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FOTOSTORICA ©
Gli archivi della Fotografia
Sommario
Nuova serie
N. 11112 Marzo 2001
Cura scientifica di
ITALO ZANNIER
2 Editoriale
Direttore responsabile
ADRIANO FAVARO
Art director
FRANCO GIACOMETTI
RAFFAELLA VENIER
CLAUDIA ZANETTI
Giae<>mctti Associati
12 L'albero di Byron
all'isola degli Armeni
Itala Zannier
lmpaginazicmc
ALESSANDRA GUIDONE
Segreteria di redazione
S.V.E. Società Veneta Editrice
via Pio X,
nel Veneto: Carlo Cerato
farmacista a Padova
Itala Zannier
Progetto grafico
3 l 040
8 Un pioniere della fotografia
6
14 Giuseppe Bruno, fotografo
veneziano del Veneto
Fiorenza Conti
Volpago del Montello (T V)
Tel. e Fax
042-i. 8""'0207
e-mail: fotostoricaC�Nihero.it
Comitato scientifico
16 Ritrovamento di una
lettera di Carlo Ponti
Lisa Pisciella
SILVIA BERSELl.l
Centro per il Restauro c la
Conservazione della fotografia,
Milano
ANNE C:ARTIER-BRESSON
Atelier de Restauration et de
C(>nservation dcs Photographies,
Mairie de Paris
19 Dossier
Struggenti bellezze
Itala Zannier
Adriano Favara
Giovanni Comisso
LAURA CORTI
Carla Corso
Storica dell'Arte
Beppe Mora
CHARLES-HENRI FAVROD
Directcur1-lonorairc du
Musés dc I'Eiyséc, Lausanne
MICHAEL GRAY
Curator l'ox Talbot Museum,
Lacock Abbcy
La responsabilità del
contenuto degli articoli
è
dci singoli Autori.
34 Fabrica
D. Latouche, B. Peterlin
E. Sakelaris, M. Sheasby, F. Zuber
39 La Via Emilia è un aeropor to
Franco Vaccari
Si collabora alla rivista
Rubriche
solo su invito.
Cocdizionc
S.V.E. Società Veneta Editrice
i;�
\:.:i!!·
44 l contemporanei
Amministrazione della
conservano
Provincia di Treviso
Piergiorgio Branzi
Copyright ©
200
l
Renato Meneghetti
Auror.izzazionc del
Marco Miré
Tribunale di Treviso n. 962/95
"La Gondola"
Stampa
Grafiche Zoppelli, Dosson ·Treviso
50 La fotografi a
all'Università
In copertina
Autore
11011
indicato
Fotomontaggio
1930
ca.
52 Segnai azioni
Libri
Collotipia. Archivio Zannier, Venezia
54 F.A.S.T. Notizie
Editoriale
Per una corretta lettura del
dossier sulla prostituzione e
dell'intervento di "Fabrica"
....
stato definito i l p i ù antico " mestiere" del mondo. Ci
E riferiamo, come appare del resto evidente dal dossier che
questo n umero d i " Fotostorica " gli dedica, a l tema
" prostituzione " , un argomento di scottante attual ità che abbiamo
vol uto affrontare non per com paci mento estetico come
potrebbero far pensare le splendide e rare fotografie d ' epoca q u i
pubblicate, d i giovan i d o n n e d i piccola virtù che popolavano non
già i marciapiedi m a le maison della Belle Époque, o per
nostalgia di una bohème lontana ormai anni l uce d a l l ' attuale
realtà.
Leggasi il ricordo di Com isso i l l ustrato dalle melanconiche
immagin i d i un casino ormai in d isarmo, su cui la legge Merl i n
d e l 2 0 settembre 1958 aveva fatto porre i sigi l l i d i chiusu ra .
Svolgendo i l programma c h e si è data la nuova serie del l a nostra
Rivista, il dossier, inserito di volta in volta nei vari numeri , vuoi
trarre spunto da un tema di attua l ità (lo è stato con
l ' i m m igrazione-emigrazione nel nu mero scorso), per confrontarlo
con la "sua" storia fotografica.
Attraverso la "fotografia della stori a " , si può più facilmente
comprendere il fenomeno nelle sue man ifestazioni presenti e ,
confrontandolo c o n i l passato, vederne le più forti differenze e
connotazio n i . Le poche prostitute che appena d ieci a n n i fa
battevano i l marci apiede o , come si d iceva, i "viali del vizio" delle
nostre città, erano " nostrane" e, a parte le personali storie che
stavano dietro a ciascun a , appartenevano ancora al vecchio
mondo della prostituzione tramandatoci d a l l a letteratura
natural i sta o dal cinema neoreal ista.
Il magnaccia, il pappone, lo sfruttatore , a ppariva ancora, come lo
defi n ivano le "sue" donne, un " p rotettore" che garantiva gli spazi
e tutelava l a sicu rezza sul lavoro. Lucrando s ' i ntende.
Ma poco aveva da spartire con gli aguzzini e gli sch iavisti d i cui
narrano le cronache della stampa nazionale e locale.
/
Dietro a l l a rutilante vetri na dove sfi lano sorridenti e ammiccanti
giovani belle donne, inguainate nei loro succinti vestiti di scena,
a l l ' a pparenza soddisfatte, come provocatoriamente ci ricorda
l ' intervento di " Fabrica " , ci sono storie di donne sfruttate che
pagano con l a sofferenza e l ' um i l iazione. Restando pur sempre
donne. Si parla di veri e propri mercati di queste nuove sch iave ,
spesso rapite, violentate, trasbordate su gommoni o su cam i o n ,
d a l l ' Europa del l ' Est al ricco Occidente c o n i l m i raggio d i un l avoro
onesto e che fin iscono in vend ita in qualche sordido bordello al
m iglior offerente.
Nessun sociologo o pol itico cred iamo potesse prevedere che i l
crollo d e l m u ro di Berl ino e i l d i sfacimento del l ' i m pero sovietico
avrebbero provocato un fl usso di imm igrazione n e l l ' altra Europa
d i tali proporzion i , né che questo fenomeno trasformasse le
nostre città i n bordel l i a l l ' a perto.
Le fotografie " storiche" che riproduciamo si rivelano q u i n d i , a
confronto, d i uno struggente candore, dove la nudità evoca
atmosfere e costumi perduti .
Lasciati i tem i scottanti del l ' i m m igrazione e della prostituzione,
affronteremo nei prossi m i dossier tem i decisamente più l i evi
anche se di notevole i nteresse.
Pensiamo al design, alle m itiche firme che specialmente negl i
a n n i Venti e Trenta hanno contrassegnato nuovi sti l i
nel l 'arredamento, nel l ' industria automob i l i stica, nelle costruzioni.
E ancor più stimolante , il dossier sul mondo della mod a , il
passaggio d a l le i ndossatrici alle mannequins, sino alle top mode/
di oggi , autentiche star che hanno destituito dal piedista l l o della
popolarità le grandi d ive del cinema e del teatro.
Ma anche lo sport, nelle sue varie manifestazion i , dai romantici e
pionieristici esord i a l l e esasperazioni attua l i , potrà offrire un
ricchissimo confronto di i m m agini.
E ancora i l paesaggio u rbano, i l mondo agricolo, l ' archeologia
industriale ...
Ai prossimi n umeri.
Emanuele Candiago
L 'Editore
/
Pietro Poppi
La fontana delle.Sirene (part.)
Bologna, Esposizione 1888
Collezioni d'Arte,
Cassa di Risparmio, Bologna
2
Elogio di un collezionista
N che i m pegnarono tutti gli spazi al lora d i s pon i b i l i , dal M useo Correr al Fortuny, dai Giard i n i della
el 1979, a Venezi a , venne organizzata u n a gigantesca esposizione d i fotografie, in venti sei rassegne,
Biennale ai Magazzini del Sale a l l e Zattere , dalla Casa dei "Tre Oci " a l l a Giudecca a San Samuele, e
cosiwia. Probabilmente è stata la più ampia e chiassosa man ifestazione " s u l l a fotografia " realizzata nel
Duemi la. S i i mpegnarono nell'im presa, a l l ora veramente pionieristica, I'U nesco, i l Comune di Venezia e
soprattutto I ' I.C.P. ( l nternational Center of Photography) di New York, al lora di retto d a l vulcanico Cornell
Capa, che la propose e ne consentì l a real izzazione, partendo dai grandi archivi e col lezioni american i .
Ma n o n intendo rifare q u i la storia d i "Venezia 79. L a fotografia " , s e n o n per ricordare certe polem iche
suscitate da quella man ifestazione; innanzitutto gli organizzatori e i curatori (tra gli ita l i a n i , il
sottoscritto, Daniela Palazzoli e Vittorio Sgarbi per la cura del catalogo), vennero accusati d i
essersi fatti " colonizzare dagl i american i " ( " benvenuti i colonizzatori " , risposi s u l l e pagine del
"Giornale del l'Arte " , se i " colonizzatori " s i chiamano Stieglitz, Weston , Hine, ecc. ! Ma
l ' a ntiamericanismo era ed è radicato in certi ita l i a n i , fino a l l ' insopportabi l e . . . ).
Proced iamo: l ' a ltra accusa (anch'essa i n effetti pol itica e ancora i rrimediabi l mente di
retorica sessantottesca e non soltanto cu lturale), fu di " awiare il col lezionismo " , quello
privato s'intende, mentre la fotografia avrebbe dovuto esserne esclusa i n quanto
patrimonio popolare, " d i tutti " , rispetto a l l a pittura ecc. Bah!
Pagine d i rotocalch i , lettere e i nvettive vennero sprecate s u q uesto tem a ,
c h e sembrava " d i s i nistra " ( e forse lo era).
Lontana da me e dai miei col legh i , certamente al lora,
l ' intenzione d i " awiare i l collezionismo privato " ,
soprattutto i n senso commerc i a l e ; purtroppo, a
ben pensarci, perché quella sarebbe stata
u n ' ottima occasione per far crescere
l ' attenzione verso la fotografia , la sua
cu ltura specifica, tuttora underground i n
Ita l i a , dove le fotografie sembrano
soltanto souvenir da mercati no,
acq u i sta b i l i per poche l i re.
Comunque il col lezionismo non
decol lò.
E anche per questa
mancanza, non si a l i mentò
a sufficienza l'attività d i
specifiche ga l lerie,
u n 'ed itoria più scientifica
del settore e tutto ciò che
consegue ed esige un
impegno collezionistico.
-----
John Ruskin
Dagherrotipo
1849
Venezia, Palazzo Bernardo
4
Gli Archivi, specialmente quelli pubbl ici , a loro volta non vennero
nel contempo protetti e a l i mentati, com 'è necessario; alimentati
con acqu isizioni non occasional i , ma orientate culturalmente.
Fortunatamente, nel frattempo, una buona parte della fotografia
ital iana del XIX secolo si salvò per merito di alcuni, poch i ,
"collezionisti " , come Piero Bechetti, Romano Rosati, Ferruccio
Malandrini, Dario Reteuna, Daniela Palazzoli, o, infine, I 'Aiinari d i
Firenze, per iniziativa d i Claudio d e Polo, che istituì n e l 1985 anche
uno specifico Museo in Palazzo Rucellai e riportando i n Italia circa
due m i l ioni di fotografie antiche, battute i n aste internazion a l i , tra
la sorpresa dei grandi M usei, come il Getty di Malibu.
Tra gli Enti pubblici e le U niversità, s i d i stinguono i l Gabinetto
Fotografico Nazion a l e ( i n particolare s i i m pegnarono Carlo
Berteli i, Marina M i ragl i a . . . ) , i l C . S .A . C . fondato da Arturo Carlo
Q u i ntava l l e a Parma, l 'Archivio fotografico del Comune d i Roma,
l 'Archivio della Provincia Autonoma d i Trento, la Biblioteca
Comunale di Reggio E m i l i a , cui vanno aggi unti pochi altri esemp i ;
spesso, q uesti " a ltri " , sono stati tardivi o avviati appena i n
tempo per salvare i l salvabile.
Qualche col lezionista " p rivato " , h a nel frattempo cercato d i
approfittare d e l l a s ituazione, visto c h e la fotografia da n o i vale
ancora poco, e qua lche erede d i grandi fotografi è spesso
disponibile a cedere per q u attro soldi straord i narie i m magi n i .
Ne hanno approfittato anche g l i stran ieri , c h e da q ua lche anno
compiono scorri bande, con una mazzetta d i dollari da porre sotto
il naso degl i sprovveduti , ignari persino che alle aste di Londra o
di New York, certe fotografie valgono m i l io n i , anzi , centinaia di
m i l io n i .
L a fotografia storica, in Italia, è stata perlopiù considerata come
" documento " , come iconografia e basta, indipendentemente d a l
s u o "valore" oggettua l e , senza i l quale s i perde gran parte anche
del suo significato culturale; centinaia d i B i b l ioteche,
Soprintendenze, Archivi vari conservano (malamente?) m i l ioni d i
fotografie, senza curarsene troppo, anche per d i s i nformazione e
comu nque per molta ignoranza , sia della storia specifica della
fotografia , sia dei modi d i tute l a e d i conservazione.
È i l sol ito lamento, m a purtroppo va ripetuto, insistito fino al
pi anto, se può servire a istituire u n a m igliore coscienza della
fotografia come " bene cultura l e " ; sia della fotografia antica che
di quella moderna .
Quanti fotografi contemporane i , più o meno giova n i , s i
preoccu pano dei loro archivi, che ben presto d iverranno storici?
Il collezionismo colto, anche quello feticistico, potrebbe a i utare,
sti molare a l l a conservazione, indurre a considerare le i mmagin i
oltre la loro fisionomia iconografica. E c i ò vale a nche p e r i l
fotogiorn a l ismo, c h e forse è i l meno attento a q ueste
problematiche, s i a per l ' u rgenza del l ' informazione, sia per la
necessaria "trascrizione" del l ' i mmagine s u l l e pagine dei giornali
o dei libri, e oggi (con nuovi problemi anche semiologici), i n
quelle d i I nternet e affin i , ossia n o n p i ù con l ' inchiostro m a con
la pura luce, che quando s i spegne cance l l a l ' i mmagi ne.
La fotografia "su carta " , d 'epoca o meno, ha la sua ri levanza
storica, anche se a volte insiste troppo la retorica del vintage;
sti amo attraversando u n ' epoca , dalla fotoch i m ica a l l a
fotoelettronica, c h e a pre n uovi orizzonti a l l a comunicazione visiva,
m a la fotografia classica, se nel frattempo non l a d i s perdiamo o
distruggiamo, continuerà a conservare la sua "bellezza" , la sua
identità estetica , i n d i pendentemente dai "modi" della sua
veicolazione; continuerà a suscitare emozion i , i n chi l a saprà
com prendere e apprezzare al di là del l ' iconografia, come " oggetto
estetico " , come ci si può esaltare per u n d i p i nto , la sua " pel le" ,
la cosidetta " pittura-pittura " , a l d i l à del l ' iconografia .
Anche l a fotografia h a u n a " pe l l e " , uno spessore d 'esile materia
al itata dalla l uce, e lì sta la sua più intim a bellezza.
Il pri mo collezionista è stato John Ruski n , negl i anni Quaranta del
XIX secolo, m a già q ualche anno dopo - dal 1851 - la Regina
Vittoria e i l consorte Alberto, acquistavano fotografie nelle
Esposizion i , e amavano soprattutto i l preraffaell ita Reylander.
Al l ' Esposizione di Manchester del 1857, venne presentata anche
una fotografia d i Gustave Le Gray, " M are a cielo " , a l lora giudicata
dai cronisti " la più bel l a fotografia prodotta a tutt'oggi " ; ebbene,
quella stessa fotografia , u n sempl ice m a s uggestivo paesaggio di
mare e cielo, d i onde e di nuvole messe assieme con un
i ngegnoso fotomontaggio e non " a l vero " , è stata venduta a
un 'asta di Londra, n e l l ' ottobre 1999, per un m i l iardo e seicento
m i lioni di l ire.
Cari amici lettori questo è un caso i perbol ico, m a la fotografia­
oggetto h a certamente u n futuro anche commerciale e
spec u l ativo; n i e nte di male, se in questa attesa si cercherà d i
tute l a re , conservare, ecc. questa " benedetta fotografia " , c o m e la
chiamava Yorick a l l a fine d e l l ' 800. Per com inciare , nel prossimo
nu mero d i " Fotostorica" saremo lieti d i pubbl icare offerte e
richieste concrete, in u n ' i potesi di col lezionismo colto , e i n
seguito, s i spera, p i ù organizzato e calibrato.
ltalo Zannier
5
A
propos de la \Jente publique de GenèiJe de juin 1961
Une vente est toujours à première
librairie N. Rauch une vente publique de pho­
événement commerciai,
tographies ancicnnes. Si nous rendons compte
Pourtant, à chaque moment de l'histoire de
un acte spéculatif.
de cet événement avcc retard, c'est qu'un délai
l'art, ont eu lieu de grandes ventes publiques,
nous a paru nécessaire pour laisser s'apaiser
don t les résultats furent d'une portée bien plus
l'écho de!!- enchères retentissantes et tirer objer­
considérable que les enchères enregistrées. La
tivement les conclusions qu'elles imposent.
vente de Genève est, croyons-nous, de celles·là.
