismi
molecolari. Quando
le fasi circadiane sono
regolari, le cellule cutanee
funzionano correttamente,
quindi nella notte i
meccanismi di riparazione
si attivano a pieno regime.
Spesso, per diverse cause
come stress, raggi UV,
smog, make-up
inadeguato, detergenti
aggressivi, succede che si
desincronizzano,
influenzando le capacità di
rigenerarsi. Per questo è
importante l’utilizzo di un
prodotto specifico la sera».
Re-Sleep è un trattamento
proposto in versione
balsamo (nella foto) e siero
con proprietà esfolianti e
rigeneranti che vanno
applicati prima di coricarsi.
«Entrambi —spiegano i
ricercatori — contengono
un attivo (tetrapeptide-26)
di concezione epigenetica,
scienza che studia i
meccanismi di attivazione
dei geni, per aiutare a
rinforzare i naturali sistemi
di riparazione». Sia
balsamo che siero sono
privi di parabeni e derivati
del grano, contengono
profumi senza allergeni e
sono dermatologicamente
e microbiologicamente
testati.
al Pont des Arts con i suoi lucchetti d’amore. Una
storia che comincia al tramonto, prosegue nella
notte sino all’alba, i rumori dei tacchi sul pavé, le
risate, la musica in sottofondo e il profumo di lei,
mix di fiore d’arancio, cedro e gelsomino racchiuso
in lucchetto, d’amore. Ma la notte finisce e dal
barcone ormeggiato sotto il Pont des Arts esce lei
splendida, libera. «Perché — spiegano da Chloé —
Love story è il profumo della libertà».
unghe, folte e voluminose. Tutte le donne sognano ciglia così: «La loro
funzione è di proteggere
l’occhio — spiega la visagista
francese Nicole Estérelle —,
ma sono (anche) un segno di
femminilità, sensualità e seduzione. Troppo corte, poco incurvate, non abbastanza fitte,
possono diventare un problema». La cosmetica ha la soluzione. Svegliarsi la mattina
senza aver bisogno di truccar-
ILLUSTRAZIONE DI NATALIA RESMINI
●Curiosando
Parigi…Un incontro, gioco di seduzione, qualche
parola sussurrata. L’obiettivo di Mélanie Laurent,
questa volta in versione regista, racconta «Love
story» l’ultima fragranza di Chloé. L’attrice, resa
famosa da Quentin Tarantino in «Bastardi senza
gloria» si trova a suo agio anche dietro la
macchina da presa. Immagini romantiche e
accattivanti con Clémence Poésy (foto), volto della
maison, che si muove per la città: dal Moulin
Rouge al mercato dei fiori, il Bois de Boulogne fino
Parigi
e il profumo
in un lucchetto
39
si? Si può. Basta allungare o infoltire le ciglia in un lash bar. È
l’ultima frontiera del salone di
bellezza, un centro estetico
specializzato in extension. «Si
sceglie il tipo di set (e quindi di
risultato) — spiega Maria La-
50
i minuti
necessari per
allungare o
infoltire le ciglia
rionova, titolare del centro milanese Lashbar LashDream, il
p r i m o a d a p r i re i n I t a l i a
(lashdream.it) —. L’effetto può
essere naturale, ultravolume o
XXL. Il trattamento dura dai 50
ai 90 minuti, il costo per un’applicazione completa di ciuffetti
parte da 80 euro e arriva fino a
250. Dopo, sarà necessario eseguire dei ritocchi (25 euro)
ogni due, quattro settimane (il
tempo dipende dal ciclo di caduta e dal tipo di applicazione
che si vuole avere)». «Le extension sono discrete ma hanno
un grande effetto — racconta
la visagista parigina —. Una
moda da star nata negli Stati
Uniti (Jennifer Lopez ha reso lo
sguardo ammaliante con quelle di visone. Costano 200 euro e
richiedono una serie di sedute
da 100 euro ciascuna, ma durano tre mesi), diventata molto
frequente in Italia, Spagna e
Francia (le francesi sono le più
restie a “confessare”)».
L’esperimento
Costano, ma il risultato
si vede. L’occasione
per provarle?
Halloween
Folte «effetto bambola» pure le ciglia disponibili in commercio in diverse misure e tonalità. Nei salotti Make Up For
Ever (da Sephora) i truccatori
«attaccano» archi ciliari dall’aspetto naturale o spettacolari
(makeupforever.com). In vista
di Halloween, Mac propone la
versione ciglia finte Rocky Horror Picture show (maccosmetics.it). Chi non ha la fortuna di
avere occhi grandi e luminosi
ma ha molta pazienza «aspetterà un mese per vedere le ciglia rinascere — rivela Estérelle
—. Le nuove formule di mascara e di sieri sono le migliori alleate: agiscono grazie a un mix
di vitamine in grado di rinforzare, allungare, incurvare i fusti. Vanno applicati ogni giorno, meglio la sera prima di andare a letto. Mentre il siero si
passa alla base con delicatezza». Ma le aspiranti cerbiatte
puntano anche sul make up «e
sanno districarsi tra i diversi tipi di mascara (allunganti, incurvanti e volumizzanti) e optare per un tipo facile da applicare», come il Noir Couture di
Givenchy.
Infine, le raccomandazioni:
«Pettinare e spolverare le ciglia
prima del trucco, picchiettare
le punte con il pennellino dell’eyeliner nero per donare profondità. Struccare gli occhi con
delicati movimenti circolari
per evitare strappi e nutrire i
fusti con l’olio di ricino».
Rossella Burattino
[email protected]
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Sabato 25 Ottobre 2014 Corriere della Sera
TEMPI LIBERI
Abitare
su living.corriere.it
Le idee
Gli interni della nuova sede milanese di Facebook, 650 mq
nel centro della città: graffiti, colori vitaminici, soffitti con tubi
metallici a vista. Il senso della community si vede anche negli
ambienti di lavoro in stile pop. Open space per le aree di
lavoro e 5 aree break out. Il progetto dell’architetto Cristiana
Cutrone ha utilizzato un mix di design italiano e
vasce)
internazionale (Foto Vito Corvasce)
Facebook, si lavora tra dondoli e tinte pop
Comodo, connesso, colorato
Ufficio e casa, l’arredo è lo stesso
●Dietro il giardino
Mobili conviviali ed efficienti: il design interpreta i nuovi stili di vita
di Carlo Contesso
Orchidee, è l’ora
di rinvasare
Tecniche, tattiche
e rischi (in)evitabili
uesta settimana
riporto in casa le
orchidee e, durante
il controllo di
frontiera, vedo che il vaso
dell’ibrido di Cattleya è rotto.
La pianta ha due germogli,
uno lungo otto centimetri
ancora senza radici, l’altro
più di una spanna e corte
radici con la punta verde:
avendo cura di non
danneggiarle è un buon
momento per rinvasarla,
poiché le radici in crescita
garantiscono un
attecchimento più facile e
veloce. Dopo aver immerso il
vaso in acqua, stacco le radici
dalla terracotta, scarto radici
morte, un lombrico vivo e
vecchio substrato, riempio la
base di un nuovo vaso con tre
dita di lapillo lavato, poi una
manciata di corteccia e
lapillo, cautamente
posiziono l’orchidea in modo
che i due germogli si trovino
al centro del vaso. Mentre le
orchidee come le
phalenopsis che hanno solo
un punto di crescita, detta
monopodiale, vanno
posizionate al centro del
vaso, per quelle a crescita
simpoidale, che sviluppano
più pseudobulbi da un
rizoma corto e ramificato,
bisogna che i germogli si
trovino al centro del vaso per
evitare trapianti troppo
frequenti. Arrivo alla fine
avendo danneggiato il meno
possibile le nuove radici, da
cui tanto dipende il successo
dell’operazione, ed ecco che
urto il germoglio più piccolo,
lui si spezza e mi guarda con
aria accusatoria… con lui,
parte uno dei due futuri rami
di fiori.
[email protected]
Q
© RIPRODUZIONE RISERVATA
D’ambiente
Soggiorno o sala
riunioni?
Entrambi.
Accanto, un
ambiente livingufficio con il
tavolo da riunione
S8000, design
Hadi Teherani per
Thonet, con piano
in varie finiture,
base in metallo
con elemento
centrale in inox
per le connessioni
di rete e i sistemi
multimediali. In
alto a destra, il
paravento Pli di
Caimi Brevetti,
design Marc
Sadler: i pannelli
sono in uno
speciale materiale
fonoassorbente
brevettato
D
ivani e poltrone avvolgenti, pouf e tavolini di
servizio, paraventi leggeri e maneggevoli, tavoli spaziosi: guardandoli, è
impossibile classificarli con sicurezza tra i mobili da ufficio,
eppure lo sono. Siamo sempre
connessi, lavoriamo ovunque
(anche a casa), quindi niente di
strano se gli arredi «tecnici» si
sono modificati per adeguarsi
a questo scenario, come indica
Orgatec, fiera internazionale
dedicata ai mobili da ufficio
che si conclude oggi a Colonia.
Forme accattivanti, funzionalità multiple, dettagli ricercati,
ovvero le stesse caratteristiche
a cui ci siamo ormai abituati in
casa: tutto concorre a far sì che
questi due mondi siano sempre più vicini e comunicanti.
«Da tempo siamo usciti da
una visione del lavoro basata
sul concetto di grande fabbrica
e produzione di massa. Oggi
domina il settore dei servizi
avanzati, che richiede creatività, multitasking, lavoro di
squadra, oltre a un elevato apporto di tecnologia. E questo
ha rivoluzionato gli uffici: una
volta contava solo la funzionalità, oggi si vuole comfort, piacevolezza e versatilità», afferma Maurizio Ferrera, docente
di scienze politiche all’Università degli Studi di Milano ed
esperto di welfare e lavoro.
Luoghi ibridi, come lui stesso li
definisce, proprio come le nostre case: «Persino nell’ufficio
postale, descritto dai grandi
sociologi come l’epitome del
lavoro ripetitivo, oggi ci sono
colori, espositori che movimentano lo spazio, zone d’attesa stile salotto».
In questo scambio di ruoli,
nelle nostre abitazioni aperte al
telelavoro servono arredi belli
sì, ma progettati per un uso
professionale. Tema cardine
l’ergonomia, non scontata in
tempi in cui si spazia tra desktop, portatile, tablet e smartphone: «È stato il punto di
partenza del progetto: un
comfort morbido per la seduta,
schienale e braccioli integrati
in un’unica curva sottolineata
dal cuoio per un sostegno lombare rigido come serve per la-
Integrata Assaya di Poltrona Frau: guscio in cuoio
con cuciture a vista, rivestimento in pelle in 140 colori
Privacy La designer Patricia Urquiola con il sistema Openest
per Haworth: sedute, pouf trasformabili e accessori vari
vorare», spiega Satyendra
Pakhalé, il designer indiano
della nuova poltrona Assaya
(nella sua lingua madre significa «sostegno piacevole»), lanciata da Poltrona Frau a Orgatec. Pelle e cuoio, alternanza
funzionale di materiali che dalla seduta passa ai complementi
ideati come supporto al lavoro:
pouf, tavolino alto, un piano rigido da usare sulle ginocchia
come appoggio per portatile e
tablet (ma anche a un libro).
«L’obiettivo è poter passare
senza soluzione di continuità
da una situazione di lavoro a
una di relax», sottolinea il designer.
Certo, se si parla di casa occorre prevedere anche uno spazio dove lavorare isolati. Pannelli e paraventi soddisfano bene lo scopo, ma c’è di più, come
spiega Franco Caimi, amministratore delegato di Caimi:
«Abbiamo ideato un nuovo
materiale fonoassorbente a
densità variabile, in grado di
assorbire suoni e rumori in
modo selettivo: il riverbero si
elimina e l’acustica dell’ambiente migliora». Ma con un’attenzione a estetica e praticità:
per il paravento Pli, colore, dettagli ricercati, la leggerezza da
oggetto domestico. «Ricordiamoci che, in casa, lo spazio di
lavoro deve essere giusto, e non
arrangiato: negli Stati Uniti ci
sono persino ispezioni a casa
dei teleworkers per verificarlo», ammonisce Ferrera. Piani
ampi, sedie regolabili, la luce
corretta, contenitori per archiviare i documenti importanti:
«Il doppio ruolo va bene, l’importante è che uno non sia a
scapito dell’altro», sottolinea.
Case come (piacevoli) luoghi di
lavoro ma vale sempre di più il
viceversa come testimonia il sistema Openest disegnato da
Patricia Urquiola per il colosso
di arredi da ufficio Haworth: se
la tendenza si confermasse,
senz’altro aumenterebbe la
produttività.
Silvia Nani
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Corriere della Sera Sabato 25 Ottobre 2014
Abitare
Questa è la mia casa
41
TEMPI LIBERI
Design
Martino Gamper
in mostra alla
Pinacoteca Agnelli
Librerie e mobili raccontano la storia
del design e il loro impatto sulle nostre
vite. La mostra «Martino Gamper:
design is a state of mind», (nella foto),
alla Pinacoteca Agnelli di Torino fino al
22 febbraio 2015 (www.pinacotecaagnelli.it), ricostruisce questa
narrazione con le creazioni di Franco
Albini, Ercol, Charlotte Perriand,
Gaetano Pesce, Giò Ponti, Ettore
Sottsass. Tra i designer: Enzo Mari, Paul
Neale, Max Lamb & Gemma Holt, Jane
Dillon, Michael Marriott, Sebastian Bergne,
Fabien Cappello, Adam Hills, Michael
Anastassiades, Andrew Mc Donagh &
Andreas Schmid, Daniel Eatock e Gamper
stesso. Già ospitata alla Serpentine
Sackler Gallery a Londra, l‘esposizione
andrà poi anche al Museion di Bolzano.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Cambio quinta teatrale, ed ecco la natura
Il regista Luca Ronconi e il suo buen retiro in Umbria: «Qui coltivo la passione per la botanica»
Passioni
Luca Ronconi nel
suo buen retiro e
l’esterno del
casale in pietra.
Nella foto grande,
il soggiorno che
si affaccia sul
giardino con un
antico busto.
Foto di Luca
Bergamin
Luca Ronconi,
nato a Sous,
Tunisia, nel
1933, innaffia
le sue amate
piante: «Ho
scoperto in età
adulta di avere
un dono
naturale per far
crescere le
piante»,
racconta. «Ne
intuisco le
caratteristiche,
i bisogni,
specialmente
per le rose mi
piace far
incontrare le
qualità
somiglianti,
sposarle
insieme come
un sensale di
petali»
Attori e designer
Con Franco Branciaroli
ho piantato gli alberi.
Gae Aulenti mi ha dato
un sacco di idee
ghiero Boetti, i tanti premi per le regie li tengo
invece dentro un guardaroba. Meglio, infatti,
godere il piacere di vedere le lampade disegnate e i mobili color ghianda progettati da Gae,
che firmò anche la cucina. I bozzetti teatrali ovviamente non si contano…».
Luca Bergamin
© RIPRODUZIONE RISERVATA
MGA GROUP
Rose e...
ture artistiche e di scoperta in giro per il mondo
hanno un valore inestimabile per il Direttore
del Piccolo Teatro di Milano: «In casa ci sono
tante sculture, molte lignee, rappresentanti cavalli, un busto antico proveniente da Napoli e
porta oggetti intarsiati e forgiati a mano che acquistai al mercato di Peshawar in Pakistan. A
parte un manifesto in numeri decimali di Ali-
Stufa a pellet modello Doroty colore bianco
L
uca Ronconi ama il teatro. E questo è
noto trattandosi del regista italiano che
dopo e insieme a Giorgio Strehler ha
più «segnato» la storia del teatro italiano contemporaneo e nel suo «Piccolo»,
in questa nuova stagione, porterà in palcoscenico in due parti Lehman Trilogy, ovvero il racconto del sogno e del declino della dinastia finanziaria ahinoi più famosa d’America, seguito
poi dalla rappresentazione de «Le Donne gelose» (www.piccoloteatro.org).
Nato a Sous, in Tunisia, figlio di un insegnante di lettere che lo portò poi a vivere a Roma dove iniziò la carriera come attore, Luca ama anche le rose e gli animali. Per apprendere queste
due passioni nascoste di quello che viene considerato il regista più «cattivo» — «Piuttosto
mi definirei inconsciamente perfido e comunque a effetto ritardato, ma lasciamo che mi considerino così, mi rende più seduttivo nei confronti degli attori…» —, bisogna andare a Casa
del Diavolo. Così si chiama il borgo più vicino
alla casa poderale e all’uliveto sulle colline intorno a Gubbio, tra boschi di quercioli, aceri e
carpini, dove Ronconi trascorre il tempo libero
dagli impegni di palcoscenico.
«Diciamo che cambio semplicemente la
quinta teatrale. Se apro la finestra o mi siedo
sotto il pergolato, infatti, davanti a me si staglia
lo spettacolo della natura vergine e antropizzata. Quando ripenso — racconta — al modo fortuito in cui ho trovato questa casa di origini
contadine, ovvero un annuncio sul quotidiano
romano «Il Messaggero», e agli amici che mi
hanno aiutato con le mani, ovvero piantando
insieme a me gli alberi come fece l’attore Franco Branciaroli, e con le loro idee quali quelle di
Gae Aulenti, che fu sempre mia gradita ospite
in estate, sento sempre più questo un luogo di
elezione. Oltre che di studio, visto che la mia
collezione di testi teatrali e le opere di letteratura empiono le biblioteche».
La facciata di pietra, tappezzata da rampicanti e dalle loro robuste radici, è inframmezzata
da intervalli di ampie vetrate dalle bianche cornici che fanno entrare la luce naturale, mentre
all’interno tre camini riscaldano i due piani collegati da una scalinata assai scenografica che
pare tanto, per la sua ampiezza, una gradinata,
frutto di un’intuizione di Gae Aulenti, dalla
quale assistere a uno spettacolo domestico. «In
questo luogo mi dedico alla mia passione sconfinata per la botanica—- continua Ronconi —;
ho scoperto in età adulta di avere un dono naturale per far crescere le piante, ne intuisco le caratteristiche, i bisogni, specialmente le rose, mi
piace far incontrare le qualità somiglianti, sposarle insieme come un sensale di petali. Prima
avevo tanta più energia per curare tutte le specie di questo terreno attraversato da un piccolo
torrente che poi sfocia in un laghetto, ora mi accontento del contatto con gli alberi più vicini e
degli ulivi, godendo della compagnia dei gatti,
degli asinelli, e di quella occasionale di un cinghiale».
Anche gli oggetti che il viaggiatore Ronconi
ha portato in Umbria di ritorno dalle sue avven-
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Sabato 25 Ottobre 2014 Corriere della Sera
Corriere della Sera Sabato 25 Ottobre 2014
TEMPI LIBERI
Controcopertina
Sul blog La27ora
Famiglie
Corpi di donna, stereotipi e pubblicità. In attesa di una legge
nazionale, l’Italia continua ad affidarsi all’Istituto di
autodisciplina pubblicitaria. Manca una regia nazionale,
anche per l’assenza nel governo Renzi di un ministro delle
Pari opportunità. Sullo sfondo restano alcune domande
chiave: fin dove può arrivare una legge? Qual è il confine fra
diritti da difendere e censura? Cosa è realmente
43
Pubblicità sessista in Italia. E le ragazze americane sono invitate a non votare
discriminatorio? Chi fissa i paletti? Intanto infuria la polemica
negli Stati Uniti dopo la frase di Kimberly Guilfoyle, avvocato
e conduttrice tv americana, che durante il suo show The Five,
trasmesso da Fox News, ha detto: «Le ragazze non capiscono
la politica, non hanno gli stessi problemi di una casalinga.
Non sanno nulla sui mutui, bambini, sanità. Per questo è
meglio che non perdano il loro tempo andando a votare».
di Proust
●Ilperquestionario
bambini
Scaricare il questionario e la
liberatoria (da far firmare ai
genitori) dal blog 27ora di
Corriere.it. Spedirle con una foto
a [email protected]
Sette figli
A destra una
scena del musical
«Tutti insieme
appassionatamente»,
ambientato
nell’Austria degli
anni 40. La novizia
Julie Andrews
arriva come
governante in una
casa dove ci sono
7 bambini che
fanno scappare
tutte le istitutrici. Il
papà, vedovo e
comandante di
Marina, chiama i
figli con il suono
del fischietto: lei
scardinerà
l’educazione
militare con
affetto e amore
Nome
Età
Dove abiti
Che cosa ti piace della tua città
E cosa non ti piace
«Devi ubbidirmi»
Sappiamo ancora dirlo?
Il tuo migliore amico o amica
Il tuo difetto
Il difetto dei tuoi genitori
L’ultima volta che hai pianto
Il libro
Nessuno si augura un figlio
«zerbino». Ma la disciplina serve
Dagli orari di rientro allo studio:
consigli per negoziare, senza urla
di Antonella De Gregorio
● «Urlare non
serve a nulla»
(Bur) è il libro
(sopra la
copertina)
di Daniele
Novara che
offre una
panoramica di
comportamenti
educativi
e non.
Pedagogista
e fondatore
del Centro
Psico
Pedagogico per
la pace e la
gestione dei
conflitti,
Novara è anche
autore di
«Litigare fa
bene»
I
l copione è banale: «Alla decima volta che gli dico di andare a lavarsi, ci va, ma devo
urlare per farmi sentire».
Non solo il genitore violento, il
caso limite: a urlare siamo un
po’ tutti noi che cerchiamo di
essere vicini ai figli, capirli,
correggerli. A un certo punto,
si urla perché non si sa che cos’altro fare per imporre una regola. «Un bel pasticcio – sostiene Daniele Novara, pedagogista e autore del best seller «Litigare fa bene» – perché un
conflitto gestito con le urla fa
male ai figli e ai genitori». È
una strategia che invece di correggere i comportamenti scorretti, li peggiora. Lo dice anche
lo studio di due ricercatori
americani, Ming-Te Wang e Sarah Kenny, che seguendo per
due anni un campione di quasi
mille famiglie con figli tra i 13 e
i 14 anni, hanno dimostrato che
le urla minano il senso di fiducia dei ragazzi e inducono stati
depressivi e antisociali.
E non solo la voce che sale di
tono: quando si perde la pazienza capita che ci scappi anche lo schiaffo: secondo Save
the Children la pratica dello
scappellotto – in gran parte
d’Europa ritenuta vera violenza
– in Italia resiste in almeno un
quarto delle famiglie. Oggi si
discute, ci si confronta, si condivide. E quando il figlio non si
comporta secondo le aspettative dei genitori «si entra in conflitto».
Nessuno si augura un figlio
zerbino: la versione moderna
di ciò che in passato si chiamava disciplina e obbedienza è
un’educazione efficace, che liberi rispetto, lealtà, autono-
mia. Obiettivi pedagogici sono
la capacità di stare al mondo, di
cavarsela da soli. L’alternativa
all’urlo è la buona organizzazione, sostiene Novara nel suo
libro: «Urlare non serve a nulla» (che verrà presentato a Milano lunedì, all’Auditorium
Don Bosco), nel quale offre una
panoramica di atteggiamenti
efficaci e non. «Perché una
buona educazione lascia i segni per sempre, così come il
suo contrario», scrive.
«Non ci si può affidare al ca-
●Tendenze
di Costanza Rizzacasa d’Orsogna
L’app che uccide la spontaneità
Quand’è stata l’ultima volta
che, gironzolando senza meta, avete scoperto un posto figo e siete entrati? Che avete
ordinato il piatto del vicino,
«per provare»? Con la nuova
app di Starbucks, la più recente nel business miliardario dei pagamenti mobili, anche il caffè sarà pronto al nostro arrivo, evitando attese
inutili e il brivido del nome
storpiato sul bicchiere («Ho
detto ‘Marc con la c’, hanno
scritto Cark»).
Perché Internet ha ucciso
l’impulsivamente, la spontaneità. Certo, possiamo inviare
emoji di dita medie, live-twittare vita e morte del bonus
bebè, selezionare fidanzati in
base al colore di mutanda. Ma
che ne è stato dell’imbattersi
in un vecchio amico al super,
ritrovandosi ore dopo a passare la serata della vita in un
locale sconosciuto, buste dell’Esselunga al seguito? Sarà
colpa di Equitalia che «sorpresa» è diventato equivalente di «iattura»?
Abbiamo perso il gusto
dell’improvvisazione, di stupirci e in fondo divertirci. Googliamo tutto, e specie le persone; un algoritmo ci dice dove andare. Perché nella sman i a i p e r p r o d u t t i va e d i
certezze, anche lo svago, anche il last-minute, sono iperpianificati, e non a caso, osservava il Sunday Times, cerchiamo inconsciamente di
compensare tutto questo creando elementi falsi di casualità, come le app per il rimorchio random e i ristoranti
temporanei. Odiamo i cambi
di programma, abbiamo terrore della noia. Senza pensare
che eliminando il rischio che
qualcosa o qualcuno non ci
piaccia, eliminiamo quello
che ci piaccia per davvero. O
non sarà questo il problema?
so o all’emozione, per aiutare i
nostri figli a diventare grandi –
spiega il pedagogista –. Servono regole innanzitutto: a che
ora si va a letto; il computer prima di dormire: si o no?». L’importante è mettere dei paletti.
«Poi bisogna aver chiaro che i
bambini sono consuetudinari.
E organizzarli vuol anche dire
non sommergerli di domande,
non porli di fronte ad alternative che non sono in grado di valutare».
Una parte del libro è dedicata ai bambini, con i quali i conflitti non esistono («almeno fino a 9 anni ambiscono solo ad
adeguarsi alle aspettative di
mamma e papà»); e una agli
adolescenti, con i quali «è meglio litigare bene che abolire i
contrasti». «La famiglia che
punta tutto sulla compiacenza
reciproca, non solo non funziona, ma può essere dannosa
per i suoi membri».
Chiare le regole di comunicazione: l’urlo mette in allarme, la sgridata lancia un messaggio di mortificazione, il tentennamento segnala incertezza, l’eccesso verbale manda in
confusione i bambini e allontana gli adolescenti. E se si è urlato tanto nell’infanzia, si può rimediare? «Si può smettere. Subito. E poi cambiare: ascoltare
le ragioni, negoziare». Su orari
di rientro, ritmi di studio, corvée domestiche. Stando attenti
a non confondere le strategie
educative con l’atteggiamento
impositivo ma neppure con il
suo opposto: la «servizievolezza», che produce bambini tiranni. Per spiccare il volo serve
una sponda, un argine che resista (il lato «paterno» dell’educazione, sostiene il pedagogista). E va abbandonata la sgridata, sintomo, come l’urlare, di
fragilità emotiva.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Vacanze preferite
Colore preferito
Animale preferito
Che cosa ti rende triste
Che cosa non ti piace fare
Che cosa ti fa paura
Cosa vorresti fare da grande
Libro o film preferito
Gioco preferito
I nomi che ti piacciono di più
Bevanda preferita
Piatto preferito
Il tuo eroe o eroina
Il peluche con cui dormi
Sabato 25 Ottobre 2014 Corriere della Sera
44
ANAS S.p.A.
ANAS S.p.A.
ANAS S.p.A.
Compartimento della viabilità
per l’Emilia - Romagna
Compartimento della viabilità
per l’Emilia - Romagna
Compartimento della viabilità
per il Piemonte
AVVISO DI ESITO DELLA GARA N° BOLAV025-14
CIG 58231653C6
AVVISO DI ESITO DELLA GARA N° BOLAV027-14
CIG 5854082D47
PROCEDURA DI GARA: Procedura aperta ai sensi del DLgs 163/2006 e del DPR 207/2010 smi.
