DELLA ANNO XXXV 20 FEBBRAIO 2010 E 1,20 onversione. Penitenza. Digiuno. Sono queste le parole che si affacciano alla mente quando si pensa alla Quaresima. Il cammino di quaranta giorni che ci porterà alla gioia della Risurrezione. Il pellegrinaggio spirituale durante il quale siamo chiamati a guardarci dentro, affinché, una volta raggiunta la meta – nel nostro caso la Pasqua – ci si possa scoprire davvero diversi rispetto al momento in cui il viaggio è iniziato. Conversione. Penitenza. Digiuno. Vorrei che per tutti queste parole fossero espressione di atteggiamenti del cuore prima ancora che di gesti concreti e manifestassero una sobrietà di vita che dovremmo recuperare e mantenere, poi, nella vita, alternativa rispetto ad una società spesso malata, perché mai sazia di avido consumismo. Ma attenzione: potrebbe anche sorgere la tentazione di sentirsi migliori degli altri perché si è scelto di andare controcorrente. Accontentiamoci piuttosto di essere liberi, recuperando un rapporto sincero con Dio e con la sua Parola. Anche san Paolo affermava che «anche se tutto fosse lecito… io non mi lascerò dominare da nulla!». La Quaresima è un’occasione splendida posta nelle nostre mani per «riconciliarci con Dio» e prenderci cura della nostra vera libertà, accogliendo l’invito che è risuonato nelle parole del profeta Gioele nel Mercoledì delle Ceneri: «Ritornate a me con tutto il cuore». Fermiamoci a riflettere sulla portata “rivoluzionaria” di tale affermazione, che una volta di più ci aiuta a cogliere l’infinita misericordia paterna di Dio. Egli ci rassicura. Ci dice che, nonostante i nostri peccati, è lì ad attenderci, pronto a perdonarci se saremo disposti a ritornare «con tutto il cuore». Anche in questa Quaresima, insomma, Dio ci tende la mano e non ci lascia soli. «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Gv15,13). Proprio questo Gesù porta a compimento nel sacrificio pasquale: siamo chiamati a prepararci a ricevere tale dono e, una volta che ne abbiamo compresa la portata, siamo invitati a fare altrettanto per i nostri fratelli. Mettiamoci in ascolto del Vangelo, recuperando il valore inesauribile della preghiera, della meditazione, dell’adorazione. Come ho già scritto nella presentazione della “Quaresima missionaria”, ribadisco che il radunarci intorno alla Parola di Dio ci cambia la vita, in meglio s’intende! Siamo chiamati a purificare il cuore, a scoprire che la sobrietà è un atteggiamento da assumere non solo perché stiamo attraversando un tempo difficile di crisi, ma perché il Vangelo, preso sul serio, porta a tale scelta. L’argomento è urgente ed è parte di quella sfida educativa e culturale con la quale ci stiamo confrontando. Dobbiamo davvero “convertirci”, restituendo a Dio il ruolo che merita nella nostra vita, perché «senza Dio l’uomo non sa dove andare e non riesce nemmeno a comprendere chi egli sia …» (Caritas in Veritate 78). Anche nel recente messaggio per la Quaresima, dedicato al tema “Cristo, giustizia di Dio”, il Papa ci rivolge questo invito. Il cammino è iniziato. Sobrietà di vita e meditazione del Vangelo: temprati da piccoli sacrifici e dalla forza della Parola di Dio sapremo domani gioire nella Santa Pasqua. Vi benedico, ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ C 7 DIOCESI DI COMO PERIODICO SETTIMANALE - POSTE ITALIANE S.P.A. SPED. IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N° 46) ART. 1, COMMA 1, DCB COMO Buon cammino! LA PAROLA DEL VESCOVO PER LA QUARESIMA 2010 COMO RIDERE PER VIVERE... MEGLIO tringhe colorate e il sorriso come terapia. Conosciamo da vicino un’associazione di volontariato e il suo servizio accanto ai più piccoli ammalati. La frontiera della clowneria sociale. S A PAGINA 16 COMO PICCOLI COMUNI IN CALO A PAGINA 17 COMO NON TI BERE LA PATENTE A PAGINA 18 COMO APRITI MUSEO. PORTE APERTE ALLO STRANIERO A PAGINA 19 COMO GLI UOMINI DI LOURDES La cronaca fedele di un viaggio condotto nel 40° del Gruppo Turistico Rebbiese. A PAGINA 20 SCUOLE CATTOLICHE L’ISTITUTO ORSOLINE S. CARLO A PAGINA 21 Foto RR SALVAGUARDIA DEL CREATO UN DOVERE, UNA RESPONSABILITÀ A PAGINA 14 VISITA PASTORALE LA CRONACA DI BIZZARONE E RODERO; LA PRESENTAZIONE DI ALBIOLO ALLE PAGINE 8-9-10-11 QUARESIMA MISSIONE CAMERUN: PRIMA TAPPA A PAGINA 12 SONDRIO ARRIVA LA «CARTA» PER LE FAMIGLIE A PAGINA 31 COLORINA L’INCONTRO DIOCESANO DEI MINISTRANTI A PAGINA 33 ROVELLASCA IL CROCIFISSO RESTAURATO A PAGINA 29 LIBRETTO PER LA BENEDIZIONE DELLE FAMIGLIE Ha come fulcro la Sacra Famiglia di Nazareth il libretto per la benedizione delle famiglie edizione 2010. È già possibile effettuare le prenotazioni presso il Settimanale (da lunedì a venerdì, dalle ore 8.30 alle ore 18.30, telefono 031-263533). Quest’anno, per chi lo desidera, è possibile personalizzare l’ultima pagina di copertina del libretto con immagini o pensieri a scelta della parrocchia. Le richieste di personalizzazione dovranno pervenire non oltre il 23 febbraio anche all’indirizzo mail: setcomo@ tin.it. Benedizione delle famiglie 2010 Costruisci, o Dio, la nostra casa! 1 P A G I N A 2 RIFLESSIONI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010 DISCORSI DI SANT’AGOSTINO SULLA QUARESIMA QUARESIMA, TEMPO SOLENNE DA VIVERE SOTTO IL SEGNO DELLA CROCE DI CRISTO L don AGOSTINO CLERICI a cura di AGOSTINO CLERICI PREGHIERE E MEDITAZIONI « a vita che trascorriamo in questo mondo è il tempo della nostra umiltà ed è simboleggiata da questi giorni in cui il Cristo Signore, il quale ha sofferto morendo per noi una volta per sempre, sembra che ritorni ogni anno a soffrire». Parole di circostanza? Agostino era solito ripeterle quando la Chiesa s’inoltrava nel «sollemne tempus» della Quaresima. La sua gente lo sapeva, e accorreva ad ascoltare quel sermone inaugurale che tracciava l’itinerario penitenziale. Il vescovo, da parte sua, era consapevole di dire cose ormai note, ma bisognava farne memoria a quei cristiani africani che certo non erano meno distratti di noi e rischiavano di vivere alla giornata senza dar troppo peso al mistero cristiano racchiuso nel tempo. Particolare attenzione il vescovo Agostino dedicava al simbolismo che caratterizza la quarantena quaresimale. Lo comprendiamo meglio se la poniamo in parallelo con i cinquanta giorni del tempo pasquale: ogni Quaresima simboleggia la vita terrena, in cui siamo pellegrini verso la patria celeste, e ne fa anche parte; la cinquantina pasquale è simbolo della vita futura, pur facendo parte in realtà della vita presente. «Questo è tempo utile per esercitare l’umiltà dell’anima». Ovvero sono giorni, quelli quaresimali, in cui prendere coscienza della propria debolezza e dell’infermità che accompagna il nostro pellegrinaggio terreno; e questo continuo esercizio di umiliazione va vissuto in spirito di umiltà, come occasione per sgrezzare il cuore e prepararlo all’incontro con Cristo attraverso le opere della penitenza. In effetti «tutta la nostra fatica in questa vita consiste nel sanare l’occhio del cuore per poter vedere Dio». La Quaresima è sì «tempo solenne» ma è «sollemnitas humiliationis». Va vissuta sotto il segno della croce di Cristo, una croce da cui «il cristiano dovrebbe pendere di continuo». L’esortazione del vescovo di Ippona è pungente: «Cristiano, vivi sempre così in questa vita; se non vuoi impantanarti nel terreno limaccioso, non scendere da questa croce». C’è un altro aspetto che non va trascurato. La passione del Capo, che soffre sulla croce, è misteriosamente continuata dalla passione di quel Corpo che è la Chiesa: essa, in qualche modo, completa nella sua carne quello che manca ai patimenti di Cristo. La Quaresima,allora, non ha senso come somma di sforzi individuali di acquistare la salvezza: la penitenza non è una devozione privata. Nulla è più lontano dalla concezione ecclesiologica agostiniana, che vede una profonda simbiosi fra il «Christus caput» - Gesù Cristo - e il «Christus corpus» - Chiesa - che sono misticamente «unus». Affermare che la prassi penitenziale è ecclesiale non significa certo ammettere che l’impegno penitenziale sia assunto dalla Chiesa in modo del tutto anonimo e deresponsabilizzante: ognuno, per conto suo, e tutti insieme, dobbiamo essere crocifissi in Cristo. «La santa Chiesa siamo noi». Per cui «nessuno invidi, nessuno disprezzi nell’altro un dono di Dio che lui non ha. Nei beni spirituali ritieni come tuo ciò che ami nel fratello; e lui ritenga come suo ciò che ama in te». Quel che conta è che ciascuno, secondo lo stato in cui si trova, viva la Quaresima con fervido impegno. Agostino si dimostra molto attento a questa dimensione, al tempo stesso comunitaria e personale, della penitenza quaresimale. NOVITÀ IN LIBRERIA Per sant’Agostino la Quaresima è il simbolo della vita dell’uomo. Tutta la nostra esistenza è una prova, una Quaresima, affinché, purificati, possiamo vivere una Pasqua eterna. I quaranta giorni che precedono la Resurrezione sono perciò occasione di meditazione e preghiera, di rinnovamento, di digiuno inteso come strumento di purificazione interiore, di silenzio e dialogo con Dio. In questo cammino l’uomo non è solo. Nei ventiquattro Sermoni qui raccolti il costante richiamo alla Chiesa, spinge Agostino a ricordare ai suoi diocesani che la penitenza quaresimale ha carattere comunitario; se la comunità ecclesiale è simile ad un corpo, le sue membra unite e collegate nel bene e nel male devono incoraggiarsi ed essere di esempio gli uni per gli altri. La raccolta è preceduta da un’ampia e illuminante introduzione. SANT’AGOSTINO, Discorsi sulla Quaresima (a cura di Remo Piccolomini), Città Nuova 2010, pagine 272, Euro 14,00 La Via Crucis, antica devozione che si ispira ai Vangeli e alla tradizione, oltre che racconto della Passione di Gesù, è racconto della passione dell’uomo. È per questo che le stazioni della Via Crucis di Cristo e dell’uomo sono state spesso riprese e commentate, oltre che dai pittori, dai poeti e dagli scrittori. Giovanni Battista Gandolfo, raffinato cultore di poesia, ha commentato i brani biblici della Passione con risonanze di poeti e scrittori, e ha steso per ogni stazione un testo di meditazione. Via Crucis secondo i poeti: un modo nuovo di accostarsi al mistero della Passione di Gesù. Risonanze poetiche di: Divo Barsotti, Georges Bernanos, Elena Bono, Paul Claudel, Countee Cullen, Shusaku Endo, Gertrud von le Fort, Mario Luzi, Oscar Vladislas de Milosz, Charles Peguy, Nino Salvaneschi, Ruth Schaumann, David Maria Turoldo, Miguel de Unamuno, Giuseppe Ungaretti. GIOVANNI BATTISTA GANDOLFO (a cura di), Via Crucis secondo i poeti, Ancora, pagine 32, euro 3,00. Élisabeth Smadja è un’ebrea francese di origine tunisina, convertita al cattolicesimo. Nel suo cammino di conversione, le sette parole pronunciate da Gesù sulla croce rappresentano il luogo in cui viene raccolta in condensato l’esperienza vissuta nel corso di una lunga ricerca dell’amore divino.Il lettore è così accompagnato a meditare sul Cristo sofferente e glorioso, in un itinerario di purificazione. «Speriamo che i lettori italiani prendano gusto al ricco messaggio di queste meditazioni e vi trovino conforto e approfondimento per la propria fede nel Crocifisso Risorto». ÉLISABETH SMADJA, Le parole di Gesù in croce, EDB, pagine 32, euro 1,60. Che cosa hanno da dire la storia e l’archeologia sulla morte, sepoltura e risurrezione di Gesù? Due tra i più celebrati scrittori sul tema del Gesù storico condividono le loro più grandi scoperte. Evans e Wright esaminano gli eventi della vita di Gesù da un punto di vista storico, con la preoccupazione di vagliare le prove esistenti, in modo da ipotizzare ciò che più probabilmente accadde a Gesù negli ultimi giorni della sua esistenza terrena. Gli autori, come molti altri cristiani, riconoscono che determinare ciò che davvero ebbe luogo è vitale per la fede cristiana. La storia è quindi di cruciale importanza per comprendere il dramma e il significato travolgente degli ultimi giorni di Gesù sulla terra. CRAIG A. EVANS - N.T. WRIGHT, Gli ultimi giorni di Gesù. La verità dei fatti, San Paolo, pagine 132, euro 11,00. Gesù è veramente risorto? Come si fa a credere senza vedere? Comprendere il vero significato pasquale della Croce, morte e Resurrezione di Cristo significa diventare suoi discepoli, con cuore pieno di speranza. È l’inizio di una nuova creazione. Gli Autori tracciano un itinerario di riflessione sugli incontri di Gesù con i discepoli dopo la Resurrezione. Un aiuto per un personale incontro con il Risorto. Una catechesi nata nei campi scout dell’AGESCI, valido strumento per quanti sono impegnati nella Pastorale giovanile. In collaborazione con AGESCI. PAOLA DAL TOSO - LUCIO SEMBRANO, Mio Signore e mio Dio. Meditazioni sul Risorto, Città Nuova, pagine 96, euro 9,00. PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA - ANNO C Parola FRA noi DT 26,4-10 SAL 90 RM 10,8-13 LC 4,1-13 Il senso dei quaranta giorni è nella tensione verso la Pasqua di ANGELO SCEPPACERCA PRIMA SETTIMANA del Salterio INVERTIRE LA STRADA, CONVERGERE SU CRISTO B asta un lampo per vedere “tutti i regni della terra”; anche per precipitare nella tentazione. A Gesù è sufficiente l’istante della Parola vissuta nella volontà di Dio per resistere e vincere Satana. Nella tentazione, Dio non manca, non è staccato, altrove. Satana ha portato Gesù nel deserto, “lontano” da tutto e da tutti, ma non da Dio. Lo Spirito è con Gesù. E Dio è accanto a noi, vicino nella prova e nella tentazione. Non è vero che ci ha abbandonato. Gesù, dinanzi alla lusinga di Satana, resta figlio obbediente del Padre. Anche noi restiamo figli di Dio. Tutte le tentazioni vorrebbero mettere in crisi il rapporto di paternità-figliolanza tra Dio e noi, come quelle che ha provato Gesù dall’inizio fino all’epilogo della croce. Gesù è tentato nella sua persona, persino nell’istinto naturale di sopravvivenza, con la ri- chiesta di trasformare in pane la pietra. E lui ricorda che la vita dell’uomo non è tutta nel pane. Poi gli viene offerto quello che nessuno è capace di rifiutare: tutto il mondo, con lui al primo posto assoluto. E Gesù torna a dare ordine alle cose, restituendo a Dio il primato. Infine, è messo in crisi il rapporto tra Gesù e il Padre, rinnovando il dramma della competizione dell’origine quando l’uomo cadde nell’inganno di poter diventare come Dio e mettersi al suo posto. Gesù smaschera anche l’ultima follia, quella di sopprimere il padre, “tentandolo”. Dopo queste, ogni altra tentazione è esaurita, disinnescata, smascherata, vinta. Satana fugge. Per tornare ancora, con la stessa mercanzia. Troverà la stessa moneta a pagarlo: il corpo e il sangue del figlio abbandonato fra le braccia del padre. Il senso dei quaranta giorni è nella tensione verso il giorno di pasqua; quaresima è tempo forte – “serio” – rispetto al tempo “debole” in cui spesso affoghiamo, per convincerci a tornare al Signore, in-vertendo la strada, con-vergendo su Cristo. Non da soli, perché mai siamo persi dallo sguardo di Dio, il solo che merita di essere corrisposto per avere felicità e salvezza. Preghiera, penitenza e carità fanno la quaresima perché fanno il cristiano. Non sono prove, ma chance, fortune. La preghiera è dialogo d’amore, cominciando ad ascoltare nel cuore la sua voce e la sua Parola. Preghiera è dire al Padre: non abbandonarci nella tentazione. La penitenza è libertà perché nulla ci occorre e tutto è in Dio. La carità è la prassi e il vestito della festa, che è ogni giorno. Anche questi quaranta, uno ad uno. SOCIETÀ P A G I N A 3 PRIMOPIANO IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010 DENTRO LE NAZIONI REPUBBLICA MOLDAVA IL «SEME CHE MUORE» L a fragile situazione politica della Moldova che da un anno è senza Presidente della Repubblica. La povertà e la forte spinta migratoria verso l’estero, soprattutto da parte delle donne e quindi il dramma dei figli lasciati soli in patria. Il fenomeno della tratta e il recente fenomeno del “turismo sessuale”. Di questo parla mons. Anton Cosa, vescovo di Chisinau, in questa intervista a Sir Europa. Lo abbiamo contattato mentre era a Roma, con i 16 vescovi romeni di rito romano e greco cattolico per la visita “ad limina apostolorum” dal Papa. Si terrà poi quest’anno a Chisinau l’incontro delle Conferenze episcopali del Sud-Est Europa che su iniziativa del Ccee si svolgerà dal 25 al 28 febbraio ed avrà per tema: “I diritti dei cattolici nella società dove sono in minoranza. Il contributo dei cattolici alla realizzazione del bene comune nella società: difficoltà e nuove sfide”. Come è oggi la situazione politica del Paese dopo le drammatiche vicende che avete vissuto lo scorso anno con le elezioni? “Quanto è avvenuto in Moldova nell’aprile dello scorso anno ha rappresentato un momento di cambiamento del paese, confermato dalle elezioni ultime che hanno visto la sconfitta del Partito Comunista, che pur essendo risultato il partito con maggior consenso da parte del paese ha dovuto subire la maggioranza dei quattro altri partiti che hanno rappresentato l’opposizione nella fase elettorale ed oggi sono al Governo. Purtroppo la stabilità non è stata ancora raggiunta, perché non essendo il Parlamento riuscito ad eleggere il Presidente della Repubblica, posto vacante da quasi un anno, si dovrà andare a nuove elezioni dopo l’estate. L’attuale Governo ha fatto una scelta di chiara adesione all’Europa, cercando subito nell’Unione Europea un alleato forte, ma rimane pur sempre il legame storico con la Russia, che è pur sempre nella visione popolare un punto di riferimento”. Qual è l’aspetto della povertà che più la preoccupa? “La Moldova è sottoposta ad una fase di crisi, come la gran parte dei paesi europei, anche se risulta essere un paese di riferimento per la delocalizzazione degli investimenti europei all’estero, primo paese fra tutti l’Italia. Il Ministero dell’Economia moldavo ha nei giorni scorsi evidenziato una fase di lenta crescita. E’ certo che l’economia locale trae forza dalle rimesse degli emigrati - un quarto della popolazione è all’estero - che da sempre hanno rappresentato un prodotto interno che ha mosso molto il settore agricolo e immobiliare, ol- Nostra intervista con mons. Anton Cosa, vescovo di Chisinau tre alla piccola industria. Tutto ciò non è servito ad abbattere la soglia della povertà, che vede ancora oggi un altro quarto del paese in condizioni di forte disagio sociale. L’emigrazione rappresenta per la popolazione un obiettivo ed i paesi di maggiore interesse sono la Russia e l’Italia: cifra significativa è rappresentata dai venticinquemila visti rilasciati nel corso del 2009 ai cittadini moldavi dall’Ambasciata di Italia a Chisinau. La spinta migratoria viene dal fatto che la popolazione ha paura della povertà, dovendo vivere con uno stipendio medio di circa centottantadue euro al mese. La povertà sociale coinvolge molto i ragazzi, che possono essere definiti orfani sociali essendo le loro madri badanti in Italia: ogni badante o assistente familiare in Italia è una madre assente dalla famiglia moldava. Teniamo conto che il 68% dell’emigrazione è composta da donne. Altra fascia sociale drammaticamente povera sono gli anziani, che rappresentano un passato dimenticato ed abbandonato. E’ facile comprendere quanto la Chiesa cattolica moldava sia impegnata in questi settori d’impegno sociale”. Sul fenomeno della tratta, cosa ha da dire? Ha qualche appello da fare? Il fenomeno del traffico degli esseri umani, e in particolare per scopi sessuali, ha rappresentato la grande sofferenza di questo stupendo paese, che ha visto tante giovani ragazze vittime di sistemi criminali e svendute lungo le strade dell’Europa da parte di uomini senza scrupoli. La Chiesa cattolica ha tanto lavorato in Moldova nel contrasto alla tratta, basti pensare all’opera meritoria della Fondazione Regina Pacis, andando per le strade, parlando ai politici e agli studenti, riportando in famiglia tante giovani, creando per loro attività lavorative. Il fenomeno si è molto ridimensionato, perché molto si è lavorato con una pastorale della strada intensa. Un appello sento di dover fare all’Europa: non aspettiamo che queste ragazze diventino vittime lungo le strade per ricordarci di loro, ma andiamo loro incontro in Moldova per dare loro la speranza che non muore mai. Al ridimensionamento del fenomeno della tratta ha fatto seguito la crescita del turismo sessuale, che vede la Moldova paese meta di personaggi che fanno un uso personale, oggetto di mercato, della donna. Oggi la Chiesa cattolica sta lavorando molto sul concetto della dignità della donna e sulla rivalutazione della sua femminilità come valore”. ché questo è un grande dono che Dio ci ha fatto, ma dobbiamo aver paura di non essere il “seme che muore”, cioè di non dare al popolo moldavo quanto è giusto che riceva da noi, per crescere nella dimensione umana e cristiana. Di cosa ha più bisogno il popolo moldavo? “Oggi i moldavi vogliono ampliare conoscenze e relazioni, vogliono uscire dalla piccola dimensione di un paese per troppo tempo periferia dell’Unione Sovietica, vogliono conoscere l’Europa e comprendere anche la funzione che la Chiesa ha assunto nei diversi percorsi di europeizzazione. I moldavi vogliono conoscere il Vangelo e cercano la catechesi o il dialogo con preti preparati; vogliono gli oratori perché i loro ragazzi non stiano per le strade, ma in ambienti sicuri; vogliono le azioni di carità per trovare pane e speranza; vogliono le scuole materne con progetti educativi e forme educative nuove; vogliono certezze e ben sanno che la Chiesa cattolica, con l’impegno costante di sacerdoti e religiosi, può dare queste certezze, senza necessariamente chiedere di lasciare il credo ortodosso”. Cosa significa essere Chie- sa di minoranza? I cattolici in Moldova rappresentano circa l’1% della popolazione. La Chiesa cattolica in Moldova è dunque una minoranza, ma l’essere minoranza è anche una grande opportunità e certamente un grande dono di Dio, perché educa all’umiltà della pastorale, dove l’efficacia dell’azione è data dalla capacità di far valere la personale credibilità. Chi si avvicina alla Chiesa cattolica, e forse sceglie di esserne parte, lo fa per la novità della proposta, per la concretezza dell’impegno, per la coerenza che ben si coniuga con le scelte evangeliche. Capita spesso di sentirsi additare per scelte nella vita e nell’impegno, e la diversità, frutto di sacrificio e di coerenza, trasforma la minoranza nel “seme che muore” per produrre i suoi frutti. Oggi la Chiesa cattolica in Moldova sta seminando tanto, ma i frutti verranno raccolti da altri pastori ed in altri periodi della storia. Non dobbiamo aver paura di essere minoranza, per- SCHEDA La Chiesa cattolica è ufficialmente in Moldova dal 1993. Ha il suo Vescovo dall’anno 2000 e oggi è una Diocesi al servizio del popolo moldavo, che ha una forte tradizione cristiana. I cattolici in Moldova rappresentano circa l’1% della popolazione. Oltre alle diciassette parrocchie distribuite in tutto il paese, che svolgono un’attenta attività pastorale grazie alla presenza di sacerdoti e religiosi provenienti da diverse nazioni, c’è una quotidiana “pastorale sulla strada” fatta di disponibilità verso chi ha bisogno, servizi socio-assistenziali competenti, dialogo con la gente comune, disponibilità verso tutti. E’ questa la pastorale più efficace che porta i moldavi a conoscere la Chiesa cattolica e soprattutto il suo spirito missionario, che non punta al proselitismo, ma al dialogo religioso, alla conoscenza reciproca, alla condivisione di programmi pastorali e soprattutto all’amicizia che è il punto di partenza di ogni miglior azione ecumenica. Qualche dato: su una popolazione di 4 milioni di persone, i fedeli laici cattolici sono 20 mila. Sono seguiti da 18 sacerdoti diocesani e 16 sacerdoti religiosi . 422 sono i religiose e le religiose e 17 le parrocchie. Nel seminario, studiano 5 seminaristi. Che cosa vi aspettate dall’Europa? La Moldova attende di entrare in Europa. Oggi è solo un paese di prossimità e rappresenta il confine tra l’Unione Europea e l’ex blocco sovietico. Il cammino verso il possibile ingresso è ancora lungo e soprattutto vanno risolte le problematiche interne sulle quali l’Unione Europea sta molto incalzando: la situazione della regione separatista della Transnistria, i fenomeni della corruzione e dell’emigrazione irregolare, la tracciabilità dei confini con la Romania e l’Ucraina, la certezza del diritto. Si tratta di problemi molto delicati che un paese che vuol far parte dell’Europa deve almeno affrontare con scelte chiare. I moldavi vorrebbero essere liberi di camminare in Europa, però sono tuttora regolamentati dal regime dei visti, anche se è già stato sottoscritto un accordo di facilitazione. L’ingresso in Europa va preparato, soprattutto attraverso l’abbattimento delle numerose sacche di povertà, oltre alla risoluzione di problemi concreti a beneficio della popolazione. Ma dall’Europa si attendono i valori, soprattutto per la tutela della famiglia, per il rispetto della vita, per una maggiore democrazia e rispetto della dignità umana. Non basta immettere denaro, su cui bisogna anche vigilare, perché bisogna anche comunicare scelte politiche e sociali che devono essere parte concreta di un paese che vuol definirsi democratico”. P A G I N A 4 SOCIETÀ INTERNIESTERI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010 ISTITUITO IL CONSIGLIO DEI CAPI DELLE COMUNITÀ CRISTIANE IN IRAQ Iraq: con una sola voce N el corso di una riunione svoltasi, il 9 febbraio, nel monastero armeno ortodosso San Karabet di Baghdad, ma la notizia è trapelata solo il 13, i principali leader religiosi delle Chiese cristiane presenti nel Paese hanno istituito il “Consiglio dei capi delle comunità cristiane in Iraq” eleggendo alla Segreteria generale mons. Avak Asadorian, vescovo della Chiesa Armeno apostolica in Iraq e come suo vice, mons. George Casmoussa, vescovo siro cattolico di Mosul. In realtà il Consiglio si era già riunito nel marzo del 2009, ma di fatto quella del 9 febbraio è stata la prima riunione operativa. “Lo scopo della riunione – spiega al Sir l’arcivescovo caldeo di Kirkuk, mons. Louis Sako, presente a san Karabet – è quello di formare un corpo dei capi religiosi cristiani per avere una sola voce, una posizione unitaria anche a livello politico, sociale ed anche, speriamo, pastorale. Ci attendono grandi sfide che dobbiamo affrontare restando uniti. L’emigrazione, il dialogo con i musulmani e ed anche il prossimo voto del 7 marzo, sono solo alcune di queste”. Una posizione ribadita anche dal patriarca vicario caldeo, mons. Shlemon Warduni, che parlando al sito Baghdadhope, ha aggiunto: “è stata una riunione improntata sul dialogo tra le parti, confrontandoci sui principi che dovrebbero muoverci in futuro, prima tra essi quello dell’unità tra le chiese. Ogni sforzo in questo senso da parte dei rappresentanti delle Chiese è valutato po- sitivamente”. All’incontro erano rappresentate 14 denominazioni religiose, tra cui quella caldea, latina, assira, siro ortodossa, siro cattolica, armeno ortodossa, armeno cattolica, presbiteriana e copto ortodossa. Tra i presenti anche il patriarca caldeo, card. Mar Emmanuel III Delly, quello della chiesa Antica d’Oriente, Mar Addai II, 11 vescovi e 4 rappresentanti delle Chiese latina, protestante, evangelica e presbiteriana. Il Sir ha intervistato mons. George Casmoussa, vescovo siro cattolico di Mosul, che del Consiglio è vice-segretario. Cosa rappresenta questo Consiglio per la minoranza cristiana del Paese? “Si tratta di una pagina molto importante per i cristiani iracheni. Volevamo questo Consiglio da molto tempo per riunire i capi religiosi delle Chiese cristiane, quindi cattolici, ortodossi, protestanti. Lo scopo è quello di rappresentare la minoranza cristiana davanti al Governo e alle istituzioni e per promuovere il dialogo ecumenico non solo sul piano teorico ma soprattutto su quello pratico, della vita di tutti i giorni. Abbiamo stabilito che si riunirà due volte l’anno per discutere temi di interesse comuni come la vita dei cristiani nel Paese nelle attuali circostanze politiche e sociali”. In chiave ecumenica quali sono stati i principali temi affrontati? “Promulgheremo presto uno statuto dei cristiani iracheni in Tutti i candidati governatori cui sono affrontate questioni matrimoniali, catechetiche, pastorali. Stiamo redigendo un programma comune per il catechismo nelle scuole ufficiali. Il consiglio, tuttavia, non si sovrapporrà al lavoro delle singole Conferenze episcopali o Chiese”. Dal punto di vista sociale e politico come pensate di agire? Le difficoltà dei cristiani, attaccati, minacciati e costretti a fuggire dall’Iraq, sono ben note… “Cercando avere una voce sola, un punto di vista e posizioni condivise. Tuttavia, in questa fase particolare della vita politica irachena, a circa tre settimane dal voto del 7 marzo, abbiamo deciso di chiedere un incontro al futuro Governo, che uscirà dalle urne, per presentare il nuovo Consiglio. Farlo adesso, infatti, significherebbe esporsi ad un gioco di alleanze politiche ed elettorali cui non vogliamo prendere parte”. Tuttavia il voto di marzo potrebbe rappresentare un banco di prova per verificare l’unità dei cristiani, anche sul piano politico: eleggere nel futuro Parlamento tutti e cinque i deputati cristiani, previsti dalla legge, sarebbe un successo, non crede? “Bisogna che le istanze politiche laiche e cristiane abbiano spazio. Al momento non abbiamo molto peso, però vorremmo avere una riunione, come Segretariato del Consiglio, con i politici cristiani e, in secondo luogo, lavorare affinché questi leader politici si riuniscano insieme per discutere e preparare un piano comune di lavoro. Non abbiamo mai avuto, fino ad oggi, nessun genere di incontro con i politici di fede cristiana. E’ importante, quindi, vedersi e discutere”. Quanto nuoce a questo tentativo la frammentazione politica dei cristiani? “Il nostro auspicio sarebbe vedere una sola lista di candidati cristiani per mostrarci uniti. Sfortunatamente ci sono varie liste con candidati liberi. Questo rende difficile portare avanti un blocco cristiano”. Cosa è realisticamente lecito attendersi da questo voto sotto il profilo del cambiamento politico? “Gli iracheni non sembrano essere molto ottimisti sui risultati del voto di marzo poiché questo pare poggiare sulle stesse basi settarie e comunitarie del precedente. Da più parti si sente dire che la maggioranza di oggi sarà anche quella di domani. Quindi non si prefigurano molti cambiamenti. Per i cristiani sarà importante che i politici che li rappresenteranno nella prossima assemblea lavorino insieme per far conoscere le loro istanze e ciò vale sia nel caso che facciano parte di un solo schieramento che di più partiti. Solo così potremo contribuire al meglio alla ricostruzione materiale e spirituale del nostro Paese e, soprattutto, alla riconciliazione nazionale”. a cura di DANIELE ROCCHI Mons. George Casmoussa, vescovo siro cattolico di Mosul COLPO D’OCCHIO Tempo di scimmie Dal gelo dei Verdi a vari carnevali passando per la Sala delle Mappe er carità, che nessuno mi venga a parlare di effetto serra e di riscaldamento globale! Quest’anno mi sono venuti i geloni. Non mi venivano da quando ero ragazzo. Che qualcosa non quadra e che con le previsioni del tempo e della temperatura è meglio andarci prudenti lo devono aver capito anche i Verdi. Con tempismo davvero geniale avevano programmato a Roma per venerdì 12 febbraio una manifestazione al Colosseo contro il riscaldamento della Terra. Così “geniale” si è rivelata la scelta del giorno, che venerdì 12 a Roma è caduta la neve. Gelo tra i Verdi: poi tutti a casa, in ritirata, a cercare il riscaldamento tanto temuto. Un altro che si preoccupa del riscaldamento è il presidente Usa. Giustamente, non c’è che dire. Sarà un caso, però, che sulla costa nord-orientale degli Stati Uniti, in particolare la zona tra Washington e New York, è caduta tanta di quella neve che gli americani son dovuti rimanere tappati in casa. Per primo Obama, a riflettere su come diavolo regolarsi col Dalai Lama, personaggio “scomodo” che per la sua mania di viaggiare ha già scomodato, suo malgrado, capi di Stato e di governo in ogni dove, comprese Europa e Italia. Questa volta l’ultimatum di Pechino è stato categorico: Obama deve annullare “immediatamente” (così l’avverbio battuto dalle agenzie) l’incontro programmato alla Casa Bianca con il Dalai Lama per il 18 febbraio. Che fare? Preso tra l’incudine (piegarsi all’ultimatum) e il martello (inimicarsi la Cina), il presidente ha deciso che un contentino agli “amici” cinesi bisogna pur darlo. Riceverà il Dalai Lama non nello Studio Ovale ma nella Sala delle Mappe, meno ufficiale e meno impegnativa. Dove si vede che le mappe, se non servono a trovare il tesoro, servono almeno a trovare il modo per salvare capra e cavoli. Finisce il Carnevale e incomincia Sanremo. O è tutto un carnevale, senza soluzione di continuità, anche oltre la manifestazione canora? Quest’anno sul palco del Festival una regina vera, Rania di Giordania, che speriamo non canterà, e un principe … che invece canterà. Perdoniamolo, e con lui i suoi compagni di corte (sia detto senza offesa) perché cantano “Italia amore mio”. Che volete farci? Il sentimento patriottico prevale sempre, per questa nostra Italietta sì bella e perduta che, una volta, vedeva salire sul palco sanremese teste coronate più qualificate dal punto di vista strettamente professionale: la regina della canzone, Nilla Pizzi, e il reuccio, Claudio Villa. In pieno periodo carnevalesco ne abbiamo viste e sentite delle belle, ancor prima di Sanremo. Nell’aula della Camera stavano per darsele di santa ragione tra deputati leghisti e Italia dei valori. Sono volati pugni e termini grassi. Tutto è incominciato quando il deputato Fabio Evangelisti (Idv) ha definito “scimmie” alcuni deputati leghisti. Ora, astraendo dal caso specifico, questa sarebbe materia per i giudici della Cassazione, sui quali però non si può contare molto, perché in tema di epiteti ingiuriosi hanno pareri altalenanti. “Scimmia” può considerarsi parola ingiuriosa? A nostro modesto parere, no. Però meglio non dire “scimmia” – né altri nomi di animali – all’indirizzo di una persona perché risulta sempre e comunque offensivo … per gli animali. Ai quali facciamo pagare la nostra inveterata abitudine di parlare per luoghi comuni, per stereotipi, che spesso non hanno alcun aggancio con la realtà. Ci comportiamo insomma, anche nel linguaggio quotidiano, da bestie. Significativa in proposito una vignetta nel quale appariva uno scimmione visibilmente abbattuto e mortificato perché era stato escluso dal “Club degli animali intelligenti”. Il poveretto andava ripetendo tra sé: «Ma che colpa ne ho io se rassomiglio all’uomo?». P PIERO ISOLA SOCIETÀ P A G I N A 5 FATTIePROBLEMI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010 BIOETICA APRIRSI ALLA TRASCENDENZA O CHIUDERSI NELL’IMMANENZA? La ragione al bivio S empre centrale nel Magistero della Chiesa è la questione antropologica, che appartiene insieme alla fede e alla ragione. Consapevole che l’epoca contemporanea rappresenta uno spartiacque tra ciò che è umano e ciò che non sarebbe più umano, la Chiesa non difende dogmi di fede, seppure importanti, ma l’uomo stesso. Così, interviene nelle complesse questioni bioetiche, non perché abbia propriamente una competenza scientifica, ma perché in esse è implicato l’uomo. Lo ha ricordato Benedetto XVI sabato 13 febbraio, ricevendo i membri della Pontificia Accademia per la Vita. Ad essi ha detto: “le problematiche che ruotano intorno al tema della bioetica permettono di verificare quanto le questioni che vi sono sottese pongano in primo piano la questione antropologica”. Quali sono oggi i pericoli nel campo bioetico? Innanzitutto, l’assolutismo della tecnica, cioè ritenere che il progresso scientifico, attuato mediante la tecnica, sia il fine dell’umanità e per questo debba essere attuato come compito principale della nostra epoca. Invece, la tecnica è uno strumento in mano dell’uomo; se il progresso scientifico non può essere fermato, deve essere governato perché contribuisca al bene della persona e dell’intera umanità. Altro pericolo è quello di ritenere che l’uomo sia solo materiale da laboratorio. “Fin dal primo istante - ha ricordato il Papa - la vita dell’uomo è caratterizzata dall’essere vita umana e per questo portatrice sempre, dovun- que e nonostante tutto, di dignità propria”. Ancora, su un piano culturale c’è da registrare come fatto negativo la concezione dello Stato, ritenuto fonte primaria dell’etica; in questa prospettiva quello che è deciso da una maggioranza, quello che è normato da una legge sarebbe il vero; con la possibilità che la generazione seguente cambi tutto. Come rimediare a tali derive? Il Papa da tempo indica come soluzione quella di dare piena fiducia alla ragione, allargando i suoi spazi conoscitivi, perché davvero capace di trovare il vero e il bene per l’uomo. Scrive in “Caritas in veritate” che le scoperte scientifiche nel campo bioetico e le possibilità di intervento tecnico sembrano talmente avanzate da imporre “la scelta tra le due razionalità: quella della ragione aperta alla trascendenza o quella della ragione chiusa nell’immanenza” (n. 74). Solo in questa prospettiva si può fondare la dignità della persona e riconoscerla a tutti gli esseri umani. La bioetica oggi necessita di “un richiamo capace di garantire una coerente lettura delle questioni etiche”. Sono, di nuovo, parole di Benedetto XVI alla Pontificia Accademia per la Vita. E il richiamo capace è quello offerto dalla legge morale naturale, da quella legge non scritta da mani d’uomo, ma posta da Dio Creatore nel cuore di ciascuno. Ogni ordinamento giuridico, che vuole responsabilmente occuparsi del bene delle future generazioni, deve partire dal suo riconoscimento. Così, la legge naturale offre il principio fondativo della dignità umana fonte per i diritti della persona e criterio per giungere a un giudizio etico nei confronti delle conquiste della scienza che intervengono direttamente nella vita umana. Fuori da questo contesto non può esserci adeguata comprensione della dignità umana. La legge naturale si pone come punto di consenso tra persone di culture e, persino, di religioni diverse; permette di andare oltre le differenze, perché afferma l’esistenza di un ordine impresso nella natura dal Creatore e riconosciuto come istanza di vero giudizio etico razionale per perseguire il bene ed evitare il male. Davvero, la legge morale naturale appartiene al grande patrimonio della sapienza umana, che la Rivelazione, con la sua luce, ha contribuito a purificare e a sviluppare ulteriormente. Essa offre al legislatore la garanzia per un autentico rispetto sia della persona, sia dell’intero ordine creaturale. Risponde al desiderio dell’uomo contemporaneo di vedere affermati i suoi diritti; nello stesso tempo, conduce a riconoscere titolari di diritti tutti gli esseri umani in qualunque fase della loro esistenza. Ora, coniugare bioetica e legge morale naturale permette di verificare al meglio il necessario e ineliminabile richiamo alla dignità che la vita umana possiede intrinsecamente dal suo primo istante fino alla sua fine naturale. Al contrario, senza principi universali, che offrono un comune denominatore per l’intera umanità rimane forte il rischio di una deriva relativistica. MARCO DOLDI CORSIVO di AGOSTINO CLERICI THE SHOW MUST GO ON... I giochi olimpici invernali in corso di svolgimento a Vancouver in Canada hanno avuto un antefatto tragico: sulla loro storia, infatti, peserà come un macigno la morte dell’atleta georgiano Nodar Kumaritashvili, che ha perso la vita durante le prove della gara dello slittino. Il filmato dello schianto mortale contro un pilastro che sostiene la copertura della pista ha fatto il giro del mondo ed è stato mostrato decine di volte, almeno sino a quando le Olimpiadi non sono entrate nel vivo con le gare. Poi anche la morte di Kumaritashvili è scivolata fuori dai palinsesti... Le polemiche non sono mancate e sono state sempre le stesse e nello stesso ordine. Dapprima si è detto che la tragedia poteva essere evitata, perché gli addetti ai lavori hanno sentenziato che la pista era troppo pericolosa. Ma le gare poi si sono svolte proprio su quella pista, se non vado errato, anche se il tracciato è stato leggermente modificato, spostando la partenza. Delle due l’una: o la pista era davvero pericolosa, e allora nessuno avrebbe dovuto gareggiarvi; oppure siamo di fronte a un’imprudenza dell’atleta georgiano (così, per esempio, ha risolto la questione il Comitato Olimpico Internazionale affermando che «si è trattato solo di un errore umano»), e allora bisogna riconsiderare i rischi connessi all’attività sportiva, che, soprattutto in alcune discipline, sembra non riuscire a porsi dei limiti. Ma sappiamo che è un discorso tabù: anche lo sport accetta malvolentieri il senso del limite umano! La seconda polemica, innestata quasi contemporaneamente dai media, è stata quella circa l’indifferenza del pubblico e dello stesso Comitato Olimpico, tanto che quest’ultimo ha deciso di procedere alla cerimonia d’apertura delle Olimpiadi senza alcuna modifica del programma che non fosse il solito minuto (scarso) di silenzio. Ho ascoltato le filippiche dei nostri giornalisti Rai, seduti al loro posto di lavoro, e mi è sembra- ta la solita parata di moralismo spicciolo. Intanto, perché il variegato mondo dei media - ma soprattutto la televisione - è il meno adatto a salire in cattedra per insegnare che «lo spettacolo deve fermarsi». La storia della televisione è lì a dimostrare il contrario, e cioé che «lo spettacolo deve andare avanti». The show must go on, come cantavano nel 1991 i Queen in una loro famosa canzone: «Dentro, il mio cuore è rotto. Il mio trucco potrebbe scrostarsi, ma il mio sorriso regge ancora». Non mi risultano coraggiose scelte Rai di spettacoli interrotti o sospesi o cancellati per qualche evento luttuoso. Anzi, talvolta il dramma delle persone diventa occasione di ulteriore... spettacolo. Si dice che di mezzo ci sono i soldi, e