Il faut d'ahonl préciser que cette collection
Libre à chacun dc lui donner l'importance
ne comportait pratiquement aucun cles élé­
qu'il désire en fonction de la piace qu'il assigne
mcnts pittoresques tels que portraits de célé­
à la photographie dans le cadre général de l'art.
brités, scènes cles temps passés, recueils topo­
La sanction officielle, publique cles enchères a
graphiques ou documentaire!\ qui, aux yeux
rlonc été donnée à la photographic pour elle­
clu grand public, font l'inténlt des
photos
».
<•
vieilles
mème et non pour ce qu'elle évoque. Cettc
Sur 241 numéros dispcrsés, plus cles
ventc a cristallisé brusquement les désirs, le�
trois quarts étaient constitués par des daguer­
tendances,
réotypes, calotypes, lithophotographies, hélio·
musées d'Europc et d'Amérique. Il imporle
gravures, appareils de toutes sortes, illustrant
peu quc le portruit clu noble vieillard Sir Johu
chaquc étapc de l'évolution de la photographie.
Herschel, exécuté par Margaret·Julia Cumc·
Ics
goi1ts
cles conscrvateurs
de
Le succt:s remarquable de cette vcnte, la pre·
ron en 1867, ai t atteint 3500 fr. suisses. Ce qui
mit:rc du genre, a clone été assuré par la valeur
compte dans cctte enchi>re, c'est
l'enthou­
historique et esthétique de cet ensemble et non
siasme cles personnages qui lui ont fait attein·
par son intérèt anecdotique. Ccci est nouveau,
dre ce prix, c'est leur connaissance de l'his­
important et doit ètre souligné. Lcs enchère�
toire de la photographie et le désir dc posséder
les plus vive:; se sont concentrée:'l sur les spé·
ce qu'ils pensent Ctre le plus beau portrait du
cimens le:< plus rcprésentatifs cles différente:<
monde. On a dit, à ce moment un peu solenncl,
découvertes: !es essais de William Fox Talbot,
que désormais Cameron valait aussi cher que
papier
Lautrec. li faut, croyons-nous, rectifìer ainsi:
(calotype, 1839), le!' admirables portraits de
par le courage de plusieurs conse•·vateur.� dc
l'invcnteur
de
la
photographie
sur
Oavi d Octaviu:-: Hill (1843-1848), les cl.iché:­
musées, la photographie originale se Lrouve
uégatifl' sur papie1· exéculé:-: en France 1Jar
placée à la hautcur dc l'estampe originale.
Baldu;:, Nègre, Petiot-Groffìer (vers 1850 à
Celte orientation nouvclle rcvicnt pour une
1855), le:- portraits au collodion de Julia-Mar­
part au libraire genevois Nicolas Rauch qui a
garct Camcron, de Carjat et de Nadar, le:<
suscité celte vente et risl.{ué la publication
examples de procédés de rep•·oduction photo­
d'un cataloguc trè:ì onéreux. 11 faul ajouler
mécaniques rle Fizcau (héliogravurc, 1841), de
qu'il sut attendre ce sucCÌ!S pe1ulant vingt-cinq
Lcmercier, Lerebours, Barresw-ill et Davanne
ans. En efl"ct, clès 1939, il a vait introduit dau:<
(phutolithographic, 1854). Mais Ics enchère!­
un catalogue rc�té célèbre tle:o calntypes négn·
lc:o; plus élevécs clcvaient étre réscrvées à
Llll
appureil de Lumi('rc (Cinématugraphc, 1895)
et au premicr apparci! panorum ÌifiiC de Gri­
muin-Suml'un (Cinéorama, 1897).
6
fut alors total, aucune pièce ne trouva preneur.
Le 13 juin dernier s'est déroulé à Genève à la
de compléter son fonds français, déjù considé­
Ce que Rauch avait entrepris sur un pian artis·
rable, ou d'accroitre le champ de ses collcc­
tique, u n autre libraire, Pierre Lambert, à
tions. Elle eut le honheur de réussir dans ces
Paris, avait essayé de le mener à bien dans le
deux domaines en emportant de remarquables
domaine
essais de Fizeau et surtout une collection cles
scientifique.
En
Angleterre,
mème époque, le D• Ernest
à
la
et E.-P.
toutes premières photographies de WiUiam
Goldschmidt essayaient aussi de faire com­
Fox Talbot, provenant de la collection de
Weil
prendre l'intérét dcs premiers documents pho­
Herschel, signées et datées dc 1839, pour la
tographiqucs. Après vingt-cinq années, ces
plupart.
efforts portent leurs fruits et il n'était pas
Cette décision prise par plusicurs bibliotbèques
inutile de mcttre en relief le ròle de précur ·
et musées d1Europe d'acquérir de rares spé·
seurs joué par ces lihraires, en ce temps où
cimens de photographies anciennes montre le
l'art de Niepce était méprisé.
vif intérét qu'on remarque depuis la dernière
Il serait injuste de dire que Ics grands musées
guerre
furent totalement sourds à leurs appels, mais
camme secondaire. La multiplication cles col­
seules quelques grandes institutions améri­
lections publiques, cles expositions à l'étranger
caines, commc le Musée d'art moderne de
et les projets de création d'un musée de la
un
sujet longtemps considéré
photographieen Franccont ncttementinHuencé
Rochester et le Musée de la photographie à
celte vente genevoise. Mais la véritable cause
la
George
Eastman
House
Philadelphie, comprirent à l'époque la néces­
de ce nouvcl enthousiasme est plus générule et
sité de rechercher les premiers monuments de
plus profonde. Elle réside surtout dans l'im­
la photograph.ie. En Europe, Ics offìciels sem·
mense développement que la photographJe a
blaient se désintéresser du sujet.
pris dans le grand public depuis vingt ans. 11
Les Etats-Unis étaient évidemment présents
est évideut que le nouvel art a atteint sa majo·
à la compétition de juin dernier. La Biblio­
rité et qu'il recherche ses titres de noblesse.
thèque du Congrès, la Smithsonian Institu­
C'est là un stade normai de son évolution, mais
tion, la Georgc Eastman House, la Newberry
il faut en prendre conscience au moment précis
Library
ont
acquis
un ccrtain nomhre de
où ce phénnmCne se manifeste.
pièces destinées à compléter leurs collections.
}1ais ce sont surtout Ics musécs européens qui,
celte fois, se so nt manifestés avec vigueur: le
Folkwang Museum d'Essen et le musée Agfa
ont montré un
intérèt
particulier pour Ics
épreuves Ics plus caractéristiques des diH"é·
rents 8ges dc la photographie. La France a su
acquérir !es plu!' importants numéros de celle
vcnte. C'est uin!'=i que la Cinémathèque Fran­
t;aisc, malgré :-:on p•·ix élevé, acheta le remar·
livres tl'hcure.", d'éclitiuns ur iginulcs t!e Hon·
blement le l'CIII duns le commerce) qui est
sarrl et cl'euux -fo r tc :-: (le Gnya, mui:-: l'�che(·
pour
dc
New-York,
ti[r;, des éprt:u,·c:o micruscupiquc:< dt: Dagron.
des portraits dc H ill, à la suitc d'un chuix de
Bihliothèque Nationale se posait le dilemme
Celte tentative n'était pas unique d'ailleurs.
quuble appa rci! de Grimoin-Samson (proba­
l'origine
du
Ì1
cinéma panoramique. Pour la
.-\:\"DHÉ JAM!IIES
ASSOCIA-zio�
PANINI
�/' -�
ESI
ARCHIVF
\..
L'Associazione
L'Archivio Aeronautico
è un Ente senza
1998 grazie
L'Associazione Giuseppe Panini
Documenta fotograficamente le vicende
scopo di lucro nato nel marzo
dell'aviazione, nazionale e internazionale,
al sostegno di Edis S.r.l., Comune di Modena,
dell'epoca pionieristica e le operazioni militari
Associazione Industriali, Associazione Piccole
sul fronte italiano durante la prima guerra
È
e Medie Industrie, Camera di Commercio, Banca
mondiale.
popolare di Verona- Banco S. Geminiano
D'Ami (circa
e S. Prospero, Fondazione Cassa di Risparmio,
dell'Ottocento e il
Banca Popolare dell'Emilia Romagna e Industrie
pre- pionieristica, da documenti autografi, reperti
Grafiche Nord Milano. L'Associazione si propone
originali di aeromobili e cartoline. Esiste inoltre
costituito principalmente dal fondo
20.000 immagini scattate tra la fine
1918), da stampe della sezione
di salvaguardare, valorizzare e rendere fruibile
una biblioteca specializzata sull'argomento
al pubblico il grande patrimonio culturale raccolto
formata da circa
500
volumi e riviste d'epoca.
da Giuseppe Panini nella sua instancabile attività
di collezionista e appassionato di "cose" modenesi.
Le attività editoriali ed espositive
Oltre alla catalogazione e alla salvaguardia
La Raccolta Fotografica
dei propri archivi l'Associazione Giuseppe Panini
Le due raccolte più importanti e consistenti sono
svolge un'importante attività editoriale,
quelle degli studi fotografici Orlandini e Bandieri,
continuando la pubblicazione della collana
operanti a Modena tra il
si
è
1880
e il
1980
a cui
1998 quella dello studio Giberti,
dal 1921 al 1990. Le immagini (sia positivi
aggiunta nel
attivo
"Fotocronache Modenesi" iniziata da Giuseppe
Panini nel
1993,
in cui vengono proposte immagini
antiche della città di Modena.
che negativi su lastra e pellicola) documentano
Ci sono state inoltre collaborazioni con studiosi,
la storia locale con particolare riferimento alle
giornalisti e fotografi, come Franco Fontana
evoluzioni architettoniche (archivio Orlandini),
per la realizzazione dei molti volumi fotografici
la vita sociale durante il ventennio fascista (archivio
realizzati con il materiale iconografico dell'Archivio.
Bandieri), la ritrattistica e il secondo dopoguerra
Altre volte l'Associazione
(archivio Giberti). La raccolta fotografica locale
insieme alla Galleria Civica di Modena di mostre
è
completata da un migliaio di immagini del
è
stata pro motrice,
fotografiche di più ampio respiro, ricordiamo
pittore- fotografo Zampighi (riproduzioni delle
la più importante svoltasi da giugno
sue opere su tela e immagini utilizzate come
ad ottobre
modelli per i ritratti) e da quelle del fotografo
Benvenuti- Un Italiano nella Cina dei Boxer­
2000
dal titolo "Giuseppe Messerotti
1900-1901"
Ferruccio Testi che ha lasciato un fondo di circa
Lettere e Fotografie
5.000 fotografie di soggetto sportivo modenese.
le fotografie e le lettere di un ufficiale medico
Sono presenti inoltre altre immagini realizzate
da fotografi emiliani tra il
1860 e il 1950
e una
collezione di ritratti di autori dell'Ottocento
che raccoglieva
modenese in servizio in Cina durante la terribile
rivolta dei Boxer, di cui l'Archivio
è stato
editore
e curatore del bel catalogo in due volumi.
di fama internazionale.
Il patrimonio fotografico dell'Associazione
ammonta a circa
400.000
pezzi. Gli archivi
Campagna associativa
2001
Chiunque (imprese o privati cittadini) può aderire
Orlandini, Bandieri e Giberti comprendono oltre
all'Associazione con un piccolo contributo che
alle fotografie anche gli arredi situati nei rispettivi
servirà alla valorizzazione di un patrimonio storico
studi fotografici, le attrezzature impiegate per
e culturale di grande importanza. l fondi raccolti
le riprese dalla fine del secolo scorso agli anni
saranno impiegati per il restauro, la conservazione
sessanta circa e, nel caso del fondo Orlandini,
e la catalogazione su supporto informatico di tutte
la corrispondenza e i documenti dell'attività
le raccolte fotografiche conservate negli archivi.
è
lavorativa. L'Associazione prevede la possibilità
Ai sostenitori dell'Associazione
di accogliere in deposito materiale fotografico
semestrale "Foto Monografie", inoltre potranno
riservata la rivista
di altra proprietà ai fini della catalogazione e della
usufruire di uno sconto sul prezzo dei libri editi
corretta conservazione, nonché di duplicare
dall'Associazione, sulle riproduzioni di immagini
e catalogare raccolte giacenti presso altri Enti
conservate presso i nostri archivi e sui biglietti
o collezionisti privati.
di ingresso alle mostre organizzate dalla Galleria
Civica di Modena.
Le Cartoline
Anche le cartoline sono di interesse prevalentemente
locale e costituiscono un punto di riferimento
obbligato per gli appassionati del genere: si tratta
infatti della più vasta raccolta per l'area di Modena
Apertura al pubblico
e provincia, con esemplari risalenti agli ultimi anni
L'archivio
dell'Ottocento, primo periodo di diffusione della
(su appuntamento) da/lunedì al venerdì,
è
aperto alla consultazione
9,30
e dalle
15,30
Associazione Giuseppe Panini Archivi Modenesi
709, 41100
059-331269
alle
18,00.
dalle ore
è
il fondo dell'editore Pini, che comprende anche
alle
12,30
cartolina illustrata. Di particolare importanza
i cataloghi e i campionari di vendita. Esiste anche
Via Emilia Ovest
una importante collezione di cartoline italiane ed
Te/. e Fax
Modena
estere dei primi anni del secolo, pubblicitarie,
Sito Internet: www.edis.it/agp.
militari e paesaggistiche.
Posta elettronica: [email protected]
UN PIONIERE DELLA FOTOGRAFIA
NEL VENETO: CARLO CERATO
FARMACISTA A PADOVA
lTALO ZANNIER
"Tutti sanno che Daguerre
è
un pittor di Parigi.
Il celebre Fernet (sic., ma sta probabilmente per
Vernet Horace, pittore orientalista francese,
pioniere della dagherrotipia) si servì del
daguerrotipo per copiare alcune vedute
dell'Algeria", si legge in una nota del breve ma
singolare saggio di Carlo Cerato, farmacista a
Sulla daguerrotipia, pubblicato
nell'Almanacco per lo Stato Pontificio, edito a
Bologna nel 1 846, con un programmatico motto
Padova,
in copertina: "Istruite, educate il popolo".
La notizia dell'invenzione dagherriana era nota
da tempo, e Padova, come Bologna, dopo
Milano e Venezia, furono tra le prime città, non
solo ad averne informazione, ma a impegnarsi
nello studio del "nuovo trovato", lungamente
libretto di dodici pagine, nel 1 840: Cenni sul
Daguerrotipo, tecnica, egli scrive, che "ha menato da un
anno a questa parte tanto rumore in Europa " .
L'articolo d i Carlo Cerato è tuttora quasi sconosciuto e
credo sia opportuno farlo conoscere, in facsimile, ai
lettori di questa rivista, una pubblicazione che
inevitabilmente tende a occuparsi, in primis, degli autori
veneti, oltretutto assai precoci in questi studi. ( E
sconosciuta, o quasi, è la versione che l o stesso Cerato,
con qualche differenza rispetto al testo pubblicato
nell'Almanacco, è quella sua in prima pagina de "Il
Messaggero Bolognese. Foglio settimanale contenente
materie di Fisica, Chimica, Industria, Belle Arti, e Teatri,
con un'appendice di Annunzi Commerciali" del 1 9
novembre 1 84 5 , Anno Terzo, n . 3 3 ) .
Carlo Cerato (Venezia, 1 8 1 3 - Padova, 1 8 8 6 ) , d i genitori
vicentini e farmacista di professione, già un anno prima
di laurearsi-nel 1 847, con una tesi sugli "Alimenti
chimicamente considerati" -scrive il saggio che
presentiamo, evidenziando il suo precoce interesse per le
nuove tecnologie, delle quali la dagherrotipia era allora
un emblema scientifico suggestivo, oltre che popolare.
Impegnato anche politicamente (fu membro del Comitato
Centrale Politico Veneto e Consigliere Comunale a
Padova), si occupò frequentemente dei problemi chimici
della fotografia, con vari saggi, alcuni dei quali pubblicati
misterioso nella sua magia, che fece definire
ne "Il Raccoglitore. Pubblicazione annuale della Società
quelle lastrine di rame argentato, "specchi della
meriterebbero di essere collazionati e ripubblicati, non
memoria". A Padova, se ne occupa subito
storico delle ricerche sui primi anni dell'invenzione della
Francesco Zantedeschi
(1787-1 873),
all'Università, proseguendo vecchi studi sugli
d'incoraggiamento nella Provincia di Padova"; studi che
solo in omaggio a uno scienziato, ma come alimento
fotografia, in particolare nel confronto con Luigi
Borlinetto ( questi si laurea "ingegnere-architetto" nel
1 8 52, ma poi si rivela soprattutto come chimico, fisico e
effetti della luce, che l'avevano reso noto
fotografo, oltre che assistente alla cattedra di fisica dello
soprattutto all'estero; l'abate Gaetano Sorgato,
Del personaggio Carlo Cerato, gli scritti più recenti - se
nel giugno
1 840,
"per le felicissime nozze del
Zantedeschi), saggista patavino, in parte coevo.
si escludono sporadiche citazioni-risalgono al 1 9 5 7-59,
soprattutto a cura di Giuseppe Maggioni, in pubblica­
nobile signor Domenico Carminati colla nobile
zioni locali: Minerva farmaceutica e Padova. Il saggio del
signora Marietta Molin", scrive addirittura un
considerato inedito, data la rarità del vecchio Almanacco.