Province Ferrara, Ravenna; Descrizione: Gara MSLAV025/14 SS.SS. 309 “ROMEA” - R.A.08
“RACCORDO FERRARA P.TO GARIBALDI” - lavori di rafforzamento della pavimentazione stradale
in tratti saltuari; Importo lordo dei lavori: Euro 1.014.900,00 tutti a misura di cui per oneri della
sicurezza Euro 19.900,00; Categoria prevalente: OG3 classifica III°; Data di aggiudicazione
efficace: 23 settembre 2014; Numero delle offerte ricevute: 158; Impresa aggiudicataria:
MASINI STRADE SRL con sede in POGGIBONSI (SI) verso l’importo complessivo di € 757.364,15
di cui € 737.464,15 al netto del ribasso del -25.883% e € 19.900,00 per oneri della sicurezza
non soggetti a ribasso. L’esito della gara è in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale
della Repubblica Italiana (G.U.R.I.) ed è altresì disponibile in forma integrale sul sito Internet
www.stradeanas.it.
IL DIRIGENTE AMMINISTRATIVO
Dott. Paolo VENERI
PROCEDURA DI GARA: Procedura aperta ai sensi del DLgs 163/2006 e del DPR 207/2010 smi.
Provincia Forlì-Cesena;
Descrizione: Gara MSLAV027/14 S.S. 3bis “TIBERINA” Lavori di ripristino del viadotto SAVIO
al km 168+000; Importo lordo dei lavori: Euro 819.830,70 tutti a misura di cui per oneri della
sicurezza Euro 76.548,88; Categoria prevalente: OG3 classifica III°; Data di aggiudicazione
efficace: 06 ottobre 2014; Numero delle offerte ricevute: 123;
Impresa aggiudicataria: GI.MA.CO. COSTRUZIONI SRL con sede in DELEBIO (SO) verso
l’importo complessivo di € 607.170,34 di cui € 530.621,46 al netto del ribasso del -28.611%
e € 76.548,88 per oneri della sicurezza non soggetti a ribasso. L’esito della gara è in corso di
pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (G.U.R.I.) ed è altresì disponibile in
forma integrale sul sito Internet www.stradeanas.it.
IL DIRIGENTE AMMINISTRATIVO
Dott. Paolo VENERI
VIALE A. MASINI, 8 - 40126 BOLOGNA
Tel. 051/6301111 - Fax 051/244970 • sito internet www.stradeanas.it
ESITO DI GARA D’APPALTO - LAVORI
L’ANAS S.p.A. - Compartimento della viabilità per il Piemonte - corso G. Matteotti n. 8 10121 - TORINO (tel. 011.573911; fax 011.5660906), comunica che è stata esperita gara
d’appalto con procedura aperta, ai sensi del D. Lgs. n. 163/2006 e s.m.i., per l’affidamento
dei seguenti lavori: GARA: TOLAV028-13. Luogo di esecuzione: Provincia di Cuneo: S.S.
n. 231 “di Santa Vittoria”. Lavori urgenti di consolidamento delle fondazioni in alveo
denominate nn. 5, 6 e7 del ponte della S.S. n. 231 fra il km 16+200 ed il km 16+900.
Categoria prevalente: OG 3 Classifica III - Categorie scorporabili: OS 21 Classifica II e
OG 8 Classifica I. Importo dei lavori a b.a. € 1.626.839,50, di cui € 153.417,27 per oneri
relativi alla sicurezza. Si rende noto che questo Compartimento ai sensi del D.Lgs. 163/2006
ha aggiudicato definitivamente i lavori sopraindicati al CONSORZIO STABILE MODENESE
S.C.P.A., con sede in Modena, via P. Rizzotto, 90, che ha offerto il ribasso del 28,464%.
Alla gara hanno partecipato n. 176 imprese, ne sono state ammesse n. 169.
IL CAPO COMPARTIMENTO
Ing. Raffaele CELIA
CORSO G. MATTEOTTI, 8 - 10121 TORINO
Tel. 011/5739202 - Fax 011/5162982 • sito internet www.stradeanas.it
VIALE A. MASINI, 8 - 40126 BOLOGNA
Tel. 051/6301111 - Fax 051/244970 • sito internet www.stradeanas.it
ANAS S.p.A.
ANAS S.p.A.
ANAS S.p.A.
Compartimento della viabilità
per l’Emilia - Romagna
Compartimento della viabilità
per il Lazio
Compartimento della viabilità
per l’Emilia - Romagna
AVVISO DI ESITO DELLA GARA N° BOLAV017-14
CIG 5753691005
ESTRATTO AVVISO DI GARA
PROCEDURA DI GARA: Procedura aperta ai sensi del DLgs 163/2006 e del DPR 207/2010
smi. Provincia Forlì-Cesena; Descrizione: Gara MSLAV017/14 S.S. 3bis “TIBERINA” Lavori di
ripristino del viadotto RIO TIZZOLA al km 213+913; Importo lordo dei lavori: Euro 799.074,78
tutti a misura di cui per oneri della sicurezza Euro 60.000,00; Categoria prevalente: OG3 classifica
III°; Data di aggiudicazione efficace: 05 settembre 2014; Numero delle offerte ricevute: 194;
Impresa aggiudicataria: RCS LAVORI SRL con sede in 81031 AVERSA (CE) verso l’importo
complessivo di € 589.842,71 di cui € 529.842,71 al netto del ribasso del -28.310% e € 60.000,00
per oneri della sicurezza non soggetti a ribasso.
L’esito della gara è in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana
(G.U.R.I.) ed è altresì disponibile in forma integrale sul sito Internet www.stradeanas.it.
L’ANAS S.p.A. - Comp.to Viabilità Lazio - con sede in Roma - V.le Bruno Rizzieri, 142 (tel.
06/722911) rende noto che verrà esperita con procedura aperta, ai sensi dell’art. 55 D.lgs
163/2006 e s.m.i., la seguente gara: n° 10/2014 - S.S. N° 7 - 7 Dir/b di Terracina - 7 Dir/a
del Tempio di Giove - 7 Racc./a di Porto Badino - 699 dell’Abbazia di Fossanova - 7 Var.
Variante Formia Garigliano - 7 Quater Domiziana. - Gestione degli impianti tecnologici Importo a b.a. € 1.000.000,00 di cui € 150.000,00 oneri della sicurezza non soggetti a
ribasso - CTG prevalente OG11 III class - Scadenza offerte: ore 12.00 del 21.11.2014 - Il
bando di gara in edizione integrale è stato pubblicato sulla G.U.R.I. n° 122 del 24/10/2014
- sul sito internet www.stradeanas.it - sul sito del Ministero delle Infrastrutture, Albo
pretorio Comune di Roma, Albo Comp.to.
AVVISO DI ESITO GARA N° BOLAV026-14
CIG 58232211FD
Prot. 25059 del 20.10.2014
IL DIRIGENTE AMMINISTRATIVO
Dott. Paolo VENERI
IL DIRIGENTE AMMINISTRATIVO
Gualtiero Lombardo
V.LE B. RIZZIERI, 142 - 00173 ROMA
Tel. 06/722911 - Fax 06/72291412 • sito internet www.stradeanas.it
VIALE A. MASINI, 8 - 40126 BOLOGNA
Tel. 051/6301111 - Fax 051/244970 • sito internet www.stradeanas.it
PROCEDURA DI GARA: Procedura aperta ai sensi del DLgs 163/2006 e del DPR 207/2010 smi.
Province Ferrara, Ravenna, Rimini; Descrizione: Gara MSLAV026/14 SS.SS. 16 “ADRIATICA”
- 67 “TOSCO-ROMAGNOLA” - 72 “DI SAN MARINO” lavori di rifacimento delle pavimentazioni
ammalorate in tratti saltuari; Importo lordo dei lavori: Euro 1.303.372,88 tutti a misura di cui
per oneri della sicurezza Euro 30.000,00; Categoria prevalente: OG3 classifica III°bis; Data
di aggiudicazione efficace: 06 ottobre 2014; Numero delle offerte ricevute: 111; Impresa
aggiudicataria: IMPRESA DELLA NOVA ROBERTO SRL con sede in LATINA (LT) verso l’importo
complessivo di € 974.269,66 di cui € 944.269,66 al netto del ribasso del -25.845% e € 30.000,00
per oneri della sicurezza non soggetti a ribasso. L’esito della gara è in corso di pubblicazione sulla
Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (G.U.R.I.) ed è altresì disponibile in forma integrale sul
sito Internet www.stradeanas.it.
IL DIRIGENTE AMMINISTRATIVO
Dott. Paolo VENERI
VIALE A. MASINI, 8 - 40126 BOLOGNA
Tel. 051/6301111 - Fax 051/244970 • sito internet www.stradeanas.it
ABBANOA S.p.A.
ANAS S.p.A.
Ufficio per l’Autostrada
Salerno - Reggio Calabria
ESTRATTO DI ESITO DI GARA
AGGIUDICAZIONE DEFINITIVA EFFICACE
Sul foglio inserzioni della Gazzetta Ufficiale n. 122 del 24/10/2014 è pubblicato l’esito della
procedura di gara n. UCLAV010-14 - CIG 5836778593.
Oggetto: “Lavori di manutenzione straordinaria per il rifacimento della pavimentazione
stradale in tratti saltuari tra il km 28+070 al km 36+000 della sede sud dell’Autostrada A3
Salerno - Reggio Calabria. Legge Stabilità 2014”. Importo a base d’appalto: € 2.140.340,00
IVA esclusa, comprensivi di € 62.340,00 per oneri relativi alla sicurezza non soggetti a
ribasso. Categoria prevalente: OG3 Classifica IV; Termine per l’esecuzione dei lavori:
Il termine per l’esecuzione dei lavori è di 150 giorni naturali e consecutivi dalla data del
verbale di consegna dei lavori. Aggiudicataria: Nuova Logica Gestione & Progetti Srl con
sede in Via Sandro Pertini 8/I - 84083 Castel San Giorgio (SA) con il ribasso del -28,163% e
per l’importo netto di euro € 1.555.112,86 di cui € 1.492.772,86 per lavori e € 62.340,00 per
oneri di sicurezza non soggetti a ribasso. Il presente avviso è stato pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale della Comunità Europea, all’Albo Pretorio del Comune di Cosenza, all’Albo della
Stazione Appaltante, Sito Internet ANAS S.p.A. www.stradeanas.it, Sito Internet del Ministero
delle Infrastrutture Trasporti www.serviziocontrattipubblici.it, Sito Internet dell’Osservatorio
Regionale dei Contratti Pubblici www.regione.calabria.it, per estratto su n.1 quotidiano a
diffusione nazionale e n. 1 quotidiano a diffusione provinciale.
Il Dirigente dell’Area Amministrativa
Avv. Giuseppe SCISCI
CONTRADA LIGIURI - 87100 Cosenza
Tel. 0984/308311 - Fax 0984/36500 • sito internet www.stradeanas.it
ESTRATTO BANDO DI GARA
Per il giorno 20/11/2014 alle ore 09:30 è indetta
una procedura aperta per l’appalto dei “Lavori di
manutenzione conservativa degli impianti di potabilizzazione” - suddiviso in 3 lotti - RIF. APP. 69/2014.
Importo complessivo presunto a base di gara
€ 7.000.000. Le offerte dovranno pervenire entro le
ore 13:00 del giorno 18/11/2014. Il bando integrale
è pubblicato sulla G.U.U.E. del 08/10/2014, sulla
G.U.R.I. del 10/10/2014, sito internet www.abbanoa.it. e sito internet RAS - Eventuali informazioni possono essere acquisite presso il Settore
Approvvigionamenti - Tel. 070-6032.412 - Fax 070340733 - Email [email protected]
Il Direttore Generale - Dott. Sandro Murtas
ABBANOA S.p.A.
ESTRATTO BANDO DI GARA
Per il giorno 07/11/2014 alle ore 09:30 è indetta una
procedura aperta per l’appalto del “Servizio relativo
alla raccolta, carico, trasporto e smaltimento dei fanghi ed altri rifiuti prodotti negli impianti di potabilizzazione delle acque gestiti da Abbanoa SpA” suddiviso in 3 lotti - Rif. App. 63/2014. Importo complessivo presunto a base d’asta € 4.895.408,40. Le
offerte dovranno pervenire entro le ore 13:00 del
giorno 05/11/2014. Il bando integrale è pubblicato
sulla G.U.U.E. del 30/09/2014, sulla G.U.R.I. del
10/10/2014, sito internet www.abbanoa.it. e sito
internet RAS - Eventuali informazioni possono essere
acquisite presso il Settore Approvvigionamenti Tel. 070-6032.412 - Fax 070-340733 - Email
[email protected]
Il Direttore Generale - Dott. Sandro Murtas
TRIBUNALE DI ROMA
Sezione Fallimentare
Concordato Preventivo n. 52/2012 della società Sapam Immobiliare s.r.l. in liq.
Giudice delegato Dr. Fabio Miccio - Liquidatore giudiziale Dr. Leonardo Quagliata
Avviso di Vendita di Immobili
Il Liquidatore giudiziale del concordato preventivo n. 52/2012 della società Sapam Immobiliare s.r.l. in liq. avvisa che intende procedere alla vendita mediante gara
competitiva dei seguenti beni in uno o più lotti:
Lotto n. / Ubicazione
del Bene
Destinazione d’uso - Descrizione
1) Roma - Eur Tre Fontane
Terreno edificabile
Superficie lorda mq
e/o n. parcheggi
Dati catastali
terreno mq. 140.000 lordi,
pari a sup. sviluppata mq
lordi 46.650; mq comm.li
33.570 (di cui resid. 28.125,
Fg. 851 p.lle 145-147-191-192
commerc. 3.125, 2.320
posti auto res. e 0 posti auto
commerc.) park residenz. n.
464 park comm.le n. 152
Prezzo base
di gara
in euro
14.733.900
2) Parco del Broletto - Lecco
Park pubblico - interrato (1°, 2° e 3°) cat. D/8
n. 24 posti auto
Fg. 3 p.lla 2370 sub 8
58.320
3) Parco del Broletto - Lecco
Park pubblico - interrato (1°, 2° e 3°) cat. D/8
n. 97 posti auto
Fg. 3 p.lla 2370 sub 12
235.710
4) Parco del Broletto - Lecco
Dep.to-cantina (cat. C/2)
7
Fg. 3 p.lla 2369 sub 65
1.620
5) Parco del Broletto - Lecco
Dep.to-cantina (cat. C/2)
125
Fg. 3 p.lla 2370 sub 702
29.970
6) Parco del Broletto - Lecco
Dep.to-cantina (cat. C/2)
35
Fg. 3 p.lla 2370 sub 701
8.910
7) Parco del Broletto - Lecco
Dep.to-cantina (cat. C/2)
12
Fg. 3 p.lla 2370 sub 704
3.240
8) Parco del Broletto - Lecco
Dep.to-cantina (cat. C/2)
79
Fg. 3 p.lla 2370 sub 703
19.440
Appartamento uso ab. (cat.A/2) + posto
auto (cat.C/6)
72
Fg. 17 p.lla 494 sub 38 e 78
46.170
10) Eur. Bus. Center (c. ZAI) Verona
Appartamento uso ufficio (cat. A/10)
324
Fg. 318 p.lla 499 sub 106
473.040
11) Eur. Bus. Center (c. ZAI) Verona
Deposito-magazzino (cat. C/2)
24
Fg. 318 p.lla 499 sub 124
5.832
12) Eur. Bus. Center (c. ZAI) Verona
Deposito-magazzino (cat. C/2)
24
Fg. 318 p.lla 499 sub 125
5.832
13) Eur. Bus. Center (c. ZAI) Verona
Deposito-magazzino (cat. C/2)
25
Fg. 318 p.lla 499 sub 126
6.075
14) Eur. Bus. Center (c. ZAI) Verona
Deposito-magazzino (cat. C/2)
24
Fg. 318 p.lla 499 sub 129
5.832
15) Eur. Bus. Center (c. ZAI) Verona
Deposito-magazzino (cat. C/2)
24
Fg. 318 p.lla 499 sub 128
5.832
16) Eur. Bus. Center (c. ZAI) Verona
Deposito-magazzino (cat. C/2)
25
Fg. 318 p.lla 499 sub 127
6.075
9) Margara - Fubine Alessandria
Previa istanza, da inviare elettronicamente con firma digitale a mezzo p.e.c. agli indirizzi: [email protected], [email protected] e [email protected], secondo il format esistente nel sito internet www.acquamarcia.it, sarà possibile accedere alla data room virtuale (ove sono contenuti
il regolamento di vendita completo, i format per la richiesta di accesso alla data room e la proposta irrevocabile di acquisto cauzionata, le perizie di stima ed altri
documenti rilevanti ai fini della vendita), esistente all’interno del medesimo sito internet, per lo svolgimento della due diligence.
Anche in assenza di richiesta di accesso alla data room virtuale, sarà possibile presentare entro venerdì 28 novembre 2014 una proposta irrevocabile d’acquisto
cauzionata avente ad oggetto uno o più beni (la “Proposta Vincolante di Acquisto”), secondo il format disponibile sul sito www.acquamarcia.it, che dovrà essere
inviata con firma digitale a mezzo p.e.c. agli indirizzi [email protected] e [email protected]ficata.notariato.it, nonché in formato cartaceo
a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento al notaio Francesco Rizzuti, presso il suo studio in Roma corso Vittorio Emanuele II n. 251
Martedì 2 dicembre 2014, con inizio alle ore 10, dinanzi al medesimo notaio Rizzuti, presso il suo studio in Roma corso Vittorio Emanuele II n. 251, si svolgerà la
gara competitiva prendendo come prezzo base di gara quello su indicato ovvero, se superiore, il prezzo della Proposta di Acquisto più alta; con rilancio minimo
del 5% del prezzo base di gara.
Per ulteriori informazioni contattare il Liquidatore Giudiziale Dr. Leonardo Quagliata all’indirizzo di posta elettronica certificata [email protected],
inviando la medesima comunicazione per conoscenza agli indirizzi [email protected] e [email protected]
Il presente avviso non costituisce proposta irrevocabile, né offerta al pubblico, né sollecitazione al pubblico risparmio, né impegna in alcun modo il Liquidatore
Giudiziale a contrarre con gli offerenti.
Il Liquidatore Giudiziale - Dr. Leonardo Quagliata
Per la pubblicità
legale e finanziaria
rivolgersi a:
Via Rizzoli, 8 - 20132 Milano
Tel. 02 2584 6665 - Fax 02 2588 6114
Vico II San Nicola alla Dogana, 9 - 80133 Napoli
Tel. 081 49 777 11 - Fax 081 49 777 12
Via Campania, 59 - 00187 Roma
Tel. 06 6882 8650 - Fax 06 6882 8682
Via Villari, 50 - 70122 Bari
Tel. 080 5760 111 - Fax 080 5760 126
RCS MediaGroup S.p.A.
Via Rizzoli, 8 - 20132 Milano
ANAS S.p.A.
Compartimento della viabilità
per la Lombardia
AVVISO ESITO DI GARA
PROCEDURA APERTA MILAV004-14 A LOTTI 11
LOTTO n. 1 Lavori di Manutenzione Ordinaria 2014 Ripristino definitivo danni incidenti ed emergenze lungo le Strade Statali del Compartimento
per la Lombardia. SS.SS. nn. 38 - 38Dir/B-301.SIL MIF3148998SO- CUP F76G130027270001 - CIG 562762925D Importo complessivo dell’appalto
€ 255.000,00 (di cui € 6.600,00 per oneri sicurezza). Si rendono noti i risultati dell’esperimento della gara d’appalto, a procedura aperta n. MI004 -14
offerte pervenute n. 63, offerte ammesse n. 60 impresa aggiudicataria CO.GE.TRI. S.r.l.- con sede in Cedrasco (SO)con il ribasso del 31,75200%.
Importo aggiudicazione € 176.128,03 compresi gli oneri per la sicurezza (aggiudicazione n. CMI-0014645-P del 05.05.2014) all’offerta del prezzo più
basso.
LOTTO n. 2 Lavori di Manutenzione Ordinaria 2014 Ripristino definitivo danni incidenti ed emergenze lungo le Strade Statali del Compartimento per
la Lombardia. SS.SS. nn. 36-37-38-38/dir.A-38dir.B/39-301 SIL MIF314898SOA - CUP F76G13002740001 - CIG 562769372C. Importo complessivo
dell’appalto € 185.000,00 (di cui € 4.300,00 per oneri sicurezza). Si rendono noti i risultati dell’esperimento della gara d’appalto, a procedura aperta
n. MI004 -14 offerte pervenute n. 58, offerte ammesse n. 56 impresa aggiudicataria GI.MA.CO. S.r.l.- con sede in Delebio (SO)con il ribasso del
33,12000%. Importo aggiudicazione € 125.152,16 compresi gli oneri per la sicurezza (aggiudicazione n. CMI-0014653-P del 05.05.2014) all’offerta
del prezzo più basso.
LOTTO n. 3 Lavori di Manutenzione Ordinaria 2014 Ripristino definitivo danni incidenti ed emergenze lungo le Strade Statali del Compartimento per la
Lombardia. SS.SS. nn. 38-39.SIL MIF314898SOB - CUP F76G13002740001 - CIG 5627722F18 Importo complessivo dell’appalto € 200.000,00 (di cui
€ 4.300,00 per oneri sicurezza). Si rendono noti i risultati dell’esperimento della gara d’appalto, a procedura aperta n. MI004 -14 offerte pervenute n. 66,
offerte ammesse n. 64 impresa aggiudicataria Costruzioni Barri Marino di Barri Silvano - con sede in Dubino (SO)con il ribasso del 31,57300%. Importo
aggiudicazione € 138.211,64 compresi gli oneri per la sicurezza (aggiudicazione n. CMI-0014655-P del 05.05.2014) all’offerta del prezzo più basso.
LOTTO n. 4 Lavori di Manutenzione Ordinaria 2014. Ripristino definitivo danni incidenti ed emergenze lungo le Strade Statali del Compartimento per la
Lombardia. SS.SS. nn. 9-9DIR. SIL MIF314896BAA1A2 - CUP F66G13002360001 - CIG 562782541B. Importo complessivo dell’appalto € 178.000,00
(di cui € 5.700,00 per oneri sicurezza). Si rendono noti i risultati dell’esperimento della gara d’appalto, a procedura aperta n. MI004 -14 offerte pervenute
n. 56, offerte ammesse n. 54 impresa aggiudicataria C.S.A. S.r.l. - con sede in Firenze (FI)con il ribasso del 32,13700%. Importo aggiudicazione
€ 122.627,95 compresi gli oneri per la sicurezza (aggiudicazione n. CMI-0014646-P del 05.05.2014) all’offerta del prezzo più basso.
LOTTO n. 5 Lavori di Manutenzione Ordinaria 2014 Ripristino definitivo danni incidenti ed emergenze lungo le Strade Statali del Compartimento
per la Lombardia. SS.SS. nn. 33-341-494-526.SIL MIF314896BB - CUP F66G13002360001 - CIG 56278432F6. Importo complessivo dell’appalto
€ 178.000,00 (di cui € 5.600,00 per oneri sicurezza). Si rendono noti i risultati dell’esperimento della gara d’appalto, a procedura aperta n. MI004
-14 offerte pervenute n. 58, offerte ammesse n. 56 impresa aggiudicataria Della Bona Costruzioni. S.r.l. - con sede in Tirano (SO)con il ribasso del
33,14100%. Importo aggiudicazione € 120.864,92 compresi gli oneri per la sicurezza (aggiudicazione n. CMI-0014630-P del 05.05.2014) all’offerta
del prezzo più basso.
LOTTO n. 6 Lavori di Manutenzione Ordinaria 2014. Ripristino definitivo danni incidenti ed emergenze lungo le Strade Statali del Compartimento per la
Lombardia. SS. SS. nn. 33-336- 336dir -336dir/A-629 SILMIF314896BC - CUP F66G13002360001-CIG56278600FE. Importo complessivo dell’appalto
€ 268.000,00 (di cui € 8.700,00 per oneri sicurezza). Si rendono noti i risultati dell’esperimento della gara d’appalto, a procedura aperta n. MI004
-14 offerte pervenute n. 105, offerte ammesse n. 103 impresa aggiudicataria Bergamelli S.r.l. - con sede in Albino (BG)con il ribasso del 30,00000%.
Importo aggiudicazione € 190.210,00 compresi gli oneri per la sicurezza (aggiudicazione n. CMI-00146333-P del 05.05.2014 all’offerta del prezzo più
basso.
LOTTO n. 7 Lavori di Manutenzione Ordinaria 2014. Ripristino definitivo danni incidenti ed emergenze lungo le Strade Statali del Compartimento per
la Lombardia. SS.SS. nn. 38 - 38Dir/B-301. SIL MIF3148998SO - CUP F76G130027270001 - CIG 562762925D. Importo complessivo dell’appalto
€ 255.000,00 (di cui € 6.600,00 per oneri sicurezza). Si rendono noti i risultati dell’esperimento della gara d’appalto, a procedura aperta n. MI004 -14
offerte pervenute n. 65, offerte ammesse n. 62 impresa aggiudicataria Curi Impresa Edile S.r.l. - con sede in San Siro (CO)con il ribasso del 34,60700%.
Importo aggiudicazione € 131.824,21 compresi gli oneri per la sicurezza (aggiudicazione n. CMI-0014635-P del 05.05.2014) all’offerta del prezzo più
basso.
LOTTO n. 8 Lavori di Manutenzione Ordinaria 2014. Ripristino definitivo danni incidenti ed emergenze lungo le Strade Statali del Compartimento
per la Lombardia S.S. n. 36. SIL MIF314895AB- CUP F76G13002730001 - CIG 5627897F82. Importo complessivo dell’appalto € 250.000,00 (di cui
€ 3.000,00 per oneri sicurezza). Si rendono noti i risultati dell’esperimento della gara d’appalto, a procedura aperta n. MI004 -14 offerte pervenute n.
66, offerte ammesse n. 62 impresa aggiudicataria Carnazzola Geom. Camillo S.p.A. - con sede in Colorina (SO)con il ribasso del 35,03200%. Importo
aggiudicazione € 163.470,96 compresi gli oneri per la sicurezza (aggiudicazione n. CMI-0014636-P del 05.05.2014) all’offerta del prezzo più basso.
LOTTO n. 9 Lavori di Manutenzione Ordinaria 2014. Ripristino definitivo danni incidenti ed emergenze lungo le Strade Statali del Compartimento per
la Lombardia SS. SS. n.39-42. SIL MIF314895AD - CUP F76G13002370001 - CIG 5627912BE4. Importo complessivo dell’appalto € 250.000,00 (di
cui € 3.000,00 per oneri sicurezza). Si rendono noti i risultati dell’esperimento della gara d’appalto, a procedura aperta n. MI004 -14 offerte pervenute
n. 57, offerte ammesse n. 53 impresa aggiudicataria Legrenzi S.r.l. - con sede in Clusone (BG)con il ribasso del 23,48000%. Importo aggiudicazione
€ 130.788,40 compresi gli oneri per la sicurezza (aggiudicazione n. CMI-0014639-P del 05.05.2014) all’offerta del prezzo più basso.
LOTTO n. 10 Lavori di Manutenzione Ordinaria 2014. Ripristino definitivo danni incidenti ed emergenze lungo le Strade Statali del Compartimento
per la Lombardia SS. SS. nn. 340-340dir-708. SIL MIF3144897CA - CUP - F12C13000260001 - CIG 5627931B92. Importo complessivo dell’appalto
€ 255.000,00 (di cui € 6.600,00 per oneri sicurezza). Si rendono noti i risultati dell’esperimento della gara d’appalto, a procedura aperta n. MI004 -14
offerte pervenute n. 65, offerte ammesse n. 64 impresa aggiudicataria Malacrida A.V.C. S.r.l. - con sede in Lesmo (MB)con il ribasso del 31,86700%.
Importo aggiudicazione € 141.266,00 compresi gli oneri per la sicurezza (aggiudicazione n. CMI-0014641-P del 05.05.2014) all’offerta del prezzo più
basso.
