Corso Base per Gruppi
Comunali di Protezione Civile
Polo Didattico
Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Bergamo
Gorle 22 maggio 2000
Ruolo e coordinamento
delle componenti
e delle strutture
di protezione civile
a cura di P.I. Gianmario Gnecchi
Vigili del Fuoco di Bergamo - gmg2000
a) Il Corpo Nazionale dei
Vigili del Fuoco,
quale componente fondamentale
della Protezione Civile
b) Le Forze Armate
c) Le Forze di Polizia
d) Il Corpo Forestale dello Stato
e) I Servizi Tecnici Nazionali
f) I gruppi nazionali di ricerca scientifica, l’Istituto
naz.le di geofisica ed altre istituzioni di ricerca
g) La Croce Rossa Italiana
h) Le strutture del Servizio Sanitario Nazionale
i) Il Volontariato
l) Il Corpo Nazionale di Soccorso Alpino
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Art. 2
Tipologia degli eventi ed ambiti di competenze
Ai fini dell'attività di protezione civile gli eventi si distinguono in:
AA eventi naturali o connessi con l'attività dell'uomo che possono essere
fronteggiati mediante interventi attuabili dai singoli
singolienti
entie
amministrazioni competenti in via ordinaria;
BA eventi naturali o connessi con l'attività dell'uomo che per loro natura
piùenti
entio
ed estensione comportano l'intervento coordinato di più
amministrazioni competenti in via ordinaria;
CC calamità naturali, catastrofi o altri eventi che, per intensità ed
estensione, debbono essere fronteggiati con mezzi e poteri
con mezzi e poteri
straordinari.
straordinari
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Art. 3
Attività e compiti di protezione civile
1. Sono attività di protezione civile quelle volte alla
previsione e prevenzione delle varie ipotesi di
rischio, al soccorso delle popolazioni sinistrate
ed ogni altra attività necessaria ed indifferibile
diretta a superare l'emergenza connessa agli
eventi di cui all'articolo 2. (…)
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Previsione
• La previsione consiste
nelle attività dirette allo studio
ed alla determinazione delle cause
dei fenomeni calamitosi,
alla identificazione dei rischi
ed alla individuazione
delle zone del territorio
soggette ai rischi stessi.
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Prevenzione
• La prevenzione consiste nelle attività
volte ad evitare o ridurre al minimo
la possibilità che si verifichino danni
conseguenti agli eventi
di cui all'articolo 2
anche sulla base delle conoscenze
acquisite
per effetto delle attività di previsione.
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Soccorso
• Il soccorso consiste
nell'attuazione degli interventi
diretti ad assicurare
alle popolazioni colpite
dagli eventi di cui all'articolo 2
ogni forma di prima assistenza.
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Superamento
dell’emergenza
• Il superamento dell'emergenza
consiste unicamente nell'attuazione,
coordinata con gli organi istituzionali
competenti, delle iniziative
necessarie ed indilazionabili volte a
rimuovere gli ostacoli alla ripresa
delle normali condizioni di vita.
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Indipendentemente
dallo scenario di rischio...
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Che cosa c’è nel mezzo?
•
•
•
“PERICOLO”
Misure
di prevenzione
e protezione
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Sfruttamento
e gestione
del territorio
Autorizzazioni
Controlli
AUTORITA’
•
•
•
Piano d’emergenza
Strutture pubbliche
di soccorso
Informazione
e Formazione
POPOLAZIONE
il ruolo ed il coordinamento
delle componenti e delle strutture di protezione civile
può essere definito nel migliore dei modi
attraverso un processo di
PIANIFICAZIONE E
GESTIONE DELL’EMERGENZA
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La pianificazione d’emergenza
Pianificare “prima”
per Applicare “durante”
e Gestire “poi”
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Primo: pianificare.
• DURANTE l’emergenza tutte le risorse vanno impiegate per
APPLICARE quanto già pianificato PRIMA
• Le variabilità (minime) nello scenario sono l’unica incertezza che
ci si può permettere
• Non devono esistere incertezze sulla scelta degli strumenti da
applicare, una volta determinato lo scenario
• Come è possibile giustificare una perdita di
tempo per pianificare DURANTE l’emergenza
quello che si sarebbe potuto pianificare PRIMA?
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Applicare quanto è stato deciso “prima”
• La conduzione dell’emergenza risulta più semplice
se il Decision Maker può contare su
processi predeterminati (pre-pianificati)
che vengono man mano attivati
al momento opportuno con la certezza che il risultato
sarà automaticamente (o quasi) raggiunto.
• Una valida pre-pianificazione (anche se non è superdettagliata) permette di tenere sgombra la mente in
modo da disporre di quante più risorse per affrontare
quegli aspetti particolari dell’emergenza che non si è
riusciti a pianificare prima (e in genere ce n’è
abbastanza…)
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Il vero “valore aggiunto”
del responsabile delle operazioni
Colui che conduce l’emergenza ha un compito essenziale:
ESSERE PRONTO A
PRODURRE DECISIONI
OGNI VOLTA
CHE CIO’ GLI VIENE RICHIESTO
Per questo motivo deve
limitare ragionevolmente
la quantità di decisioni da prendere
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Pianificare… cioe?
• Ipotizzare una serie di scenari incidentali
di riferimento
• elencare le azioni da svolgere e
soprattutto:
– individuare chi fa,
– che cosa fa,
– quando lo fa,
– in sincronia con chi altro?
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La sincronia delle operazioni
REPARTO
TIPO DI EMERGENZA
TEMPO  00:00
FIGURE /
GRUPPI
COINVOLTI
PRIMA
DELL'EVENTO
SI VERIFICA
L'EVENTO
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