8
1 846 che pubblichiamo, che io sappia, va tuttora
Luigi Bar/inetto
Venezia, monumento a Colleoni
1867
Stampa all'albumina
Archivio Zannier, Venezia
9
V11l!ET.l.'
disperaYa di �;iunaerc, vo' di­
re a far ritratti . Ora aumenta
di dì in dì il numero di coloro
che, o per diletto o per mestie­
re, si dedicano alla fotoarafia, e se
ne stampano manuali e tratta­
li. Nullamcno v' ha ancora buon
numero di persone colle, ma non
dedite a simil aenere di studi,
che bramerebbero avere una chia­
ra idea di questo nuovo ramo di
scienza c d' industrin, srnza an­
darla a cercare nelle opere che
ne trattano lropp� diffusamente
e con quel tecnico linauam;io
che a tutti non è famit:liarc.
Spero. perciò inopportuni non ri­
escano alcuni brevi cenni che io
mi proverò scrivere su tale ar­
gomento, seguendo l' odiemo co­
stume di rendere popolare chcc­
chè esser· possa di utile o ame­
na cognizione.
A tulli è nota l'azione eser­
citata dalla luce sui colori vcrre·
tali. Le cortine azzu l'l'e o verdi
sbiadiscono ovc il sole le per­
cuote: simile danno srnlono nn­
che p�r luce <lilfusa eli abiti di
tinta delicata. Questa potenza
di::;ll'll{ifTill'icc non Yicnc eserci­
tala dalla luce sui soli colori di
ol'lrrinc or·rrnnicu; In sentono nn­
che molti composti rnincmli, l'
forse piì1 Ò<•t:li a!lri le prepara­
zioni d. aq;cnl.o. Se p. es. del
joduro d" at·u·ento l composto di
SULLA DAGCERROTIPIA.
Sono oramai cinque anni da
che i (l'iornali ci annunziarono la
bella scoperta a cui riusciva Da­
!J'tel'l'e dopo [re anni di tentativi
c colla cooperazione di Nùpce.
Compensati entrambi generosa­
mente da! (l"OVerno francese, Yen­
ne pubblica lo il processo da essi
adoperato, e non andò rruari che
la nuova arte , col tirata da uo­
mini istruiti nelle fisiche e chi­
miche dottrine, venne condotta
pet• successivi perfezionamenti a
quel punto cui Daguetre stesso
(*)
Dl mol li illustri italiani e I11ro
'
sco pcl'lc: Cenni di �Idchiof �lisshiui.
170
nnmn'
<li un tubo portante una o più
lenti piano-convesse i cd acromaliebe ) 'e dal lato opposto un retre appannalo. Allungando o accot·ciando oppol'tunarneute il tubo, vedt•r!e dipinta nettamente
sul vetro la chic.;a che vi sta
innanzi . Ot•a levate il vetro n ppannato, e sostituite al suo posto preciso una lamina argentea
jodut·ata. Quei t·agrri luminosi che
la facciata della chiesa •·iflelte,
conceult·ati dalle lenti, pet•cuoteranno la superficie di joduro
d' ar rre u to , la quale sentita l'azione della luce si alterct·à n;
ma dove il numero o l'intensi�
là dei rarrrri riflettuti è magrriore p. es. da un corpo bianco (u),
sarà maggiore l'alterazione prodotta; sarà minore ove una minor copia- di ragrri veniva riOettula (p. es_ da un corpo birrio );
c sarà nulla poi1' alterazione del-
la stessa superficie joùurata in
qut•i punti che corrispondono ai
corpi neri es_ istenti sulla faccia­
la clelia chiesa, giacchè ùa qnel­
li ragrrio alcuno non venne cma­
nato; c ciò con tale precisione,
che alle uradazioni ddle tinte più
o meno chiare della facciata ri­
sponda perfettamente una grada­
zione di alterazioni più o meno
complete su quel tcnuissimo stra­
to di joduro d'argento. Ora que­
sia lastra così impressionala le­
vatela dalla camera oscura, di�
fendendola da una ulteriore azio­
ne della luce , e ponetela sovra
del mercurio un po' riscaldato ..
Il vapore · mercuriale che non
s' altacca alla supet·ficie jodura­
ta, aderisce invece in quei pun­
ti ov' essa fu allerata dalla luce
e ,.i depone un velo di mino­
tissirni globicini, de' quali sarà
mac:rriore la copia ove più com-
(*) Non sono ancora d' accordo i mero di ranai ' per esprimermi più bre�
fisico-chimici nel d�Lerminare que· n men te j ma certo s arà diversa l'a­
sl' altet·a:ione. �Iolti ammett no l a for- zione dei \'ari ranr,i riflettuti, giacchi!
mozione di un sotlo-jodurol c la più, fJUclli che nello spettro sol are sono i
o meno completa riduzione a metallo.
.-\Itri por ta no in campo anche in qucsto c:aso In soli la ipotesi della J i vcrsa J.i sp·osizione molccolare. Tale lp()�
tesi, oltre all'essere cslrcrnamculc lar�p, e perc iò adultahile a mol Lis s i m i
casi, Ì1a pur l'altro -rantnrmio di nun
pQ ter essere smentita dnlr espcricuza.
("'*) DJssi maaci<lr inten:;ità o nu-
lO
l
più ''ic i ni al v iol e l lo , ÙCYono avere
ma ua ior potenza di ridurre iljoduro.
Da ciì1 ne ricl'l.e (come ebbi spesso ad
esperimentare ) cbe i corpi azzu r ro ­
chiari non suno quasi distinti dai
bianchi nel le immaBiui fotosenicbe i
nè i rosso-bruni ù.ifferiscono gran faL­
to dai neri.
1
l
l
l
t
(�) Crctlo non confacente nlF indo�
le tli CJUC5lo articulo minuziosi dctta­
r,li sul muti o Ji operare. Chi ne bra­
mosse, ]lOlrlt trontrnc a dovizia nel
T1·allato ,{j F"tourafia del sir,nor Letcw
bours} nei due opu s cllli di Ch.Chera­
ticr, nel traltnto Jcl sir,nor J'alico1trt
�.:hc fa parte clcl :\Ianual c Ro1·et, non
t:hc nei Technologiste dculi anni .:;cor­
�i, c n('uli Annali di fisica c chimica.
V1ll!ET.I.1
pie la fu l'alterazione sofferta dal­
lo strato s�nsibile. Gua1·dando
dopo tale operazione la lamina
sotto un certo anu-olo, si trove­
rà ottenuta l' immaaine, forma­
to il bianco dalla parte a cui
molti globicini di mel'curio ad­
erirono, �:h'� appunto quella cor­
rispondente alla pat·te bianca del­
la facciata Jclla chiesa; le tinte
nere formale c.lalla supedìcie lu­
cida dell' arrrento a cui non ad­
eril'ono globuli me•·curiali, perchè
difesa dallo strato sensibile inde­
composto , corrispondendo così
alle pal'li oscure della facciata ;
e le mezze tinte risultanti da
parziale mercurìzzazionc , corri­
spondente alla parziale decom­
posizione dello stesso strato sen­
sibile operata dalle mezze tinte
dell'ogGetto copiato.
Ottenuta l'immagine, si lava
la lastra metallica con opportu­
na soluzione ( di iposolfilo di so­
da ) che tolrra quanto resta di
joduro d' araenlo l il quale non
solo ha terminato d'esser utile,
ma anzi colla ulteriore sua de�
composizione nuocerebbe all' ef­
fetto ed alla stabilità del dise­
gno. Finalmente si lava con acqua
pura e si lascia asciuaare.
Questo a Il' incirca era il pro­
cesso di D"!J"Cl'l'e, al '[U" le in
SPffuilo vennero falle utilissime
modiucazioni. OsserYavasi nelle
16()
arrrenlo c iodio ) si ponrra alla
libera azione della luce , lo si
vedrà a poco a poco osdurare e
divenlar.e alfin quasi nero ; ciò
che non anerrcbLe se lo stesso
preparato si mantenesse all'oscu­
ro anche per fempo lunghissimo.
Facendo a{lire dd iodio in vapo­
re sopra una lastra pulitissima
di aru,'nlo, questa si copre d'un
lerrgcro strato coloralo, che è ap­
punto joduro di arrrento, c que­
sto strato, capace di alterazione
più o meno completa per l'azio­
ne della luce, chiamasi tecnica­
mente stmto sensibile, c viene ad­
operalo per ottenere le Jmma­
g'iui daguerriane . Ecco il mo­
do(*).
Vuolsi ottenere una vedu la ,
p. es. la facciata di una chiesa?
Dinanzi ad essa, c a qualche di­
stanza , disponete conveniente­
mente la camera ottica, la qua­
le non è, come tu lti sunno, cb e
una cassetta di leuno internamen­
te annerila , fomita da un lato
171
immagini Jaguerrianc il difetto
d'una certa lucentezza. come
di specchio, che rendeva dilficile
vedere il discrrno sotto certi an­
rroli di ''ista; ed inoltre vi si
scorffeva il pericolo Ji offender­
le o cancellurle anche al più
piccolo lacco, non essendo i rrlo­
bicini mercuriali amal1:amati al­
l' araento) ma solo lievemente
aderenti. Il sirrnor Fi.::crm ideò
a togliere tali difetti il metodo
detto di (tSsan le immagini me·
diante una lunga soluzione d'un
sale d' oro l iposolfilo d'oro ) la
quale riscaldata sulla lamina
metallica stessa e propriamente
sul disegno, vi lascia 1 per così
dire 1 una specie di esilissima
vernice d' oro. Con tale mezzo
nssai facile, l'incomodo lucicca­
re è quasi interamente tolto,
mentre acquista anche maagior
forza il disegno e diviene più
difficile la ac ciden ta le cancella­
zione.
Inoltre per ottenere un' im­
marrine occorrevano col metodo
di Dayuerre dai i:i ai ·IO minuti
almeno, tempo in vero brevissi­
mo per chi copia una veduta,
ma che t•iesce assai lunrro a chi
per avere il proprio ritratto, dc­
ve stare immobile cogli occhi
aperti ed in sito Len rischiara­
to. Si eet·cò di rendere più sen­
sibile lo slralo jodurato. Il si-
172
173
V!lliEU1
gnor Clawlet
ol lenne per il pri­
mo l ' intento facendo aairc sul­
la s up el'fìcie aq�enlea jodurala
dei v:1po ri di clorut·o di iodio.
Poi i l si ano r Fi:::ew< adoperò al­
lo s tesso scopo una di l u itissima
s ol uzio n e di liromo. Sì il clo­
ruro d i iodio c h e il bt·omo in
soluzione sono generalmente im­
p ie ga li al dì d'orrrri c clJia m a n s i
sostanze accelera trici. : e, a buon
dirit to, pulendosi col lot•o mez­
zo avere un ri t rat to a l l ' o mbra
in m ez zo minuto o anche meno.
Queste sostanze accelera tl'ici
hanno però lo svan tam;io di una
applicazione al<juan lo difficile 1
per cui anche un buon pra ti co
può essere di rado in caso di
assicurare il b uo n esito d , .una
prova (*). Nè convien c redere
(*) Il cloruro di jodio in soluzio­
ne, bcnchè dia p·iù c os t an ti risultati,
ha il J. ifcl to anch'esso Jj Jj,·o!nir sem­
pre più Je lwl e, dl."cum p oncnùosi a po­
co a poco con r i duz i o n e di ioùio e b c
i n parlc resta nel l i rjuido. P e r rimc­
dio.rri) tro\'aÌ utile sopprimere i n lal
caso Ja precedente ioJurazione, e col
solo cloruro eli iodio portare In t i o tu
ùcJla superficie sensibile al rosso o
al riu l d to, o a n c h e al turch i n o . G uar­
ùantlo una lastra cloro-iodurata ,(i­
na n zi ad un roul i o scritlo :.i può n:iu­
dic:u fa cilmente della non tra�pare n­
za dello s trato sensibile, nd qual
caso sarcLbc certo tristo Pcffc l l o tlcl­
Ia prova. Il vero punto della cloru-
che anche le a l tre parli della
o p era z i o ne non ab b i soan i no di
molta e s at tez z a c d i l una a p t·a­
lic� , e forse più d' orroi al tra
ne ha d' u opo la p u l i l u ra delle
lamine, laYoro tanto i mpo r tante
q u a n l o l u n ao e noioso .
I ri t ra tti ottenuti co[ daauer­
ro tipo >anno sorrae t t i a vari in­
convenienti. Per lo p i ù la per­
s on a che siede i m mobile non
conserva il solito po r ta m en to e
la fi s on o m ia si fa p i ù seria del­
l' ot•dinario. La mancanza dei co­
lori t or;l i c molto a l l 'aHencnza :
spesso l' dcchio riesce un poco
•·istretlo per la fatica nel sop­
portare una bella l u ce. Inolll'e
un piccolo d i fetto o un l crraero
eccesso n e l tempo di esposizic­
ne alla camera oscura torrlie od
a c c resce lo mezze ti n te ; ra spa­
rire o comparire più p ronuncia­
te le picahe del v o l to, e l e per­
sone app aion o p erc iò più grasse
o più magre ccc.
[sano alcuni coloral'c le im­
mar;ini d ar;uc r r ian e ; al tri non
ne co l ora n o che le cnt•ni. Scm­
brami però che rare 1·o l te i ri­
tratti per lale mezzo ac q u i s ti no .
Per lo p i ù si hanno faccie e ma-
ro-ioduraziune è quello- che precede
di un poco la. p�rdila della lraspn­
rcnza.
n i rosee e non d i col o r carneo. carta preparata ( ch' io sa p p ia )
l e labbra spesso poco più ross � diede ali cirelli d e l l e l a mine.
La rra lvanoplastica ci diede
della fronte ; e t·isul lanuo le ombrc e ali s ba t l i m e n l i non da rip rod ot te in rame delle p rove
ffradazioni di u n c ol ore · ma da da auerriane con bell' effetto ; s e
u na linfa u ni for m e 1 s�tto c u i ne ottennero anche inc isi on i 1 da
sta il chiam oscuro, assumono cui s eb b e ro col torc hio molle
quelle i mma r;i ni colorale il aof- copie.
fo aspetlo d" una stampa l itoal'a.I.J unta di tanti e così p ronti
fica a c u i qualche mala c c ort o perl'czionamcnti che la daane r­
dia sop m i c o l ori.
roti pia ottenne fino ad orrai ' esSpel'Ò a l c u no si pot esse ro o t· sa ancot•a ne spem ; per le len­
tenere le i m m a aini fo toaralìc h e ti 1 J.d fisic o che col li1•a spesso
belle e colorale con q ua l c h e con piacct·e questa a pp l icazion e
mezzo chimico-fisico. Temo pe t·ò delle legai dell'ottica , e ne h a
.che ciò riesca assai difficile se rict·cazione d a s tu d i più scven :
non impos sibi l e au a tte ne rs i. :'l'es- , per s o s tan z e accelera t rici più si­
suna so sta n z � �n or� nota possic- cure 1 e per l ? c arle sensibili 1� e
.
de l a propnela Òi assumct·e il sp c t·a eia [ chmnco, che s l udta
c o l ore d i !lUCI rnm:io l u mi n o s o '!llCi falli m i t•abi [ i per darne poi
che l a perc u o te ; ed al t rou de co- l mr;ionnta spierrazione ; n e spe ra
me t·i u n i l'e n el l ' es i l i ssi mo strato per r a rti s tic o elfdto _e pet• l e
s ensibile u n a collezione d i se:- u t i l i ap plic azioni dal pittore 1 i l
s tanze Ya t'iamentc co[oral.i l i dal- <1uale n o n re spin acnd o c o m e ri­
vale a l l' a r te sua questa scopcrl a l uce ?
A m e a l i o fonùalo e p iù uti l e ta d' u n suo conl't•alel l o , v o rt·à
scopo rir o l Gono i [o t·n studi co- ami cercar in essa ta!r olta un'al­
\
J
l
loro c he téntano costituire l e !cala utilissima ncarte p t•ep:H·a te a l l e last.t·e me­
C. CEnno.
talliche. Con ciò si a l'l'ebbe mol­
ta e c on om ia d i tempo e di spe­
sa ' e s p e c ia l m e n l o mnmriol' ;:;i­
c u rez za della riuscita. Dai laro­
(*) Tutti sanno che Dagt�errc � cn
ri già fa tti a tale or;aello, spe­ pi ttuL' tli P:tri !:i. - Il- celebre Yernct
cia l m en te da Talbot, s i puì> desu­ si sen·i •Id Jaguerroli p o per cop;arc
a.lcu!lc vcJ.utc n el l' .\lgcria.
mere una qualche sp.'rnnza di
buon
esito ; finora per0 nessuna
J
t 8 4 6.
ALMANAC C O
Jslrllilt, tducnh
;t ttopo/o.
BOLO . N .\
rtrOf,fl.\l"l.\ GO\ I:Il'\ rt\ \ - �\1.1•.1 YOI.PJ:.
A spese del (ompila lorc.
11
L'ALBERO DI BYRON
ALL'ISOLA DEGLI ARMENI
ITALO ZANNIER
Venti fotografie originali, in stampe all'albumina,
illustrano un raro volumetto dedicato all'isola
veneziana di San Lazzaro,
L'Isola degli Armeni,
con un testo di P. Jacob Issaverdenz e stampato
nella storica tipografia dell'isola.
È
Bertani e con l' intervento d i Carlo Jaco b j .