LOTTO n. 11 Lavori di Manutenzione Ordinaria 2014. Ripristino definitivo danni incidenti ed emergenze lungo le Strade Statali del Compartimento
per la Lombardia SS. SS. nn. 233-342-344-712. SIL MIF314897CC - CUP - F12C13000260001 - CIG 56279478C7. Importo complessivo dell’appalto
€ 155.000,00 (di cui € 5.000,00 per oneri sicurezza). Si rendono noti i risultati dell’esperimento della gara d’appalto, a procedura aperta n. MI004 -14
offerte pervenute n. 63, offerte ammesse n. 59 impresa aggiudicataria S.A.I.M.P S.r.l. - con sede in Tradate Abbiate Guazzone (VA)con il ribasso del
30,48500%. Importo aggiudicazione € 109.272,50 compresi gli oneri per la sicurezza (aggiudicazione n. CMI-0014642-P del 05.05.2014) all’offerta
del prezzo più basso.
IL DIRIGENTE AMMINISTRATIVO
Avv. Nicola RUBINO
VIA C. D’ASCANIO, 3 - 20142 MILANO
Tel. 02/826851 - Fax 02/82685501
sito internet www.stradeanas.it
TRIBUNALE DI L’AQUILA
FALL. N. 5/12 R.F.
Via Accolti Gil - zona industriale
70123 Bari
ESTRATTO AVVISO DI GARA
L’A.M.GAS S.p.A. di Bari intende esperire procedura negoziata per l’affidamento del servizio
di rilevazione consumi di circa n. 120.000
gruppi di misura gas classe G4 e gestione
delle informazioni accessorie. Il termine per la
presentazione delle istanze di partecipazione
scade alle ore 12.00 del 07/11/14. Per ogni informazione utile alla partecipazione alla gara,
si rinvia al bando integrale, disponibile sul
sito internet: www.amgasbari.it e presso
l’A.M.GAS S.p.A., Divisione Tecnica Sezione
Appalti - tel. 080.5390172/122.
Il Direttore Generale
ing. Vito Donato Bisceglia
Vendita invito a offrire: 26/11/2014 ore 10.30: Lotto unico - Comune di L’Aquila - Zona
industriale di Bazzano. Cessione di azienda avente per oggetto l’attività nel settore della
produzione di semilavorati e verniciatura in alluminio. Prezzo base: €. 7.678.635 in
caso di gara aumento minimo €. 100.000. Vendita per singoli lotti, solo qualora non
pervengano offerte per l’intero complesso aziendale, al prezzo ribassato e rispettivamente pari a: €. 3.375.000 per il lotto A1; €. 3.000.000 per il lotto A2; €. 1.303.635
per il lotto A3.
Vendita senza incanto e con incanto: 26/11/2014 ore 10.00: nel Lotto unico - Comune
di Grassobbio (BG) via Lungoserio, 38. Piena proprietà di immobili Palazzina uffici e
autorimessa con un piano interrato e n. 3 p. f. t., sviluppantesi su un’area di mq
2.510,00. Prezzo base: €. 525.000 in caso di gara aumento minimo Euro 10.000,00.
Innanzi al curatore Dott. Omero Martella c/o lo studio in L’Aquila, Portici di S. Bernardino, 2. Deposito offerte entro le 12 del 25/11/2014 in Cancelleria Fallimentare. Maggiori
info in Cancelleria Fallimentare e c/o il curatore Dott. Omero Martella tel. 0862 27142 e
c/o il custode giudiziario IVG Istituto di Vendite Giudiziarie di Bergamo tel. 035 234967
su www.giustizia.abruzzo.it e www.astegiudiziarie.it (Cod. A255620,A262782).
Corriere della Sera Sabato 25 Ottobre 2014
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La Lente
di Fabio Savelli
Partite Iva,
i nuovi minimi
e i rischi
di evasione
A
nche stavolta la lente
del fisco rischia di
essere deformante.
Sul banco degli imputati
l’annunciata - da parte del
governo - rivoluzione dei
nuovi minimi. Operazione
spiegata con una logica
compensativa nei confronti
delle partite Iva, escluse dal
bonus Irpef da 80 euro,
destinato soltanto ai
lavoratori dipendenti.
L’esecutivo modificherà il
regime a fiscalità agevolata
innalzando l’imposta
sostitutiva al 15% (ora è
fissata al 5%) in cambio di
un aumento della soglia di
fatturato a 40mila euro,
asticella entro la quale si
godrà di una minore
imposizione tributaria.
Secondo Acta,
l’associazione dei
consulenti del terziario
(attenta nelle
rivendicazioni del ceto
autonomo professionale),
la novità finirà per
penalizzare i freelance e i
cosiddetti «lavoratori della
conoscenza», come i
designer, i giornalisti, gli
architetti, i copywriter (a
partita Iva). Agevolando
invece una platea indistinta
di artigiani e commercianti,
in gran parte esclusi dal
vecchio regime dei minimi,
allargando così l’area
dell’esenzione dai
(declinanti) studi di settore
anche «ad attività
tradizionalmente ad elevato
rischio fiscale».
L’affermazione è della
presidente di Acta, Anna
Soru, e colpisce perché
avvalora la tesi di un Fisco
forte con i più deboli e
lassista nei confronti di chi
guadagna di più. Una beffa
per chi è obbligato a
presentare la fattura al
committente per farsi
pagare (i professionisti).
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Telecom rilancia sull’Argentina
Trenta mesi in condominio con Fintech
Subito il 17% a Martinez per 215 milioni più un bond a garanzia. Prevista una penale da 170 milioni
La soluzione è piuttosto articolata e non dà certezze, ma diverse garanzie a Telecom Italia
qualora non dovesse andare in
porto la cessione di Telecom
Argentina. Ieri notte il gruppo
telefonico ha trovato un nuovo
accordo con la Fintech di David
Martinez, che un anno fa si era
impegnata a comprare la controllata di Buenos Aires per
960 milioni di dollari, versandone subito 113. La cessione
tuttavia non è stata ancora perfezionata per via dell’Antitrust,
che ha chiesto a Martinez di
sciogliere il conflitto che non
gli consente di ottenere il via libera su Telecom Argentina in
quanto azionista con il 40%
della tv cavo del Clarin.
L’intesa raggiunta dall’amministratore delegato, Marco
Patuano, impegna le parti per
cinque anni e fissa in 30 mesi il
termine ultimo per il passaggio del controllo di Telecom
Argentina a Fintech. Fino a
quel momento, a meno che
non arrivi il verdetto dell’authority, sarà ancora Telecom a
comandare e a consolidare i
conti della controllata, mantenendo il 51% in Sofora, la holding a monte della catena di
controllo della società di Buenos Aires. Il primo passaggio
A Piazza Affari
1,01
Ieri 0,83 euro
+1,5%
0,95
0,89
0,83
0,77
0,70
0,64
Ott 2013
Ott 2014
d’Arco
dell’accordo prevede che a Fintech venga girato entro la fine
di quest’anno il 17% della holding, in cambio di 215 milioni
di dollari mentre il secondo riguarda il restante 51%, che dovrebbe passare a Martinez entro il 2017 per 630 milioni. Le
due tranche riconoscono a Telecom il valore concordato a
suo tempo per Telecom Argen-
tina, 960 milioni di dollari, ma
se a novembre dell’anno scorso, quando era stato firmato il
primo accordo, l’importo corrispondeva a circa 4 volte il
margine operativo della società, con la svalutazione del peso
rispetto al dollaro il valore ora
è salito a 6 volte il margine.
L’accordo ha assegnato al
gruppo guidato da Giuseppe
Del Vecchio: ora la guida ai manager
«La famiglia non pesa su Luxottica»
E’ un Leonardo Del Vecchio in versione appassionata, quello che ieri ha deciso di rivolgersi ai suoi 74mila dipendenti. Lo ha fatto con una lettera inviata ieri
mattina, a due giorni di distanza dalla
comunicazione del nuovo assetto di
vertice che chiude uno dei periodi più
difficili della sua storia di imprenditore.
Scrive ai dirigenti e ai «suoi operai» di
Luxottica che nella fabbrica di Agordo
lo chiamano da sempre «il nonno», in
una giornata che in Borsa non ha dato
soddisfazioni al titolo (-0,67%). Subito il
patron esprime il bisogno di chiarire
che sull’avvicendamento al vertice «sono apparsi tanti, troppi, pettegolezzi e
falsità sulla mia famiglia e sui miei più
stretti collaboratori». Dopo la premessa, torna al suo stile: «Ho speso un’intera vita dedicata al lavoro, senza alcun
desiderio di apparire». Ed espone i temi
a lui più cari: «Luxottica è l’azienda che
assieme a voi ho costruito, che amo profondamente e considero la mia vera eredità a questo Paese. In 50 anni abbiamo
creato dal nulla un leader mondiale che
i concorrenti hanno sempre invidiato,
inseguito e imitato. Vorrei continuare
così anche in futuro nell’interesse di
tutti, azionisti e dipendenti». E aggiunge: «Dico questo non per vanto, chi mi
conosce sa quanto parlare mi costi e sia
lontano dalla mia natura, ma per ricordare a tutti la storia di 50 anni di serio
lavoro». L’attenzione è rivolta anche a
quanto succede sul mercato. «Mentre
in Italia si svendevano pezzi della nostra
economia, Luxottica conquistava marchi e aziende prestigiose, portava in Italia icone come Ray-Ban e Oakley».
L’altro tema è l’orgoglio di avercela
La vicenda
● Leonardo
Del Vecchio
(foto), patron
di Luxottica,
ha inviato una
lettera ai suoi
dipendenti per
rassicurare sul
riassetto del
vertice. La
società ha
nominato
come co-ceo
Adil MehboodKhan e
Massimo Vian
fatta sempre da soli. «Mentre molti cercavano aiuti di stato o appoggi dalla politica, noi ci rimboccavamo le maniche
e con le nostre forze ci facevamo valere
nel mondo. Questo per me è motivo di
grande orgoglio». Rialza la testa l’imprenditore, 79 anni, che è si è sentito
messo in discussione. Infonde fiducia e
rassicura che la nuova squadra di vertice è forte: «Adil Khan, manager internazionale di grande prestigio, ha accettato
con entusiasmo di far parte della nostra
squadra, affiancherà in modo perfettamente complementare Massimo Vian,
avviando in questo modo la nuova governance del gruppo». Quanto al suo
ruolo, dice che è tornato in azienda, ma
temporaneamente,«esclusivamente
per accompagnare e agevolare i cambiamenti in atto. Appena terminato e consolidato il nuovo assetto organizzativo,
lascerò ai manager il compito di guidare il futuro di Luxottica». Perché, come
ha ricordato nei giorni scorsi, Luxottica
è diventata troppo complessa per essere
gestita da una sola persona.
Poi parla del ruolo della sua famiglia,
in veste personale e in quella di azionista: «Vi vorrei rassicurare che in questo
processo di cambiamento non ci sono
state e non ci saranno mai influenze da
parte della mia famiglia, numerosa e articolata, ma che proprio per questo amo
tutta intensamente e allo stesso modo,
e ringrazio per l’affetto e il sostegno che
ogni giorno mi sta dimostrando». Del
Vecchio conclude con il motto più noto
in azienda: «Buon lavoro a tutti». La firma è «Il vostro fondatore».
Daniela Polizzi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
0,67
per cento
è quanto ha
perso, ieri in
Borsa, il titolo
Luxottica
Recchi anche un’opzione
«call» per ricomprare il 17% di
Sofora al termine dei due anni
e mezzo, qualora non fosse
possibile procedere alla vendita. La società telefonica avrà
inoltre una garanzia da Fintech: un bond emesso dallo stesso gruppo telefonico da circa
600 milioni di dollari che verrà
sottoscritto dalla società argentina e rimborsato, nel caso,
al momento del closing quando Fintech dovrebbe versare
un importo identico per il 51%
di Sofora in mano a Telecom
Italia. Una garanzia che consente alla società di Recchi anche di aumentare la propria liquidità.
Telecom si è riservata un ulteriore paracadute. Se entro 30
mesi la vendita non sarà perfezionata, il gruppo telefonico
sarà infatti libero di vendere la
propria partecipazione in Telecom Argentina, richiamando
anche quel 17% in mano a Martinez esercitando l’opzione
call, e se non dovesse riuscire a
trovare un compratore entro i
successivi due anni e mezzo
per Fintech scatterà una penale di 170 milioni di dollari.
Il percorso dunque è «blindato» e anche nel caso in cui
l’Antitrust di Buenos Aires non
dovesse rilasciare il nulla osta
Telecom farebbe comunque
cassa per circa 500 milioni,
considerando la prima e la seconda tranche dei pagamenti
di Fintech e includendo la penale. Nel frattempo Patuano
manterrà il controllo in Argentina, esprimendo la maggioranza del consiglio e l’amministratore delegato, come prevedono gli accordi tra i soci. L’aus p i c i o d i Te l e c o m è c h e
Martinez trovi la soluzione per
sciogliere il conflitto che non
gli consente di sommare al
controllo di Telecom Argentina il 40% della tv del Clarin.
Possibilmente prima di due
anni e mezzo.
Federico De Rosa
I dossier
● Altro dossier
aperto per
Telecom in
Sudamerica è
quello della
vendita delle
torri di telefonia
mobile in
Brasile: le
trattative
sarebbero in
fase avanzata
e secondo
indiscrezioni
di stampa si
potrebbe
arrivare a un
accordo nelle
prossime
settimane.
Le offerte
valorizzano
l’asset 500-600
milioni di euro
ma Telecom
punterebbe
a 900
● Intanto
Mediobanca e
Banca Imi hanno
inviato la
documentazione
su Persidera, la
joint venture tra
Telecom Italia
Media e
L’Espresso, ai
possibili
investitori
© RIPRODUZIONE RISERVATA
TRIBUNALE
DI TEMPIO PAUSANIA
Avviso di vendita
ES. IMM. N. 12/08 Ol promossa da
Banca Popolare di Novara e Verona
(Avv. S. Pes) il G.E. ha ordinato la
vendita senza incanto per il giorno
25/11/2014 ore 09.00 dei seguenti beni
immobili: OLBIA Loc. Cugnana Lotto2:
Unità immobiliare ad uso abitazione di
vani 6 - Unità immobiliare ad uso abitazione di vani 3, Si rileva la non opponibilità al contratto di locazione serie 3.
Prezzo base € 150.831,63 - Rilancio
minimo € 3.000,00. Fissa termine al
19/05/2014 entro le ore 12:00 per il deposito delle offerte, con cauzione pari al
10% del prezzo offerto su assegno circolare non trasferibile intestato a: Cancelleria Esecuzioni Immobiliari. Nel caso
in cui la vendita senza incanto abbia esito
negativo una nuova vendita con incanto
verrà effettuata il giorno 25/11/2014 ore
09.00. Perizie, planimetrie e ordinanze
sul sito: www.astagiudiziaria.com o
www.ivgtempiopausania.it. Custode: IVG
Tempio.
COMUNE DI CATANIA
DIREZIONE RAGIONERIA GENERALE
PROVVEDITORATO ECONOMATO A.P.
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Quest’Amministrazione indice per le ore
10,00 del giorno 12/12/2014 procedura
aperta per l’acquisizione della copertura
assicurativa RCA amministrata a libro
matricola per gli automezzi comunali.
CIG: 5970295B48. L’importo dell’appalto è
pari a € 1.200.000,00 comprensivo di ogni
onere, imposta e tassa. Termine di presentazione delle offerte: ore 12,00 del giorno
10/12/2014. I documenti di gara sono disponibili sul sito internet: www.comune.catania.it e visionabili presso la Direzione Ragioneria Generale Provveditorato
Economato - Ufficio Forniture Beni e Servizi e Lavori, Via D. Tempio n. 62/64,
tel 0957424535 fax 0957424567, email:
[email protected]
La P.O. Responsabile
F.to Avv. Leonardo Arcidiacono
Per la pubblicità legale e finanziaria rivolgersi a:
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Tel. 02 2584 6665 - Fax 02 2588 6114
Via Campania, 59 - 00187 Roma
Tel. 06 6882 8650 - Fax 06 6882 8682
Vico II San Nicola alla Dogana, 9
80133 Napoli
Tel. 081 49 777 11 - Fax 081 49 777 12
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46
Sabato 25 Ottobre 2014 Corriere della Sera
Corriere della Sera Sabato 25 Ottobre 2014
L’accordo
Terreni in disuso,
il Demanio vende
ai giovani agricoltori
ECONOMIA
(pa.pic) Le terre improduttive tornano agli
agricoltori, e in particolare agli under 40. È stato
firmato ieri il protocollo d’intesa tra il ministero
delle Politiche agricole, le Regioni e i Comuni. La
prima parte del bando per la vendita e la locazione
dei terreni pubblici in disuso pubblicato è online sul
sito del Demanio. «Grazie anche alle segnalazioni
dei giovani il progetto Terrevive è entrato nella fase
due nella quale sono direttamente coinvolte
Regioni e Comuni. Le terre saranno riportate nelle
disponibilità quotidiane degli agricoltori» ha detto
il ministro Maurizio Martina (foto), firmando
l’accordo ieri al Salone del gusto di Torino.
«Terrevive» segue il pacchetto «Campolibero» che
prevede, tra le misure, la detrazione del 19% del
canone di affitto per gli «under 35», mutui a a
tasso zero, incentivi all’assunzione a tempo
indeterminato, credito d’imposta su innovazione e
reti d’impresa, sanzioni per chi coltiva Ogm.
47
Mobilità per 1.634 lavoratori
Esuberi Meridiana, duello con Poletti
Meridiana ha riaperto la procedura di mobilità per
1.634 lavoratori (1.366 esuberi, 268 resteranno
nel gruppo) scatenando la reazione del ministero
del Lavoro guidato da Giuliano Poletti: la scelta di
Meridiana «è un errore grave», che «rischia di
compromettere i significativi passi in avanti
compiuti». Per lunedì previsto un nuovo incontro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La nuova Fiat vara il «contratto di rete»
Da Teksid a Ferrari l’accordo per mettere in comune i servizi tra le società del gruppo
Il network aperto alle controllate estere, possibile il trasferimento di personale
Lo scorso 26 settembre, pochi giorni prima la nuova Fiat
Chrysler Automobiles sbarcasse a Wall Street, a Torino venti
società italiane del gruppo
hanno firmato un «contratto di
rete» per legarsi reciprocamente su varie attività e servizi,
sulla messa a disposizione di
know how, sullo scambio di
personale specializzato. All’accordo partecipano non solo le
società satelliti come Teksid,
Comau, Magneti Marelli, ma
anche la casa editrice La Stampa, e Ferrari spa, che storicamente ha avuto una gestione
autonoma da Torino.
Il «contratto di rete» — nato
nel 2009 soprattutto per favorire la «aggregazione dolce» tra
piccole e medie imprese, in
particolare di uno stesso distretto o in uno stesso settore
industriale — sulla carta è molto ampio: prevede collaborazione tra le società del gruppo
Fca «in più aree di intervento»,
tra le quali «a titolo esemplificativo, l’organizzazione contabile, i sistemi e le procedure di
controllo interno», la «consulenza ed assistenza in campo
amministrativo, giuridico e ge-
stionale, il coordinamento e
l’organizzazione delle attività
di impresa ai fini dello sviluppo della stessa». In questi ambiti le varie società «metteranno a disposizione l’uno dell’altro il proprio know how, anche
attraverso piattaforme tecnologiche condivise che verranno
appositamente predisposte».
All’accordo potranno partecipare «società estere» del gruppo, è scritto nel contratto.
Particolare importanza riveste il trasferimento del personale da una società a un’altra:
«Potrà essere altresì operato
distacco di personale qualificato il cui apporto professionale
[...] costituirà uno strumento
di attuazione del programma».
L’obiettivo è «ottenere una efficiente ottimizzazione delle sinergie esistenti e una migliore
gestione delle proprie risorse,
con conseguente semplificazione e potenziamento dei processi aziendali e miglioramento delle professionalità delle
società nonché dei servizi».
Il contratto di rete si innesta
su un preesistente rapporto
consortile tra le società attraverso Fiat Servizi per l’Industria
Il riassetto
Intesa, create tre nuove divisioni
Nuove divisioni per tre rami di business: private banking, asset
management e insurance. Intesa Sanpaolo incastra un tassello
chiave del piano di impresa con la creazione dei nuovi poli che
vanno ad aggiungersi a Banca dei territori, Corporate e
investment banking e banche estere. «Abbiamo rafforzato i
motori della crescita. Con la nuova struttura – ha detto il Ceo
Carlo Messina – si conferma il modello di banca semplice e
innovativa». La divisione private banking, affidata a Matteo
Colafrancesco (al quale succederà dal 1° luglio 2015 Paolo
Molesini), seguirà il segmento di clientela di fascia alta. A questo
polo rispondono le controllate Banca Fideuram, Fideuram
Investimenti, Intesa Sanpaolo Private Banking, Sirefid, Fideuram
Fiduciaria e Intesa Sanpaolo private banking Suisse. La divisione
Asset management (che rappresenta il terzo polo più grande in
Europa), invece, sarà affidata a Tommaso Corcos al quale
rispondono le controllate Eurizon Capital e Fideuram Asset
Management Ireland. La divisione insurance farà invece capo ad
Antonio Nucci al quale a luglio subentrerà Nicola Maria
Fioravanti, che sarà anche numero uno di Intesa Sanpaolo Vita.
E’ stato inoltre rafforzato il Centro per l’innovazione guidato da
Maurizio Montagnese.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La cordata
Unicredit tratta con Fortress su Uccmb
Unicredit ha assegnato alla cordata composta da Fortress e
Prelios l’esclusiva per finalizzare la cessione di Uccmb, la società
di recupero e gestione dei crediti deteriorati del gruppo.
La vendita dovrebbe chiudersi nel giro di poche settimane. Si
tratta di un’operazione complessa che prevede da un lato la
dismissione della partecipazione di Unicredit in Uccmb (con la
piattaforma operativa e una parte del portafoglio crediti) e
dall’altro la costituzione di una partnership per la gestione dei
servizi per i crediti deteriorati della banca per i prossimi dieci
anni. La cordata formata dagli americani di Fortress (presente in
Italia con Italfondiario) e dalla Prelios di Massimo Caputi, l’ha
avuta vinta su Lone Star, l’altro soggetto sceso in campo per
l’asset di Unicredit, valutato circa 1 miliardo. Si tratta dell’ultima
delle grandi cessioni previste dal piano industriale dopo l’Ipo di
Fineco e l’avvio delle procedure per l’esclusiva su Pioneer a
Santander. In Germania Unicredit ha venduto la quota di
maggioranza in Dab Bank mentre l’uscita dalla banca Ucraina fa i
conti con la situazione nel Paese. La nascita del veicolo per i
crediti ristrutturati di UniCredit e Intesa Sanpaolo sotto la
gestione del fondo Usa Kkr, è invece slittata al prossimo anno.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Lingotto Lo stabilimento Fiat di Pomigliano
Scpa (al cui capitale Ferrari però non partecipa) e serve proprio a «rafforzare i rapporti»
dentro il gruppo «così accrescendo la competitività e l’innovazione» di tutte le società.
Da Torino spiegano che si
tratta di un normale contratto
di servizi e che la nuova formula del contratto di rete sistematizza e aumenta le relazioni
dentro il gruppo. Per ora la società consortile ha gestito soprattutto servizi accessori come l’assistenza medica ai dipendenti o le vacanze-studio
per i loro figli. Un riferimento
al «passaggio di know how» da
Ferrari ad altre società del
gruppo Fca l’ha fatto di recente
l’amministratore delegato Sergio Marchionne durante l’incontro stampa per l’uscita di
Luca Cordero di Montezemolo
da Ferrari, lo scorso 10 settembre. «Spero che il trapianto di
know how da Ferrari dentro
Fca vada avanti», aveva detto,
«ovviamente senza rischiare le
capacità operativa della Ferrari.
Ma come scuola è una buona
scuola». Fermo restando, come
ha ribadito più volte, che Ferrari «avrà sempre la sua indipendenza e resterà nel sistema Fca
come è sempre stata».
Fabrizio Massaro
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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30,260
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11,004
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35,220
3041,000
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KIS - Multi-Str. UCITS D
KIS - Multi-Str. UCITS P
KIS - Multi-Str. UCITS X
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KIS - Selection X
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116,670
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ITALY CAP RET A EUR
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Neretto: +20%
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EUR
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PS - Target C
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EUR
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PS - Valeur Income A
EUR
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PS - Value A
EUR
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EUR
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107,560
103,620
104,690
100,990
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23/10
23/10
23/10
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EUR
EUR
EUR
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101,640
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23/10
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23/10
23/10
23/10
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Strategic Bond Inst. C
Strategic Bond Inst. C hdg
Strategic Bond Retail C
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Strategic Trend Inst. C
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EUR
USD
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EUR
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107,350
107,510
105,730
105,930
101,610
99,290
107,370
107,540
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23/10
23/10
23/10
23/10
23/10
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23/10
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23/10
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17/10
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23/10
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EUR
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146,300
136,800
139,060
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72,110
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111,530
114,200
137,490
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105,160
57,610
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100,890
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23/10
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111,320
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137,500
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104,930
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104,710
121,700
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Fondo Donatello-Michelangelo Due
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31/12
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31/12
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EUR 27926,454 27116,197
EUR 58259,864 57863,932
EUR 468728,464 477314,036
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Tel: 02 77718.1
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n. 1 Offerte di collaborazione: € 2,08;
n. 2 Ricerche di collaboratori: € 7,92;
n. 3 Dirigenti: € 7,92; n. 4 Avvisi legali: € 5,00; n. 5 Immobili residenziali
compravendita: € 4,67; n. 6 Immobili
residenziali affitto: € 4,67; n. 7 Immobili turistici: € 4,67; n. 8 Immobili
commerciali e industriali: € 4,67; n. 9
Terreni: € 4,67; n. 10 Vacanze e turismo: € 2,92; n. 11 Artigianato trasporti: € 3,25; n. 12 Aziende cessioni
e rilievi: € 4,67; n. 13 Prestiti e investimenti: € 9,17; n. 14 Casa di cura e
specialisti: € 7,92; n. 15 Scuole corsi
lezioni: € 4,17; n. 16 Avvenimenti e
Ricorrenze: € 2,08; n. 17 Messaggi
personali: € 4,58; n. 18 Vendite acquisti e scambi: € 3,33; n. 19 Autoveicoli: € 3,33; n. 20 Informazioni e
investigazioni: € 4,67; n. 21 Palestre
saune massaggi: € 5,00; n. 22 Chiromanzia: € 4,67; n. 23 Matrimoniali:
€ 5,00; n. 24 Club e associazioni:
€ 5,42.
Nel testo dell’inserzione è obbligatorio
indicare la classe energetica di appartenenza dell’immobile e il relativo indice di prestazione energetica espresso
in kWh/mqa o kWh/mca a seconda
della destinazione d’uso dell’edificio.
Nel caso di immobili esenti dall’indicazione, riportare la dicitura “Immobile
non soggetto all’obbligo di certificazione energetica”.
Tel: 848 58 58 20
Sito web: www.ingdirect.it
Dividendo Arancio
Convertibile Arancio
Cedola Arancio
Borsa Protetta Agosto
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Borsa Protetta Maggio
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Inflazione Più Arancio
Mattone Arancio
Profilo Dinamico Arancio
Profilo Equilibrato Arancio
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Top Italia Arancio
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della Sera - Gazzetta dello Sport:
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EUR
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AZ F. Asset Timing
EUR
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AZ F. Best Bond
EUR
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AZ F. Best Cedola ACC
EUR
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EUR
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AZ F. Best Equity
EUR
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AZ F. Bond Target 2015 DIS
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AZ F. Bond Target 2016 DIS
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AUTISTA privato libero impegni familiari, lingue francese-inglese, disponibilità trasferimento, professionalità.
