DELLA
ANNO XXXV
20 FEBBRAIO 2010
E 1,20
onversione. Penitenza. Digiuno. Sono queste le parole che
si affacciano alla mente quando si pensa alla Quaresima.
Il cammino di quaranta giorni che ci porterà alla gioia della Risurrezione. Il pellegrinaggio spirituale durante il quale siamo chiamati a
guardarci dentro, affinché, una volta
raggiunta la meta – nel nostro caso
la Pasqua – ci si possa scoprire davvero diversi rispetto al momento in
cui il viaggio è iniziato.
Conversione. Penitenza. Digiuno.
Vorrei che per tutti queste parole
fossero espressione di atteggiamenti
del cuore prima ancora che di gesti
concreti e manifestassero una sobrietà di vita che dovremmo recuperare e
mantenere, poi, nella vita, alternativa rispetto ad una società spesso
malata, perché mai sazia di avido consumismo. Ma attenzione: potrebbe
anche sorgere la tentazione di sentirsi
migliori degli altri perché si è scelto
di andare controcorrente. Accontentiamoci piuttosto di essere liberi,
recuperando un rapporto sincero con
Dio e con la sua Parola. Anche san
Paolo affermava che «anche se tutto
fosse lecito… io non mi lascerò dominare da nulla!».
La Quaresima è un’occasione splendida posta nelle nostre mani per «riconciliarci con Dio» e prenderci cura
della nostra vera libertà, accogliendo
l’invito che è risuonato nelle parole
del profeta Gioele nel Mercoledì delle Ceneri: «Ritornate a me con tutto
il cuore».
Fermiamoci a riflettere sulla portata “rivoluzionaria” di tale affermazione, che una volta di più ci aiuta a
cogliere l’infinita misericordia paterna di Dio. Egli ci rassicura. Ci dice
che, nonostante i nostri peccati, è lì
ad attenderci, pronto a perdonarci se
saremo disposti a ritornare «con tutto il cuore». Anche in questa Quaresima, insomma, Dio ci tende la mano
e non ci lascia soli. «Nessuno ha un
amore più grande di questo: dare la
vita per i propri amici» (Gv15,13).
Proprio questo Gesù porta a compimento nel sacrificio pasquale: siamo
chiamati a prepararci a ricevere tale
dono e, una volta che ne abbiamo compresa la portata, siamo invitati a fare
altrettanto per i nostri fratelli.
Mettiamoci in ascolto del Vangelo,
recuperando il valore inesauribile della preghiera, della meditazione, dell’adorazione. Come ho già scritto nella presentazione della “Quaresima
missionaria”, ribadisco che il radunarci intorno alla Parola di Dio ci
cambia la vita, in meglio s’intende!
Siamo chiamati a purificare il cuore,
a scoprire che la sobrietà è un atteggiamento da assumere non solo perché stiamo attraversando un tempo
difficile di crisi, ma perché il Vangelo, preso sul serio, porta a tale scelta.
L’argomento è urgente ed è parte
di quella sfida educativa e culturale
con la quale ci stiamo confrontando.
Dobbiamo davvero “convertirci”, restituendo a Dio il ruolo che merita nella
nostra vita, perché «senza Dio l’uomo
non sa dove andare e non riesce nemmeno a comprendere chi egli sia …»
(Caritas in Veritate 78). Anche nel
recente messaggio per la Quaresima,
dedicato al tema “Cristo, giustizia di
Dio”, il Papa ci rivolge questo invito.
Il cammino è iniziato. Sobrietà di
vita e meditazione del Vangelo: temprati da piccoli sacrifici e dalla forza
della Parola di Dio sapremo domani
gioire nella Santa Pasqua.
Vi benedico,
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
C
7
DIOCESI
DI
COMO
PERIODICO SETTIMANALE - POSTE ITALIANE S.P.A.
SPED. IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV.
IN L. 27/02/2004 N° 46) ART. 1, COMMA 1, DCB COMO
Buon cammino!
LA PAROLA
DEL VESCOVO
PER LA
QUARESIMA
2010
COMO
RIDERE PER VIVERE...
MEGLIO
tringhe colorate e il sorriso come terapia. Conosciamo da vicino un’associazione di volontariato e il suo servizio accanto ai più piccoli ammalati.
La frontiera della clowneria sociale.
S
A PAGINA 16
COMO
PICCOLI COMUNI
IN CALO
A PAGINA 17
COMO
NON TI BERE
LA PATENTE
A PAGINA 18
COMO
APRITI MUSEO.
PORTE APERTE
ALLO STRANIERO
A PAGINA 19
COMO
GLI UOMINI
DI LOURDES
La cronaca fedele di un
viaggio condotto nel 40°
del Gruppo Turistico
Rebbiese.
A PAGINA 20
SCUOLE
CATTOLICHE
L’ISTITUTO
ORSOLINE S. CARLO
A PAGINA 21
Foto RR
SALVAGUARDIA
DEL CREATO
UN DOVERE,
UNA
RESPONSABILITÀ
A PAGINA 14
VISITA
PASTORALE
LA CRONACA
DI BIZZARONE
E RODERO; LA
PRESENTAZIONE
DI ALBIOLO
ALLE PAGINE 8-9-10-11
QUARESIMA
MISSIONE
CAMERUN:
PRIMA TAPPA
A PAGINA 12
SONDRIO
ARRIVA LA «CARTA»
PER LE FAMIGLIE
A PAGINA 31
COLORINA
L’INCONTRO
DIOCESANO DEI
MINISTRANTI
A PAGINA 33
ROVELLASCA
IL CROCIFISSO
RESTAURATO
A PAGINA 29
LIBRETTO PER LA BENEDIZIONE DELLE FAMIGLIE
Ha come fulcro la Sacra Famiglia di Nazareth il libretto
per la benedizione delle famiglie edizione 2010.
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Quest’anno, per chi lo desidera, è possibile personalizzare l’ultima pagina di copertina del libretto con immagini o
pensieri a scelta della parrocchia. Le richieste di personalizzazione dovranno pervenire
non oltre il 23 febbraio anche
all’indirizzo mail: setcomo@
tin.it.
Benedizione
delle famiglie 2010
Costruisci, o Dio,
la nostra
casa!
1
P A G I N A
2
RIFLESSIONI
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010
DISCORSI DI SANT’AGOSTINO SULLA QUARESIMA
QUARESIMA, TEMPO
SOLENNE DA VIVERE
SOTTO IL SEGNO DELLA
CROCE DI CRISTO
L
don AGOSTINO CLERICI
a cura di AGOSTINO CLERICI
PREGHIERE E MEDITAZIONI
«
a vita che trascorriamo in questo mondo è il tempo della
nostra umiltà ed è simboleggiata da questi giorni in cui il
Cristo Signore, il quale ha sofferto morendo per noi una
volta per sempre, sembra che ritorni ogni anno a soffrire». Parole di circostanza? Agostino era solito ripeterle
quando la Chiesa s’inoltrava nel «sollemne tempus» della Quaresima. La sua gente lo sapeva, e accorreva ad ascoltare quel sermone
inaugurale che tracciava l’itinerario penitenziale. Il vescovo, da
parte sua, era consapevole di dire cose ormai note, ma bisognava
farne memoria a quei cristiani africani che certo non erano meno
distratti di noi e rischiavano di vivere alla giornata senza dar troppo peso al mistero cristiano racchiuso nel tempo.
Particolare attenzione il vescovo Agostino dedicava al simbolismo che caratterizza la quarantena quaresimale. Lo comprendiamo meglio se la poniamo in parallelo con i cinquanta giorni del
tempo pasquale: ogni Quaresima simboleggia la vita terrena, in
cui siamo pellegrini verso la patria celeste, e ne fa anche parte; la
cinquantina pasquale è simbolo della vita futura, pur facendo parte in realtà della vita presente. «Questo è tempo utile per esercitare l’umiltà dell’anima». Ovvero sono giorni, quelli quaresimali, in
cui prendere coscienza della propria debolezza e dell’infermità che
accompagna il nostro pellegrinaggio terreno; e questo continuo esercizio di umiliazione va vissuto in spirito di umiltà, come occasione
per sgrezzare il cuore e prepararlo all’incontro con Cristo attraverso le opere della penitenza. In effetti «tutta la nostra fatica in questa
vita consiste nel sanare l’occhio del cuore per poter vedere Dio».
La Quaresima è sì «tempo solenne» ma è «sollemnitas humiliationis». Va vissuta sotto il segno della croce di Cristo, una croce da
cui «il cristiano dovrebbe pendere di continuo». L’esortazione del
vescovo di Ippona è pungente: «Cristiano, vivi sempre così in questa vita; se non vuoi impantanarti nel terreno limaccioso, non scendere da questa croce».
C’è un altro aspetto che non va trascurato. La passione del Capo,
che soffre sulla croce, è misteriosamente continuata dalla passione di quel Corpo che è la Chiesa: essa, in qualche modo, completa
nella sua carne quello che manca ai patimenti di Cristo. La
Quaresima,allora, non ha senso come somma di sforzi individuali
di acquistare la salvezza: la penitenza non è una devozione privata. Nulla è più lontano dalla concezione ecclesiologica agostiniana,
che vede una profonda simbiosi fra il «Christus caput» - Gesù Cristo - e il «Christus corpus» - Chiesa - che sono misticamente «unus».
Affermare che la prassi penitenziale è ecclesiale non significa certo
ammettere che l’impegno penitenziale sia assunto dalla Chiesa in
modo del tutto anonimo e deresponsabilizzante: ognuno, per conto suo, e tutti insieme, dobbiamo essere crocifissi in Cristo. «La
santa Chiesa siamo noi». Per cui «nessuno invidi, nessuno disprezzi
nell’altro un dono di Dio che lui non ha. Nei beni spirituali ritieni
come tuo ciò che ami nel fratello; e lui ritenga come suo ciò che
ama in te». Quel che conta è che ciascuno, secondo lo stato in cui si
trova, viva la Quaresima con fervido impegno. Agostino si dimostra molto attento a questa dimensione, al tempo stesso comunitaria e personale, della penitenza quaresimale.
NOVITÀ IN LIBRERIA
Per sant’Agostino la
Quaresima è il simbolo della
vita dell’uomo. Tutta la nostra
esistenza è una prova, una
Quaresima, affinché,
purificati, possiamo vivere
una Pasqua eterna. I quaranta
giorni che precedono la
Resurrezione sono perciò
occasione di meditazione e
preghiera, di rinnovamento, di
digiuno inteso come
strumento di purificazione
interiore, di silenzio e dialogo
con Dio. In questo cammino
l’uomo non è solo. Nei
ventiquattro Sermoni qui
raccolti il costante richiamo
alla Chiesa, spinge Agostino a
ricordare ai suoi diocesani che
la penitenza quaresimale ha
carattere comunitario; se la
comunità ecclesiale è simile ad
un corpo, le sue membra unite
e collegate nel bene e nel male
devono incoraggiarsi ed essere
di esempio gli uni per gli altri.
La raccolta è preceduta da
un’ampia e illuminante
introduzione.
SANT’AGOSTINO,
Discorsi sulla
Quaresima
(a cura di Remo
Piccolomini),
Città Nuova 2010,
pagine 272,
Euro 14,00
La Via Crucis, antica devozione che si ispira ai
Vangeli e alla tradizione, oltre che racconto della Passione di Gesù, è racconto della passione
dell’uomo. È per questo che le stazioni della
Via Crucis di Cristo e dell’uomo sono state spesso riprese e commentate, oltre che dai pittori,
dai poeti e dagli scrittori. Giovanni Battista
Gandolfo, raffinato cultore di poesia, ha commentato i brani biblici della Passione con risonanze di poeti e scrittori, e ha steso per ogni
stazione un testo di meditazione. Via Crucis
secondo i poeti: un modo nuovo di accostarsi al
mistero della Passione di Gesù. Risonanze poetiche di: Divo
Barsotti, Georges Bernanos, Elena Bono, Paul Claudel, Countee
Cullen, Shusaku Endo, Gertrud von le Fort, Mario Luzi, Oscar
Vladislas de Milosz, Charles Peguy, Nino Salvaneschi, Ruth
Schaumann, David Maria Turoldo, Miguel de Unamuno, Giuseppe Ungaretti. GIOVANNI BATTISTA GANDOLFO (a cura di),
Via Crucis secondo i poeti, Ancora, pagine 32, euro 3,00.
Élisabeth Smadja è un’ebrea francese di origine tunisina, convertita al cattolicesimo. Nel suo
cammino di conversione, le sette parole pronunciate da Gesù sulla croce rappresentano il luogo in cui viene raccolta in condensato l’esperienza vissuta nel corso di una lunga ricerca
dell’amore divino.Il lettore è così accompagnato a meditare sul Cristo sofferente e glorioso,
in un itinerario di purificazione. «Speriamo che
i lettori italiani prendano gusto al ricco messaggio
di queste meditazioni e vi trovino conforto e approfondimento per la propria fede nel Crocifisso Risorto». ÉLISABETH SMADJA, Le parole di Gesù
in croce, EDB, pagine 32, euro 1,60.
Che cosa hanno da dire la storia e l’archeologia
sulla morte, sepoltura e risurrezione di Gesù?
Due tra i più celebrati scrittori sul tema del
Gesù storico condividono le loro più grandi scoperte. Evans e Wright esaminano gli eventi
della vita di Gesù da un punto di vista storico,
con la preoccupazione di vagliare le prove esistenti, in modo da ipotizzare ciò che più probabilmente accadde a Gesù negli ultimi giorni
della sua esistenza terrena. Gli autori, come
molti altri cristiani, riconoscono che determinare ciò che davvero ebbe luogo è vitale per la
fede cristiana. La storia è quindi di cruciale
importanza per comprendere il dramma e il significato travolgente degli ultimi giorni di Gesù sulla terra.
CRAIG A. EVANS - N.T. WRIGHT, Gli ultimi giorni di Gesù.
La verità dei fatti, San Paolo, pagine 132, euro 11,00.
Gesù è veramente risorto? Come si fa a credere senza vedere?
Comprendere il vero significato pasquale della
Croce, morte e Resurrezione di Cristo significa
diventare suoi discepoli, con cuore pieno di speranza. È l’inizio di una nuova creazione. Gli
Autori tracciano un itinerario di riflessione sugli incontri di Gesù con i discepoli dopo la Resurrezione. Un aiuto per un personale incontro
con il Risorto. Una catechesi nata nei campi
scout dell’AGESCI, valido strumento per quanti sono impegnati nella Pastorale giovanile. In
collaborazione con AGESCI. PAOLA DAL
TOSO - LUCIO SEMBRANO, Mio Signore e
mio Dio. Meditazioni sul Risorto, Città Nuova, pagine 96, euro 9,00.
PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA - ANNO C
Parola
FRA
noi
DT 26,4-10
SAL 90
RM 10,8-13
LC 4,1-13
Il senso dei quaranta
giorni è nella tensione
verso la Pasqua
di ANGELO SCEPPACERCA
PRIMA SETTIMANA
del Salterio
INVERTIRE LA STRADA, CONVERGERE SU CRISTO
B
asta un lampo per vedere “tutti i regni della terra”; anche per precipitare nella tentazione. A
Gesù è sufficiente l’istante della Parola vissuta nella volontà di Dio per resistere e
vincere Satana.
Nella tentazione, Dio non
manca, non è staccato, altrove.
Satana ha portato Gesù nel deserto, “lontano” da tutto e da
tutti, ma non da Dio. Lo Spirito
è con Gesù. E Dio è accanto a
noi, vicino nella prova e nella
tentazione. Non è vero che ci ha
abbandonato. Gesù, dinanzi alla
lusinga di Satana, resta figlio
obbediente del Padre. Anche
noi restiamo figli di Dio. Tutte
le tentazioni vorrebbero mettere in crisi il rapporto di paternità-figliolanza tra Dio e noi, come
quelle che ha provato Gesù dall’inizio fino all’epilogo della croce.
Gesù è tentato nella sua persona, persino nell’istinto naturale di sopravvivenza, con la ri-
chiesta di trasformare in pane
la pietra. E lui ricorda che la vita
dell’uomo non è tutta nel pane.
Poi gli viene offerto quello che
nessuno è capace di rifiutare:
tutto il mondo, con lui al primo
posto assoluto. E Gesù torna a
dare ordine alle cose, restituendo a Dio il primato. Infine, è
messo in crisi il rapporto tra
Gesù e il Padre, rinnovando il
dramma della competizione
dell’origine quando l’uomo cadde nell’inganno di poter diventare come Dio e mettersi al suo
posto. Gesù smaschera anche
l’ultima follia, quella di sopprimere il padre, “tentandolo”.
Dopo queste, ogni altra tentazione è esaurita, disinnescata, smascherata, vinta. Satana fugge. Per tornare ancora,
con la stessa mercanzia. Troverà la stessa moneta a pagarlo:
il corpo e il sangue del figlio abbandonato fra le braccia del padre.
Il senso dei quaranta giorni è
nella tensione verso il giorno di
pasqua; quaresima è
tempo forte – “serio” –
rispetto al tempo “debole” in cui spesso affoghiamo, per convincerci a tornare al Signore, in-vertendo la
strada, con-vergendo
su Cristo. Non da soli,
perché mai siamo persi dallo sguardo di Dio,
il solo che merita di
essere corrisposto per
avere felicità e salvezza.
Preghiera, penitenza e carità fanno la
quaresima
perché
fanno il cristiano. Non
sono
prove,
ma
chance, fortune. La
preghiera è dialogo
d’amore, cominciando
ad ascoltare nel cuore
la sua voce e la sua
Parola. Preghiera è dire al Padre: non abbandonarci nella tentazione. La penitenza è libertà
perché nulla ci occorre e tutto è
in Dio. La carità è la prassi e il
vestito della festa, che è ogni
giorno. Anche questi quaranta,
uno ad uno.
SOCIETÀ
P A G I N A
3
PRIMOPIANO
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010
DENTRO LE NAZIONI
REPUBBLICA MOLDAVA
IL «SEME CHE MUORE»
L
a fragile situazione politica della Moldova che
da un anno è senza Presidente della Repubblica. La povertà e la forte
spinta migratoria verso l’estero, soprattutto da parte delle
donne e quindi il dramma dei
figli lasciati soli in patria. Il fenomeno della tratta e il recente fenomeno del “turismo sessuale”. Di questo parla mons.
Anton Cosa, vescovo di Chisinau, in questa intervista a Sir
Europa. Lo abbiamo contattato mentre era a Roma, con i 16
vescovi romeni di rito romano
e greco cattolico per la visita “ad
limina apostolorum” dal Papa.
Si terrà poi quest’anno a
Chisinau l’incontro delle Conferenze episcopali del Sud-Est
Europa che su iniziativa del
Ccee si svolgerà dal 25 al 28
febbraio ed avrà per tema: “I
diritti dei cattolici nella società dove sono in minoranza. Il
contributo dei cattolici alla realizzazione del bene comune
nella società: difficoltà e nuove
sfide”.
Come è oggi la situazione
politica del Paese dopo le
drammatiche vicende che
avete vissuto lo scorso anno
con le elezioni?
“Quanto è avvenuto in
Moldova nell’aprile dello scorso anno ha rappresentato un
momento di cambiamento del
paese, confermato dalle elezioni ultime che hanno visto la
sconfitta del Partito Comunista, che pur essendo risultato
il partito con maggior consenso
da parte del paese ha dovuto
subire la maggioranza dei quattro altri partiti che hanno rappresentato l’opposizione nella
fase elettorale ed oggi sono al
Governo. Purtroppo la stabilità non è stata ancora raggiunta, perché non essendo il Parlamento riuscito ad eleggere il
Presidente della Repubblica,
posto vacante da quasi un anno,
si dovrà andare a nuove elezioni dopo l’estate. L’attuale Governo ha fatto una scelta di
chiara adesione all’Europa, cercando subito nell’Unione Europea un alleato forte, ma rimane pur sempre il legame storico con la Russia, che è pur sempre nella visione popolare un
punto di riferimento”.
Qual è l’aspetto della povertà che più la preoccupa?
“La Moldova è sottoposta ad
una fase di crisi, come la gran
parte dei paesi europei, anche
se risulta essere un paese di
riferimento per la delocalizzazione degli investimenti europei all’estero, primo paese fra
tutti l’Italia. Il Ministero dell’Economia moldavo ha nei giorni scorsi evidenziato una fase
di lenta crescita. E’ certo che
l’economia locale trae forza dalle rimesse degli emigrati - un
quarto della popolazione è all’estero - che da sempre hanno
rappresentato un prodotto interno che ha mosso molto il settore agricolo e immobiliare, ol-
Nostra intervista con
mons. Anton Cosa,
vescovo di Chisinau
tre alla piccola industria. Tutto ciò non è servito ad abbattere la soglia della povertà, che
vede ancora oggi un altro quarto del paese in condizioni di forte disagio sociale. L’emigrazione rappresenta per la popolazione un obiettivo ed i paesi di
maggiore interesse sono la Russia e l’Italia: cifra significativa
è
rappresentata
dai
venticinquemila visti rilasciati
nel corso del 2009 ai cittadini
moldavi dall’Ambasciata di Italia a Chisinau. La spinta
migratoria viene dal fatto che
la popolazione ha paura della
povertà, dovendo vivere con uno
stipendio medio di circa
centottantadue euro al mese.
La povertà sociale coinvolge
molto i ragazzi, che possono essere definiti orfani sociali essendo le loro madri badanti in
Italia: ogni badante o assistente familiare in Italia è una madre assente dalla famiglia
moldava. Teniamo conto che il
68% dell’emigrazione è composta da donne. Altra fascia sociale drammaticamente povera
sono gli anziani, che rappresentano un passato dimenticato ed
abbandonato. E’ facile comprendere quanto la Chiesa cattolica
moldava sia impegnata in questi settori d’impegno sociale”.
Sul fenomeno della tratta,
cosa ha da dire? Ha qualche
appello da fare?
Il fenomeno del traffico degli
esseri umani, e in particolare
per scopi sessuali, ha rappresentato la grande sofferenza di
questo stupendo paese, che ha
visto tante giovani ragazze vittime di sistemi criminali e
svendute lungo le strade dell’Europa da parte di uomini
senza scrupoli. La Chiesa cattolica ha tanto lavorato in
Moldova nel contrasto alla tratta, basti pensare all’opera meritoria della Fondazione Regina Pacis, andando per le strade, parlando ai politici e agli
studenti, riportando in famiglia
tante giovani, creando per loro
attività lavorative. Il fenomeno
si è molto ridimensionato, perché molto si è lavorato con una
pastorale della strada intensa.
Un appello sento di dover fare
all’Europa: non aspettiamo che
queste ragazze diventino vittime lungo le strade per ricordarci di loro, ma andiamo loro incontro in Moldova per dare loro
la speranza che non muore mai.
Al ridimensionamento del fenomeno della tratta ha fatto seguito la crescita del turismo
sessuale, che vede la Moldova
paese meta di personaggi che
fanno un uso personale, oggetto di mercato, della donna. Oggi
la Chiesa cattolica sta lavorando molto sul concetto della dignità della donna e sulla
rivalutazione della sua femminilità come valore”.
ché questo è un grande dono che
Dio ci ha fatto, ma dobbiamo
aver paura di non essere il
“seme che muore”, cioè di non
dare al popolo moldavo quanto
è giusto che riceva da noi, per
crescere nella dimensione umana e cristiana.
Di cosa ha più bisogno il
popolo moldavo?
“Oggi i moldavi vogliono ampliare conoscenze e relazioni,
vogliono uscire dalla piccola dimensione di un paese per troppo tempo periferia dell’Unione
Sovietica, vogliono conoscere
l’Europa e comprendere anche
la funzione che la Chiesa ha
assunto nei diversi percorsi di
europeizzazione. I moldavi vogliono conoscere il Vangelo e
cercano la catechesi o il dialogo
con preti preparati; vogliono gli
oratori perché i loro ragazzi non
stiano per le strade, ma in ambienti sicuri; vogliono le azioni
di carità per trovare pane e speranza; vogliono le scuole materne con progetti educativi e forme educative nuove; vogliono
certezze e ben sanno che la
Chiesa cattolica, con l’impegno
costante di sacerdoti e religiosi, può dare queste certezze,
senza necessariamente chiedere di lasciare il credo ortodosso”.
Cosa significa essere Chie-
sa di minoranza?
I cattolici in Moldova rappresentano circa l’1% della popolazione. La Chiesa cattolica in
Moldova è dunque una minoranza, ma l’essere minoranza è
anche una grande opportunità
e certamente un grande dono di
Dio, perché educa all’umiltà
della pastorale, dove l’efficacia
dell’azione è data dalla capacità di far valere la personale credibilità. Chi si avvicina alla
Chiesa cattolica, e forse sceglie
di esserne parte, lo fa per la
novità della proposta, per la
concretezza dell’impegno, per la
coerenza che ben si coniuga con
le scelte evangeliche. Capita
spesso di sentirsi additare per
scelte nella vita e nell’impegno,
e la diversità, frutto di sacrificio e di coerenza, trasforma la
minoranza nel “seme che muore” per produrre i suoi frutti.
Oggi la Chiesa cattolica in
Moldova sta seminando tanto,
ma i frutti verranno raccolti da
altri pastori ed in altri periodi
della storia. Non dobbiamo aver
paura di essere minoranza, per-
SCHEDA
La Chiesa cattolica è ufficialmente in Moldova dal 1993. Ha il
suo Vescovo dall’anno 2000 e oggi è una Diocesi al servizio del
popolo moldavo, che ha una forte tradizione cristiana. I cattolici
in Moldova rappresentano circa l’1% della popolazione. Oltre alle
diciassette parrocchie distribuite in tutto il paese, che svolgono
un’attenta attività pastorale grazie alla presenza di sacerdoti e
religiosi provenienti da diverse nazioni, c’è una quotidiana “pastorale sulla strada” fatta di disponibilità verso chi ha bisogno,
servizi socio-assistenziali competenti, dialogo con la gente comune, disponibilità verso tutti. E’ questa la pastorale più efficace
che porta i moldavi a conoscere la Chiesa cattolica e soprattutto
il suo spirito missionario, che non punta al proselitismo, ma al
dialogo religioso, alla conoscenza reciproca, alla condivisione di
programmi pastorali e soprattutto all’amicizia che è il punto di
partenza di ogni miglior azione ecumenica. Qualche dato: su una
popolazione di 4 milioni di persone, i fedeli laici cattolici sono 20
mila. Sono seguiti da 18 sacerdoti diocesani e 16 sacerdoti religiosi . 422 sono i religiose e le religiose e 17 le parrocchie. Nel
seminario, studiano 5 seminaristi.
Che cosa vi aspettate dall’Europa?
La Moldova attende di entrare in Europa. Oggi è solo un
paese di prossimità e rappresenta il confine tra l’Unione
Europea e l’ex blocco sovietico.
Il cammino verso il possibile
ingresso è ancora lungo e soprattutto vanno risolte le
problematiche interne sulle
quali l’Unione Europea sta molto incalzando: la situazione della regione separatista della
Transnistria, i fenomeni della
corruzione e dell’emigrazione
irregolare, la tracciabilità dei
confini con la Romania e
l’Ucraina, la certezza del diritto. Si tratta di problemi molto
delicati che un paese che vuol
far parte dell’Europa deve almeno affrontare con scelte chiare. I moldavi vorrebbero essere
liberi di camminare in Europa,
però sono tuttora regolamentati
dal regime dei visti, anche se è
già stato sottoscritto un accordo di facilitazione. L’ingresso in
Europa va preparato, soprattutto attraverso l’abbattimento
delle numerose sacche di povertà, oltre alla risoluzione di problemi concreti a beneficio della
popolazione. Ma dall’Europa si
attendono i valori, soprattutto
per la tutela della famiglia, per
il rispetto della vita, per una
maggiore democrazia e rispetto
della dignità umana. Non basta
immettere denaro, su cui bisogna anche vigilare, perché bisogna anche comunicare scelte
politiche e sociali che devono essere parte concreta di un paese
che vuol definirsi democratico”.
P A G I N A
4
SOCIETÀ
INTERNIESTERI
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010
ISTITUITO IL CONSIGLIO DEI CAPI DELLE COMUNITÀ CRISTIANE IN IRAQ
Iraq: con una sola voce
N
el corso di una riunione svoltasi, il 9 febbraio, nel monastero
armeno ortodosso
San Karabet di Baghdad, ma la notizia è trapelata
solo il 13, i principali leader religiosi delle Chiese cristiane
presenti nel Paese hanno istituito il “Consiglio dei capi delle
comunità cristiane in Iraq”
eleggendo alla Segreteria generale mons. Avak Asadorian, vescovo della Chiesa Armeno apostolica in Iraq e come suo vice,
mons. George Casmoussa, vescovo siro cattolico di Mosul. In
realtà il Consiglio si era già riunito nel marzo del 2009, ma di
fatto quella del 9 febbraio è stata la prima riunione operativa.
“Lo scopo della riunione – spiega al Sir l’arcivescovo caldeo di
Kirkuk, mons. Louis Sako,
presente a san Karabet – è
quello di formare un corpo dei
capi religiosi cristiani per avere una sola voce, una posizione
unitaria anche a livello politico, sociale ed anche, speriamo,
pastorale. Ci attendono grandi
sfide che dobbiamo affrontare
restando uniti. L’emigrazione, il
dialogo con i musulmani e ed
anche il prossimo voto del 7
marzo, sono solo alcune di queste”. Una posizione ribadita
anche dal patriarca vicario
caldeo, mons. Shlemon Warduni, che parlando al sito
Baghdadhope, ha aggiunto: “è
stata una riunione improntata
sul dialogo tra le parti, confrontandoci sui principi che dovrebbero muoverci in futuro, prima
tra essi quello dell’unità tra le
chiese. Ogni sforzo in questo
senso da parte dei rappresentanti delle Chiese è valutato po-
sitivamente”. All’incontro erano rappresentate 14 denominazioni religiose, tra cui quella
caldea, latina, assira, siro ortodossa, siro cattolica, armeno
ortodossa, armeno cattolica,
presbiteriana e copto ortodossa. Tra i presenti anche il patriarca caldeo, card. Mar
Emmanuel III Delly, quello della chiesa Antica d’Oriente, Mar
Addai II, 11 vescovi e 4 rappresentanti delle Chiese latina,
protestante, evangelica e presbiteriana.
Il Sir ha intervistato mons.
George Casmoussa, vescovo
siro cattolico di Mosul, che del
Consiglio è vice-segretario.
Cosa rappresenta questo
Consiglio per la minoranza
cristiana del Paese?
“Si tratta di una pagina molto importante per i cristiani
iracheni. Volevamo questo Consiglio da molto tempo per riunire i capi religiosi delle Chiese cristiane, quindi cattolici, ortodossi, protestanti. Lo scopo è
quello di rappresentare la minoranza cristiana davanti al
Governo e alle istituzioni e per
promuovere il dialogo ecumenico non solo sul piano teorico
ma soprattutto su quello pratico, della vita di tutti i giorni.
Abbiamo stabilito che si riunirà due volte l’anno per discutere temi di interesse comuni
come la vita dei cristiani nel
Paese nelle attuali circostanze
politiche e sociali”.
In chiave ecumenica quali sono stati i principali temi
affrontati?
“Promulgheremo presto uno
statuto dei cristiani iracheni in
Tutti i candidati governatori
cui sono affrontate questioni
matrimoniali, catechetiche, pastorali. Stiamo redigendo un
programma comune per il catechismo nelle scuole ufficiali.
Il consiglio, tuttavia, non si
sovrapporrà al lavoro delle singole Conferenze episcopali o
Chiese”.
Dal punto di vista sociale
e politico come pensate di
agire? Le difficoltà dei cristiani, attaccati, minacciati
e costretti a fuggire dall’Iraq, sono ben note…
“Cercando avere una voce
sola, un punto di vista e posizioni condivise. Tuttavia, in
questa fase particolare della
vita politica irachena, a circa
tre settimane dal voto del 7
marzo, abbiamo deciso di chiedere un incontro al futuro Governo, che uscirà dalle urne, per
presentare il nuovo Consiglio.
Farlo adesso, infatti, significherebbe esporsi ad un gioco di alleanze politiche ed elettorali cui
non vogliamo prendere parte”.
Tuttavia il voto di marzo
potrebbe rappresentare un
banco di prova per verificare l’unità dei cristiani, anche sul piano politico: eleggere nel futuro Parlamento
tutti e cinque i deputati cristiani, previsti dalla legge,
sarebbe un successo, non
crede?
“Bisogna che le istanze politiche laiche e cristiane abbiano
spazio. Al momento non abbiamo molto peso, però vorremmo
avere una riunione, come
Segretariato del Consiglio, con
i politici cristiani e, in secondo
luogo, lavorare affinché questi
leader politici si riuniscano insieme per discutere e preparare un piano comune di lavoro.
Non abbiamo mai avuto, fino ad
oggi, nessun genere di incontro
con i politici di fede cristiana.
E’ importante, quindi, vedersi
e discutere”.
Quanto nuoce a questo
tentativo la frammentazione politica dei cristiani?
“Il nostro auspicio sarebbe
vedere una sola lista di candidati cristiani per mostrarci uniti. Sfortunatamente ci sono varie liste con candidati liberi.
Questo rende difficile portare
avanti un blocco cristiano”.
Cosa è realisticamente lecito attendersi da questo
voto sotto il profilo del cambiamento politico?
“Gli iracheni non sembrano
essere molto ottimisti sui risultati del voto di marzo poiché
questo pare poggiare sulle stesse basi settarie e comunitarie
del precedente. Da più parti si
sente dire che la maggioranza
di oggi sarà anche quella di domani. Quindi non si prefigurano molti cambiamenti. Per i cristiani sarà importante che i
politici che li rappresenteranno nella prossima assemblea
lavorino insieme per far conoscere le loro istanze e ciò vale
sia nel caso che facciano parte
di un solo schieramento che di
più partiti. Solo così potremo
contribuire al meglio alla ricostruzione materiale e spirituale del nostro Paese e, soprattutto, alla riconciliazione nazionale”.
a cura di DANIELE ROCCHI
Mons.
George
Casmoussa,
vescovo
siro cattolico
di Mosul
COLPO D’OCCHIO
Tempo di scimmie
Dal gelo dei Verdi a vari carnevali
passando per la Sala delle Mappe
er carità, che nessuno mi venga a parlare di effetto
serra e di riscaldamento globale! Quest’anno mi
sono venuti i geloni. Non mi venivano da quando
ero ragazzo. Che qualcosa non quadra e che con le
previsioni del tempo e della temperatura è meglio
andarci prudenti lo devono aver capito anche i Verdi. Con
tempismo davvero geniale avevano programmato a Roma
per venerdì 12 febbraio una manifestazione al Colosseo contro il riscaldamento della Terra. Così “geniale” si è rivelata
la scelta del giorno, che venerdì 12 a Roma è caduta la neve.
Gelo tra i Verdi: poi tutti a casa, in ritirata, a cercare il
riscaldamento tanto temuto.
Un altro che si preoccupa del riscaldamento è il presidente Usa. Giustamente, non c’è che dire. Sarà un caso, però,
che sulla costa nord-orientale degli Stati Uniti, in particolare la zona tra Washington e New York, è caduta tanta di
quella neve che gli americani son dovuti rimanere tappati
in casa. Per primo Obama, a riflettere su come diavolo regolarsi col Dalai Lama, personaggio “scomodo” che per la sua
mania di viaggiare ha già scomodato, suo malgrado, capi di
Stato e di governo in ogni dove, comprese Europa e Italia.
Questa volta l’ultimatum di Pechino è stato categorico:
Obama deve annullare “immediatamente” (così l’avverbio
battuto dalle agenzie) l’incontro programmato alla Casa
Bianca con il Dalai Lama per il 18 febbraio. Che fare? Preso tra l’incudine (piegarsi all’ultimatum) e il martello (inimicarsi la Cina), il presidente ha deciso che un contentino
agli “amici” cinesi bisogna pur darlo. Riceverà il Dalai Lama
non nello Studio Ovale ma nella Sala delle Mappe, meno
ufficiale e meno impegnativa. Dove si vede che le mappe, se
non servono a trovare il tesoro, servono almeno a trovare il
modo per salvare capra e cavoli.
Finisce il Carnevale e incomincia Sanremo. O è tutto un
carnevale, senza soluzione di continuità, anche oltre la manifestazione canora? Quest’anno sul palco del Festival una
regina vera, Rania di Giordania, che speriamo non canterà,
e un principe … che invece canterà. Perdoniamolo, e con lui
i suoi compagni di corte (sia detto senza offesa) perché cantano “Italia amore mio”. Che volete farci? Il sentimento
patriottico prevale sempre, per questa nostra Italietta sì
bella e perduta che, una volta, vedeva salire sul palco
sanremese teste coronate più qualificate dal punto di vista
strettamente professionale: la regina della canzone, Nilla
Pizzi, e il reuccio, Claudio Villa.
In pieno periodo carnevalesco ne abbiamo viste e sentite
delle belle, ancor prima di Sanremo. Nell’aula della Camera stavano per darsele di santa ragione tra deputati leghisti
e Italia dei valori. Sono volati pugni e termini grassi. Tutto
è incominciato quando il deputato Fabio Evangelisti (Idv)
ha definito “scimmie” alcuni deputati leghisti. Ora,
astraendo dal caso specifico, questa sarebbe materia per i
giudici della Cassazione, sui quali però non si può contare
molto, perché in tema di epiteti ingiuriosi hanno pareri
altalenanti. “Scimmia” può considerarsi parola ingiuriosa?
A nostro modesto parere, no. Però meglio non dire “scimmia” – né altri nomi di animali – all’indirizzo di una persona perché risulta sempre e comunque offensivo … per gli
animali. Ai quali facciamo pagare la nostra inveterata abitudine di parlare per luoghi comuni, per stereotipi, che spesso
non hanno alcun aggancio con la realtà. Ci comportiamo
insomma, anche nel linguaggio quotidiano, da bestie. Significativa in proposito una vignetta nel quale appariva uno
scimmione visibilmente abbattuto e mortificato perché era
stato escluso dal “Club degli animali intelligenti”. Il
poveretto andava ripetendo tra sé: «Ma che colpa ne ho io se
rassomiglio all’uomo?».
P
PIERO ISOLA
SOCIETÀ
P A G I N A
5
FATTIePROBLEMI
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010
BIOETICA APRIRSI ALLA TRASCENDENZA O CHIUDERSI NELL’IMMANENZA?
La ragione al bivio
S
empre centrale nel Magistero della Chiesa è la
questione antropologica,
che appartiene insieme
alla fede e alla ragione.
Consapevole che l’epoca contemporanea rappresenta uno spartiacque tra ciò che è umano e ciò
che non sarebbe più umano, la
Chiesa non difende dogmi di
fede, seppure importanti, ma
l’uomo stesso.
Così, interviene nelle complesse questioni bioetiche, non perché abbia propriamente una
competenza scientifica, ma perché in esse è implicato l’uomo.
Lo ha ricordato Benedetto XVI
sabato 13 febbraio, ricevendo i
membri della Pontificia Accademia per la Vita. Ad essi ha detto: “le problematiche che ruotano
intorno al tema della bioetica
permettono di verificare quanto
le questioni che vi sono sottese
pongano in primo piano la questione antropologica”.
Quali sono oggi i pericoli nel
campo bioetico? Innanzitutto,
l’assolutismo della tecnica, cioè
ritenere che il progresso scientifico, attuato mediante la tecnica, sia il fine dell’umanità e per
questo debba essere attuato
come compito principale della
nostra epoca. Invece, la tecnica
è uno strumento in mano dell’uomo; se il progresso scientifico
non può essere fermato, deve
essere governato perché contribuisca al bene della persona e
dell’intera umanità.
Altro pericolo è quello di ritenere che l’uomo sia solo materiale da laboratorio. “Fin dal primo istante - ha ricordato il Papa
- la vita dell’uomo è caratterizzata dall’essere vita umana e per
questo portatrice sempre, dovun-
que e nonostante tutto, di dignità propria”.
Ancora, su un piano culturale
c’è da registrare come fatto negativo la concezione dello Stato,
ritenuto fonte primaria dell’etica; in questa prospettiva quello
che è deciso da una maggioranza, quello che è normato da una
legge sarebbe il vero; con la possibilità che la generazione seguente cambi tutto.
Come rimediare a tali derive?
Il Papa da tempo indica come
soluzione quella di dare piena
fiducia alla ragione, allargando
i suoi spazi conoscitivi, perché
davvero capace di trovare il vero
e il bene per l’uomo. Scrive in
“Caritas in veritate” che le scoperte scientifiche nel campo
bioetico e le possibilità di intervento tecnico sembrano talmente avanzate da imporre “la scelta tra le due razionalità: quella
della ragione aperta alla
trascendenza o quella della ragione chiusa nell’immanenza”
(n. 74). Solo in questa prospettiva si può fondare la dignità della persona e riconoscerla a tutti
gli esseri umani.
La bioetica oggi necessita di
“un richiamo capace di garantire una coerente lettura delle
questioni etiche”. Sono, di nuovo, parole di Benedetto XVI alla
Pontificia Accademia per la Vita.
E il richiamo capace è quello offerto dalla legge morale naturale, da quella legge non scritta da
mani d’uomo, ma posta da Dio
Creatore nel cuore di ciascuno.
Ogni ordinamento giuridico, che
vuole responsabilmente occuparsi del bene delle future generazioni, deve partire dal suo riconoscimento. Così, la legge naturale offre il principio fondativo
della dignità umana fonte per i
diritti della persona e criterio per
giungere a un giudizio etico nei
confronti delle conquiste della
scienza che intervengono direttamente nella vita umana. Fuori da questo contesto non può
esserci adeguata comprensione
della dignità umana.
La legge naturale si pone come
punto di consenso tra persone di
culture e, persino, di religioni
diverse; permette di andare oltre le differenze, perché afferma
l’esistenza di un ordine impresso nella natura dal Creatore e
riconosciuto come istanza di vero
giudizio etico razionale per perseguire il bene ed evitare il male.
Davvero, la legge morale naturale appartiene al grande patrimonio della sapienza umana,
che la Rivelazione, con la sua
luce, ha contribuito a purificare
e a sviluppare ulteriormente.
Essa offre al legislatore la garanzia per un autentico rispetto sia
della persona, sia dell’intero ordine creaturale. Risponde al desiderio dell’uomo contemporaneo
di vedere affermati i suoi diritti;
nello stesso tempo, conduce a riconoscere titolari di diritti tutti
gli esseri umani in qualunque
fase della loro esistenza.
Ora, coniugare bioetica e legge morale naturale permette di
verificare al meglio il necessario
e ineliminabile richiamo alla dignità che la vita umana possiede intrinsecamente dal suo primo istante fino alla sua fine naturale. Al contrario, senza principi universali, che offrono un
comune denominatore per l’intera umanità rimane forte il rischio di una deriva relativistica.
MARCO DOLDI
CORSIVO
di AGOSTINO CLERICI
THE SHOW
MUST
GO ON...
I giochi olimpici invernali
in corso di svolgimento a
Vancouver in Canada hanno avuto un antefatto tragico: sulla loro storia, infatti,
peserà come un macigno la
morte dell’atleta georgiano
Nodar Kumaritashvili, che
ha perso la vita durante le
prove della gara dello slittino. Il filmato dello schianto
mortale contro un pilastro
che sostiene la copertura
della pista ha fatto il giro del
mondo ed è stato mostrato
decine di volte, almeno sino
a quando le Olimpiadi non
sono entrate nel vivo con le
gare. Poi anche la morte di
Kumaritashvili è scivolata
fuori dai palinsesti...
Le polemiche non sono
mancate e sono state sempre le stesse e nello stesso
ordine. Dapprima si è detto
che la tragedia poteva essere evitata, perché gli addetti ai lavori hanno sentenziato che la pista era troppo
pericolosa. Ma le gare poi si
sono svolte proprio su quella pista, se non vado errato,
anche se il tracciato è stato
leggermente modificato,
spostando la partenza. Delle due l’una: o la pista era
davvero pericolosa, e allora
nessuno avrebbe dovuto gareggiarvi; oppure siamo di
fronte a un’imprudenza dell’atleta georgiano (così, per
esempio, ha risolto la questione il Comitato Olimpico
Internazionale affermando
che «si è trattato solo di un
errore umano»), e allora bisogna riconsiderare i rischi
connessi all’attività sportiva, che, soprattutto in alcune discipline, sembra non
riuscire a porsi dei limiti.
Ma sappiamo che è un discorso tabù: anche lo sport
accetta malvolentieri il senso del limite umano!
La seconda polemica, innestata quasi contemporaneamente dai media, è stata quella circa l’indifferenza del pubblico e dello stesso Comitato Olimpico, tanto che quest’ultimo ha deciso di procedere alla cerimonia d’apertura delle Olimpiadi senza alcuna modifica
del programma che non fosse il solito minuto (scarso)
di silenzio. Ho ascoltato le
filippiche dei nostri giornalisti Rai, seduti al loro posto di lavoro, e mi è sembra-
ta la solita parata di moralismo spicciolo. Intanto, perché il variegato mondo dei
media - ma soprattutto la
televisione - è il meno adatto a salire in cattedra per
insegnare che «lo spettacolo deve fermarsi». La storia
della televisione è lì a dimostrare il contrario, e cioé che
«lo spettacolo deve andare avanti». The show must go on,
come cantavano nel 1991 i
Queen in una loro famosa
canzone: «Dentro, il mio cuore è rotto. Il mio trucco potrebbe scrostarsi, ma il mio
sorriso regge ancora». Non
mi risultano coraggiose
scelte Rai di spettacoli interrotti o sospesi o cancellati per qualche evento luttuoso. Anzi, talvolta il
dramma delle persone diventa occasione di ulteriore... spettacolo. Si dice che
di mezzo ci sono i soldi, e
questa è stata l’accusa rivolta anche agli organizzatori delle Olimpiadi canadesi, che non potevano bloccare una cerimonia in cui c’erano in ballo diritti televisivi e
commesse pubblicitarie. Ma
mi domando, forse con troppa ingenuità: perché la Rai
l’ha trasmessa, se davvero la
giudicava inopportuna?