Ma la fotografia "vera " , ossia stampata s u carta
fotografica dal negativo originale, continuò ad essere
utilizzata, soprattutto negli album souvenir. Il libro in
questione, edito anche in lingua tedesca nel 1 8 8 0 e
dedicato all'Isola degli Armeni, contiene venti fotografie
incollate su cartoncino, del formato 1 0x 1 5 mm, che sono
discretamente conservate; tra queste, la singolare
un esempio precoce di fotolibro, quando era
ancora conveniente, per piccole tirature,
immagine che pubblichiamo, " Gli ulivi di Lord Byron " ,
i n u n angolo appartato dell'isola, dove i l poeta amava
riflettere e scrivere. L'autore delle fotografie non è
ricorrere all'immagine originale, che sembrò,
indicato e varrà la pena di " indagare".
soprattutto negli anni dell'invenzione, una
P. S . Mentre " andiamo in macchina " ho "scoperto"
soluzione pratica e relativamente economica per
Tomaso Filippi (cfr. il catalogo della mostra Tomaso
la sua diffusione. Altrimenti si doveva ricorrere
l'autore delle fotografie che illustrano questo volume: è
Filippi fotografo. Venezia fra Ottocento e Novecento,
IRE, Venezia 2000 ) .
alla "copia" manuale, all'acquaforte o in
litografia, soprattutto trattandosi di
D I E I N S E L S . LAZ Z A R O
dagherrotipi. Il primo "fotolibro", in effetti, fu
Excursions daguerriennes,
con stampe all'acquatinta (1 841 -42) copiate da
BE I VENED I G
l'album di Lerebours,
altrettante lastrine dagherrotipiche; poi Talbot
propose il suo
e il
1 846,
The Pencil of Nature,
tra il
U N D
DAS DARAUF BEFINDLIORE
1 844
ARME N I S C H E KLO S T ER.
con stampe calotipiche.
EINE HISTORJSC!ffi SK.JZZE
In seguito si inventarono varie tecniche per
trascrivere "ad inchiostro" le fotografie, in
modo più economico, rapidamente e con
VON
P.
JACOB ISSAVERDENZ Dr.
'l.'t..
maggiore stabilità nel tempo; con la
woodburytipia, ma soprattutto con la
fotocollotipia (o eliotipia) si illustrarono
specialmente libri d'arte. A Venezia risalta
l'opera sublime dell'editore Ferdinando
Ongania, dedicata alla Basilica di San Marco,
redatta tra il
1 877
e il
1 8 88,
con fotocollotipie
ricavate dalle immagini al collodio di Oreste
12
YENEDIG.
.>.RMENISCIIE BUCIIDRUOKERE! S. LAZZARO.
i 3 8 o
L es Oliviers de Lord Byron
Lord Byron's O l i v e T rees
13
GIUSEPPE BRUNO, FOTOGRAFO
V ENEZIANO DEL VENETO
FIORENZA CONTI
Un susseguirsi di immagini . . . Immagini
edito nel 1999 da Biblos: I l Veneto (con testi d i M. Brusatin,
illuminate dalla luce di una terra ricolma di
Veneto" per il miglior libro stampato nella nostra regione.
G. Barbieri, G.A. Cibotto), vincitore del "Premio Salotto
Ad alcuni mesi dalla scomparsa del fotografo veneziano, la
storia, tradizioni e ricordi . . . Immagini scandite
casa editrice cittadellese Biblos gli ha dedicato la ristampa
dai segni del passato, che si leggono nei gesti
della raccolta di fotografie intitolata Al di là del Piave sulla
strada del vino bianco (già uscita nel 1 9 8 1 a cura di
quotidiani e ripetitivi degli anziani contadini,
Fidesarte), accompagnandola con le poesie di Andrea
negli usurati attrezzi da lavoro, nei casali diroc­
cati disseminati nella campagna, nelle architet­
Zanzotto dedicate ai paesi del Piave e con un testo di
Adriano Màdaro. Giuseppe Bruno ha saputo fissare
sapientemente i "sapori" del Veneto non solo in questo
volume, ma anche in altre pubblicazioni nate dai suoi
ture piranesiane retaggio della Serenissima, nei
reportages sulla nostra regione, quali Venezia e un popolo
campanili che spiccano dalle colline. Immagini
della laguna ( Lon:ganesi), Cadore: un incontro (Nuovi
scandite dai segni del tempo che scorre, lento e
stati pubblicate le raccolte Il Sile, La Riviera del Brenta, Le
inesorabile, come le acque dei suoi fiumi . . .
rosso, Venezia. Il tempo e la memoria, Colli Euganei. Il
Giorgione, Venezia. Arcipelago del leone. Viaggio nelle
Giuseppe Bruno. Bruno nacque a Venezia nel
e morì a Mestre nel settembre del
Iniziò la sua attività fotografica nel
Venezie. " Bepi Bruno ha pubblicato dei libri bellissimi: sulle
Ville del Brenta, su Venezia . . . Era molto riservato, schivo,
1 999.
'54 presso
stagioni del tempo, Lungo il Piave, Sulla strada del vino
canto ed il silenzio, Cittadella. Città murata, La Terra di
Ecco cosa riservano i libri di fotografia di
1 926
Sentieri) , Una storia per Mestre; sempre dalla Biblos, sono
modesto, un fotografo di grande bravura " . Lo ricorda così
il
circolo "La Gondola" e rapidamente ottenne la
stima e l'amicizia di Paolo Monti, considerato
un maestro della fotografia italiana.
Presentò i suoi scatti in esposizioni personali in
Italia e all'estero e partecipò a numerose
manifestazioni ottenendo prestigiosi riconosci­
menti. Realizzò molti servizi per artisti, per
ltalo Zannier, storico della fotografia e docente
all'Università Ca' Foscari e all'Istituto Universitario di
Architettura di Venezia. "Bruno, a differenza di Roiter, è
rimasto legato al bianco e nero e non ha mai cercato di
commercializzarsi; cioè non ha mai cercato la fotografia
commerciale, che sarebbe stata più pagante anche come
memoria dell'autore, però è andato avanti lo stesso. Con
serenità ! " . "Spero gli dedicheranno presto una mostra
importante - continua il professar Zannier - in quanto
Bruno merita di essere evidenziato in maniera 'alta'! C'è un
lavoro di Bruno sulla Carnia che aspetta ancora un editore
ed una mostra . . . A Venezia, purtroppo, non ci sono sedi e
non c'è molta attenzione per la fotografia, che si può quasi
riviste culturali e per volumi d'architettura.
dire sia nata a Venezia e che ha avuto episodi straordinari . . .
Sue fotografie, raccolte da Ludovico Ragghianti,
ha proposto ben 26 mostre ed è stata la più grande 'sagra'
sono esposte all'Istituto di Storia dell'arte di Pisa.
Fortuny non c'è stato nessuno che se ne sia occupato, se si
basti pensare alla rassegna 'Venezia ' 7 9 . L a fotografia', che
della fotografia che sia mai stata fatta. Ma dopo il Museo
Per avere dimostrazione di come l'obiettivo di
esclude Zira Kraus, con 'lkona' e, recentemente, Carmen
Bruno abbia immortalato in maniera incantevole
Venezia ha dimenticato la fotografia . . . C'è stata la chiusura
i tesori e i capolavori veneti dell'arte e della
Attisani con 'Imagina', o il circolo 'La Gondola'. Da allora
completa nonostante io qui sia in effetti l'unico professore
di ruolo di storia della fotografia nell'Università italiana, cui
storia - il Veneto fu uno dei suoi soggetti
si aggiunge, da poco, Claudio Marra a Bologna: la
fotografici preferiti - basta sfogliare il volume,
dialogo ! "
14
delusione è continua! Non c'è possibilità di confronto e di
Foto tratte dal volume edito da Biblos
Il Veneto di Giuseppe Bruno,
premio "Salotto Veneto"
per il miglior libro stampato nel Veneto
15
RITROVAMENTO DI UNA
LETTERA DI CARLO PONTI
LISA PISCIELLA
Tra le documentazioni relative alla Cappella
esclusiva proprietà, tendesi i l prezzo tanto elevato che il
degli Scrovegni, conservate presso l'Archivio
poteva approfittarne " . In quegli anni si stavano
Storico di Padova,
è
stata ritrovata una ricevuta
postale attestante la consegna di una risposta al
fotografo Carlo Ponti inviata dal Municipio di
Padova1 • Tale ricevuta rimandava ad un'istanza
pubblico men facoltoso e principalmente artistico non
concretizzando le trattative per l'acquisizione
dell'Oratorio da parte del Comune di Padova e in
quest'ottica il Ponti aggiunge: " Salutando ora con gioia il
ritorno di proprietà alla Nobile Città di Padova - di
questa gemma d'arte - tolta finalmente all'arbitrio ed
incuria dei pretesi proprietarii, nel sottoscritto si risvegliò
l'idea di pubblicare colla migliore riproduzione
del Ponti riguardante la riproduzione fotografica
fotografica tali preziose pitture, idea da più anni concetta
degli affreschi di Giotto all'interno dell'oratorio
Beneficiario d i tale esclusiva era i l fotografo Carlo Naya,
dell'Arena. Fino ad oggi il nome di Carlo Ponti
non era emerso nelle questioni riguardanti tale
opera. Esaminando gli Atti Comunali del
periodo
1 858-1 880 è
e sempre impedita pel monopolio esclusivo su citato " .
che nel 1 8 6 8 aveva iniziato in Tribunale una pionieristica
querelle giudiziaria relativa al diritto d 'autore chiamando
in causa tra gli altri anche Carlo Ponti. Carlo Naya fin
dal 1 8 63 aveva eseguito riproduzioni fotografiche degli
affreschi di Giotto; nel suo catalogo del 1 8 64 presentava
stato ritrovato un estratto
del protocollo verbale dell'assemblea della
già tredici titoli relativi a queste fotografie. Durante gli
interventi di restauro diretti da Pietro Estense Selvatico
viene ripetutamente chiamato a documentare le fasi del
restauro e lo stato degli affreschi prima e dopo gli
Commissione Provinciale Conservatrice Dei
interventi. Alla luce del contratto menzionato nella lettera
Pubblici Monumenti in Padova nella quale viene
del Ponti si può presumere che la scelta di Naya non sia
dibattuta l'istanza del signor Carlo Ponti Ottico
fotografo, riconosciuta a livello internazionale, ma anche
indirizzata alla Giunta Comunale. Attraverso
l'identificazione del numero del documento in
allegato si
è
giunti infine a rintracciare la lettera
originale del Ponti. In questa lettera, datata
ottobre
1 8 69,
12
il fotografo chiedeva al Comune
di pubblicare con "la migliore tecnica di
riproduzione fotografica" una raccolta sugli
affreschi di Giotto nella Cappella dell'Arena. Il
da imputarsi esclusivamente alla indubbia bravura di
consigliata se non imposta, da questa formula di esclusiva
esistente tra il fotografo ed i Conti veneziani Gradenigo.
Per convincere i membri della Giunta, Carlo Ponti si
impegnava inoltre a regalare al Comune di Padova dieci
Album della risultante raccolta, di riprodurla con la
tecnica al carbone e di unirvi con l'aiuto di esperti d 'arte
le illustrazioni necessarie allo scopo di ottenere non solo
una maggiore conoscenza e diffusione dell'insigne opera
ma anche un prezzo più accessibile. Questa istanza
indirizzata alla Giunta Comunale venne trasmessa alla
Commissione Provinciale Conservatrice Dei Pubblici
Monumenti in Padova e discussa nell'assemblea del 25
ottobre 1 8 6 9 . Pur non avendo nulla da contrapporre alla
Ponti scriveva: "La riproduzione fotografica
richiesta del Ponti e condividendo il desiderio di veder
finora fatta, oltre che per la mancanza di
minor prezzo e con la massima diffusione, la
confronto non possonzi giudicare se siano le
convinzione attuale dei rapporti giuridici fra i Gradenigo
pubblicata la riproduzione fotografica degli affreschi al
Commissione aggiungeva: "Vedrà la Giunta se nella
migliori, certo non giovarono a divulgare sia la
ed il Comune, non si corra il pericolo di protesta dalla
conoscenza di quella gemma come lo studio fra
fede, diritti che, ove per avventura fossero giudizialmente
gli artisti, perché quel monopolio speculativo
parte del Naya per lesione dei diritti acquistati in buona
tenuti in vigore davanti le vertenze attuali potrebbero
procurare molestia al Comune stess o " . La Giunta tenuto
che la famiglia Gradenigo accordò con altro
conto del parere della Commissione inviò risposta a
produttore, usufruttando ben largamente della
riproduzione fotografica.
16
1 884;
Carlo Ponti il 1 0 novembre 1 8 69, non autorizzando la
1 I documenti
sono conservati presso: A.S.P. Atti Comunali Anni 1 805·
Causa Arena
l,
Titolo
X Fondo 9660.
Arri comunali, b. IV, fig. 1 1 8 .
La riproduzione dei documenti
è stata eseguita dalla Sezione di
Fotoriproduzione dell'Archivio
di Stato di Padova su
concessione del Ministero per i
Beni e le Attività Culturali,
n. 1 6 del 22 dicembre 2000,
pro t. 4 729/X.. l
17
Spettabile Giunta Municipale
della Nobile Città di Padova
IN PADOVA
25 Onobre 1 869
Quale tesoro d'arte sia la Cappellina degli Scrovegni, e quanto desiderata la riproduzione
Protocollo Verbale
Presenti i Signori
March. Pietro Selvatico Pio Presidente
Prof Andrea Gloria Segretario
Stefano Piombin
Prof. Giuseppe Dalla Vedova
Augusto Caratri
di quella preziosa pittura di cui il sommo Giotto la adornava,
La
è inutile qui
il descrivere.
riproduzione fotografica finora fatta, oltre che per la mancanza di confronto non
possonzi giudicare se siano le migliori, certo non giovarono a divulgare sia la conoscenza
di quella gemma come lo studio fra gli artisti, perché pel monopolio speculativo che la
famiglia Gradenigo accordò con altro produttore usufruttando ben largamente della
esclusiva proprietà, !ennesi il prezzo tanto elevato che il pubblico meno facoltoso e
principalmente artistico non poteva approfittarne.
Salutando ora con gioia il ritorno di proprietà alla Nobile Città di Padova, di questa gemma
d'arte, tolta finalmente all'arbitrio ed incuria dei pretesi proprietarii, nel sottoscritto si
risvegliò l 'idea di pubblicare colla migliore riproduzione fotografica tali preziose pitture,
La presidenza legge l'istanza del Sig. Carlo Ponti ottico indirizzata alla Giunta Municipale,
m CUI egh domanda d1 pubblicare con la migliore riproduzione fotografica le pitTure
che
sono nella Cappella dell'Arena, obbligandosi di regalare alla Giunta stessa dieci
Album
della risultante raccolta, e di riprodurre la stessa anche col migliore sistema al carbone,
unendov1 le tllustraz10ru necessarie allo scopo di ottenere non solo una maggior diffusione
per lo studio e per la conoscenza di quel tesoro dell'arte , ma anche la maggior mitezza
di
prezzo.
La Commissione dichiara non aversi in massima alcuna difficoltà da contrapporre alla
fana
proposta, anzi desiderava essa pure che quell'opera insigne venga pubblicata al più modico
prezzo e con la maggior diffusione possibile. Sembrando però dal contesto della istanza
del
Ponti esservi un contratTo fra i Gradenigo ed il Naya accordante a quest'ultimo il privilegio
d'essere l'unico esecutore della fotografia nella dena Cappella, vedrà la Giunta se
nella
convinzio�e attuale dei rapporti giuridici fra i Gradenigo ed il Comune, non si corra
il
.
pencolo d1 proteste dalla parte del Naya per lesione dei diritti acquistati in buona
fede,
dmttt che. ove per avventura fossero giudizialmente tenuti in vigore davanti le
vertenza
anuali potrebbero procurare molestia al Comune stesso.
Su di ciò non può essere giudice competente la Commissione, e quindi si limita al voto
che
per l'avvenire non sia mai da accordare né al Ponti né ad altri un privilegio della progettata
pubbhcaztone se a certe condtziom e seguatamente per un tempo determinato, mettendosi,
nel caso, d'accordo con la fabbriceria degli Eremitani a cui l'anzidetTa chiesa
fu
consegnata.
idea da più anni concetta e sempre impedita pel monopolio esclusivo su citato.
E perciò il sottoscritto si rivolge a questa spettabile Giunta e pregandola perché voglia
accordargli il permesso di farci tali riprodnzioni, ed intanto a titolo di saggio perché
nonsiavi dubbio sulla riuscita possa riprodurne tre pezzi da presentarsi .
Approvati i quali continuare il lavoro obbligandosi in ciò anche a dettagli qualora dalla
commissione stabilita per la conservazione del monumento si trovassero necessari pel
restauro intrapreso.
E
tutto senza alcun impegno o spesa di sorte da parte della spettabile
Giunta, tutto pure restando a carico del sottoscritto.
Accordato il permesso per l 'intera opera, il sottoscritto si obbliga di presentare a codesta
Spettabile Giunta in segno di rispetto dieci album sulla raccolta completa di tali pitture, da
destinarsi a suo grado.