questa è stata l’accusa rivolta anche agli organizzatori delle Olimpiadi canadesi, che non potevano bloccare una cerimonia in cui c’erano in ballo diritti televisivi e commesse pubblicitarie. Ma mi domando, forse con troppa ingenuità: perché la Rai l’ha trasmessa, se davvero la giudicava inopportuna? Il coraggio di cambiare modello R iflettendo sui problemi che la scuola sta attraversando, sono ritornato spontaneamente ad una figura grande di maestro e di educatore: Lorenzo Milani. Il Milani educatore che - sfidando tutto e tutti diede origine ad una scuola singolare, il cui modello non è certamente esportabile ma i cui valori sono certamente riproponibili. La cultura che emergeva dalla sua scuola non era finalizzata al solo nozionismo né era fruitrice della novità tecniche; era, invece, una cultura che permetteva ai propri alunni di sapersi orientare nella vita, diventare protagonisti, capaci cioè di dire la propria parola perché educati a ragionare e a rispettare gli altri. Per questo la scuola di Barbiana era ben più di una scuola: era un giudizio sul modo stesso di fare scuola. Diventa illuminante una frase che i ragazzi di Barbiana scrissero a quelli di Piadena per spiegare come era fatta la loro scuola: “Ognuno di noi è libero di lasciare la scuola in qualsiasi momento, andare a lavorare e a spendere, come usa nel mondo”. Da una parte, allora, stava il mondo, la sua logica, il suo modo di vivere, la sua scuola; dall’altra, la scuola di Barbiana, la cui logica era opposta a quella del mondo, cioè alla logica del potere, del denaro, del successo quale criterio di realizzazione, di un sapere finalizzato non a un vivere meglio ma a un comandare, a un “contare di più”. * * * Comprendiamo, in questa prospettiva, anche la “severità” di don Milani e la sua apparente intransigenza: esse testimoniano la lucida consapevolezza, che dovrebbe avere ogni autentico educatore, di sentirsi responsabile della formazione libera e critica dei ragazzi che -come egli affermava- la Provvidenza gli aveva affidato perché, appunto, crescessero e vivessero la loro vita con la loro testa e non con la testa di altri. Era la consapevolezza che una vera educazione e una vera formazione chiamano in causa, in modo radicale, chi insegna e chi educa. Per i “suoi” ragazzi don Milani spenderà, nella oscurità di un piccolo paesino sperduto sulle colline, tutta la sua vita, spesso incompreso e criticato anche da chi avrebbe dovuto, invece, comprenderlo. Una cosa sorprende nel leggere i testi dei “suoi” ragazzi: la scuola per essi era luogo di vita, una palestra nella quale, at- traverso l’approccio critico ai fatti che avevano creato la cultura che li aveva generati, si imparava a vivere. So bene che il “modello” di Barbiana non può essere riproposto; tuttavia, da Barbiana rimbalzano ancora serie domande: cosa intendiamo, come genitori e insegnanti, quando parliamo di educazione e di formazione dei giovani? A me sembra che le attuali trasformazioni che la scuola sta vivendo ci pongano di fronte ad un bivio: o una scuola che educhi innanzitutto a vivere (attraverso l’apprendimento critico del sapere e guidati da autentici “maestri”) o una scuola che si limiti a trasmettere nozioni irrilevanti perché non educano né a vivere né ad essere critici (e in una simile scuola non servono “maestri”: bastano “ripetitori” di nozioni scritte sui libri e ripetute, perché - appunto - vanno solo ripetute!). * * * De Madiaraga ebbe ad affermare che l’uomo medio pensa meno alla libertà e all’educazione dei propri figli di quanto pensi, invece, a che cosa mangiare -la mattina- per colazione. Certo, chi ha responsabilità in campo politico non può chiamarsi fuori dalla situazione critica in cui ci troviamo. Sarebbe grave, però, se delegassimo il problema della riforma della scuola alla responsabilità politica di alcuni uomini -limitati e fallibili come noi- e rinunciassimo, in quanto cittadini, ad esprimere il nostro giudizio critico. Invocare più soldi e posti di lavoro per la scuola è certamente cosa urgente e improrogabile. Ma una domanda, invece, si impone: non è giunto anche il tempo di mettere in discussione il modello stesso di scuola? Un modello che toglie spazio alla libertà tanto di chi insegna quanto di chi apprende e che, alla fine, premia solo chi - avendone le possibilità - può fuggire da questa scuola! E’ il modello che va messo in discussione. Quale scuola? Per chi? FUORI dal CORO ARCANGELO BAGNI CONSIGLIO D’EUROPA: JAGLAND, «ADESIONE UE A CEDU» È «UNA SVOLTA STORICA» “L’adesione dell’Ue alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo rappresenta una svolta storica per quel che riguarda la cooperazione in materia di sicurezza e stabilità democratica in Europa” ha affermato martedì a Bruxelles il segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjørn Jagland, in occasione dell’incontro “Rafforzare i diritti umani in tutta Europa”, organizzato dall’European Policy Centre (Epc). “Ciò che sta gradualmente prendendo forma ha spiegato Jagland - è un nuovo spazio di dialogo, cooperazione e interazione su scala continentale in materia di democrazia, diritti umani e stato di diritto. L’Ue è un attore mondiale e per il peso politico ed economico che riveste continuerà a svolgere un ruolo guida in questo processo”. La sua adesione alla Cedu, ha precisato, “non diminuirà affatto la sua importanza o influenza, al contrario. Accettando le stesse regole valide per tutti in Europa, l’Ue guadagnerà in legittimità e in potere persuasivo”. Il segretario CdE è a Bruxelles per incontrare i commissari Viviane Reding (vice presidente, commissario designato per la Giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza) e Cecilia Malmström (commissario designato per gli Affari interni), e discutere con loro dell’adesione Ue alla Cedu. Jagland avrà anche un colloquio informale con il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen. P A G I N A 6 SOCIETÀ ECONOMIA IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010 I CATTOLICI E LA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA AUTONOMIA NON SIGNIFICA INFEDELTÀ P aolo VI, nel discorso del 15 maggio 1965, esortava i lavoratori: “Studiate, diffondete, applicate i principi della dottrina sociale cristiana, nell’ambito del vostro lavoro”, della politica e della società civile. Invitava i cristiani a conoscere e approfondire la dottrina sociale per poi, con coerenza e generosità, praticarla. I principi che la Chiesa pone, a fondamento della sua dottrina, sono: “Il valore della persona, della libertà, della vita interiore, della giustizia, della pace e della vita umana dal concepimento alla morte”. I cattolici nel temporale operano in maniera autonoma, ma non per questo è condivisibile quanto ripetono appartenenti al cattolicesimo progressista, al mondo finanziario e imprenditoriale, ovvero che la Chiesa è maestra nel campo dei principi, ma tocca ai laici cattolici, impegnati in politica, nell’imprenditoria, nel settore finanziario e nella ricerca, decidere le scelte. Per quanto riguarda la definizione e l’approvazione di leggi, di formule di governo e di attività economiche, i cattolici laici operano autonomamente, mediando con le altre componenti della società, a prescindere dalle metafisiche e dai fini ai quali dette componenti fanno riferimento. Non credo di sbagliare se dico che quando non c’è coerenza ai principi, tutto diviene commedia o peggio pochade. Il cristiano impegnato nel temporale opera in autonomia e prudenza, sotto la propria responsabilità, ma non può dimenticare Il cristiano impegnato nel temporale opera in autonomia e prudenza, sotto la propria responsabilità, ma non può dimenticare che non è lecito cooperare a ciò che la coscienza - e la dottrina della Chiesa - ritengono erroneo pagina a cura di GIANNI MUNARINI che non è lecito tradire la propria morale, cooperando a ciò che la coscienza - e la dottrina della Chiesa - ritengono erroneo, riprovevole, ingiusto e immorale. E’ doveroso ricordare che l’opera tesa a rinforzare e rinvigorire la fede nei singoli e nelle famiglie deve procedere contemporaneamente al rinnovamento sociale. L’azione salvifica riguarda l’uomo, i valori, le Istituzioni, i modelli di vita e lo sviluppo economico. Ciò premesso, inizio la riflessione sulla produttività e sull’opportunità dell’impegno dei cattolici negli ambiti politici, economici, culturali e dell’informazione. Nell’anima dei disincantati sorge un dubbio: la presenza dei cattolici, in partiti aperti alle componenti abortiste, divorziste, allevate nello spirito moderno, dell’illuminismo e del positivismo, che per sua natura rivendica la libertà di mantenersi agnostico, può avere senso? Ricordo che l’illuminismo è un movimento di idee che ritiene possibile risolvere i problemi delle persone, dell’economia, della politica e della società civile, con i soli lumi della ragione, quindi rifiuta la grazia nella sua dimensione sociale e messianica, la rivelazione e la dottrina sociale della Chiesa. L’agnosticismo invece afferma l’impossibilità di conoscere Dio, quindi la trascendenza, la fede, la redenzione divengono inincidenti nella vita delle persone, nell’organizzazione e nella gestione della società e dello Stato e delle attività economiche, le quali rimangono scelta dell’iniziativa individuale finalizzata al mero profitto e all’arricchimento di singoli o di una classe. Per spiegare il giudizio negativo, espresso nei confronti dell’impegno politico dei cattolici, così come attuato, in assenza di un dibattito costante nella Comunità dei credenti, fotografo il contesto socio/economico e politico dell’Italia contemporanea. Inizio dalla cultura e dalle leggi contro la vita, che hanno portato alla denatalità, fenomeno che squilibra negativamente i rapporti generazionali: invecchiamento della popolazione; aumento dei costi sociali; improduttività, decadenza politica, economica e culturale. Una nazione di vecchi non può avere l’energia richiesta per andare alla conquista di nuove frontiere. Lo spirito di avventura, le idealità innovative, l’amore per la ricerca scientifica e l’innovazione si inaridiscono e il futuro diviene paludoso e privo di vitalità. Proseguo indagando sui disastri sociali provocati dalla cul- tura e dalle leggi che hanno contribuito a minare le fondamenta della famiglia indissolubile, formata da uomo e donna. Le separazioni, i divorzi, le convivenze, il crollo dei matrimoni religiosi hanno prodotto un impoverimento nell’educazione delle nuove generazioni, un aumento di povertà (spirituale e materiale) e tolto slancio al progresso e allo sviluppo. La crisi economica, al di là delle rassicurazioni del governo è pesante. La ripresa economica sarà faticosa e più lenta di quella delle più significative economie europee. I disoccupati, nel corrente anno, potrebbero salire oltre i due milioni e mezzo e la cassa integrazione ordinaria e straordinaria continuerà a crescere. E’ doveroso ricordare gli aiuti pubblici e gli incentivi, concessi a favore delle attività economico-produttive i quali, in quanto finalizzati alla difesa di posti di lavoro e al pareggio di bilanci dissesta- ti, hanno aumentato artificialmente la domanda nell’immediato, con ineludibile crollo successivo. Continueremo anche nell’illusione che il radicamento, ad esempio, della Fiat in Italia, come quello di tante altre industrie e Centri di ricerca, debba essere eterno. Errore, i radicamenti territoriali per ragioni di produzione, efficienza, contenimento dei costi di produzione e commercializzazione del prodotto, inseguiranno sempre più i mercati e gli interessi dei grandi investitori. La Glaxo, chiude e licenzia i suoi 550 ricercatori del Centro di ricerca sulle neuroscienze di Verona, anche se la sua presenza in Italia è iniziata nel 1932. Anziché piangere e lamentarsi, come fanno tanti politici, sindacalisti e larga parte dell’opinione pubblica, ci si dovrebbe chiedere: perché il nostro Paese non è più attrattivo per la grande ricerca e per gli investitori stranieri? LA PRESENZA DEI CATTOLICI NELLA VITA DELLA SOCIETÀ È IRRINUNCIABILE, MA... BISOGNA RIPENSARE STILI, MODALITÀ E CONTRIBUTI G iorni fa i titoli d’apertura dei maggiori quotidiani, riportavano la notizia del crollo delle Borse e ne facevano risalire le cause alla crescita del disavanzo pubblico di tre Stati della Ue: Grecia, Spagna, Portogallo, ai quali si stava avvicinando l’Italia. Non è il caso di pensare al suicidio. I leader dell’Unione si sono impegnati a sostenere Atene. Il piano di salvataggio è generico, non prevede aiuti diretti, quindi se alle parole non dovessero far seguito interventi concreti e sostanziosi, la crisi, dei debiti di Stato della Grecia, potrebbe allargarsi a Spagna, Portogallo, Irlanda e giungere all’Italia. Detta crisi pare destinata a sfondare i confini dei Paesi deboli dell’Eurozona, pertanto è ragionevole temere, che si tratti di una crisi fiscale coinvolgente tutto il mondo occidentale. Unica eccezione potrebbero essere gli Stati Uniti, perché man mano che la situazione peggiora nell’Eurozona, gli investitori spaventati, portano i loro capitali in un “porto sicuro”, ovvero nel debito pubblico statunitense. Nel caso i miei timori prendessero corpo, l’entità del crollo economico e finanziario che verrebbe a soffocare l’Europa sarebbe di dimensioni mostruose. Il quadro economico è fosco. Il debito pubblico è a quota 114,9% del Pil contro i 115,1% della previsione fatta dal Governo, quindi in apparenza la situazione parrebbe migliorata. Non lasciamoci ingannare dalle apparenze, il debito è cresciuto a 1761 miliardi, a fronte dei 1663 miliardi del 2008 e il Pil nel 2009, è sceso del 4,9%, dunque siamo rimasti in piena crisi. Non prevedo la fine del mondo, perché le economie emergenti - Cina, India e Brasile diverranno i motori della ripresa planetaria. A dette nazioni si stanno sommando, per la pri- ma volta nella storia, alcune economie del Continente meno sviluppato del mondo. Il Fondo monetario internazionale, nella sua ultima analisi, ha espresso un’ipotesi inimmaginabile, sino a pochi anni fa. Nel 2010, ben otto dei venti Paesi a maggior crescita economica saranno africani. Ritorno alla situazione del nostro Paese per dire che la leadership del Centrodestra pare sottovalutare il problema morale, la gravità della situazione economico/occupazionale, i ritardi presenti nelle infrastrutture, nella ricerca, nell’innovazione e nel varo delle riforme strutturali, soprattutto non si rendono conto che gli equilibri mondiali geoeconomici si stanno spostando fuori dal sistema economico occidentale. Ciò che rende non credibile la sinistra è il modello di cultura istericamente moralista, giustizialista e oscurantista, che ha recato e reca danni all’econo- mia, ovvero frena la produzione, il commercio e favorisce la perdita di ricchezza e di posti di lavoro. Fatti che osteggiano la creazione di forme sane di imprenditorialità, occupazione e progresso. Mi riferisco, fra l’altro, al danno provocato all’economia e allo sviluppo scientifico dallo sciagurato referendum sul nucleare, il cui risultato è stato quello di far diventare l’Italia unico Paese del G8 senza centrali nucleari. Di conseguenza il nostro Paese è costretto ad acquistare energia nucleare da Francia, Svizzera e così via. Attenzione, il rischio derivato dal nucleare non è stato ridotto, mentre sono lievitati i costi che gravano sull’utenza: famiglie, aziende industriali e servizi. La lotta alla modernizzazione e allo sviluppo del Paese è incredibilmente ampia e articolata, si pensi ai no-Tav, contrari al collegamento ferroviario Torino-Lione, ossia ad un tratto della linea Lisbona-Kiev. Opera indispensabile a tenere l’Europa, quindi anche l’Italia, nel novero delle grandi potenze economiche. La classe dirigente italiana non avrebbe titolo e capacità, per traghettare l’economia italiana nel dopo crisi. I partiti, i sindacati, e larga parte del mondo imprenditoriale e culturale non hanno compreso che “interi blocchi di industria manifatturiera è andata fuori mercato (Guidalberto Guidi) e che è irresponsabile ignorare la globalizzazione dei mercati e l’entrata, negli stessi, delle cosiddette nazioni emergenti. Per concludere è vero che l’attuale classe dirigente non rappresenta i cattolici, ma è altrettanto vero che i cattolici direttamente o per omissione, sono stati parte attiva nel disastro che ho descritto. Per non ingenerare confusione preciso che la presenza dei cattolici nella vita della società è irrinunciabile, ma bisogna ripensare gli stili, le modalità e i contributi. CHIESA P A G I N A 7 CHIESA LOCALE ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010 COOPERATORI SALESIANI AGENDA del VESCOVO GIOVEDÌ 18 A Como, al mattino, Consiglio episcopale; nel pomeriggio, visita pastorale alla Caritas. Sull’esempio di don Bosco VENERDÌ 19 E DOMENICA 21 Visita pastorale alla zona Prealpi: Albiolo. SABATO 20 Visita pastorale all’Ufficio comunicazioni Sociali; a Como-San Fedele, alle ore 16.00, rito di elezione dei prossimi neofiti. SABATO 20 FEBBRAIO, ALLE ORE 16.00 NELLA BASILICA DI SAN FEDELE IN COMO IL VESCOVO ELEGGE I CATECUMENI AI SACRAMENTI PASQUALI Inizierà alle ore 16.00 di sabato 20 febbraio, nella basilica di San Fedele in Como, la celebrazione del rito attraverso il quale il vescovo prende atto della preparazione “remota” effettuata nel tempo del catecumenato, e avvia il tempo della preparazione “prossima”, che è quello della Quaresima. Quest’anno sono otto le persone che si presentano a questo appuntamento; con loro saranno gli accompagnatori, i prossimi padrini e madrine, qualche rappresentante delle parrocchie di provenienza: non una grande assemblea, ma comunque un segno reale e visibile di un dono che il Signore fa - con discrezione e pazienza, com’è nel suo stile - a tutta la Chiesa di Como. Nel corso di questa Quaresima, preghiamo per questi nostri fratelli e sorelle, perché possano vivere seriamente e serenamente i prossimi “passaggi”, fino alla celebrazione solenne dei Sacramenti (battesimo, confermazione, eucaristia) nella veglia pasquale in Cattedrale (sabato 3 aprile). E preghiamo anche perché chi esercita il servizio pastorale non trascuri questi “ultimi arrivati”, ma li introduca con saggezza e lucidità nell’intera esperienza ecclesiale. LUNEDÌ 22 A Verona commissione per il decennio sull’educare. INCONTRO UCID COMO MARTEDÌ 23 A Como, in Seminario, al mattino, consiglio presbiterale; a Como, nel pomeriggio, incontro con i responsabili delle scuole cattoliche. MERCOLEDÌ 24 A Pellio Intelvi, incontro con il clero giovane. GIOVEDÌ 25 A Como, al mattino, consiglio episcopale; a Como, nel pomeriggio, udienze e colloqui personali. DA VENERDÌ 26 A DOMENICA 28 Visita pastorale alla zona Prealpi: Cagno, Concagno, Solbiate. DALLA Curia NOMINE E PROVVEDIMENTI DAL 1° MARZO Don Bruno Biotto, parroco di Piazza Santo Stefano. O gni anno, alla fine di gennaio, la festa di S. Giovanni Bosco raduna al “Salesianum” di Tavernola molti amici del santo; salesiani Cooperatori, devoti di Maria Ausiliatrice, simpatizzanti e tante persone affascinate dalla figura del sacerdote che ha vissuto per i giovani, insegnando loro a vivere in grazia di Dio e ad evitare il male. Anche quest’anno, domenica 31 gennaio, il “Salesianum” ha visto l’attiva partecipazione di parecchi amici che hanno festeggiato ed hanno riflettuto sulla sua vita con il tema “S. Giovanni Bosco, lavoratore, educatore, incompreso?”. In mattinata don Antonio Simeon Sdb ha sviluppato la riflessione iniziando dal ruolo del lavoro nella vita di don Bosco. Il santo, in un tempo in cui materialismo, marxismo e laicismo devastavano le anime, ebbe una precisa intuizione. La preghiera rimaneva elemento essenziale di ogni spiritualità, ma per salvare le anime occorreva un lavoro intenso ed instancabile. Fino a 50 anni non dormì più di cinque ore a notte. Vegliava una intera notte alla settimana a tavolino per sbrigare la corri- IN RICORDO DI MONS. LUCIANO SALVADÉ «FA’, O SIGNORE, CHE NEL SABATO DELLA VITA ETERNA RIPOSI IN TE» Domenica 28 febbraio cade il secondo anniversario del transito di don Luciano. La coincidenza con il ricordo della trasfigurazione di Gesù ci confermi nella convinzione che, come Lui, anche noi «solo attraverso la passione possiamo giungere al trionfo della risurrezione». Partecipando alla medesima Eucaristia, anche se distinti nelle diverse chiese e comunità, preghiamo in suffragio di don Luciano: la misericordia del Padre sia per lui come rugiada celeste, e lo mantenga nell’eterna pace (a due sante Messe verrà applicata esplicitamente questa intenzione: quella delle ore 11.00 nella cappella del cimitero maggiore di Como, e quella delle ore 16.00 nella basilica di Sant’Abbondio). INCONTRO FAMILIARI DEL CLERO A COMO Giovedì 18 febbraio, dalle ore 14.30 alle 16.30, i Familiari del Clero si incontrano per il loro momento formativo presso il Centro Pastorale “Cardinal Ferrari” a Como. La riflessione sarà offerta da monsignor Armando Bernasconi. Seguirà un momento di approfondimento dello Statuto. Perciò si invitano tutti i “Familiari” a leggere i primi tre articoli sulla Rivista di gennaio ed a riflettere sulle domande per poi discuterne insieme. spondenza e preparare i suoi scritti per le “Letture cattoliche” da lui fondate. E che dire delle ore di confessionale? Vi erano circostanze in cui confessava 10, 12, fino a 18 ore al giorno. Non meno usuranti le ore dedicate alle udienze che centinaia di persone, specie negli ultimi anni, gli chiedevano. Analizzando poi “don Bosco educatore”, il relatore ha messo in evidenza come il suo sistema educativo, chiamato “Sistema preventivo” sia sintetizzato in tre espressioni fondamentali: ragione, religione, amorevolezza. Viene spontaneo chiedersi: come è possibile che un santo ponga nel suo trinomio educativo la religione al secondo posto? Non è proprio lui che afferma: “Non è possibile dare vera educazione senza un fondamento religioso?”. In realtà egli è del parere che: - la religione “impregna” gli altri due elementi (ragione e amorevolezza) - la ragione stessa è piena di motivi religiosi. Per cui nel trinomio viene ad essere al primo posto. Don Simeon ha ricordato, infine, l’incompreso. Anche per il nostro fondatore l’incomprensione è stata una dolorosa compagna di viaggio per tanta parte della sua vita e dai fronti più inattesi. Perfino alcuni suoi confratelli sacerdoti pensarono, ad un certo punto, a un don Bosco impazzito. E vennero per condurlo in Lunedì 22 febbraio, alle ore 19.30, presso l’Hotel Palace di Como si terrà la tradizionale conviviale dell’Ucid. Ospite della serata il dott. Lodovico Alfieri, responsabile del centro terapia infertilità di coppia dell’ospedale Valduce di Como, il quale interverrà su: Riflessione su alcuni aspetti della procreazione medicalmente assistita. MOVIMENTO EUCARISTICO DI COMO La prossima ora di adorazione è in programma per sabato 6 marzo, alle ore 16.20, presso la chiesa di Santa Cecilia (chiesa dell’Adorazione). Vi saranno letture e meditazioni a cura di don Andrea Meloni, cui seguiranno momenti di silenzio e adorazione. Durante l’incontro sarà distribuito l’avviso per la Settimana Santa. manicomio. Con abile stratagemma riuscì invece a farvi condurre i suoi soccorritori. Ma allora viene spontaneo chiedersi: chi l’ha compreso il povero don Bosco? Moltissimi, dal Papa, al re, a ministri, a vescovi, a folle intere. Ma più di tutti e sopra tutti lo hanno compreso fino in fondo i giovani. Con lui si sentivano in perfetta sintonia, l’ammiravano, l’amavano, lo seguivano. Scoprivano in lui la presenza di un cuore così grande, sensibile, aperto ai loro segreti desideri che nessun papà o mamma avrebbe potuto di più. Riemerge il ricordo della prima prigione che don Bosco visitò. Un ragazzo chiese al compagno di cella: “Chi è quel prete che piange?” “È don Bosco” “E perché piange?” “Perché ci vuole bene. Anche mia mamma piangerebbe se mi vedesse qui…” Al termine della riflessione il coordinatore locale dei salesiani Cooperatori, Antonio Cocco, ha parlato del pellegrinaggio che l’Associazione LA QUARESIMA AL MONASTERO DI GRANDATE Per grazia siamo stati salvati (cfr Ef 2,5) Anche in questa Quaresima 2010 il Signore ci viene a cercare per farci conoscere il suo amore e perché possiamo vivere da persone salvate, redente. Lo monache benedettine di Grandate propongono incontri, aperti a tutti, di ASCOLTO E CONDIVISIONE DELLA PAROLA DI DIO Gli incontri si terranno il venerdì alle ore 20.30. Ecco il calendario: 19 febbraio; 26 febbraio; 5 marzo; 12 marzo; 19 marzo; 26 marzo Per info: Monache benedettine, via Giovanni Paolo II, 22070 – Grandate (Co), telefono 031-564823. ha in programma per il prossimo mese di giugno e che, orientativamente, avrà come meta il Santuario della Madonna di Gallivaggio e la visita a Chiavenna. La mattinata si è chiusa con la celebrazione eucaristica, presieduta da don Simeon, durante la quale si è rinnovata la “Promessa” da parte dei Cooperatori; è seguito il bacio della reliquia di san Giovanni Bosco. Nel pomeriggio, dopo un ottimo pranzo, il consigliere Ferdinando Marchini ha ricordato ai presenti i prossimi incontri per gli associati a Tavernola al pomeriggio del 13 marzo e del 10 aprile e la Prima Conferenza Annuale e Giornata di Spiritualità del 9 maggio, durante la quale si terranno le elezioni per il nuovo Consiglio. Marchini ha poi informato sulle tante iniziative pastorali a livello diocesano indicando sul “Settimanale della diocesi” i vari articoli che le illustrano. Infine ha relazionato sulle molte visite fatte ai Cooperatori e simpatizzanti, specialmente a chi è impossibilitato a frequentare le nostre riunioni. La festa ha trovato felice conclusione nel concerto vocale del coro “S. Maria dei Miracoli” di Morbio Inferiore (Svizzera), molto apprezzato dal pubblico. ANTONIO NEGRINI Tutta la famiglia del Settimanale è vicina a don Giovanni Illia per la scomparsa del caro papà ORTENSIO e assicura vicinanza fraterna nella preghiera P A G I N A 8 CHIESA VISIT AP ASTORALE VISITAP APASTORALE IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010 Dopo una breve pausa, il Vescovo riprende la visita pastorale alle parrocchie della zona Prealpi. Venerdì 19 e domenica 21 incontrerà la comunità di Albiolo ALBIOLO IL PAESE IN PILLOLE A lbiolo si trova in provincia di Como, ad ovest del capoluogo, al confine con la provincia di Varese ed in prossimità del confine svizzero, nella zona Prealpi. Le sue origini si perdono nel periodo romano tra il I e il II sec d.C. Una testimonianza del periodo medioevale è l’Oratorio di San Martino, detta anche Chiesa di Sant’Anna, esempio ben conservato del romanico lombardo, dove troviamo affreschi di autori locali del XIV-XV e XVI sec. raffiguranti Santi e Madonne del latte. Proprio all’Oratorio di San Martino è dedicata la festa più importante per la Comunità, l’ultima domenica di luglio, che vede la partecipazione dei fedeli delle Parrocchie dei paesi vicini e della vicina Svizzera. Dal 2003 è parroco don Lorenzo Livio, il quale è circondato da fedeli che partecipano alla vita della Parrocchia, consapevoli della necessità della loro corresponsabilità per la vita della Comunità stessa. La missione educativa della Parrocchia si esprime soprattutto attraverso la catechesi per bambini e ragazzi e le attività dell’Oratorio. LA FORMAZIONE La proposta di catechesi, oltre a raggiungere tutti i ragazzi dalla 1^ elementare alla 3^ media, è offerta anche a tutti gli adulti con una frequenza mensile. Vengono anche proposti 2 incontri distinti all’anno per i genitori dei ragazzi che devono ricevere i Sacramenti: Prima Confessione, Prima Comunione e Cresima. Il percorso di formazione cristiana interessa circa 180 bambini e ragazzi dalla 1^ elementare fino alla 3^ media. I catechisti della Parrocchia sono una ventina. Ogni catechista accompagna i propri ragazzi lungo tutto il cammino dalla 1° elementare alla 3° media, creandosi così un rapporto di reciproca fiducia e un importante punto di riferimento per i ragazzi. Per la catechesi delle superiori, si ha la presenza di circa 15 ragazzi. L’Obiettivo è quello di imparare a vivere nella concretezza della quotidianità il proprio credo e di iniziare concretamente a mettersi al servizio della Comunità, della Chiesa. Il tema dominante è l’animazione in oratorio, a partire dal significato dell’essere animatori. Sono impegnati nelle attività di animazione oratoriale, la domenica pomeriggio, con l’organizzazione di giochi, momenti di condivisione e attività manuali di laboratorio; tutto questo trova il culmine del loro en- LA NASCITA DEL CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE In occasione della visita pastorale attuando il piano diocesano è stato costituito il Consiglio Pastorale Parrocchiale,il quale era supplito dalla Assemblea Parrocchiale, dove tutta la Comunità era invitata a partecipare per definirne le scelte.Con la costituzione del CPP ci siamo proposti, comunque, di continuare a rendere partecipe la Comunità intera mantenendo anche le Assemblee Parrocchiali.Potrebbe diventare sicuramente qualificante, per la vita cristiana della Parrocchia, la crescita e il consolidamento del CPP, quale momento di verifica, riflessione, sintesi e comunione tra le varie anime della Comunità, per realizzare una organica azione Pastorale che tenga conto delle reali esigenze esistenti nella Parrocchia, come anche delle indicazioni del piano pastorale diocesano. Inoltre, con l’avvio di una collaborazione sempre maggiore di pastorale integrata, il CPP assume un punto di riferimento indispensabile per il confronto e la condivisione dell’esperienza cristiana con i CPP delle altre Parrocchie, anche nell’eventuale prospettiva futura di una unità pastorale. tusiasmo nell’organizzazione e realizzazione del Grest che si svolge al Centro Sportivo dell’Oratorio. I giovani partecipano al cammino proposto dalla Pastorale Giovanile Zonale e Diocesana attraverso gli incontri di Scuola per Animatori (SPADO). Grazie anche alla collaborazione di sacerdoti esterni, ogni anno è proposta la Catechesi per gli adulti. Albiolo non fa eccezione rispetto alle altre realtà. Vi è un sempre maggiore venir meno del vivere la domenica come Giorno del Signore: per molti è giorno di evasione, acquisti, sport, turismo, hobby di moda. presenza importante per bambini, ragazzi, giovani, adulti e famiglie. L’Oratorio punta ad essere un ponte tra la Chiesa e la famiglia, espressione di una Comunità che ha a cuore la crescita dei ragazzi e delle famiglie. Le attività proposte in Oratorio mirano a costruire un ambiente dove è bello stare insieme per condividere lo stile insegnato da Gesù. Proprio per questo si cerca sempre più di coinvolgere bambini e ragazzi con le famiglie, anche se a volte i numeri demoralizzano coloro che si prestano all’animazione e organizzazione delle domeniche pomeriggio. L’IMPEGNO DEI GRUPPI IL BOLLETTINO All’inizio del 2009 è sorta la “Caritas Parrocchiale” di Albiolo. L’obiettivo principale che la Caritas si prefigge è quello di aiutare tutti a vivere la testimonianza cristiana non solo come fatto privato, ma anche soprattutto come esperienza comunitaria. Il Gruppo Missionario è impegnato a sostenere varie realtà di missione e l’appuntamento importante e tradizionale più vissuto e più partecipato, anche dalla Comunità Parrocchiale, è la Mostra/Mercato Missionaria organizzata in occasione della Festa dell’Immacolata. Recentemente collabora con il Sermig di Torino per il progetto “Medicinali usati”. Il Gruppo Sportivo dell’oratorio di Albiolo nato nel 1967 coinvolge 65 ragazzi con 4 squadre di calcio, organizza vari tornei anche a scopo benefico ed attività sciistiche; è affiliato al CSI. L’Oratorio si colloca all’interno della Parrocchia come La Comunità di Albiolo ha un proprio giornalino parrocchiale “Il nuovo curbatt” presente dal 1967. Questo giornalino viene pubblicato 3 volte all’anno, in occasione del Santo Natale, Santa Pasqua e Festa di sant’Anna e viene consegnato, da parte di volontari, in tutte le famiglie. La Parrocchia è presente in internet con un sito proprio (www.parrocchiadialbiolo.org) dove vengono presentate l’identità e le attività o feste in programma. Inoltre la Parrocchia è presente anche nel sito della Diocesi. PASTORALE INTEGRATA Per quanto riguarda la pastorale integrata si è già avuta l’occasione di collaborare con i Parroci delle Parrocchie interessate. È certamente possibile un più proficuo cammino unitario soprattutto per la Catechesi, la vita d’Oratorio e gli incontri di preghiera. La Parrocchia è presente in Zona Prealpi attraverso i rappresentanti laici dei vari Gruppi: Missionario, Caritas, Consiglio Pastorale zonale, Azione Cattolica, Giovani, Comunicazioni Sociali. LA COMUNITA’ PARROCCHIALE Attualmente gli abitanti sono 2.632 suddivisi in 1.045 famiglie. La popolazione è in crescita non solo per le nascite ma anche per l’espandersi del paese verso la periferia con la costruzione di numerose abitazioni. Questo ha permesso la crescita dell’immigrazione: attualmente il 4 % degli abitanti è costituita da migranti. Per quanto riguarda i servizi pubblici sono presenti in paese: la Scuola dell’infanzia “Fondazione Maria Nessi” a cui la Parrocchia è legata fin dalla sua origine, e la scuola primaria. Per le scuole secondarie di primo grado si fa riferimento al plesso scolastico di Valmorea. Per quanto riguarda le attività presenti sul territorio e le occupazioni si ha la presenza nel paese di diverse attività commerciali e artigianali. Data la vicinanza con la Svizzera sono molti i frontalieri che hanno trovato lavoro oltre confine, mentre altri sono costretti ad andare fino a Milano per il lavoro o lo studio. Spostamenti che influiscono sulla vita parrocchiale perché impediscono la partecipazione a diversi incontri comunitari, specialmente durante la settimana. Le Associazioni presenti e operanti sul territorio sono: associazioni ecclesiali (Azione Cattolica; Apostolato della Preghiera), associazioni di volontariato socio assistenziale (“il Sole” dipendente dalla sede di Solbiate Comasco; “Casa di Enrico” Agorà; Gruppo Avis Valmorea; Unitalsi con sede ad Olgiate Comasco); associazioni culturali e ricreative (Associazione Culturale; Pro Loco Albiolese; Gruppo Anziani; Coro gospel “Free Angels’ Voices Gospel Choir”; Gruppo Alpini); Protezione Civile; associazione Sportive (Poli-sportiva; Gruppo Sportivo dell’Oratorio). L’Oratorio di San Martino la visita a Ponna PROGRAMMA Il Vescovo inizierà la Visita Pastorale venerdì 19 febbraio, incontrando il clero della parrocchie di Solbiate, Concagno, Cagno, Albiolo. In serata incontrerà i Consigli pastorali e Consigli degli Affari Economici delle quattro parrocchie nel salone dell’Oratorio di Solbiate. Domenica 21 febbraio ad Albiolo, mons. Coletti visiterà, in mattinata, la chiesa di S.Anna. A seguire celebrerà la S.Messa nella chiesa parrocchiale. Nel pomeriggio di domenica è previsto l’incontro con adolescenti e giovani delle quattro parrocchie. CHIESA VISIT AP ASTORALE VISITAP APASTORALE IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010 Giovedì 11 febbraio, in occasione della Giornata Mondiale del Malato, il Vescovo ha fatto visita alla struttura di Solbiate Comasco. Un momento di condivisione con chi vive nella sofferenza IL VESCOVO AL FATEBENEFRATELLI PER LA GIORN ATA DEL IL DOLORE E LA REDENZIONE P A G I N A 9 MALATO I n occasione della XVIII Giornata mondiale del malato, l‘11 febbraio il vescovo Coletti ha visitato nel pomeriggio la Residenza Sanitaria Assistenziale “San Carlo Borromeo” di Solbiate Comasco. Ad accoglierlo, il sindaco di Solbiate Giulio Colombo, il parroco don Cesare Bianchi, il superiore della Casa di riposo padre Pier Damiani e l’assistente della Sottosezione di Como dell’ Unitalsi don Omar Corvi. Erano presenti, oltre ai numerosi ospiti del “Fatebenefratelli”, anche molti altri anziani provenienti dalle parrocchie della Zona Prealpi. Il benvenuto al vescovo Diego da parte dei numerosi anziani, di tutto il personale della Casa di riposo, delle numerose associazioni di volontariato presenti e dei parroci della Zona Pastorale Prealpi è stato pronunciato dal priore padre Pier Damiani. Subito dopo, Virginia, una delle ospiti, ha letto una preghiera per ringraziare il Signore di tutto quello che la vita ha donato agli anziani, ricordando quanto può essere difficile, per chi è avanti negli anni, lottare contro i momenti di desolazione, solitudine e sconforto. Durante la solenne concelebrazione eucaristica il vescovo Diego, prendendo spunto dal Vange- lo delle nozze di Cana e dal messaggio di papa Benedetto XVI per la Giornata, ha ricordato che malattia e sofferenza non si possono eliminare, ma possono essere trasformate in riscatto e redenzione, in unione con Cristo che ha sofferto con infinito amore. Per poter vincere il dolore e lo scoraggiamento, molto spesso imprevisti, l’intervento di Maria a Cana è di conforto e aiuto. La Madonna non è rimasta a guardare, ma ha voluto rimediare ad un’organizzazione non perfetta della festa. Così, anche se non è sempre facile, chi è malato non deve isolarsi e chiudersi in sé, ma aprirsi alla speranza, vivere la sua situazione con fede, e cercare di dare la sua testimonianza a quelli che gli sono intorno, alle persone che gli vogliono bene, a tutti quelli che incontra. Nella sua vita terrena Gesù ha condiviso la condizione degli uomini, fatta di gioie ma anche di sofferenza e di morte; è la logica della Croce che ci svela il vero, nuovo significato del dolore: se accolta con fede, proprio tramite la Croce siamo inseriti nel Piano divino della Salvezza. Di questo disegno fan parte anche tutte le persone che ogni giorno svolgono il servizio ai malati e ai sofferenti, nell’umiltà e nella quotidianità, dimostrando con competenza e bravura la compassione di Cristo per i più deboli. La Celebrazione eucaristica si è chiusa con la recita della preghiera alla Vergine di Lourdes. L’11 febbraio, infatti, ricorre la memoria della prima apparizione della Beata Vergine Maria a Bernardette. Il ringraziamento di tutte le parrocchie è stato rivolto al vescovo Diego da don Mario Ziviani, vicario foraneo e parroco di Uggiate e Ronago. La giornata si è conclusa con il saluto personale del Vescovo a ogni Il vescovo Diego Coletti al Fatebenefratelli (fotoservizio R.R.) P.D. VISITA PASTORALE L’ORATORIO DI SAN MARTINO AD ALBIOLO LA CHIESA DEI CONTADINI ra i tesori d’arte della nostra zona dobbiamo ricordare l’Oratorio di San Martino di Albiolo del secolo XII-XIII noto come chiesa di Sant’ Anna. Non esistono documenti che ci permettono di stabilire una data sicura: solo la forma, lo stile semplice e il materiale usato ci fanno rilevare l’impronta romanica che vediamo nella modesta facciata a capanna, nella mononavata, nelle capriate lignee, nell’arcone del presbiterio in pietra comacina e sopratutto nell’abside in tufo con lesene verticali, archetti ciechi e due piccole monofore. Verso la fine del ‘400 si ottenne l’allungamento esterno mediante degli spioventi del tetto. Sul lato meridionale si costruì il portico e su quello settentrionale due vani: uno utilizzato come sacrestia e uno come luogo di riunioni. Nel 1671 fu costruito il campanile incorporato in uno dei due vani a sostituzione di quello primitivo che possedeva una sola campana. La faccia- T ta a capanna, volta verso ovest, presenta un semplice portale sormontato da una finestra rettangolare che immette la luce nella navata. L’affresco rappresentante San Martino sopra la porta fu eseguito in seguito agli ordini dei Vescovi intorno al 1590. L’interno è molto semplice. Ha una navata che termina con un abside interamente decorata con affreschi datati 1568. Tra il 1300 e il 1500 l’Oratorio fu decorato con affreschi sia internamente, che all’esterno. La tradizione racconta che questo Oratorio sarebbe stato adibito a lazzaretto durante la peste del XVI e XVII secolo e successivamente, per la disinfezione sarebbe stato intonacato con calce. Solo dopo il 1960, furono portati alla luce suddetti affreschi e quindi restaurati. Questi affreschi non rappresentano un ciclo pittorico, ma sarebbero degli ex voto commissionati ad artisti locali. Non si conoscono con sicurezza i nomi dei pittori e le loro opere ci presentano un’arte semplice, popolare, povera di materiali (usano solo terre) ma molto espressiva. La chiesa è dedicata a San Martino ritenuto protettore dei contadini. Questo Santo si festeggia l’11 novembre. Nell’antichità gli affitti dei terreni e le decime dei frutti del raccolto, venivano versati proprio il giorno di San Martino: Capodanno agricolo. La denominazione di chiesetta di Sant’ Anna nacque più tardi. La chiesa possedeva il simulacro di una Madonna rivestita di un prezioso damasco: questa statua era detta “Madonna di San Martino”. Dopo varie sollecitudini dei Vescovi di cambiare la statua, il parroco nel 1929 sostituì la statua della Madonna con quella di Sant’Anna, fatta arrivare dalla Val Gardena, opera in legno dell’artigianato locale. La festa liturgica cade il 26 luglio, giorno in cui la Chiesa ancora oggi festeggia i Santi Gioacchino e Anna. LA STORIA DEL “FATEBENEFRATELLI” La R.S.A. “San Carlo Borromeo”, fondata nel 1917, è un centro assistenziale dell’Ente Ecclesiastico denominato “Provincia Lombardo-Veneta dell’Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio”, più semplicemente chiamato: “Fatebenefratelli”. “La cura del corpo è mezzo per la salvezza dell’anima”. Queste parole di san Giovanni di Dio riassumono il compito originale dell’Ordine ospedaliero. La Casa di riposo di Solbiate ospita 175 anziani, in prevalenza donne, alcune delle quali ultracentenarie. Il personale religioso è composto dal priore, da altri due religiosi, da un cappellano betharramita e da tre Suore della Carità di san Giovanni di Dio, provenienti dalla regione indiana del Kerala. L’assistenza sanitaria è garantita 24 ore su 24 da un medico residente. Il personale del “Fatebenefratelli” è composto da 3 medici fissi, un direttore e un vice direttore sanitario oltre alla presenza attiva di medici “gettonisti” . Il restante personale è costituito dagli O.S.S., dagli ASA, dagli ausiliari