Il coraggio
di cambiare modello
R
iflettendo sui problemi
che la scuola sta attraversando, sono ritornato spontaneamente ad
una figura grande di
maestro e di educatore: Lorenzo Milani. Il Milani educatore
che - sfidando tutto e tutti diede origine ad una scuola
singolare, il cui modello non è
certamente esportabile ma i
cui valori sono certamente
riproponibili. La cultura che
emergeva dalla sua scuola non
era finalizzata al solo nozionismo né era fruitrice della
novità tecniche; era, invece,
una cultura che permetteva ai
propri alunni di sapersi orientare nella vita, diventare protagonisti, capaci cioè di dire la
propria parola perché educati
a ragionare e a rispettare gli
altri. Per questo la scuola di
Barbiana era ben più di una
scuola: era un giudizio sul
modo stesso di fare scuola.
Diventa illuminante una frase che i ragazzi di Barbiana
scrissero a quelli di Piadena
per spiegare come era fatta la
loro scuola: “Ognuno di noi è
libero di lasciare la scuola in
qualsiasi momento, andare a
lavorare e a spendere, come
usa nel mondo”. Da una parte, allora, stava il mondo, la
sua logica, il suo modo di vivere, la sua scuola; dall’altra,
la scuola di Barbiana, la cui
logica era opposta a quella del
mondo, cioè alla logica del potere, del denaro, del successo
quale criterio di realizzazione,
di un sapere finalizzato non a
un vivere meglio ma a un comandare, a un “contare di
più”.
* * *
Comprendiamo, in questa prospettiva, anche la “severità” di
don Milani e la sua apparente
intransigenza: esse testimoniano la lucida consapevolezza, che dovrebbe avere ogni
autentico educatore, di sentirsi responsabile della formazione libera e critica dei ragazzi
che -come egli affermava- la
Provvidenza gli aveva affidato perché, appunto, crescessero e vivessero la loro vita con
la loro testa e non con la testa
di altri. Era la consapevolezza che una vera educazione e
una vera formazione chiamano in causa, in modo radicale,
chi insegna e chi educa. Per i
“suoi” ragazzi don Milani
spenderà, nella oscurità di un
piccolo paesino sperduto sulle colline, tutta la sua vita,
spesso incompreso e criticato
anche da chi avrebbe dovuto,
invece, comprenderlo. Una
cosa sorprende nel leggere i
testi dei “suoi” ragazzi: la scuola per essi era luogo di vita,
una palestra nella quale, at-
traverso
l’approccio
critico ai
fatti
che
avevano
creato la
cultura che
li aveva generati, si
imparava a
vivere. So
bene che il
“modello” di
Barbiana
non può essere riproposto; tuttavia, da Barbiana rimbalzano ancora serie domande: cosa intendiamo, come genitori e insegnanti, quando
parliamo di educazione e di
formazione dei giovani? A me
sembra che le attuali trasformazioni che la scuola sta vivendo ci pongano di fronte ad
un bivio: o una scuola che educhi innanzitutto a vivere (attraverso l’apprendimento critico del sapere e guidati da autentici “maestri”) o una scuola che si limiti a trasmettere
nozioni irrilevanti perché non
educano né a vivere né ad essere critici (e in una simile
scuola non servono “maestri”:
bastano “ripetitori” di nozioni
scritte sui libri e ripetute, perché - appunto - vanno solo ripetute!).
* * *
De Madiaraga ebbe ad affermare che l’uomo medio pensa
meno alla libertà e all’educazione dei propri figli di quanto pensi, invece, a che cosa
mangiare -la mattina- per colazione. Certo, chi ha responsabilità in campo politico non
può chiamarsi fuori dalla situazione critica in cui ci troviamo. Sarebbe grave, però, se
delegassimo il problema della riforma della scuola alla
responsabilità politica di alcuni uomini -limitati e fallibili
come noi- e rinunciassimo, in
quanto cittadini, ad esprimere il nostro giudizio critico. Invocare più soldi e posti di lavoro per la scuola è certamente cosa urgente e improrogabile. Ma una domanda, invece, si impone: non è giunto
anche il tempo di mettere in
discussione il modello stesso
di scuola? Un modello che toglie spazio alla libertà tanto
di chi insegna quanto di chi
apprende e che, alla fine, premia solo chi - avendone le possibilità - può fuggire da questa scuola! E’ il modello che
va messo in discussione. Quale scuola? Per chi?
FUORI
dal
CORO
ARCANGELO BAGNI
CONSIGLIO D’EUROPA: JAGLAND, «ADESIONE
UE A CEDU» È «UNA SVOLTA STORICA»
“L’adesione dell’Ue alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo
rappresenta una svolta storica per quel che riguarda la cooperazione in materia di sicurezza e stabilità democratica in Europa”
ha affermato martedì a Bruxelles il segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjørn Jagland, in occasione dell’incontro “Rafforzare i diritti umani in tutta Europa”, organizzato dall’European
Policy Centre (Epc). “Ciò che sta gradualmente prendendo forma ha spiegato Jagland - è un nuovo spazio di dialogo, cooperazione e
interazione su scala continentale in materia di democrazia, diritti
umani e stato di diritto. L’Ue è un attore mondiale e per il peso
politico ed economico che riveste continuerà a svolgere un ruolo
guida in questo processo”. La sua adesione alla Cedu, ha precisato, “non diminuirà affatto la sua importanza o influenza, al contrario. Accettando le stesse regole valide per tutti in Europa, l’Ue
guadagnerà in legittimità e in potere persuasivo”. Il segretario CdE
è a Bruxelles per incontrare i commissari Viviane Reding (vice
presidente, commissario designato per la Giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza) e Cecilia Malmström (commissario designato per gli Affari interni), e discutere con loro dell’adesione Ue
alla Cedu. Jagland avrà anche un colloquio informale con il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen.
P A G I N A
6
SOCIETÀ
ECONOMIA
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010
I CATTOLICI E LA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA
AUTONOMIA
NON SIGNIFICA
INFEDELTÀ
P
aolo VI, nel discorso
del 15 maggio 1965,
esortava i lavoratori:
“Studiate, diffondete,
applicate i principi della dottrina sociale cristiana,
nell’ambito del vostro lavoro”,
della politica e della società civile. Invitava i cristiani a conoscere e approfondire la dottrina sociale per poi, con coerenza
e generosità, praticarla. I principi che la Chiesa pone, a fondamento della sua dottrina,
sono: “Il valore della persona,
della libertà, della vita interiore, della giustizia, della pace e
della vita umana dal concepimento alla morte”. I cattolici nel
temporale operano in maniera
autonoma, ma non per questo
è condivisibile quanto ripetono
appartenenti al cattolicesimo
progressista, al mondo finanziario e imprenditoriale, ovvero che la Chiesa è maestra nel
campo dei principi, ma tocca ai
laici cattolici, impegnati in politica, nell’imprenditoria, nel
settore finanziario e nella ricerca, decidere le scelte. Per quanto riguarda la definizione e l’approvazione di leggi, di formule
di governo e di attività economiche, i cattolici laici operano
autonomamente, mediando con
le altre componenti della società, a prescindere dalle metafisiche e dai fini ai quali dette
componenti fanno riferimento.
Non credo di sbagliare se dico
che quando non c’è coerenza ai
principi, tutto diviene commedia o peggio pochade. Il cristiano impegnato nel temporale
opera in autonomia e prudenza, sotto la propria responsabilità, ma non può dimenticare
Il cristiano impegnato nel temporale opera in
autonomia e prudenza, sotto la propria
responsabilità, ma non può dimenticare che non
è lecito cooperare a ciò che la coscienza - e la
dottrina della Chiesa - ritengono erroneo
pagina a cura di GIANNI MUNARINI
che non è lecito tradire la propria morale, cooperando a ciò
che la coscienza - e la dottrina
della Chiesa - ritengono erroneo, riprovevole, ingiusto e immorale. E’ doveroso ricordare
che l’opera tesa a rinforzare e
rinvigorire la fede nei singoli e
nelle famiglie deve procedere
contemporaneamente al rinnovamento sociale. L’azione salvifica riguarda l’uomo, i valori, le
Istituzioni, i modelli di vita e lo
sviluppo economico.
Ciò premesso, inizio la riflessione sulla produttività e sull’opportunità dell’impegno dei
cattolici negli ambiti politici,
economici, culturali e dell’informazione. Nell’anima dei disincantati sorge un dubbio: la presenza dei cattolici, in partiti
aperti alle componenti abortiste, divorziste, allevate nello
spirito moderno, dell’illuminismo e del positivismo, che per
sua natura rivendica la libertà di mantenersi agnostico, può
avere senso?
Ricordo che l’illuminismo è
un movimento di idee che ritiene possibile risolvere i problemi delle persone, dell’economia,
della politica e della società civile, con i soli lumi della ragione, quindi rifiuta la grazia nella sua dimensione sociale e
messianica, la rivelazione e la
dottrina sociale della Chiesa.
L’agnosticismo invece afferma
l’impossibilità di conoscere Dio,
quindi la trascendenza, la fede,
la redenzione divengono inincidenti nella vita delle persone,
nell’organizzazione e nella gestione della società e dello Stato e delle attività economiche,
le quali rimangono scelta dell’iniziativa individuale finalizzata al mero profitto e all’arricchimento di singoli o di una
classe.
Per spiegare il giudizio negativo, espresso nei confronti dell’impegno politico dei cattolici,
così come attuato, in assenza di
un dibattito costante nella Comunità dei credenti, fotografo
il contesto socio/economico e politico dell’Italia contemporanea.
Inizio dalla cultura e dalle leggi contro la vita, che hanno portato alla denatalità, fenomeno
che squilibra negativamente i
rapporti generazionali: invecchiamento della popolazione;
aumento dei costi sociali; improduttività, decadenza politica, economica e culturale. Una
nazione di vecchi non può avere l’energia richiesta per andare alla conquista di nuove frontiere. Lo spirito di avventura,
le idealità innovative, l’amore
per la ricerca scientifica e l’innovazione si inaridiscono e il
futuro diviene paludoso e privo
di vitalità.
Proseguo indagando sui disastri sociali provocati dalla cul-
tura e dalle leggi che hanno contribuito a minare le fondamenta della famiglia indissolubile,
formata da uomo e donna. Le
separazioni, i divorzi, le convivenze, il crollo dei matrimoni
religiosi hanno prodotto un impoverimento nell’educazione
delle nuove generazioni, un aumento di povertà (spirituale e
materiale) e tolto slancio al progresso e allo sviluppo.
La crisi economica, al di là
delle rassicurazioni del governo è pesante. La ripresa economica sarà faticosa e più lenta
di quella delle più significative
economie europee. I disoccupati, nel corrente anno, potrebbero salire oltre i due milioni e
mezzo e la cassa integrazione
ordinaria e straordinaria continuerà a crescere. E’ doveroso
ricordare gli aiuti pubblici e gli
incentivi, concessi a favore delle attività economico-produttive i quali, in quanto finalizzati
alla difesa di posti di lavoro e
al pareggio di bilanci dissesta-
ti, hanno aumentato artificialmente la domanda nell’immediato, con ineludibile crollo successivo. Continueremo anche
nell’illusione che il radicamento, ad esempio, della Fiat in Italia, come quello di tante altre
industrie e Centri di ricerca,
debba essere eterno. Errore, i
radicamenti territoriali per ragioni di produzione, efficienza,
contenimento dei costi di produzione e commercializzazione
del prodotto, inseguiranno sempre più i mercati e gli interessi
dei grandi investitori.
La Glaxo, chiude e licenzia i
suoi 550 ricercatori del Centro
di ricerca sulle neuroscienze di
Verona, anche se la sua presenza in Italia è iniziata nel 1932.
Anziché piangere e lamentarsi,
come fanno tanti politici, sindacalisti e larga parte dell’opinione pubblica, ci si dovrebbe chiedere: perché il nostro Paese non
è più attrattivo per la grande
ricerca e per gli investitori stranieri?
LA PRESENZA DEI CATTOLICI NELLA VITA DELLA SOCIETÀ È IRRINUNCIABILE, MA...
BISOGNA RIPENSARE STILI, MODALITÀ E CONTRIBUTI
G
iorni fa i titoli d’apertura dei maggiori
quotidiani, riportavano la notizia del crollo delle Borse e ne facevano risalire le cause alla crescita del disavanzo pubblico di
tre Stati della Ue: Grecia, Spagna, Portogallo, ai quali si stava avvicinando l’Italia. Non è il
caso di pensare al suicidio. I leader dell’Unione si sono impegnati a sostenere Atene. Il piano di salvataggio è generico,
non prevede aiuti diretti, quindi se alle parole non dovessero
far seguito interventi concreti
e sostanziosi, la crisi, dei debiti
di Stato della Grecia, potrebbe
allargarsi a Spagna, Portogallo, Irlanda e giungere all’Italia.
Detta crisi pare destinata a
sfondare i confini dei Paesi deboli dell’Eurozona, pertanto è
ragionevole temere, che si tratti di una crisi fiscale coinvolgente tutto il mondo occidentale.
Unica eccezione potrebbero essere gli Stati Uniti, perché man
mano che la situazione peggiora nell’Eurozona, gli investitori spaventati, portano i loro capitali in un “porto sicuro”, ovvero nel debito pubblico statunitense.
Nel caso i miei timori prendessero corpo, l’entità del crollo economico e finanziario che
verrebbe a soffocare l’Europa
sarebbe di dimensioni mostruose. Il quadro economico è fosco.
Il debito pubblico è a quota
114,9% del Pil contro i 115,1%
della previsione fatta dal Governo, quindi in apparenza la
situazione parrebbe migliorata.
Non lasciamoci ingannare dalle apparenze, il debito è cresciuto a 1761 miliardi, a fronte dei
1663 miliardi del 2008 e il Pil
nel 2009, è sceso del 4,9%, dunque siamo rimasti in piena crisi. Non prevedo la fine del mondo, perché le economie emergenti - Cina, India e Brasile diverranno i motori della ripresa planetaria. A dette nazioni
si stanno sommando, per la pri-
ma volta nella storia, alcune
economie del Continente meno
sviluppato del mondo. Il Fondo
monetario internazionale, nella sua ultima analisi, ha espresso un’ipotesi inimmaginabile,
sino a pochi anni fa. Nel 2010,
ben otto dei venti Paesi a maggior crescita economica saranno africani.
Ritorno alla situazione del
nostro Paese per dire che la
leadership del Centrodestra
pare sottovalutare il problema
morale, la gravità della situazione economico/occupazionale,
i ritardi presenti nelle infrastrutture, nella ricerca, nell’innovazione e nel varo delle riforme strutturali, soprattutto non
si rendono conto che gli equilibri mondiali geoeconomici si
stanno spostando fuori dal sistema economico occidentale.
Ciò che rende non credibile la
sinistra è il modello di cultura
istericamente moralista, giustizialista e oscurantista, che ha
recato e reca danni all’econo-
mia, ovvero frena la produzione, il commercio e favorisce la
perdita di ricchezza e di posti
di lavoro. Fatti che osteggiano
la creazione di forme sane di
imprenditorialità, occupazione
e progresso. Mi riferisco, fra l’altro, al danno provocato all’economia e allo sviluppo scientifico dallo sciagurato referendum
sul nucleare, il cui risultato è
stato quello di far diventare
l’Italia unico Paese del G8 senza centrali nucleari. Di conseguenza il nostro Paese è costretto ad acquistare energia nucleare da Francia, Svizzera e così
via. Attenzione, il rischio derivato dal nucleare non è stato
ridotto, mentre sono lievitati i
costi che gravano sull’utenza:
famiglie, aziende industriali e
servizi. La lotta alla modernizzazione e allo sviluppo del Paese è incredibilmente ampia e
articolata, si pensi ai no-Tav,
contrari al collegamento ferroviario Torino-Lione, ossia ad un
tratto della linea Lisbona-Kiev.
Opera indispensabile a tenere
l’Europa, quindi anche l’Italia,
nel novero delle grandi potenze economiche. La classe dirigente italiana non avrebbe titolo e capacità, per traghettare
l’economia italiana nel dopo crisi. I partiti, i sindacati, e larga
parte del mondo imprenditoriale e culturale non hanno compreso che “interi blocchi di industria manifatturiera è andata fuori mercato (Guidalberto
Guidi) e che è irresponsabile
ignorare la globalizzazione dei
mercati e l’entrata, negli stessi,
delle cosiddette nazioni emergenti. Per concludere è vero che
l’attuale classe dirigente non
rappresenta i cattolici, ma è altrettanto vero che i cattolici direttamente o per omissione, sono
stati parte attiva nel disastro
che ho descritto. Per non ingenerare confusione preciso che la
presenza dei cattolici nella vita
della società è irrinunciabile, ma
bisogna ripensare gli stili, le
modalità e i contributi.
CHIESA
P A G I N A
7
CHIESA LOCALE
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010
COOPERATORI SALESIANI
AGENDA
del
VESCOVO
GIOVEDÌ 18
A Como, al mattino, Consiglio episcopale; nel pomeriggio, visita pastorale alla
Caritas.
Sull’esempio
di don Bosco
VENERDÌ 19
E DOMENICA 21
Visita pastorale alla zona
Prealpi: Albiolo.
SABATO 20
Visita pastorale all’Ufficio
comunicazioni Sociali; a
Como-San Fedele, alle ore
16.00, rito di elezione dei
prossimi neofiti.
SABATO 20 FEBBRAIO, ALLE ORE 16.00
NELLA BASILICA DI SAN FEDELE IN COMO
IL VESCOVO ELEGGE I CATECUMENI
AI SACRAMENTI PASQUALI
Inizierà alle ore 16.00 di sabato 20 febbraio, nella
basilica di San Fedele in Como, la celebrazione del rito
attraverso il quale il vescovo prende atto della preparazione “remota” effettuata nel tempo del catecumenato, e avvia il tempo della preparazione “prossima”, che è quello
della Quaresima. Quest’anno sono otto le persone che si
presentano a questo appuntamento; con loro saranno gli
accompagnatori, i prossimi padrini e madrine, qualche rappresentante delle parrocchie di provenienza: non una grande assemblea, ma comunque un segno reale e visibile di
un dono che il Signore fa - con discrezione e pazienza, com’è nel suo stile - a tutta la Chiesa di Como. Nel corso di
questa Quaresima, preghiamo per questi nostri fratelli e
sorelle, perché possano vivere seriamente e serenamente
i prossimi “passaggi”, fino alla celebrazione solenne dei
Sacramenti (battesimo, confermazione, eucaristia) nella
veglia pasquale in Cattedrale (sabato 3 aprile). E preghiamo anche perché chi esercita il servizio pastorale non
trascuri questi “ultimi arrivati”, ma li introduca con saggezza e lucidità nell’intera esperienza ecclesiale.
LUNEDÌ 22
A Verona commissione per
il decennio sull’educare.
INCONTRO UCID COMO
MARTEDÌ 23
A Como, in Seminario, al
mattino, consiglio presbiterale; a Como, nel pomeriggio, incontro con i responsabili delle scuole cattoliche.
MERCOLEDÌ 24
A Pellio Intelvi, incontro
con il clero giovane.
GIOVEDÌ 25
A Como, al mattino, consiglio episcopale; a Como, nel
pomeriggio, udienze e colloqui personali.
DA VENERDÌ 26
A DOMENICA 28
Visita pastorale alla zona
Prealpi: Cagno, Concagno, Solbiate.
DALLA
Curia
NOMINE
E PROVVEDIMENTI
DAL 1° MARZO
Don Bruno Biotto, parroco di Piazza Santo Stefano.
O
gni anno, alla fine di
gennaio, la festa di
S. Giovanni Bosco
raduna al “Salesianum” di Tavernola
molti amici del santo; salesiani Cooperatori, devoti di Maria Ausiliatrice, simpatizzanti e tante persone affascinate
dalla figura del sacerdote che
ha vissuto per i giovani, insegnando loro a vivere in grazia
di Dio e ad evitare il male.
Anche quest’anno, domenica
31 gennaio, il “Salesianum”
ha visto l’attiva partecipazione di parecchi amici che hanno festeggiato ed hanno riflettuto sulla sua vita con il tema
“S. Giovanni Bosco, lavoratore, educatore, incompreso?”.
In mattinata don Antonio Simeon Sdb ha sviluppato la riflessione iniziando dal ruolo
del lavoro nella vita di don Bosco. Il santo, in un tempo in
cui materialismo, marxismo e
laicismo devastavano le anime, ebbe una precisa intuizione. La preghiera rimaneva
elemento essenziale di ogni
spiritualità, ma per salvare le
anime occorreva un lavoro
intenso ed instancabile. Fino
a 50 anni non dormì più di cinque ore a notte. Vegliava una
intera notte alla settimana a
tavolino per sbrigare la corri-
IN RICORDO DI MONS. LUCIANO SALVADÉ
«FA’, O SIGNORE, CHE NEL SABATO DELLA VITA
ETERNA RIPOSI IN TE»
Domenica 28 febbraio cade il secondo anniversario del
transito di don Luciano. La coincidenza con il ricordo della
trasfigurazione di Gesù ci confermi nella convinzione che,
come Lui, anche noi «solo attraverso la passione possiamo
giungere al trionfo della risurrezione». Partecipando alla
medesima Eucaristia, anche se distinti nelle diverse chiese
e comunità, preghiamo in suffragio di don Luciano: la misericordia del Padre sia per lui come rugiada celeste, e lo
mantenga nell’eterna pace (a due sante Messe verrà applicata esplicitamente questa intenzione: quella delle ore 11.00
nella cappella del cimitero maggiore di Como, e quella delle
ore 16.00 nella basilica di Sant’Abbondio).
INCONTRO FAMILIARI DEL CLERO A COMO
Giovedì 18 febbraio, dalle ore 14.30 alle 16.30, i Familiari del
Clero si incontrano per il loro momento formativo presso il Centro Pastorale “Cardinal Ferrari” a Como. La riflessione sarà
offerta da monsignor Armando Bernasconi. Seguirà un momento di approfondimento dello Statuto. Perciò si invitano tutti i
“Familiari” a leggere i primi tre articoli sulla Rivista di gennaio
ed a riflettere sulle domande per poi discuterne insieme.
spondenza e preparare i suoi
scritti per le “Letture cattoliche” da lui fondate. E che dire
delle ore di confessionale? Vi
erano circostanze in cui confessava 10, 12, fino a 18 ore al
giorno. Non meno usuranti le
ore dedicate alle udienze che
centinaia di persone, specie
negli ultimi anni, gli chiedevano. Analizzando poi “don
Bosco educatore”, il relatore
ha messo in evidenza come il
suo sistema educativo, chiamato “Sistema preventivo” sia
sintetizzato in tre espressioni
fondamentali: ragione, religione, amorevolezza. Viene spontaneo chiedersi: come è possibile che un santo ponga nel
suo trinomio educativo la religione al secondo posto? Non
è proprio lui che afferma:
“Non è possibile dare vera educazione senza un fondamento religioso?”.
In realtà egli è del parere
che: - la religione “impregna”
gli altri due elementi (ragione e amorevolezza) - la ragione stessa è piena di motivi
religiosi. Per cui nel trinomio
viene ad essere al primo posto.
Don Simeon ha ricordato,
infine, l’incompreso. Anche
per il nostro fondatore l’incomprensione è stata una dolorosa compagna di viaggio per
tanta parte della sua vita e dai
fronti più inattesi. Perfino alcuni suoi confratelli sacerdoti
pensarono, ad un certo punto, a un don Bosco impazzito.
E vennero per condurlo in
Lunedì 22 febbraio, alle ore 19.30, presso l’Hotel Palace
di Como si terrà la tradizionale conviviale dell’Ucid. Ospite della serata il dott. Lodovico Alfieri, responsabile del
centro terapia infertilità di coppia dell’ospedale Valduce di
Como, il quale interverrà su: Riflessione su alcuni aspetti della procreazione medicalmente assistita.
MOVIMENTO EUCARISTICO DI COMO
La prossima ora di adorazione è in programma per
sabato 6 marzo, alle ore 16.20, presso la chiesa di
Santa Cecilia (chiesa dell’Adorazione). Vi saranno letture e meditazioni a cura di don Andrea Meloni, cui seguiranno momenti di silenzio e adorazione. Durante l’incontro sarà distribuito l’avviso per la Settimana Santa.
manicomio. Con abile stratagemma riuscì invece a farvi
condurre i suoi soccorritori.
Ma allora viene spontaneo
chiedersi: chi l’ha compreso il
povero don Bosco? Moltissimi,
dal Papa, al re, a ministri, a
vescovi, a folle intere. Ma più
di tutti e sopra tutti lo hanno
compreso fino in fondo i giovani. Con lui si sentivano in
perfetta sintonia, l’ammiravano, l’amavano, lo seguivano.
Scoprivano in lui la presenza
di un cuore così grande, sensibile, aperto ai loro segreti
desideri che nessun papà o
mamma avrebbe potuto di più.
Riemerge il ricordo della
prima prigione che don Bosco
visitò. Un ragazzo chiese al
compagno di cella: “Chi è quel
prete che piange?” “È don Bosco” “E perché piange?” “Perché ci vuole bene. Anche mia
mamma piangerebbe se mi
vedesse qui…”
Al termine della riflessione
il coordinatore locale dei
salesiani Cooperatori, Antonio Cocco, ha parlato del pellegrinaggio che l’Associazione
LA QUARESIMA
AL MONASTERO DI GRANDATE
Per grazia siamo stati salvati (cfr Ef 2,5)
Anche in questa Quaresima 2010 il Signore ci viene a cercare
per farci conoscere il suo amore e perché possiamo vivere da
persone salvate, redente. Lo monache benedettine di Grandate
propongono incontri, aperti a tutti, di
ASCOLTO E CONDIVISIONE
DELLA PAROLA DI DIO
Gli incontri si terranno il venerdì alle ore 20.30. Ecco il calendario: 19 febbraio; 26 febbraio; 5 marzo; 12 marzo; 19 marzo;
26 marzo
Per info: Monache benedettine, via Giovanni Paolo II, 22070 –
Grandate (Co), telefono 031-564823.
ha in programma per il prossimo mese di giugno e che, orientativamente, avrà come
meta il Santuario della Madonna di Gallivaggio e la visita a Chiavenna.
La mattinata si è chiusa con
la celebrazione eucaristica,
presieduta da don Simeon,
durante la quale si è rinnovata la “Promessa” da parte dei
Cooperatori; è seguito il bacio
della reliquia di san Giovanni
Bosco.
Nel pomeriggio, dopo un ottimo pranzo, il consigliere
Ferdinando Marchini ha ricordato ai presenti i prossimi incontri per gli associati a Tavernola al pomeriggio del
13 marzo e del 10 aprile e
la Prima Conferenza Annuale e Giornata di Spiritualità del 9 maggio, durante la quale si terranno le elezioni per il nuovo Consiglio.
Marchini ha poi informato
sulle tante iniziative pastorali a livello diocesano indicando sul “Settimanale della diocesi” i vari articoli che le illustrano. Infine ha relazionato
sulle molte visite fatte ai Cooperatori e simpatizzanti, specialmente a chi è impossibilitato a frequentare le nostre
riunioni. La festa ha trovato
felice conclusione nel concerto vocale del coro “S. Maria dei
Miracoli” di Morbio Inferiore
(Svizzera), molto apprezzato
dal pubblico.
ANTONIO NEGRINI
Tutta la famiglia del Settimanale è vicina a don
Giovanni Illia per la scomparsa del caro papà
ORTENSIO
e assicura vicinanza fraterna nella preghiera
P A G I N A
8
CHIESA
VISIT
AP
ASTORALE
VISITAP
APASTORALE
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010
Dopo una
breve pausa,
il Vescovo
riprende la
visita
pastorale
alle
parrocchie
della zona
Prealpi.
Venerdì 19
e domenica
21
incontrerà
la comunità
di Albiolo
ALBIOLO
IL PAESE IN PILLOLE
A
lbiolo si trova in provincia di Como, ad
ovest del capoluogo,
al confine con la
provincia di Varese
ed in prossimità del confine
svizzero, nella zona Prealpi.
Le sue origini si perdono nel
periodo romano tra il I e il II
sec d.C. Una testimonianza del
periodo medioevale è l’Oratorio di San Martino, detta anche Chiesa di Sant’Anna,
esempio ben conservato del
romanico lombardo, dove troviamo affreschi di autori locali del XIV-XV e XVI sec. raffiguranti Santi e Madonne del
latte. Proprio all’Oratorio di
San Martino è dedicata la festa più importante per la Comunità, l’ultima domenica di
luglio, che vede la partecipazione dei fedeli delle Parrocchie dei paesi vicini e della
vicina Svizzera. Dal 2003 è
parroco don Lorenzo Livio, il
quale è circondato da fedeli
che partecipano alla vita della Parrocchia, consapevoli della necessità della loro
corresponsabilità per la vita
della Comunità stessa. La
missione educativa della Parrocchia si esprime soprattutto attraverso la catechesi per
bambini e ragazzi e le attività
dell’Oratorio.
LA FORMAZIONE
La proposta di catechesi, oltre a raggiungere tutti i ragazzi dalla 1^ elementare alla 3^
media, è offerta anche a tutti
gli adulti con una frequenza
mensile. Vengono anche proposti 2 incontri distinti all’anno per i genitori dei ragazzi
che devono ricevere i Sacramenti: Prima Confessione,
Prima Comunione e Cresima.
Il percorso di formazione cristiana interessa circa 180
bambini e ragazzi dalla 1^ elementare fino alla 3^ media. I
catechisti della Parrocchia
sono una ventina. Ogni catechista accompagna i propri
ragazzi lungo tutto il cammino dalla 1° elementare alla 3°
media, creandosi così un rapporto di reciproca fiducia e un
importante punto di riferimento per i ragazzi. Per la
catechesi delle superiori, si ha
la presenza di circa 15 ragazzi. L’Obiettivo è quello di imparare a vivere nella concretezza della quotidianità il proprio credo e di iniziare concretamente a mettersi al servizio della Comunità, della Chiesa. Il tema dominante è l’animazione in oratorio, a partire
dal significato dell’essere animatori. Sono impegnati nelle
attività
di
animazione
oratoriale, la domenica pomeriggio, con l’organizzazione di
giochi,
momenti
di
condivisione e attività manuali di laboratorio; tutto questo
trova il culmine del loro en-
LA NASCITA DEL CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE
In occasione della visita pastorale attuando il
piano diocesano è stato costituito il Consiglio
Pastorale Parrocchiale,il quale era supplito
dalla Assemblea Parrocchiale, dove tutta la Comunità era invitata a partecipare per definirne
le scelte.Con la costituzione del CPP ci siamo
proposti, comunque, di continuare a rendere partecipe la Comunità intera mantenendo anche le
Assemblee Parrocchiali.Potrebbe diventare sicuramente qualificante, per la vita cristiana
della Parrocchia, la crescita e il consolidamento
del CPP, quale momento di verifica, riflessione,
sintesi e comunione tra le varie anime della Comunità, per realizzare una organica azione Pastorale che tenga conto delle reali esigenze esistenti nella Parrocchia, come anche delle indicazioni del piano pastorale diocesano. Inoltre,
con l’avvio di una collaborazione sempre maggiore di pastorale integrata, il CPP assume un
punto di riferimento indispensabile per il confronto e la condivisione dell’esperienza cristiana con i CPP delle altre Parrocchie, anche nell’eventuale prospettiva futura di una unità pastorale.
tusiasmo nell’organizzazione e
realizzazione del Grest che si
svolge al Centro Sportivo dell’Oratorio. I giovani partecipano al cammino proposto dalla
Pastorale Giovanile Zonale e
Diocesana attraverso gli incontri di Scuola per Animatori (SPADO). Grazie anche alla
collaborazione di sacerdoti
esterni, ogni anno è proposta
la Catechesi per gli adulti.
Albiolo non fa eccezione rispetto alle altre realtà.
Vi è un sempre maggiore
venir meno del vivere la domenica come Giorno del Signore: per molti è giorno di
evasione, acquisti, sport, turismo, hobby di moda.
presenza importante per bambini, ragazzi, giovani, adulti e
famiglie. L’Oratorio punta ad
essere un ponte tra la Chiesa
e la famiglia, espressione di
una Comunità che ha a cuore
la crescita dei ragazzi e delle
famiglie.
Le attività proposte in Oratorio mirano a costruire un
ambiente dove è bello stare
insieme per condividere lo stile insegnato da Gesù. Proprio
per questo si cerca sempre più
di coinvolgere bambini e ragazzi con le famiglie, anche se
a volte i numeri demoralizzano coloro che si prestano all’animazione e organizzazione
delle domeniche pomeriggio.
L’IMPEGNO DEI GRUPPI
IL BOLLETTINO
All’inizio del 2009 è sorta la
“Caritas Parrocchiale” di
Albiolo. L’obiettivo principale
che la Caritas si prefigge è
quello di aiutare tutti a vivere la testimonianza cristiana
non solo come fatto privato,
ma anche soprattutto come
esperienza comunitaria.
Il Gruppo Missionario è impegnato a sostenere varie realtà di missione e l’appuntamento importante e tradizionale più vissuto e più partecipato, anche dalla Comunità
Parrocchiale, è la Mostra/Mercato Missionaria organizzata
in occasione della Festa dell’Immacolata. Recentemente collabora con il Sermig di
Torino per il progetto “Medicinali usati”.
Il Gruppo Sportivo dell’oratorio di Albiolo nato nel 1967
coinvolge 65 ragazzi con 4
squadre di calcio, organizza
vari tornei anche a scopo benefico ed attività sciistiche; è
affiliato al CSI.
L’Oratorio si colloca all’interno della Parrocchia come
La Comunità di Albiolo ha
un proprio giornalino parrocchiale “Il nuovo curbatt” presente dal 1967. Questo
giornalino viene pubblicato 3
volte all’anno, in occasione del
Santo Natale, Santa Pasqua
e Festa di sant’Anna e viene
consegnato, da parte di volontari, in tutte le famiglie.
La Parrocchia è presente in
internet con un sito proprio
(www.parrocchiadialbiolo.org)
dove vengono presentate
l’identità e le attività o feste
in programma. Inoltre la Parrocchia è presente anche nel
sito della Diocesi.
PASTORALE INTEGRATA
Per quanto riguarda la pastorale integrata si è già avuta l’occasione di collaborare
con i Parroci delle Parrocchie
interessate. È certamente
possibile un più proficuo cammino unitario soprattutto per
la Catechesi, la vita d’Oratorio e gli incontri di preghiera. La Parrocchia è presente
in Zona Prealpi attraverso i
rappresentanti laici dei vari
Gruppi: Missionario, Caritas,
Consiglio Pastorale zonale,
Azione Cattolica, Giovani, Comunicazioni Sociali.
LA COMUNITA’ PARROCCHIALE
Attualmente gli abitanti
sono 2.632 suddivisi in 1.045
famiglie. La popolazione è in
crescita non solo per le nascite ma anche per l’espandersi del paese verso la periferia con la costruzione di numerose abitazioni. Questo
ha permesso la crescita dell’immigrazione: attualmente
il 4 % degli abitanti è costituita da migranti. Per quanto riguarda i servizi pubblici
sono presenti in paese: la
Scuola dell’infanzia “Fondazione Maria Nessi” a cui la
Parrocchia è legata fin dalla
sua origine, e la scuola primaria. Per le scuole secondarie di primo grado si fa riferimento al plesso scolastico
di Valmorea.
Per quanto riguarda le attività presenti sul territorio e
le occupazioni si ha la presenza nel paese di diverse
attività commerciali e artigianali. Data la vicinanza
con la Svizzera sono molti i
frontalieri che hanno trovato lavoro oltre confine, mentre altri sono costretti ad andare fino a Milano per il lavoro o lo studio. Spostamenti
che influiscono sulla vita
parrocchiale perché impediscono la partecipazione a diversi incontri comunitari,
specialmente durante la settimana.
Le Associazioni presenti e
operanti sul territorio sono:
associazioni ecclesiali (Azione Cattolica; Apostolato della Preghiera), associazioni di
volontariato socio assistenziale (“il Sole” dipendente
dalla sede di Solbiate
Comasco; “Casa di Enrico”
Agorà; Gruppo Avis Valmorea; Unitalsi con sede ad
Olgiate Comasco); associazioni culturali e ricreative
(Associazione Culturale; Pro
Loco Albiolese; Gruppo Anziani; Coro gospel “Free
Angels’ Voices Gospel Choir”;
Gruppo Alpini); Protezione
Civile; associazione Sportive (Poli-sportiva; Gruppo
Sportivo dell’Oratorio).
L’Oratorio di San Martino
la visita a Ponna
PROGRAMMA
Il Vescovo inizierà la Visita Pastorale venerdì 19 febbraio, incontrando il clero della parrocchie di Solbiate, Concagno, Cagno,
Albiolo. In serata incontrerà i Consigli pastorali e Consigli degli
Affari Economici delle quattro parrocchie nel salone dell’Oratorio
di Solbiate.
Domenica 21 febbraio ad Albiolo, mons. Coletti visiterà, in mattinata, la chiesa di S.Anna. A seguire celebrerà la S.Messa nella
chiesa parrocchiale. Nel pomeriggio di domenica è previsto l’incontro con adolescenti e giovani delle quattro parrocchie.
CHIESA
VISIT
AP
ASTORALE
VISITAP
APASTORALE
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010
Giovedì 11
febbraio, in
occasione
della
Giornata
Mondiale del
Malato, il
Vescovo ha
fatto visita
alla struttura
di Solbiate
Comasco.
Un momento
di
condivisione
con chi vive
nella
sofferenza
IL VESCOVO AL FATEBENEFRATELLI PER LA GIORN ATA DEL
IL DOLORE E
LA REDENZIONE
P A G I N A
9
MALATO
I
n occasione della XVIII
Giornata mondiale del
malato, l‘11 febbraio il
vescovo Coletti ha visitato nel pomeriggio la
Residenza Sanitaria Assistenziale “San Carlo Borromeo” di
Solbiate Comasco. Ad accoglierlo, il sindaco di Solbiate
Giulio Colombo, il parroco don
Cesare Bianchi, il superiore
della Casa di riposo padre Pier
Damiani e l’assistente della
Sottosezione di Como dell’
Unitalsi don Omar Corvi. Erano presenti, oltre ai numerosi ospiti del “Fatebenefratelli”, anche molti altri anziani provenienti dalle parrocchie della Zona Prealpi. Il
benvenuto al vescovo Diego
da parte dei numerosi anziani, di tutto il personale della
Casa di riposo, delle numerose associazioni di volontariato
presenti e dei parroci della
Zona Pastorale Prealpi è stato pronunciato dal priore padre Pier Damiani. Subito
dopo, Virginia, una delle ospiti, ha letto una preghiera per
ringraziare il Signore di tutto
quello che la vita ha donato
agli anziani, ricordando quanto può essere difficile, per chi
è avanti negli anni, lottare contro i momenti di desolazione,
solitudine e sconforto. Durante la solenne concelebrazione
eucaristica il vescovo Diego,
prendendo spunto dal Vange-
lo delle nozze di Cana e dal
messaggio di papa Benedetto
XVI per la Giornata, ha ricordato che malattia e sofferenza non si possono eliminare,
ma possono essere trasformate in riscatto e redenzione, in
unione con Cristo che ha sofferto con infinito amore. Per
poter vincere il dolore e lo scoraggiamento, molto spesso
imprevisti, l’intervento di
Maria a Cana è di conforto e
aiuto. La Madonna non è rimasta a guardare, ma ha voluto rimediare ad un’organizzazione non perfetta della festa. Così, anche se non è sempre facile, chi è malato non
deve isolarsi e chiudersi in sé,
ma aprirsi alla speranza, vivere la sua situazione con
fede, e cercare di dare la sua
testimonianza a quelli che gli
sono intorno, alle persone che
gli vogliono bene, a tutti quelli
che incontra. Nella sua vita
terrena Gesù ha condiviso la
condizione degli uomini, fatta
di gioie ma anche di sofferenza e di morte; è la logica della
Croce che ci svela il vero,
nuovo significato del dolore:
se accolta con fede, proprio
tramite la Croce siamo inseriti nel Piano divino della Salvezza. Di questo disegno fan
parte anche tutte le persone
che ogni giorno svolgono il
servizio ai malati e ai
sofferenti, nell’umiltà e nella
quotidianità, dimostrando con
competenza e bravura la compassione di Cristo per i più
deboli. La Celebrazione
eucaristica si è chiusa con la
recita della preghiera alla
Vergine di Lourdes. L’11 febbraio, infatti, ricorre la memoria della prima apparizione della Beata Vergine Maria
a Bernardette. Il ringraziamento di tutte le parrocchie
è stato rivolto al vescovo Diego da don Mario Ziviani, vicario foraneo e parroco di
Uggiate e Ronago. La giornata si è conclusa con il saluto
personale del Vescovo a ogni
Il vescovo
Diego Coletti al
Fatebenefratelli
(fotoservizio R.R.)
P.D.
VISITA PASTORALE L’ORATORIO DI SAN MARTINO AD ALBIOLO
LA CHIESA DEI CONTADINI
ra i tesori d’arte della
nostra zona dobbiamo
ricordare l’Oratorio di
San Martino di Albiolo del secolo XII-XIII
noto come chiesa di Sant’
Anna. Non esistono documenti che ci permettono di stabilire una data sicura: solo la
forma, lo stile semplice e il
materiale usato ci fanno rilevare l’impronta romanica che
vediamo nella modesta facciata a capanna, nella mononavata, nelle capriate lignee,
nell’arcone del presbiterio in
pietra comacina e sopratutto
nell’abside in tufo con lesene
verticali, archetti ciechi e due
piccole monofore.
Verso la fine del ‘400 si ottenne l’allungamento esterno
mediante degli spioventi del
tetto. Sul lato meridionale si
costruì il portico e su quello
settentrionale due vani: uno
utilizzato come sacrestia e
uno come luogo di riunioni.
Nel 1671 fu costruito il campanile incorporato in uno dei
due vani a sostituzione di quello primitivo che possedeva
una sola campana. La faccia-
T
ta a capanna, volta verso
ovest, presenta un semplice
portale sormontato da una finestra rettangolare che
immette la luce nella navata.
L’affresco rappresentante San
Martino sopra la porta fu eseguito in seguito agli ordini dei
Vescovi intorno al 1590.
L’interno è molto semplice.
Ha una navata che termina
con un abside interamente
decorata con affreschi datati
1568. Tra il 1300 e il 1500
l’Oratorio fu decorato con affreschi sia internamente, che
all’esterno. La tradizione racconta che questo Oratorio sarebbe stato adibito a
lazzaretto durante la peste del
XVI e XVII secolo e successivamente, per la disinfezione
sarebbe stato intonacato con
calce. Solo dopo il 1960, furono portati alla luce suddetti affreschi e quindi restaurati.
Questi affreschi non rappresentano un ciclo pittorico, ma
sarebbero degli ex voto commissionati ad artisti locali.
Non si conoscono con sicurezza i nomi dei pittori e le loro
opere ci presentano un’arte
semplice, popolare, povera di
materiali (usano solo terre)
ma molto espressiva.
La chiesa è dedicata a San
Martino ritenuto protettore
dei contadini.
Questo Santo si festeggia
l’11 novembre. Nell’antichità
gli affitti dei terreni e le
decime dei frutti del raccolto, venivano versati proprio
il giorno di San Martino: Capodanno agricolo.
La denominazione di
chiesetta di Sant’ Anna nacque più tardi. La chiesa possedeva il simulacro di una
Madonna rivestita di un prezioso damasco: questa statua
era detta “Madonna di San
Martino”.
Dopo varie sollecitudini dei
Vescovi di cambiare la statua,
il parroco nel 1929 sostituì la
statua della Madonna con
quella di Sant’Anna, fatta arrivare dalla Val Gardena, opera in legno dell’artigianato
locale.
La festa liturgica cade il 26
luglio, giorno in cui la Chiesa
ancora oggi festeggia i Santi
Gioacchino e Anna.
LA STORIA DEL “FATEBENEFRATELLI”
La R.S.A. “San Carlo Borromeo”, fondata nel 1917, è un
centro assistenziale dell’Ente
Ecclesiastico denominato “Provincia Lombardo-Veneta dell’Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio”, più semplicemente chiamato: “Fatebenefratelli”. “La cura del corpo è mezzo per la salvezza dell’anima”.
Queste parole di san Giovanni
di Dio riassumono il compito originale dell’Ordine ospedaliero.