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Nome
VAL GARDENA,
SCILIAR
Numero verde 800 124811
EUR 874712,613 873974,630
EUR 570753,978 570591,037
[email protected]
EUR 590447,998 589705,032
EUR 536380,732 536171,250 Nextam Bilanciato
23/10
6,906
EUR
6,809
6,810 Nextam Obblig. Misto
EUR
23/10
7,613
EUR
10,327
10,310 BInver International A
EUR
23/10
5,727
EUR
23/10
5,724
Cap. Int. Abs. Inc. Grower D
EUR
271,230
273,230 CITIC Securities China Fd A
USD
23/10
5,886
EUR
190,720
192,100 Fidela A
EUR
23/10
5,339
EUR
192,270
193,660
EUR
23/10
5,707
A
EUR
173,850
173,730 Income
USD
23/10
7,381
International Equity A
EUR
124,180
124,090 Italian
EUR
23/10
6,217
Selection
A
EUR
128,700
128,600
EUR
23/10
5,330
Liquidity
A
EUR
127,040
126,780
EUR
23/10
5,123
EUR
131,760
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EUR
23/10
4,789
EUR
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EUR
23/10
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EUR
176,400
176,280 Multimanager Emerg.Mkts Eq.A
USD
23/10
4,349
EUR
122,710
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EUR
23/10
5,149
EUR
125,110
125,030 Strategic A
EUR
23/10
6,150
EUR
126,000
125,480 Usa Value Fund A
EUR
123,950
123,440 Ver Capital Credit Fd A
23/10
5,488
EUR
EUR
23/10
93,180
93,660
Asian Equity B
EUR
23/10
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131,500
Asian Equity B
USD
105,510 Emerg Mkts Equity
23/10
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USD
108,260 Emerg Mkts Equity Hdg
23/10
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EUR
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23/10
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EUR
23/10
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European Equity B
USD
23/10
110,510
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Greater China Equity B
EUR
23/10
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Greater China Equity B
USD
23/10
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Growth Opportunities
USD
23/10
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Growth Opportunities Hdg
EUR
23/10
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128,200
Japanese Equity
JPY
23/10
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Japanese Equity B
USD
23/10
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Japanese Equity Hdg
EUR
23/10
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Swiss Equity
CHF
23/10
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Swiss Equity Hdg
EUR
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US Equity
USD
23/10
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US Equity Hdg
EUR
6,881
7,602
5,707
5,688
5,899
5,335
5,704
7,311
Tel 0332 251411
6,160
www.ottoapiu.it
5,331
5,120 8a+ Eiger
23/10
5,819
5,747
EUR
4,780 8a+ Gran Paradiso
23/10
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23/10
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4,407 8a+ Latemar
17/10
EUR 709649,798 718153,573
4,321 8a+ Matterhorn
5,135
6,051
Legenda:
Quota/pre.
=
Quota
precedente;
Quota/od.
=
Quota
odierna
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5,481
Corriere della Sera Sabato 25 Ottobre 2014
ECONOMIA/MERCATI FINANZIARI
● Piazza Affari
49
Sussurri & Grida
F2i, l’esordio di Ravanelli con la partita delle torri Wind
di Giacomo Ferrari
Rialzo per Ferragamo
Passo indietro di Saipem
G
li stress test delle banche, attesi per
domani alle 12, hanno condizionato
l’ultima seduta della settimana. Gli
indici hanno chiuso prevalentemente in calo,
con l’eccezione di Piazza Affari (+0,31%),
sostenuta proprio dai titoli bancari. Ma non è
stato l’ottimismo a spingere gli acquisti,
bensì le ricoperture speculative alla vigilia
dei verdetti della Bce. È il caso, per esempio,
di Mps, rimbalzata del 10,68% nonostante
l’istituto sia tra quelli a rischio bocciatura. In
rialzo anche Ferragamo (+2,26%) grazie al
giudizio positivo di Goldman Sachs, oltre a
Banco Popolare (+1,99%), Unipolsai (+1,81%)
e Mediobanca (+1,63%). Giù invece Saipem (3,61%), colpita dal taglio del target-price (da
22,9 a 20,4 euro) da Mediobanca Securities.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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(d.pol.) Primo dossier importante per Renato
Ravanelli, l’ex manager di A2A, ora alla prova sul
business infrastrutturale in qualità di amministratore delegato del fondo F2i al posto di Vito
Gamberale. Appena arrivato, è già in partita nell’asta per le torri per le tlc messe in vendita da
Wind. Nella società in via di cessione la russa
Vimpelcom, proprietaria di Wind, farà confluire
6mila torri che valgono il 53% del mercato degli
operatori indipendenti. Un boccone ghiotto per
chi vuole aggregare un business frammentato
tra molti operatori. Ma anche impegnativo, valutato attorno a 500 milioni per la maggioranza.
Forse un po’ troppi per il secondo fondo di F2i
che ha raccolto 760 milioni (1,8 miliardi il primo). Ma il team ha trovato la sponda americana,
a Providence (Rhode Island) sede dell’omonimo
private equity con 40 miliardi di dollari di asset
gestiti. Un colosso che nelle torri ha già investito
e che si appresta svolgere il socio di minoranza
di F2i. I partner dovranno competere con Ei
towers e Abertis, pronti in due diligence. Al lavoro c’è Carlo Michelini, l’ex capo degli investimenti di F2i ora promosso a direttore generale.
(f.d.r.) È l’arma segreta di Larry Ellison (nella foto) per la
prossima Coppa America. Un
accordo tenuto finora nascosto in grado di cambiare non tanto l’esito della
regata più prestigiosa del mondo, di cui Ellison è stato vincitore nelle ultime due edizioni,
ma una svolta nel mondo della vela hi-tech. Lo
scafo di Oracle che scenderà in acqua nel 2017
uscirà non da un cantiere ma dagli hangar Airbus. Il colosso aeronautico francese sta progettando lo scafo applicando la tecnologia degli aerei alle barche a vela. Per il ceo di Airbus,
Fabrice Brégie, vele e aerei «hanno un Dna comune. La forza del vento sulle alle e sulle vele
hanno la stessa importanza» e dunque si tratta
solo di adattare la tecnologia e sposarla con
creatività. Cosa che Airbus ha già fatto introducendo per prima sulle ali degli aerei una trama zigrinata simile alla pelle di squalo, per migliorare il flusso d’aria.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Coppa America,
Airbus con Oracle
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!kb‰@˜×“ ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®!¯ z`Ðææ
!k‰b‰k±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®!¯ æ`¤æ|
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!kŏ‰˜k K±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®!/¯ ¤`¤ææ
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!˜Â‰x ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®!$"¯ æ`ÐÕÐ
!˜Îk ,@ÅX†‰ /‰±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®!,/¯ ¤`æææ
!Ý‰k“@ß±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®!!¯ æ`æ|¤
!×Î׉˜‰˜k K±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®!$¯ |`z™p
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,‰@~~‰ ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®,¯ Õ`¤pæ
,‰kÂÂk ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®,.¯ æ`ÊpÊ
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,‰Âk‰ G ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®,
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,‰~Â@x‰X‰ b‰ÎÂ‰@k±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®,$¯ æ`ÕÐÊ
,Âk‰Å±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®,./¯ æ`Ðææ
,Âk“×[email protected] ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®,.¯ æ`Õzæ
,‰“@ ˜b×ÅΉk K±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®,.¯ ¤Ð`Êææ
,Âàœ‰@˜±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®,.;¯ ¤Ð`|ææ
. .± k !kb‰X‰ K±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®.!¯ æ`Õpæ
[email protected]ÎΉ ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®.1¯ Õ`|Êæ
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.kXÂ[email protected]Ή K ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®.
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.k¬à K ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®.;¯ zp`pææ
.kÎk‰Î±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®1¯ æ`ÊÕæ
.‰Å@˜@“k˜Î±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®."¯ æ`¤¤É
.ÅÅÅ ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®.$/¯ ¤`Ф™
/ /@[email protected] /±¬±@± K ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®/¯ ¤Õ`™ææ
/@kÅ K ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®/¯ z`™pæ
/@kŠ˜X K±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®/.¯ |`Êæ|
/@x‰ ׬±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®/¯ ¤æ`zzæ
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/¬@Xk ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®/,¯ ¤æ`æææ
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(m.sid.) Nei «Viaggi di Gulliver» di Jonathan
Swift il protagonista visita la famosa Lilliput e
la molto meno nota Brobdingnag. Quest’ultima è un’isola abitata solo da giganti. Parlando
di startup potrebbe essere la Silicon Valley.
Ora, il rischio è che Lilliput sia proprio in Italia. Secondo lo studio «The Italian Startup
Ecosystem: Who’s Who», condotto da Italia
Startup e dalla School of Management del Politecnico di Milano, nel nostro paese sono più
che raddoppiate le startup innovative, che registrano un incremento del 120% da 1.227 nel
2013 a 2.716 nel 2014. Mettendo da parte il fatto che anche 2.716 non è onestamente un gran
numero, ci potremmo accontentare dello
sprint. Peccato che andando più a fondo si
scopre che i finanziamenti passeranno dai 129
milioni di euro del 2013 ai 110 milioni attesi
nel 2014. Sempre più aziende ma sempre meno soldi.
smarteconomy.corriere.it
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[email protected]±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
¯ ™`|Õz
XÎk ׬ K ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
$¯ ¤z`¤ææ
X¶×k ,Î@N‰‰ ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
,¯ æ`™¤z
Xœˆ[email protected]“±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
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bˆk¬±‰Âk˜äk±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®¯ ¤Ð`¤ææ
kbkÅ K±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®¯ æ`æ¤p
kxxk K ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®¯ ¤`™zz
‰£˜ .k˜kÞ@NkÅ ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®"¯
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“N‰k˜Î†kʼnű±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®1¯ æ`|Й
“¬‰x˜ ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®!,¯ |`|pÕ
˜‰“@ b‰˜~ ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®"!¯ |`¤zÕ
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Âk˜@ ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®.¯
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ÅX¬‰@Ýk K ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®/
¯ ¤`p¤Õ
ÅÎ@b‰ K ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®/1¯ z`ÊÉz
ΐ@˜Î‰@ ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®1¯ ¤p`æ¤æ
×Ν~‰±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®¯ z`||z
×ΝÅÎÂ@[email protected] 1ˆ!‰±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®1¯ ™`Ézæ
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@˜[email protected] ,¬± “‰‰@ .±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®,¯ Ê`Ðpz
@˜[email protected] ,¬± /˜b‰±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®,/$¯ Ð`||Ê
@˜X ,¬@Âk ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®,¯ ¤Õ`ÐÕæ
@˜X ,¬@Âk Þ¤æ ±±±±±±±±±±±±±±±®9,¤æ¯
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@ʼnX˜kα±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®"¯ Õ`¤Êæ
@ÅΝ~‰±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®¯ Õ`ææÕ
‰ÎkX† K±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®¯ ¤Êæ`æææ
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[email protected] @‰~k  ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
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[email protected] ˜Îk“N‰‰@Âk ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®!¯ Ð`|ÉÊ
[email protected] ,¬±ÎÂ׉@ k @䉝 K±±±±±±±±±±±±±±±®,¯ æ`zÉæ
[email protected] ,¬±!‰@˜ ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®,!¯ æ`Ê||
[email protected] ,¬±/¬kΝ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®/,$¯
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[email protected] ,x‰ ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®,.$¯ æ`ÐÕÉ
X kʼnˆÂ‰@˜ä@±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®¯ Õ`z¤æ
X kʼnˆÂ‰@˜ä@ ˜X ±±±±±±±±±±±±±±±®.¯ Õ`Õzæ
X /@˜Î@˜bk ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®/"1¯ É`æÐæ
X /@Âbk~˜@ ˜X ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®/.,¯ ¤æ`pææ
kk [email protected]“ K±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®1¯ æ`|pÐ
k~†k‰±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®¯ æ`|æ|
k˜‰ /Î@N‰‰ ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®"/¯ æ`zzp
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!¯ æ`z|É
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Âk“N K±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®.¯ ÕÊ`æææ
‰ÅX†‰ ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®.¯ æ`æ™Ð
Âטk ×X‰˜k‰ K±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
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¯ z`¤Éz
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¯ ¤`||æ
@Î@~‰Â˜k±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
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,.¯ z`|pz
@¬k ‰Ýk ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®,¯ Õ`ՙp
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k“k˜Î‰Â K±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
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¯ æ`ÕÊ|
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.8¯ |`|¤|
±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
¯ æ`æ|¤
±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
¯ æ`Õ|É
‰XXk@±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
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Âkb± “‰‰@˜±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
¯ Ê`zzæ
Âkb± [email protected]Îk‰˜kÅk±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
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Á“‰X K±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®/¯ æ`ÐÉæ
Á“‰X ¤Ê Þ@ K±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®9/¤Ê¯ æ`æÊz
@[email protected] K ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®¯ Õ`p¤Õ
@“‰@˜‰ K±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®!"¯ ¤`ÕÉz
@˜‰k‰ ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®"¯ ¤p`™ææ
@˜‰k‰ ˜X ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®".¯ ¤|`Ézæ
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kÁ˜~†‰ ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®¯ ¤z`æÐæ
[email protected] @¬‰Î@ K ±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®¯ ¤`||æ
kX‰“@±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±±®
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Sabato 25 Ottobre 2014 Corriere della Sera
50
Cultura
& Spettacoli
Il convegno
«Volponi estremo»
Urbino ricorda
un autore radicale
Lo scrittore Paolo Volponi era nato nel
1924 e scomparve nel 1994. Quest’anno
quindi cade un doppio anniversario, che
l’Università «Carlo Bo» di Urbino, la
Soprintendenza per i Beni artistici delle
Marche e il Teatro Cust 2000 ricordano con
un convegno di studi dal 29 al 31 ottobre.
L’appuntamento è a Urbino, città natale
dello scrittore, presso la sala convegni del
Palazzo Ducale. Il titolo dell’incontro è
«Volponi estremo»: vuole sottolineare la
radicalità insita nell’opera di un autore che,
nei romanzi come nella produzione
saggistica, insisteva sulle contraddizioni
della storia e anche nelle poesie si
esprimeva in modo particolarmente
sofferto. Al convegno partecipano 41
studiosi da tutto il mondo, soprattutto
giovani che stanno conducendo ricerche
innovative su Volponi.
Testimoni
Paura, coraggio, speranza: Michael Cunningham legge «Trevor» e racconta se stesso
di Michael Cunningham
Scrittore
DEBORAH KASS (1952), RITRATTO DELL’ARTISTA COME UN GIOVANE UOMO (1994)
A
nni fa, un omosessuale di colore che conobbi a una festa mi
raccontò questa facezia. Domanda: qual è la differenza tra essere nero ed essere
omosessuale? Risposta: che
non ti tocca dire a tuoi genitori
che sei nero.
Come la maggior parte delle
facezie, ammesso che siano argute, questa riguardava in fondo qualcosa di serio.
Se il mondo è particolarmente duro per molta gente —
si pensi, fra gli altri, agli immigrati e alle minoranze etniche
— è specialmente difficile per
gli omosessuali, le lesbiche, i
bisessuali, e soprattutto per i
transgender. Molti di noi hanno capito già da bambini di
non essere diversi soltanto dalla maggioranza delle altre persone, ma anche dai propri genitori. Alcuni genitori condanneranno la nostra condotta. Altri magari ci maltratteranno e
puniranno. Altri ancora potrebbero smettere del tutto di
rivolgerci la parola.
Sono rari gli immigrati infastiditi perché i loro figli sono
degli immigrati, così come le
persone di colore arrabbiate e
turbate perché i figli sono di
colore. È dunque difficile immaginare un libro per ragazzi
più importante di quello in
grado di rassicurare i giovani
lettori omosessuali sul fatto
che non sono perversi, e nemmeno sgradevoli, e che non c’è
niente di male nell’essere quello che sono.
Gli scrittori (tanto omosessuali che eterosessuali) vogliono credere che i libri sono di vitale importanza. In certe giornate storte, però, alcuni di noi
si ritrovano a rifletterci su, dato
che il numero dei lettori continua a diminuire e i nostri romanzi non sembrano aver contribuito granché a promuovere
quell’umana comprensione
che aiuterebbe a porre fine alle
guerre, al terrorismo e alla barbarie.
Ciò, ovviamente, capita soltanto nelle giornatacce. Se noi
scrittori non credessimo nell’importanza fondamentale dei
libri, non ci sobbarcheremmo
tutte le fatiche che scriverli
Papà, devo dirti una cosa
Scoprirsi diversi dai genitori
Un ragazzino di fronte
alla propria omosessualità
comporta. Il compito della letteratura non è mai stato quello
di esercitare un influsso diretto
sulle vicende di attualità, per
quanto sia convinto che abbia
un effetto a lungo termine, anche quando non affronta esplicitamente temi politici.
La letteratura aiuta a creare
empatia. I libri sono dei compagni di viaggio. Aiutano i lettori a ricordare che non sono
soli, a capire che hanno molte
cose in comune con gli altri,
sebbene in apparenza le loro
vite siano radicalmente diverse
da quelle dei personaggi dei libri. Di recente, il «New York Times» ha pubblicato i risultati
di uno studio secondo cui i lettori di romanzi sono solitamente più empatici di chi non
ama la lettura. Detto ciò, un libro benevolo, commovente e
divertente su un ragazzo omosessuale destinato a un pubblico giovane può avere un impatto più incisivo di quanto la
maggior parte dei libri, o degli
autori, possano sperare di avere.
Trevor, di James Lecesne, è
un libro benevolo, commovente e divertente su un ragazzo
omosessuale destinato a un
pubblico giovane. È un’opera
importante e significativa.
Anche nel relativamente illuminato 2014, i ragazzini
omosessuali sono sovente le
vittime preferite del bullismo.
Dato ancora più inquietante:
gli adolescenti gay si suicidano
molto più spesso degli adole-
Trevor. Non
sei sbagliato:
sei come sei di
James Lecesne
è pubblicato
da Rizzoli
(traduzione
Giordano
Aterini,
pp. 108, 11)
scenti di qualunque altro genere. Trevor apparve per la prima
volta nel 1994, all’interno di un
acclamato e premiato one man
show recitato magistralmente
da Lecesne, che è sia attore che
scrittore. Nello spettacolo, James Lecesne interpreta il ruolo
di sei personaggi diversi, tutti
adulti a eccezione dello sketch
su Trevor, un giovane omosessuale che attira gli insulti dei
compagni di classe, sconcerta i
genitori e, con un pizzico di
fortuna e la forza di volontà, rivendica la propria identità e infine si dimostra superiore a coloro che vogliono farlo sentire
inferiore.
Questo sketch venne trasformato in un cortometraggio che
si aggiudicò un Oscar nel 1995.
Il corto contribuì a ispirare il
«Progetto Trevor», un numero
verde attivo 24 ore su 24 per dare sostegno ai ragazzini omosessuali, alle lesbiche, ai bisessuali e transgender. Attualmente, il «Progetto Trevor»
conta più di mille volontari.
L’iniziativa ha finito per comprendere una chat room online
per adolescenti gay e lesbiche,
a cui si sono registrati oltre 100
mila utenti. Offre consulenze
alle scuole su come affrontare i
problemi degli studenti omosessuali e altri servizi di cui c’è
un urgente bisogno.
Si sta attualmente lavorando
nella direzione di un adattamento di Trevor per un musical di Broadway. E oggi la sua
vita continua, nella parole di
un romanzo breve scritto in inglese dallo stesso James Lecesne e adesso tradotto in italiano da Rizzoli.
C’è una ragione per la quale
la storia di Trevor non è solamente sopravvissuta, ma ha
avuto anche successo. Trevor, il
personaggio, la magnifica creatura di Lecesne, è tragica, divertente, e decisamente affascinante. La vicenda di Trevor è
una storia seria e triste, ma raccontata senza sentimentalismi.
E fin dall’inizio Lecesne sa ciò
che Trevor finirà per scoprire:
che essere diversi non costituisce un problema, a meno che ci
lasciamo convincere del contrario dagli altri. In realtà, essere diversi può essere fantastico.
( traduzione
di Andrea Silvestri)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
● Michael
Cunningham
(Cincinnati,
1952; sopra,
foto Fabrizio
Villa),
romanziere, ha
scritto Una
casa alla fine
del mondo
(1990) e Dove
la terra finisce
(2003); è
autore del
bestseller Le
ore (Premio
Pulitzer 1999)
da cui è stato
tratto un film
con Nicole
Kidman e Meryl
Streep. Il suo
ultimo libro è
La regina delle
nevi (2014), nel
quale, come in
molti suoi libri,
affronta il tema
dell’omosessualità e della
sua evoluzione
nella famiglia
americana. I
suoi romanzi
sono editi da
Bompiani
● James
Lecesne (1954)
è un attore e
scrittore del
New Jersey.
Con la storia di
Trevor ha vinto
nel 1995
l’Oscar come
Miglior
cortometraggio. L’edizione
italiana esce
con prefazione
dell’attore
Carlo G.
Gabardini
Corriere della Sera Sabato 25 Ottobre 2014
● In pagina
CULTURA
tu m’amavi per le mie
sventure/ e io t’amavo per la
tua pietà» canta Otello a
Desdemona nel melodramma
verdiano. L’amor-passione d’un moro
ipervirile e d’una lei da far girare la testa
parlano al cuore. Tutto va. Se la pietà e la
sventura alimentano l’amor-passione d’un
«E
L’amore segreto
di Leopardi
di Antonio Debenedetti
La visita di Franceschini
La Domus Aurea
riapre le porte
E cerca sponsor
Segna
libro
giovanotto favorito nella sua
eterosessualità dall’aspetto gradevole e
d’un poeta immenso, condannato a una
verginità coatta dalla sua bruttezza fisica,
tutto però si complica. A ricostruire il
sentimento estremo che unì Leopardi ad
Antonio Ranieri, pur senza fare di loro due
amanti, si è adoperato Renè de Ceccatty.
L
M
La Domus Aurea riaperta (foto Benvegnù-Guaitoli)
con le spettacolari pitture ricoperte da sali
naturali o alla sala dalla volta gialla dove Pinturicchio lasciò la sua firma — renderanno
ancora più vivo il viaggio sotterraneo nell’edificio imperiale. Giunto quasi intatto grazie alla
damnatio memoriae voluta da Traiano, che
costruì un impianto termale interrando l’edificio neroniano per farlo dimenticare al mondo.
Ma contribuendo così alla sua conservazione.
«Questa è una storia straordinaria, tenace e
silenziosa — commenta il ministro Dario
Franceschini —. Qui sotto il centro di Roma
lavorano da anni decine di persone che hanno
proseguito il restauro, affrontando difficoltà
operative ed economiche». E la presentazione
del sito (visitabile da domani) è l’occasione
per rilanciare una richiesta già fatta qualche
mese fa, quando si presentò una parte del
restauro completato. «Con 31 milioni di euro
si recupera in 4 anni la Domus Aurea — continua il ministro —, c’è un cronoprogramma
preciso. Questo è un progetto ideale per l’Art
Bonus, mi aspetto che molte grandi imprese
italiane vogliano legare il proprio nome a questo patrimonio dell’umanità».
I 31 milioni di euro serviranno soprattutto
per recuperare il giardino sovrastante che con
tutte le infiltrazione d’acqua ha causato i danni più gravi agli affreschi e alle volte, grazie a
un sistema integrato di protezione curato dalla direttrice Fedora Filippi e dall’architetto
paesaggista Gabriella Strano.
Il progetto di recupero del monumento ha
già la collaborazione di Sky Arte Hd: che ha
realizzato uno spot, con cui invita alla donazione a favore della Domus Aurea, e il documentario Domus Aurea. Il sogno di Nerone,
presentato dal direttore di Sky Arte Hd Roberto Pisoni. Proprio la televisione satellitare
partecipa alla corsa al crowdfunding. «Il fatto
che un’azienda privata decida di collaborare al
progetto è importante. Dico alle altre televisioni — sottolinea Franceschini — di fare una
virtuosa concorrenza nel settore dei beni culturali. Fate come e più di Sky».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Abu Nuwas,
«quello che ha
il ricciolo», fu
un poeta
persiano morto
alla fine del
secondo secolo
dell’ègira (fra
l’806 e l’813
d.C.). Il saggio
fondamentale
che gli ha
dedicato Ewald
Wagner, Abu
Nuwas. Uno
studio sulla
letteratura
araba della
prima epoca
abbaside, è
stato tradotto
da Giovanna
Graziani per
l’editore Ariele
(pp. 464, 46).
Poeta
licenzioso e
mai servile,
cantò le sue
passioni di
libertino
testimoniando
lo «stil novo»
arabo.
a cura di
Armando
Torno
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Man Ray, il genio surrealista
si toglie la maschera da pittore
di Sebastiano Grasso
A duecento
anni dalla
morte di Sade
(2 dicembre
1814), escono
a cura di
Antonio
Veneziani le
Storielle (Elliot,
pp. 64, 8,50),
autentiche
chicche che
restituiscono
l’inquietante
marchese;
autore che si
burla senza
requie di ogni
senso morale.
Da L’inganno
felice a Il
maestro
filosofo, dal
Fantasma a
Il serpente
queste pagine
stupiscono il
lettore e
sbugiardano
l’ipocrisia. Sade
è un libertino
impenitente
che gioca con
ogni limite.
documentare con obbiettività fotografica dà
tuttavia modo di immaginare la lunga
convivenza, che inventava continuamente
la sua creativa castità, di Giacomo e
Antonio. Preziosi i pur rapidi riferimenti alla
filosofia leopardiana, De Sade compreso.
L’antiretorica trionfa, il libro è da leggere.
Trecento opere in mostra a Villa Manin di Passariano (Udine)
di Maria Rosaria Spadaccino
a casa di Nerone, la sua Domus Aurea,
torna visitabile. Una superficie immensa di uno scintillio che neanche i secoli
e le infiltrazioni d’acqua sono riusciti a
intaccare: 30 mila metri quadri di pitture, affreschi e stucchi e 16 mila metri quadri di
estensione monumentale. Godibile per i visitatori, nonostante i cantieri di restauro (o grazie a loro). «Ci sarebbero voluti ancora molti
anni per presentare ai cittadini, che con le
tasse contribuiscono al suo restauro, il ripristino completo — spiega Mariarosaria Barbera, Soprintendente ai beni archeologici di
Roma —, per questo abbiamo scelto di farla
conoscere durante, e nonostante, i cantieri.
Così abbiamo voluto interrompere il silenzio
che circondava questo spettacolare sito e mostrarlo a tutti con i ponteggi di lavoro. L’alternativa sarebbe stata tenerlo chiuso al pubblico
ancora per altro tempo».
La residenza romana di Nerone sarà visitabile ogni fine settimana (dalle 9.15 alle 15.45
con prenotazione, tel 06.39.96.77.00;
www.coopculture.it). E durante le visite la
presenza dei restauratori — che frammento
dopo frammento restituiscono fascino alla
sala della Volta dorata, al grande Criptoportico
Benemerito italianista in Francia, in questo
suo Amicizia e passione (Archinto, pp. 281, €
20) modula il saggio con la ricostruzione
storica non senza affidare a motivazioni
autobiografiche i perché della sua simpatia
nei confronti di Ranieri. Da scrittore, qual è,
de Ceccatty affida poi a un suggestivo gioco
di detto e non detto quanto non potendosi
51
an Ray (1890-1976)
si chiamava Emmanuel Radmitzky.
Troppo lungo. E così dal nome viene estratta la
parte centrale (man) e dal cognome le due lettere iniziali
(Ra) e l’ultima (y). Che vuol dire: uomo raggio o uomo della
luce. Se ogni mostra di Man
Ray è un avvenimento, ci sarà
pure qualche ragione. Probabilmente il fatto che avendo
l’artista mille sfaccettature,
ogni visitatore si confronta con
quella in cui si riconosce di
più.