e da una quindicina di volontari. La struttura è suddivisa su cinque piani di degenza. I primi due accolgono in prevalenza ospiti affetti da disturbi cognitivi, per i quali è previsto un alto carico assistenziale. Gli altri tre piani sono prevalentemente destinati ad accogliere anziani affetti da disabilità motorie. Tutti gli ospiti risiedono in camere singole o a due letti. Agli ospiti è offerta la possibilità di partecipare alla Santa Messa della Domenica e del mercoledì pomeriggio. Tra i servizi offerti ci sono la fisioterapia, per riabilitare e mantenere le capacità motorie e funzionali dell’anziano, e l’animazione, che, tramite laboratori e progetti vari, si avvale di tutte le attività per favorire la discussione, l’espressione del pensiero, le emozioni e le capacità psico-cognitive degli ospiti. P A G I N A 10 CHIESA VISIT AP ASTORALE VISITAP APASTORALE IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010 LA VISITA PASTORALE A BIZZARONE Nemmeno la neve ha fermato la visita pastorlae di mons. Diego Coletti alla zona Prealpi. Dal 5 al 7 febbraio il Vescovo è stato accolto delle comunità di Bizzarone e Rodero. IN FESTA TRA SOLE E NEVE I l Vescovo è giunto a Bizzarone venerdì mattina ed ha subito celebrato i funerali di un parrocchiano defunto il giorno precedente. “E’ un fatto sicuramente inusuale - ha spiegato prima di iniziare la funzione - cominciare una visita pastorale con un funerale, ma significa essere vicino, essere parte di una comunità in uno dei suoi momenti più alti e più importanti”. Dopo il rito funebre ha ricevuto il ben- venuto dal sindaco Guido Bertocchi che lo ha accompagnato, assieme a don Rodolfo, a visitare dapprima la scuola materna, quindi la scuola primaria “Perlasca”. Alla materna è stato accolto dall’assessore alla pubblica istruzione Felice Bernasconi, dalla presidente Laura Gottardo e dalla direttrice Flavia Manduci. L’incontro con i piccoli è stato particolarmente simpatico e festoso: dopo alcuni canti, al Vescovo è stata donata un’offerta per la Caritas da destinare ai piccoli di Haiti ed una tavolozza a ricordo di questa visita con le firme di tutti i bambini. Identico en- tusiasmo e calore alla scuola primaria, con i bambini a presentare un piccolo spettacolo canoro e a rivolgere alcune domande al Vescovo. L’attenzione che regnava deponeva a favore dell’importante momento ma soprattutto della grande capacità di mons. Coletti di intrattenersi con i giovani. Visitate le due scuole e salutato il personale del Comune, il ritorno in Parrocchiale, in uno scenario davvero suggestivo reso tale da una fittissima nevicata che ha accolto mons. Stretti al Vescovo “E’ stata una due giorni particolarmente intensa, dove la comunità tutta si è stretta attorno al proprio Vescovo: lo ha accolto calorosamente, si è presentata nella sua totalità, lo ha ascoltato con grande attenzione e, ne sono certo, saprà far tesoro delle risposte e delle parole ricevute. Dobbiamo ringraziare il nostro Vescovo per aver voluto dedicarci tanto tempo ed aver voluto conoscere così bene la nostra piccola realtà: ora starà a noi far fruttare nel migliore dei modi questo suo impegno”. Così don Rodolfo Olgiati, prevosto di Bizzarone, ha sintetizzato la visita pastorale che mons. Diego Coletti ha compiuto a Bizzarone venerdì 5 e domenica 7 febbraio, ben quattordici anni dopo la precedente visita effettuata da mons. Alessandro Maggiolini il 9 marzo 1996. Che si sia trattato di una due giorni molto intensa non vi è dubbio alcuno: vari e particolari sono stati i momenti di incontro del Vescovo con la comunità, momenti che senza dubbio lasceranno un particolare ricordo in quanti - molti - hanno avuto occasione di incontrare il Vescovo ed ascoltare le sue parole. Coletti sin dalla mattinata ma che non ha impedito il regolare svolgimento del programma. LA COMUNITA’ DI BIZZARONE Arrivederci Vescovo Diego... “L’inaugurazione” D opo la S.Messa il programma prevedeva l’inaugurazione del nuovo Centro medico polifunzionale comunale al centro “Le Ginestre”. Anche qui una considerevole folla ha accolto il Vescovo, che ha ricevuto il saluto ufficiale da parte delle autorità comunali: “…un benvenuto che vuole andare oltre la formalità, per trasformarsi in un cordiale ed amichevole bentornato a Bizzarone” -ha detto il sindaco Guido Bertocchi - che ha ricordato la visita di mons. Coletti dell’agosto 2008 in occasione della solennità dell’Assunta, che ha ringraziato il Vescovo per non aver lasciato la comunità di Bizzarone senza parroco (in quei giorni la sede era vacante) ed infine per aver accettato l’invito di inaugurare il nuovo centro medico, “…un orgoglio per la nostra Amministrazione”. Dopo la presentazione della nuova struttura è seguito proprio l’intervento di mons. Coletti che ha sottolineato le finalità di un simile centro medico, ponendo l’accento sulla sua polifunzionalità e sull’ampio bacino d’utenza che ne sarà interessato. Lo stesso Vescovo ha impartito la benedizione e, con il sindaco, tagliato il nastro prima di visitare i locali, dove i vari medici hanno illustrato attività ed apparecchiature. La domenica del Vescovo Diego a Bizzarone è iniziata con il saluto da parte delle associazioni del paese (con Damiano Colombo, presidente degli Avisini, che ha omaggiato il Vescovo con un quadro di fotografie a ricordo della sua precedente visita a Bizzarone) e da parte del Consiglio pastorale parrocchiale. “Vogliamo essere un unico corpo, come recitava la liturgia di alcune domeniche fa, che riceve unità, energia e vita dal rapporto di comunione con il suo capo, il Cristo. In comunione con il nostro parroco e con lei, eccellenza, pastore della Chiesa comasca, rinnoviamo il nostro impegno e aspettiamo da lei indicazioni, consigli, suggerimenti e stimoli…” ha detto Giammaria Galli al Vescovo, nel presentare un Consiglio pastorale in carica da pochi mesi, nominato da don Rodolfo Olgiati lo scorso dicembre dopo il suo arrivo a Bizza-rone. Chiare ed al tempo stesso profonde sono state le indicazioni del Vescovo ad una platea molto attenta. L’accento è stato puntato sull’importante ruolo dei laici nella vita della parrocchia e sul valore degli insegnamenti del Vangelo nella vita di tutti i giorni: insegnamenti da conoscere, certo, ma soprattutto da mettere concretamente in pratica nella quotidianità. Belle parole sono state spese sull’importanza del volontariato inteso come servizio, con il fine ultimo dell’operare unicamente per il bene comune. E’ seguita la Santa Messa con una parrocchiale di Sant’Evasio gremita di fedeli - molti i giovani presenti concelebrata insieme a don Rodolfo, da mons. Angelo Riva, vicario episcopale per la cultura ma, nell’occasione, soprattutto cittadino bizzaronese. Erano presenti, oltre al Sindaco, il comandante dei Carabinieri, della Polizia Locale ed una rap- presentanza della Guardia di Finanza. L’omelia è stata un’ulteriore forte esortazione a vivere con pienezza la propria fede, una fede vera, lontana dall’esteriorità del singolo momento o della singola cerimonia, fede da non vivere come semplicistica risposta ad un precetto. Al termine della celebrazione eucaristica, sul sagrato di una chiesa questa volta illuminato da una bellissima giornata di sole, giovani e meno giovani hanno ringraziato il Vescovo della visita con il simbolico lancio di alcuni palloncini colorati, momento festoso cui il Vescovo non si è minimamente sottratto lanciando egli stesso un palloncino ed intrattenendosi con i presenti. Nel primo pomeriggio il Vescovo ha quindi visitato, accompagnato da don Rodolfo e mons. Riva, il cimitero per un momento di preghiera e di raccoglimento. Particolarmente toccante, per i numerosi bizzaronesi presenti, è stata la visita alle tombe di quattro preti: don Gentile Riva (originario di Bizzarone), vicario a Lanzo Intelvi e Rovellasca e parroco di Bene Lario, morto nel 1994 e su quelle di don Gaetano Ronchi morto nel 1936, di don Giovanni Battista Bianchi morto nel 1954 e di don Costantino Monti scomparso nel 1992. Tutti e tre sono stati parroci a Bizzarone per lunghissimo tempo: don Ronchi per 38 anni dal 1898 al 1936, don Bianchi per 18 anni dal 1936 al 1954, don Costantino Monti per 29 anni dal 1963 al 1992. Il congedo da Bizzarone e dai bizzaronesi è stato estremamente cordiale e simpatico, perfettamente in linea con la due giorni di visita pastorale e si è materializzato in un arrivederci: “Vi inviterò tutti in Cattedrale dove avrete voi modo, questa volta, di venire a trovare me…”. P A G I N A 11 CHIESA VISIT AP ASTORALE VISITAP APASTORALE IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010 Sabato 6 febbraio mons. Diego Coletti ha incontrato la comunità di Rodero. Ecco i ricordi di quella giornata nelle parole di bambini, genitori, anziani e ammalati. “PERCHE’ LA FESTA CONTINUI...” IL VESCOVO A RODERO S abato 6 febbraio Rodero ha vissuto una particolare giornata di festa e di fraternità con il Vescovo. La neve, caduta più abbondante del previsto il giorno precedente, non ha provocato variazioni al programma, grazie anche al solerte impegno di diversi volontari, della protezione civile e della ditta appaltatrice. Solo i doganieri svizzeri, preoccupati dell’eccessivo numero di corone e colombe di pace hanno prolungato l’attesa del parroco don Adolfo e del sindaco Attilio Epistolio. Neppure un caffè. Subito la visita alla “Casa di Gabri” (coop. Agorà), aperta lo scorso 2 marzo; ospita bambini affetti da malattie rarissime, la cui vita è spesso come quella “del fiore del campo”. Lo stesso nome dato a questa casa-famiglia ricorda un bambino prematuramente scomparso (Gabriele). Don Angelo Epistolio, direttore, sacerdote della diocesi di Lugano, nativo di Rodero, ha presentato la struttura, i bambini e il personale (suore Figlie di S. Anna di Ranchi-India, infermiere, volontari ecc.) che con grande amore e forza d’animo si prendono cura di loro. Poi visita agli infermi, in 14 famiglie! Un “tour de force” terminato nel pomeriggio. Una semplice e breve preghiera su immagine, preparata dall’incaricata per i malati, è stata recitata insieme. Il Vescovo ha parlato con tutti, colloquiando (..bastano foglio e penna) anche con chi ha perso completamente l’udito. E’ stato di grande conforto per i familiari quando la malattia porta perdita di conoscenza e memoria. Ad ognuno una piccola corona del rosario, della Terrasanta; per tutti un abbraccio e la benedizione del Signore. Ringraziano riconoscenti. A Rodero sono radicati nel cuore di tante persone il culto dei morti e la venerazione alla Madonna degli Angeli (Colle San Maffeo). Alle 14.30 si è pregato al cimitero per i defunti. Subito dopo nella chiesetta sul colle (il freddo non ha impedito la partecipazione) i giovani hanno animato la preghiera per i sacerdoti e le vocazioni. Mons. Coletti ha ammirato il panorama e si è informato delle iniziative de “I Bindun” (che qui iniziano, con la celebrazione dell’eucarestia nel mese di settembre, il loro anno sociale), ricevendo in dono dal presidente… “LA VOCE DI CHI C’ERA” “Casa di Gabri” Siamo i bambini di Casa di Gabri; noi, piccoli ospiti, autorizziamo le nostre assistenti a fare da “portavoce”. Loro ci hanno preparato (dal giorno prima )per la visita pastorale del Vescovo; ma fino a sabato non sapevamo bene né chi fosse, né cosa dovesse fare da noi! La mattina abbiamo fatto le prove di benvenuto! Abbiamo disegnato un grande cartello per salutarlo e ci siamo preparati per i convenevoli: vestiti della festa, inchino e bacio all’anello! Tutto era pronto! Finalmente, a metà mattina il Vescovo è arrivato! E’ entrato e noi, tutti in riga ed emozionati, l’abbiamo salutato come durante le prove e… sorpresa! Il nostro Vescovo Diego è stato un amico per noi! Si è presentato e ci ha coccolati; ha parlato e scherzato, ascoltando i nostri problemi e le nostre “richieste”. Insieme abbiamo pregato per noi, per i nostri operatori e per i volontari della nostra casa ricordando anche chi ci ha lasciato in questo anno di comunità! E’ stato un momento sereno e gioviale e il “Buon Pastore” ci ha salutato lasciandoci il sorriso e uno spirito nuovo dal quale partire per il progetto di Casa di Gabri. La prima pietra sarà la coroncina personale del Vescovo che ci ha donato per ricordarci che non siamo soli! Malati: “Ho detto ai miei parenti di Como che era venuto il vescovo a trovarmi… Non ci credevano!” “ Mai avrei pensato che il vescovo venisse a casa mia...” “ Nella confusione del momento ci siamo dimenticati anche di fare una foto..” “ Don.. ringrazi il vescovo: ci ha fatto una grande grazia” maglia e pallone! A ricordo di questa visita ha donato una corona del rosario, posta sulla mano di un angelo. Quando qui si riprenderà a celebrare (da maggio a settembre) questa corona sarà un richiamo a pregare per il vescovo Diego, i sacerdoti, le vocazioni. All’assemblea, dopo una breve presentazione della parrocchia e delle attività, il Vescovo ha richiamato tutti a mettersi al servizio del vangelo e della Chiesa gratuitamente, con gioia, senza atteggiamenti farisaici. Ha brevemente presentato il cammino della Chiesa italiana per la catechesi dell’iniziazione cristiana, chiedendo maggiore partecipazione alle famiglie. Il pomeriggio è culminato nella celebrazione eucaristica (chiesa “piena come una volta”! ha detto qualcuno). Bravi i chierichetti, la corale e l’assemblea che ha partecipato con fede pregando e cantando. Nell’omelia il Vescovo ha commentato il Vangelo (vocazione dei primi apostoli) sottolineando come il Signore chiama per grazia; di fron- te a Lui tutti siamo peccatori. La presentazione delle offerte è stata accompagnata da gesti di solidarietà per le necessità della diocesi e per le vittime del terremoto ad Haiti. Un bambino della Casa di Gabri ha fatto dono dell’icona della Madonna della tenerezza. Foto in chiesa e poi il rinfresco nel salone dell’oratorio, più bello del solito grazie agli addobbi procurati dal Gruppo San Le catechiste “Parlando all’oratorio ha espresso pensieri profondi, richiamando il vangelo e spronandoci a viverlo..” “Una celebrazione davvero indimenticabile, momento privilegiato di grazie e di comunione spirituale… Ho pensato a quante preghiere poteva avere nel suo cuore dopo la visita agli ammalati: con lui erano entrate nella nostra chiesa le preghiere di tutta la comunità” Genitori: Un uomo… “normale” tra uomini, donne e bambini “normali”. Sembrerà banale, ma non era esattamente questo che mi aspettavo andando ad incontrare il nostro vescovo Diego Coletti. Che sorpresa! Quell’uomo normale era davvero felice di essere lì tra noi, non ha esitato a definirsi nostro servo, ad avvicinarsi a noi, guardandoci negli occhi, per parlarci del vangelo di Gesù. Ascoltando le sue parole, chiare e sicure, l’anima si è dissetata e ha ricevuto nuova linfa; forse domani non ci risulterà così difficile portare con noi un pezzetto di vangelo, un pezzetto di Gesù. Il coro La nostra corale ha vissuto questa visita pastorale con spirito di servizio, nei momenti diversi della giornata e in particolar modo nella celebrazione eucaristica. Abbiamo apprezzato la semplicità e la concretezza delle parole del vescovo; abbiamo vissuto lo spirito di comunione soprattutto quando si è unito a noi, al termine della messa, pregando insieme Maria nel canto. Anziani “ Non abbiamo avvertito alcun distacco e si è prestato a farsi fotografare con tutti: non era mai successo. E’ stata proprio una bella festa..” “Una volta non era così: si aspettava il vescovo con trepidazione, tante cerimonie…” “Don, inviti il vescovo a tornare ancora..” Una giornata di festa. Insieme abbiamo ascoltato, pregato, celebrato l’eucarestia. Sabato 6 febbraio ci è parso di essere più comunità, più accoglienti, più felici di ritrovarci insieme, chiamati dal Signore all’incontro con il vescovo Diego. Pochi formalismi, schiettezza nelle parole e nei sentimenti, più fraternità e una messa… finalmente tutta cantata! Bello. Che la festa continui nella quotidianità, nella famiglia e nel lavoro, nello studio e nel gioco, perché Cristo Gesù è la nostra gioia. Conserviamo questa gioia… Anzi portiamola sempre ai nostri malati, a chi è più solo, alle nuove famiglie e agli immigrati, a quanti non hanno potuto (o voluto) far festa con noi nella casa del Signore. Ma per fare questo ricordiamo quanto il Vescovo ci ha indicato: più vangelo, più ascolto della Parola del Signore, eucarestia e amore reciproco. don ADOLFO BERNASCONI Maffeo e l’impegno di catechiste, bambini e genitori. Una infinità di foto-ricordo ha chiuso la giornata del vescovo a Rodero: è stata davvero una bella festa! LA COMUNITA’ DI RODERO Bambini e chirichetti “E’ stata una ventata di simpatia… Mi è piaciuto il ricordo che ha avuto per i nostri morti, dicendo di portarli nel cuore” “Sono stata molto felice: pensavo di incontrare un vescovo severo… Invece quando parla sa arrivare diritto al cuore delle persone.. ” “Prima di conoscerla ero agitato, ma in sacrestia lei ha scherzato con noi e tutto è passato” “Prima della messa ha scherzato e giocato con noi. Per me portare la mitria è stato un compito molto importante: alla fine della messa ci ha regalato la spilla della colomba della pace, proveniente da Gerusalemme” “Sia Tu che don Flavio mi siete molto simpatici. Ho già imparato la tua preghiera a memoria: ogni sera la recito insieme alla mamma”. I giovani Noi giovani di Rodero ringraziamo il nostro Vescovo per la sua vicinanza e disponibilità. Ci impegneremo a seguire i suoi consigli, molto preziosi per la nostra crescita personale e spirituale. Un grazie particolare per l’entusiasmo espresso durante il teatro che abbiamo preparato insieme ai giovani di Valmorea e Bizzarone. Ci ha incoraggiato a trasmettere il nostro esempio ai giovani che si sono allontanati, spronandoci a collaborare ancora insieme, superando le difficoltà, per la crescita di una comunità unita e legata alla Chiesa. Troppo forte! (bambina islamica) Mi chiamo Fatima, ho 11 anni; sono nata in Italia da genitori libanesi, islamici. Avevo già conosciuto il vescovo due anni fa, l’ho rivisto lo scorso 6 febbraio. In questa occasione ha regalato a me e ai miei tre fratelli (Jasmin, Karim, Sara) una spilla che raffigura la colomba della pace. A me questo vescovo è molto simpatico perché quando si è presentato non ha detto : “Io sono il vescovo”, ma “mi chiamo Diego e voi?” Diciamolo: “E’ troppo forte questo vescovo”!... So che prima di noi ha incontrato anche i genitori di nostri amici islamici della Turchia e Albania; e si sono commossi. Grazie Diego. CHIESA MONDO P A G I N A 12 MISSIONE CAMEROUN IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010 QUARESIMA DI FRATERNITA’ 1° Tappa (7-8 gennaio 2010) I l tempo di Quaresima che iniziamo con tutta la Chiesa vuole offrire l’occasione per riscoprire la dimensione missionaria tipica di ogni battezzato e per rinnovare lo slancio missionario delle nostre comunità. Nel mese di gennaio scorso sono stata con don Giuliano Zanotta, don Italo Mazzoni, don Stefano Bianchi e Silvia (sorella di Brunetta Cincera) in Cameroun, in visita alla missione diocesana nella diocesi di Mokolò-Mboua. Da questa pagina de “Il Settimanale” vorremmo accompagnare alcuni passi del cammino verso la Pasqua offrendo alcune riflessioni e condividendo il racconto del nostro viaggio. E’ un piccolo contributo perché la Quaresima di fraternità diventi più concreta. E il primo passo di fraternità è riscoprire il senso e il perché della partenza di alcuni sacerdoti, consacrati e laici da una diocesi alla “missione ad gentes”. Una missione diocesana? La riflessione sulla Chiesa scaturita dal Concilio Vaticano II ha fatto comprendere che I PROGETTI Le parrocchie di Mokolo, Roumzou, Mogodé, Ngechewue sono nostre parrocchie sorelle in Camerun. Cosa significa questo? Significa che la diocesi di Como ha inviato dei suoi sacerdoti a seguire queste parrocchie, in Camerun come a Livigno o a Ponte Tresa. Ma le parrocchie in terra d’Africa appartengono a loro volta a una diocesi, la diocesi di Maroua-Mokolo. Da ormai diciassette anni la diocesi di Como e la diocesi di Maroua-Mokolo collaborano e lavorano a stretto contatto. Nulla di quello che i nostri fidei donum in Camerun fanno nelle loro parrocchie, dalla costruzione dei pozzi alla creazione di nuove scuole, dalla preparazione al battesimo dei catecumeni alla partecipazione alle scuole di formazione per i responsabili di villaggio è fatto in autonomia. Si crede fermamente alla collaborazione e alla condivisione di quelli che sono gli obiettivi. Come? Le famiglie dei responsabili agricoli dei villaggi vengono mandati a frequentare i corsi di formazione nella scuola diocesana; il piano pastorale delle parrocchie è quello della diocesi locale; i giovani, i ragazzi, i gruppi e le associazione fanno capo a quelli che sono gli statuti diocesani di organizzazione; i nostri sacerdoti collaborano con la diocesi nel progetto di sostegno del comitato Giustizia e Pace, per garantire nei distretti il rispetto dei diritti dei cittadini di fronte alla legge; i seminaristi locali vanno a svolgere il loro periodo di formazione presso le parrocchie dei nostri sacerdoti. Tanti ancora potrebbero essere gli esempi… perchè proprio su questa collaborazione si impronta tutta l’attività della missione diocesana. B.M. protagonista della missione è anche la chiesa locale. Questo cammino partito da lontano e maturato grazie a interventi del magistero quali l’enciclica “Fidei Donum” di Pio XII del 1957, il decreto “Ad Gentes” e l’enciclica “Redemptoris Missio” di Giovanni Paolo II, ha portato la Chiesa italiana a privilegiare la via della cooperazione tra le chiese. Distinguiamo 4 tappe nel progressivo sviluppo di questa esperienza in Italia: una prima fase, verso gli anni 50-60, vede sacerdoti che partono (soli o in gruppo) a titolo personale, mossi da generosità e autorizzati dal loro vescovo; la seconda tappa è caratterizzata dalla formula dei “gemellaggi”: l’impegno viene assunto dalla singola diocesi italiana, che prende in carico una o più parrocchie in missione, garantendovi una continuità di personale e di mezzi; la terza tappa è caratterizzata da un rapporto di cooperazione che le diocesi italiane instaurano con le diocesi in Africa e in America del Sud mettendo un’equipe di persone a servizio del vescovo locale; la quarta tappa è l’attuale e, almeno nell’intenzione, vede le chiese, su un piano di parità, per riscoprire la comunione tra loro come un modo nuovo di fare missione, nella logica dello scambio. La nostra diocesi ha vissuto tutte le fasi di questo cammino. Oggi la missione in Camerun, nella diocesi di Marouà-Mokolò è il segno visibile della missionarietà della chiesa locale. Non è una parrocchia in più di cui preoccuparsi, ma il segno dell’universalità dell’annuncio del Vangelo. Non è un luogo dove possono andare solo gli eroi o le persone speciali, ma la possibilità di ritrovare la nostra vocazione missionaria nata nel battesimo. Non è una realtà da aiutare, ma il richiamo alla bellezza dello scambio, della condivisione, della fraternità. GABRIELLA RONCORONI Per riflettere... l Nelle attività del gruppo missionario parrocchiale è prevista la conoscenza, l’approfondimento e la riflessione su questa dimensione missionaria della Chiesa diocesana? Conosciamo l’equipè dei “Fidei Donum” che presta il suo servizio missionario in Camerounn nella diocesi di MarouàMokolò? Conosciamo e sosteniamo l’attività missionaria della diocesi in Camerun? I NOSTRI MISSIONARI/1 DON GIUSTO DELLA VALLE Nasce a Le Prese il 16 aprile 1961. Entra in seminario in prima media. Viene ordinato sacerdote il 15 giugno 1985. È vicario parrocchiale ad Albate e a Livigno. Nel luglio 1996 parte per la missione diocesana in Camerun nella diocesi di Maroua-Mokolò È parroco a Sir dal 1997 al 2006. Dal 2006 è parroco della “Paroisse Saint Jacques de Mokolo Mboua”. Tornerà in diocesi nel mese di ottobre 2010. Descrizione di alcuni particolari: quel fisico magro è di un uomo mai fermo. Occhi lucidi, sguardo attento, pensieri fermi, parole esplicite. Sotto il cappello ormai pochi i capelli, ma resta dura la testa. Più facile cambiare il corso di un fiume che una scelta del Giusto. Il nome è un programma, il cognome non si riferisce solo alla Valtellina. Attività privilegiate: l’aiuto ai poveri, siano essi carcerati o ciechi, storpi o sordomunti. Il vero aiuto ha una dimensione sociale e culturale. I giovani che stanno con lui devono anche studiare. Il vestito che mette gli è indifferente, tanto prende in poche ore il colore della sabbia. I suoi maiali sono i migliori allevati a Mokolò, il suo vitellone lo compreranno le suore polacche, la sua auto solo lo sfasciacarrozze. La sua ultima battaglia è contro l’alcolismo, imperante a motivo dell’uso esagerato di birra di miglio, chiamata vino. Predica che il miracolo di Cana oggi richiede di trasformare il vino… in acqua. La sua debolezza: non sostenere suor Redenta quando ruba i palloni ai ragazzi e sostenere invece i ragazzi quando rubano i palloni a suor Redenta. Lascerà varie impronte in Africa: nelle scelte pastorali, nella predicazione schietta, nel chiedere con esigenza, nel lavoro senza tregua, nella carità, nell’organizzazione e nella formazione. Grazie, don Giusto! DON ITALO Dal finestrino di questo taxi si vede poco. Meglio qui, sul tetto bianco, bello caldo per il sole di J’Njamena, città di confine tra il Ciad e il Cameroun. Sono Marguià, il lucertolo che tutto vede e tutto sa. E quelli – eccoli finalmente – sono “Les étrangers” della delegazione della Diocesi di Como: don Giuliano, don Stefano, don Italo, donna Gabriella e donna Silvia. Ci sono tutti. Arrivano. Quante valigie! Una due tre… dieci! C’è profumo di salame e di formaggio grana. I missionari saranno felici. “Ehi, andiamo, seguite Marguià che tutto vede e tutto sa”. Li vedo allegri, forse non sanno che cosa li aspetta. I due taxi viaggiano nel nostro caos infernale (…per il caldo), tra mille motorette e biciclette, pecore e camions, lamiere trasportate dalle moto e clacson in allegria. Il sole tramonta, le ombre si allungano, il rosario è detto sotto le stelle. Ecco la prima sera africana per qualcuno di loro. Dopo la sosta notturna nella casa delle suore di Kabalj, c’è la difficile frontiera col ponte. Io me ne sto tranquillo a guardare. Tornano fieri dei timbri sul passaporto. I taxi sputano un po’ di benzina mal bruciata, che lascia un odore acre; e ripartono sul ponte del confine. Don Giusto è già arrivato, con il pullmino Mokolò Express guidato da Cristophe. Si salutano tutti felici. L’odore che si sente dentro il bureaux è quello dei pipistrelli. Dovranno abituarsi. Breve tappa a Kossari da Padre Malvestio del Pime e poi 450 km di savana. Don Giusto offre da bere “Gemgembro”. Dopo qualche sospetto per l’intruglio, comincia la fiducia e si sentono i primi colpi di tosse coperti dalle risate. Resto meravigliato: questi ridono sempre! Amici italiani, non lasciatevi sfuggire la mandria di torelli che passa a destra, tra nuvole di polvere, spinta dai cani e da due pastori nomadi. E i campi di miglio. Don Stefano ripete ad ogni kilometro: voglio vedere una giraffa! Mi tocca di accontentarlo: sono Marguià che tutto pensa e tutto fa. Ed eccola, sulla sinistra, mentre sfoglia un albero. Voi sfogliate i libri, la giraffa le piante. Alta, bella, solenne, sospettosa, con qualche problema di cervicale. Il serpente serpeggia, il cane “cagna”, la giraffa gira… e se ne va. Per pranzo prendono carne arrostita, pane e birra. A me lasciano la caccia alle zanzare, in compagnia di altri venti Marguià. Quando si fa sera arriviamo a Mokolò. Li consegno a Brunetta e alla comunità dei Fidei donum, arrivati dai vari villaggi. Cena e meritato riposo al Villaggio dell’Amitié. Anch’io mi trovo un angolo protetto e mi sprofondo nel sonno del Marguià, che tutto… ah.. vede e tutto…ron ron… sa! P A G I N A 13 CHIESA CARIT AS CARITAS IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010 L’ATTIVITÀ CARITATIVA IN DIOCESI IIn questa pagina sono presentate, in sintesi, le iniziative di carità beneficiarie del contributo 8 per mille e le collette del 2009 BILANCIO ECONOMICO 2009: IL CUORE OLTRE LE CIFRE 5 PER MILLE ALLA FONDAZIONE DELLA CARITAS DIOCESANA pagina a cura della CARITAS DIOCESANA C ome ogni anno la Caritas Diocesana sente il dovere di rendere conto del suo bilancio economico. Parlare di cifre può sembrare una cosa arida che ha il sapore di un bilancio aziendale e che ha poco a che fare con la carità vissuta, ma può essere anche un giusto esercizio di trasparenza dal momento che i fondi che riceviamo attraverso l’istituto dell’8 per mille e quelli che sono frutto di offerte liberali fatte dalle parrocchie o da singoli non ci appartengono: noi siamo solo degli esecutori, chiamati attraverso la disponibilità di questi fondi a studiare e concretizzare progetti di vita a favore delle persone bisognose. Abbiamo anche un’altra grande responsabilità che è quella di usare bene questi fondi, che devono essere destinati nella totalità all’uso per cui sono stati raccolti. Questo uso corretto dei fondi che ci vengono donati è una priorità che ci siamo dati nella Caritas diocesana, partendo dal dovere morale che abbiamo verso i donatori, ma anche verso le persone a cui sono destinati questi beni. Noi abbiamo messo in atto per questo un cammino di sobrietà e di essenzialità sia nei progetti che proponiamo, che nelle strutture che ci permettono di realizzare questi progetti. Per questo rendiamo pubblico attraverso il Settimanale Diocesano il bilancio della Caritas relativo all’assegnazione dei fondi con cui riusciamo a far vivere alcune strutture essenziali gestite direttamente dalla Caritas stessa e diamo un contributo significativo che permette a tanti enti sparsi sul territorio della Diocesi, che si impegnano in prima persona per la promozione dell’uomo in difficoltà, di continuare la propria opera. Rendiamo anche pubblico il bilancio delle attività Caritas che riguardano adozioni internazionali, progetti riguardanti le realizzazioni effettuate con le raccolte dell’Avvento di Carità e raccolte fatte in occasioni di emergenze legate alle calamità naturali. Potete constatare leggendo le cifre dei nostri bilanci che la generosità della nostra Diocesi è sempre molto viva e grande: pur vivendo momenti di ristrettezze economiche, le cifre che ci sono state messe a disposizione sono importanti; questo ci chiama ad un rinnovato impegno perché attraverso le opere di carità che riusciamo a realizzare si renda visibile questa generosità e divenga segno attraverso tutti noi dell’amore di Dio per tutti gli uomini. 8 per mille 2009 realtà caritative - assistenziali Contributi € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € PortaAperta CentrodiAscoltoDiocesanoͲComo CentroDiurno GestioneoperativaFondazioneCaritas StampaeinformazionedellaCaritas AltriCentridiAscoltoinDiocesi AccoglienzeabitativeinDiocesi CasaVincenzianaONLUSͲmensaferiale CooperativaAphantesis SodalizioFrancescanoͲBrunate OperadonGuanellaperambulatorio CasadellaGiovaneͲPonteChiasso CasamicaS.Antonio RadicieAli CasaSantaLuisaͲComo AssociazioneEskenosen CentroAiutoallaVitaComo CasaalloggioLaSorgente Mensa serale Opera don Guanella MensaseraleOperadonGuanella AssociazioneLaCentralina COFMontanoLucino CentroAiutoallaVitaSondrio CooperativaSocialeTremendaXXL CentroAiutoallaVitaMorbegnoͲChiavenna PiccolaCasaOzanam AttivitàPastoraledellaCaritas ACISJFͲviaBorgovicoComo CasadellaMissione CarcereComo CasaNazareth ComunitàalDeserto FondazioneregionaleAntiusura ConsultorioFamigliareSondrio CentroAiutoallaVitaͲMandello MensaVincenziana(mesediagosto) TOTALE 60.000,00 30.000,00 20.000,00 15.000,00 10.000,00 94.000,00 27.336,95 30.000,00 15.000,00 10.000,00 10.000,00 10.000,00 10.000,00 10.000,00 5.500,00 5.000,00 40.000,00 25.000,00 25.000,00 5 000,00 16.000,00 15.000,00 15.000,00 13.000,00 12.000,00 12.000,00 10.000,00 10.000,00 10.000,00 10.000,00 10.000,00 10.000,00 9.000,00 7.000,00 3.000,00 3.000,00 616.836,95 ROBERTO BERNASCONI La possibilità che lo Stato italiano offre a tutti i cittadini di indirizzare il 5 per mille del proprio gettito fiscale a favore di una realtà del privato sociale è un piccolo ma significativo segno di civiltà e di rispetto verso la sensibilità e la volontà del singolo contribuente. Nel contempo, è scelta impegnativa che chiede a ciascuno di noi l’onere di una decisione, dunque l’impegno di informarsi, verificare, e quindi decidere. Quanti hanno orientato questa scelta negli scorsi anni a favore della Caritas Diocesana di Como e alla sua Fondazione Caritas Solidarietà e Servizio Onlus si sono rivolti a una realtà affidabile e competente, che da oltre trentacinque anni opera sulle molteplici frontiere della povertà con obiettivi precisi: - Ascoltare e osservare prima di individuare e realizzare gli interventi e i servizi più adeguati; - Far sì che il proprio impegno aiuti le comunità cristiane e la società tutta ad avere uno sguardo maturo sul fenomeno della povertà e dell’esclusione; - Interrogarsi sulle cause che producono sofferenza e disagio e impegnarsi per la loro rimozione. Come sostenerci Codice Fiscale Fondazione Caritas: 95069480135 È possibile sostenere direttamente l’attività della Fondazione Caritas Solidarietà e Servizio Onlus effettuando un versamento sul seguente conto corrente: C/C BANCARIO presso Credito Valtellinese IBAN: IT 87 B 05216 10900 0000 0000 3692 COLLETTE: ECCO TUTTI I NUMERI COLLETTE Adozioni P. Bernardo Adozioni P. Luca Adozioni Hui - Ling cina Fame nel mondo Borse studio Brasile Massawa (P.Protasio) Microrealizzazioni nel mondo Avvento 2009 Terremoto Abruzzo Maremoto Asia per progetti Terremoto Sumatra Bangladesh - P. Paggi Emergenza Terra Santa TOTALE Residuo 2008 Raccolte 2009 € 16.392,36 € 102.933,00 € 12.704,84 € 37.425,72 € 1.200,00 € 1.250,00 € 5.700,00 € 1.235,00 € 1.427,00 € 2.580,00 € 1.020,00 € 2.569,00 € € 7.790,00 € 46.672,09 € 54.263,95 € € 509.164,05 € 11.036,80 € € € 2.120,00 € € 36.463,38 € € 300,00 € 96.153,09 € 758.094,10 € € € € € € € € € € € € € € Spedite 2009 98.401,08 44.100,49 2.450,00 6.935,00 2.000,00 82.262,89 500.750,00 11.036,80 15.000,00 762.936,26 € € € € € € € € € € € € € € 3% - Situazione al 31/12/09 € 20.924,28 € 6.030,07 € € € 4.007,00 € 1.589,00 € 7.790,00 € 18.673,15 € 8.414,05 € € 2.120,00 € 21.463,38 € 300,00 € 91.310,93 CHIESA P A G I N A 14 Dio ci interpella tutti, nessuno escluso, nel preservare questo prezioso bene che ci è stato donato. Un dovere a cui non possiamo sottrarci pagina a cura del’Ufficio Diocesano Pastorale Sociale e del Lavoro Salvaguardia del Creato e Stili di vita Salvaguardia Creato SalvaguardiaCreato del IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010 UN DOVERE, UNA RESPONSABILITÀ OGNI UOMO È CUSTODE DEL CREATO B enedetto XVI nella sua ultima enciclica Caritas in veritate fa un vero e proprio appello alla coscienza di ogni uomo, affermando: “La natura è espressione di un disegno di amore e di verità. Essa ci precede e ci è donata da Dio come ambiente di vita. Ci parla del Creatore (cfr Rm 1,20) e del suo amore per l’umanità. È destinata ad essere “ricapitolata” in Cristo alla fine dei tempi (cfr Ef 1,9-10; Col 1,19-20). Anch’essa, quindi, è una “vocazione”. La natura è a nostra disposizione non come “un mucchio di rifiuti sparsi a caso “, bensì come un dono del Creatore che ne ha disegnato gli ordinamenti intrinseci, affinché l’uomo ne tragga gli orientamenti doverosi per “custodirla e coltivarla” (Gn 2,15).” (Caritas in veritate, n° 48). Dio quindi interpella tutti gli uomini - nessuno escluso - nella custodia del creato. Essa non è un obbligo estrinseco che appesantisce l’agire umano, è invece un vero e proprio stile di vita del singolo e delle comunità: come tale è qualcosa che rende più gioiosa la vita stessa dell’uomo, che si riscopre così in armonia con ciò che Dio gli ha donato. Il primo passo per ciascuno è di riconoscere nel creato l’opera di Dio, riconoscimento non così scontato, poiché se lo fosse, l’intera umanità sarebbe più rispettosa della natura e del- l’ambiente in cui vive e in generale prenderebbe più a cuore il bene comune. Il secondo passo è di comprendere che il nostro stile di vita ha un impatto positivo o negativo su ciò che ci circonda - incluso noi stessi. Anche in questo caso la nostra consapevolezza non è così scontata, perché se lo fosse, molto probabilmente non ci sentiremmo a nostro agio nella cosiddetta società del benessere, fondata sul trinomio produzione-consumo-scarto, che ci impone uno stile esageratamente consumistico e poco favorevole al nostro vero “benessere”. Se vogliamo riscoprire l’armonia con l’opera di Dio, occorre stupirci della bellezza del Creato con gli occhi di un bambino, lasciandoci coinvolgere dal mandato di Dio e dalla nostra vocazione ad essere veri custodi del Creato. “ Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che hai fissato , che cos’è mai l’uomo perché di lui ti ricordi, il figlio dell’uomo, perché te ne curi?” (Sal 8,4-5) Dio si prende cura di noi e noi ci prendiamo cura del suo dono. STILI DI VITA CHI CONSUMA BRUCIA Tutti siamo responsabili della protezione e della cura del creato, impegnandoci al livello che ci corrisponde. I nostri comportamenti, il nostro stile di vita, i nostri consumi devono indirizzarsi verso un modello più sostenibile, sobrio e attento ai bisogni degli altri. Siamo giunti ad una svolta che richiede un effettivo cambiamento di mentalità, partendo anche da piccoli gesti quotidiani come quelli indicati nella rubrica accanto “Stili di vita” che propone alcuni utili suggerimenti che ci possono aiutare a mettere in atto un modo di vivere più rispettoso e attento agli altri. Dai piccoli gesti potremo poi gradualmente passare a scelte più impegnative, coinvolgendo completamente il nostro stile di vita con un sobrio approccio consumistico e diventando parte attiva nel meccanismo economico attraverso le nostre scelte di consumo e di servizi. Ricordiamoci che tutto ciò che esiste appartiene a Dio, che lo ha affidato a noi, non per disporne in modo arbitrario, ma per condividerlo con gli altri nella ricerca del vero, del giusto, del buono per una crescita comune. Se abbiamo a cuore le sorti dell’umanità e di tutto il creato, in quanto dono amorevole del nostro Creatore, non rimaniamo indifferenti: affrontiamo con responsabilità e gratitudine la vocazione di custodi di un’eredità che appartiene a tutti gli uomini! ANTONELLA NICASTRO Dichiarazioni di lotta anti-Co2: dopo Copenaghen alcuni Paesi hanno accettato di mettere nero su bianco le loro promesse di riduzione delle emissioni. Per arrivare, però, a un risultato concreto, in termini di impegno, occorrerà attendere ancora un anno o poco meno. Fino al prossimo dicembre, per la precisione, quando a Città del Messico si svolgerà al conferenza numero 16. Quello che oggi c’è è soltanto un accordo politico di cui la Conferenza di Copenaghen ha 'preso atto' e che non ha valore vincolante. In base a questo accordo i Paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo entro il 31 gennaio dovevano inviare all'Onu i loro target. In questo grafico gli impegni di riduzione. Quanto consuma la nostra casa? Chissà se ce lo siamo mai chiesto. Eppure l’ambiente domestico esprime una voce importante, in termini di energia “bruciata”. L’edilizia civile utilizza, ogni anno, più del 30% dei consumi energetici totali del nostro Paese. Il 68% se ne va in riscaldamento, il 16% per usi elettrodomestici e illuminazione, l’11% per la produzione di acqua calda e il 5% per usi di cucina. Fin qui i consumi. Ma si sa, chi consuma inquina... Il Wwf calcola che in Italia si emettano circa 0,45 kg di Co2 (anidride carbonica) per ogni chilovattora consumato. Vogliamo sapere quanto consumiamo e, di conseguenza, inquiniamo tra le mura di casa? È presto detto: la lavatrice di solito consuma 2 kWh; stesso consumo per la lavastoviglie; tv e hi-fi 0,2 kWh; frigorifero e congelatore attorno a 0,25 kWh; il forno elettrico 2,3 kWh; l’aspirapolvere da 0,8 a 1,5 kWh (alcuni fino a 2,2); lo scaldabagno, in media, tra 1 e 1,5 kWh; il condizionatore tra 1 e 2,3 kWh. Stante il fatto che non possiamo tornare all’età della pietra cosa possiamo fare, allora, per rendere ne nostre case più efficienti e, dunque, meno inquinanti? Di case ecologiche o addirittura “passive” - per esempio che non superino un fabbisogno di energia termica di 15 KWh per m2 l’anno e che non sfruttino impianti di riscaldamento, ma solo raggi del sole, metabolismo degli inquilini, calore generato da lampadine, fornelli ed elettrodomestici in funzione - si parla da anni. Case costruite con le tecniche più moderne ed eco-sostenibili le troviamo in Germania, ma anche a Trento e Bolzano. Una ricerca presentata nei mesi scorsi al convegno “Energetica” da Renato Cremonesi, esperto di sistemi energetici ad alta efficienza, spiega come sia possibile la riqualificazione energetica degli edifici esistenti in Italia. Ogni giorno nelle nostre case va sprecato circa il 55% dell’energia che consumiamo. Complessivamente si parla dell’equivalente di circa 17 milioni di tonnellate di petrolio, la medesima quantità di energia prodotta da 8 centrali nucleari di grandi dimensioni. Bello spreco... Un’esperimento condotto su 1100 abitazioni ha dimostrato come pochi interventi (per es. il cambio di combustibile o l’installazione di caldaie a condensazione, che consento il 30% di risparmio rispetto alle caldaie tradizionali) abbiano permesso di ridurre del 33% il costo annuo del riscaldamento e del 43% le emissioni di Co2. Quale strada seguire dunque? Innanzitutto sostituire progressivamente gli elettrodomestici con apparecchi di ultima generazione. Già sappiamo del costo degli stand-by. Investire su lampadine di nuova generazione. Contenere la dispersione dell’energia usata per il riscaldamento con guarnizioni ai serramenti, doppi vetri, pannelli isolanti. Evitare piastre e forni elettrici in cucina. Occhio all’uso della lavatrice. Piccoli accorgimenti per consumare meno e dare respiro al Pianeta e al... portafoglio. MARCO GATTI P A G I N A 16 Como CRONACA DI E P R O V I N C I A ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010 