La Casa di riposo di Solbiate
ospita 175 anziani, in prevalenza donne, alcune delle quali
ultracentenarie. Il personale
religioso è composto dal priore,
da altri due religiosi, da un cappellano betharramita e da tre
Suore della Carità di san Giovanni di Dio, provenienti dalla
regione indiana del Kerala. L’assistenza sanitaria è garantita
24 ore su 24 da un medico residente. Il personale del
“Fatebenefratelli” è composto
da 3 medici fissi, un direttore e
un vice direttore sanitario oltre
alla presenza attiva di medici
“gettonisti” . Il restante personale è costituito dagli O.S.S.,
dagli ASA, dagli ausiliari e da
una quindicina di volontari. La
struttura è suddivisa su cinque
piani di degenza. I primi due
accolgono in prevalenza ospiti
affetti da disturbi cognitivi, per
i quali è previsto un alto carico
assistenziale. Gli altri tre piani sono prevalentemente destinati ad accogliere anziani affetti da disabilità motorie.
Tutti gli ospiti risiedono in camere singole o a due letti.
Agli ospiti è offerta la possibilità di partecipare alla Santa
Messa della Domenica e del
mercoledì pomeriggio. Tra i
servizi offerti ci sono la fisioterapia, per riabilitare e mantenere le capacità motorie e
funzionali dell’anziano, e l’animazione, che, tramite laboratori e progetti vari, si avvale di
tutte le attività per favorire la
discussione, l’espressione del
pensiero, le emozioni e le capacità psico-cognitive degli ospiti.
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ASTORALE
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APASTORALE
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010
LA VISITA PASTORALE A BIZZARONE
Nemmeno la
neve ha
fermato la
visita
pastorlae di
mons. Diego
Coletti alla
zona
Prealpi.
Dal 5 al 7
febbraio il
Vescovo è
stato accolto
delle
comunità di
Bizzarone e
Rodero.
IN FESTA TRA SOLE E NEVE
I
l Vescovo è giunto a
Bizzarone venerdì mattina ed ha subito celebrato i funerali di un
parrocchiano defunto il
giorno precedente. “E’ un fatto sicuramente inusuale - ha
spiegato prima di iniziare la
funzione - cominciare una visita pastorale con un funerale, ma significa essere vicino,
essere parte di una comunità
in uno dei suoi momenti più
alti e più importanti”. Dopo il
rito funebre ha ricevuto il ben-
venuto dal sindaco Guido
Bertocchi che lo ha accompagnato, assieme a don Rodolfo,
a visitare dapprima la scuola
materna, quindi la scuola primaria “Perlasca”. Alla materna è stato accolto dall’assessore alla pubblica istruzione
Felice Bernasconi, dalla presidente Laura Gottardo e dalla direttrice Flavia Manduci.
L’incontro con i piccoli è stato particolarmente simpatico
e festoso: dopo alcuni canti,
al Vescovo è stata donata
un’offerta per la Caritas da
destinare ai piccoli di Haiti ed
una tavolozza a ricordo di
questa visita con le firme di
tutti i bambini. Identico en-
tusiasmo e calore alla scuola
primaria, con i bambini a presentare un piccolo spettacolo
canoro e a rivolgere alcune domande al Vescovo. L’attenzione che regnava deponeva a favore dell’importante momento ma soprattutto della grande capacità di mons. Coletti di
intrattenersi con i giovani. Visitate le due scuole e salutato
il personale del Comune, il ritorno in Parrocchiale, in uno
scenario davvero suggestivo
reso tale da una fittissima nevicata che ha accolto mons.
Stretti al
Vescovo
“E’ stata una due giorni particolarmente intensa, dove la
comunità tutta si è stretta attorno al proprio Vescovo: lo ha
accolto calorosamente, si è
presentata nella sua totalità,
lo ha ascoltato con grande attenzione e, ne sono certo, saprà far tesoro delle risposte e
delle parole ricevute. Dobbiamo ringraziare il nostro Vescovo per aver voluto dedicarci tanto tempo ed aver voluto
conoscere così bene la nostra
piccola realtà: ora starà a noi
far fruttare nel migliore dei
modi questo suo impegno”.
Così don Rodolfo Olgiati,
prevosto di Bizzarone, ha sintetizzato la visita pastorale
che mons. Diego Coletti ha
compiuto a Bizzarone venerdì 5 e domenica 7 febbraio, ben
quattordici anni dopo la precedente visita effettuata da
mons. Alessandro Maggiolini
il 9 marzo 1996. Che si sia
trattato di una due giorni
molto intensa non vi è dubbio
alcuno: vari e particolari sono
stati i momenti di incontro del
Vescovo con la comunità, momenti che senza dubbio lasceranno un particolare ricordo
in quanti - molti - hanno avuto occasione di incontrare il
Vescovo ed ascoltare le sue
parole.
Coletti sin dalla mattinata ma
che non ha impedito il regolare svolgimento del programma.
LA COMUNITA’ DI BIZZARONE
Arrivederci Vescovo Diego...
“L’inaugurazione”
D
opo la S.Messa il programma prevedeva
l’inaugurazione del
nuovo Centro medico polifunzionale comunale al centro “Le Ginestre”. Anche qui una considerevole folla ha accolto il Vescovo, che ha ricevuto il saluto ufficiale da parte delle autorità comunali: “…un benvenuto che vuole andare oltre la
formalità, per trasformarsi in
un cordiale ed amichevole
bentornato a Bizzarone” -ha
detto il sindaco Guido Bertocchi - che ha ricordato la visita
di mons. Coletti dell’agosto
2008 in occasione della solennità dell’Assunta, che ha ringraziato il Vescovo per non
aver lasciato la comunità di
Bizzarone senza parroco (in
quei giorni la sede era vacante) ed infine per aver accettato l’invito di inaugurare il nuovo centro medico, “…un orgoglio per la nostra Amministrazione”. Dopo la presentazione della nuova struttura è seguito proprio l’intervento di
mons. Coletti che ha sottolineato le finalità di un simile
centro medico, ponendo l’accento sulla sua polifunzionalità e sull’ampio bacino
d’utenza che ne sarà interessato. Lo stesso Vescovo ha
impartito la benedizione e,
con il sindaco, tagliato il nastro prima di visitare i locali,
dove i vari medici hanno illustrato attività ed apparecchiature.
La domenica del Vescovo Diego a Bizzarone è iniziata con il saluto da parte delle associazioni del
paese (con Damiano Colombo, presidente degli
Avisini, che ha omaggiato il Vescovo con un quadro di fotografie a ricordo della sua precedente
visita a Bizzarone) e da parte del Consiglio pastorale parrocchiale. “Vogliamo essere un unico corpo, come recitava la
liturgia di alcune domeniche fa, che riceve unità, energia e
vita dal rapporto di
comunione con il suo
capo, il Cristo. In comunione con il nostro parroco e con lei,
eccellenza, pastore
della
Chiesa
comasca, rinnoviamo il nostro impegno
e aspettiamo da lei
indicazioni, consigli,
suggerimenti e stimoli…” ha detto
Giammaria Galli al
Vescovo, nel presentare un Consiglio
pastorale in carica
da pochi mesi, nominato da don Rodolfo
Olgiati lo scorso dicembre dopo il suo
arrivo a Bizza-rone.
Chiare ed al tempo stesso profonde sono state le
indicazioni del Vescovo ad una platea molto attenta. L’accento è stato puntato sull’importante
ruolo dei laici nella vita della parrocchia e sul
valore degli insegnamenti del Vangelo nella vita
di tutti i giorni: insegnamenti da conoscere, certo,
ma soprattutto da mettere concretamente in pratica nella quotidianità. Belle parole sono state
spese sull’importanza del volontariato inteso
come servizio, con il fine ultimo dell’operare unicamente per il bene comune. E’ seguita la Santa
Messa con una parrocchiale di Sant’Evasio gremita di fedeli - molti i giovani presenti concelebrata insieme a don Rodolfo, da mons.
Angelo Riva, vicario episcopale per la cultura ma,
nell’occasione, soprattutto cittadino bizzaronese.
Erano presenti, oltre al Sindaco, il comandante
dei Carabinieri, della Polizia Locale ed una rap-
presentanza della Guardia di Finanza. L’omelia
è stata un’ulteriore forte esortazione a vivere con
pienezza la propria fede, una fede vera, lontana
dall’esteriorità del singolo momento o della singola cerimonia, fede da non vivere come semplicistica risposta ad un precetto. Al termine della
celebrazione eucaristica, sul sagrato di una chiesa questa volta illuminato da una
bellissima giornata di sole, giovani e
meno giovani hanno ringraziato il Vescovo della visita
con il simbolico
lancio di alcuni
palloncini colorati,
momento festoso
cui il Vescovo non si
è minimamente
sottratto lanciando egli stesso un
palloncino ed intrattenendosi con i
presenti. Nel primo pomeriggio il
Vescovo ha quindi
visitato, accompagnato da don
Rodolfo e mons.
Riva, il cimitero per
un momento di preghiera e di raccoglimento. Particolarmente toccante, per i numerosi
bizzaronesi presenti, è stata la visita alle tombe
di quattro preti: don Gentile Riva (originario di
Bizzarone), vicario a Lanzo Intelvi e Rovellasca e
parroco di Bene Lario, morto nel 1994 e su quelle
di don Gaetano Ronchi morto nel 1936, di don
Giovanni Battista Bianchi morto nel 1954 e di
don Costantino Monti scomparso nel 1992. Tutti
e tre sono stati parroci a Bizzarone per lunghissimo tempo: don Ronchi per 38 anni dal 1898 al
1936, don Bianchi per 18 anni dal 1936 al 1954,
don Costantino Monti per 29 anni dal 1963 al
1992. Il congedo da Bizzarone e dai bizzaronesi è
stato estremamente cordiale e simpatico, perfettamente in linea con la due giorni di visita pastorale e si è materializzato in un arrivederci: “Vi
inviterò tutti in Cattedrale dove avrete voi modo,
questa volta, di venire a trovare me…”.
P A G I N A
11
CHIESA
VISIT
AP
ASTORALE
VISITAP
APASTORALE
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010
Sabato 6
febbraio
mons. Diego
Coletti ha
incontrato la
comunità di
Rodero.
Ecco i ricordi
di quella
giornata
nelle parole
di bambini,
genitori,
anziani e
ammalati.
“PERCHE’ LA FESTA
CONTINUI...”
IL VESCOVO
A RODERO
S
abato 6 febbraio
Rodero ha vissuto
una particolare giornata di festa e di
fraternità con il Vescovo. La neve, caduta più abbondante del previsto il giorno precedente, non ha provocato variazioni al programma,
grazie anche al solerte impegno di diversi volontari, della
protezione civile e della ditta
appaltatrice. Solo i doganieri
svizzeri, preoccupati dell’eccessivo numero di corone e
colombe di pace hanno prolungato l’attesa del parroco
don Adolfo e del sindaco Attilio
Epistolio. Neppure un caffè.
Subito la visita alla “Casa di
Gabri” (coop. Agorà), aperta lo
scorso 2 marzo; ospita bambini affetti da malattie rarissime, la cui vita è spesso come
quella “del fiore del campo”.
Lo stesso nome dato a questa
casa-famiglia ricorda un bambino prematuramente scomparso (Gabriele). Don Angelo
Epistolio, direttore, sacerdote
della diocesi di Lugano, nativo di Rodero, ha presentato la
struttura, i bambini e il personale (suore Figlie di S. Anna
di Ranchi-India, infermiere,
volontari ecc.) che con grande amore e forza d’animo si
prendono cura di loro. Poi
visita agli infermi, in 14 famiglie! Un “tour de force” terminato nel pomeriggio. Una semplice e breve preghiera su
immagine, preparata dall’incaricata per i malati, è stata
recitata insieme. Il Vescovo ha
parlato con tutti, colloquiando
(..bastano foglio e penna) anche con chi ha perso completamente l’udito. E’ stato di
grande conforto per i familiari quando la malattia porta
perdita di conoscenza e memoria. Ad ognuno una piccola
corona del rosario, della
Terrasanta; per tutti un abbraccio e la benedizione del
Signore. Ringraziano riconoscenti. A Rodero sono radicati
nel cuore di tante persone il
culto dei morti e la venerazione alla Madonna degli Angeli
(Colle San Maffeo). Alle 14.30
si è pregato al cimitero per i
defunti. Subito dopo nella
chiesetta sul colle (il freddo
non ha impedito la partecipazione) i giovani hanno animato la preghiera per i sacerdoti
e le vocazioni. Mons. Coletti
ha ammirato il panorama e si
è informato delle iniziative de
“I Bindun” (che qui iniziano,
con la celebrazione dell’eucarestia nel mese di settembre,
il loro anno sociale), ricevendo in dono dal presidente…
“LA VOCE
DI CHI C’ERA”
“Casa di Gabri”
Siamo i bambini di Casa di Gabri; noi, piccoli ospiti,
autorizziamo le nostre assistenti a fare da “portavoce”.
Loro ci hanno preparato (dal giorno prima )per la visita
pastorale del Vescovo; ma fino a sabato non sapevamo
bene né chi fosse, né cosa dovesse fare da noi! La mattina abbiamo fatto le prove di benvenuto! Abbiamo disegnato un grande cartello per salutarlo e ci siamo preparati per i convenevoli: vestiti della festa, inchino e bacio
all’anello! Tutto era pronto! Finalmente, a metà mattina il Vescovo è arrivato! E’ entrato e noi, tutti in riga ed
emozionati, l’abbiamo salutato come durante le prove
e… sorpresa! Il nostro Vescovo Diego è stato un amico
per noi! Si è presentato e ci ha coccolati; ha parlato e
scherzato, ascoltando i nostri problemi e le nostre “richieste”. Insieme abbiamo pregato per noi, per i nostri
operatori e per i volontari della nostra casa ricordando
anche chi ci ha lasciato in questo anno di comunità! E’
stato un momento sereno e gioviale e il “Buon Pastore”
ci ha salutato lasciandoci il sorriso e uno spirito nuovo
dal quale partire per il progetto di Casa di Gabri. La
prima pietra sarà la coroncina personale del Vescovo
che ci ha donato per ricordarci che non siamo soli!
Malati:
“Ho detto ai miei parenti di Como che era venuto il vescovo a trovarmi… Non ci credevano!”
“ Mai avrei pensato che il vescovo venisse a casa mia...”
“ Nella confusione del momento ci siamo dimenticati
anche di fare una foto..”
“ Don.. ringrazi il vescovo: ci ha fatto una grande grazia”
maglia e pallone! A ricordo di
questa visita ha donato una
corona del rosario, posta sulla mano di un angelo. Quando qui si riprenderà a celebrare (da maggio a settembre)
questa corona sarà un richiamo a pregare per il vescovo
Diego, i sacerdoti, le vocazioni. All’assemblea, dopo una
breve presentazione della parrocchia e delle attività, il Vescovo ha richiamato tutti a
mettersi al servizio del vangelo e della Chiesa gratuitamente, con gioia, senza atteggiamenti farisaici. Ha brevemente presentato il cammino della Chiesa italiana per
la catechesi dell’iniziazione
cristiana, chiedendo maggiore partecipazione alle famiglie. Il pomeriggio è culminato nella celebrazione eucaristica (chiesa “piena come una
volta”! ha detto qualcuno).
Bravi i chierichetti, la corale
e l’assemblea che ha partecipato con fede pregando e cantando. Nell’omelia il Vescovo
ha commentato il Vangelo (vocazione dei primi apostoli)
sottolineando come il Signore chiama per grazia; di fron-
te a Lui tutti siamo peccatori.
La presentazione delle offerte
è stata accompagnata da gesti
di solidarietà per le necessità
della diocesi e per le vittime
del terremoto ad Haiti. Un
bambino della Casa di Gabri ha
fatto dono dell’icona della Madonna della tenerezza. Foto in
chiesa e poi il rinfresco nel
salone dell’oratorio, più bello
del solito grazie agli addobbi
procurati dal Gruppo San
Le catechiste
“Parlando all’oratorio ha espresso pensieri profondi, richiamando il vangelo e spronandoci a viverlo..” “Una
celebrazione davvero indimenticabile, momento privilegiato di grazie e di comunione spirituale… Ho pensato a quante preghiere poteva avere nel suo cuore dopo la
visita agli ammalati: con lui erano entrate nella nostra
chiesa le preghiere di tutta la comunità”
Genitori:
Un uomo… “normale” tra uomini, donne e bambini “normali”. Sembrerà banale, ma non era esattamente questo che mi aspettavo andando ad incontrare il nostro
vescovo Diego Coletti. Che sorpresa! Quell’uomo normale era davvero felice di essere lì tra noi, non ha esitato a definirsi nostro servo, ad avvicinarsi a noi, guardandoci negli occhi, per parlarci del vangelo di Gesù.
Ascoltando le sue parole, chiare e sicure, l’anima si è
dissetata e ha ricevuto nuova linfa; forse domani non ci
risulterà così difficile portare con noi un pezzetto di
vangelo, un pezzetto di Gesù.
Il coro
La nostra corale ha vissuto questa visita pastorale con
spirito di servizio, nei momenti diversi della giornata e
in particolar modo nella celebrazione eucaristica. Abbiamo apprezzato la semplicità e la concretezza delle
parole del vescovo; abbiamo vissuto lo spirito di comunione soprattutto quando si è unito a noi, al termine
della messa, pregando insieme Maria nel canto.
Anziani
“ Non abbiamo avvertito alcun distacco e si è prestato a
farsi fotografare con tutti: non era mai successo. E’ stata proprio una bella festa..”
“Una volta non era così: si aspettava il vescovo con trepidazione, tante cerimonie…”
“Don, inviti il vescovo a tornare ancora..”
Una giornata di festa. Insieme abbiamo ascoltato, pregato, celebrato l’eucarestia. Sabato 6 febbraio ci è parso di
essere più comunità, più accoglienti, più felici di ritrovarci
insieme, chiamati dal Signore all’incontro con il vescovo
Diego. Pochi formalismi,
schiettezza nelle parole e nei
sentimenti, più fraternità e
una messa… finalmente tutta cantata! Bello. Che la festa
continui
nella
quotidianità, nella famiglia
e nel lavoro, nello studio e nel
gioco, perché Cristo Gesù è la
nostra gioia. Conserviamo
questa gioia… Anzi portiamola sempre ai nostri malati, a chi è più solo, alle nuove
famiglie e agli immigrati, a
quanti non hanno potuto (o
voluto) far festa con noi nella
casa del Signore. Ma per fare
questo ricordiamo quanto il
Vescovo ci ha indicato: più
vangelo, più ascolto della Parola del Signore, eucarestia e
amore reciproco.
don ADOLFO BERNASCONI
Maffeo e l’impegno di catechiste, bambini e genitori. Una
infinità di foto-ricordo ha chiuso la giornata del vescovo a
Rodero: è stata davvero una
bella festa!
LA COMUNITA’ DI RODERO
Bambini e chirichetti
“E’ stata una ventata di simpatia… Mi è piaciuto il
ricordo che ha avuto per i nostri morti, dicendo di portarli nel cuore”
“Sono stata molto felice: pensavo di incontrare un vescovo severo… Invece quando parla sa arrivare diritto al
cuore delle persone.. ”
“Prima di conoscerla ero agitato, ma in sacrestia lei ha
scherzato con noi e tutto è passato”
“Prima della messa ha scherzato e giocato con noi. Per
me portare la mitria è stato un compito molto importante: alla fine della messa ci ha regalato la spilla della
colomba della pace, proveniente da Gerusalemme”
“Sia Tu che don Flavio mi siete molto simpatici. Ho già
imparato la tua preghiera a memoria: ogni sera la recito
insieme alla mamma”.
I giovani
Noi giovani di Rodero ringraziamo il nostro Vescovo per
la sua vicinanza e disponibilità. Ci impegneremo a seguire i suoi consigli, molto preziosi per la nostra crescita
personale e spirituale. Un grazie particolare per l’entusiasmo espresso durante il teatro che abbiamo preparato insieme ai giovani di Valmorea e Bizzarone. Ci ha
incoraggiato a trasmettere il nostro esempio ai giovani
che si sono allontanati, spronandoci a collaborare ancora insieme, superando le difficoltà, per la crescita di una
comunità unita e legata alla Chiesa.
Troppo forte! (bambina islamica)
Mi chiamo Fatima, ho 11 anni; sono nata in Italia da
genitori libanesi, islamici. Avevo già conosciuto il vescovo due anni fa, l’ho rivisto lo scorso 6 febbraio.
In questa occasione ha regalato a me e ai miei tre fratelli (Jasmin, Karim, Sara) una spilla che raffigura la colomba della pace. A me questo vescovo è molto simpatico perché quando si è presentato non ha detto : “Io sono
il vescovo”, ma “mi chiamo Diego e voi?” Diciamolo: “E’
troppo forte questo vescovo”!... So che prima di noi ha
incontrato anche i genitori di nostri amici islamici della
Turchia e Albania; e si sono commossi. Grazie Diego.
CHIESA MONDO
P A G I N A
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MISSIONE CAMEROUN
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010
QUARESIMA DI FRATERNITA’
1° Tappa
(7-8 gennaio 2010)
I
l tempo di Quaresima
che iniziamo con tutta la
Chiesa vuole offrire l’occasione per riscoprire la
dimensione missionaria
tipica di ogni battezzato e per
rinnovare lo slancio missionario delle nostre comunità. Nel
mese di gennaio scorso sono
stata con don Giuliano Zanotta,
don Italo Mazzoni, don Stefano
Bianchi e Silvia (sorella di
Brunetta Cincera) in Cameroun, in visita alla missione
diocesana nella diocesi di
Mokolò-Mboua. Da questa pagina de “Il Settimanale” vorremmo accompagnare alcuni
passi del cammino verso la
Pasqua offrendo alcune riflessioni e condividendo il racconto del nostro viaggio. E’ un piccolo contributo perché la Quaresima di fraternità diventi più
concreta. E il primo passo di
fraternità è riscoprire il senso
e il perché della partenza di alcuni sacerdoti, consacrati e laici da una diocesi alla “missione
ad gentes”.
Una missione diocesana?
La riflessione sulla Chiesa
scaturita dal Concilio Vaticano
II ha fatto comprendere che
I PROGETTI
Le parrocchie di Mokolo,
Roumzou, Mogodé, Ngechewue sono nostre parrocchie
sorelle in Camerun.
Cosa significa questo?
Significa che la diocesi di
Como ha inviato dei suoi sacerdoti a seguire queste parrocchie, in Camerun come a
Livigno o a Ponte Tresa.
Ma le parrocchie in terra
d’Africa appartengono a loro
volta a una diocesi, la diocesi
di Maroua-Mokolo.
Da ormai diciassette anni la
diocesi di Como e la diocesi di
Maroua-Mokolo collaborano e
lavorano a stretto contatto.
Nulla di quello che i nostri
fidei donum in Camerun fanno nelle loro parrocchie, dalla
costruzione dei pozzi alla creazione di nuove scuole, dalla
preparazione al battesimo dei
catecumeni alla partecipazione alle scuole di formazione
per i responsabili di villaggio
è fatto in autonomia. Si crede
fermamente alla collaborazione e alla condivisione di quelli che sono gli obiettivi. Come?
Le famiglie dei responsabili
agricoli dei villaggi vengono
mandati a frequentare i corsi
di formazione nella scuola
diocesana; il piano pastorale
delle parrocchie è quello della
diocesi locale; i giovani, i ragazzi, i gruppi e le associazione fanno capo a quelli che sono
gli statuti diocesani di organizzazione; i nostri sacerdoti
collaborano con la diocesi nel
progetto di sostegno del comitato Giustizia e Pace, per garantire nei distretti il rispetto dei diritti dei cittadini di
fronte alla legge; i seminaristi
locali vanno a svolgere il loro
periodo di formazione presso
le parrocchie dei nostri sacerdoti. Tanti ancora potrebbero
essere gli esempi… perchè
proprio su questa collaborazione si impronta tutta l’attività della missione diocesana.
B.M.
protagonista della missione è
anche la chiesa locale. Questo
cammino partito da lontano e
maturato grazie a interventi
del magistero quali l’enciclica
“Fidei Donum” di Pio XII del
1957, il decreto “Ad Gentes” e
l’enciclica “Redemptoris Missio”
di Giovanni Paolo II, ha portato la Chiesa italiana a privilegiare la via della cooperazione
tra le chiese.
Distinguiamo 4 tappe nel progressivo sviluppo di questa
esperienza in Italia: una prima
fase, verso gli anni 50-60, vede
sacerdoti che partono (soli
o in gruppo) a titolo personale, mossi da generosità e autorizzati dal loro vescovo; la seconda tappa è caratterizzata
dalla formula dei “gemellaggi”: l’impegno viene assunto
dalla singola diocesi italiana,
che prende in carico una o più
parrocchie in missione, garantendovi una continuità di personale e di mezzi; la terza tappa è caratterizzata da un rapporto di cooperazione che le
diocesi italiane instaurano con
le diocesi in Africa e in America del Sud mettendo un’equipe
di persone a servizio del vescovo locale; la quarta tappa è l’attuale e, almeno nell’intenzione,
vede le chiese, su un piano di
parità, per riscoprire la comunione tra loro come un modo
nuovo di fare missione, nella logica dello scambio. La
nostra diocesi ha vissuto tutte
le fasi di questo cammino.
Oggi la missione in Camerun,
nella diocesi di Marouà-Mokolò
è il segno visibile della missionarietà della chiesa locale.
Non è una parrocchia in più di
cui preoccuparsi, ma il segno
dell’universalità dell’annuncio
del Vangelo.
Non è un luogo dove possono
andare solo gli eroi o le persone speciali, ma la possibilità di
ritrovare la nostra vocazione
missionaria nata nel battesimo.
Non è una realtà da aiutare, ma
il richiamo alla bellezza dello
scambio, della condivisione, della fraternità.
GABRIELLA RONCORONI
Per riflettere...
l
Nelle attività del gruppo missionario parrocchiale è prevista
la conoscenza, l’approfondimento e la riflessione su questa dimensione missionaria della Chiesa diocesana?
Conosciamo l’equipè dei “Fidei Donum” che presta il suo servizio missionario in Camerounn nella diocesi di MarouàMokolò? Conosciamo e sosteniamo l’attività missionaria della
diocesi in Camerun?
I NOSTRI MISSIONARI/1 DON GIUSTO DELLA VALLE
Nasce a Le Prese il 16 aprile 1961. Entra in
seminario in prima media. Viene ordinato sacerdote il 15 giugno 1985. È vicario parrocchiale ad Albate e a Livigno.
Nel luglio 1996 parte per la missione diocesana
in Camerun nella diocesi di Maroua-Mokolò È
parroco a Sir dal 1997 al 2006.
Dal 2006 è parroco della “Paroisse Saint
Jacques de Mokolo Mboua”.
Tornerà in diocesi nel mese di ottobre 2010.
Descrizione di alcuni particolari: quel fisico magro è di un uomo mai fermo. Occhi lucidi, sguardo attento, pensieri fermi, parole esplicite. Sotto
il cappello ormai pochi i capelli, ma resta dura
la testa. Più facile cambiare il corso di un fiume che una scelta del Giusto. Il nome è un programma, il cognome non si riferisce solo alla
Valtellina. Attività privilegiate: l’aiuto ai poveri, siano essi carcerati o ciechi, storpi o
sordomunti. Il vero aiuto ha una dimensione
sociale e culturale. I giovani che stanno con lui
devono anche studiare. Il vestito che mette gli
è indifferente, tanto prende in poche ore il colore della sabbia. I suoi maiali sono i migliori
allevati a Mokolò, il suo vitellone lo compreranno le suore polacche, la sua auto solo lo sfasciacarrozze.
La sua ultima battaglia è contro l’alcolismo, imperante a motivo dell’uso esagerato di birra di
miglio, chiamata vino. Predica che il miracolo di Cana oggi richiede di trasformare il vino… in
acqua. La sua debolezza: non sostenere suor Redenta quando ruba i palloni ai ragazzi e sostenere
invece i ragazzi quando rubano i palloni a suor Redenta. Lascerà varie impronte in Africa: nelle
scelte pastorali, nella predicazione schietta, nel chiedere con esigenza, nel lavoro senza tregua,
nella carità, nell’organizzazione e nella formazione. Grazie, don Giusto!
DON ITALO
Dal finestrino di
questo taxi
si vede poco. Meglio
qui, sul tetto bianco,
bello caldo
per il sole
di J’Njamena, città di
confine tra
il Ciad e il
Cameroun.
Sono Marguià, il lucertolo che
tutto vede e
tutto sa. E
quelli – eccoli finalmente –
sono “Les étrangers” della delegazione della Diocesi di
Como: don Giuliano, don Stefano, don Italo, donna Gabriella e donna Silvia.
Ci sono tutti. Arrivano. Quante valigie! Una due tre… dieci!
C’è profumo di salame e di formaggio grana. I missionari saranno felici.
“Ehi, andiamo, seguite
Marguià che tutto vede e tutto
sa”.
Li vedo allegri, forse non sanno che cosa li aspetta. I due
taxi viaggiano nel nostro caos
infernale (…per il caldo), tra
mille motorette e biciclette,
pecore e camions, lamiere trasportate dalle moto e clacson
in allegria.
Il sole tramonta, le ombre si
allungano, il rosario è detto
sotto le stelle. Ecco la prima
sera africana per qualcuno di
loro.
Dopo la sosta notturna nella
casa delle suore di Kabalj, c’è
la difficile frontiera col ponte.
Io me ne sto tranquillo a guardare. Tornano fieri dei timbri
sul passaporto. I taxi sputano
un po’ di benzina mal bruciata, che lascia un odore acre; e
ripartono sul ponte del confine. Don Giusto è già arrivato,
con il pullmino Mokolò Express guidato da Cristophe. Si
salutano tutti felici. L’odore
che si sente dentro il bureaux
è quello dei pipistrelli. Dovranno abituarsi.
Breve tappa a Kossari da Padre Malvestio del Pime e poi
450 km di savana. Don Giusto
offre da bere “Gemgembro”.
Dopo qualche sospetto per l’intruglio, comincia la fiducia e si
sentono i primi colpi di tosse
coperti dalle risate. Resto meravigliato: questi ridono sempre! Amici italiani, non lasciatevi sfuggire la mandria di
torelli che passa a destra, tra
nuvole di polvere, spinta dai
cani e da due pastori nomadi.
E i campi di miglio. Don Stefano ripete ad ogni kilometro: voglio vedere una giraffa! Mi tocca di accontentarlo: sono
Marguià che tutto pensa e tutto fa. Ed eccola, sulla sinistra,
mentre sfoglia un albero. Voi
sfogliate i libri, la giraffa le
piante. Alta, bella, solenne, sospettosa, con qualche problema
di cervicale. Il serpente serpeggia, il cane “cagna”, la giraffa
gira… e se ne va.
Per pranzo prendono carne arrostita, pane e birra. A me lasciano la caccia alle zanzare, in
compagnia di altri venti
Marguià. Quando si fa sera
arriviamo a Mokolò. Li consegno a Brunetta e alla comunità dei Fidei donum, arrivati dai
vari villaggi. Cena e meritato
riposo al Villaggio dell’Amitié.
Anch’io mi trovo un angolo protetto e mi sprofondo nel sonno
del Marguià, che tutto… ah..
vede e tutto…ron ron… sa!
P A G I N A
13
CHIESA
CARIT
AS
CARITAS
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010
L’ATTIVITÀ CARITATIVA IN DIOCESI
IIn questa pagina sono
presentate, in sintesi,
le iniziative di carità
beneficiarie del
contributo 8 per mille
e le collette del 2009
BILANCIO ECONOMICO
2009: IL CUORE
OLTRE LE CIFRE
5 PER MILLE
ALLA FONDAZIONE
DELLA CARITAS
DIOCESANA
pagina a cura
della CARITAS DIOCESANA
C
ome ogni anno la Caritas Diocesana sente il dovere di rendere conto del suo bilancio economico.
Parlare di cifre può sembrare una cosa arida
che ha il sapore di un bilancio aziendale e che
ha poco a che fare con la carità vissuta, ma può essere
anche un giusto esercizio di trasparenza dal momento
che i fondi che riceviamo attraverso l’istituto dell’8 per
mille e quelli che sono frutto di offerte liberali fatte
dalle parrocchie o da singoli non ci appartengono: noi
siamo solo degli esecutori, chiamati attraverso la disponibilità di questi fondi a studiare e concretizzare progetti di vita a favore delle persone bisognose.
Abbiamo anche un’altra grande responsabilità che è
quella di usare bene questi fondi, che devono essere destinati nella totalità all’uso per cui sono stati raccolti.
Questo uso corretto dei fondi che ci vengono donati è
una priorità che ci siamo dati nella Caritas diocesana,
partendo dal dovere morale che abbiamo verso i donatori, ma anche verso le persone a cui sono destinati questi beni.
Noi abbiamo messo in atto per questo un cammino di
sobrietà e di essenzialità sia nei progetti che proponiamo, che nelle strutture che ci permettono di realizzare
questi progetti.
Per questo rendiamo pubblico attraverso il Settimanale Diocesano il bilancio della Caritas relativo all’assegnazione dei fondi con cui riusciamo a far vivere alcune strutture essenziali gestite direttamente dalla
Caritas stessa e diamo un contributo significativo che
permette a tanti enti sparsi sul territorio della Diocesi,
che si impegnano in prima persona per la promozione
dell’uomo in difficoltà, di continuare la propria opera.
Rendiamo anche pubblico il bilancio delle attività
Caritas che riguardano adozioni internazionali, progetti riguardanti le realizzazioni effettuate con le raccolte
dell’Avvento di Carità e raccolte fatte in occasioni di
emergenze legate alle calamità naturali.
Potete constatare leggendo le cifre dei nostri bilanci
che la generosità della nostra Diocesi è sempre molto
viva e grande: pur vivendo momenti di ristrettezze economiche, le cifre che ci sono state messe a disposizione
sono importanti; questo ci chiama ad un rinnovato impegno perché attraverso le opere di carità che riusciamo a realizzare si renda visibile questa generosità e
divenga segno attraverso tutti noi dell’amore di Dio per
tutti gli uomini.
8 per mille 2009 realtà caritative - assistenziali
Contributi
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
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€
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€
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€
€
€
€
€
PortaAperta
CentrodiAscoltoDiocesanoͲComo
CentroDiurno
GestioneoperativaFondazioneCaritas
StampaeinformazionedellaCaritas
AltriCentridiAscoltoinDiocesi
AccoglienzeabitativeinDiocesi
CasaVincenzianaONLUSͲmensaferiale
CooperativaAphantesis
SodalizioFrancescanoͲBrunate
OperadonGuanellaperambulatorio
CasadellaGiovaneͲPonteChiasso
CasamicaS.Antonio
RadicieAli
CasaSantaLuisaͲComo
AssociazioneEskenosen
CentroAiutoallaVitaComo
CasaalloggioLaSorgente
Mensa serale Opera don Guanella
MensaseraleOperadonGuanella
AssociazioneLaCentralina
COFMontanoLucino
CentroAiutoallaVitaSondrio
CooperativaSocialeTremendaXXL
CentroAiutoallaVitaMorbegnoͲChiavenna
PiccolaCasaOzanam
AttivitàPastoraledellaCaritas
ACISJFͲviaBorgovicoComo
CasadellaMissione
CarcereComo
CasaNazareth
ComunitàalDeserto
FondazioneregionaleAntiusura
ConsultorioFamigliareSondrio
CentroAiutoallaVitaͲMandello
MensaVincenziana(mesediagosto)
TOTALE
60.000,00
30.000,00
20.000,00
15.000,00
10.000,00
94.000,00
27.336,95
30.000,00
15.000,00
10.000,00
10.000,00
10.000,00
10.000,00
10.000,00
5.500,00
5.000,00
40.000,00
25.000,00
25.000,00
5 000,00
16.000,00
15.000,00
15.000,00
13.000,00
12.000,00
12.000,00
10.000,00
10.000,00
10.000,00
10.000,00
10.000,00
10.000,00
9.000,00
7.000,00
3.000,00
3.000,00
616.836,95
ROBERTO BERNASCONI
La possibilità che lo Stato italiano offre a tutti i cittadini
di indirizzare il 5 per mille
del proprio gettito fiscale a favore di una realtà del privato sociale è un piccolo ma significativo segno di civiltà e
di rispetto verso la sensibilità e la volontà del singolo contribuente.
Nel contempo, è scelta impegnativa che chiede a ciascuno di noi l’onere di una decisione, dunque l’impegno di informarsi, verificare, e quindi
decidere.
Quanti hanno orientato questa scelta negli scorsi anni a
favore della Caritas Diocesana di Como e alla sua
Fondazione Caritas Solidarietà e Servizio Onlus si
sono rivolti a una realtà affidabile e competente, che da
oltre trentacinque anni opera sulle molteplici frontiere
della povertà con obiettivi
precisi:
- Ascoltare e osservare prima
di individuare e realizzare gli
interventi e i servizi più adeguati;
- Far sì che il proprio impegno aiuti le comunità cristiane e la società tutta ad avere
uno sguardo maturo sul fenomeno della povertà e dell’esclusione;
- Interrogarsi sulle cause che
producono sofferenza e disagio e impegnarsi per la loro
rimozione.
Come sostenerci
Codice Fiscale Fondazione
Caritas: 95069480135
È possibile sostenere direttamente l’attività della Fondazione Caritas Solidarietà
e Servizio Onlus effettuando un versamento sul seguente conto corrente:
C/C BANCARIO presso Credito Valtellinese
IBAN: IT 87 B 05216 10900
0000 0000 3692
COLLETTE: ECCO TUTTI I NUMERI
COLLETTE
Adozioni P. Bernardo
Adozioni P. Luca
Adozioni Hui - Ling cina
Fame nel mondo
Borse studio Brasile
Massawa (P.Protasio)
Microrealizzazioni nel mondo
Avvento 2009
Terremoto Abruzzo
Maremoto Asia per progetti
Terremoto Sumatra
Bangladesh - P. Paggi
Emergenza Terra Santa
TOTALE
Residuo 2008
Raccolte 2009
€
16.392,36 €
102.933,00
€
12.704,84 €
37.425,72
€
1.200,00 €
1.250,00
€
5.700,00 €
1.235,00
€
1.427,00 €
2.580,00
€
1.020,00 €
2.569,00
€
€
7.790,00
€
46.672,09 €
54.263,95
€
€
509.164,05
€
11.036,80 €
€
€
2.120,00
€
€
36.463,38
€
€
300,00
€
96.153,09 €
758.094,10
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
Spedite 2009
98.401,08
44.100,49
2.450,00
6.935,00
2.000,00
82.262,89
500.750,00
11.036,80
15.000,00
762.936,26
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
3%
-
Situazione al 31/12/09
€
20.924,28
€
6.030,07
€
€
€
4.007,00
€
1.589,00
€
7.790,00
€
18.673,15
€
8.414,05
€
€
2.120,00
€
21.463,38
€
300,00
€
91.310,93
CHIESA
P A G I N A
14
Dio
ci interpella
tutti,
nessuno
escluso,
nel
preservare
questo
prezioso bene
che ci è stato
donato.
Un dovere
a cui non
possiamo
sottrarci
pagina a cura
del’Ufficio Diocesano
Pastorale Sociale
e del Lavoro Salvaguardia
del Creato e Stili di vita
Salvaguardia
Creato
SalvaguardiaCreato
del
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010
UN DOVERE, UNA RESPONSABILITÀ
OGNI UOMO
È CUSTODE
DEL CREATO
B
enedetto XVI nella sua
ultima enciclica Caritas in veritate fa un
vero e proprio appello
alla coscienza di ogni
uomo, affermando: “La natura
è espressione di un disegno di
amore e di verità. Essa ci precede e ci è donata da Dio come
ambiente di vita. Ci parla del
Creatore (cfr Rm 1,20) e del suo
amore per l’umanità. È destinata ad essere “ricapitolata” in
Cristo alla fine dei tempi (cfr Ef
1,9-10; Col 1,19-20). Anch’essa,
quindi, è una “vocazione”. La
natura è a nostra disposizione
non come “un mucchio di rifiuti
sparsi a caso “, bensì come un
dono del Creatore che ne ha disegnato gli ordinamenti intrinseci, affinché l’uomo ne tragga
gli orientamenti doverosi per
“custodirla e coltivarla” (Gn
2,15).” (Caritas in veritate, n°
48).
Dio quindi interpella tutti gli
uomini - nessuno escluso - nella custodia del creato.
Essa non è un obbligo estrinseco che appesantisce l’agire umano, è invece un vero e
proprio stile di vita del singolo
e delle comunità: come tale è
qualcosa che rende più gioiosa
la vita stessa dell’uomo, che si
riscopre così in armonia con ciò
che Dio gli ha donato.
Il primo passo per ciascuno è
di riconoscere nel creato l’opera di Dio, riconoscimento non
così scontato, poiché se lo fosse,
l’intera umanità sarebbe più
rispettosa della natura e del-
l’ambiente in cui vive e in generale prenderebbe più a cuore
il bene comune.
Il secondo passo è di comprendere che il nostro stile di vita
ha un impatto positivo o negativo su ciò che ci circonda - incluso noi stessi. Anche in questo caso la nostra consapevolezza non è così scontata, perché
se lo fosse, molto probabilmente non ci sentiremmo a nostro
agio nella cosiddetta società del
benessere, fondata sul trinomio
produzione-consumo-scarto,
che ci impone uno stile esageratamente consumistico e poco
favorevole al nostro vero “benessere”.
Se vogliamo riscoprire l’armonia con l’opera di Dio, occorre
stupirci della bellezza del Creato con gli occhi di un bambino,
lasciandoci coinvolgere dal
mandato di Dio e dalla nostra
vocazione ad essere veri custodi del Creato. “ Quando vedo i
tuoi cieli, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che hai fissato
, che cos’è mai l’uomo perché di
lui ti ricordi, il figlio dell’uomo,
perché te ne curi?” (Sal 8,4-5)
Dio si prende cura di noi e noi
ci prendiamo cura del suo dono.
STILI DI VITA
CHI CONSUMA
BRUCIA
Tutti siamo responsabili della
protezione e della cura del creato, impegnandoci al livello che
ci corrisponde.
I nostri comportamenti, il
nostro stile di vita, i nostri consumi devono indirizzarsi verso
un modello più sostenibile, sobrio e attento ai bisogni degli
altri.
Siamo giunti ad una svolta
che richiede un effettivo cambiamento di mentalità, partendo anche da piccoli gesti quotidiani come quelli indicati nella
rubrica accanto “Stili di vita”
che propone alcuni utili suggerimenti che ci possono aiutare
a mettere in atto un modo di
vivere più rispettoso e attento
agli altri.
Dai piccoli gesti potremo poi
gradualmente passare a scelte
più impegnative, coinvolgendo
completamente il nostro stile di
vita con un sobrio approccio
consumistico e diventando parte attiva nel meccanismo economico attraverso le nostre
scelte di consumo e di servizi.
Ricordiamoci che tutto ciò che
esiste appartiene a Dio, che lo
ha affidato a noi, non per disporne in modo arbitrario, ma
per condividerlo con gli altri
nella ricerca del vero, del giusto, del buono per una crescita
comune.
Se abbiamo a cuore le sorti
dell’umanità e di tutto il creato, in quanto dono amorevole
del nostro Creatore, non rimaniamo indifferenti: affrontiamo
con responsabilità e gratitudine la vocazione di custodi di
un’eredità che appartiene a tutti gli uomini!
ANTONELLA NICASTRO
Dichiarazioni di lotta anti-Co2: dopo Copenaghen alcuni Paesi hanno accettato di mettere nero su bianco le loro promesse di riduzione
delle emissioni. Per arrivare, però, a un risultato concreto, in termini di impegno, occorrerà attendere ancora un anno o poco meno.
Fino al prossimo dicembre, per la precisione, quando a Città del Messico si svolgerà al conferenza numero 16. Quello che oggi c’è è
soltanto un accordo politico di cui la Conferenza di Copenaghen ha 'preso atto' e che non ha valore vincolante. In base a questo accordo
i Paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo entro il 31 gennaio dovevano inviare all'Onu i loro target.
In questo grafico gli impegni di riduzione.
Quanto consuma la nostra
casa? Chissà se ce lo siamo
mai chiesto. Eppure l’ambiente domestico esprime una voce
importante, in termini di energia “bruciata”. L’edilizia civile utilizza, ogni anno, più del
30% dei consumi energetici
totali del nostro Paese. Il 68%
se ne va in riscaldamento, il
16% per usi elettrodomestici e
illuminazione, l’11% per la
produzione di acqua calda e
il 5% per usi di cucina.
Fin qui i consumi. Ma si sa,
chi consuma inquina...
Il Wwf calcola che in Italia
si emettano circa 0,45 kg di
Co2 (anidride carbonica) per
ogni chilovattora consumato.
Vogliamo sapere quanto consumiamo e, di conseguenza,
inquiniamo tra le mura di
casa? È presto detto: la lavatrice di solito consuma 2 kWh;
stesso consumo per la lavastoviglie; tv e hi-fi 0,2 kWh; frigorifero e congelatore attorno a 0,25 kWh; il forno elettrico 2,3 kWh; l’aspirapolvere da
0,8 a 1,5 kWh (alcuni fino a
2,2); lo scaldabagno, in media,
tra 1 e 1,5 kWh; il condizionatore tra 1 e 2,3 kWh. Stante il
fatto che non possiamo tornare all’età della pietra cosa possiamo fare, allora, per rendere ne nostre case più efficienti
e, dunque, meno inquinanti?
Di case ecologiche o addirittura “passive” - per esempio che
non superino un fabbisogno di
energia termica di 15 KWh per
m2 l’anno e che non sfruttino
impianti di riscaldamento, ma
solo raggi del sole, metabolismo degli inquilini, calore generato da lampadine, fornelli
ed elettrodomestici in funzione - si parla da anni. Case costruite con le tecniche più moderne ed eco-sostenibili le troviamo in Germania, ma anche
a Trento e Bolzano.