E così, anche questa di Passariano (Villa Manin, sino all’11
gennaio 2015), a cura di Guido
Comis, Janus, Antonio Giusa e
Carlo Montanaro, racconta le
invenzioni di un genio surrealista che è stato pittore, fotografo, regista e inventore di oggetti vari. Alla base di tutto,
fantasia e ossessioni, senza le
quali Man Ray non sarebbe esistito. In mostra , oltre 300 opere delle varie stagioni della sua
perenne inventiva. Dalle prime
esperienze americane, comprese quelle dadaiste (l’artista
nasce a Filadelfia da padre
ucraino — che nel 1886 viene
negli Usa a cercare fortuna — e
da madre bielorussa) al viaggio a Parigi del 1921; da Montmartre agli esperimenti fotografici e pittorici («Dipingo ciò
che non è possibile fotografare
e fotografo ciò che non voglio
dipingere»); dall’abbandono
della Francia occupata al rientro in America (Hollywood), al
ritorno a Parigi, nel ’51, dove rimane per sempre. Verrà seppellito a Montparnasse.
Nella Ville Lumiére, Man
Ray — che s’è portato dietro, in
valigia, una boccia di vetro con
alcune biglie d’acciaio immerse nell’olio — si stabilisce in
rue Férou: casa e bottega. Proprio qui, il gallerista milanese
Giorgio Marconi va a trovarlo
per la prima volta, nel ’68. Il sodalizio dura otto anni, sino alla
morte dell’«uomo raggio».
L’incontro è rievocato da
Marconi nel catalogo di Passa-
A Forlì e Predappio
Guerra e tirannie
a «900 fest»
«Guerre, totalitarismi,
democrazia» è il tema della
prima edizione di «900 fest», il
festival europeo di storia del
Novecento che si tiene a Forlì e
Predappio dal 28 ottobre al 1°
novembre, su iniziativa di vari
enti e associazioni, sotto la
direzione scientifica di
Marcello Flores. Al centro della
manifestazione, che
comprende dibattiti,
conferenze e proiezioni
cinematografiche, c’è il legame
tragico tra la Grande guerra, di
cui ricorre il centenario, e
l’ascesa dei regimi totalitari
che poi si diffusero in Europa.
Per info www.900FEST.com.
Sopra:
Man Ray,
Autoritratto
(1934).
A sinistra:
Man Ray,
Noire et
blanche (1926)
in mostra
a Passariano
riano (Skira, pp. 274, € 36). Lo
studio? Un grande locale con
soppalco che prendeva luce
dal tetto di vetro, ricavato da
un cortile sul quale si affacciavano tre case. In una visita successiva, Man Ray regala a Marconi un portfolio del 1922.
Quando il gallerista va via ed è
a una cinquantina di metri dallo studio, l’«uomo raggio» lo
richiama indietro. «Dammi
cento dollari. Porta sfortuna
regalare opere d’arte». Questa
richiesta del surrealista Man
Ray non ha nulla di surrealista.
Surrealista, invece, il gesto di
Giorgio che gli molla i cento
dollari senza fiatare.
In mostra, i lavori «classici»
dell’artista, ma anche le prime
prove del 1912, i carboncini su
carta con i nudi di donna; il
primo autoritratto (1914); paesaggi, nature morte e sculture
di ispirazione cubista; le foto
di Marcel Duchamp (comprese
quelle col cranio rasato a forma di stella); scacchi in alluminio (sculture e fotografie). Ed
ancora: Tristan Tzara seduto in
cima a una scala; la costruzione di appendiabiti. Curiose e
talvolta divertenti le foto degli
amici artisti: Picabia al volante
della sua auto; Breton sdraiato
davanti all’Enigma d’una giornata di De Chirico; Picasso davanti a un portacenere pieno di
mozziconi; Brancusi che fuma;
Dora Maar (ritratto a china e
foto); ritratto «solarizzato» di
Max Ernst, un pensoso James
Joyce. Ci sono anche Harp, Giacometti, Dalí, Buñuel, i gruppi
dada e surrealista, Eluard, Ara-
gon e Cocteau in tutte le salse.
Oltre alle fotografie sperimentali e agli autoritratti (con mezza faccia rasata, con solo pizzo
o barba intera) — in cui talvolta pare di vedere Italo Calvino
— la rassegna abbraccia anche
alcuni film sperimentali anni
Venti (Ritorno alla ragione,
Emak Bakia, I misteri del castello del dado, Stella marina).
Straordinaria la galleria delle compagne e muse ispiratrici: dalla Kiki del Violon d’Ingres a Meret Oppenheim; da
Natasha a Lee Miller, a Nush,
moglie di Paul Eluard. «Io cerco l’oro del tempo», aveva detto André Breton. Enigmatico e
ironico, Man Ray lo aveva già
trovato nel corpo femminile.
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Sabato 25 Ottobre 2014 Corriere della Sera
Corriere della Sera Sabato 25 Ottobre 2014
SPETTACOLI
Concerto a Milano
Troppo recente la storia di Damien Rice (esploso
nel 2002-3 con «O») per spiegare il sold out di
martedì a Milano (nella foto un momento del
concerto) con l’effetto-nostalgia. Quello arriva
quando la star è spompata e pure il pubblico si
tiene in piedi (sentimentalmente) ricordando il
tempo che fu. Era effetto speranza. Che le nuove
canzoni di «My Favourite Faded Fantasy», album
che rompe 8 anni di silenzio, abbiano la stessa
intensità di quelle dei primi due. Quel paio svelate
Damien Rice seduce
con le nuove canzoni
solo voce e chitarra
dal vivo hanno le stesse atmosfere introspettive di
allora. Ancora più rarefatte perché l’irlandese era
solo sul palco. E con solo una chitarra acustica e la
voce ha tenuto tutti inchiodati alle sedie due ore. Il
meglio? «Volcano» con la platea divisa in tre cori,
«Cannonball» in unplugged totale (microfono
spento), «Cold Water» con madre e figlio (spagnoli)
pescati nel pubblico e nei bis «Blower’s Daughter»
in cui Rice inserisce un passaggio di «Creep» dei
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Radiohead. (A. Laf.)
L’intervista
Al Piccolo con
un testo dal suo
«Moscerine»
Il professor Cirino Pascarella è un pensionato. Vive solitario e ingenuo la sua vita incolore in una locanda, la Pensione Smeraldo in un imprecisato
luogo di mare, gestita dalla signora Olimpia che è obesa e
che ha una figlia, Marilda, spilungona e con i baffi. Un’esistenza monotona, sempre
uguale, quella di Cirino, che
deve pure difendersi dalle
avances ingombranti della signora Olimpia, decisa a fargli
sposare la figlia ormai quarantenne.
Cirino e Marilda non si può
fare è lo spettacolo-reading
con cui Anna Marchesini, dopo
sei anni di assenza, torna in
palcoscenico con la grinta di
sempre: al Piccolo Teatro di
Milano dal 4 novembre. Un ritorno in grande stile, dopo aver
combattuto con coraggio e determinazione la sua malattia.
Un ritorno da solista, dopo gli
anni del felice sodalizio artistico nel Trio con Solenghi e Lopez. Un ritorno non solo da attrice ma anche da autrice dello
spettacolo: «Il testo è tratto dal
mio libro di racconti, Moscerine (Rizzoli) dove, attraverso vari personaggi e situazioni, mi
diverto a raccontare le vite degli altri», dice la Marchesini
che in scena sarà accompagnata solo dalle musiche del trio
Aire de Mar.
«La storia del povero pensionato — continua — è simile a
tante altre: lui non vive ma si lascia vivere senza capire neanche il perché. Non ha una casa,
infatti vive in una pensione,
non è sposato, non ha amici, né
parenti. È uno che “non ha”.
Sono quelle vite, insomma, che
scorrono piane, senza scosse,
senza sogni né desideri... Ma
basta uno scivolone, oppure
una inaspettata carezza, o un
incontro speciale, insomma,
una minima increspatura dell’ordinarietà, che la vita può
cambiare direzione. E infatti
ROMA
Profilo
Il caso a X Factor
● Anna Rita
Marchesini
(nella foto a
sinistra in una
scena di «Le
due zitelle»),
è attrice,
regista e
scrittrice. Dal
1982 al 1994
ha fatto parte
del celebre Trio,
poi ha
intrapreso la
carriera solista
Fedez contesta
i «pugni chiusi»
La Rete lo attacca
e lui: mai fascista
● Protagonista del reading
è un solitario
professore
la cui vita è
travolta dalle
turbolenze
emotive che ha
sempre cercato
di tenere
a distanza
Il ritorno di Anna
Marchesini in scena dopo sei anni (e la malattia)
«La vita sa sorprendere, mi sento donna del ’900»
un giorno succede l’imprevisto: una presenza inquietante,
che si materializza all’improvviso, trasformerà il triste percorso del pensionato in qualcosa di eccezionale».
Protagonista della vicenda è
la solitudine: «Quella che viviamo tutti in questa nostra società numericamente molto affollata, iper stimolata, super tecnologizzata e globalizzata, ma
che alla fine risulta solo la somma di tante solitudini. Sì perché, nonostante siamo tutti in
contatto continuo, tra cellulari,
e-mail, blog, chat e quant’altro,
in una dissennata iper comunicazione che non comunica
niente, ci ritroviamo in realtà
orfani di attenzioni, di rapporti
interpersonali, di un confronto
vero con l’altro, quindi dell’ascolto dell’altro». Però scattiamo tante fotografie e i selfie
❞
Nell’era
tecnologica
siamo tutti
in continuo
contatto
ma orfani
di attenzioni
Stare
davanti
a uno
schermo mi
mette ansia,
scrivo i libri
a penna
impazzano: «Una vera e propria mania! — commenta la
Marchesini —. È il sintomo di
una sorta di bulimia dell’immagine che riflette l’anoressia
di sé, la totale mancanza di senso, il rinsecchimento del contenuto a favore del contenente... Nel virtuale non c’è più sostanza, ma solo apparenza».
La grigia esistenza del professor Cirino si riflette e nel
contempo si ritrae da questo
affollamento: «C’è un po’ di me
Con il Trio
Anna
Marchesini
(oggi 60 anni),
Tullio Solenghi
(66) e Massimo
Lopez (62):
hanno dato vita
al celebre
Trio comico
tra il 1982
e il 1994
53
nel personaggio — ammette
l’attrice-autrice —. Rifuggo da
iPhone, iPad, web, persino dai
computer! Stare davanti allo
schermo mi dà l’ansia, mi fa venire caldo... Basti dire che non
uso nemmeno la macchina da
scrivere, i miei libri li scrivo ancora a penna!».
Un atteggiamento snobistico? «No! La mia è totale incapacità, dovuta dalla mancanza
d’attrazione per il mezzo. Non
sono e non voglio essere aggiornata, non voglio conoscere
i segreti di internet, io sono
una donna del Novecento, anzi
direi a cavallo tra ‘800 e ‘900.
Non ho voglia di imparare questo genere di comunicazione
che, ripeto, non comunica nulla. Desidero morire senza sapere nulla».
Emilia Costantini
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MILANO Dopo la polemica con
Maurizio Gasparri (ex Msi,
nero per davvero), ora tocca a
Fedez sentirsi dare del fascista.
Il rapper (nella foto con
Cattelan) paga le conseguenze
della sua uscita giovedì sera a
X Factor quando, parlando
della canzone di Lucio Dalla «E
non andar più via», ha
commentato in diretta: «È un
brano fortemente connotato
dal punto di vista storico,
politico e sociale. Sentir
parlare di pugni chiusi sul
palco di X Factor nel 2014 è
svilente». Detto dall’autore
dell’inno per il raduno romano
del Movimento 5Stelle pare
un’opinione ancor più stonata.
Così se una volta i commenti
sarebbero rimasti chiusi in
casa, ora il dissenso è montato
via social network. Ieri Fedez si
è difeso: «Tutto sono meno
che un fascista.
Chiunque è libero di criticare
le mie canzoni, ma non dite
che sono un fascista, io che
delle tematiche sociali ho fatto
la mia bandiera di vita. Ho
semplicemente fatto
un’osservazione. Odio chi
strumentalizza una canzone
con dei significati di
quell’importanza, come quella
di Lucio Dalla, in un contesto
che nulla ha a che fare con la
politica». Il rapper rimpiange
le prime puntate (fatte solo di
montaggio) del talent show:
«La diretta è difficile per chi fa
televisione da sempre, lo è
stato ancora di più per me, se
spari una c...ta nessuno la può
modificare in montaggio».
Appunto.
R. Fra.
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Sabato 25 Ottobre 2014 Corriere della Sera
Corriere della Sera Sabato 25 Ottobre 2014
SPETTACOLI
Il film sul poeta
Il giovane favoloso di Mario Martone non piace all’Osservatore
Romano che, con un titolo che lascia poco spazio a fraintendimenti,
sintetizza: «Mica tanto favoloso». In particolare, il quotidiano della
Santa Sede, dopo aver registrato che «i grandi film biografici sono
merce davvero rara», osserva che «di capolavori il genere non ne
conta probabilmente nessuno. Non c’è da stupirsi o scandalizzarsi,
allora, se Martone non è riuscito nell’intento di rendere giustizia alla
vita di uno dei più grandi poeti italiani». Promosso invece il
protagonista Elio Germano, con un solo appunto: «Inciampa
nell’enunciazione integrale de L’infinito, recitata in modo rigido».
L’Osservatore boccia
il Leopardi di Martone:
non è tanto favoloso
Costner e il destino
da eroe sul set:
lo faccio per i figli
Kevin Costner non è Robert De Niro, che si trasforma
fisicamente. Così, vederlo al Festival del cinema in Black and
White di Mike Binder con le
borse sotto gli occhi, i capelli
sul rosso e 15 chili di troppo, fa
sobbalzare le tante fans. Lo
aspettano al varco nell’incontro pubblico moderato da Mario Sesti, dove a volo d’uccello
si è tracciato il suo itinerario artistico. Ma a 59 anni è in splendida forma, a parte l’inquietante sfumatura alta che lo apparenta al calciatore Ribéry.
È l’attore che ha riverniciato
la figura dell’eroe e rinverdito il
sogno americano; è l’attore che
sa andare a cavallo stringendo
la bandiera Usa e tenere la colt
in mano. «Sì, sono quello che
salva le situazioni e dice la cosa
giusta al momento giusto, e voglio continuare a fare film western. Ma arriva il momento in
ROMA
● Kevin
Costner è
protagonista
del film «Black
and White»,
diretto da Mike
Binder. È la
storia di un
uomo che
si batte per
l’affido della
nipotina
di colore
● Oggi il
Festival di
Roma
decreterà i
vincitori. La
cerimonia di
premiazione è
in programma
alle 19
cui torni a casa e sei un padre.
Ho fatto due ruoli nella vita:
per uno, al cinema, mi pagano;
per l’altro, quello di padre, sarò
ricompensato per tutta la vita.
Sono stato strafortunato. Nei
film ho imparato anche a baciare. Sono consapevole che
non potrò trascorrere tutta la
vita con i miei tre figli più piccoli, sono grato ai miei film:
daranno loro l’opportunità di
conoscermi quando ero giovane. Non sapete quanto è bello
rivedersi qui a Roma in Gli intoccabili con la musica del vostro Ennio Morricone».
Il film, genere strappalacrime, è tratto da una storia vera
vissuta dal regista, una battaglia giudiziaria per la custodia
di una bambina; Kevin Costner
è un uomo distrutto, ha perso
sua moglie e ha sofferto un’altra perdita enorme, sua figlia,
che aveva avuto quella bambi-
Debutto a Venezia
La comicità di Balasso tra discorsi storici e falsità
Prima nazionale stasera per Natalino Balasso: il comico veneto
debutta con Velodimaya al Teatro Goldoni di Venezia (in replica
anche domani). «È un monologo sulla contemporaneità che parte da
due discorsi pubblici — anticipa Balasso —. Il primo è quello che
Colin Powell fece nella sede dell’Onu per provare il possesso di armi
chimiche dell’Iraq; il secondo è quello del presidente dell’Uruguay
Pepe Mujica su ambiente e sviluppo sostenibile. Due momenti di
teatro che rivelano come spesso i potenti manipolano la realtà».
Maggio Fiorentino
na da un uomo di colore, devastato dalla droga, che nella vita
ha fatto solo del male. La bimba contesa vive col nonno, Kevin Costner, ma viene reclamata dalla parte di famiglia afroamericana. Il padre è un balordo, Kevin ha problemi di alcol.
«Tutti noi abbiamo difficoltà
sul razzismo, spesso lo confondiamo col semplice disaccordo, che non ha nulla a che fare
con i bianchi e con i neri.
Quando gli studios non hanno
mostrato interesse per questo
film, mi sono fatto avanti io, e
l’ho pagato di tasca mia».
Ha avuto saliscendi, Kevin
Costner. È uno che non ha rimpianti, non ha il suo film preferito in tasca: «Mi piace guardare avanti». Però la legge spietata del suo Paese, innamorato di
«domani» e non di «ieri», si
può ritorcere anche contro il
divo epico che ha ballato coi lupi. «Sono romantico per quello
che Hollywood è stata e potrà
essere. La gente è presa dai film
d’azione in cui mangi popcorn
in sala. Credo che ci sarà spazio
per i piccoli progetti. Il cinema
può offrire momenti e parole
che non si dimenticano mai. I
film valgono di più di quanto
non incassino al botteghino.
Mi auguro che questa possibilità la abbia Black and White».
Valerio Cappelli
Il divo al festival di Roma in «Black and White»
Cerimonia
Passerella Kevin Costner (59 anni) con la figlia Lily
sul tappeto rosso del Festival di Roma
ment non è un posto reale, ma
un luogo del pensiero. Per
scrutare i meandri della mente
umana, Peter Brook e MarieHélène Estienne hanno scandagliato le vicende umane di
persone affette da patologie
psichiatriche, realizzando lo
spettacolo che ha debuttato al
Teatro Cucinelli di Solomeo e
sarà al Teatro Il Funaro di Pistoia il 20 novembre.
Non si tratta di teatro patologico tout court, bensì di patologie che, per la loro curiosa e a
volte sorprendente manifestazione, diventano arte scenica.
In palcoscenico un decoro essenziale: un paio di sedie e un
tavolino. Due attori in camice
bianco (interpretati da Marcello Magni e Jared McNeill), una
paziente vestita di nero (Kathryn Hunter). La storia personale, e vera, di quest’ultima si
palesa diventando il perno centrale dell’azione teatrale: è una
donna che non riesce a trovare
lavoro perché considerata un
«fenomeno» troppo speciale
quindi ingombrante. È dotata
di una memoria eccezionale,
grazie alla quale è in grado di
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Maggio musicale? «Andrò via
solo se me lo chiederà
l’orchestra» aveva detto
pubblicamente il maestro
dopo le voci circolate su un
possibile avvicendamento alla
direzione dell’orchestra
fiorentina. E ora, con una
lettera aperta inviata a Mehta e
alla cronaca di Firenze della
Nazione, i musicisti
rispondono al maestro
invitandolo a restare. «Avremo
il piacere di lavorare ancora
con lei molto a lungo —
scrivono tra l’altro i musicisti
—. Lei non è solo il nostro
direttore principale da quasi
trent’anni e guida indiscussa
dell’orchestra, ma è anche il
nostro direttore onorario a vita
e la nostra stima è rimasta
negli anni immutata e la lealtà
non è mai stata, per noi, una
parola vuota». Infine un
ultimo elogio, il più bello: «Il
cuore dell’orchestra del
Maggio rimarrà con forza e
vigore sempre con lei, maestro
Mehta».
Marco Gasperetti
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Con un lascito testamentario a EMERGENCY
i tuoi valori possono continuare a vivere nel
lavoro dei nostri medici e dei nostri infermieri.
Fai continuare il futuro anche dopo di te.
Volti
Kathryn Hunter,
Jared McNeill e
Marcello Magni
in una scena di
«The Valley of
Astonishment»
di Peter Brook
e Marie-Hélène
Estienne
PERUGIA The Valley of Astonish-
FIRENZE Zubin Mehta lascia il
Guarda al futuro
anche dopo di te
Sul palco le patologie diventano arte scenica
ricordare, in tempi da record,
sfilze di numeri e/o di parole
sconnesse, che le vengono velocemente elencate.
Viene sottoposta a vari test
dagli specialisti che restano
stupiti dalle capacità mnemoniche della «malata». «Non
uso trucchi!», si difende lei dai
sospetti che intercetta negli
sguardi attoniti dei dottori. Ma
è proprio a causa di un talento
non riconosciuto che la poveretta non riesce a ritagliarsi
un’esistenza normale. La superdotata viene allora ingaggiata dalla tv, dove è ben presto
tramutata in un fenomeno, sì,
ma da baraccone.
È la «valle dello stupore», un
viaggio all’interno del cervello
umano nei recessi labirintici di
pazienti neurologici che un
tempo erano considerati pazzi,
ma di fronte ai quali la scienza
non trova risposte esaurienti. È
l’imprevedibilità del comportamento di queste persone ad allarmare chi entra in contatto
con loro. Il non poterle riportare a una rassicurante normalità
spalanca un ampio spettro di
interrogativi, quelli che nello
spettacolo restano aperti.
E. Cos.
L’Orchestra scrive
a Zubin Mehta:
«Resti con noi»
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Brook esplora la mente
tra disagio e superpoteri
DAL NOSTRO INVIATO
55
EMERGENCY
w w w. e m e r g e n c y. i t
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codice lotto numero 805
Sabato 25 Ottobre 2014 Corriere della Sera
56
Augusto Bianchi
ci ha lasciati, in silenzio, dopo aver tanto intensamente vissuto.- Rosanna "la sua Willy" e i figli Valeria, Lorenzo e Arianna.
- Milano, 24 ottobre 2014.
Partecipano al lutto:
– Mariagrazia Meriggi.
– Emanuela Portalupi e Gigi Bellavita.
– Vanna de Angelis con Eva, Camilla e Roberto.
– Gabriella Fuschini e Ettore Lariani.
– Paola Mattioli.
– Silvia Palombi.
– Mario Agostinelli.
Noi tutti, partners, associates e dipendenti dello
Studio Legale Bonelli Erede Pappalardo, siamo vicini con affetto e partecipazione alla famiglia per
la scomparsa dell’amico e collega
Avvocato
Augusto Bianchi
Augusto era con noi alla nascita dello studio e ci
ha accompagnato in questi anni crescendo e seguendo paternamente i nostri migliori giovani.- Lascia un vuoto incolmabile.
- Milano, 24 ottobre 2014.
Baci rossi
Augusto
Augusto
Simona e tutto il dipartimento di diritto amministrativo dello Studio Bonelli Erede Pappalardo.
- Milano, 24 ottobre 2014.
ed io ti voglio accompagnare con un abbraccio
molto, molto affettuoso.- Laura.
- Milano, 24 ottobre 2014.
Franco e Carla Bonelli partecipano commossi al
grande dolore di Rosanna e della famiglia per la
perdita di
Sei scomparso troppo presto, caro
Augusto Bianchi
Ciao
Augusto
che ti sia lieve il viaggio.- Con affetto, rimpianto e
tenerezza, Lella. - Cortona, 24 ottobre 2014.
Alberto e Madelyn partecipano con tutto il loro
affetto al dolore di Willy e della famiglia per la
scomparsa di
Augusto Bianchi
Augusto
amico, avvocato, letterato, artista, un personaggio
unico che resterà nel cuore di tutti.
- Milano, 24 ottobre 2014.
Piergaetano e Ada con Giulia e Carlo sono vicini
con grande affetto a Valeria, Lorenzo, Arianna e
Rosanna nel ricordo di
Augusto
uomo di eccezionale e versatile intelligenza.
- Milano, 24 ottobre 2014.
Daniela e Carlotta Marchetti ricordano con affetto e nostalgia l’amico
Augusto Bianchi Rizzi
- Milano, 24 ottobre 2014.
Stefano e Giuseppina abbracciano con affetto
Rosanna nel ricordo del caro
Augusto
- Milano, 24 ottobre 2014.
Laura e Matteo desolati abbracciano Willy ricordando
Augusto
amico indimenticabile.
- Milano, 24 ottobre 2014.
Partecipano al lutto:
– Gisella Rossi.
– Simona e Massimo Alberizzi.
– Luisa Espanet.
– Alessandra Fanelli.
Ada Lucia De Cesaris e Aldo Bottini ricordano
con affetto l’amico e collega
Augusto Bianchi
e sono vicini nel dolore alla moglie Willy e ai figli
Valeria, Lorenzo e Arianna.
- Milano, 24 ottobre 2014.
Stefano Nespor ricorda il suo caro amico
Augusto
con cui ha condiviso lavoro, viaggi, avventure, progetti per tanti anni. - Milano, 24 ottobre 2014.
I soci e collaboratori del dipartimento di privato
e giudiziale dello Studio Bonelli Erede Pappalardo
partecipano commossi al dolore dei familiari per la
perdita del caro amico e collega
Avv. Augusto Bianchi
- Milano, 24 ottobre 2014.
Augusto
Giovanna e Paolo, Franca e Andrea.
- Milano - Genova, 25 ottobre 2014.
Mario e Francesca Fezzi ricordano con affetto
Augusto Bianchi
e partecipano al dolore dei familiari.
- Milano, 24 ottobre 2014.
Dolore, commozione e tanta malinconia.- Rimarrai sempre nel nostro cuore, Augusto carissimo.Sergio e Paola Erede con Carola, Guido e Matteo
partecipano al lutto di Rosanna, Valeria, Lorenzo,
Arianna e di tutti i familiari per la perdita incolmabile di
Augusto Bianchi
- Milano, 24 ottobre 2014.
Renato Mannheimer con Maria piange il grande
amico
Augusto Bianchi Rizzi
Giorgio e Anna Alpeggiani sono affettuosamente vicini a Paolo e alla sua famiglia nel dolore per
la morte di
Giorgio Talso
- Milano, 23 ottobre 2014.
Ceci ed Ernesto, Pepi e Cesi, Marika e Gianni,
Margherita abbracciano forte Vichi e tutta la famiglia Bertola, ricordando con grande rimpianto il caro cugino
Giovanni
Giovanni
- Milano, 24 ottobre 2014.
Luigi Vita Samory, Alberto e Cristina, Giuliana e
Paolo sono vicini con tanto affetto a Vichi, Renata,
Alessandra, Monica e Giorgio per la morte del carissimo amico
Giovanni Bertola
- Milano, 24 ottobre 2014.
- Stresa, 24 ottobre 2014.
Con profondo affetto Gian Piero e Lucia con Annabella abbracciano Vichi e la sua grande famiglia, nel ricordo dell’indimenticabile
Paolo e Alessandra, con Ottavia e Alessandro,
Luca e Maria Vittoria abbracciano commossi Vichi
e figli per la perdita di
Maria e Tina con Luciano e Ferdinando abbracciano Vichi e i ragazzi nel ricordo di
le sue eccezionali qualità professionali e i profondi
valori sociali, culturali e umanitari.
- Milano, 24 ottobre 2014.
Paolo e Cristina, Silvia, Gaia e Tommaso sono
vicini alla moglie Rosanna e ai figli Lorenzo, Valeria
e Arianna nel ricordo di
Augusto
- Milano, 24 ottobre 2014.
Fiorenza Mursia e i collaboratori della casa editrice si stringono alla moglie e alla famiglia di
Augusto Bianchi Rizzi
Nei libri la memoria. - Milano, 24 ottobre 2014.
Mi mancherai
Augusto
Lacrime come uno tsunami.- Mi stringo a Rosanna
e alla famiglia.- Lorenza.
- Milano, 24 ottobre 2014.