Dippiù seguendo i progressi della fotografia al carbone, il
sottoscritto si obbliga pure di produrre altra raccolta completa degli egual i soggetti col
migliore sistema al carbone, unendovi colla cooperagione di persone d'arte quelle
illustrazioni necessarie perché riesca un'opera degna del soggetto e della Nobile Città che
ha la fortuna di possederla .
Se la gara in tutte le produzioni giova al miglior fare, in questo caso essa condurrebbe
altresì allo scopo più importante quale è la maggior diffusione per lo studio e conoscenza di
·tanto tesoro d'arte; poiché tolta ad uno solo la speculazione arbitraria ed elevata come
finora fu, subentrata la concorrenza e mitezza di prezzo, il men facoltoso e l'artista
potranno goderne tutti i vantaggi. E perciò il sottoscritto osa sperare che codesta Spettabile
Giunta vorrà prendere in considerazione la sua proposta, e ne porge i più rispettosi
ringraziamenti.
Venezia
12 ottobre 1869
Carlo Cf>on/i OHico
18
Strugge nti bellezze
l ta l o Z a n n i e r
I l dossier d i q uesto n u mero d i " Fotostorica " è
ded icato a u n tema d i non fac i l e defi n izione " s u l l a don n a " - che fu s u b ito tra i soggetti p i ù
fotografati , s i a a l dagherroti po c h e a l caloti po ;
s pec i a l mente " n uda " , seco ndo u n ' i conografi a
antica , m a q u i i nvece come " model l o " per
a rtisti , o p p u re come i m m agine a rd ita , per i
voyeurs del tem po .
Ard ita e rea l i stica , soprattutto ; q u a s i toccab i le ,
n e l virtu a l ismo arcaico d e l d aghe r roti po ,
esplorato eventualmente con l a lente d i ingrandimento,
come s i confaceva per l ' h i-fi di quel genere d i i mmagi ne.
La fotografia di fronte al suo " realismo " , che nel nudo
va dal casto a l l ' osceno, perlomeno secondo "il comune
(?) senso del pudore " . E com unque s i i nfiltra
nel l ' i m maginario erotico, come ness u n ' altra i m magine
(ma quale? ) , altrettanto "vero-s i m i l e " .
D a l l a dagherrotipia a l l a oleografi a , passando p e r l a
stereografia , a l l a ricerca d e l doppio del l a realtà, c h e i n
immagi ne è forse p i ù affasci nante , magica, m itica
infine, del l a terrestre corporeità.
Con questo dossier non si i ntende fare la storia di
q uesto "genere " fotografico, d ' altronde risaputa e
scontata, ma suggerire qualche riflessione sul tem a ,
preferibil mente a l d i l à del l ' i m patto sociologico,
soffermandosi in primis s u l la " Fotografia " , come
medi u m della realtà.
È un excursus emblematico: dal nudo osée
dagherrotipico agl i interni newyorkesi di Riis, ai
fotomontaggi degli anni Trenta, a l l ' audacia paparazzesca,
allo sperimenta l ismo d i " Fabrica " , fino al concettualismo
di Franco Vaccari sul notturno della Via E m i l i a .
M a c o n u n i ned ito eccezionale: a l c u n e fotografie
d ' i nterno del l ' u ltima "casa di tol leranza" di Treviso,
ritrovate da Adriano Favara e q u i commentate da u n
testo d i Giovanni Comisso.
E poi i testi sign ificativi d i Carla Corso e di Franco
Vaccari , mentre le i mmagi n i van n o , come tutte , lette
"tra le righe " , oltre il documento che la fotografia
sembra sempre proporre programmaticamente; ci sono
le atmosfere della cu ltura del nostro tem po.
Autore non indicato (Francia)
Dagherrotipo
1855 ca.
cm 5,9 x 6 , 7
i n : S . Richter,
L 'arte della dagherrotipia
Rizzo l i , M i lano 1989
Autore non indicato (Francia)
Dagherrotipo colorato a mano
1855 ca.
i n : S. Richter,
L 'arte della dagherrotipia
Rizzo l i , M i lano 1989
20
Autore non indicato
Nudo colorato a mano
1930 ca.
Archivio Zannier,
Venezia
23
Autore non indicato (Francia)
Dagherrotipo
1855 ca .
cm 6 , 9 x 7 , 4
i n : S. Richter,
24
L 'arte della dagherrotipia
Rizzo l i , Milano 1989
G iovan n i Comisso
e le ultime fotografie
de l cas ino di Treviso
Ad ri a n o Fava ro
Venti d ue a n n i fa moriva la sen atrice Li n a M e rl i n
c h e si era guadagnata memoria pere n n e con l a
legge s u l l a c h i u s u ra d e l l e case d i to l le ra nza che
porta il suo nome, l a L. 7 5 d e l 20 feb bra i o
1958. Era d u n q ue i l 1958 q u ando a nche a
Treviso per i cos idetti " casotti " fi n iva u n ' e poca . A
testi m o n i a re l a l o ro fi ne c i fu u n cro n i sta
d ' eccezione : lo scritto re G i ovan n i Com isso, i l
q u a l e , facendosi accompagn a re d a Bepi Fi n i ,
maestro d e l l a fotografi a , e rede d i u n o degl i stu d i
trevig i a n i d i m aggior fam a , e d a Rem igio Forco l i n ,
d i rettore d e l peri odico trevigi a n o " Cagna n " , s i
reca a vis ita re per l ' u lti m a volta u n o d e i
" l u pa na ri " p i ù i n vista d i Treviso, l a c a s a Dozzo i n
vi a M arzo l o , l atera l e d i via Rogg i a , posta i n u n a
p a l azz i n a d i tre p i a n i , p e r l ' e poca assai modern a .
Accom pagnati d a l proprietario d e l c as i n o , i l
s ignor M ario , Com i sso, Fi n i e Forcol i n , osservano
per l ' u lt i m a volta quel tem pi o d e l l ' a m o re
merce n a ri o . N e i suoi u lti m i a n n i d i vita Fi n i aveva
ancora viviss i m o i l ricord o d e l 20 febbraio 1958
q u a n d o , assieme a Com i ssò , si recò al cas i n o
a l l o scadere del tem po p e r l a s u a defi n itiva
c h i us u ra . Per Comisso e Fi n i era c h i a ro che si
trattava di un momento sto rico ed il fotografo
fi ssa s u l l e sue l astre fotografiche q uegl i a m b ienti
i rri peti bi l i , l etti in ferro e c l assici d i pi nti erotici
a l l e pareti , che ritrove remo esattame nte descritti
poi da Comisso nel l a s u a o pe ra Satire Italiane,
ed ita d a l l ' ed ito re Lo nga n es i , c u ri o s a m e nte
possessore d i u n a vasti s s i m a raccolta d i
i m m agi n i d i p rostitute . Scrive C o m isso c h e
" . . . a d ogni stanza il padrone vantava la perfezione dei
servizi igienici, ma tutto era freddo, pietrificato,
congestionato, come se l ' acqua si fosse ghiacciata nelle
tubature e sbavature di ferro macchiavano le porcellane. l
materassi stavano rivoltati a ogni letto che scopriva i l
traliccio elastico di acciaio. Lo squallore e d il freddo che
veniva dalle finestre aperte sulle imposte chiuse rendevano
quelle stanze più antiche ancora dei postriboli di Pompei. .. " .
Comisso cercò di calcolare quanti piedi avessero salito
q uelle scale dal lontano 1913 in cui venne aperto, fino
alla chiusura. A fare i l conto per lui fu l 'am ico Remigio
Forco l i n , che garantì almeno sette milioni e mezzo di
ascese di quelle scale del l ' amore mercenario. Di quel
mondo rimane oggi testimonianza solo nel registro del
casino, un album fotografico (oggi proprietà d i un anziano
editore trevigiano), dove accanto alla fotografia di ognuna
delle prostitute venivano annotate anche le generalità: si
trattava non solo di profession iste, come testimoniava i l
fotografo Bepi Fin i , ma anche di commesse, impiegate e
signore della Treviso borghese che di tanto in tanto, su
chiamata, s i recavano al casino di via Marzolo.
Lo studio che, tra le due guerre mond i a l i , aveva eseguito i
tanti ritratti presenti in quel l 'album, era proprio quello dei
Fin i , U mberto prima e Giuseppe Fini poi, e l 'attività di
quest'ultimo proseguì sino alla fine degli anni '80.
Per una prostituta , un ritratto artistico era necessario per
presentarsi adeguatamente e nello studio Fin i , lontano
poche decine di metri dal casino di via Marzolo, trovava
esperienza nel ritratto e abi l ità nel dissimulare
fotograficamente eventuali difetti del volto: quando
l 'archivio dello studio Fini passò al Foto Archivio Storico
Trevigiano, Giuseppe Fin i non volle concedere la parte di
archivio che riguardava i ritratti, in particolare quel l i delle
prostitute: per giorni i suoi dipendenti e lui stesso
frantumarono sotto ai piedi centinaia di lastre fotografiche ,
anche di grande formato, per poi gettarle nella spazzatura.
Uno dei tanti ritratti eseguiti nello studio, particolarmente
curioso, è ricordato dai dipendenti di Fin i : si trattava d i
una signorina che si volle far ritrarre c o n in mano u n
vassoio col quale sosteneva i suoi prosperosissimi seni .
Delle tante lastre fotografiche negative, relative a ritratti d i
prostitute e accumulate n e i decenn i , solo una pervenne
a l l 'Archivio: si tratta di una lastra fotografica b/n , formato
13x19 cm, che ritrae probabilmente Maria "orbetta " (il
condizionale è d ' obbl igo) notissima a Treviso nel primo
dopoguerra. Ad una delle tante prostitute che
esercitarono nel casino di via Marzolo, una formosa
ragazza proveniente da un paesino vicino a Maserada sul
Piave e soprannomi nata " Gemma del ristoro" , Remigio
Forcol i n , a nome anche dei suoi amici, il 27 maggio 1943
dedicò un lungo componimento poetico che terminava con
un inno in suo onore: " Dal cas i no di Madama; Canteremo
tutti in coro/ Viva Gemma del ristoro " .
25
Prostituta trevigiana
anni '30
Foto
negativa, cm
F.A.S .T.
Lastra
26
G. Fini
13x18
COMISSO D ESCRIVE L'ALBUM FOTOGRAFICO DELLE PROSTITUTE
DEL CASINO DI TREVISO
guardingo occultando con la mano aperta il centro della pagina,
però si riuscì in qualche punto a vedere quello che ci voleva
nascondere. Erano annotazioni particolari come: "raccomandata
Gli chiesi di farci vedere il grosso libro che aveva portato. Questo
è come il mio libro di bordo, disse, ma non posso mostrarvi
tutto. Qui, da quando mia madre aperse la casa nel
dal federale di Milano " oppure "raccomandata, dal seniore della
millenovecentotredici, vi sono elencate tutte le signorine che vi
ànno lavorato. Istantaneamente fummo attratti da quel libro
aperto e ci alzammo per metterei accanto al signor Mario. Era
un 'eccezionale documentazione. Vi erano scritte le generalità di
ogni signorina, col rispettivo nome di battaglia, nomi che
ricordavano anni lontani. Wanda, Sonia e Maruska in omaggio ai
romanzi russi che si leggevano allora negli anni della prima
guerra, quando ufficiali e soldati venivano in quella casa, che era
nelle retrovie del fronte, per cogliere forse t 'ultima ebbrezza della
loro vita. Accanto erano incollate le fotografie delle signorine,
acconciate secondo la moda di allora, languide negli occhi
cerchiati d 'azzurro e coi capelli tagliati corti. Alcune di queste
fotografie le rappresentavano ignude, altre vestite succinte.
Interposte alle pagine vi era qualche lettera, scritta da loro per
presentarsi e per vantare le loro abilità. Qua/cuna dichiarava, con
una calligrafia infantile, d 'essere "di tipo bolognese ", altra, "una
cavallona in stanza " e molte altre, "tipo triestina ". Si sentiva
battere il ritmo della storia. Trieste era stata liberata da poco. Il
dopoguerra ispirò altri nomi: La Russa, La Viennese, ma quando si
giunse all 'epoca della marcia su Roma il signor Mario si fece più
milizia di Brescia " e altre ancora. La storia d 'Italia seguiva il suo
corso nelle pieghe più segrete. Si giunse ai nomi di battaglia
aderenti alla nuova epoca: La Balilla e Moschettiera, fino a quelli
di Negretta, Beduina e La Negus che awertivano della conquista
dell 'impero. Poi vi fu l 'intermezzo della guerra di Spagna con
tante Carmen e Lolite, per precipitare negli anni della seconda
guerra mondiale, dell 'invasione tedesca, dei bombardamenti
aerei, ma la casa continuò a funzionare sempre e le donne si
chiamarono Lilì Marlen e Frida. All 'arrivo degli alleati si dipinse
accanto alla porta un marchio inusitato: Out of bonds, che
vietava l 'ingresso a quei soldati in divisa, i quali come per
vendicarsi si appoggiavano al muro di quella casa per singu/tare
nel vomito, provocato dal pessimo vino bevuto in una bettola
attigua. Le donne allora si chiamarono Mary e Miss, ma infine la
vita riprese il suo passo regolare, per arrivare a questi anni ultimi
in cui circolarono i nomi semplici e cristiani di Rita e Pia.
Il libro venne chiuso e il signor Mario vi posò un braccio sopra
come per preservar/o dalla nostra curiosità che non voleva
cessare.
da G . Comisso, Satire Italiane, Ed . Longanes i , M ilano 1961, pag.
192-95
27
U na riflessione
Carl a C o rso
Presidente del Comitato
per i diritti civili delle prostitute
Posso n o l e prostitute essere d iverse d a come
la fotografi a l e restitu i sce? M agari senza c a lze
a uto regge nti , sca rpe con i tac c h i a lti , pizzi c h e
copro n o carn i u n po ' fl acc i d e i n pos i z i o n i
sco ntate?
U n ' i nti m a so l i d arietà si i stitu i sce tra p rostituta
e fotografi a fi n d a l l e o rigi n i , fi n d e i tem pi di H i l l
e d i C a m e ron , d i H ugo e d i N a d a r. La p rostituta
è l ette ra l me nte c o l e i che si pone d i n a nzi , c h e
mostra i l proprio co rpo ; l a concupiscienza
oculorum, c h e tanti prob l e m i so l l eva n e l l e re l i-
g i o n i rivelate, parte da q u i , da q uesta esposizione.
Wa lter Benj a m i n h a ragi one q u a n d o affe r m a c h e
l ' u o m o scopre attraverso l a fotografia q uesto
i nconscio ottico, come , attrave rso l a p s i ca n a l i s i ,
scop re l ' i nc o n s c i o i sti ntivo.
M a q u a l è la sua effettiva posta in gioco?
D i n u ovo Benj a m i n c i soccorre c o n l ' ese m p i o d e l l a
pescive n d o l a d i N e w H ave n : c o n i l s u o sguardo tra
l ' i n do l ente e il seduce nte , resta q u a lcosa, seco n d o
B e nj a m i n , c h e n o n s i riso lve n e l l a testi m o n i a nza
d e l l ' a rte d e l fotografo H i l l , q u a lcosa che non può
ve n i r messo a tacere e che i n e q u ivocabi l m e nte e s i ge
i l n o m e d i c o l e i che lì ha vi ssuto .
Oggi , c o n i l seco l o d i B e nja m i n o r m a i a l l e s p a l l e ,
d ovremo cerc a re a l posto d i u n n o m e proprio i l nome
comune per d i re l o status e s i stenzi a l e , l a particol a re
c o n d iz i o n e i n c u i versa c h i per sorte o per sce lta s i
trova es posto i n q u a l c h e m o d o .
Disegno
di Beppe Mora
30
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ritorna il libreria il libro-evento di Giuseppe Mazzotti
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promosso dall1Istituto Regionale Ville Venete
a cura di Lionello Puppi e Ruggero Rugolo
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La Via Emi l ia è
u n aero porto
Franco Vaccari
Mi era stato pro posto di parteci pa re ad u n a
mostra fotografi ca s u l l a Via Em i l i a c h e si
proponeva d i vedere q u a l i c a m b i amenti si
fossero prodotti a q u i n d ici anni d i d i sta nza d a u n
ri l evamento a n a l ogo . C ' era l a sensazione
cond ivisa c h e q uesta strada , d a l u ogo ese m p l a re
d i ge nerazi one d i identità , si fosse trasfo r m ata i n
u n l u ogo dove l e ide ntità van n o a confonders i , a
d i s perders i , a omogeneizzars i .
R igu a rd a n d o u n d oc u m e ntari o , che era stato
trasmesso d a l l a tel evisione u n a vent i n a d i a n n i
fa , ho p o i constatato come q uesta i m pressione
fosse fon d ata o ltre ogn i as pettativa . Era d iffi c i l e
i m m agi n a re d i essere stati conte m pora n e i ad u n
paesaggio c h e sem b rava appartenere p i ù a l
te m po del m ito che a q u e l l o d e l l a stori a , con
tutte q u e l l e b i c i c l ette fo rse messe lì da Zavatti n i
(a ltro person aggio ri succ h i ato d a l tem po a
profond ità i ncred i bi l i ) .
Posto d i fronte a l pro b l e m a d i restitu i re
u n ' i m m agi ne d i u n a rea ltà d iventata c aotica m i è
semb rato che i l mezzo fotografico fosse
d iventato pateticamente i n adegu ato e così ho
deciso di p rovare con una te l ecamera d igita l e .