Una ricerca presentata nei
mesi scorsi al convegno “Energetica” da Renato Cremonesi,
esperto di sistemi energetici ad
alta efficienza, spiega come sia
possibile la riqualificazione
energetica degli edifici esistenti in Italia. Ogni giorno nelle
nostre case va sprecato circa
il 55% dell’energia che consumiamo. Complessivamente si
parla dell’equivalente di circa
17 milioni di tonnellate di petrolio, la medesima quantità
di energia prodotta da 8 centrali nucleari di grandi dimensioni. Bello spreco...
Un’esperimento condotto su
1100 abitazioni ha dimostrato come pochi interventi (per
es. il cambio di combustibile o
l’installazione di caldaie a
condensazione, che consento il
30% di risparmio rispetto alle
caldaie tradizionali) abbiano
permesso di ridurre del 33%
il costo annuo del riscaldamento e del 43% le emissioni
di Co2. Quale strada seguire
dunque? Innanzitutto sostituire progressivamente gli elettrodomestici con apparecchi di
ultima generazione. Già sappiamo del costo degli stand-by.
Investire su lampadine di nuova generazione. Contenere la
dispersione dell’energia usata
per il riscaldamento con guarnizioni ai serramenti, doppi
vetri, pannelli isolanti. Evitare piastre e forni elettrici in
cucina. Occhio all’uso della
lavatrice.
Piccoli accorgimenti per consumare meno e dare respiro al
Pianeta e al... portafoglio.
MARCO GATTI
P A G I N A
16
Como
CRONACA DI
E
P R O V I N C I A
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010
STRINGHE COLORATE E IL SORRISO COME TERAPIA
Ridere
per vivere...
meglio
L
e stringhe colorate. Un naso rosso
e un bel sorriso.
Entrano così in
corsia i clown sociali comaschi. Giovani e
meno giovani legati all’associazione “Stringhe colorate”, realtà di volontariato nata a Como nel
2001 da un gruppo di soci
della cooperativa sociale
Prospettive che diedero
vita alla onlus “Ridere per
vivere Lombardia”. Il passaggio a “Stringhe colorate” è del 2007. Si cambia
il nome ma non la sostanza, e il nuovo sodalizio fa
così proprio il patrimonio
di conoscenze ed esperienze maturato in seno a
“Ridere per vivere”.
Ma chi sono i clown sociali? A spiegarcelo è Alberto Terzi, presidente
di “Stringhe colorate”.
«L’esperienza del clown
sociale si richiama al modello lanciato da Patch
Adams, il medico statunitense considerato il fondatore della clown terapia. Nella figura del
clown sociale abbiamo
scoperto le potenzialità
del diffusore del buon
umore. In lui abbiamo individuato una nuova opportunità di protagonismo per i giovani, sia come
volontari presso le associazioni che da anni si occupano di intervenire negli ospedali o in altre
strutture socio-sanitarie,
sia come operatori professionisti inseribili nelle cooperative sociali per realizzare progetti educativi».
Da qui la scelta di investire sul fronte della
formazione. Tutti gli anni
“Stringhe colorate” propone un corso introduttivo
alla figura del clown, accompagnato dal tirocinio
presso alcune strutture
ospedaliere e assistenziali della provincia. «È una
proposta che rivolgiamo a
Un’associazione
di volontariato
e il servizio a...
32 denti accanto
ai più piccoli
ammalati.
La frontiera della
clowneria sociale
di MARCO GATTI
[email protected]
chiunque desideri mettersi in gioco in modo diverso - prosegue Terzi -, investendo energia e talenti sul suo e sull’altrui sorriso».
Attualmente sono una
quarantina i clown di cui
“Stringhe colorate” può
avvalersi. Per lo più giovani tra i 20 e i 45 anni,
ma anche qualche ultra
cinquantenne. In eguale
misura suddivisi tra maschi e femmine. Tutti accomunati dal desiderio di
portare buon umore laddove, solitamente, regna
la sofferenza.
Nei reparti di pediatria
dell’ospedale S. Anna di
Como e a Cantù, ma anche presso alcune case di
riposo del territorio (Cà
d’Industria, Giuseppine,
Residenza Bellagio, Casa
Albergo di Tremezzo,
Bellaria). Questi sono alcuni dei luoghi simbolo
presso i quali i clown sociali comaschi hanno prestato e prestano servizio.
«È proprio il farsi veicolo di buon umore - continua Terzi - l’obiettivo
principale che ci avvicina
al malato. In punta di piedi, con discrezione. Non
facciamo scenette. Non
proponiamo spettacoli
pirotecnici. Ci muoviamo
solitamente in due. Il primo approccio è con gli operatori per percepire il
clima che si respira in reparto e individuare, con
loro, le priorità del momento. Ed ecco che si accede, così, con garbo e passo quasi “felpato”, nelle
stanze. L’obiettivo princi-
pale che ci poniamo è entrare in relazione, non far
ridere. La risata non è
l’obiettivo primario di
questo nostro impegno,
potrebbe esserne la conseguenza, ma non il fine.
Cerchiamo di contribuire
alla creazione di un clima
positivo, di distensione,
spesso coinvolgendo anche i genitori».
Quali sono i risultati?
«È lo stesso personale a
confermarci la bontà del
lavoro che svolgiamo. Le
ricadute sono positive,
così come il clima nuovo
che si viene a generare
anche quando i nostri volontari hanno lasciato i
reparti».
La relazione al centro
dell’attività del clown sociale. Ma cambia qualcosa se l’interlocutore non è
un bambino ma una persona anziana? «Nella sostanza no. Qualcosa cambia, invece, nella formula.
Mi vien da dire che instaurare un canale di relazione con l’anziano risulta più facile. L’anziano
si accontenta più facilmente, spesso basta il
contatto fisico, una stretta di mano, un abbraccio,
una carezza. Più difficile
e complessa la relazione
con il mondo dei bambini, che necessitano un’attenzione psicologica differente».
Il progetto di clowneria
sociale è cofinanziato dalla Fondazione Comasca,
sotto la denominazione “Il
battello dei nasi rossi”.
UCIIM E AIMC AL PESSINA
L’Associazione professionale cattolica di insegnanti, dirigenti e formatori
(Uciim) e l’Associazione italiana maestri cattolici (Aimc) propongono due
incontri con lo scopo di: “collegare il problema, pedagogico della valutazione con le indicazioni relative alle normative sulle competenze in entrata e
in uscita”.
Gli incontri si terranno presso l’Aula magna dell’Istituto “Pessina” via
Milano, a Como, nelle giornate di:
Venerdì 26 febbraio ore 16.30
Tema: “La valutazione nella scuola come problema pedagogico-didattico” ,
relatrice: prof.ssa Maria Teresa Moscato, ordinario di Pedagogia generale
presso l’Università dì Bologna;
Venerdì 26 marzo ore 16.30
Tema: “Analisi delle indicazioni normative sulla valutazione scolastica”,
relatrice sempre la prof. ssa Maria Teresa Moscato
Gli incontri sono aperti a tutti gli insegnanti interessati.
Capoverde.
Un sorriso senza
frontiere...
Non si ferma ai confini di Como la proposta dei clown sociali.
È ancora Alberto Terzi a delinearci l’orizzonte dell’azione di “Ridere per
vivere” prima e di “Stringhe colorate” poi. «Nel 2001 abbiamo contribuito
alla realizzazione della missione umanitaria in Afghanistan, quando era
appena terminata la guerra. L’iniziativa ha coinvolto diverse associazioni
ed è stata promossa in collaborazione con il Comune di Roma, con la partecipazione anche di Patch Adams. Da quell’esperienza è nato il film “Clown
in Kabul”, che testimonia come il riso sia uno strumento di comunicazione
e di pace comprensibile in tutto il mondo. Ma non ci siamo fermati lì. Dal
2004 siamo infatti impegnati in un gemellaggio solidale con le isole di
Capoverde, in particolare con l’isola di S. Vincente e S. Anato e soprattutto
con la municipalità di Ribiera Grande. Nella prima missione, condotta nel
novembre del 2004, con ben 22 persone tra clown ed educatori dell’associazione “Ridere per vivere”, provenienti da tutta Italia, abbiamo visitato
scuole, ospedali, carceri, centri di recupero per ragazzi di strada, comunità rurali e abbiamo tenuto corsi di formazione per il personale sanitario,
per le educatrici degli asili e per un gruppo di giovani. Nelle successive
missioni ci siamo concentrati soprattutto sulle giovani generazioni privilegiando la metodologia del teatro sociale. Siamo riusciti a dare vita, in
loco, a due orchestre, composte da giovani dalle età più diverse, dalle elementari ai vent’anni, attive su due differenti isole, e ad un gruppo di teatro sociale che partecipa a kermesse internazionali. Stiamo inoltre contribuendo alla gestione di due centri giovanili. Continuiamo, inoltre, a lavorare con le scuole su progetti legati alla comicità e stiamo riorganizzando
una liuteria. A tale proposito un giovane capoverdiano è in Italia, e vi
resterà per quattro mesi, per apprendere i rudimenti del settore presso la
scuola di liuteria di Cremona». «L’impegno condotto fino ad oggi ha dato
risultati più che positivi – continua Alberto Terzi -. Ora a giugno lasceremo in eredità quanto realizzato agli animatori locali, cui spetterà il compito di proseguire il cammino avviato. Noi ci sposteremo su un’altra isola,
cercando, anche lì, di portarvi un sorriso. Ad aprirci la strada e a condurci
per mano in questa nuova avventura alcuni degli stessi animatori
capoverdiani che in questi anni sono cresciuti, con noi, in esperienza e
passione. Il loro entusiasmo e la loro testimonianza ci aiuteranno nel servire al meglio i nuovi luoghi dove andremo, e nell’individuare nuove figure
disposte a giocarsi un sorriso».
SERATA “FREDDA” A MONTEOLIMPINO
L’associazione artistico culturale F.Spindler in collaborazione con MeteoComo è lieta di invitare gli
interessati ad una serata “fredda”.
In programma, infatti, un incontro con gli autori di
“Como e il Lario sotto la neve”, una raccolta di cronache e climatologia degli inverni lariani
dal medioevo ai nostri giorni (a cura di Gabriele
Asnaghi).
In agenda anche un approfondimento meteorologico,
dedicato all’ondata di freddo del dicembre 2009 (a
cura di Simone Rossetto), e una finestra su
“Monteolimpino: 21 anni di nevicate. La serie
nivometrica di Monteolimpino (1989-2009), a cura
di Willy De Taddeo.
L’appuntamento è per venerdì 19 febbraio alle ore
21.00, presso l’oratorio San Giuseppe, via Paluda,
Monteolimpino (Co).
CRONACA
P A G I N A
Como
17
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010
DATI DA CONOSCERE
Piccoli comuni
in calo
nel Comasco
Sono 82, su un
totale di 163,
le piccole realtà
con meno di
2.000 abitanti
in provincia
di Como. Un dato
pari al 50% delle
amministrazioni
locali del nostro
territorio.
Lo illustra
una interessante
ricerca
di LUIGI CLERICI
S
ono 82, su un totale di 163, i comuni con meno di
2.000 abitanti in
provincia di Como, un dato pari praticamente al 50% delle amministrazioni locali del nostro territorio. Lo illustra
la ricerca “I piccoli comuni in Lombardia - Caratteri territoriali, demografici e socio economici”,
nota informativa pubblicata dal Consiglio regionale uscente. Il numero
dei piccoli comuni comaschi, come nel resto del territorio regionale, si è ridotto e, conseguentemente, si è ridotta anche l’incidenza della popolazione
che vi risiede sul complesso della popolazione della Lombardia. Nel periodo 2001 2008, i 27% dei
piccoli centri comaschi
hanno visto ridursi la popolazione, con decrementi
che vanno dall’1% al 24%
e che, a tutt’oggi, ammonta a 74.262 abitanti,
l’11,9% dei cittadini complessivi. Da segnalare il
fatto che la popolazione
insediata nei piccoli comuni prealpini, ed in
quelli di pianura, è numericamente molto simile
(rispettivamente il 42%
ed il 39% del totale). Anche nei piccoli comuni la
composizione della popolazione diviene più eterogenea, come nel resto della regione, per la presenza di stranieri. Al 31 dicembre 2007, la popolazione straniera residente
nei piccoli comuni era
pari al 4,9%. Il trend demografico complessivo di
questi centri, comunque,
non è negativo, come si è
spesso comunemente portati a credere, né la loro
popolazione è più vecchia
rispetto alla generalità
dei comuni, fatta eccezione per i piccoli comuni si-
tuati in aree montane. I
dati demografici del 2008,
infatti, almeno in parte
smentiscono queste previsioni. Il tasso di invecchiamento medio nei piccoli comuni comaschi,
pari al 20,2%, non differisce molto dalla media
lombarda del 19,9%. Invece, per quanto riguarda
Como, è in controtendenza il tasso di dipendenza demografica medio
dei piccoli comuni che ad
una media regionale di 33
soggetti inattivi, tra giovani ed anziani, ogni 100
soggetti attivi, sul Lario
ed in Brianza tale tasso
supera il 40%. Il tasso di
disoccupazione che vi si
registra, invece, è pressoché identico al valore regionale (47,6% di poco inferiore alla media regionale pari al 50,4%). Dall’analisi emerge invece
uno scarto decisamente
ampio nel livello di istru-
zione, che nei piccoli comuni è inferiore di ben un
terzo rispetto a quello
lombardo. Per quanto
concerne la diffusione dell’istruzione superiore (diploma e laurea) fra i loro
abitanti, il tasso medio
del 22,6% è sensibilmente inferiore al dato regionale del 33,0%. Per ciò che
riguarda la struttura economica questa è caratterizzata da una presenza
di imprese agricole quadrupla rispetto alla me-
dia regionale, mentre le
attività commerciali e i
servizi appaiono meno
diffusi. Statisticamente
presentano 83 imprese
attive ogni 1.000 abitanti contro le 86 del totale
regionale. Suddividendo i
piccoli comuni per provincia, si osserva una minor
concentrazione di imprese nei piccoli comuni delle province di Milano,
Varese, Como, Lodi e
Sondrio, mentre la situazione è invertita nelle province di Mantova, Pavia,
Cremona e Lecco. Sorprendentemente anche le
attività turistiche risultano mediamente più diffuse in questi centri rispetto alla media lombarda.
La consistenza dell’offerta turistica generalmente viene descritta attraverso la dimensione della
rete delle strutture ricettive, alberghiere ed
extraalberghiere: il rapporto tra posti letto e popolazione residente nei
piccoli comuni è tre volte
più alto di quello regionale. La concentrazione di
attività del settore alberghiero e della ristorazione
è particolarmente elevata nei piccoli comuni delle province di Como insieme a Sondrio e Brescia,
caratterizzate dalla maggiore vocazione turistica
delle loro aree montane e
lacustri.
LA PARROCCHIA DI S. FEDELE E LA QUARESIMA
La parrocchia cittadina di san Fedele organizza in occasione della Quaresima, nelle serate di giovedì
con inizio alle ore 21, una serie di incontri di catechesi su “La storia della Chiesa come storia della
missione”. Gli incontri che hanno come scopo quello di prepararci ad una esperienza di missione, come
rinnovata evangelizzazione del territorio, ripensando all’unica ragione d’essere della Chiesa: l’annuncio
del Vangelo, ripercorrendo il cammino della storia, come “Maestra di vita”. Gli incontri si terranno
presso la sala parrocchiale di via Vittorio Emanuele 94 e avranno come relatore mons. Saverio Xeres.
Ecco il programma delle serate:
Giovedì 25 febbraio ore 21, “La Chiesa nell’orizzonte greco-romano (secoli I-IV)”, (L’incontro con le
culture. L’inserimento dei cristiani nella società.;
Giovedì 4 marzo ore 21, “Cristianità medioevale, Europa cristiana (secoli IV-XIV)”, (La missione ai
popoli “barbari”. A confronto con l’Islam.);
Giovedì 11 marzo ore 21, “Le nuove frontiere della Chiesa moderna (secoli XV-XVIII)”, (Dalla Missione nelle “Indie occidentali” alla pastorale tridentina);
Giovedì 18 marzo ore 21, “Lumen Gentium”: una Chiesa, per sua natura, missionaria (sec.XIX-XX),
(Risveglio missionario e Concilio Vaticano II);
Giovedì 25 marzo ore 21 basilica di san Fedele, Celebrazione penitenziale: conversione alla missione;
Gli incontri vengono riproposti a cura del parroco don Carlo Calori il venerdì seguente alle ore 15.30
presso l’oratorio di sant’ Eusebio (via Volta);
Scopo del percorso: prepararci ad una esperienza di missione, come rinnovata evangelizzazione del
territorio, ripensando all’unica ragione d’essere della Chiesa: l’annuncio del Vangelo, ripercorrendo il
cammino della storia, come “Maestra di vita”. Testo di riferimento: Saverio Xeres, Chiaro di luna, 2008
ed. Ancora.
SECONDO APPUNTAMENTO
CON “PUNTO FAMIGLIA”
AL DON GUANELLA
Domenica 21 febbraio, presso la Casa “Divina Provvidenza” di via Tommaso Grossi 18
a Como, a partire dalle ore 9.00, il Centro
Guanelliano di Pastorale Giovanile propone
il secondo appuntamento di “Punto Famiglia”,
l’interessante iniziativa di incontro e formazione per le famiglie. Il tema di quest’anno è
“Vogliamo vedere Gesù”.
Ci sarà come di consueto uno spazio dedicato ai genitori, ai ragazzi e ai bambini, ciascuno pensato per le diverse fasce d’età. I
momenti comuni di condivisione e di scambio saranno quelli della preghiera iniziale, del
pranzo al sacco e della S. Messa conclusiva
alle ore 15.00. Sono invitate tutte le famiglie,
per condividere insieme un momento di riflessione e di fraternità.
Per informazioni e prenotazioni ci si può
rivolgere alla segreteria del Centro
Guanelliano di Pastorale Giovanile, tel. 031
296783; e-mail: [email protected].
CRONACA
P A G I N A
Como
18
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010
CONTROLLI PIÙ DECISI SUL TERRITORIO
Non ti bere
la patente.
Stop alla
trasgressione
T
olleranza zero
contro la guida in
stato di ebbrezza
o sotto l’uso di
sostanze stupefacenti. A dichiarare guerra al binomio alcol-guida
è il Comitato di Sicurezza Stradale della Prefettura di Como che ha annunciato l’intensificazione dei controlli sulle strade della provincia a partire dal mese di marzo.
Una o più sere al mese,
con tutta probabilità nei
week-end, unità formate
da pattuglie delle forze
dell’ordine e medici dell’
Asl, effettueranno posti di
blocco sulle strade per il
controllo degli automobilisti. Oltre al classico
alcoltest, verranno effettuati esami per riscontrare l’utilizzo di droghe e, in
caso di positività, vi sarà
il prelievo di campioni organici che saranno poi
esaminati dai laboratori
dell’Ospedale S.Anna per
confermare le eventuali
sanzioni: al sequestro o
alla confisca del mezzo si
aggiunge una multa,
oscillante dai 1500 ai 6
mila euro, e, nei casi più
gravi, la condanna penale. Alcune pattuglie potranno essere affiancate
anche delle unità cinofile
della guardia di finanza.
L’aumento dei controlli è
stato annunciato dal prefetto di Como, Michele
Tortora, al termine dell’ultima seduta del Comitato per la sicurezza stradale formato dai rappresentanti di forze dell’ordine, istituzioni locali, Comune di Como e Provincia, Asl, 118, Provveditorato agli Studi, ed altre
associazioni. Lo slogan
Riparte
la campagna
di prevenzione e
sensibilizzazione.
Tolleranza zero
contro la guida
in stato
di ebbrezza
o sotto l’uso
di sostanze
stupefacenti
di MICHELE LUPPI
scelto per l’iniziativa,
“Non ti bere la patente”,
riprende un progetto analogo lanciato lo scorso
anno e sarà finanziato
con un contributo di 32
mila euro dal dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del
Consiglio. “Non puntiamo
semplicemente all’aumento dei controlli - ha
spiegato l’assessore alla
sicurezza del Comune di
Como, Francesco Scoppelliti - ma anche all’organizzazione di una campagna
di comunicazione e
sensibilizzazione rivolta
soprattutto ai giovani e
alla famiglie. Torneremo
nelle scuole per spiegare
ai giovani quali sono i rischi che si corrono alla
guida, e saremo in luoghi
strategici del territorio
come piazze e centri commerciali dove allestiremo
stand con il materiale informativo “. Un tema,
quello della sicurezza
stradale, su cui il prefetto invita a fare rete, perché “su questo argomento nessuno può tirarsi indietro”. Nonostante le diverse campagne di informazione effettuate negli
scorsi anni a livello locale e nazionale il numero
I CONTROLLI E LE RISORSE
La scelta di aumentare i controlli sugli automobilisti che si mettono alla guida, specialmente nelle ore notturne, non è solo legata alla volontà politica delle istituzioni locali o delle forze dell’ordine,
ma deve necessariamente fare i conti con le risorse a disposizione. Ogni apparecchio utilizzato per
l’alcoltest, infatti, costa, attorno ai sei mila euro a
cui è necessario aggiungere 20 euro per ogni singolo test. A questi si devono poi aggiungere gli stipendi delle forze dell’ordine, con il pagamento delle ore straordinarie, e altre spese di servizio come
il carburante. Il tutto moltiplicato per ogni pattuglia in servizio. Cifre che crescono quando, come
nel caso del progetto lanciato dal Comitato per la
sicurezza stradale comasco, viene coinvolto anche
il personale medico e realizzati testi più accurati.
di persone che si mettono
alla guida dopo aver bevuto è ancora alto. Da inizio anno sono oltre cinquanta gli automobilisti
sorpresi con tassi di alcol
nel sangue superiori alla
norma, con un’incidenza
vicina al 15% tra controlli effettuati e patenti ritirate. Gli uomini delle polizia stradale raccontano
persino di serate in cui, su
undici macchine fermate
sono state ritirate dieci
patenti. Certamente l’assunzione di alcol o droghe
GIORNATA DI SPITITUALITÀ
PER I GRUPPI DI VOLONTARIATO VINCENZIANO
Come di consueto, in Quaresima, i Gruppi di Volontariato Vincenziano
si ritroveranno giovedì 25 febbraio presso l’Istituto saveriani di
Tavernerio, via Urago, per la loro giornata di spiritualità e riflessione personale.
Il relatore sarà padre Luigi Nuovo, assistente regionale dei Gruppi
di Volontariato Vincenziano.
Il tema che verrà proposto sarà: “Educare crescere maturare nella
carità” alla scuola di San Vincenzo de Paoli.
La giornata inizierà alle ore 9 e si concluderà alle 16.30 con la Santa
Messa. Quota 20 euro.
L’invito è esteso a tutta la Famiglia Vincenziana e simpatizzanti.
È possibile iscriversi entro il 20 febbraio telefonando al numero 031278115, segreteria della Casa Vincenziana di via Tatti, nei giorni di
martedì e giovedì dalle 14 alle 17.30 (signora Daniela) o direttamente alle Suore Figlie della Carità.
non è l’unica causa di incidenti stradali, nella
maggioranza dei casi dovuti alla velocità o al
mancato rispetto della
segnaletica, ma è un fenomeno dilagante soprattutto tra i più giovani. Lo
dimostra l’andamento degli incidenti lungo la settimana: gli scontri più
gravi tendono a concentrarsi nei fine settimana.
Gli incidenti diventano
così una delle principali
cause di morte tra i giovani sotto i trent’anni.
218 MILA I MORTI
SULLA STRADA NEL 2008
In Italia dal 2000 al 2008 il numero delle vittime di incidenti stradali è diminuito del 7,8%. Nonostante questa diminuzione, in parte dovuta ai
maggiori controlli e ai migliori sistemi di sicurezza dei veicoli, il numero dei morti nel 2008 è stato
di 218 mila persone. “L’analisi delle circostanze
accertate o presunte di incidente – si legge nell’ultima analisi sul fenomeno dell’Istat, condotta
nel 2008 - non mette in luce differenze notevoli
rispetto all’anno precedente. Nell’ambito dei comportamenti errati di guida, il mancato rispetto
delle regole di precedenza, la guida distratta e la
velocità troppo elevata sono le prime tre cause di
incidente (fatta eccezione per le cause di natura
imprecisata) e costituiscono da sole il 44% dei casi.
Lo stato psico-fisico alterato del conducente, pur
non rappresentando una percentuale elevata del
totale dei casi (3,1%), va segnalato per la gravità
degli eventi. Le cause principali che rientrano in
tale categoria sono: l’ebbrezza da alcool (5.920 casi,
pari al 68,1% della categoria), il malore,
l’ingestione di sostanze stupefacenti o psicotrope
ed il sonno che, con 2.534 casi, pesano per il 29,1%.
Con riferimento all’ambito stradale, la prima causa di incidente sulle strade urbane è il mancato
rispetto delle regole di precedenza o semaforiche
(un quinto dei casi), mentre sulle strade
extraurbane è la guida distratta (pari al 18,1%),
seguita dalla guida con velocità troppo elevata
(pari al 17,9%).
Una casistica da cui
Como non è esclusa. Secondo gli ultimi dati Istat,
relativi al 2008, nella no-
stra provincia ci sono stati 1594 incidenti stradali
per un totale di 37 morti
e 2.147 feriti.
BULGARIA. IMMAGINI
E IMPRESSIONI DI
VIAGGIO CON IUBILANTES
Giovedì 18 febbraio, alle ore 21.00,
presso la saletta conferenze del Centro Guanelliano di Pastorale Giovanile a Como (ingresso da via Don
Guanella 13), l’Associazione culturale Iubilantes presenta “Bulgaria.
Immagini e impressioni di viaggio”
a cura di Guido Marazzi. L’ingresso
è libero. Per informazioni: Iubilantes, Via Vittorio Emanuele II° 45,
Como; tel. 031.279684; fax 031265545; e-mail: iubilantes@
iubilantes.it; sito internet: www.
iubilantes.eu.
CRONACA
P A G I N A
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Como
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010
LA CULTURA, UN LINGUAGGIO SENZA BARRIERE
Apriti Museo...
porte spalancate
allo straniero
Un interessante progetto pilota
dedicato ai migranti presenti nel nostro
territorio, proposto dai Musei Civici
di Como in collaborazione con
la Cooperativa “Questa Generazione”
delle ACLI e co-finanziato
dalla Regione Lombardia
di SILVIA FASANA
L
integrazione può
partire anche
dalle sale di un
Museo. “Apriti
Museo” è il titolo
di un interessante progetto pilota dedicato ai migranti presenti nel nostro
territorio, proposto dai
Musei Civici di Como in
collaborazione con la Cooperativa “Questa Generazione” delle ACLI e cofinanziato dalla Regione
Lombardia ai sensi della
Legge Regionale 39/74.
Isabella Nobile, responsabile di Musei Civici di
Como ha sottolineato
l’importanza dell’iniziativa all’interno della mission dell’istituzione comasca. «Mi piace ricordare sempre la definizione
di Museo data da ICOM
(International Council of
Museums): “istituzione
senza scopo di lucro al
servizio della società e del
suo sviluppo”. Non è dunque solo uno scrigno per
la conservazione del patrimonio, ma anche un
luogo aperto, dove ci si
incontra e si interagisce
con la realtà sociale. Non
possiamo far finta di ignorare che siamo una società multiculturale e anche
il Museo come istituzione
deve fare la propria parte, in questo caso per
aprirsi alle comunità dei
migranti. Como è stato la
patria del Beato Giovan
Battista Scalabrini, che
fu tra i primi a creare una
cultura di attenzione a
questo fenomeno. Del resto il tema dell’emigrazione è già presente nelle
nostre sale con il costume
femminile della “Moncecca” e i gioielli con l’effige di Santa Rosalia, testimonianza dei migran-
’
ti che dalle nostre valli
alto-lariane si recavano a
Palermo e in Sicilia nei
secoli XVI, XVII e XVIII».
Continua Isabella Nobile:
«Non si può amare e capire quello che non si conosce. Con questo progetto intendiamo incrementare la conoscenza del nostro patrimonio museale,
valorizzandolo e comunicandolo ad un pubblico
sempre più ampio e nel
contempo promuovere e
favorire l’integrazione
culturale delle comunità
migranti residenti a Como e provincia, ribadendo e sottolineando il diritto alla cultura come fattore strategico di cittadinanza e di integrazione
sociale. Nello specifico la
nostra iniziativa mira a
far conoscere alle comunità migranti la storia della città di Como attraverso una serie di visite guidate nei Musei Civici. La
conoscenza dei Musei diventa dunque un mezzo
attraverso cui la città si
fa conoscere e nello stesso tempo lo strumento a
disposizione di chi arriva
da paesi molto lontani e
culturalmente differenti
per capire la peculiarità
della storia e della cultura comasca, cioè la cultura della terra in cui si trova a vivere e a lavorare.
Inoltre vogliamo contribuire a rendere la città
“accogliente”, a creare un
sistema di valori volto a
favorire la convivenza di
comunità differenti».
Benedetta Cappi, responsabile dei servizi
educativi dell’Istituzione
comasca ha spiegato nel
dettaglio l’iniziativa: «Il
progetto prende il via alla
fine di febbraio e prose-
ECCO NEL DETTAGLIO IL PROGRAMMA
“Apriti Museo” per la comunità rumena
Sabato 27 febbraio
ore 14.30 Museo Archeologico
Sabato 6 marzo
ore 14.30 Museo Storico
Sabato 13 marzo
ore 14.30 Pinacoteca Civica
Sabato 20 marzo
ore 14.00 Tempio Voltiano
“Apriti Museo” per la comunità ecuadoriana
Domenica 28 febbraio ore 10.30 Museo Archeologico
Domenica 7 marzo
ore 10.30 Museo Storico
Domenica 14 marzo
ore 10.30 Pinacoteca Civica
Domenica 21 marzo
ore 10.00 Tempio Voltiano
“Apriti Museo” per la comunità turca
Sabato 27 marzo
ore 14.30 Museo Archeologico
Sabato 10 aprile
ore 14.30 Museo Storico
Sabato 17 aprile
ore 14.30 Pinacoteca Civica
Sabato 24 aprile
ore 15.00 Tempio Voltiano
“Apriti Museo” per la comunità tunisina
Domenica 28 marzo
ore 10.30 Museo Archeologico
Domenica 11 aprile
ore 10.30 Museo Storico
Domenica 18 aprile
ore 10.30 Pinacoteca Civica
Domenica 25 aprile
ore 10.00 Tempio Voltiano
“Apriti Museo” per la comunità cingalese
Domenica 2 maggio
ore e 10.30 Museo Archeologico
Domenica 9 maggio
ore 10.30 Museo Storico
Domenica 16 maggio ore 10.30 Pinacoteca Civica
Domenica 23 maggio ore 10.00 Tempio Voltiano
guirà nei mesi di marzo,
aprile e maggio. La nostra
proposta si rivolge in particolare ai migranti adulti, ma è aperta anche ai
cittadini italiani, nella
convinzione che non solo
gli stranieri debbano integrarsi nel territorio, ma
che anche per le persone
locali sia importante
socializzare con i nuovi
arrivati. L’integrazione
deve essere reciproca. Per
questo abbiamo organizzato una serie di percorsi
guidati alle nostre quat-
tro strutture museali civiche (Museo Archeologico, Museo Storico, Pinacoteca e Tempio Voltiano)
dedicati in particolare ad
alcuni tra i gruppi più
rappresentativi, sia per
numero sia per macroaree geografiche: rumeno,
turco, tunisino, cingalese
ed ecuadoriano. Ogni percorso, della durata di due
ore circa, è stato organizzato in modo mirato tenendo conto delle diverse
comunità, delle loro tradizioni, della loro cultura,
per trovare punti di contatto tra il nostro patrimonio e la loro cultura,
favorendo l’incontro e il
confronto. I diversi Musei
saranno visitati separatamente da ogni singola
comunità, con lo scopo di
mantenere i gruppi uniti
sia per ragioni linguistiche sia per ragioni culturali. I Musei saranno illustrati in italiano da un
educatore museale, coadiuvato da un mediatore
con funzioni di facilitatore e, al bisogno, di tradut-
tore. Ad ogni partecipante verranno consegnate
delle schede descrittive
dei vari Musei nella propria lingua. Al termine
della visita è previsto un
momento di dialogo e di
scambio reciproco a partire dal patrimonio museale. È stato predisposto
anche un questionario
per raccogliere alcuni dati
anagrafici e verificare l’efficacia e il gradimento
dell’iniziativa. Questo
progetto è un piccolo seme
piantato, una sfida per
tutti, una strada nuova
da percorrere, un nuovo
modo di lavorare».
Francesca Santambrogio della Cooperativa
“Questa Generazione” si è
invece soffermata sull’aspetto innovativo dell’iniziativa: «In dieci anni
di progetti della nostra
Cooperativa sul territorio
comasco non avevamo
mai affrontato un’iniziativa di integrazione in un
ambito come quello culturale; di solito si opera in
campo scolastico, medico,
sociale. Importante è il
coinvolgimento dei mediatori culturali per favorire i gruppi e sensibilizzare le comunità al progetto. Il contatto umano è
importante. Sarebbe bello che anche i datori di
lavoro del personale straniero accompagnassero a
questi momenti i loro dipendenti come occasione
di dialogo e confronto».
La partecipazione ai
diversi momenti di “Apriti Museo” è gratuita e non
necessita di prenotazione.
Per informazioni: Musei
Civici Como, tel. 031252550; e-mail: musei.
[email protected].
IL LEGAME CON IL BAMBINO ADOTTATO
OSTENSIONE DELLA SACRA SPINA AL DON GUANELLA
Venerdì 19 febbraio, in occasione del primo venerdì di Quaresima, come
da tradizione, presso il Santuario del Sacro Cuore - Opera Don Guanella di
Via T. Grossi a Como, alle ore 17.00 si terrà l’ostensione della Sacra Spina,
con i vespri solenni cantati, seguiti dalla benedizione e bacio della reliquia e
alle 18.00 dalla S. Messa concelebrata.
La Sacra Spina, insieme ad altre reliquie della Passione di Cristo, è custodita in una teca all’interno del tabernacolo dell’altare del Calvario. Questo
reliquiario ha un grande valore storico e tradizionale per i Guanelliani, in
quanto fu donato a don Guanella dal Beato Mons. Andrea Ferrari, Vescovo
di Como e poi Arcivescovo di Milano, come espressione del suo sostegno, del
suo incoraggiamento e della sua amicizia.
Lunedì 22 febbraio alle ore 20.45, presso la sala Arcobaleno della Casa
Divina Provvidenza in via Tommaso Grossi 18 a Como (ampio parcheggio
interno), l’Associazione “Genitori si diventa”, in collaborazione con il Centro
Servizi alla Famiglia “La Grande Corte” dell’Opera Don Guanella, propone
un incontro sul tema “La costruzione del legame con il bambino adottato e
l’inserimento scolastico: alcune indicazioni operative”. Relatore sarà il dott.
Attilio Ferrario Psicologo - Psicoterapeuta del Centro Adozioni ASL di Como.
La serata fa parte di un ciclo di incontri dal titolo “Parliamone Con” riguardanti non solo il percorso adottivo, ma anche le tematiche dell’educare e della
genitorialità in generale, che proseguirà mensilmente fino a maggio. L’ingresso è libero.
Per informazioni: tel. 031-296752-749; cell. 348-0119671 (ore serali); e-mail
[email protected]. Per maggiori informazioni si può consultare anche il sito www.genitorisidiventa.org.
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IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010
GRUPPO TURISTICO REBBIESE
Foto Pozzi
Gli uomini
di Lourdes
nel 40°
del GTR
appuntamento
annuale del pellegrinaggio degli “Uomini in
auto a Lourdes”
del G.T.R (Gruppo Turistico Rebbiese), quest’anno è stato effettuato dal 9
al 13 febbraio, con un motivo in più rispetto agli altri anni: onorare il 40° anniversario di fondazione
del Gruppo davanti alla
grotta di Massabielle nel
giorno in cui ricorre la
prima apparizione della
Vergine Maria a santa
Bernadette.
Martedì 9 febbraio, alle
4.30 del mattino, con la
ormai rituale preghiera e
il saluto davanti alla grotta della Madonna di
Lourdes a Rebbio, è iniziato il pellegrinaggio
composto da settantacinque uomini sistemati su
undici pullmini, collegati
costantemente via radio
fra loro, e con l’assistenza spirituale di due vicari episcopali, don Angelo
Riva e don Italo Mazzoni
e con la presenza di don
Giuseppe Farioli, simpatico parroco di Bosisio
Parini.
L’appuntamento
annuale davanti
alla grotta
dell’apparizione
è stato arricchito,
quest’anno, da un
elemento in più:
l’anniversario
di fondazione
del sodalizio
turistico
IL SEGNO
DELLA CROCE
Ripresa la marcia verso Lourdes e mano a
mano che ci si avvicinava
alla meta, pregando sempre in stretto contatto radio con tutti i pullmini,
don Angelo e don Italo introducevano i partecipanti nell’atmosfera santa
del mistero lourdiano;
hanno altresì ricordato il
tema del pellegrinaggio,
quello del segno della croce, e hanno anche spiegato, rivolgendosi soprattutto alle persone alla loro
prima esperienza, la storia e il significato delle
apparizioni della Madonna a santa Bernadette.
Accompagnati da un
freddo intenso e da una
debole, ma continua nevicata, la “carovana” arrivava nella serata di giovedì
9 febbraio a Lourdes, prima e importante meta del
pellegrinaggio. Dopo la
sistemazione in hotel, subito il saluto alla Vergine
Maria: solito posto, al di
là del fiume Gave, dalla
parte opposta della grotta dove Bernadette vide
la Madonna nell’ultima
apparizione, il gruppo si
è ritrovato a recitare il
Santo Rosario con lo
sguardo sempre rivolto
alla Madonna, l’Aquerò
(Quella) come la chiamava Bernadette. A qualcuno sono ritornate in mente le sue parole: “Mi sem-
L
’
Il tema del pellegrinaggio era improntato sul significato, sulla riflessione, la meditazione e sul
modo di farsi il segno della croce: compiere questo
gesto alla maniera di
Bernadette, gesto che
avrebbe caratterizzato
tutti i giorni del pellegrinaggio. La croce è il primo segno di Lourdes e il
modo con cui lo faceva
Bernadette, stupiva chiunque la osservava. E’
così che comincia la prima apparizione l’11 febbraio 1858, con un bel segno della croce. Bernadette non può farlo, finché
non lo fa la Madonna: “La
mano mi è caduta” ci dice
lei. Il segno della croce è
uno dei gesti fondamentali della preghiera cristiana. Nel nome del Padre,
del Figlio e dello Spirito
Santo, amen: questo gesto
ricorda la morte sulla croce e la Risurrezione del
Cristo, invocando il nome
di Dio che è la Trinità
d’Amore. Alla Grotta è
l’inizio della prima e di
tutte le apparizioni. Ebbene già dal questo primo
segno la Madonna delineava tutto il significato
della sua venuta: riproporci Gesù: “Fate quello
che lui vi dice”, ridarci il
Vangelo di salvezza e ri-
di ANGELO MASCHERONI
cordarci che siamo battezzati e quindi chiamati ad
essere testimoni autentici e coraggiosi al nostro sì
al Signore.
Già, il nostro sì al Signore! “Ma Signore, tu ci
sei? Sei qui in mezzo a
noi? La risposta la daremo alla fine del pellegrinaggio”. E’ questa la domanda, quasi provocatoria, che durante la S. Messa all’aperto, presso un’
area di servizio in terra
francese, ha pronunciato
don Angelo il primo giorno del pellegrinaggio.
IN MARCIA
VERSO LOURDES
CELEBRAZIONE LOURDIANA A CAMERLATA
In concomitanza con le Celebrazioni al Santuario di Lourdes per la Festa di Santa Bernadetta, il
Gruppo Turistico Rebbiese unitamente alle parrocchie di Sant’Antonio, Camerlata, Breccia e Rebbio, invitano pellegrini e devoti a partecipare alla celebrazione lourdiana promossa per giovedì 18 febbraio con
il seguente programma: ore 20.30 chiesa parrocchiale di Sant’Antonio – Camerlata, celebrazione della
Santa Messa a cui farà seguito la “Processione con le fiaccole” con il seguente percorso: Via Kolbe Chiesa
di Sant’Antonio), Via Belvedere, Via Del Lavoro, Via R. Romana, Via Lissi, Oratorio di Rebbio: Grotta di
Lourdes
Importante: Si potrà raggiungere la Parrocchiale di Sant’Antonio anche con un bus-navetta gratuito in
partenza da Breccia - fermata bus di via Perego - alle ore 19.45 e 20.10 con sosta a Rebbio - via Varesina
angolo via Lissi 11. e Camerlata -distributore Agip. Il medesimo servizio verrà offerto al termine della
funzione, a quanti dovranno far ritorno a Breccia, a Camerlata e a Sant’Antonio.
Presso le Parrocchie di Rebbio e Sant’Antonio saranno in distribuzione “ lumini” per illuminare finestre
e balconi lungo il percorso. La Funzione avrà luogo anche in caso di cattivo tempo
brava di essere proprio
alla grotta, alla stessa distanza delle altre volte;
vedevo solo la Madonna;
mai l’avevo vista cosí bella!”. E dopo la recita del
Rosario, in un’atmosfera
di preghiera silenziosa,
ciascuno dei partecipanti
ha presentato interiormente alla Vergine Immacolata le persone più
care, intenzioni particolari, o situazioni di difficoltà personali, con la certezza che Lei le avrebbe accolte e presentate al Suo
Figlio, Gesù, confortati
dal Suo immenso amore
e dalla Sua fedele e costante intercessione. Una
frase di don Giuseppe
Farioli è stata molto significativa: “Se noi non
possiamo attraversare il
fiume per andare dalla
Madonna, non preoccupiamoci perché sarà Lei a
venire da noi”.
Il giorno successivo, alle
ore 8.00, sempre accompagnati da un freddo pungente, è iniziata la Via
Crucis, tappa d’obbligo a
Lourdes. E’ sempre uno
dei momenti molto significativi del pellegrinaggio.
Percorrendo le varie stazioni, don Angelo e don
Italo invitavano, con letture e riflessioni, a meditare sulla passione e morte di Gesù, sempre col
pensiero rivolto al gesto
del segno della croce. Molto toccante sono stati gli
interventi, ad ogni stazione, di coloro che volevano
esprimere un pensiero,
una preghiera, uno sentimento personale: ci sono
state espressioni di dolore e di sofferenza, anche
qualche lacrima liberatoria, ma anche momenti di
ringraziamento e di lode
al Signore e alla Madonna.
Il pomeriggio dello stesso giorno, il gruppo si è
riunito in una sala dove
don Angelo ha tenuto una
catechesi sul tema “Chie-
sa, società, economia e
politica - Leggiamo insieme l’enciclica Caritas in
Veritate di Benedetto
XVI”. In modo sintetico,
breve, ma molto significativo e, soprattutto, molto
comprensibile a tutti, don
Angelo ha perfettamente
spiegato il contenuto dell’enciclica: purtroppo la
mancanza di tempo non
ha permesso interventi e
dibattiti che sarebbero
stati sicuramente molto
interessanti.
Subito dopo, la celebrazione eucaristica nella
cripta, tenuta con una
ammirevole semplicità e
simpatia da don Giuseppe Farioli, parroco di
Bosisio Parini.
Alla sera la tradizionale processione “aux flambeau”, alla quale hanno
partecipato migliaia di
persone presenti a Lourdes: è sempre un momento emozionante sentire
recitare il S. Rosario in
diverse lingue, e nel vedere alzare le fiaccole al
momento del canto dell’
Ave Maria.
LA GIORNATA
DEL MALATO
Ed eccoci a giovedì 11
febbraio, anniversario
della prima apparizione a
Bernadette e Giornata
Mondiale del Malato.
Giornata di festa grande
a Lourdes, dove sono convenute migliaia di persone. E’ il momento “clou”
del pellegrinaggio. Appuntamento alle ore
10.00 nella grandissima
Basilica Pio X, dove gli
“Uomini di Lourdes”, mescolati in mezzo a tantissima gente di varie lingue
e di tanti ammalati, hanno assistito alla celebrazione eucaristica internazionale presieduta dal
cardinal Jean-Pierre Ricard, arcivescovo di Bordeaux, concelebrata da
tanti vescovi e centinaia
di sacerdoti. Questo è
Lourdes, unire lingue e
nazionalità diverse con
un unico scopo: pregare,
pregare il Signore per tutti con l’intercessione di
Maria.
Al pomeriggio una fitta
nevicata ha impedito la
tradizionale processione
eucaristica lungo tutta
l’esplanade. Appuntamento allora ancora nella grande Basilica sotterranea per la Liturgia della Parola e la lunga esposizione del SS. Sacramento per l’adorazione, prima
comunitaria e poi personale. E’ stato un momento molto toccante essere
davanti al Santissimo, chi
in piedi, chi in carrozzina,
chi inginocchiato per pregare il Signore con Maria.