Altroconsumo partecipa al lutto per la scomparsa dell’
Marialuisa con Alberto, Giovanni e Paolo è vicina
con affetto a Silvana e figli per la scomparsa di
Dopo le luci e le ombre di sessantatré anni di
matrimonio
Giuliana
Giuliana
mia amica da sempre, tutto il mio dolore.- Abbracciati a Fabio.- Resi con un ultimo bacio.
- Milano, 24 ottobre 2014.
Giuliana
che non c’è più. - Milano, 24 ottobre 2014.
Paolo e Betty con Nino ed Anna partecipano
commossi al dolore di Silvana, Luca e Barbara per
la perdita del caro
Carlo
Dott. Daniele Campana
Le dipendenti e collaboratrici dello Studio Campana e Associati si stringono con commozione a
Luca e Alessandra Campana partecipando al lutto
per la scomparsa del caro papà
Dott. Daniele Campana
e lo ricordano con riconoscenza e affetto.- Antonella Carnelli, Fiorenza Ghezzi, Antonella Madori,
Manuela Poli, Simona Masiero, Manuela Bergogni,
Eliana Verga e Lucy Cerbasi.
- Milano, 24 ottobre 2014.
Partecipano al lutto:
– Maria Luisa Corbari.
– Enza Labate.
– Michela Bianchi.
– Massimo Gragnano.
Allegra e Paolo Mondello sono vicini ai familiari
del
Il Consiglio di Amministrazione ed il Collegio
Sindacale della società Costacurta S.p.A.-VICO
partecipano al dolore della famiglia del
Dott. Daniele Campana
per oltre vent’anni stimato Presidente del Collegio
Sindacale della società.
- Milano, 25 ottobre 2014.
Gli amici Angelo, Carlo, Federico, Gildo, Gabriella, Gigi, Johnny, Mina, Oreste, Pucci sono vicini a Alessandra e Luca nel ricordo di
Lele
con tanto affetto. - Milano, 24 ottobre 2014.
Giovanni
- Milano, 24 ottobre 2014.
Abbiamo perso un caro amico
Giovanni Abbaticola
I compagni di tante veleggiate Giovanna, Marco
e Rina, Nino e Licia, Odillo e Margherita con Martina e Francesca, Mario e Claudia, Lalo, Carlo e
Renata si stringono con particolare affetto e con
sentita partecipazione all’amico Gianni e alle figlie
nel ricordo di
il cui ricordo sarà per loro indelebile e abbracciano, commossi, Patrizia e Michele.
- Milano, 24 ottobre 2014.
Daniele Campana
uomo e professionista d’altri tempi.
- Milano, 24 ottobre 2014.
Daniele Campana
- Monza, 24 ottobre 2014.
Daniele
ciao.- Gli amici della "buca".- Giulio, Gianpaolo,
Paolo, Vittorio, Alberto, Giuseppe, Gianfranco, Angelo, Giuseppe, Mimmo, Angelo, Paolo, Franco,
Paolo, Marco, Carlo. - Monza, 24 ottobre 2014.
Clara e Giovanni Camera, Nennele Ongaro,
Marisa e Gigio Viani, colpiti per la scomparsa
dell’amico
Daniele
- Milano, 24 ottobre 2014.
Giovanni Bertola
Partecipano al lutto:
– Paolo e Alessandra Giulini di Vialba.
– Paola De Vecchi con Mattia, Lucia, Leonardo e
Margherita.
Gabriella, Raffaella con Antonio, Elisabetta con
Walter e Laura ricordano con infinito affetto la cara
Nicoletta
e si stringono in un commosso abbraccio ai suoi
cari in questo momento di grande dolore.
- Milano, 24 ottobre 2014.
Alfredo e Anna, Nanni e Maria, Sergio e Titti,
Mino e Ornella abbracciano con affetto Millo e figlie nel ricordo di
Nicoletta
- Monza, 24 ottobre 2014.
avv. Augusto Bianchi Rizzi
Il Presidente, il Consiglio di Amministrazione, la
Direttrice, i dipendenti dell’Asilo Infantile di Affori
si stringono con affetto alla famiglia Longhi per la
scomparsa della nostra cara
marito di Rosanna Massarenti, direttore della nostra rivista.- Amico e sostenitore di tante nostre battaglie, lascia un vuoto incolmabile.- A Rosanna e
alla famiglia le condoglianze di tutta la nostra organizzazione. - Milano, 24 ottobre 2014.
Indimenticabili per noi restano il suo sorriso ed il
grande affetto per la nostra scuola.
- Milano, 24 ottobre 2014.
Nicoletta Bo
dott. Alessandro Filippi
Franco, Roberta, Antonella, Alessio, sono vicini
con affetto al grande dolore di Gianni, Paola e Rossana per la perdita della cara
indimenticabile medico di famiglia e scienziato.
- Firenze, 24 ottobre 2014.
Il Presidente Nazionale A.N.M.C.O., Dottor Michele Gulizia, insieme al Consiglio Direttivo ed al
Consiglio Nazionale partecipano con profonda
commozione al dolore della famiglia e degli amici
e colleghi della S.I.M.G. per la tragica scomparsa
dello stimatissimo
Dott. Alessandro Filippi
e ne ricordano l’impegno profuso con generosità
nella cura e nell’interesse dei malati.
- Firenze, 25 ottobre 2014.
L’Accademia Nazionale dei Lincei annuncia con
profondo dolore la scomparsa del socio della classe di Scienze Fisiche Matematiche e Naturali
Prof. Tullio Regge
- Legnano, 24 ottobre 2014.
Renato e Caterina ricordando con affetto
Giuliana Livio Schejola
sono vicini al caro Gianni, a Rossana e Paola che
di lei hanno avuto una cura straordinaria.
- Milano, 24 ottobre 2014.
Il Presidente, il Consiglio Direttivo e tutti i soci
del Rotary Club Milano Ca’ Granda si stringono con
dolore e con grande affetto ed amicizia al fianco
della loro amica e socia Silvana Pagella esprimendo le più sentite condoglianze per la scomparsa del
caro marito
Carlo Sacchi
Gli amici dello "strombo" Paolo Emilio Amadio,
Giancarlo Zonghi Lotti, Mario Casale, Franco Gregori, Sergio Fontana Castelli, Paolo Moretti, Giorgio Perletti, Vittorio Riccio, Fausto Rotti, Claudio Signini, Federico Sinicato, Giuseppe Tansini,
abbracciano Gianni nel ricordo di
Giuliana
Maria Pia Novelli Noè
Per la perdita di
Carlo Sacchi
Lino De Vecchi, Andrea De Vecchi, Sebastiano
Dell’Arte e lo Studio De Vecchi tutto partecipano al
lutto della famiglia. - Milano, 24 ottobre 2014.
Gli amici del Gruppo editoriale Mauri Spagnol
sono vicini a Silvana Pagella nel dolore per la
scomparsa del marito
Carlo Sacchi
Umberto Rangoni con i suoi collaboratori partecipa al dolore della Dottoressa Silvana e dei famigliari per la scomparsa del
e ne ricorda a quanti la conobbero e le vollero bene le doti grandissime di coraggio, dedizione e dignità.- Per i funerali telefonare al n. 02.4531056.
- Milano, 24 ottobre 2014.
Cara
Fausto Vicinanza con i collaboratori di Italbond
partecipa al lutto della Dottoressa Silvana Pagella
per la scomparsa del marito
- Milano, 24 ottobre 2014.
Partecipiamo al dolore della famiglia per l’improvvisa scomparsa dell’amato
Carlo Sacchi
Medavita S.p.A. - Milano, 24 ottobre 2014.
Enzo, Franca, Luca, Silvia, Eliseo e Cornelia partecipano al dolore della famiglia per la perdita del
caro
Geremia Orio
Allievi e colleghi fisiologi dell’Università "La Sapienza" esprimono cordoglio alla famiglia per la
scomparsa del
Prof. Antonio Urbano
in passato Direttore dell’Istituto di Fisiologia Umana e Presidente della Società Italiana di Fisiologia.
- Roma, 23 ottobre 2014.
Fabrizio Rindi profondamente commosso ed addolorato per la scomparsa dell’amico
lo ricorda con molto affetto ed è vicino alla famiglia
in questo tristissimo momento.
- Milano, 24 ottobre 2014.
Cara
Carlo Mozzi
Lo Studio Marsaglia partecipa con affetto al lutto
di Anna per la perdita del padre
Arturo Brambilla
il tuo affetto grandissimo per noi ci resterà sempre
nel cuore.- Marialidia, Cristiano, Carolina.
- Milano, 24 ottobre 2014.
Piero Lupieri, con Jole, Beatrice e Giulia, e Mariatullia Lupieri Orlandi con Vittorio, Tania e Caterina e con Laura ed Eugenio, sono vicini alla cognata Anna, al fratello Paolo e alla nipote
Marialidia nel loro dolore per la perdita inaspettata
e tristissima della sorella, cognata e zia
Maria Pia Novelli Noè
con la promessa di restare sempre accanto al suo
amato marito Pino, ancor più bisognoso da oggi di
affetto e vicinanza nel ricordo della sua cara sposa
scomparsa. - Milano, 24 ottobre 2014.
Carlo Sacchi
Tullio
- Milano, 24 ottobre 2014.
Maria Pia
zia Pia
Carlo Sacchi
Didi Gnocchi e la redazione di 3D Produzioni abbracciano forte Marta e le sono vicini per la perdita
del papà
la vita non è stata benevola con te in questi ultimi
anni.- Ma tu hai affrontato tutto questo con grande
senso di sacrificio.- Hai dato tutta te stessa nell’accudire il tuo adorato marito Pino e far sì che niente
gli mancasse.- Il ricordo di te mi accompagnerà per
sempre.- Ora riposa in pace.- Tua sorella Anna.
- Milano, 24 ottobre 2014.
Dott. Carlo Sacchi
Le società del gruppo Mittel partecipano al dolore della dottoressa Silvana Pagella e dei figli per
la perdita del marito e padre
- Roma, 25 ottobre 2014.
e si uniscono con molto affetto alla moglie Giovanna ed ai figli Elena e Francesco ed ai nipoti tutti.
- Pesaro, 24 ottobre 2014.
- Milano, 24 ottobre 2014.
La sorella Anna con Paolo, Marialidia, Cristiano
e Carolina piange l’improvvisa scomparsa di
- Milano, 25 ottobre 2014.
Roberto e Patrizia ricordano con grande affetto
il carissimo
Partecipano al lutto:
– L’affezionata Elena.
– Ninni e Luisa Baratto.
– Antonietta e Andrea Silvestrelli.
– Piersanto e Maria Pizzamiglio con famiglia.
- Milano, 24 ottobre 2014.
I colleghi di Rcs Pubblicità sono vicini a Luca in
questo triste momento per la perdita del caro papà
Giuseppe Caré
- Milano, 24 ottobre 2014.
Pierino Angelo Novati
di 81 anni ci ha lasciato.- I parenti.
- Monza, 25 ottobre 2014.
2013 - 2014
Ad un anno dalla scomparsa del nostro
Roberto Catella
Giorgina, Vittorio, Sara, Matteo e Anna lo ricorderanno con una Santa Messa oggi alle ore 18 nella
Basilica San Magno.
- Legnano, 25 ottobre 2014.
RCS MediaGroup S.p.A. - Via Rizzoli, 8 - 20132 Milano
Lele
SERVIZIO
ACQUISIZIONE NECROLOGIE
- Monza, 24 ottobre 2014.
di
Armando Borghi è vicino alla famiglia nel ricordo
Daniele Campana
Lele
Giovanni Bertola
SIMG si stringe alla famiglia nel dolore per l’improvvisa e prematura scomparsa dell’amico
sono vicini ai figli Alessandra e Luca.
- Milano, 24 ottobre 2014.
e ne ricorderà sempre la signorilità, la cultura ed i
tanti preziosi consigli ricevuti.
- Milano, 24 ottobre 2014.
Gli amici di Rothschild si stringono con affetto a
Giorgio e alla sua famiglia, esprimendo le più sentite condoglianze per la scomparsa del loro caro
Giuliana
Giuliana
Partecipano al lutto:
– Carlo Rossi.
– Marco Valtorta.
– Enrico Vago.
– Augusto Ferrero.
– Giuliano Schiatti.
– Tonino Giberti.
– Giuseppe Renaldin.
– Pietro Torriani.
– Gianfranco Premarini.
– Pietro Conti.
– Carlo Rodini.
- Milano, 25 ottobre 2014.
Partecipa al lutto:
– Giorgio Lupieri.
Dott. Ing. Giovanni Bertola
Ing. Giovanni Bertola
- Milano, 24 ottobre 2014.
- Bologna, 24 ottobre 2014.
Luisa Martini abbraccia i figli Alessandra e Luca
condividendo il dolore per la morte del padre
già stimato Amministratore Delegato di ABB, ricordandone l’impegno professionale, sociale ed umano. - Milano, 24 ottobre 2014.
e si uniscono al cordoglio della famiglia nel ricordare un manager di grande esperienza e successo
che ha portato nel gruppo la sua grande motivazione nel porsi nuovi ambiziosi traguardi.- Le doti
umane di simpatia e affidabilità ne facevano un
collega di lavoro piacevole e competente, sempre
pronto ad aiutare chiunque ne avesse bisogno.
- Milano, 24 ottobre 2014.
Giuliana Schejola
Liucci con Elena e Benedetta è vicinissima a Gianni,
Paola e Rossana. - Milano, 24 ottobre 2014.
Giuseppe e Zanze si stringono a Gianni con
grandissimo affetto nel ricordo della cara
Geom. Carlo Sacchi
Avv. Ninetto Abbaticola
Giuliana Schejola Livio
Luciano, Rita, Stefano e Renata Crespi insieme a
tutti i collaboratori dell’impresa Grassi & Crespi sono vicini a Silvana e a tutti i famigliari per la perdita
del caro
- Milano, 24 ottobre 2014.
Antonio e Clelia con Annapaola e Alessandra
abbracciano con tanto affetto Patrizia, Michele,
Chiara e Andrea nel ricordo del caro
Renato e Guido Pigliasco hanno perso l’amico di
sempre
- Milano, 24 ottobre 2014.
- Milano, 24 ottobre 2014.
Alessandro Mainardi e Giovanni Leoni salutano
il caro amico
Giovanni
Il Presidente, il Consiglio di Amministrazione e
l’amministratore delegato del gruppo Carlo Gavazzi partecipano alla perdita del Presidente Onorario
Carlo
Avv. Ninetto Abbaticola
- Milano, 24 ottobre 2014.
ricordo i bei tempi degli incontri conviviali delle vacanze passate insieme e della tua passione per il
mare.- È con molta tristezza che ora ti saluto.- Marina. - Milano, 24 ottobre 2014.
Un forte abbraccio. - Tortona, 24 ottobre 2014.
Valentina Sabbion è vicina a Silvana nel ricordo
del suo
Alfredo e Giovanna Bernardini de Pace, con Isabella, Nicola, Filippo e Caterina, partecipano commossi al dolore di Patrizia e del marito Michele per
la scomparsa del papà
- Milano, 24 ottobre 2014.
Giuliana
Carlo
Annamaria Bernardini de Pace, e la mamma Isabella abbracciano forte Patrizia nel ricordo del suo
grande papà
Cara
Carlo
Abbracciamo con affetto Silvana con Barbara e
Luca nel ricordo dell’amico
Partecipa al lutto:
– La famiglia Olea.
con la nostalgia di un tempo indimenticabile.
- Milano, 24 ottobre 2014.
A
Paolo e Resi abbracciano Gianni, amico fraterno,
Paola e Rossana e piangono con loro
- Milano, 24 ottobre 2014.
Lo comunicano la figlia Patrizia con Michele, Chiara e Andrea e i fratelli Maria Letizia e Sergio con
le famiglie.- Il funerale avrà luogo oggi sabato 25
ottobre alle ore 9 nella parrocchia Santa Maria del
Rosario Milano. - Milano, 25 ottobre 2014.
Avv. Giovanni Abbaticola
Partecipano al lutto:
– Grazia Parrino e figli con affetto.
- Milano, 24 ottobre 2014.
Chantal, Marco e i ragazzi partecipano al grande
dolore di Silvana e dei suoi cari per l’incolmabile
perdita di
Giovanni Mario Abbaticola
Avvocato
- Milano, 24 ottobre 2014.
Caro
ricorderò per sempre il suo esempio di correttezza
e onestà nella professione, con riconoscenza per
tutto quello che mi ha insegnato in questi anni.- Mi
mancherà molto.- Un forte abbraccio a Luca e
Alessandra.- Patrizia Monti.
- Milano, 24 ottobre 2014.
Giovanni
Mario, Bea e ragazzi abbracciano Vichi e la sua
grande famiglia nel ricordo dolcissimo di
- Milano, 24 ottobre 2014.
Augusto Bianchi
Carlo
grazie per la tua amicizia, per le nostre chiacchierate, le partite a carte, i viaggi e i ritrovi a Nizza.Ti ricorderemo sempre e come promesso saremo
vicini a Silvana, Luca e Barbara con tutto il nostro
affetto.- Mariella, Franco, Silvia e Stefania.
- Milano, 24 ottobre 2014.
Dopo una vita lunga e intensamente vissuta ha
raggiunto la sua amata Isa
Carlo Sacchi
che amava i fiori, mi ha lasciato con grande sofferenza.- Gianni con Paola, Nicola e Lorenzo, con
Rossana, Vasco e Giacomo, con Linda e Lisa, la
ricorda ai tanti che le hanno voluto bene.- Per il
funerale chiamare 338.5837986.
- Milano, 24 ottobre 2014.
Luisa, Giorgio, Simone ed Elena.
- Milano, 24 ottobre 2014.
Caro
- Milano, 24 ottobre 2014.
Il Presidente, l’Amministratore Delegato ed i
componenti del Consiglio di Amministrazione di
ABB S.p.A. partecipano con profondo cordoglio al
lutto della famiglia per la scomparsa del
Patrizia e Bruno Miranda costernati ricordano
l’amico
il senso di smarrimento per la perdita di una persona cara, silenziosa, diligente e premurosa.- Ed
esprime sentimenti di affetto, gratitudine e riconoscenza per chi lo ha guidato con incomparabile
maestria nella difficile arte della professione di dottore commercialista. - Milano, 24 ottobre 2014.
Giovanni Bertola
- Milano, 24 ottobre 2014.
- Milano, 25 ottobre 2014.
ricordandone la gioia di vivere, l’impegno sociale,
le qualità professionali, le opere letterarie e abbraccia Willy e i figli. - Milano, 24 ottobre 2014.
Dott. Daniele Campana
Giovanni
- Trieste, 24 ottobre 2014.
Anna e Carlo, con i figli Andrea e Martina, ricordano i tempi felici delle vacanze con l’amico di
sempre
Augusto Bianchi
Pierpaolo Grisetti condivide con i familiari del
e ne ricordano le grandi qualità umane e professionali. - Milano, 25 ottobre 2014.
Giovanni
Umberto Nicodano piange la scomparsa di
Con affetto Pina, Francesca, Raffaella.
- Monza, 25 ottobre 2014.
Giovanni
Avv. Augusto Bianchi
gli amici Cristina Pariset, Delia Airaghi, Emilia e
Nando Dalla Chiesa, Francesca e Giorgio Galli,
Donata Righetti, Valeria Gandus si stringono a Rosanna e ai figli. - Milano, 24 ottobre 2014.
Partecipano al lutto:
– Corrado, Luisa Pani.
– Mario e Teri Vignali.
– Paolo e Marisa Candiago.
Carlo
Daniele
Dott. Daniele Campana
Marco e Francesca con Carlo Toia Pietro Martina
si stringono affettuosamente a Vichi e ai suoi figli
nel ricordo del caro amico
Augusto
e abbracciano Alessandra e Luca.
- Monza, 25 ottobre 2014.
Lodo e Silvana sono affettuosamente vicini a Vichi e famiglia nel ricordo del caro
Ettore e Viviana Drago increduli e con infinita
tristezza si uniscono al dolore della famiglia nel ricordo dell’amico di una vita
Addolorati per la perdita dell’insostituibile e indimenticabile
Lele
- Milano, 23 ottobre 2014.
Francesco e Barbara, Franco ed Eva con i figli
tristissimi abbracciano Vichi e famiglia ricordando
con affetto
Pietro e Barbara, Edo e Antonietta, Vincenzo e Umberta, Giulio e Miki con i loro figli abbracciano Vichi e la sua famiglia. - Milano, 24 ottobre 2014.
Augusto Bianchi Rizzi
Franco, Giuliana, Francesca ed Alessandro piangono l’amico
Giorgio
te ne sei andato con tanta serenità senza perdere
il tuo gusto per la vita.- Con questo ricordo, insieme ad Alessandra, sono e sarò vicino a Renata,
Micol, Roberto e Paolo.- Gianni Nardozzi.
- Milano, 23 ottobre 2014.
grato anche per i tanti meravigliosi giovedì, che
hanno cambiato la sua vita.
- Milano, 25 ottobre 2014.
- Milano, 24 ottobre 2014.
Sei stato un esempio di vita per tutti noi.- I funerali
si svolgeranno sabato 25 alle ore 11 presso la chiesa di Santa Maria alle Grazie.- In suo ricordo sono
gradite offerte a Una Mano alla Vita, vedi sito
www.unamanoallavita.it.
- Milano, 24 ottobre 2014.
I condomini e l’Amministratore di via Fratelli Ruffini 8/10 Milano, partecipano al dolore della famiglia per la scomparsa del signor
- Milano, 24 ottobre 2014.
Giovanni
Augusto Bianchi
ci manchi già.- Alessandra e Luca.
- Monza, 25 ottobre 2014.
Dott. Daniele Campana
Piercarlo e Marina abbracciano forte Vichi ricordando il carissimo
e partecipano al dolore dei suoi familiari.
- Milano, 24 ottobre 2014.
Carlo Sacchi
Ciao "zio"
è stato per me un Maestro di vita e nella professione.- Il suo stile e la sua nobiltà d’animo resteranno per sempre nei miei ricordi.- Manlio Spanu.
- Milano, 24 ottobre 2014.
Caro
Con profondo dolore la moglie Silvana, i figli
Barbara e Luca annunciano la morte di
papà
Augusto
Augusto
Nerio e Giovanna Diodà ricordano con grande
affetto
Ciao
uomo di grande sensibilità e figura di riferimento
per molte realtà culturali.
- Milano, 24 ottobre 2014.
Liliana Cantone, Francesca e Michele Cavuoti
abbracciano Rosanna e si stringono ai familiari nel
ricordo di
del suo impegno civile e della sua generosità.
- Milano, 24 ottobre 2014.
Partecipano al lutto:
– Marco Reboa.
– Società del Quartetto di Milano.
– Roberto e Simonetta Rezzonico.
– Gianna Pessina.
Il Teatro e l’Accademia dei Filodrammatici si
stringono intorno alla famiglia di
- Milano, 24 ottobre 2014.
Ci stringiamo a Rosanna per la perdita del caro
amico e compagno indimenticabile di tanti viaggi
Dott. Daniele Campana
- Milano, 24 ottobre 2014.
Michela e Armando Massarenti, il "cognato", ricordano la generosità e la grandezza d’animo di
abbracciano Rosanna "Willy" e i figli Arianna, Valeria e Lorenzo e tutti gli amici del giovedì.
- Milano, 24 ottobre 2014.
È mancato all’affetto dei suoi cari il
di 73 anni.- Ne danno l’annuncio i figli Alessandra
e Luca con Emilia e Giacomo, la sorella Genny ed
i parenti tutti.- Il funerale avrà luogo nella chiesa
di Santa Maria degli Angeli sita in via Zucchi oggi,
sabato 25 ottobre alle ore 10.45.
- Monza, 25 ottobre 2014.
ATTIVO DA LUNEDI A DOMENICA 13.30-19.30
CON SUPPLEMENTO 20% SULLA TARIFFA BASE
Tel. 02 50984519 - Fax 02 25846003
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e-mail: [email protected]
ci addolora molto la tua perdita.- Ci consola saperti con Terri.- Federica, Stefania e Camilla unitamente a Marina. - Monza, 24 ottobre 2014.
Profondamente colpiti per la perdita del caro e
stimato
Daniele Campana
partecipiamo al cordoglio della famiglia.- Stefania
Annunziata e Repico S.p.A.
- Cinisello Balsamo, 24 ottobre 2014.
SI ACCETTANO RICHIESTE VIA WEB, E-MAIL E CHIAMATE DA CELLULARI SOLO DIETRO PAGAMENTO CON CARTA DI CREDITO
L’INVIO DI UN FAX DEVE ESSERE ACCOMPAGNATO DA COPIA DI UN DOCUMENTO DI IDENTITA’
Il Presidente, i Consiglieri, i soci e i dipendenti
del Golf Club Milano porgono le più sentite condoglianze alla famiglia per la scomparsa di
TARIFFE BASE IVA ESCLUSA:
Corriere della Sera
Gazzetta dello Sport
PER PAROLA:
Necrologie: € 5,00
Adesioni al lutto: € 10,00
Necrologie: € 1,90
Adesioni al lutto: € 3,70
A MODULO:
Solo anniversari,
trigesimi e ringraziamenti: € 300,00
Solo anniversari,
trigesimi e ringraziamenti: € 258,00
Daniele Campana
- Parco di Monza, 24 ottobre 2014.
Il Consiglio di Amministrazione, la Presidenza, la
Direzione, i dirigenti e i collaboratori tutti della società ORI Martin SpA di Brescia e Ceprano partecipano al grande dolore della famiglia Campana
per la perdita del Presidente del Collegio Sindacale
Dott. Daniele Campana
- Brescia, 24 ottobre 2014.
Il Collegio Sindacale della società C.M.S. Real
Estate S.p.A. nelle persone dei signori dottor Mario
Piantanida e dottor Fabrizio Lecchi partecipa con
profondo cordoglio al grave lutto che ha colpito i
familiari per la perdita dello stimato collega
dott. Daniele Campana
- Bergamo - Milano, 24 ottobre 2014.
Partecipa al lutto:
– Il Dottor Mauro Bagini.
Il personale del Residence Zara e il Dottore Luca
Musso sono affettuosamente vicini ad Alessandra
nel triste momento della scomparsa del papà
Daniele Campana
- Milano, 24 ottobre 2014.
Franco Godi, Giorgio Perris, Gabriella Aluisetti e
Best Sound tutta, piangono la scomparsa del
Dott. Daniele Campana
e partecipano al dolore della famiglia.
- Milano, 24 ottobre 2014.
Diritto di trasmissione: pagamento anticipato € 1,67 - pagamento differito € 5,00
L’accettazione delle adesioni è subordinata al pagamento con carta di credito
Servizio fatturazione necrologie:
tel. 02 25846632 mercoledì 9/12.30 - giovedì/venerdì 14/17.30 - fax 02 25886632
e-mail: [email protected]
Servizio sportello da lunedì a venerdì: Milano: Via Solferino 36 orario continuato dalle 9 alle 17.45
Informativa ai sensi dell’art. 13 D.Lgs. 196/2003 (“Codice in materia di protezione dei dati personali”).
Conformemente all’impegno e alla cura che la nostra società dedica alla tutela dei dati
personali, La informiamo sulle modalità, finalità e ambito di comunicazione e diffusione
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del D. Lgs 196/2003. Per ogni informazione riguardo ai diritti può rivolgersi, a tal fine, al
Responsabile del trattamento dei dati personali di RCS MediaGroup S.p.A. scrivendo allo
stesso c/o RCS MediaGroup S.p.A. Divisione Pubblicità - Via Rizzoli, 8 - 20132 Milano.