I n q uesta sce lta forse si p u ò i ntravedere u n
fondo d i pen s i e ro magico : l a com p less ità
tecnologica del mezzo garantiva una risonanza con la
complessità di ciò che volevo riprendere .
Sentivo anche c h e avevo bisogno d i raccogl iere molta
i nformazione pri m a di operare le scelte defi n itive.
Ho deciso poi di restringere l ' attenzione alle immediate
vicinanze d i Modena e , invece di andare a l l a ricerca d i
q uanto poteva ancora soprawivere d e l l a V i a E m i l i a della
tradizione, ho guardato a ciò che sembrava negarl a .
Soprattutto ho seguito l e suggestioni destate da u n
titolo c h e m i s i e r a presentato s u bito come quello
definitivo: La Via Emilia è u n aeroporto.
I l fatto è che tra Modena e Bologna c ' è un sorprendente
n umero di aerei parcheggiati ai lati della strada; sono
residuati bellici - fra i q u a l i un idrovolante - oppure
piccol i aerei da turismo. In nessuna altra parte
del l ' Italia c ' è qualcosa di simile, se si eccettua il Museo
dell 'Avi azione a San Marino, anche questo,
praticamente, s u l l a Via Emilia.
U n a s i m i le presenza non può essere casuale, m a deve
avere un sicuro legame con quella "fol l i a e m i l i a n a " che
s i man ifesta nelle forme più d iverse e che ha nel culto
dei motori uno dei sintomi più ricorrenti .
La d i mensione di fol l i a traspare anche dal fatto che gli
e m i l i a n i , che tradiscono in modo così plateale la loro
ansia d i evasione, in realtà sono una delle popo l azioni
più sedentarie e più legate alle proprie radi c i .
A suggerire l ' idea del l ' aeroporto concorre l a molteplicità
di etnie che vi si possono incontrare, come si può
notare dalla quantità di donne, o presu nte ta l i , che
sostano appoggiate ai cartel loni pubb licitari
esoticamente svestite. E poi ci sono tutte q u e l l e
parabole che, come enormi zecche, i nvadono le case
fatiscenti che costeggiano la strada: non seguono le
rotte degl i aere i , ma captano voci e i mmagin i di paesi
lonta n i .
L a Via E m i l i a è d iventata " u n luogo d e l l 'altrove " , dove le
identità rimangono sospese i n attesa che i desideri si
real izzino. Forse è per questo che, mentre gli
extracomunitari s i sintonizzano s u l l e loro televisioni e le
belle d i notte pensano alle case che hanno dovuto
lasciare, gli e m i l iani mettono aerei nei cort i l i sognando
d i evadere.
39
Asolo Golf Club
Alle spalle, la rassicurante presenza
delle prime pendici delle Prealpi
Venete, davanti le inconfondibili
ondulazioni delle Colline Asolane.
Asolo Golf Club, immerso
nell'incantevole Valcavasia,
è l'ambiente perfetto per i golfisti
e gli sportivi alla ricerca di servizi
di livello superiore.
Asolo Golf Club è inoltre perfetto
per incontri aziendali di alto livello,
per una nuova raffinata strategia
di pubbliche relazioni.
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Tel. 0423 942241
Fax 0423 543226
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Franco Fontana
Nudo
1983
Da fotografia a colori
c o n t e m p o ra n e i
conservano
P iergiorgio Bra n z i
A l l ' inizio degl i anni Ottanta lessi da q ua lche parte che ogni anno
venivano scattate oltre quattordici m i l i ardi d i fotografie. Dopo
quella data sono arrivati i giapponesi con le raffiche di otto
fotogram m i al secondo, e per fortun a non conosco i dati recenti,
nel caso qualcuno abbia avuto i l cattivo gusto d i calcolarli.
O ltretutto non va trascurato i l fatto che assieme a l le im magi n i
fotografiche traci m ano n e l quotidiano anche quelle
cinematografiche e televisive, dato che la memoria (a mio
giud izio) trattiene sempre e soltanto " im magini fisse " .
Sono notizie che potrebbero spi ngere qualcuno a fru l l a re la
macchina fotografica d a l l a finestra e passare ad a ltra attività. Al
contrario, sono considerazion i che a me danno grande
consolazione ogni q u alvolta mi riprometto d i mettere ordine nei
negativi , avviare una qualche forma di archivio orga n ico.
Preferisco affidarmi ad una registrazione sostanzia l mente
m nemonica. Mi conforta, i nfatti, la constatazione che nonostante
tutto a lcune i mmagi ni riescano, per qualche misterioso motivo, a
tirare fuori la testa d a l l a piena mediatica che monta giorno dopo
giorn o , rimanere a ga l l a , farsi ricordar e e diven i re com une
patri monio figurativo. Sono questi i negativi che m i i nteressano,
che non perdo d i vista.
E non è necessario che il soggetto costituisca sorpresa, sia
sconvolgente, abbia un contenuto drammatico. Guardate ad
esempio questa immagine (è qui che volevo arrivare,
naturalmente, con il tortuoso preambolo) del " salotto buono" di
casa Pasol i n i a Casarsa della Delizi a . È una i mmagine che
nessuna scena e nessun personaggio anima. È, né più né meno,
che una silente stanza spoglia e d isabitata, i l disegno d i una
scatola da scarpe vuota (ma fotografare " è " d isegnare). Ma dice
a sufficienza sulla personalità e sulla vicenda del personaggio che
vi ha vissuto, sul la sua collocazione sociale, sul suo costume di
vita. I l divano, ad esempio - elemento d i arredo inconcepibile in
una casa contad ina - pretenzioso seppur l iso, i ndica chiaramente
una condizione di piccola borghesia, in d ignitosa parsimonia di
mezzi. Le due finestre sul Corso principale (una è rimasta fuori
d a l l ' i mmagi ne) suggeriscono un vi l l ino a due piani e quanto i l
padre , ufficiale d i carriera , tenesse a d u n a posizione d i prestigio
e di perben ismo nel l ' ambito paesano. Il piccolo lampadario e le
tende a l l e finestre, rivalsa da parte dell 'amata madre s u l l ' arido
schematismo anche mentale paterno, inondano la scatola-salotto
d i quella particolare luce fi ltrata che sembra animare le cose
inanimate. È un ambiente severo, che a suo tempo, da ragazzo,
avrei potuto frequentare per qualche ripetizione di latino.
Il negativo d i q uesta i m m agine _lo conservo con particol are
attenzione, non lo perdo certo di vista. Se andasse perduto
sarebbe un fatto estremamente ri provevole, ma poco o n iente d i
p i ù : q u e l lo c h e l ' i m m agine d ice, o cercato di d i re a c h i ha vol uto
leggere , lo ha gi à detto. L ' u n ica conseguenza sicura è che non
potrei certo evitare d i ven i r cacciato a l l ' inferno per " accid i a " .
44
Un autoritratto di Piergiorgio
Branzi a Kiihn (2000)
Piergiorgio Branzi, fiorentino, comincia a fotografare nei primi anni Cinquanta
ottenendo immediata notorietà in Italia e all 'estero.
Partecipa all'intensa e innovativa esperienza dell'editoria giornalistica del
dopoguerra, registrando la nascita convulsa della società di massa, il formalismo
dei comportamenti della nuova borghesia, il graduale processo di omo/ogazione
consumistica. Negli anni Sessanta passa al giornalismo. La sua attività
professionale lo porta a vivere alcuni anni a Mosca, quale primo corrispondente
occidentale nell 'Unione Sovietica, e poi a Parigi. Commentatore al Telegiornale e
"inviato speciale" realizza inchieste in Europa, Asia, Africa. Sulla sua opera sono
state ordinate numerose mostre personali, in Gallerie private e Musei pubblici. Una
rassegna antologica è stata organizzata presso / "'Istituto Italiano di Cultura" di
Colonia, nella primavera del 2000. Una selezione delle sue opere fotografiche è
stata inserita nella mostra "ltalian Metamorphosis", ordinata ne/ 1995 al
"Guggenheim Museum " di New York. Ha partecipato alla "Biennale di Venezia "
nella sezione "Cento anni del ritratto italiano". Un ampio portfolio delle sue
immagini è stato esposto a Parigi, al "Carrousel du Louvre", nell 'ambito del "Mais
de la Photographie 1998". Sue fotografie sono state acquisite dal "Fine Art
Museum " di Houston (Texas) e dal "Museum of Modern Art" di San Francisco.
Piergiorgio Branzi
Casa di Pier Paolo Pasolini a Casarsa
1995
Mario Giacomel l i
( 1925-2000)
Un grande fotografo,
un amico, in un ritratto
inedito di Piergiorgio
Branzi del 1956
Re nato Me neghetti
L a conservazione delle opere: i l mio ricorrente incubo. Motivato
del resto, perché il problema mi perseguita da più di mezzo
secolo nel corso del quale ho dipinto in med ia venti opere
a l l ' an n o e oggi sono veramente tante da conservare.
Come non bastasse per necessità interiore, ho ricomprato quasi
tutto quello che avevo venduto e ora sono centinaia i metri di
scaffa l i che si parano davanti ai mal capitati visitatori del mio
studio. Studio è u n eufemismo, d i struttura industriale si tratta.
U n po' la warhol iana factory. Il problema si è acutizzato dal
1979, anno in cui ho dato avvio al periodo " Radiografie " , quindi
ad una tecnica m ista tra fotografi a e pittura. Questa particolare
tecnica richiede l ' uso di sofisticati colori e specia l i vern ici che
restitu iscono la l u m i n escenza della origi naria lastra. Benedetto
Roentgen maledetto Roentgen. Proprio perché l u m inescenti
temono la l uce solare. Le " Radiografi e " : creature nottu rne che
vanno oscurate d i giorno. Q u asi oggetti d i Moldoviana memoria
che per fortuna non temono la l uce artificiale e q u i nd i possono
essere tra n q u i l lamente esposte in i ntern i . Come scrive Zannier
" a caccia di ombre " e d i ombra devo aggi ungere. Ecco a l lora che
in grandi sacchi d i naylon nero (come quelli della spazzatura)
vengono i nfi late le opere, operazione resa d ifficile d a l l a grande
d i mensione che abitualmente uso, preventivamente protette da
uno strato di morbida ovatta che l asci respirare e non strisci l a
delicata vernice finale e poi grandi scatole d i cartone (quello
grosso e d uro, da nove) che le protegga da colpi e ancora una
sigi l l atura finale perché non entri l a polvere che tutto d ivora. E
ancora la catalogazione e la foto esterna al b l i ndato orpello per
poter riconoscere l ' opera e fi nalmente sullo scaffale. A ben
analizzare tutta q uesta l aboriosa serie d i operazioni ancora non
basterebbe. Ecco i l mio incubo ricorrente.
Renato Meneghetti
Renato Meneghetti nasce nel 194 7 a Rosà di Vicenza e la sua opera di artista si
compie entro cinque chilometri da qui, ora nella fortezza di Romano d'Ezzelino,
dove è vissuto in giovinezza, ora nelle diverse ville palladiane che ha restaurato e
abitato. Ha passato un terzo della vita viaggiando per curiosità del mondo. Parla
solo attraverso le sue opere.
Dopo i primi interventi, presentati negli anni Sessanta da amici e artisti come
Munari, de Chirico, Fontana, e una sequela di concorsi ed esposizioni giovanili, ha
interrotto ogni rapporto con il "sistema dell'arte ", ha riacquistato pressoché tutti i
suoi lavori e non presta opere se non a istituzioni pubbliche o musei. Predilige la
pittura, non ama esibirla. Si è impegnato senza regolarità anche in altre
espressioni, come la musica (Biennale di Venezia, 1982) e il cinema (Biennale di
Venezia, 1983).
Renato Meneghetti
Ritratto di Proserpina
nella luce
1997
alcool su tela, 143x87 cm
Marco M iré
Conse rva re l e i m m agi n i d igita l i
U n a volta digitized, una fotografia cambia completamente
q u a l ità rispetto a l l ' origi nale fotoch i mico.
L ' i mmagine viene sudd ivisa i n punti (pixeD colorati e la
quantità d i questi per centimetro (o megl io, per inch),
stabil isce la risoluzione (la nitidezza) e con q uesta la lettura
dei dati informativi , in dettaglio.
Fisicamente l ' immagine d iventa una formula matematica
che richiede uno spazio reale misurato in bytes e ogni byte
contiene informazioni per creare i n s i ntesi i l documento,
come molecole in sta s i , in attesa di essere richiamate da
un programma per ricom pors i .
lo lavoro c o n la fotografia trad izionale e i l video d igita l e ,
nel l ' ambito d i progetti d i a n imazione tridi mensionale. Per
sicurezza si creano " specchi" del l 'arch ivio su C D per back
up, oltre a l l ' arch iviazione su hard drive. L ' i mmagi ne d igitale
è poi sottoposta a variazioni e a i nterventi artistic i , creando
versioni nuove del docu mento, a loro volta i ngorde d i spazio
nel l ' hard disk. Nel prossimo futuro prevedo che tutte le
nostre i m m agi n i , documenti visivi e parole, verranno i ncise
in blocchi d i RAM ; non avendo parti mob i l i , agisce come un
information capacitar, dove gli arch ivi sono organizzati in
una form ula a densità l i m itata solo d a l l a Tecnologia.
Marco Miré
Autoritratto
1994
da immagine a colori
È nato a Las Angeles, dove vive e lavora, nel 1967. Dopo un corso di pittura e
scultura all 'Accademia di Beffe Arti di Venezia, ha studiato animazione tradizionale
presso il California College of the Art di Oakiand e si è specializzato presso l 'Art
College of Design di Pasadena, California. Come progettista, disegnatore,
mode/latore e animatore ha collaborato alfa Sony fmagesoft di Santa Monica nello
sviluppo interno Pfaystation. Lavora come animatore 3D in tempo reale per
trasmissioni televisive e per fa Spine Cycfe Entertainment, Universa/ Studios,
California, come mode/latore e animatore di personaggi 3D, concept design,
creatore story-board. Ha collaborato al film My Favorite Martian e lavorato come
animatore di personaggi e per fa creazione di sincronia /abiafe e di tracce di
movimento per fa Avai/ab/e Light, Burbank, California.
Marco Miré
Fotogramma da un
film digitale
Las Angeles 1994
da i mmagine a colori
47
L ' arc h ivio de l circolo
" La Gondola "
" La Gondola " , uno dei sodalizi di maggior tradizione, possiede un
Fondo Fotografico che per qualità e compattezza storica può
essere considerato fra i più interessanti del nostro Paese.
Esso s i è costituito nel tempo grazie a u n ' i l l u m inata d i s posizione
statutaria che i mponeva ai soci vincitori d i concorsi , naziona l i o
i nternazion a l i , di donare al Circolo una copia delle loro i m magi n i .
Con i l tempo la d i s posizione divenne prassi abituale anche per i
soci che com unque avessero su perato positivamente il giud izio
critico del C i rcolo, in genere particolarmente severo.
A questo n ucleo " storico" composto dai vintages dei grandi
maestri della Gondola - Monti , Berengo, Roiter, Del Pero , Bruno,
Del T i n , ecc . - si sono aggiunte le foto dei soci più recenti oltre
ad un consistente nucleo di opere di fotografi terzi che, specie
negl i a n n i '50, i ntratten nero rapporti di amicizia e scambio con
" La Gondo l a " . Fan parte di questa sezione fotografie di
G i acome l l i , Branz i , Balocch i , Giova n n i n i , Farri e molti altri . A
partire dal '94, i nfi ne, il C i rcolo ha i ntensificato l ' azione d i
recupero d i fondi fotografici degli e x soc i , indi pendentemente
dalla celebrità dei nom i , i ntendendo in tal modo porre a l sicuro
un patrimonio qu anto meno di conoscenza, desti nato in molti
casi a l l a dispersione.
Oggi , rispetto al n ucleo origi nale, l ' a rch ivio si è più che tri pl icato
contando più di seim i l a stampe, prevalentemente in bianco e
nero, come si è detto molto selezionate e storicamente
omogenee coprendo in pratica l ' evol uzione fotografica italiana
dalla n ascita del l a " Gondola" (1948) ai giorni nostri.
Se, dunque, sotto il profilo delle acquisizioni l ' azione della
" Gondola" può essere ritenuta soddisfacente , surrogando in modo
esemplare la carenza istituzionale, non poca preoccu pazione
desta la conservazione e la gestione di un simile patrimonio.
C ' è da considerare innanzitutto che " La Gondola" s i muove i n
assoluta assenza d i mezzi e di risorse finanziarie (tutti i fondi
sono stati acq u i s iti a titolo gratuito) e anche la m ateriale
collocazione del l ' archivio ha costitu ito sino a poco tempo fa u n
notevole problema. C i s i è subito resi conto c h e l 'adesione
anche ridotta ai normali parametri d i conservazione avrebbe
comportato un i m pegno fi nanziario del tutto sproporzionato a l l e
risorse del C i rcolo ; ne è conseguita una pressante ricerca d i
sostegno presso organismi pubblici c h e s i nora h a n n o risposto i n
m isura d iscreta.
È stata trovata s i stemazione del l ' archivio presso i Civici Musei
venezia n i , s i sono awiate grazie a fi nanzi amenti della Fondazione
Carive e Provi ncia di Venezia le procedure di i nformatizzazione, la
duplicazione degli originali, l 'acquisto di buste e scatole a norma, ecc.