Il tempo inclemente
non ha permesso di chiudere la giornata con la
tradizionale processione
con le fiaccole. Allora don
Angelo e don Italo hanno
guidato tutti i partecipanti del gruppo a recitare il
Rosario, incamminandosi
verso un luogo ammantato di neve non ancora
calpestata: lì, al termine
della preghiera, ciascuno,
su invito dei sacerdoti, ha
tracciato per terra sulla
neve candida il proprio
segno di croce, con l’intento di esprimere il personale amore verso Dio (linea verticale della croce)
e verso il prossimo (linea
orizzontale della croce).
Al termine c’è stato un
momento di condivisione
e ciascuno ha voluto tracciare sulla fronte del vicino un segno di croce pronunciando le parole: “In
hoc signo vinces - Con
questo segno vincerai!”.
SANTA
BERNADETTE
Terminate le giornate
lourdiane il pellegrinaggio ha proseguito per
Nevers, luogo dove è custodito il corpo perfettamente intatto di santa
Bernadette. Il 4 luglio
1866 Bernadette partirva
per il convento di Nevers
e non tornò mai più a
Lourdes. Dopo anni dedicati alla vita religiosa,
tormentata da una dolorosa e grave malattia
(“Sono macinata come un
chicco di grano”) all’età di
35 anni, il 16 aprile 1879,
mercoledì di Pasqua, alle
3 del pomeriggio i suoi
grandi occhi scuri che
hanno visto Maria si
chiudono per sempre.
Nella chiesa, accanto
all’urna di santa Bernadette, don Angelo ha celebrato la S. Messa e durante l’omelia ha ricordato la
domanda posta all’inizio
del pellegrinaggio: “Ma
Signore, tu ci sei? Sei qui
in mezzo a noi?”. E questa è stata la risposta: “Sì,
Signore, sei proprio qui,
in mezzo a noi!”.
Il pellegrinaggio si stava così concludendo. Ultima tappa, durante il viaggio di ritorno è stata a
Paray-Le Monial dove, in
una cappella della chiesa,
Gesù apparse a santa
Maria Margherita Alacoque che diede poi inizio
alla devozione del Sacro
Cuore di Gesù.
In questo bellissimo
pellegrinaggio la Madonna e santa Bernadette
hanno unito tutti nella
fede, nella preghiera e
nella gioia. Anche i “nuovi” arrivati nel gruppo,
insieme con quelli più
“anziani”, si sono sentiti
tutti uniti nella preghiera e nell’amicizia. Un grazie a tutti, ai partecipanti, a don Angelo e a don
Italo per la loro assistenza spirituale, agli organizzatori, sempre attenti
e premurosi per la buona
riuscita del pellegrinaggio.
Appuntamento, dunque
al prossimo anno, quando
si festeggerà il 25° anniversario degli “Uomini in
auto a Lourdes”.
CRONACA
ComoScuola
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010
P A G I N A
21
LE SCUOLE CATTOLICHE DELLA DIOCESI/4
L’Istituto
Orsoline S. Carlo
Una visione
unitaria
del percorso
formativo,
la persona
al centro del
percorso educativo
viale Varese 30
Como
Informazioni:
Segreteria
da lunedì
a sabato
9.00 - 12.30
o su
appuntamento
tel. 031-270500
130 ANNI
DI PRESENZA
EDUCATIVA
I
l protagonista dell’educazione è la persona: la sua crescita,
le sue difficoltà, i suoi
successi costituiscono
un tutto indivisibile e caratterizzante l’io.
E’ questa persona che
la scuola si impegna a
curare e seguire, nella
sua individualità e nello
sviluppo delle sue doti e
caratteristiche.
L’istituto Orsoline imposta la sua programmazione didattico-educativa
in una visione unitaria
del percorso formativo in
vista della crescita di ogni
allievo: dalla scuola dell’infanzia ai licei le competenze specifiche vengono poste al servizio delle
esigenze più vere del
bambino e del ragazzo.
Gli esiti, per molti versi imprevisti, dell’ultimo
decennio testimoniano
come l’emergenza educativa sia un fatto concreto
che attraversa la nostra
società e le nostre famiglie: molti genitori affrontano costi, a causa di una
normativa ingiusta, per
offrire ai loro figli la possibilità di una proposta
educativa e scolastica ragionevole, solida e positiva.
L’inaugurazione della
nuova sede in via Bellinzona, la apertura della
Scuola dell’Infanzia e della terza sezione della
Scuola Media, il completamento dei percorsi superiori con l’attivazione
del Liceo Scientifico, sono
dovute anzitutto all’apprezzamento delle fami-
ISTITUTO
ORSOLINE
S. CARLO
glie per un tentativo che
vede nella chiarezza del
progetto educativo il riferimento sia per il personale docente che per le
stesse famiglie.
L’innovazione didattica,
che attraversa i contenuti, il metodo e le attrezzature, è mossa da una passione per l’educazione dei
giovani che sa approfondire un processo unitario,
sa far proprie le metodologie più aggiornate attraverso un orientamento ed una formazione continua dei docenti, riconosce e valorizza il primato
educativo della famiglia.
La presenza della scuola cattolica, ben precedente alla formazione dello
stato moderno, testimonia la possibilità di realizzare opere che costruiscano un futuro per i nostri figli ed un benessere
per tutto il popolo; questa
tradizione plurisecolare
trova nel magistero di
Benedetto XVI e nella
paterna giuda del Vescovo Mons. Coletti una pro-
LA NUOVA SEDE DI VIA BELLINZONA
Un passo dell’ indirizzo di saluto che il presidente
della CEI, Cardinale Angelo Bagnasco, ha inviato in
occasione dell’inaugurazione della sede distaccata di
Via Bellinzona, sintetizza adeguatamente le ragioni
e gli scopi della nuova opera.
“Il sorgere di una nuova scuola costituisce un segno
di speranza e di amore per l’uomo, rivolto all’intera
comunità civile. Insieme all’ispirazione che vi guida,
voi mettete la vostra competenza e professionalità a
disposizione di tutti, così da far apparire l’educazione un “bene comune” da fare crescere e condividere
nella libertà e nella cooperazione, affinché tutta la
comunità riscopra la propria vocazione educativa”.
fondità ed una chiarezza
che chiedono responsabilità matura, non solo agli
“addetti ai lavori”, ma a
tutti gli adulti.
Non si tratta di affermare una guerra di religione tra credenti e non
credenti, o peggio ancora
tra posizione politiche
contrapposte, ma di ritrovare nella propria tradizione la possibilità di una
proposta ai giovani che li
aiuti a riscoprire la propria umanità, che li aiuti
a vedere ciò che li costituisce, che li faccia incontrare con un’ipotesi di
senso ed una esperienza
di vita che possano verificare, magari anche per
scartarla; è ciò che S. Angela Merici ha vissuto e
ciò che don Giussani ha
ripreso in modo convincente nel difficile periodo
storico più recente: vogliamo guardare loro e
seguire quanto ci hanno
testimoniato per partecipare della stessa bellezza
e comunicarla anche nell’esperienza scolastica.
Il primo incontro delle suore Orsoline con
la città di Como avvenne il 21 settembre
1881, quando un gruppo di suore, partite dalla loro Casa di Milano, si stabilì
nella attuale sede di Viale Varese; già il 24 ottobre dello stesso anno avevano
inizio i corsi scolastici di istruzione elementare;”fin dall’inizio – si legge nel
saggio di Antonio Molteni - si tennero corsi di lingua straniera ed il francese
insegnato nelle prime classi”. Fin dall’origine, dunque, si nota quella apertura
ad una educazione globale, che trova oggi conferma nella cura delle lingue straniere sin dai livelli scolastici inferiori, nella presenza del liceo linguistico e nel
costante interesse ai temi europei.
La superiora delle Orsoline, comunicando al vescovo Mons. Pietro Carsana una
risposta affermativa alle ripetute insistenze di aprire a Como una scuola, concludeva la lettera chiedendo di datare il decreto di istituzione il 31 agosto, festa
di S. Abbondio. Mons. Carsana aderiva alla richiesta esprimendo grande soddisfazione per la nuova opera che veniva ad arricchire la città di Como.
Che non si trattasse di un formalismo devoto, ma di un gesto di obbedienza al
Vescovo e di servizio alla comunità diocesana, lo testimonia la storia di 130
anni di presenza. Gli ultimi decenni dell’ottocento furono anni di grande vivacità e di coraggiose iniziative ecclesiali anche nella città lariana.
Quando le Orsoline giungevano a Como, era da poco partito per la sede episcopale
di Piacenza Mons. Giovanni Battista Scalabrini.
Don Luigi Guanella nel 1881 diventava parroco di Pianello Lario ed, alla sua
scuola, si formava la beata Chiara Bosatta che, nel maggio del 1886, giungeva
a Como per dare inizio all’Opera intitolata alla Divina Provvidenza.
Don Luigi Ortelli fondava nel 1885 il circolo studentesco “A. Volta” dal quale si
sarebbe sviluppato l’oratorio di S. Filippo per l’educazione della gioventù.
Sono semplici accenni ma bastano a darci un’idea della ricchezza che attraversava la città in quel periodo. In questo quadro si inserisce anche l’avvio dell’opera educativa delle Orsoline di S. Carlo: una nuova realtà che si aggiunge
alle molte di quegli anni, che continuano a sostenere l’impegno e la responsabilità a cui anche oggi siamo chiamati. Attraverso le diverse stratificazioni di
queste presenze, nella dimensione della carità, dell’istruzione, della vita consacrata, viene alla luce un tema che ritorna costante nella vita della chiesa: il
rapporto tra novità e tradizione, apertura alle urgenze dei tempi e continuità
del tessuto ecclesiale. E’ un progetto guidato da Dio, che trova nella libertà e
nella disponibilità degli uomini la possibilità per dilatarsi nel tempo.
Su questa libertà e disponibilità si è fondata la decisione della Congregazione
di coinvolgere i laici in una collaborazione che ha portato al passaggio di gestione; dall’anno scolastico 1997/98 la cooperativa Dedalo ha saputo porsi al
servizio di questa preziosa tradizione educativa per sostenere e rinnovare l’opera
scolastica. Tornando al presente di una Scuola cattolica che contribuisce a dare
un’impronta alla città e alla diocesi di Como, oggi c’è da augurarsi che si rafforzi il legame tra comunità ecclesiale tutta e la sua scuola; la passione con cui il
vescovo mons. Coletti segue la questione educativa anche nella Commissione
Permanente della CEI carica di speranza questa prospettiva.
UNA QUALITA’ RICONOSCIUTA
La facoltà
di Scienze
Po l i t i c h e
della Università
Statale di
Milano ha
svolto una
indagine
sui risultati dei 33.000 suoi studenti iscritti ai primi
tre anni di tutti i corsi di laurea.
La ricerca considera l’esito degli esami, il numero
degli esami svolti e il prodotto delle due misure: l’Istituto Orsoline di Como risulta nono nella graduatoria
complessiva considerando il voto medio della carriera universitaria dei suoi alunni e secondo in base alla
velocità (numero di crediti per anno).
La ricerca ha coinvolto tutte le scuole superiori, circa
650, da cui provengono gli universitari della Università Statale: in base ai risultati l’Istituto Orsoline è
al primo posto tra quelli della provincia comasca ed
anche primo tra le scuole paritarie della Regione Lombardia.
UN MESE A NEW YORK
Quindici alunni dei Licei Linguistico, Giuridico-Economico e Scientifico dell’Istituto Orsoline hanno partecipato ad un mese di studio a New York.
Ogni giorno i cento alunni, in gruppi di sei, hanno
lavorato su video della CNN ed approfondito il proprio inglese attraverso letture, analisi dei testi e discussioni in lingua, guidati da insegnanti madrelingua dell’Emerald Institute di N.Y.; nel pomeriggio si
sono tradotti ed interpretati movie script di film visti in lingua.
Nella seconda parte del pomeriggio e nei week-end i
cento partecipanti hanno visitato i luoghi più affascinanti di N.Y.: Fifth Avenue, Rockfeller Center, St.
Patrick, Time Square, l’ONU, l’Empire, Soho, Little
Italy, Chinatown, il Moma, il Met. Il soggiorno è stato anche segnato dall’incontro con personalità della
città e con l’ascolto di corali Godspel e la visione del
musical “Mamma mia”.
CRONACA
P A G I N A
22
Como&Cintura
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010
LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA GUIDA
Un territorio
tutto da scoprire
L’appuntamento
si celebra in tutto
il mondo il 20
e 21 febbraio.
Lo scopo è quello
di far conoscere
una professione
particolarmente
interessante.
Ecco alcuni
itinerari proposti
I
l 20 e il 21 febbraio sarà celebrata in tutto il
mondo la “Giornata internazionale della
Guida”.
L’iniziativa ha lo scopo di far conoscere una
professione particolarmente interessante cui
però spesso non viene riconosciuta la giusta importanza. I monumenti, i musei, i paesaggi sono
un patrimonio inestimabile che la figura della
guida professionista, esperta del territorio, contribuisce a fare apprezzare con competenza al
grande pubblico.
tilmente messa a disposizione gratis dalla ditta
Tasèll (Roberta Caprani, cell 335 6759319 prenotazione obbligatoria)
3. Lecco e luoghi manzoniani - Ritrovo ore 14.30
all’Ufficio Informazioni di Lecco, sul Lungolago,
davanti al ristorante Larius (Paola Vismara, cell
339 5976945)
4. Il complesso altomedievale di s. Vincenzo in
Galliano - Ritrovo ore 15.00 davanti alla Basilica di S. Vincenzo in Galliano a Cantù (Ottaviano
Molteni, cell 333-7188447)
Nel week-end del 20-21 febbraio l’Associazione
Guide e Accompagnatori Turistici di Como e Provincia proporrà nove visite guidate gratuite per
permettere agli appassionati di scoprire i tesori
della nostra zona. Il ventaglio di proposte è quanto mai articolato; i sei itinerari sono così organizzati:
Domenica 21 febbraio
1. Como città della seta - Ritrovo ore 14.50 e
16.20 davanti all’ingresso del Museo Didattico
della Seta, Via Castelnuovo, 9 a Como, in zona
Setificio (Beatrice Lipari, cell 333 2721017. In
occasione della Giornata della Guida l’ingresso
è gratuito.
Sabato 20 febbraio
1. Como città della seta - Ritrovo ore 14.50 e
16.20 davanti all’ingresso del Museo Didattico
della Seta, Via Castelnuovo, 9 a Como, in zona
Setificio (Sara Vago, cell 333-7339557). In occasione della Giornata della Guida l’ingresso è gratuito.
2. Mini crociera in Centro Lago - Ritrovo: ore
14.30 e 15.30 al pontile di fronte a Villa Carlotta
a Tremezzo. La barca privata è gentilmente messa a disposizione gratis dalla ditta Galli (Esther
Filippone, cell 339 2602676 prenotazione obbligatoria)
2. Innamorarsi del Lario in meno di un’ora - Ritrovo ore 14.30 e 15.30 al pontile del Tasèll di
Piazza Cavour a Como. La barca privata è gen-
3. Gravedona, case e palazzi - Ritrovo ore 14.30
davanti all’ingresso principale di Palazzo Gallio
a Gravedona (Melissa Neri, cell 338 8000070
itinerario su prenotazione)
VISITE CON MONDO TURISTICO
In occasione delle iniziative legate alla “Giornata Internazionale della Guida Turistica”, l’Associazione Culturale “Mondo Turistico” organizza per sabato 27 e domenica
28 febbraio cinque visite guidate gratuite sul nostro territorio. Questo appuntamento consente alle guide turistiche abilitate di far conoscere al pubblico una professione
affascinante, culturalmente ricca ed appagante ma poco
considerata, per accrescere l’attenzione e la consapevolezza dell’importante ruolo da loro svolto nel diffondere la
conoscenza del patrimonio culturale, storico, artistico, economico e sociale delle realtà in cui operano.
Sabato 27 febbraio, alle ore 15.00, le guide di “Mondo
Turistico” offriranno una visita guidata al Museo Didattico della Seta di Como, con ritrovo davanti all’ingresso di Via Castelnuovo 9. Questo Museo, unico nel suo genere in Europa, offre la possibilità di conoscere l’intera
filiera della lavorazione della seta e, contemporaneamente, la storia sociale ed economica della città di Como e la
passione e le capacità artistiche della sua gente. In questo periodo inoltre all’interno del Museo è allestita un’interessante mostra della passamaneria, con oggetti di
splendida fattura e un ricco campionario di questa produzione oggi poco conosciuta.
Sempre sabato 27 febbraio, alle ore 15.00, è prevista
anche la visita guidata al centro storico di Lecco, con
il Duomo dedicato a S. Nicola, la piccola chiesa di S. Marta
e la neoromanica chiesa della Vittoria. L’incontro con la
guida è presso l’Ufficio Informazioni Turistiche a Lecco,
in Via N. Sauro 6, vicino al lungolago.
Domenica 28 febbraio, alle ore 15.00, si ripeterà la
visita al Museo Didattico della Seta di Como; alla
medesima ora verrà proposta anche una visita guidata
alle chiese di S. Tecla e S. Giovanni a Torno, con ritrovo davanti a S. Tecla, di fronte all’imbarcadero. Si procederà dunque alla visita della Parrocchiale dedicata alla
santa, che si affaccia sulla piazzetta del porticciolo, tra le
caratteristiche case del centro storico. L’edificio, di origini
romaniche, è affiancato da un elegante campanile e decorato da un portale quattrocentesco e da un imponente rosone gotico. Nella parte alta del paese si potrà invece
ammirare la chiesa di S. Giovanni del Chiodo, ricca di belle
decorazioni pittoriche e scultoree. Questo edificio, affiancato da un bel campanile romanico, è un esempio importante di chiesa rinascimentale ad archi trasversi; la sua
fama gli deriva tuttavia dalla presenza della preziosa reliquia di un chiodo della croce di Cristo che, secondo la
tradizione, un arcivescovo tedesco avrebbe lasciato a Torno durante il suo viaggio di ritorno da una crociata.
Sempre alle ore 15.00 di domenica 28 febbraio sarà possibile visitare anche Villa Parravicini di Persia ad
Albese con Cassano, con ritrovo al parcheggio di fronte
alla Parrocchiale. Attraverso il nucleo del centro storico si
raggiungerà l’antica villa nobiliare, oggi adibita a Casa di
riposo per persone anziane. Il grande palazzo è stato infatti donato alla comunità dall’ultima proprietaria e ultimamente ha goduto di un accurato restauro che ha riportato al loro splendore gli affreschi settecenteschi interni e
lo splendido oratorio barocco dedicato a Santa Elisabetta.
La partecipazione alle visite è libera e gratuita; per ragioni organizzative si richiede comunque la prenotazione
entro giovedì 25 febbraio.
Per informazioni e prenotazioni: Mondo Turistico, tel.
0344-30060; 339-4163108; e-mail: mondoturistico@
virgilio.it.
S.F.
CONTRO L’ALESSANDRIA RIPRENDE IL CAMMINO DEL COMO
Riprende al Sinigaglia contro l’Alessandria il difficile cammino del Como verso la salvezza in I Divisione. Dopo
la sconfitta casalinga rimediata due settimane fa col Figline Valdarno, guidato in panchina da Moreno Torricelli,
ex giovanile azzurro, la compagine lariana guidata dalla coppia Brevi-Strano è attesa da un match che non può
sbagliare. Un nuovo passo falso, infatti, potrebbe mettere il Como in una pesantissima crisi di classifica, visto
che gli azzurri occupano attualmente il terzultimo posto e la XVIII posizione (che comporterebbe la retrocessione diretta senza passare dai play-out) non è poi così lontana: solo 3 punti distanziano le casacche lariane dalla
Paganese. Da segnalare che l’Alessandria, da parte sua, si trova invece a centroclassifica e vanta ben 33 punti
(12 in più rispetto a quelli del Como). Inoltre, in caso domenica sera la classifica fosse ancora immutata, potrebbero farne le spese i due tecnici e vista la non proprio rosea situazione finanziaria in casa lariana si potrebbe
assistere al clamoroso ritorno al Sinigaglia di Alberto Di Chiara, tecnico giunto la scorsa primavera, artefice
della fortunata promozione in I Divisione (a questo punto è proprio, infatti, il caso di dirlo) e poi esonerato ad
ottobre. Le critiche verso la coppia Strano-Brevi sono ormai lampanti da parte dei tifosi. Sul banco dell’accusa la
gestione dei cambi e degli uomini da portare in panchina, gli scarsi risultati ed il gioco che latita. Nel frattempo
è giunto il tanto atteso beneplacito da parte della Lega PRO per il tesseramento di Robert Maah, attaccante di
nazionalità francese con origine senegalese che da due settimane si sta allenando insieme ai suoi nuovi compagni di squadra ad Orsenigo. La documentazione presentata dalla società e il parere positivo da parte degli
organi internazionali, come preventivato, ha dato esito favorevole per il tesseramento del giocatore fermo e
senza contratto dato che la società belga nella quale giocava è fallita durante questa stagione ed è stata cancellata dal campionato e dalla federazione fiamminga. Il francese, classe 1985, che ha già un lungo trascorso in
Italia con Pro Sesto, Bari e Grosseto tra serie C1 e serie B, va a completare il reparto di attacco della formazione
diretta da Strano e Brevi. Vedremo se questo nuovo tassello potrà riuscire a contribuire a nuove fortune per gli
azzurri. Nel 2010, infatti, il Como non ha ancora vinto una partita: solo tre pareggi ed altrettante sconfitte che
hanno portato ad un deciso peggioramento della classifica. E bisogna inoltre sottolineare che dopo l’Alessandria
è in programma la difficile trasferta di Crema. Due partite, quindi, decisive per capire se gli azzurri potranno
ancora ambire alla salvezza.
L.CL.
IN BIBLIOTECA
INCONTRO CON PIPPO
CORIGLIANO, DIRETTORE
DELL’UFFICIO STAMPA
DELL’OPEUS DEI
L’associazione culturale comasca “Centro
Nord”, in collaborazione con l’assessorato
alla Famiglia e alle Politiche educative del
Comune di Como organizzano un incontro
con Pippo Corigliano,
giornalista e direttore
dell’Ufficio Stampa dell’Opus Dei in
Italia e autore del libro: “Un lavoro soprannaturale. La mia vita nell’Opus
Dei”, edizioni Mondadori. Premio Carpi
per la selezione “Testimonianze”.
Bruno Profazio, vicedirettore del quotidiano “La Provincia”, intervisterà
l’autore.
L’appuntamento è per sabato 20 febbraio alle ore 17 presso la Biblioteca
comunale di Como, in via Raimondi 1,
a Como.
P A G I N A
24
CRONACA
Como&territorio
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010
L’ASSOCIAZIONE SEMPRE A FIANCO DEI MALATI E DEI FAMILIARI
Alzheimer:
vicino
a chi cura
a malattia di
Alzheimer: vicino a chi cura”. Con questo titolo prende il via, a partire dal 24
febbraio, un ciclo di 10
incontri dedicato alla
malattia dell’Alzheimer,
appuntamento annuale
che il Centro Donatori del
Tempo di Como organizza per tutte le famiglie
interessate. Evento che
ha sempre dimostrato un
ruolo strategico per favorire il processo del “far
fronte” al disagio incontrato dal familiare nella
gestione assistenziale del
proprio caro.
Tutte le ricerche condotte sulle famiglie che si
prendono cura di un malato di demenza rilevano,
infatti, come l’assistenza
prestata dal familiare
care-giver al proprio parente malato generi alto
stress, sofferenza psicologica e senso di abbandono.
Da qui, pertanto, la proposta di partecipare a
L
“
Al via, a partire
dal 24 febbraio,
un ciclo di 10
incontri dedicato
alla malattia.
Un appuntamento
annuale che
il Centro Donatori
del Tempo
di Como organizza
per tutte
le famiglie
interessate
Anche quest’anno, pertanto, a partire da mercoledì 24 febbraio, inizierà
presso il Centro diurno
Comunale di via Volta 83
( sede Università Popolare) un ciclo di 10 incontri
(più due “extra”) , cui potranno aderire sia i familiari già precedentemente fruitori di questa opportunità, sia nuovi familiari care-givers che dimostrano interesse ad ottenere questa forma di aiuto.
questo percorso di mutuoaiuto. Nel gruppo, infatti,
il familiare care-giver trova un giusto spazio di
contenimento per esprimere i propri sentimenti
e per ottenere, nell’interazione con gli altri familiari che condividono la sua
stessa esperienza, informazioni, consigli e sostegno utili a sviluppare idonee capacità di relazione
e comportamento per affrontare i momenti di crisi legati all’aggravamento della malattia.
Il programma prevede
una cadenza settimanale
(o quasi) con orario dalle
18.00 alle 19.30 circa
(orario gia’ proposto con
successo in passato per
facilitare la partecipazione dei familiari che lavorano).
I temi trattati riguarderanno gli aspetti comunicativi e relazionali da
adottare nella coppia malato/familiare curante e si
avvaleranno, oltre che
della figura della psicologa, dott.ssa Luciana
Quaia, anche dell’ intervento condotto dal neurologo dr. Leonardo Sacco, responsabile dell’
U.V.A.-unità valutativa
Alzheimer dell’Azienda
Ospedaliera S.Anna - e
dalla dietista dott.ssa
Lilia Farias dell’Unità
Operativa Clinica dietetica nutrizionale della Asl
di Como.
Nel corso delle riunioni,
inoltre, si farà uso di supporti di letture e narrazioni/testimonianze raccolte
dagli stessi partecipanti e
di filmati : saranno proposti infatti due incontri
“extra” per la proiezione
di due video-storie molto
esemplificative della
malattia di Alzheimer.
SI RICORDA CHE
Si ricorda, inoltre, che:
- presso la sede dei Donatori del Tempo di Piazza Mazzini, 9 è disponibile per il prestito gratuito una ricca
documentazione e una vasta biblioteca specialistica sulle demenze e la malattia di Alzheimer.
- Ogni 1° e 3° mercoledi del mese, dalle 17 alle 19 , è attivo il “ Filo diretto” servizio di consulenza telefonica
psicologica per i familiari di malati di Alzheimer. Allo 031/270231 risponde direttamente la nostra psicologa Dottoressa Luciana Quaia.
- Al “Caffè del Lunedì “, ogni lunedì, presso la sede dello Yacht club in viale Puecher, 8 e al “Venerdì insieme” , ogni venerdì, presso il C.Diurno comunale di via Volta,83 - sempre dalle 15 alle 17 - i Donatori
del tempo sono a disposizione dei malati di Alzheimer e dei loro familiari per un pomeriggio di animazione,
di ascolto e di sostegno.
LIBERA IL TEMPO
Tempo che fugge e tempo che si rincorre, ma anche tempo vuoto, dell’attesa
e del nulla. Questo tempo senza qualità né significato impregna le giornate di
chi in stato di disabilità mentale è privo delle risorse e delle capacità per dare
scopo e significato alle ore che passano. Nasce proprio dal riconoscimento
della necessità di dare qualità al tempo libero delle persone con disabilità
pischica di questo bisogno il progetto “Libera il tempo” proposto dal coordinamento Psiche Idee di Como. Ne fanno parte le associazioni A.S.V.A.P.8 di
Appiano Gentile, NéP di Como, A.S.V.A.P.5 di Suello, Il Buon Vicinato, Solidarietà e Servizio, Il Cumball, La Mongolfiera, Global Sport Lario, insieme al
Centro servizio per il volontariato di Como.
Il progetto è stato finanziato dal Bando volontariato 2008 di Fondazione
Cariplo, Centri di Servizio e Comitato di Gestione del Fondo Speciale per il
Volontariato in Lombardia. Il bando aveva lo scopo di finanziare interventi in
grado di promuovere e rafforzare il volontariato e quindi l’attitudine delle
persone a farsi carico dei bisogni della comunità locale e a partecipare attivamente e responsabilmente alle attività ed alle organizzazioni che affrontano
tali bisogni; ridurre le fragilità delle comunità locali potenziando il sistema
delle relazioni tra gli abitanti; rafforzare iniziative a carattere aggregativo e
animativo in ambito sociale, culturale e ambientale.
Proprio con questa finalità, il coordinamento psichiatria ha vagliato con
attenzione i bisogni, le aspettative, i desideri di attivarsi delle persone in
difficoltà per poi avviare con loro e un gruppo di volontari un percorso che li
porta a trascorrere alcuni pomeriggi della domenica in modo piacevole e in
compagnia. Sono stati a visitare mostre e al cinema, a fare passeggiate e ai
mercatini. Piccoli gruppi per mantenere una dimensione capace di favorire le
relazioni .
Chi fosse interessato a “liberare” il tempo insieme può rivolgersi a Solidarietà e Servizio: e.mail [email protected].
IL CALENDARIO DEGLI INCONTRI
Il calendario è il seguente:
24 febbraio (psicologa Dott.ssa Luciana Quaia),
3 marzo (neurologo dott. Leonardo Sacco),
10 marzo (Quaia),
17 marzo (Video),
24 marzo (Quaia)
31 marzo (Quaia).
14 aprile (Quaia),
21 aprile (dott.ssa Farias-dietista ASL)
28 aprile (Quaia)
E ancora: 12 maggio (Quaia),
19 maggio (Video),
26 maggio (Quaia).
In chiusura del ciclo è inoltre prevista la possibilità di consulenze individuali su appuntamento con
la psicologa dott.ssa Luciana Quaia e l’avvocato
Anna Cardinali nel pomeriggio di sabato 29 maggio.
La partecipazione al corso è gratuita, grazie a chi
ci ha sostenuto destinando il 5 x mille dell’Irpef
al Centro Donatori del Tempo-Onlus.
È necessario dare la propria adesione il più presto possibile.
Per ulteriori informazioni si prega di telefonare
al n. 031-270231 nelle giornate di martedì e giovedì dalle ore 16.30 alle ore 18.30, oppure di inviare un fax sempre al suddetto numero , o una email a: [email protected]
L’ORDINE DEI MEDICI DI COMO
UN INCONTRO IL 27 FEBBRAIO
L’Ordine dei Medici di Como, in collaborazione con Fondazione E.N.P.A.M.
(Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza di Medici e Odontoiatri) organizza per sabato 27 febbraio, dalle 9 alle 13, presso l’Hotel Palace a Como,
l’incontro “La previdenza obbligatoria. La previdenza complementare”, rivolto ai medici e odontoiatri della provincia di Como.
L’incontro ha lo scopo di affrontare le problematiche legate alla previdenza
(sia quella obbligatoria che quella complementare) dei medici e far luce sui
cambiamenti che interverranno in futuro in ambito pensionistico e
previdenziale.
A far luce su questi aspetti saranno a Como autorevoli relatori, tutti membri del Consiglio Nazionale E.N.P.A.M.: l’On. Prof. Eolo Parodi (presidente
Fondazione E.N.P.A.M.), il dott. Giampiero Malagnino (vice presidente Fondazione E.N.P.A.M), il dott. Alberto Oliveti (Consigliere CdA Fondazione
E.N.P.A.M.) e il dott. Luigi Daleffe (Presidente Fondosanità).
Parteciperà all’incontro anche Claudio Testuzza, medico e collaboratore de
Il Sole 24 Ore.
Moderatore: Gianluigi Spata, presidente Ordine dei Medici di Como.
Tra i temi che verranno affrontati, oltre ad una presentazione della Fondazione E.N.P.A.M. e della sua storia, ci saranno le opportunità previdenziali
per le varie categorie di medici, dal medico di Medicina Generale, al Medico
specialista Ambulatoriale, al Medico Ospedaliero, fino al libero professionista.
In occasione dell’incontro, saranno allestite anche alcune postazioni elettroniche presso cui i medici potranno conoscere in tempo reale la propria
situazione pensionistica e calcolare la probabile entità della pensione.
Per accedere a questo servizio è necessario fare richiesta alla Segreteria
dell’Ordine dei Medici: tel. 031-572613, [email protected]
CRONACA
P A G I N A
Como
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IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010
ALLA SCOPERTA DELLA COOPERAZIONE/217
Noivoiloro: al servizio
dei più deboli
La realtà di una
cooperativa nata
da un comune
sentire e cresciuta
negli anni fino
a promuovere
iniziative
di valorizzazione,
riabiltazione
e reinserimento
lavorativo
di persone
svantaggiate
pagina a cura
del Consorzio Eureka
Ser vizi alla Cooperazione
e al Terzo Settore
www.eurekacomo.it
PER SAPERNE
DI PIÙ
Cooperativa
e Associazione
Noivoiloro
Via San Maurizio, 2
N
oivoiloro nasce a metà degli anni ottanta quando un
gruppo di amici, una compagnia come ce n’erano tante composta da una ventina di
persone accomunate dagli
stessi ideali.
Questi giovani si ritrovano nella piazza della
loro comunità per parlare delle proprie esperienze e degli ideali, in queste lunghe discussioni
vengono affrontati, fra gli
altri temi sociali dei quali il gruppo già si sentiva
chiamato in causa, anche
se ancora in modo un po’
astratto e confuso.
L’occasione per dare
una svolta concreta fu,
nel 1985 quando alcuni
dei membri del gruppo
parteciparono, nell’ambito dell’impegno Medio
Oriente, ad un campo di
lavoro estivo in Palestina
e alcuni mesi dopo un altro gruppo fece un’esperienza analoga in un paese andino dell’Ecuador,
questa volta contestualmente all’operazione Mato Grosso.
Questi contatti con il
Terzo Mondo avevano nel
frattempo creato nel
gruppo uno sguardo più
sensibile e attento anche
nei riguardi del nostro
mondo circostante e avevano fatto maturare l’esigenza, sempre più chiara
e urgente, di fare qualcosa che si concretizzasse in
gesti di solidarietà vera.
Nacque così dapprima
nel 1987 l’Associazione
Noivoiloro, scritta proprio
così, con i tre pronomi uno
dopo l’altro, per esprimere un’identità che voleva
sottolineare che tutti noi
abbiamo bisogno di aiuto
ma anche tanta energia
per aiutare gli altri. Un
anno dopo e una fitta collaborazione con l’Unione
Italiana alla Distrofia
Muscolare (UILDM) fecero maturare la decisione
di costituire quella che
oggi è la cooperativa
Noivoiloro.
Da allora molte cose
sono successe e ad oggi la
realtà Noivoiloro conta
due cooperative, due associazioni un circolo e anche
22036 Erba (CO)
tel. 031-640703
[email protected]
www.noivoiloro.it
una pubblicazione dal titolo “Noivoiloro informa”,
oggi vanta una tiratura di
3800 copie a numero. Le
uscite sono 9 ogni anno.
Viene spedito ai soci,
agli amici e a chiunque
sia interessato a conoscere, Per ricevere gratuitamente il giornale, basta
contattare la segreteria
della cooperativa.
La cooperativa incomincia la sua attività occupandosi di servizi di
assistenza domiciliare.
Nel 1991 nasce anche il
Centro Diurno - Servizio
di Formazione all’Autonomia - per le persone disabili adulte.
Dal settembre 2005 al
luglio 2008 il Centro
Diurno consegue la Certificazione del Sistema di
Qualità conforme alla
UNI EN ISO 9001: 2000
per i seguenti prodotti/
servizi: “Progettazione ed
erogazione di attività
educative dirette allo sviluppo e mantenimento
delle autonomie di adulti
diversamente abili”.
Verso la fine del 2008 il
Centro Diurno si trasforma in Centro Socio Educa-tivo Noivoiloro.
Il Centro Socio Educativo ha come finalità il
ben-essere delle persone.
Questo si concretizza mediante un processo formativo che aiuta le persone
disabili a scoprire, mantenere e potenziare le proprie abilità per affrontare quanto più possibile
una vita autonoma e socialmente integrata.
Gli operatori del Servizio credono nella crescita
globale dell’individuo e si
adoperano affinché l’intervento diventi un mezzo attraverso cui aiutare
le persone a scoprire i propri interessi personali e
le proprie capacità utili
anche per acquisire un
maggiore senso pratico
volto alla risoluzione dei
problemi della vita quotidiana. In termini professionali quindi, l’intervento mira a favorire il più
possibile il mantenimento e l’apprendimento di
abilità di base in vari settori. Tutte le azioni messe in atto nei confronti
delle persone presenti nel
Servizio, avvengono nel
massimo rispetto dei tempi personali e tendono a
valorizzare ciò che ognuno è e vuole essere.
Il C.S.E. è aperto da lunedì a venerdì dalle 9.00
alle 16.00 e può accogliere persone disabili:
· che hanno terminato il
percorso scolastico dell’obbligo o all’interno dell’obbligo scolastico per i
quali è prevedibile un accordo con la scuola per
una progettualità integrata;
· con prerequisiti che permettano di acquisire e
consolidare, attraverso
progetti formativi specifici, le abilità scolastiche
proprie del primo ciclo
delle elementari;
· che necessitano di percorsi di supporto e integrazione formativa a progetti di inserimento lavorativo guidato;
· che possiedono discrete
capacità relazionali di
adattamento e di comunicazione;
· in grado di acquisire e
consolidare, tramite un
adeguato percorso formativo guidato, abilità pratiche tali da consentire
loro un comportamento
consapevole, autonomo e
socialmente conforme;
· Con disabilità gravi, anche plurime (intellettive,
fisiche e motorie), che, in
attesa di poter essere
ammessi al Centro Diurno Disabili (CDD) necessitano di temporanea as-
La Bottega: il 22 novembre 2008 Noivoiloro
ha aperto “la Bottega”
in centro Erba, con il
desiderio di valorizzare
i ragazzi del CSE e i
tanti volontari che operano da tempo. Il merito va a Franco Gottardi
che ha messo a disposizione gratuitamente i
propri locali, quelli della sua ex oreficeria, con
un
contratto
di
comodato gratuito
rinnovabile di anno in
anno. I prodotti de La
Bottega sono lavorati a mano dagli utenti del CSE e dai volontari di Noivoiloro.
LA NUOVA STRUTTURA
Nel 2003, anno europeo delle persone con disabilità, l’Amministrazione Comunale di Erba ha concesso a Noivoiloro, in diritto di superficie, un terreno di
circa 10.000 mq, nel quale sorgerà la sua nuova sede.
Nel giugno 2007 hanno avuto inizio i lavori della struttura polivalente, indispensabile per garantire continuità alle molteplici attività, attualmente ospitate in spazi ridotti e poco flessibili. La collocazione a sud della città lungo la
strada Valassina, garantirà inoltre una maggior accessibilità rispetto alla
sede attuale. La nuova sede che sarà ultimata nel giugno di quest’anno, sarà
attrezzata per offrire accoglienza e servizi di diversa natura con particolare
attenzione alle persone disabili, ma sarà dotata anche di strutture di natura
ricreativa che saranno accessibili e usufruibili da tutti gli abitanti del territorio.
Il centro garantirà un elevato funzionamento della propria realtà e rappresenterà un’importante risorsa che andrà ad arricchire le opportunità offerte
dal territorio non solo per le persone disabili, ma per tutti i cittadini.
sistenza. Tali inserimenti
denominati Progetti Speciali hanno una durata
massima di due anni.
Il C.S.E. della cooperativa Noivoiloro ha una
potenziale ricettività di
n° 30 posti.
NOIVOILORO
LAVORO
Alla fine del 2000 si è costituita la “Cooperativa
Noivoiloro Lavoro” di tipo
B, con l’intento di formare al lavoro e offrire occupazione a persone disabili. Qui di seguito alcu-
ne delle attività che vengono proposte:
Settore Assemblaggio:
si presenta come una
struttura efficiente e ben
organizzata in cui vengono svolte lavorazioni per
conto terzi per aziende di
varia tipologia operanti
sul territorio. Lo scopo
prioritario è quello di procedere alla formazione
professionale, rivolta
principalmente a soggetti svantaggiati, anche con
l’ausilio di borse lavoro,
tirocini e stage, oltre ad
assunzioni dirette.
Settore Verde: la coope-
rativa offre un servizio di
cura del verde ornamentale, con un concreto impegno nel sociale volto a
favorire l’inserimento di
persone svantaggiate, le
attività collegate vanno
dal giardino di piccole dimensioni alle vaste aree
verdi e giardini pubblici
comunali. Questo prevede: il taglio dell’erba, le
potature e la rimozione
delle foglie. Curare il verde senza violarlo è il mestiere che viene insegnato ai giovani, grazie al
supporto di professionisti
e volontari.
P A G I N A
26
CRONACA
Lago&territorio
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010
RINNOVATI I VERTICI DELL’ASSOCIAZIONE
Appacuvi: spazio alla cultura
U
n bel tempural
al neta l’aria. La
verità riflessa in
questo proverbio si poteva toccare con mano sabato
scorso nella sede dell’Appacuvi, in via Don Ulderico Belli a S. Fedele
Intelvi, dove si è svolta
l’assemblea dei soci per
eleggere il nuovo direttivo.
La sala era affollata da
persone che venivano dalla Valle e da fuori e regnava una serenità diffusa e
una comunione d’idee che
sono sempre state il fiore all’occhiello dell’associazione nei quattro decenni di vita che ne hanno accompagnato l’attività dei suoi volontari per
la protezione del patrimonio culturale e artistico della Valle Intelvi.
Dopo la relazione del
presidente uscente Ernesto Calmieri, caldamente ringraziato da parte del pubblico, che ha
molto apprezzato il suo
comportamento dignitoso
e civile in questi ultimi
mesi difficili per il direttivo, si è passati ad eleggere il nuovo Consiglio
che avrà l’onore e l’onere
di guidare i nuovi lavori
e completare quelli già
avviati in questo ultimo
periodo.
Sono risultati eletti:
presidente dott. Livio Trivella; consiglieri: Rosanna Noli, G.Franco Toretti,
Ernesto Palmieri, Walter
Barelli, Vittorio Zanotta,
Maria Giovanna Arnaboldi.
Il nuovo presidente ha
presentato il bilancio, in
attivo, dello scorso anno e
ha illustrato il programma di intenti per l’anno
2010.
Quest’anno il grosso
impegno dell’Associazione sarà riservato alle celebrazioni del quattrocentesimo della nascita
del grande artista di
Pellio Ercole Ferrata, ancora così presente nella
memoria della Valle, e il
riordino dei siti internet
per la ricerca e l’invio di
informazioni sui Magistri, visto che in questo
periodo arrivano pressanti richieste in merito da
studiosi di tutti i paesi
dell’Europa. Il compito
sarà facilitato dall’utilizzo di una nuova rivista
on-line che sarà chiamata “Artisti dei laghi” e diretta da Ernesto Palmieri
e Andrea Spiriti docente
dell’università dell’Insubria .
Il nuovo Consiglio si è
impegnato, inoltre, a informare quanto prima
soci e simpatizzanti dei
MONSIGNOR JACQUES PERRIER,
VESCOVO DI LOURDES, INCONTRA
I GIOVANI A MILANO
Monsignor
Jacques
Terrier
vescovo
di Lourdes
(a sinistra)
e Germano
Benedusi
presidente
Unitalsi
Lombarda
Monsignor Jacques Perrier è il tredicesimo vescovo di Lourdes, ma sarà il primo a concelebrare
un pontificale in Duomo con l’arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi. Accadrà alle 17.30 di domenica 21 febbraio, quando monsignor Perrier ricambierà, in un certo senso, la visita del cardinale
Tettamanzi a Lourdes, nel 2008, in occasione del
150° anniversario delle apparizioni della Vergine.
Il rito sarà diffuso in diretta da Telenova 2, oltre
che via Internet (www.chiesadimilano.it) e vedrà
tra i fedeli la nutrita presenza dei giovani
dell’Unitalsi Lombarda, oltre 400 (tra cui quarantina di comaschi guidati dall’ assistente don Omar
Corvi), in rappresentanza di tutte le sottosezioni
lombarde dell’Unione italiana trasporto ammalati
Lourdes e santuari internazionali, una trentina dei
quali in carrozzina, che avranno avuto monsignor
Perrier ospite d’onore al loro convegno in programma quella medesima giornata, all’Istituto San
Gaetano di Milano dell’Opera Don Guanella. Al
convegno, che inizierà con il segno di croce con l’acqua della Grotta, oltre ai saluti, a cominciare da
quello di Germano Benedusi, presidente dell’
Unitalsi Lombarda, e alle testimonianze, il Vescovo di Lourdes recherà il prezioso contributo di una
relazione (“La piscina di Siloe”), in mattinata, e nel
pomeriggio parteciperà ad un colloquio con i giovani che poi lo accompagneranno in Duomo per la
solenne concelebrazione. Monsignor Jacques
Perrier, presule a Lourdes da inizio 1998, sui Pirenei aveva accolto nel settembre 2008 papa Benedetto XVI; la visita a Milano del Vescovo francese
rafforza il legame tra Lourdes e il capoluogo lombardo che l’Unitalsi regionale tiene vivo con fede
concreta.
Per maggiori informazioni Unitalsi sezione Lombarda 02-4121176
Madonna del Rosario
di S.Silvestro
in Fozano, Brescia
di Ferretti. Scolpita
nel 1756 e
consegnata 1759
programmi culturali che
si svolgeranno durante
l’anno e che verranno resi
noti sulla “Voce”, il periodico mensile dell’Associazione.
C’è ancora tanto lavoro
di ricerca ancora da svolgere. Per questo l’intento
sarebbe di affidarlo ai
nostri giovani che, oltre a
poter attingere a piene
mani dell’esperienza
decennale di studiosi e
appassionati, potranno
anche aggiungere qualcosa del loro interesse personale scoprendo informazioni artistiche e culturali tramandate oralmente ai nostri giorni.
Vorrei segnalare, a questo punto, una interessante scoperta di qualche
tempo fa.