STRINGHE COLORATE E IL SORRISO COME TERAPIA Ridere per vivere... meglio L e stringhe colorate. Un naso rosso e un bel sorriso. Entrano così in corsia i clown sociali comaschi. Giovani e meno giovani legati all’associazione “Stringhe colorate”, realtà di volontariato nata a Como nel 2001 da un gruppo di soci della cooperativa sociale Prospettive che diedero vita alla onlus “Ridere per vivere Lombardia”. Il passaggio a “Stringhe colorate” è del 2007. Si cambia il nome ma non la sostanza, e il nuovo sodalizio fa così proprio il patrimonio di conoscenze ed esperienze maturato in seno a “Ridere per vivere”. Ma chi sono i clown sociali? A spiegarcelo è Alberto Terzi, presidente di “Stringhe colorate”. «L’esperienza del clown sociale si richiama al modello lanciato da Patch Adams, il medico statunitense considerato il fondatore della clown terapia. Nella figura del clown sociale abbiamo scoperto le potenzialità del diffusore del buon umore. In lui abbiamo individuato una nuova opportunità di protagonismo per i giovani, sia come volontari presso le associazioni che da anni si occupano di intervenire negli ospedali o in altre strutture socio-sanitarie, sia come operatori professionisti inseribili nelle cooperative sociali per realizzare progetti educativi». Da qui la scelta di investire sul fronte della formazione. Tutti gli anni “Stringhe colorate” propone un corso introduttivo alla figura del clown, accompagnato dal tirocinio presso alcune strutture ospedaliere e assistenziali della provincia. «È una proposta che rivolgiamo a Un’associazione di volontariato e il servizio a... 32 denti accanto ai più piccoli ammalati. La frontiera della clowneria sociale di MARCO GATTI [email protected] chiunque desideri mettersi in gioco in modo diverso - prosegue Terzi -, investendo energia e talenti sul suo e sull’altrui sorriso». Attualmente sono una quarantina i clown di cui “Stringhe colorate” può avvalersi. Per lo più giovani tra i 20 e i 45 anni, ma anche qualche ultra cinquantenne. In eguale misura suddivisi tra maschi e femmine. Tutti accomunati dal desiderio di portare buon umore laddove, solitamente, regna la sofferenza. Nei reparti di pediatria dell’ospedale S. Anna di Como e a Cantù, ma anche presso alcune case di riposo del territorio (Cà d’Industria, Giuseppine, Residenza Bellagio, Casa Albergo di Tremezzo, Bellaria). Questi sono alcuni dei luoghi simbolo presso i quali i clown sociali comaschi hanno prestato e prestano servizio. «È proprio il farsi veicolo di buon umore - continua Terzi - l’obiettivo principale che ci avvicina al malato. In punta di piedi, con discrezione. Non facciamo scenette. Non proponiamo spettacoli pirotecnici. Ci muoviamo solitamente in due. Il primo approccio è con gli operatori per percepire il clima che si respira in reparto e individuare, con loro, le priorità del momento. Ed ecco che si accede, così, con garbo e passo quasi “felpato”, nelle stanze. L’obiettivo princi- pale che ci poniamo è entrare in relazione, non far ridere. La risata non è l’obiettivo primario di questo nostro impegno, potrebbe esserne la conseguenza, ma non il fine. Cerchiamo di contribuire alla creazione di un clima positivo, di distensione, spesso coinvolgendo anche i genitori». Quali sono i risultati? «È lo stesso personale a confermarci la bontà del lavoro che svolgiamo. Le ricadute sono positive, così come il clima nuovo che si viene a generare anche quando i nostri volontari hanno lasciato i reparti». La relazione al centro dell’attività del clown sociale. Ma cambia qualcosa se l’interlocutore non è un bambino ma una persona anziana? «Nella sostanza no. Qualcosa cambia, invece, nella formula. Mi vien da dire che instaurare un canale di relazione con l’anziano risulta più facile. L’anziano si accontenta più facilmente, spesso basta il contatto fisico, una stretta di mano, un abbraccio, una carezza. Più difficile e complessa la relazione con il mondo dei bambini, che necessitano un’attenzione psicologica differente». Il progetto di clowneria sociale è cofinanziato dalla Fondazione Comasca, sotto la denominazione “Il battello dei nasi rossi”. UCIIM E AIMC AL PESSINA L’Associazione professionale cattolica di insegnanti, dirigenti e formatori (Uciim) e l’Associazione italiana maestri cattolici (Aimc) propongono due incontri con lo scopo di: “collegare il problema, pedagogico della valutazione con le indicazioni relative alle normative sulle competenze in entrata e in uscita”. Gli incontri si terranno presso l’Aula magna dell’Istituto “Pessina” via Milano, a Como, nelle giornate di: Venerdì 26 febbraio ore 16.30 Tema: “La valutazione nella scuola come problema pedagogico-didattico” , relatrice: prof.ssa Maria Teresa Moscato, ordinario di Pedagogia generale presso l’Università dì Bologna; Venerdì 26 marzo ore 16.30 Tema: “Analisi delle indicazioni normative sulla valutazione scolastica”, relatrice sempre la prof. ssa Maria Teresa Moscato Gli incontri sono aperti a tutti gli insegnanti interessati. Capoverde. Un sorriso senza frontiere... Non si ferma ai confini di Como la proposta dei clown sociali. È ancora Alberto Terzi a delinearci l’orizzonte dell’azione di “Ridere per vivere” prima e di “Stringhe colorate” poi. «Nel 2001 abbiamo contribuito alla realizzazione della missione umanitaria in Afghanistan, quando era appena terminata la guerra. L’iniziativa ha coinvolto diverse associazioni ed è stata promossa in collaborazione con il Comune di Roma, con la partecipazione anche di Patch Adams. Da quell’esperienza è nato il film “Clown in Kabul”, che testimonia come il riso sia uno strumento di comunicazione e di pace comprensibile in tutto il mondo. Ma non ci siamo fermati lì. Dal 2004 siamo infatti impegnati in un gemellaggio solidale con le isole di Capoverde, in particolare con l’isola di S. Vincente e S. Anato e soprattutto con la municipalità di Ribiera Grande. Nella prima missione, condotta nel novembre del 2004, con ben 22 persone tra clown ed educatori dell’associazione “Ridere per vivere”, provenienti da tutta Italia, abbiamo visitato scuole, ospedali, carceri, centri di recupero per ragazzi di strada, comunità rurali e abbiamo tenuto corsi di formazione per il personale sanitario, per le educatrici degli asili e per un gruppo di giovani. Nelle successive missioni ci siamo concentrati soprattutto sulle giovani generazioni privilegiando la metodologia del teatro sociale. Siamo riusciti a dare vita, in loco, a due orchestre, composte da giovani dalle età più diverse, dalle elementari ai vent’anni, attive su due differenti isole, e ad un gruppo di teatro sociale che partecipa a kermesse internazionali. Stiamo inoltre contribuendo alla gestione di due centri giovanili. Continuiamo, inoltre, a lavorare con le scuole su progetti legati alla comicità e stiamo riorganizzando una liuteria. A tale proposito un giovane capoverdiano è in Italia, e vi resterà per quattro mesi, per apprendere i rudimenti del settore presso la scuola di liuteria di Cremona». «L’impegno condotto fino ad oggi ha dato risultati più che positivi – continua Alberto Terzi -. Ora a giugno lasceremo in eredità quanto realizzato agli animatori locali, cui spetterà il compito di proseguire il cammino avviato. Noi ci sposteremo su un’altra isola, cercando, anche lì, di portarvi un sorriso. Ad aprirci la strada e a condurci per mano in questa nuova avventura alcuni degli stessi animatori capoverdiani che in questi anni sono cresciuti, con noi, in esperienza e passione. Il loro entusiasmo e la loro testimonianza ci aiuteranno nel servire al meglio i nuovi luoghi dove andremo, e nell’individuare nuove figure disposte a giocarsi un sorriso». SERATA “FREDDA” A MONTEOLIMPINO L’associazione artistico culturale F.Spindler in collaborazione con MeteoComo è lieta di invitare gli interessati ad una serata “fredda”. In programma, infatti, un incontro con gli autori di “Como e il Lario sotto la neve”, una raccolta di cronache e climatologia degli inverni lariani dal medioevo ai nostri giorni (a cura di Gabriele Asnaghi). In agenda anche un approfondimento meteorologico, dedicato all’ondata di freddo del dicembre 2009 (a cura di Simone Rossetto), e una finestra su “Monteolimpino: 21 anni di nevicate. La serie nivometrica di Monteolimpino (1989-2009), a cura di Willy De Taddeo. L’appuntamento è per venerdì 19 febbraio alle ore 21.00, presso l’oratorio San Giuseppe, via Paluda, Monteolimpino (Co). CRONACA P A G I N A Como 17 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010 DATI DA CONOSCERE Piccoli comuni in calo nel Comasco Sono 82, su un totale di 163, le piccole realtà con meno di 2.000 abitanti in provincia di Como. Un dato pari al 50% delle amministrazioni locali del nostro territorio. Lo illustra una interessante ricerca di LUIGI CLERICI S ono 82, su un totale di 163, i comuni con meno di 2.000 abitanti in provincia di Como, un dato pari praticamente al 50% delle amministrazioni locali del nostro territorio. Lo illustra la ricerca “I piccoli comuni in Lombardia - Caratteri territoriali, demografici e socio economici”, nota informativa pubblicata dal Consiglio regionale uscente. Il numero dei piccoli comuni comaschi, come nel resto del territorio regionale, si è ridotto e, conseguentemente, si è ridotta anche l’incidenza della popolazione che vi risiede sul complesso della popolazione della Lombardia. Nel periodo 2001 2008, i 27% dei piccoli centri comaschi hanno visto ridursi la popolazione, con decrementi che vanno dall’1% al 24% e che, a tutt’oggi, ammonta a 74.262 abitanti, l’11,9% dei cittadini complessivi. Da segnalare il fatto che la popolazione insediata nei piccoli comuni prealpini, ed in quelli di pianura, è numericamente molto simile (rispettivamente il 42% ed il 39% del totale). Anche nei piccoli comuni la composizione della popolazione diviene più eterogenea, come nel resto della regione, per la presenza di stranieri. Al 31 dicembre 2007, la popolazione straniera residente nei piccoli comuni era pari al 4,9%. Il trend demografico complessivo di questi centri, comunque, non è negativo, come si è spesso comunemente portati a credere, né la loro popolazione è più vecchia rispetto alla generalità dei comuni, fatta eccezione per i piccoli comuni si- tuati in aree montane. I dati demografici del 2008, infatti, almeno in parte smentiscono queste previsioni. Il tasso di invecchiamento medio nei piccoli comuni comaschi, pari al 20,2%, non differisce molto dalla media lombarda del 19,9%. Invece, per quanto riguarda Como, è in controtendenza il tasso di dipendenza demografica medio dei piccoli comuni che ad una media regionale di 33 soggetti inattivi, tra giovani ed anziani, ogni 100 soggetti attivi, sul Lario ed in Brianza tale tasso supera il 40%. Il tasso di disoccupazione che vi si registra, invece, è pressoché identico al valore regionale (47,6% di poco inferiore alla media regionale pari al 50,4%). Dall’analisi emerge invece uno scarto decisamente ampio nel livello di istru- zione, che nei piccoli comuni è inferiore di ben un terzo rispetto a quello lombardo. Per quanto concerne la diffusione dell’istruzione superiore (diploma e laurea) fra i loro abitanti, il tasso medio del 22,6% è sensibilmente inferiore al dato regionale del 33,0%. Per ciò che riguarda la struttura economica questa è caratterizzata da una presenza di imprese agricole quadrupla rispetto alla me- dia regionale, mentre le attività commerciali e i servizi appaiono meno diffusi. Statisticamente presentano 83 imprese attive ogni 1.000 abitanti contro le 86 del totale regionale. Suddividendo i piccoli comuni per provincia, si osserva una minor concentrazione di imprese nei piccoli comuni delle province di Milano, Varese, Como, Lodi e Sondrio, mentre la situazione è invertita nelle province di Mantova, Pavia, Cremona e Lecco. Sorprendentemente anche le attività turistiche risultano mediamente più diffuse in questi centri rispetto alla media lombarda. La consistenza dell’offerta turistica generalmente viene descritta attraverso la dimensione della rete delle strutture ricettive, alberghiere ed extraalberghiere: il rapporto tra posti letto e popolazione residente nei piccoli comuni è tre volte più alto di quello regionale. La concentrazione di attività del settore alberghiero e della ristorazione è particolarmente elevata nei piccoli comuni delle province di Como insieme a Sondrio e Brescia, caratterizzate dalla maggiore vocazione turistica delle loro aree montane e lacustri. LA PARROCCHIA DI S. FEDELE E LA QUARESIMA La parrocchia cittadina di san Fedele organizza in occasione della Quaresima, nelle serate di giovedì con inizio alle ore 21, una serie di incontri di catechesi su “La storia della Chiesa come storia della missione”. Gli incontri che hanno come scopo quello di prepararci ad una esperienza di missione, come rinnovata evangelizzazione del territorio, ripensando all’unica ragione d’essere della Chiesa: l’annuncio del Vangelo, ripercorrendo il cammino della storia, come “Maestra di vita”. Gli incontri si terranno presso la sala parrocchiale di via Vittorio Emanuele 94 e avranno come relatore mons. Saverio Xeres. Ecco il programma delle serate: Giovedì 25 febbraio ore 21, “La Chiesa nell’orizzonte greco-romano (secoli I-IV)”, (L’incontro con le culture. L’inserimento dei cristiani nella società.; Giovedì 4 marzo ore 21, “Cristianità medioevale, Europa cristiana (secoli IV-XIV)”, (La missione ai popoli “barbari”. A confronto con l’Islam.); Giovedì 11 marzo ore 21, “Le nuove frontiere della Chiesa moderna (secoli XV-XVIII)”, (Dalla Missione nelle “Indie occidentali” alla pastorale tridentina); Giovedì 18 marzo ore 21, “Lumen Gentium”: una Chiesa, per sua natura, missionaria (sec.XIX-XX), (Risveglio missionario e Concilio Vaticano II); Giovedì 25 marzo ore 21 basilica di san Fedele, Celebrazione penitenziale: conversione alla missione; Gli incontri vengono riproposti a cura del parroco don Carlo Calori il venerdì seguente alle ore 15.30 presso l’oratorio di sant’ Eusebio (via Volta); Scopo del percorso: prepararci ad una esperienza di missione, come rinnovata evangelizzazione del territorio, ripensando all’unica ragione d’essere della Chiesa: l’annuncio del Vangelo, ripercorrendo il cammino della storia, come “Maestra di vita”. Testo di riferimento: Saverio Xeres, Chiaro di luna, 2008 ed. Ancora. SECONDO APPUNTAMENTO CON “PUNTO FAMIGLIA” AL DON GUANELLA Domenica 21 febbraio, presso la Casa “Divina Provvidenza” di via Tommaso Grossi 18 a Como, a partire dalle ore 9.00, il Centro Guanelliano di Pastorale Giovanile propone il secondo appuntamento di “Punto Famiglia”, l’interessante iniziativa di incontro e formazione per le famiglie. Il tema di quest’anno è “Vogliamo vedere Gesù”. Ci sarà come di consueto uno spazio dedicato ai genitori, ai ragazzi e ai bambini, ciascuno pensato per le diverse fasce d’età. I momenti comuni di condivisione e di scambio saranno quelli della preghiera iniziale, del pranzo al sacco e della S. Messa conclusiva alle ore 15.00. Sono invitate tutte le famiglie, per condividere insieme un momento di riflessione e di fraternità. Per informazioni e prenotazioni ci si può rivolgere alla segreteria del Centro Guanelliano di Pastorale Giovanile, tel. 031 296783; e-mail: [email protected]. CRONACA P A G I N A Como 18 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010 CONTROLLI PIÙ DECISI SUL TERRITORIO Non ti bere la patente. Stop alla trasgressione T olleranza zero contro la guida in stato di ebbrezza o sotto l’uso di sostanze stupefacenti. A dichiarare guerra al binomio alcol-guida è il Comitato di Sicurezza Stradale della Prefettura di Como che ha annunciato l’intensificazione dei controlli sulle strade della provincia a partire dal mese di marzo. Una o più sere al mese, con tutta probabilità nei week-end, unità formate da pattuglie delle forze dell’ordine e medici dell’ Asl, effettueranno posti di blocco sulle strade per il controllo degli automobilisti. Oltre al classico alcoltest, verranno effettuati esami per riscontrare l’utilizzo di droghe e, in caso di positività, vi sarà il prelievo di campioni organici che saranno poi esaminati dai laboratori dell’Ospedale S.Anna per confermare le eventuali sanzioni: al sequestro o alla confisca del mezzo si aggiunge una multa, oscillante dai 1500 ai 6 mila euro, e, nei casi più gravi, la condanna penale. Alcune pattuglie potranno essere affiancate anche delle unità cinofile della guardia di finanza. L’aumento dei controlli è stato annunciato dal prefetto di Como, Michele Tortora, al termine dell’ultima seduta del Comitato per la sicurezza stradale formato dai rappresentanti di forze dell’ordine, istituzioni locali, Comune di Como e Provincia, Asl, 118, Provveditorato agli Studi, ed altre associazioni. Lo slogan Riparte la campagna di prevenzione e sensibilizzazione. Tolleranza zero contro la guida in stato di ebbrezza o sotto l’uso di sostanze stupefacenti di MICHELE LUPPI scelto per l’iniziativa, “Non ti bere la patente”, riprende un progetto analogo lanciato lo scorso anno e sarà finanziato con un contributo di 32 mila euro dal dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio. “Non puntiamo semplicemente all’aumento dei controlli - ha spiegato l’assessore alla sicurezza del Comune di Como, Francesco Scoppelliti - ma anche all’organizzazione di una campagna di comunicazione e sensibilizzazione rivolta soprattutto ai giovani e alla famiglie. Torneremo nelle scuole per spiegare ai giovani quali sono i rischi che si corrono alla guida, e saremo in luoghi strategici del territorio come piazze e centri commerciali dove allestiremo stand con il materiale informativo “. Un tema, quello della sicurezza stradale, su cui il prefetto invita a fare rete, perché “su questo argomento nessuno può tirarsi indietro”. Nonostante le diverse campagne di informazione effettuate negli scorsi anni a livello locale e nazionale il numero I CONTROLLI E LE RISORSE La scelta di aumentare i controlli sugli automobilisti che si mettono alla guida, specialmente nelle ore notturne, non è solo legata alla volontà politica delle istituzioni locali o delle forze dell’ordine, ma deve necessariamente fare i conti con le risorse a disposizione. Ogni apparecchio utilizzato per l’alcoltest, infatti, costa, attorno ai sei mila euro a cui è necessario aggiungere 20 euro per ogni singolo test. A questi si devono poi aggiungere gli stipendi delle forze dell’ordine, con il pagamento delle ore straordinarie, e altre spese di servizio come il carburante. Il tutto moltiplicato per ogni pattuglia in servizio. Cifre che crescono quando, come nel caso del progetto lanciato dal Comitato per la sicurezza stradale comasco, viene coinvolto anche il personale medico e realizzati testi più accurati. di persone che si mettono alla guida dopo aver bevuto è ancora alto. Da inizio anno sono oltre cinquanta gli automobilisti sorpresi con tassi di alcol nel sangue superiori alla norma, con un’incidenza vicina al 15% tra controlli effettuati e patenti ritirate. Gli uomini delle polizia stradale raccontano persino di serate in cui, su undici macchine fermate sono state ritirate dieci patenti. Certamente l’assunzione di alcol o droghe GIORNATA DI SPITITUALITÀ PER I GRUPPI DI VOLONTARIATO VINCENZIANO Come di consueto, in Quaresima, i Gruppi di Volontariato Vincenziano si ritroveranno giovedì 25 febbraio presso l’Istituto saveriani di Tavernerio, via Urago, per la loro giornata di spiritualità e riflessione personale. Il relatore sarà padre Luigi Nuovo, assistente regionale dei Gruppi di Volontariato Vincenziano. Il tema che verrà proposto sarà: “Educare crescere maturare nella carità” alla scuola di San Vincenzo de Paoli. La giornata inizierà alle ore 9 e si concluderà alle 16.30 con la Santa Messa. Quota 20 euro. L’invito è esteso a tutta la Famiglia Vincenziana e simpatizzanti. È possibile iscriversi entro il 20 febbraio telefonando al numero 031278115, segreteria della Casa Vincenziana di via Tatti, nei giorni di martedì e giovedì dalle 14 alle 17.30 (signora Daniela) o direttamente alle Suore Figlie della Carità. non è l’unica causa di incidenti stradali, nella maggioranza dei casi dovuti alla velocità o al mancato rispetto della segnaletica, ma è un fenomeno dilagante soprattutto tra i più giovani. Lo dimostra l’andamento degli incidenti lungo la settimana: gli scontri più gravi tendono a concentrarsi nei fine settimana. Gli incidenti diventano così una delle principali cause di morte tra i giovani sotto i trent’anni. 218 MILA I MORTI SULLA STRADA NEL 2008 In Italia dal 2000 al 2008 il numero delle vittime di incidenti stradali è diminuito del 7,8%. Nonostante questa diminuzione, in parte dovuta ai maggiori controlli e ai migliori sistemi di sicurezza dei veicoli, il numero dei morti nel 2008 è stato di 218 mila persone. “L’analisi delle circostanze accertate o presunte di incidente – si legge nell’ultima analisi sul fenomeno dell’Istat, condotta nel 2008 - non mette in luce differenze notevoli rispetto all’anno precedente. Nell’ambito dei comportamenti errati di guida, il mancato rispetto delle regole di precedenza, la guida distratta e la velocità troppo elevata sono le prime tre cause di incidente (fatta eccezione per le cause di natura imprecisata) e costituiscono da sole il 44% dei casi. Lo stato psico-fisico alterato del conducente, pur non rappresentando una percentuale elevata del totale dei casi (3,1%), va segnalato per la gravità degli eventi. Le cause principali che rientrano in tale categoria sono: l’ebbrezza da alcool (5.920 casi, pari al 68,1% della categoria), il malore, l’ingestione di sostanze stupefacenti o psicotrope ed il sonno che, con 2.534 casi, pesano per il 29,1%. Con riferimento all’ambito stradale, la prima causa di incidente sulle strade urbane è il mancato rispetto delle regole di precedenza o semaforiche (un quinto dei casi), mentre sulle strade extraurbane è la guida distratta (pari al 18,1%), seguita dalla guida con velocità troppo elevata (pari al 17,9%). Una casistica da cui Como non è esclusa. Secondo gli ultimi dati Istat, relativi al 2008, nella no- stra provincia ci sono stati 1594 incidenti stradali per un totale di 37 morti e 2.147 feriti. BULGARIA. IMMAGINI E IMPRESSIONI DI VIAGGIO CON IUBILANTES Giovedì 18 febbraio, alle ore 21.00, presso la saletta conferenze del Centro Guanelliano di Pastorale Giovanile a Como (ingresso da via Don Guanella 13), l’Associazione culturale Iubilantes presenta “Bulgaria. Immagini e impressioni di viaggio” a cura di Guido Marazzi. L’ingresso è libero. Per informazioni: Iubilantes, Via Vittorio Emanuele II° 45, Como; tel. 031.279684; fax 031265545; e-mail: iubilantes@ iubilantes.it; sito internet: www. iubilantes.eu. CRONACA P A G I N A 19 Como IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010 LA CULTURA, UN LINGUAGGIO SENZA BARRIERE Apriti Museo... porte spalancate allo straniero Un interessante progetto pilota dedicato ai migranti presenti nel nostro territorio, proposto dai Musei Civici di Como in collaborazione con la Cooperativa “Questa Generazione” delle ACLI e co-finanziato dalla Regione Lombardia di SILVIA FASANA L integrazione può partire anche dalle sale di un Museo. “Apriti Museo” è il titolo di un interessante progetto pilota dedicato ai migranti presenti nel nostro territorio, proposto dai Musei Civici di Como in collaborazione con la Cooperativa “Questa Generazione” delle ACLI e cofinanziato dalla Regione Lombardia ai sensi della Legge Regionale 39/74. Isabella Nobile, responsabile di Musei Civici di Como ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa all’interno della mission dell’istituzione comasca. «Mi piace ricordare sempre la definizione di Museo data da ICOM (International Council of Museums): “istituzione senza scopo di lucro al servizio della società e del suo sviluppo”. Non è dunque solo uno scrigno per la conservazione del patrimonio, ma anche un luogo aperto, dove ci si incontra e si interagisce con la realtà sociale. Non possiamo far finta di ignorare che siamo una società multiculturale e anche il Museo come istituzione deve fare la propria parte, in questo caso per aprirsi alle comunità dei migranti. Como è stato la patria del Beato Giovan Battista Scalabrini, che fu tra i primi a creare una cultura di attenzione a questo fenomeno. Del resto il tema dell’emigrazione è già presente nelle nostre sale con il costume femminile della “Moncecca” e i gioielli con l’effige di Santa Rosalia, testimonianza dei migran- ’ ti che dalle nostre valli alto-lariane si recavano a Palermo e in Sicilia nei secoli XVI, XVII e XVIII». Continua Isabella Nobile: «Non si può amare e capire quello che non si conosce. Con questo progetto intendiamo incrementare la conoscenza del nostro patrimonio museale, valorizzandolo e comunicandolo ad un pubblico sempre più ampio e nel contempo promuovere e favorire l’integrazione culturale delle comunità migranti residenti a Como e provincia, ribadendo e sottolineando il diritto alla cultura come fattore strategico di cittadinanza e di integrazione sociale. Nello specifico la nostra iniziativa mira a far conoscere alle comunità migranti la storia della città di Como attraverso una serie di visite guidate nei Musei Civici. La conoscenza dei Musei diventa dunque un mezzo attraverso cui la città si fa conoscere e nello stesso tempo lo strumento a disposizione di chi arriva da paesi molto lontani e culturalmente differenti per capire la peculiarità della storia e della cultura comasca, cioè la cultura della terra in cui si trova a vivere e a lavorare. Inoltre vogliamo contribuire a rendere la città “accogliente”, a creare un sistema di valori volto a favorire la convivenza di comunità differenti». Benedetta Cappi, responsabile dei servizi educativi dell’Istituzione comasca ha spiegato nel dettaglio l’iniziativa: «Il progetto prende il via alla fine di febbraio e prose- ECCO NEL DETTAGLIO IL PROGRAMMA “Apriti Museo” per la comunità rumena Sabato 27 febbraio ore 14.30 Museo Archeologico Sabato 6 marzo ore 14.30 Museo Storico Sabato 13 marzo ore 14.30 Pinacoteca Civica Sabato 20 marzo ore 14.00 Tempio Voltiano “Apriti Museo” per la comunità ecuadoriana Domenica 28 febbraio ore 10.30 Museo Archeologico Domenica 7 marzo ore 10.30 Museo Storico Domenica 14 marzo ore 10.30 Pinacoteca Civica Domenica 21 marzo ore 10.00 Tempio Voltiano “Apriti Museo” per la comunità turca Sabato 27 marzo ore 14.30 Museo Archeologico Sabato 10 aprile ore 14.30 Museo Storico Sabato 17 aprile ore 14.30 Pinacoteca Civica Sabato 24 aprile ore 15.00 Tempio Voltiano “Apriti Museo” per la comunità tunisina Domenica 28 marzo ore 10.30 Museo Archeologico Domenica 11 aprile ore 10.30 Museo Storico Domenica 18 aprile ore 10.30 Pinacoteca Civica Domenica 25 aprile ore 10.00 Tempio Voltiano “Apriti Museo” per la comunità cingalese Domenica 2 maggio ore e 10.30 Museo Archeologico Domenica 9 maggio ore 10.30 Museo Storico Domenica 16 maggio ore 10.30 Pinacoteca Civica Domenica 23 maggio ore 10.00 Tempio Voltiano guirà nei mesi di marzo, aprile e maggio. La nostra proposta si rivolge in particolare ai migranti adulti, ma è aperta anche ai cittadini italiani, nella convinzione che non solo gli stranieri debbano integrarsi nel territorio, ma che anche per le persone locali sia importante socializzare con i nuovi arrivati. L’integrazione deve essere reciproca. Per questo abbiamo organizzato una serie di percorsi guidati alle nostre quat- tro strutture museali civiche (Museo Archeologico, Museo Storico, Pinacoteca e Tempio Voltiano) dedicati in particolare ad alcuni tra i gruppi più rappresentativi, sia per numero sia per macroaree geografiche: rumeno, turco, tunisino, cingalese ed ecuadoriano. Ogni percorso, della durata di due ore circa, è stato organizzato in modo mirato tenendo conto delle diverse comunità, delle loro tradizioni, della loro cultura, per trovare punti di contatto tra il nostro patrimonio e la loro cultura, favorendo l’incontro e il confronto. I diversi Musei saranno visitati separatamente da ogni singola comunità, con lo scopo di mantenere i gruppi uniti sia per ragioni linguistiche sia per ragioni culturali. I Musei saranno illustrati in italiano da un educatore museale, coadiuvato da un mediatore con funzioni di facilitatore e, al bisogno, di tradut- tore. Ad ogni partecipante verranno consegnate delle schede descrittive dei vari Musei nella propria lingua. Al termine della visita è previsto un momento di dialogo e di scambio reciproco a partire dal patrimonio museale. È stato predisposto anche un questionario per raccogliere alcuni dati anagrafici e verificare l’efficacia e il gradimento dell’iniziativa. Questo progetto è un piccolo seme piantato, una sfida per tutti, una strada nuova da percorrere, un nuovo modo di lavorare». Francesca Santambrogio della Cooperativa “Questa Generazione” si è invece soffermata sull’aspetto innovativo dell’iniziativa: «In dieci anni di progetti della nostra Cooperativa sul territorio comasco non avevamo mai affrontato un’iniziativa di integrazione in un ambito come quello culturale; di solito si opera in campo scolastico, medico, sociale. Importante è il coinvolgimento dei mediatori culturali per favorire i gruppi e sensibilizzare le comunità al progetto. Il contatto umano è importante. Sarebbe bello che anche i datori di lavoro del personale straniero accompagnassero a questi momenti i loro dipendenti come occasione di dialogo e confronto». La partecipazione ai diversi momenti di “Apriti Museo” è gratuita e non necessita di prenotazione. Per informazioni: Musei Civici Como, tel. 031252550; e-mail: musei. [email protected]. IL LEGAME CON IL BAMBINO ADOTTATO OSTENSIONE DELLA SACRA SPINA AL DON GUANELLA Venerdì 19 febbraio, in occasione del primo venerdì di Quaresima, come da tradizione, presso il Santuario del Sacro Cuore - Opera Don Guanella di Via T. Grossi a Como, alle ore 17.00 si terrà l’ostensione della Sacra Spina, con i vespri solenni cantati, seguiti dalla benedizione e bacio della reliquia e alle 18.00 dalla S. Messa concelebrata. La Sacra Spina, insieme ad altre reliquie della Passione di Cristo, è custodita in una teca all’interno del tabernacolo dell’altare del Calvario. Questo reliquiario ha un grande valore storico e tradizionale per i Guanelliani, in quanto fu donato a don Guanella dal Beato Mons. Andrea Ferrari, Vescovo di Como e poi Arcivescovo di Milano, come espressione del suo sostegno, del suo incoraggiamento e della sua amicizia. Lunedì 22 febbraio alle ore 20.45, presso la sala Arcobaleno della Casa Divina Provvidenza in via Tommaso Grossi 18 a Como (ampio parcheggio interno), l’Associazione “Genitori si diventa”, in collaborazione con il Centro Servizi alla Famiglia “La Grande Corte” dell’Opera Don Guanella, propone un incontro sul tema “La costruzione del legame con il bambino adottato e l’inserimento scolastico: alcune indicazioni operative”. Relatore sarà il dott. Attilio Ferrario Psicologo - Psicoterapeuta del Centro Adozioni ASL di Como. La serata fa parte di un ciclo di incontri dal titolo “Parliamone Con” riguardanti non solo il percorso adottivo, ma anche le tematiche dell’educare e della genitorialità in generale, che proseguirà mensilmente fino a maggio. L’ingresso è libero. Per informazioni: tel. 031-296752-749; cell. 348-0119671 (ore serali); e-mail [email protected]. Per maggiori informazioni si può consultare anche il sito www.genitorisidiventa.org. CRONACA P A G I N A 20 Como IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010 GRUPPO TURISTICO REBBIESE Foto Pozzi Gli uomini di Lourdes nel 40° del GTR appuntamento annuale del pellegrinaggio degli “Uomini in auto a Lourdes” del G.T.R (Gruppo Turistico Rebbiese), quest’anno è stato effettuato dal 9 al 13 febbraio, con un motivo in più rispetto agli altri anni: onorare il 40° anniversario di fondazione del Gruppo davanti alla grotta di Massabielle nel giorno in cui ricorre la prima apparizione della Vergine Maria a santa Bernadette. Martedì 9 febbraio, alle 4.30 del mattino, con la ormai rituale preghiera e il saluto davanti alla grotta della Madonna di Lourdes a Rebbio, è iniziato il pellegrinaggio composto da settantacinque uomini sistemati su undici pullmini, collegati costantemente via radio fra loro, e con l’assistenza spirituale di due vicari episcopali, don Angelo Riva e don Italo Mazzoni e con la presenza di don Giuseppe Farioli, simpatico parroco di Bosisio Parini. L’appuntamento annuale davanti alla grotta dell’apparizione è stato arricchito, quest’anno, da un elemento in più: l’anniversario di fondazione del sodalizio turistico IL SEGNO DELLA CROCE Ripresa la marcia verso Lourdes e mano a mano che ci si avvicinava alla meta, pregando sempre in stretto contatto radio con tutti i pullmini, don Angelo e don Italo introducevano i partecipanti nell’atmosfera santa del mistero lourdiano; hanno altresì ricordato il tema del pellegrinaggio, quello del segno della croce, e hanno anche spiegato, rivolgendosi soprattutto alle persone alla loro prima esperienza, la storia e il significato delle apparizioni della Madonna a santa Bernadette. Accompagnati da un freddo intenso e da una debole, ma continua nevicata, la “carovana” arrivava nella serata di giovedì 9 febbraio a Lourdes, prima e importante meta del pellegrinaggio. Dopo la sistemazione in hotel, subito il saluto alla Vergine Maria: solito posto, al di là del fiume Gave, dalla parte opposta della grotta dove Bernadette vide la Madonna nell’ultima apparizione, il gruppo si è ritrovato a recitare il Santo Rosario con lo sguardo sempre rivolto alla Madonna, l’Aquerò (Quella) come la chiamava Bernadette. A qualcuno sono ritornate in mente le sue parole: “Mi sem- L ’ Il tema del pellegrinaggio era improntato sul significato, sulla riflessione, la meditazione e sul modo di farsi il segno della croce: compiere questo gesto alla maniera di Bernadette, gesto che avrebbe caratterizzato tutti i giorni del pellegrinaggio. La croce è il primo segno di Lourdes e il modo con cui lo faceva Bernadette, stupiva chiunque la osservava. E’ così che comincia la prima apparizione l’11 febbraio 1858, con un bel segno della croce. Bernadette non può farlo, finché non lo fa la Madonna: “La mano mi è caduta” ci dice lei. Il segno della croce è uno dei gesti fondamentali della preghiera cristiana. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, amen: questo gesto ricorda la morte sulla croce e la Risurrezione del Cristo, invocando il nome di Dio che è la Trinità d’Amore. Alla Grotta è l’inizio della prima e di tutte le apparizioni. Ebbene già dal questo primo segno la Madonna delineava tutto il significato della sua venuta: riproporci Gesù: “Fate quello che lui vi dice”, ridarci il Vangelo di salvezza e ri- di ANGELO MASCHERONI cordarci che siamo battezzati e quindi chiamati ad essere testimoni autentici e coraggiosi al nostro sì al Signore. Già, il nostro sì al Signore! “Ma Signore, tu ci sei? Sei qui in mezzo a noi? La risposta la daremo alla fine del pellegrinaggio”. E’ questa la domanda, quasi provocatoria, che durante la S. Messa all’aperto, presso un’ area di servizio in terra francese, ha pronunciato don Angelo il primo giorno del pellegrinaggio. IN MARCIA VERSO LOURDES CELEBRAZIONE LOURDIANA A CAMERLATA In concomitanza con le Celebrazioni al Santuario di Lourdes per la Festa di Santa Bernadetta, il Gruppo Turistico Rebbiese unitamente alle parrocchie di Sant’Antonio, Camerlata, Breccia e Rebbio, invitano pellegrini e devoti a partecipare alla celebrazione lourdiana promossa per giovedì 18 febbraio con il seguente programma: ore 20.30 chiesa parrocchiale di Sant’Antonio – Camerlata, celebrazione della Santa Messa a cui farà seguito la “Processione con le fiaccole” con il seguente percorso: Via Kolbe Chiesa di Sant’Antonio), Via Belvedere, Via Del Lavoro, Via R. Romana, Via Lissi, Oratorio di Rebbio: Grotta di Lourdes Importante: Si potrà raggiungere la Parrocchiale di Sant’Antonio anche con un bus-navetta gratuito in partenza da Breccia - fermata bus di via Perego - alle ore 19.45 e 20.10 con sosta a Rebbio - via Varesina angolo via Lissi 11. e Camerlata -distributore Agip. Il medesimo servizio verrà offerto al termine della funzione, a quanti dovranno far ritorno a Breccia, a Camerlata e a Sant’Antonio. Presso le Parrocchie di Rebbio e Sant’Antonio saranno in distribuzione “ lumini” per illuminare finestre e balconi lungo il percorso. La Funzione avrà luogo anche in caso di cattivo tempo brava di essere proprio alla grotta, alla stessa distanza delle altre volte; vedevo solo la Madonna; mai l’avevo vista cosí bella!”. E dopo la recita del Rosario, in un’atmosfera di preghiera silenziosa, ciascuno dei partecipanti ha presentato interiormente alla Vergine Immacolata le persone più care, intenzioni particolari, o situazioni di difficoltà personali, con la certezza che Lei le avrebbe accolte e presentate al Suo Figlio, Gesù, confortati dal Suo immenso amore e dalla Sua fedele e costante intercessione. Una frase di don Giuseppe Farioli è stata molto significativa: “Se noi non possiamo attraversare il fiume per andare dalla Madonna, non preoccupiamoci perché sarà Lei a venire da noi”. Il giorno successivo, alle ore 8.00, sempre accompagnati da un freddo pungente, è iniziata la Via Crucis, tappa d’obbligo a Lourdes. E’ sempre uno dei momenti molto significativi del pellegrinaggio. Percorrendo le varie stazioni, don Angelo e don Italo invitavano, con letture e riflessioni, a meditare sulla passione e morte di Gesù, sempre col pensiero rivolto al gesto del segno della croce. Molto toccante sono stati gli interventi, ad ogni stazione, di coloro che volevano esprimere un pensiero, una preghiera, uno sentimento personale: ci sono state espressioni di dolore e di sofferenza, anche qualche lacrima liberatoria, ma anche momenti di ringraziamento e di lode al Signore e alla Madonna. Il pomeriggio dello stesso giorno, il gruppo si è riunito in una sala dove don Angelo ha tenuto una catechesi sul tema “Chie- sa, società, economia e politica - Leggiamo insieme l’enciclica Caritas in Veritate di Benedetto XVI”. In modo sintetico, breve, ma molto significativo e, soprattutto, molto comprensibile a tutti, don Angelo ha perfettamente spiegato il contenuto dell’enciclica: purtroppo la mancanza di tempo non ha permesso interventi e dibattiti che sarebbero stati sicuramente molto interessanti. Subito dopo, la celebrazione eucaristica nella cripta, tenuta con una ammirevole semplicità e simpatia da don Giuseppe Farioli, parroco di Bosisio Parini. Alla sera la tradizionale processione “aux flambeau”, alla quale hanno partecipato migliaia di persone presenti a Lourdes: è sempre un momento emozionante sentire recitare il S. Rosario in diverse lingue, e nel vedere alzare le fiaccole al momento del canto dell’ Ave Maria. LA GIORNATA DEL MALATO Ed eccoci a giovedì 11 febbraio, anniversario della prima apparizione a Bernadette e Giornata Mondiale del Malato. Giornata di festa grande a Lourdes, dove sono convenute migliaia di persone. E’ il momento “clou” del pellegrinaggio. Appuntamento alle ore 10.00 nella grandissima Basilica Pio X, dove gli “Uomini di Lourdes”, mescolati in mezzo a tantissima gente di varie lingue e di tanti ammalati, hanno assistito alla celebrazione eucaristica internazionale presieduta dal cardinal Jean-Pierre Ricard, arcivescovo di Bordeaux, concelebrata da tanti vescovi e centinaia di sacerdoti. Questo è Lourdes, unire lingue e nazionalità diverse con un unico scopo: pregare, pregare il Signore per tutti con l’intercessione di Maria. Al pomeriggio una fitta nevicata ha impedito la tradizionale processione eucaristica lungo tutta l’esplanade. Appuntamento allora ancora nella grande Basilica sotterranea per la Liturgia della Parola e la lunga esposizione del SS. Sacramento per l’adorazione, prima comunitaria e poi personale. E’ stato un momento molto toccante essere davanti al Santissimo, chi in piedi, chi in carrozzina, chi inginocchiato per pregare il Signore con Maria. Il tempo inclemente non ha permesso di chiudere la giornata con la tradizionale processione con le fiaccole. Allora don Angelo e don Italo hanno guidato tutti i partecipanti del gruppo a recitare il Rosario, incamminandosi verso un luogo ammantato di neve non ancora calpestata: lì, al termine della preghiera, ciascuno, su invito dei sacerdoti, ha tracciato per terra sulla neve candida il proprio segno di croce, con l’intento di esprimere il personale amore verso Dio (linea verticale della croce) e verso il prossimo (linea orizzontale della croce). Al termine c’è stato un momento di condivisione e ciascuno ha voluto tracciare sulla fronte del vicino un segno di croce pronunciando le parole: “In hoc signo vinces - Con questo segno vincerai!”. SANTA BERNADETTE Terminate le giornate lourdiane il pellegrinaggio ha proseguito per Nevers, luogo dove è custodito il corpo perfettamente intatto di santa Bernadette. Il 4 luglio 1866 Bernadette partirva per il convento di Nevers e non tornò mai più a Lourdes. Dopo anni dedicati alla vita religiosa, tormentata da una dolorosa e grave malattia (“Sono macinata come un chicco di grano”) all’età di 35 anni, il 16 aprile 1879, mercoledì di Pasqua, alle 3 del pomeriggio i suoi grandi occhi scuri che hanno visto Maria si chiudono per sempre. Nella chiesa, accanto all’urna di santa Bernadette, don Angelo ha celebrato la S. Messa e durante l’omelia ha ricordato la domanda posta all’inizio del pellegrinaggio: “Ma Signore, tu ci sei? Sei qui in mezzo a noi?”. E questa è stata la risposta: “Sì, Signore, sei proprio qui, in mezzo a noi!”