48
" La Gondola" in u n a recente formazione
U n lavoro, come si può intuire, di q uantità e q u a l ità rilevanti
svolto d a i soci con i m pegno e ded izione ma che comunque
richiederà tempi pi uttosto l u ngh i . Si porrà successivamente il
problema della gestione e del l ' util izzo del l ' arch ivio che
com unque verrà posto, con tutte le cautele del caso, a
d isposizione della comu nità.
È i m pensabile che vi s i possa far fronte con l e risorse umane del
Circolo di cui sinora s i sono evidenziati tutti i vantaggi (nessun
costo, flessibi l ità d ' i m piego, ampia dispon i b i l ità) ma delle q u a l i
n o n s i possono ignorare i l i m iti ( precarietà del l ' im pegno,
d i somogeneità della preparazione culturale e cosi via).
Sarà d u nque necessario pensare a un organismo composito che
accolga le migliori q u a l ità della gestione pubblica e privata e
garantisca oltre a l l a a m m i n i strazione e valorizzazione del Fondo
attuale anche il suo progressivo incremento; le opportun ità al
riguardo non mancano. Pur nella parzi alità dei risu ltati s inora
raggi unti , q uesto della " Gondo l a " rimane, per quanto a nostra
conoscenza, un episodio del tutto i nedito nel panorama
fotografico n azionale.
U n esempio cui altri sodalizi potrebbero far riferimento i n attesa
di uno (sperabile) i ntervento organico di sostegno e d i
coord inamento da parte degl i orga n i istituzion a l i , s e n o n altro
tenendo conto del l ' i nteresse che la fotografia italiana sta
suscitando negl i operatori e nei col lezion isti anche i nternazionali
che, peraltro, si muovono secondo u n ' ottica s pecu l ativa ben
lontana dalle fi n a l ità che animano i l nostro Circolo.
Manfredo Manfroi , Presidente del Circolo La Gondola.
L a fo t o g r a f i a
a l l ' U n iversità
Su lla sogl ia dell ' immagi ne . Wim We nders fotografo
Fra ncesca Del l a Toffo l a
Essere Sulla soglia dell 'immagine è come essere davanti ad un
i m m agine reale, quella della finestra, o veros i m i l e , quella della
fotografia o del fotogram m a fi l m ico, o ancora immaginaria e
i mmaginata , q u e l l a del d igitale o dei sogni . Quando guardo le
i mmagin i di Wim Wenders siano esse fotografiche o
c i nematografiche m i sembra di essere come davanti ad una
finestra ad amm i rare u n paesaggio: sono i m magin i calme,
statiche, immob i l i da non destare altro coinvolgimento se non
uno sguardo l ungo, forse alla ricerca d i un i m previsto, un cane d i
passaggio o u n fi lo d 'erba in movimento.
Osservando Scritto nel West' il paesaggio, vero protagon ista,
appare desolato, non compaiono esseri umani ma solo strade,
edifici e negoz i . Non traspare un giudizio ma solo un 'evidente
volontà d i registrare qualcosa che da un momento a l l 'a ltro
potrebbe scom parire. Con uno sguardo frontale, il più obbiettivo
poss i b i l e il fotografo si fa custode di l uoghi per la maggior parte
abbandonati e deserti registrandone colori , luci, forme e . . .
scritte, che riempiono l o spazio vuoto "come u n triste epitaffio"2•
Descrittive ed essenzia l i , le immagini d i Wim Wenders rivelano
una certa d i pendenza verso la fotografia americana di paesaggio,
in particolare on the road ma non solo. Ecco mostrarsi i
distributori di benzina e i cartelloni pubbl icitari cari a Walker
Evans, le strade desolate e i juke-boxe di Robert Frank e ancora i
colori a l l uc i n ati e le luci nottu rne esplorati dai New Topographics.
Nel l ' i m m aginario "wendersiano " i l paesaggio si mostra così come
appare senza m a n i polazioni con il suo nuovo volto triste, quasi
romantico, perché sta per scomparire. Il canone della bel lezza3
del paesaggio come l uogo incontaminato non ha p i ù va lore, ciò
che conta , ora, è la verità•. Ma l a verità non è mai uguale per
tutti. Anche le fotografie d i Wim Wenders s o n o una d e l l e molte
i nterpretazioni della realtà.
"Ogni fotografo scatta le fotografie che ha già dentro d i sé; vede
ciò che vuole vedere; scopre ciò che vuole scopri re " 5 afferma
l ' a utore. La percezione è d ifferente per ognuno, cambia i l punto
di vista visivo ma soprattutto inte l l ettivo. La fotografia
"documentaria " preferita a q u e l l a " artistica" rivela il suo
impasse: l ' i mmagine rivelata rimane sem pre e comunque il
documento d i u n ' a ltra realtà, quella vista con gli occhi e con il
cuore del fotografo .
Di fronte a tale concl usione Wi m Wenders propone un 'etica
del l ' i mmagi ne, un rispetto per ciò che s i vede, per il l uogo, per
l ' atmosfera e ancora per le persone stesse. Stare s u l l a soglia
del l ' i mmagi ne, a l lora, significa rispetto per ciò che vediamo,
amore per ciò che ci circonda ; oltrepassare la sogl ia senza
q ueste emozioni è come rompere la fi nestra con un pugn o ,
s paccare l a cornice su d i un tavolo o sempl icemente fotografare
chi non vuoi essere fotografato. " La fotografia può essere un atto
di violenza "•.
1
Written in the West (Scritto n e l West) è i l primo l i b ro di fotografie d i Wim Wenders,
Jaka Book, 1987
' Cit. Wim Wenders,
The Act of Seeing (L' atto di vedere), U b u l i b r i , Milano 1998, p.
117.
' Vedi Robert Adams,
' Vedi
5
Vedi
L a bellezza in fotografia, Bol l ati Boringhieri , Torino 1995.
Intervista a Wim Wenders, cap. 4 , p. 61-66 della tesi in questione.
Intervista a Wim Wenders, cap. 4 , p. 61-66.
' Ci ( Wim Wenders,
L 'atto di vedere, p. 120.
Francesca Della Toffola si è laureata in lettere, presso l 'Università Ca' Foscari di
Venezia nell'anno accademico 1999/2000 con il prof Itala Zannier (correlatore il
prof. Fabrizio Borin) ed ha presentato uno studio dal titolo S u l l a soglia
del l ' i m magine. Wim Wenders fotografo .
Wim Wenders
da Scritto nel West
1987
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Wim Wenders
da Scritto nel West
1987
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Segna l azi o n i
L ib ri
N . G . Smeri l l i , Puglia. Fra Terra e Aria, Aeronautica M i litare
Ita l i a n a , 111 Regione Aerea, Bari 2000.
Questo ultimo fotol ibro di N icola G i useppe Smeri l l i , mi sembra il
più bel l ibro fotografico pubbl icato i n Ita l i a nel 2000. Raccoglie
c i rca centocinquanta fotografie aeree, riprese a bassissima quota
nella regione di Pugl i a ; immagini non soltanto spettacolari , m a
che i l l ustrano c o n inte l l igenza sorprendente, vari b r a n i d i .
paesaggio, d i arch itetture e d i vita, secondo un iti nerario
u rbanistico e sociologico, che compone un autentico saggio s u l l a
morfologia geografica e u m a n a d e l l a regione. Contiene coerenti
s aggi di Maria Gorti e Carlo Ossola.
nel l ' am bito amatoriale. Questo libro ospita una serie suggestiva
di i mmagi ni della val l e del Biois, eseguite negl i a n n i Sessanta , e
che oggi "valgono" anche come testimonianza di un paesaggio
natura le ancora i ntaccato, avvolto dal profumo del l ' a ntico, e q u i
osservato come l uogo d i serenità .
F. Roiter, Venezia. 1891-2001, Vianel l o , Treviso 2000.
Uno s pettacol are foto l i bro, che mette a confronto cinquanta
i m magi ni del l a storica pubblicazione in fotocol l otipia edita da
Ferdi nando Ongan i a , Calli e Canali in Venezia tra il 1890 e il
1891, con a ltrettante fotografie a colori , rea l izzate appositamente
da Fulvio Roiter, dagli stessi punti d i vista. U n testo di ltalo
Zannier i l l ustra l 'opera d i Onga n i a , che fu il più i m portante
editore di i mmagin i del secolo scorso, non soltanto a Venezia .
W. Von Gloeden, Fotografie, Alinari, Firenze 2000.
"Capolavori d a l l e col lezioni Alinari " , è il sottotitolo di questo
raffinato catalogo ded icato a l l a pri ma ampia rassegna sul
" barone-fotografo di Taorm i na " , ospitata a Palazzo Vecchio a
Firenze.
Un l ibro di l i m itate d imensioni (fi nalmente) m a ricco ed esaustivo,
sia per il numero delle im magi n i pubblicate, spesso sconosciute,
sia per il saggio i ntroduttivo di Charles-Henri Favrod.
M ichele Falzone del Barbarò, tra i prim i in Ita l i a a studiare questo
sign ificativo fotografo tedesco, non è potuto essere presente a l l a
vern ice del l a rassegna; è scomparso nella notte precedente, per
u n improvviso malore. Tra i pochi i n Ita l i a a "capire " la fotografia ,
rimane n e l nostro più vivo ricordo, e credo questa mostra e
q uesto l i bro debbano essere dedicati a l l a sua memoria.
S . Berseli i - L. Gaspa rin i , L 'archivio fotografico, Zaniche l l i ,
Bologna 2000.
Com p i l ato da Si lvia Bersel l i (che in Ita l i a è la più i m pegnata, da
a n n i , nello studio delle problematiche relative a l l a conservazione
e al restauro della fotografia) e da Laura Gaspari n i , conservatrice
d e l l ' Archivio fotografico della Bibl ioteca Civica di Reggio Emi l ia ,
questo manuale s i aggiunge a poche altre opere s u l l ' argomento
consulta b i l i in Ital i a (è recente anche il volume di l . Zannier e D.
Tartagl ia, La fotografia in archivio, Sanson i 2000). È u n 'opera
valida sotto il profilo scientifico ma anche quello pratico. I l
vol u m e , a m piamente i l l u strato, v a raccomandato a chi s i occupa
d i archivi fotografici e a i col lezionisti.
AA.VV. , Via Emilia. Fotografie, luoghi e non luoghi 2. Linea di
Confine per la Fotografia Contemporanea, Ed. Comune d i Rubiera­
Linea di Confi ne, 2000.
La fotografia è fi losofi a , lo diceva a nche Stri ndeberg. lo lo
ripeto da a n n i , senza molta fortu n a , tra gli ascoltatori , che
i n s istono nel pensare che l a fotografia sia una mera tecnica
" riprod uttiva " .
S e volete una prova, leggete questo l ibro esempl are; leggete i
testi (Antone l l a Russo, Roberta Valtorta, M arco Fincardi) e le
i m magi n i (Gui d i , Baltz, Barbieri, Vaccari , De Pietr i , Niedermayr),
magari nel ricordo d i Paolo Costanti n i , che per primo avviò da
noi, con fatica, questo percorso.
L. Monti , American Landscape - Paesaggio americano, Amadeus ,
Sol igo 2000.
Questa volta Luciano Monti , del quale è noto un mega l ib ro d i
ritratti d i n o b i l i veneti , s i è dedicato c o n eguale i m pegno, anche
formale, al paesaggio; a l paesaggio m itico dell 'America, rivivendo
gli spazi esplorati dai Watkins e dagli Adams o dai Weston , q u i
spesso presenti i n emozionanti immagini d a l l ' i ntenso e calibrato
chiaroscuro. l testi introd uttivi sono di Douglas Kirkland,
Lanfranco Colombo, Enrico Guse l l a .
P. More l l o , Gli Incorpora. 1860-1940, Istituto Su periore per la
Storia della Fotografia - Alinari , Firenze 2000.
È u n 'opera esem plare di fi lologia e storia della fotografia ; la
vicenda degl i I ncorpora, fotografi a Palermo, è stata anal izzata
con si ngolare puntual ità da Paolo More l l o , che mi sembra essere
attualmente lo studioso più dotato in Ita l i a per q uesti studi
specifici, "sulla fotografia " , invece troppo spesso affidati o
affrontati con superficial ità giornal istica, o , ben che vad a , con
accattivante m a marginale concettuosità letteraria. Questo
monu mentale volume, di trecentotrenta pagi ne, è un modello
editori a l e , che copre o ltretutto uno spazio poco noto della
fotografia ita l i ana nel Sud d ' Ita l i a . Altri testi, coerenti per
scientificità, sono d i Monica Maffiol i , Salvatore e Mati lde
I ncorpora, Alessandro Uccello, Alessandra Ferrighi e U rs u l a
Mazzola.
E . Q u i re s i , La valle del Biois, Nuovi Sentieri , Falcade 2000.
La collana " Fotografi di montagna " , recentemente avviata da Be p i
Pellegri non , si arricchisce, dopo il volume ded icato a La l lo
Gadenz, di u n 'opera antologica rea l izzata dal fotografo d i
Cremona Ezio Q u i resi , attivo fi n dagli a n n i Cinquanta, n o n solo
52
53
Foto Arc h ivio Storico Trevigiano
Notizie
via San Liberale, 8
3 1 1 00 Treviso
Tel. 0422. 656139
Fax 0422. 4 10749
a c u ra d i Ad r i a n o Favara
RESTITUZJONI
Segreteria:
Foto Archivio Storico Trevigiano
e-mail: [email protected]
fondale
ap,posita
fragile ed in vari punti è logora. Lungo i
convenzione, è stato depositato presso il
quindi,
tramite
una
margini di chiodatura si è variamente sfi­
La Provincia di Treviso - Assessorato alla
Foto Archivio Storico Trevigiano.
brata, lacerata, sfilacciata . . . La pittura non
Cultura, ha provveduto nello scorso anno
Dipinto su tela di cm 250x250, reca dipinta
sembra presentare fissativi o vernici di fini­
ad affidare al dott. Dinetto di Treviso, noto
su un bordo la scritta M. Moro. Leggiamo
tura, sia perché effettivamente nella pittura
restauratore di opere d'arte, il recupero di
dalla relazione
Dinetto
di scenografia si preferisce generalmente
un importante fondale fotografico otto­
(Nuova Alleanza Cooperativa) all'atto della
non applicarne, sia anche perché il colore
centesco, opera del pittore Marzio Moro',
valutazione di intervento sull'opera pitto­
denuncia una marcata ossidazione " .
autore di numerosissimi fondali eseguiti con
rica: " Eseguito presumibilmente a tempera
L'opera è stata successivamente montata su
l a tecnica dell'encausto, già appartenuto
su tela di cotone, presenta la tipica materia
un apposito telaio, quindi è stata pulita,
allo primo studio fotografico di Treviso, lo
pittorica opaca e luminosa dei dipinti da
sono stati suturati gli strappi e le lacerazioni,
Studio Ferretto, poi passato in proprietà
scenografia. L'opera è conservata arroto­
è stato consolidato il colore ed infine il
allo Studio " Fotografia Paggiaro" sito, fino
lata, colore verso l'interno e senza telaio.
dipinto è stato foderato a doppia tela di lino
a pochi anni fa, in piazza San Leonardo
Questo tipo di disposizione è di per sé
puro e messo definitivamente in telaio. Il
dove esisteva ancora il lucernaio protetto da
pregiudizievole ed ha contribuito in parte al
dipinto è stato poi collocato in parete nel­
tendaggi per l'esposizione a luce naturale. Il
degrado dell'opera . . .la tela di supporto è
l'atrio del Foto Archivio Storico Trevigiano.
stesa
dal
dott.
' v. Fotografia e fotografi nel Veneto di !taio Zannier
Il fondale fotografico ottocentesco del
pittore Marzio Moro, già appartenuto allo
studio Ferretto di Treviso, poi dello Studio
Paggiaro.
54
ÈA
DISPOSIZIONE IL CD-ROM CON MILLE
rapidi processi di trasformazione della so­
cietà che hanno reso inevitabilmente obso­
FOTOGRAFIE SULL'ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE
leti, non solo tecnologicamente, i modi di
DEL TREVIGIANO
produzione propri della fase del cosiddetto
È
disponibile presso il F.A . S . T.
- Foto
Alla base della realizzazione, sia della mostra
l' Archeologia Industriale del trevigiano che
fotografica sia del presente sussidio infor­
vecchie
matico attinenti l'archeologia industriale, sta
industrie del territorio, nonché il numero
la campagna di recupero dei documenti
monografico di "Fotostoric a " sul tema. Il
fotografici relativi alle vecchie fabbriche,
CD-Rom è stato duplicato a cura di Unin­
tuttora in corso, promossa dal F.A.S.T. per
dustria-Treviso. E' in corso l'invio di copia
evitare che
del CD-Rom alle Scuole e Biblioteche del
ancora, irrevocabilmente perduto un patri-
propone
1000
immagini
delle
territorio: le Associazioni e gli studiosi pos­
sono
eventualmente
richiederne
copia
direttamente al F.A.S.T (te!. 0422 6 5 6 1 3 9
-
.
andasse
disperso
o, peggio
monio insostituibile di informazioni. Molti
sono i titolari di industrie e i collezionisti che
hanno risposto all'appello, rendendo pos­
sibile la costituzione di un fondo fotografico
fax. 0422 4 1 0749 ) .