Le famiglie dei Quaglio
e dei Carloni, i Ferrata,
gli Spazzi sono state a
lungo studiate a ragione,
ma hanno anche messo
un po’ in ombra un’altra
famiglia di artisti Intelvesi che merita di essere
valorizzata: i Ferretti di
Castiglione. Nella poco
lontana Brescia quasi
ignorati si trovano dei capolavori artistici di Alessandro Ferretti, uno dei
figli d’arte di Giorgio che,
con i fratelli Carlo Domenico e Alessandro, formava una famiglia artistica
di grosso calibro. Ebbene:
un antico documento dell’archivio della chiesa di
S.Silvestro in Fonzano ha
spinto il prevosto a chiedere notizie su lavori presenti nella sua chiesa e in
particolare sulla statua
della Madonna del rosario che era stata scolpita
nel 1759 da Alessandro
Ferretti .
Il documento così attestava: “La presente immagine della Madonna del
Rosario, racchiusa in questa nicchia di marmo è
stata fatta a Villa di
Casasco, nel territorio di
Como, dal celebre scultore Antonio Ferretti et è
formata di un legno chiamati tiglio ,e nel 1759 posta alla pubblica venerazione”.
La statua della Vergine
è tutt’ora ben conservata
ed è stata scolpita veramente a Casasco. Ricavata da una pianta di tiglio
cresciuta nei boschi del
paesino intelvese fu consegnata ai bresciani in
loco e pagata cento zecchini. Qui però occorre
fare una precisazione:
Alessadro Ferretti era
originario di Castiglione,
si era trasferito a Casasco
solo dopo il matrimonio
con la moglie Maria Maddalena e le figlie. Doveva
essere benestante per
quei tempi perché nell’archivio parrocchiale di
Casasco il suo stato famiglia comprende anche
una domestica, cosa oltremodo lussuosa all’epoca.
Ricordi, notizie che si
completano e spazzano
via la polvere del tempo,
salvando così le nostre
memorie.
RINA CARMINATI FRANCHI
LA ZONA TREMEZZINA
IN OSPEDALE A MENAGGIO PER LA GIORNATA DEL MALATO
Giovedì 11 Febbraio anche la
Tremezzina si è ritrovata nella
cappella dell’ospedale Erba –
Renaldi di Menaggio per celebrare la Giornata del Malato.
L’incontro, supportato dai volontari dell’U.N.I.T.A.L.S.I. e animato dalle religiose presenti in
Zona, ha radunato alcuni infermi ed i fedeli provenienti dalle
Parrocchie.
Celebrazione semplice, ma partecipata, iniziata con la recita del
Rosario, a cui ha fatto seguito
l’Eucarestia, aperta con il saluto
del Direttore Sanitario della
struttura ospedaliera Paolo
Rubera e concelebrata da alcuni
parroci della Zona.
IL CARNEVALE INSIEME A PARÈ E DREZZO
Per la prima volta insieme la nuova comunità
pastorale di Parè e Drezzo ha festeggiato il 16°
carnevale Parediense e il 39° carnevale Drezzese
domenica 17 febbraio. Presenti, tra i carri, anche
le scuole dell’infanzia di Parè e Giornico.
Ad accoimpagnare il corteo una banda musicale
di Vighizzolo e una simpatica “banda” locale.
Il corteo è partito dalla piazza di Parè per arrivare
all'oratorio di Drezzo
CRONACA
P A G I N A
Lago&territorio
28
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010
GRAVEDONA
Riconoscimento
Dea per
il Moriggia
Pelascini
D
allo scorso mercoledì 3 febbraio l’Ospedale
Moriggia-Pelascini di Gravedona ha ottenuto il riconoscimento quale sede di
Dipartimento di emergenza urgenza e accettazione (Dea). Il Consiglio
regionale, dopo una lunga trafila, ha approvato la
proposta di atto amministrativo con il quale si è
voluto riconoscere a questo Ospedale un ruolo peraltro già svolto da diversi anni e che dà una risposta a lungo attesa alla popolazione residente nell’Alto lago di Como, nella
Val Chiavenna, nella bassa Valtellina e nella zona
di Colico, nonché ai numerosi turisti che soggiornano in queste località ogni
estate. Soddisfazione per
la decisione traspare dalle parole del sindaco di
Gravedona, Fiorenzo
Bongiasca: «Siamo molto
contenti per questa deci-
Il Consiglio
regionale ha
riconosciuto, dopo
una lunga trafila,
il presidio
sede idonea
di Dipartimento
di emergenza
urgenza e
accettazione
di LUIGI CLERICI
sione - ha affermato - che,
tra l’altro, aspettavamo
da tempo. Il riconoscimento di sede Dea all’ospedale Moriggia Pelascini, infatti, nasce proprio da una mia richiesta
poi sottoscritta da tutti i
sindaci dell’alto lago e che
ha trovato l’appoggio di
tutti i consiglieri regionali comaschi al Pirellone.
Gravedona, è inutile nasconderlo, si trova in una
zona disagiata, decentra-
ta. Avere tutti i servizi in
caso di emergenza è,
quindi, importante per i
nostri cittadini e per i
numerosi turistiche che
soggiornano nella località. Si pensi che in estate
la popolazione, considerando che fanno riferimento a questo ospedale
anche dalla Val Menaggio, dalla Valle Chiavenna
nonché da Colico e dintorni, passa da 18.000 a
36.000 unità. La futura
presenza di un eliporto,
quindi, potrà venire incontro a quelle situazioni
di particolare gravità che,
finora, dovevano fare i
conti con la difficile viabilità lungo la sponda occidentale del Lario». Il
Dea, infatti, garantisce
oltre alle prestazioni fornite dagli ospedali sede di
Pronto Soccorso anche le
funzioni di osservazione e
breve degenza, di rianimazione e garantisce inoltre interventi diagnostico-terapeutici di medi-
cina generale, chirurgia
generale, ortopedia e
traumatologia, cardiologia con UTIC (Unità di
Terapia Intensiva Cardiologia). Assicura anche
prestazioni di laboratorio
di analisi chimico-cliniche
e microbiologiche, di diagnostica per immagini, e
trasfusionali. «Abbiamo
provato grande soddisfazione per questa decisione regionale - ha sottolineato, invece, la dottoressa Chiara Nani della Direzione Ospedaliera -. E’
il riconoscimento ufficiale della funzione principale di questo ospedale che
è nato per sopperire ai
casi di emergenza. Nel
corso degli anni, infatti,
sono stati diversi gli interventi per il suo
potenziamento anche in
virtù del fatto che serviamo il territorio a cavallo
di ben tre province, soprattutto nel fine settimana e nel periodo esti-
vo. Il riconoscimento del
DEA credo, infine, che sia
la dimostrazione significativa di come in Regione
Lombardia si sia apprezzato il lavoro che abbiamo svolto, e che svolgiamo quotidianamente, per
il territorio e per la sua
popolazione». Soddisfazione per questo risultato importante per tutto
l’alto lago traspare anche
dalla parole dei due consiglieri regionali che più
degli altri si sono battuti
affinché il Pirellone arrivasse a sancire tale riconoscimento, Gianluca
Rinaldin (PDL) e Luca
Gaffuri (PD). «Ancora una
volta – afferma il Consigliere del PDL, Gianluca
Rinaldin – Regione Lombardia è stata attenta al
territorio comasco, in particolare all’Alto Lago, per
cui l’Ospedale di Gravedona svolge un’insostituibile funzione di pubblica
utilità anche nell’ambito
di partecipazione alla
rete di emergenza urgenza. Era un impregno preso verso i sindaci e i cittadini dell’Alto Lago ed è
un impegno che è stato
mantenuto». « Esprimo
grande soddisfazione per
il risultato dell’ok della
Commissione Sanità al
Dea - ha commentato con
soddisfazione Luca Gaffuri -. E’ una vera risposta
al territorio dell’Alto Lago
in termini di emergenzaurgenza. Riconosce il ruolo svolto dal MoriggiaPelascini in questi anni,
sia in termini di professionalità che di investimenti sulla strumentazione. In una situazione,
inoltre, di difficoltà occupazionale si darà un’ulteriore possibilità agli abitanti dell’Alto Lago per
qualificarsi in un mestiere sanitario importante
come questo e per trovare una occupazione di
qualità».
“IL CIELO IN UNA STANZA”
CON IL GRUPPO ASTROFILI LARIANI
LA COMUNITÀ DI MUSSO
E IL CAMINO DI FEDE DI UN GIOVANE MAROCCHINO
In un mondo
travolto dai venti
del relativismo,
reso minaccioso
dagli spettri del
disinteresse la fede può rivelarsi
agli occhi non solo
del credente come
un appoggio solido e irrinunciabile. In questi mesi
la comunità di
Musso sta vivendo il percorso di
formazione di
Mohammed, un
ragazzo di origini
marocchine, che
ha deciso di intraprendere un serio
cammino di fede
che lo condurrà
ad entrare nella famiglia cristiana la notte della Veglia Pasquale ricevendo dal
Vescovo i sacramenti. Un percorso non certamente facile ma, oltre che essere guidato da persone preparate e soprattutto dalla luce della fede in Cristo, vissuto
intensamente sin dal primo giorno. Esser cristiani dalla nascita e viverlo ancor ora
è difficile, immaginiamo voler intraprendere questo nuovo cammino da adulti. Venerdì 12 febbraio in una bellissima celebrazione ha ricevuto l’unzione con l’Olio dei
Catecumeni. Il parroco di Musso, don Giampaolo Cozzi, ha ricordato che questo
importante cammino che Mohammed ha intrapreso deve essere un gioioso momento di festa per la nostra comunità cristiana che presto accoglierà un nuovo fratello
ma, ancor più, un’occasione importante per capire che il percorso cristiano non è
mai per un singolo ma deve essere amore, condivisione, impegno di tutti, nessuno
escluso. Auguri sin d’ora caro Giovanni (il nome di battesimo che prenderà
Mohammed) per questa tua testimonianza, perché non è mai troppo tardi per avvicinarsi a Cristo, perché in una cristianità vera e contenta il poter condividere un
cammino di fede insieme è sempre occasione per ricordare quanto Gesù ci ama, ci
accoglie e ci accompagna nel cammino di questa nostra vita.
R. P.
Venerdì 26 febbraio, con inizio alle ore 21.15, presso il Centro
Civico “Rosario Livatino” di Tavernerio, il Gruppo Astrofili Lariani
propone “Il cielo in una stanza” a cura di Marco Papi e Luigi Viazzo.
Si tratta della prima lezione del corso introduttivo all’astronomia
2010, in cui si imparerà ad usare il nuovo planetario portatile
dell’Associazione per conoscere le stelle principali e le costellazioni degli emisferi boreale e australe. Seguirà l’osservazione della
Luna e del cielo invernale dal cortile del Centro Civico con i nuovi
strumenti del gruppo. L’ingresso è libero.
Per informazioni, la sede del Gruppo Astrofili Lariani si trova
in via Risorgimento, 21 a Tavernerio, presso il Centro Civico “Rosario Livatino”; tel. 328-0976491 (dal lunedì al venerdì dalle 9
alle 21); e-mail: [email protected]; sito web: www.
astrofililariani.org.
“TESTA E CUORE” A CAMNAGO VOLTA
Continuano a Camnago Volta domenica 21 febbraio, alle ore
15.00, gli incontri del progetto “Testa e cuore”, l’iniziativa di animazione rivolta ai bambini da 7 a 12 anni e di formazione per i
loro genitori ed educatori organizzata dalla Circoscrizione 4 di
Camnago Volta, con la collaborazione del CIF (Centro Italiano
Femminile) Provinciale di Como, dello Sportello Scuola &
Volontariato ed il contributo dell’Amministrazione Comunale di
Como.
Presso l’Auditorium “A. Volta” a Camnago la psicopedagogista
Lucia Todaro, per il “Percorso Cuore”, affronterà il tema “Strategie per incanalare ed educare i vissuti emotivi negativi (paure,
rabbie, gelosie, frustrazioni...)” con i genitori e gli educatori. Per i
bambini, impegnati nel “Percorso Testa”, l’appuntamento è invece presso la Sala Civica di Piazza Martignoni con il laboratorio
“Che tempo fa? Costruiamo una stazione meteorologica. Prima
parte”, guidati da Matteo Balestrini, dottore in Scienze Ambientali, ed accompagnati da tutor di giovani volontarie.
Ricordiamo che la partecipazione ai laboratori e agli incontri è
gratuita. Per informazioni: Roberto Todeschini tel. 347-8452378;
e-mail: [email protected].
CRONACA
BassaComasca
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010
P A G I N A
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RISALE AL XV-XVI SECOLO
Rovellasca:
il Crocifisso
restaurato
T
ornare a custodire la bellezza, seguire la strada
della “via pulchritudinis”: è il compito che papa Benedetto
XVI ha affidato agli artisti il 21 novembre scorso,
richiamandoli alla necessità di ricostruire lo
strappo tra arte e fede, tra
arte e vita.
Questo invito ci è tornato alla mente fissando lo
sguardo sul Crocifisso del
XV-XVI secolo che una
lunga ed impegnativa
operazione di restauro ha
restituito alla comunità
di Rovellasca in concomitanza con l’antica Festa
del Crocifisso (il cinquecentenario nel 2008).
Il triduo di preparazione è stato l’occasione - la
scorsa settimana - per incontrare il dott. Daniele
Pescarmona, funzionario
della Sopraintendenza ai
Beni Culturali, che ha
spiegato le fasi del restauro curato dalla restauratrice di Sondrio Paola
Gusmeroli con la direzione della Sopraintendenza
stessa.
Si tratta di un “Crocifisso spirante” con l’innesto di braccia e capo: poteva dunque essere rimosso dalla croce, e posato a terra a raffigurare il
Cristo morto nelle cerimonie pasquali in una sorta
di sacra rappresentazione. E’ impossibile al momento l’attribuzione sicura della scultura - da poco
si è cominciato a studiare i Crocifissi: certo è che
c’erano artisti specializzati in questa produzione
che giravano per l’Italia,
famiglie produttrici, così
come botteghe che li realizzavano e dove era
possibile acquistarli. Il
Crocifisso di Rovellasca è
comunque un manufatto
di qualità notevole, non
prodotto in serie: lo suggeriscono il tipo di legno
ben stagionato e selezio-
Il triduo
di preparazione
della festa
è stato
l’occasione,
la scorsa
settimana,
per incontrare
il dott. Daniele
Pescarmona,
funzionario della
Sopraintendenza
ai Beni Culturali,
che ha spiegato
le fasi del
restauro curato
dalla restauratrice
di Sondrio
Paola Gusmeroli
con la direzione
della stessa
Sopraintendenza
di ELENA CLERICI
nato con attenzione (il tiglio più del pioppo resisteva ai danni del tempo), il
verso non scavato ma
molto ben intagliato (si
vede chiaramente la spina dorsale) ed anche la
pittura di buona qualità.
Crocifissi di questo tipo
erano posti su una croce
a V, così che la parte posteriore risultasse ben visibile; venivano utilizzati
anche nelle processioni, e
non collocati troppo in
alto nelle chiese, così da
poter essere contemplati.
Il dott. Pescarmona ha
mostrato immagini delle
operazioni di restauro, del
quale esiste la documentazione scritta. La prima
fase è consistita nel velinare la scultura con carta giapponese allo scopo
di consolidare. Rimosso lo
strato di tempera che copriva il Crocifisso, si è riscontrata la presenza di
una calotta di gesso dalla
P
r
i
m
a
dopo...
nuca alle spalle non coerente con l’esecuzione della parte lignea, giustapposta nel tempo presumibilmente per dare stabilità alle braccia: toglierla
è stata un’operazione che
ha richiesto molto tempo
e molti “colpi di cuore” per
convincersi che si trattava della scelta migliore. E’
seguita una operazione di
pulitura degli strati pittorici posteriori (è stata
lasciata la pittura originale). Quindi si è proceduto alla ricostruzione
delle spalle (i cui danni
assai consistenti erano
dovuti alla manomissione
della scultura, non tanto
agli insetti) inserendo
nelle cavità un foglio di
vetro resina e fondi di plastilina, e ricostruendo i
tasselli: in questo modo si
è ricostituita la funzionalità delle braccia. Poi
l’operazione di rifinitura.
Nelle mani si è deciso di
integrare le dita per ricostruire il valore iconografico-devozionale del Crocifisso, ma lo si è fatto in
maniera molto discreta,
senza cioè regolarizzare
la superficie del legno; i
piedi sono invece nello
stato originale di conservazione. Si è scelto di lasciare la testa senza capelli, per valorizzare la
qualità della scultura.
Non si può affermare
che sia questo il Crocifisso della tradizione, che
narra di una pestilenza
nel 1508 cessata portando in processione per il
paese il Cristo in croce. E’
sicuramente più antico di
quello barocco, molto si-
mile al Crocifisso di
Como, oggetto di venerazione.
Le uniche notizie di
questa scultura, ricostruite attraverso la testimonianza del sacrestano
Luigi Cattaneo, risalgono
al 1952, quando - in occasione della edificazione
della nuova cappella del
cimitero - il Crocifisso spirante fu relegato in un
magazzino; recuperato
negli anni ’90 in condizioni molto precarie, gli fu
data una mano di tempera (che ha peraltro contribuito a preservarlo), e fu
collocato sulla controfacciata della chiesa di Santa Marta. Poi la svolta:
uno sguardo attento, e la
decisione qualche anno fa
del parroco don Roberto
Pandolfi di procedere al
I CINQUANT’ANNI DELL’UNIONE SPORTIVA VERTEMATESE
L’Unione Sportiva Vertematese. 50 anni al servizio dello
sport e della comunità. Una S. Messa di ringraziamento, lo
scorso 13 febbraio, in parrocchia a Vertemate, ha dato avvio
alle celebrazioni per salutare degnamente questo sodalizio.
L’Unione Sportiva Vertematese è una socièta che ha fatto
della promozione dello sport fra i giovani il suo obiettivo
principale e che oggi può contare su un parco di circa 200
atleti,impegnati nelle discipline ciclistiche, del calcio, del
minibasket, del basket maschile e femminile.
L’US Vertematese è cresciuta grazie all’impegno dei soci,
di tanti giovani, alla sensibilità dei molti volontari, alla
collaborazione delle Parrocchie,delle aziende locali,delle Federazioni Provinciali, delle Amministrazioni Comunali e dei
tanti dirigenti che negli anni l’hanno guidata in modo disinteressato. Tra le iniziative in cantiere per festeggiare e
ringraziare tutti i volonterosi collaboratori, è in program-
ma la realizzazione di una apposita pubblicazione come veicolo e stimolo per l’intera comunità a proseguire nella diffusione dei valori sportivi specie tra i giovani.
Di particolare rilievo sportivo sarà l’organizzazione del
Campionato Lombardo di Ciclismo per Esordienti che si
correrà sulle strade del paese il prossimo 20 Giugno.
“Il Cinquantesimo ci riporta all’inizio, a quando appunto
cinquant’anni fa un gruppo di appassionati di ciclismo organizzò la prima Coppa Caduti Vertematesi - ricorda il Presidente Fermo Verga - un evento che ha da sempre unito
sportivi e cittadini, nel ricordo dei caduti e che si è ripetuto
ininterrotto per cinquant’anni registrando sempre un grosso
successo sportivo. La celebrazione eucaristica della scorsa
settimana ha voluto segnare l’inizio del Cinquantesimo di
una società sportiva che vuole continuare ad essere patrimonio dell’intera comunità”
restauro.
Ora il Crocifisso morente verrà collocato in un
altare laterale della chiesa parrocchiale, sopra un
tabernacolo degli oli risalente al 1500; il Consiglio
Pastorale ha deciso che
verrà utilizzato nelle celebrazioni del Venerdì
Santo. La Sopraintendenza ha raccomandato
di usarlo tenendo conto
dello stato di sofferenza
del manufatto. Il prevosto
don Natalino Pedrana, riconoscendo che questo
Crocifisso ligneo è un
bene prezioso dal punto di
vista artistico, ha sottolineato che si tratta di “una
immagine che ci provoca
e ci fa pensare”, ed ha invitato la comunità a coglierne anche lo spessore
di fede.
CRONACA
P A G I N A
30
ValliVaresine
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010
VALCUVIA IN PROGRAMMA PER TUTTO IL 2010
Corsi in calendario
per tante tematiche
VOLONTARIATO
SOCIO-SANITARIO
Martedì 2 febbraio
scorso presso la sala consiliare del comune di Cittiglio ha preso il via il
corso base per il volontariato socio-sanitario,
organizzato dall’Avulss
Verbano Orientale, con
la collaborazione di: Oari, parrocchia di Cittiglio, Centro ascolto Caritas di Cocquio e Unitalsi Besozzo. Il corso è
completamente gratuito
ed è articolato in tre parti e due giornate residenziali di riflessione ed
ha una durata complessiva di 44 ore. Le lezioni
si svolgono il martedì ed
il giovedì dalle ore 20.50
alle ore 23.00 (oltre le
due giornate residenziali). Al termine del corso
si terranno dei colloqui
finali. Il programma è
così strutturato:
- prima parte: per
una comprensione dei
fondamenti del volontariato socio-sanitario;
- seconda parte: per
una formazione sociosanitaria di base dell’operatore volontario;
- terza parte: per una
formazione di base alla
relazione interpersonale.
Per informazioni,
Natalina De Taddeo:
telefono 0332-603770.
SERATE GENITORI
L’Ispe Valcuvia all’in-
sé; trovare la bussola
per orientarsi tra successi, insuccessi e aspettative. Mercoledì
17 marzo 2010, ore 20.45
- dott.ssa Marisa Brunella, psicologa;
- La gestione educativa dei bambini tirannici. Lunedì 22 marzo 2010, ore 20.30 dott.ssa Paola Cosolo
Marangon, formatrice e
consulente educativa del
Centro psicopedagogico
per la pace e la gestione
dei conflitti;
- Padri di oggi, figli
di domani. Mercoledì
14 aprile 2010, ore 20.45
- dott.ssa Marisa Brunella, psicologa;
- Quando i genitori
si separano. Dai figli
non si divorzia. Venerdì 21 maggio 2010, ore
20.45 - dott.ssa Marisa
Brunella, psicologa.
SERATE
EDUCATORI
terno delle iniziative finanziate dal piano di zona (LR 328/2000) ha stilato una serie di proposte indirizzate ai genitori, educatori ed insegnanti che trattano questioni specificatamente
legate all’infanzia e all’adolescenza e alle problematiche relative alla separazione dei genitori.
La proposta vuole essere un aiuto ai genitori
del terzo millennio che
molte volte si trovano ad
affrontare problematiche nuove e spesso sconosciute, trovandosi a
AL TEATRO SOCIALE
DI LUINO OMAGGIO A
SALVATORE QUASIMODO
Dopo la mostra e gli incontri dedicati a Giovannino Guareschi, prosegue con un omaggio
a Salvatore Quasimodo l’itinerario nella letteratura del Novecento proposto dall’Assessorato alla Cultura e Istruzione del Comune di
Luino e del Centro Culturale Frontiera. Forte
dell’eredità intellettuale e spirituale conservata nei due Fondi ospitati presso la Biblioteca
Civica di Villa Hussy, quello che raccoglie documenti e lettere di Piero Chiara e il Fondo
Vittorio Sereni, uno dei più prestigiosi Archivi
letterari lombardi, Luino ospita il recital letterario di e con Alessandro Quasimodo “operaio
di sogni”, itinerario biografico e poetico che
mette in luce l’aspetto umano, famigliare, religioso, civile e sociale di Salvatore Quasimodo.
Poesie, lettere, documenti e testimonianze visive (tra le quali le immagini filmate della cerimonia di conferimento del Premio Nobel avvenuta a Stoccolma il 10 dicembre 1959) ricostruiscono un ritratto non convenzionale del
poeta, dell’uomo che è poeta, ma, soprattutto
uomo: “uno come tanti, operaio di sogni”.
“Quando la poesia viene letta ad alta voce diceva mio padre, dice Alessandro Quasimodo
(attore di teatro, figlio di Salvatore Quasimodo)
il verso scompare, scompare la tecnica, la metrica, e chi ascolta viene colpito soltanto dalle
immagini, che sono diverse da uomo a uomo.
E allora si verifica l’atto di comunicabilità a
cui l’uomo aspira”.
La rappresentazione si terrà al Teatro
Sociale (via XXV aprile 13, Luino) venerdì
26 febbraio in due repliche: alle ore 11.00,
solo per le scuole, e alle ore 21.00, con ingresso gratuito fino a esaurimento posti,
per tutto il pubblico.
lottare coi figli che crescono tra computer e
televisione, a gestire
bambini tirannici e confrontarsi con riti adolescenziali. Gli incontri dibattito proposti dal
Servizio Socio Educativo dell’Ispe Valcuvia
vogliono, quindi, essere
un momento di approfondimento su argomenti di assoluta attualità e
uno spazio di confronto
con psicologi e pedagogisti. Le serate rivolte
a genitori e insegnanti
sono iniziate mercoledì
10 febbraio a Casa Fra-
schini a Cittiglio (in via
Provinciale 64, proprio
di fronte al parcheggio
dell’ospedale) e seguiranno il seguente calendario:
- Bisogni psicologici dei bambini tra
computer e tv. Si è già
svolta con la dott.ssa Marisa Brunella, psicologa,
lo scorso 10 febbraio;
- Smetamorfosi: Riti
e maschere di preadolescenti in crescita.
Giovedì 11 marzo 2010,
ore 20.45 - dott.ssa Valentina Rinaldin;
- La scuola mondo a
Il Servizio Socio Educativo dell’ I.S.Pe. Valcuvia propone inoltre una
serie di incontri di formazione per educatori e operatori sociali che si svolgeranno durante l’anno, con tematiche che spaziano dalla
riscoperta dell’universo
emotivo nel lavoro con i
più piccoli, alla relazione adulto – bambino. Ecco il programma:
Osservare e sostenere la relazione tra
adulti e bambini nei
servizi
educativi.
Dott.ssa Giovanna Bestetti, psicopedagogista.
Sabato 20 febbraio,
dalle ore 9.30 alle ore
16.30. Sabato 20 marzo, dalle 9.30 alle 16.30.
Finanziato con i fondi
della L. 289/02, “Misure
a sostegno delle politiche a favore delle fami-
glie e per il sostegno alla
natalità”.
La gestione educativa dei bambini tirannici. Dott.ssa Paola
Cosolo Marangon, formatrice del Centro psicopedagogico per la pace
e la gestione dei conflitti. Lunedì 22 marzo,
dalle ore 20.30 alle ore
22.30.
Quando il film diventa luogo educativo. Dott.sa Vilma Mazza, media educator. Sabato 10 aprile, dalle
ore 9.30 alle ore 13.30.
Sabato 8 maggio, dalle ore 9.30 alle ore 16.30.
Specchio specchio
delle mie brame... desideri, sogni, bugie,
sollecitati, evocati,
rivelati dalla fiaba
per conoscersi e riconoscersi. Betty Colombo, attrice e narratrice,
associazione culturale
Arteatro. Giovedì 21
ottobre, dalle ore 9.30
alle ore 16.30. Giovedì
28 ottobre, dalle ore
9.30 alle ore 16.30
Le strutture educative territoriali e le
famiglie degli utenti.
Prof. Luigi Pati, ordinario di Pedagogia generale presso l’Università
Cattolica del Sacro Cuore di Brescia - Ce.S.PE.
F. Centro studi pedagogici sulla vita matrimoniale e familiare. Giovedì 2 dicembre, dalle
ore 9.00 alle ore 18.00.
Il calendario completo
degli incontri e i dettagli dei singoli corsi di formazione sono scaricabili
dal sito: www.cmvalcu
via.it.
A.C.
VARESE APPROVATO DALLA REGIONE IL PIANO PER LE SUPERIORI
Il nuovo assetto dell’istruzione
assessorato alla
Formazione Professionale e Istruzione ha rimodellato la geografia
dell’offerta formativa delle scuole superiori della
Provincia di Varese. Il pacchetto contenente tutti gli
indirizzi scolastici della
scuola pubblica è stato elaborato sulla scorta di un
dettagliato monitoraggio,
che ha coinvolto il mondo
della scuola, le parti sociali e i rappresentanti degli
imprenditori del territorio.
Un percorso durato oltre
sei mesi e condotto in stretta sinergia con l’Assessorato all’Edilizia Scolastica
e con l’Ufficio Scolastico
Provinciale.
«La Provincia di Varese –
ha dichiarato il presidente
della Provincia Dario Galli - si è attivata per mettere a punto un piano in grado di tenere conto sia delle
indicazioni ministeriali,
sia delle esigenze del territorio. Credo sia stato raggiunto un buon risultato e
spero che la proposta complessiva elaborata possa
trovare anche la soddisfazione del mondo della scuola, degli studenti, delle famiglie e del mondo dell’impresa». Il Piano formativo
delineato da Provincia di
Varese è stato anche ap-
L
’
provato, senza apportare
alcuna modifica, da Regione Lombardia: «Si tratta di
un Piano che presta grande attenzione alle specificità delle scuole superiori
del Varesotto - riflette l’assessore a Istruzione e Formazione Andrea Pellicini
- e che va incontro alle molteplici esigenze emerse
nella fase di messa a punto. Un ringraziamento particolare al dirigente dell’assessorato Formazione
professionale e Istruzione
Ernesto Banfi, al funzionario provinciale Giuseppe
Millefanti e al Dirigente
dell’Ufficio scolastico provinciale Claudio Merletti
per la capacità dimostrata da tutti di operare in
sinergia per raggiungere un
obiettivo condiviso». La
nuova proposta di offerta
formativa contempla una
serie di conferme, ma anche molte novità, che contribuiranno a rendere
l’istruzione e la formazione degli alunni varesini più
moderna e al passo con i
tempi. È stata confermata
l’impalcatura del sistema
che prevede tre macro aree
formative: licei, istituti
tecnici e istituti professionali. In base poi alla domanda del mercato del lavoro, è stata dedicata particolare attenzione agli
istituti tecnici con l’obiettivo di promuovere e
accrescere la offerta di
formazione di personale
specializzato. In quest’ottica è stata approvata l’apertura di 10 nuovi indirizzi nell’area della formazione tecnica e tra questi vi
sono: Informatica (Saronno), Elettronica ed Energia (Varese), Elettrotecnica (Luino), Grafica e
Comunicazione (Tradate e
Gallarate), Automazione
(Gazzada, Saronno), Telecomunicazioni (Tradate,
Sesto Calende e Gazzada).
Nel ridefinire l’offerta di
istruzione l’Assessore
Pellicini ha dato l’indicazione di tenere presente la
vocazione e le peculiarità
dei singoli Istituti, ma anche di porre attenzione ad
una omogenea distribuzione su tutto il territorio provinciale dell’offerta formativa, al fine anche di ridurre il fenomeno del pendolarismo scolastico.
Altra caratteristica fondante del pacchetto è quella che riguarda l’introduzione di indirizzi fortemente innovativi, come nel caso
delle Biotecnologie Ambientali di Laveno, mentre
a Tradate i corsi di tecnici
nell’ambito della Grafica
verranno affiancati con
una innovazione particola-
re con l’apertura di uno specifico indirizzo di liceo artistico - Audiovisivi e
Multimedia -. Nel campo
dell’offerta liceale, accanto
alla volontà di consolidare
e rafforzare l’importante
mission di queste scuole, si
registrano alcune sostanziali novità quali l’apertura al Gadda Rosselli di
Gallarate di un nuovo Liceo Linguistico, due nuovi
Licei delle Scienze Umane
(Bisuschio e Busto Arsizio), tre nuovi indirizzi delle Scienze Applicate nei
Licei scientifici di Varese,
Busto e Gallarate, mentre
a Varese e Busto la Provincia ha approvato la attivazione di due nuove sezioni
per il Liceo Musicale (Varese) e Coreutico (Busto).
L’articolazione complessiva del Piano viene infine
completata con l’accoglimento delle esigenze degli
Istituti Professionali, che
nell’ambito della formazione di figure qualificate svolgono un ruolo strategico.
Gli Istituti Professionali
potranno conservare i percorsi triennali aderendo al
modello di formazione regionale (IFP). In relazione
a ciò, oltre ai percorsi di durata quinquennale, la Provincia di Varese ha approvato ben 28 indirizzi
triennali “.
P A G I N A
31
Sondrio
CRONACA DI
E
P R O V I N C I A
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010
SONDRIO ATTIVATA PER I NUCLEI PIÙ NUMEROSI
Una «carta» in
aiuto alle famiglie
C
on delibera di
giunta dello scorso 2 febbraio, il
Comune di Sondrio ha introdotto un nuovo ammortizzatore sociale per le famiglie con almeno quattro figli minorenni e per
quelle in condizioni di
disagio economico aventi un reddito inferiore al
minimo vitale, secondo
i criteri stabiliti nel regolamento comunale per
l’erogazione dei contributi economici. Si tratta della Family Card –
strumento richiesto dai
referenti provinciali dell’Associazione Nazionale
Famiglie Numerose –
che funziona come una
carta utilizzabile per usufruire di sconti e di agevolazioni, giaÌ sperimentato con successo in diverse realtà italiane.
«La card – si legge nella delibera di giunta – ha
validità annuale dal primo gennaio al 31 dicembre di ogni anno e offre
sconti e agevolazioni ai
possessori, applicati direttamente dai singoli
commercianti, dalle aziende, dalle società
sportive che aderiscono
all’iniziativa». In questi
giorni, il settore servizi
alla persona del Comune è impegnato per definire quali possano essere i “partner” interessati a fornire agevolazioni.
«Le imprese che intendono aderire all’iniziativa – è ancora scritto nella delibera – devono compilare un modulo, precisando lo sconto che intendono praticare, che
non può comunque essere inferiore al 5% e consegnarlo all’ufficio relazioni col pubblico del
Comune di Sondrio, che
consegnerà alle stesse
un’apposita vetrofania
da rendere visibile nella
sede dell’esercizio, per
pubblicizzare la partecipazione al progetto. L’elenco delle imprese aderenti con l’indicazione
dello sconto praticato
sarà ampiamente pubblicizzato, nelle modalità
che verranno ritenute
più adeguate e comunque con la pubblicazione
sul sito web del Comune
e con la divulgazione tramite i media locali».
Un primo provvedimento, già adottato lo
scorso dicembre dal Comune, prevedeva agevolazioni sulle tariffe dei
servizi a domanda individuale fissate dal Comune per il 2010. Anche
in questo caso, le famiglie con almeno quattro
figli hanno diritto ad una
riduzione del 10% sui
costi dell’asilo nido La
Coccinella, del Centro
diurno di Triangia, del-
PAROLO VICEPRESIDENTE UNCEM
L’Uncem, Unione Nazionale Comuni, Comunità e
Enti Montani, costituita nel 1952, Ente cui aderiscono 350 Comunità Montane, 4.195 Comuni classificati montani, oltre ad Amministrazioni Provinciali e altri enti, a conclusione del suo XV Congresso
svoltosi a Trento nei giorni scorsi, ha eletto Ugo Parolo, assessore della Provincia di Sondrio, vice-presidente nazionale. «È per me una grande soddisfazione - ha commentato Parolo -. Uno degli aspetti
che ha colpito l’interesse dell’Assemblea Nazionale
Uncem è stato lo sviluppo di un rigoroso Piano Territoriale di Coordinamento che ha due pregi: impedire nuovi scempi soprattutto nel fondovalle e offrire a Valtellina e Valchiavenna adeguate infrastrutture, capaci di garantirne lo sviluppo socio-economico a partire dalla nuova della Statale 38». Parolo
ha voluto ringraziare in particolare il presidente
Uncem Enrico Borghi, il quale «da sempre lavora
preferendo l’ascolto e il benessere del territorio, senza guardare agli interessi politici e di parte». Il presidente di Palazzo Muzio Massimo Sertori ha accolto la notizia con gioia, osservando il lavoro prezioso di Uncem, in un’ottica di tutela dei piccoli comuni, specie per quanto riguarda le scelte che riguardano uso del territorio e delle risorse naturali.
la sezione Primavera
della scuola dell’infanzia
di via Vanoni, delle mense scolastiche di asili e
scuole primarie cittadine. «Per preparare queste iniziative – spiegava
nelle scorse settimane
l’assessore alle politiche
sociali, Carlo Ruina –
abbiamo incontrato più
volte l’Associazione Famiglie Numerose, in
modo da concordare con
i diretti interessati degli
interventi che potessero
funzionare a livello pratico, partendo dalla convinzione che il Comune
deve innanzitutto mettere in gioco se stesso,
iniziando con azioni sui
servizi che il municipio
eroga direttamente. Da
qui nasce la scelta di proporre le agevolazioni
sulle tariffe dei servizi a
domanda individuale,
inserite nella delibera di
giunta collegata al bilancio di previsione che venerdì andrà in consiglio».
«In Comune – sottolineavano i referenti provinciali dell’Associazione
Nazionale Famiglie Numerose, i coniugi Alessandro Di Roio e Loredana Greco – abbiamo incontrato interlocutori attenti e disponibili, e siamo soddisfatti di
questo importante passo, un intervento impegnativo per palazzo Pretorio che riconosce il valore sociale e umano delle famiglie numerose».
La scorsa settimana
però è intervenuta una
voce fuori dal coro, quella di tre gruppi di minoranza del consiglio comunale sondriese: Sondrio Liberale, Sondrio anch’io e Faggi
sindaco. «Con soddisfazione apprendiamo che
l’Amministrazione Comunale di Sondrio ha
attivato la Family Card
– è il testo di un comunicato stampa –, provvedimento per aiutare le
famiglie numerose in
questo momento di congiuntura particolare.
Questo strumento è stato di recente adottato
dalla giunta comunale,
con delibera del 2 febbraio, facendo seguito ad
una richiesta avanzata
durante il consiglio comunale dello scorso ottobre da parte delle minoranze civiche». In occasione di quella seduta
del consiglio, infatti, il
consigliere Forni (Sondrio anch’io) «chiedeva
agevolazioni tariffarie
per le famiglie numerose – prosegue il comunicato –. Il consigliere Grimaldi (Sondrio Liberale)
lanciava la proposta di
una Family Card che
comprendesse non solo
IL 25 FEBBRAIO
INCONTRO DELL’AFAAT
Afaat, Associazione di famiglie e di amici per
l’aiuto ai tossicodipendenti ha attivato un gruppo di sostegno per famigliari e amici di
persone con problemi di tossicodipendenza. Il gruppo si ritrova periodicamente, ogni 3
settimane. Il prossimo incontro è in calendario
giovedì 25 febbraio alle ore 21.00 presso la sede
del CSV L.A.Vo.P.S. di Sondrio, in lungo Mallero
Diaz, 18.
L’iniziativa vuole offrirsi come una possibilità
di informazione rispetto a servizi e rete sociale di appoggio, risorsa e condivisione per
chi vive come famigliare o amico il problema
della tossicodipendenza. Il gruppo di sostegno è
condotto da Maurizia Bertolini, psicologa e
psicoterapeuta.
La partecipazione è gratuita, previo contatto
telefonico con una delle persone indicate: Graziella, 333-5269123; Elena, 340-3330314; Rosalba, 340-3143800; Maurizia Bertolini (dalle 13.00
alle 14.00), 338-8279990.
CAMPIONATI «SILENZIOSI»
IN VALMALENCO
L’Associazione Sportiva Silenziosa Valtellinese,
col patrocinio dell’ENS-Ente Nazionale Sordi
sezione di Sondrio, della FSSI-Federazione
Sport Sordi Italia e del CIP-Comitato Italiano
Paralimpico e col contributo della Comunità montana Valtellina di Sondrio organizza il 26,27 e
28 febbraio a Chiesa Valmalenco i campionati
italiani silenziosi Seniores e Juniores di sci alpino e snowboard, la Ski deaf Europa cup 2010
(Super-G, Slalom Gigante, Slalom Speciale e
Combinata), la Snowboard deaf International
2010 (gare di Slalom Gigante, Slalom Speciale
e Half Pipe). Prenderanno parte alle gare atleti non udenti provenienti da tutta Italia, Francia, Germania, Austria, Slovacchia, Croazia,
Svizzera, Cecoslovacchia, Slovenia, dal Giappone e dal Canada. Saranno presenti anche i membri udenti della World Snowboard Federation
(Federazione internazionale di snowboard). Per
le gare di sci alpino saranno stilate classifiche
femminili e maschili in tre categorie: Juniores
fino ai 18 anni, Seniores 19-34 anni e Veterani over 35 anni ed infine una unica per Società.
Per le gare di snowboard saranno stilate classifiche femminili e maschili in due categorie:
Juniores fino ai 18 anni e Seniores ed infine
una unica per Società. «È il primo evento internazionale per le persone sorde a svolgersi sul
territorio italiano – spiegano i volontari dell’ENS – ed è un’occasione importante per far
conoscere l’associazione, sensibilizzare i cittadini sulle problematiche dei sordi e dimostrare
a tutti che siamo in grado di gareggiare come le
persone udenti». Un atleta tesserato presso l’Associazione Sportiva Silenziosa Valtellinese, Giacomo Pierbon, è tra i venti atleti più forti a
livello nazionale: lo scorso 3 febbraio nello slalom gigante dei Campionati Italiani Cittadini di
Passo San Pellegrino/Falcade ha vinto la gara
davanti a numerosi atleti anche stranieri, tutti
udenti. Info: www.fssi.it/sport/sport_inverna
li/; email; [email protected]; [email protected].
agevolazioni sui servizi
comunali, ma che estendesse le stesse agli acquisti di prima necessità, coinvolgendo gli esercenti disposti a partecipare all’iniziativa».
Da qui una nota di rammarico nell’apprendere
la notizia dell’attivazione della Family Card dai
giornali. «Un’iniziativa
di tale rilievo sociale –
affermano i gruppi di minoranza – è stata adottata senza portarla prima all’attenzione della
competente commissione consigliare, nella quale non sarebbe mancato
il nostro sostegno e il
contributo di idee. Questo ammortizzatore sociale è inoltre stato introdotto senza essere
inserito in un più chiaro
e ampio progetto delle
politiche familiari, condiviso con il consiglio
comunale.
Ci auguriamo – sempre le minoranze – che
questo “esperimento”, come lo definisce la delibera di Giunta, sia solo un
primo passo verso una
più organica politica per
il convinto sostegno alla
famiglia, e non si riduca
al “minimo vitale” di un
intervento motivato dalla contingenza economica e conseguente alle
sollecitazioni provenienti dall’associazionismo
familiare, al quale non si
poteva non dare alcuna
risposta».
Non mancano poi le
critiche al modo in cui la
giunta del sindaco Molteni ha introdotto la Family Card, stimolata dall’Associazione Famiglie
Numerose. «Senza un
serio progetto ad ampio
respiro ed una reale volontà politica volta a promuovere il valore sociale della famiglia con figli – si legge nel comunicato dei gruppi Sondrio Liberale, Sondrio
anch’io e Faggi sindaco
–, questa lodevole iniziativa rischia di avere il
fiato corto e di esaurirsi
in un’operazione più di
immagine che capace di
incidere efficacemente
sui bisogni reali delle
famiglie. Di fronte alla
timidezza finora dimostrata dall’attuale maggioranza non possiamo
che augurarci che le realtà imprenditoriali del
nostro territorio siano
più lungimiranti e sappiano dare un segnale
incoraggiante sulla necessità di un nuovo atteggiamento nei confronti della famiglia, intesa come soggetto fondante del benessere
complessivo della società».
«Come rappresentanze civiche presenti in
consiglio comunale - conclude il comunicato-, apprezziamo l’iniziativa
intrapresa dall’assessore
ai servizi sociali e adottata dalla giunta. Siamo
disponibili a contribuire
nelle sedi istituzionali,
laddove ce ne sarà data
l’occasione, rimarcando
la nostra volontà per
un’azione sempre più
propositiva, tendente a
costruire e mai a distruggere, che i nostri
gruppi perseguono nella
loro missione amministrativa, in particolare
sui temi riguardanti la
persona e la famiglia».
MARTINO BONOLINI
32
CRONACA
Valchiavenna
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010
DAL TERRITORIO
Notizie in breve
PALAZZO VERTEMATE FRANCHI
RAPPRESENTA LA LOMBARDIA
È stato presentato ufficialmente al Museo Poldi
Pezzoli di Milano il libro intitolato “Case Museo in
Italia” edito da Gangemi Editore. Un intero volume
dedicato alle dimore che, per la loro bellezza, rappresentano esse stesse dei veri e propri musei. Una
pubblicazione che per la Valchiavenna riveste un’importanza particolare, visto che la scelta per quanto
riguarda la Regione Lombardia è caduta su Palazzo
Vertemate Franchi. La dimora tardo cinquecentesca di Cortinaccio di Piuro è stata considerata “casa
museo” simbolo a livello regionale, anche se non
l’unica. Il libro, realizzato con il patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali, è stato scritto
da Rosanna Pavoni. La curatrice dell’opera, direttrice fino al 2002 della Casa Museo Bagatti Valsecchi
di Milano, docente di Museologia all’Università dell’Insubria di Como e presidente del Comitato Internazionale Dimore Storiche Museo, ha effettuato una
proposta culturale scegliendo due case per ciascuna
Regione. A rappresentare la Lombardia, oltre al
Vittoriale degli Italiani, la dimora di Gabriele D’Annunzio, è stato scelto il Palazzo Vertemate Franchi
di Piuro, del quale campeggia una foto proprio sulla
copertina dell’opera. Della guida è previsto che venga
fatta una versione in inglese ed a breve sarà presentata ufficialmente anche a Roma.