Corriere della Sera Sabato 25 Ottobre 2014
57
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Risponde Sergio Romano
BOSNIA ERZEGOVINA E KOSOVO
DUE REBUS EX JUGOSLAVI
Caro Romano, il 26 ottobre
1954 unità italiane entravano
a Trieste, ricongiungendola
all’Italia, dopo la parentesi del
Governatorato militare
alleato. Domenica prossima,
per ricordare quel momento,
l’amministrazione comunale
del capoluogo giuliano
conferirà la cittadinanza
onoraria all’ 8° reggimento
bersaglieri che quel giorno
entrò in città. Significativo e
condivisibile gesto. Mi
consenta però di ricordare
come quel giorno un gesto più
importante che non l’ingresso
in città delle truppe fu
compiuto da un altro reparto:
alle ore 5.20, sotto una pioggia
battente e persistente, i reparti
dell’ 82° reggimento di
fanteria «Torino» si
dispiegarono lungo le rotabili
dell’Altopiano per rilevare i
soldati britannici dal presidio
dei valichi confinari con la
Jugoslavia. Questo era
certamente il fatto più
rilevante di quella giornata
ma, evidentemente, non è
conosciuto né dalle autorità
triestine né dallo Stato
Maggiore dell’Esercito.
Col. Lorenzo Cadeddu
[email protected]
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La riconquista della frontiera era ovviamente meno spettacolare del ritorno della città
all’Italia. Ma era giusto ricordarlo e lo facciamo qui con la
sua lettera.
MANIFESTAZIONI
Minoranza del Pd
Alcuni esponenti della
minoranza del Partito
democratico dovrebbero
partecipare alla
manifestazione in piazza
organizzata dalla Cgil e dalla
Impegnati, dal caso ucraino, ci siamo
dimenticati dei Balcani. Il Kosovo, separatosi
dalla Serbia, risulta essere un «territorio
amministrato dall’Onu». Non si capisce che
cosa significhi e che prospettive abbia. A
Belgrado, la partita di calcio tra Serbia e
Albania è stata sospesa, a causa dei tafferugli
innescati dall’arrivo sopra il campo di gioco di
un drone al quale era stata appesa la bandiera
della «Grande Albania» (includente il Kosovo).
Non sarebbe la soluzione più logica? La Bosnia
Erzegovina è teoricamente uno Stato
indipendente, con tre etnie (bosniaci, croati e
serbi) che si sono massacrati a vicenda, fino
agli accordi di pace di Dayton. Basta una
scintilla, per accendere un fuoco distruttore.
Come può stare in piedi uno Stato in queste
condizioni?
Attilio Lucchini
[email protected]
Le lettere firmate con
nome, cognome e
città, vanno inviate a
«Lettere al Corriere»
Corriere della Sera
via Solferino, 28
20121 Milano
Fax: 02-62827579
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La tua
opinione su
sonar.corriere.it
Massimo
Moratti ha
rinunciato alla
carica di
presidente
onorario
dell’Inter, forse
in polemica sui
conti della
squadra . Ha
fatto bene ?
Caro Lucchini,
li accordi negoziati a Dayton, nell’Ohio,
in una base dell’Aeronautica militare
americana, fra il 1° e il 21 novembre 1995,
ebbero il merito di mettere fine alla sanguinosa guerra di Bosnia. Ma contenevano un
impegno difficilmente realizzabile e una sorprendente dimenticanza. L’impegno era la costruzione di un fragile edificio composto da tre
Stati: una Repubblica per i serbi che è nota da allora come Repubblica Srpska e comprende il
49% del territorio; una Federazione croato-musulmana; una sorta di contenitore statale che
comprende entrambe. Il risultato è un complicato intreccio di istituzioni: un Parlamento unicamerale per la Repubblica Srpska; un Parlamento
bicamerale per la Federazione croato-musulmana; una Camera dei rappresentanti composta da
G
SUL WEB
Risposte
alle 19 di ieri
Sì
42 deputati di cui 28 eletti nella Federazione e 18
nella Repubblica Srpska; una Camera dei popoli
composta da 5 croati, 5 serbi e 5 musulmani. Al
vertice di questo ziggurat (la piramide babilonese disposta su tre piani) siede un organo collegiale composto da un croato, un serbo e musulmano che si alternano alla presidenza ogni otto
mesi.
Nelle elezioni ciascuno vota per il gruppo etnico-religioso a cui appartiene e la Bosnia, dalla
firma degli accordi ad oggi, è raramente riuscita
a esprimere una politica unitaria. Il solo dato positivo per il suo futuro è rappresentato dalla firma nel 2007 di un trattato di associazione con
l’Unione Europea.
La dimenticanza, nei trattati di Dayton, fu il
Kosovo, la provincia storicamente serba che era
divenuta, nel corso degli ultimi decenni, demograficamente albanese. Il presidente serbo Milosevic credette che il silenzio gli desse il diritto di
agire a suo piacimento per impedire la secessione della provincia; e l’esercito di liberazione del
Kosovo (Uck) trasse dal silenzio la conclusione
che l’indipendenza si sarebbe conquistata soltanto con le armi. Il resto è noto: una spietata
guerra di guerriglia sul territorio kosovaro,
l’espulsione forzata dei kosovari verso l’Albania,
la guerra della Nato contro la Serbia e infine la
nascita di un piccolo Stato balcanico formalmente indipendente, ma amministrato dall’Onu, custodito dalla Nato, contestato dalla sua
minoranza serba, costretto a vivere di assistenza
internazionale e di contrabbando. La Grande Albania potrebbe essere una soluzione se gli albanesi fossero in grado di ereditare le funzioni dell’Onu e della Nato. Ma non credo che Tirana, desiderosa di avvicinarsi all’Europa, voglia davvero
sobbarcarsi queste responsabilità.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
87%
13%
No
La domanda
di oggi
La decisione di
Renzi di
rendere
pubblica la
lettera della Ue
non è piaciuta a
Barroso. Voi la
condividete?
Fiom. Sembra proprio di
rivedere Bertinotti e Ferrero
alle manifestazioni di protesta
al governo di cui facevano
parte. Dobbiamo ancora una
volta prendere atto che la
politica dovrebbe dotarsi di
un poco di buon senso.
Carlo Rovina, Mantova
PADOVA
Ordinanza del sindaco
Vorrei chiedere a Beatrice
Lorenzin, in qualità di
ministro della Salute, di
intervenire per chiarire che
un’ordinanza come quella
voluta dal sindaco di Padova,
Massimo Bitonci (vietare la
dimora anche occasionale
nella sua città di persone
provenienti dall’area africana
prive di certificato di buona
salute), non ci azzecca nulla
contro il virus Ebola e fra i
residenti provoca soltanto un
inutile e ingiustificato
allarme.
Gigi Tarzia, Padova
SOLLECITI
Bruxelles e Renzi
Sollecitato da Bruxelles ad
inserire nella manovra
economica ancora un paio di
miliardi di euro, Renzi avrebbe
dichiarato che non ci sono
problemi. Ha perfettamente
ragione: ci sono infatti 100
miliardi di evasione fiscale
che ogni anno aspettano di
essere recuperati!
Giorgio Mazzola
[email protected]
INTERVENTI E REPLICHE
Sale cinematografiche: la programmazione
L’articolo «Concerti, opere liriche, documentari/
Al cinema non si vedono più solo film» di Laura
Zangarini (Corriere, 20 ottobre ) suscita
riflessioni e pensieri non tutti positivi. La
programmazione differenziata dei cosiddetti
«contenuti complementari» ha provocato
incrementi consistenti di spettatori e di incassi
rispetto ai numeri ottenuti nelle giornate
corrispondenti occupate dai film dello specifico
cinematografico. Giornate che, si sottolinea,
sarebbero quelle individuate all’interno della
settimana quando l’affluenza è più ridotta.
In effetti, più che assistere a un nuovo corso,
pare di tornare indietro di una sessantina d’anni
quando, con l’ancora scarsa diffusione dei
televisori, le sale cinematografiche creavano il
loro «evento» montando un apparecchio tv in
bianco e nero davanti allo schermo per
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DIRETTORE RESPONSABILE
PRESIDENTE Angelo Provasoli
Ferruccio de Bortoli
VICE PRESIDENTE Roland Berger
CONDIRETTORE
AMMINISTRATORE DELEGATO Pietro Scott Jovane
VICEDIRETTORI
Antonio Macaluso
Daniele Manca
Giangiacomo Schiavi
Barbara Stefanelli
CONSIGLIERI
Fulvio Conti, Teresa Cremisi, Luca Garavoglia,
Attilio Guarneri, Piergaetano Marchetti,
Laura Mengoni
DIRETTORE GENERALE DIVISIONE MEDIA
Alessandro Bompieri
Sede legale: Via Angelo Rizzoli, 8 - Milano
Registrazione Tribunale di Milano n. 5825 del 3 febbraio 1962
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D
alla deriva autoritaria del renzismo al
comando spunta ora — dopo
l’assurda abolizione del Senato —
l’idea del Partito della nazione, inquietante
assonanza col nazionalsocialismo. I partiti,
storici, che si confrontano in Parlamento,
farebbero solo perdere tempo. Renzi non
nasconde di pensarlo. Era anche l’opinione
di Berlusconi, quand’era al governo e che ora
coltiva per interposta persona sostenendo
Renzi che, a sua volta, interpreta, «da
sinistra» — dove tutto è, per definizione,
lecito — il populismo berlusconiano fra gli
applausi di una borghesia priva di cultura
politica.
Se, in politica, le parole sono pietre, ecco,
allora, che sul futuro della nostra
democrazia è stata già posta, con l’idea del
Partito della nazione, una bella pietra. Non è
ancora il caso di fasciarsi la testa. Ma, prima
che sia troppo tardi, di discutere
razionalmente l’andazzo, certamente è il
caso. L’autoritarismo ha una sua naturale
inerzia. Basta se ne metta in moto la
prospettiva ed è fatta. Nel Novecento lo si è
constatato sia in Italia sia in Germania. Oggi,
al terzo capo di governo non eletto, gli
italiani stanno entrando nell’ordine di idee
che si possa rinunciare alle elezioni per
scegliere i propri rappresentanti se al
governo c’è chi si dà da fare. Renzi, col suo
(apparente) attivismo, contribuisce a
confermare l’opinione. La deriva autoritaria
della quale è la causa e sarebbe, forse, anche
la soluzione, nasce dalla repulsione per tutto
quello che sono stati i partiti storici:
ricettacolo di clientelismi, corporativismi, di
corruzione. Che ci fosse bisogno di una
riforma del sistema era evidente. Ma i partiti
sono anche lo strumento della democrazia
rappresentativa….Se si aboliscono quelli, si
cancella anche la democrazia.
Che ci sia una obiettiva esigenza di
accelerare i processi legislativi è un fatto
incontrovertibile, del quale sono prova le
difficoltà che incontra il Parlamento persino
a nominare due giudici costituzionali. Ma
non sono giustificabili scorciatoie. Il Partito
della nazione sarebbe, secondo di chi lo
propone, il Partito di un capo di governo che
soddisferebbe contemporaneamente
l’aspirazione all’eguaglianza e il desiderio di
ordine diffusi fra la gente. Ha scritto
Tocqueville che molti amano la libertà, ma
meno dell’eguaglianza. Da noi, la cultura di
sinistra ha indotto molti a pensare «che se
l’eguaglianza non la possono ottenere nella
libertà, la vogliono anche nella schiavitù».
[email protected]
© RIPRODUZIONE RISERVATA
trasmettere «Lascia o raddoppia?», alternativa
catodica ai film, nata al sabato per essere
spostata, non a caso, al giovedì.
Oggi la programmazione «altra» assume
contorni differenti e mediologicamente
significativi in un panorama modificato in modo
radicale: dove l’industria cinematografica,
scomponendo i suoi segmenti di produzione,
distribuzione ed esercizio, non viaggia
necessariamente su un binario comune
all’interno di un mercato nervoso e schizofrenico,
dove le regole, anche quando ci sono, vengono
spesso disattese. Come è avvenuto nel caso di
un altro fra i citati «contenuti complementari», il
film/concerto «Where We Are» con gli One
Direction protagonisti. Se ne è magnificata la
perfomance al botteghino ma andrebbe
sottolineato come e quanto questo risultato sia
stato frutto di un «colpo di mano» da parte delle
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FONDATO NEL 1876
Luciano Fontana
di Piero Ostellino
La naturale inerzia
dell’autoritarismo
LETTERE
AL CORRIERE
ANNIVERSARI
Restituzione di Trieste
● Il dubbio
sale che lo hanno diffuso: non durante i giorni
commercialmente più deboli, ma in pieno
weekend, danneggiando materialmente e
«filologicamente» lo specifico cinematografico,
anche e soprattutto sul suo versante italiano. E
con l’erosione di un pubblico altrimenti destinato
a film di preciso riferimento generazionale.
Non è certo questo il modo di risolvere una crisi
del cinema reale o presunta, penalizzando o
mortificando quegli sforzi creativi, produttivi e
distributivi che ancora intendono sostenere le
qualità del cinema italiano: almeno fino a
quando la programmazione nelle sale lo
consentirà nelle sue giornate elettive. O i
produttori e gli autori, sempre molto sensibili alle
minacce del mercato, non prenderanno una
posizione più incisiva.
Giampaolo Letta, vicepresidente
Staino
e amministratore delegato Medusa Film
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prov., non acquistabili separati: lun. Corsera + CorrierEconomia del CorMez. € 0,93 + €
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Sabato 25 Ottobre 2014 Corriere della Sera
58
Sport
Oggi con la Samp
La Roma in campo
per ritrovarsi
Ferrero: «Tre gol
e li salutiamo»
«Il risultato non è la prima cosa che cerchiamo. Il risultato è quasi
sempre una conseguenza di come lo ottieni. Dobbiamo ritrovare il
nostro gioco nella fase offensiva e difensiva». Parole di Rudi Garcia
(foto), il miglior allenatore possibile per la Roma che è ancora lontana
dal top europeo, come l’1-7 contro il Bayern Monaco ha fatto vedere
in modo crudele, ma che non cerca scorciatoie nella strada che la
può portare a grandi livelli e grandi traguardi. Una sconfitta, neppure
la peggiore, non può far cambiare un progetto e una mentalità:
«Anche perché a volte le vittorie possono nascere da grandi
sconfitte». Questo non vuol dire che stasera, contro una Samp in
Calcio agitato
Il Coni mette
in ansia la Figc
per i tagli
Felici gli altri sport
ROMA Circa un terzo dei 62
milioni di euro irrogati l’anno
scorso, il Coni taglia il
contributo al calcio (seppure
con possibile correzione
attraverso i 15 milioni di
«tesoretto» nelle disponibilità
del presidente Malagò) e le
altre federazioni, soprattutto
quelle con ambizioni
olimpiche, si fregano le mani.
Più per lo smacco politico alla
Figc che per il reale ritorno
economico (a tutti
toccherebbe un rinforzo di
circa mezzo milione). In ogni
caso lunedì la commissione
tecnica che da un anno è a
lavoro sulla questione definirà
i criteri della sforbiciata, il
piano sarà presentato in
Giunta il giorno successivo per
l’approvazione prima di un
passaggio in Consiglio
Nazionale. E i piani, mai celati
da Malagò, dicono che la Figc
avrà meno soldi, restano da
stabilire con esattezza il come
e il quanto. Se i nuovi criteri di
ripartizione terranno conto dei
parametri specifici della Figc
oppure se i tagli saranno
lineari in funzione
dell’Olimpiade di Rio. Il duo
Lotito-Tavecchio adesso
reclama dal Coni una
considerazione direttamente
proporzionale all’importanza
(e ai numeri) della Figc:
«Siamo in apprensione — ha
detto Carlo Tavecchio,
presidente Figc — non ho
elementi per dare risposte, lo
farò solo martedì. Però dico
che meritiamo l’attenzione che
ci compete, che il Coni sappia
che la seconda federazione
italiana ha un milione di
tesserati in meno di noi».
Quasi a sorpresa, ma neanche
troppo, è preoccupato pure
Damiano Tommasi, numero
uno dell’Aic che a giugno era
seduto in Consiglio Nazionale
mentre erano in discussione
proprio i criteri della spending
review. Allora non c’era alcuna
preoccupazione, però era
un’altra Figc.
Andrea Arzilli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Strade diverse A sinistra Massimo Moratti, ex presidente onorario dell’Inter, 69 anni, e a destra Erick Thohir, presidente nerazzurro e magnate indonesiano di 44 anni (Ansa)
Conti in sospeso
Come nasce la crisi tra Moratti e Thohir
I debiti non li paga Erick ma l’Inter
Il 20 ottobre
Massimo
Moratti
afferma: «San
Siro fischia
Mazzarri? Il
calcio è legato
ai risultati, o
svolta o lo vedo
nei guai».
Mazzarri:
«Moratti? Non
ho tempo da
perdere per
rispondere a
questo o a
quest’altro».
E il ceo
Michael
Bolingbroke :
«Ci sono
norme che
eviteranno che
il club venga
gestito come in
passato»
MILANO Gli antichi romani lo
hanno provato sulla loro pelle:
la diarchia raramente funziona
e spesso sfocia in una sanguinosa guerra civile. Ne è piena la
storia della Repubblica romana. Ma al finanziere indonesiano Erick Thohir la Repubblica
piace (ha chiamato così anche
il suo quotidiano di Giacarta) e
quindi, dopo aver rilevato il
70% delle quote, ha deciso di
«governare» l’Inter lasciando a
Massimo Moratti la carica di
presidente onorario ma anche
di punto di riferimento storico
ed emotivo per il popolo nerazzurro.
Undici mesi è durata la diarchia tra passato e presente, Italia e Indonesia, cuore e ragione. Infatti Moratti ha deciso di
rassegnare le sue dimissioni da
presidente onorario. Non è un
mistero che l’entourage indonesiano abbia ripetutamente
ricordato a tutti che l’Inter fos-
se piena di debiti e sull’orlo del
baratro. Una situazione non del
tutto serena anche perché l’ambiente interista da Thohir si attende molto: un rilancio economico ma anche (anzi soprattutto) sportivo.
Il tycoon indonesiano ha costruito il suo impero gestendo i
media e ha sempre usato la finanza nelle sue «avventure
sportive»: è uno dei membri di
una cordata che nel 2011 acquistò i Philadelphia 76ers, squadra militante nella Nba ed è anche il proprietario del Washington D.C. United del calcio Usa.
I risultati sportivi, finora, non
Il finanziamento
L’indonesiano ha
investito 75 milioni, con
le banche un accordo
da 230 milioni
sono stati esaltanti però Thohir
ha sempre ribadito che prima
bisogna risanare i bilanci e dopo si può pensare a una grande
Inter. Ma quanto è stato fatto finora per colmare il gap? La International Sports Capital HK
Ltd, società che fa capo allo
stesso Erick Thohir, è diventata
il nuovo azionista di controllo
sottoscrivendo un numero di
azioni pari al 70% del capitale
sociale di Fc Internazionale Milano a un prezzo complessivo
di sottoscrizione di 75 milioni
di euro. Questo è quanto
Thohir ha investito per rilevare
l’Inter che però, secondo fonti
della vecchia proprietà, avrebbe un valore di almeno 500 milioni di euro.
Sì però, obiettano i nuovi
proprietari, abbiamo fronteggiato i debiti. In che modo? Nel
mese di maggio di quest’anno
viene creata la Inter Media and
Communication srl, un sogget-
500
milioni di euro
sarebbe
il valore
della società
nerazzurra
6%
il tasso del
finanziamento
di 230 milioni
delle banche
a Thohir
to che gestirà gli incassi provenienti dal valore del marchio,
dagli sponsor e dai diritti televisivi (compresi i contratti relativi al canale tematico Inter
Channel). Tra fine maggio e
inizio giugno, Inter Media sottoscrive con Goldman Sachs e
UniCredit (in qualità di fronting bank, vale a dire l’intermediario) un finanziamento per
230 milioni complessivi, di cui
200 milioni per finanziare i debiti esistenti e 30 milioni per finanziare il circolante. Un debito che dovrà essere restituito in
cinque anni a un tasso di circa
il 6% e che ha (in parte) come
garante lo stesso Moratti. Così
è arrivata un’iniezione di liquidità che ha cambiato il bilancio
d’esercizio che nel 2014 chiude
con uno stato patrimoniale positivo di circa 33 milioni di euro. In pratica i debiti dell’Inter
li paga... l’Inter.
Domanda: questa operazione non l’avrebbe potuta realizzare lo stesso Moratti? Forse sì.
Ma lui è il presidente dei sogni,
della gloria e dei trionfi. Non
voleva vivacchiare facendo accordi con le banche. E poi era
convinto che il magnate indonesiano avrebbe dato forza e
slancio economico per ricostruire la grande Inter. Se si è
sbagliato lo scoprirà da semplice tifoso e non da presidente
onorario.
Isidoro Trovato
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Corriere della Sera Sabato 25 Ottobre 2014
SPORT
gran forma, Garcia non farà cambiamenti: «Tra il primo e il secondo
tempo contro il Bayern ho fatto due sostituzioni anziché undici
perché le regole non lo permettono. Ma la sconfitta di martedì non
cancella nulla di quello che abbiamo fatto da inizio stagione. Metterò
in campo la squadra che avrà più chance di vincere la partita.
Servono i giocatori più in forma». Fuori Cole, dentro Cholevas. Fuori
Iturbe, dentro Ljajic o Florenzi. Ballottaggio Totti-Destro, l’unico
sicuro in attacco è Gervinho. A centrocampo c’è poca scelta,
Strootman rientrerà a dicembre, Uçan e Paredes sono giovani da non
bruciare. «La squadra di Garcia è quella che gioca il miglior calcio
d’Italia — ha detto Sinisa Mihajlovic —, ma il Bayern ha dimostrato
che dietro è perforabile. Prendere gol in tanti modi diversi è
indicativo di una certa difficoltà difensiva. Per questo possiamo far
loro male». Ne è convinto il presidente Massimo Ferrero, detto «Er
viperetta», ex tifoso romanista e ora giustamente spavaldo ultrà
blucerchiato: «C’è un ospite ambizioso — ha scritto su Twitter — e
voglio lo stadio pieno. Come il nostro stile sampdoriano: gli facciamo
3 gol e li salutiamo. Tutti allo stadio».
Luca Valdiserri
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Moratti resta azionista
Thohir dà la sveglia
a Mazzarri e alla squadra
Come ai vecchi tempi.
Massimo Moratti ha (ri)fatto
gol. La decisione di lasciare la
carica di presidente onorario
dell’Inter, accompagnata dalle
dimissioni del figlio Angelomario, vicepresidente, di Rinaldo Ghelfi e di Alberto Manzonetto, che era stato designato dalla famiglia, ha riportato
l’Inter al centro del mondo pallonaro. È stato come lanciare
un sasso nello stagno, per
scuotere un ambiente ormai
incapace di reagire alle sollecitazioni, un gesto non più differibile, fatto anche per ricordare
che l’Inter è scarica adrenalinica, ansia propositiva, fantasia,
progettualità, forza di trascinamento, voglia di lavorare. È lo
spirito di Milano, come l’hanno
sempre inteso i Moratti. Aprirsi
e non chiudersi, guardare al futuro e non al passato, pensare
in grande e per questo la battuta di Mazzarri resta fuori luogo
e incommentabile.
Quando il presidente onorario ha capito che Erick Thohir e
la sua squadra avevano idee opposte alle sue; che si divertivano a fare sempre il contrario di
quanto gli era stato consigliato
(su richiesta); che continuavano a disattendere gli accordi di
un anno fa, ha scelto di fare un
passo indietro. I motivi dell’addio sono chiarissimi e ieri Moratti, assediato dai cronisti come una volta, ha liquidato la vicenda con un dribbling: «Non
è finita male, sono cose che
succedono, è un cambiamento
normale. Ma credo di avere fat-
Tecnico Walter Mazzarri, 53 anni, all’Inter dal 2013 (Canoniero)
to il mio tempo». Una frase che
non corrisponde al vero, ma
che ricorda quella di Angelo
Moratti nel giorno dell’addio
all’Inter (18 maggio 1968): «Ho
sempre pensato che nello sport
l’atleta e i dirigenti devono essere giovani, freschi, entusiasti». L’ex presidente avrebbe
ancora molto (troppo) entusiasmo, ma tocca a Thohir pedalare e si vedrà fin dove può arriva-
La battuta
Amara Milly
per quella notizia
mai data
sul sito nerazzurro
Milly Moratti, al lavoro nella
sede della sua associazione
ChiamaMilano, è gentile come
sempre, ma risoluta: «Non
voglio commentare adesso.
Lasciamo che si esprimano gli
altri e poi magari ne
parleremo». Il giorno dopo la
tempesta, l’amarezza resta
dentro e viene condivisa con il
resto della famiglia. Un attimo.
E una battuta: «Be’, però posso
dire che c’è una cosa davvero
incredibile. La notizia di
quanto è accaduto all’Inter è in
prima pagina sul Corriere,
mentre sul sito della società
non c’è neppure una riga. A
proposito di censura...».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
re e qual è la qualità della squadra che lavora con lui. Come ha
confermato lo stesso Moratti,
«mi tengo la parte delle mie
quote», pari al 29,5%. Ora designerà i tre nuovi consiglieri,
professionisti di grande competenza e solida fede interista.
Oggi Thohir riparte. Dopo
giorni in cui ha discusso con gli
uomini della finanza della possibilità di emettere bond, si è
occupato della parte sportiva,
che in una società di calcio non
dovrebbe essere attività secondaria. Insieme con il ceo Bolingbroke e con il cfo Williamson,
ha incontrato Ausilio (pronto il
rinnovo per Kovacic), Fassone e
Zanetti e ha parlato con Mazzarri. L’Inter assicura che ha
confermato piena e cieca fiducia nel lavoro di tutti, allenatore in testa, ma è più credibile
pensare che il presidente abbia
chiesto a Mazzarri un cambio
di passo, perché 9 punti in sette partite portano a una quota
finale di 49 punti e niente Europa. O forse gli ha fatto capire
che fra Cesena (domani), Samp
(mercoledì) e Parma (sabato) si
aspetta un miglioramento generale. Quello che non si è visto
contro il St. Etienne, in una delle partite più noiose dell’ultimo quadriennio. Per non essere costretto a cambiare allenatore (gira il nome di Leonardo).
Che poi è quanto aveva detto
Moratti lunedì, dopo l’assemblea nella quale l’Inter era diventata un gioco contabile.
Fabio Monti
❞
Tavecchio
Bastasse
solo
scrivere
un foglietto
per ottenere
le riforme…
noi
abbiamo
scritto
un libro
Avanti piano
Nelle ultime
5 partite,
tra campionato
ed Europa
League, l’Inter
ha ottenuto
una sola
vittoria
(2-0
al Qarabag),
due pareggi
(entrambi a
San Siro, 2-2
con il Napoli
e 0-0 con
il St. Etienne)
e due sconfitte,
4-1 in casa con
il Cagliari e 3-0
a Firenze con
i viola. 5 i gol
segnati,
9 quelli subiti
La situazione
I nerazzurri
si trovano
al nono posto
in serie A
con 10 punti
di distacco
dalla Juventus
capolista,
mentre sono in
testa al girone
in Europa
League con 7
punti in 3 gare
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Presidente
Andrea Agnelli,
38 anni, numero
uno della
Juventus,
all’assemblea
dei soci chiamati
ad approvare
il bilancio
(LaPresse)
un foglietto per ottenere le riforme... noi abbiamo scritto un
libro»).
La revisione di Calciopoli
non è abbandonata. «Nessun
ripensamento. La Cassazione è
fissata per gennaio». Su Massimo Moratti omaggio all’imprenditore, ma sul 2006 stilettata. «Gli va riconosciuto il
Oggi
1
X
2
Ore 15
EMPOLI-CAGLIARI 2,15 3,30 3,40
(Pairetto)
Ore 18
PARMA-SASSUOLO 1,80 3,40 4,75
(Tagliavento)
UDINESE-ATALANTA 1,90 3,30 4,25
(Tommasi)
Ore 18
CESENA-INTER 5,75 3,50 1,65
(Mazzoleni)
LAZIO-TORINO 1,83 3,30 4,75
(Giacomelli)
«Avete accettato uno scudetto non vinto». «Voi in B anche come reputazione»
Bundesliga, poco meno di
quelli della Liga e circa un terzo
della Premier League. Già allora eravamo una tartaruga, oggi
siamo un gambero. Il calcio italiano sarà presto moribondo se
non coglierà la sfida». Stadi,
questo il crocevia.