. Il pellegrinaggio si stava così concludendo. Ultima tappa, durante il viaggio di ritorno è stata a Paray-Le Monial dove, in una cappella della chiesa, Gesù apparse a santa Maria Margherita Alacoque che diede poi inizio alla devozione del Sacro Cuore di Gesù. In questo bellissimo pellegrinaggio la Madonna e santa Bernadette hanno unito tutti nella fede, nella preghiera e nella gioia. Anche i “nuovi” arrivati nel gruppo, insieme con quelli più “anziani”, si sono sentiti tutti uniti nella preghiera e nell’amicizia. Un grazie a tutti, ai partecipanti, a don Angelo e a don Italo per la loro assistenza spirituale, agli organizzatori, sempre attenti e premurosi per la buona riuscita del pellegrinaggio. Appuntamento, dunque al prossimo anno, quando si festeggerà il 25° anniversario degli “Uomini in auto a Lourdes”. CRONACA ComoScuola IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010 P A G I N A 21 LE SCUOLE CATTOLICHE DELLA DIOCESI/4 L’Istituto Orsoline S. Carlo Una visione unitaria del percorso formativo, la persona al centro del percorso educativo viale Varese 30 Como Informazioni: Segreteria da lunedì a sabato 9.00 - 12.30 o su appuntamento tel. 031-270500 130 ANNI DI PRESENZA EDUCATIVA I l protagonista dell’educazione è la persona: la sua crescita, le sue difficoltà, i suoi successi costituiscono un tutto indivisibile e caratterizzante l’io. E’ questa persona che la scuola si impegna a curare e seguire, nella sua individualità e nello sviluppo delle sue doti e caratteristiche. L’istituto Orsoline imposta la sua programmazione didattico-educativa in una visione unitaria del percorso formativo in vista della crescita di ogni allievo: dalla scuola dell’infanzia ai licei le competenze specifiche vengono poste al servizio delle esigenze più vere del bambino e del ragazzo. Gli esiti, per molti versi imprevisti, dell’ultimo decennio testimoniano come l’emergenza educativa sia un fatto concreto che attraversa la nostra società e le nostre famiglie: molti genitori affrontano costi, a causa di una normativa ingiusta, per offrire ai loro figli la possibilità di una proposta educativa e scolastica ragionevole, solida e positiva. L’inaugurazione della nuova sede in via Bellinzona, la apertura della Scuola dell’Infanzia e della terza sezione della Scuola Media, il completamento dei percorsi superiori con l’attivazione del Liceo Scientifico, sono dovute anzitutto all’apprezzamento delle fami- ISTITUTO ORSOLINE S. CARLO glie per un tentativo che vede nella chiarezza del progetto educativo il riferimento sia per il personale docente che per le stesse famiglie. L’innovazione didattica, che attraversa i contenuti, il metodo e le attrezzature, è mossa da una passione per l’educazione dei giovani che sa approfondire un processo unitario, sa far proprie le metodologie più aggiornate attraverso un orientamento ed una formazione continua dei docenti, riconosce e valorizza il primato educativo della famiglia. La presenza della scuola cattolica, ben precedente alla formazione dello stato moderno, testimonia la possibilità di realizzare opere che costruiscano un futuro per i nostri figli ed un benessere per tutto il popolo; questa tradizione plurisecolare trova nel magistero di Benedetto XVI e nella paterna giuda del Vescovo Mons. Coletti una pro- LA NUOVA SEDE DI VIA BELLINZONA Un passo dell’ indirizzo di saluto che il presidente della CEI, Cardinale Angelo Bagnasco, ha inviato in occasione dell’inaugurazione della sede distaccata di Via Bellinzona, sintetizza adeguatamente le ragioni e gli scopi della nuova opera. “Il sorgere di una nuova scuola costituisce un segno di speranza e di amore per l’uomo, rivolto all’intera comunità civile. Insieme all’ispirazione che vi guida, voi mettete la vostra competenza e professionalità a disposizione di tutti, così da far apparire l’educazione un “bene comune” da fare crescere e condividere nella libertà e nella cooperazione, affinché tutta la comunità riscopra la propria vocazione educativa”. fondità ed una chiarezza che chiedono responsabilità matura, non solo agli “addetti ai lavori”, ma a tutti gli adulti. Non si tratta di affermare una guerra di religione tra credenti e non credenti, o peggio ancora tra posizione politiche contrapposte, ma di ritrovare nella propria tradizione la possibilità di una proposta ai giovani che li aiuti a riscoprire la propria umanità, che li aiuti a vedere ciò che li costituisce, che li faccia incontrare con un’ipotesi di senso ed una esperienza di vita che possano verificare, magari anche per scartarla; è ciò che S. Angela Merici ha vissuto e ciò che don Giussani ha ripreso in modo convincente nel difficile periodo storico più recente: vogliamo guardare loro e seguire quanto ci hanno testimoniato per partecipare della stessa bellezza e comunicarla anche nell’esperienza scolastica. Il primo incontro delle suore Orsoline con la città di Como avvenne il 21 settembre 1881, quando un gruppo di suore, partite dalla loro Casa di Milano, si stabilì nella attuale sede di Viale Varese; già il 24 ottobre dello stesso anno avevano inizio i corsi scolastici di istruzione elementare;”fin dall’inizio – si legge nel saggio di Antonio Molteni - si tennero corsi di lingua straniera ed il francese insegnato nelle prime classi”. Fin dall’origine, dunque, si nota quella apertura ad una educazione globale, che trova oggi conferma nella cura delle lingue straniere sin dai livelli scolastici inferiori, nella presenza del liceo linguistico e nel costante interesse ai temi europei. La superiora delle Orsoline, comunicando al vescovo Mons. Pietro Carsana una risposta affermativa alle ripetute insistenze di aprire a Como una scuola, concludeva la lettera chiedendo di datare il decreto di istituzione il 31 agosto, festa di S. Abbondio. Mons. Carsana aderiva alla richiesta esprimendo grande soddisfazione per la nuova opera che veniva ad arricchire la città di Como. Che non si trattasse di un formalismo devoto, ma di un gesto di obbedienza al Vescovo e di servizio alla comunità diocesana, lo testimonia la storia di 130 anni di presenza. Gli ultimi decenni dell’ottocento furono anni di grande vivacità e di coraggiose iniziative ecclesiali anche nella città lariana. Quando le Orsoline giungevano a Como, era da poco partito per la sede episcopale di Piacenza Mons. Giovanni Battista Scalabrini. Don Luigi Guanella nel 1881 diventava parroco di Pianello Lario ed, alla sua scuola, si formava la beata Chiara Bosatta che, nel maggio del 1886, giungeva a Como per dare inizio all’Opera intitolata alla Divina Provvidenza. Don Luigi Ortelli fondava nel 1885 il circolo studentesco “A. Volta” dal quale si sarebbe sviluppato l’oratorio di S. Filippo per l’educazione della gioventù. Sono semplici accenni ma bastano a darci un’idea della ricchezza che attraversava la città in quel periodo. In questo quadro si inserisce anche l’avvio dell’opera educativa delle Orsoline di S. Carlo: una nuova realtà che si aggiunge alle molte di quegli anni, che continuano a sostenere l’impegno e la responsabilità a cui anche oggi siamo chiamati. Attraverso le diverse stratificazioni di queste presenze, nella dimensione della carità, dell’istruzione, della vita consacrata, viene alla luce un tema che ritorna costante nella vita della chiesa: il rapporto tra novità e tradizione, apertura alle urgenze dei tempi e continuità del tessuto ecclesiale. E’ un progetto guidato da Dio, che trova nella libertà e nella disponibilità degli uomini la possibilità per dilatarsi nel tempo. Su questa libertà e disponibilità si è fondata la decisione della Congregazione di coinvolgere i laici in una collaborazione che ha portato al passaggio di gestione; dall’anno scolastico 1997/98 la cooperativa Dedalo ha saputo porsi al servizio di questa preziosa tradizione educativa per sostenere e rinnovare l’opera scolastica. Tornando al presente di una Scuola cattolica che contribuisce a dare un’impronta alla città e alla diocesi di Como, oggi c’è da augurarsi che si rafforzi il legame tra comunità ecclesiale tutta e la sua scuola; la passione con cui il vescovo mons. Coletti segue la questione educativa anche nella Commissione Permanente della CEI carica di speranza questa prospettiva. UNA QUALITA’ RICONOSCIUTA La facoltà di Scienze Po l i t i c h e della Università Statale di Milano ha svolto una indagine sui risultati dei 33.000 suoi studenti iscritti ai primi tre anni di tutti i corsi di laurea. La ricerca considera l’esito degli esami, il numero degli esami svolti e il prodotto delle due misure: l’Istituto Orsoline di Como risulta nono nella graduatoria complessiva considerando il voto medio della carriera universitaria dei suoi alunni e secondo in base alla velocità (numero di crediti per anno). La ricerca ha coinvolto tutte le scuole superiori, circa 650, da cui provengono gli universitari della Università Statale: in base ai risultati l’Istituto Orsoline è al primo posto tra quelli della provincia comasca ed anche primo tra le scuole paritarie della Regione Lombardia. UN MESE A NEW YORK Quindici alunni dei Licei Linguistico, Giuridico-Economico e Scientifico dell’Istituto Orsoline hanno partecipato ad un mese di studio a New York. Ogni giorno i cento alunni, in gruppi di sei, hanno lavorato su video della CNN ed approfondito il proprio inglese attraverso letture, analisi dei testi e discussioni in lingua, guidati da insegnanti madrelingua dell’Emerald Institute di N.Y.; nel pomeriggio si sono tradotti ed interpretati movie script di film visti in lingua. Nella seconda parte del pomeriggio e nei week-end i cento partecipanti hanno visitato i luoghi più affascinanti di N.Y.: Fifth Avenue, Rockfeller Center, St. Patrick, Time Square, l’ONU, l’Empire, Soho, Little Italy, Chinatown, il Moma, il Met. Il soggiorno è stato anche segnato dall’incontro con personalità della città e con l’ascolto di corali Godspel e la visione del musical “Mamma mia”. CRONACA P A G I N A 22 Como&Cintura IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010 LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA GUIDA Un territorio tutto da scoprire L’appuntamento si celebra in tutto il mondo il 20 e 21 febbraio. Lo scopo è quello di far conoscere una professione particolarmente interessante. Ecco alcuni itinerari proposti I l 20 e il 21 febbraio sarà celebrata in tutto il mondo la “Giornata internazionale della Guida”. L’iniziativa ha lo scopo di far conoscere una professione particolarmente interessante cui però spesso non viene riconosciuta la giusta importanza. I monumenti, i musei, i paesaggi sono un patrimonio inestimabile che la figura della guida professionista, esperta del territorio, contribuisce a fare apprezzare con competenza al grande pubblico. tilmente messa a disposizione gratis dalla ditta Tasèll (Roberta Caprani, cell 335 6759319 prenotazione obbligatoria) 3. Lecco e luoghi manzoniani - Ritrovo ore 14.30 all’Ufficio Informazioni di Lecco, sul Lungolago, davanti al ristorante Larius (Paola Vismara, cell 339 5976945) 4. Il complesso altomedievale di s. Vincenzo in Galliano - Ritrovo ore 15.00 davanti alla Basilica di S. Vincenzo in Galliano a Cantù (Ottaviano Molteni, cell 333-7188447) Nel week-end del 20-21 febbraio l’Associazione Guide e Accompagnatori Turistici di Como e Provincia proporrà nove visite guidate gratuite per permettere agli appassionati di scoprire i tesori della nostra zona. Il ventaglio di proposte è quanto mai articolato; i sei itinerari sono così organizzati: Domenica 21 febbraio 1. Como città della seta - Ritrovo ore 14.50 e 16.20 davanti all’ingresso del Museo Didattico della Seta, Via Castelnuovo, 9 a Como, in zona Setificio (Beatrice Lipari, cell 333 2721017. In occasione della Giornata della Guida l’ingresso è gratuito. Sabato 20 febbraio 1. Como città della seta - Ritrovo ore 14.50 e 16.20 davanti all’ingresso del Museo Didattico della Seta, Via Castelnuovo, 9 a Como, in zona Setificio (Sara Vago, cell 333-7339557). In occasione della Giornata della Guida l’ingresso è gratuito. 2. Mini crociera in Centro Lago - Ritrovo: ore 14.30 e 15.30 al pontile di fronte a Villa Carlotta a Tremezzo. La barca privata è gentilmente messa a disposizione gratis dalla ditta Galli (Esther Filippone, cell 339 2602676 prenotazione obbligatoria) 2. Innamorarsi del Lario in meno di un’ora - Ritrovo ore 14.30 e 15.30 al pontile del Tasèll di Piazza Cavour a Como. La barca privata è gen- 3. Gravedona, case e palazzi - Ritrovo ore 14.30 davanti all’ingresso principale di Palazzo Gallio a Gravedona (Melissa Neri, cell 338 8000070 itinerario su prenotazione) VISITE CON MONDO TURISTICO In occasione delle iniziative legate alla “Giornata Internazionale della Guida Turistica”, l’Associazione Culturale “Mondo Turistico” organizza per sabato 27 e domenica 28 febbraio cinque visite guidate gratuite sul nostro territorio. Questo appuntamento consente alle guide turistiche abilitate di far conoscere al pubblico una professione affascinante, culturalmente ricca ed appagante ma poco considerata, per accrescere l’attenzione e la consapevolezza dell’importante ruolo da loro svolto nel diffondere la conoscenza del patrimonio culturale, storico, artistico, economico e sociale delle realtà in cui operano. Sabato 27 febbraio, alle ore 15.00, le guide di “Mondo Turistico” offriranno una visita guidata al Museo Didattico della Seta di Como, con ritrovo davanti all’ingresso di Via Castelnuovo 9. Questo Museo, unico nel suo genere in Europa, offre la possibilità di conoscere l’intera filiera della lavorazione della seta e, contemporaneamente, la storia sociale ed economica della città di Como e la passione e le capacità artistiche della sua gente. In questo periodo inoltre all’interno del Museo è allestita un’interessante mostra della passamaneria, con oggetti di splendida fattura e un ricco campionario di questa produzione oggi poco conosciuta. Sempre sabato 27 febbraio, alle ore 15.00, è prevista anche la visita guidata al centro storico di Lecco, con il Duomo dedicato a S. Nicola, la piccola chiesa di S. Marta e la neoromanica chiesa della Vittoria. L’incontro con la guida è presso l’Ufficio Informazioni Turistiche a Lecco, in Via N. Sauro 6, vicino al lungolago. Domenica 28 febbraio, alle ore 15.00, si ripeterà la visita al Museo Didattico della Seta di Como; alla medesima ora verrà proposta anche una visita guidata alle chiese di S. Tecla e S. Giovanni a Torno, con ritrovo davanti a S. Tecla, di fronte all’imbarcadero. Si procederà dunque alla visita della Parrocchiale dedicata alla santa, che si affaccia sulla piazzetta del porticciolo, tra le caratteristiche case del centro storico. L’edificio, di origini romaniche, è affiancato da un elegante campanile e decorato da un portale quattrocentesco e da un imponente rosone gotico. Nella parte alta del paese si potrà invece ammirare la chiesa di S. Giovanni del Chiodo, ricca di belle decorazioni pittoriche e scultoree. Questo edificio, affiancato da un bel campanile romanico, è un esempio importante di chiesa rinascimentale ad archi trasversi; la sua fama gli deriva tuttavia dalla presenza della preziosa reliquia di un chiodo della croce di Cristo che, secondo la tradizione, un arcivescovo tedesco avrebbe lasciato a Torno durante il suo viaggio di ritorno da una crociata. Sempre alle ore 15.00 di domenica 28 febbraio sarà possibile visitare anche Villa Parravicini di Persia ad Albese con Cassano, con ritrovo al parcheggio di fronte alla Parrocchiale. Attraverso il nucleo del centro storico si raggiungerà l’antica villa nobiliare, oggi adibita a Casa di riposo per persone anziane. Il grande palazzo è stato infatti donato alla comunità dall’ultima proprietaria e ultimamente ha goduto di un accurato restauro che ha riportato al loro splendore gli affreschi settecenteschi interni e lo splendido oratorio barocco dedicato a Santa Elisabetta. La partecipazione alle visite è libera e gratuita; per ragioni organizzative si richiede comunque la prenotazione entro giovedì 25 febbraio. Per informazioni e prenotazioni: Mondo Turistico, tel. 0344-30060; 339-4163108; e-mail: mondoturistico@ virgilio.it. S.F. CONTRO L’ALESSANDRIA RIPRENDE IL CAMMINO DEL COMO Riprende al Sinigaglia contro l’Alessandria il difficile cammino del Como verso la salvezza in I Divisione. Dopo la sconfitta casalinga rimediata due settimane fa col Figline Valdarno, guidato in panchina da Moreno Torricelli, ex giovanile azzurro, la compagine lariana guidata dalla coppia Brevi-Strano è attesa da un match che non può sbagliare. Un nuovo passo falso, infatti, potrebbe mettere il Como in una pesantissima crisi di classifica, visto che gli azzurri occupano attualmente il terzultimo posto e la XVIII posizione (che comporterebbe la retrocessione diretta senza passare dai play-out) non è poi così lontana: solo 3 punti distanziano le casacche lariane dalla Paganese. Da segnalare che l’Alessandria, da parte sua, si trova invece a centroclassifica e vanta ben 33 punti (12 in più rispetto a quelli del Como). Inoltre, in caso domenica sera la classifica fosse ancora immutata, potrebbero farne le spese i due tecnici e vista la non proprio rosea situazione finanziaria in casa lariana si potrebbe assistere al clamoroso ritorno al Sinigaglia di Alberto Di Chiara, tecnico giunto la scorsa primavera, artefice della fortunata promozione in I Divisione (a questo punto è proprio, infatti, il caso di dirlo) e poi esonerato ad ottobre. Le critiche verso la coppia Strano-Brevi sono ormai lampanti da parte dei tifosi. Sul banco dell’accusa la gestione dei cambi e degli uomini da portare in panchina, gli scarsi risultati ed il gioco che latita. Nel frattempo è giunto il tanto atteso beneplacito da parte della Lega PRO per il tesseramento di Robert Maah, attaccante di nazionalità francese con origine senegalese che da due settimane si sta allenando insieme ai suoi nuovi compagni di squadra ad Orsenigo. La documentazione presentata dalla società e il parere positivo da parte degli organi internazionali, come preventivato, ha dato esito favorevole per il tesseramento del giocatore fermo e senza contratto dato che la società belga nella quale giocava è fallita durante questa stagione ed è stata cancellata dal campionato e dalla federazione fiamminga. Il francese, classe 1985, che ha già un lungo trascorso in Italia con Pro Sesto, Bari e Grosseto tra serie C1 e serie B, va a completare il reparto di attacco della formazione diretta da Strano e Brevi. Vedremo se questo nuovo tassello potrà riuscire a contribuire a nuove fortune per gli azzurri. Nel 2010, infatti, il Como non ha ancora vinto una partita: solo tre pareggi ed altrettante sconfitte che hanno portato ad un deciso peggioramento della classifica. E bisogna inoltre sottolineare che dopo l’Alessandria è in programma la difficile trasferta di Crema. Due partite, quindi, decisive per capire se gli azzurri potranno ancora ambire alla salvezza. L.CL. IN BIBLIOTECA INCONTRO CON PIPPO CORIGLIANO, DIRETTORE DELL’UFFICIO STAMPA DELL’OPEUS DEI L’associazione culturale comasca “Centro Nord”, in collaborazione con l’assessorato alla Famiglia e alle Politiche educative del Comune di Como organizzano un incontro con Pippo Corigliano, giornalista e direttore dell’Ufficio Stampa dell’Opus Dei in Italia e autore del libro: “Un lavoro soprannaturale. La mia vita nell’Opus Dei”, edizioni Mondadori. Premio Carpi per la selezione “Testimonianze”. Bruno Profazio, vicedirettore del quotidiano “La Provincia”, intervisterà l’autore. L’appuntamento è per sabato 20 febbraio alle ore 17 presso la Biblioteca comunale di Como, in via Raimondi 1, a Como. P A G I N A 24 CRONACA Como&territorio IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010 L’ASSOCIAZIONE SEMPRE A FIANCO DEI MALATI E DEI FAMILIARI Alzheimer: vicino a chi cura a malattia di Alzheimer: vicino a chi cura”. Con questo titolo prende il via, a partire dal 24 febbraio, un ciclo di 10 incontri dedicato alla malattia dell’Alzheimer, appuntamento annuale che il Centro Donatori del Tempo di Como organizza per tutte le famiglie interessate. Evento che ha sempre dimostrato un ruolo strategico per favorire il processo del “far fronte” al disagio incontrato dal familiare nella gestione assistenziale del proprio caro. Tutte le ricerche condotte sulle famiglie che si prendono cura di un malato di demenza rilevano, infatti, come l’assistenza prestata dal familiare care-giver al proprio parente malato generi alto stress, sofferenza psicologica e senso di abbandono. Da qui, pertanto, la proposta di partecipare a L “ Al via, a partire dal 24 febbraio, un ciclo di 10 incontri dedicato alla malattia. Un appuntamento annuale che il Centro Donatori del Tempo di Como organizza per tutte le famiglie interessate Anche quest’anno, pertanto, a partire da mercoledì 24 febbraio, inizierà presso il Centro diurno Comunale di via Volta 83 ( sede Università Popolare) un ciclo di 10 incontri (più due “extra”) , cui potranno aderire sia i familiari già precedentemente fruitori di questa opportunità, sia nuovi familiari care-givers che dimostrano interesse ad ottenere questa forma di aiuto. questo percorso di mutuoaiuto. Nel gruppo, infatti, il familiare care-giver trova un giusto spazio di contenimento per esprimere i propri sentimenti e per ottenere, nell’interazione con gli altri familiari che condividono la sua stessa esperienza, informazioni, consigli e sostegno utili a sviluppare idonee capacità di relazione e comportamento per affrontare i momenti di crisi legati all’aggravamento della malattia. Il programma prevede una cadenza settimanale (o quasi) con orario dalle 18.00 alle 19.30 circa (orario gia’ proposto con successo in passato per facilitare la partecipazione dei familiari che lavorano). I temi trattati riguarderanno gli aspetti comunicativi e relazionali da adottare nella coppia malato/familiare curante e si avvaleranno, oltre che della figura della psicologa, dott.ssa Luciana Quaia, anche dell’ intervento condotto dal neurologo dr. Leonardo Sacco, responsabile dell’ U.V.A.-unità valutativa Alzheimer dell’Azienda Ospedaliera S.Anna - e dalla dietista dott.ssa Lilia Farias dell’Unità Operativa Clinica dietetica nutrizionale della Asl di Como. Nel corso delle riunioni, inoltre, si farà uso di supporti di letture e narrazioni/testimonianze raccolte dagli stessi partecipanti e di filmati : saranno proposti infatti due incontri “extra” per la proiezione di due video-storie molto esemplificative della malattia di Alzheimer. SI RICORDA CHE Si ricorda, inoltre, che: - presso la sede dei Donatori del Tempo di Piazza Mazzini, 9 è disponibile per il prestito gratuito una ricca documentazione e una vasta biblioteca specialistica sulle demenze e la malattia di Alzheimer. - Ogni 1° e 3° mercoledi del mese, dalle 17 alle 19 , è attivo il “ Filo diretto” servizio di consulenza telefonica psicologica per i familiari di malati di Alzheimer. Allo 031/270231 risponde direttamente la nostra psicologa Dottoressa Luciana Quaia. - Al “Caffè del Lunedì “, ogni lunedì, presso la sede dello Yacht club in viale Puecher, 8 e al “Venerdì insieme” , ogni venerdì, presso il C.Diurno comunale di via Volta,83 - sempre dalle 15 alle 17 - i Donatori del tempo sono a disposizione dei malati di Alzheimer e dei loro familiari per un pomeriggio di animazione, di ascolto e di sostegno. LIBERA IL TEMPO Tempo che fugge e tempo che si rincorre, ma anche tempo vuoto, dell’attesa e del nulla. Questo tempo senza qualità né significato impregna le giornate di chi in stato di disabilità mentale è privo delle risorse e delle capacità per dare scopo e significato alle ore che passano. Nasce proprio dal riconoscimento della necessità di dare qualità al tempo libero delle persone con disabilità pischica di questo bisogno il progetto “Libera il tempo” proposto dal coordinamento Psiche Idee di Como. Ne fanno parte le associazioni A.S.V.A.P.8 di Appiano Gentile, NéP di Como, A.S.V.A.P.5 di Suello, Il Buon Vicinato, Solidarietà e Servizio, Il Cumball, La Mongolfiera, Global Sport Lario, insieme al Centro servizio per il volontariato di Como. Il progetto è stato finanziato dal Bando volontariato 2008 di Fondazione Cariplo, Centri di Servizio e Comitato di Gestione del Fondo Speciale per il Volontariato in Lombardia. Il bando aveva lo scopo di finanziare interventi in grado di promuovere e rafforzare il volontariato e quindi l’attitudine delle persone a farsi carico dei bisogni della comunità locale e a partecipare attivamente e responsabilmente alle attività ed alle organizzazioni che affrontano tali bisogni; ridurre le fragilità delle comunità locali potenziando il sistema delle relazioni tra gli abitanti; rafforzare iniziative a carattere aggregativo e animativo in ambito sociale, culturale e ambientale. Proprio con questa finalità, il coordinamento psichiatria ha vagliato con attenzione i bisogni, le aspettative, i desideri di attivarsi delle persone in difficoltà per poi avviare con loro e un gruppo di volontari un percorso che li porta a trascorrere alcuni pomeriggi della domenica in modo piacevole e in compagnia. Sono stati a visitare mostre e al cinema, a fare passeggiate e ai mercatini. Piccoli gruppi per mantenere una dimensione capace di favorire le relazioni . Chi fosse interessato a “liberare” il tempo insieme può rivolgersi a Solidarietà e Servizio: e.mail [email protected]. IL CALENDARIO DEGLI INCONTRI Il calendario è il seguente: 24 febbraio (psicologa Dott.ssa Luciana Quaia), 3 marzo (neurologo dott. Leonardo Sacco), 10 marzo (Quaia), 17 marzo (Video), 24 marzo (Quaia) 31 marzo (Quaia). 14 aprile (Quaia), 21 aprile (dott.ssa Farias-dietista ASL) 28 aprile (Quaia) E ancora: 12 maggio (Quaia), 19 maggio (Video), 26 maggio (Quaia). In chiusura del ciclo è inoltre prevista la possibilità di consulenze individuali su appuntamento con la psicologa dott.ssa Luciana Quaia e l’avvocato Anna Cardinali nel pomeriggio di sabato 29 maggio. La partecipazione al corso è gratuita, grazie a chi ci ha sostenuto destinando il 5 x mille dell’Irpef al Centro Donatori del Tempo-Onlus. È necessario dare la propria adesione il più presto possibile. Per ulteriori informazioni si prega di telefonare al n. 031-270231 nelle giornate di martedì e giovedì dalle ore 16.30 alle ore 18.30, oppure di inviare un fax sempre al suddetto numero , o una email a: [email protected] L’ORDINE DEI MEDICI DI COMO UN INCONTRO IL 27 FEBBRAIO L’Ordine dei Medici di Como, in collaborazione con Fondazione E.N.P.A.M. (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza di Medici e Odontoiatri) organizza per sabato 27 febbraio, dalle 9 alle 13, presso l’Hotel Palace a Como, l’incontro “La previdenza obbligatoria. La previdenza complementare”, rivolto ai medici e odontoiatri della provincia di Como. L’incontro ha lo scopo di affrontare le problematiche legate alla previdenza (sia quella obbligatoria che quella complementare) dei medici e far luce sui cambiamenti che interverranno in futuro in ambito pensionistico e previdenziale. A far luce su questi aspetti saranno a Como autorevoli relatori, tutti membri del Consiglio Nazionale E.N.P.A.M.: l’On. Prof. Eolo Parodi (presidente Fondazione E.N.P.A.M.), il dott. Giampiero Malagnino (vice presidente Fondazione E.N.P.A.M), il dott. Alberto Oliveti (Consigliere CdA Fondazione E.N.P.A.M.) e il dott. Luigi Daleffe (Presidente Fondosanità). Parteciperà all’incontro anche Claudio Testuzza, medico e collaboratore de Il Sole 24 Ore. Moderatore: Gianluigi Spata, presidente Ordine dei Medici di Como. Tra i temi che verranno affrontati, oltre ad una presentazione della Fondazione E.N.P.A.M. e della sua storia, ci saranno le opportunità previdenziali per le varie categorie di medici, dal medico di Medicina Generale, al Medico specialista Ambulatoriale, al Medico Ospedaliero, fino al libero professionista. In occasione dell’incontro, saranno allestite anche alcune postazioni elettroniche presso cui i medici potranno conoscere in tempo reale la propria situazione pensionistica e calcolare la probabile entità della pensione. Per accedere a questo servizio è necessario fare richiesta alla Segreteria dell’Ordine dei Medici: tel. 031-572613, [email protected] CRONACA P A G I N A Como 25 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010 ALLA SCOPERTA DELLA COOPERAZIONE/217 Noivoiloro: al servizio dei più deboli La realtà di una cooperativa nata da un comune sentire e cresciuta negli anni fino a promuovere iniziative di valorizzazione, riabiltazione e reinserimento lavorativo di persone svantaggiate pagina a cura del Consorzio Eureka Ser vizi alla Cooperazione e al Terzo Settore www.eurekacomo.it PER SAPERNE DI PIÙ Cooperativa e Associazione Noivoiloro Via San Maurizio, 2 N oivoiloro nasce a metà degli anni ottanta quando un gruppo di amici, una compagnia come ce n’erano tante composta da una ventina di persone accomunate dagli stessi ideali. Questi giovani si ritrovano nella piazza della loro comunità per parlare delle proprie esperienze e degli ideali, in queste lunghe discussioni vengono affrontati, fra gli altri temi sociali dei quali il gruppo già si sentiva chiamato in causa, anche se ancora in modo un po’ astratto e confuso. L’occasione per dare una svolta concreta fu, nel 1985 quando alcuni dei membri del gruppo parteciparono, nell’ambito dell’impegno Medio Oriente, ad un campo di lavoro estivo in Palestina e alcuni mesi dopo un altro gruppo fece un’esperienza analoga in un paese andino dell’Ecuador, questa volta contestualmente all’operazione Mato Grosso. Questi contatti con il Terzo Mondo avevano nel frattempo creato nel gruppo uno sguardo più sensibile e attento anche nei riguardi del nostro mondo circostante e avevano fatto maturare l’esigenza, sempre più chiara e urgente, di fare qualcosa che si concretizzasse in gesti di solidarietà vera. Nacque così dapprima nel 1987 l’Associazione Noivoiloro, scritta proprio così, con i tre pronomi uno dopo l’altro, per esprimere un’identità che voleva sottolineare che tutti noi abbiamo bisogno di aiuto ma anche tanta energia per aiutare gli altri. Un anno dopo e una fitta collaborazione con l’Unione Italiana alla Distrofia Muscolare (UILDM) fecero maturare la decisione di costituire quella che oggi è la cooperativa Noivoiloro. Da allora molte cose sono successe e ad oggi la realtà Noivoiloro conta due cooperative, due associazioni un circolo e anche 22036 Erba (CO) tel. 031-640703 [email protected] www.noivoiloro.it una pubblicazione dal titolo “Noivoiloro informa”, oggi vanta una tiratura di 3800 copie a numero. Le uscite sono 9 ogni anno. Viene spedito ai soci, agli amici e a chiunque sia interessato a conoscere, Per ricevere gratuitamente il giornale, basta contattare la segreteria della cooperativa. La cooperativa incomincia la sua attività occupandosi di servizi di assistenza domiciliare. Nel 1991 nasce anche il Centro Diurno - Servizio di Formazione all’Autonomia - per le persone disabili adulte. Dal settembre 2005 al luglio 2008 il Centro Diurno consegue la Certificazione del Sistema di Qualità conforme alla UNI EN ISO 9001: 2000 per i seguenti prodotti/ servizi: “Progettazione ed erogazione di attività educative dirette allo sviluppo e mantenimento delle autonomie di adulti diversamente abili”. Verso la fine del 2008 il Centro Diurno si trasforma in Centro Socio Educa-tivo Noivoiloro. Il Centro Socio Educativo ha come finalità il ben-essere delle persone. Questo si concretizza mediante un processo formativo che aiuta le persone disabili a scoprire, mantenere e potenziare le proprie abilità per affrontare quanto più possibile una vita autonoma e socialmente integrata. Gli operatori del Servizio credono nella crescita globale dell’individuo e si adoperano affinché l’intervento diventi un mezzo attraverso cui aiutare le persone a scoprire i propri interessi personali e le proprie capacità utili anche per acquisire un maggiore senso pratico volto alla risoluzione dei problemi della vita quotidiana. In termini professionali quindi, l’intervento mira a favorire il più possibile il mantenimento e l’apprendimento di abilità di base in vari settori. Tutte le azioni messe in atto nei confronti delle persone presenti nel Servizio, avvengono nel massimo rispetto dei tempi personali e tendono a valorizzare ciò che ognuno è e vuole essere. Il C.S.E. è aperto da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 16.00 e può accogliere persone disabili: · che hanno terminato il percorso scolastico dell’obbligo o all’interno dell’obbligo scolastico per i quali è prevedibile un accordo con la scuola per una progettualità integrata; · con prerequisiti che permettano di acquisire e consolidare, attraverso progetti formativi specifici, le abilità scolastiche proprie del primo ciclo delle elementari; · che necessitano di percorsi di supporto e integrazione formativa a progetti di inserimento lavorativo guidato; · che possiedono discrete capacità relazionali di adattamento e di comunicazione; · in grado di acquisire e consolidare, tramite un adeguato percorso formativo guidato, abilità pratiche tali da consentire loro un comportamento consapevole, autonomo e socialmente conforme; · Con disabilità gravi, anche plurime (intellettive, fisiche e motorie), che, in attesa di poter essere ammessi al Centro Diurno Disabili (CDD) necessitano di temporanea as- La Bottega: il 22 novembre 2008 Noivoiloro ha aperto “la Bottega” in centro Erba, con il desiderio di valorizzare i ragazzi del CSE e i tanti volontari che operano da tempo. Il merito va a Franco Gottardi che ha messo a disposizione gratuitamente i propri locali, quelli della sua ex oreficeria, con un contratto di comodato gratuito rinnovabile di anno in anno. I prodotti de La Bottega sono lavorati a mano dagli utenti del CSE e dai volontari di Noivoiloro. LA NUOVA STRUTTURA Nel 2003, anno europeo delle persone con disabilità, l’Amministrazione Comunale di Erba ha concesso a Noivoiloro, in diritto di superficie, un terreno di circa 10.000 mq, nel quale sorgerà la sua nuova sede. Nel giugno 2007 hanno avuto inizio i lavori della struttura polivalente, indispensabile per garantire continuità alle molteplici attività, attualmente ospitate in spazi ridotti e poco flessibili. La collocazione a sud della città lungo la strada Valassina, garantirà inoltre una maggior accessibilità rispetto alla sede attuale. La nuova sede che sarà ultimata nel giugno di quest’anno, sarà attrezzata per offrire accoglienza e servizi di diversa natura con particolare attenzione alle persone disabili, ma sarà dotata anche di strutture di natura ricreativa che saranno accessibili e usufruibili da tutti gli abitanti del territorio. Il centro garantirà un elevato funzionamento della propria realtà e rappresenterà un’importante risorsa che andrà ad arricchire le opportunità offerte dal territorio non solo per le persone disabili, ma per tutti i cittadini. sistenza. Tali inserimenti denominati Progetti Speciali hanno una durata massima di due anni. Il C.S.E. della cooperativa Noivoiloro ha una potenziale ricettività di n° 30 posti. NOIVOILORO LAVORO Alla fine del 2000 si è costituita la “Cooperativa Noivoiloro Lavoro” di tipo B, con l’intento di formare al lavoro e offrire occupazione a persone disabili. Qui di seguito alcu- ne delle attività che vengono proposte: Settore Assemblaggio: si presenta come una struttura efficiente e ben organizzata in cui vengono svolte lavorazioni per conto terzi per aziende di varia tipologia operanti sul territorio. Lo scopo prioritario è quello di procedere alla formazione professionale, rivolta principalmente a soggetti svantaggiati, anche con l’ausilio di borse lavoro, tirocini e stage, oltre ad assunzioni dirette. Settore Verde: la coope- rativa offre un servizio di cura del verde ornamentale, con un concreto impegno nel sociale volto a favorire l’inserimento di persone svantaggiate, le attività collegate vanno dal giardino di piccole dimensioni alle vaste aree verdi e giardini pubblici comunali. Questo prevede: il taglio dell’erba, le potature e la rimozione delle foglie. Curare il verde senza violarlo è il mestiere che viene insegnato ai giovani, grazie al supporto di professionisti e volontari. P A G I N A 26 CRONACA Lago&territorio IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010 RINNOVATI I VERTICI DELL’ASSOCIAZIONE Appacuvi: spazio alla cultura U n bel tempural al neta l’aria. La verità riflessa in questo proverbio si poteva toccare con mano sabato scorso nella sede dell’Appacuvi, in via Don Ulderico Belli a S. Fedele Intelvi, dove si è svolta l’assemblea dei soci per eleggere il nuovo direttivo. La sala era affollata da persone che venivano dalla Valle e da fuori e regnava una serenità diffusa e una comunione d’idee che sono sempre state il fiore all’occhiello dell’associazione nei quattro decenni di vita che ne hanno accompagnato l’attività dei suoi volontari per la protezione del patrimonio culturale e artistico della Valle Intelvi. Dopo la relazione del presidente uscente Ernesto Calmieri, caldamente ringraziato da parte del pubblico, che ha molto apprezzato il suo comportamento dignitoso e civile in questi ultimi mesi difficili per il direttivo, si è passati ad eleggere il nuovo Consiglio che avrà l’onore e l’onere di guidare i nuovi lavori e completare quelli già avviati in questo ultimo periodo. Sono risultati eletti: presidente dott. Livio Trivella; consiglieri: Rosanna Noli, G.Franco Toretti, Ernesto Palmieri, Walter Barelli, Vittorio Zanotta, Maria Giovanna Arnaboldi. Il nuovo presidente ha presentato il bilancio, in attivo, dello scorso anno e ha illustrato il programma di intenti per l’anno 2010. Quest’anno il grosso impegno dell’Associazione sarà riservato alle celebrazioni del quattrocentesimo della nascita del grande artista di Pellio Ercole Ferrata, ancora così presente nella memoria della Valle, e il riordino dei siti internet per la ricerca e l’invio di informazioni sui Magistri, visto che in questo periodo arrivano pressanti richieste in merito da studiosi di tutti i paesi dell’Europa. Il compito sarà facilitato dall’utilizzo di una nuova rivista on-line che sarà chiamata “Artisti dei laghi” e diretta da Ernesto Palmieri e Andrea Spiriti docente dell’università dell’Insubria . Il nuovo Consiglio si è impegnato, inoltre, a informare quanto prima soci e simpatizzanti dei MONSIGNOR JACQUES PERRIER, VESCOVO DI LOURDES, INCONTRA I GIOVANI A MILANO Monsignor Jacques Terrier vescovo di Lourdes (a sinistra) e Germano Benedusi presidente Unitalsi Lombarda Monsignor Jacques Perrier è il tredicesimo vescovo di Lourdes, ma sarà il primo a concelebrare un pontificale in Duomo con l’arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi. Accadrà alle 17.30 di domenica 21 febbraio, quando monsignor Perrier ricambierà, in un certo senso, la visita del cardinale Tettamanzi a Lourdes, nel 2008, in occasione del 150° anniversario delle apparizioni della Vergine. Il rito sarà diffuso in diretta da Telenova 2, oltre che via Internet (www.chiesadimilano.it) e vedrà tra i fedeli la nutrita presenza dei giovani dell’Unitalsi Lombarda, oltre 400 (tra cui quarantina di comaschi guidati dall’ assistente don Omar Corvi), in rappresentanza di tutte le sottosezioni lombarde dell’Unione italiana trasporto ammalati Lourdes e santuari internazionali, una trentina dei quali in carrozzina, che avranno avuto monsignor Perrier ospite d’onore al loro convegno in programma quella medesima giornata, all’Istituto San Gaetano di Milano dell’Opera Don Guanella. Al convegno, che inizierà con il segno di croce con l’acqua della Grotta, oltre ai saluti, a cominciare da quello di Germano Benedusi, presidente dell’ Unitalsi Lombarda, e alle testimonianze, il Vescovo di Lourdes recherà il prezioso contributo di una relazione (“La piscina di Siloe”), in mattinata, e nel pomeriggio parteciperà ad un colloquio con i giovani che poi lo accompagneranno in Duomo per la solenne concelebrazione. Monsignor Jacques Perrier, presule a Lourdes da inizio 1998, sui Pirenei aveva accolto nel settembre 2008 papa Benedetto XVI; la visita a Milano del Vescovo francese rafforza il legame tra Lourdes e il capoluogo lombardo che l’Unitalsi regionale tiene vivo con fede concreta. Per maggiori informazioni Unitalsi sezione Lombarda 02-4121176 Madonna del Rosario di S.Silvestro in Fozano, Brescia di Ferretti. Scolpita nel 1756 e consegnata 1759 programmi culturali che si svolgeranno durante l’anno e che verranno resi noti sulla “Voce”, il periodico mensile dell’Associazione. C’è ancora tanto lavoro di ricerca ancora da svolgere. Per questo l’intento sarebbe di affidarlo ai nostri giovani che, oltre a poter attingere a piene mani dell’esperienza decennale di studiosi e appassionati, potranno anche aggiungere qualcosa del loro interesse personale scoprendo informazioni artistiche e culturali tramandate oralmente ai nostri giorni. Vorrei segnalare, a questo punto, una interessante scoperta di qualche tempo fa. Le famiglie dei Quaglio e dei Carloni, i Ferrata, gli Spazzi sono state a lungo studiate a ragione, ma hanno anche messo un po’ in ombra un’altra famiglia di artisti Intelvesi che merita di essere valorizzata: i Ferretti di Castiglione. Nella poco lontana Brescia quasi ignorati si trovano dei capolavori artistici di Alessandro Ferretti, uno dei figli d’arte di Giorgio che, con i fratelli Carlo Domenico e Alessandro, formava una famiglia artistica di grosso calibro. Ebbene: un antico documento dell’archivio della chiesa di S.Silvestro in Fonzano ha spinto il prevosto a chiedere notizie su lavori presenti nella sua chiesa e in particolare sulla statua della Madonna del rosario che era stata scolpita nel 1759 da Alessandro Ferretti . Il documento così attestava: “La presente immagine della Madonna del Rosario, racchiusa in questa nicchia di marmo è stata fatta a Villa di Casasco, nel territorio di Como, dal celebre scultore Antonio Ferretti et è formata di un legno chiamati tiglio ,e nel 1759 posta alla pubblica venerazione”. La statua della Vergine è tutt’ora ben conservata ed è stata scolpita veramente a Casasco. Ricavata da una pianta di tiglio cresciuta nei boschi del paesino intelvese fu consegnata ai bresciani in loco e pagata cento zecchini. Qui però occorre fare una precisazione: Alessadro Ferretti era originario di Castiglione, si era trasferito a Casasco solo dopo il matrimonio con la moglie Maria Maddalena e le figlie. Doveva essere benestante per quei tempi perché nell’archivio parrocchiale di Casasco il suo stato famiglia comprende anche una domestica, cosa oltremodo lussuosa all’epoca. Ricordi, notizie che si completano e spazzano via la polvere del tempo, salvando così le nostre memorie. RINA CARMINATI FRANCHI LA ZONA TREMEZZINA IN OSPEDALE A MENAGGIO