Il fondale fotografico con balaustra e
colonna nella originale disposizione dello
Studio fotografico Paggiaro
"capitalismo paternalista" veneto.
Archivio Storico Trevigiano il CD-Rom sul­
I l tema dell'archeologia industriale è im­
dedicato al tema, che potrà essere ulterior­
portante in termini culturali sia per i richiami
mente implementato in futuro con la colla­
alla storia dell'evoluzione delle nostre im­
borazione di quelle persone che decideranno
prese e dei loro modi di produzione, sia per le
di offrire a loro volta un aiuto alla crescita
suggestive ipotesi di recupero e riutilizzo che
del database dell'archivio, consentendo la ri­
da più parti vengono suggerite per edifici che
produzione digitale delle immagini attinenti
hanno un valore architettonico autonomo e
edifici non ancora rappresentati.
caratterizzano con la loro presenza il ter­
L'iniziativa della Provincia di Treviso ha ot­
ritorio. La Provincia interviene nel dibattito
tenuto un notevole riscontro di interesse da
attualmente in atto, con questo contributo
parte di studiosi, architetti, storici, editori e
informativo multimediale che riprende ed
studenti universitari, ma anche, in modo
approfondisce i contenuti dell'apprezzata
inaspettato, ha destato la curiosità e l'entu­
mostra fotografica itinerante realizzata dal
siasmo del pubblico in genere.
Foto Archivio Storico Trevigiano.
Nella Marca trevigiana sono numerosi gli
edifici degni di interesse: le filande di Motta
a Mogliano e dei Collalto a Susegana, il ca­
napificio di Crocetta, l a fonderia di Santa
Maria del Rovere e il molino Mandelli alla
Fiera in Treviso, le fornaci da calce (calche­
.
re) di Spresiano e Crocetta o, ancora, le
antiche fornaci degli Appiani e dei Guerra­
Gregari : quest'ultima, sorta nel primo ' 8 0 0 ,
f u tra le prime ad attrezzarsi c o n i forni
Hoffmann e da essa uscirono i mattoni im­
piegat5 per ricostruire il campanile di San
Marco, dopo il suo crollo.
Proprio le foto storiche, che testimoniano le
condizioni di vita e lavoro in fabbrica tra la
fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento,
Ritratto di bambino
Studio Ferretto, Treviso 1 907
Il fondale è lo stesso qui presentato
costituiscono
oggi
una
fonte
di
docu­
mentazione insostituibile per studiare quei
55
PASSAGGI FOTOGRAFICI
Comune di Mestre-Venezia, responsabile
COMUNE DI PADOVA
TREVISO, MAGGIO 200 1
dei progetti fotografici Venezia-Marghera,
ASSESSORATO ALLA CULTURA
del
CENTRO NAZIONALE DI FOTOGRAFIA
Dottor
Adriano
Favara,
Direttore
Arei Educazione Permanente di Treviso
dell'Archivio Fotografico della Provincia di
presenta la
Treviso, e di Guido Guidi, fotografo.
LA REALTÀ FOTOGRAFICA IN ITALIA.
fotografici" che si terrà a Treviso dall' l l al
Il terzo incontro, venerdì 25 maggio alle ore
Istituzioni, fondazioni e gallerie a confronto
2 7 maggio 200 1 . La rassegna viene dedicata
2 1 . 00, presenterà i lavori più recenti di
nuova edizione di "Passaggi
alla fotografia di paesaggio,
Gabriele Basilico e Olivo Barbieri; i due
Padova, ex Fornace Carotta,
attraverso una serie di incontri pubblici e di
autori illustreranno alcune recenti campagne
Via Siracusa - Piazza Napoli
quest'anno
esposizioni, con la presenza di alcuni tra i
fotografiche alle quali hanno partecipato.
7 febbraio - 30 marzo 2 0 0 1
principali critici e fotografi europei. Le
La
ore 2 1 . 00
conferenze, tenute presso l'Aula Magna
presenterà
dell'Istituto Magistrale Duca degli Abruzzi
collaterali. Presso la
di
cinque autori contemporanei ( Guido Guidi,
Treviso,
offriranno
l ' occasione
per
rassegna,
curata
da
inoltre
Marco
due
Zanta,
esposizioni
Galleria Vanzella,
conoscere e confrontare diverse esperienze
Gabriele
Basilico,
legate alla rappresentazione del territorio,
Giovanni
Chiaramonte, Luigi Ghirri) a
Vincenzo
Castella,
PROGRAMMA
FEBBRAIO
con l'aiuto di curatori e critici, ed inoltre,
confronto con cinque autori dell'Ottocento
Mercoledì 7, ore 2 1 . 00
attraverso alcune proiezioni, i lavori più
( Giacomo Caneva, Carlo Naya, Giorgio
Photology (Milano ) :
recenti di tre figure di spicco della fotografia
Sommer, Robert Mac Pherson,
italiana.
Alinari ) .
Fratelli
Il primo incontro, venerdì 1 1 maggio alle
esposti i lavori di cinque fotografi italiani
Alla Galleria Paraggi verranno
ore 2 1 .00, sarà con Emmanuel Hermange,
della
critico
noramica sulle nuove direzioni linguistiche
francese,
già vice-direttore della
generazione più recente;
una pa­
" Dell'arte di collezionare fotografie " .
Interverrà: Davide Facciali
Venerdì 9, ore 2 1 . 00
Il Centro Etnografico Ferrarese:
Recherche Photographique; Maria Anto­
da parte di autori formatisi all'interno della
" 3 0 anni, o quasi, di ricerche, produzioni e
nella Pelizzari,
del Diparti­
tradizione paesaggista, ma oggi orientati
provocazioni fotografiche " .
mento di fotografia presso il Centre Cana­
verso altre tematiche. I fotografi presenti
Interverranno:
dienne d'Architecture di Montreal (Cana­
saranno: William
Guerrieri, Walter Nie­
Roberto Roda ( Centro Etnografico Ferrarese ),
da); William Guerrieri, fotografo e respon­
dermayer, Piero De Lucca, Moreno Gentili,
Livio Bolzonella, Laura Magni, Debora
sabile del progetto fotografico Linea di
Francesco Raffaelli.
Pelatti, Patrizia Pieri, Andrea Samaritani,
responsabile
Giancarlo Zuin
Confine, Reggio Emilia.
Venerdì 1 8 maggio alle ore 2 1 . 00, la serata
Per informazioni:
sarà dedicata alle committenze pubbliche
Arei Educazione Permanente Treviso,
Venerdì 1 6, ore 2 1 . 00
del Veneto con la presenza del Dottor
te!. 0422/4 1 0590, fax 0422/4 1 1 62
Photometropolis.
Sandro Mescola, Assessore alla Cultura del
e-mail, treviso. [email protected]
"Per una sociologia visuale della città " .
56
Interverranno:
Archivio della Comunicazione, Università
Nicolò Leotta, Università di Milano Bicocca
di Parma.
Renato Stella, Università di Padova
Interverrà:
S a lvatore
La
Mendola,
Università
di
Presiede:
Enrico
Gloria
Bianchino,
direttore
Gusella,
coordinatore
Centro
Nazionale di Fotografia
C.S.A.C.
Segreteria organizzativa:
Padova
Mercoledì 1 4, ore 2 1 . 00
Simone Paiaro, Deborah Zinato
Mercoledì 2 1 , ore 2 1 . 00
"Fabric a " , Centro di ricerca sulla comuni­
tel. 049/8204543-4542
Moreno Segafredo. Ritratti 1 9 92-200 0 .
cazione Benetton.
tel. e fax 049/6 8 0 622
Presentazione d e l catalogo della mostra
Interverrà: Ornar Vulpinari
-
fax 049/8204545
e-mail: [email protected]
Via Porciglia, 3 5 - 3 5 1 2 1 Padova - Italia
Mercoledì, 28 ore 2 1 . 00
Mercoledì 2 1 , ore 2 1 . 00
Il Museo Ken Damy di fotografia contem­
Lipanjepuntin arte contemporanea (Trieste):
poranea di Brescia: 25 anni di attività
" Still in motion " .
Interverrà: Ken Damy, direttore artistico
Interverranno: Elio Caredda, Marco Puntin,
MARZO
Toffolutti
Silvano
Rubino,
Stefano
Scheda, Paolo
Venerdì 2, ore 2 1 . 00
Venerdì 23, ore 2 1 . 00
Estetiche. La fotografia tra le altre arti.
Padova. Le gallerie per la fotografia.
Presentazione del 2 a quaderno (serie Saggi)
Estro e Perugi artecontemporanea.
del Centro Nazionale di Fotografia.
Interverranno: Caroline Bachmann, Marco
Interverranno:
Baroncelli, Guido Bartorelli, Max Boldrin,
Piotr Barbarewicz, Università I.U.A.V. di
Gea Casolaro, Flavio Favelli, Elena Nem­
Venezia
kova, Francesca Semeria
Caterina Limentani Virdis, Università di
Padova
Venerdì 3 0, ore 2 1 . 00
Marcello Pecchioli, Università di Bologna
L'archivio fotografico storico della Provin­
Luciano
Testa,
Università
I.U. A.V.
di
cia di Treviso.
Venezia
Adriano Favaro presenta i fondi fotografici
Venerdì 9, ore 2 1 . 00
pe Gnocato, Giulio Marino e dell'Istituto
Gli archivi fotografici del Centro Studi e
Jacopo Riccati
Giuseppe Fini, Giuseppe Mazzotti, Giusep­
57
IMMAGINI CONCESSE DAI PRIVATI
Sono così pervenute a l F.A . S .T., perçhé ne
Non
fosse effettuata la riproduzione in digitale,
fotografie la dimensione e l'importanza dei
grandi Fondi Fotografici, può accadere che
Ad arricchire la raccolta di immagini del
immagini che documentano l'attività delle
Foto Archivio Storico Trevigiano, sono
Crocerossine
giunte,
anche
Mondiale, del lavoro in fabbrica, nonché
nel
corso
degli
anm,
durante
la
Prima
Guerra
avendo
queste
la loro valorizzazione
piccole
sene
di
sia messa, invo­
lontariamente, in secondo ptano: inten­
fotografie gentilmente messe a disposizione
momenti di vita cittadina, del mercato della
diamo pertanto, da questo numero di " Fo­
da tanti privati cittadini, che hanno inteso,
frutta agli inizi del secolo, dell'attivìta di
tostorica", proporre ai lettori alcune delle
con la loro disponibilità, contribuire alla
esercizi commerciali, ma anche di bonifiche
immagini che provengono dagli album di
salvaguardia della memoria storica del loro
delle zone paludose, del lavoro e della vita
famiglia o in genere estratte da collezioni
territorio.
nel mondo contadino ecc.
private.
I bovi
anni '30
collezione privata G.Favaretto
58
Località non identificata. Motociclisti in gara
nel primo circuito della Postumia
1 925
collezione privata L.Marton
Luciano Marton sulla fedele Moto Guzzi 500
1 927
collezione privata L. Marton
Treviso. Partenza in Viale Passeggi
di una gara di cicli a motore
fine anni '20
collezione privata L.Marton
Treviso. Luciano Marton dopo il ritiro
nel secondo circuito della Vittoria
1 924
collezione privata L. Marton
59
Meolo. Paesaggio prima della bonifica
ante 1 93 0
collezione pr iva ta F. Grosso
Roncade. Scavo del colatore S. Giovanni nei pressi di
Ca' Tron
1932
collezione privata F. Grosso
Roncade. Sottopassante il collettore delle acque alte
1 930
collezione privata F. Grosso
Roncade. Paratoia sul colatore S. Giovanni presso Ca'
Tron
1 930 ca., collezione privata F. Grosso
Roncade. Inaugurazione dell'idrovora di Portesine
1 932
collezione privata F. Grosso
Roncade. Interno dell'idrovora di Portesine
1 932
collezione privata
F.
Grosso
Roncade. Opere per l'irrigazione l �ngo la strada
da Ca' Tron al Sile
1 93 0 ca., collezione privata F. Grosso
Meolo. Allagamenti prima della bonifica in Marteggia
ante 1 93 0
collezione privata F. Grosso
Musile di Piave. Allagamenti prima delle opere
di bonifica
ante 1 930, collezione privata F. Grosso
60
Roncade, Ca' Tron. Collettore delle acque alte
1 932
collezione privata F. Grosso
Roncade. Ricalibratura di un colatore
1 930 ca.
collezione privata F. Grosso
Treviso. Particolare della facciata
del vecchio Ospedale civile
anni '20
collezione privata Perissinotto
Treviso. Via S. Chiara e nello sfondo
la Cappella degli Innocenti trasformata
anni '20
collezione privara Perissinotto
Treviso. Piazza Indipendenza
anni '20
collezione privata Perissinotto
Treviso. Lavandaie al canale dei Buranelli
anni '20
collezione privata Perissinotto
Treviso. Via Castelmenardo
anni '20
collezione privata Perissinotto
Treviso. Case sul Cagnan di Mezzo
anni '20
collezione privata Perissinotto
Treviso. Lavandaie sul rio Cantarane
anni '20
collezione privata Perissinotto
Treviso. La riviera Garibaldi nel tratto
tra la barriera e il ponte Dante
anni '20, collezione privata Perissinotto
Treviso.
TI
canale delle Convertite
anni '20,
collezione privata Perissinotto
Treviso. Uno dei canali che attraversano la città
anni '20
collezione privata Perissinotto
61
LIBRERIE DOVE SI PUÒ ACQUISTARE "FOTOSTORICA"
Libreria La Bassanese
Via J. da Ponte, 4 1 , 3606 1 Bassano del
Grappa (VI)
Libreria Einaudi
Via Coroneo, 8, 3 4 1 3 3 Trieste
Libreria Minerva
Via S . Nicolò, 20, 3 4 1 2 1 Trieste
Libreria Ghelfi Barbato
Via Mazzini, 2 1 , 37 1 2 1 Verona
Libreria Antonini
Via Mazzini, 1 6, 34170 Gorizia
Libreria Rinascita
Corso Porta Borsari, 32, 37 1 2 1 Verona
Libreria Tarantola
Via Vittorio Veneto, 20, 3 3 1 00 Udine
Libreria Cortina
Via A. Mario, 1 0, 37 1 2 1 Verona
Libreria Moderna Udinese
Via Cavour, 1 3 , 3 3 1 00 Udine
Libreria Goldoni
Calle dei Fabbri, 4742/43, 30 1 24 Venezia
Libreria Friuli
Via dei Rizzani, 1 /3 , 3 3 1 00 Udine
Libreria Feltrinelli
Via Ugo Foscolo, 113, Milano
Libreria Rinascita
Via G. Verdi, 48, 34074 Monfalcone (GO)
Libreria Feltrinelli
Corso Buenos Aires, 20, Milano
Libreria Tarantola
Via Roma, 27/A, 3 2 1 00 Belluno
Libreria Feltrinelli
Via Manzoni, 1 2, Milano
Libreria Sovilla
Corso Italia, 1 1 8, 32043 Cortina d 'Ampezzo (BL)
Libreria Feltrinelli
Via Mazzini, 20, Brescia
Libreria Pilotto
Via Tezze, 1 8, 32032 Feltre (BL)
Libreria Leggere
Via Don L. Palazzolo, 2 1 , Bergamo
Libreria Minerva
Piazza XX Settembre, 22/A, 3 3 170 Pordenone
Libreria Feltrinelli
Via Cerretani, 30, Firenze
Libreria Al Segno
Via del Forno, 2, 3 3 1 70 Pordenone
Libreria Marzocco
Via Martelli, 6, Firenze
Libreria Canova
Via Calmaggiore, 3 1 , 3 1 100 Treviso
Libreria Feltrinelli
Via Banchi di Sopra, 64/66, Pisa
Libreria Marton
Corso del Popolo, 40, 3 1 1 00 Treviso
Libreria Feltrinelli
Piazza Ravegnana, l , Bologna
Libreria Canova
Via C avour, 6/B, 3 1 0 1 5 Conegliano (TV)
Libreria Feltrinelli
Via Battisti, 1 7 , Modena
Libreria Quartiere Latino
Via 1 1 Febbraio, 34, 3 1 0 1 5 Conegliano (TV)
Libreria Fiaccadori
Via Al Duomo, 8, Parma
Libreria Mondadori
Piazza Insurrezione, 3, 35 1 3 9 Padova
Libreria Feltrinelli
Via XX Settembre, 233/r, Genova
Libreria Feltrinelli
Via S . Francesco, 7, 35 1 2 1 Padova
Libreria Feltrinelli
Piazza Castello, 1 7 , Torino
Libreria Pangea
Via S . Martino e Solferino, 1 06, 35 1 4 1 Padova
Libreria Feltrinelli
Via V. Emanuele Orlando, 75, Roma
Libreria Draghi
Via Cavour, 1 7/ 1 9 , 35 1 3 9 Padova
Libreria Montecitorio
Piazza Montecitorio, 59, Roma
Libreria Galla 1880
Corso Palladio, 1 1 , 3 6 1 00 Vicenza
Libreria Feltrinelli
Via S . Tommaso d' Acquino, 70, Napoli
Libreria Palazzo Roberti
Via J . da Ponte, 34, 3606 1 Bassano del Grappa (VI)
Libreria Guida A
Via Port' Alba, 20/22, Napoli
Libreria Il Manifesto
Via Tomacelli, Roma
Cierre Distribuzione Editoriale
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Fotostorica n. 11/12 - 2001 - Fast