SITUAZIONE 1

SITUAZIONE 2

SITUAZIONE …N

TERMINE
DELL'EVENTO
RIPRISTINO DELLA
NORMALITÁ
Esempio di pianificazione operativa
•
•
•
•
Identificare gli scenari di riferimento
Identificare gli obiettivi urgenti (priorità)
Identificare le risorse necessarie
Identificare gli strumenti
per la verifica continua
dello “stato di avanzamento dei lavori”
• Prevedere un’organizzazione flessibile per la
veloce ridistribuzione e riposizionamento
delle risorse sulla base del monitoraggio
dell’emergenza
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Quanti scenari devo prevedere?
• Apparentemente si può pensare di dover
identificare una lunga serie di scenari di
riferimento, con moltissime variabili.
• Nella realtà, pur essendo riscontrabile questa
variabilità della “fonte dei guai”, risulta che per
quanto riguarda le modalità di risposta allo
scenario le variabilità sono molto più contenute.
• Per cui quando si dispone di pianificazioni per
scenari di massima di tipo generale si può essere
sufficientemente sicuri che potranno essere
applicate con successo alla maggior parte delle
situazioni analoghe
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…CHI COMANDA?
Inizio
dell’evento
Salvataggio
e stabilizzazione
Assistenza
alla popolazione
Ripristino e
avvio della normalità
Prevenzione
e previsione
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1
le persone direttamente coinvolte nell'incidente
(operai, conduttori dell'impianto, autotrasportatori)
2
le persone, non direttamente coinvolte, che vengono
man mano a conoscenza dell'incidente
(altri operai, impiegati, altri utenti della strada, passanti)
3
le squadre di primo soccorso
(vigili del fuoco, forze dell'ordine, ambulanze)
4
il personale specialista
(squadre speciali dei vigili del fuoco, tecnici aziendali
di altri stabilimenti, ASL, società per la bonifica)
Le diverse fasi
della gestione
operativa
dell’intervento
Sviluppo incidente
Stabilizzazione
5
le autorità
(sindaco, responsabile dell'azienda, ecc.)
Conclusione
Ripristino servizi essenziali
Bonifica e ritorno alla normalità
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Sensazioni che il personale operante (e anche
chi “osserva da fuori”) deve poter percepire
• C’è una e una sola persona che sta comandando le
operazioni (o comunque c’è un comando unificato)
• Chi sta comandando sa esattamente che cosa deve
fare e che cosa deve essere fatto
• Chi sta comandando sa delegare, secondo
pianificazione, le funzioni di gestione dell’emergenza
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...di conseguenza:
• Tutto il personale sta operando sotto
supervisione
• Tutti gli aspetti della gestione interna
dell’emergenza sono affrontati adeguatamente
• Tutti gli aspetti relativi alla gestione esterna
dell’emergenza sono affrontati adeguatamente
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LO SCHEMA A "OTTO PASSI"
1 - Controllo e gestione del sito
2 - Identificazione del materiale coinvolto
3 - Analisi dei pericoli e del rischio
4 - Valutazione degli indumenti protettivi
e delle attrezzature
5 - Coordinamento delle informazioni e delle risorse
6 - Controllo, confinamento e contenimento
del prodotto
7 - Decontaminazione
8 - Chiusura dell'intervento
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Il sistema di comando dell’incidente:
i settori
La settorizzazione è di tipo:
• funzionale
• “geografica”, o di area
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Lo sviluppo del sistema
1
5
2
4 3
pianificare
correzione
revisione
critica
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addestramento
applicazione
Il primo modulo è terminato.
Grazie per l’attenzione.
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