PER LA GIORNATA DEL MALATO Giovedì 11 Febbraio anche la Tremezzina si è ritrovata nella cappella dell’ospedale Erba – Renaldi di Menaggio per celebrare la Giornata del Malato. L’incontro, supportato dai volontari dell’U.N.I.T.A.L.S.I. e animato dalle religiose presenti in Zona, ha radunato alcuni infermi ed i fedeli provenienti dalle Parrocchie. Celebrazione semplice, ma partecipata, iniziata con la recita del Rosario, a cui ha fatto seguito l’Eucarestia, aperta con il saluto del Direttore Sanitario della struttura ospedaliera Paolo Rubera e concelebrata da alcuni parroci della Zona. IL CARNEVALE INSIEME A PARÈ E DREZZO Per la prima volta insieme la nuova comunità pastorale di Parè e Drezzo ha festeggiato il 16° carnevale Parediense e il 39° carnevale Drezzese domenica 17 febbraio. Presenti, tra i carri, anche le scuole dell’infanzia di Parè e Giornico. Ad accoimpagnare il corteo una banda musicale di Vighizzolo e una simpatica “banda” locale. Il corteo è partito dalla piazza di Parè per arrivare all'oratorio di Drezzo CRONACA P A G I N A Lago&territorio 28 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010 GRAVEDONA Riconoscimento Dea per il Moriggia Pelascini D allo scorso mercoledì 3 febbraio l’Ospedale Moriggia-Pelascini di Gravedona ha ottenuto il riconoscimento quale sede di Dipartimento di emergenza urgenza e accettazione (Dea). Il Consiglio regionale, dopo una lunga trafila, ha approvato la proposta di atto amministrativo con il quale si è voluto riconoscere a questo Ospedale un ruolo peraltro già svolto da diversi anni e che dà una risposta a lungo attesa alla popolazione residente nell’Alto lago di Como, nella Val Chiavenna, nella bassa Valtellina e nella zona di Colico, nonché ai numerosi turisti che soggiornano in queste località ogni estate. Soddisfazione per la decisione traspare dalle parole del sindaco di Gravedona, Fiorenzo Bongiasca: «Siamo molto contenti per questa deci- Il Consiglio regionale ha riconosciuto, dopo una lunga trafila, il presidio sede idonea di Dipartimento di emergenza urgenza e accettazione di LUIGI CLERICI sione - ha affermato - che, tra l’altro, aspettavamo da tempo. Il riconoscimento di sede Dea all’ospedale Moriggia Pelascini, infatti, nasce proprio da una mia richiesta poi sottoscritta da tutti i sindaci dell’alto lago e che ha trovato l’appoggio di tutti i consiglieri regionali comaschi al Pirellone. Gravedona, è inutile nasconderlo, si trova in una zona disagiata, decentra- ta. Avere tutti i servizi in caso di emergenza è, quindi, importante per i nostri cittadini e per i numerosi turistiche che soggiornano nella località. Si pensi che in estate la popolazione, considerando che fanno riferimento a questo ospedale anche dalla Val Menaggio, dalla Valle Chiavenna nonché da Colico e dintorni, passa da 18.000 a 36.000 unità. La futura presenza di un eliporto, quindi, potrà venire incontro a quelle situazioni di particolare gravità che, finora, dovevano fare i conti con la difficile viabilità lungo la sponda occidentale del Lario». Il Dea, infatti, garantisce oltre alle prestazioni fornite dagli ospedali sede di Pronto Soccorso anche le funzioni di osservazione e breve degenza, di rianimazione e garantisce inoltre interventi diagnostico-terapeutici di medi- cina generale, chirurgia generale, ortopedia e traumatologia, cardiologia con UTIC (Unità di Terapia Intensiva Cardiologia). Assicura anche prestazioni di laboratorio di analisi chimico-cliniche e microbiologiche, di diagnostica per immagini, e trasfusionali. «Abbiamo provato grande soddisfazione per questa decisione regionale - ha sottolineato, invece, la dottoressa Chiara Nani della Direzione Ospedaliera -. E’ il riconoscimento ufficiale della funzione principale di questo ospedale che è nato per sopperire ai casi di emergenza. Nel corso degli anni, infatti, sono stati diversi gli interventi per il suo potenziamento anche in virtù del fatto che serviamo il territorio a cavallo di ben tre province, soprattutto nel fine settimana e nel periodo esti- vo. Il riconoscimento del DEA credo, infine, che sia la dimostrazione significativa di come in Regione Lombardia si sia apprezzato il lavoro che abbiamo svolto, e che svolgiamo quotidianamente, per il territorio e per la sua popolazione». Soddisfazione per questo risultato importante per tutto l’alto lago traspare anche dalla parole dei due consiglieri regionali che più degli altri si sono battuti affinché il Pirellone arrivasse a sancire tale riconoscimento, Gianluca Rinaldin (PDL) e Luca Gaffuri (PD). «Ancora una volta – afferma il Consigliere del PDL, Gianluca Rinaldin – Regione Lombardia è stata attenta al territorio comasco, in particolare all’Alto Lago, per cui l’Ospedale di Gravedona svolge un’insostituibile funzione di pubblica utilità anche nell’ambito di partecipazione alla rete di emergenza urgenza. Era un impregno preso verso i sindaci e i cittadini dell’Alto Lago ed è un impegno che è stato mantenuto». « Esprimo grande soddisfazione per il risultato dell’ok della Commissione Sanità al Dea - ha commentato con soddisfazione Luca Gaffuri -. E’ una vera risposta al territorio dell’Alto Lago in termini di emergenzaurgenza. Riconosce il ruolo svolto dal MoriggiaPelascini in questi anni, sia in termini di professionalità che di investimenti sulla strumentazione. In una situazione, inoltre, di difficoltà occupazionale si darà un’ulteriore possibilità agli abitanti dell’Alto Lago per qualificarsi in un mestiere sanitario importante come questo e per trovare una occupazione di qualità». “IL CIELO IN UNA STANZA” CON IL GRUPPO ASTROFILI LARIANI LA COMUNITÀ DI MUSSO E IL CAMINO DI FEDE DI UN GIOVANE MAROCCHINO In un mondo travolto dai venti del relativismo, reso minaccioso dagli spettri del disinteresse la fede può rivelarsi agli occhi non solo del credente come un appoggio solido e irrinunciabile. In questi mesi la comunità di Musso sta vivendo il percorso di formazione di Mohammed, un ragazzo di origini marocchine, che ha deciso di intraprendere un serio cammino di fede che lo condurrà ad entrare nella famiglia cristiana la notte della Veglia Pasquale ricevendo dal Vescovo i sacramenti. Un percorso non certamente facile ma, oltre che essere guidato da persone preparate e soprattutto dalla luce della fede in Cristo, vissuto intensamente sin dal primo giorno. Esser cristiani dalla nascita e viverlo ancor ora è difficile, immaginiamo voler intraprendere questo nuovo cammino da adulti. Venerdì 12 febbraio in una bellissima celebrazione ha ricevuto l’unzione con l’Olio dei Catecumeni. Il parroco di Musso, don Giampaolo Cozzi, ha ricordato che questo importante cammino che Mohammed ha intrapreso deve essere un gioioso momento di festa per la nostra comunità cristiana che presto accoglierà un nuovo fratello ma, ancor più, un’occasione importante per capire che il percorso cristiano non è mai per un singolo ma deve essere amore, condivisione, impegno di tutti, nessuno escluso. Auguri sin d’ora caro Giovanni (il nome di battesimo che prenderà Mohammed) per questa tua testimonianza, perché non è mai troppo tardi per avvicinarsi a Cristo, perché in una cristianità vera e contenta il poter condividere un cammino di fede insieme è sempre occasione per ricordare quanto Gesù ci ama, ci accoglie e ci accompagna nel cammino di questa nostra vita. R. P. Venerdì 26 febbraio, con inizio alle ore 21.15, presso il Centro Civico “Rosario Livatino” di Tavernerio, il Gruppo Astrofili Lariani propone “Il cielo in una stanza” a cura di Marco Papi e Luigi Viazzo. Si tratta della prima lezione del corso introduttivo all’astronomia 2010, in cui si imparerà ad usare il nuovo planetario portatile dell’Associazione per conoscere le stelle principali e le costellazioni degli emisferi boreale e australe. Seguirà l’osservazione della Luna e del cielo invernale dal cortile del Centro Civico con i nuovi strumenti del gruppo. L’ingresso è libero. Per informazioni, la sede del Gruppo Astrofili Lariani si trova in via Risorgimento, 21 a Tavernerio, presso il Centro Civico “Rosario Livatino”; tel. 328-0976491 (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 21); e-mail: [email protected]; sito web: www. astrofililariani.org. “TESTA E CUORE” A CAMNAGO VOLTA Continuano a Camnago Volta domenica 21 febbraio, alle ore 15.00, gli incontri del progetto “Testa e cuore”, l’iniziativa di animazione rivolta ai bambini da 7 a 12 anni e di formazione per i loro genitori ed educatori organizzata dalla Circoscrizione 4 di Camnago Volta, con la collaborazione del CIF (Centro Italiano Femminile) Provinciale di Como, dello Sportello Scuola & Volontariato ed il contributo dell’Amministrazione Comunale di Como. Presso l’Auditorium “A. Volta” a Camnago la psicopedagogista Lucia Todaro, per il “Percorso Cuore”, affronterà il tema “Strategie per incanalare ed educare i vissuti emotivi negativi (paure, rabbie, gelosie, frustrazioni...)” con i genitori e gli educatori. Per i bambini, impegnati nel “Percorso Testa”, l’appuntamento è invece presso la Sala Civica di Piazza Martignoni con il laboratorio “Che tempo fa? Costruiamo una stazione meteorologica. Prima parte”, guidati da Matteo Balestrini, dottore in Scienze Ambientali, ed accompagnati da tutor di giovani volontarie. Ricordiamo che la partecipazione ai laboratori e agli incontri è gratuita. Per informazioni: Roberto Todeschini tel. 347-8452378; e-mail: [email protected]. CRONACA BassaComasca IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010 P A G I N A 29 RISALE AL XV-XVI SECOLO Rovellasca: il Crocifisso restaurato T ornare a custodire la bellezza, seguire la strada della “via pulchritudinis”: è il compito che papa Benedetto XVI ha affidato agli artisti il 21 novembre scorso, richiamandoli alla necessità di ricostruire lo strappo tra arte e fede, tra arte e vita. Questo invito ci è tornato alla mente fissando lo sguardo sul Crocifisso del XV-XVI secolo che una lunga ed impegnativa operazione di restauro ha restituito alla comunità di Rovellasca in concomitanza con l’antica Festa del Crocifisso (il cinquecentenario nel 2008). Il triduo di preparazione è stato l’occasione - la scorsa settimana - per incontrare il dott. Daniele Pescarmona, funzionario della Sopraintendenza ai Beni Culturali, che ha spiegato le fasi del restauro curato dalla restauratrice di Sondrio Paola Gusmeroli con la direzione della Sopraintendenza stessa. Si tratta di un “Crocifisso spirante” con l’innesto di braccia e capo: poteva dunque essere rimosso dalla croce, e posato a terra a raffigurare il Cristo morto nelle cerimonie pasquali in una sorta di sacra rappresentazione. E’ impossibile al momento l’attribuzione sicura della scultura - da poco si è cominciato a studiare i Crocifissi: certo è che c’erano artisti specializzati in questa produzione che giravano per l’Italia, famiglie produttrici, così come botteghe che li realizzavano e dove era possibile acquistarli. Il Crocifisso di Rovellasca è comunque un manufatto di qualità notevole, non prodotto in serie: lo suggeriscono il tipo di legno ben stagionato e selezio- Il triduo di preparazione della festa è stato l’occasione, la scorsa settimana, per incontrare il dott. Daniele Pescarmona, funzionario della Sopraintendenza ai Beni Culturali, che ha spiegato le fasi del restauro curato dalla restauratrice di Sondrio Paola Gusmeroli con la direzione della stessa Sopraintendenza di ELENA CLERICI nato con attenzione (il tiglio più del pioppo resisteva ai danni del tempo), il verso non scavato ma molto ben intagliato (si vede chiaramente la spina dorsale) ed anche la pittura di buona qualità. Crocifissi di questo tipo erano posti su una croce a V, così che la parte posteriore risultasse ben visibile; venivano utilizzati anche nelle processioni, e non collocati troppo in alto nelle chiese, così da poter essere contemplati. Il dott. Pescarmona ha mostrato immagini delle operazioni di restauro, del quale esiste la documentazione scritta. La prima fase è consistita nel velinare la scultura con carta giapponese allo scopo di consolidare. Rimosso lo strato di tempera che copriva il Crocifisso, si è riscontrata la presenza di una calotta di gesso dalla P r i m a dopo... nuca alle spalle non coerente con l’esecuzione della parte lignea, giustapposta nel tempo presumibilmente per dare stabilità alle braccia: toglierla è stata un’operazione che ha richiesto molto tempo e molti “colpi di cuore” per convincersi che si trattava della scelta migliore. E’ seguita una operazione di pulitura degli strati pittorici posteriori (è stata lasciata la pittura originale). Quindi si è proceduto alla ricostruzione delle spalle (i cui danni assai consistenti erano dovuti alla manomissione della scultura, non tanto agli insetti) inserendo nelle cavità un foglio di vetro resina e fondi di plastilina, e ricostruendo i tasselli: in questo modo si è ricostituita la funzionalità delle braccia. Poi l’operazione di rifinitura. Nelle mani si è deciso di integrare le dita per ricostruire il valore iconografico-devozionale del Crocifisso, ma lo si è fatto in maniera molto discreta, senza cioè regolarizzare la superficie del legno; i piedi sono invece nello stato originale di conservazione. Si è scelto di lasciare la testa senza capelli, per valorizzare la qualità della scultura. Non si può affermare che sia questo il Crocifisso della tradizione, che narra di una pestilenza nel 1508 cessata portando in processione per il paese il Cristo in croce. E’ sicuramente più antico di quello barocco, molto si- mile al Crocifisso di Como, oggetto di venerazione. Le uniche notizie di questa scultura, ricostruite attraverso la testimonianza del sacrestano Luigi Cattaneo, risalgono al 1952, quando - in occasione della edificazione della nuova cappella del cimitero - il Crocifisso spirante fu relegato in un magazzino; recuperato negli anni ’90 in condizioni molto precarie, gli fu data una mano di tempera (che ha peraltro contribuito a preservarlo), e fu collocato sulla controfacciata della chiesa di Santa Marta. Poi la svolta: uno sguardo attento, e la decisione qualche anno fa del parroco don Roberto Pandolfi di procedere al I CINQUANT’ANNI DELL’UNIONE SPORTIVA VERTEMATESE L’Unione Sportiva Vertematese. 50 anni al servizio dello sport e della comunità. Una S. Messa di ringraziamento, lo scorso 13 febbraio, in parrocchia a Vertemate, ha dato avvio alle celebrazioni per salutare degnamente questo sodalizio. L’Unione Sportiva Vertematese è una socièta che ha fatto della promozione dello sport fra i giovani il suo obiettivo principale e che oggi può contare su un parco di circa 200 atleti,impegnati nelle discipline ciclistiche, del calcio, del minibasket, del basket maschile e femminile. L’US Vertematese è cresciuta grazie all’impegno dei soci, di tanti giovani, alla sensibilità dei molti volontari, alla collaborazione delle Parrocchie,delle aziende locali,delle Federazioni Provinciali, delle Amministrazioni Comunali e dei tanti dirigenti che negli anni l’hanno guidata in modo disinteressato. Tra le iniziative in cantiere per festeggiare e ringraziare tutti i volonterosi collaboratori, è in program- ma la realizzazione di una apposita pubblicazione come veicolo e stimolo per l’intera comunità a proseguire nella diffusione dei valori sportivi specie tra i giovani. Di particolare rilievo sportivo sarà l’organizzazione del Campionato Lombardo di Ciclismo per Esordienti che si correrà sulle strade del paese il prossimo 20 Giugno. “Il Cinquantesimo ci riporta all’inizio, a quando appunto cinquant’anni fa un gruppo di appassionati di ciclismo organizzò la prima Coppa Caduti Vertematesi - ricorda il Presidente Fermo Verga - un evento che ha da sempre unito sportivi e cittadini, nel ricordo dei caduti e che si è ripetuto ininterrotto per cinquant’anni registrando sempre un grosso successo sportivo. La celebrazione eucaristica della scorsa settimana ha voluto segnare l’inizio del Cinquantesimo di una società sportiva che vuole continuare ad essere patrimonio dell’intera comunità” restauro. Ora il Crocifisso morente verrà collocato in un altare laterale della chiesa parrocchiale, sopra un tabernacolo degli oli risalente al 1500; il Consiglio Pastorale ha deciso che verrà utilizzato nelle celebrazioni del Venerdì Santo. La Sopraintendenza ha raccomandato di usarlo tenendo conto dello stato di sofferenza del manufatto. Il prevosto don Natalino Pedrana, riconoscendo che questo Crocifisso ligneo è un bene prezioso dal punto di vista artistico, ha sottolineato che si tratta di “una immagine che ci provoca e ci fa pensare”, ed ha invitato la comunità a coglierne anche lo spessore di fede. CRONACA P A G I N A 30 ValliVaresine IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010 VALCUVIA IN PROGRAMMA PER TUTTO IL 2010 Corsi in calendario per tante tematiche VOLONTARIATO SOCIO-SANITARIO Martedì 2 febbraio scorso presso la sala consiliare del comune di Cittiglio ha preso il via il corso base per il volontariato socio-sanitario, organizzato dall’Avulss Verbano Orientale, con la collaborazione di: Oari, parrocchia di Cittiglio, Centro ascolto Caritas di Cocquio e Unitalsi Besozzo. Il corso è completamente gratuito ed è articolato in tre parti e due giornate residenziali di riflessione ed ha una durata complessiva di 44 ore. Le lezioni si svolgono il martedì ed il giovedì dalle ore 20.50 alle ore 23.00 (oltre le due giornate residenziali). Al termine del corso si terranno dei colloqui finali. Il programma è così strutturato: - prima parte: per una comprensione dei fondamenti del volontariato socio-sanitario; - seconda parte: per una formazione sociosanitaria di base dell’operatore volontario; - terza parte: per una formazione di base alla relazione interpersonale. Per informazioni, Natalina De Taddeo: telefono 0332-603770. SERATE GENITORI L’Ispe Valcuvia all’in- sé; trovare la bussola per orientarsi tra successi, insuccessi e aspettative. Mercoledì 17 marzo 2010, ore 20.45 - dott.ssa Marisa Brunella, psicologa; - La gestione educativa dei bambini tirannici. Lunedì 22 marzo 2010, ore 20.30 dott.ssa Paola Cosolo Marangon, formatrice e consulente educativa del Centro psicopedagogico per la pace e la gestione dei conflitti; - Padri di oggi, figli di domani. Mercoledì 14 aprile 2010, ore 20.45 - dott.ssa Marisa Brunella, psicologa; - Quando i genitori si separano. Dai figli non si divorzia. Venerdì 21 maggio 2010, ore 20.45 - dott.ssa Marisa Brunella, psicologa. SERATE EDUCATORI terno delle iniziative finanziate dal piano di zona (LR 328/2000) ha stilato una serie di proposte indirizzate ai genitori, educatori ed insegnanti che trattano questioni specificatamente legate all’infanzia e all’adolescenza e alle problematiche relative alla separazione dei genitori. La proposta vuole essere un aiuto ai genitori del terzo millennio che molte volte si trovano ad affrontare problematiche nuove e spesso sconosciute, trovandosi a AL TEATRO SOCIALE DI LUINO OMAGGIO A SALVATORE QUASIMODO Dopo la mostra e gli incontri dedicati a Giovannino Guareschi, prosegue con un omaggio a Salvatore Quasimodo l’itinerario nella letteratura del Novecento proposto dall’Assessorato alla Cultura e Istruzione del Comune di Luino e del Centro Culturale Frontiera. Forte dell’eredità intellettuale e spirituale conservata nei due Fondi ospitati presso la Biblioteca Civica di Villa Hussy, quello che raccoglie documenti e lettere di Piero Chiara e il Fondo Vittorio Sereni, uno dei più prestigiosi Archivi letterari lombardi, Luino ospita il recital letterario di e con Alessandro Quasimodo “operaio di sogni”, itinerario biografico e poetico che mette in luce l’aspetto umano, famigliare, religioso, civile e sociale di Salvatore Quasimodo. Poesie, lettere, documenti e testimonianze visive (tra le quali le immagini filmate della cerimonia di conferimento del Premio Nobel avvenuta a Stoccolma il 10 dicembre 1959) ricostruiscono un ritratto non convenzionale del poeta, dell’uomo che è poeta, ma, soprattutto uomo: “uno come tanti, operaio di sogni”. “Quando la poesia viene letta ad alta voce diceva mio padre, dice Alessandro Quasimodo (attore di teatro, figlio di Salvatore Quasimodo) il verso scompare, scompare la tecnica, la metrica, e chi ascolta viene colpito soltanto dalle immagini, che sono diverse da uomo a uomo. E allora si verifica l’atto di comunicabilità a cui l’uomo aspira”. La rappresentazione si terrà al Teatro Sociale (via XXV aprile 13, Luino) venerdì 26 febbraio in due repliche: alle ore 11.00, solo per le scuole, e alle ore 21.00, con ingresso gratuito fino a esaurimento posti, per tutto il pubblico. lottare coi figli che crescono tra computer e televisione, a gestire bambini tirannici e confrontarsi con riti adolescenziali. Gli incontri dibattito proposti dal Servizio Socio Educativo dell’Ispe Valcuvia vogliono, quindi, essere un momento di approfondimento su argomenti di assoluta attualità e uno spazio di confronto con psicologi e pedagogisti. Le serate rivolte a genitori e insegnanti sono iniziate mercoledì 10 febbraio a Casa Fra- schini a Cittiglio (in via Provinciale 64, proprio di fronte al parcheggio dell’ospedale) e seguiranno il seguente calendario: - Bisogni psicologici dei bambini tra computer e tv. Si è già svolta con la dott.ssa Marisa Brunella, psicologa, lo scorso 10 febbraio; - Smetamorfosi: Riti e maschere di preadolescenti in crescita. Giovedì 11 marzo 2010, ore 20.45 - dott.ssa Valentina Rinaldin; - La scuola mondo a Il Servizio Socio Educativo dell’ I.S.Pe. Valcuvia propone inoltre una serie di incontri di formazione per educatori e operatori sociali che si svolgeranno durante l’anno, con tematiche che spaziano dalla riscoperta dell’universo emotivo nel lavoro con i più piccoli, alla relazione adulto – bambino. Ecco il programma: Osservare e sostenere la relazione tra adulti e bambini nei servizi educativi. Dott.ssa Giovanna Bestetti, psicopedagogista. Sabato 20 febbraio, dalle ore 9.30 alle ore 16.30. Sabato 20 marzo, dalle 9.30 alle 16.30. Finanziato con i fondi della L. 289/02, “Misure a sostegno delle politiche a favore delle fami- glie e per il sostegno alla natalità”. La gestione educativa dei bambini tirannici. Dott.ssa Paola Cosolo Marangon, formatrice del Centro psicopedagogico per la pace e la gestione dei conflitti. Lunedì 22 marzo, dalle ore 20.30 alle ore 22.30. Quando il film diventa luogo educativo. Dott.sa Vilma Mazza, media educator. Sabato 10 aprile, dalle ore 9.30 alle ore 13.30. Sabato 8 maggio, dalle ore 9.30 alle ore 16.30. Specchio specchio delle mie brame... desideri, sogni, bugie, sollecitati, evocati, rivelati dalla fiaba per conoscersi e riconoscersi. Betty Colombo, attrice e narratrice, associazione culturale Arteatro. Giovedì 21 ottobre, dalle ore 9.30 alle ore 16.30. Giovedì 28 ottobre, dalle ore 9.30 alle ore 16.30 Le strutture educative territoriali e le famiglie degli utenti. Prof. Luigi Pati, ordinario di Pedagogia generale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia - Ce.S.PE. F. Centro studi pedagogici sulla vita matrimoniale e familiare. Giovedì 2 dicembre, dalle ore 9.00 alle ore 18.00. Il calendario completo degli incontri e i dettagli dei singoli corsi di formazione sono scaricabili dal sito: www.cmvalcu via.it. A.C. VARESE APPROVATO DALLA REGIONE IL PIANO PER LE SUPERIORI Il nuovo assetto dell’istruzione assessorato alla Formazione Professionale e Istruzione ha rimodellato la geografia dell’offerta formativa delle scuole superiori della Provincia di Varese. Il pacchetto contenente tutti gli indirizzi scolastici della scuola pubblica è stato elaborato sulla scorta di un dettagliato monitoraggio, che ha coinvolto il mondo della scuola, le parti sociali e i rappresentanti degli imprenditori del territorio. Un percorso durato oltre sei mesi e condotto in stretta sinergia con l’Assessorato all’Edilizia Scolastica e con l’Ufficio Scolastico Provinciale. «La Provincia di Varese – ha dichiarato il presidente della Provincia Dario Galli - si è attivata per mettere a punto un piano in grado di tenere conto sia delle indicazioni ministeriali, sia delle esigenze del territorio. Credo sia stato raggiunto un buon risultato e spero che la proposta complessiva elaborata possa trovare anche la soddisfazione del mondo della scuola, degli studenti, delle famiglie e del mondo dell’impresa». Il Piano formativo delineato da Provincia di Varese è stato anche ap- L ’ provato, senza apportare alcuna modifica, da Regione Lombardia: «Si tratta di un Piano che presta grande attenzione alle specificità delle scuole superiori del Varesotto - riflette l’assessore a Istruzione e Formazione Andrea Pellicini - e che va incontro alle molteplici esigenze emerse nella fase di messa a punto. Un ringraziamento particolare al dirigente dell’assessorato Formazione professionale e Istruzione Ernesto Banfi, al funzionario provinciale Giuseppe Millefanti e al Dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Claudio Merletti per la capacità dimostrata da tutti di operare in sinergia per raggiungere un obiettivo condiviso». La nuova proposta di offerta formativa contempla una serie di conferme, ma anche molte novità, che contribuiranno a rendere l’istruzione e la formazione degli alunni varesini più moderna e al passo con i tempi. È stata confermata l’impalcatura del sistema che prevede tre macro aree formative: licei, istituti tecnici e istituti professionali. In base poi alla domanda del mercato del lavoro, è stata dedicata particolare attenzione agli istituti tecnici con l’obiettivo di promuovere e accrescere la offerta di formazione di personale specializzato. In quest’ottica è stata approvata l’apertura di 10 nuovi indirizzi nell’area della formazione tecnica e tra questi vi sono: Informatica (Saronno), Elettronica ed Energia (Varese), Elettrotecnica (Luino), Grafica e Comunicazione (Tradate e Gallarate), Automazione (Gazzada, Saronno), Telecomunicazioni (Tradate, Sesto Calende e Gazzada). Nel ridefinire l’offerta di istruzione l’Assessore Pellicini ha dato l’indicazione di tenere presente la vocazione e le peculiarità dei singoli Istituti, ma anche di porre attenzione ad una omogenea distribuzione su tutto il territorio provinciale dell’offerta formativa, al fine anche di ridurre il fenomeno del pendolarismo scolastico. Altra caratteristica fondante del pacchetto è quella che riguarda l’introduzione di indirizzi fortemente innovativi, come nel caso delle Biotecnologie Ambientali di Laveno, mentre a Tradate i corsi di tecnici nell’ambito della Grafica verranno affiancati con una innovazione particola- re con l’apertura di uno specifico indirizzo di liceo artistico - Audiovisivi e Multimedia -. Nel campo dell’offerta liceale, accanto alla volontà di consolidare e rafforzare l’importante mission di queste scuole, si registrano alcune sostanziali novità quali l’apertura al Gadda Rosselli di Gallarate di un nuovo Liceo Linguistico, due nuovi Licei delle Scienze Umane (Bisuschio e Busto Arsizio), tre nuovi indirizzi delle Scienze Applicate nei Licei scientifici di Varese, Busto e Gallarate, mentre a Varese e Busto la Provincia ha approvato la attivazione di due nuove sezioni per il Liceo Musicale (Varese) e Coreutico (Busto). L’articolazione complessiva del Piano viene infine completata con l’accoglimento delle esigenze degli Istituti Professionali, che nell’ambito della formazione di figure qualificate svolgono un ruolo strategico. Gli Istituti Professionali potranno conservare i percorsi triennali aderendo al modello di formazione regionale (IFP). In relazione a ciò, oltre ai percorsi di durata quinquennale, la Provincia di Varese ha approvato ben 28 indirizzi triennali “. P A G I N A 31 Sondrio CRONACA DI E P R O V I N C I A ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010 SONDRIO ATTIVATA PER I NUCLEI PIÙ NUMEROSI Una «carta» in aiuto alle famiglie C on delibera di giunta dello scorso 2 febbraio, il Comune di Sondrio ha introdotto un nuovo ammortizzatore sociale per le famiglie con almeno quattro figli minorenni e per quelle in condizioni di disagio economico aventi un reddito inferiore al minimo vitale, secondo i criteri stabiliti nel regolamento comunale per l’erogazione dei contributi economici. Si tratta della Family Card – strumento richiesto dai referenti provinciali dell’Associazione Nazionale Famiglie Numerose – che funziona come una carta utilizzabile per usufruire di sconti e di agevolazioni, giaÌ sperimentato con successo in diverse realtà italiane. «La card – si legge nella delibera di giunta – ha validità annuale dal primo gennaio al 31 dicembre di ogni anno e offre sconti e agevolazioni ai possessori, applicati direttamente dai singoli commercianti, dalle aziende, dalle società sportive che aderiscono all’iniziativa». In questi giorni, il settore servizi alla persona del Comune è impegnato per definire quali possano essere i “partner” interessati a fornire agevolazioni. «Le imprese che intendono aderire all’iniziativa – è ancora scritto nella delibera – devono compilare un modulo, precisando lo sconto che intendono praticare, che non può comunque essere inferiore al 5% e consegnarlo all’ufficio relazioni col pubblico del Comune di Sondrio, che consegnerà alle stesse un’apposita vetrofania da rendere visibile nella sede dell’esercizio, per pubblicizzare la partecipazione al progetto. L’elenco delle imprese aderenti con l’indicazione dello sconto praticato sarà ampiamente pubblicizzato, nelle modalità che verranno ritenute più adeguate e comunque con la pubblicazione sul sito web del Comune e con la divulgazione tramite i media locali». Un primo provvedimento, già adottato lo scorso dicembre dal Comune, prevedeva agevolazioni sulle tariffe dei servizi a domanda individuale fissate dal Comune per il 2010. Anche in questo caso, le famiglie con almeno quattro figli hanno diritto ad una riduzione del 10% sui costi dell’asilo nido La Coccinella, del Centro diurno di Triangia, del- PAROLO VICEPRESIDENTE UNCEM L’Uncem, Unione Nazionale Comuni, Comunità e Enti Montani, costituita nel 1952, Ente cui aderiscono 350 Comunità Montane, 4.195 Comuni classificati montani, oltre ad Amministrazioni Provinciali e altri enti, a conclusione del suo XV Congresso svoltosi a Trento nei giorni scorsi, ha eletto Ugo Parolo, assessore della Provincia di Sondrio, vice-presidente nazionale. «È per me una grande soddisfazione - ha commentato Parolo -. Uno degli aspetti che ha colpito l’interesse dell’Assemblea Nazionale Uncem è stato lo sviluppo di un rigoroso Piano Territoriale di Coordinamento che ha due pregi: impedire nuovi scempi soprattutto nel fondovalle e offrire a Valtellina e Valchiavenna adeguate infrastrutture, capaci di garantirne lo sviluppo socio-economico a partire dalla nuova della Statale 38». Parolo ha voluto ringraziare in particolare il presidente Uncem Enrico Borghi, il quale «da sempre lavora preferendo l’ascolto e il benessere del territorio, senza guardare agli interessi politici e di parte». Il presidente di Palazzo Muzio Massimo Sertori ha accolto la notizia con gioia, osservando il lavoro prezioso di Uncem, in un’ottica di tutela dei piccoli comuni, specie per quanto riguarda le scelte che riguardano uso del territorio e delle risorse naturali. la sezione Primavera della scuola dell’infanzia di via Vanoni, delle mense scolastiche di asili e scuole primarie cittadine. «Per preparare queste iniziative – spiegava nelle scorse settimane l’assessore alle politiche sociali, Carlo Ruina – abbiamo incontrato più volte l’Associazione Famiglie Numerose, in modo da concordare con i diretti interessati degli interventi che potessero funzionare a livello pratico, partendo dalla convinzione che il Comune deve innanzitutto mettere in gioco se stesso, iniziando con azioni sui servizi che il municipio eroga direttamente. Da qui nasce la scelta di proporre le agevolazioni sulle tariffe dei servizi a domanda individuale, inserite nella delibera di giunta collegata al bilancio di previsione che venerdì andrà in consiglio». «In Comune – sottolineavano i referenti provinciali dell’Associazione Nazionale Famiglie Numerose, i coniugi Alessandro Di Roio e Loredana Greco – abbiamo incontrato interlocutori attenti e disponibili, e siamo soddisfatti di questo importante passo, un intervento impegnativo per palazzo Pretorio che riconosce il valore sociale e umano delle famiglie numerose». La scorsa settimana però è intervenuta una voce fuori dal coro, quella di tre gruppi di minoranza del consiglio comunale sondriese: Sondrio Liberale, Sondrio anch’io e Faggi sindaco. «Con soddisfazione apprendiamo che l’Amministrazione Comunale di Sondrio ha attivato la Family Card – è il testo di un comunicato stampa –, provvedimento per aiutare le famiglie numerose in questo momento di congiuntura particolare. Questo strumento è stato di recente adottato dalla giunta comunale, con delibera del 2 febbraio, facendo seguito ad una richiesta avanzata durante il consiglio comunale dello scorso ottobre da parte delle minoranze civiche». In occasione di quella seduta del consiglio, infatti, il consigliere Forni (Sondrio anch’io) «chiedeva agevolazioni tariffarie per le famiglie numerose – prosegue il comunicato –. Il consigliere Grimaldi (Sondrio Liberale) lanciava la proposta di una Family Card che comprendesse non solo IL 25 FEBBRAIO INCONTRO DELL’AFAAT Afaat, Associazione di famiglie e di amici per l’aiuto ai tossicodipendenti ha attivato un gruppo di sostegno per famigliari e amici di persone con problemi di tossicodipendenza. Il gruppo si ritrova periodicamente, ogni 3 settimane. Il prossimo incontro è in calendario giovedì 25 febbraio alle ore 21.00 presso la sede del CSV L.A.Vo.P.S. di Sondrio, in lungo Mallero Diaz, 18. L’iniziativa vuole offrirsi come una possibilità di informazione rispetto a servizi e rete sociale di appoggio, risorsa e condivisione per chi vive come famigliare o amico il problema della tossicodipendenza. Il gruppo di sostegno è condotto da Maurizia Bertolini, psicologa e psicoterapeuta. La partecipazione è gratuita, previo contatto telefonico con una delle persone indicate: Graziella, 333-5269123; Elena, 340-3330314; Rosalba, 340-3143800; Maurizia Bertolini (dalle 13.00 alle 14.00), 338-8279990. CAMPIONATI «SILENZIOSI» IN VALMALENCO L’Associazione Sportiva Silenziosa Valtellinese, col patrocinio dell’ENS-Ente Nazionale Sordi sezione di Sondrio, della FSSI-Federazione Sport Sordi Italia e del CIP-Comitato Italiano Paralimpico e col contributo della Comunità montana Valtellina di Sondrio organizza il 26,27 e 28 febbraio a Chiesa Valmalenco i campionati italiani silenziosi Seniores e Juniores di sci alpino e snowboard, la Ski deaf Europa cup 2010 (Super-G, Slalom Gigante, Slalom Speciale e Combinata), la Snowboard deaf International 2010 (gare di Slalom Gigante, Slalom Speciale e Half Pipe). Prenderanno parte alle gare atleti non udenti provenienti da tutta Italia, Francia, Germania, Austria, Slovacchia, Croazia, Svizzera, Cecoslovacchia, Slovenia, dal Giappone e dal Canada. Saranno presenti anche i membri udenti della World Snowboard Federation (Federazione internazionale di snowboard). Per le gare di sci alpino saranno stilate classifiche femminili e maschili in tre categorie: Juniores fino ai 18 anni, Seniores 19-34 anni e Veterani over 35 anni ed infine una unica per Società. Per le gare di snowboard saranno stilate classifiche femminili e maschili in due categorie: Juniores fino ai 18 anni e Seniores ed infine una unica per Società. «È il primo evento internazionale per le persone sorde a svolgersi sul territorio italiano – spiegano i volontari dell’ENS – ed è un’occasione importante per far conoscere l’associazione, sensibilizzare i cittadini sulle problematiche dei sordi e dimostrare a tutti che siamo in grado di gareggiare come le persone udenti». Un atleta tesserato presso l’Associazione Sportiva Silenziosa Valtellinese, Giacomo Pierbon, è tra i venti atleti più forti a livello nazionale: lo scorso 3 febbraio nello slalom gigante dei Campionati Italiani Cittadini di Passo San Pellegrino/Falcade ha vinto la gara davanti a numerosi atleti anche stranieri, tutti udenti. Info: www.fssi.it/sport/sport_inverna li/; email; [email protected]; [email protected]. agevolazioni sui servizi comunali, ma che estendesse le stesse agli acquisti di prima necessità, coinvolgendo gli esercenti disposti a partecipare all’iniziativa». Da qui una nota di rammarico nell’apprendere la notizia dell’attivazione della Family Card dai giornali. «Un’iniziativa di tale rilievo sociale – affermano i gruppi di minoranza – è stata adottata senza portarla prima all’attenzione della competente commissione consigliare, nella quale non sarebbe mancato il nostro sostegno e il contributo di idee. Questo ammortizzatore sociale è inoltre stato introdotto senza essere inserito in un più chiaro e ampio progetto delle politiche familiari, condiviso con il consiglio comunale. Ci auguriamo – sempre le minoranze – che questo “esperimento”, come lo definisce la delibera di Giunta, sia solo un primo passo verso una più organica politica per il convinto sostegno alla famiglia, e non si riduca al “minimo vitale” di un intervento motivato dalla contingenza economica e conseguente alle sollecitazioni provenienti dall’associazionismo familiare, al quale non si poteva non dare alcuna risposta». Non mancano poi le critiche al modo in cui la giunta del sindaco Molteni ha introdotto la Family Card, stimolata dall’Associazione Famiglie Numerose. «Senza un serio progetto ad ampio respiro ed una reale volontà politica volta a promuovere il valore sociale della famiglia con figli – si legge nel comunicato dei gruppi Sondrio Liberale, Sondrio anch’io e Faggi sindaco –, questa lodevole iniziativa rischia di avere il fiato corto e di esaurirsi in un’operazione più di immagine che capace di incidere efficacemente sui bisogni reali delle famiglie. Di fronte alla timidezza finora dimostrata dall’attuale maggioranza non possiamo che augurarci che le realtà imprenditoriali del nostro territorio siano più lungimiranti e sappiano dare un segnale incoraggiante sulla necessità di un nuovo atteggiamento nei confronti della famiglia, intesa come soggetto fondante del benessere complessivo della società». «Come rappresentanze civiche presenti in consiglio comunale - conclude il comunicato-, apprezziamo l’iniziativa intrapresa dall’assessore ai servizi sociali e adottata dalla giunta. Siamo disponibili a contribuire nelle sedi istituzionali, laddove ce ne sarà data l’occasione, rimarcando la nostra volontà per un’azione sempre più propositiva, tendente a costruire e mai a distruggere, che i nostri gruppi perseguono nella loro missione amministrativa, in particolare sui temi riguardanti la persona e la famiglia». MARTINO BONOLINI 32 CRONACA Valchiavenna IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010 DAL TERRITORIO Notizie in breve PALAZZO VERTEMATE FRANCHI RAPPRESENTA LA LOMBARDIA È stato presentato ufficialmente al Museo Poldi Pezzoli di Milano il libro intitolato “Case Museo in Italia” edito da Gangemi Editore. Un intero volume dedicato alle dimore che, per la loro bellezza, rappresentano esse stesse dei veri e propri musei. Una pubblicazione che per la Valchiavenna riveste un’importanza particolare, visto che la scelta per quanto riguarda la Regione Lombardia è caduta su Palazzo Vertemate Franchi. La dimora tardo cinquecentesca di Cortinaccio di Piuro è stata considerata “casa museo” simbolo a livello regionale, anche se non l’unica. Il libro, realizzato con il patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali, è stato scritto da Rosanna Pavoni. La curatrice dell’opera, direttrice fino al 2002 della Casa Museo Bagatti Valsecchi di Milano, docente di Museologia all’Università dell’Insubria di Como e presidente del Comitato Internazionale Dimore Storiche Museo, ha effettuato una proposta culturale scegliendo due case per ciascuna Regione. A rappresentare la Lombardia, oltre al Vittoriale degli Italiani, la dimora di Gabriele D’Annunzio, è stato scelto il Palazzo Vertemate Franchi di Piuro, del quale campeggia una foto proprio sulla copertina dell’opera. Della guida è previsto che venga fatta una versione in inglese ed a breve sarà presentata ufficialmente anche a Roma. LA VALCHIAVENNA IN VETRINA TRE GIORNI ALLA BIT Anche la Valchiavenna alla Borsa Internazionale del Turismo 2010. Il Consorzio di Promozione Turistica della valle della Mera ha comunicato la partecipazione all’importante fiera internazionale che si svolge a Milano fino al 21 febbraio. Si tratta della più grande vetrina del turismo in Italia a cui, come ogni anno, la Valchiavenna partecipa con una propria postazione all’interno dello stand della Regione. «Al numeroso pubblico internazionale il Consorzio Turistico Valchiavenna proporrà tutto il materiale informativo a disposizione riguardante l’inverno e la stagione sciistica in corso, con l’importante novità dello Sci in Notturno, oltre che le offerte di trekking nelle vallate e i pacchetti dei noti itinerari storico-culturali della Via Spluga e della Via Bregaglia. Non mancherà la distribuzione del periodico di informazione turistica Valchiavenna Vacanze, che riscuote sempre più successo in termini di richieste che pervengono agli uffici turistici per poter ricevere a casa gratuitamente la rivista. Valchiavenna Vacanze raggiunge ormai più di 2000 famiglie in Italia ma anche in molti paesi europei ed extraeuropei». Il Consorzio Turistico parteciperà anche al workshop BuyItaly: un momento di incontro diretto con i tour operator internazionali per far conoscere la valle e le sue risorse ed offerte turistiche, culturali e gastronomiche. D.PRA. ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ P A G I N A PROSTO DI PIURO UNA CELEBRAZIONE MOLTO SENTITA Ricordando Lourdes A nche quest’anno a Prosto di Piuro, nella Bregaglia italiana, si è tenuta la festa della Madonna di Lourdes che dal 1939, anno in cui venne costruita la grotta alle spalle della parrocchiale, puntualmente vede snodarsi la processione “aux flambeaux” su un percorso che dalla chiesa parrocchiale sale fino alla frazione di Cortinaccio per poi ridiscendere verso la chiesa toccando le varie contrade. Don Edoardo Bugajski, il salesiano da pochi mesi parroco a San Cassiano, ha animato la solenne concelebrazione e presieduto, accompagnato dai canti intonati dalla locale corale e dalle preghiere dei fedeli, la processione eucaristica tra le case del borgo, illuminate da migliaia di lumini. Durante la cerimonia è stata sottolineata la necessità della collabo- razione tra parrocchie appartenenti alla medesima zona pastorale e le due comunità, quella di San Cassiano e quella di Prosto, hanno in comune almeno due elementi: il privilegio di avere da poco tempo un nuovo parroco e la devozione a San Cassiano, (maestro di scuola, ucciso a stilettate dagli stessi suoi scolari, per comando del magistrato, per essersi rifiutato di sacrificare agli idoli); non molti sanno che a Prosto, annesso alla chiesa parrocchiale, c’è il settecentesco oratorio di San Cassiano. La processione di domenica sera ha coronato un percorso di preparazione iniziatosi giovedì 11 con la messa per gli ammalati; proseguito con l’adorazione eucaristica e la meditazione di venerdì sera: percorso tutto incentrato sulla centralità dell’Eucaristia. CHIAVENNA TANTE PRESENZE LO SCORSO FINE SETTIMANA Città in festa con il Carnevale... ndici carri con decine di personaggi al seguito e due gruppi di sole maschere hanno colorato il centro di Chiavenna. È senza dubbio positivo il bilancio della festa di .Carnevale che nel pomeriggio di domenica scorsa ha ravvivato là città del Mera. Nel rispetto di una tradizione sempre più consolidata, i partecipanti, si sono dati appuntamento nel piazzale di U BENE LA «BAGUTA» DI SAMOLACO Buona la prima per la Bagùta di Samolaco. Successo ieri per la prima edizione del tradizionale carnevale della località del fondovalle chiavennasco. Dopo un lungo lavoro di ricerca, connesso al progetto di valorizzazione del territorio “La montagna incantata” portato avanti dal comune con la collaborazione dell’antropologa Michela Zucca, è arrivato ieri il momento di portare per le strade del paese la ricostruzione di quella che era storicamente la rappresentazione carnevalesca “de Samolich”. Una strada tentata, non senza successo, negli anni scorsi anche da Menarola. La Bagùta, d’altronde, è patrimonio di molte comunità della zona. Fin dal mattino un gruppo nutrito di samolichesi in maschera ha attraversato le strade del paese svegliando chi ancora dormiva e “disturbando” simpaticamente i passanti. Tanta la gente riunitasi a metà pomeriggio nel parcheggio antistante il comune, nella frazione di Era. Una festa con rappresentazione di operazioni di chirurgia “fai da te” sui malcapitati tanto divertenti quanto improbabili. Niente maschere di Zorro o fatine azzurre. Ma diavoli, streghe, uomini selvatici. Una rappresentazione dei personaggi di fantasia di quando ancora questa era lasciata libera di correre senza le imposizioni dei media. Personaggi del mondo misterioso delle comunità rurali. Rivisitazioni di demoni inquietanti, megere da turbare i sonni non solo dei più piccoli, pelosissimi uomini dei boschi, folletti, vecchine sdentate e dottori folli. Se proprio si vuole trovare un difetto alla manifestazione, la bagùta è apparsa, per sua natura, più un carnevale dedicato agli adulti. Difficile che i bambini si appassionino così tanto a qualcosa che non appartiene al proprio immaginario. Alla giornata hanno partecipato anche le autorità, tra le quali il sindaco Elena Ciapusci e l’assessore ai lavori pubblici dell’amministrazione provinciale Silvana Snider, che si sono volentieri lasciati sporcare il volto di nero e rosso dalle maschere che si aggiravano tra il pubblico “in borghese”. Breve esibizione, infine, anche per il corpo bandistico di San Pietro di Samolaco, che con le sue note ha allietato alcuni dei momenti della festa finale. Festa che si è conclusa con il rinfresco allestito nella stessa piazza del municipio. Simpaticissima, infine, la multa in dialetto che gli automobilisti si sono trovati sul parabrezza dell’auto posteggiata nella zona. Una perfetta, per quanto scherzosa, trasposizione in dialetto di un tipico verbale dei vigili urbani con tanto di invito ad evitare il ricorso che “tant te rispund negùn”. DANIELE PRATI San Fedele. I presenti hanno subito capito di trovarsi di fronte a un’iniziativa dai grandi numeri, ma soprattutto a una manifestazione caratterizzata dalla voglia di unire i due oratori con un’allegra sfilata. Moltissime persone hanno scelto di indossare il costume di uno dei gruppi organizzati, ma non sono mancati i chiavennaschi che hanno puntato su maschere tradizionali oppure su vecchi vestiti recuperati nella soffitta di casa. E visto che il Carnevale è anche un’ottima occasione per unire la voglia di divertimento e una riflessione sugli argoménti d’attualità, vale la pena di ricordare che il gruppo salito sul gradino più alto del podio ha lavorato per la realizzazione di un “eco-calendario”, dedicando una certa attenzione al futuro del pianeta. Ha preceduto nella classifica stilata dalla giuria di piazza Bertacchi “Wonderland” e “Biancaneve e i sette nani”. Non poteva mancare un premio speciale per il carro che ha portato :in piazza “Il falso allarme” dell’influenza suina. Dopo le premiazioni, i partecipanti si sono trasferiti all’oratorio di San Luigi per il rinfresco finale. «Anche quest’anno abbiamo dato vita a una bella festa insieme agli oratori, al Comune e alla pro loco, ma soprattutto insieme a un pubblico numeroso - ha sottolineato il vicario di San Luigi don Stefano Arcara -. Dobbiamo ringraziare tutti i partecipanti, con un’attenzione particolare nei confronti di chi si è messo al lavoro per la preparazione dei carri». Bilancio positivo anche secondo la Pro Chiavenna. «L’ottima riuscita di questa terza edizione del Carnevale promosso con gli oratori ci dimostra che questa iniziativa sta conquistando, un’attenzione sempre maggiore in città - commenta la presidente Sandra Scararmellini -. Abbiamo cercato di puntare su una manifestazione relativamente semplice sul piano dell’organizzazione e: delle risorse, senza rinunciare alla qualità. I pareri positivi dei partecipanti dimostrano che è stata una scelta vincente». S.BAR. CRONACA BassaMediaValtellina IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010 P A G I N A 33 IL 13 E 14 FEBBRAIO UNA BELLA ESPERIENZA DIOCESANA Trentadue ministranti a Valle di Colorina na bella esperienza quella vissuta sabato 13 e domenica 14 febbraio a Valle di Colorina presso la Casa dell’Opera don Folci da trentadue ministranti di varie parrocchie di tutta la Diocesi. Sotto la guida di don Simone Piani, per la parte liturgica, e don Francesco Franzini per l’animazione vocazionale a cura del Seminario Diocesano, è stata l’occasione per un intenso momento di riflessione, preghiera e crescita nel servizio di questi ragazzi che si apprestano a diventare gradualmente i responsabili dei Gruppi Ministranti delle loro Parrocchie. Un augurio a loro perché l’entusiasmo dimostrato dia ricchi frutti nelle loro comunità e un vivo ringraziamento alle parrocchie di Caslino al Piano, Portichetto, Maccio, San Fermo della Battaglia, Capiago, Cittiglio, Consiglio di Rumo, Caspoggio, Tirano, Talamona e Mossini, che hanno aderito all’iniziativa. U SABATO 20 FEBBRAIO UNA RACCOLTA DA INVIARE AI MISSIONARI RISPARMIO ENERGETICO PER LA COMPETITIVITÀ E LO SVILUPPO Gli scout di Morbegno per Haiti l gruppo Scout di Morbegno in collaborazione con il Gruppo Alpini di Morbegno e l’Azione Cattolica di Morbegno, in occasione del Thinking Day - Giornata di fraternità mondiale - organizza una raccolta di generi di prima necessità sul territorio di Morbegno da inviare ai terremotati di Haiti. La raccolta verrà effettuata sabato 20 febbraio dalle ore 14.00 alle ore 19.00 in punti di raccolta dislocati in Morbegno: presso i supermercati; presso le farmacie in Morbegno e Campovico; all’inizio di via Garibaldi; in piazza Tre Fontane; presso la chiesa di San Giuseppe; nella frazione di Paniga, in zona scuola dell’infanzia. Si raccolgono: pasta e riso; latte in polvere per bambini; disinfettanti, bende, garze, I La Società di Sviluppo Locale, in collaborazione con l’associazione non profit internazionale The Natural Step, il sodalizio VentiVenti e con il sostegno di Fondazione Cariplo nell’ambito del progetto Valtellina 2015, presenta una serie di giornate di formazione con esperti del settore sul tema del risparmio energetico. Questo argomento è un denominatore comune che unisce obiettivi di sviluppo economico e competitività delle imprese con il rispetto dell’ambiente e la salute delle persone. Impegnativo lo slogan scelto per accompagnare l’iniziativa: Come risparmiare energia per diventare più competitivi e sostenibili. Il calendario prevede i seguenti incontri: il 25 febbraio, a Bormio, presso la sede della Comunità Montana, in via Roma 1; il 2 marzo a Sondrio, presso la sede di Politec, in via Stelvio 123 (Montagna in Valtellina); il 3 marzo a Morbegno, presso la sede della Comunità Montana, in via Stelvio 23/A; il 9 marzo, a Chiavenna, presso l’ex Convento dei Cappuccini; il 10 marzo, a Tirano, presso la sede della Comunità Montana, in via Quadrio 11. Gli incontri si svolgeranno dalle ore 9.00 alle 13.00 con possibilità di approfondimenti nei pomeriggi presso alcune aziende che hanno dato la loro disponibilità. «Con questi eventi sul territorio – dicono i promotori –si ha l’obiettivo di diffondere conoscenze sulle attività possibili che fanno risparmiare energia e denaro, oltre a contribuire a creare una rete di innovazione per la sostenibilità tra le imprese della provincia di Sondrio. I contenuti e le finalità del progetto sono molteplici – aggiungono –. Si vogliono affrontare temi come il risparmio e l’efficienza energetica per la competitività e come fondamento di un processo di innovazione. Il collegamento tra energia e sostenibilità, e tra sostenibilità e competitività. Il risparmio energetico applicato nelle imprese dei vari settori… Questa iniziativa – concludono – vuole rivolgersi a tutti, dai titolari delle aziende, a prescindere dalle dimensioni, ai tecnici (ingegneri, architetti, geometri, periti ed altri operatori sul territorio che intendano svolgere servizi finalizzati al miglioramento dell’efficienza energetica), tecnici comunali, imprese pubbliche, cooperative e consorzi che erogano pubblici servizi». Info e iscrizioni presso la Società di Sviluppo Locale, via Piazzi, 23, Sondrio, telefono 0342358708; [email protected]. generi primo soccorso; antidolorifici, antibiotici; sapone di marsiglia (solido). Il materiale potrà essere portato nei centri di raccolta sopra indicati. Alcuni ragazzi scout (in uniforme) passeranno anche casa per casa. Per maggiori informazioni, contattare telefonicamente: Daniele, allo 0342-611322; Annalisa, allo 0342-636301; Claudio, al 339-1117256. Tutto il materiale raccolto verrà inviato al Sermig (www.sermig. org) di Torino che sta allestendo un container da inviare a Port-au-Prince Haiti in collaborazione con i padri camilliani che operano nella città. Grazie ai contatti diretti tra il Sermig e i padri camilliani della provincia di Torino, presenti nella periferia di Port-auPrince Haiti dal 1995, la merce raccolta avrà una destinazione sicura. BASSA VALLE IMPEGNO ALER E RICONOSCIMENTI PER LA VAL DI MELLO Notizie in breve dal territorio... INVESTIMENTO ALER A MORBEGNO Aler Sondrio ha deliberato a maggioranza nel consiglio di amministrazione l’investimento di circa un milione e mezzo di euro per la realizzazione di una nuova palazzina con appartamenti destinati all’affitto a canone sociale a Morbegno, in via Merizzi, su un’area di oltre 3700 metri quadrati. «La Regione Lombardia - ha spiegato il presidente Aler Gildo De Gianni - ha dato l’autorizzazione a spendere i fon- di risparmiati negli ultimi anni sugli interventi effettuati nel territorio. Avevamo tempi di decisione abbastanza stretti perché la delibera doveva essere fatta entro metà febbraio, quindi abbiamo individuato un’area urbanizzata ideale a Morbegno, in un Comune che ha già approvato il Piano di governo del territorio, e considerata anche l’alta domanda di alloggi nella Città del Bitto, abbiamo deciso di procedere. Il nostro obiettivo è ovviamente quello di incrementare la dotazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica». Il presidente ha sottolineato anche che a breve partiranno i lavori per la realizzazione della nuova palazzina a Sondrio, nell’area dell’ex istituto Fossati in via Torelli. «Realizzeremo un nuovo edificio nel Comune capoluogo di provincia, in attesa che venga varato il Pgt e che si possano valutare insieme all’amministrazione comunale altre soluzioni ideali». PREMIO PER UOMINI E SASSI Il Consorzio Turistico Porte di Valtellina comunica che il film “Uomini e sassi” di Luigi Cammarota, prodotto da RAI tre “Geo & Geo” in collaborazione con lo stesso Consorzio, nel 2004 e andato in onda più volte con ottimi risultati di ascolto, dalla sua realizzazione, ha partecipato a numerosi festival internazionali, tra cui la quarta edizione dell’Orobie Film Festival 2010 dove è stato premiato nella sezione “Montagne di Lombardia”, sabato 13 febbraio a Bergamo. Una soddisfazione per tutti. P A G I N A 34 CRONACA SondrioCultura IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010 PUBBLICAZIONI PRESENTATO A SONDRIO UN NUOVO LIBRO DEDICATO AL FAMOSO FORMAGGIO Quando il Bitto diventa cultura G ià diversi anni fa, quando erano incominciate le prime iniziative che poi sarebbero approdate all’istituzione del marchio e al riconoscimento della DOP del formaggio Bitto, mi era stato chiesto da più parti: «A che periodo storico risale la produzione di questo formaggio? Quando ha incominciato ad essere così rinomato? Chi gli ha dato il nome? Quando compare per la prima volta in un documento la dicitura formaggio Bitto»? L’occasione per rispondere a queste molteplici domande è venuta grazie ad un’iniziativa promossa in collaborazione con Michele Corti (docente di Sistemi zootecnici e pastorali montani presso l’Università di Milano) e con Gianpiero Mazzoni (curatore della parte fotografica), che si è concretizzata in un volume dal titolo Il formaggio val del Bitt (la storia, gli uomini, gli alpeggi), pubblicato nel mese di settembre scorso. L’opera, che era già stata fatta conoscere al pubblico in occasione della Sagra del Bitto, a Gerola, è stata presentata anche a Sondrio, presso la Biblioteca Civica Pio Rajna, venerdì 12 febbraio, unitamente ad un suggestivo documentario girato dal regista Carlo Cattadori, sempre sul tema del Bitto. Ebbene, quali sono stati gli elementi più rilevanti emersi dall’indagine storica? Ha suscitato interesse, anzitutto, scoprire che, al di là del mito di un Homo Salvàdego, che avrebbe insegnato agli uomini l’arte di cagliare il latte e di produrre il formaggio, esiste un vero e proprio Santo patrono di tutti gli alpeggiatori, i casari e coloro che svolgono l’attività pastorale in genere. È San Lucio di Val Cavargna, un Santo riconosciuto dalla Chiesa, di solito raffigurato con una forma di formaggio, nell’atto di tagliarla per distribuirla ai poveri; la sua devozione è abbastanza diffusa a Nord e a Sud del Lario, ma (stranamente) non in Valtellina e in Valchiavenna. I documenti medioevali, costituiti da atti notarili piuttosto asettici nel loro formulario, sono alquanto avari di notizie, ma ci dicono comunque che il formaggio ottenu- to sugli alpeggi della bassa Valtellina con il latte intero, appena munto, con aggiunta di latte di capra, era molto apprezzato e veniva usato spesso come moneta sonante per pagare gli affitti o altri debiti. In una compravendita avvenuta a Sondrio il 26 febbraio 1596 vengono scambiate anche 30 forme di formaggio della valle del Bitto (casei vallis Bitti). È il più antico documento finora conosciuto in cui compare una simile dicitura, indice evidente di come il formaggio prodotto in quella particolare area geografica avesse caratteristiche tutte sue, che lo distinguevano nettamente dagli altri. E questo spiega anche l’origine della denominazione, che è semplice, in quanto è nata dal A SONDRIO LA MOSTRA IL VANGELO SECONDO GIOTTO Dal 2 al 21 marzo prossimo sarà allestita presso la sala Ligari del palazzo della Provincia in corso XXV Aprile la mostra itinerante Il Vangelo secondo Giotto. Realizzata per iniziativa di Itacalibri di Castel Bolognese, la mostra è opera di Roberto Filippetti, docente di storia dell’arte e di letteratura nei licei, ed è una fedele riproduzione fotografica in scala 1:4 degli affreschi delle pareti della Cappella degli Scrovegni a Padova dopo i restauri del 2002. L’organizzazione dell’evento, come già per la precedente mostra su San Paolo, è frutto della collaborazione tra la scuola Pio XII, la parrocchia di Sondrio, il Centro Culturale “Don Minzoni”, il Movimento di Comunione e Liberazione e le altre realtà ecclesiali del capoluogo. L’incontro di presentazione si terrà giovedì 25 alle 20.45 presso l’Auditorium Torelli di Sondrio con la partecipazione dello stesso prof. Filippetti. La mostra rimarrà aperta tutti i giorni (festivi compresi) dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19. Per ulteriori informazioni e per prenotare visite guidate, telefonare allo 0342.200043 anche in orari differenti, e-mail: [email protected]. LA SETTIMANA DI UNITRE A SONDRIO E A TIRANO Per la quarta settimana di Unitre a Sondrio sono programmati i seguenti appuntamenti: lunedì 22, Laura Rossi, docente di Letteratura russa all’Università degli Studi di Milano, proporrà una lettura critica del capolavoro di Michail Bulgakov Il Maestro e Margherita; mercoledì 24, la farmacista Monica Biglioli, servendosi di proiezioni in power-point, illustrerà le tappe dell’arte farmaceutica Dallo stregone allo speziale, al farmacista; lo stesso mercoledì si terrà l’incontro preliminare per il secondo ciclo di uscite Alle Terme di Bormio con Unitre, con iscrizione entro il 26 febbraio; venerdì 26, Silvio Carini, presidente di Boing Spa del Gruppo Mediaset, presenterà Il digitale terrestre: una rivoluzione?, con proiezioni in powerpoint; lunedì 1 marzo, Claudio Marcassoli, psichiatra e criminologo forense, con immagini in power-point parlerà de La criminalità tollerata. Tutti gli incontri si tengono presso la sede di Unitre in via Battisti 29 a partire dalle ore 15.30. Chi desidera partecipare all’uscita Arte e mostre in Lombardia di domenica 21 marzo deve cominciare a informarsi presso la segreteria: mete di questa visita guidata sono la Basilica di S. Vincenzo e il Battistero di S. Giovanni in Galliano (Cantù), uno dei complessi monumentali romanici più belli e meglio conservati d’Italia, e la mostra Goya e il mondo moderno a Palazzo Reale di Milano. Nello stesso periodo, Unitre di Tirano organizza i seguenti incontri: martedì 23, Luciano Luciani, generale della Guardia di Finanza, parlerà de Le leggi marziali e la persecuzione degli Ebrei in Italia; giovedì 25, Marcello Iafisco curerà il cinecaffè sul tema Film e registi degli anni ‘50; martedì 2 marzo, l’artista Michele Falciani presenterà l’ultimazione dei lavori per il monumento dell’apparizione. Tutti gli incontri si tengono dalle ore 15.00 presso la Sala Creval di Tirano. luogo di origine, così come i nomi Taleggio, Gorgonzola, Asiago e così via. A partire dal Cinquecento, negli alpeggi delle valli del Bitto, della bassa Valtellina e dei versanti opposti della val Brembana e della Valsassina si innesca un particolare circolo virtuoso, che si svolge in questo modo. Il notevole apprezzamento del formaggio grasso d’alpe determina una forte richiesta degli alpeggi da parte di veri e propri imprenditori, che li acquistano o li prendono in affitto, provvedono al personale, si fanno dare le mucche e le capre dai piccoli allevatori e pagano loro il latte. Al termine della stagione possono fruire di intere partite di formaggio, che vendono a prezzi vantaggiosi. Una simile operazione economica, naturalmente, ha successo se il formaggio è di buona qualità. Quindi i caricatori pongono una cura speciale nella scelta dei casari, che si tramandano di padre in figlio una tecnica molto curata e precisa per ottenere un formaggio che, tra le sue caratteristiche, ha anche quella di poter affrontare una stagionatura di oltre 10 anni. L’alpeggio diventa quindi un investimento sicuro e redditizio, per questo viene curato con continue migliorie, con una fruizione del pascolo ordinata e razionale, in modo che i diversi stazionamenti della mandria contribuiscano alla sua capillare concimazione. La storia degli alpeggi e POSCHIAVO LE RUGHE DELLA MEMORIA: PRESENTAZIONE IL 13 MARZO a seconda pubblicazione delle Edizioni Il Bernina, il volume Le Rughe della Memoria, sarà presentata al pubblico sabato 13 marzo alle 16.15 nella Casa Torre di Poschiavo. In questo “libro sul confine dei ricordi” sono raccolti venti ritratti di anziani ultrasettantenni della Valposchiavo, realizzati attraverso le interviste svolte da quattro giovani valposchiavini sotto i venticinque anni, assistiti da un gruppo di adulti con specifica professionalità. Tutti gli intervistati hanno vissuto la loro vita o senza allontanarsi dalla Valposchiavo, o portandola nel cuore dovunque il destino li ha condotti. Gli scatti di Milena KellerGisep accompagnano la parte scritta in versione L del formaggio Bitto si intreccia poi fittamente anche con quella religiosa delle nostre comunità. Non a caso proprio gli archivi parrocchiali, in particolare quello di Gerola, hanno costituito preziose fonti di documentazione per l’indagine storica. Le istituzioni religiose, infatti, hanno investito spesso le loro finanze negli alpeggi. La parrocchia di Gerola, ad esempio, fino all’incameramento dei beni avvenuto dopo l’unità d’Italia, ha posseduto le alpi Dosso Cavallo, Bomino e Tronella, con le cui rendite ha potuto costruire l’attuale chiesa ed arricchirla di preziosi arredi. Senza contare poi che, alcune volte, parroci e cappellani non hanno disdegnato di svolgere, accanto alle mansioni religiose, anche l’attività di caricatori di alpi (veramente altri tempi!). Le vicende degli ultimi anni, con la creazione del Consorzio Bitto e Casera, con l’estensione del marchio a tutti gli alpeggi della Provincia di Sondrio, con la possibilità di introdurre i mangimi nell’alimentazione del bestiame e i fermenti per la produzione del formaggio, hanno aperto con i produttori storici delle valli del Bitto un contenzioso che è ancora in atto. Il nuovo libro, ben lungi dall’alimentare le controversie, ha voluto dimostrare con chiarezza che la rinomanza conquistata dal formaggio Bitto è dovuta alle sue doti di eccellenza ed è lunga molti secoli. Per la Valtellina è come avere in casa un campione del mondo. La preoccupazione fondamentale di tutti, quindi, deve essere la conservazione di questo prodotto nella sua integrità, perché non bastano il nome e la fama ottenuti in passato, se poi viene meno la qualità. a cura di CIRLLO RUFFONI CONCORSO DI LETTURA CHIAVENNA Si è concluso “Superelle 2009-2010”, il Concorso di lettura riservato agli alunni della Scuola Primaria promosso dalla Biblioteca della Valchiavenna in collaborazione con il Sistema Bibliotecario Nord-Est Milano. Il Concorso ha visto un centinaio di ragazzi impegnati per circa tre mesi a leggere, valutare, illustrare i libri del fascicolo “Un libro è… dalla biblioteca per te”, e tanti altri scelti liberamente dagli scaffali della Sezione Ragazzi. Circa 1.500 le schede di lettura pervenute, da cui sono state estrapolate le fascette apposte sulle copertine dei libri come passa-parola; circa 80 i disegni in mostra, valutati da una giuria “bonaria” di utenti della Biblioteca; una sessantina i lettori “forti”, che hanno raggiunto e superato il traguardo dei 10 libri, conquistando addirittura un 5° ed un 8° posto nella classifica generale. Significativa la presenza di ragazzi provenienti dai Comuni limitrofi, che hanno potuto partecipare anche grazie al servizio di prestito interbibliotecario provinciale. Il Concorso é sempre, dal punto di vista dei genitori, un’occasione molto apprezzata per far decollare i loro ragazzi nella lettura; per i bibliotecari, un osservatorio privilegiato per valutare la sezione ragazzi, una volta tanto, dal punto di vista dei giovani lettori. Per questo, quest’anno, li abbiamo voluti ringraziare tutti, durante la festa finale presso l’ex Convento dei Cappuccini a Chiavenna, il 5 febbraio scorso, con gli Stranianimali messi in scena dalla Cooperativa Tangram di Vimercate. Un’azienda dolciaria locale ha fornito il suo contributo alla premiazione e alla merenda. Diplomi di Super-lettore e piccoli premi personalizzati a tutti i migliori lettori, pittori e critici in erba. Per l’anno prossimo si sta valutando un’edizione di Superelle provinciale. bilingue (italiano e tedesco) e contribuiscono a rendere più pregnante e completo il profilo dei personaggi. A questo scopo, alcuni ritratti sono già stati pubblicati in versione multimediale con testi, foto e filmati sul giornale online www.ilbernina.ch/ cultura. Il progetto è stato promosso dall’Associazione Il Bernina con l’obiettivo di creare occasioni di incontro fra generazioni e di far riscoprire ai giovani il patrimonio comune della Valle attraverso la vita di persone che ne sono la memoria storica recente. La presente pubblicazione è per certi versi la naturale continuazione del volume precedente, Val Poschiavo: il passato in immagini (2006), dove invece “lo sguardo su 140 anni si storia locale” avveniva tramite le immagini d’epoca che riproducevano momenti di vita, oggetti e realizzazioni a rinnovare i ricordi dei meno giovani e ad aiutare i più giovani a prendere coscienza delle proprie radici. CRONACA Sondrio&provincia IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010 P A G I N A 35 PROVINCIA MOLTE MANIFESTAZIONI FRA VALTELLINA E VALCHIAVENNA Un Carnevale con tanti contenuti... N onostante le temperature non proprio miti, la scorsa domenica le vie di città e paesi della provincia di Sondrio si sono colorate e riempite di allegria per le manifestazioni legate al carnevale. A Bormio, nella cornice della centrale piazza del Kuerc si è rinnovata la tradizionale consegna delle chiavi della città al podestà dei matti. Impersonato da Giuseppe Pozzi, è sceso dalla Torre delle ore in sella ad un asino ed è giunto in piazza dove era atteso dalla compagnia degli arlecchini e dal sindaco, Elisabetta Ferro Tradati che, anche quest’anno non ha voluto mancare alla consuetudine che la vede “rimpiazzata” per un giorno nel suo ruolo. La Ferro Tradati ha consegnato le chiavi del comune al podestà dei matti e, secondo la tradizione, si è messa in piazza ad ascoltare le venti lamentele selezionate tra le numerose missive, pervenute nella buca dei matti posta proprio in piazza del Kuerc, volte a sottolineare le manchevolezze dell’amministrazione comunale. La festa è proseguita nel pomeriggio con la sfilata delle maschere e la scalata al palo della cuccagna. Proprio il palo della cuccagna, a Pedenosso, vicina frazione del comune di Valdidentro, è stato la causa di una tragedia sfiorata che ha tristemente chiuso la giornata di festeggiamenti. Mentre i volontari stavano risistemando la piazza principale della frazione, Maurizio Martinelli, uno dei ragazzi della “Gioventù di Pedenosso” è stato colpito da uno dei due pali della cuccagna, quello più piccolo, utilizzato per i bambini, ma comunque alto oltre sei metri. Il giovane è rimasto a terra, gravemente ferito dal palo, che pare sia sfuggito di mano agli uomini che lo stavano portando via. Elitrasportato d’urgenza all’ospedale Morelli di Sondalo, Martinelli ha riportato lesioni piuttosto serie al volto, alla testa e a una spalla, per le quali i medici si sono riservati la prognosi. Le condizioni del giovane, tenuto costantemente sotto osservazione dai medici, sono migliorate già nella giornata di martedì. Senza incidenti e con la maggior partecipazione, domenica pomeriggio si sono svolte anche due distinte manifestazioni a Sondrio e a Morbegno. Nel capoluogo, dopo diversi anni, è tornato di scena il Carnevale dei Ragazzi, orga- MULTE IN AUMENTO A SONDRIO Mille multe in più rispetto al 2008: a far la parte del leone sono le violazioni legate alla sosta, ma l’attenzione è particolarmente alta anche su eccesso di velocità o sorpassi azzardati. Presentata l’annuale relazione sull’attività della polizia municipale dal comandante dei vigili urbani Mauro Bradanini e dal sindaco Alcide Molteni dalla quale si evince una situazione nel complesso «omogenea rispetto all’anno precedente», con le differenze principali concentrate nel settore delle attività di polizia stradale. In questo settore, nel 2009 si è registrato un aumento del 20,47% delle sanzioni comminate:c’è stato un forte incremento delle violazioni sull’uso del disco orario. PREMIO ALL’INNOVAZIONE La Dispotech Srl di Chiavenna, guidata da Massimo Mortarotti, è stata premiata al concorso nazionale di Confindustria “Awards for Excellence Andrea Pininfarina”. Dispotech, azienda ad alta tecnologia produttrice di articoli monouso per il mercato medicale e dentale e per le discipline sportive, ha partecipato con successo alla seconda edizione del premio dedicato alle eccellenze dell’industria italiana. A premiare la Dispotech Emma Marcegaglia in persona. Di recente il campione Valentino Rossi ha sperimentato con successo un cuscinetto refrigerante prodotto dalla Dispotech. nizzato dagli oratori della città col patrocinio dell’amministrazione comunale e del Consorzio turistico di Sondrio e Valmalenco. La sfilata, che si è snodata per le vie dal centro, partendo dall’oratorio San Rocco per raggiungere piazza Garibaldi, era composta da una dozzina di carri, allestiti dagli oratori della città, ma anche da oratori e gruppi dei paesi vicini. Fantasiosi e numerosi i temi rappresentati: San Rocco ha portato per le vie di Sondrio un grande castello di Camelot, l’oratorio di Albosaggia ha animato la sfilata con l’Ape Maia e gustoso miele, l’Angelo Custode ha proposto un carro con la famiglia americana più famosa dei cartoni animati, i Simpson. La Pro loco di Castello dell’Acqua e l’oratorio Sacro Cuore, hanno invece tratto ispirazione dal mondo Disney, rispettivamente con Biancaneve e i sette nani e con un castello che ricordava le favole e i cartoni animati. I bambini e i volontari del Centro Giovanile Don Maccani hanno proposto un piccolo carro dedicato all’ecologia e al rispetto dell’ambiente, mentre Ponchiera ha presentato la nave dei crociati. Alla sfilata hanno poi preso parte anche gli oratori di Montagna, Triangia e Caiolo, oltre a gruppi come l’Ava e gli Amici della Croce rossa di Teglio. «Sono molto contento – ha affermato al termine della manifestazione l’arciprete di Sondrio, monsignor Valerio Modenesi – perché si è manifestata la voglia di collaborare con le famiglie e dunque devo ringrazia- re per questa festa sia le famiglie che l’intera città». In conclusione sono stati premiati il gruppo dell’oratorio Don Maccani, i Barbapapà, la giovane dell’Angelo Custode travestita da Lisa Simpson, Mago Merlino impersonato da don Fabio Fornera, la dama e il cavaliere del carro delle Crociate realizzato dal gruppo di Ponchiera e due bambini travestiti da “baci di dama”. Nella città del Bitto si è rinnovato anche quest’anno il tradizionale appuntamento col Carnevalissimo, organizzato dal Comune e dal consorzio turistico Porte di Valtellina. 6 mila biglietti venduti e 12 mila presenze: sono grandi i numeri di quella che, negli ultimi anni, è diventata la manifestazione di carnevale più partecipata della provincia. Eppure c’è stato un calo sia delle presenze di pubblico, che di carri alla sfilata. «Mi spiace che domenica non ci sia stata coordinazione con le iniziative analoghe che si sono svolte in provincia – ha affermato l’assessore morbegnese Mauro Monti all’indomani della sfilata –. Mi riferisco soprattutto a Sondrio. Avevo lanciato un appello a tutti per darci una mano a salvare il Carnevalissimo e non solo non è stato ascoltato, ma sono state organizzate manifestazioni nella medesima giornata. Forse non era il caso di dar vita a doppioni: credo sia meglio prevedere un’iniziativa di un certo spessore in un solo centro che possa essere poi esportata altrove in giorni diversi, piuttosto che mille sfilate modeste in luoghi differenti». Nonostante questo, i numerosi presenti al Carnevalissimo hanno potuto assistere alla ricca sfilata di carri allegorici, gruppi mascherati e bande musicali. Nel “triangolo” delle vie del centro storico di Morbegno si sono mossi cinque carri: E.T. di Morbegno, Giochiamo il jolly per la pace del Centro Giovanile Don Maccani di Sondrio, San Valentino dell’oratorio di Cino e Mantello, L’Allegra Ciurma dell’oratorio di Ardenno e OratorispazialGanda della contrada Ganda e dell’oratorio di Morbegno. I gruppi mascherati sono stati nove: Re Carnevale del Gruppo della Gioia di Talamona, Allegria a colori del Centro Animazione Parrocchiale di Villapinta, Le Tala... mucche della Pro Loco di Talamona, Ghostbuster e il fantasma H1N1 dell’oratorio San Martino di Cosio Valtellino, Frutta e verdura della Scuola dell’infanzia Arcobaleno, Stinchi di Santi dell’Oratorio di Talamona, Giovani di spirito del Centro Sociale Pensionati di Morbegno, Fate dolci e pepate e Ali Babà e i 40 furboni del gruppo catechistico di Caspano, Cevo, Dazio e Roncaglia. Le cinque bande musicali presenti provenivano da Morbegno, Cosio, Ardenno, Fusine e Buglio in Monte. Terminata la sfilata, i partecipanti al corteo hanno atteso il momento delle premiazioni in piazza Sant’Antonio, dove il sindaco, Alba Rapella, gli assessori Bertolini e Monti, assieme a Walter Palombi, che dirige da anni Carnevalissimo, hanno annunciato di aver valutato otto gruppi a pari merito, assegnando la vittoria al gruppo dell’oratorio di Cosio Valtellino. Anche nella categoria dei carri, quattro sono stati valutati a pari merito e la vittoria è stata assegnata al “Jolly per la pace” dell’oratorio Don Maccani di Sondrio. «Grazie di cuore a tutti» è stato il primo commento, velato di commozione, rivolto dai volon- tari dell’oratorio sondriese agli organizzatori e ai giudici della manifestazione che, all’unanimità, hanno decretato la vittoria del carro, in quanto il gruppo ha saputo unire una numerosa partecipazione alle coreografie organizzate e al tema significativo. “Giochiamo il jolly per la pace nel mondo” è stata, infatti, la linea guida che, nelle scorse settimane, ha mosso i volontari che si sono impegnati per la realizzazione del carro, con la figura di un grande jolly, e dei costumi preparati per molti bambini, ragazzi e famiglie. Grandi carte da gioco sul petto e mantelli ricavati dalle bandiere di diversi Paesi hanno composto i travestimenti del gruppo che è rientrato a Sondrio con soddisfazione dalla trasferta morbegnese. Il risultato positivo ha così ripagato i grandi sforzi dei volontari che, sempre meno numerosi, quest’anno hanno dovuto anche scegliere di dividere il gruppo per partecipare sia al carnevale di Sondrio che a quello di Morbegno. «Scegliere di partecipare a due proposte – hanno commentato i responsabili dell’oratorio – per mantenere l’unità con gli oratori sondriesi e, allo stesso tempo, non perdere il legame con la manifestazione di Morbegno, è stato difficile, ma siamo felici di entrambe le esperienze». Undici carri e moltissimi personaggi in maschera hanno animato, domenica pomeriggio, anche il centro di Chiavenna. Vedi l’articolo a pagina 32 di questo numero del Settimanale. I festeggiamenti per il carnevale, dopo le grandi manifestazioni di piazza, sono poi proseguiti in molti oratori e centri parrocchiali, come a Sondrio, dove lunedì sera tutti gli animatori dei quattro centri pastorali si sono dati appuntamento a San Rocco per una festa in maschera. ALBERTO GIANOLI 36 CRONACA SondrioEconomia PRESIDENTE ELETTA LA BERSANI Comitato imprenditoria femminile I l Comitato per la promozione dell’imprenditorialità femminile si è riunito la scorsa settimana presso la Camera di Commercio di Sondrio per l’insediamento e la nomina del nuovo presidente. Introdotto dal presidente dell’Ente camerale Emanuele Bertolini che ha presentato i componenti che rimarranno in carica fino al 2011, l’incontro è proseguito con l’elezione all’unanimità di Gabriella Bersani alla presidenza. Sondriese, imprenditrice nel settore viticolo, dal 2004 è presidente del Gruppo Donne della Coldiretti provinciale e vicepresidente regionale dal 2009. «Sono molto onorata di questa nomina, ringrazio le altre componenti del Comitato per la fiducia – sono le sue prime parole da neo presidente –. Conosco molto bene il settore imprenditoriale dopo una lunga esperienza e mi impegnerò anche in questo incarico, come per gli altri che ricopro, per ottenere risultati di cui possano beneficiare le donne imprenditrici». Alla vicepresidenza è stata eletta Barbara Pilatti, rappresentante del settore artigiano. Costituito per la prima volta nel 2000, il Comitato per la promozione dell’imprenditorialità femminile è nato a seguito della sottoscrizione del protocollo d’intesa fra l’allora ministero delle Attività Produttive e Unioncamere, successivamente rinnovato nel 2003, recepito dalla Giunta camerale, che ne ha fissato scopi, composizione e modalità di funzionamento. Il Comitato ha il compito di proporre suggerimenti nell’ambito delle attività camerali per lo sviluppo e la qualificazione delle donne nel mondo dell’imprenditoria, promuovere indagini conoscitive, iniziative per lo sviluppo dell’imprenditoria, attivare azioni per facilitare l’accesso al credito, favorire le collaborazioni sinergiche con gli Enti Pubblici e privati che operano sul territorio. Formato da nove rappresentanti delle associazioni accreditate presso la Camera di Commercio, il Comitato per l’imprenditorialità femminile è stato nominato dalla Giunta sulla base delle designazioni pervenute. Ne fanno parte: Renata Ottelli in rappresentanza della Provincia, Gabriella Bersani per il settore agricolo, Barbara Pilatti per l’artigianato, Arianna Balgera per il commercio, Alessandra Sosio per l’industria, Sonia Zamboni per la cooperazione, Mario Erba per il credito e da Danila Barri per i lavoratori. La Camera di Commercio ha indicato quale proprio rappresentante Loretta Credaro, membro del Consiglio. La realtà imprenditoriale femminile è vivace e distribuita in modo eterogeneo in tutti i settori, il tasso di partecipazione delle donne nel mondo del lavoro pone la provincia di Sondrio al terzo posto in Lombardia con il 60%, ben oltre la media nazionale del 50%. Le imprese femminili in Valtellina e Valchiavenna sono circa 4 mila, un quarto circa del totale. Il trend negativo degli ultimi anni che ha visto le cessazioni superare le nuove iscrizioni va fatto risalire soprattutto alla diminuzione delle imprese agricole. Alla contrazione delle imprese individuali si contrappone però un aumento delle società guidate da donne. IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010 ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ P A G I N A NOTA DI CONFINDUSTRIA C’È IL RAPPORTO DI FIDUCIA Accesso al credito: ok B uone notizie in materia di accesso al credito dai nuovi esiti della ricerca sul rapporto banca-impresa condotta da Confindustria Sondrio. All’indagine, giunta alla sua seconda edizione dopo quella della scorsa primavera, hanno risposto 60 aziende associate, un campione significativo ben distribuito sui settori produttivi e sulle dimensioni d’impresa. Aziende costrette a fare i conti con la crisi, come confermano sia le indicazioni raccolte sui risultati economici del 2009 (oltre la metà delle imprese dichiara fatturati in calo rispetto al 2008 e solo il 10% regi- stra una crescita del giro d’affari), sia le prospettive di business per il 2010: il 47% delle imprese non prevede crescita ed il 18% si aspetta addirittura un ulteriore calo. Sul fronte del credito, tuttavia, i dati sono confortanti: la grande maggioranza – oltre il 90% delle aziende intervistate – non ha visto ridurre i fidi nell’ultimo semestre, e tra quelle che hanno chiesto nuovi affidamenti ben 9 domande su 10 sono state accolte, anche solo parzialmente, dalle banche. «Sono risultati che testimoniano l’esistenza sul nostro territorio di un rapporto molto positivo fra aziende industriali ed istituti di credito – com- menta il presidente di Confindustria Sondrio Paolo Mainetti –. Confrontandomi con i colleghi delle altre province lombarde raccolgo segnali molto meno rassicuranti, quasi di scontro fra aziende e banche. Il sistema creditizio locale è una grande risorsa per la provincia di Sondrio: per il futuro ci auguriamo una collaborazione sempre più stretta». Anche sotto il profilo delle garanzie, l’indagine presenta esiti soddisfacenti: l’88% delle imprese non ha ricevuto richieste di maggiori garanzie da parte dalle banche, un dato in miglioramento rispetto alla scorsa primavera, quando ci si era fermati al 78%. E se la moratoria sui mutui non ha riscontrato adesioni massicce (solo il 20% delle aziende dichiara di avervi aderito), la ragione è da ricercarsi nella solidità patrimoniale che contraddistingue il piccolo capitalismo familiare del territorio. Unica nota stonata, quella delle spese bancarie: due aziende su tre segnalano in aumento rispetto al recente passato, facendo spesso riferimento agli oneri sostitutivi delle commissioni di massimo scoperto. Infine, si rilevano deboli segnali di deterioramento nella filiera dei pagamenti: le imprese che dichiarano un incremento degli insoluti superiore al 10% sono cresciute dal 18% al 23%. «Complessivamente possiamo ritenerci molto soddisfatti, anche se una ricerca non può essere rappresentativa di ogni singolo caso aziendale – prosegue Mainetti –. Siamo comunque fiduciosi che le imprese che hanno avuto attriti con il sistema bancario possano presto recuperare un rapporto di costruttiva collaborazione». I risultati dell’indagine sono stati presentati da Confindustria Sondrio al tavolo del credito gestito dalla locale Prefettura e, attraverso Confindustria Lombardia, inoltrati all’osservatorio creditizio regionale