LA VALCHIAVENNA
IN VETRINA TRE GIORNI ALLA BIT
Anche la Valchiavenna alla Borsa Internazionale del
Turismo 2010. Il Consorzio di Promozione Turistica della valle della Mera ha comunicato la partecipazione all’importante fiera internazionale che si
svolge a Milano fino al 21 febbraio. Si tratta della
più grande vetrina del turismo in Italia a cui, come
ogni anno, la Valchiavenna partecipa con una propria postazione all’interno dello stand della Regione. «Al numeroso pubblico internazionale il Consorzio Turistico Valchiavenna proporrà tutto il materiale informativo a disposizione riguardante l’inverno e la stagione sciistica in corso, con l’importante novità dello Sci in Notturno, oltre che le offerte di trekking nelle vallate e i pacchetti dei noti
itinerari storico-culturali della Via Spluga e della
Via Bregaglia. Non mancherà la distribuzione del
periodico di informazione turistica Valchiavenna
Vacanze, che riscuote sempre più successo in termini di richieste che pervengono agli uffici turistici
per poter ricevere a casa gratuitamente la rivista.
Valchiavenna Vacanze raggiunge ormai più di 2000
famiglie in Italia ma anche in molti paesi europei
ed extraeuropei». Il Consorzio Turistico parteciperà anche al workshop BuyItaly: un momento di incontro diretto con i tour operator internazionali per
far conoscere la valle e le sue risorse ed offerte turistiche, culturali e gastronomiche.
D.PRA.
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P A G I N A
PROSTO DI PIURO UNA CELEBRAZIONE MOLTO SENTITA
Ricordando Lourdes
A
nche quest’anno a Prosto di
Piuro, nella
Bregaglia italiana, si è tenuta la festa della Madonna di Lourdes che dal
1939, anno in cui venne
costruita la grotta alle
spalle della parrocchiale,
puntualmente vede snodarsi la processione “aux
flambeaux” su un percorso che dalla chiesa
parrocchiale sale fino alla frazione di Cortinaccio per poi ridiscendere
verso la chiesa toccando
le varie contrade. Don
Edoardo Bugajski, il salesiano da pochi mesi
parroco a San Cassiano,
ha animato la solenne
concelebrazione e presieduto, accompagnato
dai canti intonati dalla
locale corale e dalle preghiere dei fedeli, la processione eucaristica tra
le case del borgo, illuminate da migliaia di lumini. Durante la cerimonia
è stata sottolineata la
necessità della collabo-
razione tra parrocchie
appartenenti alla medesima zona pastorale e le
due comunità, quella di
San Cassiano e quella di
Prosto, hanno in comune almeno due elementi: il privilegio di avere
da poco tempo un nuovo
parroco e la devozione a
San Cassiano, (maestro
di scuola, ucciso a stilettate dagli stessi suoi scolari, per comando del
magistrato, per essersi
rifiutato di sacrificare
agli idoli); non molti sanno che a Prosto, annesso alla chiesa parrocchiale, c’è il settecentesco oratorio di San Cassiano.
La processione di domenica sera ha coronato un
percorso di preparazione
iniziatosi giovedì 11 con
la messa per gli ammalati; proseguito con
l’adorazione eucaristica
e la meditazione di venerdì sera: percorso tutto incentrato sulla
centralità dell’Eucaristia.
CHIAVENNA TANTE PRESENZE LO SCORSO FINE SETTIMANA
Città in festa con il Carnevale...
ndici carri con
decine di personaggi al seguito e due gruppi
di sole maschere hanno colorato il centro di Chiavenna. È senza dubbio positivo il bilancio della festa di .Carnevale che nel pomeriggio di domenica scorsa
ha ravvivato là città del
Mera. Nel rispetto di una tradizione sempre più
consolidata, i partecipanti, si sono dati appuntamento nel piazzale di
U
BENE LA «BAGUTA» DI SAMOLACO
Buona la prima per la Bagùta di Samolaco. Successo ieri per la prima
edizione del tradizionale carnevale della località del fondovalle
chiavennasco. Dopo un lungo lavoro di ricerca, connesso al progetto di
valorizzazione del territorio “La montagna incantata” portato avanti dal
comune con la collaborazione dell’antropologa Michela Zucca, è arrivato
ieri il momento di portare per le strade del paese la ricostruzione di quella che era storicamente la rappresentazione carnevalesca “de Samolich”.
Una strada tentata, non senza successo, negli anni scorsi anche da Menarola. La Bagùta, d’altronde, è patrimonio di molte comunità della zona.
Fin dal mattino un gruppo nutrito di samolichesi in maschera ha attraversato le strade del paese svegliando chi ancora dormiva e “disturbando”
simpaticamente i passanti. Tanta la gente riunitasi a metà pomeriggio
nel parcheggio antistante il comune, nella frazione di Era. Una festa con
rappresentazione di operazioni di chirurgia “fai da te” sui malcapitati tanto divertenti quanto improbabili. Niente maschere di Zorro o fatine azzurre. Ma diavoli, streghe, uomini selvatici. Una rappresentazione dei
personaggi di fantasia di quando ancora questa era lasciata libera di correre senza le imposizioni dei media. Personaggi del mondo misterioso
delle comunità rurali. Rivisitazioni di demoni inquietanti, megere da turbare i sonni non solo dei più piccoli, pelosissimi uomini dei boschi, folletti,
vecchine sdentate e dottori folli. Se proprio si vuole trovare un difetto
alla manifestazione, la bagùta è apparsa, per sua natura, più un carnevale dedicato agli adulti. Difficile che i bambini si appassionino così tanto a
qualcosa che non appartiene al proprio immaginario. Alla giornata hanno
partecipato anche le autorità, tra le quali il sindaco Elena Ciapusci e l’assessore ai lavori pubblici dell’amministrazione provinciale Silvana Snider,
che si sono volentieri lasciati sporcare il volto di nero e rosso dalle maschere che si aggiravano tra il pubblico “in borghese”. Breve esibizione,
infine, anche per il corpo bandistico di San Pietro di Samolaco, che con le
sue note ha allietato alcuni dei momenti della festa finale. Festa che si è
conclusa con il rinfresco allestito nella stessa piazza del municipio. Simpaticissima, infine, la multa in dialetto che gli automobilisti si sono trovati sul parabrezza dell’auto posteggiata nella zona. Una perfetta, per quanto scherzosa, trasposizione in dialetto di un tipico verbale dei vigili urbani
con tanto di invito ad evitare il ricorso che “tant te rispund negùn”.
DANIELE PRATI
San Fedele. I presenti
hanno subito capito di
trovarsi di fronte a un’iniziativa dai grandi numeri, ma soprattutto a
una manifestazione caratterizzata dalla voglia
di unire i due oratori con
un’allegra sfilata. Moltissime persone hanno
scelto di indossare il costume di uno dei gruppi
organizzati, ma non sono mancati i chiavennaschi che hanno puntato su maschere tradizionali oppure su vecchi vestiti recuperati nella soffitta di casa. E visto che
il Carnevale è anche
un’ottima occasione per
unire la voglia di divertimento e una riflessione sugli argoménti d’attualità, vale la pena di ricordare che il gruppo salito sul gradino più alto
del podio ha lavorato per
la realizzazione di un
“eco-calendario”, dedicando una certa attenzione al futuro del pianeta. Ha preceduto nella classifica stilata dalla
giuria di piazza Bertacchi “Wonderland” e “Biancaneve e i sette nani”.
Non poteva mancare un
premio speciale per il
carro che ha portato :in
piazza “Il falso allarme”
dell’influenza suina. Dopo le premiazioni, i partecipanti si sono trasferiti all’oratorio di San
Luigi per il rinfresco finale. «Anche quest’anno
abbiamo dato vita a una
bella festa insieme agli
oratori, al Comune e alla
pro loco, ma soprattutto
insieme a un pubblico
numeroso - ha sottolineato il vicario di San Luigi don Stefano Arcara -.
Dobbiamo ringraziare
tutti i partecipanti, con
un’attenzione particolare nei confronti di chi si
è messo al lavoro per la
preparazione dei carri».
Bilancio positivo anche
secondo la Pro Chiavenna. «L’ottima riuscita di
questa terza edizione del
Carnevale promosso con
gli oratori ci dimostra
che questa iniziativa sta
conquistando, un’attenzione sempre maggiore
in città - commenta la
presidente Sandra Scararmellini -. Abbiamo
cercato di puntare su una manifestazione relativamente semplice sul
piano dell’organizzazione e: delle risorse, senza rinunciare alla qualità. I pareri positivi dei
partecipanti dimostrano
che è stata una scelta
vincente».
S.BAR.
CRONACA
BassaMediaValtellina
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010
P A G I N A
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IL 13 E 14 FEBBRAIO UNA BELLA ESPERIENZA DIOCESANA
Trentadue ministranti
a Valle di Colorina
na bella esperienza quella vissuta sabato
13 e domenica 14 febbraio a Valle di
Colorina presso la Casa dell’Opera don
Folci da trentadue ministranti di varie parrocchie di tutta la Diocesi. Sotto la guida di
don Simone Piani, per la parte liturgica, e don Francesco Franzini per l’animazione vocazionale a cura
del Seminario Diocesano, è stata l’occasione per un
intenso momento di riflessione, preghiera e crescita nel servizio di questi ragazzi che si apprestano a
diventare gradualmente i responsabili dei Gruppi
Ministranti delle loro Parrocchie. Un augurio a loro
perché l’entusiasmo dimostrato dia ricchi frutti nelle
loro comunità e un vivo ringraziamento alle parrocchie di Caslino al Piano, Portichetto, Maccio, San
Fermo della Battaglia, Capiago, Cittiglio, Consiglio
di Rumo, Caspoggio, Tirano, Talamona e Mossini,
che hanno aderito all’iniziativa.
U
SABATO 20 FEBBRAIO UNA RACCOLTA DA INVIARE AI MISSIONARI
RISPARMIO ENERGETICO
PER LA COMPETITIVITÀ
E LO SVILUPPO
Gli scout di Morbegno per Haiti
l gruppo Scout di
Morbegno in collaborazione con il
Gruppo Alpini di
Morbegno e l’Azione Cattolica di Morbegno, in occasione del
Thinking Day - Giornata di fraternità mondiale - organizza una raccolta di generi di prima necessità sul territorio di Morbegno
da inviare ai terremotati di Haiti. La raccolta verrà effettuata sabato 20 febbraio dalle
ore 14.00 alle ore 19.00
in punti di raccolta dislocati in Morbegno: presso i supermercati; presso le farmacie in Morbegno e Campovico;
all’inizio di via Garibaldi; in piazza Tre
Fontane; presso la chiesa di San Giuseppe;
nella frazione di Paniga, in zona scuola
dell’infanzia.
Si raccolgono: pasta e
riso; latte in polvere
per bambini; disinfettanti, bende, garze,
I
La Società di Sviluppo Locale, in collaborazione con l’associazione non profit internazionale The Natural Step, il sodalizio VentiVenti e con il sostegno di Fondazione Cariplo
nell’ambito del progetto Valtellina 2015, presenta una serie di giornate di formazione con
esperti del settore sul tema del risparmio
energetico. Questo argomento è un denominatore comune che unisce obiettivi di sviluppo
economico e competitività delle imprese con il
rispetto dell’ambiente e la salute delle persone. Impegnativo lo slogan scelto per accompagnare l’iniziativa: Come risparmiare energia per diventare più competitivi e sostenibili.
Il calendario prevede i seguenti incontri: il 25
febbraio, a Bormio, presso la sede della Comunità Montana, in via Roma 1; il 2 marzo a
Sondrio, presso la sede di Politec, in via Stelvio
123 (Montagna in Valtellina); il 3 marzo a
Morbegno, presso la sede della Comunità
Montana, in via Stelvio 23/A; il 9 marzo, a
Chiavenna, presso l’ex Convento dei Cappuccini; il 10 marzo, a Tirano, presso la sede
della Comunità Montana, in via Quadrio 11.
Gli incontri si svolgeranno dalle ore 9.00
alle 13.00 con possibilità di approfondimenti nei pomeriggi presso alcune aziende che hanno dato la loro disponibilità.
«Con questi eventi sul territorio – dicono i promotori –si ha l’obiettivo di diffondere conoscenze sulle attività possibili che fanno risparmiare energia e denaro, oltre a contribuire a creare una rete di innovazione per la sostenibilità
tra le imprese della provincia di Sondrio. I contenuti e le finalità del progetto sono molteplici
– aggiungono –. Si vogliono affrontare temi
come il risparmio e l’efficienza energetica per
la competitività e come fondamento di un processo di innovazione. Il collegamento tra energia e sostenibilità, e tra sostenibilità e
competitività. Il risparmio energetico applicato nelle imprese dei vari settori… Questa iniziativa – concludono – vuole rivolgersi a tutti,
dai titolari delle aziende, a prescindere dalle
dimensioni, ai tecnici (ingegneri, architetti,
geometri, periti ed altri operatori sul territorio che intendano svolgere servizi finalizzati
al miglioramento dell’efficienza energetica),
tecnici comunali, imprese pubbliche, cooperative e consorzi che erogano pubblici servizi».
Info e iscrizioni presso la Società di Sviluppo
Locale, via Piazzi, 23, Sondrio, telefono 0342358708; [email protected].
generi primo soccorso; antidolorifici, antibiotici; sapone di
marsiglia (solido).
Il materiale potrà essere portato nei centri di
raccolta sopra indicati.
Alcuni ragazzi scout (in
uniforme) passeranno
anche casa per casa. Per
maggiori informazioni,
contattare telefonicamente: Daniele, allo
0342-611322; Annalisa,
allo 0342-636301; Claudio, al 339-1117256.
Tutto il materiale raccolto verrà inviato al Sermig (www.sermig. org)
di Torino che sta allestendo un container da
inviare a Port-au-Prince
Haiti in collaborazione
con i padri camilliani che
operano nella città. Grazie ai contatti diretti tra
il Sermig e i padri camilliani della provincia di
Torino, presenti nella
periferia di Port-auPrince Haiti dal 1995, la
merce raccolta avrà
una destinazione sicura.
BASSA VALLE IMPEGNO ALER E RICONOSCIMENTI PER LA VAL DI MELLO
Notizie in breve dal territorio...
INVESTIMENTO
ALER
A MORBEGNO
Aler Sondrio ha deliberato
a maggioranza nel consiglio di amministrazione
l’investimento di circa un
milione e mezzo di euro per
la realizzazione di una
nuova palazzina con appartamenti destinati all’affitto a canone sociale a
Morbegno, in via Merizzi,
su un’area di oltre 3700
metri quadrati. «La Regione Lombardia - ha spiegato il presidente Aler Gildo
De Gianni - ha dato l’autorizzazione a spendere i fon-
di risparmiati negli ultimi
anni sugli interventi effettuati nel territorio. Avevamo tempi di decisione abbastanza stretti perché la
delibera doveva essere fatta entro metà febbraio,
quindi abbiamo individuato un’area urbanizzata ideale a Morbegno, in un Comune che ha già approvato
il Piano di governo del territorio, e considerata anche
l’alta domanda di alloggi
nella Città del Bitto, abbiamo deciso di procedere.
Il nostro obiettivo è ovviamente quello di incrementare la dotazione di alloggi
di edilizia residenziale
pubblica». Il presidente ha
sottolineato anche che a
breve partiranno i lavori
per la realizzazione della
nuova palazzina a Sondrio,
nell’area dell’ex istituto
Fossati in via Torelli. «Realizzeremo un nuovo edificio nel Comune capoluogo
di provincia, in attesa che
venga varato il Pgt e che si
possano valutare insieme
all’amministrazione comunale altre soluzioni ideali».
PREMIO PER
UOMINI E SASSI
Il Consorzio Turistico
Porte di Valtellina comunica che il film “Uomini e
sassi” di Luigi Cammarota, prodotto da RAI tre
“Geo & Geo” in collaborazione con lo stesso Consorzio, nel 2004 e andato in
onda più volte con ottimi
risultati di ascolto, dalla
sua realizzazione, ha partecipato a numerosi festival internazionali, tra cui
la quarta edizione dell’Orobie Film Festival 2010
dove è stato premiato nella sezione “Montagne di
Lombardia”, sabato 13
febbraio a Bergamo. Una
soddisfazione per tutti.
P A G I N A
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CRONACA
SondrioCultura
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010
PUBBLICAZIONI PRESENTATO A SONDRIO UN NUOVO LIBRO DEDICATO AL FAMOSO FORMAGGIO
Quando il Bitto diventa cultura
G
ià diversi anni
fa, quando erano incominciate le prime
iniziative che
poi sarebbero approdate
all’istituzione del marchio e al riconoscimento della DOP del formaggio Bitto, mi era stato
chiesto da più parti: «A
che periodo storico risale la produzione di questo formaggio? Quando
ha incominciato ad essere così rinomato? Chi gli
ha dato il nome? Quando compare per la prima
volta in un documento la
dicitura formaggio Bitto»? L’occasione per rispondere a queste molteplici domande è venuta grazie ad un’iniziativa promossa in collaborazione con Michele
Corti (docente di Sistemi zootecnici e pastorali montani presso l’Università di Milano) e con
Gianpiero Mazzoni
(curatore della parte fotografica), che si è concretizzata in un volume
dal titolo Il formaggio
val del Bitt (la storia, gli
uomini, gli alpeggi), pubblicato nel mese di settembre scorso. L’opera,
che era già stata fatta conoscere al pubblico in
occasione della Sagra del
Bitto, a Gerola, è stata
presentata anche a Sondrio, presso la Biblioteca Civica Pio Rajna, venerdì 12 febbraio, unitamente ad un suggestivo
documentario girato dal
regista Carlo Cattadori, sempre sul tema del
Bitto.
Ebbene, quali sono stati gli elementi più rilevanti emersi dall’indagine storica? Ha suscitato
interesse, anzitutto, scoprire che, al di là del mito
di un Homo Salvàdego,
che avrebbe insegnato
agli uomini l’arte di cagliare il latte e di produrre il formaggio, esiste un vero e proprio
Santo patrono di tutti gli
alpeggiatori, i casari e
coloro che svolgono l’attività pastorale in genere. È San Lucio di Val
Cavargna, un Santo riconosciuto dalla Chiesa,
di solito raffigurato con
una forma di formaggio,
nell’atto di tagliarla per
distribuirla ai poveri; la
sua devozione è abbastanza diffusa a Nord e
a Sud del Lario, ma (stranamente) non in Valtellina e in Valchiavenna.
I documenti medioevali, costituiti da atti notarili piuttosto asettici nel
loro formulario, sono alquanto avari di notizie,
ma ci dicono comunque
che il formaggio ottenu-
to sugli alpeggi della bassa Valtellina con il latte
intero, appena munto,
con aggiunta di latte di
capra, era molto apprezzato e veniva usato spesso come moneta sonante per pagare gli affitti o
altri debiti. In una compravendita avvenuta a
Sondrio il 26 febbraio
1596 vengono scambiate
anche 30 forme di formaggio della valle del
Bitto (casei vallis Bitti).
È il più antico documento finora conosciuto in
cui compare una simile
dicitura, indice evidente
di come il formaggio prodotto in quella particolare area geografica avesse caratteristiche tutte
sue, che lo distinguevano nettamente dagli altri. E questo spiega anche l’origine della denominazione, che è semplice, in quanto è nata dal
A SONDRIO LA MOSTRA IL VANGELO SECONDO GIOTTO
Dal 2 al 21 marzo prossimo sarà allestita presso la sala Ligari del palazzo della
Provincia in corso XXV Aprile la mostra itinerante Il Vangelo secondo Giotto.
Realizzata per iniziativa di Itacalibri di Castel Bolognese, la mostra è opera di
Roberto Filippetti, docente di storia dell’arte e di letteratura nei licei, ed è una
fedele riproduzione fotografica in scala 1:4 degli affreschi delle pareti della Cappella degli Scrovegni a Padova dopo i restauri del 2002. L’organizzazione dell’evento, come già per la precedente mostra su San Paolo, è frutto della collaborazione
tra la scuola Pio XII, la parrocchia di Sondrio, il Centro Culturale “Don Minzoni”, il
Movimento di Comunione e Liberazione e le altre realtà ecclesiali del capoluogo.
L’incontro di presentazione si terrà giovedì 25 alle 20.45 presso l’Auditorium
Torelli di Sondrio con la partecipazione dello stesso prof. Filippetti. La mostra
rimarrà aperta tutti i giorni (festivi compresi) dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30
alle 19. Per ulteriori informazioni e per prenotare visite guidate, telefonare allo
0342.200043 anche in orari differenti, e-mail: [email protected].
LA SETTIMANA DI UNITRE A SONDRIO E A TIRANO
Per la quarta settimana di Unitre a Sondrio sono programmati i seguenti appuntamenti: lunedì 22, Laura Rossi, docente di Letteratura russa all’Università
degli Studi di Milano, proporrà una lettura critica del capolavoro di Michail Bulgakov
Il Maestro e Margherita; mercoledì 24, la farmacista Monica Biglioli, servendosi
di proiezioni in power-point, illustrerà le tappe dell’arte farmaceutica Dallo stregone allo speziale, al farmacista; lo stesso mercoledì si terrà l’incontro preliminare
per il secondo ciclo di uscite Alle Terme di Bormio con Unitre, con iscrizione entro il
26 febbraio; venerdì 26, Silvio Carini, presidente di Boing Spa del Gruppo
Mediaset, presenterà Il digitale terrestre: una rivoluzione?, con proiezioni in powerpoint; lunedì 1 marzo, Claudio Marcassoli, psichiatra e criminologo forense, con
immagini in power-point parlerà de La criminalità tollerata. Tutti gli incontri si
tengono presso la sede di Unitre in via Battisti 29 a partire dalle ore 15.30. Chi
desidera partecipare all’uscita Arte e mostre in Lombardia di domenica 21
marzo deve cominciare a informarsi presso la segreteria: mete di questa visita
guidata sono la Basilica di S. Vincenzo e il Battistero di S. Giovanni in Galliano
(Cantù), uno dei complessi monumentali romanici più belli e meglio conservati
d’Italia, e la mostra Goya e il mondo moderno a Palazzo Reale di Milano.
Nello stesso periodo, Unitre di Tirano organizza i seguenti incontri: martedì 23,
Luciano Luciani, generale della Guardia di Finanza, parlerà de Le leggi marziali
e la persecuzione degli Ebrei in Italia; giovedì 25, Marcello Iafisco curerà il cinecaffè sul tema Film e registi degli anni ‘50; martedì 2 marzo, l’artista Michele
Falciani presenterà l’ultimazione dei lavori per il monumento dell’apparizione.
Tutti gli incontri si tengono dalle ore 15.00 presso la Sala Creval di Tirano.
luogo di origine, così come i nomi Taleggio, Gorgonzola, Asiago e così
via.
A partire dal Cinquecento, negli alpeggi delle valli del Bitto, della
bassa Valtellina e dei
versanti opposti della val
Brembana e della Valsassina si innesca un particolare circolo virtuoso,
che si svolge in questo
modo. Il notevole apprezzamento del formaggio grasso d’alpe determina una forte richiesta degli alpeggi da
parte di veri e propri
imprenditori, che li acquistano o li prendono in
affitto, provvedono al
personale, si fanno dare
le mucche e le capre dai
piccoli allevatori e pagano loro il latte. Al termine della stagione possono fruire di intere partite di formaggio, che vendono a prezzi vantaggiosi. Una simile operazione economica, naturalmente, ha successo se il
formaggio è di buona
qualità. Quindi i caricatori pongono una cura
speciale nella scelta dei
casari, che si tramandano di padre in figlio una
tecnica molto curata e
precisa per ottenere un
formaggio che, tra le sue
caratteristiche, ha anche quella di poter affrontare una stagionatura di oltre 10 anni. L’alpeggio diventa quindi un
investimento sicuro e
redditizio, per questo
viene curato con continue migliorie, con una
fruizione del pascolo ordinata e razionale, in
modo che i diversi stazionamenti della mandria
contribuiscano alla sua
capillare concimazione.
La storia degli alpeggi e
POSCHIAVO
LE RUGHE
DELLA
MEMORIA:
PRESENTAZIONE
IL 13 MARZO
a seconda pubblicazione delle Edizioni Il Bernina, il
volume Le Rughe della Memoria, sarà presentata al
pubblico sabato 13 marzo alle 16.15 nella Casa
Torre di Poschiavo. In
questo “libro sul confine
dei ricordi” sono raccolti venti ritratti di anziani ultrasettantenni della Valposchiavo, realizzati attraverso le interviste svolte da quattro
giovani valposchiavini
sotto i venticinque anni,
assistiti da un gruppo di
adulti con specifica professionalità. Tutti gli intervistati hanno vissuto
la loro vita o senza allontanarsi dalla Valposchiavo, o portandola nel
cuore dovunque il destino li ha condotti. Gli
scatti di Milena KellerGisep accompagnano la
parte scritta in versione
L
del formaggio Bitto si intreccia poi fittamente
anche con quella religiosa delle nostre comunità. Non a caso proprio
gli archivi parrocchiali,
in particolare quello di
Gerola, hanno costituito
preziose fonti di documentazione per l’indagine storica. Le istituzioni religiose, infatti, hanno investito spesso le
loro finanze negli alpeggi. La parrocchia di Gerola, ad esempio, fino all’incameramento dei beni avvenuto dopo l’unità
d’Italia, ha posseduto le
alpi Dosso Cavallo, Bomino e Tronella, con le
cui rendite ha potuto
costruire l’attuale chiesa ed arricchirla di preziosi arredi. Senza contare poi che, alcune volte, parroci e cappellani
non hanno disdegnato di
svolgere, accanto alle
mansioni religiose, anche l’attività di caricatori
di alpi (veramente altri
tempi!).
Le vicende degli ultimi anni, con la creazione del Consorzio Bitto e
Casera, con l’estensione
del marchio a tutti gli
alpeggi della Provincia di
Sondrio, con la possibilità di introdurre i mangimi nell’alimentazione
del bestiame e i fermenti per la produzione del
formaggio, hanno aperto con i produttori storici delle valli del Bitto un
contenzioso che è ancora in atto. Il nuovo libro,
ben lungi dall’alimentare le controversie, ha
voluto dimostrare con
chiarezza che la rinomanza conquistata dal
formaggio Bitto è dovuta alle sue doti di eccellenza ed è lunga molti
secoli. Per la Valtellina
è come avere in casa un
campione del mondo. La
preoccupazione fondamentale di tutti, quindi,
deve essere la conservazione di questo prodotto
nella sua integrità, perché non bastano il nome
e la fama ottenuti in passato, se poi viene meno
la qualità.
a cura di
CIRLLO RUFFONI
CONCORSO DI LETTURA CHIAVENNA
Si è concluso “Superelle 2009-2010”, il Concorso
di lettura riservato agli alunni della Scuola Primaria promosso dalla Biblioteca della
Valchiavenna in collaborazione con il Sistema
Bibliotecario Nord-Est Milano. Il Concorso ha
visto un centinaio di ragazzi impegnati per circa tre mesi a leggere, valutare, illustrare i libri
del fascicolo “Un libro è… dalla biblioteca per
te”, e tanti altri scelti liberamente dagli scaffali
della Sezione Ragazzi. Circa 1.500 le schede di
lettura pervenute, da cui sono state estrapolate
le fascette apposte sulle copertine dei libri come
passa-parola; circa 80 i disegni in mostra, valutati da una giuria “bonaria” di utenti della Biblioteca; una sessantina i lettori “forti”, che
hanno raggiunto e superato il traguardo dei 10
libri, conquistando addirittura un 5° ed un 8°
posto nella classifica generale. Significativa la
presenza di ragazzi provenienti dai Comuni limitrofi, che hanno potuto partecipare anche
grazie al servizio di prestito interbibliotecario
provinciale. Il Concorso é sempre, dal punto di
vista dei genitori, un’occasione molto apprezzata per far decollare i loro ragazzi nella lettura;
per i bibliotecari, un osservatorio privilegiato
per valutare la sezione ragazzi, una volta tanto, dal punto di vista dei giovani lettori. Per
questo, quest’anno, li abbiamo voluti ringraziare tutti, durante la festa finale presso l’ex Convento dei Cappuccini a Chiavenna, il 5 febbraio
scorso, con gli Stranianimali messi in scena
dalla Cooperativa Tangram di Vimercate.
Un’azienda dolciaria locale ha fornito il suo contributo alla premiazione e alla merenda. Diplomi di Super-lettore e piccoli premi personalizzati
a tutti i migliori lettori, pittori e critici in erba.
Per l’anno prossimo si sta valutando un’edizione di Superelle provinciale.
bilingue (italiano e tedesco) e contribuiscono a
rendere più pregnante e
completo il profilo dei
personaggi. A questo scopo, alcuni ritratti sono
già stati pubblicati in
versione multimediale
con testi, foto e filmati
sul giornale online
www.ilbernina.ch/
cultura. Il progetto è
stato promosso dall’Associazione Il Bernina
con l’obiettivo di creare
occasioni di incontro fra
generazioni e di far
riscoprire ai giovani il
patrimonio comune della Valle attraverso la
vita di persone che ne
sono la memoria storica
recente. La presente
pubblicazione è per certi versi la naturale continuazione del volume
precedente, Val Poschiavo: il passato in immagini (2006), dove invece
“lo sguardo su 140 anni
si storia locale” avveniva tramite le immagini
d’epoca che riproducevano momenti di vita, oggetti e realizzazioni a
rinnovare i ricordi dei
meno giovani e ad aiutare i più giovani a prendere coscienza delle proprie radici.
CRONACA
Sondrio&provincia
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010
P A G I N A
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PROVINCIA MOLTE MANIFESTAZIONI FRA VALTELLINA E VALCHIAVENNA
Un Carnevale con
tanti contenuti...
N
onostante le
temperature
non proprio miti, la scorsa domenica le vie
di città e paesi della provincia di Sondrio si sono
colorate e riempite di allegria per le manifestazioni legate al carnevale. A Bormio, nella cornice della centrale piazza del Kuerc si è rinnovata la tradizionale consegna delle chiavi della
città al podestà dei matti. Impersonato da Giuseppe Pozzi, è sceso dalla Torre delle ore in sella ad un asino ed è giunto in piazza dove era atteso dalla compagnia
degli arlecchini e dal sindaco, Elisabetta Ferro
Tradati che, anche quest’anno non ha voluto
mancare alla consuetudine che la vede “rimpiazzata” per un giorno
nel suo ruolo. La Ferro
Tradati ha consegnato le
chiavi del comune al podestà dei matti e, secondo la tradizione, si è
messa in piazza ad ascoltare le venti lamentele
selezionate tra le numerose missive, pervenute
nella buca dei matti posta proprio in piazza del
Kuerc, volte a sottolineare le manchevolezze
dell’amministrazione comunale. La festa è proseguita nel pomeriggio
con la sfilata delle maschere e la scalata al palo della cuccagna.
Proprio il palo della
cuccagna, a Pedenosso,
vicina frazione del comune di Valdidentro, è stato la causa di una tragedia sfiorata che ha tristemente chiuso la giornata di festeggiamenti.
Mentre i volontari stavano risistemando la piazza principale della frazione, Maurizio Martinelli,
uno dei ragazzi della
“Gioventù di Pedenosso”
è stato colpito da uno dei
due pali della cuccagna,
quello più piccolo, utilizzato per i bambini, ma
comunque alto oltre sei
metri. Il giovane è rimasto a terra, gravemente
ferito dal palo, che pare
sia sfuggito di mano agli
uomini che lo stavano
portando via. Elitrasportato d’urgenza all’ospedale Morelli di Sondalo,
Martinelli ha riportato
lesioni piuttosto serie al
volto, alla testa e a una
spalla, per le quali i medici si sono riservati la
prognosi. Le condizioni
del giovane, tenuto costantemente sotto osservazione dai medici,
sono migliorate già nella giornata di martedì.
Senza incidenti e con
la maggior partecipazione, domenica pomeriggio si sono svolte anche
due distinte manifestazioni a Sondrio e a Morbegno. Nel capoluogo,
dopo diversi anni, è tornato di scena il Carnevale dei Ragazzi, orga-
MULTE IN AUMENTO A SONDRIO
Mille multe in più rispetto al 2008: a far la parte del
leone sono le violazioni legate alla sosta, ma l’attenzione è particolarmente alta anche su eccesso di velocità o sorpassi azzardati. Presentata l’annuale relazione sull’attività della polizia municipale dal comandante dei vigili urbani Mauro Bradanini e dal
sindaco Alcide Molteni dalla quale si evince una situazione nel complesso «omogenea rispetto all’anno
precedente», con le differenze principali concentrate
nel settore delle attività di polizia stradale. In questo settore, nel 2009 si è registrato un aumento del
20,47% delle sanzioni comminate:c’è stato un forte
incremento delle violazioni sull’uso del disco orario.
PREMIO ALL’INNOVAZIONE
La Dispotech Srl di Chiavenna, guidata da Massimo
Mortarotti, è stata premiata al concorso nazionale
di Confindustria “Awards for Excellence Andrea
Pininfarina”. Dispotech, azienda ad alta tecnologia
produttrice di articoli monouso per il mercato medicale e dentale e per le discipline sportive, ha partecipato con successo alla seconda edizione del premio
dedicato alle eccellenze dell’industria italiana. A
premiare la Dispotech Emma Marcegaglia in persona. Di recente il campione Valentino Rossi ha sperimentato con successo un cuscinetto refrigerante prodotto dalla Dispotech.
nizzato dagli oratori della città col patrocinio dell’amministrazione comunale e del Consorzio
turistico di Sondrio e
Valmalenco. La sfilata,
che si è snodata per le
vie dal centro, partendo
dall’oratorio San Rocco
per raggiungere piazza
Garibaldi, era composta
da una dozzina di carri,
allestiti dagli oratori della città, ma anche da
oratori e gruppi dei paesi vicini. Fantasiosi e
numerosi i temi rappresentati: San Rocco ha
portato per le vie di Sondrio un grande castello
di Camelot, l’oratorio di
Albosaggia ha animato la
sfilata con l’Ape Maia e
gustoso miele, l’Angelo
Custode ha proposto un
carro con la famiglia
americana più famosa
dei cartoni animati, i
Simpson. La Pro loco di
Castello dell’Acqua e
l’oratorio Sacro Cuore,
hanno invece tratto ispirazione dal mondo Disney, rispettivamente
con Biancaneve e i sette
nani e con un castello
che ricordava le favole e
i cartoni animati. I bambini e i volontari del Centro Giovanile Don Maccani hanno proposto un
piccolo carro dedicato
all’ecologia e al rispetto
dell’ambiente, mentre
Ponchiera ha presentato la nave dei crociati.
Alla sfilata hanno poi
preso parte anche gli
oratori di Montagna,
Triangia e Caiolo, oltre
a gruppi come l’Ava e gli
Amici della Croce rossa
di Teglio.
«Sono molto contento
– ha affermato al termine della manifestazione
l’arciprete di Sondrio,
monsignor Valerio Modenesi – perché si è manifestata la voglia di collaborare con le famiglie
e dunque devo ringrazia-
re per questa festa sia le
famiglie che l’intera città». In conclusione sono
stati premiati il gruppo
dell’oratorio Don Maccani, i Barbapapà, la giovane dell’Angelo Custode travestita da Lisa
Simpson, Mago Merlino
impersonato da don Fabio Fornera, la dama e
il cavaliere del carro delle Crociate realizzato
dal gruppo di Ponchiera
e due bambini travestiti
da “baci di dama”.
Nella città del Bitto si
è rinnovato anche quest’anno il tradizionale
appuntamento col Carnevalissimo, organizzato dal Comune e dal consorzio turistico Porte di
Valtellina. 6 mila biglietti
venduti e 12 mila presenze: sono grandi i numeri di quella che, negli
ultimi anni, è diventata
la manifestazione di carnevale più partecipata
della provincia. Eppure
c’è stato un calo sia delle presenze di pubblico,
che di carri alla sfilata.
«Mi spiace che domenica non ci sia stata coordinazione con le iniziative analoghe che si sono
svolte in provincia – ha
affermato l’assessore
morbegnese
Mauro
Monti all’indomani della sfilata –. Mi riferisco
soprattutto a Sondrio.
Avevo lanciato un appello a tutti per darci una
mano a salvare il Carnevalissimo e non solo non
è stato ascoltato, ma sono state organizzate manifestazioni nella medesima giornata. Forse
non era il caso di dar vita
a doppioni: credo sia meglio prevedere un’iniziativa di un certo spessore in un solo centro che
possa essere poi esportata altrove in giorni diversi, piuttosto che mille sfilate modeste in luoghi differenti».
Nonostante questo, i
numerosi presenti al
Carnevalissimo hanno
potuto assistere alla ricca sfilata di carri allegorici, gruppi mascherati e
bande musicali. Nel
“triangolo” delle vie del
centro storico di Morbegno si sono mossi cinque
carri: E.T. di Morbegno,
Giochiamo il jolly per la
pace del Centro Giovanile Don Maccani di Sondrio, San Valentino dell’oratorio di Cino e Mantello, L’Allegra Ciurma
dell’oratorio di Ardenno
e OratorispazialGanda
della contrada Ganda e
dell’oratorio di Morbegno. I gruppi mascherati sono stati nove: Re
Carnevale del Gruppo
della Gioia di Talamona,
Allegria a colori del Centro Animazione Parrocchiale di Villapinta, Le
Tala... mucche della Pro
Loco di Talamona, Ghostbuster e il fantasma
H1N1 dell’oratorio San
Martino di Cosio Valtellino, Frutta e verdura
della Scuola dell’infanzia
Arcobaleno, Stinchi di
Santi dell’Oratorio di Talamona, Giovani di spirito del Centro Sociale
Pensionati di Morbegno,
Fate dolci e pepate e Ali
Babà e i 40 furboni del
gruppo catechistico di
Caspano, Cevo, Dazio e
Roncaglia. Le cinque
bande musicali presenti
provenivano da Morbegno, Cosio, Ardenno, Fusine e Buglio in Monte.
Terminata la sfilata, i
partecipanti al corteo
hanno atteso il momento delle premiazioni in
piazza Sant’Antonio,
dove il sindaco, Alba Rapella, gli assessori Bertolini e Monti, assieme
a Walter Palombi, che
dirige da anni Carnevalissimo, hanno annunciato di aver valutato otto
gruppi a pari merito, assegnando la vittoria al
gruppo dell’oratorio di
Cosio Valtellino. Anche
nella categoria dei carri, quattro sono stati valutati a pari merito e la
vittoria è stata assegnata al “Jolly per la pace”
dell’oratorio Don Maccani di Sondrio.
«Grazie di cuore a tutti» è stato il primo commento, velato di commozione, rivolto dai volon-
tari dell’oratorio sondriese agli organizzatori e ai giudici della manifestazione che, all’unanimità, hanno decretato la vittoria del carro, in quanto il gruppo
ha saputo unire una numerosa partecipazione alle coreografie organizzate e al tema significativo.
“Giochiamo il jolly per
la pace nel mondo” è stata, infatti, la linea guida
che, nelle scorse settimane, ha mosso i volontari che si sono impegnati per la realizzazione del
carro, con la figura di un
grande jolly, e dei costumi preparati per molti
bambini, ragazzi e famiglie. Grandi carte da gioco sul petto e mantelli
ricavati dalle bandiere di
diversi Paesi hanno composto i travestimenti del
gruppo che è rientrato a
Sondrio con soddisfazione dalla trasferta morbegnese. Il risultato positivo ha così ripagato i
grandi sforzi dei volontari che, sempre meno numerosi, quest’anno hanno dovuto anche scegliere di dividere il gruppo
per partecipare sia al
carnevale di Sondrio che
a quello di Morbegno.
«Scegliere di partecipare a due proposte – hanno commentato i responsabili dell’oratorio –
per mantenere l’unità
con gli oratori sondriesi
e, allo stesso tempo, non
perdere il legame con la
manifestazione di Morbegno, è stato difficile,
ma siamo felici di entrambe le esperienze».
Undici carri e moltissimi personaggi in maschera hanno animato,
domenica pomeriggio,
anche il centro di Chiavenna. Vedi l’articolo a
pagina 32 di questo numero del Settimanale.
I festeggiamenti per il
carnevale, dopo le grandi manifestazioni di
piazza, sono poi proseguiti in molti oratori e
centri parrocchiali, come a Sondrio, dove lunedì sera tutti gli animatori dei quattro centri
pastorali si sono dati appuntamento a San Rocco per una festa in maschera.
ALBERTO GIANOLI
36
CRONACA
SondrioEconomia
PRESIDENTE ELETTA LA BERSANI
Comitato
imprenditoria
femminile
I
l Comitato per la promozione dell’imprenditorialità femminile si è riunito la scorsa settimana
presso la Camera di Commercio di Sondrio per
l’insediamento e la nomina del nuovo presidente. Introdotto dal presidente dell’Ente camerale
Emanuele Bertolini che ha presentato i componenti che rimarranno in carica fino al 2011, l’incontro è
proseguito con l’elezione all’unanimità di Gabriella Bersani alla presidenza. Sondriese, imprenditrice nel settore viticolo, dal 2004 è presidente del
Gruppo Donne della Coldiretti provinciale e vicepresidente regionale dal 2009. «Sono molto onorata di
questa nomina, ringrazio le altre componenti del
Comitato per la fiducia – sono le sue prime parole
da neo presidente –. Conosco molto bene il settore
imprenditoriale dopo una lunga esperienza e mi
impegnerò anche in questo incarico, come per gli
altri che ricopro, per ottenere risultati di cui possano beneficiare le donne imprenditrici». Alla vicepresidenza è stata eletta Barbara Pilatti, rappresentante del settore artigiano.
Costituito per la prima volta nel 2000, il Comitato
per la promozione dell’imprenditorialità femminile
è nato a seguito della sottoscrizione del protocollo
d’intesa fra l’allora ministero delle Attività Produttive e Unioncamere, successivamente rinnovato nel
2003, recepito dalla Giunta camerale, che ne ha fissato scopi, composizione e modalità di funzionamento. Il Comitato ha il compito di proporre suggerimenti nell’ambito delle attività camerali per lo sviluppo e la qualificazione delle donne nel mondo
dell’imprenditoria, promuovere indagini conoscitive, iniziative per lo sviluppo dell’imprenditoria, attivare azioni per facilitare l’accesso al credito, favorire le collaborazioni sinergiche con gli Enti Pubblici e privati che operano sul territorio.
Formato da nove rappresentanti delle associazioni accreditate presso la Camera di Commercio, il
Comitato per l’imprenditorialità femminile è stato
nominato dalla Giunta sulla base delle designazioni
pervenute. Ne fanno parte: Renata Ottelli in rappresentanza della Provincia, Gabriella Bersani per
il settore agricolo, Barbara Pilatti per l’artigianato,
Arianna Balgera per il commercio, Alessandra Sosio
per l’industria, Sonia Zamboni per la cooperazione,
Mario Erba per il credito e da Danila Barri per i
lavoratori. La Camera di Commercio ha indicato
quale proprio rappresentante Loretta Credaro, membro del Consiglio.
La realtà imprenditoriale femminile è vivace e distribuita in modo eterogeneo in tutti i
settori, il tasso di partecipazione delle donne
nel mondo del lavoro pone la provincia di
Sondrio al terzo posto in Lombardia con il
60%, ben oltre la media nazionale del 50%. Le
imprese femminili in Valtellina e Valchiavenna sono
circa 4 mila, un quarto circa del totale. Il trend
negativo degli ultimi anni che ha visto le cessazioni
superare le nuove iscrizioni va fatto risalire soprattutto alla diminuzione delle imprese agricole. Alla
contrazione delle imprese individuali si contrappone però un aumento delle società guidate da donne.
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010
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P A G I N A
NOTA DI CONFINDUSTRIA C’È IL RAPPORTO DI FIDUCIA
Accesso al credito: ok
B
uone notizie in
materia di accesso al credito
dai nuovi esiti
della ricerca sul
rapporto banca-impresa
condotta da Confindustria Sondrio. All’indagine, giunta alla sua seconda edizione dopo
quella della scorsa primavera, hanno risposto
60 aziende associate, un
campione significativo
ben distribuito sui settori produttivi e sulle dimensioni d’impresa.
Aziende costrette a fare
i conti con la crisi, come
confermano sia le indicazioni raccolte sui risultati economici del
2009 (oltre la metà delle
imprese dichiara fatturati in calo rispetto al
2008 e solo il 10% regi-
stra una crescita del giro
d’affari), sia le prospettive di business per il
2010: il 47% delle imprese non prevede crescita
ed il 18% si aspetta addirittura un ulteriore
calo. Sul fronte del credito, tuttavia, i dati sono
confortanti: la grande
maggioranza – oltre il
90% delle aziende intervistate – non ha visto
ridurre i fidi nell’ultimo
semestre, e tra quelle
che hanno chiesto nuovi affidamenti ben 9 domande su 10 sono state
accolte, anche solo parzialmente, dalle banche.