L’anomalia della nuova Juve,
rispetto a quella affossata dalla
bolletta telefonica del 2006 è
che allora i successi sul campo
si saldavano all’esercizio del
potere, in Lega e Federcalcio.
Questa Juve è «contro», i nemici sono i «satrapi» al potere.
«L’elezione di Tavecchio? Una
sconfitta per il calcio italiano
che ha dato di sé un’immagine
stantia, contraria alle riforme.
L’Uefa ci guarda con circospezione e perfino il governo italiano non ha trovato un valido
interlocutore sulla sicurezza
degli stadi. A proposito della
tassa, si guarda il dito e non la
luna. Non ci sarebbe tassa con
stadi più sicuri» (la replica di
Tavecchio: «Bastasse scrivere
Le quote Snai
Domani
Ore 15
CHIEVO-GENOA 2,50 3,10 3,00
(Di Bello)
JUVENTUS-PALERMO 1,22 6,00 13,00
(Calvarese)
Agnelli attacca, l’Inter replica furiosa
«Solo negli anni 30 del Novecento, la Juventus ha vissuto
un periodo paragonabile a
questo». Abbandonati i colori
tenui da cambio di stagione
delle ultime due Assemblee dei
soci, Andrea Agnelli accende
nuovamente la questione Juventus, da presidente di governo (calcistico) e di lotta (politica). Nel ventre dello Stadium si
approva il primo bilancio di sostenibilità dove appaiono voci
come l’antidoping, il fair play,
la lotta al razzismo. I conti
bianconeri stanno tornando in
ordine: il fatturato ha superato
quota 300 milioni (315,8, primo club italiano oltre la soglia); la perdita ridotta a 6,7 milioni (contro i precedenti 15,9);
ricavi in crescita (32%), risultato operativo più 8,9 milioni.
Tutto bene? No, perché il Real
Madrid fattura 603,9 milioni,
Manchester U. 543, il Barcellona, 530, il Bayern Monaco 528.
«Dieci anni fa la Serie A generava gli stessi ricavi della
8ª giornata
Ore 20.45
SAMPDORIA-ROMA 4,00 3,30 1,95
(Rizzoli)
Per presidente, staff e allenatore sono finiti gli alibi
MILANO
Serie A
59
grandissimo amore verso l’Inter. A volte l’amore porta a fare
follie come quella di accettare
uno scudetto che non aveva
vinto». In tarda serata la replica
rabbiosa nerazzurra: «F.C. Internazionale prende atto dell’ennesimo tentativo del presidente Agnelli di mistificare i
fatti e di cambiare il corso della
storia. Purtroppo per lui e per
tutto il calcio italiano il 2006 è
stato un anno disastroso, in cui
lo scudetto è stato assegnato
legittimamente all’Inter dalla
Figc, e la Juventus è stata retrocessa in serie B insieme alla sua
reputazione. Questi sono i fatti». Più dolce il finale su JuveRoma: sintonia con James Pallotta. «Il dialogo è continuo per
lo sviluppo del calcio italiano.
Sagge le parole con cui ha corretto i suoi tesserati». Ciliegina
di Beppe Marotta: la firma di
Paul Pogba, 4 milioni e mezzo
più bonus fino a 2019.
Roberto Perrone
© RIPRODUZIONE RISERVATA
NAPOLI-VERONA 1,47 4,25 7,00
(Gervasoni)
Ore 20.45
MILAN-FIORENTINA 2,10 3,30 3,50
(Banti)
Fonte: Snai - Dati: Monica Colombo CdS
EMPOLI
CAGLIARI
4-3-1-2
4-3-3
28 Bassi
27 Cragno
23 Hysaj
14 F. Pisano
26 Tonelli
15 Rossettini
24 Rugani
33 Capuano
21 Mario Rui
8 Avelar
88 Vecino
16 Dessena
4 Crisetig
6 Valdifiori
20 Ekdal
11 Croce
23 Ibarbo
18 Verdi
25 Sau
10 Tavano
7 Cossu
7 Maccarone
Arbitro: PAIRETTO di Nichelino
Tv: ore 15 Sky Calcio 1
PARMA
SASSUOLO
4-3-3
3-4-3
47 Consigli
83 Mirante
5 Antei
4 Mendes
28 Terranova
19 Felipe
15 Acerbi
6 Lucarelli
18 Gobbi
11 Vrsaljko
4 Magnanelli
30 Acquah
21 Lodi
8 Biondini
8 J. Mauri
3 Longhi
10 Belfodil
25 Berardi
88 Coda
10 Zaza
17 N. Sansone
10 Cassano
Arbitro: TAGLIAVENTO di Terni
Tv: ore 18 Sky Calcio 1
SAMPDORIA
ROMA
4-3-3
4-3-3
33 Romero
26 De Sanctis
29 De Silvestri
35 Torosidis
3 Romagnoli
2 Yanga-Mbiwa
26 Silvestre
23 Astori
19 Regini
25 Cholevas
21 Soriano
15 Pjanic
17 Palombo
16 De Rossi
14 Obiang
4 Nainggolan
11 Gabbiadini
8 Ljajic
9 Okaka
10 Totti
27 Gervinho
23 Eder
Arbitro: RIZZOLI di Bologna
Tv: ore 20.45 Sky Sport 1, Sky Supercalcio, Premium Calcio
Classifica
JUVENTUS
ROMA
SAMPDORIA
MILAN
UDINESE
LAZIO
NAPOLI
VERONA
INTER
GENOA
19
18
15
14
13
12
11
11
9
9
Serie B
FIORENTINA
TORINO
EMPOLI
ATALANTA
CESENA
PALERMO
CAGLIARI
CHIEVO
SASSUOLO
PARMA
9
8
7
7
6
6
5
4
4
3
10ª giornata
Ieri
MODENA-BOLOGNA
TERNANA-TRAPANI
Oggi, ore 15
AVELLINO-LANCIANO (Abbattista)
CATANIA-VICENZA (Pezzuto)
CROTONE-CITTADELLA (Ripa)
ENTELLA-FROSINONE (Candussio)
LATINA-BRESCIA (Abisso)
LIVORNO-SPEZIA (Gavillucci)
PESCARA-CARPI (Pinzani)
PRO VERCELLI-PERUGIA (Melchiori)
VARESE-BARI (Manganiello)
0-0
1-2
Classifica
FROSINONE
18
TRAPANI*
18
BOLOGNA*
18
LIVORNO
17
BARI
15
CARPI
15
PERUGIA
15
AVELLINO
15
LANCIANO
14
PRO VERCELLI
13
SPEZIA
13
*una partita in più
MODENA*
12
TERNANA
10
BRESCIA
10
VICENZA
10
PESCARA
9
ENTELLA**
8
CITTADELLA
8
VARESE (-1)
8
LATINA
7
CATANIA
6
CROTONE
6
**una partita in meno
60
Sabato 25 Ottobre 2014 Corriere della Sera
SPORT
Caso drone
Sconfitta a tavolino l’Albania, -3 punti alla Serbia
Curva aperta
La novità
Sospese le sanzioni al Verona per i cori anti Muntari Un socio pakistano in arrivo per il Varese
Sconfitta 3-0 a tavolino per l’Albania e Serbia penalizzata di 3 punti
in classifica: così ha deciso la Disciplinare Uefa dopo gli incidenti
durante il match valido per le qualificazioni a Euro 2016, del 14
ottobre. Incidenti innescati da un drone che ha sorvolato lo stadio
con una bandiera inneggiante «la Grande Albania» e con una scritta
«Kosovo autoctono». La Serbia dovrà anche disputare le prossime
due partite casalinghe a porte chiuse. L’Albania è stata punita dalla
Uefa per essersi rifiutata di tornare in campo dopo la sospensione.
La Corte sportiva d’appello della Figc ha sospeso le sanzioni del
giudice sportivo al Verona (chiusura per un turno della curva Sud e
50 mila euro di multa) per cori razzisti contro Muntari nella gara di
domenica scorsa con il Milan. Incarico poi alla Procura Federale di
disporre un supplemento di indagini «in ordine alla dimensione ed
effettiva percepibilità dei presunti cori». Contro la decisione del
giudice sportivo sui fatti non solo il ricorso de Verona, ma anche la
vivace protesta del presidente Setti con una lettera aperta.
Il «clasico» miliardario
con il rientro di Suarez
Oggi in campo Real Madrid, Barça e un pizzico d’Italia
In mancanza d’altro, si accontenta di mordere il freno.
Quattro mesi e un giorno dopo
aver addentato la spalla succulenta di Giorgio Chiellini, Luis
Suarez arriva a dare ulteriore
sapore (se ce ne fosse bisogno)
alla partita, anzi alla Partita.
Signore e signori, el clásico.
Alle sei della sera, ultimi barlumi di ora legale, Real Madrid e
Barcellona scenderanno in
campo per definire chi comanda da queste parti, almeno fino
alla partita di ritorno. Una rivalità che travalica i confini di un
campo di calcio e persino quelli di due città, capitale reale
(letteralmente) contro capitale
morale, centralismo contro voglia di indipendenza. Pragmaticamente, i due club più ricchi
del mondo messi (emme minuscola) l’uno contro l’altro.
Cristiano Ronaldo contro
Leo Messi (emme maiuscola),
per capirci i vincitori degli ultimi sei Palloni d’oro (4-2 per
l’argentino del Barça), ma non
solo loro: ci saranno tanti di
Stelle Cristiano Ronaldo, Real, 29 anni, e Luis Suarez, Barça, 27 (Ap, Afp)
quei fenomeni in campo — da
James a Neymar, da Benzema a
Iniesta —, in panchina e persino in tribuna — l’infortunato
Bale — che, se si mettessero insieme, con una valutazione
spannometrica di 1 miliardo e
300 milioni di euro non varrebbero molto meno del Pil di uno
stato del Sudamerica.
E poi ci sono i due allenatori,
italiano a tutti gli effetti Carlo
Ancelotti, italiano come prima
vera esperienza in panchina
Luis Enrique. Entrambi eccitati
all’idea di confrontarsi nella
partita più attesa del calendario. «Dovremo giocare secondo
le nostre idee, attaccando e difendendoci al meglio delle no-
Due proprietari americani: uno a Roma e uno a Bologna; oltre a un
indonesiano a Milano, l’interista Thohir. Ma il calcio italiano si
appresta a salutare un nuovo ingresso dall’estero: un pakistano,
l’imprenditore Shik che opera nella grande distribuzione alimentare,
è in procinto di entrare nel Varese, presumibilmente con un
pacchetto di maggioranza. Il club lombardo, che è nella zona «calda»
della B (ha 8 punti) e che a breve subirà un -3 che si sommerà al -1
di partenza, ha il futuro a rischio. Ma mister Shik potrebbe rilanciarlo.
Il quotista Snai
stre possibilità, per vincere dovremo fare una grande partita»
la dichiarazione d’intenti di
Ancelotti, che alla guida del Real insegue ancora la prima vittoria nel clasico, dopo le due
sconfitte della scorsa stagione;
«Sarà una partita incandescente e divertente, c’è un arbitro
chiamato a giudicare quello
che succede in campo e i calciatori sono tutti maggiorenni» replica Luis Henrique, al
debutto in panchina nella Partita.
Debutterà anche l’attaccante
dai denti aguzzi? Il peccatore
Suarez, neo acquisto del Barça,
ha annunciato solennemente
che nel momento stesso in cui
ha finito di assaggiare Chiellini
ha sollevato per l’ultima volta la
bocca dal fiero pasto. Aveva
detto più o meno la stessa cosa
dopo aver morso il collo di
Bakkal (20 novembre 2010) e il
braccio di Ivanovic (21 aprile
2013) ma trattasi di particolare
irrilevante. Dice di aver fame
soltanto di gol, dopo 4 mesi di
squalifica, e di non vedere l’ora
di rimettere piede in campo.
Luis Enrique gli ha promesso
qualche minuto, non sa ancora
se da titolare o da subentrante.
Prima di gettarlo nella mischia,
verificherà il suo livello di appetito. Giusto per evitare che
diventi più famoso di Dracula.
Roberto De Ponti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Le quote
Così per Snai
Vittoria Real
1
2,30
1-0
7,50
2-0
7,50
3-0
11
4-0
20
2-1
8
3-1
10
4-1
20
3-2
20
4-2
33
4-3
75
Pareggio
X
3,60
0-0
15
1-1
6,50
2-2
10
3-3
30
4-4
100
Vittoria Barça
2
2,90
0-1
11
0-2
17
0-3
35
0-4
100
1-2
9,50
1-3
22
1-4
50
2-3
25
2-4
50
3-4
80
Altro
Under
2,50
Over
1,47
Goal
1,40
Nogoal
2,70
Tv: ore 18
Fox Sports
«Partita speciale, saltano
le regole delle scommesse»
Somma gol ha quote mai viste
Magie del Clasico. Quando il 2-2 è più probabile
dello 0-0 è fantacalcio o è Real-Barcellona, che è
la stessa cosa. Se finisce senza reti la posta si
moltiplica magicamente per 15 (giochi 10 euro e
te ne ritrovi 150, Messi e Ronaldo permettendo),
quando per gare normali — vedi UdineseAtalanta di domani — si concede la metà.
«Fuori mercato» tutte le combinazioni che
prevedono poche reti e le giocate
canonicamente più misere schizzano alle stelle
e viceversa. Una curiosità: il 4-4 che
normalmente vale una quota di 250 (cioè ha lo
0,40% di probabilità di avverarsi), qui si ferma a
100, difficile ma non impossibile. «Per una
partita così i parametri saltano», assicura
Antonio Saikali, quotista riferimento di Snai,
autore de «I segreti del bookmaker» (ebook
Sperling & Kupfer). «È un match a parte,
devastante, senza confronti. Una “scommessa”
anche per le agenzie». La voce «somma gol
finale» rivela quote mai viste: è più probabile
che vengano realizzate 5 o più reti (quota 3,80)
piuttosto che 1 (5,80), 2 (3,90), 3 (3,80) o 4
(4,60). Per capirci, un Milan-Fiorentina di
domani vale 6,50 per un risultato oltre i 4 gol,
mentre molto inferiori sono le quote da 0 a 4
reti. «Sull’esito finale c’è equilibrio anche se gli
scommettitori italiani preferiscono il Real
Madrid, per tre motivi: gioca al Bernabeu, deve
recuperare punti ed è allenato da Ancelotti». Un
consiglio da bookmaker? «Mi stuzzica lo 0-1
quotato 11. Anche se poi finirà in goleada».
Federico Pistone
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Milan e pubblicità
Silvio torna giovane
Agli investitori una foto di lui 16enne
Visita
Barbara,
30 anni,
e il padre Silvio
Berlusconi, 78,
hanno
incontrato
investitori
del gruppo
a Milanello
MILANO Un presidente tornato a
occuparsi di Milan a 360°, come ricorda solo chi vanta una
lunga militanza a Milanello, e
un allenatore «manager» (di
campioni), coinvolto anche
nelle strategie commerciali del
club.
Chissà che tra un po’ nel museo voluto dalla figlia Barbara
(a proposito, Silvio ribadisce
che «Casa Milan è la più bella
sede di club del mondo») non
debbano aggiungere una tappa
e che il 2014 non passi alla storia minima della società come
l’anno in cui Silvio Berlusconi
tornò a occuparsi della squadra
avviando un nuovo ciclo.
Quanto vincente vedremo.
Ieri la consueta (era la nona)
visita a Milanello, questa volta
accompagnato da Barbara, non
è servita a Berlusconi solo per
parlare con Pippo Inzaghi della
sfida di domani sera a San Siro
contro la Fiorentina (Abbiati e
Torres rispettivamente in vantaggio su Diego Lopez e Ménez), o per sincerarsi delle condizioni di Montolivo, ma è stata
soprattutto un’occasione di lavoro. Tema: comunicazione e
pubblicità. Erano ospiti infatti
due dirigenti di Publitalia e
una decina di manager di
aziende interessate a investimenti pubblicitari nel gruppo
(reti Mediaset) e, chissà, in futuro magari anche nel club. Il
Milan può aiutare gli affari, ma
può anche aiutare se stesso.
Era dal 2010 (un incontro a
Villa Gernetto) che Berlusconi
non parlava a possibili investitori del Milan, un’attività abituale vent’anni fa. Ma evidentemente ora ritiene di sostenere
la figlia Barbara, ad del settore
commerciale. E sarà perché
questo suo rinnovato impegno
gli ricorda i vecchi tempi, ma
Berlusconi agli ospiti ha regalato una foto di lui, sedicenne,
con la maglia rossonera, intento (pare) a sostenere un provino con il Milan.
Al pranzo e alle riunioni (durate quattro ore) era presente
anche Inzaghi, che Berlusconi
ha definito un «manager di
campioni». È chiaro che il tecnico (di cui Barbara ha più volte
sottolineato la disponibilità) si
stia ritagliando un ruolo sempre più centrale.
Arianna Ravelli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Corriere della Sera Sabato 25 Ottobre 2014
SPORT
61
Volley
MotoGp
Piacenza-Busto per la Supercoppa femminile Marquez urta Iannone ma viene perdonato
Basket
Eurolega, Sassari battuta in casa dall’Efes
Oggi si assegna il primo trofeo femminile: è la Supercoppa, in palio a
Monza (20.30, RaiSport1) tra Rebecchi Piacenza e Unendo Yamamay
Busto Arsizio. Nella Superlega maschile, anticipo della seconda
giornata tra Cmc Ravenna e Top Volley Latina (17.30, RaiSport1).
SCHERMA A Legnano, finali del Trofeo Carroccio, classica della
Coppa del mondo di spada: oltre all’iridata Fiamingo, esentata dalle
eliminatorie, tireranno la Del Carretto, la Boscarelli, la Di Franco, la
Batini e la Carpegna. Gli spadisti, invece, sono di scena a Berna.
Dopo due turni e quattro partite, l’Italia rimane a secco nell’Eurolega.
Come Milano, battuta dal Barcellona, anche Sassari, che faceva la
prima apparizione casalinga nel torneo e che regalava anche alla
Sardegna «la prima volta» nel massimo torneo continentale, non ce
l’ha fatta a rompere il ghiaccio nel girone A della fase iniziale: l’Efes
Istanbul si è imposto per 75-82. Dyson (21) il migliore dei sardi. Oggi
torna il campionato con l’anticipo della 3ª giornata tra Openjobmetis
Varese e Grissinbon Reggio Emilia.
L’intervista
Strano episodio nelle prove libere del Gp della Malesia (la qualifica è
cominciata alle 8 italiane): Andrea Iannone, dopo essere stato
penalizzato di un punto sulla patente per aver fatto cadere Pedrosa
in Australia, è stato buttato a terra da Marc Marquez. L’iridato si è
scusato, ma non ha ricevuto sanzioni. Due pesi e due misure.
TENNIS A Singapore, semifinali del Masters femminile HalepRadwanska e Wozniacki-Williams. A Basilea, Nadal (prossimo a
operarsi di appendicite), eliminato nei quarti da Coric per 6-2, 7-6.
Marsaglia: «Mi riprendo lo sci
e sarò divertente come Tomba»
Dagli infortuni al piano di rilancio: «Provo a essere un personaggio»
Matteo Marsaglia, lo sa che
Bode Miller ha messo i cavalli
nel suo futuro?
«Lascia lo sci e si dà all’ippica?»
No, è escluso che faccia il
fantino. Ha comperato una
fattoria con dieci purosangue
e uno, Steep’s Deep, è arrivato
secondo nel Kentucky Derby:
Bode farà il proprietario-manager, quando smetterà.
«Beato lui. Io, invece, resto
tra le nevi: qualche soddisfazione l’ho già avuta, ma conto
che non sia finita qui».
Comincia la nuova stagione, lei che cosa le chiede?
«Meno sfiga. Sfortuna e infortuni hanno devastato il mio
anno olimpico».
Ricapitoliamo: una vittoria
e un podio nell’annata 20122013, poi guai in sequenza.
«Un dolore al ginocchio in
autunno, lo stop e la ripresa, gli
affanni, un brutto tonfo in Val
Gardena e infine, ad Adelboden, la caduta che ha colpito il
bacino nel punto dell’infortu-
Oggi il via
● La Coppa del
mondo avvia
la stagione
a Sölden
con un gigante
femminile
(9.15 e 12.30).
Domani
gigante
maschile
● Tv: diretta
su RaiSport1
ed Eurosport,
che per la gara
maschile avrà
come ospite
Manfred
Moelgg
● Annuncio
della Fis:
problemi
tecnici rinviano
l’uso dell’air
bag nelle prove
veloci
Talento Matteo Marsaglia, 29 anni, prepara i piani di rilancio (Ansa)
nio originario: col senno del
poi avrei dovuto fermarmi, ma
come può un atleta rinunciare
ai Giochi? Ci ho provato, non
mi sono qualificato per Sochi:
ma nel finale della stagione ho
ritrovato risultati e fiducia».
Le Olimpiadi le ha fatte
commentando per Sky.
«Ho dovuto sforzarmi per
nascondere il nervosismo: il
superG era adatto a me. E ho
sofferto per chi ha vinto la medaglia di legno, a cominciare
dal mio amico Stefano Gross:
noi non siamo come una Maze
che ha più chance e se arriva
quarta, amen, la volta dopo è
sul podio; per noi italiani, una
gara spesso è tutto».
Lei era un talento quasi affermato; oggi, a 29 anni, è un
progetto in rilancio.
«Ogni atleta ha un reset personale dopo un problema fisico. Io sono ottimista perché
esco sempre bene dagli infortuni e non ho mai paura di rifarmi male: lo sci è prima di
tutto uno sport di sensazioni».
Sta studiando per diventare un gigantista-supergigantista di alto profilo.
«Ma non abbandono le discese! Tra l’altro non mi annoiano più, ho imparato a divertirmi. Più gigante che nel passato? È un piano logico, utile
per il superG».
Quindi domani a Sölden,
sfracelli in arrivo.
«Calma, in gigante i risultati
me li aspetto più avanti: domani mi basterebbe qualificarmi
alla seconda manche. Per ora
puntate su Nani e De Aliprandi-
❞
Provo
a migliorare
il gigante
e a essere
più forte
in quattro
specialità: la
polivalenza
mi tenta
❞
Alberto era
popolare
anche
perché
faceva delle
cavolate?
Sono
pronto
a imitarlo
ni. E magari sui veterani».
All’Italia manca sempre il
grande polivalente. Sarà Marsaglia quello che un Aamodt
fu per la Norvegia?
«A me piace pure lo slalom e
con la combinata mi dedico a
quattro specialità: l’idea di essere un Aamodt, mi tenta».
Perché non abbiamo mai
un campione completo?
«Per la troppa specializzazione che si infligge ai giovani.
Restando ai norvegesi, un Kristoffersen da noi farebbe solo
slalom e gigante».
Lo sci italiano ha urgenza
di volti noti. Alla Innerhofer,
che è sulla buona strada.
«I risultati non bastano, occorre investire sull’immagine.
Come Rossi o come la Pellegrini? Ecco. O come Alberto Tomba: sarebbe un onore copiare
da lui ed essere ricordato come
personaggio e non solo per due
o tre gare vinte qua e là».
Alberto era popolare anche
per le cavolate extra sci.
«Se è per quello sono pronto
a farle pure io. E come lui sono
un po’ “cittadino”».
L’Italia ha «segato» il d.t.
Ravetto. Nei limiti di quello
che può dire, che cosa si sente
di dichiarare?
«Che mi spiace, che è una
grossa perdita, che è il miglior
tecnico che io ho avuto. Spero
di ritrovarlo presto in pista».
Flavio Vanetti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Sabato 25 Ottobre 2014 Corriere della Sera
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di Maria Volpe
Storia del treno
dal vapore
all’Alta velocità
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uanti momenti belli (e
brutti), quanti ricordi,
quanta letteratura, quanti
film. Parliamo del treno. È
una delle creazioni
dell’ingegno umano che ha
trasformato il nostro modo
di spostarci, lavorare,
viaggiare. Ne parla stasera
Alberto Angela che
comincia a bordo di una
locomotiva a vapore ancora
funzionante e della
carrozza reale utilizzata dai
Savoia e prosegue tra treni
sbuffanti del passato e
vagoni futuristici a
levitazione magnetica.
Ulisse
Rai3, ore 21.30
Riotta ospita
Emma Bonino
O
gni sabato in prima
serata Gianni Riotta
incontra in studio un
esperto per raccontare e
approfondire il tema scelto.
Ospite di questa settimana
Emma Bonino, ex
Commissario europeo.
Tema di stasera: «Dal
Petrolio alla Jihad».
Eco della Storia
Rai Storia ore 21.35
Nuovi processi
con Petrelluzzi
A
l via la nuova stagione
della trasmissione di
Roberta Petrelluzzi. Stasera
l’imputato è Angelo Stazzi,
con l’accusa di omicidio
volontario. La vicenda è
quella della scomparsa di
Maria Teresa Dell’Unto,
avvenuta nel marzo 2001.
Un giorno in Pretura
Rai3, ore 24
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Corriere della Sera Sabato 25 Ottobre 2014
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Sul web
Forum «Televisioni»: www.corriere.it/grasso
Videorubrica «Televisioni»: www.corriere.tv
A FIL DI RETE di Aldo Grasso
Tempi troppo lunghi, «X Factor» deve trovare il giusto ritmo
Vincitori e vinti
A
rrivato alla sua ottava edizione (la quarta
trasmessa da Sky), X Factor ha di fronte
a sé una sfida non da poco: mantenere
l’immagine di un programma evento,
continuare a essere la frontiera più
avanzata dell’intrattenimento tv (Sky Uno, giovedì,
21,10). Un primo passo è stato fatto rinnovando la
giuria. Via Simona Ventura con i suoi giudizi «di
pancia», via Elio che aveva dato segni di stanchezza.
A Mika (il più bravo) e Morgan si sono aggiunti il
rapper Fedez (deve abituarsi alla diretta, nelle puntate di casting il montaggio l’aveva aiutato) e Victo-
CHE DIO CI AIUTI 3
Elena Sofia Ricci
Vince la fiction di Rai1: gli
spettatori per la suora sono
6.931.000, 25,1% di share
ZELIG
Claudia Gerini
Perde il cabaret di Canale5:
3.382.000 spettatori,
13,7% di share
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(se Morgan definisce i suoi commenti delle «piccole Wikipedia»…) che di reale discussione sulla gara. Per continuare a essere «l’edizione più bella del
format», come l’ha definita a ragione il suo inventore Simon Cowell, forse qualche aggiustamento è
necessario. Per il resto, la messa in scena del programma è spettacolare e il meccanismo della gara
mantiene una sua grande potenza narrativa: gli assi
nella manica delle squadre di ciascun giudice sembrano già evidenti, ma bisognerà vedere come sapranno gestirli e indirizzarli i loro mentori.
ria Cabello, che dovrebbe essere quella più a suo
agio con i ritmi e i tempi tv. Proprio il ritmo è stato
uno degli aspetti in cui la prima puntata in diretta
ha mostrato qualche debolezza: è vero, i cantanti a
esibirsi in queste prime fasi sono molti, ma oltre tre
ore di programma sono troppe.
L’arrivo del format su Sky aveva coinciso con l’abbandono dei tempi slabbrati tipici della tv generalista: X Factor ne aveva molto guadagnato in secchezza narrativa, in tensione del racconto. Stavolta
invece le presentazioni e i lunghi commenti dei
giudici sono sembrati più segno di esibizionismo
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Sabato 25 Ottobre 2014 Corriere della Sera
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