coordinato dalla Prefettura di Milano. PROVINCIA DOPO L’ALLARME LANCIATO DALLA CRANCHI E DALLA CISL Confronto economia-infrastrutture inizio settimana il presidente della Provincia di Sondrio Massimo Sertori, insieme all’assessore alla Grande Viabilità Ugo Parolo e alla Formazione e al Lavoro Alberto Boletta, ha incontrato il Comitato per l’Occupazione del Can- A FRONTALIERI: IL SECONDO PILASTRO SARÀ ESCLUSO DAI CONTROLLI FISCALI PROVVEDIMENTO DOVEROSO A TUTELA DEI LAVORATORI IN SVIZZERA «Abbiamo ottenuto l’assicurazione che pretendevamo: il secondo pilastro sarà escluso dai controlli fiscali previsti per i capitali detenuti all’estero a seguito dello scudo fiscale. I 50 mila frontalieri occupati in Svizzera possono stare tranquilli. Un provvedimento doveroso a tutela di persone che lavorano e che sul secondo pilastro contano per vivere serenamente gli anni della pensione». Così il parlamentare valtellinese Jonny Crosio commenta gli ultimi, risolutivi sviluppi della questione che ha visto contrapposti gli interessi dei frontalieri alle norme dello scudo fiscale sui capitali all’estero. La conferma era attesa ed è arrivata ieri con l’audizione del direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera in Commissione Finanze della Camera che ha annunciato ufficialmente l’emissione, entro pochi giorni, di un’apposita circolare che escluderà il secondo pilastro, cioè la previdenza privata, ma obbligatoria per chi lavora nella Confederazione Elvetica, dai controlli fiscali per coloro i quali hanno depositato capitali all’estero, secondo quanto previsto dalla scudo fiscale. È stata anche superata la questione del cosiddetto fiscovelox, causa di problemi con i vicini ticinesi, lasciando intendere che il ministero dell’Economia ha preso atto della sua inopportunità e sta provvedendo alla sua soppressione. «Quelle giunte dal direttore dell’Agenzia delle Entrate sono notizie ufficiali su questioni particolarmente delicate che preoccupavano i nostri lavoratori in Svizzera» conclude Crosio. tiere Nautico Cranchi. Il confronto, richiesto dal gruppo di Piantedo, si è svolto in un clima sereno e ha avuto un esito positivo. Nei giorni scorsi la nota azienda valtellinese aveva lanciato un grido di allarme: «Via dall’Italia e stop al pagamento delle retribuzioni. Perché andare avanti così non è più possibile». L’impresa, che vanta anche un polo di eccellenza anche a Rogolo, conta 300 dipendenti (indotto escluso) e, con le difficoltà legate alla questione viabilistica, sta incontrando non poche difficoltà a rispettare gli ordini di consegna. «La grave crisi che ha colpito tutti i settori - si leggeva in una nota diffusa nei giorni scorsi - ci ha stremati. Il 75,8% della nostra manodopera è in cassa integrazione dallo scorso settembre. Non possiamo permetterci di non consegnare le già scarse commesse a causa degli impedimenti legati ai lavori sulla superstrada 36». La Cranchi, dal 1970 a oggi, ha costruito circa 22mila imbarcazioni, il 70% circa partite da Piantedo come trasporti eccezionali. Penalizzati dalla situazione che si è venuta a creare dai primi di febbraio con la frana in territorio di Varenna e che potrebbero proseguire con i lavori per la messa in sicurezza della galleria del monte Piazzo. Durante l’incontro di lunedì Sertori ha illustrato ai delegati del cantiere nautico tutti i dettagli relativi alla situazione presente e futura della Superstrada 36. Posto che il tratto di strada insiste su territorio di competenza della Provincia di Lecco, si è convenuto che è fondamentale che anche la Provincia di Sondrio sia coinvolta e informata rispetto a tutto ciò che vi è in programma per la Superstrada. «Per questo - ha ribadito il Presidente - le due Province si sono impegnate a redigere un piano di intervento congiunto da attuare nel caso di particolari emergenze e questo per poter non solo garantire soccorsi tempestivi e mirati, ma anche per ripristinare la viabilità nel minor tempo possibile». I futuri cantieri, poi, sono stati al centro di un incontro prima fra la Provincia di Sondrio e Anas e successivamente fra Provincia di Sondrio, Provincia di Lecco e Regione Lombardia. Ai referenti dell’azienda è stato spiegato che nel corso dei lavori di rifacimento della Galleria la circolazione sarà sempre garantita. Quando, infatti, si lavorerà nella galleria Nord, lungo la Sud sarà istituito il doppio senso di marcia e viceversa. Informazioni importanti, che tranquillizzano gli animi in una situazione economica che, però, per la provincia di Sondrio non si sta mostrando delle migliori. La settimana si è aperta con una riflessione del segretario della Cisl Daniele Tavasci, il quale, dopo il rischio chiusura paventato dalla Grc di Gordona, ha avvertito che la situazione lavorativa della provincia di Sondrio sarà molto preoccupante nel 2010, con forti difficoltà sul fronte occupazionale e chiusure inaspettate di imprese e aziende. L’invito, per tutti, è di lavorare insieme per proposte condivise a salvaguardia di famiglie, lavoratori, realtà produttive. CRONACA Sondrio&provincia IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010 P A G I N A 37 AZIENDA OSPEDALIERA MOLTE LE QUESTIONI IN SOSPESO Problemi della sanità in primo piano I l tema della sanità provinciale di nuovo in primo piano in Valtellina. Nei giorni scorsi l’Azienda Ospedaliera, dalla sede di Sondrio, ha diffuso un comunicato relativo al servizio di Emodinamica. Tale specialità «della Cardiologia dell’Ospedale di Sondrio (o meglio di tutta l’Azienda ospedaliera della Valtellina e della Valchiavenna) – si legge nella nota – attualmente non è in grado di garantire una disponibilità operativa per 24 ore per 365 giorni all’anno; questo può far si che alcune procedure d’urgenza per la cura dell’infarto miocardico acuto (angioplastica primaria) possano alle volte essere demandate all’emodinamica dell’Ospedale di Lecco con il quale esiste apposita convenzione». Il testo prosegue mettendo in evidenza la necessità di chiarire alcuni punti importanti. «Va innanzitutto ricordato – specifica il testo – che non tutti gli infarti si giovano dell’angioplastica primaria (si calcola che ne possano trarre giovamento all’incirca il 50%, nell’altro 50% è inutile). La trombolisi (procedura da anni impiegata dalla nostra Cardiologia e tutt’ora in uso per la cura dell’infarto acuto) non è assolutamente un trattamento superato (anzi in alcuni casi è più indicata dell’angioplastica primaria) e comunque ottiene un’elevata percentuale di riapertura della coronaria occlusa (responsabile dell’infarto acuto) con risultati, in termini di beneficio a distanza, di poco inferiori a quella dell’angioplastica primaria. Nel caso in cui sia indicato un trattamento con angioplastica primaria – proseguono dall’Aovv –, in assenza dell’emodinamista a Sondrio (evenienza peraltro molto poco frequente), si provvede a trasferire d’urgenza il paziente all’Ospedale di Lecco; in genere il tempo necessario per raggiungere da Sondrio questa struttura di emodinamica è pressoché identico al tempo necessario per attivare la sala (chiamata del medico, accensione dell’apparecchiatura, “vestizione” del personale addetto; etc.); alle volte, quando poi è possibile far volare l’elicottero, i tempi diventano ancor più brevi. Benché i casi che devono essere trasferiti siano un’esigua minoranza, ci si è già attivati per aumentare l’organico medico dell’emodinamica e renderla disponibile 24 ore su 24». A inizio settimana, inoltre, è stato comunicato che nei prossimi giorni sarà inaugurato un nuovo servizio di collegamento con il servizio di elisoccorso. La settimana, però, si è aperta con la presentazione anche di altri problemi. Il primo è arrivato da Faedo Valtellino, dove il Comune «dice no alla pro- posta di spostare a Sondalo il Corso Universitario per Infermieristica situato da 15 anni nel plesso ex scuola elementare in via Fumagalli». Lo ha spiegato il sindaco del municipio orobico Giordano Caprari, che mercoledì 17 febbraio ha portato in consiglio questo argomento. «Abbiamo appreso dell’incontro in Regione con l’assessore alla Sanità - ha spiegato il primo cittadino -, durante il quale è emersa la proposta di trasferire a Sondalo il Corso Universitario attivo da 15 anni nel mostro paese. Si tratta di un plesso che ormai si è radicato nel territorio. Il nostro dissenso è maturato dal disappunto espresso da tutta la popolazione circa questo proposito. La gente considera come una cosa propria la scuola per infermieri, che al momento ospita circa 100 allievi iscritti al triennio e provenienti dalla Valchiavenna e dalla Valtellina». Il Corso Universitario per Infermieristica era nato con il sostegno del Comune, delle Comunità montane, del Bim, della Provincia e del’Università Bicocca. «La collocazione a Faedo del plesso è baricentrica rispetto a tutta la valle - ha aggiunto Caprari - e dista tre chilometri dall’ospedale di Sondrio. In questi anni l’Università Bicocca ha dimostrato in varie occasioni di gradire questa localizzazione, promuovendo anche corsi multidisciplinari indipendenti dall’indirizzo infermieristico. Le strutture interne sono all’avanguardia: non si deve pensare ad una scuola abbandonata, ma dotata delle tecnologie più moderne e costose che garantiscono collegamenti informatici in video conferenza efficienti. Inoltre, gli studenti hanno nelle vicinanze strutture di vita quotidiana che la città di Sondrio offre loro: cinema, palestre, luoghi di interesse culturale e socia- le, e via di se. Negli anni sono nate convenzioni con l’Istituto Salesiani che accoglie studenti per attività di convitto a prezzi agevolati». I trasporti tra Sondrio e Faedo sono garantiti da bus navetta gratuiti. «Il consiglio comunale di Faedo - aggiunge il sindaco - esprime dunque molte perplessità: riteniamo che gli studenti della nostra provincia non si recheranno più molto probabilmente verso la destinazione di Sondalo, ma potrebbero scegliere per altre destinazioni della Bicocca, come Lecco e Monza. Sondalo deve rinascere, ma con iniziative forti legate al ramo sanitario, che non possono riguardare lo spostamento del plesso. Questa iniziativa, se mai fosse attuata, non porterebbe vantaggio a Sondalo, ma soltanto svantaggi agli studenti valtellinesi e valchiavennaschi». Nei prossimi giorni la vicenda avrà senza dubbio un seguito. Ma, come dicevamo, altre nubi si addensano sul fronte sanitario. Nella serata di martedì 16 febbraio le rappresentanze sindacali dei lavoratori dell’Aovv hanno annunciato di aver abbandonato il tavolo di confronto con l’azienda ospedaliera, interrompendo le relazioni con l’Azienda. «Abbiamo preso atto della mancata immissione nel bilancio aziendale di una cifra considerevole, circa 2 milioni di euro, che deve essere destinata al contratto integrativo aziendale – questa la denuncia dei sindacati –. Da diversi mesi i rappresentanti dei lavoratori stanno chiedendo l’inserimento a bilancio di tale cifra che deriva dalla corretta applicazione di una norma del contratto nazionale di lavoro… Anche la Regione Lombardia è intervenuta con una chiara dichiarazione, invitando le Aziende ospedaliere e sani- tarie inadempienti a provvedere alla dovute operazioni di bilancio per permettere il reintegro del fondo dei lavoratori». Si apprende, infatti, che i 2 milioni di euro rappresentano una cifra che è parte del salario dei lavoratori, che è necessario mettere a disposizione perché fino a questo momento la normativa in materia era stata interpretata in modo restrittivo. «Da oltre un anno – concludono le organizzazioni sindacali – all’Azienda era stato chiesta la corretta applicazione della legge sul contratto nazionale. I vertici dell’Aovv hanno comunicato di non aver reperito i 2 milioni di euro, adducendo problemi di bilancio. Considerate queste inadempienze, finchè non avremo risposte le relazioni sindacali resteranno chiuse». Una vicenda molto delicata, dunque, dove ai problemi di corretta applicazione salariale, si aggiungono altre richieste da parte dei lavori dell’Aovv. Problemi molto vari, che vanno dalla graduatoria del personale alle necessità degli infermieri per aspetti molto pratici del lavoro (i tempi per cambiarsi d’abito) o la reperibilità. Al momento dalla direzione dell’Aovv non sono giunte repliche, ma è una questione che non mancherà di animare il dibattito e il confronto ancora nelle prossime settimane. AD APRICA SI LAVORA PER LA QUINTA EDIZIONE DELLA STRALUNATA Quinta edizione della “Stralunata – La cronoscalata dell’Aprica” che si prepara per mercoledì 24 febbraio all’Aprica. La manifestazione nata dall’intuizione di Ivano Murada di riunire gli appassionati di montagna cercherà di bissare il grande successo che ha ottenuto l’anno passato. La Stralunata oltre a essere gara di scialpinismo facente parte del circuito FISI Alpi Centrali Vertical Race e del nuovo Skiathlon delle Orobie con le gare di Albosaggia e Arigna è anche raduno cronometrato per tutti gli appassionati che per una sera potranno confrontarsi con i tempi degli atleti più blasonati. Anche per questa edizione la gara è stata scelta come prova finale del circuito FISI premiando sia i numeri ottenuti (lo scorso anno si è superata la quota di 500 iscritti) sia l’organizzazione della manifestazione. Con la collaborazione del Club Alpino Italiano di Aprica sarà abbinato alla gara di scialpinismo un raduno non competitivo per gli amanti delle racchette da neve che si terrà su un percorso panoramico e facilmente accessibile a tutti. Quest’anno il tracciato interessato dalla gara si incentrerà sul comprensorio del Palabione (ogni anno il percorso varia e cerca di evidenziare tutte le possibilità che il comprensorio aprichese offre) con partenza dalla zona “Campetti” (1190 m) e arrivo presso il Rifugio CAI Valtellina a quota 1920 metri. Il cronometraggio come ormai da diverse edizioni sarà valutato tramite chip e consentirà di stilare le classifiche definitive subito dopo l’arrivo dell’ultimo concorrente. Il programma dell’evento prevede il ritrovo alle ore 18.00 presso la zona Campetti, mentre la competizione inizierà alle ore 19.00; le iscrizioni rimarranno aperte fino alle ore 18.30 della stessa serata. Al termine della salita ci si sposterà al palazzetto dello sport di via Magnolta dove agli atleti verrà offerto il “pasta party” e dove si svolgeranno le premiazioni. Durante la serata è possibile rivedere la propria performance di gara, visto che operatori tv filmeranno la salita e proietteranno, subito dopo, alcune fasi della stessa. Per maggiori informazioni è disponibile anche il sito internet www.stralunata.it dove ci sarà la possibilità di visionare i video delle edizioni passate e quello del tracciato dell’edizione 2010 in cui vengono evidenziate le caratteristiche della gara. Infine, sempre sul sito, è possibile l’iscrizione online. ACCORDO FRA A2A E UNIONE PESCA SPORTIVA Sottoscritto martedì scorso, in Provincia di Sondrio, alla presenza del presidente Massimo Sertori, il protocollo d’intesa fra A2A e Unione Pesca Sportiva della provincia di Sondrio, il nuovo accordo - valido fino al 2014 ha l’obiettivo di instaurare una proficua comunicazione e concertazione fra le parti rispetto ai reciproci diritti e doveri. Un patto, dunque, che delinea un nuovo modo di condividere l’utilizzo di fiumi e torrenti coniugando le necessità di chi produce energia idroelettrica da una parte e di chi pratica la pesca dall’altra. «Una scelta intelligente - ha dichiarato Sertori - che per altro risponde agli obiettivi della Provincia rispetto alla salvaguardia del patrimonio ambientale senza trascurare l’importanza delle attività che garantiscono la produzione di energia pulita. Attraverso il confronto e il dialogo - ha aggiunto il Presidente - è stato raggiunto un accordo importante e che sono sicuro innescherà un virtuoso processo di emulazione su tutto il territorio coinvolgendo anche altri produttori di energia idroelettrica presenti e attivi in Valtellina e Valchiavenna». Il documento è stato firmato dall’ingegner Paolo Rossetti, direttore generale dell’Area Tecnico Operativa di A2A e il presidente dell’Ups Valter Bianchini. Diversi i punti contemplati dalla nuova intesa: dal finanziamento di opere di riqualificazione fluviale, allo sviluppo del Centro Ittiogenico di Faedo, alla rivitalizzazione di alcune aree del fiume Adda e dei suoi affluenti con particolare riguardo a quelle sottoposte alle fluitazioni degli invasi con immissioni di fauna ittica, alla modulazione dei rilasci, per quanto possibile durante i fine settimana dei mesi più indicati per la pesca, limitando sbalzi di portata in alveo. L’Ups, titolare della concessione a scopo di piscicoltura delle acque pubbliche della provincia di Sondrio, da parte sua si attiverà sia per tutelare la fauna ittica qualora per necessità di gestione degli impianti debba essere prelevata e portata in aree di salvaguardia, sia per favorire e diffondere tra i propri iscritti la conoscenza rispetto alle possibili criticità che gli impianti idroelettrici complessi possono comportare anche su fiumi importanti come l’Adda. L’Unione dei Pescatori, inoltre, ha chiesto e ottenuto che la Società A2A effettui contemporaneamente e in un unico periodo dell’anno, possibilmente in primavera, le operazioni di fluitazione previste nei piani di Gestione dei bacini artificiali in modo tale da contenere e quindi ridurre i periodi di scarsa fruibilità dei fiumi e dei torrenti interessati. ORIENTAMENTO ED EDUCAZIONE ALLA GUIDA SICURA Il 25 e il 26 febbraio, presso il Polo Fieristico di Morbegno, si svolgerà il tradizionale salone dell’orientamento scolastico “La provincia orienta”. Ai ragazzi saranno presentate le opportunità di studio presenti in Valtellina e Valchiavenna e le strade per la prosecuzione degli studi o la formazione professionale specifica. Sempre dal punto di vista formativa, va ricordato che in provincia di Sondrio sarà costituito il “Tavolo provinciale per l’educazione alla guida sicura”, che coinvolgerà scuole ed educatori. P A G I N A 38 MASSMEDIA IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010 I MEDIA E LA BUFERA SULLA PROTEZIONE CIVILE LA MORBOSITA’ DELLA TV N onostante il Festival di Sanremo, le Olimpiadi invernali di Vancouver e la corsa alle candidature per le elezioni regionali, a tenere banco in questi giorni sulle cronache nazionali è evidentemente la vicenda che coinvolge i vertici della Protezione Civile, a partire da Guido Bertolaso, con alcuni dirigenti pubblici e qualche imprenditore per presunti episodi di corruzione nell’assegnazione di certi appalti, tra cui quelli in vista del recente G8. L’argomento è di quelli che non possono non fare notizia, trattandosi di appalti pubblici avvolti dal sospetto che non tutto sia stato gestito secondo le regole. Ma, immancabilmente, l’attenzione dei media si concentra sui particolari più a effetto, più spettacolari e anche più scabrosi. Basta leggere le molte pagine dedicate dai quotidiani all’argomento o assistere al taglio dato alla vicenda dai principali notiziari televisivi. Le frequentazioni leggere e disinvolte sembrano essere diventate da un lato uno tra i comportamenti preferiti dai massimi rappresentanti istituzionali, dall’altro un tema che ormai ha conquistato un posto stabile sul palcoscenico dell’attualità quotidiana. E anche le altrettanto disinvolte chiacchierate fra i vertici istituzionali su questioni di portata nazionale, come se si parlasse di calcio o di noccioline, sono pressoché all’ordine del giorno. Ne rendono conto puntualmente le intercettazioni, le cui trascrizioni sono tornate a occupare prepotentemente i principali spazi dell’informazione di Settimana caratterizzata dalle Olimpiadi invernali in genere in tarda serata, per cui i palinsesti sono stati lievemente rivisti. attualità. Come lettori, trovandoci di fronte al resoconto di un dialogo “sospetto”, siamo inevitabilmente attratti dal contenuto, oltre che dall’identità dei personaggi coinvolti. E soprattutto andiamo subito a cercare le frasi compromettenti per cogliere, a nostra volta, i diretti interessati con le mani nel sacco. Ma ad attirare insistentemente la nostra attenzione – non nascondiamolo – sono soprattutto le chiacchierate in cui gli interlocutori fanno riferimento a una serie di eventi speciali e di appuntamenti che secondo gli inquirenti null’altro sarebbero se non incontri a base di prestazioni sessuali. Anche queste, a parere dell’accusa, rientrerebbero nella contropartita che, insieme a ingenti somme di denaro, avrebbe indotto chi di competenza ad assegnare gli appalti agli imprenditori “preferiti”. Concerto n. 1 in mi minore, op 11 - pianoforte e orchestra I Domenica 21 Le frontiere dello Spirito, C5,8,50. Inizia un ciclo di riflessioni sull’anno sacerdotale. A sua immagine, Rai1, 10,30. The Abyss , It1, 13,50. Film di fantascienza di Cameron. Spettacolare e intrigante. I 4 cavalieri dell’apocalisse, R4, 15,45 Film sulla 2° guerra mondiale con Glen Ford. Asterix e la grande guerra, It1, 16,45. Film d’animazione. La leggenda di Beowulf, It1, 19,00. La mitologia anglosassone in un buon film. Capri 3, Rai1, 21,30. Fiction . Che tempo che fa, Rai3, 20,10. NCIS/ Castle, Rai2, 21,00. Telefilm. Il comandante Florent, R4, 21,30. Poliziesco. Saturo contro, Iris, 21,10. Film drammatico per adulti di Ozpetek con S. Accorsi. Presa diretta, Rai3, 21,30. La ricostruzione ovvero L’aquila 10 mesi dopo. Speciale Tg1, Rai1, 23,30. Lunedì 22 Il Maresciallo Rocca, Rai1, 21,10. Fiction poliziesca con Proietti. Cold case, Rai2, 21,05. Casi irrisolti. L’infedele, La7, 21,10. Attualità con G. Lerner. Altrimenti ci arrabbiamo, R4, 21,10. Comedia con Bud Spencer e T. Hill. Chi l’ha visto?, Rai3, 21,05. Attualità. La regola del sospetto, It1, 21,10. Thriller con C. Farrel. Martedì 23 Diritto di cronaca, La7, 14,05. Bel film drammatico con P. Newman. Capri 3, Rai1, 21,10. Fiction. Ballarò, Rai3, 21.10. Attualità. Zelig, C5, 21,10. Varietà. Dr. House, It1, 21,10. Telefilm. Il mandolino del capitano Corelli, R4, 21,10 Film di guerra con risvolti romantici. Comanceros, La7, 21,10. Western con J. Wayne. Mercoledì 24 Viaggio a Medjugorie, R4, 21,10. Documenario. Testimonianza anche di Paolo Brosio. Medicina generale 2, Rai3, 21,05. Fiction. Tetris, La 7, 21. Attualità. Pronti a morire, R4, 23,35. Western con S.Stone e G.Hacman. Le iene show, It1, 21,10. Programma pungente che fa le pulci ai grandi. Quasi famosi, Rai4, 21,10. Film commedia. Giovedì 25 Insegnami a sognare, Rai1,21,10, Varietà con Pino Insegno. Lezioni di cioccolato, C5, 21,10. Bel film che tratta con garbo temi come la multiculturalità. Medium, Rai3, 21,20. Telefilm polizieschi e paranormali. Le cose che non ti ho detto, Iris, 21,00. Film romantico. Donne, waiting to exhale, R4, 23,35. Bella commedia tutta al femminile. La cassaria, Rai2, 23,45. Prosa . Venerdì 26 Senza traccia, Rai2, 21,05. Polizieschi. Due imbroglioni e… mezzo, C5, 21,10. Fiction con Bisio. Sciock, La7, 21,10. Attualità con Barbareschi. Battlestar Galactica, Rai4, 21,10. Telefilm di Fantascienza Matrix, C5, 23,30. Attualità con A. Vinci. Tv7, Rai1, 23,20. Attualità. Sabato 27 Sulla via di Damasco, Rai2, 10,15. Rubrica religiosa. A sua immagine, Rai, 17,10. Asterix e la pozione magica, It1, 19,35. Film d’animazione. Segue alle 21,10 Asterix alle olimpiadi, ANTONIOfilm RITAcon attori in carne e ossa. Cold case, Rai2, 21,05. Ballando con le stelle, Rai1, 21,30. Spettacolo. L’ispettore Barnaby, La7, 21,30. poliziesco inglese. Bones, R4, 21,30. Polizieschi con ironia e leggerezza.. il settimanale Chopin l Concerto n. 1 in mi minore, op. 11 per pianoforte e orchestra, dedicato al grande concertista Friedrich Kalkbrenner, fu composto da Fryderyk Chopin (1810-1849) nel 1830, l’anno dopo il Concerto n. 2 in fa minore, op. 21 per pianoforte e orchestra. Presenta un virtuosismo brillante e, nel contempo, una straordinaria intensità melodica, tipicamente chopiniana. Come sempre in Chopin il pianoforte è l’unico e vero protagonista della composizione; l’orchestra si limita infatti a enunciare i temi e ad accompagnarli con discrezione. E’ una pagina di elevata poesia e colma di espressione. Il primo movimento – Allegro maestoso – presenta due temi: il primo in mi minore, il secondo in mi maggiore. Negli sviluppi lo strumento solista mostra un eccellente virtuosismo sorretto da un’intima ispirazione melodica. Il secondo movimento – Romance. Larghetto – è in mi maggiore. Il solista si slancia in episodi talvolta sognanti, tal- Tele IL comando GUIDA ALL'OPERA volta pressanti con una scrittura collocabile fra il “notturno” GRAMMA e lo “studio” (chopinianamente inteso). Suggestive le soluzioni sul piano dell’invenzione e della combinazione timbrica. Il movimento conclusivo – Rondò – è pure in mi maggiore ed è basato su un ritmo sciolto di “krakowiak”, una danza popolare polacca in 2/4 dal carattere gradevole e aggraziato. Chopin aveva già utilizzato questa danza nella Krakowiak per pianoforte e orchestra, op. 14 scritta nel 1828. Il Rondò termina con una brillante “coda”. Più ancora che nei due movimenti precedenti, il pianoforte è qui trattato con brillante virtuosità, degno delle opere più mature e maestose di Chopin, benché avesse solo vent’anni. PEN TA a cura di ALBERTO CIMA Fa scalpore che sia direttamente coinvolto un uomo come Guido Bertolaso, capo della Protezione Civile italiana, il cui nome finora è sempre stato associato a una serie di efficaci operazioni per gestire alcune fra le ultime emergenze nazionali. Trovatosi sotto i riflettori mediatici per tutt’altre ragioni, lui non si è certo nascosto, né ha esibito dichiarazioni di circostanza. Anzi, ha cercato proprio nei media spazi per un’autodifesa, non sottraendosi nemmeno alle ormai abituali “10 domande” che un quotidiano nazionale gli ha rivolto sulla vicenda. Ribadito ancora una volta che sarà il lavoro dei magistrati a chiarire le responsabilità e ad attribuire eventuali patenti di colpevolezza o innocenza, resta la tendenza dei media a trasformare invocare il giudizio del pubblico come una sorta di giudice super partes. Molte testate giornalistiche, soprattutto attraverso il web e la radio, prima ancora di preoccuparsi di presentare i fatti in maniera esaustiva, si sono premurate di lanciare il solito sondaggio della serie, chiedendo “Secondo voi, Bertolaso è colpevole o innocente?”. Quanta attendibilità e quale utilità informativa possa avere l’idea di chiamare i destinatari a rispondere a una simile questione lo si intuisce immediatamente. il settimanale a cura di TIZIANO RAFFAINI MARCO DERIU QUALE FUTURO PER I PROGRAMMI DEI RAGAZZI? La mobilitazione di moltissimi insegnanti, genitori ed esperti è già partita, trovando adeguata cassa di risonanza nel web. I diretti interessati hanno richiamato l’attenzione dei media, soprattutto della carta stampata, sul futuro delle loro produzioni. I vertici aziendali non hanno ancora ritrattato la decisione, anche se pare essersi aperta una fase che probabilmente consentirà di “salvare” almeno una parte dell’attuale produzione. Chissà quale sarà il futuro dei programmi per bambini di RaiTre, dopo che il Consiglio di amministrazione della Rai ha annunciato nei giorni scorsi la decisione di toglierli dal palinsesto. Il motivo ufficiale parla di una riduzione dei costi e di numeri non lusinghieri in termini di ascolti, ma le presunte ragioni dei piani alti di viale Mazzini lasciano decisamente perplessi. Che fine faranno, dunque, trasmissioni come “Fantabosco”, “Melevisione”, “Trebisonda” e tutte le altre proposte rivolte a bambini e ragazzi? Non è ancora chiaro se tutti questi programmi verranno cancellati o trasferiti almeno in parte sul digitale terrestre; in quest’ultimo caso, con tutta probabilità finiranno su Rai Gulp! e Yo-Yo, i due canali tematici dedicati ai bambini. Dietro l’attuale programmazione di RaiTre per l’infanzia e l’adolescenza ci sono tutta la competenza pedagogica, l’esperienza professionale e la passione della capostruttura Mussi Bollini e del nutrito team dei professionisti che da anni si impegnano insieme a lei per fornire quotidiani appuntamenti su misura per gli spettatori di più giovane età. La Rai per il momento ha confermato che molti protagonisti diven- tati famigliari ai nostri figli emigreranno dal palinsesto di RaiTre a quello dei canali digitali, ma preferisce non usare la parola “tagli”. A fronte della levata di scudi e della mobilitazione collettiva, si è però sentita in obbligo di diramare addirittura una nota ufficiale sull’argomento, spiegando che “la tv dei ragazzi non solo non chiude, ma con il digitale terrestre ci saranno nuovi investimenti e un’offerta più mirata e organica”. Intanto si registra una notizia positiva per il “Gt Ragazzi”: il direttore di RaiTre Antonio Di Bella e Bianca Berlinguer, direttore del Tg3 dalla cui redazione dipende la rubrica informativa per i più giovani, si sono detti concordi nella richiesta di mantenerne la programmazione all’interno del palinsesto autunnale della rete. Secondo quanto ha aggiunto Di Bella, il pericolo che la Rai disperda l’immenso patrimonio costituito dal lavoro di tutti questi anni per le produzioni dedicate ai minori non c’è. Ce lo auguriamo dal profondo del cuore, anche se la storia recente dimostra che gli investimenti della Rai di solito vanno in tutt’altra direzione. Altrimenti, si tratterebbe di una decisione fpenalizzante non soltanto per il giovane pubblico ma anche per genitori, insegnanti ed educatori che hanno avuto modo di apprezzare la qualità formativa di queste trasmissioni facendone spesso e volentieri oggetto di interventi educativi e didattici. Pretendiamo dalla Rai una scelta all’altezza della sua funzione di servizio pubblico. In fondo, abbiamo appena pagato il canone anche per questo. HOMO VIDENS P A G I N A 39 LETTEREeCONTRIBUTI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 20 FEBBRAIO 2010 GIOVANNI BACHELET, LA RAI E LA CULTURA CONTEMPORANEA CHI HA INTERESSE A NASCONDERE LA VERITÀ SUL TERRORISMO? L a decisione di non trasmettere una intervista a Giovanni Bachelet (figlio di Vittorio, vice presidente del CSM, assassinato 30 anni fa dalle brigate rosse) pone un serio interrogativo su ciò che è stato il fenomeno del terrorismo, e il “terreno di cultura” sul quale è maturato e si è sviluppato quarant’anni fa nel nostro paese. Tralasciamo il fatto in sé della decisione dei vertici della RAI di non mandare in onda il servizio previsto per la rubrica “A sua immagine”, che di politica non ha niente. È discutibile il modo come un servizio pubblico (la RAI è servizio pubblico) viene gestito. Ma questo argomento lo lasciamo volentieri ai commenti delle cronache dei giorni nostri. Qui, invece, si vuole sottolineare come “la cultura” degli anni settanta nel nostro paese ha imposto i suoi valori: del tipo, il corpo è mio e me lo gestisco io, il sei garantito, io ho diritto… (ma non ho doveri). Per arrivare poi, alla “modica quantità” o alla droga per uso personale e altre aberrazioni simili, senza contare il danno che tali scelte stanno producendo nella società attuale. Ma torniamo al terrorismo. Se oggi – febbraio 2010 – non si può commentare nella TV pubblica, un assassinio delle brigate rosse, avvenuto giusto 30 anni fa, è certamente dovuto al fatto che molti di coloro che all’epoca condividevano gli obiettivi del terrorismo, oggi siedono tranquillamente nelle istituzioni pubbliche, e ai quali non fa certo piacere che si parli di quel periodo in termini analitici. Con il diniego alla messa in onda di un “fatto storico” si contribuisce ad impedire che si faccia piena luce sugli “anni di piombo”. Probabilmente, c’è il tentativo di continuare a manipolare la vera realtà di quegli anni, per presentarla agli storici molto più “ammorbidita”, per ciò che il fenomeno in sé realmente rappresentava. Ci sono molte domande che ancora attendono una risposta. Centinaia di attentati che hanno prodotto lutti nelle case degli italiani meritano, oltre al rispetto, la scoperta della verità. Non si sa ancora (o non lo si dice) chi stava dietro alle brigate rosse e alle altre sigle terroristiche, quali erano i loro fini, chi li proteggeva, chi li nascondeva, chi li finanziava. Gli autori e i fiancheggiatori di quei delitti, oggi danno “lezioni” pubbliche attraverso giornali e televisione, sono presenti in molte istituzioni, e persino in parlamento. Ma, forse, c’è di più. Perché il cosiddetto mondo “culturale” non si interroga su che cosa è realmente successo in quegli anni? Cosa ancora nascondono? Si fanno, giustamente, trasmissioni di approfondimento sulla mafia, ma non ci si interroga (almeno pubblicamente) sul terrorismo e su chi lo tollerava e magari lo custodiva. Perché non si dice niente su affermazioni del tipo: “né con lo Stato né con le br”? Chi, a quell’epoca, non aveva interesse a stare con lo Stato? Non vorremmo che venisse consegnata agli storici una “verità” confezionata, e non quella vera e reale, che l’Italia ha vissuto sulla propria pelle. Né può essere sufficiente prendere atto della caduta del Muro di Berlino, per non parlare degli anni di piombo. Gli interrogativi sono parecchi: speriamo che a qualcuno cominci a venire la voglia di togliere i tappi e i coperchi su ciò che ancora si vuole tenere nascosto. FRANCESCO MASCOLO ([email protected]) IN MERITO ALLA FICTION SU SANT’AGOSTINO «PARLAMI DI QUELLA CITTÀ...» E gregio Direttore, ho letto con curiosità il Suo commento alla fiction dedicata a sant’Agostino. Tra le tante immagini - sottolineate anche da Lei mirabilmente - quella che mi ha colpito di più e a cui ripenso ancora è la scena in cui il giudice Ilario, che sacrifica la vita per la verità/Verità, ormai morente, si rivolge ad Agostino: «Parlami di quella città…», come a dire: «Annunciami Gesù; dimmi quello per cui vale la pena vivere e, anche, morire». Mi è venuto subito spontaneo ringraziare perché quell’annuncio a me è stato fatto, ringraziare per il dono che ho ricevuto e che continuo a ricevere di incontrare Cristo. Nello stesso tempo, ho percepito ancora più chiaramente che la carità verso ogni uomo, quale che sia la sua condizione, è essere strumento di questo incontro. È quello che ci ricorda don Luigi Giussani nel capitolo sulla “carità” di Si può vivere così?, oggetto della scuola di comunità (ovve- ro la catechesi) di Comunione e Liberazione proprio in questo periodo: «La natura di Dio appare all’uomo come gratuità [carità], come dono assoluto. Dio dà all’uomo l’essere: dà all’uomo di essere; dà all’uomo di essere di più, di crescere, dà all’uomo di essere completamente se stessi, di crescere fino alla sua compiutezza, cioè dona all’uomo di essere felice». Questo è stato vero per sant’Agostino e può essere vero per ogni uomo. Ne deriva, allora, che «il primo oggetto dell’amore e della commozione dell’uomo si chiama “Dio fatto carne in noi”. Ed è perché c’è questo Cristo che non c’è più nessun uomo che non mi interessi». Nel salutarLa, colgo l’occasione per ringraziarLa pubblicamente dei suoi articoli – tra gli ultimi ricordo quello sul referendum in Svizzera per i minareti e quello sulle persecuzioni dei cristiani – un aiuto nel giudicare quanto accade. ANNA ROSSI È così. E tra l’altro quella bellissima scena della fiction sul santo vescovo di Ippona rende ragione di un tema - spesso bistrattato e banalizzato - che è al centro di una delle sue opere più grandi, “La città di Dio”, con cui Agostino ha voluto rileggere in chiave sociale quella che è la legge interiore dell’uomo, la scelta tra il bene e il male che è possibile fare solo alla luce di un incontro umano con la Verità fatta persona. Se posso aggiungere una indicazione bibliografica, proprio in questi giorni l’editore Cantagalli propone in traduzione italiana (nella sua pregevole collana de “I classici cristiani”) un’opera di Étienne Gilson, intitolata Le metamorfosi della Città di Dio apparsa nel 1952. Un vero aiuto a capire come la nozione agostiniana di civitas Dei deve egualmente sfuggire a riduzioni storiche, ma anche a categorie misticheggianti. OMOSESSUALITÀ SDOGANATA NÉ DEMONIZZARE, NÉ ASSECONDARE N ell’odierno panorama culturale, l’omosessualità maschile, sdoganata dall’area dei tabù, ammicca dai cartelloni pubblicitari e dagli spot televisivi, viene gridata nei gay pride e in qualunque programma televisivo, ma viene sottaciuta nella sua dimensione di sofferenza individuale. E’ nota la crisi dell’identità maschile e la crescente incertezza della definizione di”genere sessuale”, ma prevale lo stereotipo politically correct per cui bisogna vivere e accettare serenamente il proprio essere gay. Il malessere legato alla percezione della propria omosessualità è poco riconosciuto e considerato non tanto una drammatica incognita interiore, ma il risultato di una chiusura moralistica-reli- giosa della società. Chi si prodiga a difendere i “diritti” degli omosessuali, in realtà opera verso loro una spregiudicata azione di indifferenza e cinismo, mascherata sotto le mentite spoglie della comprensione e della solidarietà. Favorire o assecondare lo stato di omosessualità non equivale certo a far del bene ai “diversamente orientati”, a meno che si abbia voglia di scherzare, raccontando la favoletta che l’amore sterile tra gay generi alcunché di buono. Se veramente si avessero a cuore gli omosessuali dovremmo indicare vie e soluzioni meno ipocrite. Alcune risposte stanno arrivando dalla psicologia cosiddetta “ricostitutiva”, basata sugli studi empirici della identità sessuale. Autorevoli psicologi che da anni lavorano in questo campo possono documen- tare numerose “guarigioni” di persone gay che hanno iniziato una terapia psicanalitica seria, e sono completamente usciti dal tunnel di una personalità incompiuta (vera radice dell’omosessualità). Certo, per gli omosessuali il primo passo da fare sarà gettare alle ortiche le bandiere ideologiche dell’orgoglio gay e riconoscere umilmente e senza complessi il proprio bisogno d’aiuto. La società invece, dovrebbe avere il coraggio di infrangere il luogo comune imposto dai media, secondo cui bisognerebbe arrendersi al fatto che omosessuali si nasce. Il problema dell’omosessualità non si affronta, né demonizzando, né assecondando, ma tentando il recupero, liberamente e senza costrizioni. GIANNI TOFFALI, Verona Sulla prima parte della sua lettera, l’ultima notizia è che la Rai trasmetterà proprio oggi sabato 20 febbraio - l’intervista bloccata la scorsa settimana in nome di un’interpretazione eccessivamente pedante di una cattiva legge, quella sulla par condicio (adesso si comprende quanto quei provvedimenti, se portati alle loro logiche conseguenze, siano oggettivamente lesivi della libertà di pensiero!). Circa le sue considerazioni sulla scarsa volontà del mondo politico e culturale di interrogarsi sugli anni di piombo, mi trova d’accordo. Il terrorismo delle br è stato ammantato di motivazioni etiche che non aveva, quasi a dire che ammazzare barbaramente per un ideale - per giunta sbagliato - è lecito o è comunque meglio che ammazzare e basta. Ragionamento pessimo e inaccettabile, soprattutto se a sostenerlo o a digerirlo sono quelle frange della sinistra che fanno del pacifismo - di parte e a giorni alterni - la loro bandiera. Ragionamento pericoloso, perché qualcuno potrebbe sostituire l’ideale delle br con i soldi o la dignità della famiglia e trovare facili attenuanti agli omicidi più efferati. E mi sembra di averlo già sentito un ragionamento simile... PAROLE, PAROLE, PAROLE (55) Etimologia Ovviamente dal greco purissimo, senza la frequente mediazione del latino: etumos (vero) logos (significato della parola). Quindi: vero significato della parola. Spesso occorre riferirsi alla etimologia di alcune parole, per comprenderne appieno, in tutta la loro profondità, il significato originario, che nel corso della storia può essere stato rimaneggiato o addirittura stravolto. I risultati a volte sono sorprendenti, come quando si tolgono strati di calcina o di nuovi colori da antichi affreschi o tele dipinte. Succede anche di rinfrescare o persino ricuperare tesori di pensiero andati persi nei secoli, per il susseguirsi di deviazioni, rivoluzioni, ideologie, mode, oscuramenti della vera ragione. Si pensi, ad esempio, alla etimologia di “cretino”. In origine significava “cristiano”; ma i rivoluzionari francesi, nella loro chiusa superbia razionalista, le hanno dato il significato di “stupido”. Per loro sarebbe pura dabbenaggine, se non peggio, aprirsi allo “stupore”, come Socrate, di fronte alla misteriosa immensità della realtà. Senza la capacità di stupirsi non sarebbe nemmeno partita la affascinante avventura della filosofia e delle scienze sperimentali. Senza lo stupore dei rozzi pastori e dei Magi sapienti non sarebbe partita la ancor più decisiva avventura dei “pescatori” discepoli di Cristo. ATTILIO SANGIANI INFORMATIVA PER GLI ABBONATI La società Editrice de Il Settimanale della Diocesi di Como, titolare del trattamento, tratta i dati, liberamente conferiti per ricevere il ns. periodico in abbonamento, in ottemperanza al D.Lgs. 196/2003. Per i diritti di cui all’art. 7 (aggiornamento, cancellazione, ecc.) e per l’elenco di tutti i responsabili del trattamento, rivolgersi al Titolare del Trattamento presso la sede di viale Cesare Battisti 8, 22100 Como, tel. 031-263533. I dati potranno essere trattati da incaricati preposti agli abbonamenti, al marketing, all’amministrazione e potranno essere comunicati a società esterne per la spedizione del periodico e per l’invio di materiale promozionale. DELLA DIOCESI DI COMO il settimanale Direttore responsabile: A GOSTINO CLERICI Editrice de Il Settimanale della Diocesi Coop.r .l. Coop.r.l. • Sede (direzione, redazione e amministrazione): V.le Cesare Battisti,8 - 22100 Como. T ELEFONO 031-26.35.33 FAX REDAZIONE 031-30.00.33 FAX SEGRETERIA 031-31.09.325 E-MAIL: [email protected] conto corrente postale n. 20059226 intestato a a: Il Settimanale della Diocesi di Como • Redazione di Sondrio: Via Gianoli, 18 - 23100 Sondrio. TELEFONO E FAX: 0342-21.00.43 E.MAIL: [email protected] Stampa: A. G. Bellavite S.r .l. - Missaglia (Lc) S.r.l. 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