«Sono risultati che testimoniano l’esistenza sul
nostro territorio di un
rapporto molto positivo
fra aziende industriali ed
istituti di credito – com-
menta il presidente di
Confindustria Sondrio
Paolo Mainetti –. Confrontandomi con i colleghi delle altre province
lombarde raccolgo segnali molto meno rassicuranti, quasi di scontro
fra aziende e banche. Il
sistema creditizio locale
è una grande risorsa per
la provincia di Sondrio:
per il futuro ci auguriamo una collaborazione
sempre più stretta». Anche sotto il profilo delle
garanzie, l’indagine presenta esiti soddisfacenti:
l’88% delle imprese non
ha ricevuto richieste di
maggiori garanzie da
parte dalle banche, un
dato in miglioramento
rispetto alla scorsa primavera, quando ci si era
fermati al 78%. E se la
moratoria sui mutui non
ha riscontrato adesioni
massicce (solo il 20% delle aziende dichiara di
avervi aderito), la ragione è da ricercarsi nella
solidità patrimoniale che
contraddistingue il piccolo capitalismo familiare del territorio. Unica
nota stonata, quella delle spese bancarie: due
aziende su tre segnalano in aumento rispetto
al recente passato, facendo spesso riferimento agli oneri sostitutivi
delle commissioni di
massimo scoperto. Infine, si rilevano deboli segnali di deterioramento
nella filiera dei pagamenti: le imprese che
dichiarano un incremento degli insoluti superiore al 10% sono cresciute
dal 18% al 23%. «Complessivamente possiamo
ritenerci molto soddisfatti, anche se una ricerca non può essere
rappresentativa di ogni
singolo caso aziendale –
prosegue Mainetti –. Siamo comunque fiduciosi
che le imprese che hanno avuto attriti con il sistema bancario possano
presto recuperare un
rapporto di costruttiva
collaborazione». I risultati dell’indagine sono
stati presentati da Confindustria Sondrio al tavolo del credito gestito
dalla locale Prefettura e,
attraverso Confindustria
Lombardia, inoltrati all’osservatorio creditizio
regionale coordinato dalla Prefettura di Milano.
PROVINCIA DOPO L’ALLARME LANCIATO DALLA CRANCHI E DALLA CISL
Confronto economia-infrastrutture
inizio settimana il presidente
della Provincia
di Sondrio Massimo Sertori,
insieme all’assessore alla
Grande Viabilità Ugo Parolo e alla Formazione e al
Lavoro Alberto Boletta,
ha incontrato il Comitato
per l’Occupazione del Can-
A
FRONTALIERI: IL SECONDO PILASTRO
SARÀ ESCLUSO DAI CONTROLLI FISCALI
PROVVEDIMENTO DOVEROSO
A TUTELA DEI LAVORATORI IN SVIZZERA
«Abbiamo ottenuto l’assicurazione che pretendevamo: il secondo pilastro
sarà escluso dai controlli fiscali previsti per i capitali detenuti all’estero a
seguito dello scudo fiscale. I 50 mila frontalieri occupati in Svizzera possono stare tranquilli. Un provvedimento doveroso a tutela di persone che
lavorano e che sul secondo pilastro contano per vivere serenamente gli
anni della pensione». Così il parlamentare valtellinese Jonny Crosio
commenta gli ultimi, risolutivi sviluppi della questione che ha visto contrapposti gli interessi dei frontalieri alle norme dello scudo fiscale sui capitali all’estero. La conferma era attesa ed è arrivata ieri con l’audizione del
direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera in Commissione Finanze della Camera che ha annunciato ufficialmente l’emissione, entro pochi
giorni, di un’apposita circolare che escluderà il secondo pilastro, cioè la
previdenza privata, ma obbligatoria per chi lavora nella Confederazione
Elvetica, dai controlli fiscali per coloro i quali hanno depositato capitali
all’estero, secondo quanto previsto dalla scudo fiscale. È stata anche superata la questione del cosiddetto fiscovelox, causa di problemi con i vicini
ticinesi, lasciando intendere che il ministero dell’Economia ha preso atto
della sua inopportunità e sta provvedendo alla sua soppressione. «Quelle
giunte dal direttore dell’Agenzia delle Entrate sono notizie ufficiali su questioni particolarmente delicate che preoccupavano i nostri lavoratori in
Svizzera» conclude Crosio.
tiere Nautico Cranchi. Il
confronto, richiesto dal
gruppo di Piantedo, si è
svolto in un clima sereno e
ha avuto un esito positivo.
Nei giorni scorsi la nota azienda valtellinese aveva
lanciato un grido di allarme: «Via dall’Italia e stop
al pagamento delle retribuzioni. Perché andare
avanti così non è più possibile». L’impresa, che vanta
anche un polo di eccellenza
anche a Rogolo, conta 300
dipendenti (indotto escluso) e, con le difficoltà legate alla questione viabilistica, sta incontrando non
poche difficoltà a rispettare gli ordini di consegna.
«La grave crisi che ha colpito tutti i settori - si leggeva in una nota diffusa nei
giorni scorsi - ci ha stremati. Il 75,8% della nostra
manodopera è in cassa integrazione dallo scorso settembre. Non possiamo permetterci di non consegnare le già scarse commesse
a causa degli impedimenti
legati ai lavori sulla superstrada 36».
La Cranchi, dal 1970 a
oggi, ha costruito circa
22mila imbarcazioni, il
70% circa partite da
Piantedo come trasporti
eccezionali. Penalizzati
dalla situazione che si è
venuta a creare dai primi
di febbraio con la frana in
territorio di Varenna e che
potrebbero proseguire con
i lavori per la messa in sicurezza della galleria del
monte Piazzo.
Durante l’incontro di lunedì Sertori ha illustrato ai
delegati del cantiere nautico tutti i dettagli relativi
alla situazione presente e
futura della Superstrada
36. Posto che il tratto di
strada insiste su territorio
di competenza della Provincia di Lecco, si è convenuto che è fondamentale
che anche la Provincia di
Sondrio sia coinvolta e informata rispetto a tutto ciò
che vi è in programma per
la Superstrada.
«Per questo - ha ribadito il
Presidente - le due Province si sono impegnate a redigere un piano di intervento congiunto da attuare nel caso di particolari
emergenze e questo per
poter non solo garantire
soccorsi tempestivi e mirati, ma anche per ripristinare la viabilità nel minor
tempo possibile». I futuri
cantieri, poi, sono stati al
centro di un incontro prima
fra la Provincia di Sondrio
e Anas e successivamente
fra Provincia di Sondrio,
Provincia di Lecco e Regione Lombardia. Ai referenti
dell’azienda è stato spiegato che nel corso dei lavori
di rifacimento della Galleria la circolazione sarà
sempre garantita. Quando,
infatti, si lavorerà nella
galleria Nord, lungo la Sud
sarà istituito il doppio senso di marcia e viceversa.
Informazioni importanti,
che tranquillizzano gli animi in una situazione economica che, però, per la provincia di Sondrio non si sta
mostrando delle migliori.
La settimana si è aperta
con una riflessione del segretario della Cisl Daniele
Tavasci, il quale, dopo il
rischio chiusura paventato
dalla Grc di Gordona, ha
avvertito che la situazione
lavorativa della provincia
di Sondrio sarà molto preoccupante nel 2010, con
forti difficoltà sul fronte
occupazionale e chiusure
inaspettate di imprese e
aziende.
L’invito, per tutti, è di lavorare insieme per proposte condivise a salvaguardia di famiglie, lavoratori,
realtà produttive.
CRONACA
Sondrio&provincia
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010
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AZIENDA OSPEDALIERA MOLTE LE QUESTIONI IN SOSPESO
Problemi della sanità
in primo piano
I
l tema della sanità
provinciale di nuovo in
primo piano in Valtellina. Nei giorni scorsi
l’Azienda Ospedaliera, dalla sede di Sondrio,
ha diffuso un comunicato
relativo al servizio di Emodinamica. Tale specialità «della Cardiologia dell’Ospedale di Sondrio (o
meglio di tutta l’Azienda
ospedaliera della Valtellina e della Valchiavenna) –
si legge nella nota – attualmente non è in grado di garantire una disponibilità
operativa per 24 ore per
365 giorni all’anno; questo
può far si che alcune procedure d’urgenza per la cura
dell’infarto miocardico
acuto (angioplastica primaria) possano alle volte
essere demandate all’emodinamica dell’Ospedale di
Lecco con il quale esiste
apposita convenzione». Il
testo prosegue mettendo in
evidenza la necessità di
chiarire alcuni punti importanti. «Va innanzitutto
ricordato – specifica il testo – che non tutti gli infarti si giovano dell’angioplastica primaria (si calcola che ne possano trarre
giovamento all’incirca il
50%, nell’altro 50% è inutile). La trombolisi (procedura da anni impiegata
dalla nostra Cardiologia e
tutt’ora in uso per la cura
dell’infarto acuto) non è assolutamente un trattamento superato (anzi in
alcuni casi è più indicata
dell’angioplastica primaria) e comunque ottiene
un’elevata percentuale di
riapertura della coronaria
occlusa (responsabile dell’infarto acuto) con risultati, in termini di beneficio a
distanza, di poco inferiori
a quella dell’angioplastica
primaria. Nel caso in cui
sia indicato un trattamento con angioplastica primaria – proseguono dall’Aovv
–, in assenza dell’emodinamista a Sondrio (evenienza peraltro molto poco
frequente), si provvede a
trasferire d’urgenza il paziente all’Ospedale di Lecco; in genere il tempo necessario per raggiungere da
Sondrio questa struttura
di emodinamica è pressoché identico al tempo necessario per attivare la
sala (chiamata del medico, accensione dell’apparecchiatura, “vestizione”
del personale addetto;
etc.); alle volte, quando poi
è possibile far volare l’elicottero, i tempi diventano
ancor più brevi. Benché i
casi che devono essere trasferiti siano un’esigua minoranza, ci si è già attivati
per aumentare l’organico
medico dell’emodinamica e
renderla disponibile 24 ore
su 24». A inizio settimana,
inoltre, è stato comunicato
che nei prossimi giorni
sarà inaugurato un nuovo
servizio di collegamento
con il servizio di elisoccorso.
La settimana, però, si è
aperta con la presentazione anche di altri problemi.
Il primo è arrivato da
Faedo Valtellino, dove il
Comune «dice no alla pro-
posta di spostare a Sondalo il Corso Universitario per Infermieristica
situato da 15 anni nel
plesso ex scuola elementare in via Fumagalli». Lo ha
spiegato il sindaco del municipio orobico Giordano
Caprari, che mercoledì 17
febbraio ha portato in consiglio questo argomento.
«Abbiamo appreso dell’incontro in Regione con l’assessore alla Sanità - ha
spiegato il primo cittadino
-, durante il quale è emersa la proposta di trasferire a Sondalo il Corso Universitario attivo da 15 anni
nel mostro paese. Si tratta di un plesso che ormai
si è radicato nel territorio.
Il nostro dissenso è maturato dal disappunto espresso da tutta la popolazione circa questo proposito. La gente considera
come una cosa propria la
scuola per infermieri, che
al momento ospita circa
100 allievi iscritti al
triennio e provenienti dalla Valchiavenna e dalla
Valtellina». Il Corso Universitario per Infermieristica era nato con il sostegno del Comune, delle
Comunità montane, del
Bim, della Provincia e
del’Università Bicocca. «La
collocazione a Faedo del
plesso è baricentrica rispetto a tutta la valle - ha
aggiunto Caprari - e dista
tre chilometri dall’ospedale di Sondrio. In questi anni
l’Università Bicocca ha dimostrato in varie occasioni di gradire questa localizzazione, promuovendo
anche corsi multidisciplinari indipendenti dall’indirizzo infermieristico. Le
strutture interne sono all’avanguardia: non si deve
pensare ad una scuola abbandonata, ma dotata delle tecnologie più moderne
e costose che garantiscono
collegamenti informatici in
video conferenza efficienti.
Inoltre, gli studenti hanno
nelle vicinanze strutture di
vita quotidiana che la città di Sondrio offre loro: cinema, palestre, luoghi di
interesse culturale e socia-
le, e via di se. Negli anni
sono nate convenzioni con
l’Istituto Salesiani che accoglie studenti per attività di convitto a prezzi agevolati». I trasporti tra
Sondrio e Faedo sono garantiti da bus navetta gratuiti. «Il consiglio comunale di Faedo - aggiunge il sindaco - esprime dunque molte perplessità: riteniamo
che gli studenti della nostra provincia non si recheranno più molto probabilmente verso la destinazione di Sondalo, ma potrebbero scegliere per altre destinazioni della Bicocca,
come Lecco e Monza. Sondalo deve rinascere, ma con
iniziative forti legate al
ramo sanitario, che non
possono riguardare lo spostamento del plesso. Questa iniziativa, se mai fosse attuata, non porterebbe
vantaggio a Sondalo, ma
soltanto svantaggi agli
studenti valtellinesi e
valchiavennaschi».
Nei prossimi giorni la vicenda avrà senza dubbio
un seguito. Ma, come dicevamo, altre nubi si addensano sul fronte sanitario.
Nella serata di martedì 16
febbraio le rappresentanze sindacali dei lavoratori dell’Aovv hanno
annunciato di aver abbandonato il tavolo di
confronto con l’azienda
ospedaliera, interrompendo le relazioni con
l’Azienda. «Abbiamo preso atto della mancata immissione nel bilancio
aziendale di una cifra considerevole, circa 2 milioni
di euro, che deve essere destinata al contratto integrativo aziendale – questa
la denuncia dei sindacati
–. Da diversi mesi i rappresentanti dei lavoratori
stanno chiedendo l’inserimento a bilancio di tale cifra che deriva dalla corretta applicazione di una norma del contratto nazionale di lavoro… Anche la Regione Lombardia è intervenuta con una chiara dichiarazione, invitando le Aziende ospedaliere e sani-
tarie inadempienti a provvedere alla dovute operazioni di bilancio per permettere il reintegro del fondo dei lavoratori». Si apprende, infatti, che i 2 milioni di euro rappresentano una cifra che è parte del
salario dei lavoratori, che
è necessario mettere a disposizione perché fino a
questo momento la normativa in materia era stata
interpretata in modo
restrittivo. «Da oltre un
anno – concludono le organizzazioni sindacali – all’Azienda era stato chiesta
la corretta applicazione
della legge sul contratto
nazionale. I vertici dell’Aovv hanno comunicato di
non aver reperito i 2 milioni di euro, adducendo problemi di bilancio. Considerate queste inadempienze,
finchè non avremo risposte
le relazioni sindacali resteranno chiuse». Una vicenda molto delicata, dunque,
dove ai problemi di corretta applicazione salariale,
si aggiungono altre richieste da parte dei lavori
dell’Aovv. Problemi molto
vari, che vanno dalla graduatoria del personale alle
necessità degli infermieri
per aspetti molto pratici
del lavoro (i tempi per cambiarsi d’abito) o la reperibilità. Al momento dalla
direzione dell’Aovv non
sono giunte repliche, ma è
una questione che non
mancherà di animare il dibattito e il confronto ancora nelle prossime settimane.
AD APRICA SI LAVORA
PER LA QUINTA EDIZIONE
DELLA STRALUNATA
Quinta edizione della “Stralunata – La
cronoscalata dell’Aprica” che si prepara per
mercoledì 24 febbraio all’Aprica. La manifestazione nata dall’intuizione di Ivano Murada
di riunire gli appassionati di montagna cercherà di bissare il grande successo che ha ottenuto l’anno passato. La Stralunata oltre a
essere gara di scialpinismo facente parte del
circuito FISI Alpi Centrali Vertical Race e del
nuovo Skiathlon delle Orobie con le gare di
Albosaggia e Arigna è anche raduno cronometrato per tutti gli appassionati che per una
sera potranno confrontarsi con i tempi degli
atleti più blasonati. Anche per questa edizione la gara è stata scelta come prova finale del
circuito FISI premiando sia i numeri ottenuti (lo scorso anno si è superata la quota di 500
iscritti) sia l’organizzazione della manifestazione. Con la collaborazione del Club Alpino
Italiano di Aprica sarà abbinato alla gara di
scialpinismo un raduno non competitivo per
gli amanti delle racchette da neve che si terrà su un percorso panoramico e facilmente
accessibile a tutti. Quest’anno il tracciato interessato dalla gara si incentrerà sul comprensorio del Palabione (ogni anno il percorso varia e cerca di evidenziare tutte le possibilità che il comprensorio aprichese offre) con
partenza dalla zona “Campetti” (1190 m) e
arrivo presso il Rifugio CAI Valtellina a quota
1920 metri. Il cronometraggio come ormai da
diverse edizioni sarà valutato tramite chip e
consentirà di stilare le classifiche definitive
subito dopo l’arrivo dell’ultimo concorrente.
Il programma dell’evento prevede il ritrovo
alle ore 18.00 presso la zona Campetti, mentre la competizione inizierà alle ore 19.00; le
iscrizioni rimarranno aperte fino alle ore 18.30
della stessa serata. Al termine della salita ci
si sposterà al palazzetto dello sport di via
Magnolta dove agli atleti verrà offerto il “pasta party” e dove si svolgeranno le premiazioni. Durante la serata è possibile rivedere
la propria performance di gara, visto che operatori tv filmeranno la salita e proietteranno, subito dopo, alcune fasi della stessa. Per
maggiori informazioni è disponibile anche il
sito internet www.stralunata.it dove ci sarà
la possibilità di visionare i video delle edizioni passate e quello del tracciato dell’edizione
2010 in cui vengono evidenziate le caratteristiche della gara. Infine, sempre sul sito, è
possibile l’iscrizione online.
ACCORDO FRA A2A E UNIONE PESCA SPORTIVA
Sottoscritto martedì scorso, in Provincia di Sondrio, alla presenza del presidente Massimo Sertori, il protocollo d’intesa fra A2A e Unione Pesca
Sportiva della provincia di Sondrio, il nuovo accordo - valido fino al 2014 ha l’obiettivo di instaurare una proficua comunicazione e concertazione fra
le parti rispetto ai reciproci diritti e doveri. Un patto, dunque, che delinea
un nuovo modo di condividere l’utilizzo di fiumi e torrenti coniugando le
necessità di chi produce energia idroelettrica da una parte e di chi pratica
la pesca dall’altra. «Una scelta intelligente - ha dichiarato Sertori - che per
altro risponde agli obiettivi della Provincia rispetto alla salvaguardia del
patrimonio ambientale senza trascurare l’importanza delle attività che
garantiscono la produzione di energia pulita. Attraverso il confronto e il
dialogo - ha aggiunto il Presidente - è stato raggiunto un accordo importante e che sono sicuro innescherà un virtuoso processo di emulazione su
tutto il territorio coinvolgendo anche altri produttori di energia idroelettrica presenti e attivi in Valtellina e Valchiavenna». Il documento è stato
firmato dall’ingegner Paolo Rossetti, direttore generale dell’Area Tecnico
Operativa di A2A e il presidente dell’Ups Valter Bianchini. Diversi i punti
contemplati dalla nuova intesa: dal finanziamento di opere di riqualificazione
fluviale, allo sviluppo del Centro Ittiogenico di Faedo, alla rivitalizzazione
di alcune aree del fiume Adda e dei suoi affluenti con particolare riguardo
a quelle sottoposte alle fluitazioni degli invasi con immissioni di fauna ittica, alla modulazione dei rilasci, per quanto possibile durante i fine settimana dei mesi più indicati per la pesca, limitando sbalzi di portata in alveo.
L’Ups, titolare della concessione a scopo di piscicoltura delle acque pubbliche della provincia di Sondrio, da parte sua si attiverà sia per tutelare la
fauna ittica qualora per necessità di gestione degli impianti debba essere
prelevata e portata in aree di salvaguardia, sia per favorire e diffondere tra
i propri iscritti la conoscenza rispetto alle possibili criticità che gli impianti
idroelettrici complessi possono comportare anche su fiumi importanti come
l’Adda. L’Unione dei Pescatori, inoltre, ha chiesto e ottenuto che la Società
A2A effettui contemporaneamente e in un unico periodo dell’anno, possibilmente in primavera, le operazioni di fluitazione previste nei piani di
Gestione dei bacini artificiali in modo tale da contenere e quindi ridurre i
periodi di scarsa fruibilità dei fiumi e dei torrenti interessati.
ORIENTAMENTO ED EDUCAZIONE ALLA GUIDA SICURA
Il 25 e il 26 febbraio, presso il Polo Fieristico di Morbegno, si svolgerà il
tradizionale salone dell’orientamento scolastico “La provincia orienta”. Ai
ragazzi saranno presentate le opportunità di studio presenti in Valtellina e
Valchiavenna e le strade per la prosecuzione degli studi o la formazione
professionale specifica. Sempre dal punto di vista formativa, va ricordato
che in provincia di Sondrio sarà costituito il “Tavolo provinciale per l’educazione alla guida sicura”, che coinvolgerà scuole ed educatori.
P A G I N A
38
MASSMEDIA
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010
I MEDIA E LA BUFERA SULLA PROTEZIONE CIVILE
LA MORBOSITA’ DELLA TV
N
onostante il Festival
di Sanremo, le Olimpiadi invernali di
Vancouver e la corsa
alle candidature per
le elezioni regionali, a tenere
banco in questi giorni sulle cronache nazionali è evidentemente la vicenda che coinvolge i vertici della Protezione Civile, a partire da Guido Bertolaso, con alcuni dirigenti pubblici e qualche
imprenditore per presunti episodi di corruzione nell’assegnazione di certi appalti, tra cui quelli
in vista del recente G8.
L’argomento è di quelli che non
possono non fare notizia, trattandosi di appalti pubblici avvolti
dal sospetto che non tutto sia stato gestito secondo le regole. Ma,
immancabilmente, l’attenzione
dei media si concentra sui particolari più a effetto, più
spettacolari e anche più scabrosi. Basta leggere le molte pagine
dedicate dai quotidiani all’argomento o assistere al taglio dato
alla vicenda dai principali notiziari televisivi.
Le frequentazioni leggere e disinvolte sembrano essere diventate da un lato uno tra i comportamenti preferiti dai massimi
rappresentanti istituzionali, dall’altro un tema che ormai ha conquistato un posto stabile sul palcoscenico dell’attualità quotidiana. E anche le altrettanto disinvolte chiacchierate fra i vertici
istituzionali su questioni di portata nazionale, come se si parlasse di calcio o di noccioline, sono
pressoché all’ordine del giorno.
Ne rendono conto puntualmente le intercettazioni, le cui
trascrizioni sono tornate a occupare prepotentemente i principali spazi dell’informazione di
Settimana caratterizzata
dalle Olimpiadi invernali in
genere in tarda serata, per
cui i palinsesti sono stati lievemente rivisti.
attualità. Come lettori, trovandoci di fronte al resoconto di un
dialogo “sospetto”, siamo inevitabilmente attratti dal contenuto,
oltre che dall’identità dei personaggi coinvolti. E soprattutto
andiamo subito a cercare le frasi compromettenti per cogliere, a
nostra volta, i diretti interessati
con le mani nel sacco.
Ma ad attirare insistentemente la nostra attenzione – non nascondiamolo – sono soprattutto
le chiacchierate in cui gli
interlocutori fanno riferimento a
una serie di eventi speciali e di
appuntamenti che secondo gli
inquirenti null’altro sarebbero se
non incontri a base di prestazioni sessuali. Anche queste, a parere dell’accusa, rientrerebbero
nella contropartita che, insieme
a ingenti somme di denaro,
avrebbe indotto chi di competenza ad assegnare gli appalti agli
imprenditori “preferiti”.
Concerto n. 1 in mi minore,
op 11 - pianoforte e orchestra
I
Domenica 21 Le frontiere dello Spirito, C5,8,50.
Inizia un ciclo di riflessioni
sull’anno sacerdotale. A sua
immagine, Rai1, 10,30.
The Abyss , It1, 13,50. Film
di fantascienza di Cameron.
Spettacolare e intrigante. I 4
cavalieri dell’apocalisse,
R4, 15,45 Film sulla 2° guerra mondiale con Glen Ford.
Asterix e la grande guerra, It1, 16,45. Film d’animazione. La leggenda di Beowulf, It1, 19,00. La mitologia
anglosassone in un buon film.
Capri 3, Rai1, 21,30. Fiction
. Che tempo che fa, Rai3,
20,10. NCIS/ Castle, Rai2,
21,00. Telefilm. Il comandante Florent, R4, 21,30.
Poliziesco. Saturo contro,
Iris, 21,10. Film drammatico
per adulti di Ozpetek con S.
Accorsi. Presa diretta,
Rai3, 21,30. La ricostruzione
ovvero L’aquila 10 mesi dopo.
Speciale Tg1, Rai1, 23,30.
Lunedì 22 Il Maresciallo Rocca, Rai1, 21,10.
Fiction poliziesca con Proietti. Cold case, Rai2, 21,05.
Casi irrisolti. L’infedele,
La7, 21,10. Attualità con G.
Lerner. Altrimenti ci arrabbiamo, R4, 21,10. Comedia con Bud Spencer e T. Hill.
Chi l’ha visto?, Rai3, 21,05.
Attualità. La regola del sospetto, It1, 21,10. Thriller
con C. Farrel.
Martedì 23 Diritto di
cronaca, La7, 14,05. Bel film
drammatico con P. Newman.
Capri 3, Rai1, 21,10. Fiction.
Ballarò, Rai3, 21.10. Attualità. Zelig, C5, 21,10. Varietà. Dr. House, It1, 21,10.
Telefilm. Il mandolino del
capitano Corelli, R4, 21,10
Film di guerra con risvolti
romantici. Comanceros,
La7, 21,10. Western con J.
Wayne.
Mercoledì 24 Viaggio
a Medjugorie, R4, 21,10.
Documenario. Testimonianza anche di Paolo Brosio.
Medicina generale 2,
Rai3, 21,05. Fiction. Tetris,
La 7, 21. Attualità. Pronti a
morire, R4, 23,35. Western
con S.Stone e G.Hacman. Le
iene show, It1, 21,10. Programma pungente che fa le
pulci ai grandi. Quasi famosi, Rai4, 21,10. Film
commedia.
Giovedì 25 Insegnami a sognare, Rai1,21,10,
Varietà con Pino Insegno.
Lezioni di cioccolato, C5,
21,10. Bel film che tratta con
garbo temi come la multiculturalità. Medium, Rai3,
21,20. Telefilm polizieschi e
paranormali. Le cose che
non ti ho detto, Iris, 21,00.
Film romantico. Donne,
waiting to exhale, R4,
23,35. Bella commedia tutta
al femminile. La cassaria,
Rai2, 23,45. Prosa .
Venerdì 26 Senza
traccia, Rai2, 21,05. Polizieschi. Due imbroglioni
e… mezzo, C5, 21,10.
Fiction con Bisio. Sciock,
La7, 21,10. Attualità con
Barbareschi. Battlestar
Galactica, Rai4, 21,10.
Telefilm di Fantascienza
Matrix, C5, 23,30. Attualità con A. Vinci. Tv7, Rai1,
23,20. Attualità.
Sabato 27 Sulla via di
Damasco, Rai2, 10,15. Rubrica religiosa. A sua immagine, Rai, 17,10. Asterix e la pozione magica,
It1, 19,35. Film d’animazione. Segue alle 21,10 Asterix
alle olimpiadi,
ANTONIOfilm
RITAcon attori in carne e ossa. Cold
case, Rai2, 21,05. Ballando con le stelle, Rai1,
21,30. Spettacolo. L’ispettore Barnaby, La7, 21,30.
poliziesco inglese. Bones,
R4, 21,30. Polizieschi con
ironia e leggerezza..
il settimanale
Chopin
l Concerto n. 1 in mi minore, op. 11 per pianoforte e orchestra, dedicato al grande
concertista Friedrich Kalkbrenner, fu composto da
Fryderyk Chopin (1810-1849)
nel 1830, l’anno dopo il Concerto n. 2 in fa minore, op. 21 per
pianoforte e orchestra.
Presenta un virtuosismo brillante e, nel contempo, una straordinaria intensità melodica,
tipicamente chopiniana. Come
sempre in Chopin il pianoforte
è l’unico e vero protagonista
della composizione; l’orchestra
si limita infatti a enunciare i
temi e ad accompagnarli con
discrezione. E’ una pagina di
elevata poesia e colma di
espressione.
Il primo movimento – Allegro
maestoso – presenta due temi: il
primo in mi minore, il secondo
in mi maggiore. Negli sviluppi
lo strumento solista mostra un
eccellente virtuosismo sorretto
da un’intima ispirazione melodica.
Il secondo movimento –
Romance. Larghetto – è in mi
maggiore. Il solista si slancia in
episodi talvolta sognanti, tal-
Tele
IL
comando
GUIDA
ALL'OPERA
volta pressanti con
una scrittura collocabile fra il
“notturno” GRAMMA
e lo “studio”
(chopinianamente inteso). Suggestive le
soluzioni sul piano dell’invenzione e della combinazione
timbrica.
Il movimento conclusivo –
Rondò – è pure in mi maggiore
ed è basato su un ritmo sciolto
di “krakowiak”, una danza popolare polacca in 2/4 dal carattere gradevole e aggraziato.
Chopin aveva già utilizzato
questa danza nella Krakowiak
per pianoforte e orchestra, op.
14 scritta nel 1828. Il Rondò
termina con una brillante
“coda”.
Più ancora che nei due movimenti precedenti, il pianoforte
è qui trattato con brillante virtuosità, degno delle opere più
mature e maestose di Chopin,
benché avesse solo vent’anni.
PEN
TA
a cura di
ALBERTO CIMA
Fa scalpore che sia direttamente coinvolto un uomo come
Guido Bertolaso, capo della Protezione Civile italiana, il cui
nome finora è sempre stato associato a una serie di efficaci operazioni per gestire alcune fra le ultime emergenze nazionali. Trovatosi sotto i riflettori mediatici
per tutt’altre ragioni, lui non si è
certo nascosto, né ha esibito dichiarazioni di circostanza. Anzi,
ha cercato proprio nei media spazi per un’autodifesa, non sottraendosi nemmeno alle ormai abituali “10 domande” che un quotidiano nazionale gli ha rivolto
sulla vicenda.
Ribadito ancora una volta che
sarà il lavoro dei magistrati a
chiarire le responsabilità e ad
attribuire eventuali patenti di
colpevolezza o innocenza, resta
la tendenza dei media a trasformare invocare il giudizio del pubblico come una sorta di giudice
super partes. Molte testate giornalistiche, soprattutto attraverso il web e la radio, prima ancora di preoccuparsi di presentare
i fatti in maniera esaustiva, si
sono premurate di lanciare il solito sondaggio della serie, chiedendo “Secondo voi, Bertolaso è
colpevole o innocente?”. Quanta
attendibilità e quale utilità informativa possa avere l’idea di chiamare i destinatari a rispondere a
una simile questione lo si intuisce immediatamente.
il settimanale
a cura di
TIZIANO RAFFAINI
MARCO DERIU
QUALE FUTURO PER I PROGRAMMI DEI RAGAZZI?
La mobilitazione di moltissimi insegnanti, genitori
ed esperti è già partita, trovando adeguata cassa di
risonanza nel web. I diretti interessati hanno richiamato l’attenzione dei media, soprattutto della carta
stampata, sul futuro delle loro produzioni. I vertici
aziendali non hanno ancora ritrattato la decisione,
anche se pare essersi aperta una fase che probabilmente consentirà di “salvare” almeno una parte dell’attuale produzione. Chissà quale sarà il futuro dei
programmi per bambini di RaiTre, dopo che il Consiglio di amministrazione della Rai ha annunciato
nei giorni scorsi la decisione di toglierli dal
palinsesto. Il motivo ufficiale parla di una riduzione dei costi e di numeri non lusinghieri in termini di
ascolti, ma le presunte ragioni dei piani alti di viale
Mazzini lasciano decisamente perplessi.
Che fine faranno, dunque, trasmissioni come
“Fantabosco”, “Melevisione”, “Trebisonda” e tutte le
altre proposte rivolte a bambini e ragazzi? Non è
ancora chiaro se tutti questi programmi verranno
cancellati o trasferiti almeno in parte sul digitale
terrestre; in quest’ultimo caso, con tutta probabilità finiranno su Rai Gulp! e Yo-Yo, i due canali
tematici dedicati ai bambini. Dietro l’attuale programmazione di RaiTre per l’infanzia e l’adolescenza ci sono tutta la competenza pedagogica, l’esperienza professionale e la passione della
capostruttura Mussi Bollini e del nutrito team dei
professionisti che da anni si impegnano insieme a lei
per fornire quotidiani appuntamenti su misura per
gli spettatori di più giovane età. La Rai per il momento ha confermato che molti protagonisti diven-
tati famigliari ai nostri figli emigreranno dal
palinsesto di RaiTre a quello dei canali digitali, ma
preferisce non usare la parola “tagli”. A fronte della levata di scudi e della mobilitazione collettiva, si
è però sentita in obbligo di diramare addirittura
una nota ufficiale sull’argomento, spiegando che “la
tv dei ragazzi non solo non chiude, ma con il digitale terrestre ci saranno nuovi investimenti e un’offerta più mirata e organica”. Intanto si registra una
notizia positiva per il “Gt Ragazzi”: il direttore di
RaiTre Antonio Di Bella e Bianca Berlinguer, direttore del Tg3 dalla cui redazione dipende la rubrica
informativa per i più giovani, si sono detti concordi
nella richiesta di mantenerne la programmazione
all’interno del palinsesto autunnale della rete. Secondo quanto ha aggiunto Di Bella, il pericolo che
la Rai disperda l’immenso patrimonio costituito dal
lavoro di tutti questi anni per le produzioni dedicate
ai minori non c’è. Ce lo auguriamo dal profondo del
cuore, anche se la storia recente dimostra che gli investimenti della Rai di solito vanno in tutt’altra direzione. Altrimenti, si tratterebbe di una decisione
fpenalizzante non soltanto per il giovane pubblico
ma anche per genitori, insegnanti ed educatori che
hanno avuto modo di apprezzare la qualità
formativa di queste trasmissioni facendone spesso
e volentieri oggetto di interventi educativi e didattici. Pretendiamo dalla Rai una scelta all’altezza
della sua funzione di servizio pubblico. In fondo, abbiamo appena pagato il canone anche per questo.
HOMO VIDENS
P A G I N A
39
LETTEREeCONTRIBUTI
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010
GIOVANNI BACHELET, LA RAI E LA CULTURA CONTEMPORANEA
CHI HA INTERESSE A NASCONDERE LA VERITÀ SUL TERRORISMO?
L
a decisione di non trasmettere una intervista
a Giovanni Bachelet (figlio di Vittorio, vice presidente del CSM, assassinato 30 anni fa dalle brigate
rosse) pone un serio interrogativo su ciò che è stato il fenomeno
del terrorismo, e il “terreno di
cultura” sul quale è maturato e si
è sviluppato quarant’anni fa nel
nostro paese.
Tralasciamo il fatto in sé della decisione dei vertici della RAI
di non mandare in onda il servizio previsto per la rubrica “A sua
immagine”, che di politica non ha
niente. È discutibile il modo
come un servizio pubblico (la
RAI è servizio pubblico) viene
gestito. Ma questo argomento lo
lasciamo volentieri ai commenti
delle cronache dei giorni nostri.
Qui, invece, si vuole sottolineare
come “la cultura” degli anni settanta nel nostro paese ha imposto i suoi valori: del tipo, il corpo
è mio e me lo gestisco io, il sei garantito, io ho diritto… (ma non
ho doveri). Per arrivare poi, alla
“modica quantità” o alla droga
per uso personale e altre aberrazioni simili, senza contare il danno che tali scelte stanno producendo nella società attuale.
Ma torniamo al terrorismo. Se
oggi – febbraio 2010 – non si può
commentare nella TV pubblica,
un assassinio delle brigate rosse,
avvenuto giusto 30 anni fa, è certamente dovuto al fatto che molti
di coloro che all’epoca condividevano gli obiettivi del terrorismo,
oggi siedono tranquillamente
nelle istituzioni pubbliche, e ai
quali non fa certo piacere che si
parli di quel periodo in termini
analitici.
Con il diniego alla messa in
onda di un “fatto storico” si contribuisce ad impedire che si faccia piena luce sugli “anni di
piombo”. Probabilmente, c’è il
tentativo di continuare a manipolare la vera realtà di quegli
anni, per presentarla agli storici
molto più “ammorbidita”, per ciò
che il fenomeno in sé realmente
rappresentava. Ci sono molte
domande che ancora attendono
una risposta. Centinaia di attentati che hanno prodotto lutti nelle case degli italiani meritano,
oltre al rispetto, la scoperta della verità. Non si sa ancora (o non
lo si dice) chi stava dietro alle
brigate rosse e alle altre sigle terroristiche, quali erano i loro fini,
chi li proteggeva, chi li nascondeva, chi li finanziava. Gli autori e
i fiancheggiatori di quei delitti,
oggi danno “lezioni” pubbliche
attraverso giornali e televisione,
sono presenti in molte istituzioni, e persino in parlamento.
Ma, forse, c’è di più. Perché il
cosiddetto mondo “culturale” non
si interroga su che cosa è realmente successo in quegli anni?
Cosa ancora nascondono? Si fanno, giustamente, trasmissioni di
approfondimento sulla mafia,
ma non ci si interroga (almeno
pubblicamente) sul terrorismo e
su chi lo tollerava e magari lo
custodiva. Perché non si dice
niente su affermazioni del tipo:
“né con lo Stato né con le br”?
Chi, a quell’epoca, non aveva interesse a stare con lo Stato?
Non vorremmo che venisse consegnata agli storici una “verità”
confezionata, e non quella vera e
reale, che l’Italia ha vissuto sulla
propria pelle. Né può essere sufficiente prendere atto della caduta
del Muro di Berlino, per non parlare degli anni di piombo.
Gli interrogativi sono parecchi:
speriamo che a qualcuno cominci a venire la voglia di togliere i
tappi e i coperchi su ciò che ancora si vuole tenere nascosto.
FRANCESCO MASCOLO
([email protected])
IN MERITO ALLA FICTION SU SANT’AGOSTINO
«PARLAMI DI QUELLA CITTÀ...»
E
gregio Direttore, ho letto
con curiosità il Suo commento alla fiction dedicata a sant’Agostino.
Tra le tante immagini
- sottolineate anche da Lei mirabilmente - quella che mi ha colpito di più e a cui ripenso ancora è la
scena in cui il giudice Ilario, che
sacrifica la vita per la verità/Verità, ormai morente, si rivolge ad
Agostino: «Parlami di quella città…», come a dire: «Annunciami
Gesù; dimmi quello per cui vale la
pena vivere e, anche, morire».
Mi è venuto subito spontaneo
ringraziare perché quell’annuncio a me è stato fatto, ringraziare per il dono che ho ricevuto e
che continuo a ricevere di incontrare Cristo. Nello stesso tempo,
ho percepito ancora più chiaramente che la carità verso ogni
uomo, quale che sia la sua condizione, è essere strumento di questo incontro.
È quello che ci ricorda don Luigi Giussani nel capitolo sulla “carità” di Si può vivere così?, oggetto della scuola di comunità (ovve-
ro la catechesi) di Comunione e
Liberazione proprio in questo
periodo: «La natura di Dio appare all’uomo come gratuità [carità], come dono assoluto. Dio dà
all’uomo l’essere: dà all’uomo di
essere; dà all’uomo di essere di
più, di crescere, dà all’uomo di
essere completamente se stessi,
di crescere fino alla sua compiutezza, cioè dona all’uomo di essere felice». Questo è stato vero per
sant’Agostino e può essere vero
per ogni uomo.
Ne deriva, allora, che «il primo
oggetto dell’amore e della commozione dell’uomo si chiama
“Dio fatto carne in noi”. Ed è perché c’è questo Cristo che non c’è
più nessun uomo che non mi interessi».
Nel salutarLa, colgo l’occasione per ringraziarLa pubblicamente dei suoi articoli – tra gli
ultimi ricordo quello sul referendum in Svizzera per i minareti e
quello sulle persecuzioni dei cristiani – un aiuto nel giudicare
quanto accade.
ANNA ROSSI
È così. E tra l’altro
quella bellissima scena
della fiction sul santo
vescovo di Ippona rende
ragione di un tema - spesso
bistrattato e banalizzato - che
è al centro di una delle sue
opere più grandi, “La città di
Dio”, con cui Agostino ha
voluto rileggere in chiave
sociale quella che è la legge
interiore dell’uomo, la scelta
tra il bene e il male che è
possibile fare solo alla luce di
un incontro umano con la
Verità fatta persona. Se posso
aggiungere una indicazione
bibliografica, proprio in questi
giorni l’editore Cantagalli
propone in traduzione italiana
(nella sua pregevole collana de
“I classici cristiani”) un’opera
di Étienne Gilson, intitolata
Le metamorfosi della Città di
Dio apparsa nel 1952. Un vero
aiuto a capire come la nozione
agostiniana di civitas Dei
deve egualmente sfuggire a
riduzioni storiche, ma anche a
categorie misticheggianti.
OMOSESSUALITÀ SDOGANATA
NÉ DEMONIZZARE, NÉ ASSECONDARE
N
ell’odierno panorama
culturale, l’omosessualità maschile, sdoganata dall’area dei
tabù, ammicca dai
cartelloni pubblicitari e dagli
spot televisivi, viene gridata nei
gay pride e in qualunque programma televisivo, ma viene
sottaciuta nella sua dimensione
di sofferenza individuale. E’ nota
la crisi dell’identità maschile e
la crescente incertezza della definizione di”genere sessuale”,
ma prevale lo stereotipo politically correct per cui bisogna
vivere e accettare serenamente
il proprio essere gay. Il malessere legato alla percezione della
propria omosessualità è poco riconosciuto e considerato non
tanto una drammatica incognita interiore, ma il risultato di
una chiusura moralistica-reli-
giosa della società. Chi si prodiga a difendere i “diritti” degli
omosessuali, in realtà opera verso loro una spregiudicata azione
di indifferenza e cinismo, mascherata sotto le mentite spoglie
della comprensione e della solidarietà. Favorire o assecondare lo
stato di omosessualità non equivale certo a far del bene ai “diversamente orientati”, a meno che
si abbia voglia di scherzare, raccontando la favoletta che l’amore sterile tra gay generi alcunché di buono. Se veramente si
avessero a cuore gli omosessuali dovremmo indicare vie e soluzioni meno ipocrite. Alcune risposte stanno arrivando dalla psicologia cosiddetta “ricostitutiva”,
basata sugli studi empirici della
identità sessuale. Autorevoli psicologi che da anni lavorano in
questo campo possono documen-
tare numerose “guarigioni” di
persone gay che hanno iniziato
una terapia psicanalitica seria, e
sono completamente usciti dal
tunnel di una personalità incompiuta (vera radice dell’omosessualità). Certo, per gli omosessuali il primo passo da fare sarà
gettare alle ortiche le bandiere
ideologiche dell’orgoglio gay e riconoscere umilmente e senza
complessi il proprio bisogno
d’aiuto. La società invece, dovrebbe avere il coraggio di infrangere il luogo comune imposto
dai media, secondo cui bisognerebbe arrendersi al fatto che
omosessuali si nasce. Il problema dell’omosessualità non si affronta, né demonizzando, né
assecondando, ma tentando il
recupero, liberamente e senza
costrizioni.
GIANNI TOFFALI, Verona
Sulla prima parte della
sua lettera, l’ultima
notizia è che la Rai
trasmetterà proprio oggi sabato 20 febbraio - l’intervista bloccata la scorsa settimana in nome di un’interpretazione eccessivamente pedante
di una cattiva legge, quella
sulla par condicio (adesso si
comprende quanto quei
provvedimenti, se portati alle
loro logiche conseguenze, siano
oggettivamente lesivi della
libertà di pensiero!).
Circa le sue considerazioni
sulla scarsa volontà del
mondo politico e culturale di
interrogarsi sugli anni di
piombo, mi trova d’accordo. Il
terrorismo delle br è stato
ammantato di motivazioni
etiche che non aveva, quasi a
dire che ammazzare barbaramente per un ideale - per
giunta sbagliato - è lecito o è
comunque meglio che ammazzare e basta. Ragionamento
pessimo e inaccettabile,
soprattutto se a sostenerlo o a
digerirlo sono quelle frange
della sinistra che fanno del
pacifismo - di parte e a giorni
alterni - la loro bandiera.
Ragionamento pericoloso,
perché qualcuno potrebbe
sostituire l’ideale delle br con i
soldi o la dignità della famiglia e trovare facili attenuanti
agli omicidi più efferati. E mi
sembra di averlo già sentito
un ragionamento simile...
PAROLE, PAROLE, PAROLE (55)
Etimologia
Ovviamente dal greco purissimo, senza la frequente mediazione del latino: etumos (vero) logos (significato della parola).
Quindi: vero significato della parola.
Spesso occorre riferirsi alla etimologia di alcune parole, per
comprenderne appieno, in tutta la loro profondità, il significato
originario, che nel corso della storia può essere stato rimaneggiato o addirittura stravolto. I risultati a volte sono sorprendenti, come quando si tolgono strati di calcina o di nuovi colori da
antichi affreschi o tele dipinte. Succede anche di rinfrescare o
persino ricuperare tesori di pensiero andati persi nei secoli, per
il susseguirsi di deviazioni, rivoluzioni, ideologie, mode, oscuramenti della vera ragione. Si pensi, ad esempio, alla etimologia di “cretino”. In origine significava “cristiano”; ma i rivoluzionari francesi, nella loro chiusa superbia razionalista, le hanno dato il significato di “stupido”. Per loro sarebbe pura dabbenaggine, se non peggio, aprirsi allo “stupore”, come Socrate, di
fronte alla misteriosa immensità della realtà. Senza la capacità di stupirsi non sarebbe nemmeno partita la affascinante
avventura della filosofia e delle scienze sperimentali. Senza lo
stupore dei rozzi pastori e dei Magi sapienti non sarebbe partita la ancor più decisiva avventura dei “pescatori” discepoli di
Cristo.
ATTILIO SANGIANI
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